CELEX: 51991PC0028
Language: it
Date: 1991-01-31
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO CHE ISTITUISCE UNO STRUMENTO FINANZIARIO PER L' AMBIENTE ( LIFE )

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                    COM(91) 28 def.
                                    Bruxelles, 31 gennaio 1991
                           Proposta di
                 REGOLAMENTO (CEE) PEI CONSIGLIO.
  che istituisce uno strumento finanziario per l'ambiente (LIFE)
                  (Presentata dalla Commissione)
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                                    MOTIVAZIONE
1. INTRODUZIONE
Negli ultimi anni si osserva che l'opinione pubblica, I governi degli Stati
membri e il Parlamento europeo chiedono un'azione più incisiva,In campo
ambientale, atta a realizzare concretamente gli obiettivi definiti dal trattato.
Aumenta la consapevolezza dell'Impossibilità, nella maggior parte del casi, di
risolvere efficacemente I problemi In un'ottica esclusivamente nazionale. Ciò è
evidente    quando   l'inquinamento   coinvolge  diversi   paesi,  ad   esemplo,
l'inquinamento di fiumi o mari ed è ancora più evidente quando l problemi
Interessano tutto il pianeta, ad es. la rarefazione dello strato di ozono o
l'effetto serra. Un'azione concertata e coordinata a livello comunitario risulta
necessaria però anche nel caso di problemi territorialmente più limitati. Alcuni
di essi sono infatti la diretta conseguenza di politiche comunitarie, ad esempio
la politica agricola o la politica regionale. Le soluzioni, per essere efficaci,
devono quindi tener conto delle interconnessioni tra la politica ambientale e le
altre politiche. Ogni problema ambientale comporta inoltre grosse Implicarle
economiche e le soluzioni        nazionali possono   Incidere sulle condizioni
concorrenziali o creare ostacoli agli scambi. I rischi di distorsione e di
disequilibrio sono accentuati dalle differenze esistenti tra gli Stati membri
per quanto riguarda la valutazione delle priorità ambientali e il grado di
efficienza delle amministrazioni nazionali nell'applicazione delle disposizioni
comunitarie.
La natura del problemi ambientali inoltre, spesso esige un'azione concertata e
coordinata con l paesi terzi. I negoziati Internazionali su aspetti ambientali
diventano più numerosi e complessi e I loro risultati possono incidere
fortemente sugli equilibri tra paesi, sulla competitività delle Imprese o sul
tasso di crescita e quindi sul nostro modello di sviluppo. La coesione degli
Stati membri, la coerenza e l'efficienza dell'azione ambientale avviata dalla
Comunità sono essenziali per la credibilità di quest'ultima affinché essa possa
difendere efficacemente I suol interessi nelle cerchie Internazionali.
In questo contesto, diventano particolarmente Importanti le relazioni con I
paesi dell'Europa centrale e orientale , per la loro vicinanza geografica
rispetto alla Comunità, la gravità e la natura del loro problemi ambientali e
 l'impatto diretto che questi problemi possono avere sulla situazione ambientale
degli Stati membr i.
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Nel settore dell'ambiente, la Comunità deve pertanto affrontare una triplice
sfida:
- realizzare gli obiettivi ambiziosi fissati dal trattato, In particolare quello
   di garantire un livello di protezione elevato;
- assicurare, nell'Europa dei 12, la coesione tra paesi nei quali II livello di
   sviluppo, la natura e la percezione del problemi ambientali e il controlio
   delle nuove tecnologie divergono spesso notevolmente;
- far fronte, in       modo   crescente,  alle  sue   responsabilità   a   livello
   internazionale.
Per rispondere a queste tre sfide, la Comunità deve poter disporre di risorse e
mezzi di azione all'altezza dei problemi da risolvere.
 II. I MEZZI DI AZIONE
 Il controllo del problemi ambientali Implica il ricorso a strumenti in grado di
modificare II comportamento delle persone, delle amministrazioni e delle
 imprese.
Politicamente, è possibile Intervenire:
- a livello regolamentare, cioè attuando progressivamente un codice legislativo
   dell'ambiente che comporti obiettivi di qualità, di norme, di procedure ecc.
-mediante strumenti economici e fiscali nel senso di riflettere i costi
   ambientali di ogni attività nel prezzi e negli oneri o canoni pagati dal
   produttori e/o dal consumatori del vari beni e servizi;
-mediante strumenti finanziari che orientino, a seconda dei casi, Il
   comportamento tramite azioni di sensibilizzazione e formazione, incentivi
   (progetti dimostrativi, aiuti, prestiti ecc.) e/o finanzino operazioni di
   recupero o di prevenzione intese a sopperire alle carenze di altri
   dIspos itivi.
Ciascuno di questi tre mezzi di azione presenta del punti deboli.
L'approccio regolamentare, almeno teoricamente, può garantire la realizzazione
di obiettivi quantificati e precisi ma è limitato dalla relativa staticità e
rigidità degli strumenti operativi e comporta Inoltre oneri amministrativi,
soprattutto per il controllo, che possono risultare molto elevati se si vuole
 Intervenire su tutte le attività aventi un Impatto sull'ambiente. Un eccesso di
regolamentazione e di burocrazia rischia inoltre di frenare li dinamismo delle
 Imprese, con risvolti negativi per la loro competitività.
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L'azione legislativa lanciata all'Indomani del Consiglio europeo di Parigi
dell'ottobre 1972, ha raggiunto un buon livello di sviluppo ma solleva grossi
problemi di applicazione. Essa deve essere inoltre completata e regolarmente
aggiornata In funzione dell'evoluzione tecnologica e delle modifiche dei dati
ambientai I.
GII strumenti economici e fiscali possono intervenire In modo più flessibile e
dinamico.    Insieme all'azione    legislativa, essi    ne possono    accrescere
notevolmente l'efficacia e costituiscono pertanto un valido mezzo per Integrare
l'ambiente nelle altre politiche. Da soli però, essi non possono garantire la
realizzazione di obiettivi precisi. Risulta Inoltre difficile e a volte
Impossibile, quantificare I costi per la collettività di un effetto nocivo,
soprattutto quando si tratta di fenomeni aventi una dimensione planetaria quali
l'effetto serra o la riduzione dello strato di ozono. In pratica, molto spesso
occorre procedere In modo pragmatico, modificando progressivamente l'azione In
funzione dei risultati ottenuti e degli obiettivi da raggiungere.
il Consiglio ha discusso a più riprese, l'ultima volta alla sessione del 29
ottobre 1990, questi strumenti, riconoscendo la loro efficacia e l'opportunità
di un'azione comunitaria in questo campo. Sono in fase di preparazione delle
proposte concrete concernenti alcuni settori prioritari.
Gli strumenti finanziari, costituiscono II mezzo più opportuno quando si tratta,
ad esempio, di far fronte a degradi ambientali derivanti da attività del passato
oppure se non è possibile definire chiaramente la causa o II responsabile di un
certo tipo di degrado. Questi strumenti possono utilmente completare altre
 Iniziative nel campo della regolamentazione, soprattutto se si mira a obiettivi
ambiziosi da realizzare in termini brevi.
Le disponibilità di bilancio , proprie degli strumenti finanziari comunitari per
 I'ambiente,sono attualmente trascurabili. SI registra comunque un Incremento
della spesa a finalità ambientale da parte degli altri strumenti finanziari
della Comunità. Il Consiglio europeo del 26 giugno 1990 ha pertanto chiesto alla
Commissione di tracciare una sintesi della situazione.
A causa del limiti propri a ciascun mezzo di azione, sarebbe impossibile
definire una strategia coerente ed efficace per l'ambiente senza ricorrere al
tre mezzi nel loro insieme. AppiIcando congiuntamente l'approccio legislativo, l
mezzi economici e fiscali e gli strumenti finanziari si possono compensare I
punti deboli e valorizzare le potenzialità di ciascuno di essi. L'abbinamento di
più mezzi facilita Inoltre II consenso necessario per sviluppare ed assicurare
 l'attuazione della politica comunitaria.
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 In questo     contesto,    Il   rafforzamento e    la maggiore   coerenza   degli
Interventi finanziari comunitari sono Indispensabili per completare gli effetti
degli altri mezzi di azione e per aumentare l'affidabilità e l'efficienza. Il
Parlamento europeo, ha più volte ribadito questa necessità, In particolare al
momento della preparazione del bilanci 1990 e 1991 , auspicando la creazione di
un fondo a finalità ambientale corrispondente all'entità del problemi da
risolvere e al ruolo che la Comunità deve svolgere In questo campo.
 I H . GLI STRUMENTI FINANZIARI ESISTENTI
Conformemente alla richiesta espressa dal Consiglio europeo il 26 giugno 1990,
 la Commissione ha preparato un quadro riassuntivo delle risorse finanziarie
 impegnate per sostenere azioni a favore dell'ambiente. Da tale sintesi, allegata
alla presente proposta, emergono le constatazioni e considerazioni seguenti:
- le spese che concernono, direttamente o Indirettamente l'ambiente sono
   notevolmente aumentate negli ultimi anni. Fino al 1987 Infatti, la spesa annua
   era dell'ordine di 60 Mio di ECU mentre, per II periodo 1988-1993, la spesa
   ambientale dovrebbe complessivamente superare 4 mi Nardi di ECU, di cui II 90%
   per spese di Investimento e II 10% per la ricerca o per progetti dimostrativi.
- Gli importi Impegnati fanno capo a tutta una serie diversificata di strumenti.
   Soltanto una parte limitata di questi importi (alcuni programmi di ricerca, l
   progetti dimostrativi finanziati nel quadro di ACE, MEDSPA, NORSPA e ACNAT,
   azioni a favore della foresta (prevenzione degli Incendi e lotta contro le
    piogge acide) nonché la linea di bilancio "ecologia nel paesi In via di
    sviluppo") concernono a titolo prioritario l'ambiente; per gli altri, questo
    settore é un mezzo per raggiungere gli obiettivi proprt alle politiche di cui
    assicurano il supporto finanziario. Queste spese contribuiscono a ridurre le
    varie forme di inquinamento ma, essendo ripartite In vari strumenti finanzlart
   e soggette ad obiettivi, priorità e limitazioni, soprattutto di tipo
   geografico, Inerenti alle politiche per le quali fungono da supporto, esse non
    possono riflettere, in maniera visibile e coerente, gli obiettivi e le
    priorità della politica ambientale e, nel quadro specifico di questa
    politica, esse non possono pertanto svolgere un ruolo di orientamento e di
    Incoraggiamento, col legando e completando gli altri mezzi di azione propri di
    essa.
 ---pagebreak--- -Secondo II trattato, le esigenze di protezione dell'ambiente sono una
  componente delle altre politiche della Comunità.Il finanziamento di azioni
  concernenti direttamente l'ambiente, di per sé, non é sufficiente per attuare
  questa disposizione. Si deve Infatti tener conto delle esigenze ambientali
  anche nel finanziamenti non direttamente connessi con l'ambiente, ad es.
  quelli per le infrastrutture industriali, del trasporti o quelli a sostegno
  dell'agricoltura.
IV. PERCHE' UNO STRUMENTO FINANZIARIO  PER L'AMBIENTE?
Come già indicato al punto II, uno strumento finanziarlo può contribuire
all'efficacia della politica ambientale come mezzo per orientare II
comportamento delle persone, delle Imprese e delle amministrazioni tramite
Incentivi positivi o per finanziare operazioni di recupero o di prevenzione, in
questo contesto, il ruolo di uno strumento comunitario é particolarmente
Importante per Incoraggiare e Inquadrare le iniziative nazionali, regionali o
locali. Tali Iniziative infatti si stanno moltipllcando e nella misura In cui le
differenze tra Stati membri, a livello di percezione di problemi, di definizione
di priorità e della possibilità concreta di azioni sono considerevoli, esse
rischiano di accentuare l'Incompatibilità tra paesi. Queste Incompatibilità
saranno sempre più difficili da armonizzare In quanto rientrano in azioni che
evolvono sempre di più verso vere e proprie politiche nazionali per l'ambiente.
Sarebbe pericoloso sottovalutare      I rischi   Inerenti a tale evoluzione,
soprattutto per le conseguenze che esse possono implicare in termini di
distorsioni concorrenziali e di ostacoli alla libera circolazione delle merci.
Aggiungasi che la Corte di giustizia ha riconosciuto la legittimità, nel caso di
problemi attinenti all'ambiente, del ricorso al disposto degli articoli 30-36
del trattato.
Dato che gli Importi Impegnati a livello comunitario, nel rispetto del principio
di sussidiarietà, sono spesso relativamente modesti, l'efficacia dell'azione
dipende spesso fortemente dalla sua visibilità, dal nessi e dalla coerenza con
gli obiettivi e le priorità proprie della politica di cui assicurano II supporto
nonché dalla sinergia con gli altri mezzi d'azione comunitari attuati nel quadro
della politica in questione.
Ciò é particolarmente vero per la politica ambientale, a causa del suo campo di
applicazione molto vasto e degli oneri di bilancio potenzialmente elevati che
può Implicare ciascuna azione in questo campo.
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GII strumenti finanziari propri alle varie politiche comunitarie devono
continuare ad apportare II loro contributo alla soluzione del problemi
ambientali perseguendo al tempo stesso gli obiettivi propri alle politiche di
cui assicurano II supporto. Essi non possono Invece assicurare II ruolo
principale di supporto alla politica per l'ambiente In quanto non possono
Illustrare e riflettere, con la loro azione, le specificità, le priorità e gli
obiettivi propri a questa politica.
L'azione ambientale si distingue Infatti,       per  molti   aspetti, da  quella
realizzata nel quadro di altre politiche:
Innanzitutto i problemi ambientali Impongono molto spesso soluzioni che non
possono essere concepite in un'ottica regionale o nazionale. L'azione Intesa a
risolvere un dato problema deve poter estendersi a tutto II territorio
comunitario e, nel quadro della cooperazione Internazionale, al di là di esso.
L'azione ambientale non ha Inoltre come finalità privilegiata un dato settore
sociale o economico né II settore produttivo di determinate regioni. Essa mira a
favorire l'Integrazione sistematica della dimensione ambientale nelle scelte
delle persone, delle Imprese o delle amministrazioni e concerne pertanto tutta
la popolazione.
Nella misura In cui essa intende modificare il comportamento della popolazione,
l'azione ambientale ha Inoltre raramente un carattere puntuale e si situa in una
prospettiva di evoluzione progressiva a lungo termine, con la vocazione di
fungere da stimolo permanente. Nel rispetto del principio "chi Inquina paga",
essa esercita     la sua funzione di      Incoraggiamento e di orientamento,
privilegiando I mezzi atti ad assicurare un effetto moltiplicatore.
La politica per       l'ambiente é stata concepita       nella convinzione   che
 l'utilizzazione razionale delle risorse naturali e lo sviluppo sostenibile nel
tempo sarebbero un'utopia se si pretendesse di ottenerli esclusivamente o
essenzialmente tramite le risorse pubbliche, siano esse nazionali o comunitarie,
Ingenti o no. Non si potranno mal raggiungere questi obiettivi se si lascia
credere alle persone, alle Imprese e alle amministrazioni che esse potranno
continuare ad agire come in passato. Per questo motivo, Il principio "chi
Inquina paga" e II principio di sussidiarietà sono, in questo contesto,
particolarmente rilevanti e II trattato insiste sulla necessità di integrare la
dimensione ambientale nelle altre politiche.
Uno strumento finanziarlo per l'ambiente non deve quindi essere concepito come
un mezzo per riparare, a posteriori, I danni e non deve essere recepito come una
specie di macchina disinquinante per tutte le attività, che elimina ogni
preoccupazione In materia.
V. IL PRINCIPIO CHI INQUINA PAGA
L'articolo 130 R, comma 2 dell'Atto unico stipula tra l'altro che l'azione della
Comunità in materia di ambiente sia basata sui principio "chi Inquina paga".
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In base a questo principio, i responsabili di un Inquinamento devono osservare
le norme o gli obiettivi di qualità In vigore. Sono ammesse delle eccezioni
all'applicazione di questo principio in due casi:
- s e l'applicazione immediata di norme molto vincolanti     può provocare gravi
   perturbazioni economiche;
- s e , nel quadro di altre politiche, ad esemplo la politica regionale o
   agricola, degli Investimenti ambientali mirano a risolvere determinati
   problemi strutturali di ordine regionale o settoriale, a patto che gli aiuti
   concessi rispettino le disposizioni del trattati, In particolare gli articoli
   92 e 93.
Da ricordare In proposito che In tre comunicazioni agli Stati membri,
rispettivamente nel 1974, 1980 e 1987, la Commissione ha concesso uno statuto
semi permanente agli aiuti statali per l'ambiente, a condizione che essi si
limitino al 15% dell'investimento oggetto di aluto.
Non sono inoltre considerati contrari al principio "chi Inquina paga":
- I contributi finanziari concessi agli enti locali per costruire o gestire
    impianti pubblici di protezione dell'ambiente le cui spese non possono
   nell'Immediato, essere Interamente coperte dal canoni del responsabili
   dell'Inquinamento che usano tali impianti.
- I finanziamenti destinati a compensare gli oneri particolarmente elevati
    Imposti a determinati responsabili d'Inquinamento per ottenere un grado di
   purezza eccezionale dell'ambiente;
- I contributi concessi per Incoraggiare sforzi di ricerca e sviluppo In vista
   dell'applicazione di tecniche, processi di fabbricazione o prodotti non
    Inquinanti.
L'elenco non é esaustivo ed è Infatti possibile individuare altri        tipi di
 investimenti pubblici, compatibili con questo principio, ad esemplo:
- Il finanziamento della protezione degli habitat;
- I costi di risanamento di siti nel caso di un Inquinamento derivante da
   attività del passato oppure qualora risulti impossibile definire precisamente
    la causa o II responsabile;
- le spese complementari all'applicazione del principio "chi Inquina paga", ad
   esemplo aluti allo sviluppo di trasporti pubblici se ciò risulta necessario
   per raggiungere I risultati auspicati;
- le Iniziative a livello Internazionale, che per motivi di Interesse, di
   efficienza e di solidarietà, possono giustificare un sostegno finanziarlo.
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 Il principio "chi Inquina paga" non é quindi Incompatibile con la costituzione
di uno strumento finanziario specifico per l'ambiente. Questo principio deve
però essere tenuto presente quando si definiscono i campi di azione del nuovo
strumento e al momento della concessione dei finanziamenti previsti.
VI. IL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ'
L'articolo 130 R, paragrafo 4 del trattato stipula che la Comunità agisce In
materia ambientale nella misura in cui gli obiettivi perseguiti possono essere
meglio realizzati a livello comunitario piuttosto che a livello del singoli
Stati membri. Fatte salve talune misure di carattere comunitario, gli Stati
membri assicurano il finanziamento e l'esecuzione delle altre misure.
La sussidiarietà deve restare il criterio di valutazione principale quando si
definiscono le azioni ambientali da sviluppare a livello comunitario. Questo
criterio deve però essere valutato e applicato In relazione all'efficienza della
politica e degli obiettivi da raggiungere e non in modo astratto o In base a
considerazioni teoriche.
Sarebbe Infatti difficile pretendere che il tener conto di questo criterio vieti
un'azione valida In un quadro comunitario specifico per l'ambiente ma,
contemporaneamente, autorizzi qualsiasi azione sull'ambiente se sviluppata sotto
Il mantello di altre politiche comunitarie. La sussidiarietà non é
un'esclusività della politica ambientale. Essa concerne una grossa parte del
campi di azione comunitari e, trattandosi degli aspetti di bilancio, essa
costituisce più la regola che l'eccezione. L'azione comunitaria deve essere
Inquadrata In modo da facilitare e non ostacolare la trasparenza in questo campo
evitando soprattutto, quando si tratta di impegnare risorse di bilancio per
rispondere a preoccupazioni ambientali, che la sussidiarietà sia recepita in
modo diverso, a seconda che il finanziamento avvenga mediante gli strumenti
finanziari propri alla politica ambientale oppure tramite altri strumenti
finanziari comunitari. Occorre evitare di dare all'articolo 130 R, paragrafo 4
del trattato delle interpretazioni che possano Indurre a soluzioni poco
razionali e che Implicherebbero uno stravolgimento dell'articolo In questione.
L'ambiente é d'altra parte uno dei settori dove un intervento comunitario é
particolarmente giustificato sotto il profilo della sussidiarietà. E' Il caso,
In    particolare,    delle   azioni    concernenti    problemi   d'Inquinamento
transfrontallero oppure a carattere globale. E' anche il caso di un intervento
comunitario che si rivela necessario per assicurare la coesione economica e
sociale oppure per evitare distorsioni concorrenziali o ostacoli agli scambi.
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Un finanziamento comunitario diretto, destinato a contribuire all'applicazione
del diritto comunitario é da proscrivere. L'intervento finanziarlo comunitario
dovrebbe piuttosto favorire l'accelerazione dell'applicazione o II superamento
delle disposizioni in vigore. Anche in questo caso comunque, occorre evitare di
privilegiare la forma a scapito della sostanza. Uno del modi migliori per
favorire II superamento delle norme in vigore consiste infatti nel promuovere
l'adozione di norme più severe. In molti casi non sarà però possibile
raggiungere questo obiettivo escludendo la possibilità di appoggiare, almeno
Indirettamente,l'appiIcazIone delle nuove norme, per lo meno nel paesi che hanno
maggIori problemI In questo campo.
VII. CAMPO DI APPLICAZIONE E PRIORITÀ' D'INTERVENTO
li nuovo strumento deve agire come supporto finanziarlo della politica
comunitaria a favore dell'ambiente, aumentare l'efficienza e la visibilità
dell'azione della Comunità In questo settore e favorire una maggiore coesione
nel comportamento degli Stati membri di fronte al problemi ambientali, sia che
si tratti di affrontare problemi concernenti il territorio comunitario sia che
si tratti di negoziare, a livello Internazionale, una risposta concertata a
problemi transfrontalier! o globali. Esso deve anche assicurare un migliore
equilibrio tra la politica ambientale e altre politiche comunitarie e favorire
l'Integrazione della dimensione ambientale in queste politiche.
Esso deve soprattutto avere un effetto d'Incoraggiamento e privilegiare I mezzi
d'intervento aventi un effetto moltiplicatore nonché contribuire a eliminare le
strozzature che ostacolano o Impediscono lo sviluppo degli altri mezzi di azione
comunitari.
Lo strumento finanziarlo deve poter operare sulla base di forme di finanziamento
diversificate, in relazione alla natura delle operazioni: cofmanzi amento di
programmi, progetti, di abbuoni d'Interesse, di sovvenzioni rimborsabili o di
supporto all'assistenza tecnica.
In relazione alla sua funzione, il        nuovo strumento   finanziarlo dovrebbe
perseguire quattro obiettivi generali:
a) contribuire   a rafforzare ed      aumentare   l'efficienza  delle strutture
   amministrative o del servizi      Incaricati  di applicare    le disposizioni
   ambientai I ;
b) contribuire al controllo e alla riduzione delle varie forme d'Inquinamento
   attraverso un'azione complementare a quella di tipo regolamentare;
e) contribuire alla protezione delle zone sensibili     e al mantenimento della
   diversità biogenetica;
d) apportare un sostegno tecnico e finanziarlo al paesi terzi per l'attuazione
   delle convenzioni Internazionali e alla risoluzione di problemi comuni o
   global I.
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Per II primo obiettivo, si é constatato che la    normativa comunitaria é spesso
applicata male. Ciò può dipendere dalle carenze    delle strutture amministrative
di un dato paese o di una data amministrazione    locale, ma anche dalla recente
percezione del problemi e quindi dalla mancanza    di esperienza diretta circa I
mezzi per farvi fronte.
Tra I tipi di azione possibili In questo contesto citiamo, a titolo di esempio:
- l'assistenza    tecnica per definire strategie e programmi          d'Intervento
   coerenti,in relazione agli attuali problemi ambientali;
- la formazione del gestori dell'ambiente, del consulenti ecologici presso le
   autorità pubbliche, del responsabili dell'ambiente presso le Imprese, del
   personale addetto a zone sensibili ecc.;
- lo sviluppo e l'ammodernamento di reti di sorveglianza e controllo;
- l'Informazione e la sensibilizzazione.
 Il secondo obiettivo é centrale per l'attività . L'azione in questo caso parte
dalla convinzione che i progressi nel controllo dell'Inquinamento dipendano In
gran parte dall'Impegno degli enti locali e delle Imprese e che, attraverso
questo Impegno si possa andare più lontano e più rapidamente di quanto Imposto a
livello legislativo. In questo campo, é anche possibile agire In modo Indiretto,
ad esemplo, attraverso un'azione di promozione dei marchi ecologici, affinché I
consumatori con le loro scelte orientino l'attività delle imprese. Nella stessa
ottica, si potrebbe assicurare un sostegno finanziarlo alle vittime di Incidenti
ambientali, in modo che esse possano far valere I loro diritti nel confronti del
responsabili e Incoraggiare cosi l'osservanza del principio "chi Inquina paga".
L'azione deve anche a lutare determinate imprese comunitarie, agricole ed
industriali, In particolare le piccole e medie Imprese nel loro sforzo di
adeguamento. Nell'ambito di questo obiettivo, l'azione comunitaria deve, nel
rispetto del principio di sussidiarietà, stimolare soprattutto le Iniziative a
livello nazionale assicurandone la coerenza onde evitare II rischio di
distorsioni concorrenziali o di ostacoli agli scambi.
A titolo di esemplo, Il secondo obiettivo potrebbe riguardare:
- la promozione di nuove tecnologie non Inquinanti In vari settori Industriali
   particolarmente inquinanti, cementifici, Industria della carta e dei cartoni,
   concerie, fabbriche di conserve ecc.;
- il risanamento dei siti degradati da attività industriali del passato, ad
   esempio, miniere, cumuli di scorie, siti di spargimento di rifiuti tossici;
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- Il sostegno alle PIM che utilizzano prodotti tossici o pericolosi per
  l'ambiente, ad esemplo tintorie, laboratori fotografici, ditte di pittura,
  tipografie, ospedalI ;
- lo sviluppo di tecniche di riciclo e di reimpiego del rifiuti;
- la promozione e la valorizzazione del l'audit ambientale presso le Imprese.
Il terzo obiettivo parte dalla constatazione che molto spesso l'approccio
regionale o nazionale non offre soluzioni adeguate al problemi di tutela
dell'ambiente e delle risorse naturali, soprattutto nel caso di problemi di
inquinamento atmosferico o delle acque. SI tratta di preservare II patrimonio
biologico, di affrontare alla radice II problema delle piogge acide e
dell'effetto serra o di combattere l'erosione e la desertificazione nonché,
eventualmente , d'incoraggiare la ricerca di soluzioni per I problemi ambientali
legati alla diminuzione dell'attività agricola e al remarg Inamento economico di
talune regioni. E' altrettanto Importante Incoraggiare l'azione di recupero e
ripristino delle aree urbane. Nel quadro di questo obiettivo, un'azione
comunitaria che si aggiunga alle azioni già decise e attuate (cfr. in
particolare la politica forestale comunitaria) é spesso necessaria per garantire
scelte ed interventi che siano frutto di una valutazione obiettiva delle
priorità piuttosto che della maggiore o minore sensibilità o disponibilità delle
amministrazioni nazionali o regionali nonché delle disponibilità di bilancio
nazionali.
In questo caso si potrebbe Intervenire In settori quali:
- la rigenerazione del manto vegetale distrutto dagli incendi, dall'erosione o
  dalla desertificazione;
- la tutela delle zone e delle acque costiere;
- la conservazione della natura e     la tutela delle riserve biogenetiche di
  Interesse comunitario;
- il recupero e la tutela del centri urbani, particolarmente quelli che fanno
  parte del patrimonio culturale europeo.
Il quarto obiettivo Infine, concerne la ricerca di soluzioni per problemi
globali quali l'effetto serra, la distruzione delle foreste tropicali, la
riduzione dello strato di ozono o l'inquinamento marino. Si tratta di azioni che
possono estendersi oltre II territorio comunitario, in particolare con la
finalità di a lutare I paesi terzi più Indigenti favorendo cosi II consensus
necessario per concludere ed attuare le convenzioni internazionali. Tali azioni,
Intese a sostituire o a rafforzare i singoli contributi degli Stati membri,
avrebbero l'effetto di aumentare la coesione della Comunità consolidando cosi II
suo potere trainante e contrattuale sul plano Internazionale. Nel caso del
problemi transfrontalier!, si dovrebbe conferire un'attenzione particolare alle
zone del Baltico e del Mediterraneo, dove la Comunità ha un Interesse evidente a
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che I paesi terzi Interessati adottino un atteggiamento In sintonia con II suo.
Lo stesso vale per tutti I territori dell'Europa centrale ed orientale la cui
situazione ambientale     incide direttamente su gran parte del        territorio
comunitario.
Tale obiettivo potrebbe tradursi In:
- un contributo comunitario al meccanismi finanziari multilaterali che trattano
   problemi global I ;
- un contributo comunitario all'applicazione delle convenzioni  internazionali;
- programmi di assistenza tecnica per I paesi terzi, particolarmente quelli che
   si affacciano sul Baltico e sul Mediterraneo;
Da sottolineare che, nel quadro delle attività sviluppate In relazione al
quattro obiettivi prioritari, ogni azione di formazione funzionale alle varie
 iniziative previste e ogni azione di Informazione e sensibilizzazione del
cittadini risultano molto Importanti per conseguire I risultati auspicati.
Vili. CRITERI DI INTERVENTO DEL NUOVO STRUMENTO FINANZIARIO
Gli interventi del nuovo strumento finanziarlo dovranno apportare un contributo
alla realizzazione degli obiettivi generali e all'applicazione della politica e
del diritto comunitari in materia ambientale. L'entità della partecipazione
comunitaria sarà modulata In funzione della gravità dei problemi ambientali da
risolvere, soprattutto a livello regionale, dell'Interesse particolare delle
azioni sotto il profilo comunitario nonché della capacità contributiva del
beneficiario del sostegno finanziario di LIFE.
Per I singoli progetti che riguardano soprattutto azioni dimostrative, le
condizioni di concessione dell'aiuto comunitario dipenderanno inoltre da criteri
quali II carattere Innovatore del progetto, la sua funzione di modello, atto a
consentire In seguito tutta una serie di altre applicazioni, l'Intervento di
vari partner di Stati membri diversi e la sua efficienza rispetto al rapporto
costo/ut III.
Il tasso di partecipazione finanziaria della Comunità sarà di norma pari   al 30-
75% del costo complessivo delle azioni.
Le azioni che beneficiano già di      un aluto finanziarlo a titolo del fondi
strutturali o di altri strumenti      comunitari non potranno essere prese In
considerazione da LIFE.
IX. INTEGRAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI IN VIGORE
Al fine di assicurare la coerenza degli Interventi comunitari nel settore
dell'ambiente, occorre definire le azioni che saranno integrate In LIFE e creare
un meccanismo di coordinamento.
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LIFE é lo strumento comunitario che assicura II supporto finanziarlo alle
attività aventi la finalità prioritaria di tutelare e migliorare l'ambiente,
come le attività attualmente In corso o previste nel quadro di MEDSPA, NORSPA,
ACE-tecnologle e ACNAT, E' anche II caso di azioni con finanziamenti nel paesi
terzi, concepite come prolungamento, al di fuori del territorio comunitario,
dell'azione di controllo e risanamento ambientale avviata dalla Comunità sul suo
proprio territorio e di cui esse costituiscono un elemento essenziale (piogge
acide, effetto serra, riduzione dello strato di ozono, Inquinamento di fiumi o
mari che Incidono direttamente sulla Comunità).
Nelle regioni dove Intervengono I fondi strutturali e altri strumenti finanziari
della Comunità per azlbnl di protezione dell'ambiente, la Commissione assicurerà
li coordinamento con gli Interventi di LIFE. In modo analogo, essa assicurerà II
coordinamento degli interventi a titolo di LIFE e della cooperazione allo
sviluppo.
Tra le azioni già In vigore o proposte dalla Commissione al Conslgllo,saranno
quindi Incorporati nel nuovo strumento finanziarlo I programmi MEDSPA, NORSPA,
ACE-Tecnologla, ACNAT. Questa Integrazione avrà come conseguenza diretta che le
disposizioni regolamentari adottate dal Consiglio per la gestione di questi
strumenti saranno abrogate non appena entrerà In vigore II presente regolamento.
X. L'ATTUAZIONE
A titolo di strumento della politica     per l'ambiente, LIFE deve agire come
complemento all'approccio legislativo e  agli strumenti economici e fiscali, nel
limiti In cui ciò risulti necessario per  aumentare l'efficacia di tutta l'azione
comunitaria. Esso pertanto non é l'unico  strumento, né lo strumento privilegiato
di questa azione.
In questa ottica, l'attuazione del nuovo strumento finanziarlo per l'ambiente
Implica l'adozione di vari programmi rispondenti al quattro obiettivi generali
di LIFE, già Indicati al punto VII. Tali programmi sono adottati dalla
Commissione previa consultazione del Comitato per l'ambiente e corrispondono a:
- obiettivi e priorità decisi nel quadro del programmi comunitari di azione (la
  proposta relativa al quinto programma sarà trasmessa al Consiglio e al
  Par lamento durante II 1991);
- varie strategie settoriali definite a livello comunitario e concernenti, ad
  esemplo la gestione del rifiuti, la conservazione della natura e la tutela
  della diversità biologica, la lotta contro le piogge acide;
- la situazione ambientale nel     paesi   delia  Comunità   (la terza  relazione
  comunitaria é quasi ultimata);
- impegni assunti nell'ambito delle convenzioni Internazionali.
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Essi sono definiti nel quadro della partnership con le principali parti
Interessate (autorità nazionali, regionali, ambienti economici e sociali,
organizzazioni non governative - ONG). Dato che In molti casi, I problemi
ambientali coperti dallo strumento finanziarlo comunitario, saranno di natura
transnazlonale o planetaria, la collaborazione dovrebbe favorire l'Integrazione,
a livello comunitario, delle parti Interessate ad un determinato problema, del
rappresentanti delle categorie socio-economiche che risentono dell'uno o
dell'altro problema nonché dei gruppi che appoggiano determinati obiettivi. La
collaborazione deve pertanto privilegiare le organizzazioni derivanti da questa
integrazione (associazioni regionali, Imprenditoriali, di ONG).
La partnership deve In particolare permettere una migliore comprensione del
problemi, una migliore definizione delle necessità e priorità nonché una
migliore ripartizione dei compiti e delle responsabilità al fine di garantire
l'utilizzazione ottimale delle risorse di bilancio Impegnate. Il passaggio
dall'impostazione "progetti" seguita finora, all'Impostazione "programma",
assicurerà una migliore gestione delle richieste di finanziamento, un maggiore
Impatto dell'Intervento comunitario nonché una programmazione nel tempo degli
Investimenti.
L'attuazione degli     interventi di LIFE comporta o una decisione della
Commissione Indirizzata alle amministrazioni pubbliche nazionali o regionali
interessate oppure la conclusione di contratti o convenzioni con le parti
Incaricate di eseguire       l'azione (associazione delle ditte      Interessate,
organizzazioni internazionali, ONG) in cui sono definite natura, entità e
condizioni dell'aiuto concesso. Le risorse di bilancio assegnate a LIFE saranno
stabi II ite ogni anno dall'autorità di bilancio e saranno inoltre oggetto di
previsioni di bilancio pluriennali nelle quali gli stanziamenti saranno
ripartiti per obiettivo prioritario.
L'azione comunitaria deve Implicare un aggiornamento permanente In funzione
delle esigenze espresse e delle risorse disponibili. A tale proposito, Il
regolamento prevede un meccanismo di valutazione e controllo dell'attuazione del
contributi di LIFE per rlcentrare, se necessario, le azioni in corso.
Durante una prima fase che copre gli anni 1991 e 1992, lo strumento finanziarlo
comporta delle disposizioni particolari semplificate che mirano ad assicurare
l'Impegno degli stanziamenti disponibili. Questa fase permette Inoltre di
verificare l'Impatto del nuovo strumento. Alla luce dell'esperienza acquisita
durante questi due anni e tenendo conto delle disponiti IiIta previste nel quadro
delle nuove prospettive finanziarle, LIFE sarà riesaminato dal Consiglio sulla
base di una proposta della Commissione da presentare entro il 31 dicembre 1992.
XI. PARAMETRI DI BILANCIO
Trattandosi del finanziamento, si potrebbe procedere valorizzando gli Introiti
comunitari nuovi oppure mediante II metodo di bilancio normale.
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E' stata scelta la seconda soluzione anche se essa é strettamente legata alla
ri negozi azione delle prospettive finanziarie comunitarie. L'alimentazione del
fondo tramite misure fiscali comunitarie specifiche, sarebbe Infatti subordinata
da un lato ad una modifica del disposto del trattato sulle risorse proprie e,
dall'altro, all'accordo degli Stati membri sulle misure fiscali che dovrebbero
alimentare il finanziamento.
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                                    Proposta di
                         REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
         che istituisce uno strumento finanziario per l'ambiente (LIFE)
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
 In particolare l'articolo 130 S,
vista la proposta della Commissioned),
visto II parere del Parlamento europeo ( 2 ) ,
visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 )
considerando che il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
prevede io sviluppo e l'attuazione della politica comunitaria In materia di
ambiente e fissa gli obiettivi e         i principi  che devono orientare tale
pòli t i c a ;
considerando che a norma dell'articolo 130 R, paragrafo 4 del trattato,
l'azione della Comunità in materia ambientale ha in particolare l'obiettivo
di preservare, proteggere e migliorare la qualità dell'ambiente, tenendo
conto,      tra l'altro  delle   condizioni   ambientali  nelle varie   regioni
comunitarie, dello sviluppo economico e sociale della Comunità in generale
e dello sviluppo equilibrato delle sue regioni;
(1) GU C n.
(2) GU C n.
(3) GU C n.
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considerando che l'articolo 130 R, paragrafo 4 del trattato prevede che la
Comunità agisca     in materia ambientale nella misura          in cui gli obiettivi
perseguiti possono essere meglio realizzati a livello comunitario piuttosto
che al livello dei singoli stati membri; che, fatte salve talune misure a
carattere    comunitario, gli      Stati  membri   assicurano     il finanziamento e
l'esecuzione delle altre misure;
considerando che per      far    fronte ai problemi     globali    dell'ambiente o a
problemi di interesse comune, occorre dare alla Comunità la possibilità di
fornire la sua assistenza a paesi terzi o di contribuire all'applicazione
delie convenzioni     internazionali, conformemente al disposto dell'articolo
130 R, paragrafo 5;
considerando che nella sua sessione del 25-26 giugno 1990, il Consiglio
europeo   ha   adottato una     dichiarazione    contenente    gli  orientamenti    per
l'azione futura della Comunità in materia di ambiente, nella quale indica
che l'intervento     legislativo deve essere accompagnato, ove opportuno, da
misure economiche e     fiscali;
considerando    che   nella   stessa    dichiarazione,    il  Consiglio    europeo   ha
invitato   la Commissione a redigere        l'inventario di tutte       le risorse di
bilancio destinate alla politica comunitaria sull'ambiente, che attualmente
sono erogate attraverso una serie di strumenti finanziari separati nonché a
presentare quanto prima le sue conclusioni;
considerando che l'analisi di queste risorse di bilancio indica un rapido
incremento delle spese realizzato attraverso fonti di finanziamento assai
eterogenee,    rispondenti    a   obiettivi   e   vincoli    propri   agli    strumenti
finanziari ut 11izzati ;
considerando che occorre creare uno strumento finanziario per                l'ambiente
(LIFE) che assicuri un quadro coerente di finanziamento e risponda meglio
all'azione ambientale comunitaria, rispettando al tempo stesso il principio
"chi inquina paga" e quello della sussidiarietà;
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considerando che per raggiungere lo scopo indicato dall'articolo 130 R del
trattato, occorre definire/nel rispetto del principio della concentrazione
delle risorse, gli obiettivi generali dello strumento, precisare le grandi
categorie di funzioni ad esso assegnate e definire il tipo di misure cui
LIFE può contribuire; che tali misure possono essere tese all'ultimazione
di   azioni   già  decise   e  Intraprese,   in particolare    di   quelle  per  la
protezione e la salvaguardia delle foreste;
considerando la necessità di disporre che, in una prima fase, comprendente
gli   anni   1991   e   1992  LIFE   assicuri,   nell'ambito   di    una  procedura
semplificata, il finanziamento di azioni prioritarie;
considerando che ai fini di una maggiore efficacia dei finanziamenti di
LIFE   e   per   meglio   rispondere   alle   attese   dei  beneficiari,    occorre
 introdurre una stretta cooperazione tra la Commissione,          lo Stato membro
 interessato e gli altri partner economici e sociali interessati alle azioni
svolte da LIFE, ogni parte agendo in qualità di partner, nel quadro delle
sue responsabilità e competenze proprie, in vista di un obiettivo comune;
considerando che occorre precisare le forme principali degli Interventi di
LIFE;
considerando che occorre       introdurre dei meccanismi    atti   a modulare gli
interventi   comunitari    in funzione delle caratteristiche delle azioni da
sostenere e della capacità contributiva del beneficiario;
considerando    che occorre    fissare  dei   metodi  efficaci   di   sorveglianza,
controllo e valutazione nonché assicurare un'informazione corretta              dei
potenziali beneficiari e del pubblico;
considerando che occorre prevedere, alla          luce dell'esperienza acquisita
durante   la prima fase di applicazione degli anni 1991 e 1992 e tenendo
conto delle disponibilità di bilancio prevedibili, un riesame da parte del
Consiglio, sulla base di una proposta della Commissione da presentare prima
del 31 dicembre 1992;
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HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                      Oggetto
1.  E' istituito uno strumento finanziario per l'ambiente (LIFE) Inteso a
    contribuire allo sviluppo e all'attuazione della politica comunitaria
    per l'ambiente.
2.  LIFE é destinato a contribuire al finanziamento di azioni ambientali
    prioritarie su tutto il territorio degli Stati membri nonché ad azioni
    di assistenza tecnica e finanziaria, svolte dalla Comunità nel quadro
    delle Convenzioni     internazionali    cui essa aderisce o di azioni di
    cooperazione cui essa partecipa.
3.  LIFE incorpora gli strumenti finanziari esistenti : il regolamento CEE
    n.2242/87   del   Consiglio    del   23   luglio  1987   relativo  ad   azioni
    comunitarie    per    l'ambiente ( D (ACE)     nonché   il   regolamento   CEE
    n     /91   del    Consiglio    del   ....   1991   [relativo   ad   un'azione
    comunitaria per la protezione dell'ambiente nella regione mediterranea
    (MEDSPA)] (2).
                                    Articolo   2
                               Obiettivi generali
LIFE ha I seguenti obiettivi:
* Nella Comunità:
    rafforzare e aumentare l'efficienza delle strutture amministrative o
    del servizi preposti all'applicazione delle disposizioni ambientali;
(1) GU n. L 207 del 29.07.87, pag. 8.
(2) GU n. L
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    contribuire    al   controllo    e   alla    riduzione   delle    varie    forme
    d'inquinamento;
    contribuire alla protezione delle zone sensibili           e al mantenimento
    della diversità biogenetica;
* Fuori della Comunità:
    apportare   un   sostegno   tecnico   e   finanziario   ai   paesi   terzi   per
    l'attuazione    delle  convenzioni    internazionali   e   la risoluzione     di
    problemi comuni o globali.
                                    Articolo 3
                               Obiettivi specifici
1.  Prima del 30 settembre di ogni anno, la Commissione stabilisce, in base
    al principio di concentrazione, previa consultazione del comitato di
    cui all'articolo 13 e a norma del presente regolamento e del programma
    di  azioni   della   Comunità   per   l'ambiente,   gH   obiettivi    specifici
    prioritari e le azioni pluriennali nel quadro degli obiettivi generali
    nonché I relativi indicatori di efficienza e I criteri concernenti la
    scelta delle singole misure che saranno finanziate da LIFE.
2.  Tuttavia,   nella   prima   fase   comprendente    gli  anni   1991-1992    LIFE
    assicurerà in via prioritaria il finanziamento delle azioni seguenti:
        azioni   rispondendi    al   criteri   di   ammissibilità   degli   attuali
        strumenti finanziari a finalità ambientale (ACE, MEDSPA);
        azioni intese a risolvere problemi ambientali particolarmente gravi
        o interessanti sotto il profilo comunitario;
        azioni di sostegno tecnico e finanziario per i paesi terzi.
3.  L'allegato   al   presente   regolamento    enumera   I tipi   di   misure   che
    possono   essere sostenute attraverso LIFE.
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                                    Articolo 4
                                Forme d'Intervento
L'intervento finanziario di LIFE ha luogo secondo forme di finanziamento
diversificate in funzione della natura delle operazioni:
a)  cofinanzlamento di programmi;
b)  cofinanzlamento di progetti;
e)  abbuoni d'Interesse;
d)  sovvenzioni soggette a restituzioni;
e)  sostegno per l'assistenza tecnica e per gli studi preparatori delle
    azioni.
                                     Articolo 5
                                       issibilità
1.  Possono    beneficiare   del sostegno     finanziario    previsto   al presente
    regolamento,     le operazioni    rispondenti   agli   obiettivi   di cui agli
    arti col I 2 e 3.
2.  Le azioni che beneficiano degli aiuti previsti nell'ambito dei fondi
    strutturali    o   di  altri   strumenti    finanziari    comunitari   non sono
    ammissibili al sostegno finanziario previsto dal presente regolamento.
                                     Articolo 6
                                  Coordinamento
La Commissione assicura il coordinamento e la coerenza tra gli interventi
effettuati    nel  quadro   del   presente    regolamento    e   quelli   effettuati
attraverso i fondi strutturali e attraverso gli altri strumenti finanziari
comunitari.
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                                   ArtlÇQlQ 7
                                   Partnership
Le  azioni   finanziate   da LIFE     sono    concepite  e   attuate   in stretta
concertazione tra la Commissione, lo Stato membro interessato rappresentato
dalle  autorità    competenti   da   questo    designate   a  livello   nazionale,
regionale o locale e le parti economiche e sociali interessate.
                                    Articolo 8
                                 Risorse di LIFE
Le  risorse   di bilancio     destinate    alle  azioni   previste   nel  presente
regolamento sono oggetto di stanziamenti annui nel bilancio generale delle
Comunità   europee.   L'autorità    di   bilancio   determina   gli   stanziamenti
disponibili per ogni esercizio.
Al  momento   del rinnovo delle prospettive         finanziarie,   la Commissione
presenta previsioni pluriennali degli importi stimati necessari per LIFE,
ripartiti in relazione a ciascun obiettivo indicato negli articoli 2 e 3.
                                    Articolo   9
                       Variazione dei tassi d'Intervento
1.   I tassi   del contributo comunitario al finanziamento, tramite LIFE,
    delle azioni sono variati In funzione dei seguenti criteri:
         gravità dei problemi ambientali specifici trattati dalle azioni;
         interesse particolare delle azioni sotto il profilo comunitario;
         capacità contributiva degli Stati o dei beneficiari interessati.
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2. I tassi    del   contributo    comunitario    complessivo    sono    soggetti   ai
   seguenti limiti:
       30% al massimo del costo totale nel caso di investimenti privati;
       50% al massimo del costo nel caso di           investimenti     pubblici, di
       esperimenti pilota o di dimostrazione;
       a titolo eccezionale, 75% al massimo del costo per l biotopi o gli
       habitat d'interesse comunitario;
       a titolo eccezionale, 100% del costo totale per le misure destinate
       all'acquisizione dell'informazione necessaria per eseguire l'azione
       nonché per le misure di assistenza tecnica.
                                   Articolo  10
                   Trattamento delle domande di contributo
1. Le  domande    relative   al   contributo    previsto   dallo    strumento    sono
   preparate   dalle autorità competenti       designate dagli      Stati  membri   a
   livello   nazionale,     regionale    o   locale   e   sono    presentate     alla
   Commissione.
   La Commissione può tuttavia chiedere di propria           iniziativa a persone
   giuridiche   o   fisiche   con   sede   nella   Comunità,    tramite    inviti   a
   presentare     dichiarazioni     d'interesse    pubblicati      nella    Gazzetta
   ufficiale delle Comunità europee, di presentare domande di contributo
   per azioni aventi un interesse particolare per la Comunità.
   Le domande dei     paesi   terzi   sono presentate    alla Commissione      dalle
   autor ita nazIona11 interessate.
   La Commissione    informa gli Stati membri dei progetti presentati nelle
   dichiarazioni di interesse e delle domande dei paesi terzi.
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2. La data limite per la presentazione alla Commissione delle domande di
   finanziamento tramite LIFE é fissata il 31 marzo di ogni anno. Per la
   prima fase, questa data é fissata al 30 settembre 1991.
3. Ogni progetto o azione scelti dalla Commissione, previa consultazione
   del comitato di cui al'articolo 13, può dar luogo a:
   a)   una decisione della Commissione che approva il progetto o l'azione
        di   cui   trattasi    indirizzata   alle autorità   competenti    designate
        dagli Stati membri a livello nazionale, regionale o locale;
   oppure
   b)   un   contratto o una       convenzione   disciplinanti   I diritti    e gli
        obblighi delle parti, conclusi con i beneficiari           incaricati della
        realizzazione.
4. L'importo del sostegno finanziario, le modalità di finanziamento e di
   controllo     e   tutte   le   condizioni   tecniche   inerenti   all'esecuzione
   dell'azione, sono determinati         in funzione della natura e della forma
   d'intervento e stabiliti nella decisione della Commissione oppure nel
   contratto o nel la'convenzione conclusi con i beneficiari.
5. Gli   importi degli     impegni e dei pagamenti sono espressi e versati in
   ECU.
 ---pagebreak---                                        - 26 -
                                    Articolo  11
                              Controllo finanziario
Fatti sa Ivi i controlli effettuati dalle autorità nazionali conformemente
alle dsposlzioni    legislative, regolamentari e amministrative nazionali e
fatte   salve   le disposizioni    dell'articolo 206 del trattato      nonché le
ispezioni effettuate In base all'articolo 209, lettera e) del trattato, la
Commissione può controllare sul posto, conformemente alle disposizioni dei
regolamento    finanziarlo,   In particolare     mediante  sondaggio,   le azioni
finanziate tramite LIFE ed esaminare i sistemi e le misure di controllo
introdotti    dalle  autorità   nazionale    che informano    la Commissione dei
provvedimenti    adottati a tal fine.
                                    Articolo  12
                           Sorveglianza e valutazione
La Commissione valuta e sorveglia efficacemente l'attuazione dell'azione
comunitaria    secondo  congrue   modalità,    stabilite   nella  decisione, nel
contratto o nella convenzione.
                                    ArtlçQlo  13
                                      Comitato
Nell'applicazione del presente regolamento, la Commissione é assistita da
un    comitato    dell'ambiente     a    carattere    consultivo,   composto   da
rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della
Commissione.
Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle
misure da adottare. Il comitato esprime          il suo parere su tale progetto
entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza
della questione in esame, ed eventualmente procedendo ad un voto.
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il parere é iscritto a verbale; ogni Stato membro ha inoltre il diritto di
chiedere che la sua posizione figuri nel verbale.
La Commissione tiene    in massima considerazione       il parere espresso dal
comitato.  Esso lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
                                  Articolo   14
                           Informazione e pubblicità
L'organismo responsabile dell'attuazione di un'azione che beneficia di un
contributo finanziario della Comunità provvede a che essa sia oggetto di
una pubblicità adeguata onde:
    sensibilizzare    i    potenziali     beneficiari    e    le  organizzazioni
    professionali alle possibilità offerte da tale azione;
    sensibilizzare l'opinione pubblica sul ruolo svolto dalla Comunità in
    relazione al l'azione.
Gli Stati membri consultano la Commissione e la informano delle iniziative
prese a tal fine.
                                  Art/çQlQ 1Ç
                              Clausola di riesame
Alla luce del le.esperienze acquisite e tenendo conto delle disponibilità di
bilancio prevedibili, su proposta della Commissione, da presentare entro il
31 dicembre   1992, il Consiglio riesamina una prima volta           II presente
regolamento.
Un secondo riesame ha luogo cinque anni dopo il primo.
Il Consiglio   delibera   a maggioranza     qualificata    sulle proposte  della
Commissione.
 ---pagebreak---                                     - 28 -
                                 ArtlçQlQ  /g
                          Disposizioni transitorie
Il presente regolamento lascia impregiudicato il proseguimento delle azioni
decise e divenute applicabili prima della sua entrata in vigore in base ai
regolamenti CEE n. 2247/87 (ACE) e n        /91 (MEDSPA).
                                 ArtfÇQlQ 17
                           Disposizioni abrogative
I regolamenti CEE n. 2242/87 (ACE) e n. .../91 (MEDSPA) sono abrogati.
                                 Articolo 18
                              Entrata in vigore
II presente regolamento entra in vigore 1 1 1 ' giugno 1991.
Il  presente  regolamento   é obbligatorio    per tutti    i suoi elementi e
direttamente applicabile In ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addi
                                         Per 11 Consigi io
 ---pagebreak---                                      - 29
                                                              Allegato 1
          TIPI DI MISURE AMMISSIBILI PER UN SOSTEGNO DI LIFE
                            (Elenco non limitativo)
assistenza tecnica alle autorità incaricate di attuare le disposizioni
amb i enta li de 11 a Comun i tà;
formazIone, i nformazIone e sens i b11i zzaz i one ;
dotazione, ammodernamento o sviluppo di reti di sorveglianza;
promozione del l'audit ambientale presso le imprese;
risanamento di siti contaminati da attività industriali del passsato;
promozione di nuove tecnologie pulite;
sviluppo di tecniche di riciclo e di reimpiego dei rifiuti;
sostegno alle PMI che utilizzano prodotti           tossici o pericolosi     per
l'ambiente;
rigenerazione       del    mantello    vegetale   distrutto    dagli    incendi,
dall'erosione o dalla desertificazione;
protezione e tutela delle foreste;
protezione e tutela delle zone e delle acque costiere;
conservazione      della    natura   e   tutela  delle   riserve   biogenetiche
d'interesse comunitario;
recupero e tutela dei centri urbani che, per il loro valore storico,
fanno parte del patrimonio culturale europeo;
assistenza     ai     paesi    terzi   nell'applicazione    delle    convenzioni
internazionali e per risolvere problemi d'Interesse comune o problemi
globali.
 ---pagebreak---                                - 30 -
                          FICHE FINANCIERE
1.   Intitulé de l'action   : création d'un Instrument financier pour
     I'environnement.
2.   Lianes budgétaires    concernées
     (Article      B4-320     LIFE   (Instrument      financier     pour
     I'environnement)
     Poste B4-300    ACE
           B4-301    ACNAT
           B4-302    MEDSPA
           B4-303    NORSPA
     Pour la procédure budgétaire 1992, toutes ces lignes seront
     fusionnées sous l'article LIFE.
3.   Baso lurIdifluo
     Résolution du Conseil des Communautés européennes et des
     représentants des Etats membres réunis au sein du Conseil du
     19 octobre 1987 concernant la poursuite et la réalisation d'une
     politique    et d'un programme        d'action    des Communautés
     européennes en matière d'environnement (1987-1992).
     Proposition de règlement CEE du Conseil portant sur la création
     d'un Instrument financier pour l'environnement.
4.   Description de l'action
4.1. Oblectlfa spécifiques
     L'Instrument financier pour l'environnement doit accroître
     l'efficacité et la visibilité des interventions financières
     dans ce secteur. Il doit favoriser une plus grande cohésion
     dans le comportement des Etats membres à l'égard des problèmes
     envIronnementaux.
     Il doit également assurer un meilleur         équilibre entre la
     politique    environnementale     et    les    autres    politiques
     communautaires.
 ---pagebreak---                                 - 31 -
4.2. ÛUlifl.
     Elle dépendra des activités à financer et des ressources qui
     pourront y être affectées par la procédure budgétaire annuelle,
     particulièrement dans le cadre de la renégociation des
     perspectives financières de la Communauté. Avant le 31 décembre
     1992, la Commission examinera l'évolution qu'elle entend voir
     prendre à LIFE.
4.3. Populations visées par l'action
     Les autorités locales, les milieux économiques et sociaux ainsi
     que les organisations non gouvernementa lea dans la Communauté.
     Les autorités responsables de l'environnement des pays tiers.
5.   Classification de la dépensa
     Dépenses non obligatoires, crédits dissociés.
6.   Nature de la dépense.
     Le règlement prévoit plusieurs types de dépenses en fonction
     des actions retenues :
           co-fInancement de programmes;
           co-fInancement de projets;
     -     bonification d'Intérêts;
           subvention remboursable;
           soutien   à    l'assistance   technique   et   aux    études
           préparatoires à l'élaboration des actions
     Dans cette dernière catégorie de mesures, on pourra financer
      des analyses descriptives et d'évaluation, consultations,
      prestations de service, collecte et diffusion de l'Information,
      publication de rapports ainsi que toute autre intervention
     nécessaire à la gestion de l'action.
7.    Ine Idoneo finane Ièro do l'action sur lea crédita d'Intervention
7.1. Moda da calcul
      En 1991, le coût de l'action s'élèvera à environ 64,5 Mècus.
     Ce chiffre résulte, d'une part, des crédits qui sont Inscrits
     pour LIFE, d'autre part, des crédits qui sont Inscrits au
      budget pour les Instruments appelés à être fusionnés avec LIFE,
      à savoir les crédits figurant aux postes B4-300 à B4-303.
 ---pagebreak---                               - 32 -
     Le pourcentage de l'Intervention communautaire dans le
     financement des actions prévues par LIFE peut varier entre 30 %
     et 100 % conformément aux règles définies dans la proposition
     de règlement du Conseil et notamment son article 9.
     Pour les années 1993 et suivantes, le coût de l'action dépendra
     de l'évaluation par la Commission de la mise en oeuvre de LIFE
     pendant les 24 premiers mois et du résultat de la négociation
     sur les perspectives financières.
7.2. Minl-budoat
     Le montant du mini-budget sera fixé annuellement selon les
     règles adoptées par la Commission le 22 mal 1990 et couvrira
     les dépenses de personnel, les dépenses relatives aux contrats
     d'entreprise, les dépenses d'Infrastructure, les dépenses
     relatives à l'Information et aux publications ainsi que
     d'autres dépenses de fonctionnement qui découlent de cette
     action.
7.3. Echéancier
     Un échéancier des crédits d'engagement pour les cinq prochaines
     années ne peut être établi à l'heure actuelle.
     Pour les crédits de paiement, on peut prévoir que la moitié des
     crédits Inscrits au budget 1991 seront payés en 1991, l'autre
     moitié en 1992.
8.   DlapoaltlQna anti-fraude
     Le règlement du Conseil prévolt un mécanisme de suivi tant sur
     le plan technique que financier.
     Des dispositions antl-fraude seront Incluses dans les contrats
     liant la Commission aux bénéficiaires de l'action.
9.   Recettes
     L'action ne génère pas de recettes autres que la récupération
     de l'Indu.
 ---pagebreak---                                  - 33 -
                        DEPENSES ADMINISTRATIVES
L'action proposée Implique une augmentation du nombre des effectifs de
la Commission.
La gestion des instruments qui seront fusionnés avec LIFE est assurée
actuellement par six fonctionnaires (3A, 2B, 1C), un expert national,
un fonctionnaire temporaire B et neuf prestataires de service (1A, 5B,
3C).
Pour 1991 et 1992, une partie des prestataires de service devrait être
remplacée par des fonctionnaires, à savoir 1A, 38 et 3C, à trouver soit
par redéploiement, soit par la vole de la procédure budgétaire annuelle
dans le cadre de la programmation des ressources par la Commission pour
l'exercice concerné.
L'Incidence   financière   sur   les crédits du      personnel  et   du
fonctionnement courant en 1000 Ecus/an est de :
        un fonctionnaire A    1 x 44    44
        3 fonctionnaires B    3 x 29    87
        3 fonctionnaires C    3 x 22    66
        total                          197
Après 1992, dans la mesure où les perspectives financières de la
Communauté permettront de doter LIFE de ressources budgétaires
Importantes, l'unité actuelle qui gère les instruments financiers qui
seront fusionnés avec LIFE ne sera plus en mesure de gérer l'Instrument
financier. La structure de la DG XI devra être revue pour faire face à
l'accroissement des activités.
 ---pagebreak---                                 - 34 -
                        ANALYSE COUT-EFFICACITE
1. Objectifs et cohérence avec la programmation financière.
   L'action comporte quatre objectifs généraux (cf. article 2)
   L'article 3 de la proposition de règlement prévolt que la
   Commission    établira   des objectifs    spécifiques   et   actions
   piuriannuel les assorties de critères pour le choix des mesures
   financées par LIFE. Les lignes budgétaires qui seront fusionnées
   dans LIFE sont Intégrées dans la programmation financière de la DG
   XI.
2. Justification de l'a&iJQn
   Un des objectifs généraux de LIFE est de favoriser la mise en
   oeuvre de la politique communautaire de l'environnement. L'approche
   législative suivie Jusqu'à présent ayant montré ses limites,
   d'autres moyens d'action doivent être utilisés, en particulier un
    Instrument financier (cf. exposé des motifs).
   Les actions financées par LIFE sont surtout des actions de
   démonstration cofinancées au maximum à 50 X pour les autorités
   publiques et à 30 % pour les entreprises. L'effet multiplicateur
   direct sera donc égal à deux ou trois selon le type d'actions
   visées. L'effet multiplicateur Indirect n'est pas mesurable à
    l'heure actuelle, Il dépendra des résultats positifs des actions de
   démonstration elles-mêmes.
3. Suivi et évaluation da l'action
   L'article 3 prévolt que chaque action plur(annuel le de LIFE fera
   l'objet d'une décision de la Commission qui comportera des
   objectifs spécifiques et des Indicateurs de performance. De manière
   à Juger de leur efficacité, les actions financées par LIFE feront
   l'objet d'une évaluation et d'un suivi afin de s'assurer que les
   objectifs auront été atteints en tenant compte des indicateurs de
   performance et du rapport coût/effIcaclté.
 ---pagebreak---                            - 35 -
         FICHE D'IMPACT SUR LA COMPETITIVITE ET L'EMPLOI
     Quelle est la Justification principale de la mesure 7
     Créer un Instrument financier qui puisse contribuer à
     favoriser le développement et la mise en oeuvre de la
     po111 i que communauté I re de l'envIronnement.
il.  Caractéristiques des entreprises concernées.
     Les    entreprises     concernées    sont    les   entreprises
     Industrielles ou de service, grandes et petites pour autant
     que leurs Installations soient anciennes. En effet, le
     concours financier que pourra apporter l'Instrument doit
     respecter le principe du poi lueur-payeur qui Interdit des
     aides aux établissements nouveaux sauf            lorsque les
     équipements visent à respecter des normes plus sévères que
      la norme imposée.
III. Quelles sont     les obligations    Imposées  directement  aux
     entreprises ?
     Aucune
IV.  Quelles sont les obligations susceptibles d'être Imposées
     Indirectement aux entreprises via les autorités locales 7
     Aucune
V.   Y a-t-ll des mesurée spéciales pour les PME 7 Lesquelles 7
     Une    des   missions     de   l'Instrument   financier   vise
     spécifiquement les P.M.E. Elle prévoit le soutien aux
     P.M.E. qui utilisent des produits toxiques ou dangereux
     pour l'environnement afin de leur permettre de se doter de
     technologies propres.
     L'Instrument prévolt aussi des programmes de démonstration
     pour les technologies de recyclage et de réutilisation des
     déchets ainsi que des programmes d'équipement de techniques
     modernes de surveillance et de contrôle qui sont très
     souvent produits par les P.M.E.
 ---pagebreak---                          - 36 -
VI. Ouel est l'effet prévisible 7
     a) sur la compétitivité des entreprises 7
     L'action envisagée n'impose directement aucune obligation
     aux entreprises. Elle vise principalement l'Introduction de
     technologies propres dont l'effet sera positif sur la
     compétitivité des entreprises. L'action aura également un
     Impact   favorable sur      les secteurs équipements et
     Installations de dépollution.
     b) sur l'emploi 7
     Les conséquences sur l'emploi de l'augmentation de la
     compétitivité des entreprises sont favorables mais
     difficilement   quant If tables. Les mesures envisagées
     entraîneront certainement des besoins en main d'oeuvre
     locale.
Vil. Les partenaires sociaux ont-Ils été consultés 7
     Quels sont leurs avis 7
     La procédure Institutionnelle prévoit cette consultation
     dans le cadre du Comité Economique et Social.
 ---pagebreak---                                     - 37 -
                        BILANCIO DELLE RISORSE COMUNITARIE
                               RELATIVE ALL'AMBIENTE
 I. INTRODUZIONE
 In occasione della sessione del 25 e 26 giugno 1990, Il Consiglio europeo ha
 Invitato ia Commissione a fare l'inventarlo di tutte le risorse destinate nel
quadro del bilancio comunitario a sostenere finanziariamente azioni nel settore
ambientale. La presente nota risponde a questo Invito. Essa descrive brevemente
per ciascuno strumento finanziario gli stanziamenti disponibili nonché I settori
coperti e analizza le tendenze che si dellneano dall'utilizzazione di tali
stanziamenti. La descrizione riguarda unicamente gli stanziamenti d'Intervento
dal momento che gli studi rappresentano un importo trascurabile.
 li documento fornisce anche talune Informazioni sulle attività finanziarle della
BEI nel settore ambientale.
L'allegato 1 contiene una serie di schede descrittive relative a ciascuno
strumento finanziario. L'allegato 2 presenta la sintesi finanziaria. Infine,
 l'allegato 3 riporta le informazioni di cui dispongono I servizi della
Commissione circa le spese ambientali di taluni Stati membri<*).
Vari strumenti finanziari apportano II loro sostegno ad azioni nel settore
dell'ambiente. Tra questi strumenti è opportuno distinguere quelli che hanno una
finalità speci floamente ambientale da quelli che Influiscono sull'ambiente pur
rispondendo ad una finalità principale diversa dalla protezione ambientale.
 II. GLI STRUMENTI A FINALITÀ* AMBIENTALE
 11.1. I programmi tecnologici di ricerca e sviluppo
Si tratta innanzitutto delle attività di ricerca e sviluppo eseguite nell'ambito
di vari programmi specifici Inclusi nel programma-quadro comunitario di ricerca
e sviluppo tecnologico 1987-1991, attività che saranno proseguite con li nuovo
programma-quadro 1990-1994.
Il programma-quadro di ricerca e sviluppo tecnologico nel settore dell'ambiente,
attuato mediante contratti a spese ripartite, azioni concertate ed attività di
coordinamento e di formazione, comprende tre programmi:
(*) Uno studio attualmente In corso presso la Commissione mira a dare un quadro
     d'Insieme più completo In questo settore.
 ---pagebreak---                                     - 38 -
Il programma STEP (Scienza e tecnologia per la protezione dell'ambiente)
apporterà tra II 1989 e II 1992 un contributo finanziarlo della Comunità di 75
Mio di ECU alle attività di ricerca nel nove seguenti settori: ambiente e salute
umana, determinazione del rischi connessi ai prodotti chimici, fenomeni
atmosferici e qualità dell'aria, qualità delle acque, protezione del suoli e
delle acque sotterranee, ecosistemi, protezione e conservazione del patrimonio
culturale europeo, tecnologie per         la protezione dell'ambiente, rischi
tecnologici rilevanti. Per II periodo 1991-1994 è in fase di approvazione un
nuovo programma.
Il programma EPOCH (Programma europeo di climatologia e sui rischi naturali)
apporterà tra II 1989 e II 1992 un contributo finanziarlo comunitario di 40 Mio
di ECU alle attività di ricerca nel quattro seguenti settori: modifica del clima
nel tempo, fenomeni e modelli climatici, effetti del clima e rischi connessi ai
medesimi, rischi sismici.
Il programma MAST (Scienze e tecnologie marine) apporterà tra II luglio 1989 e
 il giugno 1992 un contributo finanziarlo comunitario di 50 Mio di ECU alle
attività di ricerca nella scienza marina fondamentale e applicata, nella scienza
e l'Ingegneria delle zone litoranee, alla tecnologia marina e alle iniziative di
sostegno. Per II periodo 1991-1994 e In fase di approvazione un nuovo programma.
Inoltre II programma di RST del Centro comune di ricerca ha stanziato 137 Mio di
ECU dal 1987 al 1990 per attività di ricerca relative alla protezione
dell'ambiente, alla teledetezione per la sorveglianza dell'ambiente terrestre e
marino e del rischio Industriale. Durante lo stesso periodo 17 Mio di ECU sono
stati destinati ad attività di supporto scientifico e tecnico in vari settori
del l'ambiente.
Il terzo programma-quadro per azioni comunitarie di RST (1990-1994), adottato
dal Consiglio II 23 aprile 1990 ha previsto la realizzazione di un'azione
specifica nel settore dell'ambiente. L'Importo ritenuto necessario a tal fine è
di 518 Mio di ECU (227 nel 1990-1992 e 291 nel 1993-1994) comprese le azioni
dirette di ricerca condotte dal CCR. Il 3 maggio 1990 la Commissione ha
presentato una proposta di programmi specifici di RST nel settore ambientale I
cui obiettivi principali sono:
-  la partecipazione a programmi sul cambiamenti generali
-  le tecnologie e l'Ingegneria ambientali
-  gli aspetti economici e sociali del problemi ambientali
-  I progetti di ricerca Integrati.
SI attende la decisione del Consiglio sulla proposta.
II.2. Le azioni comunitarie per l'ambiente (ACA)
ACA è un programma dimostrativo che permette l'erogazione di aiuti finanzi art al
seguenti sei settori:
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1. I progetti dimostrativi relativi allo sviluppo di tecnologie nuove pulite
   cioè poco o affatto Inquinanti e tali da permettere un'economia In risorse
   naturai I.
2. I progetti dimostrativi relativi alla messa a punto di nuove tecniche e
   metodi di misurazione e di sorveglianza della qualità dell'ambiente naturale.
3. I progetti con carattere di Incentivo volti a contribuire al mantenimento o
   al ripristino di biotopi gravemente minacciati che ospitano un'avifauna in
   pericolo e che rivestono un'Importanza particolare per la Comunità, In
   applicazione della direttiva 79/409/CEE.
4. I progetti dimostrativi relativi allo sviluppo di tecniche di riciclaggio e
   di riutilizzazione dei rifiuti Ivi comprese le acque reflue.
5. I progetti dimostrativi relativi allo sviluppo di tecniche di Identificazione
   e di risanamento di siti contaminati da rifiuti e/o sostanze pericolose.
6. I progetti con carattere d'Incentivo volti a contribuire alla protezione o al
   ripristino di suoli minacciati o degradati da Incendi, processi di erosione o
   dalla desertificazione.
La dotazione finanziarla del programma ACE per II periodo dal luglio 1987 al
giugno 1991 ammonta a 24 Mio di ECU.
L'esiguità dei fondi disponibili rispetto all'ampiezza del settori di azione
oggetto del programma ACE hanno recentemente Indotto la Commissione a sottoporre
al Consiglio tre proposte volte a concentrare l'azione comunitaria In taluni
settori prioritari ampliando al tempo stesso I mezzi d'Intervento disponibili.
Si tratta delle proposte relative a MEDSPA, ACNAT e NORSPA.
11.3 Le azioni specifiche al Mediterraneo (MEDSPA)
Nel 1984, la Commissione ha presentato una comunicazione nella quale essa
manifestava l'Intento di avviare, durante un periodo di cinque anni, una serie
di azioni puntuali di protezione dell'ambiente nel bacino mediterraneo.
Tra il 1986 e II 1990 la Commissione ha effettivamente finanziato azioni a
carattere dimostrativo per un Importo di 16 Mio di ECU.
Nel marzo 1990 essa ha presentato al Consiglio una proposta di regolamento volta
a stabilire le condizioni nelle quali potrebbero essere finanziate azioni
prioritarie ambientali nel bacino del Mediterraneo.
L'mporto ritenuto necessario per II funzionamento di queste azioni nel primi tre
anni è di 37 Mio di ECU, ed è destinato a finanziare azioni d'incentivazione e
di sensibilizzazione complementari alle operazioni d'Investimento finanziate dai
fondi strutturai I.
 ---pagebreak---                                    - 40
Per i paesi comunitari, gli interventi di Medspa riguarderanno non soltanto I
progetti dimostrativi oggetto di ACE ma qualsiasi altro progetto pilota o
dimostrativo che permetta di risolvere un problema mediterraneo particolare o
anche di trasferire la competenza tecnologica del Nord verso II Sud.
Medspa mira inoltre a fornire l'assistenza tecnica e la consulenza necessarie
alla elaborazione di plani e di programmi operativi previsti a livello nazionale
o locale.
La proposta della Commissione prevede Inoltre la possibilità di sostenere azioni
a favore di paesi terzi mediterranei. Le azioni scelte dovranno alutare questi
paesi a dotarsi di strutture amministrative solide nel settore dell'ambiente e a
fornire un'assistenza tecnica che permetta loro di Instaurare politiche e
programmi di azione coerenti nello stesso settore.
11.4. Le azioni per la conservazione della natura (ACNAT)
 Il 16 agosto 1988, la Commissione ha presentato al Consiglio una proposta di
direttiva per la protezione degli habitat naturali e seminaturali nonché della
fauna e flora selvatiche.
Dalle discussioni al Consiglio sulla proposta è risultato che un'attuazione
soddisfacente della regolamentazione In questo settore sarebbe facilitata da un
maggiore impegno finanziarlo da parte della Comunità.
All'Inizio dell'anno la Commissione ha pertanto presentato al Consiglio una
proposta volta a creare uno strumento finanziarlo particolare per la protezione
della natura (ACNAT). Questo nuovo strumento, I cui Impegni di bilancio per i
primi tre anni sono stati valutati a 60 Mio di ECU, permetterebbe un'azione
comunitaria più ampia di quella di ACE soprattutto in materia di protezione di
specie diverse da quelle dell'avifauna.
li.5. Le azioni specifiche alla regione nord della Comunità (NORSPA)
La Commissione ha trasmesso recentemente al Consiglio una proposta di
regolamento relativa ad un'azione per la protezione delle zone costiere e delle
acque costiere del mare d'Irlanda, del mare del Nord, del mare Baltico e della
parte Nord-est dell'Oceano Atlantico.
Questo programma, che è il corrispettivo di MEDSPA per la regione nord della
Comunità, mira a concedere un sostegno finanziario a progetti dimostrativi di
riduzione dell'Inquinamento In queste e di promozione di azioni che favoriscono
il ricorso a tecnologie utili all'ambiente.
La dotazione finanziarla ritenuta necessaria per II periodo dal 1991 al 1992 è
di 10 Mio di ECU; tuttavia, sono previsti nuovi Importi supplementari per I
nuovi Lander delia Germania.
 ---pagebreak---                                     - 41 -
11.6. La protezione della foresta
Nel quadro della politica forestale comune. Il Consiglio ha adottato due
regolamenti per la protezione della foresta, rispettivamente contro le piogge
acide e contro gli Incendi. Nel quadro dell'applicazione di questi due
regolamenti sono stati spesi tra II 1987 e II 1990 37 Mio di ECU.
III. GLI STRUMENTI A FINALITÀ' DIYERSA DA QUELLA AMBIENTALE
il 1.1. I programmi tecnologici di ricorca e di sviluppo
Vari programmi di ricerca possono finanziare progetti aventi un legame con
l'ambiente. Tuttavia non è facile determinare le dotazioni              finanziarle
effettivamente impegnate per questo tipo di progetti. I programmi I cui legami
diretti o Indiretti con l'ambiente sembrano più evidenti sono I seguenti:
Il programma ECLAIR (Ricerca e sviluppo tecnologico nel settore agroindustriale)
con una dotazione di 80 Mio di ECU per cinque anni dal 1988 al 1993 prevede la
possibilità di finanziare progetti di ricerca su mezzi di sfruttamento agricolo
meno pregiudizlevo11 per l'ambiente.
Il programma di ricerche agricole con dotazione di 55 Mio di ECU per cinque anni
dal 1989 al 1993 prevede attività di ricerca In settori legati alla protezione
dell'ambiente quali l'utilizzazione ridotta di fertilizzanti, fungicidi e
pesticidi, effetti di residui, tossine e altre sostanze nocive, e c c . .
Il programma      JOULE  (Energia   non nucleare ed utilizzazione         razionale
dell'energia) 1989-1992 destina una parte del suol fondi allo sviluppo di
modelli per l'energia e l'ambiente. Questi modelli consentono di predisporre
analisi e previsioni quantitative dell'interazione tra energia, ambiente ed
economia. Le ricerche svolte dal prorgamma JOULE sono Intese, tra l'altro, a
ridurre gli Inquinanti ed i gas responsabili dell'effetto serra. Per II periodo
1991-1994 è In fase di approvazione un nuovo programma.
Il programma RADIOPROTEZIONE con una dotazione di 21 Mio di ECU per due anni nel
1990 e 1991 migliorerà tra l'altro le conoscenze relative agli effetti delle
radiazioni sull'uomo e sull'ambiente.
Il programma di gestione del residui radioattivi e II programma di declassamento
degli Impianti nucleari apporteranno un contributo ulteriore alla protezione
della popolazione e dell'ambiente.
Il programma MATERIE PRIME E RICICLAGGIO con una dotazione di 45 Mio di ECU per
tre anni dal 1990 al 1992 prevede tra l'altro azioni di ricerca per il
miglioramento della competitività delle imprese europee nel settori della
campionatura, dell'analisi e della classificazione dei rifiuti, delle tecnologie
del riciclaggio e della produzione di energia utilizzando I rifiuti.
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 Il programma DRIVE (Informatica e telecomunicazione nel trasporto stradale)
dotato di 60 Mio di ECU per tre anni dal giugno 1988 al maggio 1991 ha tra I
suol obiettivi quello di sviluppare tecnologie moderne ed Intelligenti per la
sicurezza del trasporto stradale e di ridurre I rischi di Inquinamento.
 Il programma EURET (Ricerche nel trasporto in Europa)      con una dotazione di 25
Mio di ECU per quattro anni dal 1990 al 1993 destinerà     una parte del suoi fondi
alla riduzione degli effetti esterni nocivi (rumore          e Inquinamento) grazie
all'ottimizzazione delo sfruttamento delle reti di          trasporto nonché della
 logistica.
 Il programma MONITOR (Analisi strategica, previsioni e valutazione in materia di
ricerca e tecnologia) ha ricevuto una dotazione finanziaria di 22 Mio di ECU per
quatro anni dal luglio 1989 al giugno 1993.
 il settore di attività destinato all'analisi strategica (sottoprogramma SAST)
prevede tra le analisi da realizzare una Indagine relativa alla strategia
scientifica e tecnologica che contribuisca a superare I problemi ambientali In
relazione al trasporti.
Altre    analisi   si    riferiranno    a   temi    relativi    all'ambiente   quali
 l'Identificazione    delle    possibilità    offerte    dalla    nuove   tecnologie
dell'Informazione, delle telecomunicazioni e della model IIzzazIone, per il
miglioramento delia capacità di gestione dell'ambiente.
 li programma di ricerca CECA contiene progetti che apportano un contributo alla
 lotta contro l'inquinamento dell'aria, alla valorizzazione dei rifiuti, agli
studi d'Impatto ecc. Tra II 1986 e II 1990 sono stati utilizzati a tal fine 12,8
Mio di ECU.
 Il terzo programma-quadro 1991-1994 prevede altri settori per I quali la
Commissione ha già presentato proposte di decisione del Consiglio che adottano
programmi specifici di RST che avranno conseguenze dirette per l'ambiente. Tali
programmi riguardano i sistemi telematici, Sa ricerca nsl settore delle
tecnologie del riciclaggio e, nel programma di tecnologie industriali e del
materiali, progetti integrati quali "automobile pulita", misure e prove per i
lavori di sorveglianza dell'Inquinamento del mare del Nord, metodi di
determinazione della forma chimica delle sostanze Inquinanti, scienza e
tecnologia    marina,    programma    RST   nel    settore    della   biotecnologia,
dell'agricoltura e dell'agroindustria, la biomedi e Ina e la salute, le scienze e
tecnologie della vita per l PVS, le energie non nucleari, la radioprotezione e
la sicurezza dei reattori nei settori della fissione nucleare, gli aspetti di
sicurezza e di rispetto dell'ambiente nelle prove di fattibilità dell'energia
della fusione termonucleare controllata ed II programma "risorse umane e
mobilità". Tutti questi punti stanno ad Indicare l'alto grado di priorità
assegnato all'ambiente nelle azioni comunitarie di RST 1990-1994.
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 Il programma di cooperazIone europea nel settore della ricerca e tecnologia
Industriale EUREKA contiene progetti quali Eurotrac, Euromar e Eurocare aventi
per oggetto rispettivamente la chimica della troposfera, gli scambi aria-mare e
l meccanismi di degrado del monumenti. Questo Interessa non solo gli Stati
membri, ma anche altri Stati europei.
li 1.2. I fondi strutturali
Durante il periodo dal 1985 al 1988 II FESR ha contribuito finanziariamente con
un Importo di 135 Mio di ECU al cofinanz lamento di vari progetti aventi
un'incidenza sulla protezione dell'ambiente. Dal 1985 II FESR ha cofinanzlato
anche programmi     pluriennali contenenti misure connesse alla protezione
dell'ambiente. La logica dell'Impostazione per programma non permette tuttavia
di identificare la natura ambientale di ogni singolo progetto. Tuttavia si può
ritenere che circa 70 Mio di ECU sono stati destinati ad azioni ambientali
durante II periodo 1985-1987 e 55 Mio di ECU per l'anno 1988.
La riforma dei fondi strutturali ha avuto come conseguenza una concentrazione
degli Interventi su questi fondi nelle regioni e nel settori che hanno
conosciuto problemi di sviluppo.
Sono quattro gli obiettivi dei fondi strutturali che riguardano In particolare
 la politica comunitaria dell'ambiente:
- lo sviluppo delle regioni in ritardo (obiettivo 1 ) ;
- la riconversione delle regioni gravemente colpite dal declino          Industriale
   (obiettivo 2 ) ;
- l'accelerato adeguamento delle strutture agricole (obiettivo 5 a ) ;
- lo sviluppo delle zone rurali (obiettivo 5 b ) .
Per II periodo 1989-1993 è previsto di destinare agli obiettivi 1, 2 e 5bis
rispettivamente 38 300, 7 205 e 2 795 Mio di ECU. GII Importi stanziati a titolo
dell'obiettivo 5a durante il periodo 1987-1989, ammontano a 2.406 Mio di ECU.
I principali tipi di programmi presentati dagli Stati membri riguardano lo
sviluppo    settoriale    generalmente    plurIregionale  nonché      lo    sviluppo
multIsettorlale regionale oppure locale. Essi variano In ampiezza In modo molto
considerevole da qualche milione di ECU a miliardi di ECU e riflettono cosi la
diversità sia dell'ampiezza territoriale che dell'obiettivo perseguito.
GII Stati membri hanno proposto nel loro plani di sviluppo regionali che
rispondono al quattro obiettivi summenzionati delle azioni che riguardano sia lo
sviluppo economico e sciale, sia la tutela dell'ambiente.
I quadri comunitari di sostegno che ne derivano apportano un contributo
finanziario Importante a tali azioni. Sono stati Individuati assi prioritari
connessi al miglioramento dell'ambiente In sei del sette paesi dell'obiettivo.
Per le stesse regioni dell'obiettivo 1 il contributo dei fondi strutturali a
favore dell'ambiente è stimato a 1 967 Mio di ECU per il periodo 1989-1993 II
che rappresenta il 6% del contributo comunitario.
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Per le zone dell'obiettivo 2 e per quelle dell'obiettivo 5b questo contributo è
stimato rispettivamente a 535 Mio di ECU e a 310 Mio di ECU ovvero al 15 e al
12% del contributo comunitario.
Nel quadro dell'obiettivo 5a, Il contributo finanziarlo della Comunità a
finalità ambientale (art. 19 del reg. CEE 797/85) è stimato a 39 Mio di ECU per
Il periodo 1991-1994, vale a dire all'1% della dotazione globale.
La tabella seguente presenta la ripartizione per Stato membro di queste somme.
                 Contributo del fondi strutturali (In Mio di ECU)
                    Ob. 1       Ob. 2        Ob.5 a        Ob. 5b        Totale
   Grecia           202                                                  202
   Spagna           675          94                         79,5         849,5
   Francia           19,5        72,5                        73          165
   Irlanda          228                                                  228
   Italia           622           43                         22          690
   Portoga I lo     168                                                  168
   Regno Unito       53          90          12              26          181
   Danimarca                      53          2                           55
   German I a                   108          20            110           238
   Paesi Bassi                     3           1                           4
   Belgio                          9                                       9
   Lussemburgo
   TOTALE          1967,5       537          39            310,5        2854
 I principali settori coperti sono:
- la protezione dele risorse naturali, comprese       le risorse    idriche e la loro
   valorizzazione;
- la gestione degli spazi d'Importanza      per   l'ambiente   (biotopi), prevenzione
   dell'erosione e degli incendi;
- pratiche agricole favorevoli all'ambiente;
- infrastrutture di supporto allo sviluppo, soprattutto di zone          Industriali e
   turistiche (trasporti pubblici, reti ecc      );
- gestione del rifiuti domestici, industriali e tossici;
- risanamento delle acque;
- aiuti alle tecnologie pulite comprese azioni dimostrative;
- formazione In complemento delle azioni summenzionate.
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La riforma del fondi strutturali consente alla Commissione di avviare su propria
iniziativa azioni che rivestono un particolare Interesse per la Comunità e che
non sono coperte, o lo sono solo Insufficientemente, dal plani di sviluppo degli
Stati membri sopra menzionati. Dette iniziative possono contribuire o alla
soluzione del gravi problemi direttamente connessi con la realizzazione di altre
politiche comunitarie e che si ripercuotono sulla situazione socioeconomica
delle regioni, o a favorire          l'applicazione regionale delle        politiche
comunitarie, o ancora a contribuire alla soluzione del problemi che sono comuni
a determinate categorie di regioni.
L'Iniziativa comunitaria ENVIREG, varata il 9 maggio 1990, riguarda in maniera
specifica l'ambiente. Essa si propone Infatti di alutare le regioni più
sfavorite della Comunità ad affrontare alcuni problemi             ambientali    per
contribuire al loro sviluppo economico e sociale su basi più solide. Essa
contribuisce Inoltre ad agevolare la realizzazione, su scala regionale, della
politica comunitaria In materia ambientale In alcuni settori (In particolare In
quello della gestione delle acque, dei rifiuti urbani ed Industriali) a lutando
le regioni meno favorite a risolvere I loro problemi ambientali. Un'attenzione
particolare è dedicata a ridurre l'inquinamento delle zone costiere, In
particolare di quelle mediterranee, la cui economia dipende In larga misura
dall'attività turistica.
ENVIREG    partecipa  al   cofinanzlamento    (o alla    ristrutturazione) delle
Infrastrutture e delle attrezzature necessarie alla realizzazione di questi
obiettivi. Nel contempo, questo programma appoggia ed Incoraggia lo sviluppo
delle potenzialità di gestione dell'ambiente da parte degli enti locali delle
regioni in questione. Una grande Importanza è annessa allo sviluppo delle
conoscenze nel campo della gestione dell'ambiente, alla realizzazione di azioni
di miglioramento del funzionamento degli impianti di depurazione, all'assistenza
nella scelta delle soluzioni più opportune e agli scambi di esperienze a livello
regionale e comunitario.
Il contributo totale dei fondi strutturali a ENVIREG per II periodo 1990-1993 è
valutato a 500 Mio di ECU. Il contributo comunitario assegnato a ciascun
programma operativo proposto dagli Stati membri dipenderà dall'Importanza del
bisogni nei settori In questione e dalla qualità del programmi proposti. Uno del
criteri    per    la valutazione   della    qualità  del    programmi    è    quello
dell'applicazione della politica comunitaria In materia ambientale nel settori
coperti da ENVIREG, scelti in funzione della loro importanza per lo sviluppo
economI co.
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Tutti i programmi operativi sono stati presentati alla Commissione che II sta
ora esaminando e che collabora, nell'ambito della compartecipazione, con le
autorità nazionali per migliorare e definire le misure proposte.
Oltre ad ENVIREG, vi sono anche altre Iniziative comunitarie che possono fornire
dei contributi per azioni di miglioramento dell'ambiente:
- RECHAR può finanziare II miglioramento dell'ambiente delle zone gravemente
   degradate dalle attività delle miniere carbonifere, per esemplo mediante la
   valorizzazione e la creazione di zone verdi.
- INTERREG può favorire la cooperazione transfrontaliera finalizzata al
   controllo dell'Inquinamento, all'eliminazione del rifiuti e alla protezione
   del l'ambiente.
-STRIDE può rivestire un'Importanza per la ricerca connessa con       Is risorse
   naturali e le condizioni ambientali delle regioni interessate.
- REGEN facilita la creazione di reti di gasdotti nelle regioni periferiche
   contribuendo cosi a ridurre l'Inquinamento connesso con la produzione di
   energia.
- REGIS prevede, nelle regioni Interessate, lo sviluppo di una forma di turismo
   di scoperta di zone che esulano dalle zone abituali di concentrazione
   turistica, che si Integra meglio nel tessuto locale e che non rappresenta un
   pericolo per le zone biologicamente più fragili.
Altri programmi di Interesse comunitario avviati prima della riforma dei fondi
strutturali e attualmente ancora In fase di realizzazione riguardano pure alcuni
aspetti connessi con l'ambiente (RESIDER, RENAVAL e VALOREN).
111.3 Energia
Come In molti altri casi è praticamente Impossibile determinare fra le azioni di
ricerca e I progetti dimostrativi nel settore dell'energia quali degli aspetti,
economico o ambientale, prevalga. Si tratta pertanto soprattutto di contributi
 Indiretti che queste attività portano alla protezione dell'ambiente.
Tuttavia tra il 1987 e li 1989 7,2 Mio di ECU sono stati destinati nel programma
di ricerca      "Carbone" alla riduzione delle emissioni        nell'aria, alla
gassificazione del carbone per produrre un combustibile più pulito e ad
un'eliminazione più accettabile del rifiuti minerari e delle ceneri.
Per quanto riguarda I progetti dimostrativi sono stati destinati alla
gassificazione del combustibili solidi e al miglioramento della combustione di
questi stessi combustibili 74,2 Mio di ECU.
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Il programma THERMIE (Promozione delle tecnologie energetiche In Europa)
sosterrà progetti che permettono l'applicazione di nuove tecnologie energetiche.
L'utilizzazione razionale dell'energia, l'utilizzazione dell'energia solare,
della biomassa, dell'energia geotermica, dell'energia Idraulica e dell'energia
eolica, nonché le tecniche ecologiche di trasformazione del carbone e di altri
combustibili solidi figurano tra i settori nei quali II progetto Interverrà.
L'Importo necessario per II periodo 1990-1992 è di 350 Mio di ECU.
Ili.4 La Banca Europea degli Investimenti (BEI)
La BEI può finanziare progetti In numerosi settori purché tali progetti siano
tecnicamente ed economicamente validi. Essi debbono contribuire direttamente o
Indirettamente all'aumento della produttività economica, favorire lo sviluppo
regionale o presentare un Interesse comunitario per più Stati membri o per la
Comunità nel suo Insieme.
Nel settore dell'ambiente I progetti d'Investimenti pubblici e privati che
possono beneficiare di un finanziamento comprendono tra l'altro infrastrutture
per l'approvvigionamento Idrico - Impianti di adduzione idrica, di raccolta e di
trattamento delle acque reflue, di eliminazione degli effluenti, di depurazione
dell'acqua potabile, le infrastrutture per II risanamento dei siti, per II
trattamento del rifiuti e Impianti di protezione delle acque marine. La BEI può
anche finanziare progetti specifici per la lotta contro l'Inquinamento.
Secondo la relazione annuale 1988 I finanziamenti della BEI per investimenti
volti specificamente a proteggere o migliorare l'ambiente sono stati di oltre
1,2 Mrd di ECU ovvero il 14,3% del totale del finanziamenti rispetto, In media,
al 9,3% del contributi dal 1984 al 1987.
Nel 1989 I contributi per investimenti volti specificamente a proteggere o
migliorare In senso specifico l'ambiente e la qualità di vita sono stati di 1,7
Mrd ovvero circa il 15% dei finanziamenti della BEI. Anche altri Investimenti
hanno avuto effetto benefico sull'ambiente.
 ---pagebreak---                                    - 48 -
La tabella seguente Indica la loro ripartizione settoriale negli undici paesi
che ne hanno beneficiato:
                   Finanziamenti BEI nel 1989 (In Mio di ECU)
   Conservazione e gestione dell'acqua                        899
   Gestione del rifiuti                                       150
   Disinquinamento atmosferIco                                337,4
   Conservazione dei suoli                                     61,3
   Altri                                                      102
   Sviluppo urbano assimilabile                               178,3
   Totale                                                  1,728
A seguito di un accordo       negoziato con la Commissione la BEI verifica
sistematicamente al momento   dell'esame dei progetti che le sono presentati,
l'Impatto di tali progetti    sull'ambiente e si assicura del rispetto delle
direttive e regolamentazioni nazionali o comunitarie In materia.
Nel 1983 la Banca Europea per gli Investimenti e la Banca mondiale hanno
definito congiuntamente un programma per l'ambiente nel Mediterraneo al fine
d'intensificare e ampliare l'efficacia della loro azione.
Questo programma ha dato luogo ad uno studio regionale II quale ha permesso di
determinare I principali problemi e d'identificare i settori prioritari di
azione.
All'inizio del 1990 la fase operativa di quest'azione comune è stata avviata con
la creazione di uno strumento specifico di assistenza tecnica (programma METAP)
che associa la BEI, la Banca mondiale, la Commissione delle Comunità europee la
qale interviene attraverso Medspa e il Programma delle Nazioni unite per lo
svIIuppo.
IV. ALI STRUMENTI FINANZIARI CHE INTERVENGONO NEI PAESI TERZI
E' opportuno anche ricordare gli strumenti finanziari che Intervengono nel paesi
terzi I quali hanno finanziato o possono finanziare azioni ambientali.
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IV. 1. Paesi terzi mediterranei
a) I protocolli finanziari degli accordi bilaterali CEE/Paesl terzi del
   Mediterraneo sono stati rinnovati nel 1987. Detti protocolli scadono II 31
   ottobre 1991. Uno del settori della politica mediterranea rinnovata riguarda
   la quarta generazione dei protocolli finanziari con I paesi del Mediterraneo
   meridionale ed orientale. Solo In alcuni casi limitati (per es.: progetti di
   risanamento e di trattamento delle acque reflue in Egitto), I programmi
   indicativi, che     fissano gli obiettivi     specifici   della  cooperazione
   finanziarla e tecnica, I settori prioritari d'Intsrvento nonché le azioni
   previste In base a tali protocolli, prevedono l'utilizzazione delle risorse
   di bilancio a favore di azioni di protezione dell'ambiente. Solo una certa
   percentuale del prestiti della BEI sarà destinata a progetti di risanamento e
   di trattamento delle acque reflue.
   L'Egitto ha Inoltre fatto intervenire il protocollo finanziario che lo lega
   alla Comunità europea In un progetto di creazione e di gestione di una
   riserva naturale nel mar Rosso. Malta da parte sua ha previsto la
   realizzazione di un progetto generale di controllo dell'Inquinamento che le
   permetta di attrezzarsi In materiale antinquinamento.
b) Il bilancio della Comunità dispone Inoltre di stanziamenti specifici
   destinati a sostenere la coopcrazione scientifica nel quadro degli accordi
   che la Comunità ha sottoscritto con paesi non associati che non beneficiano
   di un protocollo finanziarlo.
   Questo strumento ha permesso la realizzazione di vari progetti di ricerca e
   di azioni di scambio di ricercatori nel settore dell'ambiente con I due paesi
   che possono beneficiarne, Israele e la Yugoslavia per un contributo
   comunitario di, rispettivamente, 0,6 e 1,7 Mio di ECU.
e) Nel dicembre 1990, Il Consiglio ha adottato le proposte della Commissione psr
   una politica mediterranea rinnovata (1992-1996), nelle quali le azioni a
   favore dell'ambente figurano tra le attività finanziarle prioritarie.
   Per le azioni che favoriscono Invece la cooperazione multilaterale e
   regionale o sottoreglonaie nel Mediterraneo II Consiglio ha adottato una
   prospettiva finanziarla quinquennale indicativa di 230 Mio di ECU, del quali
   una parte notevole sarà destinata ad azioni relative all'ambiente quali
   progetti dimostrativi o attività di formazione e d'informazione.
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    Infine per quanto riguarda le azioni della BEI al di fuori del protocolli, il
    Consiglio ha adottato un contributo finanziarlo complessivo di 1,8 Mrd di
    ECU, di cui almeno 350 Mio di ECU saranno destinati all'ambiente. Questi
    prestiti possono essere Inoltre oggetto di un bonifico di Interesse dei 3%
    finanziato sul crediti fuori protocollo.
IV.2 Paesi dell' Europa centrale e orientale
Nel quadro del programma PHARE per II quale erano disponibili per II 1990 500
Mio di ECU, 102,5 Mio di ECU saranno destinati a progetti ambientali cosi
ripartiti:
Polonia                                      22   Mio dll ECU
Ungheria                                     25   Mio dll ECU
ex RDA                                       20   Mio di  ECU
Centro regionale Budapest                     2   Mio di  ECU
Cecoslovacchia                               30   Mio di  ECU
Bulgaria                                      3,5 Mio di  ECU
Le azioni finanziate riguardano soprattutto la lotta contro l'Inquinamento
dell'aria In Polonia, l'aria, l'acqua, I rifiuti e l'energia In Ungheria e In
Cecoslovacchia, e l'acqua, l'aria e I rifiuti nella ex Repubblica democratica
tedesca.
Nel 1991 II programma PHARE sarà dotato di 820 Mio di ECU per I quali non è
stata ancora effettuata alcuna ripartizione né per paese né per settore di
attività.
IV.3. Paesi dell'America latina e dell'Asia (ALA)
i fondi assegnati all'ambiente nel quadro della cooperazlone con l paesi
dell'America latina e dell'Asia risultano dagli stanziamenti disponibili sulle
 linee di bilancio che hanno per oggetto:
- la cooperazlone per l'aiuto allo sviluppo;
- la cooperazione economica-,
- l'ecologia nel paesi In via di sviluppo.
Per quanto riguarda le linee di cooperazlone non è possibile valutare gli
stanziamenti destinati alla protezione dell'ambiente. E' Infatti difficile
separare le attività connesse allo sviluppo da quelle relative all'ambiente.
Per quanto riguarda gli orientamenti futuri della cooperazlone con I paesi
dell'America latina e dell'Asia quali definiti nella comunicazione delia
Commissione al Consiglio per gli anni 1991-2000, è stata data la priorità al
potenziamento della protezione dell'ambiente. A tal fine almeno II 10% del
bilancio della cooperazione economica e finanziarla e tecnica dovrebbero essere
destinati a finalità ambientali, cioè approssimativamente 275 Mio di ECU. E'
opportuno anche sottolineare che i progetti di cooperazlone dovranno essere
oggetto di studi d'impatto sistematici.
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IV.4. I paesi dell'Africa, del Caralbl e del Pacifico (ACP)
A seguito della decisione di dare la priorità al la sicurezza alimentare nella 3a
Convenzione di Lomé, la Comunità si è adoperata particolarmente per assistere i
paesi ACP nella protezione dell'ambiente e delle risorse naturali che
rappresentano la base del loro potenziale di sviluppo. Purtroppo, fino ad ora
non è stato possibile distinguere chiaramente le spese che riguardano lo
sviluppo rurale da quelle di aluto ambientale, in modo da stabilire l'importo
totale delle spese ambientali.
Complessivamente, tra II 1986 ed II 1989, tutti I progetti che comprendono la
"lotta contro la desertificazione e la protezione dell'ambiente" rappresentano
stanziamenti pari a circa 1 miliardo di ECU.
Per li futuro, la Convenzione Lomé IV contiene un impegno preciso della Comunità
e dei paesi ACP per considerare con maggiore attenzione                 l'ambiente
nell'assegnazione del 12 miliardi di ECU disponibili. Lomé IV Individua cinque
progetti prioritari nel settore ambientale: la protezione delle risorse Idriche,
la conservazione delle foreste tropicali e della diversità biologica, la
promozione di un migliore equilibrio tra zone urbane e zone rurali e il
controllo adeguato delle locuste. La priorità assegnata all'ambiente si
rispecchia già nel negoziati In corso con gli Stati ACP per la definizione del
programmI nazIona11.
IV.5. L'ecologia nel paesi In via di sviluppo
Tra II 1988 ed II 1990, per la linea di bilancio "ecologia nel paesi In via di
sviluppo" sono stati Impegnati complessivamente 20,8 Mio di ECU. Questo Importo
comprende azioni di ricerca, studi di fattibilità e progetti dimostrativi nel
settore della desertificazione, della foresta tropicale, della conservazione
della biodlversltà, dell'ambiente marino, del problemi urbani e di quelli
metodologici.
V. LE RISORSE DI BILANCIO A LIVELLO NAZIONALE
Indicazioni sulle risorse di bilancio nazionali destinate alla protezione
dell'ambiente risultano da un compendio pubblicato daH'OCSE nel 1986 nonché dal
dati raccolti presso taluni uffici statistici di taluni Stati membri.
I rari dati disponibili     ri cai co lati  In ECU al  prezzi  del  1985  figurano
al l'al legato 3.
Questi dati non comprendono gli Incentivi di fiscalità diretta Intesi a favorire
gli investimenti nel settore dell'ambiente, al quali ricorrono molto ampiamente
alcuni Stati membri, In particolare Germania, Belgio, Francia e Lussemburgo.
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Questi dati devono essere valutati con estrema prudenza. Infatti:
a) la definizione di una spesa ambientale variando da un paese all'altro
   qualsiasi raffronto risulta aleatorio anche se si dispone di cifre per uno
   stesso anno;
b) la generalizzazione di una tendenza che si donneerebbe dalla tabella 3 agli
   Stati membri per I quali nessun dato è disponibile è Impossibile In quanto la
   natura dei problemi, le priorità di azione e le disponibilità di bilancio
   variano moltissimo da un paese all'altro-,
e) dato il numero limitato di paesi con Indicazioni        di  spese annuali, è
   difficile delineare la tendenza per la Comunità.
Con riserva di tali considerazioni, sembra che le spese ambientali nazionali
globali (bilanci nazionali più spese a carico dei privati o delle Imprese) siano
aumentate tra il 1985 e II 1988 sia In valore nominale che In percentuale del
PNL. SI constata generalmente la stessa tendenza per la parte a carico del
bilancio degli Stati.
VI. CONCLUSIONI
Anche se spesso si tratta di azioni che sono state programmate ma che non sono
state ancora concretamente avviate, si può già trarre le conclusioni che
seguono :
Le procedure In vigore e II grado di sintesi proprie al processo di
programmazione rendono Infatti difficile una valutazione dell'Impatto reale
delle azioni qualificate come azioni ambientali. A mo' di esemplo la rubrica
"Risanamento delle zone industriali in abbandono" prevista, da diversi programmi
dell'obiettivo 2, nel quadro del Fondo regionale, comprende un elemento
ambientale che è il trattamento del terreno per renderlo utilizzabile, ma
comprende spesso anche altri costi associati alla riutilizzazione del sito
(Infrastrutture, sovrastrutture di servizio) che non sono ambientali.
Analogamente una misura riguardante la valorizzazione delle risorse Idriche In
una regione dell'obiettivo 1, comprende non solo un elemento ambientale che
riguarda la protezione della qualità delle acque e la gestione del programma di
utilizzazione, ma anche le operazioni di captazione e di adduzione che
costituiscono II grosso delle spese.
Il bilancio svolto consente di formulare alcune constatazioni e considerazioni
di carattere generale, In particolare sull'evoluzione della spesa. Consente
Invece meno di valutare I risultati dell'obbligo, previsto dal quadri comunitari
di sostegno dei fondi strutturali, di assegnare una priorità all'attuazione
degli obiettivi di una legislazione ambientale laddove questa manca. Tale
disposizione risponde all'obbligo previsto all'articolo 130 R del trattato, di
integrare I requisiti di protezione dell'ambiente nelle altre politiche
comunitarie. Tuttavia, le pressioni temporali esercitate dal calendario di
preparazione delle domande di finanziamento assegnano al comitato di controllo
una responsabilità particolare in proposito.
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1. Lo sviluppo delle spese
Fino al 1987 I contributi e I diversi strumenti finanziari ad azioni aventi
finalità ambientali sono stati di circa 60 Mio di ECU annul di cul la metà
destinata alla ricerca e II resto a finanziamenti di progetti o programmi del
Fondo regionale.
Dal 1988 in poi si constata un aumento considerevole delle spese. L'aumento
riguarda l'insieme degli strumenti finanziari ma è particolarmente significativo
per quanto riguarda I vari fondi strutturali. Tra II 1988 e II 1993 le spese che
riguardano l'ambiente dovrebbero ammontare globalmente a circa 4 Mrd di ECU,
ovvero una media annua di circa 650 Mio di ECU, di cui il 90% rappresentano
spese d'Investimento e II 10% fondi destinati alla ricerca o a progetti
dimostrativi. A ciò si aggiunge la BEI con Investimenti annui che potrebbero
situarsi tra 1,5 e 2 Mrd di ECU.
Le disponibilità di bilancio degli strumenti finanziari che rispondono
particolarmente all'attuazione e alla corretta realizzazione della politica
ambientale sono marginali. Nel 1990 esse ammontavano a 19 Mio di ECU su un
totale di 48 Mio di ECU per la parte ambientale dei capitolo 66 del bilancio
della Commissione, e nel 1991 ammonteranno a 64,5 Mio di ECU su un totale di 104
Mio di ECU.
Gii stanziamenti destinati alla ricerca, alle azioni a favore della foresta
(lotta contro le piogge acide e prevenzione degli incendi) e alle azioni
finanziate nel quadro della linea di bilancio "Ecologia nel PVS" ammontano a
circa 50 Mio di ECU l'anno.
Per quanto attiene i bilanci nazionali, I dati disponibili, sebbene ancora molto
frammentati e limitati a taluni paesi membri, sembrano Indicare che gli
stanziamenti impegnati già elevati, abbiano tendenza a progredire nel tempo.
La tendenza all'aumento delle spese pubbliche a finalità ambientali dovrebbe
confermarsi o accentuarsi nel corso del prossimi anni. Essa risulta dalla presa
di coscienza sempre maggiore della gravità del problemi ambientali che
Interessano gran parte del territorio comunitario nonché del resto del pianeta.
Questa tendenza non potrà Invertirsi se non al momento In cui la salvaguardia
dell'ambiente e la necessità di un'utilizzazione più razionale delle risorse
naturali costituiranno obiettivi realmente Integrati a livello delle varie
politiche economiche e quando I costi ambientali propri a ciascuna attività si
ripercuoteranno In maniera sistematica a livello del prezzi, degli oneri o del
canoni pagati dal produttori e dai consumatori del diversi beni e servizi.
E' opportuno inoltre sottolineare che anche se si      prende In considerazione
l'insieme delle spese effettuate a livello comunitario aventi un nesso diretto o
Indiretto con l'ambiente, gli importi In questione     risultano essere più che
marginali rispetto al costi stimati necessari per       risolvere l'Insieme del
problemi ambientali comunitari.
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2. Una grande dispersione delle fonti di finanziamento e un'azione condizionata
    dal vincoli propri aoll strumenti finanziari utilizzati
Le somme Impegnate per l'ambiente sul plano comunitario provengono da fonti di
finanziamento estremamente numerose e spesso molto diverse tra loro per la loro
concezione, per gli obiettivi perseguiti, per           II campo d'applicazione
territoriale, per le procedure d'attuazione, per le modalità di finanziamento
nonché per l'Inquadramento amministrativo della concezione degli aiuti e del
controllo del progetti o del programmi. La dispersione spesso è notevolissima
anche a livello di uno stesso strumento finanziarlo. A titolo d'esemplo, nel
caso della ricerca, le azioni che possono avere un'Incidenza ambientale sono
ripartite In 14 programmi diversi.
Qualsiasi azione finanziata dal fondi strutturali attuali deve per esemplo
 Iscriversi In una prospettiva di sviluppo economico e sociale per II settore
d'attività o per la regione direttamente Interessata. L'azione di questi fondi,
in particolare quando si tratta del Fondo regionale, è Inoltre molto limitata,
sul plano territoriale, dalia necessità riconosciuta e legittima di concentrare
una parte importante di fonti disponibili In talune regioni, In particolare
nelle regioni con un ritardo di sviluppo.
E' vero che l'azione ambientale è sempre ispirata dalla preoccupazione di
garantire la continuità nel tempo del processo di sviluppo economico e sociale.
Essa non può tuttavia, molto spesso, garantire che I benefici che risultano
dall'Investimento dato si concretizzino effettivamente nella regione nella quale
tali Investimenti sono stati effettuati. Ciò è particolarmente evidente per un
numero notevole di azioni volte a proteggere II patrimonio biologico o a ridurre
l'Inquinamento delle acque o dell'aria. A titolo d'esemplo un Intervento
effettuato nel Sud della Comunità per la salvaguardia di un biotopo può
costituire un handicap per l'economia locale per II fatto che esso limita la
possibilità di sviluppo turistico e risultare al contrario molto proficuo per
un'Industria farmaceutica localizzata In un paese del Nord della Comunità che
utilizza le risorse vegetali di tale biotopo. Nel settori dell'Inquinamento
atmosferico e delle acque, anche il livello comunitario risulta talvolta
Insufficiente per permettere un'azione coerente ed efficace per garantire una
ripartizione equilibrata degli oneri e del benefici tra le varie parti
interessate. E' la ragione per la quale si sono avviati negoziati Internazionali
volti a concertare i mezzi di Intervento per far fronte a problemi quali effetto
serra o la rarefazione dello strato di ozono.
Tutte le spese elencate contribuiscono concretamente a migliorare l'ambiente, ma
non sono state concepite come un sostegno specifico alla politica comunitaria In
materia ambientale. Esse non perseguono lo scopo principals di rispondere,
sistematicamente e coerentemente, agli obiettivi e alle priorità di tale
pò 1111ca.
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3. Uno sviluppo delle spese a finalità ambientale che non è necessariamente
   sinonimo di Integrazione degli obiettivi ambientali nelle altre politiche
Lo sviluppo delle spese destinate ad azioni aventi per oggetto l'ambiente
testimonia della sensibilità sempre maggiore per I problemi di questo settore ed
è pertanto un fattore positivo. Esso dimostra anche la volontà di Integrare le
considerazioni ambientali nelle altre politiche del la Comunità.
Una vera e propria Integrazione non può limitarsi ad una parte delle attività
finanziarie, per esemplo a quelle che hanno dirette finalità ambientali. Essa
non può nemmeno limitarsi al rispetto delle disposizioni          Imposte dalla
regolamentazione vigente. Essa Implica che le preoccupazioni ambientali figurino
tra gli elementi che Ispirano e condizionano la strategia globale della politica
che prova il suo sostegno nello strumento finanziario corrispondente. Ad
esemplo, al momento di un finanziamento di un'autostrada non basta assicurarsi
che le disposizioni in vigore per quanto riguarda l'Impatto ambientale siano
rispettate. Bisognerebbe far dipendere la decisione da una valutazione degli
equilibri migliori tra diversi mezzi di trasporto considerando anche le
perturbazioni che essi comportano in termini di inquinamento o In vista di una
migliore utilizzazione di energie non rinnovabili.
Anche quando si tratta di finanziare una misura che riguarda direttamente
l'ambiente, Il rispetto delle disposizioni regolamentari vigenti non garantisce
di per sé l'adeguata applicazione degli orientamenti o delle priorità della
politica comunitaria per l'ambiente. Un esemplo sarebbe quello di uno Stato
membro che proponga la costruzione di un'unità di Incenerimento dei rifiuti
tossici. L'unità risponde ad un bisogno economico In quanto Infrastruttura che
permette tra l'altro l'Insediamento di nuove Imprese che possono produrre tali
rifiuti. Tuttavia, una reale integrazione delle preoccupazioni ambientali
avrebbe dovuto associare misure preventive di riciclaggio e di riutilizzazione
ad una misura forse diversa, di eliminazione del residui.
Le cattive scelte nel campo ambientale cosi come le cattive scelte economiche
possono compromettere le prospettive di sviluppo nel tempo e pertanto la
redditività a lungo termine degli investimenti effettuati. Le considerazioni
ambientali si rivelano Infatti sempre più determinanti nelle scelte del
consumatori che si tratti di habitat, di turismo, di svago o di prodotti di
consumo. Ciò è ormai evidente per gli operatori economici più dinamici e
lungimiranti. La considerazione di questi fattori al momento della definizione
delle strategie di sviluppo risponde non solo alle esigenze di migliorare le
condizioni ambientali della Comunità ma risponde anche agli interessi del paesi
e delle regioni attualmente impegnati in uno sforzo di ricupero.
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DI conseguenza, occorre proseguire lo sforzo d'Integrazione dell'ambiente
nell'operato del diversi strumenti finanziari della Comunità; tale sforzo
impegnerà tanto la Commissione quanto i responsabili nazionali e regionali che
contribuiscono alla definizione e all'attuazione dei programmi. Questo sforzo
non si limita alla messa a punto di una serie di nuove attività dei diversi
strumenti finanziari della Comunità, ma si traduce In un cambiamento dell'ottica
di attuazione e sviluppo di tali strumenti ed attività.
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                                                                       Al legato 1
                       CONTRIBUTO DEL FESR PRIMA DELLA SIFORMA
                                    (In Mio di ECU)
1. FI nans lamento del orogott
                                  1985         1986       1987         1988   TOTALE
Protezione costiera                3,8          1,2        6.7         11,2    22,9
Risanamento e protezione
idrogeologlca                     11.4        29,5         6,7          7,2    54,8
Protezione e risanamento
dei siti                           0,3          9,3        4,4          9,1    23.1
incenerimento e riciclaggio
del rifiuti                        8,0          2,8        6,1          9,8    26,7
Dispositivo antinquinamento                     2.6        1.3          3,7     7,6
TOTALE                            23,5        45,4        25,2         41     135,1
2. F Inani lamento dftl nrogrnml
   Il FESR ha cofinanz lato dal 1975 In poi programmi        pluriennali   contenenti
  misure connesse alla protezione dell'ambiente.
  Nel quadro del programmi fuori-quota "tessile", "siderurgia" e        "costruzione
  navale" vengono finanziate dal FESR misure di riassetto dei siti      degradati di
  tipo Industriale o urbano. Inoltre taluni programmi cofinanzlati      dal FESR dal
  1985 contengono un sottoprogramma o misure aventi relazione con      la protezione
  dell'ambiente.
  La logica dell'Impostazione per programma non permette di Identificare la
  natura di ciascun progetto con questo settore finanziato nel quadro di tali
  programmi. Le tabelle di finanziamento di questo programma permettono tuttavia
  di stimare il contributo del FESR alla protezione dell'ambiente a livello dei
  sottoprogrammi o delle misure. Questo contributo ammonta a circa 70 Mio di ECU
  per II periodo 1985-1987 e a 55 Mio di ECU per l'anno 1988.
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               CONTRIBUTO DEI FONDI STRUTTURALI NEL QUADRO DEI PCS
                                  (In MIO di ECU)
Regioni obiettivo 1
Il contributo del Fondi strutturali a favore della protezione dell'ambiente
riguarda I settori seguenti:
-  la raccolta e II trattamento del rifiuti;
-  la depurazione delle acque;
-  Il risanamento delle zone costiere e del bacini fluviali;
-  il rimboschimento di protezione, di produzione e di salvaguardia Idrologica
  del suolo;
- la protezione e la preservazione, lo sviluppo e la valorizzazione delle
  risorse naturall;
- i problemi connessi al centri urbani In espansione, alle zone Industriali e
  alle zone di grande concentrazione turistica.
La ripartizione geografica dei contributi finanziari espressi in Mio di ECU è la
seguente :
                                      % del contributo comunitario
                                       complessivo al QCS
Grecia              202                      3,8
Spagna              675                      8.8
Francia              19,5                    2.7
Irlanda             228                      8
Italia              622                     10
Portoga I lo        168                      2,9
Regno Unito          53                      9,6
TOTALE           1 967,5                     6,7
 ---pagebreak---                                    - 59 -
Regioni obiettivo 2
Le azioni finanziate nel settore della protezione dell'ambiente riguardano non
soltanto II risanamento del siti Industriali abbandonati e la riqualificazione
urbane, bensì anche:
- Il trattamento e il r(ciclaggio del rifiuti industriali;
- la depurazione delle acque;
- l'informazione, la dimostrazione, la consulenza e la promozione relativa alle
  tecnologie pulite nelle PMI nonché la realizzazione del progetti pilota In
  questo settore;
- l'aiuto   agli   investimenti  "non    Inquinanti" o che     contribuiscono al
  miglioramento dell'ambiente;
- la promozione del trasporto pubblico;
- la creazione e la preservazione di parchi naturali.
La ripartizione geografica del contributi finanziari espressi In Mio di ECU è la
seguente:
                          Azioni      Azioni       Totale     % del contributo
                          nuove       esistenti               comunitario
                                                              compIess Ivo
Danimarca                  53          2             7,3      24,3
Germania                  108,3        8,1         116,4      34,7
Francia                    72,5       36,6         109,1      18,1
Italia                     43,1        2            45,1      20,4
Paesi Bassi                 2,8        2,6           5.4       7
Regno Unito                90,3       51,4         141,7      10,4
Belgio                      9          5,2          14,2       7.9
Spagna                     94,1        3,7          97,8      13.3
TOTALE                    425.4       111,6        537        15,1
Le cifre che figurano nella tabella precedente rappresentano una alima della
partecipazione comunitaria alla protezione dell'ambiente. E' molto difficile
determinare II contributo complessivo del fondi strutturali previsto nel QCS
dell'obiettivo 2 in vista del finanziamento delle azioni di risanamento del siti
industriali   abbandonati,    di  riqualificazione     urbana e    di   protezione
dell'ambiente in senso stretto del termine. Da un lato, le nuove azioni previste
In questo settore sono ripartite nel vari assi prioritari scelti; dall'altra è
opportuno aggiungervi gli Interventi di questa natura scelti nelle azioni
esistenti già In corso di attuazione (PIM, PNIC, 0ID, PC, fuori quota) che sono
parte integrante del QCS In questione.
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Regioni obiettivo Sb
La protezione dell'ambiente e      la conservazione del     patrimonio   naturale
costituiscono una priorità di sviluppo nelle zone rurali.
Per le stesse ragioni già indicate per le regioni dell'obiettivo 2 è molto
difficile determinare il contributo esatto del fondi strutturali alla protezione
del l'ambiente.
Una stima del contributi (in Mio di ECU) dei diversi QCS è la seguente:
                         Azioni      Azioni      Totale      % del contributo
                         nuove       esistenti               comunitario
                                                             complessivo
Belgio                                n.d.
Paesi Bassi                           n.d.
Spagna                    79,5                    79,5        27.9
Italia                    22,0                    22,0         5.7
Francia                   65,3         7,8        73,1        10.1
Germania                  99,5        10,5       110,0         2.9
Danimarca
Regno Unito                                       25,8         7.4
Lussemburgo                           25,8
Totale                   266,3                   310.4        11.9
                                      44,1
 ---pagebreak---                                        - 61 -
                       CONTRIBUTO PEU CENTRO COMUNE DI RICERCA
                                    (In Mio di ECU)
Esercizio             importi Impegnati (in Mio di ECU)         Totale
                     Programma           Supp. sclent if.
                     quadro              e tecnico
1987                 29.9                0.6                    30.5
1988                 33.2                4.2                    37.4
1989                 35.8                4.8                    40.6
1990 (prev.)         38                  7.4                    45.4
Le attività che rientrano nel programma quadro concernono:
- la protezione dell'ambiente (Inquinamento dell'aria, qualità dell'acqua,
   prodotti chimici, rifiuti chimici, ecc.)
- la teledetezlone per la sorveglianza del l'ambiente terrestre e marino;
- il rischio Industriale (analisi, prevenzione e gestione dei rischio con
   considerazione del fattori umani).
Le    attività    relative    al   supporto   scientifico  e   tecnico   riguardano
prI nel palmento:
- la qualità dell'acqua e l'Inquinamento dell'aria (gestione del laboratorio
   centrale per l'applicazione delle direttive), sistema europeo per la
   valutazione delle sostanze Inquinanti;
- l'inventario europeo delle sostanze chimiche esistenti;
- il progetto Incidenti rilevanti compresa la messa a punto del sistema MARS;
- Il monitoraggio della radioattività nell'ambiente;
- le applicazioni della teledetezlone al progetto CORINE per        la sorveglianza
   delle zone costiere.
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              CONTRIBUTO DEI PROGRAMMI DI RICERCA E SVILUPPO AMBIENTE
                                   (In Mio di ECU)
Progr. quadro        1987        1988         1989       1990<1>     1987-1990
1984-1987            26,9        16,4          3           4,2          50,5
1987-1991             -           -            9,3        98.5         107.8
1990-1994                                                  0              0
TOTALE               26.9        16.4         12.3       102,7         158,3
I tre programmi specifici di ricerca e sviluppo          tecnologico  nel   settore
dell'ambiente finanziati dalla Comunità sono:
- STEP che copre i temi scientifici di ricerca In materia di protezione
  dell'ambiente, di patrimonio culturale, di rischi tecnologici rilevanti e di
  sicurezza Incendio. Il programma comporta nove settorU di ricerca:
 .  ambiente e salute umana;
 .  valutazione del rischi associati ai prodotti chimici;,
 .  fenomeni atmosferici e qualità dell'aria;
 .  qualIta del le acque;
 .  protezione dei suoli e delle acque sotterranee;
 .  ricerca sugli ecosistemi;
 .  protezione e conservazione del patrimonio culturale europeo;
 .  tecnologie di protezione dell'ambiente;
 .  rischi tecnologici rilevanti e sicurezza degli Incendi.
- EPOCH - che tratta I temi corrispondenti alla rubrica climatologia e rischi
  naturali. Il programma comprende quattro settori di ricerca:
 .  climi antichi e modifiche climatiche*,
 .  fenomeni e modelli climatici;
 .  effetti del clima e rischi connessi al clima;
 .  rischi chimici.
- MAST - che copre il tema scienze e tecnologie marine, si prefigge l'obiettivo
  di contribuire alla creazione di una base scientifica e tecnologica attraverso
   lo sfruttamento, l'utilizzazione e la gestione della protezione delle acque
  costiere e delle acque regionali europee. Esso comprende le attività di
  ricerca seguenti :
 . scienza e Ingegneria delle zone litoranee;
 . tecnologia marina e Iniziative di sostegno;
 . attività di ricerca nella scienza marina fondamentale e applicata.
(1)   Dotazione finanziaria compresi riporti 1989.
 ---pagebreak---                                       - 63 -
                            CONTRIBUTO DELLA RICERCA CECA
                                   (In Mio di ECU)
Esercizio            importi impegnati        Settori
1986-1990            12,81 (Mio di ECU)      - Inquinamento dell'arla
                                             - Inqu i namento de 11e acque do I e I
                                                e marine
                                             - problema e valorizzazione
                                                del rifiuti
                                             - studio di Impatto
                                              - perturbazioni acustiche
Nonostante le attività Intraprese nel quadro dell'articolo 55 del trattato CECA
non abbiano una finalità ambientale In sé, si può ritenere che tali progetti di
ricerca si riferiscono a problemi ambientali.
Le cifre della tabella precedente debbono essere considerate come una stima non
ulteriormente precisabile e Indicano II contributo di questo bilancio agli
aspetti ambientai I.
 ---pagebreak---                                       - 64 -
                           CONTRIBUTO DEL BILANCIO «ENERGIA»
                                    (In MIO di ECU)
                                               1987        1988       1989
1) Programma til ricerca "Carbone"
   - riduzione delle emissioni                  0,17        1.35       1.41
     gassose e delle particelle
      In sospensione
   - utilizzazione ottimale del                 0.46        0.18       0.46
     rIf lut I del le miniere e
     delle ceneri di carbone'
   - gassificazione del carboni                      1,04        0,92       1,23
2) Programma dimostraiÌYQ
   - combustione di combustibili               15,75       22,48      14,64
     solidi
   - gassificazione di combust lb II           14,86        3,07       3,45
     solidi
Il bilancio destinato al programmi dimostrativi nel settore dell'energia e al
programmi di ricerca di tecnica del carbone (CECA) dà soltanto un contributo
Indiretto alla politica dell'ambiente. Molti progetti dimostrativi o di ricerca
nel settore dell'energia contengono Implicazioni relative all'ambiente ma è
dlfflei le quantificare l'aspetto prevalente: l'economia o l'ecologia.
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                                   Importi di bilancio stanziati per azioni con finalità ambientale nei la Comunità M n Mio di ECU)
                                                                                                                                        Proaraaml
                                        85       86        87        88       89        90        91         92        93        94     Importo      Durata
                                                                                                                                      (Mio di ECU)    (anni)
    Ricerche
    -Programmi ambientali
     (STEP/EPOCH/MAST)                                                                                                                    162          4
    -CCR                                                                                                                                  137          4
    -Nuovi prograiai ambientali
     (comprese azioni dirette CCR)                                                                                                        518          4
    -CECA                                                                                                                                  12,8        6
                                                        '
    Dimostrazione per l'ambiente
    MEDSPA                                                                                                                                 62.6        9
    NORSPA                                                                                                                                 13.5        4
    ACE Tecnologia)                                                                                                                        59.6        5
    ACNAT          )
    Carbone                                                                                                                                74,3        3
    Fondi strutturali
    FESR vecchio                                                                                                                          260          4
    FESR obiettivo 1                                                                                                                     1967,5        5
         obiettivo 2                                                                                                                      537          3
          ENVIREG                                                                                                                         500          4
    FEAOG 5a                                                                                                                               39          5
           5b                                                                                                                             310          5
           foreste                                                                                                                         58          6
    Paesi terzi
    Ecologia nei PVS                                                                                                                       20,8        3
L'importo globale individuabile delle risorse stanziate per azioni ambientali è di 4 409 Mio di ECU. La parte impegnata o da impegnare a partire dal 1990 è
sensibilmente superiore a quella Impegnata in precedenza (circa 650 Mio di ECU Tanno contro circa 135 Mio di ECU l'anno).
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                                                               Al legato 3
                          SPESE NAZIONALI PER L'AMBIENTE
                                  (in Mio di ECU)
1. Spese global I
                             1985               1986            1988
                        Mio        %       Mio         %   Mio          %
                      di ECU    dal PIL til ECU doI Pli til ECU tiol PIL
  Germania         11  480      1,52        -         -   16 610      1,78
  Francia           6  950      0,86      7 090      0,86  9 910      1,27
  Paesi Bassi       1  960      1,26        -         -    2 680      1,50
  Regno Unito       7  430      1,25
2. sposo pubbllcho
                             1985               1986            1988
                        Mio        %       Mio         %   MIO          %
                      til ECU tifll PILtilECU tiol PILtilECU tiol PIL
  Germania          5 910       0,78        -          -  8 190      0,86
  Danimarca            620      0,77       660       0,82
  Francia           4 520       0,56     4 630      0,56  5 250      0,69
  Italia               890      0,13     1 290       0,13
  Paesi Bassi       1 480       0,95        -             1 680      0,94
  Regno Unito       3 720       0,62        -          -
 ---pagebreak---                                                                                    ISSN 0254-1505
                                                                      COM(91)28def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                                            01
                                           N. di catalogo : CB-CO-91-043-IT-C
                                                                  ISBN 92-77-69221-9
PREZZO DI VENDITA          fino a 30 pigine: 3,50 ECU        ogni 10 pagine in piCu 1,25 ECU
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europe*
L-2985 Lussemburgo