CELEX: 62002TO0235
Language: it
Date: 2003-11-17
Title: Ordinanza del Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) del 17 novembre 2003. # Strongline A/S contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli). # Marchio comunitario - Procedura di opposizione - Mancata presentazione di prove nella lingua della procedura di opposizione - Regola 17, n. 2, del regolamento (CE) n. 2868/95 - Ricorso manifestamente infondato. # Causa T-235/02.

Causa T-235/02 Strongline A/ScontroUfficio per l'armonizzazione nel mercato interno(marchi, disegni e modelli) (UAMI)
            «Marchio comunitario – Procedimento di opposizione – Omessa produzione di prove nella lingua del procedimento di opposizione – Regola 17, n. 2, del regolamento (CE) n. 2868/95 – Ricorso manifestamente infondato»
            
               
                  Ordinanza del Tribunale Seconda Sezione) 17 novembre 2003  
                     
                
               
            
                   
               
               
            
            Massime dell'ordinanza
         
         
                  
                  Marchio comunitario – Procedimento di registrazione – Opposizione – Omessa produzione, entro il termine impartito, della traduzione delle prove e dei documenti giustificativi a sostegno dell'opposizione – Facoltà per l'Ufficio di respingere l'opposizione[Regolamento (CE) della Commissione n. 2868/95, art. 1, regole 16 e 17, n. 2] Qualora, nell'ambito di un procedimento di opposizione proposto avverso la registrazione di un marchio comunitario in forza
         degli artt. 42 e seguenti del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario, l'opponente non produca, come impone la regola
         17, n. 2, del regolamento n. 2868/95, recante modalità di esecuzione del regolamento n. 40/94, la traduzione delle prove e
         dei documenti giustificativi a sostegno dell'opposizione nella lingua della procedura di opposizione prima della scadenza
         del termine imposto a tal fine dall'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli), quest'ultimo
         può legittimamente respingere l'opposizione in quanto infondata a meno che non possa statuire su quest'ultima diversamente
         basandosi su prove eventualmente già a sua disposizione, in conformità alla regola 20, n. 3, del regolamento di esecuzione.Il rigetto dell'opposizione è giustificato anche qualora l'opponente si sia conformato ai requisiti sanciti dalla regola 16
         del regolamento di esecuzione, relativa alla produzione delle dette prove e dei documenti giustificativi, in quanto la violazione
         della regola 17, n. 2, non permette al richiedente di un marchio di esercitare i suoi diritti di difesa nel procedimento inter
         partes né alla commissione di ricorso di verificare, con un sufficiente grado di certezza, l'effettiva esistenza dei diritti
         invocati dall'opponente.v. punti 39, 43, 45
      

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            ORDINANZA DEL TRIBUNALE (Seconda Sezione)17 novembre 2003 (1)
            
            
         
         
            
         
            «Marchio comunitario – Procedura di opposizione – Omessa produzione di prove nella lingua della procedura di opposizione – Regola 17, n. 2, del regolamento (CE) n. 2868/95 – Ricorso manifestamente infondato»
            
          Nella causa T-235/02, 
         
         
         Strongline A/S, con sede in Glostrup (Danimarca), rappresentata dall'avv. J.S. Ørndrup,
         
         
         ricorrente, 
         
         contro
         Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli), rappresentato dal sig. O. Waelbroeck, in qualità di agente,
         
         convenuto,  interveniente in primo gradoScala Inc., con sede in Exton, Pensilvania (Stati Uniti d'America), rappresentata dal sig. R.M. Hiddleston, solicitor,
         
         
         
          avente ad oggetto il ricorso proposto contro la decisione della prima commissione di ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione
         nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) 27 maggio 2002 (procedimento R 830/2001-1), relativa al rigetto di un'opposizione
         per mancata prova dei diritti derivanti da marchi anteriori,
         
         
         
         
         
         IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Seconda Sezione),
         
          composto dai sigg. J. Pirrung, presidente, A.W.H. Meij e N.J. Forwood, giudici, 
         
          cancelliere: sig. H. Jung visto il ricorso depositato nella cancelleria del Tribunale il 5 agosto 2002, visto il controricorso
         dell'Ufficio depositato nella cancelleria del Tribunale il 19 novembre 2002, rettificato il 28 novembre 2002, vista la memoria
         d'intervento dell'interveniente depositata nella cancelleria del Tribunale il 10 dicembre 2002, 
         
         ha emesso la seguente 
         
         
         Ordinanza
            
               Antefatti della controversia
            
         
         1
            
          Il 23 marzo 1998 è stata pubblicata nel  
         Bollettino dei marchi comunitari n. 20/98 una  domanda di marchio comunitario, depositata dall'interveniente, la Scala Inc., all'Ufficio per l'armonizzazione
         nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (in prosieguo: l'
         UAMI), ai sensi del regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40/94, sul marchio comunitario (GU 1994, L 11, pag. 1),
         come modificato, avente ad oggetto il segno denominativo SCALA per designare  
         programmi informaticirientranti nella classe 9, ai sensi dell'Accordo di Nizza 15 luglio 1957, sulla classificazione internazionale dei prodotti
         e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi, come riveduto e modificato. 
         
         
         2
            
          La domanda è stata depositata in lingua inglese. Il francese è stato indicato come seconda lingua ai sensi dell'art. 115,
         n. 3, del regolamento n. 40/94. 
         
         
         3
            
          ll 15 giugno 1998, la ricorrente, la Strongline Software A/S, denominata anche Strongline A/S, ha depositato, ai sensi dell'art. 42
         del regolamento n. 40/94, un atto di opposizione nei confronti del marchio richiesto per tutti i prodotti di cui alla domanda
         di marchio fondato sull'identità del marchio richiesto con due marchi nazionali anteriori, vale a dire i marchi denominativi
         SCALA, registrati nel 1989 in Danimarca e nel 1994 in Germania, per prodotti rientranti nelle classi 9 e 16 ai sensi dell'Accordo
         di Nizza. La ricorrente ha basato la sua opposizione in particolare su alcuni dei prodotti per i quali sono stati registrati
         i marchi anteriori, descritti quali  
         programmi informatici per l'elaborazione di dati (
         computerprogrammes stored on datacarriers), rientranti nella classe 9. 
         
         
         4
            
          Nel suo atto di opposizione la ricorrente ha scelto l'inglese quale lingua di procedura dinanzi all'UAMI. Essa ha allegato
         a tale atto un documento in tedesco relativo alla registrazione in Germania e una traduzione in inglese dell'elenco completo
         dei prodotti per i quali, secondo la stessa, ciascuno dei due marchi anteriori è registrato. 
         
         
         5
            
          Il 17 giugno 1998, la ricorrente ha consegnato all'UAMI un modulo tipo, messo a disposizione da quest'ultimo, compilato in
         danese, con il quale conferiva poteri nella procedura di opposizione ad un mandatario abilitato. Essa ha inoltre allegato
         due documenti in danese, descritti nella lettera di accompagnamento come copie della registrazione in Danimarca, titolare
         della quale era la Strongline ApS, e della domanda rivolta al Patent- og Varemærkestyrelsen (Ufficio brevetti e marchi danese)
         affinché si tenesse conto del cambiamento della sua denominazione in Strongline Software A/S. 
         
         
         6
            
          Il 19 giugno 1998, la ricorrente ha consegnato all'UAMI un documento in danese, con i titoli delle rubriche tradotti in inglese,
         descritto quale copia della registrazione in Danimarca ottenuta stavolta in nome della Strongline Software, nonché la traduzione,
         simile a quella precedentemente fornita, dei prodotti per i quali tale marchio era registrato. 
         
         
         7
            
          Il 2 settembre 1998, l'UAMI ha segnalato alla ricorrente che, contrariamente alla regola 76, nn. 3 e 4, del regolamento (CE)
         della Commissione 13 dicembre 1995, n. 2868, recante modalità di esecuzione del regolamento n. 40/94 (GU L 303, pag. 1), non
         era stata conferita alcuna delega di poteri in una delle lingue dell'UAMI. La ricorrente ha trasmesso il giorno seguente il
         modulo tipo in inglese. 
         
         
         8
            
          Il 16 aprile 1999, l'UAMI ha informato la ricorrente dell'avvio del procedimento in contraddittorio ed ha stabilito un termine
         di quattro mesi, prorogato su domanda delle parti al 16 aprile 2000, per depositare le memorie sui fatti, sugli elementi di
         prova o argomentazioni necessarie a sostenere la domanda di opposizione. L'UAMI ha espressamente precisato che tutti i documenti
         dovevano essere presentati nella lingua di procedura dell'opposizione.  
         
         
         9
            
          Il 17 febbraio 2000 l'interveniente ha domandato che la ricorrente fornisse la prova di una seria utilizzazione del marchio
         danese, in conformità all'art. 43 del regolamento n. 40/94, precisando che gli elementi di prova dovevano essere tradotti
         in inglese. 
         
         
         10
            
          Il 30 agosto 2000, la ricorrente ha trasmesso le sue osservazioni e diversi documenti in danese relativi alla prova dell'utilizzazione
         del marchio danese. 
         
         
         11
            
          Il 15 dicembre 2000, l'interveniente ha depositato le sue osservazioni su quanto trasmesso il 30 agosto 2000. Essa ha rilevato
         in particolare che taluni mezzi di prova non erano stati tradotti e che ancora mancava la traduzione dei documenti relativi
         ai marchi richiesti. Essa ha sostenuto che l'insufficienza degli elementi comunicati non consentiva di eliminare i dubbi sulla
         validità dei marchi anteriori e che, conseguentemente, l'opposizione doveva essere automaticamente respinta. Tali osservazioni
         sono state trasmesse alla ricorrente. 
         
         
         12
            
          Il 13 febbraio 2001, l'UAMI ha espressamente richiesto alla ricorrente di fornire la traduzione di alcuni elementi di prova
         relativi all'utilizzazione del marchio danese, in conformità alla regola 22 del regolamento n. 2868/95. Il 22 marzo 2001,
         la ricorrente ha trasmesso le traduzioni richieste, ma non ha risposto alle obiezioni dell'interveniente e, in particolare,
         non ha inviato ulteriori traduzioni dei documenti relativi ai marchi richiamati. 
         
         
         13
            
          Il 14 luglio 2001, l'interveniente ha inviato nuove osservazioni a seguito delle ulteriori traduzioni ed ha, in particolare,
         mantenuto la sua posizione per la quale l'opposizione doveva essere respinta per mancanza di prove della registrazione dei
         marchi richiamati. 
         
         
         14
            
          Con decisione 20 luglio 2001, la divisione di opposizione ha respinto l'opposizione in quanto la ricorrente non aveva dimostrato,
         nella lingua di procedura dell'opposizione, la validità e lo status giuridico dei marchi nazionali anteriori sui quali era
         basata l'opposizione. 
         
         
         15
            
          L'11 settembre 2001, la ricorrente ha proposto un ricorso presso l'UAMI ai sensi dell'art. 59 del regolamento n. 40/94, avverso
         la decisione della divisione di opposizione. Il 16 novembre 2001, l'interveniente ha depositato le sue osservazioni su tale
         ricorso. 
         
         
         16
            
          Con decisione 27 maggio 2002 (in prosieguo: la  
         decisione impugnata), notificata alla ricorrente il 6 giugno 2002, la prima commissione di ricorso ha respinto il ricorso. 
         
         
         17
            
          La commissione di ricorso ha in sostanza constatato che la ricorrente non aveva fornito prove sufficienti, nella lingua di
         procedura dell'opposizione, della validità e della proprietà dei marchi anteriori richiamati a fondamento dell'opposizione.
         Essa ha considerato, inoltre, che non spettava all'UAMI segnalare tali carenze alla ricorrente, in particolare quando, come
         nel caso di specie, tali carenze erano state sottolineate in modo specifico nelle osservazioni dell'interveniente sottoposte
         alla ricorrente. 
         Conclusioni delle parti
         
         18
            
          La ricorrente chiede che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
             annullare la decisione impugnata; 
          annullare la decisione impugnata; 
         
         
         
         ─
             rinviare la causa dinanzi alla prima commissione di ricorso; 
          rinviare la causa dinanzi alla prima commissione di ricorso; 
         
         
         
         ─
             condannare ciascuna parte alle proprie spese. 
          condannare ciascuna parte alle proprie spese. 
         
         
         
         
         19
            
          L'UAMI chiede che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
             dichiarare il ricorso irricevibile;
          dichiarare il ricorso irricevibile;
         
         
         
         ─
             in subordine, respingere il ricorso;
          in subordine, respingere il ricorso;
         
         
         
         ─
             condannare la ricorrente alle spese.
          condannare la ricorrente alle spese.
         
         
         
         
         20
            
          L'interveniente chiede che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
             confermare la decisione impugnata;
          confermare la decisione impugnata;
         
         
         
         ─
             respingere l'opposizione e ammettere la registrazione del marchio richiesta; 
          respingere l'opposizione e ammettere la registrazione del marchio richiesta; 
         
         
         
         ─
             condannare la ricorrente alle spese. 
          condannare la ricorrente alle spese. 
         
         
         Sulla ricevibilità
         
         21
            
          L'UAMI sostiene che il presente ricorso dev'essere dichiarato irricevibile ai sensi dell'art. 135, n. 4, del regolamento di
         procedura del Tribunale, secondo il quale  
         [l]e memorie delle parti non possono modificare l'oggetto della controversia dinanzi alla commissione di ricorso. Nel suo ricorso, la ricorrente sostiene la violazione dell'art. 8, n. 1, lett. a) o b), del regolamento n. 40/94. Orbene,
         l'oggetto della controversia dinanzi alla commissione di ricorso, conformemente all'atto che l'ha investita, concerneva soltanto
         la violazione della regola 17, n. 2, del regolamento n. 2868/95. 
         
         
         22
            
          ll Tribunale constata che, nel caso di specie, contrariamente a quanto sostiene l'UAMI, l'oggetto della controversia dinanzi
         alla commissione di ricorso riguardava direttamente l'applicazione dell'art. 8, n. 1, del regolamento n. 40/94 e non è quindi
         stato modificato dalle conclusioni della ricorrente. Infatti, in primo luogo, la presente controversia ha avuto incontestabilmente
         inizio con l'opposizione proposta ai sensi di detto articolo. In secondo luogo, le regole direttamente richiamate dalla commissione
         di ricorso nella decisione impugnata, ossia le regole 16, n. 2, e 17, n. 2, del regolamento n. 2868/95, stabiliscono presupposti
         formali e procedurali per l'applicazione del detto articolo. In terzo luogo, la conclusione della commissione di ricorso secondo
         la quale il ricorso è respinto  
         per il motivo che la ricorrente non ha provato i diritti sui quali essa fonda la sua opposizione costituisce chiaramente un caso di applicazione dell'art. 8. 
         
         
         23
            
          Il ricorso dev'essere pertanto considerato ricevibile. 
         
         
         24
            
          Infine, ai sensi dell'art. 63, n. 6, del regolamento n. 40/94, l'UAMI è tenuto a prendere i provvedimenti necessari per conformarsi
         alla sentenza del giudice comunitario. A tal riguardo, secondo giurisprudenza costante, non spetta al Tribunale rivolgere
         ingiunzioni all'UAMI (v., in particolare, sentenza del Tribunale 12 dicembre 2002, causa T-247/01, eCopy/UAMI (ECOPY), Racc. pag. II-5301,
         punto 13). Il capo delle conclusioni dell'interveniente diretto ad ottenere l'ammissione della registrazione del marchio richiesto
         deve essere pertanto dichiarato, d'ufficio, irricevibile. 
         Sul merito Argomenti delle parti
         
         
         25
            
          La ricorrente sostiene, in primo luogo, che i documenti sottoposti all'UAMI a sostegno della propria opposizione, ossia gli
         estratti delle registrazioni in Germania e in Danimarca, soddisfano i requisiti di cui alla regola 16, n. 2, del regolamento
         n. 2868/95. Tali estratti devono essere considerati, ai sensi di tale disposizione, come certificati di registrazione. A tal
         riguardo, la ricorrente sottolinea che l'Ufficio brevetti e marchi danese non rilascia un documento denominato  
         certificato di registrazione, ma soltanto gli estratti forniti nella fattispecie. In ogni caso, tali estratti costituiscono indiscutibilmente documenti
         ufficiali, o copie di questi ultimi, emessi dall'autorità competente per la registrazione del marchio interessato. 
         
         
         26
            
          La ricorrente riconosce di non aver soddisfatto i requisiti di cui alla regola 17, n. 2, del regolamento n. 2868/95. 
         
         
         27
            
          La ricorrente sostiene che la registrazione del marchio SCALA a vantaggio dell'interveniente costituisce una violazione dell'art. 8
         del regolamento n. 40/94, poiché i segni di cui trattasi sono identici, ed identici sono i prodotti interessati, o almeno
         simili. Il fatto che sia stata violata la regola 17, n. 2, del regolamento n. 2868/95 non può giustificare una siffatta violazione
         dell'art. 8 del regolamento n. 40/94. 
         
         
         28
            
          L'UAMI sostiene che il ricorso è manifestamente infondato in quanto, poiché la ricorrente ammette espressamente di non aver
         rispettato la regola 17, n. 2, del regolamento n. 2868/95, non vi è bisogno di esaminare l'applicazione dell'art. 8, n. 1,
         lett. a) o b), del regolamento n. 40/94. In ogni caso, in conformità alla regola 20, n. 3, del regolamento n. 2868/95, l'opposizione
         doveva essere respinta per mancanza di prova dei diritti anteriori. 
         
         
         29
            
          L'UAMI precisa che, nel caso in cui il presente ricorso venga respinto, la ricorrente potrà ancora presentare una domanda
         di annullamento ai sensi dell'art. 52, n. 1, del regolamento n. 40/94. 
         
         
         30
            
          L'interveniente considera che la ricorrente non ha fornito nel termine prescritto dall'UAMI, in conformità alle regole 16,
         n. 3, e 20, n. 2, del regolamento n. 2868/95, prove sufficienti della validità dei marchi tedesco e danese, del diritto di
         proprietà vantato dalla stessa su questi ultimi, della loro utilizzazione, né traduzioni di tali mezzi di prova nella lingua
         della procedura. Gli elementi di prova forniti con il ricorso e la loro traduzione devono essere considerati tardivi, poiché
         la ricorrente non li ha prodotti dinanzi all'UAMI pur avendone largamente la possibilità. L'opposizione dev'essere pertanto
         respinta. 
         
         
         31
            
          L'interveniente sottolinea l'importanza della presentazione di traduzioni dei documenti di cui trattasi, sia per l'UAMI sia
         per chi richiede un marchio, al fine di valutare la fondatezza di un'opposizione e ricorda, a tal proposito, che la ricorrente
         ha riconosciuto di non aver rispettato la regola 17, n. 2, del regolamento n. 2868/95. 
         
         
         32
            
          Anche se il Tribunale dovesse ritenere insufficienti gli argomenti di cui sopra, l'opposizione dovrebbe essere in ogni caso
         respinta in quanto i prodotti cui si riferisce la domanda di marchio sono più numerosi di quelli designati dai marchi anteriori
         e non vi è quindi identità tra i marchi ai sensi dell'art. 8, n. 1, lett. a), del regolamento n. 40/94. 
          Giudizio del Tribunale
         
         
         33
            
          Ai sensi dell'art. 111 del regolamento di procedura, quando il ricorso è manifestamente infondato, il Tribunale può, senza
         proseguire il procedimento, statuire con ordinanza motivata. 
         
         
         34
            
          Nella fattispecie il Tribunale reputa di possedere sufficienti informazioni sulla scorta dei documenti del fascicolo e decide,
         in applicazione della detta disposizione, di statuire senza proseguire il procedimento. 
         
         
         35
            
          Ai sensi della regola 16, nn. 2 e 3, del regolamento n. 2868/95: 
         
         2.
          Se l'opposizione si fonda su un marchio anteriore non comunitario, l'atto di opposizione è corredato, in linea di principio,
         da prove relative alla registrazione o al deposito del marchio anteriore, come ad esempio un certificato di registrazione
         (...).
         
         
         3.
          Le indicazioni relative ai fatti, le prove, le osservazioni e i documenti di appoggio, di cui al paragrafo 1, nonché le prove
         di cui al paragrafo 2, possono essere presentati, se non sono stati presentati insieme all'atto di opposizione o immediatamente
         dopo, entro un termine successivo all'avvio della procedura di opposizione, stabilito dall'Ufficio secondo la regola 20, paragrafo
         2
         .
         
         
         36
            
          Ai sensi della regola 17, n. 2, del regolamento n. 2868/95,  
         (s)e le prove a sostegno dell'opposizione, di cui alla regola 16, paragrafi 1 e 2, non sono presentate nella lingua della
         procedura d'opposizione, l'opponente deve fornirne una traduzione in tale lingua, entro un mese dalla scadenza del termine
         per l'opposizione o, eventualmente, entro il termine stabilito dall'Ufficio secondo la regola 16, paragrafo 3. 
         
         
         37
            
          Nella fattispecie, come ha rilevato la commissione di ricorso nella decisione impugnata e come ha riconosciuto la ricorrente
         nel suo ricorso, quest'ultima non ha presentato dinanzi all'UAMI, in violazione della regola 17, n. 2, del regolamento n. 2868/95,
         nel termine che le era stato impartito, una traduzione sufficiente delle prove e dei documenti attestanti i diritti ad essa
         derivanti dai marchi nazionali anteriori su cui fonda la sua opposizione. 
         
         
         38
            
          Occorre ricordare che l'onere che ai sensi della regola 17, n. 2, del regolamento n. 2868/95 grava su una parte all'origine
         di un procedimento inter partes, si giustifica con la necessità di rispettare pienamente il principio del contraddittorio
         nonché il principio secondo cui le parti devono trovarsi ad armi pari in una siffatta procedura (sentenza del Tribunale 13
         giugno 2002, causa T-232/00, Chef Revival USA/UAMI ─ Massagué Marín (Chef), Racc. pag. II-2749, punto 42). 
         
         
         39
            
          Se l'opponente non produce le prove e i documenti giustificativi a sostegno dell'opposizione nonché la loro traduzione nella
         lingua della procedura di opposizione prima della scadenza del termine inizialmente imposto a tal fine dall'UAMI, quest'ultimo
         può legittimamente respingere l'opposizione in quanto infondata a meno che non possa statuire su quest'ultima diversamente
         basandosi su prove eventualmente già a sua disposizione, in conformità alla regola 20, n. 3, del regolamento n. 2868/95. Il
         rigetto dell'opposizione in tal caso non è legato solo al mancato rispetto da parte dell'opponente del termine imposto dall'UAMI,
         ma costituisce anche la conseguenza dell'inosservanza di un presupposto di base dell'opposizione, in quanto l'opponente, omettendo
         di presentare entro il termine le prove e i documenti giustificativi pertinenti, presentazione del resto necessaria in relazione
         ai motivi esposti al precedente punto, non riesce a dimostrare l'esistenza dei fatti o dei diritti sui quali la sua opposizione
         è basata (sentenza Chef, cit. al precedente punto 38, punto 44). 
         
         
         40
            
          La ricorrente si limita a sostenere che gli elementi di prova dalla stessa presentati soddisfano la regola 16 del regolamento
         n. 2868/95 e che l'opposizione doveva conseguentemente essere accolta. 
         
         
         41
            
          Occorre preliminarmente rilevare che i documenti e le traduzioni relativi ai marchi interiori richiamati a sostegno dell'opposizione,
         allegati al ricorso, prodotti per la prima volta dinanzi al Tribunale e che non hanno potuto quindi essere esaminati dalla
         commissione di ricorso, non possono essere presi in considerazione. Essi devono pertanto essere respinti, senza che sia necessario
         esaminare la loro forza probatoria (v., in tal senso, sentenze del Tribunale ECOPY, cit. al precedente punto 24, punti 45-49,
         e 5 marzo 2003, causa T-237/01, Alcon/UAMI ─ Dr. Robert Winzer Pharma (BSS), Racc. pag. II-411, punti 61 e 62). 
         
         
         42
            
          Si deve inoltre constatare che l'argomentazione della ricorrente non può condurre all'annullamento della decisione impugnata.
         
         
         
         43
            
          Infatti anche supponendo, ciò che la ricorrente è lungi dal dimostrare, che i documenti presentati all'UAMI fossero conformi
         ai requisiti sanciti dalla regola 16 del regolamento n. 2868/95, contrariamente a quanto risulta dalla decisione impugnata,
         una siffatta constatazione non invaliderebbe la conclusione della commissione di ricorso secondo la quale gli elementi di
         prova forniti non consentono, in mancanza di traduzione, di verificare lo status giuridico e la proprietà dei marchi anteriori
         richiamati. 
         
         
         44
            
          La commissione di ricorso ha essenzialmente rilevato che  
         [la ricorrente] non [aveva] presentato, nel termine concesso dalla divisione di opposizione, una traduzione del documento
         presentato come prova della sua proprietà e dell'esistenza della registrazione tedesca, né una traduzione sufficiente del
         certificato di registrazione danese, sui quali essa [fondava] la sua opposizione (decisione impugnata, punto 39). In particolare, tale assenza di traduzione non ha consentito di eliminare i dubbi dell'interveniente,
         della divisione di opposizione e della commissione di ricorso riguardo all'origine dei documenti presentati, al titolare reale
         dei marchi richiamati o all'esatta estensione di tali marchi. 
         
         
         45
            
          Di conseguenza, la violazione della regola 17 del regolamento n. 2868/95, riconosciuta dalla ricorrente, poteva giustificare
         il rigetto da parte della commissione di ricorso del ricorso proposto dinanzi alla stessa, poiché tale violazione non ha consentito
         all'interveniente di poter esercitare i propri diritti della difesa nella procedura inter partes né alla commissione di ricorso
         di verificare, con un sufficiente grado di certezza, l'effettiva esistenza dei diritti invocati. 
         
         
         46
            
          Pertanto il presente ricorso dev'essere respinto in quanto manifestamente infondato. 
         
         Sulle spese
         47
            
          Ai sensi dell'art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta
         domanda. Poiché la ricorrente è rimasta soccombente, va condannata alle spese sostenute dall'UAMI e dall'interveniente, conformemente
         alle conclusioni di questi ultimi. 
         
         Per questi motivi, 
         
         
         
            
            IL TRIBUNALE (Seconda Sezione)
         
         
          così provvede:
         
            
            1)
            Il ricorso è respinto.
            
            2)
            La ricorrente è condannata alle spese.
             Lussemburgo, 17 novembre 2003 
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                  H. Jung 
               
               
                  J. Pirrung  
               
            
      
      
          1 –
            
             Lingua processuale: l'inglese.