CELEX: C1996/370/19
Language: it
Date: 1996-12-07 00:00:00
Title: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale dell'Aeropago, con decisione 25 giugno 1996, nel procedimento penale a carico di Alessandro Pozzoli e Donatella Calfa (Causa C-348/96)

N. C 370/8              LIT                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             7 . 12 . 96
 tro Amministrazione generale dello Stato, il Tribunal Supe­                     carico di Alessandro Pozzoli e Donatella Calfa, il Tribunale
 rior de Justicia di Madrid, Sezione del contenzioso ammini­                     dell'Aeropago, ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
 strativo, Prima Sezione, ha sottoposto alla Corte di giustizia                  Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali :
 delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali :
 1 ) Se un'esatta interpretazione della direttiva del Consiglio
                                                                                 1 ) Se sia conciliabile con le disposizioni del diritto comuni­
      17 luglio 1969, 69/335/CEE ( successivamente modifica­
     ta dalle direttive 9 aprile 1973 , 73/79/CEE e 73/80/
                                                                                      tario citate nella motivazione ed in particolare con gli
                                                                                      artt. 8 , n . 1 e 2 , 8A, n. 1 , 48 , 52 e 59 del Trattato CE e
     CEE, 7 novembre 1974, 74/553/CEE, e 10 giugno
                                                                                      con le norme delle pertinenti direttive pure citate nella
      1985 , 85/303/CEE ) e in particolare dei suoi articoli 4,                       motivazione o con altre norme connesse del diritto co­
     lett. a ), 5 , n . 1 , lett. a ), 7 e 10 lett. a ), escluda che, nel
     caso in cui la normativa di uno Stato membro istituisce                          munitario in materia di libera circolazione delle persone
                                                                                      e dei servizi nonché con il principio comunitario di
     un'imposta alla quale viene assoggettata la costituzione
                                                                                      uguaglianza che scaturisce dall'art. 7 del Trattato una
     di una società per azioni ad un'aliquota dell ' 1% che si
                                                                                      disposizione di diritto nazionale che obbliga il giudice
     applica in ogni caso al valore nominale del capitale so­
                                                                                      nazionale — se non sussistono gravi ragioni, specie fa­
     ciale benché questo non sia stato interamente versato,
                                                                                      miliari — a decretare l'espulsione a vita di un cittadino
     possa successivamente essere assoggettato ad imposta,
     ad un' aliquota dello 0,5% , il conferimento della parte                         di un altro Stato membro della Comunità europea per
                                                                                      motivi di ordine pubblico e di pubblica sicurezza , che si
     del capitale che doveva ancora essere versato.
                                                                                     giustificano con il solo fatto che il cittadino di detto Sta­
                                                                                     to membro ha commesso nel paese ospitante, nel quale
                                                                                     soggiornava legittimamente come turista, la lieve infra­
                                                                                     zione di procurarsi sostanze stupefacenti per esclusivo
2 ) Se la limitazione di cui all'art. 10 della direttiva 69/335/                     uso personale e di far uso di sostanze stupefacenti, allor­
     CEE operi ugualmente nonostante la seconda imposta                              ché detta sanzione di espulsione implica che per legge
     non ricada specificamente sul conferimento di capitale                          l' interessato non potrà più entrare nel territorio ellenico
     ma sul documento mediante il quale esso si formalizza,                          — salvo che dopo tre anni ottenga l'autorizzazione del
     qualora tale formalizzazione documentale sia obbliga­                           ministro della Giustizia, rilasciata discrezionalmente —
     toria in base alla normativa nazionale sulle società e                          per svolgere le attività previste dalle citate norme del di­
     l'aliquota dello 0,5% si applichi precisamente sull' im­                        ritto comunitario, mentre in caso di comportamento
     porto del conferimento che risulta dal documento .                              analogo da parte del cittadino dello Stato membro ospi­
                                                                                     tante si commina la stessa pena detentiva , ma nessun'al­
                                                                                     tra misura similare, come la limitazione del soggiorno,
                                                                                     che viene irrogata solo se l'interessato è condannato a
                                                                                     pena detentiva per reato grave, prevista soprattutto per
3 ) Precisazioni sull'efficacia diretta della menzionata diret­                      il traffico di stupefacenti , e solo discrezionalmente .
     tiva 69/335/CEE (e successive modifiche ) con indicazio­
     ni circa la sua incidenza ed eventuale priorità sulle di­
     sposizioni legislative nazionali nel caso in cui non sia
     possibile un'interpretazione di queste ultime che risulti
     compatibile con tale direttiva .
                                                                                2 ) Se, qualora si considerasse compatibile in linea di prin­
                                                                                     cipio con le disposizioni di cui sopra di diritto comuni­
                                                                                     tario l'espulsione del cittadino di un altro Stato membro
                                                                                     dallo Stato ospitante, in forza di una siffatta norma na­
                                                                                     zionale ( supra n . 1 ), che, per quel che riguarda l'espul­
                                                                                     sione, non concede discrezionalità al giudice per invoca­
                                                                                     re un motivo diverso da quelli gravi, specie familiari ,
                                                                                     che giustificano la sua permanenza nel paese ospitante,
                                                                                     una siffatta misura possa considerarsi incompatibile con
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribuna­                             il principio comunitario della proporzionalità, sia cioè
le dell'Aeropago, con decisione 25 giugno 1996, nel proce­                           sproporzionata rispetto alla gravità delle infrazioni
dimento penale a carico di Alessandro Pozzoli e Donatella                            ( n. 1 ) commesse dal condannato, dato che queste, sotto
                                     Calfa
                                                                                     il profilo del diritto nazionale, hanno indole di contrav­
                            ( Causa C-348/96 )                                       venzioni e vengono punite come si espone nella motiva­
                                                                                     zione, mentre l'espulsione decretata dal giudice nazio­
                               ( 96/C 370/19 )                                       nale è prevista a vita, salvo la possibilità che il ministro
                                                                                     della Giustizia , trascorsi tre anni , autorizzi discrezional­
                                                                                     mente il ritorno dell' interessato nel paese ospitante .
Con decisione 25 giugno 1996, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 21 ottobre 1996, nel procedimento penale a