CELEX: 52009PC0515
Language: it
Date: 2009-09-30
Title: Proposta di decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione

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52009PC0515

		ITBruxelles, 30.09.2009COM(2009) 515 definitivoProposta diDECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOsulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazioneRELAZIONEL'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 [1], grazie a un meccanismo di flessibilità, permette di mobilitare stanziamenti del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) oltre i limiti delle pertinenti rubriche del quadro finanziario, senza eccedere il massimale annuo di 500 milioni di euro. Le condizioni di ammissibilità applicabili ai contributi del Fondo sono stabilite dal regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006 [2], che istituisce il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Il regolamento è stato modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 546/2009 [3] che amplia il campo di applicazione del FEG. Il regolamento modificato si applica alle domande ricevute a partire dal 1° maggio 2009.I servizi della Commissione hanno svolto un esame approfondito delle domande presentate dal Belgio e dall’Irlanda in conformità al regolamento (CE) n. 1927/2006, in particolare agli articoli 2, 3, 4, 5 e 6.Gli elementi principali delle valutazioni possono essere sintetizzati come segue.Casi EGF/2009/004 BE/Oost en West Vlaanderen textiles e EGF/2009/005 BE/Limburg textiles1. Le due domande delle autorità belghe, pervenute alla Commissione il 5 maggio 2009 e completate da ulteriori informazioni inviate dallo Stato membro fino al 29 giugno 2009, si basano sugli specifici criteri di intervento di cui all'articolo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, e sono state presentate entro il termine di 10 settimane previsto all'articolo 5 del medesimo regolamento.Ai sensi dell’articolo 2 del regolamento (CE) n. 546/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1927/2006 che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione [4], le domande, essendo pervenute dopo il 1° maggio 2009, sono state valutate sulla base delle nuove norme istituite dal regolamento (CE) n. 546/2009.2. Il Belgio ha trasmesso le domande ai sensi dell’articolo 2, lettera b), del regolamento FEG, che richiede l’esubero di almeno 500 dipendenti, nell’arco di nove mesi, in una divisione NACE (classificazione statistica delle attività economiche) Rev. 2 [5], divisione 13 (“Industrie tessili”), in due regioni contigue di livello NUTS (nomenclatura delle unità territoriali per la statistica) II, le Fiandre orientali (BE230) e le Fiandre occidentali (BE225), e in una singola regione NUTS II, il Limburgo (BE220). Dalle due domande emerge che nel periodo di riferimento si sono verificati complessivamente 2 199 licenziamenti in 46 aziende operanti nel settore tessile in Belgio.3. In relazione alla domanda EGF/2009/004 BE/Oost en West Vlaanderen textiles, si sono verificati 1 568 licenziamenti nel periodo di riferimento dal 31 maggio 2008 al 28 febbraio 2009 (nove mesi), di cui 881 nelle Fiandre orientali e 687 nelle Fiandre occidentali.In relazione alla domanda EGF/2009/005 BE/Limburg textiles, si sono verificati 631 licenziamenti nel periodo di riferimento dal 1° agosto 2008 al 31 marzo 2009 (otto mesi).4. Per collegare gli esuberi agli importanti cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali il Belgio sostiene [6], in entrambe le domande, che nel periodo 2003-2007 le importazioni di prodotti tessili nell’UE-25 sono aumentate del 23%; nello stesso periodo le esportazioni di tessili dall’UE-25 sono aumentate solo del 3,6%. La bilancia commerciale per i prodotti tessili nell’UE-25 è scesa da un’eccedenza di 2,3 miliardi di euro nel 2003 ad un deficit di 744,8 milioni di euro nel 2007. Il richiedente si avvale inoltre di dati statistici diffusi dall’OMC per dimostrare un calo nella quota di mercato dell’UE-27 nel settore tessile dal 37,9% nel 2003 al 33,9% nel 2007. In Belgio il settore ha inoltre subito l’influenza diretta della delocalizzazione della produzione nei paesi terzi, in particolare Turchia e Cina, dovuta a costi della manodopera sensibilmente inferiori.5. Le autorità belghe sostengono che le ripercussioni sul settore tessile europeo della rapida liberalizzazione del contingente d’importazione dalla Cina nel 2002 e nel 2005 non erano state previste. La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla liberalizzazione dei contingenti d’importazione per i prodotti tessili cinesi e provenienti da altri paesi terzi (come la Turchia) e dagli elevati dazi all’importazione applicati in paesi come il Brasile e l'India ai prodotti tessili provenienti dalla Comunità. Secondo il richiedente, il crollo del mercato immobiliare nel Regno Unito da novembre 2007, e il conseguente calo delle importazioni di prodotti tessili come tappeti, tappezzeria e tessuti da arredamento, ha peggiorato la situazione. La recente crisi economica e finanziaria ha aggravato ulteriormente la flessione.6. L'impatto sull'economia locale e regionale è descritto come segue nelle domande.Il richiedente afferma che l’86,6% dei posti di lavoro nel settore tessile in Belgio è concentrato nelle tre regioni NUTS II interessate dalle due domande. Tra il 2005 e il 2007 nel settore sono stati perduti 3 419 posti di lavoro, che rappresentano un calo del 12,5%, mentre nello stesso periodo il calo nel settore manifatturiero nel complesso è stato solo dello 0,7%. Il numero di perdite dirette di posti di lavoro nel settore tessile, su cui vertono entrambe le domande, e il conseguente numero di perdite indirette in settori come trasporti, manutenzione e catering, avranno un impatto notevole sull’occupazione a livello locale e regionale. La situazione sarà ulteriormente aggravata dalla scarsa mobilità tipica del settore (la mobilità interna nel settore tessile è del 2% appena, contro il 5,5% del mercato del lavoro nelle Fiandre in generale). Inoltre, a seguito dell’attuale crisi economica e finanziaria nelle regioni interessate si è verificata la perdita di numerosi posti di lavoro anche in altri settori.In conclusione, tenuto conto delle circostanze, si può ritenere che i licenziamenti abbiano un notevole impatto negativo sul mercato del lavoro a livello locale e regionale.7. Le domande riguardano 2 199 licenziamenti in BE/Oost en West Vlaanderen textiles e in BE/Limburg textiles. Il Belgio ha pertanto deciso di puntare all'assistenza per un totale di 2 199 lavoratori.8. Per quanto riguarda il rispetto dei criteri di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1927/2006, le domande contenevano i seguenti elementi.Le autorità belghe hanno confermato che il contributo finanziario del FEG non sostituisce azioni che sono di competenza delle imprese a norma della legislazione nazionale o di contratti collettivi.Le autorità belghe hanno dimostrato che le azioni previste forniscono sostegno a singoli lavoratori e non verranno utilizzate per finanziare la ristrutturazione di imprese o settori.Hanno inoltre dichiarato che le azioni ammissibili non ricevono aiuti da altri strumenti finanziari comunitari.In conclusione, per le ragioni di cui sopra, si propone di accogliere le domande EGF/2009/004 BE/Oost en West Vlaanderen textiles e EGF/2009/005 BE/Limburg textiles presentate dal Belgio e relative a licenziamenti in 39 imprese nelle Fiandre orientali e occidentali e a 7 imprese nella provincia del Limburgo, che svolgono attività manifatturiere che rientrano nella divisione 13 della classificazione NACE Rev. 2 (“Industrie tessili”), in due regioni NUTS II contigue, Fiandre orientali (BE230) e occidentali (BE225), e in una singola regione di NUTS II, il Limburgo (BE220); è stato dimostrato che detti licenziamenti derivano dagli importanti cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali che hanno condotto a una grave perturbazione economica avente un’incidenza negativa sull’economica a livello regionale e locale. È stato proposto un pacchetto coordinato di servizi personalizzati ammissibili, di cui il contributo richiesto al FEG ammonta a 7 519 625 EUR per la domanda EGF/2009/004 BE/Oost en West Vlaanderen textiles e di 1 679 249 EUR per la domanda EGF/2009/005 BE/Limburg textiles, per un totale di 9 198 874 EUR.Caso EGF/2009/08 IE/Dell9. La domanda delle autorità irlandesi, pervenuta alla Commissione il 29 giugno 2009 e completata da ulteriori informazioni inviate dallo Stato membro in giugno e luglio 2009, si basa sugli specifici criteri di intervento di cui all'articolo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, ed è stata presentata entro il termine di 10 settimane previsto all'articolo 5 del medesimo regolamento.Ai sensi dell’articolo 2 del regolamento (CE) n. 546/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1927/2006 che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione [7], la domanda, essendo pervenuta dopo il 1° maggio 2009, è stata valutata sulla base delle nuove norme istituite dal regolamento (CE) n. 546/2009.10. L’Irlanda ha trasmesso la domanda in base ai criteri di intervento di cui all’articolo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1927/2006, che prevedono l'esubero di almeno 500 dipendenti nell'arco di quattro mesi. Il periodo di quattro mesi va dal 3 febbraio 2009 al 2 giugno 2009. La domanda EGF/2009/08 IE/Dell riguarda complessivamente 2 840 licenziamenti, di cui 1 135 avvenuti durante il periodo di riferimento e gli altri 1 705 prima e dopo detto periodo. In base alla domanda, l'impresa Dell Products (Manufacturing) Limited ha sede nella regione NUTS 3 della regione del Mid-West. La regione comprende le contee di Limerick, Clare e North Tipperary e la città di Limerick, la quarta area urbana dell’Irlanda per grandezza.11. Per collegare i licenziamenti alla crisi economica e finanziaria, l’Irlanda sostiene che i flussi commerciali mondiali nel settore dell'industria informatica sono stati pesantemente influenzati dalla crisi economica e finanziaria mondiale. Ciò ha aggravato gli effetti dei cambiamenti in atto nei flussi economici mondiali ed ha costretto, o quantomeno incoraggiato, i maggiori produttori (come Dell) a rivolgersi verso paesi in cui i costi di produzione e manodopera sono inferiori, in anticipo rispetto a quanto avrebbero fatto in altre circostanze.Il modello applicato da Dell alla produzione di computer da tavolo (desktop) prevedeva un centro, vicino ai suoi mercati, per la personalizzazione dei prodotti. Date le dimensioni dei computer da tavolo, era conveniente personalizzarli nei centri di produzione in Irlanda, seppur relativamente costosi, perché le spese di spedizione verso i clienti europei erano notevolmente inferiori rispetto ad un’eventuale spedizione dall’Asia. Sin dall’inizio il vantaggio concorrenziale della società consisteva in questo “modello diretto”, che prevedeva la vendita diretta ai clienti di prodotti finiti personalizzati in base alle loro esigenze. Nel terzo trimestre del 2008, le spedizioni di computer portatili (notebook) hanno raggiunto per la prima volta quelle dei desktop; poiché i notebook offrono meno possibilità di personalizzazione, è più facile esternalizzare la produzione in Asia e i costi di spedizione sono più contenuti.I licenziamenti programmati dalla Dell a Limerick e dai fornitori della regione sono stati causati dalla decisione dell'azienda di trasferire la produzione di “PC mobili” [8] da Limerick a fabbriche situate in Asia, perlopiù in Cina. Venuta meno la produzione di PC mobili, alla sede di Limerick sarebbe rimasta esclusivamente una produzione di desktop molto contenuta, insufficiente a mantenere le economie di scala, che è perciò stata interrotta. La produzione di PC Dell in Europa è attualmente limitata alla fabbrica situata a Łódź, in Polonia (per notebook e desktop). Il passo verso l’esternalizzazione in Cina è stato dettato da tre sviluppi fondamentali nel settore industriale: pressione dei costi competitiva in Asia; crescita delle vendite di PC mobili e uso di canali di distribuzione al dettaglio; crescita dei mercati BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), in genere più sensibili ai prezzi e meno legati ai marchi.12. L'impatto sull'economia locale e regionale è descritto come segue nella domanda.L’importanza di Dell a Limerick è evidenziata dalla quota di posti di lavoro nel settore manifatturiero offerti dall’azienda rispetto all’occupazione totale nella regione del Mid-West: su 30 700 lavoratori, il 10,4% circa era impiegato presso Dell. La cifra rappresentava l'1,7% dell'occupazione totale nella regione nel 2008. Secondo alcuni studi [9], nel 2007 vi erano circa 170 posti di lavoro per ogni 100 impiegati fissi a tempo pieno alla Dell.“Live Register”, che misura i livelli di disoccupazione, ha rilevato un aumento di 7 848 disoccupati nella regione del Mid-West tra il 3 gennaio 2009 e il 10 maggio 2009 (da 26 272 a 34 120 persone registrate).Si calcola che nella regione le perdite superino i 2 800 posti di lavoro, a causa dei licenziamenti presso Dell e le imprese collegate, pari ad un calo di almeno il 10% nell'occupazione manifatturiera della regione e dell'1,7% nell'occupazione totale.In conclusione, tenuto conto delle circostanze, si può ritenere che gli esuberi abbiano un notevole impatto negativo sull'economia locale e regionale.13. La domanda riguarda 2 840 licenziamenti presso Dell Ireland, 2 400 dei quali sono ammessi all'assistenza. Dei 2 840 lavoratori in esubero, una parte ha trovato un'occupazione alternativa oppure sta seguendo una formazione che non rientra nel pacchetto proposto per il finanziamento del FEG. L’Irlanda ha pertanto deciso di puntare all'assistenza per un totale di 2 400 lavoratori.14. Per quanto riguarda il rispetto dei criteri di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1927/2006, la domanda conteneva i seguenti elementi: le autorità irlandesi hanno confermato che il contributo finanziario del FEG non sostituisce azioni che sono di competenza delle imprese a norma della legislazione nazionale o di contratti collettivi. Le autorità irlandesi hanno dimostrato che le azioni previste forniscono sostegno a singoli lavoratori e non verranno utilizzate per finanziare la ristrutturazione di imprese o settori. Hanno inoltre dichiarato che le azioni ammissibili non ricevono aiuti da altri strumenti finanziari comunitari.In conclusione, per i motivi di cui sopra, si propone di accogliere la domanda EGF/2009/08 IE/Dell presentata dall’Irlanda relativa ai licenziamenti presso Dell, essendo stato dimostrato che tali licenziamenti derivano da profondi mutamenti della struttura del commercio mondiale, aggravati dalla crisi economica e finanziaria, che hanno condotto a una grave perturbazione economica che incide negativamente sull’economia regionale e locale. È stato proposto un pacchetto coordinato di servizi personalizzati ammissibili, di cui il contributo richiesto al FEG ammonta a 14 831 050 EUR.FinanziamentoIl bilancio annuale totale disponibile per il FEG ammonta a 500 milioni di EUR. Essendo già stato mobilitato un importo di 13 077 700 EUR per precedenti domande nel 2009, restano disponibili 486 922 300 EUR.L'assegnazione proposta dalla Commissione a titolo del Fondo si basa sulle informazioni fornite dal richiedente.In base alle domande di intervento del Fondo presentate dal Belgio e dall’Irlanda, dove l’industria tessile e quella informatica hanno subito ripercussioni negative, le stime totali dei pacchetti coordinati di servizi personalizzati da finanziare sono le seguenti:| (in EUR) |EGF/2009/004 BE/Oost en West Vlaanderen textiles | 7 519 625 |EGF/2009/005 BE/Limburg textiles | 1 679 249 |EGF/2009/08 IE/Dell | 14 831 050 |Totale | 24 029 924 |Previo esame di tali domande [10] e considerando l'importo massimo di un contributo del Fondo stabilito a norma dell'articolo 10 del regolamento (CE) n. 1927/2006, nonché il margine previsto per riassegnare stanziamenti, la Commissione propone di mobilitare il FEG per un importo totale di 24 029 924 EUR, da assegnare nel quadro della rubrica 1a del quadro finanziario.Questo importo consente di avere ancora a disposizione almeno il 25% dell’importo massimo annuo assegnato al FEG per le assegnazioni durante l’ultimo quadrimestre del 2009, come previsto all’articolo 12, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1927/2006.Con la presente proposta di mobilitazione del Fondo, la Commissione avvia la procedura semplificata di dialogo a tre, conformemente al punto 28 dell’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006, al fine di ottenere l’accordo dei due rami dell’autorità di bilancio sulla necessità di utilizzare il Fondo e sull’importo richiesto. La Commissione invita il primo dei due rami dell’autorità di bilancio che giunge ad un accordo sulla proposta di mobilitazione, al livello politico adeguato, ad informare l’altro ramo nonché la Commissione delle sue intenzioni.In caso di disaccordo da parte di uno dei due rami dell’autorità di bilancio, sarà indetta una riunione ufficiale di dialogo a tre.La Commissione presenterà una richiesta di storno per iscrivere nel bilancio 2009 gli stanziamenti di impegno e di pagamento necessari, conformemente al punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006.Proposta diDECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOsulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazioneIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto l’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria [11], in particolare il punto 28,visto il regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione [12], in particolare l’articolo 12, paragrafo 3,vista la proposta della Commissione [13],considerando quanto segue:(1) Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (in appresso FEG) è stato istituito per fornire sostegno supplementare ai lavoratori licenziati che risentono delle conseguenze dei cambiamenti fondamentali nella struttura del commercio mondiale e per assisterli nel reinserimento nel mercato del lavoro.(2) L’ambito di applicazione del FEG è stato ampliato per includere le domande inviate a partire dal 1° maggio 2009 al fine di includere il sostegno per i lavoratori in esubero a causa della crisi economica e finanziaria mondiale.(3) L’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 consente di mobilitare il Fondo nei limiti di un importo annuo massimo di 500 milioni di euro.(4) Il 5 maggio 2009 il Belgio ha presentato due domande di mobilitazione del FEG relativamente ai licenziamenti nel settore tessile. Essendo le domande conformi ai requisiti per la determinazione dei contributi finanziari stabiliti all’articolo 10 del regolamento (CE) n. 1927/2006, la Commissione propone di mobilitare un importo di 9 198 874 EUR.(5) Il 29 giugno 2009 l’Irlanda ha presentato una domanda di mobilitazione del FEG relativamente ai licenziamenti nel settore della produzione informatica. Essendo la domanda conforme ai requisiti per la determinazione dei contributi finanziari stabiliti all’articolo 10 del regolamento (CE) n. 1927/2006, la Commissione propone di mobilitare un importo di 14 831 050 EUR.(6) Pertanto, si dovrebbe procedere alla mobilitazione del FEG per fornire un contributo finanziario in relazione alle domande presentate dal Belgio e dall’Irlanda,DECIDONO:Articolo 1Nel quadro del bilancio generale dell’Unione europea stabilito per l’esercizio 2009, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è mobilitato per fornire l’importo di 24 029 924 EUR in stanziamenti d’impegno e di pagamento.Articolo 2La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente[1] GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.[2] GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.[3] GU L 167 del 29.6.2009, pag. 26.[4] GU L 167 del 29.6.2009, pag. 26.[5] Regolamento (CE) n. 1893/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che definisce la classificazione statistica delle attività economiche NACE Revisione 2 e modifica il regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio nonché alcuni regolamenti (CE) relativi a settori statistici specifici (GU L 393 del 30.12.2006).[6] Nomenclatura EURATEX-SITC.[7] GU L 167 del 29.6.2009, pag. 26.[8] Nella categoria rientrano laptop, notebook e netbook.[9] Fonti: Dell - An outline impact evaluation, 23 dicembre 2008 (Forfás) e Employment and Value of Dell Operations, 24 febbraio 2009 (Forfás).[10] Comunicazione della Commissione relativa ad una domanda di mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione presentate dal Belgio e dall’Irlanda che presenta l’esame della Commissione su tali richieste (SEC(2009) 1154) e (SEC(2009)1207).[11] GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.[12] GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.[13] GU C […] del […], pag. […].--------------------------------------------------