CELEX: 52001PC0281
Language: it
Date: 2001-05-30
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di mercato).

Avis juridique important

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52001PC0281

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di mercato).  /* COM/2001/0281 def. - COD 2001/0118 */  

Gazzetta ufficiale n. 240 E del 28/08/2001 pag. 0265 - 0271

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di mercato).(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. CONSIDERAZIONI GENERALIIl Consiglio europeo di Lisbona si è fortemente impegnato a realizzare l'integrazione dei mercati finanziari europei al più tardi entro il 2005. Il Consiglio europeo di Stoccolma ha invitato tutte le parti interessate a compiere ogni sforzo possibile affinché, entro la fine del 2003, si possa giungere a un mercato dei valori mobiliari integrato, dando priorità alla legislazione in materia di mercati dei valori mobiliari prevista nel piano, ivi compresa quella auspicata nella relazione del Comitato dei Saggi sulla regolamentazione dei mercati europei dei valori mobiliari. Il Consiglio europeo di Stoccolma ha inoltre chiesto di accelerare il processo legislativo e di renderlo più flessibile per poter rispondere all'evoluzione del mercato e per garantire che l'Unione europea possa adeguarsi alle nuove prassi di mercato e alle nuove norme regolamentari, nel rispetto della trasparenza e della certezza giuridica.Cresce il consenso sul fatto che il mercato finanziario unico costituirà un fattore chiave per la promozione della competitività dell'economia europea in quanto consentirà di ridurre i costi del capitale per le imprese grandi e piccole. Un mercato integrato, adeguatamente regolato e assoggettato a sani criteri prudenziali, apporterà inoltre importanti benefici ai consumatori, grazie a pensioni più elevate, mutui ipotecari più convenienti e alla disponibilità di una più ampia gamma di prodotti finanziari. Anche la coesione economica e sociale in tutta Europa ne trarrà nuovi stimoli. Strumento per la realizzazione di questo mercato integrato è il Piano di azione per i servizi finanziari. Uno degli obiettivi del Piano di azione per i servizi finanziari è quello di "promuovere l'integrità dei mercati, riducendo la possibilità per gli investitori istituzionali e gli intermediari di manipolare i mercati, e stabilire discipline comuni ... per accrescere la fiducia degli investitori".I mercati dei valori mobiliari rivestono nella UE un ruolo sempre più importante per il finanziamento delle imprese e dell'economia nel suo complesso. La valutazione dei valori mobiliari contribuisce a determinare l'espansione e la contrazione dei crediti e la costituzione di opportune garanzie per i prestiti bancari. Le imprese con alti ritmi di crescita hanno bisogno, per il loro approvvigionamento di capitali, di mercati finanziari efficienti e trasparenti. Il corretto funzionamento dei mercati finanziari e la fiducia del pubblico degli investitori nei mercati stessi sono presupposti indispensabili di crescita economica e di benessere duraturi. Gli abusi di mercato non solo determinano un aumento dei costi di finanziamento delle imprese, ma ledono l'integrità dei mercati finanziari e compromettono la fiducia del pubblico nelle operazioni di negoziazione dei valori mobiliari e degli strumenti derivati. Queste pratiche scoraggiano i nuovi investitori e possono avere gravi conseguenze. Costituiscono pertanto una minaccia per la crescita economica e la politica economica europea.Obiettivo della presente direttiva è tutelare l'integrità dei mercati finanziari europei, fissare norme comuni contro gli abusi di mercato, da applicare in tutta Europa, e accrescere la fiducia degli investitori in questi mercati.a) Che cosa sono gli abusi di mercato-Possono aversi abusi di mercato in quelle situazioni in cui gli investitori si trovano a dover subire, direttamente o indirettamente, in misura non ragionevole, le conseguenze sfavorevoli del comportamento di altri soggetti che:- hanno fatto uso a loro vantaggio o a vantaggio di altri di informazioni non accessibili al pubblico;- hanno falsato il meccanismo di fissazione del prezzo degli strumenti finanziari;- hanno divulgato informazioni false ovvero ingannevoli.Questo tipo di comportamento può creare un'apparenza di mercato attivo degli strumenti finanziari e ledere il principio generale che tutti gli investitori devono poter operare in condizioni di parità:- sotto il profilo dell'accesso all'informazione. Gli "insider" sono in possesso di informazioni riservate. Le negoziazioni basate su queste informazioni determinano vantaggi economici ingiustificati a spese degli "esterni";- sotto il profilo della conoscenza del meccanismo di fissazione del prezzo. Il giusto prezzo è il risultato dell'analisi individuale che gli investitori fanno di tutte le informazioni pubblicamente disponibili. I prezzi generati dalla manipolazione sono fissati ad un altro livello e creano vantaggi economici solo ed esclusivamente a favore dei manipolatori, danneggiando al contempo gli interessi di tutti gli altri investitori;- sotto il profilo della conoscenza delle basi o dell'origine delle informazioni pubbliche. La diffusione di informazioni false o ingannevoli porta gli investitori ad agire sulla base di informazioni sbagliate.b) L'esigenza di un quadro giuridico europeo per contrastare gli abusi di mercatoIl quadro giuridico in vigore a livello europeo a tutela dell'integrità del mercato è incompleto:- A livello comunitario mancano tuttora disposizioni comuni in materia di manipolazione del mercato. La direttiva sull'insider trading (89/592/CEE) [1] si limita alla prevenzione dell'abuso di informazioni privilegiate.[1]  GU L 334 del 18.11.1989, pagg. 30-32.- A livello degli Stati membri esiste una congerie di norme in materia di manipolazione del mercato. I requisiti giuridici variano a seconda degli ordinamenti. Sebbene tutti gli Stati membri abbiano dato attuazione alla direttiva sull'insider trading, in alcuni di essi non esistono disposizioni in materia di manipolazione del mercato. Inoltre non sempre è chiaro negli Stati membri quale sia l'istanza competente ad occuparsi di tali pratiche.Queste differenze determinano distorsioni concorrenziali sui mercati finanziari. Ostacolano lo sviluppo di un unico mercato finanziario europeo, fondato sul principio della parità delle condizioni di concorrenza. Ciò crea spesso incertezza per le imprese d'investimento e gli operatori economici per quanto attiene ai concetti, alle definizioni e ai requisiti di applicazione nei diversi Stati membri.Si stanno inoltre delineando sviluppi destinati ad accrescere ulteriormente tali difficoltà. Si assiste allo sviluppo di nuovi prodotti e di nuove tecnologie; la gamma di prodotti derivati è in aumento; un numero crescente di nuovi protagonisti fa la sua comparsa sul mercato; crescono le transazioni transfrontaliere; si stanno sviluppando mercati tra loro interconnessi.Questi sviluppi accrescono gli incentivi, gli strumenti e le occasioni di manipolare il mercato. Il caso più emblematico ci viene da Internet, la cui affermazione come popolare strumento di scambio delle informazioni porta con sé un accresciuto rischio di diffusione di informazioni false o ingannevoli.Per garantire la tutela dei mercati finanziari europei integrati è necessario un quadro giuridico comune in materia di prevenzione, di accertamenti, di indagini e di regime sanzionatorio degli abusi di mercato. Un tale quadro deve garantire agli operatori di mercato la certezza sui concetti e sull'applicazione delle norme, creando quindi condizioni di parità per tutti gli operatori in tutti gli Stati membri.c) Un'unica direttiva sugli abusi di mercatoVi sono due categorie principali di abusi di mercato: l'insider trading e la manipolazione del mercato.La direttiva sull'insider trading (89/592/CEE) è stata adottata più di un decennio fa, molto prima dell'adozione della direttiva relativa ai servizi d'investimento. Dati i cambiamenti intervenuti sui mercati finanziari e nella normativa europea successivamente alla sua adozione, da più parte si sono levate voci che ne mettono in dubbio la rispondenza con i tempi e che chiedono pertanto che venga sostituita o aggiornata.Una nuova distinta direttiva relativa alla manipolazione del mercato avrebbe lo stesso obiettivo che è proprio della direttiva sull'insider trading in vigore: garantire l'integrità dei mercati finanziari europei e accrescere la fiducia degli investitori nei mercati stessi.La direttiva in materia di manipolazione del mercato deve tener conto degli sviluppi intervenuti successivamente all'adozione della direttiva sull'insider trading. In particolare dovrà fissare norme più stringenti in materia di attuazione e vigilanza sull'applicazione al fine di dar vita a mercati finanziari più integrati.Ciò potrebbe determinare alcune incongruenze tra le due direttive, suscettibili di generare confusione e offrire potenziali scappatoie. Per impedire che questo avvenga e per mettere la direttiva sull'insider trading al passo con i tempi, si dovrebbe procedere ad un suo aggiornamento che rifletta le nuove norme.A parere della Commissione queste considerazioni costituiscono un valido argomento a favore di un'unica direttiva sugli abusi di mercato che copra sia l'insider trading che la manipolazione del mercato. Ciò consentirebbe di regolamentare in maniera uniforme gli aspetti relativi alla ripartizione delle competenze, alla vigilanza sull'applicazione e alla cooperazione, evitando ogni possibile incongruenza e confusione. Sarebbe più semplice sul piano amministrativo e ridurrebbe il numero e la diversità delle norme e delle regole esistenti nell'Unione europea.d) L'approccio della direttivaPer garantire che, data la rapida evoluzione dei mercati finanziari, l'approccio della disciplina europea in materia di abusi di mercato conservi la sua attualità nei decenni a venire, la direttiva fornisce una definizione generale degli abusi di mercato. Essa presenta un grado di flessibilità sufficiente a garantire che nuove pratiche abusive, che dovessero insorgere in futuro, possano esservi opportunamente ricomprese. Allo stesso tempo essa è sufficientemente chiara, così da fornire agli operatori di mercato le necessarie regole di condotta.L'integrità del mercato può essere tutelata solo con l'imposizione generale del divieto di pratiche abusive. Dato il potenziale di sviluppo dei mercati finanziari, il campo di applicazione del divieto non dovrebbe limitarsi esclusivamente ai "mercati regolamentati": ciò al fine di impedire che altri tipi di mercato, i sistemi alternativi di negoziazione (Alternative Trading Systems) e altri sistemi, vengano utilizzati a scopi abusivi. La direttiva riconosce tuttavia che, in determinate circostanze e per comprensibili ragioni economiche, dovranno essere consentite eccezioni (i cosiddetti "porti sicuri") alle quali non si applicherebbero determinati divieti.Per creare mercati finanziari integrati l'Unione europea avrà bisogno di convergenza (e non di divergenza) nei metodi di attuazione e di vigilanza in vigore negli Stati membri. Norme diverse in materia di responsabilità e di competenza degli organi amministrativi nazionali ostacolano la piena integrazione dei mercati e contribuiscono ad accrescerne il disorientamento. A questo scopo, la direttiva propone che gli Stati membri designino un'unica autorità di regolamentazione e di vigilanza cui venga attribuito un insieme minimo comune di competenze.Dato l'incremento delle attività transfrontaliere, la legislazione europea dovrà fare in modo che le autorità di regolamentazione e di vigilanza cooperino alla prevenzione, all'accertamento, all'indagine e alla repressione degli abusi di mercato. A tale scopo, esse devono poter contare sull'assistenza reciproca e devono potersi fornire reciprocamente in tempo utile le informazioni attinenti ai casi trattati.In linea di principio è inammissibile che nel mercato finanziario unico uno stesso reato sia soggetto ad una sanzione severa in un paese, ad una leggera in un altro e che non sia prevista alcuna sanzione in un terzo paese. Il trattato CE non prevede però una completa armonizzazione delle sanzioni penali. Ciononostante è non solo auspicabile, ma altresì in linea con la legislazione comunitaria che la direttiva preveda un obbligo generale per gli Stati membri di fissare ed imporre sanzioni, in caso di violazione delle misure adottate in attuazione della direttiva, tali da promuovere il rispetto degli obblighi da essa imposti.La nuova disciplina delineata dalla presente direttiva non mira a sostituire alle disposizioni nazionali in materia disposizioni comunitarie di diretta applicazione; essa vuole piuttosto contribuire a favorire una certa convergenza tra le diverse discipline nazionali tramite l'ottemperanza ai requisiti da essa stabiliti. Nel recepire la presente direttiva nell'ordinamento nazionale, gli Stati membri dovranno attenersi ai principi sanciti dalla Convenzione europea sui diritti dell'uomo da essi sottoscritta.È importante predisporre una procedura che consenta di adottare nuove misure che garantiscano ai consumatori che sono disposti ad investire in prodotti finanziari di nuovo tipo una adeguata tutela e parità di condizioni in ciascuno degli Stati membri. Visti i nuovi problemi che pone la regolamentazione dei moderni mercati finanziari, occorre introdurre nuove tecniche legislative. Il 17 luglio 2000 il Consiglio ha istituito il Comitato dei Saggi sulla regolamentazione dei mercati europei dei valori mobiliari. Nella relazione finale il Comitato ha chiesto che per ogni direttiva si operi una separazione tra principi quadro e misure tecniche di esecuzione "non essenziali" la cui adozione sarà demandata ad un comitato di regolamentazione, in conformità della cosiddetta procedura del comitato. Nella sua risoluzione su una regolamentazione più efficace dei mercati dei valori mobiliari nell'Unione europea, il Consiglio europeo di Stoccolma ha accolto con favore l'intento della Commissione di procedere all'istituzione di un Comitato dei valori mobiliari. Il Comitato dei valori mobiliari, in veste di comitato consultivo, dovrebbe essere consultato sulle questioni inerenti alle politiche in materia di valori mobiliari e in particolare, ma non esclusivamente, in merito alle misure che la Commissione potrà proporre a livello di principi quadro. Nella risoluzione, il Consiglio aggiunge che, previa adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio, su proposta dalla Commissione, di appositi atti legislativi, il Comitato dei valori mobiliari potrà successivamente funzionare come comitato di regolamentazione, in conformità della decisione del 1999 relativa alla procedura del comitato, con il compito di assistere la Commissione nell'attuazione di misure di esecuzione ai sensi dell'articolo 202 del trattato CE. La presente direttiva segue gli orientamenti impartiti dal Consiglio europeo di Stoccolma.Nella presente proposta di direttiva sono specificate quali siano le misure tecniche di esecuzione non essenziali che dovranno essere adottate dalla Commissione mediante la procedura del comitato. Queste comprendono, ad esempio, l'adeguamento ed il chiarimento delle definizioni e delle esenzioni al fine di assicurare un'applicazione uniforme e la compatibilità con l'evoluzione tecnica dei mercati finanziari.Vista l'urgenza di intervenire per combattere gli abusi di mercato e tenuto conto delle ampie consultazioni già tenutesi su questo tema con i governi e le autorità di regolamentazione e di vigilanza degli Stati membri, con le associazioni di categoria del settore finanziario (riunioni del Forum) e con le altre parti interessate, la Commissione ha deciso di presentare immediatamente la presente proposta, senza avviare una nuova consultazione formale che l'avrebbe inevitabilmente ritardata. Secondo quanto auspicato nella relazione del comitato dei saggi, la Commissione procederà ad adeguate consultazioni, come previsto nella risoluzione del Consiglio europeo di Stoccolma, al momento dell'elaborazione delle misure di esecuzione previste dalle pertinenti disposizioni della direttiva proposta.2. DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLIArticolo 1 - Definizioni" Informazione privilegiata"La definizione di "informazione privilegiata" riprende la definizione data nella direttiva sull'insider trading in vigore, definizione che è stata estesa al fine di ricomprendervi anche i mercati primari. L'ambito di applicazione è stato inoltre ampliato dai "valori mobiliari" agli "strumenti finanziari", secondo la definizione contenuta nella direttiva sui servizi d'investimento, nonché ai derivati su merci. Il campo di applicazione è delineato nella sezione A dell'allegato alla direttiva stessa. Tale estensione si giustifica con l'esigenza di porre in linea l'ambito di applicazione con i cambiamenti intervenuti nel corso dell'ultimo decennio. La categoria degli strumenti finanziari che possono risentire in maniera significativa dell'uso di informazioni privilegiate non comprende soltanto quelli direttamente emessi dagli emittenti ma è stata estesa anche agli strumenti finanziari derivati collegati (vale a dire opzioni su azioni, future e opzioni su indici)."Manipolazione del mercato"La definizione di "manipolazione del mercato" si basa sul comportamento dei soggetti che la attuano e non sulle loro intenzioni o sui loro obiettivi. Vengono elencati due tipi di comportamento che possono considerarsi di carattere manipolativo:- le operazioni di compravendita o gli ordini di compravendita immessi nel libro degli ordini- la diffusione di informazioni,che traggono in inganno o sono intese a trarre in inganno gli operatori di mercato.Tale definizione è sia sufficientemente specifica per incoraggiare e guidare il comportamento responsabile degli operatori di mercato che sufficientemente astratta per garantire la flessibilità necessaria per adeguarsi a nuovi possibili sviluppi del mercato." Strumenti finanziari"La definizione di "strumenti finanziari" copre gli strumenti di cui all'elenco dell'allegato B alla direttiva relativa ai servizi d'investimento (93/22/CEE) [2] nonché gli strumenti derivati su merci che vanno altresì ricompresi in quanto comunemente considerati come una categoria di strumenti finanziari derivati.[2]  GU L 141 del 11.6.93, pagg. 27-46." Mercati regolamentati"La definizione di "mercati regolamentati" è quella data dall'articolo 1, paragrafo 13 della direttiva relativa ai servizi di investimento. Tale disposizione ha lo scopo di assicurare uniformità tra le direttive e di evitare ogni confusione.Procedura del comitatoSono necessarie misure di esecuzione per adeguare la direttiva ai nuovi sviluppi sul mercato e per assicurare un'applicazione uniforme delle disposizioni della direttiva stessa, al fine di garantire la parità delle condizioni di concorrenza per tutti i soggetti economici.Articoli 2, 3 e 4 - Divieto di comportamenti legati al possesso di informazioni privilegiateIl divieto dei comportamenti di cui agli articoli 2, 3 e 4 è generale:- si applica ad ogni persona (sia fisica che giuridica). Ciò implica in particolare che si possa ritenere che una persona giuridica agisce come un "insider", ad esempio, qualora sfrutti a proprio vantaggio informazioni privilegiate;- si applica in tutti gli Stati membri, così da poter disporre di una norma comune valida in tutta l'Unione europea che contribuisca a creare mercati finanziari pienamente integrati ed efficienti.Il testo degli articoli riprende quello degli articoli 2, 3 e 4 della direttiva sull'insider trading in vigore, tranne le seguenti dizioni:- l'avverbio "consapevolmente", che nella direttiva sull'insider trading è riferito agli "insider" primari, non figura nell'articolo 2 della presente direttiva, dato che, per la funzione stessa da essi esercitata, questi "insider" hanno accesso giornalmente ad informazioni privilegiate e sono consapevoli del carattere riservato delle informazioni che ricevono;- l'espressione "valori mobiliari" è stata sostituita con l'espressione "strumenti finanziari" al fine di tener conto dell'emergere di nuovi prodotti;- la distinzione tra transazioni effettuate per il tramite di un "intermediario professionista" e quelle effettuate senza intermediario è stata eliminata. Ciò significa che la direttiva copre anche le transazioni dirette tra le parti basate su informazioni privilegiate qualora gli strumenti finanziari oggetto della transazione siano ammessi, o siano prossimi ad essere ammessi, alla negoziazione in un mercato regolamentato (si veda l'articolo 9);- la deroga generale prevista dall'articolo 2, paragrafo 4 della direttiva sull'insider trading a favore degli Stati sovrani e altri organismi pubblici figura ora all'articolo 7;- il riferimento ai "mercati" è stato soppresso. Il campo d'applicazione della direttiva è precisato all'articolo 9.Articolo 5 - Divieto generale di pratiche manipolativeAnalogamente all'insider trading anche la manipolazione del mercato, secondo la definizione dell'articolo 1, è vietata. Il divieto si applica sia alle persone fisiche che a quelle giuridiche. L'esperienza dimostra che, a seconda delle circostanze, sia le persone fisiche che quelle giuridiche possono operare manipolazioni del mercato con analoghe ripercussioni negative sul mercato finanziario.Al fine di stabilire una norma comune valida in tutta Europa, il divieto deve essere applicato da tutti gli Stati membri.Per agevolare la comprensione e l'applicazione di tale divieto, nella sezione B dell'allegato alla direttiva viene riportato un elenco non esaustivo di metodi usati a fini manipolativi del mercato.Per tener conto di nuove tecniche di manipolazione, la Commissione dovrebbe poter modificare o integrare l'elenco indicativo mediante la procedura del comitato.Gli Stati membri possono decidere di stabilire disposizioni specifiche per le persone che divulgano informazioni nell'esercizio della professione di giornalista. In questo modo la direttiva traccia una chiara separazione tra diffusione di notizie a scopi professionali - giornalistici - e per fini personali ai fini degli abusi di mercato.Articolo 6 - Obbligo di corretta comunicazione e esenzioni specifiche1. Le norme di cui agli articoli 2, 3 e 4 vietano sia di sfruttare a proprio vantaggio un'informazione privilegiata sia di comunicarla a terzi. La norma generale dell'articolo 6, paragrafo 1 dispone l'obbligo di comunicazione quanto più possibile tempestiva al pubblico di informazioni privilegiate. Tale disposizione dovrebbe poter ridurre la possibilità di sfruttare informazioni privilegiate.2. Tale norma dovrebbe assicurare che, qualora nella normale pratica commerciale si comunichi selettivamente a terzi un'informazione privilegiata, come descritto agli articoli 2 e 3, tale informazione venga integralmente e efficacemente comunicata al pubblico. La comunicazione al pubblico deve avvenire contemporaneamente alla comunicazione selettiva. Se la comunicazione selettiva è non intenzionale, la comunicazione al pubblico deve essere effettuata il più tempestivamente possibile. Sono previste deroghe per casi particolari nei quali i soggetti destinatari delle informazioni privilegiate hanno l'obbligo di preservarne la riservatezza o sono autorizzati a farne uso solo per lo scopo per il quale l'informazione è stata loro comunicata. Al fine di incentivare l'osservanza delle disposizioni della presente direttiva, è fatto obbligo agli emittenti e ai soggetti che agiscono per loro conto di istituire, e aggiornare, un registro degli insider.3. Al fine di tutelare i propri interessi legittimi, e nell'osservanza di determinate condizioni (assenza di omissioni che possano trarre in inganno il pubblico, capacità di preservare la riservatezza delle informazioni privilegiate) un emittente può decidere, sotto la propria responsabilità, di non ottemperare all'obbligo di comunicazione al pubblico di cui al paragrafo 1. Ciò potrebbe verificarsi nel caso di discussioni su una potenziale offerta pubblica di acquisizione: se lo svolgimento di tali discussioni venisse reso noto prima della conclusione di un accordo, potrebbero verificarsi erratici movimenti di prezzo che renderebbero difficile fissare un giusto prezzo per l'offerta.4.- 5. Sono previste disposizioni specifiche che riguardano i professionisti (persone fisiche e giuridiche) incaricati della produzione ovvero della divulgazione dei risultati di ricerche o di altre informazioni o che per motivi professionali ricevono ordini che potrebbero essere ragionevolmente considerati abuso di informazione privilegiata o manipolazione del mercato. Tali disposizioni sono necessarie al fine di coinvolgere i professionisti del settore nell'opera di tutela dell'integrità del mercato.6. Saranno necessarie specifiche misure di esecuzione per fornire agli operatori di mercato maggiori chiarimenti sulle disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 4. La direttiva consente di approvare tali misure di esecuzione per mezzo della procedura del comitato (si veda l'articolo 17).Articoli 7 e 8 - Operazioni per le quali non si applica il divieto di abuso di informazioni privilegiate o di manipolazione del mercatoUna prima serie di esenzioni (articolo 7) è prevista per gli Stati membri, il Sistema europeo di banche centrali e le Banche centrali nazionali in relazioni ad operazioni effettuate per ragioni attinenti alla politica monetaria, alla politica dei cambi o alla gestione del debito pubblico. L'articolo conferisce agli Stati membri la facoltà di estendere tale esenzione ai loro Stati federati.Una seconda serie di esenzioni (articolo 8) è prevista, in casi limitati, per gli operatori di mercato. Tali esenzioni sono previste in caso di operazioni su azioni proprie effettuate nel contesto di programmi di riacquisto di azioni o finalizzate a stabilizzare uno strumento finanziario nel corso di un'offerta pubblica iniziale o secondaria, quando l'operazione viene effettuata nel rispetto di condizioni concordate. Tuttavia, le operazione su azioni proprie e di stabilizzazione devono essere effettuate nel rispetto della trasparenza al fine di impedire l'abuso di informazioni privilegiate e di evitare che ai mercati giungano segnali ingannevoli. Le operazioni di negoziazione di azioni proprie potrebbero essere effettuate al fine di rafforzare il capitale azionario dell'emittente e quindi nell'interesse degli investitori. La stabilizzazione dei valori mobiliari per un limitato periodo di tempo nel corso di un'offerta pubblica iniziale o secondaria si rende spesso necessaria per ragioni economiche perfettamente valide. La stabilizzazione dà sicurezza agli investitori e incoraggia le piccole e medie imprese a ricorrere ai mercati dei capitali.Nella direttiva si propone che la Commissione possa adottare le condizioni tecniche per la stabilizzazione e la negoziazione di azioni proprie mediante la procedura del comitato.Articolo 9 - Ambito di applicazione in relazione agli strumenti utilizzatiL'ambito di applicazione della direttiva non è strettamente limitato ai mercati regolamentati. La direttiva si estende altresì:- ai mercati non regolamentati,- alle piattaforme di negoziazione,- ai dispositivi di diffusione continua di informazioni sui prezzi,- alle operazioni effettuate fuori Borsa,- ad ogni altro strumento o dispositivoqualora siano utilizzati a fini manipolativi di uno strumento finanziario ammesso, o prossimo ad essere ammesso, alla negoziazione in un mercato regolamentato di almeno uno degli Stati membri, o qualora siano utilizzati per abusare di informazioni privilegiate riguardanti tale strumento finanziario.L'ambito di applicazione della direttiva non si limita ai mercati secondari ma si estende altresì alle attività sul mercato primario e sul "mercato grigio". Lo scopo è impedire che i soggetti operanti sul mercato primario o sul mercato grigio possano trarre ingiustificato vantaggio da qualsiasi posizione da essi detenuta o da qualsiasi informazione privilegiata di cui possano essere in possesso.Articolo 10 - TerritorialitàLa direttiva proposta richiede che gli Stati membri applichino le disposizioni della direttiva stessa almeno alle attività effettuate sul loro territorio. Viene però lasciata facoltà agli Stati membri di estenderne la validità anche a quelle operazioni effettuate solo in parte sul loro territorio (ad esempio nel caso in cui operazioni in contrasto con la presente direttiva siano effettuate da soggetti che operano a distanza su una borsa nazionale, o nel caso in cui informazioni privilegiate, che però influenzano l'andamento di uno strumento finanziario negoziato in un mercato regolamentato nazionale, vengano trasmesse a soggetti di un paese terzo). Agli Stati membri è consentito di applicare le disposizioni della direttiva anche quando lo strumento finanziario oggetto dell'operazione è ammesso, o prossimo ad essere ammesso, alla negoziazione in uno qualsiasi degli Stati membri.Articolo 11 - Autorità nazionale competenteAttualmente il quadro regolamentare in materia di contrasto alla manipolazione del mercato varia da Stato membro a Stato membro. Mentre in alcuni Stati vi è un'unica autorità di vigilanza, in altri operano diverse autorità; in altri ancora non esiste alcuna autorità di vigilanza e il controllo viene assicurato dalle stesse autorità di Borsa. In alcuni casi vi è una commistione di autorità di vigilanza e di autorità di borsa.La designazione in ogni Stato membro di un'unica autorità superiore competente in materia di vigilanza sul rispetto delle disposizioni della presente direttiva risponde all'esigenza di garantire efficienza e chiarezza e di accrescere la cooperazione tra le autorità competenti (si veda l'articolo 16).La natura di organo amministrativo di ogni singola autorità competente è requisito necessario a garantirne l'indipendenza dai mercati e a prevenire conflitti di interesse.Articoli 12 e 13 - Vigilanza sull'applicazione e segreto d'ufficio in seno all'autorità competenteLa direttiva fissa una serie di requisiti minimi per quanto attiene ai poteri di accertamento e di indagine sugli abusi di mercato da attribuirsi alle competenti autorità. Questi requisiti faranno sì che le autorità competenti siano in grado di adempiere alle loro funzioni e garantiranno una maggiore uniformità e chiarezza nell'applicazione delle disposizioni della direttiva. Gli Stati membri sono comunque liberi di prevedere che, nel rispetto delle loro legislazioni nazionali, delle loro tradizioni o costituzioni, l'autorità competente possa avvalersi di alcuni di questi poteri solo in raccordo con altri organi dello Stato, in particolare l'autorità giudiziaria.Solo determinate categorie professionali potranno essere autorizzate ad opporre, in tutto o in parte, il segreto professionale alle autorità competenti, in conformità della legislazione nazionale (ad esempio avvocati o giornalisti).In seno alle autorità competenti si impone il rigoroso rispetto del segreto d'ufficio al fine di garantire il funzionamento degli accordi sullo scambio di informazioni e il rispetto di determinati diritti individuali.Articolo 14 - SanzioniIn linea di principio è inammissibile che in un mercato finanziario integrato una stessa infrazione sia punita con una sanzione severa in un paese, con una sanzione leggera in un altro e che non sia prevista alcuna sanzione in un terzo paese. Tuttavia, l'armonizzazione del regime sanzionatorio esula dall'ambito della presente direttiva. Ciononostante, è auspicabile, nonché in linea con la legislazione comunitaria, che la direttiva preveda un obbligo generale per gli Stati membri di fissare ed imporre sanzioni per violazione delle misure adottate in attuazione della direttiva.Con la proposta diventa obbligatorio prevedere, oltre a sanzioni penali, anche sanzioni amministrative - in parte perché i relativi procedimenti sono più veloci rispetto a quelli penali. La rapidità nell'irrogazione delle sanzioni amministrative assume un'importanza particolare alla luce dell'esigenza di impedire il perpetuarsi della condotta illecita mentre è in corso il relativo procedimento. Le sanzioni amministrative trovano un'ulteriore giustificazione nel fatto che le autorità competenti devono cooperare strettamente tra di loro in modo da garantire un'applicazione uniforme delle norme in materia di sanzioni. Tuttavia la disciplina stessa delle sanzioni rimane di competenza degli Stati membri.Le sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Ogni Stato membro ha comunque facoltà di stabilire le sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni o per omessa collaborazione alle indagini di cui all'articolo 12 della presente direttiva.Nel fissare le sanzioni e nel predisporre le procedure sanzionatorie, gli Stati membri devono attenersi ai principi sanciti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.La pubblicità delle sanzioni costituisce un potente deterrente. È inoltre opportuno, al fine di garantire un elevato livello di protezione degli investitori, che in caso di condotta illecita il mercato venga messo al corrente delle sanzioni comminate. Pertanto, le autorità competenti possono decidere di rendere pubbliche le sanzioni, salvo il caso in cui la comunicazione al pubblico possa causare potenziali perturbazioni sui mercati stessi o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte (queste misure cautelari sono necessarie per impedire che la condotta illecita di una persona fisica porti ad una perdita di fiducia nell'ente).Articolo 15 - Ricorso giurisdizionaleQuesta disposizione garantisce il rispetto del principio della certezza del diritto e del diritto ad un equo processo sancito dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Dovrebbe garantire che i soggetti cui competono le decisioni esercitino i loro poteri nel rispetto dei diritti sanciti dalla Convenzione. Chiunque sia oggetto di una decisione ha diritto di proporre ricorso ad un organo giurisdizionale.Articolo 16 - Cooperazione tra le autorità competentiDato il costante aumento delle attività transfrontaliere, la direttiva fornisce un quadro generale di cooperazione, in particolare in materia di indagini e di ripartizione delle responsabilità.A questo fine, ogni autorità competente dovrà fornire con tempestività le informazioni richieste da un'altra autorità competente. Le autorità competenti potranno tuttavia rifiutarsi di fornire le informazioni richieste qualora in merito alle operazioni oggetto dell'inchiesta sia già stato avviato un procedimento giudiziario o sia stata già emessa una sentenza definitiva, o qualora siano in gioco importanti e legittimi interessi degli Stati membri (sovranità, sicurezza o ordine pubblico).La risposta deve essere inviata nel più breve tempo possibile per garantire l'efficacia delle indagini e scoraggiare la messa in atto di pratiche illegali a livello transfrontaliero. Ogniqualvolta un'autorità competente si convinca che è in atto o sia stata attuata una pratica abusiva al di fuori della sua giurisdizione, ma comunque a danno di altri Stati membri, ha l'obbligo di comunicarlo all'autorità competente degli altri Stati membri interessati. Lo scopo è ridurre la possibilità di scappatoie.Le indagini transfrontaliere possono costituire uno strumento complementare atto ad accrescere l'efficacia delle indagini. Tali indagini dovranno essere effettuate sotto la responsabilità dello Stato membro nel territorio del quale devono aver luogo.La direttiva autorizza la Commissione a fissare le modalità specifiche della procedura di scambio di informazioni e delle ispezioni transfrontaliere avvalendosi della procedura del comitato.Articolo 17 - Comitato per i valori mobiliari e sua proceduraQuesto articolo rimanda al Comitato europeo per i valori mobiliari istituito dall'articolo ... della decisione 2001/.../CE della Commissione e precisa che esso funziona secondo la procedura di regolamentazione in conformità della decisione del luglio 1999 (1999/468/CE) [3] relativa alla procedura del comitato. La proposta è necessaria al fine di tener conto, nell'applicazione della presente direttiva, dei nuovi sviluppi nonché per definire le misure di esecuzione destinate ad assicurare condizioni di parità tra gli operatori economici e ad accrescere la cooperazione tra le autorità competenti.[3]  GU L 184 del 17.07.1999, pagg. 23-26.Articolo 18 - Adozione di disposizioni nazionaliQuesto articolo fissa il termine per il recepimento della direttiva negli ordinamenti nazionali degli Stati membri.Articolo 19 - Abrogazione della direttiva 89/592/CEELa direttiva sull'insider trading è abrogata allo scadere del termine previsto per il recepimento della presente direttiva nell'ordinamento degli Stati membri. L'articolo mira semplicemente a sancirne la sostituzione con la presente direttiva.2001/0118 (COD)Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di mercato)(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,vista la proposta della Commissione [4],[4]  GU C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Comitato economico e sociale [5],[5]  GU C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Comitato delle regioni [6],[6]  GU C [...] del [...], pag. [...].deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato,considerando quanto segue:(1) Un autentico mercato unico dei servizi finanziari è cruciale per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nella Comunità.(2) Un mercato finanziario integrato ed efficiente non può esistere senza che se ne tuteli l'integrità. Il regolare funzionamento dei mercati mobiliari e la fiducia del pubblico nei mercati stessi costituiscono fattori essenziali di crescita e di benessere economico. Gli abusi di mercato ledono l'integrità dei mercati finanziari e compromettono la fiducia del pubblico nei valori mobiliari e negli strumenti derivati.(3) La Comunicazione della Commissione dell'11 maggio 1999, "Messa in atto del quadro di azione per i servizi finanziari: piano d'azione" [7], delinea una serie di interventi necessari per il completamento del mercato unico dei servizi finanziari. In occasione del vertice di Lisbona dell'aprile 2000 i Capi di Stato e di governo hanno espresso l'auspicio che il Piano d'azione venga realizzato entro il 2005. Il Piano d'azione evidenzia l'esigenza di elaborare una direttiva per contrastare la manipolazione del mercato.[7]  COM /99/0232 def.(4) Nella riunione del 17 luglio 2000 il Consiglio ha istituito il Comitato dei Saggi per la regolamentazione dei mercati europei dei valori mobiliari. Nella relazione finale il Comitato dei Saggi ha proposto l'introduzione di nuove tecniche legislative basate su un approccio articolato su quattro livelli, vale a dire principi quadro, misure di esecuzione, cooperazione e vigilanza sul rispetto delle norme. Al livello 1, una direttiva dovrebbe limitarsi a stabilire principi quadro di carattere generale, le cui misure tecniche di esecuzione sarebbero adottate, al livello 2, dalla Commissione, assistita da un comitato.(5) In una apposita risoluzione, il Consiglio europeo di Stoccolma ha approvato la relazione finale del Comitato dei Saggi e la proposta di un approccio articolato su quattro livelli per accrescere l'efficienza e la trasparenza del processo legislativo di adozione della normativa comunitaria in materia di valori mobiliari.(6) Il Consiglio europeo di Stoccolma ha affermato che le misure di esecuzione del livello 2 dovrebbero essere utilizzate più frequentemente, per garantire che le disposizioni tecniche possano tenere il passo con l'evoluzione dei mercati e della vigilanza, e che occorre fissare un calendario per tutte le fasi dei lavori del livello 2.(7) Nuovi sviluppi finanziari e tecnici accrescono gli incentivi, i mezzi e le opportunità per commettere abusi di mercato attraverso i nuovi prodotti, le nuove tecnologie, l'incremento delle attività transfrontaliere e Internet.(8) Il vigente quadro giuridico comunitario a tutela dell'integrità del mercato è incompleto. I requisiti giuridici variano a seconda degli ordinamenti degli Stati membri, creando incertezza per gli operatori economici per quanto attiene ai concetti, alle definizioni e all'applicazione. In alcuni Stati membri non esiste alcuna normativa in materia di manipolazione dei prezzi e diffusione di informazioni ingannevoli.(9) Gli abusi di mercato comprendono l'abuso di informazioni privilegiate e la manipolazione del mercato. La normativa di contrasto all'abuso di informazioni privilegiate persegue lo stesso obiettivo della normativa di contrasto alla manipolazione del mercato: tutelare l'integrità dei mercati finanziari comunitari e accrescere la fiducia degli investitori nei mercati stessi. È pertanto opportuno adottare un unico strumento legislativo per combattere sia l'abuso di informazioni privilegiate che la manipolazione del mercato. Una direttiva unica garantisce in tutta la Comunità uno stesso quadro giuridico in materia di ripartizione delle competenze, di vigilanza sull'applicazione e di cooperazione.(10) La direttiva 89/592/CEE del Consiglio del 13 novembre 1989 sul coordinamento delle normative concernenti le operazioni effettuate da persone in possesso di informazioni privilegiate (insider trading) [8] è stata adottata più di dieci anni fa. Dati i cambiamenti intervenuti sui mercati finanziari e nella normativa comunitaria successivamente alla sua adozione, è necessario procedere ora ad una sostituzione della predetta direttiva, al fine di assicurare uniformità con la legislazione di contrasto alla manipolazione del mercato. Una nuova direttiva si rende altresì necessaria per colmare le lacune della normativa comunitaria che potrebbero essere utilizzate a scopi illeciti, compromettendo la fiducia del pubblico e pregiudicando quindi il regolare funzionamento dei mercati.[8]  GU L 334 del 18.11.1989, pag. 30.(11) L'abuso di informazioni privilegiate e la manipolazione del mercato sono di ostacolo alla reale e piena trasparenza del mercato che è requisito fondamentale perché tutti gli operatori economici siano in grado di operare sui mercati finanziari.(12) Una comunicazione tempestiva e corretta delle informazioni al pubblico rafforza l'integrità del mercato; al contrario, la comunicazione selettiva da parte degli emittenti può determinare il venir meno della fiducia degli investitori nell'integrità dei mercati finanziari; gli operatori economici professionisti devono dare il loro contributo all'integrità del mercato.(13) Gli Stati membri e il Sistema europeo di banche centrali o le banche centrali nazionali non devono essere soggetti a restrizioni nell'attuazione della politica monetaria, della politica dei cambi o nella gestione del debito pubblico.(14) In particolari circostanze, la stabilizzazione delle azioni proprie così come le operazioni effettuate su di esse possono ritenersi giustificate sotto il profilo economico e non devono pertanto essere considerate di per se stesse come abusi di mercato. Vanno elaborate norme comuni che siano di orientamento pratico.(15) Il progressivo ampliamento dei mercati finanziari, i rapidi cambiamenti in atto e la varietà dei nuovi prodotti e dei nuovi sviluppi impongono un'estesa applicazione della presente direttiva per quanto riguarda gli strumenti finanziari e le tecniche relative, al fine di garantire l'integrità dei mercati finanziari comunitari.(16) Presupposto perché si instaurino condizioni di parità sui mercati finanziari comunitari è un'applicazione geograficamente estesa delle disposizioni della presente direttiva.(17) L'esistenza negli Stati membri di differenti autorità competenti, dotate di competenze diverse, determina costi ingiustificati e genera confusione negli operatori economici. In ogni Stato membro deve essere designata un'unica autorità competente in materia di abusi di mercato, che abbia carattere di organo amministrativo, al fine di garantirne l'indipendenza nei confronti degli operatori economici e prevenire conflitti di interessi.(18) Il conferimento alle autorità competenti di un insieme minimo comune di strumenti e poteri forti garantirà l'efficacia della loro opera di vigilanza.(19) Al fine di garantire l'adeguatezza del quadro comunitario di contrasto agli abusi di mercato, ogni violazione dei divieti e degli obblighi fissati dalla presente direttiva deve essere tempestivamente ed efficacemente sanzionata.(20) L'incremento delle attività transfrontaliere impone che venga migliorata la cooperazione e che venga adottato un insieme di disposizioni di ampia portata per lo scambio di informazioni tra le autorità competenti nazionali.(21) In conformità del principio di proporzionalità sancito dall'articolo 5 del trattato CE, gli obiettivi delle misure proposte, vale a dire prevenire gli abusi di mercato sotto forma di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato, non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario. La presente direttiva si limita al minimo richiesto per il raggiungimento degli obiettivi e non va al di là di quanto è necessario a tale scopo.(22) Di tanto in tanto potrebbero rendersi necessarie l'adozione di orientamenti tecnici e la modifica delle norme fissate nella presente direttiva al fine di tener conto dei nuovi sviluppi sui mercati finanziari; La Commissione dovrebbe essere pertanto autorizzata ad apportare le modifiche che si renderanno necessarie, sentito il Comitato europeo dei valori mobiliari istituito con la decisione della Commissione 2001/.../CE [9].[9]  ...(23) Poiché si tratta di misure di portata generale, ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [10], le misure necessarie per l'attuazione della presente direttiva devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione descritta all'articolo 5 della summenzionata decisione.[10]  GU C L 184, 17.7.1999, p. 23(24) La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti segnatamente dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1Ai fini della presente direttiva si intende per:(1) "informazione privilegiata" un'informazione che non è stata resa pubblica, che ha un carattere preciso e che concerne uno o più emittenti di strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari e che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sul prezzo di tali strumenti finanziari ovvero sul prezzo di connessi strumenti finanziari derivati;(2) " manipolazione del mercato":a) un'operazione di compravendita o un ordine di compravendita che fornisce, o è suscettibile di fornire, indicazioni false ovvero ingannevoli in merito all'offerta, alla domanda o al prezzo degli strumenti finanziari, ovvero che consente, tramite la collaborazione di una o più persone, di fissare il prezzo di mercato di uno o più strumenti finanziari ad un livello anormale o artificiale, ovvero che è inteso a porre in essere operazioni simulate o ogni altro inganno o artificio;b) la diffusione di informazioni tramite i mezzi di informazione, compreso Internet, o tramite ogni altro mezzo che fornisca, o è suscettibile di fornire, indicazioni false ovvero ingannevoli in merito all'offerta, alla domanda o al prezzo degli strumenti finanziari, compresa la diffusione di notizie incontrollate o di informazioni false ovvero ingannevoli.(3) "strumenti finanziari" gli strumenti di cui all'elenco riportato nella sezione A dell'allegato alla presente direttiva;(4) "mercato regolamentato" un mercato rientrante nella definizione di cui all'articolo 1, paragrafo 13 della direttiva 93/22/CEE [11].[11]  GU L 141 del 11.6.93, pag. 27.(5) Per tener conto dell'evoluzione tecnica nei mercati finanziari e garantire l'applicazione uniforme della presente direttiva nella Comunità, le definizioni contenute nel presente articolo e nella sezione A dell'allegato sono chiarite ed adeguate dalla Commissione conformemente alla procedura di cui all'articolo 17, paragrafo 2.Articolo 21. Gli Stati membri vietano alle persone fisiche o giuridiche che dispongono di informazioni privilegiate di sfruttare tali informazioni per acquisire o cedere, per conto proprio o per conto terzi, direttamente o indirettamente, gli strumenti finanziari cui le informazioni si riferiscono.Il primo comma si applica a prescindere dal modo in cui le predette persone abbiano ottenuto le informazioni, ossia:a) a motivo della loro qualità di membri degli organi di amministrazione, di direzione o di sorveglianza dell'emittente, ovverob) a motivo della loro partecipazione al capitale dell'emittente, ovveroc) per il fatto di avere accesso a tali informazioni a motivo del loro lavoro, della loro professione e delle loro funzioni.2. Quando le persone di cui al paragrafo 1 sono società o altre persone giuridiche, il divieto previsto dallo stesso paragrafo si applica alle persone fisiche che partecipano alla decisione di procedere alla transazione per conto della persona giuridica in questione.3. Il divieto di cui al paragrafo 1 si applica a qualsiasi acquisizione o cessione di strumenti finanziari.Articolo 3Gli Stati membri vietano alle persone soggette ai divieti di cui all'articolo 2 e che dispongono di informazioni privilegiate:a) di comunicare tali informazioni privilegiate a un terzo se non nell'ambito del normale esercizio del loro lavoro, della loro professione o delle loro funzioni;b) di raccomandare ad un terzo, in base a tali informazioni privilegiate, di acquisire o cedere o di far acquisire o cedere da un terzo strumenti finanziari a cui tali informazioni si riferiscono.Articolo 4Gli Stati membri impongono il divieto di cui agli articoli 2 e 3 anche a qualsiasi persona, diversa da quelle specificate in detti articoli, che consapevolmente sia in possesso di informazioni privilegiate.Articolo 5Gli Stati membri vietano a qualsiasi persona fisica o giuridica di manipolare il mercato.Un elenco non esaustivo di metodi tipicamente utilizzati a fini di manipolazione del mercato è riportato nella sezione B dell'allegato alla presente direttiva. La Commissione adotta le modifiche all'elenco dei metodi utilizzati conformemente alla procedura di cui all'articolo 17, paragrafo 2.Gli Stati membri possono decidere di stabilire disposizioni specifiche per le persone che diffondono informazioni nell'esercizio di una professione giornalistica.Articolo 61. Gli Stati membri dispongono che gli emittenti di strumenti finanziari abbiano l'obbligo di comunicare tempestivamente al pubblico le informazioni privilegiate.2. Gli Stati membri sono tenuti a disporre che qualora un emittente, o un soggetto che agisca per suo conto, comunichi, nell'esercizio del proprio lavoro, o della propria professione o nell'adempimento della proprie funzioni, qualsiasi informazione privilegiata ad un terzo, ai sensi dell'articolo 3, lettera a), detto emittente abbia l'obbligo di dare integrale ed efficace comunicazione al pubblico dell'informazione, simultaneamente in caso di comunicazione intenzionale, tempestivamente in caso di comunicazione non intenzionale.Le disposizioni di cui al primo comma non si applicano:a) qualora il soggetto che riceve l'informazione è legato all'emittente da un obbligo di fiducia o di riservatezza ovvero s'impegna espressamente a mantenere riservata l'informazione ricevuta; ovverob) qualora l'attività principale del soggetto che riceve l'informazione è l'attribuzione di rating di credito, a condizione che l'informazione sia utilizzata esclusivamente per l'elaborazione di rating di credito destinati ad essere resi pubblici.Gli Stati membri sono tenuti a disporre che gli emittenti, o i soggetti che agiscono per loro conto, istituiscano un registro regolarmente aggiornato delle persone che, lavorando alle loro dipendenze o per loro conto, hanno accesso ad informazioni privilegiate.3. Un emittente può, assumendosene il rischio, ritardare la comunicazione al pubblico di determinate informazioni al fine di evitare di pregiudicare i suoi legittimi interessi, a condizione che tale omissione non sia tale da trarre in inganno il pubblico e che l'emittente sia in grado di assicurare la riservatezza delle informazioni stesse.4. Gli Stati membri sono tenuti a disporre che le persone fisiche o giuridiche competenti per la produzione dei risultati di ricerche o di altre informazioni pertinenti ovvero per la loro comunicazione ai canali di divulgazione o al pubblico, abbiano l'obbligo di vigilare con ragionevole diligenza affinché l'informazione sia presentata fedelmente e di comunicare ogni loro interesse o indicare l'esistenza di un conflitto di interessi riguardo agli strumenti finanziari cui l'informazione si riferisce.5. Gli Stati membri sono tenuti a disporre che una persona fisica, o un soggetto giuridico, che compie professionalmente operazioni su strumenti finanziari abbia l'obbligo di astenersi dal partecipare a transazioni, e di rifiutare ordini da parte dei propri clienti, qualora abbia ragionevoli motivi per sospettare che una operazione sia basata su informazioni privilegiate o costituisca una manipolazione del mercato.6. La Commissione adotta secondo la procedura di cui all'articolo 17, paragrafo 2, disposizioni di applicazione riguardanti:- le modalità tecniche per l'adeguata comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate di cui ai paragrafi 1 e 2,- le modalità tecniche per la fedele presentazione dei risultati di ricerche e di altre informazioni pertinenti e per la comunicazione dell'esistenza di interessi o conflitti di interesse di cui al paragrafo 4.Articolo 7La presente direttiva non si applica alle operazioni attinenti alla politica monetaria, alla politica dei cambi o alla gestione del debito pubblico effettuate da uno Stato membro, dal Sistema europeo di banche centrali, da una Banca centrale nazionale o da qualsiasi altro organismo ufficialmente designato, ovvero da qualsiasi persona che agisca per conto degli stessi. Gli Stati membri possono estendere detta esclusione ai loro Stati federati per quanto attiene alla gestione del debito pubblico di questi ultimi.Articolo 81. I divieti imposti dalla presente direttiva non si applicano né alle operazioni in azioni proprie effettuate nell'ambito di programmi di riacquisto di azioni proprie né alla stabilizzazione di uno strumento finanziario, a condizione che le operazioni di negoziazione si svolgano nel rispetto di condizioni concordate.2. La Commissione fissa tali condizioni tecniche in conformità della procedura di cui all'articolo 17, paragrafo 2.Articolo 9Le disposizioni della presente direttiva si applicano ad ogni strumento finanziario ammesso, o prossimo ad essere ammesso, alla negoziazione in un mercato regolamentato di almeno uno Stato membro, a prescindere dal fatto che le operazioni di negoziazione abbiano o meno effettivamente luogo in tale mercato.Articolo 10Ciascuno Stato membro applica i divieti e gli obblighi fissati nella presente direttiva almeno alle attività effettuate sul proprio territorio aventi ad oggetto strumenti finanziari ammessi, o prossimi ad essere ammessi, alla negoziazione in uno Stato membro.Articolo 11Ciascuno Stato membro designa un'unica autorità amministrativa competente a vigilare sull'applicazione delle disposizioni della presente direttiva.Articolo 12L'autorità competente deve disporre di tutti i poteri di vigilanza e di indagine necessari per l'esercizio delle sue funzioni. Essa esercita tali poteri direttamente o, se del caso, indirettamente, in collaborazione con altre autorità, ivi compresa l'autorità giudiziariaTali poteri includono almeno il diritto di:a) avere accesso a qualsiasi documento e ottenerne copia;b) richiedere informazioni da qualsiasi soggetto, e se necessario, esigere che un soggetto venga chiamato a testimoniare;c) eseguire ispezioni in loco;d) richiedere documentazione relativa al traffico telefonico e di dati;e) richiedere il blocco ovvero il sequestro di beni;f) richiedere la temporanea interdizione dall'esercizio dell'attività professionale.Le disposizioni che precedono si applicano fatte salve le disposizioni del diritto nazionale in materia di segreto d'ufficio e professionale.Articolo 13Gli Stati membri sono tenuti a disporre che tutti coloro che prestano o hanno prestato la loro attività in seno all'autorità competente, nonché i revisori e gli esperti incaricati dall'autorità competente, siano vincolati dal segreto d'ufficio. Le informazioni coperte dal segreto d'ufficio non possono essere comunicate ad alcun soggetto od autorità se non in forza di disposizioni di legge.Articolo 141. Gli Stati membri sono tenuti a prendere gli opportuni provvedimenti, ivi comprese le sanzioni amministrative e penali previste dal loro ordinamento nazionale, a carico delle persone fisiche e giuridiche responsabili del mancato rispetto delle disposizioni della presente direttiva. Gli Stati membri sono tenuti a garantire che i predetti provvedimenti siano efficaci, proporzionati e dissuasivi2. Gli Stati membri fissano le sanzioni da applicare in caso di omessa collaborazione alle indagini di cui all'articolo 12.3. Gli Stati membri provvedono affinché l'autorità competente possa divulgare al pubblico ogni singola sanzione che verrà applicata per violazione delle misure adottate in attuazione della presente direttiva, salvo il caso in cui la divulgazione possa causare perturbazioni sui mercati finanziari o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte.Articolo 15Gli Stati membri sono tenuti a disporre che le decisioni adottate dalle autorità competenti siano impugnabili di fronte ad un organo giurisdizionale.Articolo 161. Le autorità competenti degli Stati membri cooperano tra di loro ogni qualvolta ciò si rende necessario per l'espletamento dei compiti loro assegnati, avvalendosi dei poteri conferiti loro dalla presente direttiva o dal diritto nazionale. Le autorità competenti prestano assistenza alle autorità competenti di altri Stati membri. In particolare, esse si scambiano informazioni e collaborano nelle indagini.2. Le autorità competenti provvedono, qualora richieste, a comunicare immediatamente le informazioni necessarie per le finalità di cui al paragrafo 1. Se del caso, le autorità competenti cui la richiesta è indirizzata prendono immediatamente le misure necessarie al fine di raccogliere le informazioni richieste. Qualora non sia in grado di fornire immediatamente le informazioni, l'autorità competente richiesta notifica all'autorità competente richiedente i motivi dell'impedimento. Le informazioni così fornite sono coperte dal segreto d'ufficio cui sono soggetti coloro che prestano o hanno prestato la loro attività in seno alle autorità competenti che ricevono l'informazione.Le autorità competenti possono rifiutarsi di dar seguito ad una richiesta di informazioni qualora la comunicazione sia tale ad arrecare pregiudizio alla sovranità, alla sicurezza e all'ordine pubblico dello Stato destinatario della richiesta, o qualora di fronte agli organi dello Stato destinatario della richiesta abbia già avuto avvio un procedimento giudiziario avente ad oggetto le stesse attività e contro gli stessi soggetti o qualora gli organi dello Stato destinatario della richiesta abbiano già emesso sentenza definitiva a carico dei predetti soggetti per le stesse azioni.Fatti salvi gli obblighi che loro incombono nell'ambito di procedimenti penali, le autorità competenti che ricevono informazioni conformemente al paragrafo 1 possono utilizzarle esclusivamente per l'espletamento delle loro funzioni, così come definite nella presente direttiva, e nell'ambito di procedimenti amministrativi o giudiziari specificamente legati all'esercizio di tali funzioni. Tuttavia, qualora l'autorità competente che trasmette le informazioni vi acconsenta, l'autorità che riceve le informazioni può utilizzarla ad altri fini o ritrasmetterla ad autorità competenti di altri Stati.3. Qualora un'autorità competente si convinca che siano in atto o siano state attuate attività contrarie alle disposizioni della presente direttiva sul territorio di un altro Stato membro, essa ne informa nel modo più preciso possibile l'autorità competente dell'altro Stato membro. L'autorità competente dell'altro Stato membro è tenuta a prendere le opportune misure. Essa informa l'autorità competente notificante dell'esito e, nella misura del possibile, di importanti sviluppi della sua azione.4. L'autorità competente di uno Stato membro può chiedere che vengano compiute indagini sul territorio di un altro Stato membro, a cura dell'autorità competente di quest'ultimo.Essa può inoltre chiedere che venga consentito ad alcuni suoi rappresentanti di accompagnare i membri dell'autorità competente dell'altro Stato membro durante l'espletamento delle indagini.Le indagini devono tuttavia essere compiute sotto la responsabilità dello Stato membro nel territorio del quale esse hanno luogo.Le autorità competenti possono rifiutarsi di accogliere la richiesta di compiere indagini a norma del primo comma o di lasciare che il loro personale sia accompagnato da rappresentanti di un'autorità competente di un altro Stato membro a norma del secondo comma del presente paragrafo qualora le indagini in questione possano pregiudicare la sovranità, la sicurezza e gli interessi politici dello Stato richiesto, ovvero quando nello Stato richiesto sia già stato iniziato un procedimento giudiziario per gli stessi fatti e contro le stesse persone, ovvero quando le autorità competenti dello Stato richiesto abbiano già adottato sanzioni definitive contro le stesse persone per gli stessi fatti.5. La Commissione adotta conformemente alla procedura di cui all'articolo 17, paragrafo 2, disposizioni di applicazione intese a precisare le modalità degli scambi di informazioni e delle indagini transfrontaliere di cui al presente articolo.Articolo 171. La Commissione è assistita dal Comitato europeo dei valori mobiliari istituito dalla decisione (2001/.../CE) [12] della Commissione.[12]  Riferimenti della decisione della Commissione che istituisce il Comitato europeo dei valori mobiliari, non ancora adottata.2. Quando viene fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE, in combinato disposto con gli articoli 7 e 8 di detta decisione.3. Il termine di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato in tre mesi.Articolo 18Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il [una data non posteriore ad un anno dopo l'entrata in vigore della direttiva]. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.Articolo 19La direttiva 89/592/CEE è abrogata a decorrere dalla data indicata all'articolo 20.Articolo 20La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 21Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento Per il ConsiglioALLEGATOSEZIONE AStrumenti finanziariPer "strumento finanziario" si intendono:- i valori mobiliari come definiti dalla direttiva 93/22/CEE;- le quote di un organismo di investimento collettivo;- gli strumenti del mercato monetario;- i contratti a termine fermo (future) su strumenti finanziari, compresi gli strumenti equivalenti che si regolano in contanti;- i contratti a termine su tassi d'interesse (FRA);- i contratti di scambio (swap) su tassi d'interesse, su valute o su indici azionari ("equity swaps");- le opzioni per acquistare o vendere qualsiasi strumento rientrante nelle predette categorie, compresi gli strumenti equivalenti che si regolano in contanti. Sono comprese in particolare in questa categoria le opzioni su valute e sui tassi d'interesse;- gli strumenti derivati su merci.SEZIONE BL'elenco che segue, esemplificativo dei metodi utilizzati a fini di manipolazione del mercato, non è esaustivo ma è inteso a servire di ausilio all'interpretazione della definizione generale di cui all'articolo 1, paragrafo 2 della presente direttiva.* Manovre intese a creare l'apparenza di attività:- operazioni che non comportano un reale trasferimento della proprietà degli strumenti finanziari ("wash sales");- operazioni in cui sia l'ordine di acquisto che quello di vendita sono immessi contemporaneamente per lo stesso prezzo e per la stessa quantità da soggetti diversi ma in collusione tra loro ("improper matched orders");- compiere una serie di operazioni riportate pubblicamente su dispositivi di visualizzazione al fine di creare, su un determinato strumento finanziario, l'apparenza di attività o di movimento del relativo prezzo ("painting the tape");- il compimento, da parte di uno o più soggetti che agiscono di concerto, di operazioni intese a spingere il prezzo di uno strumento finanziario a livelli artificialmente elevati (gonfiare le quotazione di strumenti finanziari negoziati sul mercato) per poi procedere alla vendita massiccia degli strumenti finanziari in loro possesso ("pumping and dumping");- accrescere la domanda di uno strumento finanziario al fine di farne lievitare il prezzo (creando l'apparenza di quotazione forte o l'impressione che l'incremento sia dovuto ad attività sul titolo ) ("advancing the bid").* Manovre intese a creare illiquidità:- acquisire un controllo dell'offerta o della domanda dello strumento derivato e/o del titolo sottostante tale da garantire al soggetto manipolatore una posizione dominante che questi sfrutta per manipolare il prezzo dello strumento derivato ovvero dell'attività sottostante ("cornering") ;- analogamente al "cornering", trarre vantaggio dall'illiquidità di un titolo controllando la domanda e sfruttando la saturazione del mercato dovuta a tale illiquidità in maniera tale da determinare livelli artificiali delle quotazioni. Esercitare una significativa influenza sull'offerta e sulla consegna, avere il diritto di esigere la consegna e usarne al fine di imporre prezzi arbitrari o anormali ("abusive squeezes").* Manovre che si caratterizzano per i tempi in cui vengono effettuate:- acquistare o vendere strumenti finanziari alla chiusura del mercato nell'intento di alterarne il prezzo di chiusura e quindi traendo in inganno quei soggetti che operano sulla base dei prezzi di chiusura ("marking the close") ;- compiere operazioni di compravendita con l'intento specifico di interferire sul prezzo a pronti o sul prezzo di liquidazione dei contratti su strumenti derivati;- compiere operazioni di compravendita con l'intento di influenzare un particolare prezzo a pronti di uno strumento finanziario che è stato scelto come valore di riferimento per una transazione.* Azioni connesse all'uso delle informazioni:- acquistare per proprio conto uno strumento finanziario prima di raccomandarne l'acquisto ad altri e quindi venderlo con profitto appena il prezzo aumenta a seguito della raccomandazione ("scalping");- diffondere notizie false per indurre altri soggetti all'acquisto o alla vendita;- rendere false dichiarazioni su fatti rilevanti;- non divulgare al pubblico fatti o interessi rilevanti.SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)Denominazione della propostaProposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di mercato)Numero di riferimento del documentoLa proposta1. In considerazione del principio di sussidiarietà, perché è necessaria una legislazione comunitaria in materia e quali ne sono le finalità principali-- In conformità dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, sanciti dall'articolo 5 del trattato CE, gli obiettivi delle misure proposte, ossia prevenire gli abusi di mercato in forma di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato, non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti delle misure in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario. La presente direttiva si limita al minimo richiesto per il raggiungimento dei predetti obiettivi e non va al di là di quanto è necessario a tale scopo.L'impatto sulle imprese2. Chi sarà interessato dalla proposta-- Quali settori d'attività- Tutti gli operatori dei mercati finanziari che operano con strumenti finanziari negoziati sui mercati regolamentati.- Imprese di quali dimensioni (qual è la concentrazione di piccole e medie imprese)- Tutti gli operatori di mercato, a prescindere dalle loro dimensioni, sono interessati dalla proposta. Diversa è la concentrazione di piccole e medie imprese negli Stati membri.- Le imprese interessate sono concentrate in particolari aree geografiche della Comunità- No.3. Cosa dovranno fare le imprese per conformarsi alla proposta-- Osservanza di norme deontologiche. - (per le persone fisiche e giuridiche che organizzano operazioni su strumenti finanziari). Astenersi dal compiere operazioni, e rifiutare ordini per conto dei loro clienti, qualora vi siano ragionevoli motivi per ritenere che le operazioni si basano su informazioni privilegiate ovvero sono finalizzate alla manipolazione del mercato. Una tale condotta potrebbe avere conseguenze negative a breve termine sui proventi derivanti da servizi di intermediazione; tuttavia, nel medio periodo, la fiducia in tal modo guadagnata presso il pubblico degli investitori apporterà benefici a tutto il settore.- Consegna di copie di documenti se richiesti dall'autorità competente.- Registrazione del traffico telefonico e dati.4. Qual è la prevedibile incidenza economica della proposta-- sull'occupazione- Il regolare funzionamento dei mercati finanziari e la fiducia del pubblico sono di per sé stessi presupposti di crescita e di benessere economici duraturi, con positive ripercussioni sull'occupazione.- sugli investimenti e sulla creazione di nuove imprese- In quanto favoriscono la riduzione del costo dell'approvvigionamento di capitali, mercati finanziari efficienti hanno un impatto positivo sugli investimenti delle società in generale. Inoltre, l'emergere di nuove tipologie di operatori (quali gli "e-broker") o di nuovi strumenti di negoziazione (come le piattaforme elettroniche), grazie ai quali si crea nuova occupazione, ha come presupposto la fiducia degli investitori, fiducia che a sua volta richiede la trasparenza dei mercati.- sulla competitività delle imprese- Il divieto di abuso di informazioni privilegiate e la sua repressione concorrono a rafforzare la parità tra gli operatori di mercato nell'accesso alle informazioni degli emittenti, favorendo più corrette condizioni di concorrenza tra gli operatori. Allo stesso modo, il divieto di manipolazione del mercato e la sua repressione concorrono a rafforzare la parità tra gli operatori di mercato imponendo loro di agire nel rispetto della trasparenza, contribuendo in tal modo a creare condizioni di una corretta concorrenza tra gli operatori.5. La proposta contiene misure che tengano conto della situazione specifica delle piccole e medie imprese (esigenze più limitate o diverse, ecc.)- No.Consultazione6. Elenco delle organizzazione consultate in merito alla proposta e cenni sulle principali opinioni espresse:- Il Forum of European Securities Commissions (FESCO), di cui fanno parte le autorità nazionali di vigilanza sui valori mobiliari, ha contribuito all'elaborazione del progetto di direttiva da parte della Commissione.