CELEX: 52011PC0839
Language: it
Date: 2011-12-07
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce uno strumento europeo di vicinato

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		52011PC0839
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce uno strumento europeo di vicinato /* COM/2011/0839 definitivo - 2011/0405 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Contesto generale
A norma dell'articolo 8 del trattato
sull'Unione europea (TUE), l'Unione europea (UE) sviluppa con i paesi limitrofi
relazioni privilegiate al fine di creare uno spazio di prosperità e buon
vicinato alle sue frontiere. La politica europea di vicinato (PEV), che è stata
elaborata nel 2004, riguarda 16 partner situati a est e a sud delle frontiere
dell'UE: Algeria, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Egitto, Georgia, Israele,
Giordania, Libano, Libia, Repubblica di Moldova, Marocco, Territori palestinesi
occupati, Siria, Tunisia e Ucraina. Nell'ambito della PEV, l'UE offre ai suoi
vicini relazioni privilegiate basate su un impegno comune nei confronti di
valori e principi quali la democrazia e i diritti umani, lo Stato di diritto,
il buon governo, i principi dell’economia di mercato e lo sviluppo sostenibile,
compresa l'azione in materia di clima. La PEV prevede inoltre un'associazione
politica, un'integrazione economica più accentuata, una maggiore mobilità e
un'intensificazione dei contatti interpersonali. La PEV è finanziata da uno
strumento specifico, lo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI),
che copre i 16 paesi partner sopraelencati e la Russia.
Motivazione e obiettivi della proposta
Dopo il varo della PEV e l'istituzione
dell'ENPI si sono verificati diversi sviluppi significativi. 
L'evoluzione delle relazioni dell'UE con i
paesi vicini e gli sviluppi successivi all'istituzione della PEV sono stati
analizzati e valutati nell'ambito del riesame strategico della PEV. Da ciò è
scaturita una nuova concezione della PEV illustrata nella comunicazione
congiunta dell’Alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di
sicurezza e della Commissione intitolata "Una risposta nuova ad un vicinato
in mutamento", adottata il 25 maggio 2011, e nelle conclusioni del
Consiglio adottate il 20 giugno 2011. La nuova impostazione auspica in
particolare un maggiore sostegno per i partner impegnati a costruire società
democratiche e ad attuare riforme, secondo i principi "more for more"
(maggiori aiuti a fronte di un maggiore impegno) e "responsabilità
reciproca", e fornisce il quadro strategico che disciplina le relazioni
dell'UE con i suoi vicini.
Sebbene l'ENPI sia stato ampiamente
riconosciuto come strumento efficace per accompagnare la strategia dell'UE nei
confronti dei suoi vicini, il riesame della PEV e altre valutazioni,
l'esperienza acquisita e le consultazioni pubbliche hanno messo in luce una
serie di questioni da affrontare in futuro adeguando lo strumento per rendere
ancora più efficace la risposta dell'UE, in particolare:
·                        
applicazione del principio “more for more”
(maggiori aiuti a fronte di un maggiore impegno): questo principio, che è l'elemento più saliente della nuova politica di
vicinato, comporta una differenziazione nettamente più accentuata tra i partner
in funzione del loro impegno nei confronti dei valori e degli obiettivi
stabiliti di comune accordo, e in particolare del partenariato con l'UE
incentrato sulla democrazia e sulla prosperità condivisa. Gli incentivi
finanziari offerti ai paesi più ambiziosi in termini di riforme costituiscono
un aspetto importante della nuova impostazione. In quanto strumento a
orientamento politico, il futuro strumento europeo di vicinato (ENI) deve riflettere
questo principio fondamentale, specialmente in sede di programmazione e di
assegnazione del sostegno ai partner. 
·                        
Complessità e lunghezza del processo di
programmazione: il processo di programmazione attuale,
che comprende una serie di ampie consultazioni e molte altre fasi procedurali,
dura in media 18 mesi. La lunghezza del processo riduce la pertinenza
dell'assistenza. Il formato dei documenti di programmazione (documenti di
strategia nazionale) nell'ambito dell'ENPI è quello usato anche per la cooperazione
allo sviluppo, il che comporta un'analisi approfondita della situazione di un
determinato paese e l'allungamento del processo. La situazione è invece diversa
per i paesi del vicinato: per la maggior parte dei partner (paesi che hanno
concordato con l'UE un piano d'azione o una serie equivalente di obiettivi
comuni), l'analisi viene effettuata ogni anno in relazioni specifiche che
rendono superflua la parte generale del documento di strategia nazionale. Vi è
quindi bisogno e modo di razionalizzare, abbreviare e rendere più mirato il
processo di programmazione.
·                        
Campo di applicazione dello strumento: secondo la definizione attuale, il campo di applicazione dell'ENPI
copre l'attuazione degli accordi di partenariato e di cooperazione, degli
accordi di associazione o di altri accordi pertinenti e la promozione del buon
governo e di un equo sviluppo sociale ed economico. Esso comprende inoltre ben
29 settori tematici di cooperazione descritti dettagliatamente e posti su un
piano di parità, il che rende estremamente difficile l'individuazione degli
obiettivi fondamentali e delle priorità della PEV. La programmazione rispecchia
questa impostazione di ampio respiro e in certi casi è stato difficile
garantire la coerenza tra la politica e la cooperazione. La futura proposta
legislativa relativa all'ENI contribuirà a razionalizzare maggiormente il campo
di applicazione dello strumento e a rafforzare i collegamenti con le politiche
interne pertinenti pur mantenendo l'attuale flessibilità.
·                        
Disposizioni di attuazione parzialmente superate
e mancanza di coerenza fra gli strumenti esterni:
poiché alcune sue parti sono ormai superate, la sezione dell'attuale
regolamento ENPI riguardante l'attuazione non riflette più in maniera adeguata
il modo in cui l'assistenza viene erogata nel vicinato. Non vi è inoltre
coerenza tra le disposizioni dell''ENPI e degli altri strumenti di azione
esterna relative all'attuazione. I meccanismi di flessibilità possono essere
migliorati per tener conto del nuovo contesto politico. Per ovviare a questi
problemi e compiere ulteriori progressi in termini di armonizzazione e di
semplificazione è stato elaborato un regolamento quadro orizzontale
comprendente tutte le disposizioni generali e ricorrenti. Il nuovo regolamento
orizzontale copre anche le specificità dell'ENI in materia di attuazione.
Questo consentirà di aggiornare le disposizioni in materia di attuazione e di
ovviare alla mancanza di coerenza fra gli strumenti esterni. Il nuovo
regolamento orizzontale contribuirà inoltre a rendere più chiare le regole e a
migliorare l'efficienza e la coerenza dell'azione dell'Unione. 
·                        
Disposizioni sulla cooperazione transfrontaliera
(CBC): la cooperazione transfrontaliera caratterizza
da sempre le relazioni tra l'UE, i partner PEV e la Russia ed è all'origine di
iniziative congiunte disciplinate da una serie comune di norme su entrambi i
versanti delle frontiere dell'UE. Il sistema funziona relativamente bene, ma le
consultazioni con le parti interessate hanno evidenziato la necessità di
introdurre alcune modifiche che hanno un'incidenza sul regolamento, tra cui
l'estensione dell'ammissibilità geografica agli importanti centri economici,
sociali e culturali che incidono sul buon funzionamento dei programmi, la piena
applicazione della "gestione concorrente" con gli Stati membri quali
firmatari delle convenzioni di finanziamento, norme specifiche sul
cofinanziamento da parte dei paesi partner e sullo status specifico della
Russia. Il regolamento della Commissione che stabilisce le norme per l'attuazione
della cooperazione transfrontaliera dovrà essere notevolmente modificato,
soprattutto per quanto riguarda i metodi di gestione.
·                        
Collegamenti con gli strumenti e le politiche
interni: la PEV prevede un'associazione
politica e un'integrazione economica graduali dei partner con l'Unione europea.
Le politiche interne dell'UE e i principi dell'economia di mercato sono
riferimenti chiave per questo processo. Determinate iniziative relative ai
paesi del vicinato hanno un aspetto transfrontaliero di cui finora ci si è
occupati in misura molto limitata, fatta eccezione per la cooperazione
transfrontaliera che permette di definire un'unica serie di norme e di mettere
in comune risorse provenienti dalle fonti di finanziamento interne ed esterne
del bilancio UE per affrontare sfide comuni e realizzare obiettivi comuni. In
altri ambiti, come le infrastrutture, l'energia[1],
i trasporti[2],
le PMI[3],
lo sviluppo e la cooperazione industriale, compreso il turismo, le TIC[4], l'occupazione e la politica
sociale[5],
la migrazione e la sicurezza, la giustizia, la lotta contro la droga,
l'istruzione superiore, la cultura, la ricerca e l'innovazione[6], l'ambiente, i cambiamenti
climatici[7],
la resilienza alle catastrofi e la cooperazione sulle questioni marittime, vi è
modo di rafforzare i collegamenti fra le politiche e gli strumenti interni, la
PEV e lo strumento europeo di vicinato. A tale riguardo, il regolamento ENI
favorirà la complementarità, la coerenza e l'integrazione dei settori
strategici prioritari per l'UE, in conformità della strategia Europa 2020, pur
rimanendo incentrato sui principali obiettivi della PEV. La PEV dà ai partner
la possibilità di partecipare alle agenzie e ai programmi dell'UE. Per
garantire il finanziamento a lungo termine della partecipazione dei partner PEV
alle agenzie e ai programmi dell'UE occorre prevedere, ove pertinente, un
contributo finanziario dell'ENI, comprendente la creazione di meccanismi di
erogazione adeguati e sostenibili.
·                        
Evoluzione delle relazioni con la Russia: la Russia è l'unico beneficiario dell'ENPI non contemplato dalla PEV.
Come tutti gli altri paesi, la Russia può beneficiare dei finanziamenti ENPI
bilaterali, plurinazionali e transfrontalieri. Visto però che la situazione di
bilancio della Russia ha registrato un notevole miglioramento, non è più
necessario erogare un volume così ingente di assistenza finanziaria. La Russia
aspira a relazioni di parità ed è diventata essa stessa un donatore. Di
conseguenza, nel periodo 2007-2013 il paese ha ricevuto solo assegnazioni
marginali nell'ambito della dotazione bilaterale dell'ENPI. La cooperazione
nell'ambito dei programmi multinazionali prosegue secondo il principio del
cofinanziamento da parte dell'UE e della Russia. Va segnalato che la Russia
cofinanzia programmi di cooperazione transfrontaliera, il che riflette la sua
mutata posizione quale partner strategico laddove i progetti cofinanziati
rivestano interesse per entrambe le parti. 
Il futuro strumento europeo di vicinato deve
essere allineato con la nuova concezione della PEV e affrontare le sfide e le
questioni specifiche di cui sopra. 
2.           ESITO DELLE CONSULTAZIONI DELLE
PARTI INTERESSATE E DELLE VALUTAZIONI D'IMPATTO
Consultazioni con le parti interessate 
La proposta legislativa relativa allo
strumento europeo di vicinato è il frutto di un ampio processo di consultazione
consistito in una consultazione pubblica sui finanziamenti esterni per tutti
gli strumenti di azione esterna dell'UE e in consultazioni specifiche
nell'ambito del riesame strategico della politica europea di vicinato e sulla
cooperazione transfrontaliera. Sono state organizzate consultazioni anche sul
futuro della politica di sviluppo dell'UE.
Consultazione
pubblica sui finanziamenti per l'azione esterna dell'UE
Tra il 26 novembre
2010 e il 31 gennaio 2011 la Commissione ha svolto una consultazione pubblica
sui futuri finanziamenti per l'azione esterna dell'UE. Il processo si basava su
un questionario online corredato di un documento dal titolo "Quali
strumenti finanziari per l'azione esterna dell'UE dopo il 2013?" elaborato
dalla Commissione e dal Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE). I
220 contributi ricevuti in risposta a questa consultazione pubblica
rispecchiano il gran numero di strutture, opinioni e tradizioni diverse che
caratterizzano i soggetti impegnati nel campo dell'azione esterna. 
La maggior parte delle risposte conferma il
notevole valore aggiunto del sostegno finanziario dell'UE nei principali
settori sostenuti mediante gli strumenti finanziari dell'Unione per l'azione
esterna[8].
Molte risposte individuano nel valore aggiunto dell'UE il fattore più
importante per il futuro: l'UE deve sfruttare il proprio vantaggio comparativo,
legato alla sua presenza sulla scena mondiale, alla sua ampia e diversificata
esperienza, alla sua natura sovranazionale e al suo ruolo di promotrice del
coordinamento e delle economie di scala. 
Quasi tutte le risposte sono in favore di un
approccio più differenziato, definito in funzione della situazione dei
beneficiari e in base a solidi criteri, per aumentare l'impatto degli strumenti
finanziari dell'UE. Dalle risposte emerge anche un ampio sostegno a favore di
condizioni basate sul rispetto dei diritti umani, delle minoranze, del buon
governo e della diversità delle espressioni culturali o sulla qualità delle
politiche dei beneficiari e sulla loro capacità e volontà di attuarle.
Consultazioni nell'ambito del riesame
strategico della PEV
Il Servizio europeo per l'azione esterna ha
organizzato consultazioni specifiche con rappresentanti degli Stati membri
dell'UE e dei paesi partner PEV nell'ambito del riesame strategico della
politica avviato nel luglio 2010. Le consultazioni vertevano sul finanziamento
della PEV, in particolare attraverso lo strumento europeo di vicinato e
partenariato, nonché su aspetti della visione a lungo termine e sugli obiettivi
a medio termine della PEV. 
Dalle consultazioni è emerso che l'ENPI è
considerato una svolta fondamentale per quanto riguarda il modo in cui viene
erogata l'assistenza dell'UE, ma anche che lo strumento deve essere
ulteriormente perfezionato. Molti Stati membri hanno sottolineato l'importanza
di una maggiore coerenza tra la politica e l'assistenza finanziaria fornita
dallo strumento. Numerose risposte auspicano assegnazioni basate sui risultati
e ritengono indispensabile aumentare la tempestività, l'efficienza e la
flessibilità del sostegno finanziario per rispondere alle nuove esigenze. 
I paesi partner hanno insistito sulla
necessità di affiancare l'integrazione economica, l'apertura del mercato e la
convergenza normativa con un sostegno finanziario adeguato, sottolineando
inoltre l'importanza di promuovere gli investimenti esteri. 
Consultazioni con le parti interessate
sulla cooperazione transfrontaliera 
Sono state organizzate consultazioni
specifiche sulla cooperazione transfrontaliera con tutte le parti interessate.
Il processo è stato avviato durante una conferenza sulla cooperazione
transfrontaliera tenutasi a Bruxelles nel febbraio 2011 e le parti interessate
sono state consultate in merito al futuro quadro normativo (comprendente le
norme sull'attuazione della cooperazione transfrontaliera) mediante un
questionario distribuito tra maggio e giugno 2011. I risultati evidenziano la
necessità di adeguare determinate disposizioni per migliorare l'efficienza
della cooperazione transfrontaliera. I cambiamenti proposti mirano a riflettere
meglio l'integrazione tra le priorità di politica estera dell'UE e la sua
politica di coesione, grazie in particolare all'allineamento della cooperazione
transfrontaliera lungo i confini esterni dell'Unione con le norme della
cooperazione territoriale europea (CTE). Sono state indette altre riunioni
consultive il 20 settembre 2011 a Bruxelles con gli Stati membri e il 18-19
ottobre 2011 a Budapest con tutte le parti interessate.

Consultazioni pubbliche sulla
"Politica di sviluppo dell'UE"
La Commissione ha inoltre pubblicato il libro
verde dal titolo "La politica di sviluppo dell'Unione europea a sostegno
della crescita inclusiva e dello sviluppo sostenibile" e ha organizzato
una consultazione pubblica dal 15 novembre 2010 al 17 gennaio 2011. Molte
risposte sottolineano che l'APS[9]
è solo una minima parte dei finanziamenti per lo sviluppo, che va considerata
complementare alle risorse mobilitate a livello nazionale, agli investimenti
esteri, al commercio estero e alle rimesse dall'estero. È stata auspicata una
maggiore coerenza della politica di sviluppo dell'UE, specialmente nei
confronti dei paesi a medio reddito. Pur essendo stata approvata in linea di
principio, la programmazione congiunta dell'assistenza dovrebbe essere
introdotta gradualmente, iniziando dai paesi in cui avrebbe un valore aggiunto
dimostrabile. 
La proposta relativa allo strumento europeo di
vicinato si basa in gran parte sui risultati di queste consultazioni. I
principali aspetti integrati nello strumento riveduto comprendono la
differenziazione e le assegnazioni in base ai risultati, un nuovo approccio
alla programmazione e il miglioramento della coerenza tra strategia e
assistenza, la modifica delle norme sulla cooperazione transfrontaliera e
disposizioni volte a migliorare l'efficienza e la flessibilità del sostegno.
Valutazione d'impatto
Il Servizio europeo per l'azione esterna e la
Commissione europea hanno elaborato congiuntamente una valutazione d'impatto
specifica per il futuro ENI.
La valutazione d'impatto ha esaminato quattro
opzioni principali: 
·                        
Opzione 0: nessuna
azione a livello dell'UE. L'UE smette di erogare sostegno
finanziario mediante uno strumento specifico per i paesi del vicinato.
·                        
Opzione 1: nessun
cambiamento. La cooperazione con i paesi in questione rimane strettamente
circoscritta al regolamento ENPI vigente.
·                        
Opzione 2: adattamento
della struttura attuale. La futura proposta legislativa si baserà
sull'attuale regolamento ENPI, con una serie di modifiche sostanziali per tener
conto del nuovo contesto strategico e degli obiettivi specifici. Questa opzione
comporta una serie di sub-opzioni riguardanti: il principio di
differenziazione, il processo di programmazione, il campo di applicazione dello
strumento e la coerenza tra politica e assistenza, le norme sulla cooperazione
transfrontaliera, le disposizioni di esecuzione, segnatamente per consentire
una maggiore flessibilità, i collegamenti con le politiche e gli strumenti
interni e la portata geografica dell'ENI.
·                        
Opzione 3: presentazione
di uno strumento completamente nuovo, con una portata geografica modificata
e incentrato su obiettivi più ampi o diversi rispetto a quelli della PEV. 
Per quanto riguarda la probabile incidenza
economica, sociale, ambientale e di altro genere di ciascuna opzione, è stato
riconosciuto che:
·                        
un'interruzione dell'azione dell'UE (opzione 0)
determinerebbe una notevole riduzione, anche in termini di sostenibilità, dei
risultati ottenuti finora e avrebbe ripercussioni negative sulle relazioni
complessive dell'UE con i partner PEV;
·                        
il mantenimento dello strumento attuale senza
alcuna modifica (opzione 1) avrebbe una serie di effetti economici, sociali e
ambientali positivi nei paesi partner;
·                        
la modifica dello strumento (opzione 2)
accentuerebbe gli effetti economici, sociali e ambientali positivi ottenuti con
la struttura attuale e avrebbe un'incidenza ancora più positiva sulla
governance, in particolare grazie all'applicazione del principio “more for
more”; 
·                        
la presentazione di uno strumento completamente
nuovo (opzione 3) avrebbe effetti negativi, specialmente in termini di coerenza
dell'azione dell'UE con gli obiettivi della PEV, e minerebbe la credibilità
dell'UE nella regione.
In base all'analisi e alla ponderazione delle
diverse incidenze (globale, economica, sociale e ambientale), le opzioni 0 e 3
sono state respinte perché giudicate non attuabili e non in grado di produrre
effetti positivi e di contribuire al conseguimento degli obiettivi della PEV.
L'opzione 2 è maggiormente in grado di produrre effetti positivi e di adeguare
l'attuale quadro di cooperazione in funzione del nuovo contesto strategico,
degli obiettivi della PEV, dei problemi individuati dalle valutazioni e
dell'esperienza acquisita. L'opzione 1 sarebbe un'opzione di ripiego, che
permetterebbe di mantenere gli attuali effetti positivi senza però contribuire
a realizzare gli obiettivi della nuova PEV e ad affrontare le sfide e i
problemi specifici individuati relativamente alla struttura attuale. 
L’opzione privilegiata è quindi la numero 2.
3.           ASPETTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
L'articolo 8 del TUE fornisce l'impostazione
generale e la base della PEV. La base giuridica dello strumento di
finanziamento a sostegno della PEV, il futuro strumento europeo di vicinato, è
costituita dall'articolo 209, paragrafo 1[10],
e dall'articolo 212, paragrafo 2, del TFUE.
Sussidiarietà
In termini di sussidiarietà, l'azione a livello
di UE comporta un valore aggiunto fondamentale, legato a tutta una serie di
fattori:
·                        
nei paesi del vicinato in cui l'allineamento con le
norme, gli standard, gli orientamenti e le misure dell'UE è uno dei principali
obiettivi strategici, l'UE si trova nella posizione migliore per fornire
assistenza. Certe forme specifiche di sostegno, quali la promozione
dell'integrazione economica con il mercato interno dell'UE, l'accesso allo
spazio Schengen o la partecipazione ai programmi dell'UE, possono essere
fornite solo a livello di UE. L'UE è quindi il principale partner di
cooperazione per la maggior parte dei paesi PEV, un ruolo ampiamente
riconosciuto dagli Stati membri, dalle istituzioni finanziarie internazionali e
dagli altri donatori. Aiutare i vicini dell'UE ad allinearsi con le politiche,
le norme e gli standard dell'Unione è di fondamentale importanza per promuovere
la riforme nei paesi partner PEV. 
·                        
Solo l'UE, i cui 27 Stati membri operano
nell'ambito di politiche e strategie comuni, ha il peso critico necessario per
rispondere alle sfide globali. L'azione a livello nazionale può essere limitata
e frammentata, poiché spesso i progetti sono di portata troppo limitata per
poter avere un impatto sostenibile. La razionalizzazione dell'operato degli
Stati membri attraverso l'UE rende più coordinata ed efficace l'azione
dell'Unione. 
·                        
In questo periodo di restrizioni di bilancio, in
cui diversi Stati membri hanno scelto di abbandonare interi settori di
cooperazione e di ritirare il sostegno fornito a determinati paesi, l'UE può
contribuire attivamente alla promozione della democrazia, della pace, della
stabilità e della prosperità e alla riduzione della povertà nei paesi del
vicinato. In tale contesto, è sempre più giustificato, su un piano puramente
economico, convogliare gli aiuti a livello di UE per ottenere risultati
concreti e significativi. Lavorare con l'UE è anche meno oneroso, in quanto i
costi amministrativi sono meno elevati dei costi amministrativi medi dei
principali donatori di aiuti bilaterali.
4.           IMPLICAZIONI PER IL BILANCIO
Il livello dei finanziamenti del bilancio UE
destinati al nuovo ENI deve riflettere adeguatamente le ambizioni della
politica europea di vicinato riveduta. 
La comunicazione della Commissione europea del
29 giugno 2011 dal titolo "Un bilancio per la strategia Europa 2020”
propone quindi di stanziare per l'ENI un importo di
18 182 300 000 euro (prezzi correnti) per il periodo 2014-2020. 
Affinché la loro prevedibilità sia garantita,
i finanziamenti per le attività nel campo dell'istruzione superiore svolte nei
paesi terzi nell'ambito del programma "Erasmus per tutti" saranno
resi disponibili, in linea con gli obiettivi dell'azione esterna dell'UE,
tramite 2 assegnazioni pluriennali destinate rispettivamente ai primi 4 anni e
ai 3 anni rimanenti. Questi finanziamenti figureranno nella programmazione
indicativa pluriennale dell'ENI, in linea con le esigenze e priorità
individuate dei paesi in questione. Le assegnazioni possono essere rivedute in
caso di circostanze significative e impreviste o di importanti cambiamenti
politici, in linea con le priorità esterne dell'UE. Le disposizioni del
regolamento (UE) n. [--] del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce
il programma "Erasmus per tutti"[11]
si applicheranno all'uso di questi fondi.
Nella scheda finanziaria legislativa separata
dell'ENI figura una stima dettagliata dell'incidenza finanziaria della
proposta.
5.           ELEMENTI PRINCIPALI
Spiegazione dettagliata delle disposizioni
specifiche della proposta
Di seguito vengono indicati i principali
elementi della proposta (rispetto alla struttura attuale) e la relativa giustificazione:
·                        
applicare i principi “more for more” e della
responsabilità reciproca in linea con la nuova concezione della PEV, segnatamente attraverso disposizioni specifiche sulla
differenziazione delle assegnazioni finanziarie e sul processo di
programmazione, a seconda delle esigenze;
·                        
ovviare alla complessità e alla lunghezza del
processo di programmazione rendendolo più razionale,
più breve e più mirato, specialmente per i partner PEV che hanno concordato
priorità strategiche con l'UE nei piani d'azione o in documenti equivalenti;
·                        
razionalizzare il campo di applicazione dello
strumento cercando di conciliarne la flessibilità con
la centralità riservata agli obiettivi strategici e ai principali settori della
cooperazione;
·                        
adeguare le disposizioni sull'esecuzione e migliorare la coerenza tra gli strumenti esterni;
·                        
migliorare le disposizioni sulla cooperazione
transfrontaliera per agevolare un'attuazione efficace
e rapida dei programmi;
·                        
rafforzare i collegamenti con gli strumenti e le
politiche interni dell'UE, anche attraverso una
cooperazione più intensa con la Commissione nella fase di programmazione e, ove
pertinente, la promozione di meccanismi che consentano di combinare i fondi
provenienti dalle rubriche interne e esterne del bilancio UE; 
·                        
tener conto delle mutate relazioni con la Russia modificando le disposizioni sull'ammissibilità della Russia ai
finanziamenti ENI onde rifletterne lo status specifico di vicino e partner
strategico dell'UE.
Semplificazione
La proposta relativa all'ENI contiene
disposizioni volte a semplificare diversi aspetti dello strumento. Il campo di
applicazione dello strumento è stato razionalizzato riducendo i 29 settori
tematici che figurano nell'attuale regolamento ENPI a sei obiettivi specifici.
È stato introdotto un nuovo strumento di programmazione semplificato (quadro di
sostegno unico) per la maggior parte dei paesi vicini. Questo nuovo documento
di programmazione sarà più breve dei documenti di strategia e dei programmi
indicativi pluriennali, eviterà sovrapposizioni tra le informazioni contenute
nei documenti legislativi/politici su cui si basano le relazioni dell'UE con i
suoi vicini e dovrebbe contribuire ad abbreviare il processo di programmazione,
con una conseguente riduzione dei costi amministrativi. Il nuovo articolo, che
consente di combinare i fondi dell'ENI con quelli delle rubriche pertinenti del
bilancio UE mediante un'unica serie di norme applicabili alle misure
riguardanti, in particolare, i problemi della cooperazione transfrontaliera,
migliorerà considerevolmente l'efficienza e ridurrà i costi amministrativi
connessi all'attuazione di queste misure.
In questo nuovo regolamento, così come in
altri programmi che rientrano nel quadro finanziario pluriennale (QFP), la
Commissione considera prioritario semplificare il quadro normativo e agevolare
l'accesso all'assistenza dell'UE per i paesi e le regioni partner, le
organizzazioni della società civile, le PMI ecc., purché perseguano gli
obiettivi del regolamento stesso.
Ai fini dell'esecuzione del nuovo regolamento
ENI, la semplificazione e la maggiore flessibilità delle procedure dovrebbero
permettere di accelerare l'adozione delle misure di esecuzione e l'erogazione
dell'assistenza dell'UE, in particolare in situazioni di crisi, di minacce per
la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali o
di catastrofi naturali o causate dall'uomo. La revisione del regolamento
finanziario, che contiene disposizioni particolarmente sostanziali sull'azione
esterna, contribuirà inoltre a facilitare la partecipazione delle organizzazioni
della società civile e delle piccole imprese al finanziamento dei programmi, ad
esempio attraverso la semplificazione delle regole, la riduzione dei costi di
partecipazione e l'accelerazione delle procedure di aggiudicazione. La
Commissione intende attuare il presente regolamento avvalendosi delle nuove
procedure flessibili previste dal nuovo regolamento finanziario.
Sarà garantita un'ulteriore semplificazione
mediante l'elaborazione di un regolamento quadro orizzontale comprendente tutte
le disposizioni generali e ricorrenti, a garanzia di una maggiore coerenza tra
gli strumenti di azione esterna.
2011/0405 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
che istituisce uno strumento europeo di
vicinato
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 209, paragrafo 1, e
l'articolo 212, paragrafo 2, 
vista la proposta della Commissione, 
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[12], 
visto il parere del Comitato delle regioni[13], 
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
Il presente regolamento costituisce uno degli strumenti
di sostegno diretto alle politiche esterne dell'Unione europea. Esso sostituisce
il regolamento (CE) n. 1638/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 24 ottobre 2006, recante disposizioni generali che istituiscono uno
strumento europeo di vicinato e partenariato[14],
che scade il 31 dicembre 2013.
(2)              
A norma dell'articolo 8 del trattato sull'Unione
europea, l'Unione sviluppa con i paesi limitrofi relazioni privilegiate al fine
di creare uno spazio di prosperità e buon vicinato fondato sui valori
dell'Unione e caratterizzato da relazioni strette e pacifiche basate sulla
cooperazione.
(3)              
L'Unione si adopera per promuovere, sviluppare e
consolidare i valori di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani e delle
libertà fondamentali, i principi di uguaglianza e lo Stato di diritto, su cui essa
si basa, attraverso il dialogo e la cooperazione con i paesi terzi.
(4)              
Da quando è stata varata, la politica europea di
vicinato ha notevolmente consolidato le relazioni con i paesi partner
procurando vantaggi tangibili a questi e all'Unione.
(5)              
Nell'ambito della politica europea di vicinato,
l'UE offre ai paesi limitrofi relazioni privilegiate basate su un impegno reciproco
nei confronti di valori quali la democrazia e i diritti umani, lo Stato di
diritto, il buon governo e i principi dell’economia di mercato e dello sviluppo
sostenibile nonché sulla promozione di questi valori e principi.
(6)              
La cooperazione regionale nel vicinato dell'Unione
europea è guidata da due iniziative politiche principali: il partenariato orientale
tra l'Unione e i suoi vicini orientali e l'Unione per il Mediterraneo tra
l'Unione e i suoi vicini del Mediterraneo meridionale, due quadri strategici
importanti per l'approfondimento delle relazioni con e fra i paesi partner in
base ai principi della titolarità e della responsabilità condivisa.
(7)              
Dopo il varo della politica europea di vicinato e
l'istituzione dello strumento europeo di vicinato e partenariato si sono
verificati diversi sviluppi significativi, tra cui l'approfondimento delle
relazioni con i partner, l'introduzione di iniziative regionali e i processi di
transizione democratica nella regione, che hanno modificato nel 2011 la visione
della politica europea di vicinato a seguito del suo riesame strategico
globale. La nuova politica specifica gli obiettivi principali della
cooperazione dell'Unione con i paesi del vicinato e fornisce maggiore sostegno
ai partner impegnati a costruire società democratiche e ad attuare riforme,
secondo i principi "more for more" (maggiori aiuti a fronte di un maggiore
impegno) e "responsabilità reciproca". 
(8)              
Il sostegno erogato a titolo del presente strumento
e del Fondo europeo di sviluppo regionale dovrebbe essere previsto nei
programmi di cooperazione transfrontaliera tra paesi partner e Stati membri
lungo i confini esterni dell'Unione europea onde promuovere uno sviluppo
regionale integrato e sostenibile tra le regioni frontaliere limitrofe e
un'integrazione territoriale armoniosa in tutta l'Unione e con i paesi vicini.
(9)              
È inoltre importante incentivare e facilitare una
cooperazione vantaggiosa sia per l'Unione che per i suoi partner combinando, in
particolare, i contributi degli strumenti interni ed esterni del bilancio
dell'Unione, segnatamente per i progetti infrastrutturali di cooperazione
transfrontaliera che rivestono un interesse per l'Unione e che interessano i
paesi del vicinato e altri ambiti di cooperazione.
(10)          
Le regioni frontaliere situate nei paesi dello
Spazio economico europeo (SEE) e le regioni della Federazione russa che
partecipano attualmente ai programmi di cooperazione transfrontaliera
dovrebbero poter continuare a farlo. È altrettanto importante che anche le
regioni pertinenti situate nei paesi beneficiari dello strumento di assistenza
preadesione possano partecipare alla cooperazione transfrontaliera. La
partecipazione dei paesi dello Spazio economico europeo ai programmi di
cooperazione transfrontaliera dovrebbe continuare ad essere finanziata dalle
loro risorse proprie. 
(11)          
Ci si aspetta dagli Stati membri dell'UE e dai
paesi partner che partecipano alla cooperazione transfrontaliera un
cofinanziamento nazionale atto a rafforzare la titolarità del paese, aumentare
le risorse finanziarie a disposizione dei programmi e agevolare la
partecipazione dei soggetti locali. 
(12)          
La cooperazione transfrontaliera contribuirà, ove
opportuno, all'attuazione delle strategie macroregionali attuali e future.
(13)          
Il sostegno fornito ai paesi vicini in via di
sviluppo nell'ambito della politica europea di vicinato deve essere coerente
con gli obiettivi e i principi delle politiche esterne dell'Unione, e in
particolare della sua politica di sviluppo, compresa la dichiarazione congiunta
sulla politica europea di sviluppo "Il consenso europeo" adottata il
22 dicembre 2005 dal Consiglio e dai rappresentanti dei governi degli Stati
membri riuniti in sede di Consiglio, dal Parlamento europeo e dalla
Commissione.
(14)          
La strategia comune UE-Africa è pertinente per le
relazioni con i vicini mediterranei del Nordafrica.
(15)          
L'Unione e i suoi Stati membri devono migliorare la
coerenza e la complementarità delle rispettive politiche di cooperazione con i
paesi vicini. Per garantire che la cooperazione dell'Unione e quella degli
Stati membri si completino e si rafforzino a vicenda, occorre prevedere una
programmazione congiunta a cui ricorrere ogniqualvolta ciò sia possibile e
opportuno.
(16)          
In linea di massima, il sostegno fornito
dall'Unione a norma del presente regolamento deve essere allineato alle
strategie e misure nazionali, regionali o locali corrispondenti dei paesi
partner. 
(17)          
Nei paesi del vicinato in cui l'allineamento con le
norme e gli standard dell'Unione è uno dei principali obiettivi strategici,
l'Unione è nella posizione migliore per fornire tale sostegno. Certe forme
specifiche di sostegno possono essere fornite solo a livello dell'Unione. 
(18)          
Inoltre, poiché gli obiettivi del presente
regolamento, vale a dire dare maggiore impulso alla cooperazione politica e
all’integrazione economica progressiva tra l’Unione europea e i suoi vicini,
non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e
possono dunque, a causa delle dimensioni dell’azione, essere realizzati meglio
a livello dell'Unione, l'UE può intervenire in base al principio di
sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si
limita a quanto è necessario per conseguire tali scopi in ottemperanza al
principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(19)          
Il volume dei finanziamenti necessari per il
sostegno esterno dell'Unione europea è in aumento, ma la situazione economica e
di bilancio dell'Unione limita le risorse disponibili a tal fine. La
Commissione deve quindi cercare di utilizzare al meglio le risorse disponibili
avvalendosi degli strumenti finanziari con un effetto leva, effetto che
potrebbe essere amplificato consentendo di (ri)utilizzare i fondi investiti e
generati dagli strumenti finanziari.
(20)          
La lotta ai cambiamenti climatici è una delle
principali sfide che si pongono all'Unione e che richiedono un'azione urgente a
livello internazionale. Il presente regolamento deve contribuire all'obiettivo,
annunciato nella comunicazione della Commissione sul QFP del giugno 2011, di
aumentare di almeno il 20% la quota del bilancio dell'Unione destinata ai
cambiamenti climatici.
(21)          
La parità di genere e la lotta alle discriminazioni
devono essere un obiettivo trasversale di tutte le azioni intraprese a norma
del presente regolamento. 
(22)          
L'Unione si è impegnata a promuovere, nelle
relazioni con i suoi partner su scala mondiale, il lavoro dignitoso nonché la
ratifica e l'effettiva applicazione delle norme sul lavoro internazionalmente
riconosciute e degli accordi ambientali multilaterali.
(23)          
Gli interessi finanziari dell'Unione europea devono
essere tutelati durante l'intero ciclo di spesa attraverso misure
proporzionate, ivi comprese la prevenzione, l'individuazione e l'investigazione
degli illeciti, il recupero dei fondi perduti, indebitamente versati o non
correttamente utilizzati e, se del caso, sanzioni. Queste misure saranno attuate
in conformità degli accordi applicabili conclusi con le organizzazioni
internazionali e i paesi terzi.
(24)          
Per armonizzare la terminologia con quella della
Cooperazione territoriale europea, i documenti di esecuzione dei programmi di
cooperazione transfrontaliera dovrebbero essere chiamati programmi operativi
comuni. 
(25)          
Affinché il presente regolamento possa riflettere
tempestivamente i risultati delle decisioni politiche adottate dal Consiglio,
dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti
conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea per l'aggiornamento dell'elenco dei paesi beneficiari allegato al
presente regolamento.
(26)          
Fermo restando che il regolamento (UE) n. …/… del
Parlamento europeo e del Consiglio del ..[15]..
(di seguito "il regolamento di esecuzione comune") stabilisce norme e
procedure comuni per l'attuazione degli strumenti di azione esterna
dell'Unione, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare
atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea per l'adozione delle misure di esecuzione specifiche necessarie per i
meccanismi della cooperazione transfrontaliera istituiti al titolo III del
presente regolamento. È di particolare importanza che durante i lavori
preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche presso esperti.
Nel contesto della preparazione e della stesura degli atti delegati, occorre
che la Commissione garantisca inoltre una trasmissione simultanea, tempestiva e
adeguata dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.
(27)          
Allo scopo di assicurare condizioni uniformi per
l'attuazione del presente regolamento devono essere conferite alla Commissione
competenze di esecuzione.
(28)          
Le competenze di esecuzione connesse all'articolo
7, paragrafi 1, 2 e 3, e all'articolo 9, paragrafo 1, devono essere esercitate
conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali
relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell’esercizio
delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione[16]. Vista la natura di questi
atti di esecuzione, in particolare la loro natura di orientamento politico o le
loro implicazioni finanziarie, per la loro adozione deve essere utilizzata, in linea
di massima, la procedura di esame, fatta eccezione per le misure di entità
finanziaria limitata.
(29)          
L'organizzazione e il funzionamento del servizio
europeo per l'azione esterna sono descritti nella decisione 2010/427/UE del
Consiglio,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Titolo I. OBIETTIVI E PRINCIPI
Articolo 1
Obiettivo generale e campo di applicazione
1.                      
L'Unione mira a creare uno spazio di prosperità e
buon vicinato tra l’Unione europea e i paesi ed i territori di cui all’allegato
del presente regolamento (di seguito "i paesi partner") sviluppando
relazioni privilegiate.
2.                      
Il sostegno fornito dall'Unione a norma del
presente regolamento è utilizzato a beneficio dei paesi partner e può essere
utilizzato anche a beneficio comune dell'UE e dei paesi partner.
3.                      
I finanziamenti dell'Unione possono essere
utilizzati per consentire alla Federazione russa di partecipare alla
cooperazione transfrontaliera e ai pertinenti programmi multinazionali, per
tener conto dello status specifico della Federazione russa quale vicino
dell'Unione e partner strategico nella regione.
Articolo 2
Obiettivi specifici del sostegno dell'Unione
1.                      
Il sostegno concesso a norma del presente
regolamento mira a promuovere una più intensa cooperazione politica e la
progressiva integrazione economica tra l'Unione e i paesi partner e, in
particolare, l'attuazione di accordi di partenariato e di cooperazione, di
accordi di associazione o di altri accordi già esistenti o futuri e di piani
d'azione congiunti.
2.                      
Il sostegno dell'Unione deve mirare in particolare
a:
(a)         
promuovere i diritti umani e le libertà
fondamentali, lo Stato di diritto, i principi di uguaglianza, la costruzione di
una democrazia radicata e sostenibile, il buon governo e lo sviluppo di una
società civile dinamica, comprendente le parti sociali;

(b)         
garantire la progressiva integrazione nel mercato
interno dell'Unione e una più intensa cooperazione settoriale e
transsettoriale, anche attraverso il ravvicinamento legislativo e la
convergenza normativa con gli standard dell'Unione e gli altri standard
internazionali pertinenti, il relativo sviluppo istituzionale e gli
investimenti, specialmente nelle interconnessioni;
(c)         
creare i presupposti per una gestione efficace
della mobilità delle persone e la promozione dei contatti interpersonali;
(d)         
favorire tutti gli aspetti dello sviluppo
sostenibile e inclusivo e la riduzione della povertà, anche attraverso lo
sviluppo del settore privato; promuovere la coesione economica, sociale e
territoriale interna, lo sviluppo rurale, l'azione per il clima e la resilienza
alle catastrofi;
(e)         
promuovere le misure per la creazione di fiducia ed
le altre misure a favore della sicurezza e della prevenzione/risoluzione dei
conflitti;
(f)           
intensificare la cooperazione a livello
subregionale, regionale e di vicinato e la cooperazione transfrontaliera.
3.                      
Per valutare il conseguimento di questi obiettivi
si utilizzeranno in particolare le relazioni periodiche dell'UE sull'attuazione
della politica e, per il paragrafo 2, lettere a, d) e e), gli indicatori
pertinenti stabiliti dalle organizzazioni internazionali e da altri organismi
competenti; per il paragrafo 2, lettere b), c) e d), l'adozione del quadro
normativo dell'UE da parte dei paesi partner, ove pertinente; per il paragrafo
2, lettere c) e f), il numero degli accordi e delle azioni di cooperazione
pertinenti. Gli indicatori comprenderanno, fra l'altro, elezioni democratiche
adeguatamente monitorate, livello di corruzione, flussi commerciali e
indicatori per misurare le disparità economiche interne, compresi i tassi di
occupazione.
4.                      
Il sostegno dell'Unione può essere utilizzato anche
in altri settori quando ciò sia coerente con gli obiettivi generali della
politica europea di vicinato.
Articolo 3
Quadro strategico
1.                      
Gli accordi di partenariato e di cooperazione, gli
accordi di associazione e gli altri accordi esistenti o futuri che instaurano
relazioni con i paesi partner, nonché le pertinenti comunicazioni, conclusioni
del Consiglio e risoluzioni del Parlamento europeo e le pertinenti conclusioni
delle riunioni ministeriali con i paesi partner costituiscono il quadro
strategico generale ai fini della programmazione e dell'attuazione del sostegno
fornito dall'UE a norma del presente regolamento.
2.                      
I piani d’azione
definiti di comune accordo o altri documenti equivalenti tra i paesi partner e
l'Unione costituiscono un elemento di riferimento essenziale per individuare le
priorità del sostegno dell'Unione.
3.                      
Laddove tra l'Unione europea e i paesi partner non
esistano gli accordi di cui al paragrafo 1, il sostegno dell'Unione può essere
fornito qualora risulti utile per perseguire gli obiettivi delle politiche
dell'Unione europea e viene programmato in base a tali obiettivi, tenendo conto
delle esigenze del paese interessato.
Articolo 4
Differenziazione, partenariati e cofinanziamenti
1.                      
La forma e l'entità del sostegno fornito
dall'Unione a ciascun paese partner a norma del presente regolamento
differiscono a seconda dell'impegno del paese partner nei confronti delle
riforme e dei suoi progressi nell'attuazione delle riforme stesse. Questa differenziazione
tiene conto del grado di ambizione del partenariato del paese con l'Unione, dei
suoi progressi nella costruzione di una democrazia radicata e sostenibile e
nella realizzazione degli obiettivi concordati in materia di riforme, delle
esigenze e capacità del paese e dell'impatto potenziale del sostegno
dell'Unione.
2.                      
In linea di massima,
il sostegno fornito dall'Unione a norma del presente regolamento è definito in
partenariato con i beneficiari. Il partenariato coinvolge, ove opportuno,
autorità nazionali, regionali e locali, enti regionali e locali, altre parti
interessate, la società civile, le parti sociali e altri soggetti non statali
nella preparazione, nell'attuazione e nel monitoraggio del sostegno
dell'Unione.
3.                      
Il sostegno fornito
dall'Unione nell'ambito del presente regolamento è cofinanziato, di regola, dai
paesi partner tramite fondi pubblici, contributi provenienti dai beneficiari o
altre fonti. Lo stesso principio si applica alla cooperazione con la
Federazione russa, segnatamente per i programmi di cui all'articolo 6,
paragrafo 1, lettera c). Si può derogare al requisito relativo al
cofinanziamento in casi debitamente giustificati e ove ciò sia necessario a
sostenere lo sviluppo della società civile e dei soggetti non statali, fatte
salve le altre condizioni fissate nel regolamento finanziario.
Articolo 5
Coerenza e coordinamento dei donatori
1.                      
Nell'attuazione del presente regolamento è
garantita la coerenza con gli altri ambiti dell'azione esterna dell'Unione e
con le altre sue politiche pertinenti. A tal fine, le misure finanziate ai
sensi del presente regolamento, comprese quelle gestite dalla Banca europea per
gli investimenti (BEI), si basano sui documenti strategici sulla cooperazione
di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, nonché sugli interessi, sulle priorità
politiche e sulle strategie specifiche dell'Unione. Tali misure rispettano gli impegni assunti a norma degli accordi
multilaterali e delle convenzioni internazionali di cui l'Unione e i paesi
partner fanno parte.
2.                      
La Commissione, gli
Stati membri e la Banca europea per gli investimenti (BEI) garantiscono la
coerenza tra il sostegno fornito a norma del presente regolamento e le altre
forme di sostegno fornite dall'Unione, dagli Stati membri e dalla Banca europea
per gli investimenti.
3.                      
L'Unione e gli Stati
membri coordinano i rispettivi programmi di sostegno nell’intento di rendere
più efficace ed efficiente l'erogazione del sostegno e il dialogo politico
conformemente ai principi stabiliti per il rafforzamento del coordinamento
operativo nell'ambito dell'assistenza esterna e per l'armonizzazione delle
strategie e procedure. Detto coordinamento comporta consultazioni regolari e
scambi frequenti di informazioni pertinenti durante le diverse fasi del ciclo
di assistenza, soprattutto sul campo, e può portare a una programmazione
congiunta, a una cooperazione delegata e/o a sistemi di trasferimento. 
4.                      
Di concerto con gli Stati membri, l'Unione adotta
le misure necessarie a garantire un livello adeguato di coordinamento e di
cooperazione con le organizzazioni e gli organismi multilaterali e regionali,
comprese le istituzioni finanziarie europee, le istituzioni finanziarie
internazionali, le agenzie, i fondi e i programmi delle Nazioni Unite, le
fondazioni private e politiche e i donatori non dell'UE.            

Titolo II. PROGRAMMAZIONE INDICATIVA E
ALLOCAZIONE DEI FONDI
Articolo 6
Tipi di programmi
1.                      
Ai sensi del presente regolamento, il sostegno
dell'Unione viene programmata attraverso:
(a)     programmi
bilaterali a sostegno di un unico paese partner;
b)      programmi multinazionali che affrontino
sfide comuni a tutti i paesi partner o ad alcuni di essi e cooperazione
regionale e subregionale tra due o più paesi partner, in cui può rientrare
anche la cooperazione con la Federazione russa;
c)      programmi di cooperazione
transfrontaliera tra uno o più Stati membri, da una parte, e uno o più paesi
partner e/o la Federazione russa, dall'altra, attuati lungo la loro parte
condivisa della frontiera esterna dell'UE.
2.                      
Il sostegno dell'Unione a norma del presente
regolamento viene fornito in conformità del regolamento di esecuzione comune. 
Articolo 7
Programmazione e assegnazione indicativa dei fondi per paese e programmi
indicativi multinazionali
1.                      
Per i paesi in cui i documenti di cui all'articolo
3, paragrafo 2, esistono, viene adottato un quadro di sostegno unico
pluriennale secondo la procedura di esame di cui all'articolo 15, paragrafo 3,
del regolamento di esecuzione comune. Il quadro di sostegno unico esamina i
progressi compiuti in relazione al quadro strategico ed elenca le priorità del
sostegno dell'Unione, selezionandole prevalentemente fra quelle indicate nei
documenti di cui all'articolo 3, paragrafo 2, e nelle strategie/nei piani dei
paesi partner e per cui le valutazioni periodiche dell'Unione hanno evidenziato
la necessità di un sostegno. Il quadro di sostegno unico stabilisce anche
l'entità indicativa dei finanziamenti. La durata del quadro di sostegno unico
corrisponde alla durata del documento pertinente di cui all'articolo 3,
paragrafo 2.
2.                      
Per i paesi in cui i documenti di cui all'articolo
3, paragrafo 2, non esistono, viene adottato, secondo la procedura di esame di
cui all'articolo 15, paragrafo 3, del regolamento di esecuzione comune, un
documento di programmazione globale comprendente una strategia e un programma
indicativo pluriennale. Questo documento definisce la strategia di risposta
dell'Unione in base a un'analisi della situazione del paese interessato e alle
sue relazioni con l'Unione, alle strategie/ai piani del paese partner, alle
priorità del sostegno dell'Unione e all'entità indicativa dei finanziamenti
ripartita per priorità. Il documento ha una durata pluriennale appropriata.
3.                      
Per i programmi multinazionali viene adottato,
secondo la procedura di esame di cui all'articolo 15, paragrafo 3, del regolamento
di esecuzione comune, un documento di programmazione globale comprendente una
strategia e un programma indicativo pluriennale. Il documento definisce le
priorità del sostegno dell'Unione alla regione o alla subregione e l'entità
indicativa dei finanziamenti ripartita per priorità. Il documento ha una durata
pluriennale appropriata.
4.                      
I documenti del quadro unico di sostegno di cui al
paragrafo 1 sono riesaminati all'occorrenza e possono essere riveduti secondo
la procedura di esame di cui all'articolo 15, paragrafo 3, del regolamento di esecuzione
comune. I documenti di programmazione di cui ai paragrafi 2 e 3 sono soggetti a
una revisione a medio termine od ogniqualvolta necessario, e potranno essere
rivisti secondo la stessa procedura.
5.                      
Le assegnazioni finanziarie per i programmi
nazionali e multinazionali sono stabilite secondo criteri trasparenti e
obiettivi che riflettano il principio di differenziazione di cui all'articolo
4, paragrafo 1. 
6.                      
I finanziamenti erogati a norma del presente
regolamento possono essere associati a finanziamenti concessi in virtù di altri
regolamenti dell’Unione che istituiscono strumenti finanziari quando ciò sia
necessario per attuare in maniera più efficace misure vantaggiose per l'Unione
e per i paesi partner in settori quali la cooperazione transnazionale e le
interconnessioni. In tal caso la Commissione decide quale serie unica di norme
debba essere applicata per l'attuazione.
7.                      
Gli Stati membri e gli altri donatori che si sono
impegnati a programmare il loro sostegno di concerto con l'UE partecipano al
processo di programmazione. Ove opportuno, i documenti di programmazione
possono riguardare anche il loro contributo. 
8.                      
Nel caso in cui gli Stati membri e gli altri
donatori si siano impegnati a programmare il loro sostegno di concerto con
l'UE, un documento di programmazione pluriennale congiunto può sostituire il
quadro di sostegno unico di cui al paragrafo 1 e i documenti di programmazione
di cui ai paragrafi 2 e 3 purché soddisfi i requisiti indicati nelle suddette
disposizioni.
9.                      
Nel caso di crisi o minacce per la democrazia, lo
Stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali, o di catastrofi
naturali o causate dall'uomo, si può procedere ad una revisione ad hoc dei
documenti di programmazione. Questo riesame di emergenza garantisce che sia
mantenuta la coerenza tra il sostegno fornito dall'Unione a norma del presente
regolamento e quello fornito a titolo di altri strumenti finanziari. Un riesame
di emergenza può portare all'adozione di documenti di programmazione riveduti.
In questo caso, la Commissione trasmette, per informazione, i documenti di
programmazione riveduti al Parlamento europeo e al Consiglio entro un mese
dall'adozione.
Titolo III. COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA
Articolo 8
Ammissibilità geografica
1.                      
I programmi di cooperazione transfrontaliera di cui
all’articolo 6, paragrafo 1, lettera c), possono essere istituiti:
(a)         
per le frontiere terrestri, inglobando le unità
territoriali corrispondenti al livello NUTS 3 o equivalente situate lungo le
frontiere terrestri tra Stati membri e paesi partner, e/o la Federazione russa;
(b)         
per le frontiere marittime, inglobando le unità
territoriali corrispondenti al livello NUTS 3 o equivalente situate lungo le
frontiere marittime tra gli Stati membri e i paesi partner e/o la Federazione
russa, separate da un massimo di 150 km, fermi restando gli eventuali
adeguamenti necessari per garantire la coerenza e la continuità delle azioni di
cooperazione; 
(c)         
per un bacino marino, inglobando le unità
territoriali costiere corrispondenti al livello NUTS 2 o equivalente che si
affacciano su un bacino marino comune agli Stati membri e ai paesi partner e/o
alla Federazione russa.
2.                      
Al fine di assicurare la continuazione dei
programmi di cooperazione esistenti e in altri casi giustificabili, alle unità
territoriali confinanti con quelle di cui al paragrafo 1 può essere concesso di
partecipare ai programmi di cooperazione transfrontaliera.
3.                      
In casi debitamente giustificati, possono essere
inclusi centri sociali, economici o culturali importanti non confinanti con le
unità territoriali ammissibili, purché la loro partecipazione contribuisca al
raggiungimento degli obiettivi indicati nel documento di programmazione.
4.                      
Qualora i programmi siano istituiti a norma del
paragrafo 1, lettera b), la Commissione europea, di concerto con i partner, può
proporre che l'ammissibilità geografica venga estesa all'intera unità
territoriale di livello NUTS 2 nella cui area è situata l’unità territoriale di
livello NUTS 3.
Articolo 9
Programmazione e assegnazione dei fondi per la cooperazione transfrontaliera 
1.                      
Viene elaborato un documento di programmazione per
definire:
a)       gli obiettivi strategici della
cooperazione transfrontaliera;
b)       l'elenco dei programmi operativi
congiunti da porre in essere;
c)       la ripartizione indicativa delle risorse
tra i programmi relativi alle frontiere terrestri e marittime di cui
all'articolo 8, paragrafo 1, lettere a) e b), e i programmi per un bacino
marino di cui all'articolo 8, paragrafo 1, lettera c); 
d)       le assegnazioni indicative pluriennali
per ciascun programma operativo congiunto;
e)       le unità territoriali che possono
beneficiare di ciascun programma operativo congiunto e le regioni e i centri di
cui all'articolo 8, paragrafi 2, 3 e 4;
f)        un'assegnazione indicativa per
sostenere, ove opportuno, le azioni orizzontali di sviluppo delle capacità, la
creazione di reti e lo scambio di esperienze fra programmi; 
g)       i contributi ai programmi transnazionali
stabiliti a norma del regolamento (UE) n. [...] del Parlamento europeo e del
Consiglio del ....] recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo
europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale
europea[17],
a cui partecipano i paesi partner e/o la Federazione russa.
Il documento di programmazione copre un periodo di
sette anni ed è adottato dalla Commissione secondo la procedura di esame di cui
all'articolo 15, paragrafo 3, del regolamento di esecuzione comune. Detto
documento è soggetto a una revisione a medio termine, o ogniqualvolta
necessario, e può essere riesaminato secondo la procedura di cui all’articolo
suddetto.
2.                      
I programmi operativi congiunti sono cofinanziati
dal Fondo europeo di sviluppo regionale. L'importo complessivo del contributo
del Fondo europeo di sviluppo regionale è stabilito a norma dell'articolo 4,
paragrafo 4, del regolamento (UE) n. [...] del Parlamento europeo e del
Consiglio del [....] recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo
europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale
europea[18].
Le disposizioni del presente regolamento si applicano all'uso di tale
contributo. 
3.                      
Lo strumento di preadesione può cofinanziare i
programmi operativi congiunti a cui partecipano i paesi ammissibili nell'ambito
dello strumento stesso. Le disposizioni del presente regolamento si applicano
all'uso di tale cofinanziamento. 
4.                      
Le assegnazioni indicative dei fondi ai programmi
operativi congiunti si basano prevalentemente sulla popolazione delle aree
ammissibili. Al momento di stabilire le assegnazioni indicative possono
risultare necessari adeguamenti che riflettano la necessità di garantire un
equilibrio tra i contributi del Fondo europeo di sviluppo regionale e i
contributi provenienti dal bilancio del presente strumento, nonché altri
fattori che incidono sull'intensità della cooperazione quali le caratteristiche
specifiche delle zone frontaliere e la loro capacità di gestire e assorbire il
sostegno dell'Unione.
Articolo 10
Programmi operativi congiunti 
1.                      
La cooperazione transfrontaliera è attuata mediante
programmi operativi congiunti riguardanti la cooperazione relativa ad una
frontiera o a un gruppo di frontiere, i quali contemplano azioni pluriennali
volte al conseguimento di un insieme coerente di priorità e che possono essere
attuate tramite il sostegno dell'Unione. I programmi operativi congiunti si
basano sui documenti di programmazione di cui all’articolo 9 e contengono una
descrizione sintetica dei sistemi di gestione e di controllo riguardante gli
elementi di cui all'articolo 11, paragrafo 2, e all'articolo 12, paragrafo 2. 
2.                      
I programmi operativi congiunti per le frontiere
terrestri e marittime sono istituiti in relazione a ciascuna frontiera al
livello territoriale adeguato e includono unità territoriali ammissibili
appartenenti ad uno o più Stati membri e ad uno o più paesi partner e/o alla
Federazione russa.
3.                      
I programmi operativi congiunti per i bacini marini
hanno carattere multilaterale, sono istituiti al livello territoriale
appropriato e includono unità territoriali ammissibili che si affacciano su un
bacino marino comune condiviso da diversi paesi partecipanti, tra cui figurano
almeno uno Stato membro e un paese partner e/o la Federazione russa. Essi
possono includere attività bilaterali a sostegno della cooperazione tra uno
Stato membro e un paese partner e/o la Federazione russa.
4.                      
Entro un anno dall’approvazione dei documenti di
programmazione di cui all’articolo 9, i paesi partecipanti presentano insieme
proposte di programmi operativi congiunti alla Commissione. La Commissione
adotta ciascun programma operativo congiunto avendone prima verificata la
rispondenza al presente regolamento, al documento di programmazione e alle
norme di esecuzione.
5.                      
Le regioni situate in paesi diversi dai paesi
partner, dalla Federazione russa e dagli Stati membri che confinano con le
regioni ammissibili definite all'articolo 8, paragrafo 1, lettere a) e b), o si
affacciano su un bacino marino comune in cui è in fase di istituzione un
programma operativo congiunto possono rientrare in un programma operativo
congiunto e beneficiare del sostegno dell'Unione alle condizioni stabilite nel
documento di programmazione di cui all'articolo 9.
6.                      
La Commissione e i paesi partecipanti adottano le
misure necessarie per garantire che i programmi riguardanti bacini marini
istituiti a norma del presente regolamento e i programmi di cooperazione
transazionale istituiti a norma del regolamento (UE) n. [….] che hanno una
parziale sovrapposizione della copertura geografica siano del tutto
complementari e si rafforzino a vicenda. 
7.                      
I programmi operativi congiunti possono essere
riveduti su iniziativa dei paesi partecipanti o della Commissione per motivi
quali:
-        mutate priorità
della cooperazione, evoluzione socioeconomica, 
-        risultati
dell’attuazione delle misure in questione e del processo di monitoraggio e di
valutazione, 
-        necessità di
adeguare l’importo dei fondi disponibili e di riassegnare le risorse.
8.                      
Una volta adottati i
programmi operativi congiunti, la Commissione conclude una convenzione di
finanziamento con i paesi partner e/o la Federazione russa. La convenzione di
finanziamento include le disposizioni giuridiche necessarie per l’attuazione
del programma operativo congiunto e può essere firmata anche dagli altri paesi
partecipanti e dall'autorità di gestione di cui all'articolo 12, paragrafo 2,
lettera c). 
All'occorrenza viene concluso un memorandum
d'intesa tra i paesi partecipanti e l'autorità di gestione per definire le
competenze finanziarie specifiche dei paesi.
9.                      
Viene istituito un programma operativo congiunto
che coinvolga più di un paese partner se almeno un paese partner firma la
convenzione di finanziamento. Gli altri paesi partner interessati da un
programma istituito possono aderire al programma in qualsiasi momento firmando
la convenzione di finanziamento. 
10.                  
Se un paese partecipante si impegna a cofinanziare
un programma, il programma operativo congiunto precisa le modalità di
erogazione, utilizzazione e monitoraggio del cofinanziamento. La relativa convenzione di finanziamento viene
firmata da tutti i paesi partecipanti. 
11.                  
I programmi operativi congiunti possono prevedere
anche un contributo finanziario degli strumenti con cui potrebbero essere
combinate le sovvenzioni, nel rispetto delle norme di tali strumenti, purché
questo contribuisca alla realizzazione delle priorità dei programmi.
12.                  
Sulla base del principio di partenariato, i paesi
partecipanti selezionano insieme le azioni a cui è destinato il sostegno
dell'Unione in linea con le priorità e le misure del programma operativo
congiunto.
13.                  
In casi specifici e
debitamente giustificati, qualora:
a) problemi attinenti alle relazioni tra i paesi
partecipanti o tra l'Unione europea e un paese partner impediscano di
presentare un programma operativo congiunto;
o
b) entro il 30 giugno 2017 i paesi partecipanti
non abbiano ancora presentato alla Commissione un programma operativo
congiunto;
o
c) nessuno dei paesi partner che partecipano al
programma abbia firmato la relativa convenzione di finanziamento per la fine
dell'anno successivo all'adozione del programma, 
la Commissione, previe consultazioni con lo Stato
o gli Stati membri interessato/i, adotta le misure necessarie per consentire
allo Stato o agli Stati membri interessato/i di utilizzare il contributo del
Fondo europeo di sviluppo regionale al programma operativo congiunto a norma dell'articolo
4, paragrafi 7 e 8, del regolamento (UE) n. [...].
14.                  
Gli impegni di bilancio per le azioni o i programmi
di cooperazione transfrontaliera di durata superiore a un esercizio finanziario
possono essere ripartiti in quote annuali nell'arco di un periodo pluriennale.
Articolo 11
Gestione dei programmi operativi congiunti
1.                      
Di regola i programmi operativi congiunti sono
attuati in gestione concorrente con gli Stati membri. I paesi partecipanti
possono anche proporre per l'attuazione una gestione indiretta ad opera di
un'entità elencata nel regolamento finanziario e in conformità delle norme di
esecuzione di cui all'articolo 12, paragrafo 2.
2.                      
La Commissione accerta, sulla base delle
informazioni disponibili, che lo Stato membro, in caso di gestione concorrente,
o il paese partner/l'organizzazione internazionale, in caso di gestione
indiretta, abbiano predisposto e gestiscano sistemi di gestione e di controllo
conformi al regolamento finanziario, al presente regolamento e alle sue norme di
esecuzione di cui all'articolo 12, paragrafo 2.
Gli Stati membri, i paesi partner e le
organizzazioni internazionali interessate garantiscono il buon funzionamento
dei propri sistemi di gestione e di controllo, la legittimità e la regolarità
delle relative operazioni e il rispetto del principio di una sana gestione
finanziaria. Essi sono responsabili della gestione e del controllo dei
programmi.
La Commissione può chiedere a uno Stato membro o
al paese partner o all'organizzazione internazionale interessata di esaminare
un reclamo ricevuto in merito alla selezione o all'attuazione di operazioni
sostenute a norma del presente titolo o al funzionamento del sistema di
gestione e di controllo.
3.                      
Per consentire una preparazione adeguata
dell'attuazione dei programmi operativi congiunti, le spese sostenute dopo la
presentazione dei programmi operativi congiunti alla Commissione non sono
ammissibili prima del 1° gennaio 2014.
4.                      
Laddove l'ammissibilità sia limitata a norma
dell'articolo 8, paragrafo 7, del regolamento di esecuzione comune, l'entità di
cui al paragrafo 1, che può pubblicare inviti a presentare proposte e bandi di
gara, ha il diritto di considerare ammissibili gli offerenti, i richiedenti e i
candidati di paesi non ammissibili o i beni di origine non ammissibile, in
conformità dell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento di esecuzione comune.
Articolo 12
Norme per l'attuazione della cooperazione transfrontaliera
1.                      
Le norme di esecuzione recanti disposizioni
specifiche per l’attuazione del presente titolo sono adottate mediante un atto
delegato in conformità dell'articolo 14. 
2.                      
Le norme di
esecuzione comprendono disposizioni sui seguenti aspetti:
(a)         
tasso e metodi di cofinanziamento; 
(b)         
preparazione, modifica e chiusura dei programmi
operativi congiunti;
(c)         
ruolo e funzione delle strutture dei programmi:
comitato di monitoraggio congiunto, autorità di gestione e suo segretariato
tecnico congiunto, comitati di selezione congiunti, compresa la loro
identificazione e responsabilità permanente ed effettiva, descrizione dei
sistemi di gestione e controllo e condizioni relative alla gestione tecnica e
finanziaria del sostegno dell'Unione, compresa l'ammissibilità della spesa;
(d)         
procedure di recupero; monitoraggio e valutazione; 
(e)         
attività di visibilità e di informazione;
(f)           
gestione concorrente e indiretta di cui
all'articolo 6, paragrafo 2, del regolamento di esecuzione comune. 

Titolo IV. DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 13
Aggiornamento dell'allegato
L'elenco dei paesi beneficiari che figura
nell'allegato del presente regolamento può essere aggiornato in funzione delle
decisioni politiche del Consiglio sul campo di applicazione della politica di
vicinato. Le modifiche dell'allegato sono adottate mediante un atto delegato in
conformità dell'articolo 14.
Articolo 14
Esercizio della delega
1.                      
La delega di potere di cui agli articoli 12 e 13 è
conferita per il periodo di validità del presente regolamento.
2.                      
La delega di potere può essere revocata in
qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di
revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della
decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione
nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi
specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
3.                      
Non appena adotta un atto delegato, la Commissione
ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.
4.                      
L'atto delegato adottato entra in vigore solo se né
il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine
di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della
scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno
informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è
prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio. 
Articolo 15
Comitato
La Commissione è assistita dal comitato dello
strumento europeo di vicinato, che è un comitato ai sensi del regolamento (UE)
n. 182/2011.
Articolo 16 
Partecipazione di un paese terzo non riportato nell'allegato
1.                      
In circostanze debitamente giustificate e per
garantire la coerenza e l'efficacia dei finanziamenti dell'Unione o per
promuovere la cooperazione regionale o transregionale, la Commissione può
decidere di estendere l'ammissibilità delle azioni a paesi, territori e regioni
che altrimenti non sarebbero ammissibili ai finanziamenti. Fatte salve le
disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 1, il regolamento di esecuzione comune,
le persone fisiche e giuridiche dei paesi, dei territori e delle regioni
interessati possono partecipare alle procedure di attuazione delle azioni. 
2.                      
Questa possibilità può essere prevista nei
documenti di programmazione di cui all'articolo 7.
Articolo 17
Sospensione
del sostegno dell'Unione
Fatte salve le disposizioni in materia di
sospensione degli aiuti di cui agli accordi di partenariato e di cooperazione e
agli accordi di associazione con i paesi e le regioni partner, in caso di
mancata osservanza da parte di un paese partner dei principi di democrazia,
Stato di diritto e rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali,
l'Unione invita il paese partner a tenere consultazioni onde trovare una
soluzione accettabile per entrambe le parti, fatta eccezione per i casi
particolarmente urgenti. Se dalle consultazioni con il paese in questione non
scaturisce una soluzione accettabile per entrambe le parti, se le consultazioni
vengono rifiutate o nei casi particolarmente urgenti, il Consiglio può adottare
le misure necessarie a norma dell'articolo 215, paragrafo 1, del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea, compresa la sospensione totale o parziale
del sostegno dell'Unione.
Articolo 18
Importo finanziario di riferimento
1.                      
La dotazione finanziaria disponibile per
l’attuazione del presente regolamento nel periodo 2014-2020 ammonta a 18 182
300 000 euro (prezzi correnti). Fino al 5% della dotazione finanziaria è
assegnato ai programmi di cooperazione transfrontaliera di cui all'articolo 6,
paragrafo 1, lettera c).
2.                      
Gli stanziamenti annuali sono autorizzati
dall’autorità di bilancio entro i limiti del quadro finanziario.
3.                      
Come specificato all'articolo 13, paragrafo 2, del
regolamento "Erasmus per tutti", nell'intento di promuovere la
dimensione internazionale dell'istruzione superiore, un importo indicativo di 1
812 100 000 euro proveniente dai diversi strumenti di azione esterna (strumento
di cooperazione allo sviluppo, strumento europeo di vicinato, strumento di
assistenza preadesione, strumento di partenariato e Fondo europeo di sviluppo)
sarà assegnato ad azioni di mobilità a scopo di apprendimento da o verso paesi
terzi nonché alla cooperazione e al dialogo politico con le
autorità/istituzioni/organizzazioni di questi paesi. Le disposizioni del
regolamento "Erasmus per tutti" si applicheranno all'uso di questi
fondi.
I finanziamenti saranno messi a disposizione
attraverso due assegnazioni pluriennali limitate, rispettivamente, ai primi 4
anni e ai 3 anni rimanenti. Questi finanziamenti figureranno nella
programmazione indicativa pluriennale degli strumenti in questione, in linea
con le esigenze e priorità individuate dei paesi interessati. Le assegnazioni
possono essere rivedute in caso di circostanze significative e impreviste o di
importanti cambiamenti politici, in linea con le priorità esterne dell'UE.
Articolo 19 
Servizio europeo per l'azione esterna
Il presente regolamento è applicato
conformemente alla decisione 2010/427/UE del Consiglio che fissa
l’organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l’azione esterna.
Articolo 20 
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il
terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea. Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 2014.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
ALLEGATO
Paesi partner di cui all’articolo 1
Algeria
Armenia
Azerbaigian
Bielorussia
Egitto
Georgia
Israele
Giordania
Libano
Libia
Repubblica di Moldova
Marocco
Territori palestinesi occupati 
Siria
Tunisia
Ucraina
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA PER
LO STRUMENTO EUROPEO DI VICINATO
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori interessati nella struttura
ABM/ABB
              1.3.    Natura della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi 
              1.5.    Motivazione della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni in materia di monitoraggio e di
relazioni 
              2.2.    Sistema di gestione e di controllo 
              2.3.    Misure di prevenzione delle frodi e delle
irregolarità 
              2.4.    Stima dei costi e dei benefici dei controlli
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche del quadro finanziario
pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate 
              3.2.    Incidenza prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi
dell'incidenza prevista sulle spese

              3.2.2. Incidenza prevista sugli stanziamenti
operativi 
              3.2.3. Incidenza prevista sugli stanziamenti di
natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità con il quadro finanziario
pluriennale attuale
3.2.5. Partecipazione di
terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle entrate
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA PER LE
PROPOSTE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA
1.1         Titolo
della proposta/iniziativa
 Proposta di regolamento (UE) N. XXX del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno Strumento europeo di vicinato (ENI); 
1.2.        Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB[19] 
Titolo 19: Relazioni
esterne
Attività 19 08:
Strumento della politica europea di vicinato e relazioni con la Russia
Il titolo di questo capitolo di bilancio 19 08
corrisponde all'attuale struttura degli strumenti finanziari 2007-2013. Si
propone di mantenere l'attività 19 08, modificando tuttavia come segue il
titolo del capitolo per il periodo 2014-2020:
19 08 : Strumento europeo di vicinato 
1.3.        Natura
della proposta/iniziativa 
X La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto
pilota/un'azione preparatoria[20] 
¨La proposta/iniziativa riguarda la proroga
di un'azione esistente 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda un'azione riorientata verso una nuova azione 
1.4.        Obiettivi
1.4.1.     Obiettivo/obiettivi
strategici pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa
L'Europa nel mondo: avere il giusto peso sulla
scena mondiale
1.4.2.     Obiettivo/obiettivi
specifici e attività ABM/ABB interessate
La politica
europea di vicinato mira a creare uno spazio di prosperità e buon vicinato
lungo i confini dell'UE, in particolare attraverso un'associazione politica e
un'integrazione economica rafforzate e una stretta collaborazione in una serie
di settori. Nel periodo 2014-2020 l'UE continuerà a sostenere questi obiettivi
per mezzo di uno strumento finanziario ad hoc, lo strumento europeo di vicinato
(ENI), che sostituirà lo strumento europeo di vicinato e partenariato istituito
nel 2066. La maggior parte dei finanziamenti del bilancio UE a favore dei
partner sarà erogata tramite l'ENI. 
Il sostegno UE
concesso a norma del presente regolamento incentiverà l'intensificazione della
cooperazione politica e la progressiva integrazione economica tra l'Unione
europea e i paesi partner e, in particolare, l'attuazione di accordi di
partenariato e di cooperazione, di accordi di associazione o di altri accordi
già esistenti o futuri e dei piani d'azione concordati.
Il sostegno
dell'Unione deve mirare in particolare a:
a) promuovere
i diritti umani e le libertà fondamentali, lo Stato di diritto, i principi di
uguaglianza, la costruzione di una democrazia radicata e sostenibile, la
promozione del buon governo e lo sviluppo di una società civile dinamica,
comprendente le parti sociali; 
b) garantire
la progressiva integrazione nel mercato interno dell'Unione e una più intensa
cooperazione settoriale e transsettoriale, anche attraverso il ravvicinamento
legislativo e la convergenza normativa con gli standard dell'Unione e gli altri
standard internazionali pertinenti, il relativo sviluppo istituzionale e gli
investimenti, specialmente nelle interconnessioni;
c) creare i
presupposti per una gestione efficace della mobilità delle persone e per
contatti interpersonali a più livelli;
d) favorire
tutti gli aspetti dello sviluppo sostenibile e inclusivo, la riduzione della
povertà e la creazione di posti di lavoro, anche attraverso lo sviluppo del
settore privato; promuovere la coesione economica, sociale e territoriale
interna, lo sviluppo rurale, l'azione per il clima e la resilienza alle
catastrofi;
e) promuovere
le misure per la creazione di fiducia ed le altre misure a favore della
sicurezza e della prevenzione/risoluzione dei conflitti;
f)
intensificare la cooperazione a livello subregionale, regionale e di vicinato e
la cooperazione transfrontaliera. 
Il sostegno
dell'Unione può essere utilizzato anche in altri settori quando ciò sia
coerente con gli obiettivi generali della politica europea di vicinato.
Attività
ABM/ABB interessate
L'attività
19 08 diventa: Strumento europeo di vicinato 
1.4.3.     Risultati
e incidenza previsti
Precisare
gli effetti che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi
interessati.
Contesto
L'articolo 8
del trattato sull'Unione europea e la nuova concezione PEV di un vicinato più
coeso, democratico, prospero e stabile, con un'impostazione differenziata e ad
hoc vantaggiosa per ciascun paese partner, impongono di adeguare il futuro
strumento finanziario per il vicinato in funzione del maggior livello di
ambizione della nuova PEV, soprattutto perché questa concezione può comportare
determinate sfide per i partner, che devono attuare riforme difficili e onerose
prima di poter trarre benefici tangibili. 
Il futuro ENI
deve mirare in particolare a realizzare gli obiettivi della nuova concezione
della PEV e ad affrontare le sfide e i problemi specifici individuati in
passato. 
La
Comunicazione “Una risposta nuova a un vicinato in mutamento” integra gli
orientamenti per l’Europa orientale e il Caucaso meridionale attraverso
l’attuazione ininterrotta del Partenariato orientale, e per il Mediterraneo
meridionale, nel quadro del nuovo “Partenariato per la democrazia e la
prosperità condivisa”. 
Con l’offerta
di un “Partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa”, in
particolare, l’UE intende sostenere la trasformazione democratica avviata in
Egitto e in Tunisia, che potrebbe estendersi ad altri paesi del Mediterraneo
meridionale.
Il riesame
strategico della politica europea di vicinato (PEV) che è stato intrapreso
l'anno scorso ha evidenziato alcuni settori in cui è possibile rafforzare
notevolmente la politica. I processi di transizione nel Mediterraneo
meridionale e le grandi aspirazioni di cambiamento politico ed economico che le
popolazioni di quei paesi hanno espresso rendono il sostegno dell'UE ancora più
importante che in passato e evidenziano ambiti in cui l'UE e i paesi partner
possono e devono impegnarsi di più. Parimenti, l'UE rimane ferma nel suo
impegno a sostenere in modo duraturo i processi di democratizzazione e riforma
nell'intero vicinato, a est come a sud.
1.4.4.   Indicatori di risultato e di incidenza
Precisare
gli indicatori che permettono di seguire la realizzazione della
proposta/iniziativa.
Il presente regolamento
contiene gli elementi essenziali e la base dell'intervento dell'UE. Le singole
azioni sono definite con precisione attraverso la programmazione pluriennale e
in programmi d'azione annuali riguardanti le attività che deve svolgere l'UE,
compresi i risultati previsti e l'incidenza auspicata. In questa fase vengono
stabiliti indicatori dettagliati per il monitoraggio dell'attuazione onde
misurare accuratamente i progressi registrati verso il conseguimento degli
obiettivi strategici, tenendo conto delle particolarità dell'azione stessa. A
tal fine ci si baserà sulla relazione annuale relativa all'attuazione dei piani
d'azione PEV, sui dati statistici e/o sulle valutazioni di organismi
indipendenti, ove disponibili: 
a.         per
valutare il maggiore rispetto dei diritti umani e degli standard democratici si
utilizzeranno i dati e le statistiche delle ONG, dell'ONU e degli organismi
regionali riguardanti i seguenti aspetti: libertà di associazione, di
espressione e di riunione, stampa e mezzi d’informazione liberi; elezioni
democratiche e credibili adeguatamente monitorate; livello di corruzione;
maggiore indipendenza ed efficienza del sistema giudiziario; maggior controllo
democratico sul settore della sicurezza. Si ricorda che non sono disponibili
indicatori ufficiali per le questioni connesse ai diritti umani. Le
"classificazioni" fornite da tutta una serie di organizzazioni, che
di norma collocano ai primi posti (su base annuale) i paesi in cui si
registrano progressi in un settore specifico, sono tuttavia di grande utilità
per valutare la situazione;
b.         la
maggiore integrazione nel mercato interno dell'UE sarà misurata, fra l'altro,
dalla variazione dei flussi commerciali in relazione ai dati di base per l'anno
n=0 (dati Eurostat), dai progressi compiuti in termini di ravvicinamento
normativo alle norme e agli standard dell'UE rispetto ai dati di base per
l'anno “n=0” e, globalmente, dal numero di paesi che hanno creato una zona di
libero scambio globale e approfondita (DCFTA);
c.         la
maggiore mobilità connessa a una migliore gestione delle frontiere e della
migrazione, i progressi compiuti verso l'istituzione di partenariati per la
mobilità e gli accordi di facilitazione/liberalizzazione del visto saranno
misurati per mezzo delle statistiche disponibili (Eurostat e/o altre
istituzioni attendibili), valutando i flussi turistici, migratori e di
accademici/studenti nell'anno "n" e confrontandoli con i dati di base
per l'anno “n=0”;
d.         la
riduzione delle disparità economiche interne, l'aumento dell’occupazione, lo
sviluppo delle PMI: le strategie, la normativa, il potenziamento
dell’istruzione e della formazione professionale, il livello di ricchezza delle
comunità agricole e l'aumento della sicurezza alimentare saranno misurati
utilizzando i dati di Eurostat, dell'OCSE, della Banca mondiale e del PNUS e le
statistiche ufficiali, comprendenti dati sull'occupazione periodicamente
aggiornati (dati quantitativi, settori, età, sesso), dati sulle PMI
(creazione/chiusura), dati sull'istruzione e dati sulla distribuzione della
ricchezza, e confrontandoli con i dati di base per l'anno “n=0”. In tale
contesto, sarà riservata particolare attenzione alla misurazione del
coefficiente di GINI (che permette di valutare la riduzione o l'aumento delle
disparità di reddito); 
e.         la
creazione di maggiore fiducia nelle zone di conflitto e i progressi compiuti
per la risoluzione dei conflitti esistenti saranno valutati in base agli
elementi contenuti nelle relazioni;
f.          maggiore
cooperazione fra i paesi partner nelle regioni di confine, intensificazione del
dialogo regionale, numero di iniziative di cooperazione in risposta alle sfide
regionali in diverse aree, numero di posizioni comuni e di attività congiunte,
sviluppo socioeconomico delle zone di frontiera.
1.5.        Motivazione
della proposta/iniziativa
1.5.1.     Necessità
da coprire nel breve e lungo termine 
Visione
politica e obiettivi a medio termine
La visione
a lungo termine alla base della PEV è un partenariato in cui ciascun paese
partner sviluppa i propri legami con l'UE in modo commisurato alle proprie
aspirazioni, esigenze e capacità. Da un punto di vista politico, ciò include
l’offerta di una più stretta collaborazione con l’UE, con un numero maggiore di
iniziative congiunte nelle sedi internazionali su questioni di portata globale d’interesse
comune. Da un punto di vista economico, l’UE è aperta anche ad una più stretta
integrazione economica, che porterà ad una graduale integrazione nel suo
mercato interno. Essa sostiene inoltre l'accelerazione di una crescita
inclusiva e sostenibile nei paesi vicini per aiutarli a diventare più
competitivi, a fare un uso più efficiente dell'energia, a creare posti di
lavoro dignitosi, a raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio e ad
attuare una strategia di sviluppo a basse emissioni di carbonio per dare il
loro contributo alla lotta contro i cambiamenti climatici. L’UE dovrebbe
utilizzare l’intera gamma delle sue politiche in funzione delle necessità e
degli interessi reciproci e degli impegni assunti da ciascun paese in tema di
riforma e democratizzazione. 
L’obiettivo
è un impegno reciproco rafforzato a promuovere il benessere politico ed
economico dei nostri cittadini, sia in Europa che nei paesi vicini, quale
migliore garanzia per la nostra comune stabilità e prosperità. Una simile visione
comporta ovviamente delle sfide. Per i paesi partner, le riforme necessarie
presuppongono costi e sforzi notevoli prima che si possano raccogliere i
frutti. Per quanto riguarda l’UE, è importante non mettere a rischio il
funzionamento efficace del mercato interno e garantire che la mobilità si
esplichi in condizioni di sicurezza. 
Nei prossimi
anni, i paesi partner che stanno facendo passi importanti verso le riforme
politiche ed economiche possono contare sulla prospettiva di concludere un accordo
di associazione nel quadro del Partenariato orientale (est) oppure di aderire
a un Partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa (sud).
Tutto ciò si accompagnerà ad una maggiore mobilità e ad un aumento dei contatti
interpersonali (compresa ad esempio l'istituzione di partenariati per la
mobilità), ad un'integrazione economica attraverso la cooperazione industriale,
allo sviluppo delle PMI, agli investimenti esteri diretti e a un incremento
delle relazioni commerciali con l'UE (ad esempio istituendo zone di libero
scambio globali e approfondite e concludendo nuovi accordi nel settore
dell'agricoltura e dei servizi, o predisponendo accordi sulla valutazione della
conformità e l'accettazione dei prodotti industriali per settori prioritari),
ad un'integrazione settoriale più completa (ad esempio attraverso
l'integrazione in un mercato paneuropeo dell'energia, la partecipazione ai
mercati internazionali del carbonio, comprese le fasi preparatorie in
collegamento con il sistema di scambio delle emissioni dell'UE, e la
partecipazione ai programmi e alle agenzie dell'UE secondo le possibilità di
accesso offerte da ciascun programma e le linee guida generali riguardanti la
partecipazione alle agenzie dell'UE). 
Con l'offerta
di un "Partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa"[21], in particolare, l'UE intende
sostenere la trasformazione democratica avviata in Egitto e in Tunisia, che
potrebbe estendersi ad altri paesi. Per avanzare senza esitazione sulla via
della trasformazione democratica, questi paesi hanno bisogno di sostegno per
riformare le loro istituzioni e rilanciare la crescita economica. Le loro
popolazioni hanno inoltre bisogno di vedere che l'UE è pronta a dare assistenza
in questo periodo di trasformazione entusiasmante ma difficile.
L'ENI dovrebbe
essere caratterizzato da un'impostazione sempre più strategica, una maggiore
differenziazione e flessibilità, condizioni più rigorose e incentivi per i
paesi che ottengono i migliori risultati, rispecchiando le ambizioni di ciascun
partenariato (ad esempio, negoziati sulle DCFTA). L’attuazione dell’assistenza
UE potrebbe inoltre essere delegata sempre più ai paesi partner, ferme restando
l’osservanza delle regole finanziarie dell’Unione e la tutela dei suoi
interessi finanziari.
Finanziamenti
Il livello di
finanziamento del nuovo strumento ENI riflette le ambizioni della PEV riveduta.
Si propone pertanto di assegnare all'ENI un importo di 18 182 300 000 euro, a
prezzi correnti, per il periodo 2014-2020. 
Differenziazione
L'entità del
sostegno dell’UE dipenderà dai progressi compiuti nell’instaurare e consolidare
la democrazia, dal rispetto dello Stato di diritto e dal ritmo delle riforme.
Il sostegno dell’UE ai singoli paesi sarà commisurato all’entità e alla
rapidità dei loro progressi in termini di riforme interne. Questo sostegno
accresciuto dovrebbe assumere svariate forme, compreso un aumento dei
finanziamenti per lo sviluppo economico e sociale, l’ampliamento dei programmi
di sviluppo istituzionale, un migliore accesso al mercato, maggiori finanziamenti
della BEI per gli investimenti, nonché l’ulteriore agevolazione della mobilità.
Questi impegni preferenziali saranno adattati in funzione delle esigenze di
ciascun paese e del contesto regionale, come riconoscimento concreto del fatto
che una riforma significativa si accompagna a notevoli costi iniziali. Per i
paesi in cui non sono state effettuate riforme, l’UE procederà a riesaminare o,
se necessario, ridurre i finanziamenti.
1.5.2.     Valore
aggiunto dell'intervento dell'Unione europea
La proposta va
inquadrata nel contesto generale di una politica europea di vicinato rinnovata,
che offre ai paesi partner una più stretta cooperazione politica e
un’integrazione economica più completa conformemente all’articolo 8 del
trattato di Lisbona. Essa parte dall’idea di condividere le esperienze
acquisite nell’integrazione europea con i paesi vicini e di coinvolgerli
progressivamente nelle politiche dell’Unione. 
Nei paesi del
vicinato in cui l'allineamento con le norme e gli standard dell'UE è uno dei
principali obiettivi strategici l'UE si trova nella posizione migliore per
fornire tale assistenza. Certe forme specifiche di sostegno, quali la
promozione della progressiva integrazione economica nel mercato interno
dell'UE, l'accesso allo spazio Schengen o la partecipazione ai programmi
dell'UE, possono essere fornite solo a livello di UE. L'UE è quindi il
principale partner di cooperazione per la maggior parte di questi paesi, un
ruolo ampiamente riconosciuto dagli Stati membri, dalle IFI e dagli altri
donatori. Aiutare i vicini dell'UE ad allinearsi con le politiche, le norme e
gli standard dell'Unione è di fondamentale importanza per promuovere le riforme
nei paesi partner PEV. 
1.5.3.     Insegnamenti
tratti da esperienze analoghe
Dopo il varo
dell'ENPI sono emerse diverse questioni connesse, direttamente o
indirettamente, alle caratteristiche dello strumento. Fra i principali problemi
da affrontare in futuro sono stati spesso evidenziati la lunghezza del processo
di programmazione e l'allineamento parziale dell'assistenza finanziaria con la
strategia e le priorità indicate nei piani d'azione PEV e negli altri documenti
pertinenti. Il coordinamento e la coerenza con gli interventi attuati a titolo
di altri strumenti sono aspetti importanti. Le disposizioni che consentono di
svolgere attività congiunte con partner/regioni che non rientrano nel campo di
applicazione geografico dell'ENPI sono state di fondamentale importanza per
l'attuazione di un certo numero di attività e devono essere mantenute.
L'assistenza
dell'ENPI è stata utilizzata per ottenere dalle istituzioni finanziarie
l'erogazione di prestiti per finanziare progetti di investimento
infrastrutturali e sostenere il settore privato attraverso prestiti e
operazioni con capitale di rischio. Questo vale per la Banca europea per gli
investimenti, nell'ambito del FEMIP, nonché per la BEI, la Banca europea per la
ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e altre istituzioni finanziarie europee
nell'ambito del NIF. La cooperazione con le IFI deve essere ulteriormente potenziata
per mezzo di strumenti innovativi, segnatamente a livello di garanzie. L'uso di
fondi di rotazione potrebbe rafforzare l'impatto di questa cooperazione.
Fra le
questioni orizzontali di grande pertinenza per l'ENPI figurano la flessibilità
e la capacità di reagire alle crisi e alle situazioni impreviste. Nel vicinato
rimane prioritario affrontare le crisi prolungate. Le eventuali soluzioni in
sede di ENPI devono essere coerenti con le scelte politiche sul futuro
strumento per la stabilità (in particolare in termini di portata e dimensioni)
e con i suoi rapporti con gli strumenti geografici. Gli attuali meccanismi di
rapido intervento in caso di crisi hanno funzionato bene e devono essere
ulteriormente potenziati.
Occorre
riflettere su come migliorare il monitoraggio, anche al fine di rafforzare il
nesso tra dialoghi strategici e programmi di assistenza (compresa l'assistenza
tecnica). È altrettanto importante dotarsi di strumenti di attuazione
commisurati al grado di ambizione della politica. Va studiato anche il modo di
sviluppare l'assistenza tecnica/TAIEX, eventualmente estendendo la portata del
meccanismo a elementi quali la formazione e lo studio di casi. Occorre inoltre
intensificare la cooperazione in materia di statistiche. 
Una politica
efficace in materia di concorrenza, combinata con altri obiettivi strategici
quali il buon funzionamento della pubblica amministrazione e l'indipendenza del
sistema giudiziario per garantire l'esecutività dei contratti, crea un clima
imprenditoriale favorevole alla crescita economica. 
Il valore
aggiunto della cooperazione regionale è stato dimostrato a livello mondiale, in
particolare in termini di promozione delle sinergie e delle reti regionali in
settori chiave di comune interesse quali l'ambiente, i cambiamenti climatici,
l'energia, lo sviluppo sostenibile, lo sviluppo delle piccole e medie imprese,
i media e la libertà di espressione, la ricerca, le TIC e la mobilità dei
giovani. La cooperazione regionale, inoltre, si è dimostrata estremamente
efficace a livello intraregionale (sud e est): esiste un certo numero di
programmi "gemelli" (protezione civile, promozione degli investimenti
privati) a carattere prettamente meridionale e orientale. Anche la cooperazione
transfrontaliera ha svolto un ruolo importante e il frazionamento degli impegni
applicato ai programmi di CBC si è dimostrato utile. 
1.5.4.     Coerenza
ed eventuale sinergia con altri strumenti pertinenti
Politiche/strumenti
esterni
Il trattato di
Lisbona definisce un nuovo quadro istituzionale per l'azione esterna
dell'Unione onde promuovere la coerenza della posizione dell'UE e conferirle
maggiore peso sulla scena internazionale. L'UE deve dotarsi di una strategia
politica a lungo termine per l'azione esterna e degli strumenti necessari per
conseguire gli obiettivi strategici seguenti:
promuovere
e difendere i valori dell'UE all'estero. Attraverso lo
strumento europeo di vicinato l'UE appoggerà i processi di transizione e
democratizzazione e il potenziamento della società civile nei paesi limitrofi; 
diffondere
le politiche dell'UE a sostegno dell'agenda UE 2020 per una crescita
intelligente, sostenibile, inclusiva e a basse emissioni di carbonio. L'ENI permetterà all'UE di contribuire ad affrontare le principali
sfide mondiali e di sostenere le riforme pertinenti, con vantaggi per l'UE e i
paesi partner; 
potenziare
l'impatto della cooperazione UE allo sviluppo, con il
principale obiettivo di eliminare la povertà. L'ENI consentirà all'UE di
aiutare i paesi partner ad affrontare le sfide connesse allo sviluppo, come i
cambiamenti climatici, in funzione delle proprie necessità, capacità, interessi
e impegni e del potenziale in termini di impatto, e contribuirà a migliorare il
coordinamento e la coerenza delle politiche UE per lo sviluppo; 
investire
nella prosperità, nella stabilità e nella democrazia a lungo termine dei paesi
del vicinato UE. La creazione di una zona di
stabilità, prosperità e democrazia è il principale obiettivo dell'ENI e della
nuova politica di vicinato. Sarà prioritario il sostegno alle strategie
regionali e bilaterali dell'UE, comprese quelle tematiche, nel "grande
vicinato". Considerati i processi di transizione democratica in atto nel
Mediterraneo meridionale e le loro possibili ripercussioni su tutta la regione,
occorre dare maggiore sostegno alle aspirazioni di queste società in termini di
valori e principi democratici e di distribuzione più equa dei benefici della
crescita, mirando nel contempo a rafforzare la cooperazione e l'integrazione
politica con i vicini meridionali e orientali. In tale contesto occorre
rivolgere maggiore attenzione al dialogo con la società civile e le parti
sociali;
migliorare
la prevenzione delle crisi e la loro risoluzione.
L'ENI deve consentire di contribuire in modo più incisivo e flessibile alla
prevenzione e alla risoluzione delle crisi nel vicinato.
Fornire
sostegno ai vicini dell'UE attraverso uno strumento specifico, mirato e
strategico, dotato di risorse finanziarie commisurate alle ambizioni della
nuova PEV, è chiaramente in linea con le principali priorità dell'azione
esterna dell'UE.
I paesi PEV
continueranno a beneficiare degli altri strumenti finanziari volti ad
affrontare questioni strategiche specifiche (sfide mondiali, diritti umani,
sicurezza nucleare) o situazioni di crisi (assistenza macrofinanziaria,
strumento per la stabilità, strumenti di assistenza umanitaria). 
Politiche
interne
Poiché
l'obiettivo della PEV è favorire una maggiore integrazione tra l'UE e i paesi
partner, sarebbe opportuno rafforzare le disposizioni volte a migliorare il coordinamento
delle politiche interne ed esterne dell'UE nel vicinato, anche attraverso una
più intensa cooperazione con i servizi competenti della Commissione, nella fase
di programmazione, e, ove opportuno, l'uso di meccanismi che permettano di
combinare i fondi delle rubriche interne ed esterne del bilancio UE. 
Questo
potrebbe applicarsi, in particolare, a settori di cooperazione quali le
infrastrutture a dimensione transfrontaliera, segnatamente le reti di trasporto
e energetiche, le TIC[22]
e altre industrie di rete, così come all'istruzione superiore e all'ambiente,
che hanno una forte componente transfrontaliera. Aumentando il sostegno
dell'ENI allo sviluppo delle capacità di ricerca e innovazione si favorirebbe
la cooperazione in tutti i settori suddetti e si aiuterebbero tutti i paesi
partner ad allinearsi con le strategie e gli obiettivi dell'UE per affrontare
le sfide mondiali e regionali.
Vanno
ricercate maggiori sinergie con le politiche interne dell'UE promuovendo, al
tempo stesso, l'uso di strumenti finanziari innovativi in base ad un approccio
coordinato all'uso del bilancio UE per questi strumenti, onde poter combinare
più agevolmente le risorse di rubriche diverse del quadro finanziario
pluriennale.
1.6.        Durata
e incidenza finanziaria
¨ Proposta/iniziativa di durata limitata 
–              
x           Proposta/iniziativa
in vigore a decorrere dal ... fino al .... 
–              
x           Incidenza
finanziaria dal … al …. 
–              
X Proposta/iniziativa
di durata illimitata
–              
Attuazione con un periodo di avviamento dal 2014 al
2020,
–              
seguito da un funzionamento a pieno ritmo.
1.7.        Modalità
di gestione prevista[23] 
x Gestione centralizzata diretta da parte
della Commissione 
x Gestione centralizzata indiretta con
delega delle funzioni di esecuzione a:
–              
x           agenzie
esecutive 
–              
¨ organismi creati dalle Comunità[24] 
–              
x           organismi
pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di servizio pubblico 
–              
¨         persone incaricate di attuare azioni
specifiche di cui al titolo V del trattato sull'Unione europea, che devono
essere indicate nel pertinente atto di base ai sensi dell'articolo 49 del
regolamento finanziario 
X Gestione concorrente
con gli Stati membri 
X Gestione decentrata
con paesi terzi 
X Gestione congiunta
con organizzazioni internazionali (specificare)
Gli obiettivi saranno perseguiti attraverso una
serie di misure attuate secondo modalità di gestione diverse. 
2.           MISURE DI GESTIONE 
2.1.        Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni
Precisare
frequenza e condizioni.
I sistemi di
monitoraggio e valutazione della Commissione europea, sempre più orientati ai
risultati, vedono coinvolti personale interno ed esperti esterni.
I funzionari
responsabili presso le delegazioni e la sede centrale assicurano un
monitoraggio costante dell'attuazione di progetti e programmi secondo varie
modalità, anche con visite in loco ove possibile. L'attività di monitoraggio
fornisce preziose informazioni sui progressi compiuti e permette ai
responsabili di individuare difficoltà effettive o potenziali e di adottare
misure correttive.
Ci si avvale
della collaborazione di esperti esterni indipendenti per valutare il rendimento
delle azioni esterne dell'UE mediante tre diversi sistemi. Tali valutazioni
contribuiscono ad accrescere i livelli di responsabilità e a migliorare gli
interventi in corso; inoltre, traendo insegnamenti da esperienze passate,
ispirano politiche ed azioni per il futuro. Tutti gli strumenti si avvalgono
dei criteri di valutazione OCSE-CAS, internazionalmente riconosciuti, ivi
compreso il criterio dell'impatto (potenziale).
In primo
luogo, a livello del progetto, il sistema di monitoraggio orientato ai
risultati (ROM), gestito dalla sede centrale, fornisce una panoramica concisa e
mirata della qualità di un campione di interventi. Avvalendosi di una
metodologia altamente strutturata e standardizzata, gli esperti indipendenti
del ROM attribuiscono punteggi che rispecchiano i punti forti e le debolezze
del progetto e formulano raccomandazioni su come migliorare l'efficacia. 
Le valutazioni
a livello del progetto, che sono gestite dalla delegazione UE responsabile del
progetto, forniscono un'analisi più dettagliata e approfondita e aiutano i
responsabili del progetto a migliorare gli interventi in corso e a preparare
quelli futuri. Esperti esterni indipendenti, dotati di competenze tematiche e
geografiche, sono incaricati di svolgere l'analisi e di raccogliere riscontri e
testimonianze presso tutte le parti interessate, senza trascurare i beneficiari
finali.
La Commissione realizza anche valutazioni strategiche delle sue
politiche, dalla fase di programmazione ed elaborazione della strategia
all'attuazione degli interventi in un settore specifico (salute, istruzione
ecc.) in un paese o regione, oppure di un determinato strumento. Tali
valutazioni rappresentano un importante contributo alla formulazione delle
politiche e alla definizione di strumenti e progetti. Tutte le valutazioni sono
pubblicate sul sito web della Commissione e una sintesi delle risultanze è
inclusa nella relazione annuale al Consiglio e al Parlamento europeo.
2.2.        Sistema
di gestione e di controllo 
2.2.1.     Rischi
individuati 
Ambiente di
rischio
Il contesto
operativo degli aiuti forniti tramite l'ENI è caratterizzato dai seguenti
fattori di rischio, che potrebbero portare alla mancata realizzazione degli
obiettivi dello strumento, ad una gestione finanziaria non ottimale e/o al'inosservanza
delle norme vigenti (errori riguardanti la legalità e la regolarità):
-
l'instabilità economica/politica e/o le catastrofi naturali nei paesi partner,
che possono causare difficoltà e ritardi nell'ideazione e nell'attuazione degli
interventi; 
- la scarsa
capacità istituzionale e amministrativa nei paesi partner, che può causare
difficoltà e ritardi nell'ideazione e nell'attuazione degli interventi; 
- la
dispersione geografica dei progetti e dei programmi (che coprono un gran numero
di Stati/territori/regioni), che può porre problemi logistici o di risorse in
sede di monitoraggio, specialmente per il follow-up delle attività in loco;
- la diversità
delle strutture e delle capacità di controllo interno dei vari partner/beneficiari
potenziali, che può frammentare e, di conseguenza, ridurre l'efficacia e
l'efficienza delle risorse di cui dispone la Commissione per sostenere e
monitorare l'attuazione;
- le carenze
qualitative e quantitative dei dati disponibili sui risultati e sull'incidenza
dell'attuazione degli aiuti esterni/dei piani di sviluppo nazionali nei paesi
partner, che possono compromettere la capacità della Commissione di riferire
sui/rendere conto dei risultati.
Livello
previsto di rischio di non conformità alle norme applicabili
L'obiettivo
dello strumento in termini di conformità è mantenere il tradizionale livello di
rischio di non conformità (tasso di errore) per il portafoglio EuropeAid, vale
a dire un livello "netto" residuo di errore (calcolato su base
pluriennale una volta eseguiti tutti i controlli e le rettifiche previsti sui
contratti chiusi) inferiore al 2%. Questo comporta tradizionalmente un margine
di errore stimato al 2-5% su un campione annuale randomizzato di operazioni
utilizzato dalla Corte dei conti europea ai fini della dichiarazione annuale di
affidabilità (DAS). EuropeAid ritiene che questo sia il rischio più basso di
non conformità a cui si può arrivare considerati il contesto ad alto rischio,
gli oneri amministrativi e la necessaria efficacia in termini di costi dei
controlli di conformità. 
2.2.2.     Modalità
di controllo previste 
Struttura
di controllo interno di EuropeAid
Il processo di
controllo interno/gestione di EuropeAid è destinato a fornire ragionevoli
garanzie quanto al conseguimento degli obiettivi di efficacia e efficienza
delle sue operazioni, affidabilità dei suoi rendiconti finanziari e conformità
con il quadro legislativo e procedurale pertinente.
Efficacia e
efficienza
Per garantire
l'efficacia e l'efficienza delle sue operazioni (e abbassare l'elevato livello
di rischio nell'ambito degli aiuti esterni), oltre a tutti gli elementi della
politica strategica e del processo di pianificazione della Commissione, alla
struttura di audit interno e agli altri requisiti delle norme di controllo
interno della Commissione, EuropeAid manterrà per tutti i suoi strumenti un
quadro ad hoc per la gestione degli aiuti comprendente:
- una gestione
decentrata della maggior parte degli aiuti esterni affidata alle delegazioni UE
in loco;
- linee di
responsabilità finanziaria chiare e ufficiali, dall'ordinatore delegato
(direttore generale), mediante sottodelega dell'ordinatore sottodelegato
(direttore) presso la sede centrale, al capo delegazione;
- relazioni
regolari delle delegazioni UE alla sede centrale (relazioni sulla gestione
dell'assistenza esterna), compresa una dichiarazione annuale di affidabilità
del capo delegazione;
-
l'organizzazione di un consistente programma di formazione per il personale
della sede centrale e delle delegazioni;
- valido sostegno
e assistenza da parte della sede centrale alle delegazioni (anche via
Internet);
- visite
"di verifica" regolari, ogni 3-6 anni, alle delegazioni operanti in
regime decentrato;
- una
metodologia di gestione del ciclo dei progetti e dei programmi comprendente: 
- strumenti a
sostegno della qualità per l'ideazione degli interventi, i relativi metodi di
attuazione, il meccanismo di finanziamento, il sistema di gestione, la
valutazione e la selezione di tutti i partner nell'attuazione ecc.;
- strumenti di
gestione, monitoraggio e rendicontazione dei programmi e dei progetti per
un'attuazione efficace, compreso un monitoraggio esterno regolare dei progetti
in loco;
- rilevanti componenti
di valutazione e di audit.
Rendicontazione
finanziaria e norme contabili
EuropeAid
continuerà a cercare di rispettare i massimi standard di contabilità e
rendicontazione finanziaria utilizzando il sistema di contabilità per
competenza (ABAC) della Commissione e gli strumenti specifici per l'assistenza
esterna quali il sistema integrato di gestione dell'informazione (CRIS). 
I metodi per
il controllo della conformità con il quadro legislativo e procedurale
pertinente sono illustrati nella sezione 2.3 (Misure di prevenzione delle frodi
e delle irregolarità).
Ruolo dei
comitati e sottocomitati
Si prevede che
i sottocomitati svolgeranno un ruolo sempre più attivo per il controllo
dell'attuazione dei programmi.
2.3.        Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
Precisare
le misure di prevenzione e di tutela in vigore o previste.
Visto il
contesto ad alto rischio in cui opera EuropeAid, i suoi sistemi devono
preventivare un gran numero di potenziali errori di conformità (irregolarità)
nelle operazioni e garantire un alto livello di prevenzione, individuazione e
controlli di rettifica sin dalle prime fasi del processo di pagamento. Questo
significa, in pratica, che i controlli di conformità di EuropeAid si baseranno
prevalentemente sulle verifiche ex ante approfondite eseguite dai revisori
esterni e dal personale della Commissione in loco prima dei pagamenti finali
dei progetti (ferma restando l'esecuzione di alcune revisioni contabili e
verifiche ex post), il che va ben oltre le salvaguardie finanziarie richieste
dal regolamento finanziario. Il quadro di conformità di EuropeAid comprende,
tra l'altro, le componenti significative elencate di seguito.
Misure
preventive
Formazione di
base obbligatoria sulle questioni attinenti alle frodi per il personale addetto
alla gestione degli aiuti e i revisori contabili;
messa a
disposizione (anche via Internet) di linee guida, tra cui la Guida pratica alle
procedure contrattuali, EuropeAid Companion e le istruzioni pratiche
("toolkit") per la gestione finanziaria (per i partner
nell'attuazione);
valutazione ex
ante per garantire l'esistenza e l'attivazione di opportune misure antifrode,
volte a prevenire e individuare le frodi nella gestione dei fondi UE, presso le
autorità incaricate di amministrare i fondi corrispondenti in gestione
congiunta, decentrata e concorrente;
analisi ex
ante dei meccanismi antifrode esistenti nel paese partner nell'ambito della
valutazione del criterio di ammissibilità della gestione delle finanze pubbliche
cui è subordinata la concessione del sostegno al bilancio (esistenza di un
deciso impegno a combattere la frode e la corruzione, di autorità ispettive
adeguate, di una capacità giudiziaria sufficiente e di meccanismi efficaci di
reazione e sanzione).
Nel 2008 la
Commissione ha sottoscritto ad Accra l'Iniziativa per la trasparenza degli
aiuti internazionali (ITAI), aderendo quindi a un nuovo standard globale per la
trasparenza degli aiuti che garantisce la disponibilità di dati più tempestivi,
dettagliati e regolari sui flussi di aiuti e sui relativi documenti.
La Commissione
attua dal 14 ottobre 2011 la prima fase dello standard IATI sulla pubblicazione
trasparente delle informazioni sugli aiuti in previsione del forum ad alto
livello sull'efficacia degli aiuti tenutosi a Busan nel novembre 2011. La
Commissione collaborerà inoltre con gli Stati membri dell'UE per mettere a
punto un'applicazione informatica comune in rete, denominata TR-AID, che
trasforma i dati sugli aiuti UE ottenuti tramite l'IATI e altre fonti in
informazioni di facile uso.
Misure di
individuazione e rettifica
Audit e
verifiche esterni (obbligatori e basati sull’analisi del rischio), anche ad
opera della Corte dei conti.
Controlli a
posteriori (basati sull’analisi del rischio) e recuperi
Sospensione
dei finanziamenti UE in caso di grave frode, compresa la corruzione su vasta
scala, fino a che le autorità non abbiano adottato opportuni provvedimenti per
rettificare la frode e prevenire che si ripeta in futuro.
EuropeAid
definirà inoltre la propria strategia antifrode in linea con la nuova strategia
antifrode della Commissione (CAFS) adottata il 24 giugno 2011, per garantire
tra l'altro che:
i controlli
antifrode interni di EuropeAid siano pienamente allineati con la CAFS;
l'approccio
EuropeAid alla gestione del rischio di frodi sia diretto all'individuazione
degli ambiti a rischio di frode e delle risposte adeguate;
i sistemi
utilizzati per spendere i fondi UE nei paesi terzi consentano di recuperare i
dati pertinenti da utilizzare ai fini della gestione del rischio di frode (ad
esempio, doppi finanziamenti).
Se necessario,
saranno creati gruppi in rete e strumenti informatici adeguati per analizzare i
casi di frode collegati al settore degli aiuti esterni.
2.4         Stima
dei costi e dei benefici dei controlli
La media
annuale dei costi complessivi di controllo interno/gestione per l'intero portafoglio
EuropeAid è stimata a 658 milioni di euro di impegni nella pianificazione di
bilancio 2014-2020. Questo importo comprende la gestione del FES, che è
integrata nella struttura di gestione di EuropeAid. Questi costi non operativi
rappresentano circa il 6,4% della media annuale stimata di 10,2 miliardi di euro
prevista da EuropeAid per i suoi impegni complessivi (operativi e
amministrativi) nel suo portafoglio di spesa finanziato dal bilancio generale
dell'UE e dal Fondo europeo di sviluppo per il 2012. 
In questi
costi di gestione rientrano tutto il personale di EuropeAid presso la sede
centrale e nelle delegazioni, le infrastrutture, i viaggi, la formazione, il
monitoraggio, la valutazione e i contratti di audit (compresi quelli lanciati
dai beneficiari).
Col tempo
EuropeAid intende ridurre il rapporto attività di gestione/attività operative
nell'ambito della struttura perfezionata e semplificata dei nuovi strumenti,
basandosi sulle modifiche che saranno probabilmente introdotte a norma del
regolamento finanziario riveduto. I principali benefici in termini di costi di
gestione riguardano il conseguimento degli obiettivi strategici, l'uso
efficiente ed efficace delle risorse e l'attuazione di misure preventive e di
altre verifiche solide ed efficaci in termini di costi per garantire un uso
legittimo e regolare dei fondi.
La natura e la
portata delle attività di gestione e dei controlli di conformità continueranno
ad essere migliorate anche in futuro. I costi relativi a queste attività
continueranno tuttavia a dover essere sostenuti per una realizzazione efficace
ed efficiente degli obiettivi degli strumenti con un rischio minimo di non
conformità (meno del 2% di errore residuo). Si stima che questi costi siano
nettamente inferiori alle perdite che potrebbe comportare l'abolizione o la
riduzione dei controlli interni in questo settore ad alto rischio.
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA
DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.        Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate 
Secondo l’ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero 19.08 [Denominazione… ENI-Strumento europeo di vicinato] || SD/SND ([25]) || di paesi EFTA[26] || di paesi candidati[27] || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 4 || Strumento ENI || SND || NO || NO || NO || NO 
 5 ||   ENI – Spese amministrative   || SD || NO || NO || YES || NO 
·                        
Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la
creazione NESSUNA
Secondo l’ordine
delle rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione…………………………….] || Diss./Non diss. || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
   || [XX.YY.YY.YY] ||   || Sì/No || Sì/No || Sì/No || Sì/No 
3.2         Incidenza
prevista sulle spese 
3.2.1      Sintesi
dell'incidenza prevista sulle spese
Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 4 || Relazioni esterne 
 DG: <…….> ||   ||   || Anno N[28] 2014 || Anno N+1 2015 || Anno N+2 2016 || Anno N+3 2017 || Anno N+4 2018 || Anno N+5 2019 || Anno N+6 2020 || TOTALE || 
  Stanziamenti operativi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 
 ENI-Strumento europeo di vicinato (19.08) || Impegni || (1) || 2.181,076 || 2.347,302 || 2.408,952 || 2.501,395 || 2.637,736 || 2.806,952 || 2.952,883 || 17.836,296 || 
 Pagamenti || (2) || 1.852,576 || 2.001,902 || 2.051,252 || 2.170,595 || 2.249,836 || 2.349,252 || 2.498,583 || 15.173,996 || 
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici[29]   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio 19.01.04.02 ||   || (3) || 47,424 || 48,098 || 48,748 || 49,405 || 50,164 || 50,748 || 51,417 || 346,004 || 
 TOTALE degli stanziamenti per la DG <….> || Impegni || =1+1a +3 || 2.228,500 || 2.395,400 || 2.457,700 || 2.550,800 || 2.687,900 || 2.857,700 || 3.004,300 || 18.182,300 || 
 Pagamenti || =2+2a +3 || 1.900,000 || 2.050,000 || 2.100,000 || 2.220,000 || 2.300,000 || 2.400,000 || 2.550,000 || 15.520,000 || 
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 2.181,076 || 2.347,302 || 2.408,952 || 2.501,395 || 2.637,736 || 2.806,952 || 2.952,883 || 17.836,296 
 Pagamenti || (5) || 1.852,576 || 2.001,902 || 2.051,252 || 2.170,595 || 2.249,836 || 2.349,252 || 2.498,583 || 15.173,996 
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) || 47,424 || 48,098 || 48,748 || 49,405 || 50,164 || 50,748 || 51,417 || 346,004 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA <4> del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 || 2.228,500 || 2.395,400 || 2.457,700 || 2.550,800 || 2.687,900 || 2.857,700 || 3.004,300 || 18.182,300 
 Pagamenti || =5+ 6 || 1.900,000 || 2.050,000 || 2.100,000 || 2.220,000 || 2.300,000 || 2.400,000 || 2.550,000 || 15.520,000 
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || “Spese amministrative” 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N 2014 || Anno N+1 2015 || Anno N+2 2016 || Anno N+3 2017 || Anno N+4 2018 || Anno N+5 2019 || Anno N+6 2020 || TOTALE 
 DG: <…….> || 
  Risorse umane || 37,036 || 36,662 || 36,289 || 35,919 || 35,919 || 35,919 || 35,919 || 253,662 
  Altre spese amministrative || 2,244 || 2,192 || 2,173 || 2,155 || 2,155 || 2,155 || 2,155 || 15,227 
 TOTALE DG <…….> || Stanziamenti || 39,279 || 38,854 || 38,462 || 38,073 || 38,073 || 38,073 || 38,073 || 268,889 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 39,279 || 38,854 || 38,462 || 38,073 || 38,073 || 38,073 || 38,073 || 268,889 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N 2014 || Anno N+1 2015 || Anno N+2 2016 || Anno N+3 2017 || Anno N+4 2018 || Anno N+5 2019 || Anno N+6 2020 || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 2.267,779 || 2.434,254 || 2.496,162 || 2.588,873 || 2.725,973 || 2.895,773 || 3.042,373 || 18.451,189 
 Pagamenti || 1.939,279 || 2.088,854 || 2.138,462 || 2.258,073 || 2.338,073 || 2.438,073 || 2.588,073 || 15.788,889 
3.2.2      Incidenza
prevista sugli stanziamenti operativi 
–              
¨         La proposta/iniziativa non comporta
l'utilizzazione di stanziamenti operativi 
–              
ý         La proposta/iniziativa comporta
l'utilizzazione di stanziamenti operativi, come spiegato di seguito:
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)
 Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 RISULTATI 
 Tipo di risultato[30] || Costo medio del risultato || Costo || Costo || Costo || Costo || Costo || Costo || Costo || Costo totale 
 Programmi geografici[31] || 2072,023 || 2229,937 || 2288,504 || 2376,325 || 2505,849 || 2666,605 || 2805,238 || 16944,481 
 Programmi di cooperazione transfrontaliera[32] || 109,054 || 117,365 || 120,448 || 125,070 || 131,887 || 140,348 || 147,644 || 891,815 
 COSTO TOTALE || 2181,076 || 2347,302 || 2408,952 || 2501,395 || 2637,736 || 2806,952 || 2952,883 || 17836,296 
3.2.3      Incidenza
prevista sugli stanziamenti di natura amministrativa
3.2.3.1 Sintesi 
–              
¨         La proposta/iniziativa non comporta
l'utilizzazione di stanziamenti amministrativi 
–              
X          La
proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti amministrativi,
come spiegato di seguito:
Mio EUR (al terzo
decimale)
   || Anno N [33] 2014 || Anno N+1 2015 || Anno N+2 2016 || Anno N+3 2107 || Anno N+4 2018 || Anno N+5 2019 || Anno N+6 2020 || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 37,036 || 36,662 || 36,289 || 35,919 || 35,919 || 35,919 || 35,919 || 253,662 
 Altre spese amministrative || 2,244 || 2,192 || 2,173 || 2,155 || 2,155 || 2,155 || 2,155 || 15,227 
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 39,279 || 38,854 || 38,462 || 38,073 || 38,073 || 38,073 || 38,073 || 268,889 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Esclusa la RUBRICA 5[34] del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 46,898 || 47,534 || 48,170 || 48,806 || 49,441 || 50,077 || 50,713 || 341,639 
 Altre spese di natura amministrativa || 0,525 || 0,564 || 0,578 || 0,600 || 0,723 || 0,671 || 0,705 || 4,366 
 Totale parziale esclusa la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 47,424 || 48,098 || 48,748 || 49,405 || 50,164 || 50,748 || 51,417 || 346,004 
 TOTALE || 86,703 || 86,952 || 87,211 || 87,479 || 88,238 || 88,821 || 89,491 || 614,894 
3.2.3.2   Fabbisogno
previsto di risorse umane 
–              
¨         La proposta/iniziativa non comporta
l'utilizzazione di risorse umane 
–              
X          La
proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di risorse umane, come spiegato di
seguito:
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
 ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 2018 || Anno N+5 2019 || Anno N+6 2020 
  Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) || 
 || XX 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 137,8 || 136,4 || 135,1 || 133,7 || 133,7 || 133,7 || 133,7 
 || XX 01 01 02 (nelle delegazioni) || 78,4 || 77,6 || 76,8 || 76,0 || 76,0 || 76,0 || 76,0 
 || XX 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ||  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[35] || 
 || XX 01 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) || 9,3 || 9,2 || 9,1 || 9,0 || 9,0 || 9,0 || 9,0 
 || XX 01 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 04 yy[36] || - in sede[37] || 93,3 || 91,4 || 89,6 || 87,9 || 86,2 || 84,5 || 82,8 
 || - nelle delegazioni || 468,1 || 475,3 || 482,4 || 489,6 || 496,7 || 503,9 || 511,0 
 || XX 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || TOTALE || 786,9 || 790,0 || 793,1 || 796,2 || 801,6 || 807,1 || 812,6 
XX è il settore o il
titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse umane è coperto dal
personale della DG già assegnato alla gestione dell’azione e/o riassegnato
all’interno della stessa DG, integrato dall’eventuale dotazione supplementare
concessa alla DG responsabile nell’ambito della procedura annuale di assegnazione,
tenendo conto dei vincoli di bilancio.
3.2.4      Compatibilità
con il quadro finanziario pluriennale 2014-2020 
–              
X          La proposta/iniziativa è compatibile con il quadro finanziario
pluriennale 2014-2020.
–              
¨         La proposta/iniziativa implica una
riprogrammazione della pertinente rubrica del quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
–              
¨         La proposta/iniziativa richiede
l'applicazione dello strumento di flessibilità o la revisione del quadro
finanziario pluriennale[38].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
3.2.5      Partecipazione
di terzi al finanziamento 
–              
La proposta/iniziativa non prevede il cofinanziamento
da parte di terzi 
–              
X La
proposta/iniziativa prevede il cofinanziamento indicato di seguito:
 Il cofinanziamento è autorizzato nell'ambito dell'iniziativa, ma non vengono indicate cifre specifiche. 
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || Total 
 Specificare l’organismo di cofinanziamento || N/A ||   ||   ||   ||   ||   ||   || N/A 
 TOTALE stanziamenti cofinanziati || N/A ||   ||   ||   ||   ||   ||   || N/A 
3.3         Incidenza
prevista sulle entrate 
 –                        ý      La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle entrate. –                        N.B.: entrate di bilancio di entità marginale (rispetto all'entità globale dello strumento) possono provenire da rientri relativi a operazioni con capitale di rischio intraprese in collaborazione con le IFI. 
-        ¨         La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
-           ¨         sulle risorse proprie 
-           ¨         sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l'esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[39] 
 Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) 
 Articolo………… ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare la o le linee di spesa
interessate.
Precisare il metodo di
calcolo dell'incidenza sulle entrate.
[1]               La Commissione ha presentato una comunicazione sulla
sicurezza dell'approvvigionamento energetico e sulla cooperazione internazionale
dal titolo: "La politica energetica dell'UE: un impegno con i partner al
di là delle nostre frontiere", COM(2011) 539 del 7 settembre 2011.
[2]               La Commissione ha presentato una comunicazione sulla
cooperazione nel settore dei trasporti dal titolo: "L'Unione europea e le
regioni limitrofe: un approccio rinnovato alla cooperazione in materia di
trasporti", COM (2011) 415 del 7 luglio 2011.
[3]               piccole e medie imprese.
[4]               tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
[5]               compresa la promozione dell'agenda per un lavoro
dignitoso.
[6]               compresa la creazione di uno Spazio comune di conoscenza
e innovazione.
[7]               L'UE deve promuovere e sostenere efficacemente nel suo
vicinato l'azione a favore di uno sviluppo più resistente ai cambiamenti
climatici e efficiente in termini di emissioni di carbonio.
[8]               pace e sicurezza, riduzione della povertà, aiuti
umanitari, investire nella stabilità e nella crescita nei paesi
dell'allargamento e del vicinato, affrontare le sfide mondiali, promuovere gli
standard e i valori dell'UE e internazionali, sostenere la crescita e la
competitività all'estero.
[9]               Aiuto pubblico allo sviluppo. 
[10]             Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
[11]             GU L …
[12]             GU C … del …, pag. .
[13]             GU C … del …, pag. .
[14]             GU L 310 del 9.11.2006, pag. 1. 
[15]             GU L
[16]             GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
[17]             GU L
[18]             GU L
[19]             ABM: Activity Based Management (gestione per attività) –
ABB: Activity Based Budgeting (bilancio per attività).
[20]             A norma dell'articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b),
del regolamento finanziario.
[21]             COM(2011) 200 dell'8.3.2011.
[22]             Non si devono sottovalutare la diffusione dei servizi e
delle infrastrutture connessi alle TIC e l'incidenza di Internet sulla
crescita, la libertà di espressione e i valori democratici.
[23]             Le spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti
al regolamento finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html
[24]             A norma dell'articolo 185 del regolamento
finanziario.
[25]             SD= Stanziamenti dissociati / SND= Stanziamenti non
dissociati
[26]             EFTA: Associazione europea di libero scambio. 
[27]             Paesi candidati e, se del caso, paesi potenziali candidati
dei Balcani occidentali.
[28]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della proposta/iniziativa.
[29]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta. AC= agente contrattuale;
[30]             I risultati sono i prodotti e servizi da fornire (ad esempio:
numero di scambi di studenti finanziati, numero di km di strade costruiti ecc.)
[31]             La ripartizione è indicativa. La programmazione e
l'assegnazione dei fondi a norma del presente regolamento si baseranno sul
principio "more for more". 
[32]             A norma del regolamento FESR saranno messi a disposizione
importi analoghi per sostenere i programmi di CBC.
[33]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[34]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta. AC= agente contrattuale;
[35]             AC= agente contrattuale; AL= agente locale; END= esperto
nazionale distaccato; INT = personale interinale (intérimaire); JED = giovane
esperto in delegazione (jeune expert en délégation); 
[36]             Sottomassimale per il personale esterno previsto dagli
stanziamenti operativi (ex linee "BA").
[37]             Principalmente per i fondi strutturali, il Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[38]             Cfr. punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.
[39]             Per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi
doganali, contributi zucchero), gli importi indicati devono essere importi
netti, cioè importi lordi da cui viene detratto il 25% per spese di
riscossione.