CELEX: 51990PC0668(04)
Language: it
Date: 1991-01-09
Title: PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLA CONCLUSIONE DELL' ACCORDO IN FORMA DI SCAMBIO DI LETTERE TRA LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E LA REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE D' ALGERIA, CHE FISSA, PER IL PERIODO 1 NOVEMBRE 1987 - 31 DICEMBRE 1991, L' IMPORTO AGGIUNTIVO DA DETRARRE DAL PRELIEVO APPLICABILE ALL' IMPORTAZIONE NELLA COMUNITA DI OLIO D' OLIVA NON TRATTATO ORIGINARIO DELL' ALGERIA

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                        C0MC89) 668 def,
                                        Bruxelles, 5 febbraio 1990
                            Proposta di
                 REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
 che stabilisce norme sanitarie per la produzione e l'immissione
             sul mercato di carni fresche di pollame
                  (presentata dalla Commissione)
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                                    RELAZTONE
La Comunità deve adottare, entro il 31 dicembre 1992, le misure che
consentiranno di realizzare il mercato interno. La necessità di garantire la
libera circolazione dei prodotti di origine animale deve essere conciliata con
le esigenze della protezione della sanità pubblica.
La presente proposta intende armonizzare le norme sanitarie applicabili alle
carni di pollame. Le norme che sono state adottate nel quadro della direttiva
71/118/CEE del Consiglio, del 15 febbraio 1971, relativa a problemi sanitari
in materia di scambi di carni fresche di volatili da cortile, si applicano
soltanto ad una parte della produzione comunitaria dei prodotti a base di
carne. La presente proposta estende all'intera produzione comunitaria i
principi stabiliti da tale direttiva.
Per estendere ai mercati nazionali le norme fissate dalla direttiva 71/118/CEE
occorre tuttavia adottare alcune modifiche di carattere tecnico.
Alcune operazioni effettuate in laboratori che forniscono direttamente il
consumatore non sono disciplinate dalla presente proposta. Tali operazioni
restano sottoposte alle norme sanitarie generali applicabili alla produzione e
all'immissione sul mercato dei prodotti di origine animale e alle norme
sanitarie specifiche applicabili a determinati prodotti di origine animale (1).
Occorre inoltre regolerò in un quadro general© il caso degli stabilimenti che
non saranno in grado di rispettare tutte le norme previste entro il
1* gennaio 1993.
La presente proposta prevede infine la concessione di eventuali deroghe per
gli stabilimenti che hanno una produzione limitata.
La Commissione propone per talune decisioni d'applicazione la procedura del
comitato di regolamentazione. Nella fattispecie tale scelta è dettata dalla
volontà di non perturbare i meccanismi di gestione nel settore veterinario, ma
non rimette in questione la preferenza della Commissione per la formula del
comitato consultivo. La presente proposta figura nella tabella calendario
dell'allegato del Libro bianco sulla realizzazione del mercato interno.
(1) COM (89) 492 definitivo.
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                                      PROPOSTA
                                         dì
                             REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
          che stabilisce norme sanitarie per la produzione e l'immissione
                      sul mercato di carni fresche di pollame
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
 l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che le carni di pollame sono comprese nell'elenco dei prodotti
che figura nell'allegato II del trattato; che la produzione e gli scambi delle
carni dì pollame rappresentano una fonte importante di reddito per una parte
della popolazione agricola;
considerando che, ai fini di uno sviluppo razionale e di un aumento della
produttività, del settore, devono essere stabilite, a livello comunitario, le
norme sanitarie relative alla produzione e all'immissione sul mercato dei
relativi prodotti;
considerando che la Comunità deve adottare le misure intese alla progressiva
realizzazione del mercato interno entro un periodo che scade il
31 dicembre 1992;
considerando che l'istituzione di tali norme è fondamentale ai fini della
tutela della salute umana e della realizzazione del mercato interno;
considerando che i veterinari ufficiali addetti ai macelli dovrebbero essere
incaricati del controllo del benessere dei volatili destinati alla
macellazione;
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considerando che il conseguimento di questo obiettivo esige una modifica delle
norme stabilite dalla direttiva 71/118/CEE, del Consiglio del 15 febbraio 1971,
relativa a problemi sanitari in materia di scambi di carni fresche di volatili da
cortile (1), modificata da ultimo dalla direttiva 88/657/CEE (2), intesa ad
adeguarla ai nuovi orientamenti adottati a livello comunitario;
considerando che è necessario escludere dal campo di applicazione del presente
regolamento alcuni tipi di vendita diretta;
considerando che il presente regolamento non si applica ai prodotti venduti
direttamente dal produttore al consumatore;
considerando che, in seguito a situazioni particolari, alcuni stabilimenti in
attività prima del 1° gennaio 1992 potrebbero trovarsi nell'incapacità di
rispettare tutte le norme previste dal presente regolamento; che occorre regolare
il problema della eventuale concessione di deroghe limitate e temporanee per questi
stabilimenti nel quadro generale stabilito dalla decisione            CEE del
Consiglio, del                , relativa alle condizioni per la concessione di
deroghe limitate e temporanee alle norme sanitarie specifiche della Comunità per la
produzione e l'immissione sul mercato di prodotti di origine animale (3);
considerando che è opportuno rilevare che l'esclusione di determinate operazioni
dal campo d'applicazione del presente regolamento e la concessione di eventuali
deroghe alle norme sanitarie previste dal presente regolamento lascia
impregiudicato l'assoggettamento di tutte le operazioni di produzione e di
immissione sul mercato delle carni fresche di pollame alle norme sanitarie fissate
dal regolamento (CEE) n.           /      del Consiglio, del      , [che stabilisce
le norme sanitarie generali per la produzione e l'immissione sul mercato di
prodotti di origine animale e norme sanitarie specifiche per taluni prodotti di
origine animale] (4);
considerando che alla Commissione deve essere affidato il compito di stabilire le
modalità d'applicazione del presente regolamento; che, a questo scopo, occorre
istituire procedure di stretta ed efficace cooperazione tra la Commissione e gli
Stati membri in seno al comitato veterinario permanente,
(1) GU n. L  55 dell'8.03.1971, pag. 23
(2) GU n. L 382 del 31.12.1988, pag. 3
(3) GU n.
(4) GU n.
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HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                     Articolo 1
1. Il presente regolamento stabilisce norme sanitarie per la produzione e
   l'immissione sul mercato di carni fresche di pollame destinate al consumo umano,
   ottenute da:
   a) animali domestici delle specie seguenti: galline, tacchini, galline faraone,
      anatre, oche e piccioni;
   b) fagiani, quaglie e pernici, di allevamento.
2. Il presente regolamento non si applica:
   a) al sezionamento e al magazzinaggio di carni fresche di pollame effettuate nei
      negozi per la vendita al minuto o in locali adiacenti ai punti di vendita,
      dove il sezionamento e il magazzinaggio sono effettuati unicamente per la
      consegna diretta al consumatore finale;
   b) alle carni fresche che il produttore fornisce in casi particolari
      direttamente al consumatore finale per il proprio consumo, nell'azienda di
      allevamento o in un mercato vicino a tale azienda, escluse le vendite
      itineranti e le vendite per corrispondenza.
3. Se del caso, la Commissione adotta, secondo la procedura prevista
   all'articolo 15, le disposizioni opportune per l'applicazione uniforme del
   paragrafo 2.
4. Il presente regolamento lascia impregiudicate le norme comunitarie specifiche
   relative alle carni macinate o analogamente sminuzzate.
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                                        Articolo 2
Ai sensi del presente regolamento, si intende per :
(1)    "carni di pollame": tutte le parti idonee al consumo umano ottenute da:
    a) animali domestici delle specie seguenti: galline, tacchini, galline faraone,
       anatre, oche e piccioni;
    b) fagiani, quaglie e pernici di allevamento.
(2)    ''parrù fresche_ di pollame": carni di pollame, comprese le carni in imballaggi
       sotto vuoto o in atmosfera controllata, che non abbiano subito alcun
       trattamento destinato a garantire la conservazione, salvo il trattamento col
       freddo;
(3)    "carcjLSsa": il corpo intero di un volatile dopo dissanguamento, spiumatura ed
       eviscerazione; tuttavia, l'asportazione dei reni e la sezione delle zampe
       all'altezza del tarso e l'asportazione della testa sono facoltative;
(4)    "frattaglie": carni fresche di pollame ad esclusione di quelle della carcassa
       quale definita al punto 3, anche se rimangono in connessione naturale con la
       carcassa, nonché la testa e le zampe, se sono presentate separatamente dalla
       carcassa;
(5)    "visceri": le frattaglie che si trovano nella cavità toracica, addominale e
       pelvica, compresi la trachea e l'esofago e eventualmente il gozzo;
(6)    "veterinario ufficiale": il veterinario designato dall'autorità centrale
       competente dello Stato membro;
(7)    "ausiliario": la persona ufficialmente designata dall'autorità centrale
       Competente dello Stato membro, conformemente all'articolo 4, paragrafo 2, per
       collaborare con il veterinario ufficiale;
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(8)  "ispezione sanitaria ante mortem": l'ispezione del pollame vivo,
     praticato conformente al capitolo V dell'allegato I;
(9)  "ispezione sanitaria post mortem": l'ispezione del pollame nel macello,
     praticata immediatamente dopo la macellazione in conformità del capitolo
     VII dell'allegato I;
(10) "partita": il quantitativo di carne trasportato dallo stesso mezzo di
     trasporto;
(11) "mezzo di trasporto": le zone di carico dei veicoli da trasporto
     stradale, ferroviario e aereo e le stive delle navi o i contenitori per
     il trasporto terrestre, marittimo o aereo;
(12) "stabilimento": un macello riconosciuto, un laboratorio di sezionamento
     riconosciuto o un magazzino frigorifero riconosciuto;
(13) "condizionamento": la protezione delle carni fresche mediante un primo
     involucro o contenitore direttamente a contatto con le carni fresche,
     nonché lo stesso primo involucro o contenitore;
(14) "imballaggio": l'inserimento di carni fresche condizionate in un secondo
     contenitore, nonché quest'ultimo contenitore.
                                   Articolo 3
   Le carni fresche di pollame devono soddisfare le seguenti condizioni:
   A. Le carcasse e le frattaglie devono:
      (a) essere state ottenute in un macello riconosciuto e controllato in
          conformità dell'articolo 8;
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      (b) provenire da un animale che sia stato sottoposto ad un'ispezione sanitaria
          ante mortem da parte di un veterinario ufficiale o da ausiliari operanti
          sotto controllo del veterinario ufficiale, conformemente al disposto
          dell'articolo 4, e che, in seguito a tale ispezione, sia stato considerato
          atto alla macellazione ai fini degli scambi commerciali di carni fresche
          dì pollame;
      (e) essere state trattate in condizioni di igiene soddisfacenti in conformità
          del capitolo V dell'allegato I;
      (d) essere state sottoposte ad ispezione sanitaria post mortem da parte di un
          veterinario ufficiale o da ausiliari operanti sotto il controllo del
          veterinario ufficiale, conformemente alle disposizioni dell'articolo 4, e
          siano state riconosciute idonee al consumo umano, conformemente al
          capitolo VII dell'allegato I;
      (e) essere munite di un bollo sanitario conformemente al disposto del capitolo
          XI dell'allegato 1; se del caso, può essere adottata una decisione volta a
          modificare o integrare le disposizioni di tale capitolo, secondo la
          procedura di cui all'articolo 15, segnatamente in riferimento ai diversi
          modi di presentazione vigenti in commercio, purché tali modi siano
          conformi alle norme di igiene; in particolare, e in deroga al disposto del
          capitolo XI, le condizioni alle quali è autorizzata la commercializzazione
          in grandi confezioni di carcasse, parti di carcasse o frattaglie non
          marchiate a norma delle disposizioni del capitolo XI, paragrafo 60, punto
          3, lettera a), sono stabilite conformemente alla direttiva 80/879/CEE
          della Commissione (1);
      (f) essere state immagazzinate, in conformità del capitolo XII dell'allegato
          I, dopo l'ispezione postmortem, in condizioni di igiene soddisfacenti
          al.l'inteno degli stabilimenti o dei negozi riconosciuti e controllati
          conformemente all'articolo 8;
(1) GU n. L 251 del 24.09.1980, pag. 10.
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   (g) essere state adeguatamente imballate conformemente al capitolo XIII
       dell'allegato I; ove venga utilizzato un involucro protettivo, questo
       deve essere conforme ai requisiti previsti al medesimo capitolo.
       Se del caso, può essere adottata una decisione volta a modificare o
       integrare le disposizioni di tale capiloto secondo la procedura di cui
       all'articolo 16, segnatamente in riferimento ai diversi modi di
       presentazione vigenti in commercio, purché tali modi siano conformi alle
       norme di igiene; tutavia, le modalità adottate nell'ambito di tale
       procedura per quanto concerne il grado di trasparenza e di colorazione
       degli involucri di protezione devono lasciare visibili, su tali
       involucri, i marchi o le informazioni scritte imposte o ammesse dalle
       norme comunitarie;
   (h) essere state trasportate conformemente al capitolo XIV dell'allegato I.
B. (1) Le parti delle carcasse e le carni non disossate devono:
       (a) essere state sezionate nei laboratori di sezionamento
           riconosciuti e vigilati conformemente al disposto
           dell'articolo 8;
       (b) essere state sezionate ed ottenute nel rispetto delle condizioni
           di cui al capitolo IX dell'allegato I, e provenire da:
           - carni fresche di pollame provenienti da animali macellati
             nella Comunità e conformi ai requisiti dì cui alla sezione A; o
           - carni fresche di pollame importate dai paesi terzi in
             conformità delle disposizioni comunitarie in materia
             d'importazione di carni fresche di pollame in provenienza dai
             paesi terzi ;
       (e) essere state immagazzinate in condizioni conformi al disposto
           del capitolo XII dell'allegato I;
       (d) essere state controllate da un veterinario ufficiale
           conformemente al capitolo X dell'allegato I;
       (e) soddisfare le condizioni di cui al punto A, lettere e), e), g) e
           h).
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2. Quando i laboratori di sezionamento che trattano carni fresche diverse da quelle
   di pollame, tali carni fresche devono essere conformi alle norme comunitarie
   pertinenti.
   C. Le carni fresche che sono state immagazzinate, conformemente al presente
      regolamento, in un magazzino frigorifero riconosiuto da uno Stato membro e
      che non abbiano subito in seguito alcuna manipolazione, escluse le
      manipolazioni connesse con il magazzinaggio, devono soddisfare alle
      condizioni di cui al punto A, lettere e), e ) , f), g ) , h) e al punto B, oppure
      essere carni fresche di pollame importate dai paesi terzi nel rispetto dei
      regolamenti comunitari.
                                     Articolo 4
1. Nell'esecuzione delle ispezioni ante mortem e post mortem, dei controlli
   sanitari delle carni sezionate come disposto dal capitolo X dell'allegato I e
   nella vigilanza delle condizioni dì igiene da rispettare da parte degli
   stabilimenti a norma dei capitoli IV e VI dell'allegato I, il veterinario
   ufficiale può essere assistito da ausiliari che operano sotto il suo controllo e
   la sua responsabilità.
2. Possono fungere da ausiliari soltanto le persone che possiedono i requisiti di
   cui all'allegato II in seguito ad un esame organizzato dall'autorità centrale
   competente o dall'autorità designata da quest'ultima.
3. Gli ausiliari assistono il veterinario ufficiale unicamente nell'esecuzione
   delle seguenti operazioni:
   - vigilanza dell'applicazione delle norme di igiene di cui ai capitoli IV e VI
     dell'allegato I;
   - accertamento che, all'atto dell'ispezione sanitaria ante mortem, non sussista
     nessuno dei sintomi elencati al punto 28 del capitolo V dell'allegato I;
   - accertamento che, all'atto dell'ispezione sanitaria post mortem, non
     sussistano le condizioni elencate nel punto 48 del capitolo VIII dell'allegato
     li
   - controllo sanitario delle carni sezionate e immagazzinate, conformemente al
     capitolo X dell'allegato I;
   - vigilanza dei veicoli e dei contenitori adibiti al trasporto e delle
     condizioni di carico, conformemente al punto 69 del capìtolo XIV.
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                                   Articolo 5
   Fatte salve le disposizioni della direttiva 86/469/CEE del Consiglio (1),
   che completano lo condizioni di cui all'articolo 3, le carni fresche di
   pollame o gli animali devono essere stati sottoposti per campionamento, ad
   esami per la ricerca di residui, qualora il veterinario ufficiale ne
   sospetti la presenza in base agli esiti dell'ispezione sanitaria.
   Detto esame è effettuato per quanto riguarda i residui di sostanze ad
   azione farmacologica, i loro prodotti di conversione e altre sostanze
   trasmesse alle carni di pollame che possano costituire un pericolo per la
   salute umana.
   Qualora le carni di pollame esaminate presentino tracce di residui in
   quantitativi superiori alle tolleranze ammesse, devono essere dichiarate
   inadatte al consumo umano.
   Gli esami per la ricerca di residui devono essere effettuati conformemente
   a metodi comprovati e scientìficamente riconosciuti, in particolare secondo
   i metodi previsti dalla normativa comunitaria o da altre norme
   internazionali.
   Deve essere possibile valutare l'esame dei residui ricorrendo a metodi di
   riferimento stabiliti conformemente alla procedura di cui all'articolo 15.
   In ogni Stato membro deve essere designato conformemente alla procedura di
   cui all'articolo 16, almeno un laboratorio di riferimento per l'esame dei
   resìdui.
   Il Consiglio, deliberando su proposta della Commissione, stabilisce le
   tolleranze relative alle sostanze trasmesse alle carni che possano
   costituire un periocolo per la salute umana, escluse da quelle stabilite
   dalla direttiva 86//363/CEE (2) e dalla direttiva .../.../CEE (3) del
   Consiglio [che istituisce una procedura comunitaria per stabilire le
   tolleranze relative ai residui di medicinali veterinari].
(1) GU n. L 275 del 26.09.1986, pag. 36.
(2) GU n. L 221 del 07.08.1986, pag. 43.
(3) GU n. L
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                                    Articolo 6
Fatte salve le direttive 81/602/CEE (1) e 88/146/CEE (2) del Consiglio, non
possono essere immesse sul mercato le carni fresche di pollame:
(1) che presentino tracce di residui in quantitativi superiori alle tolleranze
    ammesse;
(2) che abbiano subito trattamenti con raggi ionizzanti o ultravioletti in
    condizioni diverse da quelle specificate dalla direttiva .../.../CEE del
    Consiglio (3) [relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
    membri per quanto concerne gli alimenti e gli ingredienti alimentari
    trattati con raggi ionizzanti];
(3) trattate con antibiotici, con conservanti o con preparati destinati ad
    intenerire le carni;
(4) che provengano da animali che presentino uno dei difetti elencati nel
    capitolo Vili dell'allegato 1.
                                   Articolo 7
1. Gli Stati membri affidano ad un servizio o ad un organismo centrale il
   compito di raccogliere ed utilizzano i risultati delle ispezioni
   ante-mortem e post-mortem effettuate dai veterinari ufficiali, qualora
   vengano diagnosticate malattie trasmissibili all'uomo.
   Qualora venga diagnosticata una di queste malattie, i dati concernenti il
   caso in questione devono essere comunicati al più presto all'autorità
   veterinaria competente per la vigilanza dell'allevamento dal quale
   provengono gli animali.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le informazioni concernenti
   determinate malattie e, in particolare, i casi in cui sono state
   diagnosticate malattie trasmissibili all'uomo.
(1) GU n. L 222 del 07.08.1981, pag. 32
(2) GU n. L 70 del 16.03.1988, pag. 16
(3) GU n. L
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3. La Commissione adotta, conformemente alla procedura di cui all'articolo 16, le
   modalità di applicazione del presente articolo e, in particolare:
   - la periodicità con la quale devono essere notificate le informazioni alla
     Commissione,
   - la natura delle informazioni,
   - le malattie per le quali occorre raccogliere informazioni,
   - le modalità di raccolta e di utilizzazione delle informazioni.
                                     Articolo 8
1. Ciascuno degli Stati membri redige un elenco degli stabilimenti riconosciuti. Ad
   ogni stabilimento è attribuito un numero veterinario. Gli Stati membri
   comunicano l'elenco agli altri Stati membri e Alla Commissione.
   Gli Stati membri riconoscono uno stabilimento soltanto quando è garantito il
   rispetto delle disposizioni del presente regolamento. Gli Stati membri revocano
   il riconoscimento qualora vengano a cessare le condizioni cui è subordinato il
   riconoscimento.
   Qualora venga eseguito un controllo conformemente all'articolo 9, lo Stato
   membro interessato tiene conto delle conclusioni che ne vengono tratte. Gli
   altri Stati membri e la Commissióne sono informati dell'eventuale ritiro del
   riconoscimento.
2. L'ispezione e la vigilanza degli stabilimenti sono effettuati sotto la
   responsabilità del veterinario ufficiale che può essere assistito, nei compiti
   esclusivamente materiali, da personale formato a questo scopo. Il veterinario
   ufficiale deve avere ogni momento libero accesso a tutte le parti dello
   stabilimento, per garantire il rispetto delle disposizioni del presente
   regolamento.
   Le modalità concernenti l'assistenza di'cui sopra sono stabilite conformemente
   alla procedura di cui all'articolo 16.
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3. La produzione del bollo sanitario e del materiale per la piombatura di cui al
   capitolo XI dell'allegato I deve essere autorizzata dalle autorità dello Stato
   membro che ne controlla l'uso.
                                      Articolo 9
Esperti veterinari della Commissione possono, ove ciò sia necessartio per garantire
l'applicazione uniforme del presente regolamento, effettuare controlli in loco;
essi possono verificare in particolare se gli stabilimenti sono effettivamente
conformi alle disposizioni del presente regolamento. La Commissione informa gli
Stati membri degli esiti di tali controlli.
Lo Stato membro nel cui territorio è effettuato un controllo fornisce agli esperti
tutta l'assistenza necessaria per l'espletamento dei compiti loro affidati.
Le disposizioni generali di applicazione del presente articolo sono stabilite
conformemente alla procedura di cui all'articolo 16. Conformemente alla medesima
procedura, viene elaborato un codice delle norme da seguire nell'esecuzione dei
controlli previsti dal presente articolo.
                                    Articolo    10
In deroga al disposto dell'articolo 3, punto A, lettera a ) , i volatili destinati
alla produzione di "foie gras" possono essere macellati, dissanguati e spiumati
nell'allevamento in cui sono ingrassati, a condizione che tali operazioni siano
effettuate in un locale separato, conforme alle condizioni di cui all'allegato I,
capitolo I, punto 13, lettera e), e che - conformemente all'allegato I, capitolo
XIV - le carcasse non eviscerate siano trasportate immediatamente in un laboratorio
di sezionamento riconosciuto e provvisto dal locale speciale di cui all'allegato I,
capitolo II, paragrafo 14, lettera b ) , punto iì), dove le carcasse devono essere
eviscerate entro 24 ore.
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                                     Articolo 11
1. Basandosi sui risultati di studi scientifici, la Commissione riesamina,
   conformemente alla procedura di cui all'articolo 15, le modalità concernenti le
   ispezioni sanitarie ante mortem e post mortem e le condizioni alle quali il
   pollame parzialmente eviscerato [o non eviscerato] può essere immesso sul
   mercato.
?. Fino all'adozione delle condizioni speciali concernenti il pollame parzialmente
   eviscerato [o non eviscerato], di cui al primo paragrafo, gli Stati membri
   possono autorizzare, nel rispetto delle norme generali del trattato,
   l'immissione sul mercato di tale pollame.
                                     Articolo 12
Le norme stabilite dal regolamento (CEE) n           del Consiglio (1), [relativo
ai controlli veterinari nel commerico intracomunitario, intese alla realizzazione
del mercato interno], sono applicabili, in particolare per quanto riguarda
l'organizzazione dei controlli, nonché le misure di salvaguardia da applicare
riguardo ai problemi sanitari in materia di produzione e di distribuzione di carni
fresche nel territorio della Comunità.
                                     Articolo 13
Le modifiche da apportare agli allegati del presente regolamento, in particolare
per adeguarli ai progressi tecnologici, sono decise dalla Commissione conformemente
alla procedura di cui all'articolo 15.
                                     Articolo 14
Fino all'entrata in vigore di norme comunitarie in materia di importazioni di carni
di pollame dai paesi terzi, gli Stati membri applicano a tali importazioni
condizioni almento equivalenti a quelle previste dal presente regolamento.
(1) GU n. L
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                                     Articolo 15
1. La Commissione è assistita dal comitato veterinario permanente, istituito dalla
   decisione 68/361/CEE del Consiglio (1), in appresso denominato "il comitato".
2. Ove si ricorre alla procedura di cui al presente articolo, si applicano le
   seguenti disposizioni.
3. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle
   misure da adottare. Il comitato formula il proprio parere sul progetto entro il
   termine che il suo presidente può fissare in funzione dell'urgenza della
   questione. Il parere è espresso alla maggioranza di cui all'articolo 148,
   paragrafo 2, del trattato, per quanto riguarda le decisioni che il Consiglio
   deve adottare su proposta della Commissione. In seno al comitato, ai voti dei
   rappresentanti degli Stati membri sì applica la ponderazione di cui all'articolo
   sopraccitato. Il presidente non partecipa alla votazione.
4. La Commissione adotta le misure previste se sono conformi al parere del comitato,
5. Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in assenza di
   parere, la Commissione presenta immediatamente al Consiglio una proposta
   relativa alle misure da adottare. Il Consiglio delibera alla maggioranza
   qualificata.
   Se il Consiglio ha deliberato non entro il termine di tre mesi a decorrere dalla
   data della presentazione della proposta, la Commissione adotta le misure
   proposte.
(1) GU n. L 255 del 18.10.1986, pag. 23
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                                    Articolo 16
Qualora si ricorra alla procedura definita nel presente articolo, si applicano
le disposizioni seguenti.
Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle
misure da adottare. Il comitato formula il proprio parere sul progetto entro
un termine che il presidente può fissare in base all'urgenza del problema in
esame, procedendo eventualmente a votazione.
Il parere è iscritto a verbale; ciascuno Stato membro ha inoltre il diritto di
chiedere che la sua posizione figuri nel verbale.
La Commissione tiene nella massima considerazione il parere formulato dal
comitato. Essa informa il comitato del modo in cui ha tenuto conto del suo
parere.
                                    Articolo 17
1. Possono essere concesse secondo la procedura di cui all'articolo 15 deroghe
    alle disposizioni dell'allegato I, punti da 1 a 16, per gli stabilimenti
    che hanno una produzione limitata.
?.. In sede di esame delle deroghe di cui al paragrafo 1, la Commissione prende
    in considerazione le informazioni e i criteri indicati agli articoli 2 e 3
    della decisione         /CEE del Consiglio, del               , [relativa
    alle condizioni per la concessione di deroghe temporanee e limitate alle
    norme sanitarie specifiche della Comunità per la produzione e l'immissione
    sul mercato di prodotti di origine animale].
3. Nel concedere le deroghe di cui al paragrafo 1, la Commissione stabilisce,
    secondo la procedura prevista dall'articolo 15, le condizioni generali e
    particolari per l'applicazione di ciascuna deroga.
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                                   Articolo 18
Secondo la procedura prevista all'articolo 16, la Commissione può elaborare
raccomandazioni accompagnate da linee direttrici concernenti la buona prassi
di fabbricazione relativa alle diverse fasi della produzione e dell'immissione
sul mercato.
                                   Articolo 19
1. La direttiva 71/118/CEE è abrogata con effetto a decorrere dal 1° gennaio
   1993.
2. Tuttavia, le disposizioni d'applicazione adottate nel quadro della
   direttiva 71/118/CEE rimangono in vigore in relazione al presente
   regolamento.
                                   Articolo 20
Il presente regolamento entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso é si applica a decorrere dal 1° gennaio 1993.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,                                 Per il Consiglio
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                                     ALLEGATO I
          CONDIZIONI GENERALI PER IL RICONOSCIMENTO DEGLI STABILIMENTI
Gli stabilimenti debbono comprendere almeno:
1. Nei locali in cui sono prodotte, lavorate o immagazzinate le carni fresche:
   (a) un pavimento impermeabile, facile da pulire e disinfettare,
       imputrescibile e costruito in modo da agevolare il drenaggio
       dell'acqua: l'acqua deve defluire attraverso canali di scolo muniti di
       grate e dì sifoni per eliminare gli odori. Tuttavìa, questi
       stabilimenti devono avere:
       - per quanto riguarda i locali di cui al capìtolo I, paragrafo 13,
         lettera f ) , al capitolo II, paragrafo 14, lettera a) e al capitolo
         III, paragrafo 15, lettera a ) , un pavimento impermeabile, facile da
         pulire e disinfettare, imputrescibile e costruito in modo da
         agevolare l'evacuazione dell'acqua o, per quanto riguarda i locali di
         cui al paragrafo 15, lettera a ) , munito di un dispositivo mediante il
         quale l'acqua possa essere agevolmente rimossa;
       - per quanto riguarda i locali di cui al capitolo III, paragrafo 16,
         lettera a ) , un pavimento impermeabile e imputrescibile;
   (b) pareti lisce, durevoli, impermeabili, rivestite o verniciate con
       materiale di color chiaro e lavabile fino all'altezza di almeno 2 m, e
       di almeno 3 m nei locali in cui viene praticata la macellazione; nelle
       celle frigorifere o nei locali di refrigerazione, nonché nei magazzini,
       il rivestimento delle pareri deve giungere almeno fino all'altezza di
     . magazzinaggio.
       Gli angoli fra il pavimento e le pareti devono essere arrotondati o
       rifiniti in modo analogo, tranne per quanto riguarda i locali di cui
       capitolo III, paragrafo 16, lettera a ) .
       Tuttavia, la presenza di pareti in legno nei locali di cui al capitolo
       III paragrafo 16, non costituisce una ragione valida per il ritiro del
       riconoscimento, a condizione che siano state installate anteriormente
       al 1° gennaio 1983.
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   (e) porte in materiale inalterabile, inattaccabile dalla corrosione e, se di
       legno, rivestite o verniciate in modo da essere lisce o impermeabili su ambo
       i lati;
   (d) materiali di isolazione imputrescibili e che non emanino odori;
   (e) un'adeguata ventilazione e, ove occorra, un efficace sistema di estrazione
       del vapore;
   (f) un'adeguata illuminazione naturale o artificiale che non alteri 1 colori.
   (g) un soffitto pulito e di agevole pulizia; in caso contrario, un contro
       soffitto che risponda a tali requisiti sul lato visibile;
2.(a)  nelle più immediate vicinanze dei posti di lavoro, un numero sufficiente di
       dispositivi per la pulizia e la disinfezione delle mani e per la pulizia
       degli utensili con acqua calda. I rubinetti non devono essere del tipo
       azionabile a mano. Per la pulizia delle mani, tali dispositivi devono
       erogare acqua corrente calda e fredda o acqua premiscelata alla temperatura
       adatta e prodotti per la pulizia e la disinfezìone, e disporre di accessori
       che consentano l'asciugatura delle mani in modo igienico;
   (b) dispositivi per la disinfezione degli strumenti, mediante acqua calda
       erogata ad una temperatura non inferiore a 82°C.
3. dispositivi adeguati di protezione contro parassiti come insetti, roditori, ecc.
4. (a) strumenti e attrezzature da lavoro, come i tavoli per il sezionamento, i
       tavoli con piani di sezionamento staccabili, i contenitori, i nastri
       trasportatori e le seghe, in materiale resistente alla corrosione, che non
       trasmetta colori alle carni e di agevole pulizia e dis infezione. L'impiego
       di legno è vietato tranne nei locali in cui le uniche carni fresche di
       pollame immagazzinate sono carni fresche di pollame imballate in modo
       igienico;
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   (b) strumenti ed attrezzature resistenti alla corrosione, conformi ai
       requisiti d'igiene per:
       - la manipolazione delle carni di pollame,
       - il magazzinaggio di contenitori di carni, in modo che né le carni né
          i contenitori vengano direttamente a contatto con il pavimento o le
          pareti;
   (e) dispoditivi che consentano la manipolazione nel rispetto delle norme di
       igiene e la protezione delle carni di pollame durante le operazioni di
       carico e scarico;
   (d) contenitori speciali a tenuta stagna in materiale inattaccabile dalla
       corrosione, muniti di coperchi e di dispositivi di chiusura per
       impedire l'asportazione di materiale da parte di persone non
       autorizzate, per depositarvi carni non destinate al consumo umano, o,
       qualora i quantitativi siano sufficientemente elevati o le carni e le
       frattaglie non siano rimossi o distrutti al termine di ogni giornata di
       lavoro, un locale munito di serratura, per il deposito di tali
       materiali; se per l'evacuazione delle carni vengono utilizzate
       condutture, queste ultime devono essere concepite e costruite in modo
       da evitare qualsiasi rischio di contaminazione delle carni fresche;
5. Un impianto di refrigerazione per mantenere la temperatura interna delle
   carni ai livelli stabiliti dal presente regolamento. L'impianto in
   questione deve comprendere un sistema di drenaggio dell'acqua di
   condensazione, che escluda qualsiasi possibilità di contaminazione delle
   carni;
6. un impianto che eroghi esclusivamente acqua potabile ai sensi della
   direttiva 80/778/CEE; é tuttavia autorizzato, a titolo eccezionale,
   l'impiego di acqua non potabile per la produzione di vapore, per la lotta
   antincendio e per il raffreddamento delle macchine frigorifere, a
   condizione che le relative condutture non consentano l'impiego di
   quest'acqua per altri fini e non presentino rischi di contaminazione delle
   carni fresche. Le condutture dell'acqua non potabile devono essere
   nettamente distinte da quelle dell'acqua potabile.
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7.  un'erogazione appropriata di acqua potabile calda ai sensi della direttiva
    80/778/CEE;
8.  un dispositivo per l'evacuazione delle acque di scarico che risponda alle
    norme d'igiene;
9.  un locale munito di serratura, adeguatamente equipaggiato, destinato
    esclusivamente al servizio veterinario; o, nel caso dei depositi di cui al
    capitolo III, paragrafo 16, attrezzature appropriate.
10. attrezzature adeguate per poter effettuare, con la massima efficienza e in
    qualsiasi circostanza, le ispezioni veterinarie previste dal presente
    regolamento;
11. un numero adeguato di spogliatoi, muniti di pavimenti e pareti lisci,
    impermeabili e lavabili, di lavabi, docce e latrine con sciacquone. Queste
    ultime non devono consentire un accesso diretto ai locali di lavoro. I
    lavabi devono erogare acqua calda e fredda e acqua premiscelata alla
    temperatura appropriata, prodotti per la pulizia e la disinfezione delle
    mani e disporre di accessori che consentano l'asciugatura delle mani in
    modo igienico; i ribinetti dei lavabi non devono essere del tipo
    azionabile con le mano o con le braccia; dev'essere installato un numero
    sufficiente di lavabi nelle vicinanze delle latrine;
12. una zona attrezzata in modo adeguato per lavare e disinfettare le gabbie e
    i mezzi di trasporto. La presenza di tale zona e dei dispositivi in
    questione non è obbligatoria qualora Vigano disposizioni a norma delle
    quali i mezzi di trasporto devono essere puliti e disinfettati presso
    impianti ufficialmente autorizzati.
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                                   CAPITOLO I
        CONDIZIONI SPECIALI PER IL RICONOSCIMENTO DEI MACELLI DI POLLAME
13. Oltre ai requisiti generali, i macelli di pollame devono comprendere
    almeno:
    (a) un locale o una zona coperta sufficientemente vasta, di agevole
        pulizia e disinfezione, per l'esecuzione delle ispezioni ante mortem
        del pollame;
    (b) un locale speciale o una zona coperta di agevole pulizia e
        disinfezione, destinata esclusivamente al pollame malato o che si
        sospetta sia colpito da malattie;
    (e) un locale per la macellazione abbastanza ampio da consentire, in
        appositi reparti separati, le operazioni di stordimento e di
        dissanguamento, da un lato, e di spiumatura ed eventualmente di
        scottatura, dall'altro. Ogni comunicazione tra il locale per la
        macellazione e il locale o la zona di cui alla lettera a ) , diversa
        dall'apertura ridotta destinata al semplice passaggio del pollame
        destinato alla macellazione, dev'essere munita di una porta a chiusura
        automatica;
    (d) un locale per l'eviscerazione e la preparazione, abbastanza ampio per
        consentire che l'operazione di eviscerazione venga attuata a distanza
        sufficiente dagli altri posti di lavoro, o separata da questi ultimi
        da un tramezzo per impedire eventuali contaminazioni. Ogni
        comunicazione tra il locale di eviscerazione e di preparazione e
        quello adibito alla macellazione, diversa dall'apertura ridotta
        destinata al semplice passaggio del pollame macellato, dev'essere
        munita di una porta a chiusura automatica;
    (e) ove occorra, un locale per le spedizioni;
    (f) una o più celle frigorifere o di refrigerazione, sufficientemente
        vaste;
    (g) un locale o una zona per il recupero delle piume, tranne qualora
        queste vengano trattate come rifiuti.
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                                   CAPITOLO II
   CONDIZIONI SPECIALI PER IL RICONOSCIMENTO DEI LABORATORI DI SELEZIONAMENTO
                                   DEL POLLAME
14. Oltre ai requisiti generali, i laboratori di sezionamento del pollame
    devono comprendere almeno:
    (a) celle frigorifere o di refrigerazione, sufficientemente vaste, per la
        conservazione delle carni e, in caso vengano immagazzinate nello
        stabilimento carni confezionate, un deposito frigorifero separato per
        le carni imballate;
    (b) (i)  un locale per il sezionamento, il disossamento e il confezionamento,
             munito di un termometro registratore o un teletermometro registratore;
        (ii) qualora nel laboratorio si effettui l'eviscerazione, un locale per
             l'eviscerazione delle anatre e delle oche allevate per la produzione di
             "foie gras" già sottoposte alle operazioni di stordimento,
             dissanguamento e spiumatura nel loro allevamento;.
    (e) un locale per l'imballaggio, se questo viene effettuato nel laboratorio di
        sezionamento e purché siano soddisfatte le condizioni previste
        nell'allegato, capitolo XI, paragrafo 62 del regolamento del Consiglio (CEE)
        n.          che stabilisce le norme sanitarie per la produzione e
        l'immissione sul mercato di carni fresche e abroga la direttiva 64/433/CEE;
    (d) un locale per il magazzinaggio dei materiali necessari per il
        confezionamento e l'imballaggio, se tali operazioni sono effettuate nel
        laboratorio di sezionamento;
    (e) un impianto frigorifero nei locali di cui alla lettera e ) , per mantenere le
        carni ad una temperatura interna non superiore a + 4°C.
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                                     CAPITOLO III
                CONDIZIONI SPECIALI PER TL RICONOSCIMENTO DEI MAGAZZINI
15. Oltre ai requisiti generali, i magazzini in cui sono depositate le carni fresch
    di pollame conformemente al capitolo XIII, paragrafo 61, primo comma, devono
    comprendere almeno:
    (a) locali di frigoriferi e di refrigerazione sufficientemente ampi, di agevole
        pulizia, in cui le carni possano esservi depositate e mantenute alle
        temperature previste al paragrafo 61, primo comma;
    (b) un termometro registratore o un teletermometro registratore in ciascuna zon
        dì magazzinaggio.
16  Oltre ai requisiti generali, i magazzini in cui sono depositate le carni freschi
    conformemente ài capitolo XIII, paragrafo 61, secondo comma, devono comprendere
    almeno :
    (a) locali sufficientemente ampi, dì agevole pulizia, in cui le carni possano
        essere depositate e mantenute alle temperature previste al paragrafo 61,
        secondo comma;
    (b) un termometro registratore o un teletermometro registratore in ciascuna
        delle zone di magazzinaggio.
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                                   CAPITOLO II
   CONDIZIONI SPECIALI PER IL RICONOSCIMENTO DET LABORATORI DI SELEZIONAMENTO
                                   DEL POLLAME
14. Oltre ai requisiti generali, i laboratori di sezionamento del pollame
    devono comprendere almeno:
    (a) celle frigorifere o di refrigerazione, sufficientemente vaste, per la
        conservazione delle carni e, in caso vengano immagazzinate nello
        stabilimento carni confezionate, un deposito frigorifero separato per
        le carni imballate;
    (b) (i)  un locale per il sezionamento, il disossamento e il confezionamento,
             munito di un termometro registratore o un teletermometro registratore;
        (ìi) qualora nel laboratorio si effettui l'eviscerazione, un locale per
             l'eviscerazione delle anatre e delle oche allevate per la produzione di
             "foie gras" già sottoposte alle operazioni di stordimento,
             dissanguamento e spiumatura nel loro allevamento;.
    (e) un locale per l'imballaggio, se questo viene effettuato nel laboratorio di
        sezionamento e purché siano soddisfatte le condizioni previste
        nell'allegato, capìtolo XI, paragrafo 62 del regolamento del Consiglio (CEE)
        n.          che stabilisce le norme sanitarie per la produzione e
        l'immissione sul mercato di carni fresche e abroga la direttiva 64/433/CEE;
    (d) un locale per il magazzinaggio dei materiali necessari per il
        confezionamento e l'imballaggio, se tali operazioni sono effettuate nel
        laboratorio di sezionamento;
    (e) un impianto frigorifero nei locali di cui alla lettera e), per mantenere le
        carni ad una temperatura interna non superiore a + 4°C.
 ---pagebreak---                                         - 25 -
                                     CAPITOLO III
                CONDIZIONI SPECIALI PER IL RICONOSCIMENTO DEI MAGAZZINI
15. Oltre ai requisiti generali, i magazzini in cui sono depositate le carni fresche
    di pollame conformemente al capitolo XIII, paragrafo 61, primo comma, devono
    comprendere almeno:
    (a) locali di frigoriferi e di refrigerazione sufficientemente ampi, di agevole
        pulizia, in cui le carni possano esservi depositate e mantenute alle
        temperature previste al paragrafo 61, primo comma;
    (b) un termometro registratore o un teletermometro registratore in ciascuna zona
        di magazzinaggio.
16  Oltre ai requisiti generali, i magazzini in cui sono depositate le carni fresche
    conformemente al capìtolo XIII, paragrafo 61, secondo comma, devono comprendere
    almeno :
    (a) locali sufficientemente ampi, di agevole pulizìa, in cui la carni possano
        essere depositate e mantenute alle temperature previste al paragrafo 61,
        secondo comma;
    (b) un termometro registratore o un teletermometro registratore in ciascuna
        delle zone dì magazzinaggio.
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                                   CAPITOLO  IV
              IGTENE DEL PERSONALE. DEI LOCALI E DELLE ATTREZZATURE
                               NEGLI STABILIMENTI
17. E' richiesto il massimo grado di pulizia per quanto riguarda il personale,
    i locali e le attrezzature :
    (a) in particolare, il personale deve indossare abiti da lavoro e
        copricapo che, ove occorra, proteggano anche la nuca, puliti.     Gli
        addetti alla macellazione degli animali ed alla lavorazione o alla
        manipolazione delle carni devono lavarsi e disinfettarsi le mani più
        volte durante la giornata di lavoro, oltre che ad ogni ripresa del
        lavoro.  Le persone che abbiano maneggiato animali malati o carni
        infette devono lavarsi immediatamente ed accuratamente mani e braccia
        con acqua calda e poi disinfettarle.    Nei locali di lavoro e di
        deposito è vietato fumare;
    (b) negli stabilimenti non possono entrare animali tranne, per quanto
        riguarda i macelli, quelli destinati alla macellazione.    Roditori,
        insetti ed altri parassiti devono essere sistematicamente distrutti;
    (e) le attrezzature e gli utensili utilizzati nelle operazioni effettuate
        sulle carni devono essere tenuti puliti ed in buono stato di
        manutenzione.  Essi devono essere accuratamente puliti e disinfettati
        più volte nel corso di una giornata lavorativa, al termine della
        giornata e, ogni qualvolta siano stati insudiciati, prima di essere
        riutilizzati;
    (d) le gabbie utilizzate per il trasporto del pollame devono essere
        costruite con materiale inattaccabile dalla corrosione, di facile
        pulizia e disinfezione.  Esse devono essere pulite e disinfettate ogni
        volta che vengono svuotate.
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18. I fabbricati, gli strumenti e gli utensili da lavoro devono essere
    utilizzati esclusivamente per la lavorazione di carni fresche di poliamo o
    di coniglio o di cacciagione, conformemente al regolamento (CEE)
    n       /.. (carni di selvaggina e di conigli).  Tale disposizione non si
    applica ai materiali da trasporto utilizzati nei locali di cui al capitolo
    III, paragrafo 16, lettera a), se le carni sono imballate.   Gli strumenti
    da taglio devono essere utilizzati unicamente per il sezionamento delle
    carni di pollame.
    (a) Il conduttore od il proprietario dello stabilimento, od il suo
        rappresentante, debbono accertare regolarmente, mediante controlli, il
        rispetti) delle norme generali di igiene nella produzione nel loro
        stabilimento, anche mediante controlli microbiologici, conformemente
        al quarto comma.
        Detti controlli vertono sugli utensili, sulle attrezzature e sugli
        impianti, a tutti gli stadi della produzione e, se del caso, sui
        prodotti stessi.
        Essi debbono essere in grado di fornire al veterinario ufficiale o
        agli esperti veterinari della Commissione, su richiesta del servizio
        ufficiale, informazioni sul tipo, la frequenza e gli esiti dei
        controlli effettuati al riguardo, comunicando, se del caso, il nome
        del laboratorio di ricerca.
        Il tipo e la frequenza dei controlli, nonché i metodi di campionamento
        e di esame batteriologico sono stabiliti conformemente alla procedura
        di cui all'articolo 15.
    (b> Il veterinario ufficiale esamina regolarmente gli esiti dei controlli
        di cui alla lettera a).   Egli può', in funzione di tale analisi,
        procedere ad ulteriori esami microbiologici, a tutti gli stadi della
        produzione o sui prodotti.
        Gli esiti di queste analisi sono trascritti in una relazione, le cui
        conclusioni e raccomandazioni sono notificate al conduttore dello
        stabilimento, che provvede a porre rimedio ai difetti constatati,
        nell'ottica di un miglioramento delle condizioni di igiene.
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19. Le carni di pollame ed i relativi contenitori non devono venire a contatto
    diretto con il pavimento.  Penne, piume e sottoprodotti della macellazione
    devono essere asportati immediatamente dal pavimento del locale.
20. Va usata, per qualsiasi scopo, acqua potabile;  tuttavia, si può'
    utilizzare l'acqua non potabile in casi eccezionali, per la produzione di
    vapore, a condizione che le relative condutture non consentano l'uso
    dell'acqua in esse contenuta per altri scopi e non comportino rischi di
    contaminazione delle carni fresche di pollame.  Inoltre, l'acqua non
    potabile può* essere utilizzata in casi eccezionali negli impianti di
    refrigerazione.  Le condutture dell'acqua non potabile devono essere
    chiaramente distinte da quelle dell'acqua potabile.
21. E' vietato spargere sul pavimento dei locali di lavoro e di magazzinaggio
    delle carni fresche segatura o altre sostanze analoghe.
??. Detersivi, disinfettanti ed altre sostanze analoghe devono essere
    utilizzati in modo da evitare effetti nocivi su strumenti, attrezzature da
    lavoro e carni fresche di pollame.  Dopo il loro impiego, occorre
    sciacquare accuratamente gli strumenti e le attrezzature da lavoro con
    acqua potabile.
23. La lavorazione e la manipolazione delle carni è vietata alle persone che
    possono essere fonte di contaminazione.
24. Qualsiasi persona addetta alla lavorazione od alla manipolazione di carni
    fresche deve essere provvista di un certificato medico attestante che
    nulla osta all'esercizio di tale attività.  Il certificato medico deve
    essere rinnovato ogni anno, salvo qualora venga riconosciuto,
    conformemente alla procedura di cui all'articolo 15, un altro regime di
    controllo medico del personale.
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                                   CAPITOLO  V
                         ISPEZIONE SANITARIA ANTE MORTEM
25. Il pollame destinato alla macellazione deve essere sottoposto ad
    un'ispezione ante mortem entro 24 ore dall'arrivo nel macello.
    L'ispezione deve essere ripetuta immediatamente prima della macellazione,
    qualora siano trascorse più di 24 ore dalla prima ispezione.
    L'identità del pollame deve essere dimostrata all'arrivo al macello.
    Il conduttore del macello od il suo agente devono agevolare l'esecuzione
    delle ispezioni sanitarie ante mortem, in particolare qualsiasi
    manipolazione ritenuta necessaria.
    Tuttavia, nel caso delle anatre e delle oche allevate per la produzione di
    "foie gras", che sono state stordite, dissanguate e spiumate
    nell'allevamento di provenienza, l'ispezione ante mortem può' essere
    effettuata nell'ultima settimana dell'ingrasso.
26. L'ispezione ante mortem può' essere limitata alla ricerca di danni causati
    dal trasporto, se il pollame è stato sottoposto ad ispezione
    nell'allevamento di origine nelle ultime 24 ore ed è stato giudicato
    sano.  Qualora l'ispezione ante mortem nell'allevamento di orìgine e
    presso il macello non sia effettuata dallo stesso veterinario ufficiale,
    gli animali devono essere accompagnati da un attestato sanitario in cui
    devono figurare le informazioni indicate nell'allegato III.
    Nel caso delle anatre e delle oche allevate per la produzione di "foie
    gras" e che sono state stordite, dissanguate e spiumate nell'allevamento
    di origine, l'attestato di cui all'allegato IV deve accompagnare le
    carcasse non eviscerate al loro arrivo nel laboratorio di sezionamento,
    che deve essere munito di un locale separato per l'eviscerazione.
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27. (a) L'ispezione ante mortem deve essere effettuata in condizioni di
        illuminazione adeguate;
    (b) il veterinario ufficiale deve accertare, per quanto riguarda gli
        animali consegnati al macello, l'osservanza delle norme comunitarie in
        materia di benessere degli animali.
28. L'ispezione deve permettere di accertare :
    (a) se il pollame è affetto da una malattia trasmissibile all'uomo o ad
        altri animali o se presenta sintomi o uno stato generale che possano
        far sospettare l'eventuale insorgenza di una tale malattia;
    (b) se esso presenta sintomi di una malattia o di un'alterazione dello
        stato generale che possano renderne le carni non idonee al consumo
        umano.
29. Il pollame affetto da peste aviaria, malattia di Newcastle, rabbia,
    salmonellosi, colera od ornitosi va dichiarato non idoneo al consumo umano.
30. Non possono essere macellati a scopo di consumo umano allo stato di carni
    fresche gli animali per i quali sia stato accertato :
    - la presenza di pollame malato nel macello,
    - in base ad informazioni sanitarie concernenti la loro provenienza,
      che sono venuti a contatto con volatili affetti da peste aviaria,
      malattia di Newcastle, rabbia, salmonellosi, colera od ornitosi in
      circostanze tali che la malattia potrebbe essere stata loro trasmessa.
31. Il pollame di cui ai paragrafi 28, 29 o 30 deve essere macellato
    separatamente ed in ultimo luogo.
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                                   CAPITOLO  VI
                             IGIENE DELLA MACELLAZIONE
32. Il pollame introdotto nei locali del macello deve essere macellato
    immediatamente dopo essere stato stordito.   Tuttavia, l'operazione di
    stordimento può' essere omessa se è vietata da un rito religioso.
33. Il dissanguamento deve essere eseguito e completato in modo che il sangue
    non contamini locali diversi da quello della macellazione.
34. Il pollame macellato deve essere spiumato immediatamente e completamente.
35. L'eviscerazione deve essere effettuata immediatamente.   La carcassa dove
    essere aperta in modo tale che le cavità e tutti i visceri possano essere
    ispezionati.   A tal fine, il fegato, la milza ed il tubo digerente devono
    essere tolti dalla carcassa in modo che questa non venga contaminata e che
    le connessioni naturali dei visceri siano mantenute fino al momento
    dell' ispezione.
    Tuttavia, le anatre e le oche allevate e macellate per la produzione di
    "foie gras" possono essere eviscerate entro 24 ore dalla macellazione, a
    condizione che le carcasse non eviscerate siano portate al più presto alla
    temperatura prevista al capitolo XII, paragrafo 61, primo comma, e
    mantenute a tale temperatura, e siano trasportate conformemente alle norme
    di igiene.
36. Dopo l'ispezione, i visceri tolti devono essere immediatamente separati
    dalla carcassa e le parti non idonee al consumo umano devono essere
    immediatamente asportate.
    Ad eccezione dei reni, ì visceri o le parti di visceri rimasti nella
    carcassa devono essere completamente asportati, se possibile in condizioni
    di igiene soddisfacenti.
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37. E* vietato insufflare le carni di pollame, utilizzare panni per la loro
    pulizia o riempire la carcassa con prodotti diversi da frattaglie
    commestibili provenienti da pollame macellato nel macello.
38. E' vietato procedere, prima che l'ispezione sia stata ultimata, alla
    suddivisione della carcassa e a qualsiasi asportazione o trattamento delle
    carni.  Il veterinario ufficiale può' esigere qualsiasi altra
    manipolazione necessaria ai fini dell'ispezione.
39. Le carni trattenute in quanto dichiarate non idonee al consumo umano
    conformemente al paragrafo 48 o non ammesse al consumo umano conformemente
    al paragrafo 49, le piume ed i rifiuti devono essere trasportati al più
    presto nei locali, nelle zone o nei recipienti di cui al paragrafo 4,
    lettera d ) , e devono essere manipolati in modo da limitare al minimo
    possibilità di contaminazione.
40. Dopo l'ispezione e l'eviscerazione, le carni fresche di pollame devono
    essere pulite immediatamente e refrigerate conformemente alle norme di
    igiene.
41. Le carcasse destinate ad essere sottoposte a refrigerazione per immersione
    conformemente al procedimento descritto nel paragrafo 42 devono,
    immediatamente dopo l'eviscerazione, essere lavate accuratamente a spruzzo
    e sottoposte al procedimento di immersione.    Il lavaggio a spruzzo deve
    essere effettuato mediante attrezzature che consentano un'efficace pulizia
    delle superfici interne ed esterne.
    Per le carcasse aventi un peso :
        non superiore a 2,5 leg, devono essere utilizzati almeno 1,5 1 di acqua
        per carcassa,
        compreso tra 2,5 e 5 kg, devono essere utilizzati almeno 2,5 1 di
        acqua per carcassa,
        uguale o superiore a 5 kg, devono essere utilizzati almeno 3,5 1 di
        acqua per carcassa.
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42. Il procedimento di refrigerazione per immersione deve rispondere ai
    seguenti requisiti :
    (a) le carcasse devono passare attraverso una o più cisterne piene di
        acqua o di acqua e ghiaccio continuamente rinnovati.  E' ammesso
        soltanto un sistema basato sul principio che le carcasse siano
        costantemente spinte mediante mezzi meccanici attraverso un flusso di
        acqua che corre in senso contrario;
    (b) la temperatura dell'acqua della cisterna o delle cisterne, misurata ai
        punti di entrata e di uscita delle carcasse, non deve essere
        superiore, rispettivamente, a + 16°C e + 4°C;
    (e) la temperatura indicata nel capitolo XII deve essere raggiunta nel più
        breve intervallo di tempo possibile;
    (d) il flusso minimo di acqua nell'intero procedimento di refrigerazione
        di cui alla lettera a) deve essere di :
        - 2,5 1 per le carcasse aventi un peso uguale o inferiore a 2,5 kg,
        - 4 1 per le carcasse aventi un peso compreso fra 2,5 e 5 kg,
        - 6 1 per le carcasse aventi un peso uguale o superiore a 5 kg.
        Qualora vengano utilizzate più cisterne, il flusso di acqua fresca in
        entrata ed il flusso di acqua usata in uscita in ciascuna delle
        cisterne devono essere regolati in modo da diminuire progressivamente
        nel senso dello spostamento delle carcasse, e l'acqua fresca suddivisa
        fra le cisterne in modo che il flusso in entrata nell'ultima cisterna
        non sia inferiore a :
           1 1 per le carcasse aventi un peso uguale o inferiore a 2,5 kg,
           1,5 1 per le carcasse aventi un peso compreso fra 2,5 e 5 kg,
        -  2 1 per le carcasse aventi un peso uguale o superiore a 5 kg.
        L'acqua utilizzata per la riempitura iniziale delle cisterne non deve
        essere compresa nel calcolo dei quantitativi sopra elencati;
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(e) le carcasse non devono rimanere nella prima parte dell'impianto o
    nella prima cisterna per più di mezz'ora o nel resto dell'impianto o
    nelle altre cisterne più a lungo del tempo minimo indispensabile.
    Vanno prese tutte le precauzioni necessarie per garantire che, in caso
    di interruzione del procedimento, venga rispettata la durata di
    transito indicata nel paragrafo precedente.
    In caso di arresto dell'impianto, il veterinario ufficiale deve
    accertarsi che, prima della sua rimessa in moto, le carcasse siano
    ancora conformi ai requisiti previsti dal presente regolamento e siano
    idonee al consumo umano e, in caso contrario, che vengano trasportate
    al più presto nei locali di cui al paragrafo 4, lettera d ) .
(f) ciascuno degli elementi dell'impianto deve essere svuotato, pulito e
    disinfettato, ogni qualvolta sia necessario, al termine del periodo di
    lavoro ed almeno una volta al giorno;
(g) deve essere munito di un dispositivo di controllo opportunamente
    tarato che consenta di tenere sotto costante sorveglianza la
    misurazione e la registrazione :
    - del consumo di acqua nella fase di lavaggio a spruzzo precedente
      1'immersione,
    - della temperatura dell'acqua nella cisterna o nelle cisterne nei
      punti di entrata e di uscita delle carcasse,
    - del consumo di acqua durante la fase di immersione,
    - del numero di carcasse di ciascuna delle classi di peso specificate
      nella lettera d) e nel paragrafo 41;
(h) i risultati dei controlli effettuati dal produttore devono essere
    conservati e presentati, se richiesti, al veterinario ufficiale;
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    (i) il funzionamento dell'impianto di refrigerazione ed i suoi effetti sul
        grado di igiene sono valutati - in attesa dell'adozione di metodi
        microbiologici comunitari, conformemente all'articolo 15 - mediante
        metodi microbiologici scientifici riconosciuti dagli Stati membri;   il
        grado di contaminazione, basato sul numero totale di batteri e di
        enterobatteri presenti, rilevato prima dell'immersione, è raffrontato
        con il livello successivo all'immersione.   Il raffronto deve essere
        eseguito in occasione della prima messa in funzione dell'impianto e,
        in seguito, periodicamente, ma in ogni caso in occasione di qualsiasi
        modifica dell'impianto.   Il funzionamento delle varie parti
        dell'impianto deve garantire il rispetto di livelli soddisfacenti di
        igiene.
                                   CAPITOLO   VII
                         ISPEZIONE SANITARIA POST MORTEM
43. Tutte le parti degli animali devono essere sottoposte all'ispezione
    immediatamente dopo la macellazione.
44. L'ispezione post mortem deve essere effettuata in adeguate condizioni di
    illuminazione.
45. L'ispezione post mortem deve comprendere :
    (a) l'esame oculare dell'animale macellato;
    (b) ove occorra, la palpazione e l'incisione dell'animale macellato;
    (e) la ricerca di alterazioni della consistenza, del colore, dell'odore e,
        eventualmente, del sapore.
46. Qualora i risultati delle ispezioni ante mortem e post mortem facciano
    sospettare la presenza di una malattia, il veterinario ufficiale provvede
    a far eseguire le prove di laboratorio necessarie per una diagnosi
    accurata e per individuare residui di sostanze aventi azione farmacologica
    eventualmente presenti nelle condizioni patologiche osservate.
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47. L'obbligo di procedere alla ricerca dei residui di sostanze ad azione
    farmacologica, di cui al paragrafo 46, non si applica al pollame
    proveniente da allevamenti sottoposti a controllo veterinario ufficiale,
    se il controllo di tali sostanze è eseguito nell'allevamento stesso.
                                  CAPITOLO   Vili
                        DECISIONE DEL VETERINARIO UFFICIALE
                      IN OCCASIONE DELL'ISPEZIONE POST MORTEM
48. (1) E' dichiarato totalmente non idoneo al consumo umano il pollame la cui
        ispezione post mortem rivela uno dei seguenti casi :
        -  morte risultante da una causa diversa dalla macellazione,
        -   insudiciamento generalizzato,
        -  lesioni ed ecchimosi importanti-,
           odore, colore e sapore anormali,
           putrefazione,
        -  anomalie di consistenza,
        -  cachessia,
           edema,
           ascite,
           ittero,
        -  malattie infettive,
           aspergi 1losi,
        -  toxoplasmosi,
           parassitismo diffuso sottocutaneo o muscolare,
        -   tumori maligni localizzati o diffusi,
           leucosi,
           intossicazione.
    (2) Sono dichiarate non idonee al consumo umano le parti del pollame
        macellato che presentano lesioni localizzate o contaminazioni che non
        pregiudicano la salubrità della carne restante.
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49. Non sono ammesse al consumo umano la testa separata dalla carcassa, ad
    eccezione della lingua, ed i visceri seguenti : trachea, polmoni separati
    dalla carcassa, conformemente alle disposizioni del paragrafo 36, esofago,
    gozzo, intestino e cistifellea.
                                   CAPITOLO   IX
           DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE CARNI DESTINATE AL SEZIONAMENTO
50. Le carcasse vanno tagliate in pezzi e disossate soltanto nei locali di
    sezionamento.
51. Il proprietario dello stabilimento od il suo agente agevolano le
    operazioni necessarie per il controllo dello stabilimento, in particolare
    le manipolazioni ritenute necessarie, e mettono a disposizione del
    servizio di controllo le infrastrutture occorrenti;    in particolare,
    devono essere in grado, ove ne sia fatta richiesta, di individuare ed
    indicare al veterinario ufficiale responsabile del controllo la
    provenienza delle carni introdotte nello stabilimento.
52. Le carni non conformi ai requisiti di cui all'articolo 3, paragrafo 1,
    sezione B, punto 1, lettera b ) , possono essere introdotte in un locale di
    sezionamento riconosciuto soltanto a condizione che siano depositate in
    luoghi speciali;  esse devono essere sezionate in zone o in tempi diversi
    rispetto alle carni fresche che sono invece conformi a tali requisiti.    Il
    veterinario ufficiale deve disporre, in qualsiasi circostanza, di libero
    accesso ai depositi frigoriferi e a tutti i locali di lavoro per accertare
    l'osservanza rigorosa delle disposizioni sopra elencate.
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53. Le carni fresche da sezionare devono essere trasportate al più presto nei
    locali di sezionamento e, in attesa della lavorazione, essere depositate
    nel locale di cui al paragrafo 14, lettera a); le carni devono essere
    conservate ad una temperatura interna costante non superiore a + 4°C.
    Tuttavia, in deroga alla disposizione del paragrafo 40, le carni possono
    essere trasportate direttamente dai locale della macellazione al locale
    del sezionamento.
    In tal caso, questi due locali devono essere sufficientemente vicini e
    situati nello stesso edificio o complesso, in quanto le carni da sezionare
    devono essere trasportate in un'unica operazione da un locale all'altro,
    mediante un prolungamento del sistema meccanico di manipolazione del
    locale di macellazione;   il sezionamento deve essere effettuato
    immediatamente.   Non appena ultimate le operazioni di sezionamento e dì
    imballaggio prescrìtte, le carni devono essere trasportate nelle celle
    frigorifere di cui al paragrafo 14, lettera a ) .
54. Le carni devono essere trasportate nei locali di cui al paragrafo 14,
    lettera b ) . Non appena ultimate le operazioni di sezionamento e di
    imballaggio prescritte, le carni devono essere trasportate nelle celle
    frigorifere di cui al numero 14, lettera a ) .
55. Tranne per le carni sezionate a carcassa ancora calda, il sezionamento
    può* essere eseguito soltanto se le carni hanno raggiunto una temperatura
    non superiore a + 4°C.
56. E' vietato pulire le carni fresche strofinandole con panni.
                                    CAPITOLO  X
           CONTROLLO SANITARIO DELLE CARNI SEZIONATE ED IMMAGAZZINATE
57. I locali di sezionamento ed i magazzini frigoriferi riconosciuti sono
    sottoposti al controllo di un veterinario ufficiale.
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f)8. TI controllo del veterinario ufficiale deve comprendere le seguenti
     operazioni :
     - controllo dell'entrata e dell'uscita di carni fresche;
     - ispezione sanitaria delle carni fresche presenti nello stabilimento;
     - ispezione sanitaria delle carni fresche prima del sezionamento e alla
       loro uscita dai locali di cui al paragrafo 57;
     - controllo della pulizia dei locali, degli impianti e degli utensili di
       cui al capitolo IV, noché dell'igiene del personale, compreso
       l'abbigliamento;
     - prelievo dei campioni necessari per le prove di laboratorio, ad esempio
       per la ricerca di germi nocivi, di additivi o di altre sostanze chimiche
       non autorizzate. I risultati di queste prove devono essere trascritti in
       un registro;
     - qualsiasi altro controllo che il veterinario ritenga indispensabile per
       garantire il rispetto delle disposizioni del presente regolamento.
                                    CAPITOLO XI
                                BOLLATURA SANITARIA
59. La bollatura sanitaria deve essere effettuata sotto la responsabilità del
     veterinario ufficiale, che detiene e custodisce a tal fine:
     (a) gli strumenti per la bollatura sanitaria delle carni, che può
         consegnare al personale ausiliario soltanto al momento della bollatura
         e per il tempo necessario per effettuarla;
     (b) le etichette e gli involucri già recanti uno dei bolli di cui al
         paragrafo 60 o già muniti dèi sigilli di cui al paragrafo 60. Le
         etichette, gli involucri e i sigilli devono essere consegnati al
         personale ausiliario al momento dell'utilizzazione, nel quantitativo
         corrispondente alle necessità.
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60. (1) La bollatura sanitaria comprendente gli elementi seguenti :
        (a) - nella parte superiore, la lettera iniziale o le lettere
              iniziali, in maiuscolo, del nome del paese speditore:
              B - D - DK - EL - ESP - F - IBL - I - L - NL - P - UK,
            - al centro, il numero di riconoscimento veterinario del macello
              o, se del caso, del laboratorio di sezionamento,
            - nella parte inferiore, una delle seguenti sigle:
              CEE, EEG, EWG, E0F, EEC O EOK.
            Le cifre e le lettere devono avere un'altezza di 0,2 cm;
        (b) un ovale lungo 6,5 e largo 4,5 cm, contenente le indicazioni
            elencate alla lettera a); le lettere devono avere un'altezza di
            0,8 cm e le cifre di 1,1 cm.
    (2) Il materiale utilizzato per la bollatura deve essere conforme ai
        requisiti di igiene e le indicazioni di cui al paragrafo 1 devono
        figurarvi in modo perfettamente leggibile.
    (3) (a) La bollatura sanitaria di cui al paragrafo 1, lettera a), deve
            essere apposta:
            - per quanto riguarda le carcasse imballate individualmente, sugli
              involucri o sull'imballaggio o perfettamente visibili sotto di
              essi,
            - per quanto riguarda le carcasse non imballate individualmente,
              mediante un timbro o qualsiasi altro bollo riconosciuto
              conformemente alla procedura di cui all'articolo 15,
            - per quanto riguarda le parti di carcasse o frattaglie imballate
              in piccoli quantitativi, sugli involucri o altri imballaggi o
              perfettamente visibili al di sotto di essi;
        (b) La bollatura sanitaria di cui al paragrafo 1, lettera b ) , deve
            essere apposta sulle grandi confezioni contenenti carcasse, parti
            di carcasse o frattaglie recanti un bollo conformemente alla
            lettera a).
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     (4) Qualora sull'involucro o sull'imballaggio figuri il bollo sanitario
         conformemente al paragrafo 3,
         - il bollo in questione deve essere apposto in modo da venire
           distrutto all'apertura dell'involucro o della confezione, o
         - l'involucro o l'imballaggio devono essere chiusi in modo da renderne
           impossibile la riutilizzazione una volta aperti.
                                    CAPITOLO XII
                                   MAGAZZINAGGIO
61. - Dopo la refrigerazione di cui al paragrafo 40, le carni fresche di
       pollame devono essere tenute ad una temperatura che non può in nessuna
       occasione essere superiore a + 4 P C.
    - Le carni di pollame congelate devono essere mantenute ad una temperatura
       che non può essere superiore in nessuna occasione a - 12°C.
                                   CAPITOLO XIII
           IMBALLAGGIO E CONFEZIONAMENTO DELLE CARNI FRESCHE DI POLLAME
62. (a) Fatte salve le disposizioni della direttiva 89/109/CEE del Consiglio,
         del 12 dicembre 1988, relativa al ravvicinamento delle legislazioni
         degli Stati membri concernenti i materiali e gli oggetti destinati a
         venire a contatto con i prodotti alimentari (1), i materiali di
         confezionamento e gli imballaggi (ad es. casse o cartoni) devono
         rispondere a tutte le norme di igiene ed essere sufficientemente
         solidi da garantire una protezione efficace delle carni durante il
         trasporto e la manipolazione; .
    (b) i materiali di confezionamento e gli imballaggi possono essere
         riutilizzati per le carni soltanto se sono costituiti di materiali
         resìstenti inattaccabili dalla corrosione, facilmente lavabili, e se
         sono stati preventivamente puliti e disinfettati.
(1) GU n. L 40 dell'11.2.1989, pag. 38
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63. Se le carni fresche di pollame sono confezionate in un involucro che vi
    aderisce direttamente, l'imballaggio deve essere effettuato nel rispetto
    delle norme di igiene.
    Gli involucri devono essere trasparenti e incolori e conformi ai requisiti
    di cui al paragrafo 62, lettera a); essi non possono essere riutilizzati
    per l'imballaggio di carni.
    Le parti di pollame o le frattaglie separate dalle carcasse devono sempre
    essere avvolte in un involucro protettivo solidamente chiuso, conforme ai
    criteri di cui sopra.
64. Tuttavìa, se l'imballaggio è effettuato nel rispetto di tutte le
    condizioni di protezione, l'involucro non deve essere necessariamente
    trasparente e incolore e non è indispensabile inserire le confezioni in un
    secondo contenitore, purché siano soddisfatte le altre condizioni dì cui
    al paragrafo 62.
                                  CAPITOLO XIV
                                    TRASPORTO
65. Le carni fresche dì pollame devono essere trasportate in veicoli o
    contenitori cocepitì ed attrezzati in modo da mantenere per tutta la
    durata del trasporto la temperatura ìndicatra nel capitolo XII.
66. I mezzi dì trasporto delle carni fresche di pollame non possono essere
    utilizzati per il trasporto di animali vivi o dì prodotti che possano
    alterare o contaminare le carni.
67. Le carni fresche dì pollame possono essere trasportate contemporaneamente
    a materie che possono alterarle o comunicare loro un qualsiasi odore
    unicamente a condizione che siano prese le precauzioni opportune.
68. Le carni fresche non possono essere trasportate in veicoli o contenitori
    che non siano stati puliti e disinfettati.
69. Il veterinario ufficiale accerta, prima del carico, che ì veicoli o i
    contenitori e le condizioni di carico siano conformi alle norme di igiene
    prescritte dal presente capitolo.
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                                      ALLEGATO II
                     REQUISITI CONCERNENTI IL PERSONALE AUSILIARIO
1. Solo i candidati che dimostrano di avere seguito un corso teorico
   comprendente esercìtazioni di laboratorio, autorizzato dalle autorità
   competenti dello Stato membro, sui temi elencati al paragrafo 3, lettera
   a ) , della durata, di almeno 400 Ore ed un corso pratico sotto il controllo
   di un veterinario ufficiale della durata di almeno 200 ore, sono ammessi
   alle prove di cui all'articolo 4, paragrafo 2. Il corso pratico di
   formazione si svolge in macelli per il pollame, in laboratori di
   sezionamento, depositi e posti d'ispezione delle carni fresche di pollame.
2. Tuttavia, anche gli ausiliari in possesso dei requisiti di cui
   all'allegato Ti del regolamento (CEE) n.            [che stabilisca le norme
   sanitarie per la produzione e l'immissione sul mercato di carni fresche e
   abroga la direttiva 64/433 CEE] possono seguire un corso di formazione, se
   la parta teorica è ridotta a 200 ore.
3. La prova di cui all'articolo 4, paragrafo 2, consiste in una parte teorica
   e in una parte pratica e verte sulle seguenti materie:
   a)    parte teorica:
         - nozioni dì base dell'anatomia e della fisiologia del pollame;
         - no/.ioni di base della patologia del pollame;
         - nozioni di base di anatomopatologia del pollame;
         - nozioni di base d'igiene, in particolare d'igiene aziendale, d'igiene
           della, macellazione del pollame, del sezionamento e del magazzinaggio,
           nonché d'igiene del lavoro;
         - conoscenza di metodi e procedimenti di macellazione, ispezione,
           preparazione, confezionamento e trasporto delle carni di pollame;
         - conoscenza delle disposizioni legislative, regolamentari ed
           amministrative necessarie per l'esercizio delle funzioni di
           ausiliario;
         - procedure di prelievo dei campioni;
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b) parte pratica:
   - ispezione ante mortem dei volatili destinati alla macellazione;
   - esame e valutazione dei volatili macellati;
   - determinazione della specie animale mediante esami di parte tipiche
     dell'animale;
   - determinazione e relativo commento di più parti di volatili macellati
     che presentano alterazioni;
   - esperienza di ispezione post mortem su una linea di macellazione;
   - esperienza nel campo del controllo dell'igiene;
   - esperienza nei metodi di prelievo dei campioni.
 ---pagebreak---                                       - 45 -
                                   ALLEGATO III
                                      MODELLO
                               ATTESTATO SANTTARIO
               per il pollame trasportato dall'azienda al macello
Servizio competente                                 n. (1)
I.   Identificazione degli animali
     Specie animale            ,
     Numero dì animali
     Marchio dì identificazione
II•  Provenienza degli animali
     Indirizzo dell'azienda di provenienza
III. Destinazione degli animali
     Tali animali sono trasportati verso il seguente macello:
     mediante i seguenti mezzi di trasporto :
IV.  Attestato
     Il sottoscritto veterinario ufficiale attesta che gli animali dì cui
     sopra sono stati oggetto di una ispezione ante mortem nell'azienda
     summenzionata il                      alle ore            e sono stati
     riconosciuti sani.
Fatto a                              , il
                                            (Firma del veterinario
                                                   ufficiale)
(1) Facoltativo.
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                                    ALLEGATO IV
                                      MODELLO
                                ATTESTATO SANITARIO
    per le carcasse di anatre e oche allevate per la produzione di "foie gras"
    che hanno subito le operazioni di stordimento, dissanguamento e spiumatura
          nell'allevamento di provenienza e sono state trasportate in uno
   stabilimento di sezionamento munito di un locale separato per 1eviscerazione
Servizio competente                                 n. (1)
I.    Identificazione delle carcasse non eviscerate
      Specie animale
      Numero di carcasse non eviscerate
II.   Provenienza dekke carcasse non eviscerate
      Indirizzo dell'allevamento di provenienza:
III. Destinazione delle carcasse non eviscerate
      Le carcasse non eviscerate sono trasportate verso il seguente
      stabilimento di sezionamento :
      mediante i seguenti mezzi di trasporto :
IV.   Attestato
      Il sottoscrìtto veterinario ufficiale attesta che le carcasse non
      eviscerate sopra descritte sono carcasse di volatili che sono stati
      oggetto di un'ispezione ante mortem nell'azienda summenzionata
      al le ore
      il
      e sono stati riconosciuti sani.
Fatto a                                 il
                                            (firma del veterinario
                                                  ufficiale)
(1) Facoltativo.
 ---pagebreak---                                                    - 47 -
FICHE FINANCIERE concernant :
   REGLEMENT DU CONSEIL FIXANT LES CONDITIONS SANITAIRES
   POUR LA PRODUCTION ET LA MISE SUR LE MARCHE DE VIANDE DE VOLAILLE
   ET ABROGEANT LA DIRECTIVE 71/118/CEE
i
      Ligne budgétaire : III B 382      (1)
                           Contrôles en agriculture
      Base juridique   : Art. 43 du Traité
      Classification   : Dépenses non obligatoires
4.    Objectifs de la mesure et description de l'action
                        '-' .      Vérification de l'application du Règlement
                                 (Art 9)
5. Mode de calcul
5.Ì Nature ds la dépense :       frais de mission
5.2   Part du financement communautaire :
                                 100 7.
      Calcul                     200 jours de mission par an à 170 ECU par jour
                                 (coût actuel des inspections)
                                 -- 34.000 ECU par an
6.    Incidence financière sur les crédits opérationnels
6,1   Echéancier des credits (en MECU)
                  Exercise                 CA / CP
                    1990
                    1991                       0.034
                    1992                       0.034
                    1993                       0.034
                    1994                       0.034
                    1995                       0.034
                exercises ultérieurs        4M
                    TOTAL                      0.170
£.2 Financement sondant l'exercise en cours : Nihil
      Observations :
      (1) L'imputation budgétaire de cette catégorie de dépenses fera encore l'objet
             d'un examen dans le cadre de la préparation de l'APB;
      La présente proposition nécessite en outre 2 postes supplémentaires A7/A6
      Los besoins en effectifs exprimés ci-dessus sont à satisfaire soit par redéploiement
      intorno, soit dans la cadre de la procedure budgétaire de l'année en question.
 ---pagebreak--- .                                        - 4g -            Task Force PME
                COMPETITIVENESS AND EMPLOYMENT IMPACT STATEMENT
I.    What Is the main reason for Introducing the measure?
      To have a uniform level of healthy and hygienic guarantees for fresh
      poultry meat produced In the Community In order to allow the free
      trade between Member States.
II.   Features of the businesses In question. In particular:
      a) Are they many SMEs?
          Yes
      b) Are they concentrated In regions which are:
           i.  eligible for regional aid In the Member States?
               No
           II. eligible under the ERDF?
               No
Ml.   What direct obligations does this measure Impose on businesses?
      Respect hygiene rules and In particular control measures established
      at Community level.
 IV.  What Indirect obligations are local authorities      likely to Impose on
       businesses?
      Being this text a regulation,         all the  requirements   are   Imposed
       directly at Community level.
V.     Are there any special measures In respect of SMEs? Please specify.
       Yes, in relation      to farm gate sale and small business. Other
 ,      derogations can be  granted under the proposed Council Decision .../...
       on the granting of   derogations from specific Community health rules on
       the production and   marketing of products of animal origin.
VI.    What Is the likely effect on:
       a) the competitiveness of businesses?
           Positive
       b) employment?
           Pos111 ve
 VII.  Have both sides of      Industry been consulted?  Please   indicate  their
       opinions
       Yes. Favourable.
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM(89) 668 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                         03 05
                                          N. di catalogo : CB-CO-90-056-IT-C
                                                             ISBN 92-77-57290-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo