CELEX: 62020TN0113
Language: it
Date: 2020-02-20 00:00:00
Title: Causa T-113/20: Ricorso proposto il 20 febbraio 2020 — BSEF / Commissione

20.4.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 129/16
            
         
      Ricorso proposto il 20 febbraio 2020 — BSEF / Commissione
      (Causa T-113/20)
      (2020/C 129/21)
      Lingua processuale: l'inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Bromine Science Environnemental Forum (BSEF) (Bruxelles, Belgio) (rappresentanti: R. Cana, E. Mullier e H. Widemann, lawyers)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare il regolamento (UE) 2019/2021 della Commissione, del 1o ottobre 2019, che stabilisce le specifiche per la progettazione ecocompatibile dei display elettronici in applicazione della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, modifica il regolamento (CE) n. 1275/2008 della Commissione e abroga il regolamento (CE) n. 642/2009 della Commissione, nella parte in cui vieta i ritardanti di fiamma alogenati;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta alle spese del procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce sette motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che la Commissione, nell’adottare il regolamento impugnato, ha violato l’articolo 1, paragrafo 4, e l’articolo 15, paragrafo 2, lettera c), i), della direttiva «ecodesign» (1), ha agito ultra vires e oltrepassato i limiti della propria competenza, impedendo l’effetto utile di altre misure dell’ordinamento giuridico dell’Unione europea.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione da parte della Commissione, dei diritti della difesa della ricorrente, avendo vietato l’uso dei ritardanti di fiamma alogenati nei display elettronici mediante il regolamento impugnato.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul manifesto errore di valutazione in cui è incorsa la Commissione e sull’omessa considerazione di tutte le informazioni, in violazione dell’articolo 15, paragrafo 1, della direttiva «ecodesign», nonché sull’inadempimento dell’obbligo ad essa incombente di valutare adeguatamente l’impatto del divieto di uso dei ritardanti di fiamma alogenati nel regolamento impugnato.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sul fatto che il regolamento impugnato viola il principio della certezza del diritto per il fatto che la ricorrente è stata posta in una posizione inaccettabile d’insicurezza giuridica.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sulla violazione operata mediante il regolamento impugnato del principio di proporzionalità in quanto il divieto di uso dei ritardanti di fiamma alogenati eccede i limiti di quanto è appropriato, non è necessario per il perseguimento degli obiettivi preposti e non è la misura meno onerosa alla quale avrebbe potuto fare ricorso la Commissione.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sulla violazione operata mediante il regolamento impugnato del principio di parità di trattamento in quanto il divieto di uso dei ritardanti di fiamma alogenati è discriminatorio rispetto ad altre categorie di prodotti e relativamente ad altre sostanze.
               
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo, vertente sul fatto che la Commissione, nell’adottare il regolamento impugnato, ha violato l’articolo 15, paragrafo 1, della direttiva «ecodesign» e l’articolo 5a, paragrafi 1-4, e gli articoli 7 e 8 della decisione 199/468/CE (2) ed ha agito ultra vires.
               
            
         (1)  Direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia (GU L 285 del 31.10.2009, pag. 10).
      
         (2)  Decisione del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (GU 1999, L 184, pag. 23).