CELEX: C2005/171/47
Language: it
Date: 2005-07-09 00:00:00
Title: Causa T-168/05: Ricorso della Arkema contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 25 aprile 2005

9.7.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 171/28
            
         Ricorso della Arkema contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 25 aprile 2005
   (Causa T-168/05)
   (2005/C 171/47)
   Lingua processuale: il francese
   Il 25 aprile 2005 la società Arkema, con sede sociale in Parigi, rappresentata dall'avv. Michel Debroux, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
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               annullare gli artt. 1, lett. d), 2, lett. c), e 4, n. 9, della decisione della Commissione 19 gennaio 2005, C(2004)4876 def., nella parte in cui si riferiscono alla Elf Aquitaine e le infliggono un'ammenda, per errori di diritto e violazione di forme sostanziali, e, di conseguenza, riformulare l'art. 2, lett. c) e d), della decisione, che infligge alla Arkema un'ammenda sproporzionata, e fissare quest'ultima ad un importo minore;
            
         
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               in subordine, riformulare l'art. 2, lett. c) e d), della decisione, che infligge alla Arkema e alla Elf Aquitaine un'ammenda sproporzionata, e fissare un'ammenda di importo minore;
            
         
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               in ogni caso, condannare la Commissione alla totalità delle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con la decisione impugnata la Commissione ha inflitto, da un lato, alla ricorrente e alla società madre Elf Aquitaine SA, «responsabili congiuntamente e in solido», e, dall'altro, alla sola ricorrente, un'ammenda rispettivamente di 45 milioni e di 13,5 milioni di euro per aver partecipato, insieme ad altre dieci imprese, ad un'intesa nel settore dell'acido monocloroacetico.
   A sostegno del ricorso la Arkema fa valere, in primo luogo, che la Commissione avrebbe commesso diversi errori di diritto imputando i suoi comportamenti, di materialità e di qualificazione incontestate, alla Elf Aquitaine. Così facendo, la Commissione non avrebbe tenuto conto delle norme in materia di imputabilità dei comportamenti di una controllata alla controllante, instaurando una presunzione assoluta d'imputabilità de facto in base alla detenzione della maggioranza del capitale della controllata, senza dimostrare, di conseguenza, l'effettiva partecipazione della controllante ai comportamenti incriminati. Secondo la ricorrente, questa presunzione assoluta violerebbe i principi di autonomia giuridica e commerciale della controllata, di responsabilità personale in materia d'infrazione al diritto della concorrenza e di non discriminazione fra imprese in ragione del loro assetto giuridico. La ricorrente asserisce, poi, che la Commissione non ha rispettato le forme sostanziali, dato che la previsione di tale presunzione assoluta non sarebbe minimamente motivata.
   In secondo luogo, la ricorrente lamenta che l'ammenda inflittale sia eccessiva, sproporzionata e discriminatoria. A sostegno di tale affermazione essa invoca una violazione del principio di proporzionalità nella fissazione dell'importo di base dell'ammenda, nella determinazione del fattore destinato a rendere l'ammenda sufficientemente dissuasiva, nonché nella determinazione del fattore moltiplicatore legato alla durata dell'infrazione.
   In subordine, la ricorrente deduce che, anche qualora non sia accertata l'estraneità della Elf Aquitaine alla causa, continuerebbero a rilevare i motivi vertenti sulla violazione del principio di proporzionalità. La Commissione avrebbe peraltro conteggiato due volte il volume d'affari della Arkema, infliggendole così una sanzione doppia per lo stesso ed unico fatto.