CELEX: 51982PC0830
Language: it
Date: 1982-12-17
Title: PROPOSTA MODIFICATA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO SUL LAVORO VOLONTARIO A TEMPO PARZIALE

22. 1.83                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        N. C 18/5
                Proposta modificata di direttiva del Consiglio sul lavoro volontario a tempo parziale (')
              (Presentata dalla Commissione al Consiglio in virtù dell'articolo 149, secondo comma, del
                                                trattato CEE, il 5 gennaio 1983)
                      TESTO ORIGINALE                                                        TESTO MODIFICATO
                                                      Preambolo immutato
                                             Primo considerando immutato
                                                                        Considerando che nella risoluzione dell'I 1 febbraio
                                                                         1981 (') sulla condizione della donna nella Comunità
                                                                        europea il Parlamento europeo ha esaminato i molte-
                                                                        plici aspetti del lavoro a tempo parziale, definendoli ai
                                                                        paragrafi 16-18 e ha fissato una serie di criteri.
                       Secondo considerando immutato, diventa terzo considerando
Considerando che, sebbene il lavoro a tempo parziale                    considerando che, sebbene il lavoro a tempo parziale
sia diventato una realtà del mercato del lavoro, de-                    sia diventato una realtà del mercato del lavoro e au-
vono essere ancora adottate le misure che garanti-                      menti sul piano numerico, devono essere ancora adot-
scano ai lavoratori a tempo parziale gli stessi diritti                 tate le misure che garantiscano ai lavoratori a tempo
dei lavoratori a tempo pieno, tenendo conto tuttavia                    parziale gli stessi diritti dei lavoratori a tempo pieno,
della specificità di tale lavoro;                                       tenendo conto tuttavia della specificità di tale lavoro;
considerando che il presente strumento è inteso a                       considerando che la presente direttiva è intesa quindi
integrare, in materia di lavoro a tempo parziale, la                    a integrare, in materia di lavoro a tempo parziale, la
normativa esistente sulla parità di trattamento tra gli                  normativa esistente sulla parità di trattamento tra gli
uomini e le donne;                                                       uomini e le donne;
                     Q u i n t o e sesto c o n s i d e r a n d o immutati, diventano sesto e settimo
                                                            considerando
                                                                Articolo 1
Ai fini della presente direttiva, si applicano le seguenti               Ai fini della presente direttiva, si intende per:
definizioni:
— orario normale di lavoro: il normale orario di la-                    — orario normale di lavoro: il normale orario di la-
    voro per una determinata categoria di lavoratori                         voro stabilito dalla legislazione, dai contratti col-
    stabilito dalla legislazione, dai contratti collettivi o                 lettivi o considerato in pratica come orario nor-
    dagli accordi stipulati a livello dello stabilimento o                   male per una determinata categoria di lavoratori
    dell'impresa;                                                            negli Stati membri;
— lavoro a tempo pieno: un'attività regolare svolta                      — lavoro a tempo pieno: un'attività regolare svolta
    nel normale orario di lavoro;                                            per una durata uguale al normale orario di lavoro;
— lavoro a tempo parziale : un'attività regolare per la                  — lavoro a tempo parziale : un'attività regolare per la
    quale il datore di lavoro e il lavoratore concor-                        quale il datore di lavoro e il lavoratore subordi-
    dano un orario lavorativo più breve rispetto alla                        nato concordano un orario lavorativo più breve ri-
    normale durata del lavoro;                                               spetto alla normale durata del lavoro;
(•) GU n. C 62 del 12. 3. 1982, pag 7.                                   (») GUn. C 50 del 9. 3. 1981.
 ---pagebreak---  N . C 18/6                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   22. 1. 83
                      TESTO ORIGINALE                                                   TESTO MODIFICATO
     lavoratore a tempo pieno (tempo parziale): il                     lavoratore a tempo pieno (tempo parziale): il la-
     lavoratore che concorda con il proprio datore di                 voratore subordinato che concorda con il proprio
     lavoro un orario di lavoro a tempo pieno (a tempo                 datore di lavoro un orario di lavoro a tempo
     parziale).                                                        pieno (tempo parziale).
                                                        Articolo 2
I lavoratori a tempo parziale non saranno oggetto di             1.       I lavoratori a tempo parziale devono essere trat-
discriminazioni rispetto ai lavoratori a tempo pieno             tati nella stessa maniera dei lavoratori a tempo pieno
per quanto riguarda le condizioni di lavoro, le norme            che si trovano nella stessa situazione, tranne allorché
in materia di licenziamento, il diritto alla partecipa-          differenze di trattamento sono obiettivamente giustifi-
zione attiva e passiva alle istituzioni rappresentative          cate dalla differenza del loro orario di lavoro.
dei lavoratori e l'accesso alla formazione professio-
nale, alle attrezzature di carattere sociale e all'assi-         2.       Il fatto di svolgere un lavoro a tempo parziale
stenza medica.                                                   non può di per sé giustificare una differenza di tratta-
                                                                 mento per quanto riguarda:
Tale principio è denominato in appresso «principio               — le condizioni di lavoro in relazione al contenuto
della non discriminazione».                                           del lavoro e al suo aspetto penoso, alla sicurezza
                                                                      del lavoro e alla protezione sanitaria sul posto di
                                                                      lavoro, alla ripartizione, allo svolgimento e all'am-
                                                                      biente del lavoro, ivi comprese le modalità di fissa-
                                                                      zione degli orari di lavoro e del pagamento della
                                                                      retribuzione;
                                                                 — le norme relative al licenziamento stabilite dalla
                                                                      legislazione e dai contratti collettivi;
                                                                 — le condizioni di elezione e di elegibilità nelle istitu-
                                                                      zioni rappresentative dei lavoratori nell'impresa o
                                                                      nello stabilimento;
                                                                 — l'accesso alla formazione professionale;
                                                                 — l'accesso alla promozione;
                                                                 — l'accesso alle attrezzatture di carattere sociale;
                       (ex articolo 4)
1.     La retribuzione, le indennità per ferie, le inden-        3.      La retribuzione, le indennità per ferie, le inden-
nità di licenziamento e la liquidazione dei lavoratori a         nità di licenziamento e la liquidazione dei lavoratori a
tempo parziale sono stabilite secondo le stesse basi             tempo parziale sono calcolate sulla stessa base, pro-
fissate per i lavoratori che occupano un posto equiva-           porzionalmente a quelle dei lavoratori a tempo pieno
lente a tempo pieno, proporzionalmente alla rispettiva           che si trovano nella stessa situazione.
durata del lavoro.
2.     Il principio della proporzionalità, di cui al para-       4.       La retribuzione, ai fini della presente direttiva,
grafo I, non pregiudica la facoltà degli Stati membri            comprende il salario o stipendio ordinario di base o
di riservare ai lavoratori a tempo parziale misure più           minimo e tutti gli altri vantaggi corrisposti diretta-
favorevoli, mediante disposizioni legislative, regola-           mente o indirettamente in contanti o in natura dal da-
mentari, amministrative, o mediante disposizioni figu-           tore di lavoro al lavoratore, in relazione all'occupa-
ranti in contratti collettivi o in accordi.                      zione di quest'ultimo.
                                                        Articolo 3
1.     I lavoratori a tempo parziale non sono esclusi            1.      I lavoratori a tempo parziale devono essere inse-
dai regimi legali e professionali di sicurezza sociale.          riti nei regimi legali e professionali di sicurezza so-
I loro contributi e le prestazioni ottenute da tali re-          ciale. I loro contributi e le prestazioni ottenute da tali
 ---pagebreak--- 22. 1.83                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 N . C 18/7
                      TESTO ORIGINALE                                                  TESTO MODIFICATO
gimi sono calcolati secondo la stessa base fissata per i         regimi sono calcolati secondo la stessa base fissata per
lavoratori a tempo pieno, tenendo conto della durata             i lavoratori a tempo pieno, tenendo conto della du-
del lavoro e/o delle retribuzioni percepite.                     rata del lavoro e/o delle retribuzioni percepite.
2.     Gli Stati membri possono non applicare le dispo-                immutato
sizioni del paragrafo 1 ai lavoratori a tempo parziale
il cui orario di lavoro e/o la cui retribuzione siano
inferiori alla soglia richiesta per fruire dei regimi le-
gali e professionali di sicurezza sociale.
                                                        Articolo 4
                                 Vedi articolo 2, paragrafo 3 e articolo 9, paragrafo 2
                                                        Articolo 5
La natura del lavoro a tempo parziale, la durata del             A richiesta del lavoratore, la natura del lavoro a
 lavoro e le sue modalità di ripartizione nel tempo              tempo parziale, la durata del lavoro e le sue modalità
 sono fissate per iscritto fra il datore di lavoro ed il         di ripartizione nel tempo sono fissate per iscritto fra il
 lavoratore.                                                      datore di lavoro ed il lavoratore.
                                                Articolo 6 immutato
                                                Articolo 7 immutato
                                                       Articolo    8
 Il ricorso al lavoro a tempo parziale rientra nell'am-           Prima dell'introduzione del lavoro a tempo parziale,
 bito delle procedure di informazione e consultazione             devono essere applicate le procedure di informazione,
 dei rappresentanti dei lavoratori, quali queste sono in          consultazione e partecipazione dei rappresentanti dei
vigore per il lavoro a tempo pieno negli Stati membri.            lavoratori quali queste sono in vigore negli Stati
                                                                  membri per il lavoro a tempo pieno.
                                                        Articolo 9
 1.    Sono abrogate le disposizioni legislative, regola-         1.     Gli Stati membri adottano le misure necessarie
 mentari ed amministrative contrarie al principio della          affinché:
 non discriminazione.                                            — siano abrogate le disposizioni legislative, regola-
                                                                     mentari ed amministrative contrarie agli articoli
                                                                     che precedono.
                                                                 — siano nulle, possano essere annullate o possano es-
                                                                     sere emendate le disposizioni incompatibili con gli
                                                                     articoli che precedono, che figurano nei contratti
                                                                     collettivi o individuali di lavoro.
 2.     Sono nulle, o possono essere annullate, le dispo-         2.     Gli Stati membri possono riservare ai lavoratori
 sizioni contrarie al principio della non discrimina-             a tempo parziale misure più favorevoli, mediante di-
  zione che figurano nei contratti collettivi o individuali       sposizioni legislative, regolamentari o amministrative.
  di lavoro.
                                                        Articolo 10
  1.    Gli Stati membri mettono in vigore le disposi-            1.    Gli Stati membri mettono in vigore le disposi-
  zioni legislative, regolamentari ed amministrative ne-          zioni legislative, regolamentari ed amministrative ne-
 ---pagebreak--- N . C 18/8                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      22. 1.83
                      TESTO ORIGINALE                                                       TESTO MODIFICATO
cessane per conformarsi alla presente direttiva entro il              cessane per conformasi alla presente direttiva entro
1° gennaio 1984. Essi ne informano immediatamente                     un anno dalla data dell'adozione della direttiva. Essi
la Commissione.                                                       ne informano immediatamente la Commissione.
2.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione                    2.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione
il testo delle disposizioni legislative, regolamentari ed              il testo delle disposizioni legislative, regolamentari ed
amministrative che essi adottano nel settore discipli-                 amministrative che essi adottano nel settore discipli-
nato dalla presente direttiva.                                         nato dalla presente direttiva.
                                                             Articolo 11
Entro due anni a decorrere dal termine previsto all'ar-                Entro tre anni dall'entrata in vigore della direttiva, gli
ticolo 10, gli Stati membri trasmettono alla Commis-                   Stati membri redigono per la Commissione una rela-
sione tutti i dati utili per consentirle di redigere una               zione sul funzionamento pratico della direttiva stessa,
redazione, da presentare al Consiglio, sull'applica-                   così da consentirle di elaborare una relazione, da pre-
zione della presente direttiva.                                        sentare al Consiglio, sull'applicazione della presente
                                                                       direttiva.
                                                  A r t i c o l o 12 i m m u t a t o
               Proposta di regolamento (CEE) del Consiglio che modifica il regolamento (CEE)
               n. 456/80, relativo alla concessione di premi di abbandono temporaneo e di abbandono
                   definitivo di talune superfici vitate, nonché di premi di rinuncia al reimpiantamento
                               (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 12 gennaio 1983)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                    considerando che l'azione comune istituita con la di-
                                                                        rettiva 79/359/CEE è venuta a scadenza il 31 agosto
visto il trattato che istituisce la Comunità economica                  1982; che durante il periodo di applicazione della di-
europea, in particolare l'articolo 43,                                  rettiva, non è stato possibile, per ragioni di natura
                                                                        tecnica, ed in particolare all'inizio, realizzare total-
vista la proposta della Commissione,                                    mente il programma previsto; che, onde consentire la
                                                                        prosecuzione dell'azione di riconversione, è oppor-
visto il parere del Parlamento europeo,                                 tuno modificare il regolamento (CEE) n. 456/80, per
                                                                        estenderne il campo di applicazione ai vigneti della
visto il parere del Comitato economico e sociale,                       regione delle Charentes;
 considerando che a norma dell'articolo 1, paragrafo                    HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
 3, primo trattino, del regolamento (CEE) n. 456/80
 del Consiglio (') sono escluse dal beneficio di premi le                                       Articolo 1
 superfici che rientrano nel campo di applicazione
 della direttiva 79/359/CEE del Consiglio, del 26                       Il regolamento (CEE) n. 456/80 è modificato come
 marzo 1979, relativa al programma di accelerazione                     segue:
 della riconversione di talune superfici viticole nella re-              1. All'articolo 1, paragrafo 3, il primo trattino è sop-
 gione delle Charentes (2);                                                 presso.
                                                                         2. All'articolo 12, paragrafo 1, l'importo di 128,8 mi-
 (*) GU n. L 57 del 29. 2. 1980, pag. 16.                                   lioni di unità di conto europee è sostituito dall'im-
 (2) GU n. L 85 del 5. 4. 1979, pag. 34.                                    porto di 134,3 milioni di unità di conto europee.