CELEX: C2006/190/55
Language: it
Date: 2006-08-12 00:00:00
Title: Causa T-176/06: Ricorso presentato il 30 giugno 2006 — Sviluppo Italia Basilicata/Commissione

12.8.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 190/30
            
         Ricorso presentato il 30 giugno 2006 — Sviluppo Italia Basilicata/Commissione
   (Causa T-176/06)
   (2006/C 190/55)
   Lingua processuale: italiano
   Parti
   
      Ricorrente: Sviluppo Italia Basilicata S.p.A. (Potenza, Italia) (Rappresentante: avv. Francesco Sciaudone)
   
      Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               annullare la Decisione C(2006)1706 del 20 aprile 2006 della Commissione europea
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione al pagamento delle spese del presente giudizio.
            
         Motivi e principali argomenti
   La decisione impugnata nella presente causa ha provveduto ad una sostanziale rettifica finanziaria dell'intervento del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) di 5.600.000 euro, concesso a favore della Sovvenzione Globale BIC Basilicata per la realizzazione di misure di incentivazione alle piccole e medie imprese operanti nella Regione Basilicata, nell'ambito del quadro comunitario di sostegno per le Regioni Obiettivo 1 in Italia. In particolare, la misura 2 della Sovvenzione Globale prevedeva la costituzione di un Fondo di Capitale di Rischio per l'erogazione di interventi finanziari in forma di partecipazioni al capitale sociale, prestiti partecipativi e prestiti obbligazionari convertibili a favore di imprese ubicate in Basilicata o che intendono stabilirsi in tale regione.
   A sostegno delle sue pretensioni, l'azienda ricorrente fa valere:
   
               —
            
            
               L'assenza assoluta dei presupposti giuridici e fattuali a base della decisione impugnata, nella misura in cui la Convenuta ritiene, in fatti, che nel caso de specie non vi sarebbe stata un'effettiva ricaduta positiva degli interventi del Fondo, in quanto meno del 3 % della dotazione del Fondo sarebbe stato utilizzato per assunzioni di partecipazioni nelle imprese (condizione di utilità). Sostiene la ricorrente a questo riguardo che questa condizione non sarebbe prevista né nella disciplina del caso concreto, contenuta nella decisione di concessione del contributo, né dalla disciplina generale relativa ai fondi strutturali. In conseguenza, la Commissione non poteva legittimamente desumere l'esistenza di irregolarità, ai sensi dell'art. 24 del regolamento n. 4253/88, ricorrendo alla condizione di utilità.
            
         
               —
            
            
               La violazione della Decisione 97/322/CE, per omessa considerazione ed erronea interpretazione del paragrafo C della Scheda 19. Si ritiene su di questo punto che la Convenuta ha omesso di considerare nella decisione impugnata, da un canto, la distinzione tra le nozioni di «impegno» e di «spesa», e, da un altro canto, le previsioni della Scheda relative alla durata del Fondo, nonché le disposizioni previste dallo stesso progetto di Sovvenzione Globale che formavano parte integrante della stessa decisione di approvazione dell'intervento, che stabilivano la durata propria di questo specifico intervento in dieci anni.
            
         
               —
            
            
               Il mancato rispetto delle procedure previste dalla Convenzione, dall'art. 25 del regolamento n. 4253/88 e dall'art. 26 del regolamento n. 2082/93 per la constatazione di irregolarità.
            
         In fine al suo ricorso la ricorrente fa anche valere la violazione del principio del legittimo affidamento e della certezza del diritto, del principio di proporzionalità e dell'obbligo di motivazione.