CELEX: C2005/315/25
Language: it
Date: 2005-12-10 00:00:00
Title: Causa T-359/05: Ricorso presentato il  26 settembre 2005  — Frankin e a./Commissione

10.12.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 315/13
            
         Ricorso presentato il 26 settembre 2005 — Frankin e a./Commissione
   (Causa T-359/05)
   (2005/C 315/25)
   Lingua processuale: francese
   Parti
   
      Ricorrente(i): Jacques Frankin (Sorée, Belgio) e altri [Rappresentante(i): G. Bounéou e F. Frabetti, avocats]
   
      Convenuto(i): Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni del(i) ricorrente(i)
   
               —
            
            
               annullare la decisione implicita di diniego di assistenza ai sensi dell'art. 24 dello Statuto;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione al risarcimento in solido dei danni conseguentemente subiti dai ricorrenti;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   I ricorrenti, dipendenti o agenti della Commissione, avevano chiesto il trasferimento dei diritti alla pensione maturati in Belgio verso il sistema comunitario, conformemente alle disposizioni di una legge belga adottata nel 1991. Nel 2003, il Belgio ha adottato una nuova legge che, secondo i ricorrenti, prevede condizioni più favorevoli per tale tipo di nuovi trasferimenti. I ricorrenti, tuttavia, avendo già trasferito i loro diritti, non potevano più beneficiare delle disposizioni della legge del 2003.
   In esito ad una riunione informativa svoltasi il 9 dicembre 2004, i ricorrenti venivano a sapere che la Commissione non intendeva assistere i propri dipendenti e agenti temporanei ai fini di ottenere il trasferimento nei termini più soddisfacenti possibili.
   Con il ricorso, essi impugnano tale decisione della Commissione, che essi qualificano di diniego di assistenza in violazione dell'art. 24 dello Statuto. Oltre a tale articolo, essi deducono parimenti, a sostegno del ricorso, la violazione del principio di non discriminazione, del divieto di condotta arbitraria, dell'obbligo di motivazione, del legittimo affidamento, della norma «patere legem quam ipse feristi», nonché un abuso di potere.