CELEX: C2000/079/79
Language: it
Date: 2000-03-18 00:00:00
Title: Causa T-355/99: Ricorso della società Vatinel NV contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 13 dicembre 1999

18.3.2000                IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 79/37
— in subordine, dichiarare che la ricorrente sia nella fattispe-           Ricorso della società Vatinel NV contro la Commissione
     cie Lema come pure nella fattispecie Consumer Electronic               delle Comunità europee, presentato il 13 dicembre 1999
     Service ha diritto all’esenzione dei dazi controversi di cui
     viene chiesta l’esazione a posteriori;
                                                                                                   (Causa T-355/99)
— condannare la Commissione alle spese.                                                             (2000/C 79/79)
                                                                                              (Lingua processuale: il francese)
Motivi e principali argomenti
                                                                           Il 13 dicembre 1999 la società Vatinel NV, con sede in Anversa
                                                                           (Belgio), rappresentata dall’avv. Mireille Famchon, del foro di
Nel 1993 la ricorrente importava sulla base di un certificato              Parigi, con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studi o
ATR-1 rilasciato dalle autorità turche in esenzione dai dazi               dell’avv. François Prum, 13, avenue Guillaume, ha proposto
all’importazione una partita di Televisori a colori dalla Turchia.         dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
Nel corso di una ispezione condotta in Turchia i servizi della             un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
Commissione accertavano nel 1993 che non erano soddisfatti
i presupposti per l’esenzione, poiché in Turchia non erano
stati ricossi dazi compensativi sulle componenti per apparecchi            La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
televisivi provenienti da paesi terzi.
                                                                           — annullare la decisione C(1999)2286 finale del 22 luglio
                                                                                1999.
Con le controverse decisioni la Commissione decideva, pro-
nunciandosi in senso contrario alla domanda delle autorità
belghe, secondo la quale nella fattispecie di cui trattasi non             Motivi e principali argomenti
potevano essere riscossi a posteriori i dazi all’importazione, e,
in subordine, che dovevano essere esentati. Era del parere che             La società ricorrente nel presente procedimento impugna la
un importatore diligente avrebbe dovuto avere seri dubbi circa             decisione con la quale la Commissione constata che occorre
la validità dei certificati ATR-1.                                         procedere al ricupero «a posteriori» dei dazi all’importazione
                                                                           non riscossi dalla ricorrente per televisori provenienti dalla
                                                                           Turchia e che l’esenzione da tali dazi non è giustificata in un
Secondo la ricorrente si trattava di un «errore deliberato»                caso specifico.
delle stesse autorità turche e non le era possibile accorgersi
dell’errore. A suo modo di vedere si tratta di un errore ai sensi
                                                                           A sostegno delle sue argomentazioni, la ricorrente deduce:
dell’art. 5, n. 2, del regolamento n. 1697/79, in una fattispecie
in cui i dazi non sono stati riscossi a posteriori, e, in subordine,
di una circostanza particolare, in cui, secondo l’art. 13, n. 1,           — La violazione del principio del contraddittorio e dei diritti
del regolamento n. 1430/79 sono concesse esenzioni. Dal                         della difesa, in quanto essa non ha fino ad ora ricevuto,
momento che la Commissione non ha scoperto prima la detta                       come aveva chiesto, la comunicazione delle conclusioni
irregolarità, e non aveva avvertito le imprese considerate,                     dell’indagine promossa dalla Commissione in Turchia circa
sarebbe assurdo imporre dazi.                                                   la pertinenza dei certificati ATRl presentati a sostegno delle
                                                                                dichiarazioni d’importazione di televisori provenienti da
                                                                                tale paese.
La ricorrente afferma inoltre che non sono stati rispettati i              — Che i certificati ATR controversi non sono stati invalidati
diritti di difesa, e, in particolare il principio della «parità tra i           dalle autorità competenti del paese emittente, ragione per
due contendenti». L’accertamento operato dagli interessati in                   la quale l’amministrazione belga delle dogane non aveva
Turchia sarebbe unilaterale, senza contraddittorio e illegale.                  diritto a contestare l’applicabilità dei certificati di circola-
                                                                                zione ATRl incriminati.
Inoltre la ricorrente deduce che il diritto della riscossione a            — Che le autorità turche hanno omesso di conformare la
posteriori ai sensi dell’art. 2 del regolamento n. 1697/79 è                    loro normativa nazionale alla decisione del Consiglio di
decaduto.                                                                       associazione che poneva l’obbligo di applicare un prelievo
                                                                                compensativo all’esportazione. Per di più, dopo essere
                                                                                stata più volte messa sull’avviso dalla Commissione, l’am-
Infine la ricorrente fa rinvio ai motivi e agli argomenti da lei                ministrazione turca non può assumere di aver ignorato la
dedotti nella causa T-216/97.                                                   situazione irregolare nella quale si trovava.
                                                                           — Che, contrariamente a quanto preteso dalla Commissione,
                                                                                le autorità turche non sono state in alcun momento
                                                                                oggetto di abuso da parte degli esportatori. Infatti, se è
                                                                                vero che pezzi provenienti da paesi terzi sono stati
 ---pagebreak--- C 79/38                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          18.3.2000
     incorporati nei televisori fabbricati in Turchia, essi erano                 marchio EUROHEALTH, numero della domanda di regi-
     necessariamente posti sotto il regime di perfezionamento                     strazione 293977 per i servizi rientranti sotto la classe 36
     attivo e pertanto sotto il controllo permanente delle                        (amministrativi e finanziari) come marchio comunitario.
     autorità doganali turche. Sono gli stessi uffici doganali che
     vistavano, normalmente lo stesso giorno, le dichiarazioni               — In subordine, rimuovere la decisione impugnata
     di esportazione che dimostravano l’importazione di com-
     ponenti in franchigia doganale e gli ATR. Ai medesimi                   — condannare l’Ufficio alle spese sostenute dalla ricorrente.
     uffici turchi competevano inoltre la verifica delle licenze, il
     recupero delle cauzioni, le formalità di esportazione e il
     rilascio dei certificati ATR.
                                                                             Motivi e principali argomenti
— Che la Commissione, avendo avuto conoscenza del proble-
     ma posto dalle irregolarità relative al pagamento dei dazi              Marchio in considera-          denominazione «Eurohealth» —
     turchi sulle parti componenti provenienti da paesi terzi,               zione:                         numero di domanda di registra-
     non ha creduto di dover prendere le disposizioni adeguate                                              zione 293977
     per allertare gli operatori di cui trattasi.
                                                                             Prodotto o servizio:           prodotti e servizi della classe 36
— Che l’errore commesso non era da lei rilevabile e quindi la                                               — Assicurativi e finanziari
     sua buona fede non può essere messa in discussione e non
     può esserle ascritta alcuna negligenza.                                Decisione      impugnata       rifiuto di registrazione da parte
                                                                             dinanzi alla Sezione per       dell’esaminatore
— Di aver diritto ad avvalersi nella specie della situazione                 i ricorsi:
     particolare ai sensi dell’art. 13 del regolamento n. 1430/79.
                                                                             Motivi del ricorso:            — Violazione dell’art. 7, n. 1,
Per ultimo, la ricorrente ritiene che in ogni modo, nelle                                                        lett. b) del regolamento CE
operazioni controverse, ha agito come rappresentante fiscale                                                     n. 40/94
dell’importatore, l’unico che può essere considerato come
                                                                                                            — falsa applicazione dell’art. 7,
soggetto passivo di un eventuale debito doganale.
                                                                                                                 n. 1, lett. c) del regolamento
                                                                                                                 CE n. 40/94
                                                                                                            — erronea applicazione del-
                                                                                                                 l’art. 12, lett. b) del regola-
                                                                                                                 mento CE n. 40/94
Ricorso della DKV, Deutsche Krankenversicherungs AG
contro l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno
(marchi — disegni e modelli) presentato il 24 dicembre
                                 1999
                          (Causa T-359/99)
                                                                             Ricorso del signor Karl L. Meyer contro Commissione
                                                                             delle Comunità europee e Banca europea per gli investi-
                           (2000/C 79/80)                                                menti, presentato il 30 dicembre 1999
                    (Lingua processuale: il tedesco)                                                 (Causa T-361/99)
Il 24 dicembre 1999, la DKV-Deutsche Krankenversicherungs                                             (2000/C 79/81)
AG, rappresentato dall’avv. Stephan v. Peterdorff-Campen
dello studio von Rospatt, von der Osten, Pross, del foro di
Düsseldorf, con domicilio eletto presso lo studio degli avv.ti.                                 (Lingua processuale: il francese)
De Bandt, van Hecke, Lagae & Loesch, 11 rue Goethe,
Lussemburgo, ha presentato al Tribunale di primo grado delle
Comunità europee un ricorso contro l’Ufficio per l’armonizza-                Il 30 dicembre 1999 il signor Karl L. Meyer, residente a Raiatea
zione nel mercato interno (marchi — disegni e modelli).                      (Polinesia francese), rappresentato dall’avv. Jean-Dominique
                                                                             des Arcis, del foro di Uturoa (Polinesia francese), con domicilio
                                                                             eletto in Lussemburgo presso il signor Pakowski, 20-22,
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                              avenue Emile Reuter, ha proposto dinanzi al Tribunale di
                                                                             primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la
— modificare la decisione impugnata e fare obbligo all’Ufficio               Commissione delle Comunità europee e la Banca europea per
     di pubblicare sul Bollettino dei marchi comunitari il                   gli investimenti.