CELEX: 52009PC0129
Language: it
Date: 2009-03-20
Title: Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio concernente la conservazione degli uccelli selvatici (versione codificata)

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52009PC0129

Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio concernente la conservazione degli uccelli selvatici (versione codificata)  /* COM/2009/0129 def. - COD 2009/0043 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 20.3.2009COM(2009) 129 definitivo2009/0043 (COD)Proposta diDIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOconcernente la conservazione degli uccelli selvatici (versione codificata)(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Nel contesto dell'Europa dei cittadini, la Commissione attribuisce grande importanza alla semplificazione e alla chiara formulazione della normativa comunitaria, affinché diventi più comprensibile e accessibile al cittadino comune, offrendo al medesimo nuove possibilità di far valere i diritti che la normativa sancisce.Questo obiettivo non può essere realizzato fintanto che le innumerevoli disposizioni, modificate a più riprese e spesso in modo sostanziale, rimangono sparse, costringendo chi le voglia consultare a ricercarle sia nell'atto originario sia negli atti di modifica. L'individuazione delle norme vigenti richiede pertanto un notevole impegno di ricerca e di comparazione dei diversi atti.Per tale motivo è indispensabile codificare le disposizioni che hanno subito frequenti modifiche, se si vuole che la normativa comunitaria sia chiara e trasparente.2. Il 1° aprile 1987 la Commissione ha pertanto deciso[1] di dare istruzione ai propri servizi di procedere alla codificazione di tutti gli atti legislativi dopo non oltre dieci modifiche, sottolineando che si tratta di un requisito minimo e che i vari servizi dovrebbero sforzarsi di codificare i testi di loro competenza anche a intervalli più brevi, al fine di garantire la chiarezza e la comprensione immediata delle disposizioni comunitarie.3. Le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Edimburgo (dicembre 1992) hanno ribadito questa necessità[2], sottolineando l’importanza della codificazione , poiché offre la certezza del diritto applicabile a una determinata materia in un preciso momento.La codificazione va effettuata nel pieno rispetto del normale iter legislativo comunitario.Dal momento che in sede di codificazione nessuna modificazione di carattere sostanziale può essere apportata agli atti che ne fanno oggetto, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno concluso un accordo interistituzionale, del 20 dicembre 1994, per un metodo di lavoro accelerato che consenta la rapida adozione degli atti di codificazione.4. Lo scopo della presente proposta è quello di avviare la codificazione della direttiva 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979 concernente la conservazione degli uccelli selvaggi[3]. La nuova direttiva sostituisce i vari atti che essa incorpora[4], preserva in pieno la sostanza degli atti oggetto di codificazione e pertanto non fa altro che riunirli apportando unicamente le modifiche formali necessarie ai fini dell’opera di codificazione.5. La proposta di codificazione è stata elaborata sulla base del consolidamento preliminare , in tutte le lingue ufficiali, della direttiva 79/409/CEE e degli strumenti di modifica della stessa, effettuato dall'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, attraverso un sistema di elaborazione dati . Nei casi in cui è stata assegnata una nuova numerazione agli articoli, la concordanza tra la vecchia e la nuova numerazione è esposta in una tavola che figura all'allegato VII della direttiva codificata.ê 79/409/CEE (adattato)2009/0043 (COD)Proposta diDIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOconcernente la conservazione degli uccelli selvatici (versione codificata)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo Ö 175, paragrafo 1 Õ,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[5],visto il parere del Comitato delle regioni[6],deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato[7],considerando quanto segue:ê(1) La direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici[8], è stata modificata in modo sostanziale e a più riprese[9]. A fini di razionalità e chiarezza occorre provvedere alla codificazione di tale direttiva.ê 79/409/CEE considerando (1) (adattato)(2) La Ö decisione n. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 luglio 2002, che stabilisce il sesto Õ programma Ö comunitario di azione in materia di ambiente Õ[10], prevede azioni specifiche per la Ö biodiversità, compresa la Õ protezione degli uccelli Ö e dei loro habitat Õ.ê 79/409/CEE considerando (2)(3) Per molte specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri si registra una diminuzione, in certi casi rapidissima, della popolazione e tale diminuzione rappresenta un serio pericolo per la conservazione dell'ambiente naturale, in particolare poiché minaccia gli equilibri biologici.ê 79/409/CEE considerando (3)(4) Gran parte delle specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri sono specie migratrici; esse costituiscono un patrimonio comune e l'efficace protezione degli uccelli è un problema ambientale tipicamente transnazionale, che implica responsabilità comuni.ê 79/409/CEE considerando (6) (adattato)(5) La conservazione delle specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri è necessaria per raggiungere gli obiettivi comunitari in materia di miglioramento delle condizioni di vita Ö e di sviluppo sostenibile Õ.ê 79/409/CEE considerando (7)(6) Le misure da prendere devono riguardare i diversi fattori che possono influire sull'entità della popolazione aviaria, e cioè le ripercussioni delle attività umane, in particolare la distruzione e l'inquinamento degli habitat, la cattura e l'uccisione da parte dell'uomo e il commercio che ne consegue; nel quadro di una politica di conservazione bisogna adeguare la severità di tali misure alla situazione delle diverse specie.ê 79/409/CEE considerando (8)(7) La conservazione si prefigge la protezione a lungo termine e la gestione delle risorse naturali in quanto parte integrante del patrimonio dei popoli europei. Essa consente di regolarle disciplinandone lo sfruttamento in base a misure necessarie al mantenimento e all'adeguamento degli equilibri naturali delle specie entro i limiti di quanto è ragionevolmente possibile.ê 79/409/CEE considerando (9)(8) La preservazione, il mantenimento o il ripristino di una varietà e di una superficie sufficienti di habitat sono indispensabili alla conservazione di tutte le specie di uccelli. Talune specie di uccelli devono essere oggetto di speciali misure di conservazione concernenti il loro habitat per garantirne la sopravvivenza e la riproduzione nella loro area di distribuzione; tali misure devono tener conto anche delle specie migratrici ed essere coordinate in vista della costituzione di una rete coerente.ê 79/409/CEE considerando (10)(9) Per evitare che gli interessi commerciali esercitino eventualmente una pressione nociva sui livelli di prelievo, è necessario istituire un divieto generale di commercializzazione e limitare le deroghe alle sole specie il cui status biologico lo consenta, tenuto conto delle condizioni specifiche che prevalgono nelle varie regioni.ê 79/409/CEE considerando (11)(10) A causa del livello di popolazione, della distribuzione geografica e del tasso di riproduzione in tutta la Comunità, talune specie possono formare oggetto di atti di caccia, ciò che costituisce un modo ammissibile di utilizzazione, sempreché vengano stabiliti ed osservati determinati limiti; tali atti di caccia devono essere compatibili con il mantenimento della popolazione di tali specie a un livello soddisfacente.ê 79/409/CEE considerando (12)(11) I mezzi, impianti o metodi di cattura e di uccisione in massa o non selettivi nonché l'inseguimento con taluni mezzi di trasporto devono essere vietati a causa dell'eccessiva pressione che esercitano o possono esercitare sul livello di popolazione delle specie interessate.ê 79/409/CEE considerando (13)(12) Data l'importanza che possono avere talune situazioni particolari, occorre prevedere la possibilità di deroghe a determinate condizioni e sotto il controllo della Commissione.ê 79/409/CEE considerando (14)(13) La conservazione dell'avifauna e delle specie migratrici in particolare presenta ancora dei problemi, per cui si rendono necessari lavori scientifici, lavori che permetteranno inoltre di valutare l'efficacia delle misure prese.ê 79/409/CEE considerando (15)(14) Si deve curare, in consultazione con la Commissione, che l'eventuale introduzione di specie di uccelli che non vivono naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri non danneggi in alcun modo la flora e la fauna locali.ê 79/409/CEE considerando (16)(15) Ogni tre anni la Commissione elaborerà e comunicherà agli Stati membri una relazione riassuntiva basata sulle informazioni inviatele dagli Stati membri per quanto riguarda l'applicazione delle disposizioni nazionali adottate conformemente alla presente direttiva.ê(16) È opportuno adottare le misure necessarie all'attuazione della presente direttiva secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione[11].ê 2008/102/CE considerando (4) (adattato)(17) In particolare, la Commissione Ö deve essere delegata a Õ modificare taluni allegati alla luce del progresso scientifico e tecnico. Ö Poiché hanno natura Õ generale e Ö mirano Õ a modificare elementi non essenziali della Ö presente Õ direttiva, Ö tali misure Õ devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo Ö prevista Õ all’articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE.ê(18) La presente direttiva deve far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di attuazione indicati nell'allegato VI, parte B,ê 79/409/CEE (adattato)HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 11. La presente direttiva concerne la conservazione di tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato. Essa si prefigge la protezione, la gestione e la regolazione di tali specie e ne disciplina lo sfruttamento.2. Essa si applica agli uccelli, alle uova, ai nidi e agli habitat.ê 79/409/CEEArticolo 2Gli Stati membri adottano le misure necessarie per mantenere o adeguare la popolazione di tutte le specie di uccelli di cui all'articolo 1 a un livello che corrisponde in particolare alle esigenze ecologiche, scientifiche e culturali, pur tenendo conto delle esigenze economiche e ricreative.Articolo 31. Tenuto conto delle esigenze di cui all'articolo 2, gli Stati membri adottano le misure necessarie per preservare, mantenere o ristabilire, per tutte le specie di uccelli di cui all'articolo 1, una varietà e una superficie sufficienti di habitat.2. La preservazione, il mantenimento e il ripristino dei biotopi e degli habitat comportano anzitutto le seguenti misure:a) istituzione di zone di protezione;b) mantenimento e sistemazione conforme alle esigenze ecologiche degli habitat situati all'interno e all'esterno delle zone di protezione;c) ripristino dei biotopi distrutti;d) creazione di biotopi.Articolo 41. Per le specie elencate nell'allegato I sono previste misure speciali di conservazione per quanto riguarda l'habitat, per garantire la sopravvivenza e la riproduzione di dette specie nella loro area di distribuzione.A tal fine si tiene conto:a) delle specie minacciate di sparizione;b) delle specie che possono essere danneggiate da talune modifiche del loro habitat;c) delle specie considerate rare in quanto la loro popolazione è scarsa o la loro ripartizione locale è limitata;d) di altre specie che richiedono una particolare attenzione per la specificità del loro habitat.Per effettuare le valutazioni si terrà conto delle tendenze e delle variazioni dei livelli di popolazione.Gli Stati membri classificano in particolare come zone di protezione speciale i territori più idonei in numero e in superficie alla conservazione di tali specie, tenuto conto delle necessità di protezione di queste ultime nella zona geografica marittima e terrestre cui si applica la presente direttiva.2. Analoghe misure vengono adottate dagli Stati membri per le specie migratrici non menzionate all'allegato I che ritornano regolarmente, tenuto conto delle esigenze di protezione nella zona geografica marittima e terrestre in cui si applica la presente direttiva per quanto riguarda le aree di riproduzione, di muta e di svernamento e le zone in cui si trovano le stazioni lungo le rotte di migrazione. A tale scopo, gli Stati membri attribuiscono un'importanza particolare alla protezione delle zone umide e specialmente delle zone d'importanza internazionale.3. Gli Stati membri inviano alla Commissione tutte le informazioni opportune affinché essa possa prendere le iniziative idonee per il necessario coordinamento affinché le zone di cui al paragrafo 1, da un lato, e 2, dall'altro, costituiscano una rete coerente e tale da soddisfare le esigenze di protezione delle specie nella zona geografica marittima e terrestre cui si applica la presente direttiva.4. Gli Stati membri adottano misure idonee a prevenire, nelle zone di protezione di cui ai paragrafi 1 e 2, l'inquinamento o il deterioramento degli habitat, nonché le perturbazioni dannose agli uccelli che abbiano conseguenze significative tenuto conto degli obiettivi del presente articolo. Gli Stati membri cercheranno inoltre di prevenire l'inquinamento o il deterioramento degli habitat al di fuori di tali zone di protezione.Articolo 5Fatte salve le disposizioni degli articoli 7 e 9, gli Stati membri adottano le misure necessarie per instaurare un regime generale di protezione di tutte le specie di uccelli di cui all'articolo 1, che comprenda in particolare il divieto:a) di ucciderli o di catturarli deliberatamente con qualsiasi metodo;b) di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi;c) di raccogliere le uova nell'ambiente naturale e di detenerle anche vuote;d) di disturbarli deliberatamente in particolare durante il periodo di riproduzione e di dipendenza quando ciò abbia conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della presente direttiva;e) di detenere le specie di cui sono vietate la caccia e la cattura.Articolo 6ê 79/409/CEE (adattato)1. Fatte salve le disposizioni dei paragrafi 2 e 3 Ö del presente articolo Õ, gli Stati membri vietano, per tutte le specie di uccelli menzionate all'articolo 1, la vendita, il trasporto per la vendita, la detenzione per la vendita nonché l'offerta in vendita degli uccelli vivi e degli uccelli morti, nonché di qualsiasi parte o prodotto ottenuto dall'uccello, facilmente riconoscibili.ê 79/409/CEE2. Per le specie elencate all'allegato III, parte A, le attività di cui al paragrafo 1 non sono vietate, purché gli uccelli siano stati in modo lecito uccisi o catturati o altrimenti legittimamente acquisiti.3. Gli Stati membri possono ammettere nel loro territorio, per le specie elencate all'allegato III, parte B, le attività di cui al paragrafo 1 e prevedere limitazioni al riguardo, purché gli uccelli siano stati in modo lecito uccisi o catturati o altrimenti legittimamente acquisiti.Gli Stati membri che intendono concedere tale permesso si consultano in via preliminare con la Commissione, con la quale esaminano se la commercializzazione degli esemplari della specie in questione contribuisca o rischi di contribuire, per quanto è ragionevolmente possibile prevedere, a mettere in pericolo il livello di popolazione, la distribuzione geografica o il tasso di riproduzione della specie stessa nell'insieme della Comunità. Se tale esame rivela che il permesso previsto porta o può portare, secondo la Commissione, a uno dei rischi summenzionati, la Commissione rivolge allo Stato membro una raccomandazione debitamente motivata, nella quale disapprova la commercializzazione della specie in questione. Se la Commissione ritiene che non esista tale rischio, ne informa lo Stato membro.ê 79/409/CEE (adattato)La raccomandazione della Commissione deve essere pubblicata nella Gazzetta ufficiale Ö dell’Unione europea Õ.Lo Stato membro che concede il permesso di cui al presente paragrafo verifica a intervalli regolari se sussistano le condizioni necessarie per la concessione di tale permesso.ê 79/409/CEEArticolo 71. In funzione del loro livello di popolazione, della distribuzione geografica e del tasso di riproduzione in tutta la Comunità le specie elencate all'allegato II possono essere oggetto di atti di caccia nel quadro della legislazione nazionale. Gli Stati membri faranno in modo che la caccia di queste specie non pregiudichi le azioni di conservazione intraprese nella loro area di distribuzione.2. Le specie di cui all'allegato II, parte A possono essere cacciate nella zona geografica marittima e terrestre cui si applica la presente direttiva.3. Le specie di cui all'allegato II, parte B possono essere cacciate soltanto negli Stati membri per i quali esse sono menzionate.4. Gli Stati membri si accertano che l'attività venatoria, compresa eventualmente la caccia col falco, quale risulta dall'applicazione delle disposizioni nazionali in vigore, rispetti i principi di una saggia utilizzazione e di una regolazione ecologicamente equilibrata delle specie di uccelli interessate e sia compatibile, per quanto riguarda il contingente numerico delle medesime, in particolare delle specie migratrici, con le disposizioni derivanti dall'articolo 2.Essi provvedono in particolare a che le specie cui si applica la legislazione della caccia non siano cacciate durante il periodo della nidificazione né durante le varie fasi della riproduzione e della dipendenza.Quando si tratta di specie migratrici, essi provvedono in particolare a che le specie soggette alla legislazione della caccia non vengano cacciate durante il periodo della riproduzione e durante il ritorno al luogo di nidificazione.Gli Stati membri trasmettono alla Commissione tutte le informazioni utili sull'applicazione pratica della loro legislazione sulla caccia.Articolo 81. Per quanto riguarda la caccia, la cattura o l'uccisione di uccelli nel quadro della presente direttiva, gli Stati membri vietano il ricorso a qualsiasi mezzo, impianto e metodo di cattura o di uccisione, in massa o non selettiva o che possa portare localmente all'estinzione di una specie, in particolare quelli elencati all'allegato IV, lettera a).2. Gli Stati membri vietano inoltre qualsiasi tipo di caccia con mezzi di trasporto e alle condizioni indicati all'allegato IV, lettera b).Articolo 91. Sempre che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti, gli Stati membri possono derogare agli articoli da 5 a 8 per le seguenti ragioni:a) – nell'interesse della salute e della sicurezza pubblica,-  nell'interesse della sicurezza aerea,-  per prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e alle acque,-  per la protezione della flora e della fauna;b) ai fini della ricerca e dell'insegnamento, del ripopolamento e della reintroduzione nonché per l'allevamento connesso a tali operazioni;c) per consentire in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo la cattura, la detenzione o altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccole quantità.ê 79/409/CEE (adattato)2. Le deroghe Ö di cui al paragrafo 1 Õ dovranno menzionare:a) le specie che formano oggetto delle medesime,b) i mezzi, gli impianti e i metodi di cattura o di uccisione autorizzati,c) le condizioni di rischio e le circostanze di tempo e di luogo in cui esse possono essere applicate,d) l'autorità abilitata a dichiarare che le condizioni stabilite sono realizzate e a decidere quali mezzi, impianti e metodi possano essere utilizzati, entro quali limiti e da quali persone,e) i controlli che saranno effettuati.3. Gli Stati membri inviano ogni anno alla Commissione una relazione sull'applicazione Ö dei paragrafi 1 e 2 Õ.4. In base alle informazioni di cui dispone, in particolare quelle comunicatele ai sensi del paragrafo 3, la Commissione vigila costantemente affinché le conseguenze Ö delle Õ deroghe Ö di cui al primo paragrafo Õ non siano incompatibili con la presente direttiva. Essa prende adeguate iniziative in merito.ê 79/409/CEEArticolo 101. Gli Stati membri incoraggiano le ricerche e i lavori necessari per la protezione, la gestione e l'utilizzazione della popolazione di tutte le specie di uccelli di cui all'articolo 1. Un'attenzione particolare sarà accordata alle ricerche e ai lavori sugli argomenti elencati nell'allegato V.ê 79/409/CEE (adattato)2. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione tutte le informazioni ad essa necessarie per prendere misure appropriate per coordinare le ricerche e i lavori di cui al Ö paragrafo 1 Õ.ê 79/409/CEEArticolo 11Gli Stati membri vigilano affinché l'eventuale introduzione di specie di uccelli che non vivono naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri non pregiudichi la flora e la fauna locali. Essi consultano al riguardo la Commissione.Articolo 12ê 79/409/CEE (adattato)1. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione ogni tre anni, a decorrere Ö dal 7 aprile 1981 Õ, una relazione sull'applicazione delle disposizioni nazionali adottate in virtù della presente direttiva.ê 79/409/CEE2. La Commissione elabora ogni tre anni una relazione riassuntiva basata sulle informazioni di cui al paragrafo 1. La parte del progetto di relazione relativa alle informazioni fornite da uno Stato membro viene trasmessa per la verifica alle autorità dello Stato membro in questione. La versione definitiva della relazione verrà comunicata agli Stati membri.Articolo 13L'applicazione delle misure adottate in virtù della presente direttiva non deve provocare un deterioramento della situazione attuale per quanto riguarda la conservazione di tutte le specie di uccelli di cui all'articolo 1.Articolo 14Gli Stati membri possono prendere misure di protezione più rigorose di quelle previste dalla presente direttiva.ê 2008/102/CE art. 1, punto 1) (adattato)Articolo 15Sono adottate le modifiche necessarie per adeguare gli allegati I e V al progresso scientifico e tecnico. Tali misure, intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva, sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 16, paragrafo 2.ê 2008/102/CE art. 1, punto 2) (adattato)Articolo 161. La Commissione è assistita dal comitato per l’adeguamento al progresso scientifico e tecnico.2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano l’articolo 5 bis, paragrafi da 1 a 4, e l’articolo 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell’articolo 8 della stessa.ê 79/409/CEE (adattato)Articolo 17Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.êArticolo 18La direttiva 79/409/CEE, modificata dagli atti di cui all'allegato VI, parte A, è abrogata, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di attuazione indicati all'allegato VI, parte B.I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva e si leggono secondo la tavola di concordanza riportata all'allegato VII.Articolo 19La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo a lla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .ê 79/409/CEEArticolo 20Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidenteê 2006/105/CE art. 1 e allegato, punto A, 1 (adattato)ALLEGATO IGAVIIFORMESGaviidaeGavia stellataGavia arcticaGavia immerPODICIPEDIFORMESPodicipedidaePodiceps auritusPROCELLARIIFORMESProcellariidaePterodroma madeiraPterodroma feaeBulweria bulweriiCalonectris diomedeaPuffinus puffinus mauretanicus (Puffinus mauretanicus)Puffinus yelkouanPuffinus assimilisHydrobatidaePelagodroma marinaHydrobates pelagicusOceanodroma leucorhoaOceanodroma castroPELECANIFORMESPelecanidaePelecanus onocrotalusPelecanus crispusPhalacrocoracidaePhalacrocorax aristotelis desmarestiiPhalacrocorax pygmeusCICONIIFORMESArdeidaeBotaurus stellarisIxobrychus minutusNycticorax nycticoraxArdeola ralloidesEgretta garzettaEgretta alba (Ardea alba)Ardea purpureaCiconiidaeCiconia nigraCiconia ciconiaThreskiornithidaePlegadis falcinellusPlatalea leucorodiaPHOENICOPTERIFORMESPhoenicopteridaePhoenicopterus ruberANSERIFORMESAnatidaeCygnus bewickii (Cygnus columbianus bewickii)Cygnus cygnusAnser albifrons flavirostrisAnser erythropusBranta leucopsisBranta ruficollisTadorna ferrugineaMarmaronetta angustirostrisAythya nyrocaPolysticta stelleriMergus albellus (Mergellus albellus)Oxyura leucocephalaFALCONIFORMESPandionidaePandion haliaetusAccipitridaePernis apivorusElanus caeruleusMilvus migransMilvus milvusHaliaeetus albicillaGypaetus barbatusNeophron percnopterusGyps fulvusAegypius monachusCircaetus gallicusCircus aeruginosusCircus cyaneusCircus macrourusCircus pygargusAccipiter gentilis arrigoniiAccipiter nisus grantiAccipiter brevipesButeo rufinusAquila pomarinaAquila clangaAquila heliacaAquila adalbertiAquila chrysaetosHieraaetus pennatusHieraaetus fasciatusFalconidaeFalco naumanniFalco vespertinusFalco columbariusFalco eleonoraeFalco biarmicusFalco cherrugFalco rusticolusFalco peregrinusGALLIFORMESTetraonidaeBonasa bonasiaLagopus mutus pyrenaicusLagopus mutus helveticusTetrao tetrix tetrixTetrao urogallusPhasianidaeAlectoris graecaAlectoris barbaraPerdix perdix italicaPerdix perdix hispaniensisGRUIFORMESTurnicidaeTurnix sylvaticaGruidaeGrus grusRallidaePorzana porzanaPorzana parvaPorzana pusillaCrex crexPorphyrio porphyrioFulica cristataOtididaeTetrax tetraxChlamydotis undulataOtis tardaCHARADRIIFORMESRecurvirostridaeHimantopus himantopusRecurvirostra avosettaBurhinidaeBurhinus oedicnemusGlareolidaeCursorius cursorGlareola pratincolaCharadriidaeCharadrius alexandrinusCharadrius morinellus (Eudromias morinellus)Pluvialis apricariaHoplopterus spinosusScolopacidaeCalidris alpina schinziiPhilomachus pugnaxGallinago mediaLimosa lapponicaNumenius tenuirostrisTringa glareolaXenus cinereus (Tringa cinerea)Phalaropus lobatusLaridaeLarus melanocephalusLarus geneiLarus audouiniiLarus minutusSternidaeGelochelidon nilotica (Sterna nilotica)Sterna caspiaSterna sandvicensisSterna dougalliiSterna hirundoSterna paradisaeaSterna albifronsChlidonias hybridusChlidonias nigerAlcidaeUria aalge ibericusPTEROCLIFORMESPteroclididaePterocles orientalisPterocles alchataCOLUMBIFORMESColumbidaeColumba palumbus azoricaColumba trocazColumba bolliiColumba junoniaeSTRIGIFORMESStrigidaeBubo buboNyctea scandiacaSurnia ululaGlaucidium passerinumStrix nebulosaStrix uralensisAsio flammeusAegolius funereusCAPRIMULGIFORMESCaprimulgidaeCaprimulgus europaeusAPODIFORMESApodidaeApus cafferCORACIIFORMESAlcedinidaeAlcedo atthisCoraciidaeCoracias garrulusPICIFORMESPicidaePicus canusDryocopus martiusDendrocopos major canariensisDendrocopos major thanneriDendrocopos syriacusDendrocopos mediusDendrocopos leucotosPicoides tridactylusPASSERIFORMESAlaudidaeChersophilus dupontiMelanocorypha calandraCalandrella brachydactylaGalerida theklaeLullula arboreaMotacillidaeAnthus campestrisTroglodytidaeTroglodytes troglodytes fridariensisMuscicapidae (Turdinae)Luscinia svecicaSaxicola dacotiaeOenanthe leucuraOenanthe cypriacaOenanthe pleschankaMuscicapidae (Sylviinae)Acrocephalus melanopogonAcrocephalus paludicolaHippolais olivetorumSylvia sardaSylvia undataSylvia melanothoraxSylvia rueppelliSylvia nisoriaMuscicapidae (Muscicapinae)Ficedula parvaFicedula semitorquataFicedula albicollisParidaeParus ater cypriotesSittidaeSitta krueperiSitta whiteheadiCerthiidaeCerthia brachydactyla dorotheaeLaniidaeLanius collurioLanius minorLanius nubicusCorvidaePyrrhocorax pyrrhocoraxFringillidae (Fringillinae)Fringilla coelebs ombriosaFringilla teydeaFringillidae (Carduelinae)Loxia scoticaBucanetes githagineusPyrrhula murina (Pyrrhula pyrrhula murina)Emberizidae (Emberizinae)Emberiza cineraceaEmberiza hortulanaEmberiza caesia___________ALLEGATO IIÖ Parte A ÕANSERIFORMESAnatidaeAnser fabalisAnser anserBranta canadensisAnas penelopeAnas streperaAnas creccaAnas platyrhynchosAnas acutaAnas querquedulaAnas clypeataAythya ferinaAythya fuligulaGALLIFORMESTetraonidaeLagopus lagopus scoticus et hibernicusLagopus mutusPhasianidaeAlectoris graecaAlectoris rufaPerdix perdixPhasianus colchicusGRUIFORMESRallidaeFulica atraCHARADRIIFORMESScolopacidaeLymnocryptes minimusGallinago gallinagoScolopax rusticolaCOLUMBIFORMESColumbidaeColumba liviaColumba palumbusÖ Parte B ÕANSERIFORMESAnatidaeCygnus olorAnser brachyrhynchusAnser albifronsBranta berniclaNetta rufinaAythya marilaSomateria mollissimaClangula hyemalisMelanitta nigraMelanita fuscaBucephala clangulaMergus serratorMergus merganserGALLIFORMESMeleagridaeMeleagris gallopavoTetraonidaeBonasa bonasiaLagopus lagopus lagopusTetrao tetrixTetrao urogallusPhasianidaeFrancolinus francolinusAlectoris barbaraAlectoris chukarCoturnix coturnixGRUIFORMESRallidaeRallus aquaticusGallinula chloropusCHARADRIIFORMESHaematopodidaeHaematopus ostralegusCharadriidaePluvialis apricariaPluvialis squatarolaVanellus vanellusScolopacidaeCalidris canutusPhilomachus pugnaxLimosa limosaLimosa lapponicaNumenius phaeopusNumenius arquataTringa erythropusTringa totanusTringa nebulariaLaridaeLarus ridibundusLarus canusLarus fuscusLarus argentatusLarus cachinnansLarus marinusCOLUMBIFORMESColumbidaeColumba oenasStreptopelia decaoctoStreptopelia turturPASSERIFORMESAlaudidaeAlauda arvensisMuscicapidaeTurdus merulaTurdus pilarisTurdus philomelosTurdus iliacusTurdus viscivorusSturnidaeSturnus vulgarisCorvidaeGarrulus glandariusPica picaCorvus monedulaCorvus frugilegusCorvus coroneAllegato I, punto XIII.1.F dell'Atto di adesione del 1979 (GU L 291 del 19.11.1979, pag. 111) |Direttiva 81/854/CEE del Consiglio (GU L 319 del 7.11.1981, pag. 3) |Direttiva 85/411/CEE della Commissione (GU L 233 del 30.8.1985, pag. 33) |Allegato I, punto X.1.h) e X.6 dell'Atto di adesione del 1985 (GU L 302 del 15.11.1985, pag. 218) |Direttiva 86/122/CEE del Consiglio (GU L 100 del 16.4.1986, pag. 22) |Direttiva 91/244/CEE della Commissione (GU L 115 dell’8.5.1991, pag. 41) |Direttiva 94/24/CE del Consiglio (GU L 164 del 30.6.1994, pag. 9) |Allegato I, punto VIII.E.1 dell'Atto di adesione del 1994 (GU C 241 del 29.8.1994, pag. 175) |Direttiva 97/49/CE della Commissione (GU L 223 del 13.8.1997, pag. 9) |Regolamento (CE) n. 807/2003 del Consiglio (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 36) | limitatamente all’allegato III, punto 29 |Allegato II, punto 16.C.1 dell'Atto di adesione del 2003 (GU L 236 del 23.9.2003, pag. 667) |Direttiva 2006/105/CE del Consiglio (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 368) | limitatamente al riferimento fatto alla direttiva 79/409/CEE nell'articolo 1 e all'allegato, punto A, 1 |Direttiva 2008/102/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 323 del 3.12.2008, pag. 31) |-  Parte BElenco dei termini di attuazione in diritto nazionale(di cui all’articolo 18)Direttiva | Termine di attuazione |79/409/CEE | 7 aprile 1981 |81/854/CEE | __ |85/411/CEE | 31 luglio 1986 |86/122/CEE | __ |91/244/CEE | 31 luglio 1992 |94/24/CE | 29 settembre 1995 |97/49/CE | 30 settembre 1998 |2006/105/CE | 1° gennaio 2007 |2008/102/CE | __ |____________ALLEGATO VIITavola di concordanzaDirettiva 79/409/CEE | Presente direttiva |Articolo 1, paragrafi 1 e 2 | Articolo 1, paragrafi 1 e 2 |Articolo 1, paragrafo 3 | __ |Articoli da 2 a 5 | Articoli da 2 a 5 |Articolo 6, paragrafi 1, 2 e 3 | Articolo 6, paragrafi 1, 2 e 3 |Articolo 6, paragrafo 4 | __ |Articolo 7, paragrafi 1, 2 e 3 | Articolo 7, paragrafi 1, 2 e 3 |Articolo 7, paragrafo 4, prima frase | Articolo 7, paragrafo 4, primo comma |Articolo 7, paragrafo 4, seconda frase | Articolo 7, paragrafo 4, secondo comma |Articolo 7, paragrafo 4, terza frase | Articolo 7, paragrafo 4, terzo comma |Articolo 7, paragrafo 4, quarta frase | Articolo 7, paragrafo 4, quarto comma |Articolo 8 | Articolo 8 |Articolo 9, paragrafo 1 | Articolo 9, paragrafo 1 |Articolo 9, paragrafo 2, alinea | Articolo 9, paragrafo 2, alinea |Articolo 9, paragrafo 2, primo trattino | Articolo 9, paragrafo 2, lettera a) |Articolo 9, paragrafo 2, secondo trattino | Articolo 9, paragrafo 2, lettera b) |Articolo 9, paragrafo 2, terzo trattino | Articolo 9, paragrafo 2, lettera c) |Articolo 9, paragrafo 2, quarto trattino | Articolo 9, paragrafo 2, lettera d) |Articolo 9, paragrafo 2, quinto trattino | Articolo 9, paragrafo 2, lettera e) |Articolo 9, paragrafo 3 | Articolo 9, paragrafo 3 |Articolo 9, paragrafo 4 | Articolo 9, paragrafo 4 |Articolo 10, paragrafo 1 | Articolo 10, paragrafo 1, prima frase |Articolo 10, paragrafo 2, prima frase | Articolo 10, paragrafo 1, seconda frase |Articolo 10, paragrafo 2, seconda frase | Articolo 10, paragrafo 2 |Articoli da 11 a 15 | Articoli da 11 a 15 |Articolo 16, paragrafo 1 | __ |Articolo 17 | Articolo 16 |Articolo 18, paragrafo 1 | __ |Articolo 18, paragrafo 2 | Articolo 17 |__ | Articolo 18 |__ | Articolo 19 |Articolo 19 | Articolo 20 |Allegato I | Allegato I |Allegato II/1 | Allegato II, parte A |Allegato II/2 | Allegato II, parte B |Allegato III/1 | Allegato III, parte A |Allegato III/2 | Allegato III, parte B |Allegato IV | Allegato IV |Allegato V | Allegato V |__ | Allegato VI |__ | Allegato VII |____________[1] COM(87) 868 PV.[2] V. allegato 3, parte A, delle conclusioni.[3] Eseguita ai sensi della comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Codificazione della normativa comunitaria, COM(2001) 645 definitivo.[4] Allegato VI, parte A, della presente proposta.[5] GU C […] del […], pag. […].[6] GU C […] del […], pag. […].[7] GU C […] del […], pag. […].[8] GU L 103 del 25.4.1979, pag. 1.[9] V. allegato VI, parte A.[10] GU Ö L 242 del 10.9.2002, pag. 1 Õ.[11] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.