CELEX: 31991L0689
Language: it
Date: 1991-12-12 00:00:00
Title: Direttiva 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti pericolosi

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31991L0689

Direttiva 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti pericolosi  

Gazzetta ufficiale n. L 377 del 31/12/1991 pag. 0020 - 0027 edizione speciale finlandese: capitolo 15 tomo 10 pag. 0199  edizione speciale svedese/ capitolo 15 tomo 10 pag. 0199 

DIRETTIVA DEL CONSIGLIO del 12 dicembre 1991 relativa ai rifiuti pericolosi  (91/689/CEE)IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 130 S, vista la proposta della Commissione (1), visto il parere del Parlamento europeo (2), visto il parere del Comitato economico e sociale (3), considerando che la direttiva 78/319/CEE del Consiglio, del 20 marzo 1978, relativa ai rifiuti  tossici e nocivi (4), ha stabilito norme comunitarie sullo smaltimento dei rifiuti pericolosi; che,  per tener conto dell'esperienza acquisita nell'applicazione di tale direttiva da parte degli Stati  membri occorre modificare le norme e sostituire la direttiva 78/319/CEE con la presente; considerando che la risoluzione del Consiglio del 7 maggio 1990 (5) ed il programma d'azione delle  Comunità europee sull'ambiente, il quale è oggetto della risoluzione del Consiglio delle Comunità  europee e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 19  ottobre 1987, concernente il proseguimento e l'attuazione di una politica e di un programma  d'azione delle Comunità europee in materia ambientale (1987-1992) (6), prevedono misure comunitarie  per migliorare le condizioni di smaltimento e di gestione dei rifiuti pericolosi; considerando che la normativa generale sulla gestione dei rifiuti, fissata dalla direttiva  75/442/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1975, relativa ai rifiuti (7), modificata dalla direttiva  91/156/CEE (8), è d'applicazione anche per quanto riguarda la gestione dei rifiuti pericolosi; considerando che una corretta gestione dei rifiuti pericolosi richiede norme supplementari e più  severe che tengano conto della natura speciale di questi rifiuti; considerando che, allo scopo di migliorare l'efficacia della gestione dei rifiuti pericolosi nella  Comunità, è necessario usare definizioni precise ed uniformi dei rifiuti pericolosi, basate  sull'esperienza; considerando che è necessario provvedere affinché lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti  pericolosi venga sottoposto al massimo controllo possibile; considerando che deve essere possibile adattare rapidamente le disposizioni della presente  direttiva al progresso scientifico e tecnico e che il comitato istituito dalla direttiva 75/442/CEE  deve avere anche il potere di adeguare le disposizioni della presente direttiva a detto progresso, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1 1.  La presente direttiva, elaborata in applicazione dell'articolo  2, paragrafo 2 della direttiva 75/442/CEE, mira a ravvicinare le legislazioni degli Stati membri  sulla gestione controllata dei rifiuti pericolosi. 2.  Fatta salva la presente direttiva, la direttiva 75/442/CEE riguarda i rifiuti pericolosi. 3.  Le definizioni di «rifiuto» e degli altri termini utilizzati nella presente direttiva sono  quelle della direttiva 75/442/CEE. 4.  Ai fini della presente direttiva, si intende per «rifiuti pericolosi»: - i rifiuti precisati in un elenco da stabilirsi conformemente alla procedura prevista all'articolo  18 della direttiva 75/442/CEE e basato sugli allegati I e II della presente direttiva entro i sei  mesi che precedono la data di applicazione della presente direttiva. Tali rifiuti devono possedere  almeno una delle caratteristiche elencate nell'allegato III. L'elenco precitato tiene conto  dell'origine e della composizione dei rifiuti e eventualmente dei valori limite di concentrazione.  L'elenco è riesaminato periodicamente e, se necessario, riveduto secondo la stessa procedura; - qualsiasi altro rifiuto che, secondo uno Stato membro, possiede una delle caratteristiche  indicate nell'allegato III. Tali casi saranno notificati alla Commissione e riesaminati  conformemente alla procedura prevista all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE ai fini  dell'adeguamento dell'elenco. 5.  La presente direttiva non riguarda i rifiuti domestici. Su proposta della Commisione, il  Consiglio adotta, al massimo entro la fine del 1992, norme specifiche che tengano conto della  particolare natura dei rifiuti domestici. Articolo 2 1.  Gli Stati membri prendono le misure necessarie per esigere che in ogni luogo in  cui siano depositati (messi in discarica) rifiuti pericolosi, questi ultimi siano catalogati e  identificati. 2.  Gli Stati membri prendono le misure necessarie per esigere che gli stabilimenti e le imprese  che provvedono allo smaltimento, al ricupero, alla raccolta o al trasporto di rifiuti pericolosi  non mescolino categorie diverse di rifiuti pericolosi o rifiuti pericolosi con rifiuti non  pericolosi. 3.  In deroga al paragrafo 2, può essere ammesso che siano mescolati rifiuti pericolosi con altri  rifiuti pericolosi o con altri rifiuti, sostanze o materie solamente qualora siano soddisfatte le  condizioni di cui all'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE e, in particolare, per rendere più  sicuri lo smaltimento o il ricupero dei rifiuti suddetti. Tale operazione è soggetta  all'autorizzazione di cui agli articoli 9, 10 e 11 della direttiva 75/442/CEE. 4.  Qualora i rifiuti siano già mescolati con altri rifiuti, sostanze o materiali, occorre  effettuarne la separazione, se l'operazione è tecnicamente e economicamente fattibile ed  eventualmente per soddisfare l'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE. Articolo 3 1.  La deroga all'obbligo di autorizzazione per gli stabilimenti o le imprese che  provvedono essi stessi allo smaltimento dei propri rifiuti prevista all'articolo 11, paragrafo 1,  lettera a) della direttiva 75/442/CEE non è applicabile ai rifiuti pericolosi oggetto della  presente direttiva. 2.  Conformemente all'articolo 11, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 75/442/CEE, uno Stato  membro può dispensare dall'articolo 10 della presente direttiva gli stabilimenti o le imprese che  provvedono al ricupero dei rifiuti oggetto della presente direttiva: - qualora detto Stato membro adotti norme generali che fissano i tipi e le quantità di rifiuti in  questione e le condizioni specifiche (valori limite di sostanze pericolose contenute nei rifiuti,  valori limite di emissione, tipo di attività) e altri requisiti necessari per effettuare forme  diverse di ricupero e - qualora i tipi o le quantità di rifiuti ed i metodi di ricupero siano tali da rispettare le  condizioni imposte all'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE. 3.  Gli stabilimenti o le imprese di cui al paragrafo 2 sono registrati presso le autorità  competenti. 4.  Se uno Stato membro intende avvalersi delle disposizioni del paragrafo 2, le norme di cui al  suddetto paragrafo sono comunicate alla Commissione al più tardi tre mesi prima della loro entrata  in vigore. La Commissione consulta gli Stati membri. Alla luce di tali consultazioni la commissione  propone che tali norme siano adottate secondo la procedura di cui all'articolo 18 della direttiva  75/442/CEE. Articolo 4 1.  L'articolo 13 della direttiva 75/442/CEE è applicabile anche ai produttori dei  rifiuti pericolosi. 2.  L'articolo 14 delle direttiva 75/442/CEE è applicabile anche ai produttori dei rifiuti  pericolosi ed a tutti gli stabilimenti ed imprese che effettuano il trasporto di rifiuti  pericolosi. 3.  Il registro di cui all'articolo 14 della direttiva 75/442/CEE deve essere conservato per almeno  3 anni, tranne nel caso di stabilimenti e imprese che effettuano il trasporto di rifiuti pericolosi  i quali devono tenere detto registro per almeno 12 mesi. I documenti giustificativi relativi  all'esecuzione delle operazioni di gestione devono essere forniti su richiesta delle autorità  competenti o di un precedente detentore. Articolo 5 1.  Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché, nel corso della raccolta,  del trasporto e del deposito temporaneo, i rifiuti siano adeguatamente imballati ed etichettati in  conformità delle norme internazionali e comunitarie in vigore. 2.  Per quanto riguarda i rifiuti pericolosi, i controlli concernenti la raccolta ed il trasporto  effettuati in base all'articolo 13 della direttiva 75/442/CEE riguardano in particolare l'origine e  la destinazione di detti rifiuti. 3.  I rifiuti pericolosi, qualora vengano trasferiti, devono essere accompagnati da un formulario  di identificazione contenente le informazioni di cui all'allegato I, sezione A della direttiva  84/631/CEE del Consiglio, del 6 dicembre 1984, relativa alla sorveglianza ed al controllo  all'interno della Comunità delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti pericolosi (1), modificata  da ultimo dalla direttiva 86/279/CEE (2). Articolo 6 1.  Conformemente all'articolo 7 della direttiva 75/442/CEE, le autorità competenti  elaborano, separatamente o nell'ambito dei propri piani generali di gestione dei rifiuti, piani di  gestione dei rifiuti pericolosi e li rendono pubblici. 2.  La Commissione procede ad una valutazione comparativa dei piani suddetti, in particolare per  quanto riguarda i metodi di smaltimento e di ricupero. La Commissione tiene queste informazioni a  disposizione delle autorità competenti degli Stati membri che ne fanno richiesta. Articolo 7 Nei casi di emergenza o di grave pericolo, gli Stati membri prendono tutte le misure  necessarie, comprese, se del caso, deroghe temporanee alla presente direttiva, al fine di garantire  che i rifiuti pericolosi non costituiscano una minaccia per la popolazione o per l'ambiente. Gli  Stati membri informano la Commissione di tali deroghe. Articolo 8 1.  Nell'ambito della relazione di cui all'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva  75/442/CEE e in base ad un questionario elaborato conformemente a detto articolo, gli Stati membri  trasmettono alla Commissione una relazione sull'attuazione delle disposizioni della presente  direttiva. 2.  Oltre alla relazione di sintesi di cui all'articolo 16, paragrafo 2 della direttiva 75/442/CEE,  la Commissione riferisce ogni tre anni al Parlamento europeo ed al Consiglio in merito  all'applicazione della presente direttiva. 3.  Per ciascuno stabilimento o impresa che provvede allo smaltimento e/o al ricupero di rifiuti  pericolosi principalmente per conto di terzi e che è suscettibile di essere parte della rete  integrata di cui all'articolo 5 della direttiva 75/442/CEE, gli Stati membri trasmettono inoltre  alla Commissione, entro il 12 dicembre 1994, le informazioni seguenti: - nome e indirizzo, - sistema di trattamento dei rifiuti, - tipo e quantità di rifiuti che possono essere trattati. Gli Stati membri comunicano ogni anno alla Commissione i cambiamenti relativi ai dati in  questione. La Commissione tiene queste informazioni a disposizione delle autorità competenti degli Stati  membri che ne fanno richiesta. La forma in cui queste informazioni saranno comunicate alla Commissione è adottata secondo la  procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE. Articolo 9 Le modifiche necessarie per adeguare gli allegati della presente direttiva al  progresso scientifico e tecnico, nonché per procedere alla revisione dell'elenco dei rifiuti di cui  all'articolo 1, paragrafo 4 sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 18 della  direttiva 75/442/CEE. Articolo 10 1.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e  amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva anteriormente al 12 dicembre  1993. Essi ne informano immediatamente la Commissione. 2.  Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla  presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione  ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri. 3.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che  essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. Articolo 11 La direttiva 78/319/CEE è abrogata il 12 dicembre 1993. Articolo 12 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Bruxelles, addì 12 dicembre 1991. Per il ConsiglioIl PresidenteJ. G. M. ALDERS    (1)GU n. C 295 del 19. 11. 1988, pag. 8 e GU n. C 42 del 22. 2. 1990, pag. 19.  (2)GU n. C 158 del 26. 6. 1989, pag. 238.  (3)GU n. C 56 del 6. 3. 1989, pag. 2.  (4)GU n. L 84 del 31. 3. 1978, pag. 43.  (5)GU n. C 122 del 18. 5. 1990, pag. 2.  (6)GU n. C 328 del 7. 12. 1987, pag. 1.  (7)GU n. L 194 del 25. 7. 1975, pag. 47.  (8)GU n. L 78 del 26. 3. 1991, pag. 32.  (1)GU n. L 326 del 13. 12. 1984, pag. 31.  (2)GU n. L 181 del 4. 7. 1986, pag. 13.   ALLEGATO I CATEGORIE O TIPI GENERICI DI RIFIUTI PERICOLOSI ELENCATI IN BASE ALLA LORO NATURA O ALL'ATTIVITÀ  CHE LI HA PRODOTTI(*) (I RIFIUTI POSSONO PRESENTARSI SOTTO FORMA DI LIQUIDO DI SOLIDO O DI FANGO)  ALLEGATO I.A Rifiuti che presentano una qualsiasi delle caratteristiche elencate  nell'allegato III e che consistono in:  1. Sostanze anatomiche: rifiuti di ospedali o provenienti da altre attività mediche  2. Prodotti farmaceutici, medicinali, prodotti veterinari  3. Prodotti per la protezione del legno  4. Biocidi e prodotti fitosanitari  5. Residui di prodotti utilizzati come solventi  6. Sostanze organiche alogenate non utilizzate come solventi, escluse le sostanze polimerizzate  inerti  7. Sali per rinvenimento contenenti cianuri  8. Oli e sostanze oleose minerali (ad esempio fanghi di lavorazione, ecc.)  9. Miscugli olio/acqua o idrocarburo/acqua, emulsioni 10. Sostanze contenenti PCB e/o PCT (ad esempio isolanti elettrici, ecc.) 11. Sostanze bituminose provenienti da operazioni di raffinazione, distillazione o pirolisi (ad  esempio residui di distillazione, ecc.) 12. Inchiostri, coloranti, pigmenti, pitture, lacche, vernici 13. Resine, lattici, plastificanti, colle/adesivi 14. Sostanze chimiche non identificate e/o nuove provenienti da attività di ricerca, di sviluppo o  di insegnamento, i cui effetti sull'uomo e/o sull'ambiente non sono noti (ad esempio rifiuti di  laboratorio, ecc.) 15. Prodotti pirotecnici e altre sostanze esplosive 16. Prodotti di laboratori fotografici 17. Qualunque materiale contaminato da un prodotto della famiglia dei dibenzofurani policlorurati 18. Qualunque materiale contaminato da un prodotto della famiglia delle dibenzoparadiossine  policlorurate ALLEGATO I. B Rifiuti contenenti uno qualunque dei costituenti elencati  nell'allegato II, aventi una delle caratteristiche elencate nell'allegato III e consistenti in: 19. Saponi, corpi grassi, cere di origine animale o vegetale 20. Sostanze organiche non alogenate non utilizzate come solventi 21. Sostanze inorganiche senza metalli né composti metallici 22. Scorie e/o ceneri 23. Terre, argille o sabbie, compresi i fanghi di dragaggio 24. Sali per rinvenimento non contenenti cianuri 25. Polveri metalliche  26. Materiali catalitici usati 27. Liquidi o fanghi contenenti metalli o composti metallici (*) Alcune ripetizioni rispetto alle voci dell'allegato II sono fatte intenzionalmente. 28. Rifiuti provenienti da trattamenti disinquinanti (ad esempio: polveri di filtri dell'aria,  ecc.) salvo quelli previsti ai punti 29, 30 e 33 29. Fanghi provenienti dal lavaggio di gas 30. Fanghi provenienti dagli impianti di depurazione dell'acqua 31. Residui da decarbonazione 32. Residui di colonne scambiatrici di ioni 33. Fanghi residuati non trattati o non utilizzabili in agricoltura 34. Residui della pulitura di cisterne e/o di materiale 35. Materiale contaminato 36. Recipienti contaminati (ad esempio: imballaggi, bombole di gas, ecc.) che abbiano contenuto uno  o più dei costituenti elencati nell'allegato II 37. Accumulatori e pile elettriche 38. Oli vegetali 39. Oggetti provenienti da una raccolta selettiva di rifiuti domestici e aventi una delle  caratteristiche elencate nell'allegato III 40. Qualunque altro rifiuto contenente uno qualunque dei costituenti elencati nell'allegato II e  aventi una delle caratteristiche elencate nell'allegato III     ALLEGATO II COSTITUENTI CHE RENDONO PERICOLOSI I RIFIUTI DELL'ALLEGATO I.B QUANDO TALI  RIFIUTI POSSIEDONO LE CARATTERISTICHE DELL'ALLEGATO III (*) Rifiuti aventi come costituenti: C1 Berillio, composti del berillio C2 Composti del vanadio C3 Composti del cromo esavalente C4 Composti del cobalto C5 Composti del nickel C6 Composti del rame C7 Composti dello zinco C8 Arsenico, composti dell'arsenico C9 Selenio, composti del selenio C10 Composti dell'argento C11 Cadmio, composti del cadmio C12 Composti dello stagno C13 Antimonio, composti dell'antimonio C14 Tellurio, composti del tellurio C15 Composti del bario, ad eccezione del solfato di bario C16 Mercurio, composti del mercurio C17 Tallio, composti del tallio C18 Piombo, composti del piombo C19 Solfuri inorganici C20 Composti inorganici del fluoro, escluso il fluoruro di calcio C21 Cianuri inorganici C22 I seguenti metalli alcalini o alcalino-terrosi: litio, sodio, potassio, calcio, magnesio sotto  forma non combinata C23 Soluzioni acide o acidi sotto forma solida C24 Soluzioni basiche o basi sotto forma solida C25 Amianto (polvere e fibre) C26 Fosforo, composti del fosforo esclusi i fosfati minerali C27 Metallocarbonili C28 Perossidi C29 Clorati C30 Perclorati C31 Azoturi C32 PCB e/o PCT C33 Composti farmaceutici o veterinari C34 Biocidi e sostanze fitosanitarie (ad esempio antiparassitari, ecc.) C35 Sostanze infettive C36 Oli di creosoto C37 Isocianati, tiocianati C38 Cianuri organici (ad esempio: nitrilli, ecc.) C39 Fenoli, composti fenolati C40 Solventi alogenati C41 Solventi organici, esclusi i solventi alogenati C42 Composti organo-alogenati, escluse le sostanze polimerizzate inerti e le altre sostanze  indicate nel presente allegato C43 Composti aromatici, composti organici policiclici ed eterociclici C44 Ammine alifatiche C45 Ammine aromatiche C46 Eteri C47 Sostanze di carattere esplosivo, escluse le sostanze indicate in altri punti del presente  allegato C48 Composti organici dello zolfo C49 Qualsiasi prodotto della famiglia dei dibenzofurani policlorati C50 Qualsiasi prodotto della famiglia delle dibenzo-paradiossine policlorate C51 Idrocarburi e loro composti ossigenati azotati e/o solforati non altrimenti indicati nel  presente allegato (*) Alcune ripetizioni rispetto ai tipi generici di rifiuti pericolosi dell'allegato I sono fatte  intenzionalmente.    ALLEGATO III CARATTERISTICHE DI PERICOLO PER I RIFIUTI H1 «Esplosivo»: sostanze  e preparati che possono esplodere per effetto della fiamma o che sono sensibili agli urti e agli  attriti più del dinitrobenzene; H2 «Comburente»: sostanze e preparati che, a contatto con altre sostanze, soprattuto se  infiammabili, presentano una forte reazione esotermica; H3-A «Facilmente infiammabile»: sostanze e preparati: - liquidi il cui punto di infiammabilità è inferiore a 21 °C (compresi i liquidi estremamente  infiammabili), o - che a contatto con l'aria, a temperatura ambiente e senza apporto di energia, possono riscaldarsi  e infiammarsi, o - solidi che possono facilmente infiammarsi per la rapida azione di una sorgente di accensione e  che continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo l'allontanamento della sorgente di accensione,  o - gassosi che si infiammano a contatto con l'aria a pressione normale, o - che, a contatto con l'acqua o l'aria umida, sprigionano gas facilmente infiammabili in quantità  pericolose; H3-B «Infiammabile»: sostanze e preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è pari o superiore  a 21 °C e inferiore o pari a 55 °C; H4 «Irritante»: sostanze e preparati non corrosivi il cui contatto immediato, prolungato o ripetuto  con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoria; H5 «Nocivo»: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono  comportare rischi per la salute di gravità limitata; H6 «Tossico»: sostanze e preparati (comprese le sostanze e i preparati molto tossici) che, per  inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la salute gravi, acuti  o cronici e anche la morte; H7 «Cancerogeno»: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea,  possono produrre il cancro o aumentarne la frequenza; H8 «Corrosivo»: sostanze e preparati che, a contatto con tessuti vivi, possono esercitare su di  essi un'azione distruttiva; H9 «Infettivo»: sostanze contenenti microrganismi vitali o loro tossine, conosciute o ritenute per  buoni motivi come cause di malattie nell'uomo o in altri organismi viventi; H10 «Teratogeno»: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea,  possono produrre malformazioni congenite non ereditarie o aumentarne la frequenza; H11 «Mutageno»: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea,  possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza; H12 Sostanze e preparati che, a contatto con l'acqua, l'aria o un acido, sprigionano un gas tossico  o molto tossico; H13 Sostanze e preparati suscettibili, dopo eliminazione, di dare origine in qualche modo ad  un'altra sostanza, ad esempio ad un prodotto di lisciviazione avente una delle caratteristiche  sopra elencate; H14 «Ecotossico»: sostanze e preparati che presentano o possono presentare rischi immediati o  differiti per uno o più settori dell'ambiente. Note 1. L'attribuzione delle caratteristiche di pericolo «tossico» (e «molto  tossico»), «nocivo», «corrosivo» e «irritante» è effettuata secondo i criteri stabiliti  nell'allegato VI, parte I.A e parte II.B della direttiva 67/548/CEE del Consiglio, del 27 giugno  1967, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative  relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose (1),  nella versione modificata dalla direttiva 79/831/CEE del Consiglio (2). 2. Per quanto concerne l'attribuzione delle caratteristiche «cancerogeno», «teratogeno» e  «mutageno» e riguardo all'attuale stato delle conoscenze, precisazioni supplementari figurano nella  guida per la classificazione e l'etichettatura di cui all'allegato VI (parte II D) della direttiva  67/548/CEE, nella versione modificata dalla direttiva 83/467/CEE della Commissione (1). Metodi di prova I metodi di prova sono intesi a conferire un significato  specifico alle definizoni di cui all'allegato III. I metodi da utilizzare sono quelli descritti nell'allegato V della direttiva 67/548/CEE, nella  versione modificata dalla direttiva 84/449/CEE della Commissione (2) o dalle successive direttive  della Commissione che adeguano al progresso tecnico la direttiva 67/548/CEE. Questi metodi sono  basati sui lavori e sulle raccomandazioni degli organismi internazionali competenti, in particolare  su quelli dell'OCSE.     (1)GU n. L 196 del 16. 8. 1967, pag. 1.  (2)GU n. L 259 del 15. 10. 1979, pag. 10.  (1)GU n. L 257 del 16. 9. 1983, pag. 1.  (2)GU n. L 251 del 19. 9. 1984, pag. 1.