CELEX: 31995Y0811(03)
Language: it
Date: 1995-06-28 00:00:00
Title: Memorandum del comitato consultivo CECA sugli aspetti connessi alla scadenza del trattato CECA nel 2002

Avis juridique important

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31995Y0811(03)

Memorandum del comitato consultivo CECA sugli aspetti connessi alla scadenza del trattato CECA nel 2002  

Gazzetta ufficiale n. C 206 del 11/08/1995 pag. 0007 - 0012

MEMORANDUM DEL COMITATO CONSULTIVO CECAsugli aspetti  connessi alla scadenza del trattato CECA nel 2002(95/C  206/06)(Testo rilevante ai fini  del SEE)(Adottato all'unanimità, meno un voto contrario, nella 320  a sessione del 28 giugno  1995)Il Comitato consultivo della Comunità europea del carbone e dell'acciaio ricorda le proprie  precedenti prese di posizione nella prospettiva della scadenza del trattato CECA, e in  particolare: - il suo memorandum sul futuro del trattato CECA, adottato il 20 novembre 1992  (1), - il suo memorandum sul futuro delle attività finanziarie della CECA, adottato il 24 marzo 1994   (2). Questi due memorandum, adottati all'unanimità, avevano tenuto conto dei documenti del Parlamento  europeo, del Consiglio e della Commissione conosciuti all'epoca, tra i quali, per quel che riguarda  in particolare il memorandum del 24 marzo 1994, il documento di lavoro della Commissione datato 20  ottobre 1993, aggiornante la comunicazione al Consiglio sul futuro del trattato CECA - aspetti  finanziari  (1). Il Comitato consultivo ha preso conoscenza dei documenti sullo stesso argomento pubblicati  successivamente dalle istituzioni europee competenti, e in particolare: - delle conclusioni del Consiglio sul futuro del trattato CECA, del 22 aprile 1994  (2), - della risoluzione del Parlamento europeo sul progetto di bilancio operativo della CECA per il  1995, del 26 ottobre 1994  (3), - del parere della commissione per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'energia del Parlamento  europeo sul funzionamento del trattato sull'Unione europea nella prospettiva della conferenza  intergovernativa del 1996, del 23 febbraio 1995  (4), - della relazione della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo sulla  concessione dello scarico alla Commissione sulla gestione della CECA per l'esercizio 1993, del 22  marzo 1995  (5), - delle relazioni annuali della Corte dei conti europea relative alla gestione contabile e alla  gestione finanziaria della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, l'ultima delle quali, in  ordine di tempo, concernente l'anno 1993  (6). Consapevole, come il Parlamento europeo, dell'attuale necessità di un approccio più politico e più  globale ai vari aspetti connessi alla scadenza del trattato CECA, il Comitato consultivo ritiene  sia giunto il momento di aggiornare e di coordinare le proprie posizioni in materia. Infatti: - tra il 1992 e il 1994 l'industria siderurgica è stata nuovamente scossa da una crisi profonda,  che ha messo in evidenza la necessità permanente di adattamenti strutturali, con le loro pesanti  conseguenze in termini industriali, sociali e regionali; - la pubblicazione da parte della Commissione di un Libro verde «Per una politica energetica  dell'Unione europea»  (7) ha dato inizio a un dibattito di fondo, riguardante il lungo periodo, nel  quale si colloca l'avvenire dell'industria carboniera; - il recente ampliamento dell'Unione europea a 15 paesi membri e la sua estensione, a medio  termine, verso altri paesi, in particolare dell'Europa centrale e orientale, ha e avrà incidenze  significative sulle industrie dell'acciaio e del carbone. Istituito dal trattato CECA come struttura di dialogo degli ambienti professionali (produttori,  lavoratori, utilizzatori e commercianti) con la Commissione e di tali ambienti tra di loro, al di  là delle frontiere nazionali, il Comitato consultivo si considera particolarmente abilitato e  competente per formulare un parere sulle disposizioni del trattato CECA e sull'applicazione che ne  è stata data. Esso è in grado di esprimere un giudizio sull'incidenza delle disposizioni previste  dal trattato CECA sulle profonde trasformazioni strutturali subite da questa industria da oltre  quarant'anni e sulle evoluzioni congiunturali cicliche che interessano più in particolare la  siderurgia. 1. OSSERVAZIONI GENERALIIl Comitato consultivo conferma le proprie posizioni di principio adottate  in precedenza, ossia: 1.1. che il trattato CECA deve restare in vigore fino al 2002 come strumento giuridico autonomo ed  essere normalmente applicato fino a tale data, tenuto conto delle osservazioni specifiche che  seguono; 1.2. che talune norme del trattato CECA che si sono dimostrate valide devono essere recepite nel  quadro del trattato CE come previsto nella comunicazione della Commissione al Consiglio del 15  marzo 1991  (8); 1.3. che la Commissione deve continuare ad associare strettamente il Comitato consultivo alla  definizione della politica carboniera e siderurgica dell'Unione, nonché alle riflessioni future sui  vari aspetti connessi alla scadenza del trattato CECA nel 2002. 2. OSSERVAZIONI SPECIFICHEIl Comitato consultivo espone qui di seguito le proprie osservazioni e i  propri commenti su talune disposizioni specifiche del trattato CECA: 2.1. Il Comitato consultivo constata che gli strumenti statistici della CECA, sviluppati  dall'Istituto statistico sui piani industriale, economico, commerciale e sociale, si sono  dimostrati validi dal punto di vista di tutti gli attori interessati. In particolare, la comunicazione preventiva dei programmi di investimento e le informazioni sulle  capacità di produzione accrescono la trasparenza in materia di decisione di investimento, senza  porre problemi giuridici a livello della concorrenza. Al contrario, oltre ad essere un elemento  importante della concorrenza normale, questa trasparenza è utile ai produttori, ai commercianti e  agli utilizzatori, come pure per l'osservazione della concorrenza. L'elaborazione di stime a breve e a lungo termine e la loro revisione regolare stimolano la  competitività globale e facilitano gli adattamenti sopportabili di ordine sociale per il personale  in caso di crisi strutturale. L'insieme degli strumenti statistici e il dovere di informazione delle imprese e della Commissione  dovrebbero essere mantenuti non soltanto fino alla scadenza del trattato CECA, ma anche oltre  questa data. 2.2. Il Comitato consultivo è favorevole alla competenza esclusiva di una sola autorità europea  della concorrenza, vale a dire della Commissione, come previsto dal trattato CECA. L'ampiezza delle competenze e in particolare il controllo a priori, in consultazione con le imprese  interessate, assicurano a queste ultime una maggiore certezza giuridica; le norme applicate si sono  dimostrate valide. La ripartizione delle competenze sovranazionali, finora riunite in una sola autorità della  concorrenza, la Commissione, costituirebbe, nella situazione attuale di un mercato comune europeo,  un passo indietro. Anche dopo la scadenza del trattato, le competenze della Commissione e le regole  che si sono dimostrate valide dovrebbero essere mantenute. 2.3. Il Comitato consultivo vede nei mezzi flessibili di cui dispone la Commissione europea per  reagire a situazioni di crisi e in tal modo attenuare, in particolare per il mercato dell'acciaio,  le conseguenze spesso derivanti da un calo della domanda, uno strumento del trattato CECA che si è  rivelato molto utile. Fino alla sua scadenza una modifica di questo strumento non è necessaria. Da quando la CECA esiste, l'industria siderurgica europea ha dovuto attraversare un gran numero di  cicli congiunturali di grande ampiezza e sarà soggetta anche in futuro a forti variazioni cicliche.  In vista di situazioni eccezionali di questo tipo, è necessario che si continui a disporre di una  strumentazione appropriata, la cui applicazione deve però essere subordinata alla consultazione  preventiva di tutti gli attori interessati. Situazioni eccezionali di questo tipo sono prevedibili anche dopo la scadenza del trattato CECA e  occorre rimanere in grado di farvi fronte nel quadro di un approccio comunitario. 2.4. Il Comitato consultivo ribadisce la necessità che i principi che regolamentano gli aiuti  finanziari concessi dagli Stati membri per i settori di competenza della CECA continuino ad essere  applicati. 2.4.1. Per l'industria siderurgica, quindi, il divieto assoluto di aiuti, in particolare di  sovvenzioni di investimento o di funzionamento che producono un effetto di distorsione della  concorrenza, dovrebbe essere mantenuto anche dopo la scadenza del trattato CECA, tenuto conto  dell'attuale codice degli aiuti, che autorizza gli aiuti di Stato solo in casi particolari  eccezionali. Dopo violazioni ripetute del divieto di aiuti di Stato, la Commissione e il Consiglio si sono  impegnati a non autorizzare più nuove eccezioni al divieto di sovvenzioni. Il Comitato consultivo  non potrebbe accettare, in questa situazione, un indebolimento del quadro regolamentare  rappresentato dal trattato CECA, unitamente al codice degli aiuti. Il divieto rigoroso di sovvenzioni dovrebbe essere assolutamente mantenuto per proteggere le  imprese da tutte le misure di favore che comportano un effetto di distorsione; questo divieto  dovrebbe applicarsi anche ai settori dell'industria in concorrenza con il settore siderurgico. 2.4.2. Per quanto riguarda l'industria carboniera, la situazione è diversa. Infatti, una parte  della produzione carboniera dell'Unione europea attualmente non è competitiva rispetto ai carboni  importati e non esistono scambi intracomunitari significativi di carbone. Pertanto, gli aiuti degli  Stati membri non perturbano il funzionamento del mercato comune. L'attuale regolamentazione degli  aiuti risultante dalla decisione 3632/93/CECA deve essere considerata uno strumento adeguato di  politica energetica, al di là del suo impatto sociale e regionale. Il Comitato consultivo ritiene che dopo la scadenza del trattato CECA gli aiuti degli Stati membri  di questo tipo dovrebbero continuare ad essere formalmente autorizzati. 2.5. Il Comitato consultivo desidera ricordare che il settore del carbone e dell'acciaio, e in  particolare l'industria carboniera, è il solo settore dell'energia per il quale sono stati previsti  obiettivi specifici in un trattato europeo. Il Comitato consultivo rimanda alle disposizioni del  trattato che precisano tali obiettivi e, più in particolare, a quelle che mirano ad evitare  perturbazioni nella vita economica, a garantire l'approvvigionamento regolare del mercato comune e  a migliorare il potenziale produttivo della Comunità, senza uno sfruttamento inconsiderato delle  risorse. Sono appunto questi obiettivi che dimostrano, a giudizio del Comitato consultivo, che le  misure di politica energetica, comprese quelle relative al carbone, non devono mai essere valutate  senza tener conto della situazione economica generale. Il Comitato consultivo ricorda inoltre che  queste misure hanno un'importante dimensione di politica regionale e sociale. Il Comitato consultivo sottolinea che anche dopo la scadenza del trattato CECA la Comunità dovrà  tener conto di questi primcipi, adattandoli a contesti in mutamento, soprattutto in ragione del  contributo delle risorse energetiche indigene all'approvvigionamento regolare della Comunità in  energia. In questo contesto, l'applicazione del principio della sussidiarietà dovrebbe svolgere un  ruolo importante, essendo tutti gli interessi importanti in gioco tenuti nel debito conto a livello  comunitario. Inoltre, l'organizzazione di nuove strutture di decisione efficaci e trasparenti  nell'Unione europea presuppone innanzitutto una consultazione comune di tutti gli interessati. In  tal modo, dopo la scadenza del trattato CECA, altri settori energetici, nonché gli interessi delle  industrie utilizzatrici di energia, in particolare quelli del settore siderurgico, dovrebbero  continuare ad essere presi in considerazione. Quanto al posto che sarà riservato al carbone nella politica energetica, il Comitato consultivo  ricorda che la Commissione ha, con il suo Libro verde, avviato il dibattito in vista di un nuovo  orientamento di questa politica. Il Comitato consultivo ha adottato il 28 giugno 1995 una risoluzione concernente il Libro verde  della Commissione. Esso formulerà il suo parere sul Libro bianco, non appena la Commissione ne avrà  ultimata la redazione. 2.6. Il Comitato consultivo non vede obiezioni al trasferimento alla Commissione della competenza  in materia di politica commerciale esterna per i prodotti CECA, secondo le norme previste a questo  scopo nel trattato CE. Il Comitato richiama l'attenzione sull'opportunità di esercitare questa competenza dopo una  consultazione approfondita degli interessi in causa e tenendo conto in modo particolare delle zone  dell'Unione europea più sensibili di altre agli scambi con i paesi terzi. 2.7. Il Comitato consultivo desidera ricordare che la dimensione sociale del trattato CECA è  indiscutibile. In virtù di questo trattato, gli organi della Comunità hanno il compito di  migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori. Gli aiuti previsti nel trattato in caso di perdita di posti di lavoro hanno una particolare  importanza. In caso di tensioni eccezionali che determinino difficoltà per il mantenimento in  occupazione del personale resosi disponibile, la Comunità può concedere aiuti non rimborsabili per  contribuire a risolvere crisi strutturali; tali interventi possono assumere le seguenti forme:  indennità fino alla riassunzione o al pensionamento; riqualificazione dei lavoratori, ivi compresi  aiuti salariali durante la fase di riqualificazione. Il Comitato consultivo desidera infine sottolineare, in particolare, che le misure comunitarie  finanziate dal bilancio della CECA per favorire la costruzione di alloggi sociali sono uniche nella  Comunità. Fino alla scadenza del trattato, nel 2002, le disposizioni del trattato dovrebbero essere mantenute  integralmente. A questo scopo, devono essere stanziati annualmente mezzi finanziari sufficienti,  come indicato qui di seguito al punto 2.9.2, primo trattino. I primi risultati di una progressiva  introduzione di misure di riqualificazione nel trattato CE, in particolare in materia di formazione  professionale, hanno dimostrato che non è stato possibile introdurre regole altrettanto valide. Il  Comitato consultivo auspica che le difficoltà incontrate al ruguardo siano oggetto di studio, in  vista di una soluzione adeguata. Dopo la scadenza del trattato, occorre che lo spirito della politica sociale del trattato CECA sia  trasposto nel trattato CE. La situazione difficile in cui si trovano i mercati del lavoro europei,  in particolare nelle regioni carboniere e siderurgiche spesso monostrutturate, esige l'applicazione  di strumenti collaudati di politica sociale. 2.8. Il Comitato consultivo ricorda gli eccellenti risultati ottenuti grazie all'aiuto alla ricerca  nel settore specifico della CECA, organizzata nelle imprese a un livello settoriale e  transfrontaliero. I benefici degli investimenti realizzati su questa base hanno rappresentato un  multiplo degli investimenti iniziali, e ad essi si è affiancato un miglioramento sostanziale delle  condizioni di lavoro. La ricerca sociale in tutte le sue componenti (ergonomia, ambiente nella siderurgia, igiene nelle  miniere, sicurezza, medicina del lavoro) è unica nell'Unione europea. In particolare, i programmi  di ergonomia si sono rivelati molto utili anche in altri settori. Sia nella ricerca sociale, sia in  quella tecnica, l'associazione di tutti i gruppi interessati alla preparazione, allo sviluppo e  alla valutazione dei programmi di ricerca e di dimostrazione è stata possibile per mezzo di  un'adeguata consultazione. Anche questa azione dovrebbe proseguire, con il concorso, ogni volta che  se ne presenti l'opportunità, dei rappresentanti dei lavoratori. Il Comitato consultivo sottolinea che, tenuto conto delle particolarità tecniche delle piccole e  medie imprese, fino alla scadenza del trattato CECA, nel 2002: a) la ricerca CECA nei programmi quadro tecnologici e sociali della Comunità dovrebbe fruire di un  aiuto ottimale; b) come è indicato oltre, al punto 2.9.2, primo trattino, mezzi adeguati dovrebbero essere previsti  annualmente nel bilancio di funzionamento della CECA per i vari settori della ricerca, al fine di  sostenere le attività di ricerca CECA che non possono essere incluse nei programmi quadro  comunitari. L'aiuto alla ricerca comunitaria settoriale per migliorare sia la produzione e l'utilizzazione  dell'acciaio e del carbone, sia le condizioni e la sicurezza del lavoro dovrebbe, a parere del  Comitato consultivo, continuare anche dopo la scadenza del trattato CECA. Il mantenimento di questo aiuto deve essere facilitato e assicurato da un meccanismo finanziario  (per esempio, una fondazione). Questo meccanismo sarebbe alimentato dalle riserve CECA non  utilizzate, secondo quanto previsto dal punto 2.9.5 qui di seguito. L'entità della riduzione del prelievo auspicata dal Comitato consultivo è direttamente in rapporto  con le spese da finanziare e la progressiva liberazione delle riserve (vedasi oltre, punto 2.9.4). 2.9. Per quanto riguarda gli aspetti finanziari: 2.9.1. Il Comitato consultivo conferma, per quanto concerne il prelievo CECA, la posizione che ha  espresso a varie riprese. Esso constata che quest'onere specifico e supplementare grava unicamente  sulle imprese carbosiderurgiche dell'Unione europea, mentre ne sono del tutto esenti i prodotti  CECA importati e i materiali concorrenti. Il Comitato consultivo prende atto che nel già citato documento di lavoro della Commissione datato  20 ottobre 1993, che aggiorna la comunicazione al Consiglio sul futuro del trattato CECA - attività  finanziarie, la Commissione assume come ipotesi di lavoro il proseguimento della riduzione  progressiva del prelievo, iniziatasi nel 1991, e la sua soppressione a partire dal 1999. 2.9.2. Il Comitato consultivo- auspica che il bilancio operativo CECA preveda fino alla scadenza  del trattato, nel 2002, mezzi adeguati per il finanziamento delle misure sociali ritenute  necessarie (vedasi sopra, punto 2.7) e per il sostegno alla ricerca tecnica e sociale (vedasi  sopra, punto 2.8); - ricorda che il finanziamento dei prestiti di riconversione dovrebbe essere al più presto  realizzato nel quadro del trattato CE; - conta sul fatto che la Commissione lo consulti prima dell'elaborazione dei futuri bilanci  operativi, come è avvenuto in passato. 2.9.3. A proposito delle riserve, il Comitato consultivo ricorda la sua posizione costante, ossia  che le riserve devono essere utilizzate in via prioritaria a beneficio delle imprese e dei loro  lavoratori che hanno, dal 1952, fornito la maggior parte dei fondi che ne hanno permesso la  costituzione. Di conseguenza, le riserve costituite nel quadro delle attività della CECA, ossia: - il fondo di garanzia, - la riserva speciale, - l'ex fondo pensioni, dovrebbero, a parere del Comitato consultivo, essere liberate via via che si ridurranno, e poi  scompariranno, le attività finanziarie che ne hanno giustificato la costituzione e ne giustificano  il mantenimento temporaneo. Il Comitato consultivo constata che questa evoluzione, del resto, è prevista nel documento di  lavoro della Commissione citato al paragrafo 2.9.1. 2.9.4. Il Comitato consultivo fa propria l'ipotesi di lavoro della Commissione, secondo la quale le  riserve liberate fino alla scadenza del trattato CECA, nel 2002, potrebbero contribuire al  finanziamento del bilancio operativo e il livello di tale contributo sarebbe determinato di anno in  anno in funzione delle altre risorse e limitato ai fabbisogni prioritari dei lavoratori e delle  imprese del settore carbosiderurgico, in merito ai quali il Comitato consultivo auspica di essere  regolarmenteconsultato in una fase sufficientemente precoce della preparazione dei bilanci. 2.9.5 Il Comitato consultivo propone che il saldo delle riserve liberate fino al 2002 e non  utilizzate per il finanziamento del bilancio operativo, conformemente al punto 2.9.4, e le riserve  che si libereranno ulteriormente in conseguenza della riduzione progressiva, poi della scomparsa  delle attività finanziarie che le giustificano, siano destinate a un meccanismo finanziario (per  esempio una fondazione), in una forma da determinare, e che la Commissione sia associata alla  gestione di questo meccanismo e all'utilizzazione di questi fondi. Tale meccanismo finanziario  dovrebbe servire a sostenere le attività che il Comitato consultivo considera prioritarie, anche  dopo la scadenza del trattato CECA, ossia la ricerca tecnica carbone e acciaio e la ricerca  sociale. 2.10. Il Comitato consultivo è del parere che le regole, le procedure e le istituzioni che  richiedono erendono possibili il dialogo tra produttori, lavoratori, utilizzatori e commercianti da  una parte e la Commissione dall'altra sulle questioni settoriali, abbiano dato risultati assai  soddisfacenti. Si è dimostrata particolarmente utile la presenza simultanea delle tre categorie di  interesse rappresentate nel Comitato consultivo CECA. Il Comitato consultivo auspica pertanto che le procedure e le istituzioni previste dal trattato  CECA in materia di consultazione continuino ad essere normalmente applicate fino alla scadenza del  trattato, nel 2002. Il Comitato consultivo insiste inoltre sul significato politico di questi dialoghi e sui loro  effetti economici e sociali in fasi di adattamento strutturale. Di conseguenza, la consultazione comune, simultanea, trasparente e strutturata di tutti gli attori  interessati presenti nei settori del carbone e dell'acciaio deve essere garantita anche dopo la  scadenza del trattato CECA. (1) GU n. C 14 del 20. 1. 1993, pag. 5. (2) GU n. C 116 del 27. 4. 1994, pag. 4. (1) Doc. SEC(93) 1596 def.  (2) Doc. Consiglio 6442/94 (Comunicato stampa 76).  (3) GU n. C 323 del 21. 11. 1994, pag. 66.  (4) Doc. PE 211.254/def.  (5) Doc. PE 211.584/def.  (6) GU n. C 346 del 7. 12. 1994, pag. 1.  (7) Doc. COM(94) 659 def. dell'11. 1. 1995.  (8) Doc. SEC(91) 407 def.