CELEX: 62011CO0021
Language: it
Date: 2012-06-07
Title: Ordinanza della Corte (Settima Sezione) del 7 giugno 2012.#Volturno Trasporti Sas di Santoro Nino e c. contro Camera di Commercio di Benevento e Equitalia Polis SpA.#Domanda di pronuncia pregiudiziale – Commissione tributaria provinciale di Benevento – Interpretazione degli articoli 10, lettera c) e 12, lettera. e) della direttiva 69/335/CEE del Consiglio, del 17 luglio 1969, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali (GU L 249, pag. 25) – Imposte indirette sulla raccolta di capitali – Imposizione di un diritto annuale di iscrizione nel Registro delle imprese tenuto dalle Camere di commercio locali – Ammissibilità.#Rinvio pregiudiziale – Irricevibilità manifesta.#Causa C‑21/11.

ORDINANZA DELLA CORTE (Settima Sezione)
      7 giugno 2012 (*)
      
      «Rinvio pregiudiziale – Irricevibilità manifesta»
      Nella causa C‑21/11,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dalla Commissione
         tributaria provinciale di Benevento, con decisione del 22 settembre 2010, pervenuta in cancelleria il 14 gennaio 2011, nel
         procedimento
      
      Volturno Trasporti Sas di Santoro Nino & C.
      contro
      Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Benevento,
      
      Equitalia Sestri SpA,
      
      LA CORTE (Settima Sezione),
      composta dal sig. J. Malenovský, presidente di sezione, dai sigg. T. von Danwitz e D. Šváby (relatore), giudici,
      avvocato generale: sig.ra J. Kokott
      cancelliere: sig. A. Calot Escobar
      sentito l’avvocato generale,
      ha emesso la seguente
      Ordinanza
      1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli 10, lettera c), e 12, paragrafo 1, lettera
         e), della direttiva 69/335/CEE del Consiglio, del 17 luglio 1969, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali
         (GU L 249, pag. 25).
      
      2        Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia fra la Volturno Trasporti Sas di Santoro Nino & C. (in prosieguo:
         la «Volturno Trasporti») da un lato, e la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Benevento e la Equitalia
         Sestri SpA dall’altro, relativamente ad una cartella di pagamento del diritto annuale dovuto per l’iscrizione al Registro
         delle imprese tenuto dalla Camera stessa.
      
       Contesto normativo
       Diritto dell’Unione
      3        L’articolo 10 della direttiva 69/335 è così formulato:
      
      «Oltre all’imposta sui conferimenti, gli Stati membri non applicano, per quanto concerne le società, associazioni o persone
         giuridiche che perseguono scopi di lucro, nessuna altra imposizione, sotto qualsiasi forma:
      
      (...)
      c)      per l’immatricolazione o per qualsiasi altra formalità preliminare all’esercizio di un’attività, alla quale una società, associazione
         o persona giuridica che persegue scopi di lucro può essere sottoposta in ragione della sua forma giuridica».
      
      4        L’articolo 12, paragrafo 1, della medesima direttiva è così redatto:
      
      Gli Stati membri possono applicare, in deroga alle disposizioni degli articoli 10 e 11:
      (...)
      e)      diritti di carattere remunerativo;
      (...)».
       Diritto italiano
      5        Dall’ordinanza di rinvio emerge che l’articolo 18 della legge n. 580, recante riordinamento delle camere di commercio, industria,
         artigianato e agricoltura, del 29 dicembre 1993 (supplemento ordinario alla GURI n. 7, dell’11 gennaio 1994;) come da ultimo
         modificata con decreto legislativo n. 114, del 31 marzo 1998, in applicazione al disposto dell’articolo 4, paragrafo 4, della
         legge n. 59, del 15 marzo 1997, nella versione applicabile al procedimento principale, (in prosieguo: la «legge n. 580/1993»),
         prevede quanto segue:
      
      «[1.]      Al finanziamento ordinario delle camere di commercio si provvede mediante:
      (...)
      d)      i diritti di segreteria sull’attività certificativa svolta e sulla iscrizione in ruoli, elenchi, registri e albi tenuti ai
         sensi delle disposizioni vigenti;
      
      (...)
      [3.]      Le voci e gli importi dei diritti di segreteria di cui alla lettera d) del comma 1 sono modificati e aggiornati con decreto
         del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, tenendo conto dei costi
         medi di gestione e di fornitura dei relativi servizi.
      
      (...)».
       Procedimento principale e questione pregiudiziale
      6        In riferimento al ruolo ordinario n. 2008/2799, formato dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di
         Benevento, l’agente della riscossione per la Provincia di Benevento ha emesso e notificato alla Volturno Trasporti una cartella
         di pagamento per l’importo di EUR 170, corrispondenti al diritto annuale dovuto per la sua iscrizione al Registro delle imprese
         per il 2005, maggiorato di EUR 93,50 a titolo di sanzione pecuniaria e di EUR 15,36 per interessi legali.
      
      7        Il 17 novembre 2009 la Volturno Trasporti ha adito la Commissione tributaria provinciale di Benevento con un ricorso avverso
         detta cartella di pagamento. A sostegno del menzionato ricorso la Volturno Trasporti ha fatto valere l’incompatibilità del
         diritto annuale, e segnatamente dell’articolo 18, paragrafo 3, della legge n. 580/1993, con la direttiva 69/335.
      
      8        Considerando, da un lato che il diritto annuale controverso non può essere assimilato a quello previsto dalla legislazione
         dei Paesi Bassi e oggetto del procedimento all’origine della sentenza dell’11 giugno 1996, Denkavit Internationaal e a. (C‑2/94,
         Racc. pag. I‑2827), e, dall’altro, che il carattere remuneratorio del diritto in discussione ai sensi dell’articolo 12, paragrafo
         1, lettera e), della direttiva 69/335 fa sorgere dei dubbi, la Commissione tributaria provinciale di Benevento ha deciso di
         sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:
      
      «Se [una normativa nazionale come la disciplina italiana del] diritto camerale italiano, in particolare [...] l’articolo 18,
         paragrafo 3, della legge [n. 580/1993], sia compatibile con la direttiva [69/335], in particolare con articoli 10, lettera
         c), e 12[, paragrafo 1], lettera e)».
      
      9        Tenuto conto della pronuncia della sentenza del 19 aprile 2012, Grillo Star (C‑443/09, non ancora pubblicata nella Raccolta),
         e avendo constatato che l’articolo 18, paragrafo 3, della legge n. 580/1993, considerato dal quesito pregiudiziale, non riguardava
         il diritto annuale la cui validità era oggetto di contestazione nel procedimento principale, bensì diritti di segreteria,
         la cancelleria della Corte ha interpellato il giudice del rinvio relativamente alla menzionata disposizione, tuttavia senza
         che quest’ultimo abbia in seguito provveduto ad una modifica dell’ordinanza di rinvio.
      
       Sulla ricevibilità della domanda di pronuncia pregiudiziale
      10      Secondo una costante giurisprudenza il procedimento istituito all’articolo 267 TFUE costituisce uno strumento di cooperazione
         tra la Corte e i giudici nazionali, per mezzo del quale la prima fornisce ai secondi gli elementi di interpretazione del diritto
         dell’Unione loro necessari per risolvere le controversie dinanzi ad essi pendenti (v., in particolare, sentenze del 16 luglio
         1992, Meilicke, C‑83/91, Racc. pag. I‑4871, punto 22, e del 5 febbraio 2004, Schneider, C‑380/01, Racc. pag. I‑1389, punto 20,
         nonché ordinanza dell’8 settembre 2011, Abdallah, C‑144/11, punto 9).
      
      11      Nell’ambito di tale cooperazione spetta esclusivamente al giudice nazionale cui è stata sottoposta la controversia, che è
         il solo ad avere una conoscenza diretta dei fatti da cui essa ha origine e che deve assumersi la responsabilità dell’emananda
         decisione giurisdizionale, valutare, alla luce delle particolari circostanze di ciascuna causa, sia la necessità di una pronuncia
         pregiudiziale, per essere in grado di pronunciare la propria sentenza, sia la rilevanza delle questioni che sottopone alla
         Corte. Di conseguenza, se le questioni sollevate dal giudice nazionale vertono sull’interpretazione del diritto dell’Unione,
         la Corte, in via di principio, è tenuta a statuire (v., in particolare, sentenze del 13 marzo 2001, PreussenElektra, C‑379/98,
         Racc. pag. I‑2099, punto 38; Schneider, cit., punto 21, e del 17 aprile 2007, AGM-COS.MET, C‑470/03, Racc. pag. I‑2749, punto 44).
      
      12      Tuttavia, l’esigenza di giungere ad un’interpretazione del diritto dell’Unione che sia utile per il giudice nazionale impone
         che quest’ultimo definisca l’ambito di fatto e di diritto in cui si inseriscono le questioni sollevate, o che esso spieghi
         almeno le ipotesi di fatto su cui tali questioni sono fondate (v., in particolare, sentenza del 26 gennaio 1993, Telemarsicabruzzo
         e a., da C‑320/90 a C‑322/90, Racc. pag. I‑393, punto 6; ordinanze del 17 settembre 2009, Canon Kabushiki Kaisha, C‑181/09,
         punto 8, e Abdallah, cit., punto 10).
      
      13      Pertanto, è indispensabile che il giudice nazionale chiarisca, nella stessa decisione di rinvio, le circostanze in fatto e
         in diritto della controversia principale. Al riguardo è importante ricordare che le informazioni contenute nei provvedimenti
         di rinvio servono non solo a consentire alla Corte di fornire utili soluzioni, bensì anche a dare ai governi degli Stati membri
         e alle altre parti interessate la possibilità di presentare osservazioni ai sensi dell’articolo 23 dello Statuto della Corte
         di giustizia dell’Unione europea. È compito di quest’ultima vigilare sulla salvaguardia di tale possibilità, tenuto conto
         del fatto che, a norma della suddetta disposizione, alle parti interessate vengono notificate solo le decisioni di rinvio
         (v. ordinanza Abdallah, cit., punto 11).
      
      14      Nella fattispecie in esame è pacifico che la Commissione tributaria provinciale di Benevento, nell’ordinanza di rinvio, ha
         descritto adeguatamente le circostanze in fatto della controversia principale e ha esposto le motivazioni in diritto che l’hanno
         indotta ad interrogarsi sull’interpretazione della direttiva 69/335. Per contro, la descrizione del contesto di diritto della
         controversia in parola, quale presentata dal giudice del rinvio, pone in evidenza che la formulazione letterale delle disposizioni
         considerate dalla questione pregiudiziale, ossia l’articolo 18, paragrafo 3, della legge n. 580/1993, è riferita a diritti
         di segreteria, e non al diritto annuale dovuto dalle imprese alle Camere di commercio italiane per l’iscrizione al Registro
         delle imprese tenuto da dette Camere, il quale è l’unico in discussione nella controversia principale.
      
      15      Ne consegue che il giudice del rinvio pone alla Corte dei quesiti sulla compatibilità con la direttiva 69/335 di un diritto
         annuale come quello controverso nel procedimento principale prendendo in considerazione disposizioni prive di relazione con
         il diritto annuale di cui si contesta la validità.
      
      16      La Corte non è pertanto in grado di fornire al giudice del rinvio un’interpretazione utile della disposizione del diritto
         dell’Unione considerata nella questione pregiudiziale.
      
      17      Ciò premesso, si deve rilevare, fin da tale fase del procedimento, in applicazione degli articoli 92, paragrafo 1, e 103,
         paragrafo 1, del regolamento di procedura della Corte, che la presente domanda di pronuncia pregiudiziale è manifestamente
         irricevibile.
      
       Sulle spese
      18      Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese.
      
      Per questi motivi, la Corte (Settima Sezione) così provvede:
      La domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Commissione tributaria provinciale di Benevento, con ordinanza del 22
            settembre 2010, è manifestamente irricevibile.
      Firme
      * Lingua processuale: l’italiano.