CELEX: 51999PC0124
Language: it
Date: 1999-03-12
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo alla cooperazione allo sviluppo con il Sudafrica

Avis juridique important

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51999PC0124

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo alla cooperazione allo sviluppo con il Sudafrica  /* COM/99/0124 def. - SYN 99/0070 */  

Gazzetta ufficiale n. C 021 E del 25/01/2000 pag. 0001 - 0004

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO relativo alla cooperazione allo sviluppo con il Sudafrica(presentata dalla Commissione)RELAZIONETra il 1986 e il 1999 la Comunità europea (CE) ha fornito al Sudafrica (SA), attraverso i suoi programmi di aiuto, 1085,2 MECU. Il punto di partenza è stato il Programma speciale europeo di assistenza alle vittime dell'apartheid, originariamente proposto dal Parlamento europeo e adottato dal Consiglio "Affari generali" del settembre 1985; tale programma è stato finanziato dal 1986 al 1990 dalla linea di bilancio B9530 e dal 1991 al 1995 dalla linea di bilancio B7-5070.Con l'evolversi della situazione politica in Sudafrica e l'insediamento di un governo democratico nel 1994, la CE ha adeguato l'impostazione e le modalità della sua cooperazione. È stata aperta una delegazione della Commissione, e nel 1995 il programma è stato ribattezzato Programma europeo per la ricostruzione e lo sviluppo in Sudafrica (PERS), sul modello del nuovo programma per la ricostruzione e lo sviluppo (RDP) varato dalla stessa Repubblica sudafricana.Nel novembre del 1996 il Consiglio ha adottato il regolamento (CE) n. 2259/96 relativo alla cooperazione allo sviluppo con il Sudafrica (1), in cui si cita un importo di riferimento finanziario di 500 MECU per il PERS per il periodo dal gennaio 1996 al dicembre 1999 e si conferma l'impegno della CE a contribuire a uno sviluppo economico e sociale duraturo del Sudafrica e a consolidare i fondamenti di una società democratica. Per rendere operativa tale cooperazione, nel maggio del 1997 è stato firmato un programma indicativo pluriennale e da allora sono stati varati circa cinquanta programmi e progetti in settori quali l'istruzione, la sanità, le reti idriche e fognarie, l'edilizia, il sostegno al settore privato e al buongoverno, lo sviluppo delle potenzialità e l'integrazione regionale (Southern African Development Community - SADC).(1)  GU L 306 del 28.11.1996.Il regolamento n. 2259/96 del Consiglio scade il 31 dicembre 1999.Scopo del presente progetto di regolamento è manifestare la solidarietà dell'Unione europea nei confronti degli sforzi compiuti dal Sudafrica per gestire il lungo e difficile processo di trasformazione in una società aperta e democratica e la continuità del suo sostegno tramite la prosecuzione del PERS, con uno stanziamento finanziario dello stesso ordine di grandezza del precedente.Al tempo stesso, la Commissione intende adeguare e migliorare tale sostegno e propone pertanto alcune modifiche rispetto al regolamento relativo al periodo 1996/1999. Tali emendamenti si considerano necessari per diversi motivi.Anzitutto, si sono verificati importanti nuovi sviluppi nel contesto delle relazioni CE/SA:- A seguito di una decisione del Consiglio ACP-UE dell'aprile 1997, nel giugno del 1998 il Sudafrica è divenuto membro a statuto limitato della Convenzione di Lomé e sta negoziando, con gli altri paesi ACP, il futuro accordo di cooperazione UE/ACP. Nella sua comunicazione al Consiglio sulla negoziazione di un accordo di partenariato per lo sviluppo con i paesi ACP (COM/SEC 98/119), la Commissione ha proposto di valutare l'opportunità di un'adesione a pieno titolo del Sudafrica. Si deve tener conto della possibilità che il Sudafrica ottenga un effettivo accesso alle risorse del FES a decorrere dal 2003, in quanto in tal caso occorrerà definire nei tempi adeguati le modalità di tale cooperazione. Per il momento, questo significa che la cooperazione allo sviluppo tra la CE e il Sudafrica dovrebbe continuare ad essere finanziata dal Bilancio generale, e dovrebbe al tempo stesso cercare di essere il più possibile compatibile con le disposizioni del regime della Convenzione di Lomé, in particolare nel caso di programmi regionali cofinanziati (dal FES e dal PERS).- In the base alle direttive del Consiglio adottate nel giugno del 1995 e nel marzo del 1996, il Sudafrica ha appena concluso un Accordo bilaterale sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione con la CE; tale Accordo contiene, al Titolo V, disposizioni sugli obiettivi, le priorità, gli strumenti e i metodi e l'attuazione della cooperazione allo sviluppo che prevalgono sulla legislazione interna della CE e richiedono pertanto che gli articoli corrispondenti del precedente regolamento siano emendati o se necessario adattati.In secondo luogo, si deve tener conto dell'esperienza e degli insegnamenti del PERS. In particolare,- la Corte dei Conti, nella sua relazione n. 7/98, e il Parlamento europeo, nelle sue osservazioni in merito a tale relazione, hanno formulato una serie di raccomandazioni per risolvere le difficoltà riscontrate, e in particolare la lentezza di esecuzione, le onerose procedure e i problemi di gestione e amministrazione del programma, ponendo l'accento sulla necessità di semplificare e accelerare le procedure, aumentare il decentramento, delegando alle autorità sudafricane il potere di decisione e di approvazione e i pagamenti, decentrare la gestione dalla sede centrale alla Delegazione, adottare procedure più snelle in particolare per la cooperazione con le ONG, avviare valutazioni globali del PERS e destinare maggiori risorse alla gestione di uno dei più importanti programmi di cooperazione dell'Unione europea;- la necessità, sottolineata anche dagli Stati membri, di una maggiore concentrazione del PERS, al fine di rendere complessivamente più coerente l'assistenza UE, conformemente all'articolo 130 del trattato e ai regolamenti del Consiglio connessi, per avere maggiore visibilità e impatto (in particolare nel dialogo politico con le autorità sudafricane) e per evitare la dispersione delle risorse, e di conseguenza l'opportunità di concentrarsi su un numero limitato di programmi pluriennali di sostegno settoriale. Tali programmi dovrebbero essere attuati in coordinamento con vari partner (servizi governativi, autorità locali, ONG  ) e combinando diversi tipi di sostegno (sostegno ai progetti e sostegno diretto al bilancio sudafricano, qualora siano soddisfatte le adeguate condizioni);- la necessità di organizzare periodicamente valutazioni globali del PERS per adeguare la nostra strategia di cooperazione allo sviluppo;- la necessità di accogliere le osservazioni del Controllo finanziario sul rispetto delle disposizioni dei regolamenti finanziari applicabili al Bilancio generale delle Comunità europee nell'esecuzione del PERS.Per tener conto di questi aspetti, la Commissione ha già adottato una serie di misure, in particolare:- la decisione di rafforzare la delegazione, in termini di personale e di strumenti informatici per la gestione e l'amministrazione dei programmi;- la riorganizzazione e la razionalizzazione dei compiti svolti presso la sede centrale, in connessione con l'istituzione del Servizio comune RELEX;- il completamento e la distribuzione di una guida alle procedure ad uso dei beneficiari;- la riduzione del numero di programmi varati ogni anno, ottenuta attraverso una concentrazione degli interventi;- la preparazione di una valutazione globale della strategia di sviluppo seguita dall'Unione europea in Sudafrica a partire dal 1994. Tale valutazione inizierà nel 1999;- la preparazione, in collegamento con il Servizio delle finanze sudafricano, di una base dati comune delle operazioni e dei programmi di sviluppo con altri donatori, in particolare gli Stati membri;- l'organizzazione, con il Governo sudafricano, di consultazioni annuali e di riesami semestrali dell'attuazione della cooperazione tra Unione europea e Sudafrica.Le suddette misure hanno iniziato a dare i primi frutti, e si nota in particolare che nel 1997 e nel 1998 c'è stato un significativo miglioramento dei livelli dei pagamenti. Tuttavia, occorre portare avanti e rafforzare il processo in atto nelle direzioni sopra indicate, adattando il regolamento, che funge da base giuridica per la cooperazione con il Sudafrica:- per quanto riguarda la visibilità e la coerenza, raggruppando ulteriormente gli interventi dell'Unione europea in un numero limitato di settori di concentrazione (cfr. articolo 2 e articolo 6, paragrafo 1), e tramite l'istituzione di una programmazione triennale e di un dialogo periodico con gli Stati membri sulla strategia da seguire (cfr. articolo 6, paragrafi 1, 2 e 3);- per quanto riguarda l'efficienza delle attività e la semplificazione e armonizzazione delle procedure, adattando e definendo chiaramente le attività che possono beneficiare dei finanziamenti a carico del bilancio (cfr. articolo 4, paragrafo 2), adottando ove possibile le consuete procedure dei partner (cfr. articolo 7, paragrafo 2) e semplificando il processo decisionale (cfr. articolo 8, paragrafo 3);- per quanto riguarda il decentramento e la decentralizzazione, trasferendo alla delegazione e ai beneficiari la responsabilità di alcune decisioni sin qui prese a Bruxelles (cfr. articolo 7, paragrafo 8);- per quanto riguarda il rafforzamento delle misure volte a garantire una gestione e un'amministrazione più efficaci della cooperazione, tramite la creazione di ulteriori posti di agenti locali presso la delegazione (cfr. punto 10 della scheda finanziaria) e la programmazione di un pacchetto annuale per l'assistenza tecnica (cfr. articolo 10).Sono stati pertanto modificati i seguenti articoli:- articolo 1, per quanto riguarda le priorità- articolo 2, per quanto riguarda i settori di intervento- articolo 4, paragrafo 2 per quanto riguarda il tipo di spese- articolo 6, per quanto riguarda la programmazione- articolo 7, per quanto riguarda le procedure (paragrafo 2 e paragrafo 8)- articolo 8, per quanto riguarda la comitatologia- articolo 11, per quanto riguarda l'entrata in vigoreProposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO rRelativo alla cooperazione allo sviluppo con il SudafricaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 W,vista la proposta della Commissione,deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 C,considerando che, a decorrere dalle elezioni dell'aprile 1994 e dall'insediamento di un governo democratico, la Comunità è passata ad una strategia di sostegno alle politiche e alle riforme intraprese dalle autorità sudafricane;considerando che il Consiglio ha adottato il regolamento (CE) n. 2259/96 del Consiglio, del 22 novembre 1996, relativo alla cooperazione allo sviluppo con il Sudafrica (2);(2)  GU L 306 del 28.11.1996.considerando che il suddetto regolamento scadrà il 31 dicembre 1999;considerando che l'Accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e la Repubblica sudafricana stabilisce, al Titolo VII, che l'assistenza finanziaria sotto forma di aiuti non rimborsabili è coperta da una speciale linea di credito sul bilancio comunitario, e che la Comunità si dichiara disposta a continuare a stanziare importi rilevanti per la cooperazione finanziaria con il Sudafrica, e prenderà le opportune decisioni in base ad una proposta della Commissione;considerando che, una volta entrato in vigore tale Accordo, si potrebbero rendere disponibili altri strumenti adeguati, in particolare nel quadro del futuro Accordo di cooperazione CE/ACP e dell'ammissibilità del Sudafrica a beneficiare del Fondo europeo di sviluppo;considerando che il suddetto Accordo contiene, al Titolo V, disposizioni sugli obiettivi, sulle priorità, sui metodi e sull'attuazione della cooperazione allo sviluppo con il Sudafrica;considerando che, alla luce dell'esecuzione del suddetto regolamento (CE) n. 2259/96 del Consiglio, del 22 novembre 1996, e della relazione speciale n. 7/98 della Corte dei Conti sul programma di aiuto allo sviluppo della Comunità europea relativo al Sudafrica (1986-1996), occorre adattare il regolamento (CE) n. 2259/96 del Consiglio, del 22 novembre 1996, in particolare per quanto riguarda la semplificazione delle procedure, una maggiore concentrazione sulle priorità settoriali e il decentramento del processo decisionale;considerando che l'assistenza fornita ai sensi del presente regolamento sarà attuata coerentemente con le azioni di altri donatori, ivi comprese le istituzioni multilaterali,considerando che la decisione 87/373/CEE del Consiglio, del 13 luglio 1987 (3), stabilisce le modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione e le modalità di funzionamento del Comitato che assisterà la Commissione;(3)  GU L 197 del 18.7.1987.considerando che il funzionamento di tale Comitato dovrebbe seguire la procedura gestionale oppure, se non si ritenga opportuna tale procedura, la procedura consultiva;considerando che il regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità (4), istituisce un quadro giuridico comune per tutti i settori delle risorse proprie e delle spese delle Comunità;(4)  GU L 312 del 23.12.1995.considerando che il regolamento (CE, Euratom) n. 2185/96 del Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (5) si applica a tutti i settori di attività delle Comunità, fatte salve le specifiche disposizioni della normativa comunitaria relative alle diverse aree delle sue politiche,(5)  GU L 292 del 15.11.1996.HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1ObiettiviLa Comunità avvia una cooperazione tecnica e finanziaria con il Sudafrica a sostegno delle politiche e delle riforme attuate dalle autorità nazionali di detto paese in un contesto di dialogo politico e di partenariato.Scopo del programma comunitario di cooperazione, intitolato "Programma europeo per la ricostruzione e lo sviluppo in Sudafrica", sarà contribuire allo sviluppo economico e sociale armonioso e duraturo del Sudafrica e al suo inserimento nell'economia mondiale e consolidare le fondamenta di una società democratica e di uno Stato di diritto in cui siano pienamente rispettati i diritti umani e le libertà fondamentali.In questo contesto, la Comunità darà la priorità al sostegno di azioni che contribuiscano alla lotta contro la povertà.Articolo 2Settori di cooperazioneLa cooperazione allo sviluppo attuata ai sensi del presente regolamento si concentra principalmente sui seguenti aspetti:- sostegno alle politiche, agli strumenti e ai programmi finalizzati alla progressiva integrazione dell'economia sudafricana nell'economia e negli scambi mondiali, alla creazione di posti di lavoro, allo sviluppo del settore privato, alla cooperazione e all'integrazione regionale. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, si dedicherà particolare attenzione al sostegno ai programmi di adeguamento che si svilupperanno nella regione a seguito dell'istituzione dell'area di libero scambio ai sensi dell'Accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione, in particolare nell'ambito dell'Unione doganale dell'Africa del Sud (South African Customs Union - SACU). Si potrà inoltre vagliare l'opportunità di promuovere la cooperazione finalizzata al reciproco interesse generale tra imprese dell'Unione europea e del Sudafrica;- miglioramento delle condizioni di vita e fornitura di servizi sociali di base;- sostegno alla democratizzazione, alla tutela dei diritti umani, a una pubblica amministrazione efficiente, al rafforzamento delle autorità locali e al coinvolgimento della società civile nel processo di sviluppo.Si promuoveranno il dialogo e il partenariato tra le autorità e i partner e gli operatori non governativi impegnati nel campo dello sviluppo.I programmi si concentreranno sulla lotta alla povertà, terranno conto delle esigenze delle comunità in precedenza sfavorite e prenderanno in considerazione le dimensioni dello sviluppo connesse al genere e all'ambiente.Articolo 3Ammissibilità dei partner della cooperazioneI partner della cooperazione che possono beneficiare di un'assistenza finanziaria ai sensi del presente regolamento sono le autorità e gli organismi pubblici nazionali, provinciali e locali, organizzazioni non governative e basate sulle comunità locali, organizzazioni regionali e internazionali, istituti e operatori pubblici o privati. Qualsiasi altro organismo può essere ammesso a beneficiare dell'assistenza a condizione che entrambe le Parti lo designino come tale.Articolo 4Strumenti, natura delle spese, informazioni relative al programma e coordinamento1. Gli strumenti che si possono utilizzare nel quadro delle attività di cooperazione di cui all'articolo 2 comprendono in particolare studi, assistenza tecnica, formazione o altri servizi, forniture e opere, nonché verifiche e missioni di valutazione e di controllo.2. I finanziamenti comunitari, in valuta locale o straniera a seconda delle necessità e della natura dell'operazione, possono riguardare: - spese a carico del bilancio statale a sostegno dell'attuazione delle riforme e delle politiche nei settori prioritari individuati attraverso un dialogo politico, sotto forma di sostegno diretto al bilancio settoriale;- investimenti e apparecchiature; - in determinati casi, e in particolare qualora un programma sia attuato da un partner non governativo, tenendo conto del fatto che il programma deve puntare per quanto possibile alla sostenibilità a lungo termine, spese ordinarie (ivi compresi le spese amministrative e i costi operativi e di manutenzione).Una parte dei finanziamenti può essere fornita, in modo mirato (ad esempio per imprenditori emergenti), sotto forma di capitale di rischio o di sovvenzioni sui tassi d'interesse per presiti della Banca Europea per gli Investimenti.3. In linea di massima, per ciascuna operazione di cooperazione si esige un contributo finanziario dei partner di cui all'articolo 3. Tale contributo è richiesto sulla base delle disponibilità del partner in questione e tenendo conto della natura di ciascuna operazione e può essere un contributo in natura. In specifici casi in cui il partner è un'organizzazione non governativa o un'organizzazione basata su una comunità locale, tale contributo può non essere richiesto.4. La Commissione può adottare qualsiasi opportuna misura per assicurarsi che venga resa nota la provenienza comunitaria degli aiuti forniti nel quadro del presente regolamento.5. Si possono vagliare le possibilità di cofinanziamento con altri donatori, in particolare gli Stati membri.6. Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità cui si fa riferimento nel trattato, e al fine di assicurare la massima efficacia degli aiuti, la Commissione può adottare tutte le misure necessarie per il coordinamento, in particolare: a) l'istituzione di un sistema che consenta uno scambio sistematico di informazioni sulle azioni finanziate o per le quali è in programma un finanziamento da parte della Comunità e dagli Stati membri; b) il coordinamento in loco di tali azioni tramite periodici incontri e scambi di informazioni tra i rappresentanti della Commissione e degli Stati membri nel paese beneficiario.7. La Commissione, in collegamento con gli Stati membri, può adottare tutte le misure necessarie per assicurare un coordinamento adeguato con gli altri donatori interessati.Articolo 5Forma del sostegno finanziarioIl sostegno finanziario concesso ai sensi del presente regolamento consiste in aiuti non rimborsabili.Articolo 6Programmazione1. La programmazione indicativa triennale basata su specifici obiettivi si svolge nel contesto di stretti contatti con il Governo sudafricano e tenendo conto dei risultati del coordinamento di cui all'articolo 4, paragrafi 6 e 7. Tale programmazione dovrebbe portare a una concentrazione degli aiuti ogni anno in un numero limitato di settori individuati tra quelli cui si fa riferimento all'articolo 2.2. Per prepararsi a ciascun ciclo di programmazione, nel contesto di un maggiore coordinamento, anche in loco, con gli Stati membri, la Commissione compila un documento di sintesi sulla strategia di cooperazione (documento strategico) che viene esaminato dal Comitato di cui all'articolo 8, in appresso denominato "il Comitato". Tale documento strategico tiene conto dei risultati dell'ultima valutazione generale delle operazioni finanziate nel quadro del regolamento n. 2259/96 e del presente regolamento, o di altre valutazioni periodiche delle azioni. Il documento viene discusso a richiesta della Commissione o di uno o più membri del Comitato. In tal caso, se non è possibile trovare l'auspicabile unanimità sul documento strategico, il Comitato esprime il suo parere conformemente alla procedura di cui all'articolo 8.3. La Commissione trasmette al Comitato per informazione un programma indicativo triennale redatto sulla base di tale esame, che dev'essere firmato dalla Commissione e dal Governo sudafricano. Una volta l'anno si procede a uno scambio di opinioni, sulla base di una presentazione degli orientamenti generali delle operazioni da attuare nell'anno successivo svolta dal rappresentante della Commissione.Articolo 7Procedure1. La Commissione è responsabile della valutazione, delle decisioni e della gestione delle azioni svolte nel quadro del presente regolamento, conformemente alle procedure di bilancio e alle altre procedure in vigore, in particolare quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.2. Nel caso specifico del contributo del PERS ai programmi regionali nell'area SADC finanziati dal FES, detto contributo può essere utilizzato secondo le modalità della Convenzione di Lomé, a condizione che siano rispettate le disposizioni del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.3. Al fine di assicurare la trasparenza e il conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 6, la Commissione trasmette agli Stati membri e ai loro rappresentanti locali le schede di identificazione dei progetti non appena è stata presa la decisione di valutarli. La Commissione aggiorna successivamente le schede di identificazione dei progetti e le trasmette agli Stati membri.4. Tutte le convenzioni di finanziamento o tutti i contratti conclusi nel quadro del presente regolamento prevedono verifiche in loco da parte della Commissione e della Corte dei Conti conformemente alle consuete modalità stabilite dalla Commissione ai sensi delle norme in vigore, in particolare quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.La Commissione, inoltre, può effettuare verifiche e ispezioni in loco conformemente al regolamento n. 2185/96.Le misure adottate dalla Commissione conformemente alla procedura di cui all'articolo 8 prevedono un'adeguata tutela degli interessi finanziari della Comunità europea, conformemente al regolamento n. 2988/95.5. Qualora le azioni diano luogo a convenzioni di finanziamento tra la Comunità e il Sudafrica, tali convenzioni stipulano che alla Comunità non sono imputate imposte, dazi e altri oneri.6. La partecipazione agli inviti a presentare offerte e ai contratti è aperta, a parità di condizioni, a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri, del Sudafrica e degli altri Stati ACP. In casi debitamente giustificati e per assicurare il miglior rapporto costo-efficacia, la partecipazione può essere ampliata a comprendere paesi terzi.7. Le forniture sono originarie degli Stati membri della Comunità europea, del Sudafrica o degli altri Stati ACP. In casi eccezionali, debitamente giustificati, possono essere originarie di altri paesi.8. Salvo diverse disposizioni del presente regolamento, i contratti sono firmati dal Governo del Sudafrica. Se non sono coperti da una convenzione di finanziamento, inoltre, i contratti sono conclusi dalla Commissione. In applicazione dell'articolo 111 del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, i pagamenti sono effettuati tramite un pagatore delegato locale che verrà stabilito d'intesa tra le autorità sudafricane e la Commissione, e che aprirà conti bancari in valuta locale e in EURO. Il pagatore delegato deve tenere una contabilità esauriente delle operazioni di questi conti e sottostare ai controlli della Commissione e della Corte dei Conti.In applicazione dell'articolo 109 del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, si può nominare un Ordinatore nazionale.Articolo 8Comitatologia1. La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.2. Il rappresentante della Commissione sottopone al Comitato un progetto delle misure da adottare. Il Comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni del Comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal Comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio. In tal caso, La Commissione può differire di un mese al massimo, a decorrere da tale comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise.Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine di cui al comma precedente.3. In deroga al paragrafo 2, per le decisioni di finanziamento relative a qualsiasi operazione di costo superiore a 5 Mio di EUR e inferiore a 25 Mio di EUR, o per qualsiasi adeguamento di una delle suddette operazioni che comporti un incremento superiore al 20% dell'importo inizialmente concordato, e per le proposte avanzate che apportano modifiche sostanziali nell'esecuzione di un progetto per il quale è già stato assunto un impegno, il Comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione. Il parere è iscritto a verbale; inoltre ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal Comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.4. La Commissione informa sinteticamente il Comitato delle decisioni di finanziamento che intende adottare in relazione ai progetti e ai programmi di valore inferiore ai 5 Mio di EUR. Tali informazioni sono fornite almeno una settimana prima che venga presa la decisione.5. Qualora l'incremento di cui al paragrafo 3 sia superiore a 5 Mio di EUR ma inferiore al 20% dell'impegno iniziale, si chiede il parere del Comitato tramite procedure semplificate e accelerate.6. Nel caso dei programmi approvati dal Comitato e finanziati in varie tranche relative a più di un esercizio finanziario, la Commissione adotta anno per anno decisioni di finanziamento, che non superano la spesa massima stabilita per il programma approvato ed entro i limiti delle risorse finanziarie messe a disposizione dall'autorità di bilancio, senza ulteriori comunicazioni al Comitato.Articolo 9Controllo e valutazioneAl termine di ciascun esercizio finanziario, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione annuale sull'esecuzione del presente regolamento. Tale relazione espone i risultati dell'esecuzione del bilancio per quanto riguarda gli impegni e i pagamenti, nonché i progetti e i programmi finanziati nel corso dell'anno. La relazione contiene statistiche sulle aggiudicazioni effettuate per l'esecuzione di progetti e programmi. La Commissione controlla inoltre i progressi compiuti rispetto agli obiettivi di ciascuna operazione in termini di esiti e risultati, utilizzando indicatori verificabili in maniera obiettiva.La Commissione valuta periodicamente le operazioni finanziate dalla Comunità per stabilire se gli obiettivi di tali operazioni sono stati raggiunti e fissare orientamenti per migliorare l'efficacia delle operazioni future. Sintesi delle relazioni di valutazione sono trasmesse agli Stati membri. Le relazioni complete sono messe a disposizione degli Stati membri che ne facciano richiestaEntro il 31 ottobre 2003, e diciotto mesi prima della scadenza del presente regolamento, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione generale delle operazioni finanziate dalla Comunità che costituiscono il programma triennale 2000-2002 ai sensi del presente regolamento, accompagnata se necessario da proposte di emendamento del regolamento stesso e, in quest'ultimo caso, da suggerimenti sul futuro del regolamento.Articolo 10Stanziamenti annualiGli stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio entro i limiti delle prospettive finanziarie.Ogni anno nei commenti iscritti nel bilancio si fissa un massimale nell'ambito dello stanziamento annuo per i contratti di assistenza tecnica che la Commissione deve concludere per l'esecuzione di operazioni congiunte a reciproco vantaggio delle Comunità Europee e del beneficiario.Articolo 11DurataIl presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e scade il 31 dicembre 2006.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì  Per il Consiglio Il PresidenteSCHEDA FINANZIARIA1.  Denominazione dell'azione: Programma europeo per la ricostruzione e lo sviluppo in Sudafrica2.  Linea di bilancio interessata:B7-3200 3.  Base giuridica:Rregolamento (CE) n. 2259/96 del Consiglio, che scade il 31 dicembre 1999Proposta di un nuovo regolamento del Consiglio in fase di preparazione4.  Descrizione dell'azione4.1 Obiettivo generale dell'azioneScopo di questa linea di bilancio è finanziare i programmi volti a contribuire al miglioramento della situazione delle categorie più svantaggiate della società sudafricana, allo sviluppo economico armonioso e sostenibile del Sudafrica, e al consolidamento delle fondamenta di una società democratica e di uno Stato di diritto. Tale impostazione scaturisce dalle priorità definite nel quadro dell'Accordo bilaterale sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra l'Unione europea e il Sudafrica.Il PERS costituisce una prosecuzione del Programma speciale per il Sudafrica, originariamente proposto dal Parlamento europeo nel 1985 e confermato in varie occasioni dal Consiglio europeo. Prendendo atto dell'evoluzione democratica del Sudafrica, e a partire dalle elezioni dell'aprile 1994, il Governo svolge un ruolo di primo piano quale interlocutore della Commissione nel dialogo politico e nell'attuazione dei progetti. Anche i partner delle ONG conservano un loro ruolo, e un minimo del 25% dello stanziamento di bilancio annuale viene versato tramite canali non governativi.4.2 Periodo previsto per l'azione e modalità di rinnovoLa linea di bilancio B7-3200 è un'azione annuale rinnovabile. La durata dei progetti attuati nel quadro di tale linea dipende dalle loro caratteristiche e va in generale dai tre ai cinque anni.5.  Classificazione delle spese o delle entrate5.1 Spese obbligatorie/spese non obbligatorie5.2 Stanziamenti dissociati/stanziamenti non dissociati6.  Natura delle spese/entrateLa maggior parte delle spese a carico di questa linea di bilancio è destinata al finanziamento di programmi e progetti volti ad affrontare i problemi di sviluppo sopra indicati. Il livello di finanziamento di un'azione varia a seconda dell'ente incaricato dell'esecuzione, potendo giungere sino al 100% per i progetti attuati dalle ONG e configurandosi invece come contributo ai costi totali quando i fondi transitano attraverso la pubblica amministrazione.Il programma copre anche le spese amministrative necessarie per l'esecuzione dei progetti - vale a dire assistenza tecnica, studi, formazione, forniture di apparecchiature e lavori - e i costi di preparazione, valutazione e revisione dei conti dei progetti.Tutte le spese hanno la forma di aiuti non rimborsabili.7.  Incidenza finanziaria7.1  Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (nesso fra costi unitari e costo totale)L'importo finanziario di riferimento per il periodo 1996-1999 era di 500 MECU, distribuiti uniformemente su quattro anni, pari a uno stanziamento annuo di 125 MECU. Tale importo è stato aumentato nel 1999 e nel 1998 a 127,5 MECU e nel 1997 to 127,8 MECU.In ECU/EURO costanti, per gli anni 2000, 2001 e 2002 si prevede un importo equivalente, fatta salva la procedura di bilancio. >SPAZIO PER TABELLA>La questione della posizione del Sudafrica nella Convenzione di Lomé, quale membro a statuto limitato come attualmente, e quindi senza accesso ai finanziamenti del Fondo europeo sviluppo, o come membro a pieno titolo, è oggetto di discussione e di negoziato nel contesto della futura Convenzione, che potrebbe entrare in vigore nel 2003. Se il Sudafrica dovesse essere ammesso quale membro a pieno titolo, le risorse di bilancio necessarie per portare avanti l'attività di sviluppo nel quadro del PERS non sarebbero più necessarie, mentre si può prevedere che, per la durata del nuovo accordo UE-ACP per lo sviluppo, si stanzierebbe un importo equivalente nell'ambito del Fondo europeo di sviluppo.7.2 Ripartizione per elementi del costo dell'azioneLa tabella seguente riguarda i pagamenti relativi ai bilanci dal 2000 al 2006 e non tiene conto dei pagamenti che dovranno essere effettuati nello stesso periodo ma si riferiscono agli esercizi finanziari precedenti. >SPAZIO PER TABELLA>Tutti i dati sono forniti a titolo indicativo, sulla base di un periodo medio di esecuzione dei programmi di 5 anni, e vanno letti tenendo conto dei seguenti elementi:- il ciclo di programmazione triennale proposto, da concordare con il Governo,- i diversi periodi di esecuzione che possono applicarsi per determinati progetti finanziati,- le difficoltà generalmente implicite nel formulare previsioni precise sull'attività di sviluppo.7.3 Spese operative per studi, esperti, ecc. compresi nella parte B del bilancioNei prossimi tre anni, i servizi sociali di base, il sostegno al settore privato, lo sviluppo economico e il buongoverno continueranno probabilmente a costituire i principali settori dell'assistenza dell'UE al Sudafrica.A titolo indicativo, nel programma per il periodo 1996-1999 la ripartizione delle spese era la seguente: servizi sociali di base 60%; sostegno al settore privato 10%; buongoverno e democratizzazione 25%; altro 5%. Nel nuovo programma aumenteranno probabilmente gli importi destinati al sostegno al settore privato e allo sviluppo economico.8.  Disposizioni antifrodeLa correttezza finanziaria è garantita dalle relazioni annuali di revisione di tutti i conti interessati. Ogni contratto conterrà disposizioni redatte per tutelare gli interessi dell'UE conformemente al regolamento finanziario del 13 marzo 1990 applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, ivi comprese verifiche in loco da parte della Commissione e della Corte dei Conti.La Commissione può inoltre effettuare verifiche e ispezioni in loco  conformemente al regolamento n. 2185/96 e adottare qualsiasi altra misura ritenga necessaria per la tutela degli interessi finanziari della Comunità europea conformemente al regolamento n. 2988/95.9.  Elementi d'analisi costo-efficacia9.1 Obiettivi specifici e quantificabili; beneficiariI programmi triennali, a iniziare da quello per il periodo 2000-2002, saranno elaborati in stretta collaborazione con il Governo. Si prevede di passare da un'impostazione basata sui progetti e sui programmi a un'impostazione basata sui programmi di sostegno settoriale. In tal modo si ridurrà ulteriormente il numero di azioni all'anno, si faciliteranno l'amministrazione e il monitoraggio ravvicinato dei progressi fatti e si otterrà una strategia più chiara e coerente.Ciascun programma indica obiettivi quantificabili, quali il numero dei beneficiari o il miglioramento delle condizioni di vita, definiti da indicatori adeguati.Ovunque possibile e opportuno, la Commissione continuerà a insistere per un contributo del gruppo o dell'istituzione destinatari dell'azione.9.2 Giustificazione dell'azioneDopo cinque anni, i problemi che il Governo sudafricano deve affrontare per passare da un periodo di transizione successivo all'apartheid a un sistema sociale ed economico equo e sostenibile sono lungi dall'essere risolti. Il sostegno finanziario concesso dall'Unione europea al Sudafrica può ulteriormente rafforzare la democrazia e aiutare il Governo a elaborare una politica e svolgere attività atte a portare a migliorare le condizioni di vita e a dare accesso a servizi migliori alle comunità più svantaggiate, nonché a facilitare l'inserimento dell'economia sudafricana nell'economia globale.È quello che la Commissione intende fare con la linea di bilancio B7-3200, in stretta collaborazione con gli Stati membri e i loro programmi bilaterali di cooperazione. In Sudafrica si tengono periodici incontri di coordinamento tra i donatori.9.3 Controllo e valutazione dell'azioneL'articolo 8 del regolamento del Consiglio istituisce un "Comitato Sudafrica" di Stati membri sotto la presidenza della Commissione. Tale Comitato fungerà da comitato di gestione, in particolare per le discussioni della strategia che si terranno ogni tre anni e per le decisioni di finanziamento che si dovranno prendere per importi superiori ai 25 Mio di EUR, e da comitato consultivo per le altre decisioni di finanziamento.L'articolo 9 del regolamento del Consiglio contiene disposizioni relative al controllo dell'esecuzione della linea di bilancio B7-3200, a una relazione annuale sull'esecuzione del regolamento da presentare al Parlamento e al Consiglio e a valutazioni delle singole azioni svolte. Nella preparazione delle nuove proposte si dovrà tener conto delle conclusioni di tali valutazioni.10.  Spese amministrative (Sezione III, Parte A del bilancio)10.1 Incidenza sul numero di posti>SPAZIO PER TABELLA>(*Il numero di posti dovrebbe rimanere invariato indipendentemente dal fatto che gli aiuti al Sudafrica vengano dal Bilancio o dal FES)(1) - uno dei due posti indicati, relativo a un funzionario informatico/finanziario, è stato oggetto di una richiesta presentata alla DG IA-E nel dicembre 1998.(2) - autisti10.2 Incidenza finanziaria globale delle risorse umane aggiuntive>SPAZIO PER TABELLA>10.3 Aumento delle altre spese d'esercizio a seguito dell'azione>SPAZIO PER TABELLA>