CELEX: E2008C0329
Language: it
Date: 2008-05-28 00:00:00
Title: Decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 329/08/COL, del 28 maggio 2008 , relativa agli aiuti concessi a Sementsverksmiðjan hf. (Islanda)

25.3.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 79/25
            
         DECISIONE DELL’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA
   N. 329/08/COL
   del 28 maggio 2008
   relativa agli aiuti concessi a Sementsverksmiðjan hf. (Islanda)
   L’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA (1),
   VISTO l’accordo sullo Spazio economico europeo (2), in particolare gli articoli da 61 a 63 e il protocollo 26,
   VISTO l’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (3), in particolare l’articolo 24,
   VISTI il protocollo 3, parte I, articolo 1, paragrafo 2, il protocollo 3, parte II, articolo 4, paragrafo 4, il protocollo 3, parte II, articolo 6, il protocollo 3, parte II, articolo 7, paragrafo 5, e il protocollo 3, parte II, articolo 14, dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte (4),
   VISTA la Guida dell’Autorità (5) all’applicazione e all’interpretazione degli articoli 61 e 62 dell’accordo SEE, in particolare il capitolo dedicato agli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà,
   VISTA la decisione dell’Autorità, del 14 luglio 2004, sulle disposizioni di esecuzione di cui nel protocollo 3, parte II, articolo 27 (6),
   DOPO AVERE INVITATO gli interessati a presentare osservazioni conformemente alle suddette disposizioni (7) e viste le osservazioni trasmessele,
   considerando quanto segue:
   I.   FATTI
   
   1.   PROCEDIMENTO
   
   Con lettera del 19 agosto 2003 la missione diplomatica dell’Islanda presso l’Unione europea ha trasmesso una lettera del ministero delle Finanze del 19 agosto 2003 (documento n. 03-5685 A), nella quale il governo islandese notificava, a norma del protocollo 3, parte I, articolo 1, paragrafo 3, la vendita delle azioni della società Sementsverksmiðjan hf. detenute dallo Stato.
   Il 17 dicembre 2003 la società Aalborg Portland Íslandi ehf. ha presentato denuncia all’Autorità contro le modalità e le condizioni della vendita da parte dello Stato islandese delle azioni della società Sementsverksmiðjan hf. L’Autorità ha ricevuto e protocollato la lettera il 23 dicembre 2003 (documento n. 03-9059 A). La denunciante ha chiesto che fosse dato corso alla denuncia simultaneamente alla notifica della vendita delle azioni della società da parte del governo.
   Dopo diversi scambi di corrispondenza (8), con lettera del 21 dicembre 2004 (elemento n. 296878 del dossier) l’Autorità ha informato il governo islandese della sua decisione di avviare il procedimento previsto nel protocollo 3, parte I, articolo 1, paragrafo 2, riguardo alla vendita da parte dello Stato islandese delle azioni della società Sementsverksmiðjan hf. L’Autorità ha espresso dubbi per quanto riguardava rispettivamente: il valore di mercato di Sementsverksmiðjan hf. quando lo Stato ne aveva venduto le azioni; il valore di mercato delle proprietà acquistate dallo Stato; il diritto di Sementsverksmiðjan hf. di utilizzare alcune delle proprietà site a Reykjavik, che erano state vendute alla tesoreria dello Stato senza alcun corrispettivo; il diritto di Sementsverksmiðjan hf. di riacquistare alcune proprietà e i diritti di proprietà fondiaria a Reykjavik a un prezzo prestabilito.
   La decisione dell’Autorità di avviare il procedimento (n. 421/04/COL) è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e nel supplemento SEE (9). L’Autorità ha invitato le parti interessate a far pervenire le proprie osservazioni al riguardo. Il governo islandese ha presentato osservazioni su tale decisione con lettera del 24 febbraio 2005 (elemento n. 311243 del dossier). Il 20 giugno 2005 l’Autorità ha ricevuto le osservazioni di Íslenskt Sement ehf., l’acquirente di Sementsverksmiðjan hf. (elemento n. 323552 del dossier). Il 2 settembre 2005 sono pervenute altre osservazioni della società Aalborg Portland Íslandi ehf. (elemento n. 333018 del dossier).
   Con lettera del 17 febbraio 2006 (elemento n. 363608 del dossier), il governo islandese ha trasmesso all’Autorità una copia in lingua inglese dell’accordo firmato da Sementsverksmiðjan hf. e dal ministero dell’industria per conto del governo islandese, in base al quale era stata ritirata l’opzione della società di riacquistare alcune proprietà site a Reykjavik. Inoltre, a norma dell’articolo 2 dell’accordo, la società aveva preso in locazione a tempo indeterminato, dal 1o gennaio 2004, le proprietà che già utilizzava, a un canone mensile di locazione stabilito ai prezzi di mercato.
   In base alle osservazioni presentate dalla denunciante e alle informazioni e chiarimenti supplementari forniti dal governo islandese nel corso del procedimento formale di esame, l’Autorità ha ritenuto necessario estendere tale procedimento all’assunzione a carico da parte dello Stato islandese del debito accumulato da Sementsverksmiðjan hf. nei versamenti per le pensioni. L’Autorità ha quindi adottato il 29 novembre 2006 la decisione n. 367/06/COL, riguardante appunto l’assunzione a carico da parte dello Stato islandese di tale debito di Sementsverksmiðjan hf. Con lettera del 29 novembre 2006 (elemento n. 399095 del dossier), l’Autorità ha informato il governo islandese di aver deciso di estendere a questo provvedimento il procedimento formale di esame. Il governo islandese non ha presentato osservazioni riguardo a tale decisione dell’Autorità.
   Alla stessa data del 29 novembre 2006 l’Autorità ha chiuso il procedimento formale di esame riguardante le misure di aiuto a favore di Íslenskt Sement ehf., ossia il gruppo di investitori che aveva acquistato dallo Stato le azioni di Sementsverksmiðjan hf. L’Autorità ha concluso che tale transazione non costituiva un aiuto.
   La decisione dell’Autorità n. 367/06/COL è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e nel supplemento SEE (10). L’Autorità ha invitato le parti interessate a far pervenire le proprie osservazioni. Il 7 maggio 2007 l’Autorità ha ricevuto le osservazioni della società Íslenskt Sement ehf. (elemento n. 420691 del dossier). Con lettera del 14 maggio 2007 (elemento n. 421504 del dossier), l’Autorità ha trasmesso tali osservazioni al governo islandese, offrendogli la possibilità di replicare alle osservazioni presentate. Il governo islandese ha risposto il 18 aprile 2008 (elemento n. 474416 del dossier).
   2.   ANTEFATTI
   
   2.1.   LA VENDITA DELLE AZIONI DI SEMENTSVERKSMIÐJAN HF.
   Fino al 2000, quando un importatore danese di cemento è entrato nel mercato islandese, Sementsverksmiðjan hf. deteneva di fatto il monopolio del mercato del cemento. In seguito alla nuova situazione concorrenziale, Sementsverksmiðjan hf. cominciò ad avere difficoltà economiche, accumulando perdite. Nel marzo 2003 lo Stato decise quindi di vendere l’impresa, lanciando un’offerta in gara per l’acquisto del 100 % delle azioni della società Sementsverksmiðjan hf. che esso deteneva (11).
   La gara portò alla selezione di un gruppo di investitori (12), i quali costituirono la società Íslenkst Sement ehf. allo scopo di acquistare dallo Stato le azioni di Sementsverksmiðjan hf. Il governo avviò trattative con questi investitori per la vendita delle azioni di Sementsverksmiðjan hf., che in effetti furono loro vendute in base agli accordi e al contratto descritti qui di seguito.
   Il 2 ottobre 2003 il ministero dell’Industria firmò, per conto del governo islandese, un contratto di compravendita con Íslenskt Sement ehf., in base al quale lo Stato, proprietario del 100 % del capitale sociale di Sementsverksmiðjan hf. per il valore nominale di 450 milioni di ISK, vendeva a Íslenskt Sement ehf. le azioni della società per l’importo di 68 milioni di ISK.
   A norma dell’articolo 4 del contratto di compravendita, il governo islandese assumeva a carico il passivo e gli obblighi di Sementsverksmiðjan hf. in materia di pensioni. Inoltre, il governo assumeva a carico tutti gli obblighi, attuali e futuri, relativi al versamento annuale della compensazione integrativa per i dipendenti di Sementsverksmiðjan hf. affiliati alla sezione B del fondo pensioni dei dipendenti statali, fintantoché essi rimanevano in servizio di tale società.
   Il ministero delle Finanze rilevava, per conto della tesoreria dello Stato, le restanti obbligazioni emesse da Sementsverksmiðjan hf. allo scopo di saldare gli obblighi accumulati, quali erano stati calcolati nell’accordo del 1997. Inoltre, in base a un accordo firmato il 23 ottobre 2003 con il fondo pensioni dei dipendenti statali, il ministero delle Finanze si assumeva gli obblighi attuali e futuri nei confronti dei dipendenti della società ancora in servizio che erano affiliati alla sezione B del fondo. Il governo adempiva così all’obbligo stabilito dall’articolo 4 del contratto di compravendita tra il ministero dell’Industria e Íslenskt Sement ehf.
   A norma dell’articolo 5 del contratto di compravendita, il governo islandese doveva acquistare alcuni beni di proprietà di Sementsverksmiðjan hf. in base a un contratto a sé stante. Il prezzo di acquisto di tali beni, quale era indicato all’articolo 5, comma 3, ammontava a 450 milioni di ISK.
   Alla stessa data del 2 ottobre 2003, Sementsverksmiðjan hf. e la tesoreria dello Stato islandese firmarono il contratto in base al quale la tesoreria acquistava, al suddetto prezzo di 450 milioni di ISK, le proprietà della società a Reykjavik, l’immobile sede degli uffici della società ad Akranes ad eccezione di un piano e mezzo e le partecipazioni azionarie e obbligazioni detenute da Sementsverksmiðjan hf. in altre società. Secondo quanto stabilito dall’articolo 5 del contratto di acquisto, alla società era concesso di continuare ad avere a disposizione una parte delle proprietà vendute, site a Reykjavik (13), e di utilizzarle ai fini delle sue operazioni industriali, per restituirle alla tesoreria dello Stato entro il 31 dicembre 2011. Sementsverksmiðjan hf. avrebbe sostenuto tutti costi di manutenzione e di migliorie di tali proprietà, ma non avrebbe pagato nessun canone per il diritto d’uso. A norma dell’articolo 6 del contratto di acquisto, Sementsverksmiðjan hf. aveva diritto fino al 31 dicembre 2009 di riacquistare le suddette proprietà site a Reykjavik, al prezzo totale di 95 milioni di ISK, con interessi attivi al tasso fisso annuale del 7 % con decorrenza dal 1o agosto 2003.
   Il contratto di acquisto fu modificato il 16 febbraio 2006 mediante un accordo concluso tra Sementsverksmiðjan hf., il ministero dell’Industria per conto del governo islandese e Íslenskt Sement ehf. Le parti dell’accordo convennero di derogare all’articolo 5, comma 4, del contratto riguardante l’opzione di riacquisto di alcune proprietà e all’articolo 6 del contratto di acquisto, prevedendo invece la locazione di alcune proprietà (14). Il canone mensile di locazione era fissato a […] ISK e doveva essere adeguato all’indice dei costi immobiliari. Riguardo ai tempi di riconsegna delle proprietà vendute alla tesoreria dello Stato, le parti convennero di sostituire la data del 31 dicembre 2011 con quella del 1o gennaio 2004.
   2.2.   INDEBITAMENTO DI SEMENTSVERKSMIÐJAN HF. NEI CONFRONTI DEL FONDO PENSIONI STATALE
   2.2.1.   
         Funzionamento del fondo pensioni dei dipendenti statali
      
   
   In origine, il fondo pensioni dei dipendenti statali era regolamentato dalla legge n. 29/1963. Nel 1990 si è constatato che i versamenti a favore di tale fondo erano insufficienti per far fronte al pagamento delle pensioni. Lo Stato decise quindi di riformare il sistema, adottando la legge n. 1/1997 sul fondo pensioni dei dipendenti statali, a norma della quale il fondo è stato suddiviso in due sezioni: fu istituita una nuova sezione A, mentre il fondo pensioni già esistente diventava la sezione B. Tutti i nuovi dipendenti sarebbero stati affiliati alla sezione A, mentre i dipendenti già affiliati al fondo pensioni avrebbero potuto optare per la sezione A oppure mantenere il diritto di affiliazione alla sezione B, che da quel momento sarebbe stata chiusa a nuovi affiliati. Secondo le autorità islandesi, con la suddivisione nelle sezioni A e B, il fondo pensioni dei dipendenti statali sarebbe diventato autosufficiente e non avrebbe più accumulato saldi negativi tra versamenti e impegni, per sanare i quali doveva intervenire la tesoreria dello Stato (15).
   Invece, come risultato delle disposizioni relative alla sezione B, di norma si verificava un deficit che doveva essere regolarmente risanato. Tali disposizioni prevedono che i versamenti siano calcolati soltanto sulla retribuzione di base e non sulla retribuzione complessiva dei dipendenti statali affiliati. Gli affiliati acquisiscono il diritto di ricevere una certa percentuale della retribuzione di base corrispondente al posto di lavoro che lasciano andando in pensione: l’importo della pensione è così agganciato all’aumento medio delle retribuzioni dei dipendenti statali. A norma dell’articolo 33 della legge n. 1/1997, spetta al datore di lavoro degli affiliati alla sezione B del fondo pensioni dei dipendenti statali colmare tale divario nei pagamenti. Nondimeno, in caso d’inadempienza da parte del datore di lavoro, in base all’articolo 32 della legge n. 1/1997 è la tesoreria che garantisce il pagamento della pensione ai dipendenti ai sensi della legge.
   2.2.2.   
         Calcolo dell’indebitamento di Sementsverksmiðjan hf. nei confronti del fondo pensioni dei dipendenti statali
      
   
   Con la riforma del 1996 è stata introdotta una nuova disposizione nella legge che regolamenta il fondo pensioni dei dipendenti statali, secondo la quale i datori di lavoro sono tenuti a finanziare l’aumento dei pagamenti pensionistici.
   L’articolo 33 della legge n. 1/1997 prevede che «nel caso che l’importo di una pensione precedentemente stabilito […] aumenti in seguito all’aumento generale della retribuzione dei pubblici dipendenti, la tesoreria e gli altri datori di lavoro che affiliano i propri dipendenti al fondo finanziano
       (16) l’aumento che viene così a determinarsi nel pagamento delle pensioni […]».
   L’8 ottobre 1997 il ministero delle Finanze concluse un accordo con il fondo pensioni dei dipendenti statali riguardo al pagamento degli obblighi della tesoreria dello Stato, a norma dell’articolo 33 della legge n. 1/1997, a favore del fondo pensioni dei dipendenti della società Iceland State Cement Works (nota del traduttore: Iceland State Cement Works o Iceland Cement Ltd era la ragione sociale iniziale di Sementsverksmiðjan hf.: cfr. il punto 1.3.2 del capitolo «Valutazione» e la nota 31 della presente decisione) fino a tutto il 1996. Tali obblighi corrispondevano all’incremento dei pagamenti dovuti da Sementsverksmiðjan hf. per le pensioni dei suoi dipendenti, previa detrazione della quota detenuta da questa società negli attivi del fondo.
   L’articolo 3 dell’accordo prevede quanto segue: «Applicando un tasso d’interessi passivi del 3,5 %, il valore attuale degli obblighi totali dell’LSR (17) alla fine del 1996 nei confronti dei dipendenti della società Iceland State Cement Works è valutato a 494 816 380 ISK. Si ritiene che gli attivi dell’LSR ai fini del pagamento degli obblighi pensionistici siano pari al 19 % degli obblighi del fondo maturati e non versati. Gli obblighi dello Stato per conto di Sementsverksmiðjan hf. Ltd ammontano quindi a 400 801 268 ISK.»
   Il nuovo articolo 33 della legge n. 1/1997 prevede la possibilità di pagare mediante obbligazioni.
   
      «Il consiglio di amministrazione del fondo può […] accettare obbligazioni a saldo degli impegni maturati. […] Gli impegni che verranno saldati secondo questa modalità saranno calcolati mediante valutazione attuariale alla data del versamento. Il datore di lavoro che abbia saldato i propri impegni emettendo obbligazioni ai sensi del presente comma non avrà altre responsabilità nei confronti degli impegni del fondo […] per il periodo e per i dipendenti per i quali è stato effettuato il versamento.»
   
   L’articolo 4 dell’accordo suddetto prevede quanto segue: «La tesoreria dello Stato verserà all’LSR l’importo corrispondente al suo debito a norma dell’articolo 2 mediante conferimento di obbligazioni di Sementsverksmiðjan hf. per il valore totale di 326 488 714 ISK […]. Alle obbligazioni si applicherà l’indice dei prezzi al consumo (IPC), con base a 178,6. L’interesse annuale sarà del 5,5 % (2,75 % su base semestrale), calcolato dal 1o gennaio 1997. Gli interessi per il periodo dal 1o gennaio 1997 al 30 agosto 1997 saranno versati separatamente il 1o novembre 1997. Il valore attuale delle obbligazioni dal 1o settembre 1997, al tasso d’interesse del 3,5 %, è di 400 801 268 ISK. La tesoreria dello Stato garantirà all’LSR il pagamento delle cedole e degli interessi su tali obbligazioni. In tal modo, la tesoreria dello Stato ha saldato nei confronti dell’LSR, fino a tutto il 1996, la totalità dei suoi obblighi di versamento integrativo ai sensi dell’articolo 33 della legge n. 1/1997 sul fondo pensioni dei dipendenti statali, derivanti dall’affiliazione dei dipendenti della società Iceland State Cement Works al fondo LSR.»
   Quindi, in seguito all’applicazione dell’articolo 33, ultimo comma, della legge n. 1/1997, una volta che Sementsverksmiðjan hf. aveva saldato i propri impegni mediante emissione di obbligazioni per l’importo stabilito nell’accordo dell’8 ottobre 1997, non aveva altre responsabilità nei confronti del fondo per il pagamento delle pensioni ai suoi ex dipendenti per il periodo fino a tutto il 1996, cui si riferiva il pagamento. Tali obbligazioni costituivano dunque soltanto un riporto del pagamento del debito.
   Il 30 marzo 1999 Sementsverksmiðjan hf. e il fondo pensioni dei dipendenti statali firmarono un secondo accordo ai sensi dell’articolo 33 della legge n. 1/1997. In base a tale accordo, il fondo avrebbe valutato ogni anno gli obblighi in materia di pensioni maturati nel corso dell’anno per i dipendenti della società ancora in servizio affiliati alla sezione B del fondo. La società avrebbe saldato tali obblighi previa detrazione di tutti i contributi già versati dai lavoratori e da essa stessa sulla base dei diritti a pensione acquisiti dai lavoratori nel corso dell’anno. Secondo le informazioni fornite dalle autorità islandesi, nel 2003 cinque dipendenti di Sementsverksmiðjan hf. erano ancora affiliati alla sezione B del fondo pensioni dei dipendenti statali.
   2.2.3.   
         Assunzione da parte dello Stato del debito accumulato da Sementsverksmiðjan hf. nei versamenti per le pensioni
      
   
   Con accordo del 23 ottobre 2003 tra il ministero delle Finanze e il fondo pensioni dei dipendenti statali, il ministero delle Finanze ha rilevato, per conto della tesoreria dello Stato, le restanti obbligazioni emesse da Sementsverksmiðjan hf. per saldare gli obblighi che la società aveva accumulato, quali erano stati calcolati nell’accordo del 1997. Il governo assumeva a carico anche gli obblighi di Sementsverksmiðjan hf. nei confronti del fondo pensioni dei dipendenti statali, relativo al versamento annuale della compensazione integrativa per i dipendenti dell’azienda affiliati alla sezione B del fondo pensioni dei dipendenti statali (quali erano stati calcolati in un accordo del 30 marzo 1999 tra il fondo pensioni dei dipendenti statali e Sementsverksmiðjan hf.).
   Mediante tale accordo, il ministero delle Finanze adempiva all’obbligo previsto all’articolo 4 del contratto di compravendita firmato il 2 ottobre 2003 con il gruppo di investitori, Íslenskt Sement ehf., il quale prevedeva quanto segue: «Il venditore rileva il passivo e gli obblighi della società in materia di pensioni, garantite dallo Stato, che la società ha assunto nel 1997 mediante accordo speciale. Inoltre, il venditore rileva tutti gli obblighi attuali e futuri relativi al versamento annuale della compensazione integrativa per i dipendenti della società che versano contributi nella sezione B del fondo pensioni degli statali, fintantoché essi rimarranno in servizio.»
   Anche se il ministero delle Finanze aveva deciso di prendere a proprio carico tali debiti e obblighi di Sementsverksmiðjan hf. nel contratto di compravendita concluso con il gruppo di investitori Íslenskt Sement ehf., è sulla base di un atto giuridico a sé stante, ovvero l’accordo del 23 ottobre 2003 tra il ministero delle Finanze e il fondo pensioni dei dipendenti statali, che Sementsverksmiðjan hf. è stata sollevata da questi obblighi.
   Secondo le informazioni fornite dalle autorità islandesi (18), gli obblighi pensionistici relativi ai lavoratori già in pensione erano stimati a 412 milioni di ISK nel 2003. Gli obblighi futuri a favore dei dipendenti di Sementsverksmiðjan hf. ancora in servizio affiliati alla sezione B del fondo pensioni dei dipendenti statali erano stimati a 10-15 milioni di ISK, in funzione dell’anzianità lavorativa.
   3.   LE MISURE OGGETTO DI VALUTAZIONE NELLA PRESENTE DECISIONE
   
   Come già si è detto, il procedimento formale di esame avviato con la decisione n. 421/04/COL è stato esteso con la decisione n. 367/06/COL, all’assunzione a carico dello Stato del debito accumulato dalla società nei versamenti per le pensioni.
   Alla stessa data del 29 novembre 2006, con la decisione n. 368/06/COL l’Autorità ha chiuso il procedimento formale di esame riguardante la vendita a Íslenskt Sement ehf., il medesimo 29 novembre 2006, al prezzo di 68 milioni di ISK, delle azioni di Sementsverksmiðjan hf. detenute dallo Stato, concludendo che la vendita non costituiva aiuto di Stato.
   Nella presente decisione, l’Autorità valuterà l’eventuale esistenza e compatibilità di un aiuto di Stato a favore di Sementsverksmiðjan hf. per quanto riguarda le misure indicate qui di seguito, sulle quali non ha ancora adottato una decisione.
   
               1)
            
            
               L’acquisto da parte dello Stato di proprietà, beni, azioni e obbligazioni di proprietà di Sementsverksmiðjan hf.
               Con la decisione n. 421/04/COL, l’Autorità si è chiesta se possa configurarsi come aiuto di Stato l’acquisto da parte della tesoreria statale islandese dei beni appartenenti a Sementsverksmiðjan hf. (19) al prezzo di 450 milioni di ISK nel caso che tale prezzo non corrisponda al loro valore di mercato.
            
         
               2)
            
            
               Il diritto di Sementsverksmiðjan hf. di continuare ad avere a disposizione una parte delle proprietà e di riacquistarle a un prezzo prestabilito.
               Con la decisione n. 421/04/COL, l’Autorità ha inoltre avviato il procedimento formale di esame riguardo alla possibilità di Sementsverksmiðjan hf. di continuare ad avere a disposizione una parte delle proprietà vendute, site a Reykjavik (20), utilizzandole ai fini delle proprie operazioni industriali, per restituirle alla tesoreria dello Stato entro il 31 dicembre 2011. Sementsverksmiðjan hf. doveva sostenere i costi di manutenzione e di migliorie di tali proprietà, ma senza pagare un canone per questo diritto d’uso. Inoltre, a norma dell’articolo 6 del contratto di acquisto, Sementsverksmiðjan hf. ha diritto, fino al 31 dicembre 2009, di riacquistare le proprietà site a Reykjavik, al prezzo totale di 95 milioni di ISK, con interessi attivi al tasso fisso annuale del 7 % con decorrenza dal 1o agosto 2003.
               Con la decisione n. 421/04/COL, l’Autorità ha ritenuto in via preliminare che non prevedere il pagamento di un canone per l’uso delle proprietà vendute alla tesoreria, site a Reykjavik, costituisca un aiuto di Stato. Secondo l’Autorità, se Sementsverksmiðjan hf. si avvarrà del suddetto prezzo di riacquisto, lo Stato potrebbe perdere introiti vendendo tali proprietà a un prezzo inferiore al loro valore di mercato.
            
         
               3)
            
            
               Assunzione a carico della tesoreria dello Stato del debito accumulato da Sementsverksmiðjan hf. nei versamenti per le pensioni.
               Con la decisione n. 367/06/COL, l’Autorità ha concluso in via preliminare che l’assunzione da parte dello Stato del debito accumulato da Sementsverksmiðjan hf. nei versamenti per le pensioni si configurava come un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1, dell’accordo SEE. L’Autorità dubitava che si potessero applicare alcune delle deroghe al divieto generale di aiuti di Stato previste all’articolo 61, paragrafo 2 o 3, dell’accordo SEE. Se si trattava veramente di un aiuto di Stato, l’Autorità aveva dubbi riguardo alla sua compatibilità con il funzionamento dell’accordo SEE. Più specificamente, l’Autorità si è chiesta se l’aiuto potesse essere considerato compatibile in base alle disposizioni degli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.
            
         4.   OSSERVAZIONI DELLE AUTORITÀ ISLANDESI
   
   Con lettera del 23 febbraio 2005, le autorità islandesi hanno presentato osservazioni sui dubbi espressi dall’Autorità nella decisione n. 421/04/COL, spiegando che l’acquisto dei beni di Sementsverksmiðjan hf. è stato previsto nell’ambito di una ristrutturazione: «Lo Stato avrebbe acquistato dalla società tutti i beni non necessari per la produzione e la gestione, allo scopo di ridurre i costi operativi e rendere efficace il funzionamento della società».
   Per quanto riguarda il valore esatto dei beni acquistati, le autorità islandesi hanno sostenuto che la valutazione più corretta è quella effettuata dagli esperti di AV e VSO Ráðgjöf nel settembre 2003, che hanno valutato i beni di proprietà di Sementsverksmiðjan hf. a Reykjavik a 276 milioni di ISK e l’immobile sede degli uffici ad Akranes a 74,4 milioni di ISK. Le autorità islandesi hanno osservato che la valutazione dei beni siti a Reykjavik era assai favorevole per lo Stato poiché tali beni avevano un valore strategico, basato sulla previsione di un valore futuro, «dato che al momento della vendita si prevedeva la realizzazione di un grande progetto per la costruzione di un ponte che avrebbe portato alla chiusura del porto della società a Saeverhöfdi (Reykjavik), rendendo così tali infrastrutture inutilizzabili per le operazioni della società. Tuttavia, il ponte avrebbe comportato modifiche urbanistiche nella zona e si prevedeva di riservare il terreno alla costruzione di un quartiere residenziale, con considerevole aumento del suo valore».
   Per quanto riguarda il diritto di riacquisto di alcune proprietà stabilito all’articolo 6 del contratto di acquisto del 2 ottobre 2003, nella suddetta lettera le autorità islandesi hanno espresso la volontà di modificare il contratto e di sostituire questa opzione con il diritto di prelazione al valore di mercato.
   Infine, le autorità islandesi hanno presentato argomentazioni volte a giustificare il fatto che, se la vendita di Sementsverksmiðjan hf. si configura come aiuto di Stato, tale aiuto potrebbe esser considerato compatibile in base agli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà. A tal fine, era accluso alla lettera un piano di ristrutturazione di Sementsverksmiðjan hf.
   Le autorità islandesi non hanno formulato osservazioni sulla decisione dell’Autorità n. 367/06/COL per quanto riguarda l’assunzione da parte dello Stato islandese del debito accumulato da Sementsverksmiðjan hf. nei versamenti per le pensioni.
   5.   OSSERVAZIONI DELLA ÍSLENSKT SEMENT EHF.
   
   La società Íslenskt Sement ehf. ha presentato osservazioni sulla decisione dell’Autorità n. 421/04/COL con lettera del 20 giugno 2005 (elemento n. 323552 del dossier), nella quale la società ha sostenuto che i beni di Sementsverksmiðjan hf. acquistati dallo Stato non sono stati venduti a parte, ma in connessione con la vendita delle azioni della società. La vendita dei beni era quindi parte integrante del contratto complessivo di compravendita, riguardante la vendita di tutte le azioni di Sementsverksmiðjan hf. Inoltre, secondo Íslenskt Sement ehf. il diritto di Sementsverksmiðjan hf. di utilizzare alcune delle proprietà acquistate dallo Stato formava parte integrante della privatizzazione della società, aspetto di cui si è tenuto conto al momento di negoziare il prezzo complessivo di acquisto. Tuttavia, secondo Íslenskt Sement ehf., il valore oggettivo di mercato del diritto d’uso di tali proprietà era trascurabile, «se non addirittura nullo», dato che esse possono servire soltanto a Sementsverksmiðjan hf., quale unico produttore di cemento in Islanda. Infine, Íslenskt Sement ehf. ha contestato che il diritto della società di riacquistare al prezzo totale di 95 milioni di ISK le proprietà delle quali ha diritto d’uso si configuri come aiuto di Stato, poiché tali strutture per la produzione specializzata di cemento hanno un esiguo valore di mercato.
   Con lettera del 7 maggio 2007 (elemento n. 421504 del dossier), in primo luogo Íslenskt Sement ehf. ha espresso la propria opinione sull’impostazione scelta dall’Autorità di ripartire il caso in due parti, ossia la vendita delle azioni e le altre misure, sostenendo che le diverse transazioni vanno viste come un tutt’uno. «Era una condizione preliminare, da parte sia del venditore (il governo islandese) sia dell’acquirente (la stessa Íslenskt Sement ehf.), che i contratti conclusi nel medesimo giorno costituissero un’unica transazione indivisibile. Uno o più contratti, quindi, non si sarebbero potuti concludere senza che fossero conclusi anche tutti gli altri contemporaneamente e in nesso l’uno con l’altro».
   In secondo luogo, Íslenskt Sement ehf. ha presentato argomentazioni volte a dimostrare che non si configurava come aiuto di Stato l’assunzione da parte dello Stato islandese del debito accumulato da Sementsverksmiðjan hf. nei versamenti per le pensioni. Íslenskt Sement ehf. ha spiegato che il passivo corrispondente ai versamenti per le pensioni non era incluso nel bilancio dei conti annuali del 1996, ma era iscritto soltanto come sopravvenienza passiva fuori bilancio. Nel 1997 il passivo della società nei versamenti per le pensioni fu coperto mediante l’emissione di obbligazioni, il che significa che fu finanziato tramite un debito (obbligazioni) nei confronti del fondo pensioni dei dipendenti statali. Tale debito fu poi iscritto come passività a lungo termine nel bilancio dei conti annuali del 1997 e degli esercizi successivi. Inoltre, Íslenskt Sement ehf. ha spiegato che, in correlazione con la vendita delle azioni di Sementsverksmiðjan hf., lo Stato ha rilevato il debito della società nei confronti del fondo pensioni dei dipendenti statali nel 2003: quindi, nei conti annuali del 2003 è stato detratto dal passivo di bilancio l’importo di 388 028 317 ISK e, contemporaneamente, sono stati aumentati del medesimo importo gli utili non distribuiti della società.
   In terzo luogo, riguardo alla vendita dei beni di Sementsverksmiðjan hf. allo Stato al prezzo di 450 milioni di ISK, questione sulla quale l’Autorità si è pronunciata nella decisione n. 421/04/COL, Íslenskt Sement ehf. ha dichiarato che tutte le azioni e obbligazioni sono state vendute allo Stato al prezzo di mercato (21). Le proprietà site a Saevarhófdi (Reykjavik) e la parte dell’immobile degli uffici ad Akranes sono state valutate rispettivamente a 276 milioni di ISK e 74,4 milioni di ISK e vendute allo Stato rispettivamente per 280 milioni di ISK e 72,5 milioni di ISK.
   Inoltre, riguardo ai costi della liquidazione di Sementsverksmiðjan hf. quali sono stati stabiliti dalla MP Investment Bank Ltd nel 2003, Íslenskt Sement ehf. ha ribadito che tali costi erano stati calcolati a 506 498 730 ISK inclusi i lavori necessari per la sede di Akranes.
   Íslenskt Sement ehf. ha concluso che «applicando il metodo stabilito dalla Corte di giustizia, per esempio nel caso della società Gröditzer Stahlwerke GmbH, l’interrogativo su cui si incentra il caso in oggetto è se i costi totali che lo Stato avrebbe dovuto sostenere per liquidare la società fossero superiori ai costi che lo Stato ha sostenuto per assumere a proprio carico le passività e per vendere le azioni della società da esso detenute. Se la risposta a tale interrogativo è affermativa, si deve ritenere che lo Stato ha agito secondo il principio dell’investitore nell’economia di mercato, poiché un investitore privato avrebbe assunto il debito a proprio carico e venduto la sua partecipazione azionaria nella società in base a un valido ragionamento economico». Secondo Íslenskt Sement ehf. quindi, «poiché i costi totali della liquidazione avrebbero superato di 70 376 683 ISK (22) i costi totali della vendita della società, lo Stato ha agito secondo il principio di un investitore nell’economia di mercato e, di conseguenza, non può configurarsi come aiuto di Stato l’assunzione a proprio carico da parte dello Stato del debito della società nei confronti del fondo pensioni in correlazione con la vendita delle azioni della società detenute dallo Stato».
   6.   OSSERVAZIONI DI AALBORG PORTLAND ÍSLANDI EHF.
   
   Con lettera del 2 settembre 2005, la denunciante Aalborg Portland Íslandi ehf. ha presentato osservazioni sulla decisione dell’Autorità n. 421/04/COL, affermando di condividere le preoccupazioni dell’Autorità, ma ha fatto notare che nella decisione di avviare il procedimento non era stata menzionata l’assunzione a carico degli obblighi di Sementsverksmiðjan hf. in materia di pensioni. Nondimeno, Aalborg Portland Íslandi ehf. non ha presentato osservazioni sulla decisione dell’Autorità n. 367/06/COL di estendere il procedimento all’assunzione a proprio carico, da parte dello Stato islandese, del debito accumulato da Sementsverksmiðjan hf. nei versamenti per le pensioni.
   7.   ALTRE OSSERVAZIONI DALL’ISLANDA
   
   Con lettera dell’8 aprile 2008, le autorità islandesi hanno fornito altre informazioni riguardo a un piano di ristrutturazione proposto in precedenza, includendo uno studio di mercato che non era stata ancora presentato all’Autorità.
   II.   VALUTAZIONE
   
   1.   ESISTENZA DI AIUTO DI STATO
   
   L’articolo 61, paragrafo 1, dell’accordo SEE prevede quanto segue:
   
      «Salvo deroghe contemplate dal presente accordo, sono incompatibili con il funzionamento del medesimo, nella misura in cui incidano sugli scambi fra parti contraenti, gli aiuti concessi da Stati membri della Comunità, da Stati AELS (EFTA) o mediante risorse statali sotto qualsiasi forma, che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.»
   
   1.1.   L’ACQUISTO DI PROPRIETÀ, BENI, AZIONI E OBBLIGAZIONI
   A norma del contratto di acquisto, la tesoreria dello Stato islandese ha acquistato al prezzo di 450 milioni di ISK le proprietà e i beni della società a Reykjavik, l’immobile degli uffici della società ad Akranes tranne un piano e mezzo, e le azioni e obbligazioni detenute da Sementsverksmiðjan hf. in altre società.
   La seguente tabella presenta un raffronto tra, da un lato, il valore di mercato dei beni e proprietà di Sementsverksmiðjan hf. a Reykjavik e ad Akranes e delle azioni e obbligazioni di altre società detenute da Sementsverksmiðjan hf., quale è stato calcolato da esperti indipendenti (23), e d’altro lato, il prezzo pagato dalla tesoreria dello Stato.
   
               (milioni di ISK)
            
         
                
            
            
               Valutazione effettuatada esperti indipendenti
            
            
               Prezzo pagato dalla tesoreria dello Stato islandese
            
         
               Terreno, fabbricati e infrastrutture a Saeverhöfdi 31 (Reykjavik)
            
            
               276
            
            
               280
            
         
               Sede ad Akranes (meno un piano e mezzo)
            
            
               74,4
            
            
               72,5
            
         
               Azioni di Geca
            
            
               46,5
            
            
               46,5
            
         
               Azioni di Spölur
            
            
               40
            
            
               40
            
         
               Obbligazioni di Spölur
            
            
               11
            
            
               11
            
         
               Totale
            
            
               447,9
            
            
               450
            
         Secondo le stime di esperti indipendenti, vi è quindi una differenza di 2,1 milioni di ISK (equivalenti a 21 214 EUR), che la tesoreria dello Stato ha pagato al di sopra del valore di mercato dei beni acquistati. La differenza riguarda la vendita delle proprietà a Reykjavik, che sono state vendute a 4 milioni di ISK in più rispetto alla valutazione, e dell’immobile degli uffici ad Akranes, venduto a 1,9 milioni di ISK in meno rispetto alla valutazione.
   Secondo la giurisprudenza, ai fini della presente decisione l’Autorità non può fissare arbitrariamente un prezzo di mercato soltanto sulla base della valutazione di un esperto (24). Per determinare il prezzo di mercato di terreni e d’immobili, l’Autorità deve invece tener conto del carattere aleatorio che può presentare la determinazione, retrospettiva per sua natura, della determinazione di tali prezzi di mercato (25). Spesso non è possibile concludere che un’unica valutazione rappresenti per definizione il valore di mercato che un acquirente sarebbe disposto ad accettare. Un accettabile valore di mercato può essere individuato piuttosto, dopo aver vagliato il mercato, nell’ambito di un ragionevole margine. Dal punto di vista dell’Autorità, non vi è una risposta ovvia all’interrogativo di quanto ampio possa essere tale margine, poiché esso potrebbe cambiare a seconda dei casi.
   Secondo il parere dell’Autorità, la suddetta differenza di 2,1 milioni di ISK di prezzo netto tra le stime elaborate dagli esperti indipendenti e il prezzo finale pagato dalla tesoreria dello Stato è talmente minima da non costituire una prova del fatto che il prezzo di acquisto non riflettesse le condizioni del mercato. Il prezzo calcolato dagli esperti indipendenti può essere considerato un orientamento: solo se vi sono forti differenze rispetto a tale stima si può supporre l’esistenza di un aiuto di Stato. Secondo l’Autorità (26), una differenza così esigua nel caso in oggetto non è sufficiente per determinare l’esistenza di un aiuto di Stato a favore di Sementsverksmiðjan hf., ma indica piuttosto che l’importo pagato costituiva un equo prezzo di mercato. L’Autorità ritiene dunque che Sementsverksmiðjan hf. non abbia ricevuto un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1, dell’accordo SEE mediante la vendita di proprietà, beni, azioni e obbligazioni alla tesoreria dello Stato islandese.
   1.2.   IL DIRITTO DI CONTINUARE AD AVERE A DISPOSIZIONE PARTE DELLE PROPRIETÀ E DI RIACQUISTARLE A UN PREZZO PRESTABILITO
   A norma dell’articolo 5 del contratto di acquisto, Sementsverksmiðjan hf. poteva continuare a disporre di parte delle proprietà vendute, site a Reykjavik (27), utilizzandole ai fini delle proprie operazioni industriali, per restituirle alla tesoreria dello Stato entro il 31 dicembre 2011. Sementsverksmiðjan hf. doveva provvedere alla manutenzione e alle migliorie di tali proprietà, ma non era tenuta a pagare un canone per il diritto d’uso. Inoltre, ai sensi dell’articolo 6 del contratto di acquisto, fino al 31 dicembre 2009 Sementsverksmiðjan hf. aveva il diritto di riacquistare le suddette proprietà a Reykjavik, vendute al prezzo complessivo di 95 milioni di ISK, con interessi attivi calcolati sulla base di un tasso fisso annuale del 7 % con decorrenza dal 1o agosto 2003.
   Con lettera del 17 febbraio 2006 (elemento n. 363608 del dossier), le autorità islandesi hanno trasmesso all’Autorità una copia in inglese dall’accordo concluso tra Sementsverksmiðjan hf. e il ministero dell’Industria per conto del governo islandese, in base al quale è stata ritirata l’opzione della società di riacquistare alcune proprietà a Reykjavik. Sementsverksmiðjan hf. ha riconsegnato alla tesoreria dello Stato, con effetto dal 1o gennaio 2004, le proprietà che le erano state vendute. A partire da tale data, a norma dell’articolo 2 dell’accordo la società ha preso in locazione a tempo indeterminato le proprietà che già utilizzava. Il canone di locazione mensile (28) è di […] ISK, che viene adeguato una volta all’anno in base all’indice dei costi immobiliari. Le autorità islandesi hanno spiegato che l’importo del canone è stato calcolato al valore normale del mercato immobiliare islandese.
   L’Autorità non ha motivi di dubitare della veridicità e dell’accuratezza delle informazioni fornite dalle autorità islandesi, secondo le quali Sementsverksmiðjan hf. sta pagando la locazione delle suddette proprietà al prezzo di mercato (29). Dunque, in seguito alle suddette modifiche all’accordo, l’Autorità ritiene che non vi sia un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1, dell’accordo SEE.
   1.3.   ASSUNZIONE A CARICO DELLO STATO DELLE PASSIVITÀ IN MATERIA DI PENSIONI
   In base a un accordo concluso il 23 ottobre 2003 tra il ministero delle Finanze e il fondo pensioni dei dipendenti statali, il ministero delle Finanze, per conto della tesoreria dello Stato, ha rilevato le restanti obbligazioni emesse da Sementsverksmiðjan hf. per coprire il suo debito, quale era stato calcolato nell’accordo del 1997. Inoltre, in base al suddetto accordo, la tesoreria dello Stato ha assunto a suo carico gli obblighi di Sementsverksmiðjan hf. nei confronti dei dipendenti ancora in servizio, che consistevano in un versamento annuale.
   1.3.1.   
         Presenza di risorse statali
      
   
   Per costituire aiuto di Stato, la misura di aiuto deve in primo luogo essere concessa dallo Stato oppure mediante risorse statali. In seguito all’accordo concluso nell’ottobre 2003 tra il ministero delle Finanze e il fondo pensioni dei dipendenti statali, la tesoreria avrebbe versato al fondo pensioni, per conto di Sementsverksmiðjan hf., gli importi dovuti da tale società. Al momento della firma dell’accordo, le passività di Sementsverksmiðjan hf. nei confronti del fondo pensioni, relative al pagamento delle pensioni a dipendenti già pensionati, sono state stimate a 412 milioni di ISK. Inoltre, le passività future relative ai restanti dipendenti della società ancora in servizio affiliati alla sezione B del fondo pensioni sono state stimate a 10-15 milioni di ISK. L’assunzione delle passività in materia di pensioni e la loro copertura da parte della tesoreria dello Stato comporta l’utilizzo di risorse statali.
   1.3.2.   
         Vantaggi per determinate imprese o produzioni
      
   
   In secondo luogo, la misura di aiuto deve conferire al beneficiario vantaggi tali da alleviare gli oneri normalmente a carico del suo bilancio.
   Lo Stato ha assunto a proprio carico il debito di Sementsverksmiðjan hf. nei confronti del fondo pensioni dei dipendenti statali per le pensioni dei suoi dipendenti. Sementsverksmiðjan hf. era stata costituita nel 1955 come azienda statale. I dipendenti del cementificio, all’epoca denominato Iceland State Cement Works, erano stati affiliati al fondo pensioni dei dipendenti statali come tutti gli altri dipendenti dello Stato.
   Nel 1997 lo Stato ha adottato una riforma del fondo pensioni dei dipendenti statali. Tale fondo ha effettuato una valutazione attuariale delle sue passività nei confronti dei propri affiliati per il pagamento delle future pensioni. Il risultato della valutazione è stato quindi raffrontato con gli attivi del fondo e con le quote delle passività dei vari datori di lavoro i cui dipendenti erano affiliati al fondo. La passività del fondo pensioni dei dipendenti statali nei confronti dei dipendenti di Sementsverksmiðjan hf. già pensionati ammontava alla fine del 1996 a 400 milioni di ISK (30).
   La tesoreria dello Stato ha coperto tale passività versando obbligazioni di Sementsverksmiðjan hf. al fondo pensioni dei dipendenti statali. La passività è rimasta iscritta nella contabilità di Sementsverksmiðjan hf. fino al 23 ottobre 2003, quando lo Stato ha assunto a proprio carico il debito di Sementsverksmiðjan hf. nei confronti del fondo pensioni; Il debito riguardava, da un lato, il pagamento delle pensioni ai dipendenti di Sementsverksmiðjan hf. già in pensione al momento del calcolo del debito, nel 1997 e, d’altro lato, anche il previsto pagamento delle pensioni dei cinque dipendenti che all’epoca erano ancora in servizio presso Sementsverksmiðjan hf. ed erano tuttora affiliati alla sezione B del fondo pensioni dei dipendenti statali (31).
   Poiché il pagamento degli obblighi in materia di pensioni fa parte dei normali costi che un’impresa deve sostenere nel corso della propria attività, l’assunzione da parte dello Stato dei suddetti pagamenti ha sollevato la Sementsverksmiðjan hf. da un costo di esercizio. In tal modo, lo Stato ha concesso un vantaggio selettivo a questa impresa, poiché altre imprese devono sostenere tutti i costi relativi alle pensioni dei propri dipendenti.
   1.3.3.   
         Distorsione della concorrenza ed effetto sugli scambi tra le parti contraenti
      
   
   In terzo luogo, per essere considerata incompatibile la misura di aiuto deve falsare la concorrenza e incidere sugli scambi tra le parti contraenti.
   Le imprese che beneficiano di un vantaggio economico concesso dallo Stato il cui effetto sia ridurre il normale onere dei costi vengono a trovarsi in migliore posizione concorrenziale rispetto a quelle che non possono godere di tale vantaggio. Nel mercato del cemento del SEE vi è concorrenza. Attualmente sono due le società che operano sul mercato islandese del cemento: Sementsverksmiðjan hf. e Aalborg Portland Íslandi ehf. Ogni vantaggio concesso a Sementsverksmiðjan hf. che riduca i costi che la società dovrebbe normalmente sostenere colloca questa impresa in posizione concorrenziale migliore rispetto agli altri operatori attuali o potenziali sul mercato islandese del cemento che non beneficiano del medesimo vantaggio. Quindi il sostegno concesso dallo Stato a Sementsverksmiðjan hf. provoca una distorsione della concorrenza.
   In quarto luogo, perché sia applicabile l’articolo 61, paragrafo 1, dell’accordo SEE, la misura notificata deve avere ripercussioni sugli scambi tra le parti contraenti dell’accordo SEE.
   La concorrente diretta di Sementsverksmiðjan hf. sul mercato islandese è una società controllata da un’impresa avente sede in un altro Stato firmatario dell’accordo SEE che non produce cemento in Islanda ma lo importa in Islanda da altri Stati SEE. Per tale motivo, la misura incide sugli scambi commerciali tra le parti contraenti dell’accordo SEE ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1, dell’accordo stesso.
   1.3.4.   
         Conclusione
      
   
   Per i suddetti motivi, l’Autorità ritiene che l’Islanda abbia concesso un aiuto di Stato alla società Sementsverksmiðjan hf. assumendone a proprio carico gli obblighi in materia di pensioni, mediante l’accordo firmato nell’ottobre 2003 tra il ministero delle Finanze e il fondo pensioni dello Stato.
   2.   NORME PROCEDURALI
   
   L’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte, protocollo 3, parte I, articolo 1, paragrafo 3, prevede quanto segue: «All’Autorità di vigilanza sono comunicati, in tempo utile perché presenti le sue osservazioni, i progetti diretti a istituire o modificare aiuti […]. Lo Stato interessato non può dare esecuzione alle misure progettate prima che tale procedura abbia condotto a una decisione finale».
   Sebbene le autorità islandesi abbiano notificato, con lettera del 29 agosto 2003, la prevista vendita delle azioni di Sementsverksmiðjan hf. detenute dallo Stato, la firma dei suddetti accordi da parte delle autorità islandesi ha reso effettiva ogni eventuale misura di aiuto di Stato concessa in base a tali accordi prima che l’Autorità fosse giunta a una decisione definitiva riguardo alla notifica. Per tale motivo, l’aiuto di Stato accordato nell’ambito di questa operazione costituisce aiuto di Stato illegittimo ai sensi del protocollo 3, parte II, articolo 1, lettera f): si tratta cioè di un nuovo aiuto che è stato concesso in violazione del medesimo protocollo, parte I, articolo 1, paragrafo 3.
   3.   COMPATIBILITÀ DEGLI AIUTI
   
   Ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell’accordo SEE, possono essere considerati compatibili con il funzionamento dell’accordo SEE gli aiuti intesi ad agevolare lo sviluppo di determinate attività o regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. Gli aiuti per la strutturazione vanno valutati ai sensi degli orientamenti dell’Autorità per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (in prosieguo denominati orientamenti S&R).
   Con la decisione n. 421/04/COL, l’Autorità ha sottolineato che il governo islandese non aveva presentato nessuna argomentazione né prove documentali per valutare la compatibilità dell’aiuto con gli orientamenti S&R. Con lettera del febbraio 2005, le autorità islandesi hanno trasmesso un piano di ristrutturazione per Sementsverksmiðjan hf. e nel febbraio 2008 hanno fornito altre informazioni sul piano di ristrutturazione. Qui di seguito, l’Autorità valuterà se queste nuove informazioni consentano di concludere che l’aiuto soddisfa alle condizioni degli orientamenti S&R (32).
   3.1.   ORIENTAMENTI APPLICABILI
   L’aiuto è stato concesso nell’ottobre 2003, quando lo Stato ha sollevato Sementsverksmiðjan hf. dalle sue passività in materia di pensioni. La valutazione della compatibilità della suddetta misura di aiuto si baserà sugli orientamenti S&R del 1999 (33), che erano di applicazione all’epoca in cui l’aiuto è stato concesso.
   3.2.   IMPRESE IN DIFFICOLTÀ
   Ai sensi del punto 16.2.1 degli orientamenti S&R, in ogni circostanza e indipendentemente dalla sue dimensioni, una società a responsabilità limitata è considerata in difficoltà, ai fini degli orientamenti stessi, se ha perduto oltre la metà dei suoi fondi propri, quali indicati nei libri della società, e se la perdita di più di un quarto di tali fondi è intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi. A prescindere dalla forma giuridica dell’impresa in questione, secondo gli orientamenti S&R un’impresa si trova in difficoltà ai fini degli orientamenti stessi quando ricorrono le condizioni previste dal diritto nazionale per avviare nei suoi confronti una procedura concorsuale per insolvenza. Le difficoltà di un’impresa sono rivelate di solito da un livello crescente delle perdite, calo del fatturato, aumento delle scorte, eccesso di capacità produttiva, diminuzione del margine lordo di autofinanziamento, aumento dell’indebitamento e degli oneri da interessi e basso o inesistente valore dal capitale netto.
   Il capitale sociale di Sementsverksmiðjan hf. si è ridotto da 1 096 milioni di ISK nel 2000 a 458 milioni di ISK nel 2003. Il fatturato della società è diminuito, passando da 1,06 miliardi di ISK nel 2000 a 863 milioni di ISK nel 2001 ed a 598 milioni di ISK nel 2002. Le vendite della società hanno subito una contrazione da […] nel 2000 a […] nel 2001 e […] nel 2002. Di conseguenza, la produzione è calata di oltre il […] %. Nello stesso periodo, sono rapidamente peggiorati anche i risultati operativi: nel 2000 Sementsverksmiðjan hf. aveva realizzato 70 milioni di ISK di utili, mentre nel 2001 e nel 2002 ha registrato perdite rispettivamente di 230 milioni e di 220 milioni di ISK. Tra il 2000 e il 2002, l’indebitamento totale di Sementsverksmiðjan hf. è aumentato da 733 milioni a 1 157 milioni di ISK, mentre le attività correnti sono diminuite da 750 milioni a 640 milioni di ISK.
   Riguardo ai conti annuali del 2002 di Sementsverksmiðjan hf., i revisori contabili hanno espresso serie preoccupazioni circa la situazione finanziaria della società. Le perdite accumulate e la forte probabilità di un protrarsi delle perdite operative nel 2003 hanno indotto a concludere che vi erano dubbi sulla possibilità che l’impresa proseguisse le sue attività.
   Secondo le spiegazioni e le informazioni fornite dalle autorità islandesi, Sementsverksmiðjan hf. era sull’orlo del fallimento e non poteva riprendersi mediante le proprie risorse.
   L’Autorità ritiene dunque che all’epoca della concessione dell’aiuto, Sementsverksmiðjan hf. fosse un’impresa in difficoltà ai sensi degli orientamenti sul salvataggio e la ristrutturazione.
   3.3.   DEFINIZIONE DI AIUTO ALLA RISTRUTTURAZIONE
   Un aiuto alla ristrutturazione deve basarsi su un piano realizzabile, coerente e di ampia portata, volto a ripristinare la redditività a lungo termine dell’impresa. Ai sensi del punto 16.2.2 degli orientamenti S&R, la ristrutturazione comporta in genere uno o più dei seguenti elementi: la riorganizzazione e la razionalizzazione delle attività aziendali sulla base di una maggiore efficacia, di norma con l’abbandono delle attività non più redditizie; la riqualificazione delle attività che possono essere riportate a livelli competitivi e talvolta la riconversione verso nuove attività redditizie. Alla ristrutturazione industriale deve accompagnarsi di norma la ristrutturazione finanziaria (apporto di capitali, eliminazione dell’indebitamento). Ai sensi degli orientamenti S&R, tuttavia, le operazioni di ristrutturazione non possono limitarsi a un aiuto finanziario inteso a colmare le perdite pregresse senza intervenire sulle cause di tali perdite.
   Il piano di ristrutturazione per Sementsverksmiðjan hf. comprendeva un’ampia gamma di misure: la ristrutturazione finanziaria della società, la ristrutturazione dell’organico e dei costi di produzione e l’apporto di fonti alternative di reddito. Quindi, in linea con gli orientamenti S&R, il piano di ristrutturazione non era limitato alla ristrutturazione finanziaria ma affrontava vari altri aspetti della ristrutturazione di Sementsverksmiðjan hf. Sin dall’inizio, dunque, l’aiuto rientrava nelle misure da valutare in base agli orientamenti S&R.
   3.4.   CONDIZIONI PER L’AUTORIZZAZIONE DELL’AIUTO ALLA RISTRUTTURAZIONE
   L’aiuto di Stato volto a sostenere la ristrutturazione di imprese in difficoltà può essere considerato legittimo soltanto a determinate condizioni: può essere giustificato, per esempio, per ragioni di politica sociale o regionale o perché occorre tener conto degli effetti economici positivi dell’attività delle piccole e medie imprese (PMI) oppure perché può essere auspicabile conservare una struttura di mercato concorrenziale quando la scomparsa di imprese potrebbe determinare una situazione di monopolio o di rigido oligopolio.
   3.4.1.   
         Ripristino della redditività
      
   
   Ai sensi del punto 16.3.2.2, lettera b), degli orientamenti S&R, la concessione di aiuti è subordinata alla realizzazione di un piano di ristrutturazione che dovrà essere approvato dall’Autorità. Il piano di ristrutturazione, la cui durata deve essere la più breve possibile, deve permettere di ripristinare l’efficienza economico-finanziaria a lungo termine dell’impresa entro un ragionevole lasso di tempo e sulla base di ipotesi realistiche circa le condizioni operative future. Gli aiuti alla ristrutturazione devono dunque essere correlati a un valido piano di ristrutturazione, alla cui attuazione s’impegna lo Stato membro dell’EFTA e che deve essere presentato all’Autorità corredato di tutte le indicazioni utili, tra cui uno studio di mercato.
   Il miglioramento della redditività deve essere raggiunto soprattutto mediante le misure interne di risanamento previste nel piano di ristrutturazione e potrà basarsi su fattori esterni, quali variazioni dei prezzi e della domanda, su cui l’impresa non può esercitare un influsso di rilievo, solo quando si tratti di previsioni di mercato generalmente riconosciute. La ristrutturazione deve comportare l’abbandono di quelle attività che, anche dopo la ristrutturazione, resterebbero strutturalmente deficitarie.
   Ai sensi del punto 16.3.2.2, lettera b), degli orientamenti S&R il piano di ristrutturazione deve descrivere le circostanze che hanno determinato le difficoltà dell’impresa, consentendo quindi di valutare l’adeguatezza delle misure proposte. Il piano deve tener conto, tra l’altro, della situazione e della probabile evoluzione della domanda e dell’offerta sul mercato rilevante dei prodotti secondo diverse ipotesi — ottimiste, pessimiste e moderate — che prendano in considerazione i punti deboli e i punti di forza specifici dell’impresa, e deve permettere all’impresa la transizione verso una nuova struttura che le dia prospettive di redditività a lungo termine e la possibilità di funzionare con le proprie risorse.
   Il piano deve proporre una trasformazione tale da consentire all’azienda, dopo la ristrutturazione, di coprire la totalità dei suoi costi, compresi l’ammortamento e gli oneri finanziari. Secondo gli orientamenti S&R, il tasso di rendimento previsto del capitale proprio dovrà essere sufficiente per permettere all’impresa di affrontare la concorrenza sul mercato facendo affidamento soltanto sulle proprie risorse.
   Il piano di ristrutturazione di Sementsverksmiðjan hf. comprendeva quattro diverse misure:
   
               —
            
            
               ristrutturazione finanziaria,
            
         
               —
            
            
               ristrutturazione dell’organico,
            
         
               —
            
            
               ristrutturazione dei costi di produzione,
            
         
               —
            
            
               fonti alternative di reddito.
            
         Le autorità islandesi hanno spiegato che una delle misure essenziali della ristrutturazione consisteva nel ridurre le passività mediante la vendita di beni. Nell’autunno 2003, Sementsverksmiðjan hf. ha liquidato tutti i propri beni non direttamente correlati alla produzione e alla consegna di cemento sul mercato islandese. Con le risorse ottenute con tale vendita, la società è stata in grado di ridurre il suo indebitamento e ha potuto almeno contenere le perdite operative. Gli introiti totali derivanti dalla vendita di beni sono ammontati a 580 milioni di ISK e sono stati utilizzati per ridurre le passività a lungo e breve termine. L’obiettivo principale dell’impresa era minimizzare le spese in conto capitale durante il periodo della ristrutturazione. Tutte le rimanenti passività a lungo termine sono state poi rinegoziate in modo che l’impresa non riducesse il capitale del prestito nei due anni successivi alla vendita.
   In base alle informazioni fornite, la parte della ristrutturazione che si è rivelata più ardua per la società è stata rinegoziare il debito con i creditori. Sembra che, a causa delle perdite subite, la società abbia aumentato in misura considerevole il suo indebitamento a breve e lungo termine nei tre anni precedenti la vendita. L’impresa aveva contratto debiti con vari enti creditizi, che hanno considerato i prestiti concessi a Sementsverksmiðjan hf. come prestiti rilevati dallo Stato e non erano disposti a concedere altri crediti alla società dopo la sua privatizzazione a meno che non fossero loro rimborsati i prestiti già concessi. Era quindi necessario ridurre in grande misura l’esposizione debitoria, il che è stato possibile vendendo beni non necessari per la produzione e/o distribuzione di cemento.
   Le autorità islandesi hanno dichiarato che «un fattore critico nei negoziati [finanziari] è stato che le passività nei versamenti per le pensioni fossero tolte dal bilancio della società, in modo che i tempi per il rimborso potessero essere possibili e plausibili. È opinione condivisa dagli acquirenti e dai creditori che l’impresa non avrebbe potuto rimborsare le passività nei versamenti per le pensioni e altri prestiti a breve e lungo termine, mantenendo allo stesso tempo un livello critico di investimenti in immobilizzazioni per consentire all’impresa di restare operativa».
   Eliminare le passività nei versamenti per le pensioni e rimborsare parzialmente gli altri debiti era dunque un elemento essenziale per ottenere l’approvazione della ristrutturazione finanziaria.
   All’epoca della vendita, Sementsverksmiðjan hf. aveva 63 dipendenti. In base a un’analisi delle caratteristiche economiche dell’impresa e del mercato in cui essa operava, si concluse che era necessario ridurre l’organico di almeno 20 unità: per il funzionamento della società bastava un minimo di 41 dipendenti. Si è proceduto al licenziamento del personale eccedentario e, data la considerevole anzianità lavorativa di alcuni dipendenti, i costi della risoluzione del rapporto di lavoro sono stati elevati.
   Inoltre, poiché la società prevede premi di produzione per la maggior parte dei propri dipendenti, l’importo da distribuire ai dipendenti è stato stabilito in modo che i costi relativi ai premi di produzione restino invariati per la società indipendentemente dal numero di effettivi. Si sono avviate trattative con l’organizzazione sindacale per conferire il premio di produzione su base individuale, cosicché la riduzione del numero totale di dipendenti corrispondesse alla riduzione dell’importo totale dei premi di produzione.
   Secondo le autorità islandesi, la misura più importante è consistita nel rinegoziare i prezzi delle materie prime. Inoltre, è stata modificata la composizione del cemento in modo da ridurre i costi dell’energia necessaria per la produzione.
   Per quanto riguarda la rinegoziazione dei prezzi delle materie prime, una parte significativa dei costi operativi variabili di Sementsverksmiðjan hf. era correlata ai prezzi di mercato nazionali e internazionali e non poteva essere modificata: era il caso del carbone, dell’elettricità, della polvere di silicio e di altre materie prime. Nondimeno, è stato possibile ridurre del […] % il prezzo dell’approvvigionamento in sabbia marina, la materia prima nazionale di maggior rilievo. È stato possibile anche rinegoziare il prezzo di altre materie prime nazionali.
   Inoltre, la società Sementsverksmiðjan hf. ha iniziato a bruciare i reflui liquidi come fonte alternativa di reddito e come metodo per ridurre i costi complessivi dei combustibili.
   In base alle misure sopra descritte, l’Autorità ritiene che il piano di ristrutturazione per Sementsverksmiðjan hf. risponda alle condizioni indicate negli orientamenti S&R. Nel piano erano descritte le circostanze che avevano determinato le difficoltà in cui versava Sementsverksmiðjan hf. La società non era in grado di far fronte alla concorrenza e al rallentamento economico del settore edilizio nei primi anni di questo secolo. Il piano comprendeva un’amplissima ristrutturazione finanziaria, inclusa la rinegoziazione del debito con i creditori e l’assunzione a proprio carico da parte dello Stato islandese delle passività nei confronti del fondo pensioni dei dipendenti statali. La ristrutturazione finanziaria è stata accompagnata da misure di ristrutturazione materiale, compresa la ristrutturazione dell’organico (risoluzione del rapporto di lavoro, rinegoziazione dei benefici extra per i lavoratori) e in particolare la ristrutturazione dei costi di produzione, che era la parte più costosa del piano di ristrutturazione. Sono stati ridotti i costi di produzione, è stata modificata la composizione del cemento, sono stati rinegoziati i contratti con i fornitori e si sono avviate iniziative commerciali intese a incrementare le entrate. Il piano di ristrutturazione di Sementsverksmiðjan hf. prevedeva che l’impresa sarebbe ridiventata redditizia già entro due anni, ossia entro un ragionevole lasso di tempo. Il piano è stato attuato integralmente e ha consentito alla società di competere sul mercato con le proprie forze. Per tali motivi, in base alle informazioni fornite dalle autorità islandesi, l’Autorità ritiene che il piano di ristrutturazione a favore di Sementsverksmiðjan hf. risponda alle condizioni indicate al punto 16.3.2.2, lettera b), degli orientamenti S&R.
   3.4.2.   
         Prevenzione di indebite distorsioni della concorrenza
      
   
   Il punto 16.3.2.2, lettera c), degli orientamenti S&R richiede che vengano adottate misure atte a mitigare per quanto possibile le ripercussioni negative dell’aiuto sulle società concorrenti, altrimenti l’aiuto dovrebbe essere considerato contrario all’interesse comune e quindi incompatibile con il funzionamento dell’accordo SEE. Tale condizione determina spesso una limitazione della presenza che l’impresa può avere sul suo mercato al termine del periodo di ristrutturazione. Se il mercato in questione è esiguo a livello del SEE oppure se è esigua la quota di questo mercato detenuta dall’impresa, si può ritenere che non vi sia distorsione indebita della concorrenza.
   Ai sensi del punto 16.3.2.2, lettera c), degli orientamenti S&R, l’Autorità stabilisce la portata della limitazione o riduzione necessaria per evitare indebite distorsioni di concorrenza basandosi sullo studio di mercato allegato al piano di ristrutturazione e, una volta avviato il procedimento, sulle informazioni fornite dalle parti interessate.
   Nel caso in esame, l’Autorità ha avviato il procedimento formale di esame nel dicembre 2004 e ne ha esteso la portata nel novembre 2006. Tuttavia, non vi sono state osservazioni di parti interessate che abbiano fornito informazioni sulla necessità d’imporre misure di compensazione e sulla loro entità.
   Gli orientamenti S&R sono più favorevoli nei confronti delle imprese il cui proseguimento delle attività è improbabile che possa incidere in grave misura sulla situazione della concorrenza nel SEE. Le autorità islandesi hanno presentato uno studio di mercato relativo a Sementsverksmiðjan hf. e al mercato islandese del cemento, che è l’unico mercato in cui opera l’impresa. Secondo tale studio, il mercato complessivo del cemento in Islanda ha dimensioni limitate a causa della scarsa popolazione del paese. Sul mercato islandese del cemento operano due società: Sementsverksmiðjan hf. e Aalborg Portland Ísland hf. La prima società produce e vende cemento e cemento di scorie, mentre la seconda importa cemento dalla Danimarca e lo vende sul mercato islandese. Nel 2002, il consumo di cemento è stato di 122 899 tonnellate in Islanda (34), di 217,6 milioni di tonnellate nell’Unione europea. Si può quindi ritenere che la quota detenuta dal mercato islandese del cemento all’interno del SEE sia esigua.
   Inoltre, ai sensi del punto 16.1(3) degli orientamenti S&R, l’aiuto alla ristrutturazione può esser considerato legittimo non soltanto per ragioni di politica sociale o regionale ma anche perché può essere auspicabile conservare una struttura di mercato concorrenziale quando la scomparsa di imprese possa determinare una situazione di monopolio o di rigido oligopolio. Questo è ciò che accadrebbe in Islanda se Sementsverksmiðjan hf. scomparisse dal mercato. Il mercato islandese del cemento diventerebbe molto probabilmente un mercato di monopolio, che dipenderebbe dalle importazioni effettuate dall’unico altro concorrente presente sul mercato. Il fatto che il mercato islandese del cemento sia caratterizzato da monopolio o dal rigido oligopolio di due operatori indica che le possibilità e l’attrattiva che questo mercato presenta per altri operatori sono assai limitate a causa della sua ridotta entità e delle sue scarse possibilità di sviluppo (a tale riguardo, si rimanda ai risultati del suddetto studio di mercato).
   L’Autorità non ritiene quindi necessario esigere altre misure volte a limitare la presenza dell’impresa sul mercato.
   3.4.3.   
         Aiuti limitati al minimo
      
   
   Ai sensi del punto 16.3.2.2, lettera d), degli orientamenti S&R, l’importo e l’intensità dell’aiuto devono essere limitati al minimo indispensabile per consentire di attuare la ristrutturazione in funzione delle disponibilità finanziarie rispettivamente dell’impresa, dei suoi azionisti o del gruppo di cui essa fa parte. I beneficiari dell’aiuto devono quindi contribuire in misura considerevole al programma di ristrutturazione con fondi propri, anche vendendo attivi non indispensabili per la sopravvivenza dell’impresa e ricorrendo a fonti esterne di finanziamento commerciale. Ai sensi del medesimo punto 16.3.2.2, lettera d), degli orientamenti S&R, per ridurre al minimo gli effetti di distorsione si deve evitare che l’aiuto venga erogato in forma o per un importo tale da consentire all’impresa di disporre di liquidità supplementare che possa essere utilizzata per iniziative aggressive e perturbatrici del mercato, senza alcun rapporto con il processo di ristrutturazione.
   Ai sensi degli orientamenti S&R, l’Autorità esamina il livello del passivo dell’impresa, a ristrutturazione avvenuta e, dopo ogni riporto o riduzione di crediti, accerta che nessuna parte dell’aiuto sia utilizzata per finanziare nuovi investimenti non indispensabili per il ripristino della redditività dell’impresa. In tutti i casi deve essere dimostrato che l’aiuto servirà solo per ripristinare la redditività dell’impresa e non permetterà al beneficiario, mentre viene attuato il piano di ristrutturazione, di sviluppare la propria capacità di produzione, salvo che ciò sia necessario per ripristinare la redditività dell’impresa senza falsare indebitamente la concorrenza.
   Una parte fondamentale della ristrutturazione di Sementsverksmiðjan hf. è consistita nella cessione di beni non essenziali per la sopravvivenza dell’azienda, quali terreni e fabbricati e anche azioni e obbligazioni di altre società che l’impresa poteva vendere per onorare i propri debiti. Inoltre, i debiti dell’impresa sono stati pagati per quanto possibile e sono stati rinegoziati per facilitarne il pagamento e consentire che l’impresa proseguisse le sue attività. Il personale ed i costi e strutture di produzione sono stati ristrutturati di conseguenza e finanziati mediante risorse proprie dell’impresa. L’unico intervento dello Stato è consistito nel rilevare le passività di Sementsverksmiðjan hf. in materia di pensioni per l’importo di circa 425 milioni di ISK. Questa era considerata dai creditori dell’impresa la conditio sine qua non perché la ristrutturazione fosse fattibile. L’Autorità conclude quindi che l’aiuto concesso dalla tesoreria era limitato al minimo necessario, poiché riguardava soltanto l’assunzione a carico da parte dello Stato islandese del debito di Sementsverksmiðjan hf. nei confronti del fondo pensioni dei dipendenti statali.
   I costi della ristrutturazione si possono sintetizzare come segue:
   
               
                           a)
                        
                        
                           rinegoziazioni con i creditori
                        
                     
            
               10 811 853 ISK
               2 648 904 ISK (costo dell’attuazione della ristrutturazione finanziaria)
            
         
               
                           b)
                        
                        
                           ristrutturazione del personale
                        
                     
            
               19 098 479 ISK
               2 702 963 ISK (costo dell’attuazione della ristrutturazione del personale)
            
         
               
                           c)
                        
                        
                           ristrutturazione dei costi di produzione e fonti alternative di reddito
                        
                     
            
               1 018 200 000 ISK
            
         
               
                           d)
                        
                        
                           rivalutazione dei beni
                        
                     
            
               511 856 488 ISK
            
         L’Autorità ritiene che la partecipazione dello Stato islandese alla ristrutturazione di Sementsverksmiðjan hf., mediante assunzione a proprio carico del debito accumulato dalla società nei versamenti al fondo pensioni dei dipendenti statali, costituisse un elemento fondamentale per attuare la ristrutturazione di Sementsverksmiðjan hf. L’assunzione a proprio carico, da parte dello Stato, delle passività in materia di pensioni era considerata dai creditori dell’impresa la condizione preliminare per rinegoziare eventuali altri debiti e passività. Questo aiuto concesso dallo Stato ha consentito a Sementsverksmiðjan hf. di ottenere le risorse necessarie di cui si è servita per finanziare unicamente le misure di ristrutturazione.
   Sebbene l’assunzione a carico delle passività in materia di pensioni abbia rappresentato un costo non per Sementsverksmiðjan hf. ma per lo Stato, essa va inclusa nella valutazione complessiva della ristrutturazione di Sementsverksmiðjan hf. Tale aiuto è stato necessario per intraprendere le varie misure di ristrutturazione. Tenendo conto di ciò e considerata l’entità delle spese necessarie per ripristinare la redditività di Sementsverksmiðjan hf., l’Autorità ritiene che l’importo degli aiuti nell’ambito della ristrutturazione sia stato limitato al minimo necessario.
   3.4.4.   
         Aiuti per la ristrutturazione nelle aree assistite
      
   
   Ai sensi del punto 16.3.2.5 degli orientamenti S&R, nel valutare gli aiuti alla ristrutturazione nelle aree assistite l’Autorità tiene conto delle esigenze di sviluppo regionale. In tali aree, infatti, le condizioni previste per l’autorizzazione dell’aiuto possono essere meno rigorose per quanto riguarda, in particolare, l’attuazione di misure di compensazione. Il che non significa, tuttavia, che l’Autorità possa adottare un’impostazione permissiva riguardo agli aiuti alla ristrutturazione di imprese che si trovano in un’area assistita, per consentire a una regione di tenere artificialmente in vita delle imprese. Al contrario, è nell’interesse stesso della regione sviluppare attività alternative che divengano al più presto redditizie e sostenibili.
   Lo stabilimento di Sementsverksmiðjan hf. si trova ad Akranes, nella zona centro-occidentale dell’Islanda. Questa zona è inclusa nella carta degli aiuti a finalità regionale per l’Islanda, approvata dall’Autorità con la decisione n. 253/01/COL dell’8 agosto 2001 ed è caratterizzata da spopolamento e da un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale. La fabbrica di cemento, aperta ad Akranes nel 1958, costituisce un importante elemento della vita economica della zona. In una cittadina di circa 5 500 abitanti, la chiusura della fabbrica avrebbe conseguenze estremamente negative e acuirebbe il fenomeno dello spopolamento, già in corso, e il declino socio-economico generale.
   3.4.5.   
         Piena attuazione del piano di ristrutturazione
      
   
   Secondo gli orientamenti S&R, l’impresa deve dare piena attuazione al piano di ristrutturazione che è stato accettato dall’Autorità e deve ottemperare a eventuali altri obblighi stabiliti dalla decisione dell’Autorità (35). Se il piano non viene attuato e non si ottempera agli altri obblighi, l’Autorità riterrà che vi sia stato uso abusivo dell’aiuto.
   Il calendario previsto per il piano di ristrutturazione era il seguente:
   
               Misura
            
            
               Inizio della ristrutturazione
            
            
               Completamento della ristrutturazione
            
         
               Misure di ristrutturazione finanziaria (negoziazione e rimborso dei debiti nei confronti degli enti creditizi, assunzione a carico dello Stato delle passività in materia di pensioni)
            
            
               settembre 2003
            
            
               ottobre 2003
            
         
               Ristrutturazione dell’organico (licenziamento di dipendenti, rinegoziazioni con i sindacati)
            
            
               ottobre 2003
            
            
               aprile 2004
            
         
               Ristrutturazione dei costi di produzione (rinegoziazione dei prezzi con i fornitori, entrate alternative e riduzione dei costi)
            
            
               ottobre 2003
            
            
               dicembre 2004
            
         Il piano di ristrutturazione prevedeva il ripristino della redditività dopo la ristrutturazione della società, nel luglio 2005. Le autorità islandesi hanno informato l’Autorità che Sementsverksmiðjan hf. aveva completato il piano di ristrutturazione ed era stata in grado di raggiungere la soglia di redditività nel 2005. Dal giugno 2003 al maggio 2004, Sementsverksmiðjan hf. ha registrato perdite di 83 milioni di ISK, rispetto ai 250 milioni di ISK del 2002. Dal giugno 2004 al maggio 2005, la società ha realizzato 22 milioni di ISK di utili.
   In base a tali informazioni, sembra che il piano di ristrutturazione per Sementsverksmiðjan hf. abbia avuto la durata più breve possibile, sia riuscito a ripristinare la redditività dell’impresa entro un ragionevole lasso di tempo e fosse quindi fondato su ipotesi realistiche riguardo alle condizioni operative future.
   3.4.6.   
         Controllo e relazione annuale
      
   
   L’Autorità deve essere in grado di accertare che il piano di ristrutturazione sia adeguatamente attuato. Di norma l’accertamento viene effettuato in base a minuziose relazioni periodiche che lo Stato EFTA in questione trasmette all’Autorità. Nel caso in esame, tuttavia, la ristrutturazione è già stata completata con il ripristino della redditività dell’impresa: non vi sono misure di ristrutturazione ancora in corso, perché tutte sono state portate a termine con successo. Dunque non sono necessarie relazioni sull’attuazione del piano di ristrutturazione.
   3.5.   PRINCIPIO DELL’AIUTO «UNA TANTUM»
   Per evitare che le imprese ricevano sostegni indebiti, gli aiuti alla ristrutturazione vanno accordati un’unica volta. Ai sensi del punto 16.3.2.3 degli orientamenti S&R, quando presenta all’Autorità un progetto di aiuto alla ristrutturazione, lo Stato EFTA deve precisare se l’impresa ha già usufruito in passato di un aiuto di Stato alla ristrutturazione, anche se concesso prima dell’entrata in vigore degli orientamenti, compresi eventuali aiuti non notificati.
   Le autorità islandesi hanno dichiarato che la condizione dell’aiuto «una tantum» è stata soddisfatta e hanno precisato che Sementsverksmiðjan hf. non aveva beneficiato di altri aiuti in precedenza e che non è previsto di concederle aiuti in futuro.
   4.   CONCLUSIONE
   
   Per i motivi sopra esposti, l’Autorità ritiene che l’aiuto concesso a Sementsverksmiðjan hf. in relazione con l’assunzione a proprio carico da parte dello Stato islandese delle passività dell’impresa in materia di pensioni costituisce un aiuto alla ristrutturazione ed è compatibile con il funzionamento dell’accordo SEE in base alle disposizioni degli orientamenti sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, quali erano in applicazione all’epoca in cui l’aiuto è stato accordato,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   L’assunzione a proprio carico da parte dello Stato delle passività degli obblighi di Sementsverksmiðjan hf. nei confronti del fondo pensioni dei dipendenti statali costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1, dell’accordo SEE.
   Articolo 2
   L’aiuto menzionato nell’articolo 1 è compatibile con il funzionamento dell’accordo SEE a norma dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c), di tale accordo, in combinato disposto con gli orientamenti sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, adottati dall’Autorità nel 1999.
   Articolo 3
   Destinataria della presente decisione è la Repubblica d’Islanda.
   Articolo 4
   Il testo in lingua inglese è il solo facente fede.
   
      Fatto a Bruxelles, il 28 maggio 2008.
      
         
            Per l’Autorità di vigilanza EFTA
         
         Per SANDERUD
         
            Presidente
         
         Kristján Andri STEFÁNSSON
         
            Membro del collegio
         
      
   
   
      (1)  In prosieguo denominata l’Autorità.
   
      (2)  In prosieguo denominato l’accordo SEE.
   
      (3)  In prosieguo denominato l’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte.
   
      (4)  In prosieguo denominato il protocollo 3.
   
      (5)  Guida all’applicazione e all’interpretazione degli articoli 61 e 62 dell’accordo SEE e dell’articolo 1 del protocollo 3 all’accordo che istituisce un’Autorità di vigilanza e una Corte di giustizia, adottata e pubblicata dall’Autorità di vigilanza EFTA il 19 gennaio 1994 (GU L 231 del 3.9.1994, pag. 1, e supplemento SEE n. 32 del 3.9.1994). La Guida è stata modificata da ultimo il 19 dicembre 2007 e viene denominata in appresso Guida sugli aiuti di Stato. La versione aggiornata della Guida sugli aiuti di Stato è disponibile sul sito web dell’Autorità: http://www.eftasurv.int/fieldsofwork/fieldstateaid/guidelines/
   
      (6)  GU L 139 del 25.5.2005, pag. 37.
   
      (7)  La decisione dell’Autorità n. 421/04/COL è stata pubblicata nella GU C 117 del 19.5.2005, pag. 17, e nel supplemento SEE n. 24 del 19.5.2005. La decisione dell’Autorità n. 368/06/COL è stata pubblicata nella GU C 77 del 5.4.2007, pag. 21, e nel supplemento SEE n. 17 del 5.4.2007, pag. 1.
   
      (8)  Per maggiori informazioni sulla corrispondenza tra l’Autorità e il governo islandese, vedere la decisione dell’Autorità di avviare il procedimento formale di esame: decisione n. 421/04/COL.
   
      (9)  Cfr. nota 7.
   
      (10)  Cfr. nota 7.
   
      (11)  Per maggiori informazioni sulla vendita, vedere la decisione dell’Autorità n. 421/04/COL.
   
      (12)  Il gruppo di investitori comprendeva le società Framtak fjárfestingarbanki hf, Björgun ehf., BM Vallá ehf. e inizialmente Steypustöðin, successivamente sostituita dalla società norvegese Norcem AS.
   
      (13)  Due contenitori di stoccaggio del cemento, magazzino per consegna/imballaggio del cemento, vano scale e atrio, alloggiamento delle tubazioni di cemento, recinzione e cancellata, silo in acciaio con le relative attrezzature, compressori d’aria, essiccatore e attrezzature elettriche in un capannone vicino al molo, gru da banchina, condutture rivestite di cemento, vano per la pesa di veicoli e relative apparecchiature informatiche.
   
      (14)  Camera di pressurizzazione, due silos, attrezzature per la consegna del cemento, vano per le pompe, attrezzature per la pesa di veicoli e relative apparecchiature informatiche all’interno nel magazzino per la consegna del cemento, gru, tubazioni e silo in acciaio con le relative attrezzature, macchinari e servizi sanitari, trasformatore, scale e corridoi.
   
      (15)  I versamenti a favore della sezione A del fondo pensioni dei dipendenti statali sono calcolati sul reddito complessivo dei dipendenti affiliati, i quali acquisiscono il diritto alla pensione in base al totale dei contributi versati. Come avviene per la maggior parte dei fondi pensionistici obbligatori dei lavoratori, i diritti a pensione della sezione A seguono l’indice dei prezzi al consumo. I diritti dei dipendenti affiliati a un fondo pensioni sono stabiliti per legge e i datori di lavoro devono adeguare periodicamente i versamenti per garantire che le entrate del fondo, ossia i versamenti, corrispondano agli impegni.
   
      (16)  Il grassetto è stato aggiunto dall’Autorità.
   
      (17)  Acronimo in islandese del fondo pensioni dei dipendenti statali.
   
      (18)  Con varie lettere le autorità islandesi hanno fornito informazioni sull’affiliazione dei dipendenti di Sementsverksmiðjan hf. Le stime al riguardo sono state comunicate con lettera del 12 novembre 2003 e con lettera del 18 aprile 2006 le autorità islandesi hanno precisato che nel 1993, quando era stata costituita la società, sei dipendenti erano affiliati al fondo pensioni dei dipendenti statali e 93 a fondi pensionistici privati. Come spiegato dalle autorità islandesi, gli impiegati di Sementsverksmiðjan hf. avevano accesso al fondo pensioni dei dipendenti statali, mentre gli operai erano affiliati al sistema dei fondi pensionistici privati ossia i fondi pensione delle loro organizzazioni sindacali. Dopo la costituzione della società nel 1993, i nuovi impiegati potevano ancora iscriversi al fondo pensioni statale. Dopo la vendita, nel 2003, delle azioni di Sementsverksmiðjan hf. detenute dallo Stato, tutti i nuovi dipendenti devono affiliarsi a un fondo pensioni privato.
   
      (19)  I beni in questione consistono nelle proprietà della società a Reykjavik, nell’immobile degli uffici della società ad Akranes ad eccezione di un piano e mezzo e nelle azioni e obbligazioni detenute da Sementsverksmiðjan hf. in altre società.
   
      (20)  Due contenitori di stoccaggio del cemento, magazzino per consegna/imballaggio del cemento, vano scale e atrio, alloggiamento delle tubazioni di cemento, recinzione e cancellata, silo in acciaio con le relative attrezzature, compressori d’aria, essiccatore e attrezzature elettriche in un capannone vicino al molo, gru da banchina, condutture rivestite di cemento, vano per la pesa di veicoli e relative apparecchiature informatiche.
   
      (21)  Le partecipazioni azionarie nella società Geca e nella Spölur erano stimate rispettivamente a 46,5 ed a 40 milioni di ISK, le obbligazioni emesse dalla Spölur a 11 milioni di ISK.
   
      (22)  Íslenskt Sement spiega che i costi totali della liquidazione della società sarebbero ammontati a 390,4 milioni di ISK, includendo gli importi per l’acquisto da parte dello Stato dei terreni a Reykjavik e ad Akranes. Se lo Stato avesse deciso di liquidare la società, i costi della liquidazione sarebbero ammontati al valore di liquidazione delle immobilizzazioni, ossia 69,9 milioni di ISK, non contando l’obbligo contrattuale di procedere ai lavori necessari nel sito del cementificio, per un costo totale di liquidazione della società di 390,4 milioni di ISK. La decisione dello Stato di rilevare il debito della società nei confronti del fondo pensioni dei dipendenti statali, per il totale di 388 028 317 ISK, e di vendere le azioni della società a Íslenskt Sement per 68 milioni di ISK ha portato a un costo netto di 320 028 317 ISK. Dunque, i costi della liquidazione erano superiori di 70 376 683 ISK al costo totale della vendita della società.
   
      (23)  Almenna Verkfræðistofan (AV) ha effettuato una valutazione parziale nel febbraio 2003 e una valutazione completa nel novembre 2003 delle proprietà di Sementsverksmiðjan hf. a Reykjavik. Il valore delle obbligazioni e delle azioni è stato stabilito da MP Verðbref al momento di definire il valore di liquidazione della società prima della vendita delle azioni detenute dallo Stato. Daníel Rúnar Elíasson, agente immobiliare abilitato dell’agenzia immobiliare Hákot, ha valutato l’immobile sito ad Akranes nell’agosto del 2003.
   
      (24)  Cause riunite T-127/99, T-129/99 & T-148/99, Diputación Foral de Alava/Commissione, Raccolta 2002, pag. II-1275, punto 71.
   
      (25)  Causa T-366/00, Scott SA/Commissione, Raccolta 2007, pag. II-797, punto 93.
   
      (26)  Secondo la giurisprudenza della Corte, non si può impugnare nei confronti dell’Autorità il fatto che la sua valutazione fosse approssimativa, poiché simili valutazioni sono approssimative per natura: cfr. la sentenza nella causa T-366/00, Scott SA/Commissione, Raccolta 2007, pag. II-797, punto 96.
   
      (27)  Due contenitori di stoccaggio del cemento, magazzino per consegna/imballaggio del cemento, vano scale e atrio, alloggiamento delle tubazioni di cemento, recinzione e cancellata, silo in acciaio con le relative attrezzature, compressori d’aria, essiccatore e attrezzature elettriche in un capannone vicino al molo, gru da banchina, condutture rivestite di cemento, vano per la pesa di veicoli e relative apparecchiature informatiche.
   
      (28)  Le proprietà in locazione sono una camera di pressurizzazione, due silos, un magazzino della superficie totale di 290 m2 per la consegna del cemento, comprendente anche il vano per le pompe. Inoltre sono inclusi nella locazione le attrezzature per la pesa di veicoli, l’appezzamento, una gru, tubazioni e un silo in acciaio, macchinari e servizi sanitari, il trasformatore, scale e corridoi.
   
      (29)  Il governo islandese ha informato l’Autorità che l’uso della maggior parte del terreno a Sævarhöfði (Reykjavik), precedentemente di proprietà di Sementsverksmiðjan hf., è stato dato in locazione alla società Jarðboranir hf. al canone di […] ISK al metro quadro. Il canone di locazione chiesto a Sementsverksmiðjan hf. era di […] ISK. Le autorità islandesi hanno anche precisato che l’annuncio della messa in locazione del terreno a Sævarhöfði era stato pubblicato nel quotidiano Morgunblaðið alla fine del 2003 e che l’offerta più vantaggiosa era stata presentata da Jarðboranir hf. al prezzo suddetto. Per tali motivi, le autorità islandesi sostengono che il canone di locazione corrisponde ai prezzi di mercato in Islanda.
   
      (30)  A norma dell’articolo 3 dell’accordo tra il fondo pensioni dei dipendenti statali e il ministero delle Finanze riguardo al pagamento degli obblighi della tesoreria dello Stato ai sensi dell’articolo 33 della legge n. 1/1997, sul fondo pensioni dei dipendenti pubblici, gli obblighi per conto di Iceland Cement Ltd riguardanti i dipendenti di questa società fino a tutto il 1996 ammontavano a 400 801 268 ISK.
   
      (31)  Nell’ottobre 2003, gli obblighi in materia di pensioni per i dipendenti già in pensione ammontavano a 412 milioni di ISK, mentre il debito corrispondente agli obblighi futuri per i dipendenti ancora in servizio era stimato a circa 10-15 milioni di ISK.
   
      (32)  Causa T-157/01 Danske Busvognmænd/Commissione, Raccolta 2004, pag. II-917, punto 116.
   
      (33)  GU L 274 del 26.10.2000, pag. 1, e supplemento SEE n. 48 del 26.10.2000.
   
      (34)  38,215 tonnellate di cemento d’importazione e 84,684 tonnellate prodotte in Islanda.
   
      (35)  In linea di principio, il piano di ristrutturazione doveva esser presentato nella sua totalità insieme con la notifica, prima della concessione dell’aiuto. Nel caso in esame il piano non è stato presentato in anticipo, ma i suoi elementi principali sono stati definiti prima che fosse attuata la ristrutturazione. L’Autorità ritiene quindi di poterlo approvare in base agli orientamenti S&R.