CELEX: 51996PC0255
Language: it
Date: 1996-07-11
Title: Proposta di direttiva del Consiglio che istituisce un regime di sicurezza armonizzato per le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore a 24 metri

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51996PC0255

Proposta di direttiva del Consiglio che istituisce un regime di sicurezza armonizzato per le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore a 24 metri  /* COM/96/0255 DEF - SYN 96/0168 */  

Gazzetta ufficiale n. C 292 del 04/10/1996 pag. 0029

Proposta di direttiva del Consiglio che  istituisce un regime di sicurezza armonizzato per le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore  a 24 metri (96/C 292/02) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(96) 255 def. - 96/0168(SYN) (Presentata dalla Commissione il 12 luglio 1996) IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 84, paragrafo 2, vista la proposta della Commissione, in cooperazione con il Parlamento europeo, visto il parere del Comitato economico e sociale, in conformità della procedura di cui all'articolo 189 C del trattato, considerando che l'azione comunitaria nel settore del trasporto marittimo deve garantire una  maggiore sicurezza marittima; considerando che il 2 aprile 1993 è stato adottato il protocollo di Torremolinos del 1993 sulla  sicurezza delle navi da pesca; considerando che l'attuazione su scala comunitaria di questo protocollo applicabile alle navi da  pesca che battono bandiera o che operano nelle acque interne o territoriali di uno Stato membro o  che sbarcano le catture nei porti di uno Stato membro aumenterà la sicurezza delle navi in  questione visto che varie legislazioni nazionali non soddisfano ancora il livello di sicurezza  istituito dal protocollo; che tale livello comune di sicurezza servirà ad armonizzare i numerosi e  diversi requisiti di sicurezza nazionali che garantiscono condizioni eque di concorrenza per le  navi da pesca che operano nella stessa area senza compromettere le norme di sicurezza; che a tal  fine risulta necessaria un'azione comunitaria; considerando che vari e importanti capitoli del protocollo si applicano solo alle navi da pesca di  lunghezza uguale o superiore a 45 metri; che limitare l'applicazione su scala comunitaria del  protocollo solo alle suddette navi creerebbe una disparità a livello di sicurezza tra queste navi e  le navi da pesca più piccole, di lunghezza uguale o superiore a 24 metri ma inferiore a 45 metri,  distorcendo la concorrenza a discapito delle navi da pesca battenti bandiera degli Stati membri che  applicano già norme di sicurezza elevate comparabili a tali navi da pesca di dimensioni inferiori; considerando che la direttiva soddisfa l'articolo 3, paragrafo 5 del protocollo, che invita gli  Stati membri a fissare norme uniformi per le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore a 24  metri, ma inferiore alla lunghezza prescritta per l'applicazione di alcuni capitoli dell'allegato  al protocollo, che operino nella stessa zona o regione, al fine di applicare i suddetti capitoli a  tali navi, tenuto conto del tipo, della dimensione e delle modalità di funzionamento delle navi in  questione, oltre che della natura riparata e delle condizioni climatiche che caratterizzano la  suddetta zona o regione; considerando che occorre perseguire l'obiettivo di applicare le norme di sicurezza previste dalla  presente direttiva a tutte le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore a 24 metri che operano  nelle zone di pesca della Comunità, a prescindere dalla loro bandiera; che a tal fine, per le navi  da pesca che battono bandiera di Stati terzi, è necessario stipulare opportuni accordi di pesca con  gli Stati terzi interessati; considerando che devono continuare ad applicarsi le disposizioni del caso previste dalle direttive  del Consiglio adottate nell'ambito della politica comunitaria in campo sociale; considerando che entro il 1° gennaio 1998 gli Stati membri applicano, alle navi da pesca nuove e,  ove necessario, a quelle esistenti di lunghezza uguale o superiore a 45 metri, le disposizioni  dell'allegato al protocollo di Torremolinos del 1993, unitamente alle interpretazioni armonizzate,  alle note e alle raccomandazioni della conferenza e alle relative risoluzioni e circolari  dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO), tenendo conto eventualmente delle disposizioni  del caso di cui all'allegato I; che gli Stati membri applicano anche le disposizioni dei capitoli  IV, V, VII e IX dell'allegato al protocollo di Torremolinos del 1993, adeguato conformemente  all'allegato II, a tutte le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore a 24 metri, ma inferiore  a 45 metri, che battono la loro bandiera; considerando che per motivi connessi alla natura esposta o riparata delle acque in cui operano  alcune navi da pesca, alla lunghezza del viaggio, ai materiali da costruzione e alla distanza dalla  costa in cui operano possono essere giustificate disposizioni specifiche, ai sensi dell'allegato  III; che dette disposizioni si riferiscono al funzionamento nelle zone settentrionali e  meridionali, rispettivamente; considerando che le navi da pesca che battono bandiera di uno Stato terzo non possono operare nelle  acque interne o territoriali di uno Stato membro o sbarcare le catture nel porto di uno Stato  membro e pertanto non possono competere con le navi battenti bandiera di uno Stato membro, a meno  che il rispettivo Stato di bandiera non abbia certificato che esse sono conformi alle disposizioni  tecniche stabilite nella presente direttiva; considerando che l'equipaggiamento marittimo installato a bordo delle navi da pesca, che figura  nell'allegato A.1 della direttiva del Consiglio sull'equipaggiamento marittimo ed è conforme alle  disposizioni in essa contenute, deve essere automaticamente riconosciuto conforme alle disposizioni  specifiche ad esso applicate ai sensi della presente direttiva; considerando che negli Stati membri potrebbero sussistere situazioni locali che giustifichino  l'applicazione di misure supplementari a tutte le navi da pesca che operano in un'area particolare;  che in tal caso essi possono chiedere alla Commissione di adottare tali misure; che la Commissione,  ove opportuno, adotta le misure in questione e le inserisce nell'allegato III attraverso la  procedura di comitato; considerando che gli Stati membri possono ritenere opportuno concedere esenzioni alle disposizioni  di cui all'allegato del protocollo di Torremolinos del 1993 per le navi da pesca che operano in  precise e limitate condizioni di servizio; che sono autorizzati ad adottare le misure in questione  purché la Commissione, attraverso la stessa procedura di comitato, non vi si opponga entro un  termine di sei mesi a decorrere dalla notifica di tali proposte; considerando che la stessa procedura si applica qualora uno Stato membro ritenga che si possano  accettare requisiti equivalenti a quelli fissati nell'allegato al protocollo di Torremolinos del  1993; considerando che la Commissione deve informare gli altri Stati membri sulle esenzioni o sulle  misure equivalenti di cui sopra e che esse devono essere applicate in modo non discriminatorio; considerando che attualmente non esistono norme tecniche uniformi a livello internazionale cui  debbano conformarsi tutte le navi da pesca nuove, sia in fase di costruzione che nel corso della  loro vita per quanto riguarda la resistenza dello scafo, i macchinari principali e ausiliari e gli  impianti elettrici ed automatici; che tali norme possono essere fissate sulla base delle norme  applicate da organismi riconosciuti o di norme equivalenti approvate dalle amministrazioni  nazionali, secondo le medesime condizioni e procedure stabilite nella direttiva 94/57/CE del  Consiglio, del 22 novembre 1994, relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organi che  effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle  amministrazioni marittime; considerando che gli Stati membri devono rilasciare un certificato di conformità alle navi da pesca  conformi ai requisiti specifici della presente direttiva; considerando che, per ridurre per quanto possibile eventuali distorsioni della concorrenza, gli  Stati membri che fungono da Stati di approdo devono applicare le disposizioni previste  dall'allegato al protocollo di Torremolinos del 1993 a tutte le navi da pesca battenti bandiera di  uno Stato terzo non appena il protocollo entra in vigore per lo Stato di bandiera in questione; considerando che la Commissione deve poter modificare la direttiva onde tener conto dei progressi  registrati in materia di sicurezza delle navi da pesca a livello comunitario o internazionale; che  gli Stati membri devono essere coinvolti in questo processo facendo parte di un comitato  consultivo; che il comitato istituito dall'articolo 12 della direttiva 93/75/CE del Consiglio può  svolgere tale funzione consultiva, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1 (Obiettivi) 1. La presente direttiva si prefigge l'obiettivo di stabilire norme di sicurezza per le navi da  pesca marittime di lunghezza uguale o superiore a 24 metri, sia nuove che esistenti, nella misura,  in cui a queste ultime si applica l'allegato del protocollo di Torremolinos del 1993, e che: - battono bandiera di uno Stato membro e sono registrate nella Comunità, oppure - operano nelle acque interne o territoriali di uno Stato membro, oppure - sbarcano le catture nei porti di uno Stato membro. 2. La presente direttiva non pregiudica le relative disposizioni contenute nella direttiva  89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere  il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (1), delle  relative direttive particolari ed in particolare della direttiva 93/103/CE del Consiglio, del 23  novembre 1993, riguardante le prescrizioni minime di sicurezza e di salute per il lavoro a bordo  delle navi da pesca (tredicesima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della  direttiva 89/39/CEE) (2). Articolo 2 (Definizioni) Ai sensi della presente direttiva, ivi compresi gli allegati, s'intende per: 1) «nave da pesca», qualsiasi imbarcazione con dotazioni ed utilizzata a fini commerciali per la  cattura del pesce o per la cattura e il trattamento del pesce o di altre risorse marine viventi; 2) «nave da pesca nuova», una nave da pesca per la quale: a) a decorrere dal 1° gennaio 1998 sia stato stipulato il contratto di costruzione o il contratto  per una rilevante trasformazione, o b) il contratto di costruzione o di rilevante trasformazione sia stato stipulato entro il 1°  gennaio 1998 e la nave sia stata consegnata tre anni o più dopo tale data, o c) in mancanza di un contratto di costruzione, a decorrere dal 1° gennaio 1998: i) sia stata impostata la chiglia, o ii) sia iniziata la costruzione identificabile con una nave particolare, o iii) sia iniziato il montaggio con l'impiego di almeno 50 tonnellate o dell'uno per cento della  massa stimata di tutti i materiali di struttura, se quest'ultimo valore è inferiore; 3) «nave da pesca esistente», una nave da pesca che non sia una nave nuova; 4) «protocollo di Torremolinos», il protocollo di Torremolinos del 1993 relativo alla convenzione  internazionale di Torremolinos sulla sicurezza delle navi da pesca del 1977 (3), oltre che le  relative modifiche [e risoluzioni di carattere obbligatorio adottate dall'Organizzazione marittima  internazionale (IMO) alla data di adozione della presente direttiva ed elencate all'allegato V]; 5) «Convenzione di Torremolinos», la convenzione internazionale di Torremolinos sulla sicurezza  delle navi da pesca del 1977; 6) «certificato», il certificato di conformità di cui all'articolo 8; 7) «lunghezza», se non disposto altrimenti, il 96 % della lunghezza totale al galleggiamento, posto  all'85 % della più piccola altezza misurata dalla linea di chiglia, oppure la lunghezza misurata  dalla faccia prodiera del diritto di prora all'asse di rotazione del timone al predetto  galleggiamento, se questo valore è superiore. Nelle navi progettate con un'inclinazione di chiglia,  il galleggiamento al quale è misurata la lunghezza deve essere parallelo al galleggiamento di  progetto; 8) «che opera», che pesca o pesca e tratta il pesce o altre risorse marine viventi, fatto salvo il  diritto di transito nel mare territoriale e la libertà di navigazione nella zona di pesca entro le  200 miglia; 9) «organismo riconosciuto», un organismo riconosciuto in conformità dell'articolo 4 della  direttiva 94/57/CE del Consiglio, del 22 novembre 1994, relativa alle disposizioni ed alle norme  comuni per gli organi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le  pertinenti attività delle amministrazioni marittime (4). Articolo 3 (Condizioni generali) 1. Gli Stati membri provvedono affinché, al più tardi entro il 1° gennaio 1998, alle navi da pesca  battenti le loro bandiere si applichino le disposizioni di cui all'allegato del protocollo di  Torremolinos, se non disposto altrimenti nell'allegato I. 2. Per quanto concerne i requisiti di cui ai capitoli IV, V, VII e IX dell'allegato al protocollo  di Torremolinos applicabili alle navi di lunghezza uguale o superiore a 45 metri, ma non alle navi  di lunghezza inferiore, e se non disposto diversamente nell'allegato II, gli Stati membri  provvedono affinché essi vengano applicati al più tardi entro il 1° gennaio 1998 alle navi da pesca  nuove di lunghezza uguale o superiore a 24 metri, ma inferiore a 45 metri, che battono la loro  bandiera. 3. Gli Stati membri, tuttavia, provvedono affinché le navi battenti la loro bandiera che operano in  aree particolari soddisfino le disposizioni applicabili alle aree in questione, secondo quanto  stabilito nell'allegato III. 4. Gli Stati membri impediscono alle navi da pesca battenti bandiera di uno Stato terzo di operare  nelle loro acque interne o territoriali o di sbarcare catture nei loro porti a meno che le  amministrazioni dei rispettivi Stati di bandiera non certifichino che esse sono conformi ai  requisiti di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 e all'articolo 7. 5. Quando l'equipaggiamento marittimo di cui all'allegato A.1 della direttiva del Consiglio  sull'equipaggiamento marittimo (1) e conforme ai requisiti ivi contenuti, viene installato a bordo  di una nave da pesca ai sensi della presente direttiva, deve essere ritenuto automaticamente  conforme alle disposizioni di quest'ultima, a prescindere dal fatto che queste prevedano che esso  debba essere approvato o sottoposto a prove che soddisfino l'amministrazione dello Stato di  bandiera. Articolo 4 (Condizioni specifiche) 1. Qualora gli Stati membri ritengano che, data la situazione locale o le caratteristiche della  nave, occorrano misure di sicurezza specifiche per le navi da pesca che operano in determinate  aree, possono presentare alla Commissione una domanda di adozione delle suddette disposizioni di  sicurezza specifiche, tenendo conto di situazioni locali quali l'esposizione delle acque in cui  operano le navi in questione, la lunghezza dei viaggi o le caratteristiche delle stesse, quali i  materiali di costruzione. Le misure in questione sono compatibili con i principi contenuti nel  trattato CE in materia di libera circolazione dei beni e dei servizi. 2. La Commissione decide in merito alla domanda di cui sopra in conformità della procedura  stabilita all'articolo 11, paragrafo 2. Le misure approvate sono aggiunte all'allegato III. Articolo 5 (Esenzioni) Per adottare misure contenenti esenzioni, gli Stati membri applicano le disposizioni della regola  3, paragrafo 3, capitolo I dell'allegato al protocollo di Torremolinos, in conformità della  procedura illustrata di seguito. a) Gli Stati membri che intendano avvalersi delle disposizioni di cui al presente articolo  notificano alla Commissione i provvedimenti che intendono adottare, ivi comprese informazioni  sufficientemente dettagliate atte a confermare che il livello di sicurezza viene adeguatamente  mantenuto. I suddetti provvedimenti sono applicabili a tutte le navi da pesca che operano alle medesime  condizioni precise e non solo alle navi battenti una bandiera specifica o di un operatore  particolare. I provvedimenti sono compatibili con i principi contenuti nel trattato CE in materia  di libera circolazione dei beni e dei servizi. Se entro un periodo di 6 mesi dalla notifica la Commissione, ai sensi della procedura di cui  all'articolo 11, paragrafo 2, ritiene che le misure proposte non siano giustificate, può chiedere  agli Stati membri in questione di modificare o di non adottare le misure proposte. In questo  periodo e prima della decisione della Commissione, gli Stati membri non adottano le misure  proposte. b) Gli Stati membri indicano le misure adottate nella rispettiva legislazione nazionale e le  comunicano alla Commissione, che informa nei dettagli gli altri Stati membri. Le misure sono applicabili solo finché le navi da pesca operano nelle suddette condizioni precise  di servizio. Articolo 6 (Equivalenze) Ai sensi della regola 4, paragrafo 1, capitolo I dell'allegato al protocollo di Torremolinos, e in  conformità della procedura di cui all'articolo 5, lettere a) e b), gli Stati membri possono  adottare misure che consentano l'impiego di impianti equivalenti. Articolo 7 (Norme di progettazione, costruzione e manutenzione) Il progetto, la costruzione e la manutenzione dello scafo, dei macchinari principali e ausiliari e  degli impianti elettrici e automatici delle navi da pesca nuove ed esistenti di lunghezza uguale o  superiore a 24 metri sono conformi alle norme per la classificazione specificate da un organismo  riconosciuto o a norme equivalenti, ai sensi della procedura e alle condizioni stabilite  all'articolo 14, paragrafo 2 della direttiva 94/57/CE. Articolo 8 (Ispezioni e certificati) 1. Gli Stati membri rilasciano un certificato di conformità alla presente direttiva integrato da un  elenco delle dotazioni ed eventualmente certificati di esenzione alle navi da pesca battenti la  loro bandiera e conformi alle disposizioni degli articoli 3 e 7. Il certificato di conformità,  l'elenco delle dotazioni e il certificato di esenzione vengono predisposti secondo il modello di  cui all'allegato IV. I certificati in questione sono rilasciati dall'amministrazione dello Stato di  bandiera previa visita iniziale svolta unicamente dagli ispettori della stessa amministrazione  dello Stato di bandiera o di un organismo riconosciuto, ai sensi della regola 6, paragrafo 1,  lettera a), capitolo I dell'allegato al protocollo di Torremolinos. 2. I periodi di validità dei certificati di cui sopra non superano quelli fissati nella regola 11,  capitolo I dell'allegato al protocollo di Torremolinos. I certificati di conformità sono rinnovati  dopo visite periodiche svolte ai sensi della regola 6, capitolo I dell'allegato al protocollo di  Torremolinos. Articolo 9 (Disposizioni in materia di controlli da parte degli Stati di approdo) 1. Nell'esercizio dei diritti e degli obblighi di ispezione che competono loro in qualità di Stati  di approdo, ai sensi dell'articolo 4 del protocollo di Torremolinos e senza discriminazione di  bandiera o di nazionalità dell'operatore, gli Stati membri provvedono affinché le navi da pesca che  operano nelle loro acque interne o territoriali o che sbarcano le catture nei loro porti siano  conformi alle disposizioni della presente direttiva. 2. Gli Stati membri non applicano tuttavia le disposizioni di cui all'articolo 3, paragrafo 4, a  una nave da pesca battente bandiera di uno Stato terzo che non opera nelle acque interne o  territoriali o sbarca le catture nei loro porti. Gli Stati membri applicano tuttavia a tali navi le  disposizioni previste dal protocollo di Torremolinos alla sua entrata in vigore nello Stato di cui  la nave batte bandiera. Articolo 10 (Modifiche) Conformemente alla procedura di cui all'articolo 11, paragrafo 2 la Commissione può: a) adottare e inserire disposizioni atte a garantire: - un'interpretazione armonizzata delle disposizioni contenute nell'allegato al protocollo di  Torremolinos, lasciate alla discrezionalità delle amministrazioni delle singole parti contraenti; - l'applicazione delle raccomandazioni e delle «note» della conferenza di Torremolinos del 1993; - l'attuazione delle risoluzioni e delle circolari dell'IMO necessarie per un'applicazione uniforme  del protocollo di Torremolinos; b) fatte salve le procedure applicabili per la modifica del protocollo di Torremolinos, modificare  la direttiva e i rispettivi allegati per garantire l'applicazione, ai fini della presente  direttiva, delle successive modifiche del protocollo di Torremolinos entrate in vigore dopo  l'adozione della presente direttiva. Articolo 11 (Comitato consultivo) 1. La Commissione è assistita dal comitato istituito ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 1 della  direttiva 93/75/CE del Consiglio (1). 2. Qualora venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la seguente procedura: a) il rappresentante della Commissione sottopone al comitato di cui al precedente paragrafo 1 un  progetto delle misure da adottare; b) il comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della  questione in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione; c) il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la  sua posizione figuri a verbale; d) la Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa  del modo in cui ha tenuto conto del suo parere. Articolo 12 (Notifica all'IMO) La Commissione informa l'Organizzazione marittima internazionale dell'adozione della presente  direttiva, facendo riferimento all'articolo 3, paragrafo 5 del protocollo di Torremolinos. Articolo 13 (Attuazione) 1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative  necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 1° gennaio 1998. Essi ne informano  immediatamente la Commissione. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente  direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le  modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri. 2. Gli Stati membri istituiscono il sistema di sanzioni in caso di violazione delle disposizioni  nazionali adottate ai sensi della presente direttiva e adottano tutte le misure necessarie per  garantire l'applicazione delle sanzioni in questione. Le sanzioni così comminate devono essere  efficaci, proporzionate e dissuasive. 3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che  essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. La Commissione ne informa gli  altri Stati membri. Articolo 14 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Articolo 15 La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno dopo la pubblicazione nella  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. (1) GU n. L 183 del 29. 6. 1989, pag. 1. (2) GU n. L 307 del 13. 12. 1993, pag. 1. (3) Pubblicato dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO   793E). (4) GU n. L 319 del 12. 12. 1994, pag. 20. (1) Proposte di direttiva del Consiglio che verrà adottata dal Consiglio nel 1996. (1) Direttiva 93/75/CE del Consiglio, del 13 settembre 1993, relativa alle condizioni minime  necessarie per le navi dirette a porti marittimi della Comunità o che ne escono e che trasportano  merci pericolose o inquinanti (GU n. L 247 del 5. 10. 1993, pag. 19).   ALLEGATO I ADEGUAMENTO DELLE DISPOSIZIONI CONTENUTE NELL'ALLEGATO AL PROTOCOLLO DI  TORREMOLINOS DEL 1993 PER L'APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 3, PARAGRAFO 1 DELLA PRESENTE DIRETTIVA  CAPITOLO I Disposizioni generali Regola 2: Definizioni Al paragrafo 1, l'espressione «nave nuova» deve essere sostituita da quella di «nave nuova» di cui  all'articolo 2. CAPITOLO V Protezione contro l'incendio, rilevazione ed estinzione dell'incendio  e lotta contro l'incendio Regola 2: Definizioni Al paragrafo 2, alla fine della definizione di prova standard del fuoco vanno aggiunte le seguenti  modifiche, relativamente alla curva standard della temperatura: « . . . La curva standard tempo-temperatura è una curva regolare che passa per i punti  rappresentanti i seguenti valori di incrementi di temperatura misurati al di sopra della  temperatura iniziale del forno: >SPAZIO PER TABELLA> CAPITOLO VII Mezzi di salvataggio Regola 1: Applicazione Il paragrafo 2 viene così modificato: «Le regole 13 e 14 si applicano anche alle navi esistenti di lunghezza uguale o superiore a 45  metri, purché l'amministrazione possa ritardare l'applicazione delle prescrizioni delle regole in  questione fino al 1° febbraio 1999.» Regola 13: Apparecchi radio per mezzi di salvataggio Il paragrafo 2 è così modificato: «Gli apparecchi radiotelefonici VHF ricetrasmittenti presenti a bordo delle navi esistenti e non  rispondenti alle norme di funzionamento adottate dall'Organizzazione possono essere accettati  dall'amministrazione fino al 1° febbraio 1999, purché l'amministrazione sia soddisfatta della loro  compatibilità con gli apparecchi radiotelefonici VHF ricetrasmittenti approvati.» CAPITOLO IX Radiocomunicazioni Regola 1: Applicazione Il paragrafo 1 è modificato come segue: «Salvo espresse disposizioni contrarie, il presente capitolo si applica alle navi esistenti e nuove  di lunghezza uguale o superiore a 45 metri. Tuttavia l'amministrazione, per le navi esistenti, può  ritardare l'applicazione delle prescrizioni fino al 1° febbraio 1999.» Regola 3: Esenzioni Il paragrafo 2, lettera c), è modificato come segue: «quando la nave sarà messa definitivamente fuori servizio entro il 1° febbraio 2001»  ALLEGATO II ADEGUAMENTO DELLE DISPOSIZIONI DEI CAPITOLI IV, V, VII E IX DELL'ALLEGATO AL  PROTOCOLLO DI TORREMOLINOS DEL 1993, AI SENSI DEL RISPETTIVO ARTICOLO 3, PARAGRAFO 4, DA APPLICARE  ALLE NAVI DA PESCA NUOVE DI LUNGHEZZA UGUALE O SUPERIORE A 24 METRI E INFERIORE A 45 METRI  CAPITOLO IV Regola 1 Il testo è modificato come segue: «Salvo espresse disposizioni contrarie, il presente capitolo si applica alle navi da pesca nuove di  lunghezza uguale o superiore a 24 metri.» Regola 7 Al testo originario viene aggiunta la seguente modifica: (cfr. la regola 45 dell'allegato alla convenzione di Torremolinos del 1977) «Le navi devono essere dotate di due mezzi di comunicazione separati . . . Uno di questi mezzi deve  essere un telegrafo di macchina; tuttavia l'amministrazione può autorizzare, per le navi di  lunghezza inferiore a 45 metri, i cui apparati motore sono comandati direttamente dalla timoniera,  l'installazione di mezzi di comunicazione diversi dal telegrafo di macchina.» Regola 8 Al paragrafo 1, lettera d), viene aggiunto il seguente testo: (cfr. la regola 46 dell'allegato alla convenzione di Torremolinos del 1977) «. . . sala di comando delle macchine. Sulle navi di lunghezza inferiore a 45 metri,  l'amministrazione può consentire che la stazione di comando del locale macchine sia costituita da  una stazione di emergenza, purché i dispositivi di controllo e di comando nella timoneria siano  soddisfacenti.» Regola 16 Al paragrafo 1, lettera b), viene aggiunto il seguente testo: [cfr. la regola 54, paragrafo 1, lettera b) dell'allegato alla convenzione di Torremolinos del  1977] «. . . arresto di uno qualunque dei gruppi. Tuttavia, sulle navi di lunghezza inferiore a 45 metri,  in caso di arresto di uno qualunque dei gruppi elettrogeni, è sufficiente che siano assicurati i  servizi indispensabili per la propulsione e la sicurezza della nave.» Regola 17 Al paragrafo 6 viene aggiunto il seguente testo: (cfr. la regola 55, paragrafo 6 dell'allegato alla convenzione di Torremolinos del 1977) «Le batterie di accumulatori installate ai sensi della presente regola, eccettuate quelle  installate per il funzionamento del trasmettitore e ricevitore radio a bordo delle navi di  lunghezza inferiore a 45 metri, devono essere installate . . .» Regola 22 Al paragrafo 2, lettera a), viene aggiunto il seguente testo: [cfr. la regola 60, paragrafo 2, lettera a) dell'allegato alla convenzione di Torremolinos del  1977] «Detto impianto . . . segnale di allarme. Tuttavia, nelle navi di lunghezza inferiore a 45 metri,  l'amministrazione può consentire che l'impianto sia in grado di indicare, con segnali sonori e  luminosi, il funzionamento di ciascun segnale di allarme soltanto in timoneria». Al paragrafo 2, lettera b), viene aggiunto il seguente testo: [cfr. la regola 60, paragrafo 2, lettera b) dell'allegato alla convenzione di Torremolinos del  1977] «Sulle navi di lunghezza uguale o superiore a 45 metri, l'impianto di allarme deve essere collegato  . . .» Al paragrafo 2, lettera c), viene aggiunto il seguente testo: [cfr. la regola 60, paragrafo 2, lettera c) dell'allegato alla convenzione di Torremolinos del  1977] «Sulle navi di lunghezza uguale o superiore a 45 metri, un dispositivo di segnalazione per i  meccanici . . .» CAPITOLO V Regola 2 Il paragrafo 14, lettera b), viene modificato come segue: [cfr. la regola 2, paragrafo 45, lettera b) dell'allegato alla convenzione di Torremolinos del  1977] «. . . di almeno 375 kilowatt . . .» Parte C». Il titolo viene sostituito dal seguente testo: «Parte C - Misure di protezione antincendio applicabili alle navi di lunghezza inferiore a 60  metri» Regola 40 Il paragrafo 1, lettera a), viene modificato come segue: (cfr. la regola 101 dell'allegato alla convenzione di Torremolinos del 1977) «. . . non minore di 375 kilowatt . . .» CAPITOLO VII Regola 1 Il paragrafo 1 è modificato come segue: «1. Salvo espresse disposizioni contrarie, il presente capitolo si applica alle navi da pesca nuove  di lunghezza uguale o superiore a 24 metri.» Regola 5 1) L'inizio del paragrafo 3 è modificato come segue: (cfr. la regola 110 dell'allegato alla convenzione di Torremolinos del 1977) «Le navi di lunghezza inferiore a 75 metri, ma uguale o superiore a 45 metri, devono avere:». 2) Viene aggiunto un nuovo paragrafo 3 bis: [cfr. la regola 110, paragrafo 4, lettere a) e b) dell'allegato alla convenzione di Torremolinos  del 1977] «3 bis. Le navi di lunghezza inferiore a 45 metri devono avere: a) imbarcazioni e/o zattere di capacità totale sufficiente ad accogliere almeno il 200 % del numero  totale delle persone a bordo. Di tali imbarcazioni e/o zattere, un numero sufficiente ad accogliere  almeno, tutte le persone a bordo deve poter essere messo a mare da un lato o dall'altro della  nave; b) un battello di emergenza, a meno che l'amministrazione lo ritenga non indispensabile avuto  riguardo alle dimensioni ed alla manovrabilità della nave, alla vicinanza dei mezzi di ricerca e di  salvataggio e dei sistemi di avviso meteorologici, nonché al fatto che la nave è impiegata in zone  non colpite da cattivo tempo o in attività stagionali.» 3) Al paragrafo 4 viene aggiunto il seguente testo: «Invece di soddisfare le disposizioni dei paragrafi 2, lettera a), 3, lettere a) e b) e 3 bis, le  navi possono avere . . .» Regola 10 1) Il paragrafo 1, lettera b), viene modificato come segue: [cfr. la regola 119, paragrafo 1, lettera b) dell'allegato alla convenzione di Torremolinos del  1977] «6 sulle navi di lunghezza inferiore a 75 metri, ma uguale o superiore a 45 metri;». 2) Viene inserito un nuovo paragrafo 1, lettera c): [cfr. la regola 119, paragrafo 1, lettera c) dell'allegato alla convenzione di Torremolinos del  1977] «4 sulle navi di lunghezza inferiore a 45 metri.» Regola 13 Viene inserito il seguente paragrafo 1 bis: «1 bis. Tuttavia, per le navi di lunghezza inferiore a 45 metri, il numero di tali apparecchi può  essere ridotto a due, se l'amministrazione ritiene superfluo trasportarne tre, tenuto conto della  zona in cui opera la nave e del numero di persone a bordo.» Il paragrafo 2 viene così modificato: «Gli apparecchi radiotelefonici VHF ricetrasmittenti presenti a bordo delle navi esistenti e non  rispondenti alle norme di funzionamento adottate dall'Organizzazione possono essere accettati  dall'amministrazione fino al 1° febbraio 1999, purché l'amministrazione sia soddisfatta della loro  compatibilità con gli apparecchi radiotelefonici VHF ricetrasmittenti approvati.» Regola 14 Alla fine viene aggiunto il seguente testo: «. . . in ogni imbarcazione di salvataggio. Tutte le navi di lunghezza inferiore a 45 metri devono  essere dotate di almeno un radar a risposta.» CAPITOLO IX Regola 1 Il paragrafo 1 è modificato come segue: «Salvo espresse disposizioni contrarie, il presente capitolo si applica alle navi nuove di  lunghezza uguale o superiore a 24 metri e a quelle esistenti di lunghezza uguale o superiore a 45  metri. Tuttavia, l'amministrazione, per le navi esistenti, può ritardare l'applicazione delle  prescrizioni fino al 1° febbraio 1999.» Regola 3: Esenzioni Il paragrafo 2, lettera c), viene così modificato: «quando la nave sarà messa definitivamente fuori servizio entro il 1° febbraio 2001.»  ALLEGATO III DISPOSIZIONI REGIONALI E LOCALI (ARTICOLI 3, PARAGRAFO 3 E 4, PARAGRAFO 1)  1. Disposizioni applicabili alle regioni «settentrionali» 1.1. Area geografica di applicazione Salvo espresse disposizioni contrarie, le acque situate oltre i 60° di latitudine nord, escluso il  Mar Baltico. 1.2. Definizioni «Ghiaccio galleggiante pesante» è il ghiaccio galleggiante che ricopre almeno  >NUM>8/ >DEN>10  della superficie marina. 1.3. Aggiunta alla regola III/7, paragrafo 1 (Condizioni di servizio)». «In aggiunta alle specifiche condizioni di servizio di cui alla regola III/7, paragrafo 1, devono  essere considerate anche le seguenti condizioni di servizio: e) la condizione di servizio b), c) o d), a seconda di quale garantisca i valori meno elevati dei  parametri di stabilità definiti nella regola 2, è calcolata tenendo conto della tolleranza per  l'accumulo di ghiaccio, in conformità alle prescrizioni della regola III/8; f) per i pescherecci a cianciolo: partenza dalla zona di pesca con attrezzature di pesca, senza  pescato e con il 30 % dei rifornimenti di generi di consumo, combustibile, ecc., ivi compresa la  tolleranza per l'accumulo di ghiaccio, in conformità delle prescrizioni della regola III/8.» 1.4. Aggiunta alla regola III/8 (Accumulo di ghiaccio) «Le prescrizioni specifiche della regola III/8 e gli orientamenti specifici contenuti nella  raccomandazione 2 della conferenza di Torremolinos si applicano all'interno della regione  interessata, vale a dire anche al di fuori dei confini indicati nella carta che accompagna la  raccomandazione in questione. In deroga alle disposizioni della regola III/8, paragrafo 1, lettere a) e b), nei calcoli di  stabilità per le navi che operano a nord dei 63° di latitudine nord, tra i 28° e gli 11° di  longitudine ovest, si deve tener conto della seguente tolleranza: a) 40 kg per m² sui ponti esposti alle intemperie e sulle passerelle; b) 10 kg per m² di superficie laterale di ciascun fianco della nave, sporgente al di sopra del  piano di galleggiamento.» 1.5. Aggiunta al capitolo VII, parte B (Nuova disposizione) «In aggiunta alle disposizioni contenute nel capitolo VII, parte B, un apparecchio di  localizzazione dei sinistri (EPIRB) operante sulla frequenza dei 121,5 MHz e dei 406 MHz deve  essere permanentemente sistemato a bordo di tutti i battelli di emergenza, le imbarcazioni e le  zattere di salvataggio. In alternativa, per le zattere di salvataggio gonfiabili sistemate in  container sigillati e i battelli di emergenza, l'EPIRB può essere collocato in maniera da essere  prontamente sistemato in ciascuna zattera una volta gonfiato e sui battelli di emergenza.» 1.6. Aggiunta alla regola VII/5, paragrafi 2, lettera b) e 3, lettera b) (Numero e tipo delle  imbarcazioni di salvataggio e dei battelli di emergenza) «In deroga alle disposizioni della regola VII/5, paragrafi 2, lettera b), 3, lettera b) e 3 bis,  per le navi da pesca il cui scafo è costruito in conformità delle norme di un organismo  riconosciuto per effettuare il servizio in acque con un'elevata concentrazione di ghiaccio  galleggiante, conformemente alla regola II/1/2 dell'allegato al protocollo di Torremolinos del  1993, il battello di emergenza o l'imbarcazione di salvataggio di cui ai paragrafi 2, lettera b),  3, lettera b) o 3 bis devono essere in parte coperti (in conformità della regola VII/18) e avere  una capacità sufficiente ad accogliere tutte le persone a bordo.» 1.7. Aggiunta alla regola VII/9 (Tute di immersione e dispositivi di protezione termica)». «In deroga alle disposizioni della regola VII/9, per ogni persona a bordo deve essere disponibile  una tuta di immersione di tipo approvato e della misura adeguata, conforme alle disposizioni della  regola VII/25, ivi comprese le misure applicate alla suddetta regola ed elencate nel presente  allegato al punto 1.8.» 1.8. Aggiunta alla regola VII/25 (Tute di immersione) «In deroga alle disposizioni della regola VII/25, ciascuna tuta di immersione di cui al punto 1.7  del presente allegato deve essere di materiale isolante e deve inoltre essere conforme alle  prescrizioni in materia di galleggiamento di cui alla regola VII/24, lettera c), punto i). Devono  inoltre essere soddisfatte tutte le altre prescrizioni del caso di cui alla regola VII/25.» 1.9. Aggiunta alla regola X/3, paragrafo 7 (Radar) «In deroga alle disposizioni della regola X/3, paragrafo 7, le navi di lunghezza uguale o superiore  a 24 metri devono essere munite di radar, a soddisfazione dell'amministrazione. Il radar deve poter  funzionare nella banda dei 9 GHz.» 1.10. Aggiunta alla regola X/3, paragrafo 14 (Radiogoniometri) «In aggiunta alle disposizioni della regola X/3, paragrafo 14, le navi di lunghezza uguale o  superiore a 45 metri devono essere dotate di un radiogoniometro VHF di rilevamento sulla frequenza  di soccorso VHF di 156,8 MHz (canale 16) e sulla frequenza di emergenza aeronautica VHF di 121,5  MHz.» 1.11. Aggiunta alla regola X/5 (Mezzi di segnalazione) «In aggiunta all disposizioni della regola X/5, quando operano in acque in cui possa riscontrarsi  ghiaccio galleggiante, le navi devono essere dotate di almeno una lampada per segnalazioni con una  capacità minima di illuminazione pari a 1 lux misurata alla distanza di 750 metri.» 2. Disposizioni applicabili alle regioni «meridionali» 2.1. Area geografica di applicazione Mare Mediterraneo e zone costiere entro 20 miglia dalla costa della Spagna e del Portogallo, della  zona estiva dell'Oceano Atlantico, secondo le definizioni contenute nella carta delle zone e delle  regioni stagionali di cui all'allegato II della convenzione internazionale del bordo libero del  1966 (1), modificata. 2.2 Tute di immersione e dispositivi di protezione termica Aggiunta alla regola VII/B/9, paragrafo 1: tenuto conto delle disposizioni di cui al paragrafo 4  della regola VII/B/9, alla fine del paragrafo 1 viene aggiunta la seguente frase: «Per le navi di lunghezza inferiore a 45 metri, il numero massimo delle tute di immersione può  essere due.» 2.3. Apparecchi radio per mezzi di salvataggio Aggiunta alla regola VII/B/13, paragrafo 1: alla fine del paragrafo aggiungere la seguente frase: «Per le navi da pesca di lunghezza inferiore a 45 metri, il numero di apparecchi radiotelefonici  VHF può essere ridotto a due se l'amministrazione ritiene superfluo disporre di tre apparecchi  radiotelefonici VHF ricetrasmittenti, tenuto conto della zona in cui opera la nave e del numero di  persone a bordo.» 2.4. Radiocomunicazioni - applicazione Aggiunta alla regola IX/A/1: viene aggiunto un nuovo paragrafo 1 bis: «Il presente capitolo si applica anche alle navi nuove di lunghezza uguale o superiore a 24 metri,  purché la zona in cui operano sia coperta adeguatamente da una stazione costiera che opera  conformemente al piano generale dell'IMO.» 2.5. Radiocomunicazioni   definizioni Aggiunta alla regola IX/A/2, lettere l) ed m): sostituire la frase «quale può essere definita da una parte» con «come previsto dal piano generale  dell'IMO.» (1) Convenzione internazionale del bordo libero, adottata il 5 aprile 1966, dalla  convenzione internazionale del bordo libero tenutasi a Londra su invito dell'Organizzazione  consultiva intergovernativa della navigazione marittima (OCIM).  ALLEGATO IV MODELLI DEL CERTIFICATO DI CONFORMITÀ, DEL CERTIFICATO DI ESENZIONE E  DELL'ELENCO DELLE DOTAZIONI >INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>