CELEX: 62021TN0272
Language: it
Date: 2021-05-19 00:00:00
Title: Causa T-272/21: Ricorso proposto il 19 maggio 2021 — Puigdemont i Casamajó e a. / Parlamento

12.7.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 278/56
            
         
      Ricorso proposto il 19 maggio 2021 — Puigdemont i Casamajó e a. / Parlamento
      (Causa T-272/21)
      (2021/C 278/77)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Carles Puigdemont i Casamajó (Waterloo, Belgio), Antoni Comín i Oliveres (Waterloo), Clara Ponsatí i Obiols (Waterloo) (rappresentanti: P. Bekaert, J. Costa i Rosselló, G. Boye e S. Bekaert, avvocati)
      
         Convenuto: Parlamento europeo
      
         Conclusioni
      
      I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare le decisioni del Parlamento europeo del 9 marzo 2021 sulla richiesta di revoca dell’immunità del sig. Carles Puigdemont i Casamajó (P9_TA(2021)0059 — [2020/2024(IMM)]), del sig. Antoni Comín i Oliveres (P9_TA(2021)0060 — [2020/2025(IMM)]) e della sig.ra Clara Ponsatí Obiols (P9_TA(2021)0061 — [2020/2031(IMM)]);
               
            
                  —
               
               
                  condannare il convenuto a farsi integralmente carico delle spese del presente procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, i ricorrenti deducono otto motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che il Parlamento non avrebbe adempiuto al suo obbligo di motivare sufficientemente e adeguatamente le decisioni impugnate, così violando l’obbligo di motivazione previsto dall’articolo 296, secondo comma, TFUE e dall’articolo 41, paragrafo 2, lettera c), della Carta [dei diritti fondamentali dell’Unione europea], in combinato disposto con il diritto a una tutela giurisdizionale effettiva sancito dall’articolo 47 della Carta.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione dell’articolo 9, paragrafo 1, del regolamento interno del Parlamento europeo, in combinato disposto con gli articoli 20, 21 e 47 della Carta, per quanto riguarda il diritto a un giudice precostituito per legge, poiché la richiesta di revoca non sarebbe stata presentata al Parlamento da un’autorità competente di uno Stato membro.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla violazione del diritto a che le questioni che riguardano i singoli siano trattate in modo imparziale ed equo previsto dall’articolo 41, paragrafo 1, della Carta, che configurerebbe altresì una violazione dell’articolo 39, paragrafo 2, della Carta, in combinato disposto con un difetto di motivazione per quanto concerne diverse decisioni procedurali, con conseguente violazione dell’articolo 296, secondo comma, TFUE e dell’articolo 41, paragrafo 2, lettera c), della Carta, nonché una violazione dell’articolo 15 TFUE e dell’articolo 47 della Carta.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sulla violazione del diritto di essere ascoltato previsto dall’articolo 41, paragrafo 2, lettera b), della Carta, in combinato disposto con il diritto d’accesso ai documenti ai sensi dell’articolo 42 della Carta, nonché con i diritti della difesa e con il diritto a una tutela giurisdizionale effettiva.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sulla violazione dei principi di certezza del diritto e di leale cooperazione, derivante dalla mancanza di chiarezza delle decisioni impugnate quanto alla portata delle revoche decise, in combinato disposto con il diritto a una tutela giurisdizionale effettiva e con i diritti della difesa previsti [rispettivamente] dagli articoli 47 e 48 della Carta.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sulla violazione delle immunità di cui all’articolo 343 TFUE e all’articolo 9 del protocollo n. 7, in combinato disposto con gli articoli 6, 39, paragrafo 2, e 45 della Carta, con l’articolo 21 TFUE e con l’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento interno, giacché il Parlamento avrebbe disatteso i criteri stabiliti dalla legge per decidere su una richiesta di revoca dell’immunità oppure sarebbe incorso in un errore manifesto di valutazione per quanto attiene ai suddetti criteri stabiliti dalla legge.
               
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo, vertente sulla violazione del principio di buona amministrazione sancito dall’articolo 41 della Carta e del principio di uguaglianza sancito dagli articoli 20 e 21 della Carta, in combinato disposto con l’articolo 343 TFUE, con l’articolo 9 del Protocollo n. 7 e con gli articoli 6, 39, paragrafo 2, e 45 della Carta, in quanto il Parlamento si sarebbe discostato dai criteri aggiuntivi stabiliti dal suo stesso precedente per decidere su una richiesta di revoca dell’immunità oppure sarebbe incorso in un errore manifesto di valutazione.
               
            
                  8.
               
               
                  Ottavo motivo, vertente sulla violazione del principio di buona amministrazione e del principio della parità di trattamento, in combinato disposto con gli articoli 6, 20, 21, 39, paragrafo 2, e 45 della Carta, per quanto riguarda il precedente che dimostra che il Parlamento non revoca l’immunità dei propri membri ai fini del loro arresto in assenza di condanna, nonché per quanto concerne l’applicazione dell’articolo 9, paragrafo 7, del regolamento interno.