CELEX: 52003PC0483
Language: it
Date: 2003-08-05
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia (versione oggetto di rifusione)

Avis juridique important

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52003PC0483

Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia (versione oggetto di rifusione)  /* COM/2003/0483 def. - CNS 2003/0185 */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo all'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia (versione oggetto di rifusione)(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. IntroduzioneL'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia esiste dal 1998. L'articolo 16 del regolamento CE n. 1035/97 del Consiglio che istituisce l'Osservatorio prevede che la Commissione trasmetta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale ed al Comitato delle regioni una relazione di valutazione sull'attività dell'Osservatorio, accompagnata, se del caso, da proposte di modifica o ampliamento dei compiti di quest'ultimo, basate, in particolare, sugli sviluppi delle competenze della Comunità nel settore del razzismo e della xenofobia. Con la comunicazione sullo stato di avanzamento delle attività dell'Osservatorio, la Commissione adempie al suo obbligo di relazione. Presentando, nel seguito del presente documento, le proposte di rifusione del regolamento n. 1035/97, la Commissione accoglie l'invito a modificare i compiti dell'Osservatorio rivoltole dal Consiglio.2. Giustificazione delle proposte della CommissioneCome indicato nella comunicazione che accompagna le presenti proposte, la Commissione ha consultato vari soggetti interessati, segnatamente il consiglio di amministrazione e il personale dell'Osservatorio, gli Stati membri, taluni europarlamentari e organizzazioni della società civile. La consultazione si è concentrata, in particolare, sui risultati e sulle raccomandazioni di cui alla relazione dei valutatori esterni (si veda la comunicazione della Commissione per ulteriori dettagli) e su una serie di idee su come migliorare la governance dell'Osservatorio, un punto sul quale i valutatori hanno particolarmente insistito.Le proposte della Commissione sono destinate a definire meglio i compiti dell'Osservatorio e a rafforzare i mezzi operativi di quest'ultimo, senza effettuare una riforma radicale e senza introdurre cambiamenti fine a sé stessi. È importante che i cambiamenti tengano conto dell'esperienza maturata finora, sviluppando il più possibile ciò che si è dimostrato funzionante e correggendo le carenze dell'Osservatorio ove necessario. Pertanto, le proposte riguardano solo modifiche necessarie per assicurare la sostenibilità dell'Osservatorio e, in particolare, il suo buon funzionamento. Per questa ragione, la Commissione non ha presentato nessuna delle proposte più radicali sostenute da alcuni soggetti consultati, come quella secondo cui occorrerebbe trasformare l'Osservatorio in un'agenzia per i diritti umani o quella secondo cui la sfera di competenza dell'Osservatorio andrebbe estesa a tutte le forme di discriminazione di cui all'articolo 13 del Trattato che istituisce la Comunità europea (o, addirittura, ai motivi, ancor più numerosi, di cui all'articolo 21 della Carta europea dei diritti fondamentali). Né è stata accolta la proposta, avanzata da alcuni soggetti interessati, di restituire alla Commissione la funzione di raccolta dei dati e di interrompere la sovvenzione comunitaria all'Osservatorio.Le modifiche proposte rientrano nelle seguenti categorie:- quelle destinate a sostenere l'obiettivo dell'Osservatorio di aiutare la Comunità e gli Stati membri quando questi prendono provvedimenti contro i vari aspetti del razzismo e della xenofobia, in particolare promovendo una più stretta collaborazione;- quelle destinate a rinforzare il lavoro di raccolta dei dati svolto dall'Osservatorio e, in particolare, a sottolineare l'importanza della comparabilità dei dati provenienti dai diversi Stati membri, campo nel quale l'Osservatorio può offrire il maggior valore aggiunto;- quelle destinate ad adattare la governance dell'Osservatorio alle richieste cui esso deve far fronte, tenendo conto anche dell'ampliamento dell'Unione;- quelle destinate a chiarire quali siano gli obiettivi dell'Osservatorio, presentando in modo più logico le attività volte al conseguimento di tali obiettivi e, contemporaneamente, lasciando all'Osservatorio maggiore libertà per quanto riguarda l'organizzazione delle sue attività;- quelle destinate ad adeguare i settori in cui opera l'Osservatorio agli sviluppi della competenza comunitaria in seguito all'entrata in vigore del Trattato di Amsterdam, compresi i provvedimenti presi nel campo del razzismo a norma dell'articolo 13 del Trattato CE;- quelle che tengono conto delle modifiche del regolamento già adottate dal Consiglio alla luce dell'entrata in vigore del nuovo regolamento finanziario [1];[1]  Regolamento del Consiglio del 18 giugno 2003 (non ancora pubblicato nella GU).- quelle destinate a risolvere un numero limitato di incertezze giuridiche e di altra natura che si sono manifestate durante l'applicazione del regolamento originario.I cambiamenti proposti non avranno alcun impatto sul bilancio complessivo dell'Osservatorio, anche se potrebbero comportare un riesame della distribuzione delle risorse umane e finanziarie tra le diverse attività, per esempio a vantaggio della raccolta di dati e della cooperazione con gli Stati membri e con le istituzioni comunitarie. Ciò coincide perfettamente con i risultati e con le raccomandazioni dei valutatori esterni.Per raggiungere gli obiettivi sopra indicati, la Commissione propone un gran numero di modifiche piccole ma importanti. Il numero degli articoli interessati è quindi relativamente elevato. Per questo motivo, la Commissione ritiene che il regolamento debba essere rifuso piuttosto che semplicemente modificato, di modo che gli utilizzatori del regolamento possano avere accesso ad un testo consolidato, che riunisca in un unico strumento la versione originaria, le modifiche già adottate mediante il regolamento del Consiglio del 18 giugno 2003 e le modifiche proposte nel presente documento. Pertanto, la presentazione del testo segue gli orientamenti di cui all'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi [2].[2]  GU C 77 del 28.03.2002, p.1.3. Sussidiarietà e proporzionalitàL'obiettivo dell'Osservatorio è quello di sostenere la Comunità e gli Stati membri quando adottano misure o formulano linee di condotta nelle loro rispettive sfere di competenza. Il ruolo dell'Osservatorio è quello di raccogliere ed analizzare dati e di presentare i risultati delle sue ricerche nel modo più utile possibile perché le istituzioni UE e gli Stati membri possano conseguire i loro obiettivi. Esso è indipendente nel fornire pareri, ma non è chiamato ad agire in vece dei soggetti responsabili della lotta contro il razzismo e la xenofobia. Operando al livello europeo, l'Osservatorio deve fornire informazioni e analisi che permettano di valutare l'efficacia delle politiche all'interno degli Stati membri e tra di essi, offrendo in tal modo un valore aggiunto in termini di ideazione e direzione delle politiche.In tal modo, l'Osservatorio si conforma ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Le proposte di modifica del regolamento rafforzano questi elementi mettendo in evidenza la necessità di cooperare strettamente con gli Stati membri e con la Commissione e di tener conto delle priorità fissate a livello UE nella definizione dei programmi di lavoro dell'Osservatorio.4. Base giuridicaGli articoli 284 e 308 del Trattato che istituisce la Comunità europea (nella loro precedente numerazione come articoli 213 e 235) hanno fornito la base giuridica del regolamento esistente.La Commissione ritiene che l'articolo 13 del Trattato CE, il quale prevede il potere di prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate, tra l'altro, sulla razza o sull'origine etnica, fornisca ormai la base giuridica per trattare aspetti importanti del razzismo e della xenofobia. Tuttavia, questo articolo non è sufficiente per occuparsi di tutti gli aspetti del razzismo, della xenofobia e della relativa intolleranza, in particolare di quelli che vanno oltre la discriminazione. Pertanto, la Commissione ritiene che, per far sì che l'approccio dell'Osservatorio sia esauriente, l'articolo 308 del Trattato CE debba essere usato congiuntamente all'articolo 13 del Trattato CE come base giuridica della proposta. Il riferimento all'articolo 13 non incide sulla procedura decisionale in quanto la proposta non può essere considerata come una "misura di incentivazione" a norma dell'articolo 13, paragrafo 2.L'articolo 284 del Trattato CE non è stato proposto dalla Commissione come parte della base giuridica della sua proposta originaria, bensì aggiunto dal Consiglio durante i negoziati. L'articolo 284 prevede che, per l'esecuzione dei compiti affidatile, la Commissione può raccogliere tutte le informazioni e procedere a tutte le necessarie verifiche, nei limiti e alle condizioni fissate dal Consiglio conformemente alle disposizioni del Trattato. La Commissione ha accettato tale aggiunta del Consiglio. La Commissione può dunque accettare che tale articolo venga usato come base giuridica del regolamento rifuso, unitamente agli articoli 13 e 308.5. Spiegazione dei diversi articoli del regolamento rifuso propostoLa presente proposta mantiene la struttura complessiva del regolamento esistente. Il seguente commento presenta gli articoli che la Commissione propone di modificare. Ove necessario, i considerando sono stati modificati conformemente ai cambiamenti proposti per quanto riguarda gli articoli del regolamento. Inoltre, i considerando sono stati rivisti nel tentativo di presentare concisamente la motivazione delle disposizioni principali. Ciò ha condotto alla soppressione di vari considerando di natura meramente dichiarativa che figuravano nel regolamento originario.Articolo 2L'articolo 2 è stato diviso per separare le funzioni dell'Osservatorio (ora nell'articolo 3) dagli obiettivi, in modo da fornire una presentazione più chiara. Si propongono anche piccoli cambiamenti testuali, diretti a chiarire che:- i destinatari primari delle informazioni raccolte dall'Osservatorio sono le istituzioni e le autorità competenti della Comunità e degli Stati membri responsabili della lotta contro il razzismo e la xenofobia;- il concetto di fenomeni di razzismo e xenofobia va inteso in senso lato, in modo da includervi la relativa intolleranza. Questo cambiamento di terminologia riconosce l'importanza crescente di fenomeni quali l'islamofobia, in particolare dopo l'11 settembre 2001 e data l'attuale situazione politica in Medio Oriente, e tiene conto delle responsabilità del Consiglio d'Europa (in particolare della sua commissione europea sul razzismo e sull'intolleranza), promovendo in tal modo una maggiore sinergia.Articolo 3Questo articolo contiene adesso le funzioni principali dell'Osservatorio. Esso chiarisce che l'espletamento di tali funzioni è diretto al conseguimento dell'obiettivo definito nell'articolo 2 e che l'attività principale dell'Osservatorio è la raccolta di informazioni. Inoltre, l'articolo cambia l'ordine degli elenchi originari e separa le funzioni in tre gruppi distinti di attività:- raccogliere e studiare i dati (lettere da a) a d));- assicurare il contributo della società civile in tutte le sue forme (lettera e));- usare le informazioni per sostenere tanto la Comunità e gli Stati membri (lettere f) e g)) quanto il più vasto pubblico (lettera h)).Si propongono i seguenti cambiamenti:- lettera a): i valutatori esterni e gli Stati membri riconoscono che, sebbene la comparabilità dei dati rimanga il fattore più importante del valore aggiunto dell'Osservatorio, finora non è stato possibile fornire dati veramente comparabili. La realizzazione di tale obiettivo richiede una stretta cooperazione tra l'Osservatorio e le autorità degli Stati membri, in particolare gli istituti nazionali di statistica. Il cambiamento proposto sottolinea l'importanza degli sforzi diretti a conseguire la comparabilità e della cooperazione con la Commissione e con gli Stati membri;- lettere b) e i): le modifiche proposte sottolineano l'importanza della rete RAXEN come il principale strumento di cui l'Osservatorio dispone per la raccolta dei dati e ancorano tale rete negli Stati membri. Inoltre, le modifiche riprendono elementi dell'attuale articolo 4, che diviene in buona parte superfluo e di cui si propone dunque la soppressione;- lettera d): le modifiche apportate a questa lettera riconoscono che l'Osservatorio non può e non deve effettuare da solo tutti gli studi necessari, ma deve piuttosto cooperare con altri enti e organizzazioni per incoraggiare la realizzazione di ricerche di interesse europeo generale in materia di razzismo e xenofobia. La modifica tiene inoltre conto del fatto che in passato l'Osservatorio ha accettato richieste di lavoro, rivoltegli dalle istituzioni UE e da altri soggetti, che non si inserivano bene nel suo programma di lavoro complessivo e che quindi lo hanno distolto dal suo obiettivo primario. La modifica prevede che l'Osservatorio accetti tali richieste soltanto ove esse siano compatibili con il programma di lavoro deciso dall'ufficio di presidenza e dal consiglio di amministrazione;- lettera e): l'attuale regolamento prevede che l'Osservatorio "agevola e promuove l'organizzazione e lo svolgimento ad intervalli regolari di tavole rotonde" negli Stati membri. I valutatori esterni mettono in discussione il valore aggiunto di questa attività, rilevando che essa richiede un considerevole investimento da parte dell'Osservatorio in termini di risorse umane (e, occasionalmente, finanziarie) e che l'organizzazione di tali eventi dovrebbe spettare alle autorità nazionali, piuttosto che a quelle europee. I valutatori concludono che l'Osservatorio dovrebbe invece concentrarsi sull'organizzazione di tavole rotonde europee (già in passato l'Osservatorio ha organizzato tavole rotonde europee). La consultazione condotta dalla Commissione indica che gli Stati membri condividono tale punto di vista. Pertanto, la modifica proposta accoglie la conclusione dei valutatori esterni, lasciando però che sia l'Osservatorio a decidere come promuovere la cooperazione con la società civile a livello europeo e continuando a permettere che personale dell'Osservatorio partecipi ad eventi nazionali;- lettera f): questa modifica tiene conto del cambiamento introdotto dal regolamento del Consiglio del 18 giugno 2003 in seguito alla decisione di imporre a tutte le agenzie l'obbligo di presentare una relazione sulle loro attività entro la stessa data (15 giugno) ogni anno. Nel caso dell'Osservatorio, che deve presentare anche una relazione sul razzismo e sulla xenofobia nell'Unione e che si occupa di dati il cui esame nei vari Stati membri richiede spesso tempi assai lunghi, l'approccio più semplice è quello di separare le due relazioni;- lettera h): questa modifica elimina un'ambiguità del testo originario ("aperto"), chiarendo in tal modo che il fondo documentario può essere virtuale anziché fisico, e riconosce che esistono anche altri centri di documentazione di questo tipo (segnatamente al livello del Consiglio d'Europa e di altre organizzazioni internazionali).Articolo 4Le modifiche apportate a questo articolo sottolineano la necessità di aggiungere valore concentrandosi sulle priorità UE concordate dagli Stati membri (a esempio in materia di occupazione e inclusione sociale), di non ripetere il lavoro già effettuato da altre fonti di informazione e di tener conto dei dati provenienti dalle fonti nazionali. I cambiamenti al paragrafo 3 adattano il campo di attività dell'Osservatorio alla competenza modificata della Comunità in materia di razzismo e xenofobia, in particolare a seguito dell'entrata in vigore del Trattato di Amsterdam e della direttiva 2000/43/CE del Consiglio che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, adottata a norma dell'articolo 13 del Trattato CE, e a seguito dell'inclusione del titolo IV concernente l'asilo, l'immigrazione e altre politiche connesse con la libera circolazione delle persone. Pertanto, le lettere a) e b) aggiornano il riferimento alla libera circolazione delle persone per tenere conto della competenza ampliata in materia di immigrazione e asilo; la lettera c) è solo un testo semplificato; le lettere e) ed f) tengono conto del campo di applicazione materiale della direttiva 2000/43/CE del Consiglio. Come indicato nella comunicazione di accompagnamento, la Commissione, insieme con altri soggetti interessati, ritiene che l'attuale formulazione dell'articolo permetta all'Osservatorio di concentrarsi sugli aspetti della violenza razziale e all'incitamento all'odio razziale (riguardo ai quali sono già stati adottati provvedimenti normativi ai sensi del Trattato sull'Unione europea).Infine, un nuovo paragrafo chiarisce che l'Osservatorio può stipulare, oltre ai contratti relativi alla raccolta di dati con la rete RAXEN, contratti relativi all'esecuzione di studi e ricerche. Inoltre, esso chiarisce una incertezza giuridica, sorta in sede di applicazione del regolamento esistente, circa la possibilità per l'Osservatorio di concedere sovvenzioni, in particolare ad organizzazioni internazionali, per attività d'interesse comune.Attuale articolo 4L'attuale articolo 4, secondo cui gli Stati membri, per rendere possibile la creazione della rete RAXEN, trasmettono all'Osservatorio informazioni sugli organismi competenti nei loro territori, è ormai superfluo e, conseguentemente, è stato soppresso. Se del caso, disposizioni secondarie sono state inserite nell'articolo 3.Attuale articolo 5Il regolamento (CE) n. 45/2001 [3] del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concerne la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari nonché la libera circolazione di tali dati. Poiché l'Osservatorio è un organismo comunitario, il regolamento (CE) n. 45/2001 si applica ai dati in possesso dell'Osservatorio o da questo trattati. Pertanto, l'attuale articolo 5 non è più necessario e può essere soppresso. Il considerando corrispondente è stato modificato di conseguenza.[3]  GU L 8 del 12.1.2001, p.1.Nuovo articolo 5Questo articolo tiene conto del cambiamento introdotto dal regolamento del Consiglio del 18 giugno 2003.Articolo 6Invariato.Articolo 7Un piccolo cambiamento a questo articolo chiarisce il potenziale di cooperazione ad hoc al di fuori degli accordi ufficiali negoziati dalla Comunità.Articolo 8Le modifiche apportate a questo articolo scaturiscono dalle conclusioni dei valutatori e dai pareri espressi dai soggetti interessati consultati dalla Commissione in vista della presente proposta.Dimensioni del consiglio di amministrazioneI valutatori hanno osservato che il consiglio di amministrazione consta già di 18 membri e che, con l'allargamento, i membri saranno 28. Essi hanno rilevato che le dimensioni del consiglio di amministrazione complicano già il processo decisionale e che la maggioranza dei due terzi richiesta per adottare le decisioni costituisce una barriera inutilmente elevata per molte decisioni. Tuttavia, essi hanno anche concluso che la delicatezza della questione del razzismo e della xenofobia è tale che tutti gli Stati membri dovrebbero sentirsi rappresentati nel consiglio di amministrazione.La Commissione condivide questi rilievi. Essa conclude pertanto che tutti gli Stati membri devono essere rappresentati nel consiglio di amministrazione, ma che il processo decisionale va alleggerito riducendo la maggioranza richiesta per l'adozione delle decisioni e devolvendo il maggior numero possibile di decisioni ad un ufficio di presidenza rinforzato (v. sotto). La maggioranza richiesta viene dunque ridotta dai due terzi ad una maggioranza assoluta del totale dei membri del consiglio e il voto del presidente è quello decisivo. La Commissione ritiene che prevedere la maggioranza assoluta anziché la maggioranza semplice (vale a dire la maggioranza dei presenti) sia sufficiente per tutelare gli interessi di minoranza. Per facilitare il processo decisionale, le decisioni più importanti che l'Osservatorio deve adottare - vale a dire la direzione strategica a lungo termine, il programma di lavoro triennale di medio periodo, la relazione annuale sulla situazione riguardante il razzismo e la xenofobia, le conclusioni e i pareri dell'Osservatorio, la nomina dell'autorità disciplinare e l'esercizio del relativo potere sul direttore (questo testo adegua il regolamento all'approccio adottato per le agenzie più recenti) - vanno riservate al consiglio di amministrazione, mentre le decisioni restanti dovrebbero essere prese dall'ufficio di presidenza rinforzato.Infine, la Commissione propone che il nuovo consiglio di amministrazione debba riunirsi almeno una volta l'anno, anziché due volte come previsto dall'attuale regolamento. Ciò tiene conto del fatto che in futuro un maggior numero di decisioni saranno prese dall'ufficio di presidenza rinforzato.Membri del consiglio di amministrazioneI valutatori hanno concluso che il consiglio di amministrazione esistente, costituito da esperti indipendenti in materia di razzismo e xenofobia provenienti da tutti gli Stati membri, offre all'Osservatorio un notevole valore aggiunto in termini di sostanza del lavoro da svolgere. Tuttavia, essi hanno anche concluso che i criteri in base ai quali sono nominati i membri del consiglio (vale a dire, il fatto che debba trattarsi di persone con un'adeguata esperienza nel settore dei diritti dell'uomo e dell'analisi dei fenomeni del razzismo, della xenofobia e dell'antisemitismo) non garantiscono necessariamente che i membri abbiano le competenze necessarie per far fronte a molte delle responsabilità che il regolamento attribuisce al consiglio, particolarmente in materia di gestione. Ad avviso dei valutatori sarebbe meglio se il consiglio fosse costituito da rappresentanti dei governi degli Stati membri, sostenuti da un comitato scientifico composto dagli esperti indipendenti che attualmente siedono nel consiglio.Come indicato nella comunicazione di accompagnamento, la Commissione accetta l'analisi dei valutatori ma non giunge alla stessa conclusione per quanto riguarda la soluzione del problema. La grande maggioranza dei soggetti consultati dalla Commissione, dall'attuale consiglio di amministrazione ad alcuni governi nazionali, ritengono che il consiglio di amministrazione svolga un ruolo vitale nell'assicurare l'indipendenza dell'Osservatorio. Allo stesso tempo, molti hanno ritenuto che l'altra conclusione dei valutatori, secondo cui occorrerebbe rafforzare i collegamenti tra l'Osservatorio e le autorità degli Stati membri, fosse corretta. La Commissione ha dunque cercato soluzioni che soddisfino queste due condizioni.La Commissione ricorda che la direttiva 2000/43/CE del Consiglio che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica deve essere trasposta in diritto nazionale entro il 19 luglio 2003. L'articolo 13 della direttiva [4] impone agli Stati membri di designare uno o più organismi per la promozione dell'uguaglianza razziale entro tale data. La direttiva esige inoltre che questi organismi possano agire indipendentemente dai governi e presentare relazioni e raccomandazioni.[4]  L'articolo 13 della direttiva 2000/43/CE del Consiglio recita:I responsabili del funzionamento di tali organismi negli Stati membri saranno esperti in materia di razzismo e xenofobia, ma, necessariamente, avranno anche esperienza in materia di gestione di enti finanziati mediante risorse pubbliche. La Commissione propone dunque che l'Osservatorio attinga alle competenze e all'esperienza di queste persone e che gli Stati membri nominino queste ultime al consiglio di amministrazione dell'Osservatorio: da un canto, queste persone avranno le capacità e l'esperienza necessarie per espletare le mansioni loro affidate; dall'altro, la loro indipendenza d'azione è garantita a livello nazionale ed esse hanno i contatti con i governi nazionali necessari per potere tener conto delle priorità politiche nazionali e influenzare la politica dei governi in materia di lotta contro il razzismo e la xenofobia. Inoltre, gli organismi stessi possono trarre considerevoli vantaggi dal fatto di partecipare ad una rete europea, tanto in termini di sostegno reciproco quanto in termini di scambio diretto di esperienze e buone prassi. La Commissione osserva che alcuni Stati membri già adesso nominano consiglieri di amministrazione dell'Osservatorio i direttori o i membri di grado più elevato dei loro organismi per la promozione dell'uguaglianza razziale.Tuttavia, la Commissione prende atto della varietà degli approcci adottati negli Stati membri e accetta che in questi ultimi vi possano essere anche altri organismi od organizzazioni competenti in materia di razzismo, oltre a quelli formalmente designati dagli Stati membri ai sensi della direttiva 2000/43/CE del Consiglio. Essa propone dunque che gli Stati membri possano nominare consiglieri i direttori di questi altri organismi.Questa proposta incide anche sulla durata del mandato dei consiglieri. Se, nell'attuale sistema, era ragionevole limitare il mandato degli esperti indipendenti a due periodi di tre anni, ciò non avrebbe più senso nel caso di persone nominate in base ai posti che occupano a livello nazionale. La Commissione propone dunque che il mandato dei membri così nominati non abbia una scadenza prestabilita e che essi rimangano in carica fino a quando non cambino le loro responsabilità a livello nazionale, nel qual caso lo Stato membro interessato dovrà informare la Commissione e il direttore dell'Osservatorio e nominare un nuovo consigliere.Infine, la presente proposta prevede che la Commissione abbia due consiglieri, in modo da poter mantenere il suo peso relativo in un consiglio di amministrazione allargato e assicurare un'adeguata rappresentanza delle sue responsabilità distinte per quanto riguarda la discriminazione razziale e gli aspetti penali del razzismo e della xenofobia. Essa propone inoltre che il consiglio di amministrazione possa invitare alle sue riunioni, come osservatori, persone nominate dai paesi candidati (attualmente: la Bulgaria, la Romania e la Turchia). La Commissione ritiene che ciò aiuterà questi paesi nel loro cammino verso l'adesione all'Unione.Articolo 9Alla luce delle conclusioni dei valutatori esterni e dei cambiamenti proposti per quanto riguarda il consiglio di amministrazione, la Commissione propone di rafforzare l'ufficio di presidenza, aumentando sia il numero dei membri sia le responsabilità di tale organo. L'ufficio di presidenza dovrebbe essere composto da un massimo di 10 persone, tra cui il presidente e il vicepresidente del consiglio di amministrazione nonché i due rappresentanti della Commissione. Questo numero è abbastanza grande per assicurare che sia rappresentato uno spettro adeguato di opinioni e abbastanza piccolo per assicurare che il processo decisionale sia efficace. Le decisioni dell'ufficio di presidenza dovrebbero essere adottate come quelle del consiglio di amministrazione: le decisioni devono essere approvate dalla maggioranza assoluta e il voto del presidente è quello decisivo. La Commissione propone di lasciare che sia il consiglio di amministrazione stesso a decidere di volta in volta se nominare membro dell'ufficio di presidenza la persona designata dal Consiglio d'Europa.All'ufficio di presidenza dovrebbero incombere, tra l'altro, la determinazione del programma di lavoro annuale nel quadro del programma di medio periodo stabilito dal consiglio di amministrazione, la scelta del direttore, l'adozione del progetto di bilancio e del bilancio definitivo, l'approvazione dei conti. A seguito dell'adozione del regolamento del Consiglio del 18 giugno 2003, spetta ormai al Parlamento europeo dare atto al direttore dell'esecuzione del bilancio.La Commissione propone di sopprimere la disposizione del regolamento che impedisce al rappresentante del Consiglio d'Europa di partecipare alle votazioni relative al progetto di bilancio annuale, al bilancio annuale definitivo e all'approvazione dei conti. In pratica, come membro indipendente, il rappresentante del Consiglio d'Europa ha lo stesso status di tutti gli altri membri e non vi è ragione alcuna di escluderlo da queste materie. Inoltre, la disposizione de qua si fonda su una distinzione affatto artificiosa in quanto le decisioni riguardanti il programma di lavoro, alle quali il rappresentante del Consiglio d'Europa prende parte, hanno un impatto diretto sulle questioni di bilancio.Articolo 10Le modifiche apportate a questo articolo chiariscono la relazione tra il direttore, da un lato, e il consiglio di amministrazione e l'ufficio di presidenza, dall'altro; inoltre, esse attribuiscono al direttore il compito di assicurarsi che il funzionamento dell'Osservatorio sia efficacemente monitorato e valutato e di riferire al consiglio di amministrazione sui risultati di tale valutazione.La Commissione attira l'attenzione sul fatto che, in sede di adeguamento dei regolamenti che istituiscono le agenzie al nuovo regolamento finanziario, essa ha presentato proposte volte ad armonizzare le procedure di nomina dei direttori delle agenzie. In quell'occasione, il Consiglio decise di non dar seguito a tali proposte. Pertanto, la Commissione intende presentare nel prossimo futuro proposte distinte a tale riguardo.Articolo 11Invariato.Articoli 12 e 13Questi articoli tengono conto del cambiamento introdotto dal regolamento del Consiglio del 18 giugno 2003.Articoli da 14 a 16Questi articoli sono stati semplicemente rinumerati.Articolo 17Questa modifica aggiorna le disposizioni in materia di rendicontazione prevedendo che la Commissione riferisca sul funzionamento dell'Osservatorio tre anni dopo l'entrata in vigore del regolamento e, in seguito, ogni cinque anni, considerando le valutazioni effettuate a norma dell'articolo 10, lettera e).Articolo 18Questo nuovo articolo è un testo standard che figura in tutti gli strumenti rifusi. Esso abroga il regolamento oggetto della rifusione (in questo caso il regolamento del Consiglio (CE) n. 1035/97) e prevede che qualsiasi riferimento al regolamento abrogato va inteso come riferimento alla versione rifusa. Esso rinvia inoltre alla tavola di concordanza di cui all'allegato.Articolo 19Dato che ormai la sede dell'Osservatorio è stata determinata, l'attuale articolo sull'entrata in vigore del regolamento non è più adatto. Questo articolo prevede dunque che il regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.1035/97 (adattato)nuovo2003/0185 (CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO  relativo all' Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia (Versione oggetto di rifusione)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 13, paragrafo 1,ï  284 e  308,vista la proposta della Commissione [5],[5]  GU C [...].visto il parere del Parlamento europeo [6],[6]  GU C [...].visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [7],[7]  GU C [...].visto il parere del Comitato delle regioni,considerando quanto segue:nuovo(1) Il regolamento (CE) n. 1035/97 del Consiglio del 2 giugno 1997 che istituisce un Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia [8] ha subito sostanziali modificazioni [9]. Esso deve ora essere nuovamente modificato ed è quindi opportuno provvedere, per ragioni di chiarezza, alla sua rifusione.[8]  GU L 151 del 10.6.1997, p. 1.[9]  [COM(2002) 406 def.].(2) La Commissione ha presentato una relazione sulle attività dell'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia che tiene conto dei risultati di una valutazione esterna [10], nella quale si sottolinea che è auspicabile apportare alcune modifiche al regolamento (CE) n. 1035/97 del Consiglio.[10]  Cfr. http://europa.eu.int/comm/ employment_social/fundamental_rights/pdf/origin/Monitoring Centre_eval2002_en.pdf.1035/97 considerando 1 (adattato)1035/97 considerando 2 (adattato)nuovo(3) Affinché la Comunità possa disporre nell'ambito comunitario di un'informazione completa sui fenomeni del razzismo, della xenofobia,  dell'antisemitismo e dell'intolleranza collegata, come l'islamofobia e altre forme di intolleranza religiosa,ï che le consenta d'adempiere all'obbligo di tutelare i diritti fondamentali e di recepirli nella formulazione e nell'attuazione della propria politica e in tutti gli atti adottati nei settori di sua competenza, è indispensabile a livello comunitario la raccolta e l'analisi di informazioni obiettive, attendibili e comparabili su tali fenomeni.1035/97 considerando 3 (adattato)1035/97 considerando 4 (adattato)1035/97 considerando 5 (adattato)1035/97 considerando 6 (adattato)1035/97 considerando 7 (adattato)1035/97 considerando 8nuovo(4) Il 15 luglio 1996 il Consiglio ha adottato, a norma dell'articolo K.3 del trattato sull'Unione europea un'azione comune nell'ambito dell'azione intesa a combattere il razzismo e la xenofobia [11]. Il trattato di Amsterdam ha rafforzato la capacità dell'Unione di promuovere la cooperazione giudiziaria e di polizia per prevenire e combattere il razzismo e la xenofobia.[11]  GU L 185 del 24.7.1996, p. 5.1035/97 considerando 9 (adattato)1035/97 considerando 10(5) Nella riunione tenuta a Corfù il 24 e 25 giugno 1994 il Consiglio europeo ha deciso di intensificare l'impegno per la definizione, su scala europea, di una strategia globale di lotta contro il razzismo e la xenofobia; a tale scopo ha costituito un comitato consultivo con l'incarico di formulare raccomandazioni per la lotta contro il razzismo e la xenofobia.1035/97 considerando 11(6) Nella riunione di Cannes del 26 e 27 giugno 1995 il Consiglio europeo ha invitato il comitato consultivo a prorogare i suoi lavori per studiare, in stretta cooperazione col Consiglio d'Europa, la fattibilità di un Osservatorio europeo dei fenomeni razzisti e xenofobi.1035/97 considerando 12(7) Le conclusioni di questo studio sulla fattibilità di un Osservatorio sono state presentate al Consiglio europeo nella riunione di Firenze del 21 e 22 giugno 1996.1035/97 considerando 13(8) Nella riunione di Firenze il Consiglio europeo ha ribadito la volontà dell'Unione di combattere con grande fermezza il razzismo e la xenofobia, approvando l'idea dell'istituzione di un Osservatorio.1035/97 considerando 14 (adattato)nuovo(9) Per svolgere il compito di raccolta e analisi delle informazioni sul razzismo, la xenofobia,  l'antisemitismo e l'intolleranza collegataï nel modo migliore e più indipendente possibile e per mantenere stretti legami con il Consiglio d'Europa, è necessario istituire un organismo autonomo a livello comunitario, l'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia, avente una propria personalità giuridica.1035/97 considerando 15 (adattato)nuovo(10) I fenomeni di razzismo, xenofobia  antisemitismo e l'intolleranza collegataï implicano molti aspetti complessi, strettamente collegati e difficili da separare; pertanto, occorre assegnare all'Osservatorio il compito generale di raccolta e analisi delle informazioni riguardanti diverse sfere di attività della Comunità e tale compito dell'Osservatorio sarà concentrato nei settori in cui è particolarmente necessaria una buona conoscenza di questi problemi per le attività della Comunità.nuovo(11) La Comunità deve anche contribuire alla progressiva instaurazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.(12) Il Consiglio ha adottato la direttiva 2000/43/CE che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, la quale impone agli Stati membri l'obbligo di adottare misure per vietare la discriminazione fondata sulla razza e l'origine etnica in settori quali l'occupazione e l'impiego, l'istruzione, la protezione sociale, le prestazioni sociali, l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura.1035/97 considerando 16(13) I fenomeni di razzismo e xenofobia si manifestano a tutti i livelli della Comunità: locale, regionale, nazionale e comunitario e le informazioni raccolte ed analizzate a livello comunitario possono pertanto risultare utili alle autorità degli Stati membri nell'ideazione e nell'attuazione, nei settori di loro competenza, di provvedimenti a raggio locale, regionale e nazionale.1035/97 considerando 17(14) Pertanto l'Osservatorio europeo metterà i risultati del suo lavoro a disposizione sia della Comunità che degli Stati membri.1035/97 considerando 18(15) Negli Stati membri esistono numerose organizzazioni di alto livello che studiano il razzismo e la xenofobia.1035/97 considerando 19(16) Il coordinamento della ricerca e la creazione di una rete di organizzazioni migliorerà l'utilità e l'efficacia di tali lavori. nuovo(17) Il consiglio di amministrazione dell'Osservatorio deve essere composto da personalità indipendenti con la necessaria esperienza nella lotta contro il razzismo e nel campo della gestione di organismi pubblici competenti in materia; per promuovere un processo decisionale efficace, alcune responsabilità devono essere esercitate da un ufficio di presidenza rafforzato.1035/97 considerando 20nuovo(18) Per intensificare la cooperazione ed evitare un'eventuale sovrapposizione o ripetizione dei lavori, i compiti conferiti all'Osservatorio presuppongono stretti legami con il Consiglio d'Europa, che ha maturato un'esperienza consolidata nel settore, nonché la cooperazione con altre organizzazioni degli Stati membri e internazionali competenti nei settori connessi ai fenomeni di razzismo e xenofobia. È opportuno che il consiglio di amministrazione possa invitare alle proprie riunioni osservatori dai paesi candidati.ï1035/97 considerando 21(19) L'Osservatorio stesso sarà in grado di decidere in merito alle procedure amministrative per la cooperazione con tali organizzazioni; dall'altro lato, spetta alla Comunità concludere, a nome dell'Osservatorio, un accordo con il Consiglio d'Europa allo scopo di istituire una stretta cooperazione tra quest'ultimo e l'Osservatorio nonché eventuali accordi con altre organizzazioni internazionali o con paesi terzi che possano risultare necessari per lo svolgimento dei compiti dell'Osservatorio.1035/97 considerando 22 (adattato)nuovo(20) Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il regolamento (CE) n. 45/2001 [12], del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati. Il presente regolamento si applica direttamente all'Osservatorio, rendendo superflue le disposizioni precedenti riguardanti il trattamento dei dati personali.[12]  GU L 8 del 12.1.2001, p. 1.1035/97 considerando 23(21) L'Osservatorio deve godere della massima autonomia nell'adempimento dei propri compiti.nuovo(22) Per ottenere il maggior effetto possibile sulle politiche e le prassi dell'Unione e degli Stati membri, l'Osservatorio dovrebbe, senza pregiudizio per la sua autonomia, tener conto delle priorità della Comunità nei propri programmi di lavoro. (23) La cooperazione con le autorità competenti degli Stati membri è essenziale per promuovere la raccolta di dati comparabili col massimo del valore aggiunto a livello europeo. 1035/97 considerando 24 (adattato)(24) La Corte di giustizia deve essere competente a conoscere, in base a una clausola compromissoria, le controversie riguardanti la responsabilità contrattuale dell'Osservatorio nonché le controversie riguardanti la responsabilità extracontrattuale dello stesso. La Corte deve essere inoltre competente a pronunciarsi sui ricorsi proposti contro l'Osservatorio alle condizioni stabilite nell'articolo  230 del trattato.1035/97 considerando 25 (adattato)nuovo(25) Il presente regolamento  dovrebbeï essere, se del caso,  rivistoï al termine di tre anni e successivamente ogni cinque anniï ai fini di un eventuale allargamento o adeguamento dei compiti dell'Osservatorio, in particolare in rapporto a modifiche delle competenze comunitarie.nuovo(26) L'articolo 13, paragrafo 1, del trattato conferisce al Consiglio il potere di prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate, tra l'altro, sulla razza e l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali. Tuttavia, i fenomeni del razzismo e della xenofobia sono più vasti della sola discriminazione razziale ed etnica, il che rende necessario richiamarsi all'articolo 308 del trattato per garantire un approccio esaustivo dell'Osservatorio. Questi articoli stabiliscono, a norma dell'articolo 284 del trattato, la competenza di raccogliere e analizzare informazioni sui fenomeni di razzismo e xenofobia mediante un organismo autonomo specializzato con personalità giuridica propria. nuovo(27) Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti in particolare dalla Convenzione europea sui diritti umani, in particolare gli articoli 10, 11 e 14 e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare i Capi II e III, 1035/97HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1È istituito un Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia, in prosieguo denominato «Osservatorio».Articolo 21035/97 (adattato)nuovoObiettivo  L'obiettivo principale dell'Osservatorio consiste nel trasmettere all e  competenti istituzioni e autorità della ï Comunità ed agli Stati membri, in particolare per i settori specificati all'articolo 4 , paragrafo 3, informazioni obiettive, attendibili e comparabili sui fenomeni di razzismo, xenofobia,  antisemitismo e dell'intolleranza collegataï a livello europeo, che possano loro servire per l'adozione di provvedimenti o l'impostazione di iniziative nelle rispettive sfere di competenza. In tal modo l'Osservatorio contribuisce allo sviluppo dell'Unione in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.ï Articolo 3Compiti 1. Per raggiungere l'obiettivo di cui all'articolo 2ï, l'Osservatorio  raccoglie informazioni sulla dimensione e l'andamento dei fenomeni e delle manifestazioni di razzismo, xenofobia,  antisemitismo e intolleranza collegata, ne analizza le cause, le conseguenze e gli effetti ed esamina gli esempi di corretta prassi per porvi rimedio. A tale scopo l'Osservatorio:a) in cooperazione con la Commissione e gli Stati membri, sviluppa metodi per migliorare la comparabilità, l'obiettività e l'affidabilità dei dati a livello comunitario;b) costituisce e coordina una Rete informativa europea sul razzismo e la xenofobia (Raxen).; c) cura la raccolta, la classificazione e l'analisi delle informazioni e dei dati; d) conduce , coopera con o incoraggia ricerche ed indagini scientifiche, studi preparatori e di fattibilità, anche, se del caso e compatibilmente col proprio programma di lavoro annuale, a richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione.  Convoca altresì riunioni d'esperti e costituisce, ove occorra, gruppi di lavoro ad hoc;e) coopera con la società civile, comprese le organizzazioni non governative,  le parti sociali, i centri di ricerca, i rappresentanti delle autorità pubbliche competenti e altri soggetti od organismi interessati al problema del razzismo e della xenofobia, in particolare promuovendo il dialogo a livello europeo e partecipando se del caso in discussioni o riunioni a livello nazionale;Regolamento XX/03 del 18 giugno 2003, articolo 1, paragrafo 1 (adattato) f) pubblica una relazione annuale sulla situazione riguardante il razzismo e la xenofobia nella Comunità, segnalando altresì gli esempi di corretta prassi, nonché una relazione annuale sulle proprie attività;1035/97 (adattato)nuovog) formula conclusioni e pareri destinati alla Comunità e agli Stati membri;h) costituisce un fondo documentario aperto al pubblico, promuovendo la cooperazione ed evitando i doppioni con altre fonti d'informazione;nuovo2. La rete di cui alla lettera b) costituisce la fonte primaria di informazioni per l'Osservatorio. Essa è concepita in modo da garantire la fornitura di informazioni obiettive, attendibili e comparabili, basate sulle esperienze di una vasta gamma di organizzazioni di ciascuno Stato membro e tenendo conto della necessità di coinvolgere le autorità nazionali nella raccolta dei dati 1035/97 articolo 3 (adattato)Articolo 4Metodi e settori di lavoro1. L'Osservatorio adempie ai propri compiti nell'ambito delle competenze comunitarie e in base agli obiettivi fissati nel suo programma annuale e ai mezzi finanziari a sua disposizione.1035/97nuovo2. Al fine di evitare inutili duplicazioni e per garantire il migliore uso possibile delle risorse, nella propria attività l'Osservatorio tiene conto delle informazioni esistenti di qualunque fonte e in particolare  del lavoro già svolto dalle istituzioni comunitarie, o da altre istituzioni e organismi nazionali e internazionali competenti, in particolare dal Consiglio d'Europa, procurando, in stretta collaborazione con quest'ultimo, di apportarvi un valore aggiunto. In questo contesto, esso tiene conto in modo particolare delle priorità della Comunità.3. Le informazioni e i dati da raccogliere ed elaborare, nonché le ricerche, le inchieste e gli studi scientifici da svolgere o promuovere riguardano la dimensione, l'andamento, le cause e gli effetti dei fenomeni di razzismo e di xenofobia, in particolare nei seguenti settori:1035/97 (adattato)nuovoa) ingresso, residenza e libera circolazione delle persone  n ella Comunità;nuovob) immigrazione ed asilo1035/97 (adattato) c ) informazione e  mezzi di comunicazione;1035/97 (adattato)nuovo d ) istruzione, formazione professionale e giovani; e ) politica sociale, compresa l'occupazione , la sicurezza sociale e l'assistenza sanitaria ;1035/97 (adattato)nuovo f )  l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura;1035/97 (adattato) g ) cultura.nuovo4. L'Osservatorio pu stabilire rapporti contrattuali, in particolare stipulare contratti d'appalto, con altri organismi per l'esecuzione dei compiti che esso intenda loro affidare. L'Osservatorio pu anche assegnare contributi per promuovere una cooperazione e azioni in comune appropriate, in particolare alle organizzazioni internazionali di cui all'articolo 7.1035/97 (adattato)Regolamento XX/03 del 18 giugno 2003, articolo 1, paragrafo 2 (adattato)Articolo 5Accesso ai documentiRegolamento XX/03 del 18 giugno 2003, articolo 1, paragrafo 21. Il regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio si applica ai documenti in possesso dell'Osservatorio.2. Il consiglio di amministrazione adotta le modalità pratiche di applicazione del regolamento (CE) n. 1049/2001 entro un termine di sei mesi a decorrere dall'entrata in vigore del regolamento (CE) n. XX/2003, del 18 giugno 2003, che modifica il regolamento (CE) n. 1035/97 che istituisce un Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia.3. Le decisioni adottate dall'Osservatorio in applicazione dell'articolo 8 del regolamento (CE) n. 1049/2001 possono costituire oggetto di denuncia presso il mediatore o di ricorso giurisdizionale dinanzi alla Corte di giustizia, alle condizioni previste rispettivamente agli articoli 195 e 230 del trattato.1035/97Articolo 6Personalità e capacità giuridicaL'Osservatorio ha personalità giuridica. In ciascuno degli Stati membri esso ha la più ampia capacità giuridica riconosciuta dal diritto nazionale alle persone giuridiche; esso pu in particolare acquistare o alienare beni mobili ed immobili e stare in giudizio.Articolo 7Collaborazione con organizzazioni nazionali ed internazionali1. Per l'adempimento delle proprie funzioni l'Osservatorio pu collaborare con organismi degli Stati membri o con organizzazioni internazionali, con organizzazioni governative o non governative, competenti in materia di fenomeni di razzismo e xenofobia.1035/97 (adattato)nuovo2. Le procedure amministrative per la cooperazione di cui al paragrafo 1 sono sottoposte all'approvazione del  l'ufficio di presidenza.3. L'Osservatorio coordina le proprie attività con quelle del Consiglio d'Europa, con particolare riguardo al programma di lavoro a norma dell'articolo 9, paragrafo 2 , lettera a). A tal fine la Comunità, a nome dell'Osservatorio conclude col Consiglio d'Europa, secondo la procedura di cui all'articolo 300  del trattato, un accordo per l'istituzione di una stretta cooperazione fra di esso e l'Osservatorio, la quale contempla anche la designazione, da parte del Consiglio d'Europa, di una persona che farà parte del consiglio di amministrazione.1035/97nuovoQualora si rivelasse necessario concludere accordi con altre organizzazioni internazionali o con paesi terzi affinché l'Osservatorio possa eseguire i propri compiti in modo efficace, la Comunità conclude tali accordi, a nome dell'Osservatorio, secondo la procedura summenzionata. Questa disposizione non impedisce la cooperazione ad hoc con tali organizzazioni o coi paesi terzi. Articolo 8Consiglio di amministrazione1035/97 (adattato)nuovo1. Il consiglio di amministrazione dell'Osservatorio è formato da  persone con l'opportuna esperienza nell'analisi dei fenomeni di razzismo, xenofobia, antisemitismo e intolleranza collegata, nonché nella gestione di organizzazioni del settore pubblico, nel modo che segue :1035/97a) una personalità indipendente designata da ciascuno Stato membro;b) una personalità indipendente designata dal Parlamento europeo;c) una personalità indipendente designata dal Consiglio d'Europa a norma dell'articolo 7, paragrafo 3, e1035/97 (adattato)nuovod)  due rappresentanti della Commissione. nuovo (adattato)Le personalità di cui alla lettera a) sono i responsabili della gestione dell'organismo o degli organismi per la promozione della parità di trattamento di tutte le persone senza discriminazione fondata sulla razza o l'origine etnica di cui all'articolo 13 della direttiva 2000/43/CE del Consiglio o di un omologo organismo pubblico indipendente.1035/97Ciascun componente ha un proprio supplente, designato in modo analogo.1035/97 (adattato)2. I nomi dei componenti del consiglio di amministrazione e dei rispettivi supplenti sono notificati alla Commissione europea per la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea  nuovo3. Qualora un componente nominato da uno Stato membro non detenga più le responsabilità a livello nazionale in base alle quali era stato nominato, lo Stato membro interessato informa immediatamente la Commissione e il direttore dell'Osservatorio, e nomina un nuovo componente a norma del paragrafo 1. 1035/97 (adattato)nuovoIl consiglio di amministrazione elegge il proprio presidente ed il vicepresidente nonché gli altri componenti dell'ufficio di presidenza di cui all'articolo 9.Ogni componente del consiglio di amministrazione o, in sua assenza, il supplente, dispone di un voto. Le decisioni sono adottate a maggioranza assoluta  dei voti espressi. Il presidente  esprime il voto decisivo . 1035/974. Il consiglio di amministrazione adotta le decisioni necessarie al funzionamento dell'Osservatorio; in particolare:1035/97 (adattato)nuovoa) stabilisce  la strategia di lungo termine e il programma di lavoro di medio termine su base triennale dell'Osservatorio in base ai fondi in bilancio ed alle risorse disponibili; in caso di necessità, il programma pu essere rivisto nel corso dell'anno;Regolamento XX/03 del 18 giugno 2003, articolo 1, paragrafo 3 (adattato)b) adotta le due relazioni annuali di cui all'articolo 3, lettera f) , nonché le conclusioni e i pareri dell'Osservatorio, che trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, e cura la pubblicazione delle relazioni annuali di cui all'articolo 3, lettera f); la relazione annuale sulle attività dell'Osservatorio viene comunicata, al più tardi il 15 giugno, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni;1035/97 (adattato)nuovoc) nomina il direttore dell'Osservatorio , in base alla selezione delegata all'ufficio di presidenza ed effettuata da quest'ultimo. nuovo d) esercita l'autorità disciplinare sul direttore dell'Osservatorio.1035/97 (adattato)nuovo5. Il consiglio di amministrazione fissa il proprio regolamento interno e si riunisce, su convocazione del presidente, almeno  una volta all'anno. Esso pu delegare qualunque compito all'ufficio di presidenza.Regolamento XX/03 del 18 giugno 2003, articolo 1, paragrafo 36. L'Osservatorio trasmette ogni anno all'autorità di bilancio qualsiasi informazione utile riguardante i risultati delle procedure di valutazione.nuovo7. Il consiglio di amministrazione pu, previa consultazione della Commissione, invitare alle proprie riunioni delle personalità nominate dai paesi candidati all'adesione. Dette personalità sono scelte dai paesi interessati per analogia coi criteri e le procedure previsti ai paragrafi 1 e 2 e hanno status di osservatori.1035/97 (adattato)nuovoArticolo 9L'ufficio di presidenza1. L'ufficio di presidenza è costituito dal presidente del consiglio di amministrazione, dal vicepresidente e da non più di  otto componenti del consiglio di amministrazione, fra cui figurano  i rappresentanti della Commissione.nuovoOgni componente dell'ufficio di presidenza o, in sua assenza, il supplente, dispone di un voto. Le decisioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti espressi. Il presidente esprime il voto decisivo.1035/97 nuovo2. L'ufficio di presidenza controlla i lavori dell'Osservatorio, segue l'elaborazione e l'esecuzione dei programmi e prepara, con l'ausilio del direttore dell'Osservatorio, le riunioni del consiglio di amministrazione. Esso in particolare:nuovoa) determina il programma annuale di attività dell'Osservatorio, in conformità della strategia di lungo termine e del programma di lavoro di medio termine stabilito dal consiglio di amministrazione e del bilancio e delle risorse disponibili; in caso di necessità, il programma pu essere rivisto nel corso dell'anno;b) in base alle proposte della Commissione, effettua la selezione del direttore dell'Osservatorio;c) adotta il progetto di bilancio ed il bilancio annuale definitivo dell'Osservatorio;d) approva i conti. 1035/97Esercita inoltre qualsiasi funzione che gli sia affidata dal consiglio di amministrazione, a norma del regolamento interno di quest'ultimo.Articolo 10Il direttore1. L'Osservatorio è posto sotto la direzione di un direttore, nominato, su proposta della Commissione, dal consiglio di amministrazione per un periodo, rinnovabile, di quattro anni.1035/97 (adattato)nuovo2. Al direttore competono ,sotto la sorveglianza del consiglio di amministrazione e dell'ufficio di presidenza:a) l'assolvimento dei compiti di cui all'articolo 3 ;b) l'elaborazione e l'esecuzione del programma di medio termine e annuale di lavoro dell'Osservatorio;c) la preparazione delle relazioni annuali, delle conclusioni e dei pareri contemplati dal presente regolamento;1035/97d) tutte le questioni riguardanti il personale e l'amministrazione corrente.nuovoe) l'attuazione di procedure efficaci di monitoraggio e valutazione dei risultati dell'Osservatorio rispetto ai suoi obiettivi secondo standard riconosciuti a livello professionale. Il direttore riferisce annualmente al consiglio di amministrazione dei risultati della valutazione.1035/97 (adattato)nuovo3. Il direttore rende conto della propria gestione al consiglio di amministrazione e all'ufficio di presidenza in base alle rispettive responsabilità ed assiste alle loro riunioni .4. Il direttore è il rappresentante legale dell'Osservatorio.1035/97Articolo 11Personale1. Il personale dell'Osservatorio è soggetto ai regolamenti e alle norme applicabili ai funzionari e agli altri agenti delle Comunità europee.2. Nei confronti dei propri dipendenti l'Osservatorio esercita i poteri attribuiti all'autorità investita del potere di nomina.3. Il consiglio di amministrazione adotta, di concerto con la Commissione, le opportune modalità d'applicazione.Regolamento XX/03 del 18 giugno 2003, articolo 1, paragrafo 4Articolo 12Formazione del bilancio1. Tutte le entrate e le spese dell'Osservatorio formano oggetto di previsioni per ciascun esercizio finanziario, che coincide con l'anno civile, e sono iscritte nel bilancio dell'Osservatorio.2. Il bilancio dell'Osservatorio è in pareggio in entrate e spese.3. Le entrate dell'Osservatorio comprendono, a prescindere da altre risorse:a) un contributo della Comunità iscritto nel bilancio generale dell'Unione europea (sezione "Commissione");b) pagamenti ricevuti come corrispettivo di servizi resi;c) gli eventuali contributi finanziari delle organizzazioni di cui all'articolo 7;d) i contributi volontari degli Stati membri.4. Le spese dell'Osservatorio comprendono in particolare le retribuzioni del personale, le spese amministrative e di infrastruttura, le spese d'esercizio e le spese derivanti da contratti conclusi con le istituzioni o organismi che fanno parte della Raxen, nonché con terzi.5. Ogni anno il consiglio di amministrazione adotta, sulla base di un progetto stabilito dal direttore, lo stato di previsione delle entrate e delle spese dell'Osservatorio per l'esercizio successivo. Il consiglio di amministrazione trasmette alla Commissione lo stato di previsione, accompagnato da un progetto di tabella dell'organico, entro il 31 marzo.6. La Commissione trasmette lo stato di previsione al Parlamento europeo e al Consiglio (qui di seguito denominati "autorità di bilancio") insieme al progetto preliminare di bilancio generale dell'Unione europea.7. Sulla base dello stato di previsione, la Commissione iscrive le stime per quanto concerne la tabella dell'organico e l'importo della sovvenzione a carico del bilancio generale nel progetto preliminare di bilancio generale dell'Unione europea che essa trasmette all'autorità di bilancio conformemente all'articolo 272 del trattato.8. L'autorità di bilancio autorizza gli stanziamenti a titolo della sovvenzione destinata all'Osservatorio. L'autorità di bilancio adotta la tabella dell'organico dell'Osservatorio.9. Il consiglio d'amministrazione adotta il bilancio dell'Osservatorio. Esso diventa definitivo dopo l'adozione definitiva del bilancio generale. Se necessario è adeguato in conseguenza.10. Il consiglio di amministrazione comunica quanto prima all'autorità di bilancio la sua intenzione di realizzare qualsiasi progetto che possa avere incidenze finanziarie significative sul finanziamento del bilancio, segnatamente i progetti di natura immobiliare, quali l'affitto o l'acquisto di edifici. Esso ne informa la Commissione.Qualora un ramo dell'autorità di bilancio comunichi che intende emettere un parere, esso lo trasmette al consiglio di amministrazione entro un termine di sei settimane dalla notifica del progetto.Regolamento XX/03 del 18 giugno 2003, articolo 1, paragrafo 5Articolo 13Esecuzione del bilancio1. Il direttore cura l'esecuzione del bilancio dell'Osservatorio.2. Al più tardi il 1° marzo successivo alla chiusura dell'esercizio, il contabile dell'Osservatorio comunica i conti provvisori, insieme alla relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell'esercizio, al contabile della Commissione, il quale procede al consolidamento dei conti provvisori delle istituzioni e degli organismi decentrati ai sensi dell'articolo 128 del regolamento finanziario generale.3. Al più tardi il 31 marzo successivo alla chiusura dell'esercizio, il contabile della Commissione trasmette i conti provvisori dell'Osservatorio, insieme alla relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell'esercizio, alla Corte dei conti. La relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell'esercizio viene trasmessa anche al Parlamento europeo e al Consiglio.Regolamento XX/03 del 18 giugno 2003, articolo 1, paragrafo 5 (adattato)4. Al ricevimento delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti in merito ai conti provvisori dell'Osservatorio, ai sensi delle disposizioni dell'articolo 129 del regolamento finanziario generale, il direttore stabilisce i conti definitivi dell'Osservatorio, sotto la propria responsabilità, e li trasmette per parere al consiglio di amministrazione.Regolamento XX/03 del 18 giugno 2003, articolo 1, paragrafo 55. Il consiglio d'amministrazione formula un parere sui conti definitivi dell'Osservatorio.6. Al più tardi il 1° luglio successivo alla chiusura dell'esercizio, il direttore trasmette i conti definitivi, accompagnati dal parere del consiglio d'amministrazione, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti.7. I conti definitivi vengono pubblicati.Regolamento XX/03 del 18 giugno 2003, articolo 1, paragrafo 5 (adattato)8. Al più tardi il 30 settembre, il direttore invia alla Corte dei conti una risposta alle osservazioni di quest'ultima. Trasmette tale risposta anche al consiglio di amministrazione.Regolamento XX/03 del 18 giugno 2003, articolo 1, paragrafo 59. Il direttore presenta al Parlamento europeo, su richiesta di quest'ultimo e conformemente ai termini previsti dall'articolo 146, paragrafo 3 del regolamento finanziario generale, tutte le informazioni necessarie al corretto svolgimento della procedura di discarico per l'esercizio in oggetto.10. Il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio che delibera a maggioranza qualificata, dà discarico al direttore, anteriormente al 30 aprile dell'anno n + 2, dell'esecuzione del bilancio dell'esercizio n.11. Il regolamento finanziario applicabile all'Osservatorio è adottato dal consiglio di amministrazione previa consultazione della Commissione. Pu discostarsi dal regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee [13] solo se lo richiedono le esigenze specifiche di funzionamento dell'Osservatorio e previo accordo della Commissione.[13]  GU L 357 del 21.12.2002, p. 72 con corrigendum nella GU L 2 del 7.1.2003, p. 39.1035/97 articolo 13Articolo 14Il servizio di traduzione necessario al funzionamento dell'Osservatorio è fornito, in via di principio, dal Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea istituito dal regolamento (CE) n. 2965/94 [14].[14]  GU L 314 del 7.12.1994, p. 1.1035/97 articolo 14Articolo 15Privilegi e ImmunitàSi applica all'Osservatorio il protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee.1035/97 articolo 15Articolo 16Competenza della Corte di giustizia1. La responsabilità contrattuale dell'Osservatorio è regolata dalla legge applicabile al contratto in causa.La Corte di giustizia è competente a decidere in forza d'una clausola compromissoria contenuta nei contratti stipulati dall'Osservatorio.2. In materia di responsabilità extracontrattuale, l'Osservatorio deve risarcire, in base ai principi generali comuni ai diritti degli Stati membri, i danni cagionati da esso o dai propri agenti nell'esercizio delle loro funzioni.La Corte di giustizia è competente a conoscere delle controversie relative al risarcimento di tali danni.1035/97, articolo 15 (adattato)3. La Corte di giustizia è competente a pronunciarsi sui ricorsi proposti contro l'Osservatorio, alle condizioni previste all'articolo 230  del trattato.1035/97, articolo 16 (adattato)nuovoArticolo 17RelazioneNel corso del terzo anno successivo all'entrata in vigore del presente regolamento, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo ed al Comitato delle regioni una relazione di valutazione  sui risultati dell'Osservatorio, tenendo conto delle valutazioni effettuate in conformità dell'articolo 11, lettera e), accompagnata, se del caso, da proposte di modifica o d'allargamento dei compiti di quest'ultimo, basate, in particolare, sugli sviluppi delle competenze della Comunità nel settore del razzismo e della xenofobia.Articolo 181. Il regolamento (CE) n. 1035/97 è abrogato dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.2. I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento e si leggono secondo la tavola di concordanza contenuta nell'allegato.1035/97 articolo 17 (adattato)Articolo 19Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo  alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il [...] Per il Consiglio Il PresidenteéALLEGATOTavola di concordanzaRegolamento del Consiglio (CE) n. 1035/97  //  Questo regolamentoArticolo 1  //  Articolo 1Articolo 2, paragrafo 1  //  Articolo 2Articolo 2, paragrafo 2, parole introduttive  //  Articolo 3, paragrafo 1, primo e secondo comma, parole introduttiveArticolo 2, paragrafo 2, lettera a)  //  Articolo 3, paragrafo 1, lettera c)Articolo 2, paragrafo 2, lettera b)  //  -Articolo 2, paragrafo 2, lettera c)   //  Articolo 3, paragrafo 1, lettera d)Articolo 2, paragrafo 2, lettera d)   //  Articolo 3, paragrafo 1, lettera h) Articolo 2, paragrafo 2, lettera e)   //  Articolo 3, paragrafo 1, lettera g) Articolo 2, paragrafo 2, lettera f)   //  Articolo 3, paragrafo 1, lettera a) Articolo 2, paragrafo 2, lettera g)  //  Articolo 3, paragrafo 1, lettera f)Articolo 2, paragrafo 2, lettera h)  //  Articolo 3, paragrafo 1, lettera b)Articolo 2, paragrafo 2, lettera i)  //  Articolo 3, paragrafo 1, lettera e)-  //  Articolo 3, paragrafo 2Articolo 3, paragrafi 1 e 2  //  Articolo 4, paragrafi 1 e 2Articolo 3, paragrafo 3, lettera a)  //  Articolo 4, paragrafo 3, lettera a)-  //  Articolo 4, paragrafo 3, lettera b)Articolo 3, paragrafo 3, lettera b)  //  Articolo 4, paragrafo 3, lettera c)Articolo 3, paragrafo 3, lettera c)  //  Articolo 4, paragrafo 3, lettera d)Articolo 3, paragrafo 3, lettera d)  //  Articolo 4, paragrafo 3, lettera e)Articolo 3, paragrafo 3, lettera e)  //  Articolo 4, paragrafo 3, lettera f)Articolo 3, paragrafo 3, lettera f)  //  Articolo 4, paragrafo 3, lettera g)-  //  Articolo 4, paragrafo 4Articolo 4  //  -Articolo 5  //  -Articolo 5 bis   //  Articolo 5Articolo 6  //  Articolo 6Articolo 7  //  Articolo 7Articolo 8, paragrafo 1, primo comma  //  Articolo 8, paragrafo 1, primo comma-  //  Articolo 8, paragrafo 1, secondo commaArticolo 8, paragrafo 1, secondo comma  //  Articolo 8, paragrafo 1, terzo commaArticolo 8, paragrafo 2, primo comma, prima frase  //  Articolo 8, paragrafo 2Articolo 8, paragrafo 2, primo comma, seconda frase  //  --  //  Articolo 8, paragrafo 3, primo commaArticolo 8, paragrafo 2, primo comma, terza frase  //  Articolo 8, paragrafo 3, secondo commaArticolo 8, paragrafo 2, secondo comma  //  Articolo 8, paragrafo 3, terzo commaArticolo 8, paragrafo 3, parole introduttive  //  Articolo 8, paragrafo 4, parole introduttiveArticolo 8, paragrafo 3, lettere a), b) e c)  //  Articolo 8, paragrafo 4, lettere a), b) e c)Articolo 8, paragrafo 3, lettere d) ed e)  //  --  //  Articolo 8, paragrafo 4, lettera d)Articolo 8, paragrafo 4  //  Articolo 8, paragrafo 5Articolo 8, paragrafo 5  //  Articolo 8, paragrafo 6-  //  Articolo 8, paragrafo 7Articolo 9, paragrafo 1  //  Articolo 9, paragrafo 1, primo comma-  //  Articolo 9, paragrafo 1, secondo commaArticolo 9, paragrafo 2, prima frase  //  Articolo 9, paragrafo 2, primo comma, prima frase-  //  Articolo 9, paragrafo 2, primo comma, seconda fraseArticolo 9, paragrafo 2, seconda frase  //  Articolo 9, paragrafo 2, secondo commaArticolo 10, paragrafo 1  //  Articolo 10, paragrafo 1Articolo 10, paragrafo 2, parole introduttive  //  Articolo 10, paragrafo 2, parole introduttiveArticolo 10, paragrafo 2, lettere a), b), c) e d)  //  Articolo 10, paragrafo 2, lettere a), b), c) e d)-  //  Articolo 10, paragrafo 2, lettera e)Articolo 10, paragrafi 3 e 4  //  Articolo 10, paragrafi 3 e 4Articolo 11  //  Articolo 11Articolo 12  //  Articolo 12Articolo 12 bis  //  Articolo 13Articolo 13  //  Articolo 14Articolo 14  //  Articolo 15Articolo 15  //  Articolo 16Articolo 16  //  Articolo 17-  //  Articolo 18Articolo 17  //  Articolo 19-  //  Allegato I&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;