CELEX: 32000D0647(01)
Language: it
Date: 2000-05-03 00:00:00
Title: 2000/647/CE: Decisione della Commissione, del 3 maggio 2000, relativa alle misure alle quali la Francia ha dato esecuzione in favore di TASQ SA [notificata con il numero C(2000) 1337] (Testo rilevante ai fini del SEE) (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)

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32000D0647(01)

2000/647/CE: Decisione della Commissione, del 3 maggio 2000, relativa alle misure alle quali la Francia ha dato esecuzione in favore di TASQ SA [notificata con il numero C(2000) 1337] (Testo rilevante ai fini del SEE) (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 272 del 25/10/2000 pag. 0029 - 0035

Decisione della Commissionedel 3 maggio 2000relativa alle misure alle quali la Francia ha dato esecuzione in favore di TASQ SA[notificata con il numero C(2000) 1337](Il testo in lingua francese è il solo facente fede)(Testo rilevante ai fini del SEE)(2000/647/CE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli(1) e viste le osservazioni trasmesse,considerando quanto segue:IPROCEDIMENTO A NORMA DELL'ARTICOLO 88, PARAGRAFO 2, DEL TRATTATO(1) Attraverso la denuncia presentata da un concorrente, la Commissione è stata informata, nell'aprile 1998, che la società TASQ era stata ricapitalizzata a più riprese dal Consortium de Réalisations (CDR), la struttura di trasferimento dei cespiti non redditizi del Crédit Lyonnais, creata nel 1995. Il 20 maggio 1998 la Commissione ha scritto alle autorità francesi chiedendo informazioni in merito a tali operazioni di ricapitalizzazione. Esse hanno risposto alla Commissione, con lettera del 14 settembre 1998, confermando le avvenute ricapitalizzazioni della società TASQ da parte del CDR, nonché altre ricapitalizzazioni effettuate dal Crédit Lyonnais, suo precedente azionista. Nella stessa lettera, le autorità francesi hanno inoltre indicato che la società TASQ è stata venduta sulla base degli accordi firmati, sotto condizioni sospensive, il 24 luglio 1998 e l'8 agosto 1998. Il 22 dicembre 1998, il ricorrente ha inviato una lettera alla Commissione annunciando il ritiro della denuncia presentata il 16 aprile 1998 nei confronti della società TASQ.(2) Con lettera del 2 marzo 1999, la Commissione ha comunicato alla Francia la propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE, riguardo alle misure in oggetto. La Commissione riteneva che le operazioni di ricapitalizzazione di TASQ realizzate nel 1988 e 1991 dal Crédit Lyonnais, nonché quelle realizzate dal CDR nel 1995 e 1997, potevano contenere elementi di aiuto. La Commissione ha inoltre sottolineato che le condizioni di privatizzazione dell'impresa potevano costituire un aiuto all'acquirente.(3) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito alle misure di cui trattasi.(4) Le autorità francesi hanno comunicato il 2 giugno 1999 la loro risposta nonché un fascicolo comprendente gli elementi d'informazione chiesti dalla Commissione nella lettera di avvio del procedimento. In seguito alla pubblicazione della comunicazione della Commissione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, quest'ultima ha ricevuto una lettera del 4 agosto 1999 del CDR nonché un fascicolo datato 10 agosto 1999 dalla società TASQ.IIDESCRIZIONE DI TASQ(5) TASQ è una società di servizi specializzata nel settore della manutenzione informatica per le imprese. Indipendente da costruttori informatici, essa assicura un manutenzione estesa a più marche per conto di terzi. Tale attività rappresenta quasi il 60 % della cifra d'affari dell'impresa. TASQ offre inoltre servizi informatici, in particolare d'integrazione, predisposizione, installazione e cablatura di sistemi.(6) La società TASQ attuale è nata da una fusione avvenuta nel 1991 fra la vecchia TASQ (società creata nel 1988 con un'operazione di esternalizzazione dell'attività di manutenzione del parco di microelaboratori del Crédit Lyonnais) e Métroservice (società creata nel 1983 dal gruppo Métrologie, successivamente acquisita dal Crédit Lyonnais nel 1991 e denominata "TASQ International").(7) Nel 1995, TASQ è stata ceduta al CDR nel quadro del piano di dismissione del Crédit Lyonnais.(8) TASQ occupava al 31 dicembre 1997 circa 460 persone. Dopo la fusione con Métroservice nel 1991, la sua cifra d'affari ha oscillato fra 200 e 270 milioni di FRF. I risultati di esercizio sono stati spesso negativi, tranne che negli anni 1990, 1995 e 1997, come indica la tabella seguente (dati in milioni di FRF):>SPAZIO PER TABELLA>(9) Il Crédit Lyonnais ha partecipato ad aumenti di capitale di TASQ in due fasi: nel 1998 è stato deciso un aumento di capitale per 4 milioni di FRF; nel novembre 1991, in vista della fusione fra TASQ e Métroservice, le due società hanno proceduto a due aumenti di capitale del valore rispettivamente di 30,6 e 26 milioni di FRF. Nel dicembre 1991 TASQ ha proceduto a un aumento di capitale di 51 milioni di FRF destinato a remunerare l'apporto dei cespiti di TASQ International (ex-Métroservice).(10) Dopo il passaggio di TASQ al CDR, sono state effettuate due ricapitalizzazioni. La prima è avvenuta nel 1995: quando è stato deciso un primo aumento di capitale in compensazione di crediti per 5 milioni di FRF. Un secondo aumento di capitale in numerario è stato realizzato nel giugno 1997, per un importo di 60 milioni di FRF. Il CDR è stato l'unico sottoscrittore di questi due aumenti di capitale, per un importo che ammonta quindi a un totale di 65 milioni di FRF.(11) È opportuno osservare che nessuna delle operazioni citate è stata notificata alla Commissione.(12) Nell'agosto 1998, un anno circa dopo l'ultimo aumento di capitale per 60 milioni di FRF, il CDR ha ceduto TASQ per un prezzo di 16 milioni di FRF.(13) La Commissione ha ritenuto al momento dell'avvio del presente procedimento che le operazioni di aumento di capitale sopra citate potessero includere aiuti di Stato, a causa in particolare dell'apparente assenza di prospettive di redditività sufficiente degli investimenti.(14) Inoltre, la Commissione ha affermato in occasione dell'avvio del presente procedimento di non disporre di elementi che consentano di concludere che la cessione di TASQ avesse seguito i principi di apertura, trasparenza e non discriminazione, come sono stati definiti dalla Commissione nella XXIIIesima relazione sulla politica di concorrenza(3), e che permettevano di escludere qualsiasi sospetto di aiuti.IIIRISPOSTA DELLE AUTORITÀ FRANCESI(15) Nella loro lettera di risposta, le autorità francesi hanno ritenuto che gli aumenti di capitale sottoscritti dal Crédit Lyonnais prima del 1995 nelle società TASQ e Métroservice non costituissero aiuti di Stato, in quanto non implicavano risorse di Stato, erano conformi al criterio dell'investitore privato operante in un'economia di mercato e non avevano inciso sugli scambi fra gli Stati membri.(16) Per le stesse ultime due ragioni, le due operazioni realizzate dal CDR dopo il 1995 non potevano, secondo le autorità francesi, essere considerate come costituenti aiuti di Stato. A titolo sussidiario, le autorità francesi hanno inoltre invocato la compatibilità dell'aiuto contenuto nell'ultimo aumento di capitale in applicazione della deroga prevista all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato.(17) Per quanto riguarda la vendita di TASQ al settore privato, le autorità francesi hanno ritenuto che tale vendita rispettasse i principi indicati dalla Commissione nella sua XXIIIesima relazione sulla politica di concorrenza precitata.(18) Gli argomenti delle autorità francesi vengono ripresi nei dettagli e discussi al capitolo V.IVOSSERVAZIONI DELLE PARTI INTERESSATE(19) In una lettera del 10 agosto 1999, TASQ ha invocato gli stessi argomenti esposti dalle autorità francesi, presentando un fascicolo d'informazioni dettagliato. Il CDR, da parte sua, in una lettera del 4 agosto 1999, sottoscrive le argomentazioni delle autorità francesi.VVALUTAZIONE DELLE MISURE IN OGGETTO ALLA LUCE DELL'ARTICOLO 87i) Finanziamento dell'impresa da parte del gruppo Crédit Lyonnais precedentemente al suo trasferimento all'interno del CDR(20) Le autorità francesi anzitutto hanno contestato il carattere di risorse di Stato dei fondi conferiti dal Crédit Lyonnais a TASQ. A loro parere, l'utilizzo da parte di un'impresa pubblica di fondi di origine privata, come quelli provenienti dalla raccolta del risparmio effettuata dal Crédit Lyonnais, può essere considerato rientrante nel campo di applicazione dell'articolo 87, solo qualora si possa dimostrare che il comportamento dell'impresa che gestisce tali fondi privati può essere imputato allo Stato. Ora, nella fattispecie, un intervento specifico delle autorità francesi a favore di TASQ era escluso, tenuto conto delle piccole dimensioni di tale impresa e della sua modesta importanza sul piano sociale. Inoltre, la partecipazione dello Stato in TASQ, lungi dall'essere diretta, si configurava attraverso una cascata di società. Pertanto, le decisioni di aumento di capitale di TASQ non sono state nemmeno evocate al Consiglio di amministrazione del Crédit Lyonnais ma a livello del Consiglio di amministrazione di CLIO all'interno del quale non siede alcun rappresentante dello Stato.(21) La Commissione ritiene nel caso specifico che le risorse del Crédit Lyonnais siano risorse di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, in quanto si tratta di risorse di cui la banca, controllata dallo Stato, suo azionista, poteva disporre. Tali risorse, come tutte le risorse iscritte al bilancio di un'impresa pubblica, non sfuggono alla qualifica di risorse di Stato. Ciò è sufficiente per qualificare gli investimenti in questione come interventi statali che possono costituire aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato(4).(22) La suddetta qualifica non significa che l'utilizzo di risorse statali da parte del Crédit Lyonnais dia luogo automaticamente a degli aiuti di Stato. La Commissione non ha normalmente ragioni per ritenere che, quando viene concesso un finanziamento dal Crédit Lyonnais, si tratti di un aiuto. La maggioranza degli interventi della banca, prima e dopo il 1995, e nonostante le gravi difficoltà da essa incontrate, non vengono considerati aiuti e rispondono in linea di principio a una logica commerciale di mercato, in vista della realizzazione di un margine che contribuisca al risultato della banca, anche se questi investimenti hanno successivamente generato delle perdite. Solo quando può essere accertato, sulla base di fatti precisi, che il suo intervento, ricollocato nel suo contesto, non ha corrisposto ai criteri seguiti da un investitore privato che opera in un'economia di mercato, la Commissione qualifica questi interventi come aiuti di Stato.(23) Per valutare se le misure di finanziamento di cui ha beneficiato TASQ comportino elementi di aiuto, la Commissione si colloca non nella situazione presente, nella quale il risultato di tali finanziamenti è noto, ma nel contesto nel quale questi finanziamenti sono stati concessi dal Crédit Lyonnais, prima del 1995.(24) La Commissione, per stabilire il carattere di aiuto di un'operazione di finanziamento attraverso fondi pubblici come quest'ultima, applica il principio dell'investitore privato che opera in un'economia di mercato(5) e conclude che si tratta di un aiuto di Stato se tale principio non è soddisfatto, vale a dire se un investitore privato, in condizioni identiche, non avrebbe concesso tali finanziamenti all'impresa, tenuto conto del rischio e della redditività attesa.(25) La prima operazione di aumento di capitale risale al 1988 e ammonta a 4 milioni di FRF. Le autorità francesi hanno spiegato che la partecipazione del Crédit Lyonnais a tale operazione si limitava a 2,6 milioni di FRF. Per valutare la logica di tale operazione, va ricordato che la società in questione era appena stata creata, con un capitale ridotto di 4 milioni di FRF e un organico limitato. Essa aveva conosciuto immediatamente un grande successo commerciale. Nel 1989 contava già 150 clienti terzi e la sua cifra d'affari raggiungeva quasi 65 milioni da raffrontare con i 4 milioni dell'anno precedente. La crescita della cifra d'affari rendeva quindi indispensabile un aumento di capitale, tenuto conto degli immobilizzi materiali necessari. Tale aumento era inoltre auspicabile, visto il successo dell'impresa e le sue prospettive di rendimento. Queste erano inoltre coerenti con le previsioni di crescita del mercato formulate da diversi esperti, che stimavano al 20-25 % all'anno la crescita del mercato francese della manutenzione in conto terzi sul periodo 1987-1992. A questo riguardo e tenuto conto della fase di avvio della società, sarebbe errato considerare le perdite del 1988 come la manifestazione di una crisi dell'impresa. D'altronde, gli elementi in possesso della Commissione permettono di considerare la scelta di investimento del Crédit Lyonnais conforme a quanto un investitore privato avrebbe fatto in condizioni analoghe. Le buone prospettive trovavano d'altronde una conferma due anni dopo, nel 1990, quando TASQ registrava già risultati positivi importanti sia a livello di gestione (7 milioni) che a livello globale (più di 5 milioni), il che corrisponde a un rendimento particolarmente elevato del capitale (circa 67 %) e che permetteva di assorbire quasi i tre quarti delle perdite dei primi anni. Tenuto conto di questi elementi, la Commissione ritiene che l'aumento di capitale del 1988 non contenga aiuti di Stato.(26) Gli aumenti di capitale per un importo di 26 milioni di FRF per TASQ e 30,6 milioni di FRF per Métroservice, sono avvenuti nel novembre 1991 in vista della fusione fra queste due società. In un contesto caratterizzato da un rallentamento della crescita del mercato ma anche dallo sviluppo della microinformatica e delle tecnologie dell'informazione, la fusione doveva permettere a TASQ una maggiore apertura sul mercato della manutenzione per conto terzi al fine di equilibrare le proprie attività ancora troppo caratterizzate dai mercati del Crédit Lyonnais nonché raggiungere rapidamente una dimensione critica che le avrebbe consentito di ottenere economie di scala importanti. In tale periodo, si assisteva a un crescente movimento di operazioni di ristrutturazione e di concentrazione sul mercato in questione. In questa prospettiva, TASQ aveva bisogno di un apporto di fondi per sostenere la forte crescita dell'attività del 1991 e adeguare le strutture e gli strumenti alla natura e al volume delle attività, mentre Métroservice, che proveniva da una situazione più difficile, doveva coprire le perdite previste per lo stesso anno prima della fusione. La presa di controllo di Métroservice da parte del Crédit Lyonnais, che ne era in precedenza il creditore, forniva quindi alla banca l'occasione auspicata per consentire a TASQ di raggiungere facilmente una dimensione più adatta al raggiungimento delle economie di scala e a sfruttare le sinergie fra le due imprese. Il comportamento del Crédit Lyonnais appare, tenuto conto anche dell'andamento favorevole del mercato, conforme alla prassi di un investitore esperto. Esso si inserisce nel quadro dei movimenti di concentrazione nel settore basandosi sulla complementarietà delle due società interessate e sulle economie di scala indotte dall'operazione di fusione dal punto di vista della copertura geografica e degli investimenti tecnici. Tenuto conto di questi elementi, la Commissione ritiene che la doppia operazione di aumento di capitale possa essere considerata come quella di un investitore esperto e quindi non contenente aiuti di Stato.(27) Per quanto riguarda l'aumento di capitale di 51 milioni di FRF attuato nel dicembre 1991 e menzionato nell'avvio della procedura, le autorità francesi hanno spiegato che non si tratta di una ricapitalizzazione ma di una conseguenza automatica della fusione fra le due società controllate dal Crédit Lyonnais. In effetti al momento della fusione la società incorporante (TASQ) ha emesso nuovi titoli in contropartita dell'annullamento dei titoli della società incorporata per remunerarne il conferimento di attivi netti. Il concambio adottato (15 azioni TASQ International ex-Métropole per 2 azioni TASQ) è stato adottato sulla base dell'applicazione dei diversi metodi di raffronto disponibili, il che porta ad una stima simile dei valori delle due imprese. L'attivo e il passivo conferiti da TASQ sono stati oggetto di una valutazione dettagliata conforme ai principi abituali in materia. L'insieme dell'operazione e i suoi particolari hanno ricevuto l'approvazione della Commission de Bourse (COB) e del Commissario ai conferimenti (Commissaire aux apports) nominato dal Tribunal de Commerce. Tenuto conto di questi elementi, che confermano che l'operazione non ha comportato alcun vantaggio finanziario a favore di TASQ, la Commissione ritiene che questa operazione non contenga aiuti di Stato.ii) Finanziamento dell'impresa da parte del CDR(28) Il CDR ha finanziato TASQ a due riprese: nel dicembre 1995, poco dopo il trasferimento, il CDR ha conferito 5 milioni di FRF; nel giugno 1997, dopo un anno particolarmente negativo (- 76 milioni di FRF), l'impresa ha ricevuto 60 milioni. Nell'agosto 1998, il CDR ha venduto l'impresa per 16 milioni di FRF.(29) Allo scopo di esaminare queste due operazioni è opportuno anzitutto osservare, come ha sottolineato la Commissione nella sua decisione 98/490/CE relativa agli aiuti concessi al Crédit Lyonnais(6), che "le risorse del CDR sono risorse di Stato ai sensi dell'articolo 92 del trattato(7), non solo perché il CDR è controllato al 100 % da un'impresa pubblica, ma anche perché esso è finanziato mediante un prestito partecipativo garantito dallo Stato, che se ne è accollate le perdite. La Commissione osserva che queste operazioni non beneficiano di nessuna deroga che le esenti dagli obblighi derivanti dagli articoli 92 e 93 del trattato e, in particolare, che le autorità francesi e il CDR non potrebbero essere esentati da questi obblighi in virtù della decisione 95/547/CE né dalla presente decisione. Va rilevato, tra l'altro, che le operazioni del CDR nei confronti delle sue filiali sono supposte non contenere elementi di aiuto, purché rispettino il cosiddetto principio dell'investitore privato operante in un'economia di mercato e qualsiasi conferimento di capitale (o l'abbandono di crediti) sia conforme a tale principio. La Commissione, nella sua comunicazione agli Stati membri(8) relativa ai principi da applicare per determinare il carattere di aiuto di un intervento pubblico, considera che i conferimenti di capitale ad imprese pubbliche contengono elementi di aiuto di Stato se, in circostanze analoghe, un investitore privato, tenuto conto della remunerazione attesa dal conferimento di fondi, non l'avrebbe effettuato. In una lettera del 16 ottobre 1997 indirizzata al ministro dell'economia, delle finanze e dell'industria, il commissario Karel Van Miert ha ricordato che le operazioni del CDR comportanti una ricapitalizzazione dei suoi attivi, una vendita a prezzo negativo oppure una cancellazione di debiti potevano includere elementi di aiuto e dovevano essere notificate alla Commissione. Del pari, devono essere notificate alla Commissione anche le cessioni degli attivi del CDR, che non rispettino procedure di asta aperte e trasparenti. Sono esentate dall'obbligo di notifica soltanto le operazioni indiscutibilmente al di sotto della soglia de minimis di aiuto di 100000 ECU."(30) Le misure di ricapitalizzazione decise dal CDR a favore di TASQ debbono, per le ragioni ricordate sopra essere esaminate in quanto tali e non vanno viste come adottate nel quadro del piano di salvataggio e di ristrutturazione della banca, che riguarda unicamente gli aiuti concessi al Crédit Lyonnais in quanto tale.(31) La Commissione riconosce la fondatezza dell'argomentazione della presa a carico dei rischi bancari e fuori bilancio nel calcolo della razionalità economica della scelta dell'azionista CDR. La Commissione riconosce inoltre che, considerata isolatamente nel tempo, l'azione dello Stato, attraverso il CDR, a partire dal trasferimento nel 1995, ha potuto in generale e salvo casi particolari, rispondere a obiettivi di gestione corretta, di minimizzazione delle perdite e tutela degli interessi patrimoniali dello Stato.(32) Perché tale presunzione di un comportamento di investitore esperto da parte del CDR possa essere confermata nella fattispecie, è anzitutto necessario accertare che il CDR abbia cercato di ottenere il miglior risultato possibile dalla vendita dell'impresa e che la procedura di vendita sia stata aperta, trasparente e non discriminatoria (cfr. punto III), in modo che le ricapitalizzazioni realizzate dal CDR siano pienamente giustificate e non comprendano elementi di aiuto all'acquirente.(33) Tuttavia, per valutare queste operazioni alla luce dell'articolo 87, la Commissione prende in considerazione la continuità dell'azione dello Stato nei confronti di TASQ, realizzata attraverso il Crédit Lyonnais e le sue filiali e successivamente il CDR, che l'atto di trasferimento dell'impresa al CDR non può interrompere come se non fosse avvenuto nulla prima del 1995. Se la Commissione non adottasse questa impostazione, gli Stati membri potrebbero facilmente concedere aiuti e sottrarsi alle conseguenze dell'articolo 87 del trattato e al controllo della Commissione previsto dal trattato, attraverso la creazione di strutture di dismissione nelle quali le imprese beneficiarie degli aiuti sono trasferite con i loro debiti e obblighi e invocando la razionalità del comportamento economico del gestore della dismissione rispetto all'impresa trasferita e ai suoi obblighi.(34) Nella fattispecie, bisogna anzitutto osservare che la prima operazione di ricapitalizzazione è stata realizzata subito dopo il passaggio dell'impresa al CDR. Bisogna anzitutto osservare che non si tratta di conferimenti di fondi nuovi, ma semplicemente della conversione in capitale di un debito di 5 milioni di FRF. L'importo dell'esposizione del CDR nei confronti di TASQ è rimasto immutato. Dopo anni contrassegnati anzitutto dai costi della ristrutturazione post-fusione e successivamente da una modesta congiuntura del settore, il 1995 rappresenta per TASQ un aumento significativo della cifra d'affari e il ritorno all'utile, malgrado un pregiudizio per 9 milioni di FRF proveniente da atti di concorrenza sleale. TASQ appare quindi come un'impresa in fase di risanamento con buone prospettive di redditività e operante su un mercato nel quale la crescita è di nuovo avviata, come risulta da analisi finanziarie realizzate a suo tempo. Gli indicatori finanziari concernenti TASQ e la situazione del mercato permettevano al CDR di attendersi un rendimento sufficiente dal suo investimento. In questo contesto, la Commissione ritiene che il comportamento di CDR possa essere giustificato sulla base del principio dell'investitore privato. Inoltre, essa ritiene che la conversione del credito del CDR nei confronti di TASQ in capitale non costituisca la materializzazione finale di un aiuto concesso al termine di un processo prolungato di sostegno all'impresa avviato in precedenza dal Crédit Lyonnais prima del suo trasferimento al CDR. Di conseguenza la Commissione ritiene che tale operazione non contenga aiuti di Stato.(35) Certamente l'esercizio 1996 è stato contrassegnato da perdite importanti per TASQ, che potrebbero gettare dubbi sul carattere giustificato della decisione del 1995. Tuttavia, una parte di queste perdite era dovuta a elementi non prevedibili, mentre un'altra parte era inevitabile. Tutte le perdite si spiegano con fatti non ricorrenti che hanno dato adito all'accantonamento di riserve eccezionali.(36) Anzitutto TASQ si era impegnata nell'attività verso il "grande pubblico", ma tale attività ha generato perdite importanti nel 1996 (- 6 milioni di FRF) il che ha inoltre portato alla decisione di costituire, per l'esercizio seguente, una riserva di 16 milioni di FRF per perdite per risoluzione dei contratti interessati. Inoltre TASQ ha dovuto ammortizzare, con una riserva di 10 milioni di FRF, l'ammortamento residuo legato al contratto di manutenzione con il Crédit Lyonnais: quest'ultimo in effetti aveva comunicato a TASQ nel 1996 la propria intenzione di stipulare i propri contratti su base annuale.(37) In secondo luogo, TASQ ha dovuto far fronte a problemi collegati agli immobili di cui aveva il godimento, con condizioni penalizzanti. Quasi 60 milioni hanno dovuto essere accantonati per tener conto dell'aggravio di costo degli affitti e della sottooccupazione dei locali in concessione. Se tali problemi erano già noti nel 1995, la loro gravità è ulteriormente aumentata e in ogni caso non lasciava altra alternativa al CDR, tenuto conto degli impegni che erano stati presi con il Crédit Lyonnais a questo riguardo. In effetti il CDR aveva concesso al momento della dismissione una garanzia di rimborso a favore del Crédit Lyonnais per gli impegni immobiliari sottoscritti da TASQ presso due filiali della banca. Inoltre, in virtù del protocollo di accordo fra lo Stato francese(9) e il Crédit Lyonnais del 5 aprile 1995, autorizzato con la decisione 95/547/CE della Commissione, del 26 luglio 1995, concernente gli aiuti al Crédit Lyonnais, il CDR è divenuto garante, in caso di inadempimento di TASQ del rimborso di due contratti di leasing nei confronti di queste due società. Il valore di tale garanzia è stato stimato a più di 81 milioni di FRF.(38) La decisione del CDR di ricapitalizzare TASQ nel 1997 per 60 milioni deve essere valutata alla luce di tre fattori: gli impegni descritti al considerando 37, l'obiettivo assegnato al CDR di vendere o liquidare nei tempi più brevi le sue partecipazioni e lo sforzo di ristrutturazione avviato da TASQ fin dal 1996.(39) La attuazione di un piano radicale di ristrutturazione ha portato nel 1997 a una importante riduzione della cifra d'affari (- 14 %). I risultati di tale azione importante e volontaria si sono fatti immediatamente sentire: TASQ ha registrato nel 1997 risultati assai positivi sia a livello di gestione (+ 14 milioni di FRF) che a livello globale (+ 30 milioni di FRF). Va osservato a questo riguardo che TASQ è stata la società francese del suo settore che ha ottenuto più utili nel 1997. Il piano commerciale preparato dalla società di investimento mobiliare Ferri in collaborazione con TASQ prevedeva un risultato negativo nel 1998, l'equilibrio nel 1999 e il ritorno all'utile nel 2000, con un rendimento dopo le imposte dei fondi propri dell'ordine del 17 %. Le previsioni per gli anni successivi indicavano un rendimento dei fondi propri del 20 % nel 2002. Anche se si considera il risultato del 2002 troppo aleatorio, il rendimento previsto nel 2000 appare soddisfacente per un investitore esperto, tenuto conto in particolare del livello dei tassi d'interesse a lungo termine per investimenti senza rischio (fra 5 e 6 %).(40) A questo riguardo, le autorità francesi hanno affermato che l'opzione della ricapitalizzazione e della vendita di TASQ scelte dal CDR è stata in ogni caso la meno onerosa. Anzitutto, in quanto il costo stimato di una liquidazione amichevole di TASQ sarebbe stato di un importo superiore al costo della ricapitalizzazione diminuito del risultato della vendita di TASQ. In secondo luogo, in quanto il CDR era legato alla garanzia di rimborso a favore del Crédit Lyonnais degli impegni immobiliari sottoscritti da TASQ e descritta al considerando 37, il cui costo di rescissione ammontava a più di 81 milioni di FRF.(41) A questo proposito, la Commissione respinge il primo argomento delle autorità francesi, in quanto ritiene che i costi di liquidazione ammissibili per valutare l'esistenza di aiuti in una operazione realizzata dallo Stato azionista debbano limitarsi al valore delle azioni in possesso di quest'ultimo. La Commissione e la Corte di giustizia delle Comunità europee, in precedenti analoghi(10), hanno già respinto la tesi che estende la responsabilità dello Stato azionista sul passivo di liquidazione oltre i suoi conferimenti al capitale dell'impresa, per il motivo che tale estensione di responsabilità stabiliva un'amalgama fra i ruoli dello Stato azionista e dello Stato assistenziale.(42) Invece nella fattispecie e dato che la Commissione aveva accolto la garanzia data dal CDR al Crédit Lyonnais nel quadro delle sue decisioni concernenti gli aiuti al Crédit Lyonnais, essa riconosce che il CDR possa aver avuto altri obblighi nei confronti del Crédit Lyonnais ripresi al momento della attuazione dell'operazione di dismissione a favore della banca, in quanto tali obblighi risultano da oneri che l'impresa aveva già prima della decisione del suo trasferimento all'interno del CDR. Dato che i costi di tali obblighi (81 milioni di FRF assunti dall'acquirente) sono superiori al costo netto dell'operazione di ricapitalizzazione (60 - 16 = 44 milioni di FRF), la Commissione ritiene che il CDR abbia agito come un investitore privato che opera nelle condizioni normali di un'economia di mercato, a condizione che si dimostri che la procedura di privatizzazione ha seguito i principi enunciati dalla Commissione e che garantiscono una concorrenza effettiva e trasparente fra gli acquirenti potenziali in modo da ottenere il miglior risultato dalla vendita di TASQ (punto iii). Nella sua valutazione del carattere di operatore esperto della decisione del CDR, la Commissione tiene anche conto del fatto che l'operazione in questione si inserisce in un piano di ristrutturazione importante e che può ricollocare TASQ in una situazione normale di mercato e ristabilirne la redditività al fine di cederla nelle migliori condizioni.iii) Eventualità di aiuti a titolo della procedura di privatizzazione dell'impresa(43) Come ricordato nella comunicazione di apertura del presente procedimento, allo scopo di determinare se una operazione di privatizzazione può includere elementi di aiuto, la Commissione applica dei criteri generali che sono stati definiti nel corso degli anni sulla base dell'esame di casi individuali e completati nella XXIII relazione sulla politica di concorrenza del 1993(11). Essa aveva inoltre ricordato alle autorità francesi questi criteri in una lettera del direttore generale della Concorrenza del 14 luglio 1993. In base a tale lettera, la vendita di talune imprese pubbliche può comportare elementi di aiuti di Stato che devono essere notificati preliminarmente a norma dell'articolo 88 del trattato.(44) I criteri contenuti in tale lettera sono i seguenti:a) l'esistenza di un aiuto è esclusa e non è necessaria una notifica se si è in presenza delle seguenti condizioni:- la vendita viene effettuata attraverso procedura di offerta pubblica aperta, trasparente e incondizionata,- l'impresa viene aggiudicata al miglior offerente, e- gli offerenti dispongono di tempo e informazioni sufficienti per compiere una valutazione adeguata su cui basare la propria offerta;b) invece, i seguenti tipi di cessioni devono essere notificati preliminarmente conformemente all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, in quanto possono contenere elementi di aiuti di Stato:- una cessione realizzata attraverso procedura ristretta o per vendita attraverso trattativa privata,- una cessione preceduta da una procedura di cancellazione del debito da parte dello Stato, di altre imprese pubbliche o di organismi pubblici,- una cessione preceduta dalla conversione del debito in capitale azionario o da un aumento di capitale,- una cessione effettuata in condizioni che non sarebbero ammissibili in una operazione realizzata fra investitori che operano in un'economia di mercato.(45) Nella fattispecie, le autorità francesi hanno precisato che la procedura di privatizzazione era stata condotta da uno studio indipendente specializzato (Développement et Finances) e realizzata attraverso inviti a presentare offerte presso una sessantina di potenziali acquirenti di TASQ, di cui molti stranieri o sotto controllo straniero. Le autorità francesi hanno inoltre dimostrato che l'offerta era stata trasparente e incondizionata, che i termini erano ragionevoli e l'informazione dei candidati era stata completa e continua. In particolare, i documenti presentati alla Commissione dimostrano che la vendita di TASQ non è stata subordinata ad alcuna condizione particolare di mantenimento di posti di lavoro, di localizzazione o di prosecuzione dell'attività.(46) Per quanto riguarda la scelta dell'acquirente, le autorità francesi hanno precisato che, fra i tre candidati scelti, solo due avevano presentato una offerta ferma. Queste offerte presentavano un margine di differenza ridotto, dell'ordine dell'1 %. L'offerta più elevata non è stata accolta a causa della debolezza del finanziamento, in quanto la garanzia di finanziamento presentata non era conforme alla legge. L'offerta che è stata scelta è stata modificata per poter prendere in considerazione la valutazione più recente dei fondi propri di TASQ al 30 giugno 1998, conformemente al contratto di cessione di TASQ. Il prezzo finale corrisponde al valore più alto della forbice di valutazioni dell'impresa che lo studio Mazard e Guerard aveva stabilito in qualità di esperto indipendente incaricato dal CDR. Tenuto conto di tutti questi elementi, la Commissione ritiene che l'operazione di privatizzazione di TASQ non abbia dato adito ad aiuti di Stato, né a favore di TASQ né a favore del suo acquirente.VICONCLUSIONI(47) In conclusione, la Commissione ritiene che, nella fattispecie e tenuto conto degli elementi a disposizione, le operazioni esaminate sopra non contengono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87 del trattato a favore di TASQ,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Gli aumenti di capitale di TASQ per 4 milioni di FRF e 56 milioni di FRF effettuati dal Crédit Lyonnais nel 1988 e 1991 nonché gli aumenti di capitale di TASQ per 5 milioni di FRF e 60 milioni di FRF effettuati dal CDR nel 1995 e 1997 non costituiscono un aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.Articolo 2La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il 3 maggio 2000.Per la CommissioneMario MontiMembro della Commissione(1) GU C 194 del 12.7.1999, pag. 9.(2) Cfr. nota 1 in calce.(3) Cfr. ventitreesima relazione sulla politica di concorrenza, sezione 403, pag. 276. I principi ai quali fa riferimento la Commissione in tale relazione erano stati precedentemente comunicati alle autorità francesi con una lettera del direttore generale della concorrenza del 14 luglio 1993.(4) Cfr. in particolare Tribunale di primo grado, causa T-358/94, Compagnie nationale Air France contro Commissione delle Comunità europee, Racc. 1996, pag. II-2109.(5) Cfr. in particolare la comunicazione della Commissione agli Stati membri, GU C 307 del 13.11.1993, pag. 3.(6) GU L 221 dell'8.8.1998, pag. 28.(7) L'articolo 92 del trattato CE diventa a decorrere dal 1o maggio 1999 l'articolo 87 del trattato CE, modificato dal trattato di Amsterdam e l'articolo 93 diventa l'articolo 88.(8) GU C 307 del 13.11.1993, pag. 3.(9) GU L 308 del 21.12.1995, pag. 92.(10) Cfr. in particolare la decisione 94/1073/CE della Commissione (BULL), pubblicata nella GU L 386 del 31.12.1994, pag. 5, e la sentenza adottata dalla Corte nelle cause riunite C 278/92, C 279/92 e C 280/92 Regno di Spagna contro Commissione delle Comunità europee (HYTASA) del 14.9.1994, Racc. 1994, I-4103, punto 22 delle motivazioni.(11) Cfr. nota 4 in calce.