CELEX: 61984CJ0174
Language: it
Date: 1986-02-18
Title: Sentenza della Corte del 18 febbraio 1986. # Bulk Oil (Zug) AG contro Sun International Limited e Sun Oil Trading Company. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: High Court of Justice, Queen's Bench Division, Commercial Court - Regno Unito. # Restrizioni quantitative praticate dal Regno Unito all'esportazione di petrolio grezzo destinato a paesi terzi (Israele) - Validità rispetto alla politica commerciale comune - Validità rispetto all'accordo CEE-Israele. # Causa 174/84.

Avis juridique important

|

61984J0174

SENTENZA DELLA CORTE DEL 18 FEBBRAIO 1986.  -  BULK OIL (ZUG) AG CONTRO SUN INTERNATIONAL LIMITED E SUN OIL TRADING COMPANY.  -  DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALLA HIGH COURT OF JUSTICE (COMMERCIAL COURT OF THE QUEEN'S BENCH DIVISION).  -  RESTRIZIONI QUANTITATIVE APPLICATE DAL REGNO UNITO ALL'ESPORTAZIONE DI PETROLIO GREGGIO VERSO PAESI TERZI (ISRAELE) - LEGITTIMITA RISPETTO ALLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE - LEGITTIMITA RISPETTO ALL'ACCORDO CEE - ISRAELE.  -  CAUSA 174/84.  

raccolta della giurisprudenza 1986 pagina 00559 edizione speciale svedese pagina 00433 edizione speciale finlandese pagina 00451

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - RESTRIZIONI QUANTITATIVE - MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE - DIVIETO - POLITICA CHE NON IMPLICHI PROVVEDIMENTI COGENTI - INCLUSIONE 2 . ACCORDI INTERNAZIONALI - ACCORDO FRA LA CEE ED ISRAELE - NUOVE RESTRIZIONI DELL ' ESPORTAZIONE IN ISRAELE - DIVIETO - INSUSSISTENZA   ( ACCORDO CEE-ISRAELE DEL 20 MAGGIO 1975 )   3 . POLITICA COMMERCIALE COMUNE - REGIME COMUNE DELLE ESPORTAZIONI - REGOLAMENTO N . 2603/69 - NUOVE RESTRIZIONI DELL ' ESPORTAZIONE DI PETROLIO IMPOSTE DA UNO STATO MEMBRO - ESISTENZA DI UN ' AUTORIZZAZIONE SPECIFICA - AMMISSIBILITA   ( TRATTATO CEE , ART . 113 ; REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 2603/69 , ART . 10 E ALLEGATO )   4 . POLITICA COMMERCIALE COMUNE - CAMPO D ' APPLICAZIONE - ESCLUSIONE TRANSITORIA DI DETERMINATE MERCI - AMMISSIBILITA - PRESUPPOSTI   ( TRATTATO CEE , ART . 113 ; REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 2603/69 , ART . 10 E ALLEGATO )   5 . POLITICA COMMERCIALE COMUNE - REGIME COMUNE DELLE ESPORTAZIONI - REGOLAMENTO N . 2603/69 - RESTRIZIONI DELL ' ESPORTAZIONE DI PETROLIO IMPOSTE DA UNO STATO MEMBRO - AMMISSIBILITA ALLA LUCE DEGLI ARTT . 34 E 85 DEL TRATTATO   ( TRATTATO CEE , ARTT . 34 , 85 E 113 ; REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 2603/69 , ART . 10 E ALLEGATO )   6 . POLITICA COMMERCIALE COMUNE - REGIME NAZIONALE DELLE ESPORTAZIONI - MODIFICA - OBBLIGO D ' INFORMAZIONE PREVIA - INADEMPIMENTO - EFFETTI NEI CONFRONTI DEI SINGOLI - INSUSSISTENZA   ( TRATTATO CEE , ART . 113 ; REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 2603/69 ; DECISIONI DEL CONSIGLIO 9 OTTOBRE 1961 , 25 SETTEMBRE 1962 E 16 SETTEMBRE 1969 )   7 . POLITICA COMMERCIALE COMUNE - REGIME NAZIONALE RESTRITTIVO DEGLI SCAMBI - COMPATIBILITA CON IL DIRITTO COMUNITARIO - VALUTAZIONE - MANCATA CONTESTAZIONE DA PARTE DELLE AUTORITA COMUNITARIE - IRRILEVANZA   ( TRATTATO CEE , ART . 113 )    

Massima

1 . LA MESSA IN ATTO DA PARTE DEL GOVERNO DI UNO STATO MEMBRO DI UNA POLITICA CHE ABBIA UN EFFETTO EQUIVALENTE A RESTRIZIONI QUANTITATIVE NON SFUGGE AI DIVIETI CONTEMPLATI DAL DIRITTO COMUNITARIO PER IL SOLO FATTO CHE NON SI E CONCRETATA IN PROVVEDIMENTI OBBLIGATORI PER LE IMPRESE GIACCHE , ANCHE SE NON COGENTI , I PROVVEDIMENTI GOVERNATIVI POSSONO ESSERE TALI DA INFLUIRE SUL COMPORTAMENTO DELLE IMPRESE ED AVERE QUINDI L ' EFFETTO DI OPPORSI AGLI SCOPI DELLA COMUNITA .   2 . L ' ACCORDO 20 MAGGIO 1975 FRA LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E LO STATO D ' ISRAELE DEV ' ESSERE INTERPRETATO NEL SENSO CHE ESSO NON VIETA L ' IMPOSIZIONE DI NUOVE RESTRIZIONI QUANTITATIVE O MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE PER LE ESPORTAZIONI DI UNO STATO MEMBRO IN ISRAELE .   3 . IL REGOLAMENTO N . 2603/69 , RELATIVO ALL ' INSTAURAZIONE DI UN REGIME COMUNE PER LE ESPORTAZIONI , VA INTERPRETATO NEL SENSO CHE ESSO NON VIETA AD UNO STATO MEMBRO D ' IMPORRE NUOVE RESTRIZIONI QUANTITATIVE O MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE PER LE PROPRIE ESPORTAZIONI DI PETROLIO NEI PAESI TERZI . L ' ART . 10 DI QUESTO REGOLAMENTO E L ' ALLEGATO DELLO STESSO COSTITUISCONO INFATTI L ' AUTORIZZAZIONE SPECIFICA RESA NECESSARIA DAL TRASFERIMENTO ALLA COMUNITA , ALLA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO , DELLA COMPETENZA IN FATTO DI POLITICA COMMERCIALE E CHE CONSENTE AGLI STATI MEMBRI D ' IMPORRE DETTI PROVVEDIMENTI SENZA CHE SI DEBBA EFFETTUARE , A QUESTO PROPOSITO , UNA DISTINZIONE FRA LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ESISTENTI E LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ADOTTATE DI RECENTE .   4 . BENCHE L ' ART . 113 DEL TRATTATO OSTI ALL ' ESCLUSIONE GENERALE E DI PRINCIPIO DI DETERMINATE MERCI DAL CAMPO DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE , NON E CIONONDIMENO VIETATO AL CONSIGLIO , NELL ' AMBITO DEL POTERE DISCREZIONALE DI CUI DISPONE IN UN SETTORE ECONOMICO TANTO COMPLESSO , ESCLUDERE IN VIA TRANSITORIA DETERMINATE MERCI DAL REGIME COMUNE DELLE ESPORTAZIONI . DETTA ESCLUSIONE ERA IN PARTICOLARE AMMISSIBILE PER IL PETROLIO , TENUTO CONTO DEGLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI ASSUNTI IN PROPOSITO DA DETERMINATI STATI MEMBRI E IN CONSIDERAZIONE DELLE CARATTERISTICHE PARTICOLARI DI QUESTA MERCE , D ' IMPORTANZA VITALE PER L ' ECONOMIA DI UNO STATO E PER IL FUNZIONAMENTO DEI SUOI ORGANI E DEI SUOI SERVIZI PUBBLICI .   5 . GLI ARTT . 34 E 85 DEL TRATTATO NON OSTANO A CHE UNO STATO MEMBRO PONGA IN ATTO UNA POLITICA CHE SI RISOLVE NEL RESTRINGERE O NEL VIETARE LE ESPORTAZIONI DI PETROLIO IN UN PAESE TERZO , IN FORZA DELL ' ART . 10 DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 . UNA POLITICA DEL GENERE , INFATTI , NON COLPISCE SPECIFICAMENTE LE ESPORTAZIONI NEGLI STATI MEMBRI E NON MIRA A GARANTIRE UN VANTAGGIO PARTICOLARE AI PRODOTTI NAZIONALI O AL MERCATO INTERNO DELLO STATO MEMBRO DI CUI TRATTASI , NE E , DI PER SE , ATTA A RESTRINGERE O AD ALTERARE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA NEL MERCATO COMUNE .   6 . ANCHE DOPO LA SCADENZA DEL PERIODO TRANSITORIO E L ' ADOZIONE DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 , L ' ART . 4 DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 9 OTTOBRE 1961 , IN RELAZIONE ALLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 25 SETTEMBRE 1962 ED ALL ' ART . 15 DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 16 SETTEMBRE 1969 , IMPONE ALLO STATO MEMBRO CHE INTENDA PROCEDERE ALLA MODIFICA DEL PROPRIO REGIME DI LIBERALIZZAZIONE DELLE ESPORTAZIONI NEI PAESI TERZI D ' INFORMARNE PREVIAMENTE GLI ALTRI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE . LO STATO MEMBRO CHE OMETTA DI EFFETTUARE QUESTA INFORMAZIONE PREVIA O CHE LA EFFETTUI SOLO CON RITARDO OPPURE IN MODO INSUFFICIENTE VIENE MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTIGLI DALLE SOPRAMMENZIONATE DECISIONI DEL CONSIGLIO , MA QUESTO INADEMPIMENTO NON PUO ATTRIBUIRE AI SINGOLI DEI DIRITTI CHE I GIUDICI NAZIONALI DEBBANO TUTELARE .   7 . IL FATTO CHE NESSUNA ISTITUZIONE COMUNITARIA ABBIA CONTESTATO LA LEGITTIMITA DI UNA POLITICA RESTRITTIVA DEGLI SCAMBI COI PAESI TERZI POSTA IN ATTO DA UNO STATO MEMBRO NON PUO AVERE , DI PER SE , ALCUNA INCIDENZA SULLA SUA COMPATIBILITA COL DIRITTO COMUNITARIO .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 174/84 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DALLA HIGH COURT OF JUSTICE , QUEEN ' S BENCH DIVISION , COMMERCIAL COURT , NELLA CAUSA DINANZI AD ESSA PENDENTE TRA  BULK OIL ( ZUG ) AG ,   ATTRICE ,   E  SUN INTERNATIONAL LIMITED E SUN OIL TRADING COMPANY ,   CONVENUTE ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DELLE AFFERENTI DISPOSIZIONI DEL DIRITTO COMUNITARIO , ONDE VALUTARE LA VALIDITA , SOTTO IL PROFILO DEL DIRITTO COMUNITARIO , DELLA POLITICA SEGUITA DAL REGNO UNITO NEL 1981 IN FATTO DI RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE DI PETROLIO GREZZO NEI PAESI TERZI E IN PARTICOLARE IN ISRAELE ,  

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA 18 MAGGIO 1984 , GIUNTA ALLA CORTE IL 4 LUGLIO SUCCESSIVO , LA COMMERCIAL COURT DELLA QUEEN ' S BENCH DIVISION DELLA HIGH COURT OF JUSTICE HA SOLLEVATO , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DIVERSE QUESTIONI PREGIUDIZIALI RELATIVE ALL ' INTERPRETAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DEL DIRITTO COMUNITARIO VIGENTI , ONDE APPREZZARE LA VALIDITA , SOTTO IL PROFILO DEL DIRITTO COMUNITARIO , DELLA POLITICA SEGUITA DAL REGNO UNITO NEL CORSO DEL 1981 IN FATTO DI RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE DI PETROLIO GREGGIO NEI PAESI TERZI ED IN PARTICOLARE IN ISRAELE .   2 DETTE QUESTIONI SONO SORTE NELL ' AMBITO DI UNA CONTROVERSIA TRA LA BULK OIL ( ZUG ) AG ( IN PROSIEGUO : LA '  BULK ' ), SOCIETA DI DIRITTO SVIZZERO , E LE IMPRESE SUN INTERNATIONAL LIMITED E SUN OIL TRADING COMPANY ( IN PROSIEGUO : '  SUN ' ) CHE HANNO LE LORO SEDI RISPETTIVE NELLE BERMUDE E NEGLI STATI UNITI .   3 E ASSODATO CHE , DAL GENNAIO DEL 1979 , LA POLITICA BRITANNICA E CONSISTITA NELL ' AUTORIZZARE L ' ESPORTAZIONE DI PETROLIO ESTRATTO NEL REGNO UNITO SOLO NEGLI STATI MEMBRI DELLA COMUNITA , NEGLI STATI MEMBRI DELL ' AGENZIA INTERNAZIONALE PER L ' ENERGIA ( AIE ) E NEI PAESI CON I QUALI ESISTEVANO GIA CORRENTI DI SCAMBI ANTERIORMENTE AL 1979 ( VALE A DIRE , IN PRATICA , LA FINLANDIA ).   4 DETTA POLITICA DEL REGNO UNITO NON E MAI STATA SANCITA DA UNA NORMA DI LEGGE O IN QUALSIASI ATTO GIURIDICO , MA E STATA RESA PUBBLICA DA DICHIARAZIONI MINISTERIALI . ESSA MIRAVA A VIETARE LE ESPORTAZIONI TANTO DIRETTE , QUANTO INDIRETTE DI PETROLIO GREGGIO NEI PAESI TERZI DIVERSI DA QUELLI SOPRA MENZIONATI . LE IMPRESE PETROLIFERE CHE OPERANO NEL REGNO UNITO VENIVANO INFORMATE DI DETTA POLITICA ED INVITATE A CONFORMARVISI . IN CONCRETO , LE IMPRESE PETROLIFERE , E IN PARTICOLARE LA BRITISH PETROLEUM , DAL 1979 HANNO INSERITO NEI LORO CONTRATTI TIPO UNA CLAUSOLA DI '  DESTINAZIONE '  CHE VIETA A QUALSIASI ACQUIRENTE DI ESPORTARE IL PETROLIO IN PAESI DIVERSI DAGLI STATI SOPRA MENZIONATI . IL 31 GENNAIO 1979 IL REGNO UNITO INVIAVA AL COMITATO DEI RAPPRESENTANTI PERMANENTI DEGLI STATI MEMBRI UN DOCUMENTO RELATIVO ALLA SUA NUOVA POLITICA PETROLIFERA .   5 CON UN CONTRATTO STIPULATO IL 13 APRILE 1981 , LA SUN CONVENIVA DI VENDERE ALLA BULK GRANDI QUANTITATIVI DI PETROLIO GREGGIO BRITANNICO PROVENIENTI DAL MARE DEL NORD . IL CONTRATTO ERA CORREDATO DA UNA CLAUSOLA DI DESTINAZIONE COSI STILATA : '  DESTINAZIONE : DESTINAZIONE LIBERA , MA SEMPRE CONFORME ALLA POLITICA DEL GOVERNO DEL PAESE DI ESPORTAZIONE ( ... ) ' . AVENDO LA SUN ACCERTATO CHE IL PAESE AL QUALE LA BULK DESTINAVA IL PETROLIO ERA ISRAELE , LA BP , FORNITRICE DEL PETROLIO , RIFIUTAVA DI IMBARCARLO A BORDO DELLA PETROLIERA DESIGNATA DALLA BULK , IN QUANTO LA FORNITURA DEL PETROLIO AD ISRAELE ERA INCOMPATIBILE CON LA POLITICA DEL REGNO UNITO E LA SUN SI COMPORTAVA NELLO STESSO MODO . LA BULK SI RIVOLGEVA ALLA SUN , SOSTENENDO DI ESSERE AUTORIZZATA , IN FORZA DEL CONTRATTO , AD OBBLIGARLA A FARE IMBARCARE IL PETROLIO DESTINATO AD ISRAELE E CHE LA SUN , IN OGNI CASO , NON POTEVA RICHIAMARSI ALLA POLITICA DEL REGNO UNITO .   6 LA LITE VENIVA SOTTOPOSTA AD ARBITRATO , VERTENTE IN PARTICOLARE SUL SE LA POLITICA BRITANNICA FOSSE CONFORME ALLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO E AL CONTENUTO DELL ' ACCORDO CEE-ISRAELE DELL ' 11 MAGGIO 1975 . NEL SUO LODO DELL ' 8 OTTOBRE 1982 , L ' ARBITRO DICHIARAVA CHE L ' ACCORDO CEE-ISRAELE NON CONTEMPLA LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE , MA SEMPLICEMENTE QUELLE ALL ' IMPORTAZIONE ; CHE L ' ESPORTAZIONE DI PETROLIO GREGGIO NON RIENTRA NEL SETTORE GENERALMENTE RISERVATO AL TRATTATO E A DETTO ACCORDO ; E CHE , SE LA POLITICA BRITANNICA IN QUESTIONE NON ERA VALIDA SOTTO IL PROFILO DEL DIRITTO COMUNITARIO , LA RESTRIZIONE DI DESTINAZIONE IMPOSTA DALLA SUN SAREBBE PARIMENTI NULLA E NON POTREBBE VENIR OPPOSTA DALLA SUN ALLA BULK . TUTTAVIA , NELLA FATTISPECIE , L ' ARBITRO DICHIARAVA CHE L ' INADEMPIENZA CONTRATTUALE ERA DOVUTA ALLA BULK E , NEL SUO LODO FINALE DEL 5 MAGGIO 1983 , LIQUIDAVA IL RISARCIMENTO DOVUTO DALLA BULK ALLA SUN IN OLTRE 12 MILIONI DI DOLLARI USA .   7 LA BULK IMPUGNAVA DETTO LODO DINANZI ALLA HIGH COURT OF JUSTICE LA QUALE , CON ORDINANZA 18 MAGGIO 1984 , DELLA COMMERCIAL COURT DELLA QUEEN ' S BENCH DIVISION , HA DECISO DI SOTTOPORRE ALLA CORTE LE SEGUENTI QUESTIONI PREGIUDIZIALI :   1 ) A ) SE L ' ACCORDO 11 MAGGIO 1975 FRA LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E LO STATO DI ISRAELE ( L ' '  ACCORDO ' ), ADOTTATO CON REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 1274/75 ( IL '  REGOLAMENTO ' ), CORRETTAMENTE INTERPRETATO :   I ) IMPEDISCA LA CREAZIONE DI NUOVE RESTRIZIONI QUANTITATIVE O MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE PER LE ESPORTAZIONI DAL REGNO UNITO IN ISRAELE E , IN CASO AFFERMATIVO ;   II ) IMPEDISCA TALE CREAZIONE PER LE ESPORTAZIONI DI PETROLIO GREGGIO DAL REGNO UNITO IN ISRAELE ;   III ) IMPEDISCA , INOLTRE , L ' INSERZIONE IN UN CONTRATTO FRA DUE SINGOLI DI UNA CLAUSOLA LA QUALE VIETI L ' ESPORTAZIONE DI PETROLIO GREGGIO DAL REGNO UNITO IN ISRAELE NEL PERIODO APRILE 1981 - LUGLIO 1981 COMPRESO ( IL '  PERIODO DI CUI TRATTASI ' ).   B ) SE IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 2603/69 ABBIA RILIEVO AI FINI DELLA SOLUZIONE .   2 ) IN CASO AFFERMATIVO , SE UN PROVVEDIMENTO AVENTE LA FORMA DI UNA POLITICA ( LA '  POLITICA ' ), ASSERTIVAMENTE ADOTTATA DAL REGNO UNITO , DI VIETARE L ' ESPORTAZIONE DI PETROLIO GREGGIO DAL MARE DEL NORD IN PAESI CHE NON FOSSERO GLI STATI MEMBRI DELLA CEE , PAESI PARTECIPANTI ALL ' AGENZIA INTERNAZIONALE PER L ' ENERGIA E QUELLI CON CUI ERANO IN ATTO , AL MOMENTO DELL ' ADOZIONE DELLA POLITICA , CORRENTI DI SCAMBI , E CHE QUINDI IMPEDIVA L ' ESPORTAZIONE DIRETTA IN ISRAELE DI PETROLIO GREGGIO DEL MARE DEL NORD , SAREBBE GIUSTIFICATO A NORMA DELL ' ART . 11 DELL ' ACCORDO E DEI REGOLAMENTI DI CUI SOPRA , DATE LE CIRCOSTANZE DEL PERIODO DI CUI TRATTASI . SE UN PROVVEDIMENTO DEL GENERE SAREBBE STATO UN MEZZO DI DISCRIMINAZIONE ARBITRARIA O UNA RESTRIZIONE DISSIMULATA DEL COMMERCIO FRA LE PARTI CONTRAENTI A NORMA DI DETTO ARTICOLO .   3 ) OVE RILEVANTE , ALLA LUCE DELLA SOLUZIONE DELLE QUESTIONI 1 E 2 :   A ) SE LE AFFERENTI DISPOSIZIONI DELL ' ACCORDO E DEI REGOLAMENTI DI CUI TRATTASI SIANO DIRETTAMENTE EFFICACI IN MODO CHE IL SINGOLO POSSA FARLE VALERE ,   B ) SE IL SINGOLO POSSA FARLE VALERE NEI CONFRONTI DI UN ALTRO SINGOLO , E  C ) SE IL SINGOLO POSSA FARLE VALERE NEI CONFRONTI DI UN ALTRO SINGOLO NEL CASO IN CUI ABBIA CON QUESTO STIPULATO UN CONTRATTO , UNA CLAUSOLA DEL QUALE PRESCRIVA , FRA L ' ALTRO , L ' OSSERVANZA DELLA POLITICA DI UNO STATO MEMBRO CHE SIA IN CONTRASTO CON DETTE DISPOSIZIONI .   4 ) QUALORA SIA RILEVANTE , ALLA LUCE DELLE SOLUZIONI DATE ALLE QUESTIONI 1 , 2 E 3 , SE , TENUTO CONTO DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 2603/69 , L ' ADOZIONE DI DETTA POLITICA FOSSE INCOMPATIBILE COL TRATTATO CEE PER INTERO O SOLO NELLA PARTE IN CUI SI PROPONEVA DI IMPEDIRE L ' ESPORTAZIONE DI PETROLIO GREGGIO DAL REGNO UNITO IN ISRAELE , IN QUANTO IL TRATTATO VIETAVA AL REGNO UNITO DI ADOTTARE UNA POLITICA DEL GENERE :   I ) IN OGNI CASO , O  II ) SENZA PREVIA NOTIFICA ALLA COMMISSIONE E/O AL CONSIGLIO DEI MINISTRI DELLE COMUNITA EUROPEE , NE/O AVERE OTTENUTO IL PARERE E/O L ' AUTORIZZAZIONE DI UNO DI ESSI O DI ENTRAMBI .   5 ) SE L ' ADOZIONE DELLA POLITICA ERA INCOMPATIBILE COL TRATTATO :   A ) SE LE AFFERENTI DISPOSIZIONI DEL TRATTATO SIANO DIRETTAMENTE EFFICACI IN MODO CHE IL SINGOLO POSSA FARLE VALERE ,   B ) SE IL SINGOLO POSSA FARLE VALERE NEI CONFRONTI DI UN ALTRO SINGOLO , E  C ) SE IL SINGOLO POSSA FARLE VALERE NEI CONFRONTI DI UN ALTRO SINGOLO NEL CASO IN CUI ABBIA CON QUESTO STIPULATO UN CONTRATTO , UNA CLAUSOLA DEL QUALE PRESCRIVA L ' OSSERVANZA DELLA POLITICA DI UNO STATO MEMBRO CHE SIA IN CONTRASTO CON DETTE DISPOSIZIONI .   6 ) SE , AI FINI DELLE SOLUZIONI CHE PRECEDONO , ABBIA RILEVANZA IL FATTO CHE NE IL CONSIGLIO DEI MINISTRI , NE LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE ABBIANO CONTESTATO LA LEGITTIMITA DI DETTA POLITICA .   SULLA SOLUZIONE DELLA PRIMA PARTE DELLA PRIMA QUESTIONE ( 1 A )   8 CON DETTA QUESTIONE , IL GIUDICE PROPONENTE CHIEDE IN SOSTANZA SE SI DEBBA INTERPRETARE L ' ACCORDO 11 MAGGIO 1975 , STIPULATO DALLA CEE CON LO STATO DI ISRAELE , NEL SENSO CHE ESSO VIETAVA AL REGNO UNITO DI PORRE IN ATTO UNA POLITICA CHE SI RISOLVESSE NELL ' IMPORRE NUOVE RESTRIZIONI QUANTITATIVE O MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE PER LE SUE ESPORTAZIONI IN ISRAELE .   9 E OPPORTUNO ANZITUTTO OSSERVARE CHE SI DEVE CONSIDERARE COME MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE A RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE NEI PAESI TERZI LA MESSA IN ATTO DI UNA POLITICA CHE ABBIA PRECISAMENTE QUESTO SCOPO . SIFFATTA '  POLITICA '  O PRASSI NON SFUGGE AI DIVIETI CONTEMPLATI DAL DIRITTO COMUNITARIO PER IL SOLO FATTO CHE NON SI E CONCRETATA IN PROVVEDIMENTI OBBLIGATORI PER LE IMPRESE . INFATTI , ANCHE ATTI DI UN GOVERNO PRIVI DI FORZA COGENTE POSSONO ESSERE TALI DA INFLUIRE SUL COMPORTAMENTO DELLE IMPRESE NEL TERRITORIO DI QUESTO STATO ED AVERE QUINDI L ' EFFETTO DI OPPORSI AGLI SCOPI DELLA COMUNITA ( SI VEDA , IN QUESTO SENSO , LA SENTENZA 24 NOVEMBRE 1982 , COMMISSIONE/IRLANDA , 249/81 , RACC . PAG . 4005 ).   10 L ' ACCORDO STIPULATO DALLA COMUNITA CON LO STATO DI ISRAELE IL 20 MAGGIO 1975 ( GU L 136 , PAG . 1 ), HA AD OGGETTO LA GRADUALE SOPPRESSIONE DEGLI OSTACOLI PER LA PARTE ESSENZIALE DEGLI SCAMBI TRA LE PARTI CONTRAENTI E LA PROMOZIONE DEGLI SCAMBI COMMERCIALI RECIPROCI . L ' ART . 3 SANCISCE IL PRINCIPIO CHE NESSUN NUOVO DAZIO DOGANALE ALL ' IMPORTAZIONE NE TASSA D ' EFFETTO EQUIVALENTE , COME PURE NESSUNA NUOVA RESTRIZIONE QUANTITATIVA ALL ' IMPORTAZIONE O MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE , VENGONO ISTITUITI NEGLI SCAMBI TRA LA COMUNITA ED ISRAELE . L ' ART . 4 PRECISA CHE NESSUN NUOVO DAZIO DOGANALE ALL ' ESPORTAZIONE NE TASSA D ' EFFETTO EQUIVALENTE VENGONO ISTITUITI NEGLI SCAMBI TRA LA COMUNITA ED ISRAELE .   11 L ' ART . 11 RECITA CHE '  L ' ACCORDO LASCIA IMPREGIUDICATI I DIVIETI O LE RESTRIZIONI ALL ' IMPORTAZIONE , ALL ' ESPORTAZIONE O AL TRANSITO , GIUSTIFICATI DA MOTIVI DI MORALITA PUB BLICA , DI ORDINE PUBBLICO , DI PUBBLICA SICUREZZA , DI TUTELA DELLA SALUTE E DELLA VITA DELLE PERSONE E DEGLI ANIMALI , O DI PRESERVAZIONE DEI VEGETALI , DI PROTEZIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO , STORICO O ARCHEOLOGICO NAZIONALE O DI TUTELA DELLA PROPRIETA INDUSTRIALE E COMMERCIALE , NONCHE LA NORMATIVA RIGUARDANTE L ' ORO E L ' ARGENTO . TUTTAVIA , TALI DIVIETI O RESTRIZIONI NON DEVONO COSTITUIRE UN MEZZO DI DISCRIMINAZIONE ARBITRARIA NE UNA RESTRIZIONE DISSIMULATA AL COMMERCIO TRA LE PARTI CONTRAENTI ' .   12 A NORMA DELL ' ART . 12 DELL ' ACCORDO , SONO INCOMPATIBILI CON IL SUO BUON FUNZIONAMENTO , QUALORA POSSANO LEDERE GLI SCAMBI TRA LA COMUNITA ED ISRAELE , I COMPORTAMENTI ANTICONCORRENZIALI DELLE IMPRESE O DEGLI STATI . INFINE , L ' ART . 25 , N . 1 , DELL ' ACCORDO DISPONE CHE : '  LE PARTI CONTRAENTI SI ASTENGONO DA OGNI MISURA CHE POSSA COMPROMETTERE LA REALIZZAZIONE DEGLI SCOPI DELL ' ACCORDO ' .   13 LA BULK SOSTIENE CHE LA STIPULAZIONE DELL ' ACCORDO CEE-ISRAELE COSTITUISCE , DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL REGOLAMENTO 20 DICEMBRE 1969 , N . 2603 , CHE ISTITUISCE UN REGIME COMUNE PER LE ESPORTAZIONI ( GU L 324 , PAG . 25 ), IL SECONDO INTERVENTO DELLA COMUNITA NEI CONFRONTI DI ISRAELE NELL ' AMBITO DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE CONTEMPLATA DAL TRATTATO E CHE QUINDI VA ESCLUSO L ' ESERCIZIO DELLA COMPETENZA DI UNO STATO MEMBRO , IN QUESTO SETTORE , SENZA PREVIA AUTORIZZAZIONE DELLA COMUNITA . EMERGEREBBE DALL ' ESAME DI DETTO ACCORDO , IN PARTICOLARE DAL PREAMBOLO E DALL ' ART . 1 , CHE LA COMUNITA E INTERVENUTA IN MODO ESAURIENTE NEL SETTORE DEI RAPPORTI COMMERCIALI TRA LA CEE ED ISRAELE . QUESTO SETTORE COMPRENDEREBBE LE RESTRIZIONI TANTO ALL ' ESPORTAZIONE QUANTO ALL ' IMPORTAZIONE E RIGUARDEREBBE INDUBBIAMENTE IL PETROLIO GREGGIO . INOLTRE , IL DIVIETO DI ESPORTARE PETROLIO BRITANNICO IN ISRAELE POTREBBE METTERE A REPENTAGLIO IL CONSEGUIMENTO DEGLI SCOPI DELL ' ACCORDO , CONTRARIAMENTE A QUANTO DISPONE L ' ART . 25 , N . 1 , DELLO STESSO . INFINE , GLI ACCORDI E LE PRATICHE CONCERTATE CONTEMPLATE DALLA POLITICA BRITANNICA , IN PARTICOLARE L ' INSERIMENTO DI UNA CLAUSOLA DI DESTINAZIONE IN TUTTI I CONTRATTI , PORREBBERO IN NON CALE L ' ART . 12 , N . 1 , DELL ' ACCORDO CEE-ISRAELE .   14 LA SUN , IL GOVERNO DEL REGNO UNITO E LA COMMISSIONE SOSTENGONO INVECE CHE L ' ACCORDO CEE-ISRAELE RIGUARDA SOLO LE RESTRIZIONI ALL ' IMPORTAZIONE E NON CONTIENE ALCUNA DISPOSIZIONE CHE VIETI LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE O MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE . SAREBBE IMPOSSIBILE DESUMERE DAL SUO PREAMBOLO O DA UNA QUALSIASI DELLE SUE DISPOSIZIONI , IVI COMPRESI GLI ARTT . 1 E 11 , CHE UNA CLAUSOLA DI TALE IMPORTANZA ABBIA POTUTO ESSERE PATTUITA IMPLICITAMENTE DALLE PARTI CONTRAENTI . QUE STO MODO DI VEDERE VERREBBE INOLTRE CONFERMATO DALL ' ESAME A CONTRARIO DI ALTRI ACCORDI DI ASSOCIAZIONE CHE CONTENGONO ESPRESSAMENTE UNA SIFFATTA CLAUSOLA DI DIVIETO DI RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE , COME PURE DALLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE E , IN PARTICOLARE , DALLA SENTENZA 11 OTTOBRE 1979 ( BOUHELIER ED ALTRI , 225/78 , RACC . PAG . 3151 ).   15 E OPPORTUNO OSSERVARE CHE , PER LE IMPORTAZIONI , IL SUMMENZIONATO ART . 3 DELL ' ACCORDO VIETA ESPRESSAMENTE QUALSIASI NUOVA RESTRIZIONE QUANTITATIVA O MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE . AL CONTRARIO , PER QUEL CHE RIGUARDA LE ESPORTAZIONI , L ' ART . 4 SI LIMITA A PROIBIRE L ' ISTITUZIONE DI NUOVI DAZI DOGANALI O TASSE D ' EFFETTO EQUIVALENTE . NE QUESTO ARTICOLO NE ALCUN ' ALTRA CLAUSOLA DELL ' ACCORDO CEE-ISRAELE VIETANO ESPRESSAMENTE LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE O LE MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE NEGLI SCAMBI TRA LA CEE ED ISRAELE .   16 D ' ALTRO CANTO , COME LA CORTE , INTERPRETANDO CLAUSOLE ANALOGHE DI UN ACCORDO SIMILE , HA GIA AFFERMATO NELLA SUMMENZIONATA SENTENZA 11 OTTOBRE 1979 ( BOUHELIER ), NON SI PUO DESUMERE DALL ' ART . 11 , INDIPENDENTEMENTE DALLA SUA AMBIGUITA , CHE UNA CLAUSOLA CHE VIETI RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE AVREBBE POTUTO ESSERE PATTUITA IMPLICITAMENTE DALLE PARTI CONTRAENTI . COSI STANDO LE COSE - E COME GIUSTAMENTE SOSTENGONO LA SUN , IL GOVERNO DEL REGNO UNITO E LA COMMISSIONE - SI DEVE RITENERE CHE L ' ACCORDO NON IMPONE ALCUN OBBLIGO ALLA COMUNITA O AGLI STATI MEMBRI PER QUEL CHE RIGUARDA L ' ISTITUZIONE O L ' ABOLIZIONE DI RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE O DI MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE .   17 DAL MOMENTO CHE LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE ESULANO DAL CAMPO D ' APPLICAZIONE DELL ' ACCORDO STIPULATO DALLA COMUNITA CON LO STATO D ' ISRAELE E OPPORTUNO DISATTENDERE L ' ARGOMENTO SECONDO IL QUALE QUESTO ACCORDO AVREBBE PRIVATO GLI STATI MEMBRI DELLA COMPETENZA AD EMANARE SIFFATTE RESTRIZIONI ED INOLTRE CONSTATARE CHE LA QUESTIONE SE I PROVVEDIMENTI CHE IMPLICANO RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE SIANO COMPATIBILI COI SUMMENZIONATI ARTT . 11 , 12 E 25 , N . 1 , DELL ' ACCORDO CEE-ISRAELE NON E PERTINENTE .   18 NE CONSEGUE CHE E PURE INUTILE RISOLVERE LE QUESTIONI PROSPETTATE DAL GIUDICE NAZIONALE AI NN . 1 A ), II ) E 1 A ) III ), PER LE QUALI NON E RICHIESTA SOLUZIONE SE NON NELL ' IPOTESI IN CUI L ' ACCORDO CEE-ISRAELE SIA STATO INTERPRETATO NEL SENSO CHE ESSO VIETA , AGLI STATI MEMBRI , DI ISTITUIRE NUOVE RESTRIZIONI QUANTITATIVE O MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE PER LE ESPORTAZIONI IN ISRAELE .   19 SI DEVE QUINDI RISOLVERE LA PRIMA PARTE DELLA QUESTIONE DICHIARANDO CHE L ' ACCORDO 20 MAGGIO 1975 TRA LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E LO STATO D ' ISRAELE VA INTER PRETATO NEL SENSO CHE ESSO NON VIETA L ' IMPOSIZIONE DI NUOVE RESTRIZIONI QUANTITATIVE O MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE PER LE ESPORTAZIONI DI UNO STATO MEMBRO IN ISRAELE .   SULLA SOLUZIONE DELLA SECONDA PARTE DELLA PRIMA QUESTIONE ( 1 B )   20 CON TALE QUESTIONE , IL GIUDICE NAZIONALE CHIEDE IN SOSTANZA SE IL REGOLAMENTO N . 2603/69 VADA INTERPRETATO NEL SENSO CHE ESSO CONSENTE DI PERSEGUIRE UNA POLITICA COME QUELLA DI CUI TRATTASI IN FATTO DI ESPORTAZIONI DI PETROLIO .   21 IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 20 DICEMBRE 1969 , N . 2603 RELATIVO ALL ' INSTAURAZIONE DI UN REGIME COMUNE PER LE ESPORTAZIONI ( GU L 324 , PAG . 25 ) ALL ' ART . 1 DISPONE CHE '  LE ESPORTAZIONI DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA VERSO I PAESI TERZI SONO LIBERE , VALE A DIRE NON SOGGETTE A RESTRIZIONI QUANTITATIVE , AD ECCEZIONE DI QUELLE APPLICATE IN CONFORMITA DELLE DISPOSIZIONI DEL PRESENTE REGOLAMENTO ' . L ' ART . 10 PRECISA CHE '  FIN QUANDO IL CONSIGLIO , CHE DELIBERA A MAGGIORANZA QUALIFICATA SU PROPOSTA DELLA COMMISSIONE , NON ISTITUISCE UN REGIME COMUNE NEI LORO CONFRONTI , IL PRINCIPIO DELLA LIBERTA DI ESPORTAZIONE SUL PIANO COMUNITARIO DI CUI ALL ' ART . 1 NON SI APPLICA AI PRODOTTI CHE FIGURANO NELL ' ALLEGATO ' . TRA QUESTI PRODOTTI ELENCATI IN ANNESSO RIENTRANO , SOTTO LE VOCI 27.09 E 27.10 , IL PETROLIO GREGGIO E GLI OLI A BASE DI PETROLIO .   22 LA BULK SOSTIENE CHE L ' ART . 113 DEL TRATTATO E IL REGOLAMENTO N . 2603/69 OSTANO A CHE UNO STATO MEMBRO , SENZA UN ' AUTORIZZAZIONE SPECIALE , ADOTTI E MANTENGA IN VIGORE UNA POLITICA CHE VIETA L ' ESPORTAZIONE DI PETROLIO IN DETERMINATI PAESI TERZI , IVI COMPRESO ISRAELE .   23 BASANDOSI SULL ' ESAME DELLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE IN FATTO DI POLITICA COMMERCIALE COMUNE , LA BULK SOSTIENE IN EFFETTI CHE , NEL CAMPO DELLA POLITICA COMMERCIALE , LA COMUNITA DISPONE DI UNA COMPETENZA ESCLUSIVA E CHE UNO STATO MEMBRO PUO ADOTTARE UNA MISURA SOLO CON L ' ESPRESSA AUTORIZZAZIONE DELLA COMUNITA ; CHE LA POLITICA COMMERCIALE COMUNE COMPRENDE LE MISURE CHE LIMITANO LE ESPORTAZIONI NEI PAESI TERZI , INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE SIANO RESTRIZIONI QUANTITATIVE O MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE ; CHE LA POLITICA DEL GOVERNO BRITANNICO COSTITUISCE CERTO UNA MISURA DI POLITICA COMMERCIALE AVENTE AD OGGETTO LA DISCIPLINA DELLE ESPORTAZIONI DI PETROLIO GREGGIO NEI PAESI TERZI E CHE INFLUISCE DIRETTAMENTE SUL COMPORTAMENTO DELLE IMPRESE ; CHE LA COMUNITA NON HA AUTORIZZATO ESPRESSAMENTE QUESTA POLITICA DEL REGNO UNITO .   24 SECONDO LA BULK , L ' ART . 10 DEL SUMMENZIONATO REGOLAMENTO N . 2603/69 NON PUO COSTITUIRE SIFFATTA AUTORIZZAZIONE . INFATTI , RISULTEREBBE DALL ' ESAME DEL PREAMBOLO E DEL COMPLESSO DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 CHE L ' ART . 10 HA ESCLUSO , PER DETERMINATI PRODOTTI , IL PRINCIPIO DELLA LIBERALIZZAZIONE DELLE ESPORTAZIONI NEI PAESI TERZI , PRINCIPIO SANCITO DALL ' ART . 1 , SOLO PER EVITARE CHE LE VECCHIE RESTRIZIONI NAZIONALI ALL ' ESPORTAZIONE VERTENTI SULLE MERCI ELENCATE NELL ' ALLEGATO DIVENGANO CADUCHE ALLA SCADENZA DEL PERIODO TRANSITORIO . IN NESSUN CASO DETTE DISPOSIZIONI AVREBBERO AVUTO L ' OGGETTO O L ' EFFETTO DI CONFERIRE AGLI STATI MEMBRI LA PIU AMPIA FACOLTA DI ADOTTARE NUOVE RESTRIZIONI ALL ' ESPORTAZIONE ANCHE PER UNA MERCE ELENCATA NELL ' ALLEGATO DEL REGOLAMENTO . DUNQUE , LE ESPORTAZIONI DI PETROLIO GREGGIO RESTEREBBERO CERTO NEL CAMPO D ' APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 E , DI CONSEGUENZA , DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE , COME CONFERMEREBBE D ' ALTRO CANTO L ' AVVENTO DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 10 LUGLIO 1982 , N . 1934 , CHE EMENDA IL REGOLAMENTO N . 2603/69 E CHE ISTITUISCE UN NUOVO REGIME PER L ' ESPORTAZIONE DI PETROLIO GREZZO ( GU L 211 , PAG . 1 ).   25 LA BULK NE DESUME CHE SE , ALL ' OPPOSTO DI QUANTO ESSA SOSTIENE , IL CONSIGLIO AVESSE INTESO LASCIARE AGLI STATI MEMBRI LA PIU AMPIA FACOLTA DI IMPORRE NUOVE RESTRIZIONI ALL ' ESPORTAZIONE DI TUTTE LE MERCI INDICATE NELL ' ALLEGATO DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 , SIFFATTA DISPOSIZIONE SAREBBE NULLA , IN QUANTO INCOMPATIBILE CON IL TRATTATO ED IN PARTICOLARE CON L ' ART . 113 .   26 LA SUN , IL GOVERNO DEL REGNO UNITO E LA COMMISSIONE CONCORDANO NELL ' ATTRIBUIRE COMPETENZA ESCLUSIVA ALLA COMUNITA IN FATTO DI DISCIPLINA DELLE ESPORTAZIONI NEI PAESI TERZI , BASANDOSI SULLA COSTANTE GIURISPRUDENZA DELLA CORTE IN MATERIA . QUINDI , NEL SETTORE DELLA POLITICA COMMERCIALE , CONTINUEREBBE A VALERE IL PRINCIPIO SECONDO CUI GLI STATI MEMBRI NON POSSONO ADOTTARE PROVVEDIMENTI NAZIONALI , A MENO CHE LE ISTITUZIONI DELLA COMUNITA NON DIANO LORO UN ' AUTORIZZAZIONE SPECIALE A TALE SCOPO .   27 ESSI SOSTENGONO TUTTAVIA CHE IL REGOLAMENTO N . 2603/69 COSTITUISCA UN PROVVEDIMENTO D ' APPLICAZIONE DELL ' ART . 113 IN FATTO DI DISCIPLINA DELLE ESPORTAZIONI NEI PAESI TERZI . ORBENE , SE L ' ART . 1 SANCISCE IN MODO GENERALE IL PRINCIPIO DELLA LIBERALIZZAZIONE DI DETTE ESPORTAZIONI , L ' ART . 10 SIGNIFICHEREBBE , SENZA ALCUNA AMBIGUITA , CHE DETTO PRINCIPIO DI LIBERTA DELLE ESPORTAZIONI NON SI APPLICA ALLE MERCI ELENCATE NELL ' ALLEGATO DI DETTO REGOLAMENTO E , DI CONSEGUENZA , AL PETROLIO . QUINDI IL REGOLAMENTO N . 2603/69 ABILITEREBBE GLI STATI MEMBRI , CHE AVEVANO IMPOSTO RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE RELATIVAMENTE AD UNA DELLE MERCI ELENCATE NELL ' ALLEGATO , A MODIFICARE QUESTE RESTRIZIONI E , NELLE STESSE CIRCOSTANZE , AD ADOTTARNE DI NUOVE PER QUESTI PRODOTTI , FINO A CHE IL CONSIGLIO NON ADOTTI UN REGIME COMUNE A NORMA DELL ' ART . 10 DEL REGOLAMENTO .   28 SECONDO LE STESSE OSSERVAZIONI , QUESTA TESI SAREBBE CORROBORATA DALL ' ESAME DEL SUMMENZIONATO REGOLAMENTO N . 1934/82 , IL QUALE , SECONDO LA SUA STESSA MOTIVAZIONE , MIRA A '  PRECISARE CON MAGGIOR CHIAREZZA '  LA PORTATA DEGLI ARTT . 1 E 10 DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 . ORBENE , L ' ART . 1 DEL REGOLAMENTO N . 1934/82 HA ESCLUSO DAL PRINCIPIO DELLA LIBERTA DI ESPORTAZIONE SUL PIANO COMUNITARIO PER TUTTI GLI STATI MEMBRI UN SOLO PRODOTTO , PRECISAMENTE IL PETROLIO GREZZO , '  TENUTO CONTO IN PARTICOLARE DEGLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI CONTRATTI DA TALUNI STATI MEMBRI ' . QUINDI , SECONDO DETTO REGOLAMENTO , TUTTI GLI STATI MEMBRI CHE ABBIANO LIMITATO O MENO LE LORO ESPORTAZIONI DI PETROLIO SONO LIBERI DI FARLO E LO ERANO GIA QUANDO VIGEVA IL REGOLAMENTO N . 2603/69 .   29 E OPPORTUNO RICORDARE CHE , A NORMA DELL ' ART . 113 , N . 1 , DEL TRATTATO , LA POLITICA COMMERCIALE COMUNE SI FONDA SU PRINCIPI UNIFORMI , IN PARTICOLARE PER QUEL CHE RIGUARDA LE MODIFICHE DOGANALI , LA STIPULAZIONE DI ACCORDI DOGANALI E COMMERCIALI , L ' UNIFORMIZZAZIONE DELLE MISURE DI LIBERALIZZAZIONE , LA POLITICA D ' ESPORTAZIONE NONCHE I PROVVEDIMENTI DI TUTELA COMMERCIALE .   30 D ' ALTRO CANTO , COME HA RITENUTO LA CORTE NEL PARERE 11 NOVEMBRE 1975 ( 1/75 , PAG . 1355 ), '  E DUNQUE INAMMISSIBILE CHE IN UN SETTORE COME QUELLO DISCIPLINATO DALL ' ACCORDO IN QUESTIONE , CHE FA PARTE DELLA POLITICA D ' ESPORTAZIONE E , PIU GENERALMENTE , DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE , GLI STATI MEMBRI CONSERVINO UNA COMPETENZA PARALLELA A QUELLA COMUNITARIA , SIA NELL ' ORDINAMENTO COMUNITARIO CHE IN QUELLO INTERNAZIONALE ( ... ). RICONOSCERE TALE COMPETENZA SIGNIFICHEREBBE AMMETTERE CHE GLI STATI MEMBRI POSSONO ASSUMERE , NEI RAPPORTI CON I PAESI TERZI , ATTEGGIAMENTI DIVERGENTI DALL ' ORIENTAMENTO GENERALE DELLA COMUNITA , QUINDI NE RESTEREBBE FALSATO IL GIOCO ISTITUZIONALE , NE RISULTEREBBE SCOSSA LA BUONA FEDE NELL ' AMBITO DELLA COMUNITA , CHE NON SAREBBE PIU IN GRADO DI ASSOLVERE IL PROPRIO COMPITO CHE E SOPRATTUTTO LA TUTELA DELL ' INTERESSE COMUNE ' .   31 E QUINDI OPPORTUNO DESUMERNE , E LA CORTE LO HA D ' ALTRA PARTE AFFERMATO NELLA SENTENZA 15 DICEMBRE 1976 ( DONCKERWOLKE , 41/76 , RACC . PAG . 1921 ), CHE , POICHE LA COMPETENZA IN MATERIA DI POLITICA COMMERCIALE E STATA TRASFERITA NEL SUO COMPLESSO ALLA COMUNITA PER EFFETTO DELL ' ART . 113 , N . 1 , PROVVEDIMENTI DI POLITICA COMMERCIALE DI CARATTERE NAZIONALE SONO AMMISSIBILI , DOPO LA SCADENZA DEL PERIODO TRANSITORIO , SOLO IN FORZA DI UNA SPECIFICA AUTORIZZAZIONE RILASCIATA DALLA COMUNITA .   32 NELLA FATTISPECIE , SI DESUME DAL REGOLAMENTO N . 2603/69 CHE L ' ART . 1 DI QUESTO HA POSTO IL PRINCIPIO CHE LE ESPORTAZIONI DELLA COMUNITA NEI PAESI TERZI SONO LIBERE , CIOE NON SOGGETTE A RESTRIZIONI QUANTITATIVE , ECCEZION FATTA PER QUELLE APPLICATE CONFORMEMENTE A DETTO REGOLAMENTO . PER L ' APPUNTO , CON L ' ART . 10 DI QUESTO REGOLAMENTO SI E INTESO LIMITARE LA PORTATA DI QUESTO PRINCIPIO , IN VIA TRANSITORIA E PER DETERMINATE MERCI , FINO A CHE IL CONSIGLIO NON ISTITUISCA PER ESSE UN REGIME COMUNE , ENUNCIANDO CHE IL PRINCIPIO DELLA LIBERTA D ' ESPORTAZIONE SUL PIANO COMUNITARIO NON SI APPLICA ALLE MERCI ELENCATE NELL ' ALLEGATO , TRA LE QUALI RIENTRA IL PETROLIO .   33 E QUINDI D ' UOPO CONSTATARE , COME HANNO SOSTENUTO LA SUN , IL REGNO UNITO E LA COMMISSIONE , CHE L ' ART . 10 DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 E L ' ALLEGATO RELATIVO COSTITUISCONO UN ' ABILITAZIONE SPECIFICA MIRANTE A CONSENTIRE AGLI STATI MEMBRI DI IMPORRE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' ESPORTAZIONE DI PETROLIO NEI PAESI TERZI , SENZA CHE SI DEBBA EFFETTUARE , A QUESTO PROPOSITO , UNA DISTINZIONE FRA LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ESISTENTI E LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ADOTTATE DI RECENTE .   34 QUANTO ALL ' ARGOMENTO DELLA BULK SECONDO CUI UNA SIFFATTA INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 10 DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 RENDEREBBE NULLA QUESTA DISPOSIZIONE , INCOMPATIBILE CON L ' ART . 113 DEL TRATTATO , SI DEVE CERTO OSSERVARE CHE LA CORTE HA RITENUTO , NEL PARERE 4 OTTOBRE 1979 ( 1/78 , RACC . PAG . 2871 ), CHE '  QUANDO L ' ORGANIZZAZIONE DEI VINCOLI ECONOMICI DELLA COMUNITA CON I PAESI TERZI PUO AVERE RIPERCUSSIONI SU DETERMINATI SETTORI DELLA POLITICA ECONOMICA , QUALI L ' APPROVVIGIONAMENTO DI MATERIE PRIME DELLA COMUNITA O LA POLITICA DEI PREZZI , COME AVVIENE APPUNTO PER LA DISCIPLINA DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE DEI PRODOTTI DI BASE , QUESTA CONSIDERAZIONE NON COSTITUISCE UNA RAGIONE PER ESCLUDERE OGGETTI DEL GENERE DAL CAMPO D ' APPLICAZIONE DELLE NORME RELATIVE ALLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE . COSI PURE , LA CIRCOSTANZA CHE UN PRODOTTO POSSA AVERE IMPORTANZA POLITICA A CAUSA DELLA COSTITUZIONE DI SCORTE DI SICUREZZA NON E UNA RAGIONE PER ESCLUDERE QUESTO PRODOTTO DAL CAMPO DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE ' .   35 E TUTTAVIA NECESSARIO RILEVARE CHE LA CORTE , IN QUESTO PARERE , SI E RIFERITA SOLO AL DIVIETO DI ESCLUSIONE GENERALE E DI MASSIMA DI DETERMINATE MERCI DAL SETTORE DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE , NON GIA ALLA POSSIBILITA LASCIATA AL CONSIGLIO , NELL ' AMBITO DEL MARGINE DISCREZIONALE DI CUI DISPONE , DI ESCLUDERE IN VIA TRANSITORIA DETERMINATE MERCI DAL REGIME COMUNE DELLE ESPORTAZIONI .   36 NELLA FATTISPECIE , TENUTO CONTO DEL MARGINE DISCREZIONALE DI CUI DISPONE IN UNA MATERIA ECONOMICA TANTO COMPLESSA , IL CONSIGLIO , SENZA CONTRAVVENIRE ALL ' ART . 113 , HA POTUTO ESCLUDERE IN VIA PROVVISORIA DAL REGIME COMUNE DELLE ESPORTAZIONI NEI PAESI TERZI UNA MERCE COME IL PETROLIO , TENUTO CONTO IN PARTICOLARE DEGLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI ASSUNTI IN QUESTO CAMPO DA DETERMINATI STATI MEMBRI E DATE LE CARATTERISTICHE SPECIFICHE DI DETTA MERCE , D ' IMPORTANZA VITALE PER L ' ECONOMIA DI UNO STATO E PER IL FUNZIONAMENTO DELLE SUE ISTITUZIONI E DEI SUOI SERVIZI PUBBLICI .   37 SI DEVE QUINDI RISOLVERE LA SECONDA PARTE DELLA SECONDA QUESTIONE DICHIARANDO CHE IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 20 DICEMBRE 1969 , N . 2603 , RELATIVO ALL ' INSTAURAZIONE DI UN REGIME COMUNE PER LE ESPORTAZIONI , VA INTERPRETATO NEL SENSO CHE ESSO NON VIETA AD UNO STATO MEMBRO D ' IMPORRE NUOVE RESTRIZIONI QUANTITATIVE O MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE ALLE PROPRIE ESPORTAZIONI DI PETROLIO NEI PAESI TERZI .   SULLA SOLUZIONE DELLA SECONDA E DELLA TERZA QUESTIONE PREGIUDIZIALE  38 DA QUANTO PRECEDE DISCENDE CHE NON VI E MOTIVO DI RISOLVERE LE QUESTIONI NN . 2 E 3 DEL GIUDICE NAZIONALE .   SULLA SOLUZIONE DELLA QUARTA E DELLA QUINTA QUESTIONE PREGIUDIZIALE  39 TENUTO CONTO DELLE SOLUZIONI DATE ALLE QUESTIONI ESAMINATE SOPRA , SI DEVE RITENERE CHE , MEDIANTE TALI QUESTIONI , IL GIUDICE NAZIONALE CHIEDA IN SOSTANZA ALLA CORTE DI CHIARIRE I DUE SEGUENTI PUNTI DI DIRITTO :   - SE ALTRE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO VIETINO AL REGNO UNITO DI SEGUIRE UNA POLITICA COME QUELLA IN QUESTIONE ;   - SE SIFFATTA POLITICA , PRIMA DI ESSERE ATTUATA , DEBBA ESSERE NOTIFICATA ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE OPPURE DA QUESTE PREVIAMENTE APPROVATA E , IN CASO AFFERMATIVO , QUALI CONSEGUENZE SE NE DEBBANO TRARRE .   SARA OPPORTUNO RISOLVERE SEPARATAMENTE QUESTE DUE PARTI DELLA QUESTIONE .   SULL ' INTERPRETAZIONE DI ALTRE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO  40 LA BULK SOSTIENE , IN PRIMO LUOGO , CHE LA POLITICA DEL GOVERNO BRITANNICO E IN CONTRASTO CON L ' ART . 34 DEL TRATTATO . QUESTA POLITICA AVREBBE INFATTI L ' EFFETTO DI VIETARE NON SOLO L ' ESPORTAZIONE DIRETTA DI PETROLIO GREZZO IN PAESI DI DESTINAZIONE NON AUTORIZZATI , MA ANCHE L ' ESPORTAZIONE DELLO STESSO PETROLIO IN ALTRI STATI MEMBRI , QUALORA DETTO PETROLIO POTESSE ESSERE RIESPORTATO IN UN PAESE DI DESTINAZIONE NON AUTORIZZATO DAL REGNO UNITO . LA CLAUSOLA RELATIVA ALLA DESTINAZIONE INSERITA IN TUTTI I CONTRATTI BRITANNICI COSTITUIREBBE QUINDI UN OSTACOLO PER IL COMMERCIO INTRACOMUNITARIO .   41 E OPPORTUNO RICORDARE , COME LA CORTE HA DECISO NELLA SENTENZA 8 NOVEMBRE 1979 ( GROENVELD/PRODUKTSCHAP VOOR VEE EN VLEES , 15/79 , RACC . PAG . 3409 ), CHE L ' ART . 34 DEL TRATTATO '  RIGUARDA I PROVVEDIMENTI NAZIONALI CHE HANNO PER OGGETTO O PER EFFETTO DI RESTRINGERE SPECIFICAMENTE LE CORRENTI DI ESPORTAZIONE E DI COSTITUIRE IN TAL MODO UNA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO FRA IL COMMERCIO INTERNO DI UNO STATO MEMBRO E IL SUO COMMERCIO D ' ESPORTAZIONE , COSI DA GARANTIRE UN VANTAGGIO PARTICOLARE ALLA PRODUZIONE NAZIONALE OD AL MERCATO INTERNO DELLO STATO INTERESSATO , A DETRIMENTO DELLA PRODUZIONE O DEL COMMERCIO DI ALTRI STATI MEMBRI ' .   42 CIO NON SI VERIFICA TUTTAVIA NEL CASO DI UNA POLITICA COME QUELLA IN ESAME . SIFFATTA POLITICA , CHE RIGUARDA SOLO LE ESPORTAZIONI IN DETERMINATI PAESI TERZI , NON RIGUARDA SPECIFICAMENTE LE ESPORTAZIONI NEGLI STATI MEMBRI E NON MIRA A GARANTIRE UN VANTAGGIO PARTICOLARE ALLA PRODUZIONE NAZIONALE O AL MERCATO INTERNO DELLO STATO MEMBRO INTERESSATO .   43 LA BULK HA SOSTENUTO , IN SECONDO LUOGO , CHE LA CLAUSOLA RELATIVA ALLA DESTINAZIONE , CHE COMPARE NEI CONTRATTI BRITANNICI E CHE COMPLETA , PER RIFERIMENTO , LA POLITICA DEL GOVERNO BRITANNICO , E INCOMPATIBILE CON L ' ART . 85 DEL TRATTATO . IN EFFETTI , SECONDO LA BULK , GLI ACCORDI E LE PRATICHE CONCORDATE INERENTI ALLA POLITICA BRITANNICA , IN PARTICOLARE L ' INSERZIONE DI UNA CLAUSOLA RELATIVA ALLA DESTINAZIONE IN TUTTI I CONTRATTI , COSTITUIREBBERO ACCORDI TRA IMPRESE AVENTI AD OGGETTO IL RESTRINGERE O L ' ALTERARE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA NELL ' AMBITO DEL MERCATO COMUNE E PER EFFETTO IL PREGIUDICARE GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI . QUINDI , LA POLITICA DEL GOVERNO BRITANNICO AUTORIZZEREBBE E COSTRINGEREBBE ADDIRITTURA LE COMPAGNIE PETROLIFERE A CONTRAVVENIRE ALL ' ART . 85 DEL TRATTATO , TRASGREDENDO GLI ARTT . 3 , LETT . F ), 5 E 85 DEL TRATTATO .   44 COME SI E DETTO TESTE , UNA MISURA COME QUELLA IN ESAME CHE RIGUARDA SPECIFICAMENTE LE ESPORTAZIONI DI PETROLIO IN UN PAESE TERZO NON E DI PER SE ATTA A RESTRINGERE O AD ALTERARE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA NELL ' AMBITO DEL MERCATO . ESSA NON PUO QUINDI PREGIUDICARE GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI , NE CONTRAVVENIRE AGLI ARTT . 3 , LETT . F ), 5 E 85 DEL TRATTATO .   45 SI DEVE QUINDI RISOLVERE LA PRIMA PARTE DELLA QUESTIONE DICHIARANDO CHE GLI ARTT . 34 E 85 DEL TRATTATO VANNO INTERPRETATI NEL SENSO CHE NON OSTANO A CHE UNO STATO MEMBRO PONGA IN ATTO UNA POLITICA CHE SI RISOLVE NEL RESTRINGERE O NEL VIETARE LE ESPORTAZIONI DI PETROLIO IN UN PAESE TERZO , IN FORZA DELL ' ART . 10 DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 .   SULL ' OBBLIGO D ' INFORMAZIONE , DI NOTIFICA O DI APPROVAZIONE PRELIMINARE  46 LA BULK SOSTIENE , IN PRIMO LUOGO , CHE IL TITOLO II DEL SUMMENZIONATO REGOLAMENTO N . 2603/69 , INTITOLATO '  PROCEDURA COMUNITARIA D ' INFORMAZIONE E DI CONSULTAZIONE ' , E IL TITOLO III DELLO STESSO REGOLAMENTO , INTITOLATO '  MISURE DI SALVAGUARDIA ' , IMPONEVANO AL REGNO UNITO , PRIMA DI VARARE LA POLITICA IN QUESTIONE , DI INFORMARNE LE AUTORITA COMUNITARIE E DI OTTENERE IL LORO CONSENSO , A NORMA IN PARTICOLARE DEGLI ARTT . 4 , 6 , 7 E 8 DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 I QUALI DOVREBBERO ESSERE POSTI IN RELAZIONE CON L ' ART . 113 DEL TRATTATO .   47 IN SECONDO LUOGO , LA BULK SI E RIFERITA , PER QUANTO RIGUARDA L ' OBBLIGO DI NOTIFICA PRELIMINARE CHE INCOMBE AGLI STATI MEMBRI , ALLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE IN FATTO DI PESCA , IN PARTICOLARE ALLE SENTENZE 4 OTTOBRE 1979 ( REPUBBLICA FRANCESE/REGNO UNITO , 141/78 , RACC . PAG . 2923 ), 10 LUGLIO 1980 ( COMMISSIONE/REGNO UNITO , 32/79 , RACC . PAG . 2403 ), E 5 MAGGIO 1981 ( COMMISSIONE / REGNO UNITO , 804/79 , RACC . PAG . 1045 ). ESSA SOSTIENE A QUESTO PROPOSITO CHE LA COMMISSIONE AVEVA SOTTOPOSTO AL CONSIGLIO , IL 6 LUGLIO 1981 , UNA PROPOSTA DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 , CON LA QUALE SI TOGLIEVA IL PETROLIO GREZZO DALL ' ALLEGATO DI DETTO REGOLAMENTO , SALVO PER LA FRANCIA . NE CONSEGUIREBBE , PER ANALOGIA , CHE MENTRE IL CONSIGLIO STAVA ELABORANDO UNA POLITICA COMUNE IN UN SETTORE RISERVATO DAL TRATTATO ALLA COMUNITA IL REGNO UNITO NON POTEVA PORRE IN ATTO UN PROVVEDIMENTO UNILATERALE SENZA PRIMA CONSULTARE LA COMMISSIONE . QUESTA , IN FORZA DEGLI ARTT . 5 E 155 DEL TRATTATO , ERA LA SOLA COMPETENTE AD AUTORIZZARE UN SIFFATTO PROVVEDIMENTO O A FORMULARE OBIEZIONI O RISERVE DELLE QUALI IL REGNO UNITO AVREBBE DOVUTO TENER CONTO .   48 IN TERZO LUOGO , LA BULK ASSUME CHE L ' ART . 4 DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 9 OTTOBRE 1961 ( GU DEL 4.11.1961 , PAG . 1273 ) E LA LETT . B ) DEL PAR  II , LETT . B ) DELL ' ALLEGATO ALLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 25 SETTEMBRE 1962 ( GU DEL 5.10.1962 , PAG . 2353 ) IMPONGONO AGLI STATI MEMBRI DI PROCEDERE ALLA PREVIA INFORMAZIONE DELLE AUTORITA COMUNITARIE E ALLA LORO CONSULTAZIONE PRIMA DI EMANARE QUALSIASI PROVVEDIMENTO IMPLICANTE MODIFICA DEL REGIME DELLE ESPORTAZIONI NEI PAESI TERZI .   49 LA BULK SOSTIENE CHE IL GIUDICE NAZIONALE DEVE TRARRE DIRETTAMENTE LE CONSEGUENZE DALL ' ILLEGITTIMITA DEI PROVVEDIMENTI ADOTTATI IN SPREGIO DI TUTTI GLI OBBLIGHI SUMMENZIONATI . POICHE LE CLAUSOLE LITIGIOSE AVEVANO COME UNICO SCOPO QUELLO DI PORRE IN ATTO LA POLITICA BRITANNICA , IL SINGOLO POTEVA ECCEPIRNE LA NULLITA NEI CONFRONTI DI UN ALTRO SINGOLO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE .   50 LA SUN E IL GOVERNO DEL REGNO UNITO RIBATTONO CHE , IN MANCANZA DI UN ' ESPRESSA DISPOSIZIONE CHE IMPONGA L ' OBBLIGO DELLA NOTIFICA , DELLA CONSULTAZIONE O DELL ' APPROVAZIONE , NON E POSSIBILE INFERIRNE CHE TALE OBBLIGO SIA IMPLICITO . LO STESSO REGOLAMENTO N . 2603/69 COSTITUIREBBE L ' AUTORIZZAZIONE DELLA COMUNITA CHE CONSENTE AGLI STATI MEMBRI DI ADOTTARE , UNILATERALMENTE E SENZA ALCUNA CONSULTAZIONE , LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALLE ESPORTAZIONI NEI PAESI TERZI DEI PRODOTTI ELENCATI NEL SUO ALLEGATO . A PARTE CIO , LE SUMMENZIONATE DECISIONI DEL CONSIGLIO DEL 1961 E DEL 1962 SAREBBERO DECADUTE CON LA SCADENZA DEL PERIODO TRANSITORIO , VALE A DIRE IL 31 DICEMBRE 1969 . INFINE , L ' ANALOGIA RISPETTO ALLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE IN FATTO DI POLITICA NEL SETTORE DELLA PESCA SAREBBE DEL TUTTO ERRONEA , POICHE IN QUESTO SETTORE DIVERSE NORME AVEVANO ISTITUITO UN OBBLIGO ESPRESSO DI NOTIFICA O DI APPROVAZIONE DELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE . INFINE , E IN OGNI CASO , ANCHE SE ESISTESSE UN OBBLIGO DI CONSULTAZIONE O DI NOTIFICA , LA SUA OSSERVANZA NON PRODURREBBE ALCUN EFFETTO DIRETTO IN UNA CAUSA CIVILE TRA SINGOLI .   51 LA COMMISSIONE SOSTIENE , DAL CANTO SUO , CHE LA COMPETENZA ATTRIBUITA AGLI STATI MEMBRI DAL REGOLAMENTO N . 2603/69 , IN ATTESA DELL ' AVVENTO DI UNA POLITICA COMUNITARIA , RESTA SUBORDINATA IN PARTICOLARE ALL ' OSSERVANZA DELLE SUMMENZIONATE DECISIONI DEL CONSIGLIO 9 OTTOBRE 1961 E 25 SETTEMBRE 1962 , LE QUALI PRESCRIVONO CONSULTAZIONI SU QUALSIASI MODIFICA DEI REGIMI NAZIONALI DELLE ESPORTAZIONI NEI PAESI TERZI . LA COMMISSIONE ASSUME CHE IL DOCUMENTO CHE E STATO TRASMESSO DAL GOVERNO DEL REGNO UNITO AL COMITATO DEI RAPPRESENTANTI PERMANENTI IL 31 GENNAIO 1979 NON ADEMPIE APPIENO L ' OBBLIGO D ' INFORMAZIONE INCOMBENTE AL REGNO UNITO A NORMA DELL ' ART . 4 DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 9 OTTOBRE 1961 , TENUTO CONTO DEL DESTINATARIO DI DETTA INFORMAZIONE , DEL CARATTERE INCOMPLETO DEL DOCUMENTO TRASMESSO ED INFINE DEL FATTO CHE DETTO DOCUMENTO E STATO TRASMESSO SOLO IL GIORNO SUCCESSIVO A QUELLO IN CUI LA POLITICA E STATA DECISA .   52 TUTTAVIA LA COMMISSIONE E DEL PARERE CHE , NELL ' IPOTESI IN CUI IL REGNO UNITO FOSSE VENUTO MENO ALL ' OBBLIGO DI NOTIFICARE LA PROPRIA POLITICA , A NORMA DELLA DECISIONE 9 OTTOBRE 1961 , QUEST ' OBBLIGO DI NOTIFICA NON COSTITUIREBBE UNA NORMA DI DIRITTO COMUNITARIO CON EFFICACIA DIRETTA COME LA CORTE HA DECISO NELLA SENTENZA 15 LUGLIO 1964 ( COSTA/ENEL , 6/64 , RACC . PAG . 1129 ), POICHE LA SUMMENZIONATA DECISIONE DEL 1961 NON PRESCRIVE ALLO STATO MEMBRO DI OTTENERE E NEMMENO DI TENTARE DI OTTENERE L ' APPROVAZIONE DEI PROVVEDIMENTI CHE ESSO CONTA DI ADOTTARE . ANCHE DOPO LE CONSULTAZIONI CONTEMPLATE DA QUESTA DECISIONE , INFATTI , LO STATO MEMBRO RESTA LIBERO , SALVI RESTANDO GLI ALTRI OBBLIGHI IMPOSTIGLI DAL DIRITTO COMUNITARIO , DI ADOTTARE LA POLITICA CHE RITENGA PIU OPPORTUNA . QUINDI LA MANCATA NOTIFICA NON INCIDEREBBE SULLA VALIDITA DELLA POLITICA DEL REGNO UNITO SOTTO IL PROFILO DEL DIRITTO COMUNITARIO .   53 LA CORTE RITIENE ANZITUTTO CHE , PUR NELL ' IPOTESI IN CUI VARIE DISPOSIZIONI INVOCATE AVESSERO IMPOSTO AGLI STATI MEMBRI DETERMINATI OBBLIGHI D ' INFORMAZIONE , O DI NOTIFICA , IL GIUDICE NAZIONALE NON LE HA CHIESTO SE , NELLA FATTISPECIE , QUESTO OBBLIGO FOSSE STATO ADEMPIUTO E , D ' ALTRA PARTE , L ' ORDINANZA DI RINVIO NON LE FORNISCE GLI ELEMENTI DI FATTO CHE CONSENTANO DI RISOLVERE LA QUESTIONE .   54 SI DEVE QUINDI RILEVARE CHE LA DISCUSSIONE COSI IMPOSTATA NELL ' AMBITO DI UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE SI LIMITA A DUE PROBLEMI CHE E OPPORTUNO ESAMINARE SEPARATAMENTE : L ' ESISTENZA DI UN OBBLIGO D ' INFORMAZIONE , DI NOTIFICA O DI APPROVAZIONE ; LE CONSEGUENZE GIURIDICHE CHE SI DOVREBBERO TRARRE , PER QUANTO RIGUARDA LA LITE DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , DALL ' EVENTUALE INOSSERVANZA DI DETTO OBBLIGO .   SUL PRINCIPIO STESSO DELL ' OBBLIGO D ' INFORMAZIONE , DI NOTIFICA O DI APPROVAZIONE  55 IN PRIMO LUOGO , EMERGE DALL ' ESAME STESSO DEL SUMMENZIONATO REGOLAMENTO N . 2603/69 CHE NESSUNA DELLE SUE DISPOSIZIONI IMPONE AGLI STATI MEMBRI UN OBBLIGO D ' INFORMAZIONE PREVIA O DI NOTIFICA PREVIA PER I PROVVEDIMENTI RELATIVI ALLE MERCI CONTEMPLATE DALL ' ART . 10 , VALE A DIRE QUELLE ALLE QUALI NON SI APPLICA IL PRINCIPIO DELLA LIBERTA D ' ESPORTAZIONE . INFATTI , I PROCEDIMENTI CONTEMPLATI DAL TITOLO III DI DETTO REGOLAMENTO , INTITOLATO '  MISURE DI SALVAGUARDIA ' , NON SI APPLICANO , PER IPOTESI , ALLE MERCI CONTEMPLATE DALL ' ART . 10 . A PARTE CIO , QUANTO AL TITOLO II DELLO STESSO REGOLAMENTO , SOLO L ' ART . 2 PRESCRIVE AGLI STATI MEMBRI DI PRENDERE L ' INIZIATIVA D ' INFORMARE PREVIAMENTE LA COMMISSIONE , MA IL PROCEDIMENTO COSI CONTEMPLATO E CONNESSO ALL ' ADOZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI SALVAGUARDIA CONTEMPLATI DAL TITOLO III E NON PUO QUINDI RIGUARDARE LE MERCI DI CUI ALL ' ART . 10 .   56 IN SECONDO LUOGO E OPPORTUNO CHE IL RICHIAMO ALLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE IN FATTO DI PESCA MARITTIMA E AI PROVVEDIMENTI DI CONSERVAZIONE ADOTTATI DAGLI STATI MEMBRI NON E PERTINENTE . INFATTI , NESSUNO DEI PRESUPPOSTI DI QUESTA GIURISPRUDENZA SUSSISTE NELLA FATTISPECIE : L ' OBBLIGO PER IL CONSIGLIO DI DEFINIRE UNA POLITICA A UNA DATA DETERMINATA ; L ' IMPOSSIBILITA DEL CONSIGLIO DI OTTEMPERARE A QUEST ' OBBLIGO ; L ' ESI STENZA DI UNA COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE , APPROVATA DAL CONSIGLIO , A NORMA DELLA QUALE , IN MANCANZA DI UN REGIME COMUNE , POSSONO ADOTTARSI PROVVEDIMENTI NAZIONALI SOLO NEL CASO IN CUI SIANO STRETTAMENTE NECESSARI PER CONSEGUIRE LO SCOPO PREFISSO , NON DISCRIMINATORI , CONFORMI AL TRATTATO E SIA STATO PREVIAMENTE RICHIESTO L ' ASSENSO DELLA COMMISSIONE . QUESTO ASSUNTO DELLA BULK NON PUO QUINDI VENIRE ACCOLTO .   57 AL CONTRARIO , L ' OBBLIGO D ' INFORMARE PREVIAMENTE GLI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE INCOMBEVA , ALLA DATA DEI FATTI LITIGIOSI , SU QUALSIASI STATO MEMBRO CHE INTENDESSE PROCEDERE ALLA MODIFICA DEL PROPRIO REGIME D ' ESPORTAZIONE NEI PAESI TERZI , IN FORZA DEL COMBINATO DISPOSTO DELLE SUMMENZIONATE DECISIONI DEL CONSIGLIO 9 OTTOBRE 1961 E 25 SETTEMBRE 1962 , NONCHE DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 16 DICEMBRE 1969 , N . 69/494 , CONCERNENTE LA GRADUALE UNIFORMAZIONE DEGLI ACCORDI RELATIVI ALLE RELAZIONI COMMERCIALI DEGLI STATI MEMBRI CON I PAESI TERZI E LA NEGOZIAZIONE DEGLI ACCORDI COMUNITARI ( GU L 326 , PAG . 39 ). INFATTI , L ' ART . 4 DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 9 OTTOBRE 1961 DISPONE CHE '  LO STATO MEMBRO CHE PREVEDE DI PROCEDERE A MODIFICHE DEL PROPRIO REGIME DI LIBERALIZZAZIONE NEI CONFRONTI DEI PAESI TERZI INFORMERA PREVENTIVAMENTE GLI ALTRI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE . IN QUESTI CASI , SU RICHIESTA DI UNO STATO MEMBRO O DELLA COMMISSIONE , AVRANNO LUOGO CONSULTAZIONI PREVENTIVE , TRANNE NEI CASI D ' URGENZA , PER I QUALI LE CONSULTAZIONI SI SVOLGERANNO A POSTERIORI ' .   58 E VERO CHE QUESTA DECISIONE , COME E INDICATO NEL PREAMBOLO , SI BASA SOLO SULL ' ART . 111 DEL TRATTATO , RELATIVO ALL ' ELABORAZIONE DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE DURANTE IL PERIODO TRANSITORIO . TUTTAVIA , E OPPORTUNO OSSERVARE CHE L ' ART . 1 DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 25 SETTEMBRE 1962 DISPONE CHE '  E APPROVATO IL PROGRAMMA D ' AZIONE IN MATERIA DI POLITICA COMMERCIALE COMUNE IL CUI TESTO FIGURA IN ALLEGATO E , SEGNATAMENTE , GLI OBIETTIVI IN ESSO FORMULATI , NONCHE LE PROCEDURE PREVISTE PER RAGGIUNGERLI ' . ORBENE , ALLA LETT . B ) DELL ' ALLEGATO INTITOLATA '  UNIFORMAZIONE DEI REGIMI D ' ESPORTAZIONE '  SI PRECISA CHE '  DOPO IL PERIODO TRANSITORIO , ANCHE LA POLITICA D ' ESPORTAZIONE DOVRA ESSERE FONDATA SU PRINCIPI UNIFORMI ( ART . 113 ) '  E CHE '  LA PROCEDURA DI CONSULTAZIONE INSTAURATA DALLA DECISIONE DEL CONSIGLIO DEL 9 OTTOBRE 1961 SI APPLICA AD OGNI MISURA CHE MODIFICHI IL REGIME D ' ESPORTAZIONE VERSO PAESI TERZI , ATTUALMENTE IN VIGORE IN UNO DEGLI STATI MEMBRI ' . RISULTA DUNQUE CHE LA DECISIONE DEL CONSIGLIO 25 SETTEMBRE 1962 , PUR SE FONDATA ANCH ' ESSA SULL ' ART . 111 DEL TRATTATO , HA ESPRESSAMENTE ESTESO AL PERIODO SUCCEDUTO A QUELLO TRANSITORIO L ' OBBLIGO D ' INFORMAZIONE PREVIA A CARICO DEGLI STATI MEMBRI .   59 INFINE , L ' ART . 15 DELLA SUMMENZIONATA DECISIONE DEL CONSIGLIO 16 DICEMBRE 1969 DISPONE CHE '  LE DISPOSIZIONI DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO DEL 9 OTTOBRE 1961 , RELATIVA ALLA PROCEDURA DI CONSULTAZIONE SULLE TRATTATIVE PER LA CONCLUSIONE DI ACCORDI CONCERNENTI LE RELAZIONI COMMERCIALI DEGLI STATI MEMBRI CON I PAESI TERZI , SONO MODIFICATE DALLE DISPOSIZIONI DELLA PRESENTE DECISIONE , NELLA MISURA IN CUI SUSSISTA FRA ESSE INCOMPATIBILITA ' . QUESTA DECISIONE , IN VIGORE DAL 1* GENNAIO 1970 , NON CONTENEVA ALCUNA DISPOSIZIONE INCOMPATIBILE CON L ' ART . 4 DELLA DECISIONE 9 OTTOBRE 1961 : SI DEVE QUINDI RITENERE CHE ABBIA MANTENUTO IN VIGORE , SE NECESSARIO , L ' OBBLIGO IMPOSTO AGLI STATI MEMBRI D ' INFORMARE PREVIAMENTE LA COMMISSIONE E GLI ALTRI STATI MEMBRI DI QUALSIASI MODIFICA PREVISTA DAL REGIME D ' ESPORTAZIONE NEI PAESI TERZI .   60 RISULTA QUINDI DAL COMBINATO DISPOSTO DELLE TRE DECISIONI DEL CONSIGLIO CHE , ANCHE DOPO LA SCADENZA DEL PERIODO TRANSITORIO E L ' AVVENTO DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 , UNO STATO MEMBRO ERA TENUTO AD INFORMARE PREVIAMENTE GLI ALTRI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE DI QUALSIASI MODIFICA DEL PROPRIO REGIME D ' ESPORTAZIONE NEI PAESI TERZI .   SULLE CONSEGUENZE CHE E OPPORTUNO TRARRE DALL ' EVENTUALE INOSSERVANZA , DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO , DEL PROCEDIMENTO D ' INFORMAZIONE  61 LO STATO MEMBRO CHE OMETTA DI PROCEDERE A QUESTA INFORMAZIONE PRELIMINARE , O CHE LO FACCIA TARDIVAMENTE OPPURE IN MODO INSUFFICIENTE , VIENE MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTIGLI DAL COMBINATO DISPOSTO DELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO 9 OTTOBRE 1961 , 25 SETTEMBRE 1962 E 16 SETTEMBRE 1969 .   62 E TUTTAVIA OPPORTUNO OSSERVARE CHE QUESTO OBBLIGO , CHE INCOMBE A CIASCUNO STATO MEMBRO , IN FORZA DELLE DISPOSIZIONI SUMMENZIONATE , RIGUARDA SOLO I RAPPORTI ISTITUZIONALI DI UNO STATO MEMBRO CON LA COMUNITA E CON GLI ALTRI STATI MEMBRI . QUINDI , IN CASO DI LITI PENDENTI DINANZI AI GIUDICI NAZIONALI TRA PERSONE FISICHE O GIURIDICHE , QUESTE NON POSSONO FAR VALERE , PER OPPORSI AD UNA POLITICA O AD UN PROVVEDIMENTO ADOTTATO DA UNO STATO MEMBRO , DIRITTI TRATTI DALL ' INOSSERVANZA DI DETTO STATO MEMBRO DELL ' OBBLIGO D ' INFORMARE PREVIAMENTE GLI ALTRI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE . QUESTA INOSSERVANZA NON PUO QUINDI ATTRIBUIRE AI SINGOLI DEI DIRITTI CHE I GIUDICI NAZIONALI DEBBANO TUTELARE .   63 SI DEVONO QUINDI RISOLVERE LA QUARTA E LA QUINTA QUESTIONE DICHIARANDO :   - IL COMBINATO DISPOSTO DELL ' ART . 4 DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 9 OTTOBRE 1961 , DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 25 SETTEMBRE 1962 E DELL ' ART . 15 DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 16 SETTEMBRE 1969 IMPONE ALLO STATO MEMBRO CHE INTENDA PROCEDERE AD UNA MODIFICA DEL PROPRIO REGIME DI LIBERALIZZAZIONE DELLE ESPORTAZIONI NEI PAESI TERZI D ' INFORMARNE PREVIAMENTE GLI ALTRI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE ;   - LO STATO MEMBRO CHE OMETTA DI PROCEDERE A QUESTA INFORMAZIONE PREVIA , O CHE LO FACCIA SOLO TARDIVAMENTE OPPURE IN MODO INSUFFICIENTE , VIENE MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTIGLI DALLE SOPRAMENZIONATE DECISIONI DEL CONSIGLIO , MA QUESTA INOSSERVANZA NON PUO ATTRIBUIRE AI SINGOLI DEI DIRITTI CHE I GIUDICI NAZIONALI DEBBANO TUTELARE .   SULLA SOLUZIONE DELLA SESTA QUESTIONE PREGIUDIZIALE  64 CON DETTA QUESTIONE IL GIUDICE NAZIONALE CHIEDE SE IL FATTO CHE NE IL CONSIGLIO NE LA COMMISSIONE ABBIANO CONTESTATO LA LEGITTIMITA DELLA POLITICA SEGUITA DAL REGNO UNITO ABBIA INCIDENZA SULLA SOLUZIONE DELLE QUESTIONI PRECEDENTI .   65 E D ' UOPO DICHIARARE , COME HANNO DEL RESTO SOSTENUTO LE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE , IL REGNO UNITO E LA COMMISSIONE , CHE IL FATTO CHE NESSUNA ISTITUZIONE COMUNITARIA ABBIA CONTESTATO LA LEGITTIMITA DELLA POLITICA POSTA IN ATTO DA UNO STATO MEMBRO NON PUO AVERE , DI PER SE , ALCUNA INCIDENZA SULLA COMPATIBILITA DEL TIPO DI QUELLA IN QUESTIONE CON IL DIRITTO COMUNITARIO NE , DI RIFLESSO , SULLA SOLUZIONE DA DARE ALLE QUESTIONI SOLLEVATE DAL GIUDICE NAZIONALE .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE 66 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO DEL REGNO UNITO E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE NON SONO RIPETIBILI . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE D ' INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , CUI SPETTA QUINDI PRONUNCIARSI SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ,   PRONUNCIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DALLA COMMERCIAL COURT DELLA QUEEN ' S BENCH DIVISION DELLA HIGH COURT OF JUSTICE , CON ORDINANZA 18 MAGGIO 1984 , DICHIARA :   1 ) L ' ACCORDO 20 MAGGIO 1975 TRA LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E LO STATO D ' ISRAELE VA INTERPRETATO NEL SENSO CHE ESSO NON VIETA L ' IMPOSIZIONE DI NUOVE RESTRIZIONI QUANTITATIVE O MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE PER LE ESPORTAZIONI DI UNO STATO MEMBRO IN ISRAELE .   2 ) IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 20 DICEMBRE 1969 , N . 2603 , RELATIVO ALL ' INSTAURAZIONE DI UN REGIME COMUNE PER LE ESPORTAZIONI , VA INTERPRETATO NEL SENSO CHE ESSO NON VIETA AD UNO STATO MEMBRO D ' IMPORRE NUOVE RESTRIZIONI QUANTITATIVE O MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE ALLE PROPRIE ESPORTAZIONI DI PETROLIO NEI PAESI TERZI .   3 ) GLI ARTT . 34 E 85 DEL TRATTATO VANNO INTERPRETATI NEL SENSO CHE NON OSTANO A CHE UNO STATO MEMBRO PONGA IN ATTO UNA POLITICA CHE SI RISOLVE NEL RESTRINGERE O NEL VIETARE LE ESPORTAZIONI DI PETROLIO IN UN PAESE TERZO , IN FORZA DELL ' ART . 10 DEL REGOLAMENTO N . 2603/69 .   4 ) - IL COMBINATO DISPOSTO DELL ' ART . 4 DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 9 OTTOBRE 1961 , DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 25 SETTEMBRE 1962 E DELL ' ART . 15 DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 16 SETTEMBRE 1969 IMPONE ALLO STATO MEMBRO CHE INTENDA PROCEDERE AD UNA MODIFICA DEL PROPRIO REGIME DI LIBERALIZZAZIONE DELLE ESPORTAZIONI NEI PAESI TERZI D ' INFORMARNE PREVIAMENTE GLI ALTRI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE ;   - LO STATO MEMBRO CHE OMETTA DI PROCEDERE A QUESTA INFORMAZIONE PREVIA , O CHE LO FACCIA SOLO TARDIVAMENTE OPPURE IN MODO INSUFFICIENTE , VIENE MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTIGLI DALLE SOPRAMENZIONATE DECISIONI DEL CONSIGLIO , MA QUESTA INOSSERVANZA NON PUO ATTRIBUIRE AI SINGOLI DEI DIRITTI CHE I GIUDICI NAZIONALI DEBBANO TUTELARE .   5 ) IL FATTO CHE NESSUNA ISTITUZIONE COMUNITARIA ABBIA CONTESTATO LA LEGITTIMITA DELLA POLITICA POSTA IN ATTO DA UNO STATO MEMBRO NON PUO AVERE , DI PER SE , ALCUNA INCIDENZA SULLA COMPATIBILITA DI UNA POLITICA DEL TIPO DI QUELLA IN QUESTIONE CON IL DIRITTO COMUNITARIO NE , DI RIFLESSO , SULLA SOLUZIONE DA DARE ALLE QUESTIONI SOLLEVATE DAL GIUDICE NAZIONALE .