CELEX: 62017TN0466
Language: it
Date: 2017-07-27 00:00:00
Title: Causa T-466/17: Ricorso proposto il 27 luglio 2017 — Printeos e altri/Commissione

25.9.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 318/16
            
         Ricorso proposto il 27 luglio 2017 — Printeos e altri/Commissione
   (Causa T-466/17)
   (2017/C 318/22)
   Lingua processuale: lo spagnolo
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Printeos, SA (Alcalá de Henares, Spagna), Printeos Cartera Industrial, SL (Alcalá de Henares), Tompla Scandinavia AB (Stoccolma, Svezia), Tompla France (Fleury Mérogis, Francia) e Tompla Druckerzeugnisse Vertriebs GmbH (Leonberg, Germania) (rappresentanti: H. Brokelmann e P. Martínez-Lage Sobredo, avvocati)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione C (2017) 4112 final della Commissione, del 16 giugno 2017, che modifica la decisione C (2014) 9295 final della Commissione, del 10 dicembre 2014, relativa a un procedimento a norma dell’articolo 101 TFUE e dell’articolo 53 dell’accordo SEE (AT.39780 — Buste);
            
         
               —
            
            
               in subordine, nell’esercizio della propria competenza estesa al merito, ridurre l’ammenda disposta all’articolo 1 della decisione impugnata, in conseguenza (i) della riduzione del 95,3671 % dell’importo di base dell’ammenda ai sensi del punto 37 degli orientamenti per il calcolo delle ammende e (ii) dell’ulteriore riduzione dell’importo dell’ammenda, pari almeno al 33 %, a seguito delle riduzioni a titolo di trattamento favorevole e di transazione;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese del presente procedimento.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Con sentenza del 13 dicembre 2016 (causa T-95/15, Printeos e a./Commissione), il Tribunale ha annullato l’articolo 2, paragrafo 1, lettera e), della decisione C (2014) 9295 final della Commissione, del 10 dicembre 2014, nel procedimento AT.39780, che infliggeva alle ricorrenti un’ammenda di EUR 4 729 000.
   La decisione impugnata fornisce informazioni aggiuntive riguardanti la metodologia applicata e i fatti presi in considerazione dalla Commissione nell’adeguare e adattare gli importi di base delle ammende della decisione del 2014 nonché nel comminare un’ammenda del medesimo importo di quella inflitta ai sensi della decisione del 2014.
   A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono tre motivi:
   
               1.
            
            
               Primo motivo, vertente sulla violazione dei principi della certezza del diritto, del legittimo affidamento e del ne bis in idem.
               
                           —
                        
                        
                           A tale riguardo si afferma che la decisione impugnata modifica la decisione del 2014, ancorché definitiva, con l’unica eccezione del suo articolo 2, paragrafo 1, lettera e), il quale è stato annullato dal Tribunale, e che essa infligge nuovamente la stessa multa già comminata nella decisione del 2014 e annullata dal Tribunale.
                        
                     
         
               2.
            
            
               Secondo motivo, vertente sulla violazione del principio della parità di trattamento nella determinazione dell’importo dell’ammenda.
               
                           —
                        
                        
                           A tale riguardo si afferma che la decisione impugnata applica adeguamenti eccezionali degli importi di base delle ammende ai sensi del punto 37 degli orientamenti per il calcolo delle ammende, che comportano una discriminazione a sfavore delle ricorrenti.
                        
                     
         
               3.
            
            
               Terzo motivo, vertente sulla violazione dei principi di proporzionalità e di non discriminazione nella determinazione dell’importo dell’ammenda.
               
                           —
                        
                        
                           A tale riguardo si afferma che la decisione impugnata non tiene conto dell’ammenda già inflitta dall’autorità spagnola garante della concorrenza, il 25 marzo 2013, per pratiche restrittive della concorrenza nel settore delle buste di carta, né prende in considerazione il fatto che le ricorrenti sono le uniche imprese tra quelle sanzionate dalla Commissione a essere state altresì sanzionate da un’autorità nazionale della concorrenza.