CELEX: 52003PC0176
Language: it
Date: 2003-04-08
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa a orientamenti per le politiche degli stati membri a favore dell'occupazione

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52003PC0176

Proposta di decisione del Consiglio relativa a orientamenti per le politiche degli stati membri a favore dell'occupazione  /* COM/2003/0176 def. - CNS 2003/0068 */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO RELATIVA A ORIENTAMENTI PER LE POLITICHE DEGLI STATI MEMBRI A FAVORE DELL'OCCUPAZIONE(presentata dalla Commissione)RELAZIONEUna modifica fondamentale basata su un'ampia valutazione e sull'indirizzo dato dal Consiglio europeoL'articolo 128, paragrafo 2, del trattato prevede l'adozione annuale di orientamenti per le politiche degli Stati membri in materia di occupazione, sulla base di una proposta della Commissione.La presente proposta contiene una modifica fondamentale degli orientamenti, basata su un'ampia valutazione, effettuata congiuntamente dalla Commissione e dagli Stati membri, dell'esperienza dei primi cinque anni di strategia per l'occupazione. In tal modo si è arrivati alla comunicazione del 14 gennaio 2003, che delinea il punto di vista della Commissione sul futuro della strategia europea per l'occupazione e sulle priorità per i nuovi orientamenti sull'occupazione [1]. Le proposte tengono conto dell'approfondito dibattito e della consultazione tenutisi nel corso del 2002, e nel lasso di 2003 già trascorso, con tutte le istituzioni UE e gli altri principali soggetti interessati, come la società civile. In particolare, esse tengono conto degli importanti contributi del Parlamento europeo, comprese la risoluzione del 25 settembre 2002 sulla valutazione della SEO, la risoluzione del 5 dicembre 2002 sulla razionalizzazione dei cicli annuali di coordinamento delle politiche economiche e per l'occupazione e la risoluzione del febbraio 2003 sulla preparazione al vertice europeo di primavera.[1]  Il futuro della strategia europea per l'occupazione (SEO): "Una strategia per il pieno impiego e posti di lavoro migliori per tutti", COM(2003) 6 definitivo del 14.01.03.Il Consiglio europeo di primavera, riunitosi a Bruxelles il 20 e 21 marzo 2003, ha fornito indirizzi chiari quanto ai futuri orientamenti per l'occupazione, in modo da riflettere in particolare i messaggi di fondo inviati dal Consiglio e dalla Commissione nel quadro della relazione congiunta sull'occupazione adottata il 6 marzo 2003.Una strategia di medio termine per affrontare le nuove sfide del mercato del lavoroGli orientamenti rispondono alla necessità di ripensare la strategia per l'occupazione tenendo conto dell'allargamento dell'Unione europea, e di realizzare meglio la strategia di Lisbona. La valutazione dell'esperienza precedente ha confermato il ruolo positivo della strategia per l'occupazione nel sostenere i risultati occupazionali degli ultimi anni. Tuttavia, l'accelerazione dei cambiamenti a livello economico, sociale e demografico, la globalizzazione, le esigenze di un'economia moderna e l'imminente allargamento dell'Unione rappresentano sfide importanti nel settore dell'occupazione, che gli orientamenti devono raccogliere.Rispondendo alla richiesta di razionalizzare l'approccio seguito, gli orientamenti per l'occupazione sono pensati in modo da risultare più stabili e orientati verso la realizzazione degli obiettivi di medio termine fissati a Lisbona, proiettati sull'orizzonte del 2010. Pertanto, mantenendo la cadenza annuale prevista dal trattato, le modifiche agli orientamenti dovrebbero essere ridotte al minimo fino alla revisione intermedia del 2006. Questa stabilità dovrebbe essere agevolata da orientamenti meno numerosi e più semplici, che riflettano le sfide comuni fondamentali. In linea con le conclusioni del Consiglio europeo di Bruxelles del 2003, l'accento è posto su orientamenti più tendenti al risultato, che consentano agli Stati membri di procedere alla combinazione di azioni appropriata. Ciò richiede che gli orientamenti siano sostenuti da obiettivi adeguati.Sostegno agli obiettivi di LisbonaUna corretta realizzazione dell'agenda di Lisbona presuppone che le politiche per l'occupazione degli Stati membri promuovano, in modo equilibrato, tre obiettivi complementari che si sostengono reciprocamente: piena occupazione, qualità e produttività sul posto di lavoro, coesione e integrazione sociale. Il raggiungimento di questi obiettivi richiede ulteriori riforme strutturali concentrate su 10 priorità fondamentali e ugualmente importanti, nonché un'attenzione particolare per la gestione del processo. Gli orientamenti per l'occupazione dunque sono presentati in tre parti, che riguardano rispettivamente i tre obiettivi complessivi per la strategia, le 10 priorità chiave per la riforma strutturale, e la necessità di migliorare la realizzazione e la gestione del processo. Tutti e tre gli elementi degli orientamenti meritano di essere accolti dai piani nazionali per l'occupazione e monitorati a livello UE.Priorità destinate ad affrontare le sfide vecchie e nuovePer quanto riguarda le priorità, la continuità è assicurata dal fatto che molti orientamenti e priorità della precedente generazione sono compresi negli orientamenti nuovi. Importanti esempi sono l'attivazione e la prevenzione, la riforma dei sistemi fiscale e previdenziale, l'imprenditorialità, l'adattabilità e l'equilibrio tra flessibilità e sicurezza, nonché la garanzia di pari opportunità per tutti. Un accento ancor più forte è posto su una serie di settori, come l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, l'invecchiamento attivo, la necessità di aumentare la disponibilità di manodopera e di combattere il lavoro nero.Una buona gestione richiede di sviluppare una reale cooperazione tra i principali soggetti interessati, e in particolare la partecipazione attiva di istituzioni europee, governi nazionali e organismi parlamentari, autorità regionali e locali, parti sociali e società civile. Gli orientamenti inoltre danno maggiore visibilità alla necessità di migliorare la realizzazione e gestione del processo.Coerenza e complementarità con gli indirizzi di massima per le politiche economicheIl Consiglio europeo di Barcellona ha chiesto di razionalizzare i processi di coordinamento delle politiche, con calendari sincronizzati per l'adozione degli indirizzi di massima per le politiche economiche e degli orientamenti per l'occupazione. Nella sua relazione sulla razionalizzazione del 3 dicembre 2002, il Consiglio ha affermato di ritenere che tale razionalizzazione debba essere guidata dall'obiettivo di una maggiore trasparenza ed efficienza e della prevenzione di sovrapposizioni e ripetizioni nella formulazione degli orientamenti, e debba garantire complementarità e coerenza. Gli orientamenti per l'occupazione dunque sono presentati come parte di un pacchetto che comprende le raccomandazioni per l'occupazione e gli indirizzi di massima per le politiche economiche. Il pacchetto è destinato ad essere adottato definitivamente dal Consiglio alla fine del primo semestre del 2003.Nel quadro dell'approccio razionalizzato, gli indirizzi di massima per le politiche economiche provvedono al coordinamento delle politiche economiche complessive dell'Unione europea, mentre il ruolo principale per quanto riguarda il coordinamento delle politiche in materia di occupazione spetta agli orientamenti e alle raccomandazioni per l'occupazione rivolti agli Stati membri. Il Consiglio europeo di Bruxelles del 2003 ha chiesto che gli orientamenti per l'occupazione e gli indirizzi di massima per le politiche economiche interagiscano coerentemente.2003/0068 (CNS)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO RELATIVA A ORIENTAMENTI PER LE POLITICHE DEGLI STATI MEMBRI A FAVORE DELL'OCCUPAZIONEIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 128, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione [2],[2]  GU C..., ..., p.visto il parere del Parlamento europeo [3],[3]  GU C..., ..., p.visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [4],[4]  GU C..., ..., p.visto il parere del Comitato delle regioni [5],[5]  GU C..., ..., p.visto il parere del comitato per l'occupazione,considerando quanto segue:(1) L'articolo 2 del trattato sull'Unione europea assegna all'Unione l'obiettivo di promuovere il progresso economico e sociale e un elevato livello di occupazione. L'articolo 125 del trattato CE stabilisce che gli Stati membri e la Comunità si adoperano per sviluppare una strategia coordinata a favore dell'occupazione, e in particolare a favore della promozione di una forza lavoro competente, qualificata, adattabile e di mercati del lavoro in grado di rispondere ai mutamenti economici, al fine di realizzare gli obiettivi di cui all'articolo 2.(2) In seguito al Consiglio europeo straordinario sull'occupazione tenutosi il 20 e 21 novembre 1997 a Lussemburgo, la risoluzione del Consiglio, del 15 dicembre 1997, sugli orientamenti in materia di occupazione per il 1998 [6] ha avviato un processo caratterizzato da elevata visibilità, forte impegno politico e ampia accettazione di tutte le parti interessate.[6]  GU C 30 del 28.1.1998, p. 1.(3) Il Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 ha stabilito un nuovo obiettivo strategico per l'Unione europea: diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale. A tal fine, il Consiglio ha concordato degli obiettivi occupazionali complessivi e per le donne da raggiungere entro il 2010, completati dal Consiglio europeo di Stoccolma del 23 e 24 marzo 2001 con obiettivi intermedi per gennaio 2005 e un nuovo obiettivo per il 2010 relativo al tasso d'occupazione delle donne e degli uomini anziani.(4) Il Consiglio europeo di Nizza del 7, 8 e 9 dicembre 2000 ha approvato l'Agenda sociale europea, secondo la quale il ritorno alla piena occupazione richiede politiche ambiziose in termini di aumento dei tassi di attività, di riduzione dei divari regionali, di riduzione delle ineguaglianze e di miglioramento della qualità del posto di lavoro.(5) Il Consiglio europeo di Barcellona del 15 e 16 marzo 2002 ha chiesto un rafforzamento della strategia europea per l'occupazione mediante un processo rafforzato, semplificato e meglio gestito, con un calendario allineato al 2010 e inclusivo degli obiettivi della strategia di Lisbona. Il Consiglio europeo di Barcellona ha anche chiesto una razionalizzazione dei processi di coordinamento delle politiche, con calendari sincronizzati per l'adozione degli indirizzi di massima per le politiche economiche e degli orientamenti per l'occupazione.(6) Il Consiglio europeo di Bruxelles del 20 e 21 marzo 2003 ha confermato che la strategia per l'occupazione ha il ruolo principale nell'attuazione degli obiettivi relativi all'occupazione e al mercato del lavoro fissati dalla strategia di Lisbona, e che la stessa dovrebbe operare in modo coerente con gli indirizzi di massima per le politiche economiche, che garantiscono il coordinamento delle politiche economiche complessive della Comunità. Il Consiglio europeo ha chiesto che gli orientamenti siano limitati nel numero, orientati al risultato e consentano agli Stati membri di provvedere alla combinazione di azioni appropriata, oltre ad essere sostenuti da obiettivi adeguati.(7) La strategia per l'occupazione è stata esaurientemente valutata, anche mediante un accurato esame intermedio, effettuato nel 2000, e un'importante valutazione eseguita nel 2002 sulle esperienze dei primi cinque anni. Questa valutazione ha rilevato un'esigenza di continuità nella strategia, affinché siano affrontate le rimanenti debolezze strutturali, nonché la necessità di risolvere le nuove sfide che si aprono con l'allargamento dell'Unione europea.(8) Una corretta attuazione dell'agenda di Lisbona presuppone che le politiche per l'occupazione degli Stati membri promuovano, in modo equilibrato, tre obiettivi complementari che si sostengono reciprocamente: piena occupazione, qualità e produttività sul posto di lavoro, coesione e integrazione sociale. Il raggiungimento di questi obiettivi richiede ulteriori riforme strutturali concentrate su 10 priorità fondamentali interconnesse, nonché un'attenzione particolare per una gestione coerente del processo. Le riforme politiche necessitano di un approccio improntato all'integrazione orizzontale delle questioni di genere nell'attuazione delle azioni.(9) Il 6 dicembre 2001, il Consiglio ha adottato una serie di indicatori per misurare dieci dimensioni di investimento nella qualità sul lavoro e ha chiesto che questi indicatori siano utilizzati nel monitoraggio degli orientamenti e delle raccomandazioni per l'occupazione.(10) Politiche attive e preventive dovrebbero contribuire agli obiettivi della piena occupazione e dell'integrazione sociale, garantendo che le persone disoccupate e inattive che desiderino tornare al lavoro possano competere sul mercato del lavoro e inserirvisi.(11) Occorre incoraggiare l'imprenditorialità e l'innovazione aziendale, per sfruttare meglio il potenziale delle imprese di creare posti di lavoro migliori e più numerosi. Gli Stati membri devono dare attuazione alla carta europea per le piccole imprese e sono impegnati in un processo di analisi comparativa della politica delle imprese.(12) Il raggiungimento del giusto equilibrio tra flessibilità e sicurezza aiuterà a sostenere la concorrenzialità delle imprese, aumenterà la qualità e la produttività sul posto di lavoro e faciliterà l'adattabilità delle aziende e dei lavoratori alle trasformazioni economiche. I livelli normativi di salute e sicurezza sul luogo di lavoro devono essere innalzati, in conformità della nuova strategia comunitaria per il 2002-2006. I settori della pesca, dell'agricoltura e delle costruzioni e i servizi sanitari e sociali sono esposti a un rischio particolarmente alto di infortuni sul lavoro. L'accesso dei lavoratori alla formazione è un elemento essenziale dell'equilibrio tra flessibilità e sicurezza; occorre sostenere la partecipazione di tutti i lavoratori mediante obiettivi appropriati, tenendo conto del ritorno degli investimenti per i lavoratori e per la società nel suo complesso.(13) Mettere in atto strategie coerenti ed esaustive di apprendimento lungo tutto l'arco della vita è fondamentale nella realizzazione della piena occupazione, di una migliore qualità e produttività sul posto di lavoro, di una maggiore coesione sociale. Il Consiglio europeo di Barcellona ha accolto con favore la comunicazione della Commissione "Realizzare uno spazio europeo dell'apprendimento permanente", che espone le componenti essenziali delle strategie di apprendimento lungo tutto l'arco della vita: cooperazione, conoscenza della domanda di apprendimento, risorse adeguate, agevolazione dell'accesso alle opportunità di apprendimento, creazione di una cultura dell'apprendimento e aspirazione all'eccellenza. Il Consiglio europeo di Lisbona ha chiesto un sostanziale aumento pro capite degli investimenti nelle risorse umane. Per aumentare gli investimenti occorrono incentivi sufficienti per i datori di lavoro e gli individui, e un riorientamento delle finanze pubbliche in direzione di investimenti più efficienti in materia di risorse umane in tutto il settore dell'apprendimento.(14) È necessaria una disponibilità di manodopera adeguata per sostenere la crescita economica, promuovere l'occupazione e favorire la sostenibilità dei sistemi di protezione sociale. La relazione congiunta della Commissione e del Consiglio "Accrescere il tasso di attività e prolungare la vita attiva" [7] conclude che tali obiettivi richiedono lo sviluppo di strategie nazionali di ampio respiro basate sul ciclo di vita. Le politiche devono sfruttare il potenziale occupazionale di tutte le categorie, comprese le donne, i lavoratori anziani, le persone con disabilità e gli immigrati. Il Consiglio europeo di Barcellona ha stabilito che l'Unione europea dovrebbe cercare di ottenere, entro il 2010, un aumento progressivo di circa 5 anni dell'età media effettiva di ritiro dal lavoro. Tale età nel 2001 ammontava a 59,9 anni.[7]  Relazione congiunta della Commissione e del Consiglio "Accrescere il tasso di attività e prolungare la vita attiva", adottata dal Consiglio il 7 marzo 2002.(15) Devono essere progressivamente eliminati i divari fra i sessi sul mercato del lavoro se si vuole che l'UE realizzi la piena occupazione, aumenti la qualità sul posto di lavoro e promuova integrazione e coesione sociale. A tal fine sono necessari un approccio di integrazione orizzontale delle questioni di genere e specifiche azioni intese a creare le condizioni perché le donne e gli uomini possano entrare, rientrare e rimanere sul mercato del lavoro. Il Consiglio europeo di Barcellona ha stabilito che gli Stati membri dovrebbero rendere disponibili entro il 2010 servizi di custodia dei bambini per almeno il 90% dei minori fra i tre anni e l'età dell'obbligo scolastico, nonché per almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni d'età. Occorre affrontare i fattori alla radice del divario fra i sessi in materia di disoccupazione e retribuzione, raggiungendo di conseguenza gli obiettivi sulla riduzione di tale divario, senza mettere in questione il principio della differenziazione salariale in base alla produttività e alla situazione del mercato del lavoro.(16) Una vera integrazione sul mercato del lavoro per le persone svantaggiate consentirà di aumentare l'integrazione sociale e i tassi d'occupazione, e migliorerà la sostenibilità dei sistemi di protezione sociale. Le risposte politiche devono combattere la discriminazione, fornire un approccio personalizzato alle esigenze dei singoli e creare opportunità di lavoro adeguate incentivando i datori di lavoro ad assumere. La decisione del Consiglio del 3 dicembre 2001 ha dichiarato il 2003 "Anno europeo dei disabili" [8]. L'accesso al mercato del lavoro è una priorità assoluta per quanto riguarda le persone con disabilità, che si calcola rappresentino circa 37 milioni di persone nell'UE, molte delle quali possono e vogliono lavorare.[8]  GU L 335 del 19/12/2001, p. 15 (Decisione 2001/903/CE).(17) Per migliorare le prospettive di piena occupazione e coesione sociale, il rapporto tra reddito da lavoro e reddito da disoccupazione o inattività dovrebbe essere tale da incoraggiare le persone a entrare e rimanere sul mercato del lavoro, e da stimolare la creazione di nuovi posti.(18) Per lavoro nero o sommerso si intende ogni attività retribuita di natura legale ma non dichiarata alle autorità pubbliche [9]. Diversi studi fissano le dimensioni dell'economia sommersa a una media compresa tra il 7% e il 16% del PIL dell'Unione europea. Tale cifra dovrebbe essere trasformata in lavoro regolare, per migliorare il contesto generale in cui operano le imprese, la qualità sul posto di lavoro delle persone interessate, la coesione sociale e la sostenibilità delle finanze pubbliche e dei sistemi di protezione sociale. Il miglioramento delle conoscenze statistiche sulle dimensioni del lavoro nero negli Stati membri e nell'UE dovrebbe essere perseguito in modo prioritario.[9]  COM(1998) 219 def.(19) Il Consiglio europeo di Barcellona ha accolto con favore il piano d'azione della Commissione su qualifiche e mobilità; la risoluzione del Consiglio sullo stesso tema del 3 giugno 2002, inoltre, ha invitato la Commissione, gli Stati membri e le parti sociali a varare le misure necessarie. Una maggiore mobilità professionale e geografica e una migliore corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro contribuirà ad aumentare l'occupazione e la coesione sociale. Si dovrebbe prestare la dovuta attenzione al potenziale dell'immigrazione di risolvere le strozzature del mercato del lavoro, pur sostenendo gli obiettivi di sviluppo a lungo termine dei paesi d'origine.(20) La valutazione dei primi cinque anni di strategia per l'occupazione ha messo in evidenza come una migliore gestione sia la chiave della futura efficacia della strategia. Una buona attuazione delle politiche dell'occupazione dipende dalla cooperazione a tutti i livelli, dal coinvolgimento di una serie di servizi operativi e da una dotazione finanziaria adeguata per sostenere l'attuazione degli orientamenti. Gli Stati membri sono responsabili dell'efficace attuazione degli orientamenti per l'occupazione, compresa la garanzia di una realizzazione equilibrata a livello regionale e locale.(21) Un'efficace attuazione degli orientamenti per l'occupazione richiede la partecipazione attiva delle parti sociali in tutte le fasi, dalla concezione delle politiche alla loro attuazione. Al vertice sociale del 13 dicembre 2001, le parti sociali hanno sottolineato la necessità di sviluppare e migliorare il coordinamento della consultazione tripartita. Si è anche convenuto che prima di ogni Consiglio europeo di primavera si tenga un Vertice sociale trilaterale per la crescita e l'occupazione.(22) Oltre ai presenti orientamenti per l'occupazione, gli Stati membri dovranno dare piena attuazione agli indirizzi di massima per le politiche economiche e garantire che l'azione sia pienamente coerente col mantenimento di finanze pubbliche sane e della stabilità macroeconomica,DECIDE:Articolo 1Sono adottati gli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione di cui all'allegato.Articolo 2Le politiche occupazionali degli Stati membri terranno conto di tutti gli aspetti degli orientamenti in modo esauriente e integrato, aspetti di cui si riferirà annualmente nei piani d'azione nazionali presentati ogni 1° ottobre.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteOrientamenti per l'occupazioneUna strategia europea per la piena occupazione e posti di lavoro migliori per tuttiGli Stati membri condurranno le proprie politiche dell'occupazione nella prospettiva di realizzare gli obiettivi e le priorità d'azione e di progredire in direzione dei risultati sotto specificati. Si rivolgerà un'attenzione particolare all'azione volta a garantire una buona gestione (governance) delle politiche occupazionali.Oltre ai presenti orientamenti per l'occupazione e alle raccomandazioni per l'occupazione loro associate, gli Stati membri daranno piena attuazione agli indirizzi di massima per le politiche economiche e garantire l'interazione coerente dei diversi strumenti.A. Gli obiettivi complessiviIn linea con l'agenda di Lisbona, le politiche dell'occupazione degli Stati membri promuoveranno i tre obiettivi della piena occupazione, della qualità e produttività sul posto di lavoro e della coesione e integrazione economica e sociale.Questi obiettivi dovrebbero essere perseguiti in modo equilibrato, che ne rifletta la pari importanza nel raggiungimento delle finalità dell'Unione. È opportuno sfruttare appieno le sinergie, basandosi sulla positiva interazione fra i tre obiettivi.Piena occupazioneGli Stati membri mireranno a ottenere la piena occupazione realizzando un approccio politico esaustivo comprendente misure relative sia alla domanda sia all'offerta, così da aumentare i tassi d'occupazione in direzione degli obiettivi fissati a Lisbona e Stoccolma.Le politiche contribuiranno a raggiungere, per la media dell'UE:- un tasso d'occupazione complessivo del 67% nel 2005 e del 70% nel 2010;- un tasso d'occupazione per le donne del 57% nel 2005 e del 60% nel 2010;- un tasso d'occupazione per i lavoratori anziani del 50% nel 2010.Gli Stati membri fisseranno obiettivi nazionali corrispondenti, in linea col risultato previsto a livello UE.Migliorare la qualità e produttività sul posto di lavoroUna migliore qualità sul posto di lavoro è strettamente collegata col passaggio a un'economia competitiva basata sulla conoscenza, e dovrebbe essere perseguita attraverso uno sforzo concertato fra tutti i soggetti, in particolare attraverso il dialogo sociale. La qualità è un concetto multidimensionale che riguarda le caratteristiche sia del posto che del mercato del lavoro più in generale e comprende la qualità intrinseca del posto, le qualifiche, l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e lo sviluppo della carriera, la parità uomo-donna, la salute e sicurezza sul luogo di lavoro, la flessibilità e la sicurezza, l'integrazione e l'accesso al mercato del lavoro, l'organizzazione del lavoro e l'equilibrio vita-lavoro, il dialogo sociale e il coinvolgimento dei lavoratori, la diversità e la non discriminazione, la prestazione lavorativa globale.L'aumento dei tassi d'occupazione deve andare di pari passo con l'innalzamento della crescita complessiva nella produttività della manodopera. La qualità sul posto di lavoro può aiutare ad aumentare la produttività della manodopera e le sinergie fra i due aspetti dovrebbero essere sfruttate appieno. Ciò rappresenta una sfida specifica per il dialogo sociale.Rafforzare la coesione e l'integrazione socialeLe politiche occupazionali dovrebbero promuovere l'integrazione sociale facilitando la partecipazione all'occupazione, mediante un più facile accesso a impieghi stabili e di qualità per tutte le donne e gli uomini in grado di lavorare, la lotta alla discriminazione sul mercato del lavoro, la prevenzione dell'emarginazione dal mondo del lavoro.La coesione economica e sociale dovrebbe essere promossa riducendo le disparità regionali in materia di occupazione e disoccupazione, affrontando i problemi occupazionali delle zone sfavorite dell'UE e sostenendo la ristrutturazione economica e sociale.Le politiche dovrebbero in particolare contribuire a ottenere una sostanziale riduzione entro il 2010 della percentuale di lavoratori poveri in tutti gli Stati membri.B. Priorità d'azioneNel perseguire i tre obiettivi complessivi, gli Stati membri si atterranno alle priorità che seguono. Nel far questo, adotteranno un approccio di integrazione orizzontale delle questioni di genere nel quadro di ciascuna priorità.1. MISURE ATTIVE E PREVENTIVE PER LE PERSONE DISOCCUPATE E INATTIVEGli Stati membri preverranno l'afflusso verso la disoccupazione di lunga durata e promuoveranno un reinserimento duraturo nel mondo del lavoro per i disoccupati e le persone inattive che desiderino lavorare. Essi dovranno:- garantire alle persone in cerca di lavoro l'individuazione precoce delle loro esigenze e servizi di consulenza e orientamento, offrire loro assistenza alla ricerca di un impiego e un piano d'azione personalizzato nella fase iniziale del loro periodo di disoccupazione; entro il 2005, tali servizi dovrebbero essere offerti a tutti i disoccupati prima del loro quarto mese di disoccupazione;- offrire alle persone in cerca di lavoro misure efficaci ed incisive per aumentarne l'occupabilità e le prospettive d'inserimento. Le misure attive del mercato del lavoro dovrebbero rispondere alle loro esigenze individuali, con un'attenzione particolare per coloro che incontrano le difficoltà maggiori sul mercato, e dovrebbero dotare le persone dell'esperienza necessaria per competere su tale mercato; in particolare, gli Stati membri garantiranno che:entro il 2005, a tutti i disoccupati sia offerto un nuovo inizio sotto forma di esperienza di lavoro o di formazione (combinata se del caso con un'assistenza permanente alla ricerca di un posto di lavoro) prima che raggiungano i sei mesi di disoccupazione nel caso dei giovani più esposti al pericolo di diventare disoccupati di lunga durata, e dodici mesi di disoccupazione in tutti gli altri casi;entro il 2010, il 30% dei disoccupati di lunga durata dovrà partecipare a una misura attiva sotto forma di esperienza di lavoro o di formazione.- garantire una valutazione regolare dell'efficacia ed incisività dei programmi relativi al mercato di lavoro, e rivederli di conseguenza.2. PROMUOVERE L'IMPRENDITORIALITÀ E LA CREAZIONE DI NUOVI POSTI DI LAVOROGli Stati membri incoraggeranno la creazione di posti di lavoro migliori e più numerosi promuovendo imprenditorialità e innovazione in un ambiente favorevole alle imprese. Va riservata un'attenzione particolare allo sfruttamento del potenziale di creazione di posti di lavoro insito nelle nuove imprese, del settore dei servizi e della ricerca e sviluppo. Le iniziative politiche sostenute da obiettivi nazionali si concentreranno su:- promuovere l'istruzione e la formazione in materia di capacità imprenditoriali e dirigenziali e fornire assistenza, anche mediante una formazione mirante a rendere la carriera dell'imprenditore un'opzione per tutti, soprattutto per le donne, i disoccupati e le persone inattive che desiderino lavorare;- semplificare e ridurre gli oneri amministrativi e normativi per la creazione di un'impresa e per l'assunzione di personale; facilitare l'accesso ai microcrediti e al capitale di rischio per le imprese appena nate e per quelle con un alto potenziale di crescita (cfr. anche indirizzi di massima per le politiche economiche, n. 11).3. AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO E PROMUOVERE L'ADATTABILITÀ SUL LAVOROGli Stati membri faciliteranno l'adattabilità dei lavoratori e delle imprese ai cambiamenti, tenendo conto della necessità ad un tempo di flessibilità e sicurezza. Essi modernizzeranno le norme in materia di occupazione ridimensionando gli elementi eccessivamente restrittivi che incidono sulla dinamica del mercato del lavoro e sull'occupazione delle categorie che incontrano difficoltà nell'accedere al mercato stesso, svilupperanno il dialogo sociale, promuoveranno la responsabilità sociale delle imprese e vareranno altri provvedimenti adeguati per promuovere:- la diversità degli accordi contrattuali e di lavoro, anche in materia di orari, in modo da favorire la progressione della carriera, un equilibrio migliore tra lavoro e vita privata e tra flessibilità e sicurezza;- condizioni di lavoro migliori, anche riguardo a salute e sicurezza, e accesso per tutti i lavoratori alla formazione; le politiche mireranno in particolare a:una riduzione complessiva del 15% nel tasso d'incidenza degli infortuni sul lavoro, del 25% per i settori ad alto rischio, in tutti gli Stati membri;una riduzione del divario nella partecipazione alla formazione tra lavoratori scarsamente e altamente qualificati.- la concezione e diffusione di modalità innovative e sostenibili di organizzazione del lavoro;- la gestione positiva di mutamento e ristrutturazione economica.4. INVESTIMENTI MAGGIORI E MIGLIORI PER CAPITALE UMANO E STRATEGIE DI APPRENDIMENTO LUNGO TUTTO L'ARCO DELLA VITAGli Stati membri realizzeranno strategie di apprendimento lungo tutto l'arco della vita, fra l'altro migliorando la qualità e l'efficienza dei sistemi d'istruzione e formazione, per dotare tutti i lavoratori delle capacità richieste a una manodopera moderna in una società basata sulla conoscenza, consentirne lo sviluppo della carriera e ridurre la mancata corrispondenza fra domanda e offerta di qualifiche e le strozzature del mercato del lavoro.In particolare, le politiche tenderanno a raggiungere i seguenti obiettivi entro il 2010:- gli Stati membri garantiranno che la percentuale media della popolazione compresa tra 25 e 64 anni nell'UE in possesso almeno di un diploma d'istruzione secondaria superiore raggiunga o superi l'80%;- un aumento del tasso di partecipazione degli adulti a istruzione e formazione del 15% in tutta l'UE, con tassi di partecipazione al di sopra del 10% in tutti gli Stati membri.Saranno agevolati gli investimenti efficienti nel capitale umano da parte di datori di lavoro e individui, ad esempio mediante un adeguato trattamento fiscale delle spese per l'istruzione e la formazione professionale, mentre saranno riorientate le finanze pubbliche verso l'investimento nelle risorse umane, in conformità degli impegni complessivi in materia di bilancio.Le politiche mireranno in particolare ad ottenere entro il 2010 un aumento pro capite sostanziale degli investimenti pubblici e privati nelle risorse umane, secondo obiettivi nazionali comprendenti un significativo aumento degli investimenti da parte delle imprese nella formazione degli adulti, nell'ottica di arrivare al 5% del costo totale del lavoro in tutta l'UE.5. AUMENTARE LA DISPONIBILITÀ DI MANODOPERA E PROMUOVERE L'INVECCHIAMENTO ATTIVOGli Stati membri promuoveranno una disponibilità adeguata di manodopera e di possibilità d'impiego per sostenere la crescita economica e l'occupazione. Essi dovranno:- aumentare la partecipazione al mercato del lavoro ricorrendo al potenziale di tutte le categorie della popolazione, attraverso un metodo esaustivo che comprenda in particolare la disponibilità e la qualità dei posti di lavoro, che faccia sì che il lavoro paghi, aumenti le qualifiche e metta a disposizione misure di sostegno adeguate;- promuovere l'invecchiamento attivo, in particolare favorendo condizioni di lavoro in grado di stimolare il permanere in attività - come l'accesso alla formazione continua e a forme flessibili di organizzazione del lavoro - e rimuovendo gli incentivi al ritiro anticipato dal mercato del lavoro, in particolare riformando i sistemi di pensionamento anticipato e facendo sì che paghi il rimanere attivi sul mercato del lavoro.In particolare, le politiche mireranno a ottenere entro il 2010 un aumento di 5 anni, a livello UE, dell'età media effettiva di uscita dal mercato del lavoro (calcolata a 59,9 anni nel 2001). Al riguardo, gli Stati membri fisseranno obiettivi nazionali coerenti coi risultati attesi a livello dell'Unione.- fare uso dell'offerta aggiuntiva di manodopera risultante dall'immigrazione, in conformità della politica comunitaria in materia d'immigrazione e secondo modalità che sostengano gli obiettivi di sviluppo a lungo termine dei paesi d'origine.6. PARITÀ UOMO-DONNAGli Stati membri cercheranno, attraverso un approccio di integrazione orizzontale delle questioni di genere e azioni specifiche, di eliminare progressivamente le disparità fra i sessi in materia di occupazione, disoccupazione e retribuzione. In particolare, le politiche mireranno a ottenere entro il 2010 l'eliminazione del divario fra i sessi in materia di disoccupazione e a dimezzare il divario retributivo in ciascuno Stato membro, mediante un approccio multidimensionale che affronti i fattori alla radice del divario retributivo, comprese la segregazione settoriale e occupazionale, l'istruzione e la formazione, i sistemi di classificazione e retribuzione del lavoro, la sensibilizzazione e trasparenza.Sarà rivolta un'attenzione particolare alla conciliazione di lavoro e vita familiare, in particolare mettendo a disposizione servizi di custodia dei bambini e di assistenza alle altre persone a carico. Le politiche mireranno a ottenere entro il 2010 una copertura pari al 33% dei servizi di custodia dei bambini di età compresa fra 0 e 3 anni e una copertura pari al 90% per i bambini di età compresa fra i 3 anni e l'età dell'obbligo scolastico in tutti gli Stati membri.7. PROMUOVERE L'INTEGRAZIONE DELLE PERSONE SVANTAGGIATE SUL MERCATO DEL LAVORO E COMBATTERE LA DISCRIMINAZIONE NEI LORO CONFRONTIGli Stati membri promuoveranno l'integrazione di quanti incontrano particolari difficoltà sul mercato del lavoro, come i giovani che hanno lasciato la scuola precocemente, le persone con disabilità, gli immigrati e le minoranze etniche, sviluppandone l'occupabilità, aumentandone le opportunità di lavoro e impedendo ogni forma di discriminazione.In particolare, le politiche mireranno a ottenere entro il 2010:- il dimezzamento del tasso di abbandono scolastico in tutti gli Stati membri, con una riduzione complessiva a livello UE pari al 10%;- il dimezzamento, in tutti gli Stati membri, del divario in materia di disoccupazione che riguarda le persone svantaggiate, secondo definizioni nazionali;- il dimezzamento, in tutti gli Stati membri, del divario in materia di disoccupazione tra cittadini non-UE e UE.8. FAR SÌ CHE IL LAVORO PAGHI ATTRAVERSO INCENTIVI FINANZIARI PER AUMENTARE L'ATTRATTIVA DEL LAVOROGli Stati membri riformeranno gli incentivi finanziari al fine di rendere attrattivo il lavoro e di incoraggiare le persone a cercare, accettare e mantenere un posto. Essi riformeranno i sistemi fiscale e previdenziale e la loro interazione, al fine di eliminare le trappole della disoccupazione, della povertà e dell'inattività, e di incoraggiare la partecipazione all'occupazione di donne, lavoratori scarsamente qualificati, lavoratori anziani e di coloro che più si trovano lontani dal mercato del lavoro.Pur mantenendo un elevato livello di protezione sociale, essi rivedranno in particolare i tassi di sostituzione e la durata delle prestazioni; garantiranno una gestione efficace delle stesse, in particolare per quanto riguarda il collegamento con una vera ricerca di un impiego, tenendo conto delle situazioni individuali, considereranno la corresponsione di prestazioni per chi lavora, se del caso; ridurranno le elevate aliquote marginali effettive per eliminare le trappole dell'inattività e taglieranno il carico fiscale sulle retribuzioni più basse.In particolare, le politiche mireranno a ottenere entro il 2010 una riduzione significativa del carico fiscale sui lavoratori a bassa retribuzione, secondo obiettivi nazionali.9. TRASFORMARE IL LAVORO NERO IN OCCUPAZIONE REGOLAREGli Stati membri svilupperanno e metteranno in atto una combinazione di politiche di ampia portata per eliminare il lavoro nero, prevedendo la semplificazione del contesto in cui operano le imprese, rimuovendo i disincentivi e fornendo incentivi adatti nel quadro dei sistemi fiscale e previdenziale, dotandosi di una maggiore capacità di far rispettare le norme e di applicare sanzioni. Essi investiranno nello sviluppo della base statistica a livello nazionale ed europeo per misurare le dimensioni del problema e i progressi conseguiti a livello nazionale.Le politiche mireranno a ottenere entro il 2010 una riduzione sostanziale del lavoro nero in tutti gli Stati membri, fondandosi su una base statistica migliorata.10. PROMUOVERE LA MOBILITÀ PROFESSIONALE E GEOGRAFICA E MIGLIORARE LA CORRISPONDENZA TRA DOMANDA E OFFERTA DI LAVOROGli Stati membri affronteranno le carenze di manodopera, le strozzature e le disparità regionali in materia di occupazione e disoccupazione promuovendo la mobilità professionale ed eliminando gli ostacoli alla mobilità geografica - in particolare dando attuazione al piano d'azione qualifiche e mobilità, migliorando il riconoscimento e la trasparenza delle qualifiche e delle competenze, la trasferibilità della sicurezza sociale e dei diritti pensionistici, fornendo appropriati incentivi mediante i sistemi fiscale e previdenziale e sfruttando il potenziale dell'immigrazione.Va promossa la trasparenza delle opportunità di lavoro e formazione a livello nazionale ed europeo, in modo da sostenere un'effettiva corrispondenza tra domanda e offerta. In particolare, entro il 2005, alle persone in cerca di lavoro di tutta l'Unione si dovrà consentire di consultare tutte le offerte di lavoro formulate attraverso i servizi di collocamento degli Stati membri.C. Promozione di una gestione, cooperazione e realizzazione miglioriGli Stati membri garantiranno l'efficace esecuzione degli orientamenti per l'occupazione, anche al livello regionale e locale.La mobilitazione di tutti i soggetti interessatiNel dovuto rispetto delle diverse tradizioni e pratiche nazionali, occorre assicurare un coinvolgimento da vicino degli organismi parlamentari competenti nell'esecuzione degli orientamenti. Inoltre, tutti i principali soggetti interessati, compresa la società civile, dovrebbero svolgere appieno il proprio ruolo nella strategia europea per l'occupazione.La partecipazione dei soggetti regionali e locali allo sviluppo e all'attuazione degli orientamenti dovrebbe essere sostenuta in particolare attraverso cooperazioni a livello locale, mediante la diffusione di informazioni e tramite la consultazione.Un forte coinvolgimento delle parti socialiOccorre promuovere la cooperazione con le parti sociali a livello nazionale, settoriale, regionale, locale e di impresa per garantire l'attuazione, il monitoraggio e il follow-up della strategia per l'occupazione.Le parti sociali a livello nazionale sono invitate, conformemente alle tradizioni e pratiche nazionali, a garantire un'efficace attuazione degli orientamenti e a riferire sui loro contributi più significativi in tutti i settori rientranti nelle loro responsabilità, in particolare per quanto riguarda la gestione del cambiamento e l'adattabilità, la sinergia tra flessibilità e sicurezza, lo sviluppo del capitale umano, la parità fra i sessi e le misure volte a far sì che il lavoro paghi, nonché in materia di salute e sicurezza sul lavoro.Le parti sociali europee a livello interprofessionale e settoriale sono invitate a contribuire all'attuazione degli orientamenti per l'occupazione e a sostenere gli sforzi intrapresi dalle parti sociali nazionali a tutti i livelli: interprofessionale, settoriale e locale. Come annunciato nel loro programma di lavoro congiunto, le parti sociali a livello interprofessionale riferiranno annualmente sul loro contributo all'attuazione degli orientamenti. Le parti sociali a livello settoriale sono invitate a riferire sulle rispettive azioni.Servizi efficaci ed incisiviGli Stati membri garantiranno la capacità dei servizi operativi di rispondere agli obiettivi e alle priorità in materia di politica dell'occupazione in modo efficiente ed incisivo. A tal fine occorrono in particolare un sistema moderno di servizi dell'occupazione che collabori strettamente coi servizi di reinserimento sociale, servizi di qualità che sostengano l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e ispettorati del lavoro che promuovano condizioni lavorative migliori.Stanziamenti finanziari adeguatiGli Stati membri garantiranno lo stanziamento dei mezzi finanziari adeguati per l'attuazione degli orientamenti per l'occupazione, rispettando nel contempo la necessità di finanze pubbliche sane in linea con gli indirizzi di massima per le politiche economiche.Essi sfrutteranno appieno il contributo potenziale dei fondi strutturali europei, in particolare il Fondo sociale europeo, per sostenere la realizzazione delle politiche e rafforzare la capacità istituzionale nel settore dell'occupazione.