CELEX: 51988PC0730
Language: it
Date: 1988-11-30
Title: Progetto di DECISIONE COMUNE DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE che istituisce un programma di opzioni specificamente connesse alla lontananza e all'insularità dei Dipartimenti francesi d'oltremare (POSEIDOM)#Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa al regime dei dazi di mare nei Dipartimenti d'oltremare#(presentati dalla Commissione)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 730
Vol. 1988/0241
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
lieu par le règlement (UE) 2015/496 du Conseil du 17 mars 2015 (JO L79 du 25. 3.2015, p. 1), ce
dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents classifiés présents dans ce dossier
ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit règlement ou sont considérés déclassifiés
conformément aux articles 26(3) et 59(2) de la décision (UE, Euratom) 2015/444 de la
Commission du 13 mars 2015 concernant les règles de sécurité aux fins de la protection des
informations classifiées de l'Union européenne.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983 concerning
the opening to the public of the historical archives of the European Economic Community and the
European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as last amended by Council
Regulation (EU) 2015/496 of 17 March 2015 (OJ L 79, 27.3.2015, p. 1), this file is open to the
public. Where necessary, classified documents in this file have been declassified in conformity
with Article 5 of the aforementioned regulation or are considered declassified in conformity with
Articles (26.3) and 59(2) of the Commission Decision (EU, Euratom) 2015/444 of 13 March 2015
on the security rules for protecting EU classified information.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
Verordnung (EU) Nr. 2015/496 vom 17. März 2015 (ABI. L 79 vom 25.3.2015, S. 1), ist dieser Akt
der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit erforderlich, wurden die Verschlusssachen in diesem Akt in
Übereinstimmung mit Artikel 5 der genannten Verordnung freigegeben; beziehungsweise werden
sie auf Grundlage von Artikel 26(3) und 59(2) der Entscheidung der Kommission (EU, Euratom)
2015/444 vom      13.   März 2015     über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak--- COMVEISSIONE DELLE COMÜNITA' EUROPEE
                                                    COM(88 ) 730 def .
                                                  Bruxelles , 17 gennaio 1989
                                                  Versione riveduta
                            Progetto di
        DECISIONE COMUNE DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE
  che istituisce un programmi di opzioni specificamente connesse
                 alla lontananza e all' insularità
         dei Dipartimenti francesi d’ oltremare ( POSEIDOM)
                            Proposta di
                      DECISIONS DEL (CONSIGLIO
 relativa al regime dei dazi di mare nei Dipartimenti d’ oltremare
                  ( presentati dalla Commissione )
                                  S°di du Se r in ■ ■
                               \^>J^enérdl
 ---pagebreak---                                          INDICE
                                                                  Pag i na
PROGETTO           DI    DECISIONE             COMUNE   DEL
CONSIGLIO            E   DELLA      COMMISSIONE           CHE
ISTITUISCE              POSEIDOM
RELAZ1QNE                                                             4
STIUAZIONE CEI DCM                                                    4
APPAKTENENZA ALL' WPOPA                                               4
UBICAZIONE IN ZONE TPOPICALI IN VIA DI SVILUPPO                       5
Contesto economico e giuridico                                        5
a ) Caraibi ( Uuadalupa , Uuyana , Martinica )                        5
b ) Oceano Indiano ( Riunione )                                       6
Condizionamenti speci fici                                            6
a ) IM grande at stanza                                               6
b ) L' insulari tà                                                    6
c ) La superficie ridotta                                             6
d ) Il rilievo e il clima piuttosto sfavorevoli                       6
e ) Il fatto che l’agricoltura sia concentrata                        7
Concorrenza dei paesi in via di sviluppo                              7
DUPLICE FINALITÀ' DI UN' AZIONE A FAVORE LEI DCM                      7
Il grande mercato                                                     8
Riconoscimento ae Ila realtà regionale                                8
LA CCMJNITA' DEVE TRARRE LE DEBITE CONCIUSICNI DA QUESTO DUALISMO     8
SCELLE KMXMENTALI                                                     8
Ottica "Europa "                                                      8
Ut t ica Regione "                                                    9
una pontica realística                                                9
CONTESTO GIURIDICO DELLE AZIONI RELATIVE AI DCM                      10
Articolo 227 , paragrafo 2 , secondo conma                          10
Articolo 227 , paragrafo 2 , secondo conma e articolo 8 c           10
Utilizzazione dette varie passionila giuriaicne                     11
PROGRAMMA D' AZICNE                                                 12
TRE PRINCIPI OUATE                                                  12
Complementar i td                                                   12
Associazione                                                        12
Progranmazione                                                      13
 ---pagebreak---                                                  2
AHdJNIZZAZIQNE , MANTENIMiNIO O AIM1J/MMX) DEIIR MISIRE SPECIFICHE
PER I IXM ALL' APPROSSIMARSI DEL 1993                                 13
Misure comunitarie                                                    13
Misure nazionali                                                      14
Dazio di mare                                                         15
NUOVE AZIONI PER LA RIPRESA EOONCMICA                                 16
Intervento comunitario in un programma coerente                       16
Azioni comunitarie più adatte e coordinate nell' ambito di una stessa
regione geografica                                                    17
■ migliore utilizzazione delle risorse comunitarie                    17
. cooperazione regionale commerciale                                  18
Una compensazione alla situazione geografica eccezionale              19
CONSIDERAZIONI FINALI RELATIVE AD ALTRE REGIONI DELLA CCMJNITA' E
DEGLI STATI MEMBRI LIMITROFI DEI IXM                                  20
ALLEGATI                                                              22
TESTO DEL PROGETTO DI DECISIONE CIMINE DEL CONSIGLIO E DELIA
осмшпст                                                               31
PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO
RELATIVA AL REGIME DI                              DAZIO DI MARE
                                                                      40
NEI DIPARTIMENTI D' OLTREMARE
SCHEDA            FINANZIARIA                                         45
 ---pagebreak---                                3
                          Progetto di
      DECISIONE CCMJNE DEL CONSIGLIO E DELLA COmiSSIONE
che istituisce un Programmi di opzioni specificamente connesse
               alla lontananza e all' insularità
       dei Dipartimenti francesi d’ oltremar e ( POSEIDCM)
 ---pagebreak---                                              4
                                        RELAZIONE
                                     del progetto di
    decisione comune del Consiglio e della Cornai ssione delle Comunità europee
           che istitu i sce un Programma di opzioni specificamente connesse
      alla lontananza e all' insularità dei Dipartimenti francesi d' oltremare
                                        "POSEIDCM"
SITUAZIONE DEI DCM
1 . La Comunità comprende tutta una serie di regioni e territori situati fuori
    del continente europeo , in genere lontani e di piccole dimensioni ,
    variamente distribuiti sulla superficie terrestre a seconda del retaggio
    storico degli Stati membri , dei quali alcune di queste regioni costituiscono
    parte integrante . Fra queste regioni le disposizioni del trattato CEE si
    applicano totalmente solo ai DCM; ad esempio si applicano alle Azzorre e a
    Madera , fatte salve però le deroghe transitorie previste per il Portogallo
    nel trattato di adesione ( sempre a norma di quest’ultimo trattato le
    Canarie , Ceuta e Melilla beneficiano di un regime speciale all' interno della
    Comuni tà ) .
2 . I quattro DCM (Guadalupa , Guyana , Martinica e Riunione ) contano
    complessivamente 1 300 000 abitanti , ossia soltanto lo 0 , 4% dell’ intera
    popolazione comunitaria .
3 . La loro vita econemica , sociale e culturale si svolge in un duplice
    contesto : da un lato , infatti , essi sono integrati in uno Stato membro e
    pertanto nella Comunità ; dall’altro , essi sono circondati , nelle loro
    regioni rispettive ( Caraibi oppure Oceano Indiano ), da vari paesi con i
    quali hanno legami più o meno stretti e nei confronti dei quali la Comunità
    ha instaurato relazioni di tipo diverso , a volte con obblighi specifici .
APPAKTENENZA ALL'BJROPA
4 . Secondo il diritto francese , i DCM sono pienamente assimilati a dipartimenti
    della madrepatria ( art . 73 della costituzione del 1946 e art . 72 della
    costituzione del 1958 ).
5 . I DCM costituiscono parte integrante della Comunità a norma
    dell' articolo 227 , paragrafo 2 del trattato . Tale disposizione va
    interpretata alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia
    ( sentenza pronunciata nella causa 148/ 77 , Hansen ) , secondo la quale le
    disposizioni del trattato e il diritto derivato sono di applicazione nei
    DCM; tuttavia , è sempre possibile prevedere in un secondo tempo misure
    specifiche per rispondere alle esigenze di queste regioni .
 ---pagebreak---                                                5
 6 . Nel corso degli anni , infatti , sono state decise determinate disposizioni
     che esulano dalle norme generali del diritto derivato e riguardano settori
     quali la politica agraria comune , la politica commerciale , gli aiuti o
     l’armonizzazione dei regimi tributari .
 7 . La vita economica , sociale e culturale dei DCM è strettamente legata a
     quella della Francia continentale , come dimostrano le correnti di scambi
     nei due sensi e i rilevanti trasferimenti pubblici dal bilancio nazionale .
     L’ applicazione della legislazione nazionale comporta notevoli oneri sociali
     e salariali e costituisce pertanto un deterrente agli investimenti . Di
     conseguenza , pur appartenendo all' Europa , questi dipartimenti hanno un
     prodotti interno lordo prò capite nettamente inferiore al 75P?o della inedia
     comunitaria ( cfr . allegati 1 e 2 ) e pertanto , nell' ambito della riforma dei
     fondi , sono stati inseriti fra le regioni arretrate .
UBICAZIONE IN ZONE TROPICALI IN VIA DI SVIWPPO
 8 . La posizione geografica dei quattro DCM li colloca in un contesto economico
     estremamente specifico rispetto al resto della Comunità .
Contesto economico e giuridico
 9 . I DCM sono circondati da paesi in via di sviluppo con tenori di vita
     estremamente diversi { cfr . allegato 3 ).
10 . Mentre alcuni di questi paesi hanno un PNL prò capite più elevato dei DCM,
      la maggior parte degli altri , in particolare alcune piccole isole nelle
     immediate vicinanze , è nettamente più povera . La Comunità fornisce loro un
     sostegno particolarmente rilevante nell' ambito del FES , e la Francia ha
     deciso nel 1988 di raddoppiare il suo aiuto bilaterale a favore degli Stati
     più poveri dei Caraibl orientali .
11 . Per di più , gli statuti giuridici di questi paesi sono estremamente diversi
     rispetto al diritto comunitario :
     a ) Caraibi (Guadalupa , Guyana , Martini ca )
         5 PTCM ( Antille olandesi , Anguilla , Aruba , Isole Vergini britanniche ,
         Isole Cayman , Moni serrai , Isole Turks e Colcos ) ;
         13 Stati ACP ( Antigua e Barbuda , Bahamas , Barbados , Belize , Dominica ,
         Grenada , Guyana , Gi amai ca , St . Christophe eNevis , Sta . Lucia , St .
         Vlncent e Grenadine , Suriname , Trinidad e Tobago );
         Haiti e Repubblica Dominicana { questi due paesi hanno recentemente
         chiesto di diventare parti contraenti delle future convenzioni di Lamé ) ;
         paesi dell' istmo centro-americano , paesi del Patto andino .
 ---pagebreak---                                          - б -
     b ) Oceano Indiano ( Riuníone )
         1 FTCM {Mayotte );
         4 Stati ACP {Comore , Madagascar , Maurizio , Seicelle ) .
12 . Le affinità storiche di questi paesi limitrofi per quanto riguarda origini ,
     cultura ed economia diventano invece differenze quando si parla di lingua ,
     costume , flussi di investimenti e correnti di scambi .
13 . Esistono pertanto ben pochi legami tra gli Stati vicini di una stessa area ,
     malgrado alcune iniziative invariabilmente sabotate da forze centrifughe .
14 . Inoltre gli interventi comunitari in queste regioni di indiscutibile
     importanza geopolitica assumono forme del tutto diverse ; vengono infatti
     condotte parallelamente politiche comunitarie estremamente scoordinate tra
     di loro , che possono essere politiche interne per l DCM, la convenzione di
     Lamé per gli Stati HIP , la decisione di associazione per i FTCM oppure
     azioni finanziate nell' ambito della linea 930 del bilancio per i paesi in
     via di sviluppo dell’ Anerica Latina .
Condizionamenti specìfici
15 . Come la maggior parte del paesi o territori limitrofi , i DCM risentono di
     cinque costanti il cui effetto cumulato ne pregiudica fortemente la vita
     economica e sociale .
     a ) La grande distanza (7 000 km per la Guadalupa , la Guyana e la Martinica
         e 10 000 km per la Riunione ) impedisce qualsiasi relazione economica
         normale con le altre regioni della Comunità , con ripercussioni di natura
         economica { correnti di scambi , attrezzature e assistenza tecnica ,
         termini di esecuzione , ecc .) e socio-culturali { istruzione , diffusione
         dell' informazione , ecc .).
     b ) L’insularità della Guadalupa , della Mar t inica e della Riunione , a cui si
         aggiunge la situazione isolata della Guyana , che impedisce a questo
         paese di avere relazioni costanti con il continente sudamericano .
     c ) La superfìcie ridotta e la mancanza di risorse naturali e di industrie
         rendono inevitabilmente fragili le loro economie , già di modeste
         dimensioni . Ciò rende gli investimenti e gli arnnor t ameni i relativamente
         più onerosi , richiedendo un aiuto pubblico degli Stati o della Comunità .
     d ) Il rilievo e il clima piuttosto sfavorevoli costituiscono altri fattori
         negativi : la maggior parte delle tre isole è montagnosa e i terreni
         coltivati rappresentano , in media , soltanto il 27% della loro
         superficie . Inoltre , le condizioni climatiche sono spesso avverse ad una
 ---pagebreak---                                            7
         produzione stabile : gli incidenti climatici sono gravi e frequenti
         ( cicloni , periodi prolungati di siccità , precipitazioni estremamente
         irregolari ) .
     e ) Il fatto che l’ agricoltura sia concentrata su pochi prodotti , fatto
         dovuto al sistema di piantagioni dei secoli scorsi , li rende largamente
         dipendenti dai mercati acquirenti e dai condizionamenti climatici .
       Va ricordato che questi condizionamenti sono comuni a numerosi paesi ACP
       delle stesse regioni e che la Comunità ne ha tenuto conto . Per questo
       motivo :
       - dal negoziati successivi alle convenzioni di Lamé sono scaturite misure
         specifiche a favore degli Stati ACP insulari onde aiutarli a sormontare
         le difficoltà e i condizionamenti naturali e geografici che ne
         ostacolano lo sviluppo ;
       - la convenzione di Lomé ha istituito un sistema di stabilizzazione dei
         proventi ( STAEEX ) per tener conto dei rischi connessi alla
         concentrazione dell’ agricoltura su determinati prodotti .
Concorrenza dei paesi in vìa di sviluppo
16 . I prodotti provenienti dai PCM devono far fronte alla concorrenza degli
     stessi prodotti provenienti dai paesi in via di sviluppo , il cui costo di
     produzione è in genere più. basso e che inoltre beneficiano di un migliore
     accesso ai grandi mercati dei paesi occidentali grazie all’apertura che ha
     fatto seguito ai negoziati internazionali di questi ultimi anni .
17 . In virtù delle decisioni comunitarie prese dopo la firma del trattato dì
     Roma , che hanno reso possibile l' adesione di numerosi dei loro vicini alle
     varie convenzioni di Lomé , i DCM si trovano in una situazione ancora più
     difficile . L’ apertura del mercato comunitario ai prodotti degli Stati ACP e
     dei PTCM in esenzione dai dazi doganali e dalle tasse di effetto
     equivalente si ripercuote negativamente sui PCM in quanto , come parte
     integrante della Comunità , essi devono garantire l' accesso a questi
     prodotti simili , affrontando nel contempo la concorrenza sugli altri
     mercati .
18 . Tuttavia l firmatari della III convenzione di Lomé hanno deciso di dare
     alla Comunità ( allegato XIV della convenzione ) la possibilità di modificare
      il regime di accesso ai mercati dei PCM per i prodotti agricoli originari
     degli Stati ACP , secondo le necessità di sviluppo economico di tali
     dipartiment i .
UJPL1CE FINALITÀ ’ DI INAZIONE A FAVORE PEI DCM
19 . Per essere realistiche , tutte le iniziative relative ai PCM devono tener
     conto della duplice dimensione di cui sopra . Gli orientamenti che
     scaturiscono dall' articolo 2 del trattato , volto a realizzare uno sviluppo
     armonioso delle attività economiche nell’ int era Comunità , un' espansione
     continua ed equilibrata , una maggiore stabilità e un miglioramento più
 ---pagebreak---                                           8
     rapido del tenore di vita , nonché quelli dell’Atto unico devono
     prefiggersi , per quanto riguarda i JXM, due obiettivi specifici :
     Il grande mercato , secondo due principi di base :
     . armonizzare le normative in vigore nei DCM con quelle che prevarranno
       nell' intera Comuni tà ;
     . equilibrare il livello economico e sociale di queste regioni
       avvicinandolo a quello medio comunitario .
     Riconoscimento della realtà regionale :
     . tener conto delle condizioni geografiche estremamente specifiche di
       queste regioni , che le distinguono nettamente dal resto della Comunità ;
     . consolidare le zone politicamente stabili nell' interesse di tutte le
       parti , si tratti di paesi industrializzati o di paesi in via di sviluppo
       della regione ;
     . intensificare la cooperazione nelle zone che comprendono paesi in via di
       sviluppo ;
     . coordinare maggiormente le varie politiche comunitarie , interne ed
       esterne , tenendo conto , per le misure relative ai DCM, delle eventuali
       ripercussioni sugli ACP limitrofi .
LA OCMJNITA' LEVE TRARRE LE DEBITE CQNdUSIONI DA QJESTO DUALISMO
20 . In considerazione di quanto precede , si presentano varie possibilità .
SCELTE FONDM&WALI
21 . Le iniziative da intraprendere nei confronti dei DCM potrebbero seguire tre
     diverse impostazioni :
Ottica "Europa "
22 . I legislatori nazionali e gli organi comunitari applicherebbero
     integralmente tutte le politiche comuni , senza più. tener conto delle ben
     note specificità .
23 . Tale formula , secondo la quale si contribuirebbe tra l' altro a
     riequilibrare il tenore di vita in questa zona , come nelle altre regioni
     povere della Comunità , non terrebbe minimamente conto dei numerosi
     condizionamenti regionali che pure caratterizzano l DCM.
 ---pagebreak---                                          - 9 -
Ottica ”Regione ”
24 . In questa ipotesi verrebbero applicate ai DCM le stesse politiche di
     cooperazione adottate per i paesi limitrofi del terzo mondo . In assoluto ,
     ciò significherebbe abolire il beneficio dei fondi strutturali interni
     concedendo a questi paesi quello del FES ( come dal 1958 al 1975 ) e i
     vantaggi che ne derivano per i paesi in via di sviluppo ; in termini
     estremi , non soltanto i DCM non farebbero più. parte del territorio doganale
     della Comunità , ma ad essi non verrebbero più applicate le politiche comuni
     ( come , in realtà , avviene per i FTCM) .
25 . Tale impostazione è chiaramente incompatibile con il trattato . Anche dal
     punto di vista polìtico , essa sarebbe inaccettabile e contraria alle
     volontà democraticamente espresse dalla popolazione interessata .
Una política realística
26 . Per tener conto delle realtà comunitaria e regionale , occorre mantenere le
     politiche comuni nei DCM introducendo , se del caso , regimi specifici
     adeguati alle caratteristiche regionali , senza rimettere in discussione
     l’ integrazione giuridica e politica di questi paesi nella Comunità .
27 . Tale formula concilia l' applicazione del trattato (e quindi la preparazione
     al traguardo del 31 dicembre 1992 , con le necessarie misure a favore delle
     regioni arretrate ) e il riconoscimento del loro contesto regionale ( il che
     presuppone misure specifiche in determinati settori nonché una certa
     coerenza tra le iniziative comunitarie in queste zone ).
28 . Tale politica prevede due metodi complementari :
     a ) Il massimo inserimento economico dei PCM mediani e interventi sul piano
         strutturale
         A questo riguardo se , nell’ ambito della riforma dei fondi , i DCM
         verranno inclusi tra le " regioni arretrate " , che beneficiano di una
         parte più rilevante dei fondi a titolo dello sviluppo regionale , è
         probabile che la Comunità aumenterà notevolmente i suoi interventi in
         questi dipartimenti . Si compenserebbero in tal modo i condizionamenti
         specifici , in concomitanza con l’ abolizione delle deroghe di cui questi
         paesi godono ancora .
     b ) Adeguamento pragmatico di determinate politiche comuni mediante regimi
         specifici
         Questo metodo si basa soprattutto sull' ubicazione e sul contesto
         economico dei DCM; secondo quest' ottica , ad esempio , si potrebbero
         risolvere i problemi relativi ai prodotti , che i DCM potrebbero talvolta
         procurar si a minor prezzo sui mercati dei vicini paesi in via di
         sviluppo senza dover ricorrere alle merci di origine comunitaria ( per
         gli Stati ACP , tali disposizioni esistono già nella III convenzione di
         Lomé ) .
 ---pagebreak---                                          10
29 . Le autorità comunitarie dovranno scegliere a seconda dei casi il metodo
     più. adatto , oppure combinare entrambi dosandoli adeguatamente . Nello
     scegliere si terrà conto del costo politico ed economico di un aiuto
     strutturale o della perdita di proventi derivante dal regime specifico
     di sostituzione per quanto riguarda il contributo dei DCM alle risorse
     comunitarie .
CONTESTO GIURIDICO TETTE AZIONI RELATIVE AI DCM
Articolo 227 , paragrafo 2 , secondo conma
30 . L’ articolo 227 , paragrafo 2 , secondo conma costituisce una valida base
     giuridica per le azioni volte a compensare i condizionamenti specìfici
     dei DCM ( cfr . paragrafi 8-18 ), soprattutto quando si tratta di decidere
     le deroghe a determinate disposizioni del trattato , che non prevedono
     di per se stesse un tale dispositivo ( ad esempio , le deroghe
     ail' articolo 95 ).
31 . Nell’ attuar e le politiche comunitarie in genere e a norma delle normali
     disposizioni del trattato ( come l’articolo 43 ), possono essere prese
     misure specifiche a loro favore anche in conformità dell' articolo 227 ,
     paragrafo 2 .
32 . Va osservato che la possibilità di prendere misure specifiche basate
     direttamente sul trattato non è legata ad alcuna scadenza e pertanto
     rimarrà valida finché esisterà una necessità obiettiva ai fini dello
     sviluppo economico e sociale di queste regioni . La fondatezza di tale
     impostazione è stata recentemente confermata anche dalla Corte di
     giustizia ( sentenza 58/86 del 26 marzo 1987 ).
33 . Inoltre l' articolo 227 , paragrafo 2 prevede una possibilità di deroga e
      invita le istituzioni ad avvalersene per il raggiungimento degli scopi
     previsti .
Articolo 227 , paragrafo 2 , secondo conma e articolo 8 c
34 . L' artìcolo 8 c del trattato ( articolo 15 dell’Atto unico ), che si
     applica anche ai DCM, deve essere visto alla luce di quanto precede ,
     prescindendo dal problema della sua applicabilità alla regione di uno
     Stato membro . In ogni caso esso non prevede deroghe supplementari . Se
     applicato ai DCM, esso invita specificamente le istituzioni a tener
     conto dei vari livelli di sviluppo in questi dipartimenti durante il
     completamento del mercato interno . Le deroghe specifiche introdotte a
     tale scopo devono avere carattere temporaneo ( articolo 8 c ,
     paragrafo 2 ).
35 . Tale disposizione , però , non si oppone a deroghe più prolungate qualora
     sussistano differenze fondamentali nei DCM dopo il 31 dicembre 1992 .
     Non esistono quindi ostacoli giuridici all’attuazione dei regimi
     specifici di cui al paragrafo 28 , lettera b . Le esigenze specifiche dei
     DCM, infatti , non sono dovute soltanto al livello inferiore di
 ---pagebreak---                                         11
     sviluppo , ma anche alla particolare situazione geografica e climatica ;
     l’ articolo 227 , paragrafo 2 offre la possibilità di prevedere deroghe
     alle norme generali , più. ampie e più durature di quelle che si possono
     tollerare per altre regioni sottosviluppate della Comunità .
36 . Comunque sia , l' articolo 227 prevale sull’ articolo 8 c , ma rimane
     inteso che si dovrà mettere tutto in atto onde evitare che , dopo il
     31 dicembre 1992 , sussistano deroghe tali da compromettere la
     realizzazione del mercato interno .
     Tutti i regimi specifici devono rimanere locali e perturbare il meno
     possibile il funzionamento del mercato comune .
                                                                               ?
37 . Occorrerà quindi stabilire accuratamente quali regimi specifici debbano
     e possano sussistere al di là della scadenza . Si dovranno privilegiare
     le deroghe i cui effetti economici sono limitati al territorio dei DQM,
     e che quindi non compromettono direttamente il funzionamento del
     mercato comune . Se tali deroghe dovessero incidere sugli scambi tra
     Stati membri nel continente europeo ( ad esempio le deroghe al regime
     tributario della Francia continentale per prodotti originari dai DCM) ,
     si ritiene indispensabile abolirle entro il 31 dicembre 1992 ,
     compensandole eventualmente con misure positive . A tale riguardo , si
     dovrà rivolgere un’ attenzione particolare ai dazi di mare .
Utilizzazione delle varie possibilità giuridiche
38 . In considerazione di quanto precede , è opportuno adottare per l DCM un
     programma tale da :
         impegnare politicamente e giuridicamente le istituzioni comunitarie ;
         considerare che le azioni previste emanano talvolta dal Consiglio e
         talvolta dalla Commissione ;
         costituire una risposta ed un orientamento ( sarà annesso un
         calendario ) per le autorità nazionali e regionali interessate .
39 . Si propone pertanto un progetto di decisione congiunto del Consiglio e
     della Commissione , che stabilisce un programma di azione in base
     all’ articolo 227 , paragrafo 2 del trattato . Si tratta di una formula
     del tutto nuova , che :
     -   mette perfettamente in rilievo la responsabilità comune delle due
         istituzioni , viste le prerogative conferite loro dal trattato ,
         evita le complessità o le pesantezze redazionali che avrebbero
         caratterizzato altre soluzioni ,
     -   fa sì che la volontà politica degli organi comunitari si mostri
         coerente di fronte ai problemi specifici dei cittadini di questi
         lontani paesi .
40 . Oltre ad illustrare i grandi orientamenti dell’ azione comunitaria nei
     confronti dei DCM in varie politiche comuni , tale decisione elenca le
     misure specifiche da prendere entro determinate scadenze sotto forma di
     atti adottati dall’ istituzione competente in base ai corrispondenti
 ---pagebreak---                                         12
     articoli del trattato . Per motivi di coerenza , la decisione si
     riferisce altresì alle misure già prese , apportando eventualmente gli
     adeguamenti del caso .
PROGRAMMA D’AZIONE
41 . La Commissione propone di avviare , per i Dipartimenti francesi di
     oltremare , un programma di azione denominato FOSEUXM ( Programma di
     opzioni specifiche connesse alla lontananza e all' insularità dei
     Dipartimenti d’oltremare ). Il programma avrà carattere pluriennale e si
     svolgerà in una o più fasi .
42 . Il POSEIDCM costituisce una risposta politica agli interrogativi dei
     cittadini di queste regioni e alle preoccupazioni dei loro
     rappresentanti riguardo ai condizionamenti specifici dei DCM ( cfr .
     paragrafi 15-18 ). Il completamento del mercato interno , infatti , è
     spesso visto come una possibile fonte di difficoltà supplementari data
     la situazione geografica di questi paesi o i regimi particolari di cui
     beneficiavano tradizionalmente le loro popolazioni , mentre esso può e
     deve essere foriero di uno sviluppo accelerato , a condizione che si
     collochi in un programma di azione coerente .
43 . Il POSEIDCM si baserà sui seguenti principi chiave : complementarità ,
     associazione e programmazione .
TEE PRINCIPI an/uE
Complément arità
44 . L’azione legislativa e finanziaria della Comunità dovrà completare
     quella del governo francese e delle autorità regionali e
     dipartimentali . Per quanto riguarda l’aspetto strutturale del programma
     d' azione , tale complementarità si concreterà come segue : in un primo
     stadio , le richieste di contributi dei fondi , della BEI o degli altri
     strumenti finanziari a favore dell’ azione regionale saranno oggetto di
     un piano pluriennale di sviluppo presentato dalle autorità competenti a
     livello regionale e nazionale . La Commissione definirà quindi la sua
     posizione in un contesto comunitario complementare , che preciserà i
     punti considerati prioritari dalla Comunità , le modalità di intervento
     e il finanziamento globale previsto per la regione .
Associazione
45 . L' associazione si tradurrà in una concertazione sistematica tra la
     Commissione , le autorità nazionali , regionali , dipartimentali , locali e
     le assemblee consolari . Si concorderanno la preparazione , il
     finanziamento , il controllo e la valutazione delle varie iniziative di
     natura finanziaria e normativa .
46 . Si tratta di un concetto di base che permette di far partecipare
     attivamente i responsabili locali , in modo che possano gestire
     personalmente lo sviluppo del loro paese .
 ---pagebreak---                                          13
Prograrrmaz i one
47 . Gli interventi dei fondi strutturali , della BEI e degli altri strumenti
     finanziari comunitari complementari alle iniziative del governo
     francese e delle autorità dei IXM, nonché gli atti legislativi
     camini tari , dovranno integrarsi , mediante la programmazione , nei piani
     di sviluppo di questi territori , in linea con i loro obiettivi e con le
     loro priorità .
48 . Grazie ai costanti scambi di vedute con i partner del governo francese
     e dei LCM, la programmazione consentirà di sfruttare appieno le risorse
     comunitarie ; nell' ambito del programma d’azione , infatti , esse sono
     destinate in via prioritaria al o ai settori in cui si ritiene più
     opportuno concentrare l mezzi finanziari della Comunità .
ARMONIZZAZIONE, M/NTEmENTO O MBJJAENPO BELLE MISJBE SPECIFICHE PER I
DCM AUL' APPROSSMARSI BEL 1993
49 . Numerose normative riguardano specificamente i ECM in quanto le
     autorità statali hanno tenuto conto della loro situazione particolare ,
     riconosciuta anche dagli organi comunitari .
50 . Occorrerà fare un inventario preciso , eseguendo un' anali si sistematica ,
     per settori , di queste normative nazionali e comunitarie .
51 . Al termine dell' inventario , sarà opportuno distinguere le misure che
     potranno essere normalmente armonizzate nell' ambito del grande mercato
     da quelle che dovranno invece essere mantenute o modificate secondo le
     specificità dei ECM.
Misure comunitarie ( cfr . allegato 4 )
52 . Sono già state adottate varie misure specifiche per i ECM, sia per
     quanto riguarda l’ intervento dei fondi strutturali che per la
     concessione di determinati aiuti o deroghe alle organizzazioni comuni
     di mercato . Tali misure dovrebbero essere mantenute , o eventualmente
     estese , nell’ambito del programma d’azione .
53 . Nella prospettiva del mercato unico , sono già state o saranno proposte
     direttive di vario tipo ; al momento di elaborarle o di adottarle si
     dovrà esaminare se ai fini della loro applicazione , in linea di massima
     uniforme , si dovrà tener conto delle caratteristiche dei ECM.
54 . Sarebbe inoltre opportuno adeguare le organizzazioni comuni di mercato
     o i regimi all' impor t azione alle produzioni agricole specifiche dei ECM
     prevedendo soluzioni ad hoc ( aiuti alla produzione , alla
      trasformazione , alla conmercializzazione ) . Ovviamente , tali adeguamenti
     dovranno rispettare le condizioni di concorrenza tra le imprese situate
     nei ECM e quelle presenti nelle altre regioni della Comunità .
     Parimenti , essi dovranno evitare di perturbare la concorrenza
      regionale , rispettando quindi l’ obbligo di consultare gli Stati AGP nei
      casi previsti all' articolo 130 della terza convenzione di Lamé .
 ---pagebreak---                                         14
55 . A tale riguardo si dovrà rivolgere un' attenzione particolare alla
     banana , prodotto della massima importanza per i DCM e gli ACP . In
     mancanza di un' organizzazione comune di mercato e di un regime comune
     all' importazione in questo settore , la Conmissione prosegue i lavori
     onde presentare al Consiglio proposte di misure comunitarie entro
     termini tali da consentire la libera circolazione di questo prodotto
     entro il 31 dicembre 1992 . Conformemente all’ articolo 39 del trattato ,
     tali misure dovranno assicurare un equo tenore di vita ai produttori di
     questi dipartimenti tenendo conto dell' importanza del prodotto per le
     loro economie e tutelando gli interessi dei produttori comunitari e di
     quelli dei paesi terzi con cui la Comunità ha assunto impegni
     particolari .
56 . Si dovranno inoltre esaminare le questioni attinenti al rum . Infatti ,
     qualora venga adottata una nuova definizione comunitaria e vengono
     aboliti la suddivisione tra gli Stati membri del contingente concesso
     agli ACP e il regime di deroghe fiscali attualmente applicato dalla
     Francia , i DCM perderanno determinati vantaggi per lo smercio della
     loro produzione di rum . Si dovrà quindi esaminare il problema a livello
     comunitario , tenendo conto degli interessi dei produttori comunitari e
     di quelli dei paesi terzi con i quali la Comunità ha assunto impegni
     specifici .
Misure nazionali ( cfr . allegato 5 )
57 . E’ indispensabile passano in rassegna le numerose misure nazionali
     specifiche per i DCM, onde decidere quali di esse dovranno essere
     armonizzate prima del 31 dicembre 1992 e quali potranno invece essere
     mantenute o adeguate .
58 . Su tale base la Coirmi ssione dovrebbe vedere quali aiuti nazionali
     possano essere mantenuti o adeguati formulando , eventualmente ,
     raccomandazioni al Consiglio . Per quanto riguarda , in particolare , la
     canna e lo zucchero da essa derivato , prodotti in Guadalupa , in
     Martinica e nella Riunione , le modalità per l' autorizzazione degli
     aiuti nazionali di cui all' articolo 46 del regolamento ( CEE) n . 1785/81
     dovrebbero essere prorogate oltre la campagna di corrmercializzazione
     1988-1989 e almeno fino all' ultima campagna di applicazione
     dell' attuale regime dei contingenti ( 1990-1991 ) . In tal modo , come ha
     sempre fatto sin dall' entrata in vigore del mercato dello zucchero , la
     Comunità confermerebbe , su un piano settoriale importante per
     l' economia e l' occupazione nei DCM, l' attuazione di modalità specifiche
     per questi paesi .
59 . Occorre inoltre esaminare le sovvenzioni allo sviluppo , la struttura
     privilegiata del credito e gli accordi fiscali a favore dei DCM,
     rivolgendo un' attenzione particolare al regime tributario per il
     tradizionale rum , visto il suo rilevante impatto sull' economia e
     sull' occupazione nei DCM, nonché alle misure già prese dal Consiglio .
     Quest’ultimo , infatti , ha appena autorizzato la Francia ad applicare ,
     fino al 31 dicembre 1992 e per quantitativi decrescenti , un tasso
     ridotto del dazio fiscale sul consumo del cosiddetto rum " tradizionale "
     prodotto nei DCM ( decisione 88/ 245/CEE del 19 aprile 1988 ); nella
 ---pagebreak---                                          15
     suddetta decisione , il Consiglio ricordava che la Conmissione sta
     preparando un programmi di azione a favore dei DCM, comprendente misure
     specifiche di adeguamento delle politiche comunitarie e azioni inedite
     volte ad agevolare la ripresa economica di queste regioni .
60 . Occorre sin d’ora esaminare in profondità il caso specifico del dazio
     di mare , visto che sono già state avviate determinate procedure in
     materia .
Dazio di mare
61 . Si tratta di un dazio all' importazione applicato all' entrata di una
     merce nell’ isola , indipendentemente dall’origine ( francese , comunitaria
     o di un paese terzo ), secondo i prodotti e le aliquote stabiliti da
     ciascuno dei consigli regionali dei DCM; questo dazio ha una triplice
     finalità :
         sul piano politico , esso costituisce un elemento rilevante del
         decentramento decisionale e fiscale , in quanto non prevede né
         l’ intervento del legislatore nazionale né il controllo dello Stato ;
         a tale riguardo , pertanto , esso si inserisce nella tradizione di
         autonomia e di democrazia locale ;
         sul piano finanziario , si tratta di una risorsa degli enti regionali
         e di uno strumento fondamentale per lo sviluppo comunale ;
         a livello economico , esso contribuisce a promuovere le industrie
         locali , aiutandole a sormontare i problemi connessi alla lontananza
         e all’ insularità .
62 . Basandosi sulla constatazione che il dazio di mare , nella sua forma
     attuale , costituisce chiaramente un ostacolo al principio della libera
     circolazione ( articolo 9 e segg . del trattato ), la Conmissione propone
     di riformarlo , pur essendo consapevole che si tratta di uno dei settori
     più. sensibili rispetto alle sutrmenz ionate finalità . La sua proposta ,
     che si basa sul principio di una tassa applicabile erga omnes . intende
     definire con maggior precisione le soluzioni tecniche più indicate per
     generalizzare l’imposìzone indiretta sulla produzione locale pur
     tenendo conto dei condizionamenti specifici :
     a ) l’ aliquota della tassa potrebbe essere modulata a seconda delle
         categorie di prodotti e in particolare diminuita per i prodotti di
         prima necessità ; inoltre , ai fini di un’ ulteriore evoluzione , essa
         dovrebbe , per quanto possibile , rispettare i criteri adottati per la
         classificazione dei prodotti assoggettati all’ IVA nell’ ambito
         dell' armonizzazione dell’ imposizione indiretta ;
     b ) il regime tributario proposto è destinato in particolare a
         promuovere , in una misura strettamente circoscritta e controllata
         dalla Conmissione , le attività industriali locali ; a tal fine , la
         Conmissione ha ritenuto preferibile :
         - evitare di tassare maggiormente determinati prodotti importati , in
            quanto tale soluzione incoraggia l’ inflazione e presenta il
            duplice inconveniente di :
            . creare un ostacolo interno nel territorio doganale della CEE per
               i prodotti di provenienza comunitaria ,
 ---pagebreak---                                          16 -
           . essere difficilmente accettabile per i paesi terzi e in
              particolare gli ACP , per quanto riguarda i prodotti importati da
              questi ultimi ;
         - prevedere , per le produzioni locali interessate e onde raggiungere
           l' obiettivo di cui all' articolo 227 , paragrafo 2 del trattato
           ( consentire lo sviluppo economico e sociale dei DCM) quanto segtle :
           . la possibilità , per un primo periodo di dieci anni , di esoneri
              parziali o totali previa autorizzazione della Conmissione ;
           . in seguito , il loro sostegno nell' ambito degli aiuti regionali ,
              a norma degli articoli 92-94 del trattato ;
     c ) verrebbe inoltre rispettata l’autonomia in materia di bilancio dei
         vari enti locali , a cui verrebbe destinato il nuovo dazio di mare ,
         onde promuovere la democrazia locale .
63 . Per quanto riguarda il calendario , si propone di instaurare il nuovo
     meccanismo entro e non oltre il 31 dicembre 1992 . Pur riconoscendo che
     i lavori nazionali e locali impliciti in tale riforma richiedono un
     certo lasso di tempo , la Conmissione ritiene che questa data
     costituisca il termine massimo e che sarebbe più, opportuno applicare il
     nuovo sistema anche prima di questa scadenza .
HXJJE AZIONI PER LA RIPRESA ECONOMICA
64 . Nonostante i rilevanti trasferimenti nazionali e le iniziative già
     prese dalla Comunità , non si può negare che gli interventi strutturali
     nazionali e comunitari e gli adeguamenti di alcune politiche comuni
     sono stati spesso troppo limitati o insufficientemente coordinati .
65 . In linea con le proposte , fatte dalla Conmissione ai fini del successo
     dell’ atto unico e approvate dal Consiglio europeo , dovrebbe ormai
     essere possibile integrare sistematicamente le azioni nazionali e
     comunitarie in modo da rendere più efficaci gli interventi , data la
     concentrazione delle risorse nelle regioni prioritarie quali i DCM. Nel
     fare questo , si dovrebbe tener conto delle realtà regionali e dei
     condizionamenti permanenti descritti in precedenza .
Intervento comunitario in un progranma coerente
66 . A norma del regolamento ( CEE ) n . 2052/88 del Consiglio , che fa seguito
     alle conclusioni del Consiglio europeo sulla riforma dei fondi
     strutturali , ( raddoppio delle risorse e nuovo metodo di azione ),
       - i DCM sono inclusi tra le regioni in ritardo in termini di sviluppo
         economico di cui all’ articolo 12 del regolamento CEE suddetto , per
 ---pagebreak---                                         17
         le quali si prevede un contributo particolare che , tra il 1987 e il
         1992 , si concreterà in un raddoppio delle risorse strutturali
         destinate a queste regioni ;
       - il nuovo metodo proposto nella riforma - imperniato
         sull’utilizzazione congiunta dei tre fondi a favore delle azioni
         regionali , sulla complementarità dell’azione nazionale nell' ambito
         di una associazione con le autorità interessate e sulla
         programmazione pluriennale - consentirà di attuare in modo coerente
         e coordinato gli interventi comunitari a favore dei JDCM.
67 . Alle risorse destinate ai DCM nell' ambito dei fondi strutturali si
     aggiungeranno quelle dovute a eventuali adeguamenti ai fini
     dell’ armonizzazione , di cui ai paragrafi 49-61 , nonché al finanziamento
     della parte comunitaria delle azioni nuove di cui ai paragrafi 69-83 .
68 . Visti i condizionamenti permanenti che caratterizzano i DCM, alcune
     azioni previste dal programma potranno continuare oltre il 31 dicembre
     1992 a norma dell' articolo 227 , paragrafo 2 , del trattato ; ciò
     richiederà risorse supplementari .
69 . Si potranno inoltre privilegiare , nei limiti delle risorse finanziarie
     esistenti , i programmi da eseguire in queste regioni , in particolare
     per le energie nuove e rinnovabili .
Azioni comunitarie più adatte e coordinate nell’ ambito di una stessa
regione geografica
70 . Le seguenti misure renderanno più coerenti le azioni comunitarie nelle
     due regioni interessate ( cfr . paragrafo 14 ).
Migliore utilizzazione delle ri sor se comunitarie
71 . Secondo la Commissione , qualsiasi intervento a favore dei DCM
     ( contributo del FESR , del FSE , del FEACG-Orient amento , delle misure
     strutturali per la pesca e della BEI ) dovrebbe riguardare nel contempo :
     -   gli aspetti quantitativi , grazie ad un notevole apporto di risorse
         comunitarie supplementari secondo gli orientamenti definiti nella
         riforma dei fondi strutturali ,
         e gli aspetti qualitativi della solidarietà comunitaria . Tale
         obiettivo potrà essere raggiunto mediant e :
          . una modulazione dei tassi di intervento alle condizioni di cui
            all' articolo 13 del regolamento ( CEE) n . 2052/ 88 ;
          . interventi dei fondi strutturali nell' ambito di progetti o
            programmi regionali comuni a DCM, FTCM e TCP di una stessa area
 ---pagebreak---                                          18
            geografica , che la Conmissione sorveglierà nell' ambito delle sue
            competenze in materia di gestione dei fondi a finalità
            strutturale e secondo le corrispondenti norme di anmissibilità .
72 . A tale riguardo va osservato che i campi di applicazione del fondi per
     gli Stati ACP e i JXM hanno avuto un’ evoluzione totalmente opposta . Dal
     1958 i settori della cooperazlone comunitaria con gli ACP e con i FTCM
     si sono notevolmente ampliati , grazie alle iniziative prese dalla
     Comunità per una maggiore solidarietà con i paesi in via di sviluppo .
73 . Per contro , la solidarietà con i JXM è diminuita . Fino all' estensione ,
     nel 1975 , della politica di sviluppo al paesi di cui al protocollo 22
     allegato all’atto di adesione del Regno Unito , i JXM erano infatti
     beneficiari del FES e quindi dei suoi settori di applicazione ; la
     decisione politica di estendere la cooperazione a questi paesi ha fatto
     sì che i DCM beneficiassero dei fondi strutturali ( diversi dal FSE , per
     il quale erano arimi ssibili dal 1973 ), perdendo però il vantaggio del
     campo di applicazione del FES , estremamente aperto e pluridisciplinare .
74 . Tale estensione dovrebbe garantire una cooperazione regionale
     equilibrata , finora ostacolata dalla mancanza di strumenti analoghi per
     DCM, ACP e FTCM di una stessa regione .
Cooverazione regionale conmerciale
75 . L' allegato VII della terza convenzione di Lamé prevede una maggiore
     cooperazione tra ACP , FTCM e DCM di una stessa regione . Gli accordi
     conmerciali potrebbero pertanto includere misure specifiche a favore
     dei prodotti dei DCM. Finora , però , l' allegato VII non è stato
     applicato . A tale proposito va notato che tutte le parti interessate
     hanno espresso la volontà politica di contribuire alla cooperazione
     regionale .
76 . D' altro canto , come si è già detto , { paragrafi 16-18 e 28 , lettera b ) ,
     il regime di accesso al mercato dei DCM per i prodotti agricoli
     regionali originari degli ACP pub essere modificato secondo le esigenze
     dello sviluppo economico del DCM.
77 . Per quanto riguarda gli altri prodotti originari degli ACP {fatta
     eccezione per il rum e le banane ), attualmente esiste soltanto il
     ricorso al meccanismo generale della clausola di salvaguardia .
78 . La Commissione ritiene che i vari tipi di misure conmerciali , di natura
     positiva o negativa , debbano inserirsi a tempo debito in azioni
     coerenti che , eventualmente , potrebbero assumere la forma di accordi
     conmerciali regionali .
 ---pagebreak--- Una compensazione alla situazione geografica eccezionale
79 . La situazione geografica dei JXM rispetto al territorio continentale della
     Comunità condiziona in modo specifico e rilevante questi dipartimenti nei
     loro scambi commerciali con il resto della Comunità .
80 . Un’ azione comunitaria è necessaria in proposito affinché venga applicato in
     modo equo il principio della preferenza comunitaria rispetto alle
     importazioni originarie di paesi terzi fornitori di prodotti analoghi a
     costo inferiore .
81 . Per l’approvvigionamento dei PCM in mezzi di produzione destinati alla
     produzione anijnale , sono state prospettate due ipotesi :
     - un aiuto finanziario per agevolare l’approvvigionamento dei JXM in
        cereali foraggeri della Comunità ;
     - l’esonero dal prelievo per i prodotti provenienti dai paesi terzi .
     La soluzione proposta consiste nel sopprimere il prelievo per i cereali
     destinati alla produzione animale , sì da ridurre il costo di
     approvvigionamento per ì JXM. Questa soppressione è resa possibile dal
     fatto che non esiste , in quei dipartimenti , una produzione locale di
     cereali foraggeri da salvaguardare ; onde evitare deviazioni di traffico che
     si tradurrebbero in rìesportazioni nel resto della Comunità , è opportuno
     limitare l' esonero del prelievo al fabbisogno del mercato locale . Questa
     misura terrà particolare conto delle relazioni con ì paesi in via di
     svi luppo .
82 . Per alcune produzioni agricole dei JXM ( ortofrutticoli e fiori ), la
     Conmissione dovrà procedere ad un' analisi " prodotto per prodotto " atta a
     farle prevedere le misure necessarie che dovranno essere adottate in base a
     criteri oggettivi da definire , quali i costi di produzione nei JXM, le
     spese di commercializzazione a seconda delle destinazioni , ecc . :
     - per i prodotti tropicali dei JXM { il problema della banana è tuttavia
        affrontato altrove ) che dispongono di sbocchi sui mercati locali , nelle
        zone vicine dotate di un' industria turistica , nonché nel resto della
        Comunità , si potrebbe prevedere un contributo allo sviluppo delle
        rispettive produzioni ;
     - per l' incremento delle altre produzioni , l' eventuale adozione di misure ,
        sarebbe subordinata da un lato all’ effettiva utilità economica per lo
        sviluppo dei JXM, dall' altro ai rischi reali di pregiudizio che ne
        potrebbero sorgere per le produzioni del resto della Comunità ;
      - si potrebbero inoltre prendere in esame azioni per promuovere i rapporti
        commerciali tra i JXM, i FTCM e gli Stati ACP vicini , in particolare
        mediante l' intervento dei fondi strutturali .
 ---pagebreak---                                          - 20 -
83 . Da ultimo vanno considerati , per l DCM, i rischi specifici legati ai
     frequenti cicloni , nonché la copertura conunitaria per la riparazione dei
     danni che trascende gli aiuti d' urgenza ; in casi del genere , la Conmissione
     prevede di accelerare le procedure d' impegno dei fondi strutturali ,
     conformemente alle relartive norme di ammissibilità .
CONSIDERAZIONI FINALI RELATIVE AD ALTRE BIGIONI LEILA CCMJNTTA’ E DEGLI STATI
MMBRI LIMITBOFI DEI DOM
84 . Il programma d' azione POSEIDCM proposto dalla Conmissione presenta per la
     prima volta una riflessione di fondo nei confronti dei DCM: vi si propone
     di optare espressamente , in base al concetto di " portare l' Atto unico al
     successo " , per una soluzione realistica che tenga conto sia delle
     caratteristiche regionali di questi dipartimenti , che della loro
     appartenenza alla Comunità . Questa soluzione si fonderebbe da un lato sulle
     possibilità giuridiche che permettono di rispondere ai loro problemi
     specifici non risolvibili mediante un' applicazione uniforme del diritto
     comunitario , dall’ altro su un' azione più. intensa dei fondi comunitari ,
     grazie alla nuova impostazione che risulta dalla riforma dei fondi
     strut tural i .
85 . POSEIDCM può costituire quindi una risposta politica della Comunità di
     fronte ai condizionamenti molto particolari di queste regioni e ovviarvi in
     sede di applicazione delle politiche comuni , badando ad affiancare lo
     sforzo di recupero economico in quelle zone con un’ impostazione
     multidisciplinare coerente , in grado di favorire una dinamica di sviluppo
     locale .
86 . La Commissione si è resa conto che la sua riflessione non poteva
     prescindere da due tipi di ripercussioni di natura più generale : da un lato
     quelle su altre regioni comunitarie , dall' altro quelle sul contesto
     geopolitica dei DCM medesimi .
     a ) E’ apparso in tal modo che l’ impostazione seguita per i DCM potrebbe
         risolvere altresì , a determinate condizioni , i problemi specifici che si
         registrano in altre regioni { in particolare nelle isole Canarie , a Ceuta
         e Melilla , nelle Azzorre e a Madera ) , che presentano tutti tratti
         nettamente distinti rispetto al resto della Comunità . Questa
         impostazione , fondata su una giusta percezione delle realtà regionali ,
         potrebbe articolarsi sui tre concetti seguenti :
         - un regime specìfico tale da evitare , nel limite del possibile la
            scomparsa dei regimi fiscali locali grazie a opportuni ritocchi che li
           rendono compatibili con le norme del trattato ;
         - un regime specifico in materia di approvvigionamento in fattori di
           produzione destinati alla produzione animale , nonché eventualmente in
           prodotti alimentari di base ;
         - un contributo allo sviluppo di determinati prodotti tropicali
            specifici delle regioni esposte a vincoli particolari .
 ---pagebreak---                                           21
b ) Analogamente è apparso che qualsiasi iniziativa a favore dei DCM non
    tralascerà di avere ripercussioni sui paesi in via di sviluppo limitrofi . Se
    i DCM maggi orment e sviluppati possono costituire mercati più. promettenti per
    i loro vicini e produrre in mi sura maggiore investimenti in questi ultimi ,
    si pub invece prevedere che la Comunità privilegi ( come del resto sta già
    cercando di fare ), al pari degli Stati membri più direttamente interessati ,
    forme di cooperazione a favore dei più poveri tra i paesi vicini , per
    raggiungere una migliore coesione economica all' interno di una stessa zona
    geografica , giacché dal raggiungimento di questo obiettivo dipende la
    stabilità politica .
 ---pagebreak---                                             22
                                                                           ALLEGATO 1
                             DOM : Statist i rhn di base
                                   Guada lupa           Guyana        Martinica           Riunione
•Popolazione ( 1986 )                330.000            84.000         378.000             551 . 000
 Superf i cie                     1.779 km 2       91 . 000 kmc      1.100 km2           2.517 k m2
           Occupazione
 Richieste di lavoro
 inevase                          25.625C85 ) 4.207 ( '85 ) 30.861 ( '85 ) 4 7 . 7 4 0 ( ' 85 )'
 Tai.so iì i disoccupazione          25 * ( '85 ) 21*(est . '85 )         25 * ( '85 )      29* ( '85 )
 % ui soccupaz i one giovanile       60 * ( '85 ) 54 *      ( '82 )       61 * ( '85 )      577. ( '85 )
              PIL                      ECU               ECU                ECU                ECU
 PIL per abitante                  3.806 ( ' RV'    .'.5 75 C 79 )    4 . 505" C 83 )     3 . 864 C 83 )
 PIL per abitante , media
metropolitana                     10.619 ( 1 83 )    7.815 ( '79 )   10.619 ( '83 ) 10.619 ( ' 83 )
                                        44               41                   52               44
 Indice PIL , EUR 12 ) 100
  Ripartizione dell 'occupàz .
  Settore primario                   15 * ( '821        14 * C 80 )   11,8 * ( '80 )        17 * ( '801
  Settore secondario              20,1 * ( '82 ;        18 * C 80 )   18,7* ( '80 )         18 * ( '80 )
  Settore terziario               64,9 * ( '82 )        68 * ( '80 )  69,5 * ( '80 )        65 * ( '80 )
      Ripartizione del PIL
  Settore primario                 9,7 * ( '80-            nd           6 , 7·. (■ 80 )   6 , 57. C 1 78;)
  Settore secondario              10    X ( '80 ;          nd         1 1 , 1 * ( ' 80 ) 15,57. C ' 7b )
■ Settore terziario               64 , 97. ( '80 )         nd         82 , 2 * C 80 )    78    * ( '-7S )
 ---pagebreak---                                               23 -
                                                                           ALLEGATO 2
             SITUAZIONE DEI DOM RISPETTO ALLE ALTRE REGIONI COMUNITARIE
                       Prodotto interno Lordò per abitante ( 1983 ) 11 '
                   ( in ECU ai prezzi e ai tassi di cambio attuali )
                                               ( In ordine decrescente )
 Groninga                             2 2.58 7                259
 Amburgo                              1 9 . 9 56              2 29
 Brema                                1 5.62 Ü                179
 Ile de      France                   1 5.51 0                178
 Da rmst adt                          1 5.352                 176
 EUR .    12                            8 .7 ¿9               100
 Cant abr i a                           4.992                   57
 Sicilia                                4.988                   57
 Campani a                              4.92 8                  56
 Ba s i l ica t a                       4.822                   55
 Asturie                                4.68 7                  54
  Spagna                                4.568                   52
 Cast i l l a e Leon                    4.568                  52
  Martinica                             4.505                   5?
 Ca l abr i a                           4.4 47                 51
 Com . Valenciana                       4.427                   51
 Ni s i a                               4.3 70                 50
Murcia                                  4.2UU                   48
 Canarie                                4.00 8                  46
 Galizia                                3.973                  46
Grecia                                  3.968                  45
Macedonia                              3.923                   45
Pe lop . ke Di t . St e rea             3.91 5                 45
Riunione                               3.864                   44
 Tessaq l i a                           3.835                  44
Guada lupa                             3.806                   44
Cast i 1 1 a Pan cria                  3.694                   42
 Macedonia Anatolica                   3.668                   42
 Anda Lusia                             3.538                  4 1
 Creta                                 3.420                   39
 Ceuta e Me 1 i 1 1 a                  3.376                   39
 Epi ro                                3.204                   37
 Lisbona e Valle del Tago              3.1 39                  36
 Isole dell'Egeo                       3.1 31                  36
 T rae i a                             2.971                   34
 Estremadura                           2.768                   32
 Portogallo                            2.387                   27
Algarve ( faro )                       2.131                   24
Aient ejo                              2.042                  23
No r t e                               1.983                   23
Cent r o                               1.90 4                 22
 NB . IL prodotto interno Lordo dei DOM viene calcolato rìall'INSEE con notevole
        ritardo ; i dati più recenti riguardano infatti :
        il 1984 per la Riunione
        il 1983 per la Guadalupa e la Martinica
        il 1979 per la Guyana ( 15 119 FF / ab . contro una media nazionale di 45 669 FF / ab .)
        E' quindi impossibile stabilire raffronti più recenti con le altre regioni
        comunitarie , giacché solo per il 1983 esistono dati tecnicamente esatti .
Fonte : Istituto statistico delle Comunità europee .
 ---pagebreak---                                                                                                                                ALLEGATO 3.1
                                 Prospetto sinottico delle componenti nella regione dei Caraibi
                                                                                                     Aiuti pubblici     allo svi luppo
                                          Popolazione Superf i cie      PNL        PNL                   iri Mio di
  DOM , PTOM , ACP , terzi                                                                                            $ (5)
                           Statuto CEE     1 000 ab .  km ¿   (2)    Mio $ C3 ) pro capite
                                             (1 )                                          TOTALE NETTO     Multi laterale     Bi laterale
                                                                                    (4)
Guada lupa                      DOM            340           1 . 76ü    1.400      3.580         206                 52             154
Guyana                          DOM               90       91.000         220      2.820         137                 31             106
Martinica                       D on            330          1.100      1.450      4.410         380                 39             341
Angui la                      PTOM UK             10              91        10       800           -
                                                                                                                         –
                                                                                                                                       -
Aruba                         PTOM NL             70               -
                                                                          410      6.060           -
                                                                                                                                       -
Anti Ile olandesi             PTOM NL           190              960    1.220      6.380          58                   1              52
Isole Vergini britann .       PTOM UK             10             151      110      7.640           -
                              PTOM UK             20             260        70     3.330           2                                   –
Cayman
Montserrat                    PTOM UK             10             100        50     3.750           -
                                                                                                                         •             –
Turks-Cai cos                 PTOM UK             10             43U        10       710           9                     •
                                                                                                                                       8
                                ACP               bí )           440      190      2.380           5                                   1
Ant i gua-Barbuda                                                                                                        -
Bahamas                         ACP             240         13.940      1.700      7.200           6                     1             –
Barbados                        ACP             260              430    1.300      5.140           4                     1             1
Beli ze                         ACP             170        22.960         190      1.180          24                     -             5
Dominica                        ACP               GO             750      100      1.220          11                     1             5
Granada                         ACP             100              340      130      1.240          25                     1             1
                                ACP             800      214.970          410         500         31                     8             1
Guyana
                                             2.226         1C . 990     1.970         880        177                     6            14
Gi amai ca                      ACP
                                                  50             360        80     1.520           6                     2              1
St . Cristophei– Nevis          ACP
                                ACP             140              620      190      1.320          12                     1              1
St . Lucia
                                ACP             120              34C      110         960         12                     1              1
St . Vincent-Grenadines
                                ACP             400      103.270          980      2.510           6                     1              4
Suriname
                                ACP          1.210           5.130      6.170      5.120          19                     4            16
Trinidad-Tobago
                                                         1 11' . 060   11.780      1.160          18                     -
                                                                                                                                        1
Cuba                       Paesi   terzi    10.180
                                                           27.750       2.130         330        175                     4            31
Haiti                      Paesi   terzi     6.040
                                                           40 . 730     4.960         710        106                     3            c \
Rep . Dominicana           Paesi   terzi     6.560
Fonte : Cronos DG Vili edizione 22 11 1988 - °nrv: 1986, cfr . rote esplicative per colonna alla pagina seguente
 ---pagebreak---                                                                                                                                  ALLEGATO 3.2 .
                                           Prospetto sinottico delle componenti dell' Oceano Indiano
                            I                I            I                           I            I          Aiuti   pubblici allo sviluppo    I
                            I Statuto / CEE I Popolazione! -Superi i eie i    PNL     I     PNL    I                  in Mio di $ ( 5 )
DOM , PTOM , ACP            I                I 1 000 ab . I Km2 ( 2 )    { Mio $ ( 3) I pro caDite | TOTALE NETTO I
                            I                I    (1)     I                           I $ (4)      I                 multilaterale ! bilaterale
                            I                             I                           I            I              I                I
Riunione                    I        oor ;   I    540     I    2.510     1   2.120    I   3.930    I      506      I       64       I     441
                            I                I            I                           I            I               I                I
                            I                I            I                           I            I              I                 I
Mayotte                     I       ΡΤ0Γ1    I     50     I       373    I       20   I     350    !       28     I         2       I      26
                            I                !            I                           I            I              I                 I
                            I                I            I                           I            I              I                I
Comore                      I        ACP     I    470     I    2.17U     I      160   I     280    I       46     I         5      I       19
Madagascar                  I       ACP      I 10.550     I  587.040     I   2.490    I     230    I      316     I        23      I      124
Maurizio                    I        ACP     I 1.030      I    1.S60     I   1.310    I   1.200    !       56     I         5      I       36
Sei celle                    I       ACP     I     70     1       280    I      200   I   2.800    I       29     I         3      I       14
                             I               I            1                           !            I              I                I
Fonti : ( 1 ) Banca mondiale
         ( 2 ) FAO
         ( 3 ) Banca mondiale . PNB aux prix et aux taux de change de 1986 , sans ajustement .
         ( 4 ) Banca mondi a le,, sur la base d' un taux de change moyen et en fonction du niveau de déflateur du PNB des
               Etats-Unis en 1986 .
         ( 5 ) CAS ( 0CSE )
Commenti ( 3 ) e ( 4 ): Quanto ai DOM, l' entità dei pubblici trasferimenti da parte dello Stato , quali i contributi soc i a l i , aumenta
                          l' importo del PIL rispetto a quelli dei paesi indipendenti che non beneficiano di trasferimenti del genere .
 ---pagebreak---                                            - 26 -
                                                                    ALLEGATO 4.1 .
              Situazione attuale con riferimento alle misure comunitarie
                         specifiche per i PCM ( elenco indicativo )
A. Interventi dei fondi strutturali
1 . Al pari di altre regioni della Comunità , i DCM beneficiano di un regime più
    favorevole :
    - nel quadro del FES , i DCM hanno lo statuto di regioni superprioritarie
       ( tassi d' intervento maggiorati ) ;
    - nel quadro del FESR , l progetti con il 53% di contributo comunitario sono
       ammessi più frequentemente che nella Francia metropolitana ;
    - varie norme di politica strutturale in materia di pesca si applicano ai
       DCM con un tasso d' intervento più favorevole del tasso normale .
        . Regolamento CHE/ 355/ 77 riguardante un' azione comune per il miglioramento
          delle condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti
          agricoli e dei prodotti della pesca .
        . Regolamento CEE/ 4028/ 86 , relativo ad azioni comunitarie per il
          miglioramento e l' adeguamento delle strutture del settore della pesca e
          dell' acquacoltura .
2 . Varie misure sono state adottate specificamente per i DCM.
    - Direttiva 81 / 527/CEE per lo sviluppo dell’ agricoltura nei DCM, con una
       validità di cinque anni , prolungata e potenziata per due nuovi anni dalla
       direttiva 87/ 522/CEE .
    - Il regolamento CEE/ 797 / 85 prevede , in deroga alla norma del rimborso del
       25% da parte del FEJOG sezione Orientamento , un tasso del 50% relativo
       alla concessione dell’indennità di compensazione nei DCM.
    - Attualmente è in corso un’operazione integrata di sviluppo nell' isola
       della Riunione , per il perìodo 1987-1991 .
B. Azioni settoriali
    1 . Prodotti inclusi in organizzazioni comuni di mercato
         - Zucchero . Aiuti comunitari vengono concessi al trasporto degli zuccheri
           DCM nelle regioni continentali della CEE ed al loro stoccaggio , nonché
           per permettervi la raffinazione in condizioni di prezzo analoghe a
           quelle degli zuccheri ACP ( per compensare la mancata applicazione , agli
           zuccheri AGP , del sistema comunitario di versamenti per spese di
           stoccaggio ) .
         - Ananas {Martinica ). Questo prodotto beneficia di un aiuto alla
           trasformazione .
          - Melanzane . Esse sono protette da un prezzo di riferimento che tiene
            conto dei costi di produzione in queste regioni .
 ---pagebreak---                                           27
        - Cereal i . I DCM beneficiano di un esonero totale o parziale dal
          prelievo per il riso e il granturco proveniente dal paesi ACP o PTCM.
          L’ esenzione totale applicata al riso destinato alla Riunione può , a
          determinate condizioni , essere estesa ad altre provenienze .
        - Agrumi . Essi formano oggetto di un sistema di aiuto alla
          trasformazione che , a tutt' oggi , non viene sfruttato dai DCM.
        - Soia . La normativa comunitaria relativa alla soia contiene un
          esplicito riferimento ai DCM.
        - Carni bovine e bovini vivi . I DCM beneficiano di un’ esenzione dal
          prelievo per l’ importazione di carni bovine provenienti dagli Stati
          ACP e dai PTCM.
        - Prodotti tropicali (manghi , avocado , lychees , piante decorative e
          fiori ). Benché soggetti a un’ organizzazione comune di mercato , questi
          prodotti non formano oggetto di disposizioni di regolamentazione del
          mercato .
    2 . Prodotti non coperti da organizzazioni comuni di mercato
        - Rum . Attualmente nessuna disposizione comunitaria specifica si applica
          al rum. Una proposta di regolamento trasmessa al Consiglio il
          25 novembre 1986 prevede tuttavia una definizione comunitaria del rum .
        - Banane . Non esistono misure comunitarie in questo settore .
    3 . Azioni settoriali in materia di pesca
        La politica comune della pesca si applica integralmente ai DCM.
        Nel settore della gestione e conservazione delle risorse , sono state
        prese alcune misure specifiche riguardanti i DCM, quali il regolamento
        annuale che definisce le possibilità di cattura da parte delle navi di
        paesi terzi nel dipartimento della Guyana o le direttive per il
        negoziato degli accordi di pesca a favore dei pescatori dei quattro DCM.
        Nell’ ambito dell’ organizzazione comune di mercato , non vi sono
        disposizioni specifiche per i DCM: in particolare non esistono misure di
        regolarizzazione del mercato per le specie dei DCM.
C. Regime fiscale
   I DCM sono esclusi dal campo d' applicazione del regime comune dell' IVA , il
   che permette in particolare di applicare nei DCM le disposizioni specifiche
   in materia di base imponibile ( esonero ) o di versamento ( tassi , deduzioni ) ,
   ovvero la non applicazione di questa tassa ( Guyana e isole settentrionali
   della Guadalupa ) .
 ---pagebreak---                                   - ?s -
                                                      ALLEGATO A ■ 3 -,
                 Impegni finanziari della Comunità
                             per i DOM
  Fondi o azioni                   Periodo            Import i
                                                   ( Mio di ECU )
FES                                 1959 - 1977             72,0
FESR                                1978 - 1987            390,2
FEDER                               1975 - 1987            431,4
FEA0G-0r ientamento
- Azioni dirette                    1978 - 1987              7,0
  ( Reg . 355 / 77 )
- Azioni indirette                  1976 - 1987             68,5
Politica strutturale                1980 - 1986              6,0
Pesca                               i960 - 1987             12 , A
Dimostrazione energia                                        A,0
Ananas                               198 ? - 1986           58,0
Tutte le azioni
                                                       1 . 0A9,5
 ---pagebreak---                                          29 -
                                                               ALLBGALO 5.1
         Stato attuale delle misure nazionali specifiche relative ai LCM
                                ( elenco indicativo )
1 . Misure fiscali a favore dei PCM
    - Riduzione dell’ importo dell’ imposta sui redditi dovuto nei LCM ( codice
      generale delle imposte , art . 197-1 ).
    - Aiuto fiscale allo sviluppo economico dei LCM: esonero temporaneo
      dell' imposta sulle società { art . 208 quater del codice generale delle
       imposte ) .
    - Deduzione per gli investimenti realizzati dalle imprese nei DCM-TCM
       {CGI , art . 238 bis MA e MI).
    - Riduzione di imposta a favore delle persone fisiche che procedono a
      determinati Investimenti immobiliari oltremare { 051 , art . 199
      undecies ) .
    - Vantaggio fiscale a favore di alcuni investimenti effettuati nei LCM
      da privati { esclusi gli investimenti immobiliari ) .
    - Regime fiscale di lunga durata nei LCM { CGI , art . 1655 bis ): regime
      fiscale speciale per un periodo massimo di 25 anni , previsto per
      determinate categorie di società .
    - Abbattimento sui proventi delle società { CGI , art . 217 bis ) con sede
      nei LCM, che rientrano in determinati settori di attività { turismo ,
       edilizia , nuove energie ...).
    - Diminuzione dell' imposta della tassa sui salari dei DCM {CGI ,
      artt . 231-2bis e 231-5 ).
    - Regime speciale dell’ IVA nei DCM {CGI , artt . 294-1 , 296 e 296 bis ).
    - Non applicazione dell’ imposta interna sui derivati del petrolio nei
      DCM. Esiste invece un’ imposta speciale sui consumi { codice delle
      dogane , artt . 266 e 267 ).
    - Regime fiscale dei tabacchi vigenti nei DCM { codice delle dogane ,
      art . 268 ).
    - Esoneri specìfici per i DCM dall' imposta professionale { legge -
      programma n . 86-1283 , del 31.12.1986 ): creazione di zone franche
       { art . 5 nelle aree portuali o aeroportuali , all’ interno delle quali le
       imprese ivi stabilite sono esonerate dall' imposta professionale
       { art . S ).
    - Regime fiscale ed economico del rum prodotto nei DCM:
       . regime per il contingentamento della commerciali zzazione {CGI ,
          art . 362 )
       . regime fiscale preferenziale {CGI , art . 403 ).
    - Dazio di mare .
2 . Struttura preferenziale del credito
    Qualunque banca che eserciti la propria attività in Francia pud
    liberamente concedere crediti nei DCM: il funzionamento del sistema
    bancario in quei dipartimenti si fonda sull' applicazione dei regolamenti
    nazional i .
    Gli istituti con una sede sociale o una succursale nei DCM possono
    tuttavia accedere ad un sistema speciale di accordi di ri finanziamento
    dei fondi stanziati a medio e breve termine , giacché rientrano nella
    rete dell’ IEDCM { Istituto d' emissione dei Dipartimenti d’ oltremar e ) .
 ---pagebreak---                                         - 30 -
3 . Sovvenzioni allô sviluppo del PCM
    - Premio di attrezzamento per le imprese che effettuano un investimento
       nel PCM ( creazioni o estensioni d’ attività nei settori seguenti :
       industria , pesca , acquacultura , orticoltura , nuove energie , turismo ,
       condizionamento dei prodotti dell’ agricoltura o della pesca di origine
       locale ) .
    - Premio per la creazione di posti di lavoro e riduzione degli oneri
       sociali e fiscali per le imprese che creano o estendono attività nei
       PCM, negli stessi settori di attività ed inoltre in quello
       alberghiero .
    - Aiuti alla produzione :
        . di canna da zucchero e zucchero ;
        . di banane nelle Antille ( aiuti alla produzione e alla protezione
          sanitaria ) ;
        . di tabacco , vaniglia , gerani .
     L' OPENXM ( Ente per lo sviluppo dell' economia agricola dei Pipartimenti
     d’oltremare ) eroga sovvenzioni alle attività agricole ( in particolare
     alla produzione di banane ), ortofrutticole , nonché zootecniche .
4 . Organizzazione interprofessionale agricola specifica della Riunione
    Con l decreti interministeriali pubblicati nella Gazzetta ufficiale
    della Repubblica francese in data 30 luglio 1979 e 11 settembre 1983
    l’ AR1BW (Association Réunionnaise interprofessionnelle du bétail , de la
    viande et du lait ) viene riconosciuta quale organizzazione
    interprofessionale agricola per i settori al levamento - carni e lattiero -
    caseario ( legge n . 75600 del 10 .7 . 1975 ) .
 ---pagebreak---                                                31
                                           Progetto
                                              di
                                     Dee istorie contane
   del Consiglio e della Cosimi ss±one delle Comunità europee , che istituisce
         un. programma di soluzioni specifiche . per ovviare alla lontananza e
                 all ' insularità di Dipartimenti francesi d \ oltremare
                                          "ЮШПЖ
IL CONSIGLIO E LA COMMISSIONE DELLE 0CMJN1TA’ HJFOPEE ,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , in
particolare 1’ articolo 227 , paragrafo 2 ,
visto il parere del Parlamento europeo (■O ,
visto il parere del Comitato economico e sociale ( 2 ) t
considerando che i Dipartimenti francesi d’oltremare , qui di seguito
chiamati DCM, sono soggetti ad un notevole ritardo strutturale, aggravato da
 fenomeni        numerosi             ( grande lontananza , insularità , superficie
esigua , condizioni orografiche e climatiche difficili , dipendenza
dell’ economia da pochi prodotti ), la cui persistenza e il cui effetto cumu ¬
lativo compromettono seri amente 'lo sviluppo economico e sociale ; che questi
fenomeni rendono il contesto socio-economico dei DOM molto diverso da quello
delle altre regioni della Comunità ;
considerando che l’ articolo 227 , paragrafo 2 , prevede che " le istituzioni
della Comunità vigileranno , nel quadro delle procedure contemplate dal
presente trattato , a che sia consentito lo sviluppo economico e sociale di
tali regioni " ;
considerando che          ripetutamente      le istanze comunitarie hanno espresso la
propria solidarietà nei confronti dei DCM, facendo intervenire i fondi
comunitari o tenendo conto della loro situazione specifica in sede di
applicazione delle normative comunitarie ; che il Parlamento europeo , nella
risoluzione dell’ 11 maggio 1987 sui problemi regionali dei DCM                ha
ribadito con forza " che la gravità della situazione dei DCM giustifica e
anzi esige un' azione pluri set toriale di sviluppo economico e sociale " , e ha
chiesto alle istanze comunitarie di attuare un’ampia serie di azioni molto
diversificate ;
 (D
 (2)
 ( 3 ) PE 14201 , doc . A2-250/ 86 .
 ---pagebreak---                                                32
considerando che i condizionamenti particolari cui i DCM sono esposti
rendono necessario un maggiore sostegno della Comunità allo scopo di
promuovere il loro sviluppo economico e sociale ; che questo sostegno
dovrebbe intervenire quanto prima per agevolare l' integrazione della loro
economìa nel mercato interno del 1993 ;
considerando che i DCM formano parte integrante della Comunità , ai sensi
dell' articolo 227 , paragrafo 2 , del trattato , nell’ interpretazione datane
dalla giurisprudenza della Corte di giustizia , secondo la quale le
disposizioni del trattato stesso e del diritto derivato si applicano ai
DCM, pur essendo sempre possibile adottare misure specifiche a loro favore ,
qualora ciò sia effettivamente necessario per lo " sviluppo economico e
sociale di tali regioni ";
considerando tuttavia che , pur formando parte integrante della Comunità , i
DCM sono ubicati in regioni tropicali in via di sviluppo ; che aualsiasi
intervento deve essere rispondente a tale circostanza, persegjendo al tempo stesso la
realizzazione del mercato interno e il riconoscimento della realtà
regionale ; che l’ obiettivo del mercato interno dovrebbe realizzarsi nel
mantenimento , nell’ adeguamento o nell' abolizione delle normative in vigore
nei DCM rispetto a quelle che prevarranno in tutta la Comunità , cercando di
portare quei dipartimenti al livello medio comunitario ;
considerando che la realizzazione di questi obiettivi impone in particolare
di adeguare le normative comunitarie              generali che non sono sufficientemente
risoondenti alle realtà particolari dei DCM; che è quindi opportuno definire
un’ impostazione coerente nel quadro di un programma globale di azioni ;
considerando che un programma del genere deve essere adottato di concerto
dal Consiglio e dalla Commissione , in base alle loro rispettive competenze ;
che l' attuazione di questo programma dovrebbe infatti avvenire mediante l' adozione
di atti giuridici , ad opera del Consiglio o della Comnissione a seconda dei
casi , alcuni dei quali saranno applicabili ai soli DOM , mentre altri contem¬
pleranno i DOM solo incidentalmente in testi di portata generale ;
considerando che l' efficacia di un tale programma presuppone che lo
stesso abbia una durata di vari anni , prorogabile per alcuni elementi del
programma      al di là della scadenza del 31 dicembre 1992 , tenuto conto dei
condizionamenti di natura permanente che caratterizzano i DCM;
considerando che gli effetti economici di eventuali regimi specifici
dovranno rimanere rigorosamente limitati al territorio dei DCM, senza
incidere direttamente sul funzionamento del mercato comune ;
considerando che alcune produzioni tropicali dei DCM non formano ancora
oggetto di misure comuni , il che non permette di realizzare gli obiettivi
enumerati all' articolo 39 del trattato nei confronti dei produttori
interessati ; che occorrerà predisporre alcune organizzazioni comuni o
prevedere soluzioni apposite ; che sarà necessario in particolare adottare
misure comuni per il' mercato della banana , che siano rispondenti alla rilevanza
economica e sociale di questo prodotto in alcuni DCM;
 ---pagebreak---                                            33
considerando che la situazione geografica eccezionale dei DCM rispetto alle
fonti d’ approvvigionamento di prodotti a monte di alcuni settori
dell’ alimentazione , essenziali per i consumi correnti , impongono ai DCM
oneri che compromettono gravemente il funzionamento di questi settori ; che
      è      necessario permettere una migliore copertura del loro fabbisogno di
prodotti agricoli e alimentari con la produzione locale e ciò vale in
particolare per l' allevamento , dove sul costo del prodotto finale incidono
in misura rilevante i fattori di produzione ; che è pertanto opportuno
ovviare a tale          svantaggio con misure adeguate ;
considerando che i DCM sono fornitori , sul mercato comunitario in
Europa/ di prodotti tropicali omologhi e concorrenti di quelli ottenuti
in parte , a minor costo , nei paesi in via di sviluppo vicini , che
beneficiano di un accesso preferenziale sul mercato comunitario , di modo
che il principio delle preferenze comunitarie di fatto può essere
applicato difficilmente ai prodotti ottenuti nei DCM; che i paesi vicini
offrono , peraltro , uno sbocco potenziale al prodotti tropicali degli stessi
DCM, giacché l' importante industria turistica sviluppata in quelle regioni
generalmente risulta approvvigionata di prodotti di altre origini e di
minor costo ; che una maggiore cooperazione regionale potrebbe permettere ai
DCM di sfruttare meglio questi sbocchi ; che occorre ovviare anche a
questo svantaggio con misure idonee ;
considerando che sono state adottate numerose normative nazionali
specifiche ai DCM, spesso            annose ,    per favorire il loro sviluppo
economico e sociale ; che in particolare la prospettiva del completamento
del mercato interno impone che si decida entro il 31 dicembre 1992 in
merito al loro mantenimento in vigore , al Loro adeguamento o alla Loro aboLizione,
conformemente ai principi generati del trattato e in considerazione dei
vincoli particolari che gravano su quelle regioni ;
considerando che , in quest’ambito , il rum costituisce un prodotto        di
massima rilevanza economica e sociale nei DCM; che , con decisione
       88/ 245/CEE , ( 1 ), iL ConsigLioha autorizzato La Francia
 a mantenere in vigore un regime fiscaLe speciaLe suL mercato
nazionale francese fino al 31 dicembre 1992 , in deroga all' articolo 95 del
 trattato ; che entro quella data occorre studiare le conseguenze derivanti
dalla triplice prospettiva della nuova definizione comunitaria , dalla
soppressione della ripartizione , tra gli Stati membri , del contingente
concesso agli Stati ÀCP e dell’ abolizione di tate regime fiscale con
 effetto       dal 1° gennaio 1993 , nonché trarne le necessarie conclusioni ;
considerando che , sempre in questo ambito , i DCM beneficiano di un proprio
regime fiscale , determinato in particolare dall’ istituto del dazio di mare ,
che valorizza l’ autogestione degli enti locali nel loro sviLuppo ,
garantendo loro risorse proprie e consente di sostenere le produzioni
 locali ; che la realizzazione del mercato interno impone di adeguare questo
 istituto per renderlo compatibile con il diritto comunitario , pur
 rafforzando la sua strumentalità allo sviluppo di quelle regioni ;
 ( 1 ) CU L 106 del 27.4.88 , pag . 33 .
 ---pagebreak---                                            34 -
considerando che il Consiglio europeo riunito a Bruxelles nei giorni 12 e
13 febbraio 1988 , nel quadro della razionalizzazione degli obiettivi dei
fondi a finalità strutturale , ha decretato cinque obiettivi prioritari , tra
cui quello di promuovere lo sviluppo e l’adeguamento strutturale delle
regioni con ritardi di sviluppo ; che sin da ora i DCM figurano
esplicitamente sull’ elenco delle regioni a cui si applica questo obiettivo ;
che , come è stato specificato , i contributi del fondi strutturali per tutte
le regioni con ritardi di sviluppo verranno raddoppiati in termini reali
tra il 1987 e il 1992 ; e di conseguenza i fondi a finalità strutturale , la
Banca europea per gli investimenti e gli altri strumenti finanziari
interverranno a favore dei DCM in base al relativo              quadro comunitario di
sostegno , in modo coordinato , concentrato e complementare alle iniziative
nazionali e locali , in attuazione        del regolamento ( CEE ) n . 2052/88 del
Consiglio ( 17 ;
considerando inoltre che i DCM sono circondati , nelle rispettive zone
geografiche , da Stati e territori con i quali la Comunità intrattiene
relazioni diversificate che si riflettono        in politiche di cooperazione
perseguite attivamente , ma scarsamente coordinate tra loro ; che lo sviluppo
delle varie componenti di una stessa zona geografica , con condizionamenti e
caratteristiche analoghi , dovrebbe tuttavia fondarsi in particolare
sull’attuazione di progetti regionali comuni a oneste varie componenti ,
qualunque sia la loro condizione giuridica in base al diritto comunitario, il che
permetterebbe di realizzare economie di scala e rafforzerebbe la
cooperazlone regionale tra i partner interessati .
Considerando inoltre che queste entità vicine debbono tradizionalmente far
fronte a problemi analoghi ,       nonostante abbiano diversa condizione giu¬
 ridica ; che una cooperazione regionale , adeguata alle realtà locali passa
quindi per un dialogo più. diretto tra le parti interessate ; che pertanto
vanno favorite le procedure di consultazione regionale in stretto rapporto
con gli Stati membri interessati nei casi in cui siano coinvolti territori
o regioni che dipendono da Stati membri ;
DECIDQND :
                                      Articolo 1
1 . Viene istituito un programma pluriennale d' azione per i Dipartimenti
     francesi d' oltremare , denominato POSEIDCM ( Programma di soluzioni
     specìfiche per ovviare alla lontananza e all' insularità dei Dipartimenti
     d’ oltremar e ) . Esso si applicherà alle misure legislative e agli impegni
     finanziari .
2 . Il POSEIDCM si fonda sul duplice principio dell’appartenenza integrale
     dei DCM alla Comunità e del riconoscimento della realtà regionale ,
     caratterizzata dalla situazione specifica e dai condizionamenti
     particolari delle regioni interessate , rispetto all' intera Comunità .
( 1 ) CU L 185/88 del 15.7.1988 , pag . 9 .
 ---pagebreak---                                          35
                                     Articolo 2
1 . Di massima , il programma POSEIDCM verrà attuato dal 1° luglio 1989 al
    31 dicembre 1992 , con l’adozione da parte del Consiglio e della
    Commissione , secondo i casi , dei necessari atti giuridici .
2 . Tenuto conto dei condizionamenti permanenti e specifici dei DCM, alcune
    azioni del programma potranno continuare ad essere applicate oltre il
    31 dicembre 1992 , in modo da consentire lo sviluppo economico e sociale di
    quelle regioni .
                                     Articolo 3
Il POSEIDCM sostiene la realizzazione degli obiettivi generali del trattato e
dell' allegato VII della convenzione di Lamé III , contribuendo alla
realizzazione di tre obiettivi particolari :
a ) consentire un' integrazione realistica dei DCM nella Comuni tà , sta bi lendo un
    quadro idoneo per l’ applicazione delle politiche comuni in quei
    dipartiment i ;
b ) contribuire al recupero del ritardo economico dei DOM , nella prospettiva del mercato
    interno del 31 dicembre 1992 , coordinando e concentrando l’azione dei fondi
    a finalità strutturale , della Banca europea per gli investimenti {BEI ) e
    degli altri strumenti comunitari ; le misure disposte dalle autorità
    nazionali o regionali debbono integrarsi in questa azione ;
c ) promuovere la cooperazione regionale nelle zone in via di sviluppo nelle
    quali sono ubicati i DCM, in particolare prevedendo strumenti adeguati per
    permettere una partecipazione a progetti o programmi regionali comuni .
                                      ΤΓΓΟΙΟ I
                     ATTUAZIONE DELLE POLITICHE OCMJNI NEI DCM
                                     Articolo 4
Le misure comunitarie già adottate per i DCM verranno mantenute in vigore , estese o
adeguate in conformità della presente decisione , per rispondere meglio alle
loro esigenze specifiche .
                                     Articolo 5
Le direttive o altre misure da adottare nella prospet t iva del mercato interno ,
ne l campo sociale , della ricerca e dello sviluppo tecnologico , nonché della
protezione dell' ambiente dovranno essere rispondenti alla situazione specifica
dei
                                     Articolo 6
1 . I prodotti agricoli non soggetti a misure comuni beneficeranno di misure
    apposite che potranno in particolare configurarsi come aiuti alla
    produzione , aiuti alla trasformazione o aiuti alla commercializzazione .
 ---pagebreak---                                                - 36 -
    II Consiglio o la Commissione , a seconda dei casi , prenderanno le prime
    misure necessarie a tale scopo , entro un anno a decorrere dalla data in
    cui acquista efficacia la presente decisione .
2 . Su proposta della Commissione , il Consiglio adotterà misure comunitarie
     relative al mercato della banana , che tengano conto del recente andamento
    della produzione negli Stati membri e degli interessi delle regioni
     comunitarie produttrici , nonché dei paesi terzi nei confronti dei quali la
    Comunità ha assunto impegni speciali . Queste misure vanno prese entro un
     termine che permetta di garantire la libera circolazione di                  tale prodotto entio
     il 1° gennaio 1993 .
3 . Quanto al rum , la Commissione esaminerà le conseguenze economiche e sociali
    della triplice prospettiva della nuova definizione comunitaria , della
     soppressione della ripartizione tra gli Stati membri del contingente
     concesso agli Stati /CP e dell' abolizione del regime fiscale speciale ,
     tenendo conto degli interessi dei produttori comunitari e di quelli dei
     paesi terzi nei cui confronti la Comunità si è assunta impegni speciali .
                                            Articolo 7
1 . . Entro i sei mesi a decorrere dalla data in cui acquista efficacia la presente decisione, il
    Consiglio o la Commissione , a seconda dei casi , definiranno azioni intese
     ad ovviare alla situazione geografica particolare dei DCM rispetto al
     territorio continentale della Comunità , pur tenendo segnatamente conto degli
     obiettivi della cooperazione regionale .
2 . Da un lato queste azioni si concreteranno in misure volte ad agevolare
     l’ approvvigionamento dei DCM in fattori di produzione destinati
     all’ allevamento locale . A tale scopo , i cereali destinati alla produzione
     animale verranno esentati dal prelievo applicabile ai prodotti originali
     dei paesi in via di sviluppo , con la possibilità di estendere questa
     disposizione agli altri paesi terzi in caso di difficoltà
     d' approvvigionamento riconosciute dalla Commissione , nel momento della loro
     importazione diretta nei DCM, nei limiti e in vista del fabbisogno del
    mercato locale , nonché a condizione che i prodotti in questione non vengano
     riesportati .
    Un siffatto           sistema potrebbe essere applicato altresì , secondo modalità
     identiche , a prodotti importati direttamente a scopo di alimentazione
     umana , originari degli Stati /CP ; esso potrebbe essere esteso
     ad altri FVS non /CP , sempre che i prodotti in questione non siano
    disponibili negli Stati /CP vicini .
3 . Dall' altro lato queste azioni si concreteranno in misure a favore di
    determinate produzioni agricole dei DCM ( ortofrutticoli e fiori ), che
    dovranno essere varate in base a criteri oggettivi da definire nell' ambito
    di un' analisi      che la Commissione dovrà effettuare prodotto per
    prodotto . Queste misure potranno configurarsi come :
    a)    contributi comunitari allo sviluppo dei prodotti
          aventi sbocchi          sui mercati locali , nelle zone vicine dotate di
         un’ industria turistica , nonché nel resto della Comunità ;
 ---pagebreak---                                            37 -
      b ) azioni a favore di altre produzioni , tenendo conto da un lato del
          concetto di efficacia economica per lo sviluppo dei DCM, dall' altro del
          rischio di pregiudi zio che potrebbe    sorgere per le produzioni del
          resto della Comunità ;
      c ) inoltre azioni di promozione corrmerciale tra i DCM, i FTCM e gli Stati
          ACP vicini , in particolare mediante l' intervento dei fondi strutturali .
                                       Articolo 8
1 . Le misure nazionali che producono effetti specifici a favore dei DCM
      verranno sistematicamente inventariate , affinché si possa decidere , entro
      il 31 dicembre 1992 , sul loro mantenimento , sul Loro adeguamento o sulla loro abolizione in
      conformità dei principi generali del trattato e in considerazione dei
      condizionamenti particolari cui gli stessi DCM sono esposti .
2 . Il Consiglio autorizza la Francia , nel quadro del regime di
      produzione , a concedere aiuti nazionali alla canna da zucchero e allo
      zucchero di canna , come è avvenuto dall’ entrata in vigore
      dell' organizzazione comune del mercato dello zucchero .
3 . Quanto agli aiuti ai sensi dell’articolo 92 del trattato CEE , la
      Commi s s i one :
      a ) dopo aver proceduto all’ inventario di cui al paragrafo 1 , procede al
          loro esame a norma di detta disposizione e prende i provvedimenti di sua
          competenza o propone al Consiglio , se del caso , le eventuali misure
          necessarie ai sensi degli articoli 92 , 93 e 94 del trattato CEE , tenendo conto
          della situazione specifica dei DCM nonché dell’ incidenza delle misure
          comunitarie previste nel presente programma o prese in attuazione del
          medesimo ;
      b ) procede , anche dopo la scadenza del 31 dicembre 1992 , a un regolare
          esame degli aiuti , onde disporre le modifiche rese necessarie dagli
          sviluppi della situazione .
                                       Articolo 9
Il sistema delle imposte applicate nei DCM con la denominazione di " dazio di
mare " sarà adeguato in base al disposto della decisione .
 ( 1 ) Progetto di decisione del Consiglio allegato al presente progetto di
        decisione comune ( che deve acquistare efficacia alla stessa data ).
 ---pagebreak---                                          - 38 -
                                       ΤΠΌΙΟ II
          AZIONE LEI PONDI A FINALITÀ’ STIUnURALE , LELLA BANCA BJBOPEA
              PER GLI OVESTMENTI E OBOLI ALTRI STRIENTI FINANZIARI
                                      Articolo 10
1 . Dall' entrata in vigore del regolamento ( CEE ) ». 2052/88 e alle condizioni
    stabilite dal medesimo , gli obiettivi e le procedure ivi enunciate si
    applicheranno agli interventi , nei LCM, dei fondi a finalità strutturale ,
    della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari
    esistenti , al fine di promuovere il loro sviluppo e il loro adeguamento
    strutturale .
2 . Gli interventi strutturali tengono conto degli svantaggi supplementari
    derivanti , per i LCM, dalla lontananza e dall’ insularità .
3 . In attuazione     dell’ articolo 8 del regolamento {CEE) n . 2052/88 , le
    autorità francesi e la Conmissione vigilano a che le azioni coperte dalle
    strutture comunitarie di sostegno a favore dei LCM vengano svolte
    prevalentemente mediante l' attuazione di programmi operativi .
4 . Nell’ ambito delle sue competenze e in conformità delle norme di
    imputabilità        i fondi strutturali , la Commissione si adopera per
    accelerare la concessione di contributi nei casi    in cui  l’ intervento dei
    fondi stessi sia necessario per rimediare ai danni provocati dalle catastrofi
    naturali tipiche delle regioni tropicali interessate , in particolare dai
    cicloni , e la cui riparazione non è coperta dagli aiuti d' urgenza .
                                       TTTOIO III
                                 COOPERAZIONE REGIONALE
                                      Articolo 11
1 . Vengono promosse consultazioni regionali tra i vari Stati , territori e
    dipartimenti delle due zone geografiche nelle quali si trovano i LCM, di
    concerto con le autorità dello Stato membro per quel che riguarda i LCM e i
    territori , onde permettere una migliore cooperazione regionale . Quanto alla
    cooperazione regionale in campo conmerciale , al momento opportuno essa
    potrebbe assumere la forma di accordi commerciali regionali .
 ---pagebreak---                                                 39
2 . Nel quadro delle sue competenze in materia di gestione dei fondi a finalità
      strutturale e in conformità delle norme di imputabilità dei fondi
      medesimi , la Conmissione vigilerà a che i DCM beneficino degli interventi
      dei fondi strutturali nel quadro di progetti o di programni regionali
      comuni a DCM, FTCM e Stati AGP di una stessa regione geografica , sempre che
      e nella misura in cui :
       - tali   progetti o programmi           regionali     comuni
         siano quelli definiti nei loro obiettivi , nel loro campo d’applicazione e
         nelle relative norme di procedura agli articoli 101-113 della convenzione
         di Lomé III e agli artìcoli 54-66 della decisione 86/ 283/CEE del
         Consiglio v-U ;
       - le norme di procedura per il finanziamento di questi progetti o programni
         siano quelle proprie a                ciascuno dei fondi comunitari
         intéressât i .
La Conmissione provvederà al coordinamento nel tempo fra ta l i finanziamenti e nella
successiva attuazione dèi progetti o programmi .
                                            TITOLO IV
                                      DISPOSIZIONI FINAL!
                                           Articolo 12
La presente decisione ha efficacia dal 1° luglio 1989 .
                                           Articolo 13
La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
 europee .
Fatto a Bruxelles         , il
                                                              Per il Consiglio
                                                              Per la Conmissione
  ( i ) GU L 175 del 1° . 7 . 1986 , pagg . 1-110 .
 ---pagebreak---                                40
                           Proposta di
                     DBCISIONE DEL OONSIGIJO
relativa al regime di dazio di mare nei Dipartimenti d’ oltremare
 ---pagebreak---                                          41
                                    Proposta di
                          decisione del Consiglio del ...
                       relativa al regime del dazio di mare
                      nei Dipartimenti francesi d' oltremare
IL CQNSIGLIO BELLE CCMJNITA ' EUBOPEE ,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , in particolare
l’articolo 227 , paragrafo 2 ,
vista la proposta della Conmissione (-0 ;
visto il parere del Parlamento europeo ( 2 ).
visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ).
considerando che   l’articolo 227 , paragrafo 2 del trattato stabilisce che un
certo numero di disposizioni di quest' ultimo è applicabile nei Dipartimenti
francesi d’ oltremare ( BCM) sin dalla entrata in vigore del trattato stesso ;
che le modalità d’ applicazione per le altre disposizioni avrebbero dovuto
essere determinate al massimo due anni dopo l’ entrata in vigore del trattato
con decisioni del Consiglio deliberante all' unanimità su proposta della
Conmissione ; che questo articolo è stato interpretato dalla Corte di giustizia
nel senso che , allo scadere dei due anni , tutte le disposizioni del trattato e
e del diritto derivato sono applicabili ai BCM, restando tuttavia inteso che è
sempre possibile prevedere in seguito misure specifiche per soddisfare le
esigenze di quei territori ;
 U)
 (2)
 (3)
 ---pagebreak---                                           42 -
considerando che misure atte a favorire lo sviluppo economico e sociale dei
DCM sono state adottate in passato in ordine sparso ; che tuttavia , con
decisione comune del Consiglio e della Corrmissione , del ..., è stato stabilito
un programma d' azione a favore dei DCM, chiamato POSEIDCM; che questo
programmi comporta una parte fiscale alla cui attuazione è opportuno
procedere ;
considerando che l' undicesima direttiva       80/ 368/CEE del Consiglio , del
26 marzo 1980 , in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati
membri relative alle imposte sulla cifra di affari          ha escluso i DCM dal
campo d' applicazione della sesta direttiva        77/ 388/CEE , relativa al regime
comune dell' IVA; che i DCM applicano tuttavia un’ imposta speciale a tutte le
merci introdotte nei rispettivi territori , chiamata dazio di mare ;
considerando che il dazio di mare , la cui origine risale all' Ottocento ,
costituisce attualmente un elemento di sostegno alle industrie locali esposte
a varie difficoltà a causa della lontananza e dell' insularità ; che si tratta
 inoltre di uno strumento essenziale di autonomia e di democrazia locale , i cui
proventi contribuiscono in particolare allo sviluppo comunale dei DCM;
considerando che il dazio di mare , nella sua forma attuale , comporta tuttavia
elementi che ne rendono necessaria la riforma per integrare i DCM pienamente
nel processo di realizzazione del mercato interno , pur tenendo conto della
fragilità delle loro strutture economiche ;
considerando l' opportunità di trasformare , entro un termine adeguato per le
autorità locali e nazionali , questo regime in un regime fiscale interno
applicabile a tutti i prodotti conmercializzat l nei DCM; che un regime del
genere deve essere conforme alle disposizioni degli articoli 95 e seguenti del
 trattato ;
considerando tuttavia che , per permettere il mantenimento e lo sviluppo di
attività industriali nel DCM, risulta opportuno autorizzare le autorità locali
a esentare , per intero o in parte , a seconda delle esigenze economiche , le
 industrie locali dall' applicazione di questa nuova imposta , per un periodo di
 tempo che di massima non superi dieci anni ;
considerando che , per garantire la piena osservanza delle norme del trattato e
 il necessario coordinamento con gli obiettivi generali perseguiti dalla
Comunità , è opportuno sottoporre l’esercizio delle competenze in materia di
esenzione da parte delle autorità locali ad autorizzazione preliminare della
Conmissione , la quale deciderà con una procedura da essa determinata tenendo
conto dei particolari condizionamenti dei DOM e con l' obiettivo , contemplato
dall' articolo 227 , paragrafo 2 , del trattato , di favorire lo sviluppo economico
e sociale di quelle regioni ;
 ( i ) 07 L 90 del 3.4.1980 , pag . 41 .
 ---pagebreak---                                              43
considerando che queste misure di esenzione dovrebbero avere carattere
temporaneo e prendere fine , di massima , dieci anni dopo la riforma del regime ;
che , al termine di questo periodo , il regime fiscale dovrebbe quindi essere
pienamente conforme ai principi enunciati all’ articolo 95 del trattato ,
restando inteso che sarebbe sempre possibile disporre misure di sostegno
aventi gli stessi obiettivi , nel quadro degli aiuti regionali e nel rispetto
del disposto degli articoli 92, 93 e 94, tenuto conto delle modalità di
applicazione dell’ IVA nei DCM; che la Commissione sottoporrà al Consiglio ,
prima dello scadere dei dieci anni , un rapporto riguardante l’ applicazione del
regime e la sua incidenza sullo sviluppo dei DCM, accompagnato da opportune
proposte ;
considerando che , in attesa della riforma del dazio di mare , la
 Francia' dovrebbe essere autorizzata a mantenere in vigore , al massimo sino al
31 dicembre 1992 , il regime di dazio di mare nella sua forma attuale , fatte
salve alcune condizioni volte a garantire che esso incida il meno possibile sul
mercato comune e che venga usato al solo scopo contemplato dall' articolo 227 ,
paragrafo 2 del trattato ,
HA ADOTTATO LA        PRESENTE DECISIONE :
                                         Articolo 1
Le autorità francesi adottano le misure necessarie affinché il regime di
dazio di mare {" octroi de mer ") attualmente in vigore nei DCM venga
 adeguato secondo i principi esposti negli articoli 2 e 3 .
                                         Articolo 2
1 . Entro il 31 dicembre 1992 il regime di dazio di mare verrà
     sostituito da un regime fiscale consistente in un' imposta speciale
     applicabile indistintamente ai prodotti introdotti e a quelli ottenuti nei DOM .
2 . I proventi di questa imposta devono essere destinati a favorire con la
    massima efficacia lo sviluppo economico e sociale di ciascun DCM. Le
     autorità francesi informeranno la Conmissione delle disposizioni adottate per
     il conseguimento di questo obiettivo .
3 . Le autorità competenti di ciascun DCM fi ssano «n' aiiquota d' imposizione di
     base . Detta aliquota potrà essere differenziata per alcune categorie di
     prodotti , e in particolare i prodotti di prima necessità potranno
     beneficiare di un' aliquota ridotta .
4 . Qualora ciò risultasse necessario per incentivare o mantenere una
     determinata attività industriale ,
     - la Repubblica francese potrà essere autorizzata ad esentare
       dall' imposta , interamente o in parte , a seconda delle esigenze
       economiche , le produzioni locali interessate per un periodo non superiore
       a dieci anni a decorrere dall' introduzione del sistema ;
     - le autorità francesi sottopongono le proposte di esenzione testé citate
       all’ approvazione della Commissione , la quale deciderà entro due mesi e
       con una procedura che essa stessa determinerà , tenendo conto dei
        condizionamenti particolari dei DOM , per raggiungere l' obiettivo di cui
 ---pagebreak---                                           44
      all’ articolo 227 , paragrafo 2 , del trattato , fatto salvo il controllo
      della Conmissione a norma degli articoli 92 e 93 del trattato .
5 . L’imposta di cui all' articolo 1 , nonché l’ IVA applicata nei DCM debbono
    essere prese in considerazione congiuntamente , in modo da far convergere le
    aliquote IVA nella prospettiva dell' abolizione delle frontiere fiscali .
                                     Articolo 3
Al massimo un anno prima dello scadere del termine previsto all’articolo 2 ,
paragrafo 4 , la Conmissione presenterà al Consiglio un rapporto
sull' applicazione del regime di cui all' articolo 2 , allo scopo di verificare
l' incidenza delle misure disposte sull’ economia dei DCM. Questo rapporto dovrà
riportare segnatamente gli effetti del sistema sullo sviluppo
economico e sociale dei DCM, sulla libera circolazione dei prodotti
all' interno della Comunità , sull’ andamento delle aliquote IVA e sulla
cooperazione regionale tra i DCM e i paesi vicini .
In   base alle conclusioni formulate in tale rapporto ,, la Commissione
presenterà al Consiglio una proposta volta , di massima , a porre termine alle
esenzioni di cui all' articolo 2 , paragrafo 4 , restando inteso che misure di
sostegno volte agli stessi obiettivi potranno essere prese nel quadro degli
aiuti regionali e nell’ osservanza delle disposizioni degli articoli 92 . 93 e 94 de
trattato , tenendo conto delle modalità di applicazione del l’ IVA nei DCM.
                                     Articolo 4
In attesa dell’avvio della riforma del dazio di mare secondo i principi
definiti all' articolo 1 , la Repubblica francese è autorizzata a mantenere in vigore,
massimo fino al 31 dicembre 1992 , l' attuale regime del dazio di mare , purché
qualunque estensione dell’ elenco dei prodotti soggetti al dazio di mare e
qualunque aumento delle sue aliquote siano soggette ad autorizzazione
preventiva della Conmissione . Quest ' ult ima esaminerà inoltre con le autorità
locali competenti le modifiche intervenute dopo il 1° gennaio 1980 .
                                     Articolo 5
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione .
Fatto a Bruxelles ,
                                                         Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                            - 45
                                 SCHEDA FINANZIARIA
1 . Trattandosi di un programma d’azione , la valutazione esatta delle spese
     risultanti dalla sua applicazione è ancora prematura e verrà definita
 ”, all' atto .- della presentazione dei vari atti giuridici previsti per settore .
     a ) Le spese strutturali rientreranno nella normale attività dei fondi , in
          applicazione del regolamento ( CEE ) n . 2052 / 88 , e non implicheranno
          quindi spese specifiche supplementari .
     b ) L' individuazione degLi elementi peculiari dei DOM coperti da misure comu¬
          ni potrà dar luogo a contributi supplementari per prodotti agricoli ca ¬
          ratteristici di queste zone ; l' importo di tali contributi dovrebbe resta¬
          re relativamente modesto e verrebbe imputato al FEAOG , sezione Garanzia .
          Va osservato che i costi eventuali di future misure comuni per il merca ¬
          to europeo della banana ( menzionate nel presente programma , data l' impor ¬
          ta economica e sociale di questo prodotto per alcuni DOM ) potranno in ¬
          teressare diverse politiche comuni e varie regioni produttrici ; essi
          non vanno pertanto considerati imputabili al presente programma .
     c ) Queste nuove misure , destinate in particolare ad ovviare alla situazione
          geografica eccezionale in determinati casi specifici , formeranno og ¬
          getto di proposte future della Commissione al Consiglio in base all' ar ¬
          ticolo 43 o di misure di gestione di competenza della Commissione .
          L' importo delle spese comunitarie connesse alle nuove azioni concer¬
          nenti l' agricoltura dei DOM dovrebbe aggirarsi sui 10 Mio di ECU alL’an-
          no a carico del FEAOG , sezione Garanzia ; ne potrebbe derivare anche un
          costo indiretto nella misura in cui le importazioni di cereali dei DOM
          non verrebbero più realizzate a partire dalla Comunità ma da paesi terzi .
 2 . In conclusione , oltre alla normale applicazione della riforma dei fondi
     strutturali in queste regioni oggetto dell' obiettivo n . 1 , il presente
     programma d' azione dovrebbe avere soltanto una debole incidenza finanziaria ,
:i   determinata soprattutto dalle azioni indicate sopra al paragrafo 1 , lettera
     c) .
                                                                                        !