CELEX: C2004/118/42
Language: it
Date: 2004-04-30 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Sesta Sezione) 29 aprile 2004 nella causa C-371/02 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Svea hovrätt): Björnekulla Fruktindustrier AB contro Procordia Food AB («Marchi — Direttiva 89/104/CEE — Art. 12, n. 2, lett. a) — Decadenza dei diritti conferiti dal marchio — Marchio divenuto la generica denominazione commerciale — Ambienti rilevanti ai fini della valutazione»)

30.4.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 118/24
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Sesta Sezione)
   29 aprile 2004
   nella causa C-371/02 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Svea hovrätt): Björnekulla Fruktindustrier AB contro Procordia Food AB (1)
   
   («Marchi - Direttiva 89/104/CEE - Art. 12, n. 2, lett. a) - Decadenza dei diritti conferiti dal marchio - Marchio divenuto la generica denominazione commerciale - Ambienti rilevanti ai fini della valutazione»)
   (2004/C 118/42)
   Lingua processuale: lo svedese
   Nella causa C-371/02, avente ad oggetto una domanda di pronuncia pregiudiziale sottoposta alla Corte, a norma dell'art. 234 CE, dallo Svea hovrätt (Svezia) nella causa dinanzi ad esso pendente tra Björnekulla Fruktindustrier AB e Procordia Food AB, domanda vertente sull'interpretazione dell'art. 12, n. 2, lett. a), della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa (GU 1989, L 40, pag. 1), la Corte (Sesta Sezione), composta dal sig. V. Skouris, facente funzione di presidente della Sesta Sezione, dai sigg. C. Gulmann (relatore), J.N. Cunha Rodrigues, J.-P. Puissochet e R. Schintgen, giudici, avvocato generale: sig. P. Léger, cancelliere: sig. H. von Holstein, ha pronunciato il 29 aprile 2004 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   L'art. 12, n. 2, lett. a), della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa, deve essere interpretato nel senso che, nel caso in cui intervengano intermediari nella distribuzione al consumatore o all'utilizzatore finale di un prodotto coperto da un marchio registrato, gli ambienti rilevanti per valutare se il detto marchio sia diventato la comune denominazione commerciale del prodotto in questione sono costituiti dall'insieme dei consumatori o degli utilizzatori finali e, a seconda delle caratteristiche del mercato del prodotto interessato, dall'insieme degli operatori professionali che intervengono nella commercializzazione di quest'ultimo.
   
      (1)  GU C 305 del 7.12.2002