CELEX: 22009A0204(01)
Language: it
Date: 2008-01-21 00:00:00
Title: Protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo

4.2.2009           IT                               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                L 34/19
                                                                  TRADUZIONE
                                                                 PROTOCOLLO
                                    sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo
         LE PARTI CONTRAENTI DEL PRESENTE PROTOCOLLO,
         NELLA LORO QUALITÀ DI PARTI della convenzione per la protezione dell’ambiente marino e del litorale del Medi­
         terraneo, adottata a Barcellona il 16 febbraio 1976 e modificata il 10 giugno 1995,
         DESIDEROSE di adempiere agli obblighi definiti all’articolo 4, paragrafo 3, lettera e), e paragrafo 5, della suddetta
         convenzione,
         CONSIDERANDO che le zone costiere del mar Mediterraneo costituiscono un patrimonio culturale e naturale comune dei
         popoli del Mediterraneo e che devono essere preservate e utilizzate con oculatezza a beneficio delle generazioni presenti e
         future,
         PREOCCUPATE per l’aumento della pressione antropica nelle zone costiere del Mediterraneo, che ne minaccia la fragile
         natura, e desiderose di arrestare e invertire il processo di degrado delle zone di costa e di ridurre in misura significativa la
         perdita della biodiversità degli ecosistemi costieri,
         PREOCCUPATE per i rischi cui sono esposte le zone costiere a motivo dei cambiamenti climatici, che possono dar luogo,
         tra l’altro, a un innalzamento del livello del mare, e consapevoli della necessità di adottare misure sostenibili volte a
         ridurre l’impatto negativo dei fenomeni naturali,
         CONVINTE che la pianificazione e la gestione delle zone costiere ai fini della preservazione e dello sviluppo sostenibile
         dell’insostituibile risorsa ecologica, economica e sociale che esse rappresentano comporta la necessità di un approccio
         integrato specifico per l’intero bacino mediterraneo e i relativi Stati costieri, tenuto conto della loro diversità e segnata­
         mente delle esigenze specifiche delle regioni insulari connesse alle loro caratteristiche geomorfologiche,
         TENUTO CONTO della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, adottata a Montego Bay il 10 dicembre
         1982, della convenzione sulle zone umide d’importanza internazionale segnatamente come habitat degli uccelli acquatici
         e palustri, adottata a Ramsar il 2 febbraio 1971, e della convenzione sulla diversità biologica, adottata a Rio de Janeiro il
         5 giugno 1992, a cui hanno aderito molti Stati costieri del Mediterraneo e la Comunità europea,
         DESIDEROSE, in particolare, di cooperare all’elaborazione di opportuni piani integrati per la gestione delle zone costiere
         ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera e), della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici,
         adottata a New York il 9 maggio 1992,
         SULLA BASE dell’esperienza acquisita nella gestione integrata delle zone costiere e dell’operato di varie organizzazioni,
         incluse le istituzioni europee,
         SULLA BASE delle raccomandazioni e dei lavori della Commissione mediterranea per lo sviluppo sostenibile e delle
         raccomandazioni delle riunioni delle parti contraenti svoltesi a Tunisi nel 1997, a Monaco nel 2001, a Catania nel 2003 e
         a Portorose nel 2005, nonché della strategia mediterranea per lo sviluppo sostenibile adottata a Portorose nel 2005,
         RISOLUTE a intensificare a livello del Mediterraneo l’azione intrapresa dagli Stati costieri per garantire la gestione integrata
         delle zone costiere,
         DETERMINATE a incentivare iniziative nazionali, regionali e locali attraverso azioni coordinate di promozione, coope­
         razione e partenariato con le varie parti interessate, al fine di promuovere una governance efficace per la gestione
         integrata delle zone costiere,
         DESIDEROSE di garantire la coerenza della gestione integrata delle zone costiere nell’applicazione della convenzione e dei
         relativi protocolli,
 ---pagebreak--- L 34/20                 IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                               4.2.2009
                HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:
                               PARTE I                                      b) dal limite terrestre della zona costiera, costituito dal limite
                                                                                delle unità costiere competenti definite dalle parti.
                      DISPOSIZIONI GENERALI
                              Articolo 1                                    2.     Qualora, entro i limiti della propria sovranità, una parte
                          Obblighi generali                                 stabilisca limiti diversi da quelli previsti al paragrafo 1 del pre­
                                                                            sente articolo, all’atto del deposito dello strumento di ratifica,
Conformemente alla convenzione per la protezione dell’am­                   accettazione, approvazione o adesione al presente protocollo o
biente marino e del litorale del Mediterraneo e ai suoi protocolli,         in qualsiasi altro momento successivo essa trasmette una dichia­
le parti istituiscono un quadro comune per la gestione integrata            razione al depositario nel caso in cui:
delle zone costiere del Mediterraneo e adottano le misure ne­
cessarie per rafforzare la cooperazione regionale in tale settore.
                                                                            a) il limite marittimo sia inferiore al limite esterno del mare
                                                                                territoriale;
                              Articolo 2
                             Definizioni
                                                                            b) il limite terrestre sia diverso (superiore o inferiore) dai limiti
Ai fini del presente protocollo si intende per:                                 del territorio delle unità costiere quali definite in precedenza,
                                                                                al fine di applicare, tra gli altri, l’approccio ecosistemico e i
                                                                                criteri economico-sociali e di considerare le esigenze specifi­
a) «parti»: le parti contraenti del presente protocollo;                        che delle regioni insulari connesse alle loro caratteristiche
                                                                                geomorfologiche e di tenere conto degli effetti negativi dei
                                                                                cambiamenti climatici.
b) «convenzione»: la convenzione per la protezione dell’am­
    biente marino e del litorale del Mediterraneo, adottata a
    Barcellona il 16 febbraio 1976 e modificata il 10 giugno                3.     Le parti adottano o promuovono, al livello istituzionale
    1995;                                                                   adeguato, le azioni necessarie per informare le popolazioni e le
                                                                            altre parti interessate circa l’ambito di applicazione geografico
                                                                            del presente protocollo.
c) «organizzazione»: l’organismo di cui all’articolo 17 della con­
    venzione;
                                                                                                          Articolo 4
d) «centro»: il centro di attività regionali per il programma di                                      Riserva di diritti
    azioni prioritarie;
                                                                            1.     Nessuna disposizione del presente protocollo, né alcun
                                                                            atto adottato sulla base del medesimo, può pregiudicare i diritti,
e) «zona costiera»: l’area geomorfologica situata ai due lati della         le rivendicazioni o le posizioni giuridiche presenti o future delle
    spiaggia, in cui l’interazione tra la componente marina e               parti relative al diritto del mare, in particolare la natura e l’e­
    quella terrestre si manifesta in forma di sistemi ecologici e           stensione delle zone marine, la delimitazione delle zone marine
    di risorse complessi costituiti da componenti biotiche e abio­          tra gli Stati aventi coste opposte o adiacenti, il diritto e le
    tiche che coesistono e interagiscono con le comunità antro­             modalità di passaggio negli stretti utilizzati per la navigazione
    piche e le relative attività socioeconomiche;                           internazionale e il diritto di passaggio inoffensivo nei mari ter­
                                                                            ritoriali, nonché la natura e l’estensione della giurisdizione dello
                                                                            Stato costiero, dello Stato di bandiera o dello Stato di approdo.
f) «gestione integrata delle zone costiere»: un processo dina­
    mico per la gestione e l’uso sostenibili delle zone costiere,
    che tiene conto nel contempo della fragilità degli ecosistemi           2.     Nessun atto o attività realizzata sulla base del presente
    e dei paesaggi costieri, della diversità delle attività e degli         protocollo può costituire un motivo per far valere, sostenere
    utilizzi, delle loro interazioni, della vocazione marittima di          o contestare una rivendicazione di sovranità o giurisdizione
    alcuni di essi e del loro impatto sulle componenti marine e             nazionale.
    terrestri.
                                                                            3.     Le disposizioni del presente protocollo si applicano fatte
                              Articolo 3                                    salve le disposizioni più rigorose in materia di tutela e gestione
                                                                            delle zone costiere contenute in altri strumenti e programmi
                Ambito di applicazione geografico
                                                                            nazionali o internazionali, esistenti o futuri.
1.     L’ambito di applicazione del protocollo è costituito dalla
zona del mar Mediterraneo quale definita all’articolo 1 della
convenzione. Tale zona è inoltre definita:                                  4.     Nessuna disposizione del presente protocollo pregiudica le
                                                                            attività e le installazioni deputate alla sicurezza e alla difesa
                                                                            nazionale; tuttavia le parti convengono che tali attività e instal­
a) dal limite marittimo della zona costiera, costituito dal limite          lazioni siano gestite o stabilite, per quanto ragionevole e possi­
    esterno del mare territoriale delle parti; e                            bile, in modo conforme al presente protocollo.
 ---pagebreak--- 4.2.2009               IT                            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                               L 34/21
                             Articolo 5                                          ressati dalle zone costiere una partecipazione adeguata e
                                                                                 tempestiva nell’ambito di un processo decisionale traspa­
    Obiettivi della gestione integrata delle zone costiere                       rente.
La gestione integrata delle zone costiere è finalizzata ai seguenti
obiettivi:
                                                                             e) Occorre garantire un coordinamento istituzionale intersetto­
                                                                                 riale dei vari servizi amministrativi e autorità regionali e
a) agevolare lo sviluppo sostenibile delle zone costiere attra­                  locali competenti per le zone costiere.
   verso una pianificazione razionale delle attività, in modo
   da conciliare lo sviluppo economico, sociale e culturale
   con il rispetto dell’ambiente e dei paesaggi;                             f) Occorre elaborare strategie, piani e programmi per l’utilizzo
                                                                                 del territorio che tengano conto dello sviluppo urbano e
                                                                                 delle attività socioeconomiche, nonché altre politiche setto­
b) preservare le zone costiere a vantaggio delle generazioni                     riali pertinenti.
   presenti e future;
                                                                             g) Occorre tener conto della molteplicità e della diversità delle
c) garantire l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali, e in par­            attività nelle zone costiere e dare priorità, ove necessario, ai
   ticolare delle risorse idriche;                                               servizi pubblici e alle attività che richiedono, in termini di
                                                                                 uso e di ubicazione, l’immediata vicinanza al mare.
d) assicurare la conservazione dell’integrità degli ecosistemi, dei
   paesaggi e della geomorfologia del litorale;                              h) Occorre garantire una distribuzione bilanciata degli usi sul­
                                                                                 l’intera zona costiera, evitando la concentrazione non neces­
                                                                                 saria e una sovraccrescita urbana.
e) prevenire e/o ridurre gli effetti dei rischi naturali e in parti­
   colare dei cambiamenti climatici, che possono essere provo­
   cati da attività naturali o umane;                                        i) Occorre effettuare valutazioni preliminari dei rischi associati
                                                                                 alle varie attività umane e infrastrutture, in modo da preve­
                                                                                 nirne e ridurne gli impatti negativi sulle zone costiere.
f) conseguire la coerenza tra iniziative pubbliche e private e tra
   tutte le decisioni adottate da pubbliche autorità, a livello
   nazionale, regionale e locale, che hanno effetti sull’utilizzo            j) Occorre prevenire i danni all’ambiente costiero e, qualora
   delle zone costiere.                                                          essi si verifichino, provvedere a un adeguato ripristino.
                             Articolo 6                                                                     Articolo 7
Principi generali della gestione integrata delle zone costiere                                           Coordinamento
Nell’attuazione del presente protocollo, le parti si attengono ai            1.      Ai fini della gestione integrata delle zone costiere, le parti:
principi di gestione integrata delle zone costiere di seguito
enunciati.
                                                                             a) assicurano un coordinamento istituzionale, ove del caso at­
                                                                                 traverso idonei organismi o meccanismi, al fine di evitare
a) Occorre prendere in particolare considerazione il patrimonio                  approcci settoriali e favorire un approccio globale;
   biologico e le dinamiche e il funzionamento naturali della
   zona intercotidale, nonché la complementarità e l’interdipen­
   denza della parte marina e di quella terrestre, che costitui­             b) organizzano un adeguato coordinamento tra le varie autorità
   scono un’unica entità.                                                        competenti per le parti marine e terrestri delle zone costiere
                                                                                 nei vari servizi amministrativi, a livello nazionale, regionale e
                                                                                 locale;
b) Occorre tener conto in maniera integrata di tutti gli elementi
   connessi ai sistemi idrologici, geomorfologici, climatici, eco­
   logici, socioeconomici e culturali, in modo da non superare               c) organizzano uno stretto coordinamento tra autorità nazio­
   la capacità di carico delle zone costiere e da prevenire gli                  nali e organismi regionali e locali per quanto riguarda le
   effetti negativi dei disastri naturali e dello sviluppo.                      strategie, i piani e i programmi costieri nonché per le varie
                                                                                 autorizzazioni all’esercizio di attività; tale coordinamento
                                                                                 può essere conseguito nell’ambito di organi consultivi co­
c) Occorre applicare l’approccio ecosistemico alla pianificazione                muni o di procedure decisionali congiunte.
   e alla gestione delle zone costiere, in modo da assicurarne lo
   sviluppo sostenibile.
                                                                             2.      Le autorità nazionali, regionali e locali competenti per le
                                                                             zone costiere collaborano, per quanto possibile, per migliorare
d) Occorre garantire una governance appropriata, che consenta                la coerenza e l’efficacia delle strategie, dei piani e dei programmi
   alle popolazioni locali e ai soggetti della società civile inte­          costieri.
 ---pagebreak--- L 34/22                 IT                            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              4.2.2009
                                PARTE II                                          ancoraggio delle unità navali in zone naturali terrestri o
                                                                                  marine vulnerabili, comprese le spiagge e le dune.
    ELEMENTI DELLA GESTIONE INTEGRATA DELLE ZONE
                               COSTIERE
                                                                                                              Articolo 9
                               Articolo 8                                                              Attività economiche
       Protezione e uso sostenibile delle zone costiere                       1.     In conformità degli obiettivi e dei principi enunciati agli
1.     In conformità degli obiettivi e dei principi enunciati agli            articoli 5 e 6 del presente protocollo e tenuto conto delle
articoli 5 e 6 del presente protocollo, le parti si adoperano per             pertinenti disposizioni della convenzione di Barcellona e dei
garantire l’uso e la gestione sostenibili delle zone costiere, al fine        relativi protocolli, le parti:
di preservare gli habitat naturali, i paesaggi, le risorse naturali e
gli ecosistemi costieri, nel rispetto degli strumenti giuridici re­           a) accordano particolare attenzione alle attività economiche che
gionali e internazionali.                                                         richiedono la prossimità immediata del mare;
2.     A tal fine, le parti:                                                  b) provvedono affinché, nelle varie attività economiche, si ri­
                                                                                  duca al minimo l’uso delle risorse naturali e si tenga conto
                                                                                  delle esigenze delle generazioni future;
a) istituiscono nelle aree costiere, a partire dal livello superiore
    di marea invernale, una zona dove non è permesso edificare.
    Tenuto conto, tra l’altro, delle aree direttamente e negativa­            c) garantiscono il rispetto della gestione integrata delle risorse
    mente interessate dai cambiamenti climatici e dai rischi na­                  idriche e di una gestione sostenibile dei rifiuti;
    turali, la zona in questione non può avere larghezza inferiore
    a 100 metri, fatte salve le disposizioni di cui alla seguente             d) provvedono affinché l’economia marittima e costiera rispetti
    lettera b). Sono fatti salvi i provvedimenti nazionali che                    la fragile natura delle zone costiere e le risorse del mare
    fissano tale misura in modo più rigoroso;                                     siano preservate dall’inquinamento;
b) possono adeguare, nel rispetto degli obiettivi e dei principi              e) definiscono indicatori dello sviluppo delle attività economi­
    del presente protocollo, le disposizioni summenzionate:                       che al fine di garantire l’uso sostenibile delle zone costiere e
                                                                                  ridurre le pressioni eccedenti la capacità di carico;
    1) per i progetti di pubblico interesse;
                                                                              f) promuovono codici di buone pratiche a livello di autorità
    2) nelle aree caratterizzate da particolari limiti geografici o               pubbliche, operatori economici e organizzazioni non gover­
        ad altri vincoli locali, connessi in particolare alla densità             native.
        di popolazione o a necessità sociali, in cui gli interventi
        individuali di edilizia abitativa, urbanizzazione o sviluppo          2.     Le parti convengono inoltre, per quanto riguarda le attività
        sono disciplinati da strumenti giuridici nazionali;                   economiche di seguito indicate:
c) notificano all’organizzazione i rispettivi strumenti giuridici             a) agricoltura e industria:
    nazionali recanti i succitati adeguamenti.
                                                                                  di garantire un elevato livello di tutela ambientale nella scelta
3.     Le parti si sforzano altresì di garantire che nei loro stru­               dell’ubicazione e nell’esercizio delle attività agricole e indu­
menti giuridici nazionali siano integrati criteri per l’utilizzo so­              striali, al fine di preservare gli ecosistemi e i paesaggi costieri
stenibile delle zone costiere. Tali criteri, tenuto conto delle spe­              e prevenire l’inquinamento del mare, dell’acqua, dell’aria e del
cifiche condizioni locali, comprendono in particolare i seguenti                  suolo;
aspetti:
                                                                              b) pesca:
a) l’individuazione e la delimitazione, al di fuori delle aree pro­
    tette, di aree libere in cui lo sviluppo urbano ed altre attività              i) di tener conto della necessità di proteggere le zone di
    siano soggetti a restrizioni o, se necessario, vietati;                           pesca nella realizzazione di progetti di sviluppo;
b) la limitazione dell’estensione lineare dello sviluppo urbano e                 ii) di garantire che le pratiche di pesca siano compatibili con
    la creazione di nuove infrastrutture di trasporto lungo la                        l’utilizzo sostenibile delle risorse marine naturali;
    costa;
                                                                              c) acquacoltura:
c) l’integrazione delle esigenze di tutela ambientale nelle regole
    di gestione e di utilizzo del demanio marittimo pubblico;
                                                                                   i) di tener conto della necessità di proteggere le zone di
                                                                                      acquacoltura e molluschicoltura/crostaceicoltura nella rea­
d) il libero accesso del pubblico al mare e lungo la riva;                            lizzazione di progetti di sviluppo;
e) la limitazione e, se necessario, il divieto di circolazione e di               ii) di disciplinare l’acquacoltura controllando l’utilizzo dei
    parcheggio di veicoli terrestri nonché di navigazione e di                        fattori produttivi e il trattamento dei rifiuti;
 ---pagebreak--- 4.2.2009                  IT                            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                               L 34/23
d) turismo e attività sportive e ricreative:                                        Oltre a istituire zone protette intese a evitare la scomparsa di
                                                                                    zone umide ed estuari, le parti:
       i) di incoraggiare un turismo costiero sostenibile che pre­
          servi gli ecosistemi, le risorse naturali, il patrimonio cul­             a) nell’ambito delle strategie, dei piani e dei programmi na­
          turale e i paesaggi costieri;                                                 zionali per le zone costiere e all’atto del rilascio delle
                                                                                        autorizzazioni, tengono conto della funzione ambientale,
                                                                                        economica e sociale delle zone umide e degli estuari;
      ii) di promuovere forme specifiche di turismo costiero, in
          particolare il turismo culturale, rurale e l’ecoturismo, nel
          rispetto delle tradizioni delle popolazioni locali;                       b) adottano opportune misure volte a disciplinare o, se ne­
                                                                                        cessario, a vietare l’esercizio di attività che possono avere
                                                                                        effetti negativi sulle zone umide e sugli estuari;
    iii) di disciplinare o, se necessario, vietare, l’esercizio di varie
          attività sportive e ricreative, compresa la pesca ricreativa
          e la raccolta di molluschi;                                               c) procedono, per quanto possibile, al ripristino delle zone
                                                                                        umide costiere degradate, al fine di ripristinare il loro
                                                                                        ruolo positivo nei processi ambientali costieri.
e) utilizzo di risorse naturali specifiche:
                                                                                2. Habitat marini
       i) di subordinare ad autorizzazione preventiva l’escavazione
          e l’estrazione di minerali, compreso l’utilizzo di acqua di               Le parti, riconoscendo la necessità di proteggere le zone
          mare negli impianti di desalinizzazione e lo sfruttamento                 marine che ospitano habitat e specie di elevato valore in
          di materiale inerte;                                                      termini di conservazione, a prescindere dalla loro classifica­
                                                                                    zione come zone protette:
      ii) di disciplinare l’estrazione di sabbia, compresi i sedimenti
          marini e fluviali e di vietare tale attività laddove possa                a) adottano misure volte a garantire, mediante interventi di
          verosimilmente perturbare l’equilibrio degli ecosistemi                       legislazione, pianificazione e gestione, la protezione e la
          costieri;                                                                     conservazione delle aree marine e costiere, con particolare
                                                                                        riguardo a quelle che ospitano habitat e specie di elevato
                                                                                        valore conservazionistico;
    iii) di monitorare le falde acquifere costiere e le zone dina­
          miche di contatto o interfaccia tra acque dolci e salate,
          che possono essere danneggiate dall’estrazione di acque                   b) si impegnano a promuovere la cooperazione regionale e
          sotterranee o da scarichi nell’ambiente naturale;                             internazionale per l’attuazione di programmi comuni di
                                                                                        protezione degli habitat marini.
f) infrastrutture, impianti per la produzione di energia, porti,
    opere e strutture marittime:                                                3. Foreste e boschi costieri
    di subordinare ad autorizzazione tali infrastrutture, impianti,                 Le parti adottano misure volte a preservare e a sviluppare le
    opere e strutture, affinché i loro impatti negativi sugli ecosi­                foreste e i boschi costieri, con particolare riguardo a quelli
    stemi, i paesaggi e la geomorfologia costieri siano ridotti al                  situati al di fuori delle aree specialmente protette.
    minimo o, se del caso, compensati da misure non finanzia­
    rie;
                                                                                4. Dune
g) attività marittime:                                                              Le parti si impegnano a preservare e, ove possibile, a ripri­
                                                                                    stinare in modo sostenibile le dune e i cordoni dunali.
    di esercitare le attività marittime in modo da garantire la
    preservazione degli ecosistemi costieri in conformità delle                                                Articolo 11
    regole, norme e procedure previste dalle pertinenti conven­
                                                                                                           Paesaggi costieri
    zioni internazionali.
                                                                                1.     Le parti, riconoscendo il valore estetico, naturale e cultu­
                                                                                rale specifico dei paesaggi costieri, a prescindere dalla loro clas­
                                 Articolo 10                                    sificazione come aree protette, adottano misure volte a garantire
                     Ecosistemi costieri particolari                            la protezione dei paesaggi costieri attraverso interventi di legi­
                                                                                slazione, pianificazione e gestione.
Le parti adottano misure volte a preservare le caratteristiche di
alcuni ecosistemi costieri particolari secondo le seguenti moda­
lità.                                                                           2.     Le parti si impegnano a promuovere la cooperazione re­
                                                                                gionale e internazionale in materia di tutela paesaggistica e
                                                                                segnatamente l’attuazione, ove opportuno, di azioni congiunte
1. Zone umide ed estuari                                                        per i paesaggi costieri transfrontalieri.
 ---pagebreak--- L 34/24                 IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                4.2.2009
                              Articolo 12                                   rilascio delle varie autorizzazioni. Tale partecipazione prevede,
                                                                            in particolare, il ricorso ad organi consultivi, indagini o audi­
                                 Isole                                      zioni pubbliche, e può assumere la forma di un partenariato.
Le parti si impegnano a conferire speciale protezione alle isole,
comprese le piccole isole, e, a tal fine:
                                                                            2.      Al fine di assicurare tale partecipazione, le parti forniscono
                                                                            le informazioni in maniera adeguata, tempestiva ed efficace.
a) a promuovere attività compatibili con l’ambiente in tali zone
    e ad adottare misure speciali volte a garantire la partecipa­
    zione degli abitanti alla protezione degli ecosistemi costieri,         3.      I portatori di interesse che intendono contestare decisioni,
    sulla base delle loro conoscenze e degli usi locali;                    atti o omissioni soggetti alle disposizioni in materia di parteci­
                                                                            pazione stabilite dalle parti in relazione a piani, programmi o
                                                                            progetti riguardanti le zone costiere devono avere accesso a
b) a tener conto delle caratteristiche specifiche dell’ambiente             procedure di mediazione o conciliazione e a possibilità di ri­
    insulare e della necessità di garantire un’interazione tra le           corso amministrativo o giurisdizionale.
    isole nell’ambito delle strategie, dei piani, dei programmi
    nazionali e degli strumenti di gestione per le zone costiere,
    in particolare nel settore dei trasporti, del turismo, della                                           Articolo 15
    pesca, dei rifiuti e delle risorse idriche.
                                                                                  Sensibilizzazione, formazione, istruzione e ricerca
                              Articolo 13                                   1.      Le parti si impegnano a realizzare, a livello nazionale,
                                                                            regionale o locale, attività di sensibilizzazione sulla gestione
                        Patrimonio culturale                                integrata delle zone costiere e a sviluppare pertinenti programmi
                                                                            educativi e attività di formazione e pubblica istruzione su questo
1.     In conformità degli strumenti nazionali e internazionali
                                                                            tema.
applicabili, le parti adottano, individualmente o collettivamente,
tutte le misure atte a preservare e a tutelare il patrimonio cul­
turale, in particolare archeologico e storico, delle zone costiere,         2.      Le parti organizzano, direttamente, nell’ambito di una
compreso il patrimonio culturale subacqueo.                                 cooperazione multilaterale o bilaterale o con l’aiuto dell’orga­
                                                                            nizzazione, del centro o delle organizzazioni internazionali in­
2.     Le parti assicurano che la conservazione in situ del patri­          teressate, programmi educativi e attività di formazione e pub­
monio culturale delle zone costiere sia considerata l’opzione               blica istruzione sulla gestione integrata delle zone costiere intesi
prioritaria prima di procedere a qualsiasi intervento sul patri­            a garantirne lo sviluppo sostenibile.
monio.
                                                                            3.      Le parti promuovono la ricerca scientifica interdisciplinare
3.     Le parti assicurano in particolare che gli elementi del pa­          sulla gestione integrata delle zone costiere e sulle interazioni tra
trimonio culturale subacqueo delle zone costiere prelevati dal­             le attività e il loro impatto sulle zone costiere. A tal fine esse
l’ambiente marino siano conservati e gestiti in modo da garan­              devono istituire o sostenere la creazione di centri di ricerca
tirne la conservazione a lungo termine e non formino oggetto                specializzati. Tale ricerca è finalizzata, in particolare, ad appro­
di vendita, acquisto o baratto come beni commerciali.                       fondire le conoscenze sulla gestione integrata delle zone co­
                                                                            stiere, a contribuire all’informazione del pubblico e ad agevolare
                                                                            il processo decisionale a livello pubblico e privato.
                              Articolo 14
                           Partecipazione
                                                                                                            PARTE III
1.     Al fine di garantire una governance efficace nell’intero
processo di gestione integrata delle zone costiere, le parti adot­             STRUMENTI PER LA GESTIONE INTEGRATA DELLE ZONE
tano le misure necessarie per garantire l’adeguata partecipazione                                          COSTIERE
dei vari portatori di interesse, e segnatamente:
                                                                                                           Articolo 16
— delle collettività territoriali e degli enti pubblici interessati,              Meccanismi e reti di monitoraggio e osservazione
                                                                            1.      Le parti utilizzano e rafforzano gli opportuni meccanismi
— degli operatori economici,                                                di monitoraggio e osservazione esistenti o, se necessario, istitui­
                                                                            scono nuovi meccanismi. Inoltre esse elaborano e mantengono
                                                                            regolarmente aggiornati inventari nazionali delle zone costiere
— delle organizzazioni non governative,                                     che comprendano, per quanto possibile, informazioni riguar­
                                                                            danti le risorse e le attività, le istituzioni, la normativa e gli
                                                                            strumenti di pianificazione che possono interessare le zone co­
— degli attori sociali, e                                                   stiere.
— dei cittadini interessati,
                                                                            2.      Al fine di promuovere lo scambio di esperienze scientifi­
                                                                            che, dati e buone pratiche, le parti partecipano, al livello ammi­
alle fasi di elaborazione e attuazione delle strategie, dei piani e         nistrativo e scientifico adeguato, a una rete delle zone costiere
programmi o progetti per le zone costiere e marine, nonché al               del Mediterraneo, in collaborazione con l’organizzazione.
 ---pagebreak--- 4.2.2009                IT                            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              L 34/25
3.      Al fine di agevolare l’osservazione regolare dello stato e                                          Articolo 19
dell’evoluzione delle zone costiere, le parti definiscono di co­
mune accordo un formato e un procedimento di riferimento per                                        Valutazione ambientale
la raccolta dei dati destinati agli inventari nazionali.                      1.     In considerazione della fragilità delle zone costiere, le parti
                                                                              provvedono affinché il processo e gli studi di valutazione del­
                                                                              l’impatto ambientale dei progetti pubblici e privati che possono
                                                                              produrre effetti ambientali significativi sulle zone costiere, e
4.      Le parti prendono tutte le disposizioni necessarie per ga­            segnatamente sui loro ecosistemi, tengano conto della partico­
rantire l’accesso del pubblico alle informazioni provenienti dai              lare sensibilità dell’ambiente e delle interrelazioni tra la parte
meccanismi e dalle reti di monitoraggio e osservazione.                       marina e la parte terrestre delle zone costiere.
                                                                              2.     In base agli stessi criteri, le parti formulano, se del caso,
                              Articolo 17
                                                                              una valutazione ambientale strategica dei piani e dei programmi
Strategia mediterranea per la gestione integrata delle zone                   che interessano le zone costiere.
                                costiere
Le parti si impegnano a cooperare al fine di promuovere lo
sviluppo sostenibile e la gestione integrata delle zone costiere,             3.     Le valutazioni ambientali devono tenere conto degli im­
tenendo conto della strategia mediterranea per lo sviluppo so­                patti cumulativi sulle zone costiere e in particolare delle capacità
stenibile e, se necessario, integrandola. A tal fine le parti defini­         di carico di tali zone.
scono, con l’aiuto del centro, un quadro regionale comune per
la gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo, che
sarà attuato mediante idonei piani d’azione regionali e altri                                               Articolo 20
strumenti operativi, nonché nell’ambito delle rispettive strategie
                                                                                                        Politica fondiaria
nazionali.
                                                                              1.     Al fine di promuovere la gestione integrata delle zone
                                                                              costiere, ridurre le pressioni economiche, preservare le aree
                                                                              non urbanizzate e consentire l’accesso del pubblico al mare e
                              Articolo 18                                     lungo la riva, le parti adottano idonei strumenti e provvedimenti
                                                                              di politica fondiaria, compreso in materia di pianificazione.
Strategie, piani e programmi nazionali per le zone costiere
1.      Le parti rafforzano o elaborano una strategia nazionale
per la gestione integrata delle zone costiere nonché piani e                  2.     A tal fine, per garantire la gestione sostenibile del suolo
programmi di attuazione per le zone costiere in conformità                    pubblico e privato delle zone costiere, le parti possono, in
del quadro regionale comune e nel rispetto degli obiettivi e                  particolare, adottare meccanismi per l’acquisizione, la cessione,
dei principi di gestione stabiliti dal presente protocollo; esse              la donazione o il trasferimento di superfici al demanio pubblico
informano l’organizzazione circa il meccanismo di coordina­                   e istituire servitù sulle proprietà.
mento predisposto per tale strategia.
                                                                                                            Articolo 21
2.      La strategia nazionale, basata sull’analisi della situazione                      Strumenti economici, finanziari e fiscali
esistente, definisce gli obiettivi e stabilisce priorità debitamente
motivate, identifica gli ecosistemi costieri che necessitano di una           Ai fini dell’attuazione delle strategie, dei piani e dei programmi
gestione nonché tutti gli attori e i processi pertinenti, specifica           nazionali per le zone costiere, le parti possono prendere oppor­
le misure da adottare e i relativi costi nonché gli strumenti                 tune misure per l’adozione di pertinenti strumenti economici,
istituzionali e i mezzi giuridici e finanziari disponibili e fissa            finanziari e/o fiscali destinati a coadiuvare le iniziative locali,
un calendario di attuazione.                                                  regionali o nazionali in materia di gestione integrata delle
                                                                              zone costiere.
3.      I piani e i programmi per le zone costiere, che possono                                              PARTE IV
essere specifici o integrati in altri piani e programmi, precisano
gli orientamenti della strategia nazionale e attuano tale strategia                    RISCHI CHE INTERESSANO LE ZONE COSTIERE
a un livello territoriale adeguato; in particolare essi stabiliscono,
ove opportuno, le capacità di carico e le condizioni per l’asse­                                            Articolo 22
gnazione e l’utilizzo della parte marina e della parte terrestre                                         Rischi naturali
delle zone costiere.
                                                                              Nell’ambito delle strategie nazionali per la gestione integrata
                                                                              delle zone costiere, le parti elaborano politiche di prevenzione
                                                                              dei rischi naturali. A tal fine esse realizzano valutazioni di vul­
4.      Le parti definiscono idonei indicatori al fine di valutare            nerabilità e di rischio delle zone costiere e adottano misure di
l’efficacia delle strategie, dei piani e dei programmi di gestione            prevenzione, mitigazione e adattamento intese a far fronte alle
integrata delle zone costiere nonché lo stato di attuazione del               conseguenze dei disastri naturali, in particolare dei cambiamenti
protocollo.                                                                   climatici.
 ---pagebreak--- L 34/26                 IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             4.2.2009
                             Articolo 23                                     cooperare alla formazione del personale scientifico, tecnico e
                                                                             amministrativo nel settore della gestione integrata delle zone
                          Erosione costiera                                  costiere, in particolare al fine di:
1.     In conformità degli obiettivi e dei principi enunciati agli
articoli 5 e 6 del presente protocollo, le parti, al fine di preve­
nire e mitigare più efficacemente l’impatto negativo dell’erosione           a) individuare e rafforzare le capacità;
costiera, si impegnano ad adottare le misure necessarie per
preservare o ripristinare la capacità naturale della costa di adat­
tarsi ai cambiamenti, includendo quelli provocati dall’innalza­              b) sviluppare la ricerca scientifica e tecnica;
mento del livello del mare.
2.     Nell’esaminare nuove opere o attività nelle zone costiere,            c) promuovere centri specializzati nella gestione integrata della
comprese le opere marittime e gli interventi di difesa costiera, le              zona costiera;
parti tengono in particolare considerazione gli effetti negativi
dell’erosione costiera e i costi diretti e indiretti che potrebbero
derivarne. In relazione alle attività e alle strutture esistenti, le         d) promuovere programmi di formazione destinati ai professio­
parti adottano misure intese a ridurne al minimo gli effetti                     nisti locali.
sull’erosione costiera.
                                                                             2.     Le parti si impegnano, direttamente o con l’aiuto dell’or­
3.     Le parti si impegnano a prevenire gli impatti dell’erosione
                                                                             ganizzazione o delle organizzazioni internazionali competenti, a
costiera attraverso la gestione integrata delle attività e segnata­
                                                                             promuovere la ricerca scientifica e tecnica sulla gestione inte­
mente l’adozione di misure specifiche per i sedimenti costieri e
                                                                             grata delle zone costiere, in particolare attraverso lo scambio di
le opere costiere.
                                                                             informazioni scientifiche e tecniche e il coordinamento dei ri­
                                                                             spettivi programmi di ricerca su materie di interesse comune.
4.     Le parti si impegnano a condividere i dati scientifici atti a
migliorare le conoscenze sullo stato, l’evoluzione e gli impatti
dell’erosione costiera.                                                                                   Articolo 26
                                                                                               Assistenza scientifica e tecnica
                             Articolo 24                                     Ai fini della gestione integrata delle zone costiere le parti si
                    Risposta ai disastri naturali                            impegnano, direttamente o con l’aiuto dell’organizzazione o
                                                                             delle organizzazioni internazionali competenti, a cooperare al
1.     Le parti si impegnano a promuovere la cooperazione in­                fine di fornire assistenza tecnica e scientifica e altre possibili
ternazionale per far fronte ai disastri naturali e a prendere tutte          forme di assistenza alle parti che lo richiedano, anche per
le misure necessarie per contrastarne tempestivamente gli effetti.           quanto riguarda l’accesso a tecnologie ecocompatibili e il trasfe­
                                                                             rimento di tali tecnologie.
2.     Le parti si impegnano a coordinare l’utilizzo dei mezzi di
rilevamento, allarme e comunicazione di cui dispongono, fa­                                               Articolo 27
cendo ricorso ai meccanismi e alle iniziative esistenti, per ga­
rantire nei tempi più brevi possibili la trasmissione di informa­              Scambio di informazioni e attività di interesse comune
zioni urgenti sulle catastrofi naturali gravi. Le parti notificano
all’organizzazione le autorità nazionali competenti a fornire e              1.     Le parti si impegnano, direttamente o con l’aiuto dell’or­
ricevere tali informazioni nell’ambito dei pertinenti meccanismi             ganizzazione o delle organizzazioni internazionali competenti, a
internazionali.                                                              cooperare allo scambio di informazioni sull’uso delle migliori
                                                                             pratiche ambientali.
3.     Le parti si impegnano a promuovere la cooperazione reci­
proca e la cooperazione tra autorità nazionali, regionali e locali,          2.     Con l’aiuto dell’organizzazione, le parti devono in parti­
organizzazioni non governative e altre organizzazioni compe­                 colare:
tenti al fine di predisporre tempestivamente un’adeguata assi­
stenza umanitaria in risposta alle catastrofi naturali che colpi­
scono le zone costiere del Mediterraneo.                                     a) definire indicatori di gestione delle zone costiere, tenendo
                                                                                 conto di quelli esistenti, e cooperare all’utilizzo di tali indi­
                                                                                 catori;
                               PARTE V
               COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
                                                                             b) effettuare valutazioni dell’utilizzo e della gestione delle zone
                             Articolo 25                                         costiere e aggiornare le valutazioni esistenti;
                       Formazione e ricerca
1.     Le parti si impegnano, direttamente o con l’aiuto dell’or­            c) realizzare attività di comune interesse, quali progetti dimo­
ganizzazione o delle organizzazioni internazionali competenti, a                 strativi di gestione integrata delle zone costiere.
 ---pagebreak--- 4.2.2009                IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             L 34/27
                              Articolo 28                                      a) assistere le parti nella definizione di un quadro regionale
                                                                                   comune per la gestione integrata delle zone costiere del
                  Cooperazione transfrontaliera                                    Mediterraneo in conformità dell’articolo 17;
Le parti si impegnano, direttamente o con l’aiuto dell’organiz­
zazione o delle organizzazioni internazionali competenti, a
coordinare a livello bilaterale o multilaterale, ove del caso, le              b) stilare relazioni periodiche sullo stato e sull’evoluzione della
strategie, i piani e i programmi nazionali riguardanti zone co­                    gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo al fine
stiere contigue. A tale coordinamento partecipano gli enti am­                     di agevolare l’attuazione del protocollo;
ministrativi nazionali competenti.
                                                                               c) procedere allo scambio di informazioni e alla realizzazione
                              Articolo 29                                          di attività di interesse comune in conformità dell’articolo 27;
             Valutazione ambientale transfrontaliera
1.     Nell’ambito del presente protocollo le parti, prima di auto­            d) aiutare le parti che lo richiedano:
rizzare o approvare piani, programmi o progetti che possono
produrre effetti negativi significativi sulle zone costiere di altre
parti, cooperano mediante notifiche, scambi di informazioni e                      — a partecipare alla rete delle zone costiere del Mediterra­
consultazioni alla valutazione degli impatti ambientali di detti                       neo in conformità dell’articolo 16;
piani, programmi e progetti, tenuto conto dell’articolo 19 del
presente protocollo e dell’articolo 4, paragrafo 3, lettera d), della
convenzione.
                                                                                   — a elaborare e attuare le loro strategie nazionali di ge­
                                                                                       stione integrata delle zone costiere in conformità dell’ar­
2.     A tal fine le parti si impegnano a cooperare all’elabora­                       ticolo 18;
zione e all’adozione di idonei orientamenti per la definizione
delle procedure di notifica, scambio di informazioni e consulta­
zione in tutte le fasi del processo.                                               — a cooperare nell’ambito di attività di formazione e di
                                                                                       programmi di ricerca tecnica e scientifica in conformità
                                                                                       dell’articolo 25;
3.     Ove opportuno, le parti possono concludere accordi bila­
terali o multilaterali ai fini dell’efficace applicazione del presente
articolo.                                                                          — a coordinare, ove del caso, la gestione delle zone costiere
                                                                                       transfrontaliere in conformità dell’articolo 28;
                               PARTE VI
                  DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI                                   e) organizzare le riunioni dei punti di contatto in conformità
                                                                                   dell’articolo 30;
                              Articolo 30
                          Punti di contatto                                    f) espletare qualsiasi altra funzione ad esso assegnata dalle
                                                                                   parti.
Le parti designano un punto di contatto che assicuri il collega­
mento con il centro in relazione agli aspetti tecnici e scientifici
connessi all’attuazione del presente protocollo e diffonda le
informazioni a livello nazionale, regionale e locali. I punti di               2.     Ai fini dell’attuazione del presente protocollo, le parti,
contatto si riuniscono periodicamente per espletare le funzioni                l’organizzazione e il centro possono stabilire congiuntamente
derivanti dal presente protocollo.                                             una cooperazione con le organizzazioni non governative ope­
                                                                               ranti in settori attinenti al presente protocollo.
                              Articolo 31
                                                                                                             Articolo 33
                               Relazioni
                                                                                                        Riunioni delle parti
Le parti presentano relazioni sull’attuazione del presente proto­
collo alle riunioni ordinarie delle parti contraenti, nella forma e            1.     Le riunioni ordinarie delle parti del presente protocollo si
con la frequenza da esse stabilite. Le relazioni specificano le                svolgono a margine delle riunioni ordinarie delle parti con­
misure adottate, il loro grado di efficacia e le difficoltà incon­             traenti della convenzione organizzate in conformità dell’arti­
trate nella loro attuazione.                                                   colo 18 della convenzione stessa. Le parti possono altresì orga­
                                                                               nizzare riunioni straordinarie in conformità dello stesso articolo.
                              Articolo 32
                                                                               2.     Le funzioni delle riunioni delle parti del presente proto­
                  Coordinamento istituzionale                                  collo sono:
1.     All’organizzazione compete la responsabilità di coordinare
l’attuazione del presente protocollo. A tal fine essa si avvale
dell’aiuto del centro, al quale può delegare le seguenti funzioni:             a) monitorare l’applicazione del presente protocollo;
 ---pagebreak--- L 34/28                IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           4.2.2009
b) garantire che il presente protocollo sia attuato in coordina­          2.     Le parti si impegnano ad adottare opportune misure, con­
   mento e sinergia con altri protocolli;                                 formi al diritto internazionale, intese a garantire che nessuno
                                                                          intraprenda attività che contrastino con i principi e gli obiettivi
                                                                          del presente protocollo.
c) vigilare sull’operato dell’organizzazione e del centro in rela­
   zione all’attuazione del presente protocollo e fornire orien­
   tamenti per le loro attività;
                                                                                                      Articolo 36
d) esaminare l’efficacia delle misure adottate per la gestione                                           Firma
   integrata delle zone costiere e valutare la necessità di altre
                                                                          Il presente protocollo è aperto a Madrid, Spagna, dal 21 gennaio
   misure, in particolare sotto forma di allegati o modifiche del
                                                                          2008 al 20 gennaio 2009, alla firma di qualsiasi parte con­
   presente protocollo;
                                                                          traente della convenzione.
e) presentare raccomandazioni alle parti sulle misure da adot­
   tare per l’attuazione del presente protocollo;                                                     Articolo 37
                                                                                       Ratifica, accettazione o approvazione
f) esaminare le proposte formulate in sede di riunione dei punti
   di contatto in conformità dell’articolo 30 del presente pro­           Il presente protocollo è sottoposto a ratifica, accettazione o
   tocollo;                                                               approvazione. Gli strumenti di ratifica, accettazione o approva­
                                                                          zione sono depositati presso il governo di Spagna che assume le
g) esaminare le relazioni trasmesse dalle parti e formulare op­           funzioni di depositario.
   portune raccomandazioni in conformità dell’articolo 26 della
   convenzione;
                                                                                                      Articolo 38
h) vagliare qualsiasi altra informazione pertinente trasmessa per                                      Adesione
   il tramite del centro;
                                                                          A decorrere dal 21 gennaio 2009 il presente protocollo è
                                                                          aperto all’adesione di ogni parte alla convenzione.
i) ove del caso, esaminare qualsiasi altra questione riguardante
   il presente protocollo.
                                                                                                      Articolo 39
                              PARTE VII
                                                                                                   Entrata in vigore
                      DISPOSIZIONI FINALI
                                                                          Il presente protocollo entra in vigore il trentesimo (30) giorno
                                                                          successivo alla data del deposito di almeno sei (6) strumenti di
                             Articolo 34                                  ratifica, accettazione, approvazione o adesione.
                  Relazioni con la convenzione
1.    Le disposizioni della convenzione relative a ogni proto­                                        Articolo 40
collo si applicano in relazione al presente protocollo.
                                                                                                   Testi facenti fede
2.    Il regolamento interno e le norme finanziarie adottate in           L’originale del presente protocollo, di cui i testi nella lingua
conformità dell’articolo 24 della convenzione si applicano al             araba, inglese, francese e spagnola fanno ugualmente fede, è
presente protocollo, salvo patto contrario delle parti del pre­           depositato presso il depositario.
sente protocollo.
                             Articolo 35
                                                                          IN FEDE DI CHE i sottoscritti, a tal fine debitamente autorizzati,
                      Relazioni con i terzi                               hanno firmato il presente protocollo.
1.    Le parti invitano gli Stati che non sono parti e le orga­
nizzazioni internazionali a cooperare, all’occorrenza, all’applica­
zione del presente protocollo.                                            FATTO A MADRID, SPAGNA, addì ventuno gennaio duemilaotto.