CELEX: 62019TN0157
Language: it
Date: 2019-03-08 00:00:00
Title: Causa T-157/19: Ricorso proposto l’8 marzo 2019 — Șanli/Consiglio

20.5.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 172/36
            
         
      Ricorso proposto l’8 marzo 2019 — Șanli/Consiglio
      (Causa T-157/19)
      (2019/C 172/50)
      Lingua processuale: il neerlandese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Dalokay Șanli (Rotterdam, Paesi Bassi) (rappresentante: D. Gürses, avvocato)
      
         Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare il regolamento di esecuzione (UE) 2019/24 del Consiglio, dell’8 gennaio 2019, e la decisione (PESC) 2019/25 del Consiglio, dell’8 gennaio 2019, e
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Consiglio alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce sei motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla circostanza che l’inserimento del PKK nell’elenco non è più giustificato in quanto il PKK non è un’organizzazione terroristica.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla circostanza che il nome del ricorrente non dovrebbe figurare nell’elenco poiché egli non è mai stato condannato per reati di terrorismo, né è stato imputato per reati di tale tipo.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla circostanza che non è dimostrato che il ricorrente abbia svolto attività terroristiche o che egli possa essere collegato a siffatte attività. Non sarebbe dimostrata nemmeno la censura secondo cui egli avrebbe svolto attività di reclutamento e finanziamento.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sulla violazione dei diritti fondamentali della difesa del ricorrente e del diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva, in quanto egli non ha potuto difendersi contro le accuse mosse nei suoi confronti.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo vertente sulla circostanza che gli atti impugnati del Consiglio sono insufficientemente motivati posto che non è stata prodotta alcuna prova a sostegno dell’inflizione di un sanzione.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sulla violazione dell’articolo 1, paragrafo 4, della posizione comune 2001/931/PESC poichè il Consiglio non ha prodotto informazioni precise o elementi del fascicolo da cui emerga l’adozione, da parte di un’autorità competente, di una decisione ai sensi di detto articolo.