CELEX: 52015PC0050
Language: it
Date: 2015-02-06
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo che modifica l'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio

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		52015PC0050
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo che modifica l'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio /* COM/2015/050 final - 2015/0029 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Il tema dell'agevolazione degli scambi è stato
aggiunto al programma di lavoro dell'OMC in occasione della conferenza
ministeriale di Singapore del 1996. 
Il ciclo di negoziati commerciali di Doha
nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (anche noto come agenda
di Doha per lo sviluppo o "ADS") è stato avviato nel 2001 e ha
affrontato un'ampia gamma di questioni, tra cui l'agricoltura, i beni
industriali, i servizi, le sovvenzioni all'industria e lo sviluppo. I negoziati
sull'agevolazione degli scambi tuttavia sono iniziati soltanto più tardi,
ovvero dopo che il Consiglio generale del WTO nel luglio 2004 ha adottato il
"WTO Doha Round Framework Package" (pacchetto quadro del ciclo di
Doha dell'OMC), il cui allegato D fornisce il quadro per il negoziato
sull'agevolazione degli scambi. 
Il mandato dei negoziati sull'agevolazione
degli scambi, una volta avviati, era chiarire e migliorare gli aspetti
pertinenti di vari articoli dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul
commercio 1994 ("GATT 1994"): l'articolo V (Libertà di transito),
l'articolo VIII (Oneri e formalità relativi all'importazione e
all'esportazione), e l'articolo X (Pubblicazione ed applicazione dei
regolamenti relativi al commercio), al fine di accelerare la circolazione, lo
svincolo e lo sdoganamento delle merci, incluse le merci in transito. Il
mandato prevede inoltre che i negoziati mirino all'elaborazione di disposizioni
per la collaborazione efficace tra le autorità doganali o eventuali altre
autorità competenti in materia di agevolazione degli scambi e di questioni
relative all'osservanza degli obblighi doganali. Il mandato precisa infine che
i risultati dei negoziati dovranno tenere pienamente conto del principio del
trattamento speciale e differenziato per i paesi in via di sviluppo e meno
avanzati, anche nel commisurare la portata e la tempistica degli impegni da
assumere alle capacità di attuazione di tali membri.
In occasione della nona conferenza ministeriale dell'OMC (MC9), tenutasi
dal 3 al 6 dicembre 2013, è stato raggiunto un consenso su una serie di
questioni dell'ADS, tra cui l'accordo sull'agevolazione degli scambi. In tale
contesto, il risultato principale dell'MC9 è stata la decisione ministeriale
sull'agevolazione degli scambi (WT/MIN(13)/36 WT/L/911), in forza della quale:
·                        
sono stati conclusi, fatta salva la revisione
giuridica del testo, i negoziati sull'accordo per l'agevolazione degli scambi;
·                        
è stato istituito un comitato preparatorio
sull'agevolazione degli scambi al fine di garantire che l'accordo entri in
vigore rapidamente e funzioni in modo efficiente al momento della sua entrata
in vigore;
·                        
i ministri hanno incaricato il Consiglio generale
di adottare un protocollo per inserire l'accordo come allegato 1A nell'accordo
di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio, e di
aprire tale protocollo all'accettazione fino al 31 luglio 2015. 
La revisione giuridica del testo dell'accordo
è stata completata nella prima metà del 2014. L'adozione del protocollo,
prevista per la fine di luglio 2014, è stata bloccata in occasione del
Consiglio generale dell'OMC del 24-25 luglio da un membro che non era
soddisfatto dei progressi compiuti nel campo dei programmi di stoccaggio
pubblico (che erano oggetto di un'altra decisione ministeriale adottata a
Bali). Nel novembre 2014, a seguito di un intenso negoziato condotto
principalmente tra l'India e gli USA, è stato raggiunto un accordo che ha
permesso di superare lo stallo. 
Pertanto, il 26 novembre 2014, il Consiglio
generale ha adottato il protocollo che modifica l'accordo di Marrakech che
istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio e l'ha  aperto per
accettazione a ciascun membro dell'OMC in conformità alle proprie procedure
interne. Il protocollo entrerà in vigore a norma dell'articolo X, paragrafo 3,
dell'accordo OMC, divenendo efficace per i membri che lo hanno accettato previa
accettazione da parte di due terzi dei membri dell'OMC.
2.         ESITO
DEI NEGOZIATI
L'accordo sull'agevolazione degli scambi è il
primo accordo nella storia dell'OMC e contiene una serie di misure volte a
facilitare la circolazione transfrontaliera delle merci migliorando la
trasparenza, snellendo le procedure doganali ed eliminando gli oneri
burocratici. Esso prevede elementi di flessibilità innovativi per i paesi in
via di sviluppo, che potrebbero diventare la norma nei futuri accordi
normativi. Si stima che i vantaggi apportati saranno sostanziali. Secondo gli
indicatori dell'OCSE sull'agevolazione degli scambi (OECD Trade Facilitation
Indicators) un'attuazione globale di tutte le misure dell'accordo
sull'agevolazione degli scambi ridurrebbe i costi totali degli scambi
commerciali del 10 % nei paesi sviluppati e del 13-15,5 % nei paesi
in via di sviluppo.
L'accordo è diviso in due sezioni:
·                        
la sezione I contiene le disposizioni volte ad
accelerare la circolazione, lo svincolo e lo sdoganamento delle merci. In
questa sezione sono chiariti e migliorati gli articoli pertinenti (V, VIII e X)
del GATT 1994;
·                        
la sezione II contiene disposizioni in materia di
trattamento speciale e differenziato per i paesi in via di sviluppo e meno
avanzati, volte ad aiutare tali paesi nell'attuazione delle misure
dell'accordo.
Gli impegni della sezione I, di ampia portata,
includono disposizioni relative alla pubblicazione, anche mediante Internet, di
leggi, regolamenti e procedure; alle decisioni anticipate; alla disciplina di
diritti e oneri; al trattamento pre-arrivo delle merci; all'uso dei pagamenti
elettronici; allo svincolo rapido delle merci; alle misure di agevolazione
degli scambi per gli operatori autorizzati; allo svincolo rapido di spedizioni
urgenti e merci deperibili; alla riduzione delle formalità e dei requisiti in
materia di documentazione; alla promozione dell'uso dello sportello unico;
all'uniformità nell'applicazione delle procedure di frontiera; all'ammissione
temporanea delle merci; a procedure di transito migliorate e semplificate; alla
cooperazione doganale.
Inoltre, per aiutare i paesi in via di
sviluppo e i paesi meno avanzati ad attuare le riforme volte all'agevolazione
degli scambi, l'accordo prevede una flessibilità senza precedenti per quanto
riguarda il trattamento speciale e differenziato. L'accordo, pur essendo obbligatorio
in tutti i suoi elementi per i paesi sviluppati fin dalla sua entrata in
vigore, riconosce che alcuni dei paesi in via di sviluppo e dei paesi meno
avanzati membri avranno bisogno di assistenza tecnica prima di poter dare
attuazione ad alcuni degli obblighi che li vincolano. Di conseguenza, è stato
convenuto che gli impegni dei paesi in via di sviluppo e dei paesi meno
avanzati membri saranno attuati in base a diverse categorie di impegni alle
quali sono attribuiti orizzonti temporali diversi.
Spetta a ciascun paese in via di sviluppo e
meno avanzato determinare le tempistiche e l'entrata in vigore degli impegni,
in base alle seguenti categorie:
·                        
Categoria A: impegni che il membro indica per
l'attuazione a partire dall'entrata in vigore dell'accordo;
·                        
Categoria B: impegni che il membro indica per
l'attuazione dopo un periodo di transizione;
·                        
Categoria C: impegni che il membro indica per
l'attuazione dopo un periodo di transizione e dopo aver acquisito la capacità
di attuazione mediante assistenza tecnica e sostegno per lo sviluppo di
capacità.
Un numero significativo di paesi in via di
sviluppo ha già notificato i propri impegni di categoria A.
È stata sviluppata una complessa procedura di
segnalazione precoce per le situazioni in cui un paese incontri difficoltà a
ottenere il sostegno necessario, o ad attuare l'accordo senza assistenza
tecnica, e abbia necessità di trasferire determinati impegni dalla categoria B
alla categoria C. Tutti gli impegni notificati al comitato per l'agevolazione
degli scambi saranno allegati all'accordo e ne diverranno parte integrante.
L'accordo sull'agevolazione degli scambi
entrerà in vigore una volta accettato da due terzi dei membri dell'OMC. La
rapida entrata in vigore e la rapida attuazione dell'accordo sono nell'interesse
dell'Unione europea e degli altri membri dell'OMC, poiché l'accordo
sull'agevolazione degli scambi contribuirà allo sviluppo economico di tutti i
membri dell'OMC.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Base giuridica 
L'accordo sull'agevolazione degli scambi mira
principalmente a semplificare le procedure doganali e a far sì che i flussi
commerciali siano il più possibile fluidi e prevedibili. Pertanto, l'accordo
concerne questioni che rientrano nell'ambito della politica commerciale comune.
La base giuridica della proposta è l'articolo 207, paragrafo 4, in
combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 6, del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea (TFUE). 
La proposta è di competenza esclusiva
dell'Unione. Il principio di sussidiarietà, pertanto, non si applica.
Azione proposta
L'articolo 218, paragrafo 6, del TFUE, dispone
che il Consiglio, su proposta della Commissione, adotta la decisione di
conclusione dell'accordo previa approvazione del Parlamento europeo. Con la
presente proposta si chiede al Consiglio di concludere il protocollo che
modifica l'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del
commercio. Il Parlamento europeo sarà invitato ad approvare la conclusione del
protocollo. 
4.         INCIDENZA
SUL BILANCIO
Nessuna.
2015/0029 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla conclusione, a nome dell'Unione
europea, del protocollo che modifica l'accordo di Marrakech che istituisce
l'Organizzazione mondiale del commercio
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 207, paragrafo 4, primo comma,
in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 6, lettera a), punto v),
vista la proposta della Commissione europea,
vista l'approvazione del Parlamento europeo[1],
considerando quanto segue:
(1)       L'Organizzazione mondiale del
commercio ("OMC") ha avviato il ciclo di negoziati commerciali di
Doha, noto come agenda di Doha per lo sviluppo, nel novembre 2001. I negoziati
sull'agevolazione degli scambi sono stati avviati nel luglio 2004, sulla base
dell'impegno di chiarire e migliorare vari articoli dell'accordo generale sulle
tariffe doganali e sul commercio 1994 ("GATT 2994"): l'articolo V
(Libertà di transito), l'articolo VIII (Oneri e formalità relativi all'importazione
e all'esportazione), e l'articolo X (Pubblicazione ed applicazione dei
regolamenti relativi al commercio), al fine di accelerare la circolazione, lo
svincolo e lo sdoganamento delle merci, incluse le merci in transito. Il
mandato faceva inoltre riferimento a disposizioni per la collaborazione
efficace tra le autorità doganali o eventuali altre autorità competenti in
materia di agevolazione degli scambi e di questioni relative all'osservanza
degli obblighi doganali.
(2)       I negoziati sono stati
condotti dalla Commissione in consultazione con il comitato istituito ai sensi
dell'articolo 207, paragrafo 3, del trattato. 
(3)       La nona conferenza
ministeriale dell'OMC, tenutasi a Bali dal 3 al 6 dicembre 2013, ha adottato la
decisione ministeriale sull'agevolazione degli scambi che,  fatta salva la
revisione giuridica del testo, ha concluso i negoziati in merito all'accordo
sull'agevolazione degli scambi. La decisione ministeriale ha inoltre istituito
il comitato preparatorio sull'agevolazione degli scambi e ha incaricato il
Consiglio generale dell'OMC di adottare un protocollo per inserire l'accordo
come allegato 1A nell'accordo di Marrakech che istituisce l'OMC, e di aprire
tale protocollo all'accettazione da parte di ciascun membro dell'OMC conformemente
alle proprie procedure interne. 
(4)       Nella seduta del 26 novembre
2014, il Consiglio generale dell'OMC ha adottato il protocollo che modifica
l'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio
("il protocollo") e l'ha aperto per accettazione da parte dei membri
dell'OMC. 
(5)       Il protocollo contiene
l'accordo sull'agevolazione degli scambi e gli impegni dei paesi in via di
sviluppo; tali impegni sono incorporati come allegato dell'accordo. Un numero
significativo di paesi in via di sviluppo ha già notificato i propri impegni di
categoria A ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1, dell'accordo
sull'agevolazione degli scambi. Il comitato per l'agevolazione degli scambi
riceverà le notifiche degli impegni di categoria A dei paesi meno avanzati a
norma dell'articolo 15, paragrafo 2, dell'accordo sull'agevolazione degli
scambi, nonché le notifiche degli impegni di categoria B e C sia dei paesi in
via di sviluppo sia di quelli meno avanzati a norma dell'articolo 16, paragrafo
5, dell'accordo sull'agevolazione degli scambi. Gli impegni diventeranno parte
integrante dell'accordo sull'agevolazione degli scambi.
(6)       È opportuno concludere il
protocollo a nome dell'Unione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
Il protocollo che modifica l'accordo di Marrakech che istituisce
l'Organizzazione mondiale del commercio è concluso a nome dell'Unione europea.
Il testo del protocollo è accluso alla
presente decisione.
Articolo 2
Il presidente del Consiglio
designa la persona o le persone abilitate a depositare, a nome dell'Unione, lo
strumento di accettazione di cui al paragrafo 4 del protocollo per esprimere il
consenso dell'Unione europea ad essere vincolata dallo stesso[2].
Articolo 3
Il protocollo non va interpretato in modo tale
da conferire diritti o imporre obblighi che possono essere direttamente
invocati dinanzi a organi giurisdizionali dell'Unione europea o degli Stati
membri.
Articolo 4
La presente decisione entra in vigore il
giorno dell'adozione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU C […] del […], pag. […].
[2]               La data di entrata in vigore del protocollo sarà
pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea a cura del
segretariato generale del Consiglio.
PROTOCOLLO CHE MODIFICA L'ACCORDO DI
MARRAKECH CHE ISTITUISCE L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO
I membri dell'Organizzazione mondiale del
commercio;
Richiamandosi all'accordo sull'agevolazione degli scambi;
Considerando la decisione del Consiglio generale nel documento WT/L/940, adottata
conformemente all'articolo X, paragrafo 1, dell'accordo di Marrakech che
istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio ("accordo OMC");
Convengono quanto segue: 
1          L'allegato 1A dell'accordo OMC è
modificato, al momento dell'entrata in vigore del presente protocollo a norma
del paragrafo 4, con l'inserimento dell'accordo sull'agevolazione degli scambi,
come stabilito all'allegato del presente protocollo, da inserire dopo l'accordo
sulle misure di salvaguardia.
2          Non
si possono formulare riserve nei confronti delle disposizioni del presente
protocollo senza il consenso degli altri membri.
3          Il
presente protocollo è aperto all'accettazione dei membri. 
4          Il
presente protocollo entra in vigore conformemente all'articolo X, paragrafo 3,
dell'accordo OMC[1].
5          Il presente protocollo è depositato
presso il Direttore generale dell'Organizzazione mondiale del commercio, il
quale ne trasmette senza indugio a tutti i membri una copia certificata e una
notifica di ciascuna accettazione dello stesso, conformemente al paragrafo 3.
6          Il presente protocollo è registrato
conformemente alle disposizioni dell'articolo 102 della Carta delle Nazioni
Unite.
Fatto a Ginevra il
ventisettesimo giorno di novembre duemilaquattordici, in un unico esemplare, in
lingua inglese, francese e spagnola, ciascun testo facente fede.
__________
ALLEGATO DEL
PROTOCOLLO CHE MODIFICA L'ACCORDO DI MARRAKECH CHE ISTITUISCE L'ORGANIZZAZIONE
MONDIALE DEL COMMERCIO
ACCORDO
SULL'AGEVOLAZIONE DEGLI SCAMBI
Preambolo
I membri,
Visti i negoziati
avviati dalla dichiarazione ministeriale di Doha;
Ricordando e riaffermando il mandato e i principi di cui al paragrafo 27 della dichiarazione
ministeriale di Doha (WT/MIN(01)/DEC/1) e all'allegato D della decisione sul
programma di lavoro di Doha adottata dal Consiglio generale il 1o
agosto 2004 (WT/L/579), nonché al paragrafo 33 dell'allegato della
dichiarazione ministeriale di Hong Kong (WT/MIN(05)/DEC);
Desiderosi di
chiarire e migliorare gli aspetti pertinenti degli articoli V, VIII e X del
GATT 1994 al fine di accelerare ulteriormente la circolazione, lo svincolo e lo
sdoganamento delle merci, comprese le merci in transito;
Riconoscendo le
esigenze specifiche dei paesi in via di sviluppo membri e, in particolare, dei
paesi meno avanzati membri, e desiderosi di potenziare l'assistenza e il
sostegno in materia di sviluppo di capacità in questo settore;
Riconoscendo la
necessità di una cooperazione effettiva tra i membri nelle questioni relative
all'agevolazione degli scambi commerciali e all'osservanza degli obblighi
doganali;
Convengono quanto
segue:
SEZIONE
I
ARTICOLO 1:
PUBBLICAZIONE E DISPONIBILITÀ DELLE INFORMAZIONI
1. Pubblicazione
1.1       Ciascun membro pubblica
tempestivamente le seguenti informazioni in modo non discriminatorio e
facilmente accessibile, al fine di consentire ai governi, agli operatori
commerciali e alle altre parti interessate di prenderne conoscenza:
a) le procedure di importazione, esportazione e
transito (comprese quelle per porti, aeroporti e altri punti di ingresso), e i
moduli e i documenti richiesti; 
b) le aliquote di dazi applicate e le imposte di
qualsiasi natura all'importazione o all'esportazione, o in relazione ad esse;
c) i diritti e gli oneri imposti da o per le
agenzie governative, o ad essi collegati, sull'importazione, l'esportazione o
il transito;
d) le regole per la classificazione o la
valutazione dei prodotti a fini doganali;
e) le leggi, i regolamenti e le decisioni
amministrative di applicazione generale concernenti le regole in materia di
origine;
f) le restrizioni o i divieti di importazione,
esportazione o transito;
g) le disposizioni sanzionatorie per le
violazioni delle formalità di importazione, esportazione o transito; 
h) le procedure di ricorso o riesame;
i) gli accordi o loro parti con qualsiasi paese o
paesi relativi a importazione, esportazione o transito; e
j) le procedure relative alla gestione dei contingenti
tariffari.
1.2       Nessuna delle disposizioni del
presente accordo verrà interpretata nel senso di imporre che le informazioni
siano pubblicate o fornite in una lingua diversa da quella del membro, salvo
quanto indicato al paragrafo 2.2.
2            Informazioni
disponibili tramite Internet
2.1       Ciascun membro rende disponibili e
aggiorna tramite Internet, per quanto possibile e opportuno:
a)      una descrizione[2]
delle sue procedure di importazione, esportazione e transito, comprese le
procedure di ricorso o riesame, che informi i governi, gli operatori
commerciali e le altre parti interessate in merito alle fasi concrete
necessarie per l'importazione, l'esportazione e il transito; 
b) i moduli e i documenti richiesti per
l'importazione, l'esportazione o il transito nel territorio di tale membro;
c) i recapiti dei suoi centri di informazione.
2.2       Quando possibile la descrizione di
cui al paragrafo 2.1, lettera a), è inoltre disponibile in una delle lingue
ufficiali dell'OMC.
2.3       I membri sono incoraggiati a rendere
disponibili tramite Internet ulteriori informazioni attinenti al commercio,
compresi la  legislazione in materia e gli altri elementi di cui al paragrafo
1.1.
Centri di informazione
3.1       Ciascun membro, nell'ambito delle
risorse disponibili, istituisce o mantiene uno o più centri di informazione in
grado di rispondere a richieste ragionevoli di informazioni di governi,
operatori commerciali e altre parti interessate sulle questioni di cui al
paragrafo 1.1, e di fornire i moduli e i documenti necessari di cui al
paragrafo 1.1, lettera a).
3.2       I membri di un'unione doganale o che
partecipano a un'integrazione regionale possono istituire o mantenere in
attività centri di informazione comuni a livello regionale per soddisfare
l'obbligo di cui al paragrafo 3.1, per le procedure comuni.
3.3       I membri sono invitati a non esigere
il pagamento di un diritto per rispondere alle richieste di informazioni e a
fornire i moduli e i documenti necessari. In caso tale pagamento sia previsto,
i membri limitano l'importo di diritti e oneri al costo approssimativo dei
servizi prestati.
3.4       I centri di informazione rispondono
alle domande e forniscono i moduli e i documenti entro un periodo di tempo
ragionevole fissato da ciascun membro, che può variare a seconda della natura o
della complessità della richiesta.
4            Notifiche
Ciascun membro notifica al comitato per
l'agevolazione degli scambi commerciali istituito a norma dell'articolo 23,
paragrafo 1.1 (denominato nel presente accordo il "comitato"):
a)      il luogo o i luoghi in cui gli elementi
di cui al paragrafo 1.1, lettere da a) a j), sono stati pubblicati
ufficialmente; 
b)      l'Uniform Resource Locators (URL) del
sito o dei siti web di cui al paragrafo 2.1; 
c)      i recapiti dei centri di informazione di
cui al paragrafo 3.1.
ARTICOLO 2:
OPPORTUNITÀ DI PRESENTARE OSSERVAZIONI, INFORMAZIONI PRIMA DELL'ENTRATA IN
VIGORE E CONSULTAZIONI
1            Opportunità di presentare
osservazioni e informazioni prima dell'entrata in vigore
1.1       Ciascun membro, per quanto possibile
e in conformità alla sua legislazione nazionale e al suo sistema giuridico, dà
agli operatori commerciali e alle altre parti interessate, per un periodo di tempo
adeguato, l'opportunità di presentare osservazioni sulle proposte di
introduzione o di modifica di disposizioni legislative e regolamentari di
applicazione generale relative alla circolazione, allo svincolo e allo
sdoganamento delle merci, comprese le merci in transito.
1.2       Ciascun membro, per quanto possibile
e in conformità alla sua legislazione nazionale e al suo sistema giuridico,
assicura che le disposizioni legislative e regolamentari, nuove o modificate,
di applicazione generale relative alla circolazione, allo svincolo e allo
sdoganamento delle merci, comprese le merci in transito, siano pubblicate o che
le informazioni in proposito siano altrimenti rese pubbliche quanto prima
possibile in anticipo rispetto alla loro entrata in vigore, al fine di
permettere agli operatori commerciali e alle altre parti interessate di
prenderne conoscenza. 
1.3       Le modifiche alle aliquote di dazi o
tariffe, le misure di sostegno, le misure la cui efficacia sarebbe compromessa
dall'osservanza dei paragrafi 1.1, o 1.2, le misure adottate in situazioni di
urgenza o le modifiche di minore entità alla legislazione nazionale e al
sistema giuridico sono escluse dall'applicazione dei paragrafi 1.1, o 1.2.
2            Consultazioni
Ciascun membro, a seconda dei casi, organizza
consultazioni periodiche tra le autorità di frontiera e gli operatori
commerciali o le altre parti interessate del suo territorio.
ARTICOLO
3: DECISIONI ANTICIPATE
1          Ciascun membro emette una decisione
anticipata in modo ragionevole, entro una scadenza prestabilita, per il
richiedente che ha presentato una richiesta scritta contenente tutte le
informazioni necessarie. Se un membro si astiene dall'emettere una decisione
anticipata, ne informa tempestivamente il richiedente per iscritto, esponendo i
fatti pertinenti e i motivi della sua decisione.
2          Un membro può declinare la
richiesta di emettere una decisione anticipata al richiedente se la questione
sollevata nella richiesta:
a)      è già pendente in un procedimento
relativo al richiedente dinanzi a un ente governativo, un tribunale di appello
o un organo giurisdizionale; oppure
b)      è già stata decisa da un tribunale di
appello o da un organo giurisdizionale.
3          La decisione anticipata è valida
per un periodo di tempo ragionevole dopo la sua emissione salvo qualora la legge,
i fatti o le circostanze a sostegno di detta decisione siano cambiati.
4          Qualora il membro revochi,
modifichi o invalidi la decisione anticipata, ne dà comunicazione per iscritto
al richiedente esponendo i fatti pertinenti e i motivi della sua decisione. Un
membro può revocare, modificare o invalidare la decisioni anticipate con
effetto retroattivo solo nel caso in cui la sentenza si basi su informazioni
incomplete, errate, false o fuorvianti.
5          Una decisione anticipata emessa da
un membro è vincolante per tale membro nei confronti del richiedente. Il membro
può stabilire che la sentenza anticipata sia vincolante per il richiedente.
6          Ciascun membro pubblica, come
minimo:
a)      i requisiti per la richiesta di decisione
anticipata, incluse le informazioni da trasmettere e il formato;
b)      i tempi previsti per l'emissione della
decisione anticipata; e
c)      il periodo di validità della decisione
anticipata.
7          Ciascun membro provvede, su
richiesta scritta del richiedente, a un riesame della decisione anticipata o della
decisione di revocare, modificare o invalidare la decisione anticipata[3].
8          Ciascun membro si impegna a rendere
pubbliche tutte le informazioni sulle decisioni anticipate che considera
significative per le altre parti interessate, tenendo conto della necessità di
proteggere le informazioni commerciali a carattere riservato.
9          Definizioni e campo di
applicazione:
a)      Una decisione anticipata è una decisione
scritta emessa da un membro per un richiedente prima dell'importazione di una
merce oggetto della richiesta che stabilisce il trattamento che il membro
riserva alla merce al momento dell'importazione per quanto riguarda:
i)       la classificazione tariffaria della
merce; e
ii)      l'origine della merce[4].
b)      Oltre alle decisioni anticipate di cui
alla lettera a), i membri sono invitati a fornire decisioni anticipate relative
a:
i)       i metodi o i criteri appropriati, e la
relativa applicazione, da utilizzare per la determinazione del valore in dogana
in determinate circostanze;
ii)      l'applicabilità delle loro prescrizioni
in materia di sgravi o esenzioni da dazi doganali;
iii)     l'applicazione delle loro prescrizioni
in materia di quote, comprese le quote tariffarie; e 
iv)      altre questioni in merito alle quali il
membro ritenga opportuno emettere una decisione anticipata.
c)      Un richiedente è un esportatore, un
importatore o qualsivoglia persona la cui richiesta abbia un fondato motivo, o
un suo rappresentante.
d)      I membri possono esigere
che il richiedente abbia rappresentanza legale o sia registrato nel loro
territorio. Per quanto possibile, tali requisiti non limitano le categorie di
soggetti legittimati a presentare richiesta di decisioni anticipate, con
particolare attenzione alle esigenze specifiche delle piccole e medie imprese.
Tali requisiti sono chiari e trasparenti e non costituiscono un mezzo di discriminazione arbitraria o ingiustificata.
ARTICOLO 4: PROCEDURE DI RICORSO O RIESAME
1          Ciascun membro si assicura che ogni
persona destinataria di una decisione amministrativa[5] delle dogane abbia il
diritto, entro il suo territorio, a:
a)      un ricorso  o riesame amministrativo
dinanzi a un'autorità amministrativa superiore o indipendente rispetto al
funzionario o all'ufficio che ha emesso la decisione;
e/o
b)      un ricorso o un riesame giudiziario della
decisione.
2          La legislazione di un membro può
esigere che un ricorso o un riesame amministrativi  siano avviati prima di un
ricorso o riesame giudiziario.
3          Ciascun membro si assicura che le
sue procedure di ricorso o  riesame si svolgano in modo non discriminatorio.
4          Ciascun membro si assicura che, nel
caso in cui la decisione sul ricorso o riesame di cui al paragrafo 1, lettera
a), non sia emessa: 
a)      entro un periodo prestabilito specificato
nella normativa; o
b)      senza indebiti ritardi 
il richiedente abbia il diritto a ulteriore
ricorso o a un ulteriore riesame da parte dell'autorità amministrativa o
dell'autorità giudiziaria o di ricorrere altrimenti all'autorità giudiziaria[6].
5          Ciascun membro si assicura che alla
persona di cui al paragrafo 1 siano comunicate le motivazioni della decisione
amministrativa in modo da permetterle di avvalersi delle procedure di ricorso o
riesame, se necessario.
6          Ciascun membro è invitato a rendere
applicabili le disposizioni del presente articolo alle decisioni amministrative
emesse dalle pertinenti agenzie di frontiera diverse dalle dogane.
ARTICOLO 5:
ALTRE MISURE VOLTE A RAFFORZARE L'IMPARZIALITÀ, LA NON DISCRIMINAZIONE E LA
TRASPARENZA
1            Notifiche di controlli o ispezioni approfonditi
Qualora un membro, al fine di tutelare la vita
e la salute umana, animale o vegetale  all'interno del suo territorio, adotti o
mantenga un sistema di comunicazione di notifiche o orientamenti, destinati
alle sue autorità interessate, finalizzato al miglioramento del livello di
controlli o ispezioni alle frontiere su prodotti alimentari, bevande o mangimi
che rientrano nel campo di applicazione della notifica o degli orientamenti, le
norme che seguono si applicano alle modalità della loro emissione, revoca o
sospensione:
a)       il membro può, se del caso, comunicare
notifiche o orientamenti sulla base dei rischi;
b)       il membro può emanare notifiche o
orientamenti rendendoli applicabili uniformemente solo ai punti d'entrata
interessati dalle condizioni sanitarie e fitosanitarie alla base di tali
notifiche o orientamenti;
c)      il membro revoca o sospende prontamente
le notifiche o gli orientamenti quando le circostanze che li giustificano non
sussistono più o se la nuova situazione può essere gestita in maniera meno
restrittiva per il commercio; e
d)      quando il membro decide di revocare o
sospendere le notifiche o gli orientamenti, esso pubblica immediatamente, se
del caso, l'annuncio della revoca o sospensione in modo non discriminatorio e
facilmente accessibile, oppure informa il membro esportatore o l'importatore.
2            Blocco
I membri informano prontamente il vettore o
l'importatore in caso di blocco di merci dichiarate per l'importazione a fini
d'ispezione da parte delle autorità doganali o di ogni altra autorità
competente.
3            Procedure di prova
3.1        I membri possono, su richiesta,
accordare la possibilità di una seconda prova nel caso in cui il primo
risultato della prova su un campione prelevato al momento dell'arrivo delle
merci dichiarate all'importazione sia negativo.
3.2       I membri pubblicano, in modo non
discriminatorio e facilmente accessibile, il nome e l'indirizzo di tutti i
laboratori in cui è possibile eseguire la prova, o forniscono tali informazioni
all'importatore al momento in cui accordano la possibilità di cui al paragrafo
3.1.
3.3       I membri esaminano il risultato
della seconda prova eventualmente effettuata ai sensi del paragrafo 3.1, per lo
svincolo e lo sdoganamento delle merci e, se del caso, possono accettare i
risultati di tali test.
ARTICOLO 6:
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI DIRITTI E ONERI APPLICATI ALL'IMPORTAZIONE E
ALL'ESPORTAZIONE O AD ESSE COLLEGATI, E DI SANZIONI
1            Disposizioni generali in materia di diritti e oneri
applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati
1.1       Le disposizioni del paragrafo 1 si
applicano a tutti i diritti e gli oneri diversi dai dazi all'importazione e
all'esportazione e diversi dalle imposte nell'ambito dell'articolo III del GATT
1994 applicate dai membri all'importazione o all'esportazione di merci o a esse
collegate.
1.2       Le informazioni sui diritti e sugli
oneri sono pubblicate conformemente all'articolo 1. Tali informazioni
includono i diritti e gli oneri che saranno applicati, la motivazione di tali
diritti e oneri, le autorità responsabili e i tempi e le modalità di pagamento.
1.3       È accordato un periodo di tempo
adeguato tra la pubblicazione di diritti e oneri nuovi o modificati e la loro
entrata in vigore, tranne in caso di urgenza. Tali diritti e oneri non sono
applicati fino a quando  sia stata pubblicata l'informazione in merito.
1.4       Ciascun membro riesamina
periodicamente i diritti e gli oneri imposti al fine di ridurne il numero e la
varietà, ove possibile.
2            Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri per
le operazioni doganali applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse
collegati
Le tariffe e gli oneri per le operazioni
doganali:
i)       hanno un importo limitato al costo
approssimativo dei servizi resi per la specifica operazione di importazione o
esportazione in questione o in relazione a esse; e
ii)      non sono necessariamente collegati a una
specifica operazione di importazione o esportazione, a condizione di essere
riscossi per servizi strettamente collegati al trattamento doganale delle
merci.
3            Disposizioni
in materia di sanzioni
3.1       Ai fini del paragrafo 3, per
"sanzioni" si intendono le sanzioni imposte dall'amministrazione
doganale di un membro per una violazione delle disposizioni legislative e
regolamentari doganali o dei requisiti procedurali di tale membro. 
3.2       Ciascun membro garantisce che le
sanzioni per violazione di disposizioni legislative e regolamentari doganali o
requisiti procedurali siano imposte solo alle persone responsabili per la
violazione in conformità alla legislazione del membro.
3.3       La sanzione applicata dipende dai
fatti e dalle circostanze del caso in questione ed è commisurata al grado e
alla gravità della violazione.
3.4       Ciascun membro si assicura di
mettere in atto misure per evitare:
a)      i conflitti di interesse nella
valutazione e nella riscossione delle sanzioni e dei dazi; e
b)      la creazione di incentivi per la
valutazione o la riscossione di sanzioni incompatibili con il paragrafo 3.3.
3.5       Ciascun membro si assicura che,
quando è stata comminata una sanzione per una violazione delle disposizioni
legislative e regolamentari doganali o dei requisiti procedurali, venga fornita
una spiegazione scritta alle persone destinatarie della sanzione che specifichi
la natura della violazione e la legge, il regolamento o la procedura in base
alla quale l'importo o l'entità minima e massima della sanzione per la violazione
sono stati prescritti.
3.6       Quando una persona informa
volontariamente l'amministrazione doganale di un membro in merito alla
violazione delle disposizioni legislative e regolamentari doganali o dei
requisiti procedurali prima della scoperta della violazione da parte
dell'amministrazione doganale, il membro è invitato, se del caso, a prendere in
considerazione questo fatto quale potenziale fattore attenuante al momento di
stabilire una sanzione per la persona in questione.
3.7       Le disposizioni di cui al presente
paragrafo si applicano alle sanzioni sul traffico in transito di cui al
paragrafo 3.1.
ARTICOLO 7:
SVINCOLO E SDOGANAMENTO DELLE MERCI
1            Trattamento pre-arrivo
1.1       Ciascun membro adotta o mantiene
procedure che consentano la presentazione di documentazione d'importazione e
altre informazioni richieste, comprese le distinte, per iniziare il trattamento
prima dell'arrivo delle merci, al fine di accelerare le procedure di svincolo
delle merci all'arrivo.
1.2       Ciascun membro, se del caso, dà la
possibilità di anticipare la presentazione di documenti in formato elettronico
per trattamento pre-arrivo di tali documenti. 
2            Pagamento Elettronico
Ciascun membro, nella misura del possibile,
adotta o mantiene procedure che consentano il pagamento elettronico di dazi, 
imposte,  diritti e oneri riscossi dalle autorità doganali relativi
all'importazione e all'esportazione. 
3            Separazione
dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte,
diritti e oneri
3.1       Ciascun membro adotta o mantiene
procedure che consentano lo svincolo delle merci prima della determinazione
definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri, se tale determinazione
non è effettuata in precedenza o contestualmente all'arrivo, o il più
rapidamente possibile dopo l'arrivo e a condizione che tutte le altre
prescrizioni normative siano state rispettate.
3.2       Quale condizione per tale svincolo,
i membri possono richiedere:
a)      il pagamento di dazi doganali, imposte,
diritti e oneri, determinati prima dell'arrivo o all'arrivo delle merci, e una
garanzia per ogni importo non ancora determinato sotto forma di cauzione,
deposito o altro strumento idoneo previsto dalle loro disposizioni legislative
e regolamentari; o
b)      una garanzia sotto forma di cauzione,
deposito o altro strumento idoneo previsto dalle loro disposizioni legislative
e regolamentari. 
3.3       Tale garanzia non può essere
superiore all'importo che il membro richiede per assicurare il pagamento di
dazi doganali, imposte, diritti e oneri definitivi dovuti per le merci oggetto
della garanzia.
3.4       Qualora sia rilevato un reato
punibile con l'imposizione di sanzioni pecuniarie o ammende, può essere
richiesta una garanzia per le sanzioni e ammende che possono essere irrogate.
3.5       La garanzia di cui ai paragrafi 3.2,
e 3.4, è liberata quando non è più necessaria.
3.6       Nulla in queste disposizioni
pregiudica il diritto di un membro di esaminare, bloccare, sequestrare,
confiscare o trattare le merci in qualsiasi maniera non altrimenti
incompatibile con i diritti e gli obblighi dei membri dell'OMC.
4            Gestione del rischio
4.1       Ciascun membro, per quanto
possibile, adotta o mantiene un sistema di gestione del rischio per i controlli
doganali.
4.2       Ciascun membro elabora e applica la
gestione del rischio in modo da evitare discriminazioni arbitrarie o
ingiustificate o restrizioni dissimulate degli scambi internazionali.
4.3       Ciascun membro concentra i controlli
doganali e, per quanto possibile, gli altri controlli di frontiera pertinenti,
sulle partite ad alto rischio, e accelera lo svincolo delle partite a basso
rischio. I membri possono anche scegliere, su base aleatoria, le partite per
tali controlli nel quadro della gestione del rischio.
4.4       Ciascun
membro fonda la gestione del rischio su una valutazione del rischio effettuata
mediante appropriati criteri di selettività. Tali
criteri di selettività possono includere, tra l'altro, il codice del sistema
armonizzato, la natura e la descrizione della merce, il paese di origine, il
paese dal quale la merce è stata spedita, il valore della merce, l'osservanza
comprovata degli obblighi da parte dell'operatore commerciale e la tipologia di
mezzo di trasporto.  
5            Audit successivo allo sdoganamento
5.1       Al fine di accelerare lo svincolo
delle merci, ciascun membro adotta o mantiene audit successivi allo
sdoganamento per assicurare la conformità alle disposizioni legislative e
regolamentari doganali e a eventuale altra normativa collegata.
5.2       Ciascun membro seleziona le persone
o le partite da sottoporre a un audit successivo allo sdoganamento in base al
rischio, utilizzando anche, se del caso, gli opportuni criteri di selettività.
Ciascun membro effettua gli audit successivi allo sdoganamento in maniera
trasparente. Qualora una persona sia interessata da un procedimento di audit e
siano stati raggiunti risultati definitivi, il membro notifica senza indugio
alla persona i cui registri siano sottoposti ad audit i risultati, i suoi
diritti e obblighi e le motivazioni dei risultati.
5.3       Le informazioni ottenute dall'audit
successivo allo sdoganamento possono essere usate in procedimenti
amministrativi o giudiziari successivi.
5.4       I membri, ove possibile, usano i
risultati dell'audit successivo allo sdoganamento nell'applicazione della
gestione del rischio. 
6            Definizione e pubblicazione dei tempi medi di svincolo
6.1       I membri sono invitati a misurare e
pubblicare periodicamente e in maniera sistematica  i loro tempi medi di
svincolo delle merci, utilizzando strumenti quali, tra l'altro, il Time Release
Study dell'organizzazione mondiale delle dogane (nel presente accordo la
"WCO")[7].
6.2       Si invitano i membri a condividere
con il comitato la loro esperienza nella misurazione dei tempi medi di
svincolo, comprese le metodologie usate, le strozzature identificate ed
eventuali effetti sull'efficienza.
7            Misure di agevolazione degli scambi commerciali per gli
operatori autorizzati
7.1       Ciascun membro mette in atto misure
aggiuntive di agevolazione degli scambi commerciali connesse con le formalità e
le procedure di importazione, esportazione e transito, in conformità al
paragrafo 7.3, destinate agli operatori che soddisfano determinati criteri, di
seguito denominati operatori autorizzati. In alternativa, i membri possono
offrire tali misure di agevolazione degli scambi commerciali mediante procedure
doganali generalmente disponibili a tutti gli operatori, senza necessità di
stabilire un regime separato.
7.2       I criteri specificati per essere
qualificati come operatori autorizzati sono collegati alla conformità, o al
rischio di non conformità, alle prescrizioni specificate nella normativa e
nelle procedure del membro. 
a)      Tali criteri, che sono pubblicati,
possono comprendere:
i)       un'adeguata osservanza comprovata di
disposizioni legislative e regolamentari doganali e altre disposizioni
legislative e regolamentari collegate;
ii)      un sistema di gestione dei dati che
consenta i necessari controlli interni; 
iii)     la solvibilità finanziaria, compresa,
ove opportuno, la fornitura di una cauzione o garanzia sufficienti; e
iv)     la sicurezza della catena di
approvvigionamento. 
b)      Tali criteri: 
i)       non sono concepiti o applicati per
permettere o creare discriminazioni arbitrarie o ingiustificabili tra operatori
a parità di condizioni; e
ii)      non limitano, nella misura del
possibile,  la partecipazione delle piccole e medie imprese.
7.3       Le misure di agevolazione commerciale
attuate in conformità al paragrafo 7.1, comprendono come minimo tre delle seguenti misure[8]:
a)      requisiti relativi a
dati e documentazione semplificati, se del caso;
b)      tasso delle  ispezioni
fisiche e degli esami ridotto, se del caso;
c)      tempi di svincolo rapidi,
se del caso;
d)      pagamento dilazionato di dazi, imposte,
diritti e oneri;
e)      uso di garanzie globali o garanzie
ridotte;
f)       dichiarazione doganale unica per tutte
le importazioni o esportazioni di un dato periodo; e
g)      sdoganamento delle merci presso i locali
dell'operatore autorizzato o un altro luogo autorizzato dalle autorità
doganali.
7.4       I membri sono invitati a mettere a
punto regimi destinati agli operatori autorizzati sulla base di
norme internazionali, se esistenti, salvo quando
tali norme costituiscano un mezzo inappropriato o inefficiente per conseguire i
legittimi obiettivi perseguiti.
7.5       Al fine di migliorare le misure di
agevolazione degli scambi commerciali a disposizione degli operatori, i membri
danno agli altri membri la possibilità di negoziare mutui riconoscimenti dei
regimi destinati agli operatori autorizzati.
7.6       I membri si scambiano in seno al
comitato informazioni pertinenti in merito ai regimi per gli operatori
autorizzati in vigore.
8            Spedizioni urgenti
8.1       Ciascun membro adotta o mantiene,
per le persone che fanno richiesta di tale trattamento, procedure che
consentano lo svincolo urgente almeno per le merci che entrano attraverso le
strutture adibite al trasporto aereo di merci, pur mantenendo i controlli
doganali[9].
Qualora i membri adottino criteri[10]
restrittivi in merito a chi può presentare tale richiesta, essi possono, in
criteri pubblicati, esigere che per essere qualificato al trattamento per la
spedizione urgente di cui al paragrafo 8.2 il richiedente: 
a)      disponga di infrastrutture adeguate e
provveda al pagamento delle spese doganali connesse al trattamento delle
spedizioni urgenti nei casi in cui il richiedente soddisfa le condizioni perché
tale trattamento sia effettuato in una struttura dedicata; 
b)      presenti prima dell'arrivo della
spedizione urgente le informazioni necessarie per lo svincolo; 
c)      paghi diritti il cui importo sia limitato
al costo approssimativo dei servizi resi per il trattamento di cui al paragrafo
8.2;
d)      mantenga un elevato livello di controllo
sulle spedizioni urgenti mediante l'uso di sicurezza interna, logistica e
tecnologia di tracciatura dalla ricezione alla consegna;
e)      fornisca il servizio di spedizione
urgente dalla ricezione alla consegna;
f)       assuma la responsabilità del pagamento
di tutti i dazi, imposte, diritti e oneri dovuti per le merci all'autorità
doganale;
g)      dimostri un'adeguata osservanza
comprovata delle disposizioni legislative e regolamentari doganali e della
normativa collegata;
h)      rispetti le altre condizioni direttamente
collegate all'applicazione effettiva delle disposizioni normative e
regolamentari e dei requisiti procedurali del membro che si riferiscono
specificamente al trattamento di cui al paragrafo 8.2. 
8.2       Fatti salvi i paragrafi da 8.1, a
8.3, il membro: 
a)      riduce al minimo la documentazione
richiesta per lo svincolo delle spedizioni urgenti in conformità al paragrafo 1
dell'articolo 10 e, nella misura del possibile, prevede lo svincolo in base a
un'unica presentazione di informazioni su determinate spedizioni; 
b)      fa sì che le spedizioni urgenti siano
svincolate, in circostanze normali, il più rapidamente possibile dopo l'arrivo,
a condizione che sia stata presentata l'informazione richiesta per lo svincolo;
c)      si impegna a riservare il trattamento di
cui alle lettere a) e b) alle spedizioni di qualsiasi peso e valore
riconoscendo che i membri possono richiedere ulteriori procedure di ingresso,
comprese dichiarazioni, documentazione giustificativa e pagamento di dazi e imposte,
e possono limitare tale trattamento in base al tipo di merce, a condizione che
tale trattamento non sia limitato ai beni di valore modesto quali i documenti;
e
d)      prevede, nella misura del possibile, un
valore delle spedizioni o un valore di importo soggetto a dazi de minimis esente
da dazi e imposte, salvo che per determinate merci. Le imposte interne,
quali l'imposta sul valore aggiunto e le accise, si applicano alle importazioni
in conformità all'articolo III del GATT 1994 e non sono soggette alla presente
disposizione.
8.3       Nulla nelle disposizioni di cui ai
paragrafi 8.1, e 8.2, pregiudica il diritto dei membri di esaminare,
trattenere, sequestrare, confiscare merci, o rifiutarne l'ingresso, o di
effettuare audit successivi allo sdoganamento, anche in relazione all'impiego
di sistemi di gestione del rischio. Inoltre, nulla nelle disposizioni di cui ai
paragrafi 8.1, e 8.2, impedisce ai membri di richiedere, come condizione per lo
svincolo, la presentazione di informazioni aggiuntive e il rispetto dei
requisiti in materia di licenze non automatiche.
9            Merci deperibili[11]
9.1       Al fine di
impedire la perdita o il deterioramento evitabili delle merci deperibili, e a
condizione che i requisiti regolamentari siano soddisfatti, ciascun membro
prevede che lo svincolo delle merci deperibili avvenga:
a)      in circostanze normali, nel più breve
tempo possibile; e
b)      in circostanze eccezionali in cui ciò sia
opportuno, al di fuori degli orari di funzionamento delle dogane e delle altre
autorità competenti.
9.2       Ciascun membro assegna alle merci
deperibili l'opportuna priorità nella programmazione di eventuali esami che
possono essere richiesti.
9.3       Ciascun membro
predispone o consente all'importatore di predisporre l'opportuno stoccaggio
delle merci deperibili in attesa dello svincolo.
Il membro può richiedere che eventuali strutture di
deposito predisposte dall'importatore siano state approvate o designate dalle
autorità competenti. La circolazione delle merci verso tali strutture di
deposito, comprese le autorizzazioni per l'operatore che effettua gli
spostamenti, può essere soggetta, se richiesto, all'approvazione delle autorità
competenti. Il membro, ove possibile e coerente con la legislazione interna,
mette in atto su richiesta dell'importatore le procedure necessarie perché lo
svincolo avvenga presso tali strutture di deposito.
9.4       In caso di ritardo significativo
nello svincolo delle merci deperibili, e su richiesta scritta, il membro
importatore comunica per quanto possibile le ragioni del ritardo.
ARTICOLO 8: COOPERAZIONE
TRA LE AGENZIE DI FRONTIERA
1          Ciascun membro garantisce che le
sue autorità e agenzie responsabili dei controlli e delle procedure frontaliere
che si occupano delle procedure di importazione, esportazione e transito delle
merci cooperino e coordinino le loro attività al fine di agevolare gli scambi.
2          Ciascun membro, per quanto
possibile e attuabile, coopera a condizioni concordate con i membri confinanti
al fine di coordinare le procedure ai valichi di frontiera e di agevolare gli
scambi transfrontalieri. Tale cooperazione e coordinamento possono comprendere:
a)      l'allineamento dei giorni e degli orari
lavorativi;
b)      l'allineamento delle procedure e delle
formalità;
c)      lo sviluppo e la condivisione di
strutture comuni;
d)      i controlli congiunti;
e)      l'istituzione di un posto di controllo
frontaliero unico.
ARTICOLO 9:
CIRCOLAZIONE DELLE MERCI DESTINATE ALL'IMPORTAZIONE SOTTO CONTROLLO
DOGANALE
Ciascun membro, nella misura del possibile e a
condizione che siano soddisfatti tutti i requisiti normativi, consente alle
merci destinate all'importazione di circolare sotto controllo doganale nel suo
territorio da un ufficio doganale di entrata a un altro ufficio doganale nel
suo territorio nel quale le merci saranno svincolate o sdoganate.
ARTICOLO 10:
FORMALITÀ IN RELAZIONE ALL'IMPORTAZIONE, ALL'ESPORTAZIONE  E AL TRANSITO
1            FORMALITÀ E REQUISITI IN MATERIA DI DOCUMENTAZIONE
1.1       Al fine di ridurre al minimo
l'impatto e la complessità delle formalità di importazione, esportazione e
transito e di ridurre e semplificare i requisiti in materia di documentazione
per l'importazione, l'esportazione e il transito, e tenendo in conto i
legittimi obiettivi strategici e altri fattori quali le modifiche delle
circostanze, le nuove informazioni pertinenti, le pratiche commerciali, la
disponibilità di tecniche e tecnologie, le migliori pratiche internazionali e i
suggerimenti delle parti interessate, ciascun membro riesamina tali formalità e
requisiti in materia di documentazione e, in base ai risultati di tale riesame,
garantisce, se del caso, che tali formalità e requisiti in materia di
documentazione siano:
a)      adottati e/o applicati in vista di un rapido
svincolo e sdoganamento delle merci, in particolare le merci deperibili;
b)      adottati e/o applicati in una maniera che tenda a
ridurre i tempi e i costi della conformità per gli operatori commerciali;
c)      la misura meno restrittiva degli scambi quando vi
sono due o più alternative ragionevoli che consentono di raggiungere
l'obiettivo o gli obiettivi in questione; e 
d)      soppressi, comprese le loro parti, se non più
necessari.
1.2       Il comitato elabora procedure per la
condivisione tra i membri di informazioni e migliori pratiche, se del caso.

2            Accettazione delle copie
2.1       Ciascun membro, ove opportuno, si
impegna ad accettare copie cartacee o elettroniche dei documenti giustificativi
richiesti per le formalità di importazione, esportazione o transito.
2.2       Qualora gli originali di tali
documenti siano già in possesso di un ente pubblico di un membro, gli altri
enti pubblici di tale membro accettano al posto dell'originale, ove possibile,
copie cartacee o elettroniche prodotte dall'ente in possesso dei documenti
originali.
2.3       I membri non richiedono le copie o
gli originali delle dichiarazioni di esportazione presentate alle autorità
doganali del membro esportatore come requisito per l'importazione[12].
3            Uso di norme internazionali
3.1       I membri sono invitati a utilizzare
le pertinenti norme internazionali e loro parti quale base per le loro
formalità e procedure di importazione, esportazione o transito, salvo ove
previsto altrimenti dal presente accordo. 
3.2       I membri sono invitati a
partecipare, entro i limiti delle loro risorse, all'elaborazione e revisione
periodica delle norme internazionali pertinenti da parte delle organizzazioni
internazionali appropriate.
3.3       Il comitato elabora procedure per la
condivisione tra i membri di informazioni e migliori pratiche sull'attuazione
delle norme internazionali, se del caso. Il comitato può anche invitare le
pertinenti organizzazioni internazionali a discutere della loro attività
relativa alle norme internazionali. Se del caso, il comitato può indicare norme
specifiche che sono di particolare utilità per i membri.
4            Sportello unico
4.1       I membri si impegnano a istituire o
mantenere uno sportello unico, che consenta agli operatori commerciali di
presentare la documentazione e/o i dati richiesti per l'importazione,
l'esportazione o il transito delle merci attraverso un unico punto di ingresso
alle autorità o enti partecipanti. Dopo l'esame della documentazione e/o dei
dati da parte delle autorità o degli enti partecipanti  i risultati sono
comunicati ai richiedenti tramite lo sportello unico in modo tempestivo.
4.2       Nei casi in cui la documentazione
e/o i dati richiesti siano già stati ricevuti attraverso lo sportello unico, le
autorità o gli enti partecipanti non possono richiedere la stessa
documentazione e/o gli stessi dati richiesti tranne che in caso di urgenza e in
altre eccezioni limitate, che sono rese pubbliche.
4.2       I membri notificato al comitato i
dettagli del funzionamento dello sportello unico.
4.4       I membri, nella misura del possibile
e del realizzabile, usano le tecnologie dell'informazione a supporto dello
sportello unico. 
5            Ispezioni pre-imbarco
5.1       I membri non impongono l'uso delle
ispezioni pre-imbarco in relazione alla classificazione tariffaria e alla
valutazione in dogana.
5.2       Fatti salvi i diritti dei membri di
utilizzare altri tipi di ispezioni pre-imbarco non contemplati al paragrafo
5.1, i membri sono invitati a non introdurre o applicare nuovi requisiti
relativi al loro uso[13].
6            Ricorso a spedizionieri doganali
6.1       Fatte salve le importanti riserve
strategiche di taluni membri che continuano ad assegnare un ruolo speciale agli
spedizionieri doganali, a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo
i membri non introducono l'obbligo di avvalersi degli spedizionieri doganali.
6.2       Ciascun membro notifica al comitato
e pubblica le sue misure relative al ricorso agli spedizionieri doganali.
Eventuali modifiche successive sono prontamente notificate e pubblicate. 
6.3       I membri applicano norme trasparenti
e obiettive alla concessione di licenze agli spedizionieri doganali.
7            Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in
materia di documentazione
7.1       Ciascun membro, fatto salvo il
paragrafo 7.2, applica procedure doganali comuni e requisiti uniformi in
materia di documentazione per lo svincolo e lo sdoganamento delle merci in
tutto il suo territorio.
7.2       Nessuna disposizione del presente
articolo impedisce a un membro di:
a)      differenziare le sue procedure e i suoi
requisiti in materia di documentazione in base alla natura e alla tipologia
delle merci, o in base ai loro mezzi di trasporto;
b)      differenziare le sue procedure e i suoi
requisiti in materia di documentazione per le merci in base alla gestione del
rischio;
c)      differenziare le sue procedure e i suoi
requisiti in materia di documentazione per accordare un esonero totale o
parziale dai dazi o dalle imposte all'importazione;
d)      utilizzare l'archiviazione o il trattamento
elettronici; o
e)      differenziare le sue procedure e i suoi requisiti in
materia di documentazione in maniera coerente con l'accordo sull'applicazione
delle misure sanitarie e fitosanitarie. 
8            Merci respinte
8.1       Quando le merci presentate per
l'importazione sono respinte dall'autorità competente di un membro a causa
della non conformità alla normativa sanitaria o fitosanitaria o ai regolamenti
tecnici il membro, senza pregiudizio a quanto previsto dalle sue disposizioni
legislative e regolamentari e in conformità con quanto da essi disposto,
consente all'importatore di rispedire o restituire le merci respinte
all'esportatore o ad altra persona designata dall'esportatore.
8.2       Qualora la possibilità di cui al
paragrafo 8.1, venga accordata e l'importatore non se ne avvalga entro tempi
ragionevoli, l'autorità competente può modificare il trattamento che riserva a
tali merci non conformi.
9            Ammissione temporanea delle
merci e perfezionamento attivo e passivo
9.1       Ammissione temporanea delle merci
Ciascun membro consente, conformemente alle
sue disposizioni legislative e regolamentari, che le merci siano introdotte nel
suo territorio doganale esonerate in tutto o in parte, a determinate
condizioni, dal pagamento dei dazi all'importazione e delle imposte, se tali
merci sono introdotte nel suo territorio doganale per una finalità specifica,
sono destinate a essere riesportate entro un periodo determinato e non hanno
subito alcuna modifica tranne l'ammortamento normale e le perdite dovute
all'utilizzo.  
9.2       Perfezionamento
attivo e passivo
a)      Ciascun membro consente, conformemente
alle sue disposizioni legislative e regolamentari, il perfezionamento attivo e
passivo delle merci. Le merci per le quali è autorizzato il perfezionamento
passivo possono essere reintrodotte in esenzione totale o parziale dai dazi
all'importazione e dalle imposte in conformità alle leggi e ai regolamenti del
membro.
b)      Ai fini del presente articolo il termine
"perfezionamento attivo" indica la procedura doganale con la quale
talune merci possono essere introdotte nel territorio doganale di un membro
esonerate del tutto o in parte, a determinate condizioni, dal pagamento di
tassi all'importazione e imposte, o ammissibili per la restituzione del dazio,
sulla base del fatto che tali merci sono destinate a fabbricazione,
trasformazione o riparazione e alla successiva esportazione. 
c)      Ai fini del presente articolo il termine
"perfezionamento passivo" indica la procedura doganale con la quale
le merci in libera pratica nel territorio doganale dei membri possono essere
esportate temporaneamente per fabbricazione, trasformazione o riparazione
all'estero e successivamente reimportate.
ARTICOLO 11:
LIBERTÀ DI TRANSITO
1          I regolamenti
e le formalità per il traffico in transito imposte dai membri:
a)      non sono mantenuti in vigore se le circostanze o gli obiettivi
che ne hanno motivato l'adozione vengono a mancare o se cambiamenti intervenuti
nelle circostanze o negli obiettivi rendono possibile un approccio
ragionevolmente disponibile meno restrittivo degli scambi;

b)      non sono applicati in modo tale da comportare una
restrizione dissimulata del traffico in transito.
2          Il traffico in transito non è
condizionato alla riscossione di diritti o oneri imposti in materia di
transito, eccetto gli oneri per il trasporto o quelli commisurati alle spese
amministrative derivanti dal transito o al costo dei servizi prestati.
3          I membri si astengono dal
perseguire, adottare o mantenere restrizioni volontarie o altre misure analoghe
nei confronti del traffico in transito. Ciò lascia impregiudicati gli attuali e
futuri regolamenti nazionali e accordi bilaterali o multilaterali relativi alla
regolamentazione dei trasporti, in linea con le norme dell'OMC.
4          Ciascun membro accorda ai prodotti
che transiteranno nel territorio di un qualsiasi altro membro un trattamento
non meno favorevole di quello che accorderebbe a tali prodotti se questi
fossero trasportati dal luogo di origine al luogo di destinazione senza passare
attraverso il territorio di tale altro membro.
5          I membri sono invitati a mettere a
disposizione, se possibile, infrastrutture fisiche separate (quali corsie,
posti d'ormeggio e simili) per il traffico in transito.
6          Le formalità, i requisiti in
materia di documentazione e i controlli doganali per il traffico in transito
non comportano oneri maggiori di quelli necessari per:
a)      identificare le merci e
b)      assicurarsi che siano soddisfatti i requisiti per il
transito.
7          Una volta che la procedura di
transito per le merci sia stata avviata e che queste siano state autorizzate a
procedere dal punto di origine nel territorio di un membro, tali merci non
saranno soggette a oneri doganali, ritardi non necessari o restrizioni finché
non abbiano concluso il transito al punto di destinazione all'interno del
territorio del membro. 
8          I membri non applicano alle merci
in transito i regolamenti tecnici e le procedure di valutazione della
conformità ai sensi dell'accordo sugli ostacoli tecnici agli scambi.
9          I membri consentono e rendono
possibile la compilazione e il trattamento anticipati della documentazione e
dei dati di transito prima dell'arrivo delle merci. 
10        Una volta che il traffico in
transito abbia raggiunto l'ufficio doganale di uscita dal territorio di un
membro, tale ufficio pone prontamente fine all'operazione di transito a
condizione che i requisiti di transito siano soddisfatti. 
11        Qualora un membro richieda per il
traffico in transito una garanzia sotto forma di cauzione, deposito o altro
opportuno strumento monetario o non monetario[14],
tale garanzia si limita ad assicurare che i requisiti relativi a tale traffico
in transito siano soddisfatti.
12        Una volta che il membro abbia
determinato che i requisiti per il traffico sono soddisfatti, la garanzia è
liberata senza indugio.
13        Ciascun membro, conformemente alle sue
disposizioni legislative e regolamentari, consente le garanzie globali che
includono transazioni multiple per lo stesso operatore o i rinnovi di garanzie
senza che queste vengano liberate per le spedizioni successive.
14        Ciascun membro
rende pubbliche le informazioni che usa per stabilire la garanzia, comprese le
garanzie per le transazioni singole e, ove opportuno, le garanzie per le
transazioni multiple. 
15        Ciascun membro può richiedere l'uso
di convogli doganali o scorte doganali per il traffico in transito solo in
situazioni ad alto rischio o quando la conformità alle disposizioni legislative
e regolamentari non può essere assicurata tramite l'uso delle garanzie. Le
norme generali applicabili ai convogli e alle scorte doganali sono pubblicate
in conformità all'articolo 1.
16        I membri si
impegnano a cooperare e coordinarsi al fine di aumentare la libertà di
transito.
Tale cooperazione e coordinamento possono
comprendere, tra l'altro, intese su:
a)      oneri;
b)      formalità e requisiti giuridici; e 
c)      il funzionamento pratico dei regimi di transito.
17        Ciascun membro si impegna a nominare
un coordinatore nazionale per il transito al quale possono essere rivolte tutte
le richieste e le proposte degli altri membri relative al buon funzionamento
delle operazioni di transito.
ARTICOLO 12:
COOPERAZIONE DOGANALE
1            Misure per la
promozione della conformità e della cooperazione
1.1       I membri concordano sull'importanza
di garantire che gli operatori commerciali siano consapevoli dei propri
obblighi di conformità, incoraggiare la conformità volontaria per consentire
agli importatori, nelle circostanze opportune, di autocorreggersi senza
sanzioni, e applicare misure di conformità per mettere in campo misure più
incisive nei confronti degli operatori commerciali inadempienti[15].
1.2       I membri sono invitati a condividere
informazioni sulle migliori pratiche nella gestione della conformità doganale,
anche attraverso il comitato. I membri sono incoraggiati a cooperare negli
orientamenti tecnici e nell'assistenza o nel sostegno allo sviluppo di capacità
al fine di attuare misure di conformità e di rafforzare la loro efficacia. 
2            Scambio di informazioni
2.1       Su richiesta e fatte salve le
disposizioni del presente articolo, i membri si scambiano le informazioni di
cui al paragrafo 6.1, lettere b) e/o c), ai fini della verifica di una
dichiarazione d'importazione o di esportazione in determinati casi nei quali vi
sono ragionevoli motivi di dubitare della veridicità o dell'accuratezza della
dichiarazione.
2.2       Ciascun membro notifica al comitato
le coordinate del suo punto di contatto per lo scambio di tali informazioni.
3            Verifica
I membri presentano una richiesta di
informazioni solo dopo aver svolto adeguate procedure di verifica della
dichiarazione di importazione o di esportazione e solo dopo aver ispezionato la
documentazione pertinente disponibile.
4            Richiesta
4.1       Il membro che presenta la richiesta
lo fa per iscritto, in forma cartacea o elettronica in una lingua ufficiale del
WTO concordata o altra lingua concordata, precisando:
a)      la questione controversa compreso, ove
opportuno e disponibile, il numero identificativo della dichiarazione di
esportazione corrispondente alla dichiarazione di importazione in questione;
b)      lo scopo per il quale il membro
richiedente richiede l'informazione o i documenti, nonché i nomi e i recapiti
delle persone cui si riferisce la domanda, se noti;
c)      ove richiesto dal membro destinatario
della richiesta, la conferma[16]
della verifica, se del caso; 
d)      l'informazione o i documenti specifici
richiesti;
e)      l'identità dell'ufficio originario che
presenta la richiesta; 
f)       il riferimento alle disposizioni della
normativa interna e del sistema giuridico del membro richiedente che
disciplinano la raccolta, la protezione, l'utilizzo, la divulgazione, la
detenzione e la distruzione di informazioni riservate e di dati personali.
4.2       Se il membro richiedente non è in
grado di adempiere, in tutto o in parte, a quanto previsto alle lettere del
paragrafo 4.1, è tenuto a indicarlo nella richiesta.
5            Protezione e
riservatezza
5.1       Il membro richiedente, fatte salve
le disposizioni di cui al paragrafo 5.2:
a)      mantiene strettamente riservati le
informazioni e i documenti forniti dal membro destinatario della richiesta e
riserva loro almeno un livello di protezione e riservatezza pari a quello
previsto dalla legislazione interna e dal sistema giuridico del membro
destinatario della richiesta, come indicato al paragrafo 6.1, lettere b) o c); 
b)      fornisce le informazioni o i documenti unicamente
alle autorità doganali competenti per la questione e usa tali informazioni e
documenti esclusivamente allo scopo precisato nella richiesta, salvo diverso
accordo scritto del membro destinatario della richiesta;
c)      non divulga le informazioni o i documenti
senza la specifica autorizzazione scritta del membro destinatario della
richiesta; 
d)      non usa informazioni o documenti non
verificati provenienti dal membro destinatario della richiesta come fattore
determinante per il chiarimento di dubbi in nessuna circostanza; 
e)      rispetta le condizioni specifiche per
ogni singolo caso disposte dal membro destinatario della richiesta relative
alla conservazione e alla distruzione di documenti o informazioni riservate e
dati personali; e
f)       su richiesta, informa il membro
destinatario della richiesta di eventuali decisioni e azioni relative alla
questione adottate a seguito delle informazioni o dei documenti forniti.
5.2       Un membro richiedente può non essere
in grado, conformemente alla propria legislazione interna e al proprio sistema
giuridico, di adempiere a quanto previsto nelle disposizioni di cui alle
lettere del paragrafo 5.1. In tal caso il membro richiedente lo specifica nella
richiesta.
5.3       Il membro destinatario della
richiesta riserva a qualsiasi richiesta e informazione di verifica ricevute ai
sensi del paragrafo 4 un livello di protezione e riservatezza almeno pari a
quello che riconosce alle proprie informazioni analoghe. 
6            Comunicazione di
informazioni
6.1       Fatte salve le disposizioni del
presente articolo, il membro destinatario della richiesta senza indugio:
a)      risponde per iscritto, in forma cartacea o elettronica;
b)      fornisce le informazioni specifiche indicate nella dichiarazione
di importazione o di esportazione, o la dichiarazione stessa, se disponibile,
nonché la descrizione del livello di protezione e riservatezza che il membro
richiedente deve assicurare;
c)      su richiesta fornisce, nella misura del possibile, le
informazioni specifiche come indicate nei seguenti documenti, o i documenti
stessi, presentati a supporto della dichiarazione di importazione o di
esportazione, se disponibile: fattura commerciale, distinta del carico,
certificato di origine e distinta di trasporto, nella forma in cui questi sono
stati archiviati (cartacea o elettronica) nonché la descrizione del  livello di
protezione e riservatezza che il membro richiedente deve assicurare;
d)      conferma che i documenti forniti sono copie autentiche;
e)      fornisce le informazioni o comunque risponde alla richiesta,
nella misura del possibile, entro 90 giorni dalla data della richiesta.
6.2       Prima di trasmettere le informazioni
il membro destinatario della richiesta, conformemente alla propria legislazione
interna e al proprio sistema giuridico, può richiedere una garanzia che quella
specifica informazione non sarà utilizzata quale prova in indagini penali,
procedimenti giudiziari o procedimenti non doganali senza l'esplicita
autorizzazione scritta del membro destinatario della richiesta. Se il membro
richiedente non è in grado di adempiere a tale richiesta, dovrebbe dichiararlo
al membro destinatario della richiesta.
7            Rinvio o
rifiuto di una richiesta
7.1       Il membro destinatario della
richiesta può rinviare o rifiutare del tutto o in parte una richiesta di
fornire informazioni, informando il membro richiedente dei motivi, se: 
a)      ciò fosse contrario all'interesse
pubblico che trova riscontro nel diritto interno e nell'ordinamento giuridico
del membro destinatario della richiesta;
b)      conformemente alla sua legislazione
interna e al suo sistema giuridico la divulgazione dell'informazione non fosse
consentita. In tal caso, esso trasmette al richiedente una copia dello
specifico riferimento pertinente;
c)      la trasmissione delle informazioni
impedisse l'applicazione della normativa o interferisse comunque con indagini,
azioni o procedimenti amministrativi o giudiziari in corso; 
d)      il consenso dell'importatore o
dell'esportatore fosse prescritto dalle disposizioni della legislazione interna
e dal sistema giuridico che disciplinano la raccolta, la protezione,
l'utilizzo, la divulgazione, la detenzione e la distruzione di informazioni
riservate o di dati personali, e tale consenso non fosse stato accordato; o
e)      la richiesta di informazioni fosse
pervenuta successivamente alla scadenza dell'obbligo giuridico per il membro
destinatario della richiesta di conservare i documenti.
7.2       Nelle circostanze di cui ai
paragrafi 4.2, 5.2, o 6.2, l'esecuzione della richiesta è a discrezione del
membro destinatario. 
8            Reciprocità
Se il membro richiedente ritiene di non essere
in grado di soddisfare un'eventuale richiesta analoga avanzata dal membro
destinatario della richiesta, o se non ha ancora attuato il presente articolo,
è tenuto a precisare tale fatto nella richiesta.
L'esecuzione di tale richiesta è a discrezione del membro destinatario della
richiesta.
9            Onere amministrativo
9.1       Il membro richiedente prende in
considerazione le implicazioni in termini di risorse e di costi associati per
il membro che risponde alla richiesta di informazioni. Il membro richiedente
considera la proporzionalità tra il proprio interesse sul piano fiscale nel
perseguire la sua richiesta e gli sforzi necessari al membro destinatario della
richiesta per fornire tale informazione. 
9.2       Se un membro destinatario della
richiesta riceve un numero ingestibile di richieste di informazioni, o una
richiesta di informazioni di portata ingestibile da uno o più membri, e non è
in grado di soddisfare tali richieste in un lasso di tempo ragionevole, può
richiedere a uno o più membri richiedenti di assegnare delle priorità al fine
di concordare un limite pratico che tenga conto dei vincoli relativi alle
risorse disponibili. In assenza di un approccio concordato, l'esecuzione di
tali richieste è a discrezione del membro destinatario delle richieste sulla
base delle priorità da esso stesso assegnate.
10          Limitazioni
Un membro destinatario della richiesta non è
tenuto a: 
a)      modificare il formato delle sue
dichiarazioni o procedure di importazione o di esportazione;
b)      richiedere documenti diversi da quelli
presentati con la dichiarazione di importazione o di esportazione come
specificato al paragrafo 6.1, lettera c);
c)      avviare indagini per ottenere le
informazioni;
d)      modificare il periodo di conservazione di
tali informazioni;
e)      introdurre documentazione cartacea quando
il formato elettronico sia già stato introdotto;
f)       tradurre le informazioni;
g)      verificare l'accuratezza delle
informazioni; o 
h)      fornire informazioni che
pregiudicherebbero i legittimi interessi commerciali di determinate imprese,
pubbliche o private.
11          Uso  non autorizzato o divulgazione
11.1     In caso di violazione delle
condizioni d'uso o di divulgazione delle informazioni scambiate ai sensi del
presente articolo, il membro richiedente che ha ricevuto l'informazione
comunica tempestivamente i dettagli di tale uso o divulgazione non autorizzati
al membro destinatario della richiesta che ha fornito le informazioni e:
a)      adotta le misure necessarie per porre
rimedio a tale violazione;
b)      adotta le misure necessarie per prevenire
violazioni future; e 
c)      notifica al membro destinatario della richiesta le misure
adottate ai sensi delle precedenti lettere a) e b).
11.2     Il membro destinatario della
richiesta può sospendere i propri obblighi nei confronti del membro
richiedente, in conformità al presente articolo, fino a quando non siano state
adottate le misure di cui al paragrafo 11.1.
12          Accordi bilaterali
e regionali
12.1     Nessuna disposizione del presente
articolo impedisce ai membri di concludere o mantenere accordi bilaterali,
plurilaterali o regionali per la condivisione o lo scambio di informazioni e
dati doganali, compresi quelli su base rapida e sicura come ad esempio su base
automatica o in anticipo rispetto all'arrivo della partita.
12.2     Nessuna disposizione del presente
articolo è interpretata come disposizione che alteri o si ripercuota sui
diritti e sugli obblighi di un membro nell'ambito di tali accordi bilaterali,
plurilaterali o regionali, o che disciplini lo scambio di informazioni o dati
doganali nell'ambito di tali accordi.
SEZIONE II
DISPOSIZIONI
IN MERITO AL TRATTAMENTO SPECIALE E DIFFERENZIATO PER I PAESI IN VIA DI
SVILUPPO MEMBRI E I PAESI MENO AVANZATI MEMBRI
ARTICOLO 13: PRINCIPI GENERALI
1          Le
disposizioni di cui agli articoli da 1 a 12 del presente accordo sono attuate
dai paesi in via di sviluppo e dai paesi meno avanzati membri in conformità
alla presente sezione, che è basata sulle modalità concordate nell'allegato D
dell'accordo quadro del luglio 2004 (WT/L/579) e nel paragrafo 33 e
nell'allegato E della dichiarazione ministeriale di Hong Kong (WT/MIN(05)/DEC).
2          Dovrebbero essere forniti
assistenza e sostegno per lo sviluppo di capacità[17] per aiutare i paesi in
via di sviluppo e i paesi meno avanzati membri ad attuare le disposizioni del
presente accordo, in conformità alla loro natura e al loro campo di applicazione.
La portata e i tempi di attuazione delle disposizioni del presente accordo
dipendono dalle capacità di attuazione dei paesi in via di sviluppo e dei paesi
meno avanzati membri.  Se un paese in via di sviluppo o meno avanzato membro
non ha la capacità necessaria, l'attuazione delle disposizioni interessate non
è richiesta fino a quando tale capacità non sarà stata acquisita.
3          I paesi meno avanzati membri sono
tenuti ad assumere impegni solo nella misura in cui ciò sia compatibile con le
loro specifiche esigenze di sviluppo, commerciali e finanziarie o con le loro
capacità amministrative e istituzionali.
4          Tali principi si applicano mediante
le disposizioni di cui alla sezione II.
ARTICOLO 14:
Categorie di disposizioni
1          Vi sono tre categorie di disposizioni:
a)      la categoria A contiene le disposizioni
che un paese in via di sviluppo membro o un paese meno avanzato membro indica
per l'attuazione al momento dell'entrata in vigore del presente accordo o, nel
caso dei paesi meno avanzati membri, entro un anno dall'entrata in vigore, come
previsto all'articolo 15;
b)      la categoria B contiene le disposizioni
che un paese in via di sviluppo membro o un paese meno avanzato membro indica
per l'attuazione a partire da una data successiva a un periodo di transizione
dopo l'entrata in vigore del presente accordo, come previsto all'articolo 16:
c)      la categoria C contiene le disposizioni
che un paese in via di sviluppo membro o un paese meno avanzato membro indica
per l'attuazione a partire da una data successiva a un periodo di transizione
dopo l'entrata in vigore del presente accordo e che richiedono l'acquisizione
di capacità di attuazione mediante assistenza e sostegno per lo sviluppo di
capacità, come previsto all'articolo 16.
2          Ciascun paese in via di sviluppo
membro e paese meno avanzato membro determina autonomamente, su base
individuale, le disposizioni da includere in ciascuna delle categorie A, B e C.
ARTICOLO 15: NOTIFICA E ATTUAZIONE DELLA CATEGORIA A
1          A
decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo ciascun paese in via di
sviluppo membro attua i suoi impegni di categoria A. Tali impegni, assegnati
alla categoria A, saranno in tal modo resi parte integrante del presente
accordo. 
2          I paesi meno avanzati membri
possono notificare al comitato le disposizioni da essi assegnate alla categoria
A entro un periodo massimo di un anno dall'entrata in vigore del presente
accordo. Ogni impegno dei paesi meno avanzati membri assegnato alla categoria A
sarà in tal modo reso parte integrante del presente accordo.
ARTICOLO 16: NOTIFICA DELLE DATE DI ATTUAZIONE DEFINITIVE PER LA CATEGORIA B E LA
CATEGORIA C
1          Per quanto riguarda le disposizioni
che un paese in via di sviluppo membro non ha assegnato alla categoria A, il
membro può rimandarne l'applicazione in conformità al processo di cui al
presente articolo. 
Categoria B per i paesi in via di sviluppo
membri
a)      Al momento dell'entrata in vigore del
presente accordo, ciascun paese in via di sviluppo membro notifica al comitato
le disposizioni da esso assegnate alla categoria B e le corrispondenti date
indicative di attuazione[18].

b)      Entro un anno dall'entrata in vigore del
presente accordo ciascun paese in via di sviluppo membro notifica al comitato
le date definitive per l'attuazione delle disposizioni da esso assegnate alla
categoria B. Se un paese in via di sviluppo membro, prima di tale termine,
ritiene di aver bisogno di un periodo di tempo aggiuntivo per notificare le
date definitive, esso può richiedere al comitato l'estensione necessaria per la
notifica. 
Categoria C per i paesi in via di sviluppo
membri
c)      Al momento dell'entrata in vigore del
presente accordo, ciascun paese in via di sviluppo membro notifica al comitato
le disposizioni da esso assegnate alla categoria C e le corrispondenti date
indicative di attuazione. A fini di trasparenza, le notifiche trasmesse
includono informazioni sull'assistenza e il sostegno per lo sviluppo di
capacità che il membro richiede ai fini dell'attuazione[19].
d)      Entro un anno dall'entrata in vigore del
presente accordo i paesi in via di sviluppo membri e i membri donatori
interessati, tenendo conto di eventuali accordi esistenti già in atto, delle
notifiche in conformità all'articolo 22, paragrafo 1, e delle informazioni
trasmesse in conformità alla precedente lettera c), forniscono al comitato
informazioni sugli accordi in vigore o conclusi necessari a prestare assistenza
e sostegno per lo sviluppo di capacità per consentire l'attuazione della
categoria C[20].
I paesi in via di sviluppo membri informano tempestivamente il comitato di tali
accordi. Il comitato invita inoltre i donatori non membri a fornire
informazioni sugli accordi esistenti o conclusi.
e)      Entro 18 mesi dalla data di comunicazione
delle informazioni di cui alla lettera d), i membri donatori e i rispettivi
paesi in via di sviluppo membri informano il comitato dei progressi nella
prestazione di assistenza e sostegno per lo sviluppo di capacità. Ciascun paese
in via di sviluppo membro notifica contestualmente l'elenco delle date di
attuazione definitive.
2          Per quanto riguarda le disposizioni
che un paese meno avanzato membro non ha assegnato alla categoria A, il paese
meno avanzato membro può rimandarne l'applicazione in conformità al processo di
cui al presente articolo.
Categoria B per i paesi meno avanzati membri
a)      Entro un anno dall'entrata in vigore del
presente accordo, un paese meno avanzato membro notifica al comitato le sue
disposizioni di categoria B e può notificare le corrispondenti date indicative
di attuazione, tenendo conto della massima flessibilità per i paesi meno
avanzati membri.  
b)      Entro due anni dalla data di notifica di
cui alla precedente lettera a), ciascun paese meno avanzato membro notifica al
comitato la conferma della categoria cui le disposizioni sono assegnate e
notifica le loro date di attuazione. Se un paese meno avanzato membro, prima di
tale termine, ritiene di aver bisogno di un periodo di tempo aggiuntivo per
notificare le date definitive, esso può richiedere al comitato l'estensione
necessaria per la notifica.
Categoria C per i paesi meno avanzati membri 
c)      A fini di trasparenza e per facilitare
gli accordi con i donatori, un anno dopo l'entrata in vigore del presente
accordo ciascun paese meno avanzato membro notifica al comitato le disposizioni
da esso assegnate alla categoria C, tenendo conto della massima flessibilità
per i paesi meno avanzati membri. 
d)      Un anno dopo la data di cui alla
precedente lettera c), i paesi meno avanzati membri notificano le informazioni
sull'assistenza e il sostegno per lo sviluppo di capacità richieste ai fini
dell'attuazione[21].
e)      Entro due anni dalla notifica di cui alla
precedente lettera d), i paesi meno avanzati membri e i membri donatori,
tenendo conto delle informazioni trasmesse in conformità alla precedente
lettera d), forniscono al comitato informazioni sugli accordi in vigore o
conclusi necessari a fornire assistenza e sostegno per lo sviluppo di capacità
per consentire l'attuazione della categoria C[22].
I paesi meno avanzati  membri partecipanti informano tempestivamente il
comitato di tali accordi. Essi notificano contestualmente le date di attuazione
indicative dei corrispondenti impegni di categoria C coperti dagli accordi di
assistenza e sostegno. Il comitato invita inoltre i donatori non membri a
fornire in formazioni sugli accordi esistenti e conclusi.
f)       Entro 18 mesi dalla data di
comunicazione delle informazioni di cui alla lettera e), i membri donatori e i
rispettivi paesi meno avanzati membri informano il comitato dei progressi nella
prestazione di assistenza e sostegno per lo sviluppo di capacità. Ciascun paese
meno avanzato membro notifica contestualmente al comitato l'elenco delle date
di attuazione definitive.
3          I paesi membri in via di sviluppo e
i paesi meno avanzati membri per i quali sia difficile comunicare le date
definitive di attuazione entro i termini di cui ai paragrafi 1 e 2 a causa
della mancanza di sostegno da parte dei donatori o alla mancanza di progressi
nell'ambito della prestazione di assistenza e sostegno per lo sviluppo di
capacità dovrebbero notificarlo al comitato il più presto possibile prima della
scadenza di tali termini. I membri convengono di collaborare per affrontare
tali difficoltà, tenendo conto delle circostanze e dei problemi particolari del
membro interessato. Il comitato, se del caso, intraprende azioni per affrontare
tali difficoltà, anche prorogando i termini di notifica delle date definitive
per il membro interessato.
4          Tre mesi prima della scadenza del
termine di cui al paragrafo 1, lettere b) o e) o, nel caso di un paese meno
avanzato membro, di cui al paragrafo 2, lettere b) o f), il segretariato invia
un promemoria ai membri che non abbiano notificato una data definitiva di
attuazione delle disposizioni assegnate alla categoria B o C. Se il membro non
si appella al paragrafo 3, o al paragrafo 1, lettera b) nel caso di un paese in
via di sviluppo membro, oppure al paragrafo 2, lettera b) nel caso di un paese
meno avanzato membro, al fine di prorogare il termine, e non notifica una data
definitiva di attuazione, il membro dà attuazione alle disposizioni entro
l'anno successivo al termine di cui al paragrafo 1, lettere b) o e), o al
paragrafo 2, lettere b) o f), nel caso di un paese meno avanzato membro, o al
termine prorogato ai sensi del paragrafo 3. 
5          Entro 60 giorni dalla data di
notifica delle date definitive di attuazione delle disposizioni di categoria B
e C in conformità ai paragrafi 1, 2 e 3, il comitato prende nota degli allegati
contenenti le date definitive di attuazione delle categorie B e C per ciascun
membro, comprese eventuali date di cui al paragrafo 4, rendendo tali allegati
parte integrante del presente accordo. 
ARTICOLO 17: MECCANISMO DI SEGNALAZIONE
PRECOCE: PROROGA DELLE DATE DI ATTUAZIONE PER LE DISPOSIZIONI NELLE CATEGORIE B
E C
1
a)      Un paese in via di sviluppo membro o
paese meno avanzato membro che ritiene di essere in difficoltà nell'attuazione
di una disposizione che ha assegnato alla categoria B o C entro la data
definitiva di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettere b) o e), o all'articolo
16, paragrafo 2, lettere b) o f) nel caso di un paese meno avanzato membro, ne
dà notifica al comitato. I paesi in via di sviluppo membri danno notifica al
comitato al più tardi 120 giorni prima della scadenza del termine di
attuazione. I paesi meno avanzati membri danno notifica al comitato al più
tardi 90 giorni prima della scadenza di tale termine.
b)      La notifica al comitato indica la nuova
data entro la quale il paese in via di sviluppo membro o il paese meno avanzato
membro ritiene di poter essere in grado di attuare la disposizione interessata.
La notifica indica inoltre i motivi del ritardo previsto nell'attuazione. Tali
motivi possono includere necessità  di assistenza e sostegno per lo sviluppo di
capacità non previste in precedenza o assistenza e supporto aggiuntivi per
aiutare lo sviluppo di capacità.
2          Se la richiesta di tempo aggiuntivo
per l'attuazione non eccede i 18 mesi per un paese in via di sviluppo membro e
i 3 anni per un paese meno avanzato membro, il membro richiedente ha diritto a
tale tempo aggiuntivo senza nessuna ulteriore azione da parte del comitato.
3          Se un paese in via di sviluppo
membro o un paese meno avanzato membro ritiene che sia necessaria una prima
proroga superiore a quella di cui al paragrafo 2, o una seconda proroga o una
proroga successiva, esso trasmette al comitato una richiesta di proroga
contenente le informazioni di cui al paragrafo 1, lettera b), al più tardi 120
giorni (per un paese in via di sviluppo membro) o 90 giorni (per un paese meno
avanzato membro) prima della scadenza della data originale di attuazione
definitiva o delle eventuali proroghe successive. 
4          Il comitato esamina con la debita
attenzione la richiesta di accordare una proroga, tenendo conto delle
circostanze individuali del membro che presenta la richiesta. Tali circostanze
possono comprendere difficoltà e ritardi nell'ottenere assistenza e sostegno
per lo sviluppo di capacità.
ARTICOLO 18: ATTUAZIONE DELLA CATEGORIA B E DELLA CATEGORIA
C
1          In conformità all'articolo 13,
paragrafo 2, se  un paese in via di sviluppo membro o un paese meno avanzato
membro, dopo aver espletato le procedure di cui all'articolo 16, paragrafi 1 o
2, e all'articolo 17, qualora la proroga richiesta non gli sia stata accordata
o qualora si trovi in una situazione imprevista che impedisce che venga accordata
la proroga di cui all'articolo 17,  e qualora valuti di non avere comunque la
capacità di attuare una disposizione della categoria C, tale membro dà notifica
al Comitato della sua incapacità di attuare la disposizione in questione.
2          Il comitato istituisce un gruppo di
esperti immediatamente, e comunque non più tardi dei 60 giorni dalla ricezione
della notifica del paese in via di sviluppo membro o del paese meno avanzato
membro. Il gruppo di esperti esamina la questione e formula una raccomandazione
al comitato entro 120 giorni dalla determinazione della sua composizione.
3          Il gruppo di esperti è composto da
cinque persone indipendenti altamente qualificate nel campo dell'agevolazione
degli scambi commerciali e dell'assistenza e del sostegno per lo sviluppo di
capacità. La composizione del gruppo di esperti garantisce l'equilibrio tra i
cittadini dei paesi in via di sviluppo e i paesi industrializzati membri.
Ogniqualvolta sia interessato un paese meno avanzato membro, il gruppo di
esperti include almeno un cittadino di un paese meno avanzato membro. Se il
comitato non raggiunge un accordo sulla composizione del gruppo di esperti
entro 20 giorni dalla sua istituzione, il direttore generale, in consultazione
con il presidente del comitato, determina la composizione del gruppo di esperti
in conformità alle modalità di cui al presente paragrafo. 
4          Il
gruppo di esperti prende in considerazione l'autovalutazione del membro
relativa alla mancanza di capacità e formula una raccomandazione al comitato. Nel considerare la raccomandazione del gruppo di esperti concernente un
paese meno avanzato membro, il comitato intraprende, se del caso, azioni che
facilitino l'acquisizione di capacità di attuazione sostenibile.
5          Il membro non è soggetto ai
procedimenti previsti nel quadro dell'intesa sulla risoluzione delle
controversie su tale questione a partire dal momento in cui il paese in via di
sviluppo membro notifica al comitato la sua incapacità di attuare le
disposizioni in questione fino alla prima riunione del comitato successiva alla
ricezione della raccomandazione del gruppo di esperti. In occasione di tale
riunione il comitato esamina la raccomandazione del gruppo di esperti. Per i
paesi meno avanzati membri  i procedimenti previsti nel quadro dell'intesa
sulla risoluzione delle controversie non si applicano alle rispettive
disposizioni a partire dalla data di notifica al comitato dell'incapacità di
attuare la disposizione fino a quando il comitato adotta una decisione, o entro
i 24 mesi successivi alla data della prima riunione del comitato di cui sopra,
se precedente.
6          Se un paese meno avanzato membro
perde la sua capacità di attuare un impegno di categoria C, esso ne può
informare il comitato e seguire le procedure di cui al presente articolo.
ARTICOLO 19: TRASFERIMENTO DI CATEGORIA DA B A C E VICEVERSA
1          I paesi in via di sviluppo membri e
i paesi meno avanzati membri che hanno notificato disposizioni nelle categorie
B e C possono trasferire tali disposizioni da una categoria all'altra mediante
la presentazione di una notifica al comitato. Qualora un membro proponga tale
trasferimento dalla categoria B alla categoria C, fornisce informazioni
sull'assistenza e il supporto richiesti per lo sviluppo di capacità.
2          Nel caso in cui sia richiesto tempo
aggiuntivo per attuare una disposizione trasferita dalla categoria B alla
categoria C, il membro può:
a)      ricorrere alle disposizioni di cui
all'articolo 17, compresa la possibilità di proroga automatica; o
b)      chiedere che il comitato esamini la
richiesta del membro di tempo aggiuntivo per attuare la disposizione e, se
necessario, di assistenza e sostegno per lo sviluppo di capacità, compresa la
possibilità di un riesame e di una raccomandazione del gruppo di esperti di cui
all'articolo 18; o
c)      in caso di paesi meno avanzati membri
eventuali nuove date di attuazione successive di oltre quattro anni alla data
originale notificata nella categoria B devono essere approvate dal comitato.
Inoltre, un paese meno avanzato membro continua a poter far ricorso
all'articolo 17. Resta inteso che sono richiesti assistenza e sostegno per lo
sviluppo di capacità per il paese meno avanzato che abbia effettuato tale
cambiamento.
ARTICOLO 20: PERIODO DI TOLLERANZA PER L'APPLICAZIONE
DELL'INTESA SULLE NORME E SULLE PROCEDURE CHE DISCIPLINANO LA RISOLUZIONE DELLE
CONTROVERSIE
1          Per un periodo di due anni
successivo all'entrata in vigore del presente accordo, le disposizioni di cui
agli articoli XXII e XXIII del GATT 1994 come elaborate e applicate nell'ambito
dell'intesa sulle norme e sulle procedure che disciplinano la risoluzione delle
controversie non si applicano alla risoluzione delle controversie con un paese
in via di sviluppo membro relative alle disposizioni che il membro ha assegnato
alla categoria A.
2          Per un periodo di sei anni
successivo all'entrata in vigore del presente accordo, le disposizioni degli
articoli XXII e XXIII del GATT 1994 come elaborate e applicate nell'ambito
dell'intesa sulle norme e sulle procedure che disciplinano la risoluzione delle
controversie non si applicano alla risoluzione delle controversie con un paese
meno avanzato membro relative alle disposizioni che il membro ha assegnato alla
categoria A.
3          Per un periodo di otto anni
successivo all'attuazione di una disposizione della categoria B o C da parte di
un paese meno avanzato membro, le disposizioni degli articoli XXII e XXIII del
GATT 1994 come elaborate e applicate nell'ambito dell'intesa sulle norme e
sulle procedure che disciplinano la risoluzione delle controversie non si
applicano alla risoluzione delle controversie con tale paese meno avanzato
membro relative alla disposizione.
4          Nonostante il periodo di tolleranza
per l'applicazione dell'intesa sulle norme e sulle procedure che disciplinano
la risoluzione delle controversie, prima di formulare una richiesta di
consultazioni ai sensi degli articoli XXII e XXIII del GATT 1994, nonché in
tutte le fasi delle procedure di risoluzione delle controversie in relazione ad
una misura adottata da un paese meno avanzato membro, i membri dovranno
prestare particolare attenzione alla situazione specifica dei paesi meno
avanzati membri. A questo proposito, i membri danno prova di moderazione nel
sollevare questioni nell'ambito dell'intesa sulle norme e sulle procedure che
disciplinano la risoluzione delle controversie relative ai paesi meno avanzati
membri.
5          Ciascun membro, durante il periodo
di tolleranza consentito in virtù del presente articolo, accorda agli altri
membri su richiesta adeguate possibilità di discussione per quanto riguarda
eventuali questioni relative all'attuazione del presente accordo.
ARTICOLO 21: PRESTAZIONE DI ASSISTENZA E SOSTEGNO
PER LO SVILUPPO DI CAPACITÀ
1          I membri donatori convengono di
prestare assistenza e sostegno per lo sviluppo di capacità ai paesi in via di
sviluppo e ai paesi meno avanzati membri, a condizioni reciprocamente
concordate su base bilaterale o tramite le organizzazioni internazionali
competenti. L'obiettivo è quello di aiutare i paesi in via di sviluppo e i
paesi meno avanzati membri ad attuare le disposizioni della sezione I del
presente accordo. 
2          Date le esigenze speciali dei paesi
meno avanzati membri, dovrebbero essere prestati loro assistenza e sostegno
mirati per aiutarli a sviluppare una capacità sostenibile per attuare i loro
impegni. Mediante i pertinenti meccanismi di cooperazione allo sviluppo e in
linea con i principi dell'assistenza tecnica e del sostegno allo sviluppo di
capacità di cui al paragrafo 3, i partner dello sviluppo si impegnano a
prestare assistenza e sostegno per lo sviluppo di capacità in quest'area in
modo tale da non compromettere le priorità di sviluppo esistenti. 
3          I membri si impegnano ad applicare
i seguenti principi per prestare assistenza e sostegno per lo sviluppo di
capacità in relazione all'attuazione del presente accordo:
a)      tenere conto dell'intero quadro di
sviluppo dei paesi e delle regioni beneficiari e, se pertinente e opportuno,
dei programmi di riforma e di assistenza tecnica in corso;
b)      includere, se pertinente e opportuno,
attività rivolte alle sfide regionali e sub-regionali e promuovere
l'integrazione regionale e sub-regionale;
c)      garantire che  nelle attività di
assistenza siano prese in considerazione le attività di riforma nell'ambito
dell'agevolazione degli scambi commerciali in corso nel settore privato;
d)      promuovere il coordinamento dei membri
tra di loro e con le altre istituzioni pertinenti, comprese le comunità
economiche regionali, per assicurare il livello massimo di efficacia e di
risultati dall'assistenza. A tal fine:
i)       il coordinamento, in primo luogo nel
paese o nella regione in cui l'assistenza verrà prestata, tra i membri e i
donatori associati e tra i donatori bilaterali e multilaterali dovrebbe mirare
a evitare le sovrapposizioni e le duplicazioni nei programmi di assistenza e le
incongruenze nelle attività di riforma mediante uno stretto coordinamento degli
interventi di assistenza tecnica e di sviluppo di capacità;
ii)      per i paesi meno avanzati membri
dovrebbe essere parte di questo processo di coordinamento l'Enhanced
Integrated Framework for trade-related assistance for the least-developed
countries (quadro integrato rafforzato per l'assistenza in campo
commerciale ai paesi meno avanzati); e
iii)     i membri dovrebbero inoltre promuovere il
coordinamento interno tra i loro funzionari che si occupano di commercio e di
sviluppo, sia nelle capitali che a Ginevra, nell'attuazione del presente
accordo e dell'assistenza tecnica;
e)      incoraggiare l'uso delle strutture di
coordinamento nazionali e regionali esistenti quali tavole rotonde e  gruppi
consultivi per coordinare e monitorare le attività di attuazione; e
f)       incoraggiare i paesi in via di sviluppo
membri a fornire sostegno allo sviluppo di capacità ad altri paesi in via di
sviluppo e paesi meno avanzati membri, e prendere in considerazione la
possibilità di sostenere tale attività, ove possibile. 
4          Il comitato si riunisce in seduta
speciale almeno una volta l'anno per: 
a)       discutere eventuali problemi relativi
all'attuazione delle disposizioni o parti di disposizioni del presente accordo;

b)      esaminare i progressi nella prestazione
di assistenza e sostegno per lo sviluppo di capacità a supporto dell'attuazione
dell'accordo, anche nell'eventualità in cui un paese in via di sviluppo membro
o un paese meno avanzato membro non stiano ricevendo assistenza e sostegno
sufficienti per lo sviluppo di capacità; 
c)      condividere esperienze e informazioni
sull'assistenza e il sostegno per lo sviluppo di capacità in corso e sui
programmi di attuazione, compresi le sfide e i successi; 
d)      esaminare le notifiche dei donatori di
cui all'articolo 22; e
e)      esaminare le operazioni di cui al
paragrafo 2.
ARTICOLO 22: INFORMAZIONI SULL'ASSISTENZA E SUL SOSTEGNO PER LO SVILUPPO DI CAPACITÀ
DA TRASMETTERE AL COMITATO
1          A fini di trasparenza nei confronti
dei paesi in via di sviluppo e dei paesi meno avanzati membri in merito alla
prestazione di assistenza e sostegno per lo sviluppo di capacità per
l'attuazione della sezione I, ciascun membro donatore che presta assistenza a
un paese in via di sviluppo o a un paese meno avanzato membro per l'attuazione
del presente accordo presenta al comitato, al momento dell'entrata in vigore
del presente accordo e in seguito annualmente, le seguenti informazioni
sull'assistenza e il sostegno per lo sviluppo di capacità fornita nei
precedenti dodici mesi e, se il dato è disponibile, sull'entità dei suoi
impegni nei 12 mesi successivi[23]:
a)      una descrizione  dell'assistenza e del
sostegno per lo sviluppo di capacità;
b)      la situazione e l'importo
impegnato/versato;
c)      le procedure per la fornitura dell'assistenza
e del supporto;
d)      il membro beneficiario o, ove opportuno, la regione
beneficiaria; e 
e)      l'ente incaricato dell'attuazione presso
il membro che presta l'assistenza e il sostegno.
Le informazioni sono fornite nel formato
indicato nell'allegato 1. Per i membri dell'Organizzazione per la cooperazione
e lo sviluppo economici (di seguito, nel presente accordo, "OCSE") le
informazioni presentate possono essere basate sulle informazioni pertinenti del
sistema di notifica del creditore OCSE. I paesi in via di sviluppo membri che
si dichiarino in grado di prestare assistenza e sostegno per lo sviluppo di
capacità sono invitati a trasmettere le informazioni di cui sopra.
2          I donatori membri che assistono i
paesi in via di sviluppo e i paesi meno avanzati membri comunicano al comitato:
a)      i punti di contatto dei loro enti responsabili della prestazione
di assistenza e sostegno per lo sviluppo di capacità in relazione
all'attuazione della sezione I del presente accordo comprese, se possibile,
informazioni su punti di contatto analoghi nei paesi o nelle regioni nelle
quali tali assistenza e sostegno vengono prestati;
e
b)      informazioni sul processo e i meccanismi
per richiedere assistenza e sostegno per lo sviluppo di capacità.
I paesi in via di sviluppo membri che si
dichiarino in grado di prestare assistenza e sostegno sono invitati a
trasmettere le informazioni di cui sopra.
3          I paesi in via di sviluppo e i
paesi meno avanzati membri che intendono avvalersi dell'assistenza e del
sostegno per lo sviluppo di capacità finalizzati all'agevolazione degli scambi
commerciali comunicano al comitato le informazioni sui punti di contatto e gli
uffici competenti per il coordinamento e la determinazione delle priorità di
tale assistenza e sostegno. 
4          I membri
possono fornire le informazioni di cui ai paragrafi 2 e 3 facendo riferimento a
informazioni pubblicate su Internet, da aggiornare quando necessario.
Il segretariato rende pubbliche l'insieme di queste informazioni. 
5          Il comitato invita le pertinenti
organizzazioni internazionali e regionali (quali il Fondo monetario
internazionale, l'OCSE, la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo
sviluppo, l'OMD, le Commissioni regionali delle Nazioni Unite, la Banca
mondiale, o i loro organismi ausiliari, e le banche regionali per lo sviluppo)
e altre agenzie di cooperazione a fornire le informazioni di cui ai paragrafi
1, 2 e 4. 
SEZIONE
III
DISPOSIZIONI
ISTITUZIONALI E DISPOSIZIONI FINALI
ARTICOLO 23:
DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI
1            Comitato per l'agevolazione
degli scambi commerciali
1.1       È istituito un comitato per
l'agevolazione degli scambi commerciali.
1.2       Il comitato è aperto alla
partecipazione di tutti i membri ed elegge il proprio presidente. Il comitato
si riunisce quando necessario e previsto dalle disposizioni pertinenti del
presente accordo, e comunque almeno una volta all'anno, per dare ai membri la
possibilità di consultarsi su questioni relative all'applicazione del presente
accordo o al perseguimento dei suoi obiettivi. Il comitato espleta le funzioni
che gli sono attribuite a norma del presente accordo o dai membri. Il comitato
stabilisce il proprio regolamento interno.
1.3       Il comitato istituisce organi
ausiliari ove necessario. Tali organi riferiscono al comitato.
1.4       Il comitato sviluppa procedure per
la condivisione tra i membri di informazioni pertinenti e migliori pratiche, se
del caso.
1.5       Il comitato mantiene stretti
contatti con altre organizzazioni internazionali operanti nell'ambito
dell'agevolazione degli scambi commerciali, quali l'OMD, con l'obiettivo di
ottenere le migliori consulenze disponibili per l'attuazione e
l'amministrazione del presente accordo e per assicurare che venga evitata la
duplicazione non necessaria degli sforzi.  A tal fine, il comitato può invitare
rappresentanti di tali organizzazioni o dei rispettivi organi ausiliari a:
a)      partecipare alle riunioni del comitato; e
b)      discutere problematiche specifiche legate
all'attuazione del presente accordo. 
1.6       Il comitato riesamina il
funzionamento e l'attuazione del presente accordo quattro anni dopo la sua
entrata in vigore, e successivamente a intervalli periodici.
1.7       I membri sono incoraggiati a
presentare al comitato le questioni relative a problemi in merito
all'attuazione e all'applicazione del presente accordo.
1.8       Il comitato incoraggia e agevola
discussioni ad hoc tra i membri su problemi specifici relativi al presente
accordo al fine di raggiungere una soluzione soddisfacente per tutte le parti
nel più breve tempo possibile.
2            Comitato nazionale per
l'agevolazione degli scambi commerciali
Ciascun membro istituisce e/o mantiene un
comitato nazionale per l'agevolazione degli scambi commerciali per agevolare il
coordinamento nazionale e l'attuazione delle disposizioni del presente accordo.
ARTICOLO 24:
DISPOSIZIONI FINALI
1          Ai fini del presente accordo il
termine "membro" include le autorità competenti di tale membro.
2          Tutte le disposizioni del presente
accordo sono vincolanti per tutti i membri.
3          I membri attuano il presente
accordo a decorrere dalla data della sua entrata in vigore. I paesi in via di
sviluppo e i paesi meno avanzati membri che scelgono di avvalersi delle
disposizioni di cui alla sezione II attuano il presente accordo in conformità
alla sezione II.
4          Un membro che accetta il presente
accordo dopo la sua entrata in vigore attua i suoi impegni di categoria B e C
calcolando i periodi pertinenti a partire dall'entrata in vigore del presente
accordo.
5          I membri di un'unione doganale o di
un accordo economico regionale possono adottare approcci regionali per prestare
assistenza nell'attuazione dei loro obblighi a norma del presente accordo,
anche mediante l'istituzione e l'impiego di organismi regionali. 
6          Fermo restando che la nota
interpretativa generale all'allegato 1A dell'accordo che istituisce
l'Organizzazione mondiale del commercio, nessuna disposizione del presente
accordo è interpretata nel senso di una diminuzione degli obblighi dei membri
derivanti dal GATT 1994. Inoltre, nessuna disposizione del presente accordo è
interpretata nel senso di una diminuzione dei diritti e degli obblighi dei
membri derivanti dall'accordo sugli ostacoli tecnici agli scambi e dall'accordo
sull'applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie.
7          Tutte le eccezioni e le esenzioni[24] a norma del GATT 1994
si applicano alle disposizioni del presente accordo. Le deroghe applicabili al
GATT 1994 e alle sue parti, accordate in conformità all'articolo IX, paragrafo
3, e all'articolo IX, paragrafo 4, dell'Accordo che istituisce l'Organizzazione
mondiale del commercio e successive modifiche alla data di entrata in vigore
del presente accordo, si applicano alle disposizioni del presente accordo. 
8          Le consultazioni e la composizione
delle controversie a norma del presente accordo sono soggette alle disposizioni
degli articoli XXII e XXIII del GATT 1994, elaborate e applicate dall'intesa
sulla risoluzione delle controversie, salvo specifica disposizione contraria
contenuta nel presente accordo.
9          Non si possono formulare riserve
nei confronti delle disposizioni del presente accordo senza il consenso degli
altri membri.
10        Gli impegni di categoria A dei paesi
in via di sviluppo e dei paesi meno avanzati membri allegati al presente
accordo in conformità all'articolo 15, paragrafi 1 e 2, costituiscono parte
integrante del presente accordo.
11        Gli impegni di categoria B e C dei
paesi in via di sviluppo e dei paesi meno avanzati membri portati a conoscenza
del comitato e allegati al presente accordo in conformità all'articolo 16,
paragrafo 5, costituiscono parte integrante del presente accordo.
ALLEGATO
1: FORMATO DELLE NOTIFICHE A NORMA DELL'ARTICOLO 22, PARAGRAFO 1
Membro donatore:
Periodo cui si
riferisce la notifica:
   ||   
   || Descrizione dell'assistenza tecnica e finanziaria e delle risorse per lo sviluppo di capacità || Stato e importo impegnato/versato || Paese/regione beneficiario/a (se necessario) || Ente incaricato dell'attuazione che presta l'assistenza e il sostegno. || Procedure di erogazione dell'assistenza 
[1]               Ai fini del calcolo delle accettazioni ai sensi
dell'articolo X, paragrafo 3, dell'accordo OMC, uno strumento di accettazione
da parte dell'Unione europea per se stessa e per i suoi Stati membri è
calcolato come accettazione da parte di un numero di membri uguale al numero
degli Stati membri dell'Unione europea che sono membri dell'OMC.
[2]               Ciascun membro ha la facoltà di dichiarare sul proprio
sito web le limitazioni giuridiche di tale descrizione. 
[3]               Ai sensi di questo paragrafo: a) un riesame può, prima o
dopo che la decisione sia stata eseguita, essere realizzato dal funzionario,
dall'ufficio o dall'autorità che ha emesso la decisione, da un'autorità
amministrativa superiore o indipendente o da un'autorità giudiziaria;  e b) i
membri non sono tenuti ad accordare al richiedente il ricorso alle disposizioni
di cui all'articolo 4, paragrafo 1. 
[4]               Resta inteso che una decisione anticipata sull'origine
di una merce può essere una valutazione di origine ai fini dell'accordo
relativo alle regole in materia di origine  nei casi in cui la decisione è
conforme alle disposizioni del presente accordo e dell'accordo relativo alle
regole in materia di origine. Analogamente, una valutazione di origine nel
quadro dall'accordo relativo alle regole in materia di origine  può consistere
in una decisione anticipata sull'origine di una merce ai fini del presente
accordo, se la decisione è conforme ai requisiti di entrambi gli accordi. I
membri non sono tenuti a stabilire modalità separate ai fini della presente
disposizione in aggiunta a quelle stabilite a norma dell'accordo relativo alle
regole in materia di origine per quanto riguarda la valutazione di origine, a
condizione che le condizioni di cui al presente articolo siano soddisfatte.
[5]               Ai
fini del presente articolo per decisione amministrativa si intende una
decisione con effetto giuridico che  incida sui diritti e gli obblighi di una
determinata persona in un caso individuale. Resta inteso che una decisione
amministrativa ai fini del presente articolo include un'azione amministrativa
ai sensi dell'articolo X del GATT 1994 o la mancata adozione di un'azione
amministrativa o di una decisione, come previsto dalla legislazione nazionale e
dal sistema giuridico del membro. Per sopperire a tale mancanza, i membri
possono ricorrere a un meccanismo amministrativo alternativo o a un ricorso
giudiziario per imporre all'autorità doganale di emettere tempestivamente una
decisione amministrativa in luogo del diritto di ricorso o di riesame di cui al
paragrafo 1, lettera a). 
[6]               Nessuna
disposizione del presente paragrafo impedisce ai membri di riconoscere il
silenzio dell'amministrazione in merito al ricorso o al riesame come una
decisione a favore del richiedente, conformemente alle loro disposizioni
legislative e regolamentari. 
[7]               Ciascun membro può determinare la portata e la
metodologia di tale misura del tempo medio di svincolo a seconda delle sue
esigenze e capacità. 
[8]               Una
misura elencata al
paragrafo 7.3, lettere da a) a g), si ritiene messa in atto nei confronti degli
operatori autorizzati se è generalmente accessibile a tutti gli operatori.
[9]               Qualora il membro abbia adottato una procedura per il
trattamento di cui al paragrafo 8.2, la presente disposizione non richiede
l'introduzione di una procedura separata di svincolo urgente. 
[10]             Tali criteri per la richiesta, se ve ne sono, sono
aggiuntivi rispetto ai criteri previsti dal membro per le operazioni relative a
tutte le merci o spedizioni che entrano attraverso le strutture adibite a
trasporto aereo di merci.
[11]             Ai fini della presente disposizione, per merci deperibili
si intendono le merci soggette a rapido deterioramento a causa delle loro
caratteristiche naturali, in particolare in assenza di appropriate condizioni
di stoccaggio.
[12]             Nessuna disposizione del presente paragrafo impedisce ai
membri di richiedere documenti quali certificati, permessi o licenze quali
requisito per l'importazione di merci controllate o regolamentate. 
[13]             Il presente paragrafo si riferisce alle ispezioni
pre-imbarco di cui all'accordo sulle ispezioni pre-imbarco, e non preclude le
ispezioni pre-imbarco a fini sanitari e fitosanitari. 
[14]             Nessun elemento della presente disposizione impedisce a un
membro di mantenere le procedure esistenti in base alle quali il mezzo di
trasporto può essere utilizzato come garanzia per il traffico in transito. 
[15]             Tale attività ha l'obiettivo generale di
ridurre la frequenza della non conformità e, di conseguenza, la necessità di scambiarsi informazioni
ai fini dell'applicazione della legge. 
[16]             Essa può comprendere informazioni pertinenti sulla
verifica condotta ai sensi del paragrafo 3. Tali informazioni sono soggette al
livello di protezione e riservatezza specificato dal membro che effettua la
verifica.
[17]             Ai fini del presente accordo, l'"assistenza e il
sostegno per lo sviluppo di capacità" possono essere prestati sotto forma
di assistenza tecnica, finanziaria o qualsiasi altra forma concordata di
assistenza.  
[18]             Le notifiche trasmesse possono includere anche ulteriori
informazioni che il membro notificante ritenga opportune. I membri sono
invitati a fornire informazioni sull'agenzia o ente interno responsabile
dell'attuazione.
[19]             I membri possono inoltre includere informazioni sui piani
e progetti nazionali di attuazione dell'agevolazione degli scambi commerciali,
sull'agenzia o ente interno responsabile dell'attuazione e sugli eventuali
donatori con i quali abbiano un accordo per la prestazione di assistenza.
[20]             Le condizioni di tali accordi saranno convenute di comune
accordo, su base bilaterale o attraverso le pertinenti organizzazioni
internazionali, in linea con l'articolo 21, paragrafo 3.
[21]             I membri possono inoltre includere informazioni sui piani
e progetti nazionali di attuazione dell'agevolazione degli scambi commerciali,
sull'agenzia o ente interno responsabile dell'attuazione e sugli eventuali
donatori con i quali abbiano un accordo per la prestazione di assistenza.
[22]             Le condizioni di tali accordi saranno convenute di comune
accordo, su base bilaterale o attraverso le pertinenti organizzazioni
internazionali, in linea con l'articolo 21, paragrafo 3.
[23]             Le informazioni fornite rispecchiano la natura determinata
dalla domanda della prestazione di assistenza e sostegno per lo sviluppo di
capacità.
[24]             Sono compresi gli articoli V, paragrafo 7, e X, paragrafo
1, del GATT 1994, e la nota all'articolo VIII del GATT 1994.
Allegato dell'accordo sull'agevolazione
degli scambi
NOTIFICA DEGLI IMPEGNI DI CATEGORIA A IN FORZA
DELL'ACCORDO SULL'AGEVOLAZIONE DEGLI SCAMBI COMMERCIALI
ALBANIA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio per
l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di categoria A
in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali (di seguito
"l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
dell'Albania si pregia di informare il comitato preparatorio che, con il
presente atto, le seguenti disposizioni dell'accordo sono designate
dall'Albania come impegni di categoria A. Tali disposizioni saranno
attuate al momento dell'entrata in vigore dell'accordo:
 Articolo 1.1 || Pubblicazione 
 Articolo 1.2 || Informazioni disponibili tramite Internet 
   ||   
 Articolo 1.4 || Notifiche 
 Articolo 2.1 Articolo 2.2 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore Consultazioni 
   ||   
 Articolo 4.1 || Diritto a un ricorso o a un riesame 
 Articolo 5.2 || Blocco 
   ||   
 Articolo 6.1 || Disposizioni generali in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.2 || Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri per le operazioni doganali applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
   ||   
 Articolo 7.3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 Articolo 7.4 || Gestione del rischio 
 Articolo 7.6 || Definizione e pubblicazione dei tempi medi di svincolo 
   ||   
 Articolo 7.8 || Spedizioni urgenti 
 Articolo 7.9 Articolo 8 || Merci deperibili Cooperazione tra le agenzie di frontiera 
 Articolo 9 Articolo 10.1 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 Articolo 10.2 || Accettazione delle copie 
 Articolo 10.3 || Uso di norme internazionali 
 Articolo 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.7 Articolo 10.8 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione Merci respinte 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11-3, 11-4, 11.11.1-5, 11.12-13 || Diritti, regolamenti e formalità per il traffico in transito Non discriminazione rafforzata per il traffico in transito Garanzie per il traffico in transito Cooperazione e coordinamento in materia di transito 
 Articolo 12 || Cooperazione doganale 
BOTSWANA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN (13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi istituito sotto l'autorità del Consiglio
generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le altre
funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Repubblica del Botswana si pregia di informare il comitato preparatorio
che la Repubblica del Botswana designa le seguenti disposizioni contenute nella
sezione I dell'accordo come impegni di categoria A. Tali disposizioni
saranno attuate al momento dell'entrata in vigore dell'accordo: 
 Articolo 2.1 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore 
 Articolo 2.2 || Consultazioni 
 Articolo 5.1 || Notifiche di controlli o ispezioni più approfonditi 
 Articolo 5.2 || Blocco 
 Articolo 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 Articolo 7.2 || Pagamento elettronico 
 Articolo 7.3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 Articolo 7.4 || Gestione del rischio 
 Articolo 7.5 || Audit successivo allo sdoganamento 
 Articolo 7.6 || Definizione e pubblicazione dei tempi medi di svincolo 
 Articolo 7.8 || Spedizioni urgenti 
 Articolo 7.9 || Merci deperibili 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.3 || Uso di norme internazionali 
 Articolo 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 10.8 || Merci respinte 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
BRASILE
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio per
l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo"). 
In relazione a quanto precede, la missione del
Brasile si pregia di informare il comitato preparatorio per l'agevolazione
degli scambi che tutte le disposizioni di cui alla sezione I dell'accordo
sono designate come impegni di categoria A dal Brasile, con le seguenti
eccezioni: 
–                        
articolo 3.6, lettera b);
–                        
articolo 3.9, lettera a), punto ii);
–                        
articolo 7.1;
–                        
articolo 7.7.3, e
–                        
articolo 11.9.
SULTANATO DEL BRUNEI DARUSSALAM 
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN (13)/36, WT/L/911) e in conformità
all’articolo 15 della sezione II dell’accordo sull'agevolazione degli
scambi (di seguito "l’accordo"), il comitato preparatorio per
l'agevolazione degli scambi istituito sotto l'autorità del Consiglio generale
(il "comitato preparatorio") ha, tra le altre funzioni, quella di
ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di categoria A in forza
dell'accordo.
In relazione a quanto precede, il governo del
Sultanato del Brunei Darussalam si pregia di informare il comitato preparatorio
che, con il presente atto, il Sultanato del Brunei Darussalam designa tutte le
disposizioni contenute negli articoli da 1 a 12 dell'accordo come
impegni di categoria A, con le seguenti eccezioni:
 Articolo 1.2 || Informazioni disponibili tramite Internet: paragrafo 2.1, lettere a) e b) 
 Articolo 4 || Procedure di ricorso o di riesame 
 Articolo 7.6 || Definizione e pubblicazione dei tempi medi di svincolo: paragrafo 2 
 Articolo 7.7 || Misure di agevolazione degli scambi commerciali per gli operatori autorizzati 
 Articolo 10.4 || Sportello unico 
CILE
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36) e in conformità all'articolo 15
della sezione II dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali
(di seguito "l'accordo"), con il presente atto la Repubblica del Cile
informa che tutte le disposizioni di cui alla sezione I dell'accordo sono
state designate come impegni di categoria A da attuare al momento
dell'entrata in vigore dell'accordo, con l'eccezione dell'articolo 7.7
relativo agli operatori autorizzati.
CINA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Repubblica popolare cinese si pregia di informare il comitato
preparatorio che, con il presente atto, la Repubblica popolare cinese designa
come impegni di categoria A tutte le disposizioni di cui alla
sezione I dell'accordo, con le seguenti eccezioni:
 - Articolo 7, paragrafo 6 || Definizione e pubblicazione dei tempi medi di svincolo 
 - Articolo 10, paragrafo 4 || Sportello unico 
 - Articolo 10, paragrafo 9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo; e 
 - Articolo 12 || Cooperazione doganale   
COLOMBIA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36) e in conformità all'articolo 15
della sezione II dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali
(di seguito "l'accordo"), con il presente atto la Repubblica di
Colombia informa che tutte le disposizioni di cui alla sezione I
dell'accordo sono state designate come impegni di categoria A da attuare
al momento dell'entrata in vigore dell'accordo, con le seguenti eccezioni:
 - Articolo 5.3 || Procedure di prova 
 - Articolo 7.9 || Merci deperibili 
CONGO

A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36) e dell'articolo 15 della
sezione II dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali, il
governo della Repubblica del Congo si pregia di notificare i propri impegni di
categoria A, conformemente alle disposizioni elencate di seguito:
 Articolo 3.1 || Decisioni anticipate 
 Articolo 4.1 || Diritto a un ricorso o a un riesame 
 Articolo 5.1 || Notifiche di controlli o ispezioni più approfonditi 
 Articolo 5.2 || Blocco 
 Articolo 5.3 || Procedure di prova 
 Articolo 7.9 || Merci deperibili 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
COSTA RICA
A norma dei paragrafi 2 e 3 della
decisione ministeriale del 7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36) e in
conformità all'articolo15 della sezione II dell'accordo sull'agevolazione
degli scambi commerciali (di seguito "l'accordo"), con il presente
atto la Repubblica di Costa Rica informa che tutte le disposizioni di cui alla
sezione I dell'accordo sono state designate come impegni di
categoria A, con le seguenti eccezioni:
 - Articolo 10.1.1 || Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 - Articolo 10.2.2 || Accettazione delle copie 
COSTA D'AVORIO
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911) e dell'articolo 15
della sezione II dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali, con
il presente atto la Repubblica della Costa d'Avorio notifica i propri impegni
di categoria A, conformemente alle disposizioni elencate di seguito:
 Articolo 4.1 || Diritto a un ricorso o a un riesame 
 Articolo 5.1 || Notifiche di controlli o ispezioni più approfonditi 
 Articolo 5.2 || Blocco 
 Articolo 5.3 || Procedure di prova 
 Articolo 7.4 || Gestione del rischio 
 Articolo 7.5 || Audit successivo allo sdoganamento 
 Articolo 7.8 || Spedizioni urgenti 
 Articolo 7.9 || Merci deperibili 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.3 || Uso di norme internazionali 
 Articolo 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 10.8 || Merci respinte 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11 || Libertà di transito 
REPUBBLICA
DOMINICANA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Repubblica Dominicana si pregia di notificare al comitato
preparatorio le disposizioni di cui alla sezione I dell'accordo designate
come impegni di categoria A.
 Articolo 1.2 || Informazioni disponibili tramite Internet 
 Articolo 1.3 || Centri di informazione 
 Articolo 2.1 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore 
 Articolo 2.2 || Consultazioni 
 Articolo 3 || Decisioni anticipate 
 Articolo 4.1 || Diritto a un ricorso o a un riesame 
 Articolo 5.2 || Blocco 
 Articolo 6.1 || Disposizioni generali in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 Articolo 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 Articolo 7.2 || Pagamento elettronico 
 Articolo 7.3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 Articolo 7.5 || Audit successivo allo sdoganamento 
 Articolo 7.7 || Misure di agevolazione degli scambi commerciali per gli operatori autorizzati 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.1 || Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 Articolo 10.3 || Uso di norme internazionali 
 Articolo 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 10.8 || Merci respinte 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11 || Libertà di transito 
 Articolo 12 || Cooperazione doganale 
 Articolo 13.2 || Comitati nazionali per l'agevolazione degli scambi 
ECUADOR 
A norma della
decisione ministeriale del 7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36) e
dell'articolo 15 della sezione II dell'accordo sull'agevolazione
degli scambi commerciali, con il presente atto la Repubblica dell'Ecuador
notifica i propri impegni di categoria A, conformemente alle disposizioni
elencate di seguito:
 Numero dell'articolo/ Paragrafi* || Descrizione 
 2.1 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore 
 4 || Procedure di ricorso o riesame 
 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 7.6 || Definizione e pubblicazione dei tempi medi di svincolo 
 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 10.3 || Uso di norme internazionali 
 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 10.8 || Merci respinte 
 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 11.1 || Libertà di transito 
 11.2 || Libertà di transito 
 11.3 || Libertà di transito 
 11.4 || Libertà di transito 
 11.5 || Libertà di transito 
 11.6 || Libertà di transito 
 11.16 || Libertà di transito 
 11.17 || Libertà di transito 
* Nei casi in cui si
fa riferimento a paragrafi specifici, gli impegni assunti dalla Repubblica
dell'Ecuador sono limitati al contenuto di tali paragrafi specifici, non a
quello dell'intero articolo.
EGITTO
A norma della
decisione ministeriale del 7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36) e
dell'articolo 15 della sezione II dell'accordo sull'agevolazione
degli scambi commerciali, con il presente atto l'Egitto notifica i propri
impegni di categoria A, conformemente alle disposizioni elencate di
seguito:
 Numero dell'articolo || Descrizione 
 Articolo 4, paragrafi 1, 3, 4 e 5 ||   Procedure di ricorso o riesame 
 Articolo 5.2 || Blocco 
 Articolo 6.2   || Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri per le operazioni doganali applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6, paragrafi 3.2, 3.4, 3.5 e 3.6 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 Articolo 7, paragrafi 3.1, 3.2, 3.3, 3.4 e 3.5 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 Articolo 9   || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10, paragrafo 5.1 || Ispezioni pre-imbarco 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 10.8 || Merci respinte 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11, paragrafi 2, 3, 11, 12, 13, 14, 15 e16 || Libertà di transito 
EL SALVADOR
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36) e in conformità all'articolo 15
della sezione II dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali
(di seguito "l'accordo"), con il presente atto la Repubblica di
El Salvador notifica i propri impegni di categoria A, conformemente
alle disposizioni elencate di seguito:
 Articolo 1 || Pubblicazione e accessibilità delle informazioni 
 Articolo 2 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore e consultazioni 
 Articolo 3 || Decisioni anticipate 
 Articolo 4 || Procedure di ricorso o riesame paragrafi 1, 2, 3, 4 e 5 
 Articolo 5 || Altre misure volte a rafforzare l'imparzialità, la non discriminazione e la trasparenza 
 Articolo 6 || Disciplina dei diritti e degli oneri imposti all'importazione o all'esportazione o ad esse collegati, e delle sanzioni: paragrafi 1 e 3 
 Articolo 7 || Svincolo e sdoganamento delle merci: paragrafi da 1 a 6, da 7.3 a 7.6, 8 e 9 
 Articolo 8 || Cooperazione tra le agenzie di frontiera: paragrafo 1 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10 || Formalità in relazione all'importazione, all'esportazione e al transito: paragrafi 1, 2.2, 2.3, 3, 5.1, 6, 7, 8 e 9 
 Articolo 11 || Libertà di transito: paragrafi da 1 a 6, da 8 a 11 e da 14 a 17   
 Articolo 12 || Cooperazione doganale: paragrafi 1, 3, 4, 5.1, 5.2, 12 
GABON
A norma della
decisione ministeriale del 7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911)
e dell'articolo 15 della sezione II dell'accordo sull'agevolazione
degli scambi commerciali, con il presente atto la Repubblica gabonese notifica
i propri impegni di categoria A, conformemente alle disposizioni elencate
di seguito:
 Articolo 5.2 || Blocco 
 Articolo 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 Articolo 7.8 || Spedizioni urgenti 
 Articolo 7.9 || Merci deperibili 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 Articolo 10.8 || Merci respinte 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
GUATEMALA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di categoria A
in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali (di seguito
"l'accordo").
In relazione a quanto precede, con il presente
atto il governo della Repubblica del Guatemala desidera informare il comitato
preparatorio che tutte le disposizioni della sezione I dell'accordo sono
state designate come impegni di categoria A in conformità al documento
WT/PCTF/W/27 dell'OMC, del 7 luglio2014, con le seguenti eccezioni:
Articolo 1.1.1, lettere d) ed f)
Articolo 1.2.1, lettere a) e b)
Articolo 1.3.1
Articolo 1.3.2
Articolo 1.4,
lettere b) e c)
Articolo 2.1.1
Articolo 3.9, lettera b),
punto iii)
Articolo 5
Articolo 6.1.4
Articolo 7.1.2
Articolo 7.4.3
Articolo 7.6.1
Articolo 7.6.2
Articolo 7.7.3, lettere a), d), e),
f) e g)
Articolo 7.8.2, lettere c) e d)
Articolo 7.9.3
Articolo 8.1
Articolo 8.2,
lettere d) ed e)
Articolo 10.1.1
Articolo 10.2.3
Articolo 10.4.1
Articolo 10.4.2
Articolo 11.17
Articolo 12.2.1
Articolo 12.3
Articolo 12.4
Articolo 12.5
Articolo 12.6
Articolo 12.7
Articolo 12.8
Articolo 12.9
Articolo 12.10
Articolo 12.11
HONDURAS 
A norma della
decisione ministeriale del 7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36) e
dell'articolo 15 della sezione II dell'accordo sull'agevolazione
degli scambi commerciali (di seguito "l'accordo"), con il presente
atto l'Honduras notifica i propri impegni di categoria A, conformemente
alle disposizioni elencate di seguito:
 Articolo 1.1 || Pubblicazione 
 Articolo 1.2 || Informazioni disponibili tramite Internet 
 Articolo 1.3 || Centri di informazione 
 Articolo 1.4 || Notifiche 
 Articolo 3 || Decisioni anticipate 
 Articolo 4 || Procedure di ricorso o riesame 
 Articolo 6.1 || Disposizioni generali in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati (fatta eccezione per gli articoli 6.1.3 e 6.1.4) 
 Articolo 6.2 || Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 Articolo 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 Articolo 7.2 || Pagamento elettronico 
 Articolo 7.4 || Gestione del rischio 
 Articolo 7.5 || Audit successivo allo sdoganamento 
 Articolo 7.8 || Spedizioni urgenti [fatta eccezione per l'articolo 7.8.2, lettera d)] 
 Articolo 7.9 || Merci deperibili (fatta eccezione per l'articolo 7.9.3) 
 Articolo 8 || Cooperazione tra le agenzie di frontiera [fatta eccezione per l'articolo 8.2, lettere c), d) ed e)] 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.1 || Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 Articolo 10.3 || Uso di norme internazionali 
 Articolo 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 10.8 || Merci respinte 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11 || Libertà di transito 
 Articolo 12.12 || Accordi bilaterali e regionali 
HONG KONG, CINA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo"). 
In relazione a quanto precede, il governo di
Hong Kong, Cina, si pregia di informare il comitato preparatorio che, con
il presente atto, Hong Kong, Cina, designa tutte le disposizioni contenute
negli articoli da 1 a 12 dell'accordo (allegato alla decisione
ministeriale di cui sopra) come impegni di categoria A. Tali disposizioni
saranno attuate al momento dell'entrata in vigore dell'accordo. 
Indonesia 
A norma della decisione
ministeriale del 7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36,WT/L/911), il comitato
preparatorio per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto
l'autorità del Consiglio generale (di seguito "il comitato
preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro
impegni di categoria A in forza dell'accordo
sull'agevolazione degli scambi commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Repubblica di Indonesia si pregia di informare il comitato preparatorio
che, con il presente atto, l'Indonesia designa le disposizioni dell'accordo
indicate di seguito come impegni di categoria A. Tali disposizioni saranno
attuate al momento dell'entrata in vigore dell'accordo:
 Articolo 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 Articolo 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
ISRAELE
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato
preparatorio per l'agevolazione degli scambi istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale ha, tra le altre funzioni, quella di ricevere dai membri la
notifica dei loro impegni di categoria A in forza dell'accordo
sull'agevolazione degli scambi.
In relazione a quanto precede, lo Stato di
Israele si pregia di informare il comitato preparatorio per l'agevolazione degli scambi che, con il presente atto, lo
Stato di Israele designa tutte le disposizioni contenute nella sezione I
dell'accordo come impegni di categoria A.
GIORDANIA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Giordania si pregia di informare il comitato preparatorio che tutte le
disposizioni contenute nella sezione I dell'accordo (allegato alla
decisione ministeriale sopra citata) sono designate dalla Giordania come
impegni di categoria A da attuare pienamente al momento dell'entrata in
vigore dell'accordo, con le seguenti eccezioni:
 Articolo 1.1 || Pubblicazione 
 Articolo 1.2 || Informazioni disponibili tramite Internet 
 Articolo 1.3 || Centri di informazione 
 Articolo 3.1 || Decisioni anticipate 
 Articolo 6.1 || Disposizioni generali in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 Articolo 10.1 || Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 Articolo 10.2 || Accettazione delle copie 
 Articolo 10.4 || Sportello unico 
 Articolo 11.5-10 || Procedure di transito e controlli 
COREA
Mi pregio di fare riferimento alla decisione
ministeriale del 7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), a norma
della quale il comitato preparatorio per l'agevolazione degli scambi
commerciali istituito sotto l'autorità del Consiglio generale (di seguito
"il comitato preparatorio") ha, tra le altre funzioni, quella di
ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di categoria A in forza
dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali (di seguito "l'accordo").
Mi pregio inoltre di informare il comitato
preparatorio che il governo della Repubblica di Corea ha deciso di designare
tutte le disposizioni contenute negli articoli da 1 a 12 dell'accordo come
impegni di categoria A. 
KUWAIT
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede lo Stato del
Kuwait si pregia di informare il comitato preparatorio che, con il presente
atto, lo Stato del Kuwait designa le disposizioni contenute
nell'allegato I come impegni di categoria A, con le seguenti
eccezioni:
 Articolo 3.1 || Decisioni anticipate 
 Articolo 6.2 || Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri per le operazioni doganali applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 7.4 || Gestione del rischio 
 Articolo 7.5 || Audit successivo allo sdoganamento 
 Articolo 7.7 || Misure di agevolazione degli scambi commerciali per gli operatori autorizzati 
 Articolo 7.9 || Merci deperibili 
 Articolo 8 || Cooperazione tra le agenzie di frontiera 
 Articolo 10.4 || Sportello unico 
 Articolo 11.11-15 || Garanzie per il traffico in transito 
 Articolo 12 || Cooperazione doganale 
REPUBBLICA DEL
KIRGHIZISTAN
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, per conto del
ministero dell'Economia della Repubblica del Kirghizistan ci pregiamo di
informare il comitato preparatorio che la Repubblica del Kirghizistan designa
le seguenti disposizioni, contenute nella sezione I dell'accordo (allegato
alla decisione ministeriale sopra citata), come impegni di categoria A. Tali
disposizioni saranno attuate al momento dell'entrata in vigore dell'accordo:
 Articolo 4 || Tutte le disposizioni (Procedure di ricorso o riesame) 
 Articolo 5 || Paragrafo 2 (Blocco) 
 Articolo 9 || (Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale) 
 Articolo 10 || Paragrafo 5 (Ispezioni pre-imbarco) 
 Articolo 11 || Paragrafi da 1 a 4 (Diritti, regolamenti, formalità e non discriminazione per il traffico in transito) 
MACAO, CINA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN (13)/36), il comitato preparatorio per
l'agevolazione degli scambi istituito sotto l'autorità del Consiglio generale
(di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le altre funzioni,
quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di categoria A
in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali (di seguito
"l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo di
Macao, Cina, si pregia di informare il comitato preparatorio che, con il
presente atto, Macao, Cina, designa tutte le disposizioni contenute negli
articoli da 1 a 12 dell'accordo come impegni di categoria A.
Tali disposizioni saranno attuate al momento dell'entrata in vigore
dell'accordo, con le seguenti eccezioni:
 Articolo 7: || Paragrafo 4 — Gestione del rischio; 
 Articolo 7: || Paragrafo 5 – Audit successivo allo sdoganamento; 
 Articolo 9:       || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale; 
 Articolo 10: || Paragrafo 4 – Sportello unico. 
MALAYSIA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali, istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Malaysia si pregia di informare il comitato preparatorio che, con il
presente atto, la Malaysia designa tutte le disposizioni contenute negli
articoli da 1 a 12 dell'accordo (allegato alla decisione ministeriale di
cui sopra) come impegni di categoria A, con le seguenti eccezioni:
 Articolo 7.8 || (Spedizioni urgenti), e 
 Articolo 11.9 || (Compilazione e trattamento anticipati della documentazione e dei dati di transito prima dell'arrivo delle merci). 
Maurizio
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali
(di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Repubblica di Maurizio si pregia di informare il comitato preparatorio
che, con il presente atto, la Repubblica di Maurizio designa le seguenti
disposizioni dell'accordo (allegato alla decisione ministeriale sopra citata)
come disposizioni di categoria A. Tali disposizioni saranno attuate al
momento dell'entrata in vigore dell'accordo:
 Articolo 1.1 || Pubblicazione 
 Articolo 1.2 || Informazioni disponibili tramite Internet 
 Articolo 1.4 || Notifiche 
 Articolo 2.1 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore 
 Articolo 2.2 || Consultazioni 
 Articolo 3 || Decisioni anticipate 
 Articolo 4 || Procedure di ricorso o riesame 
 Articolo 5.1 || Notifiche di controlli o ispezioni più approfonditi 
 Articolo 5.2 || Blocco 
 Articolo 6.1 || Disposizioni generali in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.2 || Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri per le operazioni doganali applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 Articolo 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 Articolo 7.2 || Pagamento elettronico 
 Articolo 7.3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 Articolo 7.5 || Audit successivo allo sdoganamento 
 Articolo 7.9 || Merci deperibili 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.1 || Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 Articolo 10.2 || Accettazione delle copie 
 Articolo 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 10.8 || Merci respinte 
 Articolo 10.9.1 || Ammissione temporanea delle merci 
 Articolo 11 || Libertà di transito 
 Articolo 23.2 || Comitati nazionali per l'agevolazione degli scambi 
MESSICO
A norma della
decisione ministeriale del 7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911),
il comitato preparatorio per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito
sotto l'autorità del Consiglio generale (di seguito "il comitato
preparatorio") ha, tra le altre funzioni, quella di ricevere dai membri la
notifica dei loro impegni di categoria A in forza dell'accordo
sull'agevolazione degli scambi commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo del
Messico si pregia di informare il comitato preparatorio che tutte le
disposizioni contenute nella sezione I dell'accordo (allegato alla
decisione ministeriale sopra citata) sono designate dal Messico come impegni di
categoria A da attuare pienamente al momento dell'entrata in vigore
dell'accordo.
MOLDOVA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Repubblica di Moldova si pregia di informare il comitato preparatorio che
le disposizioni contenute nella sezione I dell'accordo (allegato alla
decisione ministeriale sopra citata) indicate di seguito sono designate dalla
Repubblica di Moldova come impegni di categoria A. Tali disposizioni
saranno attuate al momento dell'entrata in vigore dell'accordo:
 Articolo 1 || Paragrafi 1 e 4 (Pubblicazione, Notifiche) 
 Articolo 3 || (DECISIONI ANTICIPATE) 
 Articolo 4 || (PROCEDURE DI RICORSO O RIESAME) 
 Articolo 5 || Paragrafo 2 (Blocco) 
 Articolo 6 || Paragrafo 2 (Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri per le operazioni doganali applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati) 
 Articolo 7 || Paragrafi 2, 4 e 5 (Pagamento elettronico, Gestione del rischio, Audit successivo allo sdoganamento) 
 Articolo 8 || (COOPERAZIONE TRA LE AGENZIE DI FRONTIERA) 
 Articolo 9 || (CIRCOLAZIONE DELLE MERCI DESTINATE ALL'IMPORTAZIONE SOTTO CONTROLLO DOGANALE) 
 Articolo 10 || Paragrafi 3 e da 5 a 9 (Uso di norme internazionali, Ispezioni pre-imbarco, Ricorso a spedizionieri doganali, Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione, Merci respinte, Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo) 
 Articolo 12 || Tutte le disposizioni 
MONGOLIA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali, istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Mongolia si pregia di informare il comitato preparatorio che, con il
presente atto, la Mongolia designa le disposizioni contenute nella
sezione I dell'accordo (allegato alla decisione ministeriale sopra citata)
indicate di seguito come impegni di categoria A. Tali disposizioni saranno
attuate al momento dell'entrata in vigore dell'accordo:
 Articolo 1.4 || Notifiche 
 Articolo 2.2 || Consultazioni 
 Articolo 4 || Procedure di ricorso o riesame 
 Articolo 5.2     || Blocco 
 Articolo 6.1 || Disposizioni generali in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.2 || Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 10.1 || Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 Articolo 10.2 || Accettazione delle copie 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 10.8 || Merci respinte 
 Articolo 11 || Libertà di transito 
Montenegro
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (wt/min(13)/36, wt/l/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi istituito sotto l'autorità del Consiglio
generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le altre
funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo del
Montenegro si pregia di informare il comitato preparatorio che, con il presente
atto, il Montenegro designa le seguenti disposizioni contenute nella sezione I
dell'accordo come impegni di categoria A. Tali disposizioni saranno
attuate al momento dell'entrata in vigore dell'accordo:
 Articolo 1.1 || Pubblicazione 
 Articolo 2.1 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore 
 Articolo 2.2 || Consultazioni 
 Articolo 3.1 || Decisioni anticipate 
 Articolo 4        || Procedure di ricorso o di riesame 
 Articolo 5.2 || Blocco 
 Articolo 5.3 || Procedure di prova 
 Articolo 6.2 || Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 Articolo 7.2 || Pagamento elettronico 
 Articolo 7.3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 Articolo 7.7 || Misure di agevolazione degli scambi commerciali per gli operatori autorizzati 
 Articolo 8 || Cooperazione tra le agenzie di frontiera 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.1 || Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 Articolo 10.2 || Accettazione delle copie 
 Articolo 10.3 || Uso di norme internazionali 
 Articolo 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 10.8 || Merci respinte 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11.1-11.3       || Diritti, regolamenti e formalità per il traffico in transito 
 Articolo 11.4 || Non discriminazione rafforzata per il traffico in transito 
 Articolo 11.11-11.15 || Garanzie per il traffico in transito 
 Articolo 11.16-11.17 || Cooperazione e coordinamento in materia di transito 
 Articolo 12      || Cooperazione doganale 
REGNO DEL MAROCCO

A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36 - WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali.
In relazione a quanto precede, il Regno del
Marocco si pregia di informare il comitato preparatorio che le seguenti disposizioni
sono designate dal Regno del Marocco come impegni di categoria A.
 Articolo 1.1 || Pubblicazione 
 Articolo 1.2 || Informazioni disponibili tramite Internet 
 Articolo 1.3 || Centri di informazione 
 Articolo 1.4 || Notifiche 
 Articolo 2.1 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore 
 Articolo 2.2 || Consultazioni 
 Articolo 3 || Decisioni anticipate 
 Articolo 4 || Procedure di ricorso o riesame 
 Articolo 5.2 || Blocco 
 Articolo 5.3 || Procedure di prova 
 Articolo 6.1 || Disposizioni generali in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.2 || Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri per le operazioni doganali applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 Articolo 7.2 || Pagamento elettronico 
 Articolo 7.3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 Articolo 7.5 || Audit successivo allo sdoganamento 
 Articolo 7.6 || Definizione e pubblicazione dei tempi medi di svincolo 
 Articolo 7.7 || Misure di agevolazione degli scambi commerciali per gli operatori autorizzati 
 Articolo 7.8 || Spedizioni urgenti 
 Articolo 8 || Cooperazione tra le agenzie di frontiera 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.1 || Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 Articolo 10.2 || Accettazione delle copie 
 Articolo 10.3 || Uso di norme internazionali 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 10.8 || Merci respinte 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11 || Libertà di transito 
 Articolo 12 || Cooperazione doganale 
 Articolo 13.2 || Comitati nazionali per l'agevolazione degli scambi 
NICARAGUA
A norma della
decisione ministeriale del 7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911),
il comitato preparatorio per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito
sotto l'autorità del Consiglio generale (di seguito "il comitato
preparatorio") ha, tra le altre funzioni, quella di ricevere dai membri la
notifica dei loro impegni di categoria A in forza dell'accordo
sull'agevolazione degli scambi commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo del
Nicaragua si pregia di notificare al comitato preparatorio le disposizioni
della sezione I dell'accordo designate come impegni di categoria A.
 Articolo 1.2 || Informazioni disponibili tramite Internet 
 Articolo 1.4 || Notifiche 
 Articolo 2.1 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore 
 Articolo 2.2 || Consultazioni 
 Articolo 3 || Decisioni anticipate 
 Articolo 4.1 || Diritto a un ricorso o a un riesame 
 Articolo 5.2 || Blocco 
 Articolo 6.1 || Disposizioni generali in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 Articolo 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 Articolo 7.3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 Articolo 7.4 || Gestione del rischio 
 Articolo 7.5 || Audit successivo allo sdoganamento 
 Articolo 7.8 || Spedizioni urgenti 
 Articolo 7.9 || Merci deperibili 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.1 || Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 Articolo 10.3 || Uso di norme internazionali 
 Articolo 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 10.8 || Merci respinte 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11 || Libertà di transito 
 Articolo 12.1 || Misure per la promozione della conformità e della cooperazione 
 Articolo 12.2 || Scambio di informazioni 
 Articolo 12.3 || Verifica 
 Articolo 12.4 || Richiesta 
 Articolo 12.5 || Protezione e riservatezza 
 Articolo 12.6 || Comunicazione di informazioni 
 Articolo 12.7 || Rinvio o rifiuto di una richiesta 
 Articolo 12.8 || Reciprocità 
 Articolo 12.9 || Onere amministrativo 
 Articolo 12.10 || Limitazioni 
 Articolo 12.11 || Uso non autorizzato o divulgazione 
 Articolo 12.12 || Accordi bilaterali e regionali 
 Articolo 13.2 || Comitati nazionali per l'agevolazione degli scambi commerciali 
NIGERIA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN (13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi istituito sotto l'autorità del Consiglio generale
(di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le altre funzioni,
quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di categoria A
in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali (di seguito
"l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Repubblica federale della Nigeria si pregia di informare il comitato
preparatorio che, con il presente atto, la Nigeria designa le seguenti
disposizioni contenute nella sezione I dell'accordo come impegni di
categoria A. Tali disposizioni saranno attuate al momento dell'entrata in
vigore dell'accordo:
 Articolo 6.3: || Disposizioni in materia di sanzioni; 
 Articolo 7.1: || Trattamento pre-arrivo; 
 Articolo 7.3: || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri; 
 Articolo 9:       || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale; 
 Articolo 10.7: || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione; 
 Articolo 10.9: || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo; 
 Articolo 11.3: || Restrizioni volontarie; 
 Articolo 11.4: || Non discriminazione; 
 Articolo 11.6: || Requisiti in materia di documentazione; 
 Articolo 11.8: || Non applicazione degli ostacoli tecnici agli scambi; 
 Articolo 11.9: || Compilazione e trattamento anticipati della documentazione e dei dati di transito; 
 Articolo 11.10: || Rapida conclusione delle operazioni di transito; e 
 Articolo 11.11: || Garanzie per il traffico in transito. 
OMAN
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo del
Sultanato dell'Oman si pregia di informare il comitato preparatorio che, con il
presente atto, il Sultanato dell'Oman designa le disposizioni dell'accordo
indicate di seguito come impegni di categoria A. Tali disposizioni saranno
attuate al momento dell'entrata in vigore dell'accordo:
 Articolo 1 || Pubblicazioni: 
 1.1 || Informazioni disponibili tramite Internet 
 1.4 || Notifiche 
 Articolo 2 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore e consultazioni: 
 2.2 || Consultazioni 
 Articolo 4 || Procedure di ricorso o riesame: 
 4.1       || Diritto a un ricorso o a un riesame 
 Articolo 5 || Altre misure volte a rafforzare l'imparzialità, la non discriminazione e la trasparenza: 
 5.1 || Notifiche di controlli o ispezioni più approfonditi 
 5.2 || Blocco 
 5.3 || Procedure di prova 
 Articolo 6 || Disciplina dei diritti e degli oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati: 
 6.1 || Disposizioni generali in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 6.2 || Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 7 || Svincolo e sdoganamento delle merci: 
 7.3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10 || Formalità in relazione all'importazione, all'esportazione e al transito: 
 10.3 || Uso di norme internazionali 
 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 10.8 || Merci respinte 
 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11 || Libertà di transito: 
 11.1.3 || Diritti, regolamenti e formalità per il traffico in transito 
 11.4 || Non discriminazione rafforzata per il traffico in transito 
 11.11.1 || Garanzie per il traffico in transito 
 Articolo 13 || Disposizioni istituzionali: 
 13.2 || Comitati nazionali per l'agevolazione degli scambi commerciali 
PANAMA 
A norma dei paragrafi 2 e 3 della
decisione ministeriale del 7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911)
e in conformità all' articolo15 della sezione II dell'accordo
sull'agevolazione degli scambi commerciali (di seguito "l'accordo"),
con il presente atto la Repubblica di Panama informa che le disposizioni di cui
alla sezione I dell'accordo indicate di seguito sono state designate come
impegni di categoria A da attuare al momento dell'entrata in vigore
dell'accordo:
 Articolo 1.3 || Centri di informazione 
 Articolo 4 || Procedure di ricorso o riesame 
 Articolo 5.1 || Notifiche di controlli o ispezioni più approfonditi 
 Articolo 5.2 || Blocco 
 Articolo 6.1 || Disposizioni generali in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.2 || Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 Articolo 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 Articolo 7.3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 Articolo 7.4 || Gestione del rischio 
 Articolo 7.5 || Audit successivo allo sdoganamento 
 Articolo 7.6 || Definizione e pubblicazione dei tempi medi di svincolo 
 Articolo 7.7 || Misure di agevolazione degli scambi commerciali per gli operatori autorizzati 
 Articolo 7.8 || Spedizioni urgenti 
 Articolo 7.9 || Merci deperibili 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.1 || Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 Articolo 10.2 || Accettazione delle copie 
 Articolo 10.3 || Uso di norme internazionali 
 Articolo 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.8 || Merci respinte 
 Articolo 10.9   || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11 || Libertà di transito 
 Articolo 12.1 || Misure per la promozione della conformità e della cooperazione 
 Articolo 12.2 || Scambio di informazioni 
 Articolo 12.3 || Verifica 
 Articolo 12.4 || Richiesta 
 Articolo 12.5 || Protezione e riservatezza 
 Articolo 12.6 || Comunicazione di informazioni 
 Articolo 12.7 || Rinvio o rifiuto di una richiesta 
 Articolo 12.8 || Reciprocità 
 Articolo 12.9 || Onere amministrativo 
 Articolo 12.10 || Limitazioni 
 Articolo 12.11 || Uso non autorizzato o divulgazione 
 Articolo 12.12 || Accordi bilaterali e regionali 
PARAGUAY
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36) e dell'articolo 15 della
sezione II dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali, con il
presente atto la Repubblica del Paraguay notifica i propri impegni di
categoria A, conformemente alle disposizioni elencate di seguito:
 Numero dell'articolo/ Paragrafi* || Descrizione 
 3 || Decisioni anticipate 
 4 || Procedure di ricorso o riesame 
 5.2 || Blocco 
 7.2 || Pagamento elettronico 
 7.4 || Gestione del rischio 
 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 10.2 || Accettazione delle copie 
 10.3 || Uso di norme internazionali 
 10.4 || Sportello unico 
 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 10.8 || Merci respinte 
 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 11 || Libertà di transito 
 12 || Cooperazione doganale 
* Nei casi in cui si fa riferimento a
paragrafi specifici, gli impegni assunti dalla Repubblica del Paraguay
sono limitati al contenuto di tali paragrafi specifici, non a quello
dell'intero articolo.
PERÙ 
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36) e in conformità all'articolo 15
della sezione II dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali
(di seguito "l'accordo"), con il presente atto la Repubblica del Perù
informa che tutte le disposizioni di cui alla sezione I dell'accordo sono
state designate come impegni di categoria A da attuare al momento
dell'entrata in vigore dell'accordo, con le seguenti eccezioni:
 - Articolo 3 || Decisioni anticipate 
 - Articolo 5.1 || Notifiche di controlli o ispezioni più approfonditi 
 - Articolo 5.3 || Procedure di prova 
 - Articolo 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 - Articolo 8 || Cooperazione tra le agenzie di frontiera 
 - Articolo 10.4 || Sportello unico 
 - Articolo 12 || Cooperazione doganale 
FILIPPINE 
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali, istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali
(di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
delle Filippine si pregia di informare il comitato preparatorio che le
disposizioni contenute nella sezione I dell'accordo (allegato alla
decisione ministeriale di cui sopra) indicate di seguito sono designate dalle
Filippine come impegni di categoria A:
 Articolo 1.1 || Pubblicazione 
 Articolo 1.2 || Informazioni disponibili tramite Internet 
 Articolo 1.3 || Centri di informazione 
 Articolo 1.4 || Notifiche 
 Articolo 2.1 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore 
 Articolo 3 || Decisioni anticipate 
 Articolo 4 || Procedure di ricorso o riesame 
 Articolo 5.2 || Blocco 
 Articolo 5.3 || Procedure di prova 
 Articolo 6.1 || Disposizioni generali in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.2 || Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri per le operazioni doganali applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 Articolo 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 Articolo 7.3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 Articolo 7.4 || Gestione del rischio 
 Articolo 7.6 || Definizione e pubblicazione dei tempi medi di svincolo 
 Articolo 7.7 || Misure di agevolazione degli scambi commerciali per gli operatori autorizzati 
 Articolo 7.8 || Spedizioni urgenti 
 Articolo 7.9 || Merci deperibili 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.2 || Accettazione delle copie 
 Articolo 10.3 || Uso di norme internazionali 
 Articolo 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11 || Libertà di transito 
 Articolo 12 || Cooperazione doganale 
QATAR
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
dello Stato del Qatar si pregia di informare il comitato preparatorio per
l'agevolazione degli scambi che, con il presente atto, lo Stato del Qatar
designa come impegni di categoria A tutte le disposizioni di cui alla
sezione I dell'accordo, con la seguente eccezione:
 - 7.7 || Misure di agevolazione degli scambi commerciali per gli operatori autorizzati 
REGNO DELL'ARABIA SAUDITA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali, istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo del
Regno dell'Arabia Saudita si pregia di informare il comitato preparatorio che
tutte le disposizioni contenute nella sezione I dell'accordo (allegato
alla decisione ministeriale sopra citata) sono designate dal Regno dell'Arabia
Saudita come impegni di categoria A da attuare pienamente al momento
dell'entrata in vigore dell'accordo, con le seguenti eccezioni:
 - Articolo 2.1 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore 
 - Articolo 10.4 || Sportello unico 
SENEGAL
A norma della decisione ministeriale del 7 dicembre 2013
(WT/MIN (13)/36) relativa all'accordo sull'agevolazione degli scambi, con il
presente atto il Senegal comunica i propri impegni di categoria A,
conformemente alle disposizioni elencate qui di seguito:
   || ARTICOLO/PARAGRAFO || DESCRIZIONE 
 1 || 2.1 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore 
 2 || 2.2 || Consultazioni   
 3 || 4 || Procedure di ricorso o riesame   
 4 || 5.2 || Blocco   
 5 || 5.3 || Procedure di prova   
 6 || 7.1 || Trattamento pre-arrivo   
 7 || 7.2 || Pagamento elettronico   
 8 || 7.3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 9 || 7.4 || Gestione del rischio   
 10 || 7.6 || Definizione e pubblicazione dei tempi medi di svincolo 
 11 || 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 12 || 10.2 || Accettazione delle copie   
 13 || 10.3 || Uso di norme internazionali   
 14 || 10.4 || Sportello unico   
 15 || 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali   
 16 || 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 17 || 10.8 || Merci respinte   
 18 || 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 19 || 12 || Cooperazione doganale   
SINGAPORE
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Repubblica di Singapore si pregia di informare il comitato preparatorio
che, con il presente atto, la Repubblica di Singapore designa tutte le
disposizioni contenute negli articoli da 1 a 12 dell'accordo (allegato
alla decisione ministeriale di cui sopra) come impegni di categoria A.
Tali disposizioni saranno attuate al momento dell'entrata in vigore dell'accordo.
SRI LANKA 
A norma della decisione
ministeriale del 7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio per l'agevolazione
degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del Consiglio generale (di
seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le altre funzioni, quella
di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di categoria A in
forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali (di seguito
"l'accordo").
In relazione a quanto
precede, il governo della Repubblica democratica socialista di Sri Lanka
si pregia di informare il comitato preparatorio che, con il presente atto, le
disposizioni dell'accordo (allegato alla decisione ministeriale sopra citata)
indicate di seguito sono designate dalla Repubblica democratica socialista di
Sri Lanka come impegni di categoria A. Tali disposizioni saranno attuate
al momento dell'entrata in vigore dell'accordo:
 Disposizioni || Titolo 
 4.1 || Diritto a un ricorso o a un riesame 
 5.2 || Blocco 
 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 7.2 || Pagamento elettronico 
 7.8 || Spedizioni urgenti 
 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 10.8 || Merci respinte 
 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 11 || Libertà di transito 
TERRITORIO DOGANALE DISTINTO DIKINMEN, MATSU, PENGHU E TAIWAN
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il territorio
doganale distinto di Kinmen, Matsu, Penghu e Taiwan si pregia di informare il
comitato preparatorio che tutte le disposizioni contenute negli articoli
da 1 a 12 dell'accordo (allegato alla decisione ministeriale sopra citata)
sono da esso designate come impegni di categoria A da attuare pienamente
al momento dell'entrata in vigore dell'accordo.
TAGIKISTAN 
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale è autorizzato, tra l'altro, a ricevere dai membri la notifica
dei loro impegni di categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione
degli scambi commerciali.
In relazione a quanto precede, il governo del
Tagikistan si pregia di informare il comitato preparatorio che le disposizioni
della sezione I dell'accordo (allegato alla decisione ministeriale sopra
citata) indicate di seguito sono designate dalla Repubblica di Tagikistan come
impegni di categoria A da attuare pienamente al momento dell'entrata in
vigore dell'accordo:
 Articolo 1 ||   
 Paragrafo 1 || Pubblicazione 
 Paragrafo 2 || Informazioni disponibili tramite Internet 
 Articolo 4 || Tutte le disposizioni 
 Articolo 5 ||   
 Paragrafo 2 || Blocco 
 Paragrafo 3 || Procedure di prova 
 Articolo 6 || Tutte le disposizioni 
 Articolo 7 ||   
 Paragrafo 1 || Trattamento pre-arrivo 
 Paragrafo 3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 Paragrafo 4 || Gestione del rischio 
 Paragrafo 5 || Audit successivo allo sdoganamento 
 Paragrafo 6 || Definizione e pubblicazione dei tempi medi di svincolo 
 Paragrafo 8 || Spedizioni urgenti 
 Paragrafo 9 || Merci deperibili 
 Articolo 8 || Paragrafo 1 
 Articolo 9 || Tutte le disposizioni 
 Articolo 10 ||   
 Paragrafo 1 || Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 Paragrafo 2 || Accettazione delle copie 
 Paragrafo 3 || Uso di norme internazionali 
 Paragrafo 5 || Ispezioni pre-imbarco 
 Paragrafo 6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Paragrafo 7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Paragrafo 8 || Merci respinte 
 Paragrafo 9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11 || Tutte le disposizioni 
THAILANDIA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
reale della Thailandia si pregia di informare il comitato preparatorio che, con
il presente atto, la Thailandia designa tutte le disposizioni contenute nella
sezione I dell'accordo come impegni di categoria A, da attuare al
momento dell'entrata in vigore dell'accordo, con le seguenti eccezioni:
 Articolo 3 || Decisioni anticipate: paragrafi 5 e 6 
 Articolo 4 || Procedure di ricorso o riesame: paragrafo 4 
 Articolo 5 || Altre misure: paragrafo 1 (Notifiche) e paragrafo 3 (Procedure di prova) 
 Articolo 6 || Disciplina dei diritti e degli oneri: paragrafi 3.4 e 3.7 (Disposizioni in materia di sanzioni) 
 Articolo 7 || Svincolo e sdoganamento delle merci: paragrafo 1.1 (Trattamento pre-arrivo) 
 Articolo 10 || Formalità: paragrafi 8 (Merci respinte) e 9 (Ammissione temporanea) 
 Articolo 11 || Libertà di transito: paragrafi 1, 8 e 9 
 Articolo 12 || Cooperazione doganale: paragrafo 2 (Scambio di informazioni), paragrafo 5.1, lettere da c) a f), e paragrafo 6.1 (Comunicazione di informazioni) 
TUNISIA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911) e dell'articolo 15
della sezione II dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali,
con il presente atto il governo della Repubblica tunisina notifica di seguito le
disposizioni di tale accordo designate come impegni di categoria A:
 Numero dell'articolo o del paragrafo*   || Descrizione   
 1.1 || Pubblicazione 
 1.2 || Informazioni disponibili tramite Internet 
 1.3 || Centri di informazione 
 1.4 || Notifiche 
 2.1 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore 
 4 || Procedure di ricorso o riesame 
 5.2 || Blocco 
 6.3 || Disposizioni in materia di sanzioni 
 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 7.3 || Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva di dazi doganali, imposte, diritti e oneri 
 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 10.2 || Accettazione delle copie 
 10.5 || Ispezioni pre-imbarco 
 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 10.8 || Merci respinte 
 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 11, tranne il paragrafo 5 || Libertà di transito, fatta eccezione per la messa a disposizione di infrastrutture fisiche separate per il traffico in transito. 
 12 || Cooperazione doganale 
 23.2 || Comitati nazionali per l'agevolazione degli scambi commerciali 
* Nei casi in
cui si fa riferimento ad un paragrafo specifico di un articolo, gli impegni
assunti dalla Repubblica tunisina sono limitati al contenuto di tali paragrafi
specifici e non riguardano le altre disposizioni dell'articolo.
TURCHIA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali, istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali
(di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Turchia si pregia di informare il comitato preparatorio che tutte le
disposizioni contenute nella sezione I dell'accordo (allegato alla
decisione ministeriale sopra citata) sono designate dalla Turchia come impegni
di categoria A da attuare pienamente al momento dell'entrata in vigore
dell'accordo, con la seguente eccezione:
 Articolo 7.9 || "Merci deperibili" 
UCRAINA
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali, istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
dell'Ucraina si pregia di informare il comitato preparatorio che, con il
presente atto, l'Ucraina designa le disposizioni contenute nella sezione I
dell'accordo indicate di seguito come impegni di categoria A. Tali
disposizioni saranno attuate al momento dell'entrata in vigore dell'accordo:
 Articolo 1.1 || Pubblicazione 
 Articolo 1.2 || Informazioni disponibili tramite Internet 
 Articolo 7.1 || Trattamento pre-arrivo 
 Articolo 7.4 || Gestione del rischio (fatta eccezione per gli articoli 7.4.1, 7.4.2 e 7.4.3) 
 Articolo 7.7 || Misure di agevolazione degli scambi commerciali per gli operatori autorizzati 
 Articolo 7.8 || Spedizioni urgenti 
 Articolo 7.9 || Merci deperibili (fatta eccezione per gli articoli 7.9.1 e 7.9.2) 
 Articolo 8 || Cooperazione tra le agenzie di frontiera                      
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.8 || Merci respinte (fatta eccezione per l'articolo 10.8.2) 
 Articolo 10.9 || Ammissione temporanea delle merci e perfezionamento attivo e passivo 
 Articolo 11 || Libertà di transito (fatta eccezione per l'articolo 11, paragrafi da 3 a 8 e 10) 
URUGUAY
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36) e in conformità all'articolo 15
della sezione II dell'accordo sull'agevolazione degli scambi commerciali
(di seguito "l'accordo"), la Repubblica orientale dell'Uruguay
designa tutte le disposizioni della sezione I dell'accordo come impegni di
categoria A a decorrere dalla sua entrata in vigore, fatta eccezione per
l'articolo 7.3 (Separazione dello svincolo dalla determinazione definitiva
di dazi doganali, imposte, diritti e oneri), designato come impegno di
categoria B.
VIETNAM
A norma della decisione ministeriale del
7 dicembre 2013 (WT/MIN(13)/36, WT/L/911), il comitato preparatorio
per l'agevolazione degli scambi commerciali, istituito sotto l'autorità del
Consiglio generale (di seguito "il comitato preparatorio") ha, tra le
altre funzioni, quella di ricevere dai membri la notifica dei loro impegni di
categoria A in forza dell'accordo sull'agevolazione degli scambi
commerciali (di seguito "l'accordo").
In relazione a quanto precede, il governo
della Repubblica socialista del Vietnam si pregia di informare il comitato
preparatorio che, con il presente atto, il Vietnam designa le disposizioni
contenute nella sezione I dell'accordo indicate di seguito come impegni di
categoria A. Tali disposizioni saranno attuate al momento dell'entrata in
vigore dell'accordo:
 Articolo 1.3 || Centri di informazione 
 Articolo 1.4 || Notifiche 
 Articolo 2.1 || Opportunità di presentare osservazioni, informazioni prima dell'entrata in vigore 
 Articolo 2.2 || Consultazioni 
 Articolo 4.1 || Diritto a un ricorso o a un riesame 
 Articolo 6.1 || Disposizioni generali in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 6.2 || Disposizioni specifiche in materia di diritti e oneri applicati all'importazione e all'esportazione o ad esse collegati 
 Articolo 7.8 || Spedizioni urgenti 
 Articolo 9 || Circolazione delle merci destinate all'importazione sotto controllo doganale 
 Articolo 10.1 || Formalità e requisiti in materia di documentazione 
 Articolo 10.2 || Accettazione delle copie 
 Articolo 10.6 || Ricorso a spedizionieri doganali 
 Articolo 10.7 || Procedure di frontiera comuni e requisiti uniformi in materia di documentazione 
 Articolo 11.1-3 || Diritti, regolamenti e formalità per il traffico in transito 
 Articolo 11.4 || Non discriminazione rafforzata per il traffico in transito