CELEX: 62020TN0479
Language: it
Date: 2020-07-28 00:00:00
Title: Causa T-479/20: Ricorso proposto il 28 luglio 2020 — Eurobolt e a. / Commissione

14.9.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 304/22
            
         
      Ricorso proposto il 28 luglio 2020 — Eurobolt e a. / Commissione
      (Causa T-479/20)
      (2020/C 304/26)
      Lingua processuale: l'inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Eurobolt BV (‘s-Heerenberg, Paesi Bassi), Fabory Nederland BV (Tilburg, Paesi Bassi), ASF Fischer BV (Lelystad, Paesi Bassi), Stafa Group BV (Maarheeze, Paesi Bassi) (rappresentanti: S. De Knop, B. Natens e A. Willems, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  dichiarare il ricorso ricevibile;
               
            
                  —
               
               
                  annullare il regolamento di esecuzione (UE) 2020/611 della Commissione del 30 aprile 2020 che reistituisce il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento (CE) n. 91/2009 del Consiglio sulle importazioni di determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio originari della Repubblica popolare cinese ed esteso alle importazioni di determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio spediti dalla Malaysia, indipendentemente dal fatto che siano dichiarati o no originari della Malaysia (1), e
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione europea alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che il regolamento (UE) n. 2020/611, «rimediando» retroattivamente ad una violazione delle forme sostanziali, viola gli articoli 266 e 264 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e il principio della tutela giurisdizionale effettiva.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che il regolamento (UE) n. 2020/611, essendo privo di un valido fondamento giuridico, viola l'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1225/2009 (2), l'articolo 5, paragrafi 1 e 2, del Trattato sull'Unione europea («TUE») e il principio di buona amministrazione.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che il regolamento (UE) n. 2020/611, vietando il rimborso e ordinando la riscossione dei dazi antidumping rimborsati, viola l'articolo 5, paragrafi 1 e 2, TUE.
               
            
         (1)  GU 2020, L 141, pag. 1.
      
         (2)  Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (GU 2009 L 343, pag. 51).