CELEX: 52001PC0546
Language: it
Date: 2001-10-02
Title: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione delle vendite nel mercato interno

Avis juridique important

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52001PC0546

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione delle vendite nel mercato interno  /* COM/2001/0546 def. - COD 2001/0227 */  

Gazzetta ufficiale n. 075 E del 26/03/2002 pag. 0011 - 0016

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione delle vendite nel mercato interno(Presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Scelta dello strumento giuridico Lo strumento comunitario proposto assume la forma di un regolamento, ritenuta la più appropriata al fine di:Stabilire regole uniformi in merito a problemi individuati con estrema precisione La specificità della presente proposta risiede nel fatto di essere stata preparata dalla Commissione, in collaborazione con gli Stati membri e le parti interessate, con tre anni d'intensa attività che hanno reso possibile identificare con grande precisione i tipi di disposizioni da armonizzare a livello comunitario nonché i relativi contenuti. L'attività preparatoria ha posto in risalto la necessità d'affrontare in modo molto mirato un numero limitato di questioni. L'analisi compiuta mostra che per un'ampia sfera di attività economiche connesse in modo diretto od indiretto alle promozioni commerciali l'obiettivo del mercato interno può essere conseguito grazie ad un numero relativamente ridotto di prescrizioni comunitarie precise, incondizionate ed uniformi, tali da garantire un livello elevato di tutela degli obiettivi pertinenti d'interesse pubblico, piuttosto che mediante una direttiva quadro la quale stabilisca regole generali. Lo strumento del regolamento è quindi appropriato per le prescrizioni di questo tipo.Garantire la trasparenza dei prezzi e rafforzare la certezza del dirittoLa specificità delle attività promozionali consiste nel fatto di essere direttamente collegate alla trasparenza dei prezzi, un requisito essenziale per il buon funzionamento del mercato interno in quanto consente la ricerca delle offerte migliori, a tutto vantaggio delle imprese e dei clienti. Giacché dunque le attività promozionali risultano direttamente collegate ai prezzi e rivestono un ruolo fondamentale nel processo di segnalazione del mercato per salvaguardare la trasparenza dei prezzi è di cruciale importanza presentarle in base a regole uniformi, altrimenti si corre il rischio che ridurre la trasparenza dei segnalai di mercato. Un regolamento risponde all'esigenza di disposizioni comunitarie direttamente applicabili, molto precise ed incondizionate, il cui campo d'applicazione risulti esattamente identico in tutta l'Unione europea. Ciò garantisce la par condicio per l'attività delle imprese nonché la certezza del diritto per le imprese (in particolare PMI) ed i loro clienti. Soddisfare l'urgente necessità di regole uniformi alla vigilia dell'introduzione dell'euroL'imminente varo dell'euro comporterà due effetti specifici. Da un lato esso incrementerà il ricorso ad attività promozionali poiché la possibilità di confronti di prezzo immediati indurrà i consumatori a cercare offerte vantaggiose, cosicché i promotori cercheranno di attirare la loro attenzione facendo crescente ricorso ad attività promozionali. Dall'altro lato tuttavia la maggior trasparenza dei prezzi dovuta all'euro potrebbe essere contrastata dall'impiego d'iniziative promozionali non trasparenti, atte a trarre in inganno i clienti e ad impedir loro di effettuare scelte informate.Per questi due motivi è di cruciale importanza essenziale rendere al più presto uniformi in tutta la Comunità le regole del gioco. A causa dei tempi tecnici necessari per il recepimento nelle legislazioni nazionali alla trasposizione e delle sue caratteristiche di flessibilità una direttiva ritarderebbe inutilmente la fruizione dei vantaggi che l'introduzione dell'euro comporta in fatto di trasparenza dei prezzi.L'esigenza di agire con rapidità risulta infine ulteriormente rafforzata dalla direttiva sul commercio elettronico, la cui trasposizione nelle legislazioni nazionali deve aver luogo entro il gennaio 2002. Il Consiglio ha espressamente richiesto un'armonizzazione aggiuntiva nel campo della comunicazione commerciale che eviti ogni discriminazione tra commercio on-line e off-line. Tale richiesta sottolinea ancora una volta la necessità di un insieme di regole comuni in questo campo.Garantire la coerenza con il nuovo approccio comunitario ad una normativa miglioreLa scelta di servirsi di un regolamento è coerente con i criteri sui quali dovrebbe fondarsi una decisione di questo tipo secondo quanto stabilito dal protocollo allegato al trattato di Amsterdam sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. La Commissione ritiene inappropriato proporre una direttiva quadro in questo settore perché la comunicazione del 1998 ha già stabilito i necessari riferimenti per le politiche da perseguire. Il regolamento proposto non concerne nuove settori d'intervento, ma rappresenta piuttosto un'applicazione concreta della politica in tema di comunicazione commerciale adottata nel 1998, su cui si basa il lavoro svolto con gli Stati membri negli ultimi tre anni. L'ampiezza di tale lavoro di preparazione ha consentito d'identificare in modo molto preciso la portata e le soluzioni proposte, e il regolamento fondato su di esso evita un gravoso e lungo processo di applicazione nei quindici Stati membri. Il protocollo specifica che la natura e il livello dell'azione comunitaria devono lasciare quanto più spazio possibile alle decisioni a livello nazionale, aggiungendo un chiaro monito che queste devono risultare coerenti con la salvaguardia delle finalità del provvedimento nel rispetto dei requisiti stabiliti dal trattato. A questo proposito va rilevato che:- da un lato la finalità dello strumento, che deve fornire quanto più rapidamente possibile la certezza del diritto e la par condicio per le imprese ed i loro clienti, può essere conseguita nel modo migliore mediante le regole uniformi direttamente applicabili che in un regolamento;- dall'altro lato il regolamento proposto si limita ad una serie ristretta e ben definita di prescrizioni e dispone il riconoscimento reciproco in altri settori, nei quali lascia di conseguenza spazio sufficiente per le decisioni a livello nazionale, conformemente allo spirito del già citato protocollo.2. Descrizione per articoloArticolo 1 - ObiettivoQuesto articolo presenta l'obiettivo, che è quello di garantire il corretto funzionamento del mercato interno eliminando le restrizioni alla libera circolazione dei servizi tra Stati membri, garantendo la libertà di stabilimento ed eliminando le notevoli distorsioni della concorrenza tra gli Stati membri.L'obiettivo è altresì quello di agevolare la libera circolazione delle merci che si giovano dell'impiego di promozioni commerciali. Articolo 2 - DefinizioniTutte le seguenti definizioni sono basate sui risultati dell'intensa attività svolta dal gruppo di esperti degli Stati membri nel corso dei dodici incontri tenuti a proposito della regolamentazione transfrontaliera delle attività promozionali.Sottoparagrafo (a) "comunicazione commerciale"Questa definizione è basata sulla definizione utilizzata nella direttiva 2000/31 relativa ad alcuni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno, e risulta parimenti coerente con la politica della Commissione in merito quale definita nella comunicazione intitolata "Seguito dato al Libro verde sulla comunicazione commerciale nel mercato interno". Sottoparagrafo (c) "promotore"Il "promotore" [1] è la persona fisica o giuridica per conto della quale è utilizzata [2] o pubblicizzata una promozione delle vendite. Il promotore è tipicamente un fabbricante, un prestatore di servizi o un rivenditore al dettaglio che offre merci o servizi. [1]    Il termine "promotore" viene utilizzato nei codici ICC sulla pubblicità.[2]   Le nozioni di "impiego" e "utilizzatori" sono definite nel COM (1998) 121 def.Sottoparagrafo (d) "cliente"Qualsiasi individuo che approfitta dell'offerta fatta nell'ambito di un'iniziativa promozionale costituisce un cliente. Nel novero dei clienti rientrano: - persone fisiche o giuridiche; e - nel caso di una persona giuridica, tutte le forme di società o d'organizzazione che svolgano un'attività economica.Sottoparagrafi da (e) a (i) "sconto"; "omaggio regalo"; "omaggio premio"; "concorso promozionale" e "gioco promozionale"Un'iniziativa promozionale consiste in un'offerta temporanea. Ciò spiega perché il presente regolamento obblighi i "promotori" che si occupano di promozione delle vendite ad indicare la durata dell'iniziativa promozionale nelle relative comunicazioni commerciali.Anche quando la promozione delle vendite è costituita da un omaggio regalo o da un omaggio premio resta inteso che potrebbero esserci costi aggiuntivi ridotti a carico del beneficiario. Ad es. le spese postali e di imballaggio. Qualsiasi costo connesso all'iniziativa promozionale va specificato e dichiarato nella relativa comunicazione commerciale. Sottoparagrafo (j ) "minori"Il diritto comunitario contempla diverse definizioni di "minori" (si vedano ad esempio le direttive 96/5/CE, 91/321/CEE e 73/148/CEE). Nel presente regolamento si definisce minore è definito ogni individuo di età inferiore ai 14 anni. Questo limite di età corrisponde a quello adottato dal codice internazionale ICC/ESOMAR per le pratiche di ricerca sociale e di mercato. Sottoparagrafo (k ) "bevande alcoliche"Questa definizione di bevande alcoliche è coerente con la definizione particolareggiata datane nella direttiva 92/83/CEE. Sottoparagrafo (m) - "Organismo regolatore non pubblico"Questa definizione si applica, a termini della giurisprudenza della Corte, ad un'organizzazione od un'associazione non di diritto pubblico che eserciti la propria autonomia legale nel disciplinare collettivamente l'esercizio di determinate attività economiche. In tale categoria rientrano ad esempio, organi di autodisciplina, organizzazioni che rappresentano i liberi professionisti e stabiliscono codici deontologici loro destinati ecc. Sottoparagrafo (n) "vendita sottocosto"Questa definizione è basata sulle definizioni nazionali esistenti e risulta coerente con la giurisprudenza della Corte in tema di regolamentazione della concorrenza (pirateria dei prezzi). Si definisce vendita sottocosto una vendita nel cui ambito il prezzo al quale il servizio o prodotto viene venduto risulta inferiore al prezzo netto in fattura al quale il dettagliante od il grossista hanno acquistato il prodotto o il servizio in questione dal fornitore. Il prezzo in fattura netto è il prezzo unitario contenuto nella fattura rilasciata dal fornitore o dal grossista al promotore, compresi i costi di trasporto, d'assicurazione o d'altro genere nonché l'imposta sul valore aggiunto. La fattura e gli altri elementi di costo utilizzati per il calcolo dovrebbero avere la medesima data dell'iniziativa promozionale o della relativa comunicazione commerciale. In assenza di fattura per stabilire il prezzo in fattura netto ci si deve basare sulla fattura più recente rilasciata al promotore in questione per la medesima merce o per i servizi oggetto dell'iniziativa promozionale.Articolo 3- Impiego e pubblicizzazione dell'iniziativa promozionaleLe disposizioni del regolamento si applicano non solo agli Stati membri, ma anche alle «norme di qualsiasi natura dirette a disciplinare collettivamente (...) la prestazione di servizi», secondo la formulazione usata dalla CGCE per la prima volta nella causa Walrave [3]. Esse riguardano, ad esempio, gli organi di autodisciplina. [3]  Sentenza della Corte del 12 dicembre 1974, Walrave, causa 36-74, Racc. 1974, pag. 1405. Vedere anche sentenza della Corte del 6 giugno 2000, Angonese, causa C-281/98, Racc. 2000, pag. I-4139Paragrafo 1 - Eliminazione di alcune restrizioniCome indicato nella sezione 4.2 della comunicazione di cui sopra questo paragrafo proibisce una serie di restrizioni nazionali. Sono più in particolare proibiti i divieti generali d'impiegare o pubblicizzare qualsiasi tipo o combinazione di tipi di promozioni commerciali. Divieti o limiti settoriali, come ad esempio le disposizioni speciali francesi sugli omaggi premio riguardanti animali vivi e la prescrizione belga che nel corso di un'offerta "tre al prezzo di due" il consumatore debba poter acquistare gli stessi prodotti separatamente a prezzo pieno, esulano dal campo d'applicazione di questa disposizione ma sono soggetti al reciproco riconoscimento in forza del paragrafo 2 di questo stesso articolo. Non può essere imposto alcun limite generico di valore per le attività promozionali, eccezion fatta per i libri per i quali esistono regolamenti in tema di prezzi che impongono restrizioni sugli sconti applicabili, regolamenti che in forza del paragrafo 2 di questo stesso articolo saranno quindi soggetti al riconoscimento reciproco. La disposizione stabilisce la liceità delle vendite sottocosto. Sono proibiti i divieti riguardanti le iniziative promozionali (in particolare gli sconti) prima dei saldi di fine stagione, alla pari dell'obbligo di autorizzazioni preliminari e di procedure analoghe applicato all'impiego ed alla pubblicizzazione d'iniziative promozionali. Come spiegato nella comunicazione tutti questi divieti vengono giustificati con la necessità di garantire non solo la libera circolazione dei servizi provenienti dall'estero, ma anche la libera circolazione dei servizi destinati all'estero, la libertà di stabilimento e l'eliminazione di cospicue distorsioni della concorrenza nel mercato interno. Essi sono dunque sostituiti da regole uniformi e particolareggiate in tema di trasparenza oltre che da divieti mirati sul piano comunitario.Saranno così proibiti i divieti relativi a determinate forme di omaggi premio ed omaggi regalo derivanti da disposizioni di carattere non settoriale, quali quelle in forza delle quali gli omaggi in questione devono risultare strettamente associati al prodotto o servizio promosso.Paragrafo 2 - Applicazione del principio di riconoscimento reciprocoQuesto paragrafo impone il principio del riconoscimento reciproco per l'applicazione delle rimanenti restrizioni a livello nazionale relative alle attività promozionali, cui non si applica il primo paragrafo dell'articolo. Come già spiegato l'attività preparatoria svolta, ed in particolare i tre anni di discussioni nell'ambito del gruppo di esperti, ha consentito alla Commissione d'identificare con precisione diverse restrizioni a livello nazionale che possono colpire un'ampia gamma di servizi. L'obiettivo perseguito è dunque quello di rendere impossibili restrizioni all'impiego ed alla pubblicizzazione d'iniziative promozionali relative a servizi provenienti da altri Stati membri, che sono incompatibili con l'articolo 49 del trattato; risulterà così garantita la libera circolazione delle merci che si giovano di promozioni commerciali. La disposizione si applica a tutti i servizi che sono stati identificati come oggetto di tali restrizioni e riguarda, oltre alla progettazione di attività promozionali ed ai servizi offerti dalle agenzie pubblicitarie, anche i servizi di comunicazione, i servizi di programmazione e di vendita dei mezzi di comunicazione, le attività di vendita diretta, i servizi di rivendita e i servizi di relazioni con la clientela. Questo paragrafo proibisce ogni forma di restrizione che colpisca i servizi di questo tipo provenienti da altri Stati membri in rapporto all'impiego ed alla pubblicizzazione delle iniziative promozionali, ossia ogni intervento di uno Stato membro atto ad ostacolare o rendere in altri modi meno interessante la fornitura o la pubblicizzazione d'iniziative promozionali. Esso concerne tuttavia solo le restrizioni che interessino le attività promozionali in quanto tali ma non, ad esempio, restrizioni di carattere generale alla pubblicità di alcuni prodotti o servizi, restrizioni di carattere generale imposte ai mezzi di comunicazione in merito alla pubblicità rivolta ad alcuni gruppi di consumatori (ad esempio i minori) o restrizioni riguardanti determinate affermazioni (ad esempio di carattere sanitario od etico). Tali restrizioni, che non interessano le attività promozionali in quanto tali, continuano ad essere applicabili se ed in quanto compatibili col diritto comunitario. Articolo 4 - Informazioni d'indole generale obbligatorieLe regole in tema di trasparenza formulate nell'allegato 1 al regolamento proposto mirano a proteggere consumatori ed imprese, in particolare se piccole, garantendo che la presentazione delle attività promozionali sia tale da rendere possibile decidere validamente in base alle informazioni fornite se l'iniziativa promozionale in questione giustifica l'acquisto del prodotto o del servizio interessato. L'obbligo di soddisfare a tali condizioni di trasparenza è imposto al "promotore", che non è di norma l'operatore che realizza l'iniziativa promozionale. In funzione del tipo di promozione commerciale impiegato il promotore deve rispettare tutte le disposizioni in tema di pubblicizzazione e di fornitura su richiesta delle informazioni pertinenti. Ciò elimina ogni ambiguità associata alla responsabilità giuridica per l'impiego e la pubblicizzazione dell'iniziativa promozionale in questione, agevolando in tal modo eventuali rimedi giurisdizionali. Queste disposizioni a livello comunitario contribuiscono in modo considerevole ad incrementare nell'Unione gli attuali livelli di protezione dei consumatori e di difesa contro le pratiche commerciali scorrette.I requisiti in tema di trasparenza sono armonizzati in modo dettagliato, per cui non esiste alcun rischio per la certezza del diritto derivante dall'impiego di nozioni generali di trasparenza che potrebbero prestarsi a differenti interpretazioni a livello nazionale. Le prescrizioni possono essere divise in:1. informazioni da fornire nella comunicazione commerciale relativa all'iniziativa promozionale (compresi tagliandi promozionali o buoni acquisto); e 2. informazioni da comunicare ai clienti su richiesta di questi ultimi, svincolate dall'acquisto del prodotto o servizio in promozione. Tali prescrizioni in tema d'informazioni garantiscono che il consumatore non sia costretto ad acquistare un prodotto o servizio per soddisfare le condizioni di partecipazione all'iniziativa promozionale in questione. Il promotore deve rendere disponibili le informazioni in questione non appena varata la relativa attività promozionale.Articolo 5 - Tutela di minori bambini ed adolescentiParagrafo 1 - Protezione contro la raccolta di dati personaliAlcune attività promozionali, in particolare concorsi promozionali e giochi, ma anche gli sconti sotto forma di tagliandi promozionali o buoni acquisto, vengono utilizzate per raccogliere ed elaborare dati personali. Tale disposizione mira a ridurre le possibilità di approfittare dell'inesperienza o dell'ingenuità dei minori per indurli a rivelare dati personali.Paragrafo 2 - Distribuzione di omaggi regalo ed omaggi premioQuesta disposizione mira a garantire che le promozioni commerciali direttamente inviate alle famiglie o distribuite fuori dal punto di vendita siano tali per cui l'omaggio regalo o l'omaggio premio non possano recar danno ad un minore non sorvegliato da un adulto. Essa non si applica alle famiglie presso le quali notoriamente non risiedono minori. Per ridurre al minimo il rischio di danni ai minori il promotore deve accertarsi che l'articolo contenuto all'interno di una promozione delle vendite inviata ad una famiglia o consegnata ad un minore senza la supervisione di un adulto non rappresenti alcun pericolo per la sua salute fisica. Il promotore deve in particolar modo tenere presente:- le caratteristiche di un prodotto, compresa la sua composizione, ai fini della direttiva 92/59/CEE relativa alla sicurezza generale dei prodotti; e - l'imballaggio, ossia le possibilità d'imballaggi "a prova di bambino".Paragrafo 3 - Omaggi regalo consistenti in bevande alcolicheAlcuni Stati membri consentono alle persone di età inferiore ai 18 anni [4] di acquistare bevande alcoliche per uso proprio, ed in tal modo intendono evitare d'imporre divieti in relazione all'acquisto. È tuttavia indubbio che un consumo eccessivo da parte dei minori comporta implicazioni sanitarie negative; motivi di salute pubblica inducono inoltre a riconoscere l'opportunità di non incentivare il consumo di alcolici da parte dei minori. Un omaggio costituito da una bevanda alcolica potrebbe incitare un minore al consumo di detto prodotto e nel contempo incoraggiare un eccessivo consumo di alcol. Di norma gli omaggi vengono offerto a livello locale presso il punto di vendita, i ristoranti od i circoli, ma molte campagne promozionali vengono studiate in modo centralizzato da marche multinazionali per essere quindi attuate e pubblicizzate attraverso diversi servizi transfrontalieri, il che le fa rientrare nel campo d'applicazione del diritto comunitario.[4]    A norma dell'articolo 21 del Codice civile austriaco la maggiore età è fissata all'età di 19 anni. Lo spostamento della minor età a 18 anni invece che a 19 non comporta riduzioni del livello di protezione dei consumatori nello specifico contesto dell'attuale proposta (divieto di regalare alcolici ai minori) poiché la legislazione austriaca in tema di protezione dei giovani è subordinata alla legislazione dei singoli Bundesländer e consente ai minori con più di 16 anni di acquistare bevande alcoliche per il proprio consumo.Esistono già varie iniziative comunitarie volte a prevenire l'abuso od il consumo eccessivo di bevande alcoliche; l'articolo 15 della direttiva "Televisione senza frontiere" (89/552/CEE) afferma ad esempio che la pubblicità delle bevande alcoliche non deve rivolgersi espressamente ai minorenni né, in particolare, presentare minorenni che consumano tali bevande, e la raccomandazione del Consiglio recentemente adottata "Consumo di bevande alcoliche da parte di bambini e adolescenti" stabilisce che ai promotori non debba essere consentito l'impiego d'iniziative promozionali tali da costituire un richiamo soprattutto per i bambini o per gli adolescenti. Un esempio citato nella raccomandazione stabilisce che non vada consentita la distribuzione gratuita di bevande alcoliche a scopo promozionale. La presente proposta verte esclusivamente sull'armonizzazione di disposizioni specifiche relative alla promozione delle vendite e non contiene quindi disposizioni orizzontali in tema di pubblicità delle bevande alcoliche.Articolo 6 - Rimedi giurisdizionaliNonostante i progressi compiuti nel settore dell'autoregolamentazione al fine di stabilire sistemi di ricorso extragiudiziali transfrontalieri per le comunicazioni commerciali [5], tutti i membri del Gruppo di esperti hanno riconosciuto la mancanza di un sistema di rimedi giurisdizionali transfrontalieri a costi accessibili. Visto l'invito a rafforzare in generale le disposizioni in tema di rimedi giurisdizionali, occorre una serie di disposizioni in merito che migliori la protezione dei consumatori e ne incrementi la fiducia nel mercato interno. In questo modo risulterà migliorata l'efficienza dei tutori della legge e verrà ulteriormente incoraggiato lo sviluppo di meccanismi di soluzione alternativa delle controversie. Queste disposizioni ridurranno al minimo i costi e le difficoltà incontrate dai consumatori nell'affrontare ricorsi contro una promozione delle vendite illecita o menzognera e renderanno più agevole adire le vie legali qualora ciò si dimostrasse necessario. Un'armonizzazione precisa e uniforme, attuata contemporaneamente e secondo le medesime modalità in tutti gli Stati membri contribuirà a garantire che in tutta l'Unione europea i consumatori godano del medesimo livello di protezione, a prescindere dallo Stato membro in cui risiedono.[5]  In particolare gli organismi nazionale di autoregolamentazione della pubblicità hanno lavorato di concerto per sbrigare tali reclami tramite l'Alleanza europea per le norme in tema di pubblicità, che ha sede a Bruxelles. Questo è finora l'unico settore nel quale si sia posto in essere un sistema transfrontaliero di reclami nell'ambito dell'autoregolamentazione, e va quindi considerato alla stregua di un progetto pilota per un futuro sviluppo dell'autoregolamentazione a livello europeo.Paragrafo 1 - Onere della provaIl presente regolamento affida ai "promotori" l'onere di provare l'esattezza delle informazioni fornite. Essi devono essere in grado, a richiesta di un tribunale o di un organismo amministrativo nazionale, di fornire prove che dimostrino la compatibilità dell'attività promozionale da loro attuata con le prescrizioni in tema d'informazione di cui all'articolo 4 della presente proposta di regolamentoParagrafi 2 e 3 - Dettagli relativi al contatto col pubblico, linee di assistenza gratuite e obblighi in tema di disbrigo dei reclami Il promotore deve fornire l'indirizzo al quale inoltrare eventuali reclami relativi ad un'iniziativa promozionale da lui curata, comunicandolo gratuitamente presso il punto vendita, sul prodotto in promozione o nel testo della comunicazione commerciale che pubblicizza l'iniziativa promozionale.Quando un promotore mette a disposizione una "linea di assistenza" gratuita associata ad una specifica iniziativa promozionale la proposta di regolamento prevede che detta linea sia operativa e non comporti tariffe maggiorate. Questa disposizione mira ad evitare l'insorgere di situazioni in cui vien vantata ai consumatori la presenza le linee d'assistenza per suggerire che l'iniziativa promozionale è d'alta qualità, mentre in realtà tali linee non sono operative o servono unicamente come fonte aggiuntiva d'introiti. Ai reclami iniziali, presentati dal consumatore per iscritto anche per via elettronica (ad esempio mediante posta elettronica), va data risposta per iscritto entro un periodo di tempo specificato di non più di sei settimane. Inizialmente il promotore deve rispondere nella lingua utilizzata per rivolgersi al consumatore nella comunicazione commerciale in questione. In tal modo il consumatore che desideri iniziare un procedimento nei confronti di un promotore egli potrà farlo disponendo di una prova scritta ovvero in rapporto al mancato invio di una risposta dovuta.Paragrafo 4 - Comunicazione di adesione a codici e meccanismi di risoluzione alternativa delle controversieQuesta disposizione garantisce che se un "promotore" desidera pubblicizzare il fatto di aver aderito ad un sistema di ricorsi esterno al tribunale o ad un codice di condotta sia obbligato a rendere disponibili gratuitamente le informazioni relative al sistema o codice in questione. Risulta così garantito che a tali comunicazioni corrisponda da parte del promotore l'impegno ad applicare le pertinenti disposizioni contenute in detti sistemi o codici.2001/0227 (COD)Proposta di REGOLAMENTO DEL parlamento europeo e del CONSIGLIO sulla promozione delle vendite nel mercato internoIL parlamento europeo ed il CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,Visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95, paragrafo 1,Vista la proposta della Commissione [6],[6]  GU C [ ] del [ ], pag. [ ].Visto il parere del Parlamento europeo [7],[7]  GU C [ ] del [ ], pag. [ ].Visto il parere del Comitato economico e sociale [8],[8]  GU C [ ] del [ ], pag. [ ].Visto il parere del Comitato delle regioni [9],[9]  GU C [ ] del [ ], pag. [ ].Considerando quanto segue:(1) A norma dell'articolo 14, paragrafo 2 del trattato, il mercato interno implica uno spazio senza frontiere interne, in cui sono garantiti la libera circolazione delle merci e dei servizi, nonché il diritto di stabilimento; lo sviluppo dell'impiego e della comunicazione commerciale delle iniziative promozionali all'interno dello spazio senza frontiere risultano essenziali per promuovere lo sviluppo di attività transfrontaliere.(2) L'impiego e la comunicazione commerciale delle iniziative promozionali sono aspetti fondamentali per la crescita e lo sviluppo di tutte le imprese all'interno della Comunità e costituiscono strumenti di particolare importanza per le piccole e medie imprese, che si avvalgono attivamente e passivamente delle pratiche di questo tipo, alla loro portata, per sviluppare le loro attività transfrontaliere; tali attività promozionali stimolano dunque la concorrenzialità nell'economia europea e di conseguenza consentono ai consumatori di beneficiare di maggiori possibilità di scelta e di prezzi concorrenziali.(3) Il diritto comunitario e le caratteristiche dell'ordinamento giuridico comunitario costituiscono una risorsa d'importanza cruciale al fine di mettere i cittadini e gli operatori europei in grado di usufruire appieno ed indipendentemente dalle frontiere delle occasioni offerte dall'impiego e dalla comunicazione commerciale delle iniziative promozionali; il presente regolamento si prefigge pertanto di garantire un elevato livello d'integrazione giuridica nella Comunità così da instaurare un vero e proprio spazio senza frontiere interne per l'impiego e la comunicazione commerciale delle iniziative promozionali. (4) L'impiego e la comunicazione commerciale delle iniziative promozionali nella Comunità risultano limitati da numerosi ostacoli giuridici [10] al corretto funzionamento del mercato interno chiaramente identificati, tali da rendere meno interessante l'esercizio della libertà di stabilimento e di quella di prestazione dei servizi. Detti ostacoli derivano da divergenze tra le normative nazionali nonché dall'incertezza circa il diritto nazionale applicabile all'impiego e alla comunicazione commerciale delle iniziative promozionali; una serie relativamente ristretta di norme in tema di promozione delle vendite sta provocando nel mercato interno l'insorgere di molteplici ostacoli che colpiscono un'ampia gamma di attività economiche. L'eliminazione dei suddetti ostacoli agevolerà la circolazione delle merci associate alle promozioni commerciali.[10]  Libro verde sulla "Comunicazione commerciale nel mercato interno"; COM(96) 192 def. del 18.5.1996.(5) In assenza di regole uniformi a livello comunitario, gli ostacoli alla libera circolazione transfrontaliera di servizi e merci nonché alla libertà di stabilimento possono essere giustificati rifacendosi alla giurisprudenza della Corte di giustizia se e per quanto mirano a tutelare obiettivi riconosciuti d'interesse pubblico e risultano ad essi commisurati. In considerazione degli obiettivi comunitari, delle disposizioni del trattato in tema di libera circolazione e del diritto comunitario derivato e nel rispetto della politica comunitaria in tema di comunicazione commerciale [11], tali ostacoli possono venir eliminati a livello comunitario unicamente stabilendo regole uniformi e chiarendo una serie di concetti giuridici, se e per quanto ciò risulta necessario al buon funzionamento del mercato interno. Sono state individuate altre restrizioni che è opportuno sostituire con provvedimenti meno vincolanti; le rimanenti restrizioni relative all'impiego ed alla comunicazione commerciale delle iniziative promozionali vanno assoggettate al principio del riconoscimento reciproco delle legislazioni nazionali.[11]  "Seguito dato al Libro verde sulla comunicazione commerciale nel mercato interno"; comunicazione della Commissione COM(1998) 121 def. del 4.3.1998.(6) Data la natura specifica delle questioni da affrontare, con particolare riferimento all'esigenza di risolvere in modo estremamente specifico un ristretto numero di problemi che riguardano svariati servizi, è necessario stabilire mediante un regolamento alcune prescrizioni comunitarie precise, incondizionate ed uniformi. Il ricorso ad un regolamento rafforza in particolare la certezza del diritto per la clientela e per le piccole e medie imprese. (7) Il presente regolamento copre concorsi e giochi promozionali che, senza costituire giochi d'azzardo, si prefiggono lo scopo d'incoraggiare la vendita di beni e servizi, nell'ambito dei quali eventuali pagamenti servono esclusivamente all'acquisto del bene o servizio in promozione. Dal suo campo d'applicazione risultano così escluse le attività legate all'azzardo, quali giochi di fortuna, lotterie e scommesse, nei quali sia in palio una posta di valore monetario.(8) Giacché affronta unicamente gli aspetti specificamente individuati in grado di creare problemi per il mercato interno, il presente regolamento risulta pienamente coerente con l'esigenza di rispettare il principio di sussidiarietà quale enunciato nell'articolo 5 del trattato. Conformemente al principio di sussidiarietà ed alla politica perseguita dalla Commissione in tema di comunicazioni commerciali, la quale ha cercato di applicare detto principio nel modo più trasparente e preciso possibile, grazie all'attività del gruppo di esperti in tema di comunicazione commerciale, i provvedimenti contemplati dal presente regolamento si limitano al minimo necessario per raggiungere l'obiettivo del corretto funzionamento del mercato interno; nei casi in cui occorre intervenire a livello comunitario ed al fine di garantire uno spazio interno veramente libero da frontiere per le promozioni commerciali il regolamento deve garantire un elevato livello di tutela di obiettivi d'interesse generale come la protezione dei minori e dei consumatori nonché, nel medesimo contesto, la correttezza delle pratiche commerciali e la protezione della salute pubblica.(9) Il presente regolamento integra il diritto comunitario vigente applicabile all'impiego e alla comunicazione commerciale delle iniziative promozionali, con particolare riguardo alla direttiva 84/450/CEE del Consiglio del 10 settembre 1984, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati Membri in tema di pubblicità ingannevole [12]; alla direttiva 89/552/CEE del Consiglio del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti l'esercizio delle attività televisive [13]; alla direttiva 92/59/CEE del Consiglio del 29 giugno 1992, relativa alla sicurezza generale dei prodotti [14]; alla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati [15]; alla direttiva 97/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 1997 sul trattamento dei dati personali e sulla tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni [16]; alla direttiva 98/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 1998 relativa alla protezione dei consumatori in tema di indicazione dei prezzi dei prodotti offerti ai consumatori [17]; alla direttiva 98/27/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 1998 relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori [18]; alla direttiva 92/28/CEE del Consiglio del 31 marzo 1992, concernente la pubblicità dei medicinali per uso umano [19]; alla direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 maggio 1999, su alcuni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo [20]; alla proposta di raccomandazione del Consiglio intitolata "Consumo di bevande alcoliche da parte di bambini e adolescenti" [21] ed alla direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'8 giugno 2000 in tema di commercio elettronico [22].[12]  GU L 250 del 19.9.1984, pag. 17. Direttiva modificata dalla direttiva 97/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 290 del 23.10.1997, pag. 18).[13]  GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23. Direttiva modificata dalla direttiva 97/36/CE. [14]  GU L 228 dell'11.8.1992, pag. 24.[15]  GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.[16]  GU L 24 del 30.1.1998, pag. 1.[17]  GU L 80 del 18.3.1998, pag. 27.[18]  GU L 166 dell'11.6.1998, pag. 51. Direttiva modificata dalla direttiva 1999/44/CE (GU n. L 171 del 7.7.1999, pag. 12).[19]  GU L 113 del 30.4.1992, pag. 13.[20]  GU L 171 del 7.7.1999, pag. 12.[21]  COM (2000) 736 def.[22]  GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1.(10) Ai fini della sua attuazione, il presente regolamento presenta forti legami di complementarità con la direttiva 84/450/CEE del Consiglio del 10 settembre 1984; il mancato rispetto delle prescrizioni in tema d'informazione contenute nel presente regolamento sarà considerato un'infrazione al divieto di pubblicità ingannevole stabilito dalla direttiva 84/450/CEE del Consiglio.(11) Il presente regolamento fornisce un elevato livello di protezione dei consumatori nell'intento di aumentarne la fiducia nel mercato interno delle attività promozionali, tramite una serie di prescrizioni precise in tema d'informazioni; tali disposizioni sono volte a garantire che le comunicazioni commerciali relative all'attività promozionale siano trasparenti e che una persona interessata ad un'iniziativa promozionale pubblicizzata possa ottenere con facilità tutte le informazioni pertinenti pubblicizzate nella relativa comunicazione commerciale. Considerata la necessità di tutelare i minori e la salute pubblica, il presente regolamento intende parimenti disciplinare l'impiego e la comunicazione commerciale delle iniziative promozionali subordinandoli a determinati divieti specificamente armonizzati ed a restrizioni ben definite.(12) La protezione rafforzata che il presente regolamento pone in essere grazie alle anzidette norme uniformi consente di eliminare alcuni divieti o limitazioni a livello nazionale. Tale operazione è necessaria per eliminare gli ostacoli allo stabilimento ed all'esportazione di servizi nonché le cospicue distorsioni della concorrenza cui essi danno luogo; altri ostacoli transfrontalieri all'impiego e alla comunicazione commerciale delle iniziative promozionali sono soggetti all'applicazione del principio del riconoscimento reciproco delle legislazioni nazionali; le prescrizioni a livello nazionale assoggettate al riconoscimento reciproco sono unicamente quelle che vertono sull'impiego d'iniziative promozionali o sui riferimenti a dette iniziative che figurano nelle comunicazioni commerciali, e non le prescrizioni d'indole generale in tema di pubblicità quali quelle riguardanti affermazioni di carattere sanitario o etico miranti a pubblicizzare determinati prodotti e servizi, né le prescrizioni relative ad altre pratiche di marketing.(13) Al fine di tutelare la salute fisica dei minori e in conformità con la direttiva 92/59/CEE, il presente regolamento vieta ai promotori di regali-omaggio o premi-omaggio di offrire prodotti promozionali ai minori senza aver documentabilmente ottenuto un consenso preliminare, a meno di non garantire che i prodotti offerti sono di natura tale da non danneggiare la salute fisica di un minore per le loro qualità intrinseche o per l'imballaggio (in particolare grazie al ricorso ad imballaggi a prova di bambino).(14) Alla luce della necessità, riconosciuta per ragioni di salute pubblica, d'impedire che bambini ed adolescenti siano indotti a consumare bevande alcoliche ed in considerazione del fatto che le promozioni commerciali mirano ad incoraggiare il consumo dei prodotti e dei servizi in promozione, il presente regolamento vieta di offrire gratuitamente ai minori bevande alcoliche come omaggio promozionale. (15) Le comunicazioni commerciali relative ai prodotti del tabacco e le restrizioni ad esse applicabili sono oggetto della proposta direttiva in tema di pubblicità e di sponsorizzazione a favore dei prodotti del tabacco. [23] [23]  COM (2001) 283 def.(16) Il presente regolamento stabilisce una serie di obblighi per i promotori nell'intento di garantire che qualora essi vengano meno agli obblighi riguardanti l'impiego e la comunicazione commerciale delle iniziative promozionali i reclamanti possano identificare il promotore ed accedere agevolmente ai sistemi di reclamo interno di quest'ultimo; le disposizioni del presente regolamento incoraggiano altresì l'impiego di pratiche ottimali nel settore delle strutture interne per i reclami dei clienti, oltre a promuovere ed agevolare l'accesso a costi contenuti a strutture extragiudiziali di ricorso. HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1ObiettivoIl presente regolamento stabilisce norme relative all'impiego ed alla comunicazione commerciale delle iniziative promozionali nell'intento di garantire il corretto funzionamento del mercato interno.Articolo 2DefinizioniAi fini del presente regolamento s'intende per:(a) 'comunicazione commerciale': qualsiasi forma di comunicazione mirante a promuovere, direttamente o indirettamente, le merci, i servizi oppure l'immagine di un'impresa, di un'organizzazione o di un individuo impegnati in attività di tipo commerciale, industriale o artigianale o che esercitino una professione regolamentata. Non costituiscono comunicazioni commerciali:- informazioni tali da consentire di accedere direttamente all'attività di un'impresa, di un'organizzazione o di una persona, in particolare nomi di domini od indirizzi di posta elettronica; e - comunicazioni relative alle merci, ai servizi o all'immagine di un'impresa, di un'organizzazione o di un individuo redatte in modo indipendente, in particolare quando non comportino considerazioni di natura finanziaria;(b) 'iniziativa promozionale': uno sconto, un regalo-omaggio, un premio-omaggio o la possibilità di partecipare ad un concorso promozionale o ad un gioco;(c) 'promotore': l'utilizzatore di un'iniziativa promozionale, vale a dire l'impresa, l'organizzazione o la persona mediante la quale o per conto della quale si attua un'iniziativa promozionale;(d) 'cliente' : l'impresa, l'organizzazione o la persona che acquista il prodotto od il servizio promosso dal promotore;(e) 'sconto': l'offerta temporanea di:- una riduzione di prezzo;- una quantità supplementare del prodotto o servizio acquistati, offerta senza costi aggiuntivi per l'acquirente; - un tagliando o un buono sconto che autorizzano chi acquisti un dato prodotto o servizio ad ottenere una riduzione di prezzo su un identico prodotto o servizio al momento di un acquisto successivo; (f) 'regalo-omaggio': l'offerta temporanea di un prodotto o servizio non subordinata all'obbligo di acquistare un prodotto o servizio di tipo identico; (g) 'premio-omaggio': l'offerta temporanea di un prodotto o servizio di tipo differente dal prodotto o servizio insieme al quale è offerto all'acquisto;(h) 'concorso promozionale': l'offerta temporanea, eventualmente subordinata all'obbligo di acquistare un dato prodotto o servizio, di partecipare ad un concorso in cui il vincitore è designato innanzitutto in base all'abilità;(i) 'gioco promozionale': l'offerta temporanea, eventualmente subordinata all'obbligo di acquistare un dato prodotto o servizio, di partecipare ad un gioco in cui il vincitore è designato anzitutto dalla sorte e non è richiesta una quota d'iscrizione. Nel novero di tali giochi promozionali non rientrano quelli caratterizzati dall'azzardo, nell'ambito dei quali una posta di valore monetario costituisce il palio di giochi di fortuna, comprese lotterie e scommesse;(j) 'minore': una persona di età inferiore a 14 anni;(k) 'bevande alcoliche': bevande alcoliche ai sensi degli articoli 2, 8, 12, 17 e 19 della direttiva 92/83/CEE;(l) 'divieto generale d'impiegare o pubblicizzare iniziative promozionali': un divieto che non riguarda in modo specifico la promozione di un particolare tipo di prodotto o servizio;(m) 'Organismo di regolamentazione non pubblico": un'organizzazione od un'associazione non di diritto pubblico, che esercita la propria autonomia giuridica al fine di disciplinare in maniera collettiva le attività economiche; e (n) 'vendita sottocosto': uno sconto che consiste nella vendita di un servizio o prodotto ad un prezzo che risulta inferiore al prezzo netto fatturato, compresi i costi di trasporto, d'assicurazione o d'altro genere nonché l'imposta sul valore aggiunto.Articolo 3Impiego e comunicazioni commerciali delle iniziative promozionali1. Gli Stati membri o gli organismi di regolamentazione non pubblici non impongono:- divieti generali d'impiego o di comunicazione commerciale di iniziative promozionali, a meno che non siano prescritti dal diritto comunitario;- limiti riguardanti il valore di un'iniziativa promozionale, eccettuati gli sconti sui libri;- divieti relativi agli sconti che precedono i saldi di fine stagione; ovvero- l'obbligo di ottenere un'autorizzazione preventiva o qualsiasi altra prescrizione d'effetto equivalente applicabili all'impiego od alla comunicazione commerciale di un'iniziativa promozionale .2. Gli Stati membri o gli organismi di regolamentazione non pubblici non limitano la libertà di fornire servizi né libera circolazione di merci che beneficiano d'iniziative promozionali, a causa dell'impiego d'iniziative promozionali e dei riferimenti ad esse che figurano nelle comunicazioni commerciali.Articolo 4Informazioni da fornire in rapporto alle iniziative promozionaliOltre che ad altre prescrizioni in tema d'informazione derivanti dal diritto comunitario, il promotore garantisce che la comunicazione commerciale relativa ad un'iniziativa promozionale ottemperi alle prescrizioni di cui all'allegato del presente regolamento. Tutte le informazioni prescritte in detto allegato sono fornite in modo chiaro ed univoco. Le informazioni che il promotore deve porre a disposizione del cliente a richiesta di quest'ultimo sono disponibili al momento del lancio della relativa iniziativa promozionale.Articolo 5Tutela dei minori1. Il promotore che ponga in atto un'iniziativa promozionale non raccoglie i dati personali di un minore senza aver ottenuto il preventivo e documentabile consenso della persona giuridicamente responsabile per il minore in questione.2. È vietato ai promotori fornire direttamente ad un minore regali-omaggio o premi-omaggio la cui natura sia atta a danneggiare la salute fisica del minore stesso.3. È vietato ai promotori fornire direttamente a persone di età inferiore a diciott'anni regali-omaggio consistenti in bevande alcoliche.Articolo 6Rimedi giurisdizionali ed extragiudiziali 1. A richiesta di un tribunale o di un'autorità amministrativa il promotore è tenuto a fornire le prove dell'esattezza delle informazioni di cui all'articolo 4.2. Il promotore è tenuto a rendere disponibile a titolo gratuito un indirizzo al quale rivolgersi per eventuali reclami. Il promotore che offra una linea telefonica di assistenza abbinata all'iniziativa promozionale garantisce che tale linea sia gratuita e che per essa siano stati resi disponibili fondi adeguati.3. Il promotore risponde ad un primo reclamo relativo ad un'iniziativa promozionale entro sei settimane dal suo ricevimento. Il reclamo iniziale e la risposta devono essere in forma scritta; è ammesso anche il ricorso alla posta elettronica. La risposta viene fornita nella lingua utilizzata per pubblicizzare l'iniziativa promozionale.4. Il promotore deve:- indicare nella comunicazione commerciale relativa all'iniziativa promozionale ogni possibilità di soluzione extragiudiziale del contenzioso o codice di condotta cui ha sottoscritto; e - rendere disponibili a richiesta informazioni relative a tali possibilità di soluzione extragiudiziale del contenzioso o codici di condotta. Articolo 7Clausola di revisioneEntro la fine del [...] la Commissione sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio una rapporto esauriente in merito all'applicazione del presente regolamento, corredandolo all'occorrenza di una proposta di revisione.Articolo 8Il presente regolamento entra in vigore il [ ] giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, [ ] Per il Consiglio Il presidente [ ]ALLEGATO Informazioni da fornire in merito all'iniziativa promozionale 1. Tutte le promozioni commerciali1.1. Informazioni da fornire nelle comunicazioni commerciali:- indicazione dello sconto, regalo-omaggio, premio-omaggio, concorso promozionale o gioco promozionale;- prezzo (tasse incluse) del prodotto o servizio in promozione ed eventuali costi aggiuntivi connessi a trasporto, consegna o spese postali;- identità del promotore; - durata dell'offerta, comprese le date di inizio e di fine; e - per le offerte soggette a condizioni, indicazione del luogo in cui si possono ottenere tali condizioni od ogni altra informazione.1.2. Informazioni da rendere disponibili a richiesta, senza poterle subordinare all'acquisto del prodotto o servizio in promozione:- nome ed indirizzo (recapito materiale) del promotore; e - termini e condizioni applicabili all'iniziativa promozionale.2. Sconti2.1. Informazioni da fornire nella comunicazione commerciale:- importo esatto dello sconto, in termini di percentuale o di costo unitario; e - indicazione di un'eventuale vendita sottocosto.2.2. Informazioni da rendere disponibili a richiesta, senza poterle subordinare all'acquisto del prodotto o servizio in promozione:- ogni condizione o limite applicabile allo sconto; e - prezzo precedente del prodotto o servizio in promozione e durata (comprese le date di inizio e di fine) del periodo in cui tale prezzo è stato praticato.2.3. Informazioni da indicare su tagliandi o buoni: - valore in contanti del tagliando o del buono;- ogni limite d'impiego, compresa la data di scadenza; e - prodotti o servizi per i quali ci si può avvalere del tagliando o del buono.2.4. Informazioni da rendere disponibili a richiesta del produttore o del fornitore di servizi dal quale sono stati acquistati i prodotti o i servizi:- informazioni sulla vendita sottocosto in conformità con accordi contrattuali precedenti.3. regali-omaggio e premi-omaggio3.1. Informazioni da fornire nella comunicazione commerciale:- valore effettivo del regalo-omaggio o del premio-omaggio; e - ogni costo associato al regalo-omaggio o al premio-omaggio.3.2. Informazioni da rendere disponibili a richiesta, senza poterle subordinare all'acquisto del prodotto o servizio in promozione:- ogni condizione o limite applicabile al regalo-omaggio o al premio-omaggio.4. Concorsi promozionali e giochi promozionali4.1. Informazioni da fornire nella comunicazione commerciale:- valore e natura del premio;- termine ultimo per l'accettazione delle iscrizioni;- ogni restrizione di natura geografica o personale, come luogo di residenza od età;- eventuali requisiti in tema di prova d'acquisto;- necessità di ottenere l'autorizzazione a partecipare da un adulto o da un datore di lavoro;- ogni costo non connesso all'acquisto del prodotto o servizio in promozione associato alla partecipazione al concorso promozionale od al gioco promozionale; - in caso di gioco promozionale, probabilità reali o stimate di vincita del premio. 4.2. Informazioni da rendere disponibili a richiesta, senza poterle subordinare all'acquisto del prodotto o servizio in promozione:- eventuali condizioni applicabili al concorso promozionale o al gioco, compresa ogni limitazione riguardante l'iscrizione od i premi;- numero di premi in palio e, se sono in palio diversi tipi di premi, numero di premi di ciascun tipo; - regole che disciplinano la partecipazione al gioco od al concorso e l'assegnazione dei premi;- eventuale possibilità di pagamento di una somma in contanti in sostituzione di dati premi;- criteri per stabilire chi è ammesso a partecipare al gioco od al concorso;- procedura di selezione per l'assegnazione dei premi e, se la selezione è affidata ad una giuria, composizione di quest'ultima; - data in cui saranno resi noti i risultati del gioco o del concorso e modalità seguite per farlo; - modalità di consegna o di ottenimento dei premi ed eventuali costi associati; - termine entro il quale vanno ritirati i premi;- eventuale intenzione di utilizzare i nominativi dei vincitori in eventi pubblicitari successivi e relative condizioni; e - particolari relativi alla partecipazione dei vincitori, in subordine all'accordo di questi ultimi ed alle regole sulla protezione dei dati.