CELEX: 52000PC0283
Language: it
Date: 2000-05-25
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa ad una posizione comunitaria su una modifica del Protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa dell'accordo euromediterraneo interinale di associazione tra la Comunità europea e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) a beneficio dell'Autorità palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza

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52000PC0283

Proposta di decisione del Consiglio relativa ad una posizione comunitaria su una modifica del Protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa dell'accordo euromediterraneo interinale di associazione tra la Comunità europea e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) a beneficio dell'Autorità palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza  /* COM/2000/0283 def. - ACC 2000/0126 */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa ad una posizione comunitaria su una modifica del Protocollo n.°3 relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" e ai metodi di cooperazione amministrativa dell'accordo euromediterraneo interinale di associazione tra la Comunità europea e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) a beneficio dell'Autorità palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Le regole in materia di origine costituiscono lo strumento indispensabile al corretto funzionamento degli accordi di libero scambio conclusi dalla Comunità con i suoi partner commerciali. Esse possono essere modificate per adattarsi alle esigenze politiche ed economiche della zona di libero scambio cui si applicano.2. Il protocollo sull'origine allegato all'accordo euromediterraneo interinale di associazione concluso con l'OLP prevede l'applicazione delle disposizioni di non rimborso a decorrere dal 1°gennaio 2000.3. L'Autorità palestinese ha chiesto di poter prorogare di 6 anni il termine di sospensione dell'entrata in vigore delle disposizioni di non rimborso.4. Tenuto conto della situazione politica particolare della Palestina e della sua situazione economica, l'applicazione delle disposizioni di non rimborso inciderà negativamente sulle sue esportazioni. Occorre rilevare inoltre che gli altri paesi arabi che la circondano non devono ancora applicare tali disposizioni  [1]. Si tratta quindi di garantire alla Palestina un trattamento analogo a quello riservato agli altri paesi arabi di questa zona.[1]   La Giordania ha firmato un accordo di associazione con la Comunità nel novembre 1997: le disposizioni di non rimborso saranno applicabili 4 anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo. Nell'accordo di associazione tra la Comunità e l'Egitto si prevede un'entrata in vigore modulata di tali disposizioni dopo un periodo di 6 anni e l'applicazione totale delle medesime soltanto dopo un periodo supplementare di altri 6 anni.5. Risulta giustificato pertanto prorogare, con effetto al 1°gennaio 2000, il termine di sospensione dell'entrata in vigore delle disposizioni di non rimborso fino al 1°gennaio 2006, come richiesto dall'Autorità palestinese.La Commissione chiede pertanto al Consiglio di definire la posizione comune da sottoporre al comitato misto istituito nel quadro dell'accordo interinale di associazione.2000/0126 (ACC)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa ad una posizione comunitaria su una modifica del Protocollo n.°3 relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" e ai metodi di cooperazione amministrativa dell'accordo euromediterraneo interinale di associazione tra la Comunità europea e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) a beneficio dell'Autorità palestinese della Cisgiordania e della Striscia di GazaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,visa la proposta della Commissione,visto l'accordo euromediterraneo interinale di associazione sugli scambi e la cooperazione tra la Comunità europea, da una parte, e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) a beneficio dell'Autorità palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, dall'altra [2][2]   GU L 187 del 16.07.1997, pag. 3.Considerando che ai sensi dell'articolo 37 del protocollo n.° 3 del detto accordo di associazione il comitato misto può decidere di apportare modifiche alle disposizioni di tale protocollo,DECIDE:La posizione che la Comunità adotterà in seno al comitato misto istituito ai sensi dell'articolo 63 dell'accordo euromediterraneo interinale di associazione tra la Comunità europea, da una parte, e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) a beneficio dell'Autorità palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, dall'altra, relativa ad una modifica del protocollo n.°3 relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" e ai metodi di cooperazione amministrativa di tale accordo, è fondata sul progetto di decisione del comitato misto di cui in allegato alla presente decisioneFatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOACCORDO EUROMEDITERRANEO INTERINALE DI ASSOCIAZIONEsugli scambi e la cooperazione tra la Comunità europea, da una parte, e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) a beneficio dell'Autorità palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, dall'altra.Progetto diDECISIONE N.° ......DEL COMITATO MISTO DEL.....Che modifica il protocollo n.° 3 relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" e ai metodi di cooperazione amministrativaIL COMITATO MISTO,visto l'accordo sugli scambi e la cooperazione tra la Comunità europea, da una parte, e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) a beneficio dell'Autorità palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, dall'altra, firmato a Bruxelles il 24 febbraio 1997 e in particolare l'articolo 37 del protocollo n.°3considerando quanto segue :(1) ai sensi dell'articolo 14 du protocole n°3 i materiali non originari utilizzati nella fabbricazione di prodotti originari della Comunità o della Cisgiordania e della Striscia di Gaza non sono soggetti ad alcun tipo di restituzione dei dazi doganali o di esenzione da tali dazi dal 1°gennaio 2000 ;(2) l'Autorità palestinese ha chiesto la proroga della sospensione dell'entrata in vigore delle disposizioni dell'articolo 14 del protocollo n.°3 per un periodo di 6 anni ;(3) le difficoltà di sviluppo economico incontrate in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza e la necessità di intensificare gli sforzi esistenti per promuovere lo sviluppo industriale in questi territori giustificano tale richiesta ;(4) l'impegno a non discriminare la Cisgiordanie e la Striscia di Gaza rispetto ai paesi arabi che la circondano.DECIDE:Articolo1Il protocollo n.°3 relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" e ai metodi di cooperazione amministrativa è modificato come segue :l'articolo 14, punto 6 è sostituito dal testo seguente :« 6. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dal 1°gennaio 2006 e possono essere rivedute di comune accordo. »Articolo 2La presente decisione entra in vigore il 1°gennaio 2000.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il Comitato mistoIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA1. DENOMINAZIONE DELL'AZIONEProposta di modifica del protocollo n.° 3 relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" e ai metodi di cooperazione amministrativa dell'accordo euromediterraneo interinale di associazione tra la Comunità europea e l'OLP.2. LINEA DI BILANCIO INTERESSATA[capitolo 12, articolo 120]3. BASE GIURIDICAarticolo 133 del Trattato4. DESCRIZIONE DELL'AZIONE4.1 Obiettivo generaleConsentire alla Cisgiordania e alla Striscia di Gaza di mantenere la sospensione delle disposizioni relative al divieto di restituzione dei dazi doganali o di esenzione da tali dazi.5. INCIDENZA FINANZIARIAPer la Comunità il mantenimento della sospensione delle disposizioni relative al non rimborso implica la non riscossione dei dazi doganali sui materiali dei paesi terzi utilizzati nella Comunità nella fabbricazione dei prodotti finiti destinati all'esportazione in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza dove beneficeranno del trattamento preferenziale. (L'inverso è altrettanto vero ma non incide sulle risorse proprie).L'importo globale delle esportazioni comunitarie in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è ammontato a 67 421 050 Ecu nel 1998 e a 61 515 750 euro nel 1999.Sono state principalmente esportate le macchine del capitolo 84 e i veicoli del capitolo 87 per rispettivamente 23 187 000 e 19 804 000 Ecu nel 1998 e 15 226 140 e 25 211 470 euro nel 1999.Le regole in materia di origine applicabili a questi due tipi di prodotti consentono di utilizzare materiali provenienti dai paesi terzi entro un massimale del 40% del valore del prodotto finito.I dazi riscossi sui pezzi provenienti dai paesi terzi (40%) utilizzati nella fabbricazione dei prodotti di questi capitoli ammontano in media al 2% per il capitolo 84 e al 6% per i prodotti del capitolo 87.La perdita in risorse proprie riguarda essenzialmente i prodotti di cui ai capitoli 84 e 87; essa potrebbe essere stimata rispettivamente aAnno 1998 :- 185 496 Ecu [2% di (40% di 23 187 000)]- 475 296 Ecu [6% di (40% di 19 804 000)]Anno 1999 :- 121 809 euro [2% di (40% di 15 226 140)]- 605 075 euro [6% di (40% di 25 211 470)]È lecito concludere che la perdita in risorse proprie nei prossimi 6 anni sarà dell'ordine di 1.000.000 di euro l'anno.