CELEX: 31983D0315
Language: it
Date: 1983-02-08 00:00:00
Title: 83/315/CEE: Decisione della Commissione dell'8 febbraio 1983 relativa ad una sovvenzione a favore dei proprietari di pescherecci, concessa dal governo britannico nel 1980 e nel 1981 (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)

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31983D0315

83/315/CEE: Decisione della Commissione dell'8 febbraio 1983 relativa ad una sovvenzione a favore dei proprietari di pescherecci, concessa dal governo britannico nel 1980 e nel 1981 (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 169 del 28/06/1983 pag. 0038 - 0040

*****DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  dell'8 febbraio 1983  relativa ad una sovvenzione a favore dei proprietari di pescherecci, concessa dal governo britannico nel 1980 e nel 1981  (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)  (83/315/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunià economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,  visto il regolamento (CEE) n. 100/76 del Consiglio, del 19 gennaio 1976, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3443/80 (2), in particolare l'articolo 26, nonché il regolamento (CEE) n. 3796/81 del Consiglio (3), che dal 1o giugno 1982 ha sostituito il regolamento (CEE) n. 100/76, in particolare l'articolo 28,  dopo aver intimato agli interessati di presentare le loro osservazioni conformemente all'articolo 93, paragrafo 2, primo comma, e viste dette osservazioni,  I  considerando che, con lettere della rappresentanza permanente presso le Comunità europee del 17 settembre 1980 e del 4 maggio 1981, il governo britannico ha notificato alla Commissione, conformemente all'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE, la sua intenzione di concedere per il 1980 una sovvenzione eccezionale ai proprietari dei battelli da pesca registrati nel Regno Unito;  considerando che detto aiuto, concesso direttamente ai proprietari dei pescherecci, si basa unicamente sulla lunghezza delle imbarcazioni; che per poter beneficiare di questo aiuto i pescherecci dovranno essere di proprietà del richiedente alla data del 7 agosto 1980, essere registrati e armati per la pesca alla stessa data ed aver praticato un'attività minima di pesca tra il 1o gennaio ed il 7 agosto 1980;  considerando che l'entità delle sovvenzione è compresa tra 275 sterline ingelsi per le imbarcazioni di lunghezza inferiore a 35 piedi e 30 745 sterline inglesi per i battelli di lunghezza superiore a 190 piedi; che la concessione dell'aiuto non è stata subordinata ad alcuna condizione riguardante l'uso dell'importo versato e l'impiego successivo del battello; che, infine, il bilancio stanziato per questo aiuto è stato di 14 milioni di sterline inglesi;  considerando che il governo britannico ha motivato la concessione dell'aiuto in base a numerosi elementi; che esso ha anzitutto indicato che la situazione sfavorevole del mercato dei prodotti della pesca durante l'estate 1980, l'aumento dei costi di produzione e le misure di conservazione delle risorse mettevano in questione l'esistenza stessa di una notevole parte della flotta britannica; che in seguito esso ha sottolineato il suo desiderio di evitare le smantellamento anarchico di questa flotta alla vigilia della revisione (all'epoca prevista per la fine del 1980) della politica comune della pesca; che esso ha infine ricordato l'importanza dell'attività di pesca per talune regioni del Regno Unito già largamente colpite dalla disoccupazione, nonché le ripercussioni sociali che un aumento di quest'ultima avrebbe sicuramente provocato;  considerando che, nella notifica del 17 settembre 1980, il governo britannico aveva del tutto escluso la possibilità di prorogare questo aiuto oltre l'anno fiscale 1980/1981; che, tuttavia, con lettera della propria rappresentanza permanente presso le Comunità europee del 29 aprile 1981, il governo britannico ha notificato alla Commissione, conformemente all'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE, l'intenzione di concedere nel 1981 un aiuto identico a quello concesso nel 1980; che l'importo stanziato per la proroga è stato di 25 milioni di sterline inglesi;  considerando che il governo britannico ha motivato la proroga con il persistere della degradazione del mercato e con il conseguente rischio per la sopravvivenza della flotta britannica;  considerando che, a norma degli articoli 26 e 28 dei regolamenti (CEE) n. 100/76 e (CEE) n. 3796/81, gli aiuti di cui sopra, decisi per il 1980 e per il 1981, sono conformi agli articoli da 92 a 94 del trattato CEE;  considerando che, dopo un primo esame, la Commissione ha ritenuto questi aiuti alla stregua di aiuti di capitale liquido concessi senza alcun impegno da parte dei beneficiari e non contenenti elementi che facciano sperare in un miglioramento duraturo della situazione di questi ultimi; che essi hanno una forte incidenza  diretta sulla concorrenza e sugli scambi tra gli Stati membri e che non sono pertanto compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato; che la Commissione ha quindi deciso di avviare nei loro confronti la procedura contemplata dall'articolo 93, paragrafo 2, del trattato e, a tale scopo, con lettera del 1o luglio 1980 ha intimato al governo britannico di presentare le proprie osservazioni;  considerando che questi progetti sono stati ciononostante attuati prima che la procedura fosse stata conclusa con decisione finale e che in conseguenza di ciò il governo britannico ha mancato agli obblighi ad esso incombenti a norma dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE;  II  considerando che, nella risposta alla Commissione il 30 settembre 1981, il governo britannico ha ricordato che, in mancanza di un accordo sulla revisione della politica comune della pesca, le misure in questione erano a suo giudizio necessarie e giustificate per salvaguardare la struttura della flotta da pesca britannica ed evitarne lo smembramento e che, inoltre, in mancanza di siffatti aiuti, ancora prima dell'attuazione della riforma della politica comune della pesca si correva il rischio di non disporre più dei pescherecci che avrebbero potuto beneficiarne;  considerando che vari Stati membri, nonché numerosi altri interessati diversi dagli Stati membri, hanno fatto pervenire le loro osservazioni alla Commissione; che taluni Stati membri ed organizzazioni professionali condividono il parere della Commissione, mentre altri Stati membri ritengono che la carenza di una politica comunitaria della pesca possa indurre gli Stati membri ad istituire aiuti atti ad evitare l'aggravarsi dell'attuale situazione; che numerose organizzazioni professionali auspicano che la concessione di aiuti a favore della pesca venga armonizzata a livello comunitario;  III  considerando che la sovvenzione di cui trattasi costituisce un aiuto diretto al capitale liquido dei beneficiari; che essa ha quindi un effetto immediato sui costi di produzione di questi ultimi, ai quali essa procura un indubbio vantaggio rispetto agli altri pescatori comunitari;  considerando che gli scambi intracomunitari di prodotti della pesca destinati al consumo umano sono rilevanti e rappresentano il 30 % circa del volume totale degli sbarchi destinati al consumo umano in tutta la Comunità; che, dal canto suo, il mercato britannico dei prodotti della pesca si apre ogni anno di più alle importazioni provenienti dagli altri nove Stati membri; che, nel 1980, queste ultime rappresentavano il 16 % del volume totale degli sbarchi effettuati dai pescatori britannici, contro il 6 % nel 1975;  considerando che la mancanza di una decisione del Consiglio sulla revisione della politica comune della pesca, cui ri riferiscono le autorità britanniche, non costituisce un argomento valido a giustificare la concessione di aiuti nazionali;  IV  considerando che, in base a quanto precede, gli aiuti in questione istituiti dal governo britannico nel 1980 e nel 1981 possono pregiudicare gli scambi tra gli Stati membri e falsare, o rischiare di falsare, la concorrenza ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE;  considerando che l'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE contempla, in linea di massima, l'incompatibilità con il mercato comune degli aiuti conformi ai criteri in esso enunciati; che le deroghe a detta incompatibilità previste dal paragrafo 3 di detto articolo sono le uniche a poter essere applicate al caso di specie e precisano gli obiettivi perseguiti nell'interesse della Comunità e non soltanto di settori economici particolari di un dato paese; che dette deroghe devono essere interpretate rigorosamente in sede di esame dei programmi di aiuto a finalità regionale o settoriale o dei casi singoli cui vengono applicati regimi di aiuti generali; che esse possono essere concesse soltanto nei casi in cui la Commissione può stabilire che l'aiuto è necessario per conseguire uno degli obiettivi contemplati da queste disposizioni;  considerando che il fatto di accordare il beneficio di dette deroghe ad aiuti che non implicano siffatta contropartita equivarrebbe a consentire pregiudizi agli scambi tra Stati membri e distorsioni di concorrenza ingiustificate sotto il profilo dell'interesse comunitario, ovvero a concedere vantaggi ingiustificati per taluni Stati membri;  considerando che nella fattispecie non è stato possibile constatare l'esistenza di siffatta contropartita e che il governo britannico non è stato in grado di fornire, né la Commissione ha potuto individuare, alcuna giustificazione che consentisse di decidere se gli aiuti in questione soddisfino ai requisiti prescritti per l'applicazione di una delle deroghe contemplate dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE;  considerando che non si tratta palesemente di aiuti destinati a favorire o ad agevolare lo sviluppo di talune regioni e che, di conseguenza, in questo caso non si può applicare l'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato, relative all'aspetto regionale;  considerando che detti aiuti non costituiscono un importante progetto di comune interesse europeo, né rappresentano misure atte a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia britannica; che, di conseguenza, l'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), del trattato non è applicabile; considerando che una sovvenzione a favore dei proprietari di pescherecci, concessa unicamente in funzione della lunghezza delle imbarcazioni, costituisce, in quanto aiuto avente come obiettivo un alleggerimento temporaneo della tesoreria dei beneficiari, un aiuto inteso al funzionamento senza produrre alcun effetto sulla situazione strutturale a lungo termine di questi ultimi; che, di regola, la Commissione si è sempre opposta ad aiuti di questo genere, in quanto di solito essi per loro natura non soddisfano ai requisiti prescritti per poter beneficiare della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CEE, visto che non facilitano lo sviluppo di talune attività previste da questa disposizione;  considerando che, nella comunicazione al Consiglio del 25 maggio 1978 relativa alla sua politica in maeria di aiuti settoriali, la Commissione ha chiaramente indicato che gli aiuti temporanei destinati ad ovviare alle conseguenze sociali di una situazione di crisi dovevano essere connessi con obiettivi di ristrutturazione del settore interessato e subordinati ad un'azione dei beneficiari intesa a facilitarne l'adeguamento; che questo non è il caso degli aiuti in questione;  considerando che da quanto precede risulta che gli aiuti in questione non soddisfano ai requisiti prescritti per beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  Le sovvenzioni eccezionali a favore dei proprietari dei battelli da pesca decise dal governo britannico nel 1980 e nel 1981, notificate alla Commissione ïl 4 e 6 maggio 1981, sono incompatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE. Di conseguenza, siffatte sovvenzioni non devono più essere concesse.  Articolo 2  Entro un mese dalla notifica della presente decisione, il Regno Unito informa la Commissione dei provvedimenti da esso adottati per conformarvisi.  Articolo 3  Il Regno Unito è destinatario della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, l'8 febbraio 1983.  Per la Commissione  Giorgios CONTOGEORGIS  Membro della Commissione  (1) GU n. L 20 del 28. 1. 1976, pag. 1.  (2) GU n. L 359 del 31. 12. 1980, pag. 13.  (3) GU n. L 379 del 31. 12. 1981, pag. 1.