CELEX: 52004PC0042
Language: it
Date: 2004-01-28
Title: Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2003/96/CE per quanto riguarda la possibilità che alcuni Stati membri applichino ai prodotti energetici e all'elettricità esenzioni o riduzioni temporanee dei livelli di tassazione

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52004PC0042

Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2003/96/CE per quanto riguarda la possibilità che alcuni Stati membri applichino ai prodotti energetici e all'elettricità esenzioni o riduzioni temporanee dei livelli di tassazione  /* COM/2004/0042 def. - CNS 2004/0016 */  

Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 2003/96/CE per quanto riguarda la possibilità che alcuni Stati membri applichino ai prodotti energetici e all'elettricità esenzioni o riduzioni temporanee dei livelli di tassazione(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. INTRODUZIONELa direttiva 2003/96/CE del Consiglio che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità (di seguito denominata "la direttiva") è stata adottata il 27 ottobre 2003 [1] ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2004 [2].[1]  GU L 283 del 31.10.2003, pag. 51.[2]  Le misure relative ai biocarburanti e alle deroghe individuali, concesse in base all'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 92/81/CEE, sono entrate retroattivamente in vigore il 1° gennaio 2003.Come nel caso degli attuali Stati membri, anche i nuovi Stati in via di adesione necessitano di una serie di regimi transitori per poter far fronte ai nuovi requisiti introdotti dalla direttiva. La Commissione deve quindi presentare una proposta di direttiva, in forza dell'articolo 93 del trattato CE, destinata a modificare la succitata direttiva.2. IL REGIME FISCALE APPLICABILE AI PRODOTTI ENERGETICI E ALL'ELETTRICITÀIl regime fiscale dei prodotti energetici è articolato fondamentalmente su tre pilastri: (a) le accise, che sono dazi specifici (proporzionali alla quantità fisica del prodotto); (b) le tasse e i dazi dedicati; e (c) l'IVA che è un dazio ad valorem (proporzionale al prezzo di vendita del prodotto).2.1. Le direttive sugli oli mineraliNel caso delle accise, gli Stati membri hanno deciso nel 1992 l'istituzione di un sistema comunitario di tassazione degli oli minerali. Tale decisione è stata trasposta in due direttive, l'una relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali (92/81/CEE), [3] e l'altra relativa al ravvicinamento delle aliquote di accisa sugli oli minerali (92/82/CEE) [4]. Queste direttive definiscono i diversi prodotti e strutture e stabiliscono un'aliquota minima dell'accisa per ciascun tipo di olio minerale, a seconda che venga usato come combustibile, per impieghi industriali o commerciali o per riscaldamento.[3]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 12, modificata da ultimo dalla direttiva 94/74/CE (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 46).[4]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 19, modificata da ultimo dalla direttiva 94/74/CE (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 46).A norma dell'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 92/81/CEE, il Consiglio, deliberando all'unanimità, su proposta della Commissione, può autorizzare uno Stato membro ad introdurre ulteriori esenzioni o riduzioni in base a considerazioni politiche specifiche. Oltre un centinaio di tali deroghe sono in vigore negli attuali 15 Stati membri; esse sono state prorogate nel 2001 e scadono, per la maggior parte, il 31 dicembre 2006 [5].[5]  Decisione del Consiglio del 12 marzo 2001 relativa alle riduzioni delle aliquote d'accisa e alle esenzioni dall'accisa su determinati oli minerali utilizzati per fini specifici (GU L 84 del 23.3.2001, pag. 23).Il livello delle accise applicate da gran parte dei futuri Stati membri è in alcuni casi considerevolmente inferiore a quello in vigore nell'Unione europea. Sebbene un certo numero di paesi in via di adesione sia già allineato alle attuali aliquote minime dell'accisa fissate dalla direttiva 92/82/CEE, altri paesi sono ancora in una fase di allineamento a tali aliquote minime e non potranno conformarsi alla vigente legislazione comunitaria fino alla data della loro adesione. Tuttavia, solo un numero assai limitato di deroghe è stato concesso per quanto riguarda le accise nel trattato di adesione all'Unione europea 2003 [6]:[6]  GU L 236 del 23.9.2003, pag. 17.i) per Cipro:- Fatta salva la decisione formale da adottare secondo la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 92/81/CEE, Cipro può applicare, per un anno a decorrere dalla data di adesione, un'esenzione dalle accise sugli oli minerali utilizzati per la produzione di cemento.- Fatta salva la decisione formale da adottare secondo la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 92/81/CEE, Cipro può inoltre applicare, per un anno a decorrere dalla data di adesione, un'esenzione dalle accise aggiuntive su tutti i tipi di combustibile utilizzati per il trasporto locale di passeggeri.ii) per la Polonia:- Fatta salva la decisione formale da adottare secondo la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 92/81/CEE oppure la valutazione del provvedimento ai sensi dell'articolo 87 del trattato CE, la Polonia può mantenere, per un anno a decorrere dalla data di adesione, un'aliquota ridotta dell'accisa sulla benzina prodotta con alcol anidro, sul gasolio a basso tenore di zolfo e sulla benzina contenente etere di alcol etilbutilico.Le direttive 92/81/CEE e 92/82/CEE saranno abrogate a decorrere dal 31 dicembre 2003.2.2. La direttiva sulla tassazione dell'energiaLa direttiva sulla tassazione dell'energia amplia il campo d'applicazione delle precedenti direttive sugli oli minerali fino a includere la quasi totalità dei prodotti energetici, compresi il carbone e il gas, nonché l'elettricità. Essa aggiorna inoltre le aliquote minime per gli oli minerali, che non erano più state rivedute dal 1992:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;La direttiva ridurrà le distorsioni di concorrenza attualmente esistenti tra gli Stati membri in conseguenza della disparità delle aliquote d'imposta applicate. Non solo, ma ridurrà anche le distorsioni di concorrenza tra gli oli minerali e gli altri prodotti energetici che finora non erano assoggettati alla legislazione fiscale comunitaria. Infine, la direttiva aumenterà gli incentivi a un impiego più efficiente dell'energia, al fine di ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia e di diminuire le emissioni di anidride carbonica come previsto nell'ambito del protocollo di Kyoto.2.3. Disparità dei livelli di tassazione e regimi transitoriLa direttiva prevede varie possibilità di differenziare le aliquote d'imposta, a seconda degli impieghi o dei prodotti. Le seguenti misure sono particolarmente rilevanti ai fini della presente proposta:- purché ciò non comporti una significativa distorsione della concorrenza, agli Stati membri che incontrano difficoltà nell'applicare i nuovi livelli minimi di tassazione è concesso un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2007, per non pregiudicare la stabilità dei prezzi - cfr. l'articolo 18, paragrafo 2;- gli Stati membri devono, in linea di principio, esentare dalla tassazione i prodotti energetici e l'elettricità utilizzati per produrre elettricità - cfr. l'articolo 14, paragrafo 1, lettera a);- gli Stati membri possono applicare, sotto controllo fiscale, esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione per il gas naturale negli Stati membri in cui la quota del gas naturale nel consumo complessivo di energia non abbia superato il 15% nel 2000. Le esenzioni o le riduzioni totali o parziali possono applicarsi per un periodo massimo di dieci anni dopo l'entrata in vigore della direttiva o fino alla data in cui la quota nazionale di gas naturale nel consumo complessivo di energia raggiunga il 25 %, se questa data è precedente. Tuttavia, non appena la quota nazionale di gas naturale nel consumo complessivo di energia raggiunge il 20%, gli Stati membri interessati applicano un livello di tassazione strettamente positivo, che aumenta su base annua per raggiungere almeno l'aliquota minima alla fine del periodo di cui sopra - cfr. l'articolo 15, paragrafo 1, lettera g);- gli Stati membri possono applicare, sotto controllo fiscale, esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione per l'elettricità, il gas naturale, il carbone e i combustibili solidi utilizzati per uso familiare - cfr. l'articolo 15, paragrafo 1, lettera h);- gli usi combinati dei prodotti energetici [7] e l'uso di prodotti energetici per fini diversi dall'utilizzazione come carburanti, nonché i processi mineralogici sono esclusi dal campo d'applicazione della direttiva. L'elettricità utilizzata per fini analoghi dovrebbe beneficiare di un trattamento analogo- cfr. l'articolo 2, paragrafo 4.[7]  L'uso dei prodotti energetici per la riduzione chimica e nei processi elettrolitici e metallurgici deve essere considerato uso combinato.In aggiunta a queste misure, gli Stati membri sono autorizzati a continuare ad applicare, al più tardi fino al 31 dicembre 2006, le deroghe concesse a norma dell'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 92/81/CEE, e prorogate nel 2001 - cfr. l'articolo 18, paragrafo 1.Infine, la direttiva stabilisce periodi transitori per alcuni Stati membri durante i quali detti Stati membri devono progressivamente aumentare le loro aliquote onde ridurre il loro divario rispetto ai nuovi livelli minimi di tassazione - cfr. l'articolo 18, paragrafo 14.3. REGIMI TRANSITORI PREVISTI PER I NUOVI STATI IN VIA DI ADESIONENella riunione del 24 ottobre 2003 il comitato interinale del Consiglio ha registrato le preoccupazioni espresse dalle delegazioni dei futuri Stati membri in merito alla direttiva. La Commissione ha invitato le delegazioni a presentare quanto prima, preferibilmente entro i successivi 15 giorni lavorativi, le rispettive richieste di regimi transitori, motivandole e illustrandole nei dettagli, affinché potessero essere esaminate in tempo utile.Nel corso del mese di novembre 2003 i nuovi paesi in via di adesione hanno presentato le loro richieste alla Commissione.Tenendo conto dei loro attuali livelli delle accise, del processo di transizione economica che stanno vivendo e dei loro livelli relativamente bassi di reddito, è possibile che i futuri Stati membri debbano far fronte a notevoli difficoltà di ordine economico e sociale per quanto riguarda l'applicazione delle aliquote minime previste dalla direttiva. In particolare, il probabile aumento dei prezzi che ne seguirebbe potrebbe incidere negativamente sul tenore di vita della popolazione e sull'economia nel suo complesso, rappresentando soprattutto un onere insostenibile per le PMI. Tuttavia, si deve sottolineare anche che i paesi in via di adesione beneficeranno di considerevoli trasferimenti di fondi comunitari (RTE, fondi strutturali e di coesione fino a una quota del 4% del loro PIL); nonostante i programmi di sviluppo nazionale differiscano in misura significativa in termini di ripartizione del sostegno nei diversi settori di intervento, riflettendo in questo le differenti situazioni sociali ed economiche nonché la diversa valutazione delle priorità, i trasferimenti in questione sono destinati a compensare le carenze e a rafforzare la competitività di questi paesi mediante la creazione di nuove infrastrutture, in particolare nel settore dell'energia. Inoltre, il margine di manovra di cui dispone la maggior parte di questi paesi per compensare tali oneri aggiuntivi riducendo altre imposte a livello nazionale appare piuttosto limitato. La Commissione propone pertanto di concedere - qualora necessario - regimi transitori per questi nuovi Stati.Questa soluzione è conforme alla posizione generale assunta dall'UE nel corso dei negoziati con i nuovi Stati membri: i periodi transitori dovrebbero cioè essere concessi tenendo conto non solo degli interessi dell'Unione, ma anche di quelli dei paesi candidati [8]. Per quel che riguarda in particolare il capitolo fiscalità, nella comunicazione della Commissione al Consiglio europeo relativa a un riesame intermedio dell'attuazione della strategia di allargamento si legge che "nel decidere se accettare le misure transitorie, gli Stati membri dovrebbero tener conto della necessità di salvaguardare il funzionamento del mercato interno nonché delle implicazioni politiche, economiche e sociali per i paesi candidati"  [9].[8]  Posizione generale dell'UE menzionata nel documento strategico sull'allargamento del 2000, pag. 26, e comunicazione del Sig. Verheugen (di concerto con il presidente) alla Commissione «Aspetti essenziali riguardanti le aliquote dell'accisa sulle sigarette per progetti di posizioni comuni relativi al capitolo fiscalità" del 23 ottobre 2001.[9]  COM(2001) 553 del 2.10.2001, pag. 17.L'Unione europea non ignora le ripercussioni dirette e potenzialmente negative di un aumento del livello di imposizione indiretta (accise e IVA) sul tenore di vita di ampie fasce della popolazione dei paesi candidati. Nel corso dei negoziati è stata quindi concessa all'insieme dei futuri Stati membri tutta una serie di periodi transitori affinché possano mantenere aliquote ridotte dell'IVA o delle accise in settori riconosciuti come particolarmente sensibili dal punto di vista sociale e politico, con particolare riguardo al riscaldamento, all'elettricità e al gas e alle sigarette [10].[10]  Trattato di adesione della Repubblica ceca, dell'Estonia, di Cipro, della Lettonia, della Lituania, dell'Ungheria, di Malta, della Polonia, della Slovenia e della Slovacchia (GU L 236 del 23.9.2003).- Per quanto riguarda la tassazione dell'energia, va ricordato che anche agli attuali Stati membri erano stati concessi periodi transitori (come si è spiegato sopra), e spesso per gli stessi prodotti per i quali hanno li hanno chiesti ora i paesi in via di adesione. In tale contesto, e pur tenendo conto delle esigenze specifiche di questi ultimi paesi, la Commissione ha valutato le loro richieste sulla base degli stessi principi già applicati per la concessione dei periodi transitori agli attuali Stati membri. Conformemente a tali principi, le misure transitorie dovrebbero- avere una rigorosa scadenza temporale e, in linea di principio, non essere più in vigore dopo il 2012;- essere commisurate al problema che si propongono di affrontare;- prevedere, se pertinente, un progressivo allineamento alle aliquote minime applicabili nella Comunità.Inoltre, qualora il trattato di adesione non preveda la concessione di un periodo transitorio, le aliquote minime stabilite dalla direttiva 92/82/CEE devono essere applicate a partire dal  1° maggio 2004.Nella valutazione si è poi tenuto conto degli obiettivi delle altre politiche comunitarie, con particolare riguardo alle caratteristiche ecologiche nel caso dei combustibili per riscaldamento.Vale la pena di ricordare che, dopo che nel marzo del 2003 era stato raggiunto l'accordo politico [11], la Commissione si è incaricata di fornire ragguagli tecnici sulla direttiva a tutti i nuovi paesi in via di adesione; oltre a ciò, il 1° luglio 2003 si è tenuta una riunione dedicata alle difficoltà incontrate dagli Stati membri nel recepire la futura direttiva, riunione alla quale sono stati invitati a partecipare i nuovi Stati di prossima adesione.[11]  Doc 8084/03 Fisc 59 del 3.4.2003.3.1. Repubblica cecaSecondo una lettera delle autorità ceche del 13 novembre 2003, l'introduzione di accise sull'elettricità, i combustibili solidi e il gas naturale avrebbe un impatto negativo sui consumatori, in quanto comporterebbe un onere sociale insostenibile per i cittadini della Repubblica ceca. Inciderebbe inoltre negativamente sulle piccole e medie imprese, rendendole meno competitive sul mercato interno. Livelli più elevati di tassazione andrebbero poi a discapito dell'industria ceca, con particolare riguardo ai settori chimico, dell'edilizia (mattoni cotti, manti di copertura dei tetti ecc.), della produzione di ceramica e porcellana, della lavorazione tradizionale nel paese del vetro soffiato e della bigiotteria.Secondo le stime del governo ceco, l'introduzione delle aliquote minime previste dalla direttiva sulla tassazione dell'energia comporterebbe per i consumatori finali incrementi di prezzo pari a circa l'1% per l'elettricità, intorno al 10% per i combustibili solidi [12], e fino al 5% per il gas naturale.[12]  Per i combustibili solidi il margine di incremento del prezzo è piuttosto ampio, compreso cioè, a seconda del prodotto considerato e del suo uso, tra il 4% e il 16%.La Repubblica ceca ha chiesto quindi un regime transitorio per quanto riguarda i) l'elettricità e i combustibili solidi, e ii) il gas naturale usato per il riscaldamento.Le autorità ceche sottolineano che sarebbe importante adeguare contemporaneamente le aliquote d'imposta applicabili a livello nazionale all'elettricità, ai combustibili solidi e al gas naturale usato per il riscaldamento, al fine di evitare distorsioni della concorrenza sul mercato dell'energia.3.1.1. Elettricità e combustibili solidiNella Repubblica ceca l'elettricità e i combustibili solidi non vengono tassati. L'applicazione della direttiva comporterà obbligatoriamente l'introduzione di un sistema completamente nuovo di tassazione dell'elettricità e dei combustibili solidi, come pure l'elaborazione e l'adozione di una nuova normativa in questi due settori.Per quanto riguarda l'elettricità, il processo di liberalizzazione del mercato verrà completato entro la fine del 2005, il che implicherà una serie di cambiamenti del sistema di commercializzazione dell'elettricità. È importante, quindi, che l'introduzione del nuovo regime di tassazione dell'elettricità avvenga conformemente a tali modifiche.La Repubblica ceca è un produttore di carbone. L'eventuale introduzione di un'aliquota d'imposta sui combustibili solidi verrebbe ad incidere sul suo livello di competitività rispetto al petrolio e comporterebbe un'ulteriore decremento della produzione di carbone. Questo avrebbe a sua volta un impatto diretto sul livello occupazionale delle regioni carbonifere.La Repubblica ceca ha quindi chiesto un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2008 per poter introdurre un sistema di tassazione dell'elettricità e dei combustibili solidi, conformemente alle disposizioni della direttiva.ValutazioneLa pura e semplice esigenza di introdurre una normativa adeguata non è un motivo sufficiente per posporre di tre anni e mezzo la tassazione dell'elettricità e dei combustibili solidi. Tuttavia, la Commissione ritiene accettabile l'applicazione di un regime transitorio purché preveda la progressiva introduzione dell'imposta, al fine di pervenire senza difficoltà ai livelli minimi stabiliti dalla direttiva.La Commissione conclude che la Repubblica ceca dovrebbe essere autorizzata ad applicare esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione dell'elettricità e dei combustibili solidi fino al 1° gennaio 2008.3.1.2. Gas naturaleSecondo la normativa ceca sulle accise il gas naturale usato per il riscaldamento costituisce già un prodotto soggetto a tassazione, benché ad aliquota zero. Gli impianti di gas naturale sono per lo più di proprietà dei comuni, i quali non sarebbero in grado di far fronte alla flessione della domanda dovuta all'aumento del prezzo del gas in conseguenza del livello più elevato di imposizione. Questo comporterebbe quindi un maggiore indebitamento dei comuni, con gravi ripercussioni negative sui bilanci pubblici. Un'ulteriore e conseguente impatto negativo sarebbe poi determinato da un incremento dell'uso di combustibili per riscaldamento, meno ecologici rispetto al gas naturale.La Repubblica ceca ha quindi chiesto un'esenzione del livello di tassazione del gas naturale usato per il riscaldamento fino al 1° gennaio 2008.ValutazioneLa Commissione è del parere che si tratti di una richiesta ragionevole.La Commissione conclude che la Repubblica ceca dovrebbe essere autorizzata ad applicare esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione del gas naturale usato per il teleriscaldamento fino al 1° gennaio 2008.3.2. EstoniaIn una lettera del 14 novembre 2003 le autorità estoni hanno chiesto periodi transitori per quanto riguarda: i) carburanti per motori, ii) scisto bituminoso e olio di scisto, iii) gas naturale e iv) elettricità.3.2.1. Carburanti per motoriL'Estonia sta provvedendo ad aumentare progressivamente le aliquote dell'accisa applicabile ai carburanti per motori per poter ottemperare ai requisiti previsti dalla direttiva 92/82/CEE entro la data di adesione. Le aliquote vigenti, tuttavia, rimangono ben al di sotto dei livelli minimi fissati dalla direttiva in questione. Qualora venissero applicate le aliquote minime previste dalla direttiva 2003/96/CE, le accise sulla benzina senza piombo e sul gasolio registrerebbero un aumento, rispettivamente, del 60% e dell'85%.Per evitare incrementi dei prezzi e le conseguenti difficoltà economiche, l'Estonia chiede un periodo transitorio per l'applicazione delle aliquote minime sulla benzina senza piombo, sul gasolio e sul GPL. Nella succitata lettera del 14 novembre, le autorità estoni propongono un calendario per un aumento graduale delle aliquote delle accise al fine di pervenire ai livelli minimi previsti entro il 1° gennaio 2010.ValutazionePer quanto riguarda il GPL utilizzato come carburante per motori, l'articolo 15, paragrafo 1, lettera i), della direttiva sulla tassazione dell'energia stabilisce che gli Stati membri possono applicare, sotto controllo fiscale, esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione per il gas naturale e il GPL utilizzati come propellenti. Di conseguenza, nessun regime transitorio è necessario in questo caso.La Commissione è del parere che la seconda parte della richiesta sia ragionevole. La Commissione conclude che l'Estonia dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione del gasolio utilizzato come propellente al nuovo livello minimo di 330 EUR per 1000 litri.L'Estonia dovrebbe essere inoltre autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al  1° gennaio 2010 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione della benzina senza piombo utilizzata come propellente al nuovo livello minimo di 359 EUR per 1000 litri.3.2.2. Scisto bituminoso e olio di scistoAttualmente lo scisto bituminoso e l'olio di scisto utilizzati per riscaldamento non sono soggetti ad accise in Estonia.Lo scisto bituminoso è la principale fonte interna di energia primaria, con una quota del 60% del bilancio complessivo di energia primaria dell'Estonia. Questo prodotto ha un ruolo essenziale nel garantire l'indipendenza del paese per quanto riguarda l'approvvigionamento energetico. Esso viene prodotto con due finalità: l'80% è destinato alla produzione di elettricità e di calore, e il restante 20% viene prodotto come olio di scisto. La produzione e il consumo di scisto bituminoso sono, da un punto di vista geografico, estremamente concentrati.Tassare l'olio di scisto utilizzato per riscaldamento a partire dalla data di adesione all'UE comporterebbe gravi problemi legati all'aumento dei prezzi e comprometterebbe l'intero settore industriale. Il calo della produzione di scisto bituminoso e olio di scisto usati per riscaldamento avrebbe poi come conseguenza un aumento del livello di disoccupazione, soprattutto nella regione nord-orientale dell'Estonia, dove il tasso di disoccupazione nel 2003 si attestava intorno al 17%.Oltre la metà degli impianti di riscaldamento del paese producono energia termica a partire dall'olio di scisto. L'introduzione dell'accisa determinerebbe un incremento dei prezzi dei servizi di riscaldamento di circa il 14%.Nella lettera del 14 novembre le autorità estoni propongono un calendario per un aumento delle aliquote dell'accisa fino ad arrivare ai livelli minimi previsti dalla direttiva nel 2015. L'esenzione totale verrebbe applicata fino alla fine del 2008.ValutazioneLo scisto bituminoso è una roccia bituminosa che rilascia idrocarburi per distillazione. È classificata al codice NC 2714 e rientra pertanto nel campo d'applicazione della direttiva (cfr. l'articolo 2, paragrafo 1, lettera b).La Commissione ricorda che lo scisto bituminoso utilizzato per produrre elettricità dovrebbe, di norma, essere esente dalla tassazione, in conformità dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva, mentre anche quello utilizzato per produrre olio di scisto ricade con ogni probabilità nel campo d'applicazione dell'articolo 21, paragrafo 3. In linea di principio, quest'ultimo uso non deve essere considerato un fatto generatore d'imposta. Di conseguenza, una percentuale assai elevata dello scisto bituminoso utilizzato non sarà soggetto a tassazione in Estonia.La Commissione prende nota della dichiarazione comune degli attuali Stati membri, contenuta nel trattato di adesione all'Unione europea del 2003, relativa all'Estonia, "sull'argillite petrolifera [=scisto bituminoso, NdT], il mercato interno dell'energia elettrica e la direttiva 96/92/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 1996, concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica (direttiva sull'energia elettrica)". In particolare, in questo testo si dichiara che "L'Unione riconosce a questo proposito la situazione specifica correlata alla ristrutturazione del settore dell'argillite petrolifera che richiederà particolari sforzi fino alla fine del 2012, nonché la necessità di un'apertura graduale del mercato estone dell'energia elettrica per i clienti non domestici sino a tale data. In base a tale valutazione e nella piena consapevolezza del carattere unico dell'argillite petrolifera e delle implicazioni sociali ed economiche legate alla sua estrazione, produzione e consumo in Estonia, nonché tenendo conto degli obiettivi della Comunità riguardo al mercato dell'energia elettrica, la Commissione riferisce al Consiglio con raccomandazioni adeguate."Tenuto conto di tale situazione eccezionale, la Commissione ritiene che l'Estonia dovrebbe essere autorizzata ad applicare un'esenzione totale dall'accisa sullo scisto bituminoso fino al 1° gennaio 2009, e in seguito una riduzione del livello di tassazione su questo prodotto fino al 1° gennaio 2013. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2011 l'aliquota effettiva dell'accisa applicata allo scisto bituminoso non potrà essere inferiore al 50% della corrispondente aliquota minima comunitaria. Nella succitata relazione con cui la Commissione riferirà al Consiglio potranno essere contemplate misure fiscali appropriate a favore dello scisto bituminoso a partire dal 1° gennaio 2010.L'olio di scisto è un olio minerale ai sensi della direttiva 92/81/CEE. Esso è equivalente, a fini fiscali, a un olio combustibile pesante. Nel corso dei negoziati per l'allargamento non era stato chiesto un periodo transitorio, perciò la Commissione ritiene che, in linea di principio, alla data di adesione dovrebbero essere applicate le aliquote minime stabilite dalla direttiva 92/82/CEE. Tuttavia, in via del tutto eccezionale, essa può ammettere che l'Estonia non fosse pienamente informata della necessità di tassare l'olio di scisto in base alle disposizioni delle direttive sugli oli minerali.La Commissione è del parere che, per evitare difficoltà di ordine sociale, possa essere concessa un'esenzione dall'accisa a beneficio delle famiglie. L'Estonia dovrebbe pertanto essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione dell'olio di scisto utilizzato per il teleriscaldamento al livello minimo previsto. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 l'aliquota effettiva dell'accisa applicata all'olio di scisto utilizzato per il teleriscaldamento non potrà essere inferiore al 50% della corrispondente aliquota minima comunitaria.Per quanto riguarda le imprese, la Commissione osserva che spesso il riscaldamento rappresenta una quota significativa del consumo totale di energia. Nella direttiva sulla tassazione dell'energia si è tenuto conto di questo aspetto mediante talune disposizioni specifiche contenute in particolare nell'articolo 17. La Commissione non ritiene opportuno concedere un'ulteriore misura, che esuli dal quadro esistente, destinata ad esentare dalla tassazione l'olio di scisto utilizzato dalle imprese.3.2.3. Gas naturaleIn base alle statistiche fornite dalle autorità estoni nella summenzionata lettera del  14 novembre 2003, nel biennio 2000-2001 il consumo di gas naturale rappresentava il 13% del consumo aggregato di energia primaria nel paese. L'Estonia è disposta ad applicare l'articolo 15, paragrafo 1, lettera g), della direttiva prefiggendosi di pervenire alle aliquote minime stabilite dalla direttiva medesima nel 2009.ValutazioneL'articolo 15, paragrafo 1, della direttiva sulla tassazione dell'energia contiene un elenco delle possibili esenzioni o riduzioni del livello di tassazione che gli Stati membri possono applicare sotto controllo fiscale. Non occorre che uno Stato membro presenti alla Commissione una richiesta ad hoc per poter applicare simili misure. Purché siano rispettate le condizioni di cui al suddetto articolo 15, paragrafo 1, la Commissione non ritiene necessaria l'applicazione di uno specifico regime transitorio.3.2.4. ElettricitàAttualmente nel paese non è in vigore un'accisa sull'elettricità. L'Estonia ha introdotto un onere sulla produzione di energia per le emissioni di anidride carbonica (pari in media a 0,76 euro per MWh nel 2002, e destinata ad aumentare a 1,145 euro per MWh a partire dal 2005). Di conseguenza, quest'onere sulla produzione di energia per le emissioni di anidride carbonica risulta già superiore del 25% rispetto al livello minimo di tassazione dell'elettricità previsto dalla direttiva.L'introduzione dell'accisa alla data di adesione all'UE determinerebbe un aumento del prezzo dell'elettricità in Estonia, il che, tenuto conto del reddito medio dei consumatori nel paese, avrebbe gravi conseguenze. Il governo estone chiede pertanto un periodo transitorio fino al 2009 onde poter allineare progressivamente le aliquote nazionali di tassazione dell'elettricità.ValutazioneL'onere applicato dall'Estonia sulle emissioni di anidride carbonica è analogo a un'imposta a monte introdotta per motivi di politica ambientale. A norma dell'articolo 14, paragrafo 1, della direttiva, l'Estonia può mantenere un'imposta di questo tipo prescindendo dai livelli minimi di tassazione stabiliti nella direttiva medesima. Tuttavia, una simile imposta a monte non può rientrare nel calcolo del livello minimo di tassazione sull'elettricità stabilito all'articolo 10 della direttiva.Un caso analogo viene illustrato all'articolo 18, paragrafo 8, della direttiva. La Commissione conclude pertanto che l'Estonia dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per convertire il suo attuale sistema di tassazione dell'elettricità a monte in un sistema di tassazione a valle.Questa modifica strutturale dell'imposta può, in linea di principio, essere introdotta senza incidere sul gettito fiscale, in modo quindi che non si verifichino aumenti di prezzo per i consumatori.3.3. CiproCipro non ha chiesto altre misure transitorie oltre a quelle già accordate nel trattato di adesione.3.4. LettoniaSecondo quanto affermano le autorità lettoni in una nota datata 12 novembre 2003, l'applicazione delle aliquote dell'accisa stabilite dalla direttiva determinerebbe a partire dal 2004 un aumento dell'accisa sui prodotti energetici dal 5% al 97%. Avrebbe inoltre per effetto di raddoppiare l'accisa sul gasolio. Pertanto, l'aumento del livello minimo effettivo dell'imposizione indiretta dei prodotti energetici comporterebbe effetti negativi immediati consistenti in un rapido rialzo dei prezzi dei carburanti per motori e dell'energia utilizzata per il riscaldamento.Secondo il governo lettone il rispetto di tutti i requisiti previsti dalla direttiva a partire dal  1° gennaio 2004 determinerebbe un aumento del tasso di inflazione di 1 punto percentuale, con un conseguente impatto sulle prospettive macroeconomiche del paese. Il tasso previsto di inflazione per il 2004 in Lettonia è del 3% ma se si dovesse tener conto delle disposizioni della direttiva arriverebbe a superare il 4%. La Lettonia rischierebbe quindi di contravvenire a uno dei parametri stabiliti dal trattato di Maastricht.L'ultima obiezione, ma non la meno importante, del governo lettone è che le misure necessarie per adeguare l'amministrazione fiscale al quadro comunitario ristrutturato per la tassazione di questi prodotti e alla possibile introduzione di nuove imposte sarebbero tali da rendere difficilmente praticabile il corretto funzionamento dell'amministrazione fiscale stessa già dal 2004, tanto dal punto di vista metodologico quanto da quello pratico e finanziario.La Lettonia ha chiesto quindi una serie di periodi transitori per: i) carburanti per motori, ii) prodotti energetici ed elettricità usati nei trasporti pubblici di passeggeri, iii) oli combustibili pesanti, iv) gas naturale, e v) elettricità, carbone e coke.3.4.1. Carburanti per motoriUn incremento dall'oggi al domani dell'imposta sui carburanti per motori avrebbe un forte impatto negativo sullo sviluppo dei trasporti, che rappresentano un settore chiave dell'economia lettone. I costi del trasporto ferroviario di passeggeri registrerebbe un aumento del 6% e quello del trasporto di merci del 5%. La crescita dei costi per altri tipi di trasporto passeggeri sarebbe compresa tra il 15% e il 20%.Attualmente il potere d'acquisto degli utenti privati di carburante per motori è tale da non consentir loro di far fronte all'incremento di prezzo, perciò non sarebbero in grado di acquistare il carburante al nuovo prezzo. Una simile situazione potrebbe comportare un netto aumento dei casi di frode fiscale (contrabbando) e una diminuzione delle entrate del bilancio statale.La Lettonia chiede un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2010 per poter adeguare l'aliquota dell'accisa per il gasolio, il cherosene e l'olio combustibile utilizzati come propellenti al livello minimo di 302 EUR, e in seguito fino al 31 dicembre 2012 per raggiungere il livello di 330 EUR. Chiede inoltre un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2010 per la benzina senza piombo onde raggiungere l'aliquota minima di 359 EUR, nonché un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2004 per il GPL e la benzina contenente piombo.ValutazioneA norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera i), della direttiva, gli Stati membri possono applicare, sotto controllo fiscale, esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione per il gas naturale e il GPL utilizzati come propellenti. Non sono quindi necessarie disposizioni specifiche in questo caso.A norma dell'articolo 18, paragrafo 2, della direttiva, agli Stati membri che incontrano difficoltà nell'applicare i nuovi livelli minimi di tassazione è concesso un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2007, per non pregiudicare la stabilità dei prezzi, purché ciò non comporti una significativa distorsione della concorrenza. La Commissione riconosce che entrambe le condizioni stabilite dall'articolo sono rispettate nel caso della tassazione della benzina contenente piombo in Lettonia. Pertanto, non è necessario accordare un regime transitorio specifico nel caso in questione.I periodo transitori più lunghi concessi dalla direttiva per quanto riguarda il gasolio e la benzina senza piombo sono, rispettivamente, il 1° gennaio 2012 e il 1° gennaio 2010. Tenuto conto delle circostanze eccezionali prevalenti in Lettonia, in particolare delle basse aliquote dell'accisa attualmente applicata sui carburanti per motori, la Commissione riconosce che il paese avrebbe bisogno di un ulteriore periodo di un anno per raggiungere i livelli minimi fissati dalla direttiva. Dovrebbe quindi essere programmato un incremento intermedio delle aliquote nazionali dell'imposta.La Commissione conclude che la Lettonia dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2011 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione del gasolio e del cherosene utilizzati come propellenti al nuovo livello minimo di 302 EUR per 1000 litri, e poi fino al 1° gennaio 2013 per raggiungere il livello di 330 EUR. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2008 l'aliquota effettiva dell'accisa applicata al gasolio e al cherosene non può essere inferiore a 274 EUR per 1000 litri.La Lettonia dovrebbe inoltre essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al  1° gennaio 2011 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione della benzina senza piombo utilizzata come propellente al nuovo livello minimo di 359 EUR per 1000 litri. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2008 l'aliquota effettiva dell'accisa applicata alla benzina senza piombo non può essere inferiore a 323 EUR per 1000 litri.3.4.2. Deroga per i prodotti energetici e l'elettricità usati nei trasporti pubblici di passeggeriLa Lettonia chiede una deroga per i prodotti energetici e l'elettricità usati nei trasporti pubblici di passeggeri.ValutazioneA norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera e), della direttiva, gli Stati membri possono applicare, sotto controllo fiscale, esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione per i prodotti energetici e l'elettricità utilizzati per il trasporto di merci e passeggeri per ferrovia, metropolitana, tram e filobus.Oltre alla suddetta possibilità accordata agli Stati membri, la Commissione ritiene che solo i veicoli adibiti al trasporto pubblico locale di passeggeri possano beneficiare di un trattamento fiscale preferenziale. Tale opinione è infatti riflessa nell'Allegato II della direttiva, che elenca una serie di deroghe per questo tipo di veicoli. Dette deroghe sono autorizzate al più tardi fino al 31 dicembre 2006.La Commissione conclude che la Lettonia dovrebbe essere autorizzata ad applicare fino al  31 dicembre 2006 una riduzione dell'aliquota dell'imposta o un'esenzione dalla tassazione per quanto riguarda i prodotti energetici e l'elettricità utilizzati per i veicoli adibiti al trasporto pubblico locale di passeggeri.3.4.3. Oli combustibili pesantiIn primo luogo la Lettonia ha chiesto un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2004 per poter introdurre il nuovo livello minimo di tassazione applicabile agli oli combustibili pesanti.In secondo luogo, le autorità lettoni sottolineano come attualmente l'accisa venga rimborsata alle imprese che utilizzano oli combustibili pesanti per produrre calore e acqua calda. In molte città questo tipo di oli combustibili sarebbe l'unico impiegato per il riscaldamento centralizzato, dato che gli altri tipi di oli non sono disponibili per via della mancanza di infrastrutture. Il sistema centralizzato sarebbe in uso soprattutto in condomini in cui abitano famiglie a basso reddito, sul cui bilancio inciderebbero in larga misura le spese per il riscaldamento. Un netto aumento dei prezzi del riscaldamento potrebbe dare origine a tensioni sociali in questi quartieri o regioni. Di conseguenza, la Lettonia vorrebbe che le venisse concessa un'esenzione dall'imposta sugli oli combustibili pesanti utilizzati dalle imprese per produrre calore e acqua calda.ValutazionePer quanto riguarda il periodo transitorio richiesto fino al 31 dicembre 2004 per poter applicare il nuovo livello minimo di tassazione previsto per gli oli combustibili pesanti, agli Stati membri che incontrano difficoltà nell'applicare i nuovi livelli minimi di tassazione è concesso un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2007, per non pregiudicare la stabilità dei prezzi, purché ciò non comporti una significativa distorsione della concorrenza - cfr. l'articolo 18, paragrafo 2, della direttiva. La Commissione riconosce che entrambe le condizioni stabilite dall'articolo sono rispettate nel caso della prima richiesta presentata dalla Lettonia.Pertanto, non è necessario accordare un regime transitorio specifico nel caso in questione.Per quanto riguarda l'esenzione dall'imposta sugli oli combustibili pesanti utilizzati dalle imprese per produrre calore e acqua calda, la Commissione ritiene che debbano essere esaminati due casi diversi. Per le famiglie potrebbe essere concessa un'esenzione al fine di evitare un netto incremento dei prezzi. La Lettonia dovrebbe quindi essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione degli oli combustibili pesanti utilizzati per il teleriscaldamento al livello minimo di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 l'aliquota effettiva dell'accisa applicata agli oli combustibili pesanti utilizzati per il teleriscaldamento non potrà essere inferiore al 50% dell'aliquota minima comunitaria.Per quanto riguarda le imprese, la Commissione osserva che spesso la produzione di calore e acqua calda rappresenta una quota significativa del consumo totale di energia. Nella direttiva si è tenuto conto di questo aspetto mediante talune disposizioni specifiche contenute in particolare nell'articolo 17. La Commissione non ritiene opportuno concedere un'ulteriore misura, che esuli dal quadro esistente, destinata ad esentare dalla tassazione gli oli combustibili pesanti utilizzati dagli operatori economici.3.4.4. Gas naturaleLa Lettonia chiede i) di rimandare fino al 31 dicembre 2006 l'introduzione di una nuova imposta sul gas naturale, ii) la possibilità di applicare esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione per il gas naturale fino al 31 dicembre 2009, e iii) una deroga per un'esenzione dall'imposta sul gas naturale utilizzato come combustibile per riscaldamento.ValutazioneLa richiesta di una deroga illimitata non può essere accolta per una questione di principio. In Lettonia la quota del gas naturale nel consumo complessivo di energia era pari all'11% nel 2000. Di conseguenza, il paese può beneficiare di un'esenzione dalla tassazione sul gas naturale nei termini di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera g), della direttiva. La Commissione ritiene che la possibilità offerta dall'articolo in questione nel lungo periodo di applicare tale esenzione dall'imposta sul gas naturale possa soddisfare le esigenze della Lettonia. La Commissione non propone quindi un regime transitorio specifico nel caso in questione.3.4.5. Elettricità, carbone e cokeAttualmente l'elettricità, il carbone e il coke non sono soggetti ad accise in Lettonia. L'applicazione del livello minimo di tassazione potrebbe determinare un incremento del prezzo dell'elettricità fino al 5%, mentre il prezzo del carbone e del coke potrebbe aumentare del 12%. Per di più, la commissione nazionale lettone per i servizi pubblici ha già approvato un aumento del prezzo dell'energia elettrica che entrerà in vigore con il 1° gennaio 2004. Il prezzo dell'elettricità utilizzata dalle famiglie registrerebbe quindi una crescita del 15% e il tasso di inflazione aumenterebbe di 0,45 punti percentuali.La Lettonia chiede i) di rimandare fino al 31 dicembre 2006 l'introduzione di una nuova imposta su elettricità, carbone e coke, e ii) la possibilità di applicare esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione di elettricità, carbone e coke fino al 31 dicembre 2009.ValutazioneLa Commissione considera ragionevole la richiesta presentata per quel che riguarda l'elettricità, mentre ritiene che il regime transitorio relativo ai combustibili solidi debba scadere al più tardi nel 2008. Chiede tuttavia alle autorità lettoni di prevedere la progressiva introduzione dell'imposta, al fine di pervenire senza difficoltà ai livelli minimi stabiliti dalla direttiva.La Commissione conclude che la Lettonia dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione dell'elettricità ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 le aliquote effettive delle accise applicate all'elettricità non potranno essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.La Commissione conclude inoltre che la Lettonia dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2009 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione del carbone e del coke ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 le aliquote effettive delle accise applicate al carbone e al coke non potranno essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.3.5. LituaniaSecondo quanto affermano le autorità lituane in una lettera datata 7 novembre 2003, la Lituania incontrerebbe qualche difficoltà nell'applicare talune nuove aliquote minime di tassazione per quanto riguarda i carburanti per motori e i combustibili per riscaldamento, come pure nell'introdurre un'imposta su prodotti che in precedenza non erano soggetti al quadro comunitario armonizzato.Di conseguenza, la Lituania ha chiesto una serie di periodi transitori per quanto riguarda i carburanti per motori nonché l'elettricità, il gas naturale, il carbone, il coke e la lignite, e l'orimulsion.3.5.1. Carburanti per motoriLa Lituania applicherà a partire dalla data di adesione all'UE le aliquote minime stabilite dalla direttiva 92/82/CEE per i carburanti per motori. L'aumento delle aliquote delle accise fino ai livelli fissati dalla direttiva sulla tassazione dell'energia avrebbe un considerevole impatto diretto quanto alla maggiorazione dei costi sostenuti da famiglie e imprese.Il governo lituano ritiene necessari i seguenti periodi transitori:- per la benzina senza piombo: fino al 1° gennaio 2011;- per il gasolio e il cherosene: fino al 1° gennaio 2011 per raggiungere l'aliquota minima di 302 EUR e fino al 1° gennaio 2013 per raggiungere l'aliquota minima di 330 EUR.La Lituania sta valutando l'applicazione di un programma di aumenti graduali fino a pervenire alle aliquote minime previste.ValutazioneI periodo transitori più lunghi concessi dalla direttiva per quanto riguarda il gasolio e la benzina senza piombo sono, rispettivamente, il 1° gennaio 2012 e il 1° gennaio 2010. Tenuto conto delle circostanze eccezionali prevalenti in Lituania, in particolare delle basse aliquote dell'accisa attualmente applicata sui carburanti per motori, la Commissione riconosce che il paese avrebbe bisogno di un ulteriore periodo di un anno per raggiungere i livelli minimi fissati dalla direttiva. Dovrebbe quindi essere programmato un incremento intermedio delle aliquote nazionali dell'imposta.La Commissione conclude che la Lituania dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2011 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione del gasolio e del cherosene utilizzati come propellenti al nuovo livello minimo di 302 EUR per 1000 litri, e poi fino al 1° gennaio 2013 per raggiungere il livello di 330 EUR. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2008 l'aliquota effettiva dell'accisa applicata al gasolio e al cherosene non può essere inferiore a 274 EUR per 1000 litri.La Lituania dovrebbe inoltre essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al  1° gennaio 2011 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione della benzina senza piombo utilizzata come propellente al nuovo livello minimo di 359 EUR per 1000 litri. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2008 l'aliquota effettiva dell'accisa applicata alla benzina senza piombo non può essere inferiore a 323 EUR per 1000 litri.La Commissione prende nota che i livelli minimi di tassazione da raggiungere a partire dal 2008 previsti da questa proposta sono conformi ai calendari provvisori per gli aumenti dell'accisa sui carburanti per motori comunicati dalle autorità lituane nella lettera del  7 novembre 2003.3.5.2. Elettricità, gas naturale, carbone, coke e lignite, orimulsionLa direttiva prevede la tassazione di elettricità, gas naturale, carbone, coke e lignite, nonché dell'orimulsion. La Lituania chiede periodi transitori per l'introduzione della tassazione di nuovi prodotti energetici al fine di evitare un impatto economico negativo e le ripercussioni sociali dovute alla crescita del consumo di prodotti energetici alternativi in seguito alla disattivazione della centrale nucleare di Ignalina (previsto nel periodo 2005-2009).Il governo lituano ritiene necessari i seguenti periodi transitori:- per carbone, coke e lignite: fino al 1° gennaio 2007;- per gas naturale ed elettricità: fino al 1° gennaio 2010;- per l'orimulsion: fino al 1° gennaio 2016.Le autorità lituane preferirebbero la concessione di un'esenzione totale dall'imposta sui summenzionati prodotti fino alla fine dei pertinenti periodi transitori, piuttosto che dover tassare i prodotti ad aliquote più basse da aumentare poi progressivamente.In risposta a un'altra questione sollevata dalla Commissione, il governo lituano ha sottolineato che l'orimulsion non è usato solamente per produrre elettricità. In Lituania, le centrali che producono energia elettrica producono anche, nello stesso tempo, energia termica che viene fornita a una rete di utenti. Nelle centrali termoelettriche l'energia prodotta consiste per il 60-70% in energia termica e per il restante 30-40% in energia elettrica.ValutazioneNel protocollo n. 4 del trattato di adesione all'Unione europea del 2003 sulla centrale nucleare di Ignalina la Lituania si è impegnata a chiudere l'Unità 1 della centrale nucleare in questione prima del 2005 e l'Unità 2 entro il 31 dicembre 2009 al più tardi, per procedere in seguito alla disattivazione di queste unità. È stato istituito il cosiddetto "programma Ignalina" destinato a sostenere queste iniziative, programma che prevede l'adozione di misure che "contribuiscono alla necessaria ristrutturazione, al miglioramento ambientale e all'ammodernamento dei settori della produzione, trasmissione, distribuzione dell'energia in Lituania nonché all'accrescimento della sicurezza dell'approvvigionamento energetico e al miglioramento dell'efficienza energetica in Lituania."Date queste premesse, la Commissione ritiene pertanto che, fino al 31 dicembre 2009, possano essere concesse riduzioni/esenzioni dalle imposte quali misure complementari finalizzate ad agevolare l'importante processo di ristrutturazione del settore della produzione di energia in Lituania.La Commissione conclude che la Lituania dovrebbe essere autorizzata ad esentare dalla tassazione il carbone, il coke e la lignite fino al 1° gennaio 2007, e il gas naturale e l'elettricità fino al 1° gennaio 2010.L'orimulsion è una miscela di bitume e acqua. È classificato al codice NC 2714 e non rientra nel campo d'applicazione della direttiva 92/81/CEE [13]. Le autorità lituane fanno presente che il 30-40% del consumo di orimulsion sarà utilizzato per produrre elettricità. Gli Stati membri devono, in linea di principio, esentare dalla tassazione i prodotti energetici e l'elettricità utilizzati per produrre elettricità (cfr. l'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva). Inoltre, secondo le autorità lituane, l'orimulsion è impiegato per produrre calore in centrali per "la generazione combinata di elettricità e di calore". A norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva, gli Stati membri possono applicare, sotto controllo fiscale, esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione per i prodotti energetici e l'elettricità utilizzati per la generazione combinata di calore e di energia. Di conseguenza, la richiesta della Lituania di poter beneficiare di un'esenzione totale dall'imposta sull'orimulsion utilizzato per produrre elettricità o calore in centrali per la generazione combinata di elettricità e di calore è da ritenersi superflua considerate le misure contenute nella direttiva sulla tassazione dell'energia.[13]  Cfr. le discussioni che si sono svolte in sede di Comitato delle accise dell'ottobre 1995 (CED 163/12) e del gennaio 1996 (CED 176/3).Inoltre, la Commissione è del parere che, nel quadro della direttiva, un periodo transitorio di dodici anni non possa ritenersi proporzionato e ragionevole. In considerazione delle particolari circostanze illustrate sopra, potrebbe essere accordata un'esenzione dalla tassazione sull'orimulsion utilizzato per fini diversi dalla produzione di elettricità o di calore fino al  1° gennaio 2010.La Commissione conclude che la Lituania dovrebbe essere autorizzata ad esentare dalla tassazione l'orimulsion utilizzato per fini diversi dalla produzione di elettricità o di calore fino al 1° gennaio 2010.3.6. UngheriaCon lettera datata 6 novembre 2003, le autorità ungheresi hanno chiesto due periodi transitori per: i) i prodotti energetici e l'elettricità utilizzati per il teleriscaldamento, e ii) il carbone e il coke.3.6.1. Prodotti energetici ed elettricità utilizzati per il teleriscaldamentoSecondo le autorità ungheresi, per via della struttura del mercato degli alloggi in Ungheria, una percentuale significativa di famiglie ungheresi (18%) vive in appartamenti e, quindi, non ha la possibilità di usufruire di riscaldamento individuale. Queste famiglie devono quindi acquistare i servizi erogati da fornitori di teleriscaldamento [14]. In base alla direttiva, i prodotti utilizzati direttamente dalle famiglie per il riscaldamento individuale possono essere esentati dalla tassazione; d'altro canto, però, le famiglie che usufruiscono del riscaldamento urbano devono farsi carico del costo dell'imposta sull'energia versata sui fattori produttivi.[14]  Le autorità ungheresi osservano che con il termine "teleriscaldamento" s'intende la fornitura, gestita da una società indipendente, agli abitanti di un numero elevato di appartamenti del calore generato da una caldaia ad alta capacità situata a una certa distanza dagli appartamenti stessi. Il termine comprende anche l'erogazione del "riscaldamento condominiale" allorché la fornitura di calore da parte di una società indipendente riguarda un solo condominio.Le autorità ungheresi fanno osservare che gli appartamenti dotati di teleriscaldamento sono situati soprattutto nei condomini in cui abitano famiglie a basso reddito, sul cui bilancio le spese per l'energia inciderebbero in misura considerevole, dato che il costo del riscaldamento a distanza risulterebbe superiore del 40% rispetto a quello del riscaldamento individuale.Dal punto di vista ambientale, infine, il teleriscaldamento avrebbe un impatto molto minore rispetto alle forme individuali di riscaldamento.Di conseguenza, l'Ungheria ha chiesto che le venga concessa un'esenzione dalla tassazione sull'energia per l'elettricità (codice NC 2716), il gas naturale (codice NC 2711), il carbone e il coke (codici NC 2701, 2702 e 2704) utilizzati per il teleriscaldamento fino al 31 dicembre 2009.ValutazioneLa Commissione considera ragionevole la richiesta presentata. Chiede tuttavia alle autorità ungheresi di prevedere la progressiva introduzione dell'imposta, al fine di pervenire senza difficoltà ai livelli minimi stabiliti dalla direttiva.La Commissione conclude che l'Ungheria dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione dell'elettricità, del gas naturale, del carbone e del coke utilizzati per il teleriscaldamento ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal  1° gennaio 2007 le aliquote effettive delle accise applicate ai prodotti energetici in questione e all'elettricità non potranno essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.3.6.2. Carbone e cokeSecondo le autorità ungheresi il consumo di carbone nel paese è piuttosto modesto.A circa il 96-97% del consumo di carbone in Ungheria si applicherebbero le esenzioni stabilite dalla direttiva sulla tassazione dell'energia (produzione di elettricità, settori che non rientrano nel campo d'applicazione della direttiva ecc. ...) nonché l'esenzione richiesta per il teleriscaldamento. In questa fase, tassare la quota rimanente del consumo complessivo (pari a 4600 TJ) comporterebbe costi amministrativi eccessivamente elevati.Oltre a ciò, la produzione e il consumo di carbone a livello nazionale sono in diminuzione: tassare questo prodotto energetico contribuirebbe quindi ad accelerare tale calo determinando la chiusura di miniere e un aumento del tasso di disoccupazione, con il rischio dell'insorgere di disordini sociali.Il governo ungherese non ritiene che l'esenzione in questione altererebbe il funzionamento del mercato interno.L'Ungheria osserva poi che al termine del periodo transitorio richiesto, cioè entro il  31 dicembre 2009, sarà in grado di dotarsi di un sistema efficiente di tassazione del carbone, come pure delle infrastrutture per un'effettiva applicazione di tale regime fiscale.ValutazioneLa Commissione è del parere che la richiesta sia ragionevole, purché il periodo di esenzione scada nel 2008. Considerate le difficoltà specifiche da affrontare, in particolare i costi amministrativi, non chiede alle autorità ungheresi un allineamento progressivo delle aliquote dell'imposta.La Commissione conclude che l'Ungheria dovrebbe essere autorizzata ad esentare dalla tassazione il carbone e il coke fino al 1° gennaio 2009.3.7. MaltaCon lettera datata 10 dicembre 2003, le autorità maltesi hanno ricordato alla Commissione le dimensioni ridotte delle attività economiche del paese. Un'applicazione rigorosa della direttiva metterebbe a rischio una serie di attività economiche a Malta. La progressiva introduzione delle imposte sull'energia permetterebbe all'economia maltese di adeguarsi a poco a poco ai nuovi costi di produzione. Il governo maltese ritiene improbabile che deroghe specifiche abbiano un qualsivoglia impatto sul commercio nella Comunità.Malta ha chiesto periodi transitori per i) l'elettricità, e ii) tutti gli altri prodotti energetici. Ha chiesto inoltre una deroga illimitata per la navigazione delle imbarcazioni private da diporto e per l'aviazione privata da diporto.3.7.1. Tassazione dell'elettricitàLe autorità maltesi hanno dichiarato che il paese non importa elettricità né la esporta. Esse chiedono una deroga per poter applicare gradualmente, in diverse fasi, la tassazione dell'elettricità fino a rispettare pienamente le aliquote previste dalla direttiva entro il  1° gennaio 2010.ValutazioneLa Commissione considera ragionevole la richiesta presentata. Chiede tuttavia alle autorità maltesi di prevedere la progressiva introduzione dell'imposta, al fine di pervenire senza difficoltà ai livelli minimi stabiliti dalla direttiva.La Commissione conclude che Malta dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione dell'elettricità. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 l'aliquota effettiva dell'accisa applicata all'elettricità non potrà essere inferiore al 50% della corrispondente aliquota minima comunitaria.3.7.2. Altri prodotti energeticiLe autorità maltesi chiedono una deroga per poter applicare gradualmente, in diverse fasi, le nuove aliquote minime dell'accisa su tutti gli altri prodotti energetici (fatta eccezione cioè per l'elettricità) entro il 1° gennaio 2010.ValutazioneTenuto conto delle caratteristiche uniche dell'economia maltese, la Commissione è del parere che sia necessaria una certa flessibilità perché il paese riesca ad applicare le nuove aliquote minime sui carburanti per motori e sui combustibili per riscaldamento. Secondo la proposta delle autorità maltesi, i periodi transitori dovranno prevedere la progressiva introduzione delle accise, al fine di pervenire senza difficoltà ai livelli minimi stabiliti dalla direttiva.Per quanto riguarda il gas di petrolio liquefatto (GPL) distribuito alle famiglie in bombole, la Commissione ricorda che il livello minimo di tassazione applicabile al GPL usato come combustibile per riscaldamento è un'aliquota zero.La Commissione ritiene che il regime transitorio relativo ai combustibili solidi dovrebbe scadere al più tardi nel 2008.Chiede tuttavia alle autorità maltesi di prevedere la progressiva introduzione delle imposte, al fine di pervenire senza difficoltà ai livelli minimi stabiliti dalla direttiva.Tuttavia, per gli oli combustibili pesanti l'aliquota dell'imposta applicata attualmente a Malta è di 14 EUR per 1000 kg, mentre l'aliquota minima fissata dalla direttiva è di 15 EUR per 1000 kg. L'introduzione di un periodo transitorio fino al 2010 non appare quindi una soluzione commisurata al problema.La Commissione conclude che Malta dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione del gasolio e del cherosene utilizzati come propellenti ai livelli minimi di 330 EUR per 1000 litri.Malta dovrebbe essere inoltre autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al  1° gennaio 2010 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione della benzina senza piombo e della benzina contenente piombo utilizzate come propellenti ai corrispondenti livelli minimi di tassazione.Il paese dovrebbe poi essere autorizzato ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione del gas naturale utilizzato come combustibile per riscaldamento ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 le aliquote effettive dell'accisa applicate al gas naturale utilizzato come combustibile per riscaldamento non potranno essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.Infine, Malta dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al  1° gennaio 2009 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione dei combustibili solidi utilizzati come combustibili per riscaldamento ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 le aliquote effettive delle accise applicate ai prodotti energetici in questione non potranno essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.3.7.3. Navigazione delle imbarcazioni private da diporto e aviazione privata da diportoLe autorità maltesi osservano che numerose imbarcazioni e aeromobili fanno scalo a Malta per fare rifornimento per le scorte di bordo e per altre esigenze. Nel settore della navigazione da diporto, in particolare, il rifornimento di carburante in esenzione dalle imposte è proposto come parte di un pacchetto "tutto compreso", in cui sono incluse anche le scorte di bordo e la manutenzione. Si tratta di una delle motivazioni importanti che contribuiscono ad attirare turisti nel paese. La soppressione della deroga per il carburante porterebbe alla perdita di posti di lavoro nel settore del rifornimento di carburante.ValutazioneLa richiesta di una deroga illimitata non può essere accolta per una questione di principio.A norma dell'articolo 14, paragrafo 1, lettere b) e c), della direttiva, gli Stati membri esentano dalla tassazione i prodotti energetici forniti per essere utilizzati come carburante per la navigazione aerea, ad esclusione dell'aviazione privata da diporto, e i prodotti energetici forniti per essere utilizzati come carburanti per la navigazione nelle acque comunitarie (compresa la pesca), diversa dalla navigazione delle imbarcazioni private da diporto, e l'elettricità prodotta a bordo delle imbarcazioni.La Commissione osserva inoltre che analoghe riduzioni/esenzioni dalla tassazione, elencate nell'Allegato II della direttiva, sono state accordate a molti degli attuali Stati membri.La Commissione potrebbe quindi accettare una deroga limitata nel tempo, cioè fino al  31 dicembre 2006, a beneficio della navigazione delle imbarcazioni private da diporto e dell'aviazione privata da diporto.3.8. PoloniaCon una lettera del 14 novembre 2003 la Polonia ha chiesto, a norma dell'articolo 57 del trattato di adesione, periodi transitori per: i) i propellenti, ii) gli oli combustibili pesanti, iii) il gasolio utilizzato come combustibile per riscaldamento, iv) il gas naturale, v) il carbone, e vi) l'elettricità.Inoltre, il governo polacco ha fatto riferimento alle deroghe specifiche che vanno concesse a norma dell'articolo 18, paragrafo 1, della direttiva.3.8.1. PropellentiLe autorità polacche fanno presente che il dibattito parlamentare nel Sejm (Camera dei deputati) sulla nuova normativa sulle accise non è ancora giunto a conclusione. Pertanto, la legislazione polacca non è ancora pienamente conforme alla legislazione comunitaria in questo settore. Inoltre, spesso le aliquote delle accise sui combustibili o carburanti sono nettamente inferiori ai livelli minimi previsti dalla direttiva sulla tassazione dell'energia, mentre per il gasolio l'aliquota risulta inferiore a quella minima stabilita dalla direttiva 92/82/CEE. Gli aumenti delle imposte richiesti dall'applicazione della direttiva potrebbero avere ripercussioni negative dal punto di vista socioeconomico.La Polonia chiede inoltre che le venga consentito di utilizzare il tasso di cambio dello zloty (PLN) rispetto all'euro di cui alla data del 1° ottobre 2002, invece di quello del 1° ottobre 2003.Il governo polacco è disposto ad allineare gradualmente le aliquote nazionali alle aliquote minime comunitarie secondo il seguente calendario:- per il GPL: fino al 1° gennaio 2009;- per la benzina contenente piombo: fino al 1° gennaio 2005;- per la benzina senza piombo: fino al 1° gennaio 2009;- per il gasolio: fino al 1° gennaio 2012 per raggiungere la nuova aliquota minima di 302 EUR e fino al 1° gennaio 2015 per raggiungere l'aliquota minima di 330 EUR.ValutazioneL'articolo 13, paragrafo 1, della direttiva stabilisce che il tasso di cambio al quale si deve ricorrere per la conversione PLN/EUR alla data di adesione è quello del 1° ottobre 2003. La disposizione di cui al paragrafo 2 del medesimo articolo non è di applicazione, dal momento che il pertinente tasso di cambio ha registrato una variazione superiore al 5% tra il 1° ottobre 2002 e il 1° ottobre 2003.A norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera i), della direttiva, gli Stati membri possono applicare, sotto controllo fiscale, esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione per il gas naturale e il GPL utilizzati come propellenti. Non è necessaria quindi una misura specifica nel caso in questione.Per quanto riguarda la benzina contenente piombo, l'aumento dell'accisa richiesto per raggiungere l'aliquota minima di 421 EUR (per 1000 litri) sarebbe del 15%. A norma dell'articolo 18, paragrafo 2, della direttiva, agli Stati membri che incontrano difficoltà nell'applicare i nuovi livelli minimi di tassazione è concesso un periodo transitorio fino al  1° gennaio 2007, per non pregiudicare la stabilità dei prezzi, purché ciò non comporti una significativa distorsione della concorrenza. La Commissione riconosce che in questo caso entrambe le condizioni stabilite dall'articolo sono rispettate. Pertanto, non è necessario accordare un regime transitorio specifico nel caso in questione.Per la benzina senza piombo, l'aumento dell'accisa richiesto per raggiungere l'aliquota minima di 359 EUR (per 1000 litri) sarebbe del 9,5%. La Polonia dovrebbe inoltre essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2009 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione della benzina senza piombo utilizzata come propellente al nuovo livello minimo di 359 EUR per 1000 litri.Per il gasolio a basso tenore di zolfo, l'aumento dell'accisa richiesto per raggiungere l'aliquota minima di 330 EUR (per 1000 litri) sarebbe del 50%. Il periodo transitorio più lungo contemplato dalla presente proposta per tale prodotto è fino al 1° gennaio 2011 per raggiungere la nuova aliquota minima di 302 EUR, e fino al 1° gennaio 2013 per raggiungere l'aliquota minima di 330 EUR. Al fine di consentire un trattamento analogo per i futuri nuovi Stati membri, tenendo conto inoltre delle basse aliquote dell'accisa attualmente applicata al gasolio, la Commissione riconosce che un simile regime transitorio potrebbe essere concesso anche alla Polonia. Dovrebbe quindi essere programmato un incremento intermedio delle aliquote nazionali dell'imposta. La Commissione conclude che la Polonia dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2011 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione del gasolio utilizzato come propellente al nuovo livello minimo di 302 EUR per 1000 litri, e poi fino al 1° gennaio 2013 per raggiungere il livello di 330 EUR. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2008 l'aliquota effettiva dell'accisa applicata al gasolio non può essere inferiore a 274 EUR per 1000 litri.3.8.2. Oli combustibili pesantiIn Polonia gli oli combustibili pesanti verrebbero impiegati su vasta scala negli impianti di cogenerazione di calore e di energia elettrica, negli impianti locali di generazione di calore e negli impianti di riscaldamento industriale, nonché per generare calore usato come fonte di riscaldamento centralizzato e produzione di acqua calda a livello economico comunale. Gli oli combustibili pesanti vengono poi utilizzati anche in altri comparti industriali, in processi tecnologici che richiedono energia termica, ad esempio nei cementifici, o per la produzione di altri materiali da costruzione. Le autorità polacche affermano inoltre che le diverse opzioni offerte dalla direttiva (ad esempio agli articoli 15 e 17) per poter differenziare le aliquote d'imposta a seconda degli impieghi richiederebbero un certo tempo prima di venire effettivamente applicate.La Polonia ha chiesto un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2008 per poter adeguare progressivamente il livello di tassazione degli oli combustibili pesanti al livello minimo di  15 EUR per 1000 kg.ValutazioneLa Commissione è del parere che la richiesta sia ragionevole. La Polonia dovrebbe quindi essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2008 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione degli oli combustibili pesanti al nuovo livello minimo di 15 EUR per 1000 kg.3.8.3. Gasolio utilizzato come combustibile per riscaldamentoSecondo le autorità polacche, la particolare rilevanza economica del gasolio utilizzato come combustibile per riscaldamento richiede un periodo transitorio, in considerazione dei seguenti due elementi: (a) la possibilità di ridurre l'aliquota dell'accisa applicata attualmente sul gasolio utilizzato come combustibile per riscaldamento, e (b) l'assenza di una differenziazione dell'accisa sul gasolio utilizzato come combustibile per riscaldamento in Polonia onde riflettere un tale uso.La Polonia menziona inoltre la possibilità di applicare aliquote più basse dell'accisa sul gasolio utilizzato come combustibile per riscaldamento per finalità particolari, ad esempio per il riscaldamento di istituti scolastici, scuole materne e altri enti o servizi pubblici.La Polonia ha chiesto un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2008 per poter adeguare progressivamente il livello di tassazione del gasolio utilizzato come combustibile per riscaldamento al livello minimo di 21 EUR per 1000 litri.ValutazioneL'attuale aliquota dell'imposta sul gasolio utilizzato come combustibile per riscaldamento in Polonia è di 42,7 EUR per 1000 litri, un livello cioè nettamente superiore all'aliquota minima stabilita dalla direttiva (21 EUR per 1000 litri).La Commissione ritiene che, in primo luogo, le autorità polacche si riferiscano a una questione legata alla marcatura del gasolio. Essa ricorda che la Polonia dovrà applicare una marcatura al gasolio quando il prodotto viene immesso in consumo e tassato ad un'aliquota diversa da quella normale [15]. Di conseguenza, non è necessaria nessuna misura specifica in questo caso.[15]  Cfr. la direttiva 95/60/CE del Consiglio del 27 novembre 1995 sulla marcatura fiscale dei gasoli e del petrolio lampante (GU L 291 del 6.12.1995, pag. 46).In secondo luogo, la Commissione prende nota della richiesta della Polonia di poter applicare un'aliquota ridotta dell'accisa sul gasolio utilizzato da istituti scolastici, scuole materne e altri enti o servizi pubblici. Una simile possibilità è prevista dalla direttiva - cfr. l'articolo 18, paragrafo 10.La Commissione conclude che la Polonia dovrebbe essere autorizzata ad applicare esenzioni o riduzioni totali o parziali fino al 1° gennaio 2008 per il gasolio utilizzato come combustibile per riscaldamento da istituti scolastici, scuole materne e altri enti o servizi pubblici, per le attività od operazioni che essi esercitano in quanto autorità pubbliche.3.8.4. Gas naturaleAttualmente il gas naturale non è soggetto ad accisa in Polonia. Secondo le autorità polacche, la quota del gas naturale nel consumo complessivo di energia era di poco superiore all'11% nel 2000. La Polonia risulterebbe quindi ammissibile a beneficiare di un'esenzione dall'imposta ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera g), della direttiva.Tuttavia, l'imposizione di un'accisa sul gas naturale andrebbe a gravare direttamente sugli acquirenti di questo prodotto energetico, e potrebbe quindi indurli a non utilizzare più questo vettore energetico di tipo ecologico. L'inflazione registrerebbe un aumento del 2%. Tenendo conto del fatto che il reddito dei cittadini polacchi è inferiore alla media dell'Unione europea, imporre un'accisa sul gas naturale significherebbe, in particolare, diminuire il tasso di sviluppo dell'industria del gas. Un'ulteriore conseguenza consisterebbe in un deterioramento del livello di competitività dei prodotti fabbricati dalle imprese polacche. Infine, l'amministrazione fiscale del paese dovrebbe far fronte a immense difficoltà nella gestione di una simile imposta.Di conseguenza, la Polonia ha chiesto una deroga permanente o un periodo transitorio per poter adeguare il livello nazionale di tassazione del gas naturale ai livelli minimi previsti fino al 31 dicembre 2018, o fino alla data in cui la quota nazionale di gas naturale nel consumo complessivo di energia raggiunga il 25%.ValutazioneLa richiesta di una deroga illimitata non può essere accolta per una questione di principio.Le stime fornite dalle autorità polacche non sembrano tener conto delle diverse possibilità di esenzione dall'accisa offerte dalla direttiva, ad esempio nel caso del gas naturale utilizzato per uso familiare.La Commissione ritiene che, per quanto riguarda la tassazione del gas naturale, non esistano validi e particolari motivi che impongano di distinguere la situazione della Polonia da quella degli altri Stati membri. La Commissione ritiene che la possibilità a lungo termine, offerta dall'articolo 15, paragrafo 1, lettera g), della direttiva, di applicare un'esenzione dall'imposta sul gas naturale costituisca il giusto punto di equilibrio tra le esigenze del mercato interno e gli obiettivi delle varie politiche economiche, ambientali ed energetiche. Essa non propone quindi un regime transitorio specifico nel caso in questione.3.8.5. CarboneAttualmente il carbone non è un prodotto soggetto ad accisa in Polonia. Il governo polacco sostiene che imporre un'accisa su questo prodotto avrebbe notevoli ripercussioni sui settori industriale e dell'energia nel paese. La durata dei periodi transitori richiesti dalla Polonia per i combustibili/carburanti dovrebbe essere calcolata tenendo conto del potere d'acquisto dei consumatori polacchi. Attualmente in Polonia è in corso un processo di ristrutturazione del settore del carbone fossile; uno degli obiettivi di tale processo consiste nell'adeguare le capacità di produzione esistenti al fine di incrementare le vendite remunerative del prodotto. Un aumento dei prezzi del carbone per via dell'accisa verrebbe indubbiamente ad incidere sulle vendite, aggravando così ulteriormente la situazione finanziaria del settore e rendendone più difficile la ristrutturazione. La riforma dell'industria del carbone è un processo lungo e dai costi elevati, e l'esigenza di tagli occupazionali nelle miniere porterebbe a un aumento del tasso di disoccupazione nella regione della Silesia, dando origine a tensioni sociali. Di conseguenza, qualsiasi onere fiscale aggiuntivo verrebbe interpretato come un ostacolo al processo di ristrutturazione dell'industria mineraria. L'uso per il teleriscaldamento rappresenta il 3% del consumo di carbone in Polonia. Per finire, l'amministrazione fiscale dovrebbe far fronte a immense difficoltà nella gestione dell'accisa.La Polonia ha chiesto pertanto una deroga permanente o un periodo transitorio per poter adeguare il livello nazionale di tassazione del carbone ai livelli minimi previsti fino al  1° gennaio 2018.ValutazioneLa richiesta di una deroga illimitata non può essere accolta per una questione di principio.Le stime fornite dalle autorità polacche non sembrano tener conto delle diverse possibilità di esenzione dall'accisa offerte dalla direttiva, ad esempio nel caso del carbone utilizzato per uso familiare. Anche il carbone utilizzato per produrre elettricità dovrebbe, di norma, essere esentato dall'imposta. La Commissione ritiene che gran parte del consumo di carbone in Polonia sia ammissibile a beneficiare di un'esenzione dalla tassazione ai sensi della direttiva, un'opinione confermata dai dati forniti dalle autorità polacche in allegato alla loro lettera del 14 novembre 2003. Particolare attenzione deve essere rivolta alla questione del teleriscaldamento.La Commissione conclude che la Polonia dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione del carbone utilizzato per il teleriscaldamento al corrispondente livello minimo di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 l'aliquota effettiva dell'accisa applicata a questo prodotto energetico non potrà essere inferiore al 50% della corrispondente aliquota minima comunitaria.La Polonia dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2009 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione del carbone utilizzato per usi diversi dal teleriscaldamento ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 le aliquote effettive delle accise applicate al prodotto in questione non potranno essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.3.8.6. ElettricitàI livelli delle accise sull'elettricità sono assai superiori alle aliquote minime stabilite dalla direttiva. La Polonia ha chiesto fino al 1° gennaio 2008 per poter applicare il quadro comunitario sulla tassazione dell'elettricità.ValutazioneLa richiesta delle autorità polacche si riferisce al periodo di tempo necessario per recepire nella legislazione del paese le misure relative all'elettricità contenute nella direttiva sulla tassazione dell'energia.La direttiva contiene disposizioni che rendono piuttosto semplice gestire la tassazione dell'elettricità. Non è previsto, ad esempio, alcun regime di sospensione in quanto l'energia elettrica è soggetta ad imposizione e diventa imponibile nello stesso momento.Tuttavia, la Commissione ritiene che la Polonia dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2006 per poter allineare il sistema nazionale attuale di tassazione dell'elettricità al quadro comunitario.3.8.7. Deroghe a norma dell'articolo 18, paragrafo 1, della direttivaLe autorità polacche ritengono che le seguenti esenzioni attualmente in vigore nel paese siano conformi alla normativa comunitaria:carburanti per aviazione, carburanti per motori a reazione e oli per motori di aviazione, venduti dai produttori di detti carburanti su commissione:- del ministero della Difesa nazionale o del competente ministero dell'Interno, per scopi relativi all'industria dell'aviazione;- dell'Agenzia delle scorte materiali per rifornirne le riserve statali;- delle unità organizzative dell'aviazione sanitaria per i loro scopi;- gasolio per motori di navi e motori per tecnologie navali e oli per motori di navi e per tecnologie navali venduti dai produttori di detti carburanti su commissione dell'Agenzia delle scorte materiali per rifornirne le riserve statali, su commissione del ministero della Difesa nazionale per destinarlo a usi nella Marina e infine su commissione del competente ministero dell'Interno per destinarlo a scopi di ingegneria navale;- carburanti per aviazione, carburanti per motori a reazione e gasolio per motori di navi e motori per tecnologie navali e oli per motori di aviazione, motori di navi e motori per tecnologie navali, venduti dall'Agenzia delle scorte materiali su commissione del ministero della Difesa nazionale o del competente ministero dell'Interno.Benzina contenente piombo e benzina senza piombo con un tenore di alcol etilico compreso tra il 4,5% e il 5%, per un importo equivalente a quello che sarebbe dovuto sul volume del prodotto per 1 000 litri di tali carburanti;Benzina contenente piombo con un tenore di ETBE (etil-ter-butil-etere) fino all'8% e benzina senza piombo con un tenore di ETBE fino al 5% ottenuto dall'alcol etilico, per un importo equivalente a quello che sarebbe dovuto sul volume del prodotto per 1 000 litri di tali carburanti.La Polonia ha chiesto di poter continuare ad applicare le suddette esenzioni a norma dell'articolo 18, paragrafo 1, della direttiva.ValutazionePer quanto riguarda le deroghe di cui ai punti 1), 2) e 3), la Commissione ritiene che esse rientrino in larga misura nel campo d'applicazione dell'articolo 14, paragrafo 1, lettere b) e c), e dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera j), della direttiva. Per le esenzioni non contemplate dalle disposizioni dei suddetti articoli, la Commissione potrebbe accettare una deroga limitata nel tempo.Quanto invece alle deroghe di cui ai punti 4) e 5), la Commissione osserva che la Polonia beneficia di una misura transitoria contenuta nel trattato di adesione. Inoltre, l'articolo 16 della direttiva stabilisce le condizioni alle quali possono essere accordate, sotto controllo fiscale, esenzioni dalla tassazione in favore dei biocombustibili. Tali esenzioni devono ovviamente essere applicate nel rispetto di altre disposizioni del trattato, come quelle dell'articolo 90.  La Commissione non propone un regime transitorio specifico nel caso in questione.3.9. SloveniaCon una lettera del 10 novembre 2003 le autorità slovene hanno chiesto due periodi transitori per: i) l'elettricità e ii) il gas naturale. La Slovenia sostiene che l'applicazione dei periodi transitori in questione non ostacolerà il funzionamento del mercato interno.3.9.1. ElettricitàSecondo le autorità slovene il pieno rispetto del livello minimo di tassazione stabilito dalla direttiva eserciterebbe una pressione aggiuntiva sui prezzi e sull'inflazione; questo a sua volta metterebbe a rischio il conseguimento degli obiettivi macroeconomici fissati dal governo, il quale sta compiendo ogni sforzo per ridurre il tasso di inflazione al fine di conformarsi al pertinente criterio di Maastricht, come pure di poter rientrare nel nuovo meccanismo di cambio (ERM II). La Slovenia inoltre è disposta a promuovere un uso razionale dell'elettricità intervenendo sul prezzo. Il governo sloveno ritiene che l'introduzione di un'accisa e l'aumento progressivo della tassazione dell'elettricità per un periodo limitato di tempo consentirebbero di raggiungere il giusto equilibrio tra gli obiettivi di politica economica e quelli di politica ambientale. La Slovenia ha chiesto pertanto un periodo transitorio per poter raggiungere il livello minimo di tassazione dell'elettricità fino al 1° gennaio 2007.ValutazioneA norma dell'articolo 18, paragrafo 2, della direttiva sulla tassazione dell'energia, agli Stati membri che incontrano difficoltà nell'applicare i nuovi livelli minimi di tassazione è concesso un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2007, per non pregiudicare la stabilità dei prezzi, purché ciò non comporti una significativa distorsione della concorrenza.La Commissione riconosce che entrambe le condizioni stabilite dall'articolo sono rispettate nel caso della tassazione dell'elettricità in Slovenia. Pertanto, non è necessario accordare un regime transitorio specifico nel caso in questione.3.9.2. Gas naturaleLa fornitura di gas naturale in Slovenia è soggetta a un'accisa e a un'imposta sulle emissioni di anidride carbonica. L'onere fiscale complessivo sul gas naturale (IVA esclusa) sarebbe compreso tra 44,12 e 211,8 SIT/GJ (all'incirca tra 0,19 e 0,93 EUR/GJ [16]).[16]  Il calcolo si basa sul tasso di cambio dell'euro applicabile al 1° ottobre 2002.Il gas naturale è il combustibile fossile essenziale per poter conseguire gli obiettivi previsti dal Programma energetico nazionale e dal Programma operativo per la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra. La politica fiscale rappresenta un fattore di fondamentale importanza per il conseguimento degli obiettivi stabiliti per questi settori.La Slovenia si adopera per incrementare l'uso del gas naturale sia per far fronte alle crescenti esigenze di energia elettrica e di calore sia quale sostituto dei combustibili fossili (carbone, olio combustibile). L'applicazione immediata, a pieno regime, dell'aliquota minima dell'accisa stabilita dalla direttiva potrebbe frenare il conseguimento di quest'obiettivo e pregiudicare il pieno rispetto degli impegni sottoscritti dalla Slovenia per quel che riguarda il protocollo di Kyoto.Il governo sloveno fa riferimento all'articolo 15, paragrafo 1, lettera g), della direttiva sulla tassazione dell'energia, sottolineando come la quota del gas naturale nel consumo complessivo di energia ammontasse al 15,1% nel 2000.La Slovenia ha chiesto pertanto un periodo transitorio di dieci anni per raggiungere il livello minimo di tassazione del gas naturale, cioè fino al 1° maggio 2014.ValutazioneLa Commissione ritiene che la richiesta sia ragionevole. La Slovenia dovrebbe poter beneficiare della possibilità offerta dall'articolo 15, paragrafo 1, lettera g), possibilità che corrisponde in sostanza alla richiesta presentata. In particolare, la quota del gas naturale nel consumo complessivo di energia quasi non si discosta dalla soglia fissata dalla direttiva (15%).La Commissione conclude che la Slovenia dovrebbe essere autorizzata ad applicare, sotto controllo fiscale, esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione del gas naturale. Le esenzioni o riduzioni totali o parziali possono essere applicate fino al maggio del 2014 o fino alla data in cui la quota nazionale di gas naturale nel consumo complessivo di energia raggiunga il 25%, se questa data è precedente. Tuttavia, non appena la quota nazionale di gas naturale nel consumo complessivo di energia raggiunge il 20%, la Slovenia dovrebbe applicare un livello di tassazione strettamente positivo, che aumenta su base annua per raggiungere almeno l'aliquota minima alla fine del periodo di cui sopra.3.10. SlovacchiaSecondo quanto affermato dalle autorità slovacche nella loro lettera del 21 novembre 2003, il gas naturale, il carbone, il coke e l'elettricità non sono soggetti ad accise a norma della legislazione nazionale vigente.L'applicazione immediata delle aliquote minime stabilite dalla direttiva per questi prodotti comporterebbe soprattutto un onere insostenibile per le famiglie. Il gas naturale è utilizzato in particolare per uso familiare tanto per il riscaldamento centralizzato che per quello individuale. Si sono già verificati di recente nel paese aumenti sostanziali dei prezzi dei prodotti energetici. Ad esempio, pur senza contare l'introduzione delle accise in futuro, i prezzi di vendita del gas naturale per uso familiare sono già aumentati del 40%.L'impiego del gas naturale come combustibile/carburante è ancora agli inizi. L'introduzione delle accise avrebbe per effetto di ridurre in misura significativa l'attuale vantaggio competitivo del gas naturale, in quanto combustibile/carburante più ecologico, rispetto al gasolio.Inoltre, l'imposizione delle accise determinerebbe una perdita di competitività dei prodotti slovacchi sul mercato interno, dal momento che i prezzi dell'elettricità e del gas naturale sono già oggi pari o persino superiori ai prezzi di questi prodotti di base negli attuali Stati membri dell'Unione europea.La Slovacchia infine avrebbe bisogno di un periodo transitorio per il recepimento della direttiva.La Slovacchia ha chiesto pertanto periodi transitori per: i) l'elettricità, il gas naturale e i combustibili solidi, ii) per il GPL e iii) per gli oli usati e per tutti i rifiuti ecocompatibili impiegati come combustibili.3.10.1. Elettricità, gas naturale e combustibili solidiLa Slovacchia ha chiesto un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2009 per l'esenzione dalle accise sull'elettricità, il gas naturale e i combustibili solidi.ValutazioneIl motivo principale addotto dalle autorità slovacche per giustificare l'esigenza di regimi transitori per elettricità, gas naturale e combustibili solidi è l'impatto sociale degli aumenti di prezzi conseguenti all'imposizione delle accise. La Commissione ricorda che, a norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera h), della direttiva, gli Stati membri possono applicare, sotto controllo fiscale, esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione per l'elettricità, il gas naturale, il carbone e i combustibili solidi utilizzati per uso familiare.La Commissione osserva inoltre che, nel 2000, la quota del gas naturale nel consumo complessivo di energia in Slovacchia era molto superiore al 15%.Essa ritiene che il regime transitorio relativo ai combustibili solidi dovrebbe scadere al più tardi nel 2008.Infine, la Commissione può ritenere accettabile e ragionevole la richiesta soltanto a condizione che preveda la progressiva introduzione dell'imposta, al fine di pervenire senza difficoltà ai livelli minimi stabiliti dalla direttiva.La Commissione conclude che la Slovacchia dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione dell'elettricità e del gas naturale utilizzato come combustibile per riscaldamento ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 le aliquote effettive delle accise applicate all'elettricità e al gas naturale utilizzato come combustibile per riscaldamento non potranno essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.La Slovacchia dovrebbe essere autorizzata ad applicare un periodo transitorio fino al  1° gennaio 2009 per poter adeguare il livello nazionale di tassazione dei combustibili solidi ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 le aliquote effettive delle accise applicate ai combustibili solidi non potranno essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.3.10.2. GPLLa Slovacchia ha chiesto una proroga dell'esenzione attualmente in vigore dall'imposta sul gas di petrolio liquefatto (GPL) utilizzato come carburante.ValutazioneA norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera i), della direttiva, gli Stati membri possono applicare, sotto controllo fiscale, esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione per il gas naturale e il GPL utilizzati come propellenti.Non sono quindi necessarie disposizioni specifiche in questo caso.3.10.3. Oli usati e tutti i rifiuti ecocompatibili impiegati come combustibiliLa Slovacchia ha chiesto una deroga per gli oli usati e per tutti i rifiuti ecocompatibili impiegati come combustibili.ValutazioneDalle informazioni ricevute dalla Commissione risulta che nella categoria dei cosiddetti "rifiuti ecocompatibili" sono compresi anche gli oli minerali usati. La direttiva 75/439/CEE [17] modificata concernente l'eliminazione degli oli usati stabilisce che gli Stati membri debbano adottare le misure necessarie per dare la precedenza al trattamento degli oli usati mediante rigenerazione. La Corte di giustizia ha ribadito che si tratta di un'esigenza prioritaria [18]. Autorizzare esenzioni o riduzioni quanto all'impiego degli oli usati come combustibili è quindi in contrasto con gli obiettivi della suddetta direttiva, in quanto incoraggerebbe l'incenerimento di questi oli e, di conseguenza, impedirebbe lo sviluppo di un mercato per la loro rigenerazione .[17]  Direttiva 75/439/CEE del Consiglio del 16.6.1975 (GU L 194 del 25.7.1975, pag. 23), modificata dalla direttiva 87/101/CEE del Consiglio del 22.12.1986 (GU L 42 del 12.2.1987, pag. 43).[18]  Causa C-102/97 Commissione vs. Germania [1999] Racc. I-5051.Il fatto che il Consiglio abbia autorizzato taluni Stati membri a continuare ad applicare riduzioni o esenzioni dall'imposta sugli oli usati fino al 2006 non influisce sulla posizione della Commissione al riguardo.La Commissione non propone quindi disposizioni specifiche nel caso in questione.4. CONCLUSIONILa proposta di direttiva sulla tassazione definisce una serie di regimi transitori motivati e proporzionati in favore dei nuovi Stati membri. La proposta dovrebbe essere esaminata quanto prima dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dal Comitato economico e sociale europeo, al fine di evitare un vuoto giuridico al momento dell'allargamento dell'UE.Infine, la Commissione ricorda gli obblighi derivanti dall'applicazione del regolamento  n. 659/1999 del Consiglio del 22 marzo 1999 recante modalità di applicazione dell'articolo 88 (ex 93) del trattato CE [19], con particolare riguardo alle norme relative agli aiuti di Stato esistenti e ai nuovi aiuti. La Commissione raccomanda inoltre ai nuovi Stati membri di notificarle gli eventuali elementi di aiuti di Stato contenuti nelle succitate misure fiscali a titolo della procedura provvisoria per gli aiuti esistenti di cui all'Allegato IV, punto 3, del trattato di adesione.[19]  GU L 83 del 27.3.1999, pag. 1.2004/0016 (CNS)Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 2003/96/CE per quanto riguarda la possibilità che alcuni Stati membri applichino ai prodotti energetici e all'elettricità esenzioni o riduzioni temporanee dei livelli di tassazioneIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93,vista la proposta della Commissione [20],[20]  GU C (...) del (...), pag. (...).visto il parere del Parlamento europeo [21],[21]  GU C (...) del (...), pag. (...).visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [22],[22]  GU C (...) del (...), pag. (...).considerando quanto segue:(1) La direttiva 2003/96/CE del Consiglio del 27 ottobre 2003 che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità [23], ha sostituito, con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2004, la direttiva 92/81/CEE del Consiglio del 19 ottobre 1992 relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali [24] e la direttiva 92/82/CEE del Consiglio del 19 ottobre 1992 relativa al ravvicinamento delle aliquote di accisa sugli oli minerali [25]. La direttiva in questione definisce i sistemi fiscali e i livelli di tassazione che devono essere imposti sui prodotti energetici e l'elettricità.[23]  GU L 283 del 31.10.2003, pag. 51.[24]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 12, come modificata dalla direttiva 94/74/CE (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 46).[25]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 19, come modificata dalla direttiva 94/74/CE.(2) Le aliquote minime stabilite dalla direttiva 2003/96/CE potrebbero determinare gravi difficoltà di ordine sociale ed economico in taluni Stati membri, segnatamente Repubblica ceca, Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Slovenia e Slovacchia, in considerazione del livello relativamente basso delle accise applicate in precedenza, del processo di transizione economica in corso in questi nuovi Stati membri, dei loro livelli relativamente bassi di reddito e del loro limitato margine di manovra nel compensare l'onere fiscale aggiuntivo con la riduzione di altre imposte. In particolare, è probabile che gli aumenti dei prezzi determinati dall'applicazione delle aliquote minime previste dalla direttiva 2003/96/CE incidano negativamente sul tenore di vita dei cittadini di questi paesi e sulle loro economie nazionali, rappresentando ad esempio un onere insostenibile per le piccole e medie imprese.(3) È quindi opportuno consentire a questi Stati membri di applicare temporaneamente determinate ulteriori esenzioni o riduzioni del livello di tassazione quando ciò non pregiudica il corretto funzionamento del mercato interno e non comporta distorsioni della concorrenza. Inoltre, in conformità con i principi in base ai quali i periodi transitori sono stati inizialmente concessi ai sensi della direttiva 2003/96/CE, ogni misura di questo genere dovrebbe essere concepita in modo da comportare un allineamento progressivo con le aliquote minime applicabili nella Comunità.(4) Il trattato di adesione all'Unione europea del 2003 [26] prevede una serie di disposizioni transitorie, nel caso di Cipro e della Polonia, per quanto riguarda l'applicazione della direttiva 92/81/CEE e della direttiva 92/82/CEE. Il trattato prevede inoltre misure specifiche in merito a questioni relative all'energia per la Lituania e l'Estonia. Si dovrebbe tenere opportunamente conto di tali misure nell'accordare le specifiche esenzioni dalle imposte.[26]  GU L 236 del 23.9.2003, pag. 17.(5) La presente direttiva lascia impregiudicato l'esito di eventuali procedimenti in materia di distorsioni del funzionamento del mercato unico, che potrebbero essere in particolare intentati conformemente agli articoli 87 e 88 del trattato. Essa non dispensa gli Stati membri, a norma dell'articolo 88 del trattato, dall'obbligo di comunicare alla Commissione gli aiuti di Stato che possono essere istituiti.(6) Occorre rendere più chiara la formulazione dell'articolo 18, paragrafo 2, per quanto riguarda i riferimenti al periodo transitorio ivi contenuti.(7) La direttiva 2003/96/CE dovrebbe quindi essere modificata di conseguenza,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La direttiva 2003/96/CE è modificata come segue:1) L'articolo 18 è modificato come segue:(a) Al paragrafo 1, il primo comma è sostituito dal seguente testo:"In deroga alle disposizioni della presente direttiva gli Stati membri elencati nell'allegato II sono autorizzati a continuare ad applicare le riduzioni nei livelli di tassazione o le esenzioni fissate nel medesimo allegato."(b) Al paragrafo 2, il testo "nei paragrafi da 3 a 12" è sostituito dal seguente testo: "nei paragrafi da 3 a 13".2) È inserito il seguente articolo 18 bis:"Articolo 18 bis1. In deroga alle disposizioni della presente direttiva gli Stati membri elencati nell'allegato III sono autorizzati ad applicare le riduzioni nei livelli di tassazione o le esenzioni fissate nel medesimo allegato.Previo esame da parte del Consiglio in base a una proposta della Commissione, l'autorizzazione scade il 31 dicembre 2006 o alla data specificata nell'allegato III.2. In deroga ai periodi fissati nei paragrafi da 3 a 11 del presente articolo, e purché ciò non comporti una significativa distorsione della concorrenza, agli Stati membri che incontrano difficoltà nell'applicare i nuovi livelli minimi di tassazione sarà concesso un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2007, in particolare per non pregiudicare la stabilità dei prezzi.3. La Repubblica ceca può applicare fino al 1° gennaio 2008 esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione dell'elettricità, dei combustibili solidi e del gas naturale utilizzato per il teleriscaldamento.4. La Repubblica di Estonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per adeguare il livello nazionale di tassazione del gasolio utilizzato come propellente al nuovo livello minimo di 330 EUR per 1000 litri. Tuttavia, a decorrere dal  1° maggio 2004 il livello di tassazione del gasolio utilizzato come propellente non deve essere inferiore a 245 EUR per 1000 litri.La Repubblica di Estonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per adeguare il livello nazionale di tassazione della benzina senza piombo utilizzata come propellente al nuovo livello minimo di 359 EUR per 1000 litri. Tuttavia, a decorrere dal 1° maggio 2004 il livello di tassazione della benzina senza piombo non deve essere inferiore a 287 EUR per 1000 litri.La Repubblica di Estonia può applicare un'esenzione totale dalla tassazione sullo scisto bituminoso fino al 1° gennaio 2009. Fino al 1° gennaio 2013 può inoltre applicare un'aliquota ridotta del livello di tassazione dello scisto bituminoso, purché non ne risulti un livello di tassazione inferiore al 50% della corrispondente aliquota minima comunitaria a decorrere dal 1° gennaio 2011.La Repubblica di Estonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per adeguare il livello nazionale di tassazione dell'olio di scisto utilizzato per il teleriscaldamento al livello minimo di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 il livello di tassazione dell'olio di scisto utilizzato per il teleriscaldamento non deve essere inferiore al 50% della corrispondente aliquota minima comunitaria.La Repubblica di Estonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per convertire il suo attuale sistema di tassazione dell'elettricità a monte in un sistema di tassazione a valle.5. La Repubblica di Lettonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2011 per adeguare il livello nazionale di tassazione del gasolio e del cherosene utilizzati come propellenti al nuovo livello minimo di 302 EUR per 1000 litri, e fino al 1° gennaio 2013 per raggiungere il livello di 330 EUR. Tuttavia, il livello di tassazione del gasolio e del cherosene non deve essere inferiore a 245 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° maggio 2004 e non deve essere inferiore a 274 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° gennaio 2008.La Repubblica di Lettonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2011 per adeguare il livello nazionale di tassazione della benzina senza piombo utilizzata come propellente al nuovo livello minimo di 359 EUR per 1000 litri. Tuttavia, il livello di tassazione della benzina senza piombo non deve essere inferiore a 287 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° maggio 2004 e non deve essere inferiore a 323 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° gennaio 2008.La Repubblica di Lettonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per adeguare il livello nazionale di tassazione degli oli combustibili pesanti utilizzati per il teleriscaldamento al livello minimo di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal  1° gennaio 2007 il livello di tassazione degli oli combustibili pesanti utilizzati per il teleriscaldamento non deve essere inferiore al 50% della corrispondente aliquota minima comunitaria.La Repubblica di Lettonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per adeguare il livello nazionale di tassazione dell'elettricità al corrispondente livello minimo di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 il livello di tassazione dell'elettricità non deve essere inferiore al 50% della corrispondente aliquota minima comunitaria.La Repubblica di Lettonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2009 per adeguare i livelli nazionali di tassazione del carbone e del coke ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 i livelli di tassazione del carbone e del coke non devono essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.6. La Repubblica di Lituania può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2011 per adeguare il livello nazionale di tassazione del gasolio e del cherosene utilizzati come propellenti al nuovo livello minimo di 302 EUR per 1000 litri, e fino al 1° gennaio 2013 per raggiungere il livello di 330 EUR. Tuttavia, il livello di tassazione del gasolio e del cherosene non deve essere inferiore a 245 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° maggio 2004 e non deve essere inferiore a 274 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° gennaio 2008.La Repubblica di Lituania può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2011 per adeguare il livello nazionale di tassazione della benzina senza piombo utilizzata come propellente al nuovo livello minimo di 359 EUR per 1000 litri. Tuttavia, il livello di tassazione della benzina senza piombo non deve essere inferiore a 287 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° maggio 2004 e non deve essere inferiore a 323 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° gennaio 2008.7. La Repubblica di Ungheria può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per adeguare il livello nazionale di tassazione dell'elettricità, del gas naturale, del carbone e del coke utilizzati per il teleriscaldamento ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 i livelli di tassazione dei prodotti energetici in questione e dell'elettricità utilizzati per il teleriscaldamento non devono essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.8. La Repubblica di Malta può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per adeguare il livello nazionale di tassazione dell'elettricità. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 i livelli di tassazione dell'elettricità non devono essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.La Repubblica di Malta può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per adeguare il livello nazionale di tassazione del gasolio e del cherosene utilizzati come propellenti al nuovo livello minimo di 330 EUR per 1000 litri. Tuttavia, il livello di tassazione del gasolio e del cherosene utilizzati come propellenti non deve essere inferiore a 245 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° maggio 2004.La Repubblica di Malta può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per adeguare il livello nazionale di tassazione della benzina senza piombo e della benzina contenente piombo utilizzate come propellenti ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, i livelli di tassazione della benzina senza piombo e della benzina contenente piombo non devono essere inferiori, rispettivamente, a 287 EUR per 1000 litri e a 337 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° maggio 2004.La Repubblica di Malta può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per adeguare il livello nazionale di tassazione del gas naturale utilizzato come combustibile per riscaldamento al corrispondente livello minimo di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 le aliquote effettive dell'imposta applicate al gas naturale non devono essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.La Repubblica di Malta può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2009 per adeguare il livello nazionale di tassazione dei combustibili solidi al corrispondente livello minimo di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 le aliquote effettive dell'imposta applicate ai prodotti energetici in questione non devono essere inferiori al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.9. La Repubblica di Polonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2009 per adeguare il livello nazionale di tassazione della benzina senza piombo utilizzata come propellente al nuovo livello minimo di 359 EUR per 1000 litri. Tuttavia, il livello di tassazione della benzina senza piombo non deve essere inferiore a 287 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° maggio 2004.La Repubblica di Polonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2011 per adeguare il livello nazionale di tassazione del gasolio utilizzato come propellente al nuovo livello minimo di 302 EUR per 1000 litri, e fino al 1° gennaio 2013 per raggiungere il livello di 330 EUR. Tuttavia, il livello di tassazione del gasolio non deve essere inferiore a 245 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° maggio 2004 e non deve essere inferiore a 274 EUR per 1000 litri a decorrere dal 1° gennaio 2008.La Repubblica di Polonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2008 per adeguare il livello nazionale di tassazione degli oli combustibili pesanti al nuovo livello minimo di 15 EUR per 1000 kg. Tuttavia, il livello di tassazione degli oli combustibili pesanti non deve essere inferiore a 13 EUR per 1000 kg a decorrere dal 1° maggio 2004.La Repubblica di Polonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per adeguare il livello nazionale di tassazione del carbone utilizzato per il teleriscaldamento al corrispondente livello minimo di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 il livello di tassazione del carbone utilizzato per il teleriscaldamento non deve essere inferiore al 50% della corrispondente aliquota minima comunitaria.La Repubblica di Polonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2009 per adeguare il livello nazionale di tassazione del carbone utilizzato per il riscaldamento per fini diversi dal teleriscaldamento al corrispondente livello minimo di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 il livello di tassazione del carbone utilizzato per il riscaldamento per fini diversi dal teleriscaldamento non deve essere inferiore al 50% della corrispondente aliquota minima comunitaria.La Repubblica di Polonia può applicare fino al 1° gennaio 2008 esenzioni o riduzioni totali o parziali per il gasolio utilizzato come combustibile per riscaldamento da istituti scolastici, scuole materne e altri enti o servizi pubblici, per le attività od operazioni che essi esercitano in quanto autorità pubbliche.La Repubblica di Polonia può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2006 per allineare al quadro comunitario il sistema nazionale di tassazione dell'elettricità.10. La Repubblica di Slovenia può applicare, sotto controllo fiscale, un'esenzione o riduzione totale o parziale del livello di tassazione del gas naturale. L'esenzione o riduzione totale o parziale può essere applicata fino al maggio del 2014 o fino alla data in cui la quota nazionale di gas naturale nel consumo complessivo di energia raggiunga il 25%, se questa data è precedente. Tuttavia, non appena la quota nazionale di gas naturale nel consumo complessivo di energia raggiunge il 20%, la Slovenia applica un livello di tassazione strettamente positivo, che aumenta su base annua per raggiungere almeno l'aliquota minima alla fine del periodo di cui sopra.11. La Repubblica slovacca può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2010 per adeguare il livello nazionale di tassazione dell'elettricità e del gas naturale utilizzato come combustibile per riscaldamento ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 il livello di tassazione dell'elettricità e del gas naturale utilizzato come combustibile per riscaldamento non deve essere inferiore al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.La Repubblica slovacca può applicare un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2009 per adeguare il livello nazionale di tassazione dei combustibili solidi ai corrispondenti livelli minimi di tassazione. Tuttavia, a decorrere dal 1° gennaio 2007 il livello di tassazione dei combustibili solidi non deve essere inferiore al 50% delle corrispondenti aliquote minime comunitarie.12. Entro i periodi transitori stabiliti, gli Stati membri riducono progressivamente il loro divario rispetto ai nuovi livelli minimi di tassazione. Tuttavia, quando la differenza tra il livello di tassazione nazionale e il livello minimo non è superiore al 3% di detto livello minimo, lo Stato membro interessato può rimandare l'adeguamento del proprio livello nazionale fino al termine del periodo transitorio. "3) È aggiunto un allegato III, il cui testo figura in allegato alla presente direttiva.Articolo 21. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative, necessarie per conformarsi alla presente direttiva, al più tardi entro il  2 maggio 2004. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni e una tabella di correlazione fra tali disposizioni e la presente direttiva.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni della legislazione nazionale che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 3La presente direttiva entra in vigore il 1° maggio 2004.Articolo 4Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO"ALLEGATO IIIRiduzioni delle aliquote di imposizione ed esenzioni dall'imposizione di cui all'articolo 18 bis, paragrafo 1:1) LETTONIA- per i prodotti energetici e l'elettricità utilizzati per i veicoli adibiti al trasporto pubblico locale di passeggeri.2) LITUANIA- per il carbone, il coke e la lignite fino al 1° gennaio 2007;- per il gas naturale e l'elettricità fino al 1° gennaio 2010;- per l'orimulsion utilizzato per fini diversi dalla produzione di elettricità o di calore fino al 1° gennaio 2010.3) UNGHERIA- per il carbone e il coke fino al 1° gennaio 2009.4) MALTA- per la navigazione privata da diporto;- per la navigazione aerea diversa da quella di cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2003/96/CE.5) POLONIA- per i carburanti per aviazione, carburanti per motori a reazione e oli per motori di aviazione, venduti dai produttori di detti carburanti su commissione del ministero della Difesa nazionale o del competente ministero dell'Interno, per scopi relativi all'industria dell'aviazione, o su commissione dell'Agenzia delle scorte materiali per rifornirne le riserve statali o su commissione delle unità organizzative dell'aviazione sanitaria per i loro scopi.- per il gasolio per motori di navi e motori per tecnologie navali e oli per motori di navi e per tecnologie navali, venduti dai produttori di detti carburanti su commissione dell'Agenzia delle scorte materiali per rifornirne le riserve statali, su commissione del ministero della Difesa nazionale per destinarlo a usi nella Marina e infine su commissione del competente ministero dell'Interno per destinarlo a scopi di ingegneria navale;- per i carburanti per aviazione, carburanti per motori a reazione e gasolio per motori di navi e motori per tecnologie navali e oli per motori di aviazione, motori di navi e motori per tecnologie navali, venduti dall'Agenzia delle scorte materiali su commissione del ministero della Difesa nazionale o del competente ministero dell'Interno.