CELEX: 61971CJ0048
Language: it
Date: 1972-07-13
Title: Sentenza della Corte del 13 luglio 1972. # Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana. # Esecuzione della sentenza 7-68. # Causa 48-71.

Avis juridique important

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61971J0048

SENTENZA DELLA CORTE DEL 13 LUGLIO 1972.  -  COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE CONTRO REPUBBLICA ITALIANA.  -  CAUSA 48/71.  

raccolta della giurisprudenza 1972 pagina 00529 edizione speciale inglese pagina EN RJ 72-00527 edizione speciale danese pagina 00135 edizione speciale greca pagina 00085 edizione speciale portoghese pagina 00181 edizione speciale spagnola pagina 00095 edizione speciale svedese pagina 00019 edizione speciale finlandese pagina 00019

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIRITTO COMUNITARIO - APPLICAZIONE - PRINCIPI GENERALI  2 . STATI MEMBRI - DIRITTI E POTERI ATTRIBUITI ALLA COMUNITA - SOVRANITA - LIMITAZIONE - CARATTERE DEFINITIVO  

Massima

1 . IL CONSEGUIMENTO DEGLI SCOPI DELLA COMUNITA ESIGE CHE LE NORME DEL DIRITTO COMUNITARIO, CONTENUTE NELLO STESSO TRATTATO E ADOTTATE IN FORZA DI ESSO, SI APPLICHINO INCONDIZIONATAMENTE, NELLO STESSO MOMENTO E CON IDENTICA EFFICACIA NELL' INTERO TERRITORIO DELLA COMUNITA, SENZA CHE GLI STATI MEMBRI POSSANO OPPORVISI IN QUALSIVOGLIA MODO .  2 . L' ATTRIBUZIONE ALLA COMUNITA, EFFETTUATA DAGLI STATI MEMBRI, DEI DIRITTI E POTERI CONTEMPLATI DALLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO, IMPLICA UNA LIMITAZIONE DEFINITIVA DEI LORO POTERI SOVRANI, SULLA QUALE NON PUO' PREVALERE IL RICHIAMO A DISPOSIZIONI DI DIRITTO INTERNO DI QUALSIVOGLIA NATURA .  

Parti

NELLA CAUSA 48-71  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO AVV . ARMANDO TOLEDANO-LAREDO, IN QUALITA DI AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO IL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . EMILE REUTER, 4, BOULEVARD ROYAL, RICORRENTE  CONTRO  REPUBBLICA ITALIANA, RAPPRESENTATA DAL MINISTRO PLENIPOTENZIARIO DI 1A CLASSE ADOLFO MARESCA, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DAL SOSTITUTO AVVOCATO GENERALE DELLO STATO, PIETRO PERONACI, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO LA SEDE DELL' AMBASCIATA D' ITALIA, CONVENUTA  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' INADEMPIMENTO, DA PARTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, DEGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DAL TRATTATO ISTITUTIVO DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E, IN PARTICOLARE, DALL' ART . 171, PER MANCATA ESECUZIONE DELLA SENTENZA 10 DICEMBRE 1968, PRONUNZIATA DALLA CORTE DI GIUSTIZIA NELLA CAUSA 7-68 ( COMMISSIONE DELLE CC.EE . CONTRO REPUBBLICA ITALIANA, RACCOLTA 1968, PAG . 561 E SEGG .), 

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO 23 LUGLIO 1971, LA COMMISSIONE HA PROPOSTO A QUESTA CORTE, A NORMA DELL' ART . 169 DEL TRATTATO, UN RICORSO DIRETTO A FAR DICHIARARE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA, NON ESSENDOSI CONFORMATA ALLA SENTENZA PRONUNZIATA IL 10 DICEMBRE 1968 NELLA CAUSA 7-68, E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DALL' ART . 171 DEL TRATTATO CEE .  2 CON DETTA SENTENZA LA CORTE AVEVA DICHIARATO CHE, CONTINUANDO A RISCUOTERE DOPO IL 1 ) GENNAIO 1962, ALL' ESPORTAZIONE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI DELLA COMUNITA DI OGGETTI AVENTI INTERESSE ARTISTICO, STORICO OD ETNOLOGICO, LA TASSA PROGRESSIVA DI CUI ALL' ART . 37 DELLA LEGGE 1 ) GIUGNO 1939, N . 1089, LA REPUBBLICA ITALIANA ERA VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DALL' ART . 16 DEL TRATTATO CEE .  3 LA REPUBBLICA ITALIANA, PUR RICONOSCENDO DI ESSERE OBBLIGATA AD ADOTTARE I PROVVEDIMENTI RICHIESTI DALL' ESECUZIONE DI DETTA SENTENZA, ADDUCE LE DIFFICOLTA CUI ESSA SI SAREBBE TROVATA DI FRONTE NEL CORSO DELL' ITER PARLAMENTARE PER L' ABROGAZIONE DELLA TASSA E LA RIFORMA DEL SISTEMA DI TUTELA DEL PATRIMONIO ARTISTICO NAZIONALE . QUESTI PROVVEDIMENTI DOVREBBERO NECESSARIAMENTE ESSERE ADOTTATI NELLE FORME E SECONDO LE MODALITA STABILITE DAL SUO DIRITTO COSTITUZIONALE . POSTO CHE ALLA RISCOSSIONE DELLA TASSA POTEVA ESSERE POSTO TERMINE SOLO MEDIANTE L' ABROGAZIONE DELLA LEGGE E CHE GL' INDUGI NEL GIUNGERE ALL' ABROGAZIONE STESSA SAREBBERO DOVUTI A CIRCOSTANZE INDIPENDENTI DALLA VOLONTA DELLE COMPETENTI AUTORITA, NON VI SAREBBE MOTIVO DI CONSTATARE UNA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI IMPOSTI DALL' ART . 171 DEL TRATTATO .  4 LA COMMISSIONE SOSTIENE CHE L' ABROGAZIONE DELLE DISPOSIZIONI NAZIONALI AVREBBE POTUTO ESSERE EFFETTUATA CON MAGGIORE SOLLECITUDINE .  5 SENZA CHE SIA NECESSARIO ESAMINARE LA FONDATEZZA DI QUESTI ARGOMENTI, LA CORTE SI LIMITA A RILEVARE CHE, CON SENTENZA 10 DICEMBRE 1968, ESSA HA RISOLTO IN SENSO AFFERMATIVO LA QUESTIONE, CONTROVERSA FRA IL GOVERNO ITALIANO E LA COMMISSIONE, DEL SE LA TASSA DI CUI TRATTASI ANDASSE CONSIDERATA COME UNA TASSA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UN DAZIO DOGANALE ALL' ESPORTAZIONE, AI SENSI DELL' ART . 16 DEL TRATTATO . INOLTRE, CON UN' ALTRA SENTENZA, PRONUNZIATA IL 26 OTTOBRE 1971 NELLA CAUSA 18-71 ( EUNOMIA DI PORRO CONTRO REPUBBLICA ITALIANA ), QUESTA CORTE HA ESPRESSAMENTE AFFERMATO CHE IL DIVIETO DI CUI ALL' ART . 16 PRODUCE DIRETTAMENTE EFFETTI NELL' ORDINAMENTO INTERNO DI TUTTI GLI STATI MEMBRI .  6 TRATTANDOSI DI UNA NORMA COMUNITARIA DIRETTAMENTE EFFICACE, LA TESI SECONDO LA QUALE SI POTREBBE PORRE TERMINE ALLA SUA VIOLAZIONE SOLO ADOTTANDO PROVVEDIMENTI IDONEI, DAL PUNTO DI VISTA COSTITUZIONALE, AD ABROGARE LE DISPOSIZIONI CON ESSA INCOMPATIBILI, SIGNIFICHEREBBE AFFERMARE CHE L' EFFICACIA DELLA NORMA COMUNITARIA E SUBORDINATA AL DIRITTO DI CIASCUNO STATO MEMBRO E, PIU PRECISAMENTE, CHE LA SUA APPLICAZIONE E IMPOSSIBILE FIN TANTO CHE UNA LEGGE NAZIONALE VI SI OPPONE .  7 NELLA FATTISPECIE, L' EFFICACIA DEL DIRITTO COMUNITARIO, QUALE ERA STATA ACCERTATA CON AUTORITA DI GIUDICATO NEI CONFRONTI DELLA REPUBBLICA ITALIANA, IMPLICAVA PER LE AUTORITA NAZIONALI COMPETENTI L' ASSOLUTO DIVIETO DI APPLICARE UNA DISPOSIZIONE NAZIONALE DICHIARATA INCOMPATIBILE COL TRATTATO E, SE DEL CASO, L' OBBLIGO DI ADOTTARE TUTTI I PROVVEDIMENTI NECESSARI PER AGEVOLARE LA PIENA EFFICACIA DEL DIRITTO COMUNITARIO .  8 IL CONSEGUIMENTO DEGLI SCOPI DELLA COMUNITA ESIGE CHE LE NORME DEL DIRITTO COMUNITARIO, CONTENUTE NELLO STESSO TRATTATO O ADOTTATE IN FORZA DI ESSO, SI APPLICHINO INCONDIZIONATAMENTE, NELLO STESSO MOMENTO E CON IDENTICA EFFICACIA NELL' INTERO TERRITORIO DELLA COMUNITA, SENZA CHE GLI STATI MEMBRI POSSANO OPPORVISI IN QUALSIVOGLIA MODO .  9 L' ATTRIBUZIONE ALLA COMUNITA, EFFETTUATA DAGLI STATI MEMBRI, DEI DIRITTI E POTERI CONTEMPLATI DALLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO, IMPLICA INFATTI UNA LIMITAZIONE DEFINITIVA DEI LORO POTERI SOVRANI, SULLA QUALE NON PUO' PREVALERE IL RICHIAMO A DISPOSIZIONI DI DIRITTO INTERNO DI QUALSIVOGLIA NATURA .  10 E' QUINDI INDISPENSABILE CONSTATARE CHE, NON UNIFORMANDOSI ALLA SENTENZA PRONUNZIATA DALLA CORTE IL 10 DICEMBRE 1968 NELLA CAUSA 7-68, LA REPUBBLICA ITALIANA E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DALL' ART . 171 DEL TRATTATO .  11 CON NOTA DEL 4 LUGLIO 1972, LA CONVENUTA HA INFORMATO LA CORTE CHE LA RISCOSSIONE DELLA TASSA E CESSATA E CHE I SUOI EFFETTI SONO STATI ELIMINATI A PARTIRE DAL 1 ) GENNAIO 1962, DATA ALLA QUALE AVREBBE DOVUTO CESSARE LA RISCOSSIONE STESSA .  

Decisione relativa alle spese

12 DA QUANTO PRECEDE SI DESUME CHE IL RICORSO DELLA COMMISSIONE ERA FONDATO . L' INFRAZIONE CRITICATA E CESSATA SOLO DOPO LA FINE DELLE FASI SCRITTA E ORALE . CIO' POSTO, LA CONVENUTA VA CONDANNATA ALLE SPESE . 

Dispositivo

LA CORTE  1 ) PRENDE ATTO CHE, CON EFFETTO DAL 1 ) GENNAIO 1962, E STATO POSTO TERMINE ALL' INFRAZIONE DEGLI OBBLIGHI IMPOSTI ALLA REPUBBLICA ITALIANA DALL' ART . 171 DEL TRATTATO CEE .  2 ) STATUISCE : LA CONVENUTA E CONDANNATA ALLE SPESE .