CELEX: C2000/302/04
Language: it
Date: 2000-10-21 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) 22 giugno 2000 nella causa C-332/98: Repubblica francese contro Commissione delle Comunità europee (Aiuto alla Coopérative d'exportation du livre français (CELF))

C 302/2                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               21.10.2000
Consiglio di associazione istituito con l’Accordo di associazio-             Chiarcosso, domanda vertente sull’interpretazione dell’art. 1,
ne tra la Comunità economica europea e la Turchia, la Corte                  n. 4, della direttiva del Consiglio 12 dicembre 1991,
(Sesta Sezione), composta dai signori R. Schintgen (relatore),               91/689/CEE, relativa ai rifiuti pericolosi (GU L 377, pag. 20),
presidente della Seconda Sezione facente funzione di presiden-               nonché della decisione del Consiglio 22 dicembre 1994,
te della Sesta Sezione, P.J.G. Kapteyn, G. Hirsch, H. Ragnemalm              94/904/CE, che istituisce un elenco di rifiuti pericolosi ai sensi
e V. Skouris, giudici, avvocato generale: A. La Pergola, cancel-             dell’articolo 1, paragrafo 4 della direttiva 91/689 (GU L 356,
liere: H.A. Rühl, amministratore principale, ha pronunciato, il              pag. 14), la Corte (Sesta Sezione), composta dai signori
22 giugno 2000, una sentenza il cui dispositivo è del seguente               R. Schintgen, presidente della Seconda Sezione, facente funzio-
tenore:                                                                      ne di presidente della Sesta Sezione, P.J.G. Kapteyn e H. Ragne-
                                                                             malm (relatore), giudici; avvocato generale: G. Cosmas; cancel-
L’art. 7, primo comma, della decisione del Consiglio d’associazione          liere: signora L. Hewlett, amministratore, ha pronunciato, il
19 settembre 1980, n. 1/80, relativa allo sviluppo dell’associazione,        22 giugno 2000, una sentenza il cui dispositivo è del seguente
adottata dal Consiglio d’associazione istituito con l’Accordo di             tenore:
associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia, deve
essere interpretato nel senso che comprende la situazione di una             1)    La direttiva del Consiglio 12 dicembre 1991, 91/689/CEE,
cittadina turca che, come la ricorrente nella causa principale, è stata            relativa ai rifiuti pericolosi, non impedisce agli Stati membri,
autorizzata, in qualità di coniuge di un lavoratore turco inserito nel             ivi comprese, nell’ambito dei loro poteri, le rispettive autorità
regolare mercato del lavoro dello Stato membro ospitante, a                        giudiziarie, di qualificare come pericolosi rifiuti diversi da quelli
ricongiungersi a tale lavoratore quando, dopo aver divorziato prima                figuranti nell’elenco dei rifiuti pericolosi fissato dalla decisione
della fine del periodo di tre anni previsto dal primo trattino di                  del Consiglio 22 dicembre 1994, 94/904/CE, che istituisce un
detta disposizione, ha tuttavia continuato di fatto a convivere                    elenco di rifiuti pericolosi ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 4
ininterrottamente con l’ex marito fino alla data in cui i due ex coniugi           della direttiva 91/689, e di stabilire, conseguentemente, misure
si sono risposati. Tale cittadina turca deve pertanto essere considerata           rafforzate di protezione al fine di vietare l’abbandono, lo scarico
regolarmente residente in detto Stato membro, ai sensi della predetta              e l’eliminazione incontrollata di tali rifiuti. In tale ipotesi, spetta
disposizione, di modo che può ivi avvalersi direttamente del diritto,             alle autorità dello Stato membro interessato, competenti in base
dopo tre anni, di rispondere a qualsiasi offerta di lavoro e, dopo                 alla legge nazionale, darne notifica alla Commissione, ai sensi
cinque anni, di accedere liberamente a qualsiasi attività lavorativa               dell’art. 1, n. 4, secondo trattino, della direttiva 91/689.
subordinata di sua scelta.
                                                                             2)    L’art. 1, n. 4, della direttiva 91/689 e la decisione 94/904
                                                                                   devono essere interpretati nel senso che la determinazione
(1) GU C 137 del 2 maggio 1998.                                                    dell’origine di un rifiuto non costituisce una condizione necessa-
                                                                                   ria per poterlo classificare, in un caso concreto, come rifiuto
                                                                                   pericoloso.
                                                                             (1) GU C 327 del 24.10.1998.
                   SENTENZA DELLA CORTE
                            (Sesta Sezione)
                           22 giugno 2000                                                        SENTENZA DELLA CORTE
nel procedimento C-318/98 (domanda di pronuncia                                                         (Quinta Sezione)
pregiudiziale proposta dal Pretore di Udine, Sezione
distaccata della Pretura circondariale di Udine in Cividale                                              22 giugno 2000
del Friuli): procedimento penale contro Giancarlo Forna-
                                sar e a (1)                                  nella causa C-332/98: Repubblica francese contro Com-
                                                                                            missione delle Comunità europee (1)
(«Rifiuti — Nozione di rifiuti pericolosi — Direttiva
91/689/CEE — Decisione 94/904/CE — Misure rafforzate                         (Aiuto alla Coopérative d’exportation du livre français
                             di protezione»)                                                                  (CELF))
                           (2000/C 302/03)                                                               (2000/C 302/04)
                    (Lingua processuale: l’italiano)                                              (Lingua processuale: il francese)
Nel procedimento C-318/98, avente ad oggetto la domanda di
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi del-                   (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
l’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal Pretore di                          «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
Udine, Sezione distaccata della Pretura circondariale di Udine
in Cividale del Friuli, nel procedimento penale dinanzi ad                   Nella causa C-332/98, Repubblica francese (agenti: signora
esso pendente contro Giancarlo Fornasar, Andrea Strizzolo,                   K. Rispal-Bellanger e signor F. Million) contro Commissione
Giancarlo Toso, Lucio Mucchino, Enzo Peressutti e Sante                      delle Comunità europee (agente: signor G. Rozet), avente ad
 ---pagebreak--- 21.10.2000                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 C 302/3
oggetto un ricorso diretto all’annullamento della decisione                    L’art. 5, n. 1, lett. b), della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre
della Commissione 10 giugno 1998, 1999/133/CE, relativa ad                     1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
un aiuto di Stato a favore della Coopérative d’exportation du                  membri in materia di marchi d’impresa non può essere interpretato
livre français (CELF) (GU L 44, pag. 37), la Corte (Quinta                     nel senso che,
Sezione), composta dai signori D.A.O. Edward, presidente di
sezione, L. Sevón, P.J.G. Kapteyn (relatore), P. Jann e H. Ragne-             —      quando un marchio possiede un carattere distintivo particolare,
malm, giudici; avvocato generale: A. La Pergola; cancelliere:                         intrinsecamente, oppure grazie alla notorietà di cui gode presso
signora D. Louterman-Hubeau, amministratore principale, ha                            il pubblico, e
pronunciato, il 22 giugno 2000, una sentenza il cui dispositivo
è del seguente tenore:                                                         —      senza il consenso del titolare del marchio, un terzo usa, nel
                                                                                      commercio, per prodotti o servizi identici o simili a quelli per i
1)     Il ricorso è respinto.                                                         quali il marchio è registrato, un segno che assomiglia a tal
                                                                                      punto al marchio da far sorgere la possibilità di associarlo a
2)     La Repubblica francese è condannata alle spese.                                quest’ultimo,
(1) GU C 327 del 24.10.1998.                                                   il diritto esclusivo del titolare del marchio consente a questi di vietare
                                                                               al terzo tale uso del segno qualora il carattere distintivo del marchio
                                                                               sia tale da non escludere che la detta associazione possa creare
                                                                               confusione.
                                                                               (1) GU C 20 del 23.1.1999.
                     SENTENZA DELLA CORTE
                             (Sesta Sezione)
                             22 giugno 2000
                                                                                                    SENTENZA DELLA CORTE
nella causa C-425/98 (domanda di pronuncia pregiudiziale
dell’Hoge Raad der Nederlanden): Marca Mode CV contro
                 Adidas AG, Adidas Benelux BV (1)                                                           27 giugno 2000
(«Direttiva 89/104/CEE — Articolo 5, n. 1, lett. b) —                          nella causa C-404/97: Commissione delle Comunità euro-
Marchi d’impresa — Rischio di confusione — Rischio di                                         pee contro Repubblica portoghese (1)
        associazione tra il segno e il marchio d’impresa»)
                                                                               («Inadempimento di uno Stato — Aiuto di Stato incompati-
                            (2000/C 302/05)                                    bile col mercato comune — Recupero — Impossibilità
                                                                                                       assoluta di esecuzione»)
                      (Lingua processuale: l’olandese)                                                      (2000/C 302/06)
(Traduzione provvisoria: la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                                   (Lingua processuale: il portoghese)
                Raccolta della giurisprudenza della Corte)
Nella causa C-425/98, avente ad oggetto la domanda di                          (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-                                      Raccolta della giurisprudenza della Corte)
l’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dallo Hoge
Raad dei Paesi Bassi, nella causa dinanzi ad esso pendente tra,
Marca Mode CV e Adidas AG, Adidas Benelux BV, domanda                          Nella causa C-404/97, Commissione delle Comunità europee
vertente sull’interpretazione dell’art. 5, n. 1, lett. b) della prima          (agenti: signor D. Triantafyllou e signora A.M. Alves Vieira)
direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul                      contro Repubblica portoghese (agenti: signori J. Mota de
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia                Campos, e L. Fernandes, e signora M. L. Duarte), avente ad
di marchi d’impresa (GU 1989, L 40, pag. 1), la Corte (Sesta                   oggetto la domanda diretta a far dichiarare che la Repubblica
Sezione), composta dai signori J.C. Moitinho de Almeida,                       portoghese, avendo omesso di sopprimere e di esigere, nei
presidente di sezione, C. Gulmann (relatore), J.-P. Puissochet,                termini impartiti, il recupero degli aiuti dı̀ cui aveva indebita-
G. Hirsch e signora F. Macken, giudici, avvocato generale: F. G.               mente fruito la EPAC — Empresa Para a Agroalimentação e
Jacobs, cancelliere: H. von Holstein, cancelliere aggiunto, ha                 Cereais SA, è venuta meno agli obblighi incombentile ai sensi
pronunciato il 22 giugno 2000 una sentenza il cui dispositivo                  del Trattato CE e della decisione della Commissione 9 luglio
è del seguente tenore:                                                         1997, 97/762/CE, relativa alle misure adottate dal Portogallo