CELEX: 52003PC0394
Language: it
Date: 2003-07-03
Title: Progetto di decisione del Consiglio che stabilisce lo Statuto del comitato consultivo per la formazione professionale

Avis juridique important

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52003PC0394

Progetto di decisione del Consiglio che stabilisce lo Statuto del comitato consultivo per la formazione professionale  /* COM/2003/0394 def. */  

Progetto di DECISIONE DEL CONSIGLIO che stabilisce lo Statuto del comitato consultivo per la formazione professionale(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Contesto e obiettivi1.1. La politica comunitaria in materia di formazione professionaleIl trattato prevede l'adozione di una politica di formazione professionale a livello comunitario [1]. Già nel 1963, il Consiglio adottò una decisione che stabiliva i principi generali per attuare una politica comune di formazione professionale [2], che ha rappresentato il riferimento principale per tutte le iniziative promosse negli ultimi quattro decenni. Iniziative che includono i programmi Comett, Petra, Eurotecnet, Force, Leonardo da Vinci ed Europass-Formazione. L'istituzione, nel 1975 [3], del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) ha avuto luogo anch'essa in questo contesto.[1]  Nel trattato del 1957 il riferimento principale a questa politica figurava nell'articolo 128; nella versione consolidata si trova nell'articolo 150.[2]  Decisione del Consiglio, del 2 aprile 1963, relativa alla determinazione dei principi generali per l'attuazione di una politica comune di formazione professionale (1963/266/CEE), GU 63 del 20.4.1963, pag. 1338.[3]  Regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio, del 10 febbraio 1975, relativo all'istituzione di un centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, GU L 39 del 13.2.1975, pag. 1.Le finalità, la portata, la struttura e la dotazione finanziaria delle iniziative comunitarie nel settore della formazione professionale sono mutate nel corso degli anni, di riflesso ai cambiamenti delle condizioni socioeconomiche e alle diverse fasi del progetto europeo. Un certo numero di risoluzioni del Consiglio e di documenti politici testimoniano questa evoluzione, tra i quali ricordiamo la risoluzione del Consiglio del 1983 sulle politiche di formazione professionale [4], i libri bianchi e verdi della Commissione, degli anni '90, sulla società conoscitiva e sull'Europa della conoscenza [5], la comunicazione della Commissione del 2001 su uno spazio europeo dell'apprendimento permanente [6] e, più di recente, la risoluzione del Consiglio [7] e la dichiarazione di Copenaghen [8] su una maggiore cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale.[4]  Risoluzione del Consiglio, dell'11 luglio 1983, riguardante le politiche di formazione professionale nella Comunità europea negli anni '80, GU C 193 del 20.7.83, pag. 2.[5]  Libro bianco della Commissione europea su Istruzione e Formazione - Insegnare e apprendere - verso la società conoscitiva, COM(95) 590 definitivo.[6]  Comunicazione della Commissione "Realizzare uno spazio europeo dell'apprendimento permanente", COM(2001) 678 definitivo.[7]  Risoluzione del Consiglio, del 19 dicembre 2002, sulla promozione di una maggiore cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale, GU C 13 del 18.1.2003, pag. 2.[8]  Dichiarazione congiunta dei ministri europei dell'Istruzione e della Commissione, riunitisi a Copenaghen il 29 e il 30 novembre 2002, su una maggiore cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale.L'esigenza di una maggiore cooperazione riflette il ruolo preminente attribuito all'istruzione e alla formazione quali fattori che concorrono ad incrementare il numero e la qualità dei posti di lavoro e a raggiungere l'obiettivo, fissato dal Consiglio europeo di Lisbona del 2000, che intende fare dell'Unione europea l'economia più competitiva e dinamica basata sulla conoscenza. Si sono pertanto avviati i lavori dedicati agli obiettivi dei sistemi d'istruzione e di formazione [9].[9]  Conclusioni del Consiglio del 14 febbraio 2002 sul follow-up della relazione sugli obiettivi futuri e concreti dei sistemi di istruzione e formazione in vista della preparazione di una relazione congiunta del Consiglio e della Commissione da presentare al Consiglio europeo della primavera del 2002, GU C 58 del 5.3.2002, pag. 1.L'esigenza di una maggiore cooperazione è altresì sentita per quanto concerne la preparazione all'allargamento. I paesi candidati e quelli appartenenti al SEE partecipano già alla maggior parte dei programmi comunitari: hanno siglato la dichiarazione di Copenaghen e prendono parte attivamente al seguito, nonché ai lavori vertenti sugli obiettivi dei sistemi d'istruzione e di formazione.1.2. Il comitato consultivo per la formazione professionaleIl quarto principio della decisione del 1963 su una politica comune di formazione professionale prescriveva che la Commissione, nell'assolvimento dei compiti che le sono affidati nel campo della formazione professionale, sarebbe stata assistita da un comitato consultivo tripartito, la cui composizione ed il cui statuto sarebbero stati stabiliti dal Consiglio, previo parere della Commissione. Nello stesso anno il Consiglio adottava lo Statuto del comitato consultivo per la formazione professionale [10].[10]  Statuto del comitato consultivo per la formazione professionale, 63/688/CEE, GU P 190 del 30.12.1963, pag. 3090.La composizione del comitato consultivo prevedeva, "per ciascuno degli Stati membri, due rappresentanti del governo, due rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e due rappresentanti delle organizzazioni professionali dei datori di lavoro" (art. 1). La funzione di assistenza alla Commissione consisteva nel fornire "pareri motivati su problemi d'importanza generale o di principio riguardanti la formazione professionale" (art. 10).Il comitato ha svolto la sua attività lungo l'intero arco della storia della politica comunitaria relativa alla formazione professionale, formulando pareri su documenti politici, su iniziative specifiche, quali l'istituzione del Cedefop, e sulla preparazione, la valutazione e la valorizzazione dei programmi d'azione comunitaria nel settore della formazione professionale.Inoltre, il comitato - unico organo consultivo tripartito designato specificamente a trattare le questioni inerenti alla formazione professionale - è di fatto divenuto un forum di discussione e di scambio d'idee tra la Commissione e i tre gruppi che lo compongono, nonché tra i singoli gruppi. Il comitato rientra in un quadro più ampio di consultazione delle parti sociali che include il dialogo sociale europeo, elemento fondamentale del modello europeo di sviluppo socioeconomico.Poiché l'esigenza di una maggiore cooperazione nel settore dell'istruzione e della formazione professionale è fortemente sentita, la necessità di un organo tripartito per la consultazione generale a livello comunitario rimane incontestata. S'impone, tuttavia, una riforma sostanziale, in particolare per quanto riguarda la sua composizione e la sua struttura operativa.Lo statuto adottato nel 1963 è stato leggermente modificato nel 1968, per far sì che i membri restino in carica dopo la scadenza del loro mandato fino alla nomina dei nuovi membri [11]. Poiché il primo paragrafo dell'articolo 1 della decisione 63/688/CEE specifica il numero di membri, è stato altresì necessario apportare nuove modifiche ogniqualvolta uno o più Stati membri hanno aderito alla Comunità europea (Unione europea) [12].[11]  Decisione 68/189/CEE del Consiglio, del 9 aprile 1968, GU L 91 del 12.4.1968, pag. 26.[12]  Atti relativi all'adesione alle Comunità europee del Regno di Danimarca, dell'Irlanda, del Regno di Norvegia e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, atto relativo alle condizioni di adesione e agli adattamenti dei trattati, GU L 73 del 27.3.1972, pag. 14;  atti relativi all'adesione della Repubblica ellenica alle Comunità europee, atto relativo alle condizioni di adesione della Repubblica ellenica ed agli adattamenti dei trattati, GU L 291 del 19.11.1979, pag. 17;In base all'attuale statuto, in un'Unione europea di 25 Stati membri il comitato dovrebbe essere composto da 150 membri. Si avrebbe pertanto un organo eccessivamente pesante, che difficilmente svolgerebbe a dovere la propria funzione consultiva. Inoltre, indipendentemente dalle dimensioni, occorre modernizzare i metodi di lavoro e la struttura organizzativa del comitato, per adeguarlo ai cambiamenti radicali che sono avvenuti dalla sua costituzione, ed è opportuno che ciò sia ufficialmente riconosciuto nel suo atto di base.Pertanto, lo statuto del comitato consultivo per la formazione professionale, adottato nel 1963 [13], dev'essere sostituito da un nuovo statuto, per tenere conto delle ripercussioni dell'allargamento e per consentire di modernizzare i metodi di lavoro del comitato.[13]  Statuto del comitato consultivo per la formazione professionale, 63/688/CEE, GU P 190 del 30.12.1963, pag. 3090.Il la proposta di decisione allegata prevede che il comitato consultivo mantenga la stessa funzione e si fondi sullo stesso principio della rappresentanza pari e tripartita, ma la composizione, l'organizzazione e il funzionamento siano tali da confarsi ad un'Unione ampliata e ad un'epoca di rapidi cambiamenti sociali.Le parti sociali e i rappresentanti governativi del comitato sono stati consultati in merito al contenuto del progetto di nuovo statuto.1.3. Forma giuridica dello strumentoLa Commissione è dell'avviso che, mentre la funzione principale del comitato consultivo rimane inalterata, sia preferibile adottare un nuovo statuto piuttosto che introdurre una serie di modifiche allo statuto attuale.Il quarto principio, ultimo paragrafo, della summenzionata decisione 63/266/CEE, stabilisce che "nell'assolvimento dei compiti che le sono affidati nel campo della formazione professionale, la Commissione è assistita da un comitato consultivo tripartito la cui composizione ed il cui statuto saranno stabiliti dal Consiglio, previo parere della Commissione."Lo strumento giuridico appropriato è pertanto una decisione del Consiglio che stabilisce la composizione e lo statuto del comitato, previo parere della Commissione, oggetto della presente comunicazione.2. Contenuto del nuovo statuto2.1. Campo d'azione e competenze del nuovo comitatoL'articolo 2, paragrafo 1, recita che il comitato ha il compito di assistere la Commissione nell'attuazione di una politica comunitaria di formazione professionale.L'articolo 2, paragrafo 2, specifica che il comitato adempie il suo compito formulando pareri sia su questioni di carattere generale sia su azioni specifiche, nonché scambiando opinioni ed esperienze.La funzione principale del nuovo comitato resta fondamentalmente identica a quella assegnata al comitato istituito nel 1963. Il mandato generale del comitato istituito nel 1963 (assistere la Commissione) era stato espresso nel quarto principio della decisione 63/266/CEE e il compito specifico (formulare pareri) era stato indicato nell'articolo 10 dello statuto (63/688/CEE). Si ritiene opportuno definire in modo chiaro le competenze del comitato in un articolo esplicito.L'articolo 2, paragrafo 2, lettera a), indica inoltre che il campo della consultazione include sia questioni generali che azioni specifiche, mentre l'articolo 2, paragrafo 2, lettera b), riconosce che il ruolo di forum di discussione e di scambi attribuito al comitato contribuisce altresì all'adempimento del suo mandato.L'articolo 2, paragrafo 3, conferma che spetta alla Commissione fornire al comitato le informazioni necessarie.2.2. Composizione del comitatoIn conformità alla base giuridica del 1963, l'attuale comitato si compone di 90 membri titolari (due membri per ciascun gruppo d'interesse per ogni Stato membro) e 45 membri supplenti (uno per ciascun gruppo d'interesse per ogni Stato membro). Come osservato in precedenza, se, a partire dal 2004, si applicasse questo schema all'Unione ampliata, il comitato avrebbe 150 membri titolari e 75 supplenti, il che comporterebbe una dimensione eccessiva e una riduzione della sua efficienza.Il nuovo comitato deve pertanto essere composto in base a una struttura che, preservando la rappresentanza paritaria dei tre gruppi d'interesse e di tutti gli Stati membri, gli assicuri la flessibilità necessaria per un buon funzionamento.L'articolo 3, paragrafo 1, del presente progetto stabilisce pertanto che il comitato includa un unico rappresentante per gruppo d'interesse e per Stato membro, invece dei due rappresentanti previsti attualmente.In un'Unione europea di 25 Stati membri, si avrebbe così un comitato composto di 75 membri titolari (e altrettanti membri supplenti), tre per ciascun Stato membro, con tre gruppi d'interesse di uguali dimensioni (25 membri).2.3. Struttura e funzionamento del comitatoIl funzionamento dell'attuale comitato consultivo è retto da due strumenti giuridici vincolanti: lo statuto, adottato dal Consiglio il 18 dicembre 1963 (63/688/CEE), e il regolamento interno, approvato dal Consiglio il 14 giugno 1965.Nel corso degli anni è stato istituito un quadro operativo che, senza contrapporsi allo statuto o al regolamento interno, non si fonda su alcun atto ufficiale.In particolare, né lo statuto, né il regolamento interno prevedono che l'attività del comitato sia organizzata per gruppi d'interesse o che le sue riunioni siano preparate da una ristretta cellula direttiva. Pur tuttavia, questi aspetti hanno assunto un ruolo essenziale nel funzionamento effettivo dell'attuale comitato consultivo.Nella pratica, il comitato è formato da tre gruppi d'interesse distinti: i rappresentanti delle amministrazioni nazionali, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle organizzazioni professionali dei datori di lavoro. Prima delle riunioni plenarie, all'interno di ciascun gruppo d'interesse si svolgono discussioni, i cui esiti sono presentati alla plenaria dai rispettivi portavoce, fatto salvo il diritto d'intervento diretto di ogni singolo membro. Le riunioni sono preparate da un gruppo direttivo che include i rappresentanti della Commissione e di ciascun gruppo d'interesse.In tale contesto, è opportuno menzionare il fatto che da molti anni i rappresentanti delle organizzazioni europee delle parti sociali partecipano attivamente ai lavori del comitato, in particolare coordinando la consultazione in seno ai vari gruppi. Essi prendono inoltre parte alle riunioni del comitato in qualità di osservatori.Dal momento che questa struttura organizzativa, basata su gruppi d'interesse che rappresentano i lavoratori, i datori di lavoro e le amministrazioni nazionali, si è dimostrata valida e non è messa in discussione dalle parti interessate, si ritiene opportuno formalizzarla nel principio, lasciando che le modalità di funzionamento siano definite in un nuovo regolamento interno. È questo l'oggetto dell'articolo 5 del presente progetto.L'articolo 5 prevede inoltre la designazione di un portavoce e di un coordinatore incaricati di rappresentare ciascun gruppo d'interesse, in special modo in seno all'ufficio di presidenza, la cui definizione è contenuta nello stesso articolo. L'ufficio di presidenza sarà un organo permanente di coordinamento delle attività del comitato, che rileverà il ruolo attualmente svolto da un gruppo direttivo informale.I gruppi d'interesse, essendo dotati di piena autonomia nella scelta dei loro coordinatori, i quali non devono essere necessariamente membri del comitato, hanno la possibilità di fare coordinare la loro attività da rappresentanti di organizzazioni a livello europeo.2.4. Riunioni del comitatoL'articolo 6 definisce il quadro per l'organizzazione delle riunioni, senza introdurre modifiche alle norme e alle pratiche attuali e lasciando che le modalità di funzionamento siano definite in un nuovo regolamento interno. È altresì contemplata la possibilità di costituire gruppi di lavoro.In particolare, l'articolo 6, paragrafo 1, della presente proposta dispone che le riunioni siano presiedute dal direttore generale responsabile della formazione professionale presso la Commissione, o da un direttore da questi delegato. In ogni caso, il rappresentante della Commissione che presiede le riunioni deve perlomeno ricoprire un carico direttivo, per presentare un profilo politico congruo alle riunioni del comitato.2.5. Processo decisionaleLa presente proposta mantiene la sostanza delle norme di voto stabilite nell'articolo 11 dello statuto (63/688/CEE). L'articolo 7, paragrafo 3, introduce inoltre la possibilità di ricorrere a procedure decisionali accelerate (da fissarsi successivamente nel regolamento interno), al fine di potenziare l'efficienza del comitato e la sua capacità di rispondere rapidamente alle richieste della Commissione.2.6. Procedura di nomina dei membri e durata del mandatoLa Commissione reputa soddisfacente l'attuale procedura di nomina dei membri del comitato (art. 4 dello statuto, 63/688/CEE) e non ritiene necessario modificarla. L'articolo 3, paragrafo 3, stabilisce, tuttavia, che il mandato dei membri abbia una durata di tre anni, invece dei due anni attualmente previsti nell'articolo 5 dello statuto. Tale durata è in linea con le norme e le prassi di altri organi tripartiti ed è generalmente ritenuta adeguata.L'articolo 3, paragrafo 3, prevede inoltre una dimensione di genere, sottolineando la necessità di una rappresentanza equilibrata dei sessi, e segnala l'esigenza di un'adeguata rappresentanza dell'intera gamma delle competenze necessarie per lo svolgimento dei vari compiti del comitato.3. Parere DELLA CommissioneLa Commissione formula un parere favorevole in merito alla proposta allegata che stabilisce lo statuto del comitato consultivo per la formazione professionale.Progetto di DECISIONE DEL CONSIGLIO che stabilisce lo Statuto del comitato consultivo per la formazione professionaleIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la decisione del Consiglio, del 2 aprile 1963, relativa alla determinazione dei principi generali per l'attuazione di una politica comune di formazione professionale [14], in particolare il quarto principio, ultimo comma,[14]  GU 63 del 20.4.1963, pagg. 1338.visto il parere della Commissione [15],[15]  GU C [...] del [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) In base alla decisione 63/266/CEE del Consiglio, il Consiglio ha adottato, in data 18 dicembre 1963, lo statuto del comitato consultivo per la formazione professionale (63/688/CEE) [16].[16]  GU P 190 del 30.12.1963, pag. 3090.(2) Nei quarant'anni della sua attività, il comitato consultivo per la formazione professionale ha presentato alla Commissione pareri sulle questioni inerenti alla formazione professionale, tra cui pareri su comunicazioni e altri documenti strategici, su progetti specifici, quali l'istituzione del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, e sulla preparazione, la valutazione e la valorizzazione dei programmi d'azione comunitaria nel settore della formazione professionale.(3) I mutamenti sociali, politici e istituzionali che hanno avuto luogo fin dalla creazione del comitato consultivo per la formazione professionale e le nuove prospettive che si sono profilate in virtù delle prossime adesioni richiedono un riesame costruttivo della composizione del comitato e del suo quadro organizzativo.(4) La struttura tripartita del comitato consultivo per la formazione professionale e le sue funzioni vanno mantenute nella sostanza, ma vanno accompagnate dall'introduzione di alcuni cambiamenti volti a razionalizzarne il funzionamento,DECIDE:Articolo 11. Il comitato consultivo per la formazione professionale (in appresso denominato "il comitato") è composto di tre membri titolari per Stato membro, in ragione di un rappresentante delle amministrazioni nazionali, un rappresentante delle organizzazioni sindacali dei lavoratori ed un rappresentante delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro.2. Per ogni membro titolare è nominato un membro supplente.Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 7, paragrafo 3, il membro supplente assiste alle riunioni del comitato soltanto in caso d'impedimento del membro titolare che sostituisce.3. I membri titolari e i membri supplenti del comitato sono designati dal Consiglio.Il Consiglio fa il possibile per garantire una rappresentanza equilibrata dei sessi nella composizione del comitato e vigila affinché esso disponga dell'intera gamma delle competenze necessarie per lo svolgimento delle sue funzioni.4. L'elenco dei membri titolari e supplenti è pubblicato dal Consiglio, a titolo informativo, nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Articolo 21. Il comitato ha il compito di assistere la Commissione nell'attuazione di una politica comunitaria di formazione professionale.2. Il comitato, in particolare ha il compito di presentare pareri alla Commissione in materia di:a) questioni d'importanza generale o di principio riguardanti la formazione professionale;b) questioni relative alla preparazione, all'attuazione, alla valutazione e alla valorizzazione di ogni attività svolta o programmata dalla Commissione nell'ambito della formazione professionale;Procede inoltre a scambi di opinioni e di esperienze riguardo alla formazione professionale.3. La Commissione fornisce al comitato le informazioni necessarie.Articolo 31. La durata del mandato dei membri titolari e dei membri supplenti è di tre anni. Il loro mandato è rinnovabile.2. Al termine del mandato, i membri titolari ed i membri supplenti rimangono in carica sino a quando non si sia provveduto alla loro sostituzione o al rinnovo del loro mandato.3. Il mandato può cessare prima del termine del periodo triennale in caso di dimissioni o qualora lo Stato membro interessato notifichi l'avvenuta risoluzione del mandato.Il membro è sostituito per la restante durata del mandato secondo la procedura prevista dall'articolo 1.Articolo 41. All'interno del comitato sono costituiti tre gruppi d'interesse di cui fanno parte rispettivamente i rappresentanti delle amministrazioni nazionali, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro.2. Ciascun gruppo d'interesse designa al proprio interno un portavoce.3. Ciascun gruppo d'interesse designa un coordinatore che partecipa alle riunioni del comitato, dell'ufficio di presidenza, istituito a titolo dell'articolo 5, e del gruppo d'interesse.Articolo 51. Per l'organizzazione dei lavori del comitato viene creato un ufficio di presidenza.2. L'ufficio di presidenza è composto di due rappresentanti della Commissione, nonché del portavoce e del coordinatore di ciascun gruppo d'interesse o dei loro delegati come disposto dal regolamento interno di cui all'articolo 8.Articolo 61. Il comitato è presieduto dal direttore generale responsabile della formazione professionale della Commissione oppure, in caso d'impedimento, da uno dei direttori della medesima direzione generale da lui designato. Il presidente non partecipa al voto.2. Il comitato si riunisce almeno due volte all'anno.Il comitato si riunisce su convocazione del presidente, su iniziativa del medesimo o su richiesta di almeno un terzo dei membri.3. Il presidente può, di propria iniziativa, invitare esperti a partecipare alle riunioni del comitato.4. Il comitato può costituire nel suo ambito gruppi di lavoro, in conformità di quanto disposto dal regolamento interno di cui all'articolo 8.5. I rappresentanti dei servizi interessati della Commissione partecipano alle riunioni del comitato, dell'ufficio di presidenza e dei gruppi di lavoro.6. La Commissione assicura i servizi di segreteria al comitato, all'ufficio di presidenza e ai gruppi di lavoro.7. Alle riunioni del comitato possono assistere in qualità di osservatori:(a) il direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop), o un suo rappresentante da questi delegato;(b) il direttore della Fondazione europea per la formazione professionale, o un suo rappresentante da questi delegato;(c) un rappresentante per ciascun gruppo d'interesse degli Stati membri dello Spazio economico europeo.Il presidente può autorizzare altre persone ad assistere alle riunioni del comitato in qualità di osservatori.Articolo 71. Il comitato si pronuncia validamente quando i due terzi dei membri sono presenti o rappresentati. Solo i membri titolari del comitato, o i supplenti che rappresentano i titolari, partecipano al voto.2. I pareri del comitato devono essere motivati. Sono adottati a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi e sono accompagnati da una nota da cui risultino le opinioni formulate dalla minoranza, quando quest'ultima lo richieda.3. Il regolamento interno di cui all'articolo 8 definisce le procedure decisionali accelerate.Articolo 8Il comitato, previo parere della Commissione, adotta il proprio regolamento interno che fissa le modalità pratiche della sua attività.Articolo 9In applicazione dell'articolo 287 del trattato, i membri del comitato sono tenuti a non divulgare le informazioni di cui siano venuti a conoscenza attraverso l'attività del comitato, dell'ufficio di presidenza o dei gruppi di lavoro ogniqualvolta la Commissione li informi che il parere richiesto o il quesito posto verte su una materia di carattere riservato.In tal caso, solo i membri del comitato e i rappresentanti dei servizi della Commissione possono presenziare alle riunioni.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVASettore(i) d'intervento: Istruzione e culturaAttività: Formazione professionaleDenominazione dell'azione: Statuto del comitato consultivo per la formazione professionale1. LINEA(E) DI BILANCIO + DENOMINAZIONEA-7030A-70312. DATI GLOBALI IN CIFRE2.1. Dotazione totale dell'azione (parte B): stanziamenti d'impegno in milioni di euro(Non pertinente)2.2. Periodo d'applicazione:2004-[..] (il periodo interessato è di durata indeterminata)2.3. Stima globale pluriennale delle spese:(a) Scadenzario stanziamenti d'impegno/stanziamenti di pagamento (intervento finanziario) (cfr. punto 6.1.1)(Non pertinente)b) Assistenza tecnica e amministrativa (ATA) e spese d'appoggio (SDA) (cfr. punto 6.1.2)(Non pertinente)(c) Incidenza finanziaria globale delle risorse umane e delle altre spese di funzionamento (cfr. punti 7.2 e 7.3)(in milioni di euro al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;2.4. Compatibilità con la programmazione finanziaria e le prospettive finanziarie[X] La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria in vigoreLa proposta impone una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle prospettive finanziariePuò essere necessario il ricorso alle disposizioni dell'accordo interistituzionale2.5. Incidenza finanziaria sulle entrate [17]:[17]  Per ulteriori dettagli, si veda la nota esplicativa a parte.[X] Nessuna incidenza finanziaria (si tratta degli aspetti tecnici relativi all'attuazione di una misura)oppureIncidenza finanziaria - Le conseguenze sulle entrate sono le seguenti:NB: tutte le precisazioni e le osservazioni relative al metodo di calcolo dell'incidenza sulle entrate devono essere riprese in un foglio a parte, da allegare alla presente scheda finanziaria3. CARATTERISTICHE DI BILANCIO&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;4. BASE GIURIDICADecisione del Consiglio, del 2 aprile 1963, relativa alla determinazione dei principi generali per l'attuazione di una politica comune di formazione professionale (1963/266/CEE).5. DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE5.1. Necessità dell'intervento comunitario [18][18]  Per ulteriori dettagli, si veda la nota esplicativa a parte.5.1.1. Obiettivi perseguitiPoiché l'esigenza di una maggiore cooperazione nel settore dell'istruzione e della formazione professionale è fortemente sentita, la necessità di un organo tripartito per la consultazione generale a livello comunitario rimane incontestata. Oggi s'impone, tuttavia, una riforma radicale, in particolare per quanto riguarda la sua composizione e la sua struttura operativa.Di fatto, in base all'attuale statuto, in un'Unione europea di 25 Stati membri il comitato dovrebbe essere composto da 150 membri. Si avrebbe pertanto un organo eccessivamente pesante, che difficilmente svolgerebbe a dovere la propria funzione consultiva. Inoltre, indipendentemente dalle dimensioni, occorre modernizzare i metodi di lavoro e la struttura organizzativa del comitato, per adeguarlo ai cambiamenti radicali che sono avvenuti dalla sua costituzione, ed è opportuno che ciò sia ufficialmente riconosciuto nel suo atto di base.5.1.2. Disposizioni adottate in relazione alla valutazione ex ante(Non pertinente)5.1.3. Disposizioni adottate a seguito della valutazione ex post(Non pertinente)5.2. Azioni previste e modalità dell'intervento di bilancio(Non pertinente)5.3. Modalità d'attuazione(Non pertinente)6. INCIDENZA FINANZIARIA6.1. Incidenza finanziaria totale sulla parte B (per l'intero periodo di programmazione)(Non pertinente. Nessuna incidenza sulla parte B del bilancio).6.1.1. Intervento finanziario6.2. Calcolo del costo per ciascuna delle misure previste nella parte B (per l'intero periodo di programmazione) [19][19]  Per ulteriori dettagli, si veda la nota esplicativa a parte.(Non pertinente. Nessuna incidenza sulla parte B del bilancio).7. INCIDENZA SUL PERSONALE E SULLE SPESE AMMINISTRATIVE7.1. Incidenza sulle risorse umane&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7.2. Incidenza finanziaria globale delle risorse umane&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese totali per 12 mesi7.3. Altre spese di funzionamento derivanti dall'azione&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese totali per 12 mesi1 Precisare il tipo di comitato e il gruppo di cui fa parte&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Si noti che i costi sono calcolati sulla base di 15 Stati membri.Le risorse umane e amministrative necessarie per l'azione possono essere coperte all'interno dell'assegnazione alla DG responsabile della gestione nell'ambito della procedura annuale di assegnazione.8. CONTROLLO E VALUTAZIONE8.1. Sistema di controllo(Non pertinente)8.2. Modalità e periodicità della valutazione(Non pertinente)9. MISURE ANTIFRODE(Non pertinente)