CELEX: 52004PC0808(02)
Language: it
Date: 2004-12-17
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un accordo di associazione euromediterraneo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica araba siriana, dall’altra

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                      Bruxelles, 17.12.2004
                                                      COM(2004) 808 definitivo
                                                      2004/0281 (AVC)
                                          Proposta di
                               DECISIONE DEL CONSIGLIO
    relativa alla firma a nome della Comunità europea e all'applicazione provvisoria di
   talune disposizioni di un accordo di associazione euromediterraneo tra la Comunità
                 europea e i suoi Stati membri e la Repubblica araba siriana
                                          Proposta di
                               DECISIONE DEL CONSIGLIO
      relativa alla conclusione di un accordo di associazione euromediterraneo tra la
   Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica araba siriana,
                                           dall’altra
                                (presentate dalla Commissione)
IT                                                                                      IT
 ---pagebreak---                                          RELAZIONE
   1.   Le proposte allegate costituiscono gli strumenti giuridici per la firma e la conclusione
        di un accordo di associazione euromediterraneo tra la Comunità europea e i suoi Stati
        membri, da una parte, e la Repubblica araba siriana, dall’altra.
      (a)      Proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma dell’accordo;
      (b)      proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’accordo.
   2.   Le relazioni tra la Siria e la Comunità europea sono disciplinate attualmente
        dall'accordo di cooperazione firmato il 18 luglio 1977 (entrato in vigore il 1° gennaio
        1978), modificato da protocolli successivi. La Commissione ha avviato ufficialmente
        i negoziati per un accordo di associazione il 14-15 maggio 1998 in base alle direttive
        adottate dal Consiglio il 18 dicembre 1997. Nei primi quattro anni i negoziati sono
        andati avanti con estrema lentezza, per poi procedere a ritmo più spedito dopo il
        rimpasto del governo siriano del dicembre 2001. Durante l’ottava sessione del 5-6
        giugno 2002, infatti, si è giunti ad un accordo sui primi capitoli del testo. Le intense
        trattative sullo smantellamento tariffario avviate nel settembre 2003 dopo la
        presentazione di un tariffario siriano globale hanno permesso di concludere i
        negoziati alla dodicesima sessione dell’8-9 dicembre 2003, cui ha fatto seguito una
        serie di discussioni tecniche. La Commissione e il governo della Siria hanno siglato
        il testo a Bruxelles il 19 ottobre 2004.
   3.   L’accordo di associazione proposto tra l’UE e la Siria instaurerà nuove relazioni, più
        strette, nell’ambito del partenariato euromediterraneo lanciato nel 1995 dalla
        dichiarazione di Barcellona, contribuendo alla pace e alla sicurezza nella regione e
        promuovendo le relazioni commerciali ed economiche sia tra la Siria e l'UE che tra la
        Siria e i suoi partner mediterranei. L’accordo proposto completerebbe la zona di
        libero scambio che, secondo la dichiarazione di Barcellona, deve essere creata entro
        il 2010. La dichiarazione di Barcellona ribadisce l'importanza attribuita dall'UE al
        consolidamento delle relazioni con i partner del bacino mediterraneo meridionale in
        termini di sicurezza, economici e sociali. Essendo già stati firmati gli accordi con
        Tunisia, Marocco, Algeria, Egitto, Israele, Territori palestinesi (OLP), Giordania e
        Libano, rimane solo la Siria.
   4.   L’accordo di associazione UE-Siria, che avrà durata illimitata, permetterà di
        approfondire le relazioni tra le Parti in un gran numero di settori su basi di reciprocità
        e partenariato. Il rispetto dei principi democratici e dei diritti dell'uomo costituirà un
        elemento fondamentale dell'accordo. In linea con la decisione del Consiglio del 17
        novembre 2003 sulla lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa,
        fra gli elementi essenziali dell’accordo figura anche l’impegno a rispettare gli
        obblighi previsti dagli strumenti riguardanti il disarmo e la non proliferazione.
   5.   Pur avendo una struttura analoga a quella degli altri accordi di associazione
        euromediterranei, l’accordo di associazione UE-Siria contiene disposizioni più
        sostanziali e di più ampia portata nei settori seguenti: non proliferazione, lotta al
        terrorismo, smantellamento tariffario globale per i prodotti agricoli, ostacoli tecnici
        al commercio, misure sanitarie e fitosanitarie, agevolazione degli scambi, diritto di
        stabilimento e servizi, commesse pubbliche, diritti di proprietà intellettuale e
        meccanismi di composizione delle controversie commerciali. È prevista inoltre
IT                                               2                                                 IT
 ---pagebreak---       l’applicazione provvisoria delle disposizioni sul commercio e sulle questioni
      connesse.
   6. Gli elementi principali dell’accordo sono:
      – un dialogo politico regolare, compresa la cooperazione sulla non proliferazione;
      – dialogo e cooperazione economici, sociali e culturali in un gran numero di settori;
      – la creazione progressiva di una zona di libero scambio tra la Comunità europea e
         la Siria entro un periodo non superiore a dodici anni. Le Parti riconoscono
         l’importanza del libero scambio sancita dall’accordo sulle tariffe doganali e sul
         commercio del 1994 (GATT) e dagli altri accordi multilaterali acclusi al trattato
         che istituisce l’OMC;
      – per i prodotti industriali, viene riconfermato il libero accesso concesso alle
         esportazioni siriane nella Comunità a norma dell’accordo di cooperazione del
         1978. In cambio, la Siria liberalizzerà reciprocamente il suo regime
         all’importazione per i prodotti comunitari in modo che tutti i dazi siano portati a
         zero per la fine del periodo di transizione di dodici anni dall’entrata in vigore
         dell’accordo;
      – sono previste concessioni reciproche specifiche per i prodotti agricoli trasformati;
      – il commercio di prodotti agricoli tra la Siria e la Comunità sarà liberalizzato
         secondo gli obiettivi del processo di Barcellona (liberalizzazione graduale con
         clausola di riesame). Si applicheranno contingenti tariffari ad una serie di prodotti
         sensibili. I dazi sui prodotti comunitari esportati in Siria saranno smantellati in
         modo lineare per arrivare a zero entro la fine del periodo di transizione di dodici
         anni dall’entrata in vigore dell’accordo;
      – il commercio di pesce e prodotti della pesca importati dalla Siria nella Comunità
         sarà liberalizzato entro un periodo di due anni tranne poche eccezioni. L’accordo
         fisserà contingenti tariffari per i prodotti che non s’intende liberalizzare. I dazi sul
         pesce e sui prodotti della pesca esportati dalla Comunità in Siria saranno
         smantellati in modo lineare per arrivare a zero entro la fine del periodo di
         transizione di dodici anni dall’entrata in vigore dell’accordo;
      – diritto di stabilimento e servizi: concessione agli investitori europei del
         trattamento NPF o nazionale, qualora sia più favorevole, per lo stabilimento in
         Siria; apertura agli investimenti di quasi tutti i settori tranne quelli attualmente
         riservati ai monopoli di Stato. Il settore delle telecomunicazioni sarà aperto entro
         sei anni dall'entrata in vigore;
      – disposizioni sulla composizione delle controversie riguardanti la consultazione e
         la mediazione sul commercio e sulle questioni connesse in linea con il
         meccanismo di risoluzione delle controversie dell’OMC;
      – disposizioni sulla circolazione delle persone;
IT                                             3                                                  IT
 ---pagebreak---              – pagamenti e movimenti di capitali, concorrenza, commesse pubbliche, diritti di
                proprietà intellettuale, industriale e commerciale, standard, norme tecniche e
                procedure di valutazione della conformità;
             – impegni e cooperazione nel settore delle migrazioni, compresa la riammissione,
                Stato di diritto, lotta contro la droga e la criminalità organizzata, riciclaggio del
                denaro e lotta al terrorismo;
             – disposizioni istituzionali per la gestione dell’accordo, compresa l’istituzione di un
                Consiglio di associazione che si riunirà a livello ministeriale per sorvegliare
                l’applicazione dell’accordo, e di un Comitato di associazione;
             – il Consiglio di associazione prenderà tutte le misure necessarie per agevolare la
                cooperazione e i contatti tra il Parlamento europeo e l’Assemblea popolare siriana.
   L’accordo sosterrà la riforma economica e politica in Siria, preparando questo paese ad
   inserirsi nell'economia mondiale e promuovendo l'integrazione regionale. Il dialogo politico
   regolare consentirà all’UE di avviare discussioni con la Siria su tutte le questioni di reciproco
   interesse, in particolare i diritti umani e i principi democratici, il terrorismo e la non
   proliferazione.
IT                                                   4                                                IT
 ---pagebreak---                                                 Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
       relativa alla firma a nome della Comunità europea e all'applicazione provvisoria di
      talune disposizioni di un accordo di associazione euromediterraneo tra la Comunità
                     europea e i suoi Stati membri e la Repubblica araba siriana
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 310 in combinato
   disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, prima frase,
   vista la proposta della Commissione1,
   considerando quanto segue:
   (1)     il 18 dicembre 1997 il Consiglio ha adottato le direttive necessarie per consentire alla
           Commissione di intavolare negoziati su un accordo di associazione euromediterraneo
           tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica araba
           siriana, dall’altra;
   (2)     l’accordo è stato siglato il 19 ottobre 2004 al termine dei negoziati;
   (3)     la Commissione europea e la Repubblica araba siriana si sono impegnate ad applicare
           provvisoriamente determinate disposizioni dell’accordo di associazione in attesa della
           sua entrata in vigore;
   (4)     le misure necessarie per l’applicazione provvisoria devono essere adottate
           conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante
           modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione 2;
   (5)     occorre firmare l’accordo di associazione a nome della Comunità e adottare
           l'applicazione provvisoria delle sue disposizioni,
   DECIDE:
                                                Articolo 1
   Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la o le persona(e) abilitata(e) a firmare, a
   nome della Comunità europea, l’accordo di associazione euromediterraneo tra la Comunità
   europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica araba siriana, dall’altra, fatta
   salva la sua eventuale conclusione in una data successiva.
   1
            GU C
   2
            GU L 184 del 17.7 1999, pag. 23.
IT                                                   5                                                IT
 ---pagebreak---                                                   Articolo 2
   Le seguenti disposizioni dell’accordo di associazione si applicano a titolo provvisorio in
   attesa della sua entrata in vigore: articolo 2, articoli 7-42, articolo 61, articoli 63-89, articolo
   97, articoli 99-102, articolo 107, articolo 120, articoli 132-138, articolo 140 e articolo 141.
                                                  Articolo 3
   Le misure necessarie per l’applicazione provvisoria dell’accordo vengono adottate secondo la
   procedura di cui all’articolo 4.
                                                  Articolo 4
   (1)     La Commissione è assistita da un comitato incaricato delle questioni orizzontali
           relative agli scambi dei prodotti agricoli trasformati non inclusi nell'allegato I del
           trattato, istituito dall'articolo 16 del regolamento (CE) n. 3448/1993 del Consiglio, del
           6 dicembre 1993, sul regime di scambi per talune merci ottenute dalla trasformazione
           di prodotti agricoli3, dal Comitato di gestione per lo zucchero istituito dall'articolo 42
           del regolamento (CE) n. 1260/2001 del Consiglio, del 19 giugno 2001, relativo
           all'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero4, modificato dal
           regolamento (CE) n. 680/2002 della Commissione, del 19 aprile 20025, o,
           eventualmente, dai comitati istituiti dalle corrispondenti disposizioni di altri
           regolamenti sull'organizzazione comune dei mercati o dal comitato del codice
           doganale istituito dall'articolo 284 bis del regolamento (CEE) n. 2913/92, del 12
           ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario6. Quando si fa riferimento
           al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE. Il
           periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a un
           mese.
   (2)     Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                     Per il Consiglio
                                                     Il Presidente
                                                     […]
   3
           GU L 318 del 20.12.1993, pag. 18.
   4
           GU L 178 del 30.6.2001, pag. 1.
   5
           GU L 104 del 20.4.2002, pag. 26.
   6
           GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.
           2700/2000 (GU L 311 del 12.12.2000 pag. 17).
IT                                                      6                                               IT
 ---pagebreak---                                                              2004/0281 (AVC)
                                                Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
          relativa alla conclusione di un accordo di associazione euromediterraneo tra la
      Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica araba siriana,
                                                 dall’altra
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 310 in combinato
   disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, seconda frase, e con l’articolo 300, paragrafo 3,
   secondo comma,
   vista la proposta della Commissione,
   visto il parere conforme del Parlamento europeo 7
   considerando quanto segue:
   (1)      l’accordo di associazione euromediterraneo tra la Comunità europea e i suoi Stati
            membri, da una parte, e la Repubblica araba siriana, dall’altra, è stato firmato a nome
            della Comunità europea il […] a […], fatta salva la sua eventuale conclusione in una
            data successiva, in conformità della decisione …./………./CE del Consiglio del ….;
   (2)      l’accordo deve essere approvato,
   DECIDE:
                                                 Articolo 1
   L’accordo di associazione euromediterraneo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da
   una parte, e la Repubblica araba siriana, dall’altra, i relativi allegati e protocolli, le
   dichiarazioni comuni e le dichiarazioni della Comunità europea contenute nell’atto finale sono
   approvati a nome della Comunità europea.
   I testi siglati di cui al paragrafo 1 fanno parte della presente decisione.
   7
            GU C […] del […], pag.
IT                                                    7                                             IT
 ---pagebreak---                                                    Articolo 2
   La posizione che la Comunità deve adottare in sede di Consiglio di associazione e di Comitato
   di associazione è stabilita dal Consiglio in base ad una proposta della Commissione oppure, se
   del caso, dalla Commissione, ai sensi delle disposizioni pertinenti dei trattati.
   A norma degli articoli 124 e 127 dell’accordo, il presidente del Consiglio presiede il
   Consiglio di associazione. Un rappresentante della Commissione presiede il Comitato di
   associazione in conformità del suo regolamento interno.
   La decisione di pubblicare le decisioni del Consiglio di associazione e del Comitato di
   associazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea viene presa, a seconda dei casi,
   rispettivamente dal Consiglio e dalla Commissione.
                                                   Articolo 3
   Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la o le persona(e) abilitata(e) a depositare
   l'atto di notifica di cui all'articolo 142 dell'accordo a nome della Comunità europea.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                     Per il Consiglio
                                                     Il Presidente
IT                                                      8                                             IT
 ---pagebreak---                      ALLEGATO
            ACCORDO EUROMEDITERRANEO
          CHE ISTITUISCE UN’ASSOCIAZIONE
             TRA LE COMUNITÀ EUROPEE
       E I LORO STATI MEMBRI, DA UNA PARTE,
   E LA REPUBBLICA ARABA SIRIANA, DALL’ALTRA
IT                       9                   IT
 ---pagebreak---                                    IL REGNO DEL BELGIO,
                                   LA REPUBBLICA CECA,
                                 IL REGNO DI DANIMARCA,
                      LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,
                               LA REPUBBLICA DI ESTONIA,
                                LA REPUBBLICA ELLENICA,
                                    IL REGNO DI SPAGNA,
                                LA REPUBBLICA FRANCESE,
                                         L'IRLANDA,
                                LA REPUBBLICA ITALIANA,
                                 LA REPUBBLICA DI CIPRO,
                              LA REPUBBLICA DI LETTONIA,
                              LA REPUBBLICA DI LITUANIA,
                        IL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO,
                              LA REPUBBLICA DI UNGHERIA,
                                LA REPUBBLICA DI MALTA,
                                IL REGNO DEI PAESI BASSI,
                                LA REPUBBLICA D'AUSTRIA,
                               LA REPUBBLICA DI POLONIA,
                             LA REPUBBLICA PORTOGHESE,
                              LA REPUBBLICA DI SLOVENIA,
                               LA REPUBBLICA SLOVACCA,
                             LA REPUBBLICA DI FINLANDIA,
                                    IL REGNO DI SVEZIA,
           IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,
   Parti contraenti del trattato che istituisce la COMUNITÀ EUROPEA, in appresso
   denominati “Stati membri”, e
IT                                             10                                IT
 ---pagebreak---    la COMUNITÀ EUROPEA, in appresso denominata “Comunità”, da una parte, e
   la REPUBBLICA ARABA SIRIANA, in appresso denominata "Siria", dall’altra,
   CONSIDERANDO l'importanza dei legami tradizionali esistenti tra la Comunità, i suoi Stati
   membri e la Siria e i valori comuni che essi condividono;
   CONSIDERANDO che la Comunità, i suoi Stati membri e la Siria desiderano consolidare tali
   legami e instaurare relazioni durature basate sulla reciprocità, sul partenariato e sullo sviluppo
   congiunto;
   CONSIDERANDO l'importanza che le Parti attribuiscono ai principi della Carta delle
   Nazioni Unite, in particolare al rispetto dei diritti dell'uomo, ai principi democratici e alle
   libertà politiche ed economiche, che costituiscono il fondamento stesso dell'associazione;
   CONSIDERANDO gli sviluppi di carattere politico ed economico verificatisi negli ultimi
   anni in Europa e in Siria, e consapevoli della necessità di unire i loro sforzi per consolidare la
   stabilità politica e lo sviluppo economico attraverso la promozione della cooperazione sia in
   un quadro globale euromediterraneo che a livello subregionale;
   CONSAPEVOLI della volontà della Siria di far interagire sempre più la sua economia con
   l’economia mondiale e di sviluppare in tale ambito la cooperazione con la Comunità e suoi
   Stati membri;
   CONSAPEVOLI dell'importanza del presente accordo, che si basa sulla cooperazione e sul
   dialogo, per garantire permanentemente sicurezza e stabilità nella regione euromediterranea;
   CONSIDERANDO che la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro canali di
   fornitura ad attori statali e non statali rappresenta una delle minacce più serie per la stabilità e
   la sicurezza a livello internazionale;
   DESIRANDO collaborare per contrastare l’eventuale uso e traffico illecito dei beni e delle
   tecnologie connessi alle armi di distruzione di massa e riconoscendo che la creazione di un
   sistema efficace di controllo delle esportazioni, del transito e dell’utilizzazione finale a livello
   nazionale agevolerà l’acquisizione di beni e tecnologie per lo sviluppo della Siria;
   CONSAPEVOLI che la criminalità internazionale e il terrorismo costituiscono una minaccia
   per la realizzazione degli obiettivi dell’accordo e per la stabilità nella regione;
   DESIDERANDO instaurare e sviluppare un dialogo politico regolare sulle questioni bilaterali
   e internazionali di reciproco interesse;
   TENENDO CONTO della volontà della Comunità di sostenere il processo di riforma
   economica e di sviluppo sociale della Siria attraverso meccanismi di cooperazione efficaci;
   TENENDO PRESENTE il divario tra la Comunità e la Siria in termini di sviluppo
   socioeconomico, e desiderose di unire i loro sforzi per sormontare queste differenze e
   conseguire gli obiettivi dell’associazione attraverso le disposizioni pertinenti del presente
   accordo;
IT                                                   11                                                 IT
 ---pagebreak---    DESIDERANDO promuovere una cooperazione, sostenuta da un dialogo regolare, in campo
   economico, scientifico, ambientale, tecnologico, audiovisivo, sociale e culturale al fine di
   migliorare la reciproca conoscenza e comprensione;
   CONSIDERANDO l'importanza per la Comunità e la Siria del libero scambio, garantito
   dall’Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio del 1994 (GATT) e dagli altri
   accordi multilaterali acclusi al trattato che istituisce l’Organizzazione mondiale del
   commercio (OMC);
   CONVINTE che l'accordo di associazione creerà un contesto favorevole ad un ulteriore
   sviluppo delle loro relazioni economiche, specie per quanto concerne gli scambi commerciali,
   gli investimenti, l’ammodernamento tecnologico e la cooperazione, compresa una debita
   ristrutturazione economica;
   CONFERMANDO che le disposizioni del presente accordo che rientrano nell’ambito della
   parte III del titolo IV del trattato che istituisce la Comunità europea vincolano il Regno Unito
   e l’Irlanda quali Parti contraenti distinte e non come Stati membri della Comunità europea,
   finché il Regno Unito o l’Irlanda (secondo il caso) non notificano alla Siria di essere vincolati
   come membri della Comunità europea, in conformità del protocollo sulla posizione del Regno
   Unito e dell’Irlanda allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la
   Comunità europea. Le medesime disposizioni si applicano alla Danimarca, in conformità del
   protocollo sulla posizione della Danimarca allegato ai suddetti trattati,
   hanno convenuto quanto segue:
                                                   Articolo 1
   1.        È istituita un’associazione tra la Comunità e i suoi Stati membri, da una parte, e la
             Siria, dall’altra.
   2.        Il presente accordo si prefigge di:
             (a)    costituire un ambito adeguato per un dialogo politico tra le Parti che consenta
                    lo sviluppo di strette relazioni politiche in tutti i settori pertinenti;
             (b)    creare le condizioni necessarie per la liberalizzazione degli scambi di beni, di
                    servizi e di capitali;
             (c)    sviluppare gli scambi e promuovere relazioni economiche e sociali equilibrate
                    tra le Parti, in particolare attraverso il dialogo e la cooperazione, onde
                    rafforzare la prosperità e lo sviluppo socioeconomico in Siria;
             (d)    favorire la cooperazione in ambito euromediterraneo e a livello subregionale
                    attraverso l'integrazione tra la Siria e i suoi partner regionali;
             (e)    promuovere la cooperazione a livello economico, sociale, culturale, finanziario
                    e negli altri settori di reciproco interesse.
IT                                                     12                                            IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 2
   Il rispetto dei principi democratici e dei diritti fondamentali dell'uomo, definiti nella
   Dichiarazione universale dei diritti umani, è alla base delle politiche interna ed estera delle
   Parti e costituisce un elemento essenziale del presente accordo.
IT                                                13                                               IT
 ---pagebreak---                                                   TITOLO I
                               DIALOGO POLITICO E COOPERAZIONE
                                                   Articolo 3
   Le Parti instaurano un dialogo politico regolare e una cooperazione permanente tra di esse
   onde contribuire alla prosperità, alla stabilità e alla sicurezza nella regione mediterranea
   creando inoltre un clima di comprensione e di tolleranza interculturali.
                                                   Articolo 4
   Le Parti ribadiscono il loro obiettivo comune di creare una zona mediorientale,
   reciprocamente ed effettivamente controllabile, libera dalle armi di distruzione di massa,
   nucleari, chimiche e biologiche e dai loro canali di fornitura. Decidono di promuovere
   congiuntamente la firma, la ratifica e l’applicazione, ad opera di tutti i partner mediterranei, di
   tutti gli strumenti di non proliferazione, compresi il trattato di non proliferazione (TNP), il
   trattato sul divieto globale degli esperimenti nucleari (CTBT), la convenzione sulle armi
   biologiche (BWC) e la convenzione sulle armi chimiche (CWC).
                                                   Articolo 5
   1.        Le Parti decidono di collaborare per contribuire alla lotta contro la proliferazione
             delle armi di distruzione di massa nucleari, biologiche e chimiche e dei loro canali di
             fornitura rispettando pienamente gli obblighi previsti dai trattati e dagli accordi
             internazionali riguardanti il disarmo e la non proliferazione e gli altri obblighi
             internazionali pertinenti, nonché le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle
             Nazioni Unite, e garantendone l’effettiva applicazione. Le Parti convengono che la
             presente disposizione è un elemento fondamentale dell’accordo.
   2.        Esse decidono inoltre di collaborare e di contribuire al conseguimento degli obiettivi
             suddetti:
             – promuovendo la firma, la ratifica o l’adesione, a seconda dei casi, e la piena
                 applicazione di tutti gli altri strumenti internazionali pertinenti;
             – instaurando un sistema efficace di controllo delle esportazioni, del transito e
                 dell’utilizzazione finale, compreso il duplice uso, a livello nazionale e prevedendo
                 sanzioni appropriate nelle relative procedure di attuazione.
   3.        Gli elementi di cui agli articoli 4 e 5 saranno integrati e consolidati dal dialogo
             politico di cui all’articolo 6.
                                                   Articolo 6
   1.        Il dialogo politico riguarda temi di comune interesse, segnatamente la pace, il
             rispetto del diritto internazionale e dell'integrità territoriale, la stabilità e la sicurezza
             regionali, i diritti umani, la democrazia e lo sviluppo regionale, e mira a porre le
IT                                                     14                                                   IT
 ---pagebreak---       premesse per nuove forme di cooperazione attraverso le quali raggiungere obiettivi
      comuni.
   2. In particolare, il dialogo politico e la cooperazione puntano a:
      (a)   agevolare il processo di ravvicinamento tra le Parti promuovendo la
            comprensione reciproca e una convergenza di vedute attraverso consultazioni
            periodiche sulle questioni internazionali di interesse comune;
      (b)   permettere a ciascuna Parte di capire meglio le posizioni e gli interessi
            dell’altra, e di tenerne debitamente conto;
      (c)   promuovere la non proliferazione a livello internazionale nonché la sicurezza e
            la stabilità nella regione euromediterranea;
      (d)   favorire le iniziative comuni secondo i principi alla base del presente accordo.
   3. Il dialogo politico si svolge a scadenze regolari e ogniqualvolta sia necessario, in
      particolare:
      (a)   a livello ministeriale, soprattutto nell'ambito del Consiglio di associazione;
      (b)   a livello di alti funzionari della Siria, da una parte, e della presidenza del
            Consiglio, assistita dal Segretario generalel/Alto rappresentante, e della
            Commissione europea, dall’altra;
      (c)   attraverso la piena utilizzazione di tutti i canali diplomatici, soprattutto tramite
            incontri convocati a scadenze regolari, consultazioni in occasione di riunioni
            internazionali e contatti tra rappresentanti diplomatici nei paesi terzi;
      (d)   con qualsiasi altro mezzo che possa contribuire a consolidare, sviluppare e
            intensificare tale dialogo.
IT                                             15                                                IT
 ---pagebreak---                                              TITOLO II
                             LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI
                                        PRINCIPI BASILARI
                                               Articolo 7
   Nel corso di un periodo transitorio della durata massima di dodici anni a decorrere dalla data
   di entrata in vigore del presente accordo, la Comunità e la Siria istituiscono progressivamente
   una zona di libero scambio, secondo le disposizioni del presente accordo e in conformità con
   le disposizioni dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio del 1994, in
   appresso denominato GATT.
                                             CAPITOLO I
                               ABOLIZIONE DEI DAZI DOGANALI
                                               Articolo 8
   Nei dazi doganali rientrano tutti i diritti e gli oneri di qualsiasi natura imposti in relazione
   all’importazione o all’esportazione di una merce, comprese tutte le forme di sovrattassa
   collegate all’importazione o all’esportazione, ad eccezione:
   (a)      delle imposte interne o di altri oneri interni applicati conformemente all’articolo 24,
            paragrafo 1;
   (b)      dei dazi antidumping e antisovvenzioni applicati a norma degli articoli 28 e 29;
   (c)      dei diritti e degli altri oneri imposti a norma dell’articolo VIII del GATT, il cui
            importo è limitato al costo approssimativo dei servizi prestati e che non costituiscono
            né una protezione indiretta a favore dei prodotti nazionali né un’imposizione delle
            importazioni o delle esportazioni per scopi fiscali. Tali diritti e oneri si basano su
            aliquote specifiche corrispondenti al valore reale del servizio prestato.
                                               Articolo 9
   1.       I dazi doganali sulle importazioni tra le Parti vengono aboliti in conformità delle
            sezioni 1 e 2.
   2.       I dazi doganali sulle esportazioni tra le Parti vengono aboliti a decorrere dall'entrata
            in vigore del presente accordo.
   3.       Per ciascun prodotto, il dazio di base rispetto al quale si devono applicare le
            disposizioni sullo smantellamento tariffario è:
IT                                                 16                                                IT
 ---pagebreak---              a)    la tariffa doganale comune della Comunità europea effettivamente applicata
                   erga omnes il giorno della firma del presente accordo;8
             b)    la tariffa siriana di cui all'allegato I.
   4.        Qualora una Parte riduca la sua aliquota del dazio doganale rispetto a quella di cui al
             paragrafo 3 prima della fine del periodo transitorio, alle aliquote ridotte si applicano
             le disposizioni sullo smantellamento tariffario della Parte in questione.
   5.        Qualora la Siria aderisca all’OMC, il dazio doganale di base rispetto al quale si
             devono applicare le disposizioni sullo smantellamento tariffario è l'aliquota
             consolidata in sede di OMC oppure, qualora sia inferiore, l’aliquota effettivamente
             applicata erga omnes il giorno dell’adesione. In caso di riduzione tariffaria applicata
             erga omnes dopo l’adesione all’OMC, l'aliquota ridotta costituisce il dazio doganale
             di base a decorrere dall’applicazione della riduzione stessa.
                                                  Articolo 10
   A decorrere dalla firma del presente accordo non vengono introdotti nuovi dazi doganali né
   possono essere maggiorati quelli già in vigore negli scambi tra le Parti.
                                                   Sezione 1
                                        PRODOTTI INDUSTRIALI
                                                  Articolo 11
   Le disposizioni della presente sezione si applicano ai prodotti originari della Comunità e della
   Siria di cui ai capitoli 25-97 della nomenclatura combinata e della tariffa doganale siriana,
   esclusi i prodotti elencati all'allegato II.
                                                  Articolo 12
   I prodotti originari della Siria vengono importati nella Comunità in esenzione dai dazi
   doganali definiti all’articolo 8.
                                                  Articolo 13
   (1)       I dazi doganali definiti all’articolo 8, applicabili ai prodotti originari della Comunità
             importati in Siria, subiscono una riduzione lineare per arrivare a zero secondo il
             seguente calendario:
             1.    tutti i dazi dell’1%, dell’1,5%, dell’1,7%, del 3% e del 3,5% elencati
                   nell’allegato I vengono aboliti all’entrata in vigore del presente accordo.
   8
           Regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio GUCE L 256 del 7/9/1987; regolamento (CE) n.
           1789/2003 della Commissione L 281 del 30/10/2003 (aggiornamento annuale dell’allegato I:
           nomenclatura).
IT                                                     17                                              IT
 ---pagebreak---            2.     Tutti i dazi del 5% e del 7% elencati all’allegato I vengono aboliti nell’arco di
                  tre anni dall’entrata in vigore del presente accordo, fatta eccezione per i
                  prodotti di cui ai paragrafi 7 e 8.
           3.     Tutti i dazi del 10%, dell’11,75% e del 14,5% elencati all’allegato I vengono
                  aboliti nell’arco di sei anni dall’entrata in vigore del presente accordo, fatta
                  eccezione per i prodotti di cui ai paragrafi 7 e 8.
           4.     Tutti i dazi del 20% e del 23,5% elencati all’allegato I vengono aboliti
                  nell’arco di nove anni dall’entrata in vigore del presente accordo, fatta
                  eccezione per i prodotti di cui ai paragrafi 7 e 8.
           5.     Tutti i dazi del 29%, del 35% e del 47% elencati all’allegato I vengono aboliti
                  nell’arco di dodici anni dall’entrata in vigore del presente accordo, fatta
                  eccezione per i prodotti di cui ai paragrafi 7 e 8.
           6.     Tutti i dazi superiori al 50% elencati all’allegato I vengono ridotti del 50%
                  all’entrata in vigore del presente accordo, fatta eccezione per i prodotti
                  8703.23.91 e 8703.23.92, e aboliti nell’arco di dodici anni dall’entrata in vigore
                  del presente accordo.
           7.     Tutti i dazi applicati ai prodotti contemplati dall’accordo dell’Organizzazione
                  mondiale del commercio sulla tecnologia dell’informazione, elencati nel
                  protocollo 8, vengono aboliti all’entrata in vigore del presente accordo.
           8.     Tutti i dazi sui prodotti delle categorie SA 28, 29, 30, 31, 35, 36, 37 e 38
                  vengono aboliti all’entrata in vigore del presente accordo.
           9.     Come indicato nell’allegato I, il dazio sul prodotto 8703.23.91 viene ridotto in
                  modo lineare dal 145% al 65% nell’arco di tre anni dall’entrata in vigore del
                  presente accordo, per poi essere abolito entro i nove anni rimanenti del periodo
                  di transizione.
           10.    Come indicato nell’allegato I, il dazio sul prodotto 8703.23.92 viene ridotto in
                  modo lineare dal 255% al 150% nell’arco di tre anni dall’entrata in vigore del
                  presente accordo, per poi essere abolito entro i nove anni rimanenti del periodo
                  di transizione.
   (2)     In caso di gravi difficoltà relative a un determinato prodotto, il calendario fissato ai
           sensi del paragrafo 1 può essere riveduto di comune accordo dal Comitato di
           associazione, fermo restando che il calendario non può essere prolungato, per il
           prodotto in questione, oltre il periodo massimo di transizione di dodici anni. Se il
           Comitato di associazione non prende alcuna decisione entro i trenta giorni successivi
           alla data in cui ha presentato la richiesta di revisione del calendario per un
           determinato prodotto, la Siria può sospendere il calendario, a titolo provvisorio, per
           un periodo non superiore a un anno.
                                               Articolo 14
   Le disposizioni relative all'abolizione dei dazi doganali all'importazione si applicano anche ai
   dazi doganali di carattere fiscale.
IT                                                  18                                               IT
 ---pagebreak---                                            Articolo 15
   1. La Siria può adottare misure eccezionali di durata limitata, in deroga alle disposizioni
      dell'articolo 12, maggiorando o reintroducendo dazi doganali durante il periodo di
      transizione.
      a)     Tali misure possono riguardare unicamente le nuove industrie oppure
             determinati settori in corso di ristrutturazione o in serie difficoltà, in particolare
             qualora dette difficoltà producano gravi problemi sociali.
      b)     I dazi doganali all'importazione applicabili in Siria ai prodotti originari della
             Comunità introdotti dalle suddette misure non possono superare il 25% ad
             valorem e mantengono un elemento di preferenza per i prodotti originari della
             Comunità. La media annuale del valore complessivo delle importazioni dei
             prodotti soggetti a tali misure non può superare il 20% della media annuale del
             valore complessivo delle importazioni di prodotti industriali originari della
             Comunità nel corso degli ultimi tre anni per i quali siano disponibili dati
             statistici.
      c)     Le misure di cui sopra sono applicate per un periodo non superiore a cinque
             anni, a meno che il Comitato di associazione non autorizzi una durata
             superiore. Esse cessano di applicarsi al più tardi allo scadere del periodo di
             transizione massimo di dodici anni.
      d)     Nessun prodotto può essere assoggettato a una misura di questo tipo qualora
             siano trascorsi più di tre anni dall'abolizione di tutti i dazi e di tutte le
             restrizioni quantitative o degli oneri o misure d'effetto equivalente relativi a
             quel prodotto.
      e)     La Siria informa il Comitato di associazione di ogni misura eccezionale che
             intende adottare. Prima dell’applicazione delle misure la Comunità può
             chiedere, entro trenta giorni dalla notifica, consultazioni sulle misure stesse e
             sui settori interessati. In occasione dell'adozione di tali misure, la Siria presenta
             al Comitato un calendario con le date di eliminazione dei dazi doganali
             introdotti ai sensi del presente articolo. Detto calendario prevede la graduale
             eliminazione di tali dazi, a tassi annuali uniformi, con inizio al più tardi due
             anni dopo la loro introduzione. Il Comitato di associazione può fissare un
             calendario diverso.
   2. In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, quarto comma, il Comitato di
      associazione può, a titolo eccezionale, per tener conto delle difficoltà attinenti alla
      creazione di una nuova industria, autorizzare la Siria a mantenere le misure già
      adottate ai sensi del paragrafo 1 per un periodo massimo di tre anni oltre il periodo di
      transizione di dodici anni.
IT                                             19                                                   IT
 ---pagebreak---                                                 Sezione 2
         PRODOTTI AGRICOLI, PRODOTTI DELLA PESCA E PRODOTTI AGRICOLI
                                            TRASFORMATI
                                                Articolo 16
   Le disposizioni della presente sezione si applicano ai prodotti originari della Comunità e della
   Siria elencati ai capitoli 1-24 della nomenclatura combinata e della tariffa doganale siriana
   nonché ai prodotti elencati all’allegato II.
                                                Articolo 17
   La Comunità e la Siria liberalizzano progressivamente i loro scambi di prodotti agricoli, di
   prodotti della pesca e di prodotti agricoli trasformati.
                                                Articolo 18
   1.       Ai prodotti agricoli originari della Siria importati nella Comunità si applicano le
            disposizioni del protocollo n. 1.
   2.       Ai prodotti agricoli originari della Comunità importati in Siria si applicano le
            disposizioni del protocollo n. 2.
   3.       Ai prodotti della pesca originari della Siria importati nella Comunità si applicano le
            disposizioni del protocollo n. 3.
   4.       Ai prodotti della pesca originari della Comunità importati in Siria si applicano le
            disposizioni del protocollo n. 4.
                                                Articolo 19
   Agli scambi di prodotti agricoli trasformati di cui al presente capitolo si applicano le
   disposizioni del protocollo n. 5.
                                                Articolo 20
   1.       Nel corso del terzo anno di applicazione dell'accordo, la Comunità e la Siria
            esaminano la situazione onde determinare le misure che dovranno applicare dopo tre
            anni dall'entrata in vigore dell'accordo conformemente all'obiettivo di cui all'articolo
            17.
   2.       Fatte salve le disposizioni del paragrafo 1, e tenendo conto del volume dei loro
            scambi di prodotti agricoli, di prodotti della pesca e di prodotti agricoli trasformati,
            nonché della particolare sensibilità di tali prodotti, la Comunità e la Siria esaminano
            nell'ambito del Consiglio di associazione, prodotto per prodotto e su basi metodiche e
            reciproche, la possibilità di accordarsi ulteriori concessioni.
IT                                                  20                                               IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 21
   1.       Le Parti collaborano nei settori sanitario e fitosanitario onde agevolare gli scambi
            commerciali. Nell’applicare le misure sanitarie e fitosanitarie, le Parti si attengono ai
            principi contenuti nell’accordo OMC pertinente.
   2.       Su richiesta, le Parti individuano e affrontano gli eventuali problemi posti
            dall’applicazione di misure sanitarie e fitosanitarie specifiche onde trovare soluzioni
            reciprocamente accettabili.
                                               Articolo 22
   1.       Qualora a seguito dell'attuazione della sua politica agricola o di una modifica delle
            normative in vigore sia introdotta una normativa specifica o in caso di qualsiasi
            modifica o ampliamento delle disposizioni relative all'attuazione della sua politica
            agricola, la Parte interessata può modificare, per i prodotti che ne costituiscono
            oggetto, il regime stabilito dall'accordo.
   2.       La Parte che procede a tale modifica ne informa il Comitato di associazione. Su
            richiesta dell'altra Parte, il Comitato di associazione si riunisce per tenere
            debitamente conto degli interessi di quest'ultima.
   3.       Qualora la Comunità o la Siria, in applicazione del paragrafo 1, modifichino il
            regime previsto dal presente accordo per i prodotti agricoli, esse concedono, per le
            importazioni originarie dell'altra Parte, un vantaggio paragonabile a quello previsto
            dal presente accordo.
   4.       L'applicazione del presente articolo dovrebbe essere oggetto di consultazioni in seno
            al Consiglio di associazione.
                                              CAPITOLO 2
                                       DISPOSIZIONI COMUNI
                                               Articolo 23
   All'entrata in vigore del presente accordo vengono aboliti tutti i divieti e le restrizioni
   all'importazione e all'esportazione negli scambi tra le Parti, esclusi i dazi doganali e le
   imposte, siano essi applicati mediante contingenti, licenze d'importazione e di esportazione o
   altre misure. Non vengono inoltre introdotte altre misure di questo tipo. La presente
   disposizione non pregiudica l'applicazione degli articoli 28 e 29.
                                               Articolo 24
   1.       Ai prodotti importati dal territorio dell'altra Parte non si applicano, né direttamente
            né indirettamente, imposte o altri oneri interni superiori a quelli applicati,
            direttamente o indirettamente, ai prodotti nazionali simili. Le Parti evitano inoltre di
            applicare imposte o altri oneri interni volti a proteggere la produzione nazionale.
IT                                                 21                                                 IT
 ---pagebreak---    2.        Questi prodotti beneficiano inoltre di un trattamento non meno favorevole di quello
             concesso ai prodotti simili di origine nazionale conformemente a tutte le leggi,
             normative e condizioni specifiche per la vendita interna, la messa in vendita,
             l'acquisto, il trasporto, la distribuzione o l'uso di questi prodotti. Le disposizioni del
             presente paragrafo non pregiudicano l'applicazione dei vari oneri relativi al trasporto
             interno basati esclusivamente sulla gestione economica del mezzo di trasporto e non
             sull’origine del prodotto.
   3.        Le Parti evitano di adottare o di mantenere in vigore eventuali regolamenti
             quantitativi interni riguardanti la miscela, la trasformazione o l'uso di prodotti in
             quantità o proporzioni specificate che impongano, direttamente o indirettamente, di
             utilizzare fonti nazionali per la fornitura di tutte le quantità o proporzioni specificate
             dei prodotti soggetti al regolamento. Le Parti evitano inoltre di applicare regolamenti
             quantitativi interni tali da proteggere la produzione nazionale.
   4.        Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle leggi, normative,
             procedure o prassi che disciplinano le commesse pubbliche, di cui agli articoli 67-71.
                                                 Articolo 25
                                            Cooperazione antifrode
   1.        Riconoscendo che la cooperazione amministrativa è indispensabile per l'applicazione
             e il controllo del trattamento preferenziale concesso a norma del presente titolo, le
             Parti ribadiscono l'impegno a combattere le irregolarità e le frodi nel settore
             doganale.
   2.        Quando una Parte constata, in base ad informazioni oggettive, la mancata
             cooperazione amministrativa e/o irregolarità o frodi a norma del presente titolo, può
             sospendere provvisoriamente il trattamento preferenziale in questione per i prodotti
             interessati conformemente a quanto disposto nel presente articolo.
   3.        Ai fini del presente articolo, per "mancata cooperazione amministrativa" s'intende tra
             l’altro:
             a)     la reiterata inosservanza dell'obbligo di verificare il carattere originario dei
                    prodotti interessati;
             b)     il reiterato rifiuto di procedere alla verifica a posteriori della prova dell'origine
                    e/o di comunicarne i risultati o il fatto di ritardare indebitamente l'operazione;
             c)     il reiterato rifiuto di ottenere l'autorizzazione ad effettuare missioni di
                    cooperazione amministrativa per verificare l'autenticità di documenti o
                    l'esattezza di informazioni relative alla concessione del trattamento
                    preferenziale in questione o un ritardo ingiustificato nello svolgere tali compiti.
   Ai fini del presente articolo, la constatazione di irregolarità o frodi si può verificare, tra l'altro,
   qualora si osservi un rapido aumento, non spiegabile in modo soddisfacente, delle
   importazioni di beni che superi la normale capacità di produzione e di esportazione dell'altra
   Parte, legato a informazioni oggettive relative alle irregolarità o alle frodi.
IT                                                    22                                                   IT
 ---pagebreak---    4.      L'applicazione di una sospensione temporanea è subordinata alle seguenti condizioni:
           a)     la Parte che ha constatato, in base ad informazioni oggettive, la mancata
                  cooperazione amministrativa e/o irregolarità o frodi in campo doganale notifica
                  senza indugio al Comitato di associazione le sue constatazioni e le
                  informazioni oggettive e avvia consultazioni in seno a detto Comitato, in base a
                  tutte le informazioni pertinenti ed alle constatazioni oggettive, allo scopo di
                  giungere ad una soluzione accettabile per entrambe le Parti.
           b)     Qualora le Parti abbiano avviato consultazioni in seno al Comitato di
                  associazione senza trovare una soluzione accettabile entro 3 mesi dalla notifica,
                  la Parte interessata può sospendere provvisoriamente il trattamento
                  preferenziale in questione per i prodotti interessati. Tale sospensione
                  temporanea è comunicata senza indugio al Comitato di associazione.
           c)     Le sospensioni temporanee a norma del presente articolo sono limitate a quanto
                  necessario per tutelare gli interessi finanziari della Parte interessata. Esse non
                  devono superare un periodo di sei mesi, rinnovabile. Le sospensioni
                  temporanee sono comunicate al Comitato di associazione subito dopo la loro
                  adozione. Esse sono oggetto di consultazioni periodiche in seno al Comitato di
                  associazione allo scopo, in particolare, di revocarle non appena cessino di
                  sussistere le condizioni per la loro applicazione.
   5.      Parallelamente alla notifica al Comitato di associazione a norma del paragrafo 4,
           lettera a) del presente articolo, la Parte interessata pubblica nella propria Gazzetta
           ufficiale un avviso agli importatori in cui si indica che per il prodotto interessato si
           sono constatate, in base ad informazioni oggettive, la mancata cooperazione
           amministrativa e/o irregolarità o frodi.
                                              Articolo 26
   L’applicazione delle disposizioni del presente accordo lascia impregiudicato il regolamento
   (CEE) n. 1911/91 del Consiglio, del 26 giugno 1991, e il regolamento (CE n. 704/2002 del
   Consiglio, del 25 marzo 2002, sull’applicazione del diritto comunitario alle Isole Canarie.
                                              Articolo 27
   1.      Il presente accordo non osta al mantenimento o all'istituzione di unioni doganali,
           zone di libero scambio o accordi sugli scambi transfrontalieri, se non nella misura in
           cui essi alterano le condizioni commerciali previste dall'accordo.
   2.      Nell'ambito del Consiglio di associazione si tengono consultazioni tra la Comunità e
           la Siria in merito agli accordi istitutivi di unioni doganali o zone di libero scambio e,
           se del caso, in merito ad altre importanti questioni relative alle loro rispettive
           politiche commerciali con i paesi terzi. In particolare, nel caso in cui un paese terzo
           entri a far parte dell'Unione, si avviano consultazioni di questo tipo per garantire che
           si tenga conto dei reciproci interessi della Comunità e della Siria.
IT                                                 23                                                IT
 ---pagebreak---                                         Articolo 28
   1. Qualora una delle Parti constati che negli scambi con l'altra Parte si verificano
      pratiche di dumping, ai sensi dell'articolo VI dell'Accordo generale sulle tariffe
      doganali e sul commercio, essa può adottare le misure del caso contro tali pratiche in
      conformità dell'accordo OMC relativo all'applicazione dell'articolo VI dell'Accordo
      generale sulle tariffe doganali e sul commercio e della propria pertinente legislazione
      interna.
   2. Al presente articolo non si applicano le disposizioni del titolo V (Composizione delle
      controversie) del presente accordo.
                                        Articolo 29
   1. L’accordo OMC sulle sovvenzioni e sulle misure compensative si applica tra le Parti.
   2. Se una Parte rileva l'esistenza di sovvenzioni negli scambi con l'altra Parte, ai sensi
      degli articoli VI e XVI del GATT 1994, può invocare le misure appropriate contro
      questa pratica in conformità dell'accordo OMC sulle sovvenzioni e sulle misure
      compensative e della relativa legislazione interna.
   3. Al presente articolo non si applicano le disposizioni del titolo V (Composizione delle
      controversie) del presente accordo.
                                        Articolo 30
   1. Si applicano tra le Parti le disposizioni dell'articolo XIX del GATT 1994 e
      dell'accordo OMC sulle misure di salvaguardia.
   2. Prima di procedere, la Parte che intende applicare misure di salvaguardia ai sensi
      dell'articolo XIX del GATT 1994 e dell'accordo OMC sulle misure di salvaguardia
      fornisce al Comitato di associazione tutte le informazioni necessarie per un esame
      approfondito della situazione onde cercare una soluzione accettabile per entrambe le
      Parti.
      Su richiesta di una di esse, le Parti avviano immediatamente consultazioni
      nell'ambito del Comitato di associazione per cercare una soluzione. Se dopo trenta
      giorni dall'inizio delle consultazioni non si concorda una soluzione che consenta di
      evitare l'applicazione delle misure di salvaguardia, la Parte che intende prendere
      dette misure è autorizzata ad applicare l'articolo XIX del GATT 1994 e l'accordo
      OMC sulle misure di salvaguardia.
   3. Nello scegliere le misure di salvaguardia di cui al presente articolo, le Parti
      privilegiano quelle che perturbano meno il conseguimento degli obiettivi del presente
      accordo. Tali misure sono limitate a quanto necessario per ovviare al grave
      pregiudizio e devono mantenere il livello preferenziale concesso a norma del
      presente accordo.
IT                                           24                                               IT
 ---pagebreak---    4. Le misure di salvaguardia vengono notificate immediatamente al Comitato di
      associazione e sono oggetto di consultazioni periodiche in seno al Comitato stesso, in
      particolare ai fini alla loro abolizione non appena lo consentano le circostanze.
   5. Al presente articolo non si applicano le disposizioni del titolo V (Composizione delle
      controversie) del presente accordo.
                                          Articolo 31
   1. Qualora l'osservanza delle disposizioni del presente titolo provochi:
      una riesportazione verso un paese terzo nei confronti del quale la Parte esportatrice
      applichi, per il prodotto in questione, restrizioni all'esportazione, dazi all'esportazione
      oppure misure o oneri d'effetto equivalente, oppure
      una penuria grave, o una minaccia di penuria grave, di un prodotto essenziale per la
      Parte esportatrice,
      e qualora le circostanze di cui sopra diano luogo, o possano probabilmente dar luogo,
      a gravi difficoltà per la Parte esportatrice, quest'ultima può adottare le misure del
      caso alle condizioni e secondo le procedure specificate al paragrafo 2.
   2. Nello scegliere le misure, si privilegiano quelle che perturbano meno il
      funzionamento del regime stabilito nel presente accordo. Tali misure non devono
      costituire né una discriminazione né una restrizione dissimulata agli scambi. Esse
      vengono abolite quando non sussistono più le condizioni che ne giustificano il
      mantenimento. Le misure adottate inoltre, non devono aumentare né le esportazioni
      né la protezione dell'industria di trasformazione nazionale interessata.
   3. Prima di prendere le misure di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo o, nei casi
      in cui si applica il paragrafo 4, il più rapidamente possibile, la Parte che intende
      applicare dette misure fornisce al Comitato di associazione tutte le informazioni utili
      onde cercare una soluzione accettabile per entrambe le Parti. Le difficoltà generate
      dalla situazione di cui al paragrafo 1 vengono sottoposte al Comitato di associazione,
      che può prendere tutte le decisioni necessarie per porvi rimedio. Qualora il Comitato
      non abbia preso una decisione in tal senso entro trenta giorni dalla notifica della
      questione, la Parte esportatrice può applicare le misure del caso alle esportazioni del
      prodotto interessato.
   4. Qualora circostanze eccezionali e critiche che richiedono un intervento immediato
      rendano impossibile un'informazione o, a seconda dei casi, un esame preventivo, la
      Comunità o la Siria può applicare immediatamente le misure cautelative strettamente
      necessarie per far fronte alla situazione. Essa ne informa immediatamente l'altra
      Parte.
   5. Tutte le misure prese a norma del presente articolo vengono notificate
      immediatamente al Comitato di associazione e sono oggetto di consultazioni
      periodiche in seno a detto organismo, in particolare al fine di stabilire un calendario
      per la loro abolizione non appena lo consentano le circostanze.
IT                                            25                                                  IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 32
   Nessuna disposizione del presente accordo osta ai divieti o alle restrizioni all'importazione,
   all'esportazione o al transito di merci giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine
   pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali
   o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico
   nazionale o di tutela della proprietà intellettuale, industriale e commerciale o dalle norme
   relative all'oro e all'argento. Tuttavia, tali divieti o restrizioni non devono costituire un mezzo
   di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le Parti.
                                                 Articolo 33
   La nozione di "prodotti originari" ai fini dell'applicazione delle disposizioni del presente titolo
   e i relativi metodi di cooperazione amministrativa sono definiti nel protocollo n. 6.
                                                 Articolo 34
   Per classificare le merci importate nella Comunità e in Siria si utilizzano, rispettivamente, la
   nomenclatura combinata e la tariffa doganale siriana.
                                                 Articolo 35
   La Siria avvierà negoziati con i paesi parti di un'unione doganale con l'UE onde instaurare con
   essi lo stesso regime commerciale del presente accordo di associazione in tutti i settori coperti
   dall'unione doganale.
                                               CAPITOLO 3
                                 DOGANE E QUESTIONI CONNESSE
                                                 Articolo 36
                                                  Obiettivi
   Le Parti riconoscono che la piena applicazione delle disposizioni commerciali e i vantaggi
   reciproci che comporta l'intensificazione dei flussi commerciali a seguito della
   liberalizzazione tariffaria devono essere integrati da servizi doganali efficienti. A tal fine, le
   Parti convengono che la legislazione e le procedure doganali devono basarsi su principi di
   semplificazione, armonizzazione, informatizzazione, non discriminazione e trasparenza, e che
   si devono ridurre per quanto possibile gli ostacoli procedurali agli scambi. Le Parti si
   impegnano quindi ad agevolare il commercio legittimo e a predisporre controlli efficaci per
   combattere le frodi e il commercio illecito.
IT                                                    26                                               IT
 ---pagebreak---                                           Articolo 37
                          Cooperazione doganale e amministrativa
   1. Per garantire la conformità con le disposizioni del presente titolo e conseguire gli
      obiettivi di cui all’articolo 1, le Parti impostano la loro cooperazione sui seguenti
      principi e si impegnano a:
      a)    scambiare informazioni sulle legislazioni e procedure doganali;
      b)    applicare correttamente le norme e procedure doganali concordate tra di esse a
            livello bilaterale o multilaterale;
      c)    collaborare per le iniziative legislative e operative riguardanti le procedure
            d’importazione, d’esportazione e doganali; garantire un servizio efficiente al
            settore delle imprese;
      d)    collaborare per informatizzare le procedure doganali e, se del caso, istituire
            standard comuni;
      e)    garantire la libertà delle operazioni di trasbordo e dei movimenti di transito
            attraverso i rispettivi territori, in conformità dell’articolo V del GATT (1994), e
            applicare in materia di transito gli standard e gli strumenti pertinenti concordati
            a livello internazionale e/o regionale;
      f)    fare in modo che tutti i diritti e oneri amministrativi connessi all'importazione e
            all'esportazione siano pubblicati anticipatamente e risultino commisurati ai
            servizi prestati, in conformità dell'articolo VIII del GATT (1994);
      g)    definire, per quanto possibile, posizioni comuni in materia doganale nelle
            organizzazioni internazionali quali l'OMC, l’OMD, l’ONU e l’UNCTAD;
      h)    collaborare per fornire la necessaria assistenza tecnica, anche organizzando
            seminari e tirocini.
   2. Fatto salvo il paragrafo 1, le amministrazioni doganali di entrambe le Parti si
      prestano reciprocamente assistenza amministrativa nel settore doganale
      conformemente al protocollo n. 7.
                                          Articolo 38
                               Procedure doganali e legislative
   1. Le Parti decidono di basare le rispettive disposizioni e procedure commerciali e
      doganali:
      a)    sulla tutela del commercio legittimo attraverso l'effettiva applicazione dei
            requisiti legislativi;
IT                                              27                                              IT
 ---pagebreak---       b)     su una legislazione tale da evitare inutili complicazioni per gli operatori
             economici, che protegga dalle frodi e agevoli ulteriormente l'attività degli
             operatori con un alto livello di conformità;
      c)     sull’esistenza in ciascuna Parte di un codice doganale uniforme applicabile su
             tutto il territorio;
      d)     sull'applicazione di tecniche doganali moderne, tra cui la valutazione dei rischi,
             le procedure semplificate di vincolo e di svincolo delle merci, i controlli
             successivi allo svincolo e i metodi di verifica finanziaria delle società;
      e)     su procedure trasparenti, efficaci e semplificate, onde ridurre i costi e
             migliorare la prevedibilità a vantaggio degli operatori economici, comprese le
             piccole e medie imprese;
      f)     sullo sviluppo di sistemi imperniati sulle tecnologie dell'informazione,
             conformi agli standard internazionali, per le operazioni di esportazione e di
             importazione, che sostituiscano le procedure cartacee e consentano lo scambio
             elettronico di tutti i dati ufficiali tra operatori economici e amministrazioni
             doganali, nonché tra queste ultime e altri organismi, onde accelerare le
             procedure di svincolo. Tali sistemi possono consentire eventualmente anche il
             pagamento dei dazi, delle imposte e degli altri diritti mediante trasferimento
             elettronico;
      g)     su norme e procedure che consentano di prendere anticipatamente decisioni
             vincolanti in merito alla classificazione tariffaria e alle norme di origine. Le
             decisioni possono essere modificate o revocate in qualsiasi momento, ma solo
             previa notifica all'operatore interessato e senza effetto retroattivo, a meno che
             non siano state prese in base ad informazioni inesatte o incomplete;
      h)     su procedure semplificate per gli operatori commerciali autorizzati che si
             basino su criteri obiettivi e non discriminatori e possano essere rispettate sia
             dalle piccole e medie imprese che dagli operatori di maggiore importanza;
      (i)    su disposizioni in materia di importazioni che non impongano ispezioni
             preimbarco ai sensi dell'accordo OMC corrispondente;
      j)     su norme atte a garantire la proporzionalità delle sanzioni imposte per le
             violazioni meno gravi delle normative doganali o dei requisiti procedurali e ad
             evitare che la loro applicazione ritardi indebitamente lo sdoganamento,
             conformemente all'articolo VIII del GATT 1994.
   2. Al fine di semplificare i metodi di lavoro, di ridurre gli ostacoli procedurali agli
      scambi e di garantire il carattere non discriminatorio, la trasparenza, l'efficienza,
      l'integrità e la responsabilità delle operazioni, le Parti intendono:
      a)     semplificare i requisiti e le formalità per lo svincolo e lo sdoganamento delle
             merci, anche collaborando per definire procedure che consentano di
             comunicare ad un'unica agenzia i dati relativi alle importazioni e alle
             esportazioni; assicurare un coordinamento tra le dogane e gli altri organismi di
IT                                            28                                                IT
 ---pagebreak---                    controllo affinché i controlli ufficiali delle importazioni e delle esportazioni
                   possano essere svolti, per quanto possibile, da un'unica agenzia;
            b)     proseguire la riduzione, la semplificazione e la standardizzazione dei dati e
                   della documentazione richiesti dalle dogane e dalle altre agenzie, utilizzando
                   fra l'altro un documento amministrativo unico (DAU) e i messaggi contenenti i
                   dati, secondo le norme internazionali e basandosi, per quanto possibile, sulle
                   informazioni commerciali disponibili;
            c)     applicare le norme e gli standard internazionali nel settore doganale, compresi
                   gli elementi sostanziali della convenzione di Kyoto riveduta sulla
                   semplificazione e sull'armonizzazione delle procedure doganali;
            d)     instaurare procedure rapide, efficaci e non discriminatorie per i ricorsi contro i
                   provvedimenti amministrativi, le sentenze e le decisioni delle dogane e degli
                   altri organismi applicabili alle importazioni o alle esportazioni di merci,
                   conformemente all'articolo X del GATT 1994;
            e)     assicurare il mantenimento dei massimi standard di integrità attraverso misure
                   imperniate sui principi delle convenzioni internazionali pertinenti e sugli
                   strumenti esistenti in questo campo.
                                               Articolo 39
                                 Relazioni con gli operatori commerciali
   Le Parti decidono:
   1)       di creare meccanismi di consultazione appropriati tra amministrazioni e operatori
            economici vista la necessità di consultare tempestivamente questi ultimi in merito
            alle questioni sostanziali riguardanti i disegni di legge e le procedure generali nei
            settori delle dogane e del commercio;
   2)       di pubblicare, possibilmente per via elettronica, e di divulgare, prima della loro
            introduzione, le nuove leggi e procedure generali connesse alle dogane e al
            commercio, comprese le relative modifiche e interpretazioni. Saranno inoltre
            disponibili le comunicazioni amministrative, quali i requisiti delle agenzie e le
            procedure di entrata, le ore di apertura e le procedure operative degli uffici doganali,
            nei porti e presso i valichi doganali, e i punti di contatto per chiedere informazioni;
   3)       di incentivare la cooperazione tra operatori e amministrazioni doganali attraverso
            memorandum d'intesa obiettivi e accessibili a tutti, basati su quelli promulgati
            dall'OMD;
   4)       di assicurarsi che i rispettivi requisiti e le rispettive procedure doganali e connessi
            continuino a soddisfare le esigenze degli operatori commerciali e siano conformi alle
            pratiche migliori, nonché di adeguare le procedure qualora le mutate circostanze
            consentano di conseguire gli obiettivi dei requisiti o delle procedure di cui sopra
            riducendo le complessità burocratiche o le restrizioni degli scambi.
IT                                                  29                                                IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 40
                                          Valore in dogana
   1.      Le norme sul valore in dogana applicate negli scambi tra le Parti sono disciplinate,
           senza riserve e opzioni, dall'accordo OMC sul valore in dogana.
   2.      Le Parti collaborano alla definizione di un'impostazione comune per le questioni
           connesse al valore in dogana, elaborando in particolare un "codice di buone pratiche"
           riguardante i metodi di lavoro e gli aspetti operativi, l'uso di indici indicativi o di
           riferimento, la documentazione necessaria per attestare l'accuratezza del valore in
           dogana e il ricorso alle garanzie.
                                              Articolo 41
                                               Riesame
   Le disposizioni degli articoli 38-40 vengono valutate ogni anno dal Comitato di associazione.
                                              Articolo 42
                                    Comitato speciale per le dogane
   1.      Le Parti istituiscono un comitato speciale per la cooperazione doganale e le norme di
           origine, composto da loro rappresentanti. La data e l'ordine del giorno delle riunioni
           del comitato vengono concordati in precedenza tra le Parti, che esercitano a turno la
           presidenza. Il comitato riferisce al Comitato di associazione..
   2.      Il comitato è incaricato di:
           a)    sorvegliare l'applicazione e la gestione della presente sezione e del protocollo
                 sulle norme di origine;
           b)    costituire una sede di consultazione e di discussione su tutte le questioni
                 inerenti alle dogane, tra cui le procedure doganali, il valore in dogana, i regimi
                 tariffari, la nomenclatura doganale, la cooperazione doganale e l'assistenza
                 amministrativa reciproca nel settore doganale;
           c)    costituire una sede di consultazione e di discussione su tutte le questioni
                 inerenti alle norme di origine e alla cooperazione amministrativa;
           d)    intensificare la cooperazione per lo sviluppo e l'applicazione delle procedure
                 doganali, dell'assistenza amministrativa reciproca nel settore doganale, delle
                 norme di origine e della cooperazione amministrativa.
   3.      Le Parti possono indire riunioni ad hoc riguardanti la cooperazione doganale o le
           norme di origine e l’assistenza amministrativa reciproca.
IT                                                30                                                IT
 ---pagebreak---                                            TITOLO III
                          DIRITTO DI STABILIMENTO E SERVIZI
                                          CAPITOLO 1
                                DIRITTO DI STABILIMENTO
                                            Articolo 43
   1. a)      La Comunità e i suoi Stati membri concedono alle società siriane che si
              stabiliscono sul loro territorio un trattamento non meno favorevole di quello
              concesso a società analoghe di qualsiasi paese terzo;
      b)      fatte salve le riserve elencate all'allegato III, la Comunità e i suoi Stati membri
              concedono alle consociate delle società siriane stabilite in uno Stato membro
              un trattamento non meno favorevole, per la loro attività, di quello concesso a
              qualsiasi analoga società comunitaria;
      c)      la Comunità e i suoi Stati membri concedono alle filiali delle società siriane
              stabilite in uno Stato membro un trattamento non meno favorevole, per la loro
              attività, di quello concesso alle analoghe filiali di società di qualsiasi paese
              terzo.
   2. a)      Fatte salve le riserve elencate all'allegato IV, la Siria concede alle società
              comunitarie che si stabiliscono sul suo territorio un trattamento non meno
              favorevole di quello concesso alle sue società o, se migliore, alle società di
              qualsiasi paese terzo;
      b)      la Siria concede alle consociate delle società comunitarie stabilite sul suo
              territorio un trattamento non meno favorevole, per la loro attività, di quello
              concesso alle analoghe filiali di società siriane;
      c)      la Siria concede alle filiali di società comunitarie stabilite sul suo territorio un
              trattamento non meno favorevole, per la loro attività, di quello concesso alle
              analoghe filiali di società di qualsiasi paese terzo.
   3. Le disposizioni del paragrafo 1, lettera b), e del paragrafo 2, lettera b), non possono
      essere invocate per eludere la legislazione e le normative di una Parte applicabili
      all'accesso a settori o attività specifici ad opera di consociate o filiali di società
      dell'altra Parte stabilite sul territorio della prima.
      Beneficiano del trattamento di cui al paragrafo 1, lettere b) e c), e al paragrafo 2,
      lettera b), le società, le consociate e le filiali stabilite rispettivamente nella Comunità
      e in Siria alla data di entrata in vigore del presente accordo e le società, consociate e
      filiali stabilite successivamente a questa data, a decorrere dal loro stabilimento.
IT                                              31                                                 IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 44
   1.       Le disposizioni dell'articolo 43 non si applicano al trasporto aereo, fluviale e
            marittimo.
   2.       Tuttavia, per le attività svolte da agenzie marittime per la prestazione di servizi
            internazionali di trasporto marittimo, comprese le attività intermodali che
            comportano una tratta marittima, ciascuna Parte autorizza la presenza commerciale
            sul suo territorio delle società dell'altra Parte sotto forma di consociate o di filiali
            applicando, per lo stabilimento e le varie attività, condizioni non meno favorevoli di
            quelle concesse alle sue società o, se migliori, alle consociate e filiali di società di
            qualsiasi paese terzo. Dette attività comprendono, fra l'altro:
            a)     la commercializzazione e la vendita di servizi di trasporto marittimo e di
                   servizi connessi attraverso il contatto diretto con i clienti, dalla quotazione alla
                   fatturazione, indipendentemente dal fatto che detti servizi siano gestiti o offerti
                   dal fornitore stesso o da fornitori con i quali il venditore di servizi ha concluso
                   accordi commerciali permanenti;
            b)     l'acquisto e l'uso, in proprio o a nome dei loro clienti (e la rivendita a questi
                   ultimi) di tutti i servizi di trasporto e connessi, compresi i servizi di trasporto
                   interno di qualsiasi tipo, segnatamente il trasporto fluviale, ferroviario e
                   stradale, necessari per la fornitura di un servizio integrato;
            c)     la preparazione dei documenti di trasporto, dei documenti doganali o di altri
                   documenti inerenti all'origine e alla natura delle merci trasportate;
            d)     la fornitura di informazioni commerciali di qualsiasi tipo, anche attraverso i
                   sistemi di informazione computerizzati e la trasmissione elettronica dei dati
                   (fatte salve eventuali restrizioni non discriminatorie in materia di
                   telecomunicazioni);
            e)     la conclusione di accordi commerciali, anche tramite la partecipazione al
                   capitale azionario della società e la nomina del personale locale (oppure, per il
                   personale straniero, in conformità delle pertinenti disposizioni del presente
                   accordo) con qualsiasi agenzia marittima stabilita in loco;
            f)     le operazioni effettuate a nome delle società, l'organizzazione dello scalo della
                   nave o, se necessario, la ripresa del carico.
                                                 Articolo 45
   Ai fini del presente accordo:
            a)     per “società comunitaria” o “società siriana” s'intende rispettivamente una
                   società costituita a norma delle leggi di uno Stato membro o della Siria che
                   abbia la sede sociale, l'amministrazione centrale o il principale centro di attività
                   sul territorio, rispettivamente, della Comunità o della Siria.
                   Tuttavia, una società costituita in conformità delle leggi di uno Stato membro
                   o, rispettivamente, della Siria che abbia solo la sede sociale sul territorio della
IT                                                   32                                                 IT
 ---pagebreak---              Comunità o, rispettivamente, della Siria viene considerata una società
             comunitaria o siriana se le sue attività sono effettivamente e permanentemente
             collegate all'economia di uno degli Stati membri o della Siria;
      b)     per “consociata” di una società s'intende una società controllata dalla stessa;
      c)     per «filiale» di una società s'intende un'impresa commerciale senza capacità
             giuridica, apparentemente permanente, come l'estensione di una casa madre,
             che dispone della gestione e delle infrastrutture necessarie per negoziare con
             terzi e pertanto, fermo restando che, all'occorrenza, vi sarà un rapporto
             giuridico con la casa madre la cui sede centrale si trova in un altro paese, non
             deve trattare direttamente con detta casa madre ma può concludere operazioni
             commerciali nell'impresa che ne costituisce l'estensione;
      d)     per “stabilimento” s'intende il diritto delle società comunitarie o siriane di cui
             alla lettera a) di intraprendere attività economiche aprendo consociate e filiali
             rispettivamente in Siria o nella Comunità;
      e)     per “attività” s'intendono le attività economiche;
      f)     per “attività economiche” s'intendono le attività a carattere industriale,
             commerciale e professionale;
      g)     per “cittadino di uno Stato membro o della Siria” si intende una persona fisica
             che ha la cittadinanza, rispettivamente, di uno degli Stati membri o della Siria;
      h)     per quanto riguarda il trasporto marittimo internazionale, comprese le
             operazioni intermodali che implicano una tratta marittima, beneficiano delle
             disposizioni del presente capitolo e del capitolo 2 i cittadini degli Stati membri
             o della Siria stabiliti al di fuori della Comunità e della Siria e le agenzie
             marittime stabilite al di fuori della Comunità o della Siria e controllate da
             cittadini di uno Stato membro o della Siria, se le loro navi sono registrate in
             detto Stato membro o in Siria in base alle rispettive legislazioni;
                                         Articolo 46
   1. Le Parti fanno il possibile per evitare di adottare qualsiasi misura o di intraprendere
      qualsiasi iniziativa che renda le condizioni di stabilimento e di attività delle rispettive
      società più restrittive rispetto alla situazione esistente il giorno precedente alla data
      della firma dell'accordo.
   2. Le disposizioni del presente articolo lasciano impregiudicate quelle dell'articolo 57.
      Le situazioni di cui all'articolo 57 sono disciplinate unicamente dalle relative
      disposizioni, ad esclusione di qualsiasi altra disposizione.
                                         Articolo 47
   1. Una società comunitaria o siriana stabilita, rispettivamente, sul territorio della Siria o
      della Comunità ha il diritto di assumere o di far assumere da una delle sue consociate
      o filiali, conformemente alla legislazione in vigore nel paese di stabilimento, sul
IT                                             33                                                 IT
 ---pagebreak---       territorio della Siria e della Comunità, cittadini degli Stati membri della Comunità e,
      rispettivamente, della Siria, purché si tratti di quadri intermedi, ai sensi del paragrafo
      2 del presente articolo, impiegati esclusivamente da tali società, consociate o filiali. I
      permessi di soggiorno e di lavoro di questi dipendenti coprono unicamente la durata
      di tale occupazione.
   2. I quadri intermedi delle summenzionate società, in appresso denominate
      “organizzazioni”, sono "persone trasferite all'interno della società" ai sensi della
      lettera c) del presente articolo e rientrano nelle seguenti categorie, purché
      l'organizzazione abbia personalità giuridica e le persone in questione siano state
      impiegate da essa o associate ad essa (non come azionisti di maggioranza) per un
      periodo di almeno un anno immediatamente precedente a questo trasferimento:
      a)     le persone che occupano una carica elevata all'interno di un'organizzazione,
             preposte direttamente alla direzione dell'impresa sotto la supervisione generale
             o la direzione del consiglio d'amministrazione o degli azionisti della società o
             dei loro equivalenti, tra cui coloro che:
             dirigono l'impresa, un suo dipartimento o una sua componente;
             provvedono alla supervisione e al coordinamento dell'attività di altri funzionari
                    che svolgono mansioni ispettive, professionali o direttive;
             hanno facoltà di procedere personalmente all'assunzione o al licenziamento di
                    personale o di raccomandare assunzioni, licenziamenti e altre azioni
                    relative al personale;
      b)     i dipendenti di un'organizzazione in possesso di conoscenze non comuni
             indispensabili per l'attività, la ricerca, le tecniche o la gestione dell'impresa.
             Dalla valutazione di tali competenze può risultare, oltre alle conoscenze
             specificamente necessarie per l'impresa, un alto livello di qualifica concernente
             un tipo di lavoro o di commercio che richieda una preparazione tecnica
             specifica, compresa l'appartenenza ad un albo professionale;
      c)     per “persona trasferita all'interno della società” s’intende una persona fisica che
             lavora presso un'organizzazione sul territorio di una delle Parti e viene
             trasferita temporaneamente nel quadro di attività economiche svolte sul
             territorio dell'altra Parte; l'organizzazione in questione deve avere la sede
             principale sul territorio di una Parte e il trasferimento deve avvenire verso
             un'impresa (filiale, consociata) di questa organizzazione che svolge
             effettivamente attività economiche analoghe sul territorio dell'altra Parte.
   3. L'ingresso e la temporanea presenza nei territori della Siria e della Comunità di
      cittadini, rispettivamente, degli Stati membri e della Siria sono autorizzati se i
      suddetti rappresentanti di società sono persone che ricoprono una carica elevata ai
      sensi del paragrafo 2, lettera a), all'interno di una società e sono responsabili dello
      stabilimento di una società siriana o comunitaria rispettivamente nella Comunità o in
      Siria, quando
      a)     detti rappresentanti non sono impegnati ad effettuare vendite dirette o a
             prestare servizi, e
IT                                             34                                                IT
 ---pagebreak---              b)     la società non ha altri rappresentanti, uffici, filiali o consociate in uno Stato
                    membro della Comunità o, rispettivamente, in Siria.
                                                  Articolo 48
   Per venire in aiuto ai cittadini della Comunità e della Siria intenzionati a intraprendere e
   perseguire attività professionali regolamentate rispettivamente in Siria e nella Comunità, il
   Consiglio di associazione esamina le misure da adottare per consentire il reciproco
   riconoscimento delle qualifiche.
                                                  Articolo 49
   Le disposizioni dell'articolo 43 non ostano all'applicazione, ad opera di una Parte, di norme
   particolari relative allo stabilimento e all'attività sul suo territorio di filiali di società di un'altra
   Parte non registrate nel territorio della prima Parte giustificate da differenze giuridiche o
   tecniche tra dette filiali e le filiali di società registrate nel suo territorio o, per quanto riguarda
   i servizi finanziari, da motivi prudenziali. La differenza di trattamento si limita a quanto
   strettamente necessario a seguito di tali differenze giuridiche o tecniche o, per quanto riguarda
   i servizi finanziari, per motivi prudenziali.
                                                 CAPITOLO 2
                        PRESTAZIONE TRANSFRONTALIERA DI SERVIZI
                                                  Articolo 50
   1.        Le Parti fanno il possibile per autorizzare progressivamente la prestazione di servizi
             da parte di società comunitarie o siriane stabilite nel territorio di una Parte diversa da
             quella del destinatario dei servizi, tenendo conto dell'evoluzione dei settori terziari
             delle Parti.
   2.        Il Consiglio di associazione formula raccomandazioni per il conseguimento
             dell’obiettivo di cui al paragrafo 1.
                                                  Articolo 51
   Per garantire uno sviluppo coordinato dei trasporti tra le Parti in funzione delle loro esigenze
   commerciali, dopo l'entrata in vigore del presente accordo le Parti potranno eventualmente
   negoziare accordi specifici sulle condizioni del reciproco accesso al mercato nonché sulla
   prestazione di servizi di trasporto aereo, stradale, ferroviario e fluviale.
                                                  Articolo 52
   1.        Per quanto riguarda i trasporti marittimi, le Parti si impegnano ad applicare
             effettivamente il principio del libero accesso al mercato e al traffico internazionali su
             base commerciale.
IT                                                     35                                                     IT
 ---pagebreak---              a)      Le Parti continuano ad applicare pienamente il principio dell'accesso illimitato
                     al mercato e al traffico marittimi internazionali su basi commerciali e non
                     discriminatorie;
             b)      le Parti ribadiscono il loro impegno a mantenere un contesto di libera
                     concorrenza, elemento fondamentale per gli scambi di merci secche e liquide
                     alla rinfusa.
   2.        In applicazione dei principi del paragrafo 1, le Parti:
             a)      evitano di introdurre clausole di ripartizione del carico nei futuri accordi
                     bilaterali con paesi terzi relativi agli scambi di merci secche e liquide alla
                     rinfusa e al traffico di linea. Ciò non preclude tuttavia la possibilità di accordi
                     in tal senso relativi al carico delle navi di linea nelle circostanze eccezionali in
                     cui ciò sia necessario per offrire alle agenzie marittime di linea di una Parte del
                     presente accordo l'effettiva possibilità di operare regolarmente nel quadro degli
                     scambi con il paese terzo in questione;
             b)      aboliscono o evitano di introdurre, dall'entrata in vigore del presente accordo,
                     tutte le misure unilaterali e gli ostacoli amministrativi, tecnici e di altro genere
                     che potrebbero avere effetti restrittivi o discriminatori sulla libera prestazione
                     di servizi nel settore dei trasporti marittimi internazionali.
   Ogni Parte concede, tra l'altro, un trattamento non meno favorevole di quello riservato alle sue
   navi alle navi utilizzate per il trasporto di merci, passeggeri, o entrambi, che battono bandiera
   dell’altra Parte o sono gestite da cittadini o società dell'altra Parte per quanto riguarda
   l'accesso ai porti, l'uso delle infrastrutture e dei servizi marittimi ausiliari di tali porti e i
   relativi diritti e oneri, le infrastrutture doganali e l'assegnazione di ormeggi e infrastrutture per
   il carico e lo scarico.
                                                 CAPITOLO 3
                                         DISPOSIZIONI GENERALI
                                                   Articolo 53
   1.        Le Parti si impegnano a prendere in considerazione l'opportunità di ampliare il
             presente titolo al fine di definire un “accordo di integrazione economica” ai sensi
             dell'articolo V dell’Accordo generale sugli scambi di servizi (GATS).
   2.        L'obiettivo di cui al paragrafo 1 è oggetto di un primo esame da parte del Consiglio
             di associazione al più tardi cinque anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo.
   3.        Nel procedere al suddetto esame, il Consiglio di associazione tiene conto dei
             progressi compiuti nel ravvicinamento delle legislazioni tra le Parti per quanto
             riguarda le attività pertinenti.
IT                                                     36                                                 IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 54
   1.        L'applicazione delle disposizioni del presente titolo è soggetta alle limitazioni
             giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o pubblica sanità.
   2.        Dette disposizioni non si applicano alle attività svolte sul territorio delle Parti e
             connesse, anche occasionalmente, all'esercizio dei pubblici poteri.
                                                Articolo 55
   Ai fini del presente titolo, nessun elemento del presente accordo vieta alle Parti di applicare le
   rispettive leggi e normative in materia di ingresso e soggiorno, occupazione, condizioni di
   lavoro e di stabilimento delle persone fisiche e prestazione di servizi, a condizione che non le
   applichino in modo da vanificare o compromettere i vantaggi risultanti per una delle Parti da
   una disposizione specifica dell'accordo. La presente disposizione non pregiudica
   l’applicazione dell’articolo 54.
                                                Articolo 56
   Beneficiano delle disposizioni del presente titolo anche le società controllate e possedute
   esclusivamente e congiuntamente da società siriane e comunitarie.
                                                Articolo 57
   Il trattamento concesso da ciascuna Parte all'altra in virtù del presente accordo per i settori o
   le misure contemplati dal GATS non può comunque essere meno favorevole di quello
   concesso dalla Parte in questione a norma del GATS per ciascun settore, sottosettore e modo
   di fornitura dei servizi.
                                                Articolo 58
   Ai fini del presente titolo non si tiene conto del trattamento concesso dalla Comunità, dai suoi
   Stati membri o dalla Siria in base agli impegni assunti nel quadro di accordi di integrazione
   economica conformemente ai principi dell'articolo V del GATS.
                                                Articolo 59
   1.        Fatte salve tutte le altre disposizioni dell'accordo, ciascuna Parte è libera di prendere
             misure cautelative, tra cui misure volte a tutelare gli investitori, i depositanti, i titolari
             di polizze o le persone nei confronti delle quali un fornitore di servizi finanziari ha
             un obbligo fiduciario, oppure per garantire l'integrità e la stabilità del sistema
             finanziario. Qualora non siano conformi alle disposizioni dell'accordo, tali misure
             non vengono utilizzate dalle Parti per eludere gli obblighi ivi previsti.
   2.        Nessuna disposizione del presente accordo può essere interpretata come un obbligo
             per una Parte di rivelare informazioni relative agli affari e alla contabilità di singoli
             clienti né informazioni riservate o esclusive in possesso di enti pubblici.
IT                                                   37                                                     IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 60
   Le disposizioni del presente accordo lasciano impregiudicata l'applicazione ad opera di
   ciascuna Parte delle misure eventualmente necessarie per prevenire l'elusione delle sue misure
   relative all'accesso al suo mercato da parte di paesi terzi mediante le disposizioni del presente
   accordo.
                                                TITOLO IV
     PAGAMENTI, MOVIMENTI DI CAPITALI E ALTRE DISPOSIZIONI ECONOMICHE
                                               CAPITOLO 1
                              PAGAMENTI E MOVIMENTI DI CAPITALI
                                                 Articolo 61
   Fatte salve le disposizioni dell'articolo 63, le Parti si impegnano ad autorizzare, in una moneta
   liberamente convertibile, tutti i pagamenti correnti relativi a operazioni correnti.
                                                 Articolo 62
   1.        Per quanto riguarda le transazioni sul conto capitale della bilancia dei pagamenti, a
             decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo la Comunità e la Siria
             garantiscono la libera circolazione dei capitali relativi ad investimenti esteri diretti
             effettuati in società costituite in base alle leggi siriane e agli investimenti effettuati a
             norma delle disposizioni del titolo sullo stabilimento e sui servizi, nonché la
             liquidazione o il rimpatrio di detti investimenti e dei profitti da essi derivanti.
   2.        Le Parti si consultano al fine di agevolare e liberalizzare ulteriormente la circolazione
             dei capitali tra la Comunità e la Siria.
                                                 Articolo 63
   Qualora uno o più Stati membri della Comunità o la Siria abbiano, o rischino di avere, gravi
   difficoltà a livello della bilancia dei pagamenti, la Comunità o la Siria, a seconda dei casi,
   possono adottare, alle condizioni di cui all'Accordo GATT e agli articoli VIII e XIV dello
   statuto del Fondo monetario internazionale, misure restrittive per quanto riguarda i pagamenti
   correnti, sempreché dette misure siano strettamente necessarie.
   La Comunità o la Siria, a seconda dei casi, ne informa immediatamente l'altra Parte e le
   presenta il più rapidamente possibile un calendario per l'abolizione di tali misure.
IT                                                   38                                                   IT
 ---pagebreak---                                                CAPITOLO 2
                                             CONCORRENZA
                                                 Articolo 64
   1.        Sono incompatibili con il corretto funzionamento dell’accordo, nella misura in cui
             possono incidere sugli scambi tra la Comunità e la Siria:
             a)     tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte
                    le pratiche concordate tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di
                    impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza;
             b)     lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione
                    dominante nell'intero territorio della Comunità o della Siria, o in una sua parte
                    sostanziale;
   2.        Le Parti collaborano per applicare le rispettive legislazioni in materia di concorrenza
             e si scambiano informazioni tenendo conto delle limitazioni imposte dal rispetto del
             segreto professionale e del segreto aziendale. Le modalità della cooperazione in
             questo campo figurano nell’allegato V.
   3.        Qualora la Comunità o la Siria ritenga che una determinata pratica dell'altra sia
             incompatibile con le disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo, e qualora tali
             pratiche arrechino o minaccino di arrecare grave pregiudizio all’altra Parte, può
             adottare le misure del caso previa consultazione in sede di Comitato di associazione
             o dopo trenta giorni lavorativi dall'invio della richiesta di consultazione a tale
             organismo.
                                                 Articolo 65
   Gli Stati membri e la Siria adeguano progressivamente, fatti salvi gli impegni rispettivamente
   assunti o da assumere in sede di GATT, gli eventuali monopoli di Stato di natura commerciale
   per garantire che, al termine del quinto anno successivo all'entrata in vigore del presente
   accordo, non esistano più discriminazioni tra cittadini degli Stati membri e della Siria rispetto
   alle condizioni di approvvigionamento e di commercializzazione delle merci. Il Comitato di
   associazione è informato delle misure adottate a tal fine.
                                                 Articolo 66
   Per quanto riguarda le imprese pubbliche o le imprese cui sono stati concessi diritti speciali o
   esclusivi, il Consiglio di associazione provvede affinché, a decorrere dal quinto anno
   successivo alla data di entrata in vigore del presente accordo, non venga adottata né
   mantenuta alcuna misura che possa distorcere gli scambi tra la Comunità e la Siria in misura
   tale da ledere gli interessi delle Parti. La presente disposizione non osta all'esecuzione, di
   diritto o di fatto, dei compiti particolari assegnati a tali imprese.
IT                                                   39                                                  IT
 ---pagebreak---                                         CAPITOLO 3
                                COMMESSE PUBBLICHE
                                          Articolo 67
                                    Commesse pubbliche
   1. Le Parti si prefiggono l'apertura effettiva, reciproca e graduale dei rispettivi mercati
      delle commesse pubbliche.
   2. Ciascuna Parte garantisce che gli appalti dei suoi enti contemplati dall’allegato VII si
      svolgano in modo trasparente, equilibrato e non discriminatorio, secondo la
      definizione dell’allegato VII, assicurando un pari trattamento a tutti i fornitori di
      entrambe le Parti e il rispetto del principio di una concorrenza aperta ed effettiva.
   3. Per quanto riguarda tutte le leggi, normative, procedure e pratiche sulle commesse
      pubbliche e gli appalti specifici di cui al presente accordo, ciascuna Parte concede ai
      beni, ai servizi e ai prestatori di servizi dell'altra Parte un trattamento non meno
      favorevole di quello accordato ai suoi prodotti, servizi e prestatori di servizi
      nazionali.
   4. Per quanto riguarda tutte le leggi, normative, procedure e pratiche sulle commesse
      pubbliche e gli appalti specifici di cui al presente accordo, ciascuna Parte si accerta
      che i suoi enti elencati all’allegato VII:
      a)     non riservino a un fornitore stabilito in loco un trattamento meno favorevole di
             quello accordato ad un altro fornitore stabilito in loco in funzione del grado di
             partecipazione straniera o di proprietà di una persona dell'altra Parte;
      b)     non discriminino i fornitori stabiliti in loco in base al fatto che i beni o i servizi
             offerti dal fornitore per un particolare appalto sono beni o servizi dell'altra
             Parte.
   5. Per quanto riguarda tutte le leggi, normative, procedure e pratiche sulle commesse
      pubbliche e gli appalti specifici, aperti ai ai beni, ai servizi e ai prestatori di servizi di
      paesi terzi, la Siria riserva ai beni e ai fornitori dell’altra Parte un trattamento non
      meno favorevole di quello accordato ai prodotti, ai servizi e ai fornitori di un
      qualsiasi paese terzo.
      Per quanto riguarda tutte le leggi, normative, procedure e pratiche sulle commesse
      pubbliche contemplate dall’accordo sulle commesse pubbliche (GPA), le Comunità
      europee concedono ai prodotti, ai servizi e ai prestatori di servizi della Siria, in via
      immediata e incondizionata, un trattamento non meno favorevole di quello accordato
      ai prodotti, servizi e prestatori di servizi delle Parti del GPA.
   6. Le Parti esaminano periodicamente l’effettiva apertura dei mercati delle commesse
      pubbliche e avviano entro tre anni negoziati volti ad estendere l’elenco degli enti di
      cui all’allegato VII.
IT                                             40                                                    IT
 ---pagebreak---    7. Nessuna disposizione del presente accordo può essere interpretata come:
      l'obbligo per una Parte di fornire informazioni la cui divulgazione sia, a suo parere,
      contraria ai suoi interessi fondamentali in materia di sicurezza;
      il divieto per una Parte di prendere i provvedimenti che giudica necessari per tutelare
      i suoi interessi fondamentali in materia di sicurezza relativi a commesse pubbliche
      indispensabili per scopi di sicurezza nazionale o di difesa nazionale.
   8. Il presente articolo non si applica ai contratti aggiudicati:
      in base ad un accordo internazionale destinato alla realizzazione o allo sfruttamento
      in comune di un progetto ad opera delle Parti contraenti;
      in base ad un accordo internazionale sulla presenza di truppe di stanza;
      in base alle particolari procedure di un'organizzazione internazionale;
      in base ad accordi non contrattuali o a qualsiasi forma di assistenza e di commesse
      pubbliche concesse nel quadro di programmi di assistenza o di cooperazione.
                                         Articolo 68
                          Trasparenza delle commesse pubbliche
   1. Ciascuna Parte pubblica tempestivamente, anche con i mezzi elettronici designati
      ufficialmente, tutte le leggi, i regolamenti, le sentenze giudiziarie, i provvedimenti
      amministrativi di applicazione generale e tutte le procedure, comprese le clausole dei
      contratti standard, riguardanti le commesse pubbliche di cui al presente titolo nelle
      pubblicazioni di cui all'allegato VII.
   2. Analogamente, ciascuna Parte pubblica tempestivamente tutte le modifiche di tali
      misure.
   3. Ciascuna Parte si accerta che i suoi enti diano adeguata diffusione alle possibilità di
      gara offerte dalle pertinenti commesse pubbliche, comunicando ai fornitori dell'altra
      Parte tutte le informazioni necessarie per partecipare all'appalto.
   4. I bandi di gara devono contenere le informazioni di cui all’allegato VII ed essere
      pubblicati in tempo utile, utilizzando i mezzi che offrono l'accesso più ampio
      possibile, senza discriminazioni, ai fornitori interessati delle Parti. I mezzi in
      questione sono indicati nell'allegato VII.
                                         Articolo 69
                            Termini per le commesse pubbliche
   1. Tutti i termini fissati dagli enti per il ricevimento delle offerte e delle richieste di
      partecipazione devono essere tali da consentire ai fornitori dell'altra Parte e ai
      fornitori nazionali di preparare e di presentare le offerte nonché, se del caso, le
IT                                            41                                               IT
 ---pagebreak---       richieste di partecipazione o di qualifica. Nel fissare detti termini, gli enti tengono
      conto, compatibilmente con le loro ragionevoli esigenze, di fattori quali la
      complessità dell'appalto previsto e il tempo normalmente richiesto per la
      trasmissione delle offerte da fonti estere o nazionali.
   2. Ciascuna Parte si accerta che i suoi enti tengano debitamente conto dei tempi di
      pubblicazione nel fissare la data limite per il ricevimento delle offerte o delle
      richieste di partecipazione o di inserimento nell'elenco dei fornitori.
   3. I termini ultimi per il ricevimento delle offerte sono indicati nell'allegato VII.
                                         Articolo 70
                                 Impugnazione delle offerte
   1. Ciascuna Parte definisce procedure non discriminatorie, rapide, trasparenti ed
      efficaci che consentano ai fornitori di denunciare le presunte violazioni del presente
      accordo avvenute nel contesto di gare d'appalto in cui abbiano o abbiano avuto un
      interesse.
   2. Le contestazioni vengono sottoposte ad un'autorità verificatrice imparziale e
      indipendente. Quando non si tratti di un tribunale, l'autorità verificatrice è soggetta a
      riesame giudiziario o a garanzie procedurali analoghe a quelle di un tribunale.
                                         Articolo 71
                   Cooperazione e assistenza per le commesse pubbliche
   1. Le Parti collaborano, nel settore delle commesse pubbliche, attraverso scambi di
      esperienze e di informazioni sulle pratiche migliori e sui contesti normativi.
   2. Le Parti collaborano per migliorare sia la comprensione dei rispettivi sistemi di
      commesse pubbliche che l’accesso ai rispettivi mercati.
   3. Su richiesta debitamente motivata si fornirà assistenza tecnica, segnatamente
      attraverso programmi di formazione comuni.
IT                                           42                                                 IT
 ---pagebreak---                                                    CAPITOLO 4
                                    ALTRE QUESTIONI ECONOMICHE
                                                     Articolo 72
                      Diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale
   1.   A norma del presente articolo e dell’allegato VI, le Parti concedono e assicurano
        un'adeguata ed efficace tutela dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e
        commerciale∗ conformemente ai massimi standard internazionali, comprese le norme
        fissate dall’accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al
        commercio (TRIPS), allegato IC dell’accordo che istituisce l’Organizzazione
        mondiale del commercio, ivi compresi strumenti efficaci per far valere tali diritti.
   2.   L'applicazione del presente articolo e dell'allegato VI è periodicamente esaminata
        dalle Parti.
                                                     Articolo 73
            Norme, regolamenti tecnici e procedure di valutazione della conformità
   1.   Si applicano i diritti e gli obblighi previsti dall’accordo dell’OMC sugli ostacoli
        tecnici agli scambi per quanto riguarda le norme, i regolamenti tecnici e le procedure
        di valutazione della conformità, compresa la disposizione secondo la quale ”i
        membri faranno in modo che i regolamenti tecnici non vengano elaborati, adottati o
        applicati in modo da creare o da conseguire l'effetto di indebiti ostacoli al commercio
        internazionale".
   2.   Le Parti prendono misure atte a promuovere l'uso, da parte della Siria, delle norme
        tecniche comunitarie e degli standard europei per i prodotti industriali, nonché delle
        procedure di certificazione.
   3.   Sulla base dei principi di cui al paragrafo 2, le Parti concludono accordi sulla
        valutazione della conformità quando sussistono le necessarie condizioni.
   4.   La cooperazione intende aiutare la Siria a ravvicinare la sua legislazione in materia a
        quella comunitaria.
   ∗
      Ai fini del presente accordo, i diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale inglobano i
      diritti d'autore, ivi compresi i diritti d'autore per i programmi informatici e le basi dati, e i diritti
      connessi, i diritti riguardanti i brevetti, i disegni industriali, le indicazioni geografiche, comprese le
      denominazioni d'origine, le indicazioni di provenienza, i marchi commerciali, i marchi di servizi, le
      denominazioni commerciali, le topografie di circuiti integrati, le varietà vegetali, la tutela delle
      informazioni riservate e la protezione contro la concorrenza sleale conformemente all'articolo 10 bis
      della convenzione di Parigi per la tutela della proprietà industriale (Atto di Stoccolma del 1967), nonché
      tutti gli altri diritti tutelati dalle convenzioni multilaterali elencate nell’allegato VI.
IT                                                        43                                                     IT
 ---pagebreak---                                                TITOLO V
                             COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE
                                               CAPITOLO I
                             OBIETTIVO E CAMPO DI APPLICAZIONE
                                                Articolo 74
                                                 Obiettivo
   L’obiettivo del presente titolo è risolvere le vertenze commerciali tra le Parti in modo da
   concordare soluzioni ogniqualvolta ciò sia possibile.
                                                Articolo 75
                                           Campo di applicazione
   Salvo diversa disposizione esplicita, le disposizioni del presente titolo si applicano a tutte le
   controversie inerenti all'interpretazione e all'applicazione dei titoli II-V, anche quando una
   Parte ritenga che una misura presa dall'altra Parte violi i titoli suddetti.
                                              CAPITOLO II
                              PREVENZIONE DELLE CONTROVERSIE
                                  CONSULTAZIONI E MEDIAZIONE
                                                Articolo 76
                                               Consultazioni
   1.        Le Parti si adoperano per risolvere qualsiasi divergenza relativa all'interpretazione e
             all'applicazione dei titoli II-V avviando consultazioni in buona fede onde concordare
             una soluzione.
   2.        Una Parte chiede per iscritto l’avvio di consultazioni all’altra Parte, inviando copia
             della richiesta al comitato commerciale e spiegando in che modo la misura lede i suoi
             diritti. Devono essere citate anche le disposizioni pertinenti dei titoli in questione.
   3.        Le consultazioni hanno luogo entro 30 giorni dall’invio della richiesta sul territorio
             della Parte convenuta, salvo diverso accordo tra le Parti. Le consultazioni si
             considerano terminate entro 60 giorni di calendario dalla data della richiesta, a meno
             che le Parti non decidano di proseguirle. Tutte le informazioni comunicate durante le
             consultazioni devono rimanere riservate.
IT                                                  44                                               IT
 ---pagebreak---    4. Qualora non si tengano consultazioni entro il termine di cui al paragrafo 3 e non si
      riesca a concordare una soluzione, la Parte attrice può chiedere direttamente
      l'istituzione di un collegio arbitrale a norma dell’articolo 78.
                                          Articolo 77
                                         Mediazione
   1. Se le consultazioni non permettono di concordare una soluzione, le Parti possono
      chiedere, di comune accordo, l’intervento di un mediatore nominato dal comitato
      commerciale. Le richieste di mediazione devono essere presentate per iscritto,
      indicando la misura oggetto delle consultazioni e il mandato concordato per la
      mediazione stessa.
   2. Il presidente del comitato commerciale nomina, entro 10 giorni dalla ricezione della
      richiesta, un mediatore estratto a sorte tra le persone dell’elenco di cui all’articolo 79,
      paragrafo 2, che non deve essere un cittadino né dell’una né dell’altra Parte. Il
      mediatore indice una riunione con le Parti entro 30 giorni dalla sua nomina. Il
      mediatore riceve le comunicazioni di entrambe le Parti al più tardi 15 giorni prima
      della riunione ed esprime un parere entro 45 giorni dalla sua nomina. Il parere del
      mediatore può comprendere una raccomandazione sulle misure che permetterebbero
      di risolvere la controversia coerentemente con i titoli in questione. Il parere del
      mediatore non è vincolante.
   3. In caso di necessità, i termini di cui al paragrafo 2 possono essere modificati con
      l’accordo di entrambe le Parti. Tutte le modifiche devono essere notificate per iscritto
      alle Parti e al comitato commerciale.
   4. Qualora la mediazione permetta di trovare una soluzione concordata alla
      controversia, le Parti devono notificarlo per iscritto al comitato commerciale.
                                       CAPITOLO III
              PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE
                                          Articolo 78
                               Creazione del collegio arbitrale
   1. Qualora le consultazioni di cui all'articolo 76 non permettano di risolvere la
      controversia o le Parti si avvalgano della mediazione a norma dell'articolo 77 senza
      che una soluzione concordata sia notificata entro 15 giorni dal parere del mediatore,
      o se una Parte non si attiene alla soluzione concordata, la Parte attrice può chiedere
      per iscritto alla Parte convenuta e al comitato commerciale che sia costituito un
      collegio arbitrale.
   2. Nella sua richiesta la Parte attrice indica la misura che a suo parere viola i titoli in
      questione e le disposizioni considerate pertinenti.
IT                                             45                                                 IT
 ---pagebreak---                                                    Articolo 79
                                             Nomina degli arbitri
   1.   I collegi arbitrali sono composti da tre arbitri.
   2.   Il comitato commerciale compila, entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente
        accordo, un elenco di 15 persone che accettino e siano in grado di fungere da arbitri.
        Ciascuna delle Parti può designare 5 arbitri. Le Parti selezionano di concerto 5
        persone che non abbiano la cittadinanza né dell'una né dell'altra Parte. Il comitato
        commerciale si accerta che l'elenco contenga sempre 15 nominativi.
   3.   Gli arbitri devono possedere competenze o esperienza specifica in merito al diritto
        e/o al commercio internazionale, essere indipendenti e operare a titolo personale, non
        essere associati a organizzazioni o governi né ricevere istruzioni da organizzazioni o
        governi9 e rispettare il codice di condotta di cui all’allegato VIII.
                                                   Articolo 80
                                    Composizione del collegio arbitrale
   1.   Entro 10 giorni dalla richiesta di costituzione del collegio arbitrale al comitato
        commerciale, le Parti si consultano sulla composizione del collegio stesso. Qualora le
        Parti non raggiungano un accordo entro questo termine, ciascuna di esse può
        chiedere al presidente del comitato commerciale, o al suo delegato, di sorteggiare i
        tre membri scegliendone uno da ciascuna categoria (cioè gli elenchi forniti dalle
        Parti, che sono composti da loro cittadini, e l'elenco combinato di coloro che non
        hanno la cittadinanza né dell’una né dell’altra Parte). Qualora le Parti giungano a un
        accordo su uno o più membri del collegio arbitrale, i membri rimanenti vengono
        sorteggiati dagli elenchi corrispondenti. Il collegio arbitrale è costituito
        invariabilmente da un cittadino di ciascuna Parte e da un presidente che non deve
        avere la cittadinanza né dell'una né dell'altra Parte.
   2.   La data di costituzione del collegio arbitrale è quella in cui vengono scelti i tre
        arbitri.
   3.   Se una Parte ritiene che un arbitro non soddisfi i requisiti del codice di condotta, le
        Parti si consultano e sostituiscono, di comune accordo, l'arbitro in questione con uno
        scelto a norma del paragrafo 4. Qualora le Parti non concordino sulla necessità di
        sostituire un arbitro, la questione viene sottoposta al presidente10 del collegio
        arbitrale, la cui sentenza è definitiva.
   9
      Ciò non impedisce ai funzionari governativi o statali di svolgere le funzioni di arbitro. Tuttavia, essi
      devono operare a titolo strettamente personale e pertanto non ricevere istruzioni nei dai rispettivi
      governi né dalle loro agenzie. Ciò vale anche per le istruzioni provenienti da altre fonti (organizzazioni
      non governative, governi di paesi terzi, ecc.).
   10
      Se una Parte ritiene che il presidente del collegio arbitrale non soddisfi il codice di condotta, la
      questione viene sottoposta, salvo diverso accordo tra le Parti, a uno degli altri membri del gruppo di
      cittadini di paesi terzi, il cui nome è sorteggiato dal comitato commerciale.
IT                                                      46                                                       IT
 ---pagebreak---    4.        In caso di impedimento, ritiro o sostituzione di un arbitro a norma del paragrafo 3,
             viene designato un sostituto entro cinque giorni seguendo la procedura che era stata
             applicata per la sua selezione. In tal caso, i lavori del collegio vengono sospesi per
             tutta la durata di questa procedura.
                                                Articolo 81
                                           Regolamento interno
   1.        Il comitato commerciale applica il regolamento interno concordato tra le Parti e
             allegato al presente accordo per gestire i lavori del collegio arbitrale.
   2.        Le sessioni del collegio arbitrale sono aperte al pubblico conformemente al
             regolamento interno, a meno che il collegio arbitrale non decida diversamente di sua
             iniziativa o su richiesta delle Parti.
                                                Articolo 82
                                   Informazioni e consulenze tecniche
   Su richiesta di una Parte o di sua iniziativa, il collegio può ottenere informazioni da tutte le
   fonti che giudica utili per i suoi lavori. Se lo ritiene opportuno, inoltre, il collegio ha il diritto
   di consultare gli esperti. Tutte le informazioni ottenute in tal modo devono essere comunicate
   alle Parti. Le parti interessate sono autorizzate a presentare comunicazioni amicus curiae ai
   collegi arbitrali conformemente al regolamento interno.
                                                Articolo 83
                                         Legislazione applicabile
   Il collegio arbitrale interpreta le disposizioni dei titoli in questione secondo le consuete regole
   d'interpretazione del diritto pubblico internazionale, compresa la convenzione di Vienna sul
   diritto dei trattati.
                                                Articolo 84
                                      Sentenze del collegio arbitrale
   1.        Il collegio arbitrale comunica le sue sentenze alle Parti e al comitato commerciale
             entro novanta giorni dalla sua costituzione. Se non ritiene possibile rispettare questa
             scadenza, il presidente del collegio deve informarne per iscritto il comitato
             commerciale e le Parti indicando i motivi del ritardo. La sentenza deve comunque
             essere comunicata entro e non oltre 120 giorni dalla costituzione del collegio.
   2.        La sentenza indica le conclusioni fattuali, l'applicabilità delle disposizioni pertinenti
             dei titoli in questione e il ragionamento alla base di tutte le risultanze e conclusioni
             ivi contenute
IT                                                  47                                                    IT
 ---pagebreak---    3. Nei casi urgenti, compresi quelli relativi a merci deperibili, il collegio arbitrale fa il
      possibile per presentare la sua sentenza alle Parti entro 75 giorni dalla data di
      costituzione. Il termine massimo per comunicare la sentenza è comunque di 100
      giorni da questa data. Il collegio arbitrale può pronunciare una sentenza provvisoria
      entro dieci giorni dalla sua costituzione o nei casi che ritiene urgenti.
   4. Tutte le decisioni del collegio arbitrale, compresa l'adozione della sentenza, vengono
      prese a maggioranza.
   5. La Parte attrice può interrompere l’azione in qualsiasi momento mediante
      comunicazione scritta ai presidenti del collegio arbitrale e del comitato commerciale,
      nonché all'altra Parte, prima che la sentenza venga comunicata alle Parti e al
      comitato commerciale, senza che ciò pregiudichi il suo diritto di intentare
      successivamente un’altra azione con la stessa motivazione.
   6. Su richiesta di entrambe le Parti, il collegio arbitrale può sospendere i lavori in
      qualsiasi momento per un periodo non superiore a 12 mesi. Una volta scaduti i 12
      mesi, decade la facoltà di costituire il collegio, fermo restando il diritto per la Parte
      attrice di intentare successivamente un’altra azione con la stessa motivazione.
                                         Articolo 85
                                 Applicazione delle sentenze
   1. Le Parti prendono le misure necessarie per applicare la sentenza del collegio arbitrale
      e cercano di raggiungere un accordo sul periodo di tempo necessario.
   2. La Parte convenuta notifica alla Parte attrice, entro 30 giorni dalla trasmissione della
      sentenza alle Parti, il periodo di tempo necessario (in appresso “periodo
      ragionevole”) per applicarla. Le Parti cercano di giungere a un accordo sul periodo
      ragionevole.
   3. In caso di disaccordo tra le Parti sul periodo ragionevole necessario per applicare la
      sentenza del collegio arbitrale, la Parte attrice chiede al comitato commerciale di
      riunire nuovamente il collegio arbitrale originale per stabilirne la durata. Il collegio
      arbitrale riunito dal comitato commerciale si pronuncia entro 20 giorni dalla data in
      cui è stato riconvocato. Qualora non sia possibile ricostituire, interamente o in parte,
      il collegio originale, si applicano le procedure di cui all'articolo 80. Anche in questo
      caso, la sentenza deve essere comunicata entro 20 giorni dalla costituzione del
      collegio.
   4. La Parte in causa comunica all’altra Parte e al comitato commerciale, entro la fine
      del periodo ragionevole, le misure che ha preso o che intende adottare per applicare
      la sentenza del collegio arbitrale.
   5. In caso di disaccordo tra le Parti circa la coerenza della misura notificata a norma del
      paragrafo 4 in relazione ai titoli in questione, la Parte attrice può chiedere per iscritto
      al comitato commerciale che il collegio arbitrale originale si pronunci sulla questione
      indicando i motivi per i quali la misura non è coerente con i titoli suddetti. Il collegio
      arbitrale riunito dal comitato commerciale si pronuncia entro 45 giorni dalla data in
      cui è stato riconvocato.
IT                                            48                                                  IT
 ---pagebreak---    6.  Qualora non sia possibile ricostituire, interamente o in parte, il collegio originale, si
       applicano le procedure di cui all'articolo 79. Anche in questo caso, la sentenza deve
       essere comunicata entro 45 giorni dalla costituzione del collegio.
   7.  Qualora la Parte in causa non notifichi le misure di applicazione prima dello scadere
       del periodo ragionevole, su richiesta della Parte attrice la Parte convenuta presenta
       un’offerta di compensazione temporanea. Se non si giunge a un accordo sulla
       compensazione entro 30 giorni dalla fine del periodo ragionevole, la Parte attrice ha
       il diritto di sospendere, previa notifica al comitato commerciale, l'applicazione dei
       benefici concessi a norma dei titoli II-V in misura equivalente al livello di
       vanificazione e di pregiudizio causato dalla misura che viola i titoli in questione. La
       notifica viene inviata contemporaneamente all’altra Parte. La Parte attrice può
       applicare la sospensione dopo dieci giorni dalla data della notifica, a meno che la
       Parte convenuta non abbia chiesto l’arbitrato a norma del paragrafo 8.
   8.  Se la Parte convenuta ritiene che il livello della sospensione non sia equivalente al
       livello di vanificazione e di pregiudizio causato dalla misura, chiede per iscritto al
       comitato commerciale, prima che scadano i dieci giorni di cui al paragrafo 7, di
       ricostituire il collegio arbitrale originale. La sentenza del collegio arbitrale sulla
       sospensione dei benefici viene comunicata al comitato commerciale entro 30 giorni
       dalla richiesta di costituzione del collegio. I benefici non possono essere sospesi
       fintanto che il collegio arbitrale non si è pronunciato. Le sospensioni, inoltre, devono
       essere coerenti con la sentenza del collegio arbitrale.
   9.  La sospensione dei benefici è temporanea e si applica solo fino a quando la misura
       giudicata incompatibile con i titoli II-V non viene ritirata o modificata per renderla
       conforme con detti titoli, o qualora le Parti giungano a un accordo sulla soluzione
       della controversia. Se la sospensione dei benefici viene mantenuta nonostante la
       Parte convenuta ritenga di aver preso le misure necessarie per applicare la sentenza,
       la Parte in questione può chiedere al collegio arbitrale originale di decidere se la
       sospensione debba essere revocata o modificata. La sentenza viene adottata entro 45
       giorni dalla richiesta scritta di ricostituzione.
   10. Qualora non sia possibile ricostituire, interamente o in parte, il collegio originale, si
       applicano le procedure di cui all'articolo 80. Anche in questo caso, la sentenza deve
       essere comunicata entro 45 giorni dalla costituzione del collegio.
   11. Tutte le sentenze di cui al presente articolo sono definitive e vincolanti e vengono
       trasmesse al comitato commerciale che le mette a disposizione del pubblico, a meno
       che non decida all'unanimità di non divulgarle.
   12. A decorrere dall’adesione della Repubblica araba siriana all’Organizzazione
       mondiale del commercio, nessuna disposizione del presente accordo impedirà ad una
       Parte di applicare la sospensione dei benefici autorizzata dall’organo di conciliazione
       dell’OMC.
IT                                               49                                              IT
 ---pagebreak---                                              CAPITOLO IV
                                      DISPOSIZIONI GENERALI
                                              Articolo 86
   1.       Le procedure di arbitrato di cui al presente titolo non si applicano alle questioni
            inerenti ai diritti e agli obblighi di ciascuna Parte nel quadro dell’accordo che
            istituisce l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
   2.       Il ricorso alle disposizioni dei titoli in questione sulla composizione delle
            controversie non pregiudica eventuali azioni in sede di OMC, anche nello stesso
            settore. Se tuttavia una Parte ha avviato una procedura di composizione delle
            controversie a norma dell’articolo 78, paragrafo 1 del presente titolo o dell’accordo
            OMC, non può avviare nell’altra sede una procedura per la stessa questione fintanto
            che la prima procedura non è conclusa. Ai fini del presente paragrafo, si considera
            che le procedure di composizione delle controversie a norma dell’accordo OMC
            siano avviate quando una Parte chiede la costituzione di un collegio ai sensi
            dell’articolo 6 dell’intesa OMC sulle norme e sulle procedure che disciplinano la
            risoluzione delle controversie.
   3.       Fino all’adesione della Repubblica araba siriana all’Organizzazione mondiale del
            commercio, i collegi arbitrali adottano un’interpretazione del tutto coerente con le
            decisioni pertinenti dell’Organo di conciliazione dell’OMC quando si pronunciano
            sulla presunta violazione di una disposizione dei titoli II-V del presente accordo
            contenente o riguardante una disposizione dell'accordo che istituisce
            l’Organizzazione mondiale del commercio. A decorrere dall’adesione della
            Repubblica araba siriana all’Organizzazione mondiale del commercio, i collegi
            arbitrali sospenderanno i lavori qualora ritengano di non potersi pronunciare su una
            controversia senza interpretare una disposizione dell'OMC menzionata nei titoli II-V
            del presente accordo. In caso di sospensione dei lavori, le Parti possono avvalersi
            della procedura di composizione delle controversie dell’OMC.
                                              Articolo 87
   1.       Tutti i termini fissati a norma del presente titolo sono calcolati in giorni di calendario
            a decorrere dal giorno successivo all'atto o al fatto a cui si riferiscono.
   2.       Le Parti possono prorogare di comune accordo tutti i termini di cui al presente titolo.
                                              Articolo 88
   I documenti presentati nell’ambito dei procedimenti di cui al presente titolo sono riservati,
   fatta eccezione per le sentenze arbitrali.
IT                                                 50                                                  IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 89
   Le comunicazioni scritte e orali della Repubblica araba siriana vengono formulate in arabo e,
   per le Comunità europee, in una qualsiasi delle lingue ufficiali dell’Unione europea.
                                             TITOLO VI
                                  COOPERAZIONE ECONOMICA
                                              Articolo 90
                                               Obiettivi
   1.       Le Parti si impegnano ad intensificare la loro cooperazione economica, nel reciproco
            interesse e conformemente agli obiettivi generali dell'accordo.
   2.       Obiettivo della cooperazione economica è sostenere l'azione della Siria per favorirne
            un duraturo sviluppo economico e sociale.
                                              Articolo 91
                                        Campo di applicazione
   1.       La cooperazione interessa in via prioritaria i settori con difficoltà interne o che
            risentono negativamente del processo di liberalizzazione dell'economia siriana in
            generale e degli scambi tra la Siria e la Comunità in particolare.
   2.       La cooperazione privilegia inoltre i settori che possono favorire il ravvicinamento tra
            le economie della Siria e della Comunità, in particolare quelli generatori di crescita e
            di posti di lavoro.
   3.       Le Parti promuovono la cooperazione economica tra la Siria e gli altri paesi della
            regione.
   4.       Nell'attuazione dei diversi aspetti della cooperazione economica si tiene conto, se
            pertinente, della tutela dell'ambiente e dell’equilibrio ecologico, nonché del diverso
            livello di sviluppo socioeconomico delle Parti.
   5.       Le Parti possono decidere di estendere la cooperazione economica ad altri settori non
            contemplati dalle disposizioni del presente titolo.
                                              Articolo 92
                                           Metodi e modalità
   La cooperazione economica si svolge in particolare tramite:
   a)       un dialogo economico regolare tra le Parti su tutti i settori della politica
            macroeconomica;
IT                                                 51                                                IT
 ---pagebreak---    b)        un regolare scambio di informazioni e di idee in tutti i settori della cooperazione,
             anche attraverso riunioni tra funzionari ed esperti;
   c)        le consulenze, la trasmissione di esperienze e le attività di formazione;
   d)        le iniziative congiunte quali seminari e workshop;
   e)        l'assistenza tecnica, amministrativa e normativa;
   f)        la promozione delle joint-venture; l’uso dei risultati della ricerca scientifica per le
             applicazioni, l'innovazione e lo sviluppo tecnologici.
                                                 Articolo 93
                                          Cooperazione regionale
   Al fine di promuovere la cooperazione regionale, le Parti favoriscono le iniziative che hanno
   un impatto regionale o che coinvolgono altri paesi della regione.
   Tali iniziative riguardano in particolare:
   a)        il commercio a livello intraregionale;
   b)        gli investimenti;
   c)        le questioni ambientali;
   d)        lo sviluppo delle infrastrutture economiche;
   e)        la ricerca scientifica e tecnologica;
   f)        il settore della cultura;
   g)        le questioni doganali;
   h)        la tecnologia dell'informazione
   i)        le questioni idriche, compresa l’irrigazione.
                                                 Articolo 94
                                          Istruzione e formazione
   Le Parti cooperano al fine di individuare e utilizzare gli strumenti più efficaci per un
   significativo miglioramento della situazione dell'istruzione e della formazione professionale
   in Siria, in particolare per quanto riguarda le imprese pubbliche e private, i servizi attinenti al
   commercio, le pubbliche amministrazioni e le autorità, le agenzie tecniche, le strutture
   accademiche scientifiche e tecnologiche, gli organismi di normalizzazione e di certificazione
   e le altre organizzazioni interessate. In questo contesto si dedica particolare attenzione alla
   formazione professionale, tecnica e amministrativa per la ristrutturazione industriale.
IT                                                   52                                                IT
 ---pagebreak---    La cooperazione agevola inoltre l’avvio di contatti tra organismi specializzati della Comunità
   e della Siria e promuove lo scambio di informazioni e di esperienze e la condivisione di
   risorse tecniche.
                                                 Articolo 95
                                  Cooperazione scientifica e tecnologica
   La cooperazione si prefigge i seguenti obiettivi:
   a)        favorire l'instaurazione di vincoli permanenti tra le comunità scientifiche delle Parti,
             in particolare attraverso:
             l'accesso della Siria ai programmi comunitari di ricerca e sviluppo, conformemente
             alle disposizioni in vigore relative alla partecipazione di paesi terzi;
             la partecipazione della Siria alle reti di cooperazione decentrata;
             la promozione della formazione in materia di ricerca e sviluppo;
   (b)       promuovere la ricerca scientifica e applicata e la capacità di sviluppo della Siria
             migliorando le competenze delle risorse umane e fornendo un sostegno scientifico,
             tecnico e materiale agli organismi di ricerca;
   (c)       stimolare l'innovazione tecnologica, il trasferimento di nuove tecnologie e
             conoscenze e la divulgazione del know-how, in particolare al fine di promuovere le
             pratiche ecologiche e di accelerare l'adeguamento e lo sviluppo della capacità
             industriale siriana.
                                                 Articolo 96
                                                  Ambiente
   1.        La cooperazione punta a prevenire il degrado dell'ambiente, a migliorarne la qualità,
             a controllare l’inquinamento, a tutelare la salute dei cittadini e a garantire l'impiego
             razionale delle risorse naturali per consentire uno sviluppo sostenibile.
   2.        La cooperazione, che promuoverà anche i progetti ambientali regionali, si
             concentrerà sui seguenti settori con particolare attenzione all’armonizzazione della
             legislazione, compresa l’applicazione degli accordi connessi alle Nazioni Unite:
             (a)    lotta contro la desertificazione;
             (b)    tutela della biodiversità;
             (c)    gestione integrata delle risorse idriche, comprese l’irrigazione e la lotta contro
                    l’inquinamento e la salinizzazione delle acque superficiali e sotterranee;
             (d)    uso delle fonti energetiche rinnovabili;
IT                                                    53                                               IT
 ---pagebreak---            (e)   promozione di tecniche di produzione “pulite” e prevenzione dell’impatto
                 ambientale e dei rischi per la sicurezza connessi alle attività industriali;
           (f)   commercio e ambiente;
           (g)   controllo della qualità dell’aria;
           (h)   prevenzione e lotta contro l'inquinamento marino;
           i)    gestione dei rifiuti;
           j)    impatto dell'agricoltura sulla qualità del suolo e dell’acqua;
           k)    educazione e sensibilizzazione ambientale;
           (l)   uso di strumenti moderni per la gestione ambientale e il processo decisionale
                 nonché di metodi di monitoraggio ambientale, in particolare il Sistema
                 informativo ambientale (EIS) e le tecniche di valutazione dell'impatto
                 ambientale;
           m)    gestione delle crisi ambientali.
                                              Articolo 97
                                       Cooperazione industriale
   La cooperazione industriale promuove e incoraggia:
   (a)     la cooperazione industriale tra gli operatori economici della Comunità e della Siria,
           anche tramite l'accesso della Siria alle reti comunitarie di ravvicinamento delle
           imprese e alle reti create nel contesto della cooperazione decentrata;
   (b)     la modernizzazione e la ristrutturazione dell’industria siriana, comprese le
           infrastrutture e le istituzioni di sostegno in settori quali gli standard, le garanzie di
           qualità o il design industriale;
   c)      la creazione e la promozione di un clima favorevole allo sviluppo dell'iniziativa
           privata per stimolare l'espansione e la diversificazione dalla produzione industriale in
           una prospettiva di sviluppo sostenibile;
   d)      la cooperazione tra piccole e medie imprese della Comunità e della Siria;
   (e)     l’innovazione, la R&S e l’acquisizione di tecnologie e prodotti per contribuire allo
           sviluppo economico della Siria;
   (f)     la diversificazione della produzione industriale in Siria;
   (g)     il miglioramento delle risorse umane;
   (h)     un più agevole accesso ai finanziamenti per gli investimenti;
   i)      la promozione dell’innovazione;
IT                                                 54                                                IT
 ---pagebreak---    j)       il potenziamento dei servizi informativi di sostegno;
   k)       tutti gli altri settori di cooperazione concordati tra le Parti.
                                                  Articolo 98
                               Investimenti e promozione degli investimenti
   La cooperazione punta a creare un clima stabile e favorevole agli investimenti in Siria e
   prevede lo sviluppo:
   (a)      di procedure amministrative armonizzate e semplificate, meccanismi di investimento
            congiunto, soprattutto per le piccole e medie imprese delle due Parti, canali per lo
            scambio di informazioni e strumenti che consentano di individuare le opportunità di
            investimento;
   (b)      di un quadro giuridico che favorisca gli investimenti tra le Parti, se del caso
            attraverso la conclusione, da parte degli Stati membri e della Siria, di accordi per la
            protezione degli investimenti e di accordi contro la doppia imposizione;
   (c)      dell’accesso al mercato dei capitali per il finanziamento di investimenti produttivi in
            Siria;
   (d)      di joint venture tra imprese siriane e comunitarie.
                                                  Articolo 99
              Standard, regolamenti tecnici e procedure di valutazione della conformità
   La cooperazione in questo campo mira in particolare a:
   (a)      promuovere l’applicazione delle norme comunitarie in materia di regolamenti
            tecnici, metrologia, accreditamento, standardizzazione e valutazione della
            conformità;
   (b)      potenziare i laboratori e gli organismi di valutazione della conformità siriani al fine
            di concludere in futuro, nella misura del possibile, accordi di reciproco
            riconoscimento nel campo della valutazione della conformità;
   (c)      sviluppare strutture e organismi responsabili della standardizzazione e della qualità
            in Siria.
                                                 Articolo 100
                        Diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale
   Su richiesta e secondo termini e condizioni approvati da entrambe le Parti, la cooperazione
   relativa ai diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale riguarderà, tra l'altro, i
   seguenti settori:
IT                                                     55                                               IT
 ---pagebreak---    a)       elaborazione di disposizioni legislative e regolamentari per la protezione e
            l'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale;
   b)       prevenzione dell'abuso di tali diritti da parte dei titolari e della loro violazione da
            parte dei concorrenti;
   c)       istituzione e rafforzamento delle organizzazioni nazionali incaricate dell'applicazione
            e della protezione contro le merci usurpative e contraffatte, attraverso la formazione
            del personale, attività di sensibilizzazione e attività basate sulla conoscenza volte a
            migliorare la capacità della Siria di tutelare i diritti di proprietà intellettuale,
            industriale e commerciale.
                                               Articolo 101
                                             Servizi finanziari
   Le Parti cooperano al fine di ravvicinare le loro norme e i loro standard, e in particolare di:
   a)       potenziare e ristrutturare il settore finanziario della Siria;
   b)       migliorare i sistemi contabili, di vigilanza e di regolamentazione dei settori bancario
            e assicurativo e degli altri settori finanziari della Siria.
                                               Articolo 102
                                            Agricoltura e pesca
   1.       Le Parti concentrano la cooperazione sui seguenti aspetti:
            a)     sostegno alle politiche da esse attuate per diversificare la produzione;
            b)     sostegno allo sviluppo del settore privato per ridurre la dipendenza alimentare;
            c)     promozione di un'agricoltura compatibile con l'ambiente;
            d)     conservazione e gestione razionale delle scorte ittiche;
            e)     consolidamento delle relazioni tra imprese, gruppi e organizzazioni che
                   rappresentano mestieri e professioni in Siria e nella Comunità su base
                   volontaria;
            f)     sostegno e promozione degli investimenti privati;
            (g)    assistenza tecnica e formazione;
            (h)    ricerca agronomica, uso delle nuove tecnologie;
            i)     cooperazione in materia di norme fitosanitarie e veterinarie;
            j)     modernizzazione delle infrastrutture e delle operazioni di distribuzione;
IT                                                   56                                             IT
 ---pagebreak---            k)      sviluppo rurale integrato, ivi compresi il potenziamento dei servizi di base e lo
                   sviluppo delle attività economiche connesse;
           (l)     cooperazione tra regioni rurali; scambio di esperienze e di conoscenze tecniche
                   relative allo sviluppo rurale;
           m)      tutti gli altri settori di cooperazione concordati tra le Parti.
   2.      La cooperazione può consistere, tra l’altro, in trasferimenti di competenze, nella
           creazione di joint venture o in programmi di formazione.
                                                 Articolo 103
                                                   Trasporti
   La cooperazione e l’assistenza tecnica si concentreranno sui seguenti settori prioritari:
   (a)     ristrutturazione e modernizzazione, in un’ottica di sviluppo sostenibile, delle
           infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali di interesse comune e
           regionale connesse allo sviluppo della rete di trasporti transeuromediterranea, in
           particolare le interconnessioni;
   (b)     definizione e applicazione di standard operativi paragonabili a quelli in vigore nella
           Comunità;
   (c)     potenziamento delle attrezzature tecniche conformemente alle norme comunitarie per
           tutti i modi di trasporto, in particolare il traffico di container e il trasbordo;
   (d)     applicazione graduale di requisiti meno rigorosi in materia di transito;
   (e)     miglioramento della capacità istituzionale e della gestione dei porti, degli aeroporti,
           delle ferrovie e del controllo aereo, ivi compresa la cooperazione tra gli organismi
           nazionali competenti;
   (f)     miglioramento della sicurezza della navigazione e prevenzione dell'inquinamento
           marino, con particolare attenzione al trasporto marittimo degli idrocarburi;
           applicazione di misure connesse alla sicurezza marittima;
   (g)     sviluppo dei trasporti urbani.
                                                 Articolo 104
                         Società dell’informazione e comunicazioni elettroniche
   La cooperazione verte sui seguenti aspetti:
   (a)     un dialogo sui diversi aspetti della società dell'informazione, comprese la e-strategy e
           le politiche/normative sulle comunicazioni elettroniche;
   (b)     la normalizzazione, le prove di conformità e la certificazione in materia di tecnologia
           dell'informazione e delle comunicazioni;
IT                                                    57                                             IT
 ---pagebreak---    (c)     l'interconnessione e l'interoperatività fra le reti e i servizi della Comunità e della
           Siria;
   (d)     l’assistenza tecnica per la pianificazione e la gestione dello spettro delle
           radiofrequenze ai fini di un uso coordinato ed efficace delle radiocomunicazioni nella
           regione euromediterranea;
   (e)     la diffusione delle nuove tecnologie in materia di informazione e di comunicazioni,
           comprese le tecnologie e i servizi di informazione via satellite;
   (f)     la promozione e la realizzazione di progetti comuni di ricerca e di sviluppo
           tecnologico o industriale relativi alle comunicazioni elettroniche e alla società
           dell’informazione;
   (g)     la possibilità per gli organismi siriani di partecipare a progetti pilota e a programmi
           europei secondo le modalità specifiche stabilite per i settori interessati.
                                              Articolo 105
                                                 Energia
   La cooperazione e l’assistenza tecnica si concentreranno sui seguenti settori prioritari:
   (a)     potenziamento delle interconnessioni tra le reti del gas e dell’elettricità onde
           migliorare la sicurezza delle forniture nella regione del Mashrak e sviluppare
           ulteriormente le reti energetiche transeuromediterranee;
   (b)     cooperazione per migliorare la sicurezza delle infrastrutture e delle reti di
           trasmissione dell'energia, compresa la gestione dei giacimenti di gas e di petrolio;
           – cooperazione per lo sviluppo upstream delle risorse petrolifere;
           – cooperazione tecnologica nel settore della raffinazione e armonizzazione delle
               norme di qualità per i prodotti petroliferi;
   (c)     apertura dei mercati dell’energia e definizione di quadri normativi efficaci,
           incaricando organismi indipendenti di garantire il buon funzionamento del mercato e
           la fissazione dei prezzi dell’energia in funzione dei costi;
   (d)     cooperazione tecnologica in materia di standard e procedure internazionali, di analisi
           delle politiche energetiche e di equilibri energetici, nonché per il miglioramento della
           raccolta e della gestione dei dati sull’energia;
   (e)     promozione delle energie rinnovabili e delle fonti energetiche interne, nonché delle
           misure connesse al risparmio e all’uso razionale dell'energia, con particolare
           attenzione ai settori dell’edilizia e dei trasporti;
   (f)     cooperazione per l’uso di tecnologie avanzate onde ridurre le perdite tecniche e
           aumentare l’efficienza a livello di produzione, trasmissione e distribuzione
           dell'energia.
IT                                                 58                                               IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 106
                                                 Turismo
   Le priorità della cooperazione in questo campo sono le seguenti:
   (a)      migliorare le conoscenze del settore turistico e assicurare una maggiore coerenza
            delle politiche relative al turismo;
   b)       promuovere la cooperazione tra regioni e città dei paesi limitrofi;
   c)       migliorare le informazioni per i turisti e la tutela dei loro interessi;
   d)       sottolineare l'importanza turistica del patrimonio culturale;
   e)       assicurare che venga adeguatamente mantenuta l'interazione tra turismo e ambiente;
   f)       rendere il turismo più concorrenziale sostenendo una maggiore professionalità, in
            particolare per quanto riguarda la gestione alberghiera;
   g)       scambiare informazioni sui rispettivi programmi di sviluppo e di promozione del
            settore turistico, tra cui progetti di commercializzazione, fiere del turismo, congressi
            e pubblicazioni.
                                               Articolo 107
                                                  Dogane
   1.       Le Parti promuovono e agevolano la cooperazione tra i rispettivi servizi doganali
            onde garantire il conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 36, in particolare la
            semplificazione delle procedure doganali, e facilitare il commercio legittimo pur
            mantenendo la possibilità di esercitare un controllo efficace.
   2.       Fatta salva la cooperazione istituita dal presente accordo, è prevista un'assistenza
            amministrativa reciproca in materia doganale conformemente al protocollo n. 7:
            Assistenza amministrativa reciproca in materia doganale.
   3.       La cooperazione prevede iniziative quali:
            (a)    un’assistenza tecnica comprendente, se del caso, l’organizzazione di seminari e
                   tirocini;
            (b)    la promozione e la condivisione delle pratiche migliori e
            (c)    il perfezionamento e la semplificazione degli aspetti doganali riguardanti
                   l'accesso al mercato, le norme di origine e le procedure doganali connesse.
IT                                                  59                                                IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 108
                                    Cooperazione nel settore statistico
   Il principale obiettivo della cooperazione in questo settore è l'armonizzazione delle
   metodologie al fine di creare una base attendibile per la gestione delle statistiche relative al
   commercio, alla popolazione, ai flussi migratori e in generale a tutti i settori contemplati dal
   presente accordo che si prestino all'elaborazione di statistiche.
                                                TITOLO VII
                     COOPERAZIONE IN CAMPO SOCIALE E CULTURALE
                                                CAPITOLO 1
                                   DIALOGO IN CAMPO SOCIALE
                                                 Articolo 109
   1.       Tra le Parti si instaura un dialogo continuativo su tutti gli aspetti del settore sociale di
            reciproco interesse.
   2.       Tale dialogo serve a ricercare gli strumenti e le modalità attraverso i quali realizzare
            ulteriori progressi per quanto riguarda la circolazione dei lavoratori, la parità di
            trattamento e l'integrazione sociale dei cittadini della Siria e della Comunità che
            risiedono legalmente negli Stati ospiti.
   3.       Il dialogo riguarda in particolare i problemi relativi:
            a)     alle condizioni di vita e di lavoro delle comunità immigrate;
            b)     all'emigrazione;
            c)     ai progetti e ai programmi per la promozione della parità di trattamento tra
                   cittadini della Siria e della Comunità, della conoscenza delle reciproche culture
                   e civiltà, dello sviluppo della tolleranza e dell'eliminazione delle
                   discriminazioni.
                                                CAPITOLO 2
                        AZIONI DI COOPERAZIONE IN CAMPO SOCIALE
                                                 Articolo 110
   1.       Le Parti riconoscono l'importanza dello sviluppo sociale, che dovrebbe procedere di
            pari passo con qualsiasi sviluppo economico. Esse attribuiscono una particolare
            priorità al rispetto dei diritti sociali fondamentali.
IT                                                     60                                                IT
 ---pagebreak---    2.        Per consolidare la cooperazione tra le Parti in campo sociale, si intraprendono azioni
             e programmi relativi a qualsiasi argomento di reciproco interesse.
             Sono considerate prioritarie le seguenti azioni:
             a)    riduzione della pressione migratoria, attraverso la creazione di posti di lavoro e
                   lo sviluppo della formazione nelle zone ad alto tasso di emigrazione;
             b)    reinserimento delle persone immigrate illegalmente e rimpatriate;
             c)    promozione del ruolo della donna nello sviluppo socioeconomico;
             (d)   sviluppo dei programmi siriani di pianificazione familiare e di tutela delle
                   madri e dell’infanzia;
             (e)   miglioramento del sistema di protezione sociale;
             f)    miglioramento del sistema sanitario;
             g)    miglioramento delle condizioni di vita nelle zone svantaggiate a forte
                   concentrazione demografica;
             h)    programmi di scambio per gruppi misti di giovani siriani ed europei onde
                   promuovere la comprensione e la tolleranza reciproche tra le diverse culture.
                                               Articolo 111
   I progetti di cooperazione possono essere realizzati in coordinamento con gli Stati membri e
   con le organizzazioni internazionali competenti.
                                               Articolo 112
   Il Consiglio di associazione può creare, entro la fine del primo anno che segue l’entrata in
   vigore del presente accordo, un gruppo di lavoro incaricato di valutare sistematicamente
   l'attuazione delle disposizioni dei capitoli 1 e 2.
                                              CAPITOLO 3
                                  COOPERAZIONE FINANZIARIA
                                               Articolo 113
   1.        Al fine di migliorare la reciproca conoscenza e comprensione, e coerentemente con i
             progetti già elaborati in materia, le Parti si impegnano, in uno spirito di rispetto delle
             reciproche culture, a porre solide basi per un dialogo culturale regolare e a
             promuovere una cooperazione culturale a lungo termine in qualsiasi settore di attività
             pertinente.
   2.        Nella definizione dei progetti e dei programmi di cooperazione e delle attività
             congiunte, le Parti dedicano particolare attenzione ai giovani e alle tecniche di
IT                                                  61                                                  IT
 ---pagebreak---              espressione e di comunicazione attraverso i mezzi scritti e audiovisivi, alle questioni
             attinenti alla tutela del patrimonio e alla diffusione della cultura.
   3.        Le Parti cercano di incentivare la partecipazione siriana alle iniziative comunitarie
             nel settore.
   4.        Le Parti promuovono attività di reciproco interesse nel settore dell'informazione e
             delle comunicazioni.
                                               TITOLO VIII
    COOPERAZIONE IN MATERIA DI GIUSTIZIA, MIGRAZIONE E LOTTA CONTRO LA
                                    CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
                                                Articolo 114
                              Potenziamento delle istituzioni e Stato di diritto
   Nella loro cooperazione nei settori contemplati dal presente titolo, le Parti annettono
   particolare importanza al consolidamento dello Stato di diritto e al rafforzamento delle
   istituzioni a tutti i livelli dell’amministrazione in generale e per quanto riguarda le autorità
   incaricate dell’applicazione della legge e il funzionamento dell’apparato giudiziario in
   particolare.
   La cooperazione nel settore della giustizia si prefigge in particolare l’indipendenza del
   sistema giudiziario e il miglioramento della sua efficienza, nonché la formazione degli
   operatori del settore.
                                                Articolo 115
                                  Cooperazione in materia di migrazione
   1.        Le Parti ribadiscono l'importanza che esse attribuiscono alla gestione congiunta dei
             flussi migratori tra i rispettivi territori. Al fine di consolidare la cooperazione in tal
             senso, le Parti organizzeranno un dialogo esaustivo su tutti gli aspetti della
             migrazione, compresi l'immigrazione illegale, la tratta degli esseri umani e
             l'integrazione di tale problematica nelle strategie nazionali di sviluppo economico e
             sociale delle zone di origine dei migranti.
   2.        La cooperazione si baserà su una valutazione dei bisogni specifici realizzata in
             consultazione reciproca tra le Parti e sarà attuata conformemente alla legislazione
             pertinente in vigore nella Comunità, negli Stati membri e in Siria. La cooperazione
             verterà in particolare sui seguenti aspetti:
             a)     le cause di fondo dell’emigrazione;
             b)     le norme di ammissione, i diritti e lo status delle persone ammesse, l'equità di
                    trattamento per i non cittadini che risiedono legalmente nel paese, l'istruzione,
                    la formazione e le misure contro il razzismo e la xenofobia;
IT                                                    62                                                IT
 ---pagebreak---             c)    il settore dei visti, per quanto riguarda gli aspetti di interesse reciproco;
            d)    i controlli alle frontiere, affrontando aspetti quali l'organizzazione, la
                  formazione, le migliori prassi ed altre misure operative sul campo e, se
                  opportuno, la fornitura di attrezzature, tenendo presente il loro possibile
                  duplice uso;
            e)    l'elaborazione di un'efficace politica di prevenzione contro l'immigrazione
                  illegale, il traffico di migranti e la tratta di esseri umani, ivi compresa
                  l'elaborazione di misure di lotta contro la rete di passatori e trafficanti e di
                  protezione delle vittime di tali traffici e tratte;
            f)    l’elaborazione e l'attuazione di norme e procedure nazionali riguardanti le
                  persone che hanno bisogno di una protezione internazionale per conformarsi
                  alle disposizioni degli strumenti internazionali pertinenti;
            g)    il rimpatrio, in condizioni di rispetto della dignità umana, delle persone che
                  risiedono illegalmente, compresa la promozione del ritorno volontario, e la loro
                  riammissione, ai sensi del paragrafo 3;
   3.       Nel quadro della cooperazione intesa a evitare e controllare l'immigrazione illegale,
            le Parti decidono inoltre di riammettere i propri immigrati illegali. A tal fine:
            una volta espletate le necessarie procedure di identificazione, la Siria riammette tutti
            i suoi cittadini presenti illegalmente sul territorio di uno Stato membro dell’Unione
            europea, su richiesta di quest'ultimo e senza altre formalità;
            una volta espletate le necessarie procedure di identificazione, ciascuno Stato membro
            dell’Unione europea riammette tutti i suoi cittadini presenti illegalmente sul territorio
            della Siria, su richiesta di quest'ultima e senza altre formalità;
   Gli Stati membri dell'Unione europea e la Siria forniscono ai rispettivi cittadini adeguati
   documenti di identità e mettono a loro disposizione le risorse amministrative necessarie a tale
   scopo.
   Le Parti decidono di concludere appena possibile, su richiesta, un accordo che disciplini gli
   obblighi specifici degli Stati membri dell’Unione europea e della Siria in materia di
   riammissione riguardanti, tra l'altro, i cittadini di altri paesi e gli apolidi.
   A tale scopo, con il termine "Parti" si intenderanno la Comunità europea, ciascuno dei suoi
   Stati membri e la Siria.
                                                Articolo 116
                                          Riciclaggio del denaro
   1.       Le Parti convengono sulla necessità di prodigare ogni sforzo e di collaborare al fine
            di evitare che i loro sistemi finanziari siano utilizzati per il riciclaggio dei proventi
            delle attività illecite in generale, e dei reati connessi alle droghe e alle sostanze
            psicotrope illecite in particolare.
IT                                                   63                                               IT
 ---pagebreak---    2. La cooperazione nel settore potrebbe comprendere un’assistenza amministrativa e
      tecnica volta a sostenere l’attuazione delle normative e a garantire un efficace
      funzionamento di meccanismi adeguati per la lotta contro il riciclaggio del denaro in
      linea con gli standard accettati a livello internazionale, comprese le raccomandazioni
      della task force Azione finanziaria (FATF).
                                           Articolo 117
               Cooperazione nel settore della lotta contro le droghe illecite
   1. Nei limiti dei rispettivi poteri e delle rispettive competenze, le Parti collaborano per
      garantire un’impostazione equilibrata e un coordinamento efficace tra le autorità
      competenti, anche nei settori della sanità, della giustizia e degli affari interni, onde
      ridurre l’offerta, il traffico e la domanda di droghe illecite e garantire un controllo più
      efficace del traffico illecito di precursori chimici.
   2. Le Parti concordano gli opportuni metodi di cooperazione per conseguire tali
      obiettivi. I loro interventi si basano su principi concordati conformi alle convenzioni
      internazionali pertinenti, alla dichiarazione politica e alla dichiarazione speciale sugli
      orientamenti per ridurre la domanda di droga, approvata dall'Assemblea generale
      delle Nazioni Unite durante la sessione speciale sulla droga del 1998.
   3. La cooperazione tra le Parti comprende assistenza tecnica e amministrativa, in
      particolare nei seguenti settori: elaborazione delle normative e delle politiche
      nazionali; creazione di enti e centri di informazione; formazione del personale;
      ricerca nel campo della droga; prevenzione dell'utilizzazione abusiva di precursori
      per la produzione illecita di stupefacenti e sostanze psicotrope. Le Parti possono
      concordare l'inclusione di altri settori.
                                           Articolo 118
                    Cooperazione per la lotta alla criminalità organizzata
   1. Le Parti decidono di collaborare per prevenire e combattere la criminalità
      organizzata, segnatamente nei seguenti settori: tratta di esseri umani; falsificazione
      dei documenti; sfruttamento per scopi sessuali; corruzione, falsificazione di
      strumenti finanziari; traffico illecito di prodotti vietati, usurpativi o contraffatti e
      operazioni illegali riguardanti, in particolare, i rifiuti industriali o i materiali
      radioattivi; traffico di armi da fuoco e di esplosivi; criminalità informatica; auto
      rubate.
   2. Le Parti collaborano strettamente per creare meccanismi e istituire norme
      appropriate.
   3. Nell'ambito della cooperazione tecnica e amministrativa nel settore si impartirà la
      necessaria formazione e si migliorerà l'efficienza delle autorità e delle strutture
      incaricate di combattere e di prevenire la criminalità, nonché di definire misure atte a
      conseguire questi obiettivi.
IT                                              64                                                IT
 ---pagebreak---                                               TITOLO IX
                       COOPERAZIONE PER LA LOTTA AL TERRORISMO
                                              Articolo 119
   Le Parti decidono di collaborare per la prevenzione e l'eliminazione degli atti terroristici
   conformemente alle convenzioni internazionali, alle pertinenti risoluzioni ONU e alle
   rispettive legislazioni e normative. Esse opereranno in particolare:
   1.        nel quadro dell'attuazione completa della risoluzione 1373 del Consiglio di sicurezza
             dell'ONU e delle altre risoluzioni ONU, delle convenzioni e degli strumenti
             internazionali pertinenti;
   2.        mediante scambi di informazioni sui gruppi terroristici e sulle reti di supporto, di
             comune accordo e conformemente alla legislazione internazionale e nazionale;
   3.        attraverso consultazioni sui mezzi e sui metodi utilizzati per contrastare il terrorismo,
             anche dal punto di vista tecnico e della formazione, e scambi di esperienze in materia
             di prevenzione del terrorismo.
                                               TITOLO X
                                  COOPERAZIONE FINANZIARIA
                                              Articolo 120
   Per conseguire gli obiettivi del presente accordo e aiutare la Siria ad attuare le riforme
   necessarie per sfruttare appieno questo nuovo contesto, la cooperazione finanziaria a favore
   della Siria si svolge in funzione delle procedure e delle risorse finanziarie della Comunità.
   Le procedure suddette vengono concordate tra le Parti mediante gli strumenti più adatti.
   Oltre agli aspetti contemplati dai Titoli VI e VIII dell'accordo, la cooperazione finanziaria
   verte sui seguenti aspetti:
   a)        promozione delle riforme         finalizzate all'ammodernamento dell'economia e
             dell’amministrazione;
   b)        potenziamento delle infrastrutture economiche;
   c)        promozione degli investimenti privati e delle attività generatrici di posti di lavoro;
   d)        adeguamento alle ripercussioni economiche della progressiva introduzione di una
             zona di libero scambio, in particolare tramite il potenziamento e la ristrutturazione
             dell'industria;
   e)        misure di accompagnamento delle politiche attuate nel settore sociale.
IT                                                  65                                                 IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 121
   Nel quadro degli strumenti finanziari comunitari esistenti destinati a sostenere i programmi di
   adeguamento strutturale nei paesi mediterranei, e in stretto coordinamento con le autorità
   siriane e con altri donatori, in particolare le altre istituzioni finanziarie internazionali, la
   Comunità studierà gli strumenti più adeguati per sostenere le politiche strutturali della Siria
   volte a ristabilire l'equilibrio finanziario dei principali aggregati e a favorire la creazione di un
   ambiente economico propizio all'accelerazione della crescita, migliorando al tempo stesso il
   benessere sociale della popolazione.
                                                Articolo 122
   Per garantire l'adozione di un'impostazione coordinata nei confronti di eventuali problemi
   macroeconomici e finanziari a carattere eccezionale che dovessero derivare dall'attuazione del
   presente accordo, le Parti seguono con particolare attenzione l'evoluzione dei reciproci scambi
   commerciali e l'andamento delle relazioni finanziarie tra la Comunità e la Siria nel quadro del
   dialogo economico regolare istituito ai sensi del titolo VI.
                                                TITOLO XI
                       DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI, GENERALI E FINALI
                                                Articolo 123
   È istituito un Consiglio di associazione che si riunisce a livello ministeriale una volta ogni due
   anni e quando le circostanze lo richiedano, su iniziativa del presidente e alle condizioni
   previste nel suo regolamento interno.
   Il Consiglio valuta i progressi fatti in sede di applicazione del presente accordo e di
   cooperazione a favore delle riforme e dello sviluppo della Siria. Esamina tutte le questioni
   importanti connesse al presente accordo, come il suo impatto economico e sociale, e tutti gli
   altri temi bilaterali o internazionali di reciproco interesse.
                                                Articolo 124
   1.        Il Consiglio di associazione è composto da membri del Consiglio dell'Unione
             europea e da membri della Commissione delle Comunità europee, da una parte, e da
             membri del governo della Siria, dall'altra.
   2.        I membri del Consiglio di associazione possono farsi rappresentare, alle condizioni
             previste dal suo regolamento interno.
   3.        Il Consiglio di associazione adotta il proprio regolamento interno.
   4.        Il Consiglio di associazione è presieduto a turno da un membro del Consiglio
             dell'Unione europea e da un membro del governo della Siria, secondo le disposizioni
             stabilite nel suo regolamento interno.
IT                                                   66                                                  IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 125
   1.         Per conseguire gli obiettivi dell’accordo, il Consiglio di associazione ha il potere di
              prendere decisioni nei casi ivi specificati.
   2.         Le decisioni adottate sono vincolanti per le Parti, che prendono le misure necessarie
              per la loro attuazione. Il Consiglio di associazione può altresì formulare adeguate
              raccomandazioni.
   3.         Le decisioni e raccomandazioni sono adottate di comune accordo tra le Parti.
                                                Articolo 126
   1.         È istituito un Comitato di associazione, incaricato dell'attuazione dell'accordo fatte
              salve le competenze attribuite al Consiglio.
   2.         Il Consiglio di associazione può delegare al Comitato di associazione la totalità o una
              parte delle proprie competenze.
                                                Articolo 127
   1.         Il Comitato di associazione, che si riunisce a livello di funzionari, è composto da
              rappresentanti del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione delle
              Comunità europee, da una parte, e da rappresentanti del governo della Siria,
              dall'altra.
   2.         Il Comitato di associazione adotta il proprio regolamento interno.
   3.         Il Comitato di associazione è presieduto, a turno, da un rappresentante della
              Commissione europea e da un rappresentante del governo della Siria.
                                                Articolo 128
   1.         Il Comitato di associazione è abilitato a prendere decisioni per la gestione
              dell'accordo, nonché nei settori per i quali il Consiglio gli ha delegato le proprie
              competenze.
   2.         Esso elabora le raccomandazioni previo accordo tra le Parti. Le decisioni adottate
              sono vincolanti per le Parti, che prendono le misure necessarie per la loro attuazione.
                                                Articolo 129
   Il Consiglio di associazione istituisce tutti i gruppi di lavoro/organi necessari per
   l'applicazione dell'accordo e crea, entro sei mesi dall'applicazione dei titoli II-V, l’organo di
   cui al titolo V, capitolo II, articolo 76.
IT                                                   67                                               IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 130
   Il Consiglio di associazione adotta tutte le misure utili per agevolare la cooperazione e i
   contatti tra il Parlamento europeo e il Parlamento siriano.
                                                Articolo 131
   Ciascuna delle Parti può adire il Consiglio di associazione in merito a qualsiasi problema di
   interpretazione e di applicazione del presente accordo, fatta eccezione per le questioni
   contemplate dal Titolo V relativo alla composizione delle vertenze commerciali per i Titoli
   II-IV.
                                                Articolo 132
   Nessuna disposizione del presente accordo impedisce a una Parte di adottare qualsiasi misura:
   a)         ritenuta necessaria a precludere la divulgazione di informazioni contrarie ai suoi
              interessi essenziali in materia di sicurezza;
   b)         inerente alla produzione o al commercio di armi, munizioni o materiale bellico o alla
              ricerca, allo sviluppo o alla produzione indispensabili in materia di difesa, a
              condizione che tali misure non alterino le condizioni di concorrenza rispetto a
              prodotti non destinati ad uso specificamente militare;
   c)         ritenuta essenziale per la propria sicurezza in caso di gravi disordini interni che
              compromettano il mantenimento dell'ordine pubblico, in tempo di guerra o in
              occasione di gravi tensioni internazionali che possano sfociare in una guerra o ai fini
              del rispetto di impegni assunti per il mantenimento della pace e della sicurezza
              internazionale.
                                                Articolo 133
   Nei settori contemplati dal presente accordo e fatta salva qualsiasi disposizione speciale ivi
   contenuta:
   a)         il regime applicato dalla Siria nei confronti della Comunità non può dar luogo ad
              alcuna discriminazione tra gli Stati membri, i loro cittadini o le loro società;
   b)         il regime applicato dalla Comunità nei confronti della Siria non può dar luogo ad
              alcuna discriminazione tra cittadini o società della Siria.
                                                Articolo 134
   Per quanto riguarda le imposte dirette, nessuna disposizione del presente accordo avrà
   l'effetto:
   a)         di ampliare i benefici in campo fiscale concessi da una delle Parti in qualsiasi
              accordo o intesa internazionale al cui rispetto detta Parte sia tenuta;
IT                                                    68                                              IT
 ---pagebreak---    b)        di impedire l'adozione o l'applicazione, ad opera di una delle Parti, di qualsiasi
             misura destinata a evitare l'elusione o l'evasione fiscale;
   c)        di ostacolare il diritto di una Parte di applicare le disposizioni pertinenti della sua
             legislazione fiscale ai contribuenti che non si trovano in una situazione identica, in
             particolare per quanto riguarda la loro residenza.
                                                Articolo 135
   1.        Le Parti adottano qualsiasi misura generale o particolare necessaria per
             l'adempimento degli obblighi che incombono loro ai sensi dell'accordo. Esse si
             adoperano per il conseguimento degli obiettivi fissati dall'accordo.
   2.        Qualora una delle Parti ritenga che l'altra Parte non abbia adempiuto a un obbligo
             previsto dal presente accordo, può prendere le misure appropriate. Prima di
             procedere, fatta eccezione per i casi particolarmente urgenti, essa fornisce al
             Consiglio di associazione tutte le informazioni pertinenti necessarie per un esame
             approfondito della situazione onde cercare una soluzione accettabile per entrambe le
             Parti.
             Nella scelta delle misure, si privilegiano quelle che perturbano meno il
             funzionamento dell'accordo. Le misure decise vengono comunicate senza indugio al
             Consiglio di associazione e, qualora l'altra Parte ne faccia richiesta, sono oggetto di
             consultazioni in seno al Consiglio di associazione.
                                                Articolo 136
                                     Ravvicinamento delle legislazioni
   Le Parti fanno il possibile per ravvicinare le rispettive legislazioni onde agevolare l'attuazione
   del presente accordo.
                                                Articolo 137
   I protocolli 1-8 e gli allegati I-VIII costituiscono parte integrante del presente accordo.
   Le dichiarazioni e gli scambi di lettere figurano nell'atto finale che costituisce parte integrante
   del presente accordo.
                                                Articolo 138
   Ai fini del presente accordo, per "Parti" si intendono la Siria, da una parte, e la Comunità, o
   gli Stati membri, o la Comunità e gli Stati membri, secondo le loro rispettive competenze,
   dall'altra.
IT                                                   69                                                IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 139
   L'accordo è concluso per un periodo illimitato.
   Ciascuna delle Parti può denunciare l'accordo dandone notifica all'altra Parte. L'accordo cessa
   di applicarsi sei mesi dopo la data di tale notifica.
                                               Articolo 140
   Il presente accordo si applica, da un lato, ai territori in cui si applica il trattato che istituisce la
   Comunità europea, alle condizioni ivi specificate, e, dall'altro, al territorio della Siria.
                                               Articolo 141
   Il presente accordo, redatto in due esemplari in lingua araba, ceca, danese, estone, finlandese,
   francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, olandese, polacca, portoghese,
   slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca e ungherese, ciascun testo facente ugualmente
   fede, è depositato presso il Segretariato generale del Consiglio dell'Unione europea.
                                               Articolo 142
   1.       Il presente accordo è approvato dalle Parti secondo le rispettive procedure. L'accordo
            entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data in cui le Parti si
            comunicano reciprocamente che le procedure di cui al presente paragrafo sono state
            espletate.
   2.       A decorrere dalla sua entrata in vigore, il presente accordo sostituisce l'accordo tra la
            Comunità economica europea e la Siria e l'accordo tra la Comunità europea del
            carbone e dell'acciaio e la Siria, firmati a Bruxelles il 18 gennaio 1977.
                                               Articolo 143
                                       Applicazione provvisoria
   1.       Fatto salvo l’articolo 142, la Comunità e la Siria decidono di applicare l’articolo 2,
            gli articoli 7-42 (Titolo II: Libera circolazione delle merci), gli articoli 61 e 63
            (Pagamenti e movimenti di capitali), gli articoli 64-73 (Concorrenza, Commesse
            pubbliche e Altre questioni economiche), gli articoli 74-89 (Titolo V: Composizione
            delle controversie), l’articolo 97 (Cooperazione industriale), l’articolo 99 (Standard,
            regolamenti tecnici e procedure di valutazione della conformità), l’articolo 100
            (Cooperazione relativa ai diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale),
            l’articolo 101 (Servizi finanziari), l’articolo 102 (Agricoltura e pesca), l’articolo 107
            (Cooperazione doganale), l’articolo 120, gli articoli 132-138 e gli articoli 140 e 141
            (Titolo XI: Disposizioni istituzionali, generali e finali) dal primo giorno del terzo
            mese successivo alla data in cui la Comunità e la Siria si sono notificate l’avvenuto
            espletamento delle procedure necessarie a tal fine. Le notifiche sono destinate al
IT                                                  70                                                      IT
 ---pagebreak---       Segretario generale del Consiglio dell'Unione europea, depositario del presente
      accordo.
   2. Il Consiglio di cooperazione istituito nel quadro dell'accordo di cooperazione firmato
      il 18 gennaio 1977 tra la Comunità economica europea e la Repubblica araba siriana
      eserciterà le sue funzioni mutatis mutandis fino all'istituzione del Consiglio di
      associazione e del Comitato di associazione di cui al titolo XI dell'accordo di
      associazione.
      Durante l'applicazione provvisoria degli articoli summenzionati, gli eventuali
      riferimenti al “Consiglio di associazione” e al “Comitato di associazione” saranno
      intesi come riferimenti al Consiglio di cooperazione e ai comitati istituiti da
      quest'ultimo.
   3. Quando le Parti applicano una disposizione del presente accordo, a norma del
      paragrafo 1, in attesa della sua entrata in vigore, si considera che tutti i riferimenti
      alla data di entrata in vigore del presente accordo contenuti in questa disposizione
      indichino la data a decorrere dalla quale le Parti decidono di applicarla a norma del
      paragrafo 1.
IT                                          71                                                 IT
 ---pagebreak---    Dichiarazione comune relativa all’intero accordo
   Le Parti, le cui relazioni si svilupperanno in base al presente accordo, ribadiscono il loro
   deciso impegno a rispettare i principi e gli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite e decidono
   di collaborare per instaurare una pace giusta e globale in Medio Oriente conformemente al
   mandato di Madrid e alle risoluzioni 242 e 338 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,
   nonché di adoperarsi per creare nella regione una zona priva di armi di distruzione di massa,
   nucleari, biologiche e chimiche affinché regnino stabilità e prosperità.
   Dichiarazione della Comunità europea relativa all'articolo 64
   La Comunità dichiara che, nell'ambito dell'articolo 64, paragrafo 1, valuterà tutte le pratiche
   incompatibili con detto articolo secondo i criteri derivanti dalle norme contenute negli articoli
   81 e 82 del trattato che istituisce la Comunità europea, compreso il diritto derivato.
   Dichiarazione comune relativa all'articolo 64
   Le Parti prendono atto dell’intenzione della Siria di elaborare il suo diritto nazionale in
   materia di concorrenza, tenendo conto delle norme di concorrenza in vigore nell’Unione
   europea. L’applicazione dei metodi di cooperazione amministrativa di cui all’articolo 64,
   paragrafo 2 è subordinata all’entrata in vigore della legislazione siriana in materia di
   concorrenza e all'insediamento dell'autorità responsabile della sua applicazione.
   Dichiarazione della Commissione europea e del Consiglio dell’Unione europea in merito
   all’articolo sulla cooperazione in materia di migrazione (articolo 115)
   L'articolo 115 lascia impregiudicata la divisione interna dei poteri tra la Comunità europea e i
   suoi Stati membri per la conclusione di accordi di riammissione.
   Dichiarazione comune sulla cooperazione in materia di migrazione (articolo 115, lettera
   f))
   Le Parti convengono che nell’applicare l’articolo 115, lettera f) del titolo VIII garantiranno il
   rispetto del principio del “non-refoulement” fatte salve le disposizioni della risoluzione 194
   (1948) dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
   Dichiarazione comune relativa all'articolo 113
   Le Parti riserveranno particolare attenzione alla tutela, alla conservazione e al restauro dei siti
   archeologici e dei monumenti.
   Le Parti decidono di collaborare per il rimpatrio degli beni archeologici appartenenti al
   patrimonio culturale della Siria usciti illegalmente dal paese, in linea con la convenzione
   internazionale concernente le misure da prendere per impedire l’importazione, l’esportazione
   e i trasferimenti illeciti di beni culturali (UNESCO 1970).
IT                                                  72                                                 IT
 ---pagebreak---    Dichiarazione comune sullo schema di preferenze generalizzate della CE
   Le preferenze concesse nell’ambito del presente accordo comprendono quelle accordate nel
   quadro dello schema di preferenze generalizzate (SPG) della Comunità europea a norma del
   regolamento (CE) n. 2501/2001 del 10 dicembre 2001 relativo all'applicazione di uno schema
   di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° gennaio 2002-31 dicembre 2004,
   prorogato nel 2005 con regolamento (CE) n. 2211/2003 del Consiglio del 15 dicembre 2003.
   A tempo debito, quindi, la Comunità europea prenderà provvedimenti per depennare la Siria
   dall’elenco dei paesi beneficiari dell’SPG.
IT                                              73                                            IT
 ---pagebreak---    ELENCO DEI PROTOCOLLI E DEGLI ALLEGATI
   Protocollo 1:  Regime applicabile alle importazioni nella Comunità dei prodotti agricoli
                  originari della Siria.
   Protocollo 2:  Regime applicabile alle importazioni in Siria dei prodotti agricoli originari
                  della Comunità.
   Protocollo 3:  Regime applicabile alle importazioni nella Comunità dei prodotti della
                  pesca originari della Siria.
   Protocollo 4:  Regime applicabile alle importazioni in Siria dei prodotti della pesca
                  originari della Comunità.
   Protocollo 5:  Regime applicabile ai prodotti agricoli trasformati.
   Protocollo 6:  Definizione di       “prodotti    originari”    e    metodi  di cooperazione
                  amministrativa.
   Protocollo 7:  Assistenza amministrativa reciproca in materia doganale.
   Protocollo 8:  Elenco dei prodotti di cui all’articolo 13, paragrafo 7.
   Allegato I:    Tariffa siriana di cui all’articolo 9, paragrafo 3.
   Allegato II:   Elenco dei prodotti di cui agli articoli 11 e 16.
   Allegato III:  Elenco delle riserve comunitarie di cui all’articolo 43, paragrafo 1, lettera
                  b) (Diritto di stabilimento).
   Allegato IV:   Elenco delle riserve siriane di cui all’articolo 43, paragrafo 2, lettera a)
                  (Diritto di stabilimento).
   Allegato V:    Modalità di cooperazione            di  cui    all’articolo 64, paragrafo   2
                  (Concorrenza).
   Allegato VI:   Diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale.
   Allegato VII:  Commesse pubbliche: disposizioni procedurali, elenco di enti e altri
                  documenti.
   Allegato VIII: Composizione delle controversie (titolo V): disposizioni procedurali e
                  codice di condotta.
IT                                             74                                               IT
 ---pagebreak---                                                                                                (fichefin/04/32780)
                FINANCIAL STATEMENT
                                                                                               DATE: 25/10/2004
   1.    BUDGET HEADING:                                                                       APPROPRIATIONS:
         Chapter 10 – Agricultural Duties                                                      Budget 2004:
                                                                                               € 858,975 million
   2.    TITLE:
         Euro-Mediterranean Agreement establishing an association between the European Community and its
         Member States of the one part, and the Syrian Arab Republic of the other part
   3.    LEGAL BASIS:
         Article 310 of the Treaty, in conjunction with Article 300 (2) and Article 300 (3)
   4.    AIMS:
         To establish an association between the Community and the Syrian Arab Republic
   5.    FINANCIAL IMPLICATIONS                              12 MONTH              CURRENT            FOLLOWING
                                                               PERIOD             FINANCIAL            FINANCIAL
                                                                                      YEAR                YEAR
                                                                                       2004                2005
                                                            (EUR million)        (EUR million)        (EUR million)
   5.0   EXPENDITURE                                              0,024                  -                0,024
         -         CHARGED TO THE EC BUDGET
         (REFUNDS/INTERVENTIONS)
         -         NATIONAL AUTHORITIES
         -         OTHER
   5.1   REVENUE                                                 -1.336                  -                -1.336
         -         OWN RESOURCES OF THE EC
         (LEVIES/CUSTOMS DUTIES)
         -         NATIONAL
                                                                 2006              2007          2208
   5.0.1 ESTIMATED EXPENDITURE                                   0,024             0,024         0,024
   5.1.1 ESTIMATED REVENUE                                      -1.336            -1.336        -1.336         […]
   5.2   METHOD OF CALCULATION:
         Expenditure:        12 man-missions per year x €2000 per mission
         Revenue:
         Revenue loss is based on current trade levels, and is estimated at an annual € 11.000 for processed
         agricultural products and at € 1,77 million for agricultural products. This amount will not be affected by
         increases in trade volumes within the tariff quotas, since this is unlikely to exceed quota levels in the
         coming few years. The amount is reduced by 25% for collection costs.
   6.0   CAN THE PROJECT BE FINANCED FROM APPROPRIATIONS ENTERED IN THE
         RELEVANT CHAPTER OF THE CURRENT BUDGET?                                                              YES
   6.1   CAN THE PROJECT BE FINANCED BY TRANSFER BETWEEN CHAPTERS OF
         THE CURRENT BUDGET?                                                                                  YES
   6.2   WILL A SUPPLEMENTARY BUDGET BE NECESSARY?                                                             NO
   6.3   WILL APPROPRIATIONS NEED TO BE ENTERED IN FUTURE BUDGETS?                                             NO
   OBSERVATIONS:
   The yearly gross loss in own resources in 2005 and later is estimated at € 1,781 million (before deduction of
   25% for collection costs) yearly.
IT                                                        75                                                        IT