CELEX: 62013TN0045
Language: it
Date: 2013-01-29 00:00:00
Title: Causa T-45/13: Ricorso proposto il 29 gennaio 2013 — Rose Vision y Seseña/Commissione

22.6.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 178/10
            
         Ricorso proposto il 29 gennaio 2013 — Rose Vision y Seseña/Commissione
   (Causa T-45/13)
   2013/C 178/19
   Lingua processuale: lo spagnolo
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Rose Vision, SL (Seseña, Spagna) e Julián Seseña (Pozuelo de Alarcón, Spagna) (rappresentanti: avv.ti M. Muñiz Bernuy e Á. Alonso Villa)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare le decisioni di sospensione dei pagamenti concessi;
            
         
               —
            
            
               cancellare il nominativo della Rose Visión, S. L., dal registro delle esclusioni e dal sistema di allarme rapido (SAR);
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta al pagamento dell’importo di EUR 5 000 624 a titolo di risarcimento danni.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Uno dei ricorrenti, un’impresa operante principalmente nel settore delle telecomunicazioni, informazione e documentazione, e servizi di consulenza in materia di telecomunicazioni, ricerca e innovazione, ha collaborato con la Commissione dal 2002 nell’ambito di numerosi progetti.
   Il presente ricorso ha origine in due verifiche effettuate tra il febbraio e l’aprile del 2011 presso l’impresa ricorrente. Nelle relative relazioni sono addebitati all’impresa ricorrente diversi inadempimenti e irregolarità, che hanno motivato la sospensione di pagamenti pendenti.
   I ricorrenti sostengono che tali addebiti non corrispondono ai fatti. In realtà, un’attenta lettura di una delle relazioni di verifica sopra menzionate consente di appurare, a parere dei ricorrenti, che il fine perseguito è quello di condurre un attacco ingiustificato nei loro confronti, screditandoli. Infatti, la relazione di verifica in parola si basa soprattutto su informazioni non accertate. Tale comportamento della Commissione integra piuttosto un’attività d’investigazione, di controllo o di istruzione, che non un’attività di verifica, la quale è diretta all’accertamento di dati e ad assicurare l’affidabilità delle fonti.
   Tutto ciò ha causato all’impresa ricorrente un danno grave, di natura non solo economica, ma che lede altresì la loro reputazione professionale e credibilità.