CELEX: 31983D0014
Language: it
Date: 1983-01-11 00:00:00
Title: 83/14/CEE: Decisione della Commissione dell'11 gennaio 1983 che autorizza l'Italia ad adottare provvisoriamente disposizioni complementari per premunirsi contro l'introduzione di Erwinia amylovora (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

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31983D0014

83/14/CEE: Decisione della Commissione dell'11 gennaio 1983 che autorizza l'Italia ad adottare provvisoriamente disposizioni complementari per premunirsi contro l'introduzione di Erwinia amylovora (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 017 del 21/01/1983 pag. 0049 - 0051

*****DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  dell'11 gennaio 1983  che autorizza l'Italia ad adottare provvisoriamente disposizioni complementari per premunirsi contro l'introduzione di Erwinia amylovora  (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)  (83/14/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  vista la direttiva n. 77/93/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro l'introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali (1), modificata da ultimo dalla direttiva 81/7/CEE (2), in particolare l'articolo 15, paragrafo 2,  vista la comunicazione dell'Italia del 26 aprile 1982,  considerando che, a norma delle disposizioni della direttiva 77/93/CEE, i vegetali o i prodotti vegetali possono essere introdotti in uno Stato membro soltanto se sono esenti da Erwinia amylovora; che, per taluni vegetali, gli Stati membri speditori devono adottare apposite misure, onde accertare che non siano contaminati da tale organismo nocivo;  considerando, tuttavia, che se uno Stato membro ritiene che vi sia un rischio imminente di introduzione o di diffusione di organismi nocivi nel suo territorio, può adottare provvisoriamente le necessarie disposizioni complementari per premunirsi contro tale rischio;  considerando che l'Italia ha comunicato l'11 settembre 1981 che, in data 3 settembre 1981, è stato approvato un decreto del ministero dell'agricoltura e delle foreste che vieta, con effetto dal 1o ottobre 1981, l'introduzione in Italia di vegetali, ad eccezione dei frutti e dei semi, dei generi Cotoneaster, Crataegus, Cydonia, Malus, Pyracantha, Pyrus, Sorbus e Stranvaesia, originari dei Paesi Bassi;  considerando che l'Italia ha giustificato tale misura sostenendo che la presenza di Erwinia amylovora è stata constatata su un campione di 100 gemme prelevate ufficialmente il 13 novembre 1980 da una partita di piantoni di meli « Jonagold M.IX » provenienti dai Paesi Bassi;  considerando che, con decisione 81/973/CEE (3), la Commissione ha autorizzato l'Italia ad adottare provvisoriamente, per un periodo che scadeva il 15 aprile 1982, talune disposizioni complementari ivi definite per premunirsi contro l'introduzione dell'organismo di cui trattasi, fermo restando che l'Italia abroghi le misure adottate il 3 settembre 1981 con effetto dal ventesimo giorno successivo alla data di notifica della suddetta decisione;  considerando che, con comunicazione del 26 aprile 1982, l'Italia ha informato che un decreto del ministero dell'agricoltura e delle foreste, adottato il 22 marzo 1982 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana il 9 aprile 1982, vieta fino a nuovo ordine l'introduzione in Italia di vegetali del genere Chaenomeles, Cotoneaster, Crataegus, Cydonia, Malus, Pyracantha, Pyrus, Sorbus e Stranvaesia originari da tutti i paesi europei eccettuati i frutti e i semi;  considerando che l'Italia ha giustificato tali misure sostenendo che  - l'organismo si è insediato in quasi tutti gli Stati membri,  - focolai di infezione si trovano ovunque,  - le campagne di eradicazione condotte dai servizi della protezione dei vegetali dei paesi interessati non hanno avuto successo,  - esistono tra i paesi contaminati e i paesi non contaminati scambi di piante ospiti non controllati dal punto di vista fitosanitario,  - l'Italia è esposta al rischio di introduzione di questo organismo e di distruzione dei propri frutteti e che le cause di questo rischio possono essere attribuite essenzialmente all'insufficienza della regolamentazione comunitaria, alla natura dell'organismo, alla struttura della coltura esistente nel paese e alle condizioni climatiche dello stesso;  considerando che l'Italia non ha fornito in merito precisazioni sufficienti che consentano di formulare un giudizio circa la presupposta esistenza di scambi « non controllati », le modalità di tali scambi, i rischi che ne risultano eventualmente e le loro cause, le quali possono dipendere più da un'applicazione inadeguata delle disposizioni comunitarie che da una insufficienza delle garanzie da queste fornite;  considerando che l'Erwinia amylovora si è peraltro diffusa recentemente in modo preoccupante in certi paesi già contaminati;  considerando che attualmente non vi sono mezzi adeguati per lottare efficacemente contro il batterio;  considerando che non è pertanto escluso che la situazione che ha indotto la Commissione ad adottare la decisione 81/973/CEE si riproduca con effetti che non possono più essere controllati, tenuto conto delle disposizioni attualmente previste nella direttiva stessa; che l'organismo nocivo in questione non può essere individuato sui prodotti mediante esami visivi;  considerando che, in attesa dei risultati delle investigazioni menzionate nei considerando della decisione 81/973/CEE e tenuto conto delle informazioni raccolte ai fini di una revisione delle disposizioni comunitarie relative all'Erwinia amylovora, è opportuno pertanto adottare provvisoriamente misure che tengano conto tanto dell'interesse legittimo dell'Italia di essere protetta dall'introduzione del batterio in questione, quanto del principio della libera commercializzazione;  considerando che l'insieme di questi elementi autorizza a ritenere che vi sia un pericolo imminente di introduzione di tale organismo in Italia, che ne è attualmente esente; che l'Italia può pertanto esigere provvisoriamente garanzie complementari a quelle fornite dalle disposizioni comunitarie, in attesa di un rafforzamento delle garanzie comunitarie per quanto riguarda Erwinia amylovora mediante la modifica della direttiva 77/93/CEE, che la Commissione ha recentemente proposto al Consiglio;  considerando tuttavia che un divieto assoluto di introduzione di determinati materiali di moltiplicazione sembra eccessivo quando gli Stati membri speditori sono in grado di fornire le garanzie complementari richieste;  considerando che è quindi opportuno autorizzare l'Italia, per un periodo determinato, ad esigere dagli altri Stati membri, all'atto dell'introduzione dei vegetali in questione, una serie di garanzie tecniche complementari rispetto alle disposizioni comunitarie, tenuto conto dell'assenza dell'organismo in taluni Stati membri o in talune regioni, e a prevedere sul proprio territorio talune misure di controllo e di vigilanza dei vegetali introdotti, sempreché tali misure siano indispensabili per verificare l'efficacia delle nuove garanzie complementari autorizzate; che tale autorizzazione implica la soppressione del divieto d'importazione che l'Italia ha notificato alla Commissione;  considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  1. L'Italia è autorizzata, per un periodo che scade il 30 aprile 1983, ad esigere che i vegetali dei generi Chaenomeles, Cotoneaster, Crataegus, Cydonia, Malus, Pyracantha, Pyrus, Sorbus e Stranvaesia, originari di un altro Stato membro, ad eccezione dei frutti e dei semi, soddisfino alle condizioni qui appresso indicate, oltre a quelle già fissate all'articolo 3, paragrafo 1, all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), e all'articolo 7, paragrafi 1 e 2, della direttiva 77/93/CEE, ai fini della loro introduzione in Italia:  a) i vegetali siano originari della Grecia, dell'Irlanda, del Lussemburgo o dei Laender Bayern o Saarland della Repubblica federale di Germania o delle regioni francesi diverse dal dipartimento Bas-Rhin in Alsazia, dai dipartimenti dell'Aquitania, dai dipartimenti Nord-Pas-de-Calais e dal dipartimento della Somme in Picardia,  oppure  b) i vegetali  aa) siano stati prodotti in un campo  i) situato in un comune ufficialmente dichiarato « zona protetta » o parte di essa, ossia una zona in cui almeno le piante ospiti sono sottoposte a un sistema ufficiale di lotta inteso a ridurre al minimo il rischio di diffusione di Erwinia amylovora dai vegetali ivi coltivati;  ii) ufficialmente riconosciuto per la coltura dei vegetali alle condizioni previste al presente punto, sempreché tale riconoscimento sia stato notificato in via riservata alla Commissione e all'Italia con l'indicazione della localizzazione del campo nonché del tipo e del numero di vegetali ivi coltivati;  iii) che, al pari delle altre parti della « zona protetta » che lo circondano, si è rivelato esente da Erwinia amylovora durante l'anno precedente il raccolto, in occasione di  - ispezioni ufficiali effettuate almeno due volte sul campo e in un raggio di almeno 250 m, una volta nei mesi di luglio/agosto e una volta nei mesi di settembre/ottobre,  - controlli ufficiali senza preavviso effettuati in un raggio di almeno 1 km e nel resto della « zona protetta » almeno una volta durante i mesi da luglio a ottobre in appropriati luoghi selezionati in cui si coltivano, in particolare, piante indicatrici, nonché - test ufficiali effettuati conformemente a metodi di laboratorio appropriati su campioni prelevati ufficialmente durante l'anno precedente il raccolto da vegetali che hanno rivelato sintomi di Erwinia amylovora sul campo o nelle altre parti della « zona protetta », nonché su un numero adeguato di altre piante ospiti scelte a caso, ma armoniosamente ripartite nel periodo di crescita nel campo e in un raggio di almeno 250 m;  iv) dal quale, come del resto della « zona protetta », non è stata prelevata alcuna pianta ospite che rivelasse sintomi di Erwinia amylovora, senza un'inchiesta o un'approvazione ufficiali;  bb) siano stati sottoposti ad appropriate misure amministrative per garantire la loro identità e, in particolare, muniti di un contrassegno sul campo nel caso di alberi da frutta;  c) l'esame ufficiale previsto all'articolo 6 della direttiva 77/93/CEE abbia avuto per oggetto anche il rispetto delle condizioni di cui al precedente comma a) o b);  d) i materiali di motiplicazione siano imballati in contenitori chiusi, che sono stati ufficialmente sigillati e provvisti di un contrassegno che consente di identificare la spedizione e che è riprodotto sul certificato fitosanitario.  2. I vegetali introdotti a norma del paragrafo 1 possono essere controllati su campioni prelevati da ogni lotto e sorvegliati sul luogo di destinazione, per due anni, dal servizio italiano ufficiale per la protezione dei vegetali secondo metodi appropriati; i risultati di tali controlli e sorveglianze sono comunicati alla Commissione nel mese di settembre di ogni anno.  3. L'Italia abroga le misure adottate all'articolo 1 del decreto del ministero dell'agricoltura e delle foreste, del 22 marzo 1982, entro e non oltre il 31 gennaio 1983.  Articolo 2  L'Italia comunica agli altri Stati membri e alla Commissione le misure adottate per conformarsi alla presente decisione.  Articolo 3  La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, l'11 gennaio 1983.  Per la Commissione  Poul DALSAGER  Membro della Commissione  (1) GU n. L 26 del 31. 1. 1977, pag. 20.  (2) GU n. L 14 del 16. 1. 1981, pag. 23.  (3) GU n. L 355 del 10. 12. 1981, pag. 58.