CELEX: 52005PC0367
Language: it
Date: 2005-08-09
Title: Proposta di decisione del Consiglio che abroga la decisione 2001/131/CE recante conclusione della procedura di consultazione con Haiti ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                      Bruxelles, 09.08.2005
                                                      COM(2005) 367 definitivo
                                          Proposta di
                             DECISIONE DEL CONSIGLIO
       che abroga la decisione 2001/131/CE recante conclusione della procedura di
   consultazione con Haiti ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE
                               (presentata dalla Commissione)
IT                                                                                       IT
 ---pagebreak---                                               RELAZIONE
   Decisioni adottate a norma dell'articolo 96
   In seguito alle elezioni irregolari svoltesi ad Haiti nel 2000, e ritenendo inoltre che la
   situazione nel paese non fosse conforme ai principi democratici sanciti dall'accordo di
   Cotonou, il 29 gennaio 2001 il Consiglio dell’Unione europea ha deciso, in conformità
   dell’articolo 96, paragrafo 2, lettera c), del medesimo accordo di Cotonou, di adottare misure
   appropriate: queste ultime hanno stabilito una sospensione parziale dell’aiuto comunitario a
   favore di Haiti (nessun sostegno di bilancio diretto al governo haitiano) e la mancata notifica
   dei fondi a titolo del 9° FES (239 milioni di €), mentre i fondi rimanenti a titolo dell’8° FES
   (84,4 milioni di €) sono stati riassegnati a programmi che vanno a diretto beneficio della
   popolazione di Haiti. L'UE ha subordinato la normalizzazione delle relazioni con Haiti al
   rispetto delle condizioni e misure previste dalla risoluzione 822 dell'OAS (Organizzazione
   degli Stati americani) riguardo all'organizzazione di elezioni libere ed eque.
   Si è provveduto a rivedere e a rinnovare l’efficacia della decisione del 2001 con la decisione
   2002/131/CE del 21 gennaio 2002, con la decisione 2003/53/CE del 10 gennaio 2003 e con la
   decisione 2003/916/CE del 22 dicembre 2003.
   La situazione politica di Haiti ha segnato una drammatica svolta nel 2004, quando il
   presidente in carica Aristide ha abbandonato il paese. I rapidi sviluppi politici (illustrati in
   sintesi qui di seguito) hanno reso necessario un sostanziale riesame della situazione
   conclusosi con l’adozione, il 24 settembre 2004, della decisione 2004/681/CE che modifica la
   decisione 2001/131/CE. La nuova decisione modificata scade il 31 dicembre 2005, ma
   prevede una revisione dopo sei mesi. Tale decisione ha effettivamente abrogato tutte le misure
   adottate in precedenza (svincolando 95,6 milioni di €), fatta eccezione per la sola firma del
   Programma indicativo nazionale del 9° FES (72 milioni di €), che dovrebbe aver luogo dopo
   che si saranno svolte elezioni nazionali indette in osservanza della risoluzione 822 dell'OAS e
   riconosciute come libere ed eque dalle istituzioni haitiane competenti e dalla comunità
   internazionale.
   Oggi si ritiene che i progressi osservati nel periodo di transizione verso un governo
   democraticamente eletto – progressi avviati con l'insediamento di un governo provvisorio nel
   2004 e che porteranno allo svolgimento di elezioni locali, legislative e presidenziali
   nell’autunno del 2005 – giustifichino la revisione della decisione in vigore e l’abrogazione
   delle rimanenti misure, revisione e abrogazione che vengono illustrate di seguito: questi
   provvedimenti apporteranno un concreto sostegno al governo transitorio nel periodo di
   difficoltà che sta attualmente attraversando e costituiranno un incentivo al rispetto del
   processo elettorale.
   Sintesi dei principali antefatti
   Una lunga catena di violenze e spargimenti di sangue all’inizio del 2004 ha finito per indurre
   il presidente Aristide ad abbandonare il paese il 29 febbraio 2004. Il presidente della Corte
   Suprema Boniface Alexandre ha prestato giuramento come presidente ad interim e un
   governo provvisorio, guidato dal primo ministro Gérard Latortue, si è insediato il 17 marzo
   2004, impegnandosi a indire libere ed eque elezioni entro 18 mesi. L’attuale programma del
   governo prevede lo svolgimento delle elezioni nell'autunno del 2005: dapprima le elezioni
   locali il 9 ottobre 2005, seguite dalle elezioni legislative (per il rinnovo del Parlamento) e
   dalle elezioni presidenziali in due distinte tornate, il 13 novembre e il 18 dicembre 2005, onde
IT                                                  2                                               IT
 ---pagebreak---    consentire al presidente eletto di entrare in carica il 7 febbraio 2006. Il governo provvisorio di
   Haiti si è impegnato a considerare prioritario, in misura ancora maggiore, il ristabilimento di
   un clima di sicurezza e di fiducia nel paese, condizione che si ritiene indispensabile per il
   processo di democratizzazione di Haiti.
   Le risoluzioni dell'ONU del 29 febbraio e del 30 aprile 2004 hanno approvato,
   rispettivamente, l'istituzione di una Forza multinazionale ad interim e, a seguire, di una Forza
   di stabilizzazione (MINUSTAH) che, sotto comando brasiliano, ha sostituito la prima a
   partire dal 1° giugno, al fine di contribuire a stabilizzare la situazione della sicurezza e di
   sostenere l'azione del governo provvisorio nel processo di democratizzazione. Il mandato
   della MINUSTAH è stato prorogato sino alla fine del giugno 2005 in attesa dell'esito delle
   discussioni in sede di Consiglio di sicurezza dell'ONU su una proroga per un periodo più
   lungo (probabilmente di 12 mesi).
   A seguito di consultazioni informali tenutesi nel maggio del 2004 su richiesta del Consiglio,
   in una lettera indirizzata al sig. P. Nielson, all’epoca Commissario responsabile per lo
   sviluppo, il primo ministro Latortue ha illustrato in sintesi gli impegni assunti dal suo
   governo su diversi fronti per il periodo di transizione. Nell’aprile del 2005 la Commissione ha
   presentato una relazione al Gruppo ACP del Consiglio, conformemente alla disposizione della
   decisione che prevede una revisione dopo sei mesi. La relazione è stata redatta in
   collaborazione con le Ambasciate degli Stati membri dell’UE a Port-au-Prince, le quali hanno
   illustrato i progressi compiuti rispetto agli impegni sottoscritti dal governo di Haiti. Nel marzo
   del 2005 il Commissario L. Michel si è recato in visita ad Haiti e ha svolto approfondite
   consultazioni per valutare la situazione in loco. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
   ha inviato una missione ad Haiti nell’aprile del 2005 e in maggio il Segretario generale
   dell’ONU ha presentato una relazione sulla missione di stabilizzazione delle Nazioni Unite
   nel paese. Tutte le relazioni citate tracciano, nel complesso, un quadro simile della
   situazione ad Haiti.
   Situazione attuale
   Sul fronte politico, il 7 aprile è stato avviato il processo di dialogo e riconciliazione
   nazionale: permangono tuttavia delle preoccupazioni circa l’effettiva capacità di
   coinvolgimento di tale processo di dialogo, dal momento che l’ex presidente Aristide continua
   a rifiutare di prendervi parte, e questo malgrado l’attuale presidente si sia adoperato, a quanto
   viene riferito, per ottenere la partecipazione del Lavalas. In vista delle imminenti elezioni,
   alcuni piccoli partiti politici si stanno progressivamente raggruppando in formazioni politiche
   di dimensioni maggiori.
   A quanto viene riferito, l’attuazione del calendario elettorale, illustrato in precedenza, sta
   registrando dei progressi. L’organizzazione delle elezioni è di diretta competenza del CEP
   (Conseil Electoral Provisoire), che beneficia di un forte sostegno da parte della MINUSTAH.
   Il PNUS e l’OAS coordinano l’assistenza destinata all’organizzazione delle elezioni, con
   l’OAS particolarmente impegnata nell’opera di iscrizione degli elettori nelle liste elettorali. Il
   bilancio complessivo delle elezioni ammonta attualmente a 62 milioni di USD, somma che
   verrà interamente corrisposta da donatori: l’UE ha impegnato un totale di 18 milioni di €. La
   Commissione sta predisponendo l’invio di una missione di osservazione elettorale, i cui fondi
   di finanziamento vanno aggiunti alla summenzionata cifra di 18 milioni di €.
   La situazione della sicurezza resta precaria ed è fonte di gravi preoccupazioni, dato che si
   segnala l’insorgere di ricorrenti episodi di violenza, omicidi, rapimenti e rapine a mano
   armata. Il corpo di polizia nazionale haitiano è troppo inefficace e non ha ancora avuto il
IT                                                   3                                                IT
 ---pagebreak---    tempo di emendarsi dal suo passato di corruzione in modo tale da incidere in misura
   significativa sul quadro della sicurezza nel paese: pertanto, è la MINUSTAH che si incarica di
   fornire un forte sostegno in questo campo e che si sforza di mantenere il controllo della
   situazione. È evidente che occorre rafforzare il mandato della MINUSTAH e aumentare le
   risorse, sia umane che materiali, di cui essa dispone per permetterle di operare più
   efficacemente, e proposte in tal senso vengono attualmente discusse in seno al Consiglio di
   sicurezza dell'ONU.
   Si segnalano alcuni progressi nel campo dei diritti umani, dal momento che le violazioni dei
   diritti umani che erano pratica corrente del precedente governo non rientrano certamente nella
   politica adottata dal nuovo governo provvisorio. Nondimeno, il proliferare di bande armate
   nel paese e l'emergere di una cultura dell'impunità dovuta alla corruzione di singoli
   appartenenti alle forze di sicurezza, uniti all’estrema debolezza e inefficacia del sistema
   giudiziario, rappresentano altrettanti ostacoli all’azione volta a realizzare significativi
   miglioramenti nel settore dei diritti umani. La Comunità europea sta lavorando, in
   collaborazione con la CIDA (Canadian International Development Agency), a un programma
   inteso a rafforzare il sistema della giustizia, mentre altri donatori, tra i quali alcuni Stati
   membri dell'UE, promuovono anch’essi iniziative in questa direzione.
   Sono iniziate, benché rimangano ancora relativamente sporadiche, le operazioni di disarmo
   dei gruppi armati, in particolare degli ex membri delle forze armate e nell’area di Cap-
   Haïtien, e dovranno essere accelerate onde poter raggiungere il livello di sicurezza necessario
   per lo svolgimento delle elezioni.
   Sostegno internazionale a favore di Haiti
   Il governo provvisorio è fortemente sostenuto da tutti i maggiori attori interessati presenti ad
   Haiti, in particolare Stati Uniti, Francia, Spagna, numerosi paesi latino-americani e organismi
   internazionali quali l'ONU, l’OAS, la Banca mondiale, l’FMI, la Banca interamericana di
   sviluppo e altri ancora. Le relazioni con la CARICOM, che avevano conosciuto delle tensioni
   in merito alle condizioni in cui era avvenuta la partenza dell'ex presidente Aristide dal paese,
   registrano oggi un graduale miglioramento.
   I donatori internazionali e il governo provvisorio hanno adottato un Quadro provvisorio di
   cooperazione (Interim Cooperation Framework - ICF), che è servito da documento di base
   per una conferenza dei finanziatori tenutasi a Washington nel luglio del 2004. In occasione
   della conferenza sono stati impegnati 1,2 miliardi di USD, di cui la somma impegnata dall’UE
   costituisce il singolo contributo più elevato.
   Una conferenza internazionale su Haiti è stata organizzata a Caienna nel marzo del 2005: in
   tale occasione i donatori hanno confermato il loro sostegno diretto rinnovando gli impegni
   sottoscritti a Washington nel 2004 e impegnandosi, inoltre, ad accelerare gli esborsi di aiuti
   per dimostrare la loro solidarietà nei confronti del paese e far sì che la popolazione haitiana
   possa constatare i benefici concreti del processo di cambiamento politico attualmente in corso.
   Il governo canadese organizzerà poi, sulla falsariga delle precedenti, una conferenza
   internazionale su Haiti a Montreal nei giorni 16-17 giugno, nel corso della quale i donatori
   discuteranno delle questioni legate alla sicurezza e stabilità, allo svolgimento delle elezioni e
   all’erogazione degli aiuti.
IT                                                 4                                                 IT
 ---pagebreak---    Ripresa economica
   Il Fondo monetario internazionale ha valutato positivamente gli sforzi compiuti dal governo
   haitiano per rilanciare l’economia. Pur ammettendo che il processo di ripresa è lento, date le
   difficili condizioni generali in cui versa il paese, la relazione dell’FMI riconosce che l’azione
   del governo è riuscita ad ottenere il calo dell’inflazione, la stabilizzazione del tasso di cambio
   e un netto incremento delle riserve internazionali. I risultati realizzati nel quadro di un
   programma assistito dell’FMI (Staff-monitored Programme - SMP) (aprile-settembre 2004)
   sono stati soddisfacenti, in quanto tutti gli obiettivi quantitativi sono stati conseguiti con un
   ampio margine e si sono registrati buoni progressi nel campo delle misure strutturali1. Al
   programma assistito ha fatto seguito un programma di assistenza postbellica (Emergency
   Post-conflict Assistence - EPCA) (ottobre 2004-settembre 2005): anche in questo caso si è
   constatato il rispetto della maggior parte degli obiettivi quantitativi e l’attuazione di gran parte
   delle misure strutturali. Haiti ha versato gli arretrati alla Banca mondiale, il che ha permesso a
   quest'ultima di approvare un’operazione di adeguamento che ha dato luogo a un rapido
   esborso. Tuttavia, le diminuzioni delle entrate e i ritardi registrati nell’esecuzione di azioni
   finanziate dai donatori hanno reso necessarie delle revisioni di bilancio e costretto a modifiche
   delle priorità definite per le spese al fine di concentrare il massimo sostegno sul processo di
   ripresa economica. Nella relazione sulle consultazioni previste dall’articolo IV l’FMI prevede
   per il 2005/2006 una crescita del PIL in termini reali del 3% e un’inflazione al 10%. La sfida
   successiva per il paese consisterà nel mantenere una crescita del 4% e nel generare le entrate
   pubbliche necessarie a finanziare un sostanziale miglioramento dei servizi sociali e un
   notevole rafforzamento delle capacità istituzionali del settore pubblico. “Prerequisiti
   indispensabili saranno lo svolgimento con esito positivo di regolari elezioni, la riconciliazione
   nazionale e il proseguimento del sostegno da parte dei donatori” 1.
   La proposta della Commissione
   La Commissione ritiene che la situazione politica e dei diritti umani ad Haiti, pur non essendo
   ancora ottimale, stia lentamente migliorando. Nonostante ciò, gli sforzi intesi al
   mantenimento degli impegni legati al calendario elettorale; i buoni risultati registrati dal
   governo nel quadro del processo di ripresa economica, la quale è essenziale nella lotta alla
   povertà che alimenta lo scontento e fomenta la violenza e l’assenza di sicurezza; il vasto
   sostegno manifestato dalla comunità internazionale nei confronti della popolazione di Haiti e
   del governo provvisorio; i tempi non trascurabili necessari per la messa a punto e gli effettivi
   esborsi dei programmi di aiuto allo sviluppo hanno indotto la Commissione a proporre
   l’abrogazione della misura ancora in vigore a norma dell’articolo 96 relativa allo sblocco di
   72 milioni di € a titolo del 9° FES.
   La Commissione propone che, nella lettera indirizzata al primo ministro haitiano con la quale
   si annuncia l’abrogazione delle misure, sia opportuno sottolineare l’importanza che l’UE
   attribuisce alla democrazia, allo stato di diritto, alla buona governance e ai diritti umani,
   incoraggiando inoltre il governo haitiano a proseguire nei suoi sforzi volti al rispetto degli
   impegni assunti con l’Unione stessa e con la popolazione di Haiti.
   L’Unione europea continuerà ad essere strettamente associata con gli sviluppi della situazione
   ad Haiti grazie al proseguimento e all’intensificazione del dialogo politico, nel quadro
   1
            IMF Staff Report on 2005 Article IV Consultations (Relazione dei servizi dell’FMI in merito alle
            consultazioni previste dall’articolo IV per il 2005).
IT                                                           5                                               IT
 ---pagebreak---    dell’accordo di Cotonou, con il governo provvisorio e con il nuovo governo che entrerà in
   carica dopo le prossime elezioni.
IT                                             6                                             IT
 ---pagebreak---                                                   Proposta di
                                      DECISIONE DEL CONSIGLIO
           che abroga la decisione 2001/131/CE recante conclusione della procedura di
      consultazione con Haiti ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
   visto l’accordo di partenariato ACP-CE2, entrato in vigore il 1° aprile 2003, in particolare
   l’articolo 96,
   visto l’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di
   Consiglio, relativo ai provvedimenti da prendere ed alle procedure da seguire per
   l'applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE3, in particolare l’articolo 3,
   vista la proposta della Commissione,4
   considerando quanto segue:
   (1)      Conformemente alla decisione 2001/131/CE5, è stata parzialmente sospesa la
            concessione di aiuto finanziario ad Haiti in conformità dell’applicazione delle “misure
            appropriate” di cui all’articolo 96, paragrafo 2, lettera c), dell’accordo di partenariato
            ACP-CE.
   (2)      La decisione 2004/681/CE scade il 31 dicembre 2005 e prevede che le misure siano
            rivedute dopo sei mesi.
   (3)      Nel marzo del 2005 un gruppo di lavoro, composto dalla presidenza dell’Unione
            europea ad Haiti, dalla Commissione europea e dai rappresentanti degli Stati membri
            ad Haiti, ha elaborato una relazione di valutazione sui progressi compiuti rispetto agli
            impegni specifici sottoscritti dal governo haitiano per garantire il rispetto degli
            elementi essenziali di cui all’articolo 9 dell’accordo di Cotonou, con particolare
            riguardo alla situazione dei diritti umani, ai principi democratici e allo stato di diritto,
            onde permettere il ripristino nel paese di un regime democratico e costituzionale a
            pieno titolo.
   (4)      La situazione attuale di Haiti desta forti preoccupazioni in materia di sicurezza, di
            rispetto dei diritti umani e di povertà, e la sua gravità è stata confermata dalla relazione
   2
            GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
   3
            GU L 317 del 15.12.2000, pag. 376.
   4
            GU C […] del […9, pag. […]
   5
            GU L 48 del 17.2.2001, pag. 31. Decisione modificata da ultimo dalla decisione 2004/681/CE (GU L
            311 dell’8.10.2004, pag. 30).
IT                                                     7                                                     IT
 ---pagebreak---            della missione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dell'aprile 2005.
           Tuttavia, la comunità internazionale ha ribadito in più occasioni l'impegno a sostenere
           il governo di transizione e la popolazione di Haiti nei loro sforzi in direzione della
           democrazia e dello sviluppo economico e sociale.
   (5)     Il governo provvisorio merita la fiducia dell’Unione europea nella sua azione volta a
           garantire la transizione politica, in particolare con l'organizzazione di elezioni libere ed
           eque convocate nel pieno rispetto del calendario elettorale annunciato,
   DECIDE:
                                                 Articolo 1
   La decisione 2001/131/CE è abrogata.
   L’allegato è sostituito dal testo dell’allegato della presente decisione.
                                                 Articolo 2
   La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
                                                 Articolo 3
   Il Parlamento europeo è immediatamente e pienamente informato della presente decisione.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                   Per il Consiglio
                                                   Il Presidente
IT                                                    8                                                 IT
 ---pagebreak---                                                ALLEGATO
                            Lettera indirizzata al governo provvisorio di Haiti
   Signor Primo ministro,
   L'Unione europea attribuisce grande importanza alle disposizioni dell’articolo 9 dell'accordo
   di Cotonou. Il partenariato ACP-CE è fondato sul rispetto dei diritti umani, dei principi
   democratici e dello stato di diritto: si tratta di elementi essenziali del suddetto accordo che
   costituiscono, pertanto, la base delle nostre relazioni.
   In tale contesto, l'Unione europea ha seguito attentamente gli sviluppi del periodo di
   transizione ad Haiti, iniziato con la nomina del nuovo governo provvisorio del paese da Lei
   guidato, il quale si è insediato il 17 marzo 2004 in seguito a un vasto processo di
   consultazione basato sul piano CARICOM/OAS.
   Il 12 maggio 2004 si sono svolti dei colloqui a Bruxelles tra Lei, signor Primo ministro, e la
   Commissione europea allo scopo di esaminare il programma politico del governo provvisorio
   haitiano per il ripristino di un regime democratico e costituzionale. L’Unione europea ha
   preso nota degli impegni da Lei sottoscritti in una lettera del 25 maggio 2004 indirizzata alla
   Commissione europea, in particolare per quanto riguarda il miglioramento della situazione dei
   diritti umani, il ristabilimento dei principi democratici, ivi compresa l’organizzazione di libere
   ed eque elezioni, lo stato di diritto e la buona governance. Il rispetto di tali impegni vincolanti
   e sempre validi dovrebbe condurre a tempo debito a una maggiore stabilità politica ad Haiti.
   L’Unione europea ha seguito con molta attenzione l'evolversi della situazione ad Haiti su tutti
   i fronti e si è assai attivamente impegnata nelle iniziative adottate dalla comunità
   internazionale per fornire assistenza al paese nel suo ambizioso e difficile cammino verso un
   governo democratico. L’UE è fermamente convinta del diritto della popolazione haitiana a
   una vita migliore, in un paese stabile e sicuro nel quale viga il pieno rispetto dei principi
   democratici, dei diritti umani, dello stato di diritto e della buona governance.
   Come Lei sa, l’Unione europea è stata tra i promotori dell’elaborazione e dell’adozione del
   Quadro provvisorio di cooperazione, oltre ad essere il donatore che ha impegnato il singolo
   stanziamento più elevato destinato allo sviluppo di Haiti alla conferenza di Washington del
   2004. Da allora sono stati compiuti notevoli progressi e i flussi finanziari stanno gradualmente
   raggiungendo i livelli auspicati man mano che aumenta la capacità del paese di assorbire
   l'assistenza tecnica e finanziaria.
   L’Unione europea ha agito in stretta collaborazione con tutti i principali attori internazionali
   interessati e ha espresso pieno sostegno alla missione dell’ONU ad Haiti (MINUSTAH) e ai
   considerevoli sforzi di quest’ultima per aiutare il governo e il corpo di polizia nazionale
   haitiani a ristabilire il livello di sicurezza e di stabilità necessario affinché il paese possa
   giungere alle elezioni previste per l'autunno del 2005 e affinché sia possibile realizzare con
   esito positivo i programmi di sviluppo sostenibile.
   L’Unione ha esaminato i progressi realizzati in campo politico ed economico con le sue
   risorse proprie e grazie alle relazioni sulla situazione haitiana del Consiglio di sicurezza
   dell’ONU, stabilendo in conclusione l’abrogazione delle misure adottate ai sensi della
   decisione xxx. Tali misure prevedevano che la firma del Programma indicativo nazionale
   (PIN) per Haiti a titolo del 9° FES dovesse aver luogo dopo lo svolgimento delle elezioni
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 ---pagebreak---    nazionali e con il nuovo governo democraticamente eletto. Attualmente è in corso con il Suo
   governo la programmazione del 9° FES e il PIN verrà firmato non appena concluso tale
   esercizio di programmazione. È essenziale che tale procedura sia conclusa in tempi brevi onde
   permettere una rapida attuazione delle relative iniziative destinate ad apportare benefici alla
   popolazione di Haiti.
   Per il buon esito della cooperazione è essenziale garantire una maggiore capacità di
   assorbimento degli aiuti, che oggi è del tutto carente, mediante la buona governance e
   l’adozione di misure di sviluppo della capacità di gestione degli aiuti stessi. Le modalità di
   attuazione dovranno essere adattate alla capacità del paese di assicurare una corretta gestione
   delle finanze pubbliche.
   L'Unione seguirà attentamente l'evolversi del processo di democratizzazione, in particolare
   per quanto riguarda la realizzazione degli impegni assunti dal governo provvisorio in materia
   di diritti umani, dialogo nazionale, principi democratici e governance economica e riguardo
   alle fasi previste per giungere allo svolgimento di elezioni locali, nazionali e presidenziali.
   Essa accoglie favorevolmente l’annuncio del calendario elettorale che prevede lo svolgimento
   delle elezioni locali nell’ottobre del 2005, seguite dalle elezioni nazionali e presidenziali in
   due distinte tornate, nel novembre e nel dicembre del 2005, onde consentire al nuovo governo
   di entrare in carica nel febbraio del 2006. L’Unione è fermamente convinta che l’attuazione di
   questo fondamentale calendario non debba subire ritardi di alcun genere e, pertanto, fornisce
   sostegno al processo elettorale per un totale di 18 milioni di €. Essa ipotizza inoltre l’invio di
   una missione di osservazione elettorale nel paese.
   L’Unione europea continuerà ad essere strettamente associata con gli sviluppi della situazione
   ad Haiti grazie al proseguimento e all’intensificazione del dialogo politico, nel quadro
   dell’accordo di Cotonou, con il governo da Lei diretto e con il nuovo governo che entrerà in
   carica dopo le prossime elezioni.
   Voglia gradire, Signor Primo ministro, i sensi della mia più alta considerazione.
   Bruxelles,
   Per la Commissione
   Per il Consiglio
   Il Presidente
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