CELEX: 52011SC0805
Language: it
Date: 2011-06-07 00:00:00
Title: Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on the National Reform Programme 2011 of Finlandand delivering a Council opinionon the updated Stability Programme of Finland, 2011-2014

COMMISSIONE EUROPEA
                                     Bruxelles, 7.6.2011
                                     SEC(2011) 805 definitivo
                       Raccomandazione di
          RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
    sul programma nazionale di riforma 2011 della Finlandia
              e che formula un parere del Consiglio
sul programma di stabilità aggiornato della Finlandia, 2011-2014
                    {SEC(2011) 734 definitivo}
 ---pagebreak---                                               Raccomandazione di
                               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
                      sul programma nazionale di riforma 2011 della Finlandia
                                   e che formula un parere del Consiglio
                  sul programma di stabilità aggiornato della Finlandia, 2011-2014
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo
   2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento
   della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento
   delle politiche economiche1, in particolare l’articolo 5, paragrafo 3,
   vista la raccomandazione della Commissione europea2,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l’occupazione,
   sentito il comitato economico e finanziario,
   considerando quanto segue:
   (1)      Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione
            europea di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita
            basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui
            settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita
            sostenibile e di competitività dell’Europa.
   (2)      Il Consiglio ha adottato il 13 luglio 2010 una raccomandazione sugli indirizzi di
            massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (per il periodo
            2010-2014) e il 21 ottobre 2010 una decisione sugli orientamenti per le politiche degli
            Stati membri a favore dell’occupazione3, che insieme formano gli “orientamenti
            integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati
            nelle proprie politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
   1
            GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   2
            GU C … del …, pag. .
   3
            Mantenuti per il 2011 mediante decisione 2011/308/UE del Consiglio del 19 maggio 2011.
IT                                                       2                                              IT
 ---pagebreak---    (3) Il 12 gennaio 2011 la Commissione ha adottato la prima analisi annuale della crescita,
       che segna l’inizio di un nuovo ciclo di governance economica nell’UE e del primo
       semestre europeo di coordinamento integrato e ex-ante delle politiche, che si fonda
       sulla strategia Europa 2020.
   (4) Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per il risanamento
       finanziario e le riforme strutturali (in linea con le conclusioni del Consiglio del
       15 febbraio e del 7 marzo 2011 e in seguito all’analisi annuale della crescita della
       Commissione). Il Consiglio europeo ha rilevato che occorre attribuire priorità al
       ripristino di bilanci sani e alla sostenibilità dei conti pubblici, alla riduzione della
       disoccupazione attraverso riforme del mercato del lavoro e a nuovi sforzi intesi ad
       aumentare la crescita. Esso ha invitato gli Stati membri a tradurre tali priorità in
       misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi di stabilità o di
       convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
   (5) Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha inoltre invitato gli Stati membri che
       partecipano al patto Euro Plus a presentare i loro impegni in tempo utile perché
       possano essere inseriti nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei
       programmi nazionali di riforma.
   (6) Il 6 aprile 2011 la Finlandia ha presentato l’aggiornamento del suo programma di
       stabilità per il periodo 2011-2014 e il suo programma nazionale di riforma 2011. Onde
       tener conto di eventuali correlazioni, i due programmi sono stati valutati
       contemporaneamente.
   (7) All’apice della crisi economica mondiale, la Finlandia ha registrato un forte calo del
       PIL, vista l’economia tradizionalmente basata sull’andamento delle esportazioni delle
       sue principali industrie. Nel 2009 il PIL ha subito una contrazione dell’8,2% dovuta a
       una flessione eccezionalmente marcata del volume delle esportazioni (crollato del
       20%) e ai relativi risvolti negativi sulla fiducia degli investitori. Il tasso di
       disoccupazione è aumentato di circa 2 punti percentuali, passando dal 6,4% della forza
       lavoro nel 2008 all’8,3% nel 2010. La ripresa economica è stata forte, evidenziando
       un’espansione del PIL del 3,1% nel 2010, sostenuta sia dalla domanda interna che
       dalle esportazioni. Dopo una breve battuta d’arresto nel 2009, si è assistito a una
       rapida ripresa dei prezzi immobiliari e dell’edilizia residenziale, che hanno
       rapidamente superato i livelli pre-crisi, sollevando una certa preoccupazione circa
       l’eccessiva espansione del mercato immobiliare. La Finlandia è uscita dalla crisi
       economica con un disavanzo delle amministrazioni pubbliche pari al 2,5% del PIL e
       un debito pubblico pari al 48,5% del PIL nel 2010.
   (8) Sulla base della valutazione del programma di stabilità aggiornato a norma del
       regolamento (CE) 1466/97, il Consiglio è del parere che lo scenario macroeconomico
       sotteso al programma sia plausibile per il periodo 2011-2012, ma leggermente troppo
       ottimistico per gli anni successivi. Per il periodo 2011-2012, lo scenario
       macroeconomico è in linea con le previsioni di primavera dei servizi della
       Commissione. Per quanto riguarda invece il periodo 2013-2015, il programma prevede
       una crescita di circa il 2% del PIL, leggermente superiore alla stima di crescita
       potenziale dell’1,5% e quindi potenzialmente soggetta a rischi di revisione al ribasso.
       L’obiettivo della strategia di bilancio è di ridurre il disavanzo allo 0,9% del PIL nel
       2011 e allo 0,7% nel 2012, sulla scia del miglioramento ciclico dell’economia e di
       misure di risanamento già varate dal precedente governo. Il programma di stabilità
IT                                              3                                               IT
 ---pagebreak---         aggiornato non prevede tuttavia ulteriori risanamenti di bilancio per il periodo 2013-
        2015. I rischi per gli obiettivi di bilancio sembrano compensarsi. Il fattore di rischio
        più significativo dipende dal contesto macroeconomico mondiale, che ha da sempre
        esercitato un forte impatto sull’economia finlandese orientata all’esportazione.
   (9)  L’ultimo aggiornamento del programma non prevede di sfruttare il previsto
        miglioramento delle condizioni economiche per il risanamento del bilancio a medio
        termine. Mentre l’obiettivo di medio termine (OMT), quantificato dalle autorità
        finlandesi ad un avanzo strutturale dello 0,5% del PIL, dovrebbe essere raggiunto nel
        2011, si prevede che negli anni successivi il saldo strutturale scenderà al di sotto
        dell’obiettivo prefissato.
   (10) Intraprendere misure per contrastare gli effetti dell’invecchiamento demografico è
        stata una delle priorità dei governi che si sono succeduti in Finlandia. Di conseguenza,
        la Finlandia appare a medio rischio per quanto concerne la sostenibilità di lungo
        termine delle finanze pubbliche. Tuttavia, il paese deve affrontare un forte ed
        immediato mutamento demografico e le finanze pubbliche evidenziano ancora un
        notevole divario di sostenibilità. Questa sfida si ripercuote su molti settori.
        L’invecchiamento della popolazione comporterà un notevole aumento della domanda
        di servizi connessi alla terza età, per lo più erogati dagli enti locali finlandesi. Vari
        studi hanno riscontrato che il miglioramento della produttività dei servizi pubblici è
        stato debole negli ultimi anni. Le autorità finlandesi hanno già messo in atto una serie
        di misure volte a riformare il servizio pubblico e a sostenere la produttività a livello sia
        di governo centrale, sia di enti locali. Gli investimenti relativamente cospicui in
        tecnologie dell’informazione nel settore pubblico non si sono ancora tradotti in un
        aumento della produttività, a riprova del fatto che agli investimenti vanno affiancati
        cambiamenti strutturali e amministrativi. Nel complesso, vi è ancora margine per
        ulteriori misure di sostegno alla produttività e di contenimento dei costi nella
        prestazione dei servizi pubblici.
   (11) L’attuale aumento della disoccupazione a lungo termine è fonte di preoccupazione.
        Tra il 2005 e il 2008, la disoccupazione di lunga durata ha registrato un calo
        sostanziale, ma ha ripreso la sua crescita nel 2009. A fine marzo 2011, il numero di
        disoccupati di lungo periodo ammontava a 57 400, ossia 12 400 unità in più rispetto
        all’anno precedente. Molti dei disoccupati di lunga durata rientrano attualmente nella
        fascia d’età compresa tra i 55 e i 64 anni. Considerati i modelli di pensionamento,
        l’aumento più significativo della disoccupazione si registra nel gruppo d’età compreso
        tra i 45 e i 54 anni. Sebbene la Finlandia presenti un tasso di disoccupazione di lunga
        durata inferiore alla media UE, il fenomeno andrebbe affrontato nella prospettiva di
        garantire l’offerta di manodopera anche in futuro e di promuovere l’inclusione sociale.
        L’esperienza dimostra che è la disoccupazione di lungo periodo ad aumentare
        particolarmente il rischio di povertà e di esclusione sociale. Benché la crescita del
        tasso di disoccupazione a lungo termine sia riconosciuta dalle autorità finlandesi come
        un problema impellente, sino ad oggi non è stata concepita nessuna strategia globale
        per contrastarla. Durante la crisi la Finlandia ha esteso efficacemente le misure attive
        per il mercato del lavoro (PALM) per fare fronte alla disoccupazione giovanile. Tale
        iniziativa ha contribuito a ridurre il fenomeno in questione tra il 2010 e il 2011, che si
        conferma tuttavia superiore alla media UE e potrebbe richiedere misure
        complementari. Analogamente, il rafforzamento e un migliore orientamento delle
        politiche attive del mercato del lavoro contribuirebbero ad invertire il trend negativo
        della disoccupazione a lungo termine.
IT                                                4                                                  IT
 ---pagebreak---    (12) Alla luce delle evoluzioni demografiche, l’aumento del tasso di occupazione tra i
        lavoratori più anziani è importante per le finanze pubbliche e fondamentale per
        rispondere alla futura domanda di lavoro. La Finlandia ha riformato il proprio sistema
        pensionistico nel 2005 e dal 2009 le prestazioni pensionistiche sono ancorate,
        contrariamente all’età pensionabile obbligatoria, a coefficienti di calcolo correlati alla
        speranza di vita. Alla luce del continuo aumento della speranza di vita, tale
        correlazione non gioverebbe soltanto all’offerta di manodopera, ma contribuirebbe
        altresì a garantire pensioni adeguate. Negli ultimi anni la Finlandia ha introdotto
        regimi di prepensionamento, ma vi è ancora un certo margine di manovra per ulteriori
        misure a sostegno dell’occupazione tra i non più giovani. Ad esempio, l’estensione dei
        sussidi di disoccupazione alla popolazione più anziana è strutturata in maniera
        sostanzialmente analoga alle cosiddette “pensioni di disoccupazione” ormai abolite.
        Nonostante i progressi registrati nell’ultimo decennio, il tasso di occupazione tra i
        lavoratori più anziani e l’età di pensionamento effettiva sono bassi rispetto agli
        standard dei paesi nordici. La disabilità figura molto spesso come causa di
        prepensionamento. Al fine di innalzare l’età di pensionamento effettiva occorrono
        misure in grado di tener anche conto della qualità della vita lavorativa, ivi compreso il
        benessere e la salute dei dipendenti. Ciò è importante in particolare in considerazione
        dell’elevato numero di persone che percepiscono pensioni di invalidità. Dal 2009 la
        Finlandia ha speso circa 14 milioni di euro per progetti volti a migliorare l’ambiente
        lavorativo. L’impatto di tali iniziative andrebbe valutato. In Finlandia la
        partecipazione alla formazione permanente è sempre stata molto elevata e continuerà a
        rivestire un ruolo importante a fronte dei cambiamenti demografici e delle nuove
        esigenze in materia di qualifiche professionali.
   (13) Rafforzare la concorrenza, in particolare nel settore dei servizi, è divenuta un’esigenza
        sempre più importante al fine di aumentare la produttività e sfruttare il potenziale di
        crescita economica. L’isolamento geografico e la scarsa densità di popolazione della
        Finlandia fiaccano la concorrenza tra le imprese, comportando una crescita della
        produttività relativamente contenuta nei settori non commerciabili. I mercati sono in
        parte caratterizzati da un’elevata concentrazione aziendale, in particolare nell’industria
        alimentare e nel commercio all’ingrosso e al dettaglio. Ciò potrebbe condizionare il
        livello relativamente elevato dei prezzi al consumo, per quanto anche il trasporto sulle
        lunghe distanze potrebbe svolgere un ruolo in tal senso. I prezzi al dettaglio sono tra i
        più elevati dell’UE. La concorrenza nel commercio al dettaglio, nonostante qualche
        recente allentamento, continua ad essere in parte ostacolata dalla normativa vigente e
        da un mercato che presenta barriere all’entrata e all’uscita per imprese straniere e
        nazionali.
   (14) Gli impegni specifici nell’ambito del patto Euro Plus non sono esplicitamente ripresi
        nei programmi di stabilità e nei programmi nazionali di riforma finlandesi, ma
        dovrebbero essere presentati una volta formato il nuovo governo.
   (15) La Commissione ha valutato il programma di stabilità e il programma nazionale di
        riforma4, tenendo conto non soltanto della loro importanza per la sostenibilità delle
        finanze pubbliche e per la politica socioeconomica finlandesi, ma anche del rispetto
        delle norme e degli orientamenti dell’UE, vista la necessità di rafforzare la governance
        economica globale dell’Unione europea. La Commissione ritiene che debbano essere
   4
        SEC(2011) 734.
IT                                              5                                                  IT
 ---pagebreak---            specificate le misure di risanamento del bilancio nel medio termine e che siano
           necessari nuovi interventi per migliorare la sostenibilità delle finanze pubbliche, anche
           accrescendo la produttività del settore pubblico. Sono inoltre necessarie nuove misure
           volte ad accrescere gli incentivi al lavoro e ad innalzare l’età effettiva d’uscita dal
           mercato del lavoro, nonché ad aumentare la produttività e la concorrenza nei mercati
           dei servizi.
   (16)    Alla luce della valutazione che precede e tenuto conto della raccomandazione del
           Consiglio a norma dell’articolo 126, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento
           dell’Unione europea del 2 giugno 2010, il Consiglio ha esaminato il programma di
           stabilità aggiornato della Finlandia per il 2011; il suo parere5 trova riscontro, in
           particolare, nella raccomandazione di cui ai successivi punti 1 e 2. Tenuto conto delle
           conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo 2011, il Consiglio ha altresì esaminato
           il programma nazionale di riforma della Finlandia,
   RACCOMANDA che la Finlandia adotti provvedimenti nel periodo 2011-2012 al fine di:
   (1)       continuare il processo di risanamento del bilancio sfruttando gli introiti imprevisti
             per ridurre il disavanzo e varando misure supplementari per mantenere la posizione
             di bilancio al di sopra dell’obiettivo di medio termine;
   (2)       adottare ulteriori misure per realizzare incrementi di produttività e risparmi di costi
             nella prestazione di servizi pubblici, tra cui modifiche strutturali, al fine di
             raccogliere le sfide derivanti dall’invecchiamento della popolazione;
   (3)       meglio orientare le politiche attive del mercato del lavoro verso i disoccupati di lunga
             durata e i giovani;
   (4)       adottare misure volte a migliorare l’impiegabilità dei lavoratori anziani e la loro
             partecipazione alla formazione permanente; prendere nuovi provvedimenti per
             scoraggiare l’uscita precoce dal mercato del lavoro e ancorare più saldamente il
             limite di età pensionabile legale alla speranza di vita;
   (5)       prendere ulteriori provvedimenti per aprire ancora di più il settore dei servizi
             ridefinendo il quadro normativo e rimuovendo le restrizioni per facilitare l’accesso di
             nuovi attori ai mercati in detto settore, in particolare nel commercio al dettaglio.
   Fatto a Bruxelles
                                                          Per il Consiglio
                                                          Il presidente
   5
           Previsto all’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.
IT                                                           6                                        IT