CELEX: C2002/131/19
Language: it
Date: 2002-06-01 00:00:00
Title: Causa C-121/02: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Granducato di Lussemburgo, proposto il 4 aprile 2002

C 131/10                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         1.6.2002
      modifica della direttiva 91/271/CEE del Consiglio per                  Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
      quanto riguarda alcuni requisiti dell’allegato I (2);                  tro il Granducato di Lussemburgo, proposto il 5 aprile
                                                                                                             2002
—     condannare la Repubblica ellenica alle spese.
                                                                                                       (Causa C-120/02)
                                                                                                        (2002/C 131/18)
Motivi e principali argomenti
La corretta applicazione dell’art. 3, n. 1, della direttiva, impone          Il 5 aprile 2002 la Commissione delle Comunità europee,
la sussistenza di una rete fognaria per le acque reflue urbane               rappresentata dal sig. Gregorio Valero Jordana e dalla sig.ra
che s’immettono in «aree sensibili» ai sensi dell’art. 5, n. 1, della        Joelle Adda, in qualità di agenti, con domicilio eletto in
direttiva. Inoltre, una corretta applicazione dell’art. 5, n. 2,             Lussemburgo, ha proposto un ricorso, dinanzi alla Corte di
richiede che le acque reflue urbane siano sottoposte a un                    giustizia delle Comunità europee, contro il Granducato di
trattamento più spinto di quello di secondo grado prima dello                Lussemburgo.
scarico in «aree sensibili» ai sensi dell’art. 5, n. 1, della direttiva,
al più tardi entro il 31 dicembre 1998, per quanto riguarda gli
agglomerati con oltre 10 000 a.e.                                            La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
                                                                             —     dichiare che, non avendo ancora adottato tutte le disposi-
Il golfo di Elefsina è stato classificato «zona sensibile» con                     zioni legislative, regolamentari ed amministrative necessa-
decreto interministeriale 19661/1982 del 2 agosto 1999. E’                         rie per conformarsi pienamente alla direttiva del Consiglio
pacifico che la popolazione complessiva dell’agglomerato di                        3 novembre 1998, 1998/83/CE, concernente la qualità
Thriassion Pedio supera i 10 000 abitanti. E’ inoltre certo che                    delle acque destinate al consumo umano (1), o comunque,
le acque reflue dell’agglomerato confluiscono nel golfo di                         non avendole integralmente comunicate alla Commis-
Elefsina, qualificato dal 1999 come «area sensibile».                              sione, il Granducato di Lussemburgo è venuto meno agli
                                                                                   obblighi che gli incombono in forza della direttiva stessa;
Pertanto le autorità elleniche erano tenute, ai sensi dell’art. 3,           —     condannare il Granducato di Lussemburgo alle spese.
n. 1, della direttiva, a provvedere affinché vi fosse una rete
fognaria per le acque reflue urbane di tale agglomerato entro il
31 dicembre 1998. Tuttavia, come risulta anche dalla lettera
                                                                             Motivi e principali argomenti
della Rappresentanza permanente ellenica presso la Comunità
europea dell’8 dicembre 2001, a tutt’oggi tale rete non è stata
istituita.                                                                   Il termine di trasposizione è scaduto il 25 dicembre 2000
                                                                             senza che il Granducato di Lussemburgo abbia adottato le
                                                                             necessarie misure.
L’art. 5, n. 2, della direttiva prevede l’obbligo per gli Stati
membri, al più tardi entro il 31 dicembre 1998, di sottoporre
le acque reflue urbane che confluiscono in reti fognarie, per                (1) GU L 330 del 5 dicembre 1998, pag. 32.
tutti gli scarichi provenienti da agglomerati con
oltre 10 000 a.e., ad un trattamento più spinto di quello di
secondo grado, prima dello scarico in aree sensibili.
Non è contestato che, ad oggi, nell’area che è stata qualificata
come «sensibile» dal decreto interministeriale 2 agosto 1999,                Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
si verifica lo scarico senza trattamento delle acque reflue                  tro il Granducato di Lussemburgo, proposto il 4 aprile
urbane dell’agglomerato di Thriassion Pedio, in violazione                                                   2002
dell’art. 5, n. 2, della direttiva.
                                                                                                       (Causa C-121/02)
Le autorità elleniche non contestano l’assenza di un sistema di
trattamento delle acque reflue urbane nell’agglomerato di                                               (2002/C 131/19)
Thriassion Pedio.
(1) GU L 135 del 30.5.1991, pag. 40.                                         Il 4 aprile 2002 la Commissione delle Comunità europee,
(2) GU L 67 del 7.3.1998, pag. 29.                                           rappresentata dai sigg. Mikko Huttunen e Hendrik van Lier, in
                                                                             qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
                                                                             proposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                                                                             ricorso contro il Granducato di Lussemburgo.
 ---pagebreak--- 1.6.2002                IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        C 131/11
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                               Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                                tro il Regno del Belgio, proposto il 5 aprile 2002
a)    dichiarare che, non avendo adottato i provvedimenti che                                     (Causa C-122/02)
      comporta l’esecuzione della sentenza pronunciata dalla
      Corte il 16 dicembre 1999, Commissione/Lussembur-
      go (1), il Granducato di Lussemburgo è venuto meno agli                                      (2002/C 131/20)
      obblighi che gli incombono in forza dell’art. 228, n. 1,
      del Trattato CE;
                                                                          Il 5 aprile 2002 la Commissione delle Comunità europee,
b)    condannare il Granducato di Lussemburgo a pagare alla               rappresentata dal sig. Gregorio Valero Jordana e dalla sig.ra
      Commissione una penalità di mora di euro 9 000 al                   Joelle Adda, in qualità di agenti, con domicilio eletto in
      giorno per ciascuno dei giorni, contati a decorrere dalla           Lussemburgo, ha proposto un ricorso, dinanzi alla Corte di
      notifica della sentenza che dichiara l’inadempimento nella          giustizia delle Comunità europee, contro il Regno del Belgio.
      presente causa, durante i quali non si sarà confermato
      all’obbligo soprammenzionato;
                                                                          La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
c)    condannare il Granducato di Lussemburgo alle spese.                 —     dichiarare che, non avendo adottato tutte le disposizioni
                                                                                legislative, regolamentari ed amministrative necessarie
                                                                                per conformarsi pienamente alla direttiva del Consiglio
                                                                                3 novembre 1998, 1998/83/CE, concernente la qualità
                                                                                delle acque destinate al consumo umano (1), o comunque,
                                                                                non avendole integralmente comunicate alla Commis-
                                                                                sione, il Regno del Belgio è venuto meno agli obblighi
Motivi e principali argomenti                                                   che gli incombono in forza della direttiva stessa;
                                                                          —     condannare il Regno del Belgio alle spese della causa.
Sebbene l’art. 228 CE non indichi il termine di cui dispone lo
Stato membro per adempiere i suoi obblighi, ciò non toglie               Motivi e principali argomenti
che l’esecuzione della sentenza deve essere avviata immediata-
mente e terminare il più rapidamente possibile. Nel caso di
specie, tutte le disposizioni e i provvedimenti necessari al              Il termine di trasposizione è scaduto il 25 dicembre 2000
Granducato di Lussemburgo per mettere la normativa interna                senza che il Regno del Belgio abbia adottato le necessarie
in conformità con la sentenza della Corte avrebbero già dovuto            misure.
essere adottati e posti in vigore da lungo tempo. Al momento
del parere motivato della Commissione, era già trascorso più
di un anno dalla sentenza della Corte.                                    (1) GU L 330 del 5 dicembre 1998, pag. 32.
La Commissione osserva che una penalità di mora di
euro 9 000 al giorno appare adeguata in considerazione della
gravità e della durata dell’infrazione, nonché della necessità di
infliggere una sanzione efficace. Essa ha calcolato l’importo
della penalità che doveva indicare alla Corte utilizzando il              Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
metodo di calcolo da essa definito della sua comunicazione                   tro la Repubblica francese, presentato l’8 aprile 2002
8 gennaio 1997(2). Essa ha applicato un coefficiente moltipli-
catore di 10 per la gravità dell’infrazione e di 1.8 per la sua                                   (Causa C-129/02)
durata.
                                                                                                   (2002/C 131/21)
(1) Sentenza nella causa C-138/99 (GU C 63 del 4.3.2000, pag. 8).
(2) GU C 63 del 28.2.1997, pag. 2.
                                                                          L’8 aprile 2002 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                          rappresentata dal sig. G. Valero Jordana e dalla sig.ra J. Adda,
                                                                          in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
                                                                          proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                          un ricorso contro la Repubblica francese.