CELEX: 32010D0607
Language: it
Date: 2010-04-27 00:00:00
Title: 2010/607/UE: Decisione della Commissione, del 27 aprile 2010 , sull’aiuto di Stato cui il Belgio ha dato esecuzione per la ristrutturazione dell’asta ittica di Ostenda [aiuto di Stato C 30/08 (ex NN 21/08)] [notificata con il numero C(2010) 2520]  Testo rilevante ai fini del SEE

19.10.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 274/103
            
         DECISIONE DELLA COMMISSIONE
   del 27 aprile 2010
   sull’aiuto di Stato cui il Belgio ha dato esecuzione per la ristrutturazione dell’asta ittica di Ostenda
   [aiuto di Stato C 30/08 (ex NN 21/08)]
   [notificata con il numero C(2010) 2520]
   (I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede)
   (Testo rilevante ai fini del SEE)
   (2010/607/UE)
   LA COMMISSIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europeo, in particolare l’articolo 108, paragrafo 2, primo comma,
   visto l’accordo sullo Spazio economico europea (1), in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
   visto il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (2), in particolare l’articolo 7, paragrafo 5, e l’articolo 14,
   dopo aver invitato le parti interessate a presentare le loro osservazioni (3) in conformità all’articolo 108, paragrafo 2, primo comma, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) (4) e tenuto conto di dette osservazioni,
   considerando quanto segue:
   1.   PROCEDIMENTO
   
   
               (1)
            
            
               Con lettera del 16 febbraio 2006 la Commissione ha ricevuto una denuncia relativa all’aiuto di Stato concesso dalle autorità belghe all’asta ittica di Ostenda, protocollata con il numero di riferimento CP 40/06. Il 31 luglio 2007 la Commissione ha ricevuto un’altra denuncia riguardante lo stesso fascicolo.
            
         
               (2)
            
            
               Con lettere del 13 marzo 2006, 26 giugno 2006 e 11 luglio 2007, la Commissione ha invitato le autorità belghe a fornire informazioni su tali misure, alla quale richiesta le suddette autorità hanno risposto con lettere dell’11 maggio 2006, 20 ottobre 2006 e 27 novembre 2007.
            
         
               (3)
            
            
               Dopo aver esaminato le informazioni e i documenti forniti dalle autorità belghe, il 3 luglio 2008 la Commissione ha informato dette autorità della sua decisione di avviare il procedimento di cui all’articolo 108, paragrafo 2, del TFUE e all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 659/1999.
            
         
               (4)
            
            
               Con lettera del 16 luglio 2008 le autorità belghe hanno trasmesso alla Commissione alcuni documenti concernenti la privatizzazione dell’asta ittica di Ostenda, prevista dalla città di Ostenda.
            
         
               (5)
            
            
               Con lettera del 25 luglio 2008 le autorità belghe hanno chiesto di prorogare fino all’8 settembre 2008 il termine per la presentazione delle loro osservazioni. Tale proroga è stata concessa il 4 agosto 2008.
            
         
               (6)
            
            
               Con lettera dell’8 settembre 2008 le autorità belghe hanno trasmesso le proprie osservazioni in ordine alla decisione di avviare il procedimento di indagine formale.
            
         
               (7)
            
            
               La decisione della Commissione di avviare il procedimento di indagine formale è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
                   (5). La Commissione ha invitato le parti interessate a presentare le loro osservazioni entro un mese dalla data della pubblicazione.
            
         
               (8)
            
            
               La Commissione si è incontrata con le autorità belghe il 9 ottobre 2008. Durante l’incontro le suddette autorità hanno fornito informazioni sul modo in cui intendevano organizzare la privatizzazione dell’asta ittica.
            
         
               (9)
            
            
               La Commissione ha ricevuto le osservazioni delle seguenti terze parti interessate: European Association of Fishing Ports and Auctions (EAFPA), Nationaal Overleg Visafslagen, Flanders Ship Repair (NOVA), Zeebrugse Vis Promotie vzw (ZVP), Grimskby Fish Market, Zeebrugse Visveiling (ZV), European Fish Centre (EFC) e l’impresa di riparazione navale Gardec.
            
         
               (10)
            
            
               Con lettera del 4 novembre 2008, la Commissione ha trasmesso tali osservazioni alle autorità belghe che hanno avuto la possibilità di esprimersi su di esse. Il Belgio non ha inviato alcun commento facente seguito alle osservazioni dei terzi.
            
         
               (11)
            
            
               Con lettera dell’8 settembre 2009, recante il numero di riferimento C(2009) 6907, la Commissione ha emesso un’ingiunzione a fornire informazioni ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 659/1999, chiedendo una risposta completa alle questioni sollevate nelle sue lettere del 13 marzo 2006, 26 giugno 2006 e 11 luglio 2007 e nella decisione di avviare il procedimento di indagine formale.
            
         
               (12)
            
            
               Con lettera del 7 ottobre 2009 le autorità belghe hanno chiesto di prorogare fino al 9 novembre 2009 il termine per la trasmissione delle informazioni. Tale proroga è stata concessa il 9 ottobre 2009. Nella loro lettera, le autorità belghe hanno inoltre chiesto alla Commissione di trasmettere loro le osservazioni presentate dai terzi. La Commissione ha dunque contemporaneamente concesso la proroga richiesta e ritrasmesso le osservazioni dei terzi, nonché una copia della lettera del 4 novembre 2008.
            
         
               (13)
            
            
               Con lettera del 22 ottobre 2009 le autorità belghe hanno informato la Commissione di non avere mai ricevuto la lettera della Commissione del 4 novembre 2008. Per questo motivo, hanno richiesto un’ulteriore proroga di un mese per presentare i loro commenti a seguito delle osservazioni presentate dai terzi.
            
         
               (14)
            
            
               Con lettera del 5 novembre 2009 la Commissione ha concesso alle autorità belghe una proroga fino al 27 novembre 2009 per dare loro l’opportunità di reagire alle osservazioni presentate dai terzi.
            
         
               (15)
            
            
               Le autorità belghe hanno trasmesso le loro risposte all’ingiunzione di fornire informazioni e hanno fornito informazioni complementari sulla privatizzazione dell’asta ittica.
            
         
               (16)
            
            
               Con lettera del 30 novembre 2009 il Belgio ha trasmesso i suoi commenti a seguito delle osservazioni presentate dai terzi.
            
         2.   RISTRUTTURAZIONE DELL’ASTA ITTICA DI OSTENDA NEL 2001
   
   
               (17)
            
            
               L’asta ittica di Ostenda, in origine di proprietà dello stato, era molto frammentata e — secondo le autorità belghe — mal gestita da anni. Funzionava dunque male. Dal 1991 al 2001 la sua quota sul totale degli arrivi di pesce nei porti belgi era scesa da circa il 37 % al 20 % (6). Dal 1997 al 2001 il suo volume d’affari era calato da 20 550 000 EUR a 13 440 000 EUR (7). Per diversi anni l’asta ha comportato per la città di Ostenda (di seguito «la città») una perdita media annua di 1 850 000 EUR (compreso il 2001).
            
         
               (18)
            
            
               Nel 2001 la città ha dovuto scegliere se chiudere l’asta ittica o ristrutturarla. Il 23 novembre 2001 la città ha deciso di ristrutturare l’asta ittica di Ostenda trasformandola in una società municipale autonoma di diritto belga, di cui essa sarebbe stata l’unico azionista.
            
         
               (19)
            
            
               La decisione di ristrutturare l’asta era basata su un piano di finanziamento che presentava un’ipotesi unica (qualificata come positiva) e su un piano aziendale di due pagine, elaborati da HAMA Consult NV. Da questi documenti risultava che l’asta ittica poteva diventare redditizia entro un periodo di nove anni se si trasformava in un’entità giuridica distinta con un capitale iniziale di 250 milioni di BEF (circa 6,2 milioni di EUR), da versare integralmente nell’arco di cinque anni. Questa società distinta è stata denominata «Autonoom Gemeentebedrijf Vismijn Oostende» (di seguito «AGVO»). AGVO si è fatta carico degli oneri finanziari relativi al rimborso di diversi prestiti bancari correlati alla precedente asta ittica di Ostenda.
            
         2.1.   STRUTTURA DELLA SOCIETÀ
   
   2.1.1.   AGVO
   
               (20)
            
            
               Come indicato al considerando 18, per ristrutturare l’asta ittica la città ha fondato, il 23 novembre 2001 (8), l’azienda municipale autonoma AGVO. Un’azienda municipale autonoma è un’entità giuridica distinta, istituita ai sensi dell’articolo 261 della nuova legge comunale, volta ad assicurare la gestione delle istituzioni e dei servizi comunali diversi dai servizi comunali generali; essa si concentra essenzialmente sulle istituzioni o sui servizi di natura commerciale o industriale e ed è gestita secondo metodi industriali e commerciali.
            
         
               (21)
            
            
               La legge dispone che la città, in quanto ente fondatore della società, ne sia l’azionista di maggioranza e detenga la maggioranza dei voti in seno agli organi direttivi. La città in effetti detiene il 100 % delle azioni in AGVO e — secondo quanto previsto dagli statuti di AGVO — nomina tutti i membri del consiglio di amministrazione. La maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione deve essere costituita da consiglieri comunali.
            
         
               (22)
            
            
               AGVO ha attualmente almeno due controllate: NV Exploitatie Vismijn Oostende (di seguito «EVO») e NV PAKHUIZEN (di seguito «PAKHUIZEN»).
            
         2.1.2.   EVO
   
               (23)
            
            
               EVO è stata costituita l’8 agosto 2002 per gestire l’asta e tutte le attività connesse. EVO è stata dotata di un capitale iniziale di 371 840 EUR. Il capitale è stato ripartito in 15 000 azioni uguali, senza valore nominale, tra AGVO, proprietaria di 14 999 azioni, ed il sig. Miroir, membro del consiglio comunale, proprietario di un’azione.
            
         
               (24)
            
            
               EVO è gestita da un consiglio di amministrazione, i cui membri sono nominati dagli azionisti per un periodo di sei anni, con possibilità di restauro del mandato. Vista la ripartizione delle azioni, EVO è pienamente controllato da AGVO.
            
         2.1.3.   PAKHUIZEN
   
               (25)
            
            
               PAKHUIZEN è stata costituita nel 1988 da alcuni armatori per assicurare la gestione di beni mobili e immobili. Nel 2005 AGVO ha assorbito PAKHUIZEN acquistandone tutte le azioni per un importo di 350 000 EUR.
            
         
               (26)
            
            
               PAKHUIZEN è gestita da un consiglio di amministrazione, i cui membri sono nominati dagli azionisti per un periodo di sei anni, con possibilità di restauro del mandato. Dal 2005, PAKHUIZEN è detenuta e controllata da AGVO.
            
         2.2.   COMPITI
   
   2.2.1.   AGVO
   
               (27)
            
            
               Conformemente ai suoi statuti, ad AGVO sono affidati, secondo quanto indicato dalle autorità belghe, compiti di pubblico interesse e compiti commerciali. «compiti di pubblico interesse» sono eseguiti dalla stessa AGVO, mentre i «compiti commerciali» sono eseguiti dalle controllate EVO e, dal 2005, PAKHUIZEN.
            
         
               (28)
            
            
               Per quanto riguarda i «compiti di pubblico interesse», le autorità belghe hanno dichiarato che ad AGVO sono stati affidati la gestione del porto peschereccio di Ostenda (che comprende la gestione ed la manutenzione delle aree pubbliche e private situate entro la cinta del porto peschereccio), l’ispezione del pesce sbarcato destinato al consumo, la fissazione di diritti d’asta, il controllo dell’applicazione dell’IVA sul pesce sbarcato, la gestione delle chiuse tra il canale e la banchina di pesca (che non viene utilizzata solo dai pescherecci), le pubbliche relazioni a nome delle autorità locali e il restauro e la messa a disposizione di immobili per enti pubblici o semipubblici, quali la Regione fiamminga, la Provincia della Fiandre occidentali ecc.
            
         2.2.2.   EVO
   
               (29)
            
            
               EVO assicura la gestione dell’asta ittica di Ostenda. Le attività in questo contesto riguardano soprattutto l’organizzazione e la gestione dell’asta ittica, l’affitto dei magazzini e altre attività ausiliarie. Nell’ambito della gestione dell’asta, EVO applica un diritto d’asta pari al 6 % del prezzo. I compratori che utilizzano l’asta devono pagare una commissione compresa tra l’1 % ed il 3 % e devono pagare il noleggio delle casse per il pesce, il cui ammontare non è noto.
            
         
               (30)
            
            
               EVO concede inoltre prestiti ai suoi clienti armatori. Ad alcuni prestiti concessi recentemente è stato applicato un tasso pari all’euro Interbank Offered Rate (Euribor) + 2 %. Non sembra, tuttavia, che tutti i prestiti siano stati concessi a queste condizioni. In cambio del prestito, gli armatori sono tenuti ad utilizzare i servizi dell’asta di Ostenda per lo smercio del loro pesce.
            
         
               (31)
            
            
               EVO offre poi agli armatori alcune facilitazioni, ad esempio un contributo integrale o parziale ai costi del trasporto refrigerato.
            
         2.2.3.   PAKHUIZEN
   
               (32)
            
            
               Le attività di PAKHUIZEN riguardano essenzialmente la trasformazione, il restauro, l’allestimento o il riallestimento, la (ri)costruzione e la demolizione, l’utilizzo, la gestione e la locazione di beni immobili.
            
         2.3.   LE MISURE DI AIUTO IN CAUSA
   
   2.3.1.   CAPITALE INIZIALE ED AUMENTI DI CAPITALE
   
               (33)
            
            
               All’atto della fondazione, il 23 novembre 2001, AGVO disponeva di un capitale iniziale di 250 milioni di BEF (6 179 338,12 EUR), concesso dalla città, che doveva essere versato in rate annuali di pari importo per un periodo di cinque anni. Dal 2002, sono state pagate sei rate del capitale iniziale, pari ad un totale di 3 596 665,62 EUR: 619 734 EUR sono stati pagati il 28 giugno 2002, 570 155 EUR il 26 giugno 2003, 570 155 EUR il 25 giugno 2004 e 570 155 EUR il 26 giugno 2005. Nelle sue osservazioni successive all’avvio del procedimento di indagine formale il Belgio ha dichiarato che nel 2006 e nel 2007 sono stati effettuati ancora due versamenti di 619 734 EUR ciascuno. A conoscenza della Commissione, la parte rimanente del capitale iniziale di 2 582 672,5 EUR non è stata ancora reclamata da AGVO.
            
         
               (34)
            
            
               Le autorità belghe hanno dichiarato che AGVO ha in parte utilizzato il capitale iniziale per «scopi pubblici» e per il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi di prestiti correnti. Questo capitale è servito inoltre a comperare le azioni di PAKHUIZEN. Esso è stato infine utilizzato per pagare il capitale iniziale di EVO e concedere prestiti ad EVO che successivamente (il 31 dicembre 2004, il 31 dicembre 2005 e il 21 dicembre 2007) sono stati convertiti in capitale mediante condono dei debiti.
            
         
               (35)
            
            
               All’atto della fondazione, l’8 agosto 2002, EVO è stata dotata di un capitale iniziale di 371 840,29 EUR. Successivamente, AGVO ha aumentato il capitale di EVO sotto forma di condono di debiti. Il 31 dicembre 2004 il capitale è stato aumentato di 1 387 044 EUR, il 31 dicembre 2005 di 710 000,75 EUR ed il 21 dicembre 2007 di 1 500 114,96 EUR. In totale il capitale fornito da AGVO a EVO ammonta a 3 969 000 EUR.
            
         
               (36)
            
            
               Sebbene le autorità belghe avessero informato la Commissione del fatto che il capitale iniziale di EVO era stato aumentato e che al 31 dicembre 2006 ammontava a 2 468 885 EUR, non le avevano fornito precisazioni sulla forma particolare di questi aumenti del capitale. Le osservazioni fatte pervenire dai terzi hanno richiamato l’attenzione della Commissione sull’aumento del capitale del 21 dicembre 2007 e sul fatto che gli aumenti del capitale erano stati effettuati sotto forma di condono di debiti. Il Belgio non ha espresso alcun commento su questa parte delle osservazioni dei terzi.
            
         2.3.2.   GARANZIE SU PRESTITI
   
               (37)
            
            
               Oltre all’apporto del capitale iniziale, la città ha aiutato sia AGVO che EVO fornendo loro garanzie a titolo gratuito per ottenere prestiti privati.
            
         
               (38)
            
            
               Nel caso di AGVO si è trattato di garanzie su 3 prestiti, concesse il 26 marzo (609 379,40 EUR) e il 23 aprile 2004 (2 117 500 EUR) e il 22 aprile 2005 (550 000 EUR), per un importo globale di 132 199 987 BEF (3 276 879 EUR).
            
         
               (39)
            
            
               Nel caso di EVO si è trattato di garanzie su prestiti concesse il 28 giugno e il 27 settembre 2002. Tuttavia, secondo le informazioni fornite dalle autorità belghe, i prestiti in questione alla fine non sono stati contratti. Il 23 aprile 2004 e 22 aprile 2005 la città ha nuovamente concesso a EVO garanzie a titolo gratuito su prestiti. I prestiti sono stati contratti ed ammontavano a 145 505 820 BEF (3 606 995 EUR). Senza precisare la data, le autorità belghe hanno dichiarato che la città ha inoltre garantito un prestito supplementare di 78 000 EUR. Dal momento che questa informazione figurava nelle osservazioni delle autorità belghe del 4 settembre 2008 e che le osservazioni precedenti erano datate 23 novembre 2007, la Commissione suppone che questa garanzia supplementare sia stata concessa tra queste due date.
            
         
               (40)
            
            
               AGVO ha inoltre fornito ad EVO garanzie a titolo gratuito per due prestiti, per un importo globale di 600 000 EUR. Non è stata fornita alcuna informazione sulla data in cui è stato deciso di concedere queste garanzie a titolo gratuito. Dal momento che EVO è stata costituita il 22 agosto 2002 e che il documento presentato dalle autorità belghe in cui sono menzionati i due prestiti descriveva la situazione al 3 agosto 2006, la Commissione suppone che la garanzia sia stata concessa tra queste due date.
            
         2.3.3.   TERRENI E FABBRICATI
   
               (41)
            
            
               Secondo quanto previsto dall’articolo 30 dei suoi statuti del 23 novembre 2001, AGVO detiene il diritto esclusivo di utilizzare, a titolo gratuito, i terreni e i fabbricati del porto peschereccio di Ostenda (9).
            
         
               (42)
            
            
               L’articolo 30 degli statuti prevede inoltre che la città possa trasferire in qualsiasi momento ad AGVO la proprietà di questi terreni e fabbricati (o altri diritti afferenti).
            
         
               (43)
            
            
               Ciò si è verificato il 26 marzo 2004, quando la città ha effettuato un conferimento ad AGVO trasferendo ad essa la proprietà immobiliare di diversi fabbricati situati nel porto peschereccio di Ostenda, per una superficie di 57 500 m2. Il valore di inventario di questo conferimento, registrato nei conti comunali, era di 14 891 524 EUR. Il trasferimento ha riguardato soltanto i fabbricati (asta ittica, uffici e magazzini) e non il terreno sui quali insistono detti fabbricati. I terreni sono utilizzati dalla città sulla base di una concessione a tempo indeterminato da parte della Regione fiamminga, che ne è proprietaria. AGVO ha continuato ad avere il diritto esclusivo di utilizzare questi terreni sulla base dell’articolo 30 dei suoi statuti.
            
         
               (44)
            
            
               Il trasferimento di proprietà immobiliare del 26 marzo 2004 ha incluso 14 754 m2 di fabbricati soggetti ad un contratto di locazione a lungo termine tra la città e PAKHUIZEN, concluso con la città nel 1989 per un periodo di 45 anni. Secondo questo contratto, PAKHUIZEN paga un contributo simbolico di 1 000 BEF (25 EUR) all’anno per l’utilizzo dei fabbricati. In cambio, PAKHUIZEN è tenuta per contratto a restaurare, a proprie spese e senza diritto a compensazione, i depositi descritti nel contratto di locazione a lungo termine, in modo da metterli a norma con le regolamentazioni future. D’altra parte, dopo 27 anni di locazione (nel 2016), la città potrà beneficiare ogni anno di una partecipazione del 50 % agli utili netti annui di PAKHUIZEN. Le autorità belghe hanno dichiarato che PAKHUIZEN non ha adempiuto ai suoi obblighi e che i depositi descritti non sono stati restaurati come richiesto dal contratto, almeno non prima del 2005. Tuttavia le autorità belghe hanno fatto presente che dopo che AGVO ha acquistato le azioni di PAKHUIZEN sono stati spesi per lavori di restauro e di manutenzione 257 872 EUR nel 2005 e 68 816 EUR nel 2006. Il costo preciso dei lavori intrapresi nel 2007 non è noto.
            
         
               (45)
            
            
               A partire dal 26 marzo 2004, data in cui la città ha trasferito la proprietà del fabbricato ad AGVO, AGVO ha sostituito la città come parte contraente nel contratto di locazione a lungo termine con PAKHUIZEN. In tal modo, AGVO ha acquisito il diritto a riscuotere i 25 EUR all’anno, nonché a beneficiare, dopo 27 anni di locazione, del 50 % degli utili netti annui di PAKHUIZEN.
            
         
               (46)
            
            
               I 57 500 m2 messi così a disposizione di AGVO, secondo le informazioni fornite dal Belgio sono ripartiti come segue:
               
                           —
                        
                        
                           13 600 m2 utilizzati dalla controllata EVO come edificio per l’asta ittica, spazi di lavoro/capannoni e edificio amministrativo,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           14 754 m2 affittati a PAKHUIZEN, di cui 955 m2 sono utilizzati per attività portuali,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           2 700 m2 di depositi affittati a enti pubblici e semipubblici,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           8 156 m2 utilizzati come strade pubbliche,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           2 488 m2 adibiti a parcheggio pubblico gratuito,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           2 400 m2 adibiti a parco container per le attività di pesca,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           13 402 m2 di banchine.
                        
                     
         
               (47)
            
            
               Evo non paga affitto per l’utilizzazione dei fabbricati. Il Belgio ha affermato che, in cambio, EVO sostiene tutte le spese di manutenzione e di restauro. PAKHUIZEN continua a pagare 25 EUR all’anno.
            
         
               (48)
            
            
               Le autorità belghe hanno dichiarato che tra il 31 dicembre 2002 e il 31 dicembre 2007 EVO e PAKHUIZEN hanno pagato rispettivamente 182 377,31 EUR e 381 835,16 EUR per lavori di restauro e di infrastruttura e 193 255,70 EUR e 133 895,35 EUR per spese di manutenzione.
            
         2.4.   STRATEGIA COMMERCIALE
   
   
               (49)
            
            
               Negli anni successivi alla ristrutturazione sia AGVO che EVO hanno registrato perdite sempre crescenti, nonostante un leggero profitto per AGVO nel 2003/2004. Alla fine del 2006 AGVO aveva accumulato perdite per quasi 3 000 000 EUR e debiti a breve e lungo termine per più di 4 000 000 EUR, mentre alla fine dello stesso anno EVO aveva riportato perdite per più di 3 400 000 EUR, debiti a breve e a lungo termine per più di 5 800 000 EUR ed un capitale negativo pari quasi a 1 000 000 EUR.
            
         
               (50)
            
            
               Nonostante le perdite accumulate, AGVO ed EVO si sono impegnate in attività speculative e nell’ampliamento delle loro attività. Per esempio nel 2006 AGVO ha preso una partecipazione azionaria del 51 % in una società denominata HAF Holding BO, stabilita in Islanda, mentre sempre nel 2006 EVO si è impegnata in un progetto sul granchio reale (10) (impresa Polardrift, stabilita in Norvegia). EVO è stata inoltre coinvolta nella Icelandic HAF Holding. EVO ha poi stipulato nel 2005 un contratto con un agente di vendite nell’ambito del quale l’agente è stato incaricato di acquistare pesce di alta qualità sulle aste islandesi da rivendere all’asta ittica di Ostenda.
            
         
               (51)
            
            
               La strategia commerciale di EVO è stata descritta dalle diverse parti interessate come concorrenza sleale consistente nell’offrire, tra l’altro, di sostenere in tutto o in parte le spese per il trasporto ad Ostenda del pesce caricato nei porti stranieri e di offrire prestiti agli armatori a condizioni vantaggiose a condizione che vendessero le loro catture all’asta di Ostenda.
            
         
               (52)
            
            
               Questi progetti, nonché la strategia commerciale descritta dai terzi, sembrano indicare che EVO si impegnasse ad ampliare a tutti i costi la sua quota di mercato ed il suo volume d’affari. In ogni caso dai conti annuali di AGVO e di EVO risulta che EVO poteva mantenere la sua presenza sul mercato, nonostante la precaria situazione finanziaria, soltanto grazie al sostegno della città (11).
            
         3.   MOTIVI CHE HANNO INDOTTO ALL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE
   
   3.1.   VANTAGGI CONCESSI AD AGVO
   
   
               (53)
            
            
               Ad AGVO è stato concesso un capitale iniziale di 250 milioni di BEF (6 179 338 EUR). Tenuto conto delle pesanti perdite accumulate in passato e del piano aziendale molto succinto ed incompleto, nella decisione di avviare il procedimento di indagine formale la Commissione ha concluso che un investitore privato non avrebbe investito un importo così elevato nell’asta ittica e che questo capitale iniziale si configura pertanto come aiuto di Stato. La Commissione ha espresso dei dubbi circa la sua compatibilità con il mercato interno in quanto non sembrano soddisfatte le condizioni stabilite negli Orientamenti sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (12) (di seguito denominati «orientamenti del 1999»), applicabili al momento in cui è stato concesso l’aiuto.
            
         
               (54)
            
            
               La città inoltre ha conferito i suoi fabbricati ad AGVO senza richiedere alcuna remunerazione o senza imporre ad AGVO obblighi di valore equivalente. La Commissione ha considerato che un investitore privato avrebbe richiesto un prezzo ragionevole per tale conferimento e che il conferimento dei fabbricati dovesse considerarsi come un aiuto di Stato. Questo aiuto è sembrato ridurre i costi di produzione di AGVO e costituire un aiuto al funzionamento. La Commissione non ha rinvenuto alcuna disposizione nell’articolo 107 del TFUE o negli orientamenti per l’esame degli aiuti di Stato nel settore della pesca e dell’acquacoltura (13) (di seguito denominati «orientamenti per il settore della pesca») che le consenta di autorizzare l’aiuto.
            
         
               (55)
            
            
               La città ha inoltre concesse garanzie su prestiti per AGVO. Mentre un operatore privato avrebbe richiesto un premio per la garanzia, la città l’ha concessa a titolo gratuito. La Commissione ha dunque concluso che queste garanzie dovevano considerarsi un aiuto di Stato. Di nuovo, questo aiuto è sembrato ridurre i costi di produzione di AGVO e costituire un aiuto al funzionamento. La Commissione non ha rinvenuto alcuna disposizione nell’articolo 107 del TFUE o negli orientamenti per il settore della pesca che le consenta di considerare l’aiuto compatibile con il mercato interno.
            
         
               (56)
            
            
               Infine, la città ha autorizzato AGVO ad applicare e riscuotere tasse comunali e ad utilizzarne i proventi, un vantaggio di cui generalmente un’impresa privata non beneficia. La Commissione ha considerato che non fossero soddisfatte le condizioni della sentenza Altmark (14) e che i vantaggi derivanti dal diritto di imporre e riscuotere tasse comunali dovessero considerarsi un aiuto di Stato. In assenza di qualsiasi informazione su tale prelievo, la Commissione ha concluso che a prima vista dovesse essere classificato come aiuto al funzionamento e che nessuna disposizione nell’articolo 107 TFUE o negli orientamenti per il settore della pesca consente di considerare questo aiuto compatibile con il mercato interno.
            
         3.2.   VANTAGGI CONCESSI A EVO
   
   
               (57)
            
            
               La città e AGVO hanno fornito garanzie su prestiti per EVO. Mentre un operatore privato avrebbe richiesto un premio per le suddette garanzie, la città e AGVO le hanno concesse a titolo gratuito e la Commissione ha quindi concluso che la loro concessione deve considerarsi un aiuto di Stato. Questo aiuto è sembrato ridurre i costi di produzione di EVO e costituire un aiuto al funzionamento. La Commissione non ha rinvenuto alcuna disposizione nell’articolo 107 del TFUE o negli orientamenti per il settore della pesca che renda compatibile questo aiuto e ha quindi espresso i suoi dubbi sulla compatibilità di tali misure con il mercato interno.
            
         
               (58)
            
            
               AGVO ha autorizzato EVO a utilizzare in modo continuo i fabbricati di proprietà di AGVO per una superficie complessiva di 13 600 m2. La Commissione ha considerato che un investitore privato avrebbe richiesto in cambio un prezzo ragionevole e che la possibilità di utilizzare i fabbricati a titolo gratuito dovesse considerarsi un aiuto di Stato. Questo aiuto è sembrato ridurre i costi di produzione di EVO e costituire un aiuto al funzionamento. La Commissione non ha rinvenuto alcuna disposizione nell’articolo 107 del TFUE o negli orientamenti per il settore della pesca che renda compatibile questo aiuto e ha quindi espresso i suoi dubbi sulla compatibilità di tali misure con il mercato interno.
            
         3.3.   VANTAGGI CONCESSI A PAKHUIZEN
   
   
               (59)
            
            
               Le clausole del contratto di locazione a lungo termine tra la città e PAKHUIZEN hanno consentito a quest’ultimo di beneficiare di una riduzione annuale dei suoi costi di gestione. La Commissione ha concluso che questo vantaggio si configurava come un aiuto di Stato e non rientrava nel campo di applicazione di nessuna delle misure menzionate negli orientamenti per il settore della pesca e neppure negli obiettivi di altri orientamenti orizzontali o specifici applicabili a questo tipo d’impresa. Sulla base sia degli orientamenti pertinenti per il settore della pesca che delle norme orizzontali sugli aiuti di Stato questo tipo di aiuto sarebbe considerato un aiuto al funzionamento, incompatibile con il mercato interno. La Commissione ha dunque espresso i suoi dubbi sulla compatibilità di questa misura con il mercato interno.
            
         3.4.   VANTAGGI CONCESSI ALLE IMPRESE DI PESCA
   
   
               (60)
            
            
               La Commissione ha ritenuto che questi vantaggi costituissero un aiuto di Stato e non ha rinvenuto alcuna disposizione nell’articolo 107 del TFUE o negli orientamenti per il settore della pesca che renda compatibile questo aiuto e ha quindi espresso i suoi dubbi sulla compatibilità di tali misure con il mercato interno. La Commissione ha inoltre osservato che le imprese di pesca che si servivano dell’asta ittica di Ostenda ottenevano vantaggi da EVO, sotto forma di prestazione di servizi a tariffe inferiori a quelle che avrebbe applicato un normale operatore privato, e da PAKHUIZEN, sotto forma di concessione in affitto di fabbricati a canoni inferiori a quelli che avrebbe applicato un normale operatore privato.
            
         
               (61)
            
            
               La Commissione ha ritenuto che questi vantaggi costituissero un aiuto di Stato e non ha rinvenuto alcuna disposizione nell’articolo 107 del TFUE o negli orientamenti per il settore della pesca che renda compatibile questo aiuto e ha quindi espresso i suoi dubbi sulla compatibilità di tali misure con il mercato interno.
            
         3.5.   CONCLUSIONE
   
   
               (62)
            
            
               Alla luce di quanto sopra esposto e delle informazioni in proprio possesso, la Commissione ha ritenuto che tutte le misure menzionate al punto 3 dovessero considerarsi come un aiuto di Stato ed ha espresso dubbi sulla compatibilità di tali aiuti con il mercato interno.
            
         4.   OSSERVAZIONI PRESENTATE DAI TERZI
   
   
               (63)
            
            
               Tutte le terze parti interessate che hanno presentato osservazioni in merito alla decisione di avviare un procedimento di indagine formale hanno accolto gli argomenti addotti nella suddetta decisione. Inoltre hanno segnalato di aver subito danni a seguito dell’aiuto illegale concesso a AGVO, EVO e PAKHUIZEN (perdita di clienti e di ricavi) e hanno sollecitato la Commissione a prendere le misure necessarie per vietare l’aiuto e chiederne il recupero.
            
         4.1.   EAFPA
   
   
               (64)
            
            
               EAFPA sottolinea che le misure di aiuto in questione causano distorsioni del mercato ed invita la Commissione a vietare l’aiuto e a chiederne il recupero.
            
         4.2.   NOVA
   
   
               (65)
            
            
               Come denunciante, NOVA sostiene la decisione della Commissione di avviare un’indagine formale. Ritiene importante che l’asta funzioni in modo trasparente e che siano garantite regole del gioco eque. Invita inoltre la Commissione ad adottare misure appropriate per assicurare il recupero dell’aiuto eventualmente incompatibile.
            
         4.3.   FLANDERS SHIP REPAIR
   
   
               (66)
            
            
               Flanders Ship Repair spiega che l’aiuto di stato ha avuto l’effetto di attirare i caricatori marittimi ad Ostenda. Secondo Flanders Ship Repair, ciò ha comportato una perdita di ricavi, in quanto i caricatori che hanno scelto Ostenda non hanno fatto più riparare le loro navi a Zeebrugge. Flanders Ship Repair chiede una decisione negativa accompagnata da obbligo di recupero, nonché l’adozione di misure provvisorie.
            
         4.4.   ZVP
   
   
               (67)
            
            
               ZVP, un’associazione di acquirenti e trasformatori di pesce sulla costa orientale belga, afferma che tra gli altri vantaggi l’aiuto di Stato illegale ha permesso all’asta ittica di Ostenda di attirare artificialmente i pescherecci stranieri e quelli di Zeebrugge. Inoltre, numerose interviste e numerosi comunicati stampa di politici locali e di membri del consiglio d’amministrazione di EVO (in cui si afferma in particolare che in Belgio ci sarebbe posto per un’unica asta ittica, e cioè quella di Ostenda), hanno seminato dubbi sul futuro dell’asta ittica di Zeebrugge e conseguentemente di tutta la zona di attività circostante. Ciò ha portato ad una perdita di ricavi nonché alla riduzione, alla sospensione o al ritiro degli investimenti e delle attività di commercializzazione.
            
         
               (68)
            
            
               ZPV afferma inoltre di aver provato a sensibilizzare le autorità locali sul problema, ma senza successo.
            
         
               (69)
            
            
               Infine ZVP segnala che EVO, attraverso un prestanome e con l’aiuto di fondi pubblici, ha costituito una società di filettaggio denominata Ostend Filleting Factory, che esercita anch’essa pratiche di concorrenza sleale.
            
         4.5.   GRIMSBY FISH MARKET
   
   
               (70)
            
            
               Grimsby Fish Market, un’asta ittica britannica, segnala che nel 2005/2006 EVO ha iniziato a comperare pesce direttamente da pescatori islandesi a prezzi fissi (elevati) ed ha venduto questo pesce all’asta ad Ostenda, spesso a prezzi più bassi, e conclude che queste perdite sono state pagate dal denaro pubblico. Grimsby Fish Market sollecita un controllo dei conti finanziari di EVO per esaminare i metodi di finanziamento delle forniture di pesce islandese e le perdite subite da EVO ascrivibili ai metodi di vendita utilizzati.
            
         4.6.   ZV E EFC
   
   
               (71)
            
            
               ZV e EFC richiamano l’attenzione della Commissione su altre possibili pratiche sleali e misure di aiuto di Stato, cioè il ricorso a titolo gratuito, da parte di AGVO/EVO, al personale comunale, nonché la concessione da parte di EVO di garanzie sul prezzo basate sul prezzo d’asta al Zeebrugse Visveiling.
            
         
               (72)
            
            
               Spiegano poi perché secondo loro queste misure falsino la concorrenza e incidano sugli scambi tra gli Stati membri interessati.
            
         
               (73)
            
            
               Richiamano altresì l’attenzione della Commissione su un’iniezione supplementare di capitale in AGVO e in EVO (attraverso un condono di debiti).
            
         
               (74)
            
            
               Rilevano infine che le autorità belghe non hanno sospeso l’aiuto.
            
         4.7.   GARDEC
   
   
               (75)
            
            
               Gardec è un’impresa di riparazione navale ubicata a Zeebrugge. Sostiene la decisione della Commissione e aggiunge che le pratiche commerciali sleali di Ostenda l’hanno danneggiata (riduzione del fatturato); rileva inoltre che i prestiti concessi alle imprese in difficoltà hanno permesso a queste imprese di sopravvivere ad Ostenda, mentre i loro debiti rimanevano insoluti a Zeebrugge.
            
         5.   OSSERVAZIONI DEL BELGIO A SEGUITO DEI DUBBI ESPRESSI NELLA DECISIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE
   
   
               (76)
            
            
               Nelle loro osservazioni dell’8 settembre 2008 a seguito dell’avvio del procedimento di indagine formale le autorità belghe ritengono che la Commissione debba limitare la sua indagine all’asta ittica. Poiché né AGVO né PAKHUIZEN sono attivi su questi mercati, le misure adottate a loro favore sono irrilevanti per il procedimento di cui trattasi. Più in generale ritengono che la Commissione non abbia correttamente definito il campo della sua indagine e che ci sia un rischio di doppia contabilizzazione dell’aiuto.
            
         5.1.   PER QUANTO RIGUARDA L’AIUTO A AGVO
   
   
               (77)
            
            
               Le autorità belghe insistono sul fatto che AGVO non ha alcuna attività commerciale e che non ci possa dunque essere alcuna incidenza sulla concorrenza. L’aiuto concesso ad AGVO non può pertanto configurarsi come aiuto di Stato. Aggiungono che ai fini dell’indagine potrebbero essere presi in considerazione al massimo i fondi utilizzati per EVO (per esempio la parte del capitale iniziale che è stato trasferito ad EVO tramite AGVO). Sostengono che il resto è stato utilizzato per compiti di pubblico interesse e non può incidere sulla concorrenza nel settore delle aste ittiche.
            
         
               (78)
            
            
               Le autorità belghe rilevano che sebbene sia stato promesso ad AGVO un capitale iniziale di 6 197 338,12 EUR, finora AGVO ha ricevuto soltanto 3 569 667 EUR.
            
         
               (79)
            
            
               Riguardo al diritto di imporre tasse o diritti, le autorità belghe considerano che il diritto di imporre tasse sia collegato ai compiti di pubblico interesse di AGVO e non possa essere considerato come un aiuto di Stato e che comunque AGVO non ha il potere di riscuotere tasse sulle chiuse e sullo scalo di alaggio.
            
         
               (80)
            
            
               Riguardo ai fabbricati, sostengono che non fa differenza che siano di proprietà della città o di un altro ente pubblico. Considerano il conferimento dei fabbricati ad AGVO come una semplice assegnazione interna di proprietà. Le autorità belghe ricordano che AGVO non ha attività commerciali e che il conferimento dei fabbricati non può dunque configurarsi come aiuto di Stato. Aggiungono che il conferimento dei fabbricati è legato all’obbligo di ripararli e mantenerli in un buono stato di modo, sicché non si può dire che abbia costituito un vantaggio per AGVO.
            
         
               (81)
            
            
               Considerano inoltre che le garanzie a titolo gratuito non possano configurarsi come aiuto di Stato perché sono state fornite per prestiti contratti da AGVO per lavori di riparazione da effettuarsi sui fabbricati affittati alle autorità pubbliche. Ammettono tuttavia che uno dei prestiti garantiti (il prestito di 550 000 EUR) è stato utilizzato per EVO.
            
         
               (82)
            
            
               Infine, le autorità belghe rilevano che la sentenza Altmark non è pertinente perché i compiti di pubblico interesse di AGVO non sono di natura economica. Aggiungono che non c’è alcun rischio di sovvenzioni incrociate perché AGVO non esercita attività commerciali.
            
         5.2.   PER QUANTO RIGUARDA L’AIUTO A PAKHUIZEN
   
   
               (83)
            
            
               Il Belgio sostiene che Ostenda ha soltanto un diritto limitato sui terreni e che l’accordo di enfiteusi ha pertanto un valore commerciale ridotto. Inoltre, PAKHUIZEN è tenuto a riparare e restaurare i fabbricati, il che secondo le autorità belghe costituisce un obbligo molto oneroso che compensa ampiamente il canone di locazione simbolico.
            
         
               (84)
            
            
               Le autorità belghe aggiungono che le attività sul mercato di PAKHUIZEN sono esclusivamente limitate alla gestione dei fabbricati utilizzati nel settore della pesca. Ritengono che queste attività possano difficilmente considerarsi commerciali, visti gli obblighi di restauro esistenti e lo scarso valore dei fabbricati. Infine, poiché gli immobili gestiti da PAKHUIZEN possono essere affittati soltanto per attività collegate al settore della pesca, le autorità belghe sostengono che PAKHUIZEN non è in concorrenza con nessuno.
            
         
               (85)
            
            
               Le autorità belghe fanno infine osservare che AGVO ha comperato le azioni PAKHUIZEN a prezzo di mercato e che PAKHUIZEN affitta gli immobili a prezzi di mercato (tenuto conto del loro cattivo stato).
            
         5.3.   PER QUANTO RIGUARDA L’AIUTO A EVO
   
   
               (86)
            
            
               Le autorità belghe fanno presente che il fatto che i fabbricati siano messi gratuitamente a disposizione di EVO è compensato dall’obbligo a cui è soggetto EVO di sostenere i relativi costi di restauro, che di norma sono a carico del proprietario dei fabbricati.
            
         
               (87)
            
            
               Sostengono poi che le garanzie a titolo gratuito concesse sui prestiti a EVO devono essere analizzate nel quadro del piano di privatizzazione e di ristrutturazione dell’asta. Considerano che nel quadro della ristrutturazione dell’asta ittica la città agiva come un investitore privato, in quanto la ricapitalizzazione dell’asta ittica era più vantaggiosa dal punto di vista economico della chiusura dell’asta e la privatizzazione avrebbe consentito alla città di recuperare il suo investimento grazie al canone di locazione che avrebbe chiesto al proprietario privato dell’asta. Inoltre sottolineano che già nel 2002 esistevano dei progetti di privatizzazione dell’asta ittica e che una privatizzazione era possibile soltanto previa ristrutturazione.
            
         
               (88)
            
            
               Per quanto riguarda più specificamente la garanzia a titolo gratuito, osservano che i prestiti sono stati utilizzati per completare il finanziamento dell’asta ittica, che è stata principalmente finanziata attraverso un’iniezione di capitale (a beneficio di AGVO e tramite AGVO a beneficio di EVO) effettuata dalla città. Le autorità belghe rilevano che grazie alla garanzia la città ha sensibilmente ridotto i costi connessi alla ristrutturazione. Aggiungono che senza la garanzia della città non sarebbe stato concesso alcun prestito e rilevano che la concessione di una garanzia da parte della società madre per prestiti contratti dalla sua controllata costituisce una normale pratica commerciale.
            
         5.4.   PER QUANTO RIGUARDA L’AIUTO ALLE IMPRESE DI PESCA/AGLI ARMATORI
   
   
               (89)
            
            
               Le autorità belghe osservano che la Commissione ha conteggiato lo stesso aiuto due volte: l’aiuto è o a favore di EVO o a favore dei pescatori, ma non a favore di entrambi. Considerano che se le misure di cui trattasi costituissero un aiuto di Stato, costituirebbero un aiuto di Stato a livello di EVO e di PAKHUIZEN ed è a quel livello che falserebbero la concorrenza e non al livello degli armatori e delle imprese di pesca. Aggiungono che comunque EVO e PAKHUIZEN non offrono i loro servizi a tariffe inferiori ai prezzi di mercato. Per quanto riguarda in particolare EVO, spiegano che EVO offre servizi che sono proposti anche altrove. Inoltre osservano che EVO non propone impianti di deposito, non offre l’elettricità gratis e non è incaricata né della gestione del porto né di quella dello scalo di alaggio. Fanno presente che il prezzo dell’acqua è incluso nei diritti d’asta e che EVO non concede prestiti agli armatori a tassi inferiori a quelli del mercato. Infine, affermano che, in pratica, EVO non ha mai applicato gli articoli del contratto che obbligano l’armatore a vendere all’asta le sue catture ad EVO.
            
         6.   PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE INIZIATO DOPO L’AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE
   
   
               (90)
            
            
               Il Belgio ha informato la Commissione che il 22 maggio 2008 si è deciso di privatizzare l’asta ittica di Ostenda e che la città ha indetto una procedura di selezione pubblica per attirare un partner operativo per l’esercizio di EVO.
            
         
               (91)
            
            
               Nelle sue osservazioni, il Belgio spiega che la privatizzazione avrà luogo attraverso la fondazione di una nuova entità che rileverà l’esercizio dell’asta ittica. I fabbricati dell’asta ittica torneranno alla città, con la quale la nuova entità dovrà firmare un accordo di locazione. La nuova entità non sarà obbligata a riprendere gli altri attivi dell’asta ittica (dipendenti, casse per il pesce, contratti, prestiti agli armatori, ecc.).
            
         
               (92)
            
            
               Poiché la vendita e il contratto di locazione saranno negoziati ai prezzi di mercato, non sarà trasferito nessun aiuto a beneficio della nuova entità e nessun aiuto potrà essere recuperato presso di essa.
            
         
               (93)
            
            
               Nella sua lettera del 16 novembre 2009 il Belgio ha informato la Commissione dello stato di avanzamento del processo di privatizzazione.
            
         
               (94)
            
            
               Dichiara che, in un primo tempo, il 4 settembre 2009, la proprietà degli immobili appartenenti ad AGVO è stata restituita, senza spese, alla città, insieme ai diritti e agli obblighi concernenti i fabbricati (contratti dell’affitto). La città ha inoltre assunto a proprio carico diversi prestiti contratti da AGVO e PAKHUIZEN. Successivamente, la proprietà dei fabbricati è stata trasferita alla Regione fiamminga che ha versato una compensazione alla città, costituita da diversi elementi: la Regione fiamminga ha pagato 3 500 000 EUR alla città ed è stato concesso alla città il diritto di riscuotere fino al 1o gennaio o, in alcuni casi, fino al 30 giugno 2010, il canone pagato dagli enti pubblici e semipubblici che hanno in affitto i fabbricati; la Regione fiamminga ha poi assunto a proprio carico diversi debiti e/o prestiti contratti dalla città.
            
         
               (95)
            
            
               Il Belgio sostiene che il trasferimento della proprietà dei fabbricati alla città pone fine alla questione dell’aiuto di Stato.
            
         
               (96)
            
            
               Il Belgio ha inoltre fatto presente che PAKHUIZEN ha deciso di estinguere l’accordo di locazione a lungo termine concluso con la città nel 1989. Prevede che PAKHUIZEN sarà presto posto in liquidazione, così che il procedimento relativo agli aiuti di Stato non avrebbe più ragion d’essere.
            
         
               (97)
            
            
               Per quanto riguarda EVO, il Belgio ha spiegato che il candidato che soddisfaceva i criteri di selezione aveva offerto condizioni che la città non ha ritenuto soddisfacenti. EVO continuerà ad esistere finché non si troverà un candidato adatto che ne riprenda gli attivi.
            
         
               (98)
            
            
               Il Belgio ha infine dichiarato che AGVO continuerà ad esistere fino a che non saranno liquidati tutti i debiti/obblighi esistenti.
            
         
               (99)
            
            
               Il Belgio chiede alla Commissione di rimandare la sua decisione fino alla conclusione del processo di privatizzazione.
            
         7.   COMMENTI DEL BELGIO A SEGUITO DELLE OSSERVAZIONI DEI TERZI
   
   
               (100)
            
            
               Per quanto riguarda la questione islandese, il Belgio dichiara che EVO non ha acquistato mai direttamente pesce da armatori o da pescatori islandesi, ma soltanto da aste ittiche islandesi, attraverso un agente di vendite.
            
         
               (101)
            
            
               Il Belgio aggiunge che si è presto visto che la rivendita del pesce islandesi non era redditizia. Così, dopo circa un anno, il 17 marzo 2006 si è deciso di porre fine a queste operazioni di acquisto e di rivendita. Il Belgio ha trasmesso copia della suddetta decisione.
            
         
               (102)
            
            
               Il Belgio spiega che la ragione per la quale il pesce era comperato a prezzi elevati alle aste islandesi e quindi rivenduto sul posto ad Ostenda a prezzi inferiori non era legata ad una strategia volta ad attirare pesce islandese ad Ostenda, quanto al fatto che il pesce di qualità superiore acquistato in Islanda dall’agente di vendite per conto di EVO non arrivava mai a EVO, ma era acquisito direttamente da una società privata di filettaggio denominata Luna Fish, mentre il pesce islandese di qualità inferiore arrivava ad Evo, ma non poteva essere venduto con profitto, a causa appunto della sua mediocre qualità. Il Belgio conclude che EVO era in realtà una vittima delle pratiche sopra descritte. Quando la cosa è stata scoperta l'amministratore-delegato di AGVO/EVO ed il direttore commerciale sono stati licenziati.
            
         
               (103)
            
            
               Per quanto riguarda la presunta messa a disposizione a titolo gratuito di dipendenti pubblici per compiti amministrativi, contabili e di manutenzione, il Belgio risponde che le dichiarazioni di ZV si basano solo su dei sospetti, che EVO dispone del suo personale per l’esecuzione dei compiti in questione e che sono semmai alcuni dipendenti di EVO che espletano occasionalmente alcune mansioni di interesse pubblico (come la manutenzione della strada di accesso all’asta).
            
         
               (104)
            
            
               Il Belgio sostiene altresì che la dichiarazione di ZV secondo la quale EVO garantirebbe un prezzo minimo riferito ai prezzi praticati all’asta di Zeebrugge è priva di fondamento. Aggiunge che potrebbero essere state le imprese di pesca ad affermarlo nel corso delle loro trattative con ZV all’interno di una strategia volta ad ottenere migliori condizioni commerciali.
            
         
               (105)
            
            
               Per quanto riguarda la questione della società Ostend Filleting Factory (OFF), il Belgio sottolinea che dalla documentazione presentata dai terzi risulta soltanto che l’impresa è stata costituita da soggetti privati e non è chiaro in che modo avrebbe praticato una concorrenza sleale. Il Belgio precisa che è soltanto nel marzo 2006 che PAKHUIZEN ha acquisito il 60 % delle azioni di OFF. Il nome «OFF» è stato quindi mutato in «Ostend Premium Fish bvba» e l’impresa è stata alla fine dichiarata in fallimento il 14 gennaio 2008.
            
         
               (106)
            
            
               In merito alle presunte perdite subite da Gardec e Flanders Ship Repair in conseguenza dell’aiuto di Stato, il Belgio considera che anche se fosse vero che l’aiuto di Stato ha indotto i pescherecci a scegliere Ostenda piuttosto che Zeebrugge, rimarrebbe da stabilire il legame di causa-effetto con la perdita subita. Il Belgio aggiunge infatti che gli armatori non fanno sistematicamente riparare le loro navi al porto d’immatricolazione e preferiscono spesso ricorrere ai servizi proposti ad un costo inferiore in Europa dell’est (Polonia). Il Belgio nota a tale riguardo che le imprese di riparazione navale stabilite ad Ostenda hanno registrato un netto declino della loro attività.
            
         8.   INGIUNZIONE A FORNIRE INFORMAZIONI
   
   
               (107)
            
            
               Con lettere del 13 marzo e del 26 giugno 2006, la Commissione ha chiesto alle autorità belghe informazioni sulla posizione giuridica dell’asta di Ostenda e sull’implicazione dello Stato, nonché informazioni dettagliate sui flussi finanziari tra lo Stato e l’asta.
            
         
               (108)
            
            
               Nella loro lettera del 19 ottobre 2006 le autorità belghe hanno sottolineato il fatto che, parallelamente alla sua attività commerciale, cioè la gestione dell’asta, AGVO era incaricata dello svolgimento di compiti di pubblico interesse. Tuttavia, le informazioni fornite su questo punto erano molto frammentarie e non contenevano alcun elemento che permettesse alla Commissione di valutare se i vantaggi accordati dalla città a AGVO potessero essere considerati come una compensazione per compiti d’interesse (economico) generale, se detta compensazione non fosse eccessiva e se non ci fossero rischi di sovvenzioni incrociate.
            
         
               (109)
            
            
               Di conseguenza, conformemente alle disposizioni dell’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 659/1999, la Commissione ha chiesto alle autorità belghe, con lettera dell’11 luglio 2007, di fornirgli informazioni dettagliate sui compiti di pubblico interesse affidati a AGVO. In particolare ha chiesto se questi compiti potessero essere considerati compiti di servizio pubblico ai sensi della decisione 2005/842/CE della Commissione, del 28 novembre 2005, riguardante l’applicazione dell’articolo 86, paragrafo 2, del trattato CE agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi d’interesse economico generale (15), e su quale base.
            
         
               (110)
            
            
               Con lettera del 27 novembre 2007, le autorità belghe hanno semplicemente dichiarato che «nessuno dei compiti affidati a AGVO aveva carattere economico e che la decisione 2005/842/CE non era pertinente.» Inoltre hanno affermato che AGVO non riceveva compensazioni per nessuno dei compiti di pubblico interesse da essa svolti.
            
         
               (111)
            
            
               Nella sua decisione del 2 luglio 2008 di avviare il procedimento di indagine formale, la Commissione ha concluso che AGVO, EVO e PAKHUIZEN avevano costituito un’associazione di imprese operante sul mercato delle aste e dei servizi connessi e che i numerosi vantaggi loro accordati dalla città falsavano la concorrenza sul mercato. Sulla questione della compensazione per compiti di pubblico interesse, la Commissione ha rilevato che nessun elemento del dossier permetteva di stabilire che fossero soddisfatti i criteri stabiliti dalla Corte di giustizia nella sentenza Altmark. Inoltre, la mancanza di informazioni su questo punto non ha permesso alla Commissione di stabilire se, in particolare, il diritto di imporre e riscuotere tasse potesse essere considerato come una compensazione accordata per servizi d’interesse pubblico; la Commissione ha espresso dunque dubbi sulla compatibilità dell’aiuto. Di conseguenza, al considerando 121 della sua decisione di avviare il procedimento d’indagine formale, la Commissione ha invitato le autorità belghe a fornire ogni informazione utile per la valutazione delle misure considerate.
            
         
               (112)
            
            
               Nelle loro osservazioni, pervenute l’8 settembre 2008, e nel corso della riunione di follow-up del 9 ottobre 2008, le autorità belghe non hanno fornito nessun elemento supplementare che permettesse alla Commissione di verificare se i vantaggi accordati a AGVO potessero essere considerati come una compensazione per compiti d’interesse (economico) generale. Per contro, le autorità belghe hanno ribadito che i criteri della sentenza Altmark non erano pertinenti per il fatto che AGVO interveniva esclusivamente in compiti di pubblico interesse.
            
         
               (113)
            
            
               Questa risposta non è stata giudicata soddisfacente perché, di fatto, AGVO era coinvolta anche in attività di carattere economico.
            
         
               (114)
            
            
               In virtù delle disposizioni dell’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 659/1999, con un’ingiunzione di fornire informazioni dell’8 settembre 2009, la Commissione ha di conseguenza chiesto che le venisse comunicata ogni informazione utile ed in particolare:
               
                           —
                        
                        
                           un elenco delle diverse attività affidate a AGVO, ripartite tra attività economiche, compiti di pubblico interesse di carattere non economico e compiti d’interesse economico generale,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           i parametri utilizzati per il calcolo, il controllo e la revisione della compensazione per i compiti di pubblico interesse di carattere non economico e della compensazione per i compiti di pubblico interesse di carattere economico,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           le modalità di rimborso delle eventuali sovracompensazioni e le disposizioni applicate per evitare dette sovracompensazioni,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           le spese pagate per l’esecuzione degli obblighi di servizio pubblico di carattere economico, degli obblighi di servizio pubblico di carattere non economico e degli altri servizi, nonché i ricavi connessi a questi vari servizi,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           estratti dei conti interni che presentino separatamente i costi e i ricavi afferenti al servizio d’interesse generale di carattere economico, i costi e i ricavi afferenti al servizio d’interesse generale di carattere non economico e i costi e i ricavi afferenti agli altri servizi, nonché i parametri utilizzati per la ripartizione dei costi e dei ricavi,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           se disponibili, documenti da cui risulti che AGVO soddisfa il quarto criterio definito nella sentenza Altmark, e cioè che il livello della necessaria compensazione è stato determinato sulla base di un’analisi dei costi che un’impresa media dello stesso settore, gestita in modo efficiente e adeguatamente dotata, avrebbe dovuto sopportare, tenendo conto degli introiti attinenti nonché di un margine di utile ragionevole per l’adempimento degli obblighi di cui trattasi.
                        
                     
         
               (115)
            
            
               Nella loro lettera del 16 novembre 2009, le autorità belghe ripetono che ad AGVO sono affidati i seguenti compiti di pubblico interesse: gestione del porto peschereccio, restauro ed affitto di fabbricati ad enti pubblici o semipubblici, gestione e manutenzione del settore pubblico (compresa la manutenzione della strada di accesso all’asta). Dichiarano che si tratta di compiti di pubblico interesse in quanto non vengono svolti in favore di specifici beneficiari. Benché non facciano distinzione tra compiti d’interesse generale di carattere non economico e servizi di pubblico interesse di carattere economico, ammettono che una parte, o la totalità, dei compiti di pubblico interesse potrebbero essere di carattere economico.
            
         
               (116)
            
            
               Le autorità belghe riconoscono che AGVO, tramite la sua filiale EVO, è impegnata in un’attività commerciale, cioè la gestione dell’asta, che non è di pubblico interesse.
            
         
               (117)
            
            
               Le autorità belghe affermano che AGVO non riceve alcuna compensazione per i compiti d’interesse generale da essa svolti, che vengono finanziati sul bilancio della stessa AGVO. Non c’è dunque alcun metodo per calcolare la compensazione. Le autorità belghe aggiungono che la contabilità di AGVO e di EVO non permette di distinguere i costi ed i ricavi afferenti ai compiti d’interesse generale da quelli afferenti ai compiti di carattere commerciale.
            
         9.   PORTATA DELL’INDAGINE
   
   
               (118)
            
            
               Come si evince da diversi considerando della decisione di avvio del procedimento di indagine formale (ad esempio dal considerando 85), il campo dell’indagine non è limitato al mercato delle aste ed include le attività correlate all’asta (affitto di fabbricati vicini all’asta, gestione del porto peschereccio, ecc.). Nel procedimento sono dunque presi in considerazione anche i vantaggi accordati a AGVO o a PAKHUIZEN non direttamente legati al funzionamento dell’asta.
            
         
               (119)
            
            
               La Commissione ha anche analizzato i vantaggi accordati a EVO direttamente dalla città, o da AGVO. Nella decisione di avvio del procedimento di indagine formale, il capitale iniziale di EVO e gli aumenti di capitale successivi non sono stati esaminati come misure distinte dai versamenti di capitale effettuati in favore di AGVO. Sono stati semplicemente considerati come uno degli usi fatti da AGVO dei versamenti di capitale ricevuti della città. Tuttavia, nelle loro osservazioni, le autorità belghe hanno affermato che la Commissione non ha fatto un’adeguata distinzione tra le attività e i compiti svolti da AGVO, PAKHUIZEN ed EVO e che vista la ripartizione dei compiti tra AGVO ed EVO, i vantaggi accordati ad AGVO dovevano entrare nel campo dell’indagine soltanto nella misura in cui «erano stati trasferiti» ad EVO. Di conseguenza, a fini di chiarezza e per rispondere alle preoccupazioni delle autorità belghe, il versamento ad EVO del capitale iniziale e gli aumenti di capitale successivi sono oggetto di un esame distinto al punto 10.1.2.2.3. La questione della determinazione del beneficiario effettivo dell’aiuto è invece esaminata al considerando 319.
            
         10.   VALUTAZIONE
   
   10.1.   SUSSISTENZA DI UN AIUTO DI STATO
   
   
               (120)
            
            
               A norma dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE, «salvo deroghe contemplate dai trattati, sono incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza».
            
         10.1.1.   IMPRESE
   
               (121)
            
            
               Come spiegato sopra, l’indagine riguarda gli eventuali aiuti concessi a AGVO, EVO, PAKHUIZEN ed alle imprese di pesca che utilizzano l’asta di Ostenda e si avvalgono dei servizi di EVO e di PAKHUIZEN. Tutte queste entità devono essere riconosciute come imprese ai sensi dell’articolo 107 del TFUE. L’unico soggetto per la quale le autorità belghe contestano seriamente la natura di impresa è AGVO, che secondo loro svolge soltanto compiti di pubblico interesse.
            
         
               (122)
            
            
               Le autorità belghe hanno affermato che l’attività di AGVO consiste in «compiti di pubblico interesse» (taken van openbaar belang). Sembra tuttavia che AGVO si dedichi ad attività economiche e che debba a questo titolo considerarsi un’impresa (16) ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE, per i motivi esposti nei considerando 123-129.
            
         
               (123)
            
            
               Per il fatto che propone fabbricati in affitto ad enti pubblici e semipubblici, nonché ad imprese, AGVO interviene direttamente sul mercato come prestatore di servizi (di affitto).
            
         
               (124)
            
            
               AGVO è anche incaricata dell’esercizio e della gestione del porto peschereccio. Come hanno confermato il tribunale e la Corte di giustizia nella causa Aéroports de Paris
                   (17), la gestione di infrastrutture può costituire un’attività economica. Per quanto riguarda le infrastrutture portuali, ciò è stato in particolare ribadito nelle cause relative ai porti fiamminghi ed allo sviluppo del porto di Rotterdam (18). La Commissione rileva che AGVO propone servizi, beni ed infrastrutture dietro pagamento. I suoi statuti l’autorizzano infatti ad applicare e riscuotere canoni a titolo di retribuzione per i suoi servizi.
            
         
               (125)
            
            
               Inoltre, AGVO propone beni e servizi anche indirettamente, tramite le sue controllate EVO e PAKHUIZEN.
            
         
               (126)
            
            
               AGVO ha una partecipazione di controllo in EVO e PAKHUIZEN ed esercita effettivamente questo controllo partecipando direttamente o indirettamente alla loro gestione:
               
                           —
                        
                        
                           quasi tutti i membri del consiglio di amministrazione di AGVO sono anche membri del consiglio di amministrazione di EVO e di PAKHUIZEN. Tra il 2005 ed il 2007, AGVO ed EVO sono Stati membri del consiglio di amministrazione di PAKHUIZEN,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           secondo i suoi statuti, AGVO è incaricata della gestione, dello sviluppo e dell’esercizio dell’asta, nonché della banchina da pesca di Ostenda e dei relativi annessi, nonché di tutte le altre attività direttamente o indirettamente correlate. In altri termini, in base ai suoi statuti AGVO è obbligata a partecipare alla gestione dell’asta.
                        
                     
         
               (127)
            
            
               Esistono altri legami tra AGVO, EVO e PAKHUIZEN che illustrano ulteriormente l’esistenza di rapporti organici e funzionali tra AGVO e le sue controllate: AGVO ha garantito prestiti concessi a EVO, ha messo fabbricati a disposizione di EVO e di PAKHUIZEN e, come risulta dai suoi conti annuali, ha regolarmente accordato prestiti a EVO e a PAKHUIZEN.
            
         
               (128)
            
            
               Tramite tutte queste operazioni, AGVO esercita funzioni relative non soltanto al controllo, ma anche alla direzione ed al sostegno finanziario di EVO e di PAKHUIZEN. Per queste ragioni, ed in particolare a causa della sua partecipazione in EVO e in PAKHUIZEN (19), ai fini della legislazione sulla concorrenza AGVO deve essere considerata un’impresa.
            
         
               (129)
            
            
               La Commissione rileva che le autorità belghe hanno ammesso che EVO e PAKHUIZEN sono i bracci operativi di AGVO, che quest’ultima ha partecipato ad attività commerciali tramite EVO, e che le misure a favore di AGVO possono avere un impatto sul mercato tramite EVO. Nelle loro osservazioni e nelle loro risposte dette autorità tendono a trattare AGVO, PAKHUIZEN ed EVO come un’unica impresa ed hanno anche esplicitamente dichiarato che AGVO ed EVO vanno considerate un’unica entità.
            
         
               (130)
            
            
               Va infine rilevato che AGVO non ha contabilità separate per i compiti di carattere economico e per quelli di carattere non economico, sicché non si può escludere il rischio di sovvenzioni incrociate.
            
         10.1.2.   VANTAGGI PER LE IMPRESE INTERESSATE
   10.1.2.1.   
         Vantaggi per AGVO
      
   
   10.1.2.1.1.   Capitale iniziale
   
   
               (131)
            
            
               Gli investimenti pubblici sono considerati un aiuto di Stato quando i pubblici poteri conferiscono capitali ad un’impresa a delle condizioni che manifestamente non corrispondono alle normali condizioni di un’economia di mercato. È quanto avviene nei casi in cui la situazione finanziaria dell’impresa, ed in particolare il volume del suoi debiti, non consente di prevedere un rendimento normale in dividendi o guadagni (in conto capitale per il capitale investito) entro un periodo ragionevole. Occorre dunque valutare se, in circostanze analoghe, un investitore privato di dimensioni paragonabili a quelle degli enti che gestiscono il settore pubblico avrebbe potuto essere indotto ad effettuare conferimenti di capitali di tale entità nell’ambito della ristrutturazione della detta impresa o avrebbe optato per la liquidazione di quest’ultima, tenuto conto in particolare delle informazioni disponibili e degli sviluppi prevedibili alla data di tali conferimenti (20).
            
         
               (132)
            
            
               Le autorità belghe ritengono che la decisione della città di assegnare a AGVO un capitale iniziale di 250 milioni di BEF (6 179 338 EUR) fosse una scelta razionale dal punto di vista economico. La scelta della ristrutturazione dell’asta è stata fatta basandosi su un piano di finanziamento e su un piano aziendale da cui risultava che con un investimento limitato l’asta poteva tornare redditizia dopo otto anni, se non si fosse fatta carico delle perdite del passato. Le autorità belghe sostengono che un investitore privato nella stessa situazione avrebbe preso la stessa decisione.
            
         
               (133)
            
            
               Sulla base delle informazioni di cui dispone, la Commissione non può condividere questa opinione.
            
         
               (134)
            
            
               Come si è già detto sopra, l’asta di Ostenda funzionava male e la sua quota di mercato aveva registrato una riduzione costante nel corso negli anni precedenti la ristrutturazione. La Commissione ritiene che un normale operatore privato in una situazione analoga non avrebbe scelto di conferire un capitale iniziale di oltre sei milioni di EUR sulla base di un unico piano di finanziamento contenente previsioni finanziarie per il periodo 2002-2010 corrispondenti ad un'«ipotesi positiva» e di un piano aziendale di sole due pagine.
            
         
               (135)
            
            
               Questo ragionamento è tanto più valido nella misura in cui, come è indicato in modo più dettagliato al considerando 259, AGVO, come prolungamento dell’asta di Ostenda, al momento del conferimento del capitale iniziale poteva considerarsi un’impresa in difficoltà. In presenza di un’impresa in difficoltà, un normale operatore privato avrebbe cercato di ottenere solide garanzie sulle prospettive future dell’impresa e non si sarebbe accontentato dei documenti sulla base dei quali la città ha adottato la sua decisione.
            
         
               (136)
            
            
               La Commissione insiste da un lato sull’entità dell’investimento e dall’altro sulla situazione di deficit cronico in cui versava da tempo l’asta di Ostenda (21). Alla luce, in particolare, di questi due elementi, ai quali si aggiunge il fatto che l’impresa operava su un mercato molto competitivo ma in contrazione, un normale operatore privato avrebbe basato la sua decisione su un piano aziendale e su un piano finanziario molto più completi, contenenti differenti ipotesi e scenari, invece di tenere conto di un piano finanziario basato su un’unica ipotesi, oltre tutto definita «positiva».
            
         
               (137)
            
            
               Si può anche supporre che un normale operatore privato avrebbe chiesto uno studio che esaminasse, in particolare, gli spazi di mercato disponibili all’epoca nel settore, basato sulle cifre disponibili relative agli sbarchi e alla domanda locale, nonché un piano che indicasse una possibile strategia per ristrutturare l’attività e le misure da prevedere per evitare il ripetersi delle pesanti perdite registrate in passato e per stimolare la produttività (nuovi investimenti, nuova strategia di marketing, ecc.).
            
         
               (138)
            
            
               Ma il piano aziendale non contiene nessuno di questi elementi.
            
         
               (139)
            
            
               Il piano aziendale si basa poi su una serie di supposizioni e di elementi fattuali che vengono dati per acquisiti ma senza spiegazioni o giustificazioni, e che a volte sembrano altamente ipotetici, o improbabili. Ad esempio, è difficile accettare l’ipotesi di una crescita del 10 % del fatturato delle attività dell’asta nel corso dei successivi cinque anni quando ne periodo precedente la ristrutturazione gli sbarchi e il fatturato avevano registrato un calo costante, il mercato era diventato altamente competitivo e le quote di pesca tendevano a diminuire. Inoltre, il piano non fornisce indicazioni sul calcolo dei costi sociali, dei costi di esternalizzazione e di quelli per l’acqua e l’energia. Questi costi sono inoltre presentati come assolutamente costanti per tutti i nove anni successivi alla costituzione di AGVO, il che appare assai improbabile, specie se nello stesso periodo si prevede un raddoppio del fatturato.
            
         
               (140)
            
            
               Il piano di finanziamento ed il piano aziendale appaiono quindi non soltanto molto succinti ed incompleti, ma anche poco credibili. Un normale investitore privato non si sarebbe certo basato su questi documenti per iniettare 250 milioni di BEF in un’impresa in perdita operante in un mercato in contrazione (22).
            
         
               (141)
            
            
               Anche ammettendo che il piano di finanziamento ed il piano aziendale fossero completi ed affidabili — il che non è — la Commissione osserva che un investitore privato non avrebbe comunque investito l’importo che ha investito la città. Dal piano di finanziamento e dal piano aziendale si evince infatti che un contributo in capitale più modesto sarebbe stato comunque sufficiente. Tenuto conto del basso rendimento del capitale impegnato, un normale operatore privato non avrebbe investito una somma del genere se non era necessario.
            
         
               (142)
            
            
               Le autorità belghe ritengono che fosse più razionale decidere di proseguire le attività dell’asta che chiudere l’asta.
            
         
               (143)
            
            
               Le autorità belghe non danno tuttavia alcuna indicazione sui costi che avrebbe comportato la liquidazione di queste attività e non spiega neppure perché la decisione di chiudere non sarebbe stata razionale.
            
         
               (144)
            
            
               Le autorità belghe cercano in seguito di giustificare la razionalità della decisione presa nel 2001 di iniettare 250 milioni di BEF in AGVO invocando la decisione di privatizzare l’asta. Sostengono altresì che il processo di privatizzazione rientrasse nel piano di ristrutturazione deciso nel 2001 e che la privatizzazione dell’asta non fosse possibile senza una ristrutturazione.
            
         
               (145)
            
            
               La Commissione ricorda che secondo una giurisprudenza e ad una prassi costanti per stabilire se lo Stato abbia adottato o no il comportamento di un investitore avveduto in un’economia di mercato, occorre porsi nel contesto dell’epoca in cui sono state adottate le misure di sostegno finanziario al fine di valutare la razionalità economica del comportamento dello Stato e occorre quindi astenersi da qualsiasi valutazione fondata su una situazione successiva (23).
            
         
               (146)
            
            
               Le autorità belghe sostengono che il processo attuale di privatizzazione rientra nella decisione di ristrutturazione presa nel 2001 e che la razionalità della decisione di ristrutturare l’asta vada valutata alla luce di tale processo di privatizzazione. Tuttavia i diversi documenti presentati dalle autorità belghe non forniscono alcun elemento a sostegno di questa tesi. In particolare, il progetto di privatizzazione dell’asta non è menzionato né nella decisione di ristrutturazione dell’asta, né nel piano aziendale, né nel piano di finanziamento. Non c’è nulla in questi documenti che stia ad indicare che la decisione di investire 6 200 000 EUR nell’asta sia stato motivato o giustificato (tra l’altro) dal fatto che l’investimento avrebbe consentito, dopo un certo periodo di tempo, di privatizzare l’asta. L’affermazione delle autorità belghe è anche difficilmente conciliabile con gli statuti di AGVO, in cui si dice che l’impresa è costituita a tempo indeterminato, che la città ha intenzione di controllarla e che le filiali di AGVO o le imprese nelle quali AGVO ha una partecipazione devono essere controllate da AGVO (e dunque dalla città).
            
         
               (147)
            
            
               Ci si aspetterebbe poi che la decisione di privatizzare venisse contemplata una volta che l’asta fosse tornata a fare profitti, in modo da ottenere un prezzo migliore, un prezzo cioè che consentisse di recuperare almeno l’investimento supplementare di 250 milioni di BEF. Invece non soltanto la privatizzazione non era menzionata né nel piano di finanziamento né nel piano aziendale, ma la decisione di privatizzare non è stata neppure presa nel momento in cui l’asta era redditizia. Al contrario, è stata presa dopo due anni di perdite pesanti sia per AGVO che per EVO e dopo l’avvio dell’indagine della Commissione. Tutto sembra dunque indicare che il progetto di privatizzazione è estraneo alla decisione di ristrutturazione presa dalla città nel 2001.
            
         
               (148)
            
            
               Le autorità belghe hanno poi segnalato che il futuro partner privato riprenderà il fondo commerciale di EVO e potrà scegliere gli attivi da rilevare (così potrà decidere se riprendere o no il personale, i macchinari, le tavole di presentazione dei pesci, ecc.). Non dovrà riprendere le passività di EVO. Stando così le cose non si comprende per quale ragione non sarebbe stato possibile optare per una soluzione analoga nel 2001/2002 (senza investire un importo supplementare di 250 milioni di BEF).
            
         
               (149)
            
            
               Inoltre, se tutto questo avesse figurato nel piano di ristrutturazione dell’asta nel 2002, nessun investitore privato avrebbe acconsentito ad investire 250 milioni di BEF nell’asta con l’intenzione di rivenderla successivamente, dato che, sulla base del piano aziendale, non avrebbe potuto ragionevolmente sperare di recuperare in qualche anno il suo investimento con la sola rivendita del fondo commerciale dell’asta. A tale riguardo, la Corte ha giudicato che un investitore privato che persegue una politica strutturale, generale o settoriale, guidata da prospettive di redditività a lungo termine, non può ragionevolmente permettersi, dopo anni di perdite ininterrotte, di procedere a un conferimento di capitale connesso alla cessione dell’impresa, il che elimina ogni prospettiva di guadagno, anche differito (24).
            
         
               (150)
            
            
               Le autorità belghe aggiungono che la ristrutturazione, seguita dalla privatizzazione, permetterà di recuperare gli investimenti grazie al canone di affitto che sarà richiesto per i fabbricati dell’asta.
            
         
               (151)
            
            
               Neanche questo argomento risulta convincente. Il piano di finanziamento evidenziava infatti che negli otto anni successivi la città avrebbe perso 121 603 000 BEF (oltre alle perdite precedentemente accumulate) prima di potere recuperare una parte dei 250 milioni di BEF di capitale che si era deciso di iniettare nel 2001. La Commissione rileva che la città avrebbe potuto decidere fin dal 2002 di affittare a terzi i fabbricati dell’asta. Ciò gli avrebbe consentito di recuperare fin da allora, a partire dal 2002, una parte rilevante dei rilevanti importi investiti nell’asta di Ostenda prima della sua ristrutturazione o, almeno, di coprire l’onere finanziario legato al rimborso dei prestiti bancari, anziché esporsi a un rischio molto elevato (specie alla luce dei cattivi risultati registrati in precedenza dall’asta) di un aumento delle perdite da recuperare successivamente.
            
         
               (152)
            
            
               Le autorità belghe sottolineano poi che la decisione di ristrutturare l’asta non è stata presa a cuor leggero, in quanto era stata inizialmente respinta dall’autorità pubblica di controllo della città (toezichtautoriteit) secondo cui le prospettive che l’asta potesse diventare redditizia erano troppo scarse. I documenti forniti alla Commissione mostrano infatti che la decisione di ristrutturare l’asta è stata inizialmente respinta, perché in un primo piano di finanziamento erano previste dopo cinque anni perdite cumulate dell’importo di 190 000 000 BEF.
            
         
               (153)
            
            
               Questo elemento, lungi dal confortare la tesi della razionalità della decisione adottata, rivela in realtà che, fin dall’inizio, l’intenzione di ristrutturare l’asta e di conferire ad essa nuovo capitale non era neppure fondata sull’idea che dopo un certo periodo l’asta potesse tornare alla redditività. Risulta così ancora più evidente quanto fosse incompleto e poco attendibile il secondo piano di finanziamento, nella misura in cui non viene fornito alcun argomento per spiegare come mai il primo e il secondo piano di finanziamento giungano a conclusioni così diverse. È dunque sempre più improbabile che un investitore privato, nelle stesse circostanze, avrebbe preso la decisione di investire 250 milioni di BEF supplementari nell’asta.
            
         
               (154)
            
            
               Sulla base degli elementi di cui sopra, la Commissione conclude che un normale investitore privato non avrebbe preso, nelle stesse circostanze, la decisione di investire 250 milioni di BEF nell’asta. Ciò è del resto confermato dai documenti che le sono stati forniti, da cui risulta che una delle ragioni per le quali si è deciso di ristrutturare l’asta invece di procedere alla sua liquidazione era di natura politico-sociale, in quanto la ristrutturazione avrebbe permesso di mantenere posti di lavoro in una città in cui il tasso di disoccupazione superava il 12 % (25), un elemento che un investitore privato non avrebbe preso in considerazione (26).
            
         
               (155)
            
            
               Di conseguenza, questa misura conferisce ad AGVO un vantaggio rispetto ai suoi concorrenti e favorisce questa impresa ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
            
         10.1.2.1.2.   Terreni e fabbricati
   
   
               (156)
            
            
               Secondo quanto previsto dall’articolo 30 dei suoi statuti, dal momento della sua costituzione AGVO detiene il diritto esclusivo di utilizzare, a titolo gratuito, i terreni e i fabbricati del porto peschereccio di Ostenda.
            
         
               (157)
            
            
               Nel 2004 sono stati conferiti ad AGVO, che ne ha ottenuto la piena proprietà, diversi fabbricati ed infrastrutture situati nel porto peschereccio di Ostenda, per una superficie complessiva di 57 500 m2, secondo quanto riportato all’epoca nei registri della città. Secondo la contabilità comunale, il valore contabile di questo patrimonio immobiliare ammontava all’epoca a 14 891 524 EUR. La Commissione non ha ricevuto alcuna informazione che le permettesse di determinare il valore di mercato di questi beni al momento del loro trasferimento a AGVO.
            
         
               (158)
            
            
               Le autorità belghe affermano che la decisione di trasferire ad AGVO la proprietà di questi immobili non può essere considerata un aiuto di Stato in quanto si tratta di un semplice trasferimento di immobili tra due enti pubblici, non essendo AGVO coinvolta in alcuna attività commerciale.
            
         
               (159)
            
            
               Come è stato però dimostrato sopra, al punto 10.1.1 della presente decisione, AGVO partecipa ad attività commerciali, sia direttamente che indirettamente (tramite le sue filiali), e deve essere quindi considerata un’impresa. Di conseguenza, la decisione di trasferire ad AGVO la proprietà di beni immobili non può essere considerata un semplice trasferimento di beni immobili tra enti pubblici, in particolare perché questi beni sono in gran parte utilizzati per le attività economiche di cui trattasi (servizi di locazione, funzionamento dell’asta, gestione del porto peschereccio).
            
         
               (160)
            
            
               La Commissione ritiene che un normale operatore privato non accetterebbe di trasferire la proprietà di fabbricati di tale valore senza ottenere un prezzo ragionevole.
            
         
               (161)
            
            
               Le autorità belghe hanno dichiarato che i fabbricati erano in uno stato pietoso e che il loro valore contabile era di conseguenza sovrastimato. Hanno inoltre fatto presente che i costi di restauro, di cui AGVO era tenuta a farsi carico, erano così consistenti che il trasferimento di proprietà poteva in realtà considerarsi un’operazione neutra.
            
         
               (162)
            
            
               Tuttavia, le autorità belghe non hanno fornito alla Commissione alcuna prova che dimostrasse che il valore contabile degli attivi in questione era stato sovrastimato o che i costi di restauro sarebbero stati pari al valore effettivo dei diritti di proprietà sui fabbricati considerati.
            
         
               (163)
            
            
               Le informazioni a disposizione della Commissione mostrano al contrario che gli argomenti addotti dalle autorità belghe non possono essere accolti.
            
         
               (164)
            
            
               Innanzitutto, va sottolineato che AGVO ha ricevuto al momento della sua costituzione, prima del trasferimento di proprietà, il diritto esclusivo di utilizzare, gratuitamente, i terreni e i fabbricati del porto peschereccio, asta compresa. Non si trova traccia, nei suoi statuti, di un qualsivoglia obbligo specifico di effettuare lavori di restauro. Ai sensi dell’articolo 3 dei suoi statuti, AGVO ha il diritto di effettuare, se lo desidera, qualsiasi lavoro di manutenzione, di riparazione o di ammodernamento dei fabbricati (27), ma gli statuti non contengono disposizioni che impongono ad AGVO di restaurare determinati fabbricati.
            
         
               (165)
            
            
               Dalla sua costituzione, AGVO ha dunque potuto disporre dei terreni e dei fabbricati del porto peschereccio senza dover versare alcun affitto o altro tipo di remunerazione. Un operatore privato non avrebbe acconsentito a concedere diritti di utilizzo esclusivi ad un’impresa senza ricevere una remunerazione adeguata.
            
         
               (166)
            
            
               Neanche l’atto traslativo di proprietà con conferimento di beni immobili, datato 30 dicembre 2004, in virtù del quale i diritti di proprietà dei fabbricati sono stati trasferiti dalla città ad AGVO, impone condizioni o obblighi particolari ad AGVO con riguardo a lavori specifici di restauro. Si tratta nella fattispecie di un atto generico con il quale la città trasferisce ad AGVO tutti i diritti e gli obblighi relativi ai fabbricati in questione. Le responsabilità poste in capo ad AGVO in questo atto non sembrano tali da giustificare il fatto che non venga richiesto alcun pagamento per acquisire la proprietà dei fabbricati.
            
         
               (167)
            
            
               Inoltre, non viene contestato che AGVO è anche autorizzata a dare in locazione i fabbricati o ad assegnare diritti di concessione esclusivi per il loro utilizzo. Questi fabbricati (almeno in parte) hanno un valore commerciale. Le autorità belghe hanno riconosciuto che una parte di essi era affittata ad enti pubblici o semipubblici e un’altra parte per fini privati (cfr. considerando 46 della presente decisione).
            
         
               (168)
            
            
               Infine, la Commissione rileva che AGVO ha beneficiato di un altro favore con riguardo ai suddetti costi di restauro. Le autorità belghe hanno trasmesso alla Commissione un elenco delle garanzie che sono state fornite, a titolo gratuito, per alcuni prestiti. Risulta da tale elenco che alcuni di questi prestiti garantiti erano diretti a finanziare i costi di restauro. Pertanto, non solo AGVO non aveva alcun obbligo di effettuare i suddetti restauri, ma il costo di almeno una parte dei restauri eseguiti è stato ridotto grazie alle suddette garanzie. È anche per questa ragione che non si può accettare l’argomento secondo cui il trasferimento di proprietà a titolo gratuito doveva rappresentare una specie di «compensazione» per i costi particolarmente elevati dei restauri che AGVO sarebbe stata obbligata ad eseguire.
            
         
               (169)
            
            
               Anche ammettendo che i costi di restauro fossero particolarmente consistenti e che costituissero una specie di remunerazione per il trasferimento di proprietà dei fabbricati, cosa che non è stata per altro dimostrata dalle autorità belghe, il fatto che AGVO abbia ricevuto fin dalla sua costituzione, a titolo gratuito, il diritto esclusivo di utilizzo dei terreni e dei fabbricati del porto peschereccio di Ostenda dovrebbe essere comunque considerato un aiuto di Stato. Infatti, per valutare se la città si è comportata come un normale investitore privato, occorre esaminare la questione alla luce degli elementi disponibili nel momento in cui la decisione è stata presa (28). Nella fattispecie, nel momento in cui ha adottato la decisione la città doveva essere consapevole del fatto che stava concedendo un vantaggio ad AGVO, in quanto al punto 11 del piano aziendale del 9 novembre 2001, redatto da HAMA Consult NV, era chiaramente indicato che l’asta era stata appena ammodernata e che non si prevedevano investimenti rilevanti nei dieci anni successivi.
            
         
               (170)
            
            
               Inoltre, secondo la comunicazione della Commissione relativa agli elementi di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità (29), affinché il trasferimento della proprietà di fabbricati pubblici possa essere considerato conforme al valore di mercato la vendita dovrebbe avvenire attraverso una procedura di offerta incondizionata o in seguito alla valutazione di esperti indipendenti. Non è stata seguita nessuna di queste procedure. Una valutazione da parte di un esperto del valore dei fabbricati e del giusto corrispettivo da versare per i diritti esclusivi di utilizzo concessi a AGVO e poi per il trasferimento di proprietà sarebbe stata tanto più necessaria nel caso in oggetto in quanto le autorità belghe ritenevano che il valore contabile dei beni interessati non corrispondesse al loro valore reale.
            
         
               (171)
            
            
               Sembra pertanto che la messa a disposizione, a titolo gratuito, e poi il trasferimento dei fabbricati di cui ha beneficiato AGVO da parte della città siano atti che non possono essere considerati conformi alla prassi di mercato che avrebbe seguito in situazioni analoghe un normale investitore privato.
            
         
               (172)
            
            
               Le autorità belghe ritengono che il ritrasferimento della proprietà alla città (senza compensazione) ponga fine alla questione dell’aiuto di Stato.
            
         
               (173)
            
            
               La Commissione, tuttavia, non può condividere questa posizione.
            
         
               (174)
            
            
               La Commissione rileva infatti che anche se la proprietà dei fabbricati è tornata alla città, resta il fatto che dal 2002 al 2009 AGVO ha goduto gratuitamente dei diritti esclusivi di utilizzo dei fabbricati in questione, non importa se ai sensi dell’articolo 30 dei suoi statuti o ai sensi dell’atto traslativo del 30 dicembre 2004. In particolare, non è sicura che il valore di questi beni al momento della loro recente restituzione alla città sia almeno equivalente a quello dei vantaggi di cui sopra, maggiorato degli interessi dovuti in applicazione delle norme in materia di aiuti di stato che disciplinano il recupero degli aiuti.
            
         
               (175)
            
            
               La Commissione ritiene che AGVO, se continuasse ad utilizzare questi fabbricati a titolo gratuito o dietro pagamento di un canone di affitto inferiore a quello di mercato, continuerebbe a beneficiare di un aiuto di Stato (30).
            
         10.1.2.1.3.   Garanzie concesse a titolo gratuito per l’ottenimento di prestiti
   
   
               (176)
            
            
               Sulla base del punto 2.1.1 della comunicazione della Commissione sull’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato concessi sotto forma di garanzie (la «comunicazione sulle garanzie») (31), si considera che una garanzia statale favorisca una determinata impresa se consente a quest’ultima di ottenere per un prestito condizioni migliori di quelle conseguibili in genere sui mercati finanziari senza versare alcun corrispettivo rispondente alle normali condizioni di mercato. Per stabilire le condizioni normali di mercato, il comportamento della città dovrebbe essere paragonato a quello di un creditore privato che agisce al fine di realizzare un margine di utile ragionevole (32).
            
         
               (177)
            
            
               La comunicazione sulle garanzie fornisce alcune indicazioni su come valutare una garanzia per stabilire se rientra nel campo di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato. In particolare stabilisce che una garanzia non costituisce un aiuto di Stato se ricorrono determinate condizioni. Nel caso in oggetto alcune di queste condizioni pongono dei problemi.
            
         
               (178)
            
            
               Per le garanzie non è stato versato alcun corrispettivo rispondente alle normali condizioni di mercato, in quanto sono state concesse a titolo gratuito.
            
         
               (179)
            
            
               Inoltre, le garanzie coprivano la totalità del prestito, e quindi più dell’80 % del prestito. Questo elemento rafforza il vantaggio ottenuto, perché, se la garanzia di Stato è del 100 %, il mutuante non ha alcun incentivo a valutare adeguatamente la solvibilità di AGVO per stabilire in modo corretto le condizioni finanziarie del prestito in funzione del profilo di rischio dell’impresa (33).
            
         
               (180)
            
            
               È evidente che queste garanzie hanno permesso a AGVO di ottenere condizioni finanziarie migliori di quelle conseguibili in genere sui mercati finanziari (34), tanto più che i risultati conseguiti da AGVO e dalle sue filiali erano mediocri, e spesso negativi.
            
         
               (181)
            
            
               Le autorità belghe rispondono che è normale che un azionista fornisca una garanzia a titolo gratuito a favore di un’impresa da lui controllata, ma non forniscono prove o esempi a sostegno di questa affermazione. Non è molto credibile che un comportamento del genere corrisponda a quello di un normale creditore privato.
            
         
               (182)
            
            
               La decisione della città di concedere garanzie ad istituzioni finanziarie, a titolo completamente gratuito, per prestiti contratti da AGVO, è in effetti particolarmente insolita rispetto ai comportamenti normalmente constatati sui mercati finanziari. In una situazione normale, questa garanzia sarebbe remunerata dal pagamento di un corrispettivo adeguato che rifletta il rischio connesso alla garanzia (35), anche se il garante è un azionista detentore di una quota di maggioranza che gli garantisce il controllo dell’impresa (36). Inoltre, un normale creditore privato avrebbe preso alcune precauzioni prima di concedere una garanzia ed avrebbe prima verificato le condizioni del prestito, i rischi connessi, ecc., mentre dalle informazioni comunicate dal Belgio risulta che non è così che si è proceduto (37). Ciò è tanto più problematico nel caso in questione, vista la situazione finanziaria dell’asta, che negli ultimi anni ha subito perdite ripetute e pesanti e che opera in un mercato molto competitivo ed in contrazione (38).
            
         
               (183)
            
            
               Come è dimostrato in modo più dettagliato al considerando 295, AGVO deve essere considerata un’impresa in difficoltà finanziaria ai sensi degli orientamenti del 1999. Secondo una prassi costante, la concessione di garanzie a imprese in difficoltà lascia presumere la presenza di un aiuto di Stato (39).
            
         
               (184)
            
            
               Le autorità belghe sostengono che le garanzie sono state accordate per prestiti relativi a lavori di restauro da effettuare in fabbricati affittati ad enti pubblici e semipubblici. Aggiungono che, poiché questi lavori rientrano fra i compiti di servizio pubblico di AGVO, queste garanzie devono essere viste come un contributo a questi compiti di servizio pubblico e non possono di conseguenza essere considerate un aiuto di Stato.
            
         
               (185)
            
            
               Va notato innanzitutto che non è certo che i prestiti garantiti siano stati effettivamente utilizzati ai fini previsti. Ed anche se le informazioni trasmesse alla Commissione sembrano indicare che la città ha accordato le garanzie sulla base dell’intenzione di AGVO di utilizzare i prestiti per finanziare lavori di restauro, non risulta che la città abbia subordinato la concessione delle garanzie a titolo gratuito alla realizzazione di lavori di restauro e abbia ritirato dette garanzie o imposto un corrispettivo quando è successivamente emerso che i prestiti erano stati in realtà utilizzati ad altri fini.
            
         
               (186)
            
            
               Le autorità belghe hanno spiegato che è effettivamente successo che i prestiti siano stati a volte utilizzati a fini diversi da quelli annunciati. Citano l’esempio di un prestito concesso da Fortis il cui importo, inizialmente destinato a finanziare l’acquisto delle azioni di PAKHUIZEN, non è stato poi utilizzato a questo scopo, ma apparentemente per lavori di restauro.
            
         
               (187)
            
            
               Le autorità belghe hanno peraltro riconosciuto che il prestito di 550 000 EUR concesso dalla banca ING, inizialmente destinato a finanziare lavori di restauro, alla fine è servito a sostenere EVO. È incontestabile che la garanzia accordata a titolo gratuito per questo prestito non può essere considerata un contributo a lavori di restauro. In altri termini, non si può dire che la città si sia comportata come un normale garante privato (che detenga o no il controllo della società interessata), il quale avrebbe prima esaminato le probabilità di effettivo rimborso del prestito per il quale si doveva concedere la garanzia, e successivamente avrebbe verificato se il prestito era stato rigorosamente utilizzato per il progetto al quale era originariamente destinato.
            
         
               (188)
            
            
               Per quanto riguarda i prestiti garantiti che sono stati effettivamente utilizzati (in tutto o in parte) per finanziare lavori di restauro, va ricordato che l’attività di locazione esercitata da AGVO è di natura economica e che la concessione di una garanzia a titolo gratuito favorisce questa impresa sul mercato degli affitti. La garanzia gratuita migliora poi la situazione finanziaria complessiva di AGVO, perché le permette di utilizzare risorse finanziarie che, in circostanze normali, avrebbero dovuto servire a pagare il corrispettivo della garanzia per scopi diversi dal restauro dei fabbricati affittati ad enti pubblici e semipubblici.
            
         
               (189)
            
            
               Infine, anche ammettendo che l’affitto di fabbricati ad enti pubblici e semipubblici potesse considerarsi un servizio d’interesse economico generale affidato a AGVO, non sono soddisfatti i criteri enunciati nella sentenza Altmark; si deve pertanto concludere che la concessione di garanzie a titolo gratuito costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
            
         
               (190)
            
            
               Nella sentenza pronunciata nella causa Altmark la Corte di giustizia ha giudicato che la compensazione di un servizio pubblico ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE non costituisce un aiuto di Stato se ricorrono le seguenti condizioni: «[…] in primo luogo, l’impresa beneficiaria deve essere stata effettivamente incaricata dell’adempimento di obblighi di servizio pubblico e detti obblighi devono essere stati definiti in modo chiaro […]; […] in secondo luogo, i parametri sulla base dei quali viene calcolata la compensazione devono essere previamente definiti in modo obiettivo e trasparente […]; […] in terzo luogo, la compensazione non può eccedere quanto necessario per coprire interamente o in parte i costi originati dall’adempimento degli obblighi di servizio pubblico, tenendo conto dei relativi introiti nonché di un margine di utile ragionevole per il suddetto adempimento […]; e […] in quarto luogo, quando la scelta dell’impresa da incaricare dell’adempimento di obblighi di servizio pubblico non viene effettuata nell’ambito di una procedura di appalto pubblico, il livello della necessaria compensazione deve essere stato determinato sulla base di un’analisi dei costi che un’impresa media, gestita in modo efficiente e adeguatamente dotata di mezzi di trasporto al fine di poter soddisfare le esigenze di servizio pubblico richieste, avrebbe dovuto sopportare per adempiere tali obblighi, tenendo conto degli introiti ad essi attinenti nonché di un margine di utile ragionevole per il suddetto adempimento.»
            
         
               (191)
            
            
               Nella fattispecie, i suddetti criteri non sono soddisfatti. A parte il fatto che è discutibile che AGVO sia stata incaricata dell’adempimento di obblighi di servizio pubblico in relazione all’affitto di fabbricati ad enti pubblici o semipubblici, la Commissione rileva che le autorità belghe hanno esplicitamente confermato che non è stato definito alcun parametro per il calcolo della compensazione. Inoltre, AGVO non ha optato per un sistema di contabilità separate, sicché non si può escludere il rischio di compensazioni eccessive e di sovvenzioni incrociate tra le sue diverse attività. Inoltre, AGVO non è stata scelta nell’ambito di una procedura di appalto pubblico e le autorità belghe non hanno dimostrato che i servizi in questione siano stati forniti al minor costo per la collettività.
            
         10.1.2.1.4.   Tasse
   
   
               (192)
            
            
               La città ha concesso ad AGVO il diritto di stabilire e riscuotere le tasse comunali per l’utilizzo del porto peschereccio e dell’asta.
            
         
               (193)
            
            
               Le tasse così riscosse da AGVO costituiscono risorse a disposizione dello Stato che sono state parzialmente (40) trasferite ad AGVO. Esse costituiscono inoltre un vantaggio di cui AGVO non avrebbe normalmente beneficiato e favoriscono quindi questa impresa ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
            
         
               (194)
            
            
               Nel caso in questione, le autorità belghe hanno affermato che la riscossione di tasse rientra fra i compiti di pubblico interesse affidati ad AGVO, in particolare con riguardo alla gestione del porto peschereccio, e costituisce di fatto una forma di retribuzione dei compiti suddetti. Sostengono che il trasferimento dei compiti ed il diritto di riscuotere le tasse devono essere considerati una semplice assegnazione di compiti interna allo Stato e che non possono essere assimilati ad un aiuto di Stato.
            
         
               (195)
            
            
               Tuttavia, come è stato già dimostrato al punto 10.1.1 della presente decisione, AGVO si configura come impresa ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE, cosa che le autorità belghe hanno per altro riconosciuto nella loro lettera del 27 novembre 2009. Come spiegato al considerando 124, la gestione del porto peschereccio costituisce un’attività economica.
            
         
               (196)
            
            
               La Commissione ha valutato se il diritto di riscuotere le tasse ed utilizzarne i proventi poteva essere considerato una compensazione per servizi d’interesse economico generale e se erano soddisfatti i criteri cumulativi definiti nella sentenza Altmark.
            
         
               (197)
            
            
               Tuttavia, come già stabilito al considerando 191 dalla presente decisione, questi criteri non sono soddisfatti, nella misura in cui, ad esempio, non è stato fissato alcun parametro per il calcolo della compensazione.
            
         
               (198)
            
            
               Infine, anche ammettendo che il diritto di riscuotere tasse ed utilizzarne i proventi dovesse essere considerato una compensazione/retribuzione per l’adempimento di compiti di interesse pubblico (di natura non economica), resta però che AGVO esercita anche attività commerciali, come hanno esplicitamente riconosciuto le autorità belghe. Poiché queste ultime hanno anche ammesso che AGVO non tiene contabilità separate e che non è stato possibile isolare i costi e i ricavi relativi ai compiti di natura non commerciale dell’impresa, non è possibile evitare sovvenzioni incrociate e il diritto di riscuotere tasse ed utilizzarne i proventi deve essere considerato un vantaggio.
            
         10.1.2.1.5.   Conclusione
   
   
               (199)
            
            
               Tenuto conto di quanto sopra esposto, le azioni di cui ai punti da 10.1.2.1.1 a 10.1.2.1.4 hanno favorito AGVO ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
            
         10.1.2.2.   
         Vantaggio per EVO
      
   
   
               (200)
            
            
               La Commissione ritiene che a EVO sia stato concesso un aiuto direttamente dalla città, sotto forma di garanzie a titolo gratuito per prestiti contratti presso banche private, e indirettamente tramite AGVO, attraverso la messa a disposizione a titolo gratuito di fabbricati per una superficie complessiva di 13 600 m2, la concessione di garanzie a titolo gratuito per prestiti contratti presso banche private e il conferimento di un capitale iniziale e di successivi aumenti di capitale.
            
         10.1.2.2.1.   Garanzie concesse a titolo gratuito per l’ottenimento di prestiti
   
   
               (201)
            
            
               Per quanto concerne le garanzie accordate dalla città e da AGVO, la Commissione rileva che non è stato pagato un prezzo di mercato, dal momento che le garanzie sono state accordate a titolo interamente gratuito. Inoltre, queste garanzie coprono più dell’80 % del prestito sottostante.
            
         
               (202)
            
            
               Le autorità belghe sostengono che è normale che un azionista titolare di una partecipazione di controllo fornisca una garanzia a titolo gratuito a favore di un’impresa da lui controllata, ma non forniscono prove o esempi a sostegno di questa affermazione. Non è poi molto credibile che un comportamento del genere corrisponda a quello di un normale investitore privato. In una situazione normale, una garanzia del genere sarebbe infatti remunerata con il versamento di un premio adeguato che rifletta i rischi associati alla garanzia (41), anche se il garante è la società madre (42). La Corte del resto si è già pronunciata in materia affermando che le transazioni commerciali, anche nell’ambito di un gruppo di imprese pubbliche, devono essere remunerate alle normali condizioni di mercato (43).
            
         
               (203)
            
            
               Va poi rilevato che, come indicato in modo più dettagliato al considerando 306, EVO doveva essere considerata una società in difficoltà ai sensi degli orientamenti del 1999 e degli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (44) (orientamenti del 2004). La sua situazione finanziaria è rimasta difficile per tutto il periodo 2003-2008. Alla fine del 2003 oltre la metà del suo capitale sociale era scomparsa, una situazione che non è cambiata negli anni seguenti, nonostante i successivi aumenti di capitale.
            
         
               (204)
            
            
               Secondo una giurisprudenza consolidata, le garanzie concesse ad imprese in difficoltà possono essere considerate un aiuto di Stato (45).
            
         
               (205)
            
            
               Le autorità belghe hanno aggiunto che senza la garanzia concessa a titolo gratuito dalla città, EVO non avrebbe potuto ottenere i prestiti. Secondo la Commissione, questa constatazione, alla quale si aggiunge la cattiva situazione finanziaria cronica di EVO, implica che i prestiti concessi dalle banche private a fronte di una garanzia offerta a titolo gratuito dalla città (o da AGVO) non sarebbero stati ottenuti senza questa garanzia. Di conseguenza, i prestiti garantiti conferiscono un vantaggio a EVO (46).
            
         
               (206)
            
            
               Le autorità belghe sostengono infine che le garanzie vadano viste come facenti parte della ristrutturazione dell’asta ittica.
            
         
               (207)
            
            
               La Commissione nota tuttavia che nel piano aziendale non sono menzionati né le garanzie concesse a titolo gratuito, né gli investimenti per i quali erano stati apparentemente ottenuti i prestiti. Inoltre, i prestiti e le garanzie in causa (cioè quelli effettivamente posti in essere) non sono stati accordati nel 2002, al momento della costituzione di EVO, ma più tardi, nel 2004 e nel 2005. Il numero rilevante di garanzie concesse mostra del resto che sono state accordate a richiesta ogni volta che si è annunciato che EVO aveva bisogno di una garanzia per ottenere un prestito da parte di un’istituzione di credito. La Commissione osserva poi che uno dei prestiti concessi da Fortis e garantiti dalla città in realtà è stato utilizzato per concedere prestiti ad armatori; non è molto chiaro in che modo questa operazione possa essere vista come facente parte della ristrutturazione o addirittura del futuro progetto di privatizzazione dell’asta ittica.
            
         
               (208)
            
            
               La Commissione ritiene pertanto che le garanzie a titolo gratuito concesse dalla città e da AGVO hanno favorito EVO ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
            
         10.1.2.2.2.   Fabbricati
   
   
               (209)
            
            
               Le autorità belghe hanno sostenuto che la decisione di AGVO di accordare a EVO il diritto di utilizzare gratuitamente i fabbricati può considerarsi in linea con le normali condizioni di mercato, condizioni alle quali avrebbe operato un normale investitore privato in circostanze analoghe.
            
         
               (210)
            
            
               La Commissione non può accettare un argomento del genere. Esso del resto è già contraddetto dal fatto che le autorità belghe hanno sostenuto che il futuro partner strategico dovrà concludere un accordo di affitto per l’utilizzo dei fabbricati dell’asta e pagare un canone. Inoltre, non si può sostenere che AGVO, che detiene la piena proprietà di EVO (47), si attendesse che quest’ultima realizzasse profitti così elevati che le plusvalenze realizzate avrebbero giustificato la scelta di non richiedere canoni di affitto. Si ricorderà che l’asta aveva fatto registrare forti perdite medie annue.
            
         
               (211)
            
            
               Le autorità belghe hanno sostenuto che l’assenza di un canone di affitto era compensata dal fatto che EVO doveva prendersi a carico le spese di restauro e di riparazione dell’asta che avrebbero dovuto essere normalmente assunte dal proprietario. Secondo loro, dal 2002 EVO ha pagato 182 377,31 EUR per lavori di restauro e di infrastruttura relativi all’asta.
            
         
               (212)
            
            
               La Commissione rileva in primo luogo che le autorità belghe non hanno presentato alcun documento che confermi che EVO era tenuta ad assumersi tutti i costi di restauro dei fabbricati dell’asta. Inoltre non hanno fornito alcun documento che confermi che EVO ha effettivamente pagato la somma di 182 377,31 EUR per lavori di restauro.
            
         
               (213)
            
            
               La Commissione nota poi che le autorità belghe non hanno dimostrato che sarebbe altamente inusuale per un locatario assumersi l’onere di spese di restauro o che, in tal caso, sarebbe normale dispensarlo dall’affitto. Non hanno neppure indicato la natura dei lavori eseguiti, rendendo così impossibile per la Commissione stabilire se si tratta di lavori inusuali per un locatario. Dal documento ricevuto risulta poi che anche AGVO ha eseguito, tra il 2004 ed il 2007, lavori di restauro dell’asta ittica, per un importo di 36 497,40 EUR. Ciò non sembra compatibile con l’affermazione delle autorità belghe secondo la quale EVO dovrebbe sostenere tutte le spese di manutenzione e di restauro.
            
         
               (214)
            
            
               Le autorità belghe non hanno poi prodotto alcuna prova a dimostrazione del fatto che la somma di 182 377,31 EUR che sarebbe stata pagata da EVO per lavori di restauro corrisponderebbe al canone da pagare, alle normali condizioni di mercato, per utilizzare, per oltre cinque anni, 13 600 m2 di fabbricati.
            
         
               (215)
            
            
               Inoltre, anche ammettendo che le spese di restauro fossero particolarmente consistenti e assimilabili ad una specie di retribuzione per l’utilizzo dei fabbricati, cosa che non è stata dimostrata dalle autorità belghe, il piano aziendale del 21 novembre 2001 diceva chiaramente che non andava previsto nessun investimento rilevante per i dieci anni successivi, dato che l’asta era stata appena ammodernata. Di conseguenza, decidendo, nel 2002, di mettere i fabbricati a disposizione di EVO a titolo gratuito, senza potersi ragionevolmente attendere che le spese risultanti dal presunto obbligo imposto a EVO di finanziarne la manutenzione sarebbero state almeno equivalenti all’affitto che un operatore sarebbe stato disposto a pagare per detti fabbricati, AGVO stava conferendo un vantaggio a EVO. Poiché per valutare se AGVO ha agito come un normale investitore privato occorre basarsi sugli elementi disponibili al momento in cui è stata presa la decisione (48), si deve concludere che EVO nel 2002 ha ricevuto un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE, sotto forma di messa a disposizione a titolo gratuito di fabbricati per una superficie complessiva di 13 600 m2.
            
         10.1.2.2.3.   Capitale iniziale e operazioni successive di aumento del capitale
   
   
               (216)
            
            
               Per quanto riguarda il capitale iniziale di circa 370 000 EUR conferito a EVO, la Commissione rinvia all’analisi da essa effettuata al punto 10.1.2.1.1 della presente decisione. Le autorità belghe hanno in effetti confermato che il capitale iniziale di EVO è stato finanziato sul capitale iniziale di AGVO. La Commissione ha già fatto osservare che un investitore privato non avrebbe scelto di ristrutturare l’asta e di investirvi 250 milioni di BEF; ancor meno avrebbe scelto di costituire una controllata con una parte del nuovo capitale.
            
         
               (217)
            
            
               Per quanto riguarda gli aumenti di capitale effettuati mediante condono di debiti da parte di AGVO, la Commissione rinvia ugualmente all’analisi da essa effettuata al punto 10.1.2.1.1 della presente decisione. Le autorità belghe hanno in effetti confermato che gli aumenti di capitale sono stati anche [in parte (49)] finanziati sul capitale iniziale di AGVO.
            
         
               (218)
            
            
               Vi sono poi altre ragioni per le quali si deve ritenere che AGVO non si è comportata come si sarebbe comportato un investitore privato nella stessa situazione.
            
         
               (219)
            
            
               Gli investimenti pubblici sono considerati un aiuto di Stato quando la situazione finanziaria dell’impresa considerata, ed in particolare la struttura e il volume del suoi debiti, non consente di prevedere un rendimento normale in dividendi o guadagni (in conto capitale per il capitale investito) entro un periodo ragionevole.
            
         
               (220)
            
            
               La Commissione rileva che il primo aumento di capitale mediante condono di debito è avvenuto il 31 dicembre 2004, quasi un anno e mezzo dopo la costituzione di EVO. L’aumento di capitale era chiaramente diretto a compensare le pesanti perdite registrate da EVO. Lo stesso dicasi per gli aumenti di capitale del 2005 e del 2007. Ovviamente queste misure non sono state prese al fine di ottenere un rendimento in conto capitale a breve o a lungo termine, ma soltanto allo scopo di compensare perdite pregresse. Un investitore privato non avrebbe mai deciso di concedere questi aumenti di capitale, soprattutto gli ultimi due. EVO non versava in una buona situazione economica e finanziaria e la situazione non stava chiaramente evolvendo nella direzione prevista nel piano aziendale, in sui si prospettava una diminuzione costante delle perdite e non un loro rapido aumento. In realtà, già alla fine dell’esercizio 2003, più della metà del capitale sociale era svanita e questa situazione non è cambiata nel corso degli anni seguenti, nonostante i successivi aumenti di capitale di cui ha beneficiato l’impresa. In assenza di qualsiasi prospettiva di rendimenti in capitale, un investitore privato non avrebbe scelto di aumentare il capitale dell’impresa al fine di compensare le perdite (50). Avrebbe piuttosto esaminato seriamente le altre opzioni possibili (liquidazione, vendita, ecc.) ed avrebbe quantomeno richiesto alcune garanzie o misure di ristrutturazione. Anche la forma particolare dell’aumento di capitale (condono di debito) conferma che questi aumenti di capitale non possono essere considerati come facenti parte della ristrutturazione prevista nel 2001.
            
         
               (221)
            
            
               Inoltre, va rilevato che EVO deve essere considerata un’impresa in difficoltà (51). Secondo una giurisprudenza costante, si ritiene che un aumento di capitale concesso ad imprese in difficoltà costituisca un aiuto di Stato (52).
            
         
               (222)
            
            
               Di conseguenza, gli aumenti successivi di capitale hanno favorito EVO ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
            
         10.1.2.3.   
         Vantaggio per PAKHUIZEN
      
   
   
               (223)
            
            
               Per quanto concerne il contratto di locazione a lungo termine per l’utilizzo di fabbricati da parte di PAKHUIZEN (53), la Commissione ritiene, in base alle informazioni disponibili, che sia stato concesso un vantaggio all’impresa. Innanzitutto, un importo di soli 25 EUR all’anno non può considerarsi un corrispettivo normale per un contratto di locazione a lungo termine della durata di 45 anni concernente fabbricati per una superficie complessiva di 14 754 m2, anche se detti fabbricati sono in pessimo stato e devono essere restaurati. Il fatto che PAKHUIZEN sia tenuta ad eseguire il restauro non cambia nulla. Infatti, secondo la legislazione belga (54), il proprietario dei fabbricati non è tenuto a provvedere alle relative riparazioni. Il locatario, per contro, è obbligato a mantenere i fabbricati in buono stato e ad eseguire tutte le riparazioni ordinarie. Le autorità belghe non hanno dimostrato che i lavori di restauro che PAKHUIZEN era tenuta ad eseguire ai sensi del contratto di locazione a lungo termine andavano oltre alle «riparazioni ordinarie». Inoltre, non hanno fornito alcuna prova a dimostrazione del fatto che le spese derivanti dal suddetto obbligo sono pari al canone di affitto che si sarebbe potuto ottenere per i fabbricati alle normali condizioni di mercato.
            
         
               (224)
            
            
               Le autorità belghe hanno inoltre ammesso che PAKHUIZEN non ha ottemperato ai suoi obblighi in materia di restauro e non ha rispettato la destinazione d’uso dei fabbricati. La città non ha ovviamente adottato alcun provvedimento nei confronti di PAKHUIZEN per far rispettare il contratto, benché fosse suo diritto. Di conseguenza, anche se, tenuto conto delle spese di restauro, l’affitto di 25 EUR all’anno potesse essere considerato in linea con i prezzi di mercato — il che non è — PAKHUIZEN sarebbe stata comunque favorita dal momento che la città ha chiaramente rinunciato a far rispettare il contratto.
            
         
               (225)
            
            
               Inoltre, per quanto riguarda la locazione dei fabbricati a PAKHUIZEN, soggetta alla condizione di garantirne la manutenzione ed il restauro, va rilevato che, secondo il principio dell’investitore in un’economia di mercato e tenuto conto anche delle condizioni stabilite nella comunicazione della Commissione relativa agli elementi di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità, si può ritenere che la pubblica autorità agisca come un operatore in un’economia di mercato se offre i suoi contratti al migliore offerente al prezzo più alto possibile nell’ambito di una procedura aperta, trasparente e non discriminatoria o in seguito alla valutazione di esperti indipendenti. Ma questo non sembra essere stato il caso.
            
         
               (226)
            
            
               Infine, il fatto che dopo 27 anni il proprietario dei fabbricati (in origine la città, poi AGVO) abbia diritto a metà degli utili annuali di PAKHUIZEN non cambia nulla all’analisi di cui sopra. Questo vantaggio è troppo remoto e incerto per avere un effettivo valore attuale netto per il proprietario dei fabbricati. Inoltre, anche se lo avesse, le autorità belghe non hanno dimostrato che questo valore sarebbe sufficientemente elevato, anche combinato ai 25 EUR annuali ed ai costi di ristrutturazione (non ordinari), da risultare equivalente al canone di affitto che PAKHUIZEN avrebbe pagato, ai prezzi di mercato, per l’utilizzo degli immobili di cui trattasi.
            
         
               (227)
            
            
               Di conseguenza PAKHUIZEN beneficia di un vantaggio annuale per i suoi costi di esercizio che la favorisce ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
            
         
               (228)
            
            
               Per quanto riguarda il periodo posteriore al 26 marzo 2004, data in cui la proprietà dei fabbricati è passata a AGVO, la Commissione nota che il contratto di locazione ha continuato ad applicarsi alle stesse condizioni di prima e che PAKHUIZEN ha dunque continuato a beneficiare dello stesso vantaggio.
            
         10.1.2.4.   
         Vantaggio per le imprese di pesca che ricorrono ai servizi di EVO e di PAKHUIZEN
      
   
   
               (229)
            
            
               Nella decisione di avvio del procedimento di indagine formale la Commissione ha rilevato che EVO e probabilmente anche PAKHUIZEN offrivano alle imprese che utilizzavano l’asta ittica servizi fatturati a tariffe inferiori a quelle che avrebbe imposto un normale operatore privato.
            
         
               (230)
            
            
               EVO sembra rimborsare, in tutto o in parte, le spese di trasporto, da diverse località europee, dei container contenenti il pesce da vendere all’asta ad Ostenda. Inoltre, EVO concede prestiti a tassi apparentemente inferiori a quelli del mercato a condizione che l’impresa mutuataria venda le sue catture all’asta di Ostenda.
            
         
               (231)
            
            
               Le osservazioni presentate dai terzi suggeriscono che EVO abbia anche adottato altre pratiche che alterano le normali condizioni di concorrenza sul mercato, ma la Commissione non ha ricevuto elementi che permettano di confermare queste affermazioni. Le autorità belghe hanno negato che EVO offra servizi a tariffe inferiori alle condizioni di mercato.
            
         
               (232)
            
            
               Benché la Commissione abbia ricevuto pochissimi elementi di prova riguardanti le condizioni commerciali alle quali EVO propone i suoi servizi, non si può escludere che le imprese che utilizzano l’asta ittica di Ostenda siano favorite ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE. A questo punto, tuttavia, la Commissione riconosce anche una certa validità all’argomento delle autorità belghe quando sostengono che se l’aiuto di Stato ha permesso a EVO di proporre i suoi servizi a condizioni più vantaggiose, ciò non significa necessariamente che l’aiuto sia stato trasferito a profitto degli armatori e delle imprese di pesca.
            
         
               (233)
            
            
               Per queste ragioni, la Commissione ritiene che non sia possibile concludere con certezza che sia stato trasferito un vantaggio agli armatori. Inoltre, poiché con la presente decisione la Commissione ordina la cessazione e il recupero degli aiuti a favore di AGVO, di EVO e di PAKHUIZEN, è probabile che questi vantaggi scompariranno o quantomeno saranno fortemente ridotti. Infine, in ogni caso il beneficiario principale dell’aiuto è l’asta ittica ristrutturata, che l’ha utilizzato per mantenersi sul mercato ed aumentare la sua quota di mercato offrendo servizi in perdita perturbando in questo modo il normale funzionamento del mercato.
            
         10.1.3.   RISORSE STATALI E IMPUTABILITÀ
   
               (234)
            
            
               La Commissione rileva che le attività in causa riguardano azioni della città stessa e azioni finanziate mediante risorse statali e imputabili alla città.
            
         10.1.3.1.   
         Concesse dalle autorità pubbliche
      
   
   
               (235)
            
            
               In primo luogo, la città ha concesso aiuti a AGVO dotandola di un capitale iniziale finanziato sul bilancio comunale, fornendole a titolo gratuito le garanzie necessarie per ottenere prestiti da banche private, trasferendole la proprietà di suoi fabbricati ed autorizzandola ad imporre e riscuotere tasse comunali. Ha inoltre concesso aiuti a PAKHUIZEN tramite il contratto di locazione a lungo termine concluso per l’utilizzo dei suoi fabbricati, ed a EVO tramite la concessione di garanzie a titolo gratuito su prestiti da banche private.
            
         
               (236)
            
            
               Queste misure sono dunque finanziate mediante risorse statali ed imputabili allo Stato.
            
         10.1.3.2.   
         Azioni imputabili alle autorità pubbliche
      
   
   
               (237)
            
            
               In secondo luogo, per quanto riguarda i vantaggi accordati da AGVO a EVO e da AGVO a PAKHUIZEN, la Commissione osserva che, in base ai rispettivi statuti, AGVO è l’unico azionista di EVO (ad eccezione del sig. Miroir, che possiede un’unica azione dell’impresa su 15 000 ed è di fatto membro del consiglio comunale) e di PAKHUIZEN e nomina tutti i membri del consiglio di amministrazione di queste imprese. La città è l’unico azionista di AGVO e il consiglio comunale ne nomina tutti i membri del consiglio d’amministrazione. La città è dunque in una posizione che le consente di esercitare un’influenza dominante su AGVO.
            
         
               (238)
            
            
               Inoltre, conformemente ai suoi statuti, AGVO è incaricata della gestione, dello sviluppo e dell’esercizio dell’asta ittica e della banchina di pesce di Ostenda e dei relativi annessi, nonché dello sviluppo di tutte le attività direttamente o indirettamente correlate. In altri termini, AGVO è tenuta, a norma dei suoi statuti, a partecipare alla gestione dell’asta.
            
         
               (239)
            
            
               Per quanto riguarda specificamente la locazione a lungo termine dei fabbricati a PAKHUIZEN, l’accordo relativo è stato concesso direttamente dalla città.
            
         
               (240)
            
            
               Pertanto, alla luce della causa Stardust (55) e tenuto conto del sostegno pubblico accordato alle imprese citate, come sopra esposto, AGVO deve essere considerato un ente controllato dallo Stato e le sue decisioni riguardanti i conferimenti di capitale a EVO, la concessione a EVO di garanzie a titolo gratuito su prestiti e del diritto di utilizzare fabbricati a titolo gratuito vanno considerate decisioni finanziate con risorse statali ed imputabili all’autorità pubblica.
            
         
               (241)
            
            
               Le autorità belghe non hanno contestato queste conclusioni. Hanno anzi confermato che la città controllava EVO e PAKHUIZEN, tramite AGVO (56).
            
         10.1.4.   DISTORSIONE DELLA CONCORRENZA E INCIDENZA SUGLI SCAMBI
   
               (242)
            
            
               Le attività della città vanno a vantaggio di AGVO, di EVO e di PAKHUIZEN. AGVO, EVO e PAKHUIZEN formano un gruppo di imprese che opera su uno stesso mercato, vende pesce all’asta e fornisce servizi connessi al settore della pesca.
            
         
               (243)
            
            
               Il mercato delle aste è molto concorrenziale e le aste degli Stati membri confinanti sono in concorrenza diretta le une con le altre per attirare pescatori dei diversi Stati membri. Di conseguenza, ogni vantaggio concesso ad uno degli attori di questo mercato falsa o rischia di falsare la concorrenza tra le aste e può quindi incidere sugli scambi tra Stati membri.
            
         
               (244)
            
            
               Ciò è confermato dalle osservazioni ricevute dai terzi. Aste o associazioni di aste del Regno Unito, dei Paesi Bassi e di altri paesi dl’Europa hanno infatti manifestato il loro interesse per il procedimento e illustrato l’impatto che le misure di aiuto di Stato avrebbero avuto sulla loro attività.
            
         
               (245)
            
            
               La Commissione rileva infine che le autorità belghe hanno segnalato che, fra i candidati all’acquisizione dell’asta di Ostenda, compaiono non soltanto aste belghe ma anche aste di altri Stati membri.
            
         
               (246)
            
            
               Per quanto concerne i mercati dei servizi di locazione, gli aiuti concessi ad imprese attive in questi settori possono falsare la concorrenza a scapito delle imprese che forniscono servizi di locazione in altri porti di pesca, anche situati in altri Stati membri, nonché a scapito delle imprese che offrono in locazione fabbricati situati vicino al porto peschereccio di Ostenda (fra cui possono esserci imprese di altri Stati membri). Inoltre, le misure di aiuto potrebbero aver contribuito a mantenere o a rafforzare la posizione sul mercato di AGVO e di PAKHUIZEN, le cui attività, in assenza dell’aiuto, sarebbero state rilevate o avrebbero potuto essere rilevate da un’altra impresa. Va ricordato che, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, il semplice fatto che la posizione di un’impresa sia rafforzata nei confronti di imprese concorrenti grazie alla concessione di un vantaggio economico di cui non avrebbe altrimenti beneficiato nel normale esercizio delle sue attività evidenzia una possibile distorsione della concorrenza (57).
            
         
               (247)
            
            
               Per quanto concerne le attività di gestione dei porti pescherecci, la Commissione ritiene che l’aiuto concesso a queste imprese potrebbe falsare la concorrenza con le imprese che gestiscono altri porti pescherecci in concorrenza con il porto peschereccio di Ostenda. Inoltre, le misure di aiuto potrebbero aver contribuito a mantenere o a rafforzare la posizione sul mercato di un’impresa le cui attività, in assenza dell’aiuto, sarebbero state o avrebbero potuto essere assunte da un’altra impresa (58).
            
         
               (248)
            
            
               La Commissione desidera aggiungere che AGVO e PAKHUIZEN, pur non operando direttamente sul mercato delle aste ittiche, forniscono servizi ausiliari che incidono sulla capacità di attrazione dell’asta. La Commissione rileva inoltre che AGVO è indirettamente attiva sul mercato delle aste ittiche tramite la sua filiale EVO. Gli aiuti concessi ad AGVO e a PAKHUIZEN possono pertanto falsare la concorrenza e incidere sugli scambi tra Stati membri non soltanto sul mercato specifico nel quale operano (cioè il mercato delle locazioni e quello dei porti pescherecci), ma anche sul mercato delle aste ittiche.
            
         10.1.5.   CONCLUSIONE
   
               (249)
            
            
               Alla luce di quanto precede, la Commissione ritiene che le seguenti attività soddisfino le condizioni di cui all’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE e debbano quindi considerarsi aiuti di Stato:
               
                           a)
                        
                        
                           i vantaggi concessi ad AGVO dalle decisioni della città dirette a:
                           
                                       —
                                    
                                    
                                       dotare AGVO di un capitale iniziale di 250 milioni di BEF (6 179 338 EUR),
                                    
                                 
                                       —
                                    
                                    
                                       concedere ad AGVO il diritto esclusivo ad utilizzare i terreni e i fabbricati situati entro la cinta del porto peschereccio,
                                    
                                 
                                       —
                                    
                                    
                                       conferire fabbricati ad AGVO, e
                                    
                                 
                                       —
                                    
                                    
                                       fornire garanzie a titolo gratuiti per prestiti a favore di AGVO,
                                    
                                 
                                       —
                                    
                                    
                                       concedere ad AGVO il diritto di riscuotere tasse comunali e di utilizzarne i proventi;
                                    
                                 
                     
                           b)
                        
                        
                           i vantaggi concessi ad EVO dalla:
                           
                                       —
                                    
                                    
                                       decisione della città di fornire garanzie a titolo gratuito per l’ottenimento di prestiti a favore di EVO,
                                    
                                 
                                       —
                                    
                                    
                                       decisione di AGVO di non addebitare alcun canone di affitto ad EVO per l’utilizzo dei suoi fabbricati, e
                                    
                                 
                                       —
                                    
                                    
                                       dalla decisione di AGVO di accordare ad EVO un capitale iniziale e aumenti del capitale per un importo di 3 969 000 EUR;
                                    
                                 
                     
                           c)
                        
                        
                           i vantaggi forniti a PAKHUIZEN, dalla città e/o successivamente da AGVO, mediante il contratto di locazione a lungo termine per l’utilizzo dei suoi fabbricati.
                        
                     
         10.2.   COMPATIBILITÀ
   
   
               (250)
            
            
               Un aiuto di Stato può essere dichiarato compatibile con il mercato interno se rientra in una delle deroghe menzionate nel TFUE. Le imprese interessate operano soprattutto nel settore della pesca, ma anche sul mercato dei servizi di locazione. La Commissione ritiene che AGVO, come gestore del porto peschereccio, ed EVO, come operatore dell’asta ittica, siano imprese le cui attività debbano considerarsi rientrare, in percentuale significativa, nel settore della pesca. Nel caso di PAKHUIZEN, sembra meno evidente che l’impresa possa essere considerata attiva nel settore della pesca.
            
         
               (251)
            
            
               Per quanto riguarda il settore della pesca, gli aiuti di Stato possono essere considerati compatibili con il mercato interno se soddisfanno le condizioni stabilite negli orientamenti per la pesca. Secondo il punto 5.3 degli orientamenti attualmente in vigore, gli «aiuti illegali» ai sensi dell’articolo 1, lettera f), del regolamento (CE) n. 659/1999 saranno valutati alla luce degli orientamenti applicabili al momento dell’entrata in vigore dell’atto amministrativo che istituisce l’aiuto. Di conseguenza, occorre esaminare l’aiuto sulla base degli orientamenti per la pesca del 2001, del 2004 e del 2008.
            
         
               (252)
            
            
               Nella misura in cui PAKHUIZEN non può essere considerata un’impresa di pesca, la Commissione rileva che l’esame dell’aiuto dovrebbe basarsi sulle norme generali applicabili a tutti i settori, nonché sugli obiettivi dell’aiuto.
            
         
               (253)
            
            
               La Commissione rileva infine che le autorità belghe non hanno contestato l’analisi della Commissione per quanto riguarda la compatibilità.
            
         10.2.1.   AIUTO CONCESSO AD AGVO
   
               (254)
            
            
               Per quanto riguarda l’aiuto di Stato concesso dalla città ad AGVO, ai fini della valutazione occorre distinguere tra le diverse azioni e tenere conto delle date in cui hanno avuto luogo.
            
         10.2.1.1.   
         Capitale iniziale
      
   
   
               (255)
            
            
               Le autorità belghe hanno sostenuto che la questione del capitale iniziale deve essere valutata nel quadro della ristrutturazione dell’asta ittica di Ostenda.
            
         
               (256)
            
            
               Secondo il punto 2.2.4 delle linee direttrici per la pesca del 2001, che si applicavano al momento della ristrutturazione, gli aiuti destinati al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà devono essere valutati conformemente agli orientamenti sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese applicabili nel momento in cui è stato concesso l’aiuto (cioè nella fattispecie gli orientamenti del 1999), anche nel caso in cui l’aiuto riguarda imprese attive nel settore della pesca e dell’acquacoltura (59).
            
         
               (257)
            
            
               In base al punto 2.1 degli orientamenti del 1999, si considera che un’impresa è in difficoltà quando non è in grado, con le proprie risorse o con le risorse che può ottenere dai proprietari/azionisti o dai creditori, di contenere perdite che, in assenza di un intervento esterno delle autorità pubbliche, la condurrebbero quasi certamente al collasso economico, nel breve o nel medio periodo. Le difficoltà di un’impresa di solito sono rivelate da livello crescente delle perdite, diminuzione del fatturato, aumento delle scorte, eccesso di capacità produttiva, diminuzione del margine lordo di autofinanziamento, aumento dell’indebitamento e degli oneri da interessi e basso o inesistente valore dal capitale netto.
            
         
               (258)
            
            
               Secondo la valutazione della Commissione, non c’è dubbio che l’asta ittica di Ostenda presentasse nel 2001 tutti i sintomi di un’«impresa in difficoltà». Infatti, come è spiegato al considerando 17, dal 1991 al 2001 la sua quota sul totale degli arrivi di pesce nei porti belgi era scesa da circa il 37 % al 20 %. Tra il 1997 ed il 2001, il suo fatturato è calato da 20 550 000 EUR a 13 440 000 EUR e per molti anni l’asta ha comportato per la città una perdita media annua di 1 850 000 EUR. Nel 2001 la città ha dovuto decidere se chiudere l’asta o ristrutturarla. La Commissione ritiene pertanto che l’asta di Ostenda sia da considerare un’«impresa in difficoltà» ai sensi degli orientamenti del 1999. Le autorità belghe non hanno contestato questa conclusione.
            
         
               (259)
            
            
               Benché AGVO sia un soggetto giuridico di recente istituzione, la Commissione nota che la costituzione del suo capitale iniziale rientrava nel piano di ristrutturazione dell’asta ittica di Ostenda. Dato che quest’ultima era un’impresa in difficoltà, che AGVO era stata creata soltanto ai fini della sua ristrutturazione e ne aveva ripreso non soltanto gli attivi, ma anche gli oneri finanziari rappresentati da diversi prestiti bancari, si può considerare che AGVO, nel momento in cui è stata dotata del suo capitale iniziale, era un’impresa in difficoltà. Si può di conseguenza ritenere che detto capitale iniziale costituisca un aiuto alla ristrutturazione (60) ai sensi degli orientamenti del 1999.
            
         
               (260)
            
            
               Benché AGVO possa essere ammessa a beneficiare dell’aiuto di cui al punto 30 degli orientamenti del 1999, l’aiuto alla ristrutturazione dell’asta ittica concesso mediante la creazione di AGVO e il conferimento a quest’ultima di un capitale iniziale di 250 milioni di BEF (6 179 338 EUR) non soddisfa le condizioni di compatibilità con il mercato interno stabilite al punto 32 degli orientamenti del 1999.
            
         
               (261)
            
            
               In particolare, secondo il punto 32 di questi orientamenti, «il piano di ristrutturazione, la cui durata deve essere la più breve possibile, deve ripristinare la redditività a lungo termine dell’impresa entro un lasso ragionevole di tempo e sulla base di ipotesi realistiche circa le condizioni operative future.» La Commissione non ritiene che il piano di ristrutturazione di cui al considerando 19 soddisfi queste condizioni. A tale riguardo, la Commissione nota che il progetto non contiene misure interne specifiche per migliorare il funzionamento dell’asta ed abbandonare attività in perdita.
            
         
               (262)
            
            
               Inoltre, contrariamente a quanto richiesto dal punto 32 degli orientamenti del 1999, non sembra che la ristrutturazione sia stata effettuata sulla base di uno studio di mercato contenente indicazioni sulla probabile evoluzione della domanda e dell’offerta, un’analisi del mercato interessato e le altre informazioni di cui all’allegato I degli orientamenti del 1999.
            
         
               (263)
            
            
               Il piano di ristrutturazione non contiene neppure gli elementi di cui al punto 33 degli orientamenti del 1999, e cioè una descrizione delle circostanze che hanno determinato le difficoltà dell’impresa, che consenta di valutare l’adeguatezza delle misure proposte; la situazione e la probabile evoluzione della domanda e dell’offerta sul mercato rilevante dei prodotti, con ipotesi diverse — ottimiste, pessimiste e moderate — che tengano conto dei punti di forza e delle debolezze specifiche dell’impresa.
            
         
               (264)
            
            
               La Commissione ritiene inoltre che le informazioni disponibili non contengano alcun elemento di prova che consenta di stabilire se l’aiuto è stato limitato al minimo indispensabile, conformemente alle disposizioni del punto 40 degli orientamenti del 1999, o se è stato chiesto al beneficiario di contribuire con fondi propri. A tale riguardo va poi rilevato che, conformemente al punto 41 degli orientamenti del 1999, l’aiuto deve servire solo al ripristino della redditività dell’impresa e che non deve permettere al beneficiario, durante la realizzazione del piano di ristrutturazione, di sviluppare la propria capacità di produzione. Tuttavia, come si è detto sopra, il piano finanziario elaborato nel 2001 lascia intendere che l’asta ittica avrebbe potuto riprendersi dopo otto anni senza che fosse necessario utilizzare integralmente la dotazione di 250 milioni di BEF. Il piano aziendale prevede da parte sua un aumento del fatturato del 10 % nei primi cinque anni di attività sul mercato dell’asta ristrutturata, il che potrebbe significare che l’asta intendeva svilupparsi. Sembra dunque che il piano di risanamento non sia stato concepito in un’ottica secondo cui l’aiuto doveva servire solo al ripristino della redditività dell’impresa; il piano sembra inoltre prevedere che l’asta possa utilizzare la liquidità aggiuntiva per sviluppare la sua capacità di produzione e le sue attività e/o per comportarsi in modo aggressivo sul mercato Dalle informazioni ricevute risulta infatti che l’aiuto è stato effettivamente utilizzato per sviluppare le attività dell’asta (61) e per attività aggressive, distorsive del mercato (62).
            
         
               (265)
            
            
               La Commissione rileva poi che il piano di ristrutturazione non comprende alcuna misura diretta a garantirne la piena esecuzione ed il rispetto di tutte le condizioni previste.
            
         
               (266)
            
            
               Il Belgio non ha neppure dimostrato che erano state concesse contropartite secondo quanto previsto dai punti da 35 a 39 degli orientamenti del 1999 o, in caso contrario, che erano state soddisfatte le condizioni particolari (alternative) applicabili nel settore agricolo (pesca compresa), previste ai punti da 73 a 82 degli orientamenti del 1999 (63). Sembra infatti che la città non abbia adottato alcuna misura in grado di controbilanciare, per quanto possibile, le ripercussioni negative sui concorrenti, contrariamente a quanto previsto al punto 35 degli orientamenti del 1999. Tuttavia, vista la situazione specifica delle aste ittiche e tenendo conto in particolare delle limitazioni dell’offerta derivanti dalle misure restrittive di conservazione adottate ogni anno a livello dell’Unione, era molto probabile che l’aiuto avrebbe avuto ripercussioni negative sulle aste concorrenti e la città avrebbe dovuto prestare particolare attenzione a questo aspetto.
            
         
               (267)
            
            
               Di conseguenza, l’aiuto concesso ad AGVO per la ristrutturazione dell’asta ittica non è compatibile con le condizioni previste dagli orientamenti del 1999 e neppure con le linee direttrici per la pesca del 2001 che rimandano agli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.
            
         
               (268)
            
            
               Quanto alla questione se l’apporto di capitale possa essere considerato una compensazione per gli obblighi di servizio pubblico, la Commissione rimanda alla sua analisi al punto 10.2.1.4 della presente decisione.
            
         10.2.1.2.   
         Trasferimento della proprietà di fabbricati e diritti esclusivi ad utilizzare i terreni e i fabbricati
      
   
   
               (269)
            
            
               Come stabilito al punto 10.1.2.2.2 della presente decisione, la concessione a titolo gratuito del diritto esclusivo di utilizzo dei fabbricati a partire dal 14 marzo 2002, e poi il trasferimento alla città della proprietà di diversi fabbricati per una superficie complessiva di 57 500 m2, è stato effettuato senza imporre a AGVO obblighi di valore equivalente. Come è stato già rilevato, né gli statuti, né l’atto di trasferimento sembrano prevedere condizioni o obblighi specifici e insoliti tali da giustificare l’assenza di un canone di locazione o di una remunerazione.
            
         
               (270)
            
            
               Questo atto deve essere pertanto considerato un aiuto destinato a migliorare la situazione dell’impresa e a aumentarne la liquidità, con l’effetto di ridurre i costi di produzione del beneficiario.
            
         
               (271)
            
            
               Secondo la Commissione, questo aiuto non può essere compatibile con nessuna delle norme sulla compatibilità con il mercato interno enunciate nelle linee direttrici del 2001 per la pesca, e le autorità belghe non hanno presentato alcun elemento a tale riguardo.
            
         
               (272)
            
            
               Quanto alla questione se si debbano considerare i diritti esclusivi di utilizzo ed il trasferimento di proprietà, concessi a titolo gratuito, nel quadro della ristrutturazione dell’asta, la Commissione ha già stabilito ai considerando 260 e seguenti della presente decisione che non sono soddisfatte le condizioni stabilite negli orientamenti del 1999, anche se AGVO (come impresa in difficoltà) avrebbe potuto beneficiare di un aiuto alla ristrutturazione al momento della concessione delle misure.
            
         
               (273)
            
            
               Quanto alla questione se i diritti d’uso esclusivi e il trasferimento di proprietà possano considerarsi una compensazione per gli obblighi di servizio pubblico, la Commissione rimanda all’analisi effettuata al punto 10.2.1.4 della presente decisione.
            
         10.2.1.3.   
         Garanzie su prestiti
      
   
   
               (274)
            
            
               Le autorità belghe ritengono che occorra fare una distinzione tra le garanzie a titolo gratuito concesse per i prestiti utilizzati per i lavori di restauro e quelle concesse per i prestiti destinati a sostenere EVO.
            
         
               (275)
            
            
               Hanno ammesso al riguardo che un prestito di 550 000 EUR era stato utilizzato per sostenere EVO.
            
         
               (276)
            
            
               Le autorità belghe hanno sostenuto che le garanzie a titolo gratuito concesse per i prestiti destinati a sostenere EVO dovrebbero essere viste nel quadro della ristrutturazione dell’asta ittica.
            
         
               (277)
            
            
               La Commissione osserva, tuttavia, che, come stabilito al considerando 260 e seguenti della presente decisione, non sono soddisfatte le condizioni in materia di compatibilità previste dagli orientamenti del 1999, anche se AGVO al momento della concessione delle misure avrebbe potuto beneficiare di un aiuto alla ristrutturazione (in quanto impresa in difficoltà).
            
         
               (278)
            
            
               La Commissione rileva poi che le garanzie a titolo gratuito sono misure di aiuto che non sono menzionate nel piano di ristrutturazione. La Commissione ricorda che secondo il punto 3.2.3 degli orientamenti del 1999 e il punto 3.3 degli orientamenti del 2004 (64), gli aiuti alla ristrutturazione devono essere concessi una sola volta. Pertanto, anche supponendo che l’aiuto originale, concesso sotto forma di capitale iniziale ecc., fosse conforme agli orientamenti applicabili per il salvataggio e la ristrutturazione — il che non è — le garanzie concesse a titolo gratuito non soddisfano la condizione «una tantum».
            
         
               (279)
            
            
               Le autorità belghe sembrano suggerire che la città ha scelto infine di concedere garanzie a titolo gratuito su prestiti piuttosto che continuare a versare frazioni annuali del capitale iniziale. La Commissione rileva tuttavia che il piano di ristrutturazione non è stato rivisto come previsto dal punto 52 degli orientamenti del 1999 e dalle linee direttrici del 2004. Non è poi chiaro se l’importo dell’aiuto è stato aumentato o diminuito, o se è la forma dell’aiuto che è stata modificata. In effetti, anche se le rate del capitale iniziale non sono state tutte pagate annualmente come inizialmente previsto, AGVO aveva comunque il diritto di chiedere al suo azionista il pagamento del saldo. Per altro ha esercitato questo diritto nel 2006 e nel 2007, anni in cui sono stati effettuati pagamenti supplementari in suo favore.
            
         
               (280)
            
            
               La Commissione ritiene pertanto che la garanzia a titolo gratuito accordata per il prestito di 550 000 EUR non è compatibile con le condizioni enunciate negli orientamenti del 1999 e del 2004, né negli orientamenti per il settore della pesca del 2004 che rimandano agli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.
            
         
               (281)
            
            
               Per quanto concerne le garanzie concesse a titolo gratuito per prestiti utilizzati per lavori di restauro, la Commissione rinvia all’analisi effettuata al punto 10.2.1.4 della presente decisione.
            
         10.2.1.4.   
         Tasse e compensazione di servizio pubblico
      
   
   
               (282)
            
            
               Le autorità belghe hanno sostenuto che una parte del capitale iniziale, una parte dei fabbricati ed una parte dei prestiti garantiti sono state utilizzate per prestazioni di servizi di interesse (economico) generale, cioè per la gestione del porto peschereccio e la locazione di fabbricati ad enti pubblici e semipubblici. Considerano inoltre che il diritto di riscuotere tasse presso gli utenti del porto peschereccio (e di utilizzarne i proventi) vada visto come parte dei compiti di servizio pubblico di AGVO.
            
         
               (283)
            
            
               Le autorità belghe non hanno dimostrato che queste misure possono essere dichiarate compatibili ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2, del TFUE. Va ricordato che spetta allo Stato membro che invoca l’articolo 106, paragrafo 2, del TFUE per giustificare una deroga alle norme fondamentali del trattato dimostrare che ricorrono i presupposti per l’applicazione di tale disposizione (65). In ogni caso, la Commissione ha esaminato se le misure di aiuto potessero essere considerate in qualche misura compensazioni per servizio pubblico accordate secondo le condizioni enunciate all’articolo 106, paragrafo 2, del TFUE.
            
         
               (284)
            
            
               Al riguardo la Commissione ha enunciato nelle sue comunicazioni del 1996 (66) e del 2001 (67) — I servizi di interesse generale in europa — nonché nella Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato concessi sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico del 2005 (68), le condizioni alle quali l’aiuto di Stato può considerarsi compatibile ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2.
            
         
               (285)
            
            
               Una di queste condizioni è che l’impresa beneficiaria dell’aiuto deve essere stata effettivamente incaricata dallo Stato membro della gestione di un particolare servizio d’interesse economico generale. Tale atto o tali atti di affidamento dell’incarico devono indicare, almeno, la precisa natura, l’ambito e la durata degli obblighi di servizio pubblico imposti e l’identità delle imprese interessate.
            
         
               (286)
            
            
               La Commissione potrebbe ammettere che, attraverso i suoi statuti, AGVO è stata incaricata della gestione del porto peschereccio e che questo incarico comporta un certo numero di obblighi.
            
         
               (287)
            
            
               Tuttavia, per quanto riguarda le attività di locazione di AGVO, la Commissione rileva che gli obblighi di servizio pubblico imposti all’impresa non sono chiaramente definiti. In particolare, non ha trovato alcuna disposizione che imponga ad AGVO obblighi specifici a tale riguardo e le autorità belghe non hanno fornito informazioni supplementari su questo punto. Le autorità belghe sembrano considerare che il fatto che gli enti locatari dei fabbricati sono di natura pubblica o semipubblica implica necessariamente che le imprese che danno loro in locazione detti fabbricati assolvono un compito di servizio pubblico. È una posizione che la Commissione non può sottoscrivere, perché il fatto in sé non implica nessun affidamento o imposizione di obblighi specifici di servizio pubblico diversi dagli obblighi che incomberebbero a qualsiasi finanziatore privato. La Commissione conclude che il Belgio non ha dimostrato che ad AGVO sono stati imposti obblighi di servizio pubblico connessi alle sue attività di locazione immobiliare.
            
         
               (288)
            
            
               La Commissione ritiene poi che le misure di aiuto concesse a AGVO non rispondano neppure ai requisiti di necessità e di proporzionalità.
            
         
               (289)
            
            
               I requisiti in materia di necessità e di proporzionalità della compensazione sono definiti come segue (cfr. in particolare i punti 14,15 e 17 della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato concessi sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico del 2005):
               
                           —
                        
                        
                           l’importo della compensazione non può eccedere quanto necessario per coprire i costi determinati dall’adempimento degli obblighi di servizio pubblico, tenendo conto degli introiti relativi agli stessi nonché di un margine di utile ragionevole per l’adempimento di detti obblighi,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l’importo della compensazione comprende tutti i vantaggi accordati dallo Stato o mediante risorse statali sotto qualsiasi forma — indipendentemente dalla loro classificazione ai fini dell’articolo 107 del TFUE,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           in ogni caso, la compensazione deve essere effettivamente utilizzata per garantire il funzionamento del servizio di interesse economico generale. La compensazione degli obblighi di servizio pubblico utilizzata per operare su altri mercati non è giustificata e costituisce dunque un aiuto di Stato incompatibile.
                        
                     
         
               (290)
            
            
               La Commissione rileva che, nel caso in questione, i requisiti in materia di necessità e di proporzionalità non sono stati rispettati. Il Belgio ha ammesso che non è stato definito nessun parametro per il calcolo della compensazione. Inoltre, le autorità belghe hanno spiegato alla Commissione che non era possibile determinare i costi e i ricavi relativi all’esecuzione degli obblighi di servizio pubblico. La Commissione rileva inoltre che AGVO non tiene contabilità separate per i diversi tipi di attività che essa esercita. È dunque possibile che la compensazione accordata per obblighi di servizio pubblico sia utilizzata per intervenire su altri mercati. Molti elementi del dossier segnalano che c’è stata effettivamente una sovracompensazione. Ad esempio, per quanto riguarda le garanzie concesse a titolo gratuito per l’ottenimento di prestiti, è stato stabilito ai considerando 183 e seguenti della presente decisione che i prestiti garantiti potevano essere utilizzati, e sono stati effettivamente utilizzati, per fini diversi da quelli inizialmente dichiarati. Dato che l’importo del capitale investito in EVO (3 969 000 EUR) ed il prezzo pagato per le azioni di PAKHUIZEN (350 000 EUR) (per un totale di 4 319 000 EUR) superano l’importo del capitale effettivamente versato a AGVO (cioè 3 596 665,62 EUR), AGVO deve avere necessariamente utilizzato i prestiti, ed eventualmente i proventi delle tasse, per effettuare questi finanziamenti.
            
         
               (291)
            
            
               Per le ragioni di cui sopra, la Commissione non può considerare le misure di aiuto compatibili con le condizioni imposte dall’articolo 106, paragrafo 2, del TFUE.
            
         10.2.2.   AIUTO CONCESSO AD EVO
   
               (292)
            
            
               Per quanto riguarda l’aiuto di Stato concesso dalla città e da AGVO a EVO, ai fini della valutazione occorre distinguere tra le diverse azioni e tenere conto delle date in cui hanno avuto luogo.
            
         
               (293)
            
            
               Occorre valutare alla luce degli orientamenti del 2001 le seguenti decisioni:
               
                           —
                        
                        
                           le decisioni prese dalla città per fornire una garanzia a titolo gratuito su prestiti il 28 giugno e il 27 settembre 2002 e il 23 aprile 2004,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la decisione presa da AGVO di concedere ad EVO dall’8 agosto 2002 in poi l’utilizzo continuo e gratuito degli immobili di proprietà di AGVO per una superficie complessiva di 13 600 m2,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la decisione presa da AGVO il 22 agosto 2002 di dotare EVO di un capitale iniziale di 371 840 EUR.
                        
                     
         
               (294)
            
            
               Occorre valutare alla luce degli orientamenti del 2004 le seguenti decisioni:
               
                           —
                        
                        
                           le decisioni prese dalla città per fornire una garanzia a titolo gratuito su prestiti il 22 aprile 2005,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           le decisioni prese da AGVO di aumentare il capitale di EVO mediante condono dei debiti il 31 dicembre 2004, il 31 dicembre 2005 e il 21 dicembre 2007.
                        
                     
         
               (295)
            
            
               Occorre valutare alla luce degli orientamenti del 2001 e del 2004 le seguenti decisioni:
               
                           —
                        
                        
                           le decisioni prese da AGVO di fornire garanzie a titolo gratuito per prestiti dell’importo di 600 000 EUR tra il 22 agosto 2002 ed il 3 agosto 2006.
                        
                     
         
               (296)
            
            
               Occorre valutare alla luce degli orientamenti del 2004 e del 2008 le seguenti decisioni:
               
                           —
                        
                        
                           le decisioni prese dalla città per fornire una garanzia a titolo gratuito per un prestito di 78 000 EUR tra il 27 settembre 2007 e il 4 settembre 2008.
                        
                     
         10.2.2.1.   
         Garanzie per prestiti, diritto ad utilizzare gratis l’asta ittica
      
   
   
               (297)
            
            
               Secondo il punto 1.2 delle linee direttrici per il settore della pesca del 2001 e il punto 3.7 degli orientamenti per il settore della pesca del 2004, gli aiuti concessi senza imporre obblighi ai beneficiari e destinati unicamente a migliorare la situazione di tesoreria delle loro aziende o i cui importi sono determinati in base al quantitativo prodotto o commercializzato, ai prezzi dei prodotti, all’unità di produzione o ai mezzi di produzione, il cui unico risultato consiste nel ridurre i costi di produzione o nel migliorare i redditi del beneficiario, sono, in quanto aiuti al funzionamento, incompatibili con il mercato interno. Secondo il punto 3.4 degli orientamenti per il settore della pesca del 2008, gli aiuti al funzionamento destinati, ad esempio, a migliorare la situazione di tesoreria del beneficiario o i cui importi sono determinati in base al quantitativo prodotto o commercializzato, ai prezzi dei prodotti, alle unità prodotte o ai mezzi di produzione, e il cui risultato consiste nel ridurre i costi di produzione o nel migliorare i redditi del beneficiario sono, in linea di principio, incompatibili con il mercato interno. Tali aiuti possono essere considerati compatibili solo se contribuiscono chiaramente al conseguimento degli obiettivi della politica comune della pesca.
            
         
               (298)
            
            
               Dalle informazioni disponibili risulta che le garanzie a titolo gratuito su prestiti ed il diritto a utilizzare gratuitamente l’asta ittica sono stati accordati senza imporre a EVO alcun obbligo particolare che rendesse l’aiuto compatibile con le condizioni enunciate negli orientamenti per il settore della pesca.
            
         
               (299)
            
            
               Sembra che le garanzie a titolo gratuito su prestiti siano state accordate dietro semplice richiesta per prestiti con varia destinazione, senza che fossero soggette a particolari condizioni o obblighi.
            
         
               (300)
            
            
               Dalle informazioni fornite dalle autorità belghe risulta poi che il fatto che il prestito garantito sia stato alla fine utilizzato per fini diversi da quelli inizialmente dichiarati non ha comportato né sanzioni, né l’annullamento della garanzia. Ad esempio, sembra che il prestito di 1 795 000 EUR concesso da Fortis ed inizialmente destinato, tra l’altro, a l’acquisto di altri macchinari e casse per il pesce, oltre che al finanziamento di diversi lavori di sistemazione, sia servito in realtà (almeno in parte) ad accordare prestiti ad armatori. Non soltanto la garanzia non è stata ritirata, ma successivamente sono state accordate altre garanzie, apparentemente senza che questa situazione inducesse la città ad imporre a EVO delle condizioni in cambio delle garanzie.
            
         
               (301)
            
            
               La concessione di garanzie gratuite ha permesso di aumentare la liquidità di EVO, in quanto quest’ultima non soltanto non ha dovuto spendere nulla per beneficiarne ma ha potuto ottenere prestiti che in mancanza di queste garanzie le sarebbero stati rifiutati.
            
         
               (302)
            
            
               Anche il diritto ad utilizzare a titolo gratuito l’edificio dell’asta ha contribuito ad aumentare la liquidità di EVO, in quanto ha potuto risparmiare le spese di locazione che avrebbe dovuto altrimenti pagare alle condizioni del mercato.
            
         
               (303)
            
            
               La Commissione non vede in che modo la concessione di garanzie gratuite o il diritto di utilizzare gratuitamente i fabbricati possano essere considerati un contributo agli obiettivi della politica comune della pesca. Le autorità belghe non hanno trasmesso alcun elemento a tale riguardo.
            
         
               (304)
            
            
               Le autorità belghe hanno dichiarato che le misure in questione andavano valutate nel quadro della ristrutturazione dell’asta.
            
         
               (305)
            
            
               In primo luogo, occorre valutare se EVO sarebbe ammissibile all’aiuto a titolo degli orientamenti sul salvataggio e la ristrutturazione. EVO potrebbe essere considerata un’impresa in difficoltà ai sensi degli orientamenti del 1999 e del 2004.
            
         
               (306)
            
            
               Secondo il punto 8 degli orientamenti del 1999 e il punto 13 degli orientamenti del 2004, una società che fa parte di un gruppo non può, in linea di massima, beneficiare di aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione. Può tuttavia esserlo se è stata costituita da un’impresa in difficoltà. EVO è stata costituita da AGVO, che è il nuovo soggetto giuridico in cui si è trasformata l’asta di Ostenda dopo la ristrutturazione del 2001. Va altresì rilevato che AGVO costituisce la continuazione dell’ex asta ittica di Ostenda, che era proprietà dello Stato e non era dotata di personalità giuridica. Come segnalato al considerando 259 della presente decisione, la Commissione ritiene che AGVO, benché costituita recentemente, sia da considerare un’impresa in difficoltà e sia pertanto ammissibile agli aiuti a titolo degli orientamenti del 1999 sul salvataggio e la ristrutturazione. Dato che EVO è stata costituita nel quadro della ristrutturazione di AGVO, queste due società possono essere congiuntamente considerate un’impresa in difficoltà e potrebbero beneficiare di aiuti nel rispetto delle condizioni previste dagli Orientamenti S&R.
            
         
               (307)
            
            
               Tuttavia, anche se EVO è ammissibile a titolo degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, è stato comunque dimostrato, al considerando 260 e seguenti della presente decisione, che non sono soddisfatte le condizioni in materia di compatibilità stabilite dagli orientamenti del 1999. Inoltre le misure di aiuto in questione, nella misura in cui non erano previste nel piano di ristrutturazione, sollevano gli stessi problemi di quelle menzionate al considerando 278 e seguenti della presente decisione.
            
         
               (308)
            
            
               Occorre pertanto considerare le garanzie a titolo gratuito su prestiti ed il diritto di utilizzare gratuitamente l’asta come aiuti al funzionamento ai sensi delle linee direttrici per la pesca del 2001, del 2004 e del 2008, aiuti che non contribuiscono a raggiungere gli obiettivi della politica comune della pesca. Detti aiuti sono di conseguenza incompatibili con il mercato interno.
            
         10.2.2.2.   
         Capitale iniziale ed aumenti di capitale successivi
      
   
   
               (309)
            
            
               EVO è stata costituita nel quadro della ristrutturazione dell’asta ittica di Ostenda. Le autorità belghe hanno per altro confermato che una parte del capitale iniziale di AGVO (cioè la somma di 371 840 EUR) è stata utilizzata per costituire il capitale iniziale necessario alla creazione di EVO e per apportare in seguito aumenti di capitale.
            
         
               (310)
            
            
               Occorre pertanto esaminare se il capitale iniziale e gli aumenti di capitale successivi possano essere considerati un aiuto al salvataggio ed alla ristrutturazione ai sensi degli orientamenti del 1999 e del 2004 per il salvataggio e la ristrutturazione.
            
         
               (311)
            
            
               EVO, insieme ad AGVO, può essere considerata un’impresa in difficoltà ai sensi degli orientamenti del 1999 e del 2004 sul salvataggio e la ristrutturazione, come indicato al punto 10.2.2.1.
            
         
               (312)
            
            
               Tuttavia, come indicato al considerando 260 e seguenti della presente decisione, nel caso in questione non sono soddisfatte le condizioni di compatibilità relative all’aiuto alla ristrutturazione.
            
         
               (313)
            
            
               Di conseguenza, il conferimento del capitale iniziale e gli aumenti di capitale successivi non possono considerarsi compatibili con il mercato interno.
            
         10.2.3.   AIUTO CONCESSO A PAKHUIZEN
   
               (314)
            
            
               Il contratto di locazione tra la città e PAKHUIZEN ha consentito a quest’ultima di beneficiare ogni anno di una riduzione dei suoi costi di gestione. Questo tipo di aiuto non rientra tra le misure contemplate negli orientamenti per il settore della pesca, né tra gli obiettivi di altre linee direttrici orizzontali o particolari applicabili a questo tipo d’impresa. Sia nell’ambito degli orientamenti per il settore della pesca applicabili che delle norme orizzontali in materia di aiuti di Stato, questo tipo di aiuto sarebbe considerato un aiuto al funzionamento incompatibile con il mercato interno.
            
         10.2.4.   CONCLUSIONE
   
               (315)
            
            
               Alla luce di quanto precede, la Commissione conclude che le misure menzionate al punto 10.1.5 della presente decisione devono considerarsi un aiuto di Stato, che dette misure non sono compatibili con il mercato interno e che devono essere recuperate secondo le modalità indicate nella sezione 11.
            
         11.   RECUPERO
   
   
               (316)
            
            
               Ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999, nel caso di decisioni negative relative a casi di aiuti illegali la Commissione adotta una decisione con la quale impone allo Stato membro interessato di adottare tutte le misure necessarie per recuperare l’aiuto dal beneficiario. Il fine è raggiunto quando gli aiuti in parola, eventualmente maggiorati degli interessi di mora, sono stati restituiti dal beneficiario o, in altri termini, dalle imprese che ne hanno tratto effettivo vantaggio.
            
         
               (317)
            
            
               Il regolamento (CE) n. 659/1999 non stabilisce un termine per l’esame di aiuti illegali ai sensi dell’articolo 1, lettera f), dello stesso regolamento, vale a dire aiuti cui è data esecuzione prima che la Commissione sia in grado di giungere ad una conclusione in merito alla loro compatibilità con il mercato comune. Tuttavia, a norma dell’articolo 15 del suddetto regolamento, i poteri della Commissione per quanto riguarda il recupero dell’aiuto sono soggetti ad un periodo limite di dieci anni, che inizia a decorrere dal giorno in cui l’aiuto illegale è stato concesso al beneficiario e che può essere interrotto da qualsiasi azione intrapresa dalla Commissione.
            
         
               (318)
            
            
               Il periodo limite è stato interrotto dalla richiesta di informazioni inviata al Belgio il 13 marzo 2006. Di conseguenza, il recupero sarà limitato all’aiuto ricevuto dopo il 13 marzo 1996.
            
         
               (319)
            
            
               Per determinare che cosa debba essere recuperato presso AGVO, EVO e PAKHUIZEN, si dovrebbe tenere conto del fatto che parte dell’aiuto accordato ad AGVO è stato trasferito ad EVO. Come precisato dalle autorità belghe, quest’aiuto dovrebbe essere recuperato un’unica volta presso il beneficiario effettivo.
            
         
               (320)
            
            
               Per tale ragione, nei casi in cui l’aiuto accordato dalla città ha avuto come beneficiario finale EVO, l’aiuto da recuperare presso AGVO è la parte dell’aiuto che non è stata trasferita ad EVO.
            
         11.1.   RECUPERO PRESSO EVO
   
   
               (321)
            
            
               L’aiuto da recuperare presso EVO include:
               
                           —
                        
                        
                           il capitale iniziale per un importo di 371 840 EUR,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           gli aumenti di capitale successivi per un importo di 1 387 044 EUR, 710 000,75 EUR e 1 500 114,96 EUR,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il vantaggio ricevuto grazie alla concessione di garanzie a titolo gratuito su prestiti, e
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il vantaggio derivante dall’utilizzo gratuito dei servizi dell’asta ittica tra il 22 agosto 2002 e l’ultimo giorno in cui EVO ha potuto disporre dell’asta ittica.
                        
                     
         
               (322)
            
            
               Per quanto riguarda l’elemento di aiuto costituito dalle garanzie gratuite, si tratta in linea di massima dell’importo dei prestiti garantiti, a meno che le autorità belghe non forniscano la prova che EVO avrebbe potuto ottenere garanzie equivalenti sul mercato; in questo caso, l’elemento di aiuto corrisponde al premio che, secondo ogni probabilità, sarebbe stato imposto sul mercato per l’ottenimento della garanzia.
            
         
               (323)
            
            
               Le autorità belghe hanno dichiarato che EVO alla fine non ha contratto i due prestiti per i quali era stata accordata una garanzia nel 2002. Di conseguenza, benché l’aiuto sia stato concesso (in quanto è stata adottata la decisione di fornire la garanzia gratuita), EVO non ne ha beneficiato. Non occorre dunque recuperare l’aiuto corrispondente alle garanzie gratuite su prestiti accordate il 28 giugno ed il 27 settembre 2002. L’importo da recuperare ammonta pertanto a 4 284 995 EUR (cioè 3 606 995 EUR + 78 000 EUR + 600 000 EUR).
            
         11.2.   RECUPERO PRESSO PAKHUIZEN
   
   
               (324)
            
            
               L’aiuto da recuperare presso PAKHUIZEN corrisponde al vantaggio risultante dal fatto che il contratto di locazione a lungo termine non è stato concluso ai prezzi di mercato.
            
         
               (325)
            
            
               In applicazione delle disposizioni dell’articolo 15 del regolamento (CE) n. 659/1999, il recupero è limitato ad un periodo di dieci anni a partire dal 13 marzo 2006.
            
         
               (326)
            
            
               Il vantaggio è costituito dalla remunerazione (canone di locazione) che sarebbe stata versata alle normali condizioni di mercato per l’accordo di locazione a lungo termine dei fabbricati, diminuita a) dei 25 EUR pagati annualmente e b) di tutte le spese di restauro sostenute da PAKHUIZEN e che l’impresa non sarebbe stata tenuta a pagare a norma della legislazione belga (69). Il periodo in questione decorre fino al giorno del recupero o, nel caso in cui il contratto di locazione scadesse prima che venisse disposto il recupero, fino al giorno di scadenza del contratto di locazione.
            
         11.3.   RECUPERO PRESSO AGVO
   
   
               (327)
            
            
               L’aiuto da recuperare presso AGVO è costituito dal capitale iniziale, dal vantaggio derivante dalle garanzie a titolo gratuito su prestiti, dal vantaggio derivante dal godimento esclusivo dei terreni e dei fabbricati del porto peschereccio di Ostenda dal 14 marzo 2002 al 25 marzo 2004 (per quanto riguarda i fabbricati successivamente trasferiti a AGVO) e dal 14 marzo 2002 al giorno del recupero (per gli altri terreni e fabbricati che erano esclusi dall’atto di trasferimento della proprietà concluso il 26 marzo 2004) ed infine dal vantaggio derivante dal trasferimento di proprietà concernente 57 500 m2 di fabbricati situati nel porto peschereccio di Ostenda.
            
         
               (328)
            
            
               Per quanto concerne il capitale iniziale, dalle informazioni fornite alla Commissione risulta che l’aiuto, il cui importo inizialmente previsto ammontava a 250 milioni di BEF (6 200 000 EUR), non è stato ancora interamente versato. Pertanto il recupero disposto è limitato all’importo effettivamente versato a AGVO, che secondo le ultime informazioni trasmesse alla Commissione ammonta a 3 596 665,62 EUR. Se AGVO ha percepito un importo più elevato, occorre recuperare anche l’eccedenza che ne risulta.
            
         
               (329)
            
            
               Per quanto riguarda l’elemento di aiuto costituito dalle garanzie a titolo gratuito, si tratta in linea di massima dell’importo dei prestiti garantiti, a meno che le autorità belghe non forniscano la prova che AGVO avrebbe potuto ottenere garanzie equivalenti sul mercato; in questo caso, l’elemento di aiuto corrisponde al premio che, secondo ogni probabilità, sarebbe stato imposto sul mercato per l’ottenimento della garanzia, quando questa è stata accordata (cioè il 26 marzo 2004, il 23 aprile 2004 ed il 22 aprile 2005).
            
         
               (330)
            
            
               Se il mercato non offre garanzie per il tipo di transazione in questione, l’importo dell’elemento di aiuto deve essere calcolato nello stesso modo dell’equivalente-sovvenzione di un prestito a tasso agevolato, cioè come la differenza tra lo specifico tasso di mercato che sarebbe stato imposto a AGVO in mancanza della garanzia ed il tasso d’interesse ottenuto grazie alla garanzia di Stato. In assenza di un tasso di interesse di mercato, se lo Stato membro desidera utilizzare il tasso di riferimento, la Commissione fa presente che ai fini del calcolo dell’intensità di aiuto di una garanzia individuale si applicano le condizioni stabilite nella comunicazione della Commissione relativa alla revisione del metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione (70). Questo significa che occorre tenere in debito conto il supplemento da aggiungere al tasso di base per considerare il relativo profilo di rischio connesso all’operazione coperta, all’impresa garantita e alle garanzie fornite.
            
         
               (331)
            
            
               Per quanto concerne il vantaggio derivante dal godimento esclusivo, a titolo gratuito, dei terreni e dei fabbricati del porto peschereccio di Ostenda, l’importo dell’aiuto corrisponde al canone che AGVO avrebbe dovuto pagare alle condizioni di mercato per l’utilizzo esclusivo di questi terreni e fabbricati tra il 14 marzo 2002 e il giorno del recupero o l’ultimo giorno in cui AGVO ha avuto diritto all’utilizzo gratuito dei fabbricati, a titolo dei suoi statuti, dell’atto di trasferimento della proprietà o ad altro titolo.
            
         
               (332)
            
            
               La Commissione è consapevole del fatto che una parte dei terreni e dei fabbricati aveva un valore commerciale limitato o nullo (ad esempio le strade). Rileva tuttavia che una parte dei terreni e dei fabbricati aveva un valore commerciale evidente (l’asta, gli uffici ed i depositi), mentre un’altra parte di questi terreni e fabbricati (le infrastrutture del porto peschereccio) ha consentito ad AGVO di fornire prestazioni di servizi agli armatori; nota anche che AGVO era autorizzata a riscuotere un canone in cambio dei servizi forniti. Di questi elementi occorre tenere conto nel calcolo dell’affitto.
            
         
               (333)
            
            
               Per quanto concerne il vantaggio derivante dalla riscossione dei canoni, l’importo dell’aiuto corrisponde a quello dei canoni riscossi dal momento della loro istituzione fino al giorno del recupero o fino all’ultimo giorno in cui AGVO è stata autorizzata a riscuoterli.
            
         
               (334)
            
            
               Infine, la Commissione rileva che l’importo da recuperare presso AGVO deve essere ridotto dell’importo dell’aiuto che è stato trasferito a EVO sotto forma di capitale (3 969 000 EUR) e dell’importo corrispondente alla messa a disposizione gratuita dei fabbricati utilizzati per la gestione dell’asta.
            
         
               (335)
            
            
               La Commissione è consapevole del fatto che AGVO era incaricata di alcuni compiti di pubblico interesse di natura non economica (ispezione del pesce sbarcato destinato al consumo, controllo dell’applicazione dell’IVA sul pesce sbarcato, relazioni pubbliche), nonché della gestione del porto peschereccio. La Commissione ritiene che l’importo da recuperare presso AGVO debba essere ridotto dei costi che sulla base di prove concrete risultano sostenuti per l’assolvimento di tali compiti.
            
         11.4.   INCIDENZA DELLA RISTRUTTURAZIONE DELL’ASTA ITTICA SULLA QUESTIONE DEL RECUPERO
   
   
               (336)
            
            
               Le autorità belghe hanno informato la Commissione che la città ed AGVO stavano progettando di privatizzare l’asta ittica, sostenendo che una volta concluso il processo di privatizzazione, cadrebbe la questione dell’aiuto di Stato e che verrebbe meno l’oggetto del procedimento.
            
         
               (337)
            
            
               La Commissione desidera ricordare a tale riguardo che, anche se la privatizzazione potrebbe porre termine alle misure di aiuto in causa, non cancellerebbe i vantaggi accordati ai beneficiari dell’aiuto per il periodo che precede la fine delle suddette misure di aiuto. Lo scopo del recupero è precisamente di ristabilire la situazione preesistente per garantire condizioni di concorrenza eque sul mercato interno. La Commissione richiama l’attenzione delle autorità belghe sulla comunicazione della Commissione «Verso l’esecuzione effettiva delle decisioni della Commissione che ingiungono agli Stati membri di recuperare gli aiuti di Stato illegali e incompatibili» (71) ed in particolare sulla sezione 3.2.4 di questa comunicazione, che tratta del recupero degli aiuti di Stato presso imprese oggetto di una procedura fallimentare e beneficiari insolventi. Per quanto concerne la domanda di rinvio della decisione (di cui al considerando 99), non sarebbe opportuno darvi seguito, in quanto è importante che gli aiuti di Stato illegali e incompatibili siano recuperati quanto prima possible,
            
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   1.   L’aiuto concesso a NV Exploitatie Vismijn Oostende (EVO) per un importo di 3 969 000 EUR sotto forma di capitale iniziale e di prestiti successivamente trasformati in aumenti di capitale è incompatibile con il mercato interno.
   2.   L’aiuto concesso a EVO per un importo di 4 284 995 EUR sotto forma di garanzie a titolo gratuito su prestiti è incompatibile con il mercato interno.
   3.   L’aiuto concesso a EVO sotto forma di diritto ad utilizzare, a titolo gratuito, gli edifici dell’asta ittica situati nel porto peschereccio di Ostenda è incompatibile con il mercato interno.
   Articolo 2
   1.   L’aiuto concesso a «Autonoom Gemeentebedrijf Vismijn Oostende» (AGVO) per un importo di 6 200 000 EUR sotto forma di capitale iniziale è incompatibile con il mercato interno.
   2.   L’aiuto concesso a AGVO sotto forma di garanzie a titolo gratuito su prestiti è incompatibile con il mercato interno.
   3.   L’aiuto concesso a AGVO sotto forma di diritto ad utilizzare, a titolo gratuito e/o ad un prezzo inferiore al prezzo di mercato, terreni e fabbricati situati nel porto peschereccio di Ostenda è incompatibile con il mercato interno.
   4.   L’aiuto concesso a AGVO tra il 26 marzo 2004 e il 4 settembre 2009, sotto forma di trasferimento gratuito della proprietà di fabbricati situati nel porto peschereccio di Ostenda, per una superficie di 57 500 m2, è incompatibile con il mercato interno.
   5.   L’aiuto concesso a AGVO dal 14 marzo 2002 sotto forma di diritto a riscuotere tasse è incompatibile con il mercato interno.
   Articolo 3
   L’aiuto concesso a NV PAKHUIZEN (PAKHUIZEN), risultante dall’accordo di locazione a lungo termine concluso nel 1989 con la città di Ostenda, è incompatibile con il mercato interno.
   Articolo 4
   1.   Il Belgio recupera presso i beneficiari l’aiuto di cui all’articolo 1 e all’articolo 2, paragrafi 2-5.
   2.   Il Belgio recupera l’aiuto di cui all’articolo 2, paragrafo 1, fino a concorrenza degli importi già versati a AGVO (3 596 665,62 EUR).
   3.   Il Belgio recupera l’aiuto di cui all’articolo 3 fino a concorrenza dei benefici concessi dal 13 marzo 1996.
   4.   Gli importi da recuperare sono maggiorati degli interessi calcolati dalla data in cui sono stati messi a disposizione dei beneficiari fino al loro effettivo recupero oppure, nel caso in cui le misure di aiuto abbiano avuto termine prima che venisse effettuato il recupero, fino all’ultima data in cui detti importi sono stati messi a disposizione dei beneficiari.
   5.   Gli interessi sono calcolati su base composta, secondo quanto previsto dal capitolo V del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione (72) e dal regolamento (CE) n. 271/2008 della Commissione che modifica il regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione (73).
   6.   Il Belgio annulla tutti i pagamenti in essere dell’aiuto e/o altre forme di concessione dell’aiuto di cui agli articoli 1, 2 e 3, con effetto a decorrere dalla data di adozione della presente decisione.
   Articolo 5
   1.   Il recupero dell’aiuto di cui agli articoli 1, 2 e 3 è immediato ed effettivo.
   2.   Il Belgio provvede affinché la presente decisione sia eseguita nel termine di quattro mesi dalla data della sua notifica.
   Articolo 6
   1.   Entro due mesi dalla notifica della presente decisione il Belgio trasmette alla Commissione le seguenti informazioni:
   
               a)
            
            
               l’importo complessivo (capitale e interessi di recupero) da recuperare presso AGVO, EVO e PAKHUIZEN;
            
         
               b)
            
            
               una descrizione dettagliata dei provvedimenti già adottati e previsti per conformarsi alla presente decisione;
            
         
               c)
            
            
               documenti che dimostrino che è stato ordinato a AGVO, EVO e PAKHUIZEN di rimborsare l’aiuto.
            
         2.   Il Belgio tiene informata la Commissione sullo stato di avanzamento delle misure nazionali adottate per l’esecuzione della presente decisione fino al completo recupero dell’aiuto di cui agli articoli 1, 2 e 3. Su semplice richiesta della Commissione, trasmette immediatamente informazioni sulle misure già adottate e previste per conformarsi alla presente decisione. Fornisce inoltre informazioni dettagliate sugli importi già recuperati presso AGVO, EVO e PAKHUIZEN a titolo dell’aiuto e degli interessi di recupero.
   Articolo 7
   Il Regno del Belgio è destinatario della presente decisione.
   
      Fatto a Bruxelles, il 27 aprile 2010.
      
         
            Per la Commissione
         
         Maria DAMANAKI
         
            Membro della Commissione
         
      
   
   
      (1)  GU L 1 del 3.1.1994, pag. 3.
   
      (2)  GU L 83 del 27.3.1999, pag. 1.
   
      (3)  GU C 238 del 17.9.2008, pag. 12.
   
      (4)  A decorrere dal 1o dicembre 2009, gli articoli 87 e 88 del trattato CE sono diventati, rispettivamente, gli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea («TFUE»), ma il loro disposto rimane sostanzialmente invariato. Ai fini della presente decisione, i riferimenti agli articoli 107 e 108 del TFUE si intendono fatti, ove opportuno, agli articoli 87 e 88 del trattato CE.
   
      (5)  Cfr. la nota 4.
   
      (6)  De Belgische Zeevisserij — Anvoer en Besomming 2007, Vlaamse overheid, Departement Landbouw en Visserij (http://www2.vlaanderen.be/landbouw/downloads/vis/aanvoer_besomming_2007.pdf), pag. 12.
   
      (7)  Vlaamse overheid, Departement Landbouw en Visserij, Jaaroverzicht Zeevisserij 1998, 1999, 2000 en 2001 (http://lv.vlaanderen.be/nlapps/docs/default.asp?fid = 122).
   
      (8)  AGVO è stata costituita dalla città il 23 novembre 2001. Questa decisione della città è stata approvata il 14 marzo 2002 dal ministro fiammingo degli affari interni.
   
      (9)  «De Stad Oostende kan aan het AG Vismijn Oostende de volle eigendom, respectievelijk de bestaande zakelijke rechten en beheersrechten overdragen van de goederen die zich bevinden binnen of behoren bij het in artikel 3.1 omschreven Visserhavengebied of die nodig en/of nuttig zijn voor de realisatie van de doelstellingen van het AG Vismijn Oostende […]. In afwachting van de overdracht van de onroerende goederen krijgt het AG Vismijn Oostende het uitsluitend recht deze goederen zonder vergoeding te gebruiken.»
   
      (10)  Progetto consistente nella pesca/acquisto di granchio in Norvegia per (cercare di) venderlo sul mercato asiatico.
   
      (11)  Jaarrekening AGVO 2005, pag. 26 (verslag van de Raad van Bestuur aan de aandeelhouders over de waardering van de aandelen in EVO): «Tenslotte is het niet onbelangrijk dat in deze fase de engagementen van de Stad Oostende een wezenlijke buffer vormen om op verantwoorde wijze een waardering in going concern toe te passen zodat de waardering zoals beschreven in articolo 66§2 mag aangehouden worden en niet naar een waardering in discontinuïteit moet overgegangen worden».
   
      (12)  GU C 288 del 9.10.1999, pag. 2.
   
      (13)  GU C 19 del 20.1.2001, pag. 7; GU C 229 del 14.9.2004, pag. 5; GU C 84 del 3.4.2008, pag. 10.
   
      (14)  Sentenza nella Causa C-280/00 Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg contro Nahverkehrsgesellschaft Altmark, Raccolta 2003, pag. I-7747.
   
      (15)  GU L 312 del 29.11.2005, pag. 67.
   
      (16)  Sentenza nella causa C-41/90 Höfner e Elser, Raccolta 1991, pag. I-1979, punto 21; sentenza nelle cause congiunte C-264/01, C-306/01, C-354/01 e C-355/01 AOK Bundesverband, Raccolta 2004, pag. I-2493, punto 46; sentenza nella causa C-222/04 ministero dell’Economia/Cassa di Risparmio, Raccolta 2006, pag. I-289, punti 107-112.
   
      (17)  Sentenza nella Causa C-82/01 P: Aéroports de Paris/Commissione, Raccolta 2002, pag. I-9297, punto 78; sentenza nella Causa T-128/98 Aéroports de Paris/Commissione, Raccolta 2002, pag. II-3929, punti 122, 123 e 124.
   
      (18)  Decisione N 520/03 del 20 ottobre 2004 (porti fiamminghi); decisione N 60/06 del 24 aprile 2007 (progetto Mainportontwikkeling).
   
      (19)  Cfr. C-222/04, punti 110-117.
   
      (20)  Sentenze nella causa C-334/99 Repubblica federale di Germania/Commissione, Raccolta 2003, pag. I-01139, punto 133; C-482/99 Francia/Commissione (Stardust), Raccolta 2002, pag. I-4397, punto 70; C-261/89 Italia/Commissione, Raccolta 1990, pag. I-4437, punto 8 e cause congiunte da C-278/92 a C-280/92 Spagna/Commissione, Raccolta 1994, pag. I-4103, punto 21 e C-42/93 Spagna/Commissione, Raccolta 1994, pag. I-4175, punto 13.
   
      (21)  All’epoca la città doveva far fronte a perdite medie annue di 1 850 000 EUR.
   
      (22)  Sentenze nella causa T-152/99 HAMSA contro Commissione, Raccolta 2002, pag. II-3049, punto 132; C-328/99 e C-399/00 Italia e SIM 2 Multimedia contro Commissione, cause congiunte, Raccolta 2003, pag. I-4035, punto 44, e C-303/88, Italia contro Commissione, Raccolta 1991, pag. I-1433, punto 18 e segg.
   
      (23)  Sentenze nella causa C-482/99, già citata, punto 71; Causa T-16/96 Cityflyer Express contro Commissione, Raccolta 1998, pag. II-757, punto 76; cause congiunte T-228/99 e T-233/99, Westdeutsche Landesbank Girozentrale contro Commissione, Raccolta 2003, pag. II-435, punto 246.
   
      (24)  Sentenze cause congiunte T-129/95, T-2/96 e T-97/96 Neue Maxhütte Stahlwerke contro Commissione, Raccolta pag. II-17, punto 124; cause congiunte C-278/92, C-279/92 e C-280/92 Spagna contro Commissione, già citata, punto 26.
   
      (25)  Risposta delle autorità belghe del 19 ottobre 2006, pag. 2: «De Stad koos voor deze laatste oplossing: […] — de locale economie rondom de vismijn scheepsherstel, scheepsbenodigheden, opslag- en diepvriesbedrijven, ijsfabrieken, groot- en kleinhandels, toerisme …) bleef behouden, wat in de naweeën van de sluiting (1997) van de plaatselijke (verlieslatende) Regie der Maritiem Transport (verlies van 1 700 arbeidsplaatsen) een belangrijke considerans was binnen een Stad met meer dan 12 % werkloosheid». Risposta delle autorità belghe del 19 ottobre 2006, pag. 6: «Dit belet niet dat de gedelegeerd bestuurder van een bedrijf dat voor 100 % gehouden wordt door een lokale overheid ook oog heeft voor de maatschappelijke en sociale rol die de vismijn van Oostende binnen de regio kan vervullen en die de Stad anno 2001 heeft gemotiveerd om niet radicaal tot sluiting over te gaan.»
   
      (26)  Sentenze cause congiunte C-328/99 e C-399/00 già citata, punto 44; e causa C-303/88, già citata, punti 18 e seguenti.
   
      (27)  «Het AG Vismijn Oostende beslist vrij over het aanleggen, het bouwen, het onderhouden, het herstellen, het verbeteren, het bedienen, het zelf exploiteren en het aan derden ter beschikking stellen van roerende en onroerende goederen».
   
      (28)  Sentenze nella causa C-482/99 già citata, punto 71; causa T-16/96, già citata, punto 76; cause congiunte T-228/99 e T-233/99, già citata, punto 246.
   
      (29)  GU C 209 del 10.7.1997, pag. 3.
   
      (30)  Per questo motivo il dispositivo della presente decisione contempla anche l’eventualità che i fabbricati siano attualmente messi a disposizione di AGVO dietro pagamento di un canone, ma ad un tasso inferiore ai prezzi di mercato.
   
      (31)  GU C 71 dell’11.3.2000, pag. 14.
   
      (32)  Sentenze nella causa C-342/96, Raccolta 1999, pag. I-2459; C-256/97 Raccolta 1999, pag. I-3913, e causa T-152/99, già citata.
   
      (33)  Cfr. punto 3.4 della Comunicazione sulle garanzie.
   
      (34)  Decisione C 5/03 (ex NN 115/02) del 21 gennaio 2003 — Aiuto a MobilCom AG (GU C 80 del 3.4.2003, pag. 5).
   
      (35)  Sentenze in cause congiunte T-204/97 e T-270/97 EPAC contro Commissione, Raccolta 2000, pag. II-2267, punto 82.
   
      (36)  Per quanto riguarda la concessione di una garanzia da parte della società madre, si potrà citare come esempio la garanzia concessa da CDC alla sua filiale CDC IXIS: decisioni del 21 gennaio 2003 e del 30 aprile 2003, relative all’aiuto E 50/01 (GU C 154 del 2.7.2003, pag. 13). La garanzia era stata remunerata ma non alle condizioni di mercato e si era pertanto concluso che conteneva un elemento di aiuto di Stato.
   
      (37)  Le autorità belghe hanno ammesso che la città non sempre dispone di una copia dei documenti contrattuali relativi al prestito e alla garanzia (cfr. allegato B alla lettera del 27 novembre 2007).
   
      (38)  Sentenza in causa C-334/99 Germania contro Commissione, già citata, punto 138; decisione 1999/720/CE, CECA dell’8 luglio 1999 — aiuto a Gröditzer Stahlwerke (GU L 292 del 13.11.1999, pag. 27), punto 45.
   
      (39)  Cfr. ad esempio il punto 17 degli orientamenti del 1999.
   
      (40)  Il Belgio ha sottolineato in più occasioni che la città aveva mantenuto il diritto di stabilire e riscuotere tasse per l’utilizzo degli scali di alaggio e delle chiuse del porto.
   
      (41)  Sentenza nelle cause congiunte T-204/97 e T-270/97, EPAC/Commissione, già citata, punto 82.
   
      (42)  Per un caso concernente una garanzia fornita da una società madre, cfr. Garanzia di CDC in favore di CDC IXIS, decisione del 17 gennaio 2003, aiuto 50/01. La garanzia era stata remunerata ma non alle condizioni di mercato e si era pertanto concluso che conteneva un elemento di aiuto di Stato.
   
      (43)  Sentenza C-39/94 SFEI contro La Poste, Raccolta 1996, pag. I-3547, punto 61.
   
      (44)  GU C 244 dell’1.10.2004, pag. 2.
   
      (45)  Cfr. ad esempio il punto 17 degli orientamenti del 1999.
   
      (46)  Decisione 96/563/CE — Jadecost (GU L 246 del 27.9.1996), confermata dalla sentenza nella causa C-288/96 Germania contro Commissione, Raccolta 2000, pag. I-8237, punto 41.
   
      (47)  Eccetto un’azione su quindicimila.
   
      (48)  Sentenza nella causa C-482/99 Francia contro Commissione (Stardust Marine) già citata, punto 71; sentenza nella causa T-16/96 Cityflyer Express contro Commissione, già citata, punto 76; sentenza Westdeutsche LB contro Commissione, cause congiunte T-228/99 e T-233/99, già citata, punto 246.
   
      (49)  Il capitale di EVO è stato finanziato con mezzi diversi dal solo capitale iniziale di AGVO. In effetti il capitale iniettato in EVO è maggiore del capitale immesso in AGVO.
   
      (50)  Cfr. anche il considerando 99 della decisione 2006/740/CE della Commissione, del 20 ottobre 2004, sulla causa Hamburgische Landesbank — Girozentrale (GU L 307 del 7.11.2006, pag. 110).
   
      (51)  Cfr. i considerando 203 e 306 della presente decisione.
   
      (52)  Cfr. ad esempio il punto 17 degli orientamenti del 1999.
   
      (53)  Cfr. il considerando 44 della presente decisione.
   
      (54)  Articolo 5 della legge del 10 gennaio 1824 sul diritto di enfiteusi (Moniteur belge XIX, n. 14).
   
      (55)  Sentenza nella causa C 482/99 Francia contro Commissione, già citata.
   
      (56)  Cfr. la risposta trasmessa dalle autorità belghe del 19 ottobre 2006, pag. 3: «zowel op het niveau van aandeelhouderschap als dat van de organen (bestuur) dient de Gemeente (achter AGVO) krachtens de wet de meerderheid te hebben in de stemrechten. Dit is hier het geval.»
   
      (57)  Cfr. la sentenza nella causa 730/79 Philip Morris, Raccolta 1980, pag. 2671, punti 11 e 12.
   
      (58)  Cfr. la sentenza Philip Morris, già citata.
   
      (59)  Cfr. anche il punto 12 degli orientamenti del 1999 che prevede che detti orientamenti si applichino anche al settore dell’agricoltura e della pesca.
   
      (60)  Decisione 2008/849/CE della Commissione, del 16 luglio 2008, aiuto di Stato C 14/07 (ex NN 15/07) aiuto alla ristrutturazione concesso dall’Italia a favore di NGP (GU L 301 del 12.11.2008, pag. 14).
   
      (61)  Acquisizione di PAKHUIZEN da parte di AGVO nel 2004 e acquisizione di una quota di partecipazione del 51 % in Haf Holding BO (Ijsland) nel 2006. EVO ha inoltre partecipato a diversi progetti, quali il progetto Pollar Drift (progetto sul granchio reale) e il progetto Novafish (HAF Holding), menzionati nei conti annuali del 2005. Cfr. anche le osservazioni trasmesse da Grimsby Market in cui si dice che «intorno al 2005/2006 EVO ha iniziato ad acquistare pesce direttamente da pescatori islandesi a prezzi fissi (elevati) e successivamente a vendere regolarmente tale pesce all’asta a Ostenda, spesso a prezzi più bassi». Le autorità belghe non hanno contestato nessuna delle osservazioni presentate dai terzi. Inoltre i documenti della gara d’appalto trasmessi dalle autorità belghe confermano che EVO prima del 2007 era coinvolta in attività all’estero ma che le aveva interrotte nel 2007 (cfr. Memorandum, pag. 39).
   
      (62)  Prestiti soggetti alla condizione che il mutuante vendesse il pesce all’asta ad Ostenda, contributi (a volte fino al 100 %) alle spese di trasporto se il pesce veniva venduto all’asta ittica di Ostenda, prezzo minimo d’asta garantito ecc.
   
      (63)  Gli orientamenti del 1999 prevedono al punto 70 che le disposizioni contenute nei punti da 35 a 39 degli stessi si applichino a tutte le imprese del settore agricolo, comprese le PMI. Nel settore agricolo, per quanto riguarda le contropartite, gli Stati membri possono scegliere se applicare i punti da 35 a 39 degli orientamenti del 1999 o le disposizioni speciali per l’agricoltura esposte ai punti 73-83 dei medesimi orientamenti.
   
      (64)  GU C 244 dell’1.10.2004, pag. 2.
   
      (65)  Sentenza nella causa C-158/94 Commissione contro Italia, Raccolta 1997, pag. I-5789, punto 54.
   
      (66)  GU C 281 del 26.9.1996, pag. 3.
   
      (67)  GU C 17 del 19.1.2001, pag. 4.
   
      (68)  GU C 297 del 29.11.2005, pag. 4.
   
      (69)  Come si è già osservato, è così poco chiaro se la condizione secondo cui dopo 27 anni il locatore ha diritto a metà degli utili di PAKHUIZEN abbia o no un qualche valore reale, che su questa base non è possibile effettuare nessuna detrazione. Oltre tutto il contratto di locazione è stato risolto, sicché questa clausola non sarà mai applicata.
   
      (70)  GU C 14 del 19.1.2008, pag. 6.
   
      (71)  GU C 272 del 15.11.2007, pag. 4.
   
      (72)  GU L 140 del 30.4.2004, pag. 1.
   
      (73)  GU L 82 del 25.3.2008, pag. 1.