CELEX: C2006/036/08
Language: it
Date: 2006-02-11 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Grande Sezione),  13 dicembre 2005 , nel procedimento C-411/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Landgericht Koblenz): causa promossa da SEVIC Systems AG ( Libertà di stabilimento — Artt. 43 CE e 48 CE — Fusioni transfrontaliere — Rifiuto d'iscrizione nel registro nazionale delle imprese — Compatibilità )

11.2.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 36/5
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Grande Sezione)
   13 dicembre 2005
   nel procedimento C-411/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Landgericht Koblenz): causa promossa da SEVIC Systems AG (1)
   
   («Libertà di stabilimento - Artt. 43 CE e 48 CE - Fusioni transfrontaliere - Rifiuto d'iscrizione nel registro nazionale delle imprese - Compatibilità»)
   (2006/C 36/08)
   Lingua processuale: il tedesco
   Nel procedimento C-411/03, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale sottoposta alla Corte, ai sensi dell'art. 234 CE, dal Landgericht Koblenz (Germania), con decisione 16 settembre 2003, pervenuta in cancelleria il 2 ottobre 2003, nella causa promossa da SEVIC Systems AG, la Corte (Grande Sezione), composta dal sig. V. Skouris, presidente, dai sigg. P. Jann, C.W.A. Timmermans, A. Rosas e K. Schiemann, presidenti di sezione, dai sigg. C. Gulmann (relatore), J.N. Cunha Rodrigues, dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta e dai sigg. K. Lenaerts, P. Kūris, E. Juhász, G. Arestis e A. Borg Barthet, giudici; avvocato generale: sig. A. Tizzano; cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministratore principale, ha pronunciato, il 13 dicembre 2005, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   Gli artt. 43 CE e 48 CE ostano a che, in uno Stato membro, l'iscrizione nel registro nazionale delle imprese della fusione per scioglimento senza liquidazione di una società e trasmissione universale del patrimonio di quest'ultima ad altra società, sia generalmente rifiutata se una delle due società ha sede in un altro Stato membro, mentre è possibile, purché siano rispettate talune condizioni, se le società partecipanti alla fusione hanno entrambe sede nel territorio del primo Stato membro.
   
      (1)  GU C 289 del 29.11.2003.