CELEX: 62020TN0350
Language: it
Date: 2020-06-09 00:00:00
Title: Causa T-350/20: Ricorso proposto il 9 giugno 2020 — Wagenknecht/Commissione

17.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 271/41
            
         
      Ricorso proposto il 9 giugno 2020 — Wagenknecht/Commissione
      (Causa T-350/20)
      (2020/C 271/52)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Lukáš Wagenknecht (Pardubice, Repubblica ceca) (rappresentante: A. Dolejská, avvocato)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
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                  dichiarare che la Commissione europea ha omesso, ai sensi dell’articolo 325, paragrafo 1 e dell’articolo 319, paragrafo 3 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e dell’articolo 61, paragrafo 1, del regolamento (EU, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio (1), di adottare una misura vincolante e dissuasiva volta a prevenire o risolvere il conflitto di interessi del primo ministro della Repubblica ceca, il sig. Andrej Babiš, in quanto non ha adottato una misura vincolante:
                  
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                              che impedisse ai membri del collegio dei commissari, in particolare al presidente di quest’ultimo, di incontrare il primo ministro della Repubblica ceca, il sig. Andrej Babiš, e discutere con lui questioni relative al quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’UE per il periodo 2021-2027 e al bilancio generale dell’UE;
                           
                        
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                              che fermasse il versamento degli aiuti diretti all’agricoltura da parte del bilancio dell’UE a favore di alcune società in cui il primo ministro della Repubblica ceca, il sig. Andrej Babiš, è una persona che esercita il controllo e il titolare effettivo.
                           
                        
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce cinque motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che il ricorrente, con lettera del 30 gennaio 2020, ha presentato alla Commissione europea un invito ad agire ai sensi dell’articolo 265 TFUE, ma essa, nella sua risposta, non ha trattato il contenuto dell’invito del ricorrente e gli ha fornito una risposta su un argomento completamente diverso.
                  
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                              La Commissione ha ricevuto un invito ad agire da parte del ricorrente e, nonostante abbia risposto a suddetto invito, nella sua risposta non ha preso alcuna posizione in merito alla richiesta del ricorrente di evitare incontri e discussioni con il primo ministro ceco riguardanti il QFP 2021-2027 e al mancato blocco degli aiuti diretti all’agricoltura versati a società appartenenti ad alcuni gruppi in cui il primo ministro ceco è una persona che esercita il controllo e titolare effettivo. Invece di dare la risposta relativa ai versamenti illegittimi degli aiuti diretti all’agricoltura a tali gruppi, la Commissione ha fornito informazioni sul blocco dei fondi strutturali e d’investimento di uno di questi gruppi, vale a dire su un argomento diverso che non era oggetto dell’invito ad agire del ricorrente. In riferimento alla seconda parte dell’invito del ricorrente, relativa al fatto che i funzionari della Commissione europea non avrebbero dovuto incontrare il sig. Andrej Babiš e discutere con lui il QFP 2021-2027, la Commissione nulla ha replicato.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che il ricorrente è direttamente interessato dal mancato intervento della Commissione europea poiché, da un lato, non è necessario alcun altro atto intermedio al fine di evitare che un membro del collegio dei commissari, in particolare il presidente, incontri il primo ministro ceco e discuta con lui il QFP 2021-2027, e, dall’altro, vi è un’incidenza sulla situazione giuridica del ricorrente dato il suo status di rappresentante eletto del Senato della Repubblica ceca incaricato delle indagini sul conflitto d’interessi del primo ministro ceco, quale membro di una commissione speciale del Senato istituita a tale scopo, alla quale la Commissione stava illegittimamente negando documenti per impedire la sua missione di indagine.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che l’interesse individuale del ricorrente relativo all’omessa azione della Commissione europea rispetto al conflitto di interessi del primo ministro ceco, il sig. Andrej Babiš, e il suo interesse ad agire derivano: in primo luogo, da un dovere costituzionale del ricorrente di controllare la corretta adozione degli atti giuridici dell’UE, ivi compreso il bilancio dell’UE (QFP 2021-2027); in secondo luogo, da un dovere costituzionale del ricorrente che gli conferisce il diritto di controllare il primo ministro ceco quando incontra i membri del collegio dei commissari e che comprende il dovere di esercitare responsabilmente la funzione di membro della suddetta commissione speciale del Senato; in terzo luogo, dall’elezione del ricorrente al Senato della Repubblica ceca nel 2018 e dal suo essere in competizione con candidati del partito «ANO», controllato dal primo ministro ceco; in quarto luogo, dal fatto che il ricorrente sia stato oggetto delle stesse minacce di morte ricevute dai deputati del Palamento europeo appartenenti alla commissione per il controllo dei bilanci (CONT) nel febbraio 2020, per il fatto che avevano cercato di intraprendere azioni riguardo al conflitto di interessi di Andrej Babiš.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sul fatto che si darebbe luogo a un diniego di giustizia se non si riconoscesse, nel caso di specie, la legittimazione ad agire di un membro del parlamento nazionale di uno Stato membro dell’UE, poiché in tal modo gli si impedirebbe di esercitare anche un controllo indiretto tramite la Corte di giustizia dell’Unione europea nei confronti della Commissione europea, potere esecutivo del sistema istituzionale dell’UE.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sulla violazione, da parte della Commissione, del suo obbligo di agire riguardo al conflitto di interessi del primo ministro ceco, il sig. Andrej Babiš, ai sensi dell’articolo 325, paragrafo 1, TFUE e dell’articolo 319, paragrafo 3, TFUE, in combinato disposto con la risoluzione del Parlamento europeo del 13 dicembre 2018 (2) e con l’articolo 61, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio. Sono state soddisfatte tutte le condizioni per chiedere alla Commissione di agire, vale a dire: in primo luogo, l’esistenza di un conflitto di interessi del sig. Andrej Babiš; in secondo luogo, la partecipazione del sig. Andrej Babiš agli atti preparatori dell’esecuzione del bilancio dell’UE e, in terzo luogo, il fatto che il conflitto di interessi del sig. Andrej Babiš costituisce una delle «altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari dell'Unione» ai sensi dell’articolo 325, paragrafo 1, TFUE. La Commissione è stata quindi obbligata ad agire, anche se ha omesso di farlo, in quanto non ha adottato alcuna misura dissuasiva per porre fine al conflitto di interessi del primo ministro ceco in ottemperanza al suo obbligo previsto dall’articolo 319, paragrafo 3 e dall’articolo 325, paragrafo 1, TFUE e contemplato anche nella seconda frase dell’articolo 61, paragrafo 1, del regolamento (EU, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio. Ciononostante, dal 2 agosto 2018, i membri del collegio dei commissari, in particolare il presidente, hanno continuato a incontrare il primo ministro ceco e a discutere con lui del QFP 2021-2027, e la Commissione ha continuato a versare aiuti diretti all’agricoltura, non rispettando il divieto del conflitto di interessi, alle società appartenenti ad alcuni gruppi in cui Andrej Babiš è una persona che esercita il controllo e il titolare effettivo.
               
            
         (1)  Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU 2018, L 193, pag. 1).
      
         (2)  ‘Conflitto di interessi e protezione del bilancio dell’UE in Repubblica ceca, risoluzione del Parlamento europeo P8_TA (2018) 0530 del 13 dicembre 2018 [2018/2975(RSP)].