CELEX: 62021CN0413
Language: it
Date: 2021-07-06 00:00:00
Title: Causa C-413/21 P: Impugnazione proposta il 6 luglio 2021 dal Consiglio dell’Unione europea avverso la sentenza del Tribunale (Quinta Sezione) del 21 aprile 2021, causa T-322/19, El-Qaddafi / Consiglio

20.9.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 382/17
            
         
      Impugnazione proposta il 6 luglio 2021 dal Consiglio dell’Unione europea avverso la sentenza del Tribunale (Quinta Sezione) del 21 aprile 2021, causa T-322/19, El-Qaddafi / Consiglio
      (Causa C-413/21 P)
      (2021/C 382/23)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Consiglio dell'Unione europea (rappresentanti: V. Piessevaux, M. Bishop, agenti)
      
         Altra parte nel procedimento: Aisha Muammer Mohamed El-Qaddafi
      
         Conclusioni del ricorrente
      
      Il ricorrente chiede che la Corte voglia
      
                  —
               
               
                  annullare l’impugnata sentenza del Tribunale;
               
            
                  —
               
               
                  pronunciarsi in via definitiva sulle questioni oggetto della presente impugnazione e respingere il ricorso della ricorrente in primo grado;
                  e
               
            
                  —
               
               
                  condannare la ricorrente in primo grado alle spese derivanti dalla presente impugnazione e dalla causa T-322/19.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Il Consiglio sostiene che il Tribunale è incorso in errori nella sentenza impugnata, pronunciata nella causa T-322/19, riguardo ai seguenti aspetti:
      
                  —
               
               
                  primo motivo: violazione dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE e dell’articolo 36, in combinato disposto con l’articolo 53, primo paragrafo, dello Statuto della Corte di giustizia ed errata interpretazione della decisione (PESC) del Consiglio 2015/1333 (1);
               
            
                  —
               
               
                  secondo motivo: errata interpretazione degli articoli 8, paragrafo 1, e 9, paragrafo 1, della decisione del Consiglio 2015/1333 e dell’articolo 6, paragrafo 1, del regolamento del Consiglio 2016/44 (2);
               
            
                  —
               
               
                  terzo motivo: il Tribunale ha snaturato gli argomenti del Consiglio, ha violato il principio della fiducia dovuta alle risultanze degli atti processuali, ha interpretato erroneamente la decisione del Consiglio 2015/1333 e il regolamento del Consiglio 2016/44 e ha violato l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea;
               
            
                  —
               
               
                  quarto motivo: il Tribunale ha snaturato gli elementi di prova, ha violato il principio della fiducia dovuta alle risultanze dei documenti e degli atti processuali, ha violato l’articolo 36, in combinato disposto con l’articolo 53, primo paragrafo, dello Statuto della Corte di giustizia, e ha violato l’articolo 263 TFUE e l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali.
               
            
         (1)  Decisione (PESC) del Consiglio 2015/1333 del 31 luglio 2015 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia e che abroga la decisione 2011/137/PESC (GU 2015, L 206, pag. 34).
      
         (2)  Regolamento (UE) 2016/44 del Consiglio, del 18 gennaio 2016, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia e che abroga il regolamento (UE) n. 204/2011 (GU 2016, L 12, pag. 1).