CELEX: 52007PC0177
Language: it
Date: 2007-04-11
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale tra la Comunità europea e il governo del Giappone

Avviso legale importante

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52007PC0177

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale tra la Comunità europea e il governo del Giappone  /* COM/2007/0177 def. - ACC 2007/0067 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 11.4.2007COM(2007) 177 definitivo2007/0067 (ACC)Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOrelativa alla conclusione dell'accordo di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale tra la Comunità europea e il governo del Giappone(presentata dalla Commissione)RELAZIONECONTESTO DELLA PROPOSTA |110 | Motivazione e obiettivi della proposta Nell'ambito della politica estera dell'UE, la Comunità europea sta cercando di cooperare in materia doganale a livello internazionale con i suoi principali partner commerciali. Sulla base di una raccomandazione della Commissione per un'autorizzazione del Consiglio relativa alla negoziazione di accordi di cooperazione doganale, il 5 aprile 1993 il Consiglio ha deciso di autorizzare la Commissione ad avviare negoziati con i suoi principali partner commerciali, ossia Corea, Canada, Stati Uniti, Hong Kong e Giappone. Un accordo di cooperazione doganale tra la CE e il Giappone sarebbe uno strumento importante per equilibrare la liberalizzazione del commercio e la semplificazione delle relative procedure per quanto riguarda la lotta contro la frode e le attività illegali. |120 | Contesto generale In linea con la politica di cooperazione doganale internazionale della CE, gli accordi di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale consentono alle parti di predisporre gli strumenti necessari per la cooperazione doganale. Finora, la CE ha concluso accordi di cooperazione doganale con la Corea, Hong Kong, il Canada, gli Stati Uniti, l'India e la Cina. Dei principali partner commerciali della CE il Giappone è l'unico con cui non è stato ancora concluso un accordo doganale. L'accordo di cooperazione doganale CE-Giappone, ritenuto una priorità nell'ambito del piano d'azione UE-Giappone, fornirebbe un quadro ottimale per esaminare tutte le questioni e i problemi attinenti al settore doganale, quali la facilitazione del commercio, l'applicazione della legislazione in materia di diritti di proprietà intellettuale, la lotta contro la contraffazione e la sicurezza della catena logistica di approvvigionamento, che per l'UE e per il Giappone costituiscono aspetti prioritari. I contatti per la negoziazione dell'accordo CE-Giappone sono iniziati soltanto nel 2004, e sono stati seguiti da vari cicli di negoziati formali con le autorità giapponesi nel corso del 2005 e del 2006. Dopo l'ultimo ciclo di negoziati del 2006 e dopo la rilettura giuridica del progetto di accordo da parte dell'Ufficio legislativo del governo giapponese alla fine dello scorso anno, le due parti hanno raggiunto un accordo sul testo accluso. Onde consentire di firmare quanto prima l'accordo di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale, la Commissione propone al Consiglio di approvare l'acclusa proposta di decisione relativa alla firma e alla conclusione dell'accordo. |130 | Disposizioni vigenti nel settore della proposta Il progetto di accordo di cooperazione doganale CE-Giappone contiene le normali disposizioni in materia di cooperazione legislativa, assistenza tecnica e assistenza amministrativa reciproca incluse nei precedenti accordi di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale. |140 | Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione La proposta è pienamente coerente con la politica doganale della CE nei confronti dei paesi terzi in materia di cooperazione doganale. Essa mira alla semplificazione e armonizzazione delle procedure doganali e fornisce uno strumento per la lotta contro le frodi doganali e per lo scambio di informazioni su questioni attinenti all'assistenza amministrativa reciproca. |CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DELL'IMPATTO |Consultazione delle parti interessate |211 | Metodi di consultazione, principali settori interessati e profilo generale di quanti hanno risposto Durante i negoziati gli Stati membri sono stati regolarmente consultati nell'ambito del gruppo di lavoro Unione doganale del Consiglio. L'accordo è stato trasmesso per osservazioni all'OLAF, alla DG RELEX, alla DG TRADE e al Servizio giuridico prima dell'avvio della consultazione interservizi.. |212 | Sintesi delle risposte e modo in cui sono state prese in considerazione La proposta riflette le indicazioni fornite oralmente dagli Stati membri, rappresentati nell'ambito del gruppo di lavoro Unione doganale del Consiglio. Essa riflette inoltre il contributo dei competenti servizi della Commissione. Gli organismi consultati ritengono unanimemente che l'accordo costituisca il documento standard, conforme ai precedenti accordi di cooperazione doganale conclusi tra la CE e paesi terzi. |Ricorso al parere di esperti |229 | Non è stato necessario consultare esperti esterni. |230 | Valutazione dell'impatto Non è stata prevista nessuna consultazione pubblica nell'ambito dell'approccio strategico alle relazioni tra UE e Giappone in materia doganale. Tuttavia, in vari consessi e dialoghi UE-Giappone, parti interessate quali governi, società private, consulenti, associazioni imprenditoriali e federazioni industriali hanno espresso l'opinione che l'accordo di cooperazione doganale CE-Giappone dovrebbe contribuire in misura significativa a risolvere le difficoltà che la CE e il Giappone attualmente incontrano in materia doganale. L'accordo fornisce una base giuridica per lo scambio di informazioni e per l'assistenza amministrativa tra le Parti contraenti ai fini della corretta applicazione della normativa doganale e presenta alcuni vantaggi e metodi moderni di cooperazione che implicano svariate tecniche intese ad assicurare il rispetto di tale normativa. La proposta rappresenta uno strumento giuridico necessario per garantire un'adeguata cooperazione doganale tra la CE e il Giappone; essa tiene conto della crescente dimensione, portata e sofisticazione della pirateria e della contraffazione internazionali, e riflette l'impegno delle parti a migliorare la protezione della proprietà intellettuale e a garantire la sicurezza della catena di approvvigionamento internazionale facilitando nel contempo la circolazione delle merci lecitamente commercializzate nel mondo. |ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA |305 | Sintesi delle misure proposte Conformemente alle direttive del Consiglio del 1993 e vista l'importanza delle relazioni commerciali tra il Giappone (uno dei principali partner commerciali della CE) e la CE, sussiste un impegno a garantire un'efficace cooperazione tra le autorità doganali delle Parti. La proposta acclusa ha come finalità l'adozione da parte del Consiglio di una decisione relativa alla conclusione dell'accordo di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale tra la Comunità europea e il Giappone. L'adozione di tale strumento consentirà alle Parti di sviluppare la cooperazione doganale al fine di lottare contro le infrazioni doganali, di prevenire, individuare e contrastare qualsiasi violazione della normativa doganale, di procedere alla semplificazione e armonizzazione dei regimi doganali e di scambiare informazioni su attività che potrebbero avere per effetto dei reati nel territorio dell'altra Parte. |310 | Base giuridica Ai sensi dell'articolo 133 del trattato che istituisce la Comunità europea, qualora si debbano negoziare accordi con uno o più Stati o organizzazioni internazionali, la Commissione presenta raccomandazioni al Consiglio, che l'autorizza ad aprire i negoziati necessari. Spetta al Consiglio e alla Commissione adoperarsi affinché gli accordi negoziati siano compatibili con le politiche e norme interne della Comunità. Ai sensi dell'articolo 300 del trattato che istituisce la Comunità europea, la firma e la conclusione degli accordi sono decise dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione. Decisione del Consiglio del 5 aprile 1993 contenente le direttive di negoziato per la conclusione di accordi di cooperazione doganale con i principali partner commerciali dell'UE. |329 | Principio di sussidiarietà La proposta è di competenza esclusiva della Comunità. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica. |Principio di proporzionalità La proposta è conforme al principio di proporzionalità per le ragioni che seguono. |331 | La misura proposta è necessaria e idonea ai fini di un'adeguata attuazione della cooperazione doganale tra la CE e il Giappone. |332 | La proposta istituisce un meccanismo di coordinamento, ossia il comitato misto di cooperazione doganale, composto da rappresentanti delle amministrazioni doganali delle Parti e da rappresentanti della Commissione. Il comitato cercherà di ridurre l'onere amministrativo dell'accordo che deve comunque essere appropriato e commisurato agli obiettivi perseguiti dalle Parti contraenti. |Scelta dello strumento |342 | A norma dell'articolo 300 del trattato CE, la firma e la conclusione degli accordi sono decise dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione. La decisione del Consiglio è lo strumento appropriato (e come tale l'ha indicata nell'aprile del 1993 il Consiglio quando ha autorizzato la Commissione a negoziare per suo conto accordi di cooperazione doganale con i principali partner commerciali della CE). |INCIDENZA SUL BILANCIO |409 | Nessuna. |INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI |Riesame/revisione/clausola di temporaneità |533 | La proposta non contiene una clausola di temporaneità. |1.  2007/0067 (ACC)Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOrelativa alla conclusione dell'accordo di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale tra la Comunità europea e il governo del GiapponeIL CONSIGLIO DELL 'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133 in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, prima frase,vista la proposta della Commissione,considerando che il 5 aprile 1993 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati per conto della Comunità europea per la conclusione di accordi di cooperazione doganale con alcuni dei principali partner commerciali della Comunità;considerando che è opportuno approvare l'accordo di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale tra la Comunità europea e il Governo del Giappone,DECIDE:Articolo 1È approvato in nome della Comunità europea l'accordo di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale tra la Comunità europea e il Governo del Giappone.Il testo dell'accordo è accluso alla presente decisione.Articolo 2La Commissione, assistita dai rappresentanti degli Stati membri, rappresenta la Comunità nel comitato misto di cooperazione doganale istituito a norma dell'articolo 21 dell'accordo.Articolo 3Il Presidente del Consiglio è autorizzato a designare le persone abilitate a firmare l'accordo in nome della Comunità.Articolo 4Il Presidente del Consiglio procede, in nome della Comunità, alla notifica prevista dall'articolo 22 dell'accordo[1].Articolo 5La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOACCORDO DI COOPERAZIONE E DI ASSISTENZA AMMINISTRATIVA RECIPROCA IN MATERIA DOGANALE TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E IL GOVERNO DEL GIAPPONELa COMUNITÀ EUROPEA e il GOVERNO DEL GIAPPONE (in seguito denominati "Parti contraenti"),VISTA l'importanza delle relazioni commerciali tra il Giappone e la Comunità europea (in seguito denominata "la Comunità"), e desiderosi di contribuire, a vantaggio di entrambe le Parti contraenti, allo sviluppo armonioso di dette relazioni;CONVINTI che, per conseguire tale obiettivo, occorre impegnarsi a sviluppare la cooperazione doganale;TENENDO CONTO dello sviluppo della cooperazione doganale tra le Parti contraenti per quanto riguarda le procedure doganali;CONSIDERANDO che le operazioni contrarie alla normativa doganale ledono gli interessi economici, fiscali e commerciali di entrambe le Parti contraenti, e riconoscendo l'importanza di garantire l'esatta determinazione dei dazi doganali e degli altri oneri;PERSUASI che la cooperazione tra le loro autorità doganali può rendere più efficaci gli interventi contro tali operazioni;RICONOSCENDO il notevole ruolo delle autorità doganali e l'importanza delle procedure doganali nel promuovere l'agevolazione degli scambi;VISTO l'alto livello d'impegno di entrambe le Parti contraenti per quanto riguarda le iniziative e la cooperazione doganali nella lotta contro le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale;VISTI gli obblighi imposti dalle convenzioni internazionali che le Parti contraenti hanno già accettato o cui sono soggette, nonché le attività attinenti al settore doganale intraprese dall'Organizzazione mondiale del commercio (in seguito denominata "OMC");VISTA la raccomandazione del Consiglio di cooperazione doganale (in seguito denominato "CCD") sull'assistenza amministrativa reciproca del 5 dicembre 1953;CONSIDERANDO che nel 1991 la dichiarazione congiunta sulle relazioni tra la Comunità europea e i suoi Stati membri e il Giappone ha fornito orientamenti generali per tali relazioni e ha stabilito obiettivi procedurali per il loro ulteriore sviluppo,HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALIArticolo 1DefinizioniAi fini del presente accordo si intende per:a) "normativa doganale", qualsiasi disposizione legislativa o regolamentare adottata dal Giappone o dalla Comunità che disciplini l'importazione, l'esportazione e il transito delle merci e il loro vincolo a qualsiasi altro regime doganale, comprese le misure di divieto, di restrizione e di controllo di competenza delle autorità doganali;b) "disposizioni legislative o regolamentari della Parte contraente" e "disposizioni legislative o regolamentari di ciascuna Parte contraente", le disposizioni legislative o regolamentari del Giappone o le disposizioni legislative o regolamentari della Comunità, a seconda del contesto;c) "autorità doganale", in Giappone, il ministero delle Finanze e, nella Comunità, i servizi della Commissione delle Comunità europee competenti per le questioni doganali e le autorità doganali degli Stati membri della Comunità;d) "autorità richiedente", l'autorità doganale di una Parte contraente, che presenta una domanda di assistenza in base al presente accordo;e) "autorità interpellata", l'autorità doganale di una Parte contraente, che riceve una domanda di assistenza in base al presente accordo;f) "dati personali", tutte le informazioni relative a una persona fisica identificata o identificabile;g) "operazione contraria alla normativa doganale", qualsiasi violazione o tentativo di violazione della normativa doganale;h) "persona", persona fisica o giuridica, o un'altra entità non avente personalità giuridica costituita o organizzata in base alle disposizioni legislative o regolamentari di ciascuna Parte contraente, che si occupa dell'importazione, dell'esportazione o del transito di merci; ei) "informazioni", dati, documenti, relazioni ed altre comunicazioni in qualsiasi formato, incluse loro copie elettroniche.Articolo 2Applicazione territorialeIl presente accordo si applica, da un lato, al territorio del Giappone in cui è in vigore la sua normativa doganale e, dall'altro, ai territori in cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea, alle condizioni stabilite in detto trattato.Articolo 3AttuazioneIl presente accordo viene attuato dalle Parti contraenti conformemente alle disposizioni legislative o regolamentari di ciascuna Parte contraente, nell'ambito delle risorse di cui dispongono le rispettive autorità doganali.Articolo 4Ambito della cooperazione1. Ai sensi del presente accordo, la cooperazione doganale riguarda tutte le questioni relative all'applicazione della normativa doganale.2 Le Parti contraenti si impegnano a sviluppare la cooperazione doganale attraverso le rispettive autorità doganali. In particolare, cooperano al fine di:(a) stabilire e mantenere canali di comunicazione tra le rispettive autorità doganali per agevolare uno scambio rapido e sicuro di informazioni;(b) agevolare un coordinamento efficace tra le rispettive autorità doganali; e(c) occuparsi di qualsiasi altra questione amministrativa connessa al presente accordo che possa occasionalmente richiedere la loro azione comune.3. Le Parti contraenti si impegnano anche a collaborare attraverso le rispettive autorità doganali al fine di sviluppare attività volte ad agevolare gli scambi nel settore doganale conformemente alle norme internazionali.Articolo 5Portata dell'assistenza1. Le Parti contraenti si prestano reciproca assistenza attraverso le loro autorità doganali, nell'ambito delle rispettive competenze e nei limiti delle risorse disponibili, nonché secondo le modalità e alle condizioni specificate nel presente accordo, per garantire la corretta applicazione della normativa doganale, in particolare prevenendo, individuando e contrastando le operazioni contrarie a tale normativa.2. L'assistenza in materia doganale a norma del presente accordo è fornita tra le autorità doganali delle Parti contraenti, che sono competenti per l'applicazione dell'accordo. Essa non pregiudica i diritti e gli obblighi di ciascuna Parte contraente relativi alla reciproca assistenza in materia penale ai sensi degli accordi internazionali o delle disposizioni legislative o regolamentari di ciascuna Parte contraente. Non contempla neppure le informazioni ottenute in base a poteri esercitati su richiesta di un'autorità giudiziaria.3. L'assistenza in materia di riscossione di diritti, tasse o ammende non rientra nel presente accordo.Articolo 6Nesso con altri accordi internazionali1. Le disposizioni del presente accordo non pregiudicano i diritti e gli obblighi delle Parti contraenti derivanti da qualsiasi altro accordo internazionale.2. Fatto salvo il paragrafo 1, le disposizioni del presente accordo prevalgono su quelle degli accordi bilaterali di cooperazione doganale e di assistenza amministrativa reciproca già conclusi o che potrebbero essere conclusi tra singoli Stati membri della Comunità e il Giappone, qualora le disposizioni di tali accordi risultassero incompatibili con quelle del presente accordo.3. Le disposizioni del presente accordo non pregiudicano le disposizioni comunitarie relative alla comunicazione tra i servizi competenti della Commissione e le autorità doganali degli Stati membri della Comunità di qualsiasi informazione ottenuta nel quadro del presente accordo che possa essere di interesse per la Comunità.TITOLO IICOOPERAZIONE DOGANALEArticolo 7Cooperazione per le procedure doganaliAl fine di agevolare la legittima circolazione delle merci, le autorità doganali si scambiano informazioni e consulenze su misure volte a migliorare le tecniche e le procedure doganali e su sistemi informatizzati, in conformità alle disposizioni del presente accordo.Articolo 8Cooperazione tecnicaLe autorità doganali possono prestarsi cooperazione tecnica e procedere a scambi di personale e di consulenze su misure volte a migliorare le tecniche e le procedure doganali e su sistemi informatizzati, con l'intento di conseguire tale obiettivo in conformità alle disposizioni del presente accordo.Articolo 9Discussioni in sede di organizzazioni internazionaliLe autorità doganali si adoperano per sviluppare e potenziare la loro cooperazione in settori d'interesse comune al fine di agevolare le discussioni in campo doganale nel quadro delle organizzazioni internazionali competenti come il CCD e l'OMC.TITOLO IIIASSISTENZA AMMINISTRATIVA RECIPROCAArticolo 10Assistenza su richiesta1. Su richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata le fornisce tutte le informazioni pertinenti atte a consentirle di garantire la corretta applicazione della normativa doganale della relativa Parte contraente, incluse informazioni riguardanti attività accertate o programmate che sono o potrebbero essere operazioni contrarie alla normativa doganale.In particolare, su richiesta, l'autorità interpellata fornisce all'autorità richiedente informazioni relative ad attività che potrebbero avere come risultato operazioni contrarie alla normativa doganale della Parte contraente dell'autorità richiedente, ad esempio dichiarazioni in dogana e certificati di origine inesatti, oppure fatture o altri documenti che risultano o si sospettano essere inesatti o falsificati.2. Su richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata comunica a quest'ultima:(a) se le merci esportate dal territorio di una delle Parti contraenti sono state correttamente importate nel territorio dell'altra Parte, precisando, se del caso, il regime doganale applicato alle merci; e(b) se le merci importate nel territorio di una delle Parti contraenti sono state correttamente esportate dal territorio dell'altra Parte, precisando, se del caso, il regime doganale applicato alle merci.3. Su richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata, nell'ambito delle disposizioni legislative o regolamentari della Parte contraente dell'autorità interpellata, fornisce informazioni ed esercita una sorveglianza speciale:(a) su persone relativamente alle quali sussistono fondati motivi di ritenere che siano o siano state coinvolte in operazioni contrarie alla normativa doganale della Parte contraente dell'autorità richiedente;(b) su luoghi in cui delle merci sono state o potrebbero essere depositate o assemblate in modo tale da far ragionevolmente ritenere che siano destinate ad essere utilizzate in operazioni contrarie alla normativa doganale della Parte contraente dell'autorità richiedente;(c) su merci che sono o potrebbero essere trasportate in modo tale da far ragionevolmente ritenere che siano destinate ad essere utilizzate in operazioni contrarie alla normativa doganale della Parte contraente dell'autorità richiedente; e(d) su mezzi di trasporto che sono o potrebbero essere usati in modo tale da far ragionevolmente ritenere che siano destinati a essere utilizzati in operazioni contrarie alla normativa doganale della Parte contraente dell'autorità richiedente.Articolo 11Assistenza spontaneaLe Parti contraenti si assistono reciprocamente, di propria iniziativa e conformemente alle loro disposizioni legislative o regolamentari, qualora lo ritengano necessario per la corretta applicazione della normativa doganale, in particolare in situazioni che potrebbero comportare un danno considerevole per l'economia, la salute pubblica, la sicurezza pubblica o altri interessi vitali dell'altra Parte contraente, segnatamente fornendo informazioni ottenute riguardo a:(a) attività che sono o che sembrano essere operazioni contrarie alla normativa doganale e che possono interessare l'altra Parte contraente;(b) nuovi mezzi o metodi utilizzati per effettuare operazioni contrarie alla normativa doganale;(c) merci che risultano essere oggetto di operazioni contrarie alla normativa doganale;(d) persone relativamente alle quali sussistono fondati motivi di ritenere che siano o siano state coinvolte in operazioni contrarie alla normativa doganale; e(e) mezzi di trasporto relativamente ai quali vi sono fondati motivi di ritenere che siano stati, siano o possano essere utilizzati in operazioni contrarie alla normativa doganale.Articolo 12Forma e contenuto delle domande di assistenza1. Le domande effettuate a norma del presente accordo sono presentate per iscritto. Ad esse sono allegati i documenti necessari al loro espletamento. Qualora l'urgenza della situazione lo esiga, possono essere accettate anche domande orali, le quali, tuttavia, devono essere immediatamente confermate per iscritto.2. Le domande presentate conformemente al paragrafo 1 contengono le seguenti informazioni:2.  autorità richiedente;3.  azione richiesta;4.  oggetto e motivo della domanda;5.  indicazioni il più possibile precise ed esaurienti sulle persone oggetto d'indagine;6.  esposizione succinta dei fatti pertinenti e delle indagini già effettuate; e7.  elementi giuridici in questione.3. Le domande sono presentate in una lingua accettata sia dall'autorità interpellata che dall'autorità richiedente. Questo requisito si può anche applicare, per quanto necessario, ai documenti che corredano la domanda di cui al paragrafo 1.4. Se la domanda non risponde ai requisiti formali sopra indicati se ne può richiedere la correzione o il completamento; tuttavia nel frattempo l'autorità interpellata può disporre misure cautelative.Articolo 13Espletamento delle domande1. Per espletare le domande di assistenza l'autorità interpellata adotta, nei limiti delle sue competenze e delle risorse disponibili, tutte le misure ragionevoli fornendo informazioni già in suo possesso, svolgendo adeguate indagini o disponendone l'esecuzione.2. Le domande di assistenza sono espletate conformemente alle disposizioni legislative o regolamentari della Parte contraente dell'autorità interpellata.3. Funzionari debitamente autorizzati dell'autorità richiedente possono, d'intesa con l'autorità interpellata e alle condizioni da questa stabilite, essere presenti per ottenere negli uffici dell'autorità interpellata informazioni sulle azioni che costituiscono o che possono costituire operazioni contrarie alla normativa doganale, necessarie all'autorità richiedente ai fini del presente accordo.4. Funzionari debitamente autorizzati dell'autorità richiedente possono, d'intesa con l'autorità interpellata e alle condizioni da questa stabilite, essere presenti alle indagini su casi specifici condotte nella giurisdizione di quest'ultima.5. Nel caso che la domanda non possa essere espletata, ciò viene prontamente notificato all'autorità richiedente insieme alle motivazioni. Queste possono essere accompagnate dalle pertinenti informazioni che l'autorità interpellata ritiene possano essere utili all'autorità richiedente.6. L'autorità interpellata comunica all'autorità richiedente, su richiesta di quest'ultima e quando lo reputa opportuno, il momento e il luogo dell'azione che intende adottare in risposta alla domanda di assistenza affinché tale azione possa essere coordinata.Articolo 14Forma in cui devono essere comunicate le informazioni1. L'autorità interpellata comunica per iscritto all'autorità richiedente i risultati delle indagini insieme ai documenti o ad altri elementi pertinenti.2. Tale informazione può essere informatizzata.Articolo 15Deroghe all'obbligo di prestare assistenza1. Le Parti contraenti possono rifiutarsi o astenersi dal prestare assistenza, come pure subordinarla a talune condizioni o requisiti, nei casi in cui la Parte contraente dell'autorità interpellata ritenga che l'assistenza ai sensi del presente accordo pregiudicherebbe la sovranità del Giappone o di uno Stato membro della Comunità, oppure l'ordine pubblico, la sicurezza o altri interessi essenziali come nei casi di cui all'articolo 16, paragrafo 2.In particolare, ciascuna Parte contraente può limitare le informazioni che comunica all'altra Parte contraente quando quest'ultima non è in grado di fornire la garanzia richiesta dalla prima Parte contraente per quanto riguarda la riservatezza o la limitazione dei fini per i quali saranno utilizzate le informazioni.2. L'autorità interpellata può astenersi dal prestare assistenza se ritiene che questa intralci un'indagine, comprese le indagini dei competenti organi di applicazione della legge, un'azione legale o un procedimento giudiziario o amministrativo in corso. In tal caso l'autorità interpellata consulta l'autorità richiedente per stabilire se l'assistenza possa essere fornita secondo le modalità o alle condizioni che l'autorità interpellata potrebbe esigere.3. Se l'autorità richiedente domanda un'assistenza che essa stessa non sarebbe in grado di fornire se le venisse richiesta, lo fa presente nella sua domanda. Spetta quindi all'autorità interpellata decidere il seguito da dare a tale domanda.4. Nei casi di cui ai paragrafi 1 e 2, la decisione dell'autorità interpellata e le relative motivazioni devono essere comunicate senza indugio all'autorità richiedente.Articolo 16Scambio di informazioni e riservatezza1. Qualsiasi informazione comunicata in qualsivoglia forma ai sensi del presente accordo è considerata di natura riservata, conformemente alle disposizioni legislative e regolamentari di ciascuna Parte contraente, e beneficia della protezione concessa a informazioni simili a norma delle pertinenti disposizioni legislative o regolamentari della Parte contraente dell'autorità doganale che l'ha ricevuta e delle corrispondenti disposizioni che si applicano alle autorità comunitarie, a meno che la Parte contraente che ha fornito le informazioni ne consenta preventivamente la divulgazione.2. I dati personali possono essere trasmessi solo se la Parte contraente che li riceve si impegna a tutelarli in maniera per lo meno equivalente a quella applicabile al caso specifico nella Parte contraente che li fornisce. La Parte contraente che fornisce le informazioni non stipula condizioni più onerose di quelle ad esse applicabili nella sua giurisdizione.Le Parti contraenti si comunicano informazioni relative alle loro disposizioni legislative o regolamentari, comprese eventualmente le disposizioni vigenti negli Stati membri della Comunità.3. Le informazioni ottenute sono utilizzate unicamente ai fini del presente accordo. Una Parte contraente che voglia utilizzare tali informazioni per altri fini deve ottenere l'accordo scritto preliminare dell'autorità doganale che le ha fornite. In tal caso l'utilizzazione è soggetta alle restrizioni imposte da tale autorità.4. Il paragrafo 3 non osta all'uso di informazioni ottenute in conformità al presente accordo come elementi di prova in procedimenti amministrativi successivamente avviati in relazione a operazioni contrarie alla normativa doganale. Pertanto, le Parti contraenti, nei documenti probatori, nelle relazioni e testimonianze, nonché nei procedimenti amministrativi, possono utilizzare come elementi di prova le informazioni ottenute conformemente alle disposizioni del presente accordo. L'autorità doganale che ha fornito tali informazioni è informata senza indugio di detto uso.5. Nonostante il paragrafo 3 del presente articolo, se non altrimenti notificato dall'autorità doganale che fornisce le informazioni, l'autorità doganale che le riceve può fornire le informazioni ricevute ai sensi del presente accordo ai competenti organi di applicazione della legge della propria Parte contraente. Tali organi possono usare le informazioni soltanto per la corretta applicazione della normativa doganale e sono soggetti alle condizioni di cui agli articoli 16 e 17 del presente accordo.6. Il presente articolo non preclude l'uso o la divulgazione di informazioni nella misura in cui ciò sia prescritto dalle disposizioni legislative o regolamentari della Parte contraente dell'autorità doganale che riceve le informazioni. Ogniqualvolta possibile, detta autorità doganale notifica preventivamente tale divulgazione all'autorità doganale che ha fornito le informazioni.Ogniqualvolta opportuno, la Parte contraente che riceve le informazioni adotta, salvo altrimenti deciso dalla Parte contraente che ha fornito le informazioni, tutte le misure disponibili a norma delle sue pertinenti disposizioni legislative o regolamentari per mantenere la riservatezza delle informazioni e per proteggere i dati personali per quanto riguarda le richieste di terzi o di altre autorità di divulgare le informazioni in questione.Articolo 17Procedimenti penaliLe informazioni fornite dall'autorità doganale di una Parte contraente all'autorità doganale dell'altra Parte contraente ai sensi del presente accordo non vengono usate da quest'ultima in procedimenti penali svolti da un tribunale o da un giudice.Articolo 18Spese di assistenza1. Le spese sostenute per l'attuazione del presente accordo sono a carico delle rispettive Parti contraenti.2. Se durante l'espletamento di una domanda risulta che il completamento dell'espletamento della domanda comporta spese straordinarie, le autorità doganali si consultano per determinare le modalità e condizioni in base alle quali può proseguire l'espletamento.TITOLO IVDISPOSIZIONI FINALIArticolo 19IntestazioniLe intestazioni dei titoli e degli articoli del presente accordo sono inserite soltanto per comodità di riferimento e non pregiudicano l'interpretazione dell'accordo stesso.Articolo 20ConsultazioniTutte le questioni o controversie relative all'interpretazione o all'attuazione del presente accordo sono risolte mediante consultazione reciproca tra le Parti contraenti.Articolo 21Comitato misto di cooperazione doganale1. È istituito un comitato misto di cooperazione doganale, composto da funzionari del ministero delle Finanze e del ministero degli Affari esteri del Giappone e da funzionari della Comunità europea responsabili delle questioni doganali. Altri funzionari di entrambe le Parti contraenti aventi la necessaria competenza nelle questioni da discutere possono partecipare su base ad hoc. Il comitato si riunisce nel luogo, alla data e con l'ordine del giorno stabiliti di comune accordo.2. Il comitato misto di cooperazione doganale provvede tra l'altro a:(a) assicurare il corretto funzionamento dell'accordo;(b) prendere le misure necessarie alla cooperazione doganale, conformemente agli obiettivi del presente accordo;(c) scambiare pareri su tutti i punti di comune interesse riguardanti la cooperazione doganale, comprese le future misure e le relative risorse;(d) raccomandare soluzioni per il raggiungimento degli obiettivi del presente accordo; e(e) adottare il proprio regolamento interno.Articolo 22Entrata in vigore e durata1. Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla data in cui le Parti contraenti si notificano reciprocamente l'avvenuto espletamento delle procedure all'uopo necessarie mediante scambio di note diplomatiche.2. Il presente accordo può essere modificato con il comune accordo delle Parti contraenti mediante scambio di note diplomatiche. Le modifiche entrano in vigore alle stesse condizioni di cui al paragrafo 1, se non altrimenti concordato dalle Parti contraenti.3. Ciascuna Parte contraente può denunciare il presente accordo mediante notifica scritta all'altra Parte. In tal caso, l'accordo cessa di essere in vigore tre mesi dopo la data della notifica. Le domande di assistenza ricevute prima della denuncia dell'accordo vengono espletate conformemente alle disposizioni del medesimo.Articolo 23Testi facenti fedeIl presente accordo è redatto in duplice esemplare nelle lingue bulgara, ceca, danese, estone, finnica, francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, olandese, polacca, portoghese, rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca, ungherese e giapponese, tutti i testi facenti ugualmente fede. In caso di divergenza d'interpretazione, le versioni inglese e giapponese prevalgono sulle altre versioni linguistiche.In fede di che, i sottoscritti, debitamente abilitati a questo fine, hanno firmato il presente accordo.Fatto a Bruxelles,Per la Comunità europea | Per il Governo del Giappone | [1] La data di entrata in vigore dell'accordo sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea a cura del Segretariato generale del Consiglio.