CELEX: C2003/031/19
Language: it
Date: 2003-02-08 00:00:00
Title: Causa C-448/02: Ricorso della Repubblica ellenica contro la Commissione delle Comunità europee, proposto l'11 dicembre 2002

8.2.2003                IT                            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             C 31/13
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                   ritenuto che il consumatore interessato non è solito considerare
                                                                              disegni applicati alla superficie di lastre di vetro come un’indi-
                                                                              cazione dell’origine commerciale dei prodotti e che il disegno
1.     annullare la sentenza del Tribunale di primo grado del                 non è immediatamente riconoscibile come un’indicazione
       9 ottobre 2002 nella causa T-36/01, Glaverbel contro                   dell’origine commerciale dei prodotti ma come una componen-
       Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi,              te funzionale.
       disegni e modelli) in quanto in essa si statuisce che la
       prima commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armoniz-
       zazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)
                                                                              (1 ) GU C 118 del 21.4.2001, pag. 41.
       non ha violato l’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento del
                                                                              (2 ) GU L 11 del 14.1.1994, pag. 1.
       Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40/94 ( 2), sul marchio
       comunitario nell’adottare la sua decisione 30 novembre
       2000 (procedimento R 137/2000-1);
2.     annullare la decisione della commissione di ricorso
       dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno
       (marchi, disegni e modelli) del 30 novembre 2000
       (procedimento R-137/2000-1) in quanto viene respinta
       la domanda n. 811 281 di registrazione di un disegno
       applicato alla superficie dei prodotti (ripiani di vetro)
       come marchio ai sensi dell’art. 7, n. 1, lett. b), del                 Ricorso della Repubblica ellenica contro la Commissione
       regolamento n. 40/94;                                                     delle Comunità europee, proposto l’11 dicembre 2002
3.     condannare l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato                                           (Causa C-448/02)
       interno (marchi, disegni e modelli) alle spese di causa in
       entrambi i gradi di giudizio.
                                                                                                        (2003/C 31/19)
Motivi e principali argomenti                                                 L’11 dicembre 2002 la Repubblica ellenica, rappresentata dai
                                                                              sigg. Ioannis Halkias e Georgios Kanellopoulos, membri del
                                                                              Consiglio giuridico dello Stato, con domicilio eletto in Lussem-
                                                                              burgo presso l’Ambasciata di Grecia, 177, Val Ste Croix, ha
Annullando la decisione impugnata unicamente per violazione                   proposto ricorso contro la Commissione delle Comunità
del diritto di essere sentiti relativamente agli argomenti basati             europee.
sull’art. 7, n. 3, del regolamento n. 40/94, la sentenza
impugnata ha lasciato in essere quella parte della decisione
relativa alla registrabilità della domanda di marchio comunita-
rio in relazione all’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento.                 La ricorrente chiede che la Corte voglia:
                                                                              —     Annullare o, in subordine, riformare la decisione della
                                                                                    Commissione C(2002) 3771 del 14.10.2002, che modifi-
La ricorrente afferma che l’UAMI, al fine di adottare i                             ca la decisione 1999/187/CE ( 1) relativa alla liquidazione
provvedimenti necessari per conformarsi alla decisione impu-                        dei conti presentati dagli Stati membri per le spese
gnata, potrebbe pertanto semplicemente limitarsi a considerare                      dell’esercizio finanziario 1995 finanziate dal Fondo euro-
gli argomenti dedotti dalla ricorrente in relazione all’art. 7,                     peo agricolo di orientamento e di garanzia, Sezione
n. 3, senza modificare la sua interpretazione dell’art. 7, n. 1,                    «Garanzia» (2), per quanto riguarda l’imposizione di rettifi-
lett. b), del regolamento. Di conseguenza la ricorrente sostiene                    che finanziarie a carico della Repubblica ellenica nel
di avere un interesse a presentare un ricorso contro la sentenza                    settore dei seminativi.
impugnata.
La ricorrente sostiene che il Tribunale di primo grado ha                     Motivi e principali argomenti
erroneamente dichiarato che il segno di cui trattasi è privo di
carattere distintivo ai sensi dell’art. 7, n. 1, lett. b), del
regolamento n. 40/94 basandosi su un’erronea valutazione ed                   —     Differenze non reali; erronea interpretazione e applicazio-
interpretazione del sopramenzionato articolo. La ricorrente                         ne dell’art. 5, n. 2, lett. c), del regolamento (CEE) n. 729/
sostiene inoltre che la commissione di ricorso ha erroneamente                      70.
 ---pagebreak--- C 31/14                  IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            8.2.2003
—     Imposizione forfettaria di rettifiche finanziarie per le              Motivi e principali argomenti
      campagne 1994, 1995, 1996 per la stessa causa; mancan-
      za di motivazione, o motivazione insufficiente, per errore
      di fatto, erronea valutazione delle circostanze di fatto e
      mancata presa in considerazione di elementi rilevanti.                Il termine di trasposizione è scaduto il 31 luglio 2001.
—     In subordine: incompetenza ratione temporis della Com-
      missione; erronea interpretazione e applicazione del-
      l’art. 5, n. 2, lett. c), del regolamento n. 729/70 e                 (1 ) GU L 201 del 31.7.1999, pag. 77.
      dell’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1663/95.
( 1) GU L 61 del 10.3.1999, pag. 37.
( 2) GU L 280 del 18.10.2002, pag. 88.
                                                                            Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
                                                                            nale penale di Terni (Italia) — con ordinanza 20 novembre
                                                                            2002, nel procedimento penale a carico di Antonio Niselli
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
    tro il Regno di Spagna, proposto l’11 dicembre 2002
                                                                                                      (Causa C-457/02)
                          (Causa C-449/02)
                                                                                                        (2003/C 31/21)
                           (2003/C 31/20)
                                                                            Con ordinanza 20 novembre 2002, pervenuta nella Cancelleria
L’11 dicembre 2002 la Commissione delle Comunità europee,                   della Corte di giustizia delle Comunità europee il 18 dicembre
rappresentata dalla sig.ra M. Patakia, consigliere giuridico, e             2002, nel procedimento penale a carico di Antonio Niselli, il
dalla sig.ra Isabel Martínez del Peral, membri del servizio                 Tribunale penale di Terni (Italia) ha sottoposto alla Corte
giuridico, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto                 di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                   pregiudiziali affinché stabilisca se la definizione di «rifiuto»
ricorso contro il Regno di Spagna.                                          introdotta con la direttiva 75/442/CEE (1), come modificata
                                                                            dalla direttiva 91/156/CEE ( 2) debba continuare ad essere intesa
                                                                            ed interpretata a tutt’oggi in Italia alla luce delle pregresse
                                                                            sentenze in materia della Corte stessa ovvero alla luce del-
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                   l’art. 14 del D.L. 8 luglio 2002, n. 138, convertito in L 8 agosto
                                                                            2002, n. 178 ed in particolare,
—     dichiarare che il Regno di Spagna, non avendo adottato
      le misure legislative, regolamentari e amministrative
      necessarie per conformarsi alla direttiva del Parlamento
      europeo e del Consiglio 7 giugno 1999, 1999/42/CE,                    se è possibile che la nozione di rifiuto dipenda tassativamente
      che istituisce un meccanismo di riconoscimento delle                  dalla seguente condizione: che le parole: «si disfi», «abbia
      qualifiche per le attività professionali disciplinate dalle           deciso» o «abbia l’obbligo di disfarsi» recepite in Italia dall’arti-
      direttive di liberalizzazione e dalle direttive recanti misure        colo 6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 5 febbraio
      transitorie e che completa il sistema generale di riconosci-          1997, n. 22, siano interpretate come segue:
      mento delle qualifiche (1), o comunque non avendo
      comunicato alla Commissione l’adozione di tali misure, è
      venuto meno agli obblighi ad esso incombenti ai sensi di              a)     «si disfi»: qualsiasi comportamento attraverso il quale in
      tale direttiva;                                                              modo diretto o indiretto una sostanza, un materiale o un
                                                                                   bene sono avviati o sottoposti ad attività di smaltimento
                                                                                   o di recupero, secondo gli allegati B e C del decreto
—     condannare il Regno di Spagna alle spese.                                    legislativo n. 22;