CELEX: 62007CN0562
Language: it
Date: 2007-12-19 00:00:00
Title: Causa C-562/07: Ricorso proposto il 19 dicembre 2007 — Commissione delle Comunità europee/Regno di Spagna

8.3.2008   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 64/22
            
         Ricorso proposto il 19 dicembre 2007 — Commissione delle Comunità europee/Regno di Spagna
   (Causa C-562/07)
   (2008/C 64/33)
   Lingua processuale: lo spagnolo
   Parti
   
      Ricorrente: Commissione delle Comunità europee (rappresentanti: sig. R. Lyal e sig.ra I. Martinez del Peral Cagigal, in qualità di agenti)
   
      Convenuto: Regno di Spagna
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               Dichiarare che il Regno di Spagna, avendo differenziato il trattamento delle plusvalenze realizzate in Spagna da non residenti rispetto a quello delle plusvalenze realizzate da residenti fino al 30 dicembre 2006, è venuto meno agli obblighi che ad esso incombono in forza degli artt. 39 e 56 del Trattato CE e degli artt. 28 e 40 dell'accordo SEE;
            
         
               —
            
            
               condannare Regno di Spagna alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Conformemente alla normativa spagnola in vigore fino al 31 dicembre 2006, l'imposizione fiscale sulle plusvalenze dei non residenti era soggetta pro rata al 35 %, mentre quella dei residenti era soggetta ad una tariffa progressiva se gli elementi del patrimonio restavano nel loro patrimonio per un periodo di tempo inferiore ad un anno, e pro rata al 15 % se il lasso di tempo in cui restavano nel detto patrimonio era superiore ad un anno. Di conseguenza, l'onere tributario gravante sui non residenti risultava sempre maggiore se vendevano i loro beni dopo un anno dalla relativa acquisizione. Anche in caso di alienazione dei beni nel corso dell'anno seguente all'acquisto i non residenti erano gravati da una pressione fiscale più intensa, salvo qualora l'aliquota media applicata ai contribuenti residenti fosse superiore al 35 % (il che comporterebbe plusvalenze alquanto rilevanti).
   La Commissione considera che non sussiste una differenza oggettiva fra la situazione delle due categorie di contribuenti in parola, così che la maggiore pressione fiscale per i non residenti costituisce una discriminazione che restringe illegittimamente la circolazione dei lavoratori e circolazione dei capitali previste dagli artt. 39 e 56 del Trattato CE e dagli artt. 28 e 40 dell'accordo SEE.