CELEX: C2000/372/05
Language: it
Date: 2000-12-23 00:00:00
Title: Causa C-363/00: Ricorso del 29 settembre 2000 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

23.12.2000               IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               C 372/3
                  SENTENZA DELLA CORTE                                       macchine automatiche per l’elaborazione dell’informazione. Tra il
                                                                             luglio 1990 e il maggio 1995 tali schede dovevano quindi essere
                                                                             classificate nella voce 8471 in quanto unità di detto tipo di macchine.
                          (Quinta Sezione)
                                                                             (1) GU C 358 del 21.11.1998.
                           19 ottobre 2000
nella causa C-339/98 domanda di pronuncia pregiudiziale
del Finanzgericht Düsseldorf): Peacock AG contro Haupt-
                       zollamt Paderborn (1)
(«Tariffa doganale comune — Voci doganali — Classifica-                      Ricorso del 29 settembre 2000 contro la Repubblica
zione doganale delle schede per rete — Classificazione nella                 italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità
                    Nomenclatura combinata»)                                                                europee
                           (2000/C 372/04)                                                             (Causa C-363/00)
                                                                                                        (2000/C 372/05)
                    (Lingua processuale: il tedesco)
                                                                             Il 29 settembre 2000, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                             rappresentata dal Sig. Enrico Traversa, consigliere giuridico, in
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella      qualità di agente, elettivamente domiciliata presso il sig. Carlos
             «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                    Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, a Lussemburgo,
                                                                             ha presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                             un ricorso contro la Repubblica italiana.
Nella causa C-339198, avente ad oggetto la domanda di
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-                    La ricorrente conclude che la Corte voglia:
l’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal Finanzge-
richt di Düsseldorf, nella causa dinanzi ad esso pendente tra
                                                                             a)     accertare che non avendo messo a disposizione della
Peacock AG e Hauptzollamt Paderborn, domanda vertente
                                                                                    Commissione l’importo di lire 1 484 936 000 000 a
sull’interpretazione della nota 5 B del capitolo 84 della
                                                                                    titolo di risorse proprie entro il termine previsto dagli
Nomenclatura combinata della Tariffa doganale comune, che
                                                                                    articoli 9 e 10 del regolamento (CE, Euratom)
figura nell’allegato I del regolamento (CEE) del Consiglio
                                                                                    n. 1150/2000 del Consiglio del 22 maggio 2000 recante
23 luglio 1987, n. 2658, relativo alla nomenclatura tariffaria e
                                                                                    applicazione della decisione 94/728/CE, Euratom, relativa
statistica ed alla tariffa doganale comune (GU L 256, pag. 1),
                                                                                    al sistema delle risorse proprie delle Comunità e rifiutando
nella versione modificata dagli allegati dei regolamenti (CEE)
                                                                                    di pagare gli interessi di mora su tale importo dovuti
della Commissione 2 agosto 1989, n. 2886 (GU L 282, pag. 1),
                                                                                    ai sensi dell’articolo 11 dello stesso regolamento, la
31 luglio 1990, n. 2472 (GU L 247, pag. 1), 26 luglio 1991,
                                                                                    Repubblica italiana ha violato gli obblighi ad essa imposti
n. 2587 (GU L 259, pag. 1), 14 luglio 1992, n. 2505 (GU
                                                                                    dagli articoli 9, 10 e 11 del regolamento precitato
L 267, pag. 1), 10 agosto 1993, n. 2551 (GU L 241, pag. 1), e
                                                                                    n. 1150/2000 (1)
del regolamento (CE) della Commissione 20 dicembre 1994,
n. 3115 (GU L 345, pag. 1), la Corte (Quinta Sezione),
composta dai signori Wathelet, presidente della Prima Sezione,               b)     condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.
facente funzione di presidente della Quinta Sezione, D.A.O.
Edward (relatore), J.-P. Puissochet, P. Jann e L. Sevón, giudici,
avvocato generale: F.G. Jacobs, cancelliere: H. von Holstein,                Motivi e principali argomenti
cancelliere aggiunto ha pronunciato il 19 ottobre 2000 una
sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:                           La Commissione ritiene che, avendo iscritto sul conto della
                                                                             Commissione un importo di sole LIT 1 486 594 526, invece
                                                                             di LIT 1 486 442 594 526, in data 30 maggio 1996, e avendo
La nota 5 B del capitolo 84 della Nomenclatura combinata della
                                                                             iscritto la rimanenza dovuta solo il 27 giugno 1996, l’Italia
tariffa doganale comune, che figura nell’allegato 1 del regolamento
                                                                             aveva ritardato indebitamente la messa a disposizione di risorse
(CEE) del Consiglio 23 luglio 1987, n. 2658, relativo alla
                                                                             proprie della Comunità, in violazione del regolamento stesso.
nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune,
nella versione modificata dagli allegati dei regolamenti (CEE) della
Commissione 2 agosto 1989, n. 2886, 31 luglio 1990, n. 2472,                 Di conseguenza, il servizi della Commissione hanno considera-
26 luglio 1991, n. 2587, 14 luglio 1992, n. 2505, 10 agosto                  to che doveva essere applicato l’art. 11 del regolamento
1993, n. 2551, e del regolamento (CE) della Commissione                      n. 1552/89 (2), che prevede il pagamento di interessi se uno
20 dicembre 1994, n. 3115, deve essere interpretata nel senso che            Stato membro iscrive delle risorse proprie in ritardo sul
essa non esclude la classificazione nella voce 8471 della Nomenclatu-        conto aperto a tale scopo a nome della Commissione presso
ra combinata delle schede per rete destinate ad essere inserite nelle        l’organismo designato da ogni Stato membro.
 ---pagebreak--- C 372/4                   IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       23.12.2000
La Commissione non può accettare, da parte degli Stati                     3)    Se la condizione di cui all’art. 1, lett. b), della citata
membri, delle rettifiche con valuta retroattiva come quella                       direttiva 93/36/CEE, secondo cui la gestione dell’orga-
effettuata dal Ministero italiano del Tesoro, il 27 giugno 1996,                  nismo di diritto pubblico dev’essere soggetta al controllo
dato che degli accreditamenti di somme con valuta retroattiva                     dello Stato o di un ente locale, sia soddisfatta anche
non hanno senso in un sistema di conti infruttiferi quale il                      mediante una mera attività di verifica come quella affidata
conto «risorse proprie» intestato alla Commissione e dato                         al Kontrollamt della città di Vienna.
che ammettere rettifiche contabili con effetto retroattivo
priverebbe di una qualsiasi efficacia pratica l’obbligo di paga-
menti di interessi moratori.                                                (1) GU 1993 L 199, pag. 1.
(1) GU L 130 del 31.5.2000, pag. 1.
(2) GU L 155 del 7.6.1989, pag. 1.
                                                                            Ricorso dell’11 ottobre 2000 contro la Repubblica italia-
                                                                            na, presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                                                                                                     (Causa C-375/00)
                                                                                                      (2000/C 372/07)
Domanda d i pronuncia pregiudiziale presentata con
ordinanza del Vergabekontrollsenat del Land di Vienna
                                                                            L’11 ottobre 2000, la Commissione delle Comunità europee,
(Austria) 14 settembre 2000 nella causa Adolf Truley
                                                                            rappresentata dal sig. Gregorio Valero Jordana, membro del
            GmbH contro Bestattung Wien GmbH
                                                                            suo servizio giuridico, e dal sig. Roberto Amorosi, magistrato
                                                                            di Tribunale messo a disposizione dello stesso servizio giuridi-
                           (Causa C-373/00)                                 co, in qualità di agenti, elettivamente domiciliata presso il sig.
                                                                            Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, a
                                                                            Lussemburgo, ha presentato alla Corte di giustizia delle
                            (2000/C 372/06)                                 Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.
                                                                            La ricorrente conclude che la Corte voglia:
Nella causa Adolf Truley GmbH contro Bestattung Wien
GmbH, il Vergabekontrollsenat del Land di Vienna, con
                                                                            —     constatare che la Repubblica italiana omettendo di predi-
ordinanza 14 settembre 2000 pervenuta nella cancelleria della
                                                                                  sporre un piano d’azione organico e completo a livello
Corte l’11 ottobre 2000, sottopone alla Corte di giustizia delle
                                                                                  nazionale ed un calendario per il risanamento delle acque
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                                  superficiali, risultante a tutt’oggi mancante il piano (o
                                                                                  programma) di azione territoriale concernente la regione
1)    Se il concetto di «bisogni di interesse generale» di cui                    Lombardia, in tal modo impedendo alla Commissione di
      all’art. 1, lett. b), della direttiva del Consiglio 14 giugno               procedere ad un esame approfondito di detto piano
      1993, 93/36/CEE, che coordina le procedure di aggiudica-                    organico nazionale, è venuta meno agli obblighi che le
      zione degli appalti pubblici di forniture (1), debba essere                 incombono in virtù dall’articolo 4, paragrafo 2, della
      inteso                                                                      direttiva 75/440/CEE(1) del Consiglio, del 16 giugno
                                                                                  1975, concernente la qualità delle acque superficiali
                                                                                  destinate alla produzione di acqua potabile negli Stati
      a)     nel senso che la definizione dei bisogni di interesse                membri.
             generale va desunta dall’ordinamento giuridico
             nazionale dello Stato membro interessato;                      —     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
                                                                                  spese di giudizio.
      b)     nel senso che il carattere sussidiario dell’obbligo
             imposto dalla legge ad un ente locale è sufficiente
             per ritenere che esista un bisogno di interesse                Motivi e principali argomenti
             generale.
                                                                            La Commissione constata che, sebbene per quanto riguarda
2)    Se, nello stabilire che cosa si debba intendere per «bisogni          determinate acque sono stati elaborati, a livello regionale,
      aventi carattere non industriale o commerciale» ai sensi              singoli piani di risanamento, essi non si estendono a tutte le
      della citata direttiva 93/36/CEE, a) sia indispensabile la            acque alle quali si riferisce la direttiva 75/440/CEE che induce
      sussistenza di una concorrenza articolata oppure b) rilevi            a ritenere che la Repubblica italiana non ha elaborato il piano
      la situazione di fatto o di diritto.                                  organico prescritto dall’articolo 4(2) della direttiva stessa.