CELEX: 52020DC0505
Language: it
Date: 2020-05-20 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2020 della Germania e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 della Germania

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 20.5.2020
            COM(2020) 505 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di riforma 2020 della Germania e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 della Germania
            
               
         
         
            
            
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sul programma nazionale di riforma 2020 della Germania e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 della Germania 
            
            
               Il CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
            
            
               visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici
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               , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1, 
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea,
            
            
               viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato per l'occupazione,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato per la protezione sociale,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la strategia annuale di crescita sostenibile, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Germania è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altresì adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro.
            
            
               (2)Il 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Germania 2020
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               . In tale relazione sono stati valutati i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019
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               , il seguito dato alle raccomandazioni adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprende altresì l'esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati il 26 febbraio 2020. L'analisi ha portato la Commissione a concludere che la Germania presenta squilibri macroeconomici. In particolare, l'ingente avanzo delle partite correnti rispecchia un modesto livello di investimenti rispetto ai risparmi e ha rilevanza transfrontaliera. 
            
         
         
            
               (3)L'11 marzo 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato l'epidemia di Covid-19 una pandemia mondiale. Essa costituisce una grave emergenza di salute pubblica per i cittadini, le società e le economie. Sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari nazionali e sta provocando l'interruzione delle catene di approvvigionamento su scala mondiale, volatilità sui mercati finanziari, shock dei consumi e ripercussioni negative in vari settori. La pandemia sta mettendo a repentaglio i posti di lavoro dei cittadini, i loro redditi e le attività delle imprese. Ha provocato un forte shock economico che sta già avendo gravi ripercussioni nell'Unione europea. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione
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                che sollecita una risposta economica coordinata alla crisi, coinvolgendo tutti i soggetti a livello nazionale e dell'Unione.
            
            
               (4)Molti Stati membri hanno dichiarato lo stato di emergenza o hanno introdotto misure di emergenza. Tutte le misure di emergenza dovrebbero essere rigorosamente proporzionate, necessarie, limitate nel tempo e in linea con le norme europee e internazionali. Esse dovrebbero essere soggette al controllo democratico e a un sindacato giurisdizionale indipendente.
            
            
               (5)Il 20 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione sull'attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita
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               . La clausola di cui all'articolo 5, paragrafo 1, all'articolo 6, paragrafo 3, all'articolo 9, paragrafo 1, e all'articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all'articolo 3, paragrafo 5, e all'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1467/97 facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica. Nella sua comunicazione la Commissione ha condiviso con il Consiglio il suo parere secondo cui, data la grave recessione economica che si prevede a seguito della pandemia di Covid-19, le condizioni attuali consentono l'attivazione della clausola. Il 23 marzo 2020 i ministri delle finanze degli Stati membri hanno concordato con la valutazione della Commissione. L'attivazione della clausola di salvaguardia generale consente una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a breve termine, a condizione che la sostenibilità di bilancio a medio termine non ne risulti compromessa. Nell'ambito del braccio correttivo il Consiglio può anche decidere, su raccomandazione della Commissione, di adottare una traiettoria di bilancio riveduta. La clausola di salvaguardia generale non sospende le procedure del patto di stabilità e crescita. Essa permette agli Stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che si applicherebbero normalmente, consentendo alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento delle politiche nell'ambito del patto.
            
            
               (6)È necessario continuare ad agire per limitare e controllare la diffusione della pandemia, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, attenuare le conseguenze socioeconomiche mediante misure di sostegno per le imprese e le famiglie e garantire condizioni sanitarie e di sicurezza adeguate sul luogo di lavoro al fine di riprendere l'attività economica. È opportuno che l'Unione si avvalga pienamente dei vari strumenti a sua disposizione per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tali ambiti. Parallelamente gli Stati membri e l'Unione dovrebbero collaborare al fine di preparare le misure necessarie per tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrandovi tra l'altro la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo dalla crisi tutti gli insegnamenti possibili.
            
            
               (7)La crisi della Covid-19 ha evidenziato la flessibilità offerta dal mercato unico per adattarsi a situazioni straordinarie. Tuttavia, al fine di garantire una transizione rapida e agevole alla fase di ripresa e la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori, le misure eccezionali che ostacolano il normale funzionamento del mercato unico devono essere rimosse non appena non sono più indispensabili. La crisi attuale ha evidenziato la necessità di piani di preparazione alle crisi nel settore sanitario che comprendono, in particolare, migliori strategie di acquisto, catene di approvvigionamento diversificate e riserve strategiche di forniture essenziali. Si tratta di elementi fondamentali per l'elaborazione di piani più ampi di preparazione alle crisi.
            
            
               (8)Il legislatore dell'Unione ha già modificato i quadri normativi pertinenti
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                per consentire agli Stati membri di mobilitare tutte le risorse non utilizzate dei Fondi strutturali e d'investimento europei, in modo da poter far fronte alle eccezionali conseguenze della pandemia di Covid-19. Tali modifiche consentiranno un'ulteriore flessibilità e procedure semplificate e snelle. Per allentare la pressione sui flussi di cassa, gli Stati membri possono anche beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 100 % a carico del bilancio dell'Unione nell'esercizio contabile 2020-2021. La Germania è incoraggiata a sfruttare appieno tali possibilità per aiutare le persone e i settori più colpiti.
            
            
               (9)È probabile che le conseguenze socioeconomiche della pandemia siano distribuite in modo disomogeneo tra settori e regioni a causa dei diversi modelli di specializzazione. Ciò comporta il rischio di un aggravamento delle disparità in Germania. La situazione attuale, associata al rischio di un temporaneo sfaldamento del processo di convergenza tra Stati membri, richiede risposte politiche mirate.
            
            
               (10)La Germania ha presentato il 20 aprile 2020 il suo programma nazionale di riforma 2020 e il 30 aprile 2020 il suo programma di stabilità 2020. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
            
               (11)La Germania è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita ed è soggetta alla regola del debito. 
            
            
               (12)Nel programma di stabilità 2020 il governo prevede un peggioramento del saldo nominale che passa da un avanzo dell'1,4 % del PIL nel 2019 a un disavanzo del 7¼ % del PIL nel 2020. Dopo essere sceso al 59,8 % nel 2019, secondo le proiezioni del programma di stabilità 2020 il rapporto debito pubblico/PIL aumenterà fino a raggiungere il 75¼ % nel 2020. Le prospettive macroeconomiche e di bilancio risentono dell'elevata incertezza dovuta alla pandemia di Covid-19. 
            
            
               (13)In risposta alla pandemia di Covid-19 e nel quadro di un approccio coordinato a livello dell'Unione, la Germania ha adottato misure di bilancio per aumentare la capacità del suo sistema sanitario, contenere la pandemia e fornire sostegno alle persone e ai settori che sono stati colpiti in modo particolare. Secondo il programma di stabilità 2020, tali misure di bilancio sono pari al 7,2 % del PIL nel 2020. Le misure comprendono un sostegno alla liquidità per le imprese, un'assistenza mirata per le piccole imprese e i lavoratori autonomi mediante sovvenzioni e prestiti, nonché un accesso agevolato ai regimi di cassa integrazione per evitare licenziamenti. Inoltre, la Germania ha annunciato misure che, pur non avendo un impatto diretto sul bilancio, contribuiranno a sostenere la liquidità delle imprese, di cui il programma di stabilità 2020 stima l'incidenza al 24,9 % del PIL. Tali misure consistono in garanzie sui prestiti concesse principalmente dalla banca per lo sviluppo di proprietà dello Stato KfW e dal Fondo di stabilizzazione economica, costituito di recente in risposta alla pandemia di Covid-19. Contrariamente al programma di stabilità 2020, nelle sue stime la Commissione non considera misure discrezionali aventi un impatto sul bilancio la dilazione delle imposte e le compensazioni per la diminuzione del gettito fiscale a causa della recessione economica. Nel complesso le misure adottate dalla Germania sono in linea con gli orientamenti definiti nella comunicazione della Commissione su una risposta economica coordinata alla pandemia di Covid-19. La piena attuazione di tali misure, seguita da un riorientamento delle politiche di bilancio verso il conseguimento di posizioni di bilancio a medio termine prudenti quando le condizioni economiche lo consentano, contribuirà a preservare la sostenibilità di bilancio a medio termine. 
            
            
               (14)Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione a politiche invariate, il saldo delle amministrazioni pubbliche della Germania sarà pari al -7,0 % del PIL nel 2020 e al -1,5 % nel 2021. Le proiezioni indicano che il rapporto debito pubblico/PIL raggiungerà il 75,6 % del PIL nel 2020 e il 71,8 % nel 2021. 
            
            
               (15)Il 20 maggio 2020 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato a causa della prevista violazione nel 2020 da parte della Germania della soglia di disavanzo del 3 % del PIL. Nel complesso, l'analisi suggerisce che il criterio del disavanzo definito nel trattato e nel regolamento (CE) n. 1467/1997 non è soddisfatto.
            
            
               (16)In Germania il primo contagio è stato registrato il 27 gennaio 2020 e il numero di casi di Covid-19 ha iniziato ad aumentare in modo esponenziale nel marzo 2020. Le autorità tedesche hanno risposto adottando misure di confinamento per contenere la diffusione del virus, come la chiusura di tutti i negozi al dettaglio non essenziali, ristoranti, centri di intrattenimento e culturali, impianti sportivi, scuole e università. Tutti i raduni pubblici di più di due persone sono stati vietati e alle persone è stato chiesto di ridurre al massimo i contatti sociali. L'industria manifatturiera non è stata oggetto di misure di confinamento in sé. Tuttavia per diverse settimane le grandi fabbriche hanno chiuso i battenti a causa della perturbazione degli scambi con l'estero e della contrazione della domanda. Le prospettive economiche sono nettamente peggiorate e le previsioni di primavera della Commissione indicano un calo del PIL del 6,5 % nel 2020. Anche se l'espansione del regime della cassa integrazione (Kurzarbeit) aiuta le imprese a preservare i posti di lavoro, sembra impossibile scongiurare un aumento della disoccupazione. Secondo le previsioni, la disoccupazione salirà al 4 % nel 2020 per poi scendere al 3,5 % nel 2021. 
            
            
               (17)Per attenuare le ripercussioni economiche negative, il governo tedesco ha reagito rapidamente adottando misure di ampia portata. Fino a 50 miliardi di EUR sono stati messi a disposizione per l'assistenza immediata (sovvenzioni dirette) alle piccole imprese, ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti. Attraverso il Fondo di stabilizzazione economica di nuova costituzione e la banca pubblica per lo sviluppo KfW, il governo, con un'assegnazione di garanzie pubbliche pari ad almeno 822 miliardi di EUR (24 % del PIL), ha ampliato il volume e l'accesso ai prestiti per le imprese di dimensioni diverse, coprendo fino all'80-90 % del rischio di credito della banca mutuante (in alcuni casi speciali fino al 100 %). Il Fondo di stabilizzazione economica può anche sostenere le grandi imprese fornendo temporaneamente capitale azionario aggiuntivo. Per migliorare la liquidità delle imprese, sono stati adottati adeguamenti per le dilazioni fiscali, i pagamenti anticipati e le sanzioni. Le norme in materia di insolvenza sono state modificate per evitare procedure di insolvenza tecnica. I singoli Stati federali (Länder) stanno integrando le misure federali nei rispettivi programmi di sostegno. Nel processo di elaborazione e attuazione di tali misure occorre tener conto della resilienza del settore bancario. Vi è il rischio che la crisi della Covid-19 eserciti ulteriori pressioni sulla già bassa redditività del settore bancario tedesco. Sembra pertanto giustificato ridurre ulteriormente i costi a carico delle banche tedesche per migliorare la redditività e liberare fondi per gli investimenti nelle tecnologie dell'informazione e la creazione organica di capitale. Un ulteriore consolidamento contribuirebbe anche a migliorare la situazione sotto questo aspetto.
            
            
               (18)Dopo gli ottimi risultati di inizio anno, il mercato del lavoro è peggiorato a seguito della pandemia di Covid-19 e delle relative misure di confinamento. Per attenuare l'impatto della crisi, sia in termini occupazionali che sociali, il governo ha fornito un notevole sostegno attraverso il regime di cassa integrazione ("Kurzarbeit"). Ha allentato le condizioni per accedervi, ha esteso con effetto retroattivo il regime ai lavoratori interinali tramite agenzia e ha aumentato l'importo delle prestazioni. Si tratta di un contributo per preservare i posti di lavoro e proteggere i redditi delle famiglie. I datori di lavoro beneficiano di uno sgravio finanziario in quanto non devono pagare i contributi previdenziali per l'orario lavorativo perso. L'accesso agevolato al sostegno al reddito minimo (in base al Libro II del codice sociale tedesco - "Sozialgesetzbuch/SGB") consente di ridurre le perdite di reddito. Le famiglie a basso reddito sono sostenute grazie a un accesso agevolato alle indennità per figli a carico e al reddito minimo. Inoltre, gli affittuari che subiscono una perdita di reddito sono temporaneamente protetti dallo sfratto. Sebbene la Germania abbia registrato buoni risultati rispetto al quadro di valutazione della situazione sociale che accompagna il pilastro europeo dei diritti sociali, le carenze esistenti per quanto riguarda la copertura, se non eliminate, possono comportare un calo del reddito per i gruppi vulnerabili nel contesto dell'attuale crisi. 
            
            
               (19)Per far fronte alle conseguenze sanitarie della pandemia la Germania ha messo a buon frutto le possibilità del suo sistema sanitario universale che offre accesso a cure di alta qualità ed è riuscita ad aumentare rapidamente le capacità per quanto riguarda i test e la terapia intensiva. La crisi della Covid-19 in corso sottolinea nondimeno la necessità di rafforzare costantemente la resilienza del sistema sanitario. La disponibilità di personale infermieristico e l'attrattiva della professione infermieristica continuano a costituire un problema. Nonostante il numero del personale infermieristico in attività sia relativamente elevato in rapporto alla popolazione, gli ospedali registrano sempre più posti vacanti in questa professione. Anche il coordinamento tra i prestatori di assistenza sanitaria di base e quelli di assistenza ospedaliera, nonché tra l'assistenza sanitaria e quella sociale potrebbe essere migliorato e supportato da strumenti digitali. L'infrastruttura di sanità elettronica si sta diffondendo a ritmo accelerato, ma l'uso dei servizi sanitari e di assistenza online, delle prescrizioni elettroniche e dello scambio di dati medici rimane ben al di sotto della media dell'UE. Una nuova legge adottata nel marzo 2020 contribuisce ad attenuare le conseguenze economiche della Covid-19 principalmente per gli ospedali e i medici liberi professionisti. Tuttavia, affinché le cure siano mantenute in tutti i settori, dovrà essere assicurato il finanziamento a lungo termine delle istituzioni sanitarie, dal momento che il rinvio degli interventi e dei trattamenti non strettamente necessari ne ha ridotto le entrate finanziarie e le risorse disponibili sono utilizzate per l'acquisto di test e attrezzature prioritarie. Con una solida base di ricerca, la Germania ha la capacità di avviare specifiche misure di ricerca e innovazione per rispondere alla crisi della Covid-19, compreso lo sviluppo di vaccini e terapie e lo sviluppo di una rete di ricerca al fine di raggruppare e rafforzare le attività di ricerca della medicina universitaria tedesca e fornire sostegno alla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations. 
            
            
               (20)Per favorire la ripresa economica sarà importante anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati. Gli investimenti pubblici e privati hanno continuato ad aumentare considerevolmente nel 2019, pur rimanendo al di sotto delle esigenze di investimento. A livello comunale gli investimenti pubblici sono inferiori al tasso di sostituzione e si continua a registrare una elevata carenza di investimenti pari al 4 % del PIL, da ascrivere a limiti di capacità e pianificazione tuttora esistenti. Gli investimenti nelle tecnologie verdi e nell'energia rinnovabile già programmati possono essere anticipati, ad esempio i progetti relativi alla ristrutturazione edilizia e alle energie rinnovabili. Nonostante le recenti iniziative, gli obiettivi di decarbonizzazione a breve e medio termine e gli obiettivi per il 2050 relativi alla neutralità climatica rimangono una sfida. Ciò vale anche per gli obiettivi in materia di ambiente e di efficienza energetica, in quanto gli incentivi di prezzo, a causa in particolare del basso prezzo del petrolio dovuto all'attuale crisi della Covid-19, scoraggiano i comportamenti rispettosi del clima e dell'ambiente. Perché la Germania si trasformi in un'economia a impatto climatico zero saranno tra l'altro necessari investimenti pubblici e privati consistenti, e per un lungo periodo, in energie rinnovabili, infrastrutture elettriche, efficienza energetica, economia circolare e trasporti sostenibili. Inoltre la Corte federale dei conti tedesca ha criticato il rapporto costo/efficacia delle misure per il passaggio all'energia verde. Sono necessari maggiori sforzi e investimenti consistenti nelle reti energetiche per sfruttare appieno i vantaggi di un sistema energetico pienamente integrato e sostenibile, con segnali di prezzo coerenti. La mobilità pulita può essere promossa mediante misure normative adeguate e maggiori incisività e rapidità degli investimenti nelle infrastrutture di trasporto sostenibili e soluzioni di mobilità pulite. Investimenti supplementari in ricerca e sviluppo (R&S) sono essenziali per favorire una ripresa che sia all'insegna di un'economia più sostenibile e competitiva. Nel 2018 la spesa per l'istruzione e la ricerca è rimasta pari al 9,1 % del PIL e quindi al di sotto dell'obiettivo nazionale del 10 %. Gli investimenti privati in R&S si concentrano sempre di più sulle grandi imprese. Nonostante le misure politiche, l'offerta di alloggi è rimasta ben al di sotto dell'obiettivo annuo collegato alla costruzione di 375 000 nuovi alloggi tra il 2017 e il 2021. L'adozione di politiche che incoraggino gli investimenti nella costruzione di nuovi alloggi permetterebbe di ovviare a tale squilibrio e migliorare l'accessibilità economica degli alloggi. La programmazione del Fondo per una transizione giusta relativa al periodo 2021-2027 potrebbe aiutare la Germania ad affrontare alcune delle sfide poste dal passaggio a una economia a impatto climatico zero, in particolare nelle aree di cui all'allegato D della relazione per paese. Ciò consentirebbe alla Germania di fare il miglior uso possibile di tale Fondo. 
            
            
               (21)In tempi di mobilità ridotta è fondamentale disporre di una infrastruttura digitale moderna e dei relativi servizi digitali. Gli investimenti nell'infrastruttura e nei servizi pubblici digitali possono sostenere la ripresa economica e contribuire a ridurre il divario, tuttora considerevole, tra la Germania e altri paesi per quanto riguarda la copertura delle reti ad altissima capacità. In Germania, tale copertura era pari al 32,7 % nel 2019, rispetto a una media UE del 44 %, mentre la copertura della fibra ottica FTTP ("fiber to the premises") era del 10,5 %, ben al di sotto della media UE del 33,5 %. La crisi della Covid-19 ha sottolineato l'importanza di disporre della connessione dei servizi digitali. Le lacune in termini di connettività possono essere uno dei principali ostacoli agli investimenti nella digitalizzazione, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI), che stanno passando solo lentamente alle tecnologie digitali. La Germania registra ancora risultati inferiori alla media degli Stati membri per quanto riguarda i servizi pubblici digitali, nonostante siano stati migliorati quelli destinati alle imprese. Il livello di interazione online tra le autorità pubbliche e i cittadini rimane nondimeno molto basso. L'attuazione della legge sull'accesso online procede a rilento e il conseguimento dell'obiettivo di digitalizzare tutti i 575 servizi entro la fine del 2022 sarà una sfida. Per conseguire miglioramenti più incisivi nella pubblica amministrazione digitale, la legge dovrebbe essere attuata da tutti gli enti pubblici interessati, a livello federale, federato e locale. 
            
            
               (22)È importante che siano mantenuti leggeri gli oneri normativi e amministrativi per l'attuazione delle misure di sostegno e anche di altro tipo. Mantenere al minimo gli oneri amministrativi per l'accesso alle misure di sostegno dovrebbe far sì che le imprese più piccole e quelle più grandi ricevano lo stesso sostegno da parte degli intermediari. Ridurre in generale altri oneri amministrativi, oltre a quelli delle misure di sostegno, ad esempio ricorrendo alla flessibilità per le procedure burocratiche non essenziali, può agevolare ulteriormente le PMI. 
            
         
         
            
               (23)Già prima che scoppiasse la crisi della Covid-19 i progressi tecnologici stavano trasformando il mercato del lavoro, rendendo necessari maggiori finanziamenti per l'istruzione e la formazione, compresi la riqualificazione/il perfezionamento e il miglioramento delle competenze digitali. La crisi della Covid-19 ha reso questa esigenza ancora più pressante, in particolare nel caso dei lavoratori occupati in settori che possono essere interessati per un periodo più lungo dal distanziamento sociale o per le persone a rischio di disoccupazione. Il passaggio repentino a una società più digitalizzata e all'istruzione online a domicilio può rappresentare una sfida particolare per gli alunni e gli studenti vulnerabili che non hanno accesso alle soluzioni digitali e non sono supportati a casa. Rientrano in questo gruppo gli studenti con disabilità. Occorre prestare particolare attenzione affinché alunni e studenti acquisiscano tutti le competenze chiave indicate nei rispettivi curricula e che i mesi di interruzione dovuta alla Covid-19 non si traducano in una situazione permanente di svantaggio nella vita. Rischiano di acuirsi le ineguaglianze già esistenti nelle competenze di base, legate a contesti socioeconomici e di migrazione. La crisi ha messo in evidenza l'importanza di sviluppare ulteriormente il sistema educativo per promuovere una ripresa intelligente e inclusiva e mantenere ferma la rotta della transizione verde e digitale. 
            
            
               (24)Mentre le presenti raccomandazioni si concentrano sulle modalità per fronteggiare l'impatto socioeconomico della pandemia e agevolare la ripresa economica, le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019 riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine. Tali raccomandazioni restano pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il ciclo annuale del semestre europeo del prossimo anno. Ciò vale anche per le raccomandazioni relative alle politiche economiche connesse agli investimenti. Queste ultime raccomandazioni dovrebbero essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
            
            
               (25)Il semestre europeo fornisce il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell'occupazione nell'Unione, il quale può contribuire a un'economia sostenibile. Gli Stati membri hanno fatto il punto sui progressi compiuti nell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite nei rispettivi programmi nazionali di riforma 2020. Assicurando la piena attuazione delle raccomandazioni che seguono, la Germania contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell'Unione. 
            
            
               (26)È fondamentale uno stretto coordinamento tra le economie dell'Unione economica e monetaria per conseguire il rapido superamento delle conseguenze economiche della Covid-19. In quanto Stato membro la cui moneta è l'euro e tenuto conto degli orientamenti politici dell'Eurogruppo, la Germania dovrebbe garantire che le sue politiche restino coerenti con le raccomandazioni per la zona euro e coordinate con quelle degli altri Stati membri della zona euro.
            
            
               (27)Nell'ambito del semestre europeo 2020 la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica della Germania, che ha pubblicato nella relazione per paese 2020. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2020, il programma nazionale di riforma 2020, nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Germania negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Germania, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell'Unione per le future decisioni nazionali. 
            
            
               (28)Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2020 e il suo parere
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                trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1. 
            
            
               (29)Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2020 e il programma di stabilità 2020. Le presenti raccomandazioni tengono conto della necessità di far fronte alla pandemia e facilitare la ripresa economica come primo passo necessario per consentire un aggiustamento degli squilibri. Le raccomandazioni direttamente intese a porre rimedio agli squilibri macroeconomici individuati dalla Commissione a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nella raccomandazione di cui al punto 2,
            
            
            
               RACCOMANDA che la Germania adotti provvedimenti nel 2020 e nel 2021 al fine di:
            
            
               1.attuare, in linea con la clausola di salvaguardia generale, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia e sostenere l'economia e la successiva ripresa; quando le condizioni economiche lo consentano, perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilità del debito, incrementando nel contempo gli investimenti; mobilitare risorse adeguate e rafforzare la resilienza del sistema sanitario, anche sviluppando i servizi di sanità elettronica; 
            
            
               2.anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare su trasporti sostenibili, sistemi energetici puliti, efficienti e integrati, infrastrutture e competenze digitali, alloggi, istruzione, ricerca e innovazione; migliorare i servizi pubblici digitali a tutti i livelli e promuovere la digitalizzazione delle piccole e medie imprese; ridurre gli oneri normativi e amministrativi a carico delle imprese. 
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     La presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        SWD(2020) 504 final.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        GU C 301 del 5.9.2019, pag. 117.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        COM(2020) 112 final.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        COM(2020) 123 final.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all'epidemia di Covid-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) (GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5) e regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell'impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all'epidemia di Covid-19 (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).
               
               
                  
                     (8)
                  
                        A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.