CELEX: C2005/132/15
Language: it
Date: 2005-05-28 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione), 17 marzo 2005, nel procedimento C-228/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Korkein oikeus): The Gillette Company, Gillette Group Finland Oy contro LA-Laboratories Ltd Oy («Marchi — Direttiva 89/104/CEE — Art. 6, n. 1, lett. c) — Limiti della tutela conferita dal marchio — Utilizzo da parte di un terzo del marchio quando esso sia necessario per indicare la destinazione di un prodotto o di un servizio»)

28.5.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 132/8
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Terza Sezione)
   17 marzo 2005
   nel procedimento C-228/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Korkein oikeus): The Gillette Company, Gillette Group Finland Oy contro LA-Laboratories Ltd Oy (1)
   
   («Marchi - Direttiva 89/104/CEE - Art. 6, n. 1, lett. c) - Limiti della tutela conferita dal marchio - Utilizzo da parte di un terzo del marchio quando esso sia necessario per indicare la destinazione di un prodotto o di un servizio»)
   (2005/C 132/15)
   Lingua processuale: il finlandese
   Nel procedimento C-228/03, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell'art. 234 CE, dal Korkein oikeus (Finlandia) con decisione 23 maggio 2003, pervenuta in cancelleria il 26 maggio 2003, nella causa tra The Gillette Company, Gillette Group Finland Oy e LA-Laboratories Ltd Oy, la Corte (Terza Sezione), composta dal sig. A. Rosas, presidente di sezione, dai sigg. A. Borg Barthet, S. von Bahr, U. Lõhmus e A. Ó Caoimh (relatore), giudici, avvocato generale: sig. A. Tizzano, cancelliere: sig. R. Grass, ha pronunciato, il 17 marzo 2005, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1)
            
            
               La liceità dell'uso del marchio ai sensi dell'art. 6, n. 1, lett. c), della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa, dipende dalla questione se tale uso sia necessario per indicare la destinazione di un prodotto.
               L'uso del marchio da parte di un terzo che non ne è il titolare è necessario per indicare la destinazione di un prodotto messo in commercio da detto terzo quando tale uso costituisce in pratica il solo mezzo per fornire al pubblico un'informazione comprensibile e completa su tale destinazione al fine di preservare il sistema di concorrenza non falsato sul mercato di tale prodotto.
               Spetta al giudice del rinvio verificare se, nella causa principale, un uso di questo tipo sia necessario, tenendo conto della natura del pubblico cui è destinato il prodotto messo in commercio dal terzo in questione.
               Poiché l'art. 6, n. 1, lett. c), della direttiva 89/104 non effettua alcuna distinzione tra le destinazioni possibili dei prodotti all'atto di valutare la liceità dell'uso del marchio, i criteri di valutazione della liceità dell'uso del marchio, in particolare per quanto riguarda gli accessori o i pezzi di ricambio, non sono dunque diversi da quelli applicabili alle altre categorie di destinazioni possibili dei prodotti.
            
         
               2)
            
            
               Il requisito degli «usi consueti di lealtà» ai sensi dell'art. 6, n. 1, lett. c), della direttiva 89/104 costituisce in sostanza l'espressione di un obbligo di lealtà con riferimento ai legittimi interessi del titolare del marchio.
               L'uso del marchio non è conforme agli usi consueti di lealtà in campo industriale e commerciale, in particolare quando:
               
                           —
                        
                        
                           avvenga in modo tale da far pensare che esiste un legame commerciale fra i terzi e il titolare del marchio;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           pregiudichi il valore del marchio traendo indebitamente vantaggio dal suo carattere distintivo o dalla sua notorietà;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           causi discredito o denigrazione a tale marchio;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           o il terzo presenti il suo prodotto come un'imitazione o una contraffazione del prodotto recante il marchio di cui egli non è il titolare.
                        
                     Il fatto che un terzo usi il marchio di cui non è il titolare per indicare la destinazione del prodotto che mette in commercio non significa necessariamente che egli presenti tale prodotto come avente pari qualità o caratteristiche equivalenti a quelle del prodotto recante tale marchio. Una presentazione di questo tipo dipende dai fatti del caso di specie e spetta al giudice del rinvio valutarne l'eventuale esistenza in funzione delle circostanze della causa principale.
               L'eventualità di una presentazione del prodotto messo in commercio dal terzo come avente pari qualità o caratteristiche equivalenti a quelle del prodotto il cui marchio viene usato costituisce un elemento che il giudice del rinvio deve prendere in considerazione quando verifica se tale uso avviene conformemente agli usi consueti di lealtà in campo industriale e commerciale.
            
         
               3)
            
            
               Nel caso in cui un terzo che usi un marchio di cui non è il titolare metta in commercio non solo un pezzo di ricambio o un accessorio, ma anche il prodotto stesso con cui l'uso del pezzo di ricambio o dell'accessorio è previsto, un tale uso rientra nell'ambito di applicazione dell'art. 6, n. 1, lett. c), della direttiva 89/104 purché esso sia necessario per indicare la destinazione del prodotto messo in commercio da questo terzo e avvenga conformemente agli usi consueti di lealtà in campo industriale e commerciale.
            
         
      (1)  GU C 171 del 19.7.2003.