CELEX: 62020CA0027
Language: it
Date: 2021-05-12 00:00:00
Title: Causa C-27/20: Sentenza della Corte (Ottava Sezione) del 12 maggio 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de grande instance de Rennes — Francia) — PF, QG / Caisse d’allocations familiales d’Ille et Vilaine (CAF) (Rinvio pregiudiziale – Libera circolazione dei lavoratori – Parità di trattamento – Vantaggi sociali – Tetti massimi collegati alle risorse – Presa in considerazione delle risorse percepite il penultimo anno precedente il periodo di pagamento di assegni – Lavoratore che ritorna nel suo Stato membro di origine – Riduzione dei diritti agli assegni familiari)

12.7.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 278/16
            
         
      Sentenza della Corte (Ottava Sezione) del 12 maggio 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de grande instance de Rennes — Francia) — PF, QG / Caisse d’allocations familiales d’Ille et Vilaine (CAF)
      (Causa C-27/20) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Libera circolazione dei lavoratori - Parità di trattamento - Vantaggi sociali - Tetti massimi collegati alle risorse - Presa in considerazione delle risorse percepite il penultimo anno precedente il periodo di pagamento di assegni - Lavoratore che ritorna nel suo Stato membro di origine - Riduzione dei diritti agli assegni familiari)
      (2021/C 278/21)
      Lingua processuale: il francese
      
         Giudice del rinvio
      
      Tribunal de grande instance de Rennes
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrenti: PF, QG
      
         Convenuta: Caisse d’allocations familiales d’Ille et Vilaine (CAF)
      
         Dispositivo
      
      L’articolo 45 TFUE e l’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 492/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano ad una normativa di uno Stato membro che considera come anno di riferimento per il calcolo delle prestazioni familiari da attribuire il penultimo anno precedente il periodo di pagamento, di modo che, in caso di aumento sostanziale dei redditi percepiti da un funzionario nazionale in occasione di un distacco presso un’istituzione dell’Unione europea situata in un altro Stato membro, l’importo degli assegni familiari si trova, al ritorno di tale funzionario nello Stato membro di origine, notevolmente ridotto per due anni.
      
         (1)  GU C 95 del 23.3.2020.