CELEX: C2002/219/14
Language: it
Date: 2002-09-14 00:00:00
Title: Causa C-270/02: Ricorso del 24 luglio 2002 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 219/8                  IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        14.9.2002
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                      Amorosi, in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di
    tro la Repubblica francese, proposto il 23 luglio 2002                 giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repub-
                                                                           blica italiana.
                          (Causa C-269/02)
                           (2002/C 219/13)                                 La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                           —     constatare che la Repubblica italiana, mantenendo in
                                                                                 vigore una legislazione che subordina la commercializza-
Il 23 luglio 2002 la Commissione delle Comunità europee,                         zione di prodotti alimentari per sportivi legalmente
rappresentata dal sig. D. Martin, in qualità di agente, con                      fabbricati e commercializzati in altri Stati membri all’ob-
domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla                       bligo di richiedere un’autorizzazione preventiva e allo
Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro la                  svolgimento della relativa procedura, senza aver dimo-
Repubblica francese.                                                             strato il carattere necessario e proporzionato di tale
                                                                                 esigenza, è venuta meno agli obblighi che le incombono
                                                                                 in virtù degli articoli 28 e 30 del Trattato CE;
La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte
voglia:
                                                                           —     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
—      dichiarare che la Repubblica francese, non avendo adotta-                 spese di giudizio.
       to le disposizioni legislative, regolamentari e amministra-
       tive necessarie per conformarsi alla direttiva del Consiglio
       7 aprile 1998, 98/24/CE, sulla protezione della salute e
       della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da
       agenti chimici durante il lavoro (quattordicesima direttiva         Motivi e principali argomenti
       particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della
       direttiva 89/391/CEE) (1), o, in ogni caso, non avendo
       comunicato alla Commissione le dette disposizioni, è
       venuta meno agli obblighi ad essa incombenti a norma                Una normativa che subordini l’immissione di un prodotto
       della detta direttiva,                                              alimentare su un mercato nazionale allo svolgimento di una
                                                                           procedura di autorizzazione preventiva rappresenta, con ogni
—      condannare la Repubblica francese alle spese.                       evidenza, un ostacolo alla libera circolazione del prodotto, che
                                                                           potrebbe tuttavia ritenersi giustificato qualora risultasse che la
                                                                           sua commercializzazione presenta un rischio potenziale per la
                                                                           salute umana. In questo caso, in assenza di una normativa
Motivi e principali argomenti                                              armonizzata a livello comunitario, gli Stati membri hanno
                                                                           facoltà di stabilire il livello al quale intendono garantire la
                                                                           tutela della salute dei consumatori, il che potrebbe giustificare
Il termine per il recepimento è trascorso il 5 maggio 2001.                la previsione di un’autorizzazione preventiva all’immissione
                                                                           sul mercato di prodotti, nei limiti di quanto strettamente
                                                                           necessario per raggiungere gli scopi di tutela perseguiti.
( 1) GU L 131 del 5.5.1998, pag. 11.
                                                                           Nel caso di specie il governo italiano non ha dimostrato il
                                                                           carattere necessario della procedura di autorizzazione preventi-
                                                                           va all’immissione sul mercato dei prodotti in questione, che
                                                                           sono legalmente fabbricati e commercializzati in un altro Stato
                                                                           membro. Dalle informazioni fornite alla Commissione tale
                                                                           procedura sembra risolversi in un semplice controllo della
Ricorso del 24 luglio 2002 contro la Repubblica italiana,                  veridicità delle affermazioni contenute nell’etichetta rispetto
   presentato dalla Commissione delle Comunità europee                     agli effetti che l’assunzione dei prodotti in questione è suscetti-
                                                                           bile di comportare sull’alimentazione degli atleti. In queste
                                                                           condizioni, la procedura di autorizzazione sembra pertanto
                          (Causa C-270/02)                                 perseguire piuttosto l’obiettivo di un’adeguata informazione
                                                                           del consumatore, che non quello di tutela della sua salute;
                           (2002/C 219/14)                                 obiettivo che, ad avviso della Commissione, può facilmente
                                                                           essere raggiunto con mezzi meno restrittivi rispetto agli scambi
                                                                           di quanto non lo sia una procedura di autorizzazione.
Il 24 luglio 2002, la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dai sigg. Claire-Françoise Durand e Roberto