CELEX: C2000/302/34
Language: it
Date: 2000-10-21 00:00:00
Title: Causa C-312/00 P: Ricorso proposto il 17 agosto 2000 dalla Commissione delle Comunità europee contro la sentenza pronunciata l'8 giugno 2000 dalla IVa Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nelle cause riunite T-79/96, T-260/97, e T-117/98, tra Camar srl, ricorrente nelle cause T-79/96, T-260/97 e T-117/98, e Tico srl, ricorrente nella causa T-117/98, la ricorrente nella causa T-79/96 essendo sostenuta dalla Repubblica Italiana, contro la Commissione delle Comunità europee, convenuta nelle cause T-79/96, T-260/97 e T-117/98, e il Consiglio dell'Unione europea, convenuto nella causa T-260/97, sostenuti dalla Repubblica francese, interveniente nelle cause T-79/96 e T-260/97

21.10.2000               IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      C 302/17
       mità dei contratti di affitto e di vendita delle quote stesse,       perlomeno, che abbia altrimenti usato tale varietà nella sua
       si verifichi che quelle in un primo tempo assegnate al               impresa.
       dante causa erano state determinate erroneamente, per
       motivi non imputabili all’Amministrazione;
                                                                            (1) GU L 227 del 1o settembre 1994, pag. 1.
                                                                            (2) GU L 173 del 25 luglio 1995, pag. 14.
2.     se le disposizioni comunitarie sopra indicate siano valide,
       in relazione all’articolo 33 (ex 39) del Trattato, nella parte
       in cui non prevedono che, in caso di verifica successiva
       delle quote individuali di riferimento affittate o compra-
       vendute, sia possibile assegnare retroattivamente la quota,
       correggendo le quantificazioni indicate nei bollettini in
       maniera errata per fatti non imputabili all’Amministrazio-
       ne stessa.                                                           Ricorso proposto il 17 agosto 2000 dalla Commissione
                                                                            delle Comunità europee contro la sentenza pronunciata
                                                                            l’8 giugno 2000 dalla IVa Sezione del Tribunale di primo
                                                                            grado delle Comunità europee nelle cause riunite T-79/96,
(1) GU L 405 del 31.12.1992, pag. 1.                                        T-260/97, e T-117/98, tra Camar srl, ricorrente nelle cause
(2) GU L 57 del 10.3.1993, pag. 12. Il numero del sopraccitato              T-79/96, T-260/97 e T-117/98, e Tico srl, ricorrente nella
    Regolamento è stato corretto, poiché errato nella domanda               causa T-117/98, la ricorrente nella causa T-79/96 essendo
    pregiudiziale.
                                                                            sostenuta dalla Repubblica Italiana, contro la Commis-
                                                                            sione delle Comunità europee, convenuta nelle cause
                                                                            T-79/96, T-260/97 e T-117/98, e il Consiglio dell’Unione
                                                                            europea, convenuto nella causa T-260/97, sostenuti dalla
                                                                            Repubblica francese, interveniente nelle cause T-79/96 e
                                                                                                        T-260/97
                                                                                                   (Causa C-312/00 P)
                                                                                                     (2000/C 302/34)
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dell’O-
berlandesgericht (corte d’appello) di Francoforte sul                       Il 17 agosto 2000, la Commissione europea, rappresentata in
Meno, con ordinanza 1o agosto 2000 nella causa Christian                    giudizio dai signori Christopher Van der Hauwaert e Luca
   Schulin contro Saatgut-Treuhandverwaltungs GmbH                          Visaggio, membri del servizio giuridico, in qualità di agenti,
                                                                            assistiti dall’avv. Alberto Dal Ferro del Foro di Vicenza, con
                                                                            domicilio eletto in Lussemburgo, Edificio Wagner, Kirchberg,
                          (Causa C-305/00)                                  presso il sig. Carlos Gómez de la Cruz, anch’egli membro del
                                                                            servizio giuridico, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia
                                                                            delle Comunità europee un ricorso contro la sentenza pronun-
                                                                            ciata l’8 giugno 2000, dalla IP Sezione del Tribunale di primo
                           (2000/C 302/33)                                  grado delle Comunità europee nelle cause riunite T-79/96,
                                                                            T-260/97 e T-117/98 tra Camar srl ricorrente nelle cause
                                                                            T-79/96, T-260/97 e T-117/98, e Tico srl, ricorrente nella
Con ordinanza 1o agosto 2000, pervenuta nella cancelleria                   causa T-117/98, la ricorrente nella causa T-79/96 essendo
della Corte l’11 agosto 2000, nella causa Christian Schulin                 sostenuta dalla Repubblica Italiana, contro la Commissione
contro Saatgut-Treuhandverwaltungs GmbH, l’Oberlandesge-                    delle Comunità europee, convenuta nelle cause T-79/96,
richt (corte d’appello) di Francoforte sul Meno, ha sottoposto              T-260/97 e T-117/98, e il Consiglio dell’Unione europea,
alla Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente                  convenuto nella causa T-260/97, sostenuti dalla Repubblica
questione pregiudiziale:                                                    francese, interveniente nelle cause T-79/96 e T-260/97.
                                                                            La ricorrente conclude che la Corte voglia:
Se le disposizioni dell’art. 14, n. 3, sesto trattino, del regola-
mento (CE) del Consiglio 27 luglio 1994, n. 2100 (1) concer-                —     annullare la sentenza impugnata
nente la privativa comunitaria per ritrovati vegetali (in prosie-
guo: il «regolamento sui ritrovati vegetali»), in combinato
disposto con l’art. 8 del regolamento (CE) della Commissione                e conseguentemente:
24 luglio 1995, n. 1768 (2), debbano essere intese nel senso
che il titolare di una varietà tutelata a norma del regolamento             —     dichiarare infondato il ricorso promosso con la causa
sui ritrovati vegetali può pretendere da ogni agricoltore le                     T-79/96;
informazioni di cui alle dette disposizioni, anche quando non
vi sono motivi per ritenere che tale agricoltore abbia compiuto,            —     dichiarare infondato il ricorso promosso con la causa
in ordine alla varietà di cui trattasi, uno degli atti di cui                     T-260/97 ivi compreso anche il ricorso per risarcimento
all’art. 13, n. 2, del regolamento sui ritrovati vegetali o,                      dei danni;
 ---pagebreak--- C 302/18                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       21.10.2000
—     dichiarare irricevibile o infondato il ricorso promosso              Ricorso presentato il 18 agosto 2000 dalle ditte Zino
      con la causa T-117/98;                                               Davidoff SA e Davidoff & Cie SA contro la sentenza del
                                                                           Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Terza
                                                                           Sezione) 27 giugno 2000, pronunciata nelle cause riunite
—     condannare le ricorrenti alle spese della presente procedu-
                                                                           T-172/98 e da T-175/98 a T-177/98, Salamander AG, Una
      ra e di quella davanti al Tribunale di primo grado
                                                                           Film «City Revue» GmbH, Alma Media Group Advertising
                                                                           SA & Co. Partnership e a., Zino Davidoff SA e Davidoff
                                                                           & Cie SA, sostenute in giudizio da Markenverband
Motivi e principali argomenti                                              eV, Manifattura Lane Gaetano Marzotto & Figli SpA e
                                                                           Lancaster BV, contro Parlamento europeo e Consiglio
                                                                           dell’Unione europea, sostenuti in giudizio dalla Repubbli-
Il primo motivo riguarda la violazione da parte del Tribunale              ca finlandese, dalla Commissione delle Comunità europee,
di primo grado delle condizioni di ricevibilità del ricorso nella          dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e
causa T-117/98. L’atto che la Commissione avrebbe dovuto                                       dalla Repubblica francese
adottare, ossia un Regolamento aumentando il contingente
comunitario di importazione di banane da Paesi terzi o ACP                                         (Causa C-313/00 P)
non tradizionali, sarebbe necessariamente di portata generale
ed astratta da cui le ricorrenti non potrebbero essere riguardate
individualmente.                                                                                     (2000/C 302/35)
Il secondo motivo è relativo alla violazione di due delle                  Il 18 agosto 2000, le ditte Zino Davidoff SA e Davidoff & Cie
condizioni di applicabilità dell’art. 30 del Regolamento                   SA, con l’avv. prof. dr. Rolf Wägenbaur, del foro di Bruxelles,
404/93 (1)                                                                 con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio degli
                                                                           avv.ti Arendt & Medernach, 8-10, rue Mathias Hardt, C. P. 39,
      La prima parte riguarda la prima condizione dell’articolo            L-2010 Lussemburgo, hanno presentato dinanzi alla Corte di
      30, ossia che le difficoltà in cui si trova l’operatore              giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la sentenza
      dipendano dal passaggio dal vecchio regime nazionale al              del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Terza
      nuovo regime comunitario. La sentenza ha violato il                  Sezione) 27 giugno 2000, pronunciata nelle cause riunite
      diritto comunitario in quanto ha omesso di esaminare gli             T-172/98 e da T-175/98 a T-177/98, promosse da Salamander
      effetti concreti sulla posizione della ricorrente del vecchio        AG, Una Film «City Revue» GmbH, Alma Media Group
      regime per vedere se il regime nazionale avrebbe garantito           Advertising SA & Co. Partnership e a., Zino Davidoff SA e
      alla ricorrente una soluzione alle sue difficoltà.                   Davidoff & Cie SA, sostenute in giudizio da Markenverband
                                                                           eV, Manifattura Lane Gaetano Marzotto & Figli SpA e Lancaster
                                                                           BV, contro il Parlamento europeo ed il Consiglio dell’Unione
      La seconda parte riguarda la condizione di «messa a                  europea, sostenuti in giudizio dalla Repubblica finlandese,
      repentaglio della sopravvivenza dell’impresa». Il Tribunale          dalla Commissione delle Comunità europee, dal Regno Unito
      di primo grado ha espressamente statuito che tale condi-             di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e dalla Repubblica
      zione non è una condizione necessaria per l’applicazione             francese.
      dell’art. 30, violando la giurisprudenza comunitaria vigen-
      te rispettata dalla Commissione.
                                                                           Le ricorrenti chiedono che la Corte voglia:
Il terzo motivo riguarda la violazione di una delle condizioni
di applicabilità dell’art. 16.3 del Regolamento 404/93, ossia la           1)    annullare la sentenza del Tribunale di primo grado
necessità di difficoltà di approvvigionamento comunitario. Il                    27 giugno 2000 nella parte che riguarda le ricorrenti per
Tribunale di primo grado, dichiarando che «non è necessario                      impugnazione, già ricorrenti in primo grado, e respingere
che le ricorrenti provino l’esistenza di una effettiva insufficien-              l’eccezione di inammissibilità;
za del rifornimento del mercato comunitario, bensı̀ basta che
dimostrino che vi è un rischio di rifornimento insufficiente»,             2)    per l’effetto, dichiarare ammissibile la domanda proposta
contrasta con la lettera e la ratio dell’articolo in questione cosı̀             dalle ricorrenti per impugnazione, già ricorrenti in primo
come interpretato dalla giurisprudenza comunitaria fino ad                       grado;
oggi esistente. Il Tribunale è inoltre incorso in un errore dı̀
diritto asserendo, senza motivazione alcuna, che un’incidenza
sull’approvvigionamento del solo mercato italiano incida auto-             3)    accogliere nel merito la domanda proposta e, per l’effetto,
maticamente sull’approvvigionamento comunitario, isolando                        annullare la direttiva del Parlamento europeo e del
cosı̀ una parte del mercato comunitario.                                         Consiglio 6 luglio 1998, 98/43/CE, sul ravvicinamento
                                                                                 delle disposizioni legislative, regolamentari e amministra-
                                                                                 tive degli Stati membri in materia di pubblicità e di
                                                                                 sponsorizzazione a favore dei prodotti del tabacco (GU
(1) GU L 47 del 25.2.1993, pag. 1.                                               L 213 del 30.7.1998, pag. 9), quanto meno nella parte in
                                                                                 cui vieta o rende maggiormente difficili la sponsorizzazio-
                                                                                 ne e la pubblicità in relazione a marchi utilizzati a fini
                                                                                 pubblicitari prima del 30 luglio 1998 anche per prodotti
                                                                                 diversi dai prodotti del tabacco;