CELEX: 62008CO0432
Language: it
Date: 2009-12-09
Title: Ordinanza della Corte (Settima Sezione) del 9 dicembre 2009. # Luigi Marcuccio contro Commissione europea. # Impugnazione - Funzionari - Previdenza sociale - Rimborso delle spese mediche - Rigetto implicito della domanda diretta a ottenere il rimborso integrale delle spese mediche sostenute dal ricorrente - Impugnazione in parte manifestamente irricevibile e in parte manifestamente infondata. # Causa C-432/08 P.

ORDINANZA DELLA CORTE (Settima Sezione)
      9 dicembre 2009
      Causa C‑432/08 P
      Luigi Marcuccio
      contro
      Commissione europea
      «Impugnazione – Funzionari – Previdenza sociale – Rimborso delle spese mediche – Rigetto implicito della domanda diretta a ottenere il rimborso integrale delle spese mediche sostenute dal ricorrente – Impugnazione in parte manifestamente irricevibile e in parte manifestamente infondata»
      Oggetto: Impugnazione proposta avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione) 9 luglio 2008, cause riunite T‑296/05
         e T‑408/05, Marcuccio/Commissione, con la quale il Tribunale ha dichiarato irricevibile la domanda di annullamento di due
         decisioni implicite dell’Ufficio liquidatore del Regime comune di assicurazione malattia delle Comunità europee, con cui viene
         negato il rimborso nella misura del 100% di talune spese mediche sostenute dal ricorrente, nonché la domanda diretta ad ottenere
         la condanna della Commissione a versare al ricorrente gli importi relativi a talune spese mediche.
      
      Decisione:      L’impugnazione è respinta. Il sig. Marcuccio è condannato alle spese dell’impugnazione.
      
      Massime
      Impugnazione – Motivi di ricorso – Erronea valutazione dei fatti – Irricevibilità – Controllo da parte della Corte della valutazione
            dei fatti sottoposti al Tribunale – Esclusione, salvo il caso di snaturamento
      (Art. 225 CE; Statuto della Corte di giustizia, art. 58)
      
ORDINANZA DELLA CORTE (Settima Sezione)
      9 dicembre 2009 (*)
      
      «Impugnazione – Funzionari – Previdenza sociale – Rimborso delle spese mediche – Rigetto implicito della domanda diretta a ottenere il rimborso integrale delle spese mediche sostenute dal ricorrente – Impugnazione in parte manifestamente irricevibile e in parte manifestamente infondata»
      Nel procedimento C‑432/08 P,
      avente ad oggetto l’impugnazione, ai sensi dell’art. 56 dello Statuto della Corte di giustizia, proposta il 24 settembre 2008,
      Luigi Marcuccio, ex funzionario della Commissione europea, residente in Tricase, rappresentato dall’avv. G. Cipressa,
      
      ricorrente,
      procedimento in cui l’altra parte è:
      Commissione europea, rappresentata dal sig. J. Currall e dalla sig.ra C. Berardis-Kayser, in qualità di agenti, assistiti dall’avv. A. Dal Ferro,
         con domicilio eletto in Lussemburgo,
      
      convenuta in primo grado,
      LA CORTE (Settima Sezione),
      composta dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta, presidente di sezione, dai sigg. E. Juhász e G. Arestis (relatore), giudici,
      avvocato generale: sig. N. Jääskinen
      cancelliere: sig. R. Grass
      sentito l’avvocato generale,
      ha emesso la seguente
      Ordinanza
      1        Con la sua impugnazione il sig. Marcuccio chiede l’annullamento della sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità
         europee 9 luglio 2008, cause riunite T‑296/05 e T‑408/05, Marcuccio/Commissione (in prosieguo: la «sentenza impugnata»), con
         cui quest’ultimo ha respinto il suo ricorso diretto all’annullamento di due decisioni implicite dell’Ufficio liquidatore del
         regime comune di assicurazione malattia delle Comunità europee che negano il rimborso nella misura del 100% di talune spese
         mediche da egli sostenute nonché una domanda diretta ad ottenere la condanna della Commissione delle Comunità europee a versare
         in suo favore gli importi di talune spese mediche.
      
       Contesto normativo
       Lo Statuto dei funzionari delle Comunità europee 
      2        L’art. 72, n. 1, dello Statuto dei funzionari delle Comunità europee (in prosieguo: lo «Statuto») stabilisce che:
      
      «Nei limiti dell’80% delle spese sostenute e in base ad una regolamentazione stabilita di comune accordo dalle istituzioni
         delle Comunità, previo parere del comitato dello Statuto, il dipendente (...) [è] copert[o] contro i rischi di malattia. Tale
         quota è portata all’85% per le seguenti prestazioni: visite, interventi chirurgici, ricovero, prodotti farmaceutici, radiologia,
         analisi, esami di laboratorio e protesi su prescrizione medica, escluse le protesi dentarie. La quota è portata al 100% in
         caso di tubercolosi, poliomielite, cancro, malattia mentale ed altre malattie riconosciute di analoga gravità dall’autorità
         che ha il potere di nomina, nonché per gli esami di diagnosi precoce e in caso di parto. I rimborsi al 100% non si applicano
         tuttavia in caso di malattia professionale o di infortunio che abbiano comportato l’applicazione dell’articolo 73».
      
       Regolamentazione relativa alla copertura dei rischi di malattia
      3        La procedura di rimborso delle spese è stabilita dalla regolamentazione relativa alla copertura dei rischi di malattia dei
         funzionari delle Comunità europee, prevista in attuazione dell’art. 72 dello Statuto, nella versione applicabile alla presente
         controversia (in prosieguo: la «regolamentazione di copertura»). Per quanto attiene alle domande di rimborso delle spese,
         l’art. 11, n. 2, della regolamentazione di copertura dispone quanto segue:
      
      «Le domande vanno presentate dagli affiliati ai rispettivi uffici di liquidazione mediante moduli unificati corredati dei
         documenti giustificativi originali (...)».
      
      4        L’allegato I alla regolamentazione di copertura, rubricato «Norme relative al rimborso delle spese di malattia», dispone quanto
         segue:
      
      «IV.      Casi speciali
      1.       In caso di tubercolosi, poliomielite, cancro, malattie mentali ed altre riconosciute di gravità comparabile dall’autorità
         che ha il potere di nomina, le spese sono rimborsate al 100%. 
      
      (…)
      La domanda intesa a chiedere il riconoscimento di cui al primo comma dev’essere presentata all’ufficio di liquidazione, corredata
         della relazione del medico curante dell’interessato. 
      
      La decisione è presa, sentito il parere del medico di fiducia dell’ufficio di liquidazione, formulato sulla base dei criteri
         generali fissati dal consiglio medico, dall’autorità che ha il potere di nomina oppure dall’ufficio di liquidazione competente,
         qualora esso sia stato designato a tal fine dalla suddetta autorità. 
      
      I rimborsi previsti al 100% non si applicano in caso di malattia professionale o d’infortunio che abbiano comportato l’applicazione
         dell’articolo 73 dello Statuto». 
      
       I fatti
      5        I fatti all’origine della controversia sono stati ricostruiti nei seguenti termini ai punti 4-28 della sentenza impugnata:
      
      «4      Il sig. Marcuccio, funzionario presso la direzione generale “Sviluppo”, a partire dal 4 gennaio 2002 si trovava presso il
         suo domicilio di Tricase in congedo malattia.
      
      5      Il 5 dicembre 2002, l’autorità che ha il potere di nomina (in prosieguo: l’“APN”) riceveva dal ricorrente una lettera datata
         25 novembre 2002, a mezzo della quale quest’ultimo richiedeva che:
      
      “ai sensi e per gli effetti dell’art. 72 dello Statuto (…) nonché di ogni altra disposizione in materia, gli [venisse] concesso
         il rimborso nella misura del 100% delle spese mediche da lui sostenute al fine di curare le affezioni a causa delle quali
         [era] in congedo a far tempo dal 4 gennaio 2002, il tutto a partire dalla detta data del 4 gennaio 2002 e fino a completa
         remissione” (in prosieguo: [la “domanda] del 25 novembre 2002”). 
      
      6      A questa domanda del 25 novembre 2002, il ricorrente allegava una relazione medica, redatta lo stesso giorno, contenente una
         descrizione della sua malattia (in prosieguo: [la“relazione medica] del 25 novembre 2002”). 
      
      7      Poiché la domanda del 25 novembre 2002 non era stata seguita da una decisione esplicita, il ricorrente depositava, il 13 giugno
         2003, un reclamo contro il rigetto implicito di detta domanda. Dal momento che tale reclamo non otteneva risposta entro il
         termine previsto all’art. 90, n. 2, dello Statuto, con atto depositato presso la cancelleria del Tribunale il 16 gennaio 2004,
         il ricorrente proponeva un ricorso ai sensi dell’art. 91 dello Statuto, volto precisamente all’annullamento della decisione
         implicita dell’APN di rigetto della sua domanda del 25 novembre 2002. Questo ricorso veniva iscritto a ruolo con il numero
         T‑18/04. 
      
      8      Inoltre, il 1° marzo 2003, il ricorrente chiedeva altresì il riconoscimento, ai sensi dell’art. 73 dello Statuto, della natura
         professionale della malattia a causa della quale egli era ancora in congedo. A seguito di questa domanda, la Commissione dava
         avvio al corrispondente procedimento, ancora pendente alla data dell’udienza. 
      
      9      Il 30 maggio 2005, l’APN disponeva il pensionamento del ricorrente e la sua ammissione al beneficio dell’indennità di invalidità
         prevista all’art. 78 dello Statuto.
      
      10      Tra il 4 gennaio 2002 e il 19 maggio 2004, il ricorrente presentava una serie di domande di rimborso di spese mediche da lui
         sostenute, specificando in ognuna di esse che, nella domanda del 25 novembre 2002, egli si era riservato il diritto di chiedere
         il rimborso nella misura del complemento al 100%. A seguito di tali domande, il ricorrente riceveva rimborsi che non hanno
         mai raggiunto il tasso del 100%. Per quanto riguarda le domande relative al suddetto periodo, il ricorrente dichiara che,
         in seguito a tali rimborsi, la somma di EUR 2 572,32 è rimasta a suo carico.
      
      11      Secondo il ricorso nella causa T‑296/05, “[n]elle more del giudizio T‑18/04”, in data 19 maggio 2004, il ricorrente presentava
         all’ufficio liquidatore una domanda (in prosieguo: la “domanda del 19 maggio 2004”) con cui chiedeva il rimborso nella misura
         del complemento al l00% delle spese mediche rimaste a suo carico. Il ricorrente non allegava alcun documento alla domanda
         del 19 maggio 2004, ma faceva riferimento nella medesima alla domanda del 25 novembre 2002. 
      
      12      Secondo la Commissione, la domanda del 19 maggio 2004 riguardava soltanto tre domande di rimborso inviate dal ricorrente all’ufficio
         liquidatore il 18 maggio 2004, con riferimento alle quali era rimasta a carico del ricorrente la somma di EUR 381,68.
      
      13      Ritenendo che la domanda del 19 maggio 2004 fosse stata respinta in forma implicita, il ricorrente, con lettera datata 6 dicembre
         2004, presentava un reclamo all’APN ai sensi dell’art. 90, n. 2, dello Statuto. Questo reclamo veniva respinto con lettera
         datata 15 aprile 2005 (in prosieguo: la “decisione del 15 aprile 2005”). 
      
      14      Con atto depositato nella cancelleria del Tribunale il 28 luglio 2005, il ricorrente proponeva un ricorso volto segnatamente
         all’annullamento della decisione implicita di rigetto della sua domanda del 19 maggio 2004 e della decisione del 15 aprile
         2005. Questo ricorso è stato iscritto al ruolo con il numero T‑296/05. 
      
      15      Peraltro, in data 11 ottobre 2004, il ricorrente depositava una serie di domande di rimborso di spese mediche, specificando
         in ognuna di esse che, nella domanda del 25 novembre 2002, egli si era riservato il diritto di chiedere il rimborso del complemento
         al 100% delle spese mediche. A seguito di tali diverse domande, il ricorrente otteneva rimborsi che non hanno mai raggiunto
         il tasso del 100%. Con riguardo a tale serie di domande, quindi, la somma di EUR 381,04 rimaneva a carico del ricorrente.
      
      16      Secondo il ricorso nella causa T‑408/05, “[n]elle more del giudizio T‑18/04”, il ricorrente presentava all’ufficio liquidatore,
         in data 11 ottobre 2004, una domanda (in prosieguo: la “domanda dell’11 ottobre 2004”) volta all’ottenimento del rimborso
         delle spese rimaste a suo carico per conseguire il rimborso del 100% delle spese mediche. Il ricorrente non allegava alcun
         documento alla sua domanda dell’11 ottobre 2004, ma faceva riferimento nella medesima alla domanda del 25 novembre 2002.
      
      17      Ritenendo che la sua domanda fosse stata respinta in forma implicita, il ricorrente, con lettera raccomandata datata 6 maggio
         2005, presentava un reclamo all’APN ai sensi dell’art. 90, n. 2, dello Statuto. Detto reclamo veniva respinto con lettera
         4 agosto 2005 (in prosieguo: la “decisione del 4 agosto 2005”).
      
      18      Con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale il 16 novembre 2005, il ricorrente ha proposto un ricorso
         volto segnatamente all’annullamento della decisione implicita di rigetto della sua domanda dell’11 ottobre 2004 e della decisione
         del 4 agosto 2005. Questo ricorso veniva iscritto a ruolo con il numero T‑408/05. 
      
      19      Con ordinanza 15 dicembre 2005 il Tribunale, in applicazione dell’art. 3, n. 3, della decisione del Consiglio 2 novembre 2004,
         2004/752/CE, Euratom, che istituisce il Tribunale della funzione pubblica (GU L 333, pag. 7), rinviava la causa T‑408/05 al
         Tribunale della funzione pubblica. Tale ricorso veniva iscritto presso la cancelleria del Tribunale della funzione pubblica
         con il numero di ruolo F‑109/05.
      
      20      Con ordinanza 25 aprile 2006, [causa F‑109/05, Marcuccio/Commissione,] il Tribunale della funzione pubblica declinava la propria
         competenza per la causa F‑109/05, rinviandola dinanzi al Tribunale affinché quest’ultimo si pronunciasse, nella misura in
         cui la causa F‑109/05 aveva il medesimo oggetto di cui alle cause T‑18/04 e T‑296/05 pendenti dinanzi al Tribunale, ai sensi
         dell’art. 8, n. 3, secondo trattino, dell’allegato (…) dello Statuto della Corte di giustizia. Il Tribunale della funzione
         pubblica rilevava, in particolare, che la presentazione successiva di tre ricorsi diretti ad ottenere che fosse preso a carico
         il 100% delle spese mediche sostenute successivamente dal ricorrente non consentiva di provare che i diversi ricorsi riguardavano
         controversie distinte, essendo piuttosto il risultato di una scelta procedurale contingente.
      
      21      Il 2 maggio 2006, la causa rispetto alla quale il Tribunale della funzione pubblica aveva declinato la competenza veniva nuovamente
         iscritta presso la cancelleria del Tribunale con il numero di ruolo T‑408/05.
      
      22      Il 24 luglio 2006, in applicazione dell’art. 64, nn. 2 e 3, del regolamento di procedura, il Tribunale convocava le parti
         per una riunione informale dinanzi al presidente della Prima Sezione e al giudice relatore, per esaminare la possibilità di
         una composizione amichevole della controversia nelle cause T‑18/04, T‑296/05 e T‑408/05. Nel corso di tale riunione, che aveva
         luogo il 16 ottobre 2006, la Commissione si impegnava a proseguire, al più presto, nella procedura di applicazione dell’art. 73
         dello Statuto e, con riserva dell’esito di tale procedura, ad adottare una decisione ai sensi dell’art. 72 dello Statuto,
         senza che il ricorrente avesse bisogno di proporre una nuova domanda a tale scopo. Da parte sua, il ricorrente si impegnava
         a collaborare con i servizi della Commissione per agevolare, in particolare, la fissazione delle date per gli esami e le visite
         a Bruxelles richiesti da tali procedure. Del resto, le parti accoglievano la proposta del presidente di sospendere il procedimento
         nelle presenti cause, in attesa che fosse adottata una decisione sulla base dell’art. 73 dello Statuto. 
      
      23      Così, con ordinanze del presidente della Prima Sezione in data 13 novembre 2006, il procedimento relativo alle presenti cause
         è stato sospeso in conformità all’art. 77, lett. c), del regolamento di procedura, nell’attesa di una decisione della Commissione
         in merito al riconoscimento della presunta natura professionale della malattia del ricorrente ai sensi dell’art. 73 dello
         Statuto. 
      
      24      Con riferimento ad un quesito del Tribunale a tale riguardo, la Commissione e il ricorrente, rispettivamente con lettere 15
         giugno 2007 e 17 agosto 2007, segnalavano che non c’erano stati progressi nella procedura ai sensi dell’art. 73 dello Statuto.
         
      
      25      Poiché la Commissione aveva dato il suo accordo e il ricorrente non aveva presentato osservazioni nel termine previsto, con
         ordinanze 14 settembre 2007 il presidente della Prima Sezione disponeva la prosecuzione del procedimento relativo alle cause
         T‑296/05 e T‑408/05, in conformità all’art. 78 del regolamento di procedura.
      
      26      D’altra parte, con ordinanza del presidente della Prima Sezione in data 5 ottobre 2007, sentite le parti, le cause T‑296/05
         e T‑408/05 venivano riunite ai fini della fase orale e della sentenza, in conformità all’art. 50 del regolamento di procedura.
         
      
      27      Le parti venivano sentite nelle loro difese orali e nelle loro risposte ai quesiti del Tribunale nel corso dell’udienza svoltasi
         il 4 dicembre 2007.
      
      28      Inoltre, con sentenza 10 giugno 2008, il Tribunale si pronunciava nella causa T‑18/04, Marcuccio/Commissione, e, in particolare,
         annullava la decisione implicita dell’APN che aveva respinto la domanda del 25 novembre 2002».
      
       Procedimento dinanzi al Tribunale e sentenza impugnata
      6        Con atti introduttivi depositati il 28 luglio e il 16 novembre 2005, il sig. Marcuccio chiedeva che il Tribunale volesse:
      
      –        annullare le decisioni implicite della Commissione che hanno respinto le sue domande del 19 maggio 2004 e dell’11 ottobre
         2004;
      
      –        annullare, per quanto necessario, le decisioni della Commissione del 15 aprile 2005 e del 4 agosto 2005; 
      –        condannare la Commissione alla corresponsione in suo favore delle somme di importo pari, rispettivamente, a EUR 2 572,32 e
         a EUR 381,04, a titolo di rimborso del complemento delle spese mediche, al fine di ottenere un rimborso pari al 100%, o a
         titolo di risarcimento per il danno risultante dai comportamenti illeciti tenuti dalla Commissione, ovvero di una somma superiore
         o inferiore a quelle sopra indicate e che il Tribunale vorrà determinare in funzione di quanto riterrà giusto;
      
      –        condannare la Commissione al versamento in suo favore degli interessi di mora nella misura del 10% con capitalizzazione annuale,
         a decorrere dal 19 maggio 2004 sulla somma di EUR 2 572,32, e a decorrere dall’11 ottobre 2004 sulla somma di EUR 381,04,
         e ciò fino all’effettiva corresponsione delle somme sopra citate, o su somme superiori o inferiori calcolate dal Tribunale,
         e 
      
      –        condannare la Commissione alle spese.
      7        Peraltro, il ricorrente chiedeva al Tribunale di adottare, ove necessario, le seguenti misure istruttorie, ovverosia l’acquisizione
         del suo fascicolo personale, l’acquisizione, presso il servizio medico della Commissione e/o il regime comune di assicurazione
         malattia, di tutta la documentazione medica a lui relativa, nonché una perizia medico-legale al fine di accertare che egli,
         a partire dal 4 gennaio 2002, è affetto da malattia mentale di gravità analoga alla tubercolosi, al cancro e alla poliomielite.
      
      8        A sostegno dei propri ricorsi dinanzi al Tribunale il ricorrente aveva sollevato cinque motivi.
      
      9        Il primo motivo era relativo alla carenza di motivazione delle decisioni implicite della Commissione che respingono le sue
         domande del 19 maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004 nonché delle decisioni del 15 aprile 2005 e del 4 agosto 2005. Il secondo
         motivo era relativo alla manifesta illegittimità legata all’illogicità di queste due ultime decisioni. Con il terzo motivo
         il ricorrente aveva fatto valere manifesti errori di valutazione che vizierebbero le dette decisioni. Il quarto motivo verteva
         sulla violazione delle disposizioni applicabili dello Statuto. Il ricorrente aveva dedotto, con il suo quinto motivo, la violazione
         del dovere di sollecitudine e di buona amministrazione.
      
      10      La Commissione chiedeva che il Tribunale volesse:
      
      –        dichiarare i ricorsi irricevibili o respingerli in quanto infondati, e
      –        statuire sulle spese secondo diritto. 
      11      Con la sentenza impugnata il Tribunale ha dichiarato i ricorsi irricevibili e ha condannato ciascuna delle parti a sopportare
         le proprie spese.
      
      12      Il Tribunale ha esaminato la ricevibilità di tali ricorsi alla luce delle prescrizioni degli artt. 90 e 91 dello Statuto nonché
         della giurisprudenza relativa agli atti che possono costituire oggetto di un ricorso di annullamento. A tal riguardo, al punto
         43 della sentenza impugnata, il Tribunale ha constatato che, alla luce delle circostanze del caso di specie, le domande del
         19 maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004 non avevano affatto modificato la situazione giuridica del ricorrente e che, di conseguenza,
         non costituivano atti impugnabili in relazione a quanto disposto da detti artt. 90 e 91.
      
      13      A sostegno di tale constatazione, il Tribunale ha sottolineato che, in tali domande, il ricorrente, pur richiedendo il rimborso
         al 100% di talune spese mediche, non aveva né precisato il motivo su cui si fondava tale pretesa, né menzionato la natura
         della sua malattia che giustificava, a suo avviso, il rimborso al 100%, né fornito alcun documento medico a sostegno di tali
         domande. Al punto 46 della sentenza impugnata, il Tribunale ha rilevato che la relazione medica del 25 novembre 2002, allegata
         alla domanda di pari data, costituiva l’unico elemento fornito dal ricorrente idoneo a descrivere la natura e la gravità della
         malattia di cui trattasi. Così, secondo il Tribunale, il ricorrente ha semplicemente reiterato la sua pretesa in ordine al
         diritto alla copertura al 100% delle spese mediche ai sensi dell’art. 72, n. 1, dello Statuto, che egli aveva già portato
         a conoscenza dell’amministrazione con la sua domanda del 25 novembre 2002 e che era stata fondata sulla relazione medica di
         pari data.
      
      14      Pertanto, al punto 49 della sentenza impugnata, il Tribunale ha constatato che, poiché le domande del 19 maggio 2004 e dell’11
         ottobre 2004 non contenevano alcun elemento nuovo che potesse giustificare la pretesa del ricorrente di ottenere il rimborso
         al 100% delle sue spese mediche, il silenzio dell’amministrazione che ne era seguito non aveva affatto modificato la sua situazione
         giuridica, nemmeno sotto l’aspetto economico, poiché tale situazione era dovuta alla decisione implicita di rigetto della
         sua domanda del 25 novembre 2002. Di conseguenza, il Tribunale ha ritenuto che le domande del ricorrente volte all’annullamento
         delle decisioni implicite della Commissione che respingono le sue domande del 19 maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004 dovessero
         essere dichiarate irricevibili, dal momento che non erano rivolte contro atti che lo danneggiavano ai sensi degli artt. 90
         e 91 dello Statuto. 
      
       Conclusioni delle parti
      15      Con la presente impugnazione il sig. Marcuccio chiede che la Corte voglia: 
      
      –        in ogni caso, annullare la sentenza impugnata e dichiarare ricevibili entrambi i ricorsi che hanno dato origine alle cause
         de quibus;
      
      –        in via principale, accogliere le sue domande formulate nel primo grado di giudizio, e
      –        in via subordinata, rinviare entrambe le cause de quibus al Tribunale perché statuisca nuovamente in merito ad entrambe. 
      16      Nel suo controricorso la Commissione chiede che l’impugnazione sia dichiarata irricevibile e/o infondata e che il ricorrente
         sia condannato alle spese.
      
       Sull’impugnazione
      17      A sostegno della sua impugnazione il ricorrente deduce tre motivi.
      
      18      Il primo motivo è relativo allo snaturamento nonché al travisamento dei fatti e delle affermazioni del ricorrente, conseguenti
         ad inesattezza materiale degli accertamenti svolti dal Tribunale. Il secondo motivo è relativo all’interpretazione ed applicazione
         erronee della nozione di atto impugnabile, «per confusione, irragionevolezza, illogicità», alla violazione dell’art. 231 CE
         e al disconoscimento della giurisprudenza relativa agli effetti dell’annullamento, da parte del giudice comunitario, di una
         decisione emanata da un’istituzione comunitaria, nonché alla violazione del principio dell’autorità della res iudicata e del
         principio della separazione dei poteri. Il terzo motivo è relativo alla «carenza assoluta di istruttoria» e all’omessa pronuncia
         del Tribunale su un punto fondamentale della controversia. 
      
      19      Ai sensi dell’art. 119 del regolamento di procedura della Corte, quando l’impugnazione è manifestamente irricevibile o manifestamente
         infondata, la Corte, su relazione del giudice relatore, sentito l’avvocato generale, può respingere in qualsiasi momento l’impugnazione
         con ordinanza motivata.
      
       Sul primo motivo
       Argomenti delle parti
      20      Ai punti 30, 44, 46 e 49 della sentenza impugnata, il ricorrente afferma che il Tribunale ha snaturato la realtà fattuale
         nonché le sue affermazioni. Egli sottolinea di aver precisato nelle domande del 19 maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004 che
         le stesse erano fondate sulla constatazione che egli era affetto dalla malattia descritta nella relazione medica del 25 novembre
         2002 allegata alla domanda di rimborso di pari data. Il ricorrente sostiene, peraltro, che, nella sua domanda del 19 maggio
         2004, egli ha chiesto non già il «rimborso al 100% delle spese mediche», bensì il rimborso di tali spese mediche nella misura
         del complemento al 100%. Egli osserva che, contrariamente a quanto affermato dal Tribunale, le domande del 19 maggio 2004
         e dell’11 ottobre 2004 contengono elementi nuovi rispetto alla domanda del 25 novembre 2002.
      
      21      Il ricorrente aggiunge che il Tribunale ha snaturato e travisato la sua richiesta di perizia medico-legale formulata nel ricorso
         in primo grado.
      
      22      La Commissione ritiene che tale primo motivo debba essere dichiarato irricevibile dal momento che il ricorrente chiede alla
         Corte di riesaminare fatti, vale a dire la valutazione operata dal Tribunale in merito al contenuto delle domande del 19 maggio
         2004 e dell’11 ottobre 2004, senza dimostrare alcuno snaturamento degli stessi.
      
      23      La Commissione ritiene che detto motivo sia, in ogni caso, infondato. Infatti, il Tribunale non avrebbe commesso un errore
         di diritto nel concludere che le domande del 19 maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004 si limitavano a richiamare la domanda del
         25 novembre 2002. Inoltre, il Tribunale avrebbe correttamente dichiarato che i documenti giustificativi allegati a dette domande
         non potevano provare né la natura né la gravità della malattia addotta e che essi erano idonei a consentire al ricorrente
         di ottenere soltanto un rimborso cosiddetto «normale».
      
       Giudizio della Corte
      24      Come emerge dagli artt. 225 CE e 58 dello Statuto della Corte di giustizia, l’impugnazione è limitata ai motivi di diritto
         e, pertanto, il Tribunale è il solo competente ad accertare i fatti, salvo nei casi in cui l’inesattezza materiale dei suoi
         accertamenti risulti dagli atti del fascicolo sottoposti al suo giudizio, ed a valutare tali fatti. La valutazione dei fatti,
         salvo il caso dello snaturamento degli elementi di prova addotti dinanzi al Tribunale, non costituisce quindi una questione
         di diritto, come tale soggetta al sindacato della Corte (v., in particolare, sentenze 2 ottobre 2001, causa C‑449/99 P, BEI/Hautem,
         Racc. pag. I‑6733, punto 44; 5 giugno 2003, causa C‑121/01 P, O’Hannrachain/Parlamento, Racc. pag. I‑5539, punto 35, nonché
         ordinanze 27 aprile 2006, causa C‑230/05 P, L/Commissione, punto 45, e 3 febbraio 2009, causa C‑231/08 P, Giannini/Commissione,
         punto 62).
      
      25      Il ricorrente fa valere, in sostanza, che il Tribunale ha snaturato la realtà dei fatti e afferma che le domande del 19 maggio
         2004 e dell’11 ottobre 2004 contenevano tutti i documenti giustificativi necessari ai fini del rimborso al 100% delle spese
         mediche da lui sostenute, nonché elementi nuovi idonei a giustificare tale rimborso.
      
      26      Si deve sottolineare che, ai punti 44 e 46 della sentenza impugnata, il Tribunale ha constatato che, nelle domande del 19
         maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004, il ricorrente si era limitato, in sostanza, ad attirare l’attenzione dell’ufficio liquidatore
         sulla sua domanda del 25 novembre 2002 e aveva semplicemente reiterato la sua pretesa al beneficio del rimborso nella misura
         del 100% delle spese mediche sostenute. Il Tribunale ha sottolineato che la relazione medica del 25 novembre 2002, allegata
         a detta domanda, costituiva l’unico elemento fornito dal ricorrente idoneo a descrivere la natura e la gravità della malattia
         in oggetto. 
      
      27      Orbene, si deve osservare che il Tribunale non ha svolto alcun accertamento la cui inesattezza materiale risulti dai documenti
         del fascicolo prodotto dinanzi ad esso e non ha snaturato nessuno degli elementi di prova che gli sono stati sottoposti. A
         tal riguardo, il ricorrente non produce alcun elemento idoneo a confutare tale accertamento, dal momento che gli argomenti
         dedotti a sostegno di tale motivo costituiscono semplici domande di riesame del ricorso proposto in primo grado, le quali
         esulano dalla competenza della Corte.
      
      28      Per quanto attiene all’argomento del ricorrente secondo cui il Tribunale avrebbe snaturato e travisato la sua domanda di perizia
         medico-legale formulata nel ricorso in primo grado, è giocoforza constatare che il Tribunale ha affermato, al punto 30 della
         sentenza impugnata, che detta domanda del ricorrente era diretta a fare accertare che egli, a partire dal 4 gennaio 2002,
         era affetto da malattia mentale di gravità analoga alla tubercolosi, al cancro o alla poliomielite. A tal riguardo, il ricorrente
         non indica in che termini il Tribunale avrebbe snaturato e travisato la sua domanda di perizia. 
      
      29      Alla luce delle suesposte considerazioni, il primo motivo deve essere dichiarato manifestamente irricevibile. 
      
       Sul secondo motivo
       Argomenti delle parti
      30      Il ricorrente lamenta che il Tribunale ha commesso un errore di diritto nel ritenere che, poiché le domande del 19 maggio
         2004 e dell’11 ottobre 2004 non contenevano alcun elemento nuovo idoneo a giustificare la sua pretesa di ottenere il rimborso
         delle sue spese mediche nella misura del 100%, il silenzio dell’amministrazione che ne era seguito non aveva affatto modificato
         la sua situazione giuridica, nemmeno sotto l’aspetto economico, e che, di conseguenza, le sue conclusioni non erano rivolte
         contro atti che lo danneggiavano ai sensi degli artt. 90 e 91 dello Statuto. Il ricorrente ritiene che la sua situazione economica
         sia stata modificata poiché il rigetto implicito di tali domande da parte della Commissione gli avrebbe causato un pregiudizio
         patrimoniale. Infatti, le decisioni implicite di rigetto sarebbero fonte di un pregiudizio ulteriore ed autonomo rispetto
         a quello subìto per effetto del rigetto della sua domanda del 25 novembre 2002. Di conseguenza, esse non potrebbero essere
         ritenute una conseguenza ineluttabile di tale rigetto. Il ricorrente ritiene che, contrariamente a quanto afferma il Tribunale,
         le domande del 19 maggio e dell’11 ottobre 2004 esponessero con sufficiente precisione la natura e la gravità della sua malattia.
         
      
      31      Inoltre, il Tribunale non avrebbe tratto tutte le conseguenze derivanti dalla sua sentenza 10 giugno 2008, causa T‑18/04,
         Marcuccio/Commissione, con cui ha annullato la decisione implicita di rigetto della domanda del 25 novembre 2002, e avrebbe
         fondato l’irricevibilità delle domande del 19 maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004 su un atto da esso ritenuto inesistente sin
         dalla sua adozione.
      
      32      La Commissione ricorda che il rigetto implicito delle domande del 19 maggio e dell’11 ottobre 2004 era meramente confermativo
         di quello della domanda del 25 novembre 2002 e che, pertanto, la situazione giuridica ed economica del ricorrente non avrebbe
         potuto subire modiche a seguito di tale rigetto.
      
      33      Inoltre, essa ritiene che il Tribunale non abbia violato il principio della res iudicata dal momento che il ragionamento svolto
         dal Tribunale per motivare l’irricevibilità accertata nella sentenza impugnata non contrasta con la sentenza 10 giugno 2008,
         Marcuccio/Commissione, citata supra, che dispone l’annullamento della decisione implicita di rigetto della domanda del 25
         novembre 2002. Infatti, la Commissione evidenzia che tale sentenza implica soltanto che essa era obbligata a prendere posizione
         su tale domanda.
      
       Giudizio della Corte
      34      Il ricorrente fa valere che il Tribunale ha commesso un errore di diritto nel constatare, ai punti 43, 44 e 49 della sentenza
         impugnata, che le domande del 19 maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004 non precisavano a sufficienza la natura e la gravità della
         sua malattia e che il silenzio dell’amministrazione che ne è seguito non aveva affatto modificato la sua situazione giuridica.
      
      35      Si deve ricordare che, al punto 44 della sentenza impugnata, il Tribunale ha dichiarato che, nelle domande del 19 maggio 2004
         e dell’11 ottobre 2004, nel chiedere il rimborso al l00% di talune spese mediche, il ricorrente non aveva precisato il motivo
         su cui si fondava tale pretesa, né menzionato la natura della sua malattia che giustificava, a suo avviso, il rimborso al
         100%, né fornito alcun documento medico a sostegno di tali domande.
      
      36      Al punto 49 della detta sentenza, il Tribunale ha constatato che, dal momento che le domande del 19 maggio e dell’11 ottobre
         2004 non contenevano alcun elemento che potesse giustificare il rimborso delle spese mediche nella misura del 100%, il silenzio
         dell’amministrazione che ne era seguito non aveva affatto modificato la situazione giuridica del ricorrente, nemmeno sotto
         l’aspetto economico, poiché tale situazione era dovuta alla decisione implicita di rigetto della domanda del 25 novembre 2002.
         Di conseguenza, il Tribunale ha dichiarato irricevibili le domande del ricorrente volte all’annullamento delle decisioni implicite
         di rigetto delle domande del 19 maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004, in quanto non erano rivolte contro atti che danneggiavano
         il ricorrente ai sensi degli artt. 90 e 91 dello Statuto.
      
      37      A tale proposito occorre rilevare, da un lato, che, con la domanda del 25 novembre 2002, il ricorrente chiedeva il rimborso
         nella misura del 100% delle spese mediche sostenute a causa della sua malattia a partire dal 4 gennaio 2002 e fino a completa
         remissione e, dall’altro, che le domande del 19 maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004 operavano un rinvio esplicito alla domanda
         del 25 novembre 2002. 
      
      38      Al punto 27 del ricorso proposto dinanzi alla Corte, il ricorrente riconosce che i documenti giustificativi nonché la relazione
         medica datata 25 novembre 2002 erano già in possesso della Commissione e che egli aveva fatto esplicito riferimento a tali
         documenti e a tale relazione medica nelle domande del 19 maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004, ragion per cui «egli non doveva,
         né invero poteva allegarli di nuovo» a tali domande.
      
      39      Di conseguenza, è giocoforza constatare che il Tribunale, affermando che le domande del 19 maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004
         non avevano modificato la situazione giuridica del ricorrente, non è incorso in un errore di diritto.
      
      40      Inoltre, per quanto attiene all’argomento secondo cui il Tribunale non avrebbe tratto tutte le conseguenze derivanti dalla
         sentenza 10 giugno 2008, Marcuccio/Commissione, citata supra, con cui ha annullato la decisione implicita di rigetto della
         domanda del 25 novembre 2002, si deve ricordare che, come si ricava dal punto 36 della presente ordinanza, nella sentenza
         impugnata il Tribunale ha constatato che le conclusioni volte all’annullamento delle decisioni implicite di rigetto delle
         domande del 19 maggio 2004 e dell’11 ottobre 2004 dovevano essere respinte in quanto irricevibili, poiché non erano rivolte
         contro atti che danneggiavano il ricorrente, ai sensi degli artt. 90 e 91 dello Statuto.
      
      41      Si deve infatti rilevare che l’annullamento della decisione implicita di rigetto della domanda del 25 novembre 2002, avvenuto
         con sentenza 10 giugno 2008, Marcuccio/Commissione, citata supra, non ha potuto incidere sulla valutazione che il Tribunale
         ha svolto nella sentenza impugnata per statuire che i ricorsi dei quali era investito erano irricevibili. Infatti, tale sentenza
         10 giugno 2008 non può incidere sui motivi che hanno portato a tale irricevibilità, relativi alla qualificazione delle decisioni
         implicite di rigetto delle domande del 19 maggio e dell’11 ottobre 2004 come «atti che non avevano affatto modificato [l]a
         situazione giuridica» del ricorrente.
      
      42      Ne discende che il secondo motivo deve essere respinto in quanto manifestamente infondato.
      
       Sul terzo motivo
       Argomenti delle parti
      43      Il ricorrente addebita al Tribunale una «carenza assoluta di istruttoria» nonché l’omessa pronuncia su di un punto fondamentale
         della controversia, vale a dire sull’entità del quantum petitum con la domanda del 19 maggio 2004. Il ricorrente sostiene
         che emergeva chiaramente da tale domanda che essa era diretta al rimborso di un importo di EUR 2 572, 32, come correttamente
         asserito nel ricorso, e non già di EUR 381,68, come erroneamente allegato dalla Commissione.
      
      44      La Commissione ritiene che tale motivo sia irricevibile poiché, da un lato, il ricorrente propone alla Corte il riesame degli
         elementi di carattere fattuale e, dall’altro, egli non corrobora il suo assunto mediante alcun argomento giuridico che dimostri
         la violazione di norme di diritto da parte del Tribunale. Ad ogni buon conto, la Commissione osserva che il Tribunale, avendo
         dichiarato irricevibili le conclusioni del ricorrente senza entrare nel merito della vertenza, non era tenuto a pronunciarsi
         sul quantum del rimborso oggetto della domanda del 19 maggio 2004.
      
       Giudizio della Corte
      45      Occorre osservare che, con il suo terzo motivo, il ricorrente non deduce l’esistenza di alcun errore di diritto da parte del
         Tribunale e si limita ad affermare che quest’ultimo disporrebbe di tutti gli elementi per pronunciarsi sulla sua domanda del
         19 maggio 2004, cosa che invece non ha fatto.
      
      46      Tali argomenti costituiscono, di conseguenza, semplici domande di riesame del ricorso proposto in primo grado, le quali esulano
         dalla competenza della Corte. 
      
      47      Ne discende che tale motivo è manifestamente irricevibile.
      
      48      Alla luce di tutte le considerazioni sin qui svolte emerge che l’impugnazione deve essere dichiarata, in parte, manifestamente
         irricevibile e, in parte, manifestamente infondata.
      
       Sulle spese
      49      Ai sensi dell’art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, applicabile al procedimento di impugnazione in forza dell’art. 118
         dello stesso, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. Poiché la Commissione ne ha fatto
         domanda, il sig. Marcuccio, rimasto soccombente, deve essere condannato alle spese del presente grado di giudizio.
      
      Per questi motivi, la Corte (Settima Sezione) così provvede:
      1)      L’impugnazione è respinta.
      2)      Il sig. Marcuccio è condannato alle spese dell’impugnazione.
      Firme
      * Lingua processuale: l’italiano.