CELEX: 
Language: it
Date: 2015-01-13
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa all’accettazione degli emendamenti al protocollo del 1998 della convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli inquinanti organici persistenti

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		52014PC0749
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa all’accettazione degli emendamenti al protocollo del 1998 della convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli inquinanti organici persistenti /* COM/2014/0749 final - 2014/0358 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
La convenzione del 1979 sull’inquinamento
atmosferico transfrontaliero a grande distanza conclusa sotto gli auspici della
Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Europa (UNECE) costituisce il
principale quadro giuridico internazionale per la cooperazione e per le misure
volte a limitare e ridurre gradualmente e a prevenire l’inquinamento
atmosferico e i suoi effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente nei
paesi dell’UNECE, con una particolare attenzione all’inquinamento atmosferico
transfrontaliero a grande distanza.
La convenzione è stata firmata a nome della
Comunità economica europea a Helsinki il 14 novembre 1979 ed è stata
approvata con la decisione 81/462/CEE del Consiglio, dell’11 giugno 1981[1].
Ad
oggi, la convenzione sull’inquinamento atmosferico a grande distanza è stata
ampliata da otto protocolli, compreso il protocollo di Aarhus del 1998 relativo
agli inquinanti organici persistenti (“il protocollo”). L’obiettivo del
protocollo è di limitare, ridurre o eliminare gli scarichi, le emissioni e le
fuoriuscite di inquinanti organici persistenti (persistent organic
pollutants, POP). Essa prevede che le parti: i) eliminino la produzione e l’utilizzo
delle sostanze, inclusi aldrina, dieldrina e toxafene, secondo gli specifici obblighi
di attuazione; ii) limitino l’uso di diclorodifeniltricloroetano (DDT),
esaclorocicloesani (HCH) e policlorobifenili (PCB); iii) riducano le emissioni
annue totali di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), diossine/furani
(PCDD/PCDF) e di esaclorobenzene (HCB) a partire dal livello di emissioni
rilevato nel 1990 (o in un altro anno, tra il 1985 e il 1995). A tale riguardo,
le parti devono garantire: i) che gli operatori di grandi fonti fisse di
emissioni di PCDD/PCDF, IPA e HCB (compresi gli impianti di combustione,
impianti di produzione di coke, ferro e acciaio e alluminio, e impianti di
conservazione del legno) utilizzino le migliori tecniche disponibili (BAT); ii)
che taluni inceneritori di rifiuti siano conformi a determinati valori limite di
emissione (VLE) applicabili ai PCDD/PCDF; iii) che siano prese misure efficaci
per il controllo delle emissioni di inquinanti organici persistenti provenienti
da fonti mobili; iv) che gli inquinanti organici persistenti, una volta
diventati rifiuti, siano trasportati e smaltiti in modo compatibile con l’ambiente.
Le parti devono inoltre sviluppare e conservare degli inventari delle emissioni
di PCDD/PCDF, IPA e HCB e raccogliere informazioni sulla produzione e le
vendite degli altri inquinanti organici persistenti contemplati dal protocollo.
Al fine di pianificare azioni e iniziative per rispettare tutti gli obblighi
imposti dal protocollo, le parti sono tenute a elaborare strategie, politiche e
programmi.
L’adesione
della Comunità al protocollo è stata approvata a nome della Comunità con la
decisione 2004/259/CE del Consiglio del 19 febbraio 2004[2]. Il protocollo, entrato in vigore
il 23 ottobre 2003, è stato recepito nel diritto dell’UE tramite diversi
strumenti[3].
Essi includono, in particolare, il regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo agli inquinanti organici
persistenti e che modifica la direttiva 79/117/CEE[4], la direttiva 2000/76/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 dicembre 2000, sull’incenerimento
dei rifiuti[5],
la direttiva 2008/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008,
sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento[6], queste ultime oggi
sostituite dalla direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (direttiva IED)[7].
Conformemente all’articolo 10,
paragrafo 3, del protocollo, le parti hanno preso in considerazione l’adeguatezza
e l’efficacia degli obblighi stabiliti dal protocollo. Basandosi in particolare
sulle proposte dall’Unione europea, nel 2007[8]
le parti hanno quindi concordato l’apertura di negoziati per la revisione del
testo e degli allegati del protocollo. La revisione si è proposta di aggiornare
l’elenco dei inquinanti organici persistenti contemplati dal protocollo, di
rendere il protocollo più adattabile alle evoluzioni future delle migliori
tecniche disponibili e di agevolare l’adesione delle parti la cui economia è in
transizione al protocollo emendato. Di conseguenza, nel 2008 e 2009 la
Commissione è stata autorizzata dal Consiglio dell’Unione europea a partecipare
ai negoziati a nome dell’Unione europea.
Il processo negoziale ha portato all’adozione
per consenso delle parti presenti alla ventisettesima sessione dell’organo
esecutivo della convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a
grande distanza delle decisioni EB 2009/1, 2009/2 e 2009/3, che hanno emendato
il testo del protocollo e dei suoi allegati[9]
e della decisione 2009/4 che aggiorna gli orientamenti sulle migliori tecniche
disponibili[10].
La decisione EB 2009/3, che emenda l’allegato
V del protocollo sull’identificazione delle migliori tecniche disponibili per
il controllo delle emissioni di inquinanti organici persistenti provenienti
dalle fonti elencate nell’allegato VIII del presente protocollo e che abroga l’allegato
VII sulle misure di controllo raccomandate per la riduzione delle emissioni di
inquinanti organici persistenti da fonti mobili, non richiede la ratifica delle
parti. Conformemente all’articolo 14, paragrafo 4, del protocollo questo
emendamento è stato comunicato a tutte le parti del protocollo il 14 settembre 2010
ed è entrato in vigore il 14 dicembre 2010. Quanto alla decisione EB 2009/4,
in quanto intesa ad adottare un documento di orientamento sulle migliori
tecniche disponibili per il controllo delle emissioni di inquinanti organici
persistenti, non richiede la ratifica delle parti.
In conformità dell’articolo 14,
paragrafo 3, del protocollo, le decisioni EB 2009/1 e 2009/2, che hanno
emendato il testo del protocollo e dei suoi allegati I, II, III, IV, VI e VIII,
devono essere ratificate dalle parti. In particolare, il protocollo emendato
comprende: i) nuove sostanze (esaclorobutadiene, eteri di tetra-, penta-, esa-
e eptabromodifenile, pentaclorobenzene, acido perfluorottano sulfonato (PFOS),
naftaleni policlorurati e paraffine clorurate a catena corta (SCCP)); ii)
aggiorna gli obblighi di attuazione applicabili a DDT, eptacloro,
esaclorobenzene e PCB e i VLE applicabili alle emissioni di PCDD/PCDF
provenienti da alcuni inceneritori di rifiuti; iii) stabilisce nuovi VLE per le
emissioni di PCDD/PCDF da impianti di agglomerazione e forni elettrici ad arco;
iv) aggiunge i PCB all’elenco di sostanze le cui emissioni annuali devono
rimanere al di sotto del livello di emissioni dell’anno di riferimento e devono
essere comunicate. Per le parti la cui economia è in transizione e che
aderiscono al protocollo emendato, quest’ultimo stabilisce anche una certa
flessibilità per quanto riguarda i termini per l’applicazione dei VLE e delle
BAT e la scelta dell’anno di riferimento sulla base del quale le parti devono
ridurre le loro emissioni annue totali di PCDD/PCDF, IPA, HCB e PCB.
La normativa UE recepisce pienamente le
prescrizioni degli emendamenti al protocollo, in particolare attraverso i regolamenti della Commissione (UE) n. 756/2010
e (CE) n. 757/2010, del 24 agosto 2010[11], e il regolamento n. 519/2012, del 19 giugno 2012[12], che modifica il regolamento (CE) n. 850/2004,
nonché la summenzionata direttiva IED e le decisioni di
esecuzione della Commissione adottate ai sensi dello stesso e che stabiliscono
le conclusioni sulle BAT per diversi settori industriali, in particolare la
produzione di ferro e acciaio[13]. La
esenzioni, specifiche e condizionate, stabilite dalla legislazione dell’UE per
la produzione, l’immissione sul mercato e l’uso di SCCP e PFOS sono in
conformità con le esenzioni previste nel protocollo, come emendato.
Questi emendamenti devono essere ulteriormente
recepiti, in particolare attraverso una nuova direttiva che aggiorna i limiti
nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici e stabilisce inventari
nazionali annuali delle emissioni che comprendono, tra l’altro, le emissioni di
inquinanti organici persistenti, inclusi IPA, PCDD/PCDF, HCB e PCB[14].
Alla luce di quanto esposto, è opportuno che l’Unione
europea accolga gli emendamenti al protocollo.
Gli allegati alla presente decisione
comprendono il testo emendato del protocollo, quale stabilito dalle decisioni
EB 2009/1 e 2009/2.
2014/0358 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa all’accettazione degli emendamenti
al protocollo del 1998 della convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico
transfrontaliero a grande distanza riguardante gli inquinanti organici
persistenti
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 192, in combinato disposto con l’articolo 218,
paragrafo 6, lettera a),
vista la proposta della Commissione europea,
vista l'approvazione del Parlamento europeo,
considerando quanto segue:
(1)                   
L’Unione è parte della convenzione UNECE sull’inquinamento
atmosferico transfrontaliero a grande distanza, a seguito della sua
approvazione nel 1981[15].
(2)                   
L’Unione è parte del protocollo del 1998 della
convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza
riguardante gli inquinanti organici persistenti, a seguito della sua
approvazione il 19 febbraio 2004[16].
(3)                   
Le parti del protocollo della convenzione sull’inquinamento
atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli inquinanti
organici persistenti hanno avviato negoziati nel 2007 al fine di migliorare
ulteriormente la protezione della salute umana e dell’ambiente, anche
attraverso l’aggiornamento dell’elenco delle sostanze in questione e i valori
limite di emissione applicabili a taluni inceneritori di rifiuti.
(4)                   
Le parti presenti alla ventisettesima sessione dell’organo
esecutivo della convenzione UNECE sull’inquinamento atmosferico
transfrontaliero a grande distanza hanno adottato per consenso le decisioni EB 2009/1,
2009/2, 2009/3 e 2009/4 che emendano il protocollo della convenzione sull’inquinamento
atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli inquinanti
organici persistenti.
(5)                   
La decisione EB 2009/3 è entrata in vigore ed è
divenuta effettiva sulla base della procedura accelerata di cui all’articolo 14,
paragrafo 4, del protocollo.
(6)                   
La decisione EB 2009/4, in quanto intesa ad
adottare un documento di orientamento sulle migliori tecniche disponibili per
il controllo delle emissioni di inquinanti organici persistenti, non richiede
la ratifica delle parti.
(7)                   
Le decisioni EB 2009/1 e 2009/2 richiedono la
ratifica delle parti firmatarie del protocollo in conformità dell’articolo 14,
paragrafo 3, del protocollo.
(8)                   
Gli emendamenti al protocollo della convenzione
sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante
gli inquinanti organici persistenti devono essere accettati a nome dell’Unione
europea,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Con la presente decisione si accettano a nome
dell’Unione europea gli emendamenti del protocollo della convenzione sull’inquinamento
atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli inquinanti
organici persistenti.
Il testo degli emendamenti al protocollo è
accluso alla presente decisione.
Articolo 2
Il presidente del Consiglio designa la persona
abilitata a procedere, a nome dell’Unione europea, al deposito dello strumento
di accettazione previsto all’articolo 14, paragrafo 3, del protocollo del 1998
della convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande
distanza riguardante gli inquinanti organici persistenti, al fine di esprimere
il consenso dell’Unione europea a essere vincolata dal presente protocollo
emendato.
Articolo 3
La presente
decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 171 del 27.6.1981,
pag. 11.
[2]               GU L 81 del 19.3.2004,
pag. 35.
[3]               Gli obblighi specifici concernenti la comunicazione delle
emissioni atmosferiche di IPA, HCB, diossine/furani e PCB sono contenuti in una
decisione separata dell’organo esecutivo delle parti della convenzione
sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza e sono
contemplati dalla proposta della Commissione per una direttiva del Parlamento
europeo e del Consiglio concernente la riduzione delle emissioni nazionali di
determinati inquinanti atmosferici e che modifica la direttiva 2003/35/CE,
del 18 dicembre 2013, COM(2013) 920 final.
[4]               GU L 158 del 30.4.2004,
pag. 7.
[5]               GU L 332 del 28.12.2000, pag. 91.
[6]               GU L 24 del 29.1.2008,
pag. 8.
[7]               GU L 334 del 17.12.2010,
pag. 17.
[8]               Relazione dell’organo esecutivo sulla sua
venticinquesima sessione (10-13 dicembre 2007), ECE/EB.AIR/91
[9]               Decisioni EB 2009/1, 2009/2 e 2009/3, ventisettesima
sessione dell’organo esecutivo della convenzione, 14 – 18 dicembre 2009,
ECE/EB.AIR/99/Add.1. 
[10]             Decisione EB 2009/4, ventisettesima sessione dell’organo
esecutivo della convenzione, 14 – 18 dicembre 2009, ECE/EB.AIR/99/Add.1.

[11]             GU L 223 del 25.8.2010, pag. 20 e pag. 29,
rispettivamente.
[12]             GU L 159 del 20.6.2012, pag. 1.
[13]             Decisione di esecuzione 2012/135/UE della Commissione, del
28 febbraio 2012, che stabilisce le conclusioni sulle migliori tecniche
disponibili (BAT) per la produzione di ferro e acciaio ai sensi della
direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle
emissioni industriali (GU L 70 dell’8.3.2012, pag. 63).
[14]             Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati
inquinanti atmosferici e che modifica la direttiva 2003/35/CE (COM(2013) 920
del 18 dicembre 2013).
[15]             GU L 171 del 27.6.1981, pag. 11.
[16]             GU L 81 del 19.3.2004,
pag. 35.
ALLEGATO
documento accluso
alla proposta di
Decisione del Consiglio
relativa all’accettazione degli
emendamenti del protocollo del 1998 della convenzione del 1979
sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante
gli inquinanti organici persistenti,
Decisione 2009/1
Emendamento del testo e degli allegati I, II, III, IV, VI e VIII
del protocollo del 1998 sugli
inquinanti organici persistenti (Persistent Organic Pollutants,
POP)
Le
parti del protocollo del 1998 sugli inquinanti organici persistenti, riunite in
occasione della ventisettesima seduta dell’organo esecutivo,
decidono
di emendare il protocollo del 1998 sugli inquinanti organici persistenti della
convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza,
come segue:
ARTICOLO
1: EMENDAMENTO
A.           Articolo 1
Il paragrafo 12 è sostituito dal seguente:
per “fonte fissa nuova” s’intende qualsiasi
fonte fissa la cui costruzione o modifica sostanziale sia iniziata trascorsi
due anni dall’entrata in vigore per una parte:
a)         del presente protocollo; oppure
b)         di un emendamento del presente protocollo che,
per quanto riguarda una fonte fissa, introduce nuovi valori limite nella parte
II dell’allegato IV, oppure introduce nell’allegato VIII la categoria nella
quale tale fonte rientra.
Spetta alle autorità nazionali competenti
stabilire se una modifica sia sostanziale o meno, tenendo conto di fattori
quali i benefici ambientali derivanti da tale modifica.
B.         Articolo
3
1.         All’articolo 3, paragrafo 5,
lettera b), punto i) e punto iii), del protocollo sugli inquinanti organici
persistenti, il testo:
“per le quali l’allegato V individua le
migliori tecniche disponibili”
è sostituito dal
seguente:
“per i quali le
linee guida adottate dalle parti in occasione di una sessione dell’organo
esecutivo individuano le migliori tecniche disponibili”.
2.         Il punto e virgola alla fine del
paragrafo 5, lettera b), punto iv), è sostituito da un punto.
3.         Il paragrafo 5, lettera b), punto
v), è soppresso.
C.          Articolo 13
Il testo “Gli allegati V
e VII hanno” è sostituito da “L’allegato V ha”
D.          Articolo 14
1.         Il paragrafo 3 è sostituito dal
seguente:
“3. Gli emendamenti al presente
protocollo e agli allegati da I a IV, VI e VIII vengono adottati per consenso
delle parti rappresentate in una sessione dell’organo esecutivo ed entrano in
vigore per le parti che li hanno accettati il novantesimo giorno successivo
alla data in cui i due terzi delle parti presenti al momento della loro
adozione hanno depositato i loro strumenti di accettazione di tali emendamenti
presso il depositario. Per tutte le altre parti, gli emendamenti entrano in
vigore il novantesimo giorno successivo alla data in cui esse hanno depositato
i loro strumenti di accettazione. Al presente paragrafo si applicano i
paragrafi 5 bis e 5 ter.”
2.         Al paragrafo 4, il testo “agli
allegati V e VII” è sostituito da “all’allegato V” e il testo “ai suddetti
allegati” è sostituito da “all’allegato V”.
3.         Al paragrafo 5, il testo “agli
allegati V e VII” è soppresso e il testo “ai suddetti allegati” è sostituito da
“all’allegato V”.
4.         Dopo il paragrafo 5 sono aggiunti i
seguenti paragrafi:
“5 bis. Per le parti che l’hanno
accettata, la procedura di cui al paragrafo 5 ter sostituisce quella di
cui al paragrafo 3 per quanto riguarda gli emendamenti degli allegati da I a
IV, VI e VIII.
“5 ter.
a)          Gli emendamenti agli allegati da I a
IV, VI e VIII vengono adottati per consenso delle parti presenti a una seduta
dell’organo esecutivo. Allo scadere di un anno dalla data in cui essa viene
comunicato dal segretario esecutivo della Commissione a tutte le parti, l’emendamento
ai suddetti allegati entra in vigore per le parti che non hanno fatto pervenire
al depositario una notifica secondo le disposizioni di cui alla sottostante
lettera b);
b)         Le parti che non sono in grado di
approvare un emendamento agli allegati da I a IV, VI e VIII lo notificano per
iscritto al depositario entro un anno a decorrere dalla data di comunicazione
della sua adozione. Il depositario comunica immediatamente a tutte le parti di
aver ricevuto tale notifica. Una parte può sostituire in qualsiasi momento una
sua precedente notifica con un’accettazione e, dopo aver depositato lo
strumento di accettazione presso il depositario, l’emendamento ai suddetti
allegati avrà effetto per tale parte;
c)          Qualsiasi emendamento degli allegati
da I a IV, VI e VIII non entra in vigore se un numero complessivo di sedici o
più parti:
i) ha fatto pervenire una notifica
secondo le disposizioni di cui alla lettera b); oppure
ii) ha
respinto la procedura di cui al presente paragrafo e non ha ancora depositato
uno strumento di accettazione in conformità delle disposizioni del paragrafo 3”.
E.        Articolo 16
Dopo il paragrafo 2, è aggiunto il
seguente nuovo paragrafo:
“3. Uno Stato o un’organizzazione
regionale d’integrazione economica dichiara, nel rispettivo strumento di
ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, se non intende essere
vincolato dalle procedure di cui all’articolo 14, paragrafo 5 ter, per
quanto riguarda gli emendamenti degli allegati da I a IV, VI e VIII.”
F.         Allegato I
1.         Nell’elenco, per la sostanza DDT le
condizioni (numeri 1 e 2) sull’eliminazione della produzione sono soppresse e
sostituite dal termine «Nessuna»; viene inoltre soppresso il testo «salvo
quanto precisato nell’allegato II» nelle condizioni di impiego.
2.         Nell’elenco, per la sostanza
Eptacloro, le condizioni d’uso sono soppresse e sostituite dal termine
«Nessuna».
3.         Nell’elenco, per la sostanza
Esaclorobenzene, le condizioni di produzione e d’uso sono soppresse e
sostituite in entrambi i casi dal termine «Nessuna».
4.         Nell’elenco sono aggiunte le
seguenti sostanze, in ordine alfabetico appropriato, inserendo le seguenti
righe:
 Esaclorobutadiene CAS: 87-68-3 || Produzione || Nessuna 
   || Uso || Nessuna 
 Esaclorocicloesani (HCH) (CAS: 608-73-1), tra cui lindano (CAS: 58-89-9 || Produzione || Nessuna 
 Uso || Nessuna condizione, eccetto per l’isomero gamma dell’HCH (lindano), utilizzato come insetticida topico a fini di sanità pubblica. Questi usi sono oggetto di una nuova valutazione a norma del presente protocollo nel 2012, oppure un anno dopo l’entrata in vigore dell’emendamento se quest’ultima data è posteriore. 
 Esabromodifenil eterea/ e Eptabromodifeniletere eterea/ || Produzione || Nessuna 
 Uso || 1. Una parte può consentire il riciclaggio di articoli che contengono o possono contenere una di tali sostanze, e l’utilizzo e lo smaltimento finale degli articoli fabbricati a partire da materiali riciclati che contengono o possono contenere una di tali sostanze, a condizione che il riciclaggio e lo smaltimento finale sia effettuato senza rischi per l’ambiente e non comporti il recupero di una di tali sostanze ai fini del loro riutilizzo. 2. Ogni quattro anni a decorrere dal 2013 e successivamente fino a quando la condizione di cui sopra viene rimossa o espiri, l’organo esecutivo valuta i progressi che le parti hanno compiuto per conseguire il loro obiettivo ultimo di eliminare tali sostanze contenute in articoli e riesamina la necessità di mantenere la condizione, che, in ogni caso, scade al più tardi nel 2030. 
 Tetrabromodifeniletere etereb/ e Pentabromodifeniletere etereb/ || Produzione || Nessuna 
 Uso || 1. Una parte può consentire il riciclaggio di articoli che contengono o possono contenere una di tali sostanze, e l’utilizzo e lo smaltimento finale degli articoli fabbricati a partire da materiali riciclati che contengono o possono contenere una di tali sostanze, a condizione che il riciclaggio e lo smaltimento finale sia effettuato senza rischi per l’ambiente e non comporti il recupero di una di tali sostanze ai fini del loro riutilizzo. 2. Ogni quattro anni a decorrere dal 2013 e successivamente fino a quando la condizione di cui sopra viene rimossa o espiri, l’organo esecutivo valuta i progressi che le parti hanno compiuto per conseguire il loro obiettivo ultimo di eliminare tali sostanze contenute in articoli e riesamina la necessità di mantenere la condizione, che, in ogni caso, scade al più tardi nel 2030. 
 Pentaclorobenzene CAS: 608-93-5 || Produzione || Nessuna 
 Uso || Nessuna 
 Perfluorottano sulfonato (PFOS)c/ || Produzione || Nessuna, salvo per la produzione per gli impieghi da a) a c) sottoindicati, e da a) a e) nell’allegato II. 
 Uso || Nessuna, tranne per i seguenti usi e gli usi da a) a e) nell’allegato II: (a) elettroplaccatura al cromo, anodizzazione al cromo e attacco anodico, fino al 2014; b) nichelatura chimica con nichel-politetrafluoretilene, fino al 2014; c) incisione di substrati di plastica prima della loro metallizzazione, fino al 2014; d) schiume antincendio, ma solo se fabbricate o in uso prima del 18 dicembre 2009. Per quanto riguarda le schiume antincendio: i) le parti si adoperano per eliminare entro il 2014 le schiume antincendio contenenti PFOS fabbricate o in uso prima del 18 dicembre 2009 e riferiscono sui loro progressi in merito all’organo esecutivo nel 2014; ii) sulla base di quanto riferito dalle parti e del punto i), nel 2015 l’organo esecutivo valuta se l’uso di schiume antincendio contenenti PFOS fabbricate o in uso prima del 18 dicembre 2009 dovrà essere assoggettato a restrizioni supplementari. 
5.         Nell’elenco, la sostanza PCB è
soppressa e sostituita da:
 Bifenili policlorurati (PCB)d/ || Produzione || Nessuna 
 Uso || Nessuna Per quanto riguarda i PCB in uso entro la data di attuazione, ciascuna parte deve: 1. impegnarsi con più forza per:    a) l’eliminazione dell’uso dei PCB individuabili nelle apparecchiature (ad es. trasformatori, condensatori o altri recipienti contenenti liquidi residui) che contengono volumi di PCB superiori a 5 dm³ e in concentrazione uguale o superiore allo 0,05%, quanto prima ma non oltre il 31 dicembre 2010 (o il 31 dicembre 2015 per i paesi con economie in transizione);    b) la distruzione o la decontaminazione attraverso metodi che non comportano rischi per l’ambiente:    - di tutti i PCB liquidi di cui alla lettera a) e degli altri PCB liquidi non contenenti più dello 0,005% in peso di PCB e non in apparecchiature, quanto prima ma non oltre il 31 dicembre 2015 (o il 31 dicembre 2020 per i paesi con economie in transizione);    - tutti i PCB liquidi di cui al punto 2, lettera a), entro il 31 dicembre 2029;    c) la decontaminazione o lo smaltimento delle apparecchiature di cui ai punti 1, lettera a) e 2, lettera a), attraverso metodi che non comportano rischi per l’ambiente. 2.  adoperarsi per:    a) individuare e rimuovere dalla circolazione apparecchiature (ad es. trasformatori, condensatori o altri recipienti contenenti liquidi) contenenti più dello 0,005% di PCB e volumi superiori a 0,05 dm³, nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il 31 dicembre 2025;    b) individuare altri articoli contenenti più dello 0,005% di PCB (ad es. guaine per cavi, materiali di calafataggio e oggetti verniciati) e gestirli conformemente al paragrafo 3 dell’articolo 3. 3.  assicurare che le apparecchiature di cui ai punti 1, lettera a), e 2, lettera a), non siano esportate o importate per fini diversi da quello di una gestione dei rifiuti senza rischi per l’ambiente. 4.  Promuovere le seguenti iniziative per controllare l’uso dei PCB e ridurre le esposizioni e i rischi:    a) limitare l’uso dei PCB alle apparecchiature intatte ed ermetiche e alle zone in cui è possibile ridurre al minimo il rischio di emissione nell’ambiente e porvi rapidamente rimedio;    b) evitare l’uso di PCB in apparecchiature situate in zone destinate alla produzione o alla trasformazione di alimenti e mangimi; in caso di uso di PCB in zone popolate, compresi gli ospedali e le scuole, adottare tutte le misure ragionevoli per prevenire i guasti elettrici che possano provocare incendi, e compiere regolarmente ispezioni delle apparecchiature per individuare eventuali perdite.   
6.         La nota a/ in calce all’allegato
I è soppressa.
7.         Alla fine dell’allegato I sono
aggiunte le seguenti note in calce:
“a/ Per “Esabromodifeniletere e
eptabromodifeniletere” si intende 2,2’,4,4’,5,5’- esabromodifeniletere (BDE-153,
n. CAS: 68631-49-2), 2,2’,4,4’,5,6’- esabromodifeniletere (BDE-154,
n. CAS: 207122-15-4), 2,2’,3,3’,4,5’,6 eptabromodifeniletere (BDE-175,
n. CAS: 446255-22-7), 2,2’,3,4,4’,5’,6- eptabromodifeniletere (BDE-183,
n. CAS: 207122-16-5) ed altri esa- ed eptabromodifenileteri presenti nelle
forme commerciali di ottabromodifeniletere.”
“b/ Per “Tetrabromodifeniletere e
pentabromodifeniletere” si intende 2,2’,4,4’-
tetrabromodifeniletere (BDE-47, n. CAS: 40088-47-9) e 2,2’,4,4’,5-
pentabromodifeniletere (BDE-99, n. CAS: 32534-81-9) ed altri
tetra- e pentabromodifenileteri presenti nelle forme commerciali di
pentabromodifeniletere.”
“с/ Per perfluorottano sulfonato (PFOS) si
intendono le sostanze definite dalla formula molecolare C8F17S02X, dove X = OH,
sale metallico, alogenuro, ammide o altri derivati compresi i polimeri.”
“d/ “Per “bifenili policlorurati” si
intendono i composti aromatici strutturati in modo tale che gli atomi di
idrogeno della molecola di bifenile (due anelli benzenici legati da un unico
legame carbonio-carbonio) possono essere sostituiti da un numero di atomi di
cloro da uno a dieci.”
G         Allegato II
1.         Nell’elenco, sono soppresse le
sostanze DDT, HCH e PCB nella tabella che figura dopo il primo paragrafo dell’allegato
II.
2.         Nell’elenco è aggiunta la seguente
sostanza, nell’ordine alfabetico appropriato:
 Sostanza || Dispositivi di attuazione 
 Perfluorottano sulfonato (PFOS)a/ || Usi limitati || Condizioni 
 a) Rivestimenti fotoresistenti o antiriflesso utilizzati per processi fotolitografici; b) rivestimenti fotografici applicati su pellicole, carta o lastre di stampa; c) trattamenti antiappannanti per cromatura dura a carattere non decorativo; VI) agenti imbibenti utilizzati in sistemi controllati di elettroplaccatura; d) fluidi idraulici per l’aviazione; e) determinati dispositivi medici (ad esempio produzione di copolimero di etilene-tetrafluoretilene (ETFE) a strati e radio-opaco, dispositivi medico-diagnostici in vitro, filtri colorati CCD). || Le parti si adoperano per eliminare questi usi non appena siano disponibili alternative adeguate. Entro il 2015, e in seguito almeno ogni quattro anni, le parti che fanno uso di queste sostanze forniscono una relazione sui progressi compiuti per eliminarle e informazioni sui progressi stessi all’organo esecutivo. Sulla base di queste relazioni, gli usi limitati di cui sopra vengono nuovamente sottoposti a valutazione. 
a/ Per perfluorottano sulfonato (PFOS) si
intendono le sostanze definite dalla formula molecolare C8F17SO2X, dove X = OH,
sale metallico, alogenuro, ammide o altri derivati compresi i polimeri.
H.        Allegato III
1.         Il testo sotto il titolo “Anno di
riferimento” per ciascuna delle sostanze elencate nell’allegato III è soppresso
e sostituito dal seguente:
“1990; oppure un altro anno a
scelta, dal 1985 al 1995 compreso; oppure, per i paesi con economie in
transizione, un altro anno, tra il 1985 e l’anno dell’entrata in vigore del
protocollo per una parte, e come specificato da tale parte all’atto della
ratifica, accettazione, approvazione o adesione”
2.         Nell’elenco, per la sostanza
esaclorobenzene, sotto il nome della sostanza è aggiunto il seguente testo: “CAS:
118-74-1”
3.         Nell’elenco è aggiunta la sostanza
PCB attraverso l’inserimento di una riga alla fine della tabella:
 PCBc/ || 2005; oppure un altro anno a scelta, dal 1995 al 2010 compreso; oppure, per i paesi con economie in transizione, un altro anno a scelta, tra il 1995 e l’anno dell’entrata in vigore del protocollo per una parte, e come specificato da tale parte all’atto della ratifica, accettazione, approvazione o adesione. 
4.         Dopo
la nota in calce b/ è aggiunta un’altra nota, come segue:
“c/ Bifenili
policlorurati (PCB), quali definiti nell’allegato I, se prodotti ed emessi non
intenzionalmente da fonti antropiche.”
I.         Allegato IV
1.         Al punto 2, all’interno della
parentesi, il termine “e” è soppresso e il testo “, e per un determinato tenore
di ossigeno” è aggiunto alla fine.
2.         Il paragrafo 3 è sostituito dal
testo seguente:
“3.        I valori limite si riferiscono
alle normali condizioni di funzionamento. Per le operazioni a processo
discontinuo, i valori limite si riferiscono a livelli medi registrati nel corso
dell’intero processo discontinuo — tra cui, ad esempio, il preriscaldamento,
riscaldamento e raffreddamento.»
3.         Al paragrafo 4, dopo il termine “norme”
è aggiunto “applicabili”, e prima dei termini “dal Comitato” è inserito “, ad
esempio,”
4.         Il paragrafo 6 è sostituito dai
seguenti testo e nota in calce:
“6.        Le emissioni di PCDD/F sono
indicate in equivalenti tossici totali (TEQ)1/. I valori del fattore
di equivalenza tossica da utilizzare ai fini del presente protocollo sono
conformi alle norme internazionali applicabili, a cominciare dai fattori
tossici equivalenti per PCDD/F per i mammiferi, adottati nel 2005 dall’Organizzazione
mondiale della sanità.”
“1/ L’equivalente tossico totale (TEQ) è definito sul piano operativo
dalla somma dei prodotti della moltiplicazione della concentrazione di ogni
composto per il valore del fattore di equivalenza tossica (TEF), ed è una stima
dell’attività totaledella miscela simile a quella di 2,3,7,8-TCDD. Precedentemente, l’abbreviazione per “equivalente tossico
totale” era “TE”.”
5.         Il paragrafo 7 è sostituito dai
seguenti testo e nota in calce:
“7. I valori limite seguenti, che si riferiscono ad
una concentrazione dell’11% di O2 nei gas di scarico, si applicano
ai seguenti tipi di inceneritore:
rifiuti solidi urbani
(fonte fissa esistente nella quale viene effettuata la combustione di più di 3 t/ora,
nonché ogni fonte fissa nuova)
0,1
ngTEQ/m3
rifiuti solidi sanitari
(fonte fissa esistente nella quale viene effettuata la combustione di più di 1 t/ora,
nonché ogni fonte fissa nuova)
fonte fissa nuova:  0,1 ngTEQ/m3
fonte
fissa esistente: 0,5 ng TEQ/m3
rifiuti pericolosi
(fonte fissa esistente nella quale viene effettuata la combustione di più di 1 t/ora,
nonché ogni fonte fissa nuova)
fonte fissa nuova: 0,1 ng TEQ/m3
fonte fissa esistente:  0,2 ng TEQ/m3
rifiuti industriali non
pericolosi1/2/
fonte fissa nuova: 0,1 ngTEQ/m3
fonte
fissa esistente: 0,5 ng TEQ/m3”
“1/ Incluso gli inceneritori per il
trattamento dei rifiuti da biomassa (che possono contenere
composti organici alogenati o metalli pesanti a seguito di un trattamento
protettivo o di rivestimento del legno e che comprendono in particolare i
rifiuti di biomassa derivanti dall’attività di costruzione e demolizione), ma
esclusi gli inceneritori che trattano solo altri rifiuti di biomassa.”
“2/ I paesi con economie in transizione
possono escludere la co-combustione di rifiuti industriali non pericolosi nei
processi industriali in cui tali rifiuti sono utilizzati come combustibile
aggiuntivo che contribuisce fino al 10% dell’energia,”
6.         Dopo il punto 7 sono aggiunti i
seguenti punti:
8.         Il valore limite
seguente, che si riferisce ad una concentrazione del 16% di O2
nei gas di scarico, si applica ai seguenti tipi di impianti di agglomerazione:
0,5 ng TEQ/m3
9.       Il
valore limite seguente, che si riferisce ad alla concentrazione effettiva di O2
nei gas di scarico, si applica ai seguenti tipi di fonti:
produzione
secondaria di acciaio - forno ad arco elettrico con una capacità di produzione
superiore a 2,5 t/ora di acciaio fuso per ulteriori
lavorazioni:
0,5 ng TEQ/m3
J.         Allegato VI
1.         Il testo esistente dell’allegato
diventa punto 1.
2.         Alla lettera a), dopo i termini “del presente protocollo” è
aggiunto “per una parte”.
3.         Il testo della lettera b) è
sostituito dal seguente:
“per le fonti fisse esistenti:
i)        otto anni a decorrere dalla data di
entrata in vigore degli emendamenti rilevanti per una parte; se necessario tale
periodo può essere esteso per fonti fisse esistenti specifiche conformemente al
periodo di ammortamento previsto dalla normativa nazionale; oppure
ii)       fino a quindici anni a decorrere dalla
data di entrata in vigore del presente protocollo per una parte, se questa è un
paese con un’economia in transizione”.
4.         Alla fine dell’allegato è aggiunto
un nuovo paragrafo 2, con il seguente testo:
“2. Le scadenze per l’applicazione dei valori
limite e delle migliori tecniche disponibili che sono stati aggiornati o
introdotti a seguito dell’emendamento del presente protocollo sono le seguenti:
(a)          
per fonti fisse nuove, due anni a decorrere dalla
data di entrata in vigore degli emendamenti rilevanti per la parte interessata;
b)         per le fonti fisse esistenti:
i)  otto anni a decorrere dalla data di entrata in
vigore degli emendamenti rilevanti per una parte; oppure
ii) fino a quindici anni a decorrere dalla data di
entrata in vigore dell’emendamento rilevante per una parte, se questa è un
paese con un’economia in transizione”.
K.        Allegato VIII
1.         Nella seconda frase della parte I,
prima dei termini “all’allegato V” è inserito «ai documenti di orientamento di
cui”.
2.         La descrizione della categoria 1
nella tabella della parte II è soppressa e sostituita 
dal seguente testo: “Incenerimento di rifiuti (compreso il
coincenerimento): rifiuti urbani, pericolosi, non pericolosi e sanitari, e
fanghi di depurazione.”
3.         Le
seguenti nuove categorie sono aggiunte nella tabella della parte II:
 13 || Processi specifici di produzione di sostanze chimiche con formazione ed emissione non intenzionale di inquinanti organici persistenti, e in particolare la produzione di clorofenoli e cloranile. 
 14 || Processi termici nell’industria metallurgica, metodi a base di cloro.   
 ARTICOLO 2: RAPPORTO CON IL PROTOCOLLO SUGLI INQUINANTI ORGANICI PERSISTENTI 
Nessuno Stato o organizzazione regionale di
integrazione economica può depositare uno strumento di accettazione del
presente emendamento senza aver precedentemente, o simultaneamente, depositato
uno strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione al
protocollo sugli inquinanti organici persistenti.
ARTICOLO 3: ENTRATA IN VIGORE
1.         A norma dell’articolo 14, paragrafo 3, del protocollo sugli
inquinanti organici persistenti, il presente emendamento entra in vigore il
novantesimo giorno successivo alla data in cui i due terzi delle parti del
protocollo hanno depositato i loro strumenti di accettazione presso il
depositario.
2.         Dopo l’entrata in vigore del
presente emendamento, come indicato al paragrafo 1, esso entra in vigore per
tutte le altre parti contraenti il protocollo il novantesimo giorno successivo
alla data del deposito del loro strumento di accettazione.
ALLEGATO
documento accluso
alla proposta di
Decisione del Consiglio
relativa all’accettazione degli
emendamenti del protocollo del 1998 della convenzione del 1979
sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante
gli inquinanti organici persistenti
Decisione 2009/2
Elenco delle paraffine clorurate a catena corta e dei
naftaleni policlorurati negli allegati I e II del protocollo del 1998 sugli
inquinanti organici persistenti
Le
parti del protocollo del 1998 sugli inquinanti organici persistenti, riunite in
occasione della ventisettesima seduta dell’organo esecutivo,
decidono di emendare il protocollo del
1998 sugli inquinanti organici persistenti (“protocollo POP”) della convenzione
sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza, come segue:
ARTICOLO 1: EMENDAMENTO
A.        Allegato I
1.         Nell’elenco sono aggiunte le
seguenti sostanze, in ordine alfabetico appropriato, inserendo le seguenti
righe:
 Naftaleni policlorurati (PCN)     || Produzione || Nessuna 
 Uso || Nessuna 
 Paraffine clorurate a catena cortad/ || Produzione || Nessuna, salvo per la produzione per gli usi elencati nell’allegato II. 
 Uso || Nessuna, salvo per gli usi elencati nell’allegato II. 
2.         Alla fine dell’allegato I è
aggiunta la seguente nota in calce:
“d/Per paraffine clorurate a
catena corta si intendono gli alcani clorurati con una catena di carbonio lunga
da 10 a 13 atomi di carbonio e un grado di clorurazione superiore al 48% in
peso.”
B:        Allegato II
Nell’elenco
è aggiunta la seguente sostanza, nell’ordine alfabetico appropriato:
 Paraffine clorurate a catena cortab/ || a) materiali ignifughi di gomma utilizzati in nastri trasportatori nell’industria mineraria; b) materiali ignifughi nei sigillanti per dighe. || Le parti si adoperano per eliminare questi usi non appena siano disponibili alternative adeguate. Entro il 2015, e in seguito almeno ogni quattro anni, le parti che fanno uso di queste sostanze forniscono una relazione sui progressi compiuti per eliminarle e informazioni sui progressi stessi all’organo esecutivo. Sulla base di queste relazioni, gli usi limitati di cui sopra vengono nuovamente sottoposti a valutazione. 
2.         Alla fine dell’allegato II è aggiunta la
seguente nota in calce:
b/Per
paraffine clorurate a catena corta si intendono gli alcani clorurati con una
catena di carbonio lunga da 10 a 13 atomi di carbonio e un grado di
clorurazione superiore al 48% in peso.
ARTICOLO 2: RAPPORTO CON IL PROTOCOLLO SUGLI INQUINANTI
ORGANICI PERSISTENTI
Nessuno Stato o organizzazione
regionale di integrazione economica può depositare uno strumento di
accettazione del presente emendamento senza aver precedentemente, o
simultaneamente, depositato uno strumento di ratifica, accettazione,
approvazione o di adesione al protocollo sugli inquinanti organici persistenti.
ARTICOLO 3: ENTRATA IN VIGORE
1.         A norma dell’articolo 14,
paragrafo 3, del protocollo sugli inquinanti organici persistenti, il presente
emendamento entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data in cui i
due terzi delle parti contraenti il protocollo sugli inquinanti organici
persistenti hanno depositato i loro strumenti di accettazione presso il
depositario.
2.         Dopo l’entrata in vigore del
presente emendamento, come indicato al paragrafo 1, esso entra in vigore per
tutte le altre parti contraenti il protocollo il novantesimo giorno successivo
alla data del deposito del loro strumento di accettazione.