CELEX: C2004/179/22
Language: it
Date: 2004-07-10 00:00:00
Title: causa T-152/04: Ricorso della GRAFTECH INTERNATIONAL LTD contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 26 aprile 2004

10.7.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 179/11
            
         Ricorso della GRAFTECH INTERNATIONAL LTD contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 26 aprile 2004
   (causa T-152/04)
   (2004/C 179/22)
   lingua processuale: l'inglese
   Il 26 aprile 2004 la GRAFTECH INTERNATIONAL LTD, con sede in Wilmington, Delaware (USA), rappresentata dai sigg. K.P.E. Lasok QC e B. Hartnett Barristers, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha presentato dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione impugnata;
            
         
               —
            
            
               in subordine, nell'esercizio della sua piena e libera giurisdizione, modificare la decisione impugnata nel senso che gli interessi dell'8,04 % decorrano solo dal mese di settembre 2003 ovvero riducendo il loro tasso;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Oggetto del presente ricorso è una decisione della Commissione, contenuta in una lettera del 17 febbraio 2004, con cui essa ha imposto alla ricorrente interessi dell'8,04 % anziché del 6,04 % su un'ammenda che le aveva inflitto con decisione 18 luglio 2001 (1).
   A sostegno del ricorso la GRAFTECH INTERNATIONAL LTD fa valere che la Commissione ha illegalmente voluto imporle il più elevato tra i due possibili tassi d'interesse. A suo avviso, il ritardo nel pagamento dell'ammenda ovvero nella costituzione di un'adeguata garanzia finanziaria per la stessa dipendeva dal fatto — riconosciuto dalla Commissione — che essa non era in condizione di pagare l'ammenda nonché dalla difficoltà delle parti di accordarsi su una garanzia finanziaria soddisfacente. La ricorrente ritiene che non si sarebbe dovuto trattarla da inadempiente alla luce della sua decisione di presentare ricorso contro la decisione che disponeva l'ammenda nonché della natura e del contenuto delle trattative intraprese in buona fede.
   La ricorrente rimprovera poi alla Commissione una violazione dell'art. 86, n. 5, del regolamento n. 2342/2002 (2).
   Lamenta che con il suo comportamento la Commissione l'abbia indotta a credere legittimamente che le sarebbe stato praticato un interesse del 6,04 %.
   La ricorrente invoca una violazione del principio di buona amministrazione perché la Commissione non ha acconsentito ad una forma di garanzia finanziaria soddisfacente. Contesta inoltre alla Commissione di non averla chiaramente informata che avrebbe applicato il tasso d'interesse maggiore per tutta la durata delle trattative.
   Infine, la ricorrente reputa la decisione impugnata sproporzionata. Sostiene che gli interessi di mora rispondono alla logica di prevenire manovre dilatorie e non a quella di penalizzare trattative intraprese in buona fede nelle quali la Commissione si è impegnata spontaneamente e che essa ha portato avanti con i propri ritmi.
   
      (1)  Decisione della Commissione 18 luglio 2001, relativa ad un procedimento ai sensi dell'articolo 81 del trattato CE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE — Caso COMP/E-1/36.490 — Elettrodi di grafite (GU 2002 L 100, pag. 1).
   
      (2)  Regolamento (CE, Euratom) della Commissione 23 dicembre 2002, n. 2342, recante modalità d'esecuzione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 357, pag. 1).