CELEX: C2002/097/30
Language: it
Date: 2002-04-20 00:00:00
Title: Causa T-43/02: Ricorso della Jungbunzlauer AG contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 25 febbraio 2002

C 97/16                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       20.4.2002
La convenuta rileva anche l’esistenza di una seconda intesa               Ricorso della Jungbunzlauer AG contro la Commissione
sulle birre vendute con i marchi di distributori, conclusa tra la            delle Comunità europee, proposto il 25 febbraio 2002
Interbrew, la Alken-Maes e la Haacht e la Martens, riguardante
una ripartizione del mercato e una concertazione sui prezzi.
Per questa seconda intesa la decisione non condanna la                                             (Causa T-43/02)
ricorrente per il comportamento della sua ex controllata,
giacché non vi sarebbe stata implicata.
                                                                                                    (2002/C 97/30)
La ricorrente non mette in discussione gli accertamenti che                                   (Lingua processuale: il tedesco)
servono di base alla decisione impugnata. A sostegno dei suoi
assunti essa fa valere i seguenti motivi e principali argomenti:
—     La Commissione ha violato i principi di proporzionalità             Il 25 febbraio 2002 la Jungbunzlauer AG, con sede in Basilea
      e di parità di trattamento fissando un «importo di base»            (Svizzera), rappresentata dai sigg. R. Bechtold, M. Karl e
      dell’ammenda di 25 milioni di EUR.                                  U. Soltész, Rechtsanwälte, ha proposto, dinanzi al Tribunale di
                                                                          primo grado delle Comunità europee, un ricorso contro la
                                                                          Commissione delle Comunità europee.
—     La decisione non sarebbe fondata in fatto, in quanto
      accerta che l’infrazione è durata dal 28 gennaio 1993 al
      28 gennaio 1998. Ciò facendo, la Commissione avrebbe
                                                                          La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      applicato un eccessivo fattore moltiplicatore all’importo
      dell’ammenda.
                                                                          —     annullare la decisione della Commissione 5 dicembre
                                                                                2001 (caso COMP/E-1/36.604 — Acido cidrico);
—     La decisione non sarebbe fondata in fatto ove rileva
      l’esistenza di una coercizione esercitata dalla ricorrente
      per costringere la Interbrew a collaborare all’intesa.              —     in subordine, ridurre l’ammenda inflitta dall’art. 3 della
                                                                                decisione;
—     La decisione non sarebbe fondata né in diritto né in fatto
      nell’aumentare l’ammenda a causa della circostanza che              —     condannare la convenuta alle spese.
      la ricorrente è stata già due volte condannata. In propo-
      sito, la Commissione avrebbe violato i principi «nulla
      poena sine lege», «non bis in idem» e della certezza del
      diritto.
                                                                          Motivi e principali argomenti
—     La decisione non sarebbe fondata né in diritto né in fatto
      ove riduce l’ammenda solo del 10 % per circostanze
      attenuanti. In realtà, la decisione avrebbe negato di               Oggetto della controversia è la decisione della Commissione
      considerare l’influenza del regime di controllo dei prezzi          5 dicembre 2001 (caso COMP/E-1/36.604 — Acido cidrico),
      e la tradizione di concertazione nel settore della birra, la        in cui la Commissione ha accertato che la ricorrente e quattro
      mancanza di effetti dell’intesa sul mercato, la dipendenza          altre imprese hanno violato l’art. 81, n. 1, CE e l’art. 53, n. 1,
      della Alken-Maes di fronte alla posizione dominante della           dell’accordo SEE, in quanto hanno partecipato a un accordo
      Interbrew, le difficoltà finanziarie della Alken-Maes ed il         continuato e/o a pratiche concordate nel settore dell’acido
      contesto di crisi del periodo in esame.                             cidrico. Alla ricorrente è stata inflitta un’ammenda dell’importo
                                                                          di EUR 17,64 milioni.
—     La decisione non sarebbe fondata né in diritto né in fatto
      ove conclude che la ricorrente ha contestato i fatti dedotti
      contro di essa. Per questo motivo la ricorrente avrebbe             In primo luogo la ricorrente fa valere che la decisione è rivolta
      dovuto fruire di una sostanziale riduzione dell’ammenda.            al destinatario sbagliato. In realtà essa avrebbe dovuto essere
                                                                          inviata alla Jungbunzlauer GesmbH, una società consociata
                                                                          della ricorrente.
La ricorrente fa anche valere una violazione dei suoi diritti
della difesa, nonché dell’obbligo di motivazione che incombe
alla Commissione.                                                         La ricorrente fa valere che la Commissione non avrebbe
                                                                          sufficientemente dimostrato le conseguenze effettive sul mer-
                                                                          cato e avrebbe rifiutato di valutare a favore della ricorrente il
                                                                          fatto che la Jungbunzlauer GesmbH avrebbe svolto nell’intesa
                                                                          un ruolo particolare.
 ---pagebreak--- 20.4.2002               IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 97/17
Successivamente, la ricorrente sostiene che la Commissione                   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
nella determinazione delle ammende non avrebbe tenuto
conto delle dimensioni delle imprese considerate, che essa
avrebbe inflitto alla ricorrente due ammende distinte nei casi               —     annullare la decisione della Commissione delle Comunità
«acido cidrico» e «gluconato ferroso» (1), anche se i due prodotti                 europee 11 dicembre 2001 C(2001)3693 definitiva [nel
in questione appartenono alla medesima famiglia di prodotti e                      procedimento COMP/E-37.919 (ex 37.391) — commis-
avrebbero richiesto un trattamento congiunto. La ricorrente                        sioni bancarie per il cambio delle monete della zona euro:
sostiene che l’ammenda inflittale sarebbe eccessivamente ele-                      Germania], nella parte in cui riguarda la ricorrente;
vata e che la Commissione avrebbe applicato il limite massimo
del 10 % di cui all’art. 15, n. 2, del regolamento 17/62, in                 —     in via subordinata, annullare l’ammenda inflitta alla
modo diverso a fattispecie comparabili, e ciò avrebbe condotto                    ricorrente o, in via ulteriormente subordinata, ridurla;
ad una pesante discriminazione della ricorrente. Tale modo di
procedere implica una violazione del principio di proporziona-
lità, degli orientamenti della Commissione e della sua stessa                —     condannare la convenuta alle spese del procedimento.
prassi. Inoltre tale metodo condurrebbe ad una discriminazione
ai danni delle piccole e medie imprese e violerebbe in tal
modo il principio generale di uguaglianza e il principio della
determinazione individuale dell’ammenda.
                                                                             Motivi e principali argomenti
Inoltre la ricorrente sostiene che la Commissione si sarebbe
rifiutata di tener conto nella determinazione dell’ammenda del
fatto che, per la stessa fattispecie, erano già state inflitte               La ricorrente propone un ricorso avverso la decisione 11
ammende negli USA e in Canadà, e ciò costituirebbe un errore                C(2001)3693 adottata l’11 dicembre 2001 con cui la conve-
di valutazione.                                                              nuta ha chiuso un procedimento ai sensi dell’art. 81 del
                                                                             Trattato CE concernente il caso COMP/E-1/37.919 (ex 37.391)
                                                                             — commissioni bancarie per il cambio delle valute della zona
Infine la ricorrente sostiene che il suo diritto a far valere le             euro.
proprie osservazioni nell’ambito del procedimento sarebbe
stato violato, in quanto la Commissione non le avrebbe dato
accesso all’insieme degli atti dell’inchiesta. A causa della lunga
durata del procedimento, la legittima crescita dell’impresa                  La decisione impugnata 11 dicembre 2001 della convenuta,
avrebbe agito a suo danno, perché con la detta crescita sarebbe              notificata ad Amburgo (Germania), in data 19 dicembre 2001,
anche aumentata la probabile entità dell’ammenda. Inoltre, a                 sarebbe illegittima.
causa degli indugi nella trattazione del procedimento, la
ricorrente sarebbe compresa nell’ambito di applicazione della
nuova e notevolmente più severa prassi della Commissione in
materia di ammende.                                                          Essa costituirebbe una violazione delle norme del Trattato CE
                                                                             e delle regole di diritto relative alla sua applicazione (art. 230,
                                                                             n. 2, del Trattato CE) e pertanto dovrebbe essere dichiarata
(1) Cfr. la decisione della Commissione 2 ottobre 2001, C (2001)             nulla. La convenuta avrebbe basato la sua decisione su
    2931 def., nella causa T-312/01, Jungbunzlauer/Commissione,              circostanze di fatto non pertinenti. La ricorrente avrebbe
    non ancora pubblicata, impugnata dalla ricorrente.                       partecipato alla riunione decisiva degli operatori di cambio del
                                                                             15 ottobre 1997 solo per caso fortuito. La riunione degli
                                                                             operatori di cambio non soddisfa le condizioni per configurare
                                                                             un accordo restrittivo della concorrenza ai sensi dell’art. 81 del
                                                                             Trattato CE.
Ricorso della Vereins- und Westbank AG contro la
Commissione delle Comunità europee, proposto il 28 feb-                      Le affermazioni in senso contrariodella convenuta si basano su
                             braio 2002                                      indagini insufficienti e su pregiudizi nonché su un erronea
                                                                             valutazione delle prove.
                          (Causa T-54/02)
                           (2002/C 97/31)                                    Il procedimento amministrativo non si sarebbe svolto secondo
                                                                             i principi del diritto comunitario in quanto sono stati violati in
                    (Lingua processuale: il tedesco)                         modo continuativo i diritti della difesa come il diritto a essere
                                                                             sentito e il diritto di accesso al fascicolo.
Il 28 febbraio 2002 la Vereins- und Westbank AG, con sede in
Amburgo, con gli avv.ti Dr. Joseph Lothar Schulte, Michael                   Inoltre, la decisione sarebbe stata adottata in violazione di
Ewen e Dr. Alexandra Neus, ha proposto dinanzi al Tribunale                  forme sostanziali ai sensi dell’art. 230, n. 2, del Trattato CE;
di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la                   in particolare, la convenuta non avrebbe sufficientemente
Commissione delle Comunità europee.                                          motivato la decisione.