CELEX: 62021TN0166
Language: it
Date: 2021-03-29 00:00:00
Title: Causa T-166/21: Ricorso proposto il 29 marzo 2021 — Autorità di sistema portuale del Mare Ligure occidentale e a./Commissione

17.5.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 189/23
            
         
      Ricorso proposto il 29 marzo 2021 — Autorità di sistema portuale del Mare Ligure occidentale e a./Commissione
      (Causa T-166/21)
      (2021/C 189/26)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Autorità di sistema portuale del Mare Ligure occidentale e altri 15 parti ricorrenti (rappresentanti: F. Munari, I. Perego, G. Roberti, S. Zunarelli, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare gli art, 1, 2, 3 e 4 della decisione della Commissione;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Il presente ricorso si rivolge contro la decisione della Commissione del 4 dicembre 2020 n. C(2020) 8498 final relativa al regime di aiuti SA.38399 2019/C (ex 2018/E) cui l’Italia ha dato esecuzione — Tassazione dei porti in Italia.
      Questa decisione ha qualificato come aiuto di Stato l’esenzione, di cui godono le autorità di sistema portuali in Italia, dell’imposta sul reddito delle società.
      A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono i seguenti motivi ed argomenti.
      
                  1.
               
               
                  La decisione è errata e parimenti viola l’art. 107, par. 1, TFUE nella parte in cui sostiene che le Autorità di Sistema Portuali svolgerebbero un’attività economica nei termini individuati dalla Commissione. Si fa valere a questo riguardo che la Commissione avrebbe erroneamente ritenuto di poter trasporre i criteri elaborati nella prassi e nella giurisprudenza in relazione ai porti di altri Stati membri, ovvero ad altri tipi di infrastrutture, in violazione altresì dei principi generali della parità di trattamento e di buona amministrazione.
               
            
                  2.
               
               
                  La decisione è altresì errata e viola l’art. 107, par. 1, TFEU nella parte in cui la Commissione ha travisato le difese formulate dall’Italia con riguardo all’inesistenza di un mercato, trattandosi di un settore non aperto alla concorrenza per scelta del legislatore nazionale.
               
            
                  3.
               
               
                  La Commissione ha inoltre violato l’art. 345 TFUE, gli artt. 3, 7 e 121 TFUE, nonché molteplici principi di diritto UE atteso che non ha considerato che il Trattato non pregiudica il diritto degli Stati membri di mantenere la proprietà pubblica dei beni e delle infrastrutture portuali e di affidarne e riservarne in via esclusiva la regolazione e l’amministrazione a entità infrastatali come le Autorità di Sistema Portuale.
               
            
                  4.
               
               
                  La decisione è errata e viola l’art. 107, par. 1, TFUE nella misura in cui:
                  
                              —
                           
                           
                              ha ritenuto sussistente un trasferimento di risorse statali;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              ha ritenuto selettivo il regime di tassazione delle Autorità di Sistema Portuale; e
                           
                        
                              —
                           
                           
                              ha ritenuto sussistente il regime tassazione dei porti italiani fosse idoneo ad alterare la concorrenza e gli scambi tra Stati membri.
                           
                        
            
                  5.
               
               
                  La decisione è altresì affetta da un difetto di istruttoria e di motivazione.