CELEX: 31979R1681
Language: it
Date: 1979-08-01 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 1681/79 del Consiglio, del 1° agosto 1979, che modifica il regolamento (CEE) n. 459/68 relativo alla difesa contro le pratiche di dumping, premi o sovvenzioni da parte dei paesi non membri della Comunità economica europea

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31979R1681

Regolamento (CEE) n. 1681/79 del Consiglio, del 1° agosto 1979, che modifica il regolamento (CEE) n. 459/68 relativo alla difesa contro le pratiche di dumping, premi o sovvenzioni da parte dei paesi non membri della Comunità economica europea  

Gazzetta ufficiale n. L 196 del 02/08/1979 pag. 0001 - 0006

++++REGOLAMENTO ( CEE ) N . 1681/79 DEL CONSIGLIO  del 1° agosto 1979  che modifica il regolamento ( CEE ) n . 459/68 relativo alla difesa contro le pratiche di dumping , premi o sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE ,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , in particolare l ' articolo 113 ,  vista la proposta della Commissione ,  considerando che il regolamento ( CEE ) n . 459/68 ( 1 ) , modificato da ultimo dal regolamento ( CEE ) n . 1411/77 ( 2 ) , istituisce norme comuni sulla difesa contro le pratiche di dumping , premi o sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità , in conformità degli obblighi internazionali esistenti , in particolare quelli derivanti dall ' articolo VI del GATT e dal codice antidumping ;  considerando che , dall ' applicazione di alcune di tali nonne emerge l ' opportunità di chiarire alcuni concetti contenuti nelle norme suddette , tenendo conto tra l ' altro della prassi vigente tra i principali partner della Comunità ;  considerando in particolare che è opportuno inserire l ' espressione « valore normale » nelle norme relative alla determinazione del dumping ;  considerando che , nelle situazioni in cui il prezzo di un prodotto simile sul mercato interno non consenta un valido confronto , è opportuno inserire l ' espressione « valore costruito » e confermare la posizione della Comunità in merito al problema del profitto da aggiungere al momento della determinazione del « valore costruito » ;  considerando che è opportuno fornire esempi di situazioni nelle quali talune vendite possono considerarsi come non effettuate nel corso di normali operazioni commerciali , soprattutto per i casi in cui un prodotto viene venduto a prezzi inferiori al costo di produzione , e che è altresì opportuno indicare i metodi che possono essere seguiti per determinare il valore normale ;  considerando che è opportuno codificare la prassi in uso nella Comunità nel caso di importazioni in provenienza da paesi non retti da una economia di mercato ;  considerando che è opportuno definire il prezzo all ' esportazione ed elencare gli elementi da prendere in considerazione qualora sia necessario ricostruire tale prezzo partendo dal primo prezzo sul mercato libero ;  considerando che , per ciò che si rifersice agli elementi da considerare per confrontare il prezzo all ' esportazione ed il valore normale , è bene mettere in evidenza che l ' onere della prova spetta alla persona che chiede di prendere in considerazione tali elementi , ed indicare le circostanze che possono motivare adeguamenti ;  considerando che occorre precisare l ' espressione « margine di dumping » e codificare la prassi in vigore nella Comunità in materia di metodi di calcolo nei casi di variazione dei prezzi o dei margini ;  considerando che è opportuno precisare le norme per la determinazione del pregiudizio , ed in particolare far sì che i pregiudizi causati da altri fattori non possano essere attribuiti al dumping ;  considerando che è opportuno precisare le circostanze nelle quali le parti interessate possono accedere alle informazioni utilizzate nel corso delle indagini e possono chiedere di essere informate sui fatti e sulle considerazioni essenziali in base a cui si può prevedere di raccomandare misure definitive ;  considerando che , per scoraggiare le pratiche di dumping , è opportuno - nei casi in cui dalla constatazione definitiva dei fatti risulta l ' esistenza di dumping e pregiudizio - prevedere la possibilità di riscuotere definitivamente dazi provvisori , anche se , per motivi specifici , non si decide l ' imposizione di un dazio antidumping definitivo ;  considerando che è opportuno modificare talune norme che disciplinano la proroga di misure antidumping temporanee rivelatesi inapplicabili nei casi in cui vi sono diversi importatori o esportatori ;  considerando che è opportuno elaborare una procedura semplificata per esaminare le domande di rimborso di dazi antidumping ;  considerando che le modifiche contenute nel presente regolamento lasciano impregiudicate ulteriori modifiche della regolamentazione comunitaria antidumping , risultanti dai negoziati commerciali multilaterali nel quadro del GATT ,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :  Articolo 1  Il testo dell ' articolo 3 del regolamento ( CEE ) n . 459/68 è sostituito dal seguente testo :  « Articolo 3  1 . Un prodotto introdotto sul mercato della Comunità è considerato come formante oggetto di dumping quando il suo prezzo all ' esportazione verso la Comunità e inferiore al valore normale di un prodotto simile .  2 . a ) Ai sensi del presente articolo , per valore normale s ' intende :  aa ) il prezzo comparabile realmente pagato o pagabile nel corso di normali operazioni commerciali per un prodotto simile , destinato al consumo nel paese d ' esportazione o di origine , oppure  bb ) quando , nel corso di normali operazioni commerciali sul mercato interno del paese esportatore , non si ha nessuna vendita di un prodotto simile o quando , a causa della situazione particolare del mercato , vendite del genere non consentono un valido confronto :  i ) il prezzo comparabile di un prodotto simile , se quest ' ultimo è esportato verso un paese terzo ; in questo caso , tale prezzo potrà essere il prezzo all ' esportazione più elevato , purchù esso sia un prezzo rappresentativo ; o  ii ) il valore costruito , cioè il costo di produzione - comprese le spese generali - nel paese di origine , maggiorato di un equo margine di profitto . Di regola , e purchù sia realizzato un normale profitto dalla vendita di prodotti della stessa categoria generale sul mercato interno del paese di origine , la maggiorazione per il profitto non dovrà essere superiore a detto normale profitto . In altri casi , la maggiorazione sarà stabilita su qualsiasi base equa , utilizzando le informazioni disponibili .  b ) Qualora esistano validi motivi per ritenere , o supporre , che il prezzo al quale un prodotto è realmente venduto per il consumo nel paese d ' origine sia inferiore al suo costo di produzione , le vendite effettuate a tale prezzo possono essere considerate come non effettuate nel corso di normali operazioni commerciali se :  aa ) esse si estendono su un arco di tempo abbastanza lungo e riguardano quantitativi di rilievo , e se  bb ) i prezzi praticati non consentono il ricupero di tutti i costi entro un termine ragionevole nel corso di normali operazioni commerciali .  In tali circostanze , il valore normale può essere determinato in base alle rimanenti vendite sul mercato interno , effettuate ad un prezzo non inferiore al costo di produzione , o in base alle vendite all ' esportazione destinate a paesi terzi , oppure in base al valore costruito , ovvero ancora adeguando il prezzo inferiore al costo di produzione , menzionato sopra , allo scopo di eliminare le perdite e di prevedere un profitto equo . Il calcolo del valore normale si base sulle informazioni disponibili .  c ) Nel caso di importazioni in provenienza da paesi non retti da un ' economia di mercato , in particolare da quelli cui si applicano i regolamenti ( CEE ) nn . 2532/78 ( 3 ) e 925/79 ( 4 ) , il valore normale è determinato in maniera appropriata ed equa , in base ad uno dei seguenti criteri :  aa ) al prezzo al quale un prodotto simile di un paese terzo a economia di mercato è realmente venduto :  i ) per il consumo , sul mercato interno di tale paese , o  ii ) ad altri paesi , compresa la Comunità ;  o  bb ) al valore costruito di un prodotto simile in un paese terzo ad economia di mercato ; oppure  cc ) qualora nù i prezzi nù il valore costruito , stabiliti conformemente ai precedenti punti aa ) o bb ) , forniscano una base adeguata , al prezzo realmente pagato o pagabile nella Comunità per un prodotto simile , se necessario debitamente adeguato per includere un equo margine di profitto .  d ) Se un prodotto non è importato direttamente dal paese d ' origine , ma è esportato verso la Comunità da un paese intermedio , il valore normale sarà il prezzo comparabile , realmente pagato o pagabile per un prodotto simile sul mercato interno sia del paese di esportazione che del paese di origine . Quest ' ultima base potrebbe essere appropriata , tra l ' altro , se il prodotto transitasse semplicemente nel paese di esportazione , o se tali prodotti non fossero fabbricati nel paese di esportazione , oppure se non esistessero prezzi comparabili per tali prodotti nel paese di esportazione .  3 . a ) Il prezzo all ' esportazione è il prezzo realmente pagato o pagabile per il prodotto venduto ai fini dell ' esportazione verso la Comunità .  b ) Quando non esiste prezzo all ' esportazione , oppure quando esiste un ' associazione o un accordo di compensazione tra l ' esportatore e l ' importatore , o una terza parte , il prezzo all ' esportazione può essere definito sulla base del prezzo al quale il prodotto importato e rivenduto per la prima volta ad un acquirente indipendente , ovvero , se il prodotto non viene rivenduto ad un acquirente indipendente o non viene rivenduto nello stato in cui è avvenuta la sua importazione , in funzione di una qualsiasi ragionevole base . In questi casi sarà tenuto conto di tutte le spese effettuate tra l ' importazione e la rivendita , compresi tutti i dazi e le tasse , nonchù di un equo margine di profitto .  Tali adeguamenti comprendono in particolare i seguenti elementi :  aa ) trasporto normale , assicurazione , manutenzione , scarico e spese accessorie ;  bb ) dazi doganali , dazi antidumping ed altre tasse pagabili nel paese d ' importazione per l ' importazione o la vendita delle merci ;  cc ) un ragionevole margine per le spese generali ed i profitti e/o tutte le commissioni normalmente pagate o convenute .  4 . a ) Per poter stabilire un valido confronto , il prezzo all ' esportazione ed il valore normale saranno comparati allo stesso stadio commerciale che , in linea di massima , è quello dell ' uscita dalla fabbrica , e a date il più possibile ravvicinate .  b ) In ciascun caso , a seconda delle sue caratteristiche , si terrà debitamente conto delle differenze esistenti nelle condizioni e modalità di vendita , delle differenze di tassazione e delle altre differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi , purchù le parti che chiedono che tali differenze siano prese in considerazione possano sufficientemente comprovare che tale richiesta è giustificata .  Per determinare gli adeguamenti da effettuare , si applicano i seguenti criteri :  aa ) differenze nella natura delle merci : gli adeguamenti devono basarsi in linea di massima sull ' effetto di tali differenze sul valore di mercato nel paese d ' origine o di esportazione ; tuttavia , quando i dati relativi ai prezzi vigenti sul mercato interno del paese stesso non sono disponibili o non consentono un valido confronto , il calcolo deve basarsi sui costi di produzione degli elementi che determinano tali differenze ;  bb ) differenze di quantità : si procede agli adeguamenti quando l ' ammontare di una differenza di prezzo è dovuto in parte , o interamente , a uno dei seguenti fattori :  i ) sconti sui prezzi per vendite in grandi quantità , liberamente concessi nel corso di normali operazioni commerciali in un precedente periodo di tempo rappresentativo , di norma non inferiore a sei mesi , ed in proporzioni notevoli , generalmente non inferiori al 20 % , del totale delle vendite del prodotto in questione , effettuate sul mercato interno o , se del caso , sul mercato di un paese terzo ; possono essere ammessi gli sconti differiti , se si basano su una prassi stabile nel corso di periodi antecedenti , o sull ' impegno di soddisfare le condizioni richieste per avere diritto allo sconto differito ,  ii ) risparmi nel costo di produzione di differenti quantità .  Tuttavia , quando il prezzo all ' esportazione si basa su quantità inferiori al quantitativo minimo venduto sul mercato interno , o eventualmente a paesi terzi , l ' adeguamento viene calcolato in modo tale da riflettere il prezzo più alto al quale la quantità minore sarebbe venduta sul mercato interno , o eventualmente su quello di un paese terzo ;  cc ) differenze nelle condizioni e modalità di vendita : in linea di massima gli adeguamenti si limitano alle differenze in diretto rapporto con le vendite in questione , quali , per esempio , le differenze delle condizioni di credito , garanzie , cauzioni , assistenza tecnica , manutenzione e commissioni ; l ' importo di tali adeguamenti viene normalmente stabilito in base al costo di tali differenze al venditore , benche si possa prendere in considerazione anche il loro effetto sul valore del prodotto ;  dd ) ripartizioni dei costi : in linea di massima tutti i calcoli dei costi devono basarsi sui dati contabili disponibili , normalmente ripartiti , se necessario , in modo proporzionale alla cifra d ' affari per ciascun prodotto e ciascun mercato in questione .  c ) Un prodotto non può essere considerato oggetto di dumping per il fatto che esso è esente da dazi o tasse gravanti su un prodotto simile , quando quest ' ultimo è destinato al consumo nel paese di origine o di esportazione , o per il fatto che tali dazi o tasse sono rimborsati .  5 . Per « margine di dumping » si deve intendere l ' importo di cui il valore normale supera il prezzo all ' esportazione .  Quando i prezzi variano , il margine di dumping può essere stabilito transazione per transazione , oppure riferendosi ai prezzi più frequentemente applicati , rappresentativi o medi ponderati .  Quando i margini di dumping variano , questi possono essere oggetto di un calcolo di media ponderata » .  Articolo 2  Il testo dell ' articolo 4 , paragrafi 1 , 2 e 3 , del regolamento ( CEE ) n . 459/68 è sostituito dal testo seguente :  « 1 . La valutazione degli effetti delle importazioni che formano oggetto di dumping sulla produzione considerata deve basarsi sull ' esame di tutti i fattori che incidono sull ' andamento di detta produzione , quali l ' evoluzione e le prospettive per quanto riguarda la cifra d ' affari , l ' aliquota di mercato , i profitti , i prezzi ( compresa l ' entità del divario in più o in meno tra il prezzo alla consegna del prodotto sdoganato ed il prezzo comparabile più rappresentativo di un prodotto simile , in caso di transazioni commerciali normali nella Comunità ) , l ' occupazione , il volume delle importazioni che costituiscono oggetto di dumping , il volume delle altre importazioni , il grado di utilizzazione del potenziale produttivo comunitario , la produttività e le pratiche commerciali restrittive . Uno solo , o diversi criteri tra quelli citati non costituiscono necessariamente una base di giudizio determinante .  2 . Per stabilire se le importazioni che costituiscono oggetto di dumping causino pregiudizio , sono esaminati anche tutti gli altri fattori che , singolarmente o combinati fra loro , possono notoriamente esercitare un ' influenza sfavorevole sulla produzione della Comunità . I fattori da prendere in considerazione sono , tra l ' altro , il volume ed i prezzi di altre importazioni del prodotto in questione , la concorrenza tra gli stessi produttori della Comunità , la contrazione della domanda dovuta , tra l ' altro , alla sostituzione di altri prodotti o a modifiche nei gusti dei consumatori , nonchù i risultati ottenuti all ' esportazione .  3 . a ) Al dumping non può essere attribuito alcun pregiudizio , a meno che le importazioni che costituiscono oggetto di dumping non ne siano chiaramente la causa principale . Per dimostrare tale fatto , le conseguenze del dumping , accertato come tale , devono essere valutate in rapporto a tutti gli altri fattori noti che possono contemporaneamente danneggiare le produzione . I pregiudizi causati da tali altri fattori non devono essere attribuiti alle importazioni che formano oggetto di dumping .  b ) la determinazione del pregiudiozio deve comunque basarsi su fatti , e non soltanto su presunzioni , congetture o remote possibilità . In caso di minaccia di pregiudizio , l ' evoluzione di circostanze atte a creare la situazione in cui il dumping causerebbe un pregiudizio dev ' essere effettivamente prevista ed imminente » .  Articolo 3  Il testo dell ' articolo 10 , paragrafo 4 , del regolamento ( CEE ) n . 459/68 è sostituito dal testo seguente :  « 4 . a ) La Commissione offre al ricorrente ed agli importatori ed esportatori notoriamente interessati , nonchù ai rappresentanti del paese esportatore , la possibilità di prendere conoscenza di tutte le informazioni ad essa fornite dalle parti interessate all ' inchiesta , tranne i documenti interni preparati dalle autorità della Comunità o degli Stati membri , purchù tali informazioni siano pertinenti per la tutela dei loro interessi , non siano riservate ai sensi dell ' articolo 11 e siano utilizzate dalla Commissione nell ' inchiesta antidumping . Gli interessati presentano a tale fine una domanda scritta alla Commissione , indicando le informazioni desiderate .  b ) Gli esportatori ed importatori del prodotto per cui viene effettuata l ' inchiesta possono chiedere di essere informati dei principali fatti e considerazioni sulla cui base si prevede di raccomandare l ' imposizione di dazi definitivi o la riscossione definitiva degli importi garantiti da un dazio provvisorio .  c ) aa ) Una domanda di informazioni conforme al punto b ) deve :  i ) essere presentata per iscritto alla Commissione ,  ii ) indicare i singoli punti su cui si desiderano informazioni ,  iii ) pervenire entro la prima fra le due scadenze seguenti : non oltre un mese dalla pubblicazione dell ' avviso di apertura dell ' inchiesta , oppure , qualora sia stato imposto un dazio provvisorio , entro due settimane al massimo dalla data di pubblicazione dell ' introduzione di tali dazi .  bb ) Le informazioni possono essere fornite oralmente , oppure per iscritto , a seconda che la Commissione lo ritenga opportuno . Esse non pregiudicano ogni eventuale decisione successiva da parte della Commissione o del Consiglio . Le informazioni riservate ricevono un trattamento conforme all ' articolo 11 .  cc ) Le informazioni devono essere fornite non oltre quindici giorni prima della presentazione di qualsiasi proposta di azione definitiva , in applicazione dell ' articolo 17 , da parte della Commissione . Le rimostranze successive alle informazioni vengono prese in considerazione soltanto se vengono ricevute non oltre dieci giorni a decorrere dalla data di inoltro di dette informazioni » .  Articolo 4  Il testo dell ' articolo 14 , paragrafo 2 , lettera a ) , del regolamento ( CEE ) n . 459/68 è sostituito dal testo seguente :  « 2 . a ) Le procedure antidumping possono essere concluse senza l ' imposizione di dazi antidumping o di misure provvisorie quando , durante l ' esame dei fatti , gli esportatori si impegnino volontariamente a rivedere i prezzi in modo da eliminare il margine di dumping , oppure a cessare le esportazioni del prodotto in causa verso la Comunità , a condizione che la Commissione , dopo aver ascoltato i pareri espressi in seno al comitato , ritenga accettabilie questa soluzione . Tale conclusione è decisa conformemente alla procedura definita al paragrafo precedente . Essa non esclude la riscossione definitiva degli importi garantiti da dazi provvisori a norma dell ' articolo 17 , paragrafo 2 » .  Articolo 5  Il testo dell ' articolo 16 , paragrafo 2 , del regolamento ( CEE ) n . 459/68 è sostituito dal testo seguente :  « 2 . Al massimo un mese prima della scadenza del termine di validità del dazio provvisorio , la Commissione presenta al Consiglio una proposta per attuare un ' azione comunitaria definitiva oppure - se gli esportatori e gli importatori che rappresentano una parte considerevole degli scambi commerciali in questione lo richiedono o non vi si oppongono , e se l ' esame dei fatti non è ancora terminato - per prorogare le misure provvisorie per un trimestre al massimo .  Il Consiglio statuisce a maggioranza qualificata » .  Articolo 6  Il testo dell ' articolo 17 del regolamento ( CEE ) n . 459/68 è sostituito dal testo seguente :  « Articolo 17  1 . Quando , dalla constatazione definitiva dei fatti , risulta l ' esistenza di dumping e di pregiudizio , e quando gli interessi della Comunità esigono un ' azione comunitaria , la Commissione , dopo aver udito i pareri espressi in seno al comitato , presenta una proposta al Consiglio . Il Consiglio statuisce a maggioranza qualificata .  2 . a ) Se è stato istituito un dazio provvisorio , il Consiglio decide , indipendentemente dall ' imposizione o meno di un dazio antidumping definitivo , in quale misura sia definitivamente riscosso il dazio provvisorio . Il Consiglio statuisce a maggioranza qualificata su proposta della Commissione .  b ) La riscossione di tale ammontare non viene decisa , a meno che dalla constatazione definitiva dei fatti non risulti che esiste un dumping e un pregiudizio importante ( e non semplicemente una minaccia di pregiudizio importante o un ritardo sensibile nella realizzazione di una produzione nella Comunità ) o che tale pregiudizio sarebbe stato causato se no fossero state applicate misure provvisorie » .  Articolo 7  Il testo dell ' articolo 19 , paragrafo 4 , del regolamento ( CEE ) n . 459/68 è sostituito dal testo seguente :  « 4 . a ) Quando un importatore può provare che il dazio riscosso supera il margine di dumping realmente esistente in considerazione dell ' eventuale applicazione delle medie ponderate , l ' importo del dazio che supera il margine di dumping viene restituito ; in caso di misure provvisorie , le garanzie sono liberate alle stesse condizioni .  b ) A tal fine , l ' importatore , entro un termine di tre mesi dall ' immissione in consumo di detti prodotti , può presentare una domanda presso lo Stato membro sul territorio del quale tale immissione in consumo è stata effettuata . Lo Stato membro trasmette al più presto la domanda alla Commissione , accompagnandola o meno con un parere sulla sua fondatezza . La Commissione informa , senza indugio , gli altri Stati membri e dà il suo parere sul problema . Qualora gli Stati membri approvino il parere espresso dalla Commissione o non presentino obiezioni entro un mese , lo Stato membro in questione può deliberare in conformità del parere suddetto . In tutti gli altri casi , la Commissione , dopo aver proceduto a consultazioni in seno al comitato , decide se e in quale misura lo Stato membro deve dar seguito alla domanda » .  Articolo 8  Il riferimento all ' articolo 3 , paragrafo 5 , di cui all ' articolo 22 del regolamento ( CEE ) n . 459/68 è sostituito da un riferimento all ' articolo 3 , paragrafo 4 , lettera c ) .  Articolo 9  Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee .  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri .  Fatto a Bruxelles , addì 1° agosto 1979 .  Per il Consiglio  Il Presidente  M . O ' KENNEDY  ( 1 ) GU n . L 93 del 17 . 4 . 1968 , pag . 1 .  ( 2 ) GU n . L 160 del 30 . 6 . 1977 , pag . 4 .  ( 3 ) GU n . L 306 del 31 . 10 . 1978 , pag . 1 .  ( 4 ) GU n . L 131 del 29 . 5 . 1979 , pag . 1 .