CELEX: 62011TN0012
Language: it
Date: 2011-01-07 00:00:00
Title: Causa T-12/11: Ricorso proposto il 7 gennaio 2011 — Iran Insurance/Consiglio

26.2.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 63/31
            
         Ricorso proposto il 7 gennaio 2011 — Iran Insurance/Consiglio
   (Causa T-12/11)
   2011/C 63/59
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Iran Insurance Company (Teheran, Iran) (rappresentante: D. Luff, lawyer)
   
      Convenuto: Consiglio dell'Unione europea
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   
               —
            
            
               annullare il n. 21, sezione B, dell'allegato alla decisione del Consiglio 25 ottobre 2010, 2010/644/PESC (1) nonché il n. 21, sezione B, dell'allegato VIII del regolamento (UE) del Consiglio 25 ottobre 2010, n. 961, concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran e che abroga il regolamento (CE) n. 423/2007 (2) e annullare la decisione contenuta nella lettera del Consiglio pervenuta il 23 novembre 2010;
            
         
               —
            
            
               dichiarare inapplicabili alla ricorrente l’art. 20, n. 1, lett. b), della decisione del Consiglio 26 luglio 2010, 2010/413/PESC (3), nonché gli artt. 16, n. 2, e 26 del regolamento n. 961/2010, e
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Con il proprio ricorso la ricorrente chiede, ai sensi dell’art. 263 TFUE, l'annullamento del n. 21 della sezione B dell'allegato alla decisione del Consiglio 25 ottobre 2010 e quella del n. 21 della sezione B dell'allegato VIII del regolamento (UE) del Consiglio 25 ottobre 2010, n. 961, concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran, l'annullamento degli artt. 16, n. 2, e 26 del regolamento n. 961/2010, nei limiti in cui riguardano la ricorrente, nonché l'annullamento della decisione contenuta nella lettera del Consiglio alla ricorrente 28 ottobre 2010.
   A sostegno dei propri argomenti la ricorrente deduce i seguenti motivi:
   
                
            
            
               La ricorrente sostiene anzitutto che il Tribunale è competente a controllare il n. 21, sezione B, dell'allegato della decisione del Consiglio n. 2010/644, il n. 21, sezione B, dell'allegato VIII del regolamento del Consiglio n. 961/2010, e la decisione 28 ottobre 2010, nonché la conformità di questi ultimi con i principi generali del diritto dell'Unione.
            
         
                
            
            
               Oltretutto, i motivi specifici dell'iscrizione della ricorrente nell'elenco non sono corretti e le condizioni previste dall’art. 20, n. 1, lett. b), della decisione n. 2010/413 e dell’art. 16, n. 2, lett. a) e b), del regolamento n. 961/2010 non sono soddisfatte. Le disposizioni dovrebbero essere dichiarate inapplicabili alla ricorrente. Il Consiglio è incorso in un manifesto errore di fatto e di diritto. Di conseguenza, il n. 21, sezione B, dell'allegato della decisione n. 2010/644 nonché il n. 21, sezione B, dell'allegato VIII del regolamento n. 961/2010 dovrebbero essere annullati.
            
         
                
            
            
               A sostegno del proprio ricorso, la ricorrente afferma altresì che il regolamento del 2010 e la decisione del 2010 violano i suoi diritti della difesa e, in particolare, il suo diritto ad un equo processo, dal momento che essa non ha ricevuto alcuna prova o documento a sostegno delle affermazioni del Consiglio e che le allegazioni indicate nella decisione e nel regolamento del 2010 sono assai generiche e poco chiare sicché è impossibile per la Iran Insurance Company replicarvi. Inoltre, alla ricorrente è stato negato l'accesso ai documenti e il diritto al contraddittorio. Anche tale circostanza rappresenta a sua volta una carenza di motivazione.
            
         
                
            
            
               Peraltro, l’art. 24, n. 3, della decisione n. 2010/413 richiede che il Consiglio comunichi e notifichi la propria decisione alla persona o all'entità di cui trattasi, nonché i motivi dell'iscrizione della stessa nell'elenco, mentre l’art. 24, n. 4, della decisione n. 2010/413 prevede che il Consiglio riesamini la propria decisione qualora vengano formulate osservazioni. Nella fattispecie il Consiglio ha violato tali disposizioni. Posto che l’art. 24, nn. 3 e 4, della decisione n. 2010/413 è altresì ripreso all’art. 36, nn.3 e 4, del regolamento n. 961/2010, vi è inoltre una violazione di quest'ultima disposizione.
            
         
                
            
            
               La ricorrente sostiene inoltre che il Consiglio ha violato il principio di buona amministrazione nel valutare la situazione della ricorrente.
            
         
                
            
            
               Il Consiglio ha inoltre violato il principio del legittimo affidamento nel valutare la situazione della ricorrente.
            
         
                
            
            
               La ricorrente sostiene peraltro che il Consiglio ha violato il suo diritto di proprietà nonché il principio di proporzionalità. L’art. 20, n. 1, lett. b), della decisione n. 2010/413 e l’art. 16, n. 2, del regolamento n. 961/2010 dovrebbero essere dichiarati inapplicabili alla ricorrente. Inoltre, vietando indistintamente la fornitura di servizi di assicurazione o di riassicurazione a tutte le entità costituite in Iran o rientranti nella giurisdizione di tale paese, l’art. 12 della decisione n. 2010/413 e l’art. 26 del regolamento n. 961/2010 violano altresì il principio di proporzionalità. Tali disposizioni dovrebbero, di conseguenza, altresì essere dichiarare inapplicabili alla ricorrente.
            
         
                
            
            
               Peraltro, la ricorrente sostiene che il regolamento n. 961/2010 contrasta con l’art. 215, nn. 2 e 3, TFUE, quale fondamento giuridico di tale regolamento, nonché con l’art. 40 TUE.
            
         
                
            
            
               Infine, la ricorrente sostiene che il regolamento del 2010 e la decisione del 2010 sono stati adottati in violazione del principio di parità di trattamento e di non discriminazione.
            
         
      (1)  Decisione del Consiglio 25 ottobre 2010, 2010/644/PESC, recante modifica della decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran e che abroga la posizione comune 2007/140/PESC (GU L 281, pag. 81).
   
      (2)  Regolamento (UE) del Consiglio 25 ottobre 2010, n. 961, concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran e che abroga il regolamento (CE) n. 423/2007 (GU L 281, pag. 1).
   
      (3)  Decisione del Consiglio 26 luglio 2010, 2010/413/PESC, concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran e che abroga la posizione comune 2007/140/PESC (GU L 195, pag. 39).