CELEX: 51999PC0405
Language: it
Date: 1999-07-28
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore della Romania

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51999PC0405

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore della Romania  /* COM/99/0405 def. - CNS 99/0167 */  

Gazzetta ufficiale n. C 307 E del 26/10/1999 pag. 0040 - 0042

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore della Romania (presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. IntroduzioneAlla fine del 1998 le autorità rumene hanno avviato colloqui con il Fondo monetario internazionale in relazione ad un nuovo programma di stabilizzazione macroeconomica e di riforme strutturali sostenuto dal Fondo. Il 21 aprile i rappresentanti dell'FMI e le autorità rumene hanno raggiunto un accordo preliminare su una lettera di intenti. Il Consiglio dell'FMI dovrebbe approvare un nuovo accordo di stand-by di 370 milioni di DSP a favore della Romania, a condizione che le autorità rumene procedano ad una serie di interventi prioritari.In tale contesto, nel gennaio 1999, il primo ministro rumeno Radu Vasile ha scritto al Presidente della Commissione europea, Jacques Santer, presentando una richiesta di ulteriore assistenza macrofinanziaria alla Comunità europea.L'Unione europea ha già concesso alla Romania tre prestiti macrofinanziari, per un importo complessivo di 580 milioni di ECU, nell'ambito dell'assistenza fornita dall'Unione in relazione alla bilancia dei pagamenti, a sostegno di vari programmi dell'FMI. Il primo prestito, pari a 375 milioni di ECU, è stato erogato nel 1992. Il secondo, per un importo di 80 milioni di ECU, è stato erogato nel febbraio 1993. Il terzo prestito, di importo pari a 125 milioni di ECU, è stato erogato in tre quote di, rispettivamente, 55 milioni di ECU (novembre 1995), 40 milioni di ECU (settembre 1997) e 30 milioni di EU (dicembre 1997). La Romania ha rimborsato integralmente e puntualmente il primo prestito: la prima quota, di 185 milioni di ECU, il 18 marzo 1998 e la seconda quota, di 190 milioni di ECU, il 1  febbraio 1999.2. Il programma di assistenza macrofinanziaria 1997-1998Nel 1997, il governo eletto nel novembre 1996 ha varato un programma radicale di stabilizzazione macroeconomica e di modernizzazione dell'economia. Malgrado la ripresa della crescita iniziata nel 1994, i risultati macroeconomici relativamente soddisfacenti mascheravano l'insufficienza dei progressi sul fronte delle riforme strutturali e della ristrutturazione delle imprese in tutti i settori, compreso quello agricolo. Rompendo con anni di timide riforme, nei primi mesi del 1997 il nuovo governo ha adottato una serie di misure radicali.Le istituzioni finanziarie internazionali (IFI) hanno assunto un ruolo attivo di consulenza nei confronti del nuovo governo in merito alle politiche economiche e sociali. Nell'aprile 1997 è stato raggiunto un accordo con l'FMI su un accordo di stand-by di 430 milioni di USD. Nel giugno 1997, la Banca mondiale ha approvato nuovi crediti per 550 milioni di USD (compreso un prestito per l'aggiustamento strutturale del settore agricolo - Agricultural Structural Adjustment Loan - ASAL) e lo svincolo della seconda quota del Financial and Enterprise Structural Adjustment Loan (prestito per l'aggiustamento del settore finanziario e delle imprese - FESAL) precedentemente autorizzata. Anche l'UE ha sostenuto il programma riattivando la seconda quota in sospeso, a concorrenza massima di 70 milioni di ECU, del terzo prestito macrofinanziario alla Romania. L'erogazione di questa quota è avvenuta attraverso due versamenti, rispettivamente di 40 milioni di ECU e 30 milioni di ECU.Agli inizi del 1998, i lenti progressi nelle riforme strutturali ed inadempienze a livello di politiche macroeconomiche hanno impedito di rispettare i criteri stabiliti dall'FMI in relazione ai risultati da raggiungere ed hanno quindi determinato un'interruzione delle erogazioni nell'ambito sia dell'accordo di stand-by che dei due principali prestiti per l'aggiustamento concessi dalla Banca mondiale. L'accordo di stand-by è giunto a scadenza nel maggio 1998 con l'erogazione di solo due delle cinque quote previste, mentre il FESAL è scaduto nella primavera 1998 e, malgrado una proroga della durata del prestito, l'ultima quota non è stata erogata. La Banca mondiale non è stata in grado di procedere all'esborso della seconda quota dell'ASAL entro la fine del 1998. Tuttavia, essa ha acconsentito a prorogare di sei mesi, fino al giugno 1999, la durata del prestito.3. Recenti sviluppi economici3.1. Risultati macroeconomiciFin dal suo insediamento alla fine del 1996, il nuovo governo rumeno, così come quello che gli è poi succeduto, ha riconosciuto l'esigenza di attuare politiche macroeconomiche rigorose per affrontare gli squilibri economici esistenti. Il livello elevato dei tassi d'interesse reali, l'aumento della disoccupazione, le ingenti riduzioni degli investimenti pubblici e le difficoltà finanziarie delle imprese sono tutti fattori che hanno contribuito a ridurre sensibilmente la domanda interna. Inoltre, la scarsa competitività delle imprese ha determinato un crollo delle esportazioni. Questa situazione ha determinato una riduzione del PIL del 6,6% nel 1997 e del 7,3% nel 1998.Elemento fondamentale della strategia macroeconomica è stata una rigorosa politica di bilancio. Malgrado il sorprendente aggiustamento operato nel 1997 (in particolare tenuto conto delle sovvenzioni parafiscali prorogate dalla Banca centrale fino al 1996), è risultato più difficile mantenere una politica di bilancio prudente nel 1998, soprattutto nel primo semestre dell'anno. Due sono state le ragioni principali: un aumento delle pressioni nel senso di un incremento della spesa e l'assenza di progressi significativi in materia di privatizzazioni e di riforme strutturali, che ha avuto ripercussioni sulle entrate, specialmente attraverso un aumento dei crediti arretrati nei bilanci pubblici.Ciononostante, grazie agli ingenti proventi di privatizzazioni riscossi nel dicembre 1998, il disavanzo dei conti delle amministrazioni pubbliche è sceso al 3,3% del PIL rispetto al 3,7% del 1997. Fatto ancora più importante, nel 1998 il bilancio dello Stato (esclusi i bilanci locali, la sicurezza sociale ed altri fondi delle amministrazioni pubbliche) ha registrato un avanzo primario dell'1,8% del PIL rispetto ad un avanzo dello 0,1% dell'anno precedente. Il fatto che le autorità siano riuscite ad incrementare l'avanzo primario è apprezzabile e riflette l'impegno ad imporre la disciplina di bilancio a livello di governo centrale. Tuttavia, la disciplina di bilancio non ha registrato grandi progressi a livello locale, in particolare per quanto riguarda la sicurezza sociale, in quanto sono aumentati gli arretrati delle imprese nei confronti del sistema di sicurezza sociale. Inoltre, la maggior parte dei proventi della privatizzazione sono stati considerati come entrate anziché come finanziamenti. Se si escludono dunque i proventi della privatizzazione, il disavanzo di bilancio per il 1998 è ammontato al 5,7% del PIL.Nel febbraio 1999, il Parlamento ha approvato il bilancio preventivo per il 1999, che prevede un disavanzo pari a solo il 2% del PIL. Su insistenza del governo, il Parlamento ha sospeso l'applicazione di leggi adottate nel dicembre 1998, che concedevano ingenti incentivi fiscali per gli investimenti diretti e dimezzavano le imposte sugli utili per gli esportatori. A seguito di trattative con l'FMI, si è stabilito che il disavanzo consolidato delle amministrazioni pubbliche, al netto dei proventi della privatizzazione, debba ridursi al 3,9% del PIL.Il rapido aumento del servizio del debito pubblico continua a destare preoccupazione, in particolare a causa dell'elevato livello dei tassi d'interesse reali, che hanno raggiunto quasi l'80% in occasione dell'ultima emissione di buoni del tesoro, alla fine di aprile. Il governo ha tentato di contenere il costo delle emissioni dei buoni del tesoro, ma ciò ha determinato il venir meno della domanda. Le spese per interessi sono divenute la voce di spesa più ingente del bilancio dello Stato (circa il 26% delle spese previste per il 1999).Un importante risultato raggiunto nel 1997 e nel 1998 è stata la riduzione dell'inflazione ed il miglioramento del contesto della politica monetaria. L'inflazione aveva conosciuto un'impennata agli inizi del 1997 (176,9% su base annua nel marzo 1997) a causa della liberalizzazione dei prezzi e del rapido deprezzamento della moneta. Successivamente, alla fine del 1998, l'inflazione è scesa a circa il 42%. Questo risultato è stato possibile grazie ad un rigido controllo della base monetaria e ad un apprezzamento del tasso di cambio (reale). Inoltre, è stato posto termine ai crediti speciali che la Banca nazionale di Romania era stata costretta a concedere a favore del settore agricolo e delle imprese. Tuttavia, l'apprezzamento del cambio in termini reali ha avuto ripercussioni negative sull'andamento delle esportazioni e delle importazioni. Pertanto, a partire dall'autunno 1998, la Banca nazionale di Romania ha modificato la propria politica, lasciando spazio ad un deprezzamento della valuta anche in termini reali.L'imprevisto peggioramento degli squilibri con l'estero nel 1998, malgrado il crollo del PIL e dei consumi, ha rappresentato un fattore particolarmente negativo. Il disavanzo delle partite correnti è aumentato del 40% arrivando a 3 miliardi di USD (pari al 7,9% del PIL), in particolare a causa della riduzione delle esportazioni (-1,6% rispetto al 1997) e dell'aumento delle importazioni (+4,8%). Il rispetto del vincolo della bilancia dei pagamenti è divenuto problematico, soprattutto in conseguenza del deteriorarsi delle condizioni per un suo sano finanziamento. Sebbene nel 1998 si sia registrato un incremento degli investimenti diretti esteri (legato in buona parte alla privatizzazione della società di telecomunicazioni), l'importo complessivo degli afflussi di capitali stranieri è stato inferiore al 1997. Le ripetute revisioni al ribasso del rating del paese hanno inoltre reso più difficile il finanziamento della bilancia dei pagamenti.In conseguenza dell'andamento delle partite correnti e dei trasferimenti in conto capitale, negli ultimi mesi le riserve valutarie della Banca nazionale di Romania (ad esclusione dell'oro) hanno subito una costante riduzione. Alla fine di marzo, esse coprivano solo 1,6 mesi di importazioni di beni. Il livello delle riserve è diventato problematico alla luce dell'ingente spesa per il servizio del debito estero, pari a circa 3 miliardi di USD per il 1999, inclusi 800 milioni di USD di obbligazioni internazionali in maggio e giugno. La Romania ha rimborsato puntualmente ed integralmente (185 milioni di ECU nel marzo 1998 e 190 milioni di euro nel febbraio 1999) il primo prestito macrofinanziario concesso dalla CE nel 1991.Il generale deterioramento della situazione economica, nonché un consistente apporto di liquidità a sostegno di una banca statale in difficoltà, hanno condotto agli inizi del 1999 ad una brusca accelerazione del deprezzamento del tasso di cambio e ad una ripresa dell'inflazione (6,4% a marzo). Tra gli inizi del 1999 e la fine di aprile, il leu ha perso il 35% rispetto al dollaro USA e circa il 25% rispetto all'euro.3.2. Riforme strutturaliCome ha dimostrato l'esperienza fatta tra il 1990 ed il 1996, i risultati di stabilizzazione macroeconomica, realizzati con grandi sforzi, non sono sostenibili in Romania se non viene completata una sostanziale ristrutturazione delle imprese pubbliche. Sebbene agli inizi del 1997 siano stati compiuti importanti passi avanti, la mancanza di progressi in questo settore è stato il dato più deludente. In effetti, le cause fondamentali dei problemi della bilancia dei pagamenti sono legate non solo agli sviluppi macroeconomici a breve termine, ma prevalentemente a fattori strutturali, in particolare alla debolezza della base produttiva ed alla sua scarsa competitività, a prescindere da quella in termini di prezzi. Ciò è a sua volta strettamente legato alla mancanza di una ristrutturazione significativa di numerose grandi imprese statali.Nell'ambito degli accordi con l'FMI, nel 1997 le nuove autorità rumene hanno avviato importanti riforme strutturali. La tariffa esterna è stata ridotta notevolmente, la maggior parte dei prezzi sono stati liberalizzati, le tariffe dei servizi di pubblica utilità sono state adeguate automaticamente, la privatizzazione è stata accelerata ed il mercato dei cambi è stato liberalizzato.La maggior parte di queste riforme sono ancora in vigore. Tuttavia l'impulso alle riforme è stato discontinuo ed ha conosciuto battute d'arresto. Sebbene numerosi enti autonomi statali siano stati trasformati in imprese commerciali e siano stati approvati piani di ristrutturazione per le aziende elettriche, minerarie e ferroviarie, la ristrutturazione delle grandi imprese industriali pubbliche non ha compiuto grossi passi avanti. In particolare, l'importo degli arretrati, specialmente nei confronti dello Stato, degli enti di sicurezza sociale e delle imprese di servizi pubblici, ha continuato ad aumentare, compromettendo la situazione di bilancio.Oltre a ciò, il settore finanziario ha dato segni di una crescente debolezza. Con abbondante ritardo, le due più piccole banche pubbliche sono state vendute ad investitori esteri, rispettivamente alla fine del 1998 e nel marzo 1999. Malgrado una prima massiccia operazione di ricapitalizzazione delle due maggiori banche pubbliche alla fine del 1997, i problemi hanno continuato ad accumularsi nel corso del 1998. La proporzione dei crediti inesigibili (classificati come 'perdite') è passata dal 42,6% dei crediti totali nel dicembre 1997 al 51% alla fine del giugno 1998. Alla fine del 1998 ed agli inizi del 1999 la maggiore banca (pubblica), Bancorex, si è trovata in gravi difficoltà, dovendo affrontare ad esempio problemi di liquidità ed il ritiro di depositi. La Banca centrale ha assunto il controllo della banca ed ha operato un consistente apporto di fondi al fine di evitarne il fallimento. Nell'ambito dell'accordo preliminare con le IFI, è stato deciso di cessare progressivamente le attività di Bancorex e di ristrutturare ulteriormente (e privatizzare) le altre due principali banche pubbliche.Pienamente consapevoli della necessità di ripristinare la credibilità politica e di affrontare i problemi strutturali per recuperare la possibilità di accesso ai finanziamenti ufficiali, alla fine del 1998 le autorità rumene hanno accelerato le riforme strutturali e le privatizzazioni su vasta scala. Sono stati annunciati alcuni significativi accordi di privatizzazione, compresa la vendita di una partecipazione di controllo nella società di telecomunicazioni. Il governo ha inoltre deciso di procedere in tempi brevi alla chiusura di una serie di imprese in perdita, incluse numerose aziende minerarie, di ristrutturare altre grandi imprese e di accelerare ulteriormente le privatizzazioni. Finora, sono solo poche le privatizzazioni effettivamente realizzate, ma si è avuto un aumento dei licenziamenti. Di conseguenza, la disoccupazione è cresciuta rapidamente e nel marzo 1999 ha raggiunto il 12% della popolazione attiva contro l'8,9% della fine del 1997.4. Il nuovo programma economicoDalla fine del 1998, il governo ha mostrato una certa determinazione nell'incrementare il ritmo della ristrutturazione economica ed ha ripreso le trattative con le istituzioni finanziarie internazionali.Un accordo preliminare su una lettera di intenti è stato raggiunto tra i rappresentanti dell'FMI e le autorità rumene il 21 aprile. Il consiglio dell'FMI dovrebbe approvare un nuovo accordo di stand-by di 370 milioni di DSP (circa 495 milioni di USD) a favore della Romania, a condizione che le autorità rumene procedano ad una serie di interventi preliminari. Un accordo preliminare è stato raggiunto anche con la Banca mondiale per quanto concerne un nuovo prestito per l'aggiustamento strutturale del settore privato (cosiddetto Private Sector Adjustment Loan - 'PSAL', del valore di 300 milioni di USD). L'approvazione del nuovo prestito da parte del consiglio della Banca mondiale sarà subordinato al successo degli interventi preliminari. Gli accordi con la Banca mondiale e con l'FMI sono strettamente collegati tra loro; in effetti, l'FMI ha insistito sulla necessità che vengano compiuti passi avanti per quanto riguarda i prestiti della Banca mondiale prima di raggiungere un'intesa sul nuovo accordo di stand-by.Il nuovo programma economico concordato con l'FMI e con la Banca mondiale è finalizzato a ripristinare la stabilità macroeconomica e ad affrontare alcuni degli annosi problemi delle imprese pubbliche e del settore finanziario. La strategia macroeconomica è basata sul rigore delle politiche di bilancio e dei redditi, che dovrebbe consentire di applicare una politica monetaria meno restrittiva rispetto al periodo precedente. Si dovrebbe così determinare la tanto auspicata riduzione dei tassi di interesse, nominali e reali. Al tempo stesso il deprezzamento della moneta in termini reali dovrebbe tradursi in una riduzione del disavanzo delle partite correnti. La domanda interna mostra una tendenza alla contrazione, che dovrebbe limitare anche la domanda di importazioni. Nel 1999 è previsto, per il terzo anno consecutivo, un calo del PIL del 3,5%.Questa strategia macroeconomica si fonda in buona parte su sostanziali progressi sul fronte delle riforme strutturali, in particolare per quanto riguarda la ristrutturazione del settore finanziario e delle grandi imprese pubbliche. Il programma della Banca mondiale è basato su tre componenti principali:* ristrutturazione e privatizzazione delle banche, con particolare riferimento alle due maggiori banche pubbliche (Banca Agricola e Bancorex), miglioramento della vigilanza e del contesto regolamentare del settore finanziario, istituzione di un'agenzia per una soluzione adeguata del problema degli attivi bancari di dubbia esigibilità;* privatizzazione e cessione delle grandi imprese statali, inclusa l'effettiva privatizzazione di 50 grandi imprese, immediato avvio delle procedure di privatizzazione di cinque delle maggiori imprese, individuazione delle imprese cui è imputabile almeno il 15% delle perdite complessive del Fondo per le proprietà statali e per le quali le procedure di liquidazione devono cominciare immediatamente;* miglioramento del contesto imprenditoriale, compresa una modifica della legge in materia di titoli relativi a beni mobili, una nuova legge sulla privatizzazione, una riforma delle imposte dirette, miglioramento delle procedure fallimentari, applicazione di norme contabili internazionalmente riconosciute. Un'ulteriore, importante componente del programma, che verrà anche integrata da uno speciale programma PHARE, riguarda la rete di sicurezza sociale. Inoltre, la Banca mondiale ha concesso un importante prestito per l'aggiustamento strutturale del settore agricolo (il cosiddetto ASAL, la cui ultima quota di 150 milioni di USD potrebbe essere svincolata a giugno).La ristrutturazione del settore finanziario riveste una particolare rilevanza. Essa dovrebbe alleviare il carico gravante sulla politica monetaria e consentire una riattivazione dei crediti a favore del settore privato, mentre la privatizzazione e la ristrutturazione delle imprese industriali dovrebbero avere ripercussioni positive sul bilancio ed incrementare la competitività non legata ai costi.Dalla conclusione dell'accordo preliminare con le IFI, sono stati compiuti passi avanti nell'attuazione di alcune delle più importanti misure politiche. Il governo ha modificato, o modificherà in tempi brevi, leggi fondamentali comprese quella sulla privatizzazione, sul leasing, sul fallimento, sulla Corte dei conti e sul controllo finanziario. Sono stati selezionati consulenti finanziari per la privatizzazione di grandi imprese pubbliche, inclusa l'azienda petrolifera nazionale. La ristrutturazione di Bancorex sta procedendo secondo quanto previsto; un primo lotto di attivi di dubbia esigibilità verrà trasferito tra breve alla speciale agenzia istituita a tal fine.Il consiglio dell'FMI e quello della Banca mondiale prevedono orientativamente di approvare lo PSAL e l'accordo di stand-by rispettivamente il 10 ed il 25 giugno.5. Andamento della bilancia dei pagamenti e fabbisogno di finanziamentoIn origine, il programma economico concordato con l'FMI prevedeva una riduzione di 1 miliardo di USD del disavanzo delle partite correnti, da realizzarsi attraverso un aumento delle esportazioni ed una riduzione delle importazioni. Le esportazioni dovrebbero infatti aumentare grazie al consistente deprezzamento, nominale e reale, della moneta registrato a partire dall'autunno 1998. Al tempo stesso, le importazioni diminuiranno a causa dell'ulteriore contrazione della domanda interna e della loro perdita di competitività in termini di prezzi. Secondo le previsioni, il disavanzo delle partite correnti, stimato pari a 2 miliardi di USD, avrebbe dovuto essere finanziato in buona parte attraverso i maggiori afflussi di investimenti diretti esteri legati all'accelerazione del programma di privatizzazioni, che avrebbero inoltre consentito un modesto incremento delle riserve valutarie ufficiali.La crisi del Kosovo ha tuttavia determinato un deterioramento del contesto estero. Attualmente è difficile fornire una valutazione dettagliata delle conseguenze economiche di tale crisi, soprattutto perché una simile valutazione dipende in buona misura dalla durata del conflitto. È già chiaro, comunque, che la crisi si ripercuoterà negativamente sul disavanzo delle partite correnti attraverso la riduzione delle esportazioni verso la Repubblica federale di Iugoslavia, nonché verso la Germania, l'Ungheria e l'Austria a causa dell'interruzione della navigazione sul Danubio. Vi saranno ripercussioni negative anche sull'atteggiamento degli investitori. Di conseguenza, c'è da attendersi un rallentamento degli afflussi di investimenti diretti esteri, con ripercussioni dirette sul processo di privatizzazione; al tempo stesso, l'accesso ai capitali privati sui mercati internazionali risulterà più difficile. Di fatto, l'FMI stima che, rispetto allo scenario inizialmente delineato, il disavanzo delle partite correnti aumenterà di 190 milioni di USD.Date le circostanze, e tenuto conto del sostegno finanziario dell'FMI e della Banca mondiale, il finanziamento del programma continua ad essere insufficiente. Stando alle ultime previsioni dell'FMI relative alla bilancia dei pagamenti, il fabbisogno di finanziamento residuo della Romania per il 1999 ammonta a 322 milioni di USD. La valutazione approfondita dell'impatto economico della crisi del Kosovo che l'FMI e le autorità rumene stanno conducendo lascia inoltre ritenere che il fabbisogno di finanziamento possa aumentare ulteriormente.La capacità della Romania di attuare il suo programma di aggiustamento e di riforme e di onorare i suoi impegni finanziari verso l'estero risulterebbe dunque compromessa a meno che non sia possibile reperire sufficienti finanziamenti. La Commissione è consapevole del fatto che i risultati raggiunti dalla Romania nell'ambito del precedente programma di assistenza macrofinanziaria sono stati deludenti rispetto alle aspettative degli inizi del 1997. Tuttavia, la Commissione ritiene che le autorità rumene siano oggi in una posizione più favorevole che in passato per attuare con vigore il nuovo programma economico.Gli sforzi attualmente compiuti dalle autorità rumene per stabilizzare la situazione macroeconomica ed affrontare i problemi, spesso annosi, di alcune grandi imprese pubbliche e banche in perdita andrebbero sostenuti dalla comunità finanziaria internazionale, specialmente in questa fase particolarmente critica, in cui le implicazioni della crisi del Kosovo possono accrescere notevolmente il fabbisogno di finanziamento esterno del paese.L'UE deve fornire un forte segnale di sostegno finanziario alla Romania. Si tratta di un paese candidato all'adesione ed i progressi compiuti in tal senso dalla Romania dipendono largamente da un'attuazione efficace del nuovo programma economico. Data l'attuale situazione nella regione dei Balcani, un sostegno finanziario complementare da parte dell'UE e del G-24 aiuterà la Romania a far fronte alle conseguenze negative della crisi ed all'inasprimento delle sanzioni nei confronti della ex-Iugoslavia.La Commissione, in collaborazione con la Banca mondiale, convocherà tra breve una riunione ad alto livello del Gruppo consultivo e del G-24 alla ricerca di ulteriori impegni finanziari da parte dei donatori bilaterali.6. Eventuale ulteriore assistenza macrofinanziaria della comunità e principali caratteristiche del prestitoLa Commissione propone che la Comunità metta a disposizione della Romania un prestito a sostegno della bilancia dei pagamenti a concorrenza massima di 200 milioni di euro per una durata non superiore a dieci anni. La durata proposta per il prestito è in linea con le prospettive a medio e lungo termine della bilancia dei pagamenti del paese la quale, secondo le previsioni, nei prossimi anni dovrebbe far registrare un fabbisogno di finanziamento consistente.L'assistenza verrebbe concessa nell'ambito dell'accordo di stand-by che deve essere approvato dall'FMI ed andrebbe ad integrare le risorse messe a disposizione dalle istituzioni finanziarie internazionali e da altri donatori bilaterali.L'assistenza verrebbe erogata in due quote, subordinatamente alla soddisfacente messa in atto del programma economico concordato con l'FMI ed alla realizzazione di progressi nel campo delle riforme strutturali (incluso il rispetto di una serie di criteri relativi ai risultati da raggiungere). Il comitato economico e finanziario sarebbe consultato prima di ogni erogazione.Come per operazioni simili a favore di altri paesi partner, la Comunità si procurerebbe i fondi grazie all'assunzione sul mercato di prestiti garantiti dal bilancio generale. La Romania contrarrebbe successivamente un prestito con la Comunità. Le operazioni di erogazione e assunzione del prestito sarebbero esattamente coincidenti ed escluderebbero qualsiasi rischio commerciale per la Comunità.Secondo il meccanismo del Fondo di garanzia, sotto il profilo del bilancio, la decisione di mettere a disposizione della Romania un finanziamento fino a 200 milioni di euro comporterebbe un accantonamento al Fondo di 28 milioni di euro.Proposta di Decisione del Consiglio relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore della RomaniaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 308,vista la proposta della Commissione [1],[1]   GU...visto il parere del Parlamento europeo [2],[2]   GU...(1) considerando che la Commissione, prima di presentare la sua proposta, ha consultato il comitato economico e finanziario;(2) considerando che la Romania sta intraprendendo riforme economiche fondamentali e sta compiendo sforzi considerevoli per instaurare un'economia di mercato in grado di funzionare correttamente;(3) considerando che la Romania e l'Unione europea hanno stipulato un Accordo europeo che istituisce un rapporto di associazione;(4) considerando che, nella sua riunione a Lussemburgo del dicembre 1997, il Consiglio europeo ha deciso di lanciare un processo di adesione comprendente la Romania, insieme agli altri paesi PECO candidati ed a Cipro;(5) considerando che la Romania ha concordato con il Fondo monetario internazionale (FMI) un accordo di stand-by a sostegno del programma di aggiustamento e di riforme elaborato dalle autorità rumene;(6) considerando che la Banca mondiale ha adottato in favore della Romania un nuovo Private Sector Adjustment Loan, che prevede ingenti finanziamenti in favore di interventi di aggiustamento e di investimenti a sostegno degli sforzi compiuti dalla Romania per attuare riforme nel settore delle imprese ed in quello finanziario;(7) considerando che le autorità della Romania hanno presentato richiesta di assistenza finanziaria alle istituzioni finanziarie internazionali, alla Comunità e ad altri donatori bilaterali; che, al di là dei finanziamenti che potrebbero essere prevedibilmente messi a disposizione da parte dell'FMI e della Banca mondiale, resta da coprire un consistente fabbisogno di finanziamento residuo durante il periodo cui si riferisce il programma, al fine di rafforzare le riserve valutarie del paese e di sostenere gli obiettivi politici del programma di riforme del governo;(8) considerando che un prestito a lungo termine della Comunità in favore della Romania è uno strumento atto ad alleggerire i vincoli finanziari esterni che gravano sul paese, sostenendo la bilancia dei pagamenti e rafforzando le riserve valutarie;(9) considerando che è opportuno che il prestito della Comunità sia gestito dalla Commissione;(10) considerando che per l'adozione della presente decisione il trattato non prevede poteri diversi da quelli di cui all'articolo 308,DECIDE:Articolo 11. La Comunità concede alla Romania un prestito a lungo termine per un importo massimo di 200 milioni di euro in conto capitale, per una durata massima di dieci anni, al fine di garantire la sostenibilità della bilancia dei pagamenti ed incoraggiare l'attuazione delle necessarie riforme strutturali.2. A tal fine, la Commissione è abilitata all'assunzione di prestiti a nome della Comunità europea per raccogliere i fondi necessari, che verranno messi a disposizione della Romania attraverso la concessione di un prestito alla medesima.3. Il prestito di cui al paragrafo 2 è gestito dalla Commissione in stretta consultazione con il comitato economico e finanziario, secondo criteri conformi ai termini degli accordi conclusi tra l'FMI e la Romania.Articolo 21. Previa consultazione del comitato economico e finanziario, la Commissione è abilitata a negoziare con le autorità della Romania le condizioni di politica economica cui è subordinato il prestito. Tali condizioni sono compatibili con gli accordi di cui all'articolo 1, paragrafo 3.2. La Commissione verifica, ad intervalli regolari, in collaborazione con il comitato economico e finanziario e in stretto coordinamento con l'FMI, che la politica economica della Romania sia conforme agli obiettivi del prestito in oggetto e che le condizioni cui questo è subordinato siano soddisfatte.Articolo 31. Il prestito è messo a disposizione della Romania in due quote. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 2, la prima quota viene svincolata subordinatamente alla soddisfacente messa in atto del programma macroeconomico della Romania nell'ambito dell'accordo di stand-by concordato con l'FMI.2. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 2, la seconda quota è svincolata subordinatamente al proseguimento soddisfacente del programma di aggiustamento e di riforme della Romania e almeno tre mesi dopo lo svincolo della prima.3. I fondi sono versati alla Banca nazionale di Romania.Articolo 41. Le operazioni di assunzione ed erogazione del prestito di cui all'articolo 1 comportano valuta identica e gli eventuali cambiamenti di scadenza, rischi di cambio o di tasso d'interesse o altri rischi commerciali non sono a carico della Comunità.2. La Commissione prende le disposizioni necessarie, qualora la Romania decida in tal senso, per includere nelle condizioni del prestito una clausola di rimborso anticipato e per consentire l'esercizio di tale facoltà.3. Su richiesta della Romania, e qualora le circostanze consentano un miglioramento del tasso d'interesse sui prestiti, la Commissione può procedere ad un rifinanziamento della totalità o di parte dei prestiti da essa inizialmente assunti e ad una revisione delle relative condizioni finanziarie. Tali operazioni sono effettuate alle condizioni di cui al paragrafo 1 e non possono comportare un prolungamento della durata media del prestito assunto, né un aumento dell'ammontare, al tasso di cambio corrente, del capitale non ancora rimborsato alla data delle suddette operazioni.4. Le spese sostenute dalla Comunità per la conclusione e l'esecuzione dell'operazione di cui alla presente decisione sono a carico della Romania.5. Il comitato economico e finanziario è informato almeno una volta all'anno dello svolgimento delle operazioni di cui ai paragrafi 2 e 3.Articolo 5Almeno una volta all'anno, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione, comprensiva di una valutazione, sull'attuazione della presente decisione.Fatto a Bruxelles, addì  Per il Consiglio Il PresidenteALLEGATO RISORSE DI BILANCIO NECESSARIE PER GLI ACCANTONAMENTI AL FONDO DI GARANZIA NEL 1999 E MARGINE FIGURATIVO NEL QUADRO DELLA RISERVA PER PRESTITI E GARANZIE A FAVORE DI ED IN PAESI TERZI(in milioni di euro)Operazioni // Base di calcolo [3] // Accantonamenti al fondo [4] // Margine di riserva[3]   La base di approvvigionamento del fondo è calcolata applicando i tassi della copertura mediante garanzia in vigore, cioè il 70% (per i prestiti concessi dalla BEI nell'ambito dei nuovi mandati), il 75% (per i prestiti concessi dalla BEI nell'ambito dei vecchi protocolli) o il 100% (per i prestiti concessi nell'ambito dell'assistenza macrofinanziaria).[4]   Sulla base delle norme relative agli accantonamenti al fondo di cui al regolamento (CE, Euratom) n. 2728/94 del Consiglio, del 31 ottobre 1994, poiché il fondo ha raggiunto l'importo-obiettivo al 31.12.1997, la percentuale di versamento è stata ridotta al 14%. //  //  //  //  //  //  //  // 346,0  [5][5]   Ammontare della riserva per prestiti e garanzie a favore di ed in paesi terzi per il 1999, fissata nell'ambito delle prospettive finanziarie. //  //  // Operazioni decise //  //  //  //  // BEI/Nuovi mandati [6] //  //  // [6]   Importi annuali stimati dei prestiti da firmare per il 1999 e correzione degli importi già versati al fondo per tenere conto dei prestiti effettivamente firmati alla fine del 1998: versamento 5/99 al fondo di garanzia. //  //  //  //  // PECO // 872,9 // 122,2 // 223,8 // ALA // 218,1 // 30,5 // 193,3 // Sudafrica // 143,5 // 20,1 // 173,2 // MED // 351,4 // 49,2 // 124,0 // ERIM // 38,5 // 5,4 // 118,6 // Bosnia // 42,0 // 5,9 // 112,7 //  //  //  //  // BEI/Vecchi protocolli6 //  //  //  // Siria // -30 // -4,2 // 116,9 //  //  //  //  // Assistenza macro-finanziaria //  //  //  // Albania III // 20 // 2,8 // 114,1 // Bosnia I // 20 // 2,8 // 111,3 //  //  //  // Operazioni proposte //  //  //  //  //  //  //  //  // BEI/Turchia [7] // 105 // 14,7 // 96,6[7]   Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo all'attuazione di un'azione speciale di cooperazione finanziaria a favore della Turchia (COM(95) 389/3). // BEI/Croazia [8] // 35 // 4,9 // 91,7[8]   Accordo di cooperazione CE/Croazia (SEC(95) 180/def.). //  //  //  //  // Assistenza macrofinanziaria //  //  //  // Bulgaria IV [9] // 100 // 14,0 // 77,7[9]   Proposta della Commissione. // Romania IV9 // 200 // 28,0 // 49,7SCHEDA FINANZIARIA1. Denominazione dell'azioneUlteriore assistenza macrofinanziaria a favore della Romania2. Linea di bilancioLinea B0-211: garanzia della Comunità europea sui programmi di prestiti assunti dalla Comunità per concedere un'assistenza finanziaria a favore di paesi terzi dell'Europa centrale e orientale.3. Base giuridicaArticolo 308 del trattato.4. Descrizione e motivazione dell'azionea) Descrizione dell'azioneConcessione alla Romania di un prestito comunitario (da finanziarsi mediante l'assunzione di prestiti da parte della Comunità sui mercati internazionali dei capitali) per un importo massimo di 200 milioni di euro, al fine di sostenere l'impegno di riforma del governo rumenob) Motivazione dell'azioneLa sostenibilità della posizione verso l'estero della Romania dipende dall'assistenza finanziaria esterna fornita da fonti ufficiali.5. Classificazione della spesaObbligatoria.6. Natura della spesaAttivazione potenziale della garanzia di bilancio per un debito assunto dalla Comunità allo scopo di finanziare il prestito alla Romania.7. Incidenza finanziariaa) Metodo di calcoloLa valutazione dell'importo degli aiuti ritenuti necessari è basata sulle stime attuali del fabbisogno residuo di finanziamento estero della Romania.Si propone un'iscrizione "per memoria", poiché non è possibile determinare in anticipo l'importo e il momento di un eventuale ricorso a questa linea di bilancio, e poiché si auspica che tale ricorso non debba mai avvenire.b) Incidenza dell'azione sugli stanziamenti d'interventoLa linea di bilancio relativa alla garanzia per il prestito sarà attivata solo in caso di effettivo ricorso alla garanzia.c) Finanziamento della spesa d'interventoIn caso di eventuale ricorso alla garanzia di bilancio:- Ricorso al Fondo di garanzia istituito dal regolamento (CE, Euratom) n. 2728 del Consiglio, del 31 ottobre 1994.- Ove le risorse del Fondo di garanzia non si rivelassero sufficienti, si procederebbe a finanziare i pagamenti supplementari a carico del bilancio mediante storno:* degli eventuali importi ancora restanti nella riserva per garanzie;* degli eventuali pagamenti tardivi al bilancio per i quali sia stata attivata la garanzia di bilancio (ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 3 del regolamento finanziario);* degli importi disponibili nel rispetto del massimale previsto per la categoria 4 delle attuali prospettive finanziarie o relativa ridistribuzione.- Per adempiere ai suoi obblighi, la Commissione può provvedere in via provvisoria al servizio del debito mediante fondi di tesoreria. In tal caso si applica l'articolo 12 del regolamento (CEE, Euratom) n. 1552/89 del Consiglio, del 29 maggio 1989.8. Misure antifrode previsteI versamenti verranno effettuati direttamente a favore della Banca centrale del paese beneficiario solo dopo che i servizi della Commissione avranno verificato, in consultazione con il comitato economico e finanziario ed in collegamento con i servizi dell'FMI e della Banca Mondiale, l'adeguatezza delle politiche macroeconomiche attuate in tale paese ed il rispetto delle specifiche condizioni connesse all'assistenza in questione.9. Elementi d'analisi costo-efficaciaa) Giustificazione dell'azione ed obiettivi specificiSostenendo l'impegno di riforma macroeconomica della Romania ed integrando i finanziamenti concessi dalla comunità internazionale nel contesto del programma concordato con l'FMI, l'assistenza proposta allevierà i vincoli di finanziamento estero del paese, favorirà la transizione verso un'economia di mercato e migliorerà le sue prospettive di crescita.b) Controllo e valutazioneLa presente assistenza ha carattere macroeconomico; il controllo e la valutazione della stessa sono realizzati nel quadro del programma di aggiustamento e di riforma sostenuto dall'FMI, attualmente messo in atto dalla Romania.I servizi della Commissione effettueranno il controllo dell'azione sulla base di un opportuno sistema di indicatori macroeconomici e strutturali da stabilire di concerto con le autorità del paese beneficiario. Essi rimarranno inoltre in stretto contatto con i servizi dell'FMI e della Banca Mondiale al fine di beneficiare della valutazione da parte di questi ultimi dei risultati ottenuti dalla Romania sotto il profilo delle riforme.La proposta di decisione del Consiglio prevede la presentazione di una relazione annuale al Parlamento europeo ed al Consiglio, che comporterà una valutazione dell'attuazione data all'operazione in questione.10. Spese amministrativeLa presente azione ha carattere eccezionale e non comporta alcun aumento del personale della Commissione.