CELEX: 32002D0676(01)
Language: it
Date: 2002-04-03 00:00:00
Title: 2002/676/CE,CECA: Decisione della Commissione, del 3 aprile 2002, sull'esenzione per doppio uso, cui il Regno Unito intende dare esecuzione, dall'imposta sul mutamento climatico e sull'estensione dell'esenzione ai processi concorrenti (Testo rilevante ai fini del SEE) [notificata con il numero C(2002) 1189]

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32002D0676(01)

2002/676/CE,CECA: Decisione della Commissione, del 3 aprile 2002, sull'esenzione per doppio uso, cui il Regno Unito intende dare esecuzione, dall'imposta sul mutamento climatico e sull'estensione dell'esenzione ai processi concorrenti (Testo rilevante ai fini del SEE) [notificata con il numero C(2002) 1189]  

Gazzetta ufficiale n. L 229 del 27/08/2002 pag. 0015 - 0023

Decisione della Commissionedel 3 aprile 2002sull'esenzione per doppio uso, cui il Regno Unito intende dare esecuzione, dall'imposta sul mutamento climatico e sull'estensione dell'esenzione ai processi concorrenti[notificata con il numero C(2002) 1189](Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)(Testo rilevante ai fini del SEE)(2002/676/CE, CECA)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare l'articolo 4, lettera c) e la decisione n. 2496/96/CECA della Commissione, del 18 dicembre 1996, recante norme comunitarie per gli aiuti a favore della siderurgia(1) ("codice degli aiuti alla siderurgia"),visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a), e il protocollo 14,dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni a norma rispettivamente dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE(2) e dell'articolo 6, paragrafo 5, del codice degli aiuti alla siderurgia(3), e viste le osservazioni trasmesse in relazione all'esenzione per doppio uso dall'imposta sul mutamento climatico,considerando quanto segue:1. PROCEDIMENTO(1) Con lettera del 14 febbraio 2000, il Regno Unito ha notificato alla Commissione il "Climate Change Levy (CCL)" (imposta sul mutamento climatico). La base giuridica dell'imposta è il Finance Act 2000, Section 30, Schedules 6 e 7. Con lettera del 5 aprile 2000, il Regno Unito ha notificato l'imposta alla Commissione conformemente al codice degli aiuti alla siderurgia.(2) Con lettere del 28 marzo 2001 [SG(2001) D/287332] e del 5 aprile 2001 [SG(2001) D/287443], la Commissione ha comunicato al Regno Unito la propria decisione di avviare il procedimento di cui rispettivamente all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE e all'articolo 6, paragrafo 5, del codice degli aiuti alla siderurgia in relazione all'esenzione per doppio uso dal CCL.(3) Le decisioni della Commissione di avviare il procedimento sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(4). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni.(4) La Commissione ha ricevuto diverse osservazioni degli interessati. In relazione al procedimento a norma dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE, ha ricevuto osservazioni dalla British Cement Association con lettera del 31 luglio 2001, e dalla British Lime Association con lettera recante la stessa data. In relazione al procedimento a norma dell'articolo 6, paragrafo 5, del codice degli aiuti alla siderurgia, ha ricevuto osservazioni dalla UK Steel Association con lettera del 27 luglio 2001, dalla European Independent Steelworks Association con lettera del 2 agosto 2001, da Corus con lettera del 19 luglio 2001 e da ASW con lettera del 6 agosto 2001. La Commissione ha quindi trasmesso queste osservazioni al Regno Unito con lettere del 7 e 21 agosto 2001.(5) Con lettera del 6 agosto il Regno Unito ha replicato alle lettere della Commissione del 28 marzo e del 5 aprile e con lettera del 21 settembre si è espressa in merito alle osservazioni presentate da terzi.2. DESCRIZIONE DETTAGLIATA2.1. Imposta sul mutamento climatico(6) Il pacchetto CCL porta avanti la politica del governo britannico di tassazione a fini ambientali e una parte essenziale del suo programma sul mutamento climatico, che presenta le proposte per conseguire l'obiettivo, stabilito dalla legge, di ridurre del 12,5 % le emissioni di gas a effetto serra (protocollo di Kyoto), e per progredire verso l'obiettivo nazionale di ridurre del 20 % le emissioni di biossido di carbonio entro il 2010.(7) L'imposta sul mutamento climatico grava l'uso non domestico dei prodotti energetici a fini combustibili, che comprende l'uso per riscaldamento, illuminazione e forza motrice. L'imposta si applica quindi ai prodotti energetici utilizzati come combustibile da consumatori dell'industria (compresi i settori energetici), del commercio, dell'agricoltura, della pubblica amministrazione e di altri servizi. L'imposta è pagata dal consumatore finale al momento della vendita. I prodotti imponibili sono l'elettricità, il gas, il carbone e altri combustibili solidi, e il gas di petrolio liquefatto.(8) Gli oli minerali non rientrano nel campo d'applicazione dell'imposta perché sono già soggetti all'accisa in conformità della direttiva 92/81/CEE, del 19 ottobre 1992, relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali ("direttiva sugli oli minerali")(5).(9) La base giuridica dell'imposta è il Finance Act 2000, Section 30, Schedules 6 e 7, approvato con decreto reale del 28 luglio 2000.(10) Nelle sue decisioni comunicate con lettera del 28 marzo e del 5 aprile, la Commissione non ha sollevato obiezioni in merito a talune esenzioni dall'imposta: un'esenzione per l'elettricità, il gas e il carbone utilizzati nei trasporti pubblici e nel trasporto merci; un'esenzione per i combustibili di alimentazione e l'elettricità generata da centrali elettriche di cogenerazione di buona qualità; un'esenzione per l'elettricità generata da fonti di energia pulita e riduzioni per imprese che concludono accordi sul mutamento climatico. Le misure che contenevano elementi di aiuti di Stato sono state notificate dal Regno Unito per un periodo di dieci anni. Nella misura in cui la Commissione non ha sollevato obiezioni, il CCL è entrato in vigore il 1o aprile 2001.2.2. Esenzione per uso non combustibile e esenzione per doppio uso(11) A norma del CCL, sono esenti dall'imposta i prodotti energetici rientranti nel suo campo di applicazione quando sono utilizzati a fini non combustibili. L'imposta non si applica pertanto ai prodotti energetici utilizzati esclusivamente come materia prima (esenzione per uso non combustibile). Inoltre, se il prodotto energetico è utilizzato principalmente a fini non combustibili, il suo consumo è anch'esso esente dall'imposta (esenzione per doppio uso). La regolamentazione "Climate Change (Use as Fuel) Regulations 2001" contiene un elenco esaustivo dei processi comportanti il doppio uso. La Commissione ha avviato il procedimento a norma dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE e dell'articolo 6, paragrafo 5, del codice degli aiuti alla siderurgia in relazione a tale esenzione per doppio uso.2.3. Motivi dell'avvio del procedimento(12) Nella decisione di avviare il procedimento, la Commissione esprime dubbi circa il fatto che l'esenzione per doppio uso possa considerarsi una misura generale, poiché favorisce determinate imprese o la produzione di determinati beni, cioè alcuni metalli, batterie e prodotti chimici. La Commissione ritiene inoltre che, nel settore siderurgico, l'esenzione favorisca una o più imprese siderurgiche rispetto ad altre, a seconda del metodo di produzione impiegato.(13) La Commissione ritiene che l'esenzione non si giustifichi sulla base della natura e della logica del sistema fiscale, poiché non sarebbe conforme all'obiettivo dell'imposta, che è quello di ridurre le emissioni di CO2. La Commissione ha preso atto di quanto sostengono le autorità britanniche, ossia che l'imposta applicata unicamente ai prodotti energetici utilizzati come combustibile è coerente con le disposizioni della vigente direttiva sugli oli minerali e della proposta di direttiva del Consiglio che ristruttura il quadro comunitario per l'imposizione dei prodotti energetici(6) ("la proposta").(14) La Commissione ha comunque fatto presente che tale definizione d'imposta sull'energia, per cui non tutti gli usi dei combustibili sono tassati, può rientrare nella logica di un sistema come quello previsto dalla direttiva sugli oli minerali e dalla proposta. Ciò nondimeno, la Commissione ritiene che l'esenzione proposta per i combustibili a doppio uso vada al di là del campo d'applicazione dell'imposta così definito. E ciò per i seguenti motivi:a) Il Regno Unito esenta totalmente i combustibili, anche quando sono utilizzati solo in parte a fini non energetici come sopra definiti. La Commissione ha espresso dubbi circa l'incapacità delle autorità britanniche di instaurare un meccanismo che consenta di determinare, in alcuni processi, gli usi combustibili/non combustibili e di applicare l'imposta di conseguenza.b) L'esenzione determina disparità di trattamento per situazioni analoghe, in quanto alcuni processi comportanti il doppio uso sono esenti dall'imposta mentre altri, che si potrebbero altresì considerare comportanti il doppio uso, non lo sono.c) La proposta non è ancora in vigore e non ci si può riferire ad essa per stabilire la logica e la natura generale del sistema fiscale. È tuttavia possibile ricavare da tale testo un'indicazione. La Commissione ha osservato che l'esenzione non si estende ai prodotti energetici utilizzati in tutti i processi metallurgici, come esigerebbe l'articolo 13, paragrafo 1, lettera a), della proposta.3. OSSERVAZIONI DEI TERZI INTERESSATI(15) Le osservazioni formulate da terzi si possono riassumere come segue:a) La British Cement Association sostiene il principio dell'esenzione per doppio uso ma teme che, nella pratica, si creino disparità di trattamento per situazioni analoghe. L'imposta opera una discriminazione nei confronti soprattutto della fabbricazione di cemento. L'esenzione per doppio uso falsa la concorrenza fra prodotti di cemento e cemento armato e i prodotti d'acciaio fabbricati negli altiforni.Secondo British Cement Association, la reazione chimica dominante del cemento è la decomposizione chimica del carbonato di calcio (CaCO3) in ossido di calcio (CaO). Perché il CaCO3 si trasformi in CaO è di norma necessaria un'energia di 496 kWh per tonnellata di CaCO3, e altrettanto può dirsi per il calcare dolomitico. Nella fabbricazione del cemento la maggior parte dell'energia fornita per uso combustibile serve a provocare la reazione chimica per la calcinazione della calce.b) La British Lime Association sostiene in linea di principio l'approccio del governo britannico in merito al doppio uso ma teme che, nella pratica, si creino disparità di trattamento per situazioni analoghe. L'imposta opera una discriminazione nei confronti della calce e rischia di falsare la concorrenza nel Regno Unito. L'associazione ritiene che l'elenco degli usi esentati debba essere modificato per includere anche la calce.Secondo la British Lime Association, il processo di fabbricazione della calce ha bisogno di energia per convertire la pietra calcarea in un prodotto chimico attivo qual è la calce. La reazione chimica che presiede alla fabbricazione della calce calcica è CaCO3 CaO + CO2. La reazione chimica che presiede alla fabbricazione della calce dolomitica è CaCO3 MgCO3 + energia = CaOMgO + 2CO2. Nella produzione commerciale, l'energia necessaria per trasformare la pietra calcarea in calce è energia termica a temperature superiori a 1000 °C.c) La UK Steel Association non esprime opinioni in merito al carattere di misura generale dell'esenzione per doppio uso o al fatto che questa si giustifichi in base alla natura e alla logica del sistema fiscale. È tuttavia preoccupata dalla distorsione della concorrenza che si verrebbe a creare e ritiene che il modo migliore per evitarla è che il governo britannico esoneri dall'imposta anche l'elettricità utilizzata nei forni elettrici ad arco.d) La European Independent Steelworks Association afferma che il consumo di coke per usi non combustibili negli altiforni è inferiore al 50 % della quantità di coke immessa e che non dovrebbe essere troppo difficile distinguere fra usi combustibili e non combustibili. Ritiene inoltre che il forno elettrico ad arco andrebbe esentato in quanto processo metallurgico, conformemente alla proposta, e che esentare il coke negli altiforni, senza concedere un'esenzione analoga alle acciaierie con forni elettrici ad arco, costituisca un aiuto per i produttori di acciaio britannici che utilizzano gli altiforni, in violazione delle norme CECA in materia di aiuti di Stato.e) ASW afferma che l'esenzione per doppio uso costituisce un aiuto di Stato a beneficio esclusivo di Corus, è discriminante nei confronti dei forni elettrici ad arco e non si giustifica sulla base della logica e della natura del sistema fiscale. Sostiene quindi che l'elemento non combustibile del coke negli altiforni rappresenti al massimo il 47 % della quantità di coke immessa e sottolinea che il forno ad arco è il processo siderurgico con minore impatto ambientale, poiché richiede meno energia e produce meno biossido di carbonio. Ritiene inoltre che l'esenzione per doppio uso sia incompatibile con la proposta poiché non si estende a tutti i processi metallurgici. Da ultimo sostiene che l'esenzione non è conforme nemmeno alla disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente(7) ("disciplina degli aiuti all'ambiente").f) Secondo Corus, l'esenzione per doppio uso non costituisce un aiuto di Stato in quanto si giustifica sulla base della natura e della logica generale del sistema fiscale ed è coerente con i principi generali della direttiva sugli oli minerali e della proposta. L'impresa sostiene che gli altiforni utilizzano il coke come materia prima e solo una percentuale compresa tra lo 0 e il 3 % del coke della carica viene destinato a fini diversi dalla riduzione chimica. Nei forni elettrici ad arco solo gli apporti di carbonio (sotto forma di coke o di carbone) sono usati come materia prima e l'eventuale svantaggio economico subito dagli operatori che utilizzano forni elettrici ad arco sarebbe minimo. Da ultimo, anche nell'ipotesi in cui l'esenzione per doppio uso costituisse un aiuto di Stato, essa sarebbe comunque compatibile con la disciplina degli aiuti all'ambiente.4. OSSERVAZIONI DEL REGNO UNITO4.1. Ripartizione(16) Le autorità britanniche sostengono che il CCL è un'imposta sull'utilizzazione di prodotti energetici a fini esclusivamente combustibili. Quando un prodotto imponibile è destinato a usi combustibili e non combustibili (come materia prima), il CCL non può applicarsi alla parte di prodotto utilizzata come combustibile (ripartizione).(17) A sostegno di questa tesi, le autorità britanniche insistono sul fatto che per nessuno dei terzi interessati la ripartizione è una soluzione al problema del doppio uso. Dette autorità richiamano l'attenzione della Commissione sulla panoplia di cifre riportate nell'intento di distinguere la parte energetica e non energetica del coke utilizzato negli altiforni, donde la difficoltà di individuare con precisione gli usi combustibili e non combustibili dei prodotti energetici. Secondo le autorità britanniche sarebbe inoltre opportuno tener conto di fattori altamente variabili come la qualità del coke e del minerale.(18) Le autorità britanniche chiedono alla Commissione di prendere atto del fatto che nessun altro Stato membro ricorre al metodo della ripartizione per dirimere la questione dei combustibili a uso misto, il che, al loro giudizio, avvalora la loro tesi per cui la ripartizione non è scientificamente possibile né praticabile.4.2. Il doppio uso e la natura e logica del sistema(19) Partendo dal presupposto che la ripartizione è impossibile, le autorità britanniche sostengono che la natura e la logica del sistema fiscale giustificano un'esenzione totale per i prodotti imponibili ad uso misto che siano essenzialmente utilizzati come materia prima (uso non combustibile) ma che generino, come sottoprodotto, un elemento di calore. L'esenzione per doppio uso rientrerebbe nella natura e logica del sistema per le stesse ragioni dell'esenzione per uso non combustibile.(20) Secondo il Regno Unito, l'esenzione per uso non combustibile riflette la tesi ampiamente condivisa secondo cui esistono processi di fabbricazione che utilizzano particolari forme di energia non già per riscaldare o illuminare o come forza motrice, ma esclusivamente come materia prima. Il CCL, in linea con i suoi obiettivi e al pari delle altre imposte sull'energia nel Regno Unito, è percepito sull'uso dell'energia come carburante. L'utilizzo dell'energia come materia prima non rientra nel campo di applicazione della tassazione dell'energia nel Regno Unito, bensì è esentato sia dal CCL che dalle accise sugli oli minerali.(21) Le autorità britanniche evidenziano che l'esenzione per uso non combustibile è stata approvata dalla Commissione e si giustifica in base alla natura e logica del sistema fiscale per due ragioni:a) L'apporto di energia come materia prima è determinato dalla chimica delle reazioni. Per una data quantità di produzione è necessario un determinato apporto di prodotto energetico. Non potendo variare, questo rapporto chimico e fisico preclude la possibilità per il produttore di migliorare l'efficienza del processo agendo sulla quantità di prodotto energetico necessario. Sarebbe pertanto inutile, a queste condizioni, applicare il CCL all'energia (cosa che in condizioni normali aumenterebbe gli incentivi per un uso più efficiente dell'energia).Quanto al settore siderurgico, le autorità britanniche ammettono che esistono svariate opzioni in relazione ai processi ausiliari negli altiforni (quelli cioè che utilizzano l'energia come combustibile e non beneficiano dell'esenzione per doppio uso), che possono incrementare il rendimento: come l'efficienza dei soffianti, per esempio, o il controllo della temperatura, l'isolamento delle tubature e il recupero del calore. Resta tuttavia inteso che nessuna di queste opzioni è in grado di ridurre la quantità di coke utilizzato come materia prima o di olio necessario per la riduzione chimica.b) Il tipo di materia prima è fortemente condizionato dalla chimica delle reazioni. Alcune reazioni esigono combustibili solidi a base di carbonio, altri dell'energia fornita come materia prima sotto forma di gas. Poiché il produttore non può convertirsi a fonti alternative di energia, come l'elettricità prodotta da fonti rinnovabili, sarebbe inutile, date le condizioni, applicare il CCL all'energia (cosa che in condizioni normali inciterebbe a convertirsi a tali altre fonti).(22) Le autorità britanniche reputano che l'esenzione per uso non combustibile e l'esenzione per doppio uso si giustifichino pienamente in base alla natura e logica di un sistema di tassazione dell'energia e che non sussistano differenze di principio fra gli usi non combustibili dell'energia e i combustibili a doppio uso. Le autorità britanniche sostengono pertanto che non dovrebbe esservi nessuna differenza di approccio all'imposizione dell'uso non combustibile e del doppio uso.(23) Le autorità britanniche asseriscono che l'esenzione per uso non combustibile e l'esenzione per doppio uso sono coerenti con gli altri elementi del CCL, ragionamento che trova conferma nelle altre esenzioni e sgravi concessi nel quadro dell'imposta. Il pacchetto di misure CCL contiene esenzioni per i trasporti pubblici, alcune forme di energia rinnovabile e le centrali di cogenerazione di buona qualità e, in via temporanea, per il gas naturale nell'Irlanda del Nord. Inoltre contempla riduzioni di imposta per le imprese che concludono accordi di risparmio energetico. Le autorità britanniche ritengono che questi aspetti del pacchetto CCL siano chiaramente finalizzati al raggiungimento degli stessi obiettivi globali e siano altresì perfettamente coerenti con la natura e la logica dell'imposta.(24) Quanto alle osservazioni dei terzi interessati, le autorità britanniche ritengono che siano per la maggior parte pienamente a favore del principio dell'esenzione per doppio uso e che il principale motivo di disaccordo consista nello stabilire se siano i processi giusti a trarre vantaggio dall'esenzione. In relazione alle osservazioni della British Cement Association e della British Lime Association, il Regno Unito osserva che, a detta di entrambe le associazioni, le trasformazioni chimiche presiedono sia alla fabbricazione del cemento sia a quella della calce, che sarebbero così processi di trasformazione mineralogica, ammissibili pertanto all'esenzione per doppio uso. Le autorità britanniche non contestano l'argomentazione scientifica prodotta ma ritengono che sia irrilevante ai fini della valutazione dell'ammissibilità all'esenzione per doppio uso. Nella fabbricazione della calce e del cemento, l'energia necessaria per le reazioni serve esclusivamente come combustibile. L'energia - sotto forma di calore - fornisce le temperature necessarie per la calcinazione della calce o per far reagire il carbonato di calcio e/o il carbonato di magnesio. In entrambi i casi l'energia è utilizzata come combustibile e non come materia prima. Le autorità britanniche sottolineano che l'esenzione per doppio uso si applica ai processi in cui un prodotto energetico serve essenzialmente come materia prima, ma genera altresì calore come sottoprodotto. Appurato che l'energia non viene utilizzata come materia prima nella fabbricazione di calce e cemento, sarebbe in contrasto con la natura e la logica del CCL includere tali processi nell'elenco dei processi ammissibili all'esenzione per doppio uso.(25) Fermo restando che l'esenzione per doppio uso è coerente con la natura e la logica dell'imposta sul mutamento climatico, che è un'imposta ecologica, le autorità britanniche ammettono che questa potrebbe, in talune situazioni, provocare effetti ecologici perversi. Ciò si verifica, per esempio, quando un processo è esente dall'imposta in virtù della clausola del doppio uso, mentre un altro processo concorrente meno inquinante non lo è. Per questo motivo, il Regno Unito si impegna a eradicare tali distorsioni e ha modificato la notifica di conseguenza.(26) Le autorità britanniche propongono di modificare l'esenzione per doppio uso allo scopo di coprire quelle situazioni in cui un processo di riciclaggio a minor consumo di energia è soggetto a un'imposta più alta di un processo primario concorrente a maggiore consumo di energia che è tuttavia ammissibile all'esenzione per uso non combustibile o per doppio uso. Tale nuova esenzione si applica a quei casi limitatissimi in cui la natura e logica del sistema CCL di fiscalità energetica finiscano per contravvenire all'obiettivo ecologico globale perseguito dall'imposta stessa. Si applicherà solo:a) ai processi di riciclaggio che comportano minor consumo di energia, che utilizzano cioè meno energia del processo primario per la medesima quantità di prodotto pur essendo soggetti a un CCL più elevato rispetto al processo primario (CCL imponibile per tonnellata di prodotto); eb) qualora si verifichi questa situazione perché il processo primario è ammissibile all'esenzione dal CCL per uso non combustibile o per doppio uso; ec) a quei processi o parti di processi che sono in concorrenza diretta fra loro: nel settore siderurgico, per esempio, beneficierà della nuova esenzione solo l'energia utilizzata nei forni elettrici ad arco, che è il processo concorrente dell'altoforno dei produttori primari, e nessun'altra parte del processo di produzione dell'acciaio.(27) Le autorità britanniche si impegnano a pubblicizzare le condizioni di esenzione e invitano le imprese che si ritengano ammissibili a presentare una domanda documentata. Le domande saranno esaminate in funzione dei criteri esposti sopra, con l'eventuale concorso di esperti. Le domande valide saranno approvate e il beneficiario sarà autorizzato a presentare un certificato di esenzione fiscale al suo fornitore di energia (ovvero a modificare il certificato già rilasciato per altre esenzioni).4.3. Campo di applicazione dell'esenzione(28) Le autorità britanniche affermano di aver individuato con precisione i processi che soddisfano i criteri per l'esenzione per il doppio uso e che tali criteri figurano nella regolamentazione "Climate Change Levy (Use as Fuel) Regulations 2001". Asseriscono inoltre che ha concorso a definire gli usi di energia ammissibili all'esenzione la consulenza di esperti delle dogane britanniche (HM Customs and Excise), cui si è aggiunto il parere scientifico indipendente della "Energy Technology Support Unit (ETSU)". Le autorità britanniche hanno avviato, all'occorrenza, consultazioni tecniche con i rappresentanti delle industrie interessate.(29) Riguardo alle osservazioni dei terzi interessati, le autorità britanniche osservano in generale che ricorre una chiara distinzione fra il combustibile utilizzato per generare calore, e quindi permettere una reazione chimica, e il combustibile utilizzato come materia prima. Nel primo caso, il modo in cui il combustibile o il calore sono prodotti è irrilevante; nel secondo, la quantità e il tipo di energia dipendono con estrema precisione dalla natura della reazione chimica.(30) Le autorità del Regno Unito ritengono pertanto che il forno elettrico ad arco e gli altri processi citati dai terzi (cemento, vetro, ceramica e calce) non soddisfano i criteri per l'esenzione per doppio uso. Il combustibile non è né utilizzato come materia prima, né il suo uso è determinato da equazioni scientifiche invariabili. Al contrario, è utilizzato a soli fini termici.(31) Quanto alle osservazioni specifiche dei terzi del settore siderurgico, le autorità britanniche non ritengono affatto che il coke negli altiforni sia utilizzato per fini prettamente combustibili (come sostengono ASW e la European Independent Steelworks Association). Ritengono invece che il fondamento tecnico dell'affermazione secondo cui negli altiforni si utilizzi meno del 50 % del coke poggi su un'interpretazione errata delle cifre elaborate dall'"International Iron and Steel Institute"(8). Secondo le autorità britanniche, un'interpretazione più precisa di tali cifre porterebbe a stabilire fra il 57 % e il 90 % la quantità di coke utilizzata negli altiforni per fini non combustibili, fermo restando che importanti variazioni dipendono da fattori come la qualità del minerale e del coke(9).(32) Le autorità britanniche non condividono nemmeno la tesi secondo cui occorrerebbe esentare sia gli altiforni che i forni elettrici ad arco in quanto processi metallurgici (come vorrebbero l'EISA, ASW e la UK Steel Association). Ritengono invece che non esista una definizione accreditata di processi metallurgici ai fini dell'articolo 13, paragrafo 1, della proposta, e che l'esenzione per doppio uso ricomprenda tutti i processi, compresi quelli metallurgici, in cui l'energia sia utilizzata essenzialmente come materia prima e generi calore come sottoprodotto.(33) Riguardo alle osservazioni sui processi rientranti nel campo di applicazione del trattato CE, le autorità britanniche ritengono che questi processi, che si possono considerare processi mineralogici, non siano ammissibili all'esenzione per doppio uso. Nella fabbricazione della calce e del cemento, l'energia serve esclusivamente come combustibile per garantire le temperature necessarie per la calcinazione della calce o per far reagire il carbonato di calcio e/o il carbonato di magnesio. Sarebbe pertanto in contrasto con la natura e la logica del CCL includere la produzione della calce e del cemento nell'elenco dei processi ammissibili all'esenzione per doppio uso.(34) Dalla valutazione britannica degli effetti dell'esenzione per i concorrenti diretti meno inquinanti risulta che tali effetti saranno limitati ai produttori secondari dei metalli ferrosi e non ferrosi. Le autorità britanniche non sono a conoscenza di nessun altro prodotto o processo di produzione che potrebbe soddisfare i criteri di ammissibilità. Non ritengono pertanto che possano essere ammessi altri processi di riciclaggio, come il vetro, per esempio, le gomme e le materie plastiche, la calce, il cemento o la ceramica. Ciò non toglie tuttavia che si possano presentare domande per altri processi, che saranno esaminate alla luce dei criteri enunciati.5. VALUTAZIONE DELL'AIUTO(35) La valutazione dell'esenzione per doppio uso va eseguita nel rispetto dell'articolo 87 del trattato CE, dell'articolo 4, lettera c), del trattato CECA, del codice degli aiuti alla siderurgia e dell'articolo 61, paragrafo 2, lettera a), dell'accordo sullo Spazio economico europeo e il protocollo 14.(36) A norma dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. A norma dell'articolo 4, lettera c), del trattato CECA, sono riconosciuti incompatibili con il mercato comune e sono aboliti e proibiti le sovvenzioni o gli aiuti concessi dagli Stati o gli oneri speciali imposti da essi, in qualunque forma.(37) Le imposte a fini ambientali gravanti sul consumo di elettricità, carbone e altri combustibili solidi, gas e gas di petrolio liquefatto non rientrano di per sé nel campo di applicazione dell'articolo 87 CE o dell'articolo 4, lettera c), del trattato CECA in quanto costituiscono misure generali che non favoriscono talune imprese o taluni settori produttivi. Rientrano invece nel campo di applicazione dell'articolo 87 del trattato CE e dell'articolo 4, lettera c), del trattato CECA le esenzioni da un'imposta generale, gli sgravi fiscali e i rimborsi d'imposta che siano diretti a talune imprese o settori, salvo qualora siano giustificati dalla natura o dalla struttura del sistema [cfr. comunicazione della Commissione sull'applicazione delle norme relative agli aiuti di Stato alle misure di tassazione diretta delle imprese(10), in particolare il punto 13 e segg.].(38) La Commissione ritiene che l'esenzione per doppio uso attribuisca alle imprese beneficiarie un vantaggio, che è finanziato con risorse statali. Nel valutare se l'esenzione sia una misura generale, come sostengono le autorità britanniche, o costituisca un aiuto di Stato, la Commissione ritiene necessario esaminare se gli effetti che ne conseguono favoriscano determinate imprese o la produzione di determinati beni. La Commissione osserva che l'esenzione per doppio uso favorisce solo talune imprese e taluni settori. Dalle informazioni fornite dalle autorità britanniche risulta che l'esenzione si estende all'uso di prodotti energetici in alcuni processi limitati che figurano nell'elenco della regolamentazione "Climate Change Levy (Use as Fuels) Regulations 2001". La Commissione ritiene pertanto che l'esenzione costituisca una misura selettiva.(39) La Commissione osserva che occorre valutare se l'esenzione per doppio uso possa giustificarsi sulla base della natura e della logica del sistema fiscale.(40) La Commissione constata che il CCL si applica ai prodotti energetici utilizzati come combustibile, ma non ai combustibili destinati ad altri usi. La Commissione ammette che rientra nella logica e natura di un sistema di fiscalità ambientale prelevare un'imposta sui prodotti energetici utilizzati come combustibile, esentando i prodotti energetici utilizzati esclusivamente per fini non combustibili. La Commissione ha accettato questa esenzione dal CCL.(41) La Commissione constata che le autorità britanniche hanno tratto le loro conclusioni sui processi che utilizzano prodotti energetici esclusivamente come combustibili, sulla scorta del parere di esperti delle dogane britanniche (HM Customs and Excise) e, all'occorrenza, della consulenza scientifica indipendente della "Energy Technology Support Unit (ETSU)". La Commissione constata inoltre che in nessuna delle osservazioni presentate da terzi si sostiene che l'elettricità utilizzata nei forni elettrici ad arco o l'energia destinata alla produzione di calce o cemento servono da materia prima o da agente riducente. Di conseguenza, la Commissione accetta la tesi delle autorità britanniche secondo cui i prodotti energetici utilizzati in quei processi sono destinati principalmente a fini combustibili.(42) Nella sua decisione di avviare il procedimento di cui rispettivamente all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE e all'articolo 6, paragrafo 5, del codice degli aiuti alla siderurgia, la Commissione esprimeva dubbi circa l'incapacità delle autorità britanniche, in relazione ai processi che utilizzano i prodotti energetici in parte come combustibili e in parte come non combustibili, di applicare l'imposta di conseguenza. La Commissione dubitava in effetti della necessità di un'esenzione totale per gli usi misti.(43) La Commissione osserva tuttavia, sulla scorta delle informazioni pervenutele durante il procedimento, che il calcolo dell'imposta sulla parte combustibile dell'energia utilizzata a fini misti sembra porre notevoli difficoltà pratiche. Constata inoltre che è opportuno tener conto di fattori altamente variabili come la qualità delle materie prime nel distinguere l'uso combustibile e non combustibile dell'energia. Prende quindi atto del fatto che nessuno dei terzi interessati presenta la ripartizione come possibile alternativa all'esenzione per doppio uso. La Commissione ammette che la ripartizione non può costituire una soluzione valida per le autorità britanniche.(44) La Commissione constata inoltre che l'esenzione per doppio uso si estende a situazioni in cui un prodotto energetico è utilizzato essenzialmente come materia prima pur generando un elemento di calore come sottoprodotto. La Commissione osserva che in queste circostanze il tipo e la quantità di prodotto richiesto può dipendere dalla chimica delle reazioni e che le possibilità per il produttore di agire sul tipo o sulla quantità di prodotto energetico richiesto sono effettivamente molto limitate.(45) Inoltre, per quanto la proposta di direttiva sull'imposizione dei prodotti energetici possa fornire indicazioni circa la coerenza dell'esenzione per doppio uso con la logica e la natura generale del sistema, la Commissione osserva che l'articolo 13, paragrafo 1, lettera a), di tale proposta prevede che gli Stati membri esentino dall'imposizione i prodotti energetici e l'elettricità utilizzati principalmente per la riduzione chimica e nei processi metallurgici ed elettrolitici. La Commissione ritiene pertanto che l'esenzione per doppio uso sia, in linea di principio, coerente con la proposta laddove un prodotto energetico o l'elettricità sono destinati essenzialmente a fini non combustibili.(46) Sulla base di tutti questi elementi, la Commissione considera che, per lo meno laddove la ripartizione si riveli impraticabile, rientri nella logica e nella natura di un sistema fiscale a fini ambientali contemplare un'esenzione per i prodotti energetici utilizzati essenzialmente come non combustibili. La Commissione ammette, sulla scorta dei dati raccolti durante il procedimento, che il coke negli altiforni serve essenzialmente allo scopo della riduzione chimica.(47) La Commissione ha espresso dubbi circa gli effetti dell'esenzione per doppio uso. Al riguardo, osserva infatti che l'esenzione può provocare distorsioni della concorrenza e rivelarsi controproducente in termini ambientali poiché è possibile che processi meno inquinanti ricevano un trattamento meno favorevole rispetto a processi direttamente concorrenti che rientrano nel campo di applicazione dell'esenzione per doppio uso.(48) Le autorità britanniche sono consapevoli di tali effetti e hanno modificato di conseguenza la loro notifica, impegnandosi a esentare taluni processi quando ricorrano criteri particolari.(49) La Commissione prende atto della valutazione britannica circa gli effetti di tale modifica, che saranno cioè limitati ai produttori secondari di metalli ferrosi e non ferrosi, essendo questi gli unici settori in cui processi di produzione per riciclaggio meno inquinanti sono in concorrenza con processi primari ammessi all'esenzione per doppio uso. La Commissione prende atto della posizione del Regno Unito secondo cui tale modifica non inciderà sulla produzione di calce o di cemento, poiché questa non è un processo di riciclaggio né subisce distorsioni dovute all'applicazione, a un processo concorrente primario, dell'esenzione per uso non combustibile o dell'esenzione per doppio uso.(50) Occorre valutare se l'estensione dell'esenzione a processi concorrenti si giustifica sulla base della natura e della logica del sistema, ovvero costituisce aiuto di Stato.(51) Considerato l'oggetto stesso dell'imposta sul mutamento climatico, che si applica all'utilizzazione di prodotti energetici come combustibile, la Commissione non ritiene coerente con la natura e la logica del sistema esentare processi che siano classificabili come processi comportanti l'uso di prodotti energetici per fini meramente combustibili.(52) La Commissione ritiene pertanto che l'esenzione configuri aiuto di Stato. Occorre ora valutare se possa essere compatibile con il trattato. La Commissione osserva che a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), possono considerarsi compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.(53) La Commissione constata che, per effetto della modifica notificata dalle autorità britanniche, i processi produttivi primari e per riciclaggio direttamente concorrenti fra loro riceveranno pari trattamento ai fini dell'imposizione del CCL. La Commissione ritiene che tale modifica ridurrà notevolmente le eventuali distorsioni di concorrenza e attenuerà le conseguenze avverse per l'ambiente che l'esenzione per doppio uso avrebbe inevitabilmente comportato. Date le premesse, la Commissione giudica tale esenzione accettabile dal punto di vista della politica comunitaria in materia ambientale, in quanto limita gli effetti negativi che l'esenzione per doppio uso altrimenti produrrebbe sull'ambiente. A giudizio della Commissione, l'esenzione non altera le condizioni degli scambi, essendo invece concepita per preservare condizioni eque di scambio. La Commissione ritiene pertanto che l'aiuto possa considerarsi compatibile con il mercato comune per un periodo iniziale di dieci anni, quando occorrerà notificare nuovamente gli altri elementi di aiuto di Stato del CCL.(54) A fronte pertanto della posizione delle autorità britanniche e del loro impegno a riservare pari trattamento ai processi produttivi primari e ai processi produttivi per riciclaggio direttamente concorrenti ai fini dell'imposizione del CCL, limitando così lo svantaggio a carico dei processi meno inquinanti, vengono a dissiparsi i dubbi della Commissione circa gli effetti sull'ambiente e la distorsione della concorrenza.6. CONCLUSIONI(55) Alla luce di quanto sopra, la Commissione ritiene che l'esenzione per doppio uso rientri nella logica e nella natura dell'imposta sul mutamento climatico. La Commissione ritiene altresì che l'esenzione per i processi meno inquinanti, nella fattispecie i processi produttivi per riciclaggio che sono in concorrenza diretta con i processi di produzione primaria ammessi al beneficio dell'esenzione per uso non combustibile o dell'esenzione per doppio uso, costituisca un aiuto di Stato compatibile. La Commissione approva pertanto l'esenzione per doppio uso e non solleva obiezioni all'esenzione per processi concorrenti,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1L'esenzione per doppio uso cui il Regno Unito intende dare esecuzione a norma del "Climate Change Levy" (imposta sul mutamento climatico), istituito in virtù del Finance Act 2000, Section 30, Schedules 6 e 7, non costituisce aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, ovvero dell'articolo 4, lettera c), del trattato CECA.Articolo 2L'esenzione dei processi meno inquinanti, ossia di quei processi produttivi per riciclaggio che sono in concorrenza diretta con i processi primari di produzione ammessi al beneficio dell'esenzione per uso non combustibile o dell'esenzione per doppio uso, configura aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.Ciò nondimeno, l'aiuto soddisfa i criteri di esenzione di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE ed è pertanto compatibile con il mercato comune.L'aiuto è autorizzato per un periodo iniziale di dieci anni.Articolo 3Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord è destinatario della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il 3 aprile 2002.Per la CommissioneMario MontiMembro della Commissione(1) GU L 338 del 28.12.1996, pag. 42.(2) GU C 185 del 30.6.2001, pag. 22.(3) GU C 191 del 7.7.2001, pag. 3.(4) Cfr. note 2 e 3.(5) GU L 316 del 31.10.1992, pag. 12.(6) GU C 139 del 6.5.1997, pag. 14.(7) GU C 37 del 3.2.2001, pag. 3.(8) Energy Use in the Steel Industry, Committee on Technology, Bruxelles, settembre 1998, International Iron and Steel Institute, punto 3.3.8.3 CJ Cairns et al.(9) L'autore della relazione ha confermato questa interpretazione dei dati alla Commissione.(10) GU C 384 del 10.12.1998, pag. 3.