CELEX: C2000/047/36
Language: it
Date: 2000-02-19 00:00:00
Title: Causa C-467/99: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica ellenica, proposto il 3 dicembre 1999

C 47/22                 IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          19.2.2000
4. in via di ulteriore subordine, annullare la sentenza impu-            — Il Tribunale non si sarebbe pronunciato, contrariamente a
   gnata, nella parte in cui conferma la decisione della                     quanto sarebbe stato suo dovere, in merito ad un secondo
   Commissione nel procedimento 880412P3, che ha escluso                     ulteriore motivo di nullità dedotto dalla ricorrente nella
   la concessione delle sovvenzioni di cui alle sottovoci                    replica relativa alla causa T-182/9 — della decisione della
   14.3.8, 14.3.11 e 14.9 del progetto relativo alla Tintas                  Commissione impugnata nella causa medesima, motivo
   Robbialac e di cui al punto 14.3.9 del progetto relativo alla             attinente alla violazione della normativa applicabile al FSE
   Sapec, in considerazione, in particolare,                                 (inesistenza di discrezionalità).
                                                                         — Il Tribunale sarebbe incorso in erronea applicazione del-
   — di errori materiali negli accertamenti in punto di fatto                l’art. 253 CE (ex art. 190 del Trattato CE) con riguardo alle
        operati dal Tribunale,                                               sottovoci 14.1.4, 14.2.6, 14.2.7, 14.3.lb) e c, 14.3.3 e
                                                                             14.3.5 del progetto relativo alla Piritas Alentejanas, alle
   — di errore di diritto consistente in motivazione contrad-                sottovoci 14.3.8, 14.3.11 e 14.9 del progetto relativo alla
        dittoria;                                                            Tintas Robbialac nonché con riguardo alla sottovoce
                                                                             14.3.9 del progetto relativo alla Sapec, poggiando l’applica-
                                                                             zione di tale norma su conclusioni sostanzialmente errate
5. conseguentemente, per gli stessi motivi, annullare la deci-               o imprecise.
   sione della Commissione 14 agosto 1996, C(96) 1184,
   nella parte in cui ha escluso la concessione delle sovvenzio-         — La ricorrente ritiene erronea la decisione del Tribunale in
   ni relative alle sottovoci 14.1.4, 14.2.6, 14.2.7, 14.3.lb) e             merito alla sussistenza di un abuso di diritto, di una
   c), 14.3.3 e 14.3.5 del progetto relativo alla Pirites                    violazione del diritto di difesa nonché di una violazione
   Alentenjanas, nonché alle sottovoci 14.3.8, 14.3.11 e 14.9                dei principi di buona fede, di tutela di legittimo affidamento
   del progetto relativo alla Tintas Robbialac e 14.3.9 del                  e di tutela dei diritti quesiti, poggiando tale decisione su
   progetto relativo alla Sapec,                                             conclusioni sostanzialmente errate o imprecise.
6. annullare il numero 3 del dispositivo della sentenza                  — L’inesattezza degli accertamenti in punto di fatto operati
   impugnata, nella parte in cui pone a carico della PARTEX                  dal Tribunale avrebbe indotto in errore il Tribunale
   le proprie spese della causa T-182/96,                                    medesimo nell’applicazione del diritto nel caso di specie,
                                                                             nella parte in cui il Tribunale stesso ha escluso la sussistenza
                                                                             di uno sviamento di potere nella decisione impugnata nella
7. condannare la Commissione a tutte le spese,                               causa T-182/96.
8. accogliere la domanda di gratuito patrocinio e concedere,             (1) GU C 26, del 25.1.1997, pag. 9.
   conseguentemente, alla ricorrente il gratuito patrocinio nel
   presente procedimento.
Motivi e principali argomenti
— La ricorrente sostiene che il Tribunale di primo grado sia             Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
   incorso in un errore di diritto per violazione della normati-           tro la Repubblica ellenica, proposto il 3 dicembre 1999
   va applicabile al FSE, avendo ritenuto che, in un caso come
   quello di specie, in cui uno Stato membro abbia già
   proceduto alla verifica dell’esattezza, sotto i profili sostan-                                (Causa C-467/99)
   ziale e contabile, della richiesta del pagamento del saldo, lo
   stesso Stato membro possa successivamente modificare il                                          (2000/C 47/36)
   proprio giudizio sulla detta richiesta, qualora ritenga
   sussistenti irregolarità precedentemente non accertate.
                                                                         Il 3 dicembre 1999 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                         rappresentata dalla signora Maria Kondou-Durande, membro
— Erronemente il Tribunale avrebbe ritenuto irricevibile il              del servizio giuridico della Commissione, con domicilio eletto
   motivo integrativo dedotto dalla PARTEX nella replica                 in Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz,
   relativa alla causa T-182/96, motivo con cui era stata                membro del servizio giuridico della Commissione, Centre
   fatta valere la violazione delle disposizioni relative alla           Wagner, Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia
   ripartizione dei compiti tra Stati membri e Commissione.              delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica
                                                                         ellenica.
— Secondo la ricorrente, il Tribunale sarebbe incorso in un
   errore di diritto violando la normativa applicabile al FSE,           La ricorrente chiede che la Corte di giustizia voglia:
   laddove ha ritenuto che le norme sulla ripartizione delle
   rispettive attribuzioni degli Stati membri e della Commis-            — dichiarare che la Repubblica ellenica non ha rispettato gli
   sione non fossero state infrante.                                         obblighi ad essa incombenti in virtù della direttiva del
 ---pagebreak--- 19.2.2000               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 47/23
     Consiglio 13 giugno 1990, 90/314/CEE (1), concernente i              Motivi e principali argomenti
     viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso», poiché
     non ha adottato le disposizioni legislative, regolamentari e         Ai sensi dell’articolo 249 CE (ex art. 189 del Trattato CE) le
     amministrative necessarie per dare piena attuazione                  direttive vincolano gli Stati membri cui sono rivolte per quanto
     all’art. 7 di tale direttiva, per quanto riguarda le società         riguarda il risultato da raggiungere. Gli Stati membri devono
     navali di trasporto passeggeri;                                      adottare tutti i provvedimenti necessari a garantire la piena
                                                                          efficacia delle direttive, conformemente agli scopi che esse
— condannare la Repubblica ellenica alle spese.                           perseguono, e non possono invocare disposizioni, prassi o
                                                                          situazioni proprie del loro ordinamento interno per giustificare
                                                                          l’inosservanza degli obblighi e dei termini risultanti dalle
Motivi e principali argomenti                                             direttive stesse.
Le autorità elleniche hanno comunicato che avrebbero modifi-              È incontestato che la Repubblica italiana doveva comunicare
cato l’art. 7 del decreto presidenziale in modo che l’obbligo di          alla Commissione le informazioni indicate dall’art. 8, paragra-
assicurazione previsto dallo stesso coprisse anche le società             fo 3, della direttiva 91/689/CEE con le modalità prescritte dalla
navali di trasporto passeggeri.                                           decisione 96/302/CE.
La Commissione ritiene che le autorità elleniche debbano                  Ciò non è avvenuto, né le informazioni possono ritenersi
procedere a tempo debito a porre in essere le necessarie                  regolarmente ricevute dalla Commissione dopo la notificazio-
procedure per trasporre completamente nel diritto greco le                ne del parere motivato.
disposizioni di tale direttiva.
                                                                          La Commissione ritiene, dunque, che la Repubblica italiana sia
La Commissione ha accertato che fino a questo momento la                  venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi del diritto
Repubblica ellenica non ha adottato le misure idonee per le               comunitario.
piena trasposizione nell’ordinamento giuridico greco dell’art. 7
della direttiva 90/314/CEE, per quanto riguarda le società                (1) Direttiva del Consiglio, del 12.12.1991, concernente la gestione
navali.                                                                       dei rifiuti pericolosi (GU L 377, del 31.12.1991, pag. 20).
                                                                          (2) Decisione della Commissione, del 17.4.1996 (GU L 116, del
                                                                              11.5.1996, pag. 26).
(1) GU L 158 del 23.6.1990, pag. 59.
                                                                          Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Landes-
Ricorso del 7 dicembre 1999 contro la Repubblica italiana,                gerichts für Zivil rechtssachen di Vienna, con ordinanza
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee                     9 settembre 1999, nella causa CLEAN CAR Autoservice
                                                                          GmbH contro 1. Comune di Vienna e 2. Repubblica d’Au-
                                                                                                            stria
                         (Causa C-469/99)
                                                                                                      (Causa C-472/99)
                           (2000/C 47/37)
                                                                                                       (2000/C 47/38)
Il 7 dicembre 1999, la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dalla signora Lena Ström, membro del suo                    Con sentenza 9 settembre 1999, pervenuta nella cancelleria
Servizio giuridico, e dal signor Giacinto Bisogni magistrato di           della Corte il 9 dicembre 1999, nella causa CLEAN CAR
appello messo a disposizione dello stesso Servizio giuridico, in          Autoservice GmbH contro 1. Comune di Vienna e 2. Repubbli-
qualità di agenti, elettivamente domiciliata presso il signor             ca d’Austria il Landesgerichts für Zivil rechtssachen di Vienna
Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, a                     ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee
Lussemburgo, ha presentato alla Corte di giustizia delle                  una domanda di pronuncia pregiudiziale sulla seguente que-
Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.                stione:
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                               «In che modo si debba interpretare l’art. 104, n. 5, del regola-
                                                                          mento di procedura della Corte di giustizia delle Comunità
— constatare che la Repubblica italiana non avendo comuni-                europee (1), allorché, come nel presente caso, uno Stato
     cato alla Commissione le informazioni richieste dall’artico-         membro (l’Austria) non abbia previsto norme nazionali
     lo 8 paragrafo 3 della direttiva 91/689/CEE (1), nel formato         affinché i giudici nazionali possano statuire sull’assegnazione
     determinato dalla decisione 96/302/CE (2) è venuta meno              e la ripartizione dei costi del procedimento pregiudiziale.»
     agli obblighi che le incombono ai sensi della direttiva
     91/689/CEE e del Trattato CE;
                                                                          (1) GU C 65 del 6.3.1999, pag. 30.
— condannare la Repubblica italiana al pagamento delle spese
     processuali.