CELEX: 52020DC0507
Language: it
Date: 2020-05-20 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2020 dell'Irlanda e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 dell'Irlanda

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 20.5.2020
            COM(2020) 507 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di riforma 2020 dell'Irlanda e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 dell'Irlanda
            
               
         
         
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sul programma nazionale di riforma 2020 dell'Irlanda e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 dell'Irlanda
            
            
               Il CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
            
            
               visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici
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               , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea,
            
            
               viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato per l'occupazione,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato per la protezione sociale,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la strategia annuale di crescita sostenibile, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui l'Irlanda è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altresì adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro.
            
            
               (2)Il 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la relazione per paese relativa all'Irlanda 2020
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               . In tale relazione sono stati valutati i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019
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               , il seguito dato alle raccomandazioni adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprende altresì l'esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati il 26 febbraio 2020. L'analisi ha portato la Commissione a concludere che l'Irlanda presenta squilibri macroeconomici, collegati in particolare all'entità significativa del debito pubblico, del debito privato e delle passività nette verso l’estero.
            
            
               (3)L'11 marzo 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato l'epidemia di Covid-19 una pandemia mondiale. Essa costituisce una grave emergenza di salute pubblica per i cittadini, le società e le economie. Sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari nazionali e sta provocando l'interruzione delle catene di approvvigionamento su scala mondiale, volatilità sui mercati finanziari, shock dei consumi e ripercussioni negative in vari settori. La pandemia sta mettendo a repentaglio i posti di lavoro dei cittadini, i loro redditi e le attività delle imprese. Ha provocato un forte shock economico che sta già avendo gravi ripercussioni nell'Unione europea. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione
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                che sollecita una risposta economica coordinata alla crisi, coinvolgendo tutti i soggetti a livello nazionale e dell'Unione.
            
            
               (4)Molti Stati membri hanno dichiarato lo stato di emergenza o hanno introdotto misure di emergenza. Tutte le misure di emergenza dovrebbero essere rigorosamente proporzionate, necessarie, limitate nel tempo e in linea con le norme europee e internazionali. Esse dovrebbero essere soggette al controllo democratico e a un sindacato giurisdizionale indipendente.
            
         
         
            
               (5)Il 20 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione sull'attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita
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               . La clausola di cui all'articolo 5, paragrafo 1, all'articolo 6, paragrafo 3, all'articolo 9, paragrafo 1, e all'articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all'articolo 3, paragrafo 5, e all'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1467/97 facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica. Nella sua comunicazione la Commissione ha condiviso con il Consiglio il suo parere secondo cui, data la grave recessione economica che si prevede a seguito della pandemia di Covid-19, le condizioni attuali consentono l'attivazione della clausola. Il 23 marzo 2020 i ministri delle finanze degli Stati membri hanno concordato con la valutazione della Commissione. L'attivazione della clausola di salvaguardia generale consente una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine, a condizione che non si pregiudichi la sostenibilità di bilancio nel medio termine. Nell'ambito del braccio correttivo il Consiglio può anche decidere, su raccomandazione della Commissione, di adottare una traiettoria di bilancio riveduta. La clausola di salvaguardia generale non sospende le procedure del patto di stabilità e crescita. Essa permette agli Stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che si applicherebbero normalmente, consentendo alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento delle politiche nell'ambito del patto.
            
            
               (6)È necessario continuare ad agire per limitare e controllare la diffusione della pandemia, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, attenuare le conseguenze socioeconomiche mediante misure di sostegno per le imprese e le famiglie e garantire condizioni sanitarie e di sicurezza adeguate sul luogo di lavoro al fine di riprendere l'attività economica. È opportuno che l'Unione si avvalga pienamente dei vari strumenti a sua disposizione per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tali ambiti. Parallelamente gli Stati membri e l'Unione dovrebbero collaborare al fine di preparare le misure necessarie per tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrandovi tra l'altro la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo dalla crisi tutti gli insegnamenti possibili.
            
            
               (7)La crisi della Covid-19 ha evidenziato la flessibilità offerta dal mercato unico per adattarsi a situazioni straordinarie. Tuttavia, al fine di garantire una transizione rapida e agevole alla fase di ripresa e la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori, le misure eccezionali che ostacolano il normale funzionamento del mercato unico devono essere rimosse non appena non sono più indispensabili. La crisi attuale ha evidenziato la necessità di piani di preparazione alle crisi nel settore sanitario che comprendono, in particolare, migliori strategie di acquisto, catene di approvvigionamento diversificate e riserve strategiche di forniture essenziali. Si tratta di elementi fondamentali per l'elaborazione di piani più ampi di preparazione alle crisi.
            
            
               (8)Il legislatore dell'Unione ha già modificato i quadri normativi pertinenti
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                per consentire agli Stati membri di mobilitare tutte le risorse non utilizzate dei Fondi strutturali e d'investimento europei, in modo da poter far fronte alle eccezionali conseguenze della pandemia di Covid-19. Tali modifiche consentiranno un'ulteriore flessibilità e procedure semplificate e snelle. Per allentare la pressione sui flussi di cassa, gli Stati membri possono anche beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 100 % a carico del bilancio dell'Unione nell'esercizio contabile 2020-2021. L'Irlanda è invitata ad avvalersi pienamente di tali possibilità per aiutare le persone e i settori più colpiti.
            
            
               (9)È probabile che le conseguenze socioeconomiche della pandemia siano distribuite in modo disomogeneo tra le regioni, a causa dei diversi modelli di specializzazione. Ne consegue un rischio sostanziale di accentuazione delle disparità regionali all'interno del paese. La situazione attuale, associata al rischio di un temporaneo sfaldamento del processo di convergenza tra Stati membri, richiede risposte politiche mirate.
            
            
               (10)Il 21 aprile 2020 l'Irlanda ha presentato il programma nazionale di riforma 2020 e il 30 aprile 2020 il programma di stabilità 2020. I due programmi sono stati valutati congiuntamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
            
               (11)L'Irlanda si trova attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita ed è soggetta alla regola del debito.
            
            
               (12)Nel programma di stabilità 2020, il governo prevede che il saldo nominale peggiorerà, passando da un avanzo dello 0,4 % del PIL nel 2019 a un disavanzo del 7,4 % del PIL nel 2020. Si prevede che il disavanzo scenderà al 4,1 % del PIL nel 2021. Dopo un calo al 58,8 % del PIL nel 2019, il programma di stabilità 2020 prevede che il rapporto debito pubblico/PIL salirà al 69,1 % nel 2020. Le prospettive macroeconomiche e di bilancio risentono dell'elevata incertezza dovuta alla pandemia di Covid-19.
            
            
               (13)In risposta alla pandemia di Covid-19 e nel quadro di un approccio coordinato a livello dell'Unione, l'Irlanda ha adottato misure di bilancio per aumentare la capacità del suo sistema sanitario, contenere la pandemia e fornire sostegno alle persone e ai settori che sono stati colpiti in modo particolare. Secondo il programma di stabilità 2020, tali misure di bilancio ammontavano a circa il 2,0 % del PIL. Le misure comprendono un sostegno all'occupazione e alla disoccupazione per un periodo di 12 settimane (circa 1,4 % del PIL) e una spesa aggiuntiva intesa ad aumentare la capacità e l'accessibilità del sistema sanitario (circa 0,6 % del PIL). L'Irlanda ha inoltre annunciato misure, che, sebbene non abbiano un'incidenza immediata sul bilancio, contribuiranno a sostenere la liquidità delle imprese. Stimate allo 0,3 % del PIL nel programma di stabilità 2020, tali misure includono garanzie sui crediti e diversi regimi di prestito, la sospensione di interessi e penalità per determinati ritardi di pagamento da parte dei datori di lavoro, la sospensione delle attività di recupero crediti e l'interruzione dei pagamenti fino a tre mesi per i prestiti delle imprese. Il 2 maggio 2020 il governo ha annunciato un nuovo pacchetto di misure di sostegno al debito e al capitale per le imprese, che ammontano a circa il 2 % del PIL, che non erano state inserite nel programma di stabilità 2020 né nelle previsioni della Commissione. Nel complesso le misure adottate dall'Irlanda sono coerenti con gli orientamenti stabiliti nella comunicazione della Commissione sulla risposta economica coordinata all'emergenza Covid-19. La piena attuazione di tali misure, seguita da un riorientamento delle politiche di bilancio verso il raggiungimento di posizioni di bilancio prudenti a medio termine quando le condizioni economiche lo consentiranno, contribuirà a preservare la sostenibilità di bilancio nel medio termine.
            
            
               (14)Sulla base delle previsioni di primavera 2020 della Commissione, nell'ipotesi di politiche invariate, si prevede che il saldo delle amministrazioni pubbliche irlandese sarà pari a -5,6 % del PIL nel 2020 e a -2,9 % del PIL nel 2021. Si stima che il rapporto debito/PIL raggiungerà il 66,4 % del PIL nel 2020 e il 66,7 % del PIL nel 2021.
            
            
               (15)Il 20 maggio 2020 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato a causa della violazione prevista, da parte dell'Irlanda, della soglia di disavanzo del 3 % del PIL nel 2020. Nel complesso, l'analisi suggerisce che il criterio del disavanzo definito nel trattato e nel regolamento (CE) n. 1467/1997 non è soddisfatto.
            
            
               (16)La pandemia di Covid-19 ha colpito pesantemente l'Irlanda durante la prima metà del 2020, sottoponendo a una pressione estrema il sistema sanitario. L'Irlanda ha introdotto misure urgenti per potenziare il sistema sanitario e misure di contenimento volte a contrastare la pandemia, che hanno gravemente ridotto l'attività economica in taluni settori. Il governo ha inoltre introdotto un'ampia gamma di misure economiche intese ad attenuare il più possibile le conseguenze della crisi della Covid-19. Fra queste si annoverano i regimi di sovvenzione per tutelare il lavoro, i pagamenti delle prestazioni sociali, il divieto temporaneo di aumento degli affitti e di sfratto nonché misure di sostegno alla liquidità e al credito per le imprese. Sebbene tali misure intendano ridurre lo shock economico della pandemia, resta elevato il rischio di un'importante perdita di produzione, di fallimenti e di insolvenze nonché di un aumento della disoccupazione e del rischio di povertà.
            
            
               (17)Prima della pandemia di Covid-19 gli ospedali funzionavano già quasi a pieno regime con un tasso di occupazione dei posti per le acuzie fra i più elevati nei paesi dell'OCSE. La causa risiede nell'assenza di accesso universale alle cure di base e in un ricorso significativo alle cure ospedaliere. Le difficoltà connesse all'assunzione di lavoratori e alla capacità di trattenerli si sono tradotte in carenze sul fronte infermieristico in talune regioni e in alcuni ospedali. Le cure a domicilio di lunga durata erano insufficientemente erogate e non costituivano un diritto acquisito, con politiche che incentivano il ricorso all'assistenza in istituti. La Covid-19 ha sottoposto il sistema sanitario a una pressione senza precedenti. Sono state adottate tempestivamente misure di emergenza intese ad aumentare la capacità negli ospedali e a fornire servizi temporanei di assistenza universale. Tuttavia, a medio termine l'Irlanda deve ancora affrontare l'efficienza, la flessibilità, la resilienza e l'accessibilità strutturalmente limitate del suo sistema sanitario. L'ambiziosa riforma Sláintecare mira a creare un sistema sanitario sostenibile e accessibile a tutti. Restano tuttavia imprecisati i termini della sua attuazione. La definizione di fasi e scadenze chiare nonché di un quadro di monitoraggio robusto può contribuire all'attuazione tempestiva della copertura universale. L'attuazione delle riforme in materia di cure di lunga durata, comprese nuove modalità di lavoro comunitario attraverso il sostegno alle cure a domicilio e la riorganizzazione delle risorse infermieristiche, può esigere un esame delle strutture esistenti, proiezioni relative alla crescita futura della domanda e un'adeguata analisi delle carenze, seguiti da un piano di attuazione.
            
            
               (18)Secondo le più recenti previsioni della Commissione, si prevede che la disoccupazione aumenterà al 7,4 % nel 2020 e diminuirà lievemente al 7 % nel 2021. Il governo ha fatto un uso importante delle politiche per il reddito e l'occupazione al fine di far fronte alla pandemia, in particolare dei regimi di lavoro a breve termine, che bisogna continuare ad attuare e a potenziare rapidamente. Il numero relativamente elevato di persone che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro richiede ulteriori sforzi per promuovere strategie di attivazione personalizzate. Le sfide cui fa fronte l'Irlanda relativamente alla povertà e alla qualità nonché al sostegno dell'occupazione, anche per le persone disabili, permangono e saranno probabilmente aggravate dalla pandemia. In collaborazione con le parti sociali, l'attuale contesto richiede di proseguire gli sforzi di miglioramento delle competenze e di riqualificazione, al fine di soddisfare l'evoluzione delle esigenze del mercato del lavoro e preparare la forza lavoro alla transizione climatica ed energetica nonché all'economia circolare. Nel settore edilizio si sono riscontrate carenze di competenze, tuttavia si prevede di identificarne altre in funzione dei progressi della transizione. Nel contesto della pandemia di Covid-19, è fondamentale garantire che l'informatizzazione dell'istruzione e del lavoro non incrementi le disuguaglianze educative e sociali.
            
            
               (19)Il governo ha varato diverse misure intese a sostenere la disponibilità di alloggi, che hanno permesso di aumentare l'offerta annuale di abitazioni completate di quasi il 40 % nei due anni fino a settembre 2019. In abbinamento a strumenti macroprudenziali efficaci, queste misure sembrano aver contribuito a ridurre l'inflazione dei prezzi immobiliari. Il numero di abitazioni completate resta tuttavia inferiore alla domanda. L'accessibilità economica degli alloggi costituisce un problema per molte famiglie e l'inflazione nel settore degli affitti resta elevata. Il miglioramento delle infrastrutture, abbinato alla pianificazione territoriale, può costituire un motore fondamentale per migliorare l'offerta di alloggi. Inoltre, colmare le lacune amministrative relative all'imposta sugli alloggi sfitti può dare un contributo decisivo al miglioramento dell'accessibilità economica degli alloggi a medio termine. Le carenze nel settore dell'edilizia sociale restano una sfida importante per promuovere l'inclusione, anche dei più vulnerabili. Recenti misure politiche hanno accelerato la consegna di alloggi sociali ma nel dicembre 2019 in Irlanda vi erano ancora circa 68 700 famiglie iscritte nelle liste d'attesa per un alloggio sociale. Sono necessari ulteriori sforzi per soddisfare le esigenze delle famiglie ancora in lista d'attesa e di eventuali nuovi richiedenti. Delle circa 10 000 persone senza fissa dimora registrate in Irlanda, 3 500 sono minori. Questo genera preoccupazioni in merito ai potenziali rischi di aggravamento delle disuguaglianze, della povertà radicata e dell'esclusione sociale. Le famiglie monoparentali con minori sono fra i gruppi più esposti alla deprivazione abitativa. Persistono sostanziali differenze regionali e urbane, con il 69 % di tutti gli adulti senza fissa dimora concentrato nell'area metropolitana di Dublino.
            
            
               (20)Il sistema bancario nazionale costituisce un'importante fonte di liquidità per le imprese irlandesi. Un accesso tempestivo ai prestiti può risultare difficile per le piccole e medie imprese (PMI) e per quelle prive di garanzie reali o di un rapporto in essere con un prestatore. Inoltre, l'accesso delle PMI al credito bancario è stato finora ostacolato da tassi di interesse elevati. Le autorità e le banche irlandesi hanno introdotto un certo numero di misure intese a ridurre le difficoltà finanziarie cui sono confrontate le imprese e le famiglie. È importante che queste misure forniscano la liquidità necessaria e favoriscano soluzioni di ristrutturazione sostenibili per i mutuatari le cui difficoltà finanziarie sono strettamente collegate alla pandemia e che si prevede ritornino alla sostenibilità economica dopo un periodo di transizione. Unicamente un approccio equilibrato può aiutare le imprese e le famiglie a superare le sfide temporanee senza mettere a repentaglio la (già modesta) redditività e i recenti progressi compiuti dall'Irlanda per migliorare la stabilità finanziaria del suo settore bancario. È necessario tenere conto della resilienza del settore bancario nel processo di elaborazione e attuazione di tali misure.
            
            
               (21)Per promuovere la ripresa economica sarà importante anticipare i progetti d'investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati, anche attraverso riforme pertinenti. Il rilancio dell'economia esige che l'Irlanda anticipi investimenti ambiziosi nei settori ambientale, climatico, energetico e infrastrutturale. Finora l'Irlanda si è mostrata in ritardo per quanto riguarda la decarbonizzazione. Le emissioni di gas a effetto serra nei trasporti e nell'edilizia sono elevate e sono rimaste su una tendenza al rialzo. L'Irlanda non centrerà i suoi obiettivi 2020 in materia di efficienza energetica e di energie rinnovabili. Il paese è dipendente dalle importazioni energetiche ed è fra gli Stati membri con i prezzi dell'energia elettrica più elevati, il che può incidere negativamente sull'ambiente e sulla competitività imprenditoriale. La trasformazione dell'Irlanda in un'economia climaticamente neutra richiederà ingenti investimenti pubblici e privati per un periodo prolungato nel settore delle energie rinnovabili, delle infrastrutture elettriche, dell'efficienza energetica e dei trasporti sostenibili, fra gli altri. Il piano d'azione per il clima è un'iniziativa credibile per invertire la traiettoria delle emissioni. Per tradurre l'ambizione in risultati concreti sarà necessaria un'attuazione efficace e duratura. La programmazione del Fondo per una transizione giusta per il periodo 2021-2027 può aiutare l'Irlanda ad affrontare alcune delle difficoltà create dalla transizione verso un'economia climaticamente neutra, in particolare nelle aree di cui all'allegato D della relazione per paese. Ciò consentirebbe all'Irlanda di fare il miglior uso possibile di tale Fondo.
            
            
               (22)Gli sforzi compiuti dall'Irlanda per ridurre il divario di produttività fra i settori esteri e interni restano lenti. Si auspica il finanziamento diretto attraverso il Disruptive Technologies Innovation Fund per la collaborazione fra le imprese e i centri pubblici di ricerca, per esempio con progetti collaborativi fra l'industria (incluse le PMI) e gli organismi di ricerca. Sebbene l'Irlanda offra alle imprese un sostegno pubblico relativamente elevato, questo è attuato mediante regimi di credito d'imposta per ricerca e sviluppo, che tendono a favorire imprese straniere più grandi, con un effetto limitato sul miglioramento della produttività delle imprese irlandesi locali. Il quadro di riferimento Future Jobs Ireland identifica misure chiave in grado di aiutare ad affrontare le carenze nell'economia interna, in particolare iniziative intese a rafforzare la produttività delle imprese nazionali, soprattutto le PMI. È importante che tali misure siano effettivamente attuate. La crisi ha inoltre evidenziato le esigenze in termini di digitalizzazione delle PMI, collegate in particolare alle soluzioni di telelavoro, alla formazione dei lavoratori e alla cibersicurezza. Le infrastrutture digitali sono fondamentali per potenziare la produttività delle PMI e promuovere l'iniziativa imprenditoriale. La banda larga ultraveloce è disponibile solo nel 5 % delle zone rurali, ben al di sotto della media dell'UE (29 %); l'Irlanda è inoltre uno dei paesi dell'UE più cari per la banda larga fissa. Poiché è stato firmato il contratto per un grande investimento pubblico nell'ambito del piano nazionale per la banda larga al fine di colmare il divario infrastrutturale, è quindi importante monitorare attentamente e garantire l'attuazione tempestiva della diffusione della rete a banda larga ultraveloce finanziata dal settore pubblico, in particolare nelle zone rurali.
            
            
               (23)Affrontare la pianificazione fiscale aggressiva è essenziale per migliorare l'efficienza e l'equità dei sistemi fiscali, come indicato nella raccomandazione 2020 per la zona euro. Gli effetti di ricaduta delle strategie di pianificazione fiscale aggressiva dei contribuenti tra Stati membri richiedono un'azione coordinata delle politiche nazionali a integrazione della legislazione dell'Unione. L'Irlanda ha adottato misure per affrontare le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva attuando iniziative concordate a livello europeo e internazionale nonché alcune misure aggiuntive a livello nazionale. Tuttavia, l'elevato livello in percentuale del PIL dei pagamenti di royalty e dividendi indica che le imprese si avvalgono delle norme fiscali irlandesi a fini di pianificazione fiscale aggressiva e si deve valutare l'efficacia delle misure nazionali. L'ampliamento della base imponibile consente di rendere le entrate più resilienti alle fluttuazioni economiche e agli shock idiosincratici nonché di rafforzare il funzionamento degli stabilizzatori automatici. L'elevata concentrazione delle imposte sulle società, in cui le prime 10 imprese rappresentano il 45 % delle imposte sulle società, la loro volatilità e la loro natura potenzialmente transitoria, abbinate alla tendenza all'aumento sul totale delle entrate tributarie (massimo registrato nel 2018 pari al 18,7 %) sottolineano i rischi di affidarsi eccessivamente a tali entrate per finanziare la spesa corrente di natura permanente.
            
            
               (24)Nonostante gli sforzi per potenziare il quadro antiriciclaggio, l'Irlanda fa ancora fronte a rischi dovuti alla sua economia orientata al versante internazionale, che comporta un afflusso significativo di investimenti esteri diretti e la presenza di strutture giuridiche complesse con finanziatori stranieri. La valutazione nazionale dei rischi è in corso di riesame per riflettere meglio l'effettiva esposizione al rischio dei professionisti attivi nella fornitura di servizi a società e trust. Una comprensione inadeguata dell'esposizione al rischio di questi professionisti si traduce in una scarsa segnalazione delle operazioni sospette. L'intensità della vigilanza è inadeguata per porre rimedio a tali questioni e non si fonda su un approccio basato sul rischio, il che ostacola l'efficacia del quadro antiriciclaggio. È stato istituito per le società un registro nazionale dei titolari effettivi, al fine di limitare il segreto e identificare tali titolari. La qualità delle informazioni comunicate e l'efficacia del registro devono essere controllate nel tempo.
            
         
         
            
               (25)Mentre le presenti raccomandazioni si concentrano sulle modalità per fronteggiare l'impatto socioeconomico della pandemia e agevolare la ripresa economica, le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019 riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine. Tali raccomandazioni restano pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il ciclo annuale del semestre europeo del prossimo anno. Ciò vale anche per le raccomandazioni relative alle politiche economiche connesse agli investimenti. Queste ultime raccomandazioni dovrebbero essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
            
            
               (26)Il semestre europeo fornisce il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell'occupazione nell'Unione, il quale può contribuire a un'economia sostenibile. Gli Stati membri hanno fatto il punto sui progressi compiuti nell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite nei rispettivi programmi nazionali di riforma 2020. Assicurando la piena attuazione delle raccomandazioni che seguono, l'Irlanda contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell'Unione.
            
            
               (27)È fondamentale uno stretto coordinamento tra le economie dell'Unione economica e monetaria per conseguire il rapido superamento delle conseguenze economiche della Covid-19. In quanto Stato membro la cui moneta è l'euro e tenuto conto degli orientamenti politici dell'Eurogruppo, l'Irlanda dovrebbe garantire che le sue politiche restino coerenti con le raccomandazioni per la zona euro e coordinate con quelle degli altri Stati membri della zona euro.
            
            
               (28)Nell'ambito del semestre europeo 2020 la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica dell'Irlanda, che ha pubblicato nella relazione per paese 2020. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2020, il programma nazionale di riforma 2020, nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte all'Irlanda negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dell'Irlanda, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell'Unione per le future decisioni nazionali.
            
            
               (29)Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2020 e il suo parere
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                trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
            
            
               (30)Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2020 e il programma di stabilità 2020. Le presenti raccomandazioni tengono conto della necessità di far fronte alla pandemia e facilitare la ripresa economica come primo passo necessario per consentire un aggiustamento degli squilibri. Le raccomandazioni direttamente intese a porre rimedio agli squilibri macroeconomici individuati dalla Commissione a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 1, 2 e 4,
            
            
               RACCOMANDA che l'Irlanda adotti provvedimenti nel 2020 e nel 2021 al fine di:
            
            
               1.attuare, in linea con la clausola di salvaguardia generale, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia e sostenere l'economia e la successiva ripresa; quando le condizioni economiche lo consentiranno, perseguire politiche di bilancio mirate a conseguire posizioni di bilancio prudenti a medio termine e garantire la sostenibilità del debito, potenziando allo stesso tempo gli investimenti; migliorare l'accessibilità del sistema sanitario e rafforzarne la resilienza, anche rispondendo alle esigenze dei lavoratori del settore e garantendo la copertura universale dell'assistenza sanitaria di base;
            
            
               2.sostenere l'occupazione attraverso lo sviluppo delle competenze; affrontare il rischio del divario digitale, anche nel settore dell'istruzione; aumentare la fornitura di alloggi sociali ed economicamente accessibili;
            
            
               3.continuare a fornire sostegno alle imprese, in particolare le piccole e medie imprese, in particolare mediante misure che garantiscano loro la liquidità; anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare sulla produzione e l'uso efficienti e puliti dell'energia, su trasporti pubblici sostenibili, sulla fornitura e il trattamento delle risorse idriche, su ricerca e innovazione e sull'infrastruttura digitale;
            
            
               4.ampliare la base imponibile; intensificare le azioni intese ad affrontare le caratteristiche del sistema fiscale che agevolano la pianificazione fiscale aggressiva, compresi i pagamenti in uscita; garantire una vigilanza e un'applicazione efficaci del quadro antiriciclaggio per quanto riguarda i professionisti che erogano servizi a società e trust.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        SWD(2020) 506 final.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        GU C 301 del 5.9.2019, pag. 117.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        COM(2020) 112 final.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        COM(2020) 123 final.
               
               
                  
                     (7)
                  
                  
                        Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all'epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) (GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5) e regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell'impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all'epidemia di COVID-19 (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).
                  
               
               
                  
                     (8)
                  
                        A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.