CELEX: 51995PC0647
Language: it
Date: 1996-01-24
Title: Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla revisione del Programma comunitario di politica ed azione a favore dell' ambiente e di uno sviluppo sostenibile "per uno sviluppo durevole e sostenibile"

Avis juridique important

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51995PC0647

Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla revisione del Programma comunitario di politica ed azione a favore dell' ambiente e di uno sviluppo sostenibile "per uno sviluppo durevole e sostenibile"  /* COM/95/0647 DEF - COD 96/0027 */  

Gazzetta ufficiale n. C 140 del 11/05/1996 pag. 0005

Proposta di decisione del Parlamento  europeo e del Consiglio relativa alla revisione del programma comunitario di politica ed azione a  favore dell'ambiente e di uno sviluppo sostenibile «per uno sviluppo durevole e sostenibile» (96/C  140/04)COM(95) 647 def. - 96/0027(COD)(Presentata dalla Commissione il 29 febbraio  1996)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 S, paragrafo 3  primo comma, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Comitato economico e sociale, in conformità della procedura di cui all'articolo 189 B del trattato, considerando che la Commissione ha adottato, il 18 marzo 1992, il programma comunitario di politica  ed azione a favore dell'ambiente e di uno sviluppo sostenibile «per uno sviluppo durevole e  sostenibile» (nel prosieguo «il programma»); considerando che il Parlamento europeo, nella risoluzione del 17 novembre 1992, ha approvato gli  orientamenti stabiliti dal programma; considerando che il Consiglio ed i rappresentanti dei governi degli Stati membri, nella risoluzione  del 1° febbraio 1993  (1), hanno approvato l'impostazione generale e la strategia del programma; considerando che il Comitato economico e sociale, nel parere del 1° luglio 1992, ha approvato le  idee e l'impostazione del programma; considerando che, mentre numerose misure e azioni del programma hanno scadenze che vanno fino al  2000, il programma prevede una revisione da svolgere entro la fine del 1995; considerando che dopo l'adozione del programma si sono verificati diversi eventi riguardanti lo  sviluppo sostenibile, in particolare l'adozione dell'Agenda 21 conseguente alla conferenza delle  Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo sostenibile, e l'adozione da parte della Commissione del  Libro bianco sulla crescita, la competitività e l'occupazione; considerando che l'ampliamento dell'Unione europea con l'adesione dei tre nuovi Stati membri,  Austria, Finlandia e Svezia, lancia nuove sfide ambientali all'Unione e impegna la Comunità a  rivedere talune disposizioni della sua normativa nel settore dell'ambiente; considerando che è stato fatto ricorso ad un'ampia consultazione nel processo di revisione attuato  dalla Commissione al fine di ottenere informazioni sui progressi finora realizzati e sui problemi  che ostacolano l'attuazione del programma; considerando che la Commissione ha presentato, nel gennaio 1996, una relazione intermedia  sull'applicazione del programma; considerando che l'Agenzia europea dell'ambiente ha presentato, il 10 novembre 1995, una relazione  aggiornata sullo stato dell'ambiente quale contributo al procedimento di revisione; considerando che la strategia generale, gli obiettivi e le azioni indicative del programma nella  sua forma originale rimangono validi; che il programma costituisce un adeguato punto di partenza  per l'applicazione dell'Agenda 21 da parte della Comunità e degli Stati membri; considerando che la strategia di base del programma consiste nel realizzare la completa  integrazione della politica ambientale e di altre politiche ad essa attinenti mediante l'attiva  partecipazione delle principali forze della società al processo di ampliamento e di arricchimento  della gamma di strumenti atti a realizzare il mutamento dei comportamenti; considerando che le conclusioni della relazione intermedia rivelano che sono stati realizzati  progressi in diversi campi, ma che molto resta da fare per progredire nella direzione dello  sviluppo sostenibile; considerando che la relazione intermedia indica le azioni prioritarie necessarie per dare maggiore  impulso alla realizzazione dello sviluppo sostenibile; che il sostegno comunitario al programma  deve essere concentrato su un numero limitato di priorità e problemi fondamentali; considerando che nell'attuare la strategia stabilita dal programma, la necessità di integrare le  considerazioni ambientali nella politica e nell'azione della Comunità deve essere tradotta in  termini maggiormente operativi; che a tale fine sono stati individuati alcuni temi prioritari sui  quali l'intervento risulta più efficace a livello comunitario, nei seguenti settori: agricoltura,  trasporti, energia, industria e turismo; considerando che la presente decisione lascia impregiudicata la base giuridica delle misure che,  pur rispondendo agli obiettivi perseguiti dalle azioni previste dalla presente decisione, sono  adottate nel quadro di altre politiche comunitarie; considerando che l'ampliamento della gamma di strumenti a disposizione si è rivelato più arduo del  previsto; che è necessario sviluppare ed applicare altri strumenti oltre ai provvedimenti  legislativi, al fine di determinare cambiamenti significativi in direzione dello sviluppo  sostenibile nelle attuali tendenze e pratiche; che tale esigenza implica l'ulteriore sviluppo di  strumenti di mercato e di strumenti orizzontali nonché un maggiore uso degli strumenti finanziari  della Comunità al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile; considerando che è necessario garantire una migliore applicazione e un maggiore controllo del  rispetto delle misure ambientali, il che implica interventi a tutti i livelli della  regolamentazione; considerando che la comunicazione, l'informazione, l'istruzione e la formazione sono strumenti  indispensabili per suscitare la consapevolezza e per promuovere il mutamento dei comportamenti in  tutti i settori della società; considerando che la Comunità ha un importante ruolo nell'attività internazionale relativa  all'ambiente e allo sviluppo sostenibile; che è necessario rispondere alle sfide internazionali,  con particolare riguardo alla possibile adesione dei paesi associati dell'Europa centrale e  orientale, alla necessità di potenziare la cooperazione con i paesi del Mediterraneo, alla  necessità di portare avanti il processo avviato dalla conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e  sviluppo e le discussioni su commercio e ambiente; considerando che è necessario migliorare le basi della politica ambientale mediante statistiche,  indicatori affidabili e comparabili nonché adeguati metodi per la valutazione dei costi e dei  vantaggi dell'azione o dell'assenza di azione; considerando che è necessario sviluppare ulteriormente metodi atti a promuovere forme responsabili  di produzione e di consumo; considerando che è necessario promuovere il migliore uso delle nuove tecniche e tecnologie; considerando che è necessario sviluppare maggiormente la nozione di corresponsabilità, in  particolare intensificando il dialogo e la partecipazione dei soggetti che intervengono nella  preparazione delle politiche e azioni comunitarie; considerando che la Comunità può sostenere strategie più coerenti e coordinate per le attività a  livello locale e regionale relative a temi fondamentali ai fini della realizzazione dello sviluppo  sostenibile e stimolare lo scambio di informazioni e di esperienze; che ciò vale in particolare per  le strategie territoriali relative all'ambiente urbano, alle zone costiere e alle iniziative  riguardanti le aree naturali protette in determinate zone; considerando che la Comunità svilupperà ulteriormente le proprie politiche in relazione ai temi  ambientali costituenti oggetto del programma; che saranno privilegiati i temi sui quali l'azione a  livello comunitario risulta particolarmente utile, DECIDONO: Articolo 1 La Comunità riconferma l'impostazione e la strategia del programma  «Per uno sviluppo durevole e sostenibile» adottato dalla Commissione il 18 marzo 1992, approvato  nella risoluzione del Parlamento del 17 novembre 1992 e approvato dalla risoluzione del Consiglio  del 1° febbraio 1993. Gli Stati membri, le imprese e i cittadini sono chiamati ad assumersi le  proprie responsabilità partecipando pienamente alla continua esecuzione del programma e cercando di  accelerarne la realizzazione. Al fine di accelerare la realizzazione del programma e di assicurare la massima efficienza  nell'applicazione della strategia in esso stabilita, la Comunità si concentrerà su cinque priorità  fondamentali e su altri cinque problemi che daranno un impulso supplementare all'attuazione del  programma. Oltre a queste priorità specifiche, la Comunità proseguirà tutte le azioni avviate nel quadro del  programma. La presente decisione lascia impregiudicata la base giuridica delle misure che pur rispondendo agli  obiettivi perseguiti dalle azioni previste dalla decisione, sono adottate nel quadro di altre  politiche comunitarie. PARTE 1 PRIORITÀ FONDAMENTALI Articolo 2 Integrazione dell'ecologia in altre politicheLa  Comunità svilupperà strategie migliori per integrare l'ecologia in altri settori politici, badando  a facilitare l'avanzamento verso uno sviluppo sostenibile. Per quanto riguarda i settori considerati dal programma, la Comunità si concentrerà a tale fine sui  seguenti problemi prioritari che possono essere risolti in modo più efficiente agendo a livello  comunitario. 2.1. Per quanto riguarda l'agricoltura le priorità sono le seguenti: a) sviluppare ulteriormente i collegamenti tra strumenti di mercato ed esigenze ambientali in  conformità con la riforma della politica agraria comune, con la riduzione del sostegno dei prezzi  di mercato compensata da misure di aiuto diretto da collegare, eventualmente, alle considerazioni  ambientali, nonché integrare meglio politiche commerciali, sviluppo rurale e politiche ambientali;  tali misure comprendono l'obbligo del controllo e quello della presentazione di relazioni; b) prevedere la regolare presentazione di relazioni sulle pressioni e sugli effetti ambientali  delle pratiche agricole, che contengano ad esempio dati sul consumo di fertilizzanti e pesticidi,  sul consumo e sulla qualità dell'acqua e sull'utilizzazione del suolo; c) promuovere i metodi di produzione estensiva, le tecnologie per un'agricoltura responsabile ed i  prodotti dell'agricoltura organica in stretta collaborazione con i soggetti attori interessati; la  Comunità continuerà ad incoraggiare lo sviluppo di iniziative locali ed a diffondere informazioni  al riguardo; d) sviluppare una strategia più integrata per l'utilizzazione responsabile dei pesticidi, che  preveda disposizioni più precise sulla distribuzione e la vendita dei pesticidi e restrizioni  sull'uso e la sostituzione di quelli più pericolosi; e) sviluppare strategie più globali in merito allo sviluppo rurale, che prevedano il controllo e il  coordinamento dei vari strumenti politici interessati. La Comunità elaborerà un'impostazione più generale e strategica per le foreste in relazione allo  sviluppo sostenibile orientato al ciclo di vita, badando a promuovere un migliore coordinamento e  una maggiore coerenza delle azioni e delle politiche e tenendo conto degli sviluppi a livello  internazionale. 2.2. Per quanto riguarda i trasporti le priorità sono le seguenti: a) considerare con maggiore attenzione i fattori che determinano la domanda di trasporto: - sviluppando misure atte a realizzare una maggiore considerazione dei costi esterni nei prezzi dei  trasporti per influenzare le scelte degli utenti, al fine di raggiungere un livello più razionale  nella domanda di trasporto; - promuovendo una migliore integrazione della pianificazione territoriale e della programmazione  dei trasporti e promuovendo misure relative alla gestione della domanda, quali l'uso della  telematica; b) perseguire l'obiettivo di ridurre gli squilibri tra i diversi modi di trasporto, in  particolare: - formulando ed applicando un'adeguata serie di criteri e di metodi per la valutazione ambientale  strategica dei progetti di infrastrutture di trasporto per le reti transeuropee; - esaminando le possibilità di utilizzazione dei fondi della Comunità al fine di promuovere un  migliore equilibrio tra modi di trasporto; - elaborando un quadro normativo mirante alla soluzione dei problemi ambientali causati dal  traffico di veicoli pesanti per trasporto merci, che consideri anche i problemi delle regioni di  transito; - promuovendo l'uso di modi di trasporto più rispettosi dell'ambiente, ad esempio incoraggiando  l'uso dei mezzi pubblici; c) rendere ancora più rigorosi i provvedimenti sulle emissioni e sul rumore causati dai veicoli  stradali e dagli aerei e sulla qualità dei carburanti, sviluppare azioni intese a ridurre le  emissioni di CO2 provenienti dalle automobili e rendere più rigorosi i provvedimenti comunitari  sull'ispezione e sulla manutenzione degli autoveicoli; d) promuovere lo scambio di esperienze tra enti locali in merito alle iniziative riguardanti il  trasporto ecologicamente responsabile. 2.3. Per quanto riguarda l'energia le priorità sono le seguenti: a) appoggiare lo sviluppo e l'applicazione di tecnologie e metodi che consentano di risparmiare  energia, ivi comprese le fonti di energia rinnovabili, mediante misure di finanziamento,  sensibilizzazione e informazione e sviluppare criteri che consentano di vagliare i sistemi di  sussidio, al fine di eliminare gli incentivi che hanno effetto contrario; b) promuovere l'attuazione di tutte le misure relative alla gestione della domanda di energia,  l'internalizzazione dei costi e utili esterni, applicando incentivi fiscali e favorendo strumenti  diversi dall'imposizione, ed un migliore coordinamento delle iniziative intese a sensibilizzare i  consumatori nei programmi della Comunità sul risparmio energetico; c) rendere più severe le norme sul rendimento energetico degli elettrodomestici nell'ambito delle  possibilità tecniche ed economiche e prevedere che la loro etichettatura rechi indicazioni  sull'efficienza energetica; d) perseguire lo sviluppo di un quadro comunitario per accordi facoltativi in conformità con le  regole della concorrenza. 2.4. Per quanto riguarda l'industria le priorità sono le seguenti: a) sostenere attivamente lo sviluppo dei sistemi di gestione ecologica attualmente in corso nel  settore dell'industria, rivalutare il programma di gestione e verifica ambientale e sviluppare  programmi intesi a promuovere una maggiore consapevolezza dei problemi ambientali nell'industria ed  in particolare nelle PMI e ad appoggiare la formazione professionale e l'assistenza tecnica; b) sviluppare un contesto normativo a favore di una politica dei prodotti integrata e orientata al  ciclo di vita, che affronti in particolare l'approfondimento dell'analisi del ciclo di vita e che  tenga conto dei possibili effetti sul mercato interno; c) migliorare la normativa per assicurare un controllo coerente e generale dell'inquinamento  causato dagli impianti industriali, sviluppare un quadro complementare per integrare il controllo  dell'inquinamento, tenendo conto dei problemi specifici degli impianti di dimensioni minori, e  promuovere una migliore integrazione dei costi esterni; d) sviluppare azioni intese a sensibilizzare maggiormente il settore dell'industria in merito ai  problemi ambientali ed in particolare elaborare strumenti atti a migliorare l'informazione  commerciale segnatamente sulle migliori tecniche disponibili, a migliorare la diffusione delle  tecnologie più pulite ed a promuovere le migliori prassi ambientali; e) elaborare strategie intese a favorire lo sviluppo dell'ecoindustria; f) trattare in modo prioritario i problemi tecnici e finanziari delle piccole e medie imprese, che  ostacolano l'applicazione delle tecnologie pulite sul piano ambientale. 2.5. Per quanto riguarda il turismo le priorità sono le seguenti: a) prevedere la stesura di relazioni periodiche in merito alle pressioni e agli effetti delle  prassi turistiche sull'ambiente, anche per quanto riguarda lo sfruttamento responsabile delle zone  costiere; b) sostenere campagne di sensibilizzazione intese a promuovere l'uso delle risorse turistiche nel  rispetto dell'ambiente, ivi compresi i mezzi di trasporto che assicurano la comunicazione con i  centri turistici; c) promuovere l'applicazione di adeguate prassi innovative nel settore dello sviluppo sostenibile  del turismo. Articolo 3 Ampliamento dello strumentarioLa Comunità svilupperà e applicherà una gamma più vasta  di strumenti, al fine di indurre sostanziali cambiamenti nelle tendenze e nelle pratiche  riguardanti lo sviluppo sostenibile. 3.1. Per quanto riguarda gli strumenti di mercato quali mezzi efficaci per attuare le misure  politiche, saranno sottolineati i seguenti aspetti: a) tasse ambientali; b) l'applicazione del concetto di responsabilità ambientale; c) accordi facoltativi nel settore dell'ambiente in conformità con le regole della concorrenza; d) la promozione della riforma fiscale quale mezzo per la salvaguardia e il miglioramento  dell'ambiente. 3.2. Per quanto riguarda gli strumenti orizzontali, le priorità sono le seguenti: a) elaborare una strategia per la valutazione dell'impatto ambientale di piani e programmi e  promuovere lo sviluppo di metodologie, sistemi di formazione e materiale guida per la valutazione  sia di progetti che di piani e programmi; b) prendere in considerazione l'applicazione del programma di gestione e verifica ambientale ad  altri settori oltre l'industria manifatturiera; c) potenziare il ruolo della normalizzazione, in particolare mediante l'integrazione degli aspetti  ambientali nell'elaborazione delle norme industriali; d) formulare criteri intesi a valutare la compatibilità degli attuali metodi e strumenti della  Comunità, ivi compresi gli strumenti finanziari, con le esigenze dello sviluppo sostenibile; e) valutare il modo migliore per integrare le considerazioni ambientali nella regolamentazione sui  pubblici appalti, badando a mantenere un'equa concorrenza. 3.3. Sarà considerato prioritario il miglioramento dell'utilizzazione dei meccanismi di sostegno  finanziario della Comunità al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile. Per quanto riguarda i  sistemi di finanziamento della Comunità ed in particolare il Fondo strutturale e il Fondo di  coesione, saranno assicurate una migliore integrazione dei temi ambientali ed una valutazione del  loro impatto ambientale, al fine di migliorare la qualità dell'attività di sostegno sul piano  ambientale e su quello economico. 3.4. La Comunità porterà avanti le azioni in corso volte ad assicurare la piena realizzazione delle  possibilità offerte dalle nuove tecniche e tecnologie ai fini dello sviluppo sostenibile in settori  quali l'agricoltura, la trasformazione dei prodotti agricoli, i prodotti chimici e farmaceutici, il  riassetto ambientale e lo sviluppo di nuovi materiali e di nuove fonti di energia. Articolo 4 Applicazione e osservanza della normativaLa Comunità consoliderà le azioni a tutti i  livelli allo scopo di assicurare una migliore attuazione e un maggiore rispetto della normativa  ambientale. Le priorità sono le seguenti: a) migliorare il quadro normativo della politica ambientale mediante l'adozione di strategie più  coerenti e generali in determinati settori semplificando, se del caso, le procedure legislative e  amministrative e sottolineando in modo particolare l'osservabilità delle misure adottate; b) accrescere l'importanza e migliorare l'applicazione dei requisiti sulla presentazione delle  relazioni previste dalla normativa comunitaria; c) promuovere una migliore cooperazione tra le autorità competenti in materia di applicazione e  controllo sull'osservanza della normativa; d) prendere in considerazione il modo di facilitare l'accesso alla giustizia per favorire la  partecipazione dei cittadini all'applicazione e al controllo sull'osservanza delle misure  ambientali; e) valutare la possibilità d'introdurre nella nuova normativa adeguate sanzioni in caso  d'infrazione. Articolo 5 SensibilizzazioneLa Comunità sottolinea l'importanza della comunicazione,  dell'informazione, dell'istruzione e della formazione, come strumenti per stimolare la  consapevolezza dei problemi dello sviluppo sostenibile e per promuovere il mutamento dei  comportamenti in tutti i settori della società. Essa si adopererà in modo particolare ad aumentare  il livello di consapevolezza e di informazione dei cittadini comunitari in merito ai problemi dello  sviluppo sostenibile. Le priorità sono le seguenti: a) rendere accessibili le informazioni sullo stato dell'ambiente e prendere in considerazione i  mezzi atti a rendere disponibili le informazioni sull'applicazione della normativa comunitaria  relativa all'ambiente, al fine di sensibilizzare maggiormente la popolazione; b) promuovere l'integrazione della nozione di sviluppo sostenibile nei programmi di istruzione e di  formazione della Comunità; c) sviluppare un sistema per la valutazione e la corretta diffusione dei risultati dei progetti  LIFE su base continua; d) promuovere una gestione ecologica all'interno delle proprie istituzioni, al fine di favorire lo  scambio delle prassi migliori e di diffondere le informazioni nel modo più ampio. Articolo 6 Cooperazione internazionaleLa Comunità rafforzerà il proprio ruolo nelle azioni  internazionali sull'ambiente e sullo sviluppo sostenibile. Ciò comporta in particolare il  consolidamento della propria strategia di cooperazione con i paesi dell'Europa centrale e orientale  e con il Mediterraneo, rafforzando le proprie azioni in merito ai problemi ambientali elencati  nell'Agenda 21 ed in merito alla cooperazione bilaterale e multilaterale su temi connessi con lo  sviluppo sostenibile. 6.1. Per quanto riguarda i paesi dell'Europa centrale e orientale, le priorità sono le seguenti: a) sviluppare ulteriormente una strategia generale relativa ai problemi ambientali nel quadro della  politica intesa a preparare i paesi associati dell'Europa centrale e orientale in vista della  futura adesione; b) proseguire la cooperazione in questo settore con i paesi dell'Europa centrale e orientale, nel  quadro fornito dagli accordi per l'Europa, il che implica il proseguimento della cooperazione  finanziaria, ivi compresa l'assistenza tecnica particolarmente per il ravvicinamento dei  provvedimenti legislativi e per la loro applicazione, il sostegno all'investimento in  infrastrutture ambientali e la cooperazione al fine di promuovere le migliori prassi ambientali; c) aprire il programma LIFE ai paesi associati dell'Europa centrale e orientale. 6.2. Per quanto riguarda i paesi e il bacino del Mediterraneo, le priorità sono le seguenti: a) sviluppare, nel quadro della dichiarazione di Barcellona del novembre 1995, un'impostazione  regionale basata su un dialogo regolare e su una cooperazione più ampia e più adeguata, in  particolare sul piano dell'assistenza finanziaria e tecnica; b) elaborare un programma di azioni prioritarie a breve e medio termine in merito al bacino del  Mediterraneo e prevedere un sistema per controllarne l'attuazione. 6.3. Per quanto riguarda i problemi ambientali a carattere internazionale, le priorità sono le  seguenti: a) preparare, prima della sessione straordinaria del 1997 dell'assemblea generale delle Nazioni  Unite, una comunicazione sull'applicazione dell'Agenda 21 in tutte le politiche comunitarie  interessate, nell'ambito delle attuali azioni della Comunità a sostegno dell'attività della  Commissione delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile; b) svolgere una valutazione politica relativa all'integrazione della nozione di sviluppo  sostenibile nell'attuazione della convenzione di Lomé ed esaminare l'intero sistema comunitario di  assistenza allo sviluppo, al fine di assicurare che siano applicati i metodi di valutazione  ambientale; c) sostenere l'attività internazionale intesa ad elaborare adeguati indicatori dello sviluppo  sostenibile ed a calcolare i fondi di assistenza spesi per l'ambiente; d) avviare misure intese a rendere più severi i provvedimenti sull'osservanza e sulla risoluzione  delle vertenze al momento di rivedere gli accordi internazionali; e) proseguire la cooperazione in campo ambientale nella regione del Mar Baltico; f) rafforzare la componente ambientale in cooperazione con la comunità di Stati indipendenti, in  particolare concentrandosi sulla costruzione di capacità e sull'assistenza tecnica nel quadro del  programma TACIS; g) consolidare la componente ambientale della cooperazione con i paesi dell'Asia e dell'America  latina in linea con il regolamento (CEE) n. 443/92 del Consiglio  (1) e con gli orientamenti  generali per la cooperazione tra la Comunità e le regioni interessate. 6.4. Per quanto riguarda il commercio e l'ambiente, le priorità sono le seguenti: a) partecipare attivamente alle discussioni internazionali sul commercio e l'ambiente, nelle quali  la Comunità promuoverà una strategia equilibrata per affrontare i vari problemi in questo settore,  sottolineando l'integrazione dei requisiti ambientali nel sistema di scambi multilaterali; b) dare preferenza alle soluzioni multilaterali per i problemi riguardanti il commercio e  l'ambiente, rispettando i principi del commercio e promuovendo la trasparenza nella definizione e  nell'attuazione delle misure ambientali, ivi compresi i nuovi strumenti di politica ambientale. PARTE 2 ALTRI PROBLEMI CHE SARANNO CONSIDERATI CON PARTICOLARE ATTENZIONE Articolo 7  Miglioramento degli elementi di base per la politica ambientaleLa Comunità assicurerà che la  propria politica ambientale sia basata su dati, statistiche e indicatori affidabili e comparabili,  su informazioni scientifiche attendibili e su una valutazione dei costi e benefici derivanti  dall'azione o dall'assenza di azione. Saranno considerate in modo particolare le seguenti azioni: a) individuare e colmare le lacune presenti negli attuali dati statistici di base sull'ambiente,  sviluppare l'integrazione degli aspetti ambientali nei dati e nelle statistiche di altre politiche  ed assicurare l'accessibilità di tali dati; b) promuovere lo sviluppo di indicatori ambientali, di indicatori di efficienza su tutti i temi  politici d'interesse e di indicatori dello sviluppo sostenibile che serviranno a misurare il  progresso in direzione dello sviluppo sostenibile ed a fissare adeguati obiettivi generali e  operativi; c) migliorare i collegamenti tra ricerca scientifica, politiche di sviluppo e politica ambientale; d) sviluppare ulteriormente l'applicazione di metodi di valutazione economica per l'ambiente  (valutazione costo/efficacia, costi/utili e impatto commerciale); e) sviluppare un sistema di contabilità ambientale a fianco della contabilità nazionale, che  rappresenterà un primo passo ai fini dell'integrazione degli aspetti ambientali nei concetti e nei  metodi di contabilità nazionale. Articolo 8 Modelli di produzione e di consumo sostenibiliLa Comunità svilupperà ulteriormente  strumenti ed azioni intesi a potenziare l'innovazione in merito allo sviluppo sostenibile  nell'industria ed a promuovere la consapevolezza ed il mutamento dei comportamenti nell'industria e  presso i consumatori al fine di realizzare modelli più sostenibili di produzione e di consumo. Articolo 9 Condivisione delle responsabilità e associazioneLa Comunità favorirà lo sviluppo di  metodi pratici per migliorare i sistemi di ripartizione delle azioni e di associazione, al fine di  assicurare lo sviluppo sostenibile. Essa svilupperà migliori metodi di dialogo ed assicurerà che  un'adeguata gamma di attori partecipi alla preparazione e all'attuazione delle proprie politiche e  azioni. Articolo 10 Promozione di iniziative locali e regionaliLa Comunità incoraggerà maggiormente le  attività a livello locale e regionale su temi fondamentali ai fini dello sviluppo sostenibile,  segnatamente sulle strategie territoriali riguardanti l'ambiente urbano, l'ambiente rurale, le zone  costiere e insulari nonché le zone in cui è necessario conservare il patrimonio culturale e la  natura. A tale fine, saranno prese in particolare considerazione le seguenti azioni: a) promuovere ulteriormente le possibilità della pianificazione territoriale ai fini dello sviluppo  sostenibile ed incrementare maggiormente le iniziative riguardanti Europa 2000+ e Prospettive per  lo sviluppo territoriale europeo (ESDP) al fine di creare un consenso tra i responsabili delle  decisioni politiche in merito all'impatto territoriale delle politiche di sviluppo settoriale; b) sviluppare un approccio globale ai problemi urbani, sottolineando in particolare la necessità di  appoggiare le azioni delle autorità locali intese ad attuare il programma e l'Agenda 21 locale; c) elaborare un programma dimostrativo sulla gestione integrata delle zone costiere, che serva a  mostrare l'utilità di migliori meccanismi d'informazione e di concertazione ai fini della  realizzazione dello sviluppo sostenibile e ad individuare le azioni necessarie in futuro a livello  della Comunità e ad altri livelli; d) sviluppare una strategia intesa a far sì che le iniziative locali a favore della crescita e  dell'occupazione contribuiscano alla conservazione delle aree naturali, con l'appoggio dei Fondi  strutturali. Articolo 11 Temi ambientaliLa Comunità svilupperà ulteriormente le proprie politiche in  relazione ai temi ambientali del programma sulla base di norme rigorose di protezione ambientale  dedicandosi in particolare alle seguenti azioni che possono essere svolte in modo più efficace a  livello comunitario: 11.1. In merito al cambiamento del clima e alla riduzione della fascia di ozono, le priorità  saranno le seguenti: a) individuare gli obiettivi di riduzione per il biossido di carbonio (CO2) e gli altri gas ad  effetto serra per il 2005 e il 2010 e definire le politiche e le misure necessarie per  realizzarli; b) rafforzare le misure di controllo per i clorofluorocarburi alogenati (HCFC) e il bromuro di  metile nonché per i clorofluorocarburi (CFC) e gli alon ed intensificare la ricerca volta a trovare  adeguati succedanei di tali sostanze. 11.2. In merito all'acidificazione e alla qualità dell'aria, le priorità saranno le seguenti: a) sviluppare una strategia per assicurare che non vengano superati i carichi critici per quanto  riguarda l'esposizione agli inquinanti acidificanti; b) elaborare o modificare gli obiettivi di qualità in merito ad inquinanti specifici ed elaborare  metodi comuni per la valutazione e il controllo della qualità dell'aria. 11.3. In merito alla gestione delle risorse idriche, le priorità saranno le seguenti: sviluppare una strategia globale che preveda un sistema integrato di pianificazione e di gestione  delle risorse idriche sotterranee e di superficie, che si concentri tanto sugli aspetti  quantitativi quanto su quelli qualitativi e che assicuri una gestione sostenibile dei mari  regionali dell'Europa. 11.4. In merito alla gestione dei rifiuti, la Comunità aggiornerà l'attuale strategia sui rifiuti  alla luce degli sviluppi verificatisi a partire dal 1989. Le priorità saranno le seguenti: a) sviluppare un quadro per la raccolta di dati comparabili; b) elaborare un approccio più coerente alle definizioni e ai principi nel settore della normativa  sulla gestione dei rifiuti, badando in particolare ad assicurare le coerenza degli elenchi dei  rifiuti pericolosi; c) valutare l'esperienza acquisita con il programma sui flussi di rifiuti prioritari; d) sostenere la creazione ed il corretto funzionamento dei mercati di prodotti riciclati, tenendo  conto dell'analisi del ciclo di vita; e) sviluppare concetti sulla responsabilità dei produttori, tenendo conto delle possibili  ripercussioni sul mercato interno e sul principio della condivisione delle responsabilità. 11.5. In merito al rumore saranno prioritari l'elaborazione di un programma di riduzione del  rumore, che affronti globalmente la fornitura di informazioni alla popolazione, gli indici comuni  di esposizione al rumore, gli obiettivi per la qualità del rumore e le emissioni sonore provenienti  da prodotti. 11.6. In merito alla protezione della natura e alla diversità biologica, la Comunità assicurerà la  completa integrazione di questi temi nell'attuazione delle altre sue politiche. 11.7. In merito alla gestione dei rischi e degli incidenti, saranno prioritarie le seguenti  azioni: a) riesaminare l'attuale normativa sull'esportazione e l'importazione di sostanze chimiche  pericolose, particolarmente in relazione al principio del «previo accordo con cognizione di causa»  («Prior Informed Consent»); b) sviluppare altre misure nel settore dei pesticidi ad uso agricolo e ad altri usi al fine di  assicurarne un'utilizzazione sostenibile; c) sviluppare ulteriormente le strategie intese ad impostare adeguatamente l'Agenda 21 per  sostituire o eliminare gradatamente i prodotti chimici tossici; d) riesaminare più a fondo il contesto normativo delle nuove tecnologie. (1) GU n. C 138 del 17. 5. 1993, pag. 1.  (1)  GU n. L 52 del 27. 2. 1992, pag. 1.