CELEX: 51969PC0686
Language: it
Date: 1969-07-31
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA (CEE) DEL CONSIGLIO per il ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri in materia di contatori di liquidi diversi dall'acqua. (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (69) 686
Vol. 1969/0129
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---   COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                     COM(69)686 def.
                                                Bruxelles , 31 luglio 1969
              PROPOSTA DI DIRETTIVA ( CEE ) DEL CONSIGLIO
              per il ravvicinamento delle legislazioni
              degli stati membri in materia di contatori
              di liquidi diversi dall r acqua .
              (presentata dalla Commissione al Consiglio )
COM ( 69 ) 686 def .
 ---pagebreak---                                 NOTA INTRODUTTIVA
         La presente direttiva viene emanata in applicazione dell' articolo 100
del Trattato e della proposta di direttiva del Consiglio del
in materia di strumenti di misura presentata dalla Commissione al Consiglio
il 14 aprile 1966 ( l ).
         La direttiva ha lo scopo di eliminare gli ostacoli tecnici agli scambi
                                   . !
intracomunitari attualmente esistenti nel settore dei contatori di liquidi a
motivo delle disparità fra le legislazioni nazionali relative a questi stru­
menti negli Stati membri .
         L' esame comparato dei regimi applicabili ai contatori negli Stati membri
ha dimostrato che le differenze non si limitano unicamente alle disposizioni
tecniche in materia di costruzione , di funzionamento e di precisione , ma anche
alle modalità di controllo alle quali sono soggetti tali strumenti prima del­
la loro immissione sul mercato .
         Sul piano degli scambi , siffatta situazione obbliga i fabbricanti a di­
versificare la loro produzione per conformarsi alla legislazione in vigore
nello Stato membro dove lo strumento dovrà essere utilizzato , ed a sottopor­
si a controlli ripetuti ed eseguiti secondo modalità differenti .
         Poiché le attuali legislazioni nazionali sono giustificate dal legitti­
mo intento di tutelare il consumatore e l' utente , l' armonizzazione delle stes­
se è l' unico mezzo atto ad eliminare gli inconvenienti che derivano dalle lo­
ro divergenze ed a creare le condizioni necessarie per l' instaurarsi del Mer­
cato comune .
                                                                         • • • /• • •
( l ) C-.U , delle Comunità europee n . 182 del 12 ottobre 1966
      C0M( 66 ) 123-126 def .
 ---pagebreak---       La direttiva e costituita da una parte normativa e da un allegato tecni­
co .
      L' articolo 1 della parte normativa fissa il campo di applicazione della
direttiva .
      Essa ha come obiettivo principale l' eliminazione degli ostacoli tecnici
agli scambi dei contatori di liquidi propriamente detti , vale a dire dei disposi
tivi misuratori e dei dispositivi indicatori . Essa ha anche lo scopo di per­
mettere l' impiego immediato di tali apparecchi negli aggregrati di misurazio­
ne di liquidi sui quali sono montati , mediante 1 'armonizzazionè delle disposi­
zioni nazionali in materia di tolleranze massime relativamente agli aggregra-
ti stessi .
      L' articolo 2 stabilisce che gli strumenti conformi alle disposizioni
definite all' allegato della direttiva sono del tipo CEE . La portata dello sta­
tuto particolare che conferisce il tipo CEE viene definita all' articolo 2 del­
la predetta direttiva del Consiglio del                     relativa agli stru­
menti di misura dove si dice :
      "Gli strumenti di misura del tipo CEE possono essere messi in commercio
ed utilizzati alle stesse condizioni di controllo cui sono sottoposti gli
strumenti di misura rispondenti alle disposizioni tecniche nazionali ".
       "L 'articolo 3 precisa che i contatori di tipa CEE beneficiano dell' ap­
 provazione CEE del modello e della Verifica prima CEE".
 ---pagebreak---                                      - 3 -
       L' articolo 4 stabilisce che le tolleranze massime per gli aggregati di
misurazione dei liquidi vengano determinate subito , in attesa di una diretti­
va particolare al riguardo . Esso rinvia alla seconda parte dell' allegato nel­
la quale sono determinate le tolleranze massime degli aggregrati stessi . In
questo modo viene reso possibile l' impiego immediato dei contatori di liqui­
di propriamente detti negli aggregati di misurazione di liquidi .
       Gli articoli 5 6 6 sono articoli comuni a tutte le direttive . Essi
stabiliscono il termine della messa in vigore della direttiva e destinano
quest' ultima agli Stati membri .
       Gli aggregati di misurazione di liquidi nonché i dispositivi compTemen-
tari dei contatori di liquidi quali i dispositivi di azzeramento , i totalizza­
tori , i dispositivi indicatori di prezzo , i dispositivi di stampatura , i pre-
determinatori di prezzo e di volume formeranno l' oggetto di ulteriori diret­
tive .
 SOLUZIONE PI ARMOFIZZAZIOFS
       " La soluzione di armonizzazione prescelta in questo caso è quella detta
opzionale . Ciò significa che gli strumenti di tipo. CEE potranno essere messi
in commercio e impiegati liberamente fra Stati membri come avviane attualmente
all' interno di ciascuno Stato membro per gli strumenti che hanno superato i con­
trolli nazionali . Contrariamente a quanto la Commissione aveva previsto nella sua
proposta di direttiva relativa agli strumenti di misura trasmessa al Consiglio il
14 aprile 1966 , la presente proposta di direttiva non precisa la data alla quale
l' armonizzazione si trasforma da opzionale in totale".
 ---pagebreak--- COFSULTAZIONE BEL PARLAMENTO E PEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
      Risulta necessario il parere di queste due istituzioni , a norma dell' ar­
ticolo 100 , comma 2 , del Trattato . Per taluni Stati membri , infatti , l' ottem­
peranza alle prescrizioni della direttiva richiede una modifica delle loro
disposizioni legislative .
 ---pagebreak---                                                              ALLEGATO
                      ALLA NOTA INTRODUTTIVA DELLA PROPOSTA
                       DI DIRETTIVA " CONTATORI DI LIQUIDI "
                    Legislazioni in vigore negli Stati membri
                       in materia di   contatori di liquidi
1 . BELGIO
    - Legge 1° ottobre 1855 modificata dalla legge 1° agosto 1922 e dal regio
      decreto 28 novembre 1939 » n . 79 »
    - Regio decreto 1° dicembre 1931 »
2 . REPUBBLICA FEDERALE DI GERITITIA
    - Legge sui pesi e le misure ("Mass-und Gewichtsegesetz") del 13.12.1935 »
      paragrafo 9 »
    - Legislazione sui pesi e le misure ( Eichordnung) paragrafi 231-280 .
3 . FRANCIA
    - Decreto 5 agosto 1957 in materia di costruzione , verifica e impiego di
      strumenti misuratori di liquidi alimentari |
    - Decreto 12 aprile 1955 » decreto 15 gennaio i960 e decreto 18 gennaio 195&
      modificato dal decreto 20 gennaio i960 in materia di strumenti misurato­
      ri di carburanti combustibili e lubrificanti liquidi .
4 . ITALIA
    - Legge 23.8.I89O n . 7088 sui pesi e le misure e sue modifiche successive ;
    - Regolamento 12.6.1902 per la fabbricazione di pesi , misure e strumenti
      di pesatura e di misurazione e sue modifiche successive .
                                                                       • • •/• * •
 ---pagebreak--- LUSSEMBURGO                                .
- Legge 17 maggio 1882 sui pesi e misure , modificato dalla legge 28 dicem­
  bre I883 j
- Decreto granducale 5 aprile 1936 che stabilisce le condizioni d' impiego
  degli apparecchi che servono per la vendita dei liquidi mediante riempi­
  mento automatico .
PAESI BASSI
- Legge 22 aprile 1937 sulla verifica degli strumenti di misurazione , mo­
  dificata ultimamente dalla legge 6 giugno 1968 ;
- Regio decreto ("besluit") 29 aprile 1939 modificato ultimamente dal re­
  gio decreto 6 gennaio 1962 ;
- Decisione 9 maggio 1939 ("beschikkìng") del Ministro dell' Economia.
 ---pagebreak---                       Proposta di direttiva del Consiglio
               per il ravvicinamento delle legislazioni degli
               Stati membri in materia di contatori di liquidi
                              diversi   dall' acqua
                 ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ 1 EUROPEE ,
Viste le disposizioni del Trattato che istituisce la Comunità Economica Euro­
pea , in particolare quelle dell' articolo 100 ;
Vista la proposta della Commissione ;
Visto il parere del Parlamento Europeo ;
Visto il parere del Comitato economica e sociale ;
Considerando che negli Stati membri la costruzione e le modalità di controllo
dei contatori di liquidi sono oggetto di disposizioni imperative che differì­
                                                                         /
scono da uno Stato membro all' altro e ostacolano per tale ragione gli scambi
di tali strumenti ; che pertanto è opportuno procedere al ravvicinamento di
tali disposizioni ;
Considerando che la direttiva del Consiglio del                    riguardante 1
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli stru­
menti di misura ha definito la portata degli strumenti di misura di tipo CEE ;
che , conformemente a tale direttiva , occorre fissare le prescrizioni tecniche
                                                     /
alle quali devono soddisfare i contatori di liquidi per poter essere conside­
rati dì tipo CEE , nonché i controlli applicabili ;
Considerando che , al fine di permettere l' utilizzazione immediata di tali stru­
menti in aggregati di misura di liquidi , conviene procedere già fin d' ora alla
armonizzazione delle disposizioni nazionali riguardanti le tolleranze ammesse
su tali aggregati ,
EMANA LA PRESENTE DIRETTIVA :
 ---pagebreak---                                    Articolo 1
       La presente direttiva si applica ai contatori volumetrici di liquidi di­
versi dall' acqua nei quali il liquido provoca il movimento delle pareti mobili
versi
delle camere di misurazione e che permettono di misurare dei volumi qualsiasi .
                                   Articolo 2
1.     Per contatore volumetrico di liquidi di tipo CES , si intenda uno stru­
mento composto unicamente da un dispositivo misuratore e da un dispositivo
indicatore che risponda alle prescrizioni riportate all' allegato della presen­
te direttiva .
2.     Per aggregato di misurazione di liquidi , ai sensi della presente diret­
tiva , s' intende uno strumento di misura munito , oltre al contatore stabilito
al paragrafo precedente , di certi dispositivi complementari e di dispositivi
connessi occorrenti per il buon funzionamento dell' aggregato stesso .
                                   Articolo 3
       Gli Stati membri accordano l' approvazione CES del modello e la verifica
prima OSE ai contatori volumetrici di tipo CES .
       "Gli Stati membri possono esigere che i contatori volumetrici di liquidi
di tipo CEE siano sottopósti a tali procedure di controllo unicamente nella misura
in cui essi applicano corrispondenti procedure di controllo per i contatori di
liquidi analoghi che corrispondono alle prescrizioni tecniche di provenienza nar-
zionale ".
                                   Articolo 4
       " Quando degli aggregati di misurazione di liquidi nei quali sono incorporar­
ti contatori volumetrici di liquidi di tipo CEE formano oggetto di una verifica
prima di portata nazionale , le tolleranze massime sono quelle indicate nel capitolo
2 dell' allegato".
 ---pagebreak---                                      - 3 -
                                  Articolo 5
       Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative , regola­
mentari e amministrative necessarie per adeguarsi alla presente direttiva en­
tro i 18 mesi successivi alla sua notifica e ne informano immediatamente la
Commissione .
                                  Articolo 6
     . La presente direttiva è destinata agli Stati membri .
 ---pagebreak---                                    ALLEGATO
                         ALLA DIRETTIVA     DEL CONSIGLIO
                          PER IL RAVVIO IMMETTO DELLE
                        LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI
                            IN MATERIA DI CONTATORI
                         DI LIQUIDI DIVERSI DALL' ACQUA
                                    C'iF TTOLO I
                                 1 . DEFINIZ IONI
1.1 . L' erogazione minima è il minor volume di liquido la cui misurazione sia
      autorizzata per un tipo determinato .
1.2 , Il volume ciclico è pari al volume di liquido che corrisponde al ciclo
      di funzionamento del dispositivo di misurazione , vale a dire al comples­
      so dei movimenti al termine dei quali tutti gli organi interni mobili di
      tale dispositivo di misurazione riprendono per la prima volta la posizio­
      ne che avevano al momento iniziale .
1.3 » Lo scarto periodico è la differenza massima registrata nel corso di un
      ciclo di funzionamento fra il volume generato dallo spostamento degli
      organi di misurazione ed il corrispondente volume indicato dall' indica­
      tore quando quest' ultimo sia collegato al dispositivo di misurazione sen­
      za gioco o scorrimento , in modo da indicare alla fine del ciclo , e per
      tale ciclo , un volume pari al volume ciclico . Tale scarto può essere
      eventualmente ridotto mediante un appropriato dispositivo di correzione .
                                                                         • • •/• • •
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                             2 . DISPOSITIVI INDICATORI
 2.1 . I contatori devono essere muniti di un dispositivo che indichi il volume
       misurato in centimetri cubi o millimetri , in decimetri cubi o litri , o
       in metri cubi .
 2.2 . Il dispositivo indicatore è composto da uno o più elementi ; l' elemento
       che porta la scala con la divisione più piccola è chiamato "primo ele­
       mento*.' .
 2.3 . Il dispositivo indicatore dev' essere azionato dal misuratore in modo si­
       curo e stabile , a mezzo di un collegamento meccanico o mediante un dispo­
       sitivo magnetico permanente .
 2.4.1 . La lettura delle indicazioni dev' essere sicura , facile ed inequivoca­
          bile .
 2.4.2 . Se il. dispositivo indicatore è composto di più elementi , il complesso
          dev' essere realizzato in modo da consentire la lettura del risultato
          della misurazione mediante semplice giustapposizione delle indicazio­
          ni dei vari elementi .
 2.5 . La portata massima del dispositivo indicatore dev' essere data dalla for­
       mula 1.10n , 2.10n oppure 5 « IO" unità di volvime ammesse , dove "n" è un
       numero intero , positivo o negativo , oppure pari a zero .
 2.6 . Il cambiamento d' indicazione di un elemento può essere continuo 0 discon­
       tinuo .
 2.7 » Se la parte mobile di un elemento ha un movimento continuo , una scala
       a tratti ed un segno di riferimento debbono permettere di determinare ,
       in ogni posizione di arresto , il valore misurato .
 2.8 . La divisione del primo- elemento deve corrispondere alla formula 1.10n ,
       2.10n , oppure 5«10n unità di volume ammesse .
 2.9 . Patta eccezione per l' elemento, che corrisponde alla portata massima del
       dispositivo indicatore , il valore del giro di un elemento munito di
       sca,la interamente visibile deve corrispondere alla formula 10n unità
       ammesse .
2.10 . Qualora un elemento sia formato da una scala circolare fissa e da una lan­
       cetta indicatrice ruotante , quest' ultima deve ruotare in senso orario .
2.11 . Se un dispositivo indicatore è composto da più elementi , ogni giro della
       parte mobile di ciascun elemento con scala interamente visibile deve cor­
       rispondere al valore della divisione dell '■elemento immediatamente suc­
       cessivo .
2.12 . Su un dispositivo indicatore con più elementi , l' indicazione di un ele­
       mento , diverso dal primo , a movimento discontinuo deve avanzare con un
       salto di cifra mentre l' elemento precedente effettua una frazione di
       giro pari al massimo ad l/lO » Quest' avanzamento deve terminare quando
       l' elemento precedente indica zero .
                                                                            • /• • *
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2.13 . Quando un dispositivo indicatore è composto da più elementi e soltanto
         una parte delle scale del secondo elemento e dei successivi è visibile
         attraverso finestrelle , il movimento di questi elementi dev' essere discon­
         tinuo , mentre il movimento del primo elemento può essere continuo o
         discontinuo .
2.14 . Se l' indicazione è data in cifre allineate e se il movimento del primo
         elemento è discontinuo , è ammessa la presenza di uno 0 più zeri fissi
         a destra dell' elemento stesso .
                                      1
2.15 . Quando la scala del primo elemento a movimento continuo è visibile sol­
         tanto in parte attraverso una finestrella, può risultarne un' ambiguità
         di lettura che si deve ridurre il più possibile . A tale scopo e per
         rendere possibile la lettura mediante interpolazione , la finestrella cor­
         rispondente deve avere nel senso parallelo allo spostamento della scala
       . una dimensione almeno pari ad 1,5 volte la distanza compresa fra gli
         assi di due tratti numerati consecutivi , in modo che almeno due tratti ,
         di cui uno numerato , siano sempre visibili . La finestra può essere asim­
         metrica rispetto all' indice fisso .
2.16 . Sulle scale graduate a tratti , questi ultimi devono avere lo stesso spes­
         sore , costante su tutta la loro lunghezza , che non deve superare il quar­
         to della distanza tra gli assi di due tratti consecutivi .
                I tratti corrispondenti a 1.10n , 2.10n oppure 5»10n unità ammesse
         possono essere distinti soltanto mediante differenziazione della loro
         lunghezza .
2.17 » La distanza reale o apparente fra gli assi di due tratti consecutivi
         non dev' essere inferiore a 2 mm ,
2.18 . L' altezza reale o apparente delle cifre non può essere inferiore a 4 mm.
           1
                             3 . DISPOSITIVI DI REGOLAZIONE
3.1 . I contatori devono essere muniti di un dispositivo di regolazione che
        permetta di modificare il rapporto tra il volume indicato ed il volume
        effettivo del liquido che ha attraversato il contatore .
3.2 . Quando il dispositivo di regolazione modifica il rapporto in modo discon-
     ' tinuo , i valori consecutivi di tale rapporto non devono mai differire di
        oltre 0,002 .
3.3 * E' , vietata la regolazione mediante un canale in derivazione sul contato­
        re *
                        4.    PRESCRIZIONI SPECIALI RELATIVE
                              ALL' EROGAZIONE PARZIALE MINIMA
4.1 . Il valore minimo di una erogazione parziale dev' essere tale che ciascuno
        dei valori sotto indicati sia tutt' al più pari all' errore, massime* tolle­
        rato BU detta èrogazione a nonna dei paragrafi 2 e 3 del capitolo II del
        presente' allegato :
                                                                            • • ♦ /• • •
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      1 . volume corrispondente ad uno spostamento di 2 mm sulla scala del primo
          elemento indicatore , e ad l/5 del valore della divisione , se il primo
          elemento ha un movimento continuo ;
      2 » volume corrispondente a 2 salti di cifra , quando il primo elemento ha
          un movimento discontinuo ;
      3 » errore che , nell' impiego normale , risulti da giochi o slittamenti
          nella trasmissione del movimento dal misuratore al primo elemento del
          dispositivo indicatore ;
      4 * due volte lo scarto periodico .
4.2 . Per stabilire l' erogazione minima occorre inoltre tener conto , se neces­
      sario , dell' influenza ciegli organi complementari del complesso di misura­
      zione , secondo le regole fissate dalla direttiva riferentesi a tali com­
      plessi .
4.3 . L' erogazione parziale minima deve rispondere alla formula 1.10 n, 2.10 n
      oppure 5»10 n unità ammesse , dove "n" è un numero intero , positivo o ne­
      gativo , oppure pari a zero .
                        5 . PORTATA MASSIMA , PORTATA MINIMA.
5.1 . Le portate massima e minima sono stabilite dalla decisione di approva­
      zione sulla base dei risultati ottenuti nel corso dell' esame prelimina­
      re all' approvazione . Il contatore deve poter funzionare ai limiti della
      portata massima per un tempo da stabilire , nella decisione d' approvazione
      del modello f senza che siano notevolmente alterate le sue qualità metrologiche .
5.2 . Il rapporto tra la, portata massima e la portata minima dev' essere almeno
      pari a 10 per i contatori in generale ed a 5 per i contatori di gas li­
      quefatti .   " 1
                    6 . INFLUENZA DELLA NATURA BEL LIQUIDO ,
                        DELLA TEMPERATURA E DELLA PRESSIONE
6.1 . La decisione di approvazione di un contatore deve stabilire il liquido
      od i liquidi alla misurazione dei quali il contatore è destinato , i limi­
      ti della temperatura del liquido misurato , quando questi limiti siano
      inferiori a -10°C o superiori a +50°C , nonché la pressione massima di
      funzionamento »
6.2 . L' esame effettuato ai fini dell' approvazione di un tipo di contatore de­
      ve dimostrare che le variazioni nei valori dell' errore dovute alle varia­
      zioni massime delle caratteristiche dei liquidi , della loro pressior.s
      e temperatura , nei limiti che saranno stabiliti dalla decisione di ap­
      provazione , non superino , per ciascuno di questi fattori , la metà dei
      valori fissati ai paragrafi 1 ., 2 . e 3 « del capitolo II del presente
      allegato .
                                                                         • t •/• • •
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                 7 . ERRORI MASSIMI TOLLERATI SUI SOLI CONTATORI
7.1 . Quando la verifica prima di un complesso di misurazione è preceduta da
      un esame del solo contatore , gli errori massimi tollerati all' atto del­
      l' esame sono pari alla metà degli errori massimi tollerati di cui ai pre-
   -, cedenti paragrafi l . t 2 . e 3 . del capitolo II del presente allegato , ma
      non devono essere inferiori allo 0,3$ della quantità misurata , quando
      il liquido utilizzato sia quello per il quale il contatore è destinato .
7.2 . Se però l' insufficiente precisione del controllo non permette di applica­
      re questa regola , la decisione di approvazione potrà aumentare gli errori
      massimi tollerati nei limiti di quelli fissati ai precedenti paragrafi 1 .,
      2 . e 3 . del capitolo II del presente allegato .
7.3 » Inoltre , la decisione di approvazione potrà ridurre e/o differenziare il
      valore degli errori massimi tollerati quando l' esame preliminare del con­
      tatore sia effettuato con uno solo dei liquidi previsti oppure con un li­
      quido differente .
              In quest' ultimo caso ( cioè quando il liquido impiegato per l' esame
      preventivo sia diverso da quello che il contatore dovrà misurare ) la de­
      cisione di approvazione potrà stabilire valori di prova diversi da quel­
      li compresi tra la portata massima e quella minima .
7.4 * Per l' approvazione del tipo di contatori soli si applicano gli errori
      massimi tollerati stabiliti al precedente paragrafo 7 *
                                   8 . ISCRIZIONI
8.1 . Sul quadrante dei dispositivi indicatori di ogni contatore oppure su una
      speciale terghetta segnaletica devono essere indicati in Caratteri ben
      leggibili ed indelebili i seguenti dati :
      a)  contrassegno di approvazione }
      b)  nome ed indirizzo del fabbricante , oppure il suo marchio di fabbrica;
      c)  eventualmente , la denominazione particolare scelta dal fabbricante ;
      d)  numero d' identificazione e anno di fabbricazione ;
      e)  volume ciclico ;
      f)  portata massima, e minima;
      g)  pressione massima di funzionamento ;
      h)  intervallo di temperatura , qualora il liquido possa essere misurato
          a temperature inferiori a -10°C o superiori a +50°C ;
      i ) natura del liquido o dei liquidi misurati e limiti di viscosità , cine­
          matica o dinamica , quando la sola indicazione della natura dei liquidi
          non sia sufficiente a caratterizzarne la viscosità. La viscosità cinema­
          tica è espressa in metri quadrati al secondo o in centistokes .
          La viscosità dinamica è espressa in newton-secondo al metro quadrato
          o in centipoise .
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~ 8.2 . ~Sul quadrante del'dispositivo indicatore devono essera indicati in modo
          visibile i seguenti      dati :
          a) unità nella quale sono espressi i volumi misurati , o simbolo di questa
              unità ;
          b ) erogazione marziale minima.
  8.3 . Qualora possa sorgere confusione , il senso del flusso del liquido dev' es­
          sere indicato mediante una freccia sull 1 involucro del dispositivo di mi­
          surazione .
  8.4 . Sui contatori smontabili per liquidi alimentari il numero di identi­
           ficazione o le sue ultime tre cifre devono essere ripetute sui pezzi
          la cui sostituzione può' influire sul risultato della misurazione .
  8.5 . Il dispositivo indicatore può' portare una denominazione ed un numero
          di i. denti ficazione particolare .
                              9 . SPAZIO DESTINATO AI PIOTO I
  9.1 . I dispositivi di vigilatela devono interdire l' accesso alle parti che
        , permettono di modificare il risultato della, misurazione , nonché
          impedire lo smontaggio , anche parziale , del contatore , quando tale
          smontaggio non sia stato autorizzato dalla decisione di approvazione
          ( contatori smontabili per liquidi alimentari ).
  9.2 . Sull' organo misuratore , sul dispositivo indicatore o sul loro involu­
          cro deve essere predisposto uno spazio ricavato su un pezzo essenziale ,
          visibile senza punteggio per apporvi il punzone principale .
  9.3 » La decisione di approvazione potrà stabilire- che sui pezzi
          ìsteroÉiribiabili dai contatori smontabili sia predisposto
          accanto al numero di identificazione previsto dal paragrafo 8.4 »
          uno spazio destinato all' apposizione di un punzone .
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                                  CAPITOLO II
             ERRORI MASSIMI TOLLERATI SUI COMPLESSI DI MISURAZIONE
1 . Quando un contatore è montato in un complesso di misurazione , gli errori
    massimi tollerati in sede di verifica prima su tale complesso , nelle
    condizioni normali d' impiego e nei limiti di utilizzazione precisati
    dalla decisione di approvazione sono stabiliti , in più e in meno , dalla
    seguente tabella , in funzione delle quantità misurate s
                Quantità misurate                Errori massimi tollerati
                da 0,02 a 0,1 litri              2 ml
                da 0,1  a 0,2 litri              2% della quantità misurata
                da 0,2  a 0,4 litri              4 mi
                da 0,4  al    litri              lfc della quantità misurata
                da 1    a 2   litri              10 mi
                   2 litri ed oltre              0,5 della quantità misurata
2 . L' errore massimo tollerato sull' erogazione parziale minima è pero' il
    doppio del valore stabilito dal paragrafo 1 . di questo capitolo ; inoltre ,
    qualunque sia la quantità misurata , il relativo errore massimo tollerato
    non è in nessun caso inferiore a quello tollerato sull' erogazione par­
    ziale minima .
3 . A causa delle particolari difficoltà di controllo , gli errori massimi
    tollerati seno il doppio di quelli previsti ai precedenti paragrafi 1 . e 2 .
    di questo capìtolo , quando si applicano a complessi di misurazione di gas
    liquefatti o di altri liquidi misurati ad un temperatura inferiore
    a - 10C C o superiore a + 50°C , nonché quando si applicano a complessi
    la cui portata minima non supera 1 litro all' ora .
4 . Se in verifica prima gli errori sono tutti nello stesso senso , uno almeno
    di essi non deve superare i limiti stabiliti dal seguente paragrafo 7,1 »
    del capitolo I di questo allegato .