CELEX: C1999/299/04
Language: it
Date: 1999-10-16 00:00:00
Title: Causa C-194/99 P: Ricorso della Thyssen Stahl AG contro la sentenza emessa l'11 marzo 1999 dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione ampliata) nella causa T-141/94, Thyssen Stahl AG/Commissione delle Comunità europee, proposto il 25 maggio 1999

C 299/4                 IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        16.10.1999
    avrebbe dovuto desumere che il «gioco normale della                  2. annullare gli artt. 1, 3 e 4 della decisione della Commissione
    concorrenza» tutelato dall’art. 65, n. 1, del Trattato CECA             16 febbraio 1994, C (94) 321 def., relativa ad un procedi-
    non può essere lo stesso gioco della concorrenza tutelato              mento ai sensi dell’art. 65 del Trattato CECA concernente
    dall’art. 85, n. 1, del Trattato CE. Era quindi errato                  gli accordi e le pratiche concordate posti in essere dai
    qualificare puramente e semplicemente qualsiasi scambio                 produttori europei di travi, nella parte in cui non sono stati
    di informazioni come limitazione della concorrenza vietata              già annullati dalla sentenza del Tribunale di primo grado
    dall’art. 65, n. 1, del Trattato CECA.                                  11 marzo 1999 nella causa T-141/94;
— Violazione dell’art. 65 del Trattato CECA relativamente                3. condannare la Commissione alle spese del giudizio di
    alla valutazione dello scambio di informazioni: valutando               primo grado e del giudizio dinanzi alla Corte.
    lo scambio di informazioni come fattispecie autonoma di
    un comportamento limitativo della concorrenza ai sensi
    dell’art. 65 del Trattato CECA, si interpreta erratamente
    questa norma. In base a detto articolo lo scambio di                 Motivi e principali argomenti
    informazioni avrebbe dovuto tendere a limitare la concor-
    renza. A torto il Tribunale ha ritenuto sufficiente che le
    informazioni fossero idonee ad influenzare il comporta-              — Violazione dei diritti procedurali, in particolare del princi-
    mento delle imprese. La possibilità di un’influenza sul                 pio dell’inchiesta d’ufficio, del diritto di essere sentiti dal
    comportamento non può equipararsi senz’altro al proposi-               giudice e dal diritto ad un equo procedimento: il Tribunale
    to di limitare la concorrenza.                                          di primo grado ha tenuto in non cale la portata dei diritti
                                                                            procedurali della ricorrente, del suo diritto di essere sentita
                                                                            e del suo diritto ad un equo procedimento, nonché
                                                                            l’obbligo, scaturente dal principio dell’inchiesta d’ufficio, di
(*) Vedi causa C-199/99 P, GU C 204 del 17.7.1999, pag. 32.                 accertare anche i fatti che depongono a favore dell’impresa.
                                                                            Inoltre esso ritiene erroneamente che tali vizi del procedi-
                                                                            mento amministrativo siano stati sanati nel corso del
                                                                            procedimento giudiziario.
                                                                         — Errore di diritto relativamente alla violazione delle forme
                                                                            sostanziali nell’emanazione della decisione da parte della
                                                                            Commissione: considerata l’essenziale importanza dell’os-
                                                                            servanza del principio di collegialità costituisce errore di
                                                                            diritto interpretare un verbale di per sé incongruente
Ricorso della Thyssen Stahl AG contro la sentenza emessa                    nel senso che si deve ammettere l’assenza del numero
l’11 marzo 1999 dal Tribunale di primo grado delle                          necessario di membri della Commissione. Quindi, il Tribu-
Comunità europee (Seconda Sezione ampliata) nella causa                     nale ha respinto a torto la censura relativa a questo punto
T-141/94, Thyssen Stahl AG/Commissione delle Comunità                       ed ha violato gli artt. 5 e 6 del regolamento interno della
             europee, proposto il 25 maggio 1999                            Commissione del 1993. Costituisce del pari errore di
                                                                            diritto il rigetto della censura di mancata autenticazione,
                                                                            conforme all’art. 16 del regolamento interno della Com-
                      (Causa C-194/99 P) (*)                                missione, del testo della decisione notificato alla ricorrente.
                                                                            Il Tribunale misconosce cosı̀ lo scopo della presunzione di
                         (1999/C 299/04)                                    validità degli atti della Comunità; in caso di violazione di
                                                                            prescrizioni formali nell’adozione di una decisione tale
                                                                            presunzione non osta all’annullamento.
Il 25 maggio 1999 la Thyssen Stahl AG, con l’avv. Frank
Montag, Frehfields Deringer, Bastion Tower, Place du Champs
de Mars 5, Bruxelles, con domicilio eletto in Lussemburgo                — Violazione degli artt. 65, n. 1, e 33 del Trattato CECA: da
presso l’avv. Aloyse May, 31 Grand Rue, ha proposto dinanzi                 un lato il Tribunale, scostandosi manifestamente dalla
alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso                   decisione della Commissione, ha concluso per la sussisten-
contro la sentenza emessa l’11 marzo 1999 dal Tribunale                     za di un’autonoma infrazione delle norme sulla concorren-
di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione                      za realizzata mediante lo scambio di informazioni (viola-
ampliata) nella causa T-141/94, Thyssen Stahl AG/Commissio-                 zione dell’art. 33 del Trattato CECA). D’altro lato ha violato
ne delle Comunità europee.                                                  l’art. 65, n. 1, del Trattato CECA considerando a torto
                                                                            come autonoma infrazione delle norme sulla concorrenza
                                                                            il monitoraggio degli ordini e delle consegne pur non
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                   potendo accertare ineccepibilmente l’anticoncorrenzialità
                                                                            del puro e semplice scambio di informazioni. Infine ha
                                                                            tenuto in non cale il fatto che il controverso scambio di
1. annullare la sentenza del Tribunale di primo grado delle                 informazioni era necessario nell’ambito del sistema di
    Comunità europee (Seconda Sezione ampliata) 11 marzo                    sorveglianza attuato dalla Commissione, in base alla deci-
    1999 nella causa T-141/94, nella parte in cui fissa                     sione n. 2448/88, dal 1o luglio 1988 al 20 giugno 1990 e
    un’ammenda di 4 400 000 Euro a carico della ricorrente                  per i programmi di stima preventiva da redigere a tale
    (punto 2 del dispositivo), respinge il ricorso (punto 3 del             scopo e costituiva quindi parte della situazione obiettiva-
    dispositivo) e pone a carico della ricorrente le sue spese e            mente voluta dalla DG III, di cui non si poteva non tener
    la metà delle spese sostenute dalla Commissione (punto 4                conto nel giudicare il comportamento controverso come
    del dispositivo);                                                       infrazione delle regole di concorrenza.
 ---pagebreak--- 16.10.1999             IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 299/5
    Anche nell’esaminare gli accordi sui prezzi alla luce                  Motivi e principali argomenti
    dell’art. 65, n. 1, del Trattato CECA il Tribunale ignora
    completamente le peculiarità del «gioco normale della
                                                                           I motivi e principali argomenti sono identici a quelli dedotti
    concorrenza» cui si riferisce la detta norma. A questo
                                                                           nella causa T-194/99 P, ad eccezione di quelli riassunti al
    proposito ha accettato che la DG III potesse modificare il
                                                                           primo trattino della comunicazione relativa a detta causa.
    «gioco normale della concorrenza» e segnatamente ha
    riconosciuto alle imprese, nell’ambito della collaborazione
    con la DG III, una certa libertà di accordarsi sulle previsioni        (*) Vedi causa C-199/99 P, GU C 204 del 17.7.1999, pag. 32.
    in materia di prezzi. Correttamente, quindi, avrebbe dovuto
    verificare se le pratiche controverse rientrassero in tale
    libertà, giacché al riguardo è escluso un comportamento
    anticoncorrenziale ai sensi dell’art. 65, n. 1, del Trattato
    CECA.
— Errore di diritto nella fissazione dell’ammenda.
— Violazione dell’art. 6 della Convenzione europea sui diritti             Ricorso della Siderúrgica Aristrain Madrid, S.L. contro la
    dell’uomo per l’eccessiva durata del procedimento dinanzi              sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità
    al Tribunale di primo grado.                                           europee (Seconda Sezione ampliata) 11 marzo 1999, nella
                                                                           causa T-156/94, Siderúrgica Aristrain Madrid, S.L. contro
                                                                           Commissione delle Comunità europee, presentato il
(*) Vedi causa C-199/99 P, GU C 204 del 17.7.1999, pag. 32.
                                                                                                    25 maggio 1999
                                                                                                 (Causa C-196/99 P) (*)
                                                                                                    (1999/C 299/06)
Ricorso della Krupp Hoesch Stahl AG contro la sentenza
emessa l’11 marzo 1999 dal Tribunale di primo grado                        Il 25 maggio 1999 la Siderúrgica Aristrain Madrid, S.L.,
delle Comunità europee (Seconda Sezione ampliata) nella                    rappresentata dagli avv.ti Antonio Creus, del foro di Barcellona,
causa T-147/94, Krupp Hoesch Stahl AG/Commissione                          e Natalia Lacalle Mangas, del foro di Madrid, con domicilio
   delle Comunità europee, proposto il 25 maggio 1999                      eletto nello studio Cuatrecasas Abogados, Avenue d’Auder-
                                                                           ghem, 78, B-1040 Bruxelles, ha proposto dinanzi alla Corte di
                                                                           giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la sentenza
                     (Causa C-195/99 P) (*)                                del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Seconda
                                                                           Sezione ampliata) 11 marzo 1999, nella causa T-156/94,
                        (1999/C 299/05)                                    Siderúrgica Aristrain Madrid, S.L. contro Commissione delle
                                                                           Comunità europee.
Il 25 maggio 1999 la Krupp Hoesch AG, con l’avv. Frank
Montag, Freshfields Deringer, Bastion Tower, Place du Champs               La ricorrente conclude che la Corte voglia:
de Mars 5, Bruxelles, con domicilio eletto in Lussemburgo
presso l’avv. Aloyse May, 31, Grand Rue, ha proposto dinanzi
alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso                  I.   annullare, in considerazione dei motivi di ricorso dedotti,
contro la sentenza emessa l’11 marzo 1999 dal Tribunale                         la sentenza del Tribunale di primo grado 11 marzo 1999,
di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione                          pronunciata nella causa T-156/94 (1), con tutte le relative
ampliata) nella causa T-147/94, Krupp Hoesch Stah AG/Com-                       conseguenze giuridiche derivanti dall’annullamento della
missione delle Comunità europee.                                                detta sentenza, pronunciandosi espressamente sul merito
                                                                                ovvero rinviandone l’esame al Tribunale di primo grado e,
                                                                                in particolare:
La ricorrente chiede che la Corte voglia:
                                                                                1. annullare la sentenza impugnata, nella parte in cui essa
1. annullare la sentenza del Tribunale di primo grado delle
                                                                                    afferma che la decisione non viola il diritto comunitario
    Comunità europee (Seconda Sezione ampliata) 11 marzo
                                                                                    per erronea interpretazione ed applicazione dell’art. 65
    1999 nella causa T-147/94, nella parte in cui fissa
                                                                                    del Trattato CECA e, conseguentemente, annullare la
    un’ammenda di 9 000 Euro a carico della ricorrente
                                                                                    decisione;
    (punto 2 del dispositivo), respinge il ricorso (punto 3 del
    dispositivo) e pone a carico della ricorrente le sue spese e
    la metà delle spese sostenute dalla Commissione (punto 4                   2. pronunciarsi sul merito della causa, ove questa risulti
    del dispositivo);                                                               matura per la decisione, ovvero, in caso contrario,
                                                                                    rinviarla al Tribunale di primo grado affinché questo si
2. annullare gli artt. 1, 3 e 4 della decisione della Commissione                   pronunci conformemente ai motivi qui di seguito
    16 febbraio 1994, C (94) 321 def., relativa ad un procedi-                      indicati e, conseguentemente, annulli la decisione nella
    mento ai sensi dell’art. 65 del Trattato CECA concernente                       parte attinente a tali motivi o, in subordine, disponga
    gli accordi e le pratiche concordate posti in essere dai                        la riduzione dell’ammenda irrogata alla ricorrente:
    produttori europei di travi;
                                                                                    — solidarietà,
3. condannare la Commissione alle spese del giudizio di
    primo grado e del giudizio dinanzi alla Corte.                                  — difetto di motivazione,