CELEX: 62021TN0306
Language: it
Date: 2021-05-31 00:00:00
Title: Causa T-306/21: Ricorso proposto il 31 maggio 2021 — Falke / Commissione

12.7.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 278/70
            
         
      Ricorso proposto il 31 maggio 2021 — Falke / Commissione
      (Causa T-306/21)
      (2021/C 278/94)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Falke KGaA (Schmallenberg, Germania) (rappresentante: avvocato M. Vetter)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  conformemente all’articolo 264, primo comma, TFUE, dichiarare nulla la decisione della convenuta del 20 novembre 2020 (aiuti n. SA.59289), come modificata dalla decisione della convenuta del 12 febbraio 2021 (aiuti n. SA.61744);
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Il ricorso si fonda su due motivi.
      
                  1.
               
               
                  La disciplina tedesca per la concessione di aiuti «Bundesregelung Fixkostenhilfe 2020», autorizzata dalla convenuta, non sarebbe compatibile con il mercato interno, in quanto distorcerebbe la concorrenza, senza che ciò sia giustificato in via eccezionale nel caso di specie. La convenuta sarebbe incorsa in un errore manifesto di valutazione nel dichiarare che la disciplina per la concessione di aiuti, la quale presuppone una perdita di fatturato di almeno il 30 % a livello di impresa complessivamente considerata, è compatibile con il mercato interno ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE. L’approccio dalla disciplina suddetta consistente nel considerare ogni impresa nel suo insieme porterebbe al risultato che imprese come la ricorrente, che operano in più settori di attività colpiti in modo diverso dalla pandemia da Covid-19 e nel cui ambito le attività commerciali svolte attraverso punti vendita fisici hanno subito un crollo del fatturato di ben oltre il 30 % a causa della chiusura, non sarebbero legittimate a presentare una domanda di aiuto soltanto per il fatto che un altro settore di attività non subisce alcuna perdita di fatturato e tramite il calcolo di una media aritmetica delle vendite dei diversi settori di attività non viene raggiunta la soglia del 30 %. Così, a differenza di imprese che operano in un unico settore di attività, le suddette imprese non riceverebbero in ipotesi nessun aiuto o solo per una frazione del periodo di tempo in cui si applica il beneficio dell'aiuto e dovrebbero sovvenzionare in modo incrociato i costi fissi non coperti del loro settore di attività colpito dalla chiusura attingendo agli altri settori di attività in cui operano. Ciò determinerebbe una distorsione della concorrenza tanto con riferimento ai concorrenti operanti nel settore di attività colpito dalla pandemia quanto rispetto ai concorrenti operanti nel settore di attività non colpito dalla pandemia.
               
            
                  2.
               
               
                  La convenuta avrebbe violato i diritti procedurali della ricorrente di cui all’articolo 108, paragrafo 2, TFUE, in quanto non le avrebbe concesso alcuna possibilità di esprimere, durante il procedimento di esame preliminare, il suo punto di vista in merito alla compatibilità della disciplina per la concessione di aiuti con il mercato interno.