CELEX: C1999/020/41
Language: it
Date: 1999-01-23 00:00:00
Title: Ricorso del Consiglio dell'Unione europea avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione) 30 settembre 1998, causa T-154/96, Christiane Chvatal e altri contro Corte di giustizia delle Comunità europee, sostenuta dal Consiglio dell'Unione europea e dal Regno dei Paesi Bassi, proposto il 1o dicembre 1998 (Causa C-432/98 P)

C 20/24                IT                  Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                  23.1.1999
Motivi e principali argomenti                                                 applicando cumulativamente il tasso annuo del
                                                                              10 %; e
I mezzi e i principali argomenti sono analoghi a quelli
dedotti nella causa C-429/98 (2); il termine prescritto dalla            Ð la condanna della convenuta alle spese del presente
direttiva eÁ scaduto il 22 settembre 1996.                                    giudizio noncheÂ alle spese della causa T-237/97
                                                                              dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comu-
                                                                              nitaÁ europee.
(1) GU L 254 del 30.9.1994, pag. 64.
(2) Vedi pagina 23 della presente GU.
                                                                    Motivi e principali argomenti
                                                                    Ð Errore manifesto di diritto commesso dal Tribunale in
                                                                         quanto esso equipara la presente causa alla causa
Ricorso del signor Nicolaos Progoulis avverso l'ordinanza                T-16/97, Chauvin/Commissione: il ricorrente ha
emessa il 21 settembre 1998 dalla Prima Sezione del Tri-                 dedotto come fatto nuovo e sostanziale la divulgazione
bunale di primo grado delle ComunitaÁ europee, nella                     nella causa T-17/95, Alexopoulou/Commissione, del-
causa T-237/97, Nicolaos Progoulis contro Commissione                    l'informazione che la convenuta perseguiva una poli-
  delle ComunitaÁ europee, proposto il 30 novembre 1998                  tica restrittiva in materia di (re)inquadramenti dopo il
                      (Causa C-431/98 P)                                 1o settembre 1983, anche per i dipendenti assunti ante-
                                                                         riormente a tale data. Egli non ha mai sostenuto che la
                         (1999/C 20/40)                                  convenuta si eÁ rifiutata di applicargli la decisione
                                                                         1o settembre 1983, come modificata a seguito della
                                                                         sentenza Alexopoulou, al fine di esaminare in modo
                                                                         soggettivo le sue qualifiche «eccezionali», come eÁ avve-
Il 30 novembre 1998 il signor Nicolaos Progoulis, con gli                nuto nella causa Chauvin.
avv.ti Konstantinos Admantopoulos e Vassilios Akritidis,
del foro di Atene, con domicilio eletto in Lussemburgo
presso lo studio legale Arendt & Medernach, 8-10, rue
Mathias Hardt, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia          Ð Difetto di motivazione sufficiente.
delle ComunitaÁ europee un ricorso avverso l'ordinanza del
Tribunale di primo grado delle ComunitaÁ europee (Prima
Sezione) 21 settembre 1998 nella causa T-237/97, Nico-
laos Progoulis contro Commissione delle ComunitaÁ euro-
pee.
Il ricorrente conclude che la Corte voglia:                         Ricorso del Consiglio dell'Unione europea avverso la sen-
                                                                    tenza del Tribunale di primo grado delle ComunitaÁ euro-
                                                                    pee (Quinta Sezione) 30 settembre 1998, causa T-154/96,
                                                                    Christiane Chvatal e altri contro Corte di giustizia delle
1. annullare interamente l'ordinanza del Tribunale di               ComunitaÁ europee, sostenuta dal Consiglio dell'Unione
     primo grado delle ComunitaÁ europee 21 settembre               europea e dal Regno dei Paesi Bassi, proposto il
     1998 nella causa T-237/97, che dichiara il suo ricorso                                 1o dicembre 1998
     irricevibile;
                                                                                           (Causa C-432/98 P)
                                                                                             (1999/C 20/41)
2. statuire direttamente sulla controversia riguardante:
     Ð l'annullamento della decisione della convenuta
          13 maggio 1997 recante rigetto del suo reclamo            Il 1o dicembre 1998 il Consiglio dell'Unione europea, rap-
          diretto ad ottenere il reinquadramento nel grado          presentato dai signori Jean-Paul JacqueÂ, direttore del servi-
          B1, secondo scatto, con effetto retroattivo dal           zio giuridico, Diego Canga Fano e signora TheÂreÁse Blan-
          1o marzo 1983 comprese le conseguenze pecuniarie          chet, membri del medesimo servizio, con domicilio eletto
          relative al reinquadramento richiesto, calcolate          in Lussemburgo presso il signor Alessandro Morbilli, diret-
          retroattivamente dal 1o marzo 1983, pi gli inte-         tore generale della direzione giuridica della Banca europea
          ressi di legge, applicando cumulativamente un             per gli investimenti, boulevard Konrad Adenauer, 100, ha
          tasso annuo del 10 %;                                     proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle ComunitaÁ
                                                                    europee un ricorso avverso la sentenza del Tribunale di
                                                                    primo grado delle ComunitaÁ europee (Quinta Sezione)
     Ð la condanna della convenuta a versargli l'importo            30 settembre 1998, causa T-154/96, Christiane Chvatal e
          corrispondente alle conseguenze pecuniarie relative       altri contro Corte di giustizia delle ComunitaÁ europee,
          al reinquadramento richiesto, calcolate retroattiva-      sostenuta dal Consiglio dell'Unione europea e dal Regno
          mente dal 1o marzo 1983, pi gli interessi di legge,      dei Paesi Bassi.
 ---pagebreak--- 23.1.1999               IT                   Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                      C 20/25
Il ricorrente chiede che la Corte voglia:                             Ð Applicazione errata del principio della nuova consulta-
                                                                           zione del Parlamento europeo: dal momento che tutte
                                                                           le istituzioni coinvolte, Parlamento europeo, Consiglio
Ð annullare la sentenza del Tribunale di primo grado                       e Commissione, sapevano che i regolamenti sulla «ces-
     30 settembre 1998, causa T-154/96, Christiane Chva-                   sazione volontaria dal servizio», limitati al solo Parla-
     tal e altri contro Corte di giustizia, sostenuta dal Con-             mento europeo, miravano ad esaudire una richiesta
     siglio dell'Unione europea e dal Regno dei Paesi Bassi;               pressante di quest'ultimo, l'elasticitaÁ dell'iter legisla-
                                                                           tivo comunitario, necessaria per giungere a una con-
                                                                           vergenza di opinioni tra le istituzioni, avrebbe dovuto
Ð decidere sulle spese del procedimento dinanzi alla                       trovare applicazione in questa occasione, per quanto
     Corte secondo il suo libero apprezzamento.                            concerne la forma mediante la quale il Parlamento
                                                                           europeo può comunicare il suo parere al Consiglio o il
                                                                           suo assenso ad una modifica della proposta iniziale
Motivi e principali argomenti                                              della Commissione. Un formalismo eccessivo costitui-
                                                                           rebbe, nel caso di specie, un ostacolo allo svolgimento
                                                                           dell'iter legislativo, non giustificato da nessuna neces-
(Sulla ricevibilitaÁ del ricorso)                                          sitaÁ.
L'analisi del Tribunale sulla ricevibilitaÁ del ricorso sarebbe       Ð Errata imposizione di una nuova consultazione del
giuridicamente errata. Il Consiglio ritiene che le persone                 comitato dello Statuto (interpretazione errata della
soggette allo Statuto abbiano il diritto, senza restrizione                portata dell'art. 10 dello Statuto): il parallelismo, deli-
alcuna, di presentare domande che rientrino nell'ambito di                 neato dalla sentenza impugnata, tra un organo parita-
applicazione dello Statuto, ma che in nessun caso l'eserci-                rio interno alle istituzioni, il quale rappresenta legitti-
zio del diritto di proporre domande sia giuridicamente                     mamente gli interessi di una categoria specifica di per-
ammissibile in assenza di base giuridica. EÁ impossibile che,              sone, e il Parlamento europeo, che eÁ l'istituzione
nel caso di specie, sia esistito un atto arrecante pregiudizio             democraticamente eletta a suffragio universale diretto,
poicheÂ la risposta dell'APN si limita a constatare che, allo              costituirebbe una grave alterazione del sistema istitu-
stato attuale della legislazione, non esisteva una base giuri-             zionale dell'Unione europea, quale strutturato dal
dica che consentisse la cessazione volontaria dal servizio.                Trattato e interpretato dalla giurisprudenza della Corte
Solo l'adozione di una legislazione diversa avrebbe per-                   e, di conseguenza, una violazione del diritto comunita-
messo di modificare lo status giuridico dei ricorrenti. Il                 rio.
ragionamento del Tribunale, che mira alla conclusione che
la risposta dell'APN della Corte arreca pregiudizio, pogge-
rebbe su una qualificazione giuridica errata che si discoste-         (1) GU L 280 del 23.11.1995, pag. 1.
rebbe dalla giurisprudenza precedente e che usurperebbe
palesemente poteri riservati dal Trattato al solo legislatore.
Il Tribunale avrebbe avuto torto nel dichiarare ricevibile
l'eccezione d'illegittimitaÁ sollevata a carico del regola-
mento del Consiglio (CE) n. 2688/95 (1). AffincheÂ un'ecce-
zione d'illegittimitaÁ sia ricevibile, il ricorso di annulla-         Ricorso del Consiglio dell'Unione europea avverso la sen-
mento dovrebbe avere un contenuto proprio, mentre l'ec-               tenza del Tribunale di primo grado delle ComunitaÁ euro-
cezione d'illegittimitaÁ dovrebbe costituire solo un motivo a         pee (Quinta Sezione) 30 settembre 1998, causa T-13/97,
sostegno del detto ricorso. Nella presente causa l'oggetto            A. Losch contro Corte di giustizia delle ComunitaÁ europee,
reale ed unico del ricorso sarebbe in realtaÁ la contestazione        sostenuta dal Consiglio dell'Unione europea e dal Regno
del regolamento.                                                                dei Paesi Bassi, proposto il 1o dicembre 1998
                                                                                             (Causa C-433/98 P)
(Nel merito)                                                                                    (1999/C 20/42)
Ð Applicazione errata del divieto di discriminazione: la
     conclusione del Tribunale, secondo la quale il Consi-            Il 1o dicembre 1998 il Consiglio dell'Unione europea, rap-
     glio ha operato una differenziazione arbitraria o,               presentato dai signori Jean-Paul JacqueÂ, direttore del servi-
     quanto meno, manifestamente inadeguata in rapporto               zio giuridico, Diego Canga Fano e signora TheÂreÁse Blan-
     allo scopo perseguito, sarebbe giuridicamente errata. Il         chet, membri del medesimo servizio, con domicilio eletto
     Parlamento si sarebbe impegnato a non aumentare il               in Lussemburgo presso il signor Alessandro Morbilli, diret-
     suo organico per i prossimi cinque anni e avrebbe chie-          tore generale della direzione giuridica della Banca europea
     sto la presentazione urgente di una proposta di regola-          per gli investimenti, boulevard Konrad Adenauer, 100, ha
     mento per il suo personale, mentre la Corte avrebbe              proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle ComunitaÁ
     semplicemente comunicato di aver intenzione di appli-            europee, un ricorso avverso la sentenza del Tribunale di
     care a un certo numero di suoi dipendenti alcuni prov-           primo grado delle ComunitaÁ europee (Quinta Sezione)
     vedimenti di cessazione volontaria dal servizio.                 30 settembre 1998, causa T-13/97, A. Losch contro Corte