CELEX: C2006/310/17
Language: it
Date: 2006-12-16 00:00:00
Title: Causa C-441/06: Ricorso presentato il 25 ottobre 2006 — Commissione delle Comunità europee/Repubblica francese

16.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 310/9
            
         Ricorso presentato il 25 ottobre 2006 — Commissione delle Comunità europee/Repubblica francese
   (Causa C-441/06)
   (2006/C 310/17)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente: Commissione delle Comunità europee (rappresentante: C. Giolito, agente)
   
      Convenuta: Repubblica francese
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               constatare che, non avendo eseguito, entro il termine previsto, la decisione della Commissione 2 agosto 2004, relativa all'aiuto di Stato al quale la Francia ha dato esecuzione in favore di France Télécom (Aiuto di Stato C 13/b/2003) (1), la Repubblica francese è venuta meno gli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 2 e 3 della suddetta decisione, 249, quarto comma, CE nonché 10 CE;
            
         
               —
            
            
               condannare la Repubblica francese alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   La ricorrente, rammentando in via preliminare che l'abolizione di un aiuto illegittimo mediante il suo ricupero rappresenta la logica conseguenza dell'accertamento della sua illegittimità, fa valere la violazione di questa giurisprudenza da parte della convenuta in quanto, oltre due anni dopo l'adozione della decisione a qua, non sarebbe stato ancora effettuato alcun rimborso dell'aiuto concesso a France Télécom e non sarebbe stata nemmeno avviata a livello nazionale alcuna procedura di rimborso. Pertanto, sarebbero state violate varie disposizioni essenziali del diritto comunitario e, in particolare, gli artt. 10 CE e 249, quarto comma, CE.
   La ricorrente ricorda a questo proposito che, in forza della giurisprudenza della Corte, nessuna disposizione di diritto comunitario prescrive che la Commissione fissi l'importo preciso dell'aiuto illegittimo da recuperare. Sarebbe sufficiente che la decisione con cui si dispone la restituzione di un aiuto dichiarato incompatibile con il mercato comune preveda indicazioni che consentano al suo destinatario di determinare direttamente questo importo senza eccessive difficoltà. Qualora questa determinazione comportasse tuttavia problemi pratici, la Commissione e lo Stato membro interessato dovrebbero, comunque, lavorare congiuntamente, in applicazione dell'obbligo di leale cooperazione enunciato all'art. 10 CE, al fine di sormontare tali difficoltà.
   Ciò premesso, la ricorrente contesta l'affermazione della convenuta secondo la quale sarebbe impossibile procedere ad una stima sufficientemente attendibile dell'entità dell'aiuto da recuperare in quanto, in particolare, nella sua motivazione, la decisione 2 agosto 2004 farebbe espresso riferimento a due stime fornite dalle autorità francesi nel corso del procedimento amministrativo sulla base delle quali gli importi all'interno della forbice di riferimento da recuperare sarebbero stati fissati dalla Commissione nella sua decisione. Emergerebbe quindi chiaramente dalla decisione di cui trattasi che l'aiuto da recuperare equivarrebbe alla differenza tra l'entità della tassa professionale che France Télécom avrebbe dovuto pagare ai sensi del diritto comune e l'importo della tassa effettivamente versata da questa società.
   La ricorrente rileva d'altronde che, nel corso della procedura di ricupero, la Commissione avrebbe formulato varie concrete proposte in merito all'importo dell'aiuto da ricuperare laddove, in forza della giurisprudenza della Corte, spetta in linea di principio allo Stato membro interessato presentare in prima istanza le dette proposte qualora insorgano difficoltà. Inoltre, la convenuta non avrebbe mai presentato alcun suggerimento diretto a migliorare le proposte della Commissione.
   La ricorrente conclude affermando che dalla giurisprudenza discende anche che l'esistenza di ricorsi avverso una decisione della Commissione che dichiara un aiuto illegittimo non sospende l'obbligo di eseguire la detta decisione e pertanto, di ottenere il rimborso dell'aiuto illegittimo e incompatibile, salvo che nell'ipotesi di provvedimenti provvisori concessi dal Tribunale in applicazione dell'art. 242 CE.
   
      (1)  GU 2005, L 269, pag. 30.