CELEX: 32011D0398
Language: it
Date: 2011-05-13 00:00:00
Title: Decisione del Consiglio, del 13 maggio 2011, relativa alla conclusione dell’accordo in forma di protocollo tra l’Unione europea e il Regno hashemita di Giordania che istituisce un dispositivo di risoluzione delle controversie applicabile alle controversie nel quadro delle disposizioni commerciali dell’accordo euromediterraneo che istituisce un’associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno hashemita di Giordania, dall’altra

6.7.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 177/1
            
         DECISIONE DEL CONSIGLIO
   del 13 maggio 2011
   relativa alla conclusione dell’accordo in forma di protocollo tra l’Unione europea e il Regno hashemita di Giordania che istituisce un dispositivo di risoluzione delle controversie applicabile alle controversie nel quadro delle disposizioni commerciali dell’accordo euromediterraneo che istituisce un’associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno hashemita di Giordania, dall’altra
   (2011/398/UE)
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 207, paragrafo 4, primo comma, in combinato disposto con l’articolo 218, paragrafo 6, lettera a), punto v),
   vista la proposta della Commissione europea,
   visto il parere conforme del Parlamento europeo,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 24 febbraio 2006 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati con i partner della regione mediterranea al fine di istituire un dispositivo di risoluzione delle controversie relative a disposizioni commerciali.
            
         
               (2)
            
            
               I negoziati sono stati condotti dalla Commissione in consultazione con il comitato nominato a norma dell’articolo 207 del trattato e nell’ambito delle direttive di negoziato stabilite dal Consiglio.
            
         
               (3)
            
            
               Tali negoziati si sono conclusi e il 9 dicembre 2009 è stato siglato un accordo in forma di protocollo (in prosieguo «il protocollo») tra l’Unione europea e il Regno hashemita di Giordania che istituisce un dispositivo di risoluzione delle controversie applicabile alle controversie nel quadro delle disposizioni commerciali dell’accordo euromediterraneo che istituisce un’associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno hashemita di Giordania, dall’altra (1).
            
         
               (4)
            
            
               Il protocollo è stato firmato a nome dell’Unione l'11 febbraio 2011.
            
         
               (5)
            
            
               È opportuno concludere il protocollo,
            
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   È approvato, a nome dell’Unione, l’accordo in forma di protocollo tra l’Unione europea e il Regno hashemita di Giordania che istituisce un dispositivo di risoluzione delle controversie applicabile alle controversie nel quadro delle disposizioni commerciali dell’accordo euromediterraneo che istituisce un’associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno hashemita di Giordania, dall’altra (in prosieguo «il protocollo»).
   Il testo dell’accordo è accluso alla presente decisione.
   Articolo 2
   Il presidente del Consiglio procede, a nome dell’Unione, alla notifica di cui all’articolo 23 del protocollo (2).
   Articolo 3
   La presente decisione entra in vigore il giorno della sua adozione.
   
      Fatto a Bruxelles, addì 13 maggio 2011.
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         MARTONYI J.
      
   
   
      (1)  GU L 129 del 15.5.2002, pag. 3.
   
      (2)  La data di entrata in vigore del protocollo verrà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea a cura del segretariato generale del Consiglio.
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               6.7.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 177/3
            
         PROTOCOLLO
   tra l’Unione europea e il Regno hashemita di Giordania che istituisce un dispositivo di risoluzione delle controversie applicabile alle controversie nel quadro delle disposizioni commerciali dell’accordo euromediterraneo che istituisce un’associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno hashemita di Giordania, dall’altra
   L’UNIONE EUROPEA, in prosieguo «l’Unione»,
   da una parte,
   e
   IL REGNO HASHEMITA DI GIORDANIA, in prosieguo «la Giordania»
   dall’altra
   HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:
   CAPO I
   
      OBIETTIVO E CAMPO DI APPLICAZIONE
   
   Articolo 1
   Obiettivo
   L’obiettivo del presente protocollo è prevenire e risolvere le controversie commerciali tra le parti onde pervenire, ove possibile, a soluzioni concordate.
   Articolo 2
   Attuazione del protocollo
   1.   Le disposizioni del presente protocollo si applicano ad ogni divergenza di interpretazione e di applicazione delle disposizioni del titolo II (ad eccezione dell’articolo 23) dell’accordo euromediterraneo che istituisce un’associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Regno hashemita di Giordania, dall’altra (in prosieguo «l’accordo di associazione»), salvo espressa indicazione contraria (1). L’articolo 97 dell’accordo di associazione si applica a controversie riguardanti l’applicazione e l’interpretazione di altre disposizioni di detto accordo.
   2.   Le procedure del presente protocollo si applicano se, 60 giorni dopo che una controversia è stata sottoposta al Consiglio di associazione a norma dell’articolo 97 dell’accordo di associazione, detto Consiglio non è riuscito a risolvere la controversia.
   3.   Ai fini del paragrafo 2 una controversia è considerata risolta quando il Consiglio di associazione prende una decisione a norma dell’articolo 97, paragrafo 2, dell’accordo di associazione oppure dichiara che la controversia non sussiste più.
   CAPO II
   
      CONSULTAZIONI E MEDIAZIONE
   
   Articolo 3
   Consultazioni
   1.   Le parti si adoperano per risolvere ogni divergenza di interpretazione e di applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 2 avviando consultazioni in buona fede onde pervenire a una soluzione tempestiva, equa e concordata.
   2.   Una parte chiede per iscritto all’altra parte, con copia al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti», l’avvio di consultazioni indicando la misura contestata e le disposizioni dell’accordo di associazione che ritiene applicabili.
   3.   Le consultazioni si svolgono entro 40 giorni dalla data di ricevimento della richiesta e hanno luogo nel territorio della parte convenuta, a meno che le parti non decidano diversamente. Le consultazioni si ritengono concluse entro 60 giorni dalla data di ricevimento della richiesta a meno che le due parti non decidano di proseguirle. Le consultazioni, in particolare tutte le informazioni comunicate e le posizioni assunte dalle parti nel corso del procedimento, rimangono riservate e non pregiudicano i diritti di nessuna delle due parti in eventuali procedimenti successivi.
   4.   Le consultazioni su questioni urgenti, comprese quelle riguardanti merci deperibili o di carattere stagionale, si tengono entro 15 giorni dalla data di ricevimento della richiesta e si considerano concluse entro 30 giorni dalla medesima data.
   5.   Se la parte cui viene presentata la richiesta di consultazione non risponde a tale richiesta entro 10 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della medesima, o se le consultazioni non si svolgono entro i termini prescritti rispettivamente al paragrafo 3 o al paragrafo 4, oppure se le consultazioni si sono concluse senza che sia stato raggiunto un consenso su una soluzione concordata, la parte attrice può richiedere la costituzione di un collegio arbitrale a norma dell’articolo 5.
   Articolo 4
   Mediazione
   1.   Se le consultazioni non consentono di pervenire a una soluzione concordata, le parti possono chiedere, di comune accordo, l’intervento di un Mediatore. Le richieste di mediazione devono essere presentate per iscritto al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti», indicando la misura oggetto delle consultazioni e il mandato concordato per la mediazione. Ciascuna parte si impegna a considerare con la debita attenzione le richieste di mediazione.
   2.   A meno che le parti non trovino l’accordo sulla scelta di un Mediatore entro cinque giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta di mediazione, il presidente del sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» o un suo delegato designa un Mediatore, estratto a sorte tra le persone figuranti nell’elenco di cui all’articolo 19, che non sia cittadino né dell’una né dell’altra parte. La designazione è effettuata entro 10 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta di mediazione. Il Mediatore convoca una riunione delle parti entro 30 giorni dalla sua designazione. Il Mediatore riceve le comunicazioni delle parti nei 15 giorni precedenti la riunione e può richiedere informazioni supplementari alle parti oppure a esperti o consulenti tecnici, se lo ritiene necessario. Le informazioni così ottenute devono essere comunicate a entrambe le parti affinché possano formulare osservazioni. Il Mediatore notifica un parere entro 45 giorni dalla sua designazione.
   3.   Il parere del Mediatore può comprendere una raccomandazione su come risolvere la controversia conformemente a quanto disposto dall’articolo 2. Il parere del Mediatore non è vincolante.
   4.   Le parti possono decidere di modificare i termini di cui al paragrafo 2. Anche il Mediatore può decidere di modificare i termini su istanza di una delle parti, tenuto conto di particolari difficoltà incontrate dalla parte interessata o della complessità del caso.
   5.   I procedimenti relativi alla mediazione, in particolare il parere del Mediatore e tutte le informazioni comunicate e le posizioni assunte dalle parti nel corso di tali procedimenti, rimangono riservate e non pregiudicano i diritti di nessuna delle due parti in eventuali procedimenti successivi.
   6.   Previo accordo delle parti, le procedure di mediazione possono proseguire parallelamente alla procedura di arbitrato.
   7.   La sostituzione di un Mediatore può avvenire solo per le ragioni e secondo le procedure di cui alle disposizioni da 18 a 21 del regolamento interno.
   CAPO III
   
      PROCEDURE DI RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE
   
   
      SEZIONE I
   
   
      
         Procedura di arbitrato
      
   
   Articolo 5
   Avvio della procedura di arbitrato
   1.   Qualora le parti non siano riuscite a risolvere la controversia ricorrendo alle consultazioni di cui all’articolo 3 oppure alla mediazione di cui all’articolo 4, la parte attrice può chiedere la costituzione di un collegio arbitrale.
   2.   La richiesta di costituzione del collegio arbitrale è comunicata per iscritto alla parte convenuta e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti». La parte attrice precisa nella sua richiesta quali siano le specifiche misure contestate e spiega come tali misure costituiscano una violazione delle disposizioni di cui all’articolo 2. La richiesta di costituzione di un collegio arbitrale è presentata entro i 18 mesi successivi alla data di ricevimento della richiesta di consultazioni, fatto salvo il diritto della parte attrice di richiedere successivamente nuove consultazioni relative allo stesso problema.
   Articolo 6
   Costituzione del collegio arbitrale
   1.   Il collegio arbitrale è composto di tre arbitri.
   2.   Entro 10 giorni lavorativi dalla data in cui la parte convenuta riceve la richiesta di costituzione del collegio arbitrale, le parti si consultano per concordare la composizione del collegio.
   3.   Qualora le parti non raggiungano un accordo sulla composizione del collegio entro il termine fissato al paragrafo 2, ciascuna di esse può chiedere al presidente del sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti», o a un suo delegato, di sorteggiare i tre membri tra i nominativi inseriti nell’elenco compilato a norma dell’articolo 19 scegliendone uno tra i nominativi proposti dalla parte attrice, uno tra i nominativi proposti dalla parte convenuta e uno fra i nominativi selezionati dalle parti per fungere da presidente. Qualora le parti concordino sulla designazione di uno o più membri del collegio arbitrale, i restanti membri vengono scelti secondo la medesima procedura.
   4.   Il presidente del sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» o il delegato del presidente seleziona gli arbitri entro cinque giorni lavorativi dalla richiesta di cui al paragrafo 3 presentata da una delle parti.
   5.   La data di costituzione del collegio arbitrale è quella in cui vengono scelti i tre arbitri.
   6.   La sostituzione degli arbitri può avvenire solo per le ragioni e secondo le procedure di cui alle disposizioni da 18 a 21 del regolamento interno.
   Articolo 7
   Relazione interinale del collegio arbitrale
   Il collegio arbitrale presenta alle parti una relazione interinale che espone le conclusioni di fatto, l’applicabilità delle pertinenti disposizioni e le motivazioni alla base delle conclusioni e delle raccomandazioni in essa contenute entro 120 giorni dalla data di costituzione del collegio arbitrale. Ciascuna parte può presentare al collegio arbitrale una richiesta scritta di riesame relativa ad aspetti precisi della relazione interinale entro 15 giorni dalla data della sua notifica. Le conclusioni del lodo definitivo del collegio arbitrale comprendono un esame delle argomentazioni presentate nel riesame interinale.
   Articolo 8
   Lodo del collegio arbitrale
   1.   Il collegio arbitrale notifica il proprio lodo alle parti e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» entro 150 giorni dalla sua costituzione. Il presidente del collegio arbitrale, qualora non ritenga possibile il rispetto di questa scadenza, ne dà notifica per iscritto alle parti e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti», indicando i motivi del ritardo e la data entro la quale il collegio prevede di concludere i lavori. Il lodo deve comunque essere notificato entro 180 giorni dalla data di costituzione del collegio arbitrale.
   2.   Nei casi urgenti, compresi quelli relativi a merci deperibili o di carattere stagionale, il collegio arbitrale fa il possibile per notificare il proprio lodo entro 75 giorni dalla sua costituzione. Il lodo deve comunque essere pronunciato entro 90 giorni dalla costituzione del collegio. Entro 10 giorni dalla sua costituzione, il collegio arbitrale può pronunciarsi in via preliminare circa l’effettiva urgenza del caso.
   3.   Su richiesta di entrambe le parti, il collegio arbitrale sospende i lavori in qualsiasi momento per un periodo concordato tra le parti non superiore a 12 mesi e li riprende alla fine di tale periodo concordato su richiesta della parte attrice. Se la parte attrice non richiede la ripresa dei lavori del collegio arbitrale prima della scadenza del periodo di sospensione concordato, la procedura è conclusa. La sospensione e la conclusione dei lavori del collegio arbitrale non pregiudicano i diritti delle parti in un altro procedimento sullo stesso problema.
   
      SEZIONE II
   
   
      
         Esecuzione
      
   
   Articolo 9
   Esecuzione del lodo del collegio arbitrale
   Le parti prendono le misure necessarie per conformarsi al lodo del collegio arbitrale e si adoperano per concordare il periodo di tempo per dare esecuzione al lodo.
   Articolo 10
   Periodo di tempo ragionevole per l’esecuzione
   1.   Entro 30 giorni dal ricevimento della notifica del lodo del collegio arbitrale alle parti, la parte convenuta notifica alla parte attrice e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» il periodo di tempo necessario («periodo di tempo ragionevole») per l’esecuzione, qualora risulti impossibile un’esecuzione immediata.
   2.   In caso di disaccordo tra le parti sul periodo di tempo ragionevole necessario per l’esecuzione del lodo del collegio arbitrale, la parte attrice può chiedere per iscritto al collegio arbitrale, entro 20 giorni dalla data in cui la parte convenuta ha ricevuto la notifica di cui al paragrafo 1, di stabilire la durata del periodo di tempo ragionevole. La richiesta viene notificata contemporaneamente all’altra parte e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti». Il collegio arbitrale notifica il proprio lodo alle parti e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» entro 30 giorni dalla data di presentazione della richiesta.
   3.   Il periodo di tempo ragionevole può essere prorogato previo accordo delle parti.
   Articolo 11
   Riesame delle misure prese per dare esecuzione al lodo del collegio arbitrale
   1.   Prima che scada il periodo di tempo ragionevole, la parte convenuta notifica all’altra parte e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» le misure prese per dare esecuzione al lodo del collegio arbitrale.
   2.   Qualora le parti non concordino sull’esistenza delle misure notificate a norma del paragrafo 1 o sulla loro compatibilità con le disposizioni di cui all’articolo 2, la parte attrice può chiedere per iscritto al collegio arbitrale di pronunciarsi in merito. La richiesta indica la specifica misura contestata e spiega le ragioni della sua incompatibilità con le disposizioni di cui all’articolo 2. Il collegio arbitrale notifica la propria decisione entro 90 giorni dalla data di presentazione della richiesta. Nei casi urgenti, compresi quelli relativi a merci deperibili o di carattere stagionale, il collegio arbitrale notifica il proprio lodo entro 45 giorni dalla data di presentazione della richiesta.
   Articolo 12
   Misure correttive temporanee in caso di mancata esecuzione
   1.   Se prima della scadenza del periodo di tempo ragionevole la parte convenuta non notifica alcuna misura presa per eseguire il lodo del collegio arbitrale oppure se il collegio arbitrale decide che la misura notificata a norma dell’articolo 11, paragrafo 1, non è compatibile con gli obblighi della parte a norma delle disposizioni di cui all’articolo 2, la parte convenuta presenta, previa richiesta della parte attrice, un’offerta di indennizzo temporaneo. La parte attrice può richiedere una tale offerta anche prima della scadenza del periodo di tempo ragionevole.
   2.   Se non si perviene a un accordo sull’indennizzo entro 30 giorni dalla fine del periodo di tempo ragionevole o dalla decisione a norma dell’articolo 11, in cui il collegio arbitrale ha stabilito la non compatibilità con le disposizioni di cui all’articolo 2 di una misura presa per dare esecuzione al lodo, la parte attrice è autorizzata a sospendere, previa notifica all’altra parte e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti», gli obblighi derivanti da una delle disposizioni di cui all’articolo 2 in misura equivalente all’annullamento o al pregiudizio dei benefici causati dalla violazione. Nel prendere tali misure la parte attrice tiene conto del loro impatto sull’economia della parte convenuta. La parte attrice può applicare la sospensione dopo 10 giorni lavorativi dalla data in cui la parte convenuta ha ricevuto la notifica, a meno che la parte convenuta non abbia chiesto l’arbitrato a norma del paragrafo 3.
   3.   Se la parte convenuta ritiene che la sospensione non sia equivalente all’annullamento o al pregiudizio dei benefici causati dalla violazione può chiedere per iscritto al collegio arbitrale di pronunciarsi in merito. Tale richiesta viene notificata all’altra parte e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» prima della scadenza del periodo di 10 giorni di cui al paragrafo 2. Il collegio arbitrale, dopo aver eventualmente acquisito il parere di esperti, notifica il proprio lodo sul livello di sospensione degli obblighi alle parti e all’organismo istituzionale responsabile delle questioni commerciali entro 30 giorni dalla data di presentazione della richiesta. Gli obblighi non possono essere sospesi finché il collegio arbitrale non si sia pronunciato; le sospensioni devono inoltre essere coerenti con il lodo del collegio arbitrale.
   4.   La sospensione degli obblighi è temporanea e si applica solo fino a quando la misura giudicata incompatibile con le disposizioni di cui all’articolo 2 non sia stata revocata o modificata per renderla conforme a tali disposizioni secondo quanto previsto all’articolo 13, o fino a quando le parti non abbiano trovato un accordo per la risoluzione della controversia.
   Articolo 13
   Esame delle misure prese per dare esecuzione al lodo dopo la sospensione degli obblighi
   1.   La parte convenuta notifica all’altra parte e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» tutte le misure prese per dare esecuzione al lodo del collegio arbitrale così come la sua richiesta affinché la parte attrice ponga fine alla sospensione degli obblighi.
   2.   Se entro 30 giorni dalla data di ricevimento della notifica le parti non giungono a un accordo sulla compatibilità della misura notificata con le disposizioni di cui all’articolo 2, la parte attrice chiede per iscritto al collegio arbitrale di pronunciarsi in merito. La richiesta viene notificata contemporaneamente all’altra parte e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti». Il collegio arbitrale notifica il proprio lodo alle parti e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» entro 45 giorni dalla data di presentazione della richiesta. Se il collegio arbitrale stabilisce che una misura di esecuzione è conforme alle disposizioni di cui all’articolo 2, la sospensione degli obblighi è revocata.
   
      SEZIONE III
   
   
      
         Disposizioni comuni
      
   
   Articolo 14
   Soluzione concordata
   Le parti possono in qualsiasi momento pervenire alla soluzione concordata di una controversia cui si applicano le disposizioni del presente protocollo. Esse notificano tale soluzione al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» e al collegio arbitrale. In seguito alla notifica della soluzione concordata il collegio arbitrale interrompe i propri lavori e la procedura è conclusa.
   Articolo 15
   Regolamento interno
   1.   Le procedure di risoluzione delle controversie cui si applica il capo III del presente protocollo sono disciplinate dal regolamento interno allegato al presente protocollo.
   2.   In conformità col regolamento interno le riunioni del collegio arbitrale sono aperte al pubblico, salvo diverso accordo tra le parti.
   Articolo 16
   Informazioni e consulenza tecnica
   1.   Su richiesta di una parte o d’ufficio, il collegio arbitrale può acquisire le informazioni che giudica utili per il procedimento. In particolare, il collegio arbitrale ha il diritto di acquisire il parere di esperti. Prima di scegliere detti esperti il collegio arbitrale consulta le parti. Le informazioni così ottenute devono essere comunicate a entrambe le parti affinché possano formulare osservazioni.
   2.   Le persone interessate con sede nelle parti sono autorizzate a presentare memorie a titolo di amicus curiae al collegio arbitrale conformemente al regolamento interno.
   Articolo 17
   Norme di interpretazione
   I collegi arbitrali interpretano le disposizioni di cui all’articolo 2 secondo le norme di interpretazione consuetudinarie del diritto internazionale pubblico, comprese quelle codificate dalla convenzione di Vienna sul diritto dei trattati. I lodi del collegio arbitrale non possono ampliare né ridurre i diritti e gli obblighi che discendono dalle disposizioni di cui all’articolo 2.
   Articolo 18
   Lodi e decisioni del collegio arbitrale
   1.   Il collegio arbitrale fa il possibile per adottare decisioni consensuali. Qualora risulti però impossibile adottare una decisione consensuale, si procede a maggioranza. Il parere degli arbitri dissenzienti non è tuttavia pubblicato in alcun caso.
   2.   I lodi del collegio arbitrale sono vincolanti per le parti e non creano alcun diritto né alcun obbligo per le persone fisiche o giuridiche. Il lodo indica le conclusioni di fatto, l’applicabilità delle disposizioni pertinenti dell’accordo di associazione e le motivazioni alla base di tutte le risultanze e conclusioni in esso contenute. Il sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» rende pubblico il lodo del collegio arbitrale in ogni sua parte, a meno che non decida altrimenti per salvaguardare la riservatezza delle informazioni commerciali.
   CAPO IV
   
      DISPOSIZIONI GENERALI
   
   Articolo 19
   Elenchi degli arbitri
   1.   Il sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» compila, entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente protocollo, un elenco di almeno quindici persone disposte a esercitare la funzione di arbitro e in possesso dei requisiti per farlo. Ciascuna delle parti propone almeno cinque arbitri. Le due parti scelgono anche almeno cinque persone che non siano cittadini né dell’una né dell’altra parte cui affidare l’incarico di presidente del collegio arbitrale. Il sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» assicura che l’elenco contenga sempre quindici nominativi.
   2.   Gli arbitri devono possedere conoscenze o esperienze specifiche in materia di diritto e commercio internazionale. Essi devono essere indipendenti, esercitare le funzioni a titolo personale, non accettare istruzioni da alcuna organizzazione o governo né essere collegati al governo di nessuna delle parti e devono rispettare il codice di condotta allegato al presente protocollo.
   3.   Il sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» può compilare un ulteriore elenco di almeno 15 persone in possesso di competenze settoriali in materie specifiche disciplinate dall’accordo di associazione. Ai fini della procedura di selezione di cui all’articolo 6, paragrafo 2, i presidenti del sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» possono avvalersi di questo elenco settoriale previo accordo di entrambe le parti.
   Articolo 20
   Rapporto con gli obblighi derivanti dall’OMC
   1.   Il ricorso alle disposizioni sulla risoluzione delle controversie contenute nel presente protocollo non pregiudica eventuali azioni in sede di OMC, comprese quelle per la risoluzione delle controversie.
   2.   La parte che per una misura specifica abbia avviato una procedura di risoluzione delle controversie a norma del presente protocollo o dell’accordo OMC non può tuttavia avviare un procedimento relativo alla stessa misura nell’altra sede finché il primo procedimento non sia concluso. Una parte inoltre non denuncia in entrambe le sedi la violazione di un obbligo previsto negli stessi termini dall’accordo di associazione e dall’accordo OMC. In un simile caso, dopo l’avvio di un procedimento di risoluzione delle controversie la parte non presenta una denuncia di violazione dello stesso obbligo a norma dell’altro accordo presso l’altra sede, a meno che la sede scelta non riesca, per motivi procedurali o giurisdizionali, a formulare conclusioni sulla denuncia relativa alla violazione di tale obbligo.
   3.   Ai fini del paragrafo 2:
   
               —
            
            
               i procedimenti di risoluzione delle controversie a norma dell’accordo OMC si considerano avviati quando una parte abbia chiesto la costituzione di un collegio (panel) ai sensi dell’articolo 6 dell’intesa dell’OMC sulle norme e sulle procedure che disciplinano la risoluzione delle controversie; si considerano conclusi quando l’organo di conciliazione adotta la relazione del panel e quella dell’organo di appello, a seconda dei casi, in conformità dell’articolo 16 e dell’articolo 17, paragrafo 14, dell’intesa dell’OMC,
            
         
               —
            
            
               i procedimenti di risoluzione delle controversie a norma del presente protocollo si considerano avviati quando una parte abbia chiesto la costituzione di un collegio arbitrale ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 1, e si considerano conclusi quando il collegio arbitrale notifica il proprio lodo alle parti e al sottocomitato «industria, commercio, servizi e promozione degli investimenti» in conformità dell’articolo 8.
            
         4.   Nessuna disposizione del presente protocollo osta a che una parte proceda alla sospensione degli obblighi autorizzata dall’organo di conciliazione dell’OMC. L’accordo OMC non può essere invocato per impedire a una parte la sospensione di obblighi a norma del presente protocollo.
   Articolo 21
   Termini
   1.   Tutti i termini fissati nel presente protocollo, compresi quelli per la notifica dei lodi da parte dei collegi arbitrali, sono calcolati in giorni di calendario a decorrere dal giorno successivo all’atto o al fatto cui si riferiscono, salvo altrimenti disposto.
   2.   I termini menzionati nel presente protocollo possono essere modificati previo accordo fra le parti. Ciascuna parte si impegna a considerare con la debita attenzione le richieste di proroga di un termine dovute a difficoltà incontrate da una parte nel conformarsi alle procedure del presente protocollo. Su richiesta di una parte, il collegio arbitrale può modificare i termini applicabili ai procedimenti, tenendo conto del diverso livello di sviluppo delle parti.
   Articolo 22
   Riesame e modifica del protocollo
   1.   Dopo l’entrata in vigore del presente protocollo e dei suoi allegati il Consiglio di associazione può in ogni momento esaminarne l’applicazione per decidere in merito alla loro conferma, modifica o revoca.
   2.   A tal fine il Consiglio di associazione può considerare la possibilità di istituire un organo d’appello comune per più accordi euromediterranei.
   3.   Il Consiglio di associazione può modificare il presente protocollo e i suoi allegati.
   Articolo 23
   Entrata in vigore
   Il presente protocollo è approvato dalle parti secondo le rispettive procedure interne. Il presente protocollo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data in cui le parti si notificano che le procedure di cui al presente articolo sono state espletate.
   
      Fatto a Bruxelles in duplice copia addì undici febbraio duemilaundici in bulgaro, ceco, danese, estone, finlandese, francese, greco, inglese, italiano, lettone, lituano, maltese, olandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo, svedese, tedesco, ungherese e arabo, ciascun testo facente ugualmente fede.
      
         За Европейския съюз
         Por la Unión Europea
         Za Evropskou unii
         For Den Europæiske Union
         Für die Europäische Union
         Euroopa Liidu nimel
         Για την Ευρωπαϊκή Ένωση
         For the European Union
         Pour l'Union européenne
         Per l'Unione europea
         Eiropas Savienības vārdā –
         Europos Sąjungos vardu
         Az Európai Unió részéről
         Għall-Unjoni Ewropea
         Voor de Europese Unie
         W imieniu Unii Europejskiej
         Pela União Europeia
         Pentru Uniunea Europeană
         Za Európsku úniu
         Za Evropsko unijo
         Euroopan unionin puolesta
         För Europeiska unionen
         
            
         
            
      
      
         За Хашемитско кралство Йордания
         Por el Reino Hachemí de Jordania
         Za Jordánské hášimovské království
         For Det Hashemitiske Kongerige Jordan
         Für das Haschemitische Königreich Jordanien
         Jordaania Hašimiidi Kuningriigi nimel
         Για το Χασεμιτικό Βασίλειο της Ιορδανίας
         For the Hashemite Kingdom of Jordan
         Pour le Royaume hachémite de Jordanie
         Per il Regno hashemita di Giordania
         Jordānijas Hāšimītu Karalistes vārdā –
         Jordanijos Hašimitų Karalystės vardu
         A Jordán Hásimita Királyság részéről
         Għar-Renju Ħaxemita tal-Ġordan
         Voor het Hasjemitisch Koninkrijk Jordanië
         W imieniu Jordańskiego Królestwa Haszymidzkiego
         Pelo Reino Hachemita da Jordânia
         Pentru Regatul Hașemit al Iordaniei
         Za Jordánske hášimovské kráľovstvo
         Za Hašemitsko kraljevino Jordanijo
         Jordanian hašemiittisen kuningaskunnan puolesta
         För Hashemitiska konungariket Jordanien
         
            
         
            
      
   
   
      (1)  Le disposizioni del presente protocollo non pregiudicano l’applicazione dell’articolo 34 del protocollo relativo alla definizione del concetto di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa.
   ALLEGATI
   
               
                  ALLEGATO I:
               
            
            
               REGOLAMENTO INTERNO PER L’ARBITRATO
            
         
               
                  ALLEGATO II:
               
            
            
               CODICE DI CONDOTTA PER I MEMBRI DEI COLLEGI ARBITRALI E I MEDIATORI