CELEX: 51987PC0641
Language: it
Date: 1987-12-10
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da una esposizione ad agenti cancerogeni durante il lavoro (sesta direttiva particolare ai sensi dell'articolo 8 della direttiva 80/1107/CEE) (presentata dalla Commissione)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (87) 641
Vol. 1987/0304
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
lieu par le règlement (UE) 2015/496 du Conseil du 17 mars 2015 (JO L79 du 25. 3.2015, p. 1), ce
dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents classifiés présents dans ce dossier
ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit règlement ou sont considérés déclassifiés
conformément aux articles 26(3) et 59(2) de la décision (UE, Euratom) 2015/444 de la
Commission du 13 mars 2015 concernant les règles de sécurité aux fins de la protection des
informations classifiées de l'Union européenne.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983 concerning
the opening to the public of the historical archives of the European Economic Community and the
European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as last amended by Council
Regulation (EU) 2015/496 of 17 March 2015 (OJ L 79, 27.3.2015, p. 1), this file is open to the
public. Where necessary, classified documents in this file have been declassified in conformity
with Article 5 of the aforementioned regulation or are considered declassified in conformity with
Articles (26.3) and 59(2) of the Commission Decision (EU, Euratom) 2015/444 of 13 March 2015
on the security rules for protecting EU classified information.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
Verordnung (EU) Nr. 2015/496 vom 17. März 2015 (ABI. L 79 vom 25.3.2015, S. 1), ist dieser Akt
der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit erforderlich, wurden die Verschlusssachen in diesem Akt in
Übereinstimmung mit Artikel 5 der genannten Verordnung freigegeben; beziehungsweise werden
sie auf Grundlage von Artikel 26(3) und 59(2) der Entscheidung der Kommission (EU, Euratom)
2015/444 vom      13.   März 2015     über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak---           COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                                             COM(87 ) 641 def .
                                           OC  C?                            Bruxelles , 10 dicembre 1987
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                                                      DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                   sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti
                 da una esposizione ad agenti cancerogeni durante il lavoro
                  ( sesta direttiva particolare ai sensi dell' articolo 8 della
                                                       direttiva 80 / 1107 / CEE )
                                                 ( presentata dalla         Commissione )
C0M(87 ) 641 def .
 ---pagebreak---                                     /I
                   PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
       SULLA PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DERIVANTI
       DA UNA ESPOSIZIONE AD AGENTI CANCEROGENI DURANTE IL LAVORO
MEMORANDUM ESPLICATIVO
1.   Introduzione
     La Comunicazione della Commissione delle Comunità europee circa
     il suo programma nel campo della sicurezza , dell' igiene e della
     salute sul luogo di lavoro ( 1 ) comporta la proposta di " sottopor ¬
     re al Consiglio , alla fine del 1987 , una direttiva che istituisce
     misure generali e specifiche riguardanti l' elaborazione di un
     elenco di sostanze cancerogene professionali ".
     In precedenza ,    nel quadro della risoluzione del Consiglio del 27
     febbraio 1984      relativa ad un secondo programma d' azione delle
     Comunità in materia di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro
     ( 2 ) erano state presentate dalla Commissione al Consiglio due
     proposte riguardanti gli agenti cancerogeni ; si trattava segnata -
     mente di una proposta intesa a interdire taluni agenti specifici
     e/o talune attività responsabili dell' insorgenza del cancro alla
     vescica ( 3 ) e di un altra proposta riguardante il benzene ( 4 ); si
     proseguiva cosi ' la strategia attuata nel passato in occasione
     dell' adozione da parte del Consiglio delle due direttive relative
     alla protezione dei lavoratori contro il cloruro di vinile mono¬
     mero ( 5 ) e contro l' amianto ( 6 ).
(1)
(2)  G.U.  n°  C 67 , 8.3.1984 , pag . 2
(3)  G.U.  n°  C 270 , 10.10.1984 , pag . 3
(4)  G.U.  n°  C 349 , 31.12.1985 , pag . 32
(5)  G.U.  n° L  197 , 22.7.1978 , pag . 12
(6)  G.U.  n°  L 263 , 24.9.1983 , pag . 25
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    Nuovi impulsi hanno dato la risoluzione del Consiglio e dei
    rappresentanti dei governi degli Stati membri , riuniti in seno al
    Consiglio ,   relativa a un programma d' azione delle Comunità euro¬
    pee contro il cancro ( 7 ) e la proposta del programma d' azione
    1987-89 del programma " L' Europa contro il cancro ", presentata
    dalla Commissione al Consiglio ( 8 ).
    Per    compiere  rapidi  progressi in materia   di  prevenzione   del
    cancro professionale ,    è risultato opportuno abbandonare la via
    sugli agenti individuali , utilizzando il loro contenuto per ela¬
    borare una nuova impostazione diretta verso una direttiva a
    carattere generale ; ciò' allo scopo di armonizzare , in una pro ¬
    spettiva di progresso , le condizioni esistenti nel settore a
    livello degli Stati membri .
2.  Aspetti normativi dell' esposizione professionale agli agenti
    cancerogeni negli Stati membri
    Da molto tempo i paesi industrializzati hanno ammesso che il
    cancro professionale rappresenta un problema grave per la prote ¬
    zione dei lavoratori .   Di conseguenza , la necessità della preven -
    zione    e  del  controllo del rischio ha spinto   tutti  gli   Stati
    membri della Comunità europea a includere nella loro legislazione
    disposizioni regolamentari riguardanti sia l' insieme degli agenti
    sia alcuni agenti specifici .
    Tuttavia , anche quando trattano lo stesso oggetto , le legislazio¬
    ni nazionali presentano differenze notevoli sia per quanto ri ¬
    guarda il campo d' applicazione sia per quanto concerne il signi ¬
    ficato attribuito ai diversi aspetti .
    La maggior parte delle regolamentazioni prende in considerazione
    i dati dei registri del cancro , tenuti in alcuni paesi , e degli
    studi epidemiologici effettuati in tutto il mondo ; altre font.:
    basilari in questo settore sono rappresentate dalle organizzazio ¬
    ni internazionali , come il BIT , l' Organizzazione Mondiale della
    Sanità , l' Organizzazione Internazionale del lavoro e , in partico¬
    lare ,   il Centro Internazionale per la Ricerca sul cancro   ( CIRC )
    con sede a Lione .
(7) G.U. n° 184 , 23.7.1986 , pag . 19
(8) G.U. n° C 50 , 26.2.1987 , pag . 1
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     Quest' ultimo  organismo   valuta dal 1971 i rischi di   cancro  per
     l' uomo delle sostanze chimiche e di alcune loro miscele ;   attual ¬
     mente , su 107 sostanze , gruppi di prodotti o processi industriali
     per i quali si disponeva di studi epidemiologici , 39 si sono
     dimostrati cancerogeni per l' uomo e 68 lo sono probabilmente .
     Scopo della presente proposta di direttiva è quello di eliminare
     le differenze legislative esistenti tra gli Stati membri e        di
     rafforzare la protezione dei lavoratori migliorando i mezzi e     le
     condizioni di lavoro , le conoscenze e il comportamento umano .
     Qui di seguito si riportano le principali normative attualmente
     in vigore negli Stati membri per quanto riguarda l' esposizione
     professionale agli agenti cancerogeni .
Belgio
     Per un certo numero di sostanze e fatto divieto d' esporre i
     lavoratori al contatto , sia per via respiratoria , orale o per-
     cutanea , dei prodotti contenenti tale sostanze .
     Per queste stesse sostanze e per un certo numero di altre sostan¬
     ze esiste un sistema di autorizzazione di impiego subordinata
     alla giustificazione e ad alcune condizioni di lavoro appro¬
     priate .
     Per l' amianto e il cloruro di vinile , le direttive CEE sono state
     inserite nel regolamento .
     L' impiego del benzene è limitato a talune utilizzazioni .
     Sono anche previste la sorveglianza sanitaria ,   l' etichettatura e
     l' informazione dei lavoratori .
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Repubblica Federale di Germania
     La produzione e l' utilizzazione di sostanze e di preparati cance ¬
     rogeni sono in gran parte disciplinate dal decreto sulle sostanze
     pericolose . Il decreto riporta gli elenchi delle sostanze cance ¬
     rogene suddivise in tre classi di rischio . Le misure previste
     variano in funzione delle classi di rischio . La normativa riguar¬
     da :   l' obbligo di       dichiarazione alle autorità ;    le sostanze di
     sostituzione ; le restrizioni all' utilizzazione ; la determinazione
     e la valutazione dei rischi , in particolare con l' ausilio di
     valori di riferimento previsti tramite misure tecniche ; il divie ¬
     to d' esposizione a determinati agenti cancerogeni ; un adeguamento
     dei processi lavorativi all' evoluzione delle tecniche ; l' informa¬
     zione      dei lavoratori ,    la scelta della destinazione in      funzione
     della sorveglianza sanitaria . Attualmente , l' elenco comprende
     circa 60 sostanze . Per le sostanze particolarmente importanti dal
     punto di vista industriale , sono stati fissati valori di riferi ¬
     mento obbligatori , che tengono conto dell' evoluzione della tecni ¬
     ca e che sono costantemente riesaminati .
Danimarca
     I servizi dell' Ispettorato Nazionale pubblicano , nell' elenco dei
     valori limite , l' elenco delle sostanze ritenute cancerogene per
     1 ' uomo .
     Attualmente       l' elenco   comprende circa 200 sostanze     elencate   in
     ordine alfabetico e identificate dal numero del CAS .
     Per queste sostanze sono obbligatorie l' informazione pubblica , U
     istruzioni scritte relative alla loro manipolazione e la notifica
     al registro pubblico .
     Inoltre      sono    stati   fissati i valori limite ed     emanati   alcuni
     regolamenti       specifici ,   come  quello relativo    al   divieto   del ¬
     l' amianto e dei medicinali citostatici .
     Attualmente       non vi sono altri regolamenti di carattere        generale
     sulle sostanze cancerogene .
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Spagna
     E' in vigore       una regolamentazione di      carattere   generale   che
     comprende :
            Il    regio     Decreto    del 23 ottobre 1985        n°    2216/85
            ( Presidencia ) . PRODOTTI CHIMICI . Regolamento relativo alla
            dichiarazione di nuove sostanze e alla classificazione ,
            all' imballaggio e all' etichettatura delle sostanze perico¬
            lose ( Gazzetta Ufficiale del 27.11.1985 ). Questa regolamen ¬
            tazione definisce i concetti di " agente cancerogeno ", di
            " teratogeno " e di " mutageno " e le tre categorie corrispon ¬
            denti che distingue il CIRC . Essa , inoltre , definisce il
            rischio " R45 ", che , pero * non è applicato al alcuna sostan¬
            za . Per l' adozione delle regolamentazioni specifiche è pre¬
            visto un termine di tre anni a partire dal 1° marzo 1986 .
     -      Decreto   del    12  maggio 1978 n°    1995/78  ( Ministero   della
            Sanità   e della Sicurezza Sociale ).     MALATTIE PROFESSIONALI .
            Questo decreto comprende 16 tipi di cancro            causati   dai
            prodotti chimici e dai processi industriali .
     Inoltre ,    è in vigore una regolamentazione a carattere specifico
     che    riguarda il benzene ,     l' amianto e il cloruro di vinile mono¬
     mero .
Francia
     Oltre ad alcune disposizioni di carattere generale , come l' obbli ¬
     go di mantenere la salubrità dei locali e degli ambienti di
     lavoro a un livello compatibile con la salute dei lavoratori ,
     sono      state adottate alcune misure regolamentari riguardanti le
     radiazioni ionizzanti , il benzene , l' amianto , il cloruro di
     vinile monomero ; queste disposizioni basano la prevenzione sul
     rispetto dei valori limite d' esposizione , che hanno carattere
     cogente e devono essere regolarmente controllati .
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     D' altro canto , una circolare del 14 maggio 1985 , periodicamente
     aggiornata e relativa alla prevenzione del cancro di origine
     professionale , riporta l' elenco dei prodotti che devono costi ¬
     tuire , a questo titolo , l' oggetto di misure preventive appro¬
     priate ; tale elenco riporta " non soltanto alcuni prodotti , agenti
     o processi la cui cancerogenicità per l' uomo è stata comprovata ,
     ma   anche  quelli per i quali ,  in mancanza   di  un' epidemiologia
     concludente ,   esistono prove adeguate di cancerogenicità per gli
     animali "; alcuni agenti o alcune sostanze citate sono oggetto di
     valori limite d' esposizione indicativi .
     Infine , il decreto del 5 aprile 1985 riporta un elenco di sostan¬
     ze suscettibili di causare una lesione maligna della vescica .
Grécia
     Non esiste un regolamento speciale per quanto riguarda l' igiene e
     la sicurezza dei lavoratori nei confronti delle sostanze cancero ¬
     gene . Tuttavia , la legge 1568/85 , relativa all' igiene e alla
     sicurezza dei lavoratori , e in particolare il capitolo 5 , pre¬
     scrive le misure di prevenzione e altri obblighi di carattere
     generale per la protezione dei lavoratori contro i rischi deri ¬
     vanti da sostanze chimiche ( comprese , ovviamente , le sostanze
     cancerogene ). Il Ministero del lavoro cerca di precisare i prin¬
     cipi generali di prevenzione fissando " valori limite d' esposi ¬
     zione "  alle   sostanze chimiche ( alcuni valori limiti erano già
     stati fissati per alcune sostanze chimiche con il decreto      presi¬
     denziale 307 / 1986 ).
     Nel   contempo al consiglio per l' igiene e la sicurezza del lavoro
     è stato sottoposto il problema della fissazione dei " valori
     limite " per alcune sostanze cancerogene , ma non è stata ancora
     adottata alcuna decisione definitiva .
     Infine , tra le disposizioni speciali è opportuno citare i decreti
     speciali relativi alla protezione dei lavoratori contro i rischi
     derivanti da una esposizione al cloruro di vinile , al benzene e
     all' amianto .
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Irlanda
     Nessuna disposizione fissa i valori limite . Secondo la normativa ,
     le persone previste dal Safety in Industry Acts 1955/1980 ( leggi
     sulla sicurezza nell' industria ) non devono essere esposte a con¬
     centrazioni di polvere o di fumo suscettibili di pregiudicare la
     loro salute . Per l' interpretazione di queste disposizioni si
     applicano sia i valori fissati dall' ACGIH , sia i valori limite
     d' esposizione sul luogo di lavoro fissati dall 'Health and Safety
     Executive ,   del Regno Unito , sia i valori adottati dalla Comunità
     europea .
     Tuttavia , la dicloro-benzidina e disciplinata dalle " Factor ies
     ( carcinogenic substances ) Processes Regulations " ( Regolamenti
     riguardanti i processi industriali ( sostanze cancerogene )) del
     1972 .  In virtù di questa regolamentazione devono essere adottate
     misure appropriate per evitare ai lavoratori qualsiasi rischio di
     inalazione , di ingestione o d' assorbimento in qualsiasi altro
     modo di dicloro-benzidina .
Italia
     Non esiste una regolamentazione specifica per le sostanze     cance ¬
     rogene . La prevenzione tecnica è disciplinata dagli articoli 20 e
     21 del decreto del Presidente della Repubblica n° 303 del 19
     marzo 1956 ( norme generali in materia d' igiene del lavoro ), che
     impongono al datore di lavoro di impedire o di ridurre , per
     quanto possibile , l' emissione e la diffusione di agenti inquinan ¬
     ti nocivi di qualsiasi natura . L' ispettorato del lavoro adegua
     questa regolamentazione ai vari casi specifici e quindi anche
     alle sostanze cancerogene , per le quali l' esposizione deve essere
     " nulla o minima ". Per quanto riguarda le sostanze da trattare
     come cancerogene , si fa riferimento agli elenchi degli organismi
     internazionali , come il CIRC , e alle monografie della Commissione
     Consultiva Nazionale di Tossicologia del Ministero della Sanità .
     Questo stesso decreto del Presidente della Repubblica n . 303 del
     19 marzo 1956 prevede di sottoporre i lavoratori esposti a so¬
     stanze cancerogene a visite 'mediche semestrali e ad esami comple ¬
     mentari che soltanto l' organo di controllo può' , pero' , rendere
     obbligatori .
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     Esiste una regolamentazione che disciplina in modo specifico - e
     in modo limitato - la prevenzione dei rischi derivanti dalle
     sostanze cancerogene . Tale regolamentazione , emanata tramite le
     circolari del Ministero del Lavoro n° 49 del 12 giugno 1979 e n°
     61 del 4 giugno 1981 , si applica a un gruppo di 300 ammine
     aromatiche con potenziale cancerogeno più o meno evidente . Le sue
     disposizioni    sono molto complesse e dettagliate e prevedono   tre
     livelli diversi in funzione della cancerogenicità delle sostanze
     valutate dalla Commissione Nazionale di Tossicologia .
Lussemburgo
     Il    Lussemburgo non possiede alcuna legislazione specifica   sulle
     sostanze cancerogene sul luogo di lavoro nè tale legislazione è
     presa attualmente in considerazione .
     Il Lussemburgo non ha industrie chimiche di una certa importanza
     per cui il problema della protezione contro i rischi derivanti
     dalle sostanze pericolose non è tanto urgente come in altri
     paesi . Inoltre , la priorità è data alla normativa che disciplina
     tutte    le sostanze pericolose e che non si limita a quelle aventi
     proprietà cancerogene .
Paesi Bassi
     Sulla base del parere espresso dal Comitato Nazionale MAC , nel
     1984 la Direzione Generale del Lavoro ha elaborato una politica
     relativa alle sostanze cancerogene , che si basa su un orientamen¬
     to generale per quanto riguarda gruppi di sostanze cancerogene ,
     con un orientamento più specifico per talune sostanze partico¬
     lari .
     A causa del fatto che ,   contrariamente alle altre sostanze tossi ¬
     che ,   per  la  maggior parte delle sostanze cancerogene ,  per  le
     quali    il rischio sanitario è nullo , non possono essere fissati
     valori limite , le misure tenderanno soprattutto a sostituire la
     sostanza con qualcosa di meno pericoloso . Se la sostanza non può'
     essere sostituita , si propongono misure per prevenire o ridurre
     l' esposizione alle sostanze cancerogene per minimizzare il ri ¬
     schio sanitario .
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     Queste disposizioni fanno parto della politica relativa alle
     sostanze tossiche . Altre disposizioni proposte per tutti i gruppi
     di sostanze cancerogene comprendono l' obbligo di etichettare le
     sostanze cancerogene ,    in conformità con le norme CEE in fase di
     preparazione ,    e per le imprese , di registrare le sostanze cance ¬
     rogene .
Portogallo
     Fatta eccezione per le norme relative alle radiazioni ionizzanti ,
     in Portogallo non vi sono disposizioni particolari per quanto
     riguarda le sostanze cancerogene sul luogo di lavoro . L' esposi ¬
     zione alle sostanze è tuttora disciplinata dalla normativa gene¬
     rale sulla sanità e sicurezza sul luogo di lavoro e medicina del
     lavoro .
     Una legge del 1985 riporta un elenco comprendente 28 sostanze          o
     processi industriali ritenuti cancerogeni per l' uomo .
     Un gruppo di lavoro interministeriale sta attualmente elaborando
     un progetto di regolamento per un certo numero di sostanze cance¬
     rogene pure .
     Per    questo lavoro i principali riferimenti sono la direttiva del
     Consiglio 80/1107/CEE e la Convenzione dell' OIL 139 .
Regno Unito
     Il regolamento del 1967 relativo alle sostanze cancerogene         vieta
     l' importazione , l' impiego nella produzione e l' utilizzo        di 4
     sostanze    ( 2-naftilamina ,   benzidina ,   4-aminodifenile e 5-nitro-
     difenile e loro sali ). Per altre 6 sostanze cancerogene ( alfa -
     naftilamina , orto-tolidina , dianisidina , diclorobenzidina e loro
     sali ,   nonché auramina e magenta ),       il regolamento prescrive di
     adottare tutte le misure possibili per prevenire l' esposizione
     dei lavoratori a queste sostanze , di informarli , di conservare
     tali sostanze in contenitori opportunamente chiusi ed etichettati
     e di procedere ogni 6 mesi a un esame sanitario dei lavori inte¬
     ressati .
 ---pagebreak---                                 10
    Il regolamento particolare del 1946 ( sanità e benessere ), riguar¬
    dante la fabbricazione di agglomerati di carbone ,     costituisce un
    insieme    limitato  di prescrizioni che impongono la    sorveglianza
    dell' esposizione alle polveri di carbone , al catrame e alla pece
    durante la produzione degli agglomerati , i servizi sanitari , gli
    indumenti di protezione e un esame medico semestrale .
    Le altre sostanze cancerogene sono trattate come le altre sostan ¬
    ze tossiche ( polveri , fumi , vapori ) per cui devono essere adot ¬
    tate tutte le misure possibili per prevenire la loro inalazione
    ( legislazione del lavoro del 1961 , sezione 63 ); inoltre , esse
    sono disciplinate dalle disposizioni generali della sezione 2
    della legge del 1974 sulla sanità e sicurezza sul luogo di lavo¬
    ro , ecc , che impone ai datori di lavoro di proteggere la salute
    dei lavoratori per quanto ragionevolmente possibile , e in parti ¬
    colare tramite installazioni e metodi di lavoro appropriati , di
    sistemi di manipolazione , di immagazzinamento e di trasporti
    sicuri e tramite informazioni , istruzioni e formazione .
    Le summenzionate disposizioni saranno sostituite da un progetto
    di regolamento sul controllo delle sostanze pericolose per la
    salute , unitamente al suo codice pratico elaborato per le sostan ¬
    ze cancerogene .
3.  Principi generali della proposta
    Dal 1984 , dopo l' adozione da parte del Consiglio della direttiva
    relativa al quinto adeguamento al progresso tecnico della diret ¬
    tiva del Consiglio 67 / 548 /CEE relativa al ravvicinamento delle
    disposizioni legislative , regolamentari e amministrative concer¬
    nenti la classificazione , .l' imballaggio e l' etichettatura delle
    sostanze pericolose ( 9 ),     la Commissione delle Comunità europee
    effettua    la  classif icazione e   l' etichettatura delle  sostanze
    chimiche sospettate di essere cancerogene .
    Per poter terminare il più rapidamente possibile questa classifi ¬
    cazione , gli Stati membri che dispongono di informazioni che
    giustificano la classificazione di una sostanza nella categoria
    delle sostanze cancerogene , informazione fornita o meno dal fab¬
    bricante ,   devono inviare al più presto dette informazioni     alla
    Commissione .
(9) J.O. n° L 257 , 16.9.1983 , page 1
 ---pagebreak---                            11 -
Le   decisioni   relative alla classificazione vengono   in  seguito
esaminate    dalla  Commissione , con l' ausilio di un  comitato   di
esperti nazionali ; le sostanze sono divise in tre categorie :
Prima categoria
Sostanze riconosciute cancerogene per l' uomo . Si dispone di ele¬
menti sufficienti per stabilire un nesso causale fra l' esposi¬
zione dell' uomo a tali sostanze e il manifestarsi di un cancro .
Seconda categoria
Sostanze che devono essere assimilate alle sostanze cancerogene
per l' uomo . Si dispone di elementi sufficienti per giustificare
un fondato sospetto che l' esposizione dell' uomo a tali sostanze
possa causare un cancro . Tale sospetto è in generale basato su :
      studi appropriati a lungo termine sugli animali ;
      altre adeguate informazioni .
Terza categoria
Sostanze pericolose per l' uomo a causa dei possibili effetti
cancerogeni ; tuttavia , le informazioni disponibili al loro ri ¬
guardo non consentono una valutazione soddisfacente . Studi ade ¬
guati sugli animali hanno fornito elementi insufficienti per
classificarle nella seconda categoria .
Per   queste tre categorie si applicano le seguenti formule    d' av¬
vertimento :
Prima e seconda categoria :
R 45       può' provocare il cancro
 ---pagebreak---                                12
   Terza categoria :
   R 40        possibile rischio di effetti irreversibili .
   In conformità della citata proposta di programma d' azione 1987-89
   del programma " L' Europa contro il cancro " presentata dalla Com¬
   missione al Consiglio ( 8 ) durante lo svolgimento del programma
   d' azione saranno accelerati i lavori relativi all' etichettatura e
   alla   classificazione    per giungere ad una cadenza minima  di  50
   valutazioni    l' anno ; in tal modo entro la fine del 1989  saranno
   state studiate circa 200 sostanze .
   Tenuto conto anche del parere espresso dal Comitato consultivo
   per la sicurezza , l' igiene e la protezione della salute sul luogo
   di lavoro , relativo alla strategia da seguire per la protezione
   dei lavori contro i rischi derivanti dalle sostanze cancerogene ,
   la proposta della Commissione fa riferimento all' esposizione ad
   un primo elenco di agenti cancerogeni già classificati nella
   prima    e nella seconda categoria della suddetta   classificazione .
   Questo elenco sarà completato via via che nuove sostanze saranno
   classificate ed etichettate .
   La proposta riguarda anche i processi industriali valutati dal
   CIRC e fino ad oggi ritenuti responsabili d' aumentare il rischio
   per i lavoratori interessati .
4. Descrizione della proposta
   L' articolo 1 precisa che lo scopo perseguito e quello di raffor ¬
   zare la protezione della salute dei lavoratori contro i rischi
   derivanti da una esposizione ad agenti cancerogeni durante il
   lavoro .
   L' articolo 2 definisce cosa si intende per " agenti cancerogeni ".
   L' articolo 3 definisce il campo d' applicazione della direttiva .
   Il rischio deve essere valutato in tutte le attività lavorative .
 ---pagebreak---                            13
L' articolo  4   elenca  le disposizioni da   adottare   per  evitare
l' esposizione dei lavoratori . Nei casi in cui ciò' non è ragione¬
volmente possibile i datori di lavoro devono adottare disposizio ¬
ni complementari . Tra le altre si citano le misure per limitare
il numero di lavoratori esposti , per la progettazione dei metodi
di lavoro , per l' individuazione precoce delle esposizioni anorma¬
li per le misure di protezione , per l' informazione , per la sorve ¬
glianza della salute dei lavoratori , per le misure d' urgenza , per
il trattamento delle scorte e dei residui .
L' articolo  5   precisa  le informazioni che i   datori   di  lavoro
devono tenere a disposizione delle autorità responsabili dello
Stato membro .
L' articolo 6 definisce le disposizioni tecniche e le misure di
protezione individuale dei lavoratori da adottare in caso d' even¬
to imprevedibile che può' comportare un aumento anormale del¬
l' esposizione dei lavoratori .
L' articolo 7 impone al datore di lavoro di prendere tutte le
misure necessarie per la protezione dei lavoratori addetti a
quella attività in cui è prevedibile un aumento sensibile del¬
l' esposizione .
L' articolo  8   prevede di limitare l' accesso ai luoghi in cui   si
svolgono attività lavorative con impiego di agenti cancerogeni .
L' articolo 9 illustra le misure da adattare per la creazione di
zone di ristoro e di servizi igienici oltre a quelle destinate al
deposito degli abiti civili e degli indumenti di lavoro e del ¬
l' attrezzatura di protezione individuale dei lavoratori .
L' articolo 10 esige che i lavoratori ricevano una appropriata
informazione e una regolare formazione sui rischi potenziali per
la salute , sui requisiti d' igiene , sull' uso dell' attrezzatura di
protezione e sul comportamento da adottare in caso d^ incidente .
L' articolo 11 prescrive che i lavoratori devono poter verificare
l' applicazione della direttiva ed essere informati sui rischi
potenziali per la salute e sui casi d' esposizione anormale .
 ---pagebreak---                               14
   Il   datore di lavoro ha l' obbligo di tenere un elenco dei lavora ¬
   tori esposti ,  al quale possono accedere il medico e/o l' autorità
   responsabile e , ovviamente , lo stesso lavoratore .
   L' articolo 12 fissa le esigenze in materia di sorvelgianza dello
   stato di salute dei lavoratori e rinvia all' allegato 3 per le
   raccomandazioni pratiche . L' articolo prescrive inoltre la costi ¬
   tuzione di un incartamento individuale contenente i dati sanitari
   del lavoratore , che possono anche essere raccolti dopo la     fine
   dell 'esposizione .
   L' articolo 13 impone che tanto i documenti sanitari quanto
   l' elenco dei lavoratori esposti siano conservati per almeno 30
   anni dopo la fine dell' esposizione .
   L' articolo 14 riguarda l' elaborazione da parte degli Stati membri
   di statistiche relative ai casi riconosciuti di malattie profes ¬
   sionali causate dagli agenti cancerogeni .
   L' articolo 15 fissa i termine e le modalità d' applicazione della
   direttiva negli Stati membri .
   L' articolo 16 indica i destinatari della direttiva .
   L' allegato 1 riporta l' elenco degli agenti cancerogeni oggetto
   della direttiva ; in esso sono anche forniti i numeri attribuiti
   dal CAS e/o dalla CEE e la formula chimica .
   L' allegato  2  riporta l' elenco dei processi industriali  oggetto
   della direttiva .
   L' allegato 3 formula raccomandazioni pratiche per la sorveglianza
   della salute dei lavoratori esposti agli agenti e ai processi di
   cui agli allegati 1 e 2 .
5. Consultazioni
   Secondo quanto stabilito nell' articolo 21 dell' Atto Unico europeo
   che completa con l' articolo 118 A il Trattato che istituisce la
   Comunità Economica Europea , devono essere consultati il Parlamen¬
   to Europeo e il Comitato Economico e Sociale .
 ---pagebreak---                                     4
                          PROPOSTA DI DIRETTIVA
                            DEL CONSIGLIO
      sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti
      da una esposizione ad agenti cancerogeni durante il lavoro
    ( sesta direttiva particolare ai sensi dell' articolo 8 della
                        Direttiva 80 / 1107 /CEE )
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
visto   il trattato che istituisce la Comunità economica europea,    in
particolare l' articolo 118 A ,
vista la proposta della Commissione ,          redatta previa consulta­
zione con il Comitato consultivo per la sicurezza , l' igiene e la
tutela della salute sul luogo di lavoro ,
in cooperazione con il Parlamento europeo ,
visto il parere del Comitato economico e sociale ,
considerando che , in base all' articolo 118 A del trattato   il Consi ¬
glio adotta mediante direttiva le prescrizioni minime al fine        di
promuovere i miglioramenti , in particolare dell ' ambiente di lavoro ,
per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori ;
 ---pagebreak---                                            - 2 -
considerando che la risoluzione' del Consiglio del 27 febbraio              1984 ,
relativa ad un secondo programma d' azione delle Comunità europee in
materia di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro CD , prevede la
messa a punto di misure protettive per i lavoratori esposti agli
agenti cancerogeni ;
considerando che la direttiva 80 / 1107 / CEE del Consiglio del 27
novembre 1980 / sulla protezione dei lavoratori contro i rischi deri ¬
vanti da una esposizione ad agenti chimici , fisici e biologici
durante il lavoro ( 2 ), ha fissato i principi da prendere in conside¬
razione per garantire questa protezione ;
considerando che , in base alla predetta direttiva , tale protezione
dovrebbe essere garantita per quanto possibile da provvedimenti
tendenti a impedire l' esposizione o a mantenerla al              più
basso livello che sia ragionevolmente praticabile ;
considerando che la direttiva 67/548/ CEE del Consiglio, del 27 giugno 1967, concernente
il ravvicinamento delle disposizioni legislative , regolamentari ed
amministrative , relative alla classificazione , all' imballaggio e
all' etichettatura delle sostanze pericolose 13) riporta un elenco di
sostanze pericolose , unitamente ai dettagli relativi alle procedure
di classificazione e di etichettatura di ciascuna sostanza ;
ulteriormente          adattato alla luce delle attuali conoscenze scienti ¬
fiche e tecniche della direttiva 87 / 432 / CEE ( 4 );
considerando        che la proposta di piano d' azione 1987-1989      contenuta
nel     programma " l' Europa contro il cancro " 16)   prevede nuove       diret ¬
tive     per la protezione dei lavoratori contro le       sostanze      cancero ¬
gene ;
considerando che ,        nonostante le attuali conoscenze scientifiche non
consentano di fissare un livello al di sotto del quale si possono
escludere rischi per la salute , una limitazione dell' esposizione
agli agenti cancerogeni ridurrà nondimeno questi rischi ;
considerando        che i datori di lavoro devono adeguarsi ai nuovi svi ¬
luppi tecnologici al fine di migliorare la protezione della salute e
della sicurezza dei lavoratori ;
1)  Gl)' n .  C 67 , dell '8.3.1984 , pag . 2 .
2)  GU n *    L 327 , del 3.12.1980 , pag . 3 .
3)  GU n .   . 196 del 16.8.1967 , pag . 1
4)  GU n . L   239 del 21.8.1987 , pag . 1
5)  GU n . C   50 , del 26.2.1987 , pag . 1
 ---pagebreak---                                   3
considerando che dovrebbero essere prese misure preventive ai fini
della protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori
esposti agli agenti cancerogeni ;
considerando che è necessario , per garantire il più alto 'ivello di
protezione ragionevolmente praticabile , che i lavoratori e i loro
rappresentanti siano informati sui rischi cui gli agenti cancerogeni
possono esporre la loro salute e sulle misure necessarie per dimi¬
nuire  o eliminare tali rischi e che essi dovrebbero essere messi in
condizione  di accertarsi che siano prese le necessaria misure  pro¬
                                                                pro-
tettive i
 ---pagebreak---                                  4
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                              OBIETTIVO
                              Articolo 1
1.   La presente direttiva , che e la sesta direttiva particolare ai
     sensi dell' articolo 8 della direttiva 80 / 1107 /CEE , ha per og ¬
     getto la protezione dei lavoratori contro i rischi che derivano
     o possono derivare alla loro salute e alla loro sicurezza
     dall' esposizione agli agenti cancerogeni durante il lavoro ;
     compresa la prevenzione di tali rischi .
2.   La presente direttiva non si applica ai lavoratori
     -     addetti alla navigazione marittima e aerea . Ai fini della
           presente direttiva per " lavoratori addetti alla naviga ¬
           zione marittima e aerea " s' intende il personale di bordo .
           esposti soltanto alle radiazioni ionizzanti .
                             DEFINIZIONE
                              Articolo 2
Ai fini della presente direttiva , per agente cancerogeno si intende :
     un agente chimico come designato nell' allegato I dal           relativo
     numero del registro del Chemical Abstract Service
     un processo industriale come designato ne L L ' a l Legato II .
 ---pagebreak---                                   5
                              VALUTAZIONE
                               Articolo 3
1. La presente direttiva si applica alle attività nelle quali         i
   lavoratori sono o possono essere esposti agli agenti canceroge¬
   ni a causa della loro attività lavorativa .
2. Per qualsiasi attività o settore di attività che possa presen¬
   tare   un rischio d' esposizione agli agenti cancerogeni ,   questo
   rischio deve essere valutato in modo da determinare la natura e
   il grado dell' esposizione dei lavoratori .
          DISPOSIZIONI TENDENTI A EVITARE L' ESPOSIZIONE
                               Articolo 4
1. Per qualsiasi attività o settore di attività che possa presen¬
   tare un rischio d' esposizione a un agente cancergeno , l' espo¬
   sizione dei lavoratori deve essere evitata per quanto ragione ¬
   volmente praticabile , garantendo che la produzione e l' impiego
   immediato dell' agente cancerogeno abbia luogo in un sistema
   chiuso .
2. I   datori di lavoro adottano le misure necessarie     per  indivi ¬
   duare qualsiasi     attività o settore d' attività in cui non sia
   ragionevolmente praticabile l' impiego di un sistema chiuso .    In
   ogni caso l' esposizione dei lavoratori deve essere ridotta      al
   livello più basso ragionevolmente praticabile ,     in particolare
   applicando in tutto o in parte , a seconda dei casi , le seguenti
   misure :
   (a)   limitazione dell' impiego di un agente cancerogeno sul
         luogo di lavoro , in particolare sostituendolo con un altro
         agente   o processo meno pericoloso per la salute dei lavo¬
         ratori ;
   (b)   limitazione del numero di lavoratori esposti o che possono
         essere esposti ;
   (c)   progettazione    dei   processi  lavorativi e   delle misure
         tecniche   di controllo tale da evitare o da rendere minima
         l’immissione   degli agenti cancerogeni nell' atmosfera   del
         luogo di lavoro ;
 ---pagebreak---                                6
(d)  impiego di adeguate procedure di misurazione degli agenti
     cancerogeni , in particolare per l' individuazione immediata
     delle esposizioni anormali causate da un evento imprevedi ¬
     bile o da un incidente ;
(e)  applicazione di metodi e procedure di Lavoro adeguati ;
(f)  misure di protezione collettiva ;
(g)  misure di protezione individuale , nei casi in cui l' espo ¬
     sizione non possa essere ragionevolmente evitata con altri
     mezzi ;
(h)  misure d' igiene ;
(i)  informazione dei lavoratori ;
(j ) impiego di segnali d' avvertimento e di sicurezza , compresi
     i segnali " vietato fumare " nelle zone in cui i lavoratori
     sono o possono essere esposti agli agenti cancerogeni ;
(k)  sorveglianza sanitaria dei lavoratori ;
(l)  tenuta di elenchi aggiornati dei lavoratori esposti o che
     possono essere esposti , e di cartelle relative alla sorve ¬
     glianza sanitaria ;
(n)  misure d' emergenza per le esposizioni anormali ;
(n)  mezzi necessari per l' immagazzinamento , la manipolazione e
     il trasporto in condizioni di sicurezza , in particolare
     tramite   l' impiego di contenitori appropriati debitamente
     etichettati e sigillati ;
(o)  mezzi   necessari per la raccolta ,  l' immagazzinamento e lo
     smaltimento in condizioni di sicurezza dei     residui ,  com¬
     preso l' impiego di contenitori     appropriati   debitamente
     etichettati e sigillati .
 ---pagebreak---                                     7
         INFORMAZIONI DA FORNIRE ALLE AUTORITÀ' RESPONSABILI
                                 Articolo 5
Per ogni attività di cui all' articolo 3 , paragrafo 1 ,      i datori di
lavoro devono ,  su richiesta ,    mettere a disposizione delle autorità
responsabili le informazioni riguardanti :
     le attività svolte e/o i processi industriali applicati , con
     l' indicazione dei motivi per i quali sono impiegate le sostanze
     cancerogene ;
     i quantitativi di sostanze o preparati prodotti       o   utilizzati
     contenenti agenti cancerogeni ;
     il numero di lavoratori esposti ;
     le misure preventive adottate ;
     il tipo di equipaggiamento protettivo usato .
                          ESPOSIZIONI ANORMALI
                                 Articolo 6
In caso di evento imprevedibile o di incidente         dal   quale  possa
derivare un' esposizione anormale dei lavoratori :
( a) l' accesso  alla   zona interessata sarà consentita     soltanto   ai
     lavoratori    chiamati a effettuare interventi di riparazione e a
     svolgere altri lavori necessari ;
(b)  i lavoratori in questione devono essere dotati di indumenti
     protettivi a di autorespiratori , che devono essere indossati
     fino a quando sussiste il rischio ; ciò' non deve costituire una
     soluzione a carattere permanente ma essere limitato , per ogni
     lavoratore , al tempo minimo strettamente necessario ;
(c)  nessun lavoratore che non indossi l' attrezzatura di      protezione
     può'   lavorare   nelle zone colpite sino a quando la     situazione
     non è rientrata nella norma e vengono eliminate le cause         del ¬
     l' aumento d' esposizione .
 ---pagebreak---                                    8
                                Articolo 7
Per talune attività , come quelle relative alla manutenzione ,per le
quali è prevedibile che vi possa essere un significativo aumento
dell' esposizione dei lavoratori e per le quali non è ragionevolmente
praticabile prendere misure tecniche preventive intese a limitare
detta esposizione , il datore di lavoro definisce le misure collet ¬
tive destinate a ridurre al minimo possibile l' esposizione dei
lavoratori e a garantire un' adeguata protezione dei lavoratori du¬
rante queste attività .
In particolare si applica l' articolo 6 , lettera ( b ).
                            ACCESSO ALLE ZONE
                                Articolo 8
Vengono   prese le misure appropriato affinché l' accesso ai luoghi in
cui si svolgono lo attività di cui all' articolo 3 ,     paragrafo 1 , sia
consentito esclusivamente ai lavoratori che a causa del loro       lavoro
e della loro funzione siano chiamati ad accedervi .
                 INDUMENTI ED EQUIPAGGIAMENTI PROTETTIVI
                                Articolo 9
1.    Ove siano ragionevolmente praticabili ,   vengono prese      misure
      appropriate affinché :
      (a)  i lavoratori non mangino , bevano o fumino nelle zone in
           cui ciò' possa rappresentare un rischio ai contaminazione
           da agenti cancerogeni ;
      (b)  (i)    i lavoratori siano dotati di adeguati indumenti pro­
                  tettivi o di altri adeguati indumenti speciali ;
           ( ii ) siano previsti armadietti separati per gli indumenti
                  di lavoro o gli indumenti protettivi e per gli abiti
                  civili ;
 ---pagebreak---                                  9
   (c)   ai lavoratori siano forniti i servizi igienici appropriati
         e adeguati , comprese le docce per le attività polverose ;
   ( d)  gli equipaggiamenti protettivi siano riposti in un luogo
         ben determinato e siano controllati , se possibile , prima ,
         e , in ogni caso , dopo ogni utilizzazione ; gli equipaggia¬
         menti protettivi difettosi siano riparati o sostituiti
         prima di ogni ulteriore utilizzazione .
2. Il   costo delle suddette misure non può' essere posto a    carico
   dei lavoratori .
                      INFORMAZIONE E FORMAZIONE
                             Articolo 10
1. Il datore di lavoro prende le misure appropriate per garantire
   che i lavoratori e/o i loro rappresentanti nell' impresa o nello
   stabilimento ricevano adeguate informazioni , formazione rego¬
   lare e istruzioni ;
   ( a)  sui rischi potenziali per la salute ;
   (b)   sulle precauzioni da prendere per evitare le esposizioni ;
   (c)   sulle prescrizioni d' igiene ;
   (d)   sulla necessità di indossare e di utilizzare l' equipaggia¬
         mento e gli indumenti protettivi ;
   (e)   sulle azioni che i lavoratori , conoresi quelli addetti al
         soccorso , devono intraprendere in caso d' incidente e per
         prevenirlo .
2. I datori di lavoro si assicurano che i lavoratori siano adegua¬
   tamente   informati    in merito alle installazioni e ai  relativi
   recipienti contenenti gli agenti cancerogeni e che , qualora
   ciò' risulti opportuno , tale informazione avvenga sotto forma
   di segnaletica d' avvertimento e di pericolo .
 ---pagebreak---                                     10
                                Articolo 11
Vengono prese le misure appropriate affinché :
(a)  i lavoratori e/o i loro rappresentanti nell' impresa o nello
     stabilimento , ove esistano , possano controllare l' applicazione
     della presente direttiva o partecipare alla sua applicazione ,
     in particolare per quanto riguarda la scelta e l' impiego degli
     indumenti e degli equipaggiamenti protettivi ;
(b)  i   lavoratori    e/o i loro rappresentanti nell' impresa   o  nello
     stabilimento ,    ove esistano , siano informati al più presto pos¬
     sibile   di una esposizione anormale , delle sue cause e delle
     misure   adottate o da adottare per porre rimedio alla situa¬
     zione ;
(c)  il   datore    di lavoro redige e tiene un elenco    dei  lavoratori
     addetti   alle attività di cui all' articolo 3 ,       paragrafo 1 ,
     indicando     ove necessario ,  il livello d' esposizione  al  quale
     essi sono stati sottoposti ;
(d)  il medico e/o l' autorità responsabile , cosi' come ogni altra
     persona che ha la responsabilità della salute e della sicurezza
     sul   luogo    di lavoro ,  abbiano accesso all' elenco di cui  alla
     lettera c ) ;
(e)  ciascun   lavoratore abbia accesso alle     informazioni   contenute
     nell' elenco che lo riguardano personalmente ;
(f)  i   lavoratori    e/o i loro rappresentanti nell' impresa   o  nello
     stabilimento , ove esistano ,     abbiano accesso alle informazioni
     anonime e collettive ;
(g)  i lavoratori e/o i loro rappresentanti nell' impresa o nello
     stabilimento , ove esistano , possano ricevere informazioni sui
     rischi potenziali per la salute derivanti da un' esposizione
     agli agenti cancerogeni .
 ---pagebreak---                                11
                     SORVEGLIANZA SANITARIA
                           Articolo 12
Gli Stati membri ,    conformemente alle leggi e alla normale pras ¬
si nazionali adottano         provvedimenti speciali per procedere
alla relativa sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti
agli agenti cancerogeni .
I provvedimenti di cui al paragrafo 1 devono essere tali da
consentire ad ogni lavoratore esposto a cancerogeni di sotto¬
porsi ad idonea sorveglianza dello stato di salute :
-     prima dell 'esposizione
      e , in seguito , ad intervalli regolari .
La valutazione deve essere tale da rendere direttamente          possi ¬
bile l' attuazione di misure igieniche individuali .
Se   si   riscontra che un lavoratore soffre di una anomalia
che possa   di essere stata causata da un' esposizione      ad   agenti
cancerogeni ,   il medico o l' autorità responsabile della sorve¬
glianza sanitaria dei lavoratori può' richiedere di sottoporre
a sorveglianza sanitaria gli altri lavoratori esposti in modo
analogo ,   mentre  si dovrà effettuare una rivalutazione del ri ¬
schio d' esposizione ai sensi dell' articolo 3 , paragrafo 2 .
Nei casi in cui si effettua la sorveglianza sanitaria ,         vengono
tenute cartelle sanitarie individuali ed il medico o l' autorità
responsabile della sorveglianza sanitaria propone le misure
individuali di protezione o di prevenzione da adottare .
Ai lavoratori devono essere forniti consigli e informazioni su
qualsiasi sorveglianza sanitaria cui essi possono sottoporsi
dopo la fine dell' esposizione .
I lavoratori interessati o il datore di lavoro possono richie ¬
dere la revisione della valutazione di cui al presente artico¬
lo , in conformità delle leggi e delle consuetudini nazionali .
Nell' allegato III vengono fornite le raccomandazioni pratiche
per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori . Queste raccoman ¬
dazioni possono esser adeguate al progresso tecnico , in confor¬
mità dell' articolo 10 della direttiva 80/1107/CEE .
 ---pagebreak---                                        12
                         TENUTA DELLA DOCUMENTAZIONE
                                   Articolo 13
Sono prese le seguenti misure :
1.    L' elenco   di   cui all' articolo 11 ,   lettera ( c ) e  la   cartella
      sanitaria di cui all' articolo 12 , paragrafo 4 , sono conservati ,
      in conformità alla legislazione ed alle consuetudini nazionali ,
      per un periodo minimo di trent' anni a partire dalla fine            del ¬
      l' esposizione .
2.    Questi documenti devono essere messi a disposizione           dell' auto¬
      rità responsabile in caso di cessazione d' attività dell' impre¬
      sa , in conformità alla legislazione ed alle consuetudini na¬
      zionali .
                             STATISTICHE NAZIONALI
                                   Articolo 14
Gli   Stati membri elaborano statistiche nazionali dei          casi   ricono ¬
sciuti di malattie professionali dovute ad agenti cancerogeni .
                              DISPOSIZIONI FINALI
                                   Articolo 15
1.    Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative , regola¬
     mentari e amministrative necessarie per conformarsi alla pre ¬
      sente direttiva al più tardi il 31 dicembre 1989 . Essi ne informano
      immedi ataraen te la Commissione .
2.    Gli Stati membri comunicano alla Commissione le disposizioni di
      diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato
      dalla presente direttiva .
                                   Articolo 16
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
Fatto a Bruxelles , addì
                                                      Per il Consiglio
                                                        Il Présidente
 ---pagebreak---                                                                            ALLEGATO I
                              Elenco degli agenti cancerogeni
    ( ai quali si fa riferimento negli articoli 2 e 3 , paragrafi 3 e 4 )
   N. CAS         1    N. CEE                        Nome dell' agente          Formula
   del 1 ' agente     del 1 ' agente
 1 00107 - 13 - 1 1608- 003 - 00 -4      Acrilonitrile
                  I
                                                                        ; C3H3N
 2 1327 - 53 - 3  1033 - 003 - 00 - 0    Arsenico triossido             !    AS203
                  1
 3 00542 - 88 - 1 1603 - 046 - 00 - 5
                  1
                                         Bis ( clorometil ) etere       i C2H4C120
 4 10108 - 64 - 2 1048 - 008 - 00 - 3    Cadmio cloruro                 1    CdCl2
                  (
 5 13765 - 19 -0 1024 - 008 - 00 - 9     Calcio cromato                 1    CaCrH204
                  t
 6 00107 - 30 - 2 1603 - 075 - 00 - 3    Clorometil ( metil ) ossido    1.   C0H   CIO
                                                                              A u
                  1
 7 00096- 12 - 8 ¡602 - 021 - 00 - 6     1 , 2 -dibromo-3 -cloropropano !.   C-H
                                                                              6 D
                                                                                 c 3r«Cl
                                                                                     ¿
                  1
   00091 - 94 - 1 ¡612 - 068 - 00 - 4    3,3' -diclorobenzidina
 8
                  1
                                                                        ; C12H10C12I
                                         3 , 3 ' -diclorobenzidina sali
 9         -
                  ! 612 - 069 -00 -X
                  J
                                                                        ; C12H10C12
   00064 - 67 - 5 1016 -27 - 00 - 6      Dietilsolfato
10
                  1
                                                                        ; C4h10°4s
11 00079 -44 - 7 1006 - 041 - 00 - 0     Dimetilcarbamoile cloruro       1   C..H.-C1N0
                  1                                                      ,    3 6
12 57 - 14 - 7    ¡007 - 012 - 00 - 5
                   1
                                      1  Ν,Ν-dimetilidrazina            i C2H8N2
13 00077 - 78 - 1 1016 - 023 - 00 - 4
                   1
                                         Dimetilsolfato                 i C2H604S
14 00106 - 89 - 8 1603 - 026 - 00 - 6    Epicloridrina                   1   C3H5C10
                   1
15 00106 - 93 - 4 ¡602 - 010 - 00 - 6    Etilene dibromuro               !   C2H4Br2
                   t
16 00075 - 21 - 8 ! 603 - 023 - 00 -X
                   1
                                         Etilene ossido                 i C2H4O
17 00680 - 31 -9 1015- 106 - 00 - 2
                   1
                                      1
                                      1
                                         Esametilfosforo triamide       i C6H18N3OP
18 00101- 14 -4 ! 612 - 078 - 00 - 9  f
                                         4,4' -Metilenbis-2-
                   f
                   1
                                      1
                                      1
                                                  cloroanilina )
                                                                        ;    C13H12C12]
19 00602 - 87 - 9 1609 - 037 - 00 - 2
                    1                 1
                                       1 5-nitroacenaftene              i    C12H9NO2
20 581- 89 - 5     ¡609 -038 - 00 - 8
                    I
                                       1
                                       1
                                         2-nitronaftalene               i    C10H7NO2
21 00079 -46 - 9 1609 - 002 - 00 - 1
                    1
                                       1
                                       1
                                         2 -ni tropropano               i    C3H7NO2
22 00062 - 75 - 9 1612 - 077 - 00 - 3  1 N-nitrosodimetilamina          i C2H6N2°
 ---pagebreak---                                                 -щ-
                      ! 612 - 036 - 00 -X o-diani sidina
23     119 - 90 - 4
                      1
                                                                C14H 16N2°2
24           -
                      1612 - 037 - 00 - 5 o-dianisidina sali    C14H16N2°2
                      1
nS     01120 - 71- 4 1016 - 032 - 00 - 3  1 , 3-propansultone   C O-.H,-O 0_)J S
                      1
26     57 - 57 - 8    1606 - 031 - 00 - 1 Propanolide           C3H4°2
                      1
       00075 - 55 - 8 1613 - 033 - 00 - 6 Propilenimina         C3H7N
                      1
Ζ· \   07789 - 06 - 2 1024 - 009 - 00 -4  Stronzio cromato      CrH^O^Sr
                      1
29     119 - 93 - 7   ¡612 - 041 - 00 - 7 o-tolidina            C14H16N2
                      1
                                          o-tolidina sali
30           -
                      1612 - 081 - 00 - 5
                      1
                                                                C14G16N2
3L     13550 - 65 - 9 1024 - 007 - 00 - 3 Zinco cromati         Crf^O^Zn
                      1
( 1 ) Numero del registro del Chemical Abstract Service ( CAS )
 ---pagebreak---                                                                ALLEGATO II
PROCESSI INDUSTRIALI                 AGENTI PROBABILMENTE INTERASSATI
1 . Produzione d' aurairi runa       Auraitimi na
2 . Manifattura di stivali e         Polvere di cuoio
    scarpe ( talune attività
    lavorative )
3 . Gasi ficaz ione del carbone      Catrame di carbone e suoi fumi
    ( processi piu antichi )         Alcuni idrocarburi polinucleari
                                          aromatici
4 . Produzione di coleo              Catrame di carbone e suoi fumi
                                     Alcuni idrocarburi polinucleari
                                     aromatici
5 . Fabbricazione di inabili         Alcune polveri di legno
    ( polvere di legno )
6 . Produzione d' alcool isopreni -  .•Alcool isopropilico
    lico ( processo agli acidi
    forti )
7 . Raffinamento del nichel           Solfato basico di nichel
                                     Ossidi di nichel
8 . Industria della gomma            Alcune amnine aromatiche
    ( talune attività lavorative ,   Alcuni solventi organici
    quali la macinazione , l' estru¬
    sione e la valcunizzazione )
 ---pagebreak---                                                      ALLEGATO III
   Raccomandazioni pratiche per la sorveglianza sanitaria
     dei lavoratori , di cui all' articolo 12 , paragrafo 7
Il medico e /o l' autorità responsabile per la sorveglianza sani ¬
taria dei lavoratori esposti agli agenti cancerogeni devono es ¬
sere al corrente delle condizioni e delle circostanze dell' espo¬
sizione di ciascun lavoratore .
La sorveglianza sanitaria dei lavoratori va effettuata in confor ¬
mità  ai principi e alla prassi della medicina del      lavoro ;  essa
comprende almeno le seguenti misure :
     tenuta della documentazione relativa ai precedenti sanitari
     o professionali del lavoratore ;
     un' intervista personale ,
     ove necessario , il controlllo biologico      e   l' accertamento
     degli effetti precoci e reversibili .
Per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria si deci ¬
dono le altre analisi da effettuare alla luce delle piu recenti
conoscenze disponibili in medicina del lavoro .
 ---pagebreak---                                                                  Doc . N° 8213/87 IT
                 IMPATTO SULLA COMPETITIVITA’ E SULL’OCCUPAZIONE
I.    Lo scopo principale della proposta di direttiva del Consiglio e quello di
      proteggere i lavoratori degli Stati membri contro i rischi derivanti
      dall’esposizione a sostanze cancerogene sul posto di lavoro .
II .  I settori industriali principalmente interessati dalla direttiva sono :
      l' industria chimica ,
      l' industria produttrice di fibre ,
      l' industria produttrice di agenti per la sterilizzazione ,
      l' industria del vetro e del cristallo ,
      l' industria dei prodotti conservanti per il legno ,
      l' industria delle attrezzature per laboratori .
III . Questa direttiva evita 1 ' inposizione di oneri amministrativi ,    finanziari
      e giuridici in misura suscettibile di intralciare la creazione e lo
      sviluppo delle piccolo e medie inprese . Dal punto di vista dei costi , gli
      articoli piu importanti vertono su :
            eliminazione o riduzione dell' esposizione dei lavoratori ,
            immagazzinamento dei prodotti cancerogeni ,
            misure specifiche da adottare per quanto riguarda i lavoratori
            esposti a sostanze cancerogene ,
            sorveglianza sanitaria .
      Fra tutte queste voci , i costi piu cospicui riguardano direttamente la
      sorveglianza sanitaria . Onde ridurre al minimo tali costi , gli obblighi
      relativi alla sorveglianza sanitaria sono stati modificati in modo tale
      da adeguarsi nella misura del possibile ai sistemi già in vigore .
IV .  I benefici del miglioramento delle condizioni di lavoro si tradurranno in
      una riduzione del numero dei casi di cancro . Tali miglioramenti ricadran¬
      no non soltanto sui singoli individui , quali membri della società , ma
      anche   sulle   singole imprese . In quest' ultimo caso i costi    ridotti  si
      concreteranno in :
            minor numero di assenze per malattia
            minori costi per la riabilitazione , e
            minor numero di prepensionamenti per invalidità .
V.    Il   comitato  consultivo per la sicurezza ,   l' igiene e  la   tutela  della
      salute sul posto di lavoro , nel parere emesso il 2 e 3 luglio 1987 , si e
      dichiarato favorevole al contenuto di questa proposta di direttiva .