CELEX: C2007/170/25
Language: it
Date: 2007-07-21 00:00:00
Title: Causa C-242/07 P: Ricorso proposto il 18 maggio 2007 dal Regno del Belgio avverso l'ordinanza del Tribunale di primo grado (Quarta Sezione) 15 marzo 2007 , causa T-5/07, Belgio/Commissione

21.7.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 170/14
            
         Ricorso proposto il 18 maggio 2007 dal Regno del Belgio avverso l'ordinanza del Tribunale di primo grado (Quarta Sezione) 15 marzo 2007, causa T-5/07, Belgio/Commissione
   (Causa C-242/07 P)
   (2007/C 170/25)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente: Regno del Belgio (rappresentanti: L. Van den Broeck, agente, J.-P. Buyle e C. Steyaert, avvocati)
   
      Altra parte nel procedimento: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni del ricorrente
   
               —
            
            
               annullare l'ordinanza impugnata;
            
         
               —
            
            
               dichiarare che il ricorso di annullamento proposto dal ricorrente contro la Commissione europea (T-5/07) è ricevibile e, di conseguenza, accogliere le conclusioni del ricorrente contenute nel suo ricorso di annullamento e, eventualmente, rinviare la causa dinanzi al Tribunale perché statuisca nel merito di tale ricorso;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese dell'impugnazione e della domanda in primo grado.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il ricorrente invoca quattro motivi a sostegno del suo ricorso.
   Con il suo primo motivo il ricorrente sostiene che l'ordinanza impugnata è viziata da una carenza di motivazione in quanto, in violazione dell'art. 111 del regolamento di procedura del Tribunale, quest'ultimo citerebbe la giurisprudenza relativa al caso fortuito e all'errore scusabile senza indicare le ragioni per cui le circostanze invocate dal ricorrente non sarebbero costitutive di tale caso fortuito o fonte di tale errore scusabile.
   Con il suo secondo motivo il ricorrente afferma poi che il Tribunale ha errato in diritto nell'applicazione delle condizioni di esistenza dell'errore scusabile, dichiarando che taluni problemi collegati al funzionamento dei servizi del ricorrente non potevano da soli attribuire un carattere scusabile all'errore commesso. Infatti, la giurisprudenza comunitaria relativa all'errore scusabile attesterebbe che esso riguarda circostanze eccezionali, senza restrizioni relativamente al contesto in cui esse si verificano.
   Con il suo terzo motivo il ricorrente afferma che il Tribunale ha commesso un errore di diritto o, almeno, è venuto meno al suo obbligo di motivazione omettendo di esaminare uno degli argomenti che aveva esposto, relativo all'eccessivo rigore processuale che graverebbe sul ricorrente se il suo ricorso fosse respinto come irricevibile, quando invece egli ha fatto prova, nella fattispecie, di una grande diligenza e, in particolare, ha inviato il ricorso per fax con notevole anticipo rispetto alla scadenza del termine di presentazione del ricorso.
   Infine, con il suo quarto motivo il ricorrente fa valere che il rigetto di un ricorso perché tardivo, quando invece esso è stato preventivamente comunicato alla cancelleria entro i termini via fax, è contrario al principio di proporzionalità. Il rispetto di tale principio imporrebbe quindi di non dichiarare irricevibile un ricorso depositato in cancelleria via fax entro il termine di ricorso previsto dal Trattato CE, anche nel caso in cui l'originale firmato del ricorso pervenisse in cancelleria oltre dieci giorni dopo, purché esso venga depositato entro i dieci giorni successivi all'ultimo giorno autorizzato per il deposito del ricorso via fax.