CELEX: 61984CJ0277
Language: it
Date: 1987-12-10 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 10 dicembre 1987. # Heinz Günther Jänsch contro Commissione delle Comunità europee. # Dipendenti - Infortunio sul lavoro. # Causa 277/84.

Avis juridique important

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61984J0277

SENTENZA DELLA CORTE (SECONDA SEZIONE) DEL 10 DICEMBRE 1987.  -  HEINZ GUENTHER JAENSCH CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  DIPENDENTI - INFORTUNIO SUL LAVORO.  -  CAUSA 277/84.  

raccolta della giurisprudenza 1987 pagina 04923

PartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - PREVIDENZA SOCIALE - ASSICURAZIONE INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI - INFORTUNIO E MALATTIA PROFESSIONALE - ACCERTAMENTO - DISACCORDO FRA I MEMBRI DELLA COMMISSIONE MEDICA - DECISIONE ADOTTATA A MAGGIORANZA - VALIDITA  ( STATUTO DEL PERSONALE, ART . 73; NORMATIVA RELATIVA ALLA COPERTURA DI RISCHI D' INFORTUNIO E DI MALATTIA PROFESSIONALE DEI DIPENDENTI DELLE COMUNITA EUROPEE, ART . 23 )  2 . DIPENDENTI - PREVIDENZA SOCIALE - ASSICURAZIONE INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI - INFORTUNIO E MALATTIA PROFESSIONALE - PERIZIA MEDICA - SINDACATO GIURISDIZIONALE - LIMITI  ( STATUTO DEL PERSONALE, ART . 73; NORMATIVA RELATIVA ALLA COPERTURA DI RISCHI D' INFORTUNIO E DI MALATTIA PROFESSIONALE DEI DIPENDENTI DELLE COMUNITA EUROPEE, ART . 28 )  

Parti

NELLA CAUSA 277/84,  HEINZ GOENTHER JAENSCH, DIPENDENTE COLLOCATO A RIPOSO DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, D-2105 SEEVETAL, BAHNHOFSTRASSE 3, CON L' AVV . BIEL, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO LO STUDIO DI QUEST' ULTIMO, 18 A, RUE DES GLACIS,  RICORRENTE,  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO PRINCIPALE SIG . H . ETIENNE, IN QUALITA DI AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . G . KREMLIS, MEMBRO DEL SUO UFFICIO LEGALE, EDIFICIO JEAN MONNET, KIRCHBERG,  CONVENUTA,  CAUSA AVENTE AD OGGETTO PRINCIPALE L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE 17 GENNAIO 1984 ( IX D 000347 ),  LA CORTE ( SECONDA SEZIONE ),  COMPOSTA DAI SIGNORI O . DUE, PRESIDENTE DI SEZIONE, K . BAHLMANN E T . F . O' HIGGINS, GIUDICI,  AVVOCATO GENERALE : C.O . LENZ  CANCELLIERE : H . A . ROEHL, AMMINISTRATORE PRINCIPALE  VISTA LA RELAZIONE D' UDIENZA ED A SEGUITO DELLA TRATTAZIONE ORALE DELL' 8 OTTOBRE 1987,  SENTITE LE CONCLUSIONI DELL' AVVOCATO GENERALE, PRESENTATE ALL' UDIENZA DEL 27 OTTOBRE 1987,  HA PRONUNZIATO LA SEGUENTE  SENTENZA  

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO DEPOSITATO IN CANCELLERIA IL 21 NOVEMBRE 1984, IL SIG . JAENSCH, DIPENDENTE COLLOCATO A RIPOSO DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE ( IN PROSIEGUO : "IL RICORRENTE "), HA PRESENTATO UN RICORSO EX ART . 179 DEL TRATTATO CEE AVENTE AD OGGETTO IN PARTICOLARE L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE ( IN PROSIEGUO : "LA CONVENUTA ") DEL 17 GENNAIO 1984 ( IX D OOO347 ) RECANTE L' IMPLICITO RIGETTO DEL RICONOSCIMENTO DI UNA MALATTIA PROFESSIONALE .  2 IL 19 NOVEMBRE 1975 SI E VERIFICATO UN INCIDENTE IN UNA CENTRALE NUCLEARE TEDESCA . QUALCHE MINUTO DOPO, IN QUANTO ISPETTORE D' IMPIANTI NUCLEARI, IL RICORRENTE E STATO AMMESSO NEL PASSAGGIO STAGNO D' ACCESSO AL REATTORE, CHE E STATO INVASO DA VAPORI DEBOLMENTE RADIOATTIVI . NON PIU TARDI DI QUINDICI MINUTI DOPO, EGLI E STATO ALLONTANATO DA DETTO PASSAGGIO .  3 LA COMMISSIONE MEDICA, ISTITUITA A NORMA DEGLI ARTT . DA 21 A 23 DELLA REGOLAMENTAZIONE RELATIVA ALLA COPERTURA DEI RISCHI D' INFORTUNIO E DI MALATTIA PROFESSIONALE DEI FUNZIONARI DELLE COMUNITA EUROPEE ( IN PROSIEGUO : "LA REGOLAMENTAZIONE "), LA CUI COSTITUZIONE E AVVENUTA CON DECISIONE DELLA CONVENUTA 20 LUGLIO 1977 E LA CUI UNICA RIUNIONE SI E TENUTA SOLO IL 18 SETTEMBRE 1981, NON E PERVENUTA AD UNA RELAZIONE PERITALE UNITARIA . LA RELAZIONE DI MAGGIORANZA E GIUNTA ALLA CONCLUSIONE CHE AL MOMENTO DELL' EVENTO IL RICORRENTE ERA STATO ESPOSTO AD UNA NUBE DI VAPORE, MA NON AD UNA RADIAZIONE ELEVATA PERICOLOSA; L' EVENTO NON AVEVA LESO L' INTEGRITA FISICA O PSICHICA DEL DIPENDENTE .  4 BASANDOSI SU DETTE CONCLUSIONI, IL 17 GENNAIO 1984 L' APN HA DECISO DI CONFERMARE, CON DECORRENZA 1* GENNAIO 1983, LA SUA DECISIONE 16 DICEMBRE 1982 CON LA QUALE IL DIPENDENTE E STATO COLLOCATO A RIPOSO E GLI E STATA CONCESSA UNA PENSIONE D' INVALIDITA PARI AL 70% DELL' ULTIMO STIPENDIO BASE .  5 CON LETTERA 17 FEBBRAIO 1984, IL RICORRENTE HA SOLLEVATO OBIEZIONI CONTRO LA DECISIONE IMPUGNATA . IL 18 APRILE 1984, EGLI HA PRESENTATO RECLAMO CONTRO LA "DECISIONE DELLA DIREZIONE DEL PERSONALE DEL 17 GENNAIO 1984 ED IL RIGETTO FINO AD ORA IMPLICITO DELLE OBIEZIONI FORMULATE IL 17 FEBBRAIO 1984 ". POICHE LA CONVENUTA NON HA DECISO SU DETTO RECLAMO, IL RICORRENTE HA PROPOSTO IL PRESENTE RICORSO .  6 NEL CAPO DI DOMANDA PRINCIPALE IL RICORRENTE CHIEDE L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DELL' APN 17 GENNAIO 1984; NEGLI ALTRI CAPI, CHIEDE ESSENZIALMENTE IL VERSAMENTO, EX ART . 73, N . 2, DELLO STATUTO, DI UN CAPITALE A TITOLO D' INDENNITA FORFETTARIA NONCHE LA RIFUSIONE INTEGRALE DI TUTTE LE SPESE MEDICHE RESE NECESSARIE DALLA "MALATTIA PROFESSIONALE", IN CONFORMITA ALL' ART . 73, N . 3, DELLO STATUTO E, INFINE, CHE GLI SIA ACCORDATO UN INDENNIZZO PER IL DANNO ALLA CARRIERA E QUALSIASI ALTRO DANNO MATERIALE .  7 LA CONVENUTA CHIEDE IL RIGETTO, PERCHE IRRICEVIBILI, DELLA MAGGIOR PARTE DEI CAPI DI DOMANDA NONCHE IL RIGETTO DEL RESTO DEL RICORSO, IN QUANTO INFONDATO .  8 PER UNA PIU AMPIA ESPOSIZIONE DEL CONTESTO GIURIDICO DELLA LITE E DEI FATTI IN CAUSA, NONCHE DELLE CONCLUSIONI, MEZZI ED ARGOMENTI DELLE PARTI, SI RINVIA ALLA RELAZIONE D' UDIENZA . QUESTI ASPETTI DEL FASCICOLO SARANNO QUI RIPRODOTTI SOLO IN QUANTO NECESSARI PER SEGUIRE IL RAGIONAMENTO DELLA CORTE .  9 IN VIA PRELIMINARE, SI DEVE CONSTATARE CHE, SEBBENE ENTRATA IN VIGORE SOLO IL 1* GENNAIO 1977, LA REGOLAMENTAZIONE PUO ESSERE INTEGRALMENTE APPLICATA AI FINI DEL SINDACATO SULL' AZIONE DI CUI TRATTASI, IN QUANTO IL RICORRENTE NE AVEVA FORMALMENTE RICHIESTO L' APPLICAZIONE E LA CONVENUTA HA POI REAGITO SEGUENDO UNA PRASSI CONFORME A DETTA REGOLAMENTAZIONE .  10 PER QUEL CHE CONCERNE LA RICEVIBILITA DEL RICORSO, ESSA VA PERCIO ESAMINATA ALLA LUCE DELLA REGOLAMENTAZIONE . LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO E RICEVIBILE EX ART . 91 DELLO STATUTO DEI DIPENDENTI . QUANTO AGLI ALTRI CAPI, TALUNI PRESUPPONGONO L' ANNULLAMENTO E GLI ALTRI SI CONFIGURANO, NEL SISTEMA DELLA REGOLAMENTAZIONE, COME DEI COROLLARI DELLA DOMANDA DI ANNULLAMENTO . NE CONSEGUE CHE CI SI DEVE PRONUNZIARE SULLA LORO RICEVIBILITA SOLO NELLA MISURA IN CUI VENGA ACCOLTA DETTA DOMANDA . INFINE, LA DOMANDA DI RISARCIMENTO DEL DANNO ALLA CARRIERA E IRRICEVIBILE, IN QUANTO PRESENTATA PER LA PRIMA VOLTA NEL RICORSO .  11 SULLA FONDATEZZA DEL RICORSO, OCCORRE ESAMINARE LA VALIDITA DELLA DECISIONE IMPUGNATA, NONCHE IL PROCEDIMENTO CUI ESSA E SEGUITA . IL RICORRENTE, INFATTI, INVOCA VIZI PROCEDURALI, ATTINENTI ALL' ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE MEDICA, I QUALI COMPORTEREBBERO L' INVALIDITA DELLA RELAZIONE MEDICA . A QUESTO PROPOSITO SI DEVE AMMETTERE CHE IL PROCEDIMENTO CHE HA INFINE CONDOTTO ALL' ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE MEDICA E STATO INVERO MOLTO LABORIOSO E LENTO . CIONONDIMENO, QUALSIASI VIZIO DI FORMA EVENTUALMENTE COMMESSO NEL CORSO DI DETTO PROCEDIMENTO DEVE CONSIDERARSI SANATO IN VIRTU DELLA COSTITUZIONE DELLA COMMISSIONE MEDICA, INTERVENUTA SECONDO MODALITA NON CONTESTATE DAL RICORRENTE .  12 QUANTO AL PROCEDIMENTO ADOTTATO DA QUESTA COMMISSIONE, ESSO SAREBBE CONTESTABILE SOTTO DUE ASPETTI, VALE A DIRE L' ASSENZA DI UN PROCESSO VERBALE, APPROVATO A MAGGIORANZA, DELLA RIUNIONE DEL 18 SETTEMBRE 1981 ED IL MANCATO ACCORDO FRA I MEMBRI DELLA COMMISSIONE SULLA CHIUSURA DEL PROCEDIMENTO .  13 RIGUARDO AL PROCESSO VERBALE, SI RILEVA CHE PER QUANTO SIA DA DEPLORARE L' ASSENZA DI UN TALE ATTO, ESSO NON E TUTTAVIA UN REQUISITO ESSENZIALE PER LA VALIDITA DELLE DELIBERE DI UNA COMMISSIONE . NEL CASO DI SPECIE, INOLTRE, TALE ASSENZA NON INFLUIVA SULLA CONTINUAZIONE DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE MEDICA .  14 IN RELAZIONE AL MANCATO ACCORDO DEI MEMBRI DELLA COMMISSIONE SULLA CHIUSURA DEL PROCEDIMENTO, VA SOTTOLINEATO CHE, SECONDO LA COSTANTE GIURISPRUDENZA DELLA CORTE, IL FATTO CHE LO STATUTO PREVEDA UNA COMMISSIONE COMPOSTA DI TRE MEMBRI IMPLICA CHE IN CASO DI DISACCORDO ESSA POSSA DECIDERE A MAGGIORANZA . NE CONSEGUE CHE LA COMMISSIONE PUO DECIDERE A MAGGIORANZA SUL PROSEGUIMENTO DEI SUOI LAVORI E SULLA LORO EVENTUALE CHIUSURA . DETTO PRINCIPIO PUO CONOSCERE LIMITI QUALORA MANCHI TOTALMENTE UNA COLLABORAZIONE FRA LA MAGGIORANZA E LA MINORANZA, IL CHE, TUTTAVIA, NON E AVVENUTO NELLA FATTISPECIE IN ESAME . INFATTI, IL PERITO IN MINORANZA SI E DIMESSO SOLO DOPO UNA DISCUSSIONE SUL MERITO DEGLI ELEMENTI RACCOLTI NEL FASCICOLO MEDICO, AVVENUTA IN SENO ALLA COMMISSIONE MEDICA AL COMPLETO . INOLTRE, LA SUA RELAZIONE DI MINORANZA E STATA STESA IN COGNIZIONE DEL PROGETTO DI RELAZIONE DI MAGGIORANZA DEGLI ALTRI PERITI . QUESTI, INFINE, HANNO ESAMINATO IL LORO PROGETTO ALLA LUCE DELLA RELAZIONE DI MINORANZA ED HANNO RITENUTO CHE ESSO NON NE FOSSE AFFATTO INFIRMATO . IN TALI CIRCOSTANZE, CONSIDERATO CHE ESSENDO STATA STABILITA UNA RELAZIONE DI MAGGIORANZA I LAVORI SONO GIUNTI DI FATTO A CONCLUSIONE, SI DEVE DICHIARARE CHE IL PROCEDIMENTO ERA REGOLARE .  15 SI DEVE DUNQUE ESAMINARE SE LA RELAZIONE DI MAGGIORANZA SIA STATA VIZIATA DA IRREGOLARITA TALI DA INVALIDARLA . AL RIGUARDO, SI CONSTATA CHE LA CORTE E COMPETENTE SOLTANTO AD ANNULLARE DECISIONI DI UNA COMMISSIONE MEDICA ILLEGITTIME IN QUANTO NON PERTINENTI . SAREBBE QUESTO IL CASO QUALORA LA COMMISSIONE MEDICA SI BASASSE SU DI UN' ERRATA CONCEZIONE DELLA NOZIONE DI "MALATTIA PROFESSIONALE" O SE LA RELAZIONE NON STABILISSE UN NESSO COMPRENSIBILE FRA GLI ACCERTAMENTI MEDICI IN ESSA CONTENUTI E LE CONCLUSIONI ALLE QUALI PERVIENE .  16 NE CONSEGUE CHE LA CORTE E COMPETENTE A SINDACARE SE UN PERITO, RIFERENDOSI NELLE SUE CONCLUSIONI ALLA NOZIONE DI "MALATTIA PROFESSIONALE" E DI "INFORTUNIO", ABBIA RISPETTATO LA PORTATA DELLE PERTINENTI DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI .  17 SI OSSERVA IN PROPOSITO CHE LE CONCLUSIONI DELLA RELAZIONE DI MAGGIORANZA RIPRENDONO TUTTI I CRITERI DELLA REGOLAMENTAZIONE, VUOI DELLA MALATTIA PROFESSIONALE, VUOI DELL' INFORTUNIO, E NON LI CONSIDERA SODDISFATTI NEL CASO DI SPECIE . PIU SPECIFICAMENTE, SI RILEVA CHE LA RELAZIONE DI MAGGIORANZA SI E ATTENUTA AI DATI DELLA DIRETTIVA 80/836/EURATOM DEL CONSIGLIO, 15 LUGLIO 1980, CHE MODIFICA LE DIRETTIVE CHE FISSANO LE NORME FONDAMENTALI RELATIVE ALLA PROTEZIONE SANITARIA DELLA POPOLAZIONE E DEI LAVORATORI CONTRO I PERICOLI DERIVANTI DALLE RADIAZIONI IONIZZANTI ( GU L 246, PAG . 1 ). ESSA HA ESPLICITAMENTE ESCLUSO L' ESISTENZA DI MALATTIE PROFESSIONALI F 1 ( PROVOCATE DALLE RADIAZIONI IONIZZANTI ) E B 2 ( AFFEZIONI CUTANEE PROVOCATE NELL' AMBIENTE DI LAVORO DA SOSTANZE NON CLASSIFICATE SOTTO ALTRE VOCI ), DATO CHE NEL CASO DI SPECIE NON V' ERA STATA UN' ESPOSIZIONE ACCIDENTALE, VALE A DIRE UN' ESPOSIZIONE DI CARATTERE FORTUITO E INVOLONTARIO CHE PROVOCA IL SUPERAMENTO DI UNO DEI LIMITI DI DOSE FISSATI PER I LAVORATORI ESPOSTI . QUANTO POI ALL' ORIGINE DEGLI ARROSSAMENTI CONSTATATI SUL CORPO DEL RICORRENTE, LA RELAZIONE NE DISCUTE IN MODO PARTICOLAREGGIATO ED AFFRONTA ANCHE LA QUESTIONE DELL' INTEGRITA PSICHICA DEL RICORRENTE .  18 AGGIUNGASI CHE ANCHE LA RELAZIONE DI MINORANZA, SOSTANZIALMENTE ACCETTATA DAL RICORRENTE, SI LIMITA AD AFFERMARE CHE NON SAREBBERO DA ESCLUDERE CONSEGUENZE SOMATICHE, AFFERMAZIONE INSUFFICIENTE PER IL RICONOSCIMENTO DI UN INFORTUNIO O DI UNA MALATTIA PROFESSIONALE AI SENSI DELLE NORME STATUTARIE .  19 POICHE, DUNQUE, GLI AUTORI DELLA RELAZIONE DI MAGGIORANZA NON SI SONO FONDATI SU CONCEZIONI ERRATE E NON NE HANNO DEDOTTO CONCLUSIONI VIZIATE DA ERRORE, LA LORO RELAZIONE E DA CONSIDERARE VALIDA .  20 RESTA DA ESAMINARE SE LA DECISIONE IMPUGNATA FOSSE UNA DECISIONE REGOLARE AI SENSI DELL' ART . 19 DELLA REGOLAMENTAZIONE . DATO CHE DETTA DECISIONE, ESSENDO FONDATA ESPRESSAMENTE SULL' ART . 23 DELLA REGOLAMENTAZIONE, VA INTESA COME UNA DECISIONE CHE NEGA IMPLICITAMENTE LA COMPRESENZA DELLE CONDIZIONI PER LA CONCESSIONE DI PRESTAZIONI A NORMA DELL' ART . 73 DELLO STATUTO, ESSA DEV' ESSERE CONSIDERATA UNA DECISIONE ADOTTATA AI SENSI DELL' ART . 19 DELLA REGOLAMENTAZIONE, QUANTUNQUE SAREBBE STATO AUSPICABILE CHE CIO FOSSE DETTO CHIARAMENTE .  21 VISTA L' INFONDATEZZA DELLA DOMANDA D' ANNULLAMENTO, LE ALTRE SONO RIMASTE PRIVE D' OGGETTO .  22 DI CONSEGUENZA, IL RICORSO VA INTERAMENTE RESPINTO . OCCORRE TUTTAVIA PRECISARE CHE NEL CASO DI UN EVENTUALE PREGIUDIZIO FUTURO, IL RICORRENTE PUO CHIEDERE ALLA CONVENUTA LA RIAPERTURA DELLA PROCEDURA AMMINISTRATIVA, VALE A DIRE UN RIESAME ED UNA NUOVA DECISIONE .  

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  23 A NORMA DELL' ART . 69,  PAR  2, 1* COMMA, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE, SE NE E STATA FATTA DOMANDA . TUTTAVIA, AI SENSI DELL' ART . 70 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LE SPESE SOPPORTATE DALLE ISTITUZIONI NEI RICORSI DEI DIPENDENTI DELLE COMUNITA RESTANO A LORO CARICO, SALVO IL DISPOSTO DELL' ART . 69,  PAR  3, 2* COMMA . A TENORE DI DETTA DISPOSIZIONE, LA CORTE PUO CONDANNARE UNA PARTE, ANCHE SE NON SOCCOMBENTE, A RIMBORSARE ALL' ALTRA LE SPESE CHE LE HA CAUSATO E CHE LA CORTE RICONOSCE COME SUPERFLUE O DEFATIGATORIE .  24 DINANZI ALLA DUPLICE INADEMPIENZA DELLA CONVENUTA CHE NON HA REAGITO NE ALLA RICHIESTA DI CHIARIMENTI DEL RICORRENTE IN ORDINE ALLA DECISIONE IMPUGNATA, NE AL SUO FORMALE RECLAMO CONTRO DETTA DECISIONE, IL RICORRENTE SI E VISTO COSTRETTO A PRESENTARE RICORSO AL FINE DI EVITARE LA PERDITA DI UN DIRITTO .  25 POICHE, DUNQUE, LA CONVENUTA HA CAUSATO AL RICORRENTE LE SPESE DI GIUDIZIO, LA SI DEVE CONDANNARE A TUTTE LE SPESE .  

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI,  LA CORTE ( SECONDA SEZIONE )  DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RESPINTO .  2 ) LA COMMISSIONE E CONDANNATA ALLE SPESE .