CELEX: E2010J0005
Language: it
Date: 2010-12-17 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 17 dicembre 2010 , nella causa E-5/10 — Dr Joachim Kottke contro Präsidial Anstalt e Sweetyle Stiftung (Garanzia per le spese innanzi le autorità giurisdizionali nazionali — Discriminazione — Articolo 4 SEE — Giustificazione)

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Sentenza della Corte, del 17 dicembre 2010 , nella causa E-5/10 — Dr Joachim Kottke contro Präsidial Anstalt e Sweetyle Stiftung (Garanzia per le spese innanzi le autorità giurisdizionali nazionali — Discriminazione — Articolo 4 SEE — Giustificazione)  

Gazzetta ufficiale n. C 148 del 19/05/2011 pag. 0006 - 0006

		Sentenza della Cortedel 17 dicembre 2010nella causa E-5/10Dr Joachim Kottke contro Präsidial Anstalt e Sweetyle Stiftung(Garanzia per le spese innanzi le autorità giurisdizionali nazionali — Discriminazione — Articolo 4 SEE — Giustificazione)2011/C 148/06Nella causa E-5/10, Dr Joachim Kottke contro Präsidial Anstalt e Sweetyle Stiftung — ISTANZA alla Corte, ai sensi dell’articolo 34 dell’accordo fra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza ed una Corte di giustizia, presentata dal Fürstliches Obergericht (corte d’appello del Principato del Liechtenstein), riguardo all’interpretazione dell’articolo 4 dell’accordo sullo spazio economico europeo, la Corte, composta da Carl Baudenbacher, presidente, Thorgeir Örlygsson (giudice relatore) e Henrik Bull, giudici, ha pronunciato il 17 dicembre 2010 la sua sentenza, il cui dispositivo è il seguente:1) una norma nazionale, la quale preveda che i ricorrenti in contenziosi civili, non residenti sul territorio, debbano fornire garanzie a fronte del pagamento delle spese processuali, allorché i ricorrenti residenti non sono obbligati a fornire alcuna garanzia di tale sorta, costituisce una discriminazione indiretta ai sensi dell’articolo 4 SEE.2) Affinché una tale discriminazione possa essere giustificata sulla base di obiettivi di interesse pubblico, la norma di diritto nazionale deve essere necessaria e non eccessiva nel realizzarli.3) Quest’ultima condizione non è rispettata qualora lo Stato in cui risiede il ricorrente permetta, sulla base di obblighi derivanti dal trattato o unilateralmente, l’esecuzione di una garanzia per le spese.4) Anche negli altri casi la richiesta di fornire una garanzia non può essere sproporzionata e tale da far venir meno l’interesse del ricorrente non residente ad adire le vie legali. In particolare, ciò significa che non può essere richiesta alcuna garanzia per un importo sproporzionato rispetto ai costi che possano essere verosimilmente sostenuti dal convenuto, o irragionevolmente elevata, o che debba essere fornita in tempi estremamente rapidi. Devono considerarsi fattori rilevanti anche la forma della garanzia richiesta, la situazione che ha originato la sua imposizione e la circostanza che il ricorrente abbia o meno diritto al gratuito patrocinio.5) Spetta al giudice nazionale determinare, nel caso specifico, se le condizioni per la giustificazione sono soddisfatte.--------------------------------------------------