CELEX: C2002/097/27
Language: it
Date: 2002-04-20 00:00:00
Title: Causa T-26/02: Ricorso della Daiichi Pharmaceutical Co. Ltd. contro la Commissione della Comunità europee, proposto l'8 febbraio 2002

20.4.2002               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 97/13
Motivi e principali argomenti                                             —     Viola l’art. 86, n. 2, del Trattato CE, come pure le
                                                                                comunicazioni generali sui servizi di interesse generale e
                                                                                quelle specifiche in materia di aiuti al trasporto marittimo,
La ricorrente, una società di navigazione spagnola, anche se di                 ritenendo in palese contraddizione con quanto stabilito
capitale maggioritariamente olandese, che gestisce da molto                     in tale disposizione, che l’aiuto sia compatibile con
tempo diverse linee marittime interinsulari nell’arcipelago delle               l’art. 86, n. 2. La ricorrente sottolinea, al riguardo:
Canarie, impugna la decisione della Commissione,
                                                                                a)     che non esiste alcun atto delle pubbliche autorità in
                                                                                       cui si definisca il contenuto dei servizi di interesse
a)    di non opporsi al pagamento a favore della compagnia                             generale e si raccomandi il loro affidamento alla
      Transmediterránea,        S.A.,       dell’importo          di                  Transmediterránea;
      15 560 625 000 pesetas, destinato a compensare il disa-
      vanzo risultante dalla prestazione di servizi di cabotaggio
      nel 1997 e, d’altra parte, a liquidare i diritti e gli obblighi           b)     che non era necessario dichiarare le linee canarie
      a carico dello Stato direttamente connessi al contratto di                       servizio di interesse generale; e
      pubblico servizio sottoscritto nel 1997 tra la Transmedi-
      terránea e lo Stato spagnolo e,                                          c)     che le linee non sono state aggiudicate tramite gara.
b)    di non presentare alcuna obiezione avverso la sovven-
      zione per un importo di 1 650 000 000 pesetas versato
      alla Transmediterránea a titolo di compensazione di un
      pubblico servizio per i servizi di cabotaggio marittimo
      prestati nel 1998 da tale compagnia nell’arcipelago
      canario.
                                                                          Ricorso della Daiichi Pharmaceutical Co. Ltd. contro la
Riguardo al primo aspetto, e cioè i quantitativi versati alla             Commissione della Comunità europee, proposto l’8 feb-
Transmediterránea a titolo di liquidazione per l’esercizio 1997                                        braio 2002
e di liquidazione del contratto, che la Commissione ammette
di considerare aiuti esistenti — anteriori all’adesione della
Spagna — risultando direttamente dall’applicazione del                                               (Causa T-26/02)
contratto sottoscritto nel 1997, la ricorrente ribadisce che la
decisione impugnata incorre in un errore di valutazione:
                                                                                                      (2002/C 97/27)
—     ammettendo di imputare al conto dell’esercizio 1997 e
                                                                                                (Lingua di procedura: inglese)
      alla liquidazione di determinate spese di riorganizzazione
      del personale; e
—     ammettendo l’intero pagamento della somma compresa                  L’8 febbraio 2002 la Daiichi Pharmaceutical Co. Ltd., rappre-
      nella nozione di liquidazione del contratto, senza imputa-          sentata dagli avv.ti J.Buhart e P. M. Louis dello studio Coudert
      zione agli esercizi in cui avevano trovato origine gli              Brothers LLP, di Bruxelles (Belgio), ha proposto dinanzi al
      obblighi liquidati e senza compensare con eventuali                 Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
      eccedenze.                                                          contro la Commissione delle Comunità europee.
Riguardo al secondo aspetto, e cioè, gli aiuti versati a titolo di        La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
compensazione per la realizzazione delle linee canarie nell-
’anno 1998, qualificati dalla Commissione come aiuti nuovi,
la ricorrente assume che la decisione impugnata:                          —     annullare l’art. 3, lett. f), della decisione della Commis-
                                                                                sione 21 novembre 2001, relativa ad un procedimento
                                                                                d’applicazione dell’art. 81 CE e dell’art. 53 dell’accordo
                                                                                SEE (Caso COMP/E-1/37,512 — Vitamins);
—     viola l’art. 88 del Trattato CE, giacché la competente
      amministrazione spagnola, nel concedere gli aiuti, non
      ha adempiuto gli obblighi che derivano dalla raccomanda-            —     in subordine, ridurre sostanzialmente l’ammenda inflitta
      zione che, in forza del citato articolo, aveva formulato                  alla ricorrente, e
      la Commissione in relazione al mantenimento e al
      riordinamento del regime di aiuti applicabile alla compa-
      gnia Transmediterránea.                                            —     condannare la Commissione alle spese.
 ---pagebreak--- C 97/14                   IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         20.4.2002
Motivi e principali argomenti                                               Ricorso dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) contro
                                                                            la Commissione delle Comunità europee, proposto il
                                                                                                     21 febbraio 2002
La ricorrente è una società farmaceutica giapponese la cui                                            (Causa T-36/02)
società controllata produceva D-pantolactone e D-Calcio Pan-
totenato (Vitamina B5), nonché pyridoxina (Vitamina B6)
nel periodo qui rilevante. Con la decisione impugnata, la                                              (2002/C 97/28)
Commissione ha inflitto un’ammenda alla ricorrente ed a sette
altre società per aver partecipato a otto diversi cartelli segreti
aventi lo scopo di ripartire il mercato e di fissare i prezzi dei                               (Lingua processuale: l’italiano)
prodotti vitaminici.
                                                                            Il 21 febbraio 2002, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), con
La ricorrente non contesta quanto rilevato dalla Commissione,               gli avvocati prof. Alberto Santa Maria, prof. Claudio Biscaretti
secondo cui la ricorrente ha violato l’art. (81) n. 1, CE, nonché           di Ruffia, Giuseppe Pizzonia e Marcello Valenti, ha proposto
l’art. 53, n. 1, dell’accordo SEE, partecipando ad intese rilevanti         dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
per il mercato comunitario nonché per il mercato SEE con                    un ricorso contro la Commissione europea
riferimento alle vitamine B5 e B6. Inoltre, la ricorrente non
contesta i fatti accertati dalla Commissione. Tuttavia, la
ricorrente chiede l’annullamento dell’art. 3, lett. f), della               La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
decisione che la condanna al pagamento di un’ammenda
di EUR 23 400 000, ovvero, in subordine, una sostanziale                    —     annullare la decisione emessa l’11 dicembre 2001 dalla
riduzione di tale ammenda.                                                        Commissione delle Comunità europee qui impugnata per
                                                                                  violazione delle forme sostanziali e/o per insussistenza,
                                                                                  contraddittorietà e/o carenza di motivazione della deci-
                                                                                  sione stessa ai sensi dell’art. 253 del Trattato CE in
La ricorrente rileva tra l’altro che la Commissione è incorsa in                  relazione agli artt. 87 e 77 ed al regolamento del Consiglio
un manifesto errore di giudizio, ha applicato erroneamente il                     n. 659/1999, come esposto in narrativa;
diritto ai fatti ed ha violato gli orientamenti generali in tema di
ammende:                                                                    —     in subordine, annullare in toto o in parte, la decisione de
                                                                                  qua, ai sensi dell’art. 230, 2o comma del Trattato CE, per
                                                                                  violazione o errata applicazione dell’art. 87, par. 1 o, in
—      avendo omesso di inserire la ricorrente in una terza                       alternativa subordinata, dell’art. 87, par. 3, lettere b) o c)
       categoria, dopo la Hoffmann-La Roche e la BASF, nel                        del Trattato CE, il tutto come precisato in narrativa;
       determinare l’importo dell’ammenda con riferimento alla
       gravità dell’infrazione, ovvero in subordine ed in viola-            —     in ulteriore subordine, nella denegata ipotesi che codesto
       zione del principio di parità di trattamento, avendo                       lll.mo Tribunale ritenga che gli articoli della legge
       omesso di inserire la ricorrente nella seconda categoria,                  23 dicembre 1998, n. 461 e del decreto legislativo
       dove è stata inserita la BASF;                                             17 maggio 1999, n. 153, di cui alla decisione qui
                                                                                  impugnata, costituiscano un regime di aiuti di Stato
                                                                                  incompatibile con il mercato comune, voglia escludere
—      avendo omesso di considerare quale circostanza atte-                       qualsiasi valenza di retroattività della decisione della
       nuante l’esecuzione solo parziale, da parte della ricorrente,              Commissione impugnata.
       dell’intesa relativa alla vitamina B5, cosı̀ da garantirle una
       sostanziale riduzione dell’importo di base dell’ammenda;             riservato ogni diritto
—      avendo omesso di esentare totalmente la ricorrente dal
       pagamento dell’ammenda ovvero di applicarle un’assai                 Motivi e principali argomenti
       significativa riduzione della stessa, dal 75 % al 100 %, per
       quanto concerne l’infrazione relativa alla vitamina B5, e
       ciò in applicazione della sezione B della circolare sulle           Il presente ricorso si rivolge contro la Decisione della Commis-
       circostanze che giustificano una riduzione dell’ammenda,             sione, dell’11 dicembre 2001, relativa al regime di aiuti di
       data la cooperazione dimostrata dalla ricorrente nel corso           Stato cui l’Italia ha dato esecuzione in favore delle banche
       del procedimento ovvero, in subordine, di applicare                  (C/54/A/2000/EC [ex NN 70/2000]). Questo regime di aiuto
       una riduzione più modesta dell’ammenda in forza delle                risulterebbe dell’applicazione della Legge n. 461, del
       sezioni C ovvero D della circolare indicata.                         2 dicembre 1998 — Legge «Ciampi»), nonché dal Decreto
                                                                            legislativo n. 153, del 17 maggio 1999, che prevedono talune
                                                                            misure fiscali per le operazioni di concentrazione bancaria e di
                                                                            retrocessione dei beni strumentali, inquadrandosi nel disegno
                                                                            unitario volto a favorire la privatizzazione del settore.