CELEX: C2004/059/08
Language: it
Date: 2004-03-06 00:00:00
Title: Causa C-521/03 P: Ricorso dell'Internationaler Hilfsfonds e V. avverso l'ordinanza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione) 15 ottobre 2003, causa T-372/02, Internationaler Hilfsfonds e V. contro Commissione delle Comunità europee, proposto il 15 dicembre 2003

6.3.2004                IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            C 59/5
Ricorso dell’Internationaler Hilfsfonds e V. avverso l’ordi-               di procedura, in forza del quale il giudizio sulla ricevibilità
nanza del Tribunale di primo grado delle Comunità                          di un motivo è riservato alla sentenza che conclude il
europee (Quinta Sezione) 15 ottobre 2003, causa T-372/                     procedimento.
02, Internationaler Hilfsfonds e V. contro Commissione
  delle Comunità europee, proposto il 15 dicembre 2003
                       (Causa C-521/03 P)                                  Il Tribunale di primo grado è incorso in un ulteriore vizio
                                                                           procedurale non avendo accettato agli atti le osservazioni finali
                                                                           della ricorrente datate 14 ottobre 2002. Ai sensi dell’art. 48
                          (2004/C 59/08)                                   del regolamento di procedura, è ammessa la deduzione di
                                                                           nuovi mezzi di prova che si basino su elementi di diritto e
                                                                           di fatto emersi durante il procedimento. La ricorrente ha
                                                                           confermato che il messaggio dell’ECHO è stato scoperto solo
                                                                           recentemente. Il Tribunale non aveva informato la ricorrente
Il 15 dicembre 2003 l’Internationaler Hilfsfonds e V. (in                  che la fase scritta del procedimento era stata chiusa.
prosieguo: la «IH»), con sede in Rosbach (Germania), rappresen-
tata dall’avv. H. Kaltenecker, ha proposto ricorso avverso
l’ordinanza del Tribunale di primo grado delle Comunità
europee (Quinta Sezione) 15 ottobre 2003, causa T-372/02,                  Il Tribunale di primo grado deve essere inoltre considerato
Internationaler Hilfsfonds e V. contro Commissione delle                   responsabile per non aver organizzato una fase istruttoria,
Comunità europee (1).                                                      conformemente alla prassi consueta, per quanto riguarda la
                                                                           questione del perché l’ECHO non abbia riaperto il fascicolo
                                                                           della ricorrente dopo aver ricevuto la reazione positiva (sebbe-
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                  ne tardiva) del Ministero degli esteri tedesco con riferimento
                                                                           alla situazione della ricorrente.
—     annullare l’ordinanza del Tribunale di primo grado
      15 ottobre 2003;
                                                                           Il Tribunale di primo grado, includendo nelle sue statuizioni
—     condannare la Commissione alle spese.                                questioni di fatto, si è erroneamente fondato sul regolamento
                                                                           (CE) del Consiglio n. 1257/96 (2), sebbene tale regolamento sia
                                                                           entrato in vigore dopo la richiesta dalla IH di sottoscrivere il
                                                                           primo contratto quadro di partenariato.
Motivi e principali argomenti
                                                                           Il Tribunale non ha esaminato, nella sua motivazione, la
La ricorrente sostiene che il Tribunale di primo grado è incorso           questione della «sospensione» del trattamento della richiesta
in un grave vizio di procedura non avendo organizzato una                  presentata dalla IH, che era stata definita un provvedimento
fase orale del procedimento, ed impedendo con ciò alla                     illegale dal mediatore europeo. Il Tribunale ha ignorato il fatto
ricorrente di esporre dettagliatamente le sue opinioni in ordine           che né le precedenti regole sulla cooperazione con l’ECHO né
alla ricevibilità della sua azione. Il Tribunale ha errato nel             il nuovo regolamento (CE) n. 1257/96 includono alcun
ritenere che sussistessero impedimenti assoluti alla prosecuzio-           riferimento all’esigenza di consultare le autorità nazionali.
ne dell’azione. Il Tribunale avrebbe altresì ignorato il fatto che
la convenuta non aveva chiesto, con separata istanza, una
decisione sulla ricevibilità. Al contrario, il Tribunale di primo
grado ha fondato le proprie decisioni su una lettera della
convenuta datata 19 luglio 2001 la quale, tuttavia, altro non              Il Tribunale di primo grado non ha attribuito alcuna rilevanza
era che una risposta nell’ambito delle discussioni svoltesi tra            alle decisioni del mediatore europeo (1702/2001/GG) che
l’ECHO e la ricorrente nel corso di quell’anno. La IH non era              aveva dichiarato l’ECHO responsabile di quattro atti di cattiva
in grado di ravvisarvi una «decisione». La decisione impugnata             amministrazione, esprimendo una serie di note critiche.
(lettera 22 ottobre 2002, sottoscritta a nome del Commissario
responsabile al quale la ricorrente aveva indirizzato una
richiesta di decisione il 27 agosto 2002) era invece, la decisione
finale che ha posto fine al dibattito da tale parti.
                                                                           Con riferimento a un’altra questione di fatto, il Tribunale,
                                                                           come risulta dalla sua ordinanza, ha trasgredito le norme
                                                                           applicabili alle verifiche contabili che il personale dell’ECHO
Il Tribunale di primo grado ha travisato tanto il contenuto                voleva condurre presso gli uffici dalla IH. In particolare, non
quanto il significato di queste lettere, incorrendo in tal modo            ha esaminato la questione dell’applicabilità del principio di
in un errore di diritto che ha comportato conseguenze                      sussidiarietà. Il Tribunale non ha nemmeno tenuto conto del
giuridiche negative per la ricorrente. Il Tribunale non ha fatto           fatto che né le norme precedentemente in vigore né il nuovo
applicazione del principio sancito all’art. 48 del regolamento             regolamento includono alcun riferimento a verifiche contabili.
 ---pagebreak--- C 59/6                  IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           6.3.2004
La verifica contabile proposta dall’ECHO aveva carattere                   Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
discriminatorio, non essendovi alcuna giustificazione per pro-             tro la società G. & E. Gianniotis EPE, operante con la
cedere ad una tale verifica una volta che il Ministero degli esteri        denominazione commerciale di «Nosokomio Agia Eleni»,
tedesco aveva confermato lo status giuridico dalla IH come                                  proposto il 16 dicembre 2003
organizzazione caritativa.
                                                                                                   (Causa C-524/03)
(1) GU C 31 dell’8 febbraio 2003, pag. 21.
(2) Regolamento 20 giugno 1996, relativo all’aiuto umanitario (GU                                    (2004/C 59/10)
    L 163 del 2 luglio 1996, pag. 1).
                                                                           Il 16 dicembre 2003, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                           rappresentata dal sig. Dimitris Triantafyllou, membro del
                                                                           servizio giuridico, assistito dal sig. Nicolaos Korogiannakis,
                                                                           avvocato in Atene, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
                                                                           proposto un ricorso dinanzi alla Corte di giustizia delle
                                                                           Comunità europee contro la società G. & E. Gianniotis EPE,
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                      operante con la denominazione commerciale di «Nosokomio
tro la BIOTRAST A.E., società di sviluppo di tecnologie                    Agia Eleni».
        d’avanguardia, proposto il 15 dicembre 2003
                         (Causa C-523/03)                                  La ricorrente chiede che la Corte voglia condannare la conve-
                                                                           nuta:
                          (2004/C 59/09)                                   a)    a pagare la somma di EUR 236 977,93 corrispondente a
                                                                                 EUR 212 010,17 a titolo di capitale e EUR 24 697,76 a
                                                                                 titolo di interessi moratori a partire dalla data in cui è
                                                                                 diventata esigibile ciascuna nota di debito fino al
Il 15 dicembre 2003, la Commissione delle Comunità europee,                      31 ottobre 2003.
rappresentata dal sig. Dimitris Triantafyllou, membro del
servizio giuridico, assistito dal sig. Nicolaos Korogiannakis,             b)    a pagare interessi dell’importo di EUR 42,16 al giorno dal
avvocato in Atene, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha                       31 ottobre 2003 fino al saldo totale del debito.
proposto un ricorso dinanzi alla Corte di giustizia delle
Comunità europee contro la BIOTRAST A.E., società per                      c)    a sopportare le spese.
azioni di sviluppo di tecnologie d’avanguardia. La ricorrente
chiede che la Corte voglia:
                                                                           Motivi e principali argomenti
condannare la ricorrente:
                                                                           a)    Obbligo di restituzione della somma indebitamente paga-
                                                                                 ta dalla Commissione
a)    a pagare la somma di EUR 730 726,81, corrispondente a
      EUR 661 838,82 a titolo di capitale e EUR 68 887,99 a
      titolo di interessi moratori a partire dalla data in cui è           b)    Data alla quale gli interessi diventano esigibili.
      divenuta esigibile la nota di debito al tasso di interesse del
      4,77 % fino al 31 dicembre 2002 e al tasso di interesse
      del 6,77 % dal 1o gennaio 2003.
b)    a pagare interessi nell’importo di EUR 122,75 al giorno
      dal 31 ottobre 2003 e fino al saldo totale del debito.
                                                                           Ricorso del 16 dicembre 2003 contro la Repubblica
c)    a sopportare le spese.                                               italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità
                                                                                                         europee
                                                                                                   (Causa C-525/03)
Motivi e principali argomenti
                                                                                                     (2004/C 59/11)
a)    Obbligo di restituzione della somma indebitamente paga-
      ta dalla Commissione.
b)    Data alla quale gli interessi diventano esigibili.                   Il 16 dicembre 2003, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                           rappresentata dai signori Klaus Wiedner e Claudio Loggi, in
                                                                           qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle
                                                                           Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.