CELEX: 52021PC0719
Language: it
Date: 2021-11-25
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza gli Stati membri a ratificare, nell'interesse dell'Unione europea, il secondo protocollo addizionale alla Convenzione sulla criminalità informatica riguardante la cooperazione rafforzata e la divulgazione di prove elettroniche

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 25.11.2021
            COM(2021) 719 final
            2021/0383(NLE)
            
            Proposta di
            DECISIONE DEL CONSIGLIO
            che autorizza gli Stati membri a ratificare, nell'interesse dell'Unione europea, il secondo protocollo addizionale alla Convenzione sulla criminalità informatica riguardante la cooperazione rafforzata e la divulgazione di prove elettroniche
            
               
         
         
            
               RELAZIONE
            
            
               1.OGGETTO DELLA PROPOSTA
            
            
               La presente proposta riguarda la decisione che autorizza gli Stati membri a ratificare, nell'interesse dell'Unione europea, il secondo protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica riguardante la cooperazione rafforzata e la divulgazione di prove elettroniche ("il protocollo").
                  1
                L'obiettivo del protocollo è stabilire norme comuni a livello internazionale per rafforzare la cooperazione in materia di criminalità informatica e la raccolta di prove in formato elettronico a fini di indagini o procedimenti penali.
            
            
               La presente proposta integra una proposta separata della Commissione concernente una decisione del Consiglio dell'Unione europea ("il Consiglio") che autorizza gli Stati membri a firmare il protocollo nell'interesse dell'Unione europea.
            
            
               La criminalità informatica continua a rappresentare una sfida considerevole per la nostra società. Nonostante gli sforzi compiuti dalle autorità di contrasto e dalle autorità giudiziarie, gli attacchi informatici, compresi gli attacchi con ransomware, sono in aumento e stanno diventando più complessi.
                  2
                In particolare, poiché Internet è senza frontiere, le indagini sulla criminalità informatica sono quasi sempre di tipo transfrontaliero ed esigono pertanto una stretta cooperazione tra le autorità di paesi diversi.
            
            
               Le prove elettroniche sono sempre più importanti nelle indagini penali. La Commissione ritiene che attualmente le autorità di contrasto e le autorità giudiziarie abbiano bisogno di accedere alle prove elettroniche nell'85 % delle indagini penali, comprese quelle in materia di criminalità informatica.
                  3
                Le prove di reato sono sempre più spesso detenute in forma elettronica dai prestatori di servizi in giurisdizioni straniere e una risposta efficace della giustizia penale richiede misure adeguate per ottenere tali prove al fine di rispettare lo Stato di diritto.
            
            
               A livello nazionale, dell'Unione europea
                  4
                e internazionale si cerca di migliorare l'accesso transfrontaliero alle prove elettroniche per le indagini penali in tutto il mondo, anche attraverso il protocollo. È importante garantire l'esistenza di norme compatibili a livello internazionale per evitare conflitti di legge laddove sia richiesto l'accesso transfrontaliero alle prove elettroniche.
            
            
               2.CONTESTO DELLA PROPOSTA
            
            
               2.1.Contesto
            
            
               
                  La Convenzione di Budapest del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica (STE n. 185) ("la Convenzione") è volta ad agevolare la lotta contro i reati compiuti avvalendosi di reti informatiche. La Convenzione (1) contiene disposizioni che armonizzano gli elementi del diritto penale sostanziale interno e le disposizioni collegate nel settore della criminalità informatica, (2) fornisce le competenze di diritto procedurale penale a livello interno necessarie per le indagini e l'esercizio dell'azione penale in relazione a tali reati, così come in relazione ad altri reati commessi per mezzo di un sistema informatico o laddove le prove siano in formato elettronico e (3) è volta a istituire un rapido ed efficiente regime di cooperazione internazionale. 
               
               
                  La Convenzione è aperta agli Stati membri del Consiglio d'Europa e, su invito, ai paesi che non ne sono membri. Ne fanno attualmente parte 66 paesi, tra cui 26 Stati membri dell'Unione europea.
                     5
                   La Convenzione non prevede l'adesione dell'Unione europea, che è tuttavia riconosciuta come organizzazione con lo status di osservatore presso il Comitato della Convenzione sulla criminalità informatica (T-CY).
                     6
                   
               
               
                  Nonostante gli sforzi profusi per negoziare una nuova Convenzione sulla criminalità informatica a livello delle Nazioni Unite
                     7
                  , la Convenzione di Budapest rimane la principale Convenzione multilaterale in materia di lotta contro la criminalità informatica. L'Unione offre un sostegno costante alla Convenzione
                     8
                  , anche nel quadro del finanziamento di programmi di sviluppo delle capacità.
                     9
                   
               
               
                  A seguito delle proposte del Cloud Evidence Group
                     10
                  , il Comitato della Convenzione sulla criminalità informatica ha adottato numerose raccomandazioni per affrontare, anche negoziando un secondo protocollo addizionale alla Convenzione sulla criminalità informatica riguardante la cooperazione internazionale rafforzata, la sfida posta dal fatto che le prove elettroniche relative alla criminalità informatica e ad altri reati sono sempre più conservate da prestatori di servizi ubicati in giurisdizioni straniere, mentre i poteri delle autorità di contrasto rimangono limitati dai confini territoriali. Nel giugno 2017 il Comitato della Convenzione sulla criminalità informatica ha approvato il mandato per la preparazione del secondo protocollo addizionale nel periodo compreso tra settembre 2017 e dicembre 2019.
                     11
                   Dato che occorreva più tempo per ultimare le discussioni, e date le limitazioni poste dalla pandemia di COVID-19 nel 2020 e nel 2021, il Comitato della Convenzione sulla criminalità informatica ha successivamente prorogato il mandato due volte, fino a dicembre 2020 e poi fino a maggio 2021. 
               
               
                  A seguito dell'invito formulato dal Consiglio europeo nelle sue conclusioni del 18 ottobre 2018
                     12
                  , il 5 febbraio 2019 la Commissione ha adottato una raccomandazione di decisione del Consiglio che autorizza la Commissione a partecipare, a nome dell'Unione europea, ai negoziati su un secondo protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica.
                     13
                   Il Garante europeo della protezione dei dati ha adottato un parere sulla raccomandazione il 2 aprile 2019.
                     14
                   Con decisione del 6 giugno 2019, il Consiglio dell'Unione europea ha autorizzato la Commissione a partecipare, a nome dell'Unione europea, ai negoziati su un secondo protocollo addizionale.
                     15
                   
               
               
                  Come indicato nella strategia dell'UE del 2020 per l'Unione della sicurezza
                     16
                  , nella strategia dell'UE del 2020 in materia di cibersicurezza per il decennio digitale
                     17
                   e nella strategia dell'UE del 2021 per la lotta alla criminalità organizzata
                     18
                  , la Commissione si è impegnata a concludere in modo rapido ed efficace i negoziati sul protocollo. Il Parlamento europeo ha inoltre riconosciuto la necessità di concludere i lavori sul protocollo nella sua risoluzione del 2021 sulla strategia dell'UE in materia di cibersicurezza per il decennio digitale.
                     19
                   
               
            
            
               La Commissione ha partecipato ai negoziati sul protocollo, in linea con la decisione del Consiglio dell'Unione europea, a nome dell'Unione europea. La Commissione si è consultata costantemente con il comitato speciale del Consiglio per i negoziati sulla posizione dell'Unione. 
            
            
               In linea con l'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea
                  20
               , la Commissione ha inoltre tenuto informato il Parlamento europeo sull'andamento dei negoziati mediante relazioni scritte e presentazioni orali. 
            
            
               
                  Nella riunione plenaria del 28 maggio 2021, il Comitato della Convenzione sulla criminalità informatica ha approvato il progetto di protocollo al suo livello e lo ha trasmesso per adozione al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa.
                     21
                   Il 17 novembre 2021 il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha adottato il protocollo. 
               
            
            
               2.2.Il secondo protocollo addizionale
            
         
         
            
               
                  L'obiettivo del protocollo è rafforzare la cooperazione in materia di criminalità informatica e la raccolta di prove di reato in formato elettronico a fini di indagini o procedimenti penali specifici. Il protocollo riconosce la necessità di una cooperazione rafforzata e più efficace tra gli Stati e con il settore privato, nonché di una maggiore chiarezza e certezza del diritto per i prestatori di servizi e altri soggetti per quanto riguarda le circostanze in cui possono rispondere alle richieste di divulgazione di prove elettroniche presentate dalle autorità giudiziarie penali di altre Parti. 
               
               
                  Il protocollo riconosce inoltre che un'efficace cooperazione transfrontaliera ai fini della giustizia penale, anche tra autorità del settore pubblico e soggetti del settore privato, richiede condizioni efficaci e solide garanzie per la tutela dei diritti fondamentali. A tal fine, il protocollo segue un approccio basato sui diritti e prevede condizioni e garanzie in linea con gli strumenti internazionali in materia di diritti umani, compresa la Convenzione del Consiglio d'Europa per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (1950). Poiché le prove elettroniche riguardano spesso dati personali, il protocollo prevede altresì solide garanzie per la protezione della vita privata e dei dati personali. 
               
               
                  Le disposizioni descritte qui di seguito rivestono particolare importanza per il protocollo. Il protocollo è corredato da una relazione esplicativa dettagliata. Pur non costituendo uno strumento che fornisce un'interpretazione autentica del protocollo, la relazione esplicativa è intesa a "guidare e assistere le Parti" nell'applicazione del protocollo stesso.
                     22
                   
               
            
            
               2.2.1.Disposizioni comuni
            
            
               
                  Il capo I del protocollo contiene le disposizioni comuni. L'articolo 2 definisce il campo di applicazione del protocollo, in linea con quello della Convenzione: il protocollo si applica a indagini o procedimenti penali specifici relativi a reati connessi a sistemi e dati informatici, e all'acquisizione di prove di reato in formato elettronico.
               
               
                  L'articolo 3 contiene le definizioni di "autorità centrale", "autorità competente", "emergenza", "dati personali" e "Parte trasmittente". Tali definizioni si applicano al protocollo assieme alle definizioni contenute nella Convenzione. 
               
               
                  L'articolo 4 stabilisce le lingue in cui le Parti devono trasmettere ordini, richieste o notifiche a norma del protocollo.
               
            
            
               2.2.2.Misure di cooperazione
            
            
               
                  Il capo II del protocollo prevede misure volte a rafforzare la cooperazione. In primo luogo l'articolo 5, paragrafo 1, stabilisce che le Parti cooperano nella misura più ampia possibile sulla base del protocollo. L'articolo 5, paragrafi da 2 a 5, definisce l'applicazione delle misure del protocollo in relazione ai trattati o alle intese di assistenza giudiziaria esistenti. L'articolo 5, paragrafo 7, stabilisce che le misure di cui al capo II non limitano la cooperazione tra le Parti, o tra le Parti e i prestatori di servizi o altri soggetti, mediante altri accordi, intese, pratiche o leggi nazionali applicabili. 
               
               
                  L'articolo 6 fornisce una base per la cooperazione diretta tra le autorità competenti di una Parte e i soggetti che forniscono servizi di registrazione di nomi di dominio di un'altra Parte ai fini della divulgazione dei dati relativi a tali registrazioni. 
               
               
                  L'articolo 7 fornisce una base per la cooperazione diretta tra le autorità competenti di una Parte e i prestatori di servizi di un'altra Parte ai fini della divulgazione delle informazioni relative agli abbonati. 
               
               
                  L'articolo 8 fornisce una base per la cooperazione rafforzata tra le autorità ai fini della divulgazione dei dati informatici. 
               
               
                  L'articolo 9 fornisce una base per la cooperazione tra le autorità ai fini della divulgazione di dati informatici in situazioni di emergenza.
               
               
                  L'articolo 10 fornisce una base per l'assistenza giudiziaria in situazioni di emergenza. 
               
               
                  L'articolo 11 fornisce una base per la cooperazione tramite videoconferenze. 
               
               
                  L'articolo 12 fornisce una base per le indagini congiunte e le squadre investigative comuni.
               
            
            
               2.2.3.Garanzie
            
            
               
                  Il protocollo segue un approccio basato sui diritti, con condizioni e garanzie specifiche, alcune delle quali sono inserite nell'ambito di misure di cooperazione specifiche, nonché nel capo III del protocollo. L'articolo 13 del protocollo impone alle Parti di assicurare che i poteri e le procedure siano soggetti a un adeguato livello di tutela dei diritti fondamentali che garantisca, in linea con l'articolo 15 della Convenzione, l'applicazione del principio di proporzionalità. 
               
               
                  L'articolo 14 del protocollo prevede la protezione dei dati personali, quali definiti all'articolo 3 in linea con il protocollo che modifica la Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento di dati a carattere personale (STE n. 223) (Convenzione n. 108+) e con il diritto dell'Unione. 
               
               
                  Su tale base, l'articolo 14, paragrafi da 2 a 15, stabilisce i principi fondamentali in materia di protezione dei dati, che includono la limitazione delle finalità, la base giuridica, la qualità dei dati e le norme applicabili al trattamento di categorie particolari di dati, gli obblighi applicabili ai titolari del trattamento, anche in merito alla conservazione, la tenuta di registri, la sicurezza e i trasferimenti successivi, i diritti individuali applicabili, in particolare in materia di notifica, accesso, rettifica e processo decisionale automatizzato, il controllo indipendente ed efficace da parte di una o più autorità nonché il ricorso amministrativo e giudiziario. Le garanzie riguardano tutte le forme di cooperazione previste dal protocollo, con gli adeguamenti necessari per tenere conto delle caratteristiche specifiche della cooperazione diretta (ad esempio nel contesto della notifica di violazioni). L'esercizio di determinati diritti individuali può essere ritardato, limitato o rifiutato ove necessario e proporzionato per perseguire importanti obiettivi di interesse pubblico, in particolare per prevenire rischi per le indagini di polizia in corso, il che è anche in linea con il diritto dell'Unione. 
               
            
         
         
            
               
                  L'articolo 14 del protocollo va inoltre letto in combinato disposto con l'articolo 23 dello stesso. L'articolo 23 rafforza l'efficacia delle garanzie previste dal protocollo prevedendo che il Comitato della Convenzione sulla criminalità informatica deve valutare l'attuazione e l'applicazione delle misure adottate nella legislazione nazionale per dare attuazione alle disposizioni del protocollo. In particolare, l'articolo 23, paragrafo 3, riconosce esplicitamente che l'attuazione dell'articolo 14 da parte delle Parti sarà valutata quando dieci Parti della Convenzione avranno espresso il loro consenso a essere vincolate dal protocollo. 
               
               
                  A titolo di ulteriore garanzia, a norma dell'articolo 14, paragrafo 15, qualora una Parte disponga di prove sostanziali del fatto che un'altra Parte viola in modo sistematico o rilevante le garanzie previste dal protocollo, essa può sospendere il trasferimento di dati personali a tale Parte previa consultazione (non necessaria in caso di urgenza). I dati personali trasferiti prima della sospensione devono continuare ad essere trattati conformemente al protocollo.
               
               
                  Infine, tenuto conto del carattere multilaterale del protocollo, l'articolo 14, paragrafo 1, lettere b) e c), del protocollo consente alle Parti nelle loro relazioni bilaterali di concordare, a determinate condizioni, modalità alternative per garantire la protezione dei dati personali trasferiti in virtù del protocollo. Se le garanzie di cui all'articolo 14, paragrafi da 2 a 15, si applicano automaticamente alle Parti che ricevono dati personali, in base all'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), possono attenersi a tale quadro anche le Parti vincolate reciprocamente da un accordo internazionale che istituisce un quadro globale per la protezione dei dati personali, in linea con i requisiti applicabili della legislazione delle Parti interessate. Ciò riguarda, ad esempio, la Convenzione n. 108+ (per le Parti che consentono il trasferimento di dati ad altre Parti ai sensi di tale Convenzione) o l'accordo quadro UE-USA (nel suo ambito di applicazione, vale a dire per il trasferimento di dati personali tra autorità e, in combinazione con un accordo specifico di trasferimento tra gli Stati Uniti e l'UE, per la cooperazione diretta tra autorità e prestatori di servizi). Inoltre, a norma dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), le Parti possono anche stabilire di comune accordo che il trasferimento di dati personali avvenga sulla base di altri accordi o intese tra le Parti interessate. Per quanto riguarda gli Stati membri dell'UE, essi possono attenersi a tali accordi o intese alternative per i trasferimenti di dati a norma del protocollo solo se tali trasferimenti sono conformi ai requisiti del diritto dell'Unione in materia di protezione dei dati, segnatamente il capo V della direttiva (UE) 2016/680 (direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie) e, per la cooperazione diretta tra autorità e prestatori di servizi ai sensi degli articoli 6 e 7 del protocollo, il capo V del regolamento (UE) 2016/679 (regolamento generale sulla protezione dei dati).
               
            
            
               2.2.4.Disposizioni finali
            
            
               Il capo IV del protocollo contiene le disposizioni finali. L'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), tra l'altro, garantisce che le Parti possano stabilire le loro relazioni in merito alle questioni previste dal protocollo in altri modi, in linea con l'articolo 39, paragrafo 2, della Convenzione. L'articolo 15, paragrafo 1, lettera b), garantisce che gli Stati membri dell'UE che sono Parti del protocollo possano continuare ad applicare il diritto dell'Unione nelle loro relazioni reciproche. L'articolo 15, paragrafo 2, stabilisce inoltre l'applicazione al protocollo dell'articolo 39, paragrafo 3, della Convenzione. 
            
            
               L'articolo 16, paragrafo 3, stabilisce che il protocollo entrerà in vigore una volta che cinque Parti della Convenzione avranno espresso il loro consenso ad essere vincolate dal protocollo. 
            
            
               L'articolo 19, paragrafo 1, prevede che le Parti possano avvalersi di riserve in relazione all'articolo 7, paragrafo 9, lettere a) e b), all'articolo 8, paragrafo 13, e all'articolo 17. L'articolo 19, paragrafo 2, prevede che le Parti possano rilasciare dichiarazioni in relazione all'articolo 7, paragrafo 2, lettera b), e paragrafo 8, all'articolo 8, paragrafo 11, all'articolo 9, paragrafo 1, lettera b), e paragrafo 5, all'articolo 10, paragrafo 9, all'articolo 12, paragrafo 3, e all'articolo 18, paragrafo 2. L'articolo 19, paragrafo 3, stabilisce che una Parte formula le dichiarazioni, notifiche o comunicazioni di cui all'articolo 7, paragrafo 5, lettere a) ed e), all'articolo 8, paragrafo 4 e paragrafo 10, lettere a) e b), all'articolo 14, paragrafo 7, lettera c), e paragrafo 10, lettera b), e all'articolo 17, paragrafo 2. 
            
            
               L'articolo 23, paragrafo 1, fornisce una base per le consultazioni fra le Parti, anche attraverso il Comitato della Convenzione sulla criminalità informatica, in linea con l'articolo 46 della Convenzione. L'articolo 23, paragrafo 2, fornisce inoltre una base per la valutazione dell'uso e dell'attuazione delle disposizioni del protocollo. L'articolo 23, paragrafo 3, garantisce che la valutazione dell'uso e dell'attuazione dell'articolo 14 sulla protezione dei dati abbia inizio una volta che dieci Parti avranno espresso il loro consenso ad essere vincolate dal protocollo. 
            
            
               2.3.Diritto e politiche dell'Unione in materia
            
            
               La materia oggetto dal protocollo è in gran parte disciplinata da norme comuni basate sull'articolo 82, paragrafo 1, e sull'articolo 16 TFUE. L'attuale quadro giuridico dell'Unione europea comprende in particolare strumenti relativi alla cooperazione delle autorità di contrasto e giudiziarie in materia penale, quali la direttiva 2014/41/UE relativa all'ordine europeo di indagine penale, la Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea e la decisione quadro 2002/465/GAI del Consiglio relativa alle squadre investigative comuni. A livello esterno, l'Unione europea ha concluso una serie di accordi bilaterali con paesi terzi, quali gli accordi sulla mutua assistenza giudiziaria tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America, tra l'Unione europea e il Giappone e tra l'Unione europea e la Norvegia e l'Islanda. L'attuale quadro giuridico dell'Unione europea include anche il regolamento (UE) 2017/1939 relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea ("EPPO"). Gli Stati membri che partecipano alla cooperazione rafforzata dovrebbero garantire che l'EPPO, nell'esercizio delle sue competenze ai sensi degli articoli 22, 23 e 25 del regolamento (UE) 2017/1939, possa chiedere la cooperazione a norma del protocollo allo stesso modo dei procuratori nazionali di tali Stati membri. Tali strumenti e accordi riguardano, in particolare, gli articoli 8, 9, 10, 11 e 12 del protocollo. 
            
            
               Inoltre, l'Unione ha adottato diverse direttive che rafforzano i diritti procedurali di indagati e imputati.
                  23
                Tali strumenti riguardano, in particolare, gli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13 del protocollo. Un particolare gruppo di garanzie riguarda la protezione dei dati personali, che è un diritto fondamentale sancito dai trattati dell'UE e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. I dati personali possono essere trattati solo in conformità del regolamento (UE) 2016/679 (regolamento generale sulla protezione dei dati) e della direttiva (UE) 2016/680 (direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie). Il rispetto della riservatezza delle comunicazioni è un elemento essenziale del diritto fondamentale di ogni persona al rispetto della vita privata e familiare, del domicilio e delle comunicazioni. I dati delle comunicazioni elettroniche possono essere trattati solo in conformità della direttiva 2002/58/CE (direttiva e-privacy). Tali strumenti riguardano, in particolare, l'articolo 14 del protocollo. 
            
            
               
                  L'articolo 14, paragrafi da 2 a 15, del protocollo prevede garanzie adeguate in materia di protezione dei dati in virtù delle norme dell'Unione in materia di protezione dei dati, in particolare l'articolo 46 del regolamento generale sulla protezione dei dati e l'articolo 37 della direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie, nonché della pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. In linea con i requisiti del diritto dell'Unione
                     24
                   e al fine di garantire l'efficacia delle garanzie di cui all'articolo 14 del protocollo, gli Stati membri dovrebbero provvedere a informare le persone i cui dati sono stati trasferiti, fatte salve talune restrizioni, ad esempio per evitare di compromettere le indagini in corso. L'articolo 14, paragrafo 11, lettera c), del protocollo fornisce agli Stati membri una base per soddisfare tale requisito. 
               
               
                  La compatibilità dell'articolo 14, paragrafo 1, del protocollo con le norme dell'Unione in materia di protezione dei dati richiede inoltre che gli Stati membri valutino quanto segue per quanto riguarda le possibili modalità alternative per garantire un'adeguata protezione dei dati personali trasferiti a norma del protocollo. In merito ad altri accordi internazionali che istituiscono un quadro globale per la protezione dei dati personali in linea con gli obblighi applicabili della normativa delle Parti interessate, conformemente all'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), gli Stati membri dovrebbero tenere conto del fatto che, ai fini della cooperazione diretta, l'accordo quadro UE-USA deve essere integrato da garanzie supplementari - da stabilire in uno specifico accordo di trasferimento tra gli Stati Uniti e l'UE o i suoi Stati membri - che tengano conto delle esigenze specifiche del trasferimento di prove elettroniche direttamente dai prestatori di servizi piuttosto che tra autorità.
                     25
                   
               
               
                  Inoltre, ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), del protocollo, gli Stati membri dovrebbero considerare che, per gli Stati membri dell'UE che sono Parti della Convenzione n. 108+, questa non costituisce di per sé una base adeguata per i trasferimenti transfrontalieri di dati ai sensi del protocollo verso altre Parti della Convenzione. A tale riguardo, dovrebbero tenere conto dell'ultima frase dell'articolo 14, paragrafo 1, della Convenzione n. 108+
                     26
                  . 
               
               
                  Infine, per quanto riguarda altri accordi o intese ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), gli Stati membri dovrebbero considerare che possono fare riferimento a tali altri accordi o intese solo se la Commissione europea ha adottato una decisione di adeguatezza a norma dell'articolo 45 del regolamento (UE) 2016/679 (regolamento generale sulla protezione dei dati) o dell'articolo 36 della direttiva (UE) 2016/680 (direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie) per il paese terzo interessato che abbia ad oggetto i rispettivi trasferimenti di dati, o se tale altro accordo o intesa garantisce adeguate garanzie in materia di protezione dei dati ai sensi dell'articolo 46 del regolamento generale sulla protezione dei dati o dell'articolo 37, paragrafo 1, lettera a), della direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie. 
               
            
            
               Occorre tenere conto non solo del diritto dell'Unione nella sua forma attuale nella materia in questione, ma anche del suo futuro sviluppo, nella misura in cui ciò sia prevedibile al momento dell'analisi. La materia disciplinata dal protocollo è direttamente rilevante per gli sviluppi futuri prevedibili del diritto dell'Unione. A tale riguardo, occorre prendere atto delle proposte della Commissione in materia di accesso transfrontaliero alle prove elettroniche dell'aprile 2018.
                  27
                Tali strumenti riguardano, in particolare, gli articoli 6 e 7 del protocollo. 
            
            
               La Commissione, partecipando ai negoziati a nome dell'Unione, si è accertata che il protocollo fosse pienamente compatibile con il diritto dell'Unione e con gli obblighi che ne derivano per gli Stati membri. In particolare, la Commissione si è assicurata che le disposizioni del protocollo consentano agli Stati membri di rispettare i diritti fondamentali, le libertà e i principi generali del diritto dell'Unione sanciti dai trattati dell'UE e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, compresi la proporzionalità, i diritti processuali, la presunzione di innocenza e il diritto alla difesa delle persone oggetto di procedimenti penali, nonché il diritto alla riservatezza e alla protezione dei dati personali e delle comunicazioni elettroniche quando tali dati sono trattati, compresi i trasferimenti alle autorità di contrasto di paesi al di fuori dell'Unione europea, e ogni obbligo che incombe alle autorità di contrasto e giudiziarie al riguardo. La Commissione ha inoltre tenuto conto del parere del Garante europeo della protezione dei dati
                  28
                e del comitato europeo per la protezione dei dati.
                  29
                
            
            
               Inoltre, la Commissione ha verificato che le disposizioni del protocollo e le proposte della Commissione in materia di prove elettroniche fossero compatibili, anche man mano che il progetto legislativo si è evoluto nelle discussioni con i colegislatori, e che il protocollo non desse luogo a conflitti di legge. In particolare, si è assicurata che il protocollo includa adeguate garanzie in materia di protezione dei dati e riservatezza, che consentano ai prestatori di servizi dell'UE di rispettare i loro obblighi derivanti dalla normativa dell'UE in materia di protezione dei dati e vita privata, nella misura in cui il protocollo fornisce una base giuridica per il trasferimento di dati in risposta a ordini o richieste emessi da un'autorità di una Parte del protocollo non appartenente all'UE, che impongono a un titolare o responsabile del trattamento dell'UE di divulgare dati personali o dati di comunicazioni elettroniche. 
            
            
               2.4.Riserve, dichiarazioni, notifiche e comunicazioni e altre considerazioni
            
            
               Il protocollo fornisce alle Parti la base per avvalersi di talune riserve e per formulare dichiarazioni, notifiche o comunicazioni in relazione a determinati articoli. Gli Stati membri dovrebbero adottare un approccio uniforme a talune riserve e dichiarazioni, notifiche e comunicazioni, quale stabilito dall'allegato della presente decisione. Al fine di garantire la compatibilità dell'attuazione del protocollo con il diritto dell'Unione, gli Stati membri dell'UE dovrebbero adottare la posizione riportata di seguito in merito a tali riserve e dichiarazioni. Qualora il protocollo fornisca una base per altre riserve, dichiarazioni, notifiche o comunicazioni, la presente proposta autorizza gli Stati membri a prevedere e formulare le proprie riserve, dichiarazioni, notifiche o comunicazioni.
            
         
         
            
               Al fine di garantire la compatibilità tra le disposizioni del protocollo e il diritto e le politiche pertinenti dell'Unione, gli Stati membri non dovrebbero avvalersi delle riserve di cui all'articolo 7, paragrafo 9, lettere a)
                  30
                e b)
                  31
               . Inoltre, gli Stati membri dovrebbero formulare la dichiarazione di cui all'articolo 7, paragrafo 2, lettera b)
                  32
               , e la notifica di cui all'articolo 7, paragrafo 5, lettera a)
                  33
               . L'assenza di tali riserve, nonché la presentazione della dichiarazione e della notifica, sono importanti per garantire la compatibilità del protocollo con le proposte legislative della Commissione in materia di prove elettroniche, anche man mano che il progetto legislativo evolve nelle discussioni con i colegislatori. 
            
            
               Inoltre, al fine di garantire un'applicazione uniforme del protocollo da parte degli Stati membri dell'UE nella loro cooperazione con Parti che non sono Stati membri dell'UE, gli Stati membri sono incoraggiati a non avvalersi della riserva di cui all'articolo 8, paragrafo 13
                  34
               , anche perché tale riserva avrebbe effetti reciproci
                  35
               . Gli Stati membri dovrebbero formulare la dichiarazione a norma dell'articolo 8, paragrafo 4, per garantire che possa essere data attuazione agli ordini qualora siano necessarie ulteriori informazioni di supporto, ad esempio sulle circostanze del caso in questione, al fine di valutarne la proporzionalità e la necessità.
                  36
                
            
            
               Gli Stati membri sono inoltre invitati ad astenersi dal formulare la dichiarazione di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettera b),
                  37
                al fine di garantire un'efficace applicazione del protocollo. 
            
            
               Gli Stati membri dovrebbero formulare le comunicazioni di cui all'articolo 7, paragrafo 5, lettera e)
                  38
               , all'articolo 8, paragrafo 10, lettere a) e b)
                  39
               , all'articolo 14, paragrafo 7, lettera c), e paragrafo 10, lettera b), per garantire un'applicazione generale efficace del protocollo.
                  40
                
            
            
               Infine, gli Stati membri dovrebbero adottare le misure necessarie a norma dell'articolo 14, paragrafo 11, lettera c), per garantire che la Parte ricevente sia informata al momento del trasferimento dell'obbligo, previsto dal diritto dell'Unione, di inviare una notifica alla persona a cui si riferiscono i dati
                  41
               , nonché degli opportuni dati di contatto per consentire alla Parte ricevente di informare l'autorità competente dello Stato membro dell'UE quando sono cessate le restrizioni di riservatezza e la notifica può essere inviata.
            
            
               2.5.Motivazione della proposta
            
            
               Il protocollo entrerà in vigore una volta che cinque Parti avranno espresso il loro consenso ad essere vincolate dal protocollo, conformemente alle disposizioni dell'articolo 16, paragrafi 1 e 2. La cerimonia di firma del protocollo è prevista per marzo 2022. 
            
            
               Gli Stati membri dell'UE dovrebbero adottare le misure necessarie per garantire la rapida entrata in vigore e ratifica del protocollo, aspetto importante alla luce di diversi fattori.
            
            
               In primo luogo, grazie al protocollo le autorità di contrasto e le autorità giudiziarie avranno mezzi migliori per ottenere le prove elettroniche necessarie per svolgere indagini penali. Data la crescente importanza delle prove elettroniche per le indagini penali, è urgente dotare le autorità di contrasto e le autorità giudiziarie di strumenti adeguati per ottenere l'accesso alle prove elettroniche in modo efficiente, al fine di garantire che possano combattere efficacemente la criminalità online. 
            
            
               In secondo luogo, il protocollo garantirà che tali misure per ottenere l'accesso alle prove elettroniche siano impiegate in modo da consentire agli Stati membri di rispettare i diritti fondamentali, compresi i diritti processuali in materia penale, il diritto alla riservatezza e il diritto alla protezione dei dati personali. In assenza di norme chiare a livello internazionale, le pratiche esistenti possono porre sfide in termini di certezza del diritto, trasparenza, responsabilità e rispetto dei diritti fondamentali e delle garanzie processuali degli indagati nelle indagini penali. 
            
            
               In terzo luogo, il protocollo potrà risolvere e prevenire i conflitti di legge, che interessano sia le autorità sia i prestatori di servizi del settore privato e altri soggetti, prevedendo norme compatibili a livello internazionale per l'accesso transfrontaliero alle prove elettroniche. 
            
            
               In quarto luogo, il protocollo dimostrerà che la Convenzione rimane importante quale principale quadro multilaterale nella lotta contro la criminalità informatica. Ciò sarà cruciale nel processo successivo alla risoluzione 74/247 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del dicembre 2019, sul contrasto all'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione a fini criminali, che ha istituito un comitato intergovernativo aperto di esperti ad hoc incaricato di elaborare una convenzione internazionale globale sulla lotta contro l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione a fini criminali. 
            
            
               3.BASE GIURIDICA, SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ 
            
            
               ·Base giuridica
            
            
               
                  La competenza dell'Unione a legiferare in materia di facilitazione della cooperazione tra autorità giudiziarie o autorità omologhe in relazione all'azione penale e all'esecuzione di decisioni si basa sull'articolo 82, paragrafo 1, TFUE. La competenza dell'Unione in materia di protezione dei dati di carattere personale si basa sull'articolo 16 TFUE. 
               
               
                  A norma dell'articolo 3, paragrafo 2, TFUE, l'Unione ha competenza esclusiva per la conclusione di accordi internazionali allorché tale conclusione può incidere su norme comuni dell'UE o modificarne la portata. Le disposizioni del protocollo rientrano in un settore disciplinato in larga misura da norme comuni, come illustrato nella sezione 2.3.
               
            
            
               Il protocollo rientra pertanto nella competenza esterna esclusiva dell'Unione. Gli Stati membri possono quindi ratificare il protocollo, nell'interesse dell'Unione, sulla base dell'articolo 16, dell'articolo 82, paragrafo 1, e dell'articolo 218, paragrafo 6, TFUE. 
            
            
               ·Sussidiarietà (per la competenza non esclusiva) 
            
            
               Non pertinente.
            
            
               ·Proporzionalità
            
         
         
            
               Gli obiettivi dell'Unione in relazione alla presente proposta, quali delineati alla sezione 2.5, possono essere conseguiti solo mediante la stipulazione di un accordo internazionale vincolante che preveda le necessarie misure di cooperazione e garantisca nel contempo un'adeguata tutela dei diritti fondamentali. Il protocollo realizza tale obiettivo. Le disposizioni del protocollo si limitano a quanto necessario per conseguire i suoi obiettivi principali. L'azione unilaterale non costituisce un'alternativa in quanto non fornirebbe una base sufficiente per la cooperazione con i paesi terzi e non potrebbe garantire la necessaria tutela dei diritti fondamentali. Inoltre, l'adesione a un accordo multilaterale come il protocollo, che l'Unione ha potuto negoziare, è più efficiente che l'avvio di negoziati con singoli paesi terzi a livello bilaterale. Nell'ipotesi che tutte le 66 Parti della Convenzione e le future nuove Parti ratifichino il protocollo, questo fornirà un quadro giuridico comune per la cooperazione degli Stati membri dell'UE con i loro principali partner internazionali nella lotta contro la criminalità.  
            
            
               ·Scelta dello strumento
            
            
               Non pertinente.
            
            
               4.RISULTATI DELLE VALUTAZIONI EX POST, DELLE CONSULTAZIONI DEI PORTATORI DI INTERESSI E DELLE VALUTAZIONI D'IMPATTO
            
            
               ·Valutazioni ex post/Vaglio di adeguatezza della legislazione vigente
            
            
               
                  Non pertinente. 
               
            
            
               ·Consultazioni dei portatori di interessi
            
            
               
                  Il Consiglio d'Europa ha organizzato sei cicli di consultazioni pubbliche in relazione ai negoziati sul protocollo, nei mesi di luglio e novembre 2018, febbraio e novembre 2019, dicembre 2020 e maggio 2021.
                     42
                   Le Parti hanno preso in esame i contributi ricevuti nell'ambito di tali consultazioni. 
               
            
            
               La Commissione, nel suo ruolo di negoziatore a nome dell'Unione, ha inoltre proceduto a uno scambio di opinioni con le autorità preposte alla protezione dei dati e ha organizzato, nel corso del 2019 e del 2021, riunioni di consultazione mirate con le organizzazioni della società civile, i prestatori di servizi e le associazioni di categoria. La Commissione ha tenuto conto dei contributi ricevuti da tali scambi. 
            
            
               ·Assunzione e uso di perizie
            
            
               
                  Nel corso dei negoziati la Commissione ha consultato costantemente il comitato speciale del Consiglio per i negoziati, in linea con la decisione del Consiglio dell'Unione europea, del 6 giugno 2019, che autorizza la Commissione a partecipare, a nome dell'Unione europea, ai negoziati sul protocollo, il che ha offerto agli esperti degli Stati membri l'opportunità di contribuire al processo di formulazione della posizione dell'Unione. Vari esperti degli Stati membri hanno inoltre continuato a partecipare ai negoziati accanto alla Commissione, che vi ha partecipato a nome dell'Unione. Sono stati inoltre consultati i portatori di interessi (cfr. sopra). 
               
            
            
               ·Valutazione d'impatto
            
            
               
                  Durante il periodo 2017-2018 è stata effettuata una valutazione d'impatto a corredo delle proposte della Commissione in materia di prove elettroniche.
                     43
                   In tale contesto, la negoziazione di un accordo su un secondo protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest sulla criminalità informatica faceva parte dell'opzione favorita. I relativi impatti sono inoltre illustrati nella presente relazione.  
               
            
            
               ·Efficienza normativa e semplificazione
            
            
               
                  Il protocollo può avere implicazioni per talune categorie di fornitori di servizi, tra cui le piccole e medie imprese (PMI), in quanto possono essere oggetto di richieste e ordini di prove elettroniche in virtù del protocollo. Tali prestatori di servizi, tuttavia, sono spesso già adesso oggetto di simili richieste attraverso altri canali esistenti, talvolta tramite autorità diverse, anche sulla base della Convenzione
                     44
                  , di altri trattati di mutua assistenza giudiziaria o di altri quadri legislativi, tra cui le politiche sulla governance multipartecipativa di Internet.
                     45
                   Inoltre i prestatori di servizi, comprese le PMI, beneficeranno di un quadro giuridico chiaro a livello internazionale e di un approccio comune da parte di tutte le Parti del protocollo. 
               
            
            
               ·Diritti fondamentali
            
            
               
                  Gli strumenti di cooperazione previsti dal protocollo rischiano di incidere negativamente sui diritti fondamentali, tra cui, ad esempio, il diritto a un processo equo, alla riservatezza e alla protezione dei dati personali, laddove i dati di una persona possono essere ottenuti nell'ambito di un procedimento penale. Il protocollo segue un approccio basato sui diritti e prevede condizioni e garanzie in linea con gli strumenti internazionali in materia di diritti umani, compresa la Convenzione del Consiglio d'Europa per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (1950). In particolare, il protocollo prevede garanzie specifiche in materia di protezione dei dati. Ove necessario, il protocollo fornisce inoltre alle Parti una base per formulare talune riserve, dichiarazioni o notifiche e prevede motivi validi per rifiutare la cooperazione in risposta a una richiesta in situazioni specifiche. Ciò garantisce la compatibilità del protocollo con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
               
            
            
               5.INCIDENZA SUL BILANCIO
            
            
               
                  La presente proposta non ha alcuna incidenza sul bilancio dell'Unione. Gli Stati membri possono sostenere costi una tantum per l'attuazione del protocollo e potrebbero esservi costi più elevati per le autorità degli Stati membri a causa dell'aumento previsto del numero di casi. 
               
            
            
               6.ALTRI ELEMENTI
            
         
         
            
               ·Piani di attuazione e modalità di monitoraggio, valutazione e rendicontazione
            
            
               
                  Non esiste alcun piano di attuazione in quanto, dopo la firma e la ratifica del protocollo, gli Stati membri saranno tenuti ad attuarlo. 
               
               
                  Per quanto riguarda il monitoraggio, la Commissione parteciperà alle riunioni del Comitato della Convenzione sulla criminalità informatica, in cui l'Unione europea è riconosciuta come organizzazione con funzione di osservatore. 
               
            
            
               2021/0383 (NLE)
            
            
               Proposta di
            
            
               DECISIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               che autorizza gli Stati membri a ratificare, nell'interesse dell'Unione europea, il secondo protocollo addizionale alla Convenzione sulla criminalità informatica riguardante la cooperazione rafforzata e la divulgazione di prove elettroniche
            
            
               IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 16, l'articolo 82, paragrafo 1, e l'articolo 218, paragrafo 6,
            
            
               vista la proposta della Commissione europea,
            
            
               vista l'approvazione del Parlamento europeo,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 9 giugno 2019 il Consiglio ha autorizzato la Commissione a partecipare, a nome dell'Unione, ai negoziati sul secondo protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica (Convenzione di Budapest). 
            
            
               (2)Il testo del secondo protocollo addizionale alla Convenzione sulla criminalità informatica riguardante la cooperazione rafforzata e la divulgazione di prove elettroniche ("il protocollo") è stato adottato dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa il 17 novembre 2021 e dovrebbe essere aperto alla firma nel marzo 2022. 
            
            
               (3)Le disposizioni del protocollo rientrano in un settore disciplinato in larga misura da norme comuni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, TFUE, compresi gli strumenti che agevolano la cooperazione giudiziaria in materia penale, introducendo norme minime in materia di diritti processuali e garanzie in merito alla protezione dei dati e alla riservatezza.
            
            
               (4)La Commissione ha inoltre presentato proposte legislative su un regolamento relativo agli ordini europei di produzione e di conservazione di prove elettroniche in materia penale (COM(2018) 225 final) e su una direttiva recante norme armonizzate sulla nomina di rappresentanti legali ai fini dell'acquisizione di prove nei procedimenti penali (COM(2018) 226 final), che introducono ordini europei di produzione e di conservazione vincolanti da rivolgere direttamente a un rappresentante di un prestatore di servizi in un altro Stato membro. 
            
            
               (5)Partecipando ai negoziati a nome dell'Unione, la Commissione ha garantito la compatibilità del secondo protocollo addizionale con le pertinenti norme comuni dell'Unione europea. 
            
            
               (6)Una serie di riserve, dichiarazioni, notifiche e comunicazioni è pertinente al fine di garantire la compatibilità del protocollo con il diritto e le politiche dell'Unione, nonché l'applicazione uniforme del protocollo tra gli Stati membri dell'UE nei loro rapporti con le Parti non appartenenti all'UE e l'effettiva applicazione del protocollo.
            
            
               (7)Poiché il protocollo prevede procedure rapide che migliorano l'accesso transfrontaliero alle prove elettroniche e un elevato livello di garanzie, la sua entrata in vigore contribuirà alla lotta contro la criminalità informatica e altre forme di criminalità a livello mondiale, facilitando la cooperazione tra le Parti che sono Stati membri dell'UE e i paesi terzi che sono Parti del protocollo, garantirà un elevato livello di protezione delle persone e risolverà i conflitti di legge.
            
            
               (8)Poiché il protocollo prevede garanzie adeguate in linea con i requisiti per i trasferimenti internazionali di dati personali in conformità del regolamento (UE) 2016/679 e della direttiva (UE) 2016/680, la sua entrata in vigore contribuirà a promuovere le norme dell'Unione in materia di protezione dei dati a livello globale, agevolerà i flussi di dati tra le Parti che sono Stati membri dell'UE e i paesi terzi che sono Parti del protocollo e garantirà che gli Stati membri dell'UE adempiano ai loro obblighi sanciti dalle norme dell'Unione in materia di protezione dei dati.
            
         
         
            
               (9)La rapida entrata in vigore confermerà inoltre la posizione della Convenzione di Budapest del Consiglio d'Europa quale principale quadro multilaterale nella lotta contro la criminalità informatica.
            
            
               (10)L'Unione europea non può diventare Parte del protocollo, in quanto sia il protocollo che la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica sono aperti esclusivamente agli Stati. 
            
            
               (11)Pertanto gli Stati membri dovrebbero essere autorizzati a ratificare il protocollo, agendo congiuntamente nell'interesse dell'Unione europea. 
            
            
               (12)Il Garante europeo della protezione dei dati è stato consultato a norma dell'articolo 42, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio e ha espresso un parere in data ... 
            
            
               (13)[A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 21 sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e fatto salvo l'articolo 4 di tale protocollo, l'Irlanda non partecipa all'adozione della presente decisione, non è da essa vincolata né è soggetta alla sua applicazione.]
            
            
               [OPPURE:]
            
            
               [A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 21 sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e fatto salvo l'articolo 4 di tale protocollo, l'Irlanda ha notificato [, con lettera del...,] che desidera partecipare all'adozione e all'applicazione della presente decisione.]
            
            
               (14)A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione, non è da essa vincolata né è soggetta alla sua applicazione,
            
            
               HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
            
            
               Articolo 1
            
            
               Gli Stati membri sono autorizzati a ratificare, nell'interesse dell'Unione europea, il secondo protocollo addizionale alla Convenzione sulla criminalità informatica riguardante la cooperazione rafforzata e la divulgazione di prove elettroniche ("il protocollo"). 
            
            
               Articolo 2
            
            
               All'atto della ratifica del protocollo, gli Stati membri formulano le riserve, dichiarazioni, notifiche o comunicazioni che figurano nell'allegato. 
            
            
               Articolo 3
            
            
               La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.
            
            
               Articolo 4
            
            
               La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
            
            
               Articolo 5
            
            
               Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
         
         
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        Il testo del protocollo è allegato alla presente proposta. 
               
               
                  
                     (2)
                  
                        Valutazione da parte dell'Unione europea della minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata e dalle forme gravi di criminalità del 2021 (SOCTA dell'UE 2021).
               
               
                  
                     (3)
                  
                        SWD(2018) 118 final.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        COM (2018) 225 e 226 final.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        Tutti tranne l'Irlanda, che ha firmato ma non ratificato la Convenzione e si è comunque impegnata a proseguire nel percorso per l'adesione.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        Regolamento interno del Comitato della Convenzione sulla criminalità informatica (T-CY (2013)25 rev), disponibile all'indirizzo www.coe.int/cybercrime.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        Risoluzione 74/247 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del dicembre 2019, sul contrasto all'uso di tecnologie dell'informazione e della comunicazione a scopi criminali.
               
               
                  
                     (8)
                  
                        JOIN(2020) 81 final.
               
               
                  
                     (9)
                  
                        Cfr., ad esempio, l'azione globale estesa contro la criminalità informatica (GLACY+) all'indirizzo https://www.coe.int/en/web/cybercrime/glacyplus.
               
               
                  
                     (10)
                  
                        Relazione finale del Cloud Evidence Group del Comitato della Convenzione sulla criminalità informatica: "Criminal justice access to electronic evidence in the cloud: Recommendations for consideration by the T-CY" (Accesso della giustizia penale alle prove elettroniche nel cloud: raccomandazioni per l'esame da parte del T-CY) del 16 settembre 2016.
               
               
                  
                     (11)
                  
                        https://rm.coe.int/t-cy-terms-of-reference-protocol/1680a03690.
               
               
                  
                     (12)
                  
                        https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2018/10/18/20181018-european-council-conslusions/.
               
               
                  
                     (13)
                  
                        COM(2019) 71 final.
               
               
                  
                     (14)
                  
                        Parere 3/2019 del GEPD concernente la partecipazione ai negoziati in vista di un secondo protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest sulla criminalità informatica, del 2 aprile 2019.
               
               
                  
                     (15)
                  
                        Decisione del Consiglio 9116/19.
               
               
                  
                     (16)
                  
                        COM(2020) 605 final.
               
               
                  
                     (17)
                  
                        JOIN(2020) 81 final.
               
               
                  
                     (18)
                  
                        COM(2021) 170 final.
               
               
                  
                     (19)
                  
                        Risoluzione del Parlamento europeo del 10 giugno 2021 sulla strategia dell'UE in materia di cibersicurezza per il decennio digitale.
               
               
                  
                     (20)
                  
                        GU L 304 del 20.11.2010, pag. 47.
               
               
                  
                     (21)
                  
                        https://rm.coe.int/0900001680a2aa42.
               
               
                  
                     (22)
                  
                        Cfr. paragrafo 2 della relazione esplicativa del protocollo.
               
               
                  
                     (23)
                  
                        Direttiva 2010/64/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, sul diritto all'interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali (GU L 280 del 26.10.2010, pag. 1); direttiva 2012/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, sul diritto all'informazione nei procedimenti penali (GU L 142 dell'1.6.2012, pag. 1); direttiva 2013/48/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2013, relativa al diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d'arresto europeo, al diritto di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e al diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le autorità consolari (GU L 294 del 6.11.2013, pag. 1); direttiva (UE) 2016/1919 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2016, sull'ammissione al patrocinio a spese dello Stato per indagati e imputati nell'ambito di procedimenti penali e per le persone ricercate nell'ambito di procedimenti di esecuzione del mandato d'arresto europeo (GU L 297 del 4.11.2016, pag. 1); direttiva (UE) 2016/800 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2016, sulle garanzie procedurali per i minori indagati o imputati nei procedimenti penali (GU L 132 del 21.5.2016, pag. 1); direttiva (UE) 2016/343 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali (GU L 65 dell'11.3.2016, pag. 1); direttiva 2012/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, sul diritto all'informazione nei procedimenti penali.
               
               
                  
                     (24)
                  
                        Cfr. il parere 1/15 della Corte di giustizia (Grande Sezione), ECLI:EU:C:2017:592, punto 220. Cfr. anche il contributo del comitato europeo per la protezione dei dati alla consultazione su un progetto di secondo protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica (Convenzione di Budapest), del 13 novembre 2019, pag. 6 ("Le autorità nazionali competenti alle quali è stato concesso l'accesso ai dati devono notificare le persone interessate, secondo le procedure nazionali applicabili, non appena tale notifica non sia più in grado di compromettere le indagini svolte da tali autorità. (...) La notifica è necessaria per consentire alle persone interessate di esercitare, tra l'altro, il loro diritto a un ricorso giurisdizionale e i loro diritti in materia di protezione dei dati in relazione al trattamento dei loro dati").
               
               
                  
                     (25)
                  
                        Per questo motivo la decisione del Consiglio del 21 maggio 2019 che autorizza l'avvio di negoziati in vista di un accordo tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America sull'accesso transfrontaliero alle prove elettroniche per la cooperazione giudiziaria in materia penale (9114/19) nelle sue direttive di negoziato contiene una serie di garanzie supplementari in materia di protezione dei dati. In particolare, le direttive di negoziato stabiliscono che "[l]'accordo dovrebbe integrare l'accordo quadro con garanzie supplementari che tengano conto del livello di sensibilità delle categorie di dati in questione e delle esigenze specifiche del trasferimento di prove elettroniche direttamente dai prestatori di servizi piuttosto che tra autorità e dei trasferimenti dalle autorità competenti direttamente ai prestatori di servizi". 
               
               
                  
                     (26)
                  
                        Cfr. anche la relazione esplicativa del protocollo che modifica la convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di carattere personale, 10 ottobre 2018, punti 106 e 107.
               
               
                  
                     (27)
                  
                        COM (2018) 225 e 226 final.
               
               
                  
                     (28)
                  
                        Parere 3/2019 del GEPD concernente la partecipazione ai negoziati in vista di un secondo protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest sulla criminalità informatica, del 2 aprile 2019.
               
               
                  
                     (29)
                  
                        Compreso il contributo del comitato europeo per la protezione dei dati alla consultazione su un progetto di secondo protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica (Convenzione di Budapest), del 13 novembre 2019; la dichiarazione 02/201 sul nuovo progetto di disposizioni del secondo protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica (Convenzione di Budapest), del 2 febbraio 2021; il contributo del comitato europeo per la protezione dei dati al 6º ciclo di consultazioni su un progetto di secondo protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, del 4 maggio 2021.
               
               
                  
                     (30)
                  
                        Che consente alle Parti di riservarsi il diritto di non applicare l'articolo 7 (divulgazione delle informazioni relative agli abbonati).
               
               
                  
                     (31)
                  
                        Che consente alle Parti di riservarsi il diritto di non applicare l'articolo 7 (divulgazione delle informazioni relative agli abbonati) a determinati tipi di numeri di accesso qualora ciò sia incompatibile con i principi fondamentali del loro ordinamento giuridico interno. 
               
               
                  
                     (32)
                  
                        Che consente alle Parti di dichiarare che l'ordine di cui all'articolo 7, paragrafo 1 (divulgazione delle informazioni relative agli abbonati) deve essere emesso da un procuratore o da un'altra autorità giudiziaria, o sotto la sua supervisione, oppure sotto la sorveglianza di un altro organismo indipendente.
               
               
                  
                     (33)
                  
                        Che consente alle Parti di notificare al Segretario generale del Consiglio d'Europa che, in caso di emissione di un ordine a norma dell'articolo 7, paragrafo 1 (divulgazione delle informazioni relative agli abbonati), ad un prestatore di servizi sul suo territorio, la Parte richiede, in ogni caso o in determinate circostanze, la notifica contestuale dell'ordine, delle informazioni supplementari e di una sintesi dei fatti relativi all'indagine o al procedimento. 
               
               
                  
                     (34)
                  
                        Che consente alle Parti di riservarsi il diritto di non applicare l'articolo 8 (esecuzione degli ordini emessi da un'altra Parte) ai dati relativi al traffico. 
               
               
                  
                     (35)
                  
                        Cfr. paragrafo 147 della relazione esplicativa del protocollo, che stabilisce che "[l]a Parte che formula una riserva al presente articolo non è autorizzata a trasmettere ordini relativi ai dati sul traffico ad altre Parti a norma [dell'articolo 8,] paragrafo 1". 
               
               
                  
                     (36)
                  
                        Che consente alle Parti di dichiarare che sono necessarie ulteriori informazioni di supporto per poter dare esecuzione agli ordini di cui all'articolo 8, paragrafo 1 (esecuzione degli ordini emessi da un'altra Parte). 
               
               
                  
                     (37)
                  
                        Che consente alle Parti di dichiarare che non daranno esecuzione alle richieste di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettera a) (divulgazione accelerata di dati informatici in caso di emergenza) volte unicamente alla divulgazione delle informazioni relative agli abbonati. 
               
               
                  
                     (38)
                  
                        Che consente alle Parti di comunicare i dati di contatto dell'autorità da esse designata per la ricezione di notifiche ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 5, lettera a), e l'esecuzione delle azioni descritte all'articolo 7, paragrafo 5, lettere b), c) e d) (divulgazione delle informazioni relative agli abbonati).
               
               
                  
                     (39)
                  
                        Che consente alle Parti di comunicare i recapiti delle autorità designate per la presentazione e la ricezione di ordini a norma dell'articolo 8 (esecuzione degli ordini emessi da un'altra Parte). In linea con i requisiti di cui al regolamento (UE) 2017/1939, gli Stati membri che partecipano alla cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea ("EPPO") includono l'EPPO nella comunicazione.
               
               
                  
                     (40)
                  
                        Che consente alle Parti di comunicare l'autorità o le autorità che dovrebbero, rispettivamente, essere informate in caso di incidente di sicurezza o contattate per chiedere l'autorizzazione preventiva in caso di trasferimenti successivi verso un altro Stato o un'altra organizzazione internazionale. 
               
               
                  
                     (41)
                  
                        Cfr. la precedente nota 24.
               
               
                  
                     (42)
                  
                        https://www.coe.int/en/web/cybercrime/protocol-consultations
               
               
                  
                     (43)
                  
                        SWD(2018) 118 final.
               
               
                  
                     (44)
                  
                        Cfr. ad esempio la nota di orientamento n. 10 del Comitato della Convenzione sulla criminalità informatica, sugli ordini di produzione di informazioni relative agli abbonati (articolo 18 della Convenzione di Budapest), del 1º marzo 2017.
               
               
                  
                     (45)
                  
                        Cfr., ad esempio, la risoluzione del comitato direttivo dell'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), del 15 maggio 2019, relativa alle raccomandazioni sulla specifica temporanea per i dati di registrazione gTLD (domini di primo livello generici), disponibile all'indirizzo www.icann.org.
               
            
      
    ---documentbreak--- 
      
         
               COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 25.11.2021
            COM(2021) 719 final
            
            ALLEGATO
            della
            proposta di decisione del Consiglio
            che autorizza gli Stati membri a ratificare, nell'interesse dell'Unione europea, il secondo protocollo addizionale alla Convenzione sulla criminalità informatica riguardante la cooperazione rafforzata e la divulgazione di prove elettroniche
            
               
         
         
            
               ALLEGATO 
            
            
            
               All'atto della ratifica del protocollo, gli Stati membri formulano nell'interesse dell'Unione, le seguenti riserve, dichiarazioni, notifiche o comunicazioni e altre considerazioni. 
            
            
               1.Riserve
            
            
               A norma dell'articolo 19, paragrafo 1, del secondo protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, riguardante la cooperazione rafforzata e la divulgazione di prove elettroniche ("il protocollo"), una Parte può dichiarare di avvalersi di una riserva in relazione a una serie di articoli del protocollo. 
            
            
               Gli Stati membri si astengono dal riservarsi il diritto di non applicare l'articolo 7 (divulgazione delle informazioni relative agli abbonati) a norma dell'articolo 7, paragrafo 9, lettera a).
            
            
               Gli Stati membri si astengono dal riservarsi il diritto di non applicare l'articolo 7 (divulgazione delle informazioni relative agli abbonati) in relazione a determinati tipi di numeri di accesso a norma dell'articolo 7, paragrafo 9, lettera b). 
            
            
               Gli Stati membri sono invitati ad astenersi dal riservarsi il diritto di non applicare l'articolo 8 (esecuzione degli ordini emessi da un'altra Parte) in relazione ai dati relativi al traffico a norma dell'articolo 8, paragrafo 13. 
            
            
               Qualora l'articolo 19, paragrafo 1, fornisca una base per altre riserve, gli Stati membri sono autorizzati a considerare e formulare le loro riserve.
            
            
               2.Dichiarazioni
            
            
               A norma dell'articolo 19, paragrafo 2, il protocollo consente inoltre a una Parte di formulare una dichiarazione in relazione a una serie di articoli del protocollo. 
            
            
               Gli Stati membri formulano la dichiarazione di cui all'articolo 7, paragrafo 2, lettera b), indicando che gli ordini impartiti ai prestatori di servizi sul loro territorio devono essere emessi da un procuratore o da un'altra autorità giudiziaria, o sotto la sua supervisione, oppure sotto la sorveglianza di un altro organismo indipendente. Pertanto, all'atto del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o approvazione, gli Stati membri formulano la seguente dichiarazione:
            
            
               "L'ordine di cui all'articolo 7, paragrafo 1, deve essere emesso da un procuratore o da un'altra autorità giudiziaria, o sotto la sua supervisione, oppure sotto la sorveglianza di un altro organismo indipendente".
            
            
               Gli Stati membri sono invitati ad astenersi dal dichiarare, a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera b), che non daranno esecuzione alle richieste di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettera a) (divulgazione accelerata di dati informatici in caso di emergenza) che si limitano a una richiesta di divulgazione di dati relativi agli abbonati. 
            
            
               Qualora l'articolo 19, paragrafo 2, fornisca una base per altre dichiarazioni, gli Stati membri sono autorizzati a considerare e formulare le loro dichiarazioni. 
            
            
               3.Dichiarazioni, notifiche o comunicazioni
            
            
               A norma dell'articolo 19, paragrafo 3, del protocollo, una Parte è tenuta a formulare dichiarazioni, notifiche o comunicazioni in relazione a una serie di articoli del protocollo. 
            
            
               Gli Stati membri notificano che, in caso di emissione di un ordine a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, a un prestatore di servizi sul loro territorio, è necessaria la notifica contestuale dell'ordine, delle informazioni supplementari e di una sintesi dei fatti relativi all'indagine o al procedimento, a norma dell'articolo 7, paragrafo 5, lettera a). Di conseguenza, all'atto della firma o del deposito del loro strumento di ratifica, accettazione o approvazione, gli Stati membri effettuano la seguente notifica al Segretario generale del Consiglio d'Europa:
            
            
               "In caso di emissione di un ordine a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, a un prestatore di servizi sul territorio di [Stato membro], è in ogni caso necessaria la notifica contestuale dell'ordine, delle informazioni supplementari e di una sintesi dei fatti relativi all'indagine o al procedimento".
            
         
         
            
               A norma dell'articolo 7, paragrafo 5, lettera e), gli Stati membri designano un'unica autorità per ricevere la notifica di cui all'articolo 7, paragrafo 5, lettera a), e compiere le azioni di cui al paragrafo 5, lettere b), c) e d), e comunicano i dati di contatto di tale autorità. 
            
            
               Gli Stati membri dichiarano, a norma dell'articolo 8, paragrafo 4, che sono necessarie ulteriori informazioni di supporto per dare esecuzione agli ordini di cui all'articolo 8, paragrafo 1. Pertanto, all'atto della firma o del deposito del loro strumento di ratifica, accettazione o approvazione, gli Stati membri formulano la seguente dichiarazione:
            
            
               "Sono necessarie ulteriori informazioni di supporto per dare esecuzione agli ordini di cui all'articolo 8, paragrafo 1. Le informazioni supplementari richieste dipenderanno dalle circostanze dell'ordine e dalla relativa indagine o dal relativo procedimento".
            
            
               Gli Stati membri comunicano e aggiornano i dati di contatto delle autorità designate a norma dell'articolo 8, paragrafo 10, lettera a), per emettere un ordine a norma dell'articolo 8, e quelli delle autorità designate a norma dell'articolo 8, paragrafo 10, lettera b), per ricevere un ordine a norma dell'articolo 8. Gli Stati membri che partecipano alla cooperazione rafforzata istituita dal regolamento (UE) 2017/1939 relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea ("EPPO"), includono l'EPPO, nell'esercizio delle sue competenze di cui agli articoli 22, 23 e 25 di tale regolamento, tra le autorità oggetto della comunicazione di cui all'articolo 8, paragrafo 10, lettere a) e b).
            
            
               Gli Stati membri comunicano l'autorità o le autorità che devono essere informate a norma dell'articolo 14, paragrafo 7, lettera c), in relazione a un incidente di sicurezza. 
            
            
               Gli Stati membri comunicano l'autorità o le autorità competenti a rilasciare l'autorizzazione ai fini dell'articolo 14, paragrafo 10, lettera b), in relazione al trasferimento successivo a un altro Stato o un'organizzazione internazionale dei dati ricevuti a norma del protocollo.
            
            
               Qualora l'articolo 19, paragrafo 3, fornisca una base per altre dichiarazioni, notifiche o comunicazioni, gli Stati membri sono autorizzati a considerare e formulare le loro dichiarazioni, notifiche o comunicazioni.
            
            
               4.Altre considerazioni
            
            
               Gli Stati membri che partecipano alla cooperazione rafforzata istituita dal regolamento (UE) 2017/1939 relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea ("EPPO"), garantiscono che l'EPPO, nell'esercizio delle sue competenze di cui agli articoli 22, 23 e 25 di tale regolamento, possa chiedere la cooperazione a norma del protocollo allo stesso modo dei procuratori nazionali di tali Stati membri.
            
            
               Gli Stati membri provvedono affinché, quando trasferisce dati ai fini del protocollo, la Parte ricevente sia informata del fatto che il loro quadro giuridico nazionale impone di informare personalmente la persona fisica i cui dati sono forniti, a norma dell'articolo 14, paragrafo 11, lettera c), del protocollo.
            
            
               Per quanto riguarda i trasferimenti internazionali sulla base dell'accordo quadro UE-USA, gli Stati membri comunicano alle autorità competenti degli Stati Uniti, ai fini dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), del protocollo, che l'accordo si applica ai trasferimenti reciproci di dati personali tra le autorità competenti a norma del protocollo. Tuttavia, gli Stati membri tengono conto del fatto che l'accordo dovrebbe essere integrato da garanzie supplementari che tengano conto delle esigenze specifiche del trasferimento di prove elettroniche direttamente dai prestatori di servizi piuttosto che tra autorità, come previsto dal protocollo. Pertanto, all'atto della firma o del deposito del loro strumento di ratifica, accettazione o approvazione, gli Stati membri trasmettono alle autorità competenti degli Stati Uniti la seguente comunicazione:
            
            
               "Ai fini dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), del secondo protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, consideriamo che l'accordo quadro UE-USA si applichi ai trasferimenti reciproci di dati personali a norma del protocollo tra le autorità competenti. Per i trasferimenti tra prestatori di servizi sul nostro territorio e autorità degli Stati Uniti a norma del protocollo, l'accordo si applica solo in combinazione con un ulteriore e specifico accordo di trasferimento che tenga conto delle esigenze specifiche del trasferimento di prove elettroniche direttamente dai prestatori di servizi piuttosto che tra autorità".
            
            
               Gli Stati membri provvedono, ai fini dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), del protocollo, a fare riferimento ad altri accordi o intese solo se la Commissione europea ha adottato una decisione di adeguatezza a norma dell'articolo 45 del regolamento (UE) 2016/679 (regolamento generale sulla protezione dei dati) o dell'articolo 36 della direttiva (UE) 2016/680 (direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie) per il paese terzo interessato che abbia ad oggetto i rispettivi trasferimenti di dati, o se tale altro accordo o intesa contiene adeguate garanzie in materia di protezione dei dati ai sensi dell'articolo 46 del regolamento generale sulla protezione dei dati o dell'articolo 37, paragrafo 1, lettera a), della direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie.
            
            
         
         
      
    ---documentbreak--- NA ---documentbreak--- 
      
         
               COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 25.11.2021
            COM(2021) 719 final
            
            ALLEGATO
            della
            proposta di decisione del Consiglio
            che autorizza gli Stati membri a ratificare, nell'interesse dell'Unione europea, il secondo protocollo addizionale alla Convenzione sulla criminalità informatica riguardante la cooperazione rafforzata e la divulgazione di prove elettroniche
            
               
         
         
            
               ALLEGATO 
            
            
            
               Secondo protocollo addizionale alla Convenzione sulla criminalità informatica riguardante la cooperazione rafforzata e la divulgazione di prove elettroniche
            
            
            
               Preambolo
            
            
               Gli Stati membri del Consiglio d'Europa e gli altri Stati Parte della Convenzione sulla criminalità informatica (STE n. 185, di seguito "la Convenzione"), aperta alla firma a Budapest il 23 novembre 2001, firmatari di detta Convenzione,
            
            
               tenendo presente la portata e l'impatto della Convenzione in tutte le regioni del mondo;
            
            
               ricordando che la Convenzione è già integrata dal protocollo addizionale relativo all'incriminazione di atti di natura razzista e xenofobica commessi a mezzo di sistemi informatici (STE n. 189), aperto alla firma a Strasburgo il 28 gennaio 2003 (di seguito "il primo protocollo"), tra le Parti di tale protocollo;
            
            
               tenendo conto dei trattati vigenti del Consiglio d'Europa sulla cooperazione in materia penale nonché di altri accordi e intese sulla cooperazione in materia penale tra le Parti della Convenzione;
            
            
               vista altresì la Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale (STE n. 108), modificata dal protocollo di emendamento (STE n. 223), aperto alla firma a Strasburgo il 10 ottobre 2018, a cui ogni Stato può essere invitato ad aderire;
            
            
               riconoscendo il crescente utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, compresi i servizi Internet, e l'aumento della criminalità informatica, che costituisce una minaccia per la democrazia e lo Stato di diritto e che molti Stati considerano anche una minaccia per i diritti umani;
            
            
               riconoscendo altresì il crescente numero di vittime della criminalità informatica e l'importanza di ottenere giustizia per tali vittime;
            
            
               ricordando che i governi hanno la responsabilità di proteggere la società e le persone dalla criminalità non soltanto offline ma anche online, anche attraverso indagini e azioni penali efficaci;
            
            
               consapevoli che le prove di un reato sono sempre più spesso conservate in formato elettronico su sistemi informatici in giurisdizioni straniere, multiple o sconosciute, e convinti che siano necessarie misure supplementari per ottenere legalmente tali prove al fine di consentire una risposta efficace della giustizia penale e difendere lo Stato di diritto;
            
            
               riconoscendo che occorre rafforzare e rendere più efficace la cooperazione tra gli Stati e il settore privato e che, in tale contesto, è necessaria maggiore chiarezza o certezza del diritto per i prestatori di servizi e altri soggetti per quanto riguarda le circostanze in cui possono rispondere alle richieste dirette di divulgazione di dati elettronici presentate dalle autorità giudiziarie penali delle altre Parti;
            
            
               mirando pertanto a rafforzare ulteriormente la cooperazione in materia di criminalità informatica e la raccolta di prove in formato elettronico di qualsiasi reato ai fini di indagini o procedimenti penali specifici mediante strumenti supplementari relativi a un'assistenza giudiziaria più efficiente e ad altre forme di cooperazione tra le autorità competenti, alla cooperazione in situazioni di emergenza e alla cooperazione diretta tra le autorità competenti e i prestatori di servizi e altri soggetti che possiedono o controllano informazioni pertinenti;
            
            
               convinti che condizioni e garanzie efficaci per la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali siano vantaggiosi per un'efficace cooperazione transfrontaliera ai fini della giustizia penale, anche tra il settore pubblico e quello privato;
            
            
               riconoscendo che la raccolta di prove elettroniche per le indagini penali riguarda spesso dati personali e riconoscendo l'esigenza di molte Parti di proteggere la vita privata e i dati di carattere personale al fine di adempiere ai loro obblighi costituzionali e internazionali; e
            
            
               consapevoli della necessità di garantire che efficaci misure di giustizia penale riguardanti la criminalità informatica e la raccolta di prove in formato elettronico siano soggette a condizioni e garanzie, che prevedano un'adeguata protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, compresi i diritti derivanti dagli obblighi assunti dagli Stati in virtù degli strumenti internazionali applicabili in materia di diritti umani, quali la Convenzione del Consiglio d'Europa per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (1950) (STE n. 5), il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici delle Nazioni Unite (1966), la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli (1981), la Convenzione americana sui diritti dell'uomo (1969) e altri trattati internazionali in materia di diritti umani;
            
         
         
            
               hanno convenuto quanto segue:
            
            
            
               Capo I - Disposizioni comuni
            
            
            
               Articolo 1
                     - Finalità
            
            
               Il presente protocollo è finalizzato a integrare:
            
            
               a.
                     la Convenzione tra le Parti del presente protocollo; e
            
            
               b.
                     il primo protocollo tra le Parti del presente protocollo che sono anche Parti del primo protocollo.
            
            
            
               Articolo 2
                     - Ambito di applicazione
            
            
               1.
                     Salvo diversa indicazione, le misure di cui al presente protocollo si applicano:
            
            
               a.
                     tra le Parti della Convenzione che sono Parti del presente protocollo, a indagini o procedimenti penali specifici relativi a reati connessi a sistemi e dati informatici nonché alla raccolta di prove di reato in formato elettronico; e
            
            
               b.
                     tra le Parti del primo protocollo che sono Parti del presente protocollo, a indagini o procedimenti penali specifici relativi ai reati stabiliti in conformità del primo protocollo.
            
            
            
               2.
                     Ciascuna Parte adotta le misure legislative e di altra natura necessarie per adempiere agli obblighi stabiliti dal presente protocollo.
            
            
            
               Articolo 3
                     - Definizioni
            
            
               1.
                     Al presente protocollo si applicano le definizioni di cui all'articolo 1 e all'articolo 18, paragrafo 3, della Convenzione.
            
            
               2.
                     Ai fini del presente protocollo si applicano le seguenti definizioni aggiuntive:
            
            
               a.
                     "autorità centrale" indica l'autorità o le autorità designate ai sensi di un trattato di assistenza giudiziaria o di un accordo fondato su normative uniformi o reciproche fra le Parti interessate, o, in assenza di questi, l'autorità o le autorità designate da una Parte in conformità dell'articolo 27, paragrafo 2, lettera a), della Convenzione;
            
         
         
            
               b.
                     "autorità competente" indica un'autorità giudiziaria, amministrativa, o altro tipo di autorità di contrasto cui il diritto nazionale conferisce la competenza a ordinare, autorizzare o procedere all'esecuzione delle misure previste dal presente protocollo ai fini della raccolta o della produzione di prove in relazione a indagini o procedimenti penali specifici;
            
            
               c.
                     "emergenza" indica una situazione in cui vi sia un rischio considerevole e imminente per la vita o la sicurezza di una persona fisica;
            
            
               d.
                     "dati personali" indica le informazioni concernenti una persona fisica identificata o identificabile;
            
            
               e.
                     "Parte trasmittente" indica la Parte che trasmette i dati in risposta a una richiesta o in quanto parte di una squadra investigativa comune o, ai fini del capo II, sezione 2, una Parte nel cui territorio si trova un prestatore di servizi di trasmissione o un soggetto che fornisce servizi di registrazione di nomi di dominio.
            
            
            
               Articolo 4
                     - Lingua
            
            
               1.
                     Le richieste e gli ordini presentati a una Parte, nonché le informazioni di accompagnamento, sono formulati in una lingua accettabile per la Parte richiesta o per la Parte destinataria della notifica in conformità dell'articolo 7, paragrafo 5, oppure sono accompagnati da una traduzione in tale lingua.
            
            
               2.
                     Gli ordini di cui all'articolo 7 e le richieste di cui all'articolo 6, nonché le relative informazioni di accompagnamento, sono:
            
            
               a.
                     presentati in una lingua dell'altra Parte in cui il prestatore di servizi o il soggetto accetta procedure nazionali analoghe;
            
            
               b.
                     presentati in un'altra lingua accettabile per il prestatore di servizi o il soggetto; oppure
            
            
               c.
                     accompagnati da una traduzione in una delle lingue di cui alla lettera a) o b).
            
            
            
               Capo II - Misure di cooperazione rafforzata
            
            
            
               Sezione 1 - Principi generali applicabili al capo II
            
            
            
               Articolo 5
                     - Principi generali applicabili al capo II
            
            
               1.
                     Le Parti cooperano conformemente alle disposizioni del presente capo nella misura più ampia possibile.
            
            
               2.
                     La sezione 2 del presente capo è costituita dagli articoli 6 e 7. Essa prevede procedure volte a rafforzare la cooperazione diretta con i prestatori di servizi e i soggetti presenti nel territorio di un'altra Parte. La sezione 2 si applica indipendentemente dall'esistenza o meno di un trattato di assistenza giudiziaria o di un accordo fondato su normative uniformi o reciproche fra le Parti interessate.
            
            
               3.
                     La sezione 3 del presente capo è costituita dagli articoli 8 e 9. Essa prevede procedure volte a rafforzare la cooperazione internazionale tra le autorità ai fini della divulgazione dei dati informatici memorizzati. La sezione 3 si applica indipendentemente dall'esistenza o meno di un trattato di assistenza giudiziaria o di un accordo fondato su normative uniformi o reciproche fra la Parte richiesta e la Parte richiedente.
            
         
         
            
               4.
                     La sezione 4 del presente capitolo è costituita dall'articolo 10. Essa prevede procedure relative all'assistenza giudiziaria di emergenza. La sezione 4 si applica indipendentemente dall'esistenza o meno di un trattato di assistenza giudiziaria o di un accordo fondato su normative uniformi o reciproche fra la Parte richiesta e la Parte richiedente.
            
            
               5.
                     La sezione 5 del presente capo è costituita dagli articoli 11 e 12. La sezione 5 si applica in assenza di un trattato di assistenza giudiziaria o di un accordo fondato su normative uniformi o reciproche fra la Parte richiesta e la Parte richiedente. Le disposizioni della sezione 5 non si applicano in presenza di tale trattato o accordo, fatto salvo quanto disposto dell'articolo 12, paragrafo 7. Tuttavia, le Parti interessate possono stabilire di comune accordo di applicare le disposizioni della sezione 5 in sostituzione, se il trattato o l'accordo non lo vietano.
            
            
               6.
                     Se, in conformità con le disposizioni del presente protocollo, la Parte richiesta è autorizzata a subordinare la cooperazione alla doppia incriminazione, questa condizione sarà considerata soddisfatta se il comportamento che costituisce il reato per il quale è stata richiesta l'assistenza è considerato reato in base al diritto interno della Parte richiesta, a prescindere dal fatto che, nella legislazione della Parte richiesta, il reato rientri nella stessa categoria o abbia la stessa denominazione di quella prevista dal diritto della Parte richiedente.
            
            
               7.
                     Quanto disposto dal presente capo non limita la cooperazione tra le Parti, o tra le Parti e i prestatori di servizi o altri soggetti, mediante altri accordi, intese, pratiche o leggi nazionali applicabili.
            
            
            
               Sezione 2 - Procedure volte a rafforzare la cooperazione diretta con prestatori di servizi e soggetti di altre Parti
            
            
            
               Articolo 6
                     - Richiesta di informazioni sulla registrazione di nomi di dominio
            
            
               1.
                     Ciascuna Parte adotta le misure legislative e di altra natura necessarie per autorizzare le proprie autorità competenti, ai fini di indagini o procedimenti penali specifici, a inviare a un soggetto che fornisce servizi di registrazione di nomi di dominio sul territorio di un'altra Parte una richiesta relativa a informazioni in possesso o sotto il controllo di tale soggetto, allo scopo di identificare o contattare il titolare di un nome di dominio.
            
            
               2.
                     Ciascuna Parte adotta le misure legislative e di altra natura necessarie per consentire a un soggetto sul suo territorio di divulgare tali informazioni in risposta a una richiesta a norma del paragrafo 1, alle condizioni ragionevoli previste dal diritto nazionale.
            
            
               3.
                     La richiesta di cui al paragrafo 1 comprende:
            
            
               a.
                     la data di emissione della richiesta e l'identità e i dati di contatto dell'autorità competente che l'ha emessa;
            
            
               b.
                     il nome di dominio per il quale sono richieste le informazioni e un elenco dettagliato delle informazioni richieste, compresi gli elementi di dati specifici;
            
            
               c.
                     una dichiarazione attestante che la richiesta è stata presentata in conformità del presente protocollo, che la necessità delle informazioni è dovuta alla loro pertinenza per un'indagine o procedimento penale specifico e che le informazioni saranno utilizzate solo ai fini di tale indagine o procedimento penale specifico; e
            
            
               d.
                     il termine entro il quale devono essere divulgate le informazioni, le modalità di tale divulgazione ed eventuali altre istruzioni procedurali particolari.
            
            
               4.
                     Una Parte può presentare una richiesta in conformità del paragrafo 1 in formato elettronico, se il soggetto lo accetta. Possono essere richiesti adeguati livelli di sicurezza e autenticazione.
            
            
               5.
                     In caso di mancata collaborazione da parte di un soggetto di cui al paragrafo 1, la Parte richiedente può chiedere a tale soggetto di fornire le motivazioni del suo rifiuto di divulgare le informazioni richieste. La Parte richiedente può chiedere una consultazione con la Parte in cui ha sede il soggetto al fine di determinare le misure disponibili per ottenere tali informazioni.
            
            
               6.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del suo strumento di ratifica, accettazione o approvazione, o in qualsiasi altro momento, ciascuna Parte comunica al Segretario generale del Consiglio d'Europa l'autorità designata ai fini della consultazione di cui al paragrafo 5.
            
            
               7.
                     Il Segretario generale del Consiglio d'Europa istituisce e tiene aggiornato un registro delle autorità designate dalle Parti in conformità del paragrafo 6. Ciascuna Parte provvede affinché le informazioni da essa fornite per il registro siano sempre corrette.
            
            
         
         
            
               Articolo 7
                     - Divulgazione delle informazioni relative agli abbonati
            
            
               1.
                     Ciascuna Parte adotta le misure legislative e di altra natura necessarie per autorizzare le proprie autorità competenti a emettere un ordine da impartire direttamente a un prestatore di servizi sul territorio di un'altra Parte, al fine di ottenere la divulgazione di specifiche informazioni memorizzate relative agli abbonati, in possesso o sotto il controllo di tale prestatore di servizi, qualora tali informazioni siano necessarie ai fini di indagini o procedimenti penali specifici della Parte emittente.
            
            
               2.
                     a. Ciascuna Parte adotta le misure legislative e di altra natura necessarie affinché un prestatore di servizi sul proprio territorio possa divulgare le informazioni relative agli abbonati in risposta a un ordine di cui al paragrafo 1.
            
            
               b.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, una Parte può formulare la seguente dichiarazione in merito agli ordini impartiti ai prestatori di servizi sul proprio territorio: "L'ordine di cui all'articolo 7, paragrafo 1, deve essere emesso da un procuratore o da un'altra autorità giudiziaria, o sotto la sua supervisione, oppure sotto la sorveglianza di un altro organismo indipendente".
            
            
               3.
                     L'ordine di cui al paragrafo 1:
            
            
               a.
                     specifica l'autorità emittente e la data di emissione;
            
            
               b.
                     contiene una dichiarazione attestante che l'ordine è emesso in conformità del presente protocollo;
            
            
               c.
                     contiene il nome e l'indirizzo del prestatore o dei prestatori di servizi a cui deve essere notificato;
            
            
               d.
                     specifica il reato o i reati oggetto dell'indagine o del procedimento penale;
            
            
               e.
                     specifica l'autorità che richiede le informazioni specifiche relative agli abbonati, se diversa dall'autorità emittente; e
            
            
               f.
                     contiene una descrizione dettagliata delle specifiche informazioni relative agli abbonati.
            
            
               4.
                     L'ordine di cui al paragrafo 1 è accompagnato dalle seguenti informazioni supplementari:
            
            
               a.
                     le basi giuridiche nazionali che conferiscono all'autorità la competenza di emettere l'ordine;
            
            
               b.
                     le disposizioni giuridiche e le sanzioni applicabili per il reato oggetto dell'indagine o dell'azione penale;
            
            
               c.
                     i dati di contatto dell'autorità a cui il prestatore di servizi deve inviare le informazioni relative agli abbonati, alla quale può chiedere ulteriori informazioni o alla quale deve altrimenti rispondere;
            
            
               d.
                     il termine entro il quale devono essere inviate le informazioni relative agli abbonati e le modalità di tale invio;
            
            
               e.
                     l'indicazione di una eventuale richiesta precedente di conservazione dei dati, compresa la data di conservazione e il numero di riferimento applicabile;
            
            
               f.
                     eventuali istruzioni procedurali particolari;
            
            
               g.
                     se del caso, una dichiarazione che attesti l'avvenuta notifica contestuale in conformità del paragrafo 5; e
            
            
               h.
                     ogni altra informazione che possa aiutare a ottenere la divulgazione delle informazioni relative agli abbonati.
            
         
         
            
               5.
                     a. All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, e in qualsiasi altro momento, una Parte può notificare al Segretario generale del Consiglio d'Europa che essa esige, quando è emesso un ordine in conformità del paragrafo 1 a un prestatore di servizi sul suo territorio, in ogni caso o in determinate circostanze, la notifica contestuale dell'ordine, delle informazioni supplementari e di una sintesi dei fatti relativi all'indagine o al procedimento.
            
            
               b.
                     A prescindere dal fatto che una Parte richieda o meno la notifica di cui al paragrafo 5, lettera a), in determinate circostanze essa può chiedere al prestatore di servizi di consultare le autorità della Parte stessa prima della divulgazione.
            
            
               c.
                     Le autorità destinatarie della notifica di cui al paragrafo 5, lettera a), o consultate in conformità del paragrafo 5, lettera b), possono ordinare al prestatore di servizi, senza indebito ritardo, di non divulgare le informazioni relative agli abbonati se:
            
            
               i.
                     tale divulgazione può pregiudicare le indagini o i procedimenti penali nel territorio di tale Parte; oppure
            
            
               ii.
                     si applicherebbero le condizioni o i motivi di rifiuto di cui all'articolo 25, paragrafo 4, e all'articolo 27, paragrafo 4, della Convenzione qualora le informazioni relative agli abbonati fossero state richieste attraverso l'assistenza giudiziaria.
            
            
               d.
                     Le autorità destinatarie della notifica di cui al paragrafo 5, lettera a), o consultate in conformità del paragrafo 5, lettera b):
            
            
               i.
                     possono richiedere informazioni supplementari all'autorità di cui al paragrafo 4, lettera c), ai fini dell'applicazione del paragrafo 5, lettera c), e non possono comunicarle al prestatore di servizi senza il consenso di tale autorità; e
            
            
               ii.
                     informano senza indugio l'autorità di cui al paragrafo 4, lettera c), se il prestatore di servizi ha ricevuto istruzione di non divulgare le informazioni relative agli abbonati, indicandone i motivi.
            
            
               e.
                     Una Parte designa un'unica autorità per ricevere la notifica di cui al paragrafo 5, lettera a), e per compiere le azioni di cui al paragrafo 5, lettere b), c) e d). Al momento della prima notifica al Segretario generale del Consiglio d'Europa in conformità del paragrafo 5, lettera a), la Parte comunica al Segretario generale i dati di contatto di tale autorità.
            
            
               f.
                     Il Segretario generale del Consiglio d'Europa istituisce e tiene aggiornato un registro delle autorità designate dalle Parti in conformità del paragrafo 5, lettera e), indicando se e in quali circostanze esse richiedono la notifica di cui al paragrafo 5, lettera a). Ciascuna Parte provvede affinché le informazioni da essa fornite per il registro siano sempre corrette.
            
            
               6.
                     Una Parte può inviare l'ordine di cui al paragrafo 1 e le informazioni supplementari di cui al paragrafo 4 in formato elettronico, se il prestatore di servizi lo ritiene accettabile. Una Parte può trasmettere la notifica e le informazioni supplementari di cui al paragrafo 5 in formato elettronico. Possono essere richiesti adeguati livelli di sicurezza e autenticazione.
            
            
               7.
                     Se un prestatore di servizi informa l'autorità di cui al paragrafo 4, lettera c), che non intende divulgare le informazioni relative agli abbonati che gli sono state richieste, o non le divulga in risposta all'ordine di cui al paragrafo 1 entro trenta giorni dal ricevimento dell'ordine o entro il termine di cui al paragrafo 4, lettera d), se questo periodo ha una durata superiore, le autorità competenti della Parte emittente possono chiederne l'esecuzione solo in virtù dell'articolo 8 o tramite altre forme di assistenza giudiziaria. Le Parti possono chiedere al prestatore di servizi di motivare il suo rifiuto di divulgare le informazioni relative agli abbonati oggetto dell'ordine.
            
            
               8.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, una Parte può dichiarare che una Parte emittente deve chiedere la divulgazione delle informazioni relative agli abbonati al prestatore di servizi prima di poterne fare richiesta in conformità dell'articolo 8, a meno che la Parte emittente non fornisca una spiegazione ragionevole per non aver agito in tal senso.
            
            
               9.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, una Parte può:
            
            
               a.
                     riservarsi il diritto di non applicare il presente articolo; oppure
            
            
               b.
                     qualora la divulgazione di determinati tipi di numeri di accesso in conformità del presente articolo fosse incompatibile con i principi fondamentali del suo ordinamento giuridico interno, riservarsi di non applicare il presente articolo a tali numeri.
            
            
            
               Sezione 3 - Procedure volte a rafforzare la cooperazione internazionale tra le autorità ai fini della divulgazione di dati informatici memorizzati
            
            
            
               Articolo 8
                     - Esecuzione degli ordini emessi da un'altra Parte finalizzati alla presentazione accelerata di informazioni sugli abbonati e dati relativi al traffico
            
         
         
            
               1.
                     Ciascuna Parte adotta le misure legislative e di altra natura necessarie per autorizzare le proprie autorità competenti a emettere un ordine da presentare nell'ambito di una richiesta rivolta a un'altra Parte al fine di imporre a un prestatore di servizi sul territorio della Parte richiesta di divulgare
            
            
               a.
                     informazioni relative agli abbonati e
            
            
               b.
                     dati relativi al traffico
            
            
               specificati e memorizzati, in possesso o sotto il controllo del prestatore di servizi, necessari ai fini di indagini o procedimenti penali specifici della Parte.
            
            
               2.
                     Ciascuna Parte adotta le misure legislative e di altra natura necessarie per dare esecuzione a un ordine di cui al paragrafo 1 emesso da una Parte richiedente.
            
            
               3.
                     Nella sua richiesta, la Parte richiedente trasmette alla Parte richiesta l'ordine di cui al paragrafo 1, le informazioni di supporto ed eventuali istruzioni procedurali particolari.
            
            
               a.
                     L'ordine:
            
            
               i.
                     specifica l'autorità che lo emette e la data di emissione;
            
            
               ii.
                     contiene una dichiarazione attestante che l'ordine è presentato in conformità del presente protocollo;
            
            
               iii.
                     contiene il nome e l'indirizzo del prestatore o dei prestatori di servizi a cui deve essere notificato;
            
            
               iv.
                     specifica il reato o i reati oggetto dell'indagine o del procedimento penale;
            
            
               v.
                     specifica l'autorità che richiede le informazioni o i dati, se diversa dall'autorità emittente; e
            
            
               vi.
                     contiene una descrizione dettagliata delle informazioni o dei dati specifici richiesti.
            
            
               b.
                     Le informazioni di supporto, fornite al fine di aiutare la Parte richiesta a dare esecuzione all'ordine e che non devono essere comunicate al prestatore di servizi senza il consenso della Parte richiedente, specificano:
            
            
               i.
                     le basi giuridiche nazionali che conferiscono all'autorità la competenza di emettere l'ordine;
            
            
               ii.
                     le disposizioni giuridiche e le sanzioni applicabili per il reato o i reati oggetto dell'indagine o dell'azione penale;
            
            
               iii.
                     il motivo per cui la Parte richiedente ritiene che il prestatore di servizi sia in possesso o abbia il controllo dei dati;
            
            
               iv.
                     una sintesi dei fatti relativi all'inchiesta o al procedimento;
            
            
               v.
                     la pertinenza delle informazioni o dei dati ai fini dell'inchiesta o del procedimento;
            
            
               vi.
                     i dati di contatto di una o più autorità che possono fornire ulteriori informazioni;
            
         
         
            
               vii.
                     se sia stata richiesta in precedenza la conservazione delle informazioni o dei dati, compresa la data di conservazione e il numero di riferimento applicabile; e
            
            
               viii.
                     se l'informazione o i dati siano già stati richiesti con altri mezzi e, in caso affermativo, in che modo.
            
            
               c.
                     La Parte richiedente può esigere che la Parte richiesta esegua istruzioni procedurali particolari.
            
            
               4.
                     Una Parte può dichiarare, all'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, e in qualsiasi altro momento, che sono necessarie ulteriori informazioni di supporto per dare esecuzione agli ordini di cui al paragrafo 1.
            
            
               5.
                     La Parte richiesta accetta richieste in formato elettronico. Prima di accettare la richiesta, essa può esigere adeguati livelli di sicurezza e autenticazione.
            
            
               6.
                     a. A decorrere dalla data di ricevimento di tutte le informazioni di cui ai paragrafi 3 e 4, la Parte richiesta si adopera in ogni modo ragionevole per notificare l'ordine al prestatore di servizi al più tardi entro quarantacinque giorni e ordina la trasmissione delle informazioni o dei dati richiesti entro:
            
            
               i.
                     venti giorni per le informazioni relative agli abbonati; e
            
            
               ii.
                     quarantacinque giorni per i dati relativi al traffico.
            
            
               b. La Parte richiesta provvede affinché le informazioni o i dati forniti siano trasmessi alla Parte richiedente senza indebito ritardo.
            
            
               7.
                     Se la Parte richiesta non è in grado di applicare nel modo richiesto le istruzioni di cui al paragrafo 3, lettera c), ne informa tempestivamente la Parte richiedente e, se del caso, specifica le condizioni alle quali essa può applicarle; in seguito la Parte richiedente decide se la richiesta debba comunque essere eseguita.
            
            
               8.
                     La Parte richiesta può rifiutarsi di dare esecuzione a una richiesta per i motivi di cui all'articolo 25, paragrafo 4, o all'articolo 27, paragrafo 4, della Convenzione, o può imporre le condizioni che ritiene necessarie per consentirne l'esecuzione. La Parte richiesta può inoltre rinviare l'esecuzione delle richieste per i motivi stabiliti all'articolo 27, paragrafo 5, della Convenzione. La Parte richiesta notifica quanto prima alla Parte richiedente il proprio rifiuto, le proprie condizioni o il rinvio. La Parte richiesta notifica inoltre alla Parte richiedente qualsiasi altra circostanza che potrebbe ritardare in modo significativo l'esecuzione della richiesta. L'articolo 28, paragrafo 2, lettera b), della Convenzione si applica al presente articolo.
            
            
               9.
                     a. Se la Parte richiedente non è in grado di soddisfare una delle condizioni imposte dalla Parte richiesta a norma del paragrafo 8, essa ne informa tempestivamente la Parte richiesta. La Parte richiesta decide quindi se le informazioni o il materiale debbano comunque essere forniti.
            
            
               b. Se la Parte richiedente accetta la condizione, è vincolata da quest'ultima. La Parte richiesta che fornisce informazioni o materiale a tale condizione può chiedere alla Parte richiedente di illustrare l'uso fatto di tali informazioni o di tale materiale in relazione a tale condizione.
            
            
               10.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, ciascuna Parte comunica al Segretario generale del Consiglio d'Europa e aggiorna i dati di contatto delle autorità designate:
            
            
               a.
                     per emettere un ordine in conformità del presente articolo; e
            
            
               b.
                     per ricevere un ordine in conformità del presente articolo.
            
            
               11.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, una Parte può dichiarare di esigere che le richieste di altre Parti a norma del presente articolo le siano presentate dall'autorità centrale della Parte richiedente o da un'altra autorità stabilita di comune accordo dalle Parti interessate.
            
            
               12.
                     Il Segretario generale del Consiglio d'Europa istituisce e tiene aggiornato un registro delle autorità designate dalle Parti in conformità del paragrafo 10. Ciascuna Parte provvede affinché le informazioni da essa fornite per il registro siano sempre corrette.
            
            
               13.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, una Parte può riservarsi il diritto di non applicare il presente articolo ai dati relativi al traffico.
            
            
         
         
            
               Articolo 9
                     - Divulgazione accelerata di dati informatici memorizzati in caso di emergenza
            
            
               1.
                     a. Ciascuna Parte adotta le misure legislative e di altra natura necessarie a far sì che, in caso di emergenza, il proprio punto di contatto della rete reperibile 24 ore su 24, sette giorni su sette, di cui all'articolo 35 della Convenzione ("punto di contatto") possa trasmettere una richiesta di assistenza immediata al punto di contatto di un'altra Parte, e possa ricevere tale richiesta da quest'ultimo, al fine di ottenere da un prestatore di servizi sul territorio di tale Parte la divulgazione accelerata di specifici dati informatici memorizzati, in possesso o sotto il controllo di tale prestatore di servizi, in assenza di una richiesta di assistenza giudiziaria.
            
            
               b. All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, una Parte può dichiarare che non darà seguito alle richieste di cui al paragrafo l, lettera a), che si limitano a una richiesta di divulgazione di informazioni relative agli abbonati.
            
            
               2.
                     Ciascuna Parte adotta le misure legislative e di altra natura necessarie per consentire, a norma del paragrafo 1, quanto segue:
            
            
               a.
                     che le sue autorità possano richiedere dati a un prestatore di servizi sul suo territorio a seguito di una richiesta in conformità del paragrafo 1;
            
            
               b.
                     che un prestatore di servizi sul suo territorio possa divulgare i dati richiesti alle proprie autorità in risposta a una richiesta in conformità del paragrafo 2, lettera a); e
            
            
               c.
                     che le sue autorità possano fornire i dati richiesti alla Parte richiedente.
            
            
               3.
                     La richiesta di cui al paragrafo 1:
            
            
               a.
                     specifica l'autorità competente che richiede i dati e la data di presentazione della richiesta;
            
            
               b.
                     contiene una dichiarazione attestante che la richiesta è presentata in conformità del presente protocollo;
            
            
               c.
                     specifica il nome e l'indirizzo del prestatore o dei prestatori di servizi che sono in possesso o hanno il controllo dei dati richiesti;
            
            
               d.
                     specifica il reato o i reati oggetto dell'indagine o del procedimento penale e contiene un riferimento alle relative disposizioni giuridiche e alle sanzioni applicabili;
            
            
               e.
                     presenta fatti sufficienti a dimostrare che sussiste un'emergenza e la correlazione dei dati richiesti con tale emergenza;
            
            
               f.
                     contiene una descrizione dettagliata dei dati richiesti;
            
            
               g.
                     contiene eventuali istruzioni procedurali particolari; e
            
            
               h.
                     contiene qualsiasi altra informazione che possa aiutare a ottenere la divulgazione dei dati richiesti.
            
            
               4.
                     La Parte richiesta accetta richieste in formato elettronico. Una Parte può anche accettare una richiesta presentata oralmente e richiederne conferma in formato elettronico. Prima di accettare la richiesta, essa può esigere adeguati livelli di sicurezza e autenticazione.
            
            
               5.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, una Parte può dichiarare di esigere che le Parti richiedenti, a seguito dell'esecuzione della richiesta, presentino la richiesta e tutte le informazioni supplementari trasmesse a supporto della stessa nel formato e attraverso il canale, compresa eventualmente l'assistenza giudiziaria, specificati dalla Parte richiesta.
            
            
               6.
                     La Parte richiesta informa la Parte richiedente della sua decisione in merito alla richiesta di cui al paragrafo 1 rapidamente e con procedura accelerata e, se del caso, specifica le eventuali condizioni alle quali intende fornire i dati e ogni altra forma di cooperazione disponibile.
            
            
               7.
                     a. Se la Parte richiedente non è in grado di soddisfare una condizione imposta dalla Parte richiesta a norma del paragrafo 6, ne informa tempestivamente l'altra Parte. La Parte richiesta determina quindi se le informazioni o il materiale debbano comunque essere trasmessi. Se la Parte richiedente accetta la condizione imposta, è vincolata da quest'ultima.
            
         
         
            
               b. La Parte richiesta che fornisce informazioni o materiale attenendosi a tale condizione può chiedere alla Parte richiedente di illustrare l'uso fatto di tali informazioni o materiale in relazione a tale condizione.
            
            
            
               Sezione 4 - Procedure relative all'assistenza giudiziaria di emergenza
            
            
            
               Articolo 10
                     - Assistenza giudiziaria di emergenza
            
            
               1.
                     Ciascuna Parte può chiedere assistenza giudiziaria rapidamente e con procedura accelerata qualora ritenga che vi sia un'emergenza. Una richiesta in conformità del presente articolo include, oltre agli altri contenuti richiesti, una descrizione dei fatti che dimostri l'esistenza di un'emergenza e la correlazione dell'assistenza richiesta con tale emergenza.
            
            
               2.
                     La Parte richiesta accetta richieste in formato elettronico. Prima di accettare la richiesta, essa può esigere adeguati livelli di sicurezza e autenticazione.
            
            
               3.
                     La Parte richiesta può chiedere, rapidamente e con procedura accelerata, informazioni supplementari al fine di valutare la richiesta. La Parte richiedente fornisce tali informazioni supplementari rapidamente e con procedura accelerata.
            
            
               4.
                     Una volta accertato che sussiste un'emergenza e che sono soddisfatte le altre condizioni dell'assistenza giudiziaria, la Parte richiesta risponde alla richiesta rapidamente e con procedura accelerata.
            
            
               5.
                     Ciascuna Parte provvede affinché un rappresentante della propria autorità centrale o di altre autorità incaricate di rispondere alle richieste di assistenza giudiziaria sia disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette, per rispondere a una richiesta presentata in conformità del presente articolo.
            
            
               6.
                     L'autorità centrale o le altre autorità responsabili dell'assistenza giudiziaria della Parte richiedente e della Parte richiesta possono stabilire di comune accordo che i risultati dell'esecuzione di una richiesta in conformità del presente articolo, o una copia preliminare di tali risultati, possano essere forniti alla Parte richiedente attraverso un canale diverso da quello utilizzato per la richiesta.
            
            
               7.
                     In mancanza di un trattato di assistenza giudiziaria o di un accordo fondato su normative uniformi o reciproche fra la Parte richiedente e la Parte richiesta, al presente articolo si applicano l'articolo 27, paragrafo 2, lettera b), e paragrafi da 3 a 8, e l'articolo 28, paragrafi da 2 a 4, della Convenzione.
            
            
               8.
                     Qualora esista un siffatto trattato o accordo, il presente articolo è integrato dalle disposizioni di tale trattato o accordo, a meno che le Parti interessate non decidano di comune accordo di applicare, in sostituzione di tale trattato o accordo, una o tutte le disposizioni della Convenzione di cui al paragrafo 7 del presente articolo.
            
            
               9.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, ciascuna Parte può dichiarare che le richieste possono anche essere inviate alle proprie autorità giudiziarie direttamente, oppure attraverso i canali dell'Organizzazione internazionale della polizia criminale (Interpol), o al suo punto di contatto disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette, istituito in conformità dell'articolo 35 della Convenzione. In tali casi, una copia è inviata contemporaneamente all'autorità centrale della Parte richiesta tramite l'autorità centrale della Parte richiedente. Qualora una richiesta sia inviata direttamente a un'autorità giudiziaria della Parte richiesta e tale autorità non sia competente a trattare la richiesta, essa la deferisce all'autorità nazionale competente e ne informa direttamente la Parte richiedente.
            
            
            
               Sezione 5 - Procedure relative alla cooperazione internazionale in assenza di accordi internazionali applicabili
            
            
            
               Articolo 11
                     - Videoconferenze
            
            
               1.
                     La Parte richiedente può chiedere, e la Parte richiesta può permettere, che le deposizioni e le dichiarazioni di un testimone o di un esperto siano rese in videoconferenza. La Parte richiedente e la Parte richiesta si consultano tra loro al fine di facilitare la soluzione di eventuali problemi relativi all'esecuzione della richiesta, tra cui, secondo i casi: quale Parte debba svolgere la funzione di presidenza; le autorità e le persone che devono essere presenti; se una o entrambe le Parti debbano prestare giuramenti particolari, pronunciare avvertimenti o impartire istruzioni ai testimoni o agli esperti; le modalità di udienza dei testimoni e degli esperti; le modalità per garantire il debito rispetto dei diritti dei testimoni e degli esperti; il trattamento delle richieste di privilegi o immunità; il trattamento delle obiezioni a domande o risposte; e la questione se una o entrambe le Parti debbano fornire servizi di traduzione, interpretazione e trascrizione.
            
            
               2.
                     a. Le autorità centrali della Parte richiesta e della Parte richiedente comunicano direttamente tra loro per le finalità del presente articolo. La Parte richiesta può accettare una richiesta in formato elettronico. Prima di accettare la richiesta, essa può esigere adeguati livelli di sicurezza e autenticazione.
            
         
         
            
               b. La Parte richiesta informa la Parte richiedente dei motivi per cui non dà esecuzione alla richiesta o ne ritarda l'esecuzione. L'articolo 27, paragrafo 8, della Convenzione si applica al presente articolo. Fatte salve eventuali altre condizioni che la Parte richiesta può imporre in conformità del presente articolo, al presente articolo si applica l'articolo 28, paragrafi da 2 a 4, della Convenzione.
            
            
               3.
                     La Parte richiesta che fornisce assistenza a norma del presente articolo si adopera per ottenere la presenza della persona di cui si chiede la deposizione o la dichiarazione. Se del caso, la Parte richiesta può, nella misura consentita dalla sua legislazione, adottare le misure necessarie per imporre a un testimone o un esperto di comparire nel proprio territorio a un'ora e in un luogo determinati.
            
            
               4.
                     Si applicano le procedure relative allo svolgimento della videoconferenza specificate dalla Parte richiedente, salvo nei casi in cui ciò sia incompatibile con il diritto interno della Parte richiesta. In caso di incompatibilità, o nella misura in cui la procedura non sia stata specificata dalla Parte richiedente, la Parte richiesta applica la procedura prevista dal proprio diritto interno, salvo diversamente convenuto di comune accordo da tali Parti.
            
            
               5.
                     Fatta salva un'eventuale competenza in virtù del diritto interno della Parte richiedente, qualora nel corso della videoconferenza il testimone o l'esperto:
            
            
               a.
                     rilasci deliberatamente una falsa dichiarazione laddove la Parte richiesta, in conformità del proprio diritto interno, abbia imposto a tale persona di testimoniare in modo veritiero;
            
            
               b.
                     si rifiuti di testimoniare laddove la Parte richiesta, in conformità del proprio diritto interno, abbia imposto a tale persona di farlo; oppure
            
            
               c.
                     tenga, nel corso di tali procedimenti, altri comportamenti scorretti vietati dal diritto interno della Parte richiesta;
            
            
               la persona interessata è passibile di sanzioni nella Parte richiesta allo stesso modo in cui lo sarebbe se tale atto fosse stato commesso nel corso di un procedimento svolto in quest'ultima.
            
            
               6.
                     a. Salvo diversamente convenuto tra la Parte richiedente e la Parte richiesta, quest'ultima sostiene tutti i costi relativi all'esecuzione di una richiesta in conformità del presente articolo, ad eccezione:
            
            
               i.
                     degli onorari dei periti;
            
            
               ii.
                     dei costi di traduzione, interpretazione e trascrizione; e
            
            
               iii.
                     dei costi straordinari.
            
            
               b. Se l'esecuzione di una richiesta comporta costi straordinari, la Parte richiedente e la Parte richiesta si consultano al fine di determinare le condizioni alle quali la richiesta può essere eseguita.
            
            
               7.
                     Se stabilito di comune accordo tra la Parte richiedente e la Parte richiesta:
            
            
               a.
                     le disposizioni del presente articolo possono essere applicate per lo svolgimento di audioconferenze;
            
            
               b.
                     la tecnologia delle videoconferenze può essere utilizzata per finalità o udienze diverse da quelle descritte al paragrafo 1, anche ai fini dell'identificazione di persone o oggetti.
            
            
               8.
                     Se la Parte richiesta sceglie di consentire l'udienza di un indagato o imputato, può esigere condizioni e garanzie particolari per quanto riguarda l'assunzione di deposizioni o dichiarazioni, la trasmissione di notifiche o l'applicazione di misure procedurali a tale persona.
            
            
            
               Articolo 12
                     - Squadre investigative comuni e indagini congiunte
            
            
               1.
                     Le autorità competenti di due o più Parti possono istituire di comune accordo e gestire una squadra investigativa comune nei rispettivi territori per agevolare le indagini o i procedimenti penali, qualora un coordinamento rafforzato sia ritenuto particolarmente utile. Le autorità competenti sono designate dalle rispettive Parti interessate.
            
         
         
            
               2.
                     Le procedure e le condizioni operative delle squadre investigative comuni, quali le loro finalità specifiche, la composizione, le funzioni, la durata ed eventuali periodi di proroga, l'ubicazione, l'organizzazione, le modalità di raccolta, trasmissione e utilizzo di informazioni o prove, le condizioni di riservatezza e le modalità di coinvolgimento delle autorità partecipanti di una Parte nelle attività investigative che si svolgono nel territorio di un'altra Parte, sono stabilite di comune accordo tra tali autorità competenti.
            
            
               3.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, una Parte può dichiarare che la sua autorità centrale deve essere firmataria dell'accordo che istituisce la squadra o approvarlo in altro modo.
            
            
               4.
                     Tali autorità competenti e partecipanti comunicano direttamente, salvo che le Parti stabiliscano di comune accordo altri canali di comunicazione appropriati qualora circostanze eccezionali richiedano un coordinamento più centralizzato.
            
            
               5.
                     Qualora sia necessario attuare misure investigative nel territorio di una delle Parti interessate, le autorità partecipanti di tale Parte possono chiedere alle proprie autorità di attuare tali misure senza che le altre Parti debbano presentare una richiesta di assistenza giudiziaria. Tali misure sono attuate dalle autorità di tale Parte nel suo territorio alle condizioni che si applicano in conformità del diritto interno nell'ambito di un'indagine nazionale.
            
            
               6.
                     L'uso di informazioni o prove fornite dalle autorità partecipanti di una Parte alle autorità partecipanti di altre Parti interessate può essere rifiutato o limitato secondo le modalità stabilite nell'accordo, di cui ai paragrafi 1 e 2. Se tale accordo non stabilisce le condizioni per rifiutarle o limitarne l'uso, le Parti possono utilizzare le informazioni o le prove fornite:
            
            
               a.
                     per le finalità per le quali è stato concluso l'accordo;
            
            
               b.
                     per l'indagine, l'accertamento e il perseguimento di reati diversi da quelli per i quali è stato concluso l'accordo, previo consenso delle autorità che forniscono tali informazioni o prove. Tuttavia, il consenso non è necessario se i principi giuridici fondamentali della Parte che utilizza le informazioni o le prove le impongono di divulgare le informazioni o le prove per tutelare i diritti di un imputato in un procedimento penale. In tal caso, dette autorità ne informano senza indebito ritardo le autorità che hanno fornito le informazioni o le prove; oppure
            
            
               c.
                     per prevenire un'emergenza. In tal caso, le autorità partecipanti che hanno ricevuto le informazioni o le prove informano senza indebito ritardo le autorità partecipanti che le hanno fornite, salvo diversamente convenuto.
            
            
               7.
                     In mancanza dell'accordo di cui ai paragrafi 1 e 2, possono essere avviate indagini congiunte, caso per caso, secondo modalità stabilite di comune accordo. Il presente paragrafo si applica indipendentemente dall'esistenza o meno di un trattato di assistenza giudiziaria o di un accordo fondato su normative uniformi o reciproche fra le Parti interessate.
            
            
            
               Capo III - Condizioni e garanzie
            
            
            
               Articolo 13
                     - Condizioni e garanzie
            
            
               A norma dell'articolo 15 della Convenzione, ciascuna Parte provvede affinché l'istituzione, l'attuazione e l'applicazione dei poteri e delle procedure previsti dal presente protocollo siano soggette alle condizioni e alle garanzie previste dal proprio diritto interno, che garantiscono un'adeguata tutela dei diritti umani e delle libertà.
            
            
            
               Articolo 14
                     - Protezione dei dati personali
            
            
               1. Ambito di applicazione
            
            
               a.
                     Salvo quanto diversamente disposto dal paragrafo l, lettere b) e c), ciascuna Parte tratta i dati personali ricevuti a norma del presente protocollo in conformità dei paragrafi da 2 a 15 del presente articolo.
            
            
               b.
                     Se al momento del ricevimento dei dati personali in conformità del presente protocollo la Parte trasmittente e la Parte ricevente sono vincolate reciprocamente da un accordo internazionale che istituisce un quadro globale tra tali Parti per la protezione dei dati personali, applicabile al trasferimento di dati personali a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati, e che prevede che il trattamento dei dati personali nell'ambito di tale accordo sia conforme alle prescrizioni della normativa in materia di protezione dei dati delle Parti interessate, le condizioni di tale accordo si applicano, per le misure che rientrano nell'ambito di applicazione dello stesso, ai dati personali ricevuti in conformità del protocollo in luogo dei paragrafi da 2 a 15, salvo diversamente convenuto tra le Parti interessate.
            
            
               c.
                     Se la Parte trasmittente e la Parte ricevente non sono vincolate reciprocamente da un accordo di cui al paragrafo l, lettera b), esse possono stabilire di comune accordo che il trasferimento di dati personali a norma del presente protocollo può avvenire sulla base di altri accordi o intese tra le Parti interessate in luogo dei paragrafi da 2 a 15.
            
         
         
            
               d.
                     Ciascuna Parte considera che il trattamento dei dati personali in conformità del paragrafo l, lettere a) e b), soddisfi i requisiti del proprio quadro giuridico in materia di protezione dei dati personali per i trasferimenti internazionali di dati personali e che nell'ambito di tale quadro giuridico non siano necessarie ulteriori autorizzazioni ai fini di tale trasferimento. Una Parte può rifiutare o impedire trasferimenti di dati verso un'altra Parte in conformità del presente protocollo soltanto per motivi di protezione dei dati alle condizioni stabilite dal paragrafo 15, qualora si applichi il paragrafo l, lettera a); oppure alle condizioni stabilite da un accordo o un'intesa in conformità del paragrafo l, lettera b) o c), ove sia applicabile una di tali lettere.
            
            
               e.
                     Nessuna disposizione del presente articolo osta a che una Parte applichi garanzie più rigorose al trattamento da parte delle proprie autorità dei dati personali ricevuti a norma del presente protocollo.
            
            
               2.
                     Finalità e uso
            
            
               a.
                     La Parte che ha ricevuto i dati personali li tratta per le finalità di cui all'articolo 2. Essa non sottopone i dati personali a un ulteriore trattamento per una finalità incompatibile e non li sottopone a un ulteriore trattamento ove ciò non sia consentito dal suo quadro giuridico interno. Il presente articolo non pregiudica la facoltà della Parte trasmittente di imporre condizioni aggiuntive in conformità del presente protocollo in casi specifici, ma non rientrano in tali condizioni le condizioni di protezione dei dati generiche.
            
            
               b.
                     La Parte ricevente garantisce, nell'ambito del proprio quadro giuridico interno, che i dati personali richiesti e trattati siano pertinenti e non eccessivi rispetto alle finalità per le quali sono trattati.
            
            
               3.
                     Qualità e integrità
            
            
               Ciascuna Parte adotta misure ragionevoli per garantire che i dati personali mantengano l'esattezza e la completezza e il contenuto aggiornato necessari e adeguati per la liceità del loro trattamento, tenuto conto delle finalità per le quali sono trattati.
            
            
               4.
                     Dati sensibili
            
            
               Il trattamento ad opera di una Parte di dati personali che rivelino l'origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o di altro tipo, o l'appartenenza sindacale, i dati genetici, i dati biometrici considerati sensibili in considerazione dei rischi ad essi correlati, o i dati personali relativi alla salute o alla vita sessuale, è consentito solo in presenza di garanzie adeguate per evitare il rischio di conseguenze pregiudizievoli ingiustificate derivanti dall'uso di tali dati, in particolare discriminazioni illecite.
            
            
               5.
                     Periodi di conservazione
            
            
               Ciascuna Parte conserva i dati personali solo per il periodo di tempo necessario e opportuno per le finalità del trattamento dei dati di cui al paragrafo 2. Al fine di adempiere a tale obbligo, essa prevede nel quadro giuridico interno periodi specifici di conservazione o il riesame periodico della necessità di conservare ulteriormente i dati.
            
            
               6.
                     Decisioni automatizzate
            
            
               Le decisioni che ledono in modo significativo gli interessi pertinenti della persona fisica a cui si riferiscono i dati personali non possono basarsi unicamente sul trattamento automatizzato dei dati personali, a meno che ciò non sia autorizzato dal diritto nazionale con garanzie adeguate che includano la possibilità di ottenere l'intervento umano.
            
            
               7.
                     Sicurezza dei dati e incidenti di sicurezza
            
            
               a.
                     Ciascuna Parte garantisce di disporre di adeguate misure di natura tecnologica, materiale e organizzativa per la protezione dei dati personali, in particolare contro la perdita o l'accesso, la divulgazione, l'alterazione o la distruzione accidentali o non autorizzati di tali dati ("incidente di sicurezza").
            
            
               b.
                     Al momento della scoperta di un incidente di sicurezza che comporta un rischio significativo di danno fisico o immateriale per le persone o per l'altra Parte, la Parte che riceve i dati valuta rapidamente la probabilità e la portata di tale incidente e adotta tempestivamente misure appropriate per mitigare il danno. Tali misure comprendono la notifica all'autorità trasmittente o, per le finalità di cui al capo II, sezione 2, all'autorità o alle autorità designate a norma del paragrafo 7, lettera c). Tuttavia, la notifica può includere adeguate restrizioni relative all'ulteriore trasmissione della stessa; può essere ritardata o omessa qualora possa mettere a repentaglio la sicurezza nazionale, o ritardata qualora possa compromettere misure di protezione della sicurezza pubblica. Tali azioni comprendono la notifica alla persona interessata, a meno che la Parte non abbia adottato misure adeguate affinché non sussista più un rischio significativo. La notifica alla persona interessata può essere ritardata o omessa alle condizioni di cui al paragrafo 12, lettera a), punto i). La Parte che riceve la notifica può chiedere consultazioni e informazioni supplementari in merito all'incidente e alla relativa risposta.
            
            
               c.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, ciascuna Parte comunica al Segretario generale del Consiglio d'Europa l'autorità o le autorità a cui trasmettere la notifica a norma del paragrafo 7, lettera b), per le finalità di cui al capo II, sezione 2; le informazioni fornite possono essere successivamente modificate.
            
            
               8.
                     Tenuta di registri
            
            
               Ciascuna Parte tiene registri o dispone di altri mezzi adeguati per dimostrare in che modo i dati personali di una persona sono consultati, utilizzati e divulgati in un caso specifico.
            
            
               9.
                     Condivisione successiva nell'ambito di una Parte
            
         
         
            
               a.
                     Quando un'autorità di una Parte fornisce dati personali ricevuti inizialmente in virtù del presente protocollo a un'altra autorità di tale Parte, quest'ultima li tratta in conformità del presente articolo, fatto salvo il paragrafo 9, lettera b).
            
            
               b.
                     In deroga al paragrafo 9, lettera a), una Parte che abbia formulato una riserva in conformità dell'articolo 17 può fornire i dati personali ricevuti ai suoi Stati costituenti o a entità territoriali analoghe, purché la Parte abbia adottato misure affinché le autorità che ricevono i dati continuino a proteggerli efficacemente assicurando un livello di protezione dei dati comparabile a quello previsto dal presente articolo.
            
            
               c.
                     Nel caso vi siano indicazioni circa un'applicazione inadeguata del presente paragrafo, la Parte trasmittente può chiedere consultazioni e informazioni pertinenti in merito a tali indicazioni.
            
            
               10.
                     Trasferimento successivo a un altro Stato o a un'organizzazione internazionale
            
            
               a.
                     La Parte ricevente può trasferire i dati personali a un altro Stato o a un'organizzazione internazionale solo previa autorizzazione dell'autorità trasmittente o, per le finalità di cui al capo II, sezione 2, dell'autorità o delle autorità designate a norma del paragrafo 10, lettera b).
            
            
               b.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, ciascuna Parte comunica al Segretario generale del Consiglio d'Europa l'autorità o le autorità competenti a rilasciare l'autorizzazione ai fini del capo II, sezione 2; le informazioni fornite possono essere successivamente modificate.
            
            
               11.
                     Trasparenza e informazione
            
            
               a.
                     Ciascuna Parte comunica quanto segue mediante la pubblicazione di avvisi generali oppure mediante una notifica personale rivolta alla persona i cui dati personali sono stati raccolti:
            
            
               i.
                     la base giuridica e la o le finalità del trattamento;
            
            
               ii.
                     gli eventuali periodi di conservazione o riesame a norma del paragrafo 5, se del caso;
            
            
               iii.
                     i destinatari o le categorie di destinatari cui sono comunicati tali dati; e
            
            
               iv.
                     l'accesso, la rettifica e i mezzi di ricorso disponibili.
            
            
               b.
                     Una Parte può subordinare qualsiasi obbligo di notifica personale a restrizioni ragionevoli in conformità del proprio quadro giuridico interno, alle condizioni di cui al paragrafo 12, lettera a), punto i).
            
            
               c.
                     Qualora il quadro giuridico interno della Parte trasmittente imponga di informare personalmente la persona i cui dati sono stati forniti a un'altra Parte, la Parte trasmittente adotta misure volte a informare l'altra Parte al momento del trasferimento in merito a tale obbligo e ai pertinenti dati di contatto. La notifica personale non è effettuata se l'altra Parte ha chiesto di mantenere riservata la fornitura dei dati, qualora si applichino le condizioni per le restrizioni di cui al paragrafo 12, lettera a), punto i). Una volta che tali restrizioni non sono più applicabili e la notifica personale può essere effettuata, l'altra Parte adotta misure volte a informarne la Parte trasmittente. Se non è ancora stata informata, la Parte trasmittente ha il diritto di fare richiesta alla Parte ricevente, che comunicherà alla Parte trasmittente se mantenere o meno la restrizione.
            
            
               12.
                     Accesso e rettifica
            
            
               a.
                     Ciascuna Parte provvede affinché ogni persona fisica i cui dati personali sono stati ricevuti a norma del presente protocollo abbia il diritto di chiedere e ottenere quanto segue, in conformità delle procedure stabilite nel proprio quadro giuridico interno e senza indebito ritardo:
            
            
               i.
                     una copia scritta o elettronica della documentazione conservata che riguarda la persona in questione, contenente i suoi dati personali e le informazioni disponibili che indicano la base giuridica e le finalità del trattamento, i periodi di conservazione e i destinatari o le categorie di destinatari dei dati ("accesso"), nonché informazioni in merito alle opzioni di ricorso disponibili; ciò a condizione che l'accesso in un caso particolare possa essere soggetto all'applicazione di limitazioni proporzionate consentite dal suo quadro giuridico interno, che si rendano necessarie al momento della decisione per proteggere i diritti e le libertà altrui o importanti obiettivi di interesse pubblico generale e che tengano debitamente conto dei legittimi interessi della persona interessata;
            
            
               ii. la rettifica quando i dati personali della persona sono inesatti o sono stati trattati in modo improprio; la rettifica include - ove ciò sia opportuno e ragionevole alla luce dei motivi della rettifica e del particolare contesto del trattamento - la correzione, l'integrazione, la cancellazione o l'anonimizzazione, la limitazione del trattamento o il congelamento dei dati.
            
            
               b.
                     Se l'accesso o la rettifica sono negati o limitati, la Parte risponde alla persona fisica, in forma scritta che può essere trasmessa anche per via elettronica, senza indebito ritardo, informandola del rifiuto o della limitazione. Essa indica i motivi di tale rifiuto o limitazione e fornisce informazioni in merito alle opzioni di ricorso disponibili. Le spese sostenute per ottenere l'accesso ai dati dovrebbero essere ragionevoli e non eccessive.
            
            
               13.
                     Ricorsi giudiziali ed extragiudiziali
            
         
         
            
               Ciascuna Parte dispone di mezzi di ricorso giudiziali ed extragiudiziali efficaci per rimediare alle violazioni del presente articolo.
            
            
               14.
                     Vigilanza
            
            
               Ciascuna Parte dispone di una o più autorità pubbliche che esercitano, individualmente o cumulativamente, funzioni e poteri di vigilanza indipendenti ed efficaci in relazione alle misure di cui al presente articolo. Le funzioni e i poteri esercitati separatamente o cumulativamente da tali autorità comprendono i poteri d'indagine, il potere di dare seguito ai reclami e la capacità di adottare misure correttive.
            
            
               15.
                     Consultazione e sospensione
            
            
               Una Parte può sospendere il trasferimento di dati personali a un'altra Parte se dispone di prove sostanziali del fatto che l'altra Parte viola in modo sistematico o grave le disposizioni del presente articolo o che è imminente una violazione grave. La sospensione dei trasferimenti non è attuata senza un preavviso ragionevole e non prima che le Parti interessate si siano impegnate in un ragionevole periodo di consultazione senza giungere a una soluzione. Tuttavia, una Parte può sospendere provvisoriamente i trasferimenti in caso di violazione sistematica o sostanziale che comporti un rischio significativo e imminente per la vita o la sicurezza di una persona fisica o un danno rilevante alla sua reputazione o alle sue finanze, nel qual caso informa l'altra Parte e immediatamente dopo avvia consultazioni con essa. Se la consultazione non permette di trovare una soluzione, l'altra Parte può sospendere a sua volta i trasferimenti se dispone di prove sostanziali del fatto che la sospensione ad opera dell'altra Parte era contraria alle disposizioni del presente paragrafo. La Parte che ha avviato la sospensione ne dispone la revoca non appena sia posto rimedio alla violazione che giustificava tale sospensione; qualsiasi sospensione reciproca è in quel momento revocata. I dati personali trasferiti prima della sospensione continuano ad essere trattati conformemente al presente protocollo.
            
            
            
               Capo IV - Disposizioni finali
            
            
            
               Articolo 15
                     - Effetti del presente protocollo
            
            
               1.
                     a. L'articolo 39, paragrafo 2, della Convenzione si applica al presente protocollo.
            
            
               b.
                     Le Parti che sono membri dell'Unione europea possono applicare, nelle loro relazioni reciproche, la normativa dell'Unione europea che disciplina le questioni di cui al presente protocollo.
            
            
               c.
                     La lettera b) non pregiudica la piena applicazione del presente protocollo tra le Parti che sono membri dell'Unione europea e le altre Parti.
            
            
               2.
                     L'articolo 39, paragrafo 3, della Convenzione si applica al presente protocollo.
            
            
            
               Articolo 16
                     - Firma ed entrata in vigore
            
            
               1.
                     Il presente protocollo è aperto alla firma delle Parti della Convenzione, che possono esprimere il loro consenso ad essere vincolate:
            
            
               a.
                     dalla firma senza riserva di ratifica, accettazione o approvazione; oppure
            
            
               b.
                     dalla firma con riserva di ratifica, accettazione o approvazione seguita dalla ratifica, accettazione o approvazione.
            
            
               2.
                     Gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione sono depositati presso il Segretario generale del Consiglio d'Europa.
            
            
               3.
                     Il presente protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data in cui cinque Parti della Convenzione hanno espresso il loro consenso ad essere vincolate dal presente protocollo, conformemente ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo.
            
         
         
            
               4.
                     Nei confronti di qualsiasi Parte della Convenzione che esprima successivamente il proprio consenso ad essere vincolata dal presente protocollo, esso entra in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data in cui detta Parte ha espresso il proprio consenso ad essere vincolata dal presente protocollo, conformemente alle disposizioni dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo.
            
            
            
               Articolo 17
                     - Clausola federale
            
            
               1.
                     Uno Stato federale può riservarsi il diritto di assumere gli obblighi derivanti dal presente protocollo in conformità dei suoi principi fondamentali che disciplinano i rapporti tra il suo governo centrale e gli Stati costituenti o altri enti territoriali analoghi, a condizione che:
            
            
               a.
                     il protocollo si applichi al governo centrale dello Stato federale;
            
            
               b.
                     tale riserva lasci impregiudicato l'obbligo di prevedere la cooperazione richiesta dalle altre Parti conformemente alle disposizioni del capo II; e
            
            
               c.
                     le disposizioni dell'articolo 13 si applichino agli Stati costituenti dello Stato federale o ad analoghe entità territoriali.
            
            
               2.
                     Una Parte può impedire alle autorità, ai prestatori di servizi o ai soggetti sul suo territorio di cooperare in risposta a una richiesta o a un ordine presentato direttamente dallo Stato costituente o da un'analoga entità territoriale di uno Stato federale che ha formulato una riserva in conformità del paragrafo 1, a meno che tale Stato federale non notifichi al Segretario generale del Consiglio d'Europa che uno Stato costituente o un'analoga entità territoriale applica gli obblighi del presente protocollo che sono applicabili a tale Stato federale. Il Segretario generale del Consiglio d'Europa istituisce e aggiorna un registro di tali notifiche.
            
            
               3.
                     Una Parte non impedisce alle autorità, ai prestatori di servizi o ai soggetti sul suo territorio di cooperare con uno Stato costituente o un'analoga entità territoriale sulla base di una riserva in conformità del paragrafo 1, qualora sia stato presentato un ordine o una richiesta tramite il governo centrale o sia concluso un accordo relativo a una squadra investigativa comune in conformità dell'articolo 12 con la partecipazione del governo centrale. In tal caso il governo centrale provvede all'adempimento degli obblighi applicabili del protocollo, a condizione che, per quanto riguarda la protezione dei dati personali forniti agli Stati costituenti o ad analoghe entità territoriali, si applichino soltanto le disposizioni dell'articolo 14, paragrafo 9, o, se del caso, i termini di un accordo o di un'intesa di cui all'articolo 14, paragrafo l, lettera b) o c).
            
            
               4.
                     Per quanto riguarda le disposizioni del presente protocollo la cui applicazione rientra nella competenza degli Stati costituenti o di analoghe entità territoriali che non sono tenuti in base all'ordinamento costituzionale della federazione ad adottare misure legislative, il governo centrale comunica alle autorità competenti di tali Stati dette disposizioni assieme al suo parere favorevole, esortandole ad adottare le misure appropriate per darvi attuazione.
            
            
            
               Articolo 18
                     - Applicazione territoriale
            
            
               1.
                     Il presente protocollo si applica al territorio o ai territori specificati in una dichiarazione rilasciata da una Parte in conformità dell'articolo 38, paragrafi 1 o 2, della Convenzione, purché tale dichiarazione non sia stata revocata in conformità dell'articolo 38, paragrafo 3.
            
            
               2.
                     All'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, una Parte può dichiarare che il presente protocollo non si applica a uno o più territori specificati nella dichiarazione della Parte in conformità dell'articolo 38, paragrafi 1 e/o 2, della Convenzione.
            
            
               3.
                     La dichiarazione di cui al paragrafo 2 del presente articolo può, nell'ambito di qualsiasi territorio ivi specificato, essere revocata tramite notifica indirizzata al Segretario generale del Consiglio d'Europa. La revoca ha effetto dal primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento della notifica da parte del Segretario generale.
            
            
            
               Articolo 19
                     - Riserve e dichiarazioni
            
            
               1.
                     Tramite notifica scritta indirizzata al Segretario generale del Consiglio d'Europa, qualsiasi Parte della Convenzione può, all'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, dichiarare di avvalersi della riserva o delle riserve di cui all'articolo 7, paragrafo 9, lettera a) o b), all'articolo 8, paragrafo 13, e all'articolo 17 del presente protocollo. Non sono ammesse altre riserve.
            
            
               2.
                     Tramite notifica scritta indirizzata al Segretario generale del Consiglio d'Europa, qualsiasi Parte della Convenzione può, all'atto della firma del presente protocollo o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, formulare la dichiarazione o le dichiarazioni di cui all'articolo 7, paragrafo 2, lettera b), e paragrafo 8; all'articolo 8, paragrafo 11; all'articolo 9, paragrafo 1, lettera b), e paragrafo 5; all'articolo 10, paragrafo 9; all'articolo 12, paragrafo 3; e all'articolo 18, paragrafo 2, del presente protocollo.
            
            
               3.
                     Tramite notifica scritta indirizzata al Segretario generale del Consiglio d'Europa, qualsiasi Parte della Convenzione formula le eventuali dichiarazioni, notifiche o comunicazioni di cui all'articolo 7, paragrafo 5, lettere a) ed e); all'articolo 8, paragrafo 4, e paragrafo 10, lettere a) e b); all'articolo 14, paragrafo 7, lettera c), e paragrafo 10, lettera b); e all'articolo 17, paragrafo 2, del presente protocollo, secondo le modalità ivi specificate.
            
         
         
            
            
               Articolo 20
                     - Statuto e revoca delle riserve
            
            
               1.
                     Una Parte che abbia formulato una riserva in conformità dell'articolo 19, paragrafo 1, revoca tale riserva, in tutto o in parte, non appena le circostanze lo consentano. Tale revoca ha effetto a decorrere dalla data di ricevimento di una notifica indirizzata al Segretario generale del Consiglio d'Europa. Qualora la notifica stabilisca che la revoca di una riserva ha effetto da una data ivi specificata e tale data sia successiva alla data di ricevimento della notifica da parte del Segretario generale, la revoca ha effetto a decorrere da tale data successiva.
            
            
               2.
                     Il Segretario generale del Consiglio d'Europa può chiedere periodicamente alle Parti che hanno formulato una o più riserve in conformità dell'articolo 19, paragrafo 1, informazioni sulle prospettive di revoca di tali riserve.
            
            
            
               Articolo 21
                     - Modifiche
            
            
               1.
                     Ogni Parte del presente protocollo può proporre modifiche dello stesso, che sono comunicate dal Segretario generale del Consiglio d'Europa agli Stati membri del Consiglio d'Europa, alle Parti e ai firmatari della Convenzione, e a ogni Stato invitato ad aderire alla Convenzione.
            
            
               2.
                     Qualsiasi modifica proposta da una Parte è comunicata al Comitato europeo per i problemi criminali (CDPC), che presenta al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa il proprio parere in merito.
            
            
               3.
                     Il Comitato dei Ministri esamina la modifica proposta e il parere presentato dal CDPC e può adottare la modifica dopo aver consultato le Parti della Convenzione.
            
            
               4.
                     Il testo delle modifiche adottate dal Comitato dei Ministri in conformità del paragrafo 3 è trasmesso alle Parti del presente protocollo per accettazione.
            
            
               5.
                     Le modifiche adottate in conformità del paragrafo 3 entrano in vigore il trentesimo giorno dopo che tutte le Parti del presente protocollo hanno comunicato al Segretario generale la loro accettazione.
            
            
            
               Articolo 22
                     - Risoluzione delle controversie
            
            
               L'articolo 45 della Convenzione si applica al presente protocollo.
            
            
            
               Articolo 23
                     - Consultazione delle Parti e valutazione dell'attuazione
            
            
               1.
                     L'articolo 46 della Convenzione si applica al presente protocollo.
            
            
               2.
                     Le Parti valutano periodicamente l'efficacia dell'uso e l'attuazione delle disposizioni del presente protocollo. L'articolo 2 del regolamento interno del Comitato della Convenzione sulla criminalità informatica, riveduto il 16 ottobre 2020, si applica mutatis mutandis. Le Parti sottopongono a revisione iniziale le procedure di tale articolo che si applicano al presente protocollo e possono modificarle per consenso cinque anni dopo la sua entrata in vigore.
            
            
               3.
                     Il riesame dell'articolo 14 è avviato una volta che dieci Parti della Convenzione avranno espresso il loro consenso ad essere vincolate dal presente protocollo.
            
            
         
         
            
               Articolo 24
                     - Denuncia
            
            
               1.
                     Ogni Parte può denunciare il presente protocollo in qualsiasi momento tramite notifica indirizzata al Segretario generale del Consiglio d'Europa.
            
            
               2.
                     La denuncia ha effetto a partire dal primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento della notifica da parte del Segretario generale.
            
            
               3.
                     La denuncia della Convenzione ad opera di una Parte del presente protocollo costituisce denuncia del presente protocollo.
            
            
               4.
                     Le informazioni o le prove trasmesse prima della data di efficacia della denuncia continuano ad essere trattate conformemente al presente protocollo.
            
            
            
               Articolo 25
                     - Notifica
            
            
               Il Segretariato generale del Consiglio d'Europa notifica agli Stati membri del Consiglio d'Europa, alle Parti e ai firmatari della Convenzione e a ogni Stato invitato ad aderire alla Convenzione:
            
            
               a.
                     le firme;
            
            
               b.
                     il deposito degli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione;
            
            
               c.
                     le date di entrata in vigore del presente protocollo in conformità dell'articolo 16, paragrafi 3 e 4;
            
            
               d.
                     le dichiarazioni o le riserve formulate in conformità dell'articolo 19 o la revoca delle riserve in conformità dell'articolo 20;
            
            
               e.
                     ogni altro atto, notifica o comunicazione relativo al presente protocollo.
            
            
            
            
            
               In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno firmato il presente protocollo.
            
            
            
               Fatto a [LUOGO] il [DATA], in lingua inglese e francese, entrambi i testi facenti ugualmente fede, in un solo esemplare che sarà depositato negli archivi del Consiglio d'Europa. Il Segretario generale del Consiglio d'Europa trasmette una copia certificata a ogni Stato membro del Consiglio d'Europa, alle Parti e ai firmatari della Convenzione e a ogni Stato invitato ad aderire alla Convenzione.