CELEX: 52004PC0597
Language: it
Date: 2004-09-14
Title: Proposta di decisione del Consiglio che autorizza la Francia ad applicare un livello di tassazione differenziato su taluni carburanti, conformemente all'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                   Bruxelles, 14.9.2004
                                                   COM(2004) 597 definitivo
                                       Proposta di
                            DECISIONE DEL CONSIGLIO
   che autorizza la Francia ad applicare un livello di tassazione differenziato su taluni
          carburanti, conformemente all'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE
                             (presentata dalla Commissione)
IT                                                                                        IT
 ---pagebreak---                                                RELAZIONE
   1.        PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA
   Con lettera del 16 giugno 2004, conformemente all'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE del
   Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei
   prodotti energetici e dell'elettricità1, le autorità francesi hanno comunicato alla Commissione
   la loro richiesta di autorizzazione ad applicare un livello di tassazione differenziato per il
   gasolio e la benzina senza piombo, nel quadro di una riforma dello Stato, in particolare del
   decentramento di competenze attualmente esercitate a livello centrale.
   1.1.      Quadro generale della richiesta
   Il governo francese sta procedendo all'attuazione di una nuova fase di decentramento di
   competenze finora esercitate a livello nazionale. La revisione costituzionale del marzo 2003
   fornisce il quadro per il trasferimento di competenze dallo Stato agli enti territoriali (comuni,
   dipartimenti, regioni) e per l'attuazione di misure sperimentali da parte di tali enti.
   Il trasferimento di competenze deve, per legge, essere accompagnato dai corrispondenti mezzi
   di finanziamento. In tale contesto, il governo francese ha scelto, previo approfondito esame, la
   tassa interna sui prodotti petroliferi (Taxe Intérieure sur les Produits Pétroliers o TIPP), ossia
   un'accisa. Verrebbero attuate due misure diverse, ma complementari.
   Da un lato, una frazione dell’accisa nazionale attualmente riscossa sui due carburanti più
   utilizzati, ossia il gasolio e la benzina senza piombo, sarebbe trasferita alle regioni. L'importo
   sarebbe identico per ciascuna regione e la risorsa assegnata a ciascuna regione dipenderebbe
   dal consumo di carburante effettivamente rilevato nel suo territorio. Il trasferimento di
   fiscalità dipenderebbe in parte dal livello delle competenze trasferite e dalla situazione attuale
   delle regioni in rapporto alle competenze che sono loro devolute. Esso mira in tal modo a
   garantire, grazie ad una gestione di prossimità e mediante l'applicazione del principio di
   sussidiarietà, un servizio pubblico di migliore qualità e meno costoso.
   Dall'altro lato, in particolare per adeguare il dispositivo alle attuali differenze di
   situazione economica tra le regioni, i consigli regionali (governi locali) sarebbero
   autorizzati a votare una riduzione dell’accisa applicabile ai carburanti consumati nel
   loro territorio. Soltanto questa possibilità di differenziazione regionale della TIPP è
   oggetto della richiesta di deroga. Con la modulazione regionale le competenze trasferite
   possono essere esercitate in modo più adeguato alle specificità ed esigenze di ciascuna
   regione e alle particolari aspettative dei loro abitanti. La misura corrisponde a differenze
   oggettive nella situazione socioeconomica delle regioni. Tali differenze possono essere
   rilevate mediante diversi indici. Ad esempio, gli scarti tra gli indici massimi e minimi di
   ricchezza fiscale - 42,3 euro per abitante - e di pressione fiscale - 0,79 per una media
   nazionale pari a 1-, permettono di misurare gli scarti tra la regione più ricca e la regione più
   povera. Inoltre, 15 regioni su 22 hanno un indice di pressione fiscale superiore alla media
   nazionale e devono quindi esercitare, per ottenere uno stesso gettito fiscale per abitante, una
   pressione fiscale superiore alla media nazionale. Le regioni francesi non dispongono pertanto
   dello stesso margine di manovra per migliorare la qualità del servizio reso agli abitanti.
   1
            GU L 283 del 31.10.2003, pag. 51.
IT                                                    2                                               IT
 ---pagebreak---    La spesa fiscale in questione, a partire dal 2006, sarebbe inferiore a 700 milioni di euro.
   1.2.      Meccanismi della misura richiesta
   La possibilità di riduzione regionale della TIPP sarebbe concessa per il periodo dal 1° gennaio
   2006 al 31 dicembre 2011. I consigli regionali voterebbero l'importo della riduzione entro i
   limiti fissati dalla legge e in conformità alla deroga ottenuta.
   La riduzione non sarebbe superiore a 3,54 euro per ettolitro per la benzina senza piombo e a
   2,30 euro per ettolitro per il gasolio, per l'intera durata della deroga. L'importo dell’accisa ante
   riduzione sarebbe fissato a 60,69 euro per ettolitro per la benzina senza piombo e 42,84 euro
   per ettolitro per il gasolio, ma queste due aliquote potrebbero col tempo subire variazioni. Il
   livello di tassazione post riduzione non sarebbe mai inferiore ai livelli minimi comunitari
   fissati dalla direttiva 2003/96/CE.
   La riduzione non si applicherebbe ai consumi di gasolio professionale, detto anche "gasolio
   commerciale".
   1.3.      Misure in materia di controlli e di circolazione dei prodotti in questione
   La riscossione e il controllo dell'accisa sul gasolio e sulla benzina senza piombo, qualunque
   sia l'importo delle riduzioni votate dalle regioni, rimarrebbero di competenza dello Stato.
   La circolazione dei prodotti si effettuerebbe ad imposta assolta; i carburanti sarebbero tassati
   al momento della loro immissione in consumo all'aliquota di accisa in vigore nella regione di
   fornitura.
   Di fronte allo specifico rischio di frode identificato (deviazione di una fornitura al fine di
   beneficiare della differenza di tassazione tra due regioni), il controllo della catena logistica
   sarebbe assicurato grazie alla preventiva identificazione dei vari destinatari da parte dei loro
   fornitori e alla comunicazione di tali informazioni all'amministrazione doganale. L'analisi del
   rischio porta a classificare i destinatari in tre categorie: consumatori finali con capacità di
   stoccaggio del prodotto sfuso, stazioni di servizio e distributori di carburante ad imposta
   assolta. Per favorire l’identificazione dei distributori, la cui attività comporta l'effettuazione di
   forniture di carburanti tra regioni, l'amministrazione doganale attribuirebbe loro
   individualmente una qualifica. I fornitori quindi dovrebbero soltanto chiedere ai loro clienti
   distributori tale qualifica e agli altri clienti la categoria alla quale appartengono: stazioni di
   servizio o consumatori finali.
   Nel caso di un movimento nazionale di carburanti ad imposta assolta, il servizio doganale
   avrebbe la possibilità di verificare l'origine del prodotto e la sua destinazione regionale. In
   caso di percorso atipico o di inspiegabili ritardi di inoltro, il servizio potrebbe utilmente
   indagare su un'eventuale deviazione dalla destinazione regionale inizialmente dichiarata.
   Quanto all'esclusione del gasolio commerciale dall'ambito della misura, i trasportatori stradali
   nazionali o comunitari che soddisfano le condizioni per beneficiare di un rimborso parziale
   dell'accisa sul gasolio commerciale sarebbero soggetti alla stessa aliquota di accisa
   indipendentemente dalla regione di acquisto. Il dispositivo previsto manterrebbe la procedura
   di rimborso attualmente in vigore e consentirebbe di neutralizzare totalmente gli effetti delle
   riduzioni di aliquota decise dalle regioni, diminuendo in misura corrispondente l'importo del
   rimborso dovuto sul gasolio commerciale.
IT                                                    3                                                  IT
 ---pagebreak---    1.4.      Effetto sul mercato interno
   Secondo le autorità francesi, la misura non comprometterebbe il buon funzionamento del
   mercato interno, in particolare perché il campo d'applicazione della misura è limitato ai
   carburanti per uso non commerciale. Inoltre, le differenze di prezzo di vendita, tra reti, dei
   carburanti non commerciali sono superiori all'importo della modulazione prevista.
   La misura prevista di riduzione dell'aliquota non costituirebbe un aiuto di Stato in quanto le
   imprese di trasporto stradale sarebbero soggette per i loro consumi di gasolio commerciale
   alla stessa aliquota di accisa, indipendentemente dalla regione metropolitana in cui tale
   gasolio commerciale fosse stato acquistato.
   La misura proposta pertanto non darebbe luogo a distorsioni di concorrenza nel settore dei
   trasporti né avrebbe effetti negativi sugli scambi intracomunitari.
   2.        VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE
   2.1.      Oggetto della richiesta e base giuridica
   La Commissione innanzitutto osserva che il progetto francese riguarda in primo luogo un
   trasferimento di gettito da accise. Un trasferimento di questo genere non comporta difficoltà
   rispetto al diritto comunitario. La misura che la Commissione deve valutare nel quadro
   della richiesta francese riguarda unicamente la riduzione di TIPP modulabile secondo le
   regioni amministrative francesi.
   Conformemente all'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE, il Consiglio, deliberando
   all'unanimità su proposta della Commissione, può autorizzare gli Stati membri ad applicare
   ulteriori esenzioni o riduzioni delle accise in base a considerazioni politiche specifiche.
   L'esame di una deroga richiesta conformemente all'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE si
   fonda su un'analisi globale di conformità alle politiche comunitarie.
   2.2.      Aliquote applicabili
   La Commissione osserva che con le riduzioni di TIPP previste dalle autorità francesi le
   aliquote di accisa effettive rimangono superiori ai livelli minimi comunitari applicabili. La
   Commissione non potrebbe del resto accettare che le aliquote ridotte fossero inferiori a tali
   livelli minimi.
   2.3.      Durata del dispositivo
   La Commissione nota che la misura ha una durata di 6 anni, il che è conforme all'articolo 19
   della direttiva 2003/96/CE.
   2.4.      Base imponibile / distorsioni di concorrenza
   A conclusione di un esame approfondito, la Commissione ritiene che con la lieve
   differenziazione delle aliquote di accisa tra le regioni e con le differenze di prezzo esistenti tra
   le reti di distribuzione il rischio di deviazioni di traffico (e quindi di aumento delle emissioni
   inquinanti) sarà molto limitato. Inoltre la Commissione osserva che l'introduzione della
IT                                                   4                                                  IT
 ---pagebreak---    differenziazione regionale è combinata con un aumento dell'aliquota nominale dell'imposta, il
   che implica un incitamento ad un'utilizzazione più efficace dei carburanti.
   La Commissione ha accertato che con il dispositivo presentato l'importo del rimborso relativo
   al gasolio commerciale sarà diminuito del valore della riduzione regionale dell'accisa sul
   gasolio. Occorre tuttavia precisare nel dispositivo legislativo che l'importo massimo della
   riduzione regionale non può essere superiore alla differenza tra le aliquote nazionali
   applicabili al gasolio non commerciale e al gasolio commerciale.
   La circolazione intracomunitaria commerciale del gasolio e della benzina senza piombo
   avviene quasi totalmente in regime sospensivo. La regionalizzazione delle accise prevista
   dalla Francia non incide su tale forma di circolazione intracomunitaria. Per quanto riguarda i
   pochissimi casi nei quali la circolazione commerciale avviene ad imposta assolta, le procedure
   di controllo previste sono di carattere non discriminatorio e, secondo talune previsioni, senza
   effetti negativi sulla circolazione intracomunitaria dei prodotti ad imposta assolta. Pertanto, la
   regionalizzazione delle accise non comprometterà il corretto funzionamento del mercato
   interno.
   La differenziazione rigorosamente limitata tra le aliquote di accisa applicabili nelle regioni,
   che sarebbe peraltro compensata dalle grandi differenze di prezzo esistenti tra le reti di
   distribuzione, garantisce che la regionalizzazione delle accise non provocherà distorsioni della
   concorrenza sul mercato dei prodotti petroliferi. Inoltre, dato che la misura prevista non si
   applica al gasolio commerciale, distorsioni della concorrenza sui mercati del trasporto di
   persone e del trasporto di merci sono escluse.
   La Commissione ha inoltre concluso che la differenziazione regionale non costituisce un aiuto
   di Stato.
   2.5.      Obiettivi politici specifici
   Dopo aver esaminato le informazioni comunicate dalla Francia, la Commissione ritiene che il
   decentramento previsto dalla Francia rientri in un disegno di rafforzamento dell'efficacia
   amministrativa mediante lo sviluppo di un servizio pubblico di migliore qualità e meno
   costoso. Il perseguimento di una maggiore efficacia sembra confermato dall'esperienza di
   decentramento fatta nel paese, che ha permesso ai governi regionali di acquisire competenza
   in fatto di gestione. Il decentramento costituisce inoltre un fattore di crescita per l'economia
   nazionale. La formazione lorda di capitale fisso delle amministrazioni pubbliche locali
   rappresenta il 2% del PIL francese mentre quella dello Stato è pari allo 0,5%, con un rapporto
   di 1 a 4 a favore del settore pubblico locale.
   Inoltre, la misura richiesta rappresenta un incentivo complementare per le regioni a migliorare
   in modo trasparente la qualità della loro gestione, in funzione di situazioni differenziate sul
   piano socioeconomico. A tale riguardo, il dispositivo della proposta di decisione deve
   prevedere che le riduzioni in oggetto siano determinate da condizioni economiche prevalenti
   nelle regioni.
   La regionalizzazione rientra in una politica di sussidiarietà in quanto consente che le decisioni
   relative a diversi settori (formazione professionale, sviluppo economico, sanità, istruzione,
   gestione dei grandi impianti, cultura) siano prese al livello appropriato.
IT                                                 5                                                  IT
 ---pagebreak---    La Commissione quindi conclude che la richiesta di differenziazione regionale corrisponde ad
   un obiettivo politico specifico ai sensi dell'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE.
   2.6.      Norme in materia di controllo e di circolazione
   Il sistema di controllo amministrativo previsto dalle autorità francesi è conforme alle norme in
   materia di controlli e di circolazione previste dalla direttiva 2003/96/CE e dalla direttiva
   92/12/CEE del Consiglio, del 25 febbraio 1992, relativa al regime generale, alla detenzione,
   alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa2. Le misure di controllo previste
   sono adeguate.
   DECISIONE
   La Commissione propone al Consiglio di decidere, conformemente all'articolo 19 della
   direttiva 2003/96/CE del Consiglio, che dal 1° gennaio 2006 al 31 dicembre 2011 la Francia
   sia autorizzata ad applicare livelli ridotti di tassazione sulla benzina senza piombo e sul
   gasolio utilizzati come carburante. Le riduzioni in questione possono essere differenziate in
   funzione delle regioni amministrative, purché siano rispettate tutte le condizioni seguenti:
             –      le riduzioni non sono superiori a 35,4 euro per 1000 litri di benzina senza
                    piombo e a 23,0 euro per 1000 litri di gasolio;
             –      le riduzioni non sono superiori alla differenza di livello di tassazione tra il
                    gasolio e il gasolio per uso commerciale;
             –      le riduzioni sono stabilite in funzione di condizioni socioeconomiche obiettive
                    prevalenti nelle regioni.
   Le aliquote ridotte devono rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva 2003/96/CE, in
   particolare i livelli minimi di cui all'articolo 7.
   Il gasolio per uso commerciale, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, della direttiva
   2003/96/CE, non beneficia della possibilità di riduzione prevista.
   2
            GU L 76 del 23.3.1992, pag. 1; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2000/47/CE (GU L 193 del
            29.7.2000, pag. 73).
IT                                                        6                                                        IT
 ---pagebreak---                                                    Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
       che autorizza la Francia ad applicare un livello di tassazione differenziato su taluni
                carburanti, conformemente all'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
   vista la direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro
   comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità3, in particolare l'articolo
   19,
   vista la proposta della Commissione,
   considerando quanto segue:
   (1)      La Francia ha chiesto, con lettera del 16 giugno 2004, di essere autorizzata ad
            applicare un livello di tassazione differenziato per il gasolio e per la benzina senza
            piombo, nel quadro di una riforma dello Stato, in particolare del decentramento di
            competenze determinate, attualmente esercitate a livello centrale.
   (2)      Il decentramento previsto dalla Francia rientra in un disegno di rafforzamento
            dell'efficacia amministrativa mediante lo sviluppo di un servizio pubblico di migliore
            qualità e meno costoso. Esso fa parte di una politica di sussidiarietà in quanto consente
            che le decisioni relative a diversi settori siano prese nel quadro statale adeguato. La
            possibilità di differenziazione regionale costituisce un incentivo complementare per le
            regioni a migliorare in modo trasparente la qualità della loro gestione. Inoltre, le
            riduzioni in questione devono essere stabilite in funzione di condizioni
            socioeconomiche prevalenti nelle regioni.
   (3)      Non possono essere autorizzate deroghe di durata illimitata. L'articolo 19, paragrafo 2,
            della direttiva 2003/96/CE limita ad un periodo di sei anni, eventualmente rinnovabile,
            la durata dell'autorizzazione di una riduzione supplementare di tassazione applicabile
            ai prodotti energetici e all'elettricità.
   (4)      Con la lieve differenziazione delle aliquote di accisa tra le regioni e con le differenze
            di prezzo esistenti tra le reti di distribuzione, il rischio di deviazioni di traffico (e
            quindi di aumento delle emissioni inquinanti) sarà molto limitato, il che risponde
            anche alle esigenze della politica energetica.
   3
            GU L 283 del 31.10.2003, pag. 51.
IT                                                     7                                                IT
 ---pagebreak---    (5)  La circolazione intracomunitaria commerciale del gasolio e della benzina senza
        piombo avviene quasi totalmente in regime sospensivo. La regionalizzazione delle
        accise prevista dalla Francia non incide su tale forma di circolazione intracomunitaria.
        Per quanto riguarda i pochissimi casi nei quali la circolazione commerciale avviene ad
        imposta assolta, le procedure di controllo previste sono di carattere non
        discriminatorio e, con riserva di un regolare esame delle loro modalità pratiche di
        applicazione, non dovrebbero avere reali ripercussioni sulla circolazione
        intracomunitaria dei prodotti ad imposta assolta. Pertanto, la regionalizzazione delle
        accise non sembra tale da compromettere il buon funzionamento del mercato interno.
   (6)  I limiti fissati in modo molto rigoroso per la differenziazione tra le aliquote di accisa
        applicabili nelle regioni, che sarebbe peraltro compensata dalle grandi differenze di
        prezzo esistenti tra le reti di distribuzione, dovrebbero permettere di assicurare che la
        regionalizzazione delle accise non provocherà distorsioni della concorrenza sul
        mercato dei prodotti petroliferi. Inoltre, dato che la misura prevista non si applica al
        gasolio commerciale, distorsioni della concorrenza sui mercati del trasporto di persone
        e del trasporto di merci sono escluse.
   (7)  La Commissione esamina periodicamente le riduzioni e le esenzioni al fine di
        verificare se provochino distorsioni della concorrenza, se ostacolino il funzionamento
        del mercato interno e se rimangano compatibili con le politiche comunitarie in materia
        di protezione dell'ambiente, energia e trasporti,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                              Articolo 1
   1.     La Francia è autorizzata ad applicare livelli ridotti di tassazione sulla benzina senza
          piombo e sul gasolio utilizzati come carburante. Il gasolio per uso commerciale, ai
          sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 2003/96/CE, non beneficia di tale
          possibilità di riduzione.
   2.     Le riduzioni possono essere differenziate in funzione delle regioni amministrative,
          purché siano rispettate tutte le condizioni seguenti:
          –     le riduzioni non sono superiori a 35,4 euro per 1000 litri di benzina senza
                piombo e a 23,0 euro per 1000 litri di gasolio;
          –     le riduzioni non sono superiori alla differenza di livello di tassazione tra il
                gasolio e il gasolio per uso commerciale;
          –     le riduzioni sono stabilite in funzione di condizioni socioeconomiche oggettive
                prevalenti nelle regioni.
   3.     Le aliquote ridotte devono rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva 2003/96/CE,
          in particolare i livelli minimi di cui all'articolo 7.
IT                                                 8                                              IT
 ---pagebreak---                                              Articolo 2
   La presente decisione cessa di produrre effetti il 31 dicembre 2011.
   Essa è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 2006.
                                             Articolo 3
   La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
   Fatto a Bruxelles,
                                                Per il Consiglio
                                                Il Presidente
IT                                                 9                    IT