CELEX: C2002/180/08
Language: it
Date: 2002-07-27 00:00:00
Title: 

27.7.2002                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 C 180/5
2)   L’art. 10 della direttiva 83/189/CEE, come modificata dalla                                   SENTENZA DELLA CORTE
     direttiva 88/182/CEE, deve essere interpretato nel senso che,
     nell’ipotesi in cui una disposizione nazionale quale l’art. 4,
     secondo comma, del decreto n. 92-377, debba essere intesa                                            (Quinta Sezione)
     come implicante un obbligo di marchiatura o di etichettatura,
     tale disposizione non è esonerata dalla comunicazione prevista
     dall’art. 8 della direttiva 83/189/CEE.                                                                25 aprile 2002
3)   Un privato può invocare l’omissione della comunicazione,
                                                                               nella causa C-183/00 (domanda di pronuncia pregiudiziale
     richiesta dall’art. 8 della direttiva 83/189/CEE, di una
                                                                               del Juzgado de Primera Instancia e Instrucción n. 5
     disposizione nazionale, quale l’art. 4, secondo comma, del
                                                                               de Oviedo): Marı́a Victoria Gonzáles Sánchez contro
     decreto n. 92-377, nell’ipotesi in cui tale ultima disposizione
                                                                                                     Medicina Asturiana SA (1)
     debba essere interpretata come implicante un obbligo di
     marchiatura o di etichettatura. Il giudice nazionale è tenuto in
     tal caso a disapplicare tale disposizione, fermo restando che il
                                                                               («Ravvicinamento delle legislazioni — Direttiva 85/374/
     problema di sapere quali conclusioni debbano trarsi dall’inappli-
                                                                               CEE — Responsabilità per danno da prodotti difettosi —
     cabilità della citata disposizione nazionale quanto all’entità
                                                                                        Relazione con gli altri regimi di responsabilità»)
     della sanzione prevista dal diritto nazionale applicabile, quale
     la nullità o l’inopponibilità di un contratto, è retto dal diritto
     nazionale. Tale conclusione è tuttavia sottoposta alla condizione                                     (2002/C 180/08)
     che le norme di diritto nazionale applicabili non siano meno
     favorevoli di quelle che riguardano ricorsi analoghi di natura
     interna e non siano strutturate in modo da rendere praticamente                                (Lingua processuale: lo spagnolo)
     impossibile l’esercizio dei diritti conferiti dall’ordinamento
     giuridico comunitario.
                                                                               (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
4)   Nell’ipotesi in cui la direttiva 83/189/CEE non si applichi alle                         «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
     disposizioni del decreto n. 92-377, lo Stato membro interessato
     doveva informare la Commissione in ordine al progetto di legge
     riguardante tali disposizioni nazionali, ai sensi dell’art. 3, n. 2,
     della direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE,
     relativa ai rifiuti, come modificata dalla direttiva del Consiglio        Nel procedimento C-183/00, avente ad oggetto la domanda
     18 marzo 1991, 91/156/CEE.                                                di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
                                                                               dell’art. 234 CE, dal Juzgado de Primera Instancia e Instrucción
5)   L’art. 3, n. 2, della direttiva 75/442/CEE dev’essere interpretato        n. 5 di Oviedo (Spagna) nella causa dinanzi ad esso pendente
     nel senso che esso non conferisce ai privati alcun diritto che essi       tra Marı́a Victoria Gonzáles Sánchez e Medicina Asturiana SA,
     possano far valere dinanzi ai giudici nazionali, al fine di               domanda vertente sull’interpretazione dell’art. 13 della direttiva
     ottenere l’annullamento o la disapplicazione di una normativa             del Consiglio 25 luglio 1985, 85/374/CEE, relativa al ravvicina-
     nazionale rientrante nell’ambito d’applicazione della disposizio-         mento delle disposizioni legislative, regolamentari ed ammini-
     ne stessa, per il fatto che tale normativa sia stata adottata senza       strative degli Stati Membri in materia di responsabilità per
     essere stata previamente comunicata alla Commissione.                     danno da prodotti difettosi (GU L 210, pag. 29), la Corte
                                                                               (Quinta Sezione), composta dai sigg. P. Jann (relatore), presi-
                                                                               dente di sezione, S. von Bahr e C.W.A. Timmermans, giudici,
6)   Una disposizione nazionale quale l’art. 4, secondo comma, del             avvocato generale: L.A. Geelhoed cancelliere: H. von Holstein,
     decreto n. 92-377, nell’ipotesi in cui venga interpretata dal             cancelliere aggiunto, ha pronunciato il 25 aprile 2002 una
     giudice del rinvio nel senso che non impone un obbligo di                 sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
     marchiatura o di etichettatura, ma si limita ad imporre un
     obbligo generico di indicare gli imballaggi che sono affidati, ai
     fini del loro smaltimento, ad un’impresa autorizzata, può essere         L’art. 13 della direttiva del Consiglio 25 luglio 1985, 85/374/CEE,
     qualificata come modalità di vendita. Spetta al giudice del               relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari
     rinvio verificare se sussistano tutti i presupposti individuati a         ed amministrative degli Stati membri in materia di responsabilità per
     tal proposito dalla giurisprudenza della Corte al fine di escludere       danno da prodotti difettosi, deve essere interpretato nel senso che i
     un tale obbligo dal campo d’applicazione dell’art. 30 del                 diritti attribuiti dalla normativa di uno Stato membro ai danneggiati
     Trattato (divenuto, in seguito a modifica, art. 28 CE), ossia che         a causa di un prodotto difettoso, in forza di un regime generale di
     la disposizione in oggetto vale nei confronti di tutti gli                responsabilità basato sullo stesso fondamento della disciplina attuata
     operatori interessati che svolgono la propria attività sul territorio     dalla suddetta direttiva, possono essere limitati o ristretti in seguito
     nazionale e che essa incide in egual misura, tanto sotto il profilo       al recepimento di quest’ultima nell’ordinamento giuridico interno del
     giuridico quanto sotto quello sostanziale, sul commercio dei              suddetto Stato.
     prodotti sia nazionali sia provenienti da altri Stati membri.
                                                                               (1) GU C 192 del 8.7.2000.
(1) GU C 176 del 24.6.2000.