CELEX: 52004PC0311
Language: it
Date: 2004-04-26
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante il riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare e recante modificazione della direttiva 2001/25/CE

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52004PC0311

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante il riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare e recante modificazione della direttiva 2001/25/CE  /* COM/2004/0311 def. - COD 2004/0098 */  

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO riguardante il riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare e recante modificazione della direttiva 2001/25/CE(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. GENERALITÀ E OBIETTIVII requisiti in materia di formazione della gente di mare, certificazione e tenuta della guardia sono stabiliti a livello internazionale dalla convenzione sulle norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio di brevetti e ai servizi di guardia adottata dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO) nel 1978, come modificata (di seguito "convenzione STCW"). La convenzione definisce, tra l'altro, criteri specifici per il riconoscimento dei certificati rilasciati dalle Parti contraenti ai comandanti, agli ufficiali o ai radiooperatori.Tali requisiti internazionali sono stati recepiti nell'ordinamento comunitario dalla direttiva 2001/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 aprile 2001 [1], modificata da ultimo dalla direttiva 2003/103/CE [2] concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare (di seguito "la direttiva") e devono pertanto essere applicati dagli Stati membri in sede di rilascio dei certificati di abilitazione professionale.[1]  GU L 136 del 18.5.2001, pag. 17.[2]  GU L 326 del 13.12.2003, pag. 28.La direttiva stabilisce che il riconoscimento reciproco tra gli Stati membri dei certificati rilasciati a marittimi aventi la cittadinanza degli Stati membri o di paesi terzi è soggetto alle disposizioni delle direttive 89/48/CEE [3] e 92/51/CEE [4] sul sistema generale di riconoscimento della formazione professionale. Tale sistema prevede una procedura per il riconoscimento dei titoli professionali che implica una comparazione dell'istruzione e della formazione ricevute e delle corrispondenti qualifiche. In caso di differenze sostanziali, i marittimi interessati possono essere assoggettati a specifiche misure di compensazione.[3]  GU L 19 del 24.1.1989, pag. 16.[4]  GU L 209 del 24.7.1992. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2000/5/CE della Commissione (GU L 54 del 26.2.2000, pag. 42).Il paradosso è che per i marittimi la procedura sopra descritta è più gravosa della procedura prevista dalla convenzione STCW e anche della procedura recentemente introdotta per il riconoscimento dei certificati rilasciati al di fuori dell'Unione [5]. Sotto questo profilo, pertanto, i marittimi abilitati all'esercizio della professione in uno Stato membro possono trovarsi in una situazione più sfavorevole rispetto ai marittimi titolari di certificati rilasciati al di fuori dell'Unione europea.[5]  La direttiva [...] prevede una procedura per il riconoscimento a livello comunitario dei certificati rilasciati al di fuori dell'Unione europea (cfr. anche nota 2).Per questo motivo è necessario prevedere una procedura semplificata per il riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri sulla base dei medesimi requisiti minimi. Pertanto la Commissione propone l'accettazione automatica, da parte di ciascuno Stato membro, di tutti i certificati rilasciati dagli altri Stati membri a norma della direttiva del 2001. L'obiettivo principale della presente proposta è fare in modo che tutti i marittimi abilitati all'esercizio della professione in uno Stato membro e in possesso del relativo certificato siano autorizzati a lavorare a bordo di navi battenti la bandiera di un qualsiasi Stato membro senza la necessità di soddisfare ulteriori requisiti.Inoltre la Commissione ritiene opportuno recepire nell'ordinamento comunitario le disposizioni della convenzione STCW relative al regime linguistico dei marittimi, che mirano a consentire un'efficace comunicazione a bordo delle navi e a facilitare la libera circolazione dei lavoratori.La Commissione è altresì cosciente del fatto che l'effettiva osservanza dei requisiti in materia di formazione, certificazione e servizi di guardia previsti dalla direttiva necessita di strumenti specifici che garantiscano in modo continuativo il rispetto di tali disposizioni da parte degli Stati membri.Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno esplicitamente insistito sulla necessità che gli Stati membri applichino in maniera rigorosa i requisiti in materia di formazione e certificazione nel settore marittimo.Occorre inoltre aggiungere che negli ultimi anni si è verificato un netto incremento dei casi di frode concernenti le procedure di certificazione e i certificati in quanto tali. Tali episodi rischiano di compromettere l'effettiva applicazione dei requisiti vigenti in materia di formazione, certificazione e servizi di guardia. Il rilascio di certificati di abilitazione professionale a marittimi che non soddisfano i requisiti minimi professionali mette in serio pericolo la sicurezza della vita umana in mare e la tutela dell'ambiente marino.La Commissione propone quindi una serie di disposizioni specifiche volte ad assicurare la piena osservanza dei requisiti vigenti in materia di formazione e certificazione. La proposta prevede:- l'obbligo per gli Stati membri di adottare misure per prevenire e sanzionare le pratiche fraudolente in materia di certificazione della gente di mare; e- il controllo periodico dell'osservanza della direttiva 2001/25/CE, come modificata, da parte degli Stati membri.La presente proposta intende quindi facilitare il riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare e assicurare la rigorosa osservanza dei requisiti vigenti nell'Unione europea in materia di formazione, certificazione e servizi di guardia.2. MOTIVAZIONE DELLA PROPOSTALa presente proposta si basa su due motivazioni principali: in primo luogo la necessità di facilitare il riconoscimento da parte di tutti gli Stati membri dei certificati rilasciati ai marittimi nell'Unione europea sulla base dei requisiti minimi previsti dalla direttiva 2001/25/CE, come modificata, e in secondo luogo l'esigenza di garantire una più rigorosa e continua osservanza delle disposizioni in vigore.Inoltre, nelle sue conclusioni del 5 giugno 2003 [6], il Consiglio ha messo in evidenza la necessità di promuovere la mobilità dei marittimi all'interno dell'Unione; sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno ribadito la necessità di assicurare il rigoroso rispetto da parte degli Stati membri delle disposizioni della convenzione STCW.[6]  Sulla promozione del trasporto marittimo e della professione marittima.2.1. Riconoscimento dei certificatiLa formazione della gente di mare, il rilascio di certificati ed i servizi di guardia sono regolati a livello internazionale dalla convenzione STCW. La convenzione contiene specifiche disposizioni sul riconoscimento ad opera di ciascuna Parte contraente dei certificati rilasciati dalle altre Parti contraenti o sotto l'autorità di queste ultime ai comandanti, agli ufficiali o ai radiooperatori.Pur garantendo una più efficace applicazione dei requisiti della convenzione STCW nella Comunità, la direttiva 2001/25/CE subordina il riconoscimento dei certificati rilasciati ai marittimi aventi la cittadinanza degli Stati membri o di paesi terzi alle disposizioni delle direttive 89/48/CEE e 92/51/CEE sul sistema generale di riconoscimento della formazione professionale, impedendo in tal modo l'applicazione delle pertinenti disposizioni della convenzione al mutuo riconoscimento dei certificati tra gli Stati membri.Secondo il sistema generale, lo Stato membro in cui una persona desidera esercitare una professione (Stato membro ospitante) è tenuto a prendere in considerazione le qualifiche acquisite in un altro Stato membro e a stabilire se esse corrispondano a quelle prescritte dalle disposizioni nazionali. In caso di non corrispondenza, lo Stato membro ospitante può domandare al richiedente di fornire, oltre ai diplomi di istruzione e ai titoli di formazione, anche le prove che attestino l'esperienza professionale, o può invitarlo a compiere un tirocinio di adattamento o a sottoporsi a prove attitudinali.Per quanto riguarda il settore marittimo, tale sistema ostacola il rapido riconoscimento dei certificati e in definitiva impedisce ai marittimi di continuare ad esercitare la loro attività professionale in un altro Stato membro. I marittimi comunitari vengono a trovarsi in una situazione più sfavorevole rispetto ai marittimi di paesi terzi, che sono soggetti ad una procedura equivalente a quella prevista dalla convenzione STCW o alla procedura recentemente introdotta a livello comunitario per il riconoscimento dei certificati rilasciati da paesi terzi.Occorre inoltre aggiungere che il trasporto marittimo è uno dei pochi settori dei trasporti in cui la Comunità ha stabilito in una fase relativamente precoce i requisiti minimi di qualificazione professionale [7]. Tuttavia, nonostante sin dal 1994 siano in vigore requisiti armonizzati, il riconoscimento dei certificati, che di fatto attesta gli stessi livelli minimi di competenza, è soggetto ad alcune condizioni.[7]  Le disposizioni della convenzione STCW sono state recepite nell'ordinamento comunitario sin dal 1994 con l'adozione della direttiva 94/58/CE, in seguito modificata dalla direttiva 98/35/CE. Le due direttive sono state poi abrogate dalla direttiva 2001/25/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare.Oltre a ciò, a partire dagli anni '80 si registra una progressiva diminuzione del numero di marittimi comunitari, soprattutto ufficiali, tendenza che dovrebbe continuare fino alla fine del decennio in corso e che potrebbe avere gravi conseguenze per l'intero trasporto marittimo, dato che la disponibilità di competenze specializzate è essenziale per la salvaguardia della qualità e della prosperità del settore. Un mezzo per contrastare questa tendenza può essere la libera circolazione dei marittimi.Per i motivi esposti, la Commissione ha deciso di proporre una serie di norme specifiche per consentire il riconoscimento incondizionato dei certificati rilasciati dagli Stati membri ai marittimi. La misura proposta intende eliminare gli ostacoli alla libera circolazione dei marittimi che abbiano ottenuto l'abilitazione all'esercizio della professione negli Stati membri; a lungo termine ciò favorirà la mobilità e promuoverà l'occupazione della gente di mare all'interno dell'Unione.Tale misura risulta ancora più opportuna ed importante se si considera che con due recenti sentenze, pronunciate nelle cause C-47/02 e C-405/01, la Corte di giustizia ha reso più facile l'accesso dei cittadini di paesi terzi ai posti di comandante e di primo ufficiale. La Corte ha infatti affermato che gli Stati membri possono riservare ai cittadini nazionali i posti di comandante e di primo ufficiale delle navi mercantili battenti la loro bandiera solo a condizione che i poteri d'imperio attribuiti a tali figure professionali siano effettivamente esercitati in modo abituale e non costituiscano una parte limitata delle loro attività.2.2. Competenze linguisticheL'articolo 17 della direttiva 2001/25/CE, come modificata, impone la presenza a bordo di tutte le navi battenti la bandiera di uno Stato membro di strumenti atti a consentire un'efficace comunicazione orale tra tutti i membri dell'equipaggio ai fini della sicurezza, e prevede inoltre che a bordo delle navi passeggeri, delle petroliere, delle chemichiere e delle gasiere venga stabilita una lingua di lavoro comune, che tutto il personale di bordo deve comprendere e nella quale deve essere in grado di comunicare. Con particolare riferimento alle navi passeggeri, l'articolo 17 stabilisce che il personale incaricato di assistere i passeggeri in situazioni di emergenza deve essere dotato di specifiche capacità di comunicazione, tenuto conto di alcuni criteri. La conoscenza di nozioni basilari di inglese è uno dei criteri facoltativi previsti da tale disposizione.L'articolo in questione non definisce il livello di conoscenze linguistiche richiesto ai marittimi impiegati a bordo delle navi battenti la bandiera di uno Stato membro, e nel contempo limita ad alcuni tipi di navi l'obbligo di definire una lingua di lavoro comune.La Commissione ritiene che la comunicazione tra i membri dell'equipaggio e la conoscenza delle lingue siano essenziali per garantire la sicurezza in mare e migliorare le condizioni sociali a bordo delle navi. Tali condizioni risultano ancora più importanti se si considera il carattere internazionale del trasporto marittimo e la crescente presenza di equipaggi multinazionali. Di conseguenza la Commissione propone di far applicare all'interno degli Stati membri le disposizioni della convenzione STCW relative alle competenze linguistiche dei marittimi, che inoltre consentiranno l'effettivo esercizio della professione marittima in uno Stato membro diverso da quello in cui è stato rilasciato il certificato di abilitazione professionale.2.3. L'esigenza di garantire l'osservanza dei requisiti in vigoreNegli ultimi tempi, sono stati accertati molti casi di frode relativi ai certificati rilasciati alla gente di mare. Un recente studio commissionato dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO) [8] ha confermato questa tendenza, e ha indicato che le frodi riguardano tanto la procedura di certificazione quanto i singoli certificati. Lo studio ha rivelato che, nella stragrande maggioranza dei casi identificati, i titolari di certificati ottenuti con la frode non possiedono i requisiti minimi di competenza professionale prescritti dalla convenzione STCW. Secondo lo studio, la diffusione di comportamenti fraudolenti è dovuta all'incapacità o alla riluttanza delle amministrazioni ad applicare effettivamente la normativa vigente.[8]  A study on fraudulent practices associated with certificates of competency and endorsements, Seafarers International research Centre (SIRC), 2001.La Commissione è consapevole del fatto che la diffusione di certificati ottenuti con la frode può nuocere alla sicurezza in mare e alla tutela dell'ambiente marino e compromettere seriamente l'efficacia delle disposizioni applicabili in materia di formazione e certificazione, ma soprattutto ritiene che la rigorosa osservanza dei requisiti vigenti in materia di formazione, rilascio di certificati e servizi di guardia sia un elemento fondamentale per contrastare le frodi.La lotta contro le frodi richiede l'adozione di misure preventive e di misure correttive. La Commissione ritiene indispensabile il ricorso a personale specializzato nell'individuazione delle frodi e nell'adozione di misure repressive, onde assicurare l'effettiva attuazione delle disposizioni nazionali e consentire una stretta cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali degli Stati membri.Alla luce di quanto sopra, la Commissione propone che gli Stati membri adottino e facciano applicare misure dirette a prevenire e sanzionare le frodi relative alla procedura di certificazione o ai certificati in quanto tali; la proposta prevede inoltre un ampio scambio di informazioni tra le autorità nazionali competenti.Infine la Commissione ritiene che l'applicazione delle disposizioni e dei requisiti in vigore relativi alle professioni marittime sia un processo continuo e laborioso. Tenuto conto del fatto che spesso la procedura di certificazione implica l'intervento di più soggetti, è indispensabile verificare periodicamente il rispetto di tali disposizioni a livello nazionale. Ciò faciliterà anche il riconoscimento dei certificati tra gli Stati membri.In questa stessa prospettiva, la Commissione propone di valutare periodicamente, con l'assistenza dell'Agenzia per la sicurezza marittima (di seguito "l'Agenzia"), i sistemi e le procedure nazionali di formazione e di certificazione dei marittimi.3. OSSERVAZIONI SUI SINGOLI ARTICOLIArticolo 1Questo articolo stabilisce che la direttiva si applica ai marittimi aventi la cittadinanza di uno Stato membro o di paesi terzi che siano titolari di un certificato di abilitazione professionale rilasciato da uno Stato membro.Articolo 2Questo articolo definisce i principali termini utilizzati nella direttiva. La maggior parte delle definizioni si basa sui termini utilizzati nella direttiva 2001/25/CE, come modificata, e nella convenzione STCW.Articolo 3Questo articolo enuncia l'obiettivo principale della direttiva, che consiste nel riconoscimento da parte di ogni Stato membro di tutti i certificati, le convalide e gli altri titoli di formazione rilasciati dagli altri Stati membri in conformità delle disposizioni della direttiva 2001/25/CE, come modificata.Tale disposizione precisa ulteriormente l'obbligo di riconoscimento dei certificati stabilendo che i marittimi soggetti alle disposizioni della direttiva devono essere autorizzati a prestare servizio a bordo delle navi battenti bandiera di uno Stato membro sulla base dei certificati rilasciati da un altro Stato membro.Articolo 4Questo articolo impone allo Stato membro in cui un marittimo ha ottenuto il certificato di abilitazione di accertare che tale lavoratore possieda le competenze linguistiche necessarie per lo svolgimento delle sue funzioni, secondo quanto previsto dalle pertinenti disposizioni della convenzione STCW. La Commissione propone di introdurre un riferimento alle pertinenti disposizioni della convenzione STCW [9].[9]  Cfr. le sezioni A-II/1, A-III/1, A-IV/2 e A-II/4 del codice STCW.Articolo 5Questo articolo impone agli Stati membri di prevedere misure specifiche per prevenire le frodi connesse alla procedura di certificazione e ai certificati in quanto tali, di assicurare l'effettiva applicazione di tali misure e di introdurre apposite sanzioni per i casi di violazione delle pertinenti disposizioni nazionali.Tale articolo stabilisce inoltre un canale di comunicazione tra le autorità nazionali competenti riguardo ai casi di frode, in primo luogo imponendo che gli Stati membri procedano alla designazione delle autorità competenti responsabili delle misure antifrode e ne informino la Commissione e gli altri Stati membri e in secondo luogo prevedendo che uno Stato membro possa, in caso di dubbi su un certificato rilasciato da un altro Stato membro, chiedere all'autorità competente di quest'ultimo di fornire una conferma scritta dell'autenticità del certificato.Articolo 6Questo articolo obbliga la Commissione a controllare periodicamente l'osservanza, da parte degli Stati membri, delle norme minime stabilite dall'articolo 5, paragrafo 1 della direttiva. Nello svolgimento di tale compito la Commissione sarà assistita dall'Agenzia.Articolo 7Questo articolo modifica le disposizioni della direttiva 2001/25/CE sotto un duplice profilo:in primo luogo, sopprime i paragrafi 1 e 2 dell'articolo 18 della direttiva 2001/25/CE che assoggettano il riconoscimento dei certificati dei marittimi alle disposizioni delle direttive 89/48/CEE e 92/51/CEE del Consiglio riguardanti il sistema generale di riconoscimento della formazione e del tirocinio professionale. Non prevedendo il riconoscimento automatico delle qualificazioni certificate dei marittimi, esse comportano ostacoli per il rapido riconoscimento dei certificati.Questo articolo introduce inoltre nella direttiva 2001/25/CE un articolo nuovo recante il numero 22 bis, il quale sancisce l'obbligo della Commissione di controllare periodicamente l'applicazione delle norme relative alla formazione ed alla certificazione stabilite dalla direttiva stessa. Nello svolgimento di tale compito la Commissione deve essere assistita dall'Agenzia.Articolo 8Questo articolo stabilisce il termine ultimo per l'adozione e la pubblicazione delle disposizioni nazionali di attuazione della direttiva.Articolo 9Questo articolo stabilisce la data di entrata in vigore della direttiva.2004/0098 (COD)Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO riguardante il riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare e recante modificazione della direttiva 2001/25/CE(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 80, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione [10],[10]  GU C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Comitato economico e sociale  [11],[11]  GU C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Comitato delle regioni  [12],[12]  GU C [...] del [...], pag. [...].deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [13],[13]  GU C [...] del [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) Nella sua risoluzione del 5 giugno 2003 sul miglioramento dell'immagine del trasporto marittimo comunitario e sull'avvicinamento dei giovani alla professione marittima, il Consiglio ha sottolineato la necessità di promuovere la mobilità professionale dei marittimi all'interno dell'Unione europea, ponendo in particolare l'accento sulle procedure di riconoscimento dei certificati di abilitazione, e sull'esigenza di garantire nel contempo la stretta osservanza dei requisiti previsti dalla convenzione sulle norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio di brevetti e ai servizi di guardia, adottata dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO) nel 1978, come modificata (di seguito "convenzione STCW").(2) Il trasporto marittimo è un settore in forte e rapida evoluzione, che presenta caratteristiche specificamente internazionali. Pertanto, data la crescente carenza di marittimi comunitari, l'equilibrio fra domanda e offerta di personale può essere mantenuto più facilmente a livello comunitario che a livello nazionale. Di conseguenza, è indispensabile ampliare l'ambito della politica comune dei trasporti nel settore marittimo per facilitare la circolazione dei marittimi all'interno della Comunità.(3) Con riferimento alle qualificazioni professionali, la Comunità ha stabilito una serie di requisiti minimi in materia di istruzione, formazione e certificazione dei lavoratori marittimi mediante la direttiva 2001/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 4 aprile 2001 concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare [14]. Tale direttiva recepisce nell'ordinamento comunitario le norme internazionali in materia di formazione, rilascio di certificati e servizi di guardia stabilite dalla convenzione STCW.[14]  GU L 136 del 18.5.2001, pag. 17. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/103/CE (GU L 326 del 13.12.2003, pag. 28).(4) In base alla direttiva 2001/25/CE, ciascun marittimo deve essere in possesso di un certificato di abilitazione rilasciato e convalidato dall'autorità competente di uno Stato membro a norma della direttiva; tale certificato legittima il titolare a prestare servizio a bordo di una nave con le qualifiche, le funzioni ed i livelli di responsabilità specificati nel certificato medesimo.(5) A norma dell'articolo 18, paragrafi 1 e 2 della direttiva 2001/25/CE il riconoscimento reciproco tra gli Stati membri dei certificati rilasciati a marittimi cittadini degli Stati membri o di paesi terzi è soggetto alle disposizioni delle direttive 89/48/CEE [15] e 92/51/CEE [16] del Consiglio che stabiliscono, rispettivamente, un primo ed un secondo sistema generale per il riconoscimento dell'istruzione e della formazione professionale. Tali direttive non prevedono il riconoscimento automatico dei titoli di formazione dei marittimi, in quanto stabiliscono che nei confronti degli stessi possono essere applicate misure di compensazione.[15]  GU L 19 del 24.1.1989, pag. 16. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2001/19/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 206 del 31.7.2001, pag. 1).[16]  GU L 209 del 24.7.1992. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 2004/108/EC (GU L 32 del 5.2.2004, pag. 15).(6) È opportuno che ciascuno Stato membro riconosca i certificati e gli altri titoli rilasciati dagli altri Stati membri a norma della direttiva 2001/25/CE. Pertanto ciascuno Stato membro deve consentire ai marittimi che abbiano ottenuto, in un altro Stato membro, un certificato di abilitazione che soddisfi i requisiti previsti da tale direttiva di intraprendere o proseguire la professione marittima per la quale hanno conseguito l'abilitazione, senza ulteriori condizioni rispetto a quelle previste per i propri cittadini.(7) La convenzione STCW specifica le competenze linguistiche richieste ai marittimi. Occorre recepire tali requisiti nell'ordinamento comunitario per assicurare un'efficace comunicazione a bordo delle navi e facilitare la libera circolazione dei marittimi all'interno della Comunità.(8) Attualmente la diffusione di certificati di abilitazione ottenuti in maniera fraudolenta comporta un serio pericolo per la sicurezza in mare e la tutela dell'ambiente marino. Nella maggior parte dei casi i titolari di certificati ottenuti con la frode non soddisfano i requisiti minimi di certificazione stabiliti dalla convenzione STCW. Tali marittimi possono facilmente concorrere al verificarsi di incidenti marittimi.(9) Di conseguenza è opportuno che gli Stati membri adottino e facciano applicare specifiche misure volte a prevenire e sanzionare i comportamenti fraudolenti connessi ai certificati rilasciati nel loro territorio.(10) Il regolamento (CE) n. 1406/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio [17] ha istituito un'Agenzia europea per la sicurezza marittima (di seguito: "l'Agenzia"), al fine di assicurare un livello elevato, efficace ed uniforme di sicurezza marittima e di prevenzione dell'inquinamento causato dalle navi. L'Agenzia ha segnatamente il compito di assistere la Commissione nello svolgimento delle funzioni ad essa attribuite dalla normativa comunitaria in materia di formazione, certificazione e servizi di guardia degli equipaggi delle navi.[17]  GU L 208 del 5.8.2002, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1644/2003 (GU L 245 del 29.9.2003, pag. 10).(11) L'Agenzia deve pertanto coadiuvare la Commissione nella verifica dell'osservanza, da parte degli Stati membri, delle norme stabilite dalla presente direttiva e dalla direttiva 2001/25/CE.(12) Il riconoscimento reciproco tra gli Stati membri dei certificati rilasciati a marittimi aventi la cittadinanza degli Stati membri o di paesi terzi non deve più essere soggetto alle disposizioni delle direttive 89/48/CEE e 92/51/CE, bensì essere disciplinato dalle disposizioni della presente direttiva.(13) La direttiva 2001/25/CE deve essere modificata in conformità,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1Ambito di applicazioneLa presente direttiva si applica alle professioni marittime esercitate da:a) cittadini degli Stati membri; ob) cittadini di paesi terzi titolari di un certificato di abilitazione rilasciato da uno Stato membro.Articolo 2DefinizioniAi fini della presente direttiva si intende per:a) "professioni marittime": le attività professionali regolamentate esercitate da marittimi che abbiano ricevuto una formazione almeno conforme ai requisiti della convenzione STCW riportati nell'allegato I della direttiva 2001/25/CE;b) "certificato", un documento valido ai sensi dell'articolo 4 della direttiva 2001/25/CE; rientrano in questa definizione i certificati di abilitazione dei comandanti e degli ufficiali, le convalide, i certificati speciali, i certificati medici e i titoli attestanti la formazione conseguita, compresi i periodi di servizio in mare, rilasciati a qualsiasi marittimo in conformità alla direttiva 2001/25/CE;c) "certificato adeguato": il certificato di abilitazione rilasciato ai comandanti, agli ufficiali e ai radiooperatori, ai sensi dell'articolo 1, punto 27 della direttiva 2001/25/CE;d) "convalida": il documento valido emesso dall'autorità competente di uno Stato membro per attestare il rilascio di un certificato, ai sensi dell'articolo VI, paragrafo 2 e della regola I/2, paragrafo 3 della convenzione STCW;e) "riconoscimento": l'autorizzazione ad usare il certificato o il certificato adeguato rilasciato da un altro Stato membro ai fini dell'impiego a bordo di una nave registrata in uno Stato membro con le qualifiche, le funzioni ed i livelli di responsabilità specificati nella convalida del certificato o secondo quanto altrimenti previsto dalla direttiva 2001/25/CE;f) "Stato membro ospitante": lo Stato membro in cui il marittimo intende intraprendere o proseguire una professione marittima, diverso dallo Stato membro nel quale ha ottenuto il certificato o altro titolo attestante la formazione o ha iniziato ad esercitare la professione di cui trattasi;g) "convenzione STCW": la convenzione internazionale del 1978 sulle norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio di brevetti e ai servizi di guardia, nella versione modificata;h) "codice STCW": il codice sulla formazione della gente di mare, sul rilascio dei certificati, sui servizi di guardia, adottato dalla conferenza delle Parti della convenzione STCW con la risoluzione n. 2 del 1995, nella versione modificata;i) "Agenzia": l'Agenzia europea per la sicurezza marittima istituita dal regolamento (CE) n. 1406/2002.Articolo 3Riconoscimento dei certificati1. Ciascuno Stato membro riconosce i certificati adeguati e qualsiasi altro certificato rilasciato da un altro Stato membro ai marittimi che siano cittadini degli Stati membri o di paesi terzi in conformità alla direttiva 2001/25/CE.2. I marittimi titolari di un certificato adeguato o di qualsiasi altro certificato ai sensi del paragrafo 1 sono autorizzati a prestare servizio a bordo delle navi battenti la bandiera di qualsiasi altro Stato membro.3. Il riconoscimento dei certificati adeguati è limitato alle qualifiche, alle funzioni ed ai livelli di competenza specificati nella convalida.Articolo 4Competenze linguisticheGli Stati membri provvedono affinché i marittimi acquisiscano adeguate competenze linguistiche, secondo quanto stabilito nelle sezioni A-II/1, A-III/1, A-IV/2 e A-II/4 del codice STCW, in modo da poter svolgere le loro funzioni specifiche nello Stato membro ospitante.Articolo 5Prevenzione delle frodi1. Gli Stati membri adottano e fanno applicare opportune misure per prevenire e sanzionare le frodi concernenti la procedura di certificazione o i certificati rilasciati e convalidati dalle autorità nazionali competenti.2. Gli Stati membri designano le autorità nazionali competenti ad individuare e reprimere le frodi e ad assicurare lo scambio di informazioni con le autorità degli altri Stati membri competenti in materia di certificazione dei marittimi.Gli Stati membri ne informano immediatamente gli altri Stati membri e la Commissione.3. In caso di dubbi fondati, lo Stato membro ospitante può chiedere alle autorità competenti di un altro Stato membro l'attestazione scritta dell'autenticità dei certificati di abilitazione, delle relative convalide o di qualsiasi altro titolo di formazione da questo rilasciato.Articolo 6Controllo periodico dell'ottemperanzaFatti salvi i poteri ad essa conferiti dall'articolo 226 del trattato CE, la Commissione verifica con l'assistenza dell'Agenzia, ad intervalli non superiori a cinque anni, l'adozione delle opportune misure di cui all'articolo 5, paragrafo 1 della presente direttiva.Articolo 7Modificazione della direttiva 2001/25/CELa direttiva 2001/25/CE è così modificata:a) I paragrafi 1 e 2 dell'articolo 18 sono soppressi con effetto dal [la stessa data indicata all'articolo 8, paragrafo 1, primo comma];b) è inserito il seguente articolo 22 bis:Articolo 22 bisControllo periodico dell'ottemperanzaFatti salvi i poteri ad essa conferiti dall'articolo 226 del trattato CE, la Commissione verifica con l'assistenza dell'Agenzia, ad intervalli non superiori a cinque anni, che gli Stati membri ottemperino alle norme minime stabilite dalla presente direttiva.Articolo 8Attuazione1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il [...] [18]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni, nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.[18]  18 mesi dopo l'entrata in vigore della direttiva.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.Articolo 9Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Articolo 10DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente [...] [...]SCHEDA FINANZIARIASettore di intervento: TRASPORTO MARITTIMOAttività: Riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare in conformità dei requisiti comunitari e internazionali in materia di formazione e certificazioneDenominazione dell'azione: Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante il riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare e recante modificazione della direttiva 2001/25/ceMetodo di attuazioneL'Agenzia europea per la sicurezza marittima assisterà la Commissione nell'esecuzione di alcuni dei compiti previsti dalla direttiva, secondo quanto stabilito nel regolamento istitutivo dell'Agenzia (regolamento (CE) n. 1406/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2002, che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza marittima). Le relative spese saranno proposte dall'Agenzia nel quadro del suo programma di lavoro.Incidenza finanziaria sul bilancioLa presente proposta non ha alcuna incidenza finanziaria diretta per la Commissione. Per quanto riguarda le spese amministrative, il personale attuale della DG TREN (un amministratore a tempo parziale, una segreteria ed un bilancio relativo alle missioni per i contatti con l'Agenzia europea per la sicurezza marittima) dovrebbe risultare sufficiente.SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO  IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE E IN PARTICOLARE SULLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)Titolo della propostaDirettiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante il riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare e recante modificazione della direttiva 2001/25/CE.Numero di riferimento del documentoCOM(2004) xxxLa proposta1. Motivi per i quali, alla luce del principio di sussidiarietà, è necessario un intervento normativo della Comunità in questo settore e principali obiettivi perseguitiL'obiettivo principale della proposta è facilitare il riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare a norma della direttiva 2001/25/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare [19], come modificata, e assicurare la piena osservanza da parte degli Stati membri dei requisiti previsti dalla direttiva.[19]  La direttiva recepisce nell'ordinamento comunitario le disposizioni della convenzione sulle norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio di brevetti e ai servizi di guardia, adottata nel 1978 dall'Organizzazione marittima internazionale, come modificata (convenzione STCW).L'intervento normativo della Comunità è necessario per assicurare la coerente e rigorosa applicazione dei pertinenti requisiti nell'Unione europea e garantire nel contempo il riconoscimento incondizionato dei certificati tra gli Stati membri.Impatto sulle imprese2. Imprese interessate dalla proposta- settori interessatiImprese di trasporto marittimo che impiegano navi battenti bandiere degli Stati membri.- dimensioni delle imprese interessate (concentrazione di piccole e medie imprese)Imprese di tutte le dimensioni operanti nel settore.- eventuale concentrazione delle imprese in particolari zone geografiche della ComunitàLe imprese interessate sono situate in tutti gli Stati membri, ad eccezione degli Stati che non hanno accesso al mare. In teoria tutti gli Stati membri sono interessati in qualità di Stati di bandiera.3. Adempimenti richiesti alle imprese per conformarsi alla propostaLe imprese interessate dovranno adottare tutte le misure necessarie per fare in modo che i marittimi che prestano servizio sulle loro navi siano in possesso di certificati adeguati, secondo le procedure stabilite dalla direttiva 2001/25/CE, come modificata.4. Possibili effetti economici della proposta- sull'occupazioneÈ probabile la creazione di nuovi posti di lavoro, per effetto dell'aumento dell'offerta dovuto al riconoscimento dei certificati rilasciati da uno Stato membro in tutti gli altri Stati membri.- sugli investimenti e sulla creazione di nuove impreseLa proposta non avrà alcun effetto sugli investimenti e sulla creazione di nuove imprese.- sulla competitività delle impreseNon è previsto alcun effetto sulla competitività delle imprese5. Misure destinate a tenere conto della specifica situazione delle piccole e medie imprese (obblighi ridotti o differenti, ecc.)Non sono necessarie misure di questo tipo.Consultazione6. Elenco degli organismi consultati sulla proposta e sintesi delle loro osservazioni.Il Consiglio dei ministri e il Parlamento europeo hanno sottolineato la necessità di mantenere e sviluppare il livello di conoscenze e di competenze esistente nel settore marittimo e di assicurare il rispetto da parte degli Stati membri di tutti i requisiti vigenti in materia.Nelle sue conclusioni del 5 giugno 2003 sulla promozione del trasporto marittimo e della professione marittima, il Consiglio ha sottolineato la necessità di promuovere la mobilità dei marittimi e di assicurare la rigorosa osservanza dei requisiti previsti dalla convenzione STCW da parte degli Stati membri.