CELEX: 51994PC0030
Language: it
Date: 1994-03-09
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di carburo di silicio originario della Repubblica Popolare Cinese, della Polonia, della Federazione Russa e dell' Ucraina

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                            COM(94) 30 def.
                                                         Bruxelles, 09.03.1994
                                      Proposta di
                     REGOLAMENTO (CEVDEL CONSIGLIO
    che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di carburo
       di silicio originario della Repubblica Popolare Cinese, della Polonia,
                        della Federazione Russa e dell'Ucraina
                            (Presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                   Relazione
* Nell'ottobre 1986 la Commissione ha accettato, con decisione 86/497/CEE,
  gli impegni sui prezzi offerti dagli esportatori nell'ambito del
  procedimento antidumping relativa alle importazioni di carburo di silicio
  originario della Norvegia, della Repubblica popolare cinese, della
  Polonia e dell'ex URSS.
*  Nel 1991, la commissione ha ricevuto una richiesta di riesame delle
  misure in vigore a norma dell'articolo 15 del regolamento di base
   (regolamento n. 2423/88 del Consiglio) presentata dal Consiglio
  dell'industria chimica europea (CEFIC) e ha quindi annunciato l'avvio
  del procedimento     con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale
  n. C 279 del 26.10.1991.
*  Dall'inchiesta è emerso che, nonostante le misure in vigore, le
  importazioni di carburo di silicio originario della Cina, della Polonia,
  della Federazione russa e dell'Ucraina erano oggetto di dumping e
  continuavano a causare pregiudizio all'industria comunitaria.
*  Si è invece riscontrato che le importazioni dalla Norvegia non erano
  oggetto di dumping e non arrecavano alcun pregiudizio, e che lo scadere
  delle misure in vigore nei confronti degli esportatori norvegesi non
  avrebbe comportato, a breve termine, né pratiche di dumping né
  conseguente pregiudizio.
*  Per guanto riguarda l'ex URSS, si è accertato che il carburo di silicio
   importato nel periodo dell'inchiesta proveniva esclusivamente dalla
  Federazione russa e dall'Ucraina, e si è quindi chiusa la procedura
  antidumping nei confronti delle altre Repubbliche dell'ex URSS.
*  Considerate     le risultanze dell'inchiesta, si ritiene        che sia
  nell'interesse della Comunità prendere misure istituendo        un dazio
   antidumping.
  Si propongono le seguenti aliquote del dazio:
        Cina                         52,6%
        Polonia                       8,3%
       Federazione russa            23,3%
       Ucraina                      23,3%
  Alla Federazione russa si applicherebbe un dazio residuo, in quanto la
  Commissione considera accettabili gli impegni offerti dall'unico
  esportatore russo insieme al governo del suo paese.
*  Si propone pertanto al Consiglio di istituire un dazio antidumping
  definitivo sulle importazioni di carburo di silicio originario della
  Repubblica popolare cinese, della Polonia, della Federazione russa e
  dell'Ucraina.
 ---pagebreak---                                                 Proposta di
                               REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
             che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di carburo
                 di silicio originario della Repubblica Popolare Cinese, della Polonia,
                                  della Federazione Russa e dell'Ucraina
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'I 1 luglio 1988, relativo alla difesa contro
le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità
economica europea (l), in particolare gli articoli 12, 14 e 15,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
 (Xì GU  n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1
 ---pagebreak---                                          A. PROCEDIMENTO
1.      Nell'ottobre 1986 la Commissione, con la decisione 86/497/CEE l2\ ha accettato impegni sui
        prezzi offerti dagli esportatori della Norvegia, della Repubblica Popolare Cinese (in seguito
        denominata "Cina"), della Polonia e dell'ex URSS nell'ambito del procedimento antidumping
        relativo alle importazioni di carburo di silicio. Le misure relative alla Norvegia sono state
        sospese dal regolamento (CE) del Consiglio, n. 5/94w, con effetto dal 1° gennaio 1994.
2.      In seguito alla pubblicazione, nell'aprile 1991 (4), di un avviso di imminente scadenza delle
        misure in vigore, la Commissione ha ricevuto una richiesta di riesame presentata dal CEFIC
        (Consiglio dell'industria chimica europea) per conto dei produttori che presumibilmente
        rappresentano una parte sostanziale della produzione comunitaria complessiva di carburo di
        silicio.
        Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (5) la Commissione
        ha quindi annunciato l'apertura di un procedimento di riesame delle misure in vigore.
3.      La Commissione ha informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i
        rappresentanti dei paesi esportatori e i produttori comunitari denunzianti e ha dato alle parti
        direttamente interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di
        chiedere audizioni.
4.      Tutti i produttori comunitari denunzianti hanno risposto al questionario e hanno comunicato
        osservazion scritte. Il CEFIC ha chiesto e ottenuto di essere sentito dalla Commissione.
5.      L'esportatore polacco, Intervis Co. Ltd, Varsavia, harispostoal questionario e ha comunicato
        osservazioni scritte. Gli esportatori norvegesi citati al punto 7 hanno risposto al questionario
        soltanto riguardo alle transazioni all'esportazione oggetto delle misure in vigore. Hanno
        inoltre risposto al questionario tre società cinesi, la China Minerals Import and Export
        Corporation, la China Abrasives Export Corporation e la China Metallurgical Import and
        Export Corporation (filiale di Jiangu), che rappresentano una piccola parte delle importazioni
        complessive di carburo di silicio originario della Cina. Tre organizzazioni che esportavano
        il prodotto in oggetto dall'ex URSS non hanno risposto ai questionari loro inviati.
        La prima inchiesta riguardava tutto il territorio dell'ex URSS. Poiché dalle informazioni di
        cui dispone la Commissione risulta che il carburo di silicio proviene unicamente dalla
        Federazione Russa (in seguito denominata "Russia") e dall'Ucraina, l'inchiesta relativa al
        riesame è limitata alle importazioni di carburo di silicio originario dei due stati suddetti
        dell'ex URSS.
(2)
     GU n. L 287 del 10.10.1986, pag. 25.
(3)
     GUn. L3 del 5.1.1994, pag. 1.
 (4)
     GU n. C 100 del 17.4.1991, pag. 17.
 (5)
     GU n. C 279 del 26.10.1991, pag. 11.
 ---pagebreak--- 6.  Quattro importatori hanno risposto ai questionari.
7.  La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della
    determinazione dei fatti e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società.
        Produttori comunitari denunzianti:
        -  Pechiney Electrometallurgie, Francia
        -  Elektroschmelzwerk Kempten GmbH, Germania
        -   Samatec, Società Abrasivi e Materiali Ceramics S.A., Italia
        -   Navarro SA, Spagna
    -   Produttori/esportatori:
        -   Arendal Smelteverk AS. (Norvegia)
        -   Norton AS. (Norvegia)
        -   Orkla-Exolon AS. (Norvegia)
    -   Importatori:
        -   Frank and Schulte (Germania)
        -   Ferrocarbon GmbH (Germania)
    -   Paese di riferimento:
        -   Exolon ESK Company, Tonawanda, USA
        -   Norton Company, Worchester, USA
 8. L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo 1° luglio 1990 - 30 giungo
     1991 (periodo dell'inchiesta).
 9.  A causa della complessità del caso in esame e del volume dei dati raccolti, non è stato
     possibile concludere l'inchiesta entro il normale termine di un anno previsto all'articolo 7,
     paragrafo 9, lettera a), del regolamento (CEE) n. 2423/88 (in prosieguo: "regolamento di
    base").
 ---pagebreak---                      B PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
10. Il prodotto oggetto della denuncia e per il quale è stata aperta l'inchiesta relativa al riesame
    è il carburo di silicio di cui al codice NC 2849 20 00. Il prodotto è identico a quello oggetto
    della precedente inchiesta, concluso con l'accettazione degli impegni.
11. Date le caratteristiche del processo di produzione del carburo di silicio, si ottengono
    automaticamente diverse qualità del prodotto, che possono essere divise in due tipi
    principali, cristallino e metallurgico. Il tipo cristallino, secondo la qualità, è utilizzato
    normalmente per la produzione di utensili abrasivi, mole, refrattari di alta qualità, prodotti
    ceramici e materie plastiche, mentre il tipo metallurgico è comunemente utilizzato in
    fonderia e negli altiforni come elemento portatore del silicio.
    Le diverse qualità di carburo di silicio non presentano differenze significative per quanto
    riguarda le principali caratteristiche fisiche, anche se le applicazioni sono diverse.
    Dato che i due tipi principali derivano dallo stesso processo di produzione (uno non può
    essere ottenuto senza l'altro) e che il tipo metallurgico può tecnicamente essere sostituito da
    quello cristallino, si puòritenereche i due tipi di carburo di silicio e le loro diverse qualità
    costituiscano un unico prodotto ai fini del presente procedimento.
12. Dall'inchiesta è emerso che il prodotto fabbricato e venduta dall'industria comunitaria sul
    mercato della Comunità è identico, per quanto riguarda le caratteristiche specifiche, al
    carburo di silicio importato dai cinque paesi in questione. Si deve quindi considerare che
    si tratti di un prodotto simile ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento di base.
                                C. INDUSTRIA COMUNITARIA
13.  I produttori comunitari denunzianti fabbricano tuttora oltre il 90% della produzione
    comunitaria di carburo di silicio. È stato quindi concluso che questi produttori rappresentano
     una parte sostanziale della produzione comunitaria complessiva.
     Si è tenuto conto del fatto che alcuni produttori comunitari hanno importato quantitativi
    limitati di carburo di silicio dai paesi soggetti all'inchiesta. Dato che queste importazioni
    avevano un carattere sperimentale, essendo state effettuate per analizzare i prodotti fabbricati
    dai concorrenti e che comunque riguardavano quantitativi trascurabili, non esistono motivi
    per escludere i produttori comunitari dalla definizione di "industria comunitaria" ai sensi
    dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di base. I produttori comunitari che hanno
     effettuato le importazioni non hanno partecipato alle pratiche di dumping dei paesi
     interessati, non ne hanno tratto beneficio e non erano protetti dalle loro conseguenze.
              D. ATTUALE SITUAZIONE DELL'INDUSTRIA COMUNITARIA
14.  Per stabilire se la scadenza delle misure in vigore possa provocare nuovamente un
    pregiudizio oppure una minaccia di pregiudizio, è stato necessario esaminare l'attuale
     situazione dell'industria comunitaria.
 ---pagebreak---     (a)     Produzione, sfruttamento degli impianti e scorte
15. La produzione di carburo di silicio dell'industria comunitaria, dopo una breve ripresa tra il
    1988 e il 1989, quando è passata da 101 500 t a 107 500 t, è progressivamente scesa a
    101 700 t nel 1990 e a 95 000 t nel periodo dell'inchiesta. Questo andamento corrisponde
    a un calo del 6,4% rispetto al 1988, dell'I 1,6% rispetto al 1989 e del 6,5% rispetto al 1990.
    Dato che la capacità di produzione dell'industria comunitaria è rimasta stabile a 129 000 t,
    l'indice di sfruttamento degli impianti, pari al 79% nel 1988, è salito all'83% nel 1989 ed
    è sceso al 74% nel periodo dell'inchiesta.
    Nello stesso periodo le scorte dell'industria comunitaria sono passate gradualmente da
     17 000 t a 20 500 t, con un incremento del 20,6%.
    (b)      Vendite
16. Tra il 1988 e la fine del periodo dell'inchiesta, il volume delle vendite di carburo di silicio
    effettuate dall'industria comunitaria sul mercato della Comunità ha subito una progressiva
    diminuzione del 15%, passando da 93 419 t a 79 385 t.
    (e)      Redditività
17.  È stato accertato che dal 1988 in poi l'industria comunitaria nel suo complesso ha subito un
    considerevole calo della redditività. Nel 1990, anche se alcune imprese realizzavano ancora
    profitti, l'industria in media subiva perdite, mentre durante il periodo dell'inchiesta tutti i
    produttori comunitari registravano perdite.
     (d)     Occupazione
18. Il numero di persone occupate dai produttori comunitari è generalmente diminuito e nel
    periodo dell'inchiesta in Italia è stato chiuso uno stabilimento
     (e)     Consumo sul mercato comunitario
19. Tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta il consumo complessivo del prodotto in oggetto nella
     Comunità, secondo le stime, è passato da 152 9771 a 185 400 t, con un incremento del 21%
     rispetto al 1988.
     (f)     Quota di mercato dell'industria comunitaria
20.  La quota di mercato dell'industria comunitaria, in seguito all'istituzione di misure
     antidumping nel 1986, era aumentata dal 52,5% nel 1984 al 61,1% nel 1988. Dopo il 1988,
     tuttavia, la quota di mercato è nuovamente diminuita ed è scesa al 42,8% nel periodo
     dell'inchiesta.
 ---pagebreak---     (g)      Conclusione
21. È stato pertanto concluso che, nonostante gli impegni in vigore, l'industria comunitaria si
    trova ancora chiaramente in una difficile situazione economica. Tale situazione si è
    nettamente deteriorata dopo il 1988, come risulta dal calo della produzione, del coefficiente
    di sfruttamento degli impianti e delle vendite. La situazione dell'industria comunitaria era
    inoltre caratterizzata dall'aumento delle scorte, dalla perdita di posti di lavoro, da perdite
    finanziarie e dalla contrazione della quota di mercato, nonostante l'espansione del consumo
    nella Comunità.
              E COMPORTAMENTO DEGLI ESPORTATORI INTERESSATI
22. È stato inoltre necessario esaminare il comportamento degli esportatori interessati.
    (a)      Volume e quota di mercato delle importazioni dai paesi interessati
23. Tra il 1988 e il 1989 il volume delle importazioni dalla Norvegia è aumentato da 42 035 t
    a 49 185 t, ma nel periodo dell'inchiesta è sceso a 45 288 t. La quota di mercato
    corrispondente, che era lievemente aumentata dal 27,5% al 28,8% tra il 1988 e il 1989, è
    successivamente scesa al 25,7% nel 1990 e al 24,4% nel periodo dell'inchiesta.
    Tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta le importazioni dalla Cina sono passate da 1 758 t a
    28 295 t, mentre nello stesso periodo le importazioni dalla Polonia sono aumentate da
     I 276 t a 3 497 t e quelle dalla Russia e dall'Ucraina da 5 078 t a 12 921 t. Il
    corrispondente andamento della quota di mercato è stato dall'1,1% al 15,3% per la Cina,
    dallo 0,8% all'I,9% per la Polonia e dal 3,3% al 7% per la Russia e l'Ucraina. Nel periodo
     in esame il volume complessivo delle importazioni dalla Cina, dalla Polonia, dalla Russia
     e dall'Ucraina è aumentato di oltre quattro volte e mezzo. La quota di mercato dei quattro
    paesi considerati complessivamente è passata dal 5,2% nel 1988 al 24,2% nel periodo
     dell'inchiesta.
     II volume globale delle importazioni da Cina, Norvegia, Polonia, Russia e Ucraina è
     aumentato da 50 147 t nel 1988 a 90 001 t nel periodo dell'inchiesta. La corrispondente
     quota di mercato è passata dal 32,7% al 48,6%.
     (b)     Prezzi
24.  È stato esaminato se nel periodo dell'inchiesta i prezzi dei prodotti esportati fossero inferiori
     a quelli applicati dai produttori comunitari. È stato effettuato un confronto in base alle
     vendite dell'industria comunitaria e degli esportatori ad acquirenti indipendenti allo stesso
     stadio commerciale sui principali mercati della Comunità Ai fini di un equo confronto sono
     stati presi in considerazione i prezzi di qualità simili.
 ---pagebreak---     Dal confronto ò emersa una sottoquotazione significativa dei prezzi da parte degli esportatori
    di tutti i paesi interessati, fatta eccezione per la Norvegia. È risultato infatti che i prezzi dei
    prodotti norvegesi presentavano variazioni poco rilevanti rispetto ai prezzi applicati
    dall'industria comunitaria.
    È stato riscontrato che i prezzi dell'esportatore polacco erano inferiori a quelli dei produttori
    comunitari di margini sino al 29%. I prezzi dei prodotti esportati dalla Russia e dall'Ucraina
    erano inferiori a quelli dei prodotti comunitari di margini compresi tra il 23% e il 49%,
    mentre per le esportazioni dalla Cina sono stati accertati margini di sottoquotazione tra il
    50% e il 71%.
    (e)      Impegni sui prezzi
25. Dall'esame dei prezzi è inoltre risultato che i prodotti esportati dalla Cina, dalla Russia e
    dall'Ucraina erano stati costantemente venduti in violazione degli impegni concordati con
    la Commissione nella precedente procedimento. L'esportatore polacco, pur applicando prezzi
    inferiori a quelli dell'industria comunitaria, non ha violato l'impegno sui prezzi. Anche gli
    esportatori norvegesi hannorispettatogli impegni.
    (d)      Conclusione
26. In considerazione dell'aumento del volume delle importazioni dalla Cina, dalla Polonia, dalla
    Russia e dall'Ucraina, considerate complessivamente, nonché della sottoquotazione dei prezzi
    accertata nei confronti di detti paesi e della violazione degli impegni sui prezzi da parte di
    tutti gli esportatori, fatta eccezione per la Norvegia e la Polonia, è stato concluso che era
    necessario esaminare se eventuali pratiche di dumping avessero contribuito al deterioramento
    della situazione dell'industria comunitaria e se la scadenza delle misure di difesa potesse
    provocare nuovamente dumping e pregiudizio.
                                   F. PRATICHE DI DUMPING
    (I)      Paese di riferimento
27. Durante il periodo dell'inchiesta i paesi soggetti al presente procedimento, ad eccezione della
    Norvegia, non avevano un'economia di mercato. Per questi paesi il calcolo del valore
    normale doveva essere basato sui dati ottenuti in un paese ad economia di mercato (ai sensi
    dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base). A tal fine le parti interessate hanno
    proposto diversi paesi, compresa la Norvegia. Poiché gli esportatori norvegesi non hanno
    fornito informazioni relative ai prezzi sul mercato interno, ai costi di produzione e ai prezzi
    all'esportazione per tutti i tipi del prodotto in questione, non è stato possibile utilizzare la
    Norvegia come paese di riferimento.
 ---pagebreak---     È stato stabilito che il mercato degli Stati Uniti d'America poteva essere adeguatamente
    scelto come riferimento, in considerazione della facilità di accesso alle materie prime, della
    disponibilità di energia a prezzi competitivi e della situazione di concorrenza aperta. Si è
    inoltre tenuto conto del fatto che, in termini di volume e di gamma di qualità di carburo di
    silicio, il mercato statunitense è considerato rappresentativo rispetto alle esportazioni dei
    singoli paesi non aventi un'economia di mercato.
    Il prodotto fabbricato negli Stati Uniti ha inoltre le stesse caratteristiche chimiche e fisiche
    essenziali del prodotto ottenuto nei paesi interessati e può quindi essere considerato un
    prodotto simile.
    (II)    Valore normale
    (a)     Paesi che non hanno un'economia di mercato
28. Il valore normale è stato stabilito in base ai prezzi ai quali, nel corso di normali operazioni
    commerciali, il carburo di silicio è stato venduto per il consumo sul mercato degli Stati
    Uniti. Tutte le transazioni di vendita erano state effettuate nei confronti di acquirenti
    indipendenti e riguardavano quantitativi considerati rappresentativi.
    È stato tenuto conto del fatto che le società soggette all'inchiesta nel mercato del paese di
    riferimento erano direttamente o indirettamente collegate ad alcuni produttori di carburo di
    silicio nella Comunità o in Norvegia. È stato esaminato se l'esistenza di tale collegamento
    avesse un'incidenza sulla determinazione del valore normale. Dato che il valore normale è
    stato stabilito in base ai prezzi di vendita ad acquirenti indipendenti sul mercato degli Stati
     Uniti e che questi prezzi erano soggetti alle normali forze della concorrenza, è stato
    concluso che l'esistenza di un collegamento di questo tipo non incideva sul valore normale
    così determinato.
    (b)      Norvegia
29.  Non è stato possibile stabilire il valore normale in base ai prezzi o ai costi in Norvegia, dato
    che i produttori norvegesi non hanno pienamente collaborato. In considerazione delle
    analogie esistenti tra la Norvegia e gli Stati Uniti per quanto riguarda il prodotto in oggetto,
    in termini di processi di produzione e di costi delle materie prime, in particolare dell'energia,
    nonché di altre circostanze economiche e tenendo conto del fatto che nei due paesi i
    produttori operano in un mercato competitivo, si èritenutoche i prezzi del carburo di silicio
    negli Stati Uniti rappresentassero i migliori elementi disponibili per calcolare i prezzi in
     Norvegia.
     Il valore normale per tutte le qualità del prodotto è stato quindi stabilito, secondo l'articolo
     2, paragrafo 3, lettera a) del regolamento di base, in funzione della media ponderata dei
     prezzi di vendita negli Stati Uniti Le informazioni relative ai costi di produzione del
     carburo di silicio negli Stati Uniti, ai quali è stato aggiunto un adeguato margine di profitto
     (come risulta dal punto 49), hanno confermato che il ricorso ai prezzi di vendita nel mercato
     degli Stati Uniti era ragionevole.
                                                 10
 ---pagebreak---     Per le qualità oggetto degli impegni offerti dagli esportatori norvegesi interessati, sono stati
    stabiliti valori normali distinti in base alla media ponderata dei prezzi di vendita delle
    qualità corrispondenti sul mercato statunitense.
    (Ili)    Prezzi all'esportazione
    (a)      Polonia
30. Il produttore polacco ha esportato direttamente verso importatori indipendenti nella
    Comunità. I prezzi all'esportazione sono stati quindi determinati in base ai prezzi
    effettivamente pagati o pagabili per il prodotto venduto.
    (b)      Cina
31. Il volume delle esportazioni delle società cinesi che hanno collaborato rappresentava il 22%
    di tutte le importazioni nella Comunità di carburo di silicio di origine cinese realizzate nel
    periodo dell'inchiesta. È stato esaminato se nei confronti delle tre società di cui al punto 5
    dovessero essere elaborate risultanze individuali. Poiché si tratta di aziende pubbliche, non
    sono state fatte determinazioni individuali conformemente alla prassi normalmente seguita
    dalle istituzioni, tanto più che lo Stato può intervenire in qualsiasi momento nella loro
    attività economica. La percentuale del 22% è stata inoltre considerata troppo limitata per
    essere rappresentativa delle esportazioni complessive di carburo di silicio dalla Cina. I prezzi
    all'esportazione dei prodotti cinesi sono stati quindi determinati in base ai dati disponibili
    ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base. Sono stati quindi
    utilizzati i dati forniti dall'Eurostat, dai quali sono stati dedotti tutti i costi sostenuti tra il
    porto d'imbarco cinese e il livello CIF frontiera comunitaria.
    (e)      Norvegia
32. Poiché i produttori norvegesi hanno fornito informazioni soltanto per una parte delle loro
    esportazioni, il prezzo all'esportazione medio relativo al carburo di silicio originario dalla
    Norvegia, indipendentemente dalla qualità, è stato stabilito in base ai dati Eurostat.
    (d)      Russia e Ucraina
33. Dato che gli esportatori della Russia e dell'Ucraina non hanno collaborato, i prezzi
    all'esportazione sono stati calcolati in base ai dati disponibili. A questo proposito, i prezzi
    all'esportazione per la Russia e l'Ucraina sono stati stabiliti in base ai prezzi d'acquisto di
    un importatore indipendente, ritenuto idoneo poiché nel periodo dell'inchiesta ha effettuato
    oltre il 50% delle importazioni complessive di carburo di silicio originario dei paesi suddetti.
     I prezzi d'acquisto erano a livello franco destinazione. Per ottenere il prezzo franco frontiera
    nazionale sono stati dedotti i costi sostenuti per l'assicurazione e il nolo. In funzione dei dati
    forniti dall'importatore non è stato possibile effettuare una distinzione tra il carburo di silicio
    originario della Russia e quello proveniente dall'Ucraina.
                                                 11
 ---pagebreak---     (IV)    Confronto
34. Per tutti i paesi, fatta eccezione per Cina e Norvegia, il valore normale è stato confrontato
    con i prezzi all'esportazione di qualità comparabili, prendendo in esame le singole
    transazioni commerciali e a livello franco fabbrica. Per i paesi che non hanno un'economia
    di mercato, invece del prezzo franco fabbrica è stato preso in considerazione il prezzo franco
    frontiera nazionale, secondo la prassi normalmente seguita per questi paesi. Non sono stati
    chiesti, né sono stati ritenuti necessari adeguamenti per tener conto delle differenze inerenti
    allo stadio commerciale (articolo 2, paragrafo 9, lettera a) del regolamento di base), poiché
    dall'inchiesta è emerso che sul mercato di riferimento non esistevano diversi tipi di prezzi
    per le varie categorie di acquirenti.
    Per il prodotto originario della Russia e dell'Ucraina è stato effettuato un adeguamento del
    valore normale in base ad informazioni particolareggiate fornite dall'importatore di cui al
    punto 33, per tener conto della differenza inerente alla natura delle merci caratteristiche
    fisiche, secondo l'articolo 2, paragrafo 9, lettera a) del regolamento di base.
35. Il prezzo medio di tutte le vendite all'esportazione di carburo di silicio, calcolato in base ai
    dati Eurostat, è stato confrontato a livello franco fabbrica con il valore normale stabilito in
    funzione del prezzo medio di tutte le transazioni commerciali sul mercato degli Stati Uniti,
    considerando complessivamente tutte le qualità.
    I prezzi all'esportazione di alcune qualità indicati negli impegni dei produttori norvegesi
    sono stati confrontati con i prezzi di vendita di qualità analoghe sul mercato degli Stati
    Uniti. Queste risultanze hanno confermato i risultati del confronto effettuato tenendo conto
    di tutte le vendite all'esportazione dei produttori norvegesi.
36. I tre esportatori cinesi che hanno risposto al questionario della Commissione hanno chiesto
    diversi adeguamenti per differenze inerenti alla natura delle merci e ad alcune spese di
    vendita. Poiché, come già è stato affermato, questi esportatori non sono stati considerati
    rappresentativi di tutte le esportazioni cinesi di carburo di silicio nella Comunità, in base
    agli elementi di prova disponibili non è stato possibile stabilire se tali adeguamenti fossero
    applicabili a tutte le esportazioni nella Comunità. Poiché tuttavia da diverse fonti nel corso
    dell'inchiesta è emerso che la Cina esporta principalmente carburo di silicio metallurgico,
    è stato considerato che, secondo le disposizioni dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del
    regolamento di base (dati disponibili), non fosse opportuno utilizzare un valore normale
    medio basato sui tipi cristallino e metallurgico. È stato quindi utilizzato un valore normale
    ottenuto unicamente dal prezzo medio del tipo metallurgico. Il confronto è stato effettuato
    tra questo valore normale e il prezzo all'esportazione determinato con il metodo sopra
    esposto. Sono stati applicati gli adeguamenti giustificati per le differenze che incidono sulla
    comparabilità dei prezzi, rispetto al volume delle esportazioni dei tre esportatori cinesi che
    hanno collaborato.
                                                12
 ---pagebreak---     Sono state respinte alcune richieste di adeguamenti per differenze relative a fattori di costo,
    quali la manodopera, tra i produttori degli Stati Uniti e quelli della Cina, poiché possono
    essere ammessi soltanto gli adeguamenti derivanti da vantaggi comparativi naturali. Le
    eventuali differenze di costo dovute al sistema economico del paese esportatore non possono
    essere prese in considerazione, in quanto sarebbero contrarie alle disposizioni dell'articolo
    2, paragrafo 5 del regolamento di base, secondo le quali il valore normale deve essere
    stabilito in base ai prezzi o ai costi di un paese ad economia di mercato. Le differenze di
    costo derivanti da vantaggi naturali comparati non sono invece dovute al sistema economico
    del paese esportatore.
    (V)     Margini di dumping
37. Dai confronti sono risultate le seguenti medie ponderate dei margini di dumping, espresse
    in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria:
    Cina                                            72,5%
    Produttori ed esportatori
    norvegesi                                        0,0%
    Polonia                                          8,3%
    Russia                                          23,3%
    Ucraina                                         23,3%
                                 G NUOVO PREGIUDIZIO
38. Alla luce dell'esame dei fatti di cui sopra e per valutare gli effetti della scadenza delle
    misure in vigore, sono stati presi in considerazione gli elementi che seguono.
    (I) Norvegia
39. Benché gli esportatori norvegesi non abbiano collaborato pienamente, dagli elementi di
    prova disponibili emerge chiaramente che il prodotto norvegese si situa principalmente nel
    segmento di qualità superiore, dove prevalgono prezzi più alti.
    Alla luce del comportamento tenuto in passato dai produttori norvegesi riguardo alla
    determinazione dei prezzi, rimasti in linea di massima allo stesso livello di quelli dei
    produttori comunitari, anche a scapito della quota di mercato, è apparso improbabile che la
    scadenza dell'impegno possa provocare nuovamente a breve termine pratiche di dumping e
    conseguente pregiudizio da parte dei produttori norvegesi.
    (II) Cina, Polonia, Russia e Ucraina
40. Gli esportatori di questi paesi hanno venduto nella Comunità carburo di silicio a prezzi
    nettamente inferiori a quelli dei produttori comunitari e in quantitativi crescenti, senza
    rispettare, fatta eccezione per l'esportatore polacco, sugli impegni convenuti con la
    Commmissione.
                                                13
 ---pagebreak---     Poiché queste importazioni hanno continuato a provocare pregiudizio all'industria
    comunitaria, si può prevedere che la scadenza delle misure implichi un ulteriore
    deterioramento della situazione già critica dell'industria comunitaria.
    (Ili)    Effetti delle importazioni a basso prezzo considerate cumulativamente
41. Ai fini del presente esame, è stato considerato opportuno considerare cumulativamente le
    importazioni da Cina, Polonia, Russia e Ucraina dato che gli esportatori di questi paesi
    hanno seguito in gran parte lo stesso comportamento in materia di determinazione dei prezzi
    e poiché i prodotti importati hanno natura essenzialmente identica, sono intercambiabili,
    hanno i medesimi canali di distribuzione e sono stati venduti nello stesso mercato geografico
    durante lo stesso periodo.
42. Per quanto riguarda il rapporto tra le importazioni a basso prezzo e la situazione critica
    dell'industria comunitaria, è stato accertato che l'aumento del volume e della quota di
    mercato di queste importazioni e la sottoquotazione dei prezzi hanno coinciso con il
    deterioramento della situazione dell'industria comunitaria.
    Dato che il carburo di silicio è un prodotto sensibile alle variazioni dei prezzi in un mercato
    trasparente in cui operano essenzialmente utenti industriali, le vendite a basso prezzo
    provocano inevitabilmente effetti di sostituzione, in quanto i consumatori decidono di
    acquistare il prodotto al prezzo più basso. È stato quindi concluso che è possibile stabilire
    un rapporto tra le importazioni a basso prezzo e il deterioramento della situazione
    dell'industria comunitaria.
    (IV) Effetti di altri fattori
43. E stato esaminato se altri fattori, oltre alle importazioni a basso prezzo dai quattro paesi
    suddetti, possano aver provocato, anche parzialmente, la situazione critica dell'industria
    comunitaria e in particolare se le importazioni da paesi diversi dai quattro paesi suddetti
    possano aver contribuito a tale situazione. L'esame è stato effettuato in base ai dati Eurostat.
     (a) Norvegia
44.  Per quanto riguarda le importazioni dalla Norvegia è stato rilevato che i prezzi del carburo
    di silicio norvegese importato nella Comunità erano generalmente conformi a quelli dei
     produttori comunitari. Tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta, inoltre, la quota di mercato
     delle importazioni dalla Norvegia è diminuita. È stato pertanto ritenuto improbabile che le
     importazioni dalla Norvegia abbiano contributo al deterioramento della situazione
     dell'industria comunitaria.
                                                14
 ---pagebreak---     (b) Altri paesi terzi
45. Una parte delle importazioni (corrispondente ad una quota di mercato del 7,7% nel periodo
    dell'inchiesta) era originaria di altri paesi terzi, esclusa la Norvegia. È stato riscontrato che
    i prezzi dei prodotti originari di questi paesi erano mediamente inferiori a quelli applicati
    dai produttori comunitari.
    La Commissione non ha ricevuto elementi di prova per stabilire se questi prezzi fossero
    bassi a causa della qualità inferiore del carburo di silicio oppure a causa di pratiche di
    dumping.
    Conclusione
46. E stato considerato che, anche se le importazioni da altri paesi possono aver contribuito alla
    difficile situazione dell'industria comunitaria, rimane valida la conclusione secondo la quale
    le importazioni cumulate dai quattro paesi in questione, considerate isolatamente, sono la
    causa di tale situazione critica.
    (V) Conclusioni sul nuovo pregiudizio
47. Alla luce delle nuove risultanze in materia di dumping e di pregiudizio, è stato concluso che
    sarebbe giustificata la continuazione delle misure nei confronti di tutti i paesi, eccettuata la
    Norvegia, ma che sarebbe necessario riesaminare il tipo di misure in base ai nuovi elementi
    sul dumping e sul pregiudizio. Per quanto riguarda la Norvegia, le risultanze relative
    all'assenza di pratiche di dumping per tutti i tipi di carburo di silicio esportati nella
    Comunità e non soltanto per quelli soggetti agli impegni confermano che, dato il
    comportamento degli esportatori norvegesi riguardo alla determinazione dei prezzi, non vi
    sono elementi per indicare che la scadenza delle misure possa provocare nuovamente, a
    breve termine, un pregiudizio dovuto a pratiche di dumping.
                              H. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
48. Scopo delle misure antidumping, in linea di massima, è di eliminare le distorsioni della
    concorrenza derivanti da pratiche di dumping per ripristinare una situazione di concorrenza
    aperta e leale sul mercato comunitario. Per valutare l'interesse della Comunità, si è tenuto
    conto dell'efficacia delle misure in vigore, nonché dell'interesse dell'industria comunitaria,
    dei consumatori di carburo di silicio e dei consumatori finali del prodotto finito. A questo
    proposito si ricorda che nella precedente inchiesta si è ritenuto che le misure fossero
    conformi all'interesse della Comunità.
     Se l'industria comunitaria non fosse adeguatamente difesa contro la concorrenza sleale
    accertata, le sue difficoltà si aggraverebbero e potrebbero provocarne la scomparsa, con
     effetti negativi sull'occupazione e sugli investimenti. Durante il periodo dell'inchiesta è stato
     chiuso uno stabilimento in Italia e successivamente è stato chiuso un altro impianto in
     Francia. Queste chiusure, che provocano una contrazione della concorrenza per la fornitura
     di carburo di silicio, hanno conseguenze negative sugli utenti. Si potrebbe sostenere che gli
                                                 15
 ---pagebreak---     acquirenti di carburo di silicio potrebbero trarre vantaggio dalla possibilità di acquistare il
    prodotto a prezzi di dumping. Tali eventuali vantaggi sarebbero tuttavia minimi, poiché il
    carburo di silicio in questione incide in misura trascurabile sul prezzo della maggior parte
    dei prodotti finiti.
    In tali circostanze è nell'interesse della Comunità debbano essere mantenute in vigore misure
    antidumping definitive per eliminare gli effetti negativi delle importazioni oggetto di
    dumping e che queste misure debbano essere in forma di dazi antidumping.
                                             I DAZIO
49. Per calcolare l'importo del dazio necessario per difendere adeguatamente l'industria
    comunitaria dalle continue pratiche di dumping e dal conseguente pregiudizio, si è ritenuto
    che le misure debbano permettere all'industria comunitaria di coprire i costi di produzione
    e di ottenere un equo profitto.
    A questo proposito, e in base alle risultanze nel paese di riferimento, è stato accertato che
    un margine di profitto del 5% sul costo di produzione per questo settore poteva essere
    considerato un livello minimo adeguato visti gli investimenti a lungo termine necessari.
50. Per calcolare l'importo del dazio è stato stabilito un livello di prezzo con il quale l'industria
    comunitaria potrebbe ottenere questo risultato.
    Dato che il carburo di silicio si presenta essenzialmente in due tipi, cristallino e
    metallurgico, sono stati calcolati due diversi livelli di prezzi, ottenuti in base alla media
    ponderata del costo di produzione dei produttori comunitari per ciascun tipo e al margine
    di profitto.
51. È stato considerato che il dazio deve corrispondere alla differenza tra questo prezzo e i
    prezzi di vendita effettivi applicati dagli esportatori nella Comunità.
52. Per stabilire l'aliquota del dazio, le differenze di prezzo così ottenute sono state espresse in
    percentuale della media ponderata del valore dei prodotti importati franco frontiera
    comunitaria.
53. Per la Russia e l'Ucraina è stato stabilito un margine di pregiudizio del 51,1%. Poiché questa
    percentuale è superiore al margine di dumping, l'aliquota del dazio dovrebbe essere stabilita
    in base a quest'ultimo.
54. Il prezzo franco frontiera comunitaria stabilito per le esportazioni originarie della Cina è
    stato confrontato con il livello di pregiudizio determinato per l'industria comunitaria riguardo
    al carburo di silicio di tipo metallurgico. Dal confronto risulta un margine di pregiudizio del
    52,6%, che è inferiore al margine di dumping. Il dazio dovrebbe quindi essere stabilito in
    base al margine di pregiudizio.
                                                 16
 ---pagebreak--- 55.    Per la Polonia è stato accertato un margine di pregiudizio del 27%. Poiché questa
       percentuale è superiore al margine di dumping determinato, il dazio dovrebbe essere stabilito
       in base a quest'ultimo.
       L'impegno offerto dall'unico esportatore polacco ed accettato nel 1986 non è più sufficiente
       per evitare il pregiudizio. L'esportatore non ha offerto un nuovo impegno, benché la
       Commissione gliene avesse dato la possibilità.
       Nonostante l'accettazione di un impegno offerto dal governo russo (v. punto 56), dovrebbe
       essere istituito un dazio residuo sulle importazioni del prodotto originario della Russia, in
       considerazione del fatto che, dati i rapidi mutamenti del sistema economico, potrebbero
       emergere nuovi produttori ed esportatori di carburo di silicio operanti indipendentemente dal
       controllo dello stato.
        Impegni
56.    Dopo essere stati informati dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali si
        intendeva raccomandare l'istituzione di dazi definitivi, alcuni esportatori della Russia e della
        Cina hanno offerto impegni.
        Gli esportatori cinesi che hanno offerto impegni sono gli stessi di cui al punto 5, che hanno
        risposto al questionario della Commissione. Gli impegni sono stati formulati riguardo alla
        situazione dei singoli esportatori in materia di dumping e del conseguente pregiudizio. Nei
        confronti di queste società pubbliche non è stato ritenuto opportuno determinare risultanze
        individuali, per i motivi esposti nel punto 31.
        La Commissione ha quindi ritenuto che gli impegni offerti dagli esportatori cinesi non
        fossero accettabili e ha debitamente informato le tre società interessate.
        Il governo russo e l'organizzazione commerciale statale V/O Stankoimport hanno offerto
        impegni atti ad eliminare il pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di dumping.
        La Commissione ha consultato il comitato consultivo in merito all'accettazione degli impegni
        e, poiché sono state fatte alcune obiezioni, ha inviato al Consiglio una relazione sull'esito
        delle consultazioni. Gli impegni sono stati accettati con la decisione 94/.../CEE della
        Commissione {*\
(•) Vedere pag. ... della presente Gazzetta ufficiale.
                                                   17
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                               Articolo 1
1.      È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di carburo di silicio, di cui al
        codice NC 2849 20 00, originario della Repubblica popolare cinese, della Polonia, della
        Federazione Russa e dell'Ucraina.
        Tuttavia, il dazio non si applica allo stesso prodotto esportato da V/O Stankoimport, Mosca,
        Russia (codice addizionale Taric 8746).
2.      L'aliquota del dazio, applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non
        corrisposto, è la seguente:
        Paese                                   Aliquota del           Codice addizionale
                                                dazio (%)                 Taric
        Repubblica popolare cinese                   52,6
         Polonia                                      8,3
         Federazione Russa                           23,3                  8747
         Ucraina                                     23,3
3.       Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
                                                Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                               Per il Consiglio
                                                    18
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM (94) 30 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                          11 02
                                          N. di catalogo : CB-CO-94-036-IT-C
                                                             ISBN 92-77-64869-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                              19