CELEX: 51990PC0182
Language: it
Date: 1990-06-19
Title: PROPOSTA DI MODIFICA DELLA PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CHE COMPLETA IL SISTEMA COMUNE DI IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO E MODIFICA LA DIRETTIVA 77/388/CEE

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                          C0MC90) 182 def. - SYN 274
                                         Bruxelles, 19 giugno 1990
                          Proposta di
                  MODIFICA DELLA PROPOSTA DI
                    DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
CHE COMPLETA IL SISTEMA COMUNE DI IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO
              E MODIFICA LA DIRETTIVA 77/388/CEE
               REGIME TRANSITORIO D'IMPOSIZIONE
       IN VISTA DELL'INSTAURAZIONE DEL MERCATO INTERNO
                (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                             MOTIVAZIONE
1.  LA    PRESENTE    PROPOSTA    SI   SITUA    NELLA    PROSPETTIVA
    DELL'ABOLIZIONE TOTALE E DEFINITIVA DELLE FRONTIERE FISCALI
    ED E INTESA A FAR AVANZARE LA REALIZZAZIONE DEL MERCATO
    INTERNO SOTTO IL PROFILO FISCALE
    Il completamento del mercato interno ha per corollario la
    soppressione delle frontiere fiscali, ossia "la soppressione
    delle    imposizioni    all'importazione    e    dello   sgravio
    all'esportazione     per    gli    scambi    tra    gli    Stati
   membri" v 1 ) . Per concretizzare çjli impegni assunti dagli
    Stati membri in tale prospettiva(2), la Commissione ha
   presentato nel 1987 una proposta(3) che completa il sistema
   comune IVA definito dalla sesta direttiva. Questa proposta
   s'inscrive      in una    strategia   globale   in materia     di
   ravvicinamento delle aliquote e di armonizzazione delle
    strutture delle imposte indirette.
   La proposta di direttiva del 1987 mette in atto il principio
   dell'"imposizione all'origine", in quanto la soppressione
   delle frontiere fiscali ha per conseguenza l'imposizione
   delle cessioni imponibili nel paese di provenienza dei beni
   trasportati a destinazione di un altro Stato membro. In
   questo modo le vendite e gli acquisti intracomunitari di
   merci sono trattati nello stesso modo di quelli effettuati
   al'interno degli Stati membri.
TH   Direttiva 777388/CEE, GU L 145 del 13.6.1977, quinto
     cons iderando.
(2) Articolo 99 del trattato di Roma modificato dall'Atto
_. unico.
(3) Proposta COM(87) 322, GU C 252 del 22.9.1987.
 ---pagebreak---     A questo punto va però ricordato che il Consiglio, nelle sue
    conclusioni del 13 novembre 1989, ha indicato tale regime
    unificato d'imposizione nel     paese di provenienza come
    "obiettivo a medio terminel4)".
    L'obiettivo finale è quindi chiaramente identificato e
    incontestato. Si rende tuttavia opportuno modificare a sua
    volta la proposta COM(87)322 di modifica della 6a direttiva,
    introducendovi un certo numero di disposizioni transitorie
    destinate a facilitare in condizioni ottimali agli Stati
    membri il conseguimento dell'obiettivo fissato. La presente
    proposta tiene conto di tutte le considerazioni di cui
    sopra.
2.  IL   REGIME   TRANSITORIO   D'IMPOSIZIONE   PROPOSTO   DALLA
    COMMISSIONE   NEL    PRESENTE    DOCUMENTO   RISPONDE   AGLI
    ORIENTAMENTI DECISI DAL CONSIGLIO E DA IMPULSO AL PROCESSO
    DI SOPPRESSIONE DELLE FRONTIERE FISCALI
    In un primo tempo, e al fine di facilitare la sollecita
    adozione delle proposte intese a sopprimere completamente le
    frontiere fiscali, la Commissione, in una comunicazione
    indirizzata il 14 giugno 1989 al Consiglio e al Parlamento
    europeo(5), aveva suggerito di instaurare al più presto e
    fino a tutto il 1992 un periodo transitorio nel corso del
    quale avrebbero potuto essere realizzati gli adeguamenti
    necessari per consentire agli Stati membri di tener fede al
    loro impegni. Pur ribadendo il principio di una imposizione
    generalizzata nel paese di provenienza, la Commissione vi
    sviluppava una nuova impostazione pragmatica, consistente
    nel trattare in modo differenziato talune operazioni
    imponibili fintanto che le aliquote IVA non fossero
VH5 Conclusioni del Consiglio ECOFIN del 13 novembre 1989.
( ) Documento COM(89) 260.
 ---pagebreak---     sufficientemente ravvicinate, in modo da evitare i rischi di
    distorsioni di concorrenza che potrebbero manifestarsi allo
    stadio dell'acquisto da parte del consumatori finali nel
    settori ritenuti sensibili. Secondo tale impostazione,
    avrebbero dovuto continuare ad essere tassate alle aliquote
    e alle condizioni dello Stato membro di destinazione solo le
    operazioni seguenti :
    - vendite a enti non soggetti all'imposta e a soggetti
      passivi totalmente esenti;
    - vendite per corrispondenza a privati;
    - vendite di veicoli da turismo nuovi.
    La caducità a termine di tali regimi di deroga era
    assicurata dal parallelo avvio di un processo di convergenza
    delle aliquote.
    Nonostante gli sforzi della Commissione per introdurre una
    maggiore flessibilità nelle sue proposte, il Consiglio ha
    dichiarato che non era possibile raggiungere un accordo
    generale sui regime d'imposizione nel paese de provenanza
    prima del 1° gennaio 1993. Il Consiglio ha ritenuto infatti
    che tale accordo presupponesse della condizioni che non
    avrebbero potuto     essere   soddisfatte  entro   la data
    previstav6). Esso ha quindi approvato le conclusioni
    seguenti   : "per un periodo limitato,         il corretto
    funzionamento del regime IVA, nel caso delle operazioni tra
    Stati membri diversi realizzate da soggetti passivi, deve
    essere assicurato dalla imposizione del destinatario nel
    paese di destinazione, alle aliquote e alle condizioni di
    detto paese. Gli enti esenti o non soggetti all'imposta che
    effettuano degli acquisti per un certo importo in altri
    Stati membri saranno trattati allo stesso modo... Il
    trattamento differenziato di talune categorie di operazioni
    consentirà di evitare le distorsioni di concorrenza, senza
VS)  Consiglio ECOFIN del 9 ottobre 1989.
 ---pagebreak---    ostacolare la libera circolazione(7)". La Commissione si è
   compiaciuta che il Consiglio europeo di Strasburgo abbia
   chiesto al Consiglio di prendere al più presto le decisioni
   che renderanno irreversibile il processo di abolizione delle
   frontiere fiscali".
   Nella presente proposta, sulla quale la Commissione chiama
   il Consiglio a deliberare quanto prima, la Commissione
   definisce una soluzione di transizione equilibrata, fondata
   su un sistema di imposizione a destinazione che risponde
   agli orientamenti del Consiglio ed integra anche il legame
   tra statistiche e tassazione voluto dal Consiglio per quanto
   riguarda gli obblighi dei debitori d'impostai8).
   Questo sistema vuole essere evolutivo ed ha in sé, a tal
   fine, degli elementi di dinamica interna che assicurano
   l'irreversibilità del processo di abolizione delle frontiere
   fiscali.
   LA PRESENTE PROPOSTA DEFINISCE UN PERIODO TRANSITORIO
   D'IMPOSIZIONE NEL PAESE DI DESTINAZIONE DELLE MERCI E FISSA
   LA DATA ALLA QUALE AVVERRÀ IL PA8SAGI0 GENERALE AL REGIME
   DEFINITIVO D'IMPOSIZIONE NEL PAESE DI PROVENIENZA DELLE
   MERCI.
   Il sistema     transitorio  d'imposizione   proposto dalla
   Commissione entrerà in vigore il 1° gennaio 1993 e scadrà al
   più tardi il 31 dicembre 1996, dopo un esame d'insieme volto
   a determinare, su proposta della Commissione, i particolari
Vn  Conclusioni del Consiglio ECOFIN del 13 novembre 1989.
(8) Il dispositivo statistico abbinato al regime transitorio è
    instaurato con le misure transitorie inserite nella
    proposta di regolamento CEE [COM(90)177] del Consiglio
    relativo alle statistiche degli scambi di merci tra Stati
    membri.
 ---pagebreak---    e le modalità della definitiva unificazione del sistema
   comune IVA. Il regime definitivo d'imposizione sarà quindi
   di applicazione generale al più tardi il 1° gennaio 1997. Il
   Consiglio è quindi chiamato ad approvare contemporaneamente
   l'instaurazione di un regime transitorio e il passaggio al
   regime definitivo.
   La Commissione ritiene che queste disposizioni siano
   indispensabili :
   - per garantire l'irreversibilità del processo di abolizione
     delle frontiere fiscali, conformemente alla volontà
     espressa dal Consiglio europeo di Strasburgo dell'8-9
     dicembre 1989 : solo l'applicazione del regime definitivo
     può consentire di raggiungere il grado d'integrazione
     auspicato nel mercato interno;
   - per dare agli operatori economici e alle amministrazioni
     il tempo di adeguarsi ai nuovi dati fiscali.
   A tal fine il Consiglio e la Commissione dovranno, entro il
   31 dicembre 1995, adottare le modalità pratiche di passaggio
   al regime definitivo.
4. LE DISPOSIZIONI TRANSITORIE PROPOSTE DALLA COMMISSIONE
   INSTAURANO UN SISTEMA D'IMPOSIZIONE A DESTINAZIONE SENZA
   CONTROLLI ALLE FRONTIERE E SENZA AGGRAVIO DEGLI ONERI A
   CARICO DEGLI OPERATORI
   a) Va sottolineato che una serie di disposizioni essenziali
      per l'instaurazione e il funzionamento del mercato
      interno sono introdotte fin dall'inizio del periodo
      transitorio.
 ---pagebreak--- Si tratta degli elementi seguenti :
- la soppressione di qualsiasi controllo o formalità a
  fini fiscali all'atto del passagio fisico delle
  frontiere   intracomunitarie o preliminarmente       alla
  circolazione delle merci.
  Le misure transitorie proposte dalla Commissione sono
  quindi tali da alleviare gli oneri e i costi delle
  imprese negli scambi intracomunitari, pur consentendo
  tutti    i   controlli    necessari.    Le    transazioni
  intracomunitarie saranno d'ora in poi sottoposte agli
  stessi controlli a cui sono soggette le operazioni
  interne negli Stati membri. Il controllo dell'IVA
  dovuta a titolo degli scambi intracommunitari sarà
  effetuato a partire dai documenti commerciali correnti,
  e segnamente dalle fatture che, in linea con gli
  obblighi attuali, dovranno indicare l'IVA applicata o
  l'esenzione dell'operazione, nonché gli elementi atti a
  stabilire la posizione di soggetto passivo degli
  operatori.
- L'equivalenza     di    trattamento     tra    operazioni
  intracomunitarie e operazioni       interne per quanto
  riguarda gli obblighi del debitore dell'imposta.
  L'IVA dovuta nell'ambito del regime intracomunitario
  sarà liquidata e pagata nel quadro della dichiarazione
  periodica che gli operatori utilizzano attualmente nel
  regime interno. Agli operatori non viene quindi imposto
  alcun obbligo nuovo o aggiuntivo, tranne l'indicazione
  dell'importo    delle    operazioni     intracomunitarie,
 ---pagebreak---      suddivise tra operazioni a destinazione di e operazioni
     in provenienza da altri Stati membri.
   - La soppressione delle limitazioni attualmente imposte
     agli acquisti del viaggiatori effettuati pagando le
     imposte nello Stato membro di acquisto.
     L'imposizione   di   tali    acquisti   verrà    definita
     direttamente dal venditore, alle aliquote e alle
     condizioni del paese di provenienza delle merci. La
     libertà del viaggiatori di effettuare acquisti pagando
     le imposte una volta per tutte sarà così totale.
   - L'alleaerimento degli oneri che aravano sulle piccole e
     medie imprese e un trattamento IVA più flessibile delle
     operazioni effettuate da dette imprese.
     A tal fine il regime di franchigia applicabile alle
     operazioni delle piccole imprese nel regime interno è
     esteso   alle   cessioni    intracomunitarie    da   esse
     effettuale.
b) Per rispondere agli orientamenti del Consiglio favorevoli
   a mantenere, nella generalità del casi, il principio
   della imposizione alle aliquote e alle condizioni del
   paese di destinazione,      la Commissione,     dopo   aver
   esaminato diverse soluzioni tecniche, ha scélto per
   l'imposizione delle operazioni intracomunitarie che danno
   luogo a un trasporto o ad una spedizione un dispositivo
   che, da una parte, registra l'operazione realizzata nel
   paese di provenienza e, dall'altra, definisce l'acquisto
   come una nuova operazione imponibile nel paese di
   destinazione. Questa scelta consente di          sopprimere
   qualsiasi riferimento al concetto di importazione nel
   commercio intracomunitario e di assicurare l'imposizione
   nel paese di destinazione senza formalità o controlli
 ---pagebreak--- all'atto del passaggio delle frontiere. Il mecanismo di
tassazione prescelto     é disciplinato     dalle regole
seguenti :
* Esenzione della cessione : le transazioni tra soggetti
  passivi (totali o parziali) devono, nel paese di
  provenienza, beneficiare dell'esenzione attualmente
  applicata alla cessioni all'esportazione. (Tuttavia,
  per le ragioni già esposte, le cessioni delle piccole e
  medie imprese non rientrano nel campo d'applicazione di
  tale esenzione).
  In assenza di formalità e di controlli alle frontiere,
  tale esenzione presuppone che siano soddisfatte le due
  condizioni seguenti :
  - l'acquirente è un soggetto passivo o assimilato; egli
    deve comprovare la sua posizione IVA, se necessario
    con un attestato rilasciato dall'amministrazione
    dello Stato membro nel quale è registrato;
  - i beni sono spediti o trasportati verso un altro
    Stato membro; la prova della spedizione o del
    trasporto delle merci fuori del paese di partenza
    deve essere apportata dal venditore, se necessario a
    mezzo dei documenti consegnatigli dall'operatore per
    conto del quale il transporto è realizzato.
* Imposizione dell'acquisto
  In    contropartita,   l'acquisto    corrispondente   è
  assoggettato a imposizione nel paese di destinazione
  delle merci e l'imposta è esigibile presso l'acquirente
  stesso. L'operazione di acquisto si definisce come
  l'acquisizione del potere di disporre di un bene
  materiale come proprietario. Essa si fonda quindi su un
 ---pagebreak---   evento giuridico ed economico che si verifica nel paese
  di destinazione delle merci, simmetrico alla cessione
  avvenuta nel paese di provenienza delle merci.
  In tal modo l'operazione imponibile nel paese di
  destinazione delle merci é, in quanto tale, separata
  dall'operazione fisica e materiale d'introduzione delle
  merci all'interno del territorio fiscale, operazione
  che è costitutiva del concetto stesso di importazione.
  Beninteso si tratta qui solo delle operazioni di
  acquisto di merci che sono oggetto di una spedizione o
  di un trasporto tra Stati membri, in quanto il
  dispositivo transitorio non può in nessun caso
  modificare il campo d'applicazione dell'IVA per quanto
  riguarda le operazioni effettuate nel regime interno.
  Il controllo dell'imposizione degli acquisti di
  provenienza     intracomunitaria      poggia     quindi
  fondamentalmente sull'esame dei documenti commerciali
  correntemente emessi o ricevuti dagli operatori : buoni
  di ordinazione, bollette di trasporto, buoni di
  consegna, contratti di vendita e d'acquisto, fatture,
  regolamenti. Inoltre, per facilitare il funzionamento
  della cooperazione amministrativa      e della mutua
  asistenza, le fatture devono riportare i numeri di
  partita IVA del venditore e dell'acquirente.
* Regimi particolari
  Per limitare nel corso del periodo transitorio i
  principali rischi di distorsioni di concorrenza
  provocate dalla diversità delle aliquote negli Stati
  membri, il principio dell'imposizione a destinazione
 ---pagebreak---                                                          10
continuerà ad essere applicato    a talune   operazioni,
alle condizioni seguenti :
- Il mecanismo di imposizione applicato alle operazioni
  intracomunitarie tra soggetti passivi è esteso agli
  acquisti degli enti che non sono soggetti passivi
  esenti se essi superano nell'anno di cui trattasi una
  soglia inizialmente fissata a 35.000 ECU. Infatti
  tali operatori agiscono come consumatori finali ai
  fini dell'IVA e le loro decisioni di acquisto sono
  quindi soggette ad essere influenzate dai divari tra
  le aliquote. E quindi sembrato necessario applicare
  loro il regime particolare definito sopra.
  Il raddoppio della soglia, previsto a decorrere dal
  1° gennaio 1995, consentirà di ampliare il campo
  d'applicazione del regime d'imposizione nel paese di
  provenienza nel corso di questo periodo. Poiché la
  Commissione ha voluto che tale regime particolare sia
  relativamente elastico, gli operatori i cui acquisti
  rimangono inferiori alla soglia fissata si vedono
  inoltre   offrire  la possibilità    di   optare per
  l'imposizione dei loro acquisti in quanto operazioni
  di acquisto nel paese di destinazione delle merci.
  Questa opzione è valida per due anni consecutivi e
  non è revocabile.
- Tenuto conto del loro elevato valore unitario, che li
  rende particolarmente sensibili alle differenze di
  aliquota, si propone imposti che i veicoli da turismo
  nuovi mai immatricolati siano a titolo del loro
  acquisto, nello Stato membro di consume dove accade
  la prima immatriculazione in una seria definitiva.
- Le vendite per corrispondenza       costituiscono un
  settore   d'attività   nel   quale   la   domanda    è
 ---pagebreak---                                                            11
    particolarmente mobile per la struttura stessa di
    questo tipo di distribuzione in un mercato aperto,
    notevoli divari di aliquota da uno Stato membro
    all'altro potrebbero amplificare tale fenomeno; i
    divari di aliquota potrebbero quindi generare degli
    spostamenti del luogo d'attività. Lo scopo che si
    persegue a questo riguardo nel corso del periodo
    transitorio è di prevenire tale rischio, senza
    tuttavia ostacolare la libera circolazione delle
    merci.
    La Commissione propone quindi che le vendite per
    corrispondenza, di cui ha dato una definizione
    rispondente agli obiettivi da essa stabiliti, siano
    tassate nel paese di destinazione delle merci quando
    il venditore realizza una cifra d'affari annua, nelle
    vendite    intracomunitarie    per     corrispondenza,
    superiore a un mill ione di ECU. Il meccanismo
    d'imposizione scelto per questi casi consiste nello
    spostare il luogo d'imposizione delle vendite per
    rendere il rappresentante fiscale del venditore non
    residente debitore dell'IVA nel paese di destinazione
    delle merci.
* Trattamento delle operazioni a cui partecipano piccole
  e medie imprese
  Le cessioni all'esportazione effettuate da piccole e
  medie imprese che possono beneficiare del regime di
  franchigia previsto dall'articolo 24 della 6a direttiva
  IVA e dalla proposta di 22a direttiva IVA saranno, allo
  stesso titolo delle cessioni che effettuano all'interno
  del paese, coperte dalla       franchigia   dall'imposta
  applicabile nel regime interno alle operazioni delle
  piccole imprese.
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Di conseguenza le cessioni all'esportazione delle
piccole imprese beneficeranno dell' esenzione a titolo
dell'articolo 15 della 6a direttiva IVA nel paese di
provenienza dei beni e, simmetricamente, non daranno
origine a un'operazione d'acquisto nel paese di
destinazione dei beni. Si ricorda tuttavia che le
piccole imprese possono sempre optare per il regime IVA
normale.
Gli acquisti effettuati dalle medesime piccole imprese
saranno imposti nel paese di provenienza dei beni se
sono inferiori alla soglia fissata nel quadro del
regime particolare applicabile agli acquisti del
soggetti passivi esenti, ossia 35.000 ECU e più tardi
70.000 ECU; a questo riguardo le piccole imprese sono
assimilate ai soggetti passivi la cui attività è
totalmente esentata nel regime interno.
 ---pagebreak---                                                                  13
           NOTA ESPLICATIVA DEL DISPOSITIVO GIURIDICO
Commento delle disposizioni applicabili durante il periodo
transitorio alle sole transazioni intracomunitarie secondo le
disposizioni   dell'articolo   2   della   proposta   COM(87)322
modificata recante una nuova versione dell'articolo 28 della 6a
direttiva.
Punto a)
Si tratta delle disposizioni che definiscono il regime
particolare di imposizione applicabile alle vendite per
corrispondenza durante il periodo transitorio.
Campo di applicazione del regime particolare delle vendite per
corrispondenza :
Il regime copre essenzialmente le vendite per corrispondenza ai
privati. Tuttavia le vendite per corrispondenza a enti che non
sono soggetti passivi o a soggetti passivi totalmente esenti
saranno anch'esse coperte da questo regime particolare se non
possono beneficiare del regime generale previsto ai punti b ) ,
secondo trattino e e). Le vendite per corrispondenza a soggetti
passivi saranno invece sistematicamente assoggettate al regime
generale previsto al punto b).
I veicoli da turismo sono anch'essi esclusi dal campo
d'applicazione del regime particolare delle vendite per
corrispondenza in quanto per essi valgono le disposizioni
specifiche previste ai punti b), primo trattino e e).
 ---pagebreak---                                                                  14
Definizione delle vendite per corrispondenza :
Il concetto di vendita per corrispondenza è definito a partire
da elementi attinenti alla presentazione dell'offerta, che si
effettua mediante cataloghi riprodotti in serie, in qualsiasi
forma e su qualsiasi supporto, stampati o no, che il consumatore
consulta in assenza del commerciante o del suo rappresentante.
Inoltre tre criteri permettono di determinare se l'offerta
risponda effettivamente alle caratteristiche riconosciute come
costitutive dei contratti di vendita per corrispondenza. Sono
quindi escluse dal regime particolare delle vendite per
corrispondenza, in particolare, le vendite senza offerta
preliminare e a seguito di un'ordinazione a distanza e le
vendite susseguenti a una semplice pubblicità con offerta
d'acquisto (segnatamente a mezzo stampa).
Condizione di ammissione al regime particolare di vendita per
corrispondenza    connessa    al   volume    delle    operazioni
transfrontaliere :
Gli operatori che realizzano una cifra d'affari in vendite per
corrispondenza transfrontaliere superiore a 1 milione di ECU per
l'insieme di tutte le destinazioni comunitarie devono applicare
il regime particolare. Tuttavia agli operatori che non
soddisfano la condizione di ammissione rappresentata dal volume
delle operazioni transfrontaliere viene offerta la possibilità
di optare, nell'interesse dell'impresa, per l'applicazione del
regime particolare : la scelta è valida per due anni
consecutivi. La soglia si applica come segue : non appena una
società di vendita per corrispondenza realizza nel corso
dell'anno civile, nel paese di provenienza dei beni, una cifra
d'affari, a titolo delle vendite per corrispondenza che
rientrano nel campo d'applicazione del regime e a destinazione
degli altri undici Stati membri, superiore a 1 millione di ECU,
 ---pagebreak---                                                                  15
l'operatore   entra   nel   campo  d'applicazione   del   regime
particolare; spetta agli Stati membri definire      le modalità
pratiche di applicazione di questo criterio.
Meccanismo di imposizione delle vendite per corrispondenza :
Si considera che le cessioni effettuate nell'ambito del regime
particolare delle vendite per corrispondenza abbiano luogo nel
paese di arrivo dei beni spediti o trasportati; l'imposta vi
sarà liquidata alle condizioni stabilite all'articolo 21,
paragrafo 1, lettera a) della sesta direttiva, eventualmente
tramite un rappresentante fiscale.
Gli operatori continueranno ad esercitare nello Stato in cui
sono residenti i loro diritti a deduzione ai sensi dell'articolo
17, paragrafo 3, lettera a) della 6a direttiva a titolo delle
operazioni effettuate in un altro Stato membro, a condizione che
le medesime operazioni, se effettuate all'interno del paese, vi
diano diritto a deduzione.
Punto b)
Sono qui delimitate le operazioni che rientrano nel campo
d'applicazione del regime transitorio generale. A tal fine le
disposizioni proposte definiscono le condizioni di esenzione nel
paese di provenienza delle merci delle cessioni di beni e delle
prestazioni di servizi ad esse direttamente connesse.
Ragion d'essere del meccanismo di esenzione :
In virtù del combinato disposto degli articoli 5 e 8,
paragrafo 1, lettera a) della 6a direttiva, il venditore
realizza un'operazione di cessione che ha luogo, ed è quindi
imponibile, nel paese di provenienza delle merci. Per tassare
 ---pagebreak---                                                                  16
l'acquisto dei beni spediti o trasportati nel paese di
destinazione è perciò indispensabile esentare, in contropartita,
la cessione effettuata dal venditore nel paese di provenienza
delle merci. In caso contrario si avrebbe una doppia
imposizione. Le cessioni di cui alla lettera b) sono, per questo
motivo, assimilate alle cessioni di cui all'articolo 15 della 6a
direttiva, che beneficiano di un'esenzione all'esportazione. E
opportuno sottolineare in questa sede che l'esenzione così
concessa non fa ostacolo all'esercizio dei diritti a deduzione
del venditore o del prestatore di servizi in virtù delle
disposizioni dell'articolo 17, paragrafo 3, lettera b) della 6a
direttiva, visto che il diritto a deduzione è mantenuto per le
operazioni esentate a titolo dell'articolo 15.
Definizione delle operazioni esenti nel paese di provenienza dei
beni :
1) Posizione dell'operatore ohe effettua l'operazione esente :
   L'esenzione sarà applicata solo se la cessione o la
   prestazione ad essa connessa è effettuata da un soggetto
   passivo, totale o parziale.
   Le piccole e medie imprese le cui transazioni sono esentate
   nella loro totalità nel regime interno in virtù della
   franchigia dall'imposta di cui all'articolo 24 della 6a
   direttiva IVA (prevista anche dalla proposta di 22a direttiva
   IVA) sono escluse dal dispositivo di imposizione a
   destinazione. Le loro cessioni intracomunitarie beneficiano
   allo stesso titolo della franchigia e non danno quindi luogo
   ad operazioni d'acquisto nel paese di destinazione. Le
   cessioni effettuate dagli agricoltori forfettari sono
   trattate secondo gli stessi principi.
 ---pagebreak---                                                                       17
2) Natura delle operazioni e posizione dell'acquirente :
     a) Le cessioni di veicoli da turismo che beneficiano
         dell'esenzione nel paese di provenienza sono quelle
         effettuate da un soggetto passivo la cui attività consiste
         nell'acquisto e nella vendita di veicoli diversi da quelli
         d'occasione coperti dall'articolo 32 della sesta direttiva
         I V A ( 9 ) . Va infatti ricordato che i veicoli d'occasione
         venduti        da  soggetti passivi    rivenditori di beni
         d'occasione sono stati esclusi per principio dal campo
         d'applicazione del regime transitorio, in quanto questo si
         applica fatte salve le disposizioni dell'articolo 32 che
         determinano il regime comunitario applicabile nel settore
         dei beni d'occasione :
         * Le cessioni di veicoli da turismo coperte dal regime
            transitorio riguardano quindi i veicoli che fanno parte
            dello stock d'esercizio del venditore.
         * La portata del concetto di veicolo da turismo qui
            utilizzato corrisponde a quella definizione data
             all'articolo 2 della direttiva 83/182/CEE; sono di
             conseguenza comprese le motociclette, mentre i veicoli
            commerciali(10) sono esclusi dal regime particolare
            d'imposizione a destinazione.
T9") sì tratta della nuova proposta di direttiva relativa al
        regime particolare applicabile ai beni d'occasione e agli
        oggetti d'arte, d'antiquariato e da collezione (COM(88)846
 , 10 . def.)
I ) Sono veicoli commerciali ai sensi della direttiva
        83/182/CEE i veicoli stradali che, per il loro tipo di
        costruzione e l'attrezzatura, sono atti e destinati al
        trasporto con o senza compenso :
        - di oltre nove persone, compreso il conducente,
        - di merci
        nonché i veicoli stradali per uso speciale diverso dal
        trasporto propriamente detto.
 ---pagebreak---                                                               18
   * Da parte loro le cessioni di veicoli da turismo da parte
     di soggetti passivi utilizzatori, diversi da quelli
     citati sopra, saranno anch'esse esonerate a titolo del
     regime generale se soddisfano le condizioni stabilite
     nel quadro di detto regime : i veicoli in questione sono
     in questo caso beni d'investimento la cui cessione sarà
     esentata nel paese di provenienza e il cui acquisto da
     parte di un soggetto passivo (o assimilato) sarà tassato
     nel paese di destinazione        (si evita così che
     l'acquirente soggetto passivo debba avvalersi nel suo
     paese di un diritto a deduzione a titolo di un'IVA del
     paese di provenienza).
b) In generale, possono beneficiare dell'esenzione prevista
   nel paese di provenienza le cessioni, diverse da quelle
   definite in precedenza, che sono destinate ad un operatore
   ammesso a beneficiarne, ossia ad un acquirente che è :
   * un soggetto passivo parziale o totale, quale che sia
     l'importo degli acquisti che effettua;
   * un ente che non è soggetto passivo o un soggetto passivo
     totalmente esente i cui acquisti sono superiori a 35.000
     ECU (o a 70.000 ECU a decorrere dal 1° gennaio 1995) nel
     corso dell'anno civile a titolo del quale si effettua la
     cessione in questione. Tuttavia gli acquirenti che non
     soddisfano tale condizione hanno la possibilità di
     optare per la tassazione dei loro acquisti nel paese di
     destinazione dei beni; il venditore potrà quindi far
     valere da parte sua il diritto all'esenzione delle sue
     cessioni nel paese di provenienza dei beni qualora il
     suo acquirente si sia avvalso dell'opzione offertagli.
e) Conformemente ai principi generali del sistema comune IVA,
   le prestazioni di servizi direttamente connesse alle
 ---pagebreak---                                                                19
cessioni esentate a titolo del dispositivo transitorio
sono anch'esse esenti nei paesi in cui hanno luogo
territorialmente in virtù della presente proposta. Si
tratta principalmente delle prestazioni dì trasporto di
merci e dei servìzi accessori come pure delle prestazioni
degli intermediari che operano in nome e per conto di
altri.
Questa disposizione è intesa ad applicare alle prestazioni
di servizi lo stesso regime di imposizione delle cessioni
alle quali se riferiscono e a mantenere così l'unità e la
neutralità del regime d'imposizione delle operazioni
intracomunitarie.
Per memoria, si ricorda che la proposta COM(87)322
definisce un nuovo principio di territorialità delle
prestazioni     di   trasporto,    prevedendo    l'imposizione
dell'integralità      delle    prestazioni    di     trasporto
intracomunitarie nel solo paese di provenienza del
trasporto. Il regime transitorio attenua la portata della
nuova regola in quanto reintroduce l'esenzione delle
prestazioni di trasporto di merci direttamente connesse a
una cessione all'esportazione, secondo la definizione del
punto 5 b ) .
Per quanto riguarda invece il trasporto delle persone, le
modalità d'imposizione di dette prestazioni per i tragitti
effettuati all'interno della Comunità saranno oggetto di
disposizioni specifiche, che saranno proposte dalla
Commissione prima del 31 dicembre 1991.
In conclusione, si fa notare che in tutte le situazioni
coperte     dal    punto    b)    l'esenzione    si    applica
indipendentemente dal luogo in cui risiede l'acquirente,
quando il trasporto dei beni verso un paese diverso da
quello di provenienza è effettuato dal venditore o per suo
 ---pagebreak---                                                                  20
      conto. Quando invece il trasporto è effettuato a cura
      dell'acquirente o per suo conto l'esenzione si applica
      solo all'espressa condizione che l'acquirente non risieda
      nel paese di provenienza delle merci. Fatte salve le
      disposizioni di cui al punto i), l'esenzione di cui al
      punto b) è di norma limitata alle cessioni effettuate
      dall'ultimo venditore nel paese di provenienza delle
      merci.
Punto e)
Il dispositivo d'imposizione nel paese di destinazione
propriamente detto è sviluppato al punto e). Le disposizioni
proposte definiscono quindi l'operazione di acquisto e le
modalità   d'imposizione   di detta operazione. Esse sono
simmetriche alle disposizioni del punto b ) , con le quali si
combinano.
Definizione delle operazioni imponibili in quanto "acquisti" nel
paese di destinazione delle merci.
a) Per simmetria con le cessioni che hanno beneficiato nel paese
   di provenienza delle merci di un'esenzione ai sensi delle
   disposizioni di cui al punto b), gli acquisti corrispondenti
   sono in contropartita imponibili nel paese di arrivo della
   spedizione o del trasporto dei beni. L'operazione di acquisto
   si definisce quindi come "l'acquisizione del potere di
   disporre di un bene materiale come proprietario" : essa è
   quindi l'esatto riflesso, le paese di destinazione dei beni,
   dell'operazione di cessione effettuata nel paese di
   provenienza, che è invece "il trasferimento del potere di
   disporre di un bene materiale come proprietario". Queste due
   operazioni, situate in due paesi diversi sotto il profilo
   dell'IVA, si fondano sui verificarsi di uno stesso evento
 ---pagebreak---                                                                  21
   giuridico che si traduce concretamente nella stipulazione di
   un contratto di cessione-acquisto.
   Va ricordato a questo punto che l'operazione di acquisto può
   riguardare solo beni che sono oggetto di un trasporto o di
   una spedizione a partire da uno Stato membro diverso da
   quello di arrivo del trasporto o della spedizione di cui
   trattasi, quali che siano peraltro le condizioni di
   effettuazione del trasporto e, in particolare, a prescìndere
   da chi si assuma l'onere delle spese di trasporto (sostenute
   dal venditore o per suo conto, dall'acquirente o per suo
   conto).
b) Poiché sussistono delle differenze nell'estensione dei
   diritti a deduzione, è sembrato necessario rendere talune
   destinazioni di beni imponibili nel paese di arrivo,
   ricorrendo a un meccanismo di assimilazione a un'operazione
   d'acquisto a titolo oneroso. Lo stesso vale per i
   trasferimenti di beni tra due Stati membri da parte di un
   soggetto passivo totalmente esente o da parte di una persona
   che non è soggetto passivo ai sensi dell'articolo 4,
   paragrafo 5. In ambedue i casi si tratta di mantenere la
   neutralità dell'IVA, che sia applicata nel regime interno o
   nel quadro delle relazioni intracomunitarie; di conseguenza,
   si prevede l'imposizione nel paese di destinazione dei beni
   che altrimenti avrebbero potuto essere consumati in detto
   Stato senza dover per questo sostenere l'onere dell'IVA in
   vigore. Naturalmente lo Stato membro di destinazione è tenuto
   a prendere in considerazione l'IVA eventualmente riscossa sul
   bene nello Stato di provenienza, al fine di evitare una
   doppia imposizione.
 ---pagebreak---                                                                     22
Luogo delle operazioni di acquisto ;
Per realizzare l'obiettivo dell'imposizione nel paese di
destinazione,    l'operazione     di     acquisto     è     situata
territorialmente nel luogo in cui il bene si trova al momento
dell'arrivo della spedizione o del trasporto dei beni.
Fatto generatore ed esigibilità       dell'IVA   a   titolo   delle
operazioni d'acquisto :
In questo quadro fatto generatore ed esigibilità coincidono e
intervengono nel momento in cui l'operazione è effettuata. Di
conseguenza l'operazione esentata ai sensi del punto b) e
l'acquisto corrispondente di cui al punto e) sono operazioni che
hanno ciascuna un fatto generatore e un'esigibilità propri, ma
che si situano tuttavia nello stesso istante temporale, poiché
le condizioni giuridiche che rendono esigibile l'imposta sono
identiche per le due operazioni.
Punto d)
Vista la natura dell'operazione d'acquisto, la sua base
imponibile non può essere che quella valida per la cessione
corrispondente nel paese di provenienza dei beni; essa si fonda
quindi sulla nozione di corrispettivo definita all'articolo 11,
punto A, paragrafi 1 e 2. Per memoria, il punto 4 della presente
proposta definisce il tasso di cambio applicabile agli elementi
della base imponibile espressi in una moneta diversa da quella
del paese di tassazione. Questa disposizione si applicherà più
particolarmente   alla   base    imponibile    delle    operazioni
d'acquisto. E stata introdotta una disposizione complementare
per coprire i casi nei quali l'acquisto ha dato luogo a un
trasporto effettuato dall'acquirente o per suo conto e a
prestazioni   accessorie   il cui     onere    è   stato    assunto
 ---pagebreak---                                                                  23
dall'acquirente e non dal venditore. In questi casi, infatti, il
valore delle prestazioni in questione, in quanto connesse
all'acquisto dei beni, deve essere incluso nella base imponibile
di tale acquisto ed essere tassato alle aliquote e alle
condizioni del paese di destinazione dei beni trasportati. Si
noti che questa disposizione si combina con l'esenzione, nel
paese di provenienza, delle prestazioni dì servizi direttamente
connesse alle cessioni esenti in virtù del punto b).
Se le medesime prestazioni sono a carico del venditore, il loro
valore costituirà parte integrante del corrispettivo chiesto dal
venditore all'acquirente e sarà così automaticamente compreso
nella base imponibile dell'acquisto.
Conformemente all'obiettivo dell'imposizione nel paese di
destinazione, l'aliquota    IVA applicabile alle operazioni
d'acquisto deve essere la stessa che sarebbe applicata
all'interno del paese di destinazione per la cessione dello
stesso bene.
 ---pagebreak---                                                                  24
 Punto e)
Il debitore dell'imposta dovuta nel quadro del regime
particolare delle vendite per corrispondenza è il soggetto
passivo non residente nello Stato d'imposizione o eventualmente
il suo rappresentante fiscale o un'altra persona, conformemente
all'attuale dispositivo dell'articolo 21, paragrafo 1, lettera
a).
Quando l'imposta è dovuta a titolo di un'operazione di acquisto,
è l'acquirente ad essere il debitore e a dover assolvere gli
obblighi di dichiarazione corrispondenti.
Se l'acquirente non è residente nel paese in cui l'operazione
d'acquisto è soggetta all'imposta, è specificamente previsto che
un rappresentante fiscale dell'acquirente possa essere designato
quale debitore d'imposta.
Il debitore assolve gli obblighi di dichiarazione e di pagamento
relativi all'operazione di acquisto con la dichiarazione
periodica che gli serve abitualmente per liquidare e versare
l'imposta da lui dovuta in quanto soggetto passivo nel regime
interno. L'imposta dovuta all'acquisto è quindi sottoposta ad un
trattamento identico a quello dell'imposta dovuta a titolo di
una cessione effettuata in regime interno. Se il debitore
dell'imposta non è un soggetto passivo o se è stato dispensato
dagli obblighi di dichiarazione ai quali sottostava in quanto
soggetto passivo nel regime interno, spetta agli Stati membri
definirne gli obblighi di dichiarazione, di liquidazione e di
pagamento (si può così prescrivere, signatamente, l'obbligo di
dicchiarare e liquidare l'imposta al momento dell'immatri-
colazione del veicolo acquistato da un privato).
Punto f)
La disposizione ristabilisce durante il periodo transitorio le
regole di territorialità previste dalla 6a direttiva per una
serie di prestazioni immateriali, considerando che l'articolo
17, paragrafo 2, lettera a) della 6a direttiva modificata dalla
proposta COM(87)322) entrerà in vigore solo allo scadere del
periodo transitorio (cfr. punto j).
Non è infatti possibile concedere, durante il periodo
transitorio, un diritto a deduzione per un'IVA dovuta o assolta
in un altro Stato membro.
 ---pagebreak---                                                                  25
Punto g)
Viene qui reintrodotta, per la durata del periodo transitorio,
la disposizione che consente attualmente di concedere un diritto
ad optare per l'imposizione delle attività bancarie e
finanziarie esentate in virtù dell'articolo 13, punto B, lettera
d) della 6a direttiva.
Punto h)
Questa disposizione esenta gli acquisti di beni la cui cessione
o importazione sarebbe stata esentata nel paese di destinazione
delle merci.
Sono cosi coperti gli acquisti di beni la cui cessione nel
regime interno sarebbe comunque esentata, in particolare in
virtù delle disposizioni dell'articolo 13 della 6a direttiva
relative alle esenzioni nel regime interno.
Vi si aggiungono gli acquisti di beni che, se costituissero
delle importazioni (ossia se provenissero da un paese terzo),
sarebbero esenti in virtù delle disposizioni in tal senso
dell'articolo 14, paragrafo 1, lettere d) e g) della 6a
direttiva.
Le disposizioni dell'articolo 15, paragrafi 4 - 9      della 6a
direttiva saranno più tardi sottoposte ad un esame specifico, in
particolare nella prospettiva della modifica della proposta di
direttiva   relativa   ai rifornimentiv11) presentata dalla
Commissione il 21 gennaio 1980.
Punto i)
Tenuto conto dell'introduzione dell'operazione di acquisto,
viene qui trasposto l'attuale dispositivo dell'articolo 16,
paragrafo 2 della 6a direttiva, al fine di offrire agli
(ij-) Proposta COM(79)794 def., GU C 31 dell'8.2.1980, pag. 10
 ---pagebreak---                                                                  26
operatori che effettuano delle cessioni all'esportazione la
possibilità di beneficiare di una esenzione dall'imposta quando
sono destinatari di operazioni d'importazione, acquisti,
cessioni e servizi che concorrono alle loro cessioni
all'esportazione verso altri Stati membri o verso paesi terzi.
Punto 1)
Questa disposizione concede all'acquirente un diritto a
deduzione per l'IVA dovuta o assolta per i beni oggetto di
un'operazione di acquisto. Detto diritto a deduzione si esercita
alle stesse condizioni di quello previsto per l'IVA dovuta o
assolta per i beni ceduti. Si deve quindi rilevare che questo
diritto a deduzione potrà esercitarsi, in linea di principio,
non appena l'imposta dovuta a titolo dell'acquisto diventerà
esigibile dall'acquirente. Beninteso, le operazioni di acquisto
non saranno prese in considerazione ai fini della determinazione
del prorata di deduzione dei soggetti passivi parziali, in
quanto non costituiscono in quanto tali un elemento della cifra
d'affari.
Si è inoltre rivelato necessario introdurre qui una disposizione
particolare intesa a non concedere in un determinato Stato
membro, nel corso del periodo transitorio, un diritto a
deduzione per un'IVA dovuta o assolta in un altro Stato membro.
Punto k)
Per presentare in modo completo gli obblighi che i debitori
dell'imposta dovranno soddisfare nel corso del periodo
transitorio, il testo dell'articolo 22 della 6a direttiva è
stato qui ripreso integralmente. Tuttavia solo una parte delle
sue disposizioni sono oggette di modifiche, che sono commentate
qui di seguito.
 ---pagebreak---                                                                   27
- 3. a) primo comma : l'obbligo di fatturazione, che si applica
già a qualsiasi cessione effettuata per un altro soggetto
passivo, è esteso alle cessioni effettuate per un ente che non è
soggetto passivo ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5. Questo
obbligo sussiste quale che sia il paese nel quale detto
acquirente    è  residente   e   completa   pertanto   il testo
dell'articolo 22, paragrafo 2 della 6a direttiva per quanto
riguarga    i   documenti    giustificativi   delle    operazioni
intracomunitarie tanto alla cessione, quanto all'acquisto.
- 3. b) secondo comma : per le cessioni di beni a cui si applica
il   dispositivo    transitorio   d'imposizione    degli   scambi
intracomunitari nel paese di destinazione, la fattura deve
riportare il numero di partita IVA dei due operatori
interessati. Questa disposizione consente di riprodurre sulla
fattura uno degli elementi indispensabili alla determinazione
del regime fiscale applicabile e a questo titolo costituisce
un'informazione necessaria alla messa in atto delle procedure di
cooperazione amministrativa e di mutua assistenza.
   4. secondo e terzo comma : le disposizioni proposte
definiscono l'obbligo di dichiarazione dell'importo delle
cessioni intracomunitarie di beni, distinguendo l'insieme delle
operazioni realizzate, l'importo delle cessioni a destinazione
degli altri Stati membri e l'importo degli acquisti in
provenienza dagli altri Stati membri. Detto obbligo concerne
unicamente le transazioni relative a beni mobili materiali ed
esclude di conseguenza quelle relative a servizi non connessi ad
una cessione di beni.
 ---pagebreak---                                                                  28
- 9 : l'obbligo di fatturazione delle cessioni di beni destinati
ad altri Stati membri è escluso dagli obblighi da cui è
possibile dispensare i debitori dell'imposta; la fattura
costituisce infatti un elemento importante per l'identificazione
e il controllo della regolarità del trattamento fiscale delle
operazioni in questione.
- 10 : l'esenzione nel paese di provenienza delle cessioni di
beni di cui al punto b ) , secondo trattino dipende dalla
posizione IVA dell'acquirente. Per assicurare la necessaria
informazione del venditore ai fini dell'applicazione di tale
esenzione,   l'acquirente   produce  un   attestato   rilasciato
dall'amministrazione fiscale da cui dipende. Se detto attestato
può essere rilasciato solo su domanda dell'acquirente stesso,
questi deve obbligatoriamente rinnovare la domanda se è
intervenuto un cambiamento della sua posizione IVA.
 ---pagebreak---                                              - 29 -
                                          Proposta di
MODIFICA DELLA PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CHE COMPLETA
  IL SISTEMA COMUNE DI IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO E MODIFICA LA
                                    DIRETTIVA 77/388/CEE
         LA COMMISSIONE MODIFICA LA SUA PROPOSTACI) COME SEGUE :
1. Tra il secondo e il terzo considerando sono inseriti i
     considerando seguenti :
    "considerando           che,          tuttavia,      la   totale   e   definitiva
    soppressione           delle          frontiere      fiscali   presuppone
    condizioni che non potranno essere soddisfatte entro il 31
    dicembre 1992;
    considerando che occorre quindi predisporre un periodo di
    transizione chiaramente delimitato, nel corso del quale
    saranno applicate disposizioni transitorie destinate a
    facilitare il passaggio al regime definitivo d'imposizione e
    a garantire l'irreversibilità del processo che porta alla
    completa eliminazione delle frontiere fiscali;"
2. L'articolo 2 è sostituito dalle disposizioni seguenti :
                                             "Articolo 2
      L'articolo 28 della direttiva 77/388/CEE è s o s t i t u i t o dal
      seguente t e s t o :
                                              "Articolo 28
    In deroga a l l e altre disposizioni della presente direttiva e
    fatte salve quelle di cui a l l ' a r t i c o l o 32, fino al 31
    dicembre 1996 al più tardi s i applicano l e seguenti
 (1) GU n. C 252 d e l 2 2 . 9 . 1 9 8 7 , pag 2.
 ---pagebreak---                                - 30 -
disposizioni :
 a) Se sono effettuate a beneficio di un soggetto che non è
    soggetto passivo o di un soggetto passivo la cui attività
    è totalmente esente ma che non beneficia del regime
    generale di cui alla lettera b ) , secondo trattino, le
    cessioni di beni sono considerate come avvenute nel luogo
    in cui il bene si trova al momento dell'arrivo della
    spedizione       o     del      trasporto     a    destinazione
    dell'acquirente,         qualora      siano     simultaneamente
    soddisfatte le seguenti condizioni :
    - la cessione riguarda beni diversi dagli autoveicoli da
      turismo, spediti o trasportati verso uno Stato membro
      diverso da quello di partenza della spedizione o del
      trasporto;
    - la cessione è effettuata nel quadro di un'attività di
      vendita per corrispondenza. Per attività di vendita per
      corrispondenza si intende un' attività economica
      specializzata      di    vendita    al   dettaglio   mediante
      catalogo. Per catalogo si intende       qualsiasi offerta al
      pubblico presentata per mezzo di qualsiasi tipo di supporto
      riprodotto in serie, che enumera gli articoli messi in
      vendita, in modo da soddisfare i tre criteri seguenti :
      * il contratto di fornitura dei beni è stipulato sulla
        base di un catalogo che il consumatore ha avuto modo
        di consultare in assenza del venditore;
      * è prevista una continuità di contatto tra il
        venditore e il consumatore per quanto riguarda la
        transazione in questione o qualsiasi transazione
        successiva;
      * il catalogo e il contratto informano chiaramente il
        consumatore del suo diritto di restituire le merci al
 ---pagebreak---                                - 31 -
        venditore entro un       termine di almeno 7 giorni dal
        loro ricevimento o       di rescindere il contratto nel
        corso dello stesso        periodo, senza alcun obbligo,
        salvo la debita cura      dei beni;
   - la cifra d'affari annua, al netto dell'imposta sul
      valore aggiunto, realizzata dal venditore con la sua
      attività di vendita per corrispondenza a destinazione
      di Stati membri diversi da quello di partenza della
      spedizione o del trasporto dei beni, è superiore al
      controvalore in moneta nazionale di un milione             di ECU
      al tasso di conversione del giorno d'adozione della
      presente direttiva. Gli Stati membri concedono ai
      soggetti passivi che non soddisfano questa condizione
      la facoltà di optare per il presente regime delle
     vendite per corrispondenza. L'opzione è valida per due
      anni civili.
b) A condizioni da essi fissate per assicurare una corretta
   e semplice applicazione delle esenzioni previste qui di
   seguito e prevenire ogni possibile frode, evasione ed
   abuso, gli Stati membri, per analogia con le operazioni di cui
   all'articolo 15, esentano le operazioni che seguono quando sono realizzate
   da soggetti passivi diversi da quelli che beneficiano
   della franchigia dall'imposta ai sensi dell'articolo 24 o
   del regime forfettario di cui all'articolo 25 :
   - le cessioni di autoveicoli da turismo facenti parte dello
      stock d'esercizio del venditore, spediti o trasportati
      a destinazione di uno Stato membro diverso da quello di
     partenza della spedizione o del trasporto dal venditore
      o per suo conto o dall'acquirente non residente
      all'interno del paese o per suo conto;
 ---pagebreak---                         - 32 -
le cessioni di beni diversi da quelli di cui alla
lettera a) e dalle cessioni di autoveicoli da turismo di
cui al primo trattino a un soggetto passivo o a un soggetto
che non è soggetto passivo ai sensi dell'articolo 4,
paragrafo 5, spediti o trasportati in uno Stato membro
diverso da quello di partenza della spedizione o del
trasporto     dal    venditore     o    per     suo    conto   o
dall'acquirente non residente all'interno del paese o
per suo conto.
Tuttavia, se l'acquirente dei beni è un soggetto
passivo la cui attività è totalmente esente o un soggetto
che non è soggetto passivo a norma dell'articolo 4,
paragrafo 5, la presente disposizione si applica solo a
decorrere dal momento in cui l'importo totale degli
acquisti corrispondenti, al netto dell'imposta sul
valore aggiunto, supera nel corso dell'anno civile il
controvalore in moneta nazionale di 35.000 ECU al tasso
di conversione della data d'adozione della presente
direttiva. Tale importo sarà portato a 70.000 ECU al 1°
gennaio 1995, al tasso di conversione in vigore a tale
data. Il limite di acquisti che serve da riferimento per
l'applicazione della presente disposizione è costituita
dall'importo,     al    netto    dell'imposta       sul   valore
aggiunto, degli acquisti di beni che hanno dato luogo a
spedizione o a trasporto in provenienza da uno Stato
membro diverso da quello di destinazione dei beni, ad
esclusione :
- degli acquisti di autoveicoli da turismo la cui cessione
  rientra nel campo d'applicazione
  primo trattino;
- degli acquisti di beni la cui cessione rientra nel
  campo d'applicazione delle disposizioni della lettera
  a);
 ---pagebreak---                                - 33 -
      - degli acquisti di beni ceduti da un soggetto passivo
        che beneficia del regime di franchigia di cui
        all'articolo 24.
      La presente disposizione si applica anche quando i
      limiti, rispettivamente fissati a 35.000 e a 70.000
     ECU, non sono stati superati, a condizione che
      l'acquirente abbia optato in tal senso. L'opzione è
     valida per due anni civili;
   - le prestazioni di servizi, compresi i trasporti e le
     prestazioni accessorie ma eccettuate le prestazioni di
      servizi esenti in conformità dell' articolo 13, quando
      sono direttamente connesse alle operazioni di cui alla
     presente lettera b);
   - le prestazioni di servizi, effettuate dagli intermediari
     che operano in nome e per conto terzi/ quando
      intervengono nelle operazioni di cui alla presente
     lettera b ) , primo, secondo e terzo trattino.
e) Sono soggetti all'imposta sul valore aggiunto gli acquisti a titolo
   oneroso di beni la cui cessione da parte di soggetti passivi rientra
   nel campo di applicazione delle disposizioni di cui alla
   lettera b ) , primo e secondo trattino. Si considera
   acquisto di un bene l'acquisizione del potere di disporre
   di un bene materiale come proprietario. Si considera come
   luogo di acquisto il luogo in cui il bene si trova al
   momento dell'arrivo della spedizione o del trasporto a
   destinazione      dell'acquirente.       Il    fatto     generatore
   dell'imposta si verifica e l'imposta diventa esigibile al
   momento dell'effettuazione dell'acquisto.
 ---pagebreak---                              - 34 -
   Sono assimilati ad un acquisto di beni a titolo oneroso :
   - la destinazione, da parte di un soggetto passivo la cui
      attività è totalmente esente o di un soggetto che non è
      soggetto passivo a norma dell'articolo 4, paragrafo 5,
     per le esigenze della sua attività nello Stato membro di
      arrivo, di un bene che ha prelevato nel quadro della
      sua attività nello Stato membro di partenza. Lo Stato
      membro di arrivo adotta le misure necessarie per
      evitare la doppia imposizione;
   - la destinazione, da parte di un soggetto passivo, per le
       esigenze della sua attività nello Stato membro di
      arrivo, di un bene che ha prelevato nel quadro della
      sua attività nello Stato membro di partenza, quando
      tale bene non dà diritto a deduzione, totale o
      parziale, nello Stato membro di arrivo. Lo stato membro
      di arrivo adotta le misure necessarie per evitare la
      doppia imposizione.
  In deroga all'articolo 8, paragrafo 1, lettera a ) , quando
  il luogo di partenza della spedizione o del trasporto dei
  beni si trova in uno Stato membro diverso da quello di
  acquisto dei beni, il luogo della cessione effettuata
  dall'acquirente e il luogo delle
  eventuali cessioni successive sono considerati           come
  situati nello Stato membro di acquisto dei beni.
d) La base imponibile dell'acquisto è la stessa che sarebbe
   applicabile all'interno del paese alla cessione dei
   medesimi beni in conformità      dell'articolo 11, punto A,
   paragrafi 1 e 1, e       punto C. Nella base      imponibile
   dall'acquisto si devono comprendere, qualora non vi siano
   già comprese, le spese accessorie connesse all'acquisto,
   quali le spese di commissione, d'imballagio, di trasporto
 ---pagebreak---                               - 35 -
    e di assicurazione fino al luogo di arrivo della
    spedizione o del trasporto dei beni all'interno del
   paese.
    In caso della destinazione" di un bene di cui alla lettera
    e), secondo comma, la base imponibile è determinata
     in conformità dell'articolo 11, punto A, paragrafo 1,
    lettera b ) .
   L'aliquota applicabile all'acquisto di un bene è quella
   applicata all'interno del paese per la cessione dello
   stesso bene.
e) Nel caso di cui alla lettera a) l'imposta è dovuta
   conformemente all'articolo 21, paragrafo 1, lettera a ) .
   Nei casi di cui alla lettera e) l'acquirente deve dichiarare
   l'acquisto e versare l'imposta. Quando             l'operazione
    imponibile è effettuata da un acquirente residente
   all'estero,       gli   Stati     membri    possono     prendere
   provvedimenti in forza dei quali un altro soggetto è debitore
   dell'imposta; a    tal  fine    può    essere    designato    un
   rappresentante fiscale.
   Se il debitore dell'imposta non è un soggetto passivo o è
   un soggetto passivo dispensato dall'obbligo di presentare
   la dichiarazione fiscale, gli Stati membri adottano le
   misure necessarie perché il debitore assolva gli obblighi
   di cui alla lettera k) . A tal fine possono essere
   previsti obblighi semplificati           e una    dichiarazione
   annuale.
f) Il    luogo     delle  prestazioni     di  servizi     enumerate
   all'articolo 9, paragrafo 2, lettera e ) , rese a
   destinatari stabiliti fuori della Comunità o a soggetti
 ---pagebreak---                                   - 36 -
   passivi stabiliti nella Comunità, ma fuori del paese del
   prestatore, è quello in cui il destinatario ha stabilito
   la sede della sua attività economica o ha costituito un
   centro di attività stabile per il quale si è avuto la
   prestazione di servizi o, in mancanza di tale sede o di
   tale centro d'attività stabile, il luogo del suo
   domicilio o della sua residenza abituale.
g) Gli Stati membri possono accordare ai loro soggetti
   passivi il diritto di optare per la tassazione delle
   operazioni di cui all'articolo 13, punto B, lettera d ) .
h) Gli Stati membri esentano l'acquisto di beni la cui
    cessione        sarebbe in ogni caso esentata all'interno
   del paese. Gli Stati membri esentano altresì l'acquisto
   di beni la cui importazione sarebbe in ogni caso esentata
   in virtù dell'articolo 14, paragrafo 1, lettere d) e g ) .
i) Con riserva delle consultazioni previste all'articolo 29,
   gli Stati membri possono esentare gli acquisti, le
   importazioni e le cessioni di beni destinati ad un
   soggetto passivo che intende farne l'esportazione a
   destinazione di un altro Stato membro o di paese terzo
    tal quali             o dopo trans formazione, nonché le
   prestazioni      di    servizi      inerenti     all'attività      di
   esportazione del medesimo, nei limiti                dell'ammontare
   delle sue esportazioni nel corso dei dodici mesi
   precedenti.
j) Le disposizioni in vigore in materia di deduzioni sono
   applicabili anche all'imposta sul valore aggiunto dovuta o
   assolta a titolo degli acquisti di cui alla lettera e). Tuttavia l'imposta
 ---pagebreak---                               - 37 -
   dovuta o assolta in uno Stato membro da un soggetto
   passivo :
   - per i beni che gli sono o gli saranno ceduti da un
      soggetto passivo
   - per i beni importati o che sono stati oggetto di un
      acquisto
   - e per i servizi che gli sono o gli saranno prestati da
      un soggetto passivo
  ' non può dare diritto a deduzione in un altro Stato
   membro. Per quanto riguarda i soggetti passivi stabiliti
   nel territorio della Comunità,, il diritto al rimborso è
   determinato,      durante      il   periodo      transitorio,     in
   conformità della direttiva 79/1072/CEE.
k) in deroga all'articolo 22 si applicano le seguenti disposizioni :
     1.  Ogni soggetto passivo deve dichiarare l'inizio, il
         cambiamento e la cessazione della propria attività
         in qualità di soggetto passivo.
     2.  Ogni soggetto passivo deve tenere una contabilità
         che    sia     sufficientemente      particolareggiata      da
         consentire l'applicazione dell'imposta sul valore
         aggiunto      ed   i    relativi     controlli     da    parte
         dell'amministrazione fiscale.
     3.  a) Ogni soggetto passivo deve emettere una fattura o
             un documento equivalente per le cessioni di beni
             e le prestazioni di servizi che effettua per un
             altro soggetto passivo o per un soggetto che non è
             soggetto     passivo    a   norma     dell'articolo     4,
             paragrafo 5, e conservare copia di tutti i
             documenti emessi. Tale obbligo indipendentemente dal fatto
            che i soggetti di cui al presente paragrafo siano
 ---pagebreak---                       - 38 -
    soggetti passivi oppure soggetti non passivi a norma
    dell'articolo 4, paragrafo 5, all'interno del
    paese o in un altro Stato membro.
    Parimenti, ogni soggetto passivo deve rilasciare
    una fattura per gli acconti che gli sono
    corrisposti da un altro soggetto passivo prima
    che sia stata effettuata la cessione dei beni o
   ultimata la prestazione di servizi.
b) La fattura deve indicare distintamente il prezzo
    al netto dell'imposta e l'imposta corrispondente
   per ogni aliquota diversa nonché, se del caso,
    l'esenzione.
    La fattura deve inoltre riportare, per le
    operazioni di cui alla lettera b) , del presente articolo
   28, il numero di partita IVA del soggetto passivo che effettua la
    cessione dei beni e quello della persona che ne
    effettua l'acquisto.
e) Gli Stati membri stabiliscono i criteri secondo i
    quali    un   documento     può    essere     considerato
   equivalente ad una fattura.
Ogni    soggetto      passivo      deve    presentare      una
dichiarazione entro un termine che dovrà essere
stabilito dagli Stati membri. Tale termine non dovrà
superare di due mesi la scadenza di ogni periodo
fiscale. Il periodo fiscale può essere fissato dagli
Stati membri in un mese, due mesi ovvero un
trimestre. Tuttavia, gli Stati membri                  possono
stabilire periodi diversi, comunque non superiori ad
un anno.
 ---pagebreak---                               39 -
    Nella dichiarazione devono figurare tutti i dati
    necessari     ad    accertare     l'importo      dell'imposta
    esigibile e quello delle deduzioni da operarsi, compresi,
            se del caso, l'importo totale delle cessioni
    di cui alla lettera b) , del presente articolo 28, l'importo
   globale degli acquisti di cui alla lettera e) di detto articolo e,
   qualora risulti necessario per fissare la base imponibile, l'importo
    complessivo delle operazioni relative a tale imposta
    e    a   tali    deduzioni,     nonché     l'importo     delle
    operazioni esenti.
5.  Ogni soggetto passivo deve pagare l'importo netto
    dell'imposta sul valore aggiunto al momento della
    presentazione della dichiarazione periodica. Gli
    Stati membri possono tuttavia stabilire un'altra
    scadenza per il pagamento di questo importo o
    riscuotere acconti provvisori.
6.  Gli Stati membri hanno la facoltà di richiedere al
    soggetto passivo una dichiarazione relativa a tutte
    le operazioni effettuate nell'anno precedente, che
    contenga tutti i dati di cui al paragrafo 4. Questa
    dichiarazione deve comportare altresì tutti gli
    elementi necessari per eventuali rettifiche.
7.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie
    affinchè i soggetti       che, in conformità dell' articolo
    21, punto 1, lettere a) e b ) , sono considerati
    debitori     dell'imposta in luogo di un soggetto
    passivo residente all'estero o che sono tenuti in
    solido al suo pagamento, assolvano agli obblighi di
    dichiarazione e di pagamento summenzionati.
 ---pagebreak---                          - 40 -
8.  Fatte salve le disposizioni da adottare ai sensi
    dell'articolo 17, paragrafo 4, gli Stati membri
    hanno la facoltà di stabilire, subordinatamente al
    rispetto del principio della parità di trattamento
    delle operazioni interne e intracomunitarie, altri
    obblighi che essi ritengano necessari ad assicurare
    l'esatta riscossione dell'imposta e ad evitare le
    frodi.
9.  Fatta eccesione per l'obbligo di fatturare le
    cessioni di cui alla lettera b ) , gli Stati membri
    possono dispensare i soggetti passivi :
    - da taluni altri obblighi;
    - da tutti gli altri obblighi, qualora effettuino
       soltanto operazioni esenti;
    - dal pagamento dell'imposta dovuta, qualora il suo
       importo sia insignificante.
10. Quando un soggetto passivo o un soggetto . non è
    soggetto passivo a norma dell'articolo 4, paragrafo
    5, ovvero un soggetto passivo che beneficia del
    regime di cui agli articoli 24 e 25ne facciano domanda, i
    servizi competenti dello Stato membro nel quale il
     soggetto è stabilito gli rilasciano un
    attestato a certificazione della sua posizione IVA,
    purché il soggetto che ne fa domanda soddisfi
    le condizioni di cui alla lettera b ) , secondo
    trattino. Tuttavia, quando il venditore è già in
    possesso di detto attestato, l'acquirente non è più
    tenuto a presentarne un altro per l'anno civile a
    titolo del quale l'attestato è stato rilasciato.
 ---pagebreak---                                              - 41 -
               L'attestato di cui sopra deve essere conforme al modello
               che figura i n allegato.
               Se gli è stato già r i l a s c i a t o un a t t e s t a t o , i l soggetto passivo o i l
               soggetto che non è soggetto passivo ai                                      sensi
               d e l l ' a r t i c o l o 4, paragrafo 5, ha l'obbligo di
               presentare una nuova domanda nel caso siano
               intervenuti cambiamenti della sua posizione IVA."
3. L'articolo 3 è s o s t i t u i t o dalle disposizioni seguenti :
   "1.  A decorrere dal 31 dicembre 1992 le seguenti d i r e t t i v e del Consiglio
        cessano i propri e f f e t t i :
       - Direttiva 83/183/CEE
       - Direttiva 74/651/CEE
    2. A decorrere dal 31 dicembre 1992 le seguenti direttive del Consiglio
        cessano i propri effetti per quanto riguarda le relazioni intracomunitarie
       - Direttiva 69/169/CEE
       - Direttiva 83/181/CEE
       - Direttiva 85/362/CEE
    3. A decorrere dal 31 dicembre 1996 le seguenti direttive del Consiglio
        cessano i propri effetti :
       - Direttiva 79/1072/CEE
       - Direttiva 83/182/CEE."
4. È inserito       il seguente articolo 4 bis :
                                         "Articolo 4 bis
     L'articolo il, punto C, paragrafo 2 della direttiva
    77/388/CEE è sostituito dalle disposizioni seguenti :
"2. Qualora elementi utili alla determinazione della base
    imponibile siano espressi in moneta diversa da quella dello
 ---pagebreak---                                   - 42 -
Stato membro dove viene fatta la stima, il tasso di cambio
applicabile è l'ultima quotazione alla vendita registrata sul o
sui mercati dei cambi più rappresentativi dello Stato membro
di cui trattasi al momento in cui l'imposta              diventa
esigibile, secondo modalità fissate dagli Stati membri.1*
 Fatto a B r u x e l l e s , addì          Per il  Consiglio
 ---pagebreak---                                       - 43 -
                                       ALLEGATO
                       ATTESTATO RELATIVO ALLA POSIZIONE IVA
                         (Servizio competente ed indirizzo)
cer t i f i ca che
                         (Cognome e nome o ragione sociale)
                                (Natura dell'attività)
                   (Indirizzo di residenza o della sede sociale)
è registrato ai fini dell'imposta sul valore aggiunto con il numero di
partita I V A ^ )                              come     operatore     ammesso     a
beneficiare di cessioni di beni esenti dall'Imposta in applicazione delle
disposizioni di cui alla lettera b) della direttiva [C0M(87)322] modificata
dalla direttiva [COM(90)182]
                          (data)
                                               Visto o
                                               tImbro
                                               del servizio
                                                (Firma, nominativo e qualifica)
(1) Se il richiedente non ha un numero              di  partita   IVA  il  servizio
     competente deve indicarne il motivo.
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                  - 44-
           COMPLIANCE BURDENS ON FIRMS AND AFTER 1992
                DUE TO VAT AND STATISTICAL RETURNS
                         IMPACT ASSESSMENT
Present situation:
VAT
Current customs based import/export procedures require that
goods consignments must stop at customs posts when crossing
borders.   In addition the goods have to be declared to the
authorities and cleared through Customs either at the border or
elsewhere.    Goods consignments are declared to the customs
authorities using the Single Administrative Document (SAD).
At present up to 50 boxes approximately on the (SAD) may have to
be completed in respect of each individual consignment, in trade
between Member States(*).     Additionally a further five boxes
must be completed by the administrative authorities.
No precise figures are available for the number   of SAD's issued
in any one year. However a reasonable estimate    is that between
50 to +/- 60 millions SAD's are used in purely     intra-Community
trade each year.        This figure would not       include other
consignments, such as third-country goods         transiting the
Community.
Taxable traders who use the SAD for import and export
transactions also have to complete periodic VAT returns in the
usual manner.
Statistics
The SAD is also used as the basis for         the   collection  of
statistics on trade between Member States.
Situation from 1993 onwards
Under the Commission's proposal, the obligations        imposed on
Community firms will be considerably reduced:
(*) All these boxes may not necessarily be completed by the same
    firm.
 ---pagebreak---                              - 45 -
VAT
No SAD will be required in most intra-Community trade.
There will be no stops or controls at borders by customs.
Custom clearance formalities will also be dispensed with.
For traders subject to VAT, the only obligations relating to
intra-Community trade will be:
- an inclusion in their normal periodic VAT-returns of two
  global (import and export) figures for their trade with other
  Member States.
- the inclusion of the VAT-number of seller and purchaser on the
  invoice documenting the transaction.
- obtaining a declaration from the domestic VAT-authorities,
  that they are subject to VAT. This documentation shall be
  given to the seller in the other country as a precondition for
  the zero-rating of exports.
Once completed, however, these requirements would involve no
further compliance burden transaction-by-transaction. The only
other documentary requirement will be to keep the normal common
records and documents which firms are required to keep in any
case.
Small enterprises(2) VAT exempt can chose between two options:
- they simply buy in other Member States at the rate of VAT
  applicable in those other Member States (rate of VAT in
  country of origin), implying absolutely no subsequent
  relations with VAT-authorities in any countries, subject to an
  annual purchases threshold of 35.000 ecus*3), above which they
  must use the following option;
- they can choose to buy VAT-free, but pay subsequently the
  domestic rate of VAT on the purchase.      This presupposes a
  registration with the VAT-authorities, so that they can prove
  their status to the seller.
The same regime applies to traders which are exempt from VAT by
reason of the type of activity they carry on (banks, insurance,
some public institutions etc.).
(*) The Commission has a proposal before the Council which will
    harmonise the VAT exempt thresholds, which at present vary
    between Member States, to an obligatory level of 10.000 ecus
    per annum and an optional level of 35.000 ecus throughout
    the Community.
t3> This threshold will be raised to 70.000 ecus with effect
    from 1 January 1995
 ---pagebreak---                               - 46 -
Statistics
As the SAD document disappears a new system is introduced for
the collection of trade statistics between Member States
implying the following burdens:
Small enterprises which are VAT exempt are completely exempted
from the supply of any statistics on trade between Member
States.
- The great majority of other firms will only be required to
  complete two extra boxes (value of intra-Community imports and
  exports) on their periodic VAT returns, which would serve both
  VAT and statistical purposes.
- Only the largest firms (about 20% of VAT registered firms)
  will in addition be required to complete an INTRASTAT monthly
  declaration for statistical purposes on which seven compulsory
  and three optional data items are to be indicated.
The situation after 1992
When the regime change towards the taxation in the country of
origin as the general principle, requirements relating to the
documentation of the status of the buyer will in general
disappear.
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                                                                      COM (90) 182def.
                                                            DOCUMENTI
 IT                                                                                              09
                                            N. di catalogo : CB-CO-90-214-IT-C
                                                                  ISBN 92-77-60282-1
PREZZO DI VENDITA          fino a 30 pagine: 3,50 ECU        ogni 10 pagine In più: 1,25 ECU
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo