CELEX: C2001/317/05
Language: it
Date: 2001-11-10 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) 4 ottobre 2001 nella causa C-294/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Dioikitiko Protodikeio Athinon): Athinaïki Zythopoiia AE contro Elliniko Dimosio ("Imposta sugli utili delle società — Società capogruppo e consociate — Direttiva 90/435/CEE — Nozione di ritenuta alla fonte")

10.11.2001                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                  C 317/3
Bremerhaven, domanda vertente sull’interpretazione degli                                          SENTENZA DELLA CORTE
artt. 236 e 239 del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre
1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunitario
(GU L 302, pag. 1), nonché dell’art. 905, n. 1, regolamento                                              (Quinta Sezione)
(CEE) della Commissione 2 luglio 1993, n. 2454, che fissa
talune disposizioni di applicazione del regolamento (CEE)
del Consiglio, n. 2913/92, che istituisce il codice doganale                                               4 ottobre 2001
comunitario (GU L 253, pag. 1), come modificato dal regola-
mento (CE) della Commissione 30 luglio 1996, n. 1676 (GU
L 218, pag. 1), la Corte (Sesta Sezione) composta dai sigg.                    nella causa C-294/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale
C. Gulmann, presidente di sezione, J.-P. Puissochet, R. Schint-                proposta dal Dioikitiko Protodikeio Athinon): Athinaïki
gen (relatore), sigg.re F. Macken e N. Colneric, giudici, avvocato                       Zythopoiia AE contro Elliniko Dimosio (1)
generale: F.G. Jacobs, cancelliere: H.A. Rühl, amministratore
principale, ha pronunciato il 27 settembre 2001 una sentenza
il cui dispositivo è del seguente tenore:                                      («Imposta sugli utili delle società — Società capogruppo e
                                                                               consociate — Direttiva 90/435/CEE — Nozione di ritenuta
                                                                                                             alla fonte»)
1)    L’art. 236 del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre
      1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunitario                                        (2001/C 317/05)
      non consente di procedere al rimborso dei dazi all’importazione
      allorché, dopo l’accettazione di una dichiarazione in dogana
      completa da parte dell’autorità doganale e l’immissione in                                    (Lingua processuale: il greco)
      libera pratica della merce cui tale dichiarazione si riferisce, il
      dichiarante presenta un certificato di autenticità in forza del
      quale tale merce avrebbe potuto beneficiare di un trattamento            (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
      tariffario favorevole, se il certificato fosse stato presentato                        «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
      contestualmente ad essa.
                                                                               Nella causa C-294/99, avente ad oggetto la domanda di
2)    Il fatto che un rimborso o uno sgravio di dazi ai sensi                  pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-
      dell’art. 236, n. 1, del regolamento n. 2913/92 sia escluso              l’art. 234 CE, dal Dioikitiko Protodikeio Athinon (Grecia) nella
      perché non è soddisfatta una delle condizioni previste dalla             causa dinanzi ad esso pendente tra Athinaïki Zythopoiia AE
      legge per tale rimborso o per tale sgravio non si oppone di per          e Elliniko Dimosio, domanda vertente sull’interpretazione
      sé ad un rimborso o ad uno sgravio degli stessi dazi sulla base          dell’art. 5, n. 1, della direttiva del Consiglio 23 luglio 1990,
      degli artt. 239, n. 1, del regolamento n. 2913/92, e 905,                90/435/CEE, concernente il regime fiscale comune applicabile
      n. 1, del regolamento (CEE) della Commissione 2 luglio 1993,             alle società madri e figlie di Stati membri diversi (GU L 225,
      n. 2454, che fissa talune disposizioni di applicazione, del              pag. 6), la Corte (Quinta Sezione) composta dai sigg. A. La
      regolamento n. 2913, come modificato dal regolamento (CE)                Pergola, presidente di sezione, M. Wathelet (relatore),
      della Commissione 30 luglio 1996, n. 1676, purché tuttavia               D.A.O. Edward, P. Jann e L. Sevón, giudici, avvocato generale:
      le condizioni previste dalla legge per l’applicazione di questi          S. Alber, cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministratore, ha
      ultimi articoli siano soddisfatte.                                       pronunciato il 4 ottobre 2001 una sentenza il cui dispositivo
                                                                               è del seguente tenore:
      Elementi tali da costituire una situazione particolare risultante
      da circostanze che non implicano alcuna manovra fraudolenta              Si configura una ritenuta alla fonte, ai sensi dell’art. 5, n. 1, della
      o negligenza manifesta da parte dell’interessato, ai sensi               direttiva del Consiglio 23 luglio 1990, 90/435/CEE, concernente il
      dell’art. 905, n. 1, del regolamento n. 2454/93, come                    regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati
      modificato dal regolamento n. 1676/96, sussistono allorché,              membri diversi, qualora una disposizione di legge nazionale preveda,
      alla luce della finalità di equità che è alla base dell’art. 236 del     in caso di distribuzione di utili da parte di una consociata (società per
      regolamento n. 2913/92, sono accertati elementi che possono              azioni o società analoga) alla società capogruppo, che, per determinare
      collocare il richiedente in una situazione eccezionale rispetto          il reddito imponibile della consociata, debbono essere reincorporati
      agli altri operatori economici che esercitano la stessa attività.        nella base imponibile gli utili netti complessivi realizzati da quest’ulti-
      Spetta al giudice nazionale valutare, sulla base a questo criterio,      ma, compresi i redditi assoggettati ad imposizione speciale compor-
      se esistano elementi che possano costituire una tale situazione          tante estinzione del debito fiscale nonché i redditi non imponibili,
      particolare, che richiede l’esame del fascicolo da parte della           mentre i redditi rientranti in tali due categorie non sarebbero
      Commissione.                                                             imponibili, in base alla legge nazionale, se fossero rimasti presso la
                                                                               consociata e non fossero stati distribuiti alla capogruppo.
(1) GU C 265 del 18.9.1999.
                                                                               (1) GU C 314 del 30.10.1999.