CELEX: 31989D0687
Language: it
Date: 1989-12-22 00:00:00
Title: 89/687/CEE: DECISIONE DEL CONSIGLIO, DEL 22 DICEMBRE 1989, CHE ISTITUISCE UN PROGRAMMA DI SOLUZIONI SPECIFICHE PER OVVIARE ALLA LONTANANZA E ALL' INSULARITA DEI DIPARTIMENTI FRANCESI D' OLTREMARE ( POSEIDOM )

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31989D0687

89/687/CEE: DECISIONE DEL CONSIGLIO, DEL 22 DICEMBRE 1989, CHE ISTITUISCE UN PROGRAMMA DI SOLUZIONI SPECIFICHE PER OVVIARE ALLA LONTANANZA E ALL' INSULARITA DEI DIPARTIMENTI FRANCESI D' OLTREMARE ( POSEIDOM )  

Gazzetta ufficiale n. L 399 del 30/12/1989 pag. 0039 - 0045

DECISIONE DEL CONSIGLIOdel 22 dicembre 1989che  istituisce un programma di soluzioni specifiche per ovviare alla lontananza e all'insularità dei  dipartimenti francesi d'oltremare (POSEIDOM)(89/687/CEE)IL CONSIGLIO DELLE  COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 227,  paragrafo 2 e l'articolo 235, vista la proposta della Commissione (1), visto il parere del Parlamento europeo (2), visto il parere del Comitato economico e sociale (3), considerando che l'articolo 227, paragrafo 2 del trattato prevede che le istituzioni della Comunità  vigileranno, nel quadro delle procedure contemplate dal trattato, a che sia consentito lo sviluppo  economico e sociale dei dipartimenti d'oltremare; che occorre a tal fine istituire un programma  pluriennale e plurisettoriale per meglio realizzare detto obiettivo; che nella fattispecie il  trattato non ha previsto i poteri d'azione a tale uopo richiesti e che conviene pertanto fare  ricorso all'articolo 235 del trattato; considerando che i dipartimenti francesi d'oltremare (DOM), che ai sensi della legge francese del 2  agosto 1984 sono considerati altresì regioni, sono soggetti ad un notevole ritardo strutturale,  aggravato da fenomeni numerosi (grande lontananza, insularità, superficie esigua, condizioni  orografiche e climatiche difficili, dipendenza dell'economia da pochi prodotti), la cui persistenza  e il cui effetto cumulativo compromettono seriamente lo sviluppo economico e sociale; che questi  fenomeni rendono il contesto socio-economico dei DOM molto diverso da quello delle altre regioni  della Comunità, in particolare sul piano del tasso di disoccupazione, che è uno dei più alti della  Comunità e interessa principalmente i giovani; considerando che ripetutamente le istanze comunitarie hanno espresso la propria solidarietà nei  confronti dei DOM facendo intervenire i Fondi comunitari o tenendo conto della loro situazione  specifica in sede di applicazione delle normative comunitarie; che il Parlamento europeo, nella  risolu-zione dell'11 maggio 1987 sui problemi regionali dei DOM ha ribadito con forza «che la  gravità della situazione dei DOM giustifica e anzi esige un'azione plurisettoriale di sviluppo  economico e sociale», e ha chiesto alle istanze comunitarie di attuare un'ampia serie di azioni  molto diversificate; considerando che i condizionamenti particolari cui i DOM sono esposti rendono necessario un  maggiore sostegno della Comunità allo scopo di promuovere il loro sviluppo economico e sociale; che  questo sostegno dovrebbe intervenire quanto prima per agevolare l'inserimento della loro economia  nel mercato interno del 1993; considerando che i DOM formano parte integrante della Comunità, ai sensi dell'articolo 227 del  trattato, nell'interpretazione datane dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, secondo la  quale le disposizioni del trattato stesso e del diritto derivato si applicano di diritto ai DOM,  pur essendo sempre possibile adottare misure specifiche a loro favore, qualora ciò sia  effettivamente necessario per lo «sviluppo economico e sociale di tali regioni»; considerando tuttavia che, pur formando parte integrante della Comunità, i DOM sono ubicati in  regioni tropicali in via di sviluppo; che qualsiasi intervento deve essere rispondente a tale  circostanza, perseguendo al tempo stesso la realizzazione del mercato interno e il riconoscimento  della realtà regionale; che l'obiettivo del mercato interno dovrebbe realizzarsi nel mantenimento,  nell'adeguamento o nell'abolizione delle normative in vigore nei DOM rispetto a quelle che  prevarranno in tutta la Comunità, consentendo nel contempo ai DOM di raggiungere il livello  economico e sociale medio comunitario; considerando che la normativa europea da adottare per la tutela dell'ambiente e delle risorse  naturali dovrà tenere conto della fragilità degli ambienti insulari, della vulnerabilità delle loro  produzioni agricole e della particolare sensibilità di tali territori a una pressione turistica  crescente; considerando che la realizzazione di questi obiettivi può imporre in particolare di adeguare le  normative comunitarie generali che non sono sufficientemente rispondenti alle realtà particolari  dei DOM; che è quindi opportuno definire un'impostazione coerente nel quadro di un programma  globale di azioni; considerando che l'attuazione di questo programma do-vrebbe infatti avvenire mediante l'adozione  di atti giuridici, ad opera del Consiglio o della Commissione a seconda dei casi, alcuni dei quali  saranno applicabili ai soli DOM, mentre altri contempleranno i DOM solo incidentalmente in testi di  portata generale; considerando che l'efficacia di un tale programma presuppone che lo stesso abbia una durata di vari  anni, prorogabile per alcuni elementi del programma al di là della scadenza del 31 dicembre 1992,  tenuto conto dei condizionamenti di natura permanente che caratterizzano i DOM; considerando che gli effetti economici di eventuali regimi specifici dovranno rimanere  rigorosamente limitati al territorio dei DOM, senza incidere direttamente sul funzionamento del  mercato comune; considerando che alcune produzioni tropicali dei DOM non formano ancora oggetto di misure comuni,  il che non permette di realizzare gli obiettivi enumerati all'articolo 39 del trattato nei  confronti dei produttori interessati; che occorrerà, da un lato, applicare ai DOM, con riserva di  adeguamenti, le organizzazioni comuni di mercato esistenti e, dall'altro, elaborare o predisporre  alcune organizzazioni comuni o prevedere soluzioni apposite; che sarà necessario, in particolare  per quanto concerne le banane, deliberare su disposizioni che tengano conto degli obiettivi  dell'atto unico e che conviene adottare a favore dei DOM misure che tengano conto dell'importanza  economica e sociale di questo prodotto in taluni dei dipartimenti in questione e dell'obiettivo di  un equo livello di vita per i produttori; considerando che la situazione geografica eccezionale dei DOM rispetto alle fonti  d'approvvigionamento di prodotti a monte di alcuni settori dell'alimentazione, essenziali per i  consumi correnti, impongono a queste regioni oneri che compromettono gravemente il funzionamento di  questi settori; che è necessario permettere una migliore copertura del loro fabbisogno di prodotti  agricoli e alimentari con la produzione locale e ciò vale in particolare per l'allevamento, dove  sul costo del prodotto finale incidono in misura rilevante i fattori di produzione; che è pertanto  opportuno ovviare a tale svantaggio con misure adeguate; considerando che i DOM sono fornitori, sul mercato comunitario in Europa, di prodotti tropicali  omologhi e concorrenti di quelli ottenuti in parte, a minor costo, nei paesi in via di sviluppo  vicini, che beneficiano di un accesso preferenziale sul mercato comunitario, di modo che il  principio delle preferenze comunitarie di fatto può essere applicato difficil-mente ai prodotti  ottenuti nei DOM; che i paesi vicini offrono, peraltro, uno sbocco potenziale ai prodotti tropicali  degli stessi DOM, giacché l'importante industria turistica sviluppata in quelle regioni  generalmente risulta approvvigionata di prodotti di altre origini e di minor costo; che una  maggiore cooperazione regionale potrebbe permettere aiDOM di sfruttare meglio questi sbocchi; che  occorre ovviare anche a questo svantaggio con misure idonee; considerando che sono state adottate numerose normative nazionali specifiche ai DOM, spesso annose,  per favorire il loro sviluppo economico e sociale; che in particolare la prospettiva del  completamento del mercato interno impone che si decida entro il 31 dicembre 1992 in merito al loro  mantenimento in vigore, al loro adeguamento o alla loro abolizione, conformemente ai principi  generali del trattato e in considerazione dei vincoli particolari che gravano su quelle regioni; considerando che è importante disporre di mezzi di trasporto regolare e al costo più basso, al fine  di ovviare agli ostacoli della lontananza e dell'insularità, che il trasporto aereo costituisce un  mezzo di sviluppo regionale e che conviene ricercare, in collaborazione colle autorità locali, le  forme più idonee per una maggiore liberalizzazione; considerando che, in quest'ambito, il rum costituisce un prodotto di massima rilevanza economica e  sociale nei DOM; che, con la decisione 88/245/CEE (1), il Consiglio ha autorizzato la Francia a  mantenere in vigore un regime fiscale speciale sul mercato nazionale francese fino al 31 dicembre  1992, in deroga all'articolo 95 del trattato; che entro quella data occorre studiare le conseguenze  derivanti dalla triplice prospettiva della nuova definizione comunitaria, dalla soppressione della  ripartizione, tra gli Stati membri, del contingente concesso agli Stati ACP e dell'abolizione di  tale regime fiscale con effetto dal 1g gennaio 1993, nonché prendere, di conseguenza, al più presto  le misure strutturali atte a salvaguardare gli interessi essenziali dei produttori comunitari di  rum; considerando che, sempre in questo ambito, i DOM beneficiano di un proprio regime fiscale,  determinato in particolare dall'istituto del dazio di mare, che valorizza l'autogestione degli enti  locali nel loro sviluppo, garantendo loro risorse proprie e consente di sostenere le produzioni  locali; che la realizzazione del mercato interno impone di adeguare questo istituto per renderlo  compatibile con il diritto comunitario, pur rafforzando la sua strumentalità allo sviluppo di  quelle regioni; considerando che il Consiglio europeo riunito a Bruxelles del 12 e 13 febbraio 1988, nel quadro  della razionalizzazione degli obiettivi dei Fondi a finalità strutturale, ha decretato cinque  obiettivi prioritari, tra cui quello di promuovere lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle  regioni con ritardi di sviluppo; che sin da ora i DOM figurano esplicitamente sull'elenco delle  regioni a cui si applica questo obiettivo; che, come è stato specificato, i contributi dei Fondi  strutturali per tutte le regioni con ritardi di sviluppo verranno raddoppiati in termini reali tra  il 1987 e il 1992; che di conseguenza i Fondi a finalità strutturale, la Banca europea per gli  investimenti e gli altri strumenti finanziari esistenti interverrannoa favore dei DOM in base al  relativo quadro comunitariodi sostegno, in modo coordinato, concentrato e complementare alle  iniziative nazionali e locali, in attuazione del regolamento (CEE) n. 2052/88 (1); considerando che un programma coerente e che comprenda tutti i mezzi di intervento della Comunità e  delle autorità nazionali e regionali può consentire un'utilizzazione ottimale e più efficace delle  risorse dei Fondi strutturali; considerando che, nel quadro di tale programmazione, devono essere garantite la partecipazione  attiva delle autorità locali, regionali e nazionali nonché la complementarità degli interventi  comunitari nel rispetto dei principi della partnership e dell'addizionalità; considerando inoltre che i DOM sono circondati, nelle rispettive zone geografiche, da Stati e  territori con i quali la Comunità intrattiene relazioni diversificate che si riflettono in  politiche di cooperazione scarsamente coordinate tra loro; che sviluppo delle varie componenti di  una stessa zona geografica, con condizionamenti e caratteristiche analoghi, dovrebbe tuttavia  fondarsi in particolare sull'attuazione di progetti regionali comuni a queste varie componenti  qualunque sia la loro condizione giuridica in base al diritto comunitario, il che permetterebbe di  realizzare economie di scala e rafforzerebbe la cooperazione regionale tra i partner interessati; considerando inoltre che queste entità vicine debbono tradizionalmente far fronte a problemi  analoghi, nonostante abbiano diversa condizione giuridica; che una cooperazione regionale, adeguata  alle realtà locali, passa quindi per undialogo più diretto tra le parti interessate; che pertanto  vanno favorite le procedure di consultazione regionale in stretto rapporto con gli Stati membri  interessati nei casi in cuisiano coinvolti territori o regioni che dipendono da Stati membri, DECIDE: Articolo 1È istituito un programma pluriennale d'azione per i dipartimenti  francesi d'oltremare, denominato POSEIDOM (Programma di soluzioni specifiche per ovviare alla  lontananza e all'insularità dei dipartimenti francesi d'oltremare), che figura nell'allegato della  presente decisione. Esso si applica alle misure legislative a agli impegni finanziari. Il Consiglio adotta, per quanto lo concerne, le disposizioni necessarie all'esecuzione del  programma e invita la Commissione a presentargli al più presto le relative proposte. Articolo 2La presente decisione prende effetto il 1g gennaio 1990. Articolo 3La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Fatto a Bruxelles, addì 22 dicembre 1989. Per il ConsiglioIl PresidenteÉ. CRESSON(1) GU n. C 53 del 2. 3. 1989, pag.  12. (2) Parere reso il 14 dicembre 1989 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale). (3) GU n. C 159 del 26. 6. 1989, pag. 56. (1) GU n. L 106 del 27. 4. 1988, pag. 33. (1) GU n. L 185 del 15. 7. 1988, pag. 9.  ALLEGATO PROGRAMMA DI SOLUZIONI SPECIFICHE PER OVVIARE ALLA LONTANANZA E ALL'INSULARITÀ  DEI DIPARTIMENTI FRANCESI D'OLTREMARE («POSEIDOM») TITOLO IPrincipi generali1. Il POSEIDOM si fonda sul duplice principio dell'appartenenza dei dipartimenti d'oltremare (DOM)  alla Comunità e del riconoscimento della realtà regionale, caratterizzata dalla situazione  specifica e dai condizionamenti particolari delle regioni interessate, rispetto all'intera  Comunità. 2.1. Di massima il programma POSEIDOM verrà attuato dal 1g gennaio 1990 al 31 dicembre 1992, con  l'adozione da parte del Consiglio o della Commissione, secondo i casi, dei necessari atti  giuridici, conformemente alle disposizioni e alle procedure previste dal trattato. 2.2. Tenuto conto dei condizionamenti permanenti e specifici dei DOM, alcune azioni del programma  potranno continuare ad essere applicate oltre il 31 dicembre 1992, in modo da consentire lo  sviluppo economico e sociale di quelle regioni. 3. Il POSEIDOM sostiene la realizzazione degli obiettivi generali del trattato, contribuendo alla  realizzazione dei seguenti obiettivi particolari: a)  consentire un'integrazione realistica dei DOM nella Comunità, stabilendo un quadro idoneo per  l'applicazione delle politiche comuni in quei dipartimenti; b)  contribuire al recupero del ritardo economico e sociale dei DOM nella prospettiva del mercato  interno del 31 dicembre 1992, coordinando e concentrando l'azione dei Fondi a finalità strutturale,  della Banca europea per gli investimenti (BEI) e di altri strumenti finanziari esistenti; le misure  disposte dalle autorità nazionali o regionali debbono integrarsi in questa azione. 4. Il POSEIDOM sostiene la realizzazione degli obiettivi enunciati nell'allegato VII dell'atto finale  della terza convenzione ACP-CEE e nell'identica dichiarazione che acclusa alla quarta convenzione  ACP-CEE firmata a Lomé il 15 dicembre 1989, nonché nella prima parte del titolo VII della decisione  86/283/CEE del Consiglio, del 30 giugno 1986, relativa all'associazione dei paesi e territori  d'oltremare alla CEE (;), modificata della decisione 87/341/CEE ($), e nelle corrispondenti  disposizioni della decisione destinata a succederle, obiettivi intesi a promuovere la cooperazione  regionale nelle aree in via di sviluppo in cui si situano i DOM, in particolare prevedendo  strumenti adeguati per permettere la partecipazione a progetti o programmi regionali comuni. TITOLO IIAttuazione delle politiche comuni nei DOM5. Le misure comunitarie già adottate per i DOM sono mantenute in vigore, estese o adeguate in  conformità della presente decisione, per rispondere meglio alle loro esigenze specifiche e alla  necessità di consentire il recupero del loro ritardo economico e sociale. 6. Le direttive o altre misure da adottare nella prospettiva del mercato interno, nel campo sociale,  della ricerca e dello sviluppo tecnologico, fatte salve le disposizioni del programma quadro  comunitario in questo settore, nonché della protezione dell'ambiente devono tener conto della  situazione specifica dei DOM e della necessità di consentirne lo sviluppo economico e sociale. 7. La Comunità e gli Stati membri svilupperanno tutte le azioni idonee a permettere all'insieme delle  compagnie aeree comunitarie, segnatamente quelle locali, di operare nei DOM nell'interesse del loro  sviluppo. (;) GU n. L 175 del 10. 7. 1986, pag. 1. ($) GU n. L 173 del 30. 6. 1987, pag. 10. 8.1. In base ad un'analisi che dovrà essere effettuata dalla Commissione prodotto per prodotto, in  funzione di criteri obiettivi, i prodotti agricoli non soggetti a misure comuni beneficeranno di  misure apposite che potranno in particolare configurarsi come aiuti alla trasformazione o aiuti  alla commercializzazione, senza escludere in casi particolari la possibilità di aiuti alla  produzione. Il Consiglio o la Commissione, a seconda dei casi, prenderanno le prime misure  necessarie a tale scopo, entro sei mesi a decorrere dalla data in cui prende effetto la presente  decisione. 8.2. Tenuto conto dell'importanza economica e sociale delle banane per i DOM e dell'obiettivo di un  livello di vita equo per i produttori, la Commissione decide senza attendere l'adozione di norme  comuni, in particolare nel contesto della regolamentazione in materia di Fondi strutturali, gli  interventi a favore di questo settore. Al fine di migliorare le condizioni di produzione e di  concorrenza, tali interventi si configureranno segnatamente come misure in materia di ricerca,  raccolto, presentazione e trattamento, trasporto, magazzinaggio, commercializzazione e promozione  commerciale. Il Consiglio adotta, su proposta della Commissione, le disposizioni relative alle banane ai fini  della realizzazione del mercato unico entro il 31 dicembre 1992. 8.3. Quanto al rum, la Commissione esamina le conseguenze economiche e sociali della triplice  prospettiva della nuova definizione comunitaria delle modifiche convenute, nell'ambito del  negoziato per la quarta convenzione ACP-CEE, per quanto riguarda l'accesso del rum originario degli  Stati ACP al mercato comunitario, e dell'abolizione del regime fiscale speciale, tenendo conto  degli interessi dei produttori comunitari e di quelli dei territori e paesi terzi nei cui confronti  la Comunità ha sottoscritto impegni particolari. Il Consiglio e la Commissione adottano quanto prima, ciascuno per quanto lo riguarda, le misure  strutturali atte a salvaguardare gli interessi essenziali dei produttori comunitari di rum in modo  da migliorare la loro competitività, ristrutturare il settore e facilitare la commercializzazione  della loro produzione, nella prospettiva della soppressione graduale delle quote nazionali. Entro  il 30 giugno 1990 la Commissione presenta al Consiglio le proposte corrispondenti ed entro il 31  dicembre 1992 riferisce sulla situazione dei produttori comunitari e sull'attuazione delle misure  succitate. 9.1. Entro sei mesi a decorrere dalla data in cui prende effetto la presente decisione, il Consiglio o  la Commissione, a seconda dei casi, definiscono azioni intese ad ovviare agli effetti della  situazione geografica particolare dei DOM rispetto al territorio continentale della Comunità,  tenendo conto nel contempo degli obiettivi della cooperazione regionale. Queste azioni si concretano, da un lato, in misure volte ad agevolare l'approvvigionamento dei DOM  e, dall'altro, in misure a favore di determinate produzioni agricole dei DOM. 9.2. Per quanto riguarda il loro approvvigionamento, i DOM beneficiano in particolare delle seguenti  misure: a)  In primo luogo, misure relative ai fattori di produzione inerenti all'allevamento locale: a  tale scopo i cereali originari dei paesi in via di sviluppo destinati alla produzione animale sono  esentati dal prelievo all'atto dell'importazione diretta nei DOM. In caso di difficoltà di approvvigionamento, riconosciute dalla Commissione, dei prodotti in  questione originari dei paesi in via di sviluppo, questa misura può essere eccezionalmente estesa  ai cereali provenienti dagli altri paesi terzi. b)  In secondo luogo, misure che possono riguardare anche prodotti destinati all'alimentazione  umana; questi prodotti originari dei PTOM o degli Stati ACP possono essere esentati dal prelievo o,  eventualmente, dal dazio doganale all'atto della loro importazione diretta nei DOM. In caso di difficoltà di approvvigionamento, riconosciute dalla Commissione, dei prodotti in  questione originari dei paesi e territori d'oltremare (PTOM) o degli Stati ACP vicini, questa  misura può essere estesa ai prodotti provenienti dagli altri paesi in via di sviluppo. c)  Le misure di cui alle lettere a) e b) sono limitate alle esigenze del mercato locale e a tal  fine sono previste disposizioni atte a garantire che i prodotti in questione non siano rispediti  nel resto della Comunità. 9.3. Per quanto riguarda le loro produzioni agricole, i DOM beneficiano delle seguenti misure, che  devono essere adottate in base ad un'analisi da effettuarsi a cura della Commissione, prodotto per  prodotto, in funzione di criteri obiettivi: a)  sono previste misure comunitarie per lo sviluppo di determinate produzioni qualora esse abbiano  sbocchi sul mercato dei DOM, su quello delle zone vicine o su quello del resto della Comunità; b)  per le altre produzioni, possono essere previste misure in funzione in particolare della loro  efficacia per lo sviluppo economico e sociale dei DOM. 10.1. Le misure nazionali che producono effetti specifici a favore dei DOM vengono sistematicamente  inventariate, affinché si possa decidere, entro il 31 dicembre 1992, sul loro mantenimento, sul  loro adeguamento o sulla loro abolizione in conformità dei principi generali del trattato e in  considerazione dei condizionamenti particolari cui gli stessi DOM sono esposti. 10.2. Quanto agli aiuti ai sensi dell'articolo 92 del trattato, la Commissione: a)  dopo aver proceduto all'inventario di cui al paragrafo 1, li esamina a norma di detta  disposizione e prende i provvedimenti di sua competenza o propone al Consiglio, se del caso, le  misure eventualmente necessarie ai sensi degli articoli 92, 93 e 94 del trattato, tenendo conto  della situazione specifica dei DOM nonché dell'incidenza delle misure comunitarie previste nel  presente programma o prese in attuazione del medesimo; b)  procede, anche dopo la scadenza del 31 dicembre 1992, a un esame periodico degli aiuti, onde  disporre le modifiche rese necessarie dagli sviluppi della situazione. 11. Il sistema delle imposte applicate nei DOM con la denominazione di «dazio di mare» sarà adeguato in  base al disposto della decisione 89/688/CEE (;). TITOLO IIIAzione dei Fondi a finalità strutturale, della Banca europea per gli investimenti e  degli altri strumenti finanziari12.1. Dall'entrata in vigore del regolamento (CEE) n. 2052/88 e alle condizioni stabilite dal medesimo,  gli obiettivi e le procedure ivi enunciate si applicano agli interventi, nei DOM, dei Fondi a  finalità strutturale, della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari  esistenti, al fine di promuoverne lo sviluppo e l'adeguamento strutturale. 12.2. Gli interventi strutturali tengono conto degli svantaggi supplementari derivanti, per i DOM, dalla  lontananza e dall'insularità. 12.3. In applicazione dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2052/88, le autorità francesi e la  Commissione vigilano a che le azioni coperte dalle strutture comunitarie di sostegno a favore dei  DOM vengano svolte prevalentemente mediante l'attuazione di programmi operativi, nel rispetto dei  principi di compartecipazione e di complementarità. 12.4. Nell'ambito delle sue competenze e in conformità delle norme di imputabilità, ai fondi strutturali,  la Commissione si adopera per accelerare la concessione di contributi nei casi in cui l'intervento  dei Fondi stessi sia necessario per rimediare ai danni provocati dalle catastrofi naturali tipiche  delle regioni tropicali interessate, in particolare dai cicloni, e la cui riparazione non è coperta  dagli aiuti d'urgenza. TITOLO IVCooperazione regionale13.1. Onde permettere una migliore cooperazione regionale, vengono promosse consultazioni tra i vari  Stati, PTOM e DOM, delle zone geografiche interessate, di concerto con le autorità degli Stati  membri competenti per quel che riguarda i DOM e i PTOM. (;) Vedi pagina 46 della presente Gazzetta ufficiale. 13.2. Quanto alla cooperazione regionale in campo commerciale, essa può assumere la forma di accordi  commerciali regionali, conformemente alle disposizioni previste nel trattato. Possono inoltre essere finanziate azioni di promozione commerciale comuni ai DOM, ai PTOM e agli  Stati ACP vicini, conformemente ai metodi indicati al paragrafo 3, in modo coordinato e nel  rispetto delle regole e delle competenze di ciascun Fondo. 13.3. Nel quadro delle sue competenze in materia di gestione dei Fondi a finalità strutturale e in  conformità delle norme di imputabilità ai Fondi medesimi, la Commissione vigila a che i DOM  beneficino degli interventi dei Fondi strutturali nel quadro di progetti o di programmi regionali  comuni a DOM, PTOM e Stati ACP di una stessa zona geografica, sempre che e nella misura in cui: - tali progetti o programmi regionali comuni siano quelli definiti, quanto agli obiettivi, al campo  di applicazione e alle relative norme di procedura, negli articoli 101-113 della terza convenzione  ACP-CEE e negli articoli 54-66 della decisione 86/283/CEE del Consiglio nonché, non appenaqueste  entreranno in vigore, nelle corrispondenti disposizioni della quarta convenzione ACP-CEE e della  decisione che succederà a detta decisione; - le norme di procedura per il finanziamento di questi progetti o programmi siano quelle proprie a  ciascuno dei Fondi comunitari interessati. La Commissione provvede a coordinare nel tempo tali finanziamenti e a coordinare la successiva  attuazione dei progetti o programmi. TITOLO VDisposizione finale14. La Commissione presenta al Consiglio una relazione annuale sui progressi compiuti nella  realizzazione del programma POSEIDOM.