CELEX: 62018CJ0195
Language: it
Date: 2019-03-13 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Decima Sezione) del 13 marzo 2019.#Procedimento penale a carico di B. S.#Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sąd Okręgowy w Piotrkowie Trybunalskim.#Rinvio pregiudiziale – Fiscalità – Accise sull’alcole e sulle bevande alcoliche – Direttiva 92/83/CEE – Articolo 2 – Nozione di “birra” – Bevanda prodotta a partire da un mosto ottenuto da una miscela contenente più glucosio che malto – Nomenclatura combinata – Voce 2203 (birre di malto) o 2206 (altre bevande fermentate).#Causa C-195/18.

SENTENZA DELLA CORTE (Decima Sezione)
      13 marzo 2019 (
            *1
         )
      «Rinvio pregiudiziale – Fiscalità – Accise sull’alcole e sulle bevande alcoliche – Direttiva 92/83/CEE – Articolo 2 – Nozione di “birra” – Bevanda prodotta a partire da un mosto ottenuto da una miscela contenente più glucosio che malto – Nomenclatura combinata – Voce 2203 (birre di malto) o 2206 (altre bevande fermentate)»
      Nella causa C‑195/18,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Sąd Okręgowy w Piotrkowie Trybunalskim (Tribunale regionale di Piotrków Trybunalski, Polonia), con decisione del 2 febbraio 2018, pervenuta in cancelleria il 19 marzo 2018, nel procedimento penale a carico di
      
         B.S.
      
      con l’intervento di:
      
         Prokuratura Okręgowa w Piotrkowie Trybunalskim,
      
      
         Łódzki Urząd Celno‑Skarbowy w Łodzi,
      
      
         Urząd Celno‑Skarbowy w Piotrkowie Trybunalskim,
      
      LA CORTE (Decima Sezione),
      composta da C. Lycourgos (relatore), presidente di sezione, E. Juhász e I. Jarukaitis, giudici,
      avvocato generale: Y. Bot
      cancelliere: A. Calot Escobar
      vista la fase scritta del procedimento,
      considerate le osservazioni presentate:
      
               –
            
            
               per B.S., da T. Grzejszczak, adwokat;
            
         
               –
            
            
               per il governo polacco, da B. Majczyna, in qualità di agente;
            
         
               –
            
            
               per il governo ellenico, da M. Tassopoulou, A. Dimitrakopoulou e I. Kotsoni, in qualità di agenti;
            
         
               –
            
            
               per la Commissione europea, da C. Perrin e M. Siekierzyńska, in qualità di agenti,
            
         vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,
      ha pronunciato la seguente
      
         Sentenza
      
      
               1
            
            
               La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 2 della direttiva 92/83/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, relativa all’armonizzazione delle strutture delle accise sull’alcole e sulle bevande alcoliche (GU 1992, L 316, pag. 21), in combinato disposto con l’allegato I al regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (GU 1987, L 256, pag. 1), nella sua versione risultante dal regolamento (CEE) n. 2587/91 della Commissione, del 26 luglio 1991 (GU 1991, L 259, pag. 1).
            
         
               2
            
            
               Tale domanda è stata presentata nell’ambito di un procedimento penale a carico di B.S. per il motivo che quest’ultimo avrebbe segnatamente fornito all’amministrazione tributaria polacca informazioni non veritiere che hanno determinato la riduzione delle accise dovute.
            
         
         Contesto normativo
      
      
         
            Diritto dell’Unione
         
      
      
         La direttiva 92/83
      
      
               3
            
            
               L’articolo 2 della direttiva 92/83 così prevede:
               «Ai fini della presente direttiva, si intende per “birra” qualsiasi prodotto di cui al codice NC 2203 o qualsiasi prodotto contenente una miscela di birra e di bevande non alcoliche di cui al codice NC 2206, in entrambi i casi, con un titolo alcolometrico effettivo superiore allo 0,5% vol».
            
         
               4
            
            
               Ai sensi dell’articolo 26 di detta direttiva:
               «I codici della nomenclatura combinata menzionati nella presente direttiva sono i codici della versione della nomenclatura combinata in vigore il giorno dell’adozione della presente direttiva».
            
         
         La nomenclatura combinata
      
      
               5
            
            
               L’articolo 12 del regolamento n. 2658/87 prevede che la Commissione europea adotti ogni anno un regolamento che riprende la versione completa della nomenclatura combinata (in prosieguo: la «NC») e delle relative aliquote dei dazi autonomi e convenzionali della relativa tariffa doganale comune, così come essa risulta dalle decisioni adottate dal Consiglio dell’Unione europea o dalla Commissione. Detto regolamento è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea al più tardi il 31 ottobre ed è applicabile a partire dal 1o gennaio dell’anno successivo.
            
         
               6
            
            
               Conformemente all’articolo 26 della direttiva 92/83, la versione della NC applicabile ai fatti del procedimento principale è quella dell’allegato I al regolamento n. 2658/87, nella sua versione risultante dal regolamento n. 2587/91.
            
         
               7
            
            
               La seconda parte della NC contiene un capitolo 22, intitolato «Bevande, liquidi alcolici ed aceti», relativo alle voci 2203 e 2206 di detta nomenclatura.
            
         
               8
            
            
               La voce 2203 è così formulata:
               
                           «2203
                        
                        
                           Birre di malto»
                        
                     
         
               9
            
            
               La voce 2206 è così formulata:
               
                           «2206
                        
                        
                           «Altre bevande fermentate (per esempio: sidro, sidro di pere, idromele); miscele di bevande fermentate e miscele di bevande fermentate e di bevande non alcoliche, non nominate né comprese altrove».
                        
                     
         
         Le note esplicative del SA
      
      
               10
            
            
               Il Consiglio di cooperazione doganale, divenuto Organizzazione mondiale delle dogane (OMD), è stato istituito dalla convenzione recante l’istituzione di detto consiglio, stipulata a Bruxelles il 15 dicembre 1950. Il sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci (in prosieguo: il «SA») è stato elaborato dall’OMD e istituito con la Convenzione internazionale sul sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci, conclusa a Bruxelles il 14 giugno 1983 e approvata, unitamente al relativo protocollo di emendamento del 24 giugno 1986, a nome della Comunità economica europea con la decisione 87/369/CEE del Consiglio, del 7 aprile 1987 (GU 1987, L 198, pag. 1). La NC riprende le voci e sottovoci a sei cifre del SA. Solo la settima e l’ottava cifra costituiscono suddivisioni che le sono proprie.
            
         
               11
            
            
               Le note esplicative del SA sono elaborate all’interno dell’OMD conformemente alle disposizioni di quest’ultima convenzione sul SA e sono pubblicate nelle due lingue ufficiali dell’OMD, ossia il francese e l’inglese.
            
         
               12
            
            
               Nella sua versione francese, la nota esplicativa del SA relativa alla voce 2203 così recita:
               «La bière est une boisson alcoolique qui s’obtient par la fermentation du moût préparé avec du malt d’orge ou de froment, qùon a fait bouillir en présence d’eau avec généralement du houblon. Certaines quantités de céréales non maltées (maïs et riz, par exemple) peuvent éventuellement être utilisées pour la préparation du moût. L’addition de houblon a pour effet de développer des principes amers et aromatiques et de permettre une meilleure conservation du produit. Elle est parfois aromatisée en cours de fermentation à l’aide de cerises ou d’autres produits.
               On ajoute parfois à la bière des sucres, des colorants, du dioxyde de carbone ou encore d’autres substances.
               Selon les procédés de fermentation employés, on peut avoir: les bières de fermentation basse, obtenues à basse température avec des levures dites basses et des bières de fermentation haute obtenues à une température plus élevée avec des levures dites hautes.
               Les bières peuvent être claires ou foncées, douces ou amères, légères ou fortes; elles se présentent ordinairement en fûts, en bouteilles ou en boîtes hermétiquement closes et peuvent aussi être commercialisées sous les appellations de “ale”, “stout” ecc.
               Cette position comprend également les bières concentrées qui sont préparées en concentrant dans le vide, jusqùà 1/5 ou 1/6 de leur volume, des bières, en général peu alcooliques, mais très riches en extrait de malt.
               N’entrent pas dans cette position:
               
                        a)
                     
                     
                        Certaines boissons qui, bien que parfois appelées bières, ne contiennent pas d’alcool (par exemple, celles obtenues avec de l’eau et des sucres caramélisés) (no 22.02).
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        Les boissons appelées bières sans alcool, qui sont des bières de malt dont le titre alcoométrique volumique a été ramené à 0,5% vol ou moins (no 22.02).
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        Les médicaments des nos 30.03 ou 30.04».
                        [La birra è una bevanda alcolica ottenuta per fermentazione del mosto preparato con malto d’orzo o di frumento fatto bollire in presenza di acqua generalmente con del luppolo. Per preparare il mosto si possono utilizzare alcune quantità di cereali non maltati (per esempio, mais e riso). L’aggiunta di luppolo ha l’effetto di sviluppare caratteristiche amare ed aromatiche e permette una migliore conservazione del prodotto. La birra è talvolta aromatizzata durante la fermentazione con ciliege o altri prodotti.
                        A volte, alla birra si aggiungono zuccheri, coloranti, anidride carbonica o ancora altre sostanze.
                        Secondo i processi di fermentazione impiegati, si possono avere: le birre di bassa fermentazione, ottenute a bassa temperatura con lieviti detti bassi e le birre di alta fermentazione ottenute a temperatura più elevata con lieviti detti alti.
                        Le birre possono essere chiare o scure, dolci o amare, leggere o forti; esse sono presentate ordinariamente in fusti, in bottiglie o in barattoli ermeticamente chiusi e possono essere commercializzate con le diciture di «ale», «stout» ecc.
                        Questa voce comprende anche le birre concentrate che sono preparate concentrando nel vuoto, fino a 1/5 o 1/6 del loro volume, birre, in generale poco alcoliche, ma molto ricche in estratto di malto.
                        Sono escluse da questa voce:
                        
                                 a)
                              
                              
                                 Alcune bevande che, nonostante a volte siano chiamate birre, non contengono alcole (per esempio, quelle ottenute con acqua e zuccheri caramellati) (voce 22.02).
                              
                           
                                 b)
                              
                              
                                 Le bevande chiamate birre senza alcole, che sono birre di malto il cui titolo alcolometrico volumico è stato abbassato a 0,5% vol o meno (voce 22.02).
                              
                           
                                 c)
                              
                              
                                 I medicamenti delle voci 30.03 o 30.04].
                              
                           
                  
         
               13
            
            
               Nella sua versione inglese, la medesima nota esplicativa così recita:
               «Beer is an alcoholic beverage obtained by fermenting a liquor (wort) prepared from malted cereals (most commonly barley or wheat), water and (usually) hops. Certain quantities of non‑malted cereals (e.g., maize (corn) or rice) may also be used for the preparation of the liquor (wort). The addition of hops imparts a bitter and aromatic flavour and improves the keeping qualities. Cherries or other flavouring substances are sometimes added during fermentation.
               Sugar (particularly glucose), colouring matter, carbon dioxide and other substances may also be added.
               According to the fermenting process employed, the products may be bottom fermentation beer, obtained at a low temperature with bottom yeasts, or top fermentation beer, obtained at a higher temperature with top yeasts.
               Beer may be pale or dark, sweet or bitter, mild or strong. It may be put up in barrels, bottles or in airtight tins and may be marketed as ale, stout ecc.
               This heading also covers concentrated beer prepared by vacuum‑condensing beer of low alcoholic strength (but with a high content of malt extract) to between one fifth and one sixth of its original volume.
               The heading does not cover:
               
                        (a)
                     
                     
                        Certain beverages which, although they are sometimes described as beers, do not contain alcohol (e.g., beverages prepared from water and caramelised sugar) (heading 22.02).
                     
                  
                        (b)
                     
                     
                        Beverages called non‑alcoholic beer consisting of beer made from malt, the alcoholic strength of which by volume has been reduced to 0.5% vol or less (heading 22.02).
                     
                  
                        (c)
                     
                     
                        Medicaments of heading 30.03 or 30.04.»
                     
                  
         
         
            Diritto polacco
         
      
      
               14
            
            
               L’ustawa o podatku akcyzowym (legge sulle accise), del 6 dicembre 2008 (Dz. U. del 2009, n. 3, posizione 11), nella sua versione applicabile al procedimento principale (in prosieguo: la «legge sulle accise»), al suo articolo 94, prevede quanto segue:
               «1.   Ai sensi della presente legge, per birra si intendono: tutti i prodotti rientranti nella voce NC 220300, nonché tutti i prodotti contenenti una miscela di birra e di bevande senza alcol, di cui alla voce NC 220600, se il titolo alcolometrico volumico effettivo di tali prodotti è superiore allo 0,5%.
               (…)
               4.   L’aliquota dell’accisa sulla birra ammonta a PLN [Zloty polacchi] 7,79 [circa EUR 1,8] all’ettolitro per ciascun grado Plato di prodotto finito».
            
         
               15
            
            
               L’articolo 96, paragrafo 4, di tale legge dispone quanto segue:
               «Le aliquote d’accisa sulle bevande fermentate sono le seguenti:
               
                        1)
                     
                     
                        sul sidro e sidro di pere di cui ai codici NC 22060031, 22060051 e 22060081, aventi un titolo alcolometrico volumico effettivo non superiore al 5,0% – PLN 97,00 [circa EUR 22,6] per ettolitro di prodotto finito;
                     
                  
                        2)
                     
                     
                        sulle altre bevande fermentate – PLN 158,00 [circa EUR 36,5] per ettolitro di prodotto finito».
                     
                  
         
         Procedimento principale e questione pregiudiziale
      
      
               16
            
            
               Nel periodo compreso tra maggio 2011 e maggio 2013, B.S. ha prodotto una bevanda alcolica che a suo avviso consisteva in una miscela di birra e di bevande non alcoliche. Cento ettolitri del mosto, all’origine del prodotto intermedio che lo stesso qualifica come birra, sono ottenuti a partire da 134,9 litri di estratto di malto, 1708,2 litri di sciroppo di glucosio, 9 litri di acido citrico, 2,4 litri di fosfato di ammonio, nutrimenti e acqua.
            
         
               17
            
            
               Dal 29 giugno 2011 al 26 giugno 2013, B.S. ha trasmesso mensilmente all’Ufficio doganale competente una dichiarazione sull’accisa qualificando la bevanda che esso produceva come una miscela di «birra» rientrante nella voce 2203 della NC e di bevande non alcoliche e applicava, ai sensi dell’articolo 94 della legge sulle accise, l’aliquota di accisa per la birra di PLN 7,79 (circa 1,8 EUR) per ettolitro per ciascun grado Plato del prodotto finito.
            
         
               18
            
            
               Con varie decisioni, adottate tra il 27 settembre 2012 e il 14 febbraio 2014, il direttore dell’ufficio doganale competente ha contestato le dichiarazioni di B.S. e ha stabilito che le accise dovute equivalessero a importi notevolmente superiori sulla base del rilievo che la bevanda prodotta da B.S. doveva essere classificata alla voce 2206 della NC in quanto bevanda a base di bevande fermentate – diverse dalla birra – e di bevande non alcoliche e doveva essere soggetta all’aliquota di accisa di PLN 158 (circa EUR 36,5) per ettolitro di prodotto finito. Tali decisioni erano giustificate dal fatto che l’ingrediente principale utilizzato per la fabbricazione del prodotto intermedio era lo sciroppo di glucosio e non il malto e che tale prodotto non poteva quindi essere classificato alla voce 2203 della NC relativa alla «birra di malto». Di conseguenza, il direttore dell’ufficio doganale è pervenuto alla conclusione secondo cui il prodotto finale indicato nelle dichiarazioni di cui al punto 17 della presente sentenza – bevanda a base di tale prodotto intermedio e di bevande non alcoliche – doveva essere considerato una bevanda a base di bevande fermentate diverse dalla birra e di bevande non alcoliche.
            
         
               19
            
            
               Tali decisioni del direttore dell’ufficio doganale sono state confermate da una serie di decisioni del direttore dell’amministrazione doganale. Inoltre, i ricorsi proposti da B.S. avverso tali decisioni sono stati respinti dai tribunali amministrativi polacchi.
            
         
               20
            
            
               Nell’ambito del procedimento principale B.S. è accusato di aver, nel periodo compreso tra il giugno 2011 ed il giugno 2013, indotto in errore l’amministrazione tributaria polacca fornendo, quanto alla bevanda che esso ha prodotto, informazioni non veritiere nelle sue dichiarazioni sulle accise, il che ha comportato una riduzione significativa dell’accisa nonché l’uscita di tale bevanda dal deposito fiscale senza la previa apposizione dei contrassegni fiscali.
            
         
               21
            
            
               Con sentenza del Sąd Rejonowy w Piotrkowie Trybunalskim (Tribunale circondariale di Piotrków Trybunalski, Polonia) del 21 giugno 2017, B.S. è stato dichiarato colpevole di tali illeciti ed è stato condannato a un’ammenda giornaliera di PLN 200 (circa EUR 46,2) per 300 giorni. B.S. ha interposto appello avverso tale condanna dinanzi al giudice del rinvio.
            
         
               22
            
            
               Detto giudice rileva che, secondo le disposizioni pertinenti della legge sulle accise, la qualificazione di un prodotto ai sensi di tale legge deve essere determinata ricorrendo alla classificazione derivante dalla NC, conformemente alle regole di interpretazione ad essa allegate. Inoltre, esso evidenzia che la definizione di birra, contenuta in tale legge, è identica a quella di cui all’articolo 2 della direttiva 92/83.
            
         
               23
            
            
               Il giudice del rinvio sottolinea che, ai fini dell’applicazione delle disposizioni della legge sulle accise, la nozione di «birra» include non soltanto la birra di malto di cui alla voce 2203 della NC, ma anche le miscele composte dalla birra di cui alla suddetta voce e dalle bevande non alcoliche rientranti nella voce 2206 della NC, a condizione che il contenuto alcolico sia superiore allo 0,5% vol. Esso osserva, per contro, che tali disposizioni non specificano la percentuale (minima o massima) degli ingredienti della birra prodotta, lasciando alla discrezionalità del produttore le proporzioni di detti ingredienti. Il giudice del rinvio ne deduce che si può utilizzare qualsiasi quantità di ingredienti non maltati, purché sia presente il malto. Le suddette disposizioni non preciserebbero neppure che l’aggiunta di zucchero alla birra possa avvenire soltanto dopo il completamento del processo di fermentazione.
            
         
               24
            
            
               Secondo detto giudice, per determinare se B.S. abbia commesso un reato, è essenziale comprendere se la bevanda prodotta da B.S. sia stata correttamente qualificata dallo stesso come miscela di «birra», di cui alla voce 2203 della NC, e di bevande non alcoliche o se si tratti di una bevanda a base di una bevanda fermentata, diversa dalla birra, e di bevande non alcoliche.
            
         
               25
            
            
               Il giudice del rinvio rileva, basandosi sulle informazioni tariffarie vincolanti rilasciate in Francia, che esiste una divergenza tra gli Stati membri in merito alla classificazione tariffaria di tale bevanda quando gli ingredienti maltati non sono predominanti, il che giustificherebbe la necessità di un’armonizzazione giurisprudenziale.
            
         
               26
            
            
               In tale contesto, il Sąd Okręgowy w Gorzowie Wielkopolskim (Tribunale regionale di Gorzów Wielkopolski, Polonia) ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:
               «Se l’articolo 2 della [direttiva 92/83] in combinato disposto con l’[allegato n. 1] del [regolamento n. 2658/87] debba essere interpretato nel senso che può essere birra di malto di cui alla voce NC 2203 della nomenclatura combinata un prodotto in relazione al quale, per la preparazione del mosto, sono stati usati estratto di malto, sciroppo di glucosio, acido citrico e acqua, anche quando nel mosto è predominante l’utilizzo di ingredienti non maltati rispetto agli ingredienti maltati e lo sciroppo di glucosio è stato aggiunto al mosto prima del processo di fermentazione dello stesso, e quali criteri debbano essere presi in considerazione per stabilire la proporzione tra ingredienti maltati e non maltati nel mosto al fine di classificare il prodotto ottenuto come birra rientrante nella voce NC 2203».
            
         
         Sulla questione pregiudiziale
      
      
               27
            
            
               Con la sua questione il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se l’articolo 2 della direttiva 92/83 debba essere interpretato nel senso che un prodotto intermedio, destinato a essere miscelato con bevande non alcoliche, ottenuto a partire da un mosto contenente meno ingredienti maltati rispetto agli ingredienti non maltati e nel quale è stato aggiunto sciroppo di glucosio prima del processo di fermentazione, può essere qualificato come «birra di malto» rientrante nella voce 2203 della NC.
            
         
               28
            
            
               L’articolo 2 della direttiva 92/83 include, sotto la denominazione «birra», non soltanto tutti i prodotti rientranti nella voce 2203 della NC, ma anche tutti i prodotti che contengono una miscela di birra e di bevande non alcoliche rientranti nella voce 2206 della NC, a condizione che, in entrambi i casi, tale prodotto abbia un titolo alcolometrico superiore allo 0,5% vol.
            
         
               29
            
            
               Dalla decisione di rinvio emerge che il prodotto finale commercializzato da B.S. è una miscela composta da un prodotto alcolico intermedio, ottenuto mediante fermentazione, e da bevande non alcoliche. Ne consegue che la miscela che costituisce il prodotto finale commercializzato da B.S. non può essere classificato alla voce 2203 della NC e non rientra, di conseguenza, nella prima delle due ipotesi di cui all’articolo 2 della direttiva 92/83. Detto prodotto può quindi essere qualificato come «birra» e rientrare nel suddetto articolo 2 soltanto se il prodotto alcolico intermedio, destinato a essere miscelato da B.S. con bevande non alcoliche al fine di ottenere tale prodotto finale, può essere di per sé qualificato come «birra di malto», ai sensi della voce 2203 della NC, fermo restando che non risulta contestato che il suddetto prodotto finale abbia un titolo alcolometrico superiore allo 0,5% vol.
            
         
               30
            
            
               Ai sensi dell’articolo 26 della direttiva 92/83, la NC applicabile al procedimento principale è quella nella sua versione in vigore alla data di adozione di tale direttiva, ossia quella risultante dal regolamento n. 2587/91 (v., in tal senso, sentenza del 14 luglio 2011, Paderborner Brauerei Haus Cramer, C‑196/10, EU:C:2011:487, punto 28).
            
         
               31
            
            
               Secondo consolidata giurisprudenza, per garantire la certezza del diritto e facilitare i controlli, il criterio decisivo per la classificazione doganale delle merci dev’essere ricercato, in generale, nelle loro caratteristiche e proprietà oggettive, quali definite nel testo della voce della NC e delle note delle sezioni o dei capitoli. Inoltre, le note esplicative elaborate, per quanto riguarda la NC, dalla Commissione e, per quanto riguarda il SA, dall’OMD, forniscono un rilevante contributo all’interpretazione della portata delle varie voci doganali, senza però essere giuridicamente vincolanti (sentenza del 12 maggio 2016, Toorank Productions, C‑532/14 e C‑533/14, EU:C:2016:337, punti 34 e 36 e giurisprudenza ivi citata).
            
         
               32
            
            
               È alla luce di tali elementi che occorre determinare se un prodotto alcolico ottenuto mediante fermentazione di un mosto composto, segnatamente, da sciroppo di glucosio e da una bassa quantità di malto possa essere qualificato come «birra di malto» ai sensi della voce 2203 della NC.
            
         
               33
            
            
               Per quanto riguarda, in primo luogo, la questione relativa alla proporzione di malto nel mosto, occorre rilevare che la NC non stabilisce la percentuale minima di ingredienti maltati nel mosto destinato a produrre la birra.
            
         
               34
            
            
               È vero che la voce 2203 della NC indica la «birra di malto», il che presuppone che una birra, rientrante in tale voce, non possa essere prodotta senza che vi sia del malto nella sua composizione. Tuttavia, non si può dedurre dalla mera formulazione «birra di malto» che sia richiesta una percentuale minima di malto nel mosto.
            
         
               35
            
            
               Inoltre, la nota esplicativa del SA relativa alla voce 2203 indica espressamente che un certo quantitativo di cereali non maltati può essere utilizzato per la preparazione del mosto, senza esigere che la proporzione di tali ingredienti non maltati sia inferiore a quella degli ingredienti maltati.
            
         
               36
            
            
               Per quanto riguarda, in secondo luogo, lo sciroppo di glucosio utilizzato nella composizione del mosto, occorre rilevare che la presenza di tale sciroppo non è vietata dalla NC.
            
         
               37
            
            
               Inoltre, la nota esplicativa del SA relativa alla voce 2203 riconosce espressamente la possibilità di aggiungere al mosto, durante la fermentazione, sostanze aromatiche. Per di più, e sebbene esista una certa divergenza tra le versioni francese e inglese quanto al momento preciso dell’eventuale aggiunta di glucosio – atteso che la prima versione fa riferimento alla sua aggiunta «alla birra», mentre la seconda non è altrettanto precisa – nessuna delle due versioni officiali esige tuttavia che il mosto sottoposto a fermentazione sia privo di glucosio.
            
         
               38
            
            
               Ne consegue che un prodotto fabbricato con una bassa quantità di malto e un’aggiunta di glucosio prima della fermentazione alcolica non è, sulla base di questi soli motivi, escluso dalla nozione di «birra di malto» di cui alla voce 2203 della NC.
            
         
               39
            
            
               Ciò posto, un siffatto prodotto può rientrare nella suddetta voce solo se le sue caratteristiche e proprietà oggettive corrispondono a quelle della birra. Al riguardo, occorre prendere in considerazione in particolare le caratteristiche organolettiche del prodotto interessato (v., in tal senso, sentenze del 7 maggio 2009, Siebrand, C‑150/08, EU:C:2009:294, punti 36 e 37, e del 16 dicembre 2010, Skoma‑Lux, C‑339/09, EU:C:2010:781, punto 46).
            
         
               40
            
            
               Ne consegue che, nel caso in cui le caratteristiche organolettiche del prodotto alcolico intermedio, miscelato da B.S. con bevande non alcoliche al fine di fabbricare il prodotto finale dallo stesso commercializzato, non corrispondano a quella della birra, ipotesi che ricorrerebbe segnatamente nel caso in cui tale prodotto intermedio non assomigliasse visivamente alla birra o non ne avesse lo specifico sapore, detto prodotto non potrebbe essere qualificato come «birra di malto» di cui alla voce 2203 della NC. Spetta al giudice del rinvio effettuare le necessarie verifiche a tal riguardo.
            
         
               41
            
            
               Alla luce delle considerazioni che precedono, occorre rispondere alla questione sollevata dichiarando che l’articolo 2 della direttiva 92/83 deve essere interpretato nel senso che un prodotto intermedio, destinato a essere miscelato con bevande non alcoliche, ottenuto da un mosto contenente meno ingredienti maltati rispetto a ingredienti non maltati e nel quale è stato aggiunto sciroppo di glucosio prima del processo di fermentazione, può essere qualificato come «birra di malto» di cui alla voce 2203 della NC, a condizione che le caratteristiche organolettiche di detto prodotto corrispondano a quelle della birra, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.
            
         
         Sulle spese
      
      
               42
            
            
               Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.
            
          
            
               Per questi motivi, la Corte (Decima Sezione) dichiara:
            
          
               
                  
                     L’articolo 2 della direttiva 92/83/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, relativa all’armonizzazione delle strutture delle accise sull’alcole e sulle bevande alcoliche, deve essere interpretato nel senso che un prodotto intermedio, destinato a essere miscelato con bevande non alcoliche, ottenuto da un mosto contenente meno ingredienti maltati rispetto a ingredienti non maltati e nel quale è stato aggiunto sciroppo di glucosio prima del processo di fermentazione, può essere qualificato come «birra di malto» di cui alla voce 2203 della nomenclatura combinata contenuta nell’allegato I al regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune, nella sua versione risultante dal regolamento (CEE) n. 2587/91 della Commissione, del 26 luglio 1991, a condizione che le caratteristiche organolettiche di detto prodotto corrispondano a quelle della birra, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.
                  
               
             
               
                  
                     Firme
                  
               
            (
            *1
         )	Lingua processuale: il polacco.