CELEX: 52004PC0103
Language: it
Date: 2004-02-10
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CE) n. 1073/1999 relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                      Bruxelles, 10.2.2004
                                                      COM(2004) 103 definitivo
                                                      2004/0035 (COD)
                                          Proposta di
       REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
   che modifica il regolamento (CE) n. 1073/1999 relativo alle indagini svolte dall'Ufficio
                               per la lotta antifrode (OLAF)
                                               .
                              (presentata dalla Commissione)
IT                                                                                          IT
 ---pagebreak---                                           RELAZIONE
Motivazione e obiettivi
I vari elementi del quadro giuridico in base al quale l'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)
conduce le sue indagini sono stati adottati dal legislatore nel 1999. Il regolamento
n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 maggio 1999, relativo alle
indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (di seguito denominato “regolamento
n. 1073/1999”) costituisce uno strumento fondamentale al riguardo in quanto definisce le
modalità delle indagine interne ed esterne condotte dall’OLAF.
Nell’aprile 2003 la Commissione ha approvato una prima valutazione delle attività
dell'OLAF1 che conteneva anche una serie di raccomandazioni aventi l'obiettivo di rafforzare
ulteriormente le attività dell'OLAF. Gli sviluppi successivi e in particolare le lezioni tratte dal
caso Eurostat hanno tuttavia rivelato l'esistenza di una serie di altre lacune che la relazione di
valutazione della Commissione non aveva ancora affrontato approfonditamente. Uno dei punti
sollevati sottolineava la necessità di creare uno scambio di informazioni più rapido e più
sostanziale tra la Commissione e l'Ufficio. Al riguardo la Commissione e l’OLAF hanno
elaborato, come primo passo, un protocollo di accordo al fine di garantire in tempo utile uno
scambio di informazioni sulle indagini interne dell’OLAF in seno alla Commissione2. È
apparso chiaro tuttavia che la questione del miglioramento della circolazione
dell’informazione doveva essere posta in un contesto più ampio sia per quanto riguarda la
copertura istituzionale (in maniera da garantire un trattamento coerente nell'insieme delle
istituzioni e degli organi europei) che per la sostanza stessa delle informazioni. Solo una
proposta di azione legislativa poteva inoltre conferire la legittimità democratica necessaria
alle regole da stabilire.
Alla fine del 2003 la Commissione si è quindi impegnata a preparare una proposta legislativa
appropriata e a sottoporla al legislatore. Tale approccio ha ricevuto l’avvallo del Parlamento
europeo nella sua risoluzione sulla valutazione delle attività dell’Ufficio per la lotta antifrode
del 4 novembre 20033, nonché nella risoluzione del 29 gennaio 2004 sulle misure adottate
dalla Commissione in conseguenza delle osservazioni contenute nella risoluzione che
accompagna la decisione di discarico per l'esercizio 20014.
La proposta si prefigge principalmente i seguenti obiettivi:
    •     Rafforzare l’efficienza operativa dell’OLAF
          Per raggiungere tale obiettivo si propongono alcune disposizioni che consentiranno
          all'OLAF di concentrarsi sulle priorità stabilite nel suo programma di lavoro annuale,
          previo parere del comitato di vigilanza. É evidente che il programma di lavoro deve
          tenere conto dei punti di vista espressi dalle istituzioni, in particolare dalla
          Commissione, relativamente alle priorità della politica e delle attività antifrode. Sulla
          base del principio secondo cui si devono adottare le misure che sono opportune, è
          importante chiarire che spetta all'OLAF decidere se avviare o meno un'indagine ed
1
         COM(2003) 154 def.
2
         SEC(2003) 871 consolidato.
3
         COM(2003) 154 – 2002/2237 (INI).
4
         COM(2003) 651 - C5-0536/2003 – 2003/2200 (DEC).
                                                  2
 ---pagebreak---   eventualmente decidere di chiedere alle autorità interessate di occuparsi di casi che
  hanno un’importanza minore o che non rientrano nelle sue priorità di azione.
  In linea più generale è opportuno chiarire le procedure di avvio e di chiusura delle
  indagini, nonché i rapporti esistenti tra le azioni interne delle istituzioni e degli
  organi europei da un lato e le indagini dell’OLAF dall’altro. Fintantoché è in corso
  un’indagine interna dell’OLAF, le istituzioni, gli organi e gli organismi non devono
  avviare indagini parallele (si veda la modifica apportata all'articolo 1, paragrafo 3).
  D’altro canto è opportuno prevedere meccanismi che assicurino che tali istituzioni,
  organi e organismi siano rapidamente informati dall'OLAF in relazione al fatto che
  l'Ufficio sta svolgendo o intende svolgere un'indagine su fatti determinati e siano in
  grado di assumere senza indugi indagini su fatti per i quali l’OLAF ha deciso di non
  avviare un’indagine (si vedano le modifiche apportate all’articolo 5).
  Le disposizioni proposte conferiranno inoltre al comitato di vigilanza un maggior
  diritto di esame sulle indagini di lunga durata: l'OLAF informerà il comitato su tali
  casi dopo dodici mesi dall'avvio dell'indagine al fine di giustificare la sua decisione
  di continuare l'esame dei casi in questione. Perché un’indagine prosegua oltre i
  diciotto mesi sarà necessario il parere del comitato prima che l'OLAF prenda una
  decisione in tal senso. Le istituzioni “interessate” da un’indagine dovranno inoltre
  essere informate dei motivi che inducono l'OLAF a decidere di proseguire l'indagine
  oltre i dodici mesi. Qualora tale proroga dell'indagine sia motivo di preoccupazione
  per l’istituzione essa avrà la possibilità di richiedere il parere del comitato.
  Come in passato la decisione di avviare o meno un'indagine spetta all'OLAF e
  l'indipendenza funzionale dell'Ufficio continuerà ad essere rispettata
  scrupolosamente.
• Migliorare lo scambio di informazioni tra l’OLAF e le istituzioni e organi europei
  Le attuali disposizioni del regolamento n. 1073/1999 non indicano con precisione se
  e in quale misura l'OLAF sia tenuto a trasmettere informazioni all'istituzione e
  all'organo interessati. Tali informazioni sono tuttavia indispensabili per le istituzioni
  europee affinché esse possano esercitare la loro responsabilità politica quando i
  funzionari sono sospettati di avere commesso azioni biasimevoli e/o quando si renda
  necessaria un’azione amministrativa per proteggere gli interessi dell’Unione. In tali
  casi l’OLAF deve essere chiaramente tenuto ad informare l’istituzione o l’organo
  interessati (si veda il nuovo paragrafo 5 bis dell’articolo 6). È opportuno inoltre che
  l'istituzione, l'organo o l'organismo interessati siano messi al corrente della
  trasmissione di informazioni da parte dell’OLAF alle autorità giudiziarie.
  Appare altresì legittimo che oltre agli Stati membri anche la Commissione, in quanto
  guardiana del trattato, possa richiedere l’avvio di indagini esterne e sia informata dei
  loro risultati (si vedano le modifiche apportate all’articolo 5, paragrafo 2 e
  all’articolo 9, paragrafo 3).
• Garantire appieno i diritti delle persone interessate
  Ai fini della certezza giuridica la Commissione propone di includere nel regolamento
  una disposizione dettagliata sulle garanzie procedurali da rispettare per le indagini
                                           3
 ---pagebreak---   interne ed esterne (si veda il nuovo articolo 7 bis). Tali garanzie si fondano,
  integrandole, sulle disposizioni esistenti nell’accordo interistituzionale relativo alle
  indagini interne (e sulle varie decisioni di applicazione dell’accordo), nonché sulle
  disposizioni del futuro statuto modificato. Grazie alla loro integrazione nel
  regolamento stesso verrà a crearsi un corpo uniforme di garanzie di base applicabili a
  tutte le indagini condotte dall’OLAF siano esse interne o esterne. Rispetto
  all’accordo interistituzionale relativo alle indagini interne sono aggiunte le seguenti
  garanzie:
  –     disposizioni sulle informazioni che l’OLAF deve fornire prima di un colloquio
        e sulla stesura di un resoconto del colloquio;
  –     il diritto della persona interessata di essere assistita da una persona di sua scelta
        durante un colloquio;
  –     il principio nemo tenetur se detegere.
  è opportuno rispettare tali garanzie non solo prima dell’elaborazione di una relazione
  finale ma anche prima della trasmissione di informazioni alle autorità nazionali
  conformemente all'articolo 10 (si veda la modifica dell'articolo 10, paragrafo 3).
• Colmare una serie di lacune che compromettono l'efficacia delle indagini dell'OLAF
  –     Conformemente alle raccomandazioni contenute nella relazione di valutazione,
        si propone di chiarire le competenze dell’OLAF in materia di indagini nel
        quadro delle indagini esterne relative ad operatori economici che beneficiano di
        fondi comunitari sulla base di contratti (spese dirette) al fine di colmare un
        vuoto giuridico divenuto evidente nelle disposizioni attuali.
  –     È opportuno migliorare le possibilità per l’OLAF di accedere alle informazioni
        possedute dalle istituzioni e organi europei legati alle indagini esterne. Deve
        essere altresì facilitato l'accesso alle informazioni possedute dagli operatori
        economici nel quadro delle indagini interne.
  –     Infine la proposta di modifica del regolamento mira a rafforzare ulteriormente
        la collaborazione armonica esistente tra l’OLAF e gli Stati membri nel settore
        delle indagini esterne e i relativi scambi di informazioni.
• Rafforzare il ruolo del comitato di vigilanza dell’Ufficio
  La Commissione ritiene che l’OLAF potrebbe trarre vantaggio da un potenziamento
  del ruolo del comitato di vigilanza dell’Ufficio. Si propone quindi di rafforzare il
  ruolo del comitato nel controllo dell’applicazione del regolamento n. 1073/1999, con
  particolare riguardo ai diritti delle persone, alla durata delle indagini e allo scambio
  di informazioni tra l'OLAF e le istituzioni e organi europei. Per quanto riguarda la
  protezione dei diritti individuali, alle persone interessate sarà data la possibilità di
  richiedere il parere del comitato. Le istituzioni interessate avranno la stessa
  possibilità per le questioni su cui l’OLAF è tenuto a fornire loro informazioni.
                                           4
 ---pagebreak--- Disposizioni giuridiche collegate
È opportuno osservare che la Commissione propone parallelamente la modifica del
regolamento n. 1074/1999 che costituisce il quadro giuridico delle indagini condotte
dall'OLAF in virtù del diritto comunitario coperto dal trattato Euratom.
Base giuridica
La proposta della Commissione mira a modificare il regolamento n. 1073/1999 esistente e si
basa quindi sull’articolo 280 del trattato che istituisce la Comunità europea.
Sussidiarietà e proporzionalità
Il regolamento di modifica è del tutto compatibile con il principio di sussidiarietà. Infatti così
come il regolamento n. 1073/1999 di origine anche il presente regolamento di modifica lascia
immutate le competenze e responsabilità degli Stati membri di adottare i provvedimenti
necessari per combattere le frodi lesive degli interessi finanziari delle Comunità. I mezzi
d’azione a disposizione dell’OLAF nell’ambito delle indagini esterne sono chiariti e rafforzati
solo in singoli casi in cui il sistema esistente ha rivelato nella pratica lacune giuridiche e in cui
solo un intervento più efficace da parte dell'OLAF può assicurare lo svolgimento da parte
dell’OLAF di indagini esterne affidabili che possano essere utilizzate dalle autorità degli Stati
membri. Inoltre l’estensione alle indagini esterne delle garanzie procedurali di base (nuovo
articolo 7 bis) si rende necessaria per stabilire un quadro giuridico uniforme per tutte le
indagini condotte dall'OLAF ed eliminare in tal modo qualsiasi incertezza in merito al
trattamento corretto delle persone interessate dalle indagini (ad esempio i funzionari di
un’istituzione il cui eventuale coinvolgimento emerga da un’indagine esterna). Dato che per le
questioni sopra indicate sono necessarie regole chiare che facciano parte integrante della
legislazione comunitaria stessa, nell’interesse di un’azione efficace dell’OLAF in un quadro
giuridico certo, tali regole rispettano anche il principio di proporzionalità.
Diritti fondamentali
Come è stato confermato dalla Corte di giustizia (sentenza del 10 luglio 2003, nella causa C-
11/00, Commissione v. BCE, punto 139), il regolamento n. 1073/99 nella sua forma originaria
traduce già la volontà del legislatore comunitario di subordinare la concessione dei poteri
attribuiti all'OLAF al pieno rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. In
considerazione delle numerose questioni sorte nell’attività pratica dell'OLAF appare
opportuno rafforzare ulteriormente le garanzie procedurali rispetto alle disposizioni attuali e
renderle applicabili a tutte le indagini sia interne che esterne condotte dall’OLAF. In
considerazione anche del carattere preparatorio di tali indagini le cui conclusioni non
formulano di per sé addebiti ma possono eventualmente dare origine a procedure
amministrative o penali, tali garanzie rispettano i diritti fondamentali riconosciuti in
particolare dalla carta dei diritti fondamentali dell’Unione o costituiscono addirittura un
miglioramento rispetto al livello di protezione minimo prescritto dalla carta.
Incidenza sul bilancio
Si propone di portare da cinque a sette il numero dei membri del comitato di vigilanza
dell'OLAF. L’incidenza di tale misura sul bilancio comunitario è indicata dettagliatamente
nella scheda finanziaria allegata alla proposta.
                                                  5
 ---pagebreak---                                                                   2004/0035 (COD)
                                                      Proposta di
        REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
  che modifica il regolamento (CE) n. 1073/1999 relativo alle indagini svolte dall'Ufficio
                                           per la lotta antifrode (OLAF)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 280,
vista la proposta della Commissione5,
visto il parere della Corte dei conti,
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato6,
considerando quanto segue:
(1)      È opportuno stabilire regole chiare che pur confermando una competenza prioritaria
         dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (di seguito denominato “Ufficio”) per lo
         svolgimento delle indagini interne, introducano meccanismi che consentano alle
         istituzioni, agli organi e agli organismi di riprendere con rapidità l’indagine sui casi
         per i quali l’Ufficio decide di non intervenire.
(2)      È necessario chiarire che l’avvio di un’indagine da parte dell'Ufficio è regolato dal
         principio di opportunità che consente in particolare all'Ufficio, anche in presenza di
         sospetti sufficientemente gravi, di non avviare un'indagine qualora si tratti di casi di
         importanza minore o che non rientrano tra le priorità di azione fissate annualmente
         dall'Ufficio. Tali casi devono essere trattati nel caso delle indagini interne
         dall’istituzione, dall’organo o dall’organismo interessati, o nel caso delle indagini
         esterne, dalle autorità degli Stati membri conformemente ai loro obblighi comunitari e
         in applicazione dei rispettivi diritti nazionali.
(3)      É necessario introdurre obblighi precisi per l’Ufficio di informare in tempo utile le
         istituzioni, gli organi e gli organismi delle indagini in corso qualora un membro, un
         dirigente, un funzionario o un agente sia coinvolto personalmente nei fatti oggetto
         dell’indagine o qualora sia necessario adottare misure amministrative per tutelare gli
         interessi dell’Unione.
5
         GU C [...] del [...], pag. [...].
6
         GU C [...] del [...], pag. [...].
                                                          6
 ---pagebreak--- (4) Al fine di migliorare l'efficacia dell'azione dell'Ufficio e alla luce della valutazione
    delle sue attività nei primi tre anni successivi all'entrata in vigore del regolamento
    n. 1073/99 è opportuno chiarire alcuni aspetti e colmare alcune lacune relativamente
    alle misure d'indagine che l'Ufficio può adottare quando conduce le sue indagini. È
    necessario quindi che l'Ufficio possa procedere ai controlli e alle verifiche previsti dal
    regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio dell'11 novembre 1996 relativo
    ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela
    degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità7,
    nel quadro delle indagini interne e nel caso di frodi legate a contratti che riguardano
    fondi comunitari e che possa altresì accedere alle informazioni in possesso delle
    istituzioni, organi ed organismi dell'Unione nel quadro delle indagini esterne. Gli Stati
    membri devono attuare procedure appropriate per imporre agli operatori economici
    provvedimenti di esecuzione forzata in caso di opposizione a misure di controllo
    adottate ai sensi del regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96.
(5) Ai fini della certezza del diritto si è reso necessario chiarire le garanzie procedurali
    applicabili nel quadro delle indagini interne o esterne condotte dall'Ufficio, fatta salva
    una protezione più ampia derivante eventualmente dalle norme dei trattati, dalle
    disposizioni dello statuto e dalle disposizioni nazionali applicabili e pur riconoscendo
    il carattere preparatorio di tali indagini le cui conclusioni non formulano di per sé
    addebiti ma possono eventualmente dare origine a procedure amministrative o penali.
(6) Appare opportuno estendere il ruolo del comitato di vigilanza al fine di rafforzare la
    governance dell’Ufficio, pur garantendone l’indipendenza, allo scopo di assicurare la
    corretta applicazione da parte dell’Ufficio del regolamento (CE) n. 1073/99 e di
    garantire in particolare il pieno rispetto dei diritti delle persone. È necessario
    modificare la composizione del comitato di vigilanza in considerazione di tale
    maggiore ruolo.
(7) Il regolamento (CE) n. 1073/99 deve essere modificato di conseguenza.
(8) Le modificazioni che è opportuno apportare al regolamento (CE) n. 1073/1999
    lasciano immutate le competenze e responsabilità degli Stati membri di adottare i
    provvedimenti necessari per combattere le frodi lesive degli interessi finanziari delle
    Comunità. I mezzi d’azione a disposizione dell’Ufficio nell’ambito delle indagini
    esterne sono chiariti e rafforzati solo sporadicamente nei casi in cui il sistema esistente
    ha rivelato lacune giuridiche e in cui solo un intervento più efficace da parte
    dell'Ufficio può assicurare lo svolgimento di indagini esterne affidabili che possano
    essere utilizzate dalle autorità degli Stati membri. Inoltre l’estensione alle indagini
    esterne delle garanzie procedurali si rende necessaria per stabilire un quadro giuridico
    uniforme per tutte le indagini condotte dall’Ufficio. Il presente regolamento rispetta
    appieno il principio di sussidiarietà sancito all'articolo 5 del trattato e il principio di
    proporzionalità esposto in detto articolo.
(9) Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti
    segnatamente nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
7
    GU L 292 del 15.11.1996 pag. 2.
                                              7
 ---pagebreak--- HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                Articolo 1
Il regolamento (CE) n. 1073/1999 è così modificato:
1)       L'articolo 1 è modificato come segue:
a)       Al paragrafo 3, è aggiunto il seguente secondo comma:
“Fintantoché l'Ufficio conduce un’indagine ai sensi del presente regolamento, le istituzioni,
gli organi e gli organismi non avviano indagini in virtù della loro autonomia amministrativa
sugli stessi fatti.”
b)       È aggiunto il seguente paragrafo 4:
“4. Il direttore dell’Ufficio, previa consultazione del comitato di vigilanza, stabilisce
annualmente il programma di lavoro e le priorità per la politica di indagine dell’Ufficio”.
2)       Il testo dell'articolo 3 è sostituito dal seguente:
                                               “Articolo 3
                                            Indagini esterne
1. L'Ufficio esercita la competenza conferita alla Commissione dal regolamento (CE,
Euratom) n. 2185/96, ad eseguire controlli e verifiche sul posto negli Stati membri, e, secondo
gli accordi di cooperazione vigenti, nei paesi terzi.
Nell'ambito delle sue funzioni d'indagine, l'Ufficio effettua i controlli e le verifiche di cui
all'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 e alla normativa
settoriale di cui all'articolo 9, paragrafo 2, del medesimo negli Stati membri, secondo gli
accordi di cooperazione vigenti, nei paesi terzi.
2. Al fine di accertare l’esistenza di una frode, di un atto di corruzione o di un’altra attività
illecita ai sensi dell'articolo 1, in connessione a un contratto riguardante un finanziamento
comunitario o un finanziamento gestito dalle Comunità, l’Ufficio può procedere, secondo le
modalità previste dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96, a un’indagine presso gli
operatori economici interessati da tale finanziamento.
3. Nel corso di un’indagine esterna e nella misura in cui è strettamente necessario per
accertare l’esistenza di una frode, di un atto di corruzione o di un’altra attività illecita ai sensi
dell'articolo 1 l'Ufficio, se lo richiede, può accedere alle informazioni pertinenti in possesso
delle istituzioni, organi ed organismi dell'Unione in relazione ai fatti oggetto dell'indagine.
L'articolo 4, paragrafi 2 e 4, si applica a tale fine.
4. Qualora l’Ufficio disponga di elementi di informazione che inducono a sospettare
l'esistenza di una frode o di altra attività illecita ai sensi dell'articolo 1, il direttore dell'Ufficio
può darne comunicazione alle autorità competenti degli Stati membri interessati le quali, fatta
salva la normativa settoriale di cui al paragrafo 1, possono svolgere indagini conformemente
al diritto nazionale applicabile cui possono partecipare gli agenti dell’Ufficio. Le autorità
                                                     8
 ---pagebreak--- competenti degli Stati membri interessati informano il direttore dell'Ufficio dei risultati
ottenuti sulla base di tali informazioni”.
3)       L'articolo 4 è modificato come segue:
a)       Il paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:
“3. Secondo le modalità previste dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96, l'Ufficio può
svolgere controlli in loco presso gli operatori economici per avere accesso alle informazioni
relative ad eventuali irregolarità in merito ai fatti oggetto dell’indagine interna”.
b)       Il paragrafo 5 è soppresso.
4)       Il testo dell'articolo 5 è sostituito dal seguente:
                                               “Articolo 5
                                          Avvio delle indagini
1. L’Ufficio può avviare un'indagine in presenza di sospetti sufficientemente gravi che
inducano a supporre che siano stati commessi atti di frode o corruzione o altre attività illecite
ai sensi dell’articolo 1. La decisione di avviare o meno un'indagine tiene conto delle priorità
della politica di indagine stabilite conformemente all'articolo 1, paragrafo 4.
2. Le indagini esterne sono avviate con decisione del direttore dell'Ufficio, di propria
iniziativa o su richiesta di uno Stato membro interessato o della Commissione.
Le indagini interne sono avviate con decisione del direttore dell'Ufficio, di propria iniziativa o
su richiesta dell'istituzione, dell'organo o dell'organismo in cui dovranno svolgersi.
3. Se un’istituzione, un organo o un organismo intende avviare un’indagine in virtù della sua
autonomia amministrativa chiede all’Ufficio se i fatti in questione sono già oggetto di
un’indagine interna. L’Ufficio segnala entro i 15 giorni lavorativi successivi a tale richiesta se
un'indagine è aperta. In caso negativo è di applicazione il paragrafo 4. L’assenza di risposta
equivale a una decisione da parte dell'Ufficio di non avviare un'indagine interna.
4. La decisione di avviare o meno un’indagine è adottata nei due mesi successivi al
ricevimento da parte dell'OLAF di una richiesta di cui al paragrafo 2 o 3. La decisione è
comunicata all’istituzione, organo, organismo o Stato membro che ha presentato la richiesta.
Se un funzionario o agente di un’istituzione, organo o organismo fornisce informazioni
direttamente all’Ufficio conformemente all’articolo [22 bis] dello statuto, l’Ufficio lo informa
della decisione di avviare o meno un’indagine interna sui fatti in questione.
La decisione di non avviare un’indagine è motivata.
5. Se l’Ufficio decide di non avviare un’indagine interna sulla base di considerazioni di
opportunità esso trasmette senza indugio, ad ogni buon fine, gli elementi di cui dispone
all’istituzione, organo o organismo interessato, concordando, se del caso, con questi ultimi i
provvedimenti appropriati per tutelare la riservatezza della fonte degli elementi di
informazione.
                                                     9
 ---pagebreak--- Se l’Ufficio decide di non avviare un’indagine esterna sulla base di considerazioni di
opportunità, si applica l’articolo 3, paragrafo 4”
5)       L'articolo 6 è modificato come segue:
a)       È inserito il seguente paragrafo 5 bis:
“5 bis. Non appena emerga dalle indagini il possibile coinvolgimento di un membro,
dirigente, funzionario o agente di un’istituzione, organo o organismo o non appena le indagini
indichino che potrebbe essere opportuno adottare misure cautelari o amministrative al fine di
proteggere gli interessi dell'Unione, l'istituzione, organo o organismo interessato è informato
dell'indagine in corso. Le informazioni trasmesse contengono i seguenti dati:
a) l’identità della persona o delle persone oggetto dell’indagine e una sintesi dei fatti in
questione;
b) tutte le informazioni che possano essere di utilità all'istituzione, organo o organismo per
decidere in merito all’opportunità di adottare misure cautelari o amministrative al fine di
proteggere gli interessi dell’Unione;
c) le eventuali misure particolari raccomandate per la tutela della riservatezza.
L’istituzione, l’organo o l’organismo decide, se del caso, in merito all’opportunità di adottare
eventuali misure cautelari o amministrative, tenendo debitamente conto dell’interesse di
assicurare un efficiente svolgimento dell'indagine e delle misure particolari per la tutela della
riservatezza raccomandate dall’Ufficio”.
b)       Il paragrafo 6 è sostituito dal testo seguente:
“6. Gli Stati membri provvedono affinché le loro autorità competenti, secondo le disposizioni
nazionali, forniscano agli agenti dell'Ufficio il contributo necessario all'assolvimento dei loro
compiti. A tal fine esse applicano, su richiesta dell’Ufficio e in caso di necessità, le procedure
appropriate per imporre agli operatori economici provvedimenti di esecuzione forzata, ivi
comprese le sanzioni pecuniarie (penalità di mora) in caso di mancato rispetto delle
disposizioni dell'articolo 5, secondo e terzo comma, del regolamento (Euratom, CE)
n. 2185/96. Le istituzioni e gli organi provvedono affinché i loro membri e il loro personale
forniscano agli agenti dell'Ufficio il contributo necessario all'assolvimento dei loro compiti;
gli organismi provvedono affinché i loro dirigenti e i loro personale facciano altrettanto.”
c)       È aggiunto il seguente paragrafo 7:
“7. Qualora si preveda che un’indagine non possa essere chiusa entro 12 mesi dalla sua
apertura il direttore dell’Ufficio può decidere di prolungare l’indagine per un periodo
massimo di 6 mesi. Nella decisione si precisano le ragioni che rendono necessario prolungare
l'indagine. Il direttore trasmette tale decisione al comitato di vigilanza e informa l’istituzione,
organo o organismo interessato della decisione e delle ragioni che l'hanno motivata. In casi
debitamente giustificati il direttore può decidere, previa consultazione del comitato di
vigilanza, di prolungare nuovamente tale termine di altri sei mesi. Il direttore informa
l’istituzione, organo o organismo interessato della decisione e delle ragioni che l'hanno
motivata. Se necessario tali decisioni di proroga possono essere adottate ripetutamente alle
stesse condizioni.”
                                                  10
 ---pagebreak--- 6)       Sono inseriti i seguenti articoli 7 bis e 7 ter:
                                            “Articolo 7 bis
                                       Garanzie procedurali
1. Nelle sue indagini l'Ufficio raccoglie elementi a carico e a favore dell’interessato.
2. Non appena emerga da un’indagine il possibile coinvolgimento di un membro, dirigente,
funzionario o agente di un’istituzione, organo o organismo o di un operatore economico
l’interessato ne è informato nella misura in cui ciò non danneggia lo svolgimento
dell’indagine.
In ogni caso le conclusioni relative in particolare a una persona fisica o morale non possono
essere tratte al termine dell'indagine se alla persona interessata non è stata data la possibilità
di esprimere il suo parere su tutti i fatti che la riguardano; nell’invito al colloquio deve essere
trasmessa alla persona interessata una sintesi di tali fatti. La persona interessata può essere
assistita da una persona di sua scelta che non può essere coinvolta nei fatti oggetto
dell'indagine. A una persona fisica interessata si applica il principio nemo tenetur se detegere.
Nei casi che richiedano che sia mantenuto il segreto assoluto ai fini dell’indagine o che
esigano il ricorso a mezzi d’investigazione di competenza di un’autorità giudiziaria nazionale
o, nel caso di un’indagine esterna, di un’autorità nazionale competente, il direttore dell'Ufficio
può decidere di differire l'esecuzione dell'obbligo di invitare la persona interessata a esprimere
il suo parere. Ne informa anticipatamente il comitato di vigilanza che può emettere il suo
parere. Nel caso di un’indagine interna il direttore dell’Ufficio può adottare tale decisione
d'accordo con l'istituzione, organo o organismo a cui appartiene la persona interessata.
3. L’invito a un colloquio, con un testimone o con una persona interessata ai sensi del
paragrafo 2, deve essere inviato con un preavviso di otto giorni lavorativi; tale termine può
essere ridotto d'accordo con la persona invitata al colloquio. Nell’invito sono elencati in
particolare i diritti della persona sentita. L’Ufficio redige un resoconto di ogni colloquio e
consente alla persona sentita di esaminarlo affinché essa possa approvarlo o apportarvi
modifiche.
Se nel corso del colloquio emerge che la persona sentita può essere coinvolta nei fatti oggetto
dell'indagine, si applicano immediatamente le regole di procedura di cui al paragrafo 2.
4. Le garanzie procedurali di cui al presente articolo si applicano senza pregiudizio:
a) di una tutela più ampia derivante eventualmente dalle regole del trattato e dalle disposizioni
nazionali applicabili;
b) dei diritti e degli obblighi previsti dallo statuto, in particolare il dovere di lealtà verso le
Comunità.
                                                   11
 ---pagebreak---                                              Articolo 7 ter
                           Informazioni sull'archiviazione dell'indagine
Se a seguito di un'indagine nessuna accusa formulata contro un membro, dirigente,
funzionario o agente di un’istituzione, organo o organismo o contro un operatore economico
risulta fondata, l'indagine che lo riguarda è archiviata con decisione del direttore dell'Ufficio
che ne dà comunicazione per iscritto all’interessato e, se del caso, alla sua istituzione, organo
o organismo. ”
7)       All'articolo 8, il testo del paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
“3. Il direttore provvede affinché gli agenti dell'Ufficio e tutti coloro che agiscono sotto la sua
autorità rispettino le disposizioni comunitarie e nazionali sulla tutela dei dati personali, in
particolare quelle di cui al regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 18 dicembre 2000.” (*)
(*)      GU L 8 del 12.1.2001 pag. 1.
8)       L'articolo 9 è modificato come segue:
a)       Il paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:
“1. Al termine di un'indagine, l'Ufficio redige sotto l'autorità del direttore una relazione che
contiene in particolare un elenco delle fasi del procedimento, la base giuridica, i fatti accertati
e la loro qualificazione giuridica, l'eventuale indicazione del danno finanziario e le
conclusioni dell'indagine, incluse le raccomandazioni del direttore dell'Ufficio sui
provvedimenti da prendere.”
b)       Il paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:
“3. La relazione redatta in seguito a un'indagine esterna ed ogni documento utile ad essa
pertinente sono trasmessi alle autorità competenti degli Stati membri interessati in base alla
regolamentazione relativa alle indagini esterne e, se del caso, alla Commissione. Le autorità
competenti degli Stati membri interessati, nella misura in cui ciò è compatibile con il diritto
nazionale, informano il direttore dell'Ufficio del seguito dato alle relazioni d’indagine che
sono state loro trasmesse.”
9)       L'articolo 10 è modificato come segue:
a)       Il paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:
“2. Fatti salvi gli articoli 8, 9 e 11, il direttore dell'Ufficio trasmette alle autorità giudiziarie
dello Stato membro interessato le informazioni raccolte dall'Ufficio in occasione di indagini
interne su fatti penalmente perseguibili. Ne informa preventivamente l’istituzione, organo o
organismo interessato; le informazioni trasmesse includono in particolare l’identità della
persona interessata dall'indagine, l'elenco dei fatti accertati, la qualificazione giuridica
preliminare e l'eventuale danno finanziario.
Prima di trasmettere le informazioni di cui al primo comma, l’Ufficio dà alla persona
interessata la possibilità di esprimere il suo parere alle condizioni e secondo le modalità
previste all'articolo 7 bis, paragrafo 2, secondo e terzo comma.”
                                                   12
 ---pagebreak--- b)       Il paragrafo 3 è soppresso.
10)      Il testo dell'articolo 11 è sostituito dal seguente:
                                              “Articolo 11
                                        Comitato di vigilanza
1. Il comitato di vigilanza, controllando regolarmente l'esecuzione della funzione di indagine,
garantisce l'indipendenza dell'Ufficio. Esso assicura il rispetto dei diritti delle persone e tiene
conto dell'esigenza di salvaguardare gli interessi dell'Unione.
Il comitato di vigilanza emette pareri sulle decisioni del direttore dell'Ufficio nei casi previsti
dal presente regolamento. Su richiesta del direttore o di propria iniziativa sottopone al
direttore pareri in merito alle attività dell'Ufficio, senza tuttavia interferire nello svolgimento
delle indagini in corso. Emette altresì pareri in merito alle garanzie procedurali, su richiesta
della persona interessata, e in merito all’informazione delle istituzioni, degli organi o
organismi interessati su richiesta di questi ultimi. I pareri emessi sono trasmessi al direttore
dell’Ufficio e al richiedente del parere. L’istituzione, l’organo o l’organismo interessati ne
ricevono copia. Il comitato segnala le eventuali parti del parere per le quali è necessario un
trattamento riservato.
2. Il comitato di vigilanza è composto da sette personalità esterne indipendenti, in possesso
nei rispettivi paesi dei requisiti necessari per l'esercizio di alte funzioni in rapporto col settore
di attività dell'Ufficio, nominate di comune accordo dal Parlamento europeo, dal Consiglio e
dalla Commissione. Il comitato incarica uno dei suoi membri di preparare i lavori relativi al
rispetto dei diritti delle persone da parte dell'Ufficio.
3. Il mandato dei membri ha una durata di tre anni. Esso è rinnovabile una sola volta.
4. Alla scadenza del mandato, i membri continuano ad esercitare le proprie funzioni finché
non si sia provveduto al rinnovo del mandato oppure alla loro sostituzione.
5. Nell'adempimento dei loro doveri, i membri non sollecitano né accettano istruzioni da
alcun governo, istituzione, organo od organismo. Essi rispettano il segreto assoluto sui
fascicoli esaminati e sulle loro deliberazioni.
6. Il comitato di vigilanza designa il proprio presidente. Esso adotta il proprio regolamento
interno. Esso tiene almeno dieci riunioni all'anno. Esso adotta le sue decisioni a maggioranza
dei suoi membri. Il suo segretariato fa capo amministrativamente alla Commissione.
7. Il direttore tiene regolarmente informato il comitato delle attività dell'Ufficio, delle sue
indagini, dei loro risultati e dei provvedimenti conseguenti alle indagini. Il direttore informa il
comitato dei casi in cui l'istituzione, l'organo o l'organismo interessato non hanno dato seguito
alle raccomandazioni che egli ha formulato. Il direttore informa il comitato dei casi che
rendono necessaria la trasmissione di informazioni alle autorità giudiziarie di uno Stato
membro.
8. Il comitato di vigilanza adotta almeno una relazione sulle attività ogni anno e lo trasmette
alle istituzioni. Il comitato può presentare relazioni al Parlamento europeo, al Consiglio alla
Commissione e alla Corte dei conti sui risultati e i provvedimenti conseguenti alle indagini
svolte dall'Ufficio.”
                                                    13
 ---pagebreak--- 11)     Il testo dell'articolo 13 è sostituito dal seguente:
                                             “Articolo 13
                                            Finanziamento
Gli stanziamenti dell'Ufficio, il cui importo globale è iscritto in una linea di bilancio
particolare all'interno della sezione “Commissione” del bilancio generale delle Comunità
europee sono esposti dettagliatamente in un allegato di detta sezione.
I posti assegnati all'Ufficio sono elencati in un allegato della tabella dell'organico della
Commissione.”
12)     Il testo dell'articolo 14 è sostituito dal seguente:
                                              “Articolo 14
                                      Controllo di legittimità
Il comitato di vigilanza riceve copia di tutti i reclami presentati ai sensi dell’articolo [ 90 bis ]
dello statuto e sottopone un parere al direttore dell’Ufficio su tali reclami.
Le disposizioni del primo comma e degli articoli [90 bis, 91] dello statuto si applicano
analogamente al personale delle istituzioni, degli organi e degli organismi cui non si applica
lo statuto.”
                                               Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                        Per il Consiglio
Il Presidente                                    Il Presidente
                                                   14
 ---pagebreak---                          SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA
Settore(i) politico(i): Lotta antifrode
Attività : Vigilanza dell’Ufficio europeo per la lotte antifrode
DENOMINAZIONE DELL’AZIONE : MODIFICA                DEI   REGOLAMENTI      (CE)   N. 1073/1999   E
         (EURATOM) N. 1074/1999
1.       LINEA(E) DI BILANCIO + DENOMINAZIONE
         Bilancio dell'OLAF
         24.010600.030100 – Spese risultanti dal mandato dei membri del comitato di
         vigilanza
2.       DATI GLOBALI IN CIFRE
2.1      Dotazione totale dell’azione (stanziamenti operativi): milioni di euro in SI
2.2      Periodo d'applicazione:
         A partire dal 2004 e per una durata indeterminata (mandato di tre anni rinnovabile)
2.3      Stima globale pluriennale delle spese
a)       Scadenzario stanziamenti d'impegno/stanziamenti          di   pagamento     (intervento
         finanziario) (cfr. punto 6.1.1.)
         Nessuna incidenza
                                                     Milioni di euro (al terzo decimale)
                            Anno n                                       n + 5 ed
                                       n+1     n +2     n +3    n +4     esercizi Tota
                                                                         success.     le
    Stanziamenti
    d'impegno
    Stanziamenti di
    pagamento
b)       Assistenza tecnica e amministrativa (ATA) e spese d'appoggio (SDA) (cfr. punto
         6.1.2)
         Nessuna incidenza
             SI
             SP
                                               15
 ---pagebreak---     Totale parziale a + b
    SI
    SP
c)       Incidenza finanziaria globale delle risorse umane e delle altre spese di funzionamento
         (cfr. punti 7.2 e 7.3)
    SI/SP                       1,331
     TOTALE a + b + c
    SI                         1,331
    SP                         1,331
Tale importo corrisponde a un bisogno supplementare di stanziamenti di 100.000 €.
2.4      Compatibilità con la programmazione finanziaria e le prospettive finanziarie
         X       La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria in vigore
                 La proposta impone una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle
                 prospettive finanziarie
                 La proposta può comportare il ricorso alle disposizioni dell'accordo
                 interistituzionale
2.5      Incidenza finanziaria sulle entrate
         X       Nessuna incidenza finanziaria (si tratta degli aspetti tecnici dell'attuazione di
                 una misura)
         OPPURE
                 Incidenza finanziaria - Conseguenza sulle entrate:
                                                                    Milioni di euro (al primo decimale)
                                                      Prima            Situazione dopo l'azione
                                                     dell'azio
                                                        -ne
          Linea    di Entrate                        (anno n-  Anno n+1      n+2     n+3      n+4 n+5
          bilancio                                       1)     n3
                      a)Entrate in termini assoluti1
                      b)Modifica delle entrate2       ∆
                                                          16
 ---pagebreak--- 3.        CARATTERISTICHE DI BILANCIO
    Natura della spesa           Nuova      Partecipazione      Partecipazione      Rubrica
                                                 EFTA              dei paesi            PF
                                                                   candidati
    SNO            SND            NO               NO                  NO               N.5
4.        BASE GIURIDICA
Decisione 99/352/CE, CECA, Euratom della Commissione, del 28 aprile 1999, che istituisce
l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF); articolo 4.
Regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e regolamento
(Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativi alle indagini svolte
dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF); articolo 11.
Modifica di tali regolamenti: articolo 280 del trattato CE e articolo 203 del trattato Euratom.
5.        DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE
5.1       Necessità dell'intervento comunitario
Il 2 aprile 2003 la Commissione ha adottato la relazione di valutazione delle attività
dell'Ufficio e l’ha quindi trasmessa alle istituzioni, organi e organismi, insieme al parere del
comitato di vigilanza. Le proposte di modifica dei regolamenti (CE) n. 1073/1999 e (Euratom)
n. 1074/1999, che prevedono in particolare il rafforzamento del comitato di vigilanza, mirano
a dare seguito a tale relazione e all’intervento del 18 novembre 2003 del presidente della
Commissione Romano Prodi davanti al Parlamento europeo (sullo stato dell’Unione e il
programma legislativo e di lavoro per la Commissione per il 2004) che seguiva il discorso del
25 settembre 2003.
Anche il Parlamento europeo (risoluzione del 4 dicembre 2003 sulla relazione della
Commissione menzionata) si è espresso a favore del rafforzamento del comitato di vigilanza.
Nelle conclusioni del 22 dicembre 2003 sulla relazione della Commissione menzionata, il
Consiglio, dal canto suo, ha accolto con interesse il parere del comitato di vigilanza e lo ha
invitato a proseguire il suo lavoro volto a garantire l'indipendenza dell'OLAF sottolineando
l'importanza di rispettare le regole relative alla protezione dei diritti fondamentali.
Il comitato di vigilanza, secondo le proposte di modifica dei regolamenti (CE) n. 1073/1999 e
(Euratom) n. 1074/1999, è chiamato ad emettere pareri in un numero maggiore di situazioni
(sulle decisioni del direttore dell’Ufficio e in particolare sul nuovo prolungamento dei termini
delle indagini, sui reclami presentati dalle persone, sulle garanzie procedurali su richiesta
della persona interessata o ancora sull'informazione delle istituzioni, degli organi ed
organismi interessati su richiesta di questi ultimi).
Tale rafforzamento avrà come conseguenza un innalzamento corrispondente dei criteri
necessari.
Tali stanziamenti sono destinati a coprire l'esecuzione del nuovo mandato dei membri del
comitato.
                                                 17
 ---pagebreak--- 5.2       Azioni previste e modalità dell'intervento di bilancio
Per l’esercizio delle nuove funzioni del comitato di vigilanza menzionate al punto 5.1 è
previsto un aumento del numero dei membri (da 5 a 7). La frequenza delle riunioni (i
regolamenti impongono lo svolgimento di almeno 10 riunioni all’anno) dovrebbe aumentare
in funzione del prevedibile intensificarsi delle attività/ relazioni che faranno seguito alle
nuove responsabilità attribuite al comitato.
Un membro, in particolare, dovrebbe essere incaricato dei lavori relativi al rispetto da parte
dell'OLAF dei diritti delle persone.
Sotto il profilo del bilancio ciò determinerà :
- un aumento dell'importo complessivo annuale dell'indennità amministrativa forfetaria di
presenza in riunione (base di calcolo: 420 euro per membro al giorno; riunione di due giorni
al mese; 12 riunioni all’anno + stessi importi per la preparazione delle riunioni);
- un aumento dell'importo complessivo annuale dell'indennità giornaliera (base di calcolo:
84,06 euro per giorno di riunione e per membro);
- un aumento dell’importo complessivo annuale delle spese di trasporto (viaggio in treno in
prima classe o in aereo in classe business dal luogo di residenza al luogo di riunione a
Bruxelles o Lussemburgo; costo medio di 1000 euro per membro e per riunione) e spese di
hotel (base di calcolo: 120,54 euro per giorno e per membro);
- un aumento, più sensibile il primo anno, di alcune spese (attrezzature, in particolare
informatiche, comunicazioni/telecomunicazioni, spese accessorie, in particolare per missioni
speciali) con una dotazione totale stimata in 40.000 euro.
Aumento totale stimato su questa base (si veda il punto 7.3): 100.000 euro (che si aggiungono
ai 200.000 euro iscritti al bilancio 2004).
Alcune spese (in particolare quelle di trasporto) potranno essere determinate con precisione
solo quando sarà noto il luogo di origine di tutti i membri.
5.3       Modalità di attuazione
Gestione diretta da parte della Commissione.
Lo statuto dei membri del comitato non cambia.
6.        INCIDENZA FINANZIARIA
6.1       Incidenza finanziaria totale sulla parte B (per tutto il periodo di
          programmazione):
          nessuna incidenza
                                                18
 ---pagebreak---  6.1.1      Intervento finanziario
                                                                SI in milioni di euro (al terzo decimale)
                               Anno n       n+1          n +2         n +3       n+4       n + 5 ed       Totale
         Ripartizione                                                                       esercizi
                                                                                           success.
Azione 1
Azione 2
Ecc.
                    TOTALE
6.1.2.     Assistenza tecnica e amministrativa (ATA), spese d'appoggio (SDA) e spese TI
           (stanziamenti d'impegno)
                               Anno n       n+1          n +2         n +3       n +4      n + 5 ed       Totale
                                                                                            esercizi
                                                                                           success.
Assistenza       tecnica     e
amministrativa (ATA)
Uffici d'assistenza
tecnica (UAT)
b) Altra assistenza
tecnica ed
amministrativa:
- intra muros:
- extra muros:
di cui per la realizzazione e
la manutenzione di sistemi
informatici di gestione:
             Totale parziale 1
2) Spese d'appoggio (SDA):
a) Studi
b) Riunioni di esperti
c) Informazione e
pubblicazioni
             Totale parziale 2
                    TOTALE
 6.2.       Calcolo del costo per ciascuna delle misure previste nella parte B (per tutto il
            periodo di programmazione):
            nessuna incidenza
                                                                SI in milioni di euro (al terzo decimale)
             Ripartizione                Tipo di           Numero di       Costo unitario        Costo totale
                                    realizzazioni(pr      realizzazioni        medio           (totale per anni
                                    ogetti, dossier)    (totale per anni                             1…n)
                                                              1…n)
                                            1                   2                 3                4=(2X3)
          COSTO TOTALE
                                                     19
 ---pagebreak--- 7.         INCIDENZA SUL PERSONALE E SULLE SPESE AMMINISTRATIVE
           Quando le proposte di modifica dei regolamenti saranno state adottate si dovrà
           procedere agli aggiustamenti necessari allo scopo di trasferire i posti, le persone e gli
           stanziamenti corrispondenti dell’OLAF verso la Commissione (bilancio rettificativo
           2004 o progetto preliminare di bilancio 2005).
7.1.       Incidenza sulle risorse umane
           Allo stadio attuale non vi è l'intenzione di prevedere risorse supplementari per i
           nuovi compiti amministrativi del segretariato. Attualmente sono assegnati 8 posti al
           comitato di vigilanza (1 A.2, 1 A.5, 1 B.3, 1 C.3, 1A.5T e 3A.7T) + 1 ausiliario. Si
           calcola che l’incidenza teorica dell’aumento di lavoro corrispondente ai nuovi
           compiti del comitato di vigilanza sia di 3 posti all'interno di tali risorse esistenti.
                               Personale da assegnare alla gestione
                                                                                          Descrizione delle mansioni
                                dell'azione su risorse esistenti e/o
                                                                                                inerenti all'azione
                                          supplementari
     Tipi di posto                                                          Totale
                             Numero di posti         Numero di posti
                                permanenti              temporanei
                     A     2                       4                       6
Funzionari o
                     B     1                                               1
agenti temporanei
                     C     1                                               1
Altre risorse              1                                               1
umane
Totale                     5                       4                       9
           Le proposte di modifica dei regolamenti (CE) n. 1073/1999 e (Euratom)
           n. 1074/1999 (si veda l'articolo 11, paragrafo 6) prevedono che il segretariato del
           comitato faccia capo amministrativamente alla Commissione. Ciò rende necessario
           modificare di conseguenza le tabelle dell’organico dell’OLAF e della Commissione.
7.2        Incidenza finanziaria globale delle risorse umane
           Si veda il punto 7.1.
           Nessun aumento dell’organico ma trasferimento al bilancio della Commissione dei
           posti e degli stanziamento del segretariato del comitato di vigilanza.
               Tipo di risorse umane                       Importi in euro                  Modo di calcolo *
Funzionari                                                     459 000         Costo reale per i 3 posti occupati +
Agenti temporanei                                              492 000         costo medio per i 5 posti vacanti +
                                                                               spese di funzionamento (affitto,
                                                                               elettricità, pulizia, sicurezza, forniture)
Altre risorse umane (ausiliari)                                 50 000         Costo reale + spese di funzionamento
                                                                               (affitto, elettricità, pulizia, sicurezza,
                                                                               forniture)
Totale                                                        1 001 000
Gli importi corrispondono alle spese totali per 12 mesi.
                                                          20
 ---pagebreak--- 7.3         Altre spese di funzionamento derivanti dall'azione
Linea di bilancio
(n. e denominazione)                                       Importo in euro             Modo di calcolo
24.010600.030100 – Spese risultanti dal mandato dei          300 000 €      Tale importo rappresenta i 200 000 €
membri del comitato di vigilanza                                            iscritti al bilancio 2004 cui si
                                                                            sommano i 100 000 € legati al
Si propone che tale linea (200.000 euro iscritti nel 2004)                  rafforzamento del comitato di
passi dall'OLAF alla Commissione (linea specifica nel                       vigilanza.
settore 24)
                                                                            Si veda il punto 5.2.
24.010600.010102 Personale esterno e altre spese di           30 000        Missioni del segretariato del comitato
gestione (missioni)                                                         di vigilanza
                                                    Totale   330 000 €
Gli importi corrispondono alle spese totali dell'azione per 12 mesi.
I.       Totale annuale (7.2 + 7.3)                            1 331 000 €
II.      Durata dell'azione                                             Anni
III.     Costo totale dell'azione (I x II)
Tale importo corrisponde a un bisogno supplementare di stanziamenti di 100 000 €.
8.         CONTROLLO E VALUTAZIONE
8.1         Sistema di controllo
            Nelle conclusioni del 22 dicembre 2003 il Consiglio ha invitato la Commissione a
            completare la relazione di valutazione delle attività dell’OLAF al più tardi entro la
            fine del 2004. Il Consiglio segnala che valuterà la situazione dell’OLAF in
            particolare alla luce delle future relazioni.
8.2         Modalità e periodicità della valutazione
            È previsto un audit esterno della gestione dell’Ufficio (le conclusioni del Consiglio
            menzionate ai punti 5.1 e 8.1 indicano al più tardi un termine di due anni).
            Il comitato di vigilanza redige annualmente una relazione delle attività.
9.         MISURE ANTIFRODE
            Attuazione conformemente al nuovo regolamento finanziario.
            Applicazione del regolamento (CE) n. 1073/1999.
                                                        21