CELEX: 52011SC0811
Language: it
Date: 2011-06-07 00:00:00
Title: Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on the National Reform Programme 2011 of Luxembourgand delivering a Council opinionon the updated Stability Programme of Luxembourg, 2011-2014

COMMISSIONE EUROPEA
                                      Bruxelles, 7.6.2011
                                      SEC(2011) 811 definitivo
                       Raccomandazione di
           RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
    sul programma nazionale di riforma 2011 del Lussemburgo
              e che formula un parere del Consiglio
sul programma di stabilità aggiornato del Lussemburgo, 2011-2014
                    {SEC(2011) 724 definitivo}
 ---pagebreak---                                               Raccomandazione di
                               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
                     sul programma nazionale di riforma 2011 del Lussemburgo
                                   e che formula un parere del Consiglio
                sul programma di stabilità aggiornato del Lussemburgo, 2011-2014
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121,
   paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento
   della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento
   delle politiche economiche1, in particolare l’articolo 5, paragrafo 3,
   vista la raccomandazione della Commissione europea2,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l’occupazione,
   sentito il comitato economico e finanziario,
   considerando quanto segue:
   (1)      Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione
            europea di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita
            basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui
            settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita
            sostenibile e di competitività dell’Europa.
   (2)      Il Consiglio ha adottato il 13 luglio 2010 una raccomandazione sugli indirizzi di
            massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (per il periodo
            2010-2014) e il 21 ottobre 2010 una decisione sugli orientamenti per le politiche degli
            Stati membri a favore dell’occupazione3, che insieme formano gli “orientamenti
            integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati
            nelle proprie politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
   1
            GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   2
            GU C […] del […], pag. […].
   3
            Mantenuti per il 2011 mediante decisione 2011/308/UE del Consiglio del 19 maggio 2011.
IT                                                       2                                              IT
 ---pagebreak---    (3) Il 12 gennaio 2011 la Commissione ha adottato la prima Analisi annuale della crescita,
       che segna l’inizio di un nuovo ciclo di governance economica nell’UE e del primo
       semestre europeo di coordinamento integrato ed ex-ante delle politiche, che si fonda
       sulla strategia Europa 2020.
   (4) Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per il risanamento
       finanziario e le riforme strutturali (in linea con le conclusioni del Consiglio del
       15 febbraio e del 7 marzo 2011 e in seguito all’Analisi annuale della crescita della
       Commissione). Il Consiglio europeo ha rilevato che occorre attribuire priorità al
       ripristino di bilanci sani e alla sostenibilità dei conti pubblici, alla riduzione della
       disoccupazione attraverso riforme del mercato del lavoro e a nuovi sforzi intesi ad
       aumentare la crescita. Esso ha invitato gli Stati membri a tradurre tali priorità in
       misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi di stabilità o di
       convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
   (5) Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha inoltre invitato gli Stati membri che
       partecipano al patto Euro Plus a presentare i loro impegni in tempo utile perché
       possano essere inseriti nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei
       programmi nazionali di riforma.
   (6) Il 29 aprile 2011 il Lussemburgo ha presentato l’aggiornamento 2011 del programma
       di stabilità, relativo al periodo 2011-2014, e il programma nazionale di riforma 2011.
       Onde tener conto di eventuali correlazioni, i due programmi sono stati valutati
       contemporaneamente.
   (7) Considerato il peso eccezionale del settore finanziario nell’economia del paese, il
       Lussemburgo ha resistito alla crisi economica e finanziaria relativamente bene. Dopo
       il calo del PIL in termini reali del 3,6% nel 2009, l’economia ha registrato una rapida
       ripresa nel 2010. Il PIL è cresciuto del 3,5% circa, stimolato da un aumento della spesa
       pubblica deciso dal governo nel quadro del piano europeo di ripresa economica e da
       un forte incremento delle esportazioni nette. L’occupazione è rimasta solida, grazie in
       parte a un notevole ricorso a regimi di disoccupazione parziale incoraggiato dalle
       autorità. La disoccupazione ha cominciato ad aumentare all’inizio del 2008 e si è
       globalmente stabilizzata intorno al 6%, un livello eccezionalmente elevato per il
       Lussemburgo. Nonostante la recessione, le finanze pubbliche del Lussemburgo sono
       relativamente sane (un disavanzo dell’1,7% e un debito lordo del 18,4% nel 2010)
       grazie a una situazione di partenza estremamente favorevole.
   (8) Sulla base della valutazione del programma di stabilità aggiornato a norma del
       regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, il Consiglio è del parere che lo scenario
       macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio sia leggermente prudente
       rispetto alle previsioni di primavera 2011 dei servizi della Commissione. Secondo il
       programma, l’obiettivo per il 2011 è un disavanzo dell’1,0%, valore in linea con le
       previsioni di primavera dei servizi della Commissione. Il programma, nell’ipotesi di
       politiche invariate, prevede che il disavanzo nominale si deteriori, raggiungendo
       l’1,5% del PIL nel 2012, per poi migliorare gradualmente scendendo di nuovo
       allo 0,8% del PIL entro il 2014. Le previsioni dei servizi della Commissione sono
       leggermente più ottimistiche in quanto prospettano un disavanzo dell’1,1% del PIL nel
       2012 sulla base di uno scenario macroeconomico più favorevole e di un aumento più
       lento delle spese. Il programma non prevede il conseguimento dell’obiettivo a medio
       termine, definito come un avanzo strutturale dello 0,5% del PIL, nel periodo di
IT                                              3                                               IT
 ---pagebreak---         programmazione 2011-2014. Al contrario, il saldo strutturale (ricalcolato dai servizi
        della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma, applicando
        la metodologia comune) dovrebbe peggiorare progressivamente da un avanzo
        dello 0,3% nel 2011 a un disavanzo dello 0,8% nel 2014.
   (9)  Dato che le previsioni di crescita del PIL rimangono solide, le finanze pubbliche del
        Lussemburgo potrebbero beneficiare di un ulteriore miglioramento del saldo
        strutturale per cui l’obiettivo a medio termine potrebbe essere raggiunto già nel 2012.
        Ciò garantirebbe al paese un margine di sicurezza in caso di una possibile futura
        recessione economica e contribuirebbe a migliorare la sostenibilità a lungo termine
        delle finanze pubbliche. Inoltre, alla luce dell’impatto stimato delle passività implicite
        legate all’invecchiamento della popolazione, il paese trarrebbe beneficio da un
        obiettivo a medio termine più ambizioso.
   (10) In Lussemburgo l’aumento della spesa pubblica connessa all’invecchiamento della
        popolazione dovrebbe essere il più elevato dell’UE nei prossimi decenni.
        Il finanziamento a breve termine del sistema pensionistico è attualmente sostenuto da
        un basso indice di dipendenza degli anziani e dipende in parte dai contributi versati
        dalla popolazione relativamente giovane dei lavoratori transfrontalieri. In futuro
        entrambi i fattori subiranno un’inversione di tendenza e i costi relativi alle pensioni
        dovrebbero aumentare considerevolmente. Nonostante il governo abbia accumulato
        notevoli attività e le riserve pensionistiche siano ancora in crescita, esse non saranno
        sufficienti ad assicurare la sostenibilità del sistema. Inoltre, il tasso di occupazione dei
        lavoratori più anziani (fascia di età 55-64), che era del 38,2% nel 2009, è uno dei più
        bassi nell’UE-27 (media UE: 46%). Mentre l’età pensionabile è fissata dalla legge, in
        linea di principio, a 65 anni, il sistema pensionistico del Lussemburgo consente spesso
        il prepensionamento senza praticamente alcuna riduzione del livello della pensione,
        che è, in più, relativamente elevato. Di conseguenza l’età media del ritiro dal mondo
        del lavoro è di 59,4 anni, con le relative conseguenze sui costi del sistema
        pensionistico. I piani di riforma pensionistica del governo prevedono un nuovo
        modello inteso a mantenere più a lungo in servizio i lavoratori, su base volontaria.
        Sarebbe così migliorato il tasso di dipendenza del sistema pensionistico. Tuttavia
        questo meccanismo riguarderebbe solo i nuovi pensionati e si applicherebbe
        unicamente agli anni lavorativi successivi all’entrata in vigore della riforma, per cui
        produrrebbe effetti soltanto fra 40 anni.
   (11) La competitività dei prezzi e dei costi del Lussemburgo è considerevolmente
        peggiorata dall’inizio del decennio scorso a seguito dell’evoluzione sia dei salari che
        della produttività. Nel periodo 2000-2010 i costi del lavoro per unità di prodotto in
        Lussemburgo sono aumentati di circa una volta e mezzo più rapidamente che
        nell’UE-15 (media) e oltre cinque volte più rapidamente che in Germania. Visto
        l’accordo tra il governo e i sindacati per rinviare, dalla primavera all’ottobre 2011,
        l’applicazione del meccanismo di indicizzazione automatica dei salari, l’aumento dei
        salari reali nel 2011 sarà particolarmente moderato. Non è ancora stata adottata una
        decisione sulla soglia successiva. Date le attuali previsioni di inflazione, la prossima
        indicizzazione automatica potrebbe aver luogo già nella primavera del 2012,
        annullando così i benefici ottenuti in termini di competitività dei costi.
   (12) Nonostante una crescita dell’occupazione tradizionalmente elevata, il tasso di
        occupazione della popolazione residente è inferiore alla media dell’UE, soprattutto per
        le fasce di età alle due estremità della scala. La creazione di posti di lavoro negli ultimi
IT                                                4                                                  IT
 ---pagebreak---         anni ha beneficiato soprattutto i non residenti. La crescita della disoccupazione dal
        2008, anche se legata alla recessione, presenta sempre più un carattere strutturale,
        dimostrato dal fatto che negli anni di crescita precedenti la crisi l’occupazione doveva
        crescere del 4% circa ogni anno per produrre un calo marginale della disoccupazione.
        Nel 2010 la disoccupazione giovanile è risultata relativamente elevata al 16,1%
        rispetto al 6% del totale della popolazione attiva. Il tasso di disoccupazione dipende in
        larga misura dal livello di istruzione. I giovani residenti in Lussemburgo sono
        fortemente in concorrenza per i posti di lavoro disponibili con i non residenti, che sono
        spesso anche più qualificati.
   (13) Nel contesto del patto Euro Plus4il governo del Lussemburgo ha illustrato una serie di
        impegni, che si riferiscono ai quattro settori del Patto. Per quanto riguarda il settore
        fiscale, il governo ha approvato gli elementi salienti della riforma pensionistica e si
        impegna a portarla a termine entro la fine del 2011. Le misure intese a rafforzare la
        stabilità finanziaria sono incentrate sul potenziamento della resistenza del settore
        finanziario, mediante la regolamentazione e la vigilanza a livello europeo e
        internazionale, e sul proseguimento degli sforzi intesi a diversificare la struttura
        dell’economia lussemburghese. Le misure a favore dell’occupazione mirano ad
        aumentare l’efficacia delle politiche attive per l’occupazione (riforma della
        “Administration de l’emploi”) e ad incoraggiare l’apprendimento lungo tutto l’arco
        della vita nel settore privato mediante un tasso di cofinanziamento superiore da parte
        dello Stato. Le misure relative alla concorrenza prevedono un rinvio
        dell’indicizzazione dei salari dalla primavera 2011 (secondo quanto fissato dal sistema
        di indicizzazione automatica) all’ottobre 2011 e un impegno a negoziare con le parti
        sociali un rinvio analogo per il 2012. Il governo si è inoltre impegnato a migliorare il
        contesto imprenditoriale attraverso la semplificazione amministrativa e infrastrutture
        più efficienti. Tali impegni sono coerenti con il più ampio programma di riforma
        delineato nel programma di stabilità e nel programma nazionale di riforma e
        affrontano le sfide poste dai settori delle pensioni, della competitività,
        dell’occupazione (in particolare dei giovani e dei lavoratori più anziani) e del settore
        finanziario. Alcune delle riforme proposte non sono tuttavia sufficientemente
        dettagliate. Gli impegni relativi al patto Euro Plus sono stati valutati e presi in conto
        nelle raccomandazioni.
   (14) La Commissione ha valutato il programma di stabilità e il programma nazionale di
        riforma, compresi gli impegni relativi al patto Euro Plus, del Lussemburgo5. Ha tenuto
        conto non solo della loro importanza per una politica fiscale e socioeconomica
        sostenibile in Lussemburgo, ma anche della loro conformità alle norme e agli
        orientamenti dell’UE, vista la necessità di rafforzare la governance economica globale
        dell’Unione europea offrendo un contributo a livello dell’UE per le future decisioni
        nazionali. In tale contesto la Commissione ritiene che, in considerazione delle
        prospettive macroeconomiche favorevoli, dovrebbe essere possibile una riduzione più
        ambiziosa del disavanzo nel 2011 e che un impegno maggiore nel settore fiscale
        consentirebbe di conseguire l’obiettivo a medio termine nel 2012. Occorrerebbe inoltre
        prendere ulteriori iniziative per riformare il sistema pensionistico e promuovere
   4
        Maggiori informazioni sugli impegni assunti nell’ambito del patto Euro Plus si trovano nel
        SEC(2011) 724.
   5
        SEC(2011) 724.
IT                                               5                                                 IT
 ---pagebreak---            l’invecchiamento attivo, rafforzare la competitività e aiutare i giovani a trovare un
           posto di lavoro.
   (15)    Alla luce della valutazione che precede, il Consiglio ha esaminato il programma di
           stabilità aggiornato del Lussemburgo per il 2011; il suo parere6 trova riscontro, in
           particolare, nella raccomandazione di cui ai successivi punti 1 e 2. Tenuto conto delle
           conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo 2011, il Consiglio ha altresì esaminato
           il programma nazionale di riforma del Lussemburgo,
   RACCOMANDA che il Lussemburgo adotti provvedimenti nel periodo 2011-2012 al fine di:
   (1)       beneficiare del miglioramento delle condizioni cicliche per rafforzare lo sforzo di
             bilancio al fine di ridurre ulteriormente il disavanzo nominale e di raggiungere
             l’obiettivo a medio termine nel 2012;
   (2)       proporre e attuare una vasta riforma delle pensioni per garantire la sostenibilità a
             lungo termine del sistema pensionistico, iniziando con misure che aumentino il tasso
             di partecipazione dei lavoratori più anziani, in particolare scoraggiando i
             prepensionamenti, e inserendo misure che mettano in relazione l’età pensionabile
             prevista dalla legge con l’aspettativa di vita;
   (3)       riformare il sistema di fissazione dei salari, in consultazione con le parti sociali e in
             conformità alle pratiche nazionali, in modo da garantire che gli aumenti salariali
             riflettano meglio l’evoluzione della produttività del lavoro e della competitività;
   (4)       adottare provvedimenti per ridurre la disoccupazione giovanile rafforzando le misure
             relative alla formazione e all’istruzione per garantire una migliore corrispondenza tra
             le qualifiche dei giovani e la domanda di lavoro.
   Fatto a Bruxelles,
                                                          Per il Consiglio
                                                          Il presidente
   6
           Previsto all’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.
IT                                                           6                                         IT