CELEX: C2003/275/14
Language: it
Date: 2003-11-15 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 23 settembre 2003 nella causa C-78/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale del Bundesgerichtshof): Bundesverband Güterkraftverkehr und Logistik eV (BGL) contro Repubblica federale di Germania, rappresentata dall'Hauptzollamt Friedrichshafen ("Libera circolazione delle merci — Operazione di transito esterno — Circolazione con carnet TIR — Infrazioni o irregolarità — Possibilità, per un'associazione garante, di fornire la prova del luogo in cui l'infrazione o l'irregolarità è stata commessa — Termine per fornire la prova — Esistenza, per lo Stato membro che ha constatato l'infrazione o l'irregolarità, dell'obbligo di ricercare tale luogo")

C 275/8                    IT                            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             15.11.2003
Thiéfosse (Francia), Filatures et tissages de Saulxures-sur-                                        SENTENZA DELLA CORTE
Moselotte, con sede in Saulxures-sur-Moselotte (Francia), Tissa-
ge Mouline Thillot, con sede in Thillot (Francia), Filature                                                23 settembre 2003
Niggeler & Küpfer SpA, con sede in Capriolo (Italia), Standard-
tela SpA, con sede in Milano (Italia), (agenti: signori C. Stan-                 nella causa C-78/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale
brook e P. Bentley, QC) con domicilio eletto in Lussemburgo                      del Bundesgerichtshof): Bundesverband Güterkraftver-
avente ad oggetto il ricorso diretto all’annullamento della                      kehr und Logistik eV (BGL) contro Repubblica federale di
sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle                          Germania, rappresentata dall’Hauptzollamt Friedrichsha-
Comunità europee (Seconda Sezione ampliata) il 29 novembre                                                         fen (1)
2002, nella causa T-213/97, Eurocoton e a./Consiglio (Racc.
pag. II-3727), procedimento in cui l’altra parte è: Consiglio                    («Libera circolazione delle merci — Operazione di transito
dell’Unione europea (agenti: signor S. Marquardt in qualità di                   esterno — Circolazione con carnet TIR — Infrazioni o
agente, assistito dagli avv.ti G.M. Berrisch e H.P. Nehl) Regno                  irregolarità — Possibilità, per un’associazione garante, di
Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (agente: signor                        fornire la prova del luogo in cui l’infrazione o l’irregolarità è
K. Manji) e Tessival SpA, con sede in Azzano S. Paolo (Italia),                  stata commessa — Termine per fornire la prova — Esistenza,
la Corte, composta dal sig. G.C. Rodríguez Iglesias, presidente,                 per lo Stato membro che ha constatato l’infrazione o
dai sigg. M. Wathelet e C.W.A. Timmermans, presidenti di                                l’irregolarità, dell’obbligo di ricercare tale luogo»)
sezione, dai sigg. C. Gulmann, D.A.O. Edward e P. Jann, dalle
sig.re F. Macken e N. Colneric, dai sigg. S. von Bahr (relatore),                                           (2003/C 275/14)
J.N. Cunha Rodrigues e A. Rosas, giudici, avvocato generale:
sig. F.G. Jacobs, cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministratore                                     (Lingua processuale: il tedesco)
principale, ha pronunciato il 30 settembre 2003 una sentenza
il cui dispositivo è del seguente tenore:                                        (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
1)    La sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità                    Nel procedimento C-78/01, avente ad oggetto la domanda
      europee 29 novembre 2000, causa T-213/97, Eurocoton e a./                  di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
      Consiglio, è annullata laddove riguarda i ricorrenti.                      dell’art. 234 CE, dal Bundesgerichtshof (Germania) nella causa
                                                                                 dinanzi ad esso pendente tra Bundesverband Güterkraftverkehr
                                                                                 und Logistik eV (BGL) e Repubblica federale di Germania,
2)    La decisione del Consiglio dell’Unione europea 16 maggio                   rappresentata dall’Hauptzollamt Friedrichshafen, interveniente:
      1997, divenuta definitiva il 21 maggio 1997, di non adottare               Préservatrice Foncière Tiard SA, domanda vertente sull’inter-
      la proposta di regolamento (CE) del Consiglio che impone un                pretazione degli artt. 454 e 455 del regolamento (CEE)
      dazio antidumping definitivo sulle importazioni di tessuti di              della Commissione 2 luglio 1993, n. 2454, che fissa talune
      cotone greggi originari della Repubblica popolare cinese,                  disposizioni di applicazione del regolamento (CEE) del Consi-
      dell’Egitto, dell’India, dell’Indonesia, del Pakistan e della Turchia      glio n. 2913/92 che istituisce il codice doganale comunitario
      [COM (97) 160 def.] presentata dalla Commissione delle                     (GU L 253, pag. 1), la Corte, composta dal sig. G.C. Rodríguez
      Comunità europee il 21 aprile 1997, è annullata laddove                    Iglesias, presidente, dai sigg. M. Wathelet, R. Schintgen e
      riguarda i ricorrenti.                                                     C.W.A. Timmermans, presidenti di sezione, dai sigg. C.
                                                                                 Gulmann, A. La Pergola e V. Skouris, dalle sig.re F. Macken e
                                                                                 N. Colneric, dai sigg. J.N. Cunha Rodrigues e A. Rosas (relatore),
3)    Il ricorso per risarcimento danni è respinto.                              giudici, avvocato generale: sig. P. Léger, cancelliere: sig. H. von
                                                                                 Holstein, cancelliere aggiunto, ha pronunciato il 23 settembre
                                                                                 2003 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
4)    Il Consiglio dell’Unione europea e i ricorrenti sopportano le
      proprie spese del procedimento in primo grado.                             1)    L’art. 454, n. 3, primo comma, del regolamento (CEE) della
                                                                                       Commissione 2 luglio 1993, n. 2454, che fissa talune
                                                                                       disposizioni di applicazione del regolamento (CEE) del Consiglio
5)    Il Consiglio dell’Unione europea è condannato alle spese del                     n. 2913/92 che istituisce il codice doganale comunitario, non
      procedimento d’impugnazione.                                                     osta a che un’associazione garante, chiamata in giudizio da uno
                                                                                       Stato membro per il pagamento di dazi doganali sulla base di
                                                                                       un contratto di garanzia da lei concluso con tale Stato
6)    Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord sopporta                      conformemente alla convenzione doganale relativa al trasporto
      le proprie spese sia del procedimento in primo grado sia del                     internazionale di merci accompagnate dal carnet TIR, possa
      procedimento d’impugnazione.                                                     fornire la prova del luogo dove l’infrazione o l’irregolarità è
                                                                                       stata commessa, purché tale prova venga fornita nel termine
                                                                                       previsto da tale disposizione, il quale è un termine di decadenza.
                                                                                 2)    Gli artt. 454, n. 3, primo comma, e 455, n. 1, del regolamento
(1) GU C 108 del 7.4.2001.                                                             n. 2454/93 devono essere interpretati nel senso che l’associazio-
                                                                                       ne garante dispone, per fornire la prova del luogo dove
                                                                                       l’infrazione o l’irregolarità è stata effettivamente commessa, di
                                                                                       un termine di due anni che inizia a decorrere a partire dalla
                                                                                       data della domanda di pagamento rivoltale.
 ---pagebreak--- 15.11.2003                IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                   C 275/9
3)    Gli artt. 454 e 455 del regolamento n. 2454/93 non                      uno Stato membro, la Corte, composta dal sig. G.C. Rodríguez
      impongono allo Stato membro che rilevi un’infrazione o                  Iglesias, presidente, dai sigg. J.-P. Puissochet, M. Wathelet,
      un’irregolarità commessa in occasione di un trasporto effettuato        R. Schintgen e C.W.A. Timmermans, presidenti di sezione, dai
      con un carnet TIR di ricercare, a parte le comunicazioni previste       sigg. D.A.O. Edward, A. La Pergola e P. Jann, dalle sig.re
      dall’art. 455, n. 1, del detto regolamento e un avviso di ricerca       F. Macken e N. Colneric (relatore), e dal sig. S. von Bahr,
      indirizzato all’ufficio doganale di destinazione, il luogo dove         giudici, avvocato generale: sig. L.A. Geelhoed, cancelliere: sig.ra
      l’infrazione o l’irregolarità è stata effettivamente commessa e         L. Hewlett, amministratore, ha pronunciato il 23 settembre
      l’identità dei debitori dei dazi doganali, chiedendo l’assistenza       2003 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
      amministrativa di un altro Stato membro per il chiarimento dei
      fatti.
                                                                              1)    Per poter fruire, in una situazione come quella di cui alla causa
(1) GU C 118 del 21.4.2001.                                                         principale, dei diritti previsti dall’art. 10 del regolamento (CEE)
                                                                                    del Consiglio 15 ottobre 1968, n. 1612, relativo alla
                                                                                    libera circolazione dei lavoratori all’interno della Comunità, il
                                                                                    cittadino di un paese terzo, coniugato con un cittadino
                                                                                    dell’Unione, deve soggiornare legalmente in uno Stato membro
                                                                                    nel momento in cui avviene il suo trasferimento in un altro
                                                                                    Stato membro verso cui il cittadino dell’Unione emigra o è
                                                                                    emigrato.
                   SENTENZA DELLA CORTE                                       2)    L’art. 10 del regolamento n. 1612/68 non è applicabile
                                                                                    quando il cittadino di uno Stato membro e il cittadino di un
                                                                                    paese terzo hanno contratto un matrimonio di comodo, al fine
                         23 settembre 2003                                          di eludere le disposizioni relative all’ingresso e al soggiorno dei
                                                                                    cittadini di paesi terzi.
nella causa C-109/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale
dell’Immigration Appeal Tribunal): Secretary of State for                     3)    In presenza di un matrimonio autentico tra un cittadino di uno
      the Home Department contro Hacene Akrich (1)                                  Stato membro e un cittadino di un paese terzo, la circostanza
                                                                                    che i coniugi si siano stabiliti in un altro Stato membro per
                                                                                    godere dei diritti conferiti dal diritto comunitario al momento
(«Libera circolazione dei lavoratori — Cittadino di un paese                        del ritorno nello Stato membro di cui il primo è cittadino non è
terzo coniugato con un cittadino di uno Stato membro —                              pertinente ai fini della valutazione della loro situazione giuridica
Coniuge colpito da divieto di ingresso e di soggiorno in tale                       da parte delle competenti autorità di quest’ultimo Stato.
Stato membro — Stabilimento temporaneo della coppia in
un altro Stato membro — Stabilimento ai fini di conferire al
coniuge il diritto di ingresso e di soggiorno nel primo Stato
     membro in forza del diritto comunitario — Abuso»)                        4)    Nel momento in cui un cittadino di un primo Stato membro,
                                                                                    coniugato con un cittadino di un paese terzo con il quale vive in
                                                                                    un secondo Stato membro, ritorna nello Stato membro di cui
                                                                                    ha la cittadinanza per ivi esercitare un’attività lavorativa
                           (2003/C 275/15)                                          subordinata, se il suo coniuge non fruisce dei diritti previsti
                                                                                    dall’art. 10 del regolamento n. 1612/68, non avendo soggior-
                                                                                    nato legalmente nel territorio di uno Stato membro, le autorità
                     (Lingua processuale: l’inglese)                                competenti del primo Stato membro devono tuttavia, per
                                                                                    valutare la domanda di ingresso e di soggiorno del detto coniuge
                                                                                    nel territorio di quest’ultimo Stato, tener conto del diritto al
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella             rispetto della vita familiare ai sensi dell’art. 8 della Convenzione
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                          europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà
                                                                                    fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, sempreché
                                                                                    il matrimonio sia autentico.
Nel procedimento C-109/01, avente ad oggetto la domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
dell’art. 234 CE, dall’Immigration Appeal Tribunal (Regno                     (1) GU C 150 del 19.5.2001.
Unito), nella causa dinanzi ad esso pendente tra Secretary of
State for the Home Department e Hacene Akrich domanda
vertente sull’interpretazione del diritto comunitario in materia
di libera circolazione delle persone e di diritto di soggiorno di
un cittadino di un paese terzo coniugato con un cittadino di