CELEX: 61983CJ0107
Language: it
Date: 1984-07-12
Title: Sentenza della Corte del 12 luglio 1984. # L'ordine degli avvocati del foro di Parigi contro Onno Klopp. # Domanda di pronuncia pregiudiziale:Corte di cassazione - Francia. # Libertà di stabilimento - Esercizio dell'avvocatura. # Causa 107/83.

Avis juridique important

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61983J0107

SENTENZA DELLA CORTE DEL 12 LUGLIO 1984.  -  L'ORDINE DEGLI AVVOCATI DEL FORO DI PARIGI CONTRO ONNO KLOPP.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALLA CORTE DI CASSAZIONE FRANCESE).  -  LIBERTA'DI STABILIMENTO - ESERCIZIO DELL'AVVOCATURA.  -  CAUSA 107/83.  

raccolta della giurisprudenza 1984 pagina 02971 edizione speciale spagnola pagina 00687 edizione speciale svedese pagina 00653 edizione speciale finlandese pagina 00635

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE - LIBERTA DI STABILIMENTO - ART . 52 DEL TRATTATO - EFFICACIA DIRETTA - MANCATA ADOZIONE DI DIRETTIVE - IRRILEVANZA  ( TRATTATO CEE , ARTT . 52 , 54 E 57 )   2 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE - LIBERTA DI STABILIMENTO - PLURALITA DI CENTRI D ' ATTIVITA NEL TERRITORIO DELLA COMUNITA - LIBERE PROFESSIONI   ( TRATTATO CEE , ART . 52 )   3 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE - LIBERTA DI STABILIMENTO - AVVOCATI - ACCESSO ALLA PROFESSIONE - RIFIUTO D ' ISCRIZIONE A CAUSA DELLA CONSERVAZIONE DI UN DOMICILIO PROFESSIONALE IN UN ALTRO STATO MEMBRO - INCOMPATIBILITA COL TRATTATO   ( TRATTATO CEE , ARTT . 52 E SEGG .)    

Massima

1 . STABILENDO ALLA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO LA REALIZZAZIONE DELLA LIBERTA DI STABILIMENTO , L ' ART . 52 DEL TRATTATO PONE UN PRECISO OBBLIGO DI RISULTATO , IL CUI ADEMPIMENTO DOVEVA ESSERE FACILITATO , MA NON CONDIZIONATO , DALL ' ELABORAZIONE D ' UN PROGRAMMA DI PROVVEDIMENTI GRADUALI . DI CONSEGUENZA , NON SI PUO INVOCARE , PER ESIMERSI DA DETTO OBBLIGO , IL FATTO CHE IL CONSIGLIO NON ABBIA ADOTTATO LE DIRETTIVE CONTEMPLATE DAGLI ARTT . 54 E 57 .  2.LA NORMA DI CUI ALL ' ART . 52 DEL TRATTATO , SECONDO IL QUALE L ' ABOLIZIONE GRADUALE DELLE RESTRIZIONI DELLA LIBERTA DI STABILIMENTO SI ESTENDE PURE ALLE RESTRIZIONI PER LA CREAZIONE DI AGENZIE , SUCCURSALI O FILIALI , DA PARTE DEI CITTADINI DI UNO STATO MEMBRO STABILITO NEL TERRITORIO DI UN ALTRO STATO MEMBRO , VA CONSIDERATA COME ESPRESSIONE SPECIFICA DI UN PRINCIPIO GENERALE , VALIDO ANCHE       PER LA LIBERE PROFESSIONI , IN FORZA DEL QUALE IL DIRITTO DI STABILIMENTO IMPLICA DEL PARI LA FACOLTA DI CREARE E DI CONSERVARE , SALVE RESTANDO LE NORME PROFESSIONALI , PIU DI UN CENTRO DI ATTIVITA NEL TERRITORIO DELLA COMUNITA .    3.ANCHE IN MANCANZA DI DIRETTIVE PER IL COORDINAMENTO DELLE DISPOSIZIONI NAZIONALI IN FATTO DI ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI AVVOCATO E DI ESERCIZIO DELLA  STESSA , GLI ARTT . 52 E SEGG . DEL TRATTATO VIETANO CHE LE AUTORITA COMPETENTI DI UNO STATO MEMBRO , IN OSSEQUIO ALLA LORO NORMATIVA NAZIONALE E ALLE NORME DI DEONTOLOGIA IVI IN VIGORE , RIFIUTINO A UN CITTADINO DI UN ALTRO STATO MEMBRO IL DIRITTO DI ACCEDERE ALLA PROFESSIONE DI AVVOCATO E DI ESERCITARLA PER IL SOLO FATTO CHE EGLI CONSERVA CONTEMPORANEAMENTE UN DOMICILIO PROFESSIONALE IN UN ALTRO STATO MEMBRO .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 107/83 , AVENTE AD OGGETTO UNA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE , SOTTOPOSTA ALLA CORTE A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO DALLA CORTE DI CASSAZIONE FRANCESE NELLA CAUSA DINANZI AD ESSA PENDENTE , TRA  L ' ORDINE DEGLI AVVOCATI DEL FORO DI PARIGI  E  ONNO KLOPP , AVVOCATO DEL FORO DI DUSSELDORF ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 52 E SEGG . DEL TRATTATO CEE ,  

Motivazione della sentenza

1 CON SENTENZA 3 MAGGIO 1983 , GIUNTA ALLA CORTE IL 6 GIUGNO 1983 , LA CORTE DI CASSAZIONE FRANCESE HA SOLLEVATO , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE RELATIVA ALL ' INTERPRETAZIONE DEGLI ART . 52 E SEGUENTI DEL TRATTATO CEE , PER QUEL CHE RIGUARDA L ' ACCESSO ALLA PROFESSIONE .    2 DETTA QUESTIONE E INSORTA NELL ' AMBITO DI UN LITIGIO TRA L ' ORDINE DEGLI AVVOCATI DI PARIGI E IL SIG . KLOPP , CITTADINO TEDESCO ED AVVOCATO ISCRITTO ALL ' ALBO DI DUSSELDORF . QUESTI AVEVA CHIESTO L ' AUTORIZZAZIONE A PRESTARE GIURAMENTO NONCHE L ' ISCRIZIONE NELL ' ELENCO DEI PRATICANTI DEL FORO DI PARIGI , PUR RESTANDO AVVOCATO DEL FORO DI DUSSELDORF E CONSERVANDO IN QUESTA CITTA RESIDENZA E STUDIO .    3 CON PROVVEDIMENTO 17 MARZO 1981 , IL CONSIGLIO DELL ' ORDINE DEGLI AVVOCATI DI PARIGI RESPINGEVA LA RICHIESTA , IN QUANTO IL KLOPP , PUR POSSEDENDO TUTTI I REQUISITI PER L ' ESERCIZIO DELL ' AVVOCATURA , SPECIE PER QUEL CHE RIGUARDA LE CARATTERISTICHE PERSONALI E I DIPLOMI PRESCRITTI , NON RISPONDEVA ALLE ESIGENZE DELL ' ART . 83 DEL DECRETO 72-468 ( GU DELLA REPUBBLICA FRANCESE 11 . 6 . 1972 ) E DELL ' ART . 1 DEL REGOLAMENTO INTERNO DEL FORO DI PARIGI , IN FORZA DEI QUALI L ' AVVOCATO PUO AVERE UN SOLO DOMICILIO PROFESSIONALE , NEL CIRCONDARIO DEL TRIBUNAL DE GRANDE INSTANCE PRESSO IL QUALE E INCARDINATO .        4 A NORMA DELL ' ART . 83 DEL DECRETO SUMMENZIONATO , ' L ' AVVOCATO DEVE FISSARE IL DOMICILIO PROFESSIONALE NEL CIRCONDARIO DEL TRIBUNAL DE GRANDE INSTANCE PRESSO IL QUALE E INCARDINATO ' . L ' ART . 1 DEL REGOLAMENTO INTERNO DEL FORO DI PARIGI STABILISCE CHE ' L ' AVVOCATO PRESSO LA COUR DE PARIS DEVE ESERCITARE EFFETTIVAMENTE LA SUA PROFESSIONE '  E CHE ' PER SVOLGERE LA SUA ATTIVITA EGLI DEVE ESSERE ISCRITTO ALL ' ALBO O REGISTRATO COME PRATICANTE ED AVERE IL DOMICILIO PROFESSIONALE IN PARIGI E NEI DIPARTIMENTI DEGLI HAUTS-DE-SEINE , DELLA SEINE-SAINT-  DENIS O DEL VAL-DE-MARNE '  E CH ' EGLI ' PUO , INDIPENDENTEMENTE DAL SUO STUDIO PRINCIPALE , APRIRE NEGLI STESSI LIMITI TERRITORIALI UNO STUDIO SECONDARIO ' .    5 DOPO CHE LA CORTE D ' APPELLO DI PARIGI AVEVA ANNULLATO IL PROVVEDIMENTO DEL CONSIGLIO DELL ' ORDINE DI CUI SOPRA , CON SENTENZA 24 MARZO 1982 , L ' ORDINE DEGLI AVVOCATI DI PARIGI RICORREVA ALLA CORTE DI CASSAZIONE LA QUALE , RITENENDO CHE LA CAUSA SOLLEVASSE UNA QUESTIONE DI DIRITTO COMUNITARIO , HA SOSPESO IL GIUDIZIO ED HA CHIESTO ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO , DI STABILIRE   ' INTERPRETANDO GLI ARTT . 52 E SEGG . DEL TRATTATO DI ROMA , SE , IN MANCANZA DI UNA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO DELLE COMUNITA EUROPEE RELATIVA AL COORDINAMENTO DELLE DISPOSIZIONI CONCERNENTI L ' ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI AVVOCATO E L ' ESERCIZIO DI QUESTA PROFESSIONE , L ' ESIGERE CHE UN AVVOCATO , CITTADINO DI UNO STATO MEMBRO , IL QUALE DESIDERI ESERCITARE CONTEMPORANEAMENTE LA PROFESSIONE DI AVVOCATO IN UN ALTRO STATO MEMBRO , ABBIA UN SOLO DOMICILIO PROFESSIONALE , ESIGENZA POSTA DALLE LEGGI DEL PAESE DI STABILIMENTO E CHE GRANTISCE IN QUESTO PAESE IL FUNZIONAMENTO DELLA GIUSTIZIA E DEL RISPETTO DELLA DEONTOLOGIA , COSTITUISCA UNA RESTRIZIONE INCOMPATIBILE CON LA LIBERTA DI STABILIMENTO GARANTITA DALL ' ART . 52 DEL TRATTATO DI ROMA ' .    6 LA QUESTIONE MIRA IN SOSTANZA AD ACCERTARE SE , IN MANCANZA DI UNA DIRETTIVA PER IL COORDINAMENTO DELLE DISPOSIZIONI NAZIONALI IN FATTO DI ACCESSO ALLA PROFESSIONE D ' AVVOCATO E D ' ESERCIZIO DELLA STESSA , GLI ARTT . 52 E SEGUENTI DEL TRATTATO OSTINO A CHE LE COMPETENTI AUTORITA DI UNO STATO MEMBRO RIFIUTINO , IN OSSEQUIO ALLA LORO DISCIPLINA NAZIONALE E ALLE NORME DI DEONTOLOGIA IVI IN VIGORE , AD UN CITTADINO DI UN ALTRO STATO MEMBRO IL DIRITTO DI ACCEDERE ALLA PROFESSIONE D ' AVVOCATO E DI ESERCITARLA PER IL SOLO FATTO CHE EGLI CONSERVA CONTEMPORANEAMENTE UN DOMICILIO PROFESSIONALE D ' AVVOCATO IN UN ALTRO STATO MEMBRO .        7 L ' ORDINE DEGLI AVVOCATI DI PARIGI SOSTIENE ANZITUTTO CHE L ' ART . 52 DEL TRATTATO HA EFFICACIA DIRETTA SOLO PARZIALE , IN QUANTO SANCISCE LA NORMA DELLA PARITA DI TRATTAMENTO , MA NON ESERCITA NECESSARIAMENTE ULTERIORI EFFETTI IN ALTRE IPOTESI . QUINDI , IN MANCANZA DI DIRETTIVE , LE MODALITA PRATICHE PER L ' ESERCIZIO DELLA LIBERTA DI STABILIMENTO SONO DISCIPLINATE DAL DIRITTO NAZIONALE , SALVO CHE QUESTO SIA DISCRIMINATORIO O COSTITUISCA UN OSTACOLO MINIFESTAMENTE ECCESSIVO OD OGGETTIVAMENTE NON CONFORME ALL ' INTERESSE GENERALE .    8 E OPPORTUNO RICORDARE CHE IL TRATTATO PRESCRIVE , A NORMA DELL ' ART . 52 , 1* COMMA , LA SOPPRESSIONE DELLE RESTRIZIONI DELLA LIBERTA DI STABILIMENTO DEI CITTADINI DI UNO STATO MEMBRO NEL TERRITORIO DI UN ALTRO STATO MEMBRO .    9 PER CONSEGUIRE GRADUALMENTE QUESTO SCOPO , IL CONSIGLIO ADOTTAVA , IL 18 DICEMBRE 1961 , A NORMA DELL ' ART . 54 DEL TRATTATO , IL PROGRAMMA GENERALE PER LA SOPPRESSIONE DELLE RESTRIZIONI DELLA LIBERTA DI STABILIMENTO ( GU 1962 , PAG . 36 ). PER L ' ATTUAZIONE DI QUESTO PROGRAMMA , L ' ART . 54 , N . 2 , DEL TRATTATO DISPONE CHE IL CONSIGLIO DELIBERA MEDIANTE DIRETTIVE DESTINATE A REALIZZARE LA LIBERTA DI STABILIMENTO PER LE VARIE ATTIVITA . INOLTRE , L ' ART . 57 DEL TRATTATO INCARICA IL CONSIGLIO DI ELABORARE DIRETTIVE MIRANTI AL MUTUO RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI , DEI CERTIFICATI E DEGLI ALTRI TITOLI NONCHE AL COORDINAMENTO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E AMMINISTRATIVE DEGLI STATI MEMBRI RIGUARDANTI L ' ACCESSO ALLE ATTIVITA AUTONOME E IL LORO ESERCIZIO . MENTRE LA PROFESSIONE D ' AVVOCATO E GIA DISCIPLINATA , SOTTO IL PROFILO DELLA LIBERA PRESTAZIONE DEI SERVIZI , DALLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 22 MARZO 1977 , N . 77/249 , MIRANTE A FACILITARE L ' ESERCIZIO EFFETTIVO DELLA LIBERA PRESTAZIONE DEI SERVIZI DA PARTE DEGLI AVVOCATI ( GU L 78 , PAG . 17 ), NON E STATA ADOTTATA ALCUNA DIRETTIVA A NORMA DEGLI ARTT . 54 E 57 DEL TRATTATO IN FATTO DI DIRITTO DI STABILIMENTO PER QUEL CHE RIGUARDA LA STESSA PROFESSIONE .    10 TUTTAVIA , COME LA CORTE HA GIA DECISO , PARTICOLARMENTE NELLA SENTENZA 21 GIUGNO 1974 ( REYNERS , 2/74 , RACC ., PAG . 631 ), FACENDO COINCIDERE CON LA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO LA REALIZZAZIONE DELLA LIBERTA DI STABILIMENTO , L ' ART . 52 PONE UN PRECISO OBBLIGO DI RISULTATO , IL CUI ADEMPIMENTO DOVEVA ESSERE FACILITATO , MA NON CONDIZIONATO , DALL ' ELABORAZIONE DI UN PROGRAMMA DI PROVVEDI    MENTI GRADUALI . DI CONSEGUENZA , NON SI PUO INVOCARE , PER ESIMERSI DA DETTO OBBLIGO , IL FATTO CHE IL CONSIGLIO NON ABBIA ADOTTATO LE DIRETTIVE CONTEMPLATE DAGLI ARTT . 54 E 57 .    11 SI DEVE QUINDI ACCERTARE QUALE SIA LA PORTATA DELL ' ART . 52 DEL TRATTATO , IN QUANTO NORMA DI DIRITTO COMUNITARIO DIRETTAMENTE EFFICACE , NELL ' IPOTESI DELLO STABILIMENTO IN UNO STATO MEMBRO DI UN AVVOCATO GIA STABILITO IN UN ALTRO STATO MEMBRO E CHE CONSERVA DETTO STABILIMENTO ORIGINARIO .    12 L ' ORDINE DEGLI AVVOCATI DI PARIGI E IL GOVERNO FRANCESE SOSTENGONO CHE L ' ART . 52 DEL TRATTATO SI RICHIAMA , PER L ' ACCESSO E L ' ESERCIZIO DELLA LIBERTA DI STABILIMENTO , ALLE CONDIZIONI STABILITE DALLO STATO MEMBRO DI STABILIMENTO . TANTO L ' ART . 83 DEL DECRETO 72-468 QUANTO L ' ART . 1 DEL REGOLAMENTO INTERNO DEL FORO DI PARIGI , GIA RICORDATI , SI APPLICHEREBBERO TANTO AI CITTADINI FRANCESI , QUANTO A QUELLI DEGLI ALTRI STATI MEMBRI . DETTE DISPOSIZIONI PRESCRIVEREBBERO AD UN AVVOCATO DI AVERE UN SOLO DOMICILIO PROFESSIONALE .    13 A QUESTO PROPOSITO L ' ATTORE OBIETTA IN PRIMO LUOGO CHE LA NORMATIVA NAZIONALE FRANCESE , COME VIENE APPLICATA , HA INDOLE DISCRIMINATORIA ED E QUINDI INCOMPATIBILE CON L ' ART . 52 DEL TRATTATO , POICHE L ' ORDINE DEGLI AVVOCATI AVREBBE AUTORIZZATO O TOLLERATO LA PRASSI DI TALUNI DEI SUOI MEMBRI CONSISTENTE NELL ' AVER UN SECONDO DOMICILIO PROFESSIONALE IN ALTRI PAESI , MENTRE NON AVREBBE AUTORIZZATO IL RICORRENTE A STABILIRSI IN PARIGI , PUR OSSERVANDO IL DOMICILIO E LO STUDIO IN DUSSELDORF .    14 TUTTAVIA , NELL ' AMBITO DELLA RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE FRA LA CORTE E IL GIUDICE NAZIONALE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO , SPETTA AL SECONDO ACCERTARE SE L ' APPLICAZIONE PRATICA DELLA DISCIPLINA DI CUI TRATTASI SIA DI FATTO DISCRIMINATORIA . SI DEVE DUNQUE RISOLVERE LA QUESTIONE SOLLEVATA DAL GIUDICE NAZIONALE SENZA PRONUNCIARSI SULL ' OBIEZIONE RELATIVA ALL ' APPLICAZIONE EVENTUALMENTE DISCRIMINATORIA DEL DIRITTO NAZIONALE .    15 IN SECONDO LUOGO , L ' ATTORE E I GOVERNI BRITANNICO E DANESE , COME PURE LA COMMISSIONE SOSTENGONO CHE LA DISCIPLINA DELLO STATO MEMBRO DI STABILIMENTO , BENCHE SI APPLICHI ALL ' ACCESSO E ALL ' ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI AVVO    CATO IN QUESTO STATO , NON PUO VIETARE AD UN AVVOCATO , CITTADINO DI UN ALTRO STATO MEMBRO , DI CONSERVARVI IL PROPRIO STABILIMENTO .    16 L ' ORDINE DEGLI AVVOCATI E IL GOVERNO FRANCESE OBIETTANO SOTTO QUESTO PROFILO CHE L ' ART . 52 DEL TRATTATO PRESCRIVE L ' APPLICAZIONE COMPLETA DEL DIRITTO DELLO STATO MEMBRO DI STABILIMENTO . LA NORMA DETTA DELL ' UNICITA DEL DOMICILIO PROFESSIONALE DELL ' AVVOCATO TRARREBBE FONDAMENTO DALL ' ESIGENZA DELL ' ESERCIZIO EFFETTIVO NELL ' AMBITO DI UN FORO CHE GARANTISCA LA DISPONIBILITA DELL ' AVVOCATO TANTO PER IL GIUDICE QUANTO PER I PROPRI CLIENTI . ESSA ANDREBBE RISPETTATA COME NORMA DI ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA E NEL CONTEMPO DEONTOLOGICA , OBIETTIVAMENTE NECESSARIA E CONFORME ALL ' INTERESSE GENERALE .    17 SI DEVE SOTTOLINEARE CHE , A NORMA DELL ' ART . 52 , 2* COMMA , LA LIBERTA DI STABILIMENTO IMPLICA L ' ACCESSO ALLE ATTIVITA INDIPENDENTI ED IL LORO ESERCIZIO ' ALLE CONDIZIONI DEFINITE DALLA LEGISLAZIONE DEL PAESE DI STABILIMENTO NEI CONFRONTI DEI PROPRI CITTADINI ' . DA QUESTA NORMA E DAL SUO CONTESTO SI DESUME CHE , IN MANCANZA DI NORME COMUNITARIE SPECIFICHE IN MATERIA , CIASCUNO STATO MEMBRO E LIBERO DI DISCIPLINARE L ' ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE D ' AVVOCATO NEL PROPRIO TERRITORIO .    18 TUTTAVIA , QUESTA NORMA NON IMPLICA CHE LA DISCIPLINA DI UNO STATO MEMBRO POSSA PRESCRIVERE CHE UN AVVOCATO ABBIA UN SOLO STABILIMENTO NELL ' INTERO TERRITORIO DELLA COMUNITA . SIFFATTA INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA AVREBBE INFATTI LA CONSEGUENZA CHE L ' AVVOCATO , STABILITOSI IN UN DETERMINATO STATO MEMBRO , NON POTREBBE PIU AVVALERSI DELLE LIBERTA DEL TRATTATO PER STABILIRSI IN UN ALTRO STATO MEMBRO , SE NON RINUNCIANDO AL PRECEDENTE STABILIMENTO .    19 L ' IDEA CHE LA LIBERTA DI STABILIMENTO NON SI LIMITA AL DIRITTO DI STABILIRSI UNA SOLA VOLTA NELL ' AMBITO DELLA COMUNITA TROVA CONFERMA NELLA STESSA LETTERA DELL ' ART . 52 DEL TRATTATO , A NORMA DEL QUALE L ' ABOLIZIONE GRADUALE DELLE RESTRIZIONI DELLA LIBERTA DI STABILIMENTO SI ESTENDE PURE ALLE RESTRIZIONI PER LA CREAZIONE DI AGENZIE SUCCURSALI O FILIALI , DA PARTE DEI CITTADINI DI UNO STATO MEMBRO STABILITI NEL TERRITORIO DI UN ALTRO STATO MEMBRO . QUESTA NORMA VA CONSIDERATA COME     ESPRESSIONE SPECIFICA DI UN PRINCIPIO GENERALE , VALIDO ANCHE PER LE PROFESSIONI LIBERALI , IN FORZA DEL QUALE IL DIRITTO DI STABILIMENTO IMPLICA DEL PARI LA FACOLTA DI CREARE E DI CONSERVARE , SALVE RESTANDO LE NORME PROFESSIONALI , PIU DI UN CENTRO DI ATTIVITA NEL TERRITORIO DELLA COMUNITA .    20 TUTTAVIA , TENUTO CONTO DELLE PARTICOLARITA DELLA PROFESSIONE FORENSE , SI DEVE RICONOSCERE ALLO STATO MEMBRO OSPITANTE IL DIRITTO , NELL ' INTERESSE DELLA BUONA AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA , DI PRETENDERE DAGLI AVVOCATI ISCRITTI AD UN ALBO NEL PROPRIO TERRITORIO CHE ESSI ESERCITINO LA LORO ATTIVITA IN MODO DA MANTENERE UN CONTATTO SUFFICIENTE CON I LORO CLIENTI E CON I GIUDICI E RISPETTINO LE NORME DEONTOLOGICHE . CIONONDIMENO , SIFFATTE ESIGENZE NON POSSONO AVERE L ' EFFETTO DI IMPEDIRE AI CITTADINI DEGLI ALTRI STATI MEMBRI DI ESERCITARE EFFETTIVAMENTE IL DIRITTO DI STABILIMENTO CHE VIENE LORO GARANTITO DAL TRATTATO .    21 A QUESTO PROPOSITO , E OPPORTUNO OSSERVARE CHE I MEZZI ATTUALI DI TRASPORTO E DI TELECOMUNICAZIONE OFFRONO LA POSSIBILITA DI GARANTIRE IN MODO IDONEO IL CONTATTO CON I GIUDICI E CON I CLIENTI . ANALOGAMENTE , L ' ESISTENZA DI UN SECONDO DOMICILIO PROFESSIONALE IN UN ALTRO STATO MEMBRO NON IMPEDISCE L ' APPLICAZIONE DELLE NORME DI DEONTOLOGIA NELLO STATO MEMBRO OSPITANTE .    22 SI DEVE QUINDI RISOLVERE LA QUESTIONE SOLLEVATA NEL SENSO CHE , ANCHE IN MANCANZA DI DIRETTIVE PER IL COORDINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI NAZIONALI IN FATTO DI ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI AVVOCATO E AL SUO ESERCIZIO , GLI ARTT . 52 E SEGUENTI DEL TRATTATO VIETANO CHE LE AUTORITA COMPETENTI DI UNO STATO MEMBRO , IN OSSEQUIO ALLA LORO NORMATIVA NAZIONALE E ALLE NORME DI DEONTOLOGIA IVI IN VIGORE , RIFIUTINO A UN CITTADINO DI UN ALTRO STATO MEMBRO IL DIRITTO DI ACCEDERE ALLA PROFESSIONALE DI AVVOCATO E DI ESERCITARLA PER IL SOLO FATTO CHE EGLI CONSERVA CONTEMPORANEAMENTE UN DOMICILIO IN UN ALTRO STATO MEMBRO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  23 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO FRANCESE , DAL GOVERNO BRITANNICO , DAL GOVERNO DANESE E DA QUELLO OLANDESE NONCHE DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON SONO RIPETIBILI . NEI     CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE IL PRESENTE PROCEDIMENTO COSTITUISCE UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE CUI SPETTA QUINDI PRONUNCIARSI SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ,   PRONUNCIANDOSI SULLA QUESTIONE SOTTOPOSTALE DALLA CORTE DI CASSAZIONE FRANCESE CON SENTENZA 3 MAGGIO 1983 , DICHIARA :   ANCHE IN MANCANZA DI DIRETTIVE PER IL COORDINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI NAZIONALI IN FATTO D ' ACCESSO ALLA PROFESSIONE D ' AVVOCATO E AL SUO ESERCIZIO , GLI ARTT . 52 E SEGUENTI DEL TRATTATO VIETANO CHE LE AUTORITA COMPETENTI DI UNO STATO MEMBRO , IN OSSEQUIO ALLA LORO NORMATIVA NAZIONALE E ALLE NORME DI DEONTOLOGIA IVI IN VIGORE , RIFIUTINO A UN CITTADINO DI UN ALTRO STATO MEMBRO IL DIRITTO DI ACCEDERE ALLA PROFESSIONE DI AVVOCATO E DI ESERCITARLA PER IL SOLO FATTO CHE EGLI CONSERVA CONTEMPORANEAMENTE UN DOMICILIO PROFESSIONALE IN UN ALTRO STATO MEMBRO .