CELEX: 51989PC0188
Language: it
Date: 1989-04-05
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO CHE ISTITUISCE UN DAZIO ANTIDUMPING DEFINITIVO SULLE IMPORTAZIONI DI CARBONATO DI SODIO LEGGERO ORIGINARIO DELLA BULGARIA, DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA TEDESCA, DELLA POLONIA E DELLA ROMANIA

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                  C0M(89)188def.
                                                  Bruxelles, 5 aprile 1989
                             Proposta di
                  REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
  di carbonato di sodio leggero originario della Bulgaria, della
   Repubblica democratica tedesca, della Polonia e della Romania
                  (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                                            (^v^fc*
                                 RELAZIONE
1. Con II parere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. C 162 del
   21 gluno 1988 la Commissione ha annunciato II riesame, a norma
   dell'articolo 15 del regolamento CEE n. 2423/88, delle misure
   antidumping in vigore per le Importazioni, nella Comunità, di carbonato
   di sodio leggero originario della Bulgaria, della Repubblica democratica
   tedesca, della Polonia, della Romania e dell'Unione sovietica.
2. La Commissione ha concentrato la propria inchiesta sul periodo compreso
   tra il 1° gennaio 1987 e il 31 maggio 1988.
3. Il valore normale definitivo riguardante II dumping ò stato fissato
   facendo riferimento ai prezzi praticati sul mercato interno di un paese
   ad economia di mercato, nella fattispecie II Messico. Nel periodo
   dell'Inchiesta, Il margine di dumping rilevato si situa, In media
   ponderata, attorno al 60% per la Polonia, la Bulgaria, la Romania e la
   Repubblica democratica tedesca.
4. Quanto all'Unione Sovietica, dal 1984 In poi non è stata apportata
   alcuna prova circa importazioni nella Comunità.
5. Quanto al pregiudizio, I prezzi di vendita delle Importazioni In
   questione sono stati, nel periodo dell'Inchiesta, Inferiori del 6-20% a
   quelli dell'Industria comunitaria, ovvero, del 15-40%, una volta dedotti
   i dazi antidumping esistenti. Inoltre, considerando la minaccia di
   pregiudizio, I paesi Incriminati mantengono capacità di produzione e un
   livello di esportazione elevati. La Comunità costituisce un mercato
   vicino e interessante per II livello del suol prezzi. Inoltre II dumping
   di questo prodotto da parte degli esportatori dei paesi dell'Est In
   questione ò una realtà di lunga data.
 ---pagebreak--- 6. Stando cosi le cose, sembra opportuno mantenere misure antidumping sotto
   forma di dazio variabile sulla base di un prezzo minimo. La soglia sarà
   pari alla media ponderata dei costi di fabbricazione dei produttori
   comunitari, maggiorata di un profitto adeguato che consenta di
   finanziare gì I investimenti necessari.
7. Date le considerazioni di cui sopra, l'Importo del dazio variabile viene
   fissato come segue:
   - per II carbonato di sodio leggero sfuso, alla differenza tra il prezzo
     netto di 143 ECU per tonnellata ed il prezzo netto franco frontiera
     dello Stato membro di Importazione, non sdoganato, applicabile al
     primo Importatore;
   - per II carbonato di sodio leggero In sacchi aventi un peso unitario
      Inferiore a 500 kg, alla differenza tra il prezzo netto per tonnellata
     di 159 ECU e II prezzo netto franco frontiera dello Stato membro di
     importazione, non sdoganato, applicabile al primo Importatore.
                                                                             i
 ---pagebreak---                                 Proposta di
                   REGOLAMENTO (CEE)      DEL CONSIGLIO
       che Istituisce un dazio antidumping definitivo sulle Importazioni
           di carbonato di sodio leggero originarlo della Bulgaria,
    della Repubblica democratica tedesca, della Polonia e della Romania
IL CONSIGLIO     DELLE COMUNITÀ* EUROPEE,
visto II trattato che Istituisce la Comunità economica europea,
visto II regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, delI'11 luglio 1988,
relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di
sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica
         (1)
europea      , in particolare l'articolo 11,
vista la proposta della Commissione- presentata previa consultazione
in seno al comitato consultivo istituito dal regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
    Nel febbraio 1 9 8 3 ^ 7 7 ^ ^ ^ ^ ^ ^ » ™ * ^ ^ ^                        —
    273/83, ha Istituito un dazio antidumping definitivo sulle
     Importazioni di carbonato di sodio leggero originario della Bulgaria,
    della Repubblica democratica tedesca, della Polonia, della Romania e
                                                   (3)
    dell'Unione Sovietica. Nel giugno 1986             , Il Consiglio, con II
    regolamento (CEE) n. 1946/86, ha esteso II campo d'applicazione del
    regolamento Iniziale. Nel novembre 1987 (*) la Commissione ha
    annunciato la prossima scadenza del periodo di applicabilità di
    detti dazi antidumping.
(1) GU  L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
(2) GU  L 32 del 3.2.1983, pag. 1.
(3) GU  L  169 del 26.6.1986, pag. 1.
(4) GU  C 317 del 28.11.1987, pag. 5.
 ---pagebreak---                                     - 2 -
2.  A seguito della pubblicazione, nel novembre 1987 da parte della
    Commissione, dell'avviso di scadenza delle misure In vigore, nel
    gennaio 1988 la Commissione ha ricevuto una richiesta di riesame
    presentata dal Consiglio europeo delle federazioni dell'Industria
    chimica (CEFIC), che rappresenta la quasi totalità della produzione
    comunitaria della sostanza di questione. La denuncia conteneva element
    di prova secondo I quali la scadenza della misura avrebbe portato
    nuovamente ad un pregiudizio, elementi che sono stati giudicati
    sufficienti per l'apertura di un'Inchiesta. DI conseguenza la
    Commissione ha annunciato, con un parere pubblicato sulla Gazzetta
    ufficiale delle Comunità europee <5), il riesame delle misure
    antidumping in vigore.
3.' Il prodotto In questione è II carbonato di sodio leggero, avente un
    peso specifico Inferiore a 0,700 kg/dm3, sotto forma di polvere o di
    grani Inferiori a 0,4 mm di diametro, con o senza aggiunta di sabbia
    Esso rientra nel codice NC ex 2836 20 00 ed ex 3823 90 98.
    k-a-£«wiH*s^one-ri©~1ta~^^                       esportatori, gli
    importatori notoriamente Interessati ed I ricorrenti, dando la
    possibilità alle parti Interessate di presentare le proprie
    osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione orale.
5.  I produttori comunitari, gli esportatori ed alcuni importatori hanno
    presentato le proprie osservazioni per iscritto.
6.  Gli esportatori della Romania, della Polonia, della Repubblica
    democratica tedesca, della Bulgaria nonché tre Importatori hanno
    chiesto un'audizione orale, Il che è stato loro concesso.
(5) GU C 162 del 21.6.1988, pag. 9.
                                                                           £
 ---pagebreak---                                    - 3 -
7.  La Commissione ha raccolto e verificato tutte le Informazioni ritenute
    necessarie al fini di una determinazione del dumping, del pregiudizio e
    delle minacce di pregiudizio ed ha proceduto ad un controllo In loco
    presso tutti i produttori comunitari, e cioè:
    - Solvay, Belgio
    - Solvay, Francia
    - Rhône-Poulenc, Francia
    - Solvay, Ital la
    - Chemlsche Fabrlk Kalk, Germania
    - Matthes & Weber, Germania
    - Deutsche Solvay, Germania
    - Akzo, Paesi Bassi
    - ICI, Regno Un I to
    - Solvay, Spagna
    - Soda Povoa, Portogallo
    nonché presso I principali importatori Interessati:
    - Brenntag UK Ltd, Regno Unito
    - Helm AG, Germania
    - Megachem, Germania.
8.  La Commissione ha visitato altresì II produttore del paese di
    riferimento, e cioè la ditta "Industria del Alcali SA", Monterrey,
    Mess I co.
9.  L'Inchiesta sulle pratiche di dumping e sulle differenze di prezzo ha
    riguardato II periodo compreso tra II 1° gennaio 1987 ed II
    31 maggio 1988.
B. DUMPING
I) Valore normale
10. Per determinare se le Importazioni proven lent I dal la Bulgaria, dalla
    Repubblica democratica tedesca, dalla Polonia, dalla Romania e
    dall'Unione Sovietica erano state oggetto di dumping, la Commissione,
    dato che non si tratta di paesi ad economia di mercato, ha dovuto a
    procedere alla determinazione del valore normale In un paese ad
                                                                            (e
 ---pagebreak---                                    - 4 -
    economia di mercato. A questo proposito I ricorrenti avevano proposto
    che venissero presi in considerazione I prezzi di vendita del prodotto
    simile praticati sul mercato giapponese.
11. Alcuni esportatori hanno manifestato il proprio disaccordo su questa
    proposta, adducendo che alcuni elementi essenziali del costo di
    produzione del carbonato di sodio, In particolare a livello di materie
    prime, devono essere Importati, comportando pertanto prezzi di vendita
    elevati sul mercato interno giapponese. Inoltre I quattro produttori
    giapponesi, debitamente contattati dai servizi della Commissione, hanno
    rifiutato di collaborare.
12. GII esportatori hanno contestato altresì la scelta dell'Austria, dove
    il solo produttore locale è protetto da un controllo del prezzi e da un
    sistema di licenze all'Importazione, situazione che si traduce in
    prezzi di vendita elevati sul mercato Interno.
13. La Commissione ha successivamente contattato il produttore canadese,
    che ha rifiutato di collaborare.
14. Alcuni esportatori hanno chiesto che, come base per la determinazione
    del valore normale, vengano presi In considerazione I prezzi di vendita
    del produttori comunitari. Questa soluzione può tuttavia essere
    applicata, a norma dell'articolo 2, paragrafo 5, lettera e) del
    regolamento (CEE) n. 2423/88, unicamente qualora non sia
    possibile prendere In considerazione, come paese di riferimento, un
    paese non membro della Comunità.
15. Stando cosi le cose, la Commissione ha infine scelto II Messico come
    paese di riferimento, dati soprattutto I seguenti elementi:
    - la disponibilità delle materie prime di origine mess lena;
    - l'analogia del processi di fabbricazione, detti processi Solvay,
      basati sulla fabbricazione del carbonato di sodio per via sintetica
      piuttosto che naturale;
    - l'equivalenza di qualità tra II carbonato di sodio originario del
      Messico e quello originarlo dei paesi esportatori e produttori
      interessati ;
    - Il fatto che la produzione avvenga su vasta scala;
                                                                            V
 ---pagebreak---                                     - 5 -
    - !a situazione di concorrenza del mercato messicano, con due
      produttori locali e Importazioni sostanziali provenienti dagli Stati
      Uniti su un mercato aparto (nessuna restrizione quantitativa e un
      dazio doganale del 10%, analogo In proporzione al dazio della dogana
      comunitaria). I prezzi di vendita messicani, vicini a quelli
      dell'industria comunitaria, consentono di realizzare profitti che non
      sembrano eccessivi;
    - il fatto che II prodotto sia venduto sul mercato messicano in
      quantitativi sufficienti per servire da base di riferimento; Infatti
       la quasi totalità delle vendite di carbonato di sodio dei produttori
      messicani viene realizzata sul mercato nazionale.
    La Commissione ha concluso quindi che era opportuno calcolare li valore
    normale su questa base.
16. DI conseguenza la Commissione ha basato la propria determinazione del
    valore normale sul prezzi di vendita medi, al netto da qualsiasi
    riduzione e sconto diretto effettivamente praticati nel 1987-1988
    (5 primi mesi) sul mercato Interno messicano per il carbonato di sodio
    leggero In sacchetti e sfuso. I prezzi sono stati calcolati in dollari
    USA per neutralizzare l'effetto Inflazionistico che colpisce la valuta
    mess Icana.
il) Prezzo all'esportazione
17. I prezzi all'esportazione sono stati determinati, ogni volta che ciò
    era possibile, In base al prezzi effettivamente pagati dagli
    Importatori comunitari Indipendenti agli esportatori Interessati. Le
    verifiche effettuate dalla Commissione hanno riguardato oltre II 70%
    delle Importazioni nel la Comunità.
    I prezzi all'esportazione sono stati fissati per quantitativi entrati
    nel la Comunità per esservi effettivamente consumati oppure a scopo di
    perfezionamento attivo. Infatti il regolamento (CEE) n. 2423/88 del
    Consigilo non prevede un'esclusione delle merci esportate nella
    Comunità per siffatti scopi. Inoltre l'esclusione di Importazioni di
    merci entrate a scopo di perfezionamento attivo dalla base di calcolo
    dei prezzi all'esportazione aprirebbe la strada ad abusi in materia di
    procedura antidumping, dato che la successiva Immissione al
 ---pagebreak---                                     - 6 -
    consumo di questi prodotti nella Comunità potrebbe essere facilmente
    decisa dalle società Interessate e sarebbe difficile per la Commissione
    o per gli Stati membri poterlo provare. Non ò Inoltre escluso che I
    produttori comunitari possano subire un pregiudizio, avvenendo queste
    Importazioni in sospensione temporanea da dazi doganali, per effetto
    indiretto sul prezzi di mercato della Comunità oppure per un effetto di
    riduzione degli sbocchi offerti ai produttori.
Ili) Confronto
18. Nel confronto del valore normale con I prezzi all'esportazione, la
    Commissione ha tenuto conto, quando le circostanze lo richiedevano e a
    condizione che venissero fornite prove sufficienti, delle differenze
    che influiscono sulla confrontabilità dei prezzi; questi opportuni
    adeguamenti hanno riguardato soprattutto le condizioni di pagamento e
    di fornitura, dei costi di trasporto e di assicurazione, nonché le
    varie forme di condizionamento.
    Tutti I confronti sono stati effettuati alla stadio franco fabbrica.
Iv) Margini di dumping
19. Il confronto tra II valore normale e I prezzi all'esportazione per gli
    anni 1987-1988 mettono in rilievo l'esistenza di un dumping per le
    Importazioni provenienti dal paesi Interessati dall'Inchiesta, il cui
    margine è pari alla differenza tra II valore normale e I prezzi
    all'esportazione nella Comunità.
    L'entità di questi margini, espressa in percentuale del prezzo franco
    frontiera comunitaria, supera il 58% e oltre per la Polonia, Il 67% e
    oltre per la Bulgaria, Il 35% e oltre per la Romania e il 64% e oltre
    per la Repubblica democratica tedesca.
    Per quanto si riferisce all'Unione Sovietica, dal 1984 non ò stata
    fornita alcuna prova circa importazioni nella Comunità.
                                                                            <?
 ---pagebreak---                                    - 7 -
C. PREGIUDIZIO
20. La questione sulla quale la Commissione ha dovuto pronunciarsi è se la
    scadenza delle misure antidumping In vigore possa di nuovo arrecare
    pregiudizio.
I) Situazione attuale
21. Dopo l'entrata In vigore del dazi antidumping, le esportazioni nella
    Comunità originarle del paesi In questione restano limitate. Prima del
    1983 esse avevano raggiunto una quota di mercato del 17%.
    Successivamente quel tasso è sceso al 4% e si mantiene costante a
    questo livello. Nelle Importazioni sono comprese le transazioni
    effettuate nel quadro del regime di perfezionamento attivo; queste
    ultime comportano effettivamente anch'esse una riduzione degli sbocchi
    per l'Industria comunitaria ed esercitano un'influenza negativa sui
    prezzi praticati dal produttori comunitari.
22. Nello stesso periodo il mercato comunitario di carbonato di sodio è
    notevolmente diminuito. Il consumo comunitario di carbonato di sodio
    leggero, che nel 1982 ammontava a 1 800 000 t, è diminuito di circa il
    20% nel tre anni successivi. Questa situazione ha comportato sforzi di
    ristrutturazione e di razionalizzazione rilevanti nell'industria
    comunitaria, che si sono tradotti soprattutto In una riduzione della
    capacità globale di produzione del carbonato di sodio denso e leggero,
    passata da 7 300 000 t nel 1982 a 6 700 000 t nel 1985, tra l'altro
    mediante la chiusura di parecchie unità di produzione, mentre la
    produzione del paesi dell'Est sembra essere restata costante nel
    periodo 1983-1988. Dopo il 1985 la diminuzione del mercato comunitario
    è continuata ad una cadenza più lenta.
23. Questo calo è dovuto soprattutto alle restrizioni Imposte
    nell'utilizzazione di carbonato di sodio leggero nella fabbricazione di
    altri prodotti. Cosi il consumo comunitario di carbonato di sodio
    leggero è passato da 1 600 000 t nel 1985 a 1 460 000 t nel 1987,
    comportando una diminuzione delle vendite del I'Industrla comunitaria
    da 1 500 000 t a 1 250 000 t e della produzione da 1 754 000 a
    1 500 000 t.
                                                                            À0
 ---pagebreak---                                    - 8-
24. Quanto al prezzi delle importazioni, la Commissione ha stabilito che
    questi prezzi erano In media inferiori del 6-20% a quelli
    dell'Industria comunitaria nel periodo dell'inchiesta, ovvero del 15-
    40% previa deduzione del dazi antidumping.
    Dato il volume ridotto delle importazioni, queste sottoquotazIoni hanno
    avuto soltanto un effetto ridotto sul livello generale del prezzi.
    Tuttavia, In un certo numero di situazioni precise, In particolare sul
    mercati britannico e tedesco, i produttori comunitari sono stati
    costretti ad allinearsi sui prezzi più ridotti praticati dai paesi
    dell'Est sul mercato comunitario e a vendere, di conseguenza, ad un
    livello vicino al rispettivi costi di produzione.
25. La situazione finanziarla dell'Industria comunitaria, sebbene
    migliorata, resta delicata. Mentre una parte dell'industria comunitaria
    registra risultati relativamente soddisfacenti, un certo numero di
    imprese realizzano profitti modesti o perdite. Questo relativo
    miglioramento si spiega in parte con l'effetto delle misure di
    ristrutturazione, che hanno consentito di mantenere il tasso di
    utilizzazione delle capacità a circa l'80% - tasso minimo necessario ad
    una produzione continua, date le difficoltà di Immagazzinamento del
    prodotto In questione - In parte con le ripercussioni dei dazi
    antidumping sulle Importazioni In questione, ma soprattutto con
    l'attuale drastico calo dei prezzi dell'energia, principale fattore del
    costi di produzione; è opportuno Inoltre notare che I tassi di
    svalutazione applicati sul materiale di produzione sono spesso bassi,
    il che rischia di compromettere gli Investimenti necessari al
    mantenimento dell'efficacia e costituisce un pericolo tanto più grave,
    in quanto si tratta di un'Industria ad alto valore capitalistico.
    In conclusione, anche se la situazione di questa Industria è migliorata
    dopo l'Imposizione del dazi, essa resta fragile e tributaria
    dell'evoluzione congiunturale del prezzi delie materie prime.
                                                                            / u
 ---pagebreak---   II) Minaccia di pregiudizio
  26. Per valutare se, data la situazione, l'eventuale scadenza delle misure
      antidumping sia tale da comportare la ricomparsa di un forte
      pregiudizio per l produttori comunitari, sono stati presi In
      considerazione I seguenti elementi:
  a)  I vari paesi esportatori Interessati costituiscono, con 11 Mio di t di
      capacità di produzione, una fortissima proporzione della capacità di
      produzione mondiale. Attualmente la loro produzione cumulata si aggira
      sui 9 Mio di t, mentre II loro consumo Interno raggiunge circa
      8 Mio di t. Dato che II consumo ha tendenza a diminuire, ulteriori
      quantitativi divengono dlsponlblII per l'esportazione. Contrariamente
      al paesi della Comunità, l'Europa orientale mantiene capacità di
      produzione ed un livello di esportazioni molto elevato: secondo I dati
      disponibili, negli ultimi anni la Bulgaria ha esportato In media circa
      Il 70% della produzione annuale, che ammonta ad 1 Mio di t; la Romania
      ha esportato nello stesso periodo circa il 50% della propria
      produzione, la Polonia circa il 40% e la Germania orientale II 30%.
      L'Unione Sovietica, con una produzione di 5 Mio di t, ampiamente
m
      utilizzata per le proprie esigenze Interne, può peraltro disporre di un
      potenziale rilevante di esportazioni. Dato l'emergere di nuove unità di
      produzione In tutto II mondo, i paesi dell'Est rischiano di perdere
      alcuni degli sbocchi tradizionali. Stando cosi le cose, è realistico
      prevedere che forti quantitativi supplementari del prodotto originario
      del paesi In questione potrebbero essere convogliati verso la Comunità,
      anche se, come alcuni di questi paesi hanno sostenuto, gli scambi tra i
      paesi del COMECON si intensificano. Questa produzione potrebbe inoltre
      essere ampliata all'occorrenza, mediante una maggiore utilizzazione
      degli impianti attuali.
  b)  Quanto alla possibilità che questi paesi adottino una politica di
      esportazione più aggressiva nell'eventualità di una scadenza del dazi
      antidumping, è opportuno innanzitutto mettere in rilievo che la
      Comunità costituisce un mercato vicino e attraente per quanto si
      riferisce al livello del prezzi. Inoltre il dumping di questo prodotto
                                                                              y
 ---pagebreak---                                   -10-
   da parte degli esportatori del paesi dell'Est In questione esiste da
   lunga data, come Indicano I margini elevati di dumping rilevati
   nell'Inchiesta iniziale del 1979 e il riesame effettuato nel 1982. I
   paesi In questione hanno pertanto ottenuto una quota di mercato
   rilevante prima del 1983. Infine la presente Inchiesta ha messo In
   evidenza che gli esportatori In questione hanno continuato a praticare
   11 dump Ing.
   Stando cosi le cose, è significativo che gli esportatori Interessati
   abbiano sensibilmente aumentato le proprie esportazioni di carbonato di
   sodio denso verso la Comunità, prodotto non soggetto ad un dazio
   antidumping e che, nonostante un costo di produzione superiore, viene
   venduto, allo stesso prezzo del prodotto leggero. Il modo In cui I
   paesi In questione hanno deciso di evitare l dazi antidumping vendendo
   Il prodotto denso allo stesso prezzo di quello leggero per le
   applicazioni In cui I due prodotti sono Interscambiabili e riorientando
   la loro politica di marketing verso II prodotto denso è un'Indicazione
   della loro volontà di mantenersi sul mercato comunitario di questa
   famlglla di prodotti.
e) L'aumento delle esportazioni a prezzi di dumping colpirebbe l'Industria
   comunitaria - situata soprattutto In prossimità del propri sbocchi per
   I motivi esposti qui di seguito - In parecchi casi.
   RI ducendosi II mercato comunitario, una siffatta evoluzione
   comporterebbe necessariamente una diminuzione delle vendite Interne.
   Questa diminuzione non potrebbe essere compensata da maggiori sforzi
   sul mercati terzi, nei quali le possibilità di un'espansione degli
   sbocchi dell'Industria comunitaria sono limitati a causa dell'Incidenza
   delle spese di trasporto che è rilevante per questo prodotto, Il cui
   valore commerciale è scarso rispetto al volume. Le perdite di vendite
   dovrebbero quindi tradursi in una riduzione della produzione e
   dell'utilizzazione delle capacità esistenti.
   Ciò comprometterebbe In ampia misura I risultati del la rIstrutturazIone
   Intervenuti negli ultimi anni e avrebbe Inevitabilmente conseguenze
   negative per la redditività dell'Industria e per l'occupazione.
                                                                            A3
 ---pagebreak---                                    - 11 -
    A questo proposito è opportuno osservare che nell'Industria In
    questione, a causa del procedimento di fabbricazione continuo e del
    difficile immagazzinamento del prodotto, I contratti di vendita del
    carbonato di sodio sono generalmente stipulati con l negozianti o gli
    utilizzatori finali per un anno e riguardano grossi quantitativi. La
    perdita di un solo contratto può dunque tradursi, per un produttore
    comunitario, In una perdita sostanziale della quota di mercato.
27. Stando cosi le cose, il Consiglio ha concluso che la soppressione del
    dazio antidumping potrebbe portare alla ricomparsa di un pregiudizio
    rilevante per l produttori comunitari.
D. INTERESSE COMUNITARIO
28. Date le ripercussioni trascurabili, sul prezzi del prodotti che
    Incorporano o utilizzano II carbonato di sodio leggero, di qualsiasi
    aumento ragionevole del prezzi di questo prodotto, gli Interessi degli
    utilizzatori non sarebbero colpiti in modo rilevante dall'imposizione
    di dazi antidumping. D'altronde nessuno di essi ha formulato
    osservazioni.
29. Tenendo conto di questo elemento e delle conseguenze trascurabili che
    avrebbe II ritorno ad un livello elevato di Importazioni a prezzi di
    dumping sulla situazione ancora fragile di questa industria, il
    Consiglio ritiene che sia nell'Interesse della Comunità mantenere le
    misure In questione.
E. IMPEGNI
30. Due esportatori del prodotto In questione, informati sulle principali
    conclusioni dell'inchiesta, hanno offerto un Impegno riguardante le
    esportazioni di carbonato di sodio leggero verso la Comunità.
    Previa consultazione del comitato consultivo, la Commissione non ha
    accettato questi impsgnl ed ha informato gli esportatori interessati
    sul motivi della aua decisione.
 ---pagebreak---                                       - 12 -
F. NATURA ED ENTITÀ* DEL DAZIO
31. Allo scopo di eseludere II più possibile qualsiasi rischio di siuslone,
    sembra opportuno che le misure antidumping assumano la forma di un
    dazio variabile sulla base di un prezzo minimo. Dazi diversi dovrsbbero
    essere applicati alle vendite alla rinfusa e in sacchetti.
32. L'aliquota del dazio deve essere Inferiore al margine di dumping
    stabilito, se un'aliquota inferiore è sufficiente ad eliminare II
    pregiudizio. La sua soglia deve pertanto essere pari alla media
    ponderata dei costi di fabbricazione dei produttori comunitari,
    maggiorata di un profitto ragionevole che consenta di finanziare gli
    Investimenti neceeearl. Tenendo conto del capitale investito dal
    produttori comunitari, del suo rendimento normale e del rischio
    connesso, Il Consiglio è giunto alla conclusione che il margine di
    profitto ritenuto opportuno è dell'8%.
Date le considerazioni di cui sopra, l'Importo del dazio variabile viene
fissato:
    per II carbonato di sodio leggero sfuso, alla differenza tra il prezzo
    netto di 143 ECU/t e II prezzo netto franco frontiera dello Stato
    membro d'Importazione, non sdoganato, applicabile al primo importatore;
    per II carbonato di sodio leggero in sacchi aventi un peso unitario
    Inferiore a 500 kg, alla differenza tra il prezzo netto per tonnellata
    di 159 ECU e II prezzo netto franco frontiera dello Stato membro di
    Importazione, non sdoganato, applicabile al primo importatore.
     Inoltre,, l'industria    s o v i e t i c a , non avendo più
    esportato verso la Comunità carbonato di sodio dopo II 1984, non
    dovrebbe essere Inclusa nell'applicazione del dazio variabile In
    questione.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                                            AS
 ---pagebreak---                                        - 13 -
                                  - Articolo 1
1. Viene istituito un dazio antidumping definitivo sulle Importazioni di
   carbonato di sodio leggero di cui           ai codici       NC
    ex 2836 20 00       ed     ex      3823 90 98 orIglnarI o di Bulgaria,
   Romania, Repubblica democratica tedesca e Polonia.
2. L'importo di questo dazio è pari:
   - per tutte le Importazioni alla rinfusa: alla differenza tra il prezzo netto
     per tonnellata franco frontiera comunitaria, non sdoganate, e la
     somma di 143 ECU;
   - per tutte le importazioni In sacchi aventi un peso unitario Inferiore
     a 500 kg: alla differenza tra il prezzo netto per tonnellata, franco
      frontiera comunitaria, non sdoganata, e la somma di 159 ECU.
3. I prezzi franco frontiera comunitaria sono nsttl se le condizioni di
   vendita prevedono che il pagamento deve avvenire entro 30 giorni dalla
   data di spedizione. Essi vengono aumentati o diminuiti dello 0,70% per
   ciascun termine di pagamento di un meee in più o In meno.
4.  Ai fini del p r e s e n t e r e g o l a m e n t o , si intende per     carbonato
   di sodio leggero il carbonato di sodio non compresso, avsnte                 peso
   specifico Inferiore a 0,7 kg per dm3 e               forma di
   polvere o di grani   con      un diametro inferiore a 0,4 mm.
5. Si applicano le dieposizIoni vigenti                in materia di dazi doganali.
                                                                                     A
 ---pagebreak---                                    - 14 -
                                Art Icolo 2
Il presente regolamento entra In vigore il giorno successivo a quello della
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio In tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                          Per iI Conslgllo
                                                                            X4
 ---pagebreak--- Commissione delle Comunità europee
COM(89) 188 def.
Proposta di
REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di carbo-
nato di sodio leggero originario della Bulgaria, della Repubblica democra-
tica tedesca, della Polonia e della Romania
(presentata dalla Commissione al Consiglio)
5.4.1989
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L—2985 Lussemburgo
Serie: DOCUMENTI
 1 0 8 9 - 1 7 pag. - Formato cm 21,0 x 29.7
IT
ISSN: 0254-1505
ISBN: 92-77-48021-1
N. di catalogo : CB-CO-89-131-IT-C
 ---pagebreak---                                              ISSN 0254-1505
COM(89) 188 del
 DOCUMENTI
Proposta di
REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
che istituisce un dazio antidumping definitivo
sulle importazioni di carbonato di sodio leggero
originario della Bulgaria, della Repubblica
democratica tedesca, della Polonia e della
Romania
(presentata dalla Commissione al Consiglio)
 11                                         5.4.1989
N. di catalogo : CB-CO-89-131-IT-C
ISBN: 92-77-48021-1
€
COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE