CELEX: C2002/289/17
Language: it
Date: 2002-11-23 00:00:00
Title: Causa C-322/02: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sozialgericht Augsburg, con ordinanza 7 marzo 2002, nella causa Eva-Maria Weller contro Deutsche Angestellten-Krankenkasse

C 289/10                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         23.11.2002
3.  Se l’art. 141 CE, nonché l’art. 1 della direttiva 75/117/                                 il quale, secondo gli accordi, avrebbe potuto
    CEE, l’art. 5 della direttiva 76/207/CEE e il § 4 dell’accordo                            situarsi l’orario di lavoro (orario di lavoro
    quadro sul lavoro a tempo parziale siano da interpretare                                  potenziale), se il tempo di preavviso è inferiore
    nel senso che sussiste una disparità di trattamento                                       a
    obiettivamente non giustificata qualora un datore di
    lavoro escluda espressamente un accordo sull’organizza-                                   a.   14 giorni o
    zione e sulla durata dell’orario di lavoro con riguardo ai
    lavoratori part-time, per i quali è da supporre che in                                    b.   un limite adeguato.
    prevalenza siano le donne (circa 90 % donne e 10 %
    uomini), mentre con riguardo ai lavoratori a tempo pieno,
    per i quali è da supporre che le donne non siano in
    prevalenza in tale misura, sia la durata che in parte la
    ripartizione dell’orario di lavoro siano fissati già dalla
    legge o dal contratto collettivo.                                      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bun-
                                                                           desfinanzhof, con ordinanza 4 luglio 2002, nella causa
                                                                                     Finanzamt Rendsburg contro Detlev Harbs
4.  Se l’art. 141 CE, nonché l’art. 1 della direttiva 75/117/
    CEE, l’art. 5 della direttiva 76/207/CEE e il § 4, ma anche                                      (Causa C-321/02)
    il § 1, lett. b), (promozione dello sviluppo del lavoro part-
    time) dell’accordo quadro sul lavoro a tempo parziale                                             (2002/C 289/16)
    siano da interpretare nel senso che per compensare una
    disparità di trattamento obiettivamente non giustificata
    sia necessario ed ammissibile,                                         Con ordinanza 4 luglio 2002, pervenuta nella cancelleria della
                                                                           Corte il 13 settembre 2002, nella causa Finanzamt Rendsburg
                                                                           contro Detlev Harbs, il Bundesfinanzhof ha sottoposto alla
    A.    con riguardo alla durata dell’orario di lavoro partire           Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
          dal presupposto di una determinata durata e in caso
                                                                           pregiudiziali:
          affermativo
                                                                           Se i canoni di locazione — come anche il resto del fatturato
          1.      del normale orario di lavoro o                           — percepiti dal proprietario di un’azienda agricola, il quale
                                                                           —     cede ad un altro agricoltore una parte della sua azienda
          2.      del più elevato orario di lavoro effettivamente                (l’intero allevamento di bestiame da latte) e dà in locazione
                  seguito, purché il datore di lavoro non provi                  allo stesso i beni economici necessari alla produzione, e
                  che esso sia da ricondurre ad un fabbisogno di
                  lavoro particolarmente elevato esistente in quel         —     anche dopo la locazione continua a praticare in misura
                  momento, o                                                     non trascurabile l’attività agricola,
                                                                           possano essere soggetti al regime comune forfettario per i
          3.      del fabbisogno lavorativo da accertare per il            produttori agricoli di cui all’art. 25 della direttiva 77/388/CEE,
                  momento della conclusione del contratto o                o se i proventi della locazione debbano essere tassati secondo
                                                                           la normativa generale. Fino alla decisione della Corte di
                                                                           Giustizia delle Comunità Europee il procedimento in cassazio-
          4.      dell’orario di lavoro settimanale medio, nonché          ne è sospeso.
    B.    con riguardo all’organizzazione dell’orario di lavoro
          riconoscere al lavoratore, per compensare i maggiori
          impegni dello stesso dovuti alla flessibilità e i
          vantaggi da ciò derivanti al datore di lavoro                    Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sozial-
                                                                           gericht Augsburg, con ordinanza 7 marzo 2002, nella
                                                                           causa Eva-Maria Weller contro Deutsche Angestellten-
          1.      una «adeguata» maggiorazione della retribuzio-                                       Krankenkasse
                  ne oraria da determimare nel singolo caso, o
                                                                                                     (Causa C-322/02)
          2.      una maggiorazione minima, che spetta ai lavo-
                  ratori a tempo pieno che lavorano oltre il                                          (2002/C 289/17)
                  normale orario (8 ore giornaliere o 40 ore
                  settimanali), o
                                                                           Con ordinanza 7 marzo 2002, pervenuta nella cancelleria della
                                                                           Corte il 16 settembre 2002, nella causa Eva-Maria Weller
          3.      indipendentemente dalla durata dell’orario di            contro Deutsche Angestellten-Krankenkasse, il Sozialgericht
                  lavoro effettivo, un compenso per il tempo,              Augsburg ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità
                  non retribuito come orario di lavoro, durante            europee le seguenti questioni pregiudiziali:
 ---pagebreak--- 23.11.2002                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         C 289/11
1)     Se i §§ 16 e 18 del Sozialgesetzbuch — Gesetzliche                    un progetto «Nuovo gruppo con turbina e generatrice adattato
       Krankenversicherung (codice della previdenza sociale                  alle basse cadute», la risoluzione del quale è stata dichiarata
       — regime obbligatorio di assicurazione malattia, in                   dalla Commissione ai sensi dell’art. 8 del contratto medesimo.
       prosieguo: lo «SGB V»), che subordinano all’autorizzazio-             Il contratto è disciplinato dal diritto francese e le parti hanno
       ne dell’ente previdenziale dell’affiliato il rimborso delle           convenuto di sottoporre alla Corte di giustizia delle Comunità
       spese relative a cure dentarie prestate da un dentista di un          europee tutte le eventuali controversie.
       altro Stato membro, siano in contrasto con gli artt. 59 e
       60 del Trattato CE anche quando il regime nazionale
       obbligatorio di assicurazione malattia è improntato al
       principio della prestazione in natura (e non al principio
       del rimborso delle spese, come nel caso oggetto della
       sentenza 28 aprile 1998, causa C-158/96 ( 1), Kohll).
2)     Qualora la questione sub 1) dovesse essere risolta nel                Ricorso della SAT.1 SatellitenFernsehen GmbH contro la
       senso che la convenuta, per motivi attinenti al diritto               sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità
       comunitario, è obbligata a rimborsare le spese sostenute              europee (seconda sezione) 2 luglio 2002 nella causa T-323/
       per cure dentarie prestate all’estero (nel caso di specie             00, SAT.1 SatellitenFernsehen GmbH contro Ufficio per
       nella Repubblica d’Austria), se il diritto al rimborso debba          l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e
       essere riferito alle spese effettivamente sorte e sopportate,         modelli), presentato il 18 settembre 2002 (Fax: 12.9.2002)
       ovvero agli importi previsti dal regime nazionale (nel
       caso di specie della Repubblica federale di Germania) di
       assicurazione malattia.                                                                       (Causa C-329/02 P)
( 1) Racc. 1998, pag. I-1931.                                                                          (2002/C 289/19)
                                                                             Il 18 settembre 2002 (Fax: 12.9.2002) la SAT.1 Satelliten-
                                                                             Fernsehen GmbH, rappresentata dal sig. Reinhard Schneider,
                                                                             Rechtsanwalt, dello studio legale Büsing, Müffelmann & Theye,
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                        Marktstraße 3, D-28195 Bremen, con domicilio eletto in
tro la Società a responsabilità limitata di diritto francese                 Lussemburgo, ha presentato, dinanzi alla Corte di giustizia
Hydrowatt («Hydrowatt»), presentato il 16 settembre                          delle Comunità europee, un ricorso contro la sentenza del
                                 2002                                        Tribunale di primo grado delle Comunità europee (seconda
                                                                             sezione) 2 luglio 2002 nella causa T-323/00, SAT.1 Satelliten-
                           (Causa C-323/02)                                  Fernsehen GmbH contro Ufficio per l’armonizzazione nel
                                                                             mercato interno (marchi, disegni e modelli).
                            (2002/C 289/18)
                                                                             La ricorrente chiede che la Corte voglia:
Il 16 settembre 2002 la Commissione delle Comunità europee,                  1.    annullare la sentenza impugnata ( 1) nella parte in cui il
rappresentata dal sig. H. Støvlbæk, in qualità di agente, nonché                   ricorso ( 2) è stato respinto conformemente alle richieste
dall’avv. E. Cabau, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha                        presentate al Tribunale;
proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
un ricorso contro la Società a responsabilità limitata di diritto            2.    condannare l’Ufficio a sopportare le spese del procedi-
francese Hydrowatt («Hydrowatt»).                                                  mento.
La Commissione delle Comunità europee conclude che la
Corte voglia condannare la Hydrowatt:
                                                                             Motivi e principali argomenti
—      al pagamento alla Commissione della somma pari a
       25 109 euro in sorte capitale, oltre interessi di mora pari
       a 23 422,91 euro, per un totale di 48 531,91 euro;                    —     Violazione dell’art. 7, n. 1, lett. b) del regolamento
                                                                                   del Consiglio n. 40/94, sul marchio comunitario (in
—      al pagamento alla Commissione delle spese del presente                      prosieguo: il «regolamento»): il Tribunale è incorso nell’er-
       procedimento.                                                               rore di diritto che anche l’art. 7, n. 1, lett. b), del
                                                                                   regolamento perseguisse la finalità di interesse generale
                                                                                   che i segni a cui tale disposizione si riferisce possano
                                                                                   essere liberamente utilizzati da tutti. Non vi è tuttavia
Motivi e principali argomenti
                                                                                   alcuna ragione evidente per supporre che indicazioni, a
                                                                                   cui manchi solo l’idoneità a distinguere prodotti o servizi
Il ricorso è diretto al rimborso della parte di sovvenzione                        secondo la loro provenienza, debbano necessariamente
concessa per effetto di un contratto volto alla realizzazione di                   essere oggetto di libero uso. Pertanto nel presente caso il