CELEX: 42015X1120(01)
Language: it
Date: 2015-11-20 00:00:00
Title: Regolamento n. 16 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) — Prescrizioni uniformi relative all’omologazione di:

20.11.2015   
               
               
                  IT
               
               
                  Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
               
               
                  L 304/1
               
            Solo i testi UN/ECE originali hanno efficacia giuridica ai sensi del diritto internazionale pubblico. Lo status e la data di entrata in vigore del presente regolamento devono essere controllati nell’ultima versione del documento UN/ECE TRANS/WP.29/343, reperibile al seguente indirizzo:
      http://www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29fdocstts.html
      Regolamento n. 16 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) — Prescrizioni uniformi relative all’omologazione di:
      
                  I.
               
               
                  cinture di sicurezza, sistemi di ritenuta, sistemi di ritenuta per bambini e sistemi di ritenuta per bambini ISOFIX per gli occupanti dei veicoli a motore
               
            
                  II.
               
               
                  veicoli muniti di cinture di sicurezza, cicalino delle cinture di sicurezza, sistemi di ritenuta, sistemi di ritenuta per bambini, sistemi di ritenuta per bambini ISOFIX e sistemi di ritenuta per bambini i-Size [2015/2059]
               
            Comprendente tutti i testi validi fino a:
      Supplemento 5 della serie di modifiche 06 – Data di entrata in vigore: 10 giugno 2014
      INDICE
      REGOLAMENTO
      
                  1.
               
               Campo di applicazione
               
            
                  2.
               
               Definizioni
               
            
                  3.
               
               Domanda di omologazione
               
            
                  4.
               
               Marcature
               
            
                  5.
               
               Omologazione
               
            
                  6.
               
               Specifiche
               
            
                  7.
               
               Prove
               
            
                  8.
               
               Prescrizioni relative all’installazione sul veicolo
               
            
                  9.
               
               Conformità della produzione
               
            
                  10.
               
               Sanzioni in caso di non conformità della produzione
               
            
                  11.
               
               Modifiche ed estensione dell’omologazione del tipo di veicolo o del tipo di cintura di sicurezza o di sistema di ritenuta
               
            
                  12.
               
               Cessazione definitiva della produzione
               
            
                  13.
               
               Istruzioni
               
            
                  14.
               
               Nomi e indirizzi dei servizi tecnici che effettuano le prove di omologazione e delle autorità di omologazione
               
            
                  15.
               
               Disposizioni transitorie
               
            ALLEGATI
      
                  1A
               
               Notifica concernente il rilascio, l’estensione, il rifiuto o la revoca dell’omologazione ovvero la cessazione definitiva della produzione di un tipo di veicolo riguardo a cinture di sicurezza conformi al regolamento n. 16
               
            
                  1B
               
               Notifica concernente il rilascio, l’estensione, il rifiuto o la revoca dell’omologazione ovvero la cessazione definitiva della produzione di un tipo di cintura di sicurezza o di sistema di ritenuta per occupanti adulti di veicoli a motore conformi al regolamento n. 16
               
            
                  2.
               
               Esempi di marchi di omologazione
               
            
                  3.
               
               Schema di apparecchio per provare la resistenza del meccanismo dei riavvolgitori
               
            
                  4.
               
               Schema di apparecchio per provare il bloccaggio dei riavvolgitori a bloccaggio di emergenza
               
            
                  5.
               
               Schema di apparecchio per provare la resistenza alla polvere
               
            
                  6.
               
               Descrizione del carrello, del sedile, degli ancoraggi e del dispositivo di arresto
               
            
                  7.
               
               Descrizione del manichino
               
            
                  8.
               
               Descrizione della curva di decelerazione o di accelerazione del carrello in funzione del tempo
               
            
                  9.
               
               Istruzioni
               
            
                  10.
               
               Prova della fibbia comune a due cinture
               
            
                  11.
               
               Prove di abrasione e di microscorrimento
               
            
                  12.
               
               Prova di corrosione
               
            
                  13.
               
               Ordine delle prove
               
            
                  14.
               
               Controllo della conformità della produzione
               
            
                  15.
               
               Procedura per determinare il punto «H» e l’angolo effettivo di inclinazione del tronco per posti a sedere di veicoli a motore
               
            
                  16.
               
               Installazione delle cinture di sicurezza con indicazione dei tipi di cintura e di riavvolgitore
               
            
                  17.
               
               Prescrizioni relative all’installazione di cinture di sicurezza e di sistemi di ritenuta destinati a occupanti adulti di veicoli a motore su sedili rivolti nel senso della direzione di marcia e all’installazione di sistemi di ritenuta per bambini ISOFIX nonché di sistemi di ritenuta per bambini i-Size
               
            
                  18.
               
               Prove da effettuare sul cicalino delle cinture di sicurezza
               
            1.   CAMPO DI APPLICAZIONE
      Il presente regolamento si applica:
      
                  1.1.
               
               
                  ai veicoli appartenenti alle categorie M, N, O, L2, L4, L5, L6, L7 e T (1) riguardo all’installazione di cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta destinati a essere usati separatamente, cioè come dispositivi individuali, da occupanti adulti di sedili rivolti nel senso della direzione di marcia, in senso opposto alla direzione di marcia o verso i lati del veicolo;
               
            
                  1.2.
               
               
                  alle cinture di sicurezza e ai sistemi di ritenuta destinati a essere usati separatamente, cioè come dispositivi individuali, da occupanti adulti di sedili rivolti nel senso della direzione di marcia, all’indietro o verso i lati del veicolo e ad essere installati sui veicoli appartenenti alle categorie M, N, O, L2, L4, L5, L6, L7 e T1;
               
            
                  1.3.
               
               
                  ai veicoli appartenenti alle categorie M1 ed N1
                     1 riguardo all’installazione di sistemi di ritenuta per bambini, di sistemi di ritenuta per bambini ISOFIX e di sistemi di ritenuta per bambini i-Size;
               
            
                  1.4.
               
               
                  ai veicoli appartenenti alla categoria M1 riguardo al cicalino delle cinture di sicurezza (2).
               
            
                  1.5.
               
               
                  A richiesta del fabbricante, ciò si applica anche all’installazione di sistemi di ritenuta per bambini e di sistemi di ritenuta per bambini ISOFIX destinati a essere installati su veicoli appartenenti alle categorie M2 ed M3
                     1.
               
            
                  1.6.
               
               
                  A richiesta del fabbricante, ciò si applica anche a cinture di sicurezza destinate a essere installate su sedili rivolti verso i lati di veicoli appartenenti alla categoria M3 (classe II, III e B1).
               
            
                  1.7.
               
               
                  A richiesta del fabbricante, ciò si applica anche all’installazione di sistemi di ritenuta per bambini i-Size, se il fabbricante del veicolo prevede posti a sedere i-Size.
               
            2.   DEFINIZIONI
      2.1.   Cintura di sicurezza (cintura)
      Un insieme di cinghie munite di fibbia di chiusura, di dispositivi di regolazione e di elementi di fissaggio, che può essere ancorato all’interno di un veicolo a motore e concepito per ridurre il rischio di lesioni dell’utilizzatore poiché in caso di collisione o improvvisa decelerazione del veicolo limita le possibilità di movimento del corpo dell’utilizzatore stesso. L’insieme di cui sopra viene generalmente denominato «cintura», termine che comprende anche eventuali dispositivi di assorbimento di energia o di riavvolgimento della cintura.
      L’insieme può essere provato e omologato come cintura di sicurezza o come sistema di ritenuta.
      2.1.1.   Cintura addominale
      Cintura a due punti che passa davanti al corpo dell’utilizzatore all’altezza del bacino.
      2.1.2.   Cintura diagonale
      Cintura che passa diagonalmente davanti al torace, a partire dall’anca fino alla spalla del lato opposto.
      2.1.3.   Cintura a tre punti
      Cintura che risulta essenzialmente dalla combinazione di una cintura addominale e di una cintura diagonale.
      2.1.4.   Cintura di tipo S
      Cintura diversa da una cintura a tre punti o da una cintura addominale.
      2.1.5.   Cintura a bretelle
      Cintura di tipo S costituita da una cintura addominale e da bretelle; una cintura a bretelle può essere dotata di una cinghia inguinale aggiuntiva.
      2.2.   Tipo di cintura
      Cinture di «tipo» diverso sono cinture che si differenziano in modo sostanziale le une dalle altre; le differenze possono riferirsi in particolare:
      
                  2.2.1.
               
               
                  a parti rigide (fibbia, elementi di fissaggio, riavvolgitore ecc.);
               
            
                  2.2.2.
               
               
                  al materiale, alla tessitura, alle dimensioni, al colore delle cinghie; oppure
               
            
                  2.2.3.
               
               
                  alla geometria della cintura.
               
            2.3.   Cinghia
      Elemento flessibile destinato a trattenere il corpo e a scaricare le sollecitazioni sugli ancoraggi della cintura.
      2.4.   Fibbia
      Dispositivo a slacciamento rapido che consente all’utilizzatore di essere trattenuto dalla cintura. La fibbia può incorporare il dispositivo di regolazione, ma non nel caso di una fibbia per cintura a bretelle.
      2.5.   Dispositivo di regolazione della cintura
      Dispositivo che consente di regolare di volta in volta la cintura secondo le esigenze dell’utilizzatore e la posizione del sedile. Il dispositivo di regolazione può far parte della fibbia, di un riavvolgitore oppure di qualsiasi altra parte della cintura di sicurezza.
      2.6.   Pretensionatore
      Dispositivo aggiuntivo o integrato per tendere la cinghia e ridurre il lasco della cintura in caso di collisione.
      2.7.   «Zona di riferimento», indica lo spazio tra due piani verticali longitudinali, distanti 400 mm e simmetrici rispetto al punto H, definito dalla rotazione da verticale a orizzontale del dispositivo di simulazione della testa descritto nel regolamento n. 21, allegato 1; Il dispositivo va posizionato come descritto in tale allegato del regolamento n. 21 e regolato su una lunghezza massima di 840 mm.
      2.8.   «Airbag», indica il dispositivo installato per integrare le cinture di sicurezza e i sistemi di ritenuta dei veicoli a motore; si tratta di un sistema che, in caso di urto violento del veicolo, gonfia automaticamente una struttura flessibile atta a limitare, grazie alla compressione dei gas in essa contenuti, le conseguenze del contatto di una o più parti del corpo di uno degli occupanti del veicolo con l’interno dell’abitacolo.
      2.9.   «Airbag passeggero», indica un airbag atto a proteggere l’occupante/gli occupanti di sedili diversi da quello del conducente in caso di collisione frontale.
      2.10.   «Ritenuta per bambini», indica un dispositivo di sicurezza quale descritto dai regolamenti n. 44 o n. 129.
      2.11.   «Rivolto all’indietro», significa orientato in direzione opposta alla normale direzione di marcia del veicolo.
      2.12.   Elementi di fissaggio
      Parti della cintura costituite dagli elementi di fissaggio necessari a fissarla agli ancoraggi.
      2.13.   Assorbitore di energia
      Dispositivo destinato a dissipare energia in modo indipendente dalla cinghia o insieme a essa e facente parte di una cintura.
      2.14.   Riavvolgitore
      Dispositivo che alloggia parzialmente o interamente la cinghia della cintura di sicurezza.
      2.14.1.   Riavvolgitore senza dispositivo di bloccaggio (tipo 1)
      Riavvolgitore che permette di srotolare la cinghia per tutta la sua lunghezza mediante una debole trazione esterna e che non consente alcuna regolazione della lunghezza della cinghia srotolata.
      2.14.2.   Riavvolgitore con dispositivo di bloccaggio manuale (tipo 2)
      Riavvolgitore il cui dispositivo di bloccaggio può essere disinserito manualmente per srotolare la cinghia nella lunghezza voluta e in grado di bloccarsi automaticamente quando lo srotolamento cessa.
      2.14.3.   Riavvolgitore con dispositivo di bloccaggio automatico (tipo 3)
      Riavvolgitore che consente di srotolare la cinghia nella lunghezza voluta e ne adatta automaticamente la lunghezza al corpo dell’utilizzatore quando la cintura è allacciata. L’ulteriore srotolamento della cinghia non può avvenire senza un intervento intenzionale dell’utilizzatore.
      2.14.4.   Riavvolgitore con dispositivo di bloccaggio di emergenza (tipo 4)
      Riavvolgitore che in condizioni normali di guida non limita la libertà di movimento dell’utilizzatore. Questo tipo di riavvolgitore ha un dispositivo di regolazione della lunghezza che adatta automaticamente la cinghia al corpo dell’utilizzatore e un meccanismo di bloccaggio azionato, in caso di emergenza, da:
      
                  2.14.4.1.
               
               
                  una decelerazione del veicolo (sensibilità unica);
               
            
                  2.14.4.2.
               
               
                  una combinazione di decelerazione del veicolo, di movimento della cinghia o di qualsiasi altro automatismo (sensibilità multipla).
               
            2.14.5.   Riavvolgitore con dispositivo di bloccaggio di emergenza a soglia di risposta più alta (tipo 4N)
      Riavvolgitore del tipo definito al paragrafo 2.14.4, ma con caratteristiche particolari in considerazione del suo impiego in veicoli appartenenti alle categorie M2, M3, N1, N2 ed N3
          (3).
      2.14.6.   Dispositivo di regolazione in altezza della cintura
      Dispositivo che consente di regolare la posizione in altezza della parte di fissaggio superiore della cintura in base alle esigenze individuali dell’utilizzatore e alla posizione del sedile. Tale sistema può essere considerato parte della cintura oppure parte dell’ancoraggio della cintura.
      2.15.   Ancoraggi della cintura
      Parti della struttura del veicolo o della struttura del sedile o di qualsiasi altra parte del veicolo alle quali devono essere fissate le cinture di sicurezza.
      2.16.   Tipo di veicolo, per quanto riguarda le cinture di sicurezza e i sistemi di ritenuta
      Categoria di veicoli a motore che non presentano fra loro differenze riguardo ad aspetti essenziali come le dimensioni, le forme e i materiali degli elementi della struttura del veicolo o del sedile o di un’altra parte del veicolo alla quale siano fissate le cinture di sicurezza e i sistemi di ritenuta.
      2.17.   Sistema di ritenuta
      Sistema destinato a un tipo specifico di veicolo o a un tipo definito dal fabbricante del veicolo e accettato dal servizio tecnico, composto da un sedile e una cintura fissati al veicolo con mezzi adeguati, munito inoltre di una serie di elementi che, limitando la mobilità del corpo in caso di decelerazione improvvisa del veicolo, concorrono a ridurre il rischio di lesioni per l’utilizzatore.
      2.18.   Sedile
      Struttura, che può anche non far parte integrante della struttura del veicolo, completa di rivestimento, che serve a far sedere un adulto. Il termine indica sia sedili singoli sia la parte di un sedile a panchina corrispondente a un posto singolo.
      
               
                  2.18.1.
               
               
                  «Sedile anteriore del passeggero», indica il sedile il cui «punto H più avanzato» si trova nel piano trasversale verticale che attraversa il punto R del conducente o davanti ad esso.
               
            
               
                  2.18.2.
               
               
                  «Sedile orientato nel senso della direzione di marcia», indica un sedile, utilizzabile a veicolo in movimento, rivolto verso la parte anteriore del veicolo stesso in modo che il piano verticale di simmetria del sedile formi un angolo compreso tra + 10o e – 10o con il piano verticale di simmetria del veicolo.
               
            
               
                  2.18.3.
               
               
                  «Sedile orientato in senso contrario alla direzione di marcia», indica un sedile, utilizzabile a veicolo in movimento, rivolto verso la parte posteriore del veicolo stesso in modo che il piano verticale di simmetria del sedile formi un angolo compreso tra + 10o e – 10o con il piano verticale di simmetria del veicolo.
               
            
               
                  2.18.4.
               
               
                  «Sedile rivolto verso un lato del veicolo», indica un sedile utilizzabile a veicolo in movimento e rivolto verso un lato del veicolo in modo che il piano verticale di simmetria del sedile formi un angolo di 90o (± 10o) con il piano verticale di simmetria del veicolo.
               
            2.19.   Gruppo di sedili
      Sedile del tipo a panchina oppure sedili separati, ma adiacenti (cioè fissati in modo che gli ancoraggi anteriori di un sedile siano allineati con quelli anteriori o posteriori di un altro sedile, oppure si trovino tra gli ancoraggi di quest’ultimo), che offrono uno o più posti a sedere per adulti.
      2.20.   Sedile a panchina
      Struttura, completa di rivestimento, su cui può sedere più di una persona adulta.
      2.21.   Sistema di regolazione del sedile
      Il complesso di dispositivi che permette di regolare il sedile o le sue parti in una posizione adeguata alla morfologia di chi occupa il sedile; il sistema di regolazione può permettere in particolare:
      
                  2.21.1.
               
               
                  uno spostamento in senso longitudinale;
               
            
                  2.21.2.
               
               
                  uno spostamento in senso verticale;
               
            
                  2.21.3.
               
               
                  uno spostamento angolare.
               
            2.22.   Ancoraggio del sedile
      Sistema mediante il quale l’insieme del sedile e le parti interessate della struttura del veicolo vengono fissate alla struttura del veicolo.
      2.23.   Tipo di sedile
      Categoria di sedili che non differiscono fra loro in elementi essenziali quali:
      
                  2.23.1.
               
               
                  forma, dimensioni e materiali della struttura del sedile;
               
            
                  2.23.2.
               
               
                  tipo e dimensioni dei sistemi di regolazione e di bloccaggio dei sedili;
               
            
                  2.23.3.
               
               
                  tipo e dimensioni dell’ancoraggio della cintura al sedile, dell’ancoraggio del sedile e delle parti interessate della struttura del veicolo.
               
            2.24.   Sistema di spostamento del sedile
      Dispositivo che consente al sedile o a una delle sue parti uno spostamento angolare o longitudinale, senza posizione intermedia fissa (per agevolare l’accesso ai passeggeri).
      2.25.   Sistema di bloccaggio del sedile
      Dispositivo che mantiene il sedile e le sue parti in una posizione d’impiego.
      2.26.   Pulsante incassato di apertura della fibbia
      Pulsante di apertura della fibbia tale che sia impossibile sganciare la fibbia usando una sfera di 40 mm di diametro.
      2.27.   Pulsante non incassato di apertura della fibbia
      Pulsante di apertura della fibbia tale che sia possibile sganciare la fibbia usando una sfera di 40 mm di diametro.
      2.28.   Dispositivo di riduzione della tensione
      Dispositivo incorporato nel riavvolgitore che riduce automaticamente la tensione della cinghia quando la cintura di sicurezza è allacciata. Quando viene slacciata, tale dispositivo si disattiva automaticamente.
      2.29.   «ISOFIX», è un sistema per fissare i sistemi di ritenuta per bambini (in prosieguo, SRB) ai veicoli, formato da due ancoraggi rigidi sul veicolo, cui corrispondono due attacchi rigidi sull’SRB e atto a limitare la rotazione longitudinale dell’SRB.
      2.30.   «Sistema di ritenuta per bambini ISOFIX», indica un SRB, che soddisfa i requisiti del regolamento n. 44 o del regolamento 129, che va fissato a un sistema di ancoraggi ISOFIX conforme alle prescrizioni del regolamento n. 14.
      2.31.   «Posizione ISOFIX», indica un sistema che permette di installare:
      
                  a)
               
               
                  un SRB ISOFIX universale rivolto nel senso della direzione di marcia, quale definito nel regolamento n. 44,
               
            
                  b)
               
               
                  o un SRB ISOFIX semi-universale ISOFIX rivolto nel senso della direzione di marcia, quale definito nel regolamento n. 44,
               
            
                  c)
               
               
                  o un SRB ISOFIX semi-universale rivolto in senso contrario alla direzione di marcia, quale definito nel regolamento n. 44,
               
            
                  d)
               
               
                  o un SRB ISOFIX semi-universale orientato lateralmente, quale definito nel regolamento n. 44,
               
            
                  e)
               
               
                  o un SRB ISOFIX per la categoria veicoli speciali, quale definito nel regolamento n. 44
               
            
                  f)
               
               
                  o un SRB ISOFIX i-Size, quale definito nel regolamento n. 129
               
            
                  g)
               
               
                  oppure un SRB ISOFIX per la categoria veicoli speciali, quale definito nel regolamento n. 129.
               
            2.32.   «Sistema di ancoraggi ISOFIX», indica un sistema formato da due ancoraggi inferiori ISOFIX che soddisfa i requisiti del regolamento n. 14, cui può essere applicato un SRB ISOFIX associato a un dispositivo antirotazione.
      2.33.   «Ancoraggio inferiore ISOFIX», indica una sbarra orizzontale rigida, cilindrica, del diametro di 6 mm, applicata al veicolo o al telaio del sedile per accogliere e ritenere un SRB ISOFIX munito di fissaggi ISOFIX;
      2.34.   «Dispositivo antirotazione»
      
      
                  a)
               
               
                  Il dispositivo antirotazione degli SRB ISOFIX universali, è costituito dall’ancoraggio di fissaggio superiore (top-tether) ISOFIX;
               
            
                  b)
               
               
                  per gli SRB ISOFIX semi-universali, il dispositivo antirotazione è costituito dal top-tether, dalla plancia del veicolo o da una gamba di sostegno progettata per limitare la rotazione dell’SRB in caso di impatto frontale;
               
            
                  c)
               
               
                  un dispositivo antirotazione per un SRB i-Size consiste nel top-tether o in una gamba di sostegno in grado di limitare la rotazione dell’SRB in caso di urto frontale;
               
            
                  d)
               
               
                  per SRB ISOFIX, i-Size, universali e semi-universali, il sedile del veicolo di per sé non costituisce un dispositivo antirotazione.
               
            2.35.   «Ancoraggio del top-tether ISOFIX» indica un dispositivo che soddisfa i requisiti del regolamento n. 14, come una sbarra posta in una zona ben definita, destinato a ricevere la cinghia di connessione del top-tether ISOFIX e a trasferire la sua forza di ritenuta alla struttura del veicolo.
      2.36.   «Dispositivo di guida», indica un dispositivo che facilita l’installazione dell’SRB ISOFIX guidando fisicamente gli attacchi ISOFIX dell’SRB ISOFIX in modo che si allineino correttamente agli ancoraggi inferiori ISOFIX per facilitarne l’aggancio.
      2.37.   «Marcatura ISOFIX», indica l’informazione che segnala a chi installi un SRB ISOFIX le posizioni ISOFIX sul veicolo e la posizione di ciascun sistema di ancoraggio ISOFIX corrispondente.
      2.38.   «Modello di ritenuta per bambini» (MRB), indica una sagoma corrispondente a una delle otto classi di taglia ISOFIX di cui all’allegato 17, appendice 2, paragrafo 4, del presente regolamento, in particolare quelle le cui quote sono indicate nelle figure da 1 a 7 del summenzionato paragrafo 4. Tali MRB sono usati nel presente regolamento per verificare quali sono le classi di taglia degli SRB ISOFIX che possano essere montate sulle posizioni ISOFIX dei veicoli. Una delle sagome di MRB, la cosiddetta ISO/F2 (B), illustrata nel suddetto paragrafo 4, figura 2, è impiegata nel regolamento n. 14 per verificare la posizione di montaggio e l’accessibilità di ciascuno dei sistemi di ancoraggio ISOFIX.
      2.39.   «Volume entro il quale deve rientrare la gamba di sostegno i-Size», indica uno spazio che permette di valutare la compatibilità dimensionale e geometrica tra la gamba di sostegno di un SRB i-Size e un posto a sedere i-Size di un veicolo.
      2.40.   «Posto a sedere i-Size», indica, se definito dal costruttore del veicolo, un posto che è destinato ad accogliere un SRB i-Size, quale definito nel regolamento n. 129 e che soddisfa i requisiti di cui al presente regolamento.
      2.41.   «Cicalino delle cinture di sicurezza», indica un sistema che avvisa il conducente se non indossa la cintura di sicurezza. Il dispositivo rileva che una cintura di sicurezza è slacciata e dà al conducente due livelli di segnalazione: un allarme di primo livello e un allarme di secondo livello.
      2.42.   «Dispositivo di allarme ottico», indica un allarme dato mediante un segnale ottico (accensione di una spia, anche intermittente, comparsa di un simbolo o di un messaggio).
      2.43.   «Dispositivo di allarme acustico», indica un allarme dato mediante un segnale acustico.
      2.44.   «Allarme di primo livello», indica un dispositivo di allarme ottico che si accende quando si aziona l’interruttore di avviamento (a motore sia acceso che spento) senza che sia allacciata la cintura di sicurezza del conducente. È possibile aggiungervi un dispositivo di allarme acustico.
      2.45.   «Allarme di secondo livello», indica un allarme ottico e acustico che si attiva quando un conducente guida un veicolo senza allacciare la cintura.
      2.46.   «Cintura di sicurezza slacciata», indica a scelta del fabbricante che la fibbia della cintura di sicurezza del conducente non è agganciata o che la lunghezza della cinghia estratta dal riavvolgitore è inferiore a 100 mm.
      2.47.   «Veicolo in condizioni di funzionamento normali», indica che il veicolo si muove in avanti a una velocità superiore a 10 km/h.
      3.   DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
      3.1.   Tipo di veicolo
      
               
                  3.1.1.
               
               
                  La domanda di omologazione di un tipo di veicolo riguardo all’installazione delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta va presentata dal fabbricante del veicolo o dal suo mandatario.
               
            
               
                  3.1.2.
               
               
                  La domanda va corredata dei documenti seguenti in triplice copia e delle seguenti informazioni:
                  
                              3.1.2.1.
                           
                           
                              disegni in scala adeguata della struttura generale del veicolo, che descrivano in modo dettagliato le cinture di sicurezza, ne indichino la posizione e quella dei loro punti di fissaggio;
                           
                        
                              3.1.2.2.
                           
                           
                              descrizione tecnica dei materiali usati che potrebbero avere conseguenze sulla resistenza delle cinture di sicurezza;
                           
                        
                              3.1.2.3.
                           
                           
                              descrizione tecnica delle cinture di sicurezza;
                           
                        
                              3.1.2.4.
                           
                           
                              nel caso di cinture di sicurezza fissate alla struttura dei sedili:
                           
                        
                              3.1.2.5.
                           
                           
                              descrizione dettagliata del tipo di veicolo riguardo alla struttura dei sedili, dei loro ancoraggi e dei loro sistemi di regolazione e bloccaggio;
                           
                        
                              3.1.2.6.
                           
                           
                              disegni, in scala adeguata e sufficientemente dettagliati, dei sedili, dei loro ancoraggi al veicolo e dei loro sistemi di regolazione e di bloccaggio.
                           
                        
            
               
                  3.1.3.
               
               
                  A sua scelta, il fabbricante deve presentare al servizio tecnico che effettua le prove di omologazione un veicolo rappresentativo del tipo di veicolo da omologare o le parti del veicolo che tale servizio ritiene essenziali per le prove delle cinture di sicurezza.
               
            3.2.   Tipo di cintura di sicurezza
      
               
                  3.2.1.
               
               
                  La domanda di omologazione di un tipo di cintura di sicurezza deve essere presentata dal titolare del marchio commerciale o dal suo mandatario. Nel caso dei sistemi di ritenuta, la domanda di omologazione deve essere presentata dal titolare del marchio commerciale o dal suo mandatario, ovvero dal fabbricante del veicolo su cui tale sistema è destinato a essere installato o dal suo mandatario.
               
            
               
                  3.2.2.
               
               
                  La domanda va corredata della seguente documentazione:
                  
                              3.2.2.1.
                           
                           
                              una descrizione tecnica del tipo di cintura, indicante con precisione le cinghie e le parti rigide usate, accompagnata dai disegni delle parti che compongono la cintura; i disegni devono indicare la zona in cui vanno apposti il numero di omologazione e il/i simbolo/i aggiuntivo/i rispetto al cerchio del marchio di omologazione. La descrizione deve indicare il colore del modello presentato per l’omologazione e specificare il tipo di veicolo/i ai quali tale tipo di cintura è destinato. Nel caso dei riavvolgitori, devono essere fornite le istruzioni di montaggio del sensore; occorre fornire anche una relazione tecnica completa sulla struttura e sul funzionamento dei pretensionatori (dispositivi o sistemi) e dei loro eventuali sensori che ne descriva il metodo di attivazione e i metodi escogitati per evitarne l’attivazione involontaria. Nel caso di un sistema di ritenuta la descrizione deve comprendere: i disegni della struttura del veicolo e dei sedili, del sistema di regolazione e delle parti di fissaggio, indicanti in scala adeguata e con un grado di dettaglio sufficiente i punti di ancoraggio dei sedili, delle cinture e dei rinforzi; una descrizione tecnica dei materiali usati che potrebbero avere conseguenze sulla resistenza degli ancoraggi dei sedili e delle cinture; nonché una descrizione tecnica degli ancoraggi dei sedili e delle cinture. Se la cintura è stata progettata per essere fissata alla struttura del veicolo con un dispositivo che ne regoli l’altezza, la descrizione tecnica preciserà se tale dispositivo vada considerato o no parte della cintura;
                           
                        
                              3.2.2.2.
                           
                           
                              sei campioni del tipo di cintura, di cui uno come campione di riferimento;
                           
                        
                              3.2.2.3.
                           
                           
                              dieci metri di ciascun tipo di cinghia usato nel tipo di cintura;
                           
                        
                              3.2.2.4.
                           
                           
                              il servizio tecnico che effettua le prove di omologazione ha facoltà di richiedere ulteriori campioni.
                           
                        
            
               
                  3.2.3.
               
               
                  Nel caso dei sistemi di ritenuta, al servizio tecnico che effettua le prove di omologazione vanno presentati, a scelta del fabbricante, due campioni che possono comprendere due dei campioni di cinture prescritti ai paragrafi 3.2.2.2 e 3.2.2.3, un veicolo rappresentativo del tipo di veicolo da omologare oppure la/le parte/i del veicolo che tale servizio ritiene essenziali per le prove di omologazione del sistema di ritenuta.
               
            4.   MARCATURE
      Sui campioni del tipo di cintura o di sistema di ritenuta presentati all’omologazione ai sensi dei paragrafi 3.2.2.2, 3.2.2.3 e 3.2.2.4, occorre marcare in modo chiaro e indelebile il nome, le iniziali o la denominazione commerciale o il marchio del fabbricante.
      5.   OMOLOGAZIONE
      5.1.   Al certificato di omologazione va allegata una scheda di notifica conforme al modello di cui ai paragrafi 5.1.1 o 5.1.2:
      
                  5.1.1.
               
               
                  allegato 1 A per le domande di cui al paragrafo 3.1;
               
            
                  5.1.2.
               
               
                  allegato 1B per le domande di cui al paragrafo 3.2.
               
            5.2.   Tipo di veicolo
      
               
                  5.2.1.
               
               
                  Si rilascia l’omologazione di quel tipo di veicolo se il veicolo presentato per l’omologazione ai sensi del presente regolamento soddisfa i requisiti del paragrafo 8. e degli allegati 15 e 16 del presente regolamento.
               
            
               
                  5.2.2.
               
               
                  A ciascun tipo omologato va attribuito un numero di omologazione. Le prime due cifre di tale numero (attualmente 06, corrispondente alla serie di modifiche 06) indicano la serie di modifiche che comprendono le più recenti modifiche tecniche di rilievo apportate al regolamento al momento del rilascio dell’omologazione. Una stessa parte contraente non può attribuire lo stesso numero a un altro tipo di veicolo quale definito al paragrafo 2.16.
               
            
               
                  5.2.3.
               
               
                  Il rilascio, l’estensione, il rifiuto o la revoca dell’omologazione o la cessazione definitiva della produzione di un tipo di veicolo ai sensi del presente regolamento vanno notificati alle parti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento mediante una scheda conforme al modello di cui all’allegato 1 A del presente regolamento.
               
            
               
                  5.2.4.
               
               
                  Su ogni veicolo conforme a un tipo di veicolo omologato ai sensi del presente regolamento va apposto, in un punto visibile e facilmente accessibile specificato sul modulo di omologazione, un marchio di omologazione internazionale composto da:
                  
                              5.2.4.1.
                           
                           
                              un cerchio all’interno del quale è iscritta la lettera «E» seguito dal numero distintivo del paese che ha rilasciato l’omologazione (4);
                           
                        
                              5.2.4.2.
                           
                           
                              il numero del presente regolamento, seguito dalla lettera «R», da un trattino e dal numero di omologazione a destra del cerchio di cui al paragrafo 5.2.4.1.
                           
                        
            
               
                  5.2.5.
               
               
                  Se il veicolo è conforme a un tipo di veicolo omologato ai sensi di uno o più altri regolamenti allegati all’accordo, nel paese che ha rilasciato l’omologazione in conformità al presente regolamento, non occorre ripetere il simbolo di cui al paragrafo 5.2.4.1; in tal caso i simboli e i numeri aggiuntivi di tutti i regolamenti ai sensi dei quali è stata rilasciata l’omologazione vanno collocati, nel paese che ha rilasciato l’omologazione a ai sensi del presente regolamento, in colonne verticali a destra del simbolo prescritto al paragrafo 5.2.4.1.
               
            
               
                  5.2.6.
               
               
                  Il marchio di omologazione dev’essere chiaramente leggibile e indelebile.
               
            
               
                  5.2.7.
               
               
                  Il marchio di omologazione va apposto sulla targhetta dei dati collocata dal fabbricante o accanto ad essa.
               
            5.3.   Tipo di cintura di sicurezza
      
               
                  5.3.1.
               
               
                  Se i campioni di un tipo di cintura presentati in conformità alle disposizioni del paragrafo 3.2 soddisfano i requisiti dei paragrafi 4., 5.3 e 6 del presente regolamento, l’omologazione deve essere rilasciata.
               
            
               
                  5.3.2.
               
               
                  A ciascun tipo omologato va attribuito un numero di omologazione. Le prime due cifre di tale numero (attualmente 06, corrispondente alla serie di modifiche 06) indicano la serie di modifiche che comprendono le più recenti modifiche tecniche di rilievo apportate al regolamento al momento del rilascio dell’omologazione. Una stessa parte contraente non può assegnare lo stesso numero a un altro tipo di cintura o di sistema di ritenuta.
               
            
               
                  5.3.3.
               
               
                  Il rilascio, l’estensione o il rifiuto dell’omologazione di un tipo di cintura o di sistema di ritenuta ai sensi del presente regolamento vanno notificati alle parti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento mediante una scheda conforme al modello di cui all’allegato 1B del presente regolamento.
               
            
               
                  5.3.4.
               
               
                  Su ogni cintura conforme a un tipo omologato ai sensi del presente regolamento vanno apposte, in uno spazio adeguato, oltre a quelle di cui al paragrafo 4, anche le seguenti marcature:
                  
                              5.3.4.1.
                           
                           
                              un marchio di omologazione internazionale, composto da:
                              
                                          5.3.4.1.1.
                                       
                                       
                                          un cerchio all’interno del quale è iscritta la lettera «E» seguito dal numero distintivo del paese che ha rilasciato l’omologazione (5).
                                       
                                    
                                          5.3.4.1.2.
                                       
                                       
                                          un numero di omologazione;
                                       
                                    
                        
                              5.3.4.2.
                           
                           
                              il/i seguente/i simbolo/i aggiuntivo/i:
                              
                                          5.3.4.2.1.
                                       
                                       
                                          la lettera «A» se la cintura è a tre punti, la lettera «B» se la cintura è addominale e la lettera «S» se la cintura è di tipo speciale.
                                       
                                    
                                          5.3.4.2.2.
                                       
                                       
                                          I simboli di cui al paragrafo 5.3.4.2.1 vanno completati con le seguenti marcature aggiuntive:
                                          
                                                      5.3.4.2.2.1.
                                                   
                                                   
                                                      la lettera «e» se la cintura è munita di dispositivo che assorbe energia;
                                                   
                                                
                                                      5.3.4.2.2.2.
                                                   
                                                   
                                                      la lettera «r» se la cintura è munita di riavvolgitore, seguita dal numero (1, 2, 3, 4 o 4N) del tipo di riavvolgitore usato, ai sensi del paragrafo 2.14 del presente regolamento, e dalla lettera «m» se il riavvolgitore usato è munito di bloccaggio di emergenza a sensibilità multipla;
                                                   
                                                
                                                      5.3.4.2.2.3.
                                                   
                                                   
                                                      la lettera «p» se la cintura di sicurezza è munita di pretensionatore;
                                                   
                                                
                                                      5.3.4.2.2.4.
                                                   
                                                   
                                                      la lettera «t» se la cintura di sicurezza è munita di riavvolgitore che integra un dispositivo di riduzione della tensione;
                                                   
                                                
                                                      5.3.4.2.2.5.
                                                   
                                                   
                                                      le cinture munite di riavvolgitore 4N devono inoltre recare un simbolo composto da un rettangolo in cui compare un veicolo appartenente alla categoria M1 barrato per indicare che l’uso di questo tipo di riavvolgitore è vietato sui veicoli di tale categoria.
                                                   
                                                
                                                      5.3.4.2.2.6.
                                                   
                                                   
                                                      Se la cintura di sicurezza è omologata ai sensi delle disposizioni del paragrafo 6.4.1.3.3 del presente regolamento, le va apposta una marcatura recante la parola «AIRBAG» in un rettangolo.
                                                   
                                                
                                    
                                          5.3.4.2.3.
                                       
                                       
                                          Il simbolo di cui al paragrafo 5.3.4.2.1 deve essere preceduto dalla lettera «Z» se la cintura di sicurezza fa parte di un sistema di ritenuta.
                                       
                                    
                        
            
               
                  5.3.5.
               
               
                  Nell’allegato 2, paragrafo 2 del presente regolamento sono riportati esempi di marchi di omologazione.
               
            
               
                  5.3.6.
               
               
                  Le indicazioni di cui al paragrafo 5.3.4. devono essere chiaramente leggibili e indelebili e possono essere apposte in modo permanente mediante un’etichetta oppure una marcatura diretta. L’etichetta o la marcatura devono essere resistenti all’usura.
               
            
               
                  5.3.7.
               
               
                  Le etichette di cui al paragrafo 5.3.6 possono essere rilasciate dall’autorità di omologazione oppure dal fabbricante, previa autorizzazione di tale autorità.
               
            6.   SPECIFICHE
      6.1.   Specifiche generali
      6.1.1.   Ogni campione presentato in conformità ai paragrafi 3.2.2.2, 3.2.2.3 e 3.2.2.4 deve soddisfare le specifiche di cui al paragrafo 6. del presente regolamento.
      6.1.2.   La cintura o il sistema di ritenuta devono essere progettati e costruiti in modo da funzionare, se montati e usati correttamente, in modo soddisfacente e tale da ridurre il rischio di lesioni corporali in caso di incidente.
      6.1.3.   Le cinghie della cintura non devono assumere una configurazione pericolosa.
      6.1.4.   L’uso di materiali aventi le proprietà del poliammide 6 rispetto all’assorbimento dell’umidità è vietato in tutte le parti meccaniche sul cui funzionamento un tale fenomeno potrebbe avere effetti negativi.
      6.2.   Parti rigide
      6.2.1.   Aspetti generali
      6.2.1.1.   Le parti rigide della cintura di sicurezza, come fibbie, dispositivi di regolazione, parti di fissaggio ecc., non devono presentare spigoli vivi che possano provocare l’usura o rottura delle cinghie per attrito.
      6.2.1.2.   Tutte le parti di una cintura soggette a corrosione devono essere adeguatamente protette. Dopo essere state sottoposte alla prova di resistenza alla corrosione, prescritta al paragrafo 7.2, un osservatore qualificato che guardi a occhio nudo non deve scorgervi né deterioramenti che nuocciano al buon funzionamento del dispositivo né corrosioni estese.
      6.2.1.3.   Le parti rigide destinate ad assorbire energia oppure a subire o a trasmettere una sollecitazione non devono essere fragili.
      6.2.1.4.   Le parti rigide e in plastica di una cintura di sicurezza devono essere situate e installate in modo da non poter rimanere impigliate sotto un sedile scorrevole o nella portiera del veicolo durante l’uso quotidiano di un veicolo a motore. Se una di tali parti non soddisfa le condizioni sopra descritte, essa dovrà essere sottoposta alla prova d’urto a freddo di cui al paragrafo 7.5.4.. Se dopo la prova si riscontrano fessure visibili negli involucri o nei fermi in plastica delle parti rigide, questi elementi dovranno essere rimossi e occorrerà verificare se la restante parte della cintura presenta sempre lo stesso grado di sicurezza. Se la restante parte della cintura è ancora sicura o se non si sono riscontrate fessure visibili, occorrerà verificare di nuovo se essa risponde ai requisiti di cui ai paragrafi 6.2.2, 6.2.3 e 6.4.
      6.2.2.   Fibbia
      6.2.2.1.   La fibbia deve essere progettata in modo da escludere qualsiasi possibilità di impiego scorretto. Ciò significa, in particolare, che la fibbia non deve poter rimanere in posizione semichiusa. Il modo di apertura della fibbia deve essere intuitivo. Le parti della fibbia a contatto con il corpo dell’utilizzatore del veicolo devono presentare una sezione di almeno 20 cm2 e una larghezza di almeno 46 mm, misurati su un piano situato a una distanza massima di 2,5 mm dalla superficie di contatto. Nel caso delle fibbie di cinture a bretelle, quest’ultimo requisito si considera soddisfatto se l’area di contatto della fibbia con il corpo dell’utilizzatore è compresa tra 20 e 40 cm2.
      6.2.2.2.   La fibbia, anche quando non sia sotto tensione, deve rimanere chiusa in qualunque posizione del veicolo. Essa non deve poter essere aperta inavvertitamente, accidentalmente o con una forza inferiore a 1 daN. La fibbia deve essere di facile impiego e agevolmente raggiungibile; quando non è sotto tensione e quando è alla tensione specificata al paragrafo 7.8.2, essa deve poter essere aperta dall’utilizzatore con un unico e semplice movimento di una mano in una direzione; nel caso poi di cinture da usare sui sedili anteriori laterali, ma escluse la cinture a bretelle, la fibbia deve poter essere agganciata dall’utilizzatore con un semplice movimento di una mano in una direzione. La fibbia deve aprirsi quando si preme un pulsante o un dispositivo analogo. La superficie sulla quale si esercita la pressione deve avere le seguenti dimensioni, con il pulsante nella posizione effettiva di apertura e quando è proiettata su un piano perpendicolare alla direzione di movimento iniziale del pulsante: per pulsanti incassati, una superficie di almeno 4,5 cm2 e una larghezza di almeno 15 mm; per pulsanti non incassati, una superficie di almeno 2,5 cm2 e una larghezza di almeno 10 mm. La superficie di apertura della fibbia deve essere di colore rosso. Nessun altra parte della fibbia dovrà essere di questo colore. Quando il sedile è occupato, è consentito porre una spia rossa in un punto qualsiasi della fibbia che dovrà spegnersi quando l’occupante l’avrà agganciata.
      6.2.2.3.   Quando viene sottoposta a prova in conformità al paragrafo 7.5.3, la fibbia deve funzionare regolarmente.
      6.2.2.4.   La fibbia deve essere in grado di resistere ad azionamenti ripetuti e, prima della prova dinamica di cui al paragrafo 7.7, deve essere sottoposta a 5 000 cicli di apertura e chiusura, in normali condizioni d’uso. Nel caso delle fibbie per cinture a bretelle, questa prova può essere eseguita senza inserire tutte le linguette.
      6.2.2.5.   La forza necessaria per aprire la fibbia durante la prova di cui al paragrafo 7.8 non deve superare 6 daN.
      6.2.2.6.   La fibbia deve essere sottoposta a prove di resistenza prescritte al paragrafo 7.5.1 ed eventualmente al paragrafo 7.5.5. Non deve rompersi, né subire gravi deformazioni né staccarsi sotto il carico prescritto.
      6.2.2.7.   Se le fibbie comprendono un elemento comune a due sistemi, le prove di resistenza e di apertura di cui ai paragrafi 7.7 e 7.8 devono essere effettuate anche agganciando la parte della fibbia appartenente a un sistema alla parte corrispondente dell’altro sistema se è possibile assemblare in tal modo la fibbia per l’uso comune.
      6.2.3.   Dispositivo di regolazione della cintura
      6.2.3.1.   Dopo essere stata indossata, la cintura deve regolarsi automaticamente per adattarsi a chi la utilizza, oppure il dispositivo di regolazione manuale deve essere facilmente accessibile all’utilizzatore seduto e deve risultare pratico e facile da usare. Il dispositivo deve anche permettere di tendere la cintura con una mano per adattarsi alle dimensioni del corpo dell’utilizzatore e alla posizione del sedile del veicolo.
      6.2.3.2.   Due campioni di ciascun dispositivo di regolazione devono essere sottoposti a prova in conformità al paragrafo 7.3. Lo scorrimento della cinghia non deve superare 25 mm per ciascun campione di dispositivo di regolazione e la somma degli spostamenti per l’insieme dei dispositivi di regolazione di una cintura non deve superare 40 mm.
      6.2.3.3.   Tutti i dispositivi di regolazione devono essere sottoposti a prove di resistenza in conformità al paragrafo 7.5.1. Essi non devono rompersi né staccarsi sotto la sollecitazione dovuta al carico prescritto.
      6.2.3.4.   Nella prova effettuata ai sensi del paragrafo 7.5.6 la forza necessaria per azionare un dispositivo di regolazione manuale non deve essere superiore a 5 daN.
      6.2.4.   Attacchi e dispositivi di regolazione in altezza della cintura
      Le parti di fissaggio devono essere sottoposte a prove di resistenza ai sensi dei paragrafi 7.5.1 e 7.5.2. I dispositivi di regolazione in altezza della cintura propriamente detti vanno sottoposti a prove di resistenza ai sensi del paragrafo 7.5.2 del presente regolamento se non già sono stati sottoposti sul veicolo a prove relative agli ancoraggi delle cinture di sicurezza ai sensi del regolamento n. 14 (modificato dall’ultima serie di modifiche). Queste parti non devono rompersi né staccarsi sotto la sollecitazione dovuta al carico prescritto.
      6.2.5.   Riavvolgitori
      I riavvolgitori vanno sottoposti a prove e devono risultare conformi ai requisiti sotto enunciati, comprese le prove di resistenza di cui ai paragrafi 7.5.1 e 7.5.2. (I requisiti sono tali da escludere i riavvolgitori senza dispositivo di bloccaggio).
      6.2.5.1.   Riavvolgitori con dispositivo di bloccaggio manuale
      
               
                  6.2.5.1.1.
               
               
                  Se la cinghia di una cintura di sicurezza è munita di riavvolgitore con dispositivo di bloccaggio manuale, non deve spostarsi tra le posizioni di bloccaggio del riavvolgitore per più di 25 mm.
               
            
               
                  6.2.5.1.2.
               
               
                  La cinghia di una cintura di sicurezza deve srotolarsi dal riavvolgitore con dispositivo di bloccaggio manuale per non più di 6 mm della sua lunghezza massima se le viene applicata una tensione compresa tra 1,4 daN e 2,2 daN nella normale direzione di estrazione.
               
            
               
                  6.2.5.1.3.
               
               
                  La cinghia deve essere estratta dal riavvolgitore e lasciata riavvolgere ripetutamente con il metodo descritto al paragrafo 7.6.1 fino al completamento di 5 000 cicli. Il riavvolgitore va quindi sottoposto alla prova di corrosione di cui al paragrafo 7.2 e alla prova di resistenza alla polvere di cui al paragrafo 7.6.3. Esso deve poi compiere con esito positivo altri 5 000 cicli di srotolamento e riavvolgimento. Dopo le prove, il riavvolgitore deve funzionare correttamente e risultare ancora conforme ai requisiti dei paragrafi 6.2.5.1.1 e 6.2.5.1.2.
               
            6.2.5.2.   Riavvolgitori con dispositivo di bloccaggio automatico
      
               
                  6.2.5.2.1.
               
               
                  Se la cinghia di una cintura di sicurezza è munita di riavvolgitore con dispositivo di bloccaggio automatico, non deve spostarsi tra le posizioni di bloccaggio del riavvolgitore per più di 30 mm. Dopo un movimento all’indietro dell’utilizzatore, la cintura deve restare nella propria posizione iniziale o ritornare in tale posizione automaticamente con i successivi movimenti in avanti dell’utilizzatore.
               
            
               
                  6.2.5.2.2.
               
               
                  Se il riavvolgitore fa parte di una cintura addominale, la forza di riavvolgimento della cinghia, misurata sulla lunghezza libera tra il manichino e il riavvolgitore ai sensi del paragrafo 7.6.4, non deve essere inferiore a 0,7 daN.
                  Se il riavvolgitore fa parte di un sistema di ritenuta della parte superiore del tronco, la forza di riavvolgimento, se misurata con le stesse modalità, deve essere compresa tra 0,1 daN e 0,7 daN.
               
            
               
                  6.2.5.2.3.
               
               
                  La cinghia deve essere estratta dal riavvolgitore e lasciata riavvolgere ripetutamente con il metodo descritto nel paragrafo 7.6.1. fino al completamento di 5 000 cicli. Il riavvolgitore va poi sottoposto alle prove di corrosione di cui al paragrafo 7.2 e successivamente alla prova di resistenza alla polvere di cui al paragrafo 7.6.3. Esso deve poi compiere con esito positivo altri 5 000 cicli di srotolamento e riavvolgimento. Dopo le prove, il riavvolgitore deve funzionare correttamente e risultare ancora conforme ai requisiti dei paragrafi 6.2.5.2.1 e 6.2.5.2.2.
               
            6.2.5.3.   Riavvolgitori con dispositivo di bloccaggio di emergenza
      
               
                  6.2.5.3.1.
               
               
                  Sottoposto alla prova di cui al paragrafo 7.6.2, un riavvolgitore con dispositivo di bloccaggio di emergenza deve soddisfare le condizioni che seguono. Per i riavvolgitori con sensibilità unica, conformi al paragrafo 2.14.4.1, valgono solo le specifiche relative alla decelerazione del veicolo.
               
            
               
                  6.2.5.3.1.1.
               
               
                  Il dispositivo deve bloccarsi quando la decelerazione del veicolo raggiunge 0,45 g (6), nel caso di riavvolgitori di tipo 4, o 0,85 g, nel caso di riavvolgitori di tipo 4N.
               
            
               
                  6.2.5.3.1.2.
               
               
                  Il dispositivo non deve bloccarsi quando la cinghia subisce un’accelerazione inferiore a 0,8 g, nel caso di riavvolgitori di tipo 4 oppure a 1,0 g, nel caso di riavvolgitori di tipo 4N, misurata nella direzione di estrazione della cinghia stessa.
               
            
               
                  6.2.5.3.1.3.
               
               
                  Il dispositivo non deve bloccarsi finché il sensore ha un’inclinazione inferiore a 12o in qualsiasi direzione rispetto alla posizione di montaggio indicata dal fabbricante.
               
            
               
                  6.2.5.3.1.4.
               
               
                  Il dispositivo deve bloccarsi quando il sensore ha un’inclinazione di almeno 27o, nel caso di riavvolgitori di tipo 4, oppure di 40o, nel caso di riavvolgitori di tipo 4N, in qualsiasi direzione rispetto alla posizione di montaggio indicata dal fabbricante.
               
            
               
                  6.2.5.3.1.5.
               
               
                  Quando l’attivazione del riavvolgitore dipenda da un segnale o da una fonte di energia esterni, esso va progettato in modo da garantirne il bloccaggio automatico nel caso in cui il segnale o la fonte di energia fossero guasti o interrotti. Nel caso tuttavia di un riavvolgitore a sensibilità multipla non è necessario che questo requisito sia soddisfatto purché solo una delle sensibilità dipenda da un segnale o fonte di energia esterni e il guasto di tale segnale o fonte di energia sia segnalato al conducente da un dispositivo ottico e/o acustico.
               
            
               
                  6.2.5.3.2.
               
               
                  Quando un riavvolgitore con dispositivo di bloccaggio di emergenza a sensibilità multipla comprendente la sensibilità della cinghia, viene provato nelle condizioni di cui al paragrafo 7.6.2, deve risultare conforme ai suddetti requisiti e bloccarsi se l’accelerazione della cinghia, misurata nella direzione di estrazione della stessa, è pari o superiore a 3,0 g.
               
            
               
                  6.2.5.3.3.
               
               
                  Nelle prove indicate ai paragrafi 6.2.5.3.1 e 6.2.5.3.2, la lunghezza della cinghia che può essere srotolata prima che il riavvolgitore si blocchi non deve superare 50 mm rispetto alla lunghezza di cui al paragrafo 7.6.2.1. Nella prova di cui al paragrafo 6.2.5.3.1.2, il bloccaggio non deve verificarsi nei 50 mm di srotolamento della cinghia, partendo dalla lunghezza data al paragrafo 7.6.2.1.
               
            
               
                  6.2.5.3.4.
               
               
                  Se il riavvolgitore fa parte di una cintura addominale, la forza di riavvolgimento della cinghia, misurata sulla lunghezza libera tra il manichino e il riavvolgitore in conformità al paragrafo 7.6.4, non deve essere inferiore a 0,7 daN.
                  Se il riavvolgitore fa parte di un sistema di ritenuta della parte superiore del tronco, la forza di riavvolgimento della cinghia, misurata in maniera analoga, non deve essere inferiore a 0,1 daN né superiore a 0,7 daN, salvo nel caso in cui si tratti di una cintura munita di dispositivo di riduzione della tensione; in tal caso, la forza minima di riavvolgimento può essere ridotta a 0,05 daN solo quando tale dispositivo è in funzione. Se la cinghia passa in un rinvio o in una puleggia, la forza di riavvolgimento deve essere misurata sulla lunghezza libera tra il manichino e il rinvio o la puleggia.
                  Se il sistema comprende un meccanismo manuale o automatico che impedisce alla cintura di riavvolgersi completamente, tale meccanismo non deve essere in funzione quando si verifica la forza di riavvolgimento.
                  Se il sistema comprende un dispositivo di riduzione della tensione, la suddetta forza di riavvolgimento della cinghia deve essere misurata, quando la misurazione di tali requisiti è effettuata prima e dopo le prove di resistenza di cui al paragrafo 6.2.5.3.5, con il dispositivo in funzione e con il dispositivo non in funzione
               
            
               
                  6.2.5.3.5.
               
               
                  La cinghia va estratta dal riavvolgitore e fatta riavvolgere ripetutamente con il metodo descritto al paragrafo 7.6.1 fino al completamento di 40 000 cicli. Il riavvolgitore va poi sottoposto alle prove di corrosione di cui al paragrafo 7.2 e successivamente alla prova di resistenza alla polvere di cui al paragrafo 7.6.3. Infine, esso deve essere sottoposto - con esito positivo - ad altri 5 000 cicli (per un totale di 45 000 cicli).
                  Se il sistema comprende un dispositivo di riduzione della tensione, le prove sopra indicate devono essere effettuate con il dispositivo in funzione e con il dispositivo non in funzione.
                  Dopo le prove suindicate, il riavvolgitore deve funzionare correttamente e risultare ancora conforme ai requisiti dei paragrafi 6.2.5.3.1, 6.2.5.3.3 e 6.2.5.3.4.
               
            6.2.5.4.   Dopo la prova di resistenza ai sensi del paragrafo 6.2.5.3.5, e subito dopo la misurazione della forza di riavvolgimento in conformità al paragrafo 6.2.5.3.4, i riavvolgitori devono soddisfare entrambe le seguenti condizioni:
      
                  6.2.5.4.1.
               
               
                  i riavvolgitori, esclusi quelli a bloccaggio automatico, sottoposti a prova in conformità al paragrafo 7.6.4.2, devono essere in grado di mantenere la cintura ben tesa sul tronco, e
               
            
                  6.2.5.4.2.
               
               
                  sganciata la fibbia per sbloccare la linguetta, il riavvolgitore deve poter riavvolgere da solo e completamente la cinghia.
               
            6.2.6.   Pretensionatore
      6.2.6.1.   Dopo la prova di corrosione, in conformità al paragrafo 7.2, il pretensionatore (comprendente il sensore di impatto collegato al dispositivo tramite le spine d’origine, ma senza passaggio di corrente) deve funzionare normalmente.
      6.2.6.2.   Occorre verificare che un’attivazione involontaria del dispositivo non comporti alcun rischio di lesioni per l’utilizzatore.
      6.2.6.3.   In caso di pretensionatori a carica pirotecnica:
      
                  6.2.6.3.1.
               
               
                  Dopo il condizionamento in conformità al paragrafo 7.9.1, l’innalzamento della temperatura non deve causare l’attivazione del pretensionatore; il dispositivo deve continuare a funzionare normalmente.
               
            
                  6.2.6.3.2.
               
               
                  È necessario prendere precauzioni per evitare che i gas caldi espulsi possano causare l’ignizione di materiali adiacenti infiammabili.
               
            6.3.   Cinghie
      6.3.1.   Aspetti generali
      6.3.1.1.   Le cinghie devono avere caratteristiche tali che la pressione esercitata sul corpo dell’utilizzatore sia ripartita il più equamente possibile su tutta la loro larghezza senza attorcigliarsi nemmeno sotto carico. Esse devono possedere capacità di assorbire e di dissipare energia. Le cinghie devono essere dotate di vivagni che impediscano lo sfilacciamento durante l’uso.
      6.3.1.2.   Sotto un carico di 980 daN + 100 – 0 daN la larghezza della cinghia non deve essere inferiore a 46 mm. Questa misurazione va effettuata secondo la prova di cui al paragrafo 7.4.3, fermando la macchina al carico sopraccitato (7).
      6.3.2.   Resistenza dopo il condizionamento a temperatura ambiente
      Nel caso dei due campioni di cinghie condizionati in conformità al paragrafo 7.4.1.1, il carico di rottura della cinghia, determinato in conformità al paragrafo 7.4.2, non deve essere inferiore a 1 470 daN. La differenza tra i carichi di rottura dei due campioni non deve superare il 10 % del carico di rottura massimo misurato.
      6.3.3.   Resistenza dopo condizionamento speciale
      Nel caso dei due campioni di cinghie condizionati in conformità a una delle disposizioni di cui al paragrafo 7.4.1 (escluso il caso di cui al paragrafo 7.4.1.1), il carico di rottura della cinghia deve essere almeno pari al 75 % della media dei carichi determinati nella prova di cui al paragrafo 6.3.2, e in ogni caso non inferiore a 1 470 daN. Il servizio tecnico che effettua le prove può sopprimere una o più prove se la composizione del materiale utilizzato o le informazioni già disponibili le rendono superflue.
      6.4.   Cintura o sistema di ritenuta
      6.4.1.   Prova dinamica
      6.4.1.1.   La cintura o il sistema di ritenuta devono essere sottoposti alla prova dinamica in conformità al paragrafo 7.7.
      6.4.1.2.   La prova dinamica va effettuata su due cinture che non abbiano ancora subito sollecitazioni, tranne nel caso in cui le cinture facciano parte di sistemi di ritenuta; in tal caso, la prova dinamica si effettua sui sistemi di ritenuta previsti per un gruppo di sedili i quali non siano stati precedentemente sottoposti ad alcuna sollecitazione. Le fibbie delle cinture che devono essere sottoposte a prova devono essere conformi al paragrafo 6.2.2.4. Nel caso delle cinture di sicurezza con riavvolgitore, il riavvolgitore va sottoposto alla prova di resistenza alla polvere di cui al paragrafo 7.6.3. Inoltre, nel caso di cinture di sicurezza o di sistemi di ritenuta muniti di pretensionatore a carica pirotecnica, il dispositivo deve essere stato sottoposto al condizionamento di cui al paragrafo 7.9.1.
      
               
                  6.4.1.2.1.
               
               
                  Dopo aver sottoposto le cinture alla prova di corrosione di cui al paragrafo 7.2, le fibbie vanno sottoposte ad altri 500 cicli di apertura e chiusura in normali condizioni di impiego.
               
            
               
                  6.4.1.2.2.
               
               
                  Le cinture con riavvolgitori devono aver superato le prove descritte ai paragrafi 6.2.5.2 o 6.2.5.3, a seconda dei casi. Se però il riavvolgitore è già stato sottoposto alla prova di corrosione in conformità al paragrafo 6.4.1.2.1, non è necessario ripetere questa prova.
               
            
               
                  6.4.1.2.3.
               
               
                  Se una cintura è destinata a essere utilizzata con un sistema di regolazione in altezza, come definito al paragrafo 2.14.6, la prova va effettuata con il sistema regolato nella/e posizione/i più sfavorevoli scelte dal servizio tecnico che effettua la prova. Se tuttavia il dispositivo di regolazione in altezza è costituito dall’ancoraggio della cintura, omologato ai sensi del regolamento n. 14, il servizio tecnico che effettua le prove può, a sua discrezione, applicare il paragrafo 7.7.1.
               
            
               
                  6.4.1.2.4.
               
               
                  Nel caso di cinture di sicurezza munite di pretensionatore, lo spostamento minimo di cui al paragrafo 6.4.1.3.2 può essere dimezzato. Ai fini di questa prova, il pretensionatore deve essere in funzione.
               
            
               
                  6.4.1.2.5.
               
               
                  Prima di una prova dinamica, le cintura di sicurezza munite di dispositivo di riduzione della tensione vanno sottoposte a una prova di resistenza durante la quale il dispositivo è in funzione come descritto al paragrafo 6.2.5.3.5. La prova dinamica deve essere effettuata con il dispositivo di riduzione della tensione in funzione.
               
            6.4.1.3.   Durante la prova, devono essere soddisfatti i seguenti requisiti:
      
                  6.4.1.3.1.
               
               
                  nessuna parte della cintura o del sistema di ritenuta che influisca sulla ritenuta dell’utilizzatore deve rompersi e nessuna fibbia e nessun sistema di bloccaggio o di spostamento deve sganciarsi o sbloccarsi; e
               
            
                  6.4.1.3.2.
               
               
                  nel caso di cinture addominali, lo spostamento in avanti del manichino deve essere compreso fra 80 e 200 mm a livello pelvico. Per gli altri tipi di cinture, lo spostamento in avanti deve essere compreso fra 80 e 200 mm a livello pelvico e fra 100 e 300 mm a livello del torace. Per le cinture a bretelle, lo spostamento minimo di cui sopra può essere dimezzato. Tali spostamenti sono gli spostamenti rispetto ai punti di misurazione indicati nell’allegato 7, figura 6, del presente regolamento.
               
            
                  6.4.1.3.3.
               
               
                  Nel caso di una cintura destinata a essere utilizzata su un sedile anteriore laterale protetto da un airbag posto davanti allo stesso, lo spostamento del punto di riferimento del torace può essere superiore a quello specificato al paragrafo 6.4.1.3.2 se la sua velocità non è superiore a 24 km/h.
               
            6.4.1.4.   Nel caso di un sistema di ritenuta:
      
                  6.4.1.4.1.
               
               
                  il movimento del punto di riferimento del torace può essere superiore a quello indicato al paragrafo 6.4.1.3.2 se, mediante calcoli o una prova ulteriore, viene dimostrato che nessuna parte del busto o della testa del manichino usato nella prova dinamica avrebbe potuto entrare in contatto con una parte anteriore rigida qualsiasi del veicolo - escluso il contatto tra torace e sterzo - se quest’ultimo soddisfa le prescrizioni del regolamento n. 12 e il contatto avviene a una velocità non superiore a 24 km/h. Ai fini di questa valutazione, la posizione del sedile deve essere quella specificata al paragrafo 7.7.1.5.
               
            
                  6.4.1.4.2.
               
               
                  Nei veicoli su cui vengono utilizzati siffatti dispositivi, il sistema di spostamento e di bloccaggio che permette agli utilizzatori di tutti i sedili di uscire dal veicolo deve sempre potersi sbloccare a mano dopo la prova dinamica.
               
            6.4.1.5.   In deroga a quanto sopra, nel caso di un sistema di ritenuta, gli spostamenti possono essere superiori a quelli specificati al paragrafo 6.4.1.3.2, se all’ancoraggio superiore montato sul sedile si applica la deroga prevista al paragrafo 7.4 del regolamento n. 14.
      6.4.2.   Resistenza dopo il condizionamento contro l’abrasione
      6.4.2.1.   Per entrambi i campioni condizionati in conformità al paragrafo 7.4.1.6, il carico di rottura deve essere valutato in conformità ai paragrafi 7.4.2 e 7.5. Esso deve essere pari ad almeno il 75 % della resistenza a rottura media, calcolata durante le prove su cinghie non sottoposte ad abrasione, e non inferiore al carico minimo specificato per la parte in prova. La differenza tra la resistenza a rottura dei due campioni non deve superare il 20 % della resistenza a rottura più elevata misurata. Per le procedure di tipo 1 e 2, la prova della resistenza a rottura deve essere effettuata solo su campioni di cinghie (paragrafo 7.4.2). Per la procedura di tipo 3, la prova di resistenza a rottura va effettuata sulla cinghia assieme al componente metallico interessato (paragrafo 7.5).
      6.4.2.2.   La seguente tabella indica le parti della cintura da sottoporre a una procedura di abrasione e, in essa, i tipi di procedure che possono essere adatte per tali parti sono contrassegnati con la lettera «x». Per ciascuna procedura va utilizzato un campione nuovo.
      
                   
               
               
                  Procedura 1
               
               
                  Procedura 2
               
               
                  Procedura 3
               
            
                  Punto d’attacco
               
               
                  —
               
               
                  —
               
               
                  x
               
            
                  Rinvio o puleggia
               
               
                  —
               
               
                  x
               
               
                  —
               
            
                  Luce della fibbia
               
               
                  —
               
               
                  x
               
               
                  x
               
            
                  Dispositivo di regolazione
               
               
                  x
               
               
                  —
               
               
                  x
               
            
                  Parti unite alla cinghia mediante cucitura
               
               
                  —
               
               
                  —
               
               
                  x
               
            7.   PROVE
      7.1.   Uso dei campioni presentati per l’omologazione di un tipo di cintura o di sistema di ritenuta (cfr. allegato 13 del presente regolamento)
      7.1.1.   Per l’esame della fibbia, per la prova a freddo della fibbia, se necessario per la prova a freddo di cui al paragrafo 7.5.4, per la prova di resistenza della fibbia, per la prova di corrosione della cintura, per le prove di funzionamento dei riavvolgitori, per la prova dinamica e per la prova di apertura della fibbia dopo la prova dinamica, occorrono due cinture o due sistemi di ritenuta. L’esame della cintura o del sistema di ritenuta va effettuato su uno di questi due campioni.
      7.1.2.   Per l’esame della fibbia e per la prova di resistenza della fibbia stessa, delle parti di fissaggio, dei dispositivi di regolazione della cintura ed eventualmente dei riavvolgitori, occorre una cintura oppure un sistema di ritenuta.
      7.1.3.   Per l’esame della fibbia, nonché per le prove di microscorrimento e di abrasione, occorrono due cinture o due sistemi di ritenuta. La prova di funzionamento del dispositivo di regolazione della cintura va effettuata su uno di questi due campioni.
      7.1.4.   Il campione di cinghia deve essere usato per la prova di resistenza a rottura della cinghia stessa. Una parte di tale campione va conservata per tutta la durata di validità dell’omologazione.
      7.2.   Prova di corrosione
      7.2.1.   Una cintura di sicurezza completa deve essere posta in una camera di prova come indicato all’allegato 12 del presente regolamento. Nel caso di una cintura dotata di riavvolgitore, la cinghia deve essere srotolata per la sua lunghezza totale meno 300 ± 3 mm. La prova di esposizione deve continuare ininterrottamente per un periodo di 50 ore, salvo brevi interruzioni che possano essere necessarie, ad esempio, per controllare e aggiungere la soluzione salina.
      7.2.2.   Al termine della prova di esposizione, la cintura deve essere lavata con precauzione o immersa in acqua corrente chiara a temperatura non superiore a 38 °C, al fine di togliere ogni eventuale deposito di sale, e quindi deve essere messa ad asciugare a temperatura ambiente per 24 ore prima dell’ispezione di cui al paragrafo 6.2.1.2.
      7.3.   Prova di microscorrimento (cfr. allegato 11, figura 3, del presente regolamento)
      7.3.1.   I campioni da sottoporre alla prova di microscorrimento vanno tenuti per almeno 24 ore in un’atmosfera avente la temperatura di 20 ± 5 °C e un’umidità relativa del 65 ± 5 %. La prova si effettua a una temperatura compresa fra 15 e 30 °C.
      7.3.2.   Sul banco di prova occorre verificare che la parte libera del dispositivo di regolazione sia orientata verso l’alto o verso il basso come sul veicolo.
      7.3.3.   All’estremità inferiore della cinghia deve essere sospeso un carico di 5 daN. L’altra estremità va sottoposta a un movimento in avanti e all’indietro, dell’ampiezza totale di 300 ± 20 mm (cfr. figura).
      7.3.4.   Un’eventuale estremità libera che possa servire da riserva della cinghia, non va fissata o serrata in alcun modo sulla parte tesa.
      7.3.5.   Sul banco di prova occorre verificare che la cinghia, in posizione allentata, formi una curva concava scendendo dal dispositivo di regolazione come nel veicolo. Il carico di 5 daN applicato sul banco di prova deve essere guidato lungo la verticale in modo da impedire l’oscillazione del carico e l’attorcigliamento della cinghia. Il pezzo di fissaggio va fissato al carico di 5 daN come sul veicolo.
      7.3.6.   Prima dell’inizio effettivo della prova, va completata una serie di 20 cicli per garantire il corretto funzionamento del sistema di bloccaggio automatico.
      7.3.7.   Vanno completati 1 000 cicli alla frequenza di 0,5 cicli al secondo, con un’ampiezza totale di 300 ± 20 mm. Il carico di 5 daN va applicato solo per il periodo di tempo che corrisponde a uno spostamento di 100 ± 20 mm per ciascun semiperiodo.
      7.4.   Condizionamento delle cinghie e prova di resistenza a rottura (prova statica)
      7.4.1.   Condizionamento delle cinghie per la prova di resistenza a rottura
      I campioni tagliati dalla cinghia di cui al paragrafo 3.2.2.3 devono essere condizionati come segue.
      7.4.1.1.   Condizionamento a temperatura e igrometria ambiente
      La cinghia va condizionata secondo la norma ISO 139 (2005) utilizzando l’atmosfera tipo o l’atmosfera tipo alternativa. Se la prova non viene effettuata subito dopo il condizionamento, il campione deve essere posto in un recipiente chiuso ermeticamente fino all’inizio della prova. Il carico di rottura va calcolato entro 5 minuti dall’estrazione della cinghia dall’atmosfera di condizionamento oppure dal recipiente.
      7.4.1.2.   Condizionamento alla luce
      7.4.1.2.1.   Valgono le disposizioni della raccomandazione ISO 105-B02 (1994/Amd2:2000). La cinghia deve essere esposta alla luce per il tempo necessario a ottenere sul saggio blu tipo n. 4 un contrasto pari al grado 7 sulla scala dei grigi.
      7.4.1.2.2.   Dopo l’esposizione, la cinghia va condizionata come descritto al paragrafo 7.4.1.1. Se la prova non viene effettuata subito dopo il condizionamento, il campione deve essere collocato, fino all’inizio della prova, in un recipiente ermeticamente chiuso. Il carico di rottura va calcolato entro 5 minuti dall’estrazione della cinghia dall’atmosfera di condizionamento oppure dal recipiente.
      7.4.1.3.   Condizionamento al freddo
      7.4.1.3.1.   La cinghia va condizionata come descritto al paragrafo 7.4.1.1.
      7.4.1.3.2.   Si tiene la cinghia per un’ora e mezza su una superficie piana in una camera fredda in cui la temperatura dell’aria sia di – 30 ± 5 °C. La cinghia va poi piegata e sulla parte ripiegata occorre applicare un carico rappresentato da una massa di 2 kg precedentemente raffreddata a – 30 ± 5 °C. Dopo che la cinghia è stata tenuta per 30 minuti con il carico applicato nella camera fredda, la massa deve essere rimossa e il carico di rottura va calcolato entro 5 minuti dalla rimozione della cinghia dalla camera fredda.
      7.4.1.4.   Condizionamento al calore
      7.4.1.4.1.   La cinghia deve essere tenuta per tre ore in un armadio riscaldante con una temperatura di 60 ± 5 °C e un’umidità relativa del 65 ± 5 %.
      7.4.1.4.2.   Calcolare il carico di rottura entro 5 minuti dalla rimozione della bretella dall’armadio riscaldato.
      7.4.1.5.   Esposizione all’acqua
      7.4.1.5.1.   La cinghia deve essere tenuta per tre ore completamente immersa in acqua distillata nella quale sia stata aggiunta una traccia di agente umettante, alla temperatura di 20 ± 5 °C. Si può usare qualsiasi agente umettante adatto alla fibra esaminata.
      7.4.1.5.2.   Il carico di rottura va calcolato entro 10 minuti dall’estrazione della cinghia dall’acqua.
      7.4.1.6.   Condizionamento all’abrasione
      7.4.1.6.1.   Il condizionamento all’abrasione va effettuato su ogni dispositivo la cui cinghia sia in contatto con una parte rigida della cintura; non è tuttavia necessario effettuare la procedura di abrasione di tipo 1 (paragrafo 7.4.1.6.4.1) sui dispositivi di regolazione dalla cui prova di microscorrimento (punto 7.3) emerga che la cinghia scorre di meno della metà del valore prescritto. Il montaggio sul dispositivo di condizionamento deve rispettare approssimativamente la posizione relativa cinghia/area di contatto.
      7.4.1.6.2.   I campioni devono essere condizionati come descritto al paragrafo 7.4.1.1. La temperatura ambiente durante la procedura di abrasione deve essere compresa fra 15 e 30 °C.
      7.4.1.6.3.   Nella tabella che segue sono indicate le condizioni generali per ciascuna procedura di abrasione.
      
                   
               
               
                  Carico
                  daN
               
               
                  Frequenza Hz
               
               
                  Numero di
                  cicli
               
               
                  Spostamento
                  mm
               
            
                  Procedura 1
               
               
                  2,5
               
               
                  0,5
               
               
                  5 000
               
               
                  300 ± 20
               
            
                  Procedura 2
               
               
                  0,5
               
               
                  0,5
               
               
                  45 000
               
               
                  300 ± 20
               
            
                  Procedura 3 (8)
                  
               
               
                  da 0 a 5
               
               
                  0,5
               
               
                  45 000
               
               
                  —
               
            Lo spostamento indicato nella quinta colonna della tabella rappresenta l’ampiezza di un movimento avanti/indietro impartito alla cinghia.
      7.4.1.6.4.   Procedure di condizionamento particolari
      
               
                  7.4.1.6.4.1.
               
               
                  Procedura 1: per i casi in cui la cinghia passi attraverso un dispositivo di regolazione.
                  Applicare verticalmente a una estremità della cinghia un carico permanente di 2,5 daN. Collegare l’altra estremità a un dispositivo che le impartisca un movimento orizzontale avanti/indietro.
                  Il dispositivo di regolazione deve essere posizionato sul tratto orizzontale della cinghia in modo che essa rimanga tesa (cfr. allegato 11, figura 1, del presente regolamento).
               
            
               
                  7.4.1.6.4.2.
               
               
                  Procedura 2: per i casi in cui la cinghia cambi direzione durante il passaggio attraverso una parte rigida.
                  Durante questa prova, gli angoli compresi tra i due tratti della cinghia devono essere mantenuti come illustrato nell’allegato 11, figura 2, del presente regolamento.
                  Il carico da 0,5 daN va mantenuto per tutta la durata della prova.
                  Nei casi in cui la cinghia cambi direzione più volte durante il passaggio attraverso una parte rigida, il carico di 0,5 daN può essere aumentato in modo da consentire il prescritto spostamento di 300 mm della cinghia attraverso tale parte rigida.
               
            
               
                  7.4.1.6.4.3.
               
               
                  Procedura 3: per i casi in cui la cinghia sia fissata a una parte rigida mediante cucitura o simile.
                  La corsa totale avanti/indietro deve essere di 300 ± 20 mm, ma il carico da 5 daN va applicato solo a uno spostamento di 100 ± 20 mm per semiperiodo (cfr. allegato 11, figura 3, del presente regolamento).
               
            7.4.2.   Prova di resistenza alla rottura della cinghia (prova statica)
      7.4.2.1.   La prova deve essere effettuata ogni volta su due nuovi campioni di cinghia di lunghezza sufficiente, condizionati in conformità alle disposizioni del paragrafo 7.4.1.
      7.4.2.2.   Ciascuna delle cinghie deve essere fissata fra le ganasce di una macchina per la prova di trazione. Le ganasce devono essere progettate in modo da evitare la rottura della cinghia all’altezza o in prossimità delle stesse. La velocità di spostamento deve essere di circa 100 mm/min. La lunghezza libera del campione tra le ganasce della macchina all’inizio della prova deve essere di 200 mm ± 40 mm.
      7.4.2.3.   Aumentare la tensione fino alla rottura della cinghia e prendere nota del carico di rottura.
      7.4.2.4.   Se la cinghia scivola o si rompe all’altezza di una delle ganasce oppure a meno di 10 mm di distanza da esse, la prova deve essere considerata come non valida e va ripetuta su un altro campione.
      7.4.3.   Larghezza sotto carico
      7.4.3.1.   La prova va effettuata ogni volta su due nuovi campioni di cinghia di lunghezza sufficiente, condizionati in conformità alle disposizioni del paragrafo 7.4.1.
      7.4.3.2.   Ciascuna delle cinghie deve essere fissata fra le ganasce di una macchina per la prova di trazione. Le ganasce devono essere progettate in modo da impedire la rottura della cinghia all’altezza o in prossimità delle stesse. La velocità di spostamento deve essere di circa 100 mm/min. La lunghezza libera del campione tra le ganasce della macchina all’inizio della prova deve essere di 200 mm ± 40 mm.
      7.4.3.3.   Quando il carico raggiunge 980 daN + 100 – 0 daN, fermare la macchina ed effettuare la misurazione nel giro di 5 secondi. La prova deve essere effettuata separatamente dalla prova di trazione.
      7.5.   Prova dei componenti della cintura che comprendano parti rigide
      7.5.1.   Collegare la fibbia e il dispositivo di regolazione all’apparecchiatura per la prova di trazione mediante le parti della cintura alle quali essi sono fissati normalmente; il carico va successivamente portato a 980 daN.
      Nel caso di cinture a bretelle, collegare la fibbia all’apparecchiatura di prova mediante le cinghie fissate alla fibbia; la linguetta, o le due linguette, devono essere collocate in posizione approssimativamente simmetrica rispetto al centro geometrico della fibbia. Se la fibbia o il dispositivo di regolazione sono compresi nella parte di fissaggio o nella parte comune di una cintura a tre punti, la fibbia o il dispositivo vanno provati, in conformità al paragrafo 7.5.2, insieme a tale parte di fissaggio tranne nel caso di riavvolgitori muniti di puleggia o di rinvio per la cinghia sull’ancoraggio superiore della cintura in cui il carico sarà di 980 daN e la lunghezza della cinghia che resta avvolta sul tamburo sarà quella risultante dal bloccaggio il più vicino possibile al punto che dista 450 mm dall’estremità della cinghia.
      7.5.2.   Le parti di fissaggio e ogni dispositivo di regolazione in altezza della cintura vanno provati nel modo indicato al paragrafo 7.5.1, ma il carico deve essere di 1 470 daN e, fatte salve le disposizioni della seconda frase del punto 7.7.1, va applicato nelle condizioni più sfavorevoli che si possono presentare su un veicolo quando la cintura è installata correttamente. Nel caso dei riavvolgitori la prova si effettua con la cinghia completamente srotolata dal tamburo.
      7.5.3.   Due campioni della cintura completa devono essere collocati per due ore in una camera fredda alla temperatura di – 10o ± 1 °C. Subito dopo essere state estratte dalla camera fredda, le parti della fibbia devono essere agganciate a mano.
      7.5.4.   Due campioni della cintura completa devono essere collocati per due ore in una camera fredda alla temperatura di – 10 °C ± 1 °C. Le parti rigide e quelle in plastica sottoposte alla prova devono quindi essere posate a turno su una superficie di acciaio piana e rigida (già tenuta nella camera fredda insieme ai campioni) posta sulla superficie orizzontale di un blocco compatto rigido avente una massa di almeno 100 kg. Nei 30 secondi successivi all’estrazione dalla camera fredda, far cadere per gravità sul campione una massa di acciaio di 18 kg da un’altezza di 300 mm. La superficie d’urto della massa di 18 kg deve avere una forma convessa e una durezza di almeno 45 HRC, un raggio trasversale di 10 mm e un raggio longitudinale di 150 mm lungo la linea mediana della massa. Uno dei campioni va provato con l’asse della sbarra curva parallelo alla cinghia; l’altro va provato con la sbarra curva in direzione perpendicolare alla cinghia stessa.
      7.5.5.   Le fibbie con parti comuni a due cinture di sicurezza devono essere sottoposte a un carico che permetta di simulare le condizioni di impiego nel veicolo con i sedili regolati in posizione intermedia. Applicare simultaneamente a ciascuna cinghia un carico di 1 470 daN. La direzione di applicazione del carico va stabilita in conformità al paragrafo 7.7.1. Un dispositivo adatto per la prova è illustrato nell’allegato 10 del presente regolamento.
      7.5.6.   Quando si prova un dispositivo di regolazione manuale, la cinghia va estratta da tale dispositivo in modo regolare, tenendo conto delle normali condizioni di impiego, a una velocità di circa 100 mm/s, e la forza massima deve essere misurata con un’approssimazione di 0,1 daN dopo aver estratto i primi 25 mm di cinghia. La prova va effettuata in entrambe le direzioni di movimento della cinghia attraverso il dispositivo. Prima della misurazione, sottoporre la cinghia a 10 cicli.
      7.6.   Prove supplementari per cinture di sicurezza con riavvolgitori
      7.6.1.   Resistenza del meccanismo del riavvolgitore
      7.6.1.1.   La cinghia va srotolata e riavvolta per il numero di cicli necessari, a un ritmo non superiore a 30 cicli al minuto. Nei riavvolgitori con dispositivo di bloccaggio di emergenza, dare uno strappo ogni 5 cicli per causare il bloccaggio del riavvolgitore.
      Gli strappi devono essere dati in numero uguale a ciascuna delle 5 posizioni diverse che sono al 90, all’80, al 75, al 70 e al 65 per cento della lunghezza totale della cinghia rimasta avvolta sul riavvolgitore. Se tuttavia la lunghezza è superiore a 900 mm, le percentuali di cui sopra vanno riferite agli ultimi 900 mm di cinghia che può essere srotolata dal riavvolgitore.
      7.6.1.2.   Un’apparecchiatura adeguata per le prove di cui al paragrafo 7.6.1.1 è illustrata nell’allegato 3 del presente regolamento.
      7.6.2.   Bloccaggio di riavvolgitori con dispositivo di bloccaggio di emergenza
      7.6.2.1.   Il riavvolgitore va provato dopo che la cinghia sia stata srotolata per tutta la sua lunghezza meno 300 mm ± 3 mm.
      7.6.2.1.1.   Per i riavvolgitori il cui bloccaggio funzioni con il movimento della cinghia, l’estrazione deve avvenire nella direzione normale di srotolamento quando il riavvolgitore è installato sul veicolo.
      7.6.2.1.2.   Se i riavvolgitori sono sottoposti a prove di sensibilità alla decelerazione del veicolo, vanno provati con l’estrazione di cui sopra, lungo due assi ortogonali, che saranno orizzontali se il riavvolgitore è installato su un veicolo in conformità alle istruzioni del fabbricante della cintura di sicurezza. Se questa posizione non viene specificata, l’autorità che esegue la prova deve consultare il fabbricante delle cinture di sicurezza. Uno degli assi deve essere situato nella direzione scelta dal servizio tecnico che effettua le prove di omologazione quale rappresentativa delle condizioni più sfavorevoli al funzionamento del meccanismo di bloccaggio.
      7.6.2.2.   L’allegato 4 del presente regolamento descrive un’apparecchiatura adatta alle prove di cui al paragrafo 7.6.2.1. Le caratteristiche progettuali e costruttive di tali apparecchiature di prova devono far sì che l’accelerazione richiesta sia raggiunta prima che la cintura si srotoli dal riavvolgitore per più di 5 mm e che lo srotolamento avvenga con una accelerazione media compresa fra 55 g/s (9) e 150 g/s (9) — quando viene provata la sensibilità allo spostamento della cinghia — e tra 25 g/s (9) e 150 g/s (9) — quando viene provata la sensibilità alla decelerazione del veicolo (9).
      7.6.2.3.   Per verificare il rispetto delle prescrizioni di cui ai paragrafi 6.2.5.3.1.3 e 6.2.5.3.1.4, montare il riavvolgitore su una tavola orizzontale e inclinare quest’ultima a una velocità non superiore a 2o al secondo fino al momento del bloccaggio. Ripetere la prova in altre direzioni per verificare che i requisiti siano soddisfatti.
      7.6.3.   Resistenza alla polvere
      7.6.3.1.   Il riavvolgitore deve essere installato all’interno di una camera di prova come indicato nell’allegato 5 del presente regolamento. Esso va orientato con un orientamento simile a quello con cui è montato sul veicolo. La camera di prova deve contenere polvere secondo quanto specificato al paragrafo 7.6.3.2. Srotolare 500 mm di cinghia del dispositivo e mantenerla in tale posizione, tranne quando viene sottoposta a 10 cicli completi di srotolamento e riavvolgimento nell’arco di 1 o 2 minuti dopo ogni agitazione della polvere. La polvere deve essere agitata per 5 secondi ogni 20 minuti per un periodo di cinque ore mediante aria compressa secca ed esente da oli lubrificanti, a una pressione relativa di 5,5 × 105 ± 0,5 × 105 Pa introdotta attraverso un orifizio del diametro di 1,5 ± 0,1 mm.
      7.6.3.2.   La polvere usata nella prova di cui al paragrafo 7.6.3.1 deve essere costituita da circa 1 kg di quarzo secco. La granulometria deve essere la seguente:
      
                  a)
               
               
                  passaggio per un’apertura di 150 μm, diametro del filo 104 μm: dal 99 al 100 %;
               
            
                  b)
               
               
                  passaggio per un’apertura di 105 μm, diametro del filo 64 μm: dal 76 all’86 %;
               
            
                  c)
               
               
                  passaggio per un’apertura di 75 μm, diametro del filo 52 μm: dal 60 al 70 %.
               
            7.6.4.   Forza di riavvolgimento
      7.6.4.1.   La forza di riavvolgimento va misurata con la cintura di sicurezza sistemata su un manichino come per la prova dinamica di cui al paragrafo 7.7. La tensione della cinghia va misurata al punto di contatto con il manichino (ma appena prima o appena dopo tale punto) mentre la cinghia viene riavvolta alla velocità di circa 0,6 m/min. Nel caso di una cintura di sicurezza con dispositivo di riduzione della tensione, la forza di riavvolgimento e la tensione della cinghia vanno misurate sia con il dispositivo in funzione che con il dispositivo non in funzione.
      7.6.4.2.   Prima della prova dinamica di cui al punto 7.7, il manichino seduto, vestito con una maglietta di cotone, deve essere inclinato in avanti fino a quando non vengano srotolati dal riavvolgitore 350 mm della cinghia; va poi riportato nella posizione iniziale.
      7.7.   Prova dinamica della cintura o del sistema di ritenuta
      7.7.1.   La cintura deve essere montata su un carrello munito del sedile e degli ancoraggi descritti nell’allegato 6 del presente regolamento. Se tuttavia la cintura è destinata a un veicolo speciale o a tipi di veicoli speciali, le distanze tra il manichino e gli ancoraggi devono essere stabilite dal servizio tecnico che effettua le prove, in conformità alle istruzioni di montaggio fornite con la cintura oppure in conformità ai dati forniti dal fabbricante del veicolo. Se la cintura è equipaggiata con un dispositivo di regolazione in altezza, quale definito al paragrafo 2.14.6, la posizione di tale dispositivo e dei mezzi per fissarlo deve essere la stessa di quella indicata nel progetto del veicolo.
      In tal caso, se la prova dinamica è stata eseguita per un tipo di veicolo, non deve essere ripetuta per altri tipi di veicoli sui quali ciascun punto di ancoraggio disti meno di 50 mm dal corrispondente punto di ancoraggio della cintura provata. In alternativa, i costruttori possono stabilire posizioni ipotetiche di ancoraggio per la prova in modo da includere il maggior numero possibile di punti di ancoraggio effettivi.
      7.7.1.1.   Nel caso di una cintura di sicurezza o di un sistema di ritenuta che facciano parte di un insieme considerato un sistema di ritenuta ai fini della domanda di omologazione, la cintura di sicurezza deve essere montata come specificato al paragrafo 7.7.1 o sulla parte della struttura del veicolo su cui viene di solito montato il sistema di ritenuta e questa parte deve essere saldamente collegata al carrello di prova come prescritto ai paragrafi da 7.7.1.2 a 7.7.1.6.
      Nel caso di una cintura di sicurezza o di un sistema di ritenuta muniti di pretensionatori che utilizzano componenti diverse da quelle integrate nella cintura vera e propria, tale complesso deve essere montato sul carrello di prova insieme alle necessarie parti aggiuntive del veicolo come prescritto ai paragrafi da 7.7.1.2 a 7.7.1.6.
      In alternativa, nel caso in cui tali dispositivi non possano essere sottoposti a prova sul carrello, il fabbricante può dimostrare che il dispositivo è conforme alle prescrizioni del regolamento effettuando una prova d’urto frontale convenzionale a 50 km/h in conformità alla procedura descritta nella norma ISO 3560 (1975).
      7.7.1.2.   Il metodo impiegato per fissare il veicolo durante la prova non deve rinforzare gli ancoraggi dei sedili o delle cinture di sicurezza né limitare la normale deformazione della struttura. Nessuna parte della struttura anteriore del veicolo deve limitare con la sua presenza il movimento in avanti del manichino (piede escluso) e ridurre il carico esercitato sul sistema di ritenuta durante la prova. Le parti eliminate della struttura possono essere sostituite con parti di resistenza equivalente, purché non impediscano il movimento in avanti del manichino.
      7.7.1.3.   Si può considerare soddisfacente un dispositivo di fissaggio se non produce alcun effetto su un’area larga quanto l’intera larghezza della struttura e se il veicolo o la struttura sono bloccati o immobilizzati nella parte anteriore a una distanza non inferiore a 500 mm dall’ancoraggio del sistema di ritenuta. Nella parte posteriore, la struttura deve essere fissata dietro gli ancoraggi, a una distanza sufficiente ad assicurare la conformità alle prescrizioni di cui al paragrafo 7.7.1.2.
      7.7.1.4.   I sedili del veicolo devono essere montati e sistemati nella posizione di impiego per la guida che, secondo il servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione, offre le condizioni di resistenza più sfavorevoli, compatibilmente con l’installazione del manichino nel veicolo. La posizione dei sedili deve essere registrata nel verbale. Se lo schienale del sedile è a inclinazione regolabile, esso va bloccato secondo le indicazioni del fabbricante o, in loro mancanza, a un angolo effettivo il più prossimo possibile a 25o, nei veicoli appartenenti alle categorie M1 ed N1, e il più prossimo possibile a 15o nei veicoli appartenenti a tutte le altre categorie.
      7.7.1.5.   Per verificare il rispetto dei requisiti del paragrafo 6.4.1.4.1 il sedile deve essere posto nella posizione di impiego più avanzata rispetto alle dimensioni del manichino.
      7.7.1.6.   Tutti i sedili di uno stesso gruppo vanno provati simultaneamente.
      7.7.1.7.   Effettuare le prove dinamiche sulle cinture a bretelle senza l’insieme dell’eventuale cinghia inguinale.
      7.7.2.   Fissare la cintura sul manichino di cui all’allegato 7 del presente regolamento nel seguente modo: posizionare una tavola dello spessore di 25 mm tra il dorso del manichino e lo schienale del sedile. Sistemare la cintura sul manichino tendendola accuratamente. Rimuovere quindi la tavola in modo che l’intera lunghezza del dorso del manichino sia a contatto con lo schienale. Occorre verificare che il sistema di aggancio delle due parti della fibbia non presenti il rischio di ridurre l’affidabilità del bloccaggio.
      7.7.3.   Le estremità libere delle cinghie devono uscire dai dispositivi di regolazione in misura sufficiente da permetterne lo scorrimento.
      7.7.4.   Dispositivi di decelerazione o di accelerazione
      Il richiedente può scegliere di usare uno dei due seguenti dispositivi:
      7.7.4.1.   Dispositivo per la prova di decelerazione
      Il carrello deve essere spinto in modo che al momento dell’urto la sua velocità di corsa libera sia di 50 km/h ± 1 km/h e che il manichino resti stabile. La distanza di arresto del carrello deve essere di 40 cm ± 5 cm. Durante la decelerazione, il carrello deve rimanere orizzontale. La decelerazione del carrello deve essere ottenuta usando l’apparecchiatura descritta nell’allegato 6 del presente regolamento oppure qualsiasi altra apparecchiatura che dia risultati equivalenti. L’apparecchio deve soddisfare le condizioni di seguito specificate:
      la curva di decelerazione del carrello, zavorrato con massa inerte per ottenere una massa totale di 455 kg ± 20 kg (prove delle cinture di sicurezza) e di 910 ± 40 kg (prove dei sistemi di ritenuta) e con massa nominale del carrello e della struttura del veicolo di 800 kg, deve iscriversi nella superficie tratteggiata del grafico dell’allegato 8. Se necessario, la massa nominale del carrello e della struttura del veicolo a esso fissata può essere aumentata di 200 kg una o più volte; in tal caso va aggiunta una massa inerte supplementare di 28 kg per ogni aggiunta di 200 kg. In nessun caso la massa totale del carrello e della struttura del veicolo e le masse inerti possono differire di oltre ± 40 kg dal valore nominale adottato per le prove di taratura. Durante la taratura del dispositivo di arresto, la velocità del carrello deve essere di 50 km/h ± 1 km/h e la distanza di arresto di 40 cm ± 2 cm.
      7.7.4.2.   Dispositivo per la prova di accelerazione
      Il carrello deve subire una spinta tale da produrre una variazione totale di velocità ΔV di . Durante l’accelerazione il carrello deve rimanere orizzontale. L’accelerazione del carrello va ottenuta usando un apparecchio che soddisfi le condizioni di seguito specificate:
      la curva di accelerazione del carrello, zavorrata con massa inerte, deve iscriversi nella superficie tratteggiata del grafico dell’allegato 8 e restare al di sopra del segmento definito dalle coordinate 10 g, 5ms e 20 g, 10ms. In base alla norma ISO 17373 (2005), l’urto (T0) inizia in corrispondenza del valore di accelerazione 0,5 g. In nessun caso la massa totale del carrello e della struttura del veicolo e le masse inerti possono differire di oltre ± 40 kg dal valore nominale adottato per le prove di taratura. Durante la taratura del dispositivo per la prova di accelerazione, la variazione totale di velocità del carrello ΔV deve essere di .
      Fatto salvo il soddisfacimento dei suddetti requisiti, il servizio tecnico userà un carrello (munito di sedili) quale definito nell’allegato 1, paragrafo 6, con massa superiore a 380 kg.
      7.7.5.   Devono essere misurate: la velocità del carrello immediatamente prima dell’urto (solo nel caso dei carrelli di decelerazione, al fine di calcolare la distanza di arresto), lo spostamento in avanti del manichino e la velocità del torace quando lo spostamento dello stesso è di 300 mm.
      La variazione di velocità è calcolata mediante integrazione dell’accelerazione o della decelerazione registrate del carrello.
      La distanza per raggiungere i primi  km/h della variazione di velocità del carrello può essere calcolata mediante doppia integrazione della decelerazione registrata del carrello.
      7.7.6.   Dopo l’urto, la cintura o il sistema di ritenuta e le sue parti rigide devono essere sottoposti a un esame visivo, senza aprire la fibbia, per accertare eventuali cedimenti o rotture. Per i sistemi di ritenuta, dopo la prova occorre anche verificare se le parti della struttura del veicolo collegate al carrello abbiano subito deformazioni permanenti visibili. Se vengono rilevate deformazioni di tal genere, esse dovranno essere tenute in considerazione nei calcoli eseguiti in conformità al paragrafo 6.4.1.4.1.
      7.7.7.   Se tuttavia le prove sono state effettuate a una velocità superiore e/o la curva di accelerazione ha superato il livello superiore della superficie tratteggiata e la cintura di sicurezza soddisfa le prescrizioni, la prova sarà considerata soddisfacente.
      7.8.   Prova di apertura della fibbia
      7.8.1.   Per questa prova, devono essere utilizzate cinture o sistemi di ritenuta già sottoposti alla prova dinamica in conformità al paragrafo 7.7.
      7.8.2.   La cintura deve essere smontata dal carrello di prova senza aprire la fibbia. Alla fibbia deve essere applicato un carico per trazione diretta tramite le cinghie legate a essa in modo che tutte le cinghie siano sottoposte alla forza di  daN. (in cui «n» è il numero di cinghie collegate alla fibbia in posizione agganciata). Qualora la fibbia sia collegata a una parte rigida, il carico deve essere applicato rispettando l’angolo formato dalla fibbia e dall’estremità rigida durante la prova dinamica. Al centro geometrico del pulsante che comanda l’apertura della fibbia, va applicato un carico avente la velocità di 400 ± 20 mm/min seguendo un asse costante parallelo alla direzione iniziale di movimento del pulsante stesso. Durante l’applicazione della forza di apertura, la fibbia deve essere sostenuta da un supporto rigido. Il carico di cui sopra non deve superare il limite indicato al paragrafo 6.2.2.5. Il punto di contatto dell’apparecchiatura di prova deve avere forma sferica con raggio di 2,5 mm ± 0,1 mm e una superficie metallica levigata.
      7.8.3.   Si deve misurare la forza di apertura della fibbia e annotare qualsiasi cedimento della fibbia.
      7.8.4.   Dopo la prova di apertura della fibbia, i componenti della cintura o del sistema di ritenuta sottoposti alle prove di cui al paragrafo 7.7 devono essere ispezionati e l’entità del danno subito dalla cintura o dal sistema di ritenuta durante la prova dinamica deve essere indicata nel verbale di prova.
      7.9.   Prove aggiuntive su cinture di sicurezza munite di pretensionatori
      7.9.1.   Condizionamento
      Il pretensionatore può essere separato dalla cintura di sicurezza per la prova e mantenuto per 24 ore a una temperatura di 60 ± 5 °C. La temperatura viene quindi aumentata a 100 ± 5 °C per due ore. Successivamente il pretensionatore deve essere mantenuto per 24 ore a una temperatura di – 30 ± 5 °C. Dopo essere stato estratto dalla camera di condizionamento, il dispositivo deve essere portato a temperatura ambiente. Se era stato separato dalla cintura di sicurezza, deve esservi nuovamente fissato.
      7.10.   Verbale di prova
      7.10.1.   Nel verbale di prova occorre registrare i risultati di tutte le prove di cui al paragrafo 7. e in particolare:
      
                  a)
               
               
                  il tipo di dispositivo usato per la prova (dispositivo di accelerazione o di decelerazione);
               
            
                  b)
               
               
                  la variazione totale di velocità;
               
            
                  c)
               
               
                  solo per i carrelli di decelerazione: la velocità del carrello subito prima dell’urto;
               
            
                  d)
               
               
                  la curva di accelerazione o di decelerazione durante tutta la variazione di velocità del carrello;
               
            
                  e)
               
               
                  lo spostamento massimo in avanti del manichino;
               
            
                  f)
               
               
                  la posizione - se può essere variata - della fibbia durante la prova;
               
            
                  g)
               
               
                  la forza di apertura della fibbia;
               
            
                  h)
               
               
                  eventuali cedimenti o rotture.
               
            Se, in conformità al paragrafo 7.7.1, non è stata rispettata l’ubicazione degli ancoraggi indicata nell’allegato 6 del presente regolamento, il verbale dovrà descrivere il montaggio della cintura o del sistema di ritenuta, nonché gli angoli e le dimensioni principali.
      8.   PRESCRIZIONI RELATIVE ALL’INSTALLAZIONE SUL VEICOLO
      8.1.   Accessori delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta
      8.1.1.   Esclusi i posti a sedere destinati a essere usati solo a veicolo fermo, i sedili dei veicoli appartenenti alle categorie M1, M2 (della classe III o B (10)), M3 (della classe III o B9) ed N devono essere muniti di cinture di sicurezza o di sistemi di ritenuta conformi alle prescrizioni del presente regolamento.
      Le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono chiedere l’installazione di cinture di sicurezza sui veicoli appartenenti alle categorie M2 ed M3 della classe II.
      Le cinture di sicurezza e/o i sistemi di ritenuta eventualmente montati sui veicoli appartenenti alle categorie M2 o M3 delle classi I, II o A devono soddisfare i requisiti del presente regolamento.
      Le parti contraenti possono consentire, in base all’ordinamento nazionale, l’installazione di cinture di sicurezza o di sistemi di ritenuta diversi da quelli che rientrano nel presente regolamento, purché siano destinati a persone disabili.
      Le disposizioni del presente regolamento non si applicano ai sistemi di ritenuta conformi a quanto disposto dalla serie di modifiche 02 del regolamento n. 107, allegato 8.
      Sui veicoli appartenenti alle categorie M2 o M3 delle classi I o A è consentito installare cinture di sicurezza e/o sistemi di ritenuta che soddisfino le prescrizioni del presente regolamento.
      8.1.2.   I tipi di cinture di sicurezza o di sistemi di ritenuta per ciascun posto a sedere per il quale è obbligatorio che essi siano installati, devono essere quelli specificati all’allegato 16 [con i quali non possono essere usati riavvolgitori né privi di dispositivo di bloccaggio (paragrafo 2.14.1) né muniti di dispositivo di bloccaggio manuale (paragrafo 2.14.2)]. Per tutti i posti a sedere per i quali nell’allegato 16 sono specificate cinture addominali di tipo B, sono consentite cinture addominali di tipo Br3 ma non nel caso in cui, durante l’uso, si riavvolgano in misura tale da ridurre troppo il comfort dopo l’allacciamento.
      8.1.2.1.   Sui posti a sedere laterali diversi da quelli anteriori dei veicoli appartenenti alla categoria N1 indicati nell’allegato 16 e contrassegnati con il simbolo Ø, è ammessa tuttavia l’installazione di una cintura addominale di tipo Br4 m o Br4Nm se tra un sedile e la fiancata laterale più vicina del veicolo esiste un passaggio per consentire l’accesso dei passeggeri ad altre parti del veicolo. Si considera un passaggio lo spazio tra un sedile e la fiancata se, quando tutte le portiere sono chiuse, la distanza tra la fiancata e un piano verticale longitudinale che attraversi la linea mediana del sedile in questione, misurato nella posizione del punto R e in modo perpendicolare al piano longitudinale mediano del veicolo, è superiore a 500 mm.
      8.1.3.   Nei casi in cui le cinture di sicurezza non sono obbligatorie, può essere installato qualsiasi tipo di cintura di sicurezza o di sistema di ritenuta conforme al presente regolamento a scelta del fabbricante. Per i posti a sedere per i quali l’allegato 16 prescrive cinture addominali, in alternativa alle cinture addominali possono essere montate cinture di tipo A dei tipi autorizzati nell’allegato 16.
      8.1.4.   Nelle cinture a tre punti munite di riavvolgitori, un riavvolgitore deve agire almeno sulla cinghia diagonale.
      8.1.5.   È ammissibile, ma non sui veicoli appartenenti alla categoria M1, un riavvolgitore con dispositivo di bloccaggio di emergenza di tipo 4N (paragrafo 2.14.5) al posto di un riavvolgitore di tipo 4 (paragrafo 2.14.4) se ai servizi tecnici che effettuano le prove si dimostra che il montaggio di un riavvolgitore di tipo 4 non sarebbe pratico.
      8.1.6.   Per i posti a sedere anteriori, laterali e centrali, di cui all’allegato 16 e contrassegnati con il simbolo *, sono considerate sufficienti cinture di sicurezza addominali del tipo specificato in tale allegato se il parabrezza è situato al di fuori della zona di riferimento definita dal regolamento n. 21, allegato 1.
      Riguardo alle cinture di sicurezza, il parabrezza è considerato parte della zona di riferimento quando può entrare in contatto statico con l’apparecchiatura di prova secondo il metodo di cui al regolamento n. 21, allegato 1.
      8.1.7.   Tutti i posti a sedere indicati nell’allegato 16 e contrassegnati dal simbolo • devono essere muniti di cinture a tre punti di uno dei tipi specificati nell’allegato 16 tranne quando è soddisfatta una delle condizioni indicate di seguito, nel qual caso possono essere muniti di cinture a due punti di uno dei tipi specificati nell’allegato 16:
      8.1.7.1.   direttamente davanti al sedile considerato esiste un sedile o un’altra parte del veicolo conforme al paragrafo 3.5 del regolamento n. 80, appendice 1; oppure
      8.1.7.2.   nessuna parte del veicolo è o può trovarsi nella zona di riferimento quando il veicolo è in movimento; ovvero
      8.1.7.3.   le parti del veicolo che si trovano in tale zona di riferimento soddisfano i requisiti sull’assorbimento dell’energia di cui al regolamento n. 80, appendice 6.
      8.1.8.   Ogni posto a sedere per passeggeri munito di airbag deve recare un’avvertenza che vieti l’uso di sistemi di ritenuta per bambini rivolti all’indietro in tale posto a sedere. Tale indicazione dev’essere almeno costituita da un’etichetta recante un chiaro pittogramma di avvertenza, come qui indicato:
      
         
      Le sue dimensioni complessive devono essere pari ad almeno 120 × 60 mm o determinare una superficie equivalente.
      La suddetta etichetta può anche assumere un aspetto diverso da quello dell’esempio dato sopra; il suo contenuto deve tuttavia essere conforme a quanto sopra prescritto.
      8.1.9.   Riguardo a un airbag di protezione frontale per il sedile anteriore del passeggero, l’avvertenza deve essere apposta in modo stabile su entrambi i lati dell’aletta parasole anteriore dal lato del passeggero, in modo che almeno una delle avvertenze sia sempre visibile, indipendentemente dalla posizione dell’aletta parasole. In alternativa, si deve apporre un’avvertenza sul lato visibile dell’aletta parasole in posizione ripiegata e una seconda avvertenza sul tetto dietro l’aletta in modo che sia sempre visibile almeno un’avvertenza. Non deve essere possibile rimuovere facilmente l’etichetta di avvertenza dall’aletta parasole e dal tetto dell’abitacolo senza che ciò provochi danni permanenti evidenti e chiaramente visibili all’aletta o al tetto interno dell’abitacolo.
      Se il veicolo è privo di aletta parasole o di tetto, l’etichetta di avvertenza va collocata in un luogo in cui sia chiaramente visibile in qualsiasi momento.
      Riguardo agli airbag frontali per altri sedili del veicolo, l’avvertenza deve essere apposta direttamente di fronte al sedile interessato ed essere ben visibile in qualsiasi momento a chi monti su quel sedile un sistema di ritenuta per bambini rivolto all’indietro. Quanto prescritto dal presente paragrafo e dal paragrafo 8.1.8 non si applica ai posti a sedere muniti di un dispositivo che disattivi automaticamente l’airbag frontale quando si installa un sistema di ritenuta per bambini rivolto all’indietro.
      8.1.10.   Il manuale d’uso del veicolo deve contenere informazioni dettagliate e citare esplicitamente l’avvertenza. Il testo, in tutte le lingue ufficiali del/dei paese/i in cui è ragionevolmente prevedibile l’immatricolazione del veicolo (ad esempio, territorio dell’Unione europea, Giappone, Federazione russa o Nuova Zelanda ecc.), deve contenere almeno la seguente dicitura:
      
         «NON utilizzare MAI un sistema di ritenuta per bambini rivolto all’indietro su un sedile protetto frontalmente da un AIRBAG ATTIVO. Rischio di MORTE o LESIONI GRAVI per il BAMBINO»
      
      Il testo deve essere corredato di un’illustrazione che riproduca l’etichetta d’avvertenza installata a bordo del veicolo. L’informazione deve essere facilmente reperibile nel manuale d’uso del veicolo (mediante un riferimento specifico a tale informazione sulla prima pagina, una linguetta che individui la pagina, un opuscolo ad hoc ecc.).
      I requisiti di cui al presente paragrafo non si applicano ai veicoli i cui posti a sedere per passeggeri siano dotati di un dispositivo che disattiva automaticamente l’airbag frontale quando si installa un sistema di ritenuta per bambini rivolto all’indietro.
      8.1.11.   Nel caso di sedili che possono essere rivolti od orientati in altre posizioni, destinati a essere utilizzati quando il veicolo è fermo, i requisiti di cui al paragrafo 8.1.1 si applicano solo a posizioni che si assumono durante l’uso normale del veicolo, quando esso è in movimento su strada, in conformità al presente regolamento.
      8.2.   Requisiti generali
      8.2.1.   Cinture di sicurezza, sistemi di ritenuta, sistemi di ritenuta per bambini (SRB) ISOFIX ai sensi della tabella 2 dell’allegato 17, appendice 3, nonché gli SRB i-Size ai sensi della tabella 3 dell’allegato 17, appendice 3, devono essere fissati ad ancoraggi e, nel caso degli SRB i-Size, essere sostenuti da una superficie di contatto del pavimento del veicolo conforme alle prescrizioni del regolamento n. 14 riguardo alle caratteristiche progettuali e dimensionali, al numero di ancoraggi e alla resistenza.
      8.2.2.   Le cinture di sicurezza, i sistemi di ritenuta e gli SRB raccomandati dal fabbricante in conformità alle tabelle da 1 a 3 dell’allegato 17, appendice 3, devono essere installati in modo da garantirne un funzionamento soddisfacente e da ridurre il rischio di lesioni in caso di incidente. In particolare, devono essere montati in modo che:
      8.2.2.1.   le cinghie non possano assumere una posizione pericolosa;
      8.2.2.2.   sia ridotto al minimo il rischio che una cintura correttamente posizionata scivoli dalla spalla dell’utilizzatore, nel caso di spostamento di quest’ultimo verso l’avanti;
      8.2.2.3.   sia ridotto al minimo il rischio di logoramento della cinghia per contatto tra le parti sporgenti del veicolo o della struttura del sedile e gli SRB raccomandati dal fabbricante in conformità alle tabelle da 1 a 3 dell’allegato 17, appendice 3;
      8.2.2.4.   Tutte le cinture di sicurezza previste per ciascun posto a sedere devono essere progettate e installate in modo da essere prontamente disponibili per l’uso. Inoltre, se l’intero sedile o la seduta del sedile e/o lo schienale possono essere ripiegati per consentire l’accesso alla parte posteriore del veicolo o al vano per merci o bagagli, dopo aver ripiegato e riportato questi sedili in posizione d’uso, le cinture di sicurezza fornite per tali sedili devono essere facilmente utilizzabili o facilmente recuperabili da sotto o da dietro il sedile in conformità alle istruzioni contenute nel manuale d’uso del veicolo, senza particolare addestramento o pratica.
      8.2.2.5.   Il servizio tecnico deve verificare che, con la linguetta della fibbia inserita in quest’ultima:
      
                  8.2.2.5.1.
               
               
                  l’eventuale lasco della cintura non impedisca la corretta installazione degli SRB raccomandati dal fabbricante; e
               
            
                  8.2.2.5.2.
               
               
                  nel caso di cinture a tre punti, si possa stabilire una tensione di almeno 50N nella sezione addominale della cintura applicando esternamente la tensione alla sezione diagonale della cintura, una volta allacciata:
                  
                              a)
                           
                           
                              al manichino di un bambino di 10 anni, quale descritto all’allegato 8, appendice 1, del regolamento n. 44 e regolata in conformità all’allegato 17, appendice 4, del presente regolamento; o
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              alla struttura di cui all’allegato 17, appendice 1, figura 1, del presente regolamento per i sedili che consentono l’installazione di un dispositivo di ritenuta per bambini della categoria universale.
                           
                        
            8.3.   Prescrizioni speciali per le parti rigide incorporate nelle cinture di sicurezza o nei sistemi di ritenuta
      8.3.1.   Le parti rigide, come le fibbie, i dispositivi di regolazione e le parti di fissaggio, non devono aumentare il rischio di lesioni per l’utilizzatore o per gli altri occupanti del veicolo in caso di incidente.
      8.3.2.   Il dispositivo di apertura della fibbia deve essere ben visibile per l’utilizzatore e da esso agevolmente raggiungibile; deve inoltre essere progettato per non aprirsi inavvertitamente o casualmente. La fibbia deve essere situata in posizione tale da essere immediatamente raggiungibile da parte di un soccorritore che debba liberare urgentemente l’utilizzatore.
      La fibbia deve essere montata in modo da poter essere aperta dall’utilizzatore, sia senza carico, sia quando sostenga il peso dello stesso utilizzatore, con il solo semplice movimento di una mano in un’unica direzione.
      Nel caso di cinture di sicurezza o di sistemi di ritenuta destinati a posti a sedere anteriori laterali, ma escluse le cinture a bretelle, la fibbia deve anche poter essere chiusa allo stesso modo.
      Occorre controllare che, se la fibbia è a contatto con l’utilizzatore, la larghezza della superficie di contatto non sia inferiore a 46 mm.
      Occorre anche controllare che, se la fibbia è a contatto con l’utilizzatore, la superficie di contatto soddisfi i requisiti di cui al paragrafo 6.2.2.1 del presente regolamento.
      8.3.3.   Una volta indossata, la cintura deve regolarsi automaticamente sull’utilizzatore o deve essere tale che l’utilizzatore seduto raggiunga facilmente il dispositivo di regolazione manuale e lo possa usare senza difficoltà. Deve anche essere possibile tendere la cintura con una mano, per adeguarla alla corporatura dell’utilizzatore e alla posizione del sedile del veicolo.
      8.3.4.   Cinture di sicurezza o sistemi di ritenuta provvisti di riavvolgitori vanno installati in modo da permettere ai riavvolgitori di funzionare correttamente e di riavvolgere la cinghia senza difficoltà.
      8.3.5.   Al fine di informare gli utilizzatori dei veicoli sulle disposizioni relative al trasporto di bambini, i veicoli appartenenti alle categorie M1, M2, M3 ed N1 devono soddisfare i requisiti in materia di informazione di cui all’allegato 17. Ogni veicolo appartenente alla categoria M1 deve essere munito di posizioni ISOFIX ai sensi delle relative prescrizioni del regolamento n. 14.
      La prima posizione ISOFIX deve permettere l’installazione di almeno una delle tre strutture rivolte in avanti di cui all’allegato 17, appendice 2; la seconda posizione ISOFIX deve permettere l’installazione di almeno una delle tre strutture rivolte all’indietro di cui all’allegato 17, appendice 2. Per questa seconda posizione ISOFIX, se non è possibile installare la struttura rivolta all’indietro sulla seconda fila di sedili del veicolo a causa di caratteristiche progettuali dello stesso, è consentito installare una delle sei strutture in qualsiasi posizione del veicolo.
      8.3.6.   I posti a sedere i-Size devono consentire l’installazione delle strutture di ritenuta per bambini ISOFIX «ISO/F2X» (B1), «ISO/R2» (D) e lo spazio d’ingombro della gamba di sostegno, quale definito dall’allegato 17, appendice 2.
      Lo spazio d’ingombro della gamba di sostegno ha le seguenti caratteristiche (cfr. anche l’allegato 17, appendice 2, figure 8 e 9, del presente regolamento):
      
                  a)
               
               
                  limite laterale:
                  due piani paralleli al piano longitudinale mediano della struttura di ritenuta per bambini installata nel rispettivo posto a sedere, e distanti 100 mm da esso;
               
            
                  b)
               
               
                  limite anteriore:
                  un piano perpendicolare al piano dato dalla superficie inferiore della struttura di ritenuta per bambini e al piano longitudinale mediano della stessa, distante 695 mm dal piano che attraversa le linee mediane degli ancoraggi inferiori ISOFIX e che è perpendicolare alla superficie inferiore della struttura di ritenuta per bambini;
               
            
                  c)
               
               
                  limite posteriore:
                  
                              i)
                           
                           
                              al di sopra del livello della superficie inferiore della struttura di ritenuta per bambini: la superficie anteriore della struttura di ritenuta per bambini, e
                           
                        
                              ii)
                           
                           
                              al di sotto del livello della superficie inferiore della struttura di ritenuta per bambini: il piano perpendicolare al piano dato dalla superficie inferiore della struttura di ritenuta per bambini e al piano longitudinale mediano della stessa, distante 585 mm dal piano che attraversa le linee mediane degli ancoraggi inferiori ISOFIX e che è perpendicolare alla superficie inferiore della struttura di ritenuta per bambini;
                           
                        
            
                  d)
               
               
                  limite in altezza:
                  
                              i)
                           
                           
                              al di sopra del livello della superficie inferiore della struttura di ritenuta per bambini: il piano parallelo alla superficie inferiore della struttura di ritenuta per bambini e 85 mm al di sopra di essa, e
                           
                        
                              ii)
                           
                           
                              al di sotto del livello della superficie inferiore della struttura di ritenuta per bambini: la superficie superiore del pavimento del veicolo (compresi rivestimenti, moquette, imbottiture ecc.).
                           
                        
            L’angolo di beccheggio usato per la valutazione geometrica di cui sopra va misurato ai sensi del paragrafo 5.2.3.4 del regolamento n. 14.
      Non devono esistere interferenze tra lo spazio d’ingombro della gamba di sostegno e parti qualsiasi del veicolo.
      Il rispetto di questa prescrizione può essere dimostrato mediante prove fisiche, simulazioni al computer o disegni rappresentativi.
      8.4.   Cicalino delle cinture di sicurezza
      8.4.1.   Il posto a sedere del conducente nei veicoli appartenenti alla categoria di veicoli (11) M1 deve essere munito di un cicalino delle cinture di sicurezza che soddisfi i requisiti del presente regolamento. Se il costruttore del veicolo dota di un cicalino delle cinture di sicurezza il sedile del conducente di un’altra categoria di veicoli, tale cicalino può essere omologato ai sensi del presente regolamento (12).
      8.4.1.1.   Le parti contraenti possono permettere di disattivare il cicalino delle cinture di sicurezza, purché tale disattivazione soddisfi i requisiti del paragrafo 8.4.2.6.
      8.4.2.   Cicalino delle cinture di sicurezza
      8.4.2.1.   Requisiti generali
      
               
                  8.4.2.1.1.
               
               
                  L’allarme ottico va collocato in modo che il conducente lo possa vedere e riconoscere facilmente alla luce del giorno, distinguendolo da altri allarmi. Se la spia dell’allarme ottico è di colore rosso, deve far ricorso a un simbolo conformemente alla tabella 1, voce 21, del regolamento n. 121.
                  
                              
                                 
                           
                           
                              (voce K.01 – ISO 2575:2000) o,
                           
                           
                              
                                 
                           
                        
            
               
                  8.4.2.1.2.
               
               
                  L’allarme ottico deve essere un segnale continuo o intermittente.
               
            
               
                  8.4.2.1.3.
               
               
                  L’allarme acustico deve essere un segnale continuo o intermittente o un’informazione vocale. In caso di informazione vocale, il costruttore deve far sì che l’allarme usi la/le lingua/e del paese in cui il veicolo è commercializzato. L’allarme acustico può comprendere più fasi.
               
            
               
                  8.4.2.1.4.
               
               
                  L’allarme acustico deve essere facilmente riconoscibile dal conducente.
               
            8.4.2.2.   L’allarme di primo livello sarà costituito almeno da un indicatore ottico visibile per 4 secondi o più se la cintura di sicurezza del conducente non è allacciata a motore acceso.
      8.4.2.3.   L’azionamento dell’allarme di primo livello va provato secondo la procedura di prova di cui all’allegato 18, paragrafo 1.
      8.4.2.4.   L’allarme di secondo livello deve essere un segnale ottico e acustico che si attiva per 30 secondi o più, tranne nei casi in cui l’allarme si arresta per oltre 3 secondi quando la cintura di sicurezza non è allacciata, quando il veicolo è in condizioni di funzionamento normali e quando almeno una delle seguenti condizioni (o combinazione di condizioni) è soddisfatta:
      
                  8.4.2.4.1.
               
               
                  la distanza percorsa supera la soglia di distanza. La soglia non può superare i 500 m. La distanza in cui il veicolo non è in normali condizioni di funzionamento va esclusa;
               
            
                  8.4.2.4.2.
               
               
                  la velocità supera la soglia di velocità. La soglia non può superare i 25 km/h;
               
            
                  8.4.2.4.3.
               
               
                  la durata (a motore acceso) supera la soglia del periodo di durata. La soglia non può superare i 60 secondi. La durata dell’allarme di primo livello e il periodo in cui il veicolo non è in condizioni di funzionamento normali vanno esclusi.
               
            8.4.2.5.   L’azionamento dell’allarme di secondo livello va provato secondo la procedura di prova definita all’allegato 18, paragrafo 2.
      8.4.2.6.   Il cicalino delle cinture di sicurezza può essere progettato in modo da consentirne la disattivazione.
      
               
                  8.4.2.6.1.
               
               
                  Se è prevista una disattivazione di breve durata, deve risultare più difficile disattivare il cicalino delle cinture di sicurezza che allacciare o slacciare la cintura di sicurezza. Se il motore viene spento per oltre 30 minuti e poi viene riacceso, deve riattivarsi un cicalino delle cinture di sicurezza, disattivato per un breve periodo.
               
            
               
                  8.4.2.6.2.
               
               
                  Nel caso in cui sia possibile disattivare il cicalino delle cinture di sicurezza per un lungo periodo, la disattivazione deve richiedere una sequenza di operazioni descritte esclusivamente nel manuale tecnico del costruttore e/o l’uso di attrezzi (meccanici, elettrici, digitali ecc.) non forniti con il veicolo.
               
            9.   CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
      Le modalità di controllo della conformità della produzione devono essere conformi a quelle definite nell’accordo, appendice 2 (E/ECE/324-E/ECE/TRANS/505/Rev.2). Devono inoltre essere rispettate le seguenti disposizioni:
      
                  9.1.
               
               
                  ogni tipo di veicolo, di cintura di sicurezza o di sistema di ritenuta omologato ai sensi del presente regolamento va fabbricato in modo da essere conforme al tipo omologato e da soddisfare le prescrizioni di cui ai paragrafi 6, 7 e 8;
               
            
                  9.2.
               
               
                  devono essere soddisfatti i requisiti minimi delle procedure di controllo di conformità della produzione, fissati dall’allegato 14 del presente regolamento.
               
            
                  9.3.
               
               
                  l’autorità di omologazione che ha rilasciato l’omologazione del tipo può verificare in qualunque momento i metodi di controllo della conformità applicati in ogni impianto di produzione. La normale frequenza di tali verifiche deve essere di due volte l’anno.
               
            10.   SANZIONI IN CASO DI NON CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
      
               
                  10.1.
               
               
                  L’omologazione rilasciata a un tipo di veicolo, di cintura o di sistema di ritenuta può essere revocata se le prescrizioni di cui al paragrafo 9.1 non vengono soddisfatte o se la/le cintura/e di sicurezza o il/i sistema/i di ritenuta scelti non superano le prove di cui al paragrafo 9.2.
               
            
               
                  10.2.
               
               
                  Se una parte contraente dell’accordo che applica il presente regolamento revoca un’omologazione da essa in precedenza rilasciata, informa immediatamente di ciò le altre parti contraenti che applicano il presente regolamento con una scheda di notifica conforme al modello dell’allegato 1A o 1B, a seconda dei casi, del presente regolamento.
               
            11.   MODIFICHE ED ESTENSIONE DELL’OMOLOGAZIONE DEL TIPO DI VEICOLO O DI CINTURA DI SICUREZZA O DI SISTEMA DI RITENUTA
      
               
                  11.1.
               
               
                  Ogni modifica del tipo di veicolo, di cintura o di sistema di ritenuta ovvero di entrambi deve essere notificata all’autorità di omologazione che ha omologato il tipo di veicolo, di cintura di sicurezza o di sistema di ritenuta. Tale autorità può:
                  
                              11.1.1.
                           
                           
                              ritenere che le modifiche apportate non avranno effetti negativi apprezzabili e che in ogni caso il veicolo, la cintura di sicurezza o il sistema di ritenuta siano ancora conformi ai requisiti; oppure
                           
                        
                              11.1.2.
                           
                           
                              chiedere un altro verbale di prova al servizio tecnico che ha effettuato le prove.
                           
                        
            
               
                  11.2.
               
               
                  Fatto salvo quanto disposto dal paragrafo 11.1, una variante del veicolo la cui massa in ordine di marcia sia inferiore a quella del veicolo sottoposto alla prova di omologazione non andrà considerata una modifica del tipo di veicolo.
               
            
               
                  11.3.
               
               
                  La conferma o il rifiuto dell’omologazione, con l’indicazione delle modifiche apportate, deve essere comunicata alle parti dell’accordo che applicano il presente regolamento mediante la procedura di cui ai paragrafi 5.2.3 o 5.3.3 del presente regolamento.
               
            
               
                  11.4.
               
               
                  L’autorità che rilascia l’estensione di un’omologazione attribuisce un numero di serie all’estensione e informa di ciò le altre parti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento mediante una scheda di notifica conforme al modello degli allegati 1A o 1B del presente regolamento.
               
            12.   CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
      Se il titolare dell’omologazione cessa del tutto di fabbricare un dispositivo omologato ai sensi del presente regolamento, ne deve informare l’autorità che ha rilasciato l’omologazione. Ricevuta la notifica, tale autorità informerà di ciò le altre parti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento mediante una scheda di notifica conforme al modello di cui agli allegati 1A o 1B del presente regolamento.
      13.   ISTRUZIONI
      Nel caso dei tipi di cinture di sicurezza forniti separatamente dal veicolo, l’imballaggio e le istruzioni di montaggio devono indicare chiaramente il/i tipo/i di veicolo cui sono destinate.
      14.   NOMI E INDIRIZZI DEI SERVIZI TECNICI CHE EFFETTUANO LE PROVE DI OMOLOGAZIONE E DELLE AUTORITÀ DI OMOLOGAZIONE
      Le parti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento devono comunicare al segretariato delle Nazioni Unite i nomi e gli indirizzi dei servizi tecnici che effettuano le prove di omologazione e delle autorità che rilasciano le omologazioni e alle quali devono essere inviati i certificati attestanti il rilascio, il rifiuto, l’estensione o la revoca di omologazioni rilasciate in altri paesi.
      15.   DISPOSIZIONI TRANSITORIE
      15.1.   Omologazioni del tipo di veicolo
      
               
                  15.1.1.
               
               
                  A decorrere dalla data ufficiale di entrata in vigore del supplemento 15 della serie di modifiche 04, nessuna parte contraente che applichi il presente regolamento può rifiutare di rilasciare omologazioni conformi al presente regolamento modificato dal supplemento 15 della serie di modifiche 04.
               
            
               
                  15.1.2.
               
               
                  Trascorsi 2 anni dalla data di entrata in vigore del supplemento 15 della serie di modifiche 04 del presente regolamento, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono rilasciare omologazioni solo se le prescrizioni del presente regolamento, modificato dal supplemento 15 della serie di modifiche 04, sono soddisfatte.
               
            
               
                  15.1.3.
               
               
                  Trascorsi 7 anni dalla data di entrata in vigore del supplemento 15 della serie di modifiche 04 del presente regolamento, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono rifiutare di riconoscere omologazioni non concesse in conformità al supplemento 15 della serie di modifiche 04 del presente regolamento. Tuttavia, le omologazioni già rilasciate per categorie di veicoli diverse dalla M1 e cui non si applica il supplemento 15 della serie di modifiche 04 del presente regolamento possono rimanere valide e le parti contraenti che applicano il presente regolamento devono continuare ad accettarle.
               
            
               
                  15.1.3.1.
               
               
                  Tuttavia, a decorrere dal 1o ottobre 2000, per i veicoli appartenenti alle categorie M1 ed N1, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono rifiutarsi di riconoscere le omologazioni non rilasciate in conformità al supplemento 8 della serie di modifiche 04 del presente regolamento, se i requisiti di informazione di cui al paragrafo 8.3.5 e all’allegato 17 non sono soddisfatti.
               
            15.2.   Installazione delle cinture di sicurezza e del cicalino delle cinture di sicurezza
      Le presenti disposizioni transitorie si applicano esclusivamente all’installazione delle cinture di sicurezza e dei cicalini delle cinture di sicurezza sui veicoli e non modificano le iscrizioni apposte sulle cinture di sicurezza.
      
               
                  15.2.1.
               
               
                  A decorrere dalla data ufficiale di entrata in vigore del supplemento 12 della serie di modifiche 04, nessuna parte contraente che applichi il presente regolamento può rifiutare di rilasciare omologazioni conformi al presente regolamento modificato dal supplemento 12 della serie di modifiche 04.
               
            
               
                  15.2.2.
               
               
                  Scaduto un periodo di 36 mesi dalla data ufficiale di entrata in vigore di cui al paragrafo 15.2.1, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono rilasciare l’omologazione solo se il tipo di veicolo soddisfa le prescrizioni del presente regolamento modificato dal supplemento 12 della serie di modifiche 04.
               
            
               
                  15.2.3.
               
               
                  Scaduto un periodo di 60 mesi dalla data ufficiale di entrata in vigore di cui al paragrafo 15.2.1, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono rifiutare di riconoscere le omologazioni non rilasciate in conformità al supplemento 12 della serie di modifiche 04 del presente regolamento.
               
            
               
                  15.2.4.
               
               
                  A decorrere dalla data ufficiale di entrata in vigore del supplemento 14 della serie di modifiche 04, nessuna parte contraente che applichi il presente regolamento può rifiutare di rilasciare omologazioni conformi al presente regolamento modificato dal supplemento 14 della serie di modifiche 04.
               
            
               
                  15.2.5.
               
               
                  A decorrere dalla data ufficiale di entrata in vigore del supplemento 16 della serie di modifiche 04, nessuna parte contraente che applichi il presente regolamento può rifiutare di rilasciare omologazioni conformi al presente regolamento modificato dal supplemento 16 della serie di modifiche 04.
               
            
               
                  15.2.6.
               
               
                  Scaduto un periodo di 36 mesi dalla data ufficiale di entrata in vigore di cui al paragrafo 15.2.4, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono rilasciare l’omologazione solo se il tipo di veicolo soddisfa le prescrizioni del presente regolamento modificato dal supplemento 14 della serie di modifiche 04.
               
            
               
                  15.2.7.
               
               
                  Scaduto un periodo di 60 mesi dalla data ufficiale di entrata in vigore di cui al paragrafo 15.2.4, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono rifiutare di riconoscere le omologazioni non rilasciate in conformità al supplemento 14 della serie di modifiche 04 del presente regolamento.
               
            
               
                  15.2.8.
               
               
                  A decorrere dal 16 luglio 2006, le parti contraenti che applicano il presente regolamento devono rilasciare l’omologazione solo se il tipo di veicolo è conforme alle prescrizioni del presente regolamento modificato dal supplemento 16 della serie di modifiche 04.
               
            
               
                  15.2.9.
               
               
                  A decorrere dal 16 luglio 2008, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono rifiutare di riconoscere omologazioni di veicoli appartenenti alla categoria N1 non rilasciate ai sensi del supplemento 16 della serie di modifiche 04 del presente regolamento.
               
            
               
                  15.2.10.
               
               
                  Dalla data ufficiale di entrata in vigore della serie di modifiche 05, nessuna parte contraente che applichi il presente regolamento può rifiutare di rilasciare un’omologazione ai sensi del presente regolamento modificato dalla serie di modifiche 05.
               
            
               
                  15.2.11.
               
               
                  Trascorsi 18 mesi dalla data di entrata in vigore, le parti contraenti che applicano il presente regolamento rilasciano omologazioni solo se il tipo di veicolo da omologare è conforme ai requisiti del presente regolamento, modificato dalla serie di modifiche 05.
               
            
               
                  15.2.12.
               
               
                  Trascorsi 72 mesi dalla data di entrata in vigore della serie di modifiche 05 del presente regolamento, le omologazioni rilasciate ai sensi del medesimo cessano di essere valide, tranne nel caso di tipi di veicoli conformi alle prescrizioni del presente regolamento modificato dalla serie di modifiche 05.
               
            
               
                  15.2.13.
               
               
                  Fatto salvo il paragrafo 15.2.12, le omologazioni di veicoli appartenenti a categorie diverse da M1 ai sensi di serie precedenti di modifiche del presente regolamento e non interessate dalla serie di modifiche 05, relative all’installazione dei cicalini cinture di sicurezza, restano valide e le parti contraenti che applicano il presente regolamento devono continuare ad accettarle.
               
            
               
                  15.2.14.
               
               
                  Fatto salvo il paragrafo 15.2.12, le omologazioni di veicoli appartenenti a categorie diverse da N2 ed N3 ai sensi di serie precedenti di modifiche del presente regolamento e non interessate dalla serie di modifiche 05 relative ai requisiti minimi per le cinture di sicurezza e i riavvolgitori di cui all’allegato 16, restano valide e le parti contraenti che applicano il presente regolamento devono continuare ad accettarle.
               
            
               
                  15.2.15.
               
               
                  Anche successivamente alla data di entrata in vigore della serie di modifiche 05, le omologazioni di componenti ed entità tecniche indipendenti ai sensi di serie precedenti di modifiche del regolamento restano valide e le parti contraenti che applicano il regolamento devono continuare ad accettarle e non possono rifiutarsi di rilasciare estensioni delle omologazioni ai sensi della serie di modifiche 04 del presente regolamento.
               
            
               
                  15.2.16.
               
               
                  In deroga alle disposizioni transitorie di cui sopra, le parti contraenti che applicano il presente regolamento a decorrere dalla data di entrata in vigore della serie di modifiche 05 non sono obbligate ad accettare omologazioni rilasciate ai sensi di una precedente serie di modifiche del presente regolamento.
               
            15.3.   A partire dalla data ufficiale di entrata in vigore della serie di modifiche 06, nessuna parte contraente che applichi il presente regolamento può rifiutare di rilasciare un’omologazione ai sensi del presente regolamento modificato dalla serie di modiche 06.
      
               
                  15.3.1.
               
               
                  Trascorsi 24 mesi dall’entrata in vigore della serie di modifiche 06, le parti contraenti che applicano il presente regolamento rilasciano omologazioni solo se vengono soddisfatti i requisiti del presente regolamento, modificato dalla serie di modifiche 06.
               
            
               
                  15.3.2.
               
               
                  Trascorsi 36 mesi dalla data d’entrata in vigore della serie di modifiche 06, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono rifiutare di riconoscere le eventuali omologazioni rilasciate non in conformità alla serie di modifiche 06 del presente regolamento.
               
            
               
                  15.3.3.
               
               
                  Anche successivamente alla data di entrata in vigore della serie di modifiche 06, le omologazioni di componenti e di entità tecniche ai sensi di serie precedenti di modifiche del regolamento restano valide; le parti contraenti che applicano il regolamento devono continuare ad accettarle e possono continuare a rilasciare estensioni di omologazioni ai sensi della serie di modifiche 05.
               
            
               
                  15.3.4.
               
               
                  Fatti salvi i paragrafi 15.3.1 e 15.3.2, le omologazioni di categorie di veicoli ai sensi di serie precedenti di modifiche del presente regolamento, e non interessate dalla serie di modifiche 06, restano valide e le parti contraenti che applicano il presente regolamento devono continuare ad accettarle.
               
            
               
                  15.3.5.
               
               
                  Se al momento dell’adesione al presente regolamento nelle normative nazionali non esistono prescrizioni relative al montaggio obbligatorio di cinture di sicurezza destinate agli strapuntini, le parti contraenti possono continuare a consentire di non montarle ai fini dell’omologazione nazionale; in tal caso, queste categorie di autobus non possono essere omologate ai sensi del presente regolamento.
               
            
               
                  15.3.6.
               
               
                  Nessuna parte contraente che applichi il presente regolamento può rifiutare di rilasciare l’omologazione di un componente ai sensi di una serie precedente di modifiche del regolamento, se le cinture di sicurezza sono destinate a essere installate su veicoli omologati prima della rispettiva serie di modifiche.
               
            
               
                  15.3.7.
               
               
                  Dalla data ufficiale di entrata in vigore del supplemento 5 alla serie di modifiche 06, nessuna parte contraente che applichi il presente regolamento può rifiutare l’omologazione ai sensi del presente regolamento modificato dal supplemento 5 alla serie di modifiche 06.
               
            
               
                  15.3.8.
               
               
                  Per un periodo di 12 mesi dopo la data di entrata in vigore del supplemento 05 alla serie di modifiche 06 del presente regolamento, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono continuare a rilasciare omologazioni ai sensi della serie di modifiche 06 del presente regolamento senza tener conto del supplemento 05 alla serie di modifiche 06.
               
            
         (1)  Secondo la definizione contenuta nella risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3), documento ECE/TRANS/WP.29/78/Rev.3, paragrafo 2 - www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29resolutions.html
      
         (2)  Fatti salvi gli obblighi contenuti nell’accordo cui è allegato il presente regolamento, il Giappone potrà richiedere che i veicoli della categoria N1, omologati ai sensi del presente regolamento, soddisfino le prescrizioni nazionali vigenti in materia di cicalini delle cinture di sicurezza.
      
         (3)  Secondo la definizione contenuta nella risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3), documento ECE/TRANS/WP.29/78/Rev.3, paragrafo 2 - www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29resolutions.html
      
         (4)  I numeri distintivi delle parti contraenti dell’accordo del 1958 sono elencati nell’allegato 3 della Risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3), documento ECE/TRANS/WP.29/78/Rev. 3, allegato 3 - www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29resolutions.html
      
         (5)  Cfr. nota al paragrafo 5.2.4.1 del presente regolamento.
      
         (6)  g = 9,81 m/s2.
      
         (7)  La prova non va effettuata per le cinghie in tessuto a trama diagonale con fili di poliestere ad alta tenacità, poiché tali cinture si allargano sotto carico. In questo caso la larghezza a vuoto deve essere ≥ 46 mm.
      
         (8)  Cfr. paragrafo 7.4.1.6.4.3.
      
         (9)  9,81 m/s2
      
      
         (10)  Secondo la definizione contenuta nella risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3), documento ECE/TRANS/WP.29/78/Rev.3, paragrafo 2 - www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29resolutions.html
      
         (11)  Secondo la definizione contenuta nella risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3), documento ECE/TRANS/WP.29/78/Rev.3, paragrafo 2 - www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29resolutions.html
      
         (12)  Sebbene le attuali prescrizioni riguardanti il cicalino delle cinture di sicurezza si applichino esclusivamente al sedile del conducente dei veicoli della categoria M1, si prevede di estendere l’ambito del presente regolamento ai veicoli di altre categorie e ad altri posti a sedere. Data l’importanza del fattore umano nell’ambito della trasmissione di stimoli al conducente, i requisiti futuri dei cicalini delle cinture di sicurezza previsti nel presente regolamento mireranno a un’armonizzazione dei sistemi di allarme.
      
         ALLEGATO 1A
         
            NOTIFICA
         
         [formato massimo: A4 (210 × 297 mm)]
         
            
         
            
      
      
         ALLEGATO 1B
         
            NOTIFICA
         
         [formato massimo: A4 (210 × 297 mm)]
         
            
      
      
         ALLEGATO 2
         
            ESEMPI DI MARCHI DI OMOLOGAZIONE
         
         1.   Esempi di marchi di omologazione del veicolo riguardo all’installazione delle cinture di sicurezza
         MODELLO A
         (Cfr. paragrafo 5.2.4 del presente regolamento)
         
            
         Questo marchio di omologazione apposto su un veicolo, indica che il tipo di veicolo in questione è stato omologato, riguardo alle cinture di sicurezza, nei Paesi Bassi (E4), ai sensi del regolamento n. 16. Il numero di omologazione indica che l’omologazione è stata rilasciata in base alle prescrizioni del regolamento n. 16 modificato dalla serie di modifiche 06.
         MODELLO B
         (Cfr. paragrafo 5.2.5 del presente regolamento)
         
            
         Questo marchio di omologazione apposto su un veicolo indica che il tipo di veicolo in questione è stato omologato nei Paesi Bassi (E4) ai sensi dei regolamenti n. 16 e n. 52 (1). I numeri di omologazione indicano che, alla data delle rispettive omologazioni, il regolamento n. 16 comprendeva la serie di modifiche 06 e il regolamento n. 52 la serie di modifiche 01.
         2.   Esempi di marchi di omologazione delle cinture di sicurezza (cfr. paragrafo 5.3.5 del presente regolamento)
         
            
         La cintura cui è stato apposto questo marchio di omologazione è una cintura a tre punti («A»), munita di dispositivo di assorbimento dell’energia («e») e omologata nei Paesi Bassi (E4) con il numero 062439; alla data del rilascio dell’omologazione il regolamento comprendeva già la serie di modifiche 06.
         
            
         La cintura cui è stato apposto questo marchio di omologazione è una cintura addominale («B»), munita di riavvolgitore di tipo 4 a sensibilità multipla (m) e omologata nei Paesi Bassi (E4) con il numero 062489; alla data del rilascio dell’omologazione il regolamento comprendeva già la serie di modifiche 06.
         
            Nota: il numero di omologazione e il/i simbolo/i aggiuntivo/i devono essere apposti vicino al cerchio, sopra o sotto la «E» oppure a destra o a sinistra di tale lettera. Le cifre che compongono il numero di omologazione vanno allineate sullo stesso lato della «E» e orientate nella stessa direzione. Il/i simbolo/i aggiuntivo/i devono stare dalla parte diametralmente opposta al numero di omologazione. Evitare l’uso di numerali romani come numeri di omologazione per evitare confusioni con altri simboli.
         
            
         La cintura cui è stato apposto questo marchio di omologazione è una cintura di tipo speciale («S»), munita di dispositivo di assorbimento dell’energia («e») e omologata nei Paesi Bassi (E4) con il numero 0622439; alla data del rilascio dell’omologazione il regolamento comprendeva già la serie di modifiche 06.
         
            
         La cintura cui è stato apposto questo marchio di omologazione fa parte di un sistema di ritenuta («Z») ed è una cintura di tipo speciale («S») munita di dispositivo di assorbimento dell’energia («e»). È stata omologata nei Paesi Bassi (E4) con il numero 0624391; alla data del rilascio dell’omologazione, il regolamento comprendeva già la serie di modifiche 06.
         
            
         La cintura cui è stato apposto questo marchio di omologazione è una cintura a tre punti («A»), munita di riavvolgitore a sensibilità multipla («m») di tipo 4N («r4N»), la cui omologazione è stata rilasciata nei Paesi Bassi («E4») con il numero 062439; alla data del rilascio dell’omologazione, il regolamento comprendeva già la serie di modifiche 06. Tale cintura non va montata su veicoli appartenenti alla categoria M1.
         
            
         La cintura cui è stato apposto questo marchio di omologazione è una cintura a tre punti («A»), munita di dispositivo di assorbimento dell’energia («e») conforme ai requisiti specifici del paragrafo 6.4.1.3.3 del presente regolamento e munita di riavvolgitore a sensibilità multipla («m») di tipo 4 («r4») la cui omologazione è stata rilasciata nei Paesi Bassi («E4») con il numero 062439. Le prime due cifre di tale numero indicano che alla data del rilascio dell’omologazione, il regolamento comprendeva già la serie di modifiche 06. Questa cintura di sicurezza va montata su un veicolo munito di airbag per il posto a sedere indicato.
         
            (1)  Il secondo numero è dato unicamente a titolo di esempio.
      
      
         ALLEGATO 3
         
            SCHEMA DI UN APPARECCHIO PER PROVARE LA RESISTENZA DEL MECCANISMO DEI RIAVVOLGITORI
         
         
            
      
      
         ALLEGATO 4
         
            SCHEMA DI UN APPARECCHIO PER PROVARE IL BLOCCAGGIO DEI RIAVVOLGITORI A BLOCCAGGIO D’EMERGENZA
         
         La figura illustra un apparecchio adatto a questa prova composto da una camma mossa da un motore; l’asta da essa messa in moto è collegata con funi a un piccolo carrello montato su una guida. Grazie alle caratteristiche della camma e alla velocità del motore si ottiene l’accelerazione necessaria richiesta al paragrafo 7.6.2.2 del presente regolamento; la corsa è calibrata in modo da essere superiore allo spostamento massimo autorizzato della cinghia prima del bloccaggio.
         Sul carrello viene montato un supporto girevole per permettere al riavvolgitore di essere montato in diverse posizioni rispetto alla direzione di spostamento del carrello.
         Quando viene provata la sensibilità dei riavvolgitori rispetto allo spostamento della cinghia, si monta il riavvolgitore su un supporto fisso appropriato e la cinghia viene collegata al carrello.
         Per le suddette prove, si devono incorporare nell’installazione di prova i supporti o gli altri elementi forniti dal fabbricante o dal suo mandatario per simulare il più fedelmente possibile il montaggio all’interno di un veicolo.
         Il fabbricante o il suo mandatario dovranno fornire i supporti e gli altri elementi indispensabili per simulare il montaggio all’interno di un veicolo.
         
            
      
      
         ALLEGATO 5
         
            SCHEMA DI APPARECCHIO PER PROVARE LA RESISTENZA ALLA POLVERE
         
         
            
         
            
      
      
         ALLEGATO 6
         
            DESCRIZIONE DEL CARRELLO, DEL SEDILE, DEGLI ANCORAGGI E DEL DISPOSITIVO DI ARRESTO
         
         1.   CARRELLO
         Per le prove delle cinture di sicurezza, la massa del carrello con il solo sedile deve essere di 400 ± 20 kg. Per le prove dei sistemi di ritenuta, la massa del carrello con annessa struttura del veicolo deve essere di 800 kg. Se necessario, la massa totale del carrello e della struttura del veicolo può essere aumentata di 200 kg alla volta. La massa totale non deve differire in nessun caso dal valore nominale di oltre ± 40 kg.
         2.   SEDILE
         Il sedile deve essere rigido e presentare una superficie liscia salvo che per le prove dei sistemi di ritenuta. Vanno rispettate le indicazioni fornite nella figura 1 del presente allegato e occorre accertarsi che nessuna parte metallica possa venire a contatto con la cintura.
         3.   ANCORAGGI
         
                  
                     3.1.
                  
                  
                     Se una cintura è munita di dispositivo di regolazione in altezza, come definito al paragrafo 2.14.6 del presente regolamento, tale dispositivo deve essere fissato a un telaio rigido oppure alla parte del veicolo cui è normalmente applicato e che dovrà essere a sua volta fissata al carrello di prova.
                  
               
                  
                     3.2.
                  
                  
                     Gli ancoraggi devono essere disposti secondo le indicazioni della figura 1. I punti che corrispondono all’ubicazione degli ancoraggi indicano la posizione in cui vanno fissate le estremità della cintura al carrello o, eventualmente, ai dinamometri. Normalmente vengono scelti per gli ancoraggi i punti A, B e K se il bordo superiore della fibbia non dista più di 250 mm dal foro di fissaggio del supporto; altrimenti, devono essere usati i punti A1 e B1. La tolleranza sulla posizione dei punti di ancoraggio è tale che ciascun punto di ancoraggio deve essere situato a non più di 50 mm dai corrispondenti punti A, B e K indicati nella figura 1 o A1, B1 e K, a seconda dei casi.
                  
               
                  
                     3.3.
                  
                  
                     La struttura cui sono applicati gli ancoraggi deve essere rigida. L’ancoraggio superiore non deve spostarsi in misura superiore a 0,2 mm in direzione longitudinale quando gli venga applicato un carico di 98 daN in tale direzione. Il carrello va costruito in modo che le parti cui sono applicati gli ancoraggi non subiscano deformazioni permanenti durante la prova.
                  
               
                  
                     3.4.
                  
                  
                     Se fosse eventualmente necessario un quarto punto di ancoraggio per fissare il riavvolgitore, esso dovrà:
                     
                                  
                              
                              
                                 essere collocato su un piano longitudinale verticale che attraversi il punto K;
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 permettere l’inclinazione del riavvolgitore all’angolo prescritto dal fabbricante;
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 trovarsi sull’arco di un cerchio avente raggio KB1 = 790 mm se il tratto di cinghia compreso tra il rinvio sul montante e l’uscita dal riavvolgitore è pari o superiore a 540 mm e, in tutti gli altri casi, trovarsi sull’arco avente un raggio di 350 mm e come centro K.
                              
                           
               4.   DISPOSITIVO DI ARRESTO
         
                  
                     4.1.
                  
                  
                     Questo dispositivo è composto di due assorbitori identici montati in parallelo, tranne nel caso dei sistemi di ritenuta per i quali si usano quattro assorbitori per una massa nominale di 800 kg. Se necessario, si usa un assorbitore aggiuntivo per ogni aumento di 200 kg della massa nominale. Ogni assorbitore si compone di:
                     
                                  
                              
                              
                                 un involucro esterno formato da un tubo d’acciaio;
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 un tubo di poliuretano che assorbe l’energia;
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 un’oliva d’acciaio levigata che penetra nell’assorbitore; e
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 un’asta e una piastra d’urto.
                              
                           
               
                  
                     4.2.
                  
                  
                     Le dimensioni delle varie parti dell’assorbitore sono indicate nelle figure 2, 3 e 4.
                  
               
                  
                     4.3.
                  
                  
                     Le caratteristiche del materiale di assorbimento sono specificate nella tabella del presente allegato. Immediatamente prima di ciascuna prova, i tubi devono essere tenuti per almeno 12 ore a una temperatura compresa tra 15 °C e 25 °C, senza essere utilizzati. Durante la prova dinamica delle cinture o dei sistemi di ritenuta, il dispositivo di arresto deve essere a temperatura identica a quella della prova di taratura, con una tolleranza di ± 2 °C. I requisiti del dispositivo di arresto sono indicati nell’allegato 8 del presente regolamento. Si può usare qualsiasi altro dispositivo che dia risultati equivalenti.
                     
                        Caratteristiche del materiale assorbente
                     
                     (Metodo ASTM D 735, salvo diversa indicazione)
                     
                                 Durezza Shore A:
                              
                              
                                 95 ± 2 alla temperatura di 20 ± 5 °C
                              
                           
                                 Resistenza alla rottura:
                              
                              
                                 Ro > 343 daN/cm2
                                 
                              
                           
                                 Allungamento minimo:
                              
                              
                                 Ao > 400 %
                              
                           
                                 Modulo al 100 % di allungamento:
                              
                              
                                 > 108 daN/cm2
                                 
                              
                           
                                 Modulo al 300 % di allungamento:
                              
                              
                                 > 235 daN/cm2
                                 
                              
                           
                                 Fragilità a freddo (metodo ASTM D 736):
                              
                              
                                 5 ore a - 55 °C
                              
                           
                                 Deformazione permanente (metodo B):
                              
                              
                                 22 ore a 70 °C < 45 %
                              
                           
                                 Densità a 25 °C:
                              
                              
                                 tra 1,05 e 1,10
                              
                           
                        
                     
                                 Invecchiamento all’aria (metodo ASTM D 573)
                              
                           
                                 70 ore a 100 °C
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Durezza Shore A:
                              
                              
                                 variazione max ± 3
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Resistenza alla rottura:
                              
                              
                                 diminuzione < 10 % di Ro
                                 
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Allungamento:
                              
                              
                                 diminuzione < 10 % di Ao
                                 
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Massa:
                              
                              
                                 diminuzione < 1 %
                              
                           
                                 Immersione in olio (metodo ASTM n. 1 olio):
                              
                           
                                 70 ore a 100 °C
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Durezza Shore A:
                              
                              
                                 variazione max ± 4
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Resistenza alla rottura:
                              
                              
                                 diminuzione < 15 % di Ro
                                 
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Allungamento:
                              
                              
                                 diminuzione < 10 % di Ao
                                 
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Volume:
                              
                              
                                 gonfiamento < 5 %
                              
                           
                                 Immersione in olio (metodo ASTM n. 3 olio):
                              
                           
                                 70 ore a 100 °C
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Resistenza alla rottura:
                              
                              
                                 diminuzione < 15 % di Ro
                                 
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Allungamento:
                              
                              
                                 diminuzione < 15 % di Ao
                                 
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Volume:
                              
                              
                                 gonfiamento < 20 %
                              
                           
                                 Immersione in acqua distillata:
                              
                           
                                 1 settimana a 70 °C:
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Resistenza alla rottura:
                              
                              
                                 diminuzione < 35 % di Ro
                                 
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 —
                              
                              
                                 Allungamento:
                              
                              
                                 diminuzione < 20 % di Ao
                                 
                              
                           
               
            Figura 1
         
         
            Carrello, sedile, ancoraggio
         
         
            
         
            Figura 2
         
         
            Dispositivo di arresto
         
         (assemblato)
         
            
         
            Figura 3
         
         
            Dispositivo di arresto
         
         (tubo di poliuretano)
         
            
         
            Figura 4
         
         
            Dispositivo di arresto
         
         (oliva)
         
            
         
            
      
      
         ALLEGATO 7
         
            DESCRIZIONE DEL MANICHINO
         
         1.   SPECIFICHE DEL MANICHINO
         1.1.   Aspetti generali
         Le principali caratteristiche del manichino sono illustrate nelle figure e nelle tabelle seguenti:
         
                     Figura 1
                  
                  
                     Vista laterale- testa, collo e tronco;
                  
               
                     Figura 2
                  
                  
                     Vista frontale - testa, collo e tronco;
                  
               
                     Figura 3
                  
                  
                     Vista laterale - anca, coscia e gamba;
                  
               
                     Figura 4
                  
                  
                     Vista frontale - anca, coscia e gamba;
                  
               
                     Figura 5
                  
                  
                     Misure principali;
                  
               
                     Figura 6
                  
                  
                     Manichino in posizione seduta, indicante:
                     
                                  
                              
                              
                                 la posizione del centro di gravità;
                              
                           
                                  
                              
                              
                                 la posizione dei punti dove si misura lo spostamento; l’altezza della spalla.
                              
                           
               
                     Tabella 1
                  
                  
                     Codici, nomi, materiali e principali dimensioni degli elementi del manichino e
                  
               
                     Tabella 2
                  
                  
                     Masse della testa, del collo, del tronco, delle cosce e della gamba
                  
               1.2.   Descrizione del manichino
         1.2.1.   Struttura della gamba (cfr. figure 3 e 4)
         La struttura della gamba si compone di tre elementi:
         
                      
                  
                  
                     piastra per la pianta del piede (30),
                  
               
                      
                  
                  
                     tubo della gamba propriamente detta (29), e
                  
               
                      
                  
                  
                     tubo del ginocchio (26).
                  
               Il tubo del ginocchio è munito di due fermi che limitano il movimento della gamba rispetto alla coscia.
         A partire dalla posizione diritta, la gamba può ruotare all’indietro di circa 120°.
         1.2.2.   Struttura della coscia (cfr. figure 3 e 4)
         La struttura della coscia si compone di tre elementi:
         
                      
                  
                  
                     tubo del ginocchio (22);
                  
               
                      
                  
                  
                     sbarra della coscia (21), e
                  
               
                      
                  
                  
                     tubo dell’anca (20).
                  
               Per limitare i movimenti del ginocchio, il tubo del ginocchio (22) è munito di due scanalature che si innestano nelle asole della gamba.
         1.2.3.   Struttura del tronco (cfr. figure 1 e 2)
         La struttura del tronco comprende i seguenti elementi:
         
                      
                  
                  
                     tubo dell’anca (2);
                  
               
                      
                  
                  
                     catena a rulli (4);
                  
               
                      
                  
                  
                     costole (6) e (7);
                  
               
                      
                  
                  
                     sterno (8); e
                  
               
                      
                  
                  
                     fissaggi della catena (3) e sulle parti (7) e (8).
                  
               1.2.4.   Collo (cfr. figure 1 e 2)
         Il collo consta di sette dischi in poliuretano (9). Il grado di rigidità del collo può essere modificato mediante un tendicatena.
         1.2.5.   Testa (cfr. figure 1 e 2)
         La testa (15) è cava; la forma di poliuretano è rinforzata da strisce d’acciaio (17). Il tendicatena, che consente di regolare la rigidità del collo, è formato da un blocco in poliammide (10), da un tubo distanziatore (11) e da elementi di trazione (12) e (13). La testa può ruotare sull’articolazione della prima e della seconda vertebra cervicale (articolazione atlo-epistrofeica) che comprende il complesso di regolazione (14) e (18), il tubo distanziatore (16) e il blocco di poliammide (10).
         1.2.6.   Collegamento dell’articolazione del ginocchio (cfr. figura 4)
         La gamba e le cosce vengono collegate mediante il tubo (27) e l’elemento di trazione (28).
         1.2.7.   Collegamento dell’articolazione dell’anca (cfr. figura 4)
         Le cosce e il tronco sono collegati dal tubo (23), dalle piastre di attrito (24) e dall’elemento di trazione (25).
         1.2.8.   Poliuretano
         
            Tipo: PU 123 CH Compound
         
            Durezza: 50-60 Shore A
         1.2.9.   Rivestimenti
         Il manichino è dotato di un rivestimento speciale (cfr. tabella 1).
         2.   DISPOSITIVI DI CORREZIONE
         2.1.   Aspetti generali
         Per calibrare il manichino in funzione di determinati valori e della sua massa totale, la ripartizione di quest’ultima va regolata usando sei masse di correzione d’acciaio da 1 kg ciascuna che possano essere montate sull’articolazione dell’anca. Sei altre masse di poliuretano da 1 kg ciascuna possono essere montate sul dorso del tronco.
         3.   CUSCINO
         Tra il torace del manichino e il rivestimento va collocato uno speciale cuscino. Il cuscino deve essere di schiuma di polietilene e rispondere alle seguenti prescrizioni:
         
            durezza: 7-10 Shore A
         
            spessore: 25 mm +5
         Deve essere sostituibile.
         4.   REGOLAZIONE DELLE ARTICOLAZIONI
         4.1.   Aspetti generali
         Al fine di ottenere risultati riproducibili, è necessario specificare e controllare l’attrito fra le varie articolazioni.
         4.2.   Articolazione del ginocchio:
         serrare l’articolazione del ginocchio;
         disporre verticalmente la coscia e la gamba;
         ruotare la parte inferiore della gamba di 30°;
         allentare molto lentamente il dado dell’elemento di trazione (28) fino a quando la parte inferiore della gamba inizia a pendere per il proprio peso;
         fissare il dado in questa posizione.
         4.3.   Articolazione dell’anca:
         serrare l’articolazione dell’anca;
         collocare le cosce in posizione orizzontale e il tronco in posizione verticale;
         ruotare il tronco in avanti fino a formare un angolo di 60° con le cosce;
         allentare molto lentamente l’elemento di trazione fino a quando il tronco inizia a cadere sotto l’azione del proprio peso;
         fissare l’elemento di trazione in questa posizione.
         4.4.   Articolazione atlo-epistrofeica:
         regolare questa articolazione in modo che resista solo al proprio peso in caso di sollecitazione verso l’avanti o verso l’indietro.
         4.5.   Collo:
         il collo può essere regolato con il tendicatena (13). Una volta regolato il collo, l’estremità superiore del tendicatena deve spostarsi di 4-6 cm se sottoposto a una forza orizzontale di 10 daN.
         
            Tabella 1
         
         
                     N. di riferimento
                  
                  
                     Nome
                  
                  
                     Materiale
                  
                  
                     Dimensioni
                  
               
                     1.
                  
                  
                     Materiale del corpo
                  
                  
                     Poliuretano
                  
                  
                     —
                  
               
                     2
                  
                  
                     Tubo dell’anca
                  
                  
                     acciaio
                  
                  
                     76 × 70 × 100 mm
                  
               
                     3
                  
                  
                     Fissaggi della catena
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     25 × 10 × 70 mm
                  
               
                     4
                  
                  
                     Catena a rulli
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     3/4
                  
               
                     5
                  
                  
                     Piastra della spalla
                  
                  
                     Poliuretano
                  
                  
                     —
                  
               
                     6
                  
                  
                     Profilo
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     30 × 30 × 3 × 250 mm
                  
               
                     7
                  
                  
                     Costole
                  
                  
                     Piastra di acciaio perforata
                  
                  
                     400 × 85 × 1,5 mm
                  
               
                     8
                  
                  
                     Sterno
                  
                  
                     Piastra di acciaio perforata
                  
                  
                     250 × 90 × 1,5 mm
                  
               
                     9
                  
                  
                     Dischi (sei)
                  
                  
                     Poliuretano
                  
                  
                     ø 90 × 20 mm
                  
               
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     ø 80 × 20 mm
                  
               
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     ø 75 × 20 mm
                  
               
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     ø 70 × 20 mm
                  
               
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     ø 65 × 20 mm
                  
               
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     ø 60 × 20 mm
                  
               
                     10
                  
                  
                     Blocco
                  
                  
                     Poliammide
                  
                  
                     60 × 60 × 25 mm
                  
               
                     11
                  
                  
                     Tubo distanziatore
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     40 × 40 × 2 × 50 mm
                  
               
                     12
                  
                  
                     Bullone dell’elemento di trazione
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     M16 × 90 mm
                  
               
                     13
                  
                  
                     Dado dell’elemento di trazione
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     M 16
                  
               
                     14
                  
                  
                     Elemento di trazione dell’articolazione atlo-epistrofeica
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     ø 12 × 130 mm (M12)
                  
               
                     15
                  
                  
                     Testa
                  
                  
                     Poliuretano
                  
                  
                     —
                  
               
                     16
                  
                  
                     Tubo distanziatore
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     ø 18 × 13 × 17 mm
                  
               
                     17
                  
                  
                     Piastra di rinforzo
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     30 × 3 × 500 mm
                  
               
                     18
                  
                  
                     Dado dell’elemento di trazione
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     M12 mm
                  
               
                     19
                  
                  
                     Cosce
                  
                  
                     Poliuretano
                  
                  
                     —
                  
               
                     20
                  
                  
                     Tubo dell’anca
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     76 × 70 × 80 mm
                  
               
                     21
                  
                  
                     Barra delle cosce
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     30 × 30 × 440 mm
                  
               
                     22
                  
                  
                     Tubo del ginocchio
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     52 × 46 × 40 mm
                  
               
                     23
                  
                  
                     Tubo di collegamento con l’anca
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     70 × 64 × 250 mm
                  
               
                     24
                  
                  
                     Piastre di attrito (quattro)
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     160 × 75 × 1 mm
                  
               
                     25
                  
                  
                     Elemento di trazione
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     M12 × 320 mm + piastre e dadi
                  
               
                     26
                  
                  
                     Tubo del ginocchio
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     52 × 46 × 160 mm
                  
               
                     27
                  
                  
                     Tubo di collegamento col ginocchio
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     44 × 39 × 190 mm
                  
               
                     28
                  
                  
                     Piastra dell’elemento di trazione
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     ø 70 × 4 mm
                  
               
                     29
                  
                  
                     Tubo della gamba
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     50 × 50 × 2 × 460 mm
                  
               
                     30
                  
                  
                     Piastra della pianta del piede
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     100 × 170 × 3 mm
                  
               
                     31
                  
                  
                     Masse di correzione del tronco (sei)
                  
                  
                     Poliuretano
                  
                  
                     1 kg ciascuna
                  
               
                     32
                  
                  
                     Cuscino
                  
                  
                     Schiuma di polietilene
                  
                  
                     350 × 250 × 25 mm
                  
               
                     33
                  
                  
                     Rivestimento
                  
                  
                     Cotone e fasce di poliammide
                  
                  
                     —
                  
               
                     34
                  
                  
                     Masse di correzione dell’articolazione dell’anca (sei)
                  
                  
                     Acciaio
                  
                  
                     1 kg ciascuna
                  
               
            
         
            Tabella 2
         
         
                     Elementi del manichino
                  
                  
                     Massa in kg
                  
               
                     Testa e collo
                  
                  
                     4,6 ± 0,3
                  
               
                     Tronco e braccia
                  
                  
                     40,3 ± 1,0
                  
               
                     Cosce
                  
                  
                     16,2 ± 0,5
                  
               
                     Parte inferiore della gamba e piede
                  
                  
                     9,0 ± 0,5
                  
               
                     Massa totale, compresi i pesi di correzione
                  
                  
                     75,5 ± 1,0
                  
               
            Figura 1
         
         
            
         
            Figura 2
         
         
            
         
                     
                        Figura 3
                     
                     
                        
                  
                  
                     
                        Figura 4
                     
                     
                        
                  
               
            Figura 5
         
         
            
         
            Figura 6
         
         
            
         Tutte le dimensioni sono espresse in mm
         
            G= centro di gravità
         
            T= punto di riferimento del tronco (misurato dietro, sull’asse del manichino)
         
            P= punto di riferimento del bacino (misurato dietro, sull’asse del manichino)
         Nella misurazione dello spostamento al punto P non devono essere compresi movimenti rotatori intorno all’asse dell’anca e intorno a un asse verticale.
      
      
         ALLEGATO 8
         
            DESCRIZIONE DELLA CURVA DI DECELERAZIONE O DI ACCELERAZIONE DEL CARRELLO IN FUNZIONE DEL TEMPO
         
         In tutti i casi le procedure di taratura e misura devono corrispondere a quelle definite nella norma internazionale ISO 6487 (2002); lo strumento di misurazione deve corrispondere alle specifiche di un canale di dati con classe di frequenza del canale (CFC) 60.
         Definizione delle diverse curve
         
                     Tempo (ms)
                  
                  
                     Accelerazione (g)
                     Corridoio inferiore
                  
                  
                     Accelerazione (g)
                     Corridoio superiore
                  
               
                     0
                  
                  
                     —
                  
                  
                     20
                  
               
                     10
                  
                  
                     0
                  
                  
                     —
                  
               
                     10
                  
                  
                     15
                  
                  
                     —
                  
               
                     15
                  
                  
                     20
                  
                  
                     —
                  
               
                     18
                  
                  
                     —
                  
                  
                     32
                  
               
                     25
                  
                  
                     26
                  
                  
                     —
                  
               
                     45
                  
                  
                     26
                  
                  
                     —
                  
               
                     55
                  
                  
                     20
                  
                  
                     —
                  
               
                     60
                  
                  
                     0
                  
                  
                     32
                  
               
                     80
                  
                  
                     —
                  
                  
                     0
                  
               
            
         Il segmento aggiuntivo (cfr. paragrafo 7.7.4.2) si applica solo al carrello di accelerazione.
      
      
         ALLEGATO 9
         
            ISTRUZIONI
         
         Ogni cintura di sicurezza va accompagnata da istruzioni del seguente tipo o contenuto, redatte nella lingua o nelle lingue del paese in cui viene messa in vendita.
         
                     1.
                  
                  
                     Istruzioni per l’installazione (non richieste se le cinture di sicurezza sono montate dal fabbricante del veicolo) che illustrino a quali modelli di veicoli sia adatto il sistema nonché il metodo corretto di montaggio del sistema al veicolo con annessa un’avvertenza per evitare lo sfregamento delle cinghie.
                  
               
                     2.
                  
                  
                     Istruzioni per l’uso (possono essere incluse nel manuale per l’uso del veicolo se la cintura di sicurezza viene montata dal fabbricante del veicolo) che specifichino le istruzioni per garantire che l’utilizzatore tragga il maggior vantaggio dalla cintura di sicurezza. Nelle istruzioni è opportuno sottolineare:
                     
                                 a)
                              
                              
                                 l’importanza di indossare la cintura su tutti i percorsi;
                              
                           
                                 b)
                              
                              
                                 il modo corretto di indossare la cintura e in particolare:
                                 
                                             i)
                                          
                                          
                                             la posizione in cui deve trovarsi la fibbia;
                                          
                                       
                                             ii)
                                          
                                          
                                             la necessità di indossare la cintura ben tesa;
                                          
                                       
                                             iii)
                                          
                                          
                                             la corretta posizione delle cinghie e la necessità di evitare che si attorciglino;
                                          
                                       
                                             iv)
                                          
                                          
                                             il fatto che ogni cintura sia usata da un solo occupante alla volta e che non si deve far passare la cintura attorno a un bambino seduto in grembo a un passeggero;
                                          
                                       
                           
                                 c)
                              
                              
                                 il metodo di funzionamento della fibbia;
                              
                           
                                 d)
                              
                              
                                 il metodo di funzionamento del regolatore;
                              
                           
                                 e)
                              
                              
                                 il metodo di funzionamento dei riavvolgitori, se incorporati nel sistema, e il metodo per controllare che si blocchino;
                              
                           
                                 f)
                              
                              
                                 i metodi consigliati per pulire la cintura e per ricomporla, ove occorra, dopo averla pulita;
                              
                           
                                 g)
                              
                              
                                 la necessità di sostituire la cintura di sicurezza se sia servita in un grave incidente o quando presenti tagli o tracce di sensibile logorio o se, nel caso di una cintura munita di indicatore di sovraccarico visivo, questo indichi l’inidoneità della cintura a essere usata ulteriormente oppure se, nel caso di una cintura munita di pretensionatore, questo sia entrato in funzione;
                              
                           
                                 h)
                              
                              
                                 il fatto che la cintura non deve in alcun modo essere trasformata o alterata, poiché tali cambiamenti la possono rendere inefficiente; se il tipo di costruzione permette di smontare parti che la compongono, occorre fornire istruzioni per una corretta ricomposizione;
                              
                           
                                 i)
                              
                              
                                 il fatto che la cintura è concepita per essere usata da occupanti che hanno la statura di un adulto;
                              
                           
                                 j)
                              
                              
                                 il riavvolgimento della cintura quando non è impiegata.
                              
                           
               
                     3.
                  
                  
                     Nelle istruzioni di montaggio di cinture di sicurezza munite di un riavvolgitore di tipo 4N e sul loro eventuale imballaggio, occorre indicare che esse non si prestano al montaggio su autoveicoli destinati al trasporto di passeggeri aventi nove posti a sedere al massimo, compreso quello del conducente.
                  
               
                     4.
                  
                  
                     Il fabbricante/richiedente deve fornire ai consumatori istruzioni di montaggio per tutti i veicoli sui quali possa essere utilizzata la cinghia inguinale. I fabbricanti di cinture a bretelle devono prescrivere il montaggio di elementi di rinforzo aggiuntivi per gli ancoraggi delle cinghie inguinali e la loro installazione su tutti i veicoli sui quali tale installazione è prevista.
                  
               
      
         ALLEGATO 10
         
            PROVA DELLA FIBBIA COMUNE A DUE CINTURE
         
         
            
      
      
         ALLEGATO 11
         
            PROVE DI ABRASIONE E DI MICROSCORRIMENTO
         
         
            Figura 1
         
         
            Procedura di tipo I
         
         Esempi di assetti di prova a seconda del tipo del dispositivo di regolazione
         ESEMPIO A
         
            
         ESEMPIO B
         
            
         
            Figura 2
         
         
            Procedura di tipo 2
         
         
            
         
            
         
            Figura 3
         
         
            Procedura di tipo 3 e prova di microscorrimento
         
         Spostamento totale: 300 ± 20 mm
         
            
         Il carico di 5 daN sul dispositivo di prova va guidato verticalmente per evitare l’oscillazione del peso e l’attorcigliamento della cinghia.
         Il dispositivo di fissaggio deve essere applicato al carico da 5 daN nello stesso modo in cui è applicato in un veicolo.
      
      
         ALLEGATO 12
         
            PROVA DI CORROSIONE
         
         1.   APPARECCHIATURA DI PROVA
         
                  
                     1.1.
                  
                  
                     L’apparecchiatura consiste in una camera a nebbia, un serbatoio per la soluzione salina, un alimentatore di aria compressa adeguatamente condizionata, uno o più ugelli di nebulizzazione, supporti per i campioni, un dispositivo di riscaldamento della camera e i necessari comandi. Non esistono vincoli riguardo alle dimensioni e a dettagli costruttivi dell’apparecchiatura, purché siano soddisfatte le condizioni di prova.
                  
               
                  
                     1.2.
                  
                  
                     È importante che gocce di soluzione accumulatesi nella sommità o nel coperchio della camera non cadano sui campioni di prova.
                  
               
                  
                     1.3.
                  
                  
                     Le gocce di soluzione che cadono dai campioni di prova non vanno rinviate nel serbatoio per poi essere polverizzate di nuovo.
                  
               
                  
                     1.4.
                  
                  
                     L’apparecchiatura non deve essere costruita con materiali che influiscano sulla corrosività della nebbia.
                  
               2.   POSIZIONE DEI CAMPIONI DA SOTTOPORRE A PROVA NELLA CAMERA A NEBBIA
         
                  
                     2.1.
                  
                  
                     I campioni, riavvolgitori esclusi, vanno sostenuti o sospesi con una angolazione tra 15° e 30° rispetto alla verticale e preferibilmente paralleli alla direzione principale del flusso orizzontale della nebbia nella camera, che dipende dalla superficie principale da provare.
                  
               
                  
                     2.2.
                  
                  
                     I riavvolgitori vanno sostenuti o sospesi in modo che gli assi della bobina di riavvolgimento della cinghia siano perpendicolari alla direzione principale del flusso orizzontale della nebbia della camera. Anche l’apertura del riavvolgitore, destinata al passaggio della cinghia, va rivolta in questa direzione principale.
                  
               
                  
                     2.3.
                  
                  
                     Ogni campione deve essere disposto in modo che la nebbia possa posarsi liberamente su tutti i campioni.
                  
               
                  
                     2.4.
                  
                  
                     Ogni campione deve essere disposto in modo da impedire che la soluzione salina goccioli da un campione su un altro.
                  
               3.   SOLUZIONE SALINA
         
                  
                     3.1.
                  
                  
                     La soluzione salina deve essere preparata sciogliendo 5 ± 1 parti in massa di cloruro di sodio in 95 parti di acqua distillata. Il sale deve essere cloruro di sodio essenzialmente privo di nickel e di rame e con contenuto a secco non superiore allo 0,1 % di ioduro di sodio e non superiore allo 0,3 % di impurità in totale.
                  
               
                  
                     3.2.
                  
                  
                     La soluzione deve essere tale che, una volta polverizzata a 35 °C, il valore pH della soluzione raccolta sia compreso fra 6,5 e 7,2.
                  
               4.   ALIMENTAZIONE DELL’ARIA
         L’aria compressa che alimenta lo/gli ugello/i di nebulizzazione sarà libera da olio o impurità e sarà mantenuta a una pressione compresa tra 70kN/m2 e 170kN/m2.
         5.   CONDIZIONI NELLA CAMERA DI NEBULIZZAZIONE
         
                  
                     5.1.
                  
                  
                     La zona di esposizione della camera a nebbia deve essere mantenuta a 35 ± 5 °C. Porre nella zona di esposizione almeno due collettori di nebbia puliti in modo da non raccogliere gocce di soluzione cadute dai campioni o provenienti da altre fonti. I collettori vanno collocati vicini ai campioni, uno il più vicino possibile agli ugelli e l’altro il più lontano possibile da essi. La nebbia deve essere tale che, per ogni 80 cm2 di superficie orizzontale di raccolta, il volume medio di soluzione raccolto da ciascun collettore in un’ora sia compreso tra 1,0 e 2,0 ml, effettuando le misurazioni per almeno 16 ore.
                  
               
                  
                     5.2.
                  
                  
                     Gli ugelli devono essere orientati o sfalsati in modo tale che lo spruzzo non investa direttamente i campioni di prova.
                  
               
      
         ALLEGATO 13
         
            ORDINE DELLE PROVE
         
         
                     Paragrafi
                  
                  
                     Prova
                  
                  
                     Campioni
                  
               
                     Cintura o sistema di ritenuta n.
                  
                  
                     Cinghia n.
                  
               
                     1
                  
                  
                     2
                  
                  
                     3
                  
                  
                     4
                  
                  
                     5
                  
                  
                     1
                  
                  
                     2
                  
                  
                     3
                  
                  
                     4
                  
                  
                     5
                  
                  
                     6
                  
                  
                     7
                  
                  
                     8
                  
                  
                     9
                  
                  
                     10
                  
                  
                     11
                  
               
                     4/6.1.2/6.1.3/6.2.1.1/6.2.2/6.2.3.1/6.3.1.1
                  
                  
                     Ispezione della cintura o del sistema di ritenuta
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     2.21/2.22/6.2.2.2
                  
                  
                     Ispezione della fibbia
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.2.6/6.2.2.7/7.5.1/7.5.5
                  
                  
                     Resistenza della fibbia
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.3.3/7.5.1
                  
                  
                     Resistenza del dispositivo di regolazione (eventualmente dei riavvolgitori)
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.4/7.5.2
                  
                  
                     Resistenza delle parti di fissaggio (eventualmente dei riavvolgitori)
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.2.3/7.5.3
                  
                  
                     Funzionamento della fibbia a freddo
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.1.4/7.5.4
                  
                  
                     Urto a freddo delle parti rigide
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.3.2/6.2.3.4/7.5.6
                  
                  
                     Facilità di regolazione
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                      
                  
                  
                     Condizionamento/prova della cintura o del sistema di ritenuta prima della prova dinamica
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.2.4
                  
                  
                     resistenza della fibbia
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.1.2/7.2
                  
                  
                     Resistenza delle parti rigide alla corrosione
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                      
                  
                  
                     Condizionamento dei riavvolgitori
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.5.2.1/6.2.5.3.1/6.2.5.3.3/7.6.2
                  
                  
                     Soglia di bloccaggio
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.5.2.2/6.2.5.3.4/7.6.4
                  
                  
                     Forza di riavvolgimento
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.5.2.3/6.2.5.3.3/7.6.1
                  
                  
                     Resistenza
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.5.2.3/6.2.5.3.3/7.2
                  
                  
                     Corrosione
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.5.2.3/6.2.5.3.3/7.6.3
                  
                  
                     Polveri
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.3.1.2/7.4.3
                  
                  
                     Controllo della larghezza della cinghia
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                      
                  
                  
                     Resistenza della cinghia in seguito a:
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.3.2/7.4.1.1/7.4.2
                  
                  
                     Condizionamento all’ambiente
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.3.3/7.4.1.2/7.4.2
                  
                  
                     Condizionamento alla luce
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.3.3/7.4.1.3/7.4.2
                  
                  
                     Condizionamento alle basse temperature
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.3.3/7.4.1.4/7.4.2
                  
                  
                     Condizionamento al calore
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.3.3/7.4.1.5/7.4.2
                  
                  
                     Condizionamento all’acqua
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.3.2/7.3
                  
                  
                     Prova di microscorrimento
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.4.2/7.4.1.6
                  
                  
                     Prova di abrasione
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.4.1/7.7
                  
                  
                     Prova dinamica
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     6.2.2.5/6.2.2.7/7.8
                  
                  
                     Prova di apertura della fibbia
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     7.1.4
                  
                  
                     Conservazione di un campione di cinghia
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
               
      
         ALLEGATO 14
         
            CONTROLLO DELLA CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
         
         1.   PROVE
         Deve essere dimostrato che le cinture di sicurezza sono conformi ai requisiti su cui si fondano le prove di seguito descritte:
         1.1.   Verifica della soglia di bloccaggio e della resistenza dei riavvolgitori con bloccaggio di emergenza
         in conformità alle disposizioni del paragrafo 7.6.2 del presente regolamento nella direzione più sfavorevole possibile, dopo aver superato la prova di resistenza di cui ai paragrafi 7.2, 7.6.1 e 7.6.3 e come prescritto al paragrafo 6.2.5.3.5 del presente regolamento.
         1.2.   Verifica della resistenza dei riavvolgitori a bloccaggio automatico
         in conformità alle disposizioni del paragrafo 7.6.1 del presente regolamento completato dalle prove di cui ai paragrafi 7.2 e 7.6.3 e come prescritto al paragrafo 6.2.5.2.3 del presente regolamento.
         1.3.   Prova di resistenza delle cinghie dopo il condizionamento
         in conformità alla procedura descritta al paragrafo 7.4.2 del presente regolamento dopo condizionamento ai sensi dei requisiti di cui ai paragrafi da 7.4.1.1 a 7.4.1.5 del presente regolamento.
         1.3.1.   Prova di resistenza delle cinghie dopo abrasione
         in conformità alla procedura di cui al paragrafo 7.4.2 del presente regolamento dopo condizionamento ai sensi dei requisiti di cui al paragrafo 7.4.1.6 del presente regolamento.
         1.4.   Prova di microscorrimento
         in conformità alla procedura descritta al paragrafo 7.3 del presente regolamento.
         1.5.   Prova delle parti rigide
         in conformità alla procedura descritta al paragrafo 7.5 del presente regolamento.
         1.6.   Verifica delle prestazioni della cintura di sicurezza o del sistema di ritenuta quando sono sottoposti a prova dinamica.
         1.6.1.   Prove con condizionamento
         
                  
                     1.6.1.1.
                  
                  
                     Cinture o sistemi di ritenuta muniti di un riavvolgitore a bloccaggio di emergenza: in conformità alle disposizioni dei paragrafi 7.7 e 7.8 del presente regolamento, utilizzando una cintura sottoposta in precedenza ai 45 000 cicli di prova della durata del riavvolgitore prescritti al paragrafo 7.6.1 del presente regolamento e alle prove di cui ai paragrafi 6.2.2.4, 7.2 e 7.6.3 del presente regolamento.
                  
               
                  
                     1.6.1.2.
                  
                  
                     Cinture o sistemi di ritenuta muniti di un riavvolgitore a bloccaggio automatico: in conformità alle disposizioni dei paragrafi 7.7 e 7.8 del presente regolamento, utilizzando una cintura sottoposta in precedenza ai 10 000 cicli di prova della durata del riavvolgitore prescritti al paragrafo 7.6.1 e alle prove di cui ai paragrafi 6.2.2.4, 7.2 e 7.6.3 del presente regolamento.
                  
               
                  
                     1.6.1.3.
                  
                  
                     Cinture statiche: in conformità alle disposizioni dei paragrafi 7.7 e 7.8 del presente regolamento, utilizzando una cintura di sicurezza sottoposta alla prova di cui ai paragrafi 6.2.2.4 e 7.2 del presente regolamento.
                  
               1.6.2.   Prova senza condizionamento
         in conformità alle disposizioni dei paragrafi 7.7 e 7.8 del presente regolamento.
         2.   FREQUENZA E RISULTATI DELLE PROVE
         2.1.   La frequenza delle prove di conformità ai requisiti dei paragrafi da 1.1 a 1.5 del presente allegato va controllata statisticamente e su base casuale in conformità a una delle normali procedure di garanzia della qualità.
         2.1.1.   Inoltre, nel caso di riavvolgitori con bloccaggio di emergenza, occorre controllare tutti i dispositivi:
         
                     2.1.1.1.
                  
                  
                     o in conformità alle disposizioni dei paragrafi 7.6.2.1 e 7.6.2.2 del presente regolamento, nella direzione più sfavorevole come specificato al paragrafo 7.6.2.1.2. I risultati della prova devono soddisfare i requisiti dei paragrafi 6.2.5.3.1.1 e 6.2.5.3.3 del presente regolamento;
                  
               
                     2.1.1.2.
                  
                  
                     oppure in conformità alle disposizioni del paragrafo 7.6.2.3 del presente regolamento, nella direzione più sfavorevole. La velocità d’inclinazione può superare quella prescritta, purché ciò non incida sui risultati della prova. Questi ultimi devono soddisfare i requisiti del punto 6.2.5.3.1.4 del presente regolamento.
                  
               2.2.   Se viene superata la prova dinamica di cui al paragrafo 1.6 del presente allegato, la prova va effettuata almeno con le frequenze di seguito indicate:
         2.2.1.   Prove con condizionamento
         
                  
                     2.2.1.1.
                  
                  
                     Le cinture munite di un riavvolgitore a bloccaggio di emergenza,
                     se la produzione giornaliera supera le 1 000 unità: una cintura ogni 100 000 prodotte, con una frequenza minima di una ogni due settimane;
                     se la produzione giornaliera è pari o inferiore a 1 000 unità: una cintura ogni 10 000 prodotte, con una frequenza minima di una all’anno, per ciascun tipo di meccanismo di bloccaggio, (1)
                     
                     devono essere sottoposte alla prova di cui al paragrafo 1.6.1.1 del presente allegato.
                  
               
                  
                     2.2.1.2.
                  
                  
                     Le cinture munite di riavvolgitore con bloccaggio automatico e le cinture statiche,
                     se la produzione giornaliera supera le 1 000 unità: una cintura ogni 100 000 prodotte, con una frequenza minima di una ogni due settimane;
                     se la produzione giornaliera è pari o inferiore a 1 000 unità: una cintura ogni 10 000 prodotte, con una frequenza minima di una ogni anno,
                     devono essere sottoposte alla prova di cui ai paragrafi 1.6.1.2 o, rispettivamente, 1.6.1.3 del presente allegato.
                  
               2.2.2.   Prove senza condizionamento
         
                  
                     2.2.2.1.
                  
                  
                     Il seguente numero di campioni di cinture munite di riavvolgitore a bloccaggio di emergenza, deve essere sottoposto alla prova prescritta al paragrafo 1.6.2 del presente allegato:
                     
                                 2.2.2.1.1.
                              
                              
                                 se la produzione giornaliera non è inferiore a 5 000 cinture, due cinture ogni 25 000 prodotte, con una frequenza minima di una al giorno, per ogni tipo di meccanismo di bloccaggio;
                              
                           
                                 2.2.2.1.2.
                              
                              
                                 se la produzione giornaliera è inferiore a 5 000 cinture, una cintura ogni 5 000 prodotte, con una frequenza minima di una all’anno, per ogni tipo di meccanismo di bloccaggio.
                              
                           
               
                  
                     2.2.2.2.
                  
                  
                     Il seguente numero di campioni di cinture munite di riavvolgitore a bloccaggio automatico o di cinture statiche, deve essere sottoposto alla prova prescritta al paragrafo 1.6.2 del presente allegato:
                     
                                 2.2.2.2.1.
                              
                              
                                 se la produzione giornaliera non è inferiore a 5 000 cinture, due cinture ogni 25 000 prodotte, con una frequenza minima di una al giorno, per tipo omologato;
                              
                           
                                 2.2.2.2.2.
                              
                              
                                 se la produzione giornaliera è inferiore a 5 000 cinture, una cintura ogni 5 000 prodotte, con una frequenza minima di una all’anno, per tipo omologato.
                              
                           
               2.2.3.   Risultati
         I risultati delle prove devono soddisfare i requisiti di cui al punto 6.4.1.3.1 del presente regolamento.
         Lo spostamento in avanti del manichino può essere controllato rispetto alle disposizioni del paragrafo 6.4.1.3.2 (o eventualmente del paragrafo 6.4.1.4) del presente regolamento durante una prova eseguita con condizionamento, in conformità al paragrafo 1.6.1 del presente allegato, ricorrendo a un metodo semplificato adatto.
         
                  
                     2.2.3.1.
                  
                  
                     In caso di omologazione ai sensi del paragrafo 6.4.1.3.3 del presente regolamento e del paragrafo 1.6.1 del presente allegato, si specifica solamente che nessuna parte della cintura deve rompersi o sganciarsi e che uno spostamento di 300 mm del punto di riferimento del torace non deve superare la velocità di 24 km/h.
                  
               2.3.   Se un campione non supera una determinata prova, va effettuata un’ulteriore prova avente gli stessi requisiti su almeno altri tre campioni. Se uno dei campioni non supera una delle prove dinamiche, il titolare dell’omologazione o il suo mandatario deve notificarlo all’autorità di omologazione che ha rilasciato l’omologazione, indicando le misure prese per ristabilire la conformità di produzione.
         
            (1)  Ai fini del presente allegato, «tipo di meccanismo di bloccaggio» indica un riavvolgitore con bloccaggio di emergenza il cui meccanismo differisce solo per lo/gli angolo/i del sensore rispetto al sistema di assi di riferimento del veicolo.
      
      
         ALLEGATO 15
         
            PROCEDURA PER DETERMINARE IL PUNTO «H» E L’ANGOLO EFFETTIVO DI INCLINAZIONE DEL TRONCO PER POSTI A SEDERE DI VEICOLI A MOTORE
             (1)
         
         
            Appendice 1- Descrizione della macchina tridimensionale per la determinazione del punto H (1)
         
         
            Appendice 2- Sistema di riferimento tridimensionale (1)
         
         
            Appendice 3- Dati di riferimento dei posti a sedere (1)
         
         
            (1)  La procedura è descritta nell’allegato 1 e relative appendici 1, 2 e 3 della risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3), (documento ECE/TRANS/WP.29/78/Rev. 3 - www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29resolutions.html).
      
      
         ALLEGATO 16
         
            INSTALLAZIONE DELLE CINTURE DI SICUREZZA CON INDICAZIONE DEI TIPI DI CINTURA E DI RIAVVOLGITORE
         
         
                     Requisiti minimi delle cinture di sicurezza e dei riavvolgitori
                  
               
                     Categoria del veicolo
                  
                  
                     Posti a sedere rivolti nel senso della direzione di marcia
                  
                  
                     Posti a sedere rivolti in senso contrario alla direzione di marcia
                  
                  
                     Posti a sedere rivolti verso un lato
                  
               
                     Posti a sedere laterali
                  
                  
                     Posti a sedere centrali
                  
               
                     Anteriori
                  
                  
                     Altri
                  
                  
                     Anteriori
                  
                  
                     Altri
                  
               
                     M1
                     
                  
                  
                     Ar4 m
                  
                  
                     Ar4 m
                  
                  
                     Ar4 m
                  
                  
                     Ar4 m
                  
                  
                     B, Br3, Br4 m
                  
                  
                     —
                  
               
                     M2 < 3,5 t
                  
                  
                     Ar4 m, Ar4Nm
                  
                  
                     Ar4 m, Ar4Nm
                  
                  
                     Ar4 m, Ar4Nm
                  
                  
                     Ar4 m, Ar4Nm
                  
                  
                     Br3, Br4 m, Br4Nm
                  
                  
                     —
                  
               
                     M2 < 3,5 t
                  
                  
                     Br3, Br4 m, Br4Nm, o Ar4 m, Ar4Nm •
                  
                  
                     Br3, Br4 m, Br4Nm, o Ar4 m, Ar4Nm •
                  
                  
                     Br3, Br4 m, Br4Nm o Ar4 m, Ar4Nm •
                  
                  
                     Br3, Br4 m, Br4Nm o Ar4 m, Ar4Nm •
                  
                  
                     Br3, Br4 m, Br4Nm
                  
                  
                     —
                  
               
                     M3
                     
                  
                  
                     Cfr. paragrafo 8.1.7 per le condizioni di ammissione delle cinture addominali
                  
                  
                     Cfr. paragrafo 8.1.7 per le condizioni di ammissione delle cinture addominali
                  
                  
                     Cfr. paragrafo 8.1.7 per le condizioni di ammissione delle cinture addominali
                  
                  
                     Cfr. paragrafo 8.1.7 per le condizioni di ammissione delle cinture addominali
                  
                  
                      
                  
                  
                     B, Br3, Br4 m, Br4Nm
                  
               
                     N1
                     
                  
                  
                     Ar4 m, Ar4Nm
                  
                  
                     Ar4 m, Ar4Nm, o Br4 m, Br4Nm Ø
                  
                  
                     B, Br3, Br4 m, Br4Nm, o A, Ar4 m, Ar4Nm* (1)
                     
                  
                  
                     B, Br3, Br4 m, Br4Nm
                  
                  
                     B, Br3, Br4 m, Br4Nm
                  
                  
                     —
                  
               
                      
                  
                  
                     Par. 8.1.2.1 Cintura addominale ammessa se il sedile è all’interno di un passaggio
                  
                  
                     Par. 8.1.6 Cintura addominale ammessa se il parabrezza non si trova nella zona di riferimento
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     —
                  
               
                     N2
                     
                  
                  
                     Br3, Br4 m, Br4Nm, o Ar4 m, Ar4Nm*
                  
                  
                     B, Br3, Br4 m, Br4Nm
                  
                  
                     B, Br3, Br4 m, Br4Nm, o A, Ar4 m, Ar4Nm*
                  
                  
                     B, Br3, Br4 m, Br4Nm
                  
                  
                     B, Br3, Br4 m, Br4Nm
                  
                  
                     —
                  
               
                     N3
                     
                  
                  
                     Par. 8.1.6 Cintura addominale ammessa se il parabrezza non si trova nella zona di riferimento e per il sedile del conducente
                  
                  
                      
                  
                  
                     Par. 8.1.6 Cintura addominale ammessa se il parabrezza non si trova nella zona di riferimento
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     —
                  
               
                     A: cintura a tre punti (addominale e diagonale)
                  
                  
                     B: cintura a due punti (addominale)
                  
                  
                     r: riavvolgitore
                  
                  
                     m: riavvolgitore a bloccaggio di emergenza con sensibilità multipla
                  
               
                     3: riavvolgitore a bloccaggio automatico
                  
                  
                     4: riavvolgitore a bloccaggio di emergenza
                  
                  
                     N: soglia di reazione più elevata
                  
                  
                     (cfr. regolamento n. 16, paragrafi 2.14.3 e 2.14.5)
                  
               
                     *: si riferisce al paragrafo 8.1.6 del presente regolamento (2)
                     
                  
                  
                     Ø: si riferisce al paragrafo 8.1.2.1 del presente regolamento
                  
                  
                     •: si riferisce al paragrafo 8.1.7 del presente regolamento (2)
                     
                  
                  
                      
                  
               
                     
                        Nota:
                  
                  
                     Tutte le cinture di tipo S possono comunque essere montate al posto di tutte le possibili cinture di tipo A o B purché gli ancoraggi siano conformi al regolamento n. 14.
                     Se una cintura a bretelle è stata omologata come cintura di tipo S ai sensi del presente regolamento, usando la cinghia della cintura addominale, le cinghie delle spalle e magari uno o più riavvolgitori, il fabbricante/richiedente può fornire una o due cinghie inguinali aggiuntive, comprese le parti di fissaggio per gli ancoraggi. Non occorre che questi ancoraggi aggiuntivi siano conformi ai requisiti del regolamento n. 14 (errata del supplemento 14 della serie di modifiche 04, applicabile «ab initio.»).
                  
               
            (1)  Errata del supplemento 12 alla serie di modifiche 04, applicabile «ab initio.»
         
            (2)  Errata della revisione 4, applicabile «ab initio.»
      
      
         ALLEGATO 17
         
            Prescrizioni relative all’installazione di cinture di sicurezza e di sistemi di ritenuta destinati a occupanti adulti di veicoli a motore su sedili rivolti nel senso della direzione di marcia e all’installazione di sistemi di ritenuta per bambini (SRB) ISOFIX nonché di SRB i-Size
         
         1.   COMPATIBILITÀ CON GLI SRB
         
                  
                     1.1.
                  
                  
                     Il fabbricante del veicolo deve indicare nel libretto di istruzioni l’idoneità al trasporto di bambini fino ai 12 anni (o di altezza fino a 1,5 m) o all’installazione di un SRB di ciascun posto a sedere destinato ai passeggeri. Le informazioni devono essere redatte nella lingua ufficiale, o almeno in una delle lingue ufficiali, del paese in cui il veicolo è venduto.
                     Per ciascun posto a sedere per passeggeri rivolto nel senso della direzione di marcia e per ciascuna posizione ISOFIX, il fabbricante deve:
                     
                                 a)
                              
                              
                                 indicare che il posto a sedere è idoneo all’installazione di un SRB appartenente alla categoria «universale» (cfr. paragrafo 1.2);
                              
                           
                                 b)
                              
                              
                                 indicare se la posizione ISOFIX è idonea all’installazione di un SRB ISOFIX appartenente alla categoria «universale» (cfr. paragrafo 1.2);
                              
                           
                                 c)
                              
                              
                                 fornire un elenco di SRB appartenenti alle categorie «semi-universale», «limitata» o «per veicoli speciali», idonei al posto a sedere del veicolo in questione, indicando il/i gruppo/i di peso cui gli SRB sono destinati;
                              
                           
                                 d)
                              
                              
                                 fornire un elenco di SRB ISOFIX appartenenti alle categorie «semi-universale», «limitata» o «per veicoli speciali», idonei alla posizione ISOFIX del veicolo in questione, indicando il/i gruppo/i di peso e la classe di taglia ISOFIX cui gli SRB ISOFIX sono destinati;
                              
                           
                                 e)
                              
                              
                                 fornire un SRB integrato indicando il/i gruppo/i di peso cui esso è destinato e la/le corrispondente/i configurazione/i;
                              
                           
                                 f)
                              
                              
                                 fornire qualsiasi combinazione delle voci di cui alle lettere a), b), c), d) ed e);
                              
                           
                                 g)
                              
                              
                                 indicare il/i gruppo/i di peso dei bambini che non possono essere trasportati su tale posto a sedere.
                              
                           Il fabbricante del veicolo deve indicare nel libretto delle istruzioni i posti a sedere che possono essere usati anche per accogliere un DRB i-Size (cfr. paragrafo 1.3).
                     Occorre anche segnalare se un posto a sedere è adatto solo all’uso di SRB rivolti nel senso della direzione di marcia.
                     Queste informazioni sono reperibili in tabelle di formato adeguato che si trovano all’appendice 3 del presente allegato.
                  
               
                  
                     1.2.
                  
                  
                     «Sistema di ritenuta per bambini (SRB) o SRB ISOFIX appartenente alla categoria universale» indicano un SRB omologato nella categoria «universale» del regolamento n. 44, supplemento 5 della serie di modifiche 03. I posti a sedere, o posizioni ISOFIX, indicati dal fabbricante del veicolo come idonei per installarvi SRB o SRB ISOFIX devono essere conformi a quanto disposto dall’appendice 1 o 2 del presente allegato. Ogni eventuale restrizione all’impiego simultaneo di SRB ISOFIX su posti adiacenti e/o tra posti ISOFIX e posti a sedere per adulti va indicata nella tabella 2 dell’appendice 3 del presente allegato.
                  
               
                  
                     1.3.
                  
                  
                     «Sistema di ritenuta per bambini (SRB) i-Size», indica un SRB omologato nella categoria i-Size del regolamento n. 129. I sedili che il fabbricante del veicolo indica come idonei per installarvi SRB i-Size devono essere conformi alle disposizioni dell’appendice 2 del presente allegato. Ogni eventuale restrizione all’impiego simultaneo, su posti adiacenti, di SRB ISOFIX o di SRB i-Size e/o tra posti ISOFIX, posti i-Size e posti a sedere per adulti, deve essere indicata nella tabella 2 dell’appendice 3 del presente allegato.
                  
               
            Appendice 1
            
               Disposizioni relative all’installazione dei SRB appartenenti alla categoria «universale», installati con le cinture di sicurezza in dotazione al veicolo
            
            1.   Aspetti generali
            
                     
                        1.1.
                     
                     
                        Per determinare l’idoneità dei posti a sedere all’installazione di SRB appartenenti alla categoria «universale», si applicano la procedura di prova e le prescrizioni della presente appendice.
                     
                  
                     
                        1.2.
                     
                     
                        Le prove possono essere effettuate sul veicolo o su una parte rappresentativa di esso.
                     
                  2.   Modalità di prova
            
                     
                        2.1.
                     
                     
                        Collocare il sedile nella posizione più arretrata e più bassa.
                     
                  
                     
                        2.2.
                     
                     
                        Regolare l’angolo formato dallo schienale del sedile nella posizione prevista dal fabbricante. In mancanza di indicazioni, regolare lo schienale su un angolo di 25o rispetto alla verticale o nella posizione fissa più prossima a tale angolazione.
                     
                  
                     
                        2.3.
                     
                     
                        Collocare l’ancoraggio delle spalle nella posizione più bassa.
                     
                  
                     
                        2.4.
                     
                     
                        Collocare un tessuto di cotone sullo schienale e sulla seduta del sedile.
                     
                  
                     
                        2.5.
                     
                     
                        Sistemare la struttura (descritta nella figura 1 della presente appendice) sul sedile del veicolo.
                     
                  
                     
                        2.6.
                     
                     
                        Se il posto a sedere è destinato ad accogliere un sistema di ritenuta universale rivolto nel senso della direzione di marcia o nel senso ad essa contrario, procedere come indicato ai paragrafi 2.6.1, 2.7, 2.8, 2.9 e 2.10. Se il posto a sedere è destinato ad accogliere solo un sistema di ritenuta universale rivolto nel senso della direzione di marcia, procedere come indicato ai paragrafi 2.6.2, 2.7, 2.8, 2.9 e 2.10.
                     
                  
                     
                        2.6.1.
                     
                     
                        Sistemare la cinghia della cintura di sicurezza intorno alla struttura in una posizione approssimativamente corretta, come indicato nelle figure 2 e 3, e inserire la fibbia.
                     
                  
                     
                        2.6.2.
                     
                     
                        Sistemare la cinghia addominale della cintura di sicurezza in una posizione approssimativamente corretta intorno alla parte inferiore della struttura avente un raggio di 150 mm, come indicato nella figura 3, e inserire la fibbia.
                     
                  
                     
                        2.7.
                     
                     
                        Accertarsi che l’asse centrale della struttura sia allineato sull’asse centrale apparente del posto a sedere (± 25 mm), il cui asse centrale dovrà essere parallelo all’asse del veicolo.
                     
                  
                     
                        2.8.
                     
                     
                        Accertarsi che la cinghia non presenti alcun lasco. Utilizzare a tale scopo la forza necessaria, ma senza mettere la cinghia in tensione.
                     
                  
                     
                        2.9.
                     
                     
                        Sul punto centrale anteriore del dispositivo della struttura esercitare una forza all’indietro di 100N ± 10N applicata parallelamente alla superficie inferiore; rilasciare poi la forza.
                     
                  
                     
                        2.10.
                     
                     
                        Sul punto centrale della superficie superiore della struttura esercitare una forza dall’alto verso il basso di 100N ± 10N; rilasciare poi la forza.
                     
                  3.   Requisiti
            
                     
                        3.1.
                     
                     
                        La base della struttura deve essere a contatto con la parte anteriore e con quella posteriore della superficie della seduta del sedile. Se il contatto non si verifica a causa del canale di scorrimento della cintura nella struttura, esso può essere colmato prolungando la superficie inferiore del dispositivo di prova.
                     
                  
                     
                        3.2.
                     
                     
                        La parte addominale della cintura deve essere a contatto con la struttura su entrambi i lati dietro il canale di scorrimento della cintura (cfr. figura 3).
                     
                  
                     
                        3.3.
                     
                     
                        Se i requisiti di cui sopra non sono soddisfatti dagli assetti indicati ai paragrafi 2.1, 2.2 e 2.3, il sedile, lo schienale e gli ancoraggi delle cinture di sicurezza possono essere regolati in un’altra posizione, indicata dal fabbricante per l’uso normale. In tal caso, occorre ripetere la procedura di installazione e verificare di nuovo che i requisiti siano soddisfatti. Tale posizione alternativa va inclusa a titolo informativo nella tabella 1 dell’appendice 3 del presente allegato.
                     
                  
               Figura 1
            
            
               Specifiche della struttura
            
            
               
            
                        
                           Figura 2
                        
                        
                           Installazione della struttura sul sedile del veicolo (cfr. paragrafo 2.6.1)
                        
                        
                           
                     
                     
                        
                           Figura 3
                        
                        
                           Controllo della compatibilità (cfr. paragrafi 2.6.1 e 3.2)
                        
                        
                           
                     
                  
         
            Appendice 2
            
               Disposizioni per installare SRB ISOFIX appartenenti alle categorie «universale» e «semiuniversale» rivolti nel senso della direzione di marcia o in senso ad essa contrario, installati in posizioni ISOFIX o i-Size
            
            1.   ASPETTI GENERALI
            
                     
                        1.1.
                     
                     
                        Per determinare l’idoneità delle posizioni ISOFIX all’installazione di SRB ISOFIX appartenenti alle categorie «universale» e «semi-universale» e per stabilire l’idoneità dei posti a sedere i-Size ai fini dell’installazione di SRB i-Size, si usano la procedura di prova e i requisiti della presente appendice.
                     
                  
                     
                        1.2.
                     
                     
                        Le prove possono essere effettuate sul veicolo o su una parte rappresentativa di esso.
                        Per i posti a sedere i-Size, il rispetto dei requisiti di installazione della gamba di sostegno può essere verificato mediante prove fisiche, simulazioni al computer o disegni rappresentativi.
                     
                  2.   MODALITÀ DI PROVA
            Per ogni posizione ISOFIX sul veicolo, indicata dal fabbricante del veicolo nella tabella 2 dell’appendice 3, nonché per ogni eventuale posto a sedere i-Size, indicato dal costruttore del veicolo nella tabella 3 dell’appendice 3, va controllato che tale posizione possa accogliere la relativa struttura che simula la ritenuta per bambini (SSRB) e, nel caso di un posto a sedere i-Size, lo spazio per valutare l’ingombro della gamba di sostegno i-Size.
            
                     
                        2.1.
                     
                     
                        All’atto di controllare una SSRB su un sedile con o senza spazio per valutare l’ingombro della gamba di sostegno i-Size, il sedile può essere regolato longitudinalmente nella posizione più arretrata e più bassa.
                     
                  
                     
                        2.2.
                     
                     
                        Regolare l’angolo formato dallo schienale del sedile nella posizione prevista dal fabbricante e il poggiatesta nella posizione più bassa e più arretrata. In mancanza di indicazioni, lo schienale va regolato su un angolo corrispondente a un angolo del tronco di 25° rispetto alla verticale, o nella posizione fissa più prossima a tale angolazione.
                        All’atto di controllare una SSRB su un sedile posteriore con o senza spazio per valutare l’ingombro della gamba di sostegno i-Size, il sedile situato davanti a tale sedile posteriore deve poter essere regolato longitudinalmente in avanti ma non oltre una posizione intermedia tra la posizione più arretrata e quella più avanzata. Anche l’angolo formato dallo schienale del sedile può essere regolato senza tuttavia divenire più verticale di un angolo corrispondente a un angolo del tronco di 15°.
                     
                  
                     
                        2.3.
                     
                     
                        Collocare un tessuto di cotone sullo schienale e sulla seduta del sedile.
                     
                  
                     
                        2.4.
                     
                     
                        Sistemare la SSRB, con o senza spazio per valutare l’ingombro della gamba di sostegno i-Size, nella posizione ISOFIX o i-Size.
                     
                  
                     
                        2.5.
                     
                     
                        Sul punto centrale tra gli ancoraggi ISOFIX esercitare, in direzione del sistema di ancoraggi ISOFIX, una forza di 100N ± 10N applicata parallelamente alla superficie inferiore e rilasciarla.
                     
                  
                     
                        2.6.
                     
                     
                        Applicare la SSRB, con o senza spazio per valutare l’ingombro della gamba di sostegno i-Size, al sistema di ancoraggi ISOFIX.
                     
                  
                     
                        2.7.
                     
                     
                        Sul punto centrale della superficie superiore della struttura esercitare verso il basso una forza di 100N ± 10N e rilasciarla.
                     
                  3.   REQUISITI
            Le seguenti condizioni di prova si applicano solo alla/e SSRB, con o senza spazio per valutare l’ingombro della gamba di sostegno i-Size, quando è sistemata nella posizione «i-Size» e/o ISOFIX. Quando ricorrono tali condizioni, non occorre poter collocare la SSRB, con o senza spazio per valutare l’ingombro della gamba di sostegno i-Size, nella posizione ISOFIX e/o i-Size o allontanarla da esse.
            
                     
                        3.1.
                     
                     
                        Deve essere possibile installare la/le SSRB, con o senza spazio per valutare l’ingombro della gamba di sostegno i-Size, senza interferire con l’interno del veicolo. La base dell’SSRB deve avere un angolo di beccheggio di 15° ± 10° al di sopra del piano orizzontale che attraversa il sistema di ancoraggi ISOFIX.
                     
                  
                     
                        3.2.
                     
                     
                        L’eventuale ancoraggio del top tether ISOFIX, deve restare accessibile.
                     
                  
                     
                        3.3.
                     
                     
                        Se i requisiti di cui sopra non sono soddisfatti dagli assetti indicati al paragrafo 2., il sedile, lo schienale e gli ancoraggi delle cinture di sicurezza possono essere regolati in un’altra posizione, indicata dal fabbricante per l’uso normale. In tal caso, occorre ripetere la procedura di installazione e verificare di nuovo che i requisiti siano soddisfatti. Tale posizione alternativa va inclusa a titolo informativo nelle tabelle 2 e/o 3 di cui all’appendice 3 del presente allegato. Posti passeggeri davanti ai posti a sedere i-Size possono anche essere spostati in una posizione più avanzata della normale posizione di impiego. In tal caso, il fabbricante del veicolo avvertirà nel manuale d’uso del veicolo, che i rispettivi sedili passeggeri non devono essere occupati in tali posizioni spostate.
                     
                  
                     
                        3.4.
                     
                     
                        Se i precedenti requisiti non sono soddisfatti a causa della presenza di alcuni particolari interni amovibili, tali particolari possono essere rimossi e occorrerà poi verificare di nuovo che i requisiti di cui al paragrafo 3 siano stati rispettati. In tal caso, occorre inserire le corrispondenti informazioni nella tabella 2 e/o 3 dell’appendice 3 del presente allegato.
                     
                  4.   CLASSI DI TAGLIA E STRUTTURE DEGLI SRB ISOFIX
            
                        A
                     
                     
                        –
                     
                     
                        ISO/F3: SRB rivolto nel senso della direzione di marcia, di altezza normale
                     
                  
                        B
                     
                     
                        –
                     
                     
                        ISO/F2: SRB rivolto nel senso della direzione di marcia, di altezza ridotta
                     
                  
                        B1
                     
                     
                        –
                     
                     
                        ISO/F2X: SRB rivolto nel senso della direzione di marcia, di altezza ridotta
                     
                  
                        C
                     
                     
                        –
                     
                     
                        ISO/R3: SRB rivolto in senso contrario alla direzione di marcia, di dimensioni normali
                     
                  
                        D
                     
                     
                        –
                     
                     
                        ISO/R2: SRB rivolto in senso contrario alla direzione di marcia, di dimensioni ridotte
                     
                  
                        E
                     
                     
                        –
                     
                     
                        ISO/R1: SRB per bambini piccoli, rivolto in senso contrario alla direzione di marcia
                     
                  
                        F
                     
                     
                        –
                     
                     
                        ISO/L1: SRB in posizione laterale verso sinistra (culla portatile)
                     
                  
                        G
                     
                     
                        –
                     
                     
                        ISO/L2: SRB in posizione laterale verso destra (culla portatile)
                     
                  Le strutture di seguito descritte devono essere di massa compresa tra 5 e 15 kg nonché di resistenza e rigidità atte a soddisfare le prescrizioni funzionali.
            
                        Gruppo di massa
                     
                     
                        Classe di taglia ISOFIX
                     
                     
                        Struttura (SRB)
                     
                  
                        da 0 – a 10 kg
                     
                     
                        F
                     
                     
                        ISO/L1
                     
                  
                        G
                     
                     
                        ISO/L2
                     
                  
                        E
                     
                     
                        ISO/R1
                     
                  
                        da 0+ – a 13 kg
                     
                     
                        C
                     
                     
                        ISO/R3
                     
                  
                        D
                     
                     
                        ISO/R2
                     
                  
                        E
                     
                     
                        ISO/R1
                     
                  
                        I – da 9 a 18 kg
                     
                     
                        A
                     
                     
                        ISO/F3
                     
                  
                        B
                     
                     
                        ISO/F2
                     
                  
                        B1
                     
                     
                        ISO/F2X
                     
                  
                        C
                     
                     
                        ISO/R3
                     
                  
                        D
                     
                     
                        ISO/R2
                     
                  4.1.   Sagoma di SRB rivolti nel senso della direzione di marcia, di altezza normale
            Figura 1
            
               Dimensioni della sagoma ISO/F3 relativa a SRB rivolti nel senso della direzione di marcia, di altezza normale (altezza 720 mm) ISOFIX CLASSE DI TAGLIA A
            
            
               
            Legenda
            
                        1.
                     
                     
                        Limiti in direzione anteriore e verso l’alto.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        La linea tratteggiata indica un’area in cui può sporgere la gamba di sostegno, o dispositivo simile, di un SRB per veicolo speciale.
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        N/A.
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Per ulteriori specifiche sull’area del connettore si rimanda al regolamento n. 44.
                     
                  4.2.   Sagoma di SRB rivolta nel senso della direzione di marcia, di altezza ridotta.
            Figura 2
            
               Dimensioni della sagoma ISO/F2 relativa a SRB rivolti nel senso della direzione di marcia, di altezza ridotta (altezza 650 mm) - ISOFIX CLASSE DI TAGLIA B
            
            
               
            Legenda
            
                        1.
                     
                     
                        Limiti in direzione anteriore e verso l’alto.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        La linea tratteggiata indica l’area in cui può sporgere la gamba di sostegno, o dispositivo simile, di un SRB per veicolo speciale.
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        N/A.
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Per ulteriori specifiche sull’area del connettore si rimanda al regolamento n. 44.
                     
                  
                        5.
                     
                     
                        Punto di attacco per la cinghia del top tether.
                     
                  4.3.   Sagoma di SRB - seconda versione della forma dello schienale - rivolti nel senso della direzione di marcia, di altezza ridotta
            Figura 3
            
               Dimensioni della sagoma ISO/F2X relativa a SRB - seconda versione della forma della superficie dello schienale - rivolti nel senso della direzione di marcia, di altezza ridotta (650 mm), – ISOFIX CLASSE DI TAGLIA B1
            
            
               
            Legenda
            
                        1.
                     
                     
                        Limiti in direzione anteriore e verso l’alto.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        La linea tratteggiata indica l’area in cui può sporgere la gamba di sostegno, o dispositivo simile, di un SRB per veicolo speciale.
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        N/A.
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Per ulteriori specifiche sull’area del connettore si rimanda al regolamento n. 44.
                     
                  4.4.   Sagoma di SRB rivolti in senso contrario alla direzione di marcia, di dimensioni normali
            Figura 4
            
               Dimensioni della sagoma ISO/R3 relativa a SRB, rivolti in senso contrario alla direzione di marcia, di dimensioni normali – ISOFIX CLASSE DI TAGLIA C
            
            
               
            Legenda
            
                        1.
                     
                     
                        Limiti in direzione posteriore e verso l’alto.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        La linea tratteggiata indica l’area in cui può sporgere la gamba di sostegno, o dispositivo simile, di un SRB per veicolo speciale.
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Il limite in direzione posteriore (a destra nella figura) corrisponde alla sagoma rivolta nel senso della direzione di marcia della figura 2.
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Per ulteriori specifiche sull’area del connettore si rimanda al regolamento n. 44.
                     
                  4.5.   Sagoma di SRB rivolti in senso contrario alla direzione di marcia, di dimensioni ridotte
            Figura 5
            
               Dimensioni della sagoma ISO/R2 relativa a SRB rivolti all’indietro di dimensioni ridotte – ISOFIX CLASSE DI TAGLIA D
            
            
               
            Legenda
            
                        1.
                     
                     
                        Limiti in direzione posteriore e verso l’alto.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        La linea tratteggiata indica l’area in cui può sporgere la gamba di sostegno, o dispositivo simile, di un SRB per veicolo speciale.
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Il limite in direzione posteriore (a destra nella figura) corrisponde alla sagoma rivolta nel senso della direzione di marcia della figura 2.
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Per ulteriori specifiche sull’area del connettore si rimanda al regolamento n. 44.
                     
                  4.6.   Sagoma di SRB, per lattanti, rivolti in senso contrario alla direzione di marcia
            Figura 6
            
               Dimensioni della sagoma ISO/R1 relativa a SRB, per lattanti, rivolti in senso contrario alla direzione di marcia – ISOFIX CLASSE DI TAGLIA E
            
            
               
            Legenda
            
                        1.
                     
                     
                        Limiti in direzione posteriore e verso l’alto.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        La linea tratteggiata indica l’area in cui può sporgere la gamba di sostegno, o dispositivo simile, di un SRB per veicolo speciale.
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Il limite in direzione posteriore (a destra nella figura) corrisponde alla sagoma rivolta nel senso della direzione di marcia della figura 2.
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Per ulteriori specifiche sull’area del connettore si rimanda al regolamento n. 44.
                     
                  4.7.   Sagoma di SRB orientati lateralmente
            Figura 7
            
               Dimensioni della sagoma ISO/L1 relativa a SRB orientati lateralmente – ISOFIX CLASSE DI TAGLIA F o simmetricamente opposti – ISO/L2 – ISOFIX CLASSE DI TAGLIA G
            
            
               
            Legenda
            
                        1.
                     
                     
                        Limiti in direzione posteriore e verso l’alto.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        La linea tratteggiata indica l’area in cui può sporgere la gamba di sostegno, o dispositivo simile, di un SRB per veicolo speciale.
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Il limite in direzione posteriore (a destra nella figura) corrisponde alla sagoma rivolta nel senso della direzione di marcia della figura 2.
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Per ulteriori specifiche sull’area del connettore, si rimanda alla norma ISO 13216-1, figure 2 e 3.
                     
                  Figura 8
            
               Vista laterale dello spazio per valutare l’ingombro della gamba di sostegno i-Size per esaminare la compatibilità dei posti a sedere i-Size, muniti di gambe di sostegno di SRB i-Size
            
            
               
            Legenda:
            
                        1.
                     
                     
                        Struttura dell’SRB (SSRB).
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Sbarra degli ancoraggi inferiori ISOFIX.
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Piano formato dalla superficie inferiore dell’SSRB una volta installata sul posto a sedere.
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Piano che attraversa la sbarra di ancoraggio inferiore, orientato perpendicolarmente al piano longitudinale mediano della SSRB e perpendicolare al piano formato dalla superficie inferiore dell’SSRB installata sul posto a sedere previsto.
                     
                  
                        5.
                     
                     
                        Spazio per valutare l’ingombro della gamba di sostegno i-Size che rappresenta i confini geometrici della gamba di sostegno di un SRB i-Size.
                     
                  
                        6.
                     
                     
                        Pavimento del veicolo.
                     
                  
               Nota: disegno non in scala.
            Figura 9
            
               Vista tridimensionale dello spazio per valutare l’ingombro della gamba di sostegno i-Size per esaminare la compatibilità dei posti a sedere i-Size, muniti di gambe di sostegno di SRB i-Size
            
            
               
            Legenda:
            
                        1.
                     
                     
                        Struttura dell’SRB (SSRB)
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Sbarra degli ancoraggi inferiori ISOFIX
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Piano longitudinale mediano dell’SSRB
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Spazio per valutare l’ingombro della gamba di sostegno i-Size
                     
                  
               Nota: disegno non in scala.
         
         
            
               Appendice 3
            
            
               Tabella 1
            
            
               Tabella delle informazioni sugli SRB da indicare nel manuale d’uso del veicolo relative all’idoneità d’installazione in vari posti a sedere
            
            
                        Gruppo di massa
                     
                     
                        Posto a sedere (o altro sito)
                     
                  
                        Passeggero anteriore
                     
                     
                        Posteriore laterale
                     
                     
                        Posteriore centrale
                     
                     
                        Intermedio laterale
                     
                     
                        Intermedio centrale
                     
                  
                        Gruppo 0
                     
                     
                        fino a 10 kg
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        Gruppo 0+
                     
                     
                        fino a 13 kg
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        Gruppo I
                     
                     
                        da 9 a 18 kg
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        Gruppo II
                     
                     
                        da 15 a 25 kg
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        Gruppo III
                     
                     
                        da 22 a 36 kg
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  Legenda delle lettere da inserire nella tabella:
            
                        U
                     
                     
                        =
                     
                     
                        Adatto per ritenute appartenenti alla categoria «universale», omologate per essere usate in questo gruppo di massa.
                     
                  
                        UF
                     
                     
                        =
                     
                     
                        Adatto per ritenute appartenenti alla categoria «universale» rivolte nel senso della direzione di marcia, omologate per essere usate in questo gruppo di massa.
                     
                  
                        L
                     
                     
                        =
                     
                     
                        Adatto per determinati SRB, elencati in allegato. Questi SRB possono appartenere alle categorie «per veicoli speciali», «limitata» o «semiuniversale».
                     
                  
                        B
                     
                     
                        =
                     
                     
                        Ritenuta integrata, omologata per questo gruppo di massa.
                     
                  
                        X
                     
                     
                        =
                     
                     
                        Posto a sedere non adatto per bambini di questo gruppo di massa.
                     
                  
               Tabella 2
            
            
               Tabella delle informazioni sugli SRB ISOFIX da indicare nel manuale d’uso del veicolo relative all’idoneità d’installazione per varie posizioni ISOFIX
            
            
                        Gruppo di massa
                     
                     
                        Classe di taglia
                     
                     
                        Struttura
                     
                     
                        Posizioni ISOFIX del veicolo
                     
                  
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                        Passeggero anteriore
                     
                     
                        Posteriore laterale
                     
                     
                        Posteriore centrale
                     
                     
                        Intermedio laterale
                     
                     
                        Intermedio centrale
                     
                     
                        Altro
                     
                  
                        Culla portatile
                     
                     
                        F
                     
                     
                        ISO/L1
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                         
                     
                     
                        G
                     
                     
                        ISO/L2
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                        
                            (1)
                        
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        da 0 a 10 kg
                     
                     
                        E
                     
                     
                        ISO/R1
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                        
                            (1)
                        
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        da 0+ fino a 13 kg
                     
                     
                        E
                     
                     
                        ISO/R1
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        D
                     
                     
                        ISO/R2
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        C
                     
                     
                        ISO/R3
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                         
                     
                     
                        
                            (1)
                        
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        I – da 9 a 18 kg
                     
                     
                        D
                     
                     
                        ISO/R2
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        C
                     
                     
                        ISO/R3
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        B
                     
                     
                        ISO/F2
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        B1
                     
                     
                        ISO/F2X
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        A
                     
                     
                        ISO/F3
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                         
                     
                     
                        
                            (1)
                        
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        II – da 15 a 25 kg
                     
                     
                         
                     
                     
                        
                            (1)
                        
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        III – da 22 a 36 kg
                     
                     
                         
                     
                     
                        
                            (1)
                        
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  Legenda delle lettere da inserire nella tabella
            
                        IUF
                     
                     
                        =
                     
                     
                        Adatto a SRB ISOFIX appartenenti alla categoria universale, rivolti nel senso della direzione di marcia, omologati per l’uso nel gruppo di massa.
                     
                  
                        IL
                     
                     
                        =
                     
                     
                        Adatto a particolari SRB ISOFIX indicati nell’elenco accluso. Questi SRB ISOFIX sono quelli appartenenti alle categorie «per veicoli specifici», «limitata» o «semi-universale».
                     
                  
                        X
                     
                     
                        =
                     
                     
                        Posizione ISOFIX non adatta a SRB ISOFIX di questo gruppo di massa e/o questa classe di taglia.
                     
                  
               Tabella 3
            
            
               Tabella delle informazioni sugli SRB i-Size da indicare nel manuale d’uso del veicolo relative all’idoneità d’installazione in vari posti a sedere
            
            
                         
                     
                     
                        Posto a sedere
                     
                  
                         
                     
                     
                        Passeggero anteriore laterale
                     
                     
                        Passeggero anteriore centrale
                     
                     
                        Posteriore laterale sinistro
                     
                     
                        Posteriore laterale destro
                     
                     
                        Posteriore centrale
                     
                     
                        Intermedio laterale sinistro
                     
                     
                        Intermedio laterale destro
                     
                     
                        Intermedio centrale
                     
                  
                        SRB i-Size
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                     
                         
                     
                  
                        
                           Nota:
                     
                     
                        l’orientamento è la normale direzione di marcia; le colonne per posti a sedere inesistenti in un veicolo possono essere soppresse.
                     
                  Legenda delle lettere da inserire nella tabella:
            
                        i-U
                     
                     
                        =
                     
                     
                        Adatto per SRB i-Size appartenenti alla categoria «universale» rivolti sia nel senso della direzione di marcia che in senso ad essa contrario.
                     
                  
                        i-UF
                     
                     
                        =
                     
                     
                        Adatto solo a SRB i-Size rivolti nel senso della direzione di marcia appartenenti alla categoria «universale».
                     
                  
                        X
                     
                     
                        =
                     
                     
                        Posto a sedere non adatto a SRB i-Size appartenenti alla categoria «universale».
                     
                  
               (1)  = Per SRB privi dell’identificativo della classe di taglia ISO/XX (da A a G), per il gruppo di massa applicabile, il fabbricante del veicolo deve indicare lo/gli SRB ISOFIX specifici raccomandati per ciascuna posizione.
         
         
            Appendice 4
            
               Installazione del manichino che rappresenta un bambino di 10 anni
            
            
                     
                        a)
                     
                     
                        Regolare il sedile nella posizione più arretrata.
                     
                  
                     
                        b)
                     
                     
                        Regolare l’altezza del sedile in conformità alle specifiche del fabbricante. In mancanza di indicazioni specifiche, regolare il sedile nella posizione più bassa.
                     
                  
                     
                        c)
                     
                     
                        Regolare l’angolo formato dallo schienale del sedile nella posizione prevista dal fabbricante. In mancanza di indicazioni, regolare lo schienale su un angolo di 25o rispetto alla verticale o nella posizione fissa più prossima a tale angolazione.
                     
                  
                     
                        d)
                     
                     
                        Collocare l’ancoraggio delle spalle nella posizione più bassa.
                     
                  
                     
                        e)
                     
                     
                        Porre il manichino a sedere sul sedile facendo sì che il bacino sia in contatto con lo schienale del sedile.
                     
                  
                     
                        f)
                     
                     
                        Il piano longitudinale che attraversa l’asse centrale del manichino deve trovarsi sull’asse centrale apparente del posto a sedere.
                     
                  
      
      
         ALLEGATO 18
         
            PROVE DA EFFETTUARE SUL CICALINO DELLE CINTURE DI SICUREZZA
         
         
                  
                     1.
                  
                  
                     L’allarme di primo livello dev’essere provato nelle seguenti condizioni:
                     
                                 a)
                              
                              
                                 cintura di sicurezza slacciata;
                              
                           
                                 b)
                              
                              
                                 motore spento o al minimo; veicolo fermo (nessun movimento né in avanti né all’indietro);
                              
                           
                                 c)
                              
                              
                                 cambio in folle;
                              
                           
                                 d)
                              
                              
                                 interruttore di avviamento acceso.
                              
                           
               
                  
                     2.
                  
                  
                     L’allarme di secondo livello dev’essere provato nelle seguenti condizioni:
                     
                                 a)
                              
                              
                                 cintura di sicurezza slacciata;
                              
                           
                                 b)
                              
                              
                                 veicolo di prova in moto secondo una delle condizioni di cui ai paragrafi da 2.1 a 2.3 del presente allegato, a scelta del fabbricante, o una loro combinazione.
                              
                           
               
                  
                     2.1.
                  
                  
                     Veicolo di prova in accelerazione da fermo a 25 – 0/+ 10 km/h e suo proseguimento alla velocità così raggiunta.
                  
               
                  
                     2.2.
                  
                  
                     Veicolo di prova guidato da fermo in avanti per almeno 500 m.
                  
               
                  
                     2.3.
                  
                  
                     Il veicolo viene provato dopo essere stato in condizioni di normale funzionamento per almeno 60 secondi.
                  
               
                  
                     3.
                  
                  
                     Se il sistema prevede l’arresto dell’allarme di primo livello dopo un certo periodo di tempo, l’allarme di secondo livello va provato ai sensi del paragrafo 2 del presente allegato, dopo che l’allarme di primo livello sia stato disattivato. Se il sistema non prevede l’arresto dell’allarme di primo livello dopo un certo periodo di tempo, l’allarme di secondo livello va provato ai sensi del paragrafo 2 del presente allegato, con l’allarme di primo livello attivato.