CELEX: 51998PC0619
Language: it
Date: 1998-10-29
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari del Giappone

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                         Bruxelles, 29.10.1998
                                                         COM(1998)619def.
                                           Proposta di
                           REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
         Che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accendini
           tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari del Giappone
-feci                            (presentata dalla Commissione)
 f s*J-r
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                         RLLAXIONL
1. Si trasmette in allegato una proposta di regolamento del Consiglio che mantiene in
   essere il dazio antidumping definitivo del 1991 sulle importazioni di accendini
   tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari del Giappone.
2. L'inchiesta ai fini del riesame è stata aperta il 30 novembre 1996 ai sensi dell'articolo
   11, paragrafi 2 e 3 del regolamento antidumping di base. Conformemente all'articolo
   11, paragrafo 2, la misura rimane in vigore sino alla conclusione dell'inchiesta.
3. La proposta di mantenere in essere il dazio antidumping definitivo si basa
   essenzialmente sull'esistenza di una notevole capacità inutilizzata nello stabilimento
   dell'esportatore in Giappone e sulla probabilità che l'industria comunitaria subisca un
   grave pregiudizio qualora tale capacità fosse usata per esportazioni nella Comunità
   europea, in particolare se i prezzi di tali quantitativi dovessero sottoquotare i prezzi
   dell'industria comunitaria del 43% (il livello accertalo per il periodo dell'inchiesta) o
   più. A questo proposito si è tenuto conto anche dell'esistenza di uno stabilimento in
   Messico, aperto da una sussidiaria dell'esportatore quasi subito dopo l'imposizione
   della misura oggetto del riesame, e della successiva istituzione di una misura
   antidumping (impegno relativo ai prezzi) sulle importazioni originarie del Messico
   nel marzo 1997.
4. Le parti interessate che hanno collaborato sono state informate dei fatti e delle
   considerazioni essenziali in base ai quali i servizi della Commissione intendevano
   raccomandare il mantenimento del dazio antidumping definitivo al suo livello attuale.
   Successivamente a tale comunicazione non sono pervenute ulteriori osservazioni che
   potessero modificare detti fatti e considerazioni.
5. Il comitato consultivo antidumping è stato consultato nell'aprile del 1998. La
   proposta dei servizi della Commissione non è stata approvata alla maggioranza
   assoluta, ma sei Stati membri (Belgio, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo e
   Spagna) hanno votato a favore.
6. Alla consultazione ha fatto seguito uno scambio di opinioni per iscritto sulle
   questioni sollevate dagli Stati membri che non avevano votato a favore della proposta
   dei servizi della Commissione
7. Dato che l'inchiesta ha superato di quasi un anno la durata normale prevista
   dall'articolo 11, paragrafo 5 e che tale prolungamento non può essere attribuito ad
   alcuna delle parti che hanno collaborato, la proposta prevede che la durata della
   misura mantenuta in vigore sia ridotta di un anno. Tale impostazione è conforme alla
   sentenza del tribunale di primo grado dell'8 luglio 1998 (causa T-232/95, Committee
   of European Copier Manufacturers (CECOM) contro Consiglio dell'Unione europea).
                                        A
 ---pagebreak---                                                          Pron.KUidi
                                  ttl;.G< >! .Arvtì-.N l'(ì (Ci-.) Dia CONSIGLIO
          ( 'he istituisci- un d a / i o anlklun'ìjpmg definitivo sulle iniporiu/iani eli accendini
              ta.-.cabdi a pietra locai;! e a gas,         ÌÌOU   ricancabili, originari liei G i a p p o n e
      II, CONSIGLIO n i ' L I / U N I O N R LUROPLÀ,
      visto il trattato che istiiiusce la Comunità europea,
      visto i! regolamento (CL) n 384/96 dei Consiglio., (.lei 23 dicembre ìlW5., relativo
      alla difesa contro le un porta/ioni oggetto di dumping da parie di paesi non membri
      della Comunità europea 1 , in particolare {"articolo I i, paragrafi 2 e 3,
      vista la proposta presentata dalia Commissione -dopo aver sentito il comitato
      consultivo,
      considerando quanto segue:
                                                  A„ P R O C E D U R A
                                                 L Misure ÌN visure
 I.    Con il regolamento (CLL) n. )4Vyl)ì                  del ( onsigikr. in appresso denominalo "il
       regolamene) dei da/,? definivi..'             li i os.-sadio ha istituito un da/io antidumping
       delìmt'vo .ili        e IM< Pi<o » '*         > > ed n        .vai- h a pieni io*, u e a gas, non
       ricarica1^!*    ons'hu'. dd            Gi»esc_        ,\ i     ; ( . hb i ocy >'<i. cinese, della
       RepubbJ ca <3 t , a ^            ' Ha    td<    'i   i ^ juiiae ns/bai ia il Gia^fcnc       l'aliquota
       di dazio è stata fissata, ai 35 J%,
1
    Gli n. L 56 del 6.3.i(>%. pag. !. Regoleremo < inciHbfo dal regolamento (Hi) n. 2331/90 (lìU
    n. L3I7 del n.S2/'>%, pag. h e dai rogoiaraeie,;, a/le ;e 905/9X (CiU ri, I- 128 del 30,4.1998,
    pag. 18).
1
    (JU n. !, 326 d d 28.! I.P-,-^1. pee.. i.
 ---pagebreak--- 2.    l'or quanto riguarda la Cina il regolamento dei da/i definitivi è stalo emendato nel
      I9951, mentre per la Tailandia è stato sostituito dal regolamento (CL) n. 423/97 del
      ( onsiglio nel mar/o del I997'1.
                                       2. Avvio di un riesame
3.    Nel maggio del 1996 la Commissione ha pubblicato un avviso di imminente
      scadenza delle misure in vigore nei confronti del Giappone e della Corea5.
      Successivamente alla pubblicazione di tale avviso, la Commissione ha ricevuto una
      domanda di riesame ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento ( Œ ) n.
      384/96 del Consiglio6, in appresso denominato "il regolamento di base," relativa
      alle imporla/ioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili,
      originari del Giappone, presentala dalla Ledcra/ione europea dei produttori di
      accendini per conto della UIC S.A. e della blamagas S.A. In seguito tale richiesta
      ha ricevuto il sostegno della Swedish Match S.A. La BIC S.A., la blamagas S.A. e
      la Swedish Match S.A. rappresentano la quasi totalità della produzione comunitaria
      del prodotto in questione.
4.    La richiesta conteneva apparentemente sufficienti indizi del fatto che la scadenza
      delle misure avrebbe probabilmente portato a una reiterazione delle importazioni
      oggetto di dumping causa del pregiudizio. A sostegno di tale probabilità si sono
      prodotti elementi di prova della presenza di una capacità sottoutiliz/ata in
      Giappone e del l'alto che le imporla/ioni dal Giappone avrebbero avuto l'elìcilo
      immediato di deprimere i prezzi dei produttori comunitari. Si sosteneva inoltre che
      tale situazione avrebbe esacerbato la perdurante vulnerabilità dell'industria
      comunitaria.
   Regolamento ((H) n. 1006/95 del Consiglio, Oli n. 1, 101 del 4.5.1995, pag. 38.
   (itJ n. L 65 del 6.3.1997, pag. I.
   (JU n. C 155 del 30.5.1996, pag. 6.
   CU n. L 56 del 6.3.1996, pag. I.
                                                 2
 ---pagebreak--- 5.   La Commissione ha pertanto annunciato il riesame del regolamento dei dazi
     definitivi in relazione al Giappone7. Detto riesame è stato avviato conformemente
     all'articolo 11, paragrafi 2 e 3 del regolamento di base, in quanto si è ritenuto
     opportuno effettuare anche in riesame intermedio. Per quanto riguarda la Corea, si è
     lasciata scadere la misura8.
                                  3. Inchiesta ai fini del riesame
6.   La Commissione ha ufficialmente             informato    l'unico produttore del paese
     esportatore notoriamente interessato, la Tokai Corporation, il suo importatore
     collegato nella Comunità, la Tokai Seiki GmbH, i rappresentanti del paese
     esportatore e i denunziami.
7.   Alle parti direttamente interessate è stata data la possibilità di presentare le loro
     osservazioni per iscritto e di chiedere di essere sentite. Uno dei denunziami ha
     chiesto di essere sentito e la sua richiesta è stata accolta.
X.   La Commissione ha inviato questionari a tutte le parti notoriamente interessate e ha
     ricevuto informazioni dettagliate dai produttori comunitari denunziami, dalle loro
     sussidiarie, dall'esportatore giapponese e dal suo importatore collegato stabilito
     nella Comunità.
9.   La Commissione ha raccolto e verificalo lutte le informazioni ritenute necessarie ai
     fini dell'inchiesta e ha effettuato verifiche presso le sedi delle seguenti società:
   GU n. C 361 del 30.11.1996, pag. 3.
   GU n. C 360 del 29.11.1996, pag. 2.
 ---pagebreak---     Produttori comunitari e loro sussidiarie
    - BIC S.A. (gruppo BIC), Clichy, Francia,
    - BIC BJ 75, Redon, Francia,
    - BIC Deutschland GmbH & Co., Httlingcn, Germania,
    - BIRO BIC Ltd, Londra, Regno Unito,
    - Laforest BIC S.A., Tarragona, Spagna,
    - Swedish Match Lighters B.V., Assen, Paesi Bassi,
    - Swedish Match Lighters (ivi compresa la ('ticket SA), Rillieux-la-Pape, Francia,
    - Arnold André GmbH & Co., KG, Blinde, Germania,
    - Flamagas S.A., Barcellona e Llinas del Valle, Spagna.
    Produttore nel paese d'origine
    - Tokai Corporation Japan, Tokyo, Giappone.
10.  Al   fine  dell'accertamento    del  dumping,    del pregiudizio   e    dell'interesse
     comunitario, il campo d'applicazione geografico dell'inchiesta è stato la Comunità
     a 15 membri.
IL   L'inchiesta relativa al dumping ha coperto il periodo dal 1° gennaio 1996 al 30
     settembre 1996 (in appresso denominato "il periodo dell'inchiesta"). L'esame del
     pregiudizio ha coperto il periodo dal 1992 al termine del periodo dell'inchiesta.
 ---pagebreak--- 12. L'inchiesta si è protratta oltre il termine normale previsto all'articolo 1 L paragrafo
    5 del regolamento di base, in quanto la Commissione ha ritenuto i dati inizialmente
    raccolti ed esaminati insufficienti per utilizzarli come base per un nuovo dazio
    antidumping e, per valutare adeguatamente la probabilità di una reiterazione del
    dumping pregiudizievole, si è dovuto effettuare una visita di verifica presso
    l'esportatore in una fase avanzata dell'inchiesta. Tenendo conto del fatto che
    l'articolo 11, paragrafo 5 tutela gli interessi dell'esportatore e che, essendo rimasta
    in vigore la misura oggetto del riesame nel corso dell'inchiesta, il protrarsi
    dell'inchiesta è andato a suo discapito, qualsiasi misura mantenuta o istituita a
    seguito dell'inchiesta dovrebbe rimanere in vigore per un periodo più breve di
    quello previsto dal regolamento di base.
                   B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
                                      /. Prodotto in esame
13. I prodotti in esame sono gli accendini tascabili, a pietra focaia e a gas, non
    ricaricabili (in appresso denominali "accendini a pietra focaia usa e getta") di cui al
    codice NC ex 9613 10 00.
 ---pagebreak---      -    Richiesta di inclusione di altri tipi di accendini
14.    Si ricordi a questo proposito che sul mercato vi sono altri accendini usa e getta (i
       cosiddetti accendini elettronici o piezoelettrici) che non sono soggetti a misure
       antidumping. Due mesi dopo l'apertura dell'inchiesta ai lini del riesame, la
       Swedish Match S.A. ha chiesto che la presente inchiesta fosse eslesa agli accendini
       elettronici (o piezoelettrici), sostenendo che gli accendini tascabili a pietra focaia e
       a gas non ricaricabili e gli accendini tascabili elettronici a gas non ricaricabili (in
       appresso denominati "accendini elettronici") costituivano un'unica categoria di
       prodotti.
15.    Per quanto riguarda questa richiesta, è bene ricordare che il procedimento, aperto
       nell'aprile del 1990, si riferisce agli accendini tascabili a pietra focaia e a gas non
       ricaricabili e che si è già accertato'' che gli accendini elettronici avevano
       caralleristichc tecniche (di base) assai diverse rispetto agli accendini a pietra focaia
       usa e getta attualmente assoggettali ai dazi antidumping. La richiesta non conteneva
       alcun elemento di prova del fatto che tali conclusioni non fossero più valide. In
       particolare, non si indicava alcun cambiamento delle caratteristiche tecniche (di
       base), quali il sistema di accensione, dell'uno o dell'altro tipo di accendini, che
       potesse invalidare le conclusioni del regolamento dei dazi definitivi.
16.    Poiché gli elementi di prova presentati erano insufficienti a giustificare l'inclusione
       nell'inchiesta degli accendini elettronici, e dato che la richiesta è stata presentata
       tardivamente da una parte che aveva sostenuto senza riserve la richiesta di riesame,
       non è stato possibile accogliere la domanda di ampliamento del campo di
       applicazione dell'inchiesta ai fini del riesame.
    Si veda in particolare il regolamento (CEE) n. 3433/91 del Consiglio, che conferma le conclusioni
    provvisorie di cui al punto 11 del regolamento (CEE) n. 1386/91 del Consiglio (GU n. L 133 del
    28.5.1991, pag. 20).
                                                  6
 ---pagebreak---     - Dimensioni e modelli diversi
17.  Si noti infine che il prodotto in esame è fabbricato in dimensioni e modelli diversi.
     Tutti questi accendini a pietra focaia usa e getta hanno le stesse caratteristiche
     tecniche di base e gli stessi usi di base e svolgono la stessa funzione. Come nelle
     inchieste precedenti, si è pertanto considerato che l'intera gamma di modelli di
     accendini a pietra focaia usa e getta costituisse un'unica categoria di prodolti.
                                     2. Prodotto simile
18.  Per quanto riguarda gli accendini a pietra focaia usa e getta prodotti e venduti sul
     mercato interno in Giappone, l'inchiesta ha dimostrato che tali prodotti erano in
     tutto e per tutto identici, o molto simili, a quelli esportati nella Comunità dal paese
     in questione.
19.  L'inchiesta ha inoltre accertato che gli accendini a pietra focaia usa e getta
     importati dal paese in questione e quelli prodotti dall'industria comunitaria e
     venduti sul mercato comunitario hanno caratteristiche tecniche di base simili e sono
     destinati allo stesso uso. Gli accendini a pietra focaia usa e getta prodotti e venduti
     dall'industria comunitaria dovrebbero pertanto essere considerali prodotti simili a
     quelli importati dal paese in questione.
20.  Si è concluso quindi che gli accendini a pietra focaia usa e getta prodotti e venduti
     nella Comunità e quelli prodotti e venduti in Giappone dovrebbero essere
     considerati prodotti simili, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento di
     base, a quelli esportati dal Giappone nella Comunità.
 ---pagebreak---                                        C. DUMPING
                                     /. Valore normale
21. Come già nell'inchiesta originale, la Tokai Corporation è stala l'unico produttore
    esportatore giapponese che ha collaborato. Nel periodo dell'inchiesta questa società
    ha venduto sul suo mercato nazionale 20 diversi modelli del prodotto in questione.
    Solo due di questi modelli sono stati esportati nella Comunità.
22. Le vendite del prodotto in esame di questo esportatore sul mercato interno nel
    periodo dell'inchiesta sono state complessivamente rappresentative, in quanto il
    loro volume totale superava la soglia del 5% delle vendite all'esportazione, come
    previsto dall'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base. Anche le vendile sul
    mercato interno di ciascuno dei due modelli del prodotto esportali nella Comunità
    sono state rappresentative, superando lo stesso parametro del 5%.
23. Conformemente       all'articolo    2, paragrafo 4 del   regolamento   di  base, la
    Commissione ha anche dovuto stabilire se le vendite di ciascun modello sul
    mercato interno erano state effettuate nel corso di normali operazioni commerciali
    analizzando la proporzione delle vendite remunerative rispetto al totale delle
    vendite. Dall'inchiesta è emerso che tutte le vendite effettuate sul mercato interno
    nel periodo dell'inchiesta sono state remunerative. Il valore normale si è basato
    dunque sulla media ponderata dei prezzi di vendila di tutte le operazioni sul
    mercato interno relative ai due modelli in questione.
 ---pagebreak---                                2. Prezzo alVesportazione
24.  lutte le vendite all'esportazione dell'esportatore in questione nel periodo
    dell'inchiesta sono state effettuate a una società collegata nella Comunità. I prezzi
    all'esportazione sono stati pertanto costruiti, conformemente all'articolo 2,
    paragrafo 9 del regolamento di base, sulla base del prezzo di rivendita al primo
    acquirente indipendente, opportunamente adeguato per tener conto di tutti i costi
    sostenuti tra l'importazione e la rivendila, ivi compresi i dazi doganali e i dazi
    antidumping e un margine di utile del 5%, stabilito sulla base dei margini di utile
    considerati ragionevoli in questo settore commerciale per gli importatori non
    collegati.
25. Laddove per la ricostruzione dei prezzi all'esportazione si sono rese necessarie
    ripartizioni dei costi per le spese generali, amministrative e di vendita degli
    importatori, esse sono state effettuate in base al fatturato.
                          3. Confronto e margine di dumping
26. Conformemente all'articolo 2, paragrafi 10 e 11 del regolamento di base, si sono
    messe a confronto la media ponderata del valore normale per modello e la media
    ponderata del prezzo all'esportazione per modello, al livello franco fabbrica e allo
    stesso stadio commerciale. Ai fini di un equo confronto, si sono concessi
    adeguamenti per le differenze che incidevano sulla comparabilità dei prezzi per le
    quali sono stati presentati sufficienti elementi di prova; in particolare, sono stati
    apportati adeguamenti in relazione al trasporto, all'assicurazione, ai crediti e
    all'imballaggio.
27. Il confronto tra il valore normale e i prezzi all'esportazione ha dimostrato
    l'esistenza di pratiche di dumping. Il margine di dumping accertato, in percentuale
    del valore CIF franco frontiera comunitaria delle importazioni, è del 208,1%.
 ---pagebreak---                                D. INDUSTRIA COMUNITARIA
28.   Nella presente inchiesta, la Tokai Seiki ( inibì I - una sussidiaria della Tokai
      Corporation che fabbrica il prodotto in esame nella Comunità ed è l'unico
      importatore comunitario di accendini a pietra focaia usa e getta originari del
      Giappone che ha collaborato - non è stata inclusa nella definizione di industria
      comunitaria conformemente all'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento di base
      essendo l'unico importatore del prodotto in esame e una sussidiaria al 100% della
      Tokai Corporation Japan.
29.   Non tenendo conto della produzione della Tokai Seiki GmbH, i tre produttori
      comunitari che hanno collaborato alla presente inchiesta (comprese le loro
      sussidiarie) rappresentavano la quasi totalità della produzione comunitaria di
      accendini a pietra focaia usa e getta. I tre produttori comunitari che hanno
      collaborato costituiscono dunque l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4 del
      regolamento di base.
                                        E. PREGIUDIZIO
                                    /. Osservazione preliminare
30.   Il regolamento dei dazi definitivi concludeva che il cumulo delle importazioni
      oggetto di dumping dal Giappone, dalla Repubblica popolare cinese, dalla
      Repubblica di Corea e dalla Tailandia avevano arrecato un pregiudizio grave
      all'industria comunitaria10. Dato che nel frattempo si è lasciata scadere la misura
      relativa alla Repubblica di Corea e sono state emendate le misure relative alla
       Repubblica popolare cinese e alla Tailandia a seguito dei riesami intermedi", si è
      dovuta esaminare l'incidenza effettiva, e la possibile incidenza possibile incidenza
       in   termini    di    reiterazione,   delle    importazioni  originarie del Giappone
       indipendentemente dalle altre.
10
    Punto 15 del citato regolamento (CEE) n. 3433/91 del Consiglio.
"   Cl'r. punto 2.
                                                   10
 ---pagebreak---                                     2. Consumo nella Comunità
31.   Per calcolare il consumo totale apparente di accendini a pietra focaia usa e getta
      nella Comunità, si sono sommate le vendite dei produttori comunitari nella
      Comunità al totale delle importazioni originarie di paesi terzi dichiarate in
      corrispondenza del codice NC ex 9613 10 00. Si è apportato un adeguamento per
      quanto riguarda le importazioni originarie della Cina per gli anni 1994 e 199512. Su
      questa base, il consumo annuo apparente nella Comunità è aumentato del 27%,
      passando da 617,7 milioni di pezzi nel 1992 a 785,4 milioni di pezzi nel 1996.
                   3. Fattori relativi alle importazioni originarie del Giappone
                                      Volume e quota di mercato
32.   Dal 1992 al periodo dell'inchiesta le importazioni dal Giappone sono calate in
      termini assoluti a livelli molto bassi. In termini indicizzati, le importazioni erano
      pari a 100 nel 1992, a 150 nel 1993, a 33 nel 1994 e a 83 nel 1995, e nel periodo
      dell'inchiesta le vendite di tali importazioni non superavano il livello 6,1. La quota
      di mercato delle importazioni dal Giappone è diminuita dallo 0,5% circa nel 1992 e
      nel 1993 allo 0,06% nel periodo dell'inchiesta. La misura antidumping oggetto del
      riesame ha dunque efficacemente                  limitato l'incidenza del dumping delle
      importazioni di accendini a pietra focaia usa e getta originari del Giappone.
33.   In questo contesto si noti, tuttavia, che una quota considerevole del totale delle
      importazioni è stata oggetto di dumping. È il caso, in particolare, delle importazioni
      dal Messico, dalle Filippine e dalla Tailandia13.
12
    Cfr. punto 46 del citato regolamento (CE) n. 423/97 del Consiglio.
13
    Cfr. il citato regolamento (CE) n. 423/97 del Consiglio.
                                                    11
 ---pagebreak---                                      Sottoquotazione dei prezzi
34.   La Commissione ha calcolato in quale misura i prezzi praticati dall'esportatore sul
      mercato della Comunità sottoquotassero i prezzi praticati dai produttori comunitari.
      Poiché tutte le vendite dell'esportatore sono state effettuate al suo importatore
      collegato, il confronto è stato fatto al livello delle vendite al primo cliente
      indipendente,       sulla    base   delle   medie    ponderate     dei prezzi di vendita
      dell'importatore collegato e dei produttori comunitari al nello di ogni sconto o
      tassa. Il prezzo praticato dall'importatore collegalo non è stalo adeguato per tener
      conto dei dazi antidumping pagati.
35.   Il confronto è sialo effettuato al livello dei prezzi ai grossisti (escludendo quindi le
      vendite a dettaglianti e al settore pubblicitario). Il confronto dei prezzi è stato
      inoltre effettuato per gli accendini nudi (comprendendo però gli accendini che
      l'esportatore presentava come "rivestiti"), in quanto l'esportatore non aveva
      esportato accendini stampati o dotati di custodia nel periodo dell'inchiesta.
36.   Come già nell'inchiesta originale e conformemente all'articolo 11, paragrafo 9 del
      regolamento di base, il calcolo della solloquotazione dei prezzi è stato effettuato
      per accendini con analogo contenuto di gas1 '.
37.   Su questa base si è riscontrato che nel periodo dell'inchiesta il prezzo medio dei
      prodotti importali sottoquotava la media ponderala dei prezzi dei produttori
      comunitari del 22,9%. Tale dato va confrontato con la sottoquotazione media
      dell'11,5% accertata nell'indagine originale. Si deve pertanto concludere che il
      livello di sottoquotazione dell'esportatore è aumentato, nonostante l'effetto di
      maggiorazione che il dazio antidumping del 35,7% deve aver avuto sul prezzo
      praticato dall'importatore collegato.
14
    Cfr. pùnto 13 del citato regolamento (CEE) n. 3433/91 del Consiglio.
                                                   12
 ---pagebreak---                               4. Situazione dell'industria comunitaria
                                              Produzione
38.    Dal 1992 al 1996 la produzione dell'industria comunitaria è aumentata del 28%.
                    ( 'opacità produttiva e utilizzo della capacità produttiva
39.    Il tasso di utilizzo della capacità produttiva è aumentalo dal 66% del 1992 al 73%
       del 1994, per scendere al 71% nel periodo dell'inchiesta, 'l'ale calo, tuttavia, è
       coinciso con un aumento della capacità. Sebbene sia stato segnalato un aumento
       della capacità vicino al 25%, gli aumenti di capacità sono molto recenti, in quanto
       dal 1992 al 1994 non si sono registrati sensibili incrementi.
                                         Volume delle vendite
40.    Le vendite dell'industria comunitaria sul mercato della Comunità sono aumentate
       in termini di pezzi venduti del 33% dal 1992 al periodo dell'inchiesta.
                                           Quota di mercato
4L     In un mercato in espansione, la quota di mercato dell'industria comunitaria ha
       registrato un calo abbastanza costante, passando dal 66,1% del 1992 al 46,8% del
       1995, dopodiché c'è stato un modesto aumento che l'ha portata al 53,6% nel
       periodo dell'inchiesta. Tale quota di mercato è ancora leggermente inferiore a
      quella del 1990 (57,3%)|S, ma dimostra che l'industria comunitaria inizia a
      riprendersi dagli effetti delle importazioni oggetto di dumping.
15
    Cfr. punto 48 del citato regolamento (CE) n. 423/97 del Consiglio.
                                                    13
 ---pagebreak---                         Involuzione dei prezzi e volume totale delle vendite
42.    Si è accertato che la media ponderata dei prezzi di vendita dell'industria
      comunitaria aveva subito una flessione vicina all'8% tra il 1992 e il periodo
      dell'inchiesta. L'andamento favorevole del volume delle vendile non ha trovato
      dunque pieno riscontro in termini di fatturato: il valore delle vendite sul mercato
      comunitario è aumentato solo del 23%.
43.    Il mercato degli accendini è risaputamente molto sensibile ai prezzi. Ciò significa
      che, in presenza di importazioni oggetto di dumping a basso prezzo, l'industria
      comunitaria è costretta a ridurre i prezzi per cercare di mantenere la sua quota di
       mercato, il suo livello di produzione e il suo utilizzo della capacità produttiva, o è
       destinala a perdere quota di mercato se cerca di mantenere inalterati i prezzi.
                                            Remunerai ivilà
44.    Dopo alcuni anni di perdite, la redditività del fatturato dell'industria comunitaria è
       stata leggermente positiva nel 1991 e ha subito un lieve deterioramento nel 199216.
45.    Per la presente inchiesta si è preso come termine di paragone il 1992. Dopo un
       ulteriore calo nel 1993, i risultati finanziari dell'industria comunitaria sono andati
       costantemente migliorando: rispetto al 1992, i tassi di profitto sono più che
       raddoppiati nel 1994 e più che triplicati nel periodo dell'inchiesta.
    C'Ir, punto 55 del citato regolamento (CE) n. 423/97 del Consiglio.
                                                     14
 ---pagebreak--- 46.   Ciononostante, i dati l'orniti dall'industria comunitaria - che a questo fine non
      comprendeva uno dei denunziarti che non ha dato una risposta ammissibile in
      merito alla redditività - dimostrano che dal 1992 in poi il suo rendimento
      finanziario complessivo ha continuato ad essere inferiore all'obiettivo fissato per
      questo settore come ragionevole profitto nel regolamento dei dazi definitivi17. Nel
       1992 e nel 1993, infatti, gli utili sono stati molto modesti e, sebbene negli anni
      successivi si sia registrato un miglioramento, essi rimanevano ancora inferiori alla
      metà del livello non pregiudizievole prefissato.
                                                 Scorte
47.     L'industria comunitaria non ha accumulato scorte significative. In questo settore è
      prassi abituale interrompere la produzione se le scorte diventano eccessive in
      quanto lo stoccaggio di accendini contenenti gas per un lungo periodo comporta dei
      rischi per la sicurezza.            Inoltre, essendo     stato compiuto uno sforzo di
      razionalizzazione, al termine del periodo dell'inchiesta le scorte complessive erano
      circa del 30% inferiori a quelle di fine 1992.
                                             Occupazione
48.   Dal 1992 al periodo dell'inchiesta, l'occupazione nell'industria comunitaria è prima
      rimasta stabile (dal 1992 al 1994) ed è quindi aumentata del 17% circa (a partire dal
       1995). Questo potrebbe essere interpretato come un sintomo di ripresa, ma si noti
      che nel 1992 l'occupazione aveva raggiunto un minimo storico, essendo diminuita
      del 13% rispetto al 1989lx. Si è osservato che gran parte dell'espansione riguarda il
      segmento delle vendite e dell'amministrazione, piuttosto che la produzione.
17
    CTr. punto 17 del citato regolamento (CEE) n. 3433/91 del Consiglio.
'*  CTr. punto 49 del citalo regolamento (CE) n. 1006/95.
                                                    15
 ---pagebreak---                                       Esportazioni
49. L'industria comunitaria ha ottenuto buoni risultati nei mercati delle esportazioni.
    Le sue vendite in termini di unità sono costantemente aumentate dal 1992 al
    periodo dell'inchiesta. In questo lasso di tempo le vendite all'esportazione, che
    rappresentano    circa   il  60%     della  produzione    complessiva   dell'industria
    comunitaria, sono aumentate del 69%.
                                     5. Conclusioni
50. La situazione dell'industria comunitaria è migliorata negli ultimi anni grazie a un
    aumento delle vendite sia sul mercato della Comunità, sia nei paesi terzi. Tale
    sviluppo ha coinciso con l'istituzione di vari dazi antidumping.
51. Con tutta probabilità, l'aumento delle vendite sul mercato comunitario è dovuto
    alla crescita dei consumi e, in minor misura, ai benefici effetti delle misure
    antidumping adottate dalla Comunità.
52. La tendenza decrescente della quota di mercato dell'industria comunitaria è stata
    arrestata nel 1995, ma la sua quota di mercato del 53,6% nel periodo dell'inchiesta
    è ancora inferiore a quella del 1992.
53. L'aumento del consumo apparente e il fatto che sono stale adottate misure
    antidumping avrebbero dovuto far aumentare i prezzi sul mercato comunitario. Si è
    invece accertato che i prezzi dell'industria comunitaria sono diminuiti dell'8%.
                                             16
 ---pagebreak--- 54.    Le vendite dell'industria comunitaria sul mercato comunitario sono risultate più
       remunerative nel periodo dell'inchiesta che, ad esempio, nel 1992. Anche dopo
       l'applicazione del dazio antidumping, però, i prezzi praticati dall'esportatore nel
       mercato comunitario sottoquotavano i prezzi dell'industria comunitaria e i livelli di
       remuneratività      rimanevano     abbondantemente      inferiori  al   livello    non
       pregiudizievole stabilito nel regolamento dei dazi definitivi.
55.    Alla luce di quanto sopra, si ritiene che l'industria comunitaria continui a subire un
       pregiudizio, in particolare in termini di remuneratività e di crescita della quota di
       mercato. Dato che la quota di mercato delle importazioni di accendini a pietra
       focaia usa e getta originari del Giappone era molto modesta, non è stato possibile
       stabilire un nesso di causalità tra le importazioni oggetto di dumping dal Giappone
       e detto pregiudizio. Il pregiudizio provocato da tali importazioni si considera
       pertanto trascurabile o comunque non grave.
    F. PROBABILITÀ DELLA REITERAZIONE DEL DUMPING CAUSA DEL
                                       PREGIUDIZIO
                                        /. Introduzione
56.    L'industria comunitaria ha chiesto che l'osse riesaminalo il regolamento dei dazi
       defluitivi, sostenendo che era probabile una reiterazione del dumping causa del
       pregiudizio. Per valutare questo aspetto si sono presi in considerazione numerosi
       fattori, in particolare il comportamento del gruppo dell'esportatore, la disponibilità
       di capacità non utilizzata presso l'impianto dell'esportatore in Giappone, l'esistenza
       di un impegno relativo ai prezzi per quanto riguarda le esportazioni di un'impresa
       appartenente al gruppo dell'esportatore e il prezzo che l'esportatore potrebbe
       praticare se si lasciasse scadere il dazio. Oltre alla posizione dell'industria
       comunitaria, si sono esaminati l'impatto che potrebbe avere una ripresa delle
       esportazioni dal Giappone sull'industria comunitaria, l'esistenza di pratiche di
       dumping e l'evoluzione della quota del totale delle importazioni nel mercato
       comunitario.
                                                17
 ---pagebreak---                          2. Comportamento del gruppo dell'esportatore
57.   Negli ultimi anni si sono importati dal Giappone e venduti sul mercato comunitario
      solo piccoli quantitativi di accendini a pietra focaia usa e getta, soprattutto rispetto
      alle importazioni da alcuni altri paesi terzi (specialmente Cina, Messico, filippine e
      Tailandia), i cui prezzi sono risultali a livello di dumping. Il modesto livello delle
      importazioni       originarie del Giappone, però, va esaminato          alla  luce del
      comportamento del gruppo Tokai.
58.   L'unico esportatore nell'inchiesta relativa, tra l'altro, alle importazioni originarie
      del Messico - a seguito della quale sono state istituite misure antidumping
      definitive nel marzo 1997 - era una sussidiaria posseduta e controllata al 100% dal
      gruppo Tokai creata dopo l'istituzione di misure antidumping nei confronti degli
      accendini a pietra focaia usa e getta originari del Giappone19. I dati relativi alle
      importazioni dimostrano che le importazioni dal Messico hanno semplicemente
      rimpiazzato i prodotti fabbricati (ed esportati) dalla Tokai Corporation nel suo
      stabilimento giapponese, dopo l'istituzione delle misure del            1991 nei loro
      confronti. I quantitativi di accendini originari del Messico importati, infatti, sono
      simili a quelli che la Tokai Corporation esportava dal Giappone nel mercato
      comunitario prima dell'istituzione della misura del 1991. Si ricordi inoltre che la
      Tokai Corporation ha avviato una tendenza di prezzi al ribasso vendendo accendini
      giapponesi a prezzi di dumping alla fine degli anni Ottanta. Tale tendenza è stata
      successivamente rafforzata dalle pratiche di dumping di altri produttori asiatici e
      tramite la ripresa del dumping di questo gruppo attraverso la sussidiaria creata in
      Messico.
    Cfr. punti 9 e 36 del citato regolamento (CE) n. 423/97.
                                                     18
 ---pagebreak--- 59.  Alla luce di quanto sopra, il modesto livello delle importazioni dal Giappone nel
     periodo dell'inchiesta non può indurre a concludere che detti sviluppi, verificatisi
     dopo     l'istituzione  delle misure del         1991, sono il risultalo del   normale
     comportamento economico di un produttore esportatore, vale a dire di un
     comportamento indipendente dalle misure oggetto di riesame. Trattandosi piuttosto
     del risultato di un'apparente strategia del gruppo Tokai, c'è chiaramente il rischio
     che la Tokai decide di ricominciare ad esportare accendini a pietra focaia usa e
     getta dal Giappone sul mercato comunitario se si lasciassero scadere le misure.
60.  Si ritiene dunque opportuno, nell'esaminare le probabili conseguenze qualora si
      lasciasse scadere la misura esistente, tener conto del fatto che il 7 marzo 1997 sono
     slati istituiti dazi antidumping definitivi sulle importazioni di accendini a pietra
      focaia usa e getta originari del Messico, delle filippine e della Tailandia'10 e che
      l'esportatore messicano attualmente assoggettato a misure antidumping è una
     sussidiaria dell'esportatore giapponese.
                             3. Capacità produttiva giapponese
61.   Dal 1992 al periodo dell'inchiesta la capacità produttiva dell'esportatore è
     diminuita del 54%. Oltre alla capacità produttiva, tuttavia, è diminuito anche il
      lasso di utilizzo (espresso in percentuale) della sua capacità rimanente, sceso del
      38% Ira il 1992 e il periodo dell'inchiesta.
    Regolamento (CE) n. 423/97 del Consiglio, cit.
                                                   19
 ---pagebreak--- 62. Nel periodo dell'inchiesta la capacità inutilizzala dello stabilimento giapponese
    dell'esportatore era supcriore ai 56,6 milioni di accendini a pietra focaia usa e getta
    esportati dalla Tokai Corporation dal Giappone nel 1989 (vale a dire nel periodo
    dell'inchiesta originale). Si è inoltre accertato che Ira il 1992 e il periodo
    dell'inchiesta la capacità inutilizzata era rimasta sostanzialmente stabile in termini
    assoluti, dato che il calo della capacità produttiva e del suo tasso di utilizzo sono
    stati paralleli.
        4. Impegno relativo ai prezzi applicabile a un 'altra società del gruppo
63. L importante sottolineare che, successivamente all'istituzione della misura oggetto
    del riesame, l'esportatore ha trasferito in Messico la produzione di accendini a
    pietra focaia usa e getta destinati all'esportazione nel mercato comunitario e
    quando, nel marzo 1997, sono apparse inevitabili le misure antidumping nei
    confronti di tali importazioni ha offerto un impegno relativo ai prezzi per le
    importazioni originarie di quel paese.
64. La scadenza della misura attualmente in vigore potrebbe dunque spostare
    nuovamente in Giappone la fonte della produzione per il mercato comunitario, dato
    che l'impegno relativo ai prezzi non si applica alle importazioni da quel paese e
    che, anche senza spostare le catene di produzione dal Messico al Giappone,
    l'esportatore dispone già nel suo stabilimento giapponese di una capacità
    liberamente disponibile sufficiente a rifornire il mercato comunitario di un
    quantitativo superiore a quello delle sue esportazioni del 1989. Ciò potrebbe
    accedere in particolare se l'esportatore intendesse praticare sul mercato comunitario
    prezzi inferiori a quelli consentiti per i prodotti importati originari del Messico.
                                              20
 ---pagebreak---     5. Continuazione del dumping e prezzo che l'esportatore potrebbe praticare
65. Come si è detto, nel periodo dell'inchiesta le importazioni a prezzo di dumping di
    accendini a pietra focaia usa e getla originari del Giappone sono continuate. Dato
    che i prodotti importali sono stati venduti con margini di dumping notevolmente
    superiori a quelli dell'inchiesta originale, sembra probabile che il dumping
    continui.
66. Nonostante l'applicazione del dazio antidumping, la sottoquotazione del prezzo
    medio unitario praticato dai produttori comunitari era ancora significativa (22,9%)
    nel periodo dell'inchiesta. Se dal prezzo praticato al primo cliente indipendente si
    fosse dedotto il dazio antidumping, il prezzo medio dell'industria comunitaria
    sarebbe stato sottoquotato di non meno del 43,1%.
                         6. Impatto sull'industria comunitaria
67. L'effetto di depressione dei prezzi del dumping ancora in atto nel periodo
    dell'inchiesta è stato minimo grazie all'applicazione del dazio antidumping e ai
    piccoli quantitativi importati. L'esportatore, tuttavia, aveva una capacità inutilizzata
    sufficiente per riprendere le esportazioni di accendini a pietra focaia usa e getta
    originari del Giappone a livelli significativi, vale a dire simili ai quantitativi
    importati nel 1989 (56,6 milioni di pezzi). Se un simile quantitativo di accendini
    fosse venduto sul mercato comunitario ai prezzi praticati dalla sussidiaria tedesca
    dell'esportatore nel periodo dell'inchiesta, ciò si tradurrebbe in una sostanziale
    pressione al ribasso sui prezzi nel mercato comunitario, con corrispondenti perdite
    di fatturato e quota di mercato.
                                            21
 ---pagebreak--- 68. Il livello delle perdite effettive dipenderà dalla misura in cui la Tokai Seiki GmbH
    abbasserà i suoi prezzi per i prodotti consegnati al cliente sul mercato comunitario a
    seguito dell'abolizione del dazio antidumping del 35,7%. Se questi prezzi fossero
    ridotti dell'intero ammontare del dazio antidumping e le importazioni fossero 56,6
    milioni di pezzi, l'industria comunitaria subirebbe una perdita immediata non
    inferiore al 4,88% del suo fatturato del 1996 (per tutto l'anno) sul mercato
    comunitario a causa della sola sottoquotazione, qualora dovesse ridurre i suoi
    prezzi nella stessa misura per non perdere clienti. Tale percentuale non comprende
    tuttavia le perdite sulle altre vendite dovute al diffuso effetto generale di
    depressione dei prezzi di tale sottoquotazione e non tiene conto dell'impatto sul
    volume delle vendite, mentre la sottoquotazione dei prezzi comporterebbe
    inevitabilmente una perdita di vendite per l'industria comunitaria.
69. Il quantitativo importato dal Giappone nel 1989 rappresenterebbe attualmente una
    quota di mercato del 7,2%. Una simile quota di mercato è troppo consistente per
    non avere ripercussioni sulla situazione dell'industria comunitaria. Non si è potuto
    però stabilire con precisione che effetto avrebbe l'abolizione delle misure su fattori
    quali le quote di mercato, la remunerati vita e l'occupazione nell'industria
    comunitaria, poiché molto dipenderebbe da fattori incerti quali l'aumento dei
    consumi nella Comunità e la depressione generale dei prezzi che potrebbe derivare
    da una ripresa delle importazioni in quantitativi significativi.
70. Si è effettuata un'analisi globale di alcuni specifici aspetti dei principali mercati
    regionali della Comunità per valutare che impatto potrebbe avere l'importazione di
    quantitativi significativi di accendini a pietra focaia usa e getta originari del
    Giappone a prezzi considerevolmente inferiori al prezzo comunitario.
                                             22
 ---pagebreak--- 71. Si è stabilito che la concorrenza sul mercato tedesco era estremamente accesa in
    quanto i grandi distributori, e in particolare le catene di supermercati, scelgono
    generalmente uno o due fornitori per ciascun prodotto offerto nei loro punti di
    vendita ed esercitano in tal modo una pressione al ribasso sui prezzi di tali fornitori.
    In una simile situazione, anche una sottoquotazione minima impedisce all'industria
    comunitaria di avere accesso a reti di distribuzione che rappresentano un gran
    numero di consumatori. Gli effetti di una futura sottoquotazione dei prezzi
    sarebbero dunque più che proporzionali (sia in termini di perdita cli quota di
    mercato, sia in termini di perdita di remunerativilà) e con tutta probabilità
    durerebbero a lungo, in quanto l'accesso alle reti di distribuzione viene
    generalmente concesso per lunghi periodi contrattuali.
72. Si è anche stabilito che, a livello di produttori, i prezzi del Regno Unito erano
    relativamente bassi e i produttori comunitari non erano ben stabiliti in tale mercato.
    In una situazione del genere, una futura sottoquotazione dei prezzi ostacolerebbe la
    penetrazione degli accendini a pietra focaia usa e getta dei produttori comunitari in
    questo già difficile mercato e ridurrebbe ulteriormente la remunerativilà delle loro
    vendile.
73. La concorrenza sul mercato francese è risultala notevole grazie alla presenza degli
    stabilimenti di produzione di due grandi produttori comunitari, ma la depressione
    dei prezzi sembra meno accentuata rispetto, ad esempio, alla Germania e al Regno
    Unito. Dato che la penetrazione dei prodotti importati è relativamente scarsa e
    l'industria comunitaria è ben stabilita in questo mercato, una futura sottoquotazione
    dei prezzi potrebbe comportare non solo una depressione dei prezzi, ma anche una
    perdita di quote di mercato.
                                            23
 ---pagebreak--- 74. Si è inoltre accertato che due produttori comunitari hanno stabilimenti di
    produzione in Spagna e sono ben stabiliti in questo mercato. Si è rilevato che una
    parte assai consistente del mercato spagnolo era rifornita da produttori non
    comunitari, dato che la Spagna è stata il secondo Stato membro importatore nel
    1995, e che i prezzi erano bassi rispetto alla Francia e alla Germania. Poiché uno
    dei produttori stabiliti in Spagna ha indicato che non era possibile un'ulteriore
    razionalizzazione e riduzione dei costi nel suo stabilimento di produzione, è
    probabile che una sostanziale perdita di quota di mercato o una guerra sui prezzi sul
    mercato spagnolo porti a una chiusura del suo stabilimento, soprattutto se a tale
    perdita facesse riscontro un'evoluzione analoga nel vicino e importante mercato
    francese.
75. Indipendentemente dalla destinazione finale di tali future importazioni nella
    Comunità, le vendite di considerevoli quantitativi di accendini a pietra focaia usa e
    getta originari del Giappone si ripercuoterebbero sulla posizione dell'industria
    comunitaria in modo tale che la sua ripresa, appena iniziata, sarebbe ostacolata se
    non addirittura bloccata, in quanto l'industria comunitaria perderebbe vendite e
    quota di mercato. A seguito dell'ulteriore depressione dei prezzi provocata dalla
    sottoquotazione dei prezzi su tali quantitativi, ad esempio al livello calcolato per il
    periodo dell'inchiesta (43,1% in assenza di dazio antidumping), sarebbe ostacolata
    anche la ripresa della remunerative dell'industria comunitaria e probabilmente i
    produttori comunitari chiuderebbero uno o più stabilimenti nella Comunità
    europea.
                  7. Volume e prezzi delle importazioni complessive
76. Come si è detto, l'esportatore giapponese ha deciso di rifornire il mercato
    comunitario di prodotti fabbricati in Messico, rispetto ai quali sono state istituite
    misure antidumping nel marzo 1997. L'effetto riparatore delle misure istituite nel
     1991 è stato dunque molto inferiore a quello che sarebbe stato in circostanze
     normali.
                                           24
 ---pagebreak--- 77. Il totale delle importazioni di accendini a pietra focaia usa e getta, inoltre, è
    cresciuto del 74% tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta, registrando un aumento
    molto superiore a quello dei consumi nello stesso periodo. La quota di mercato di
    tali importazioni è quindi salita dal 33,5% del 1992 al 53% del 1995 e al 46,3% del
    1996.
78. Come hanno dimostrato le successive misure antidumping istituite dal 1992 al
     1998, c'è stato un continuo afflusso di importazioni a basso prezzo e oggetto di
    dumping da paesi terzi sul mercato comunitario. Di conseguenza, i prezzi sul
    mercato comunitario hanno continualo a diminuire, raggiungendo livelli molto
    bassi: nonostante l'espansione del mercato, i prezzi dell'industria comunitaria sono
    diminuiti dell'8% dal 1992 al periodo dell'inchiesta.
                                      8. Conclusioni
79. Dopo l'istituzione del dazio antidumping, il dumping di accendini a pietra focaia
    usa e getta originari del Giappone è continuato nel periodo dell'inchiesta. E
    probabile dunque che il dumping continui anche in futuro.
80. Si ritiene probabile che, se si lasciasse scadere la misura oggetto del riesame, una
    ripresa delle importazioni di grandi quantitativi di accendini a pietra focaia usa e
    getta originari del Giappone possa provocare un pregiudizio grave all'industria
    comunitaria. Anzitutto perché, se ci si basa sui prezzi degli accendini giapponesi
    venduti     durante  il  periodo    dell'inchiesta,  i prezzi di   tali  importazioni
    sottoquoterebbero     significativamente     i prezzi dei produttori    comunitari  e
    inciderebbero in tal modo sui loro risultati finanziari. In secondo luogo perché i
    prezzi sul mercato comunitario sono già molto bassi a causa delle pressioni al
    ribasso sui prezzi, e quindi un'ulteriore pressione al ribasso costringerebbe
     l'industria comunitaria a vendere con un margine di profitto minimo se non
    addirittura in perdita. In terzo luogo, perché è probabile che i quantitativi siano
    abbastanza consistenti da ostacolare o bloccare la recente ripresa di questo settore,
    da mettere a repentaglio la sua vitalità economica e da provocare una perdita di
    mercati di vitale importanza per l'industria comunitaria.
                                              25
 ---pagebreak--- 81. Si noti, a questo proposito, che i margini di profitto sono scarsi ormai da anni, che
    le importazioni in generale hanno registralo un aumento più che proporzionale e
    che, sebbene le vendite di accendini a pietra focaia usa e getta originari del
    Giappone dell'esportatore siano diminuite, l'effetto riparatore della misura è stato
    compromesso dalla decisione di quello stesso esportatore di immettere sul mercato
    comunitario prodotti oggetto di dumping originari del Messico.
82. Dato questo collegamento tra esportatori messicani e giapponesi, e dato che in
    Giappone esiste una capacità liberamente disponibile sufficiente, se si lasciasse
    scadere il regolamento dei dazi definitivi l'esportatore giapponese non solo avrebbe
    i mezzi per approvvigionare il mercato comunitario, ma potrebbe addirittura
    praticare prezzi inferiori a quelli consentili dal suo impegno relativo ai prezzi della
    sua produzione messicana. La modesta quota di mercato delle importazioni
    originarie del Giappone, in particolare nel periodo dell'inchiesta, non basta a
    invalidare questa conclusione sulle potenzialità dell'esportatore di effettuare
    esportazioni in futuro.
83. Avendo accertato che nello stabilimento dell'esportatore in Giappone c'era una
    capacità inutilizzata sufficiente per approvvigionare il mercato comunitario di
    quantitativi consistenti di accendini a pietra focaia usa e getta, che le importazioni
    oggetto    di   dumping     nel  periodo    dell'inchiesta  hanno    significativamente
    sotloquotato il prezzo dell'industria comunitaria, che quest'ultima sta appena
     iniziando a riprendersi e che i suoi prezzi sono diminuiti dell'8% circa dal 1992 al
    periodo dell'inchiesta, si ritiene che la scadenza della misura oggetto del riesame
    comporterebbe probabilmente una reiterazione del dumping causa del pregiudizio
    nel caso in cui l'esportatore decidesse di utilizzare il suo stabilimento giapponese
    quale fonte delle sue esportazioni verso la Comunità. Alla luce della competitività
    sui prezzi del mercato e della strategia utilizzata dall'esportatore per evitare il dazio
    antidumping oggetto del riesame, una simile decisione non sembra improbabile.
                                             26
 ---pagebreak---                         G. INTKRESSK DELLA COMUNITÀ
                                 /. Industria comunitaria
84. L'industria comunitaria subisce da quasi dieci anni gli effetti delle importazioni a
    basso prezzo e oggetto di dumping di accendini a pietra focaia usa e getta.
    L'obiettivo del dazio definitivo oggetto del riesame - ristabilire un'equa
    concorrenza nel mercato comunitario tra i produttori comunitari e le loro
    controparti esportatrici di paesi terzi - non è stato pienamente raggiunto come
    indicano i successivi sviluppi: la stessa Tokai ha aperto uno stabilimento di
    produzione in Messico e ha iniziato ad esportare di li nella Comunità europea a
    prezzi di dumping, mentre altri paesi terzi - più specificamente la Cina, le filippine
    e la Tailandia - hanno fatto a loro volta ricorso a pratiche di dumping. L'industria
    comunitaria non ha potuto così riprendersi del tutto, nonostante gli sforzi compiuti
    per ridurre i costi e beneficiare di economie di scala.
85. L'industria comunitaria comprende due gruppi multinazionali che vendono vari
    prodotti oltre agli accendini a pietra focaia usa e getta e un produttore relativamente
    piccolo, che combina la produzione di accendini a pietra focaia usa e getta con una
    società commerciale.
86. Negli ultimi anni l'industria comunitaria ha compiuto notevoli sforzi per aumentare
    la sua produttività, cercando di ridurre al minimo i costi di produzione e di
    aumentare la propria competitività in questo mercato sensibile ai prezzi. Sono slati
    attuati  programmi      di    razionalizzazione:  i due     gruppi   produttori   hanno
    razionalizzato il loro processo di produzione e adeguato le loro strutture, mentre gli
    sforzi del terzo produttore si sono concentrati sulla realizzazione di economie di
    scala. Dato però che le vendite all'esportazione sono cresciute molto più
    rapidamente delle vendite nella Comunità e che rappresentano più della metà delle
    vendite dei produttori comunitari, gli investimenti in capacità produttiva sono stati
    compiuti soprattutto allo scopo di approvvigionare mercati diversi da quello
    comunitario.
                                              27
 ---pagebreak--- 87. Sebbene non si siano verificate chiusure di stabilimenti, ciò sembra dovuto a
    un'impostazione strategica dei produttori interessati, sostenuta dall'esistenza di
    misure antidumping relative agli accendini a pietra focaia usa e getta e allo
    sviluppo delle loro vendite all'esportazione. A questo proposito, si noti che tutti e
    tre i produttori hanno attività remunerative in altri settori, che forniscono risorse
    finanziarie sufficienti per mantenere per qualche tempo i loro stabilimenti di
    produzione di accendini a pietra focaia usa e getta. Non si può escludere, però, che
    gli effetti della cessazione di una misura antidumping possano portare alla chiusura
    di qualche stabilimento di produzione.
88. Alla luce di quanto sopra, l'efficacia delle misure della Comunità volte a ristabilire
    condizioni di mercato eque ed aperte e a difendere l'industria comunitaria da una
    pratica commerciale sleale è in pericolo. Anche a prescindere da questo importante
    aspetto, poi, se si lasciassero scadere le misure antidumping e di conseguenza si
    verificasse un dumping causa di pregiudizio di grandi quantitativi di accendini a
    pietra focaia usa e getta originari del Giappone ci sarebbe un grave rischio che i
    produttori comunitari abbandonassero la produzione in uno o più stabilimenti.
    Questo potrebbe avere ripercussioni negative per alcune, se non per tutte, le regioni
    della Comunità in cui si trovano gli stabilimenti.
                                      2. Importatori
89. Poiché l'esportatore non ha dichiarato alcuna vendila diretta a parti non collegate
    nella Comunità europea e non è stata ricevuta alcuna reazione da alcun importatore
    dopo la pubblicazione dell'avviso di apertura, non si sono potuti individuare
    importatori non collegati di accendini della Tokai originari del Giappone.
                                            28
 ---pagebreak--- 90. Per quanto riguarda la sussidiaria della Tokai in Germania, che è l'unico
    importatore di accendini a pietra focaia usa e getta originari del Giappone, si noti
    che tale società occupava un numero molto limitato di persone rispetto all'industria
    comunitaria. L probabile dunque che l'incidenza del mantenimenta della misura
    oggetto del riesame su tale importatore sia minima.
                                     3. Consumatori
91. Nell'inchiesta originale gli importatori hanno sostenuto che le misure antidumping
    relative agli accendini a pietra focaia usa e getta avrebbero danneggiato gli interessi
    dei consumatori. Nella presente inchiesta, tuttavia, non sono state ricevute
    osservazioni di associazioni di consumatori, né vi è altro motivo di credere che si
    sia verificato un cambiamento delle circostanze che possa invalidare le
    argomentazioni utilizzate nelle inchieste precedenti per confutare tale tesi.
92. Si è concluso dunque che generalmente le importazioni a basso prezzo vanno a
    vantaggio degli importatori, più che dei consumatori, e che l'interesse a lungo
    termine dei consumatori è che sia loro offerta una vasta gamma di prodotti a prezzi
    di mercato equi (anziché estremamente bassi). Inoltre, dato che gli accendini a
    pietra focaia usa e getta sono prodotti poco costosi anche quando non sono venduti
    a prezzi di dumping e non costituiscono quindi una quota consistente delle spese
    globali di alcun consumatore, è improbabile che i consumatori evitino di comprare
    questo prodotto anche in presenza di un certo aumento del livello assoluto dei
     prezzi.
                                      4. Conclusioni
93. Alla luce di quanto sopra, non sono emersi motivi convincenti per non adottare
    misure. Si è pertanto concluso che è interesse della Comunità mantenere la misura
     antidumping relativa agli accendini a pietra focaia usa e getta originari del
     Giappone per evitare il ripetersi del pregiudizio grave per l'industria comunitaria
     provocato dalle importazioni dal Giappone oggetto di dumping.
                                             29
 ---pagebreak---                               H. M I S U R I : n i l IINMIVL
                                  /. Livello delle misure
94. Poiché nel periodo dell'inchiesta è stato venduto sul mercato comunitario solo un
    quantitativo molto modesto di accendini originari del Giappone, la loro quota di
    mercato è stata molto piccola e il pregiudizio provocato da tali importazioni è
    considerato quindi trascurabile, o comunque non grave. Di conseguenza, e
    nonostante il margine di dumping sia considerevolmente aumentato, si ritiene che i
    dati relativi al dumping e al pregiudizio nel periodo dell'inchiesta non costituiscano
    una base attendibile per un adeguamento che aumenti il dazio antidumping.
95. Si è tuttavia accertalo che il dumping era continuato dopo l'istituzione delle misure
    antidumping, che la capacità inutilizzala dell'esportatore nel periodo dell'inchiesta
    era considerevole e che, essendoci un impegno relativo ai prezzi applicabile alla
    sussidiaria messicana dell'esportatore, se scadessero le misure in vigore non si
    potrebbe escludere una decisione di tornare a utilizzare la produzione giapponese
    per approvvigionare il mercato comunitario.
96. Si è anche accertato che, anche dopo l'istituzione del dazio, i prezzi praticati nel
    periodo dell'inchiesta sottoquotavano quelli dell'industria comunitaria. Se si
    vendessero sul mercato comunitario quantitativi significativi di accendini a pietra
    focaia usa e getla originari del Giappone a prezzi simili, si ritiene che l'industria
    comunitaria subirebbe probabilmente un pregiudizio grave per l'effetto della
    depressione dei prezzi sul mercato comunitario e di una perdita di vendite che
    potrebbe senz'altro essere più che proporzionale.
                                               30
 ---pagebreak--- 97.   Data la situazione, si è stabilito che è probabile un ripetersi del dumping causa del
      pregiudizio e si ritiene che la misura attualmente in vigore dovrebbe essere
      mantenuta per prevenire un dumping che provocherebbe un pregiudizio grave
      all'industria comunitaria.
                                        2. Dazio residuo
98.   Poiché la Tokai Corporation è l'unico produttore esportatore giapponese che ha
      collaborato, le cui esportazioni nella Comunità rappresentavano nel periodo
      dell'inchiesta una notevole proporzione del totale delle esportazioni di accendini a
      pietra focaia usa e getta dal Giappone, si ritiene opportuno fissare il dazio per
      eventuali imprese che non hanno collaborato, di cui al momento non si ha notizia,
      al livello del dazio fissato per tale produttore.
                                    3. Durata delle misure
99.   Poiché il riesame si è protratto più a lungo del consueto, la durata della misura
      mantenuta dovrebbe essere fissata, in questo caso specifico, in modo tale da
      mantenere l'equilibrio Ira i diritti e gli obblighi di tutte le parti che hanno
      collaborato. Dato che la durala dell'inchiesta è andata a discapito dell'esportatore in
      quanto la misura è rimasta in vigore per un periodo aggiuntivo di quasi un anno, la
      durata dovrebbe essere di quattro anni anziché di cinque anni, come sarebbe stato
      altrimenti.
                                         4. Conclusioni
 100. Alla luce dei fatti e delle considerazioni di cui sopra, si ritiene opportuno che la
       misura antidumping relativa alle importazioni di accendini a pietra focaia usa e
       getta originari del Giappone sia mantenuta all'aliquota di dazio attualmente in
       vigore per un periodo di quattro anni. Il nuovo dazio dovrebbe essere pertanto pari
       al 35,7%.
                                                31
 ---pagebreak---                                I. DISPOSIZIONI FINALI
101. A tutte le parti interessate che hanno collaborato all'inchiesta, ai denunziarti,
      all'esportatore e al governo giapponese sono stati comunicati per iscritto i fatti e le
      considerazioni essenziali in base ai quali la Commissione intendeva raccomandare
      il mantenimento della misura definitiva.
102. I produttori denunziatiti non hanno presentato alcuna osservazione scritta e
      l'esportatore ha presentato osservazioni di carattere generale che non giustificavano
      una modifica delle conclusioni sottoposte alla sua attenzione.
103. Per chiarezza, si dovrebbero adottare disposizioni per emendare il regolamento dei
      dazi definitivi, dato che il dazio antidumping sulle importazioni originarie della
      Repubblica di Corea è scaduto e il presente regolamento istituisce un dazio
      antidumping definitivo sulle importazioni originarie del Giappone,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                           Articolo l
1. lì istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accendini tascabili a
   pietra focaia e a gas non ricaricabili di cui al codice NC ex 9613 10 00 (codice
   TARIC 9613 10 00*10) originari del Giappone.
2. L'aliquota di dazio applicabile al prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio
   non corrisposto, è pari al 35,7%.
3. Salvo diversa disposizione, si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi
   doganali.
                                             32
 ---pagebreak---                                                    Articolo 2
        Il regolamento (CEE) n. 3433/91 è così modificato:
    i.         Al termine dell'articolo I, paragrafo 1, le parole "originari del Giappone, della
        Repubblica popolare cinese e della Repubblica di Corea" sono sostituite dalle parole
        "originari della Repubblica popolare cinese".
    ii.        Il testo dell'articolo 1, paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:
                   "2. Il dazio ammonta a 0,065 ECU per accendino."
                                                   Articolo 3
         1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione
            nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
        2. Il presente regolamento rimane in vigore per quattro anni, fermo restando che,
            qualora alla scadenza di tale periodo sia in corso un riesame della misura, esso
            rimane in vigore sino al termine del riesame.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stali membri.
Latto a Bruxelles,                           1998.
        Per il Consiglio
        Il presidente
                                                     33
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                  ISSN 0254a 505
                                                             COM(98) 619 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                               02  11 10
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-605-IT-C
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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