CELEX: 31990D0221
Language: it
Date: 1990-04-23 00:00:00
Title: 90/221/EURATOM, CEE: DECISIONE DEL CONSIGLIO, DEL 23 APRILE 1990, CONCERNENTE IL PROGRAMMA QUADRO DELLE AZIONI COMUNITARIE DI RICERCA E DI SVILUPPO TECNOLOGICO ( 1990-1994 )

Avis juridique important

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31990D0221

90/221/EURATOM, CEE: DECISIONE DEL CONSIGLIO, DEL 23 APRILE 1990, CONCERNENTE IL PROGRAMMA QUADRO DELLE AZIONI COMUNITARIE DI RICERCA E DI SVILUPPO TECNOLOGICO ( 1990-1994 )  

Gazzetta ufficiale n. L 117 del 08/05/1990 pag. 0028 - 0043

DECISIONE DEL CONSIGLIOdel 23 aprile 1990concernente il programma quadro delle azioni comunitarie  di ricerca e di sviluppo tecnologico (1990-1994)(90/221/Euratom, CEE)IL CONSIGLIO  DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 130 Q,  paragrafo 1, visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare  l'articolo 7, vista la proposta della Commissione (1), visto il parere del Parlamento europeo (2), visto il parere del Comitato economico e sociale (3), considerando che l'atto unico europeo ha inserito nel trattato CEE un titolo VI (articoli da 130 F  a 130 Q); che le disposizioni contenute in tale titolo costituiscono la nuova base giuridica delle  azioni comunitarie nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico; che, in particolare,  l'articolo 130 F del trattato CEE assegna alla Comunità l'obiettivo di rafforzare le basi  scientifiche e tecnologiche dell'industria europea e di favorire lo sviluppo della sua  competitività internazionale; considerando che è necessario che la Comunità incoraggi le imprese, comprese le piccole e medie  imprese, i centri di ricerca e le università nei loro sforzi di ricerca e di sviluppo tecnologico e  che a tal fine sostenga i loro sforzi di cooperazione reciproca con azioni appropriate; considerando che si ammette che le piccole e medie imprese siano in grado di contribuire  notevolmente al processo innovativo e che esse dovrebbero svolgere una funzione importante  nell'attuazione delle azioni comunitarie di ricerca e sviluppo tecnologico, contribuendo in tal  modo a migliorare la competitività dell'industria su basi più vaste; che pertanto bisognerebbe  riservare una particolare attenzione alle specifiche esigenze di tali imprese per incoraggiarne  l'accesso all'informazione, l'effettiva partecipazione ai programmi comunitari e l'attitudine a  utilizzare i risultati della ricerca comunitaria; considerando che l'articolo 130 I del trattato CEE dispone che l'insieme delle azioni  comunitarie di cui all'articolo 130 G del trattato CEE viene ripreso in un programma quadro  pluriennale; considerando che, dopo un primo programma quadro 1984-1987, un secondo programma quadro 1987-1991 è  stato approvato con la decisione 87/516/Euratom, CEE (4), modificata dalla decisione 88/193/CEE,  Euratom (5), e che l'attuazione di detto programma è in corso; che occorre prevedere la possibilità  di proseguire tale attuazione per i programmi specifici che non sono stati ancora adottati, anche  dopo l'adozione del terzo programma quadro 1990-1994; considerando che la Commissione ha presentato il 13 giugno 1989 una comunicazione relativa a «un  quadro per le azioni comunitarie di ricerca e sviluppo tecnologico negli anni Novanta»; considerando inoltre che, in applicazione dell'articolo 4 della decisione 87/516/Euratom, CEE, la  Commissione ha esaminato e valutato lo stato di realizzazione del secondo programma quadro, in  particolare sulla base di una relazione di valutazione preparata da un gruppo di esperti  indipendenti; considerando che a causa del rapido evolversi dello sviluppo tecnologico, delle nuove sfide  economiche che la Comunità deve affrontare, dell'accresciuta concorrenza a livello mondiale e  dell'esigenza di garantire prospettive oltre il 1992, l'azione comunitaria nel campo della ricerca  e dello sviluppo tecnologico deve essere potenziata e completata; che, alla luce di tali elementi,  si è ritenuto opportuno adottare per il periodo 1990-1994 un nuovo programma quadro impostato  sull'attuale programma quadro 1987-1991; considerando che le azioni della Comunità devono rispondere a un principio di sussidiarietà e che  inoltre le azioni comunitarie nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico devono  presentare un valore aggiunto rispetto alle azioni svolte a livello nazionale e ad altri livelli; considerando che è opportuno concentrare gli sforzi su un numero limitato di azioni che  corrispondano agli obiettivi strategici fissati dal programma quadro; considerando che è necessario promuovere uno sviluppo generale ed equilibrato della Comunità per  rafforzarne la coesione economica e sociale; che l'attuazione delle politiche comuni della Comunità  e la sua strategia di ricerca e sviluppo tecnologico contribuiranno a tale obiettivo; che il  programma quadro comunitario dovrebbe svolgere un suo ruolo, unitamente ad altri strumenti  comunitari, nel contribuire al rafforzamento dell'infrastruttura e del potenziale scientifico e  tecnologico in tutto il territorio della Comunità; considerando che le caratteristiche dell'evoluzione tecnologica impongono l'esecuzione di uno  spettro continuo di azioni, connesse tra loro in modo iterativo, che va dalla ricerca fondamentale  fino alla dimostrazione delle applicazioni di nuove tecnologie; considerando tuttavia che l'aspetto  preconcorrenziale deve continuare ad avere un carattere centrale e preminente tra le azioni  comunitarie di ricerca e di sviluppo tecnologico; considerando che la dimensione prenormativa di cui all'articolo 130 F del trattato CEE potrebbe  permettere alle azioni comunitarie di ricerca e di sviluppo tecnologico di costituire le basi  scientifiche e tecniche necessarie per l'elaborazione di norme e standard adeguati; che tale  approccio contribuirà a facilitare il compito della Comunità per far fronte alle sue maggiori  responsabilità connesse con la realizzazione del mercato unico in altri settori come l'ambiente, la  sicurezza e la salute; considerando che il Centro comune di ricerca è chiamato a contribuire all'attuazione del programma  quadro, segnatamente nei settori in cui può offrire una competenza neutrale ed indipendente di cui  beneficino tutte le politiche comunitarie; considerando che la divulgazione e la valorizzazione dei risultati delle azioni di ricerca e di  sviluppo tecnologico sono un elemento indispensabile del processo innovativo, in particolare per le  piccole e medie imprese, e che per tale motivo, da un lato, ogni programma specifico deve precisare  le modalità di tale divulgazione e, dall'altro, deve essere prevista un'azione centralizzata di  divulgazione e di valorizzazione dei risultati della ricerca; considerando che è opportuno dare vita ad una nuova iniziativa che incrementi la mobilità e la  formazione dei giovani ricercatori a livello universitario e postuniversitario, sfruttando in  particolare reti che comprendano i laboratori e le squadre di ricerca sia pubblici che privati  degli Stati membri distribuiti in tutta la Comunità; considerando che l'attuazione del programma quadro è fatta mediante programmi specifici e può anche  essere fatta mediante programmi complementari ai sensi dell'articolo 130 L, partecipazione ai sensi  dell'articolo 130 M del trattato CEE, cooperazioni con paesi terzi o organizzazioni internazionali  ai sensi dell'articolo 130 N o può assumere la forma di imprese comuni o altre strutture ai sensi  dell'articolo 130 O del trattato CEE; considerando che è opportuno, mediante la scelta di strumenti appropriati, conformemente agli  articoli 130 M e N del trattato CEE, promuovere relazioni complementari tra l'azione della Comunità  e i progetti EUREKA che rientrano nella continuazione della strategia comunitaria in materia di  ricerca e sviluppo tecnologico; considerando la disponibilità della Comunità a cooperare in modo reciprocamente vantaggioso con i  paesi terzi, in particolare con quelli che hanno concluso accordi quadro con la Comunità; considerando l'accresciuto contributo delle azioni della cooperazione europea nel settore della  ricerca scientifica e tecnica (COST) all'attuazione del programma quadro, e il ruolo specifico e  complementare di tali azioni, in quanto incoraggiano la cooperazione scientifica e tecnica tra la  Comunità e i membri del COST mediante progetti multilaterali in materia di ricerca; considerando che è opportuno procedere, ai sensi dell'articolo 130 I, paragrafo 1 del trattato CEE  ad una stimadell'importo dei mezzi finanziari comunitari ritenuto necessario per la realizzazione  delle azioni di ricerca e di sviluppo previste; che tale importo rientra nelle prospettive  finanziarie dell'accordo interistituzionale del 29 giugno 1988 per il periodo 1990-1992; considerando che, per quanto riguarda l'attuazione del programma quadro nel 1993 e 1994, è  opportuno prevedere un importo ritenuto necessario e garantire la continuità delle attività di  ricerca; considerando che il comitato della ricerca scientifica e tecnica (CREST) è stato consultato; considerando che il comitato scientifico e tecnico di cui all'articolo 7 del trattato CEEA,  consultato dalla Commissione, ha comunicato il proprio parere, DECIDE: Articolo 11.  Il presente programma quadro per azioni comunitarie di ricerca e  di sviluppo tecnologico, in appresso denominato «terzo programma quadro» riguarda il periodo  1990-1994. La presente decisione lascia impregiudicate le decisioni adottate per attuare la  decisione 87/516/Euratom, CEE relativa al programma quadro 1987-1991. Si possono adottare le  decisioni ancora necessarie per integrare l'attuazione della decisione 87/516/Euratom, CEE. 2.  Il terzo programma quadro prevede la realizzazione delle azioni seguenti: - Tecnologie diffusive: 1.  Tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni. 2.  Tecnologie industriali e tecnologie di materiali. - Gestione delle risorse naturali: 3.  Ambiente. 4.  Scienze e tecnologie della vita. 5.  Energia. - Valorizazione delle risorse intellettuali: 6.  Capitale umano e mobilità. 3.  Fatto salvo l'importo di 3 125 milioni di ecu stimato necessario per il programma quadro  1987-1991 e che potrà essere iscritto nel bilancio a decorrere dal 1990, l'importo ritenuto  necessario per la partecipazione finanziaria della Comunità al programma complessivo ammonta a 5  700 milioni di ecu, di cui 2 500 milioni di ecu per il 1990, 1991 e 1992 e 3 200 milioni di ecu per  il 1993 e 1994. 4.  Quest'ultimo importo è destinato al finanziamento nel 1993 e 1994 delle azioni impegnate nel  periodo 1990-1992. Se tale importo è contemplato dalle prospettive finanziarie eventualmente  stabilite per il 1993 e 1994, esso si considera confermato. In tutti gli altri casi il Consiglio,  quanto prima e in conformità dell'articolo 130 Q, paragrafo 1 del trattato CEE, dovrebbe prendere  le decisioni ritenute necessarie per garantire la continuità del presente programma quadro. 5.  La ripartizione dell'importo ritenuto necessario, per il periodo 1990-1994, tra le sei azioni  previste dal paragrafo 2, è fissata nell'allegato I. 6.  Le azioni previste dal paragrafo 2 nonché i loro obiettivi scientifici e tecnici sono descritti  nell'allegato II. 7.  I criteri di selezione applicabili nell'attuazione del programma quadro vengono fissati  nell'allegato III. Articolo 21.  Il terzo programma quadro viene attuato mediante programmi specifici, conformemente  agli articoli 130 K e 130 P del trattato CEE. Per le attività relative al trattato CEEA, i  programmi sono adottati in conformità dell'articolo 7 del trattato suddetto. Ogni programma rientra  in una delle azioni di cui all'articolo 1, paragrafo 2. 2.  Tale attuazione può altresì dar luogo, ove occorra, a programmi complementari ai sensi  dell'articolo 130 L del trattato CEE, a partecipazioni ai sensi dell'articolo 130 M del trattato  CEE, a cooperazioni ai sensi dell'articolo 130 N del trattato CEE, a imprese comuni o a qualsiasi  altra struttura ai sensi dell'articolo 130 O del trattato CEE. In tal caso, la decisione sarà presa  dal Consiglio, in conformità delle norme del trattato. 3.  Qualora una decisione venga adottata in applicazione dell'articolo 1, paragrafo 4, i vari  programmi specifici o le altre decisioni formeranno oggetto di un adeguamento per tenere conto di  detta decisione. 4.  Ciascun programma specifico fissa i propri obiettivi precisi e prevede una valutazione dei  risultati ottenuti in funzione degli obiettivi stessi e dei criteri dell'allegato III tra i quali  figura quello del contributo al rafforzamento della coesione economica e sociale della Comunità. Articolo 3Le modalità della partecipazione finanziaria delle Comunità all'insieme del terzo  programma quadro sono quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale  delle Comunità europee. I tassi di partecipazione finanziaria della Comunità sono specificati nell'allegato IV. Articolo 4Le attività di diffusione delle conoscenze e di valorizzazione dei risultati dei  programmi specifici e dei programmi complementari, descritte all'allegato II, sono realizzate nei  programmi specifici e complementari, da un lato, e mediante un'azione centralizzata, dall'altro. L'importo ritenuto necessario per l'azione centralizzata sopra menzionata è pari a 57 milioni di  ecu, come indicato nell'allegato I. Le modalità di diffusione e di valorizzazione delle conoscenze, in particolare la definizione  dell'attuazione dell'azione centralizzata, formeranno oggetto di una decisione del Consiglio. Articolo 5Nel corso del terzo anno di esecuzione del terzo programma quadro, la Commissione ne  esamina lo stato di avanzamento tenendo conto dei criteri dettagliati di cui all'allegato III. Essa  valuta inoltre se gli obiettivi, le priorità, le azioni previste ed i mezzi finanziari sono ancora  adeguati all'evoluzione della situazione. Essa procede inoltre alla valutazione dell'insieme dei  programmi specifici attuati nel quadro della decisione 87/516/Euratom, CEE. Essa comunica al  Consiglio i risultati di questi esami e di detta valutazione con le eventuali osservazioni. Dopo l'esame di tale comunicazione da parte del Consiglio, la Commissione gli presenta le proposte  di decisione necessarie. Alla fine dell'attuazione del terzo programma quadro, la Commissione procede ad una nuova  valutazione dello stesso. Fatto a Lussemburgo, addì 23 aprile 1990. Per il ConsiglioIl PresidenteA. REYNOLDS(1) GU n. C 243 del 23. 9. 1989,  pag. 4. (2) GU n. C 15 del 22. 1. 1990, pag. 356. (3) GU n. C 56 del 7. 3. 1990, pag. 34. (4) GU n. L 302 del 24. 10. 1987, pag. 1. (5) GU n. L 89 del 6. 4. 1988, pag. 35.  ALLEGATO I   RIPARTIZIONE DEI FONDI RITENUTI NECESSARI PER L'ATTUAZIONE DELLE VARIE  AZIONI PREVISTE >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO II LE AZIONI Il terzo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico  (1990-1994) definisce gli obiettivi atti a dare in questi cinque anni un impulso innovativo  all'azione comunitaria. I programmi specifici del secondo programma quadro (1987-1991) vengono  mantenuti. Il terzo programma quadro potrà apportare loro i necessari elementi di continuità. La selezione dei grandi orientamenti di questo terzo programma quadro risponde a sei preoccupazioni  principali: - migliorare la competitività industriale mantenendo nel contempo il carattere preconcorrenziale  delle azioni comunitarie; - far fronte alle sfide connesse alla realizzazione del mercato unico in materia di norme e  standard, rafforzando la ricerca prenormativa; - modificare l'atteggiamento degli operatori industriali orientandolo maggiormente verso le  iniziative transnazionali; - infondere una dimensione europea nella formazione del personale addetto alla ricerca scientifica  e allo sviluppo tecnologico; - accrescere la coesione economica e sociale assicurando nel contempo l'eccellenza scientifica e  tecnica dei progetti di ricerca; - tenere conto della tutela dell'ambiente e della qualità della vita. La scelta degli obiettivi scientifici e tecnici è basata fra l'altro sul principio del valore  aggiunto comunitario e della sussidiarietà. In tal senso assumono un valore accresciuto i criteri  stabiliti per il precedente programma quadro, riportati nell'allegato III; essi saranno presi in  considerazione nella valutazione delle diverse attività. La consultazione degli organi rappresentativi scientifici, tecnici e industriali della Comunità  sarà rafforzata. Per i programmi di carattere industriale l'accento sarà posto sulla ricerca e lo sviluppo  tecnologico di tipo preconcorrenziale. L'obiettivo più importante sarà quello di contribuire al  rafforzamento delle basi tecnologiche per lo sviluppo di standard atti a promuovere la  realizzazione del grande mercato unico, consentendo in tal modo all'industria di investire nella  progettazione di prodotti muovendo da standard comuni. Il trasferimento di tecnologia volto ad  incentivare il ricorso a nuove tecnologie assumerà un'importanza particolare e comprenderà taluni  progetti dimostrativi relativi, in particolare, all'utilizzazione di detti standard. Lo sviluppo di  prodotti non sarà finanziato. La principale modalità di applicazione dei programmi specifici continua ad essere la formula delle  azioni a compartecipazione finanziaria, senza che sia esclusa la possibilità di tassi di sostegno  modulati. Qualora prevalga l'elemento di coordinamento delle azioni di ricerca svolte a livello  nazionale, si farà ricorso all'azione concertata. Le altre modalità di attuazione previste nel  trattato potranno essere utilizzate in particolare per stabilire o rafforzare legami con progetti  EUREKA a lungo termine rispondenti ai criteri delle azioni comunitarie. Il Centro comune di ricerca partecipa all'esecuzione del programma quadro nei settori in cui  dispone delle necessarie competenze. Si tratta in particolare delle tecnologie industriali e dei  materiali, delle ricerche di tipo prenormativo, della sicurezza nucleare (fissione e fusione),  della prospettiva tecnologica, dell'ambiente e dei rischi industriali. Le capacità di ricerca, di sviluppo e di innovazione delle piccole e medie imprese, degli istituti  di istruzione superiore e dei centri di ricerca saranno oggetto di costante attenzione e le loro  azioni di associazione saranno incoraggiate. Si cercherà in particolare di favorire l'accesso delle  piccole e medie imprese ai programmi comunitari. Si porrà altresì l'accento, nelle diverse linee d'azione, sulla ricerca di base orientata, ovunque  ciò si riveli necessario. Il Consiglio definisce le modalità di divulgazione delle conoscenze risultanti dai programmi  specifici e dalle altre modalità di attuazione del programma quadro. All'interno di questo contesto  giuridico, le attività di divulgazione devono essere svolte in modo coerente e coordinato; ciò  presuppone, da un lato, un livello centrale di gestione, dall'altro un'autonomia d'azione dei  programmi specifici che consenta di organizzare un livello di divulgazione specializzata. In  entrambi i casi, tali attività possono essere assicurate, in particolare, mediante pubblicazioni o  in modo informatizzato secondo norme e protocolli comuni. L'attività di divulgazione verte inoltre sulle informazioni relative ai programmi e azioni  comunitarie, al fine di agevolare l'accesso all'informazione delle piccole e medie imprese, nonché  dei laboratori di ricerca privati e pubblici. In questo stesso spirito, saranno incoraggiati la  creazione o l'ampliamento delle attività di centri che colleghino la divulgazione e la  valorizzazione dei risultati a livello nazionale e regionale. Quanto alla valorizzazione dei risultati, se è chiaro che essa dipende in primo luogo dalla  responsabilità delle imprese e dei laboratori, essa richiede in alcuni casi un'azione comunitaria  concertata con gli operatori interessati e le autorità pubbliche o private competenti a livello  nazionale o regionale (tra cui, segnatamente, i centri di collegamento precitati) allo scopo di  tutelare alcuni risultati e di assicurare al meglio il trasferimento delle innovazioni. Sia per la divulgazione delle conoscenze che per la valorizzazione dei risultati è necessario  precisare o definire le norme riguardanti la proprietà intellettuale e industriale e lo  sfruttamento dei risultati all'interno della Comunità, nonché rispettarle. Oltre alle attività di valutazione specifiche dei diversi programmi, saranno inoltre svolti  permanentemente, in collegamento con gli Stati membri, lavori sulla metodologia della valutazione,  la prospettiva e l'analisi strategica, allo scopo di migliorare l'efficacia della ricerca  comunitaria. Nei paragrafi seguenti vengono illustrati gli aspetti strategici del programma quadro 1990-1994,  nello stretto rispetto del carattere orientativo attribuito dal trattato al programma quadro. III.  TECNOLOGIE DIFFUSIVE1.  Tecnologie dell'informazione e della comunicazioneLo sviluppo delle  relazioni tra le tecnologie dell'informazione e quelle della comunicazione, l'accresciuta esigenza  degli utenti di disporre di sistemi normalizzati e delle reti di servizi transeuropee per  contribuire all'unificazione dello spazio europeo, nonché il rafforzamento delle basi scientifiche  e tecnologiche richiedono che i lavori in materia di tecnologie dell'informazione e delle  comunicazioni siano orientati secondo tre linee principali. Un obiettivo fondamentale è quello di  pervenire a norme aperte che consentano di migliorare l'integrazione dei sistemi avanzati nelle  reti. In tutti i settori interessati si incoraggerà la partecipazione attiva degli utenti e delle  piccole e medie imprese, nonché il trasferimento di tecnologia a loro favore. A.  Tecnologia dell'informazionePur provvedendo a che il complesso dei lavori relativi alle  tecnologie dell'informazione resti centrato sul settore preconcorrenziale, si porrà l'accento, da  un lato, sulle attività dimostrative, per elaborare e convalidare delle norme nonché per integrare  delle tecnologie, e, dall'altro, sulla ricerca di base, in particolare nei settori che hanno un  sostanziale potenziale d'impatto sull'innovazione industriale, quali le scienze cognitive. Inoltre,  le azioni sui temi affrontati nel programma ESPRIT saranno orientati verso le nuove generazioni di  tecnologie. In generale, saranno rispettati gli equilibri tra i diversi settori tecnologici di base  definiti in ESPRIT II (compresa la microelettronica). Le diverse azioni previste possono articolarsi intorno a quattro grandi temi essenziali che  comprendono elementi di continuità, ma presentano anche innovazioni rispetto alle precedenti  ricerche. a)  MicroelettronicaL'obiettivo è quello di contribuire, mediante attività di ricerca e sviluppo  tecnologico preconcorrenziali, al potenziamento della base tecnologica europea in materia di  semiconduttori, su cui possono fondarsi un potenziale europeo di fabbricazione di prodotti avanzati  e le tecnologie per il trattamento dei componenti. Tali lavori riguarderanno anche i circuiti  integrati per applicazioni specifiche (ASIC), i circuiti multifunzione, i circuiti ad alta  velocità, l'optoelettronica, i circuiti di potenza avanzati (smart power), le attrezzature e i  materiali nuovi per circuiti integrati e in collegamento con altre iniziative della Comunità, come  JESSI, le tecnologie relative al silicio submicronico. La ricerca e lo sviluppo su strumenti di progettazione assistita da elaboratori avanzati e  normalizzati per i circuiti integrati saranno inoltre condotti prestando particolare attenzione  alle esigenze degli utenti. Tali azioni saranno organizzate in modo da associare utenti e produttori, incoraggiando e  assicurando l'ampia partecipazione degli operatori della Comunità nel suo insieme, a vantaggio di  tutti. b)  Sistemi di trattamento dell'informazione e softwareLa rapida evoluzione di tale settore impone  di orientare le ricerche verso le architetture parallele, i sistemi a base di conoscenza, i posti  di lavoro, gli host e i sistemi distribuiti e in tempo reale. Gli strumenti e i metodi necessari  per aumentare la produttività del software e l'integrazione dei sistemi continueranno ad essere  sviluppati. Si metterà l'accento sull'intercambiabilità del software, la riutilizzabilità e la progettazione di  moduli normalizzati, nonché sulla ricerca prenormativa. Si farà in modo inoltre che l'industria  europea e in particolare le piccole e medie imprese possano adottare su grande scala software  normalizzati e utilizzare le migliori pratiche nel settore degli strumenti, metodi e ambienti di  programmazione, tenuto conto delle attività nazionali in questo settore. c)Sistemi avanzati di burotica ed unità perifericheL'obiettivo principale sarà quello di  costruire, sulla base della competenza tecnologica europea, architetture migliorate, pacchetti  applicativi ed altri componenti per sistemi, tali da apportare un valore aggiunto ai dispositivi ed  ai sistemi, in particolare quelli fondati sulle norme. I due temi principali sono la ricerca e lo sviluppo nell'ingegneria del software per sempre  maggiori applicazioni selettive basate su norme aperte e l'integrazione di sistemi sofisticati di  informazione e di interfacce. Tra i settori in questione si possono citare i sistemi di  informazione adattati ai terminali mobili, i lavori in collaborazione (groupware), l'automazione  domestica e gli edifici intelligenti, nonché i sistemi informatici integrati per l'impresa. In questo contesto, le unità periferiche assumono un'importanza accresciuta. L'obiettivo dei lavori  di ricerca e sviluppo è quello di rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche di nuove  generazioni di unità periferiche affidabili, a prezzo contenuto e che possano essere prodotte in  grande quantità, senza arrivare allo sviluppo di prodotti. Ciò richiede il ricorso non solo a  tecnologie di base che si collochino al più alto livello delle conoscenze disponibili, ma anche a  nuovi metodi generici di fabbricazione. L'azione dovrà condurre a nuovi dispositivi di input-output  e a sistemi di memorizzazione. d)Informatica applicata alla produzione e applicazione delle tecnologie dell'informazione  all'ingegneria industrialeL'obiettivo è quello di fornire, mediante attività di ricerca e sviluppo  tecnologico preconcorrenziali, le basi per sistemi aperti, multiposto e multivenditori. I lavori  riguarderanno i sistemi di pianificazione e programmazione, il controllo della fabbricazione, i  sistemi di ingegneria assistita da elaboratore, la robotica e le tecnologie per il controllo  qualità. I settori interessati sono quelli della fabbricazione discontinua, continua e a lotti,  dell'assemblaggio flessibile e della produzione di massa. Le attività di trasferimento di  tecnologie comprenderanno alcuni progetti dimostrativi nei quali le tecnologie dell'informazione  occupano un posto importante che potranno essere lanciati in ambienti industriali reali che  consentano di convalidare le norme e di promuoverne l'utilizzazione. Tali attività saranno  realizzate in stretta collaborazione con quelle della linea 2. Tale azione contribuirà a meglio integrare nei sistemi avanzati di progettazione e produzione  assistita da elaboratore le esigenze espresse dagli industriali, compresi i problemi di  integrazione, organizzazione e qualificazione del lavoro. B.  Tecnologie delle comunicazioniL'obiettivo principale è quello di consentire alla rete  integrata a banda larga di accogliere i nuovi servizi emergenti, costruiti su norme «aperte»,  facendo in modo che l'utilizzazione dei servizi integrati sia nel contempo flessibile e più  economica. Parallelamente al proseguimento dello sviluppo della rete integrata a banda larga e al  rafforzamento dell'impegno di ricerca sulle comunicazioni ottiche e sulle tecniche di commutazione  sincrone/ asincrone, le nuove attività si orienteranno verso lo sviluppo di reti intelligenti,  affidabili e sicure e di nuovi servizi a valore aggiunto, nel contempo redditizi e rispondenti alle  sempre maggiori esigenze dell'utenza. Tali azioni comprendono uno sforzo comunitario di R& S di  tipo prenormativo in modo da assicurare l'interfunzionalità dei sistemi a partire da norme e  protocolli comuni. Sarà annessa particolare attenzione alla crescente richiesta di servizi di telefonia mobile e  all'integrazione di tali servizi nelle reti. Sono previste le seguenti azioni: - Sviluppo di reti intelligenti che utilizzino le nuove tecniche di trasferimento  dell'informazione, di comunicazione ottica e che possano ricorrere all'intelligenza artificiale.  L'obiettivo è quello di permettere ai sistemi di seconda generazione di sfruttare i progressi  prevedibili nell'informatica. Ciò richiede attività di ricerca e sviluppo tecnologico nei settori  della normalizzazione edei protocolli di interconnessione. Tali lavori dovrebbero tenere conto  dello sviluppo delnuovo ambiente regolamentare europeo in materia di architettura aperta (ONP -  Open Network Provision). - Comunicazione con unità mobili. L'obiettivo è quello di contribuire alla definizione delle norme  necessarie al sistema di terza generazione che dovrebbe apparire verso il 1996 o più in là e  consentire l'utilizzazione di nuove iperfrequenze nei servizi di telecomunicazione con unità  mobili. - Comunicazione mediante immagini: è necessario svolgere attività di ricerca basate sul  trasferimento delle immagini digitali (per esempio la televisione ad alta definizione - HDTV) in  materia di trattamento, memorizzazione e visualizzazione che permettano di integrare l'immagine  nelle comunicazioni multimedia e di sviluppare protocolli e relativi codificatori-decodificatori. - Ingegneria dei servizi: lavori di tipo prenormativo sulle architetture e sui software di  teleservizi di base e di servizi a valore aggiunto migliorati, assicurando in particolare la  facilità di utilizzazione da parte delle piccole e medie imprese e preparando le basi scientifiche  e tecnologiche per lo sviluppo di norme sia per i sistemi sia per i servizi di telecomunicazione. - Esperienze di comunicazioni avanzate. Sarà necessario individuare le caratteristiche e le  funzioni di alcuni servizi tipo avanzati. Tali esperienze di carattere generico, in condizioni  reali, contribuiranno a sviluppare le norme di interconnessione e a verificare la fattibilità di  sistemi integrati di comunicazione in modo da limitare i rischi al momento della successiva  introduzione. - Sicurezza dell'informazione. L'obiettivo è quello di contribuire allo sviluppo di tecniche capaci  di assicurare una sicurezza efficace e pratica che risponda alle esigenze dei servizi di  comunicazione interconnessi o integrati utilizzati dagli operatori economici e dal grande pubblico.  Si richiedono in linea prioritaria attività di ricerca e di sviluppo tecnologico che contribuiscano  alla definizione di norme internazionali e di tecniche di verifica. C. Sviluppo di sistemi telematici nei settori di interesse generaleL'obiettivo generale consiste  nell'assicurare, con ricerche prenormative e con un numero limitato di attività di sviluppo  sperimentale sulla convalida di specifiche funzionali comuni, l'interfunzionalità di sistemi, unità  periferiche e reti telematiche, a livello transeuropeo. Sarà dedicata particolare attenzione alle  considerazioni di qualità, affidabilità, sicurezza e facilità di utilizzazione dei servizi, così  come alle economie di scala e alla soppressione degli ostacoli agli scambi di informazioni. Le attività saranno svolte in settori corrispondenti sia alle esigenze risultanti  dall'instaurazione del mercato unico europeo sia alle nuove e accresciute richieste di carattere  sociale ed economico, che possono beneficiare dell'utilizzazione dei nuovi mezzi telematici. La realizzazione del grande mercato interno introduce in effetti nuove esigenze in materia di  servizi e di scambio d'informazioni. Nelle relazioni tra le amministrazioni pubbliche si esprimono  nuove richieste ad esempio nei settori dei servizi d'urgenza, della giustizia, dei servizi sociali,  delle statistiche, delle dogane e dell'ambiente. Nei settori di interesse generale predominano i  problemi dei trasporti, della sanità, i problemi relativi ai minorati e agli anziani, i problemi  della formazione, i problemi dei rapporti fra biblioteche, nonché l'accesso alle zone rurali. Per soddisfare queste esigenze è indispensabile un impegno comunitario, in supplemento alle  attività svolte in ambito regionale o nazionale, anche in materia di ricerca e sviluppo  tecnologico. In particolare, alcuni di questi settori sono stati già esaminati nell'ambito di attività  esplorative (AIM, DELTA, DRIVE) o preliminari (indagini sulle esigenze che si registrano nelle aree  rurali e nelle biblioteche). Le attività di ricerca e sviluppo tecnologico previste si avvarranno  delle esperienze e dei risultati di dette attività esplorative. La loro continuità sarà assicurata  affinché non vada perduto il beneficio della comunità di interessi creata. Lo sviluppo completo di tali progetti potrà avvenire solo al di fuori del programma quadro; la  realizzazione e la gestione commerciale delle reti e dei servizi non sono coperte da tali  attività. In ognuno dei due settori sopramenzionati, la facoltà di utilizzazione dei servizi richiede un  continuo sforzo nella ricerca e nell'ingegneria linguistiche. A seguito dei lavori già avviati  nell'ambito del programma EUROTRA è ora necessario incentivare lo sviluppo di sistemi operanti  connessi ai sistemi di informazione e di comunicazione. In tutte queste attività saranno implicati le industrie dell'informazione e delle comunicazioni,  gli operatori di telecomunicazioni, i prestatori di servizi di telecomunicazioni, gli utenti  precursori di comunicazione avanzate. Per i servizi telematici più ancora che altrove, la  dimensione transeuropea è un presupposto per il successo. 2.  Tecnologie industriali e dei materialiL'obiettivo è quello di contribuire a ridare vigore  all'industria manifatturiera europea, rafforzando, mediante lavori di ricerca e sviluppo, la base  scientifica e tecnologica. In tal senso è importante incoraggiare: - la ricerca tecnica fondamentale; - l'integrazione delle nuove tecnologie nelle industrie utilizzatrici; - l'acquisizione delle conoscenze scientifiche e tecniche necessarie all'elaborazione di norme e  codici di buona pratica, facilitando il trasferimento di dette tecnologie; - l'armonizzazione dei metodi di misurazione e di prova. Le tecnologie avanzate richieste riguardano tutto il ciclo di vita dei materiali e sono intese a  ridurre il tempo di passaggio «dalla progettazione al prodotto» nonché a migliorare i procedimenti  di fabbricazione. Nella scelta delle azioni da attuare si terrà conto dell'esperienza acquisita  mediante i programmi e i progetti pilota in corso (BRITE-EURAM, Materie prime, Riciclo e BCR). Tali sviluppi tecnologici saranno accompagnati da considerazioni sulle future esigenze del mercato,  nonché da limitazioni più severe in materia di ambiente e di condizioni di lavoro, pur consentendo  di migliorare la competitività dei produttori e degli utenti europei. La qualità del lavoro e quindi la qualità della produzione sarà migliore se si può garantire che le  tecnologie avranno una dimensione umana. I lavori verteranno dunque sulla ricera e lo sviluppo per  quanto riguarda l'ambiente di lavoro e l'adeguamento costante della qualificazione dei lavoratori  ai mutamenti tecnologici. Si cercheranno nuovi metodi di gestione e di organizzazione per garantire  un buon collegamento tra la tecnologia e il mondo del lavoro. I lavori avviati in uno dei tre suddetti settori saranno connessi agli altri e non saranno quindi  effettuati in modo isolato, ma formeranno oggetto di un'impostazione sistematica. La ricerca sui  nuovi materiali sarà strettamente connessa alla ricerca sui procedimenti di progettazione e di  fabbricazione necessari a un impiego economico dei materiali e alla ricerca prenormativa,  consentendo l'incorporazione di questo tipo di materiali in taluni prodotti e garantendo il  rispetto dell'ambiente. I lavori di ricerca proposti contribuiranno a consolidare e approfondire gli sviluppi tecnologici  realizzati nell'ambito della Comunità, e ad utilizzare le risorse in modo più efficace. Un'azione  particolare sarà compiuta per aiutare le piccole e medie imprese a impegnarsi ulteriormente nelle  ricerche transnazionali, a sviluppare i loro rapporti con altre imprese ed università e a gestire  meglio le loro risorse tecniche. La ricerca nel settore delle misurazioni e prove è necessaria per preparare l'applicazione di norme  di qualità e di metodi di prova armonizzati nonché l'accettazione dei risultati in tutta la  Comunità. Una maggiore collaborazione tra laboratori migliorerà la qualità dei risultati e la loro  accettazione, come esige la realizzazione del mercato unico. Tale impostazione riguarda nel contempo i seguenti settori di attività e le loro interfacce: A.  Materiali - Materie primeSi tratta di contribuire a migliorare il rendimento dei materiali ad  un costo che consenta uno sfruttamento industriale competitivo in una vasta gamma di applicazioni  non limitata a taluni elementi ad alto rendimento. Si tratterà di promuovere un'impostazione  integrata in tutto il ciclo di vita dei materiali, compreso il loro riciclo. Tali attività riguarderanno la ricerca sui materiali avanzati destinati ad applicazioni chiave,  come le matrici metalliche e ceramiche composte, che possono avere notevoli ripercussioni su altri  settori; esse riguarderanno inoltre la ricerca sui materiali tradizionali che hanno una più ampia  applicazione, come l'industria della costruzione, per i quali sono necessari miglioramenti del  ciclo di vita. L'accento verrà posto sulle ricerche che consentono utilizzazioni innovatrici dei materiali, dei  metalli e dei minerali industriali, nonché sulla loro produzione e trasformazione, compresi  l'esplorazione, il recupero e il riciclo. La ricerca fondamentale e lo sfruttamento delle tecnologie emergenti a sviluppo rapido saranno in  tal modo fortemente incoraggiate. Sarà riservata particolare attenzione alla ricerca sui nuovi materiali per migliorare la  comprensione della loro struttura e delle loro proprietà, compreso il ciclo di produzione. B.  Progettazione e produzioneL'obiettivo è di ridurre i tempi di passaggio dalla progettazione al  prodotto e di migliorare i mezzi, i procedimenti e la gestione delle operazioni di progettazione e  di produzione avvalendosi dello stato di avanzamento delle tecnologie generiche interessate. L'accento verrà posto, tra l'altro, sulla qualità, l'affidabilità, il controllo dei prodotti e dei  procedimenti e sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico rese necessarie dall'adattamento  delle tecniche di progettazione e produzione assistita da elaboratore, soprattutto per le piccole e  medie imprese. Si provvederà ad assicurare uno stretto coordinamento tra questa attività e gli  aspetti generici di tali tecniche di progettazione e di produzione di cui alla linea 1. Lo sviluppo delle tecnologie necessarie all'ammodernamento dell'industria europea richiede uno  sforzo di ricerca di base, in particolare nei settori della fisica e della chimica. Nel contempo,  si farà appello anche alle discipline generiche (quali l'elaborazione di modelli matematici,  l'acustica, la dinamica dei fluidi, l'ingegneria dei procedimenti, . . .), nonché ai nuovi sviluppi  tecnologici (in materia, per esempio, di trattamento di superficie, miniaturizzazione,  optomatronica, . . .). C.  Misurazioni e proveL'obiettivo è di giungere, attraverso una migliore armonizzazione dei  metodi di prova, di misurazione e di analisi, all'eliminazione di alcuni ostacoli al commercio nel  grande mercato interno. A tale scopo, saranno avviate azioni transnazionali in quattro settori principali: determinazione  delle basi scientifiche e tecniche dei regolamenti e delle direttive comunitarie in materia di  misurazioni (compresa la valorizzazione dei risultati di ricerca in materia di strumentazione), di  prove o di analisi; risoluzione di problemi relativi a prove settoriali che possono presentarsi al  momento dell'adozione e dell'applicazione di un'impostazione internazionale in materia di  certificazione e di prova; lavori derivanti da un'impostazione coordinata per produrre campioni di  misura adottati ormai a livello comunitario; sostegno allo sviluppo di nuovi metodi di  misurazione. L'elaborazione e l'attuazione in vigore di norme e codici di buona pratica, che sono indispensabili  per soddisfare la domanda del mercato e che richiedono lavori di ricerca e di sviluppo prenormativi  verranno effettuate mediante gli appositi programmi di ricerca e saranno comprese in altre linee di  attività. La flessibilità dei mezzi d'azione sarà particolarmente importante per avviare la ricerca  menzionata in precedenza. Due mezzi importanti per l'attuazione delle proposte saranno: - un'azione di incentivazione tecnologica e di ricerca in comune che estenderà le attuali  iniziative, dispositivo aperto, svincolato da scadenze e da temi obbligati, che verrà istituito per  sostenere progetti tecnici particolarmente innovatori che non possano, a un dato momento, inserirsi  nelle altre azioni. Ciò favorirà in particolare la soluzione di problemi tecnici comuni a gruppi di  piccole e medie imprese che non possiedono impianti di ricerca propri. Questa azione è delimitata  rispetto alle altre parti del programma nel senso che, in linea generale, possono essere prese in  considerazione solo piccole e medie imprese in collegamento eventualmente con centri di ricerca,  allo scopo di aumentare la loro partecipazione ai programmi di ricerca comunitaria. - Pur mantenendo l'impostazione generica adottata in questa linea di azione, saranno esaminati  progetti integrati selettivi in determinati settori in cui deve essere messa in comune una serie di  tecnologie generiche per definire specificazioni funzionali per gli utenti. Questi progetti  prenderanno di mira particolari obiettivi, unendo fornitori e utenti in un'impostazione sistematica  e agevolando la partecipazione delle piccole e medie imprese. Lo sviluppo dei prodotti e la loro  commercializzazione spetteranno alle industrie competenti. Fra i settori da prendere in considerazione e viste le esigenze create dall'attuazione del grande  mercato interno, potrebbe figurare per esempio quello dei trasporti (che potrà costituire oggetto  di attività integrate concernenti, ad esempio, l'industria aeronautica - previa valutazione -,  l'industria automobilistica e l'auto «pulita»). Anche gli aspetti logistici di armonizzazione e di  normalizzazione dei mezzi di trasporto costituiranno oggetto di un'attenzione particolare in  connessione con le attività della linea 1. Potranno avvalersi di un'impostazione integrata anche  altri settori. III.  2.  C.  In linea di massima, tutte queste azioni dovranno contribuire a dare impulso alle  piccole e medie imprese europee, favorendone in particolare l'inserimento nelle reti tecnologiche  sviluppatesi in questa occasione. Il Centro comune di ricerca contribuirà a queste attività mediante lavori sui materiali avanzati,  privilegiando la dimensione prenormativa, la preparazione di materiali nucleari e non nucleari di  riferimento, l'acquisizione di dati di riferimento e la convalida di talune tecniche di  riferimento. III.  GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI3.  AmbienteL'obiettivo è ampliare le conoscenze  scientifiche e le competenze tecniche di cui la Comunità ha bisogno in particolare per svolgere in  materia di ambiente il ruolo conferitole dal titolo VII del trattato CEE. In questo settore le attività di ricerca sono volte alla comprensione dei meccanismi fondamentali  dell'ambiente, all'individuazione delle fonti di inquinamento e alla valutazione dei loro effetti  combinati sull'ambiente. Esse contribuiranno alla preparazione di norme di qualità, di norme di  sicurezza, di norme tecniche, alla messa a punto di metodologie di valutazione dell'impatto  ambientale, sanitario ed economico, e saranno orientate altresì verso la prevenzione dei rischi  naturali e tecnologici, come pure verso il risanamento dell'ambiente. Oltre a dette attività  saranno presi in considerazione nelle varie linee d'azione gli aspetti «orizzontali»  dell'ambiente. A.  Partecipazione ai programmi sul cambiamento globaleL'obiettivo è contribuire alla comprensione  dei processi che determinano il cambiamento dell'ambiente e valutare l'effetto delle attività  umane. La partecipazione della Comunità si concentrerà sui problemi che avranno un impatto sulla  politica ambientale e su quei settori in cui può far valere il suo peso per garantire un  coordinamento europeo nell'ambito dei grandi programmi internazionali, tenendo conto dei programmi  nazionali. Tale partecipazione contribuirà allo sviluppo della ricerca sui cambiamenti naturali e  antropogenici del clima, l'interazione tra i cicli biogeochimici, la fisica e la chimica  dell'atmosfera, gli effetti sugli ecosistemi, l'oceanografia fisica, chimica e biologica e in  generale i processi climatici, nonché l'impoverimento della fascia di ozono nella stratosfera. B. Tecnologia e ingegneria ambientaliL'obiettivo è promuovere migliori norme di qualità  dell'ambiente, incentivando l'innovazione tecnica a livello preconcorrenziale. I due assi  principali di ricerca in questo settore saranno la sorveglianza dell'ambiente, comprese le  applicazioni del telerilevamento e lo sviluppo delle tecniche e dei sistemi di protezione e di  risanamento dell'ambiente (per esempio, riciclo, trattamento dei rifiuti tossici, dei terreni  contaminati, delle acque di scarico, tecnologie pulite). C. Scienze e tecnologie marineNel settore delle scienze e tecnologie marine, il programma pilota MAST  sarà coadiuvato da uno sforzo particolare sulle conoscenze di base (tra l'altro riguardo  all'oceanografia), sull'ingegneria costiera e sulle tecnologie per l'esplorazione e lo sfruttamento  delle risorse nel rispetto dell'ambiente. D. Ricerca sugli aspetti economici e socialiL'obiettivo è migliorare la comprensione degli aspetti  legali, economici, etici e sanitari della politica e della gestione dell'ambiente. Tali aspetti  investono: la valutazione, la consapevolezza e la gestione dei rischi naturali e tecnologici, la  valutazione economica dell'impatto sull'ambiente, gli effetti socioeconomici dell'attuazione delle  politiche ambientali, l'efficacia e la coerenza delle leggi e delle regolamentazioni in materia di  ambiente. E. Progetti integrati di ricercaL'obiettivo è condurre ricerche interdisciplinari concertate in un  numero limitato di settori di interesse transnazionale. Questi progetti transnazionali possono  consistere in campagne coordinate che vanno dall'osservazione e dalla sperimentazione ad operazioni  integrate che abbracciano tutti gli aspetti di un problema regionale, passando attraverso ricerche  di sintesi sui rischi naturali e tecnologici. Ricerche integrate sulla modellazione dovranno anche  consentire di valutare le strategie tecnologiche in materia ambientale. Sarà altresì svolta  un'azione concertata per la raccolta di dati. Il Centro comune di ricerca contribuirà alle attività nel settore dell'ambiente, in particolare  mediante lavori prenormativi sulla chimica dell'atmosfera e sulla modellazione, studi sulla  valutazione e gestione dei rischi tecnologici, ricorso a mezzi sperimentali per valutare tali  rischi. Esso fornirà un contributo specifico all'applicazione delle tecniche di telerilevazione in  cooperazione con l'Agenzia spaziale europea; in cooperazione con la futura Agenzia dell'ambiente  della Comunità europea, contribuirà allo sviluppo di nuovi strumenti e di tecniche di prova,  all'armonizzazione dei metodi di misura e all'intercalibrazione. 4.  Scienze e tecnologia della vitaL'obiettivo strategico a lunga scadenza è contribuire in modo  selettivo e integrato allo sviluppo del potenziale che possiede l'Europa nel campo della conoscenza  e dello sfruttamento delle proprietà e delle strutture della materia vivente. A.  BiotecnologieL'obiettivo di questa ricerca è il rafforzamento delle conoscenze di base nel  campo della biologia, in quanto fondamento comune e integrato necessario per le applicazioni  all'agricoltura, alle industrie, alla sanità, all'alimentazione e all'ambiente. Sarà attribuita tutta la dovuta importanza alle implicazioni etiche di detti lavori e alla loro  pertinenza dal punto di vista industriale. Gli obiettivi del programma BRIDGE saranno ampliati. I temi prioritari comprenderanno la struttura  e la funzione delle proteine nonché i modelli molecolari, le strutture e funzioni dei geni, in  particolare l'analisi del genoma di specie rappresentative, la conservazione delle risorse  genetiche e l'espressione e controllo dei geni, nonché la rigenerazione e lo sviluppo cellulare, la  riproduzione e lo sviluppo degli organismi viventi. I lavori riguarderanno anche il metabolismo  microbico di animali e vegetali ed i loro apparati fisiologici essenziali, le conseguenze  ecologiche della biotecnologia, segnatamente l'ecologia microbica nonché il comportamento  nell'ambiente dei geni e degli organismi modificati. Verranno studiati anche i sistemi di  comunicazione nella materia vivente, in particolare l'immunologia, la neurobiologia ed il  funzionamento dei ricettori. Verranno sviluppati i metodi e le prove che costituiscono le basi scientifiche prenormative  necessarie all'elaborazione delle regolamentazioni comunitarie. B. Ricerca agricola e agroindustrialeL'obiettivo è contribuire ad armonizzare meglio la produzione di  risorse fisiologiche, terrestri ed acquatiche con la loro utilizzazione da parte del consumatore e  dell'industria. Inserendosi nel settore preconcorrenziale, è necessario perseguire il miglioramento  della qualità e la diversificazione dei prodotti agricoli e forestali, una maggiore competitività  delle imprese del settore agricolo e agroalimentare, in armonia con le altre politiche comunitarie,  contribuendo altresì a migliorare la gestione dello spazio rurale e forestale e a garantire  un'adeguata protezione dell'ambiente. Sono previste azioni interdisciplinari che sfrutteranno, in particolare, i risultati delle  biotecnologie e prenderanno in considerazione gli aspetti genetici, l'ingegneria agricola e  forestale, le tecniche di coltura o di allevamento, le interazioni fra ambiente e piante. In  particolare, verrà intrapresa un'azione per sviluppare rimedi efficaci contro la desertificazione e  il disboscamento. Si proseguirà la ricerca nel settore dell'acquacoltura e della pesca. Alcuni temi sono stati affrontati nel secondo programma quadro, segnatamente nel programma ECLAIR.  Pur rimanendo nel settore preconcorrenziale, essi saranno integrati da talune operazioni  dimostrative messe a punto congiuntamente dai produttori e dagli utenti allo scopo di ravvicinare i  risultati della ricerca e dello sviluppo alle loro applicazioni. Nel settore dello sfruttamento industriale delle materie prime agricole e forestali, pur restando  nel settore preconcorrenziale, la ricerca deve essere prioritariamente diretta, mediante  procedimenti innovatori, verso la valorizzazione industriale dei coprodotti delle utilizzazioni  alimentari e verso lo sviluppo di nuovi impieghi industriali ed energetici più puliti, che offrano  prospettive favorevoli sul piano economico. La ricerca agroalimentare intrapresa nel secondo programma quadro, segnatamente nel programma  FLAIR, verrà sviluppata soprattutto nei seguenti settori: definizione e soddisfazione delle  esigenzenutrizionali, tossicologia e igiene alimentare, nuove tecnologie di trasformazione  agroalimentare. I nuovi lavori in tali settori terrano conto dei programmi in corso (ECLAIR, FLAIR,  Ricerca agricola e pesca). Nell'attuare queste azioni, si incentiverà la realizzazione di progetti innovatori da parte delle  piccole e medie imprese. C. Ricerca biomedica e sanitàL'obiettivo principale è contribuire a migliorare l'efficacia della  ricerca e dello sviluppo in campo medico e sanitario degli Stati membri, in particolare mediante un  miglior coordinamento delle attività di ricerca e sviluppo degli stessi e l'applicazione dei  risultati ottenuti, grazie alla cooperazione comunitaria e allo sfruttamento in comune delle  risorse disponibili. L'accento è posto sui nuovi modi di affrontare le malattie importanti sotto il profilo economico e  sociale (in particolare cancro, AIDS, malattie cardiovascolari e mentali), l'invecchiamento, i  problemi dei minorati, i problemi di salute sui luoghi di lavoro, mediante lo studio di metodologie  e di protocolli armonizzati in materia di ricerca epidemiologica, biologica e clinica. Le attività  riguarderanno anche l'analisi del genoma umano. Esse saranno realizzate in stretto coordinamento  con i lavori condotti sugli altri genomi. Gli aspetti etici, sociali e legali dell'applicazione dei  risultati delle ricerche sul genoma umano saranno accuratamente valutati. Questa azione verrà integrata da uno sforzo di ricerca preconcorrenziale sui modi e sulle forme di  somministrazione dei medicinali. Si dedicherà particolare attenzione ai metodi di individuazione precoce dei fattori di rischio,  allo sviluppo ed alla valutazione dei metodi di prevenzione e di cura, nonché alla gestione dei  servizi sanitari. D. Scienze e tecnologie della vita per i paesi in via di sviluppoL'obiettivo di questo programma  consiste nel rafforzare la cooperazione tra scienziati europei e scienziati dei paesi in via di  sviluppo nei settori dell'agricoltura (compresa la pesca), della medicina, della sanità e della  nutrizione tropicale, allo scopo di consentire ai paesi in via di sviluppo di beneficiare delle  conoscenze scientifiche e dei progressi tecnologici disponibili nella Comunità e di promuovere lo  sviluppo della loro propria capacità di ricerca e agli Stati membri della Comunità di potenziare le  loro capacità. Si terrà conto di tutti i problemi relativi all'ambiente tropicale (terreno, acqua, foreste,  energia, ambiente, agricoltura, popolazione, sanità, nutrizione, . . .). Per quanto riguarda l'agricoltura tropicale, verrà posto l'accento sulla gestione integrata delle  risorse agricole, acquacoltura e foreste incluse, per ridurre le crisi alimentari nelle regioni a  rischio, pur salvaguardando l'ambiente, tenendo conto dei fattori umani. Si presterà un'attenzione  particolare alle coltivazioni che possono essere sostituite a quelle utilizzate per la produzione  di narcotici. In materia di ricerca nel settore della medicina tropicale, saranno sviluppate nuove iniziative  riguardanti i problemi sanitari prioritari, in particolare per quanto riguarda le malattie  trasmissibili e i sistemi di assistenza sanitaria.5.  EnergiaL'obiettivo principale dell'azione comunitaria in questo settore consiste nello  sviluppo di tecnologie energetiche sicure e rispettose dell'ambiente, che tendano a migliorare il  saldo energetico della Comunità a costi ragionevoli nell'ambito del grande mercato. Ciò viene  attuato nei tre settori in appresso elencati. A.  Fonti di energia fossile, rinnovabile, utilizzazione e controllo dell'energiaL'obiettivo è  contribuire allo sviluppo di nuove opzioni energetiche nel contempo economicamente valide e più  rispettose dell'ambiente, comprese le tecnologie per risparmiare energia, mediante attività comuni  atte ad assistere gli Stati membri in tal senso. In questo contesto dovrà essere data maggiore  attenzione ai lavori sulle tecnologie energetiche che, malgrado l'elevato potenziale e l'assenza di  effetti negativi per l'ambiente e in particolare il clima, non sono attualmente utilizzabili in  condizioni economiche soddisfacenti dato che tali lavori non possono ancora essere interamente  finanziati dall'industria. Queste attività saranno incentrate su tre settori interconnessi: il controllo dell'energia, le  fonti rinnovabili, la riduzione dell'impatto negativo sull'ambiente. Per quanto riguarda il  controllo dell'energia si terrà conto della parte preponderante dei combustibili fossili  nell'approvvigionamento energetico della Comunità. Saranno compresi lavori sul miglioramento delle  tecnologie per risparmiare l'energia in tutte le sue utilizzazioni, sulla produzione di energia  fossile mediante tecnologie avanzate, segnatamente i cicli combinati, e su appropriati sostituti  dei carburanti convenzionali nel settore dei trasporti. Per quanto riguarda l'impatto sull'ambiente  della produzione e utilizzazione dell'energia, soprattutto elettrica, sarà posto l'accento sulla  diminuzione delle emissioni dei gas responsabili dell'effetto serra, fra cui il CO2. I lavori di R&  S nel settore delle energie rinnovabili verrano potenziati per raggiungere rapidamente il livello  di contributo ottimale alla politica energetica comunitaria. Ricerche sulla modellazione dovranno altresì consentire la valutazione delle strategie tecnologiche  in materia di controllo dell'energia e di interazione energia-ambiente. B.  Sicurezza della fissione nucleareL'obiettivo di questa azione consiste nel proseguire lo  sforzo comune inteso ad appoggiare gli Stati membri nelle loro responsabilità di regolamentazione e  di protezione dell'ambiente. L'azione comunitaria favorirà l'armonizzazione delle impostazioni in materia di sicurezza  associando tutti i protagonisti competenti e potenzierà in tal modo la dimensione prenormativa  della ricerca. Verrà dato ad essa nuovo impulso, concentrando la ricerca stessa sulla sicurezza dei  reattori, con una maggiore attenzione per le tecnologie passive, la gestione dei residui  radioattivi, lo smantellamento, l'intervento in ambiente ostile, gli elementi combustibili, gli  attinidi e il controllo delle materie fissili. La ricerca in materia di protezione radiologica  congloberà le radiazioni provenienti da fonti naturali e mediche, una migliore definizione dei  rischi delle piccole dosi di radiazione, nuove tecnologie per valutare rapidamente le conseguenze  radiologiche degli incidenti nucleari. Il Centro comune di ricerca parteciperà a questa attività mediante lavori nel settore della  sicurezza dei reattori, della sicurezza e gestione dei residui radioattivi, della gestione e  sicurezza delle materie fissili, dei combustibili nucleari e degli attinidi. C. Fusione nucleare controllataL'obiettivo a lungo termine del programma «Fusione comunitaria»  consiste nella realizzazione in comune di reattori prototipo sicuri e rispettosi dell'ambiente.  L'obiettivo immediato è quello di istituire la base scientifica e tecnologica per la costruzione di  un impianto destinato a realizzare e studiare l'ignizione e combustione prolungata del plasma,  nonché i problemi tecnologici connessi («Next Step»). A tal fine, per realizzare un controllo del  plasma nelle condizioni prossime al «Next Step», il Consiglio potrà decidere, dopo opportuna  valutazione, di prorogare oltre la data attualmente prevista l'impresa comune JET. I lavori  riguardanti il «Next Step» nonché i nuovi sistemi verranno proseguiti tenendo conto degli sviluppi  della cooperazione ITER. I lavori potranno comprendere, previa valutazione delle azioni in corso,  la costruzione di macchine specializzate necessarie per raggiungere gli obiettivi del programma.  Verranno gradualmente chiusi alcuni degli attuali impianti di fusione nei quali sono stati  terminati i programmi sperimentali. Verrà mantenuto lo sforzo di aggiornamento tecnologico su altre  impostazioni della fusione termonucleare controllata, soprattutto in materia di confinamento  inerziale. Il Centro comune di ricerca contribuirà a questa attività mediante lavori sulla sicurezza degli  impianti, un supporto per il NET e taluni lavori di base sui materiali. Questi lavori saranno  strettamente coordinati con quelli effettuati negli stessi settori dalle associazioni. III.  VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE INTELLETTUALI6.  Capitale umano e mobilitàL'obiettivo è di  contribuire ad accrescere il capitale umano in materia di ricerca e di sviluppo tecnologico di cui  gli Stati membri necessiteranno nel prossimo decennio e di ottimizzare l'utilizzazione delle  infrastrutture scientifiche e tecniche degli Stati membri, contribuendo alla creazione di una vera  comunità scientifica e tecnica europea. Quest'azione dovrà apportare un valore aggiuntivo  comunitario, a vantaggio di tutti gli Stati membri. Contrariamente alle linee d'azione precedenti che sono organizzate in base ad un metodo tematico e  settoriale, questa azione si articolerà in modo trasversale e in direzione «bottom-up» intorno a  due assi principali: la formazione e la mobilità del personale di ricerca, da un lato, e la  costituzione di reti, dall'altro. L'aumento della mobilità del personale di ricerca consentirà ad un numero maggiore di persone di  lavorare per periodi di tempo significativi della loro carriera in istituti scientifici e tecnici  di alto livello di altri Stati membri. Le azioni riguarderanno principalmente la formazione dei giovani all'inizio della loro professione  nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico (in particolare a livello di dottorato e di  post-dottorato) e potranno interessare anche altri elementi del personale, nei periodi in cui  questi debbono acquisire nuove specializzazioni, segnatamente in occasione delle riconversioni rese  necessarie dall'adeguamento alla rapida evoluzione del contesto scientifico e tecnologico, nonché  nell'ambito degli scambi e della cooperazione che essi dovranno costantemente intrattenere. La costituzione di una infrastruttura di reti prevista da questa azione è di fondamentale  importanza per la realizzazione degli obiettivi della politica comunitaria di ricerca e sviluppo  tecnologico, in quanto consolida e completa gli effetti strutturanti dei programmi tematici. Le reti raggrupperanno i laboratori o le squadre di ricerca degli Stati membri, sia pubblici che  privati, in modo da consentire che i migliori esercitino un effetto trainante, a vantaggio di  tutti. Esse agevoleranno in particolare l'interdisciplinarità, l'utilizzazione associata di varie  tecniche, le applicazioni intersettoriali. Tali reti dovranno estendersi a tutte le regioni dei paesi della Comunità, tenendo conto in  particolare delle esigenze specifiche delle regioni periferiche e delle regioni attualmente  svantaggiate. Sarà in tal modo favorita la creazione in tali regioni di un potenziale scientifico e  tecnico altamente qualificato. Saranno sviluppate le attività svolte nell'ambito del programma SCIENCE. Oltre ai gemellaggi di  laboratori, saranno incentivate in particolare le operazioni di carattere analogo riguardanti nel  contempo la ricerca di base applicata e quella industriale, che raggruppino istituti appartenenti a  più di due paesi o in cui convergano iniziative nazionali e comunitarie. Gli effetti di tali azioni saranno potenziati dallo sviluppo della cooperazione fra i laboratori e  le squadre degli istituti di ricerca (compresi quelli del CCR), delle imprese e degli istituti di  istruzione superiore. Sarà necessario tener conto dei fattori demografici e delle caratteristiche peculiari delle  strutture di ricerca e di formazione dei diversi Stati, in modo da ottenere che ciascuno di essi  possa raggiungere un livello ottimale di capacità. Si tratterà inoltre di favorire l'accesso privilegiato alle grandi attrezzature scientifiche  esistenti e di agevolare la concertazione al momento della programmazione delle attrezzature  future. Tutte queste iniziative interesseranno i vari settori tecnologici nonché le scienze esatte e  naturali, inclusa la matematica e le scienze umane e sociali che contribuiscono a potenziare le  basi scientifiche e tecniche dell'industria europea e a favorire lo sviluppo della competitività  internazionale di questa. Si terrà conto degli interfaccia tra le scienze di base e le applicazioni  tecnologiche. Si provvederà a che tali attività siano complementari agli accordi di cooperazione bilaterale e  multinazionale già sottoscritti dagli Stati membri, compresa la cooperazione svolta in ambito  COST. Si cercherà inoltre di assicurare la coerenza tra queste e le altre attività comunitarie di  formazione e ricerca. La comunità scientifica, tecnica e industriale sarà associata all'attuazione di questa azione, in  particolare per quanto riguarda l'identificazione delle reti e la scelta dei beneficiari, nel  rispetto dei principi orientativi delle azioni e del valore aggiunto comunitario.  ALLEGATO III CRITERI DI SCELTA In generale, le azioni comunitarie in materia di ricerca  e sviluppo tecnologico dovrebbero essere scelte in funzione di obiettivi scientifici e tecnici,  della loro validità sotto il profilo scientifico e tecnico e del contributo che esse possono  fornire alla definizione o all'attuazione di politiche comunitarie. Le azioni comunitarie in materia di ricerca e sviluppo tecnologico mireranno in particolare a  rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria europea - compreso il rafforzamento  delle piccole e medie imprese - specialmente in aree strategiche ad alta tecnologia ed a  incoraggiare l'industria europea perché diventi più competitiva a livello internazionale. Un'azione comunitaria può essere giustificata laddove presenti vantaggi (valore aggiunto) a breve,  medio o lungo termine sotto il profilo dell'efficacia e del finanziamento o dal punto di vista  tecnico e scientifico rispetto ad altre azioni nazionali o internazionali (pubbliche o private). I seguenti criteri, in particolare, giustificano un'azione comunitaria: - ricerca che contribuisce al rafforzamento della coesione economica e sociale della Comunità,  nonché alla promozione del suo sviluppo armonioso e generalizzato, mantenendo la coerenza con  l'obiettivo della qualità tecnica e scientifica; - ricerca condotta su vastissima scala per la quale i singoli Stati non potrebbero, ovvero  potrebbero solo difficilmente, fornire i necessari mezzi finanziari ed il necessario personale; - ricerca la cui esecuzione in comune presenterebbe evidenti vantaggi finanziari, anche  considerando i costi supplementari inerenti ad ogni azione internazionale; - ricerca che, a motivo della complementarità del lavoro svolto a livello nazionale in parte in un  determinato settore, consente di conseguire risultati significativi nell'insieme della Comunità per  problemi la cui soluzione richieda una ricerca condotta su vasta scala, particolarmente in senso  geografico; - ricerca che contribuisce alla realizzazione del mercato comune ed all'unificazione dell'area  scientifica e tecnica europea, nonché ricerca che conduce, ove se ne senta la necessità, alla  fissazione di norme e standard uniformi.  ALLEGATO IV TASSI DI PARTECIPAZIONE FINANZIARIA DELLA COMUNITÀI tassi di partecipazione  finanziaria della Comunità sono i seguenti: - le azioni dirette saranno finanziate in linea di massima al 100 %; - le azioni concertate possono formare oggetto di una partecipazione che va fino al 100 % delle  spese di concertazione; - le azioni con suddivisione delle spese possono formare oggetto di una partecipazione normalmente  non superiore al 50 %. Le università e gli altri centri di ricerca che partecipano ad azioni con  suddivisione delle spese avranno la possibilità di chiedere, per i singoli progetti, sia un  finanziamento del 50 % delle spese totali, sia un finanziamento al 100 % dei costi marginali  addizionali; - per quanto riguarda l'attuazione delle attività previste ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2,  il Consiglio si pronuncerà, caso per caso, sulle modalità della partecipazione finanziaria della  Comunità. Non è possibile derogare a queste norme generali se non nelle condizioni indicate da ciascun  programma specifico.