CELEX: 52014PC0187
Language: it
Date: 2014-03-27
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo agli impianti a fune

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		52014PC0187
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo agli impianti a fune /* COM/2014/0187 final - 2014/0107 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Contesto generale, motivazioni e obiettivi
della proposta 
La direttiva 2000/9/CE relativa agli impianti
a fune adibiti al trasporto di persone[1]
è stata adottata il 20 marzo 2000 ed è entrata in vigore il 3 maggio 2002.
La direttiva 2000/9/CE garantisce un elevato
livello di sicurezza degli impianti a fune per gli utenti, il personale e i
terzi. Essa stabilisce i requisiti essenziali che gli impianti a fune, le loro
infrastrutture, i loro sottosistemi e i loro componenti di sicurezza devono
soddisfare per essere sicuri.
La direttiva 2000/9/CE costituisce anche un
esempio di normativa di armonizzazione dell'Unione che garantisce la libera
circolazione nel mercato unico dell'UE di sottosistemi e componenti di
sicurezza per gli impianti a fune adibiti al trasporto di persone. Essa
armonizza le condizioni per l'immissione sul mercato e la messa in servizio di
sottosistemi e componenti di sicurezza destinati ad essere integrati in
impianti a fune. I fabbricanti devono dimostrare che i loro sottosistemi o
componenti di sicurezza sono stati progettati e prodotti nel rispetto dei
requisiti essenziali, devono apporre la marcatura CE e devono fornire le
istruzioni per l'integrazione dei loro prodotti negli impianti a fune.
La direttiva 2000/9/CE si basa sull'articolo
114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (nel prosieguo "il
trattato"). Si tratta di una direttiva di armonizzazione totale fondata
sui principi del cosiddetto "nuovo approccio" in base ai quali, pur
non venendo imposte caratteristiche o soluzioni tecniche specifiche, i
fabbricanti devono garantire la conformità dei loro prodotti ai requisiti di
prestazione e di sicurezza obbligatori esposti nello strumento legislativo.
La direttiva 2000/9/CE si applica agli
impianti a fune adibiti al trasporto di persone.
La trazione mediante cavo e la funzione di
trasporto di passeggeri sono i principali criteri che determinano il campo di
applicazione della direttiva 2000/9/CE.
I principali tipi di impianti a fune contemplati
dalla direttiva 2000/9/CE sono: funicolari, cabinovie, seggiovie amovibili,
seggiovie fisse, teleferiche, funitel, impianti combinati (composti da diversi
tipi di impianti a fune, come cabinovie e seggiovie) e sciovie.
Gli impianti a fune sono definiti come sistemi
completi installati nei loro siti, comprendenti infrastrutture, sottosistemi e
componenti di sicurezza.
Le caratteristiche della regione in cui sono
situati, la natura e le caratteristiche fisiche del terreno su cui sono
installati, l'ambiente circostante, le condizioni atmosferiche e meteorologiche
nonché le strutture e gli ostacoli, sia terrestri che aerei, eventualmente
posti nelle loro vicinanze hanno un'incidenza diretta sugli impianti a fune e
sulle loro infrastrutture.
In questo quadro, la costruzione e la messa in
servizio degli impianti a fune sono soggette a procedure nazionali di
autorizzazione.
La direttiva 2000/9/CE stabilisce i requisiti
essenziali armonizzati che devono possedere gli impianti a fune, mentre gli
Stati membri restano competenti in tema di regolamentazione di altri aspetti
quali l'utilizzo del suolo, la pianificazione regionale e la tutela dell'ambiente.
Ai componenti di sicurezza e ai sottosistemi
si applica il principio della libera circolazione delle merci. I componenti di
sicurezza recano la marcatura CE, che indica la conformità ai requisiti della
direttiva 2000/9/CE, comprese le procedure di valutazione della conformità.
La presente proposta intende sostituire la
direttiva 2000/9/CE con un regolamento, in linea con gli obiettivi di
semplificazione della Commissione.
La proposta intende allineare la direttiva
2000/9/CE al "pacchetto merci" adottato nel 2008, e in particolare
alla decisione CE relativa all'NQN n. 768/2008. 
La decisione relativa all'NQN istituisce un
quadro comune per la normativa di armonizzazione dell'UE relativa ai prodotti.
Tale quadro comprende le disposizioni che generalmente figurano nella normativa
dell'UE in materia di prodotti (ad es. definizioni, obblighi degli operatori
economici, organismi notificati, meccanismi di salvaguardia ecc.). Queste
disposizioni comuni sono state rafforzate per garantire nella pratica un'applicazione
e un'attuazione più efficaci delle direttive. Sono stati introdotti nuovi
elementi, quali gli obblighi a carico degli importatori, essenziali per
migliorare la sicurezza dei prodotti sul mercato. 
La Commissione ha già proposto l'adeguamento
di altre nove direttive alla decisione relativa all'NQN, nell'ambito di un
"pacchetto di adeguamento" adottato il 21 novembre 2011. Essa ha
anche proposto l'adeguamento alla decisione relativa all'NQN della direttiva
97/23/CE sulle attrezzature a pressione[2].
Allo scopo di garantire la coerenza di tutta
la normativa di armonizzazione dell'Unione sui prodotti industriali, in linea
con l'impegno politico derivante dall'adozione della decisione relativa all'NQN
e con l'obbligo giuridico di cui all'articolo 2 della decisione relativa
all'NQN, è necessario che la presente proposta sia conforme alle disposizioni
della decisione relativa all'NQN.
La proposta intende anche affrontare alcune
difficoltà riscontrate nell'attuazione della direttiva 2000/9/CE. Più in
particolare, autorità competenti, organismi notificati e fabbricanti hanno
manifestato pareri diversi relativamente alla questione se determinati tipi di
impianti rientrino nel campo di applicazione della direttiva 2000/9/CE e
debbano quindi essere prodotti e certificati in linea con le prescrizioni e le
procedure di tale direttiva. Vi sono divergenze di vedute anche sul fatto di considerare
o meno determinate attrezzature come sottosistemi, infrastrutture o componenti
di sicurezza. Inoltre, la direttiva non precisa quale tipo di procedura di
valutazione della conformità debba essere applicato ai sottosistemi. 
Tali approcci divergenti hanno prodotto
distorsioni del mercato e diversità di trattamento fra gli operatori economici.
Fabbricanti e operatori degli impianti in questione hanno dovuto modificare le
attrezzature o procurarsi ulteriori certificazioni, incorrendo in costi aggiuntivi
e ritardi per quanto riguarda l'autorizzazione e il funzionamento di tali
impianti. 
Il regolamento proposto intende dunque
accrescere la chiarezza giuridica in merito al campo di applicazione della
direttiva 2000/9/CE, migliorando di conseguenza l'attuazione delle pertinenti
disposizioni giuridiche.
La direttiva 2000/9/CE contiene inoltre
disposizioni relative alla valutazione della conformità dei sottosistemi. Essa
non stabilisce però concretamente la procedura che deve essere seguita dal
fabbricante e dall'organismo notificato, né offre ai fabbricanti la gamma di
procedure di valutazione della conformità disponibili per i componenti di
sicurezza. La proposta di regolamento ha pertanto il fine di armonizzare le
procedure disponibili per la valutazione della conformità dei sottosistemi con
quelle già in uso per i componenti di sicurezza, sulla base dei moduli di
valutazione della conformità di cui alla decisione n. 768/2008/CE relativa a un
quadro comune per la commercializzazione dei prodotti (decisione relativa all'NQN).
In tale contesto, essa prevede anche l'apposizione della marcatura CE per
indicare la conformità alle sue disposizioni, in linea con il sistema esistente
per i componenti di sicurezza.
La proposta tiene conto del regolamento (UE)
n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012,
sulla normazione europea[3].
Tiene conto altresì della proposta di
regolamento della Commissione, del 13 febbraio 2013, sulla vigilanza del
mercato dei prodotti[4],
che intende predisporre un unico strumento giuridico per le attività di
vigilanza del mercato nei settori dei prodotti non alimentari, dei prodotti di
consumo o dei prodotti diversi da quelli di consumo e dei prodotti contemplati
o meno dalla normativa di armonizzazione dell'Unione. Essa fonde tra loro le
norme sulla vigilanza del mercato della direttiva 2001/95/CE sulla sicurezza
generale dei prodotti[5],
il regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio,
che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto
riguarda la commercializzazione dei prodotti[6]
e la normativa settoriale di armonizzazione, al fine di aumentare l'efficacia
delle attività di vigilanza del mercato nell'Unione. La proposta di regolamento
sulla vigilanza del mercato dei prodotti contiene anche le disposizioni
pertinenti in materia di vigilanza del mercato e le clausole di salvaguardia.
Pertanto, le disposizioni della normativa settoriale di armonizzazione vigente
relative alla vigilanza del mercato e alle clausole di salvaguardia vanno
eliminate da detta normativa di armonizzazione. L'obiettivo generale della
proposta di regolamento sulla vigilanza del mercato dei prodotti è semplificare
il più possibile il quadro di vigilanza del mercato dell'Unione in modo che
esso funzioni meglio per i suoi utenti principali, vale a dire le autorità di
vigilanza del mercato e gli operatori economici. La direttiva 2000/9/CE prevede
una procedura per l'applicazione della clausola di salvaguardia ai sottosistemi
e ai componenti di sicurezza. In linea con il quadro che la proposta di
regolamento sulla vigilanza del mercato dei prodotti intende istituire, la
presente proposta non comprende le disposizioni in materia di vigilanza del
mercato e le procedure di applicazione della clausola di salvaguardia ai
sottosistemi e ai componenti di sicurezza previste nella decisione relativa all'NQN.
Tuttavia, ai fini della chiarezza del diritto, fa riferimento alla proposta di
regolamento sulla vigilanza del mercato dei prodotti.
Coerenza con altri obiettivi e politiche
dell'Unione
La presente iniziativa è
conforme all'atto per il mercato unico[7], che sottolinea l'esigenza di ristabilire la fiducia dei
consumatori nella qualità dei prodotti presenti sul mercato e l'importanza di
rafforzare la vigilanza del mercato.
Essa sostiene inoltre la
politica della Commissione in materia di migliore regolamentazione e
semplificazione del contesto regolamentare.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONE D'IMPATTO
Consultazione delle parti interessate
La revisione della direttiva 2000/9/CE è stata
discussa a lungo e ampiamente a partire dal 2010. Più in particolare, essa è
stata dibattuta in seno al gruppo di lavoro degli Stati membri sugli impianti a
fune, con gli esperti nazionali responsabili dell'attuazione della direttiva,
nell'ambito del comitato permanente di cui alla direttiva 2000/9/CE, del gruppo
di cooperazione amministrativa sulla vigilanza del mercato degli impianti a
fune (AdCo) e del gruppo settoriale sugli impianti a fune (CSG) del
coordinamento europeo degli organismi notificati, nonché con l'industria e le
associazioni degli utenti.
Gli Stati membri e le parti interessate, fra
cui le organizzazioni dei fabbricanti, gli organismi notificati e i
rappresentanti degli enti di normazione, sono stati coinvolti sin dall'inizio
nel processo di valutazione dell'impatto. Nell'ambito del comitato permanente
di cui alla direttiva 2000/9/CE si sono svolte periodicamente discussioni sul
funzionamento della direttiva e sugli aspetti che occorrerebbe migliorare
mediante strumenti legislativi o non legislativi.
Si sono inoltre svolte tre consultazioni
specifiche.
La prima consultazione ha avuto luogo nella
prima metà del 2010 nell'ambito della preparazione della relazione sull'applicazione
della direttiva 2000/9/CE prevista dall'articolo 21, paragrafo 4,
della medesima.
Nella sua prima relazione sull'attuazione
della direttiva 2000/9/CE[8],
la Commissione ha osservato che la direttiva è riuscita a creare un mercato
interno dei sottosistemi e dei componenti di sicurezza, garantendo nel contempo
un livello di sicurezza elevato e uniforme. Essa ha anche individuato alcune
questioni da esaminare.
Le questioni da esaminare individuate sono le
seguenti:
–                        
l'estensione del campo di applicazione della
direttiva 2000/9/CE, in particolare per quanto riguarda i nuovi tipi di
impianti a fune;
–                        
la mancanza di un'adeguata gamma di procedure di
valutazione della conformità dei sottosistemi, che ha prodotto differenze nell'interpretazione
e nell'attuazione della valutazione della conformità dei sottosistemi;
–                        
la necessità di adeguare la direttiva 2000/9/CE
alla decisione relativa all'NQN.
La seconda e la terza consultazione,
incentrate rispettivamente sulla situazione esistente e sulle opzioni
strategiche, sono state effettuate nel 2012 nell'ambito dello studio di
valutazione dell'impatto. La relazione finale dello studio di valutazione dell'impatto
è stata presentata ufficialmente e discussa alle riunioni del comitato
permanente tenutesi il 25 settembre 2012 e l'8 aprile 2013, in occasione delle
quali gli Stati membri e le parti interessate del settore hanno avuto l'occasione
di presentare una serie di pareri, contributi e documenti di sintesi sulle
opzioni strategiche prospettate nello studio.
Le parti interessate hanno contribuito attivamente
ad individuare le questioni da risolvere per migliorare il funzionamento della
direttiva 2000/9/CE. La maggioranza delle parti interessate condivide la scelta
delle problematiche. Un notevole numero di coloro che hanno risposto alla
consultazione effettuata nel contesto dello studio di valutazione dell'impatto
ha incontrato difficoltà legate alla definizione di "impianti a fune"
e alla linea di demarcazione con il campo di applicazione della direttiva
95/16/CE relativa agli ascensori[9].
Tenuto conto della quantità di informazioni
raccolte e della natura prettamente tecnica delle questioni in esame, non sono
state svolte consultazioni pubbliche aperte ma si è ritenuto più appropriato
ricorrere a consultazioni mirate di esperti.
Ricorso al parere degli esperti -
Valutazione d'impatto 
È stata condotta una valutazione d'impatto
sulla revisione della direttiva 2000/9/EC.
Sulla base delle informazioni raccolte, la
Commissione ha effettuato una valutazione d'impatto esaminando e confrontando
tre opzioni:
Opzione 1 – "Mantenimento dello status
quo" - Nessuna modifica della situazione esistente
In base a questa opzione non sono previste
modifiche alla direttiva 2000/9/CE.
Opzione 2 — Intervento tramite misure non
legislative
L'opzione 2 considera la possibilità di
fornire linee guida più approfondite sull'attuazione della direttiva 2000/9/CE
relativamente al campo di applicazione della stessa e di raccomandare l'applicazione
di procedure particolari di valutazione della conformità per la valutazione dei
sottosistemi, principalmente attraverso una rielaborazione della guida all'applicazione
della direttiva 2000/9/CE.
Opzione 3 — Intervento tramite misure
legislative
Questa opzione prevede la modifica della
direttiva 2000/9/CE.
La soluzione
privilegiata è stata individuata in una combinazione fra le opzioni 2 e 3, in
quanto:
–                        
la si è considerata la più adeguata ad affrontare
il problema, perché chiarirà le definizioni del campo di applicazione e la
coerenza e la flessibilità delle procedure di valutazione della conformità dei
sottosistemi e dei componenti di sicurezza;
–                        
non comporta costi significativi per gli operatori
economici e gli organismi notificati; non dovrebbe avere alcun impatto
rilevante di tipo economico o sociale per coloro che già operano in modo
responsabile;
–                        
migliorerà il funzionamento del mercato interno dei
sottosistemi e dei componenti di sicurezza garantendo la parità di trattamento
di tutti gli operatori economici, in particolare importatori e distributori,
nonché degli organismi notificati;
–                        
l'opzione 1 non risolve il problema dell'incertezza
giuridica causata da alcune disposizioni della direttiva 2000/9/CE e non ne
migliorerà quindi l'attuazione.
La proposta comprende:
·              
il chiarimento del campo di applicazione per quanto
concerne gli impianti a fune concepiti per il trasporto o per fini ricreativi;
·              
l'introduzione di una serie di procedure di
valutazione della conformità dei sottosistemi sulla base degli attuali moduli
di valutazione della conformità dei componenti di sicurezza adeguati alla
decisione relativa all'NQN;
·              
l'adeguamento alla decisione relativa all'NQN.
Come conseguenza, la proposta garantirà parità
di condizioni agli operatori economici e migliorerà la salvaguardia della
sicurezza di passeggeri ed altri utenti, lavoratori e terzi.
3.           Elementi
GIURIDICI della proposta
3.1. Campo di applicazione e definizioni
Il campo di applicazione del regolamento
proposto corrisponde al campo di applicazione della direttiva 2000/9/CE e
riguarda gli impianti a fune, comprese le loro infrastrutture, nonché i relativi
sottosistemi e componenti di sicurezza.
La proposta chiarisce e aggiorna il campo di
applicazione attuale.
In particolare, alla luce dello sviluppo di
nuovi tipi di impianti a fune, precisa che l'esclusione degli impianti a fune
utilizzati per attività ricreative in luna park e parchi di divertimenti non si
applica agli impianti a fune destinati a una duplice funzione, ossia al
trasporto di persone oltre che alle attività ricreative.
La proposta mantiene l'esclusione di alcuni
impianti a fune destinati a fini agricoli o industriali, ma precisa che tale
esclusione si riferisce anche agli impianti a fune destinati al servizio di
rifugi o baite di montagna che non sono intesi per il trasporto delle persone.
L'attuale esclusione dei traghetti fluviali a
fune è aggiornata ed estesa a tutte le installazioni a fune i cui utenti o
veicoli si trovino sull'acqua, come gli impianti di sci nautico a fune.
Le esclusioni previste dalla direttiva
2000/9/CE relativamente alle ferrovie a cremagliera e agli impianti trainati da
catene non vengono reintrodotte, poiché questi impianti non corrispondono alla
definizione di impianti a fune.
Sono state inserite le definizioni generali
derivanti dall'adeguamento alla decisione relativa all'NQN.
3.2. Obblighi degli operatori economici
La proposta contiene, per quanto riguarda i
sottosistemi e i componenti di sicurezza, le disposizioni tipiche della
normativa di armonizzazione dell'Unione relativa ai prodotti e stabilisce gli
obblighi degli operatori economici interessati (fabbricanti, rappresentanti
autorizzati, importatori e distributori), conformemente alla decisione relativa
all'NQN.
3.3. Norme armonizzate
La conformità alle norme armonizzate
conferisce una presunzione di conformità ai requisiti essenziali del
regolamento (UE) n. 1025/2012, che istituisce un quadro giuridico
orizzontale per la normazione europea. Il regolamento contiene tra l'altro
disposizioni relative alle richieste di normazione presentate dalla Commissione
all'organismo europeo di normazione, alla procedura applicabile alle obiezioni
alle norme armonizzate e alla partecipazione dei soggetti interessati alla
normazione. Le disposizioni della direttiva 2000/9/CE che disciplinano gli
stessi aspetti non sono state pertanto reintrodotte dalla presente proposta per
ragioni di certezza del diritto.
3.4. Valutazione di conformità
La proposta mantiene le procedure di
valutazione della conformità dei componenti di sicurezza di cui alla direttiva
2000/9/CE. Aggiorna tuttavia i moduli corrispondenti in linea con la decisione
relativa all'NQN.
In particolare, mantiene l'obbligo di
intervento di un organismo notificato nelle fasi di progettazione e produzione
di tutti i sottosistemi e i componenti di sicurezza.
La proposta introduce una serie di procedure
di valutazione della conformità dei sottosistemi sulla base dei moduli di
valutazione della conformità della decisione relativa all'NQN. In tale
contesto, introduce anche la marcatura CE dei sottosistemi, in quanto non c'è
ragione di trattarli in modo diverso rispetto ai componenti di sicurezza, per i
quali la direttiva 2000/9/CE già prevede l'apposizione della marcatura CE per
indicare la conformità alle sue prescrizioni.
3.5. Organismi notificati
Il funzionamento corretto degli organismi
notificati è fondamentale per garantire un livello elevato di tutela della
salute e della sicurezza e per la fiducia di tutte le parti interessate nel
sistema del nuovo approccio.
Pertanto, in linea con la decisione relativa
all'NQN, la proposta rafforza i criteri di notifica per gli organismi
notificati e introduce requisiti specifici per le autorità di notifica.
3.6. Atti di esecuzione
La proposta conferisce alla Commissione il
potere di adottare, se necessario, atti di esecuzione al fine di garantire l'applicazione
uniforme del presente regolamento relativamente agli organismi notificati che
non soddisfano o non soddisfano più i requisiti per la loro notifica.
Tali atti di esecuzione saranno adottati
conformemente alle relative disposizioni di cui al regolamento (UE)
n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali
relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio
delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione.
3.7. Disposizioni finali
La proposta di regolamento sarà applicabile
due anni dopo la sua entrata in vigore affinché i fabbricanti, gli organismi
notificati e gli Stati membri abbiano il tempo necessario per adeguarsi alle
nuove prescrizioni.
La designazione degli organismi notificati
secondo le nuove prescrizioni e il nuovo processo deve tuttavia iniziare subito
dopo l'entrata in vigore del presente regolamento. Ciò assicurerà che entro la
data di applicazione della proposta di regolamento, un numero sufficiente di
organismi notificati sarà stato designato in conformità alle nuove norme, in
modo da evitare problemi di continuità della produzione e di approvvigionamento
del mercato.
È prevista una disposizione transitoria per i
certificati rilasciati dagli organismi notificati a norma della direttiva
2000/9/CE relativamente ai sottosistemi e ai componenti di sicurezza, in modo
da consentire l'assorbimento delle scorte e da agevolare la transizione alle
nuove prescrizioni.
È prevista una disposizione transitoria per la
messa in servizio degli impianti a fune costruiti a norma della direttiva
2000/9/CE, in modo da agevolare la transizione alle nuove prescrizioni.
La direttiva 2000/9/CE sarà abrogata e
sostituita dal regolamento proposto.
3.8. Competenza dell'Unione, base giuridica,
principio di sussidiarietà e forma giuridica
Base giuridica
La proposta si basa sull'articolo 114 del
Trattato. 
Principio di sussidiarietà
Il principio di sussidiarietà entra in gioco
in particolare in rapporto alle nuove disposizioni intese a migliorare l'applicazione
efficace della direttiva 2000/9/CE. Tali disposizioni riguardano gli obblighi
degli operatori economici, la rintracciabilità, la valutazione e la notifica
degli organismi di valutazione della conformità.
Secondo quanto emerge dall'esperienza nell'applicazione
della normativa, le misure adottate a livello nazionale hanno determinato
impostazioni divergenti e un diverso trattamento degli operatori economici all'interno
dell'Unione, e ciò vanifica l'obiettivo della direttiva 2000/9/CE. Se per
affrontare i problemi vengono adottati interventi a livello nazionale, si
rischia di creare ostacoli alla libera circolazione delle merci. Inoltre gli
interventi a livello nazionale hanno una portata limitata alla competenza
territoriale di uno Stato membro. Attraverso un'azione coordinata a livello
dell'Unione gli obiettivi stabiliti potranno essere conseguiti molto meglio e
in particolare la vigilanza del mercato risulterà più efficace. È pertanto più
appropriato intervenire a livello dell'Unione.
Proporzionalità
Nel rispetto del principio di proporzionalità,
le modifiche proposte si limitano a quanto necessario per il conseguimento
degli obiettivi stabiliti. 
Gli obblighi, nuovi o modificati, non
impongono oneri e costi inutili all'industria, in particolare alle piccole e
medie imprese, né alle amministrazioni. Se è stato constatato che le modifiche
possono avere ripercussioni negative, l'analisi degli effetti dell'opzione
cerca di offrire la risposta più proporzionata ai problemi individuati. Una
serie di modifiche intende migliorare la chiarezza della direttiva vigente
senza introdurre nuove prescrizioni che comportino costi aggiuntivi. 
Tecnica legislativa utilizzata
La proposta assume la forma di un regolamento.
La proposta di passare da una direttiva a un
regolamento tiene conto dell'obiettivo generale della Commissione di
semplificare il quadro normativo e della necessità di assicurare un'attuazione
uniforme in tutta l'Unione della legislazione proposta.
La proposta di regolamento si basa sull'articolo 114
del trattato e mira a garantire il buon funzionamento del mercato interno dei
sottosistemi e dei componenti di sicurezza destinati ad essere integrati in
impianti a fune, pur mantenendo l'attuale ruolo degli Stati membri
relativamente agli impianti a fune. Essa impone norme chiare e dettagliate che
diverranno applicabili in maniera uniforme e simultaneamente in tutta l'Unione.
Conformemente ai principi
di armonizzazione totale, gli Stati membri non sono autorizzati ad imporre
nella loro legislazione nazionale requisiti aggiuntivi o più stringenti per l'immissione
sul mercato di sottosistemi e componenti di sicurezza. In particolare, i
requisiti essenziali obbligatori e le procedure di valutazione della conformità
da seguire da parte dei fabbricanti devono essere identici in tutti gli Stati
membri.
Lo stesso vale per quanto
riguarda le disposizioni introdotte a seguito dell'adeguamento alla decisione
relativa all'NQN. Tali disposizioni sono chiare e sufficientemente precise da
essere direttamente applicate dagli attori interessati.
Gli obblighi stabiliti per
gli Stati membri, come l'obbligo di valutare, designare e notificare gli
organismi di valutazione della conformità, in ogni caso non sono recepiti in
quanto tali nel diritto nazionale, ma sono attuati dagli Stati membri mediante
le disposizioni normative e amministrative necessarie. Ciò non cambierà quando
gli obblighi in questione saranno definiti in un regolamento.
Gli Stati membri pertanto
non dispongono praticamente di nessuna flessibilità quando si tratta di
recepire una direttiva nel proprio diritto nazionale. La scelta di un
regolamento consentirà tuttavia loro di ridurre i costi legati al recepimento
di una direttiva.
Inoltre, un regolamento permette di evitare il
rischio di differenze di recepimento di una direttiva da parte dei vari Stati
membri, che potrebbero tradursi in livelli diversi di tutela della sicurezza ed
ostacolare il mercato interno, impedendone l'effettiva attuazione.
Il passaggio da una
direttiva a un regolamento non comporterà alcun cambiamento nell'approccio
normativo.
Le caratteristiche del
nuovo approccio saranno pienamente preservate, in particolare la flessibilità
accordata ai fabbricanti per quanto riguarda la scelta dei mezzi da impiegare
per conformarsi ai requisiti essenziali e della procedura da utilizzare, tra le
procedure di valutazione della conformità disponibili, per dimostrare la
conformità dei sottosistemi e dei componenti di sicurezza. La natura dello
strumento giuridico non influirà in alcun modo sui meccanismi esistenti a
sostegno dell'attuazione della legislazione (processo di normazione, gruppi di
lavoro, cooperazione amministrativa, sviluppo di documenti orientativi ecc.).
La scelta di un regolamento non implica
neanche la centralizzazione del processo decisionale. Gli Stati membri
mantengono le proprie competenze per quanto concerne gli impianti a fune e l'attuazione
delle disposizioni armonizzate, ad esempio la designazione e l'accreditamento
degli organismi notificati, la sorveglianza del mercato e le azioni destinate a
far rispettare la normativa (ad es. sanzioni).
Infine, l'uso di
regolamenti nel settore della legislazione in materia di mercato interno
permette, in linea anche con la preferenza espressa dalle parti interessate, di
evitare il rischio di sovraregolamentazione. Consente inoltre ai fabbricanti di
lavorare direttamente con il testo del regolamento anziché dover identificare
ed esaminare 28 leggi di recepimento.
In base a ciò, si ritiene
che la scelta di un regolamento rappresenti la soluzione più appropriata e meno
onerosa per tutte le parti coinvolte, perché consentirà un'applicazione più
rapida e coerente della legislazione proposta e definirà un quadro normativo
più chiaro per gli operatori economici, evitando agli Stati membri i costi legati
ad un eventuale recepimento nella normativa nazionale.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
Nessuna.
5.           INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI
Abrogazione di disposizioni vigenti
L'adozione della proposta comporterà l'abrogazione
della direttiva 2000/9/CE.
Spazio economico europeo
La proposta riguarda il SEE e va quindi estesa
allo Spazio economico europeo.
2014/0107 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo agli impianti a fune
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 114,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[10],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)       La direttiva 2000/9/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio[11]
relativa agli impianti a fune stabilisce norme riguardanti gli impianti a fune
progettati, costruiti e fatti funzionare per trasportare persone.
(2)       La direttiva 2000/9/CE è
basata sui principi del nuovo approccio stabiliti nella risoluzione del
Consiglio del 5 maggio 1985 relativa al nuovo approccio in materia di armonizzazione
tecnica e di normazione[12].
Essa stabilisce unicamente i requisiti essenziali di sicurezza applicabili agli
impianti a fune, mentre i dettagli tecnici sono adottati dal Comitato europeo
di normazione (CEN) e dal Comitato europeo di normazione elettrotecnica
(CENELEC), in conformità al regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento
europeo e del Consiglio[13]
sulla normazione europea. La conformità alle norme armonizzate così adottate,
il cui numero di riferimento è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea, pone in essere una presunzione di conformità alle prescrizioni
della direttiva 2000/9/CEE. L'esperienza dimostra che tali principi di base
hanno dato buoni risultati in questo settore e che devono essere mantenuti e
ulteriormente promossi.
(3)       Dall'esperienza acquisita con
l'attuazione della direttiva 2000/9/CE è emersa la necessità di modificare
alcune sue disposizioni al fine di chiarirle e aggiornarle, garantendo così la
certezza del diritto, soprattutto per quanto riguarda il campo di applicazione
e la valutazione della conformità dei sottosistemi.
(4)       La decisione n. 768/2008/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio[14],
relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti, stabilisce
un quadro comune di principi generali e di disposizioni di riferimento da
applicare in tutta la normativa di armonizzazione delle condizioni per la
commercializzazione dei prodotti, in modo da fornire una base coerente per la
revisione o la rifusione di tale normativa. La direttiva 2000/9/CE va pertanto
adeguata a tale decisione.
(5)       Data la necessità di
apportare una serie di modifiche alla direttiva 2000/9/CE, a fini di chiarezza
quest'ultima va abrogata e sostituita. Poiché il campo di applicazione, i
requisiti essenziali e le procedure di valutazione della conformità devono
essere identici in tutti gli Stati membri, non vi è praticamente alcuna
flessibilità nel recepimento nel diritto nazionale della direttiva basata sui
principi del nuovo approccio. Per semplificare il quadro normativo è opportuno
sostituire la direttiva 2000/9/CE con un regolamento, che è lo strumento
giuridico adeguato, dato che prevede norme chiare e dettagliate, che non
lasciano spazio a differenze di recepimento da parte degli Stati membri, e
garantisce quindi un'attuazione uniforme in tutta l'Unione. 
(6)       Il regolamento (CE) n.
765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio[15], che pone norme in
materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la
commercializzazione dei prodotti, stabilisce disposizioni orizzontali
concernenti l'accreditamento degli organismi di valutazione della conformità [,
la vigilanza del mercato dei prodotti e i controlli sui prodotti provenienti
dai paesi terzi] e la marcatura CE.
(7)       Il regolamento (UE)
n. […/…] [sulla vigilanza del mercato dei prodotti][16] stabilisce norme
dettagliate in materia di vigilanza del mercato e di controlli dei prodotti che
entrano nell'Unione da paesi terzi, fra cui i sottosistemi e i componenti di
sicurezza. Esso definisce inoltre una procedura della clausola di salvaguardia.
Spetta agli Stati membri organizzare e svolgere la vigilanza del mercato,
nominare le autorità di vigilanza del mercato e specificare le loro competenze
e i loro obblighi. Gli Stati membri sono altresì tenuti ad istituire programmi
generali e settoriali di vigilanza del mercato.
(8)       È opportuno mantenere l'ambito
di applicazione della direttiva 2000/9/CE. Il presente regolamento dovrebbe
applicarsi agli impianti a fune adibiti al trasporto di persone utilizzati
nelle località turistiche di alta montagna o per il trasporto urbano. Fra gli
impianti a fune rientrano principalmente i sistemi di risalita quali
funicolari, funivie, teleferiche, cabinovie, seggiovie e sciovie. La trazione
mediante cavo e la funzione di trasporto di passeggeri sono i criteri
essenziali che determinano gli impianti a fune oggetto del presente
regolamento.
(9)       Sono stati sviluppati nuovi
tipi di impianti a fune concepiti sia per il trasporto che per le attività
ricreative. Occorre che tali impianti siano contemplati dal presente
regolamento.
(10)     È opportuno escludere
determinati impianti a fune dal campo di applicazione del presente regolamento,
o perché oggetto di altra normativa specifica di armonizzazione dell'Unione
oppure perché adeguatamente regolamentabili a livello nazionale.
(11)     Gli ascensori a fune, sia
verticali che inclinati, che servono in maniera permanente determinati piani di
edifici e di costruzioni diverse dalle stazioni, sono oggetto di una normativa
specifica dell'Unione e vanno pertanto esclusi dal campo di applicazione del
presente regolamento.
(12)     Al fine di garantire la
certezza del diritto, l'esclusione dei traghetti fluviali a fune dovrebbe
riguardare tutti gli impianti a fune i cui utenti o veicoli si trovino sull'acqua,
come gli impianti di sci nautico a fune.
(13)     Per garantire che gli impianti
a fune e le loro infrastrutture, i loro sottosistemi e i loro componenti di
sicurezza assicurino un livello elevato di tutela della salute e della
sicurezza delle persone, è necessario stabilire norme per la progettazione e la
costruzione degli impianti a fune.
(14)     È opportuno che gli Stati
membri garantiscano la sicurezza degli impianti a fune all'atto della loro
costruzione, della messa in servizio e durante l'esercizio.
(15)     Il presente regolamento non
pregiudica il diritto degli Stati membri di indicare i requisiti che essi
reputino necessari per quanto riguarda l'utilizzo del suolo, la pianificazione
regionale e al fine di garantire la salvaguardia dell'ambiente, della salute e
della sicurezza delle persone e in particolare dei lavoratori durante l'uso
degli impianti a fune.
(16)     Il presente regolamento non
pregiudica il diritto degli Stati membri di indicare procedure appropriate per
l'autorizzazione dei progetti di impianti a fune, per l'ispezione degli
impianti a fune prima della loro messa in servizio e per il loro controllo
durante il funzionamento.
(17)     Il presente regolamento
dovrebbe tenere in considerazione il fatto che la sicurezza degli impianti a
fune dipende tanto dai vincoli imposti dal sito quanto dalla qualità delle
forniture industriali e dalle relative modalità di assemblaggio, montaggio in
loco e controllo durante il funzionamento. Le cause di gravi incidenti possono
essere legate alla scelta del sito, al sistema di trasporto propriamente detto,
alle strutture o alle modalità di gestione e manutenzione.
(18)     Sebbene non riguardi l'effettivo
funzionamento degli impianti a fune, il presente regolamento dovrebbe fornire
un quadro generale mirato a garantire che tali impianti situati sul territorio
degli Stati membri funzionino in modo tale da offrire agli utenti, al personale
e ai terzi un elevato grado di protezione.
(19)     Nel caso degli impianti a
fune, le innovazioni tecnologiche possono essere verificate e sottoposte a prove
su scala reale soltanto in occasione della costruzione di un nuovo impianto.
Occorre pertanto prevedere una procedura che, pur assicurando l'osservanza dei
requisiti essenziali, consenta di considerare le particolari condizioni di un
dato impianto a fune.
(20)     Gli Stati membri dovrebbero
adottare le misure necessarie a garantire che gli impianti a fune siano messi
in servizio soltanto se ottemperano alle disposizioni del presente regolamento
e se non mettono a rischio la salute e la sicurezza di persone o beni quando
debitamente installati, sottoposti a manutenzione e impiegati conformemente
alla loro destinazione d'uso.
(21)     È opportuno che gli Stati
membri stabiliscano le procedure di autorizzazione alla costruzione degli
impianti a fune, nonché alla loro modifica e messa in servizio, al fine di
garantire che tali impianti siano costruiti e montati nel sito di destinazione
in modo sicuro, conformemente all'analisi di sicurezza, alla relazione sulla
sicurezza e a tutti i pertinenti requisiti normativi.
(22)     L'analisi di sicurezza
relativa ai progetti di impianti a fune dovrebbe identificare i componenti da
cui dipende la sicurezza dell'impianto.
(23)     L'analisi di sicurezza
relativa agli impianti a fune dovrebbe tenere conto dei vincoli connessi al
funzionamento degli impianti a fune, senza tuttavia compromettere il principio
della libera circolazione delle merci per quanto concerne i sottosistemi e i
componenti di sicurezza o la sicurezza degli impianti stessi.
(24)     È opportuno che il presente
regolamento miri a garantire il funzionamento del mercato interno dei
sottosistemi e dei componenti di sicurezza degli impianti a fune. I
sottosistemi e i componenti di sicurezza che ottemperano alle disposizioni del
presente regolamento dovrebbero beneficiare del principio della libera
circolazione delle merci.
(25)     Dovrebbe essere consentito
integrare sottosistemi e componenti di sicurezza in un impianto a fune, a patto
che permettano la costruzione di impianti conformi alle disposizioni del
presente regolamento e che non mettano a rischio la salute e la sicurezza di
persone o beni quando siano debitamente installati, sottoposti a manutenzione e
impiegati conformemente alla loro destinazione d'uso.
(26)     I requisiti essenziali vanno
interpretati e applicati in modo da tenere conto dello stato della tecnica al
momento della progettazione e della fabbricazione, nonché dei fattori tecnici
ed economici, che vanno conciliati con un elevato livello di tutela della
salute e della sicurezza.
(27)     Gli operatori economici dovrebbero
essere responsabili della conformità dei sottosistemi e dei componenti di
sicurezza ai requisiti del presente regolamento in funzione del rispettivo
ruolo nella catena di fornitura, in modo da garantire un elevato livello di
salvaguardia di interessi pubblici quali la salute e la sicurezza degli utenti
e delle altre persone e la tutela della proprietà, nonché una concorrenza leale
sul mercato dell'Unione.
(28)     Tutti gli operatori economici
che intervengono nella catena di fornitura e distribuzione dovrebbero adottare
misure atte a garantire che siano messi a disposizione sul mercato soltanto
sottosistemi e componenti di sicurezza conformi alle disposizioni del presente
regolamento. È necessario stabilire una ripartizione chiara e proporzionata
degli obblighi corrispondenti al ruolo di ogni operatore economico nella catena
di fornitura e distribuzione.
(29)     Il fabbricante dei
sottosistemi e dei componenti di sicurezza, che possiede le conoscenze
dettagliate del processo di progettazione e di produzione, è nella posizione
migliore per eseguire la procedura completa di valutazione della conformità. È
pertanto opportuno che la valutazione della conformità rimanga un obbligo
esclusivo del fabbricante del sottosistema o del componente di sicurezza.
(30)     Per facilitare la
comunicazione tra gli operatori economici e le autorità nazionali di vigilanza
del mercato, gli Stati membri dovrebbero invitare gli operatori economici a
indicare l'indirizzo di un sito Internet oltre all'indirizzo postale.
(31)     È necessario garantire che i
sottosistemi e i componenti di sicurezza provenienti da paesi terzi che entrano
nel mercato dell'Unione siano conformi alle prescrizioni del presente
regolamento e in particolare che i fabbricanti abbiano applicato in merito
adeguate procedure di valutazione della conformità dei medesimi. Occorre
pertanto fare sì che gli importatori si assicurino di immettere sul mercato
sottosistemi o componenti di sicurezza conformi alle prescrizioni del presente
regolamento e di non immettervi sottosistemi o componenti di sicurezza che non
ottemperano a tali prescrizioni o che presentano dei rischi. Si dovrebbe
inoltre richiedere agli importatori di accertarsi che siano state svolte le
procedure di valutazione della conformità e che la marcatura del sottosistema o
del componente di sicurezza e la documentazione redatta dai fabbricanti siano a
disposizione delle autorità di vigilanza competenti a fini di controllo.
(32)     Il distributore rende
disponibile sul mercato un sottosistema o un componente di sicurezza dopo che
il fabbricante o l'importatore lo ha immesso sul mercato. Egli dovrebbe agire
con la dovuta diligenza, per garantire che la sua manipolazione del
sottosistema o del componente di sicurezza non incida negativamente sulla sua
conformità.
(33)     All'atto dell'immissione sul
mercato di un sottosistema o di un componente di sicurezza, ogni importatore
dovrebbe indicare sul sottosistema ovvero sul componente di sicurezza il suo
nome, la sua denominazione commerciale registrata o il suo marchio registrato,
nonché l'indirizzo postale al quale può essere contattato. Vanno previste
eccezioni per i casi in cui le dimensioni o la natura del componente di
sicurezza non consentono tale indicazione, compreso il caso in cui l'importatore
sia costretto ad aprire l'imballaggio per apporre il proprio nome e indirizzo
sul componente di sicurezza.
(34)     Qualsiasi operatore economico
che immetta sul mercato un sottosistema o un componente di sicurezza con il
proprio nome o marchio commerciale o che modifichi un sottosistema o un
componente di sicurezza in modo tale da poter inficiare la conformità alle
prescrizioni stabilite dal presente regolamento dovrebbe essere considerato il
fabbricante di tale prodotto e assumersi i relativi obblighi.
(35)     I distributori e gli importatori,
vista la loro vicinanza al mercato, dovrebbero essere coinvolti nei compiti di
vigilanza del mercato svolti dalle autorità nazionali competenti e dovrebbero
essere pronti a parteciparvi attivamente, fornendo a tali autorità tutte le
informazioni necessarie sui sottosistemi e i componenti di sicurezza in
questione.
(36)     Garantire la rintracciabilità
di un sottosistema o di un componente di sicurezza in tutta la catena di
fornitura contribuisce a semplificare la vigilanza del mercato e a migliorarne
l'efficienza. Un sistema efficiente di rintracciabilità facilita il compito
delle autorità di vigilanza del mercato di rintracciare l'operatore economico
che ha messo a disposizione sul mercato sottosistemi o componenti di sicurezza
non conformi.
(37)     È opportuno che il presente
regolamento si limiti a formulare i requisiti essenziali. Per facilitare la
valutazione della conformità a tali requisiti è necessario prevedere la
presunzione di conformità per gli impianti a fune che sono conformi alle norme
armonizzate adottate in forza del regolamento (UE) n. 1025/2012 ai fini
della formulazione di specifiche tecniche dettagliate in relazione a tali
requisiti, in particolare per quanto riguarda la progettazione, la costruzione
e il funzionamento degli impianti a fune.
(38)     Il regolamento (UE)
n. 1025/2012 prevede una procedura relativa alle obiezioni alle norme
armonizzate che non soddisfano completamente le prescrizioni del presente
regolamento.
(39)     Per consentire agli operatori
economici di dimostrare e alle autorità competenti di garantire che i
sottosistemi e i componenti di sicurezza resi disponibili sul mercato sono
conformi ai requisiti essenziali di sicurezza, è necessario prevedere procedure
di valutazione della conformità. La decisione n. 768/2008/CE contiene una
serie di moduli per le procedure di valutazione della conformità, che vanno
dalla procedura meno severa a quella più severa con un rigore proporzionale al
livello di rischio effettivo e di sicurezza richiesto. Per garantire la
coerenza intersettoriale ed evitare varianti ad hoc, è opportuno che le
procedure di valutazione della conformità siano scelte tra questi moduli.
(40)     I fabbricanti di sottosistemi
e componenti di sicurezza dovrebbero redigere una dichiarazione di conformità
UE che fornisca le informazioni richieste a norma del presente regolamento
sulla conformità del sottosistema o del componente di sicurezza alle
prescrizioni stabilite dal presente regolamento e da altri atti pertinenti
della normativa di armonizzazione dell'Unione. La dichiarazione di conformità
UE va allegata al sottosistema o al componente di sicurezza.
(41)     Per garantire un accesso
effettivo alle informazioni a fini di vigilanza del mercato, le informazioni
necessarie a identificare tutti gli atti dell'Unione applicabili ai
sottosistemi e ai componenti di sicurezza dovrebbero essere disponibili in un'unica
dichiarazione di conformità UE.
(42)     La marcatura CE, che indica la
conformità di un sottosistema o di un componente di sicurezza, è la conseguenza
visibile di un intero processo che comprende la valutazione della conformità in
senso lato. I principi generali che disciplinano la marcatura CE e la sua
relazione con altre marcature sono esposti nel regolamento (CE)
n. 765/2008. Le norme relative all'apposizione della marcatura CE
dovrebbero essere fissate nel presente regolamento.
(43)     Una verifica della conformità
dei sottosistemi e dei componenti di sicurezza con i requisiti essenziali di
cui al presente regolamento è necessaria per proteggere efficacemente utenti e
terzi.
(44)     Affinché sia garantito il
rispetto dei requisiti essenziali da parte dei sottosistemi e dei componenti di
sicurezza, è indispensabile elaborare adeguate procedure di conformità, cui i
fabbricanti devono attenersi. Tali procedure andrebbero fissate sulla base dei
moduli di valutazione della conformità definiti nella decisione
n. 768/2008/CE.
(45)     Le procedure di valutazione
della conformità di cui al presente regolamento richiedono l'intervento di
organismi di valutazione della conformità, notificati dagli Stati membri alla
Commissione.
(46)     L'esperienza ha dimostrato che
i criteri stabiliti dalla direttiva 2000/9/CE, cui si devono attenere gli
organismi di valutazione della conformità per essere notificati alla
Commissione, non sono sufficienti a garantire un livello uniformemente alto di
prestazioni di tali organismi notificati in tutta l'Unione. È tuttavia
indispensabile che tutti gli organismi di valutazione della conformità eseguano
le proprie funzioni allo stesso livello e nelle stesse condizioni di concorrenza
leale. A tal fine è necessario stabilire prescrizioni obbligatorie per gli
organismi di valutazione della conformità che desiderano essere notificati per
fornire servizi di valutazione della conformità.
(47)     Per garantire un livello
coerente di qualità delle valutazioni della conformità, è inoltre necessario
stabilire le prescrizioni da applicare alle autorità di notifica e agli altri
organismi coinvolti nella valutazione, nella notifica e nella sorveglianza
degli organismi notificati.
(48)     Qualora un organismo di
valutazione della conformità dimostri la conformità ai criteri fissati nelle
norme armonizzate, si deve presumere che sia conforme alle corrispondenti
prescrizioni stabilite nel presente regolamento.
(49)     Il sistema previsto dal
presente regolamento andrebbe completato dal sistema di accreditamento di cui
al regolamento (CE) n. 765/2008. Poiché l'accreditamento è un mezzo
essenziale per la verifica della competenza degli organismi di valutazione
della conformità, è opportuno impiegarlo anche ai fini della notifica.
(50)     L'accreditamento trasparente,
quale previsto dal regolamento (CE) n. 765/2008, che garantisce il necessario
livello di fiducia nei certificati di conformità, dovrebbe essere considerato
dalle autorità pubbliche nazionali in tutta l'Unione lo strumento preferito per
dimostrare la competenza tecnica degli organismi di valutazione della
conformità. Tuttavia, le autorità nazionali possono ritenere di possedere gli
strumenti idonei a effettuare esse stesse tale valutazione. In tal caso, onde
assicurare l'opportuno livello di credibilità delle valutazioni effettuate
dalle altre autorità nazionali, dovrebbero fornire alla Commissione e agli
altri Stati membri le necessarie prove documentali che dimostrino che gli
organismi di valutazione della conformità valutati rispettano le pertinenti
prescrizioni regolamentari.
(51)     Spesso gli organismi di
valutazione della conformità subappaltano parti delle loro attività connesse
alla valutazione della conformità o fanno ricorso ad un'affiliata. Al fine di
salvaguardare il livello di tutela richiesto per i sottosistemi o i componenti
di sicurezza da immettere sul mercato dell'Unione, è indispensabile che i
subappaltatori e le affiliate che eseguono la valutazione della conformità
rispettino le stesse prescrizioni applicate agli organismi notificati in
relazione allo svolgimento di compiti di valutazione della conformità. È
pertanto importante che la valutazione della competenza e delle prestazioni
degli organismi da notificare e la sorveglianza degli organismi già notificati
siano estese anche alle attività eseguite dai subappaltatori e dalle affiliate.
(52)     È necessario aumentare l'efficienza
e la trasparenza della procedura di notifica e, in particolare, adattarla alle
nuove tecnologie in modo da consentire la notifica elettronica.
(53)     Visto che gli organismi di
valutazione della conformità possono offrire i propri servizi in tutta l'Unione,
è opportuno conferire agli altri Stati membri e alla Commissione la possibilità
di sollevare obiezioni relative a un organismo notificato. È pertanto
importante prevedere un periodo durante il quale sia possibile chiarire
eventuali dubbi o preoccupazioni circa la competenza degli organismi di
valutazione della conformità prima che essi inizino ad operare in qualità di
organismi notificati.
(54)     Nell'interesse della
competitività, è fondamentale che gli organismi di valutazione della conformità
applichino le procedure di valutazione della conformità senza creare oneri
superflui per gli operatori economici. Per lo stesso motivo, e per garantire la
parità di trattamento degli operatori economici, deve essere garantita la
coerenza nell'applicazione tecnica delle procedure di valutazione della
conformità, che può essere realizzata meglio mediante un coordinamento appropriato
e la cooperazione tra organismi di valutazione della conformità.
(55)     Al fine di garantire
condizioni di attuazione uniformi del presente regolamento, dovrebbero essere
attribuite alla Commissione competenze di esecuzione. Tali competenze dovrebbero
essere esercitate in conformità al regolamento (UE) n. 182/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio[17].
(56)     Per l'adozione di atti di
esecuzione che richiedono allo Stato membro notificante di adottare le
necessarie misure correttive nei confronti degli organismi notificati che non
soddisfano o non soddisfano più i requisiti per la loro notifica, si dovrebbe
far ricorso alla procedura consultiva.
(57)     È necessario prevedere un
regime transitorio che consenta la messa a disposizione sul mercato e la messa
in servizio di sottosistemi e componenti di sicurezza già immessi sul mercato a
norma della direttiva 2000/9/CE.
(58)     Occorre prevedere un regime
transitorio che consenta la messa in servizio di impianti a fune già costruiti
a norma della direttiva 2000/9/CE.
(59)     Gli Stati membri dovrebbero
stabilire le sanzioni da irrogare in caso di violazione del presente
regolamento e assicurarne l'applicazione. Tali sanzioni devono essere
effettive, proporzionate e dissuasive.
(60)     Poiché l'obiettivo del
presente regolamento, ossia assicurare che gli impianti a fune soddisfino
requisiti che offrano un elevato livello di tutela della sicurezza degli
utenti, garantendo nel contempo il funzionamento del mercato interno dei
sottosistemi e dei componenti di sicurezza, non può essere conseguito in
maniera sufficiente dagli Stati membri e può, a motivo della sua portata e dei
suoi effetti, essere conseguito meglio a livello di Unione, l'Unione può
adottare misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui all'articolo
5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto
è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di
proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPO I
            DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
Oggetto
Il presente regolamento stabilisce norme
riguardanti la progettazione e la costruzione di impianti a fune adibiti al
trasporto di persone e la messa a disposizione sul mercato e la libera
circolazione dei sottosistemi e dei componenti di sicurezza destinati a tali
impianti.
Articolo 2
Campo
di applicazione
(1)                   
Il presente regolamento si applica agli impianti a
fune adibiti al trasporto di persone e ai sottosistemi e ai componenti di
sicurezza destinati a tali impianti.
(2)                   
Il presente regolamento non si applica:
(a)         
agli ascensori di cui alla direttiva 95/16/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio[18]
sugli ascensori;
(b)         
alle tranvie a funi di tipo tradizionale;
(c)         
agli impianti destinati agli usi agricoli e al
servizio di rifugi e baite di montagna che non sono intesi per il trasporto del
pubblico;
(d)        
alle attrezzature specifiche fisse e mobili per
luna park e/o parchi di divertimenti, nonché agli impianti di tali parchi che
servono esclusivamente per il divertimento e non come mezzi adibiti al
trasporto di persone;
(e)         
agli impianti minerari o ad altri impianti in siti
industriali utilizzati per attività industriali;
(f)          
agli impianti i cui utenti o veicoli si trovino
sull'acqua.
Articolo 3
Definizioni
Ai fini del
presente regolamento si intende per:
(1)                   
"impianto a fune": l'intero sistema
impiantato in un sito, consistente in infrastrutture e sottosistemi destinati
ad impianti costituiti da vari componenti progettati, costruiti, montati e
messi in servizio al fine di trasportare persone, la cui trazione è assicurata
da funi disposte lungo il tracciato;
(2)                   
"sottosistema": i sistemi elencati nell'allegato
I, sia singolarmente che in combinazione fra loro;
(3)                   
"infrastruttura": il tracciato di linea,
i dati sistemici, le strutture delle stazioni e le opere di linea appositamente
progettate per ogni impianto e costruite in loco e che sono necessarie alla
costruzione e al funzionamento dell'impianto, comprese le fondamenta;
(4)                   
"componente di sicurezza": qualsiasi
componente elementare, gruppo di componenti, sottoinsieme o insieme completo di
attrezzature e qualsiasi dispositivo concepito per essere integrato in un
sottosistema o in un impianto a fune allo scopo di garantirne la sicurezza di
funzionamento, il cui guasto comporta un rischio per la sicurezza o la salute delle
persone, siano essi utenti, personale o terzi;
(5)                   
"requisiti tecnici per l'esercizio": l'insieme
delle disposizioni e delle misure tecniche che incidono sulla progettazione e
sulla costruzione e sono indispensabili per la sicurezza di funzionamento dell'impianto
a fune;
(6)                   
"requisiti relativi alla manutenzione
tecnica": l'insieme delle disposizioni e delle misure tecniche che
incidono sulla progettazione e sulla costruzione e sono indispensabili per la
manutenzione, mirata a mantenerne la sicurezza di funzionamento, dell'impianto
a fune;
(7)                   
"teleferica": un impianto a fune i cui i
vettori sono tenuti sospesi da una o più funi;
(8)                   
"sciovia": un impianto a fune i cui
utenti, opportunamente equipaggiati, sono trainati lungo un tracciato preparato
a tale scopo;
(9)                   
"funicolare": un impianto a fune i cui i
vettori sono trainati su binari situati sul terreno o sostenuti da strutture
fisse;
(10)               
"messa a disposizione sul mercato": la
fornitura di un sottosistema o di un componente di sicurezza per la sua
distribuzione o il suo uso sul mercato dell'Unione nell'ambito di un'attività
commerciale, a titolo oneroso o gratuito;
(11)               
"immissione sul mercato": la prima messa
a disposizione di un sottosistema o di un componente di sicurezza sul mercato
dell'Unione;
(12)               
"messa in servizio": l'operazione di
avvio all'esercizio di un impianto a fune;
(13)               
"fabbricante": qualsiasi persona fisica o
giuridica che fabbrica un sottosistema o un componente di sicurezza, o che lo
fa progettare o fabbricare, e che lo commercializza con il proprio nome o
marchio commerciale;
(14)               
"rappresentante autorizzato": qualsiasi
persona fisica o giuridica stabilita nell'Unione che abbia ricevuto da un
fabbricante un mandato scritto che la autorizza ad agire per suo conto in
relazione a determinate attività;
(15)               
"importatore": qualsiasi persona fisica o
giuridica stabilita nell'Unione che immette sul mercato dell'Unione un
sottosistema o un componente di sicurezza originario di un paese terzo;
(16)               
"distributore": qualsiasi persona fisica
o giuridica inserita nella catena di fornitura, diversa dal fabbricante o dall'importatore,
che mette a disposizione sul mercato un sottosistema o un componente di
sicurezza;
(17)               
"operatori economici": il fabbricante, il
rappresentante autorizzato, l'importatore e il distributore di un sottosistema
o di un componente di sicurezza;
(18)               
"specifica tecnica": un documento che
prescrive i requisiti tecnici che un impianto, un'infrastruttura, un
sottosistema o un componente di sicurezza deve soddisfare;
(19)               
"norma armonizzata": una norma
armonizzata ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera c), del regolamento
(UE) n. 1025/2012;
(20)               
per il significato di "accreditamento" si
rimanda alla definizione di cui all'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento
(CE) n. 765/2008;
(21)               
per il significato di "organismo nazionale di
accreditamento" si rimanda alla definizione di cui all'articolo 2,
paragrafo 11, del regolamento (CE) n. 765/2008.
(22)               
"valutazione della conformità": il
processo atto a dimostrare il rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza
del presente regolamento in relazione a un sottosistema o a un componente di
sicurezza;
(23)               
"organismo di valutazione della
conformità": un organismo che svolge attività di valutazione della
conformità in relazione a un sottosistema o a un componente di sicurezza, fra
cui tarature, prove, certificazioni e ispezioni;
(24)               
"richiamo": qualsiasi misura volta ad
ottenere la restituzione di un sottosistema o di un componente di sicurezza già
integrato in un impianto a fune;
(25)               
"ritiro": qualsiasi misura volta a
impedire la messa a disposizione sul mercato di un sottosistema o di un
componente di sicurezza presente nella catena di fornitura;
(26)               
"marcatura CE": una marcatura mediante la
quale il fabbricante indica che il sottosistema o il componente di sicurezza è
conforme ai requisiti applicabili stabiliti dalla normativa di armonizzazione
dell'Unione che ne prevede l'apposizione;
(27)               
"normativa di armonizzazione dell'Unione":
la normativa dell'Unione che armonizza le condizioni di commercializzazione dei
prodotti.
Articolo 4
Messa a
disposizione sul mercato di sottosistemi e componenti di sicurezza
(1)                   
Gli Stati membri adottano tutte le misure
appropriate per assicurare che i sottosistemi e i componenti di sicurezza siano
messi a disposizione sul mercato soltanto se soddisfano i requisiti del
presente regolamento.
(2)                   
Conformemente all'articolo 9, gli Stati membri
adottano tutte le misure necessarie a determinare le procedure per garantire
che i sottosistemi e i componenti di sicurezza siano integrati negli impianti a
fune soltanto se consentono la costruzione di impianti a fune che soddisfano i
requisiti del presente regolamento e non mettono a rischio la salute e la
sicurezza di persone o beni quando adeguatamente integrati, sottoposti a
manutenzione e azionati secondo la loro destinazione d'uso.
Articolo 5
Messa in servizio degli impianti a fune
(1)                   
Conformemente all'articolo 9, gli Stati membri
adottano tutte le misure necessarie a determinare le procedure per garantire
che gli impianti a fune siano messi in servizio soltanto se soddisfano i
requisiti del presente regolamento e non mettono a rischio la salute e la
sicurezza di persone o beni quando adeguatamente integrati, sottoposti a
manutenzione e azionati secondo la loro destinazione d'uso.
(2)                   
Gli impianti a fune conformi alle norme armonizzate
o a parti di esse i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea sono considerati conformi ai requisiti
essenziali di tali norme o parti di esse, di cui all'allegato II.
(3)                   
Le disposizioni del presente regolamento non
pregiudicano la facoltà degli Stati membri di prescrivere i requisiti che
ritengono necessari per garantire la tutela delle persone e, in particolare,
dei lavoratori durante l'uso degli impianti a fune, a patto che ciò non
implichi modifiche di detti impianti non previste dal presente regolamento.
Articolo 6
Requisiti
essenziali
Gli impianti a fune e le loro infrastrutture,
i loro sottosistemi e i loro componenti di sicurezza soddisfano i requisiti
essenziali loro applicabili di cui all'allegato II.
Articolo 7
Libera
circolazione dei sottosistemi e dei componenti di sicurezza
Gli Stati membri non vietano, né limitano, né
ostacolano la messa a disposizione sul mercato dei sottosistemi e dei
componenti di sicurezza che soddisfano i requisiti del presente regolamento.
Articolo 8
Analisi
di sicurezza e relazione sulla sicurezza dei progetti di impianti a fune
(1)                   
Tutti i progetti di impianti sono sottoposti all'analisi
di sicurezza definita nell'allegato III, che prende in considerazione tutti gli
aspetti inerenti alla sicurezza dell'impianto a fune e del suo ambiente nelle
fasi di progettazione, costruzione e messa in servizio, e che consente, in base
all'esperienza maturata, di individuare i rischi che potrebbero manifestarsi
durante il funzionamento.
(2)                   
L'analisi di sicurezza deve essere inserita in una
relazione sulla sicurezza. Tale relazione deve raccomandare le misure previste
per affrontare tali rischi e deve comprendere un elenco dei sottosistemi e dei
componenti di sicurezza da integrare nell'impianto a fune.
Articolo 9
Autorizzazione
degli impianti a fune
(1)                   
Gli Stati membri stabiliscono le procedure di
autorizzazione alla costruzione e alla messa in servizio degli impianti a fune
situati nel loro territorio.
(2)                   
Gli Stati membri provvedono a che, ai fini dell'approvazione
dell'impianto a fune, siano presentati all'autorità competente l'analisi di
sicurezza, la relazione sulla sicurezza, la dichiarazione di conformità UE e
gli altri documenti relativi alla conformità dei sottosistemi e dei componenti
di sicurezza, nonché la documentazione concernente le caratteristiche dell'impianto.
La documentazione relativa all'impianto a fune comprende anche le condizioni e
le limitazioni di esercizio, come pure tutte le istruzioni per la riparazione,
la sorveglianza, la regolazione e la manutenzione dell'impianto. Una copia di questi
documenti viene conservata presso l'impianto a fune.
(3)                   
Se caratteristiche, sottosistemi o componenti di
sicurezza importanti di impianti a fune esistenti sono oggetto di modifiche che
richiedono che lo Stato membro interessato rilasci una nuova autorizzazione di
messa in servizio, tali modifiche e la loro incidenza sul complesso dell'impianto
soddisfano i requisiti essenziali di cui all'allegato II.
(4)                   
Gli Stati membri non utilizzano le disposizioni di
cui al paragrafo 1 per vietare, limitare o ostacolare, per motivi legati ad
aspetti contemplati dal presente regolamento, la costruzione e la messa in
servizio di impianti a fune che sono conformi alle disposizioni del presente
regolamento e non presentano rischi per la salute e la sicurezza di persone o
beni quando installati in modo corretto conformemente alla loro destinazione d'uso.
(5)                   
Gli Stati membri non utilizzano le disposizioni di
cui al paragrafo 1 per vietare, limitare o ostacolare la libera circolazione
dei sottosistemi e dei componenti di sicurezza conformi al presente
regolamento.
Articolo 10
Funzionamento
degli impianti a fune
(1)                   
Gli Stati membri fanno in modo che un impianto a
fune rimanga in funzione solo se soddisfa le condizioni stabilite nella
relazione sulla sicurezza.
(2)                   
Qualora uno Stato membro constati che un impianto a
fune autorizzato e utilizzato conformemente alla sua destinazione d'uso mette a
rischio la salute e la sicurezza delle persone e, eventualmente, dei beni,
adotta tutte le misure appropriate per limitarne le condizioni di funzionamento
o per vietarne il funzionamento.
CAPO II
OBBLIGHI DEGLI OPERATORI ECONOMICI DI
SOTTOSISTEMI E COMPONENTI DI SICUREZZA
Articolo 11 [Articolo R2 della decisione n.
768/2008/CE]
Obblighi dei
fabbricanti
(1)                   
All'atto dell'immissione sul mercato dei loro
sottosistemi o componenti di sicurezza, i fabbricanti garantiscono che tali
prodotti sono stati progettati e fabbricati conformemente ai requisiti
essenziali di cui all'allegato II.
(2)                   
I fabbricanti di sottosistemi o componenti di
sicurezza redigono la documentazione tecnica di cui all'allegato V ed eseguono
o fanno eseguire la procedura di valutazione della conformità pertinente di cui
all'articolo 18.
Qualora la conformità di un sottosistema o di un
componente di sicurezza alle prescrizioni applicabili sia stata dimostrata
mediante la procedura di cui al primo comma, i fabbricanti redigono una
dichiarazione di conformità UE e appongono la marcatura CE.
(3)                   
I fabbricanti conservano la documentazione tecnica
e la dichiarazione di conformità UE per un periodo di 30 anni a decorrere dall'immissione
sul mercato del sottosistema o del componente di sicurezza.
(4)                   
I fabbricanti garantiscono che siano predisposte le
procedure necessarie affinché la produzione in serie continui ad essere
conforme al presente regolamento e tengono debitamente conto delle modifiche
della progettazione o delle caratteristiche, nonché delle modifiche delle norme
armonizzate o delle altre specifiche tecniche con riferimento alle quali è
dichiarata la conformità del sottosistema o del componente di sicurezza.
Laddove ritenuto necessario in considerazione dei
rischi presentati da un sottosistema o da un componente di sicurezza, i
fabbricanti, per proteggere la salute e la sicurezza degli utenti, eseguono una
prova a campione del sottosistema o del componente di sicurezza messo a
disposizione sul mercato, esaminano i reclami relativi ai sottosistemi o ai
componenti di sicurezza non conformi e i richiami di tali sottosistemi o
componenti di sicurezza, mantenendone eventualmente un registro, e informano i
distributori di tale monitoraggio.
(5)                   
I fabbricanti assicurano che i loro sottosistemi o
componenti di sicurezza siano accompagnati dalla dichiarazione di conformità UE
e rechino un numero di tipo, di lotto, di serie oppure qualsiasi altro elemento
che ne consenta l'identificazione.
Qualora le dimensioni o la natura del componente
di sicurezza non lo consentano, i fabbricanti garantiscono che le informazioni
prescritte si trovino sull'imballaggio o nelle istruzioni allegate al
componente di sicurezza.
(6)                   
I fabbricanti indicano il loro nome, la loro
denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e l'indirizzo
postale al quale possono essere contattati sul sottosistema o sul componente di
sicurezza oppure, ove ciò non sia possibile, sull'imballaggio o nelle
istruzioni allegate al componente di sicurezza. L'indirizzo indica un unico
punto in cui il fabbricante può essere contattato. I dati di recapito sono
redatti in una lingua facilmente comprensibile dagli utenti e dalle autorità di
vigilanza del mercato, stabilita dallo Stato membro interessato.
(7)                   
I fabbricanti garantiscono che al sottosistema o al
componente di sicurezza siano allegate la dichiarazione di conformità UE, le
istruzioni e le informazioni in materia di sicurezza, scritte in una lingua
facilmente comprensibile dagli utenti, stabilita dallo Stato membro
interessato. Tali istruzioni e informazioni in materia di sicurezza sono
chiare, comprensibili e intelligibili.
(8)                   
I fabbricanti che ritengono o hanno motivo di
ritenere che un sottosistema o un componente di sicurezza da essi immesso sul
mercato non sia conforme al presente regolamento prendono immediatamente le
misure correttive necessarie a renderlo conforme, a ritirarlo o a richiamarlo,
a seconda dei casi. Inoltre, qualora il sottosistema o il componente di
sicurezza presenti un rischio, i fabbricanti ne informano immediatamente le
autorità nazionali competenti degli Stati membri sui cui mercati hanno messo a
disposizione tale sottosistema o componente di sicurezza, indicando in
particolare i dettagli relativi alla non conformità e qualsiasi misura
correttiva presa. 
(9)                   
A seguito di una richiesta motivata, i fabbricanti
forniscono a un'autorità nazionale competente tutte le informazioni e la
documentazione atte a dimostrare la conformità del sottosistema o del
componente di sicurezza al presente regolamento, in una lingua che possa essere
facilmente compresa da tale autorità. Tali informazioni e documentazione
possono essere fornite in forma cartacea o elettronica. I fabbricanti
collaborano con tale autorità, su richiesta di quest'ultima, a qualsiasi azione
intrapresa per eliminare i rischi presentati dai sottosistemi o dai componenti
di sicurezza che hanno immesso sul mercato. 
Articolo 12 [Articolo R3 della decisione n.
768/2008/CE]
Rappresentanti
autorizzati
(1)                   
Il fabbricante può nominare, mediante mandato
scritto, un rappresentante autorizzato.
Gli obblighi di cui all'articolo 11, paragrafo 1,
e l'obbligo di stesura della documentazione tecnica non rientrano nel mandato
del rappresentante autorizzato.
(2)                   
Il rappresentante autorizzato esegue i compiti
specificati nel mandato ricevuto dal fabbricante. Il mandato consente al
rappresentante autorizzato di svolgere almeno i seguenti compiti:
(a)         
mantenere a disposizione delle autorità nazionali
di vigilanza la dichiarazione di conformità UE e la documentazione tecnica per
un periodo di 30 anni dalla data di immissione sul mercato del sottosistema o
del componente di sicurezza;
(b)         
a seguito di una richiesta motivata di un'autorità
nazionale competente, fornire a tale autorità tutte le informazioni e la
documentazione necessarie a dimostrare la conformità del sottosistema o del
componente di sicurezza;
(c)         
collaborare con le autorità nazionali competenti,
su richiesta di queste ultime, a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i
rischi presentati dai sottosistemi o dai componenti di sicurezza che rientrano
nel suo mandato.
Articolo 13 [Articolo R4 della decisione n.
768/2008/CE]
Obblighi degli
importatori
(1)                   
Gli importatori immettono sul mercato solo
sottosistemi o componenti di sicurezza conformi.
(2)                   
Prima di immettere sul mercato un sottosistema o un
componente di sicurezza, gli importatori si accertano che il fabbricante abbia
eseguito la procedura di valutazione della conformità appropriata a norma dell'articolo
18. Essi si assicurano che il fabbricante abbia redatto la documentazione
tecnica, che il sottosistema o il componente di sicurezza sia accompagnato
dalla dichiarazione di conformità UE, che rechi il marchio CE e che ad esso
siano allegate le istruzioni e le informazioni in materia di sicurezza, nonché
che il fabbricante abbia soddisfatto le prescrizioni di cui all'articolo 11,
paragrafi 5 e 6 rispettivamente.
L'importatore, se ritiene o ha motivo di ritenere
che un sottosistema o un componente di sicurezza non sia conforme ai requisiti
essenziali dell'allegato II, non immette il sottosistema o il componente di
sicurezza sul mercato fino a quando non sia stato reso conforme. Inoltre,
quando un sottosistema o un componente di sicurezza presenta un rischio, l'importatore
ne informa il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato.
(3)                   
Gli importatori indicano sul sottosistema o sul
componente di sicurezza oppure, ove ciò non sia possibile, sull'imballaggio o
nelle istruzioni che accompagnano il sottosistema o il componente di sicurezza,
il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio
registrato e l'indirizzo postale presso il quale possono essere contattati. I
dati di recapito sono redatti in una lingua facilmente comprensibile dagli
utenti e dalle autorità di vigilanza del mercato, stabilita dallo Stato membro
interessato.
(4)                   
Gli importatori garantiscono che al sottosistema o
al componente di sicurezza siano allegate le istruzioni e le informazioni in
materia di sicurezza, scritte in una lingua facilmente comprensibile dagli
utenti, stabilita dallo Stato membro interessato.
(5)                   
Gli importatori garantiscono che, mentre un
sottosistema o un componente di sicurezza è sotto la loro responsabilità, le
condizioni di immagazzinamento o di trasporto non pregiudichino la sua
conformità ai requisiti di cui all'allegato II.
(6)                   
Laddove ritenuto necessario in considerazione dei
rischi presentati da un sottosistema o da un componente di sicurezza, gli
importatori, per proteggere la salute e la sicurezza degli utenti, su richiesta
debitamente motivata delle autorità competenti, eseguono una prova a campione
dei sottosistemi o dei componenti di sicurezza messi a disposizione sul
mercato, esaminano i reclami relativi ai sottosistemi o ai componenti di
sicurezza non conformi e i richiami di tali sottosistemi o componenti di
sicurezza, mantenendone eventualmente un registro, e informano i distributori
di tale monitoraggio.
(7)                   
Gli importatori che ritengono o hanno motivo di
ritenere che un sottosistema o un componente di sicurezza da essi immesso sul
mercato non sia conforme al presente regolamento prendono immediatamente le
misure correttive necessarie a renderlo conforme, a ritirarlo o a richiamarlo,
a seconda dei casi. Inoltre, qualora il sottosistema o il componente di
sicurezza presenti un rischio, gli importatori ne informano immediatamente le
autorità nazionali competenti degli Stati membri sui cui mercati hanno messo a
disposizione tale sottosistema o componente di sicurezza, indicando in
particolare i dettagli relativi alla non conformità e qualsiasi misura
correttiva presa.
(8)                   
Per un periodo di 30 anni dalla data in cui il
sottosistema o il componente di sicurezza è stato immesso sul mercato, gli
importatori conservano la dichiarazione di conformità UE a disposizione delle
autorità di vigilanza del mercato e garantiscono che la documentazione tecnica
possa essere resa disponibile a tali autorità su richiesta.
(9)                   
A seguito di una richiesta motivata di un'autorità
nazionale competente, gli importatori forniscono a quest'ultima tutte le
informazioni e la documentazione atte a dimostrare la conformità di un
sottosistema o di un componente di sicurezza, in una lingua che possa essere
facilmente compresa da tale autorità. Tali informazioni e documentazione
possono essere fornite in forma cartacea o elettronica. Gli importatori
collaborano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa
per eliminare i rischi presentati dai sottosistemi o dai componenti di
sicurezza che hanno immesso sul mercato. 
Articolo 14 [Articolo R5 della decisione n.
768/2008/CE]
Obblighi dei
distributori
(1)                   
Quando mettono un sottosistema o un componente di
sicurezza a disposizione sul mercato, i distributori esercitano la dovuta
diligenza in relazione ai requisiti del presente regolamento.
(2)                   
Prima di mettere un sottosistema o un componente di
sicurezza a disposizione sul mercato, i distributori verificano che esso rechi
la marcatura CE e che sia accompagnato dalla dichiarazione di conformità UE
nonché dalle istruzioni e dalle informazioni sulla sicurezza redatte in una
lingua facilmente comprensibile per gli utenti, stabilita dallo Stato membro
interessato, e che il fabbricante e l'importatore si siano conformati alle
prescrizioni di cui all'articolo 11, paragrafi 5 e 6, e all'articolo 13,
paragrafo 3.
Il distributore, se ritiene o ha motivo di
ritenere che un sottosistema o un componente di sicurezza non sia conforme ai
requisiti essenziali dell'allegato II, non rende disponibile sul mercato il
sottosistema o il componente di sicurezza fino a quando non sia stato reso
conforme. Inoltre, quando il sottosistema o il componente di sicurezza presenta
un rischio, il distributore ne informa il fabbricante o l'importatore e le
autorità di vigilanza del mercato.
(3)                   
I distributori garantiscono che, mentre un
sottosistema o un componente di sicurezza è sotto la loro responsabilità, le
condizioni di immagazzinamento o di trasporto non pregiudichino la sua
conformità ai requisiti essenziali di cui all'allegato II.
(4)                   
I distributori che ritengono o hanno motivo di
ritenere che un sottosistema o un componente di sicurezza da essi messo a
disposizione sul mercato non sia conforme al presente regolamento si assicurano
che siano prese le misure correttive necessarie a renderlo conforme, a
ritirarlo o a richiamarlo, a seconda dei casi. Inoltre, qualora il sottosistema
o il componente di sicurezza presenti un rischio, i distributori ne informano
immediatamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri sui cui
mercati hanno messo a disposizione tale sottosistema o componente di sicurezza,
indicando in particolare i dettagli relativi alla non conformità e qualsiasi
misura correttiva presa.
(5)                   
I distributori, a seguito di una richiesta motivata
di un'autorità nazionale competente, forniscono a quest'ultima tutte le
informazioni e la documentazione necessarie a dimostrare la conformità di un
sottosistema o di un componente di sicurezza. Tali informazioni e
documentazione possono essere fornite in forma cartacea o elettronica. I
distributori collaborano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi
azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dal sottosistema o dal
componente di sicurezza che hanno messo a disposizione sul mercato.
Articolo 15 [Articolo R6 della decisione n.
768/2008/CE]
Casi in cui
gli obblighi dei fabbricanti si applicano agli importatori e ai distributori
Un importatore o distributore è ritenuto un
fabbricante ai fini del presente regolamento ed è soggetto agli obblighi del
fabbricante di cui all'articolo 11 quando immette sul mercato un sottosistema o
un componente di sicurezza con il proprio nome o marchio commerciale o modifica
un sottosistema o un componente di sicurezza già immesso sul mercato in modo
tale che la conformità alle prescrizioni del presente regolamento potrebbe
risentirne.
Articolo 16 [Articolo R7 della decisione n.
768/2008/CE]
Identificazione
degli operatori economici
Gli operatori economici indicano alle autorità
di vigilanza che ne facciano richiesta:
(a)                   
qualsiasi operatore economico che abbia fornito
loro un sottosistema o un componente di sicurezza;
(b)                   
qualsiasi operatore economico cui abbiano fornito
un sottosistema o un componente di sicurezza.
Gli operatori economici sono in grado di
presentare le informazioni di cui al primo comma per un periodo di 30 anni dopo
che è stato loro fornito un sottosistema o un componente di sicurezza e per un
periodo di 30 anni dopo che hanno fornito un sottosistema o un componente di
sicurezza.
CAPO III
CONFORMITÀ DI SOTTOSISTEMI E COMPONENTI DI SICUREZZA 
Articolo 17 [Articolo R8 della decisione n.
768/2008/CE]
Presunzione
di conformità
I sottosistemi e i
componenti di sicurezza conformi alle norme armonizzate o a parti di esse i cui
riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea sono considerati conformi ai requisiti essenziali di tali norme o
parti di esse, di cui all'allegato II. 
Articolo 18
Valutazione
della conformità
(1)                   
Prima di immetterlo sul mercato, il fabbricante
sottopone il sottosistema o il componente di sicurezza a una procedura di
valutazione della conformità ai sensi del paragrafo 2.
(2)                   
La conformità dei sottosistemi e dei componenti di
sicurezza è attestata, a scelta del fabbricante, in base ad una delle seguenti
procedure di valutazione della conformità:
(a)         
certificazione UE (modulo B — tipo di produzione)
di cui all'allegato IV in combinazione con una delle due procedure seguenti:
i)       conformità al tipo basata sulla garanzia
di qualità del processo di produzione (modulo D), di cui all'allegato V;
ii)      conformità al tipo basata sulla verifica
del sottosistema o del componente di sicurezza (modulo F), di cui all'allegato
VI;
(b)         
conformità basata sulla verifica di un unico
prodotto (modulo G), di cui all'allegato VII;
(c)         
conformità basata sulla garanzia di qualità totale
(modulo H), di cui all'allegato VIII.
(3)                   
Concluse le procedure di cui al paragrafo 2, il
fabbricante, conformemente alle disposizioni dell'articolo 21, appone la
marcatura CE sul sottosistema o sul componente di sicurezza risultato conforme
al presente regolamento.
(4)                   
I paragrafi 1, 2 e 3 si applicano anche ai
sottosistemi e ai componenti di sicurezza destinati ai fini propri del
fabbricante.
(5)                   
I documenti e la corrispondenza relativi alla
valutazione della conformità sono redatti nella lingua o nelle lingue ufficiali
dello Stato membro in cui è stabilito l'organismo che esegue le procedure di
cui al paragrafo 2, oppure in una lingua accettata da tale organismo.
Articolo 19
Dichiarazione
di conformità UE
(1)                   
La dichiarazione di conformità UE di un
sottosistema o di un componente di sicurezza attesta il rispetto dei requisiti
essenziali di sicurezza di cui all'allegato II.
(2)                   
La dichiarazione di conformità UE ha la struttura
tipo di cui all'allegato X, contiene gli elementi specificati nelle pertinenti
procedure di valutazione della conformità di cui agli allegati da IV a VIII ed
è continuamente aggiornata. È allegata al sottosistema o al componente di
sicurezza ed è tradotta nella lingua o nelle lingue richieste dallo Stato
membro sul cui mercato il sottosistema o il componente di sicurezza viene
immesso o reso disponibile.
(3)                   
Se a un sottosistema o a un componente di sicurezza
si applicano più atti dell'Unione che prescrivono una dichiarazione di
conformità UE, viene compilata un'unica dichiarazione di conformità UE in
rapporto a tutti questi atti dell'Unione. La dichiarazione contiene gli estremi
degli atti dell'Unione, compresi i riferimenti della loro pubblicazione. 
(4)                   
Con la dichiarazione di conformità UE il
fabbricante si assume la responsabilità della conformità del sottosistema o del
componente di sicurezza ai requisiti stabiliti dal presente regolamento. 
Articolo 20 [Articolo R11 della decisione
n. 768/2008/CE]
Principi
generali della marcatura CE
La marcatura CE è soggetta ai principi
generali di cui all'articolo 30 del regolamento (CE) n. 765/2008.
Articolo 21 [Articolo R12 della decisione
n. 768/2008/CE]
Regole
e condizioni per l'apposizione della marcatura CE
(1)                   
La marcatura CE è apposta sul sottosistema o sul
componente di sicurezza, o sulla relativa targhetta segnaletica, in modo
visibile, leggibile e indelebile.
(2)                   
La marcatura CE è apposta sul sottosistema o sul
componente di sicurezza prima della sua immissione sul mercato.
(3)                   
La marcatura CE è seguita dal numero di
identificazione dell'organismo notificato che interviene nella fase di
controllo della produzione.
(4)                   
La marcatura CE e il numero di identificazione di
cui al paragrafo 3 possono essere seguiti da qualsiasi altro marchio indicante
un rischio o un impiego particolare.
CAPO IV
NOTIFICA
DEGLI ORGANISMI DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ
Articolo 22 [Articolo R13 della decisione
n. 768/2008/CE]
Notifica
Gli Stati membri notificano alla Commissione e
agli altri Stati membri gli organismi autorizzati a svolgere, in qualità di
terzi, compiti di valutazione della conformità a norma dell'articolo 18.
Articolo 23 [Articolo R14 della decisione
n. 768/2008/CE]
Autorità
di notifica
(1)                   
Gli Stati membri designano un'autorità di notifica
che è responsabile dell'istituzione e dell'esecuzione delle procedure
necessarie per la valutazione e la notifica degli organismi di valutazione
della conformità e il controllo degli organismi notificati, anche per quanto
riguarda l'ottemperanza all'articolo 26.
(2)                   
Gli Stati membri possono decidere che la
valutazione e il controllo di cui al paragrafo 1 siano eseguiti da un organismo
nazionale di accreditamento ai sensi e in conformità del regolamento (CE)
n. 765/2008.
(3)                   
Se l'autorità di notifica delega o altrimenti
affida la valutazione, la notifica o vigilanza di cui al paragrafo 1 ad un
organismo che non è un ente pubblico, detto organismo è una persona giuridica e
rispetta mutatis mutandis le prescrizioni di cui all'articolo 26,
paragrafi da 1 a 6. Inoltre, esso adotta disposizioni per coprire la
responsabilità civile connessa alle proprie attività.
(4)                   
L'autorità di notifica si assume la piena
responsabilità per i compiti svolti dall'organismo di cui al paragrafo 3. 
Articolo 24 [Articolo R15 della decisione
n. 768/2008/CE]
Prescrizioni
relative alle autorità di notifica
(1)                   
L'autorità di notifica è stabilita in modo che non
sorgano conflitti d'interesse con gli organismi di valutazione della
conformità.
(2)                   
L'autorità di notifica è organizzata e gestita in
modo che sia salvaguardata l'obiettività e l'imparzialità delle sue attività.
(3)                   
L'autorità di notifica è organizzata in modo che
ogni decisione relativa alla notifica di un organismo di valutazione della
conformità sia presa da persone competenti, diverse da quelle che hanno
effettuato la valutazione.
(4)                   
L'autorità di notifica non offre e non svolge
attività eseguite dagli organismi di valutazione della conformità o servizi di
consulenza commerciali o su base concorrenziale.
(5)                   
L'autorità di notifica salvaguarda la riservatezza
delle informazioni ottenute.
(6)                   
L'autorità di notifica ha a sua disposizione un
numero di dipendenti competenti sufficiente per l'adeguata esecuzione dei suoi
compiti.
Articolo 25 [Articolo R16 della decisione
n. 768/2008/CE]
Obbligo
di informazione delle autorità di notifica
Gli Stati membri informano la Commissione
delle loro procedure per la valutazione e la notifica degli organismi di
valutazione della conformità e per il controllo degli organismi notificati,
nonché di qualsiasi modifica delle stesse.
La Commissione
rende pubbliche tali informazioni.
Articolo 26 [Articolo R17 della decisione
n. 768/2008/CE]
Prescrizioni
relative agli organismi notificati
(1)                   
Ai fini della notifica, l'organismo notificato
rispetta le prescrizioni di cui ai paragrafi da 2 a 11.
(2)                   
L'organismo di valutazione della conformità è
stabilito a norma della legge nazionale di uno Stato membro e ha personalità
giuridica.
(3)                   
L'organismo di valutazione della conformità è un
organismo terzo indipendente dall'organizzazione o dal sottosistema o dal
componente di sicurezza che valuta.
Un organismo appartenente a un'associazione di
imprese o a una federazione professionale che rappresenta imprese coinvolte
nella progettazione, nella fabbricazione, nella fornitura, nell'assemblaggio,
nell'utilizzo o nella manutenzione di sottosistemi o componenti di sicurezza
che esso valuta può essere ritenuto un organismo siffatto a condizione che
siano dimostrate la sua indipendenza e l'assenza di qualsiasi conflitto di
interesse.
(4)                   
Nessun organismo di valutazione della conformità,
né i suoi alti dirigenti o il personale responsabile dell'esecuzione della
valutazione della conformità possono essere al contempo progettisti, fabbricanti,
fornitori, installatori, acquirenti, proprietari, utilizzatori o responsabili
della manutenzione dei sottosistemi o dei componenti di sicurezza sottoposti
alla valutazione, né rappresentanti di uno di questi soggetti. Ciò non preclude
l'uso dei sottosistemi o dei componenti di sicurezza valutati che sono
necessari al funzionamento dell'organismo di valutazione della conformità o l'utilizzo
di tali sottosistemi o componenti di sicurezza per fini privati.
L'organismo di valutazione della conformità, i suoi
alti dirigenti e il personale addetto alla valutazione della conformità non
intervengono direttamente nella progettazione, nella fabbricazione o nella
costruzione, nella commercializzazione, nell'installazione, nell'utilizzo o
nella manutenzione di tali sottosistemi o componenti di sicurezza, né
rappresentano i soggetti impegnati in tali attività. Essi non possono
esercitare alcuna attività che possa pregiudicare la propria indipendenza di
giudizio o integrità in relazione alle attività di valutazione della conformità
per le quali sono notificati. Ciò vale in particolare per i servizi di
consulenza.
Gli organismi di valutazione della conformità
garantiscono che le attività delle loro affiliate o dei loro subappaltatori non
pregiudichino la riservatezza, sull'obiettività o sull'imparzialità delle
proprie attività di valutazione della conformità.
(5)                   
Gli organismi di valutazione della conformità e il
loro personale svolgono le attività di valutazione della conformità con il
massimo grado di integrità professionale e con la competenza tecnica richiesta
nel campo specifico e sono liberi da qualsiasi pressione e incentivo,
soprattutto di ordine finanziario, che possa influenzare il loro giudizio o i
risultati delle loro attività di valutazione della conformità, in particolare
da parte di persone o gruppi di persone interessati a tali risultati.
(6)                   
L'organismo di valutazione della conformità deve
essere in grado di eseguire tutti i compiti di valutazione della conformità,
assegnatigli in base agli allegati da IV a VIII e per i quali è stato
notificato, indipendentemente dal fatto che tali compiti siano eseguiti dall'organismo
stesso o a suo nome e sotto la sua responsabilità.
In ogni momento, per ogni procedura di valutazione
della conformità e per ogni tipo o categoria di sottosistemi o di componenti di
sicurezza per i quali è stato notificato, l'organismo di valutazione della
conformità ha a sua disposizione:
(a)         
personale con conoscenze tecniche ed esperienza
sufficiente e appropriata per eseguire i compiti di valutazione della
conformità;
(b)         
la descrizione delle procedure in base alle quali è
svolta la valutazione della conformità, garantendo la trasparenza e la capacità
di riprodurre tali procedure. Esso predispone politiche e procedure appropriate
che distinguano i compiti che svolge in qualità di organismo notificato dalle
altre attività;
(c)         
le procedure per svolgere le attività che tengono
debitamente conto delle dimensioni di un'impresa, del settore in cui opera,
della sua struttura, del grado di complessità della tecnologia del sottosistema
o del componente di sicurezza in questione e della natura di massa o seriale
del processo produttivo.
L'organismo di valutazione della conformità
dispone dei mezzi necessari per eseguire in modo appropriato i compiti tecnici
e amministrativi connessi alle attività di valutazione della conformità e ha
accesso a tutti gli strumenti o impianti occorrenti.
(7)                   
Il personale responsabile dell'esecuzione delle
attività di valutazione della conformità dispone di quanto segue:
a)      una formazione tecnica e professionale
solida per tutte le attività di valutazione della conformità in relazione alle
quali l'organismo di valutazione della conformità è stato notificato;
b)      conoscenze soddisfacenti delle
prescrizioni relative alle valutazioni che esegue e un'adeguata autorità per
eseguire tali valutazioni;
c)      una conoscenza e una comprensione
adeguate dei requisiti essenziali di cui all'allegato II, delle norme
armonizzate applicabili e delle disposizioni pertinenti della normativa di
armonizzazione dell'Unione, nonché della normativa nazionale;
d)      la capacità di redigere certificati,
registri e rapporti atti a dimostrare che le valutazioni sono state eseguite.
(8)                   
È garantita l'imparzialità degli organismi di
valutazione della conformità, dei loro alti dirigenti e del personale addetto
alle valutazioni.
La remunerazione degli alti dirigenti e del
personale addetto alla valutazione della conformità di un organismo di
valutazione della conformità non dipende dal numero di valutazioni eseguite o
dai risultati di tali valutazioni.
(9)                   
Gli organismi di valutazione della conformità
sottoscrivono un contratto di assicurazione per la responsabilità civile, a
meno che detta responsabilità non sia direttamente coperta dallo Stato a norma
del diritto nazionale o che lo Stato membro stesso non sia direttamente
responsabile della valutazione della conformità.
(10)               
Il personale di un organismo di valutazione della
conformità è tenuto al segreto professionale per tutto ciò di cui viene a
conoscenza nell'esercizio delle sue funzioni ai sensi degli allegati da IV a
VIII o di qualsiasi disposizione esecutiva di diritto interno, ma non nei
confronti delle autorità competenti dello Stato in cui esercita le sue
attività. Sono tutelati i diritti di proprietà.
(11)               
Gli organismi di valutazione della conformità
partecipano alle attività di normazione pertinenti e alle attività del gruppo
di coordinamento degli organismi notificati istituito a norma del presente
regolamento e garantiscono che il loro personale addetto alla valutazione della
conformità ne sia informato, e applicano come guida generale le decisioni ed i
documenti amministrativi prodotti da tale gruppo.
Articolo 27 [Articolo R18 della decisione
n. 768/2008/CE]
Presunzione
di conformità
Qualora dimostri la propria conformità ai
criteri stabiliti nelle pertinenti norme armonizzate o in parti di esse i cui
riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea, un organismo di valutazione della conformità è considerato
conforme alle prescrizioni di cui all'articolo 26 nella misura in cui le norme
applicabili armonizzate coprono tali prescrizioni. 
Articolo 28 [Articolo R20 della decisione
n. 768/2008/CE]
Affiliate
e subappaltatori degli organismi notificati
(1)                   
Un organismo notificato, qualora subappalti compiti
specifici connessi alla valutazione della conformità oppure ricorra a un'affiliata,
garantisce che il subappaltatore o l'affiliata rispettino le prescrizioni di
cui all'articolo 26 e ne informa l'autorità di notifica.
(2)                   
Gli organismi notificati si assumono la completa
responsabilità delle mansioni eseguite da subappaltatori o affiliate, ovunque
questi siano stabiliti.
(3)                   
Le attività possono essere subappaltate o eseguite
da un'affiliata soltanto previo consenso del cliente.
(4)                   
Gli organismi notificati tengono a disposizione
dell'autorità di notifica i documenti relativi all'esame delle qualifiche del
subappaltatore o dell'affiliata e al lavoro svolto da quest'ultimi svolto ai
sensi degli allegati da IV a VIII.
Articolo 29 [Articolo R22 della decisione
n. 768/2008/CE]
Domanda
di notifica
(1)                   
L'organismo di valutazione della conformità
presenta una domanda di notifica all'autorità di notifica dello Stato membro in
cui è stabilito.
(2)                   
La domanda di notifica è accompagnata da una
descrizione delle attività di valutazione della conformità, del modulo o dei
moduli di valutazione della conformità e dei sottosistemi o dei componenti di
sicurezza per i quali tale organismo dichiara di essere competente, nonché da
un certificato di accreditamento, se disponibile, rilasciato da un organismo
nazionale di accreditamento che attesti che l'organismo di valutazione della
conformità soddisfa i requisiti di cui all'articolo 26.
(3)                   
Qualora non possa fornire un certificato di
accreditamento, l'organismo di valutazione della conformità fornisce all'autorità
di notifica tutte le prove documentali necessarie per la verifica, il
riconoscimento e il controllo periodico della sua conformità alle prescrizioni
di cui all'articolo 26.
Articolo 30 [Articolo R23 della decisione
n. 768/2008/CE]
Procedura
di notifica
(1)                   
Le autorità di notifica possono notificare solo gli
organismi di valutazione della conformità che soddisfino le prescrizioni di cui
all'articolo 26.
(2)                   
Esse notificano tali organismi alla Commissione e
agli altri Stati membri utilizzando lo strumento elettronico di notifica
elaborato e gestito dalla Commissione.
(3)                   
La notifica include tutti i dettagli riguardanti le
attività di valutazione della conformità, il modulo o i moduli di valutazione
della conformità e il sottosistema/componente di sicurezza o i
sottosistemi/componenti di sicurezza interessati, nonché la relativa
attestazione di competenza.
(4)                   
Se la notifica non si basa su un certificato di
accreditamento di cui all'articolo 29, paragrafo 2, l'autorità di notifica
fornisce alla Commissione e agli altri Stati membri le prove documentali
attestanti la competenza dell'organismo di valutazione della conformità e le
disposizioni atte a garantire che tale organismo sia controllato periodicamente
e continui a soddisfare le prescrizioni di cui all'articolo 26.
(5)                   
L'organismo interessato può eseguire le attività di
un organismo notificato solo se non sono sollevate obiezioni da parte della
Commissione o degli altri Stati membri entro due settimane dalla notifica,
qualora sia usato un certificato di accreditamento, o entro i due mesi dalla
notifica qualora non sia usato un accreditamento.
Solo tale organismo è considerato un organismo
notificato ai fini del presente regolamento.
(6)                   
Eventuali modifiche pertinenti successive
riguardanti la notifica sono comunicate alla Commissione e agli altri Stati
membri. 
Articolo 31 [Articolo R24 della decisione
n. 768/2008/CE]
Numeri
di identificazione ed elenchi degli organismi notificati
(1)                   
La Commissione assegna un numero di identificazione
all'organismo notificato.
La Commissione assegna un numero unico anche se l'organismo
è notificato ai sensi di diversi atti dell'Unione.
(2)                   
La Commissione mette a disposizione del pubblico l'elenco
degli organismi notificati a norma del presente regolamento, inclusi i numeri
di identificazione loro assegnati e le attività per le quali sono stati
notificati.
La Commissione garantisce che tale elenco sia
tenuto aggiornato.
Articolo 32 [Articolo R25 della decisione
n. 768/2008/CE]
Modifiche
delle notifiche
(1)                   
Qualora accerti o sia informata che un organismo
notificato non è più conforme alle prescrizioni di cui all'articolo 26 o non
adempie ai suoi obblighi, l'autorità di notifica, a seconda dei casi, limita,
sospende o ritira la notifica, in funzione della gravità del mancato rispetto
di tali prescrizioni o dell'inadempimento di tali obblighi. L'autorità di
notifica informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri.
(2)                   
Nei casi di limitazione, sospensione o ritiro della
notifica, oppure di cessazione dell'attività dell'organismo notificato, lo
Stato membro notificante prende le misure appropriate per garantire che le
pratiche di tale organismo siano evase da un altro organismo notificato o siano
messe a disposizione delle autorità di notifica e di vigilanza del mercato
responsabili, su loro richiesta.
Articolo 33 [Articolo R26 della decisione
n. 768/2008/CE]
Contestazione
della competenza degli organismi notificati
(1)                   
La Commissione indaga su tutti i casi in cui nutra
dubbi o vengano portati alla sua attenzione dubbi sulla competenza di un
organismo notificato o sull'ottemperanza di un organismo notificato alle
prescrizioni e alle responsabilità cui è sottoposto.
(2)                   
Lo Stato membro notificante fornisce alla
Commissione, su richiesta, tutte le informazioni relative alla base della
notifica o del mantenimento della competenza dell'organismo notificato in
questione.
(3)                   
La Commissione garantisce la riservatezza di tutte
le informazioni sensibili raccolte nel corso delle sue indagini.
(4)                   
La Commissione, qualora accerti che un organismo
notificato non soddisfa o non soddisfa più le prescrizioni per la sua notifica,
adotta un atto di esecuzione con cui richiede allo Stato membro notificante di
adottare le misure correttive necessarie e, all'occorrenza, di ritirare la
notifica.
L'atto di esecuzione di cui al primo comma è
adottato secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 39,
paragrafo 2.
Articolo 34 [Articolo R27 della decisione
n. 768/2008/CE]
Obblighi
operativi degli organismi notificati
(1)                   
Gli organismi notificati eseguono le valutazioni
della conformità conformemente alle procedure di valutazione della conformità
di cui agli allegati da IV a VIII.
(2)                   
Le valutazioni della conformità sono eseguite in
modo proporzionato, evitando oneri superflui per gli operatori economici.
Gli organismi di valutazione della conformità
svolgono le loro attività tenendo debitamente conto delle dimensioni di un'impresa,
del settore in cui opera, della sua struttura, del grado di complessità della
tecnologia del sottosistema o del componente di sicurezza in questione e della
natura seriale o di massa del processo di produzione.
Nel farlo rispettano tuttavia il grado di rigore e
il livello di protezione necessari per la conformità del sottosistema o del
componente di sicurezza alle disposizioni del presente regolamento.
(3)                   
Qualora un organismo notificato riscontri che i
requisiti essenziali di cui all'allegato II o alle norme armonizzate
corrispondenti o ad altre specifiche tecniche non siano stati rispettati da un
fabbricante, chiede a tale fabbricante di prendere le misure correttive
appropriate e non rilascia un certificato di conformità.
(4)                   
Un organismo notificato che nel corso del
monitoraggio della conformità successivo al rilascio di un certificato
riscontri che un sottosistema o un componente di sicurezza non è più conforme
chiede al fabbricante di prendere le misure correttive opportune e all'occorrenza
sospende o ritira il certificato. 
(5)                   
Qualora non siano prese misure correttive o non
producano il risultato richiesto, l'organismo notificato limita, sospende o
ritira i certificati, a seconda dei casi.
Articolo 35
Ricorso
contro le decisioni degli organismi notificati
Gli Stati membri provvedono affinché sia
disponibile una procedura di ricorso contro le decisioni degli organismi
notificati.
Articolo 36 [Articolo R28 della decisione
n. 768/2008/CE]
Obbligo
di informazione degli organismi notificati
(1)                   
Gli organismi notificati informano l'autorità di
notifica:
a)      di qualunque rifiuto, limitazione,
sospensione o ritiro di un certificato;
b)      di qualunque circostanza che possa
influire sull'ambito o sulle condizioni della notifica;
c)      di eventuali richieste di informazioni
ricevute dalle autorità di vigilanza del mercato in relazione alle attività di
valutazione della conformità;
d)      su richiesta, delle attività di
valutazione della conformità eseguite nell'ambito della loro notifica e di
qualsiasi altra attività, incluse quelle transfrontaliere e di subappalto.
(2)                   
Gli organismi notificati forniscono agli altri
organismi notificati a norma del presente regolamento, le cui attività di
valutazione della conformità sono simili e hanno come oggetto gli stessi
sottosistemi o componenti di sicurezza, informazioni pertinenti su questioni
relative ai risultati negativi e, su richiesta, positivi delle valutazioni
della conformità.
Articolo 37 [Articolo R29 della decisione
n. 768/2008/CE]
Scambio
di esperienze
La Commissione provvede all'organizzazione di
uno scambio di esperienze tra le autorità nazionali degli Stati membri
responsabili della politica di notifica.
Articolo 38 [Articolo R30 della decisione
n. 768/2008/CE]
Coordinamento
degli organismi notificati
La Commissione garantisce che sia istituito un
sistema appropriato di coordinamento e di cooperazione tra organismi notificati
a norma del presente regolamento, che funzioni correttamente sotto forma di
gruppo o gruppi settoriali di organismi notificati.
Gli Stati membri garantiscono che i loro
organismi notificati partecipino al lavoro di tale/i gruppo/i, direttamente o
mediante rappresentanti designati.
CAPO V
PROCEDURA
DI COMITATO, DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
Articolo 39
Procedura
di comitato
(1)                   
La Commissione è assistita dal comitato per gli
impianti a fune. Tale comitato è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n.
182/2011.
(2)                   
Nei casi in cui è fatto riferimento al presente
paragrafo, si applica l'articolo 4 del regolamento (UE) n. 182/2011.
Articolo 40
Sanzioni
Gli Stati membri determinano le sanzioni da
irrogare in caso di violazione, da parte degli operatori economici, delle
disposizioni del presente regolamento e adottano ogni provvedimento necessario
per assicurarne l'attuazione. Tali disposizioni possono includere sanzioni
penali in caso di violazioni gravi.
Le sanzioni previste sono efficaci,
proporzionate e dissuasive.
Gli Stati membri comunicano tali disposizioni
alla Commissione entro [3 mesi precedenti la data di cui all'articolo 43,
paragrafo 2] e notificano immediatamente qualsiasi modifica successiva
delle stesse.
Articolo 41
Disposizioni
transitorie
Gli Stati membri non ostacolano la messa a
disposizione sul mercato di sottosistemi o componenti di sicurezza oggetto della
direttiva 2000/9/CE conformi a tale direttiva e immessi sul mercato prima del [data
di cui all'articolo 43, paragrafo 2].
Gli Stati membri non ostacolano la messa in
servizio di impianti a fune oggetto della direttiva 2000/9/CE conformi a tale
direttiva e costruiti prima del [data di cui all'articolo 43, paragrafo 2].
Articolo 42
Abrogazione
La direttiva 2000/9/CE è abrogata a decorrere
dal [data di cui all'articolo 43, paragrafo 2].
I riferimenti alla direttiva abrogata si
intendono fatti al presente regolamento e vanno letti secondo la tavola di
concordanza di cui all'allegato X.
Articolo 43
Entrata
in vigore e data di applicazione
(1)                   
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
(2)                   
Esso si applica a decorrere dal [due anni dopo l'entrata
in vigore].
(3)                   
In deroga al paragrafo 2, gli articoli da 22 a 38
si applicano a decorrere dal [sei mesi dopo l'entrata in vigore].
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
[1]               GU L 106 del 3.5.2000, pag. 21.
[2]               COM(2013)471 final. 
[3]               GU L 316 del 14.11.2012. 
[4]               Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio sulla vigilanza del mercato dei prodotti e che modifica le direttive
89/686/CEE e 93/15/CEE del Consiglio e le direttive 94/9/CE, 94/25/CE,
95/16/CE, 97/23/CE, 1999/5/CE, 2000/9/CE, 2000/14/CE, 2001/95/CE, 2004/108/CE,
2006/42/CE, 2006/95/CE, 2007/23/CE, 2008/57/CE, 2009/48/CE, 2009/105/CE,
2009/142/CE, 2011/65/UE, il regolamento (UE) n. 305/2011, il regolamento
(CE) n. 764/2008 e il regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento
europeo e del Consiglio. COM(2013) 75 final.
[5]               GU L 11 del 15.1.2002, pag. 4.
[6]               GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30.
[7]               Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo,
al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle
regioni [COM(2011) 206 definitivo].
[8]               Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al
Consiglio, COM(2011) 123 definitivo del 16.3.2011.
[9]               GU L 213 del 7.9.1995, pag. 1.
[10]             GU C […] del […], pag. […].
[11]             Direttiva 2000/9/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa agli impianti a fune adibiti al
trasporto di persone (GU L 106 del 3.5.2000, pag. 21).
[12]             GU C 136 del 4.6.1985, pag. 1.
[13]             Regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sulla normazione europea, che modifica le
direttive 89/686/CEE e 93/15/CEE del Consiglio nonché le direttive 94/9/CE,
94/25/CE, 95/16/CE, 97/23/CE, 98/34/CE, 2004/22/CE, 2007/23/CE, 2009/23/CE e
2009/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la decisione
87/95/CEE del Consiglio e la decisione n. 1673/2006/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio (GU L 316 del 14.11.2012, pag. 12).
[14]             Decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 9 luglio 2008, relativa a un quadro comune per la
commercializzazione dei prodotti e che abroga la decisione 93/465/CEE (GU L 218
del 13.8.2008, pag. 82).
[15]             Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e
vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti e
che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93 (GU L 218 del 13.8.2008, pag.
30).
[16]             GU L […...].
[17]             Regolamento (UE)
n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011,
che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di
controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di
esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
[18]             Direttiva 95/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 29 giugno 1995, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative agli ascensori (GU L 213 del 7.9.1995, pag. 1).
ALLEGATO I
SOTTOSISTEMI
Un impianto a fune adibito al trasporto di
persone si compone delle infrastrutture e dei sottosistemi elencati di seguito,
dovendo ogni volta essere presi in considerazione i requisiti di idoneità al
servizio e quelli relativi alla manutenzione tecnica:
1.         Funi e attacchi di funi.
2.         Argani e freni.
3.         Dispositivi meccanici:
3.1.      Dispositivi di tensione delle funi.
3.2.      Meccanismi delle stazioni.
3.3.      Meccanica di linea.
4.         Veicoli:
4.1.      Cabine, sedili o dispositivi di
traino.
4.2.      Sospensione.
4.3.      Carrelli.
4.4.      Collegamenti con la fune.
5.         Dispositivi elettrotecnici:
5.1.      Dispositivi di comando, di controllo
e di sicurezza.
5.2.      Dispositivi di comunicazione e di
informazione.
5.3.      Dispositivi parafulmini.
6.         Dispositivi di soccorso:
6.1.      Dispositivi di soccorso fissi.
6.2.      Dispositivi di soccorso mobili.
ALLEGATO II
PRESCRIZIONI
ESSENZIALI
1. Oggetto
Il presente allegato definisce le prescrizioni essenziali
che si applicano alla progettazione, alla costruzione e alla messa in servizio
degli impianti a fune adibiti al trasporto di persone e i requisiti di idoneità
al servizio nonché quelli relativi alla manutenzione tecnica.
2. Prescrizioni generali
2.1. Sicurezza delle persone
La sicurezza degli utenti, del personale e dei terzi è un
requisito fondamentale per la progettazione, la costruzione e l'esercizio degli
impianti a fune adibiti al trasporto di persone.
2.2. Principi di sicurezza
Per quanto riguarda la progettazione, l'esercizio e i
requisiti di idoneità al servizio, nonché quelli relativi alla manutenzione
tecnica degli impianti a fune adibiti al trasporto di persone, devono essere
applicati nell'ordine i principi seguenti:
–                        
eliminare o, qualora non sia possibile, ridurre i
pericoli mediante soluzioni progettuali o costruttive;
–                        
definire e adottare le misure di protezione
necessarie rispetto ai pericoli che non possono essere eliminati mediante
soluzioni progettuali o costruttive;
–                        
definire e rendere note le precauzioni da prendere
per evitare i pericoli che non è stato possibile eliminare completamente
mediante le soluzioni e le misure di cui al primo e al secondo trattino.
2.3. Considerazione dei
vincoli esterni
Ogni impianto a fune adibito al trasporto di persone deve
essere progettato e costruito in modo che possa essere utilizzato in condizioni
di sicurezza tenendo conto del tipo di impianto, delle caratteristiche fisiche
e della natura del terreno e dell'ambiente, delle condizioni atmosferiche e
meteorologiche, delle eventuali opere e degli eventuali ostacoli terrestri e
aerei situati nelle vicinanze.
2.4. Dimensionamento
L'impianto, i sottosistemi e tutti i suoi componenti di
sicurezza devono essere dimensionati, progettati e realizzati in modo da
resistere con un grado di sicurezza sufficiente alle sollecitazioni corrispondenti
a tutte le condizioni prevedibili, anche fuori esercizio, tenendo conto in
particolare delle azioni esterne, degli effetti dinamici e dei fenomeni di
fatica, conformemente allo stato dell'arte, in particolare per la scelta dei
materiali.
2.5. Assemblaggio
2.5.1. L'impianto, i sottosistemi e tutti i componenti di
sicurezza devono essere progettati e realizzati in modo da garantirne l'assemblaggio
e l'installazione in condizioni di sicurezza.
2.5.2. I componenti di sicurezza devono essere progettati
in modo da rendere impossibili errori di assemblaggio, per il modo in cui sono
costruiti o per l'apposizione di marcature appropriate sui componenti stessi.
2.6. Integrità dell'impianto
a fune adibito al trasporto di persone
2.6.1. I componenti di sicurezza devono essere progettati,
realizzati e utilizzati in modo che sia sempre garantita la loro integrità
funzionale e/o la sicurezza dell'impianto, secondo quanto definito nell'analisi
di sicurezza di cui all'allegato III, affinché un loro guasto sia altamente improbabile
e con un adeguato margine di sicurezza.
2.6.2. L'impianto a fune adibito al trasporto di persone
deve essere progettato e realizzato in modo che, nel suo esercizio, qualsiasi
eventuale guasto di un componente che possa incidere, anche indirettamente,
sulla sicurezza, sia oggetto di un'adeguata contromisura tempestiva.
2.6.3. Le garanzie di cui ai punti 2.6.1 e 2.6.2 devono
applicarsi durante tutto l'intervallo di tempo compreso tra due verifiche
previste del componente di cui si tratta. Gli intervalli per la verifica dei
componenti di sicurezza devono essere chiaramente specificati nelle istruzioni.
2.6.4. I componenti di sicurezza installati come pezzi di
ricambio negli impianti a fune adibiti al trasporto di persone devono
soddisfare i requisiti essenziali del presente regolamento nonché le condizioni
concernenti la corretta interazione con gli altri componenti dell'impianto.
2.6.5. Si devono adottare disposizioni affinché gli effetti
di un incendio nell'impianto non mettano a rischio la sicurezza delle persone
trasportate e del personale.
2.6.6. Si devono adottare disposizioni particolari per
proteggere gli impianti e le persone dalle conseguenze dei fulmini.
2.7. Dispositivi di
sicurezza
2.7.1. Qualsiasi malfunzionamento che si verifichi nell'impianto
a fune adibito al trasporto di persone capace di provocare un'avaria
pregiudizievole per la sicurezza deve, se possibile, essere rilevato, segnalato
e trattato da un dispositivo di sicurezza. Lo stesso vale per qualsiasi
avvenimento esterno normalmente prevedibile e che possa mettere a repentaglio
la sicurezza.
2.7.2. L'impianto deve poter essere arrestato manualmente
in qualsiasi momento.
2.7.3. Dopo un arresto provocato da un dispositivo di
sicurezza, la rimessa in funzione dell'impianto deve essere possibile solo dopo
che siano state adottate le misure del caso.
2.8. Requisiti relativi alla
manutenzione tecnica
L'impianto a fune adibito al trasporto di persone deve
essere progettato e realizzato in modo da consentire di effettuare i lavori di
manutenzione e di riparazione, ordinari e straordinari, in condizioni di
sicurezza.
2.9. Disturbo
L'impianto a fune adibito al trasporto di persone deve
essere progettato e realizzato in modo che il disturbo interno ed esterno
derivante dalle emissioni di gas inquinanti, dal rumore o dalle vibrazioni sia
contenuto nei limiti prescritti.
3. Requisiti concernenti le infrastrutture
3.1. Tracciato, velocità,
distanziamento dei veicoli
3.1.1. L'impianto a fune adibito al trasporto di persone
deve essere progettato per funzionare in condizioni di sicurezza tenendo conto
delle caratteristiche del terreno e dei dintorni, delle condizioni atmosferiche
e meteorologiche, delle eventuali opere e degli eventuali ostacoli terrestri e
aerei situati nelle vicinanze, in modo da non provocare inconvenienti o
pericoli, in qualsiasi condizione di utilizzo, manutenzione o in caso di
evacuazione delle persone.
3.1.2. Si deve garantire lateralmente e verticalmente una
distanza sufficiente tra i veicoli, i dispositivi di traino, le vie di corsa,
le funi, ecc. e le eventuali opere nonché gli eventuali ostacoli terrestri e
aerei situati nelle vicinanze, tenendo conto degli spostamenti verticali,
longitudinali e laterali delle funi e dei veicoli o dei dispositivi di traino,
considerando le condizioni prevedibili di esercizio più sfavorevoli.
3.1.3. La distanza massima tra i veicoli e il suolo deve
tener conto della natura dell'impianto, dei tipi di veicoli e delle procedure
di soccorso. Nel caso di veicoli aperti, essa deve tenere conto del pericolo di
caduta e degli aspetti psicologici connessi all'altezza di sorvolo.
3.1.4. La velocità massima dei veicoli o dei dispositivi di
traino, il loro distanziamento minimo nonché le loro prestazioni di
accelerazione e di frenatura devono essere scelti in modo da garantire la
sicurezza delle persone e del funzionamento dell'impianto.
3.2. Stazioni e opere di linea
3.2.1. Le stazioni e le opere di linea devono essere
progettate, costruite ed attrezzate in modo da essere stabili. Esse devono
consentire una guida sicura delle funi, dei veicoli e dei dispositivi di traino
e devono poter essere sottoposte a manutenzione in piena sicurezza,
indipendentemente dalle possibili condizioni di esercizio.
3.2.2. Le aree di imbarco e di sbarco dell'impianto devono
essere progettate in modo da consentire la circolazione dei veicoli, dei
dispositivi di traino e delle persone in condizioni di sicurezza. Il movimento
dei veicoli e dei dispositivi di traino nelle stazioni deve poter avvenire
senza pericoli per le persone, tenendo conto della loro eventuale
partecipazione attiva.
4. Prescrizioni concernenti le funi, gli argani e i
freni nonché gli impianti meccanici ed elettrici
4.1. Funi e relativi appoggi
4.1.1. Si devono adottare tutte le misure conformemente
allo stato dell'arte, per:
–                        
evitare la rottura delle funi e dei relativi
attacchi;
–                        
coprire i valori limite di sollecitazione;
–                        
assicurarne il montaggio sicuro sugli appoggi ed
impedirne lo scarrucolamento;
–                        
permetterne la sorveglianza.
4.1.2. Quando non è possibile eliminare totalmente un
pericolo di scarrucolamento delle funi, si devono adottare disposizioni per
garantire, in caso di scarrucolamento, la trattenuta delle funi e l'arresto
dell'impianto senza rischi per le persone.
4.2. Dispositivi meccanici
4.2.1. Argani
Le prestazioni e le possibilità di impiego dell'argano
devono essere adeguate ai vari regimi e modalità di esercizio.
4.2.2. Sistema di trazione di emergenza
L'impianto a fune adibito al trasporto di persone deve
disporre di un sistema di trazione di emergenza alimentato da una fonte di
energia indipendente dal sistema di trazione principale, a meno che l'analisi
di sicurezza dimostri che un sistema di trazione di emergenza non è necessario
per consentire un'evacuazione semplice, rapida e sicura degli utenti dall'impianto,
in particolare dalle vetture o dai dispositivi di traino.
4.2.3. Frenatura
4.2.3.1. In caso di emergenza, l'arresto dell'impianto e/o
dei veicoli deve essere possibile in qualsiasi momento e nelle condizioni più
sfavorevoli di carico e di aderenza sulla puleggia motrice ammesse durante l'esercizio.
Lo spazio di arresto deve essere tanto breve quanto lo richiede la sicurezza
dell'impianto.
4.2.3.2. I valori di decelerazione devono essere compresi
entro limiti opportunamente fissati in modo da garantire la sicurezza delle
persone, nonché il buon comportamento dei veicoli, delle funi e delle altre
parti dell'impianto.
4.2.3.3. Su tutti gli impianti a fune adibiti al trasporto
di persone, la frenatura deve essere ottenuta mediante due o più sistemi,
ciascuno in grado di provocare l'arresto, e coordinati in modo da sostituire
automaticamente il sistema in azione qualora la sua efficacia risultasse
insufficiente. L'ultimo sistema di frenatura della fune di trazione deve
esercitare la sua azione direttamente sulla puleggia motrice. Queste
disposizioni non si applicano alle sciovie.
4.2.3.4. L'impianto a fune adibito al trasporto di persone
deve essere munito di un dispositivo di arresto e di blocco efficace che
impedisca qualsiasi rimessa in moto intempestiva.
4.3. Dispositivi di comando
I dispositivi di comando devono essere progettati e
realizzati in modo da essere sicuri e affidabili nonché resistenti alle
sollecitazioni normali di esercizio e agli influssi esterni come l'umidità, le
temperature estreme e le perturbazioni elettromagnetiche, in modo da non
provocare situazioni pericolose, anche in caso di manovre errate.
4.4. Dispositivi di comunicazione
Il personale deve poter comunicare in permanenza mediante
opportuni dispositivi e, in caso di urgenza, deve poter informare gli utenti.
5. Veicoli e dispositivi di traino
5.1. I veicoli e/o i dispositivi di traino devono essere
progettati e attrezzati in modo che, nelle condizioni di impiego prevedibili,
nessuno possa cadere o correre altri pericoli.
5.2. Gli attacchi dei veicoli e dei dispositivi di traino
devono essere progettati e realizzati in modo che anche nelle condizioni più
sfavorevoli:
–                        
 non danneggino la fune, o
–                        
non possano scorrere, salvo consentire uno
slittamento non rilevante per la sicurezza del veicolo, del dispositivo di
traino o dell'impianto.
5.3. Le porte dei veicoli (delle vetture, delle cabine)
devono essere progettate e realizzate in modo da potere essere chiuse e
bloccate. Il pavimento e le pareti dei veicoli devono essere progettati e
fabbricati in modo da resistere in qualsiasi circostanza alle pressioni e alle
sollecitazioni esercitate dagli utenti.
5.4. Se per la sicurezza di esercizio è richiesta la
presenza di un agente a bordo del veicolo, quest'ultimo deve essere munito di attrezzature
che gli consentano di esercitare le sue funzioni.
5.5. I veicoli e/o i dispositivi di traino e, in
particolare, le loro sospensioni devono essere progettati e realizzati in modo
da garantire la sicurezza degli addetti che intervengono sugli stessi nel
rispetto delle opportune regole e avvertenze.
5.6. Nel caso di veicoli ad ammorsamento automatico, devono
essere adottate tutte le disposizioni per arrestare, senza rischi per gli
utenti, prima dell'uscita, un veicolo non correttamente accoppiato alla fune e,
in arrivo, un veicolo non disaccoppiato per evitare che tali veicoli
precipitino.
5.7. I veicoli di funicolari e - qualora la tipologia dell'impianto
lo consenta - di funivie bifuni debbono prevedere un dispositivo di frenatura
che agisca automaticamente sulla rotaia allorquando la rottura della fune
traente non possa ragionevolmente essere esclusa.
5.8. Qualora altre misure non possano escludere pericoli di
scarrucolamento, il veicolo deve essere munito di un dispositivo
antiscarrucolamento che ne consenta l'arresto senza rischi per le persone.
6. Dispositivi per gli utenti
L'accesso alle aree di imbarco e l'uscita dalle aree di
sbarco, nonché l'imbarco e lo sbarco degli utenti, devono essere organizzati,
per quanto concerne il movimento e l'arresto del veicolo, in modo da garantire
la sicurezza delle persone, in particolare nelle zone in cui vi è pericolo di
caduta.
L'impianto deve poter essere usato da bambini e persone a
mobilità ridotta senza pericoli per la loro sicurezza, se è previsto che esso
effettui il trasporto delle suddette categorie di persone.
7. Idoneità all'esercizio
7.1. Sicurezza
7.1.1. Devono essere adottate tutte le disposizioni e le
misure tecniche affinché l'impianto a fune adibito al trasporto di persone
possa essere utilizzato conformemente alla sua destinazione d'uso e alle sue
specifiche tecniche nonché alle condizioni di utilizzo prescritte e affinché
possano essere rispettate le avvertenze per la manutenzione e la sicurezza di
esercizio. Le istruzioni e le avvertenze corrispondenti devono essere redatte
in una lingua facilmente comprensibile dagli utenti, stabilita dallo Stato
membro nel cui territorio è costruito l'impianto.
7.1.2. Alle persone preposte al funzionamento dell'impianto
devono essere forniti mezzi materiali adeguati e devono essere qualificate per
svolgere questo compito.
7.2. Sicurezza in caso di arresto dell'impianto a fune
adibito al trasporto di persone
Devono essere adottate tutte le disposizioni e le misure
tecniche per consentire, in caso di arresto dell'impianto senza possibilità di
una rapida rimessa in esercizio, di condurre gli utenti in luogo sicuro, entro
un periodo di tempo adeguato, in funzione del tipo di impianto e dell'ambiente
circostante.
7.3. Altre disposizioni particolari attinenti alla
sicurezza
7.3.1. Posti di manovra e di lavoro
Gli elementi mobili normalmente accessibili nelle stazioni
devono essere progettati, realizzati e installati in modo da evitare i pericoli
oppure, se questi ultimi sussistono, essere muniti di dispositivi di protezione,
in modo da prevenire qualsiasi contatto diretto con parti dell'impianto che
possa provocare incidenti. Questi dispositivi non devono poter essere
facilmente smontati o messi fuori uso.
7.3.2. Pericolo di caduta
I posti e le zone di lavoro o di intervento, anche se
occasionali, e il loro accesso devono essere progettati e costruiti in modo da
evitare la caduta delle persone che vi devono lavorare o circolare. Qualora la
costruzione non fosse adeguata, i posti di lavoro devono inoltre esser muniti di
punti di ancoraggio per l'attrezzatura individuale di protezione contro le
cadute.
ALLEGATO III
ANALISI
DI SICUREZZA
L'analisi di sicurezza cui, conformemente all'articolo 8,
deve essere sottoposto ogni impianto a fune adibito al trasporto di persone deve
tener conto di tutte le modalità di esercizio previste. Essa deve essere
realizzata secondo un metodo riconosciuto o consolidato e tener conto dello
stato dell'arte e della complessità dell'impianto in questione. L'analisi mira
anche a garantire che la progettazione e la configurazione dell'impianto
tengano conto dell'ambiente circostante e delle situazioni più sfavorevoli al
fine di garantire condizioni di sicurezza soddisfacenti.
L'analisi verte in particolare sui dispositivi di sicurezza
e i relativi effetti sull'impianto e sui sottosistemi connessi che essi fanno
intervenire affinché:
–                        
siano in grado di reagire a un primo guasto o
cedimento constatato in modo da restare in uno stato che garantisca la
sicurezza, o in uno stato di funzionamento ridotto, o in stato di arresto in
condizioni di sicurezza (fail safe),
–                        
siano ridondanti e sorvegliati, o
–                        
siano tali che le probabilità di un loro cedimento
possano essere valutate e siano d'un livello comparabile a quello dei
dispositivi di sicurezza che soddisfano i criteri di cui al primo e al secondo
trattino.
L'analisi di sicurezza serve a redigere l'inventario dei
rischi e delle situazioni pericolose di cui all'articolo 8, paragrafo 1, e a
determinare l'elenco dei componenti di sicurezza di cui al paragrafo 2 del
suddetto articolo. Il risultato dell'analisi di sicurezza deve essere
sintetizzato in una relazione sulla sicurezza.
ALLEGATO IV
PROCEDURE
DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ DEI SOTTOSISTEMI E DEI COMPONENTI DI SICUREZZA:
MODULO B: CERTIFICAZIONE UE - TIPO DI PRODUZIONE
1. La certificazione UE è la parte di una
procedura di valutazione della conformità in cui un organismo notificato
esamina il progetto tecnico di un sottosistema o di un componente di sicurezza
nonché verifica e certifica che esso rispetta le prescrizioni del presente
regolamento.
2. La certificazione UE consiste nella
valutazione dell'adeguatezza del progetto tecnico del sottosistema o del
componente di sicurezza effettuata esaminando la documentazione tecnica e la
documentazione probatoria di cui al punto 3, unitamente a un campione,
rappresentativo della produzione prevista, del sottosistema o del componente di
sicurezza completo (tipo di produzione).
3. Il fabbricante presenta la domanda di
certificazione UE a un organismo notificato di sua scelta.
La domanda deve includere quanto segue:
(a)         
il nome e l'indirizzo del fabbricante e, nel caso
in cui la domanda sia presentata dal rappresentante autorizzato, anche il nome
e l'indirizzo di quest'ultimo;
(b)         
una dichiarazione scritta che attesti che la stessa
domanda non è stata presentata a nessun altro organismo notificato;
(c)         
la documentazione tecnica relativa al sottosistema
e/o al componente di sicurezza conformemente all'allegato IX;
(d)        
un campione rappresentativo del sottosistema o del
componente di sicurezza previsto o l'indicazione del luogo in cui tale campione
può essere esaminato. L'organismo notificato può richiedere altri campioni,
qualora necessari per svolgere il programma di prove.
4. L'organismo
notificato:
4.1. esamina la
documentazione tecnica e probatoria per valutare l'adeguatezza del progetto
tecnico del sottosistema o del componente di sicurezza;
4.2. verifica che
i campioni siano stati fabbricati in conformità alla documentazione tecnica ed
individua gli elementi progettati conformemente alle disposizioni applicabili
delle norme armonizzate e delle specifiche tecniche pertinenti, nonché gli
elementi progettati senza applicare le disposizioni previste da tali norme;
4.3. laddove il
fabbricante abbia applicato le specifiche delle norme armonizzate pertinenti,
effettua o fa effettuare le prove e gli esami adeguati per verificare la loro
corretta applicazione;
4.4. effettua o fa effettuare prove ed esami
appropriati per controllare se, qualora il fabbricante abbia scelto di
applicare le soluzioni di cui alle relative norme armonizzate e/o specifiche
tecniche, tali soluzioni siano state applicate correttamente;
4.5. esegue o fa eseguire prove ed esami
appropriati per controllare se, nel caso non siano state applicate le soluzioni
di cui alle pertinenti norme armonizzate e/o specifiche tecniche, le soluzioni
adottate dal fabbricante soddisfino i corrispondenti requisiti essenziali del
presente regolamento;
4.6. concorda con il fabbricante il luogo in
cui saranno effettuati gli esami e le prove.
5. L'organismo notificato redige una
relazione di valutazione che elenca le iniziative intraprese in conformità al
punto 1.4 e i relativi risultati. Fatti salvi i propri obblighi di fronte alle
autorità di notifica, l'organismo notificato rende pubblico l'intero contenuto
della relazione, o parte di esso, solo con l'accordo del fabbricante.
6. Se il tipo
soddisfa le disposizioni del presente regolamento, l'organismo notificato
rilascia al fabbricante un attestato di certificazione UE. L'attestato deve
riportare il nome e l'indirizzo del fabbricante, le conclusioni dell'esame, le
eventuali condizioni di validità, i dati necessari per l'identificazione del
tipo approvato (sottosistema o componente di sicurezza) nonché, se necessario,
la descrizione del suo funzionamento. L'attestato può avere uno o più allegati.
L'attestato e gli allegati devono contenere
tutte le informazioni atte a consentire la valutazione della conformità del
sottosistema e dei componenti di sicurezza fabbricati al tipo esaminato e il
controllo del prodotto in funzione.
La validità dell'attestato non deve essere
superiore a trent'anni a decorrere dalla data del rilascio. Se il tipo non
soddisfa le prescrizioni ad esso applicabili ai sensi del presente regolamento,
l'organismo notificato rifiuta di rilasciare un attestato di certificazione UE
e informa di tale decisione il richiedente, motivando dettagliatamente il suo
rifiuto.
7. L'organismo notificato segue l'evoluzione
del progresso tecnologico generalmente riconosciuto e valuta se il tipo approvato
non è più conforme ai requisiti applicabili del presente regolamento. Esso
decide se tale progresso richieda ulteriori indagini e in caso affermativo ne
informa il fabbricante.
Il fabbricante informa l'organismo notificato
che detiene la documentazione tecnica relativa all'attestato di certificazione
UE di qualsiasi modifica al tipo approvato che possa influire sulla conformità
del sottosistema o del componente di sicurezza ai requisiti essenziali del
presente regolamento o sulle condizioni di validità dell'attestato.
L'organismo
notificato esamina la modifica e comunica al fabbricante se l'attestato di
certificazione UE rimane valido o se sono necessari ulteriori esami, verifiche
o prove. L'organismo notificato rilascia un supplemento dell'attestato di
certificazione UE iniziale o richiede la presentazione di una nuova domanda di
certificazione UE, secondo i casi.
8. Ogni organismo
notificato informa le proprie autorità di notifica e gli altri organismi
notificati degli attestati di certificazione UE e/o dei supplementi da esso
rilasciati.
L'organismo notificato che rifiuti di
rilasciare o che ritiri, sospenda o altrimenti limiti un attestato di
certificazione UE deve informare le proprie autorità di notifica e gli altri
organismi notificati della propria decisione e fornire loro le relative
spiegazioni.
La Commissione, gli Stati membri e gli altri
organismi notificati possono ottenere, su richiesta, copia degli attestati di
certificazione UE e/o dei relativi supplementi. La Commissione e gli Stati membri
possono ottenere, su richiesta, copia della documentazione tecnica e dei
risultati degli esami effettuati dall'organismo notificato. L'organismo
notificato conserva una copia dell'attestato di certificazione UE, degli
allegati e dei supplementi, nonché il fascicolo tecnico contenente la
documentazione presentata dal fabbricante, fino alla scadenza della validità
dell'attestato.
9. Il fabbricante
tiene a disposizione delle autorità nazionali una copia dell'attestato di
certificazione UE, degli allegati e dei supplementi, unitamente alla
documentazione tecnica, per 30 anni dalla data di immissione sul mercato del
sottosistema o del componente di sicurezza.
10. Gli obblighi
spettanti al fabbricante di cui ai punti 7 e 9 possono essere adempiuti dal suo
rappresentante autorizzato, purché siano specificati nel mandato.
ALLEGATO V
PROCEDURE
DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ DEI SOTTOSISTEMI E DEI COMPONENTI DI SICUREZZA:
MODULO D: CONFORMITÀ AL TIPO BASATA SULLA GARANZIA DI QUALITÀ DEL PROCESSO DI
PRODUZIONE
1. La conformità
al tipo basata sulla garanzia di qualità del processo di produzione è la parte
di una procedura di valutazione della conformità con cui il fabbricante
ottempera agli obblighi di cui ai punti 2.2 e 2.5 e garantisce e dichiara,
sotto la sua esclusiva responsabilità, che i sottosistemi o i componenti di
sicurezza in questione sono conformi al tipo descritto nell'attestato di
certificazione UE e soddisfano i requisiti del presente regolamento ad essi
applicabili.
2. Produzione
Il fabbricante
adotta un sistema di qualità approvato per la produzione, l'ispezione del
prodotto finale e la prova dei sottosistemi o dei componenti di sicurezza in
questione, come specificato al punto 2.3, ed è soggetto a sorveglianza, come
specificato al punto 2.4.
3. Sistema di
qualità
3.1. Il
fabbricante presenta una domanda di verifica del suo sistema di qualità ad un
organismo notificato di sua scelta.
La domanda deve
contenere:
(a)                   
il nome e l'indirizzo del fabbricante e, nel caso
in cui la domanda sia presentata dal rappresentante autorizzato, anche il nome
e l'indirizzo di quest'ultimo;
(b)                   
una dichiarazione scritta che attesti che la stessa
domanda non è stata presentata a nessun altro organismo notificato;
(c)                   
tutte le informazioni pertinenti sui sottosistemi o
i componenti di sicurezza approvati nell'ambito del modulo B;
(d)                  
la documentazione relativa al sistema di qualità;
(e)                   
la documentazione tecnica relativa al tipo
approvato e una copia dell'attestato o degli attestati di certificazione UE;
(f)                    
informazioni sui siti presso cui il sottosistema o
il componente di sicurezza è prodotto.
3.2. Il sistema di
qualità garantisce la conformità dei sottosistemi o dei componenti di sicurezza
al tipo o ai tipi descritti nell'attestato o negli attestati di certificazione
UE e alle prescrizioni applicabili del presente regolamento.
Tutti i criteri,
le prescrizioni e le disposizioni adottati dal fabbricante sono documentati in
modo sistematico e ordinati sotto forma di disposizioni, procedure e istruzioni
scritte. La documentazione relativa al sistema di qualità deve consentire un'interpretazione
uniforme di programmi, schemi, manuali e registri riguardanti la qualità.
Essa deve includere in particolare un'adeguata descrizione:
(a)                   
degli obiettivi di qualità e della struttura
organizzativa, delle responsabilità e dei poteri del personale direttivo in
materia di qualità dei prodotti;
(b)                   
dei corrispondenti processi di produzione, delle
tecniche di controllo e di garanzia della qualità, dei processi e degli
interventi sistematici che saranno applicati;
(c)                   
degli esami e delle prove che saranno effettuati
prima, durante e dopo la produzione, con indicazione della frequenza con cui si
intende effettuarli;
(d)                  
della documentazione in materia di qualità, quali
relazioni sulle ispezioni e dati relativi alle prove e alle tarature, relazioni
sulle qualifiche del personale ecc.;
(e)                   
dei mezzi di sorveglianza che consentono di
controllare che sia ottenuta la qualità richiesta per il prodotto e che il
sistema di qualità funzioni efficacemente.
3.3. L'organismo
notificato valuta il sistema di qualità per stabilire se soddisfa le
prescrizioni di cui al punto 3.2.
L'organismo
presume la conformità a tali prescrizioni degli elementi del sistema di qualità
conformi alle specifiche corrispondenti della norma nazionale che attua la
norma armonizzata e/o le specifiche tecniche pertinenti.
L'audit comprende
una visita ai siti presso cui i sottosistemi o i componenti di sicurezza sono
prodotti, ispezionati e testati.
Oltre ad avere
esperienza in tema di sistemi di gestione della qualità, il gruppo incaricato
delle ispezioni deve comprendere almeno un membro con esperienza di valutazione
nel settore degli impianti a fune adibiti al trasporto di persone e nel campo
tecnologico dei sottosistemi o dei componenti di sicurezza in questione, che
inoltre conosca le prescrizioni applicabili del presente regolamento. L'audit
prevede una visita presso gli stabilimenti del fabbricante. Il gruppo
incaricato dell'audit esamina la documentazione tecnica di cui al punto 3.1.,
lettera e), per verificare la capacità del fabbricante di individuare le
prescrizioni applicabili del presente regolamento e di effettuare gli esami
atti a garantire la conformità dei sottosistemi o dei componenti di sicurezza a
tali prescrizioni.
La decisione viene
comunicata al fabbricante. La comunicazione deve contenere le conclusioni dell'audit
e la motivazione circostanziata della decisione.
3.4. Il
fabbricante si impegna a soddisfare gli obblighi derivanti dal sistema di
qualità approvato e a far sì che tale sistema rimanga adeguato ed efficace.
3.5. Il fabbricante tiene informato l'organismo
notificato che ha approvato il sistema di qualità di qualsiasi modifica che
intende apportare al sistema.
L'organismo
notificato valuta le modifiche proposte e decide se il sistema modificato
continua a soddisfare i requisiti di cui al punto 3.2 o se è necessaria una
seconda valutazione.
L'organismo
comunica al fabbricante il risultato della valutazione. Nel caso di una seconda
valutazione, esso comunica la sua decisione al fabbricante. La notifica deve contenere
le conclusioni del controllo e la motivazione circostanziata della decisione.
4. Sorveglianza
sotto la responsabilità dell'organismo notificato
4.1. Scopo della
sorveglianza è garantire che il fabbricante adempia tutti gli obblighi
derivanti dal sistema di qualità della produzione approvato.
4.2. Ai fini della
valutazione, il fabbricante consente all'organismo notificato l'accesso ai siti
di produzione, ispezione, prova e deposito e gli fornisce ogni informazione
utile, in particolare:
(a)                   
la documentazione relativa al sistema di qualità;
(b)                   
i registri riguardanti la qualità, come le
relazioni ispettive e i dati sulle prove e sulle tarature, le relazioni sulle
qualifiche del personale interessato ecc.
4.3. L'organismo
notificato svolge periodicamente, almeno ogni due anni, audit per assicurarsi
che il fabbricante mantenga e applichi il sistema di qualità e fornisce al
fabbricante una relazione sugli audit effettuati.
4.4. Inoltre, l'organismo
notificato può effettuare visite senza preavviso presso il fabbricante e
svolgere o far svolgere in tale occasione, se necessario, prove sui prodotti
atte a verificare il corretto funzionamento del sistema di qualità. L'organismo
notificato deve fornire al fabbricante una relazione sulla visita e, se sono
state svolte prove, una relazione sulle stesse.
5. Marcatura CE e
dichiarazione di conformità UE
5.1. Il
fabbricante appone la marcatura CE e, sotto la responsabilità dell'organismo
notificato di cui al punto 3.1, il numero di identificazione di quest'ultimo,
su ogni singolo sottosistema o componente di sicurezza conforme al tipo
descritto nell'attestato di certificazione UE e alle prescrizioni applicabili
del presente regolamento. Qualora l'organismo notificato esprima il suo
consenso e sotto la responsabilità del medesimo, il fabbricante può apporre ai
sottosistemi o ai componenti di sicurezza in questione il numero di
identificazione dell'organismo stesso nel corso del processo di produzione.
5.2. Il
fabbricante redige una dichiarazione scritta di conformità UE per ciascun
sottosistema o componente di sicurezza, che tiene a disposizione delle autorità
nazionali per 30 anni dalla data di immissione sul mercato del sottosistema o
del componente di sicurezza. La dichiarazione di conformità UE identifica il
sottosistema o il componente di sicurezza per cui è stata redatta.
Una
copia della dichiarazione di conformità UE è messa a disposizione delle
autorità competenti su richiesta.
6. Il fabbricante
tiene a disposizione delle autorità nazionali per un periodo di 30 anni dall'ultima
data di immissione sul mercato del sottosistema o del componente di sicurezza:
(a)                   
la documentazione di cui al punto 3.1;
(b)                   
le modifiche di cui al punto 3.5 come approvate;
(c)                   
le decisioni e le relazioni dell'organismo
notificato di cui ai punti 3.5, 4.3 e 4.4.
7. Ogni organismo
notificato informa le proprie autorità di notifica circa le approvazioni dei
sistemi di qualità rilasciate o ritirate e, periodicamente o su richiesta,
rende disponibili a tali autorità le informazioni relative alle valutazioni dei
sistemi di qualità. 
Ogni organismo notificato informa gli altri
organismi notificati delle approvazioni dei sistemi di qualità da esso
rifiutate, sospese, ritirate o altrimenti limitate, illustrando i motivi della
sua decisione.
8. Rappresentante
autorizzato
Gli obblighi del
fabbricante di cui ai punti 3.1, 3.5, 5 e 6 possono essere adempiuti dal suo
rappresentante autorizzato, a nome del fabbricante e sotto la sua
responsabilità, purché siano specificati nel mandato.
ALLEGATO VI
PROCEDURE
DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ DEI SOTTOSISTEMI E DEI COMPONENTI DI SICUREZZA:
MODULO F: CONFORMITÀ AL TIPO BASATA SULLA VERIFICA DEL SOTTOSISTEMA O DEL
COMPONENTE DI SICUREZZA
1. La conformità
al tipo basata sulla verifica del sottosistema o del componente di sicurezza è
la parte di una procedura di valutazione della conformità con cui il
fabbricante ottempera agli obblighi di cui ai punti 3.2, 3.5.1 e 3.6 e
garantisce e dichiara, sotto la sua esclusiva responsabilità, che i
sottosistemi o i componenti di sicurezza in questione, ai quali sono state
applicate le disposizioni di cui al punto 3.3, sono conformi al tipo descritto
nell'attestato di certificazione UE e soddisfano le prescrizioni del presente
regolamento.
2. Produzione
Il fabbricante
adotta tutte le misure necessarie affinché il processo di produzione e il
relativo controllo garantiscano la conformità dei sottosistemi e dei componenti
di sicurezza prodotti al tipo descritto nel certificato di esame UE del tipo e
alle prescrizioni del presente regolamento.
3. Verifica
3.1. Il
fabbricante presenta una domanda di verifica del suo sottosistema o componente
di sicurezza a un organismo notificato di sua scelta.
La domanda deve
contenere:
(a)                   
il nome e l'indirizzo del fabbricante e, nel caso
in cui la domanda sia presentata dal rappresentante autorizzato, anche il nome
e l'indirizzo di quest'ultimo;
(b)                   
una dichiarazione scritta che attesti che la stessa
domanda non è stata presentata a nessun altro organismo notificato;
(c)                   
tutte le informazioni pertinenti sui sottosistemi o
i componenti di sicurezza approvati nell'ambito del modulo B;
(d)                  
la documentazione tecnica relativa al tipo
approvato e una copia dell'attestato o degli attestati di certificazione UE;
(e)                   
informazioni sui siti presso cui il sottosistema o
il componente di sicurezza (è fabbricato) può essere esaminato.
3.2       L'organismo
notificato esegue o fa eseguire gli esami e le prove del caso per verificare la
conformità dei sottosistemi o dei componenti di sicurezza al tipo approvato
descritto nell'attestato di certificazione UE e alle prescrizioni applicabili
del presente regolamento.
Le prove e gli
esami intesi a verificare la conformità dei sottosistemi o dei componenti di
sicurezza alle prescrizioni applicabili sono effettuati, a scelta del
fabbricante, o esaminando e sottoponendo a prova ogni sottosistema o componente
di sicurezza come indicato al punto 4, o esaminando e sottoponendo a prova
sottosistemi o i componenti di sicurezza su base statistica come specificato al
punto 5.
4. Verifica della
conformità mediante esame e prova di ogni sottosistema o componente di
sicurezza
4.1. Tutti i
sottosistemi o i componenti di sicurezza vanno esaminati singolarmente e
sottoposti a prove adeguate, definite nelle pertinenti norme armonizzate, o a
prove equivalenti, per verificarne la conformità al tipo approvato descritto
nell'attestato di certificazione UE e alle prescrizioni applicabili del
presente regolamento.
In assenza di tali
norme armonizzate l'organismo notificato interessato decide quali prove sia
opportuno effettuare.
4.2. L'organismo
notificato rilascia un certificato di conformità relativo agli esami e alle
prove effettuate e appone, o fa apporre sotto la propria responsabilità, il
proprio numero di identificazione su ogni sottosistema o componente di
sicurezza approvato.
Il fabbricante
tiene a disposizione delle autorità nazionali i certificati di conformità a
fini di ispezione per 30 anni dalla data di immissione sul mercato del
sottosistema o del componente di sicurezza.
5. Verifica
statistica della conformità 
5.1. Il
fabbricante adotta tutti i provvedimenti necessari affinché il processo di
produzione e il relativo controllo garantiscano l'omogeneità di ciascun lotto
prodotto e presenta alla verifica il proprio sottosistema o componente di
sicurezza in forma di lotti omogenei.
5.2. Da ciascun
lotto è prelevato un campione a caso, conformemente alle prescrizioni del
presente regolamento. Tutti i sottosistemi o i componenti di sicurezza che
fanno parte di un campione sono esaminati singolarmente e sottoposti a
opportune prove, descritte nelle norme armonizzate e/o nelle specifiche
tecniche pertinenti, o a prove equivalenti, per garantirne la conformità al
tipo approvato descritto nell'attestato di certificazione UE e alle
prescrizioni applicabili del presente regolamento, onde stabilire se il lotto
vada accettato o respinto. In mancanza di una norma armonizzata, l'organismo
notificato interessato decide quali prove sia opportuno effettuare.
5.3. Se un lotto è
accettato, tutti i sottosistemi o i componenti di sicurezza del lotto sono considerati
approvati, ad eccezione dei sottosistemi o dei componenti di sicurezza del
campione che siano risultati non conformi.
L'organismo
notificato rilascia un certificato di conformità relativo agli esami e alle
prove effettuati e appone, o fa apporre sotto la propria responsabilità, il
proprio numero di identificazione su ogni sottosistema o componente di
sicurezza approvato.
Il fabbricante
tiene a disposizione delle autorità nazionali i certificati di conformità per
30 anni dalla data di immissione sul mercato del sottosistema o del componente
di sicurezza.
5.4. Se un lotto è
respinto, l'organismo notificato o l'autorità competente adotta le misure del
caso per impedirne l'immissione sul mercato. Qualora il rifiuto di lotti sia
frequente, l'organismo notificato può decidere di sospendere la verifica
statistica e prendere misure appropriate.
6. Marcatura CE e
dichiarazione di conformità UE
6.1. Il
fabbricante appone la marcatura CE e, sotto la responsabilità dell'organismo
notificato di cui al punto 3, il numero di identificazione di quest'ultimo, su
ogni singolo sottosistema o componente di sicurezza conforme al tipo approvato
descritto nell'attestato di certificazione UE e alle prescrizioni applicabili
del presente regolamento. 
6.2. Il
fabbricante redige una dichiarazione scritta di conformità UE per ciascun
sottosistema o componente di sicurezza, che tiene a disposizione delle autorità
nazionali per 30 anni dalla data di immissione sul mercato del sottosistema o
del componente di sicurezza. La dichiarazione di conformità UE identifica il
sottosistema o il componente di sicurezza per cui è stata redatta.
Una copia della
dichiarazione di conformità UE è messa a disposizione delle autorità competenti
su richiesta.
Una copia della dichiarazione di conformità UE è messa a
disposizione su richiesta. 
Qualora l'organismo
notificato di cui al punto 3 esprima il suo consenso e sotto la responsabilità
del medesimo, il fabbricante può anche apporre ai sottosistemi o ai componenti
di sicurezza in questione il numero di identificazione dell'organismo.
7. Qualora l'organismo
notificato esprima il suo consenso e sotto la responsabilità del medesimo, il
fabbricante può apporre ai sottosistemi o ai componenti di sicurezza in
questione il numero di identificazione dell'organismo stesso nel corso del
processo di produzione.
8. Rappresentante
autorizzato
Gli obblighi del
fabbricante di cui ai punti 2 e 5.1 possono essere adempiuti dal suo
rappresentante autorizzato, a nome del fabbricante e sotto la sua
responsabilità, purché siano specificati nel mandato.
ALLEGATO VII
PROCEDURE
DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ DEI SOTTOSISTEMI E DEI COMPONENTI DI SICUREZZA:
MODULO G: CONFORMITÀ BASATA SULLA VERIFICA DI UN UNICO PRODOTTO
1. La conformità basata sulla verifica di un
unico prodotto è la procedura di valutazione della conformità con cui il
fabbricante ottempera agli obblighi di cui ai punti 4.2, 4.3 e 4.5 e garantisce
e dichiara, sotto la sua esclusiva responsabilità, che il sottosistema o il
componente di sicurezza in questione, al quale sono state applicate le
disposizioni di cui al punto 4.4, è conforme alle prescrizioni del presente
regolamento.
2. Produzione
Il fabbricante prende tutte le misure
necessarie affinché la progettazione, il processo di produzione e il relativo
controllo garantiscano la conformità del sottosistema o del componente di
sicurezza prodotto alle prescrizioni applicabili del presente regolamento.
3. Verifica
3.1. Il
fabbricante presenta a un organismo notificato di sua scelta una domanda di
verifica di un unico prodotto relativa a un sottosistema o a un componente di
sicurezza.
La domanda deve
contenere:
(a)                   
il nome e l'indirizzo del fabbricante e, nel caso
in cui la domanda sia presentata dal rappresentante autorizzato, anche il nome
e l'indirizzo di quest'ultimo;
(b)                   
una dichiarazione scritta che attesti che la stessa
domanda non è stata presentata a nessun altro organismo notificato;
(c)                   
la documentazione tecnica relativa al sottosistema
o al componente di sicurezza conformemente all'allegato IX;
(d)                  
informazioni sui siti presso cui il sottosistema o
il componente di sicurezza (è fabbricato) può essere esaminato.
3.2       L'organismo notificato prescelto dal
fabbricante esamina la documentazione tecnica relativa al sottosistema o al
componente di sicurezza ed effettua o fa effettuare gli esami e le prove del
caso, previsti dalle pertinenti norme armonizzate e/o dalle specifiche
tecniche, o prove equivalenti, per garantirne la conformità alle prescrizioni
applicabili del presente regolamento. In assenza di tali norme armonizzate e/o
di specifiche tecniche, l'organismo notificato decide quali prove sia opportuno
effettuare.
L'organismo notificato rilascia un certificato
di conformità relativo agli esami e alle prove effettuati e appone, o fa
apporre sotto la propria responsabilità, il proprio numero di identificazione
sul sottosistema o sul componente di sicurezza approvato.
Se nega il rilascio del certificato di
conformità, l'organismo notificato fornisce i motivi dettagliati di tale
rifiuto e indica le misure correttive che è necessario prendere.
Per richiedere una nuova verifica del
sottosistema o del componente di sicurezza in questione, il fabbricante deve
farne domanda allo stesso organismo notificato.
Su richiesta, l'organismo notificato fornisce
alla Commissione e agli Stati membri una copia dell'attestato di conformità.
Il fabbricante tiene a disposizione delle
autorità nazionali la documentazione tecnica e una copia del certificato di
conformità per 30 anni dalla data di immissione sul mercato del sottosistema o
del componente di sicurezza.
4. Marcatura CE e dichiarazione di conformità
UE
4.1. Il fabbricante appone la marcatura CE e,
sotto la responsabilità dell'organismo notificato di cui al punto 4, il numero
di identificazione di quest'ultimo, su ogni sottosistema o componente di
sicurezza conforme alle prescrizioni applicabili del presente regolamento.
4.2. Il fabbricante redige una dichiarazione
scritta di conformità UE, che mantiene a disposizione delle autorità nazionali
per 30 anni dalla data di immissione sul mercato del sottosistema o del
componente di sicurezza. La dichiarazione di conformità UE identifica il
sottosistema o il componente di sicurezza per cui è stata redatta.
Una copia della dichiarazione di conformità UE
è messa a disposizione delle autorità competenti su richiesta.
5. Rappresentante autorizzato
Gli obblighi del fabbricante di cui ai punti
3.1 e 4 possono essere adempiuti dal suo rappresentante autorizzato, a nome del
fabbricante e sotto la sua responsabilità, purché siano specificati nel
mandato.
ALLEGATO VIII
PROCEDURE
DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ DEI SOTTOSISTEMI E DEI COMPONENTI DI SICUREZZA:
MODULO H: CONFORMITÀ BASATA SULLA GARANZIA DI QUALITÀ TOTALE
1.         La conformità basata sulla garanzia
di qualità totale è la procedura di valutazione della conformità con cui il
fabbricante ottempera agli obblighi di cui ai punti 2 e 5 e garantisce e
dichiara, sotto la sua esclusiva responsabilità, che i sottosistemi o i
componenti di sicurezza in questione soddisfano le prescrizioni del presente
regolamento.
2. Produzione
Il fabbricante adotta un sistema di qualità
approvato per la progettazione, la produzione, l'ispezione e le prove finali
dei sottosistemi o dei componenti di sicurezza, come specificato al punto 3, ed
è soggetto a sorveglianza, come specificato al punto 4.
3. Sistema di qualità
3.1. Il fabbricante presenta una domanda di
verifica del suo sistema di qualità a un organismo notificato di sua scelta per
i sottosistemi o i componenti di sicurezza in questione.
La domanda deve contenere:
(a)                   
il nome e l'indirizzo del fabbricante e, nel caso
in cui la domanda sia presentata dal rappresentante autorizzato, anche il nome
e l'indirizzo di quest'ultimo;
(b)                   
tutte le informazioni necessarie relative ai
sottosistemi o ai componenti di sicurezza di cui è prevista la produzione;
(c)                   
la documentazione tecnica, in conformità a quanto
riportato nell'allegato IX, relativa a un tipo rappresentativo di ogni
categoria di sottosistema o di componente di sicurezza di cui è prevista la
produzione;
(d)                  
la documentazione relativa al sistema di qualità;
(e)                   
informazioni sui siti presso cui i sottosistemi o i
componenti di sicurezza sono progettati, prodotti, ispezionati e testati; 
(f)                    
una dichiarazione scritta che attesti che la stessa
domanda non è stata presentata a nessun altro organismo notificato.
3.2. Il sistema di qualità garantisce la
conformità del sottosistema o del componente di sicurezza alle prescrizioni del
presente regolamento ad esso applicabili.
Tutti i criteri, le prescrizioni e le
disposizioni adottati dal fabbricante sono documentati in modo sistematico e
ordinati sotto forma di disposizioni, procedure e istruzioni scritte. La
documentazione relativa al sistema di qualità deve consentire un'interpretazione
uniforme di programmi, schemi, manuali e registri riguardanti la qualità.
Essa deve includere in particolare un'adeguata
descrizione:
(a)                   
degli obiettivi di qualità, della struttura
organizzativa, delle responsabilità e dei poteri del personale direttivo in
materia di progettazione e di qualità dei sottosistemi e dei componenti di sicurezza;
(b)                   
delle specifiche tecniche di progettazione,
comprese le norme che saranno applicate e, qualora le norme armonizzate
pertinenti non siano applicate integralmente, dei mezzi per garantire il
soddisfacimento dei requisiti essenziali del presente regolamento;
(c)                   
delle tecniche, dei processi e degli interventi
sistematici in materia di controllo e verifica della progettazione che saranno
utilizzati per la progettazione dei sottosistemi o dei componenti di sicurezza;
(d)                  
dei corrispondenti processi di produzione, delle
tecniche di controllo e di garanzia della qualità, dei processi e degli
interventi sistematici che saranno applicati;
(e)                   
degli esami e delle prove che saranno effettuati
prima, durante e dopo la produzione, con indicazione della frequenza con cui si
intende effettuarli;
(f)                    
dei registri riguardanti la qualità, come le
relazioni ispettive e i dati sulle prove e sulle tarature, le relazioni sulle
qualifiche del personale interessato ecc.;
(g)                   
dei mezzi di sorveglianza che consentono di
controllare che sia ottenuta la qualità richiesta della progettazione e del
prodotto e che il sistema di qualità funzioni efficacemente.
3.3. L'organismo notificato valuta il sistema
di qualità per stabilire se soddisfa le prescrizioni di cui al punto 3.2. L'organismo
presume la conformità a tali prescrizioni degli elementi del sistema di qualità
conformi alle specifiche corrispondenti della norma nazionale che attua la
norma armonizzata e/o la specifica tecnica pertinenti.
L'audit comprende una visita ai siti presso
cui i sottosistemi o i componenti di sicurezza sono progettati, prodotti,
ispezionati e testati.
Oltre ad avere esperienza in tema di sistemi
di gestione della qualità, il gruppo incaricato dell'audit deve comprendere
almeno un membro con esperienza di valutazione nel settore degli impianti a
fune adibiti al trasporto di persone e nel campo tecnologico dei sottosistemi o
dei componenti di sicurezza in questione, che inoltre conosca le prescrizioni
applicabili del presente regolamento. 
Il gruppo incaricato dell'audit esamina la
documentazione tecnica di cui al punto 3.1, per verificare la capacità del
fabbricante di individuare le prescrizioni applicabili del presente regolamento
e di effettuare gli esami atti a garantire la conformità dei sottosistemi o dei
componenti di sicurezza a tali prescrizioni.
L'organismo notificato comunica la sua
decisione al fabbricante o al suo rappresentante autorizzato. La comunicazione
deve contenere le conclusioni dell'audit e la motivazione circostanziata della
decisione.
3.4. Il fabbricante si impegna a soddisfare
gli obblighi derivanti dal sistema di qualità approvato e a far sì che tale
sistema rimanga adeguato ed efficace.
3.5       Il fabbricante tiene informato l'organismo
notificato che ha approvato il sistema di qualità di qualsiasi modifica che
intende apportare al medesimo.
L'organismo notificato valuta le modifiche
proposte e decide se il sistema modificato continua a soddisfare i requisiti di
cui al punto 3.2 o se è necessaria una seconda valutazione.
L'organismo comunica al fabbricante il
risultato della valutazione. Nel caso di una seconda valutazione, esso comunica
la sua decisione al fabbricante. La comunicazione deve contenere le conclusioni
della valutazione e la motivazione circostanziata della decisione.
4. Sorveglianza sotto la responsabilità dell'organismo
notificato
4.1. Scopo della sorveglianza è garantire che
il fabbricante adempia tutti gli obblighi derivanti dal sistema di qualità
approvato.
4.2. Ai fini della valutazione, il fabbricante
consente all'organismo notificato l'accesso ai siti di progettazione,
produzione, ispezione, prova e deposito e gli fornisce ogni informazione utile,
in particolare:
(a)                   
la documentazione relativa al sistema di qualità;
(b)                   
la documentazione prevista nella parte del sistema
di qualità dedicato alla progettazione, quali risultati di analisi, calcoli,
prove ecc.;
(c)                   
la documentazione sulla qualità prevista nella
sezione del sistema di qualità relativa alla produzione, quali relazioni sulle
ispezioni, dati relativi alle prove e alle tarature, relazioni sulle qualifiche
del personale ecc.
4.3. L'organismo notificato svolge
periodicamente audit per assicurarsi che il fabbricante mantenga e applichi il
sistema di qualità e fornisce al fabbricante una relazione sugli audit
effettuati. La frequenza degli audit periodici è tale da consentire una
rivalutazione completa ogni tre anni.
4.4. L'organismo notificato può inoltre
effettuare visite senza preavviso presso il fabbricante.
In occasione di tali visite, l'organismo notificato può, se necessario,
svolgere o far svolgere prove sul prodotto, per verificare il corretto
funzionamento del sistema di qualità. L'organismo deve fornire al fabbricante
una relazione sulla visita e, se sono state svolte prove, una relazione sulle
stesse.
5.         Marcatura CE e dichiarazione di
conformità UE
5.1.      Il fabbricante appone la marcatura
CE e, sotto la responsabilità dell'organismo notificato di cui al punto 3.1, il
numero di identificazione di quest'ultimo, su ogni singolo sottosistema o
componente di sicurezza conforme al tipo descritto nell'attestato di
certificazione UE e alle prescrizioni applicabili del presente regolamento.
Qualora l'organismo notificato esprima il suo
consenso e sotto la responsabilità del medesimo, il fabbricante può apporre ai
sottosistemi o ai componenti di sicurezza in questione il numero di
identificazione dell'organismo stesso nel corso del processo di produzione.
5.2.      Il fabbricante redige una
dichiarazione scritta di conformità UE per ciascun sottosistema o componente di
sicurezza e ne tiene una copia a disposizione delle autorità nazionali per 30
anni dalla data di immissione sul mercato del sottosistema o del componente di
sicurezza. La dichiarazione di conformità UE identifica il sottosistema o il
componente di sicurezza per cui è stata redatta.
Una copia della dichiarazione di conformità UE
è messa a disposizione delle autorità competenti su richiesta.
6. Il fabbricante tiene a disposizione delle
autorità nazionali per un periodo di 30 anni dall'ultima data di immissione sul
mercato del sottosistema o del componente di sicurezza:
(a)                   
la documentazione tecnica di cui al punto 3.1.,
lettera c);
(b)                   
la documentazione relativa al sistema di qualità di
cui al punto 3.1; 
(c)                   
la documentazione relativa alla modifica di cui al
punto 3.5, come approvata;
(d)                  
le decisioni e relazioni dell'organismo notificato
di cui ai punti 3.3, 3.5, 4.3 e 4.4.
7. Ogni organismo notificato informa le
proprie autorità di notifica circa le approvazioni dei sistemi di qualità
rilasciate o ritirate e, periodicamente o su richiesta, rende disponibili a
tali autorità l'elenco delle approvazioni dei sistemi di qualità negate,
sospese o altrimenti limitate.
Ogni organismo notificato informa gli altri
organismi notificati delle approvazioni dei sistemi di qualità da esso
rifiutate, sospese o ritirate e, su richiesta, delle approvazioni rilasciate.
8.         Rappresentante autorizzato
Gli obblighi del fabbricante di cui ai punti
3.1, 3.5, 5 e 6 possono essere adempiuti dal suo rappresentante autorizzato, a
nome del fabbricante e sotto la sua responsabilità, purché siano specificati
nel mandato.
ALLEGATO IX
DOCUMENTAZIONE
TECNICA DEI SOTTOSISTEMI E DEI COMPONENTI DI SICUREZZA
(1)                   
La documentazione tecnica deve permettere di
valutare la conformità del sottosistema o del componente di sicurezza alle
prescrizioni applicabili del presente regolamento e deve comprendere un'analisi
e una valutazione adeguate dei rischi. Essa deve precisare i requisiti
applicabili e comprendere, nella misura necessaria ai fini della valutazione
della conformità, la progettazione, la produzione e il funzionamento del
sottosistema o del componente di sicurezza. 
(2)                   
La documentazione tecnica deve contenere almeno gli
elementi seguenti:
(a)         
una descrizione generale del sottosistema o del
componente di sicurezza;
(b)         
i disegni di progettazione e di fabbricazione,
nonché gli schemi dei componenti, dei sottoinsiemi, dei circuiti ecc. e le
descrizioni e spiegazioni necessarie alla comprensione di tali disegni e schemi
e del funzionamento del sottosistema o del componente di sicurezza;
(c)         
un elenco delle norme armonizzate e/o delle altre
specifiche tecniche, i cui riferimenti siano stati pubblicati nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea, applicate in tutto o in parte, e la
descrizione delle soluzioni adottate per soddisfare i requisiti essenziali del
presente regolamento qualora tali norme armonizzate non siano state applicate.
In caso di applicazione parziale delle norme armonizzate, la documentazione
tecnica deve specificare le parti che sono state applicate;
(d)        
la documentazione che attesti l'adeguatezza del
progetto, compresi i risultati di calcoli di progetto, esami o prove eseguiti
da o per conto del fabbricante e le relative relazioni;
(e)         
una copia delle istruzioni relative al sottosistema
o al componente di sicurezza;
(f)          
per i sottosistemi, una copia delle dichiarazioni
di conformità UE dei componenti di sicurezza incorporati nel sottosistema.
ALLEGATO X
DICHIARAZIONE
DI CONFORMITÀ UE DI SOTTOSISTEMI E COMPONENTI DI SICUREZZA
(1)                   
Il sottosistema o il componente di sicurezza deve
essere provvisto della dichiarazione di conformità UE. Tale dichiarazione deve
essere redatta nella stessa lingua o nelle stesse lingue del manuale di cui all'allegato
II, punto 7.1.1.
(2)                   
La dichiarazione di conformità UE deve contenere
quanto segue:
(a)         
il modello del sottosistema/componente di sicurezza
(numero di prodotto, di lotto, di tipo o di serie);
(b)         
il nome e l'indirizzo del fabbricante ed
eventualmente del suo rappresentante autorizzato;
(c)         
la presente dichiarazione di conformità è
rilasciata sotto l'esclusiva responsabilità del fabbricante;
(d)        
l'oggetto della dichiarazione (identificazione del
sottosistema o del componente di sicurezza che ne consenta la rintracciabilità;
se necessario allegare una figura):
–              
descrizione del sottosistema o del componente di
sicurezza (tipo ecc.);
–              
procedura di valutazione della conformità
utilizzata;
–              
nome e indirizzo dell'organismo notificato che ha
effettuato la valutazione della conformità;
–              
riferimento all'attestato di certificazione UE con
i relativi estremi, fra cui la data, nonché, se del caso, informazioni circa la
durata e le condizioni di validità dell'attestato;
–              
tutte le disposizioni pertinenti a cui deve
ottemperare il componente, in particolare le disposizioni connesse all'utilizzo.
(e)         
L'oggetto della dichiarazione di cui sopra è
conforme alla pertinente normativa di armonizzazione dell'Unione: …………….
(riferimento alle altre normative dell'Unione applicate):
(f)          
Riferimenti alle pertinenti norme armonizzate
utilizzate o alle specifiche in relazione alle quali è dichiarata la
conformità:
(g)         
L'organismo o gli organismi notificati …
(denominazione, indirizzo, numero) hanno effettuato … (descrizione dell'intervento)
e rilasciato l'attestato/gli attestati: …
(h)         
- identificazione della persona abilitata a firmare
a nome e per conto del fabbricante o del suo rappresentante autorizzato.
(i)           
Informazioni supplementari:
Firmato a nome e per conto di: …………………….
(luogo e data del rilascio):
(nome e cognome, funzione) (firma):
ALLEGATO XI
 TAVOLA DI CONCORDANZA 
 Direttiva 2000/9/CE || Il presente regolamento 
 ___ || Articolo 1 
 Articolo 1, paragrafo 1 || Articolo 2, paragrafo 1 
 Articolo 1, paragrafo 2 || Articolo 3, paragrafo 1 
 Articolo 1, paragrafo 3 || Articolo 3, paragrafi da 7 a 9 
 Articolo 1, paragrafo 4, primo e secondo comma || ___ 
 Articolo 1, paragrafo 4, terzo comma || Articolo 8, paragrafo 3 
 Articolo 1, paragrafo 5 || Articolo 3, paragrafi 1, 3, 4, 5 e 6 
 Articolo 2 || ___ 
 Articolo 3 || Articolo 6 
 ___ || Articolo 3, paragrafi da 10 a 27 
 Articolo 4 || Articolo 8 
 Articolo 5, paragrafo 1 || Articolo 4, paragrafi 1 e 2 
 Articolo 5, paragrafo 2 || Articolo 3 
 Articolo 6 || Articolo 7 
 Articolo 7 || Articolo ___ 
 Articolo 8 || Articolo 4, paragrafi 1 e 2 
 Articolo 9 || Articolo 4, paragrafi 1 e 2 
 Articolo 10 || ___ 
 Articolo 11, paragrafo 1 || Articolo 9, paragrafo 1 
 Articolo 11, paragrafo 2 || Articolo 4, paragrafo 2 
 Articolo 11, paragrafo 3 || ___ 
 Articolo 11, paragrafo 4 || ___ 
 Articolo 11, paragrafo 5 || ___ 
 Articolo 11, paragrafo 6 || ___ 
 Articolo 11, paragrafo 7 || ___ 
 ___ || Articolo 11 
 ___ || Articolo 12 
 ___ || Articolo 13 
 ___ || Articolo 14 
 ___ || Articolo 15 
 ___ || Articolo 16 
 Articolo 12 || Articolo 9, paragrafo 4 
 Articolo 13 || Articolo 10, paragrafo 1 
 Articolo 14 || Articolo ___ 
 Articolo 15 || Articolo 10, paragrafo 2 
 Articolo 16 || ___ 
 ___ || Articolo 17 
 ___ || Articolo 18 
 ___ || Articolo 19 
 ___ || Articolo 20 
 ___ || Articolo 21 
 ___ || Articolo 22 
 ___ || Articolo 23 
 ___ || Articolo 24 
 ___ || Articolo 25 
 ___ || Articolo 26 
 ___ || Articolo 27 
 ___ || Articolo 28 
 ___ || Articolo 29 
 ___ || Articolo 30 
 ___ || Articolo 31 
 ___ || Articolo 32 
 ___ || Articolo 33 
 ___ || Articolo 34 
 ___ || Articolo 35 
 ___ || Articolo 36 
 ___ || Articolo 37 
 ___ || Articolo 38 
 Articolo 17 || Articolo 39 
 Articolo 18 || ___ 
 Articolo 19 || ___ 
 Articolo 20 || ___ 
 Articolo 21 || ___ 
 Articolo 22 || ___ 
 Articolo 23 || ___ 
 ___ || Articolo 40 
 ___ || Articolo 41 
 ___ || Articolo 42 
 ___ || Articolo 43 
 Allegato I || Allegato I 
 Allegato II || Allegato II 
 Allegato III || Allegato III 
 Allegato IV || Allegato IX 
 Allegato V || Allegati da IV a VIII 
 Allegato VI || Allegato IX 
 Allegato VII || Allegati da IV a VIII 
 Allegato VIII || __ 
 Allegato IX || __ 
 __ || Allegato X