CELEX: 62019CN0311
Language: it
Date: 2019-04-16 00:00:00
Title: Causa C-311/19: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Nejvyšší správní soud (Repubblica ceca) il 16 aprile 2019 — BONWER WIN, a.s./Ministerstvo financí

24.6.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 213/19
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Nejvyšší správní soud (Repubblica ceca) il 16 aprile 2019 — BONWER WIN, a.s./Ministerstvo financí
      (Causa C-311/19)
      (2019/C 213/18)
      Lingua processuale: il ceco
      
         Giudice del rinvio
      
      Nejvyšší správní soud
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: BONWER WIN, a.s.
      
         Resistente: Ministerstvo financí
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
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                  Se, per il solo fatto che una parte della clientela di un prestatore di un servizio interessato da una normativa nazionale — (regolamento comunale di portata generale) che vieta un determinato servizio in una parte di un comune, — possa provenire o provenga da un altro Stato membro dell’Unione europea, gli articoli 56 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea trovino applicazione riguardo alla suddetta normativa.
                  In caso di risposta affermativa, se ai fini dell’applicabilità dell’articolo 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea sia sufficiente una mera affermazione riguardante la possibile presenza di clienti di un altro Stato membro dell’Unione europea o se il prestatore abbia l’obbligo di dimostrare l’effettiva prestazione dei servizi nei confronti di clienti provenienti da altri Stati membri.
               
            
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                  Se ai fini della risposta alla prima questione pregiudiziale abbia una qualsivoglia rilevanza che:
                  
                              a)
                           
                           
                              la potenziale limitazione della libera prestazione di servizi sia significativamente limitata, tanto sotto il profilo geografico, quanto sotto il profilo sostanziale (eventuale applicabilità dell’eccezione de minimis);
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              non sia evidente che la normativa nazionale disciplini in maniera diversa, in fatto o in diritto, da un lato, la posizione dei soggetti che prestano servizi soprattutto a cittadini di altri Stati membri dell’Unione europea e, d’altro lato, dei soggetti che si rivolgono alla clientela nazionale.