CELEX: 62015CN0227
Language: it
Date: 2015-05-19 00:00:00
Title: Causa C-227/15 P: Impugnazione proposta il 19 maggio 2015 da Robert Aubineau, e a. avverso la sentenza del Tribunale (Terza Sezione) del 18 marzo 2015, cause T-195/11, T-458/11, T-448/12 e T-41/13, Cahier e a./Consiglio e Commissione

21.9.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 311/15
            
         Impugnazione proposta il 19 maggio 2015 da Robert Aubineau, e a. avverso la sentenza del Tribunale (Terza Sezione) del 18 marzo 2015, cause T-195/11, T-458/11, T-448/12 e T-41/13, Cahier e a./Consiglio e Commissione
   (Causa C-227/15 P)
   (2015/C 311/20)
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Robert Aubineau e a.
   
      Altre parti nel procedimento: Consiglio, Commissione, Francia
   
      Conclusioni dei ricorrenti
   
   
               —
            
            
               Annullare la sentenza che rifiuta di riconoscere il divieto per i produttori distillatori di procedere essi stessi alla distillazione dei loro vini prodotti in eccesso rispetto ai quantitativi normalmente vinificati, con la motivazione che potevano chiedere un’autorizzazione e, a tal fine, diventare precedentemente distillatori.
            
         
               —
            
            
               Annullare la sentenza che rifiuta di riconoscere il carattere discriminatorio del regolamento (CE) n. 1623/2000 (1), che non attribuisce gli stessi diritti ai produttori di acquavite.
            
         
               —
            
            
               Annullare la sentenza che rifiuta di riconoscere il comportamento illecito e la responsabilità delle istituzioni che hanno adottato una normativa incompatibile con il principio di non discriminazione, che figura come principio generale del diritto dell’Unione nella giurisprudenza della Corte e nell’articolo 40 TFUE, qualora essa contempli un’organizzazione comune di mercato come avviene nel caso di specie.
            
         
               —
            
            
               Annullare la sentenza che rifiuta di riconoscere il danno subito dai ricorrenti a causa di un regolamento che si presta a una duplice interpretazione, regolamento che ha indotto tutti i giudici nazionali a sanzionare severamente i ricorrenti. Tale duplice interpretazione è la conseguenza diretta di un testo di cui è responsabile il suo autore, che, nel caso di specie, è la Commissione.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno della propria impugnazione i ricorrenti deducono quattro motivi.
   In primo luogo, chiedono alla Corte di annullare la sentenza del Tribunale che rifiuta di riconoscere il carattere discriminatorio del regolamento n. 1623/2000, il quale non conferisce gli stessi diritti ai produttori di acquavite.
   In secondo luogo, essi ritengono che il Tribunale abbia commesso un errore di diritto rifiutando di riconoscere il comportamento illecito e la responsabilità delle istituzioni che hanno adottato e interpretato una normativa incompatibile con il principio di non discriminazione, che figura come principio generale del diritto dell’Unione nella giurisprudenza della Corte e nell’articolo 40 TFUE, qualora essa contempli un’organizzazione comune di mercato come avviene nel caso di specie.
   In terzo luogo, i ricorrenti contestano al Tribunale di non avere riconosciuto il danno da essi subito. La duplice possibile interpretazione del regolamento n. 1623/2000 ha indotto i giudici nazionali a sanzionare severamente i ricorrenti e, di conseguenza, tale illegittimità è la causa stessa del danno subito.
   Infine, essi contestano al Tribunale di aver violato il senso e la portata dell’articolo 65 del regolamento, che prevede formalità specifiche per i produttori che dispongono di propri impianti di distillazione e che hanno l’intenzione di procedere alla distillazione obbligatoria dei loro vini prodotti in eccesso rispetto ai quantitativi normalmente vinificati.
   
      (1)  Regolamento (CE) n. 1623/2000 della Commissione, del 25 luglio 2000, recante modalità d'applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, per quanto riguarda i meccanismi di mercato (GU L 194, pag. 45).