CELEX: 62001CJ0283
Language: it
Date: 2003-11-27 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Sesta Sezione) del 27 novembre 2003.#Shield Mark BV contro Joost Kist h.o.d.n. Memex.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Hoge Raad der Nederlanden - Paesi Bassi.#Marchi - Ravvicinamento delle legislazioni - Direttiva 89/104/CEE - Articolo 2 - Segni suscettibili di costituire un marchio - Segni suscettibili di rappresentazione grafica - Segni sonori - Sequenza di note musicali - Descrizione scritta - Onomatopea.#Causa C-283/01.

Causa C-283/01 Shield Mark BVcontroJoost Kist h.o.d.n. Memex(domanda di pronuncia pregiudiziale propostadallo Hoge Raad der Nederlanden)
         
            «Marchi – Ravvicinamento delle legislazioni – Direttiva 89/104/CEE – Art. 2 – Segni idonei a costituire un marchio – Segni suscettibili di rappresentazione grafica – Segni sonori – Sequenza di note musicali – Descrizione scritta – Onomatopea»
            
               
                  Conclusioni dell'avvocato generale D. Ruiz-Jarabo Colomer, presentate il 3 aprile 2003 
                     
                
               
            
                   
               
               
            
               
                  Sentenza della Corte (Sesta Sezione) 27 novembre 2003 
                     
                
               
            
                   
               
               
            
            Massime della sentenza
         
         
                  1..
                  Ravvicinamento delle legislazioni – Marchi – Direttiva 89/104 – Segni idonei a costituire un marchio – Segni sonori – Obbligo di considerarli come idonei a costituire un marchio – Presupposti  (Direttiva del Consiglio 89/104/CEE, art. 2) 
         
                  2..
                  Ravvicinamento delle legislazioni – Marchi – Direttiva 89/104 – Segni idonei a costituire un marchio – Segni non atti ad essere percepiti visivamente – Inclusione – Presupposto – Segni che possono essere riprodotti graficamente – Segni sonori  (Direttiva del Consiglio 89/104, art. 2) 
         
         1.
          L'art. 2 della prima direttiva 89/104, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa,
         deve essere interpretato nel senso che i segni sonori devono poter essere considerati come marchi quando siano idonei a distinguere
         i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre imprese e siano suscettibili di rappresentazione grafica. v. punto 41, dispositivo 1
         
         2.
          L'art. 2 della prima direttiva 89/104, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa,
         deve essere interpretato nel senso che può costituire un marchio un segno che di per sé non è percettibile visivamente, a
         condizione che esso possa essere oggetto di una rappresentazione grafica, in particolare mediante figure, linee o caratteri,
         che sia chiara, precisa, di per sé completa, facilmente accessibile, intelligibile, durevole ed oggettiva. Riguardo a un segno sonoro, tali requisiti non sono soddisfatti quando il segno venga rappresentato graficamente mediante
         una descrizione che si avvale del linguaggio scritto, come l'indicazione che il segno è costituito dalle note che compongono
         un'opera musicale conosciuta o l'indicazione che esso consiste nel verso di un animale, o mediante una semplice onomatopea
         senza ulteriori precisazioni, ovvero mediante una sequenza di note musicali senza ulteriori precisazioni. Per contro, tali
         requisiti sono soddisfatti quando il segno venga rappresentato mediante un pentagramma diviso in battute in cui figurano,
         in particolare, una chiave, note musicali e pause la cui forma indica il valore relativo e, eventualmente, alterazioni.v. punto 64, dispositivo 2
      

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DELLA CORTE (Sesta Sezione)27 novembre 2003 (1)
         
         
            
         
               «Marchi – Ravvicinamento delle legislazioni – Direttiva 89/104/CEE – Art. 2 – Segni suscettibili di costituire un marchio – Segni suscettibili di rappresentazione grafica – Segni sonori – Sequenza di note musicali – Descrizione scritta – Onomatopea»
               
            Nel procedimento C-283/01, 
            avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell'art. 234 CE, dallo Hoge Raad der
            Nederlanden (Paesi Bassi) nella causa dinanzi ad esso pendente tra
            
            
            
             Shield Mark BV 
            
            
            e
            
             Joost Kist h.o.d.n. Memex, 
            
            
            domanda vertente sull'interpretazione dell'art. 2 della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento
            delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa (GU 1989, L 40, pag. 1),
            
            LA CORTE (Sesta Sezione),,
            
            composta dal sig. V. Skouris, facente funzione di presidente della Sesta Sezione, dai sigg. J.N. Cunha Rodrigues, J.P. Puissochet
            e R. Schintgen e dalla sig.ra F. Macken (relatore), giudici, 
            
            avvocato generale: sig. D. Ruiz-Jarabo Colomer cancelliere: sig.ra M.F. Contet, amministratore principale 
            
            
            viste le osservazioni scritte presentate:
               
               
               ─
               per la Shield Mark BV, dalle sig.re T. Cohen Jehoram e E.J. Morée, advocaten; 
               
               
               ─
               per il governo dei Paesi Bassi, dalla sig.ra H.G. Sevenster, in qualità di agente; 
               
               
               ─
               per il governo francese, dal sig. G. de Bergues e dalla sig.ra A. Maitrepierre, in qualità di agenti; 
               
               
               ─
               per il governo italiano, dal sig. U. Leanza, in qualità di agente, assistito dal sig. O. Fiumara, avvocato dello Stato; 
               
               
               ─
               per il governo austriaco, dalla sig.ra C. Pesendorfer, in qualità di agente; 
               
               
               ─
               per il governo del Regno Unito, dal sig. J.E. Collins, in qualità di agente, assistito dal sig. D. Alexander, barrister; 
               
               
               ─
               per la Commissione delle Comunità europee, dai sigg. N.B. Rasmussen e H.M.H. Speyart, in qualità di agenti, 
               
               
            
            
            vista la relazione d'udienza,
            
            sentite le osservazioni orali della Shield Mark BV, rappresentata dalla sig.ra T. Cohen Jehoram, del governo dei Paesi Bassi,
               rappresentato dal sig. N.A.J. Bel, in qualità di agente, nonché della Commissione, rappresentata dai sigg. N.B. Rasmussen
               e H. van Vliet, in qualità di agenti, all'udienza del 27 febbraio 2003,
            
            
            sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza del 3 aprile 2003,
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
         1
            
         Con sentenza 13 luglio 2001, giunta alla Corte il 18 luglio seguente, lo Hoge Raad der Nederlanden (Paesi Bassi) ha sollevato,
         ai sensi dell'art. 234 CE, due questioni pregiudiziali relative all'interpretazione dell'art. 2 della prima direttiva del
         Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa
         (GU 1989, L 40, pag. 1; in prosieguo: la  
         direttiva). 
         
         
         2
            
         Le dette questioni sono state sollevate nell'ambito di una controversia tra la Shield Mark BV (in prosieguo: la  
         Shield Mark) e il sig. Kist, il quale esercita la propria attività sotto la denominazione Memex, in merito all'utilizzazione da parte
         di quest'ultimo, nell'ambito della propria attività, di segni sonori precedentemente registrati dalla Shield Mark presso l'ufficio
         marchi del Benelux (in prosieguo: il  
         BBM) come marchi sonori. 
         
            
               Contesto normativo
            La normativa comunitaria
         
         
         3
            
         La direttiva ha per oggetto, a termini del suo primo  
         considerando, il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sui marchi, al fine di eliminare le disparità esistenti che possono
         ostacolare la libera circolazione dei prodotti e la libera prestazione dei servizi, nonché falsare le condizioni di concorrenza
         nel mercato comune. Tuttavia, come emerge dal terzo  
         considerando, essa non mira al ravvicinamento completo delle dette legislazioni. 
         
         
         4
            
         Ai sensi del settimo  
         considerando della direttiva,  
         la realizzazione degli obiettivi perseguiti presuppone che l'acquisizione e la conservazione del diritto sul marchio di impresa
         registrato siano in linea di massima subordinate, in tutti gli Stati membri, alle stesse condizioni e che,  
         a tale scopo, occorre un elenco esemplificativo di segni suscettibili di costituire un marchio di impresa, i quali consentano
         di contraddistinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre imprese. 
         
         
         5
            
         L'art. 2 della direttiva, intitolato:  
         Segni suscettibili di costituire un marchio di impresa, contiene l'elenco esemplificativo previsto dal settimo  
         considerando. Esso così recita: Possono costituire marchi di impresa tutti i segni che possono essere riprodotti graficamente, in particolare le parole, compresi
         i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, la forma del prodotto o il suo confezionamento, a condizione che tali
         segni siano adatti a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre imprese. 
         
         
         6
            
         L'art. 3 della direttiva, intitolato  
         Impedimenti alla registrazione o motivi di nullità, al n. 1, lett. a) e b), così recita: Sono esclusi dalla registrazione o, se registrati, possono essere dichiarati nulli:
         
         a)
         i segni che non possono costituire un marchio di impresa; 
         
         
         b)
          i marchi di impresa privi di carattere distintivo
         . 
         La normativa applicabile nel Benelux
         
         
         7
            
         Il Regno del Belgio, il Granducato di Lussemburgo e il Regno dei Paesi Bassi hanno riunito le rispettive normative sui marchi
         in una legge comune, la legge uniforme del Benelux sui marchi (Trb. 1962, 58, e Trb. 1983, 187; in prosieguo: la  
         LBM), la cui attuazione è stata affidata ad una istituzione comune, il BBM. 
         
         
         8
            
         La LBM è stata modificata, con effetto dal 1° gennaio 1996, dal protocollo 2 dicembre 1992, recante modificazione della detta
         legge (Trb. 1993, 12; in prosieguo: il  
         protocollo), ai fini della trasposizione della direttiva nell'ordinamento giuridico dei detti tre Stati membri. 
         
         
         9
            
         Tuttavia, non è stato ritenuto necessario modificare la LBM ai fini della trasposizione espressa degli artt. 2 e 3 della direttiva.
         A tale riguardo, il punto I.2, commi sesto e settimo, della motivazione del protocollo precisa: L'art. 2 della direttiva, che riguarda i segni suscettibili di tutela, non esige un adattamento della LBM. Il testo del detto
         articolo corrisponde quasi all'art. 1 della LBM. Se è pur vero che, a differenza dell'art. 2 della direttiva, l'art. 1 della
         LBM non richiede che i segni siano suscettibili di rappresentazione grafica, ciononostante nella pratica i segni devono rispettare
         tale requisito per beneficiare di tutela come marchi.Anche l'art. 3 della direttiva non ha comportato un adattamento della LBM. I motivi di diniego o di nullità assoluti previsti
         al n. 1 del detto articolo si ritrovano negli artt. 1 e 4, nn. 1 e 2, in combinato disposto con l'art. 14, lett. A, n. 1,
         della LBM (...).
         
         
         10
            
         L'art. 1 della LBM, che pertanto non è stato modificato dal protocollo, al primo comma dispone: Si considerano come marchi individuali le denominazioni, disegni, impronte, timbri, lettere, cifre, forme di prodotti o di
         confezioni e ogni altro segno che valga a distinguere i prodotti di una impresa.
         
         
         11
            
         L'art. 1, lett b), del regolamento di esecuzione della LBM prevede che  
         [i]l deposito nel Benelux di un marchio si effettua in lingua francese ovvero olandese mediante la produzione di un documento
         recante (...) la riproduzione del marchio. 
         
         
         12
            
         Mentre, prima dell'entrata in vigore del protocollo, avvenuta il 1° gennaio 1996, il BBM non procedeva ad alcun controllo
         sostanziale per la registrazione di un marchio, essendo tale controllo eventualmente compiuto a posteriori nell'ipotesi di
         una azione di nullità ovvero nell'ambito di una domanda riconvenzionale in una causa relativa alla lesione del diritto del
         titolare del marchio, esso esamina ora le domande depositate in base ai motivi assoluti di diniego previsti dalla LBM. 
         
         
         13
            
         Quanto ai marchi sonori, il BBM riteneva, inizialmente, che essi potessero essere registrati. Tuttavia, in seguito alla sentenza
         del Gerechtshof te 's Gravenhage (Corte d'Appello dell'Aia, Paesi Bassi) 27 maggio 1999, emessa nei confronti delle parti
         della causa principale, il BBM nega, in linea generale, la registrazione dei marchi sonori. 
         Causa principale e questioni pregiudiziali
         
         14
            
         La Shield Mark è titolare di quattordici marchi registrati presso il BBM, il primo il 5 giugno 1992, gli ultimi il 2 febbraio
         1999, per diversi prodotti e servizi delle classi 9 [programmi per computer registrati (software), ecc.], 16 (riviste, giornali,
         ecc.), 35 (pubblicità, gestione di affari commerciali, ecc.), 41 (attività educative e di formazione, organizzazione di seminari
         nel settore della pubblicità, del marketing, della proprietà intellettuale e della comunicazione commerciale, ecc.) e 42 (servizi
         giuridici) dell'accordo di Nizza del 15 giugno 1957 relativo alla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi
         ai fini della registrazione dei marchi, come riveduto e modificato. 
         
         
         15
            
         Quattro dei detti marchi consistono in un pentagramma con le prime nove note della composizione musicale  
         Für Elise di L. van Beethoven. Due di essi sono accompagnati dalla dicitura  
         marchio sonoro; il marchio è costituito dalla rappresentazione della melodia composta dalle note trascritte (graficamente)
         sul pentagramma. In uno dei due marchi si precisa inoltre  
         suonato al pianoforte. 
         
         
         16
            
         Quattro altri marchi consistono nelle  
         nove prime note di 'Für Elise'. Due di essi sono accompagnati dalla dicitura  
         marchio sonoro; il marchio è costituito dalla melodia descritta. In uno dei due marchi si precisa inoltre  
         suonato al pianoforte. 
         
         
         17
            
         Altri tre marchi consistono nella sequenza delle note musicali  
         mi, re diesis, mi, re diesis, mi, si, re, do, la. Due di essi sono accompagnati dalla dicitura  
         marchio sonoro; il marchio è costituito dalla riproduzione della melodia composta dalla sequenza di note così descritte. In uno dei due marchi si precisa inoltre  
         suonato al pianoforte.  
         
         
         18
            
         Due dei marchi registrati dalla Shield Mark consistono nella denominazione  
         Kukelekuuuuu (onomatopea che richiama, in olandese, il canto del gallo). Uno dei due marchi è accompagnato dalla dicitura  
         marchio sonoro; il marchio è costituito da un'onomatopea che imita il canto di un gallo. 
         
         
         19
            
         Infine, un marchio consiste nel  
         canto di un gallo ed è accompagnato dalla dicitura  
         marchio sonoro; il marchio è costituito dal canto così descritto. 
         
         
         20
            
         Nell'ottobre 1992 la Shield Mark lanciava una campagna pubblicitaria radiofonica nella quale ciascuno dei messaggi pubblicitari
         iniziava con una melodia (jingle) costituita dalle prime nove note di  
         Für Elise. A partire dal febbraio 2003, faceva inoltre pubblicare un bollettino di informazione riguardante servizi da essa offerti
         sul mercato. I suoi bollettini sono collocati in espositori di librerie e chioschi di giornali e ogni volta che viene ritirato
         un bollettino dall'espositore suona la melodia. Infine, la Shield Mark sviluppava un programma informatico ad uso dei giuristi
         e degli specialisti di marketing e, ogni volta che il dischetto contenente il programma viene attivato, si sente il canto
         di un gallo. 
         
         
         21
            
         Il sig. Kist, che esercita un'attività di consulenza nella comunicazione, in particolare nel diritto della pubblicità e nel
         diritto dei marchi, organizza seminari sulla proprietà intellettuale e sul marketing e cura l'edizione di una rivista su tali
         materie. 
         
         
         22
            
         Nel corso di una campagna pubblicitaria iniziata il 1° gennaio 1995, il sig. Kist usava una melodia costituita dalle prime
         nove note di  
         Für Elise e vendeva, parimenti, un programma informatico che, al momento dell'avvio, faceva sentire il canto di un gallo. 
         
         
         23
            
         La Shield Mark proponeva ricorso per contraffazione del marchio e concorrenza sleale contro il sig. Kist. 
         
         
         24
            
         Con sentenza 27 maggio 1999 il Gerechtshof te 's Gravenhage accoglieva la domanda della Shield Mark nella parte in cui era
         fondata sulla responsabilità civile, ma rigettava, per contro, quella basata sul diritto di marchio, sulla base del rilievo
         che l'intenzione dei governi degli Stati membri facenti parte del Benelux era di negare la registrazione dei suoni come marchi.
         
         
         
         25
            
         La Shield Mark proponeva ricorso per cassazione dinanzi allo Hoge Raad der Nederlanden, che decideva di sospendere il procedimento
         e di sottoporre alla Corte in via pregiudiziale le seguenti questioni pregiudiziali: 
         
         1)
          a) Se l'art. 2 della direttiva debba essere interpretato nel senso che osti a che i suoni o i rumori possano essere considerati
         marchi. 
         
         b)
         In caso di soluzione negativa della questione sub a): se il sistema istituito con la direttiva implichi che i suoni o i rumori
         possano essere considerati marchi. 
         
         
         
         2)
          a) In caso di soluzione negativa della questione sub a): quali siano i presupposti che pone la direttiva perché un marchio
         sonoro sia suscettibile di riproduzione grafica ai sensi dell'art. 2 e, a tal riguardo, in che modo il deposito di un siffatto
         marchio debba aver luogo.  
         
         b)
         Se, in particolare, i requisiti menzionati sub a) previsti dalla direttiva siano soddisfatti qualora il suono o il rumore
         siano depositati in modo differente sotto forma di: ─ note musicali; ─ una descrizione in parole sotto forma di una onomatopea; ─ una descrizione in parole sotto altra forma; ─ una riproduzione grafica come la trascrizione di un suono; ─ un supporto sonoro allegato al formulario di deposito; ─ un supporto digitale che può essere ascoltato via Internet; ─ una combinazione di tali possibilità; ─ un altro sistema e, in caso affermativo, quale
         
         . 
         Sulla prima questione
         
         26
            
         Con la sua prima questione, sub a), il giudice del rinvio chiede se l'art. 2 della direttiva debba essere interpretato nel
         senso che osta a che i segni sonori possano essere considerati come marchi. In caso di soluzione negativa, il detto giudice
         chiede, nella sua prima questione, sub b), se tale disposizione implichi che i segni sonori debbano poter essere considerati
         come marchi. 
         Osservazioni presentate alla Corte
         
         
         27
            
         Secondo la Shield Mark, dal settimo  
         considerando della direttiva emerge che l'art. 2 della medesima non contiene un elenco esaustivo dei segni suscettibili di costituire
         un marchio. Di conseguenza, tutti i segni che possono servire a distinguere i prodotti o i servizi di una impresa da quelli
         di altre imprese potrebbero, in linea di principio, essere utilizzati come marchi. Ne consegue, a suo avviso, che i segni
         sonori, risultando chiaramente idonei a tal fine, possono essere utilizzati come marchi. 
         
         
         28
            
         La detta interpretazione troverebbe conferma, in particolare, nelle conclusioni dell'avvocato generale Ruiz-Jarabo Colomer
         nella causa C-273/00, Sieckmann (sentenza 12 dicembre 2002, Racc. pag. I-11737), nei lavori preparatori della direttiva e
         nei documenti del Consiglio accessibili al pubblico riguardanti l'adozione sia della direttiva sia del regolamento (CE) del
         Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40/94, sul marchio comunitario (GU 1994, L 11, pag. 1), nonché nelle linee guida in tema di
         esame di domande di registrazione dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI).
         
         
         
         29
            
         I governi olandese, francese, italiano, austriaco e del Regno Unito ritengono che i suoni siano idonei a distinguere alcuni
         prodotti o servizi di una impresa rispetto a quelli di altre imprese. Poiché l'elenco dei segni suscettibili di costituire
         un marchio, di cui all'art. 2 della direttiva, avrebbe, secondo i detti governi, un valore meramente indicativo, alcuni suoni
         potrebbero conseguentemente costituire marchi. 
         
         
         30
            
         I governi francese e austriaco aggiungono che, in considerazione dell'obiettivo della direttiva, consistente nel procedere
         all'armonizzazione delle normative degli Stati membri in tema di marchi, i suoni devono poter essere considerati marchi quando
         siano suscettibili di rappresentazione grafica. 
         
         
         31
            
         La Commissione ricorda che, ai sensi dell'art. 2 della direttiva, un segno, per poter essere registrato come marchio, deve
         essere suscettibile di riproduzione grafica e adatto a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre
         imprese. A suo avviso, dalla disciplina prevista dagli artt. 2 e 3 della direttiva emergerebbe che il carattere distintivo
         ai sensi dell'art. 2, contrariamente all'art. 3, non si incentra sulla questione se un segno possa concretamente assumere
         un carattere distintivo per i prodotti o i servizi per i quali ne è stata chiesta la registrazione, ma piuttosto sul possesso,
         da parte del segno in questione, di un carattere distintivo a livello generale, a prescindere dalle diverse categorie di prodotti
         o servizi. 
         
         
         32
            
         Orbene, i suoni e i rumori sarebbero percettibili dall'uomo, che potrebbe memorizzarli, e permetterebbero di distinguere i
         prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre imprese. Inoltre, essi sarebbero suscettibili di rappresentazione grafica.
          
         
         
         33
            
         Dato che l'elenco dei segni suscettibili di costituire un marchio di cui all'art. 2 della direttiva non è limitativo, la Commissione
         ne deduce che i segni consistenti in suoni o rumori sono idonei, in linea di principio, ad essere registrati come marchi,
         a condizione di poter distinguere alcuni prodotti o servizi senza rischio di confusione, e di essere suscettibili di una riproduzione
         grafica chiara, precisa, stabile e che consenta ai terzi di comprendere agevolmente quale sia il marchio protetto. 
         Pronuncia della Corte
         
         
         34
            
         Con riguardo alla prima questione, sub a), l'art. 2 della direttiva ha ad oggetto la definizione dei tipi di segni idonei
         a costituire un marchio d'impresa. Tale disposizione stabilisce che possono costituire marchi di impresa  
         in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, la forma del prodotto o il suo confezionamento
         (...). E' pur vero che la detta disposizione menziona soltanto segni che possono essere percepiti visivamente, di tipo bidimensionale
         o tridimensionale, e che possono essere pertanto rappresentati attraverso lettere o caratteri scritti o un'immagine (sentenza
         Sieckmann, cit., punto 43). 
         
         
         35
            
         Tuttavia, come risulta dal testo sia del citato art. 2 sia del settimo  
         considerando della direttiva, che indica  
         un elenco [e]semplificativo di segni che possono costituire un marchio d'impresa, tale enumerazione non è esaustiva. Pertanto, se pure detta disposizione
         non menziona i segni che di per sé non possono essere percepiti visivamente, quali i suoni, comunque non li esclude espressamente
         (v. in tal senso, con riguardo ai segni olfattivi, la sentenza Sieckmann, cit., punto 44). 
         
         
         36
            
         Peraltro, come sottolineato dalla Shield Mark, dai governi che hanno preso parte al procedimento e dalla Commissione, i segni
         sonori non sono inidonei, per natura, a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre imprese.  
         
         
         37
            
         Ciò premesso, l'art. 2 della direttiva deve essere interpretato nel senso che i suoni possono costituire un marchio, a condizione
         di poter essere anche oggetto di riproduzione grafica, problema che sarà affrontato nell'analisi della seconda questione.
         
         
         
         38
            
         Con riguardo alla prima questione, sub b), si deve rilevare che l'art. 2 della direttiva non vieta la registrazione dei suoni
         come marchi. Di conseguenza, gli Stati membri non possono escludere tale registrazione in linea di principio. 
         
         
         39
            
         Infatti, ancorché la direttiva non miri ad un ravvicinamento completo delle legislazioni degli Stati membri in tema di marchi,
         dal suo settimo  
         considerando si evince chiaramente che l'acquisizione e la conservazione del diritto sul marchio registrato sono subordinate alle stesse
         condizioni in tutti gli Stati membri.  
         
         
         40
            
         A tale riguardo, come ha sottolineato il governo francese, non possono sussistere differenze tra uno Stato membro e l'altro
         quanto alla natura dei segni idonei a costituire un marchio.  
         
         
         41
            
         Si deve pertanto risolvere la prima questione nel senso che l'art. 2 della direttiva deve essere interpretato nel senso che
         i segni sonori devono essere considerati come marchi quando siano idonei a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa
         da quelli di altre imprese e siano suscettibili di rappresentazione grafica. 
         Sulla seconda questione
         
         42
            
         Con la seconda questione il giudice del rinvio domanda alla Corte di precisare i requisiti in presenza dei quali un segno
         sonoro è suscettibile di riproduzione grafica ai sensi dell'art. 2 della direttiva e, in particolare, se note musicali, una
         descrizione in parole sotto forma di una onomatopea, una descrizione scritta sotto altra forma, una riproduzione grafica come
         la trascrizione di un suono, un supporto sonoro allegato al formulario di deposito, un supporto digitale che può essere ascoltato
         via Internet, una combinazione di tali possibilità, ovvero un sistema del tutto differente rispondano alle esigenze della
         riproduzione grafica. 
         Osservazioni presentate alla Corte
         
         
         43
            
         In primo luogo, la Shield Mark, i governi che hanno preso parte al procedimento e la Commissione concordano nel ritenere che
         ogni riproduzione grafica di un segno sonoro debba soddisfare diversi requisiti affinché il detto segno possa costituire un
         marchio.  
         
         
         44
            
         Così, secondo la Shield Mark, la riproduzione grafica deve essere chiara, precisa e comprensibile, senza eccessivi sforzi,
         da parte dei terzi. Secondo il governo olandese, deve essere completa, chiara, precisa, affinché si possa sapere quale sia
         l'oggetto dell'esclusività del titolare del marchio, e intellegibile per coloro che abbiano interesse alla consultazione del
         registro dei marchi. Il governo francese fa valere che la riproduzione grafica deve essere chiara e precisa, senza che la
         percezione del segno debba essere immediata per il pubblico; inoltre, il segno protetto deve essere intelligibile. Secondo
         il governo italiano, la detta riproduzione deve essere idonea a esprimere il suono, a renderlo comprensibile e a distinguerlo.
         Il governo austriaco ritiene che il suono di un segno sonoro deve risultare chiaramente da una riproduzione grafica ovvero
         deve poter essere dedotto con sufficiente chiarezza, affinché l'eventuale ambito di tutela del marchio sia riconoscibile con
         sufficiente precisione. Secondo il governo del Regno Unito, la riproduzione grafica deve essere di per sé sufficientemente
         completa, chiara, precisa e comprensibile, senza sforzo eccessivo, da coloro che consultano il registro dei marchi. Infine,
         la Commissione deduce che la riproduzione deve essere chiara, precisa, stabile e deve permettere ai terzi di comprendere agevolmente
         quale sia il marchio oggetto di tutela. 
         
         
         45
            
         Per quanto riguarda, in secondo luogo, le forme accettabili di riproduzione grafica dei segni sonori, la Shield Mark, i governi
         francese, austriaco e del Regno Unito nonché la Commissione ritengono che un pentagramma musicale costituisca una riproduzione
         grafica ai sensi dell'art. 2 della direttiva. 
         
         
         46
            
         La Shield Mark e il governo francese ritengono che un riferimento ad un'opera conosciuta, come  
         le prime nove note di  
         Für Elise, costituisca una riproduzione grafica, contrariamente a quanto invece sostenuto dal governo del Regno Unito e dalla Commissione.
          
         
         
         47
            
         A differenza dai governi francesi e del Regno Unito, la Shield Mark e la Commissione ritengono che la descrizione di una melodia
         mediante la trascrizione delle note di cui è composta, come  
         mi, re diesis, mi, re diesis, mi, si, re, do, la, debba essere considerata una rappresentazione grafica della melodia de qua. 
         
         
         48
            
         La Shield Mark nonché i governi francesi e austriaco ammettono, in sostanza, che la trascrizione di un suono costituisce una
         riproduzione grafica. Il governo austriaco aggiunge che il deposito di una siffatta domanda di registrazione è ricevibile
         a condizione di essere accompagnato da una riproduzione sonora su un supporto di dati, e il governo francese che tale modo
         di rappresentazione potrebbe essere accompagnato da un supporto sonoro o da una registrazione digitale. Per contro, il governo
         del Regno Unito sostiene che, in linea generale, tale forma di riproduzione grafica non può essere ammessa e la Commissione
         nega, allo stato attuale della tecnica, che la trascrizione di un suono possa costituire una forma ammissibile di riproduzione
         grafica nel contesto del deposito di un segno come marchio. 
         
         
         49
            
         Contrariamente ai governi francese e austriaco, la Shield Mark e, in taluni casi (descrizione chiara e priva di ambiguità),
         il governo del Regno Unito nonché la Commissione ritengono che l'onomatopea sia del pari suscettibile di registrazione. 
         
         
         50
            
         Con riguardo a un supporto sonoro accluso al modulo di deposito, il governo francese ritiene che potrebbe essere allegato
         a una trascrizione del suono ovvero a uno spettrogramma e il governo austriaco postula che sia accluso a una trascrizione
         del suono. Per contro, la Shield Mark, il governo del Regno Unito e la Commissione contestano che tale pretesa modalità di
          
         riproduzione grafica possa costituire un mezzo di deposito di un segno come marchio. 
         Pronuncia della Corte
         
         
         51
            
         In limine, si deve ricordare che, nell'ambito della collaborazione tra la Corte e i giudici nazionali istituita dall'art. 234 CE,
         spetta esclusivamente al giudice nazionale cui è stata sottoposta la controversia e che deve assumersi la responsabilità dell'emananda
         decisione giurisdizionale valutare, alla luce delle particolari circostanze di ciascuna causa, sia la necessità di una pronuncia
         pregiudiziale per essere in grado di pronunciare la propria sentenza sia la rilevanza delle questioni che sottopone alla Corte.
         Di conseguenza, se le questioni sollevate dal giudice nazionale vertono sull'interpretazione del diritto comunitario, la Corte,
         in via di principio, è tenuta a statuire (v., in particolare, sentenza 15 dicembre 1995, causa C-415/93, Bosman, Racc. pag.
         I-4921, punto 59). 
         
         
         52
            
         Nondimeno la Corte ha considerato che, per verificare la propria competenza, le spettava esaminare le condizioni in cui era
         adita dal giudice nazionale. Infatti, lo spirito di collaborazione che deve presiedere al funzionamento del rinvio pregiudiziale
         implica che, dal canto suo, il giudice nazionale tenga conto della funzione attribuita alla Corte, che è quella di contribuire
         all'amministrazione della giustizia negli Stati membri e non di esprimere pareri consultivi su questioni generali o ipotetiche
         (v., in particolare, sentenza Bosman, cit., punto 60). 
         
         
         53
            
         Così, il rifiuto di pronunciarsi su una questione pregiudiziale sollevata da un giudice nazionale è possibile, tra l'altro,
         qualora il problema sia di natura ipotetica (v., in particolare, sentenza 8 maggio 2003, causa C-111/01, Gantner Electronic,
         Racc. pag. I-4207, punto 36). 
         
         
         54
            
         Nella specie, si deve constatare che la Shield Mark non ha depositato alcuna domanda di registrazione sotto forma di trascrizione
         di un suono, di supporto sonoro, di un supporto digitale ovvero di una combinazione di tali sistemi, sicché, mancando il requisito
         della rilevanza, non si procederà alla soluzione della questione nella parte in cui verte su tali modalità di riproduzione.
         
         
         
         55
            
         Riguardo, in primo luogo, ai requisiti cui deve rispondere ogni riproduzione grafica, la Corte ha affermato, nella citata
         sentenza Sieckmann, riguardante i segni olfattivi, che l'art. 2 della direttiva deve essere interpretato nel senso che può
         costituire un marchio un segno che di per sé non può essere percepito visivamente, a condizione che possa essere oggetto di
         una rappresentazione grafica, in particolare attraverso immagini, linee o caratteri, che sia chiara, precisa, di per sé completa,
         facilmente accessibile, intellegibile, durevole ed oggettiva. 
         
         
         56
            
         Tali requisiti valgono parimenti per i segni sonori, i quali, come quelli olfattivi, non sono di per sé percettibili visivamente.
         
         
         
         57
            
         Riguardo, in secondo luogo, alle forme suscettibili di riproduzione grafica, sebbene spetti al giudice del rinvio determinare,
         in ciascuno dei casi concreti sottopostigli, se il segno fosse suscettibile di costituire un marchio e potesse pertanto legittimamente
         essere oggetto di registrazione, la Corte è tuttavia competente a fornire indicazioni riguardo alla questione se una riproduzione
         mediante note musicali ovvero facendo uso del linguaggio scritto costituisca riproduzione grafica di un segno sonoro ai sensi
         dell'art. 2 della direttiva. 
         
         
         58
            
         Si deve sottolineare, in limine, che un segno non può essere registrato come marchio sonoro quando il richiedente, nella sua
         domanda di registrazione, abbia omesso di precisare che il segno depositato deve essere inteso come segno sonoro. Infatti,
         in tal caso, l'autorità competente in materia di registrazione di marchi nonché il pubblico, in particolare gli operatori
         economici, possono legittimamente ritenere che si tratti di un marchio denominativo o figurativo, come rappresentato graficamente
         nella domanda di registrazione. 
         
         
         59
            
         Per quanto attiene, in primo luogo, alla riproduzione di un segno sonoro mediante una descrizione che si avvalga del linguaggio
         scritto, non può escludersi a priori che tale modalità di riproduzione grafica soddisfi i requisiti enunciati al precedente
         punto 55. Tuttavia, riguardo a segni come quelli oggetto della causa principale, una riproduzione grafica come  
         le prime nove note di  
         Für Elise ovvero  
         il canto di un gallo manca quantomeno di precisione e di chiarezza e non consente, pertanto, di determinare l'estensione della tutela richiesta.
         Essa non può pertanto costituire una riproduzione grafica di tale segno ai sensi dell'art. 2 della direttiva. 
         
         
         60
            
         Riguardo, inoltre, alle onomatopee, si deve rilevare che sussiste una sfasatura tra l'onomatopea stessa, come viene pronunciata,
         e il suono o il rumore reale, ovvero la sequenza di suoni o di rumori reali, che essa intende imitare foneticamente. Pertanto,
         nel caso in cui un segno sonoro venga riprodotto graficamente con una semplice onomatopea, le autorità competenti e il pubblico,
         in particolare gli operatori economici, non sono in grado di determinare se il segno oggetto di tutela sia l'onomatopea stessa,
         come viene pronunciata, ovvero il suono o il rumore reale. A ciò si aggiunga che le onomatopee possono essere percepite diversamente
         a seconda delle persone, passando da uno Stato membro all'altro. Ciò vale con riguardo all'onomatopea olandese  
         Kukelekuuuuu, che tende a trascrivere il canto del gallo, e che è molto diversa dalla corrispondente onomatopea nelle altre lingue utilizzate
         negli Stati membri del Benelux. Di conseguenza, una semplice onomatopea senza ulteriori precisazioni non può costituire una
         riproduzione grafica del suono o del rumore di cui intenda costituire la trascrizione fonetica. 
         
         
         61
            
         Per quanto riguarda, infine, le note musicali, che costituiscono una modalità abituale di riproduzione dei suoni, una sequenza
         di note senza ulteriori precisazioni, come  
         mi, re diesis, mi, re diesis, mi, si, re, do, la, non costituisce, neanch'essa, una riproduzione grafica ai sensi dell'art. 2 della direttiva. Infatti tale descrizione, che
         non è né chiara, né precisa, né di per sé completa, non consente, in particolare, di determinare l'altezza e la durata dei
         suoni che compongono la melodia oggetto della domanda di registrazione e che costituiscono parametri essenziali per conoscere
         tale melodia e, pertanto, per definire il marchio stesso. 
         
         
         62
            
         Per contro, un pentagramma diviso in battute e in cui figurano, in particolare, una chiave (chiave di sol, di fa o di do),
         note musicali e pause la cui forma (per le note: semibreve, minima, semiminima, croma, semicroma, ecc; per le pause: pausa,
         pausa di semibreve, sospiro, sospiro di croma, ecc.) indica il valore relativo e, eventualmente, le alterazioni (diesis, bemolle,
         bequadro) ─ ove l'insieme di tali indicazioni determina l'altezza e la durata del suono ─ può costituire una rappresentazione
         fedele della sequenza dei suoni che compongono la melodia di cui si domanda registrazione. Tale modalità di riproduzione grafica
         dei suoni risponde ai requisiti fissati dalla giurisprudenza della Corte, secondo cui la detta riproduzione deve essere chiara,
         precisa, di per sé completa, facilmente accessibile, intellegibile, durevole e oggettiva. 
         
         
         63
            
         Una siffatta riproduzione, sebbene non immediatamente intellegibile, può comunque diventarlo agevolmente consentendo così
         alle autorità competenti e al pubblico, in particolare agli operatori economici, di avere conoscenza esatta del segno di cui
         si chiede la registrazione come marchio.  
         
         
         64
            
         La seconda questione deve essere risolta come segue: 
         
         
         ─
             l'art. 2 della direttiva deve essere interpretato nel senso che può costituire un marchio un segno che di per sé non è percettibile
            visivamente, a condizione che esso possa essere oggetto di una rappresentazione grafica, in particolare mediante figure, linee
            o caratteri, che sia chiara, precisa, di per sé completa, facilmente accessibile, intellegibile, durevole ed oggettiva, 
         
         
         
         ─
             riguardo a un segno sonoro, tali requisiti non sono soddisfatti quando il segno venga rappresentato graficamente mediante
            una descrizione che si avvale del linguaggio scritto, come l'indicazione che il segno è costituito dalle note che compongono
            un'opera musicale conosciuta o l'indicazione che esso consiste nel verso di un animale, o mediante una semplice onomatopea
            senza ulteriori precisazioni, ovvero mediante una sequenza di note musicali senza ulteriori precisazioni. Per contro, tali
            requisiti sono soddisfatti quando il segno venga rappresentato mediante un pentagramma diviso in battute in cui figurano,
            in particolare, una chiave, note musicali e pause la cui forma indica il valore relativo e, eventualmente, alterazioni. 
         
         
         
         Sulle spese
         65
            
         Le spese sostenute dai governi dei Paesi Bassi, francese, italiano, austriaco e del Regno Unito, nonché dalla Commissione,
         che hanno presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rifusione. Nei confronti delle parti nella causa principale
         il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle
         spese. 
         
         Per questi motivi, 
         
         
         
            
            LA CORTE (Sesta Sezione),
         
         
         pronunciandosi sulle questioni sottopostele dallo Hoge Raad der Nederlanden con ordinanza 13 luglio 2001, dichiara: 
         
            
            1)
             L'art. 2 della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
            membri in materia di marchi d'impresa, deve essere interpretato nel senso che i segni sonori devono poter essere considerati
            come marchi quando siano idonei a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre imprese e siano suscettibili
            di rappresentazione grafica. 
            
            
            2)
             L'art. 2 della direttiva 89/104 deve essere interpretato nel senso che può costituire un marchio un segno che di per sé non
            è percettibile visivamente, a condizione che esso possa essere oggetto di una rappresentazione grafica, in particolare mediante
            figure, linee o caratteri, che sia chiara, precisa, di per sé completa, facilmente accessibile, intellegibile, durevole ed
            oggettiva. Riguardo a un segno sonoro, tali requisiti non sono soddisfatti quando il segno venga rappresentato graficamente mediante
            una descrizione che si avvale del linguaggio scritto, come l'indicazione che il segno è costituito dalle note che compongono
            un'opera musicale conosciuta o l'indicazione che esso consiste nel verso di un animale, o mediante una semplice onomatopea
            senza ulteriori precisazioni, ovvero mediante una sequenza di note musicali senza ulteriori precisazioni. Per contro, tali
            requisiti sono soddisfatti quando il segno venga rappresentato mediante un pentagramma diviso in battute in cui figurano,
            in particolare, una chiave, note musicali e pause la cui forma indica il valore relativo e, eventualmente, alterazioni. 
            
            
                  Skouris
               
               
                  Cunha Rodrigues 
               
               
                  Puissochet 
               
            
                  Schintgen 
               
               
                  Macken 
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
            
            
            
            
            
            
            
         
         
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 27 novembre 2003. 
         
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                  R. Grass 
               
               
                  V. Skouris  
               
            
      
      
          1 –
            
             Lingua processuale: l'olandese.