CELEX: 52020PC0384
Language: it
Date: 2020-08-18
Title: Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante modifica della decisione n. 445/2014/UE che istituisce un'azione dell'Unione "Capitali europee della cultura" per gli anni dal 2020 al 2033

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 18.8.2020
            COM(2020) 384 final
            2020/0179(COD)
            Proposta di
            DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
            recante modifica della decisione n. 445/2014/UE che istituisce un'azione dell'Unione "Capitali europee della cultura" per gli anni dal 2020 al 2033
            (Testo rilevante ai fini del SEE)
            
               
         
         
            
               RELAZIONE
            
            
               1.CONTESTO DELLA PROPOSTA
            
            
               L'azione "Capitali europee della cultura" è disciplinata dalla decisione n. 445/2014/UE
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                per gli anni dal 2020 al 2033. La decisione include nel suo allegato un elenco cronologico indicante quando ciascuno Stato membro (due all'anno) o un paese candidato/potenziale candidato che partecipa al programma Europa creativa o ai successivi programmi dell'Unione a sostegno della cultura può ospitare l'azione. Il concorso per l'attribuzione del titolo di Capitale europea della cultura inizia sei anni prima dell'anno del titolo con la pubblicazione, da parte dell'autorità competente, dell'invito a presentare candidature. 
            
            
               La decisione (UE) 2017/1545
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                ha esteso l'azione alle città dei paesi dell'Associazione europea di libero scambio che sono parti dell'accordo sullo Spazio economico europeo e partecipano al programma Europa creativa o ai successivi programmi dell'Unione a sostegno della cultura. Il calendario allegato alla decisione n. 445/2014/UE è stato sostituito di conseguenza dal calendario allegato alla decisione (UE) 2017/1545.
            
            
               Gli obiettivi generali e specifici dell'azione "Capitali europee della cultura" sono descritti all'articolo 2 della decisione n. 445/2014/UE. Tali obiettivi sono: tutelare e promuovere la diversità delle culture in Europa, promuovere il contributo della cultura allo sviluppo a lungo termine delle città, migliorare l'ampiezza, la diversità e la dimensione europea dell'offerta culturale delle città, anche attraverso la cooperazione transnazionale, ampliare l'accesso e la partecipazione alla cultura, rafforzare le capacità del settore culturale e i suoi collegamenti con altri settori, aumentare la visibilità delle città a livello internazionale mediante la cultura.
            
            
               Il conseguimento di tali obiettivi è connesso alla mobilità, ai viaggi, all'organizzazione di eventi e alla partecipazione del pubblico ed è gravemente compromesso dalla pandemia di COVID-19, che ha pesanti ripercussioni sulla realizzazione e la preparazione delle Capitali europee della cultura attuali e future.
            
            
               La decisione n. 445/2014/UE non prevede la flessibilità necessaria per tenere conto di simili straordinarie circostanze.
            
            
               Per garantire il conseguimento degli obiettivi dell'azione "Capitali europee della cultura" nelle attuali circostanze sarebbe pertanto necessario modificare la decisione n. 445/2014/UE. Le modifiche non dovrebbero discostarsi dai principi, dalle disposizioni e dalle procedure originali della decisione, bensì essere limitate a quanto strettamente necessario per far fronte a questa situazione senza precedenti.
            
            
               Le Capitali europee della cultura più colpite sono ovviamente quelle che dovrebbero realizzare l'azione nell'anno in corso (le due Capitali europee della cultura 2020) o accelerare i lavori preparatori per essere pronte per l'anno prossimo (le tre Capitali europee della cultura 2021). Le due Capitali europee della cultura 2022 e la Capitale 2023 risultano di gran lunga meno penalizzate poiché dispongono ancora di tempo sufficiente per riflettere in modo approfondito su come adeguare i loro programmi al fine di tenere in considerazione le diverse misure restrittive che potrebbero essere adottate in futuro.
            
            
               Entrambe le Capitali 2020 hanno dovuto rinviare o annullare tutti gli eventi a partire da marzo 2020, senza disporre di informazioni chiare sui tempi del ritorno della situazione alla normalità. In pratica, è per loro impossibile realizzare le attività dell'anno del titolo e trarre pieno profitto dal valido lavoro di preparazione svolto. Un'eventuale proroga dei programmi culturali delle Capitali europee della cultura 2020 nel 2021, pur non compensando le due città delle enormi perdite subite, offrirebbe nuova e maggiore visibilità alle attività di entrambe le Capitali 2020 nei primi mesi del 2021. Risulterebbe altresì più lungo il periodo in cui beneficiano della visibilità garantita dal marchio "Capitale europea della cultura".
            
            
               Inoltre, la COVID-19 ha determinato un elevato livello di incertezza in pressoché tutti i settori associati alle Capitali europee della cultura 2021, in termini di prospettive finanziarie incerte per quanto riguarda i partner pubblici e privati, di normative ignote in materia di sicurezza che incidono tanto sulle attività partecipative coi cittadini quanto sul tipo di manifestazioni che saranno autorizzate, nonché di restrizioni di viaggio che riducono i flussi turistici e le possibilità di partenariati europei o internazionali. Le misure preventive hanno rallentato i lavori preparatori delle tre Capitali 2021 fin quasi a interromperli in un momento in cui, in circostanze normali, le tre città avrebbero dovuto moltiplicare gli sforzi. Le squadre preposte alla realizzazione sono rimaste in lockdown per alcuni mesi e la sopravvivenza economica dei potenziali partner contrattuali è incerta. Si raccomanda pertanto di rinviare le tre Capitali 2021 al 2022 o al 2023. 
            
            
               In seguito al recesso del Regno Unito dall'Unione, è previsto che nel 2023 il titolo di Capitale europea della cultura sia detenuto da una sola città. Il rinvio di due delle tre Capitali 2021 al 2023 garantirebbe maggiore equilibrio: si avrebbero tre Capitali europee della cultura nel 2022 e tre nel 2023. Un simile approccio equilibrato ottimizzerebbe la visibilità dell'azione "Capitali europee della cultura".
            
            
               È necessario modificare la decisione n. 445/2014/UE al fine di tenere conto delle circostanze sopra descritte, ossia, in particolare, offrire alle due Capitali europee della cultura 2020 la possibilità di prorogare i rispettivi programmi culturali nel 2021 e offrire ai paesi delle Capitali europee della cultura 2021 la possibilità di ospitare la manifestazione negli anni successivi. 
            
            
               2.BASE GIURIDICA, SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ
            
            
               •Base giuridica
            
            
               
                  La presente proposta modifica la decisione n. 445/2014/UE che istituisce un'azione dell'Unione "Capitali europee della cultura" per gli anni dal 2020 al 2033 e si basa quindi sulla stessa base giuridica, ossia sull'articolo 167, paragrafo 5, TFUE.
               
            
            
               •Sussidiarietà (per la competenza non esclusiva) 
            
            
               
                  Poiché la decisione n. 445/2014/UE è un atto giuridico dell'Unione, può essere modificata soltanto da un atto giuridico equivalente. Gli Stati membri non possono agire individualmente.
               
            
            
               •Proporzionalità
            
         
         
            
               
                  Le modifiche proposte sono idonee a far fronte alla situazione straordinaria creatasi per le Capitali europee della cultura 2020 e 2021 poiché predispongono condizioni più favorevoli affinché possano realizzare i rispettivi programmi e attività culturali in maniera tale da garantire il conseguimento degli obiettivi dell'azione. 
               
               
                  Le modifiche proposte non vanno al di là di quanto è necessario per conseguire il suddetto scopo, poiché sono limitate agli anni 2020 e 2021 in cui è previsto l'impatto massimo della pandemia.
               
            
            
               •Scelta dell'atto giuridico
            
            
               
                  La decisione n. 445/2014/UE del Parlamento europeo e del Consiglio è un atto giuridico dell'Unione e può essere modificata soltanto da un atto giuridico equivalente.
               
            
            
               3.RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI DEI PORTATORI DI INTERESSI 
            
            
               
                  Fin dall'insorgere della pandemia di COVID-19 la Commissione ha mantenuto un contatto e un dialogo ravvicinati con le squadre preposte alla realizzazione delle Capitali europee della cultura per gli anni dal 2020 al 2023, a livello individuale, bilaterale e collettivo, allo scopo di comprendere meglio l'impatto della pandemia sulla realizzazione e la preparazione delle Capitali europee della cultura attuali e future. Le squadre preposte alla realizzazione si sono altresì coordinate con i rispettivi consigli direttivi, come pure con le autorità locali, regionali e nazionali, per analizzare assieme a loro quali siano le migliori sedi per proseguire le attività. La Commissione è stata inoltre contattata direttamente da alcune autorità nazionali (Irlanda, Romania, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria e Serbia).
               
            
            
               Più specificatamente, sono state organizzate quattro riunioni comuni online: il 2 aprile, una teleconferenza comune con le due Capitali europee della cultura 2020 e i rappresentanti dei ministeri della Cultura irlandese e croato; il 29 aprile, una riunione comune online con le due Capitali europee della cultura 2022; il 30 aprile, una riunione comune online con le tre Capitali europee della cultura 2021; il 5 maggio, una riunione comune online con le otto Capitali europee della cultura 2020-2023.
            
            
               
                  Su invito della Commissione, ciascuna Capitale europea della cultura 2020, 2021, 2022 e 2023 ha inviato una lettera alla Commissione (nella maggior parte dei casi cofirmata dal rispettivo ministero/ministro della Cultura) per manifestare la propria eventuale disponibilità a prorogare/rinviare il programma culturale del rispettivo anno del titolo e fornire una motivazione solida della propria posizione.
               
               
                  Nei paragrafi seguenti è fornita una panoramica dell'esito del processo di consultazione.
               
               
                  Le due Capitali europee della cultura 2020 sono quelle colpite in maniera più grave e diretta. Entrambe hanno dovuto rinviare o annullare tutti gli eventi a partire da marzo 2020, senza disporre di informazioni chiare sui tempi del ritorno (eventuale) della situazione alla normalità. In pratica, è per loro impossibile realizzare le attività dell'anno del titolo e trarre pieno profitto dall'enorme investimento effettuato. Entrambe le squadre preposte alla realizzazione del progetto hanno dovuto licenziare personale e le loro attività sono pressoché sospese.
               
               
                  Nelle tre Capitali europee della cultura 2021 la pandemia ha determinato un livello molto elevato di incertezza in quasi tutti i settori associati alla loro preparazione: prospettive di finanziamento incerte per quanto concerne i partner sia pubblici sia privati, normative future ignote in materia di sicurezza che incidono tanto sui lavori preparatori quanto sui tipi di eventi che saranno autorizzati, come pure restrizioni di viaggio che riducono i flussi turistici e le opportunità di partenariati europei o internazionali. Le misure preventive, che hanno comportato il lockdown per le squadre preposte alla realizzazione, hanno rallentato i lavori preparatori delle tre Capitali europee della cultura 2021 fin quasi a interromperli in un momento in cui, in circostanze normali, le tre città avrebbero dovuto moltiplicare gli sforzi; permane inoltre incertezza per quanto riguarda la sopravvivenza economica dei potenziali partner contrattuali.
               
               
                  Le due Capitali europee della cultura 2022 e la Capitale 2023 sono di gran lunga meno penalizzate poiché dispongono ancora di tempo sufficiente per riflettere in modo approfondito su come adeguare i loro programmi al fine di tenere in considerazione le diverse misure restrittive che potrebbero essere adottate in futuro.
               
               
                  Sembra, in conclusione, che le Capitali europee della cultura per gli anni dal 2020 al 2023 non siano tutte colpite allo stesso modo dalla pandemia. 
               
               
                  Le più colpite sono ovviamente quelle che dovrebbero realizzare l'azione nell'anno in corso (le due Capitali europee della cultura 2020) o accelerare i lavori preparatori per essere pronte per l'anno prossimo (le tre Capitali europee della cultura 2021). 
               
               
                  È altresì opportuno rilevare che le Capitali di uno stesso anno possono essere colpite in maniera diversa poiché le misure di confinamento non sono state le stesse in tutta Europa, né lo sono la resilienza dei rispettivi settori culturali e la capacità finanziaria delle rispettive autorità locali, regionali e nazionali e/o perché non avevano raggiunto lo stesso livello di sviluppo in termini di preparazione quando sono state colpite dalla pandemia: per alcune infatti l'insorgere della pandemia è coinciso con un momento in cui avrebbero dovuto agire con particolare rapidità.
               
            
            
               4.INCIDENZA SUL BILANCIO
            
            
               La proposta della Commissione non ha alcuna incidenza diretta sul bilancio. Il premio pecuniario Melina Mercouri versato a tutte le città nominate entro la fine del mese di marzo dell'anno del titolo alle condizioni specificate all'articolo 14 della decisione e i costi associati ai lavori di quei membri della giuria di esperti designati dalle istituzioni e dagli organi dell'Unione sono coperti grazie alle risorse esistenti del programma Europa creativa per il quadro finanziario 2014-2020, o saranno coperti dai successivi programmi dell'Unione a sostegno della cultura per gli anni successivi al 2020. Inoltre, la proposta non determinerà un numero più elevato di Capitali europee della cultura per il periodo 2020-2033.
            
            
               5.ALTRI ELEMENTI
            
            
               
                  Con la presente proposta la Commissione propone di:
               
            
            
               –consentire che gli Stati membri indicati nel calendario stabilito nell'allegato siano più di due per l'anno 2023;
            
         
         
            
               –offrire alle Capitali europee della cultura designate da Croazia e Irlanda per il 2020 la possibilità di attuare i loro programmi fino al 30 aprile 2021 senza modificare l'anno di designazione;
            
            
               –rinviare dal 2021 al 2023 l'anno in cui Romania e Grecia possono ospitare la Capitale europea della cultura;
            
            
               –rinviare dal 2021 al 2022 l'anno in cui un paese candidato o potenziale candidato può ospitare la Capitale europea della cultura;
            
            
               –confermare la validità delle procedure di cui agli articoli da 7 a 11 e all'articolo 13 della decisione n. 445/2014/UE che sono già state completate per l'anno del titolo 2021 (solo l'anno del titolo è modificato conformemente a quanto indicato sopra);
            
            
               –aggiornare di conseguenza le date di presentazione delle valutazioni conclusive per le due Capitali europee della cultura 2020.
            
            
               2020/0179 (COD)
            
            
               Proposta di
            
            
               DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
            
            
               recante modifica della decisione n. 445/2014/UE che istituisce un'azione dell'Unione "Capitali europee della cultura" per gli anni dal 2020 al 2033
            
            
               (Testo rilevante ai fini del SEE)
            
            
               IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 167, paragrafo 5,
            
            
               vista la proposta della Commissione europea,
            
            
               previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,
            
            
               visto il parere del Comitato delle regioni
                  3
               , 
            
            
               deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)A norma dell'articolo 2 della decisione n. 445/2014/UE, gli obiettivi dell'azione "Capitali europee della cultura" sono: tutelare e promuovere la diversità delle culture in Europa, promuovere il contributo della cultura allo sviluppo a lungo termine delle città, migliorare l'ampiezza, la diversità e la dimensione europea dell'offerta culturale delle città, anche attraverso la cooperazione transnazionale, ampliare l'accesso e la partecipazione alla cultura, rafforzare le capacità del settore culturale e i suoi collegamenti con altri settori e aumentare la visibilità delle città a livello internazionale mediante la cultura.
            
            
               (2)Il conseguimento di tali obiettivi è basato su presupposti quali la mobilità, i viaggi, l'organizzazione di eventi e la partecipazione del pubblico, che risultano estremamente difficili, se non virtualmente impossibili, nell'era della pandemia di COVID-19.
            
            
               (3)Quale conseguenza diretta delle misure di lockdown adottate in tutta Europa, i luoghi culturali sono stati chiusi e gli eventi culturali sono stati annullati o rinviati per un periodo di tempo indeterminato. I progetti di cooperazione culturale europei e internazionali hanno subito rallentamenti radicali dovuti alla limitazione dell'attraversamento fisico delle frontiere. Infine, la rapida diminuzione delle entrate e l'emergere di esigenze in materia di salute pubblica hanno sottoposto le amministrazioni locali, regionali e nazionali a pressioni di bilancio crescenti. Altre difficoltà stanno insorgendo in questo periodo per quanto concerne la sponsorizzazione privata di attività culturali, a causa sia della mancanza di eventi pubblici da sponsorizzare sia della priorità attribuita dalle imprese alla sponsorizzazione di attività relative alla salute pubblica.
            
         
         
            
               (4)Le Capitali europee della cultura attuali e future sono più o meno penalizzate a seconda, soprattutto, dell'anno per il quale detengono il titolo. L'impatto sembra essere più forte per quanto concerne l'attuazione delle due Capitali europee della cultura 2020 e la preparazione delle tre Capitali europee della cultura 2021. 
            
            
               (5)Le due Capitali europee della cultura 2020 hanno dovuto rinviare o annullare tutti gli eventi a partire dal marzo 2020, senza disporre di informazioni chiare sui tempi del ritorno (eventuale) della situazione alla normalità. In pratica, è per loro impossibile realizzare le attività dell'anno in cui detengono il titolo di Capitale europea della cultura e trarre pieno profitto dall'enorme investimento effettuato.
            
            
               (6)Nelle tre Capitali europee della cultura 2021 la pandemia determina un livello molto elevato di incertezza in quasi tutti i settori associati alla loro preparazione: prospettive di finanziamento incerte per quanto riguarda i partner sia pubblici sia privati, normative future ignote in materia di sicurezza che incidono tanto sui lavori preparatori quanto sui tipi di eventi che saranno autorizzati, come pure restrizioni di viaggio che riducono i flussi turistici e le opportunità di partenariati europei. Le misure preventive, che hanno comportato il lockdown per le squadre preposte alla realizzazione, hanno rallentato i lavori preparatori delle tre Capitali europee della cultura 2021 fin quasi a interromperli in un momento in cui, in circostanze normali, le tre città avrebbero dovuto moltiplicare gli sforzi; permane inoltre incertezza per quanto riguarda la sopravvivenza economica dei potenziali partner contrattuali.
            
            
               (7)La decisione n. 445/2014/UE non prevede la flessibilità necessaria per tenere conto di tali circostanze eccezionali; in particolare, non prevede disposizioni relative alla proroga o al rinvio dell'anno in cui una determinata città detiene il titolo di Capitale europea della cultura.
            
            
               (8)È pertanto opportuno modificare la decisione n. 445/2014/UE in maniera rigorosamente mirata a rispondere all'esigenza di far fronte a tale situazione eccezionale al fine di permettere alle città che detengono il titolo di Capitale europea della cultura e sono colpite in maniera più grave dalla pandemia di attuare i loro programmi in maniera tale da poter realizzare gli obiettivi dell'azione.
            
            
               (9)A seguito di un processo di consultazione che ha coinvolto le città e gli Stati membri interessati, è stato concluso che è opportuno prevedere la possibilità, per le città designate Capitali europee della cultura da Croazia e Irlanda per il 2020, di continuare ad attuare i loro programmi fino al 30 aprile 2021, senza modificare l'anno di designazione. Gli articoli 3, 4 e 16 della decisione n. 445/2014/UE dovrebbero pertanto essere modificati di conseguenza.
            
            
               (10)A seguito di un processo di consultazione che ha coinvolto le città e gli Stati membri interessati, è stato concluso che è opportuno rinviare dal 2021 al 2023 l'anno in cui Romania e Grecia possono ospitare la manifestazione e dal 2021 al 2022 l'anno in cui un paese candidato o potenziale candidato può ospitare la manifestazione. L'articolo 3 della decisione n. 445/2014/UE e il calendario di cui all'allegato di tale decisione dovrebbero pertanto essere modificati di conseguenza. La presente decisione non dovrebbe pregiudicare la validità delle procedure di cui agli articoli da 7 a 11 e all'articolo 13 che sono già state completate in relazione all'anno del titolo 2021,
            
            
               HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
            
            
               Articolo 1
            
            
               La decisione n. 445/2014/UE è così modificata:
            
            
               1)l'articolo 3 è così modificato:
            
            
               a)al paragrafo 2, il secondo comma è sostituito dal seguente: 
            
            
               "Ogni anno il titolo è attribuito al massimo a una sola città di ciascuno dei due Stati membri indicati nel calendario di cui all'allegato ("calendario") e, negli anni pertinenti, a una città di un paese dell'Associazione europea di libero scambio che è parte contraente dell'accordo sullo Spazio economico europeo ("paese EFTA/SEE"), di un paese candidato o potenziale candidato o a una città di un paese che aderisce all'Unione nelle circostanze di cui al paragrafo 5. Nel 2023 il titolo è detenuto al massimo da una sola città di ciascuno dei tre Stati membri indicati nel calendario di cui all'allegato.";
            
            
               b)il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
            
            
               "Le città degli Stati membri possono essere nominate per l'attribuzione del titolo per un anno conformemente all'ordine degli Stati membri risultante dal calendario. Le città che detengono il titolo nel 2020 hanno la possibilità di continuare ad attuare il loro programma culturale fino al 30 aprile 2021, senza che l'anno di designazione sia modificato.";
            
            
               2)all'articolo 4, paragrafo 2, il secondo comma è sostituito dal seguente:
            
            
               "Il programma culturale copre l'anno della manifestazione ed è specificamente ideato per il titolo, secondo i criteri di cui all'articolo 5. Le città che detengono il titolo nel 2020 hanno la possibilità di continuare ad attuare il loro programma culturale fino al 30 aprile 2021.";
            
            
               3)all'articolo 16, paragrafo 1, è aggiunto il seguente quinto comma:
            
            
               "Le città che detengono il titolo nel 2020 predispongono le loro relazioni di valutazione e le trasmettono alla Commissione entro il 30 aprile 2022.";
            
            
               4)l'allegato è sostituito dal testo di cui all'allegato della presente decisione.
            
         
         
            
               Articolo 2
            
            
               Le procedure di cui agli articoli da 7 a 11 e all'articolo 13, paragrafo 2, lettera a), della decisione n. 445/2014/UE che sono già state completate per l'anno del titolo 2021 mantengono la propria validità. L'anno del titolo è modificato conformemente all'allegato della presente decisione.
            
            
               Articolo 3
            
            
               La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                  Per il Parlamento europeo
                        Per il Consiglio
               
               
                  Il presidente
                        Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        Decisione n. 445/2014/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che istituisce un'azione dell'Unione "Capitali europee della cultura" per gli anni dal 2020 al 2033 e che abroga la decisione n. 1622/2006/CE (GU L 132 del 3.5.2014, pag. 1).
               
               
                  
                     (2)
                  
                        Decisione (UE) 2017/1545 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2017, recante modifica della decisione n. 445/2014/UE che istituisce un'azione dell'Unione "Capitali europee della cultura" per gli anni dal 2020 al 2033 (GU L 237 del 15.9.2017, pag. 1).
               
               
                  
                     (3)
                  
                        GU C  del , pag. .
               
            
      
    ---documentbreak--- 
      
         
               COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 18.8.2020
            COM(2020) 384 final
            ALLEGATO
            della
            proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
            recante modifica della decisione n. 445/2014/UE che istituisce un'azione dell'Unione "Capitali europee della cultura" per gli anni dal 2020 al 2033
            
               
         
         
            
               ALLEGATO 
            
            
               CALENDARIO
            
            
                     
                        2020
                     
                  
                  
                     
                        Croazia
                     
                  
                  
                     
                        Irlanda
                     
                  
                  
                     
                  
               
                     
                        2021
                     
                  
                  
                     
                  
                  
                     
                  
                  
                     
                  
               
                     
                        2022
                     
                  
                  
                     
                        Lituania
                     
                  
                  
                     
                        Lussemburgo
                     
                  
                  
                     
                        Paese candidato o potenziale candidato
                     
                  
               
                     
                        2023
                     
                  
                  
                     
                        Ungheria
                     
                  
                  
                     
                        Romania
                     
                  
                  
                     
                        Grecia
                     
                  
               
                     
                        2024
                     
                  
                  
                     
                        Estonia
                     
                  
                  
                     
                        Austria
                     
                  
                  
                     
                        Paese EFTA/SEE, paese candidato o potenziale candidato
                     
                  
               
                     
                        2025
                     
                  
                  
                     
                        Slovenia
                     
                  
                  
                     
                        Germania
                     
                  
                  
                     
                  
               
                     
                        2026
                     
                  
                  
                     
                        Slovacchia
                     
                  
                  
                     
                        Finlandia
                     
                  
                  
                     
                  
               
                     
                        2027
                     
                  
                  
                     
                        Lettonia
                     
                  
                  
                     
                        Portogallo
                     
                  
                  
                     
                  
               
                     
                        2028
                     
                  
                  
                     
                        Repubblica ceca
                     
                  
                  
                     
                        Francia
                     
                  
                  
                     
                        Paese EFTA/SEE, paese candidato o potenziale candidato
                     
                  
               
                     
                        2029
                     
                  
                  
                     
                        Polonia
                     
                  
                  
                     
                        Svezia
                     
                  
                  
                     
                  
               
                     
                        2030
                     
                  
                  
                     
                        Cipro
                     
                  
                  
                     
                        Belgio
                     
                  
                  
                     
                        Paese EFTA/SEE, paese candidato o potenziale candidato
                     
                  
               
                     
                        2031
                     
                  
                  
                     
                        Malta
                     
                  
                  
                     
                        Spagna
                     
                  
                  
                     
                  
               
                     
                        2032
                     
                  
                  
                     
                        Bulgaria
                     
                  
                  
                     
                        Danimarca
                     
                  
                  
                     
                  
               
                     
                        2033
                     
                  
                  
                     
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                        Paese EFTA/SEE, paese candidato o potenziale candidato