CELEX: E2016P0020
Language: it
Date: 2016-12-20 00:00:00
Title: Ricorso proposto il 20 dicembre 2016 da Autonomy Capital (Jersey) LP e Eaton Vance Management contro l’Autorità di vigilanza EFTA (Causa E-20/16)

9.3.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 73/22
            
         Ricorso proposto il 20 dicembre 2016 da Autonomy Capital (Jersey) LP e Eaton Vance Management contro l’Autorità di vigilanza EFTA
   (Causa E-20/16)
   (2017/C 73/12)
   Il 20 dicembre 2016 Autonomy Capital (Jersey) LP e Eaton Vance Management, rappresentate da Pétur Örn Sverrisson hrl. e Halldór Backman hrl., Morrison & Foerster (UK) LLP, Citypoint, One Ropemaker Street, London EC2Y 9AW, hanno presentato ricorso contro l’Autorità di vigilanza EFTA dinanzi alla Corte EFTA.
   Le ricorrenti chiedono alla Corte EFTA di:
   
               1.
            
            
               dichiarare nulla la decisione della convenuta del 23 novembre 2016 che archivia la denuncia delle ricorrenti contro l’Islanda e
            
         
               2.
            
            
               condannare la convenuta al pagamento delle spese processuali sostenute dalle ricorrenti.
            
         Circostanze di fatto e di diritto e motivi addotti a sostegno del ricorso:
   
               —
            
            
               Le ricorrenti sostengono che la legge n. 37/2016, adottata dal Parlamento islandese, introduce una discriminazione in base alla nazionalità, imponendo requisiti gravosi e sanzioni in caso di inadempienza, per i titolari di corone islandesi all’estero, che sono prevalentemente non residenti in Islanda, senza imporre obblighi equivalenti per i titolari nazionali.
            
         
               —
            
            
               Secondo le ricorrenti, l’Autorità di vigilanza EFTA si è basata sull’articolo 43 dell’accordo SEE per sostenere la tesi secondo cui l’Islanda è stata, e continua ad essere, autorizzata a derogare all’obbligo di rispettare le libertà fondamentali contenute nell’accordo SEE.
            
         
               —
            
            
               Le ricorrenti sostengono che l’Autorità di vigilanza EFTA ha erroneamente interpretato il livello di discrezionalità concesso agli Stati membri SEE/EFTA dall’articolo 43 e che, pertanto, l’Islanda non soddisfa il criterio di cui all’articolo 43, paragrafo 4.
            
         
               —
            
            
               Fanno valere inoltre che, indipendentemente dalla fattispecie, qualsiasi deroga agli obblighi di cui all’accordo SEE deve essere conforme al principio di proporzionalità e non deve avere una portata maggiore di quanto necessario per ovviare all’insorgere di eventuali difficoltà. Secondo le ricorrenti, i controlli imposti dalla legge n. 37/2016 sono sproporzionati e non affrontano le preoccupazioni espresse dal governo islandese e, inoltre, le autorità islandesi hanno omesso di prendere in considerazione opzioni meno restrittive che sono state loro suggerite.