CELEX: 32002S0842
Language: it
Date: 2002-05-21 00:00:00
Title: Decisione n. 842/2002/CECA della Commissione, del 21 maggio 2002, recante modifica della decisione n. 284/2000/CECA che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di prodotti laminati, di ferro o di acciai non legati, di larghezza uguale o superiore a 600 mm, non placcati né rivestiti, arrotolati, semplicemente laminati a caldo, originari, tra l'altro, dell'India, e che accetta un impegno

Avis juridique important

|

32002S0842

Decisione n. 842/2002/CECA della Commissione, del 21 maggio 2002, recante modifica della decisione n. 284/2000/CECA che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di prodotti laminati, di ferro o di acciai non legati, di larghezza uguale o superiore a 600 mm, non placcati né rivestiti, arrotolati, semplicemente laminati a caldo, originari, tra l'altro, dell'India, e che accetta un impegno  

Gazzetta ufficiale n. L 134 del 22/05/2002 pag. 0018 - 0023

Decisione n. 842/2002/CECA della Commissionedel 21 maggio 2002recante modifica della decisione n. 284/2000/CECA che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di prodotti laminati, di ferro o di acciai non legati, di larghezza uguale o superiore a 600 mm, non placcati né rivestiti, arrotolati, semplicemente laminati a caldo, originari, tra l'altro, dell'India, e che accetta un impegnoLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,vista la decisione n. 1889/98/CECA della Commissione, del 3 settembre 1998, relativa alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio(1) ("decisione antisovvenzioni di base"), in particolare l'articolo 20,sentito il comitato consultivo,considerando quanto segue:A. FASE PRECEDENTE DEL PROCEDIMENTO(1) Con decisione n. 284/2000/CECA della Commissione(2) ("decisione sul dazio compensativo definitivo"), la Commissione ha istituito, fra l'altro, un dazio compensativo definitivo del 13,1 % sulle importazioni di prodotti arrotolati laminati a caldo ("prodotto in esame") originari dell'India, tranne le importazioni da diverse società indiane, citate nominativamente, che sono state esentate dal dazio compensativo poiché la Commissione aveva accettato i loro impegni di prezzi a norma dell'articolo 2 della decisione sul dazio compensativo definitivo.B. PROCEDIMENTO IN CORSO(2) In seguito, la Commissione ha ricevuto due richieste di avviare un riesame accelerato della decisione sul dazio compensativo definitivo, ai sensi dell'articolo 20 della decisione antisovvenzioni di base, da parte dei produttori esportatori indiani Ispat Industries Ltd e Jindal Vijanagar Steel Limited ("le società"). Tali società hanno affermato di non essere collegate agli esportatori indiani oggetto dei dazi compensativi in vigore per quanto riguarda il prodotto in esame. Inoltre, esse hanno dichiarato di non avere esportato tale prodotto nella Comunità durante il periodo dell'inchiesta iniziale (1o gennaio 1998-31 dicembre 1998), ma di averlo fatto successivamente.(3) Il prodotto oggetto del presente riesame è quello preso in considerazione nella decisione sul dazio compensativo definitivo.(4) La Commissione ha esaminato le prove presentate dalle società interessate e le ha ritenute sufficienti per giustificare l'avvio di un riesame conformemente alle disposizioni dell'articolo 20 della decisione antisovvenzioni di base. Sentito il comitato consultivo, e dopo aver dato all'industria comunitaria la possibilità di comunicare le proprie osservazioni, la Commissione ha avviato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale(3), un riesame accelerato della decisione n. 284/2000/CECA per quanto riguarda le società interessate e ha dato inizio all'inchiesta.(5) La Commissione ha informato le società e il governo indiano, dando inoltre alle altre parti direttamente interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere di essere sentite. Nessuna richiesta in tal senso è stata però presentata alla Commissione.(6) La Commissione ha inviato questionari alle società interessate e ne ha ricevuto risposta entro il termine stabilito. La Commissione ha inoltre raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione delle sovvenzioni. Sono state effettuate visite di verifica presso le sedi delle società interessate.(7) L'inchiesta relativa alle sovvenzioni riguardava il periodo che va dal 1o aprile 1999 al 31 marzo 2000 ("periodo dell'inchiesta").C. RISULTANZE DELL'INCHIESTA1. QUALIFICA DI NUOVO ESPORTATORE(8) L'inchiesta ha confermato che le società interessate non avevano esportato il prodotto in esame durante il periodo dell'inchiesta iniziale e che le loro esportazioni nella Comunità erano iniziate in una fase successiva.(9) Inoltre, le società hanno potuto fornire ampia prova del fatto che non erano collegate, né direttamente né indirettamente, a nessuno degli altri produttori esportatori indiani soggetti ai dazi compensativi in vigore per quanto riguarda il prodotto in esame.(10) Si conferma pertanto che le società possono beneficiare di un riesame accelerato ai sensi dell'articolo 20 della decisione antisovvenzioni di base, in quanto nei loro confronti non sono state effettuate indagini nel corso dell'inchiesta iniziale per ragioni diverse da un rifiuto di collaborare. Per le due società occorre quindi determinare un livello di sovvenzione individuale.2. SOVVENZIONI1. Introduzione(11) Sulla base delle informazioni contenute nelle risposte al questionario della Commissione, sono stati esaminati i cinque sistemi seguenti:- libretto crediti (PBS),- credito di dazi d'importazione (DEPBS),- sistema di promozione delle esportazioni relativo ai beni strumentali (EPCGS),- zone di trasformazione per l'esportazione (EPZ)/Unità orientate all'esportazione (EOU),- esenzione dall'imposta sul reddito (ITES).2. Libretto crediti (Passbook Scheme - PBS)(12) Nessuna delle società interessate ha fatto ricorso al libretto crediti (PBS), abolito il 1o aprile 1997 e sostituito dal credito di dazi all'importazione (DEPBS).3. Credito di dazi d'importazione (DEPBS)Aspetti generali(13) È stato accertato che la Ispat Industries Limited ha ottenuto vantaggi nel quadro di questo sistema, ricorrendo a questi crediti su base post-esportazione.(14) Secondo questo sistema, ogni esportatore ammissibile può chiedere crediti che sono calcolati in percentuale sul valore dei prodotti finiti esportati. Le aliquote sono state stabilite dalle autorità indiane per la maggior parte dei prodotti, compresi quelli in questione, in base alle Standard Input/Output norms. Una licenza indicante l'importo del credito concesso è emessa automaticamente.(15) Fatta eccezione per le merci soggette a restrizioni all'importazione, il sistema DEPB su base post-esportazione consente l'uso di questi crediti per il pagamento dei dazi all'importazione su tutte le importazioni successive (per esempio, materie prime o beni strumentali). I beni importati possono essere venduti sul mercato interno (subordinatamente al pagamento dell'imposta sulle vendite) o utilizzati in altro modo. I crediti post-esportazione sono liberamente trasferibili. La licenza è valida per un periodo di 12 mesi dalla data di concessione.(16) Dopo l'inchiesta iniziale le caratteristiche del sistema non sono cambiate. Esso rappresenta chiaramente una sovvenzione condizionata all'andamento delle esportazioni e nel corso dell'inchiesta iniziale è stato accertato che è da considerarsi specifico e passibile di misure compensative ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), della decisione di base.Calcolo dell'importo della sovvenzione(17) È stato accertato che la Ispat Industries Limited ha utilizzato le licenze DEPB per importare merci in franchigia doganale. Il vantaggio è stato quindi calcolato in base ai dazi all'importazione altrimenti applicabili. Inoltre, questa società ha venduto alcune licenze: in questi casi, il vantaggio è stato calcolato in base all'importo del credito indicato nella licenza, a prescindere dal prezzo di vendita di quest'ultima. La vendita di una licenza ad un prezzo inferiore al suo valore nominale rappresenta una decisione prettamente commerciale, che non modifica l'importo del beneficio ricevuto dal sistema. Seguendo lo stesso metodo di calcolo applicato nel corso dell'inchiesta iniziale, l'importo totale delle licenze usate per le importazioni in franchigia doganale e di quelle vendute è stato ripartito su tutte le esportazioni effettuate durante il periodo dell'inchiesta. Nei casi in cui le società hanno chiesto deduzioni a fronte delle tasse pagate per beneficiare del sistema, tali deduzioni sono state accordate.(18) La Ispat Industries Limited ha beneficiato del sistema durante il periodo dell'inchiesta ottenendo sovvenzioni pari all'8 %.(19) L'altra società sotto inchiesta, la Jindal Vijanagar Steel Limited, non ha beneficiato del DEPBS durante il periodo dell'inchiesta.4. Sistema di promozione delle esportazioni relativo ai beni strumentali (Export Promotion Capital Goods Scheme - EPCGS)Aspetti generali(20) È stato accertato che entrambe le società hanno fatto ricorso a tale sistema. Per beneficiare del sistema, una società deve fornire alle autorità competenti informazioni particolareggiate sul tipo e sul valore dei beni strumentali che devono essere importati. In funzione degli impegni a livello di esportazione che accetta di sottoscrivere, la società è autorizzata a importare beni strumentali a dazio nullo o ridotto. Una licenza che autorizza l'importazione ad aliquote preferenziali è rilasciata automaticamente. Per soddisfare l'obbligo di esportazione, i beni strumentali importati devono essere utilizzati nella produzione dei beni esportati. Per ottenere una licenza occorre pagare una tassa per la presentazione della domanda.(21) Dopo l'inchiesta iniziale le caratteristiche dell'EPCGS non sono cambiate. Nel corso dell'inchiesta è stato accertato che l'EPCGS è una sovvenzione in quanto la concessione di un'aliquota di dazio ridotta o nulla ad un esportatore costituisce un contributo finanziario del governo indiano. Inoltre, c'è la rinuncia ad entrate altrimenti dovute e il beneficiario trae un vantaggio dal fatto di versare dazi meno elevati o di essere esentato dai dazi all'importazione.(22) La sovvenzione è condizionata, di diritto, all'andamento delle esportazioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), della decisione di base, in quanto non può essere ottenuta senza un impegno ad esportare merci, ed è pertanto considerata specifica e passibile di misure compensative.Calcolo dell'importo della sovvenzione(23) Ricorrendo allo stesso metodo utilizzato durante l'inchiesta iniziale, il vantaggio conferito all'esportatore è stato calcolato in base all'importo del dazio dovuto sui beni strumentali importati non corrisposto, ripartito su un periodo che riflette il normale ammortamento di detti beni nell'industria del prodotto in esame. Tale periodo è stato determinato usando la media ponderata (sulla base del volume di produzione dei prodotti in esame) dei periodi di ammortamento dei beni strumentali effettivamente importati nel quadro del sistema dai produttori indiani durante l'inchiesta iniziale. È stato in tal modo stabilito un periodo normale di ammortamento di 18 anni.(24) La Ispat Industries Limited e la Jindal Vijanagar Steel Limited hanno ottenuto rispettivamente un beneficio pari all'1,8 % e al 5,7 %.5. Zone di trasformazione per l'esportazione (EPZ)/Unità orientate all'esportazione (EOU)(25) La Commissione ha accertato che nessuna delle società ha sede in una EPZ o è una EOU, e che pertanto nessuna delle due ha ottenuto vantaggi nell'ambito di questo sistema.6. Esenzione dall'imposta sul reddito (Income Tax Exemption Scheme - ITES)(26) È stato accertato che nessuna delle società si è avvalsa dell'ITES.7. Altri sistemi(27) È stato accertato che i nuovi esportatori non hanno beneficiato dei nuovi sistemi di sovvenzione istituiti dopo la chiusura dell'inchiesta iniziale, né hanno ricevuto in seguito sovvenzioni ad hoc.D. MODIFICA DELLE MISURE OGGETTO DI RIESAME(28) In considerazione di quanto precede, si ritiene opportuno istituire dazi compensativi definitivi equivalenti all'importo della sovvenzione accertato, ma non superiori al margine di pregiudizio nazionale stabilito per l'India dalla decisione sul dazio compensativo definitivo, pari al 23,8 %.(29) Non è possibile determinare alcun margine di pregiudizio individuale in un riesame relativo ai "nuovi esportatori", poiché la portata dell'inchiesta, ai sensi dell'articolo 20 della decisione di base, è limitata all'esame del margine di sovvenzione individuale.(30) Ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 1, della decisione antisovvenzioni di base, nessun prodotto può essere assoggettato contemporaneamente a dazi antidumping e a dazi compensativi al fine di porre rimedio ad una medesima situazione risultante da pratiche di dumping oppure dalla concessione di sovvenzioni all'esportazione. Visto che devono essere istituiti dazi compensativi sulle importazioni del prodotto in esame, occorre determinare se e in quale misura il margine di sovvenzione e il margine di dumping derivino dalla stessa situazione.(31) Nella fattispecie, si è accertato che tutti i sistemi esaminati dall'inchiesta in India costituiscono sovvenzioni all'esportazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), della decisione antisovvenzioni di base. Le sovvenzioni possono in quanto tali incidere sul valore normale o sui prezzi all'esportazione dei produttori esportatori indiani, dando luogo ad un aumento dei margini di dumping. In altri termini, il margine di dumping calcolato è dovuto, interamente o in parte, all'esistenza di sovvenzioni all'importazione. Le aliquote del dazio antidumping istituito dalla decisione n. 283/2000/CECA della Commissione(4) (decisione sul dazio antidumping definitivo) devono quindi essere adeguate in funzione degli effettivi margini di dumping o di pregiudizio, se questi ultimi sono inferiori, rimanenti dopo l'istituzione dei dazi compensativi volti a controbilanciare l'effetto delle sovvenzioni all'esportazione.(32) Pertanto, le aliquote dei dazi compensativi e antidumping applicabili al prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, tenuto conto delle conclusioni dei procedimenti antidumping e antisovvenzioni paralleli, sono le seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>(33) La modifica apportata dall'articolo 1, paragrafo 1, della decisione n. 1357/2001/CECA della Commissione al livello del dazio antidumping di cui all'articolo 1, paragrafo 2, della decisione n. 283/2000/CECA non rispecchiava correttamente i dazi compensativi applicabili al momento della pubblicazione, poiché l'inchiesta antisovvenzioni era tuttora in corso quando è stata pubblicata la decisione recante modifica della decisione n. 283/2000/CECA. La decisione n. 1357/2001/CECA sarà quindi abrogata e si rimborseranno i dazi antidumping e compensativi riscossi superiori al margine di pregiudizio nazionale del 23,8 %. Poiché i dazi antidumping riveduti saranno riscossi retroattivamente a decorrere dall'entrata in vigore della decisione n. 1357/2001/CECA e dall'inizio del riesame relativo ai nuovi esportatori ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 4, della decisione antidumping di base per quanto riguarda la Ispat Industries Ltd, e dato che il livello del dazio antidumping viene valutato in funzione del livello delle sovvenzioni all'esportazione accertato, si ritiene opportuno istituire retroattivamente, a decorrere dalle stesse date, anche il dazio compensativo. Visto che le aliquote individuali dei dazi di cui al considerando 341 della decisione n. 284/2000/CECA non figurano nell'elenco dell'articolo 1 della decisione n. 284/2000/CECA, occorre modificare detto articolo inserendo esplicitamente le aliquote individuali del dazio compensativo.E. IMPEGNO(34) Una delle società interessate, la Ispat Industries Ltd, ha offerto un impegno sui prezzi per quanto riguarda le sue esportazioni del prodotto in esame nella Comunità, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, della decisione antisovvenzioni di base. La società ha offerto contemporaneamente un impegno sui prezzi a norma della decisione antidumping di base.(35) Dopo aver esaminato l'offerta, la Commissione ha ritenuto che l'impegno sia accettabile in quanto eliminerebbe gli effetti pregiudizievoli delle sovvenzioni, in conformità dell'articolo 13, paragrafo 1, della decisione antisovvenzioni di base. Inoltre, grazie alle dettagliate relazioni periodiche che la società si è impegnata a presentare, la Commissione potrà esercitare un controllo efficace. Considerate infine la natura del prodotto e la struttura delle vendite della società, la Commissione ritiene molto limitato il rischio di elusione dell'impegno.(36) Al fine di garantire un effettivo rispetto ed un efficace controllo dell'impegno, al momento della richiesta di immissione in libera pratica nel quadro di un impegno l'esenzione dal dazio è subordinata alla presentazione ai servizi doganali dello Stato membro interessato di una fattura commerciale valida rilasciata dalla Ispat Industries Ltd e contenente le informazioni elencate in allegato alla decisione definitiva. Nel caso in cui non venga presentata una fattura di questo tipo, o se questa non corrisponde al prodotto presentato alle autorità doganali, viene riscossa l'appropriata aliquota del dazio compensativo onde garantire l'efficace applicazione dell'impegno.(37) Le informazioni chieste a norma dell'allegato sono state aggiornate. Per garantire una verifica coerente degli impegni, l'allegato riveduto dovrebbe applicarsi anche a tutte le società di cui all'articolo 2, paragrafo 1, della decisione n. 284/2000/CECA della Commissione.(38) Va osservato che in caso di violazione, di revoca o di sospetta violazione dell'impegno, può essere imposto un dazio compensativo in conformità dell'articolo 13, paragrafi 9 e 10, della decisione di base.F. INFORMAZIONE E DURATA DELLE MISURE(39) Alle società interessate sono stati comunicati i fatti e le considerazioni in base ai quali si intende istituire dazi compensativi e antidumping definitivi modificati sulle loro esportazioni del prodotto in esame nella Comunità.(40) Il presente riesame non incide sulla data in cui la decisione n. 284/2000/CECA scadrà a norma dell'articolo 17 della decisione di base,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1La decisione n. 284/2000/CECA della Commissione è modificata come segue:1) Nella tabella dell'articolo 1, paragrafo 2, la sezione "India" è sostituita dal testo seguente: ">SPAZIO PER TABELLA>"2) Nella tabella dell'articolo 2, paragrafo 1, viene inserito quanto segue: ">SPAZIO PER TABELLA>"3) All'articolo 2, paragrafo 2, il riferimento alla "fattura corrispondente all'impegno" è sostituito da "fattura commerciale".Articolo 21. L'allegato della decisione n. 284/2000/CECA della Commissione è sostituito dall'allegato della presente decisione.2. L'articolo 1, paragrafo 2, si applica a decorrere dal 6 luglio 2001.Articolo 3La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il 21 maggio 2002.Per la CommissionePascal LamyMembro della Commissione(1) GU L 245 del 4.9.1998, pag. 3.(2) GU L 31 del 5.2.2000, pag. 44.(3) GU C 201 del 14.7.2000, pag. 2.(4) GU L 31 del 5.2.2000, pag. 15, corretta con decisione n. 2009/2000/CECA (GU L 240 del 23.9.2000, pag. 12) e modificata da ultimo con decisione n. 1357/2001/CECA (GU L 182 del 5.7.2001, pag. 27).ALLEGATOInformazioni da fornire obbligatoriamente nelle fatture commerciali che accompagnano le vendite assoggettate ad impegni (articolo 2, paragrafo 2)1. L'intestazione "FATTURA COMMERCIALE CHE ACCOMPAGNA MERCI ASSOGGETTATE A UN IMPEGNO".2. Il nome della società che rilascia la fattura commerciale.3. Il numero della fattura commerciale.4. La data di rilascio della fattura commerciale.5. Il codice addizionale Taric con il quale le merci figuranti nella fattura vengono sdoganate alla frontiera comunitaria (come specificato nella decisione).6. L'esatta descrizione delle merci, compresi:- il numero di codice del prodotto della società (ove d'applicazione),- il numero di codice del prodotto (quale figura nell'impegno offerto dal produttore esportatore in questione),- le specifiche tecniche del numero di codice del prodotto,- il codice NC,- la quantità (in tonnellate).7. La descrizione delle condizioni di vendita, compresi:- il prezzo per tonnellata,- le condizioni di pagamento applicabili,- le condizioni di consegna applicabili,- sconti e riduzioni complessivi.8. Il nome del primo acquirente operante come importatore al quale la società ha rilasciato direttamente la fattura.9. Il nome del responsabile della società che ha emesso la fattura commerciale, seguito dalla seguente dichiarazione firmata: "Il sottoscritto certifica che la vendita per l'esportazione diretta nella Comunità europea delle merci coperte dalla presente fattura è effettuata nell'ambito e alle condizioni dell'impegno offerto dalla ...(nome della società) e accettato dalla Commissione europea con decisione n. 842/2002/CECA. Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente fattura sono complete ed esatte."