CELEX: 61985CJ0315
Language: it
Date: 1987-12-17 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 17 dicembre 1987. # Commissione delle Comunità europee contro Granducato del Lussemburgo. # Inadempimento di uno Stato - Trasferimento delle spettanze di pensione alle Comunità. # Causa 315/85.

Avis juridique important

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61985J0315

SENTENZA DELLA CORTE DEL 17 DICEMBRE 1987.  -  COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE CONTRO GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO.  -  IMPEDIMENTO DI UNO STATO - TRASFERIMENTO DEI DIRITTI A PENSIONE VERSO LA COMUNITA'.  -  CAUSA 315/85.  

raccolta della giurisprudenza 1987 pagina 05391

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++DIPENDENTI - PENSIONI - SPETTANZE DI PENSIONE MATURATE PRIMA DELL' ENTRATA IN SERVIZIO PRESSO LE COMUNITA - TRASFERIMENTO AL REGIME COMUNITARIO - MODALITA - EQUIVALENTE ATTUARIALE O FORFAIT DI RISCATTO - POSSIBILITA DI SCELTA - OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI - LIMITI  ( STATUTO DEL PERSONALE, ALLEGATO VIII, ART . 11, N . 2 )  

Massima

BENCHE SPETTI AGLI STATI MEMBRI PORRE IN ATTO I MEZZI CONCRETI CHE CONSENTANO L' ESERCIZIO DELLA FACOLTA, ATTRIBUITA AI DIPENDENTI DALL' ART . 11, N . 2, DELL' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO, DI TRASFERIRE LE SPETTANZE MATURATE NELL' AMBITO DI UN REGIME NAZIONALE DI PENSIONE AL REGIME PENSIONISTICO DELLE COMUNITA, DETTA DISPOSIZIONE, IL CUI SCOPO E QUELLO DI GARANTIRE IL PASSAGGIO DA UN SISTEMA ASSICURATIVO NAZIONALE AL SISTEMA COMUNITARIO IN UNA DELLE DUE FORME CHE ESSO NOMINA, CIOE L' EQUIVALENTE ATTUARIALE O IL FORFAIT DI RISCATTO, SENZA DARE LA PRECEDENZA ALL' UNA O ALL' ALTRA DI ESSE, NON LI OBBLIGA AD ATTRIBUIRE AI DIPENDENTI LA FACOLTA DI SCEGLIERE TRA QUESTI DUE METODI DI CALCOLO .  DI CONSEGUENZA, QUALORA LE NORME IN VIGORE IN UNO STATO MEMBRO PER IL PASSAGGIO DA UN REGIME PENSIONISTICO NAZIONALE AD UN ALTRO IGNORINO LA TECNICA DELL' EQUIVALENTE ATTUARIALE, L' ART . 11, N . 2, DELL' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO NON OSTA A CHE LO STESSO STATO MEMBRO SI LIMITI AL FORFAIT DI RISCATTO PER IL TRASFERIMENTO DELLE SPETTANZE DI PENSIONE DAL REGIME NAZIONALE A QUELLO COMUNITARIO .  

Parti

NELLA CAUSA 315/85,  COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO PRINCIPALE, HENRI ETIENNE, E DAL CONSIGLIERE GIURIDICO DIMITRIOS GOULOUSSIS, IN QUALITA DI AGENTI, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . GEORGES KREMLIS, MEMBRO DEL SUO UFFICIO LEGALE, EDIFICIO JEAN MONNET, KIRCHBERG,  RICORRENTE,  CONTRO  GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO, NELLA PERSONA DEL MINISTRO DELLA PREVIDENZA SOCIALE, SIG . BENNY BERG, RAPPRESENTATO DAL SIG . GEORGES SCHROEDER, DIRETTORE DELL' ISPEZIONE GENERALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DALL' AVVOCATO DOMICILIATARIO NICOLAS DECKER, DEL FORO DI LUSSEMBURGO, CON STUDIO IN, 16, AVENUE MARIE-THERESE,  CONVENUTO,  SOSTENUTO DALLA :  1 ) REPUBBLICA FRANCESE, RAPPRESENTATA DAL SIG . G . GUILLAUME, DIRETTORE DEGLI AFFARI GIURIDICI PRESSO IL MINISTERO DELLE RELAZIONI ESTERNE, IN QUALITA DI AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO LA PROPRIA AMBASCIATA, 2, RUE BERTHOLET,  2 ) REGNO UNITO, RAPPRESENTATO DAL SIG . BRIAN MCHENRY, DEL TREASURY SOLICITOR' S DEPARTMENT, QUEEN ANNE' S CHAMBERS, LONDRA, IN QUALITA DI AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO LA PROPRIA AMBASCIATA, 28, BOULEVARD ROYAL,  INTERVENIENTI,  CAUSA MIRANTE A FAR CONSTATARE CHE IL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO E VENUTO MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTIGLI DAL TRATTATO CEE, AVENDO NEGATO AI DIPENDENTI DELLE COMUNITA DI OPTARE COMUNQUE PER IL TRASFERIMENTO DELL' EQUIVALENTE ATTUARIALE DELLE LORO SPETTANZE DI PENSIONE, CONFORMEMENTE AL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 29 FEBBRAIO 1968, N . 259/68, RELATIVO ALLO STATUTO DEL PERSONALE DELLE COMUNITA EUROPEE, NONCHE AL REGIME DA APPLICARSI AGLI ALTRI AGENTI DELLE COMUNITA E CHE ISTITUISCE SPECIALI MISURE APPLICABILI TEMPORANEAMENTE AI FUNZIONARI DELLA COMMISSIONE ( GU L 56, PAG . 1 ) ( IN PROSIEGUO "STATUTO DEL PERSONALE "),  LA CORTE,  COMPOSTA DAI SIGNORI MACKENZIE STUART, PRESIDENTE, G . BOSCO, O . DUE, E G.C . RODRIGUEZ IGLESIAS, PRESIDENTI DI SEZIONE, T . KOOPMANS, K . BAHLMANN, R . JOLIET, T.F . O' HIGGINS E F . SCHOCKWEILER, GIUDICI,  AVVOCATO GENERALE : G.F . MANCINI  CANCELLIERE : B . PASTOR, AMMINISTRATORE  VISTA LA RELAZIONE D' UDIENZA ED IN ESITO ALLA FASE ORALE DEL 19 FEBBRAIO 1987,  SENTITE LE CONCLUSIONI DELL' AVVOCATO GENERALE, PRESENTATE ALL' UDIENZA DEL 7 LUGLIO 1987,  HA PRONUNCIATO LA SEGUENTE  SENTENZA  

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO DEPOSITATO NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 22 OTTOBRE 1985, LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE HA PROPOSTO, A NORMA DELL' ART . 169 DEL TRATTATO CEE, UN RICORSO MIRANTE A FAR DICHIARARE CHE IL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO E VENUTO MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTIGLI DAL TRATTATO CEE AVENDO NEGATO AI DIPENDENTI DELLE COMUNITA DI OPTARE COMUNQUE PER IL TRASFERIMENTO DELL' EQUIVALENTE ATTUARIALE DELLE LORO SPETTANZE A PENSIONE COME CONTEMPLATO DALL' ART . 11, N . 2, DELL' ALLEGATO VIII DEL REGOLAMENTO ( CEE - EURATOM - CECA ) DEL CONSIGLIO 29 FEBBRAIO 1968, N . 259/68, RELATIVO ALLO STATUTO DEL PERSONALE DELLE COMUNITA EUROPEE NONCHE AL REGIME DA APPLICARSI AGLI ALTRI AGENTI DELLE COMUNITA E CHE ISTITUISCE SPECIALI PROVVEDIMENTI TEMPORANEI PER I DIPENDENTI DELLA COMMISSIONE ( GU L 56, PAG . 1 ) ( IN PROSIEGUO "LO STATUTO ").  2 A NORMA DELL' ART . 11, N . 2, SUMMENZIONATO  "IL FUNZIONARIO CHE ENTRA AL SERVIZIO DELLE COMUNITA, DOPO AVER CESSATO DI PRESTARE SERVIZIO PRESSO UN' AMMINISTRAZIONE, UN' ORGANIZZAZIONE NAZIONALE O INTERNAZIONALE O UN' IMPRESA, HA FACOLTA, ALL' ATTO DELLA SUA NOMINA IN RUOLO, DI FAR VERSARE ALLE COMUNITA :  - SIA L' EQUIVALENTE ATTUARIALE DEI DIRITTI ALLA PENSIONE DI ANZIANITA MATURATI NELL' AMMINISTRAZIONE, ORGANIZZAZIONE NAZIONALE O INTERNAZIONALE O IMPRESA CUI APPARTENEVA,  - SIA IL FORFAIT DI RISCATTO CHE GLI E DOVUTO DALLA CASSA PENSIONI DI DETTA AMMINISTRAZIONE, ORGANIZZAZIONE O IMPRESA ALL' ATTO DELLA CESSAZIONE DAL SERVIZIO .  IN TAL CASO, L' ISTITUZIONE PRESSO CUI IL FUNZIONARIO PRESTA SERVIZIO, DETERMINA, TENUTO CONTO DEL GRADO D' INQUADRAMENTO, LE ANNUALITA CHE COMPUTA, SECONDO IL PROPRIO REGIME, A TITOLO DI SERVIZIO PRESTATO IN PRECEDENZA SULLA BASE DELL' IMPORTO DELL' EQUIVALENTE ATTUARIALE O DEL FORFAIT DI RISCATTO ".  3 LA LEGGE LUSSEMBURGHESE 16 DICEMBRE 1963 CHE HA AD OGGETTO IL COORDINAMENTO DEI REGIMI DI PENSIONE, NELLA VERSIONE DELLA LEGGE 14 MARZO 1979, NONCHE DELLA LEGGE 23 MAGGIO 1984, CONTEMPLA ALL' ART . 18, PER QUEL CHE RIGUARDA L' ISCRIZIONE SUCCESSIVA AD UN REGIME CONTRIBUTIVO E AD UN REGIME NON CONTRIBUTIVO :  " 1 ) ALLORCHE UNA PERSONA PASSA DA UN REGIME CONTRIBUTIVO AD UN REGIME NON CONTRIBUTIVO, I CONTRIBUTI VERSATI PER I PERIODI D' ISCRIZIONE AL REGIME CONTRIBUTIVO CHE SARANNO PRESI IN CONSIDERAZIONE DAL REGIME NON CONTRIBUTIVO SARANNO TRASFERITI ALL' ENTE DESIGNATO PER PRENDERLO IN CARICO .  2 ) (...)  3 ) QUANDO UNA PERSONA PASSA DA UN REGIME DI PENSIONE CONTRIBUTIVO LUSSEMBURGHESE A UN REGIME DI PENSIONE DI UN ENTE INTERNAZIONALE CHE CONTEMPLI IL RISCATTO DELLE SPETTANZE DI PENSIONE MATURATE DURANTE IL PERIODO DI OCCUPAZIONE ANTERIORI AL PASSAGGIO IN RUOLO, I CONTRIBUTI VERSATI AL REGIME PENSIONISTICO LUSSEMBURGHESE SONO TRASFERITI, A RICHIESTA DELL' INTERESSATO, AL REGIME PENSIONISTICO DELL' ENTE INTERNAZIONALE, TENUTO CONTO DEGLI INTERESSI COMPOSTI DEL 4% ANNUO A DECORRERE DAL 31 DICEMBRE DI CIASCUN ANNO D' ISCRIZIONE .  4 ) LA DOMANDA VA PRESENTATA NEL TERMINE DI UN ANNO A DECORRERE DALLA NOMINA IN RUOLO, A PENA DI DECADENZA .  5 ) (...) "  4 RITENENDO CHE L' ART . 11, N . 2, DELL' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO ATTRIBUISCA AI DIPENDENTI DELLE COMUNITA PROVENIENTI DAL SETTORE PRIVATO ED ISCRITTI AD UN SISTEMA CONTRIBUTIVO IL DIRITTO DI OPTARE IN OGNI CASO PER IL TRASFERIMENTO DELL' EQUIVALENTE ATTUARIALE DELLE LORO SPETTANZE DI PENSIONE E CHE LA NORMATIVA LUSSEMBURGHESE NON CONTEMPLI QUESTA POSSIBILITA, LA COMMISSIONE, CON LETTERA 31 LUGLIO 1984, HA DIFFIDATO IL GOVERNO DEL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO A NORMA DELL' ART . 169, 1* COMMA, DEL TRATTATO CEE .  5 POICHE IL GOVERNO LUSSEMBURGHESE NON HA AMMESSO L' INADEMPIMENTO ADDEBITATOGLI, IL 30 APRILE 1985, LA COMMISSIONE GLI INVIAVA, A NORMA DELL' ART . 169, 1* COMMA, DEL TRATTATO CEE UN PARERE MOTIVATO . ESSENDO QUESTO PARERE RIMASTO SENZA ESITO, LA COMMISSIONE HA PROMOSSO IL PRESENTE RICORSO .  6 CON ORDINANZA 29 APRILE 1986, LA REPUBBLICA FRANCESE NONCHE IL REGNO UNITO SONO STATI AMMESSI AD INTERVENIRE A SOSTEGNO DEL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO .  7 PER UNA PIU AMPIA ESPOSIZIONE DEGLI ANTEFATTI, DEL CONTESTO GIURIDICO E DELLE CONCLUSIONI DELLE PARTI, SI FA RINVIO ALLA RELAZIONE D' UDIENZA . QUESTI ASPETTI DEL FASCICOLO SONO RIPRODOTTI IN PROSIEGUO SOLO NELLA MISURA NECESSARIA PER IL RAGIONAMENTO DELLA CORTE .  8 LA COMMISSIONE SOSTIENE IN PRIMO LUOGO CHE GLI STATI MEMBRI, IN FORZA DELL' ART . 11, N . 2, DELL' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO, HANNO L' OBBLIGO DI CONTEMPLARE NON SOLO IL TRASFERIMENTO FORFETTARIO DEL RISCATTO, MA ANCHE QUELLO DELL' EQUIVALENTE ATTUARIALE, DATO CHE QUESTO SECONDO METODO DI CALCOLO SAREBBE LA NORMA, MENTRE IL PRIMO AVREBBE SOLO IMPORTANZA SECONDARIA . SOLO IL TRASFERIMENTO DELL' EQUIVALENTE ATTUARIALE GARANTIREBBE CHE IL DIPENDENTE POSSA TRASFERIRE AL SISTEMA COMUNITARIO TUTTE LE SPETTANZE MATURATE IN UN SISTEMA PENSIONISTICO NAZIONALE .  9 LA COMMISSIONE RILEVA IN SECONDO LUOGO CHE LA NORMATIVA NAZIONALE IN QUESTIONE IMPLICA UNO SVANTAGGIO PER GLI ASSICURATI LUSSEMBURGHESI CHE PASSANO ALL' AMMINISTRAZIONE COMUNITARIA DOPO ESSERE STATI ISCRITTI AD UN REGIME CONTRIBUTIVO, RISPETTO AGLI ASSICURATI CHE PASSANO ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LUSSEMBURGHESE POICHE LA NORMATIVA NAZIONALE CONSENTIREBBE, IN QUESTO SECONDO CASO, TANTO LA CONSERVAZIONE DELLE SPETTANZE MATURATE NEL REGIME CONTRIBUTIVO, QUANTO LA RICOSTITUZIONE DELLA CARRIERA NEL NUOVO IMPIEGO .  10 LA COMMISSIONE ASSUME CHE A QUALSIASI SPETTANZA DI PENSIONE, MATURATA O POTENZIALE, CORRISPONDE UN EQUIVALENTE ATTUARIALE CHE PUO ESSER CALCOLATO IN TUTTI I SISTEMI DI PENSIONE . L' EQUIVALENTE ATTUARIALE SAREBBE L' UNICA TECNICA DI TRASFERIMENTO NEL SETTORE DELLE PENSIONI CHE CONSENTA, INDIPENDENTEMENTE DALLE PARTICOLARITA DEL REGIME PREVIDENZIALE, L' INTERA CONSERVAZIONE DELLE SPETTANZE MATURATE IN UN ALTRO REGIME .  11 SECONDO LA COMMISSIONE, L' IMPOSSIBILITA DI TRASFERIRE L' EQUIVALENTE ATTUARIALE POTREBBE AVERE UN EFFETTO DISSUASIVO PER QUEL CHE RIGUARDA L' ASSUNZIONE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE DI DIPENDENTI CHE VENGONO DA SISTEMI PENSIONISTICI NAZIONALI NEI QUALI DETTA MODALITA DI CALCOLO NON E CONTEMPLATA . SIFFATTA CONSEGUENZA STRIDEREBBE CON LO SCOPO DELL' ART . 11, N . 2, DELL' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO E IMPLICHEREBBE UNA DISPARITA DI TRATTAMENTO TRA I DIPENDENTI DELLA COMUNITA .  12 INFINE, LA COMMISSIONE SOSTIENE CHE IL FORFAIT DI RISCATTO CONTEMPLATO DALLA NORMATIVA LUSSEMBURGHESE NON TIENE CONTO DELLA PARTE DEI CONTRIBUTI VERSATI DALLO STATO . QUINDI, QUESTO METODO DI TRASFERIMENTO NON CORRISPONDEREBBE ALLE SPETTANZE MATURATE, A DANNO DEGLI ASSICURATI ISCRITTI AL REGIME CONTRIBUTIVO .  13 IL GOVERNO DEL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO RIBATTE CHE LA FACOLTA CONCESSA AI DIPENDENTI COMUNITARI DALL' ART . 11, N . 2, DELL' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO SI RIFERISCE SOLO ALLA POSSIBILITA DI TRASFERIRE LE SPETTANZE DI PENSIONE MATURATE SOTTO UN REGIME NAZIONALE . ESSO DEDUCE CHE QUESTA DISPOSIZIONE NON GARANTISCE AI DIPENDENTI LA SCELTA TRA LE DUE MODALITA DI TRASFERIMENTO IVI NOMINATE .  14 IL GOVERNO LUSSEMBURGHESE ASSUME INOLTRE CHE LA POSSIBILITA DI OPTARE PER L' EQUIVALENTE ATTUARIALE NON E MAI ESISTITA PER GLI ASSICURATI CHE ERANO ISCRITTI AD UN SISTEMA CONTRIBUTIVO . IL DIRITTO LUSSEMBURGHESE NON AMMETTEREBBE, INFATTI, LA POSSIBILITA DI TRASFERIMENTO DI SPETTANZE DI PENSIONE MATURATE SOTTO UN REGIME CONTRIBUTIVO IN BASE AD UN EQUIVALENTE ATTUARIALE CHE SAREBBE INCOMPATIBILE CON QUESTO REGIME .  15 I GOVERNI FRANCESE E BRITANNICO SOSTENGONO DEL PARI CHE GLI ARGOMENTI DELLA COMMISSIONE NON TENGONO CONTO DELLE DIVERSITA DEI REGIMI NAZIONALI IN FATTO DI PENSIONI POICHE LE PARTICOLARITA DI TALUNI SISTEMI PREVIDENZIALI RENDEREBBERO INOPERANTE LA NOZIONE DI EQUIVALENTE ATTUARIALE . PER I REGIMI DI PENSIONE FONDATI SUL VERSAMENTO DI CONTRIBUTI, L' UNICO METODO CHE CONSENTA DI EFFETTUARE UN TRASFERIMENTO DELLE SPETTANZE DI PENSIONE AD UN ALTRO REGIME SAREBBE IL FORFAIT DI RISCATTO .  16 QUESTI GOVERNI RILEVANO INOLTRE CHE LA NOZIONE DI DIRITTI QUESITI, NEL CONTESTO IN QUESTIONE, NON E AFFATTO DEFINITA ED ASSUMONO QUINDI CHE NON SI PUO PRETENDERE CHE L' EQUIVALENTE ATTUARIALE DEBBA ESSERE CONTEMPLATO IN OGNI CASO ONDE CONSENTIRE IL TRASFERIMENTO, AL REGIME DI PENSIONE COMUNITARIO, DI SPETTANZE MATURATE SUL PIANO NAZIONALE .  17 PER QUANTO RIGUARDA LA QUESTIONE SE L' ART . 11, N . 2, DELL' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO OBBLIGHI GLI STATI MEMBRI A CONTEMPLARE, A FAVORE DEI DIPENDENTI COMUNITARI, LA FACOLTA DI OPTARE PER IL TRASFERIMENTO DELL' EQUIVALENTE ATTUARIALE DELLE SPETTANZE DI PENSIONE IN OGNI CASO, E OPPORTUNO ANZITUTTO RICORDARE CHE LA CORTE, NELLA SENTENZA 20 OTTOBRE 1981 ( COMMISSIONE / BELGIO, CAUSA 137/80, RACC . PAG . 2393 ), HA OSSERVATO CHE, ISTITUENDO UN SISTEMA DI TRASFERIMENTI DI SPETTANZE DI PENSIONE, LO STATUTO DEL PERSONALE MIRA A FACILITARE IL PASSAGGIO DAI POSTI NAZIONALI, PUBBLICI O PRIVATI, ALL' AMMINISTRAZIONE COMUNITARIA ED A GARANTIRE COSI ALLE COMUNITA LE MIGLIORI POSSIBILITA DI SCELTA DI PERSONALE QUALIFICATO GIA DOTATO DI ADEGUATA ESPERIENZA DI LAVORO .  18 IN QUESTA SENTENZA, LA CORTE HA SOTTOLINEATO IN PARTICOLARE CHE IL PASSAGGIO AL PUBBLICO IMPIEGO EUROPEO DEV' ESSERE AGEVOLATO DA SISTEMI CHE GARANTISCANO CHE LE SPETTANZE MATURATE DAI DIPENDENTI COMUNITARI NEL PROPRIO STATO, NONOSTANTE LA LORO NATURA EVENTUALMENTE LIMITATA O ANCHE CONDIZIONATA O FUTURA O LA LORO INSUFFICIENZA PER CONSENTIRE DI FRUIRE IMMEDIATAMENTE DI UNA PENSIONE, POSSANO ESSERE CONSERVATE DAL DIPENDENTE ED ESSERE PRESE IN CONSIDERAZIONE DAL REGIME PENSIONISTICO AL QUALE L' INTERESSATO SI TROVA ISCRITTO AL TERMINE DELLA CARRIERA LAVORATIVA, NELLA FATTISPECIE IL REGIME COMUNITARIO .  19 IN CONSIDERAZIONE DI QUESTO SCOPO DELL' ART . 11, N . 2, DELL' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO, SPETTA QUINDI AGLI STATI MEMBRI PORRE IN ATTO I MEZZI CONCRETI CHE CONSENTANO L' ESERCIZIO DELLA FACOLTA ATTRIBUITA AI DIPENDENTI DI TRASFERIRE LE SPETTANZE MATURATE NELL' AMBITO NAZIONALE AL REGIME PENSIONISTICO COMUNITARIO .  20 QUANTO ALL' ARGOMENTO DELLA COMMISSIONE SECONDO IL QUALE IL FORFAIT DI RISCATTO HA NATURA PURAMENTE SUSSIDIARIA RISPETTO ALL' EQUIVALENTE ATTUARIALE, SI DEVE OSSERVARE CHE NE LA LETTERA DI QUESTA DISPOSIZIONE, NE I SUOI SCOPI, CHE SONO STATI SOPRA DESCRITTI, CREANO UNA PRECEDENZA A FAVORE DI UNO DEI DUE METODI DI CALCOLO . COME LA CORTE HA DECISO NELLA SENTENZA 23 GENNAIO 1986, INFATTI, ( SOMA / COMMISSIONE, CAUSA 171/84, RACC . PAG . 173 ) LO SCOPO DELL' ART . 11, N . 2, DELL' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO E QUELLO DI GARANTIRE IL PASSAGGIO DA UN SISTEMA ASSICURATIVO NAZIONALE AL SISTEMA COMUNITARIO, IN UNA DELLE DUE FORME CHE ESSO INDICA .  21 A QUESTO PROPOSITO, E OPPORTUNO AGGIUNGERE CHE L' ART . 11, N . 2, DELL' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO NON PRESUPPONE LA CONCORDANZA DEI REGIMI NAZIONALI PENSIONISTICI AFFINCHE IL TRASFERIMENTO DELL' EQUIVALENTE ATTUARIALE SIA SEMPRE POSSIBILE . IL LEGISLATORE COMUNITARIO NON MIRAVA ALL' ARMONIZZAZIONE DELLE DISPOSIZIONI NAZIONALI NEL CAMPO DELLE PENSIONI PUBBLICHE E PRIVATE LE QUALI, COME HA MESSO IN RILIEVO LA PRESENTE CAUSA, SONO CARATTERIZZATE DA UNA GRANDE DIVERSITA E COMPLESSITA .  22 EMERGE DA QUANTO PRECEDE CHE GLI STATI MEMBRI, ONDE ADEMPIERE QUEST' OBBLIGO, NON SONO TENUTI A DARE AI DIPENDENTI LA FACOLTA DI SCEGLIERE FRA IL TRASFERIMENTO DELL' EQUIVALENTE ATTUARIALE E QUELLO DEL FORFAIT DI RISCATTO .  23 QUANTO ALL' ARGOMENTO DELLA COMMISSIONE SECONDO IL QUALE QUEST' INTERPRETAZIONE IMPLICHEREBBE DISPARITA DI TRATTAMENTO FRA I DIPENDENTI COMUNITARI PROVENIENTI DA SISTEMI DI PENSIONE DIVERSI, SI DEVE OSSERVARE CHE L' ESISTENZA DI TALUNE DIFFERENZE TRA LE PENSIONI TRASFERITE NON E CONSEGUENZA DEL DIRITTO COMUNITARIO, BENSI DERIVA ESCLUSIVAMENTE DALLE DIVERGENZE TRA I REGIMI NAZIONALI CHE HANNO CREATO QUESTE SPETTANZE . QUESTA TESI DELLA COMMISSIONE NON PUO QUINDI ESSERE ACCOLTA .  24 PER QUANTO RIGUARDA IL SECONDO ARGOMENTO DELLA COMMISSIONE SECONDO IL QUALE LA NORMATIVA LUSSEMBURGHESE IMPLICA SVANTAGGI PER GLI ASSICURATI ISCRITTI AD UN REGIME CONTRIBUTIVO CHE PASSANO ALLE DIPENDENZE DELLA COMUNITA, E OPPORTUNO RILEVARE CHE NELLE IPOTESI IN CUI LE DISPOSIZIONI NAZIONALI AMMETTONO IL SISTEMA DELL' EQUIVALENTE ATTUARIALE PER IL TRASFERIMENTO DELLE SPETTANZE DI PENSIONE AD UN ALTRO REGIME NAZIONALE, E OPPORTUNO PREVEDERE LA STESSA POSSIBILITA PER IL TRASFERIMENTO DELLE SPETTANZE DEI DIPENDENTI COMUNITARI . UN TRATTAMENTO DIVERSO AVREBBE UN EFFETTO DISSUASIVO QUANTO L' ASSUNZIONE, DA PARTE DELLE COMUNITA, DEI CITTADINI DI QUESTI STATI MEMBRI E STRIDEREBBE CON LO SCOPO DELL' ART . 11, N . 2, DELL' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO .  25 A QUESTO PROPOSITO E OPPORTUNO TUTTAVIA OSSERVARE CHE LA NORMATIVA LUSSEMBURGHESE NON CONTEMPLA AFFATTO LA POSSIBILITA, PER GLI ISCRITTI AD UN REGIME CONTRIBUTIVO, DI TRASFERIRE L' EQUIVALENTE ATTUARIALE COME DEFINITO DALLA SENTENZA DELLA CORTE 18 MARZO 1982 ( CAISSE DE PENSION DES EMPLOYES PRIVES / LEON BODSON, CAUSA 212/81, RACC . PAG . 1019 ) AD UN ALTRO REGIME LUSSEMBURGHESE . IN QUESTO CONTESTO, IL FATTO CHE IL FORFAIT DI RISCATTO, CONTEMPLATO DALLE DISPOSIZIONI NAZIONALI NON TENGA CONTO DEI CONTRIBUTI VERSATI DALLO STATO E IRRILEVANTE . DI CONSEGUENZA, LA SECONDA TESI DELLA COMMISSIONE NON PUO ESSERE ACCOLTA .  26 SI DESUME DA QUANTO PRECEDE CHE IL RICORSO PER INADEMPIMENTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE CONTRO IL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO DEV' ESSERE RESPINTO .  

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  27 A NORMA DELL' ART . 69,  PAR  2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA IL SOCCOMBENTE E CONDANNATO ALLE SPESE . LA COMMISSIONE E RIMASTA SOCCOMBENTE E QUINDI VA CONDANNATA ALLE SPESE, IVI COMPRESE QUELLE DEGLI INTERVENIENTI .  

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI,  LA CORTE  DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RESPINTO .  2 ) LA RICORRENTE E CONDANNATA ALLE SPESE, IVI COMPRESE QUELLE DEGLI INTERVENIENTI .