CELEX: 61988CC0245
Language: it
Date: 1990-06-14
Title: Conclusioni dell'avvocato generale Mischo del 14 giugno 1990. # H.C.M. Daalmeijer contro Bestuur van de Sociale Verzekeringsbank. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Centrale Raad van Beroep - Paesi Bassi. # Previdenza sociale - Determinazione della legislazione applicabile. # Causa C-245/88.

Avviso legale importante

|

61988C0245

Conclusioni dell'avvocato generale Mischo del 14 giugno 1990.  -  HCM DAALMEIJER CONTRO BESTUUR VAN DE SOCIALE VERZEKERINGSBANK.  -  DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE: CENTRALE RAAD VAN BEROEP - PAESI BASSI.  -  PREVIDENZA SOCIALE - DETERMINAZIONE DELLA NORMATIVA APPLICABILE.  -  CAUSA C-245/88.  

raccolta della giurisprudenza 1991 pagina I-00555

Conclusioni dell avvocato generale

++++Signor Presidente,  Signori Giudici,  1. Per l' intera durata della sua vita lavorativa, il sig. Daalmeijer, cittadino olandese, è stato iscritto al regime olandese d' assicurazine generale per la vecchiaia, e ciò pure nel corso degli anni durante i quali ha prestato servizio all' estero in quanto impiegato del ministero della Difesa.  2. All' epoca dei fatti, l' art. 3, n. 4, della legge relativa all' assicurazione generale vecchiaia (Algemene Ouderdomswet, in prosieguo: l' "AOW") prevedeva in effetti quanto segue:  "Il cittadino olandese residente fuori del Regno e alle dipendenze di una persona giuridica olandese di diritto pubblico, nonché la moglie e i figli per i quali ha diritto agli assegni familiari a norma dell' Algemene Kinderbijslagwet (legge olandese relativa al regime generale degli assegni familiari) sono considerati residenti all' interno del Regno".  3. L' iscrizione del sig. Daalmeijer al regime instaurato dall' AOW risultava quindi da una disposizione di questa legge, e non da una norma di diritto comunitario. L' ultimo soggiorno all' estero del sig. Daalmeijer, quale dipendente del ministero olandese della Difesa, ha avuto luogo del resto in un paese non membro della Comunità, cioè la Jugoslavia.  4. Il 1º maggio 1974, il sig. Daalmeijer è andato in pensione anticipata ed in quel momento si è stabilito con la moglie in Francia, ove nessuno di loro ha più svolto alcuna attività, né come "lavoratore subordinato" né come "lavoratore autonomo". Sino all' età di 65 anni, il sig. Daalmeijer ha percepito assegni a norma della legge olandese relativa alle prestazioni per gli ex militari.  5. Al compimento di tale età, il 5 ottobre 1982, il sig. Daalmeijer ha dovuto constatare che le competenti autorità olandesi rifiutavano di prendere in considerazione, ai fini del calcolo della sua pensione di vecchiaia a norma dell' AOW, gli anni che lui stesso e la moglie avevano trascorso in Francia.  6. La legge olandese relativa all' assicurazione generale per la vecchiaia prevede infatti che, ad eccezione dei dipendenti pubblici in servizio, assegnati ad un posto all' estero, le sole persone ad essere assicurate a norma di questa legge sono quelle che abitano nel Regno dei Paesi Bassi e quelle che, senza essere abitanti del Regno, sono ivi assoggettate all' imposta sui redditi per un' attività lavorativa subordinata svolta all' interno del Regno.  7. Ecco la ragione per la quale la pensione del sig. Daalmeijer è stata calcolata previa detrazione di un importo corrispondente a tale periodo, il che è contestato dall' interessato nell' ambito della causa principale.  I.  8. La prima questione che ci è sottoposta dal Centrale Raad van Beroep di Utrecht è così formulata:  "Se la legislazione dello Stato membro al quale appartiene l' amministrazione alle cui dipendenze è stato da ultimo occupato un ex impiegato pubblico possa applicarsi allo stesso in forza dell' art. 13, n. 2, lett. d), del regolamento (CEE) n. 1408/71, anche se l' interessato sia andato a risiedere con la moglie nel territorio di uno Stato membro diverso da quello di cui sopra, territorio ove nessuno dei due ha esercitato attività - reali ed effettive - ai sensi di detto art. 13, n. 2, ed in cui nemmeno altrimenti, in forza di tale disposizione, sono stati soggetti alla legislazione dell' altro Stato membro".  9. Il giudice a quo si chiede dunque in sostanza se, in deroga alle disposizioni dell' AOW, non debba ritenersi che, in forza delle norme di diritto comunitario che determinano la legislazione applicabile, il sig. Daalmeijer e sua moglie abbiano continuato ad essere assicurati obbligatoriamente a norma dell' AOW durante il periodo che ha fatto seguito alla loro partenza per la Francia. L' idea alla base di tale ragionamento è che, se la legislazione olandese fosse indicata come la legislazione che resta applicabile ai coniugi Daalmeijer anche durante il loro soggiorno in Francia, allora la clausola di residenza soprammenzionata non sarebbe loro opponibile.  10. L' art. 13 del regolamento (CEE) del Consiglio n. 1408/71, relativo all' applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all' interno della Comunità (1), dispone:  "1) Le persone cui è applicabile il presente regolamento sono soggette alla legislazione di un solo Stato membro, fatto salvo l' art. 14 quater. Tale legislazione è determinata conformemente alle disposizioni del presente titolo.  2) Con riserva degli artt. da 14 a 17:  (...)  d) gli impiegati pubblici e il personale assimilato sono soggetti alla legislazione dello Stato membro al quale appartiene l' amministrazione da cui essi dipendono".  11. A prima vista, non si vede per quale motivo quest' articolo potrebbe venire in rilievo nella causa principale, poiché si tratta manifestamente di una disposizione il cui oggetto è quello di evitare conflitti di legislazione e poiché risulta dallo stesso tenore della prima questione posta dal Centrale Raad van Beroep che nel caso di specie non è mai esistito alcun conflitto del genere.  12. In realtà, la questione che ci è sottoposta si spiega esclusivamente grazie all' esistenza di una sentenza della Corte pronunciata il 12 giugno 1986 nella causa Ten Holder (causa 302/84, Racc. pag. 1821), concernente l' art. 13, n. 2, lett. a), del regolamento n. 1408/71. Nel dispositivo di questa sentenza, la Corte ha dichiarato  "che al lavoratore che cessa l' attività prestata nel territorio di uno Stato membro e che non è stato occupato nel territorio di un altro Stato membro, continua ad applicarsi la legislazione dello Stato membro dell' ultimo impiego, qualunque sia il periodo di tempo trascorso dalla cessazione dell' attività di cui trattasi e dall' estinzione del relativo rapporto di lavoro".  13. Il problema è quindi quello di stabilire se tale passaggio della sentenza Ten Holder debba interpretarsi nel senso che un lavoratore (nel caso di specie un dipendente pubblico) che sia stato iscritto al regime di assicurazione per la vecchiaia di uno Stato membro e che lasci il territorio del paese di cui trattasi senza che la legislazione di un altro Stato divenga applicabile nei suoi confronti rimane soggetto a tale regime e può maturare nuovi periodi di assicurazione, e quindi nuovi diritti a pensione, anche se non risponde più alle condizioni di iscrizione previste da tale regime.  14. E' importante rilevare che, qualora un siffatto principio discendesse dalla sentenza Ten Holder, esso dovrebbe applicarsi tanto nei confronti dei paesi in cui l' iscrizione alla previdenza sociale dipende dall' esercizio di un' attività lavorativa (così come nella causa Ten Holder) quanto nei confronti di quelli in cui l' iscrizione dipende unicamente dalla residenza.  15. Ne risulterebbe che, per esempio in Germania, il cittadino di un altro Stato membro il quale abbia lavorato in questo paese e lo lasci senza riprendere a svolgere un' attività lavorativa altrove resterebbe iscritto al regime di previdenza sociale di questo paese e continuerebbe ad accumulare nuovi periodi di assicurazione, mentre il lavoratore tedesco che risieda nel proprio paese dopo aver abbandonato la vita attiva cesserebbe di essere obbligatoriamente assicurato. Un risultato del genere sarebbe evidentemente inaccettabile.  16. Ma non è questa la sola ragione tendente a dimostrare come la questione sottoposta debba avere una soluzione negativa e come, nella sentenza Ten Holder, la Corte abbia, in realtà, inteso riferirsi alle sole persone le quali "cessano" le proprie attività in via temporanea, ad esempio per causa di malattia, di maternità o di disoccupazione, e non a quelle le quali rinuncino definitivamente ad ogni attività lavorativa.  17. L' art. 13 ha infatti instaurato il principio che la "lex loci laboris" è quella che deve prevalere su ogni altra legislazione che può essere presa in considerazione. Ciò presuppone che vi sia effettivamente la prestazione di un' attività lavorativa. La norma di cui trattasi non riguarda in alcun modo ciò che deve accadere qualora il conflitto di legislazione cessi dato che la persona in questione ha lasciato definitivamente la vita attiva.  18. Allo scopo di colmare una lacuna del regolamento, la Corte ha potuto, con ragione, estendere, con la sentenza Ten Holder, l' ambito di applicazione dell' art. 13 alle persone le quali hanno cessato temporaneamente la loro attività, giacché si trattava di evitare, come lo sottolinea la Sociale Verzekeringsbank, che il lavoratore migrante che si stabilisce in un altro Stato membro durante un periodo di interruzione temporanea delle sue attività venga assoggettato alla legislazione di quest' altro Stato membro oppure che il lavoratore frontaliero cessi in linea di principio di essere assicurato nello Stato membro in cui lavora ad ogni interruzione delle sue attività causata da malattia o maternità.  19. La Corte però non ha certamente voluto stabilire una sorta di "principio dell' affiliazione illimitata". Risulta in effetti da una giurisprudenza ormai consolidata  "che spetta alla legislazione di ciascuno Stato membro determinare le condizioni del diritto o dell' obbligo di affiliarsi ad un regime di previdenza sociale o a un ramo particolare del regime ivi comprese quelle relative alla cessazione dell' obbligo di affiliazione, purché non venga operata a questo proposito alcuna discriminazione tra i cittadini dello Stato ospitante ed i cittadini degli altri Stati membri" (2).  20. Peraltro, nelle sentenze Perenboom (3) e Luijten (4), e persino nella sentenza Ten Holder, avete messo in evidenza che l' art. 13 ha lo scopo di impedire che un lavoratore sia assoggettato, "per uno stesso periodo di tempo, al sistema assicurativo contemplato dalle legislazioni di più Stati membri". Ora, il problema che è alla base della presente causa è tutt' altro: si tratta infatti dell' applicazione della legislazione di un solo e medesimo Stato membro a due periodi successivi della vita di una persona.  21. Infine, in una recente sentenza del 3 maggio 1990, G.J. Kits van Heijningen (causa C-2/89, Racc. pag. I-1755), avete affermato quanto segue:  "Occorre rilevare che l' art. 13, n. 2, lett. a), del regolamento n. 1408/71 mira unicamente (5) a determinare la normativa nazionale da applicare a chi svolga un' attività subordinata nel territorio di uno Stato membro (5) , e non intende di per sé stabilire i casi in cui sorge il diritto o l' obbligo di iscriversi ad un regime previdenziale oppure ad un ramo particolare dello stesso. Come la Corte ha più volte indicato, spetta alla normativa di ciascuno Stato membro stabilire detti casi (v., segnatamente, sentenza 23 settembre 1982, Koks, causa 275/81, Racc. pag. 3013)".  22. Perché la trattazione al riguardo sia pienamente esauriente, vorrei ancora menzionare altre due disposizioni del regolamento n. 1408/71 le quali confermano la nostra tesi, almeno per quanto attiene alla particolare ipotesi dei regimi di previdenza sociale fondati sulla residenza.  23. Trattasi in primo luogo dell' art. 9, n. 1, che recita:  "le disposizioni della legislazione di uno Stato membro che subordinano l' ammissione all' assicurazione volontaria o facoltativa continuata alla residenza nel territorio di tale Stato non sono opponibili alle persone che risiedono nel territorio di un altro Stato membro (...)".  24. A mio parere, discende a contrario da tale disposizione che il trasferimento della residenza nel territorio di un altro Stato membro può effettivamente incidere sull' iscrizione di una persona ad un regime di assicurazione obbligatoria fondato sulla sola residenza e comportare la cessazione di una siffatta iscrizione.  25. D' altro canto, a norma dell' art. 10, n. 1, del regolamento,  "salvo quanto diversamente disposto dal presente regolamento, le prestazioni in danaro per invalidità, vecchiaia o ai superstiti, le rendite per infortunio sul lavoro o per malattia professionale e gli assegni in caso di morte, acquisiti in base alla legislazione di uno o più Stati membri, non possono subire alcuna riduzione, né modifica, né sospensione, né soppressione, né confisca per il fatto che il beneficiario risiede nel territorio di uno Stato membro diverso da quello nel quale si trova l' istituzione debitrice".  26. Ora, ritengo che eccettuate le situazioni del tutto particolari considerate nelle vostre sentenze 7 novembre 1973, Smieja (causa 51/73, Racc. pag. 1213), 10 giugno 1982, Camera (causa 92/81, Racc. pag. 2213), e 2 maggio 1990, Winter-Lutzins (causa C-293/88, Racc. pag.I-1623), la revoca della clausola di residenza prevista dalla disposizione di cui trattasi debba interpretarsi nel senso indicato dalla sentenza 20 ottobre 1977, Giuliani (causa 32/77, Racc. pag. 1857), cioè "che essa non influisce sull' acquisto del diritto alla prestazione".  27. Ammettere l' interpretazione secondo la quale una persona che ha cessato di risiedere nei Paesi Bassi continua tuttavia, in forza dell' art. 13, a cumularvi nuovi periodi di assicurazione, equivarrebbe in effetti non soltanto a impedire a tale Stato membro di basare il proprio sistema generalizzato di assicurazione su una condizione di residenza, ma anche ad instaurare, tramite un' interpretazione estensiva dell' art. 13, un principio che i redattori del regolamento n. 1408/71 non hanno appunto voluto inserire nell' art. 10.  28. Infine, vorrei attirare la vostra attenzione sulle conseguenze negative che deriverebbero, per gli Stati membri in cui esiste un regime generale di previdenza sociale, dall' ammettere la tesi dell' "affiliazione illimitata", conseguenze riassunte nella relazione d' udienza alla fine della parte riservata alle osservazioni formulate dalla Sociale Verzekeringsbank per quanto riguarda la prima questione.  29. Per tutti questi motivi, ritengo di avere il diritto di concludere che la questione se i coniugi Daalmeijer continuassero o meno ad essere assicurati a norma dell' AOW olandese a partire dal momento in cui essi hanno stabilito la loro residenza in Francia va risolta esclusivamente sulla base della legislazione olandese.  30. Vi propongo quindi di risolvere nella maniera seguente la prima questione sottoposta dal Centrale Raad van Bereop:  "Qualora un ex impiegato pubblico e la moglie siano andati ad abitare nel territorio di uno Stato membro diverso da quello al quale apparteneva l' amministrazione alle cui dipendenze l' ex impiegato pubblico prestava servizio da ultimo, e qualora né l' impiegato né la moglie abbiano esercitato alcuna attività - reale ed effettiva - ai sensi dell' art. 13, n. 2, del regolamento n. 1408/71 nel territorio in questione e non siano stati neppure assoggettati ad altro titolo, in forza di questa disposizione, alla legislazione di tale altro Stato membro, la questione se la legislazione dello Stato membro di origine si applichi ancora alla coppia in questione va risolta alla luce delle norme di tale legislazione e non alla luce dell' art. 13, n. 2, lett. d), del regolamento n. 1408/71".  II.  31. La seconda questione, il cui testo è riportato nella relazione d' udienza, viene proposta solo nell' ipotesi in cui la soluzione della prima questione dovesse essere affermativa.  32. Poiché ho proposto di dare in sostanza una soluzione negativa alla prima questione, non è necessario risolvere la seconda.  III.  33. La terza questione è formulata nel modo seguente:  "In caso di soluzione negativa della prima questione e/o di soluzione affermativa della seconda questione, quale sia poi la soluzione qualora l' interessato considerato nella prima questione fruisse, durante il periodo in cui risiedeva nel territorio di uno Stato membro diverso dai Paesi Bassi, di una prestazione a carico dei Paesi Bassi collegata alla cessazione del suo ultimo rapporto di lavoro nei Paesi Bassi (prestazione la quale peraltro, secondo il diritto nazionale, non implicava assicurazione a norma dell' AOW)".  34. Ricordo che, tra il momento in cui ha cessato la propria attività lavorativa e la data in cui ha compiuto l' età di 65 anni, il sig. Daalmeijer fruiva di una prestazione pecuniaria a norma della legge olandese relativa alle prestazioni sociali in favore degli ex militari. Se si fosse trattato di una pensione di invalidità, egli avrebbe, d' ufficio, continuato ad essere assicurato a norma dell' AOW (6), ma, come mette in rilievo il giudice nazionale, nessuna conseguenza di tal fatta è collegata alla prestazione di cui fruiva il ricorrente nella causa principale.  35. Anche se tale regola può apparire sorprendente, non si vede tuttavia in virtù di quale disposizione di diritto comunitario la Sociale Verzekeringsbank sarebbe stata costretta a considerare i coniugi Daalmeijer ancora obbligatoriamente iscritti all' AOW dopo il trasferimento della loro residenza in Francia.  36. Come ho già indicato a proposito della soluzione data alla prima questione, spetta infatti alla legislazione di ciascuno Stato membro determinare le condizioni alle quali viene meno l' iscrizione di una persona ad regime di previdenza sociale.  37. Ecco per quale ragione vi propongo di risolvere nel modo seguente la terza questione:  "La questione di stabilire se un iscritto alla previdenza sociale, dopo essersi stabilito in un altro Stato membro, abbia continuato ad essere iscritto al regime di assicurazione vecchiaia del paese d' origine, in ragione del fatto di aver fruito di una prestazione a carico di quest' ultimo nel corso del periodo durante il quale egli risiedeva nel territorio di un altro Stato membro, va risolta a norma della legislazione di tale paese d' origine".  Conclusione  38. Le soluzioni che vi propongo di dare alle questioni sottoposte dal Centrale Raad van Beroep di Utrecht possono riassumersi come segue:  "1) Qualora un ex impiegato pubblico e la moglie siano andati ad abitare nel territorio di uno Stato membro diverso da quello al quale apparteneva l' amministrazione alle cui dipendenze l' ex impiegato pubblico prestava servizio da ultimo, e qualora né l' impiegato né la moglie abbiano esercitato alcuna attività - reale ed effettiva - ai sensi dell' art. 13, n. 2, del regolamento n. 1408/71 nel territorio in questione e non siano stati neppure assoggettati ad altro titolo, in forza di questa disposizione, alla legislazione di tale altro Stato membro, la questione se la legislazione dello Stato membro di origine si applichi ancora alla coppia in questione va risolta alla luce delle norme di tale legislazione e non alla luce dell' art. 13, n. 2, lett. d), del regolamento n. 1408/71.  2) La questione di stabilire se un iscritto alla previdenza sociale, dopo essersi stabilito in un altro Stato membro, abbia continuato ad essere iscritto al regime di assicurazione vecchiaia del paese d' origine, in ragione del fatto di aver fruito di una prestazione a carico di quest' ultimo nel corso del periodo durante il quale egli risiedeva nel territorio di un altro Stato membro, va risolta a norma della legislazione di tale paese d' origine".  (*) Lingua originale: il francese.  (1) Tale regolamento è stato aggiornato dal regolamento (CEE) n. 2001/83 (GU L 230, pag. 6) e modificato da allora a parecchie riprese e da ultimo dal regolamento (CEE) del Consiglio 30 ottobre 1989, n. 3427 (GU L 331, pag. 1).  (2) Sentenza 12 luglio 1979, Brunori (causa 266/78, Racc. pag. 2705, in particolare pag. 2711 e seguenti); sentenza 24 agosto 1980, Coonan (causa 110/79, Racc. pag. 1445); sentenza 24 settembre 1987, de Rijke (causa 43/86, Racc. pag. 3611, in particolare pag. 3629).  (3) Sentenza 5 maggio 1977, punto 11 della motivazione (causa 102/76, Racc. pag. 815, in particolare pag. 822).  (4) Sentenza 10 luglio 1986, punto 13 della motivazione (causa 60/85, Racc. pag. 2365, in particolare pag. 2373).  (5) Non in carattere corsivo nell' originale.  (6) V. relazione d' udienza relativa alla sentenza 24 settembre 1987, de Rijke (causa 43/86, Racc. pag. 3611, in particolare pag. 3614).