CELEX: 51996PC0117
Language: it
Date: 1996-03-28
Title: Proposta modificata di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che stabilisce talune misure di conservazione e di controllo applicabili alle attività di pesca nell' Antartico

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51996PC0117

Proposta modificata di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che stabilisce talune misure di conservazione e di controllo applicabili alle attività di pesca nell' Antartico  /* COM/96/0117 DEF - CNS 95/0252 */  

Gazzetta ufficiale n. C 156 del 31/05/1996 pag. 0010

Proposta modificata di regolamento  del Consiglio che stabilisce talune misure di conservazione e di controllo applicabili alle  attività di pesca nell'Antartico(96/C  156/06)(Testo rilevante ai fini del SEE)COM(96) 117 def.  - 95/0252(CNS)(Presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189  A, paragrafo  2 del trattato CE il 28  marzo  1996)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 43, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Parlamento europeo, considerando che, in applicazione dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 3760/92 del Consiglio,  del 20 dicembre 1992, che istituisce un regime comunitario della pesca e dell'acquicoltura  (1) il  Consiglio può stabilire, per i pescherecci comunitari, determinate condizioni di accesso alle acque  e alle risorse; considerando che il regolamento (CEE) n. 2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, che istituisce  un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca  (2), si applica a  tutte le attività di pesca e a tutte le attività connesse esercitate sul territorio e nelle acque  marittime sotto la sovranità o la giurisdizione degli Stati membri, nonché alle attività dei  pescherecci comunitari operanti nelle acque di paesi terzi o in alto mare, salvo le disposizioni  particolari contenute negli accordi di pesca conclusi dalla Comunità con paesi terzi o nelle  convenzioni internazionali di cui la Comunità è parte; considerando che la convenzione sulla conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico, in  appresso denominata «convenzione», è stata approvata con la decisione 81/691/CEE del Consiglio   (3); che essaè entrata in vigore, per quanto concerne la Comunità, il 21 maggio 1982; considerando che la Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico, in  appresso denominata «CCAMLR», è stata istituita dalla convenzione ed ha adottato, su  raccomandazione del comitato scientifico, talune misure di conservazione applicabili in particolare  agli stock ittici presenti nelle acque al largo della Georgia del Sud; considerando che il regolamento (CEE) n. 2245/85 del Consiglio, del 2 agosto 1985, che stabilisce  talune misure tecniche di conservazione delle risorse alieutiche dell'Antartico  (4) e che ha dato  attuazione a queste misure di conservazione, ha subito modifiche annuali, a scapito della chiarezza  della legislazione; considerando che è pertanto necessario sostituire il regolamento (CEE) n. 2245/85 con un nuovo  regolamento che riprenda le misure di conservazione della CCAMLR attualmente in vigore; considerando che i membri della CCAMLR hanno dichiarato di voler applicare le misure di  conservazione più recenti, adottate il 4 novembre 1995, su base provvisoria, senza aspettare che  esse diventino vincolanti, in considerazione del fatto che alcune di queste misure riguardano le  campagne di pesca iniziate il 1° luglio 1995 o successivamente a tale data; considerando che la Comunità europea, essendo parte contraente della CCAMLR, deve garantire che le  misure adottate dalla CCAMLR vengano applicate ai pescatori comunitari con effetto dalle date  previste; considerando che è necessario prevedere un meccanismo che consenta alla Commissione di dare  attuazione a ulteriori misure di conservazione adottate dalla CCAMLR, in base alle procedure del  comitato di gestione per i prodotti della pesca e dell'acquacoltura; riconoscendo l'importanza mondiale dell'Antartico quale zona sensibile dal punto di vista  ambientale, che è stata ampiamente risparmiata dalle attività umane, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 Campo d'applicazione1.  Il presente regolamento è applicabile ai  pescherecci comunitari che pescano e detengono a bordo pesce proveniente dalle risorse biologiche  marine della zona situata a sud di 60° di latitudine sud e della zona compresa tra questa  latitudine e la convergenza antartica, che costituiscono parte dell'ecosistema marino antartico,  escluse le risorse situate nelle acque soggette dalla giurisdizione dello Stato costiero  eventualmente esistente a norma del diritto internazionale. 2.  Il presente regolamento non pregiudica le disposizioni della convenzione ed opera in linea con  gli obiettivi e i principi di questa e con le disposizioni dell'atto finale della conferenza in cui  è stata adottata. 3.  La convergenza atlantica di cui al paragrafo 1 è la linea che unisce i seguenti punti lungo  paralleli di latitudine e meridiani di longitudine: 50°S, 0°-50°S, 30°E-45°S, 30°E-45°S, 80°E-55°S,  80°E-55°S, 150°E-60°S, 150°E-60°S, 50°O-50°S, 50°O-50°S, 0°. Articolo 2 Diritti di pesca1.  Solamente le navi che figurano nell'elenco di cui al paragrafo 2  hanno il diritto di svolgere attività di pesca o attività di ricerca scientifica sulla pesca nella  zona di cui all'articolo 1. 2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione l'elenco di tutte le navi battenti la loro  bandiera e immatricolate nella Comunità che intendono svolgere attività di pesca o di ricerca  scientifica nella zona di cui all'articolo 1 venti giorni dopo che il regolamento è entrato in  vigore e, successivamente, almeno 30 giorni prima che inizino le suddette attività. 3.  Per le navi che svolgono l'attività di pesca l'elenco trasmesso alla Commissione deve contenere  il numero interno dello schedario delle navi da pesca, conformemente all'articolo 1 del regolamento  (CE) n. 109/94 della Commissione, del 19 gennaio 1994, relativo allo schedario comunitario delle  navi da pesca  (1). Articolo 3 Gli Stati membri comunicano alla Commissione, con quattro mesi di anticipo,  l'intenzione dei propri pescatori di praticare la pesca del granchio nella sottozona FAO 48.3  Antartico. La Commissione rilascia a tal fine un permesso di pesca speciale, conformemente  all'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1627/94 del Consiglio, del 27 giugno 1994, che stabilisce le  disposizioni generali relative ai permessi di pesca speciali  (2). Articolo 4 Divieti di pesca1.  È vietata la pesca diretta di Notothenia rossii nella sottozona  FAO 48.1 Antartico nella sottozona peninsulare, nella sottozona FAO 48.2 Antartico attorno alle  Orcadi del Sud e nella sottozona FAO 48.3 Antartico attorno alla Georgia del Sud. 2.  È vietata la pesca diretta di pesci nelle sottozone FAO 48.1 e 48.2 Antartico, tranne che per  fini di ricerca scientifica. 3.  È vietata, sino al 2 novembre 1996, la pesca diretta di Gobionotothen gibberifrons,  Chaenocephalus aceratus, Pseudochaenichthys georgianus, Lepidonotothen squamifrons e Patagonotothen  guntheri nella sottozona FAO 48.3 Antartico. Articolo 5 Limitazione delle catture1.  Per ogni campagna di pesca, il totale ammissibile di  cattura (TAC) per Euphausia superba è fissato a: a) 1,5 milioni di t nella zona FAO 48 Antartico, b) 450  000 t nella divisione FAO 58.4.2 Antartico. Una campagna di pesca inizia il 1° luglio e finisce il 30 giugno dell'anno successivo. 2.  Il totale ammissibile di cattura (TAC) per Dissostichus eleginoides è fissato a: a) 4  000 t nella sottozona FAO 48.3 Antartico dal 1° marzo al 31 agosto 1996, b) 28 t nella sottozona FAO 48.4 Antartico dal 1° marzo al 31 agosto 1996 oppure una volta esaurito  il TAC di cui alla lettera a), c) 297 t nella divisione FAO 58.5.2 Antartico dal 4 novembre 1995 al 30 giugno 1996. 3.  Il totale ammissibile di cattura (TAC) per Champsocephalus gunnari è fissato a: a) 311 t nella divisione FAO 58.5.2 Antartico dal 4 novembre 1995 al 30 giugno 1996, b) 1  000 t nella sottozona FAO 48.3 Antartico dal 4 novembre 1995 al 31 marzo 1996. La pesca diretta di Champsocephalus gunnari nella sottozona FAO 48.3 Antartico e nella regione Shag  Rocks è interrotta se le catture accessorie di una delle specie di cui al successivo paragrafo 6,  punto i) superano i massimali stabiliti. Se nel corso della pesca diretta di Champsocephalus  gunnari le catture accessorie di una delle specie di cui al paragrafo 6, punto i) presenti in una  retata superano il 5  %, il peschereccio si sposta verso un'altra zona di pesca ad almeno 5 miglia  nautiche di distanza. La nave non può pescare entro un raggio di 5 miglia nautiche dal luogo in cui  le catture accessorie hanno superato il 5  % per un periodo di cinque giorni. 4.  Il totale ammissibile di cattura (TAC) del granchio, paralomis spp. (ordine Decapoda,  sottordine Reptantia, è fissato a: - 1  600 t nella sottozona FAO 48.3 Antartico dal 4 novembre 1995 al 2 novembre 1996. 5.  Il totale ammissibile di catture di Electrona carlsbergi è fissato a: - 109  000 t nella sottozona FAO 48.3 Antartico dal 4 novembre 1995 al 2 novembre 1996, di cui un  massimo di 14  500 t nella regione Shag Rocks, definita come la zona delimitata dalle coordinate  52°  30&prime;S, 40°O; 52°  30&prime;S, 44°O, 54°  30&prime;S, 40°O e 54°  30&prime;S, 44°O. La pesca diretta di Electrona carlsbergi nella sottozona FAO 48.3 Antartico e nella regione Shag  Rocks è interrotta se le catture accessorie di una delle specie menzionate al seguente paragrafo 6,  punto i) superano i massimali stabiliti. Se, nel corso della pesca diretta di Electrona carlsbergi qualsiasi cattura accessoria di una delle  specie di cui al paragrafo 6 presente in una retata è superiore al 5  %, il peschereccio si sposta  verso un'altra zona di pesca ad almeno 5 miglia nautiche di distanza. La nave non può pescare in un  raggio di 5 miglia nautiche dal luogo in cui le catture accessorie hanno superato il 5  % per un  periodo di almeno cinque giorni. 6.  i) Nel corso della pesca nella sottozona FAO 48.3 Antartico, le catture accessorie di  Gobionotothen gibberifrons sono limitate a 1  470 t, quelle di Chaenocephalus aceratus a 2  200 t e  quelle di Pseudochaenichthys georgíanus, Notothenia rossii e Lepidonotothen squamifrons a 300 t per  ogni specie. ii) Se, nel corso della pesca diretta di Dissostichus eleginoides o Champsocephalus gunnari nella  divisione FAO 58.5.2 Antartico, qualsiasi cattura accessoria delle specie Lepidonotothen  squamifrons, Notothenia rossii, Channichthys rhinoceratus o Bathyrajja spp. presente in una retata  è superiore al 5  %, il peschereccio di sposta verso un'altra zona di pesca ad almeno 5 miglia  nautiche di distanza. Il peschereccio non può pescare in un raggio di 5 miglia nautiche dal luogo  in cui la cattura accessoria ha superato il 5  % per un periodo di almeno cinque giorni. 7.  Nel biennio che va dal 5 novembre 1994 al 2 novembre 1996 il totale ammissibile di catture  (TAC) di Lepidonotothen squamifrons nella divisione FAO 58.4.4 Antartico (Ob Bank e Lena Bank) è  fissato a: - 715 t nel Lena Bank e 435 t nell'Ob Bank. 8.  Le catture di una della specie summenzionate effettuate da una nave comunitaria per la ricerca  scientifica rientrano nelle limitazioni delle catture in vigore per ciascuna specie considerata,  secondo le modalità descritte nei precedenti paragrafi. Articolo 6 Attrezzi1.  La pesca di Dissostichus eleginoides nella divisione FAO 58.5.2 Antartico  è vietata, tranne qualora vengano utilizzate reti da traino. 2.  Per la pesca del granchio, qual è definita all'articolo 5, paragrafo 4, è autorizzato solamente  l'impiego di nasse (trappole). Le catture debbono limitarsi ad individui maschi sessualmente  maturi; tutte le femmine e i maschi sotto taglia debbono essere rilasciati. Per le specie Paralomis  spinosissima e P. Formosa possono essere tenuti a bordo gli individui maschi aventi un carapace con  una larghezza minima di 102 mm e 90 mm rispettivamente. I granchi trasformati in mare vengono  congelati in trance (la taglia minima dei granchi può essere determinata in base alle trance). 3.  La pesca di Dissostichus eleginoides nelle sottozone FAO 48.3 e 48.4 Antartico è vietata,  tranne qualora vengano utilizzati palangari. 4.  La pesca di Chamsocephalus gunnari con reti a strascico nella sottozona FAO 48.3 Antartico è  vietata. Articolo 7 Misure di controlloLe navi comunitarie sono soggette a tre diversi sistemi di  dichiarazione delle catture e dello sforzo: 1) ai fini del sistema di dichiarazione delle catture e dello sforzo su base mensile, il periodo di  dichiarazione considerato è il mese civile; 2) ai fini del sistema di dichiarazione delle catture e dello sforzo per periodo di 10 giorni ogni  mese civile è diviso in tre periodi di dichiarazione designati con le lettere A, B e C che vanno  rispettivamente dal 1° al 10, dall'11 al 20 e dal 21 all'ultimo giorno del mese; 3) ai fini delle dichiarazioni di cattura previste dal sistema di dichiarazione delle catture e  dello sforzo per periodi di 5 giorni, ogni mese civile è diviso in 6 periodi di dichiarazione  designati con le lettere A, B, C, D, E e F che vanno rispettivamente dal 1° al 5, dal 6 al 10,  dall'11 al 15, dal 16 al 20, dal 21 al 25 e dal 26 all'ultimo giorno del mese. Articolo 8 1.  Il sistema di dichiarazione delle catture e dello sforzo per periodo di 5 giorni  si applica: - alla pesca di Dissostichus eleginoides nelle sottozone FAO 48.3 e 48.4 Antartico a partire dal 1°  marzo 1996; - alla pesca di Champsocephalus gunnari nella sottozona FAO 48.3 Antartico; - alla pesca di Lepidonotothen squamifrons nella divisione FAO 58.4.4 Antartico. 2.  Il sistema di dichiarazione delle catture e dello sforzo per periodo di 10 giorni si applica: - alla pesca del granchio, paralomis spp. (ordine Decapoda, sottordine reptania) nella sottozona  FAO 48.3 Antartico. I dati relativi alle catture effettuate tra il 31 luglio e il 25 agosto 1996  sono trasmessi alla Commissione entro il 25 settembre 1996; - alla pesca di Champsocephalus gunnari e Dissostichus eleginoides e altre specie d'alto mare nella  divisione FAO 58.5.2 Antartico. 3.  Il sistema di dichiarazione delle catture su base mensile si applica: - alla pesca di Electrona carlsbergi nella sottozona FAO 48.3 Antartico; - alla pesca di Euphasia superba nella zona FAO 48 Antartico e nella divisione FAO 58.4.2  Antartico. 4.  I sistemi di dichiarazione delle catture e dello sforzo si applicano a tutte le specie pescate  ai fini della ricerca scientifica, ogni qualvolta le catture in un determinato periodo oltrepassano  le 5  t. Articolo 9 1.  Entro un giorno dalla fine del rispettivo periodo di dichiarazione, i capitani dei  pescherecci comunitari trasmettono una dichiarazione delle catture e dello sforzo alle competenti  autorità dello Stato membro di bandiera. 2.  Entro tre giorni dalla fine di ciascun periodo di dichiarazione, gli Stati membri notificano  alla Commissione la dichiarazione delle catture e dello sforzo trasmessa da ogni peschereccio  battente la loro bandiera e immatricolato nel loro territorio. Ogni dichiarazione deve specificare  il periodo di dichiarazione di cui trattasi. 3.  Entro cinque giorni dalla fine di ciascun periodo di dichiarazione, la Commissione notifica  alla CCAMLR le dichiarazioni delle catture e dello sforzo ricevute conformemente al paragrafo 2. Articolo 10 La dichiarazione delle catture e dello sforzo deve contenere le seguenti informazioni  relative al precedente periodo di dichiarazione: - il nome della nave, - la marcatura esterna della nave, - le catture totali delle specie considerate, - il numero complessivo di giorni e di ore di pesca, - le catture di ogni specie e le specie oggetto di catture accessorie nel periodo di  dichiarazione, - per la pesca con palangari, il numero di ami. Articolo 11 1.  Gli Stati membri notificano alla Commissione le catture totali, ripartite per  peschereccio, che le unità battenti la propria bandiera e immatricolate nel proprio territorio  hanno effettuato nel periodo compreso tra il 1° luglio 1995 e la fine del primo mese successivo al  mese in cui il regolamento entra in vigore. Tale notifica deve essere effettuata entro dieci giorni  dalla fine di tale periodo. 2.  I pescherecci che pescano i granchi (paralomis spp.) nella sottozona FAO 48.3 Antartico e nella  divisione FAO 58.4.2 Antartico trasmettono alla Commisione, entro il 25 agosto 1996, i seguenti  dati relativi ai granchi catturati prima del 31 luglio 1996: - la posizione, la data, la profondità, il numero e la distanza tra le nasse e i tempi  d'immersione, nonché le catture (numero e peso) di granchi di taglia commerciabile (su scala più  piccola possibile, ma comunque uguale o inferiore a 0,5 ° latitudine e 1° di longitudine) per ogni  periodo di dieci giorni; - le specie, la taglia e il sesso di un campione rappresentativo di granchi prelevato secondo la  procedura di cui all'allegato I (deve essere prelevato giornalmente un numero compreso tra 35 e 50  granchi dal trave salpato subito prima di mezzogiorno) e le catture accessorie delle nasse; e-  eventuali altri dati, secondo quanto specificato nell'allegato I. Articolo 12 Sistema di dichiarazione dei dati biologici1.  I pescherecci comunitari che pescano  Dissostichus eleginoides e Electrona carlsbergi nelle sottozone FAO 48.3 e 48.4 Antartico e le navi  che pescano nella zona 48.3 durante la campagna di pesca 1995/1996 trasmettono mensilmente, entro  il 15 del mese successivo al mese in cui è avvenuta la pesca, una dichiarazione dello sforzo e dei  dati biologici alla competente autorità dello Stato membri di cui battono bandiera. 2.  In seguito a questa comunicazione, gli Stati membri trasmettono tali informazioni alla  Commissione alla fine di ciascun mese. La Commissione trasmette immediatamente questi dati alla  CCAMLR. 3.  Le informazioni contenute nella dichiarazione dello sforzo e dei dati biologici comprendono: - i dati relativi ad ogni retata necessari per compilare il formulario dettagliato della CCAMLR  sulle catture e lo sforzo nella pesca con palangari (formulario C2 ultima versione per Dissostichus  eleginoides e Electrona carlsbergi e formulario C1 per Chamsocephalus gunnari). Tra questi dati  deve figurare il numero di uccelli marini e di mammiferi marini, suddivisi per specie, catturati e  uccisi; - un campione rappresentativo delle lunghezze dei pesci che compongono le catture (formulario B2,  ultima versione). La misurazione della lunghezza dei pesci deve riguardare la lunghezza totale  arrotondata al centimetro inferiore e i campioni rappresentativi della composizione delle catture  debbono essere prelevati da un'unica zona di pesca. Qualora il peschereccio si sposti da una zona  di pesca a un'altra nel corso di un mese, occorre indicare separatamente, per ogni zona di pesca,  la composizione delle catture in base alle lunghezze. Articolo 13 Sospensione delle attività di pescaIn seguito alla notifica da parte della CCAMLR  alla Commissione dell'avvenuto esaurimento del TAC relativo ad uno stock o gruppo di stock  stabilito dall'articolo 5 oppure allo scadere della campagna di pesca di cui all'articolo 5, ai  pescherecci comunitari è vietato pescare lo stock o gruppo di stock in questione, nonché detenere a  bordo, trasbordare o sbarcare pesce catturato dopo tale data. Articolo 14 Dimensioni delle maglie1.  Per la pesca diretta delle specie o gruppo di specie  Notothenia rossii, Dissostichus eleginoides, Gobionotothen gibberifrons, Notothenia kempi,  Lepidonotothen squamifrons e Champsocephalus gunnari non possono essere utilizzate reti da traino,  sciabiche danesi o reti analoghe composte, anche in parte, di maglie di dimensioni inferiori a  quelle stabilite nell'allegato III. 2.  Per le reti di cui al suddetto paragrafo, la dimensione minima delle maglie prescritta  dall'allegato III è determinata conformemente alle normi seguenti: A. Descrizione dei misuratoria) I misuratori che servono a determinare le dimensioni delle maglie  sono strumenti piatti di 2 mm di spessore, fabbricati in materiale resistente e indeformabili. Essi  presentano lati paralleli che si restringono con una serie di bisellature secondo un rapporto di  convergenza di 1:8 su ciascun lato, oppure solamente bordi convergenti secondo il medesimo  rapporto. All'estremità più stretta è praticato un foro. b) I misuratori recano sulla faccia l'indicazione della larghezza in millimetri della sezione a  lati paralleli. Su quest'ultima è impressa una graduazione millimetrica e la larghezza è indicata  ad intervalli regolari. B. Impiego del misuratorea) La rete è stirata nel senso della lunghezza diagonale delle maglie. b) Un misuratore conforme alla descrizione di cui al punto A è inserito con l'estremità più stretta  nell'apertura della maglia, perpendicolarmente al piano della rete. c) Il misuratore è introdotto nell'apertura delle maglie manualmente oppure per mezzo di un peso o  di un dinamometro, finché è bloccato dalla resistenza della maglia sui bordi convergenti. C. Scelta delle maglie da misurarea) Le maglie da misurare formano una serie di 20 maglie  consecutive scelte nel senso dell'asse longitudinale della rete. b) Non devono venir misurate maglie situate a meno di 50  cm dalla cucitura, dai cavi o dalla  sagola di chiusura. Questa distanza è misurata perpendicolarmente alla cucitura, ai cavi o alla  sagola di chiusura, con la rete stirata nella direzione in cui si effettua la misura. Non si  misurano inoltre maglie rammendate o strappate, né quelle utilizzate per fissare accessori alla  rete. c) In deroga alla lettera a), non è necessario che le maglie misurate siano consecutive qualora si  applichi la lettera b). d) Le reti vanno misurate bagnate ma non gelate. D. Misura delle singole maglieLa dimensione di ciascuna maglia corrisponde alla larghezza del  misuratore nel punto in cui esso, impiegato conformemente al punto B, viene bloccato. E. Determinazione della dimensione delle maglieLa dimensione delle maglie della rete corrisponde  alla media aritmetica delle misure in millimetri del numero totale di maglie scelte e misurate  conformemente a quanto disposto ai punti C e D, media arrotondata al millimetro. Il numero totale delle maglie da misurare è indicato al punto F. F. Svolgimento della procedura d'ispezionea) L'ispettore misura una serie di 20 maglie scelte in  conformità del punto C inserendo manualmente il misuratore senza usare un peso o un dinamometro. La  dimensione delle maglie della rete viene quindi determinata a norma del punto E. Qualora, in seguito al calcolo della dimensione, quest'ultima non sembri conforme alla  regolamentazione in vigore, si misurano altre due serie di 20 maglie scelte a norma del punto C. Si procede quindi ad un nuovo calcolo della dimensione delle maglie in conformità del punto E,  tenendo conto delle 60 maglie già misurate. Fatto savlo quanto disposto alla lettera b), il valore  così ottenuto rappresenta la dimensione delle maglie della rete. b) Se il comandante dell'imbarcazione contesta la dimensione delle maglie determinata conformemente  alla lettera a), non si tiene conto di tale misurazione e la rete viene rimisurata. Per la nuova misurazione viene utilizzato un peso o un dinamometro fissato al misuratore. La scelta del peso o del dinamometro è lasciata alla discrezione dell'ispettore. Il peso è fissato con un gancio al foro praticato all'estremità più stretta del misuratore. Il  dinamometro può essere fissato o al foro praticato all'estremità più stretta del misuratore, o  all'estremità più larga dello stesso. Il grado di precisione del peso o del dinamometro deve essere certificato dall'autorità nazionale  competente. Per le reti che hanno maglie di dimensione pari o inferiore a 35  mm, determinata conformemente  alla lettera a), si applica una forza di 19,61 newton (equivalente ad una massa di 2 kg) e per le  altre una forza di 49,03 newton (equivalente ad una massa di 5 kg). Qualora si utilizzi un peso o un dinamometro per determinare la dimensione delle maglie ai sensi  del punto E, è sufficiente misurare una serie di 20 maglie soltanto. 3.  Le misure applicabili per ridurre la mortalità accidentale degli uccelli marini dovuta alla  pesca con palangari sono illustrate nell'allegato IV. Articolo 15 Notifica di nuove attività di pesca1.  Ai fini del presente articolo, per nuova  attività di pesca si intende la pesca di una specie effettuata utilizzando un particolare metodo di  pesca in una sottozona FAO Antartico, escluse le sottozoni FAO 58.6 e 58.7 Antartico e la divisione  FAO 58.5.1 Antartico per la quale: a) non sono state fornite alla CCAMLR informazioni concernenti la distribuzione, l'abbondanza, le  caratteristiche demografiche, la resa potenziale e l'identità delle popolazioni ricavate da  ricerche/studi di ampia portata o da campagne di pesca sperimentale; oppureb) non sono stati mai  presentati alla CCAMLR dati sulle catture e sullo sforzo; oppurec) non sono stati presentati alla  CCAMLR dati sulle catture e sullo sforzo relativi alle due più recenti campagne nelle quali è stata  praticata l'attività di pesca di cui trattasi. 2.  Tranne qualora sia stato autorizzato in conformità del paragrafo 6, l'esercizio di una nuova  attività di pesca nella zona di applicazione della convenzione CCAMLR è vietato. 3.  Il titolare di un peschereccio comunitario che intenda avviare una nuova attività di pesca  nella zona di applicazione della convenzione CCAMLR ne informa le autorità competenti dello Stato  membro di cui il peschereccio batte bandiera presentando a dette autorità tutte le informazioni  indicate al paragrafo 4 che è in grado di fornire. 4.  Lo Stato membro che è stato informato dell'intenzione di avviare una nuova attività di pesca  nella zona di applicazione della convenzione CCAMLR avverte la Commissione immediatamente e  comunque almeno quattro mesi prima della successiva riunione annuale della CCAMLR. La notifica dello Stato membro dovrà essere corredata del maggior numero possibile di informazioni  fra quelle in appresso indicate: a) informazioni sulla natura dell'attività di pesca proposta, comprese le specie bersaglio, i  metodi di pesca, la regione proposta e i livelli minimi di cattura necessari per garantire  un'attività di pesca redditizia; b) informazioni biologiche ricavate da ricerche/studi di ampia portata concernenti la  distribuzione, l'abbondanza, le caratteristiche demografiche e l'identità delle popolazioni; c) informazioni dettagliate sulle specie dipendenti e affini e sui possibili effetti su di esse  dell'attività di pesca proposta; d) informazioni estrapolate da altre attività di pesca nella regione o da altre attività di pesca  analoghe in altre regioni che possano servire ad una valutazione della resa potenziale. 5.  La Commissione trasmette per esame alla CCAMLR le informazioni fornite conformemente al  paragrafo 4, insieme ad ogni altra informazione pertinente. 6.  Non appena la CCAMLR ha preso una decisione, la nuova attività di pesca viene autorizzata dalla  Comissione. Articolo 16 Attività di pesca sperimentaliPer attività di pesca sperimentale s'intende  un'attività di pesca che era precedentemente considerata una nuova attività di pesca, secondo la  definizione dell'articolo 15. Un'attività di pesca continua ad essere considerata come sperimentale  sino a quando saranno disponibili informazioni sufficienti: a) per valutare la distribuzione, l'abbondanza e le caratteristiche demografiche delle specie  bersaglio, in modo da poter effettuare una stima della resa potenziale dell'attività di pesca, b) per avere un quadro completo del potenziale impatto di tale attività sulle specie dipendenti e  affini, ec) per consentire al comitato scientifico della CCAMLR di formulare un parere sui livelli  adeguati di cattura e, se del caso, sui livelli di sforzo di pesca e sugli attrezzi da pesca. Le informazioni che debbono essere presentate per un'attività di pesca sperimentale sono  specificate nell'allegato V. Articolo 17 Applicazione delle misure di conservazione alle attività di ricerca scientifica nel  campo della pesca1.  Gli Stati membri i cui pescherecci intendono effettuare attività di ricerca  scientifica per le quali la cattura prevista è inferiore a 50 t debbono trasmettere direttamente  alla CCAMLR, inviando una copia alla Commissione, le seguenti informazioni: - nome e marcatura esterna della nave, - divisione e sottozona nella quale s'intende effettuare la ricerca, - date previste di entrata e di uscita dalla zona della Convenzione CCAMLR, - obiettivo della ricerca, - attrezzatura da pesca che si prevede di utilizzare. 2.  Le navi comunitarie di cui al paragrafo 1 non sono soggette alle misure di conservazione  concernenti le dimensioni di maglia prescritte, il divieto di certi attrezzi da pesca, le zone  chiuse alla pesca, le campagne di pesca e i limiti concernenti la taglia, né alle norme in materia  di dichiarazioni diverse da quelle di cui all'articolo 5, paragrafo 8 e all'articolo 8, paragrafo  4. 3.  Almeno sei mesi prima della data prevista per l'inizio delle ricerche, gli Stati membri i cui  pescherecci intendono effettuare attività di ricerca scientifica per le quali la cattura  complessiva prevista è di oltre 50 t presentano alla CCAMLR, affinché li esamini, i programmi di  ricerca utilizzando il formulario predisposto dalla CCAMLR, avendo cura di inviarne una copia alla  Commissione. La pesca prevista ai fini della ricerca non può iniziare sino a quando la procedura di  esame da parte della CCAMLR sarà stata completata e la relativa decisione comunicata. 4.  Gli Stati membri trasmettono alla CCAMLR, inviandone copia alla Commissione, i dati relativi  alle catture e allo sforzo legati ad eventuali attività di ricerca scientifica soggette alle  presenti disposizioni, utilizzando il formulario di dichiarazione per ogni singola retata  (formulario C4). Il resoconto dei risultati deve essere presentato dallo Stato membro alla CCAMLR,  con copia alla Commissione, entro 180 giorni dal completamento delle attività di ricerca. Una  presentazione dettagliata dei risultati della ricerca deve essere fornita entro 12 mesi alla  CCAMLR, con copia alla Commissione. Articolo 18 Nell'allegato II sono stabilite le norme per il regime sperimentale della pesca del  granchio nella sottozona FAO 48.3 Antartico durante le campagne 1995/1996-1997/1998 e le zone di  pesca autorizzate. Articolo 19 I pescherecci comunitari devono avere a bordo almeno un osservatore scientifico  designato dalla CCAMLR ogniqualvolta sono impegnati nella pesca di: - Lepidonotothen squamifrons nella sottozona FAO 58.4.4 Antartico dal 5 novembre 1995 al 2 novembre  1996; - Dissostichus eleginoides nelle sottozone FAO 48.3 e 48.4 dal 1° marzo al 31 agosto 1996; - Champsocephalus gunnari nella sottozona FAO 48.3 dal 4 novembre 1995 al 31 marzo 1996. Ogni nave  che intende partecipare a questa attività di pesca è tenuta a realizzare una ricerca scientifica  conformemente a quanto prescrive il disegno relativo. Lo Stato membro interessato trasmette  l'elenco delle stazioni proposte per la ricerca sulla pesca da traino alla CCAMLR, inviandone copia  alla Commissione, almeno un mese prima dell'inizio della ricerca. Articolo 20 Disposizioni relative ad un minor impiego di cinghie d'imballaggio di  plasticaL'utilizzazione, da parte dei pescherecci, di cinghie d'imballaggio di plastica per  chiudere le casse di esche è vietato a decorrere dalla campagna 1996/1997. L'impiego di questi  materiali per altri usi sulle navi che non dispongono di inceneritori a bordo è vietato a decorrere  dalla campagna 1996/1997. Articolo 21 Le modifiche del presente regolamento necessarie per attuare le raccomandazioni  adottate dalla CCAMLR verranno apportate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo  18 del regolamento (CEE) n. 3760/92. Articolo 22 Il regolamento (CEE) n. 2245/85 è formalmente abrogato. Articolo 23 Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla  pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri.(1) GU n. L 389 del 31. 12. 1992,  pag. 1.  (2) GU n. L 261 del 20. 10. 1993, pag. 1.  (3) GU n. L 252 del 5. 9. 1981, pag. 26.  (4) GU n. L 210 del 7. 8. 1985, pag. 2.  (1) GU n. L 19 del 22. 1. 1994, pag. 5.  (2) GU n. L 171 del 6. 7. 1994, pag. 7.   ALLEGATO I Dati richiesti per la pesca sperimentale del granchio nella sottozona FAO  48.3 Antartico Dati relativi alle catture e allo sforzo- Descrizione della bordata: - codice della bordata, codice della nave, numero di permesso, anno; - Descrizione delle nasse- diagrammi e altre informazioni, compresa la forma della nassa, le  dimensioni, la dimensione di maglia, la posizione, l'apertura e l'orientamento della bocca  d'ingresso, il numero di camere, la presenza di una finestra d'uscita; - Descrizione dello sforzo- data, ora, latitudine e longitudine dell'inizio della cala,  rilevamento alla bussola della cala, numero totale di nasse calate, distanza tra le nasse sul  trave, numero di nasse perdute, profondità, tempo d'immersione, tipo di esca; - Descrizione delle catture- catture in base al numero e al peso, catture accessorie delle varie  specie (vedi tabella 1), numero di registrazione progressivo per il riferimento con le informazioni  sui campioni. >SPAZIO PER TABELLA>Dati biologiciAi fini di questi dati i granchi debbono essere prelevati dal  trave salpato subito prima di mezzogiorno raccogliendo l'intero contenuto di un certo numero di  nasse situate a determinate distanze sul trave, in modo tale che il sottocampione sia rappresentato  da un numero compreso tra 35 e 50 individui. - Descrizione della bordata- codice della bordata, codice della nave, numero di permesso; - Descrizione del campione- data, posizione all'inizio della cala, rilevamento alla bussola della  cala, numero di travi; - Dati- specie, sesso, lunghezza di almeno 35 individui, presenza o assenza di parassiti  rizocefali, registrazione della destinazione dei granchi (tenuti, scartati, distrutti),  registrazione del numero della nassa dalla quale è stato prelevato il granchio. ALLEGATO II Regime sperimentale di pesca del granchio nella sottozona FAO 48.3 Antartico  per la campagna 1995/1996 Le seguenti misure si applicano a tutte le attività di pesca del  granchio nella sottozona statistica 48.3 per la campagna 1995/1996. Le navi che partecipano alla  pesca del granchio nella sottozona 48.3 debbono condurre le proprie operazioni di pesca  conformemente al regime sperimentale qui di seguito illustrato: 1. Il regime sperimentale comporta tre fasi. Ogni nave che partecipa alle operazioni di pesca deve  completare tutte e tre le fasi. La fase 1 si svolge durante la prima campagna nella quale una nave  partecipa al regime sperimentale. Le fasi 2 e 3 si svolgono durante la campagna di pesca  successiva. 2. Le navi debbono realizzare la fase 1 del regime sperimentale all'inizio della prima campagna di  pesa durante la quale partecipano a tale regime. Per la fase 1 si applicano le seguenti  condizioni: i) la fase 1 corrisponde alle prime 200  000 ore di sforzo di immersione delle nasse all'inizio  della prima campagna di pesca; ii) ogni nave che realizza la fase 1 deve trascorrere le prime 200  000 ore di sforzo in una zona  delimitata da 12 comparti di 0,5° di latitudine su 1° di longitudine. Per ogni trave, il numero di  ore d'immersione delle nasse è calcolato moltiplicando il numero totale delle nasse fissate sul  trave per il tempo d'immersione (in ore) del trave. Per ogni trave il tempo d'immersione è  calcolato dall'inizio della cala sino all'inizio dell'operazione di recupero; iii) le navi non possono pescare al di fuori della zona delimitata dai dodici comparti di 0,5° di  latitudine su 1° di longitudine prima di aver terminato la fase 1; iv) durante la fase 1 le navi non possono totalizzare più di 30  000 ore d'immersione delle nasse  per ogni comparto di 0,5° di latitudine su 1° di longitudine; v) se una nave rientra in porto prima di aver totalizzato 200  000 ore d'immersione delle nasse  durante la fase 1, essa dovrà utilizzare le ore restanti prima di considerare completata la fase  1; vi) una volta completate le 200  000 ore d'immersione delle nasse nell'ambito delle operazioni di  pesca sperimentale, le navi considerano terminata la fase 1 e iniziano a pescare normalmente. 3. Le normali operazioni di pesca sono condotte conformemente alle disposizioni dell'articolo 3,  dell'articolo 5, paragrafo 4, dell'articolo 6, paragrafo 2 e dell'articolo 8, paragrafo 2. 4. Ai fini delle normali operazioni di pesca effettuate una volta conclusa la fase 1 del regime  sperimentale, si applica il sistema di dichiarazione delle catture e dello sforzo di pesca per  periodo di dieci giorni di cui all'articolo 7, paragrafo 2. 5. Le navi avviano la fase 2 del regime sperimentale all'inizio della seconda campagna durante la  quale partecipano a tale regime. Ai fini della fase 2, si applicano le seguenti condizioni: i) durante la fase 2, le navi pescano in tre settori limitati che misurano approssimativamente 26  miglia nautiche quadrate di superficie (la dimensione di questi settori è di 6,0° di latitudine su  7,5° di longitudine). Questi settori costituiscono suddivisioni dei comparti considerati nella fase  1 del regime sperimentale; ii) i capitani delle navi stabiliscono l'ubicazione dei tre settori nei quali verrà praticata la  pesca, che non debbono essere però contigui; la distanza tra i limiti di due settori deve essere  almeno di 4 miglia nautiche; iii) le navi continuano a pescare (salvo in casi di emergenza o in condizioni meteorologiche  avverse) all'interno di un solo settore fino a che la cattura media per nassa si riduce al 25 per  cento o meno del valore iniziale, per continuare poi a pescare per altre 7  500 ore d'immersione.  Per ogni settore non debbono essere superate le 50  000 ore d'immersione totali. Ai fini della fase  2, per tasso di cattura iniziale per un determinato settore si intende la cattura media per nassa  calcolata in base alle cinque prime cale in tale settore. Il tempo d'immersione per queste prime  cale dev'essere almeno di 24 ore; iv) le navi debbono terminare la pesca in un settore prima di iniziare le operazioni in un altro  settore; v) le navi fanno il possibile per ripartire il proprio sforzo di pesca nell'intero settore evitando  di calare le nasse sempre nello stesso luogo; la distanza tra i limiti di due settori dev'essere  almeno di 4 miglia nautiche; vi) dopo aver completato le operazioni di pesca nel terzo settore, i pescherecci considerano  conclusa la seconda fase e cominciano a pescare normalmente. 6. Ai fini delle normali operazioni di pesca effettuate dopo il completamento della fase 2, si  applica il sistema di dichiarazione delle catture e dello sforzo per periodo di 10 giorni. 7. Le navi avviano la fase 3 del regime sperimentale alla fine della seconda campagna durante la  quale partecipano a tale regime. Ai fini della fase 3, si applicano le seguenti condizioni: i) le navi avviano la fase 3 del regime sperimentale circa una settimana prima che si concluda la  loro seconda campagna di pesca. La campagna di pesca di una nave si conclude quando quest'ultima  lascia volontariamente la zona di pesca o se la zona di pesca viene chiusa perché il TAC è stato  esaurito; ii) se il capitano di una nave decide di sua iniziativa di interrompere le attività di pesca, la  nave avvia la fase 3 circa una settimana prima della fine delle operazioni di pesca; iii) la CCAMLR avverte (conformemente alle direttive stabilite dal sistema di dichiarazione delle  catture e dello sforzo per periodo di 10 giorni) tutte le parti contraenti impegnate nella seconda  campagna di pesca sperimentale di avviare la fase 3 circa una settimana prima che venga esaurito il  TAC e che la zona di pesca venga chiusa; iv) per la fase 3 ogni nave ritorna nei tre settori di cui ha provocato l'esaurimento durante la  fase 2 del regime sperimentale ed applica, in ogni settore, uno sforzo di pesca di 10  000-15  000  ore d'immersione delle nasse. 8. Per facilitare l'analisi dei dati raccolti durante le fasi 2 e 3 le navi sono tenute a indicare  le coordinate che delimitano il settore nel quale si è svolta la pesca, la data, il numero e la  distanza tra le nasse, il tempo d'immersione e le catture (in numero e peso) per ogni retata. 9. I dati raccolti durante il regime di pesca sperimentale fino al 30 giugno di una campagna sono  trasmessi alla CCAMLR entro il 31 agosto della campagna successiva; la campagna va dal 1° luglio al  30 giugno dell'anno successivo. 10. Le navi che hanno completato tutte e tre le fasi del regime sperimentale non sono tenute ad  effettuare operazioni di pesca sperimentale nelle campagne successive. Queste navi debbono tuttavia  rispettare le direttive stabilite dall'articolo 3, dall'articolo 5, paragrafo 4, dall'articolo 6,  paragrafo 2 e dall'articolo 8, paragrafo 2. 11. I pescherecci partecipano alla pesca sperimentale in modo indipendente (possono decidere, per  esempio, di non collaborare per completare le fasi dell'esperimento). 12. I granchi catturati durante il regime di pesca sperimentale sono considerati come parte del TAC  in vigore per la campagna di pesca in corso (per la campagna 1995/1996, ad esempio, le catture  sperimentali sono considerate come facenti parte del TAC di 1  600 t fissato all'articolo 5,  paragrafo 4. 13. Il regime sperimentale verrà introdotto per un periodo di tre campagne (1995/1996, 1996/1997 e  1997/1998) nel corso del quale la Commissione potrà rivedere le modalità del regime. I pescherecci  che iniziano la pesca sperimentale durante la campagna 1996/1997 debbono completare il regime  durante la campagna 1998/1999; la campagna va dal 1° luglio al 30 giugno dell'anno  successivo. ALLEGATO III Dimensione minima delle maglie di cui all'articolo 14 >SPAZIO PER TABELLA>  ALLEGATO IV Misure volte a ridurre la mortalità accidentale di uccelli marini durante la  pesca con palangari nella zona di applicazione della convenzione CCAMLR, escluse le sottozone FAO  58.6 e 58.7 Antartico e la divisione FAO 58.5.1 Antartico a) Le operazioni di pesca debbono essere  condotte in modo tale che gli ami innescati affondino il prima possibile, una volta immessi  nell'acqua. Possono essere utilizzate solo esche scongelate. b) I palangari possono essere calati solamente durante le ore notturne (tra il tramonto e l'alba).  Durante la pesca notturna con palangari, dev'essere utilizzata solamente l'illuminazione della nave  che è necessaria per motivi di sicurezza. c) Mentre vengono calati o salpati i palangari, non dev'essere gettato in acqun alcuno scarto di  pesce; qualora sia inevitabile gettare in acqua scarti di pesce, ciò dovrà avvenire sul fianco  opposto della nave rispetto a quello dal quale vengono calati o salpati i palangari, e il più  lontano possibile. d) Occorre fare il possibile affinché gli uccelli catturati durante la pesca con i palangari  vengano rimessi in libertà vivi e affinché, nella misura del possibile, gli ami vengano rimossi  senza mettere in pericolo la vita dell'uccello. e) La nave deve rimorchiare un cavo provvisto di bandierine destinato a scoraggiare gli uccelli dal  posarsi sulle esche durante il calo dei palangari. Le caratteristiche di questo cavo e il metodo di  svolgimento sono indicati nell'allegato di questa misura. Le modalità relative al numero e alla  posizione dei tornichetti possono variare a condizione che la superficie d'acqua coperta dal cavo  con le bandierine non sia inferiore a quella coperta dal modello attualmente specificato. Anche le  modalità relative al dispositivo che viene trainato nell'acqua per tenere il cavo in tensione  possono variare. f) L'impiego di cavi per il controllo delle reti da parte delle navi da pesca che operano nella  zona della convenzione CCAMLR è vietato a partire dalla campagna 1994/1995. g) Debbono essere inoltre trasmessi i dati relativi al numero di uccelli marini di ogni specie  uccisi o feriti dall'impiego di cavi per il controllo delle reti nella pesca diretta di  Lepidonotothen squamifrons nella sottozona FAO 58.4.4 Antartico nella campagna 1995/1996. h) Altri tipi di cavi provvisti di bandierine possono essere sperimentati sulle navi aventi a bordo  due osservatori, di cui almeno uno deve essere designato conformemente al programma della CCAMLR di  osservazione scientifica internazionale. Vedi appendice. Appendice dell'allegato IV 1. Il cavo con le bandierine deve essere sospeso a poppa e fissato ad  un'altezza di circa 4,5 m al di sopra del livello dell'acqua, in modo da sovrastare direttamente il  punto di immersione delle esche. 2. Il cavo con le bandierine deve misurare circa 3 mm di diametro, avere una lunghezza minima di  150 m ed essere provvisto all'estremità di un dispositivo tale da mantenerlo in tensione in modo  che possa seguire la nave anche in caso di vento contrario. 3. Cinque braccioli muniti di bandierine e comprendenti ciascuno due legnoli di corda di circa 3 mm  di diametro debbono essere fissati sul cavo, ad intervalli di 5 m, partendo dal punto in cui il  cavo è legato alla nave. La lunghezza delle bandierine deve variare da circa 3,5 m per quelle più  vicine alla nave a circa 1,25 m per la quinta bandierina. Quando il cavo è svolto, i braccioli  muniti di bandierine debbono poter toccare la superficie dell'acqua ed immergersi di tanto in tanto  quando la nave si solleva. Sul cavo debbono essere fissati tornichetti: sul punto di traino, prima  e dopo il punto di attacco di ogni bracciolo con bandierina e immediatamente prima del peso fissato  alla fine del cavo. Un tornichetto va collocato anche su ogni bracciolo provvisto di bandierina,  nel punto in cui esso è fissato al cavo. >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> ALLEGATO V Informazioni da presentare per le operazioni di pesca sperimentale 1. Onde  garantire che il comitato scientifico disponga delle informazioni necessarie ai fini della  valutazione, durante il periodo in cui un'attività di pesca è considerata come sperimentale si  applica la seguente procedura: i) il comitato scientifico mette a punto (ed aggiorna eventualmente su base annuale) un programma  di raccolta dei dati, volto ad identificare i dati richiesti per l'attività di pesca sperimentale e  le iniziative necessarie per ottenere tali dati; ii) ogni Stato membro che partecipa alla pesca presenta annualmente alla CCAMLR (alla data  concordata) i dati previsti dal programma di raccolta dei dati messo a punto dal comitato  scientifico; iii) ogni Stato membro che partecipa alla pesca o intende autorizzare una nave a partecipare alla  pesca prepara annualmente e trasmette alla CCAMLR, ad una data convenuta, un programma delle  attività di pesca e di ricerca, affinché venga esaminato dal comitato scientifico e dalla  Commissione; iv) prima di autorizzare le proprie navi a partecipare ad un'attività di pesca sperimentale già in  corso, lo Stato membro notifica la sua intenzione alla Commissione, almeno tre mesi prima della  prossima riunione ordinaria della Commissione, e attende le conclusioni di tale riunione prima di  iniziare la pesca sperimentale; v) qualora uno Stato membro non abbia presentato alla CCAMLR i dati previsti dal programma di  raccolta dati per l'ultima campagna di pesca, esso non sarà autorizzato a proseguire la pesca  sperimentale fin quando i dati in questione non saranno stati presentati alla CCAMLR e il comitato  scientifico non avrà avuto occasione di esaminarli; vi) la capacità e lo sforzo di pesca sono soggetti ad un limite di cattura precauzionale situato ad  un livello che non supera sostanzialmente quello necessario per ottenere le informazioni previste  dal programma di raccolta di dati e richieste per le valutazioni di cui all'articolo 16; vii) il nome, il tipo, le dimensioni, il numero di immatricolazione e l'indicativo di chiamata di  ogni nave che partecipa alla pesca sperimentale vengono registrati dal segretariato della CCAMLR  per lo meno tre mesi prima dell'inizio di ogni campagna di pesca; viii) ogni nave che partecipa alla pesca sperimentale prende a bordo un osservatore scientifico per  garantire che i dati vengano raccolti conformemente al programma di raccolta dati concordato e che  fornirà assistenza nella raccolta dei dati biologici e di altri dati utili. 2. Il programma di raccolta dati, che deve essere definito e aggiornato dal comitato scientifico,  comprende eventualmente: i) una descrizione dei dati relativi alla cattura, lo sforzo di pesca e dei dati biologici,  ecologici e ambientali connessi necessari per effettuare la valutazione di cui all'articolo 16,  nonché la data entro la quale i dati previsti debbono essere annualmente trasmessi alla CCAMLR; ii) un programma volto a orientare lo sforzo di pesca durante la fase sperimentale in modo da  consentire la raccolta dei dati necessari per valutare il potenziale dell'attività di pesca, i  rapporti ecologici tra le popolazioni sfruttate, dipendenti e affini e l'eventualità di conseguenze  negative; iii) una valutazione dei tempi necessari per determinare la risposta delle popolazioni sfruttate,  dipendenti e affini alle attività di pesca. 3. I programmi delle attività di pesca e di ricerca predisposti dagli Stati membri che prendono  parte alla pesca sperimentale o che intendono parteciparvi comprendono, nella misura in cui gli  Stati membri sono in grado di procurarle, le seguenti informazioni: i) una descrizione di come le attività dello Stato membro si conformeranno al programma di raccolta  dati messo a punto dal comitato scientifico; ii) la natura dell'attività di pesca sperimentale, comprese le specie bersaglio, i metodi di pesca,  la regione proposta ed i livelli massimi di cattura proposti per la prossima campagna; iii) informazioni biologiche ottenute con campagne di valutazione e di ricerca che riguardano, ad  esempio, la distribuzione, l'abbondanza, le caratteristiche demografiche e le informazioni  sull'identità dello stock; iv) informazioni dettagliate sulle specie dipendenti e affini e l'eventualità che queste possano  essere danneggiate dalla pesca proposta; v) informazioni provenienti da altre attività di pesca della regione o da attività di pesca  analoghe che possano facilitare la valutazione della resa potenziale.