CELEX: 62014CA0220
Language: it
Date: 2015-03-05 00:00:00
Title: Causa C-220/14 P: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 5 marzo 2015 — Ahmed Abdelaziz Ezz e a./Consiglio dell'Unione europea, Commissione europea (Impugnazione — Misure restrittive adottate nei confronti di determinate persone in considerazione della situazione in Egitto — Congelamento dei fondi di persone sottoposte a procedimento giudiziario per appropriazione indebita di fondi pubblici — Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione)

27.4.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 138/22
            
         Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 5 marzo 2015 — Ahmed Abdelaziz Ezz e a./Consiglio dell'Unione europea, Commissione europea
   (Causa C-220/14 P) (1)
   
   ((Impugnazione - Misure restrittive adottate nei confronti di determinate persone in considerazione della situazione in Egitto - Congelamento dei fondi di persone sottoposte a procedimento giudiziario per appropriazione indebita di fondi pubblici - Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione))
   (2015/C 138/29)
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Ahmed Abdelaziz Ezz, Abla Mohammed Fawzi Ali Ahmed, Khadiga Ahmed Ahmed Kamel Yassin, Shahinaz Abdel Azizabdel Wahab Al Naggar (rappresentanti: J. Lewis QC, B. Kennelly e J. Pobjoy, Barristers, J. Binns, solicitor)
   
      Altre parti nel procedimento: Consiglio dell'Unione europea (rappresentanti: M. Bishop e I. Gurov, agenti), Commissione europea (rappresentanti: F. Castillo de la Torre e D. Gauci, agenti)
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               L’impugnazione è respinta.
            
         
               2)
            
            
               Il sig. Ahmed Abdelaziz Ezz nonché le sig.re Abla Mohammed Fawzi Ali Ahmed, Khadiga Ahmed Ahmed Kamel Yassin e Shahinaz Abdel Azizabdel Wahab Al Naggar sono condannati a sopportare, oltre alle proprie spese, anche quelle sostenute dal Consiglio dell’Unione europea e dalla Commissione europea.
            
         
      (1)  GU C 235 del 21.7.2014.