CELEX: 52015PC0226
Language: it
Date: 2015-05-29
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione dell'accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Mongolia, dall'altra

COMMISSIONE
                               EUROPEA
                                                       Bruxelles, 29.5.2015
                                                       COM(2015) 226 final
                                                       2015/0114 (NLE)
                                           Proposta di
                                 DECISIONE DEL CONSIGLIO
   relativa alla conclusione dell'accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione
              europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Mongolia, dall'altra
IT                                                                                           IT
 ---pagebreak---                                             RELAZIONE
   CONTESTO DELLA PROPOSTA
   Il 27 luglio 2009 il Consiglio ha autorizzato la Commissione a negoziare un accordo quadro di
   partenariato e cooperazione (APC) con la Mongolia. I negoziati sono stati avviati nel gennaio
   2010 a Ulan Bator e si sono conclusi nell'ottobre 2010. L'APC è stato siglato dalle parti il
   20 dicembre 2010 a Ulan Bator e firmato il 30 aprile 2013 a Ulan Bator. L'APC sostituirà il
   quadro giuridico attualmente vigente, ossia l'accordo di cooperazione commerciale ed
   economica tra la Comunità economica europea e la Mongolia, del 1993.
   L'APC rispecchia la crescente importanza delle relazioni UE-Mongolia, basate su principi
   condivisi quali uguaglianza, rispetto reciproco, vantaggi reciproci, democrazia, Stato di diritto
   e diritti umani. L'accordo contiene le clausole politiche standard dell'UE in materia di diritti
   umani, armi di distruzione di massa, Corte penale internazionale, armi leggere e di piccolo
   calibro e lotta al terrorismo e promuove la cooperazione bilaterale, regionale e internazionale;
   costituisce la base di un impegno più efficace dell'Unione e degli Stati membri nei confronti
   della Mongolia; rafforza la cooperazione politica, economica e settoriale in una vasta gamma
   di ambiti strategici quali commercio e investimenti, sviluppo, giustizia, libertà e sicurezza;
   copre settori come la cooperazione in materia di principi, norme e standard, materie prime,
   migrazione, criminalità organizzata e corruzione, politica industriale e piccole e medie
   imprese, turismo ed energia, istruzione e cultura, ambiente, cambiamento climatico e risorse
   naturali, agricoltura, sanità, società civile e modernizzazione dello Stato e della pubblica
   amministrazione.
   L'APC consentirà all'UE di assumere maggiori responsabilità, ampliare la propria influenza
   nella regione, promuovere i valori europei e rafforzare la cooperazione concreta in un'ampia
   gamma di ambiti di reciproco interesse.
   La Commissione osserva che, in seguito alla sentenza pronunciata l'11 giugno 2014 dalla
   Corte di giustizia dell'Unione europea nella causa C-377/12 Commissione/Consiglio in merito
   alla decisione del Consiglio relativa alla firma dell'APC con le Filippine, la presente proposta
   dovrebbe basarsi sugli articoli 207, 209 e 218, paragrafo 6, del trattato sul funzionamento
   dell'Unione europea (TFUE).
   La Commissione richiama l'attenzione del Consiglio sul penultimo considerando dell'APC
   relativo alla posizione di Regno Unito, Irlanda e Danimarca a norma dei protocolli nn. 21 e 22
   dei trattati. In considerazione della summenzionata sentenza, i protocolli di cui al
   considerando non si applicano all'APC. La parte UE dovrebbe informare la parte mongola di
   questi sviluppi interni per mezzo di una nota verbale.
IT                                                  2                                                IT
 ---pagebreak---                                                             2015/0114 (NLE)
                                                Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
   relativa alla conclusione dell'accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione
                europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Mongolia, dall'altra
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli 207 e 209, in
   combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 6, lettera a),
   vista la proposta della Commissione europea,
   vista l'approvazione del Parlamento europeo1,
   considerando quanto segue:
   (1)      In conformità della decisione del Consiglio del 14 maggio 2012, il 30 aprile 2013 è
            stato firmato un accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i
            suoi Stati membri, da una parte, e la Mongolia, dall'altra, con riserva della sua
            conclusione in una data successiva2.
   (2)      È opportuno approvare l'accordo a nome dell'Unione europea,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                                 Articolo 1
   L'accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da
   una parte, e la Mongolia, dall'altra, è approvato a nome dell'Unione.
   Il testo dell'accordo è allegato alla presente decisione.
                                                 Articolo 2
   L'Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza presiede,
   conformemente alle responsabilità che le derivano dai trattati, il comitato misto di cui
   all'articolo 56 dell'accordo.
   L'Unione o, a seconda dei casi, l'Unione e gli Stati membri sono rappresentati nel comitato
   misto in funzione della questione trattata.
                                                 Articolo 3
   Il presidente del Consiglio nomina la persona abilitata a effettuare, a nome dell'Unione, la
   notifica di cui all'articolo 63, paragrafo 1, dell'accordo.
   1
            GU C del , pag. .
   2
            GU L 134 del 24.5.2012, pag. 4.
IT                                                    3                                               IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 4
   La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione. Essa è pubblicata nella Gazzetta
   ufficiale dell'Unione europea.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                Per il Consiglio
                                                Il presidente
IT                                                 4                                               IT
 ---documentbreak---                                COMMISSIONE
                               EUROPEA
                                                       Bruxelles, 29.5.2015
                                                       COM(2015) 226 final
                                                       ANNEX 1
                                          ALLEGATO
                                               alla
                                proposta di decisione del Consiglio
   relativa alla conclusione dell'accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione
              europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Mongolia, dall'altra
IT                                                                                           IT
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO
      Accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l’Unione europea e i suoi Stati
                     membri, da una parte, e la Mongolia, dall'altra
   L'UNIONE EUROPEA, in appresso denominata “l’Unione”,
   e
   IL REGNO DEL BELGIO,
   LA REPUBBLICA DI BULGARIA,
   LA REPUBBLICA CECA,
   IL REGNO DI DANIMARCA,
   LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,
   LA REPUBBLICA DI ESTONIA,
   L’IRLANDA,
   LA REPUBBLICA ELLENICA,
   IL REGNO DI SPAGNA,
   LA REPUBBLICA FRANCESE,
   LA REPUBBLICA ITALIANA,
   LA REPUBBLICA DI CIPRO,
   LA REPUBBLICA DI LETTONIA,
   LA REPUBBLICA DI LITUANIA,
   IL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO,
   LA REPUBBLICA DI UNGHERIA,
   MALTA,
   IL REGNO DEI PAESI BASSI,
   LA REPUBBLICA D'AUSTRIA,
   LA REPUBBLICA DI POLONIA,
IT                                          2                                           IT
 ---pagebreak---    LA REPUBBLICA PORTOGHESE,
   LA ROMANIA,
   LA REPUBBLICA DI SLOVENIA,
   LA REPUBBLICA SLOVACCA,
   LA REPUBBLICA DI FINLANDIA,
   IL REGNO DI SVEZIA,
   IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,
   Parti contraenti del trattato sull’Unione europea e del trattato sul funzionamento dell’Unione
   europea, in appresso denominati “gli Stati membri”,
            da una parte, e
   IL GOVERNO DELLA MONGOLIA, in appresso denominata "la Mongolia",
            dall’altra,
   in appresso denominati congiuntamente “le Parti”,
   CONSIDERANDO i vincoli tradizionali di amicizia tra le Parti e gli stretti legami storici,
   politici ed economici che le uniscono;
   CONSIDERANDO che le Parti attribuiscono particolare importanza alla natura globale delle
   loro relazioni reciproche;
   CONSIDERANDO che per le Parti il presente accordo è un elemento di relazioni più ampie e
   coerenti tra di esse, costituite da accordi di cui entrambe sono firmatarie;
   RIBADENDO l’impegno e il desiderio delle Parti tesi a un più profondo rispetto dei principi
   democratici, dello Stato di diritto, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, compresi i
   diritti delle persone appartenenti a minoranze, sanciti, fra l'altro, dalla Carta delle Nazioni
   Unite, dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite e dagli altri
   pertinenti strumenti internazionali sui diritti umani;
   RIBADENDO l'importanza attribuita ai principi dello Stato di diritto, del rispetto del diritto
   internazionale, del buon governo e della lotta alla corruzione e il comune desiderio di
   promuovere il progresso economico e sociale a beneficio delle rispettive popolazioni,
   ispirandosi al principio dello sviluppo sostenibile e tenendo conto delle esigenze di tutela
   ambientale;
   RIBADENDO il comune desiderio di intensificare la cooperazione tra di esse partendo da
   questi valori comuni;
IT                                                    3                                            IT
 ---pagebreak---    RIBADENDO la comune volontà di promuovere il progresso economico e sociale delle
   rispettive popolazioni ispirandosi al principio dello sviluppo sostenibile in tutte le sue
   dimensioni;
   RIBADENDO il proprio impegno a promuovere la pace e la sicurezza internazionali, un
   multilateralismo efficace e la composizione pacifica delle controversie, in particolare
   mediante una collaborazione a tal fine nell’ambito delle Nazioni Unite;
   RIBADENDO il comune desiderio di intensificare la cooperazione sulle questioni politiche ed
   economiche e in materia di stabilità, giustizia e sicurezza a livello internazionale come
   requisito indispensabile per promuovere uno sviluppo socioeconomico sostenibile,
   l’eliminazione della povertà e il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio;
   CONSIDERANDO che le Parti individuano nel terrorismo una minaccia per la sicurezza
   mondiale e intendono intensificare il dialogo e la cooperazione per la lotta al terrorismo,
   conformemente ai pertinenti strumenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU, in particolare la
   risoluzione 1373. La strategia europea in materia di sicurezza, adottata dal Consiglio europeo
   nel dicembre 2003, individua nel terrorismo una delle minacce più gravi per la sicurezza. A
   tale riguardo, l’Unione europea ha attuato misure di fondamentale importanza, tra cui un
   piano d’azione per la lotta al terrorismo, adottato nel 2001 e aggiornato nel 2004, e
   un’importantissima dichiarazione sulla lotta al terrorismo rilasciata il 25 marzo 2004
   all’indomani degli attentati di Madrid. Nel dicembre 2005 l'Unione europea ha inoltre
   adottato la strategia antiterrorismo dell’UE;
   ESPRIMENDO un impegno deciso volto a prevenire e combattere tutte le forme di
   terrorismo, a intensificare la cooperazione nella lotta al terrorismo e a contrastare la
   criminalità organizzata;
   CONSIDERANDO che le Parti ribadiscono che le misure efficaci di lotta al terrorismo e la
   tutela dei diritti umani sono complementari e si rafforzano a vicenda;
   RIBADENDO che i crimini più gravi, motivo di allarme per la comunità internazionale, non
   devono rimanere impuniti e vanno efficacemente perseguiti adottando provvedimenti a livello
   nazionale e intensificando la cooperazione internazionale;
   CONSIDERANDO che l'istituzione e il corretto funzionamento della Corte penale
   internazionale rivestono grande importanza ai fini della pace e della giustizia nel mondo e che
   il 16 giugno 2003 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato una posizione comune sulla
   Corte a cui ha fatto seguito un piano d’azione adottato il 4 febbraio 2004;
   CONSIDERANDO che le Parti concordano che la proliferazione delle armi di distruzione di
   massa e dei relativi vettori costituisce una grave minaccia per la sicurezza internazionale e
   intendono intensificare il dialogo e la cooperazione in questo campo. L’adozione per consenso
   della risoluzione 1540 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sottolinea l’impegno
   dell’intera comunità internazionale nella lotta contro la proliferazione delle armi di
   distruzione di massa. Il 17 novembre 2003 il Consiglio dell’Unione europea ha varato una
   politica UE volta a integrare le politiche di non proliferazione nelle relazioni dell'Unione con i
   paesi terzi. Il 12 dicembre 2003 il Consiglio europeo ha inoltre adottato una strategia contro la
   proliferazione;
IT                                                  4                                                 IT
 ---pagebreak---    CONSIDERANDO che il Consiglio europeo ha definito le armi leggere e di piccolo calibro
   una minaccia crescente per la pace, la sicurezza e lo sviluppo e il 13 gennaio 2006 ha adottato
   una strategia volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di armi leggere e di
   piccolo calibro e relative munizioni, in cui il Consiglio sottolinea la necessità di garantire
   un'impostazione globale e coerente per le politiche di sicurezza e di sviluppo;
   IMPEGNANDOSI pienamente a promuovere tutti gli aspetti dello sviluppo sostenibile,
   compresa la tutela ambientale e una cooperazione effettiva intesa a contrastare i cambiamenti
   climatici e a garantire la sicurezza alimentare, nonché a sostenere e applicare in modo efficace
   le norme sociali e del lavoro riconosciute internazionalmente;
   SOTTOLINEANDO l’importanza di approfondire le relazioni e la cooperazione in settori
   quali la riammissione, l’asilo e la politica dei visti e di affrontare congiuntamente i problemi
   della migrazione e della tratta di esseri umani;
   RIBADENDO l’importanza del commercio, in particolare di materie prime, per le loro
   relazioni bilaterali e l'impegno a definire norme specifiche sulle materie prime nel
   sottocomitato per il commercio e gli investimenti;
   OSSERVANDO che le disposizioni del presente accordo, che rientrano nell'ambito di
   applicazione della parte terza, titolo V, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
   vincolano il Regno Unito e l'Irlanda in quanto Parti contraenti distinte e non in quanto parte
   dell'Unione europea, a meno che l'Unione europea e il Regno Unito e/o l'Irlanda non abbiano
   notificato congiuntamente alla Mongolia che il Regno Unito o l'Irlanda sono vincolati in
   quanto parte dell'Unione europea, conformemente al protocollo n. 21 sulla posizione del
   Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia allegato al
   trattato sull’Unione europea e al trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Se il Regno
   Unito e/o l'Irlanda cessano di essere vincolati in quanto parte dell'Unione europea
   conformemente all'articolo 4 bis del protocollo n. 21, l'Unione europea e il Regno Unito e/o
   l'Irlanda informano immediatamente la Mongolia di qualsiasi cambiamento intervenuto nella
   loro posizione, nel qual caso restano vincolati dalle disposizioni dell'accordo a titolo
   individuale. Le medesime disposizioni si applicano alla Danimarca, in conformità del
   protocollo sulla posizione della Danimarca allegato ai suddetti trattati;
   CONFERMANDO il proprio impegno a rafforzare le relazioni tra le Parti al fine di
   intensificare la cooperazione tra di esse e la comune volontà di consolidare, approfondire e
   diversificare dette relazioni nei settori di reciproco interesse su basi di parità, non
   discriminazione e nel vantaggio reciproco,
   HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:
IT                                                  5                                               IT
 ---pagebreak---                                                 TITOLO I
                              NATURA E CAMPO DI APPLICAZIONE
                                              ARTICOLO 1
                                            Principi generali
   1.       Il rispetto dei principi democratici e dei diritti umani, enunciati nella Dichiarazione
            universale dei diritti dell'uomo e negli altri strumenti internazionali sui diritti umani,
            e del principio dello Stato di diritto è alla base delle politiche interne ed estere di
            entrambe le Parti e costituisce un elemento essenziale del presente accordo.
   2.       Le Parti confermano i loro valori comuni sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite.
   3.       Le Parti ribadiscono l'impegno a promuovere tutti gli aspetti dello sviluppo
            sostenibile, a collaborare per affrontare le sfide connesse al cambiamento climatico e
            alla globalizzazione e a contribuire al conseguimento degli obiettivi di sviluppo
            concordati a livello internazionale, compresi gli obiettivi di sviluppo del millennio.
            Le Parti ribadiscono l'importanza attribuita a un elevato livello di tutela ambientale e
            a strutture sociali inclusive.
   4.       Le Parti ribadiscono l'impegno a rispettare la dichiarazione di Parigi del 2005
            sull'efficacia degli aiuti e concordano di intensificare la cooperazione allo scopo di
            migliorare ulteriormente i risultati in termini di sviluppo.
   5.       Le Parti ribadiscono l'importanza attribuita ai principi del buon governo, anche per
            quanto riguarda l'indipendenza del settore giudiziario e la lotta contro la corruzione.
                                              ARTICOLO 2
                                       Obiettivi della cooperazione
   Nell'intento di rafforzare le relazioni bilaterali, le Parti si impegnano a intrattenere un dialogo
            globale e a promuovere ulteriormente la cooperazione in tutti i settori di reciproco
            interesse, puntando in particolare a:
   a)       dar vita a una cooperazione politica ed economica in tutti i consessi e in tutte le
            organizzazioni regionali e internazionali pertinenti;
   b)       dar vita a una cooperazione sulla lotta contro i crimini gravi di rilevanza
            internazionale;
   c)       dar vita a una cooperazione contro la proliferazione delle armi di distruzione di
            massa e delle armi leggere e di piccolo calibro;
   d)       sviluppare gli scambi e gli investimenti tra di esse con reciproci vantaggi; dar vita a
            una cooperazione in tutti i settori del commercio e degli investimenti di comune
            interesse onde agevolare scambi e flussi di investimento e prevenire e rimuovere gli
            ostacoli al commercio e agli investimenti;
   e)       dar vita a una cooperazione in materia di giustizia, libertà e sicurezza, anche per
            quanto riguarda lo Stato di diritto, la cooperazione giudiziaria, la protezione dei dati,
            la migrazione, il traffico e la tratta di esseri umani, la lotta alla criminalità
            organizzata, il terrorismo, la criminalità transnazionale, il riciclaggio di denaro e gli
            stupefacenti;
IT                                                   6                                                 IT
 ---pagebreak---    f) dar vita a una cooperazione in tutti gli altri settori di reciproco interesse, soprattutto
      in materia di politica macroeconomica e servizi finanziari, fiscalità e dogane,
      compresa la governance fiscale, politica industriale e piccole e medie imprese (PMI),
      società dell’informazione, audiovisivi e media, scienza e tecnologia, energia,
      trasporti, istruzione e cultura, ambiente e risorse naturali, agricoltura e sviluppo
      rurale, sanità, occupazione, affari sociali e statistiche;
   g) incentivare la partecipazione di entrambe ai programmi di cooperazione subregionali
      e regionali aperti alla partecipazione dell'altra Parte;
   h) accrescere il ruolo e la visibilità di ciascuna Parte nella regione dell'altra;
   i) promuovere la comprensione fra le rispettive popolazioni tramite la cooperazione tra
      vari soggetti non governativi, quali think-tank, università, società civile e media,
      attraverso seminari, conferenze, interazione fra i giovani e altre attività;
   j) promuovere l’eliminazione della povertà nell’ambito dello sviluppo sostenibile e la
      graduale integrazione della Mongolia nell’economia mondiale.
                                         ARTICOLO 3
              Lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa
                                      e dei relativi vettori
   1. Le Parti ritengono che la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei
      relativi vettori, a favore di soggetti statali e non statali, costituisca una delle più gravi
      minacce per la stabilità e la sicurezza internazionali.
   2. Esse convengono pertanto di cooperare e di contribuire alla lotta contro la
      proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori garantendo il
      pieno rispetto e l'attuazione a livello nazionale degli obblighi assunti nell'ambito di
      trattati e accordi internazionali sul disarmo e sulla non proliferazione e di altri
      obblighi internazionali in materia, ad esempio quelli di cui alla risoluzione 1540 del
      Consiglio di sicurezza dell’ONU. Le Parti convengono che la presente disposizione è
      un elemento essenziale dell’accordo.
   3. Le Parti convengono inoltre di cooperare e contribuire alla lotta contro la
      proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori:
   –  prendendo disposizioni in vista della firma, della ratifica o dell’adesione, a seconda
      dei casi, e della piena attuazione di tutti gli altri strumenti internazionali pertinenti;
   –  approntando un sistema efficace di controlli nazionali all'esportazione esteso tanto
      all'esportazione quanto al transito dei beni legati alle armi di distruzione di massa,
      che verifichi anche l'impiego finale esercitato sulle tecnologie a duplice uso in
      relazione alle armi di distruzione di massa e sia corredato di sanzioni efficaci in caso
      di violazione dei controlli all'esportazione.
   4. Le Parti convengono di avviare un dialogo politico regolare che accompagni e
      consolidi gli elementi suddetti. Questo dialogo può svolgersi a livello regionale.
IT                                              7                                                   IT
 ---pagebreak---                                        ARTICOLO 4
                             Armi leggere e di piccolo calibro
   1. Le Parti riconoscono che la produzione, il trasferimento e la circolazione illegali di
      armi leggere e di piccolo calibro, incluse le munizioni, il loro eccessivo accumulo, la
      gestione inadeguata, misure di sicurezza insufficienti nei depositi e la diffusione
      incontrollata continuano a mettere seriamente a rischio la pace e la sicurezza
      internazionali.
   2. Le Parti convengono di osservare e assolvere pienamente gli obblighi in materia di
      lotta contro il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro, incluse le
      munizioni, che incombono loro in forza degli accordi internazionali vigenti e delle
      risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e gli impegni assunti nel
      quadro di altri strumenti internazionali applicabili in materia, come il programma
      d'azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il commercio
      illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti.
   3. Le Parti si impegnano a collaborare e a garantire il coordinamento, la
      complementarità e la sinergia degli sforzi intesi a lottare contro il traffico illegale di
      armi leggere e di piccolo calibro e relative munizioni a livello mondiale, regionale,
      subregionale e nazionale, e concordano di avviare un dialogo politico regolare che
      consenta di sostenere e consolidare questo impegno.
IT                                            8                                                  IT
 ---pagebreak---                                       ARTICOLO 5
                        Crimini gravi di rilevanza internazionale
                               (Corte penale internazionale)
   1. Le Parti ribadiscono che i crimini più gravi, motivo di allarme per la comunità
      internazionale nel suo complesso, non devono rimanere impuniti e vanno
      efficacemente perseguiti adottando provvedimenti a livello nazionale e
      internazionale, a seconda dei casi, anche presso la Corte penale internazionale. Le
      Parti ritengono che garantire piena operatività alla Corte penale internazionale sia un
      importante passo avanti ai fini della pace e della giustizia internazionali.
   2. Le Parti convengono di collaborare e di adottare le misure necessarie, a seconda dei
      casi, per sostenere pienamente l'universalità e l'integrità dello statuto di Roma e dei
      relativi strumenti e di intensificare la collaborazione con la Corte penale
      internazionale. Le Parti si impegnano ad applicare lo statuto di Roma e ad adottare le
      misure necessarie per la ratifica dei relativi strumenti (come l’accordo sui privilegi e
      le immunità della Corte penale internazionale).
   3. Le Parti concordano sull’utilità di un dialogo tra di esse al riguardo.
IT                                           9                                                 IT
 ---pagebreak---                                        ARTICOLO 6
                       Cooperazione in materia di lotta al terrorismo
   1. Ribadendo l'importanza della lotta contro il terrorismo e conformemente alle
      convenzioni internazionali applicabili, compresi il diritto internazionale umanitario e
      quello in materia di diritti umani, e alle rispettive legislazioni e normative, e tenuto
      conto della strategia globale ONU contro il terrorismo di cui alla risoluzione 60/288
      dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite dell'8 settembre 2006, le Parti
      convengono di cooperare al fine di prevenire e reprimere gli atti di terrorismo.
   2. In particolare, le Parti si impegnano ad agire in tal senso:
   a) nel quadro della piena attuazione delle risoluzioni 1373 e 1267 del Consiglio di
      sicurezza delle Nazioni Unite, delle risoluzioni successive, come la 1822, delle altre
      risoluzioni pertinenti dell’ONU e degli obblighi che derivano loro da altri strumenti e
      convenzioni internazionali pertinenti;
   b) scambiandosi informazioni su terroristi, gruppi terroristici e loro reti di sostegno,
      conformemente al diritto internazionale e nazionale;
   c) scambiandosi pareri sui mezzi e sui metodi utilizzati per contrastare il terrorismo,
      anche dal punto di vista tecnico e della formazione, e condividendo le proprie
      esperienze in materia di prevenzione;
   d) collaborando per rafforzare il consenso internazionale sulla lotta contro il terrorismo,
      anche per quanto riguarda la definizione giuridica degli atti terroristici, e
      adoperandosi in particolare per giungere a un accordo sulla convenzione globale
      contro il terrorismo internazionale;
   e) condividendo le migliori pratiche per quanto riguarda la tutela dei diritti umani nella
      lotta al terrorismo;
   f) attuando e intensificando efficacemente la cooperazione in materia di lotta al
      terrorismo nell'ambito dell'ASEM.
IT                                           10                                                IT
 ---pagebreak---                                               TITOLO II
           COOPERAZIONE BILATERALE, REGIONALE E INTERNAZIONALE
                                            ARTICOLO 7
   Cooperazione tra la Mongolia e l’UE su principi, norme e standard
   1.     Le Parti convengono di introdurre in Mongolia i principi, le norme e gli standard
          comuni europei e di collaborare per promuovere gli scambi di informazioni e di
          esperienze finalizzati all'introduzione e all'attuazione.
   2.     Le Parti si sforzano di intensificare il dialogo e la cooperazione tra le rispettive
          autorità sulle questioni attinenti alla standardizzazione che, come convenuto tra le
          Parti, possono includere la creazione di un quadro di cooperazione atto a facilitare gli
          scambi di esperti, informazioni e competenze.
                                            ARTICOLO 8
              Cooperazione nell'ambito delle organizzazioni regionali e internazionali
   1.     Le Parti si impegnano a scambiare opinioni e a collaborare nell'ambito di consessi e
          organizzazioni regionali e internazionali come le Nazioni Unite e le pertinenti
          agenzie, programmi e organismi, l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC),
          il trattato di amicizia e di cooperazione e il vertice Asia-Europa (ASEM).
   2.     Le Parti convengono inoltre di promuovere la cooperazione tra think-tank, università,
          organizzazioni non governative e media nei settori contemplati dal presente accordo.
          Detta cooperazione può comprendere, in particolare, l'organizzazione di programmi
          di formazione, workshop e seminari, scambi di esperti, studi e altre azioni concordate
          tra le Parti.
                                            ARTICOLO 9
                                 Cooperazione regionale e bilaterale
   1.     Per ciascun settore oggetto di dialogo e di cooperazione a norma del presente
          accordo, e riservando la debita attenzione alle questioni che rientrano nella
          cooperazione bilaterale, le Parti concordano di svolgere le attività pertinenti a livello
          bilaterale o regionale o combinando i due livelli. Nella scelta del livello adeguato, le
          Parti si sforzano di ottimizzare l’impatto su tutti gli interessati e di favorirne la
          massima partecipazione, sfruttando al meglio le risorse disponibili, tenendo conto
          della realizzabilità politica e istituzionale e garantendo coerenza con altre iniziative
          che vedono coinvolti l'Unione europea e gli altri partner dell’ASEM.
   2.     Le Parti possono eventualmente decidere di estendere il sostegno finanziario alle
          attività di cooperazione nei settori contemplati dal presente accordo o a esso
          connessi, compatibilmente con le rispettive procedure e risorse finanziarie.
IT                                                11                                                IT
 ---pagebreak---                                           TITOLO III
            COOPERAZIONE IN MATERIA DI SVILUPPO SOSTENIBILE
                                        ARTICOLO 10
                                       Principi generali
   1. La cooperazione allo sviluppo mira principalmente a ridurre la povertà, perseguendo
      gli obiettivi di sviluppo del millennio nel contesto dello sviluppo sostenibile e
      dell'integrazione nell'economia mondiale. Le Parti decidono di comune accordo di
      intrattenere un dialogo regolare sulla cooperazione allo sviluppo in linea con le
      rispettive priorità e con i settori di reciproco interesse.
   2. Le strategie di cooperazione allo sviluppo delle Parti mirano tra l'altro a:
   a) promuovere lo sviluppo umano e sociale;
   b) conseguire una crescita economica sostenuta;
   c) promuovere la sostenibilità e la riqualifica dell'ambiente, diffondere le migliori
      pratiche ambientali e tutelare le risorse naturali;
   d) prevenire e affrontare le conseguenze del cambiamento climatico;
   e) sostenere politiche e strumenti che favoriscano l’ulteriore integrazione nell'economia
      mondiale e nel sistema commerciale internazionale;
   f) avviare processi conformi alla dichiarazione di Parigi sull’efficacia degli aiuti, al
      programma d’azione di Accra e ad altri impegni internazionali onde migliorare
      l’erogazione e l'efficacia degli aiuti.
IT                                              12                                           IT
 ---pagebreak---                                       ARTICOLO 11
                                   Sviluppo economico
   1. Le Parti mirano a promuovere una crescita economica equilibrata, così come la
      riduzione della povertà e delle disuguaglianze socioeconomiche.
   2. Le Parti confermano l'impegno volto a realizzare gli obiettivi di sviluppo del
      millennio e intendono ribadire l'impegno finalizzato ad applicare la dichiarazione di
      Parigi del 2005 sull’efficacia degli aiuti.
   3. L’accordo deve inoltre mirare a inserire impegni sugli aspetti socioambientali del
      commercio, ribadendo che il commercio deve favorire lo sviluppo sostenibile in tutte
      le sue dimensioni, e a promuovere la valutazione del suo impatto economico, sociale
      e ambientale.
IT                                           13                                             IT
 ---pagebreak---                                        ARTICOLO 12
                                      Sviluppo sociale
   1. Le Parti intendono sottolineare l’esigenza di politiche economiche e sociali che si
      rafforzino a vicenda, mettere in risalto l’importanza capitale della creazione di posti
      di lavoro dignitosi e impegnarsi a favorire il dialogo sociale.
   2. Le Parti intendono contribuire all’effettiva applicazione delle norme fondamentali sul
      lavoro dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) e intensificare la
      cooperazione sull’occupazione e sulle questioni sociali.
   3. Le Parti mirano inoltre a promuovere politiche che garantiscano alla popolazione la
      disponibilità e la fornitura di cibo e che assicurino mangimi per l'allevamento,
      secondo modalità ecologiche e sostenibili.
                                       ARTICOLO 13
                                          Ambiente
   1. Le Parti ribadiscono la necessità, ai fini dello sviluppo sostenibile, di un elevato
      livello di tutela ambientale così come della salvaguardia e della gestione delle risorse
      naturali e della diversità biologica, comprese le foreste.
   2. Le Parti mirano a promuovere la ratifica, l'applicazione e l'osservanza degli accordi
      multilaterali in materia ambientale.
   3. Le Parti mirano a intensificare la cooperazione sulle questioni ambientali mondiali,
      in particolare sul cambiamento climatico.
IT                                            14                                               IT
 ---pagebreak---                                          TITOLO IV
           COOPERAZIONE IN MATERIA DI SCAMBI E INVESTIMENTI
                                       ARTICOLO 14
                                       Principi generali
   1. Le Parti istituiscono un dialogo avente a oggetto gli scambi bilaterali e multilaterali e
      le questioni commerciali finalizzato a intensificare le relazioni commerciali bilaterali
      e a migliorare il sistema degli scambi multilaterali.
   2. Le Parti si impegnano a promuovere per quanto possibile lo sviluppo e la
      diversificazione degli scambi commerciali reciproci, con vantaggi per entrambe. Esse
      si impegnano a migliorare le condizioni di accesso al mercato adoperandosi per
      eliminare gli ostacoli agli scambi, in particolare mediante l’abolizione tempestiva
      delle barriere non tariffarie e l'adozione di misure volte ad aumentare la trasparenza,
      tenendo conto dei lavori delle organizzazioni internazionali competenti.
   3. Riconoscendo che il commercio dà un contributo fondamentale allo sviluppo e che
      l'assistenza sotto forma di regimi di preferenze commerciali si è rivelata benefica per
      i paesi in via di sviluppo, le Parti si sforzano di intensificare le consultazioni su tale
      assistenza, in totale conformità con l’OMC.
   4. Le Parti si tengono informate sugli sviluppi della politica commerciale e delle
      politiche connesse, quali quelle agricola, di sicurezza alimentare, di tutela dei
      consumatori e ambientale.
   5. Le Parti promuovono il dialogo e la cooperazione per sviluppare gli scambi e gli
      investimenti tra di esse, adoperandosi inoltre per risolvere i problemi commerciali,
      anche nei settori di cui agli articoli da 10 a 27.
                                       ARTICOLO 15
                          Questioni sanitarie e fitosanitarie (SPS)
   1. Le Parti collaborano in merito alle questioni sanitarie e fitosanitarie e di sicurezza
      alimentare per tutelare la vita o la salute dell'uomo, degli animali o delle piante nei
      propri territori.
   2. Le Parti avviano discussioni e scambi di informazioni sulle rispettive misure definite
      dall’accordo dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) sulle questioni
      sanitarie e fitosanitarie (SPS), dalla Convenzione internazionale per la protezione dei
      vegetali (CIPV), dall’Ufficio internazionale delle epizoozie (UIE) e dalla
      Commissione del CODEX Alimentarius (Codex).
   3. Le Parti convengono di migliorare la comprensione reciproca e la collaborazione per
      quanto riguarda le questioni sanitarie e fitosanitarie e il benessere degli animali.
      Questo potenziamento della capacità viene attuato in funzione delle necessità di
      ciascuna Parte per aiutarla a conformarsi al quadro normativo dell’altra.
   4. Su richiesta di una di esse, le Parti avviano tempestivamente un dialogo sulle
      questioni SPS onde discutere di queste e di altre questioni urgenti ivi attinenti
      nell’ambito del presente articolo.
IT                                             15                                                IT
 ---pagebreak---                                         ARTICOLO 16
                              Ostacoli tecnici agli scambi (TBT)
      Le Parti promuovono l'uso degli standard internazionali, collaborano e si scambiano
       informazioni sugli standard, sulle procedure di valutazione della conformità e sui
       regolamenti tecnici, segnatamente nel quadro dell’accordo OMC sugli ostacoli
       tecnici agli scambi (TBT).
                                        ARTICOLO 17
                                   Cooperazione doganale
   1.  Le Parti si adoperano con particolare impegno per potenziare la dimensione
       “sicurezza” del commercio internazionale, anche in merito ai servizi di trasporto, per
       garantire un’applicazione effettiva ed efficiente dei diritti di proprietà intellettuale a
       livello doganale e per conciliare l’agevolazione degli scambi con la lotta contro le
       frodi e le irregolarità.
   2.  Fatte salve le altre forme di cooperazione previste dal presente accordo, le Parti si
       dichiarano interessate a valutare la possibilità di concludere in futuro protocolli di
       cooperazione doganale e di mutua assistenza, nel quadro istituzionale definito dal
       presente accordo.
                                        ARTICOLO 18
                                 Agevolazione degli scambi
       Le Parti condividono le esperienze e vagliano la possibilità di semplificare le
       procedure di importazione, esportazione e transito e le altre procedure doganali, di
       garantire maggiore trasparenza dei regolamenti doganali e commerciali, di sviluppare
       la cooperazione doganale e meccanismi efficaci di assistenza amministrativa
       reciproca, nonché di promuovere la convergenza di opinioni e le azioni comuni
       nell’ambito delle pertinenti iniziative internazionali, anche per quanto riguarda
       l’agevolazione degli scambi.
                                        ARTICOLO 19
                                         Investimenti
       Le Parti incentivano i flussi di investimenti creando un clima stabile e attraente per
       gli investimenti reciproci grazie ad un dialogo coerente inteso a una maggiore
       comprensione e cooperazione in materia, esaminando dispositivi amministrativi atti
       ad agevolare i flussi di investimenti e promuovendo norme stabili, trasparenti, aperte
       e non discriminatorie per gli investitori.
IT                                             16                                                 IT
 ---pagebreak---                                     ARTICOLO 20
                              Politica della concorrenza
   Le Parti promuovono l’elaborazione e l’applicazione effettiva di norme sulla
   concorrenza e la divulgazione delle informazioni onde migliorare la trasparenza e la
   certezza giuridica per le imprese che operano sui mercati dell'altra Parte. Le Parti si
   scambiano opinioni sulle questioni connesse a pratiche anticoncorrenziali che
   potrebbero avere ripercussioni negative sui flussi bilaterali di scambi e di
   investimenti.
                                    ARTICOLO 21
                                        Servizi
   Le Parti avviano un dialogo coerente finalizzato soprattutto allo scambio di
   informazioni sui rispettivi contesti normativi, alla promozione dell’accesso reciproco
   ai loro mercati, alle fonti di capitale e alla tecnologia, nonché all’espansione degli
   scambi di servizi tra le due regioni e sui mercati dei paesi terzi.
                                    ARTICOLO 22
                                Movimenti di capitale
   Le Parti si sforzano di facilitare la circolazione dei capitali onde promuovere gli
   obiettivi dell’accordo.
                                    ARTICOLO 23
                                   Appalti pubblici
   Le Parti mirano a definire norme procedurali, comprese opportune disposizioni sulla
   trasparenza e sui ricorsi, a sostegno della creazione di un sistema efficace in materia
   di appalti pubblici che promuova il miglior rapporto qualità-prezzo nelle commesse
   pubbliche e agevoli il commercio internazionale.
   Le Parti si adoperano per garantire l’apertura reciproca dei propri mercati degli
   appalti pubblici, con vantaggi per entrambe.
                                    ARTICOLO 24
                                     Trasparenza
   Le Parti riconoscono l’importanza della trasparenza e del rispetto delle procedure
   nell’applicazione delle rispettive leggi e normative in ambito commerciale e
   ribadiscono a tal fine i propri impegni a norma dell'articolo X del GATT 1994 e
   dell’articolo III del GATS.
IT                                         17                                              IT
 ---pagebreak---                                    ARTICOLO 25
                                    Materie prime
   1.     Le Parti convengono di intensificare la cooperazione e di promuovere
   ulteriormente la comprensione reciproca nel settore delle materie prime.
   2.     La cooperazione in questo ambito e la promozione della comprensione
   reciproca riguardano aspetti come il quadro normativo per le materie prime
   (comprese la gestione dei proventi del settore minerario ai fini dello sviluppo
   socioeconomico e la normativa sulla tutela ambientale e sulla sicurezza applicabile ai
   settori minerario e delle materie prime) e gli scambi di materie prime. Ciascuna Parte
   può chiedere che siano indette riunioni ad hoc sulle materie prime onde migliorare la
   cooperazione e la comprensione reciproca in questo campo.
   3.     Le Parti riconoscono che un contesto trasparente, non discriminatorio, non
   distorsivo e rispettoso delle regole è il modo migliore per favorire gli investimenti
   esteri diretti nella produzione e nel commercio delle materie prime.
   4.     Le Parti convengono di promuovere la cooperazione volta a eliminare gli
   ostacoli agli scambi di materie prime tenendo conto delle politiche e degli obiettivi
   economici di entrambe e nell'intento di incentivare il commercio.
   5.     Su richiesta di una Parte, eventuali questioni inerenti agli scambi di materie
   prime possono essere sollevate e discusse durante le riunioni del comitato misto e dei
   sottocomitati, che hanno il potere di prendere decisioni in merito a norma
   dell'articolo 56 secondo i principi enunciati nei paragrafi precedenti.
IT                                         18                                             IT
 ---pagebreak---                                      ARTICOLO 26
                                    Politica regionale
   Le Parti promuovono la politica di sviluppo regionale.
                                     ARTICOLO 27
                           Tutela della proprietà intellettuale
   1.     Le Parti ribadiscono la grande importanza attribuita alla tutela dei diritti di
   proprietà intellettuale e si impegnano ad adottare misure atte a garantire un'adeguata
   ed effettiva tutela e applicazione di tali diritti, specie per quanto riguarda le
   violazioni.
   Inoltre, le Parti convengono di concludere quanto prima un accordo bilaterale sulle
   indicazioni geografiche.
   2.     Le Parti si scambiano informazioni ed esperienze sui seguenti aspetti:
   applicazione pratica, promozione, diffusione, semplificazione, gestione,
   armonizzazione, tutela e applicazione effettiva dei diritti di proprietà intellettuale,
   prevenzione delle violazioni di tali diritti, lotta alla pirateria e alla contraffazione, in
   particolare attraverso la cooperazione doganale e altre forme adeguate di
   cooperazione, creazione e potenziamento delle organizzazioni preposte al controllo e
   alla tutela di questi diritti. Le Parti si aiutano reciprocamente a migliorare la tutela,
   l’uso e la commercializzazione della proprietà intellettuale, avvalendosi
   dell’esperienza europea, e a migliorare le conoscenze in questo campo.
                                     ARTICOLO 28
                  Sottocomitato per il commercio e gli investimenti
   1.     È istituito un sottocomitato per il commercio e gli investimenti.
   2.     Il sottocomitato assiste il comitato misto nello svolgimento dei suoi compiti
   occupandosi di tutti i settori che rientrano nel presente capitolo.
   3.     Il sottocomitato stabilisce il proprio regolamento interno.
IT                                          19                                                  IT
 ---pagebreak---                                          TITOLO V
   COOPERAZIONE IN MATERIA DI GIUSTIZIA, LIBERTÀ E SICUREZZA
                                      ARTICOLO 29
                        Stato di diritto e cooperazione giudiziaria
    1.      Nella loro cooperazione in materia di giustizia, libertà e sicurezza, le Parti
    annettono particolare importanza al consolidamento dello Stato di diritto e al
    rafforzamento delle istituzioni a tutti i livelli per quanto riguarda, in particolare,
    l'applicazione della legge e l'amministrazione della giustizia.
    2.      La cooperazione fra le Parti comprende anche scambi di informazioni sui
    sistemi giuridici e sulla legislazione. Le Parti si adoperano per sviluppare forme di
    reciproca assistenza giudiziaria nel quadro legislativo esistente.
                                      ARTICOLO 30
                               Protezione dei dati personali
    1.      Le Parti convengono di cooperare per migliorare il livello di protezione dei
    dati personali in conformità dei più rigorosi standard internazionali, come quelli
    contenuti, tra l’altro, negli orientamenti ONU per la gestione degli schedari
    computerizzati di dati personali (risoluzione 45/95 dell'Assemblea generale delle
    Nazioni Unite, del 14 dicembre 1990).
    2.      La cooperazione sulla protezione dei dati personali può comprendere, tra
    l'altro, un'assistenza tecnica sotto forma di scambio d'informazioni e conoscenze.
IT                                           20                                            IT
 ---pagebreak---                                     ARTICOLO 31
                       Cooperazione in materia di migrazione
   1.     Le Parti danno vita a una cooperazione volta a prevenire l'immigrazione
   illegale e la presenza illegale dei rispettivi cittadini nel territorio dell'altra Parte.
   2.     Nell'ambito della cooperazione volta a prevenire l'immigrazione illegale, le
   Parti convengono di riammettere, senza ritardi indebiti, i propri cittadini che non
   soddisfano, o non soddisfano più, le condizioni in vigore per l'ingresso, la presenza o
   il soggiorno nel territorio dell'altra Parte. A tal fine le Parti forniscono ai propri
   cittadini documenti d'identità adeguati. Se la persona da riammettere non è in
   possesso di alcun documento d'identità o non dispone di altre prove a tal fine, su
   richiesta della Mongolia o dello Stato membro interessato le rappresentanze
   diplomatiche e consolari competenti dello Stato membro interessato o della
   Mongolia dispongono quanto necessario per interrogare la persona da riammettere al
   fine di accertarne la cittadinanza.
   3.     L'UE contribuisce finanziariamente all'applicazione di questa intesa mediante
   gli strumenti di cooperazione bilaterale pertinenti.
   4.     Le Parti convengono di negoziare, su richiesta di una di esse, un accordo tra
   l'UE e la Mongolia che disciplini gli obblighi specifici in materia di riammissione dei
   loro cittadini, compreso l'obbligo di riammettere i cittadini di altri paesi e gli apolidi.
                                    ARTICOLO 32
                  Cooperazione in materia di lotta agli stupefacenti
   1.     Le Parti collaborano per garantire un'impostazione equilibrata mediante un
   coordinamento efficace tra le autorità competenti in materia di sanità, giustizia,
   dogane e affari interni e le autorità di altri settori pertinenti, onde ridurre l'offerta, il
   traffico e la domanda di stupefacenti e tenendo debitamente conto dei diritti umani.
   La cooperazione in questo settore mira anche a ridurre i danni causati dalla droga, a
   contrastare la produzione, il traffico e l'uso di droghe sintetiche e a prevenire in modo
   più efficace la diversione dei precursori di droghe utilizzati per la produzione illecita
   di stupefacenti e sostanze psicotrope.
   2.     Le Parti definiscono i metodi di cooperazione per conseguire i suddetti
   obiettivi. Le loro azioni si baseranno su principi concordati conformi alle
   convenzioni internazionali pertinenti, alla dichiarazione politica e alla dichiarazione
   speciale sulle linee direttrici per ridurre la domanda di droga, approvate dalla
   ventesima sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGASS)
   sulla droga nel giugno 1998, e alla dichiarazione politica e al piano d’azione adottati
   in occasione della 52a sessione della commissione Stupefacenti dell’ONU nel marzo
   2009.
   3.     La cooperazione tra le Parti comprende l'assistenza tecnica e amministrativa, in
   particolare nei seguenti settori: elaborazione della legislazione e delle politiche
   nazionali; creazione di enti e centri di informazione nazionali; sostegno alle azioni
   della società civile in materia di droga e agli sforzi per ridurre la domanda di
   stupefacenti e gli effetti nocivi del loro consumo; formazione del personale; ricerca
   nel campo della droga; prevenzione della diversione dei precursori di droghe
IT                                         21                                                    IT
 ---pagebreak---        utilizzati per la produzione illecita di stupefacenti e sostanze psicotrope. Le Parti
       possono decidere di comune accordo di estendere la cooperazione ad altri settori.
                                        ARTICOLO 33
         Cooperazione per la lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione
       Le Parti convengono di cooperare per combattere la criminalità organizzata, la
       criminalità economica e finanziaria e la corruzione. La cooperazione in questo settore
       intende in particolare attuare e promuovere gli standard e gli strumenti internazionali
       pertinenti, quali la Convenzione ONU contro la criminalità organizzata
       transnazionale, integrata dai relativi protocolli, e la Convenzione ONU contro la
       corruzione.
                                        ARTICOLO 34
   Cooperazione finalizzata alla lotta contro il riciclaggio del denaro e il finanziamento del
                                           terrorismo
       1.     Le Parti concordano sulla necessità di adoperarsi e collaborare onde evitare che
       i loro sistemi finanziari e determinate imprese e professioni non finanziarie siano
       utilizzati per riciclare i proventi di tutte le attività illecite, come il traffico di droga e
       la corruzione.
       2.     Le Parti convengono di promuovere l’assistenza tecnica e amministrativa ai
       fini dell'elaborazione e dell'attuazione delle normative e dell’efficiente
       funzionamento dei meccanismi di lotta contro il riciclaggio del denaro e il
       finanziamento del terrorismo. La cooperazione deve consentire in particolare lo
       scambio di informazioni pertinenti nell'ambito delle rispettive legislazioni e
       l’adozione di misure appropriate per lottare contro il riciclaggio del denaro e il
       finanziamento del terrorismo equivalenti a quelle prese dall’Unione e dagli organi
       internazionali che operano nel settore, come la task force Azione finanziaria (FATF).
IT                                              22                                                    IT
 ---pagebreak---                                       TITOLO VI
                        COOPERAZIONE IN ALTRI SETTORI
                                     ARTICOLO 35
                        Cooperazione in materia di diritti umani
   1.      Le Parti convengono di cooperare al fine di promuovere e tutelare
   efficacemente i diritti umani, anche riguardo alla ratifica e all'attuazione degli
   strumenti internazionali pertinenti.
   2.      La cooperazione comprende, tra l'altro:
   a)      il sostegno alla definizione e all’attuazione di un piano d’azione nazionale sui
   diritti umani;
   b)      la promozione dei diritti umani e la sensibilizzazione sul tema;
   c)      il potenziamento delle istituzioni nazionali e regionali competenti in materia di
   diritti umani;
   d)      l'instaurazione di un dialogo ampio e costruttivo sui diritti umani;
   e)      il potenziamento della collaborazione in seno alle istituzioni delle Nazioni
   Unite che si occupano di diritti umani.
                                     ARTICOLO 36
                     Cooperazione nel settore dei servizi finanziari
   1.      Le Parti convengono di armonizzare maggiormente le norme e gli standard
   comuni e di intensificare la cooperazione per migliorare i sistemi contabili, di
   vigilanza e di regolamentazione nei settori bancario e assicurativo e in altri comparti
   del settore finanziario.
   2.      Le Parti collaborano per sviluppare il quadro normativo, le infrastrutture e le
   risorse umane e per introdurre il governo societario e i principi contabili
   internazionali nel mercato dei capitali della Mongolia nell'ambito della cooperazione
   bilaterale, conformemente all'Intesa sugli impegni relativi ai servizi finanziari del
   GATS e dell'OMC.
                                     ARTICOLO 37
                        Dialogo in materia di politica economica
   1.      Le Parti convengono di collaborare per promuovere lo scambio di informazioni
   sulle rispettive politiche e tendenze economiche e per condividere esperienze sul
   coordinamento delle politiche economiche nell'ambito della cooperazione e
   dell'integrazione economica regionali.
   2.      Le Parti si impegnano ad approfondire il dialogo tra le rispettive autorità su
   questioni economiche stabilite di comune accordo, come la politica monetaria, la
   politica tributaria, compresa la tassazione delle imprese, le finanze pubbliche, la
   stabilizzazione macroeconomica e il debito estero.
IT                                         23                                                IT
 ---pagebreak---    3.     Le Parti collaborano e promuovono la comprensione reciproca in materia di
   diversificazione economica e sviluppo industriale.
                                    ARTICOLO 38
                            Buon governo nel settore fiscale
   Al fine di rafforzare e incentivare le attività economiche, tenendo conto anche
   dell'esigenza di sviluppare un quadro normativo adeguato, le Parti riconoscono e
   s'impegnano ad attuare i principi del buon governo nel settore della fiscalità
   sottoscritti dagli Stati membri a livello dell'Unione europea. A tal fine, fatte salve le
   competenze dell’Unione e degli Stati membri, le Parti si impegnano a migliorare la
   cooperazione internazionale in materia fiscale, ad agevolare la riscossione del gettito
   fiscale legittimo e a sviluppare misure volte all'effettiva applicazione dei suddetti
   principi.
                                    ARTICOLO 39
               Cooperazione in materia di politica industriale e di PMI
   Tenendo conto delle rispettive strategie e finalità economiche, le Parti convengono di
   promuovere la cooperazione in materia di politica industriale, in tutti i settori ritenuti
   adeguati, al fine di migliorare la competitività delle piccole e medie imprese anche:
   a)     scambiandosi informazioni ed esperienze su come creare condizioni generali
   atte a migliorare la competitività delle piccole e medie imprese;
   b)     promuovendo i contatti tra gli operatori economici, incentivando gli
   investimenti comuni, creando joint venture e reti di informazione, segnatamente
   nell'ambito degli attuali programmi orizzontali dell'Unione europea, e incoraggiando
   in particolare il trasferimento di tecnologie soft e hard tra i partner;
   c)     fornendo informazioni, stimolando l’innovazione e scambiandosi buone
   pratiche sull'accesso ai finanziamenti, anche per le piccole e micro imprese;
   d)     agevolando e sostenendo le pertinenti attività dei settori privati di entrambe;
   e)     promuovendo posti di lavoro dignitosi, la responsabilità sociale delle imprese e
   le pratiche commerciali responsabili, anche in termini di consumo e produzione
   sostenibili. La cooperazione in questo ambito tiene conto anche della dimensione
   “consumatore”, ad esempio per quanto riguarda le informazioni sui prodotti o il ruolo
   dei consumatori nel mercato;
   f)     sviluppando progetti di ricerca comuni in settori industriali selezionati e
   incentivando la cooperazione in materia di standard, procedure di valutazione della
   conformità e regolamenti tecnici, secondo modalità stabilite di comune accordo;
   g)     fornendo assistenza mediante informazioni sulla modernizzazione delle
   tecniche e delle tecnologie utilizzate negli impianti di depurazione delle acque reflue
   dell'industria conciaria;
   h)     scambiando informazioni e segnalando partner e possibilità di cooperazione
   nei settori del commercio e degli investimenti attraverso reti già esistenti e accessibili
   a entrambe;
IT                                        24                                                  IT
 ---pagebreak---    i)     favorendo la cooperazione tra le imprese private di entrambe le Parti, in
   particolare le PMI;
   j)     valutando l'opportunità di negoziare un accordo aggiuntivo su scambi di
   informazioni, workshop volti a intensificare la cooperazione e altri eventi
   promozionali tra le PMI di entrambe le Parti;
   k)     fornendo informazioni sull'assistenza tecnica all'esportazione di generi
   alimentari e prodotti agricoli verso il mercato europeo nell'ambito del sistema
   preferenziale dell'Unione europea.
                                     ARTICOLO 40
                                         Turismo
   1.     Ispirandosi al Codice etico mondiale per il turismo dell'Organizzazione
   mondiale del turismo e ai principi di sostenibilità alla base del processo "Agenda 21
   locale", le Parti intendono intensificare lo scambio di informazioni e stabilire le
   migliori prassi onde garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile del turismo.
   2.     Le Parti convengono di intensificare la cooperazione per tutelare e ottimizzare
   il potenziale del patrimonio naturale e culturale, attenuando l'impatto negativo del
   turismo e aumentando il contributo positivo dell'attività turistica allo sviluppo
   sostenibile delle comunità locali, in particolare promuovendo l'ecoturismo, nel
   rispetto dell'integrità e degli interessi delle comunità locali e indigene, e migliorando
   la formazione nel settore turistico.
                                     ARTICOLO 41
                               Società dell’informazione
   1.     Riconoscendo che le tecnologie dell'informazione e della comunicazione sono
   elementi essenziali della società moderna di vitale importanza per lo sviluppo
   economico e sociale, le Parti si impegnano a scambiarsi opinioni sulle rispettive
   politiche in materia onde promuovere lo sviluppo economico.
   2.     La cooperazione in questo settore si incentra fra l'altro sui seguenti aspetti:
   a)     partecipazione al dialogo regionale globale sui diversi aspetti della società
   dell’informazione, in particolare le politiche e le normative sulle comunicazioni
   elettroniche, compreso il servizio universale, le licenze e le autorizzazioni generali, la
   tutela della privacy, la protezione dei dati personali e l’indipendenza e l’efficienza
   dell’organismo di regolamentazione;
   b)     interconnessione e interoperabilità delle reti e dei servizi delle Parti e
   dell’Asia;
   c)     standardizzazione e diffusione delle nuove tecnologie dell'informazione e della
   comunicazione;
   d)     promozione della cooperazione tra le Parti in materia di ricerca sulle tecnologie
   dell’informazione e della comunicazione;
   e)     cooperazione nel settore della televisione digitale, compreso lo scambio di
   esperienze in materia di diffusione, aspetti normativi e, in particolare, gestione dello
   spettro e ricerca;
IT                                          25                                                IT
 ---pagebreak---    f)     collaborazione nell'ambito di progetti di ricerca comuni sulle tecnologie
   dell'informazione e della comunicazione;
   g)     aspetti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione connessi alla
   sicurezza e alla lotta contro la cibercriminalità;
   h)     valutazione della conformità delle telecomunicazioni, comprese le attrezzature
   radio;
   i)     cooperazione per lo sviluppo della rete a banda larga;
   j)     scambi di informazioni sulla politica di concorrenza nel settore delle
   tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
                                     ARTICOLO 42
                                   Audiovisivi e media
   Le Parti incoraggiano, sostengono e agevolano gli scambi, la cooperazione e il
   dialogo tra le istituzioni e gli operatori pertinenti di entrambe in materia di
   audiovisivi e media. Esse convengono di istituire un dialogo politico regolare in
   questi settori.
                                     ARTICOLO 43
                        Cooperazione scientifica e tecnologica
   1.     Le Parti convengono di collaborare in materia di ricerca scientifica e sviluppo
   tecnologico (RST) nei settori di reciproco interesse e vantaggiosi per entrambe.
   2.     La cooperazione in questo settore mira a:
   a)     favorire lo scambio di informazioni e la condivisione del know-how in ambito
   scientifico e tecnologico, anche sull’attuazione di politiche e programmi;
   b)     promuovere partenariati di ricerca tra le comunità scientifiche, i centri di
   ricerca, le università e i settori industriali di entrambe;
   c)     favorire la formazione e la mobilità dei ricercatori;
   d)     incentivare la partecipazione dei propri istituti di istruzione superiore, centri di
   ricerca e settori industriali, comprese le piccole e medie imprese, ai rispettivi
   programmi di RST.
   3.     La cooperazione può consistere in progetti di ricerca comuni, scambi, riunioni
   e formazione dei ricercatori nel quadro di programmi di formazione, di mobilità e di
   scambio internazionali, assicurando la massima diffusione dei risultati della ricerca,
   dell’apprendimento e delle migliori pratiche.
   4.     Queste attività di cooperazione si svolgono in conformità delle disposizioni
   legislative e regolamentari di entrambe le Parti. Tali attività sono incentrate sui
   principi di reciprocità, parità di trattamento e vantaggio reciproco e garantiscono una
   tutela adeguata della proprietà intellettuale.
   5.     Le Parti convengono di profondere il massimo impegno per sensibilizzare
   maggiormente il pubblico circa le possibilità offerte dai rispettivi programmi di
   cooperazione scientifica e tecnologica.
IT                                          26                                                 IT
 ---pagebreak---                                    ARTICOLO 44
                                       Energia
   1.     Le Parti si sforzano di intensificare la cooperazione nel settore dell'energia al
   fine di:
   a)     aumentare la sicurezza energetica, anche diversificando l’approvvigionamento
   energetico e sviluppando nuove forme di energia sostenibili, innovative e rinnovabili,
   tra cui i biocarburanti e la biomassa, l'energia eolica e solare e la produzione di
   energia idroelettrica; sostenere l'elaborazione di quadri strategici atti a favorire gli
   investimenti e a garantire pari condizioni concorrenziali in materia di energie
   rinnovabili e la loro integrazione nei pertinenti settori strategici;
   b)     razionalizzare l'impiego di energia dal punto di vista tanto della domanda che
   dell'offerta, promuovendo l'efficienza energetica a livello di produzione, trasporto,
   distribuzione e consumo finale;
   c)     promuovere l'applicazione di standard riconosciuti a livello internazionale in
   materia di sicurezza nucleare, non proliferazione e salvaguardie;
   d)     incentivare il trasferimento di tecnologia finalizzato alla produzione e all'uso
   sostenibili dell'energia;
   e)     potenziare la capacità e incentivare gli investimenti in questo settore in base a
   regole trasparenti, non discriminatorie e compatibili con il mercato.
    2. A tal fine, le Parti convengono di incentivare i contatti e la ricerca congiunta a
   vantaggio di entrambe, in particolare mediante i pertinenti quadri regionali e
   internazionali. Con riferimento all’articolo 43 e alle conclusioni del vertice mondiale
   sullo sviluppo sostenibile (WSSD) svoltosi a Johannesburg nel 2002, le Parti
   prendono atto della necessità di esaminare i collegamenti fra l’accesso ai servizi
   energetici a prezzi abbordabili e lo sviluppo sostenibile. Queste attività possono
   essere sostenute in collaborazione con l’iniziativa per l’energia dell’Unione europea
   varata in occasione del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile.
   3.     Gli scambi di materiali nucleari si svolgono in conformità delle disposizioni
   del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica. Questi scambi
   possono essere eventualmente regolamentati da un accordo specifico da concludere
   tra la Comunità europea dell’energia atomica e la Mongolia.
IT                                        27                                                IT
 ---pagebreak---                                      ARTICOLO 45
                                        Trasporti
   1.     Le Parti convengono di collaborare nei rilevanti settori della politica dei
   trasporti nell'intento di migliorare le possibilità d’investimento e la circolazione delle
   merci e dei passeggeri, promuovere la sicurezza aerea, contrastare la pirateria,
   tutelare l’ambiente e rendere più efficienti i rispettivi sistemi di trasporto.
   2.     La cooperazione fra le Parti in questo settore è volta a promuovere:
   a)     gli scambi di informazioni sulle rispettive politiche e pratiche in materia di
   trasporti, in particolare per quanto concerne il trasporto urbano e rurale, l'aviazione,
   l'aspetto logistico dei trasporti e l'interconnessione e l'interoperabilità delle reti di
   trasporto multimodali, nonché la gestione delle strade, delle ferrovie e degli
   aeroporti;
   b)     gli aspetti attinenti alla navigazione satellitare, con particolare attenzione alle
   questioni di comune interesse riguardanti la normativa, il settore industriale e lo
   sviluppo del mercato. In tale contesto, si terrà conto dei sistemi globali di
   navigazione satellitare europei EGNOS e Galileo;
   c)     un dialogo sui servizi di trasporto aereo per esaminare lo sviluppo delle
   relazioni in settori come la sicurezza aerea, l'ambiente, la gestione del traffico aereo,
   l'applicazione del diritto della concorrenza e la regolamentazione economica del
   settore aereo, in modo da favorire la convergenza normativa e l'eliminazione degli
   ostacoli all'attività delle imprese. È opportuno incentivare ulteriormente i progetti di
   cooperazione di comune interesse nel settore dell'aviazione civile. Su queste basi, le
   Parti valutano la possibilità di intensificare la cooperazione nel settore dell'aviazione
   civile;
   d)     la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra prodotti dai trasporti;
   e)     l'applicazione degli standard ambientali e di sicurezza, specie per quanto
   riguarda il trasporto aereo, in linea con le convenzioni internazionali pertinenti;
   f)     la cooperazione nei consessi internazionali appropriati intesa a una migliore
   applicazione delle normative internazionali e al conseguimento degli obiettivi
   indicati nel presente articolo.
IT                                         28                                                 IT
 ---pagebreak---                                        ARTICOLO 46
                                     Istruzione e cultura
   1.      Le Parti convengono di promuovere la cooperazione nei settori dell'istruzione e
   della cultura, nel debito rispetto della diversità, onde approfondire la comprensione e
   la conoscenza delle rispettive culture. A tal fine, le Parti sostengono e promuovono le
   attività dei rispettivi istituti culturali e della società civile.
   2.      Le Parti si sforzano di adottare misure atte a promuovere gli scambi culturali e
   di realizzare iniziative comuni in diversi campi della cultura, compresa la
   cooperazione mirata a preservare il patrimonio culturale nel segno della diversità.
   3.      Le Parti convengono di consultarsi e di collaborare nei pertinenti consessi
   internazionali, quali l’UNESCO, al fine di perseguire obiettivi comuni, promuovere
   la diversità culturale e tutelare il patrimonio culturale. Per quanto riguarda la
   diversità culturale, le Parti convengono altresì di promuovere la ratifica e
   l'applicazione della convenzione UNESCO sulla protezione e la promozione della
   diversità delle espressioni culturali, adottata il 20 ottobre 2005.
   4.      Le Parti pongono inoltre l’accento sulle misure volte a instaurare contatti tra le
   rispettive agenzie specializzate e a favorire lo scambio di informazioni, know-how,
   studenti, esperti, giovani, giovani lavoratori e risorse tecniche, avvalendosi delle
   strutture nell'ambito dei programmi dell'Unione europea attuati in Asia in materia di
   istruzione e cultura e dell’esperienza acquisita da entrambe in questo campo. Le Parti
   convengono inoltre di promuovere la realizzazione dei pertinenti programmi rivolti
   all'istruzione superiore, quali Erasmus Mundus, onde favorire la cooperazione e la
   modernizzazione nel settore dell'istruzione superiore e incentivare la mobilità
   accademica.
                                       ARTICOLO 47
                  Ambiente, cambiamento climatico e risorse naturali
   1.      Le Parti convengono circa la necessità di salvaguardare e gestire in modo
   sostenibile le risorse naturali e la diversità biologica quale presupposto dello sviluppo
   delle generazioni attuali e future.
   2.      Le Parti convengono che la cooperazione in questo settore è intesa a
   promuovere la salvaguardia e il miglioramento dell'ambiente ai fini dello sviluppo
   sostenibile. Tutte le attività intraprese dalle Parti nel quadro del presente accordo
   tengono conto dell'esito del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile e
   dell'applicazione degli accordi ambientali multilaterali pertinenti.
   3.      Le Parti convengono di collaborare in materia di cambiamento climatico per
   adattarsi ai suoi effetti negativi, ridurre le emissioni di gas a effetto serra e indirizzare
   le proprie economie verso una crescita sostenibile a basse emissioni di carbonio. In
   tale contesto, le Parti valutano la possibilità di utilizzare i meccanismi del mercato
   del carbonio.
   4.      Le Parti convengono di collaborare per far sì che le politiche commerciali e
   quelle ambientali risultino efficaci per entrambe e per promuovere l'integrazione
   delle considerazioni ambientali in tutti i settori di cooperazione.
IT                                            29                                                 IT
 ---pagebreak---    5.     Le Parti si sforzano di proseguire e intensificare la cooperazione nell’ambito
   dei programmi regionali per la tutela dell’ambiente con l’obiettivo specifico di:
   a)     promuovere la sensibilizzazione ai temi ambientali e incentivare la
   partecipazione a livello locale, anche con il coinvolgimento delle comunità indigene
   e locali nella tutela dell'ambiente e negli sforzi miranti allo sviluppo sostenibile;
   b)     affrontare le conseguenze del cambiamento climatico, specialmente per quanto
   riguarda il suo impatto sull'ambiente e sulle risorse naturali;
   c)     sviluppare capacità ai fini della partecipazione e dell'attuazione degli accordi
   ambientali multilaterali, anche per quanto riguarda la biodiversità, la biosicurezza e i
   rischi chimici;
   d)     promuovere e utilizzare tecnologie, prodotti e servizi rispettosi dell’ambiente,
   anche mediante l’uso di strumenti normativi ecologicamente validi;
   e)     migliorare la governance nel settore forestale, compresa la lotta contro il
   disboscamento illegale e il relativo commercio di legname, e promuovere la gestione
   sostenibile delle foreste;
   f)     prevenire i movimenti transfrontalieri illeciti di rifiuti solidi e pericolosi e di
   prodotti di organismi viventi modificati;
   g)     migliorare la qualità dell'aria, la gestione ecologicamente corretta dei rifiuti e
   la gestione sostenibile delle risorse idriche e dei prodotti chimici e promuovere una
   produzione e un consumo sostenibili;
   h)     garantire la tutela e la conservazione del suolo nonché la gestione sostenibile
   delle terre;
   i)     garantire una gestione efficace dei parchi nazionali così come la designazione e
   la protezione delle zone di biodiversità e degli ecosistemi fragili, con la debita
   considerazione per le comunità locali e indigene che vivono all’interno o nei pressi di
   queste zone.
   6.     Le Parti favoriscono l’accesso reciproco ai rispettivi programmi in questo
   settore secondo le modalità specifiche dei programmi stessi:
   a)     creazione della rete di monitoraggio delle riserve idriche e relativa
   modernizzazione;
   b)     introduzione della tecnologia di dissalazione e riutilizzazione dell'acqua;
   c)     sviluppo dell'ecoturismo.
                                    ARTICOLO 48
                   Agricoltura, allevamento, pesca e sviluppo rurale
   Le Parti convengono di incoraggiare il dialogo in materia di agricoltura, allevamento,
   pesca e sviluppo rurale. Le Parti si scambiano informazioni e sviluppano contatti sui
   seguenti aspetti:
   a)     politica agricola e situazione generale dell’alimentazione e dell'agricoltura in
   ambito internazionale;
IT                                         30                                                 IT
 ---pagebreak---    b)      possibilità di agevolare il commercio di piante, animali e prodotti
   dell'allevamento, ai fini di un ulteriore sviluppo delle industrie leggere nel settore
   rurale;
   c)      benessere degli animali;
   d)      politica di sviluppo rurale;
   e)      scambi di esperienze e reti di cooperazione tra agenti o operatori economici
   locali in settori specifici come la ricerca e il trasferimento di tecnologia;
   f)      politica sanitaria e norme di qualità applicate alle piante, agli animali e
   all'allevamento, in particolare le indicazioni geografiche protette;
   g)      proposte e iniziative di cooperazione presentate alle organizzazioni agricole
   internazionali;
   h)      sviluppo di un'agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente, ivi compresi la
   produzione vegetale, i biocombustibili e il trasferimento di biotecnologia;
   i)      protezione delle varietà vegetali, tecnologia delle sementi e biotecnologia
   agricola;
   j)      sviluppo di banche dati e reti di informazione sull’agricoltura e l’allevamento;
   k)      formazione nel settore agricolo e veterinario.
                                     ARTICOLO 49
                                          Sanità
   1.      Le Parti convengono di collaborare in ambito sanitario su aspetti come la
   riforma del sistema sanitario, le principali malattie trasmissibili e gli altri rischi per la
   salute, le malattie non trasmissibili e gli accordi sanitari internazionali onde
   migliorare le condizioni sanitarie e innalzare il livello di salute pubblica.
   2.      La cooperazione si svolge principalmente mediante:
   a)      programmi globali finalizzati a una riforma sistemica del settore sanitario e
   miranti a migliorare, tra le altre cose, i sistemi e i servizi sanitari, le condizioni di
   salute e l’informazione sulla salute;
   b)      attività epidemiologiche congiunte, che comprendano anche la collaborazione
   intesa a prevenire minacce per la salute quali l’influenza aviaria e pandemica e le
   altre principali malattie trasmissibili;
   c)      la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili, tramite lo scambio
   di informazioni e buone pratiche, promuovendo uno stile di vita sano e agendo sui
   principali fattori che incidono sulla salute come l’alimentazione, la
   tossicodipendenza, l’alcool e il tabagismo;
   d)      la promozione dell'attuazione di accordi sanitari internazionali quali la
   convenzione quadro per la lotta contro il tabagismo e il regolamento sanitario
   internazionale.
                                     ARTICOLO 50
                               Occupazione e affari sociali
IT                                          31                                                   IT
 ---pagebreak---    1.     Le Parti convengono di intensificare la cooperazione nel settore
   dell'occupazione e degli affari sociali, compresa la cooperazione riguardante la
   coesione regionale e sociale, la salute e la sicurezza sul lavoro, la parità di genere e il
   lavoro dignitoso, al fine di potenziare la dimensione sociale della globalizzazione.
   2.     Le Parti ribadiscono la necessità di sostenere il processo di globalizzazione,
   che comporta vantaggi per tutti, e di promuovere l'occupazione piena e produttiva e il
   lavoro dignitoso quali fattori essenziali ai fini dello sviluppo sostenibile e della
   riduzione della povertà, conformemente alla risoluzione 60/1 dell’Assemblea
   generale dell’ONU del 24 ottobre 2005 (esito del vertice mondiale) e alla
   dichiarazione ministeriale del segmento ad alto livello del Consiglio economico e
   sociale dell'ONU del luglio 2006 (E/2006/L.8 del Consiglio economico e sociale
   dell'ONU del 5 luglio 2006). Le Parti tengono conto delle rispettive caratteristiche e
   della diversa natura delle loro situazioni socioeconomiche.
   3.     Le Parti ribadiscono l'impegno a rispettare pienamente e ad applicare
   correttamente le norme sociali e del lavoro fondamentali riconosciute a livello
   internazionale, contenute in particolare nella dichiarazione dell'ILO del 1998 relativa
   ai principi e ai diritti fondamentali nel lavoro e nella dichiarazione dell'ILO del 2008
   sulla giustizia sociale per una globalizzazione equa. Tutte le attività intraprese dalle
   Parti nel quadro del presente accordo tengono conto dell'attuazione dei pertinenti
   accordi multilaterali in materia sociale e occupazionale. Le Parti convengono di
   cooperare e di prestarsi assistenza tecnica, ove opportuno, al fine di ratificare e
   attuare efficacemente tutte le convenzioni ILO contemplate dalla dichiarazione ILO
   del 1998 e altre convenzioni pertinenti.
   4.     Le forme di cooperazione possono comprendere, tra l'altro, programmi e
   progetti specifici stabiliti di comune accordo, il dialogo, la cooperazione e iniziative
   su temi d'interesse comune in consessi bilaterali o multilaterali quali l’ILO.
                                     ARTICOLO 51
                                       Statistiche
   1.     Le Parti convengono di promuovere l’armonizzazione dei metodi e delle prassi
   statistiche, comprese la raccolta e la diffusione, per poter utilizzare in modo
   reciprocamente accettabile i dati statistici riguardanti gli scambi di beni e servizi e, in
   generale, tutti i settori contemplati dal presente accordo che possono prestarsi alla
   raccolta, al trattamento, all'analisi e alla diffusione di dati statistici.
   2.     Le Parti convengono di favorire contatti diretti tra le autorità competenti
   nell'intento di: intensificare la cooperazione amichevole in campo statistico,
   sviluppare maggiormente la capacità degli istituti statistici modernizzando il sistema
   statistico e migliorandone la qualità, potenziare le risorse umane, impartire
   formazione in tutti gli ambiti pertinenti e sostenere i sistemi statistici nazionali
   organizzati secondo le prassi istituite a livello internazionale, comprese le
   infrastrutture necessarie.
   3.     La cooperazione, estesa ai settori di comune interesse, presta particolare
   attenzione ai seguenti aspetti:
   I.     statistiche economiche:
   a.     conti nazionali;
IT                                          32                                                 IT
 ---pagebreak---    b.     statistiche aziendali e registrazione delle imprese;
   c.     statistiche su agricoltura, allevamento e sviluppo rurale;
   d.     ambiente e riserve minerarie;
   e.     industria;
   f.     commercio estero di beni e di servizi;
   g.     statistiche sul commercio all'ingrosso e al dettaglio;
   h.     politica di revisione;
   i.     sicurezza alimentare;
   j.     bilancia dei pagamenti;
   II.    statistiche sociali:
   a.     statistiche di genere;
   b.     statistiche sulla migrazione;
   c.     sondaggi sulle famiglie;
   III.   tecnologia dell’informazione:
   a.     scambi di esperienze sulle tecnologie elettroniche e sui metodi volti a garantire
   la sicurezza, la protezione, la memorizzazione e la riservatezza delle informazioni e
   applicazione di tali esperienze;
   b.     scambi di esperienze sulla creazione di basi dati online rivolte ai consumatori
   attraverso un sito web di agevole consultazione e formazione in questo campo;
   c.     sostegno agli esperti informatici dell'Istituto statistico nazionale della
   Mongolia per la creazione della base dati informativa;
   d.     collaborazione finalizzata all'impegno di sensibilizzare gli utenti sulla base dati
   informativa.
                                    ARTICOLO 52
                                      Società civile
   1.     Le Parti riconoscono il ruolo e il contributo potenziale della società civile
   organizzata, in particolare le università, nel processo di dialogo e di cooperazione
   previsto dal presente accordo e convengono di promuovere un dialogo costruttivo
   con la società civile organizzata onde garantirne l'effettiva partecipazione.
   2.     Fatte salve le disposizioni di legge e le regole amministrative di ciascuna Parte,
   la società civile organizzata può:
   a)     partecipare al processo di definizione delle politiche a livello nazionale, nel
   rispetto dei principi democratici;
   b)     essere informata e partecipare alle consultazioni sulle strategie di sviluppo e di
   cooperazione e sulle politiche settoriali, segnatamente nelle aree di pertinenza, in
   tutte le fasi del processo di elaborazione;
   c)     ricevere risorse finanziarie, compatibilmente con le norme interne di ciascuna
   Parte, e un sostegno per potenziare la propria capacità nei settori chiave;
IT                                          33                                                IT
 ---pagebreak---          d)      partecipare all'attuazione dei programmi di cooperazione nei settori di
         pertinenza.
                                            ARTICOLO 53
   Cooperazione finalizzata alla modernizzazione dello Stato e della pubblica amministrazione
         Le Parti convengono di collaborare per modernizzare la pubblica amministrazione.
         La cooperazione in questo settore mira principalmente a:
         a)      migliorare l’efficienza organizzativa;
         b)      rendere più efficienti le istituzioni sotto il profilo della prestazione dei servizi;
         c)      garantire una gestione trasparente delle risorse pubbliche e la responsabilità
         pubblica;
         d)      migliorare il quadro legislativo e istituzionale;
         e)      sviluppare la capacità di elaborare e attuare politiche e strategie (prestazione di
         servizi pubblici, composizione ed esecuzione del bilancio, misure anticorruzione);
         f)      potenziare i sistemi giudiziari e
         g)      riformare il sistema di sicurezza.
                                            ARTICOLO 54
                        Cooperazione sulla gestione del rischio di catastrofi
         1.      Le Parti convengono di intensificare la cooperazione in materia di gestione del
         rischio di catastrofi per continuare a definire e attuare misure volte a ridurre i rischi
         per le comunità e a gestire le conseguenze delle catastrofi naturali a tutti i livelli della
         società. Va riservata particolare attenzione alle azioni preventive e a un approccio
         proattivo alla gestione dei pericoli e dei rischi onde ridurre le minacce e la
         vulnerabilità connesse alle catastrofi naturali.
         2.      La cooperazione in questo campo è incentrata sui seguenti elementi:
         a)      riduzione o prevenzione del rischio di catastrofi e attenuazione delle relative
         conseguenze;
         b)      ricorso alla gestione delle conoscenze, all’innovazione, alla ricerca e
         all’istruzione per creare una cultura della sicurezza e una capacità di resistenza a tutti
         i livelli;
         c)      preparazione alle catastrofi;
         d)      elaborazione di politiche, sviluppo della capacità istituzionale e creazione di un
         consenso per la gestione delle catastrofi;
         e)      risposta alle catastrofi;
         f)      valutazione e monitoraggio dei rischi di catastrofi.
IT                                                 34                                                  IT
 ---pagebreak---                                      TITOLO VII
                        STRUMENTI DI COOPERAZIONE
                                   ARTICOLO 55
     Risorse disponibili per la cooperazione e la tutela degli interessi finanziari
   1.     Compatibilmente con le rispettive risorse e normative, le Parti convengono di
   mettere a disposizione i mezzi necessari, tra cui le risorse finanziarie, per il
   conseguimento degli obiettivi di cooperazione specificati nel presente accordo.
   2.     Le Parti convengono di promuovere lo sviluppo e l'attuazione dell'assistenza
   tecnica e amministrativa reciproca ai fini di un'efficace tutela dei loro interessi
   finanziari per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo e le altre attività di cooperazione
   finanziate. Le Parti rispondono tempestivamente alle richieste di assistenza
   amministrativa reciproca presentate dalle autorità giudiziarie e/o investigative di una
   di esse onde intensificare la lotta contro frodi e irregolarità.
   3.     Le Parti incoraggiano la Banca europea per gli investimenti a proseguire gli
   interventi in Mongolia, conformemente alle procedure e ai criteri di finanziamento
   che le sono propri.
   4.     Le Parti gestiscono l’assistenza finanziaria secondo i principi di una sana
   gestione finanziaria e collaborano per tutelare gli interessi finanziari dell’Unione
   europea e della Mongolia. Le Parti adottano misure efficaci per prevenire e
   combattere le frodi, la corruzione e altre attività illecite, anche mediante la reciproca
   assistenza amministrativa e giudiziaria nei settori contemplati dal presente accordo.
   Qualsiasi altro accordo o strumento finanziario concluso fra le Parti comprende
   clausole specifiche sulla cooperazione finanziaria che prevedano verifiche sul posto,
   ispezioni, controlli e misure antifrode, compresi quelli condotti dall'Ufficio europeo
   per la lotta antifrode (OLAF).
IT                                        35                                                  IT
 ---pagebreak---                                       TITOLO VIII
                              QUADRO ISTITUZIONALE
                                     ARTICOLO 56
                                      Comitato misto
   1.     Le Parti convengono di istituire, nell'ambito del presente accordo, un comitato
   misto composto da rappresentanti di entrambe con un grado sufficientemente alto e
   incaricato di:
   a)     garantire il buon funzionamento e la corretta attuazione del presente accordo;
   b)     stabilire priorità in relazione agli obiettivi del presente accordo;
   c)     formulare raccomandazioni per promuovere gli obiettivi del presente accordo.
   2.     Il comitato misto e il sottocomitato istituito ai sensi dell'articolo 28 hanno il
   potere di prendere decisioni, per il conseguimento degli obiettivi del presente
   accordo, nei casi ivi previsti. Le decisioni vengono adottate di comune accordo tra le
   Parti, una volta espletate le rispettive procedure interne necessarie per definire una
   posizione in merito. Le decisioni sono vincolanti per le Parti, che adottano le misure
   necessarie per applicarle.
   3.     Il comitato misto si riunisce di norma una volta l'anno, alternativamente a Ulan
   Bator e a Bruxelles, in una data definita di comune accordo. Le Parti possono indire
   di concerto riunioni straordinarie. Il comitato misto è presieduto a turno da una delle
   Parti. Le Parti stabiliscono di concerto l'ordine del giorno delle riunioni del comitato
   misto.
   4.     Il comitato misto può istituire gruppi di lavoro specializzati che lo assistano
   nello svolgimento dei suoi compiti. A ogni riunione del comitato misto i gruppi di
   lavoro presentano relazioni dettagliate sulle loro attività.
   5.     Le Parti convengono che il comitato misto ha anche il compito di garantire il
   corretto funzionamento di tutti gli accordi o protocolli settoriali già conclusi o che
   saranno conclusi tra le Parti.
   6.     Il comitato misto adotta il proprio regolamento interno.
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 ---pagebreak---                                       TITOLO IX
                               DISPOSIZIONI FINALI
                                    ARTICOLO 57
                                  Clausola evolutiva
   1.     Le Parti possono estendere, di concerto, il presente accordo al fine di
   intensificare la cooperazione, anche mediante accordi o protocolli su settori o attività
   specifici.
   2.     Ai fini dell’applicazione del presente accordo, ciascuna Parte può proporre di
   estendere il campo della cooperazione, tenendo conto dell'esperienza acquisita nella
   sua attuazione.
                                    ARTICOLO 58
                                     Altri accordi
   Fatte salve le pertinenti disposizioni del trattato sull'Unione europea e del trattato sul
   funzionamento dell'Unione europea, il presente accordo o qualsiasi azione intrapresa
   ai sensi dello stesso non pregiudica in alcun modo la facoltà degli Stati membri di
   avviare attività di cooperazione bilaterali o di concludere eventualmente nuovi
   accordi di partenariato e cooperazione con la Mongolia.
   Il presente accordo lascia impregiudicata l'applicazione o l’esecuzione degli impegni
   assunti rispettivamente dalle Parti nei confronti di terzi.
                                    ARTICOLO 59
                             Adempimento degli obblighi
   1.     Ciascuna Parte può deferire al comitato misto qualsiasi controversia relativa
   all'applicazione o all'interpretazione del presente accordo.
   2.     Se una Parte ritiene che l'altra sia venuta meno agli obblighi derivanti dal
   presente accordo può prendere le misure del caso.
   3.     Prima di procedere, fatta eccezione per i casi particolarmente urgenti, essa
   fornisce al comitato misto tutte le informazioni necessarie per un esame approfondito
   della situazione al fine di trovare una soluzione accettabile per le Parti.
   4.     Nella scelta delle misure, si privilegiano quelle meno lesive per il
   funzionamento dell'accordo. Le misure vengono comunicate senza indugio all’altra
   Parte e, se quest’ultima lo richiede, sono oggetto di consultazioni in sede di comitato
   misto.
   5.     Le Parti convengono che, ai fini della corretta interpretazione e
   dell'applicazione pratica del presente accordo, per "casi particolarmente urgenti" ai
   sensi del paragrafo 3 si intendono i casi di violazione sostanziale dell'accordo a opera
   di una delle Parti. Una violazione sostanziale dell'accordo consiste:
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 ---pagebreak---    i)      in un disconoscimento dell'accordo non sancito dalle norme generali del diritto
   internazionale, oppure
   ii)     nella violazione di elementi sostanziali dell’accordo, cioè l’articolo 1,
   paragrafo 1, e l’articolo 3.
                                     ARTICOLO 60
                                       Agevolazioni
   Per facilitare la cooperazione nell'ambito del presente accordo, le Parti convengono
   di accordare a esperti e funzionari le agevolazioni necessarie per svolgere le
   rispettive mansioni nell'ambito della cooperazione, in conformità con i regolamenti e
   le norme interne delle Parti.
                                     ARTICOLO 61
                                 Applicazione territoriale
   Il presente accordo si applica al territorio in cui si applicano il trattato sull'Unione
   europea e il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alle condizioni ivi
   stabilite, e al territorio della Mongolia.
                                     ARTICOLO 62
                                   Definizione di "Parti"
   Ai fini del presente accordo, per "Parti" si intendono l’Unione o i suoi Stati membri
   oppure l’Unione e i suoi Stati membri, in base alle rispettive competenze, da una
   parte, e la Mongolia, dall'altra.
                                     ARTICOLO 63
                                 Entrata in vigore e durata
   1.      Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla
   data in cui l'ultima Parte notifica all'altra l'avvenuto espletamento delle procedure
   giuridiche necessarie.
   2.      Il presente accordo, valido per un periodo di cinque anni, è automaticamente
   prorogato per ulteriori periodi di un anno, a meno che, sei mesi prima della scadenza
   di uno dei suddetti termini, una Parte non comunichi all’altra, per iscritto,
   l'intenzione di non prorogarlo.
   3.      Le eventuali modifiche al presente accordo vengono apportate di concerto fra
   le Parti. Tali modifiche diventano effettive solo dopo che l'ultima Parte ha notificato
   all'altra l'avvenuto espletamento di tutte le formalità necessarie.
   4.      Qualora una Parte applichi alle esportazioni di materie prime un regime
   commerciale più restrittivo di quello in vigore alla data in cui viene siglato l'accordo,
   che comporti l'introduzione di nuovi divieti, restrizioni, dazi o oneri di qualsiasi
   natura non conformi ai requisiti definiti nelle disposizioni pertinenti degli articoli
   VIII, XI, XX o XXI del GATT 1994, non autorizzati in virtù di una deroga dell'OMC
   o non approvati dal comitato misto o dal sottocomitato per il commercio e gli
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 ---pagebreak---    investimenti a norma dell'articolo 56, l'altra Parte può adottare misure appropriate in
   conformità dell'articolo 59, paragrafi 3 e 4.
   5.     Il presente accordo può essere denunciato da una Parte con notifica di denuncia
   per iscritto all'altra Parte. La denuncia ha effetto sei mesi dopo che l'altra Parte ne ha
   ricevuto notifica.
                                     ARTICOLO 64
                                        Notifiche
   Le notifiche a norma dell'articolo 63 vengono inviate rispettivamente al segretario
   generale del Consiglio dell'Unione europea e al dipartimento degli Affari esteri della
   Mongolia.
                                     ARTICOLO 65
                                    Testo facente fede
   Il presente accordo è redatto nelle lingue bulgara, ceca, danese, estone, finlandese,
   francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, neerlandese, polacca,
   portoghese, rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca, ungherese e
   mongola, tutti i testi facenti ugualmente fede.
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