CELEX: 51996PC0538
Language: it
Date: 1996-11-06
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all'uso di solventi organici in talune attività industriali

Avis juridique important

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51996PC0538

Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all'uso di solventi organici in talune attività industriali  /* COM/96/0538 DEF - SYN 96/0276 */  

Gazzetta ufficiale n. C 099 del 26/03/1997 pag. 0032

Proposta di direttiva del Consiglio sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all'uso di solventi organici in talune attività industriali (97/C 99/02) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(96) 538 def. - 96/0276 (SYN)(Presentata dalla Commissione il 18 febbraio 1997)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 S, paragrafo 1,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale,in conformità della procedura di cui all'articolo 189 C del trattato,(1) considerando che i programmi di azione comunitari sull'ambiente approvati dal Consiglio e dai rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, con le risoluzioni del 22 novembre 1973 (1), del 17 maggio 1977 (2), del 7 febbraio 1983 (3), del 19 ottobre 1987 (4) e del 1° febbraio 1993 (5) sottolineano l'importanza della prevenzione e della riduzione dell'inquinamento dell'aria;(2) considerando che nella risoluzione del 19 ottobre 1987 è stata sottolineata l'importanza di concentrare l'azione della Comunità, fra l'altro, sull'attuazione di opportune norme per garantire un elevato livello di salute pubblica e di protezione ambientale;(3) considerando che la Comunità europea e i suoi Stati membri sono parti del protocollo alla convenzione del 1979 sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza, relativo alla lotta contro le emissioni dei composti organici volatili per ridurne i flussi transfrontalieri e i flussi di prodotti ossidanti fotochimici secondari che ne risultano, in modo da proteggere la salute e l'ambiente dagli effetti nocivi;(4) considerando che l'inquinamento dovuto ai composti organici volatili (COV) in uno Stato membro influenza spesso l'aria e l'acqua di altri Stati membri; che, conformemente all'articolo 130 R del trattato, è necessaria un'azione a livello della Comunità;(5) considerando che l'uso di solventi organici in taluni processi e impianti industriali, a causa delle loro caratteristiche, provoca emissioni di composti organici nell'aria che possono essere nocive per la salute pubblica e contribuiscono alla formazione locale e transfrontaliera di ossidanti fotochimici nello strato limite della troposfera che causano danni alle risorse naturali, di estrema importanza ambientale ed economica e, in talune condizioni di esposizione, hanno effetti nocivi per la salute umana;(6) considerando che la forte incidenza negli ultimi anni di elevate concentrazioni di ozono nella troposfera ha sollevato diffuse preoccupazioni circa il loro impatto sulla salute pubblica e l'ambiente;(7) considerando che occorre pertanto un'azione preventiva per proteggere la salute pubblica e l'ambiente dalle conseguenze di emissioni particolarmente nocive dovute all'uso di solventi organici e garantire il diritto dei cittadini ad un ambiente sano e pulito;(8) considerando che le emissioni di composti organici possono essere evitate o ridotte in molti processi ed impianti, dato che esistono o saranno disponibili nei prossimi anni prodotti di sostituzione meno nocivi; che, ove non esistano prodotti di sostituzione adeguati, si devono prendere altre misure tecniche per ridurre le emissioni nell'ambiente, per quanto fattibile dal punto di vista economico e tecnico;(9) considerando che l'uso di solventi organici e le emissioni di composti organici aventi gravi effetti per la salute pubblica dovrebbero essere ridotti per quanto tecnicamente fattibile;(10) considerando che gli impianti e i processi contemplati dalla presente direttiva devono come minimo essere registrati se non sono soggetti ad autorizzazione secondo il diritto comunitario o nazionale;(11) considerando che i solventi organici sono usati in molti diversi tipi di impianti e processi e che pertanto, oltre ai requisiti generali, si devono definire requisiti specifici che fissino nel contempo soglie per le dimensioni degli impianti che devono conformarsi alla presente direttiva;(12) considerando che un elevato livello di protezione ambientale comporta la fissazione e il conseguimento di limitazioni delle emissioni di composti organici e opportune condizioni operative, in linea con il principio delle migliori tecniche disponibili, per taluni impianti e processi industriali che usano solventi organici nella Comunità;(13) considerando che i gestori dovrebbero ridurre le emissioni di solventi organici, comprese quelle diffuse, nonché le emissioni di composti organici; che un piano di gestione dei solventi costituisce un importante strumento di verifica al riguardo; che è possibile fornire degli orientamenti, ma che il piano di gestione dei solventi non è ancora maturo per poter stabilire una metodologia comunitaria; che la Commissione dovrebbe tener conto degli sviluppi nell'uso di questi piani per decidere, ove opportuno, in merito a detta metodologia;(14) considerando che in alcuni casi gli Stati membri possono esentare i gestori dal conformarsi ai valori limite di emissione in quanto altre misure, quali l'uso di prodotti con tenore di solventi basso o nullo, costituiscono un'opzione alternativa per conseguire riduzioni equivalenti delle emissioni;(15) considerando che i processi e gli impianti esistenti devono essere adattati, entro un termine congruo, per conformarsi ai valori limite di emissione stabiliti per i nuovi impianti e processi; che tale termine dovrebbe corrispondere ai tempi previsti per conformarsi alla direttiva 95/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (6);(16) considerando che si deve opportunamente tener conto delle misure di limitazione delle emissioni prese prima dell'entrata in vigore della presente direttiva;(17) considerando che in molti casi gli impianti nuovi ed esistenti e quelli di piccole e medie dimensioni possono essere autorizzati a conformarsi a requisiti meno rigorosi onde conservare la loro competitività;(18) considerando che le parti degli impianti esistenti che richiedono modificazioni sostanziali devono diventare conformi alle nuove norme per l'apparecchiatura sostanzialmente modificata;(19) considerando che è necessario controllare le emissioni, compresa l'applicazione di tecniche di misurazione per valutare le concentrazioni di massa o la quantità di sostanze inquinanti che possono essere rilasciate nell'ambiente;(20) considerando che gli Stati membri devono stabilire una procedura da seguire e le misure da prendere in caso di superamento delle limitazioni delle emissioni;(21) considerando che gli Stati membri devono prendere opportune misure per promuovere lo sviluppo delle migliori tecniche disponibili onde ridurre al minimo le emissioni di solventi organici e di composti organici nell'ambiente;(22) considerando che gli Stati membri devono inviare alla Commissione relazioni sull'applicazione della presente direttiva;(23) considerando che alcuni Stati membri hanno già preso misure per ridurre i COV, eventualmente non compatibili con le misure della presente direttiva; che grazie a soluzioni alternative di riduzione è possibile conseguire lo scopo della presente direttiva in maniera più efficiente rispetto all'attuazione di valori limite di emissione uniformi; che gli Stati membri possono pertanto essere esentati dalla conformità ai limiti di emissione se attuano un piano nazionale che, entro i termini di attuazione della direttiva, porti almeno ad una pari riduzione delle emissioni di composti organici da questi processi e impianti industriali;(24) considerando che la Commissione e gli Stati membri devono collaborare per garantire lo scambio di informazioni sull'attuazione della direttiva e sui progressi con le opzioni alternative,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 Scopo e campo di applicazioneLa presente direttiva mira a prevenire o ridurre gli effetti diretti e indiretti delle emissioni di composti organici volatili nell'ambiente, in particolare nell'aria, e i rischi potenziali per la salute pubblica, mediante misure e procedure da attuare nelle attività industriali, di cui all'allegato I, il cui esercizio resti nei limiti di cui all'allegato III A.Articolo 2 DefinizioniAi fini della presente direttiva valgono le seguenti definizioni:1) autorizzazione:una procedura in base alla quale l'autorità competente autorizza l'esercizio di un impianto o parte di esso, mediante decisione o decisioni scritte;2) autorità competente:la o le autorità o gli organismi che sono incaricati, a norma delle disposizioni legislative degli Stati membri, dell'adempimento degli obblighi derivanti dalla presente direttiva;3) condizioni di confinamento:un impianto gestito in maniera tale che le emissioni possono essere raccolte e non sono quindi completamente diffuse;4) emissione:qualsiasi scarico di sostanze o preparati da un impianto o processo nell'ambiente;5) emissioni diffuse:qualsiasi emissione non catturata di composti organici volatili nell'aria, nel suolo e nell'acqua, nonché, tranne se altrimenti indicato nell'allegato III, i solventi contenuti nel prodotto. Sono comprese le emissioni non catturate rilasciate nell'ambiente esterno attraverso finestre, porte, sfiati e aperture simili;6) valore guida di emissione:un limite delle emissioni che non dovrebbero superare, per quanto fattibile tecnicamente ed economicamente, questo valore;7) valore limite di emissione:volume massimo di un composto organico gassoso o di un gruppo di composti organici gassosi contenuti negli effluenti gassosi di un impianto che non deve essere superato in condizioni di funzionamento normale. Tranne se altrimenti specificato nell'allegato III, questo valore è espresso in massa di carbonio organico totale oppure massa dei singoli composti organici per volume degli effluenti gassosi, in condizioni standard di temperatura e pressione. I volumi di gas che sono aggiunti agli effluenti gassosi per scopi di raffreddamento o diluizione non vengono presi in considerazione nel determinare la concentrazione di massa dell'inquinante negli effluenti gassosi;8) requisito di emissione:qualsiasi tipo di requisito numerico di emissione diverso dai valori limite di emissione, dai valori limite o guida delle emissioni diffuse;9) valore limite di emissioni diffuse:il limite, espresso in percentuale dell'input di solvente nell'impianto che la quantità di composti organici volatili rilasciata sotto forma di emissioni diffuse non deve superare;10) valore guida di emissioni diffuse:il limite, espresso in percentuale del solvente che entra nell'impianto, che la quantità di solventi organici rilasciata sotto forma di emissioni diffuse non deve superare per quanto fattibile tecnicamente ed economicamente;11) impianto:un'unità tecnica permanente in cui sono svolte una o più attività elencate nell'allegato I. Sono comprese le macchine di produzione e tutta l'apparecchiatura ausiliaria necessaria per svolgere il processo o i processi, situata nello stesso sito;12) impianto esistente:un impianto in funzione, o nell'ambito della legislazione vigente anteriormente all'attuazione della presente direttiva, un impianto autorizzato o che abbia costituito oggetto, a parere dell'autorità competente, di una domanda di autorizzazione completa, a condizione che esso entri in funzione al massimo entro un anno dalla scadenza del termine di attuazione della presente direttiva;13) nuovo impianto:un impianto per il quale venga presentata per la prima volta una domanda completa di autorizzazione dopo la scadenza del termine di attuazione della presente direttiva ovvero che sia messo in funzione più di un anno dopo detta data;14) gestore:qualsiasi persona fisica o giuridica che detiene o gestisce l'impianto oppure, se previsto dalla legislazione nazionale, dispone di un potere economico determinante sull'esercizio tecnico del medesimo;15) composto organico:qualsiasi composto contenente almeno l'elemento carbonio e uno o più di idrogeno, alogeni, ossigeno, zolfo, fosforo, silicio o azoto, ad eccezione degli ossidi di carbonio e dei carbonati inorganici e dei bicarbonati;16) solvente organico:qualsiasi composto organico volatile usato da solo o in combinazione con altri agenti e senza subire una trasformazione chimica al fine di dissolvere materie prime, prodotti o materiali di rifiuto, o usato come agente di pulizia per dissolvere contaminanti oppure come dissolvente, mezzo di dispersione, correttore di viscosità, correttore di tensione superficiale, plastificante o conservante. Ai fini della presente direttiva, la frazione di creosoto che supera la soglia indicata per la pressione di vapore in condizioni particolari d'uso è considerata come un solvente organico;17) registrazione:una procedura, specificata in un atto giuridico che comporta la notifica all'autorità competente da parte del gestore della sua intenzione di gestire un impianto o processo che rientra nel campo di applicazione della presente direttiva. L'autorità competente deve accusare ricevuta della notifica;18) sostanze:gli elementi chimici e i loro composti quali si presentano allo stato naturale o prodotti dall'industria, in forma solida o liquida ovvero in forma di gas a vapore;19) modificazione sostanziale:- per un piccolo impianto un aumento della capacità nominale superiore al 25 %;- per un impianto che rientra nel campo di applicazione della direttiva 96/61/CE la definizione ivi specificata;- per tutti gli altri impianti, un aumento della capacità nominale superiore al 10 %;20) composto organico volatile:qualsiasi composto organico che abbia a 293,15 K una pressione di vapore di 0,01 kPa o superiore, oppure che abbia una volatilità corrispondente in condizioni particolari di uso.Taluni termini tecnici sono definiti all'allegato II.Articolo 3 Obblighi per i nuovi impiantiGli Stati membri prendono le misure necessarie affinché tutti i nuovi impianti, non ancora autorizzati in conformità della direttiva 96/61/CE, ed adibiti alle attività di cui all'articolo 1 della presente direttiva, siano soggetti a registrazione o autorizzazione prima di entrare in funzione, e affinché i nuovi impianti siano conformi ai requisiti dettati agli articoli da 5 a 9 della presente direttiva.Articolo 4 Obblighi per gli impianti esistentiGli Stati membri prendono le misure necessarie affinché:1) tutti gli impianti esistenti non ancora autorizzati in conformità della direttiva 96/61/CE siano soggetti a registrazione o autorizzazione al momento della prima data di conformità di cui all'allegato III B della presente direttiva;2) gli impianti esistenti siano conformi ai requisiti di cui agli articoli da 5 a 9 entro il 30 ottobre 2007;3) se un impianto è sottoposto a modificazione sostanziale, oppure rientra nell'ambito della presente direttiva per la prima volta a seguito di detta modificazione, la parte dell'impianto oggetto della modificazione sostanziale sia trattata come un nuovo impianto, oppure come un impianto esistente, purché le emissioni totali dell'impianto non superino quelle che si sarebbero avute se fosse stato trattato come un nuovo impianto.Articolo 5 Limitazioni delle emissioni1. Gli Stati membri prendono tutte le misure necessarie, sia mediante specificazioni nelle condizioni dell'autorizzazione oppure, per gli impianti soggetti a registrazione, mediante regole generali vincolanti, affinché siano osservate le disposizioni dei paragrafi da 2 a 9.2. Tutti gli impianti devono essere conformi ai valori limite di emissione, ai valori limite di emissioni diffuse e ad altri requisiti sulle emissioni indicati nell'allegato III A, oppure ai requisiti del piano di riduzione di cui all'allegato III B. Il piano di riduzione non esenta gli impianti che scaricano le sostanze specificate nei paragrafi 6, 7 e 8 dal conformarsi ai requisiti di cui a dette disposizioni. Alcuni impianti già dotati di dispositivi di abbattimento alla scadenza del termine di attuazione della presente direttiva sono esentati dal conformarsi ai valori limite di emissione di cui all'allegato III A, a condizione che il totale delle emissioni dell'impianto non superi le emissioni che si sarebbero verificate osservando tutti i requisiti di cui all'allegato III A. La portata e la natura dell'esenzione sono specificate nell'allegato III A. Per gli impianti che non applicano il piano di riduzione, ogni dispositivo di abbattimento installato dopo il termine di attuazione della presente direttiva deve rispettare tutti i requisiti di cui all'allegato III A.3. Gli impianti adibiti a due o più attività che individualmente superano le soglie di cui all'allegato III A devono:a) per le sostanze specificate nei paragrafi 6 e 8, soddisfare i requisiti di dette disposizioni per ciascun processo singolarmente;b) per tutte le altre sostanze:i) soddisfare i requisiti di cui al paragrafo 2 per ciascun processo singolarmente, oppureii) avere emissioni totali che non superino quelle che si sarebbero avute applicando il disposto del punto i).4. I valori guida sulle emissioni diffuse indicati nell'allegato III A sono rispettati per quanto fattibile tecnicamente ed economicamente.5. I processi e gli impianti che non applicano il piano di riduzione di cui all'allegato III B devono essere gestiti in condizioni di confinamento, tranne se ciò non sia fattibile tecnicamente o economicamente. Le emissioni derivanti da tutti i processi e impianti contemplati dalla presente direttiva devono essere rilasciate in maniera da tutelare la salute pubblica e l'ambiente.6. Le sostanze o i preparati che, a causa del loro tenore di composti organici volatili classificati come cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione, ai sensi della direttiva 67/548/CEE del Consiglio (7), sono muniti di etichette con le frasi R (di rischio) R45, R46, R49, R60 e R61, devono essere sostituiti, quanto prima e per quanto possibile, con sostanze o preparati meno nocivi.7. Per gli effluenti rilevanti dei composti organici di cui al paragrafo 6, cioè gli effluenti dove il flusso di massa della somma dei composti che comportano l'etichettatura di cui al paragrafo 6 è uguale o superiore a 10 g/h, deve essere rispettato un valore limite di emissione di 2 mg/m³. Il valore limite di emissione si riferisce alla somma di massa dei singoli composti.8. Per gli effluenti rilevanti dei solventi organici alogenati muniti di etichette con la frase di rischio R40, cioè gli effluenti dove il flusso di massa della somma dei composti che comportano l'etichettatura R40 è uguale o superiore a 100 g/h, deve essere rispettato un valore limite di emissione di 20 mg/m³. Il valore limite di emissione si riferisce alla somma di massa dei singoli composti.9. Devono essere adottate tutte le precauzioni opportune per ridurre al minimo le emissioni durante le fasi di avviamento e di arresto.10. Qualora sia effettuata una valutazione del rischio, in conformità al regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio (8) o alla direttiva 88/379/CEE del Consiglio (9), di una qualsiasi delle sostanze che comportano l'etichettatura R40, R60 o R61, disciplinate nell'ambito della presente direttiva, la Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo 13 della presente direttiva, esamina le conclusioni della valutazione del rischio e modifica opportunamente i controlli su queste sostanze.Articolo 6 Sostituzione1. La Commissione assicura, secondo efficienti modalità amministrative, lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e i settori interessati sull'uso di sostanze organiche e sui loro sostituti potenziali, allo scopo di esaminare l'idoneità all'uso, i possibili effetti ambientali e i costi e benefici delle opzioni disponibili e di fornire linee guida sull'uso di materiali aventi il minore impatto potenziale sull'aria, sull'acqua, sul suolo, sugli ecosistemi e sulla salute pubblica. La Commissione pubblica i risultati dello scambio di informazioni per ciascun settore.2. Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché:a) per gli impianti soggetti ad autorizzazione, si tenga conto delle linee guida di cui al paragrafo 1 ai fini di detta autorizzazione, in modo che siano usati i materiali aventi i minori effetti potenziali sull'aria, sull'acqua, sul suolo e sulla salute pubblica;b) gli impianti soggetti a registrazione dispongano delle linee guida elaborate in base al paragrafo 1.Articolo 7 SorveglianzaGli Stati membri specificano gli opportuni requisiti di sorveglianza degli effluenti, compresi i metodi e la frequenza delle misure, la procedura di valutazione e l'obbligo di sottoporre all'autorità competente di dati necessari per verificare la conformità alla presente direttiva. Le emissioni dai camini muniti di dispositivi di abbattimento e con più di 10 kg/h di carbonio organico totale al punto finale di scarico (determinato come una media mobile su 8 ore) sono tuttavia misurate in maniera continuativa.Articolo 8 Verifica dell'osservanza delle limitazioni sulle emissioni1. La conformità alle disposizioni dell'articolo 5, paragrafi 7 e 8, è verificata sulla base della somma delle concentrazioni di massa dei singoli composti organici interessati. Per tutti gli altri casi, si prende come riferimento la massa totale di carbonio organico emesso.2. Per le misurazioni continuative, i valori limite di emissione di cui all'articolo 5 e all'allegato III A sono considerati rispettati nei casi seguenti:a) nessuna delle medie mobili nel corso di 8 ore di esercizio normale supera il valore limite di emissione;b) nessuna delle medie per ora supera il valore limite di emissione stabilito di un fattore superiore a 1,5.Per calcolare i valori di cui al primo comma, si tiene conto unicamente dei periodi in cui gli impianti o i processi funzionano in regime normale.3. Per le misurazioni periodiche, si devono tenere tre letture durante ogni misurazione e l'intervallo tra le misurazioni non deve superare 24 mesi. La conformità ai valori limite di emissione di cui all'articolo 5 e all'allegato III A è considerata raggiunta se nessuno dei valori validi, misurati a caso, supera il valore limite di emissione. La conformità viene nuovamente verificata dopo una modificazione sostanziale.4. La prova della conformità a quanto segue deve essere fornita all'autorità competente:- valori limite e guida per le emissioni diffuse;- requisiti del piano di riduzione di cui all'allegato III B;- disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 3;- requisiti sulle emissioni espressi in termini di emissione di solvente per unità di prodotto.Nell'allegato IV sono indicate linee guida sui piani di gestione dei solventi che consentono di dimostrare la conformità a questi parametri.5. La Commissione organizza uno scambio di informazioni sull'applicazione dei piani di gestione dei solventi negli Stati membri, sulla base dei dati relativi all'applicazione della presente direttiva nei tre anni successivi alla scadenza del termine di attuazione. Sulla base dei risultati dello scambio di informazioni, la Commissione modifica, se opportuno, il presente articolo e l'allegato IV, secondo la procedura di cui all'articolo 13.Articolo 9 Violazioni1. Gli Stati membri adottano le misure opportune per garantire che, qualora si accerti una violazione della presente direttiva:a) il gestore informi l'autorità competente e prenda misure per garantire un tempestivo ripristino della conformità;b) se necessario, il funzionamento dell'impianto sia vietato.2. In caso di mancato conseguimento degli obiettivi di un piano nazionale approvato, lo Stato membro provvede affinché i settori industriali che non hanno rispettato i loro obblighi nell'ambito del piano si conformino ai controlli di emissione della forma specificata all'articolo 5, paragrafi 2, 3 e 4 e all'allegato III che garantiscono il rispetto di detti obblighi e che almeno soddisfano le disposizioni dell'articolo 5, paragrafi 2, 3 e 4 e dell'allegato III. La conformità deve essere raggiunta entro il termine fissato per qualsiasi altro impianto dello stesso tipo, oppure entro due anni dopo l'accertamento della violazione, a seconda di quale data sia più tardiva.Articolo 10 Sistemi di informazione e di relazione1. Ogni tre anni gli Stati membri comunicano alla Commissione informazioni sull'applicazione della presente direttiva nel contesto di una relazione settoriale concernente anche le altre direttive comunitarie pertinenti. Tale relazione è elaborata sulla base di un questionario o di uno schema elaborato dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 6 della direttiva 91/692/CEE del Consiglio (10). Il questionario o lo schema sono inviati agli Stati membri sei mesi prima dell'inizio del periodo contemplato dalla relazione. La relazione è trasmessa alla Commissione entro nove mesi dalla fine del periodo di tre anni da essa contemplato.Gli Stati membri pubblicano le loro relazioni contemporaneamente alla trasmissione di esse alla Commissione, salvo il disposto dell'articolo 3, paragrafi 2 e 3 della direttiva 90/313/CEE del Consiglio (11). La prima relazione copre il periodo 2000-2003.2. L'informazione presentata in forza del paragrafo 1 comprende in particolare:- dettagli delle autorizzazioni e registrazioni rilasciate in conformità della presente direttiva;- dettagli del grado di conformità ai requisiti di cui all'articolo 5, paragrafi 2, 3 e 4 e all'allegato III o ai requisiti di cui all'articolo 12;- conformità ai requisiti di cui all'articolo 5, paragrafi 6 e 8.Articolo 11 Accesso pubblico all'informazione1. Salvo il disposto della direttiva 90/313/CEE, gli Stati membri prendono le misure necessarie per garantire che le domande di autorizzazione di nuovi impianti o di modificazioni sostanziali siano, per un adeguato periodo di tempo, a disposizione del pubblico affinché possa esprimere le proprie osservazioni prima della decisione dell'autorità competente. Salvo il disposto della direttiva 96/61/CE, non è obbligatorio modificare la presentazione dell'informazione destinata al pubblico.La decisione dell'autorità competente, inclusa almeno una copia dell'autorizzazione e di ogni successivo aggiornamento, viene messa a disposizione del pubblico.Per gli impianti soggetti a registrazione, il registro e le pertinenti regole generali sono messi a disposizione del pubblico.2. I risultati della sorveglianza delle emissioni di cui all'articolo 7, oggetto delle condizioni di autorizzazione o registrazione e detenuti dall'autorità competente, vengono messi a disposizione del pubblico.3. Si applicano i paragrafi 1 e 2, salve le restrizioni concernenti i motivi di rifiuto da parte delle pubbliche autorità di fornire informazioni, compresa la riservatezza commerciale e industriale, di cui all'articolo 3, paragrafi 2 e 3 della direttiva 90/313/CEE.Articolo 12 Piani nazionali1. Gli Stati membri possono decidere e attuare piani nazionali per ridurre le emissioni dei processi e degli impianti industriali di cui all'articolo 1. Questi piani devono portare, entro il 30 ottobre 2007, ad una riduzione delle emissioni annue di composti organici volatili prodotte dagli impianti contemplati dalla presente direttiva, come minimo della stessa quantità che sarebbe stata raggiunta applicando i limiti di emissione di cui all'articolo 5, paragrafi 2, 3 e 4 e all'allegato III.Lo Stato membro che opta per il piano nazionale è esentato dall'applicare i valori limite di emissione di cui all'articolo 5, paragrafi 2, 3 e 4 e all'allegato III.2. Il piano comprende un elenco delle misure legali prese o da prendere per garantire il raggiungimento dell'obiettivo di cui al paragrafo 1, compresi i dettagli del meccanismo di sorveglianza proposto, nonché obiettivi di riduzione intermedi e vincolanti con riferimento ai quali sia possibile misurare i progressi realizzati.3. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una copia del piano entro il termine di attuazione della presente direttiva. Al piano va allegata una documentazione di sostegno, sufficiente a verificare che l'obiettivo di cui al paragrafo 1 sarà raggiunto, nonché qualsiasi altra documentazione espressamente richiesta dalla Commissione.4. Gli Stati membri designano un'autorità nazionale per la raccolta e la valutazione della documentazione di cui al paragrafo 3, nonché per l'attuazione del piano nazionale.5. Se la Commissione, nell'esaminare il piano o nell'esaminare le relazioni sui progressi compiuti presentate dagli Stati membri in forza dell'articolo 10, ritiene che i risultati del programma non saranno raggiunti entro il termine indicato, ne informa lo Stato membro e il comitato di cui all'articolo 13, esponendo i motivi di questo suo parere, entro sei mesi dal ricevimento del piano o della relazione. Lo Stato membro notifica alla Commissione, entro tre mesi, le misure correttive che intende prendere per garantire il conseguimento degli obiettivi.6. Riguardo al piano originario, se la Commissione entro sei mesi dalla notificazione delle misure correttive decide che queste misure sono insufficienti a garantire il conseguimento dell'obiettivo del piano entro il termine indicato, lo Stato membro è obbligato a rispettare i requisiti dell'articolo 5, paragrafi 2, 3 e 4 e dell'allegato III entro il termine specificato nella presente direttiva per gli impianti esistenti ed entro dodici mesi dalla data della decisione della Commissione per i nuovi impianti.Articolo 13 Comitato consultivo1. La Commissione è assistita dal comitato istituito in virtù dell'articolo 19, paragrafo 1 della direttiva 96/61/CE (in prosieguo: «il comitato»), che agisce secondo una procedura di consultazione.2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato, entro un termine che il presidente può fissare in previsione dell'urgenza della questione in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione.Il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.Articolo 14 SanzioniGli Stati membri decidono le sanzioni applicabili alle violazioni delle disposizioni nazionali emanate in attuazione della presente direttiva e prendono tutte le misure necessarie per la loro esecuzione. Le sanzioni devono essere efficaci, proporzionali e dissuasive. Gli Stati membri notificano alla Commissione, entro il termine di cui all'articolo 15, dette disposizioni e notificano senza indugio ogni loro successiva modificazione.Articolo 15 AttuazioneGli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 1999. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto nazionale che essi adottano nel campo disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 16 Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 17 DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU n. C 112 del 20. 12. 1973, pag. 1.(2) GU n. C 139 del 13. 6. 1977, pag. 1.(3) GU n. C 46 del 17. 2. 1983, pag. 1.(4) GU n. C 328 del 7. 12. 1987, pag. 1.(5) GU n. C 128 dell'1. 2. 1993, pag. 1.(6) GU n. L 257 del 10. 10. 1996, pag. 26.(7) GU n. 196 del 16. 8. 1967, pag. 1.(8) GU n. L 84 del 5. 4. 1993, pag. 1.(9) GU n. L 187 del 16. 7. 1988, pag. 14.(10) GU n. L 377 del 31. 12. 1991, pag. 48.(11) GU n. L 158 del 23. 6. 1990, pag. 56.ALLEGATO I CAMPO DI APPLICAZIONE Categorie di attività industriali di cui all'articolo I. Il processo comprende sempre la pulizia della relativa apparecchiatura, ma non la pulizia del pezzo lavorato.Rivestimento adesivo- qualsiasi processo in cui un adesivo è applicato ad una superficie, ad eccezione del rivestimento adesivo e dei laminati adesivi nei processi di stampa.Processi di rivestimento- qualsiasi processo in cui un film continuo di un rivestimento è applicato in una sola volta o in più volte su:- i veicoli elencati qui di seguito:- autovetture nuove, definite come veicoli della categoria M1 nella direttiva 70/156/CEE e della categoria N1, nella misura in cui esse sono trattate nello stesso impianto come i veicoli M1,- cabine di autocarri, definiti come la cabina per il guidatore e tutto l'alloggiamento integrato per l'apparecchiatura tecnica dei veicoli delle categorie N2 e N3 nella direttiva 70/156/CEE,- furgoni e autocarri, definiti come veicoli delle categorie N1, N2 e N3 nella direttiva 70/156/CEE, ma escluse le cabine degli autocarri,- autobus, definiti come veicoli delle categorie M2 e M3 nella direttiva 70/156/CEE;- superfici metalliche e di plastica;- superfici di legno;- superfici tessili, in tessuto, in film e in carta;- cuoio.Non è compreso il rivestimento metallico di substrati mediante elettroforesi e spruzzatura chimica. Se il processo di rivestimento comprende una fase durante la quale è stampato lo stesso articolo, questa fase di stampa è considerata parte del processo di rivestimento. Non sono però inclusi i processi di stampa a sé stanti.Verniciatura in continuo (coil coating)- qualsiasi processo per rivestire acciaio in bobine, acciaio inossidabile, acciaio rivestito, leghe di rame o nastro di alluminio con rivestimento filmogeno o rivestimento con lamine in un processo in continuo.Conversione di gomma naturale o sintetica- miscela, macinazione, dosaggio, calandratura, estrusione e vulcanizzazione di gomma naturale o sintetica e ogni operazione ausiliaria per trasformare gomma naturale o sintetica in un prodotto finito.Pulizia a secco- qualsiasi processo che utilizza composti organici volatili per eliminare contaminazioni dai seguenti beni di consumo o manufatti: pellicce, cuoio, pelli, tessili o altri oggetti a base di fibre.Impregnazione di superficie di legno- qualsiasi processo di applicazione al legno di antisettici.Fabbricazione di rivestimenti, vernici, inchiostro e adesivi- la fabbricazione dei prodotti finali sopra indicati e di quelli intermedi se effettuata presso lo stesso impianto mediante miscela di pigmenti, resine e materiali adesivi con solventi organici o altre basi, comprese attività di dispersione e di dispersione preliminare, correzioni di viscosità e tinta, nonché operazioni di riempimento del prodotto finale nel contenitore.Fabbricazione di prodotti farmaceutici- sintesi chimica, fermentazione, estrazione, formulazione e finitura di prodotti farmaceutici o di prodotti intermedi.Stampa- un processo di riproduzione di testi e/o immagini nel quale, mediante un vettore di immagine, l'inchiostro è trasferito su qualsiasi tipo di superficie. Sono comprese le tecniche correlate di verniciatura, rivestimento e laminazione. Rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva soltanto i sottoprocessi seguenti:flessografia: un processo di stampa rilievografica con forma flessibile, di polimeri o di gomma, che impiega inchiostri a bassa viscosità che seccano mediante evaporazione;offset: un processo di stampa indiretta con un vettore di immagine dove la zona stampante e quella non stampante sono sullo stesso piano e il materiale da stampare è immesso nella macchina da una bobina in modo distinto da lamine separate. La zona non stampante è trattata in modo da attirare acqua e respingere inchiostro. La zona stampante è trattata per assorbire e trasmettere inchiostro sulla superficie da stampare. L'evaporazione avviene in un forno dove si utilizza aria calda per riscaldare il materiale stampato;laminazione associata al processo di stampa: si fanno aderire insieme due o più materiali flessibili per produrre laminati;fabbricazione di carta per rotocalco: rotocalcografia per stampare carta destinata a riviste, opuscoli, cataloghi o prodotti simili, usando inchiostri a base di toluene;rotocalcografia: un processo di stampa incavografica diretta; la forma è un cilindro nel quale la zona stampante si trova al di sotto della zona non stampante e vengono usati inchiostri liquidi che asciugano mediante evaporazione. Le cellette sono riempite con inchiostro e l'eccesso è rimosso dalla zona non stampante prima che la zona stampante venga a contatto del cilindro e assorba l'inchiostro dalle cellette;offset dal rotolo: un processo dove l'inchiostro è trasferito sulla superficie da stampare facendolo passare attraverso un supporto poroso dove la zona stampante è aperta e quella non stampante è isolata ermeticamente, usando inchiostri liquidi che seccano soltanto mediante evaporazione. Il sistema a bobina significa che il materiale da stampare è immesso nella macchina da una bobina in modo distinto da lamine separate;laccatura: un processo di applicazione ad un materiale flessibile di una vernice o di un rivestimento adesivo in vista della successiva sigillatura del materiale di imballaggio.Pulizia di superficie- qualsiasi processo, a parte la pulizia a secco, che utilizza solventi organici per eliminare la contaminazione dalla superficie di materiali, compresa la sgrassatura. Un processo di pulizia comprendente più di una fase prima o dopo qualsiasi altra fase di lavorazione viene considerato un processo di pulizia di superficie. Questo processo riguarda la pulizia del pezzo lavorato e non la pulizia dell'attrezzatura.Estrazione di olio vegetale e processi di raffinazione di grasso e olio vegetale- l'estrazione di olio vegetale da semi e altre sostanze vegetali, la trasformazione di residui secchi per la produzione di mangimi, la depurazione di grassi ed oli vegetali ricavati da semi, sostanze vegetali e/o sostanze animali.Finitura di veicoli (1)- tutti i processi di rivestimento di un veicolo stradale, come definito nella direttiva 70/156/CEE, o parte di esso, eseguiti in chiave di riparazione, manutenzione o decorazione al di fuori degli stabilimenti di produzione e il rivestimento originale del veicolo con materiali del tipo di finitura se il trattamento è eseguito al di fuori della linea originale di produzione.Rivestimento di filo per avvolgimento- rivestimento di conduttori metallici usati per avvolgere la matasse nei trasformatori, motori, ecc.Stratificazione di legno e plastica- processo in cui si fanno aderire insieme legno e/o plastica per produrre laminati.(1) La Commissione deve esaminare approcci per disciplinare questo settore mediante un controllo dei prodotti usati e, di conseguenza, potrà togliere questo settore dal campo di applicazione della presente proposta per disciplinarlo altrimenti.ALLEGATO II DEFINIZIONI TECNICHE Ai fini della presente direttiva, si intende per:Adesivo- qualsiasi preparato, compresi tutti i solventi organici o i preparati contenenti solventi organici necessari per una corretta applicazione, usato per far aderire parti separate di un articolo manufatto.Solvente organico alogenato- un solvente organico che contiene almeno un atomo alogenato per molecola.Rivestimento- ogni preparato, compresi tutti i solventi organici o i preparati contenenti solventi organici necessari per una corretta applicazione, usato per ottenere su una superficie un effetto decorativo, protettivo o funzionale.Consumo- il totale di solventi organici che entrano in un impianto o processo per anno civile, oppure qualsiasi altro periodo di 12 mesi, detratto qualsiasi composto organico volatile recuperato per riuso.Inchiostro- un preparato, compresi tutti i solventi organici o i preparati contenenti i solventi organici necessari per una corretta applicazione, usato in un processo di stampa per stampare testi o immagini su una superficie.Media mobile di 8 ore- il calcolo, una volta all'ora, della media aritmetica di tutte le misure valide effettuate nel periodo precedente di 8 ore, in condizioni normali di funzionamento.Capacità nominale- la massa massima di solventi organici utilizzati in un impianto, espressa in media giornaliera, se l'impianto funziona in condizioni di esercizio normale e con il rendimento previsto.Esercizio normale- tutti i periodi di funzionamento di un impianto o un processo, ad eccezione delle operazioni di avviamento, arresto e manutenzione delle attrezzature.Preparato- miscele o soluzioni composte di due o più sostanze.Riuso di solventi organici- uso di solventi organici recuperati da un impianto per qualsiasi scopo tecnico o commerciale, ivi compreso l'uso come combustibile se ciò è dimostrato a soddisfacimento dell'autorità competente, ad esclusione del trattamento, come rifiuti, dei solventi organici recuperati.Condizioni standard- una temperatura di 273,15 K ed una pressione di 101,3 kPa.Operazioni di avviamento e di arresto- operazioni di messa in servizio, messa fuori servizio, messa in inattività di un processo, un elemento dell'attrezzatura o un serbatoio. Le fasi regolari di oscillazione di un processo non devono essere considerate come avviamenti e arresti.Piccolo impianto- un impianto che figura ai punti 6, 11 o 12 dell'allegato III A ovvero nella fascia di soglia più bassa dei punti 1, 3, 4, 5, 8, 10, 13, 16 o 18 dell'allegato III A.Verniciatura- un rivestimento trasparente.Gas di scarico- gli effluenti gassosi finali contenenti composti organici o altri inquinanti, emessi nell'aria da una ciminiera, un camino o un'apparecchiatura di abbattimento. I flussi volumetrici sono espressi in [m³/h] in condizioni standard.ALLEGATO III A: SOGLIE E LIMITI DI EMISSIONE >SPAZIO PER TABELLA>Articolo 5, paragrafo 2 Gli impianti indicati nella tabella precedente come soggetti a limiti di emissione di 75 mgC/m³ o 100 mgC/m³ e che sono equipaggiati di un'apparecchiatura di abbattimento che consente di rispettare un limite di emissione di 150 mgC/m³ e che non sono stati messi in servizio prima del 1994 sono esonerati dal rispettare i valori limite di emissione della tabella precedente, a condizione che le emissioni totali dell'impianto non superino quelle che si avrebbero avute rispettando tutti i requisiti della tabella.Verniciatura di veicoli I limiti di emissione sono espressi in grammi di solvente emesso per metro quadro di superficie del prodotto.La superficie dei prodotti di cui alla tabella precedente è definita come segue:- la superficie calcolata sulla base del rivestimento per elettroforesi totale e la superficie di tutte le parti eventualmente aggiunte nelle fasi successive del processo di verniciatura, rivestite con le stesse vernici usate per il prodotto in questione, o la superficie totale del prodotto verniciato nell'impianto.La superficie del rivestimento per elettoforesi è calcolata con la formula:>NUM>2 × peso totale della scocca>DEN>spessore medio della lamiera × densità della lamieraQuesto metodo si applica anche per altre parti rivestite di lamiera.La progettazione assistita dal computer o altri metodi equivalenti sono usati per calcolare la superficie delle altre parti aggiunte oppure la superficie totale rivestita nell'impianto.Nella tabella seguente, il limite di emissione totale si riferisce a tutte le tappe del processo che si svolgono nello stesso impianto, dal rivestimento mediante elettroforesi o altro processo, comprese le operazioni di lucidatura finale, nonché al solvente utilizzato per pulire l'attrezzatura. Il limite è espresso in massa totale di composti organici per metro quadro della superficie totale del prodotto trattato.>SPAZIO PER TABELLA>Gli impianti di verniciatura di veicoli con soglie di consumo di solvente inferiori ai valori della tabella di cui sopra devono rispettare i requisiti per il settore finitura di veicoli di cui all'allegato III A.B: PIANO DI RIDUZIONE 1. Principi Il piano di riduzione ha l'obiettivo di conseguire riduzioni di emissione equivalenti a quelle conseguite applicando con mezzi diversi i valori limite. Il piano deve essere impostato in modo da tener conto degli elementi seguenti:i) se i prodotti di sostituzione a tenore di solvente zero o ridotto sono ancora in fase di sviluppo, il gestore deve disporre di un periodo di proroga per attuare i suoi piani di riduzione di emissione;ii) il punto di riferimento per le riduzioni di emissione dovrebbe corrispondere il più fedelmente possibile alle emissioni che ci sarebbero state in assenza di un intervento di riduzione.Il piano seguente si applica agli impianti per i quali si può ipotizzare un tenore costante in materia solida del prodotto che è utilizzato per definire il punto di riferimento per le riduzioni di emissione. Qualora il metodo seguente sia inadeguato, l'autorità competente può applicare qualsiasi piano alternativo di esenzione che soddisfi i principi qui esposti.2. Prassi i) Il gestore deve presentare un piano di riduzione di emissione comprendente in particolare diminuzioni del tenore medio di solvente dell'input totale e/o maggiore efficienza nell'uso di materie solide per conseguire una riduzione delle emissioni totali dell'impianto rispetto ad una data percentuale delle emissioni di riferimento annue, designate emissione obiettivo. Ciò deve avvenire entro i termini seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>ii) L'emissione annua di riferimento è calcolata come segue:a) la massa totale di materia solida nella quantità di rivestimento e/o inchiostro, prodotto verniciante o adesivo consumata in un anno è determinata;b) le emissioni annue di riferimento sono calcolate moltiplicando la massa determinata di cui alla lettera a) con l'opportuno fattore elencato nella tabella seguente. Le autorità competenti possono modificare questi fattori per singoli impianti onde riflettere il provato aumento di efficienza nell'uso di materia solida;>SPAZIO PER TABELLA>iii) l'emissione obiettivo è uguale all'emissione annua di riferimento moltiplicata per una percentuale pari al:- valore limite di emissione diffusa + 15 per gli impianti che rientrano nel punto 6 e nella fascia di soglia inferiore dei punti 8 e 10 dell'allegato III A;- valore limite di emissione diffusa + 5 per tutti gli altri impianti;iv) la conformità è realizzata se il consumo effettivo di solvente determinato in base al piano di gestione dei solventi è inferiore o uguale all'emissione obiettivo.ALLEGATO IV PIANO DI GESTIONE DEL SOLVENTI 1. Introduzione Il presente allegato contiene linee guida sulla realizzazione di un piano di gestione dei solventi, presenta i principi da applicare (punto 2), fornisce un quadro per il bilancio di massa (punto 3) nonché indicazioni sui requisiti di verifica della conformità (punto 4).2. Principi Il piano di gestione dei solventi ha gli obiettivi seguenti:i) verifica della conformità, come specificato all'articolo 8, paragrafo 4;ii) identificazione delle future opzioni di riduzione;iii) consentire di mettere a disposizione del pubblico informazioni in materia di consumo di solvente, emissioni di solvente e conformità alla presente direttiva.3. Definizioni Le seguenti definizioni forniscono un quadro di riferimento per elaborare il bilancio di massa.Input di solventi organiciI1. La quantità di solventi organici o la loro quantità nei preparati acquistati che sono immessi nel processo nell'arco di tempo in cui viene calcolato l'equilibrio di massa.I2. La quantità di solventi organici o la loro quantità nei preparati recuperati e reimmessi come solvente nel processo. (Il solvente riciclato è registrato ogniqualvolta entra nel processo).Output di solventi organiciO1. Emissioni catturate di solventi organici e/o composti organici, dovute al consumo di solvente, emesse alla bocca dei camini o all'uscita dell'apparecchiatura di abbattimento.O2. Solventi organici persi nell'acqua, ove del caso, tenendo conto del trattamento delle acque reflue nel calcolare O5.O3. La quantità di solventi organici che rimane come contaminante o residuo nei prodotti all'uscita del processo.O4. Emissioni non catturate di solventi organici nell'aria. Ciò comprende la ventilazione generale dei locali nei quali l'aria è scaricata all'esterno attraverso finestre, porte, sfiatatoi e aperture simili.O5. Solventi organici e/o composti organici persi a causa di reazioni chimiche o fisiche (inclusi ad esempio quelli distrutti mediante incenerimento oppure altri gas di scarico o trattamenti delle acque reflue, o catturati, ad esempio mediante adsorbimento, nella misura in cui essi non siano contabilizzati ai punti O6, O7 o O8).O6. Solventi organici contenuti nelle acque di raccolta.O7. Solventi organici o solventi organici contenuti in preparati venduti o che saranno venduti come articolo a validità commerciale.O8. Solventi organici contenuti nei preparati recuperati per reimpiego, ma non per immissione nel processo, nella misura in cui non sono contabilizzati al punto O7.O9. Solventi organici smaltiti nel terreno.4. Linee guida sull'uso del piano di gestione dei solventi per la verifica di conformità L'applicazione del piano di gestione dei solventi sarà determinata in base ai requisiti particolari da verificare, come segue:i) Verifica della conformità rispetto all'opzione di riduzione dell'allegato III B, a un limite di emissione espresso in emissione di solvente per unità di prodotto e ai requisiti dell'articolo 5, paragrafo 3, lettera b).a) Per tutti i processi che applicano l'allegato III B il piano di gestione dei solventi deve essere elaborato ogni anno per determinare il consumo. Il consumo può essere calcolato secondo la formula seguente:C = I1 - O8In parallelo si devono anche determinare le materie solide usate nel rivestimento per calcolare l'emissione di riferimento annua e l'emissione obiettivo ogni anno.b) Per valutare la conformità ad un limite di emissione espresso in emissioni di solvente per unità di prodotto, il piano di gestione dei solventi deve essere elaborato ogni anno per determinare le emissioni. Le emissioni possono essere calcolate con la formula seguente:E = F + O1dove F è l'emissione diffusa quale definita alla sezione ii), lettera a), più avanti. Il valore di emissione è poi diviso con il pertinente parametro di prodotto.c) Per valutare la conformità ai requisiti dell'articolo 5, paragrafo 3, lettera b), il piano di gestione dei solventi deve essere elaborato ogni anno per determinare le emissioni totali di tutti i processi interessati; questa cifra va poi comparata con le emissioni totali che si avrebbero avute se fossero stati rispettati per ogni processo in chiave distinta, i requisiti dell'allegato III.ii) Determinazione delle emissioni diffuse per raffronto con i valori guida e limite dell'allegato III A:a) MetodologiaLe emissioni diffuse possono essere calcolate secondo la seguente formula:F = I1 - O1 - O5 - O6 - O7 - O8Questa quantità può essere determinata mediante misure dirette delle quantità. Alternativamente, si può effettuare con altri mezzi un calcolo equivalente, ad esempio utilizzando l'efficienza di cattura del processo.Il limite di emissione diffusa è espresso in percentuale dell'input che può essere calcolato con la formula seguente:I = I1 + I2b) FrequenzaLa determinazione delle emissioni diffuse per una parte dell'impianto può essere effettuata mediante una serie breve ma generale di misure e non deve essere ripetuta sino all'eventuale modifica dell'impianto. Tuttavia, tranne se ogni parte dell'impianto rispetta i valori limite di emissione diffusa singolarmente, si deve elaborare un piano annuo di gestione dei solventi per l'impianto nel suo insieme per garantire che esso rispetti il valore limite di emissione diffusa.