CELEX: 31987D0515
Language: it
Date: 1987-02-11 00:00:00
Title: 87/515/CEE: Decisione della Commissione dell'11 febbraio 1987 relativa ad un aiuto concesso dalla Repubblica federale di Germania per l'acquisto e la locazione dei fabbricati della ditta Seeadler, produttrice di prodotti a base di pesci a Cuxhaven, Bassa Sassonia (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)

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31987D0515

87/515/CEE: Decisione della Commissione dell'11 febbraio 1987 relativa ad un aiuto concesso dalla Repubblica federale di Germania per l'acquisto e la locazione dei fabbricati della ditta Seeadler, produttrice di prodotti a base di pesci a Cuxhaven, Bassa Sassonia (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 295 del 20/10/1987 pag. 0025 - 0030

*****DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  dell'11 febbraio 1987  relativa ad un aiuto concesso dalla Repubblica federale di Germania per l'acquisto e la locazione dei fabbricati della ditta Seeadler, produttrice di prodotti a base di pesci a Cuxhaven, Bassa Sassonia  (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)  (87/515/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,  visto il regolamento (CEE) n. 3796/81 del Consiglio, del 29 dicembre 1981, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotto della pesca (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2315/86 (2),  dopo aver invitato, conformemente all'articolo 93, paragrafo 2, primo comma del trattato, tutti gli interessati a presentare le loro osservazioni (3) ed esaminate tali osservazioni;  considerando quanto segue:  I  Antecedenti e descrizione dei fatti  Su richiesta esplicita della Commissione, motivata dal reclamo presentato da alcuni interessati, il governo tedesco, con lettera in data 23 aprile 1985, ha fornito informazioni circa una operazione combinata d'acquisto e di locazione dei fabbricati della ditta Seeadler da parte del Land Bassa Sassonia.  L'operazione è avvenuta nell'autunno 1983. Lo stabilimento in causa, insediato a Cuxhaven, fa parte del gruppo « Nordsee », che appartiene alla società multinazionale « Unilever » e fabbrica conserve e preparazioni a base di pesce. L'impresa utilizza il terreno del Land Bassa Sassonia in enfiteusi (durata normale: 99 anni). Alla scadenze del contratto d'affitto enfiteutico, questo terreno ritornerà al Land Bassa Sassonia insieme agli immobili su di esso edificati.  Nell'autunno 1983 il Land Bassa Sassonia ha acquistato i fabbricati della ditta per un importo di 30 milioni di DM (25 milioni per l'acquisto vero e proprio e 5 milioni per la manutenzione ed il miglioramento dei fabbricati, da versare dietro presentazione delle fatture). Il Land Bassa Sassonia ha contemporaneamente dato in locazione alla stessa ditta gli immobili acquistati, per 500 000 DM all'anno.  Il governo della Repubblica federale di Germania contesta il carattere d'aiuto dell'operazione in causa, poiché ritiene che il canone d'affitto sia equo e comparabile con gli importi pagati da imprese concorrenti.  L'aiuto rientra nel campo d'applicazione degli articoli 92, 93 e 94 del trattato, in virtù del disposto dell'articolo 28 de regolamento (CEE) n. 3796/81.  Al termine di un primo esame, la Commissione ha ritenuto che l'operazione di acquisto-locazione equivalesse ad un aiuto concesso dallo Stato ad un'impresa, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, dato che le condizioni del contratto sono molto favorevoli e non si attengono ai normali criteri finanziari. Si tratta inoltre di un aiuto versato al beneficiario senza una vera e propria  contropartita. Tale aiuto esercita un importante effetto diretto sulla concorrenza e sugli scambi, ponendo l'impresa interessata in una condizione concorrenziale più favorevole di quelle delle altre imprese tedesche e comunitarie.  Di conseguenza la Commissione ha deciso di avviare nei confronti dell'aiuto la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato e di invitare, con lettera in data 24 luglio 1985, il governo tedesco a presentare le proprie osservazioni in merito.  Osservazioni degli interessati  Uno Stato membro e diversi interessati hanno inviato le loro osservazioni alla Commissione: tutti condividono il parere della Commissione.  II  Osservazioni del governo federale tedesco  Nelle risposte inviate il 30 ottobre 1985 e il 6 gennaio 1986, il governo federale ha presentato le seguenti argomentazioni:  1. Conformemente alla prassi vigente in altri porti tedeschi e comunitari, i terreni su cui sono insediate le imprese di Cuxhaven appartengono normalmente ai poteri pubblici, che gestiscono i porti. I fabbricati appartengono pertanto al Land Bassa Sassonia e sono dati in affitto alle imprese. Soltanto in casi eccezionali le imprese hanno costruito per proprio conto sui terreni detenuti in affitto enfiteutico e questo è avvenuto nel caso dell'impresa in causa.  2. Il prezzo d'acquisto dello stabilimento corrisponde al reale valore commerciale dei fabbricati, stimato da esperti conformemente alle norme vigenti. L'importo non è quindi troppo elevato ed il suo pagamento non può essere considerato, di per sè, come un aiuto ai sensi dell'articolo 92 del trattato. Inoltre il canone annuo d'affitto per i fabbricati ammonta a 23,176 DM al m2 e rientra quindi nella media dei canoni d'affitto applicati ad altre aziende, che variano tra 16,30 DM a 42,50 DM al m2.  3. Il terreno torna al proprietario soltanto dopo un periodo di 26 anni, conformemente ad un contratto supplementare sui diritti di superficie, concluso nel 1951. È previsto, in tal caso, un risarcimento conforme all'articolo 14 del contratto sui diritti di superficie ed il Land Bassa Sassonia non avrebbe potuto rifiutarlo, stando alle direttive in materia.  4. Il Land Bassa Sassonia cede gli immobili nell'interesse di una buona gestione del fabbisogno collettivo. Il funzionamento del porto di pesca di Cuxhaven è considerato una funzione pubblica. L'interesse del Land è quindi in particolare quello di garantire che le attrezzature d'infrastruttura consentano un'utilizzazione ottimale del porto nel suo complesso, ai costi meno elevati. Se una parte considerevole del terreno portuale non fosse sufficientemente utilizzata, vi sarebbe uno scarso tasso di utilizzazione di tutti gli impianti d'infrastruttura e, di conseguenza, un aumento sensibile dei costi unitari. Dato che la società madre prevedeva di spostare i propri impianti da Cuxhaven a Bremerhaven, la capacità del porto rischiava una notevole sottoutilizzazione. Se il Land Bassa Sassonia fosse intervenuto in data successiva, ad esempio alla fine del contratto sui diritti di superficie, nell'anno 2011, non sarebbe più stato possibile impedire tale degrado.  5. Il governo tedesco rileva inoltre che Cuxhaven costituisce un polo di sviluppo regionale prioriario nel quadro del 13o piano quadro per la realizzazione dell'obiettivo comunitario di migliorare le strutture economiche regionali, i cui principi sono stati approvati dalla Commissione.  6. L'oggetto della transazione è, oltre al mantenimento in loco, l'ammodernamento dell'azienda, senza la creazione di nuove capacità. Le misure di ristrutturazione hanno come conseguenza immediata il mantenimento dei posti di lavoro e consentono di sperare nella creazione di nuovi posti di lavoro, proporzionalmente agli investimenti.  Per tale motivo, oltre all'importo del prezzo d'acquisto di 25 milioni di DM, è stata riservata una somma di 5 milioni di DM per lavori di riparazione (di cui si è tenuto conto nella perizia) e per il rinnovo e l'ammodernamento dei fabbricati, lavori che, pur spettando in teoria al proprietario, sono stati eseguiti dal locatario, ai fini del buon andamento dei lavori. Il Land Bassa Sassonia, che nell'ottobre 1985 aveva versato 4,8 milioni di DM, ritiene che l'onere dei lavori di rinnovo sia la conseguenza necessaria del trasferimento di proprietà e non possa quindi essere considerato come un elemento avente carattere d'aiuto.  7. Per i motivi di cui sopra, il rapporto tra canone d'affitto e prezzo d'acquisto non può essere comparato ai normali tassi di resa del capitale. Il canone d'affitto stabilito corrisponde ai canoni praticati nella zona. Il tasso di resa immediato dei fabbricati ad uso industriale o commerciale è pari, in genere, al 2-3 % al massimo. Non è quindi possibile attribuire all'operazione il carattere d'aiuto neppure su questa base, dato che i tassi d'ammortamento riportati in bilancio servono a fini fiscali e non sono quindi indicativi per la questione di cui trattasi. La valutazione del valore dovrebbe avvenire piuttosto tramite tassi d'ammortamento basati su un calcolo dei costi. Le ripercussioni indirette sui costi della infrastrutture portuali costituiscono invece l'elemento determinante per dimostrare che non si tratta di un aiuto, nell'accezione attribuita al termine in questo contesto. L'acquisizione è avvenuta nell'interesse della gestione dei beni collettivi e quindi dell'espletamento delle funzioni pubbliche. 8. Inoltre, il fatto che l'impresa in causa sia proprietaria di immobili nella zona portuale costituisce un'eccezione. L'unica azienda che, in misura molto modesta, ha utilizzato beni enfiteutici è fallita nel 1983. Le altre aziende concorrenti di Cuxhaven hanno affittato, fin dall'inizio, terreni e fabbricati appartenenti al Land. Lo stesso dicasi per Bremerhaven e per altri porti di vari Stati membri della Comunità. Non si può quindi affermare che ci sia stata distorsione della concorrenza. Non vi è distorsione della concorrenza anche perché le esportazioni (conserve di aringhe, prodotti in marinata e conservati sott'olio sono scarse e le importazioni concorrenziali sono limitate. Non potrebbero quindi esservi ripercussioni notevoli sugli scambi internazionali.  9. Il governo tedesco sostiene infine quanto segue:  - nella causa Arbede Saarstahl, la Commissione ha dichiarato espressamente che non considera come aiuto la vendita al Land, a condizioni normali, di beni immobili dell'Arbed Saarstahl GmbH;  - nel quadro del programma dei Laender costieri della Germania federale settentrionale per lo sviluppo e la razionalizzazione della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti della pesca, di cui al regolamento (CEE) n. 355/7 del Consiglio (1), la Commissione ha riconosciuto la necessità di « sovvenzionare » la ristrutturazione dell'industria della trasformazione del pesce;  - come nel caso della nazionalizzazione di imprese private, il passaggio di proprietà di beni immobili nel settore pubblico non costituisce un aiuto, se l'operazione ha fini pubblici. La redditività della proprietà pubblica non può quindi essere considerata come un criterio idoneo a valutare il carattere di aiuto;  - fatto salvo quanto precede, la concessione di tale aiuto, stando ai criteri definiti dalla Commissione, sarebbe compatibile con il mercato comune, nelle condizioni effettive, conformemente all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) e c) del trattato;  - il gruppo di lavoro « porti marittimi » ha analizzato, in una relazione del 1977, il finanziamento di « superstrutture » nei vari Stati membri ed ha constatato, nella relazione del 1980, che le varie forme di finanziamento non hanno causato gravi distorsioni della concorrenza tra gli Stati membri.  III  Valutazione sul piano giuridico  1. Per quanto riguarda il risarcimento che dovrebbe eventualmente essere versato per i fabbricati costruiti dall'impresa sul terreno in enfiteusi, indennità che potrebbe derivare dalle nuove prassi amministrative, il governo tedesco rinvia alla circolare ministeriale relativa alle costituzione dei diritti di superficie (Ministero delle finanze, 14 giugno 1978, 262129/1-(11)), a norma della quale è previsto un risarcimento alle seguenti condizioni:  a) in caso di esercizio del diritto di ritorno di un bene alla scadenza prevista, se il proprietario non riprende il terreno nel suo stato iniziale, ma con i fabbricati che vi sono stati constuiti;  b) se l'avente diritto ha ottenuto l'accordo scritto del proprietario del terreno per il progetto di costruzione;  c) per i due terzi del valore commerciale, senza superare l'importo dei costi.  La circolare del 14 giugno 1978 non si applica però ai contratti stipulati anteriormente, come precisato al punto 8, in cui si afferma che i contratti enfiteutici già esistenti non son presi in considerazionee.  Nella fattispecie il governo del Land non è quindi tenuto a pagare e pertanto ciò non può essere invocato per rendere minimo il costo dell'operazione d'acquisto, a causa di una spesa futura inevitabile.  Dato che dopo 26 anni i fabbricati torneranno al Land Bassa Sassonia senza spese, si puó fin d'ora constatare che in questo periodo l'azienda avrà realizzato un beneficio netto di circa 12 milioni di DM, cioè 25 milioni di DM - 26×500 000 DM, senza tener conto dei vantaggi connessi con l'operazione combinata d'acquisto-locazione.  2. Quanto al versamento di 5 milioni di DM per l'ammodernamento dell'azienda, si suppone che esso sia stato effettuato in seguito al trasferimento di proprietà. Dal contratto enfiteutico risulta che il locatario deve mantenere in buono stato, a proprie spese i fabbricati costruiti e fare effettuare i lavori di riparazione e di rinnovo richiesti dal Land Bassa Sassonia. Di conseguenza, al momento della vendita, i fabbricati dovevano trovarsi in uno stato tale da non richiedere ammodernamento da parte dell'acquirente oppure essere rinnovati a spese del detentore.  3. È vero che il tasso d'interesse sulle spese di pubblica utilità non è comparabile ai tassi d'interesse praticati nel settore privato, ma qui la necessità di garantire la piena utilizzazione dell'infrastruttura è invocata a favore di un'unica impresa, di grandi dimensioni, che riceve un sostegno finanziario notevole, cosa che non succede per le altre imprese del settore. Inoltre le autorità regionali del Land Bassa Sassonia hanno dovuto finanziare l'acquisto dei fabbricati dello stabilimento Seeadler, per un importo di 30 milioni di DM. Un finanziamento dà luogo, normalmente, ad un pagamento d'interessi sul capitale preso a prestito: stando ai tassi d'interesse in vigore al momento del contratto, tale finanziamento costerebbe circa 2-2,4 milioni di DM (tasso d'interesse compreso tra il 7,5 e l'8 %). Il Land Bassa Sassonia, invece, con 500 000 DM  all'anno realizza un tasso di resa dell'1,7-2 % all'anno per il suo investimento. Questo tasso poco elevato si contrappone al pagamento all'impresa della somma di 25 milioni di DM, per la quale gli interessi annui in caso di investimento sul mercato finanziario superano di gran lunga la somma del canone d'affitto annuo. Ciò conferma, d'altro canto, le cifre fornite dagli ambienti interessati quanto al rapporto tra il valore commerciale del fabbricato e la sua resa (vedi punto 5).  4. È evidente che il trasferimento della proprietà di beni immobili nel settore pubblico, a fini di pubblica utilità, come d'altro canto la nazionalizzazione di un'impresa privata, non costituisce di per sé un aiuto concesso dallo Stato. Tuttavia, la redditività della proprietà pubblica che è stata oggetto del passaggio può essere presa in considerazione come criterio idoneo a valutara il carattere d'aiuto dell'operazione. La Commissione ha quindi chiaramente indicato agli Stati membri i criteri da seguire per considerare come aiuti concessi dallo Stato la partecipazione dei poteri pubblici ai capitali delle imprese (1). La partecipazione può riguardare un trasferimento totale o parziale di proprietà dal settore privato al settore pubblico. Vi è aiuto concesso dallo Stato quando in una tale operazione l'apporto di capitale è realizzato in circostanze che non sarebbero accettabili per un investitore privato che operasse alle condizioni normali di un'economia di mercato, ad esempio se la partecipazione è una partecipazione temporanea, la cui durata e il cui prezzo di cessione sono fissati in anticipo, in modo che la resa che ne risulta per colui che apporta il capitale è notevolmente inferiore alla rimunerazione che egli si sarebbe potuto aspettare da un investimento di durata comparabile sul mercato dei capitali. Questo criterio si applica nel caso della cessione dei beni immobili dell'impresa in causa al settore pubblico; si tratta quindi di un aiuto concesso dallo Stato, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato.  5. Il governo federale sostiene che l'acquisto e la locazione sono avvenuti a condizioni normali e a prezzi correnti sul piano locale. Da un'indagine effettuata sui canoni d'affitto di locali ad uso industriale e commerciale nella zona e da informazioni ottenute tanto per regioni costiere tedesche quanto per altre città risulta che i canoni d'affitto possono subire forti variazioni, a seconda dal momento della conclusione del contratto e della congiuntura e del luogo considerato. Stando alle indicazioni del governo federale, il canone d'affitto dello stabilimento in causa si situa piuttosto verso il limite inferiore della gamma di variazione. Dalle indicazioni fornite da società concorrenti si può giungere tuttavia alla conclusione che il vantaggio di cui usufruisce l'impresa sta proprio in questo conveniente canone d'affitto, combinato con l'operazione acquisto-locazione. Questo fatto è confermato dai seguenti elementi:  - una società insediata nello stesso luogo paga circa 40 DM/m2 di affitto annuo, contro circa 20 DM/m2 nella fattispecie;  - se, per calcolare il valore commerciale dei fabbricati industriali, si moltiplica la loro resa per 12 (come hanno fatto gli ambienti interessati), si ottiene per l'impresa in causa:  a) un valore commerciale di 6 milioni di DM, sulla base di un affitto annuo di 500 000 DM oppure  b) un affitto annuo di 2,5 milioni di DM (un dodicesimo del prezzo d'acquisto di 30 milioni di DM) o di 2 milioni di DM per un prezzo d'acquisto di 25 milioni di DM (detratti 5 milioni per le riparazioni).  Il fatto che l'operazione fosse intesa anche ad evitare un trasferimento dell'impresa sta a dimostrare l'esistenza di tale vantaggio.  6. Il raffronto con la causa relativa alla vendita dei terreni della società Arbed-Saarstahl GmbH non è pertinente, poiché in tal caso non vi è stata né doppia operazione simultanea di acquisto-locazione, né utilizzazione dei terreni venduti nella sfera dell'impresa.  7. Non è pertinente neppure il parere del gruppo di lavoro « porti marittimi » del 1977, secondo cui le diverse forme di finanziamento di « superstrutture » non hanno comportato gravi distorsioni della concorrenza tra gli Stati membri, in quanto tale analisi riguardava il settore dei trasporti e non il settore della pesca.  8. Il governo federale fa riferimento al 13o piano quadro dell'azione comunitaria per il miglioramento della struttura economica regionale, in cui Cuxhaven risulta un polo di sviluppo della « costa del Mare del Nord in Bassa Sassonia » e può beneficiare di un tasso d'aiuto del 20 %.  Da tale piano quadro risulta che un sano sviluppo economico di Cuxhaven è impedito dalla struttura monosettoriale della pesca. L'operazione acquisto-locazione non può porre rimedio a questa struttura monosettoriale « pesca » dell'economia regionale, poiché mira proprio a mantenere le attività di pesca esistenti, anziché incanalara i fondi pubblici verso lo sviluppo di attività complementari.  Va aggiunto che l'impresa è stata ammodernata, cosa che, in assenza di aumento della capacità, porta normalmente ad una riduzione dei posti di lavoro. Nella fattispecie l'occupazione si è mantenuta stabile, cosa che, sommata all'ammodernamento, dovrebbe portare ad un aumento della capacità, per garantire a più lungo termine l'occupazione stessa.  9. Il governo federale sottolinea che l'operazione era intesa ad eliminare una situazione eccezionale rispetto alla norma, che è la locazione alle imprese dei fabbricati appartenenti ai poteri pubblici. La reazione degli interessati dimostra che questo non è il caso generale e che, comunque, le condizioni di affitto sono notevolmente meno convenienti di quelle di cui beneficia la ditta Seeadler.  10. L'acquisto di fabbricati aziendali da parte dello Stato, combinato con la loro locazione a condizioni favorevoli all'impresa costituisce un aiuto, nel senso che le autorità regionali rinunciano così ad entrate che avvrebbero potuto ottenere. L'aiuto è tale da alleviare l'onere finanziario dell'impresa ed ha come effetto una riduzione dei costi di funzionamento. Esso ha quindi un'incidenza diretta sulla concorrenza, soprattutto se le imprese concorrenti comunitarie non godono degli stessi vantaggi. Questa operazione, inoltre, non è connessa ad alcun programma di ristrutturazione, né ad investimenti di volume proporzionale ai mezzi di aiuto impegnati.  L'accentuarsi della concorrenza dovuto alla concessione dell'aiuto, ha delle ripercussioni negative sulla situazione dei produttori degli altri Stati membri, che non beneficiano di tali aiuti.  Il mercato delle conserve e delle preparazioni a base di pesce, prodotti fabbricati dall'impresa in causa, che detiene più del 50 % del mercato tedesco, è alimentato per quasi due terzi dalla produzione nazionale e per circa un terzo da importazioni provenienti per il 50 % dagli altri Stati membri; la Repubblica federale di Germania esporta circa un quarto della sua produzione, di cui il 70 % verso gli altri Stati membri. Dato che l'impresa in causa è un esportatore importante di tali prodotti, sopprattutto sui mercati dei paesi limitrofi, le condizioni di concorrenza tra Stati membri sono certamente falsate, a discapito dei produttori degli altri Stati membri.  IV  Quando l'aiuto finanziario dello Stato potenzia la posizione di un'impresa rispetto ad altre, con essa concorrenti nella Comunità, queste ultime si considerano danneggiate dall'aiuto in causa. Nella fattispecie l'aiuto che ha ridotto i costi che l'impresa Nordsee avrebbe dovuto normalmente sostenere, può ripercuotersi negativamente sugli scambi e falsare o minacciare di falsare la concorrenza tra gli Stati membri, favorendo detta impresa ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, che statuisce le condizioni di incompatibilità di un aiuto con il mercato comune.  Le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato, che sono le uniche possibili, riguardano gli obiettivi perseguiti nell'interesse della Comunità; l'interesse di settori particolari di un'economia nazionale non è sufficiente. Le deroghe devono essere interpretate in senso stretto al momento dell'esame di un programma di aiuto a finalità regionale o settoriale e di qualsiasi caso individuale di applicazione dei regimi di aiuto generali. Le deroghe possono essere concesse soltanto nel caso in cui la Commissione abbia constatato che l'aiuto è necessario alla realizzazione di uno degli obiettivi enunciati in tali disposizioni.  Concedere il beneficio di dette deroghe ad aiuti che non implichino una contropartita, sarebbe come ammettere la possibilità di pregiudicare gli scambi tra gli Stati membri e distorsioni di concorrenza prive di giustificazione quanto all'interesse comunitario.  L'esistenza di una contropartita non è stata constatata nella fattispecie ed il governo federale non ha potuto fornire, né la Commissione ha potuto trovare una giustificazione che consenta di affermare che l'aiuto in causa soddisfa le condizioni richieste per l'applicazione di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato.  Non si tratta infatti di aiuti destinati a promuovere o ad agevolare lo sviluppo di alcune regioni e, di conseguenza, non si può applicare l'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c) del trattato, per quanto riguarda l'aspetto regionale.  Tale aiuto non costituisce neppure un progetto importante d'interesse comune europeo, né una misura atta a porre rimedio ad una perturbazione grave dell'economia tedesca e, di conseguenza, non è applicabile l'articolo 92, paragrafo 3, lettera b).  Quanto alla deroga a favore degli aiuti per agevolare lo sviluppo di alcune attività, gli aiuti in questione, destinati a ridurre alcune spese di funzionamento, non possono avere un effetto di sviluppo economico ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato. Inoltre, l'importanza degli scambi intracomunitari di prodotti della pesca non consente di ritenere che le condizioni degli scambi non siano alterate in misura inversamente proporzionale all'interesse comunitario.  Negli orientamenti dati per l'esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca (1), la Commissione ha rammentato che gli aiuti per il funzionamento aziendale sono incompatibili, in linea di massima, con il mercato comune, a meno che non sianto direttamente connessi con un piano di ristrutturazione ritenuto compatibile con il mercato comune. Questa situazione non si verifica per l'aiuto in causa.  L'aiuto incriminato deve essere considerato illecito, dato che il governo federale tedesco non ha ottemperato alle obbligazioni che gli impone l'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE.  Dall'analisi effettuata dalla Commissione risulta che tale aiuto non soddisfa neppure le condizioni richieste per beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato CEE e, di conseguenza, deve essere restituito;  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  L'aiuto concesso, nell'autunno 1983, dal Land Bassa Sassonia, tramite l'operazione combinata dell'acquisto per 30 milioni di DM dello stabilimento Seeadler a Cuxhaven e della sua immediata locazione, per 500 000 DM all'anno, alla società « Nordsee », venditrice dello stabilimento stesso, notificato tardivamente alla Commissione con lettera del 23 aprile 1985, è stato concesso in violazione del disposto dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE ed è quindi illecito. Esso è inoltre incompatibile con il mercato comune, ai sensi dell'articolo 92 del trattato.  Articolo 2  La Repubblica federale di Germania deve annullare l'operazione di cui all'articolo 1 o modificarne i termini, al fine di stabilire un rapporto tra le condizioni d'acquisto e di locazione conforme alle prassi commerciali esistenti.  Articolo 3  La Repubblica federale di Germania informa la Commissione, entro due mesi dalla notifica della presente decisione, circa le disposizioni prese per conformarvisi.  Articolo 4  La Republica federale di Germania è destinataria della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, l'11 febbraio 1987.  Per la Commissione  António CARDOSO E CUNHA  Membro della Commissione  (1) GU n. L 379 del 31. 12. 1981, pag.1.  (2) GU n. L 202 del 25. 7. 1986, pag. 1.  (3) GU n. C 227 del 7. 9. 1985, pag. 2.  (1) GU n. L 51 del 23. 2. 1977, pag. 1.  (1) Bollettino delle Comunità europee, n. 9-1984, pagg. 98-100.  (1) GU n. C 268 del 19. 10. 1985, pag. 2.