CELEX: 62020CN0172
Language: it
Date: 2020-04-08 00:00:00
Title: Causa C-172/20 P: Impugnazione proposta l’8 aprile 2020 da WV avverso l’ordinanza del Tribunale (Quarta Sezione) del 29 gennaio 2020, causa T-388/18, WV/SEAE

28.9.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 320/5
            
         
      Impugnazione proposta l’8 aprile 2020 da WV avverso l’ordinanza del Tribunale (Quarta Sezione) del 29 gennaio 2020, causa T-388/18, WV/SEAE
      (Causa C-172/20 P)
      (2020/C 320/07)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: WV (rappresentante: É. Boigelot, avvocato)
      
         Altra parte nel procedimento: Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE)
      
         Conclusioni
      
      La parte ricorrente chiede che la Corte voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare l’ordinanza del 29 gennaio 2020 del Tribunale dell’Unione europea nella causa T-388/18, con la quale il ricorso di annullamento originario della parte ricorrente è stato respinto in quanto irricevibile ed essa è stata condannata alle spese;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il convenuto in primo grado alla totalità delle spese, comprese quelle sostenute dinanzi al Tribunale dell’Unione europea, ai sensi dell’articolo 184 del regolamento di procedura della Corte di giustizia dell’Unione europea;
               
            
                  —
               
               
                  rinviare la causa dinanzi al Tribunale dell’Unione europea affinché statuisca sul ricorso.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      La parte ricorrente sostiene che, adottando l’ordinanza impugnata, il Tribunale ha violato il principio della libera produzione delle prove e la nozione di insieme di indizi concordanti e, pertanto, ha violato le regole relative all’onere della prova, in particolare per quanto riguarda le prove e gli indizi prodotti relativi al calcolo del termine di cui disponeva la parte ricorrente per poter impugnare la decisione del SEAE.
      Il motivo unico dedotto dalla parte ricorrente verte altresì sulla discriminazione, sul travisamento dei fatti nell’ordinanza impugnata e su errori manifesti di valutazione commessi dal Tribunale che hanno determinato una motivazione inesatta in diritto.