CELEX: C2006/048/38
Language: it
Date: 2006-02-25 00:00:00
Title: Causa C-4/06 P: Ricorso contro l'ordinanza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione)  26 ottobre 2005 , nella causa T-124/04, J. Ouariachi/Commissione delle Comunità europee, proposto il  4 gennaio 2006

25.2.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 48/20
            
         Ricorso contro l'ordinanza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione) 26 ottobre 2005, nella causa T-124/04, J. Ouariachi/Commissione delle Comunità europee, proposto il 4 gennaio 2006
   (Causa C-4/06 P)
   (2006/C 48/38)
   Lingua processuale: il francese
   Il 4 gennaio 2006 il sig. J. Ouariachi, rappresentato dal sig. L. Dupong, avocat, ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro l'ordinanza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione) 26 ottobre 2005, nella causa T-124/04, J. Ouariachi/Commissione delle Comunità europee.
   Il ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione impugnata e contestualmente disporre:
               
                           —
                        
                        
                           ogni misura istruttoria che consenta di provare l'effettività del falso realizzato dal sig. Louis Charles, il suo ruolo generale nella sottrazione dei figli al ricorrente e il nesso tra il falso e il rilascio dei visti turistici di questi ultimi da parte delle autorità sudanesi per permettere, tra le altre cose, di portarli via;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la comparizione personale del sig. Louis Charles;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           una richiesta di informazioni presso la Delegazione dell'Unione europea a Khartum;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           una domanda di produzione del fascicolo depositato dalla sig.ra Ronda al Consolato della Repubblica del Sudan a Rabat al fine di ottenere un visto per se stessa e per i propri figli;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           ogni altra misura utile alla manifestazione della verità;
                        
                     
         
               —
            
            
               dichiarare il ricorso ricevibile e fondato;
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta a versare al ricorrente un'indennità forfetaria per un importo totale di EUR 100 000 a titolo di risarcimento dei danni subiti;
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta alla totalità delle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Il ricorrente, cittadino marocchino/spagnolo, chiede il risarcimento del danno morale (stimato in EUR 100.000) causato dal sig. L. Charles, ex esperto presso la Delegazione dell'Unione europea a Khartum (Sudan), per illeciti commessi nell'esercizio delle sue funzioni, in particolare per falso documentale: un falso invito ufficiale della Delegazione dell'Unione europea a Khartum che ha favorito il rilascio di un visto turistico da parte del Consolato del Sudan a Rabat (Marocco) all'ex moglie e ai figli del ricorrente all'origine di una sottrazione internazionale di questi ultimi.
   Il ricorrente ritiene che a torto il Tribunale di primo grado abbia dichiarato la sua domanda di risarcimento irricevibile, senza prima disporre misure istruttorie e senza chiarire:
   
               —
            
            
               l'illiceità dei comportamenti del sig. Charles; e
            
         
               —
            
            
               il nesso diretto tra tali comportamenti e il fatto che le autorità sudanesi, tratte in inganno, hanno concesso un visto turistico a bambini senza l'autorizzazione del genitore (vale a dire, del ricorrente).