CELEX: 32012H0724(05)
Language: it
Date: 2012-07-10 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 10 luglio 2012 , sul programma nazionale di riforma 2012 della Repubblica ceca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della Repubblica ceca 2012-2015

24.7.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 219/17
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   del 10 luglio 2012
   sul programma nazionale di riforma 2012 della Repubblica ceca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della Repubblica ceca 2012-2015
   2012/C 219/05
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del Comitato per l’occupazione,
   sentito il Comitato economico e finanziario,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
            
         
               (2)
            
            
               Il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (2), che insieme formano gli «orientamenti integrati». Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e occupazionale.
            
         
               (3)
            
            
               Il 12 luglio 2011 il Consiglio ha adottato una raccomandazione (3) sul programma nazionale di riforma 2011 della Repubblica ceca e ha formulato il suo parere sul programma di convergenza aggiornato della Repubblica ceca 2011-2014.
            
         
               (4)
            
            
               Il 23 novembre 2011 la Commissione ha adottato la seconda analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del secondo semestre europeo di coordinamento integrato ed ex ante delle politiche, che è parte integrante della strategia Europa 2020. Il 14 febbraio 2012 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (4), la relazione sul meccanismo di allerta, in cui non annoverava la Repubblica ceca tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di un’analisi approfondita.
            
         
               (5)
            
            
               Il 1o dicembre 2011 il Consiglio ha adottato conclusioni che invitavano il comitato per la protezione sociale, di concerto con il comitato per l’occupazione e altri comitati, a presentare le sue opinioni sulle azioni raccomandate nell’ambito del ciclo politico di Europa 2020. Tali opinioni sono incluse nel parere del comitato per l’occupazione.
            
         
               (6)
            
            
               Il Parlamento europeo è stato debitamente coinvolto nel semestre europeo ai sensi del regolamento (CE) n. 1466/97 e il 15 febbraio 2012 ha adottato una risoluzione sull’occupazione e gli aspetti sociali nell’analisi annuale della crescita 2012 e una risoluzione sul contributo all’analisi annuale della crescita per il 2012.
            
         
               (7)
            
            
               Il 2 marzo 2012 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita, di ripristinare normali condizioni per l’erogazione di prestiti all’economia, di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la pubblica amministrazione.
            
         
               (8)
            
            
               Il 25 aprile 2012 la Repubblica ceca ha presentato il suo programma di convergenza relativo al periodo 2012-2015 e il 13 aprile 2012 il suo programma nazionale di riforma 2012. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
         
               (9)
            
            
               Sulla base della valutazione del programma di convergenza a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio nel programma sia plausibile. Secondo il programma di convergenza, la crescita del PIL dovrebbe raggiungere lo 0,2 % nel 2012 e l’1,3 % nel 2013, rispetto allo 0 % nel 2012 e all’1,5 % nel 2013 indicati dalle previsioni di primavera 2012 dei servizi della Commissione. L’obiettivo della strategia di bilancio delineata nel programma di convergenza è di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2016. L’obiettivo di ottenere un disavanzo della pubblica amministrazione del 2,9 % del PIL nel 2013 è in linea con il termine per la correzione del disavanzo eccessivo stabilito nelle raccomandazioni del Consiglio del 2 dicembre 2009. Lo sforzo di bilancio medio annuo dello 0,9 % del PIL sul periodo 2010-2013, basato sul saldo strutturale di bilancio (ricalcolato) (5), è leggermente inferiore all’impegno dell’1 % del PIL raccomandato dal Consiglio. Il programma di convergenza conferma il precedente obiettivo di bilancio a medio termine (OMT) di un disavanzo dell’1 % del PIL da raggiungere nel 2015, che riflette adeguatamente i requisiti del patto di stabilità e crescita. I progressi verso l’OMT sono dello 0,8 % e dello 0,7 % del PIL rispettivamente nel 2014 e nel 2015, sulla base del saldo strutturale di bilancio (ricalcolato), e il tasso di crescita della spesa pubblica rispetta il parametro di riferimento per la spesa previsto dal patto di stabilità e crescita.
               Le proiezioni di bilancio del programma di convergenza sono soggette a molteplici rischi. La legge sulla compensazione finanziaria alle chiese, attualmente oggetto di discussione in Parlamento, aumenterebbe il disavanzo della pubblica amministrazione dell’1,5 % del PIL una volta nell’anno di entrata in vigore. Più in generale, la natura e la portata delle misure di risanamento previste, sul lato sia delle entrate che delle spese, comportano un rischio considerevole per la sostenibilità dell’aggiustamento di bilancio al di là del periodo di riferimento del programma. L’aggiustamento di bilancio si è finora basato principalmente su tagli lineari, che incidono anche sulla spesa che stimola la crescita. Per il periodo 2013-2015 si prevedono ulteriori risparmi nella spesa della pubblica amministrazione per un ammontare di quasi l’1 % del PIL, ma il programma non fornisce informazioni sufficientemente specifiche. Infine, la maggior parte delle misure previste in materia di entrate hanno natura temporanea e dovrebbero concludersi nel 2015. Secondo il programma di convergenza, il rapporto debito/PIL dovrebbe salire fino al 45,1 % del PIL nel 2013 per poi scendere, soprattutto grazie al previsto miglioramento costante del saldo primario.
            
         
               (10)
            
            
               Nel 2011 le autorità ceche hanno approvato un aumento dell’aliquota IVA ridotta e delle accise sul tabacco, oltre a un’importante riforma fiscale che interessa la tassazione sul lavoro e che dovrebbe entrare in vigore nel 2014. Nell’aprile 2012 è stato raggiunto un accordo a livello del governo su ulteriori modifiche del sistema fiscale, alcune delle quali riguardano le imposte ambientali e sugli alloggi, attualmente al di sotto della media dell’UE. La natura temporanea delle proposte disposizioni sulla tassazione del lavoro creerebbe costi di adempimento supplementari e ridurrebbe la prevedibilità per i contribuenti. Inoltre la scarsa tassazione effettiva dei lavoratori autonomi rispetto ai lavoratori dipendenti, causata dall’ampio ricorso a somme forfettarie e alla deducibilità fiscale, sarebbe affrontata solo parzialmente dalle nuove proposte. Infine, il governo ha adottato misure per combattere le frodi in materia di IVA e di imposte sui carburanti e ha intrapreso le prime azioni per introdurre il punto di esazione unico. Tuttavia, l’osservanza degli obblighi fiscali rimane problematica e l’attuale sistema di esazione fiscale non si basa su una strategia di conformità alla normativa fiscale globale ed articolata.
            
         
               (11)
            
            
               Il governo ceco ha approvato, e in parte attuato, una riforma del sistema pensionistico, intesa a ripristinare la sostenibilità di bilancio e a incrementare il risparmio a fini pensionistici. Tuttavia, a motivo del graduale aumento della spesa pensionistica di cui si prevede un’accelerazione dal 2030 in poi, gli squilibri di bilancio previsti nel sistema pensionistico sono ancora elevati rispetto alla media dell’UE. La riforma rafforza il nesso tra l’età pensionabile legale e la speranza di vita, ma non comprende un meccanismo che assicuri una tempestiva risposta ai cambiamenti futuri. La capacità del nuovo pilastro finanziato per capitalizzazione di contribuire ad innalzare le pensioni medie in futuro dipende dalla quota dei lavoratori, in particolare dei più giovani, che vi partecipano e dal tasso di rendimento atteso a lungo termine. Tuttavia, non sono state annunciate misure volte a stimolare l’effettiva partecipazione a tale pilastro e sarebbe opportuno fornire maggiori orientamenti ai potenziali risparmiatori. Inoltre, il nuovo regime di prepensionamento previsto dal governo, di concerto con le parti sociali, rappresenta un rischio considerevole per la credibilità e l’ambizione delle riforme intese ad ottenere sia un aumento effettivo dell’età pensionabile che pensioni adeguate.
            
         
               (12)
            
            
               Il tasso di disoccupazione complessivo è inferiore alla media dell’UE, ma le donne con bambini e altri gruppi vulnerabili hanno difficoltà a realizzare le proprie potenzialità nel mercato del lavoro. Il rientro anticipato dal congedo parentale, che eviterebbe la perdita di competenze, dipende dalla maggiore disponibilità di servizi per l’infanzia, in particolare per i bambini di età inferiore ai tre anni. A questo proposito, il governo ha mitigato i requisiti tecnici per l’apertura di asili nido aziendali e prevede di introdurre incentivi fiscali per un maggiore utilizzo dei servizi privati per l’infanzia, dando così parziale attuazione alle raccomandazioni. Tuttavia, poiché solo il 3 % dei bambini di età inferiore a tre anni frequentano strutture formali per l’infanzia (rispetto al 24 % nell’UE-27 nel 2009), occorrono ulteriori misure per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro dei genitori di bambini piccoli.
            
         
               (13)
            
            
               Sono state adottate diverse misure per migliorare l’efficienza del servizio pubblico di collocamento (SPC). Gli uffici del lavoro regionali rispondono ormai ad un nuovo ufficio centrale del lavoro e, nel quadro di una più vasta riforma della previdenza sociale, la responsabilità per il pagamento di prestazioni sociali non assicurative è stata trasferita dai comuni agli uffici del lavoro. Tuttavia, il conseguente aumento del carico di lavoro accrescerà la pressione sul personale del SPC, il cui organico si è ridotto del 12 % nel 2011. Al fine di migliorare i servizi di collocamento, è stato introdotto un sistema per esternalizzare le attività di collocamento ad agenzie private. Gran parte delle commissioni deve essere corrisposta anticipatamente, aspetto che si dovrà riesaminare in futuro per garantire che gli incentivi siano in linea con i risultati del mercato del lavoro. Sono necessari ulteriori sforzi per assicurare una migliore qualità ed efficacia della formazione, dell’assistenza alla ricerca del lavoro e dei servizi personalizzati. Occorre fornire i mezzi e gli incentivi necessari. Dovrebbe essere introdotta una valutazione in termini di efficienza onde rendere gli interventi più mirati e il finanziamento dei programmi di attivazione deve essere legato ai risultati.
            
         
               (14)
            
            
               Vi è ancora un ampio margine per migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione, nonostante i recenti miglioramenti in alcuni settori, quali ad esempio i servizi di e-government e la riduzione degli oneri amministrativi per le imprese. Una strategia contro la corruzione per il periodo 2011-2012 è attualmente in corso. Una nuova strategia per il periodo successivo al 2012 è in preparazione e sarà adottata nel 2012. Il maggior risultato dell’attuale strategia è stato l’adozione della nuova legge sugli appalti pubblici, che è in vigore dall’aprile 2012. Tuttavia, ai fini della sua credibilità ed efficacia, saranno fondamentali una corretta applicazione e attuazione. La questione delle partecipazioni anonime non è stata ancora affrontata. La legge sui dipendenti pubblici è ancora in corso di preparazione, ma deve essere adottata senza indugio al fine di fornire all’amministrazione la necessaria stabilità. Inoltre, le irregolarità nelle procedure degli appalti pubblici e il funzionamento subottimale dei sistemi di gestione e controllo della pubblica amministrazione hanno causato notevoli problemi con riguardo all’attuazione dei fondi dell’UE.
            
         
               (15)
            
            
               L’economia ceca deve mobilitare i fattori che agevolano la transizione verso una crescita basata sull’innovazione, sul maggiore valore aggiunto e sul capitale umano, in quanto le opportunità per una maggiore convergenza reale basata su una crescita ad alta intensità di capitale sembrano alquanto limitate. Una riforma dell’istruzione terziaria è attualmente oggetto di discussione. Anche se tale riforma prevede una revisione dell’attuale processo di accreditamento, non è sufficientemente accurata in merito alla questione fondamentale delle norme di valutazione della qualità e, a causa della mancanza di una sistematica raccolta e analisi dei dati, non ha il sostegno del mondo accademico. Alla luce del peggioramento dei risultati scolastici degli studenti cechi, il governo ha intrapreso azioni per garantire risultati minimi di apprendimento e ha adottato una strategia di test elettronici a livello nazionale. Queste misure sono tuttavia troppo limitate per aumentare in maniera efficace la qualità e l’equità dell’istruzione obbligatoria.
            
         
               (16)
            
            
               Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Repubblica ceca e ha valutato il programma di convergenza e il programma nazionale di riforma. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Repubblica ceca, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme, offrendo un contributo a livello dell’UE per le future decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 6.
            
         
               (17)
            
            
               Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza ceca e il suo parere (6) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
            
         RACCOMANDA che la Repubblica ceca adotti provvedimenti nel periodo 2012-2013 al fine di:
   
               1)
            
            
               garantire i progressi previsti verso la correzione tempestiva del disavanzo eccessivo. A tal fine, attuare integralmente il bilancio 2012 e precisare le misure durature necessarie per l’esercizio 2013 per conseguire l’aggiustamento strutturale medio annuo precisato nella raccomandazione del Consiglio formulata nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi. In seguito, garantire uno sforzo di aggiustamento strutturale adeguato per compiere progressi sufficienti verso l’OMT, compreso il rispetto del parametro di riferimento per la spesa. In questo contesto, evitare tagli lineari, salvaguardare la spesa che stimola la crescita e intensificare gli sforzi per migliorare l’efficienza della spesa pubblica. Sfruttare il margine disponibile per aumentare le tasse che presentano minori incidenze negative sulla crescita. Spostare su alloggi e ambiente l’elevato carico fiscale sul lavoro. Ridurre le disparità di trattamento fiscale fra i lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi. Adottare misure per migliorare l’esazione fiscale, ridurre l’evasione fiscale e migliorare il rispetto delle norme fiscali, anche realizzando il punto di esazione unico per tutte le tasse;
            
         
               2)
            
            
               introdurre ulteriori cambiamenti al regime pensionistico pubblico al fine di garantirne la sostenibilità a lungo termine. Riconsiderare l’intenzione di consentire un abbandono precoce del mercato del lavoro. Promuovere un’effettiva partecipazione dei lavoratori più giovani al sistema previsto a capitalizzazione per migliorare l’adeguatezza delle pensioni;
            
         
               3)
            
            
               adottare ulteriori misure per aumentare in modo significativo la disponibilità di strutture per bambini in età prescolare di qualità e a prezzi accessibili;
            
         
               4)
            
            
               potenziare l’SPC migliorando la qualità e l’efficacia della formazione, dell’assistenza alla ricerca del lavoro e dei servizi personalizzati, anche nel caso dei servizi esternalizzati;
            
         
               5)
            
            
               adottare e attuare con urgenza la legge sui dipendenti pubblici per promuovere la stabilità e l’efficacia della pubblica amministrazione onde evitare irregolarità. Assicurare l’attuazione della nuova legge sugli appalti pubblici. Affrontare il problema delle partecipazioni anonime. Garantire l’adeguata attuazione dei fondi dell’UE e intensificare la lotta alla corruzione;
            
         
               6)
            
            
               adottare la legislazione necessaria per creare un sistema trasparente e chiaramente definito per la valutazione della qualità dell’istruzione superiore e degli istituti di ricerca. Garantire la sostenibilità dei finanziamenti e il loro collegamento ai risultati della valutazione di qualità. Stabilire un quadro di valutazione orientato al miglioramento nell’istruzione obbligatoria.
            
         
      Fatto a Bruxelles, il 10 luglio 2012
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         V. SHIARLY
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  Mantenuti per il 2012 dalla decisione 2012/238/UE del Consiglio, del 26 aprile 2012, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (GU L 119 del 4.5.2012, pag. 47).
   
      (3)  GU C 212 del 19.7.2011, pag. 5.
   
      (4)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
   
      (5)  Saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle misure temporanee e una tantum, ricalcolato dai servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma, secondo la metodologia concordata.
   
      (6)  A norma dell’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.