CELEX: 52014DC0426
Language: it
Date: 2014-06-02 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2014 della Slovacchia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2014 della Slovacchia

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		52014DC0426
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2014 della Slovacchia_x000b__x000b_e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2014 della Slovacchia /* COM/2014/0426 final - 2014/ () */
			
				
		
		
			
			   	 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2014 della
Slovacchia
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2014 della
Slovacchia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[3],
viste le conclusioni del consiglio europeo,
visto il parere del comitato per
l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e
finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione
sociale,
visto il parere del comitato di politica
economica,
considerando quanto segue:
(1)                   
Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato
la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per
la crescita e l'occupazione basata su un maggiore coordinamento delle politiche
economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per
rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività
dell'Europa.
(2)                   
Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla
base delle proposte della Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti
di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014)
e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli
Stati membri a favore dell’occupazione, che insieme formano gli
"orientamenti integrati". Gli Stati membri sono stati invitati a
tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in
materia economica e di occupazione.
(3)                   
Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo
hanno convenuto un patto per la crescita e l'occupazione che offre un quadro
coerente per l'adozione di misure a livello nazionale, dell'UE e della zona
euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche possibili. Essi
hanno stabilito le misure da adottare a livello degli Stati membri, in
particolare affermando l'impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi
della strategia Europa 2020 e l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per
paese.
(4)                   
Il 9 luglio 2013 il Consiglio ha adottato una
raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2013 della Slovacchia e ha
formulato il suo parere sul programma di stabilità aggiornato della Slovacchia 2012-2016.
Il 15 novembre 2013, in linea con il regolamento (UE) n. 473/2013[4], la Commissione ha
presentato il suo parere sul documento programmatico di bilancio 2014 della
Slovacchia[5].
(5)                   
Il 13 novembre 2013 la Commissione ha adottato
l'analisi annuale della crescita[6],
segnando l'inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche
economiche 2014. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del
regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta[7], in cui la Slovacchia
non è stata annoverata tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di un
esame approfondito.
(6)                   
Il 20 dicembre 2013 il Consiglio europeo ha
approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di
bilancio e le azioni a favore della crescita. Esso ha sottolineato la necessità
di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla
crescita, di ripristinare le normali condizioni per l'erogazione di prestiti all'economia,
di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la disoccupazione
e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la pubblica
amministrazione.
(7)                   
Il 23 aprile 2014 la Slovacchia ha presentato il
suo programma nazionale di riforma 2014 e il suo programma di stabilità 2014. I
due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle
loro correlazioni.
(8)                   
La strategia di bilancio delineata nel programma di
stabilità 2014 intende assicurare la sostenibilità della correzione del
disavanzo eccessivo e raggiungere l'obiettivo a medio termine di disavanzo
strutturale intorno allo 0,5% del PIL entro il 2017. Si tratta di un obiettivo
più rigoroso di quanto disposto nel patto di stabilità e crescita. Nel 2013 il
disavanzo pubblico slovacco è stato ricondotto in modo sostenibile al di sotto
del 3% del PIL. La prevista variazione (ricalcolata) del saldo strutturale per
il 2014 implicherebbe che la Slovacchia si discosta sensibilmente dal percorso
di aggiustamento verso l'obiettivo a medio termine. Nel 2015 il miglioramento
previsto dello 0,3% del PIL sarebbe in linea con le regole del patto di
stabilità e crescita. Negli anni successivi il programma di stabilità non
assicurerebbe un aggiustamento adeguato verso l'obiettivo a medio termine. La
spesa aumenterebbe ad un ritmo coerente con il parametro di riferimento sia nel
2014 che nel 2015. Secondo il programma di stabilità la maggior parte dello
sforzo di risanamento per raggiungere l'obiettivo a medio termine si produrrà
nel 2016 e nel 2017. Nel complesso, il percorso di aggiustamento verso
l'obiettivo a medio termine presenta dei rischi per quanto riguarda
l'osservanza dei requisiti del patto di stabilità e crescita. Il programma di
stabilità prevede che il debito pubblico resti sotto il valore di riferimento
del 60% del PIL durante tutto il periodo di programmazione. Lo scenario
macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio contenute nel
programma di stabilità, avallato da un organo indipendente (comitato delle previsioni
macroeconomiche), è plausibile. Le misure già quantificate non garantiscono il
raggiungimento degli obiettivi di bilancio fissati dalle autorità. Inoltre, non
tutte le misure sul lato delle entrate sono state sufficientemente dettagliate
e le riforme dell'amministrazione pubblica all'insegna del rigore di spesa
restano in balia dei rischi di attuazione mentre la spesa retributiva del
settore pubblico potrebbe sfondare i valori scritti a bilancio, come è accaduto
in passato. D'altro canto, i dati presentati nel programma di stabilità non
tengono ancora conto delle previsioni di risparmio derivanti dall'attivazione
del freno al debito interno. Stando alle previsioni di primavera 2014 della
Commissione, che tengono conto dell'impatto del risparmio di spesa derivante
dal freno del debito, nel 2014 lo scostamento dal percorso di aggiustamento
sarà minore rispetto alle previsioni del programma, nel 2015 vi sarà un
aggiustamento strutturale sufficiente e il parametro di riferimento per la
spesa sarà raggiunto sia nel 2014 che nel 2015. Benché sia il programma di
stabilità che il programma nazionale di riforma annuncino l'intenzione di
aumentare la spesa per stimolare la crescita, i progetti alla base di tali
programmi non sembrano orientati in questo senso: la spesa per l'istruzione a
carico del bilancio pubblico aumenta nel 2014 ma diminuisce negli anni
successivi. In base alla valutazione del programma di stabilità e alle
previsioni della Commissione, a norma del regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, quest'ultimo ritiene che sussista un rischio di scostamento dal
percorso di aggiustamento verso l'obiettivo a medio termine nel 2014, mentre è
prevista un'adeguata correzione nel 2015. 
(9)                   
In risposta ai requisiti del trattato sulla
stabilità, sul coordinamento e sulla governance, nel novembre 2013 la
Slovacchia ha introdotto una norma sul pareggio di bilancio. Il quadro di
bilancio è tuttavia indebolito della mancanza di massimali di spesa: ne era
prevista l'introduzione con il programma di stabilità 2013, ma finora l'impegno
non si è concretato. La Slovacchia presenta tuttora un rischio medio per quanto
riguarda la sostenibilità delle finanze pubbliche e secondo le stime la spesa
sanitaria sarà il motore principale della lievitazione dei costi dovuti
all'invecchiamento della popolazione; questi incideranno del 2% sul PIL,
ponendo il paese al secondo posto nella graduatoria delle previsioni di aumento
della spesa sanitaria tra gli Stati membri dell'UE. I problemi si incontrano
soprattutto nei ricoveri ospedalieri e nell'assistenza sanitaria di base. Nel
dicembre 2013 il governo ha adottato un quadro strategico sanitario 2014-2030
volto a migliorare l'efficienza economica del settore; la strategia richiede
ora piani d'attuazione precisi. 
(10)               
La Slovacchia ha realizzato progressi nel rispetto
dell'obbligo tributario ed è in corso l'attuazione del piano d'azione contro la
frode fiscale, con circa metà delle misure già operative. Il regime fiscale
della Slovacchia risulta quindi migliorato nel 2013, segnatamente per quanto
riguarda l'IVA; permane tuttavia la necessità di consolidare gli sforzi e
rafforzare la capacità di analisi e revisione contabile dell'amministrazione
tributaria; si registrano inoltre ritardi nell'unificazione della riscossione
di imposte, dazi doganali e contributi previdenziali. Per proseguire nel
risanamento di bilancio favorevole alla crescita, la Slovacchia potrebbe
aumentare il ricorso a imposte meno penalizzanti per la crescita, come le
imposte ricorrenti sui beni immobili e quelle ambientali. Di fatto, non si sono
compiuti passi avanti nelle riforme della fiscalità immobiliare per agganciarla
al valore di mercato dei beni immobili. Le entrate di questo cespite restano
basse e invariate dal 2000. Nel 2013 il governo ha varato misure volte a
ridurre la profonda discrepanza nel cuneo fiscale tra lavoratori dipendenti ed
autonomi, ma il considerevole divario tra le aliquote fiscali effettive dei due
gruppi, rilevato nel 2012, permane.
(11)               
Il mercato del lavoro slovacco continua a trovarsi
di fronte una serie di sfide, di cui la più ardua è la disoccupazione, ferma
intorno al 14% e di lunga durata, a indicare la natura strutturale del problema
nel paese. La Slovacchia ha realizzato qualche progresso nella riduzione del
cuneo fiscale per i lavoratori a bassa retribuzione che entrano nel mercato del
lavoro dopo un lungo periodo di disoccupazione, ma occorre controllare e
valutare l'efficacia delle misure. In altri settori i progressi sono stati
limitati: aumentare la capacità dei servizi pubblici per l'impiego di fornire
prestazioni personalizzate e rafforzare il nesso tra le misure di attivazione e
l'assistenza sociale. Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, il
servizio pubblico per l'impiego ha limitate capacità di intervento precoce, di
offerta di servizi su misura per i profili dei richiedenti lavoro e di
coinvolgimento dei giovani non registrati. È necessario quindi intervenire in
questi settori, in linea con gli obiettivi della Garanzia per i giovani. Occorrono
misure mirate per le persone maggiormente svantaggiate in cerca di impiego, tra
cui i Rom, il cui tasso di occupazione resta molto basso. La mancanza di
adeguate strutture per l’infanzia, in particolare per i bambini di età
inferiore ai tre anni, rende più difficile il rientro delle madri sul mercato
del lavoro.
(12)               
La scarsa adeguatezza dell’istruzione in relazione
al mercato del lavoro ostacola l'offerta di manodopera qualificata. I risultati
degli allievi della scuola dell'obbligo sono inferiori alla media dell'UE e in
sensibile peggioramento. La spesa pubblica per l'istruzione continua ad essere
bassa, nonostante i recenti aumenti salariali dei docenti; la formazione
iniziale e l'esperienza pratica degli insegnanti sono in aumento, ma occorre
persistere in questo sforzo. Nonostante l'impegno del governo di riformare
l’istruzione e la formazione professionale e di sovvenzionare posti di lavoro
per i giovani, il tasso di disoccupazione giovanile resta tra i più alti
dell'UE e il passaggio dallo studio al lavoro è tuttora difficoltoso. La
percentuale relativamente bassa di programmi di laurea orientati al mondo del
lavoro e la scarsa collaborazione con i datori di lavoro riduce l’adeguatezza
dell’istruzione terziaria in relazione al mercato del lavoro. Progressi nella
qualità dell'istruzione superiore e nella collaborazione tra imprese e istituti
di istruzione contribuirebbero a rafforzare la capacità d'innovazione
dell'economia slovacca. I programmi della strategia di specializzazione
intelligente vanno nella giusta direzione, ma devono essere realizzati in modo
concreto ed efficace. La fornitura ostinatamente scarsa di istruzione e
assistenza di qualità ai bambini di età prescolare si ripercuote pesantemente
sui risultati scolastici, in particolare per i Rom. Finora le iniziative volte
a migliorare i risultati scolastici degli allievi Rom sono state troppo
dipendenti da progetti cofinanziati dall'UE.
(13)               
In campo energetico la Slovacchia ha compiuto passi
avanti nei lavori preparatori verso una maggiore interconnessione di energia
elettrica e gas con i paesi vicini; occorrono tuttavia ancora misure che
migliorino il funzionamento del mercato slovacco dell'energia, in particolare
la trasparenza del meccanismo tariffario. Nel nuovo periodo di programmazione è
stato proposto per il finanziamento UE un pacchetto di misure intese ad
aumentare l'efficienza energetica.
(14)               
La riforma della pubblica amministrazione
attualmente in corso migliorerà l'orientamento verso il cliente; tuttavia i
servizi della pubblica amministrazione slovacca lasciano ancora a desiderare in
termini di efficienza e di qualità: il forte ricambio del personale in funzione
del ciclo politico, accoppiato alla gestione carente delle risorse umane e alla
scarsa capacità analitica, ostacola la definizione di politiche basate su
elementi concreti. La Slovacchia continua ad essere in fondo alle classifiche
internazionali degli indicatori di corruzione e ha realizzato scarsi progressi
per quanto riguarda l'efficienza e la trasparenza del sistema giudiziario. La
qualità del contesto imprenditoriale è peggiorata, il sostegno alle aziende in
rapida crescita ristagna. La Slovacchia ha recentemente riformato le norme
sugli appalti pubblici ai fini di migliorarne la trasparenza e l'efficienza, ma
l'applicazione di tali norme resta difficoltosa e l'impatto della riforma del 2013
resta limitato. 
(15)               
Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha
effettuato un'analisi completa della politica economica della Slovacchia. Essa
ha valutato il programma di stabilità e il programma nazionale di riforma. La
Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della
sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della
Slovacchia, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti
dell'UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica
dell'Unione nel suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future
decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell’ambito del
semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a
6.
(16)               
Alla luce della valutazione di cui sopra, il
Consiglio ha esaminato il programma di stabilità della Slovacchia e il suo
parere[8]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
(17)               
Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha
effettuato inoltre un'analisi della politica economica della zona euro nel suo
complesso. Sulla base di tale analisi il Consiglio ha formulato raccomandazioni
specifiche rivolte agli Stati membri la cui moneta è l'euro. La Slovacchia
dovrebbe altresì assicurare l'attuazione piena e tempestiva di tali
raccomandazioni,
RACCOMANDA che la Slovacchia adotti
provvedimenti nel periodo 2014-2015 al fine di:
1.           rafforzare,
una volta corretto il disavanzo eccessivo, le misure di bilancio per il 2014
alla luce dell'incipiente divario dello 0,3% del PIL rispetto ai requisiti del
patto di stabilità e crescita in base alle previsioni di primavera 2014 della
Commissione; nel 2015, assicurare l'aggiustamento dello 0,1% del PIL necessario
ai fini del conseguimento dell'obiettivo a medio termine, tenendo conto delle
previsioni di congiuntura economica debole; in seguito, fino al conseguimento
dell'obiettivo a medio termine, perseguire un aggiustamento strutturale annuo
pari allo 0,5% del PIL come parametro di riferimento; rafforzare ulteriormente
il quadro di bilancio, anche introducendo massimali di spesa vincolanti ed
esecutivi; migliorare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche
grazie a una maggiore efficienza economica del settore sanitario, in
particolare razionalizzando l'assistenza e la gestione ospedaliere e
rafforzando l'assistenza sanitaria di base; 
2.           migliorare l'efficienza
dell'amministrazione tributaria rafforzandone le capacità di revisione
contabile, valutazione dei rischi e recupero crediti; collegare la base
dell’imposizione fiscale sui beni immobili al loro valore di mercato; 
3.           affrontare più efficacemente
il problema della la disoccupazione di lunga durata tramite misure di
attivazione, l'istruzione della seconda opportunità e una formazione su misura
di qualità; rafforzare la capacità dei servizi pubblici per l'impiego di
gestire i casi personali, fornire servizi personalizzati di consulenza e di
attivazione alle persone in cerca di occupazione e rafforzare il nesso tra le
misure di attivazione e l’assistenza sociale; combattere efficacemente il
problema della disoccupazione giovanile migliorando le azioni d'intervento
precoce, in linea con gli obiettivi della Garanzia per i giovani; aumentare gli
incentivi per l'occupazione delle donne, potenziando le strutture per
l’infanzia, in particolare per i bambini sotto i 3 anni di età;
4.           adottare misure volte ad
aumentare la qualità dell'insegnamento per migliorare i risultati scolastici;
nell’ambito dell’istruzione e della formazione professionale, aumentare
l’offerta di formazioni presso le imprese; adeguare le misure di
accreditamento, finanziamento e governanza per stimolare la creazione di
programmi di laurea orientati al mondo del lavoro; migliorare la qualità e la pertinenza
delle basi scientifiche e dare esecuzione ai piani volti a promuovere
l’efficace trasferimento delle conoscenze favorendo la cooperazione tra
università, istituti di ricerca e imprese; adottare misure sistemiche per
migliorare l’accesso a un’istruzione scolastica e prescolastica di qualità e
inclusiva per le comunità emarginate, compresi i Rom, e adoprarsi per
aumentarne la partecipazione alla formazione professionale e all'istruzione
superiore; 
5.           intensificare gli sforzi per
rendere più efficiente il mercato dell’energia, in particolare aumentando la
trasparenza del quadro normativo e analizzando i fattori determinanti del costo
elevato degli oneri di rete per l'energia elettrica, soprattutto per i
consumatori industriali; in base ai progressi realizzati finora, sviluppare interconnessioni
con i paesi confinanti, compresa l'Ucraina, conformemente al memorandum
d'intesa firmato in aprile;
6.           adottare
misure, anche modificando la legge sul pubblico impiego, per aumentare
l’indipendenza dell’amministrazione pubblica; adottare una strategia intesa a
migliorare la gestione delle risorse umane nella pubblica amministrazione;
intensificare gli sforzi per rafforzare la capacità di analisi dei principali
ministeri al fine di adottare politiche basate su dati concreti e migliorare la
qualità della valutazione dell'impatto ad esse relativo; adottare misure volte
a combattere la corruzione e moltiplicare gli sforzi per migliorare
l'efficienza e la qualità del sistema giudiziario; introdurre misure volte a
migliorare il contesto imprenditoriale, anche per le piccole e medie imprese;
intensificare gli sforzi per migliorare l'efficienza degli appalti pubblici.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               COM(2014) 426 final.
[3]               P7_TA(2014)0128 e P7_TA(2014)0129.
[4]               GU L 140 del 27.5.2013, pag.11.
[5]               C(2013) 8011 final
[6]               COM(2013) 800 final.
[7]               COM(2013) 790 final.
[8]               A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.