CELEX: 62011TN0572
Language: it
Date: 2011-11-04 00:00:00
Title: Causa T-572/11: Ricorso proposto il 4 novembre 2011 — Hassan/Consiglio

28.1.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 25/54
            
         
      Ricorso proposto il 4 novembre 2011 — Hassan/Consiglio
      (Causa T-572/11)
      (2012/C 25/106)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Samir Hassan (Damasco, Siria) (rappresentante: avv.ti E. Morgan de Rivery e E. Lagathu)
      
         Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare, sul fondamento dell’art. 263 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE):
                  
                              —
                           
                           
                              la decisione di esecuzione del Consiglio 23 agosto 2011, 2011/515/PESC, che attua la decisione 2011/273/PESC, relativa a misure restrittive nei confronti della Siria, nella parte in cui iscrive il sig. Samir Hassan nell’elenco figurante nell’allegato di detta decisione del Consiglio 9 maggio 2011, 2011/273/PESC, relativa a misure restrittive nei confronti della Siria;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              il regolamento di esecuzione (UE) del Consiglio 23 agosto 2011, n. 843, che attua il regolamento (UE) n. 442/2011 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria, là dove iscrive il sig. Samir Hassan nell’elenco figurante nell’allegato II del regolamento (UE) del Consiglio 9 maggio 2001, n. 442, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria;
                           
                        
            
                  —
               
               
                  risarcire, in base agli artt. 268 e 340 TFUE, il danno cagionato al sig. Hassan dall’adozione delle misure restrittive summenzionate nei suoi confronti e, a tale titolo:
                  
                              —
                           
                           
                              riconoscere la responsabilità extra contrattuale del Consiglio dell’Unione europea per il pregiudizio materiale patito e futuro e per il pregiudizio morale;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              assegnare al sig. Hassan una somma mensile di EUR 250 000, a decorrere dal 1o settembre, al fine di riparare il danno materiale subito;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              assegnare al sig. Hassan simbolicamente la somma di un (1) euro per il danno morale subito, e
                           
                        
                              —
                           
                           
                              condannare il Consiglio dell’Unione europea a riparare il danno materiale futuro;
                           
                        
            
                  —
               
               
                  in ogni caso, condannare il Consiglio dell’Unione europea a tutte le spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del suo ricorso, il ricorrente deduce sette motivi.
      
                  1)
               
               
                  Primo motivo, vertente su un errore manifesto del Consiglio nella valutazione dei fatti e su un errore di diritto che ne discende.
               
            
                  2)
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione dell’obbligo di motivazione, dei diritti della difesa e del diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva.
               
            
                  3)
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla violazione del diritto di proprietà e del principio di proporzionalità.
               
            
                  4)
               
               
                  Quarto motivo, vertente sulla violazione della presunzione d’innocenza del ricorrente.
               
            
                  5)
               
               
                  Quinto motivo, vertente sulla violazione da parte del Consiglio dei propri orientamenti sull’attuazione e la valutazione di misure restrittive nell’ambito della politica estera e di sicurezza comune.
               
            
                  6)
               
               
                  Sesto motivo, vertente su uno sviamento del potere commesso dal Consiglio.
               
            
                  7)
               
               
                  Settimo motivo, vertente sul risarcimento del danno causato dalle misure illegittime adottate dal Consiglio.