CELEX: C1999/226/29
Language: it
Date: 1999-08-07 00:00:00
Title: Causa C-200/99: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, presentato il 26 maggio 1999

C 226/18                IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         7.8.1999
1. Ove si debba decidere se la ricorrente, in qualità di cittadina              c) dia origine a diritti direttamente efficaci che i cittadini
   britannica d’oltremare non avente titolo (ai sensi della                          dell’Unione possono invocare dinanzi ai giudici nazio-
   legge britannica) per entrare o rimanere nel Regno Unito,                         nali;
   sia una persona avente «la cittadinanza di uno Stato
   membro» e sia quindi un «cittadino dell’Unione» ai sensi
   dell’art. 8 del Trattato CE:                                                 d) si applichi a fattispecie che sono completamente
                                                                                     interne allo Stato membro.
   (1) quale sia l’effetto (se un effetto vi è), ai fini del diritto
        a) della dichiarazione del Regno Unito del 1972
             sulla definizione del termine «cittadini», adottata
             all’epoca dell’adesione alle Comunità europee e
             allegata all’Atto Finale della Conferenza di adesione;
             e
                                                                            Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                            tro il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord,
        b) della dichiarazione del Regno Unito del 1982 «sul                                 presentato il 26 maggio 1999
             significato di cittadino britannico», e
                                                                                                    (Causa C-200/99)
        c) della dichiarazione n. 2 allegata al Trattato sull’U-
             nione europea, sottoscritto il 7 febbraio 1992,
             in base alla quale la cittadinanza deve essere                                          (1999/C 226/29)
             determinata soltanto in riferimento alla legge
             nazionale dello Stato membro interessato, con
             facoltà per gli Stati membri di precisare, a titolo di         In data 26 maggio 1999 la Commissione delle Comunità
             informazione, quali sono le persone che devono                 europee, rappresentata dal signor Peter Oliver, consigliere
             essere considerate propri cittadini ai fini perseguiti         giuridico, in qualità d’agente, con domicilio eletto in Lussem-
             dalla Comunità.                                                burgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro
                                                                            del servizio giuridico della Commissione, Centre Wagner,
                                                                            Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
   (2) Se e nei limiti in cui il Regno Unito, dal punto di vista            Comunità europee un ricorso contro il Regno Unito di Gran
        del diritto comunitario, non può richiamarsi alle                  Bretagna e Irlanda del Nord.
        dichiarazioni menzionate al precedente punto (1), quali
        siano i criteri rilevanti per stabilire se una persona
        ha la cittadinanza di uno Stato membro ai sensi                     La ricorrente chiede che la Corte di giustizia voglia:
        dell’art. 8, nel caso in cui la legge di uno Stato membro
        preveda varie categorie di cittadinanza, ma soltanto                — dichiarare che, non avendo adottato le disposizioni legisla-
        alcune di tali categorie conferiscano il diritto di entrare             tive, regolamentari e amministrative necessarie per confor-
        e trattenersi in quello Stato membro.                                   marsi (1) alla direttiva del Consiglio 22 dicembre 1995,
                                                                                95/68/CE (1), che modifica la direttiva 77/99/CEE (2) relati-
                                                                                va a problemi sanitari in materia di scambi intracomunitari
   (3) In tale contesto, quale effetto abbia il principio del                   di prodotti a base di carne di alcuni prodotti di origine
        rispetto dei diritti fondamentali della persona umana                   animale, e (2) alla direttiva del Consiglio 17 dicembre 1996,
        nel diritto comunitario invocato dalla ricorrente, in                   96/90/CE (3), che modifica la direttiva 92/118/CEE (4) che
        particolare laddove la stessa si richiama all’art. 3, n. 2,             stabilisce le condizioni sanitarie e di polizia sanitaria per
        del quarto protocollo della Convenzione europea sui                     gli scambi e le importazioni nella Comunità di prodotti
        diritti dell’uomo, ai sensi del quale nessuno può essere               non soggetti, per quanto riguarda tali condizioni, alle
        privato del diritto di entrare nel territorio dello Stato               normative comunitarie specifiche di cui all’allegato A,
        del quale ha la cittadinanza, che non è stato ratificato                capitolo I, della direttiva 89/662/CEE (5) e per quanto
        dal Regno Unito.                                                        riguarda i patogeni, alla direttiva 90/425/CEE(6), il Regno
                                                                                Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord è venuto meno
                                                                                agli obblighi che gli incombono in forza del Trattato e di
2. Se, nelle circostanze del caso di specie, l’art. 8 A, n. 1, del              tale direttiva;
   Trattato CE:
                                                                            — condannare il Regno Unito alle spese.
   a) conferisca a un cittadino dell’Unione il diritto di entrare
        e rimanere nel territorio dello Stato membro di cui ha
        la cittadinanza, anche se tale diritto gli viene altrimenti         Motivi e principali argomenti
        negato dalla legge nazionale;
                                                                            L’art. 249 CE (ex art. 189), ai sensi del quale una direttiva
   b) conferisca diritti ulteriori rispetto a quelli riconosciuti           vincola gli Stati membri per quanto riguarda il risultato da
        dal Trattato CE prima delle modifiche apportate allo                raggiungere, implica che gli Stati membri hanno l’obbligo di
        stesso dal Trattato sull’Unione europea;                            rispettare il termine di adempimento fissato dalla direttiva.
 ---pagebreak--- 7.8.1999                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 226/19
Tale termine è scaduto senza che il Regno Unito abbia adottato                2. La direttiva «riconoscimento» esclude che un medico
le disposizioni necessarie per conformarsi alle direttive men-                      titolare di un unico diploma di laurea e di un’unica
zionate nelle conclusioni della Commissione.                                        abilitazione professionale sia iscritto contemporaneamente
                                                                                    all’albo dei medici e all’albo dei dentisti.
(1) GU L 332 del 30.12.1995, pag. 10.                                         3. Risulta alla Commissione, per quanto riguarda il titolo
(2) Direttiva del Consiglio 21 dicembre 1976, 77/99/CEE, relativa a                 professionale, che i medici che esercitano in Italia l’odon-
    problemi sanitari in materia di scambi intracomunitari di prodotti              toiatria e titolo principale non esercitano con il titolo di
    a base di carne, GU L 26 del 31 gennaio 1977, pag. 85.                          «odontoiatra», ma con il titolo di «medico dentista», che
(3) GU L 13 del 16 gennaio 1997, pag. 24.                                           non è stato notificato alla Commissione.
(4) 17.12.1992; GU L 62 del 15.3.1993, pag. 49.
(5) Direttiva del Consiglio 11 dicembre 1989, 89/662/CEE, relativa
    ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari,               La Commissione ritiene che la situazione attuale sia
    nella prospettiva della realizzazione del mercato interno, GU                   contraria al sistema armonizzato istituito con la direttiva
    L 395 del 30.12.1989, pag. 13.                                                  «dentisti». Tale situazione crea confusione nello Stato
(6) Direttiva del Consiglio 26 giugno 1990, 90/425/CEE, relativa ai                 membro di accoglienza e danneggia il professionista
    controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intraco-             che intende esercitare il diritto alla libera circolazione,
    munitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella            professionista il cui diploma può essere contestato dallo
    prospettiva della realizzazione del mercato interno, GU L 224 del               Stato di accoglienza e ritenuto non conforme alle direttive.
    18.8.1990, pag. 29.
                                                                              (1) Direttiva del Consiglio, del 25.7.1978: GU L 233 del 24.8.1978,
                                                                                   pag. 1.
Ricorso del 26 maggio 1999 contro la Repubblica italiana
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee                         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Høje-
                                                                              steret con ordinanza 21 maggio nella causa Henning
                          (Causa C-202/99)                                                    Veedfald contro Comune di Arhus
                                                                                                         (Causa C-203/99)
                           (1999/C 226/30)
                                                                                                          (1999/C 226/31)
Il 26 maggio 1999 la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dai sigg. Enrico Traversa, consigliere giuridico, e             Con ordinanza 21 maggio 1999, pervenuta nella cancelleria
Bernard Mongin membro del proprio servizio giuridico, in                      della Corte il 26 maggio 1999, nella causa Henning Veedfald
qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, rue                   contro Comune di Arhus, lo Højesteret ha sottoposto alla
Alcide de Gasperi, edificio «Wagner», presso il sig. Carlos                   Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
Gómez de la Cruz, ha presentato alla Corte di giustizia delle                pregiudiziali:
Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                   Questione n. 1
1. dichiarare che, mantenendo un secondo sistema di forma-                    Se l’art. 7, lett. a), della direttiva del Consiglio 25 luglio 1985,
     zione per l’accesso alla professione di dentista, non confor-            85/374/CEE (1), vada interpretato nel senso che un prodotto
     me alla direttiva 78/687/CEE (1), e mantenendo la possibi-               difettoso non si considera messo in circolazione se il suo
     lità di una doppia iscrizione all’albo dei medici e degli                produttore, nell’ambito della prestazione concreta di un servi-
     odontoiatri, per i medici che esercitano l’attività di odon-             zio medico, lo fabbrica e lo applica su un organo umano, che,
     toiatra, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi              nel momento in cui è avvenuto il danno, era stato prelevato
     imposti dalla direttiva 78/687/CEE.                                      dal corpo di un donatore, con l’intenzione di preparare tale
                                                                              organo per il trapianto nel corpo di un ’altra persona, ma con
                                                                              il risultato di danneggiare l’organo stesso.
2. condannare la Repubblica italiana alle spese.
                                                                              Questione n. 2
Motivi e principali argomenti
                                                                              Se l’art. 7, lett. c), della direttiva del Consiglio 25 luglio 1985,
1. Per la Commissione è evidente che la seconda formazione                    85/374/CEE, vada interpretato nel senso che un ospedale
     prevista dalla legge 24.7.1985, n. 409 (formazione in                    pubblico è esente da responsabilità ai sensi della direttiva per
     campo odontoiatrico di t r e anni) non risponde ai requisiti             prodotti da esso stesso fabbricati ed usati nell’ambito di un
     tassativi dell’articolo 1 della direttiva «coordinamento», che           servizio concreto, finanziato con fondi pubblici, che esso ha
     esige una formazione specifica in campo odontoiatrico di                 fornito alla persona danneggiata, la quale non ha pagato alcun
     c i n q u e anni.                                                        corrispettivo per tale servizio.