CELEX: C2003/146/54
Language: it
Date: 2003-06-21 00:00:00
Title: Causa C-177/03: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, proposto il 16 aprile 2003

C 146/32                 IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                21.6.2003
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo                            1.     a)    Se l’art. 3, n. 2, prima frase e lett. c), del regolamento
Hoge Raad der Nederlanden, con ordinanza 11 aprile                                        (CEE, Euratom) n. 1182/71 (1) debba essere interpre-
2003, nella causa Staatssecretaris van Financiën contro                                   tato nel senso che un termine definito in settimane,
                             J.H.M. Feron                                                 come quello previsto dall’art. 50 bis del regolamento
                                                                                          (CEE) n. 3886/92 ( 2), scade alla fine del giorno che
                          (Causa C-170/03)                                                nell’ultima settimana reca lo stesso nome del giorno
                                                                                          seguente al giorno in cui ha avuto luogo la macella-
                           (2003/C 146/52)                                                zione.
                                                                                    b)    Se uno Stato membro nell’applicare l’art. 50 bis
Con ordinanza 11 aprile 2003, pervenuta nella cancelleria                                 del regolamento (CEE) n. 3886/92 sia libero di
della Corte il 14 aprile 2003, nella causa Staatssecretaris van                           determinare la data di presentazione della domanda
Financiën contro J.H.M. Feron., lo Hoge Raad der Nederlanden                              di premio facendo ricorso alle norme procedurali
ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le                           nazionali vigenti nel suo ordinamento giuridico
seguenti questioni pregiudiziali:                                                         interno per analoghi termini nazionali in materia di
                                                                                          presentazione delle domande.
1)    Se un’autovettura che sia stata messa a disposizione di
      una persona fisica da parte del suo datore di lavoro e che
                                                                                    c)    In caso di soluzione negativa, se l’art. 50 bis
      sia utilizzata da tale persona fisica tanto a fini professiona-
                                                                                          del regolamento (CEE) n. 3886/92 debba essere
      li quanto a fini privati, debba essere considerata quale
                                                                                          interpretato nel senso che una domanda di premio è
      bene personale ai sensi dell’art. 1, n. 2, lett. c), del
                                                                                          «presentata» nei termini anche nel caso in cui sia
      regolamento (CEE) del Consiglio 28 marzo 1983,
                                                                                          dimostrabile che essa è stata inviata per posta prima
      n. 918 (1), relativo alla fissazione del regime comunitario
                                                                                          della scadenza del termine di tre settimane ed è
      delle franchigie doganali.
                                                                                          pervenuta oltre il detto termine all’autorità compe-
2)    Se la disposizione di cui all’art. 3, lett. a), di tale                             tente in una data tale che l’autorità stessa ha potuto
      regolamento, che esige che un bene sia stato in possesso                            comunicare alla Commissione i relativi dati lo stesso
      di un interessato per un periodo di almeno sei mesi prima                           giorno in cui li avrebbe comunicati qualora la
      della data in cui ha cessato di avere la sua residenza                              domanda di premio fosse stata ricevuta dalla autorità
      normale nel paese terzo di provenienza, debba essere                                competente entro il termine.
      interpretata nel senso che l’interessato che abbia ottenuto
      un bene a disposizione, dietro corrispettivo o meno,                   2.     Se l’art. 50 bis, n. 1, del regolamento (CEE) n. 3886/92
      nell’ambito dell’esecuzione di attività lavorative a favore                   sia valido nei limiti in cui esclude integralmente dal
      del proprietario del bene, possiede detto bene ai sensi                       premio le domande per qualsiasi superamento del termine
      della disposizione in precedenza menzionata.                                  nella presentazione delle stesse, indipendentemente dalla
                                                                                    natura della portata del ritardo.
3)    Se per la soluzione della questione n. 2 abbia rilevanza se
      l’interessato durante l’intero periodo di sei mesi avesse o
      meno il diritto di acquistare l’autovettura.                           (1 ) GU L 124 dell’8.6.1971, pag. 1.
                                                                             (2 ) GU L 391 del 31.12.1992, pag. 20.
( 1) GU L 105 del 23.4.1983, pag. 1.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal College
van Beroep voor het bedrijsleven, con ordinanza 2 aprile
2003, nella causa 1. Maatschap Toeters e 2. M. C. Verberk,                   Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
operante sotto la denominazione commerciale Verberk-                             tro la Repubblica francese, proposto il 16 aprile 2003
          Voeten, contro Productschap Vlee en Vlees
                          (Causa C-171/03)                                                              (Causa C-177/03)
                           (2003/C 146/53)
                                                                                                         (2003/C 146/54)
Con ordinanza 2 aprile 2003, pervenuta nella cancelleria della
Corte il 14 aprile 2003, nella causa 1. Maatschap Toeters e
2. M. C. Verberk, operante sotto la denominazione commercia-                 Il 16 aprile 2003, la Commissione delle Comunità europee,
le Verberk-Voeten, contro Productschap Vlee en Vlees, il                     rappresentata dal sig. Jürgen Grunwald e dal sig. Bruno
College van Beroep voor het bedrijsleven ha sottoposto alla                  Stromsky, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussem-
Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni              burgo, ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle
pregiudiziali:                                                               Comunità europee, un ricorso contro la Repubblica francese.
 ---pagebreak--- 21.6.2003                IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           C 146/33
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                    —     Attuazione non corretta dell’art. 8 della direttiva: le
                                                                                   disposizioni nazionali relative all’informazione della
                                                                                   popolazione o all’informazione da dare in caso di urgenza
—     dichiarare che la Repubblica francese, non avendo adotta-                    radioattiva non prevedono in modo vincolante l’indica-
      to i provvedimenti necessari per conformarsi agli artt. 2,                   zione delle autorità incaricate di applicare i provvedimenti
      3, 5, 6, 7 e 8 della direttiva del Consiglio 27 novembre                     previsti dalla direttiva.
      1989, 89/618/Euratom, concernente l’informazione della
      popolazione sui provvedimenti di protezione sanitaria
      applicabili e sul comportamento da adottare in caso di
                                                                             (1 ) GU L 357 del 7.12.1989, pag. 31.
      emergenza radioattiva (1), è venuta meno agli obblighi ad
      essa incombenti in forza della detta direttiva;
—     condannare la Repubblica francese alle spese.
Motivi e principali argomenti                                                Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                             tro il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione
                                                                                          europea, proposto il 24 aprile 2003
—     Attuazione non corretta dell’art. 2 della direttiva: i
      provvedimenti di attuazione adottati riguardano solo
      una parte delle situazioni indicate in tale articolo. La                                        (Causa C-178/03)
      definizione data di «caso di emergenza radioattiva» non è
      stata attuata e i provvedimenti di attuazione non riguarda-
      no il trasporto e lo stoccaggio di combustibili nucleari o di                                    (2003/C 146/55)
      rifiuti radioattivi, la produzione, utilizzazione, stoccaggio,
      evacuazione e trasporto di radioisotopi a scopo agricolo,
      industriale, medico o a scopi scientifici e di ricerca nonché
      utilizzazione di radioisotopi per la produzione di energie
      nelle macchine spaziali. I provvedimenti si riferiscono,               Il 24 aprile 2003 la Commissione delle Comunità europee,
      inoltre, solo ai rischi collegati agli impianti sul territorio         rappresentata da G. zur Hausen, L. Ström e E. Righini, in
      francese e non a quelli collegati ad impianti situati fuori            qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
      da tale territorio.                                                    proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                             europee, un ricorso contro il Parlamento europeo e il Consiglio
                                                                             dell’Unione europea.
—     Attuazione non corretta dell’art. 3 della direttiva: i
      provvedimenti di attuazione adottati non contengono
      alcuna definizione delle espressioni «considerevoli emis-
      sione di materie radioattive» e «tassi anormali di radioatti-          La ricorrente chiede che la Corte voglia:
      vità che possono nuocere alla sanità pubblica».
                                                                             —     annullare il regolamento (CE) del Parlamento europeo e
                                                                                   del Consiglio 28 gennaio 2003, n. 304 (1), sull’esportazio-
—     Attuazione non corretta dell’art. 5 della direttiva: i                       ne ed importazione di prodotti chimici pericolosi;
      provvedimenti di attuazione per quanto riguarda l’infor-
      mazione della popolazione non coprono, come già
      indicato per l’attuazione dell’art. 2 della direttiva, tutti gli       —     dichiarare che il regolamento rimanga in vigore fino
      impianti e tutte le attività a cui si riferisce la direttiva.                all’adozione di un nuovo regolamento da parte del
                                                                                   Consiglio;
—     Attuazione non corretta dell’art. 6 della direttiva: le                —     condannare il Parlamento europeo e il Consiglio a pagare
      disposizioni nazionali relative all’informazione della                       le spese.
      popolazione in caso di emergenza radioattiva non stabili-
      scono che la popolazione deve essere immediatamente
      informata.
                                                                             Motivi e principali argomenti
—     Attuazione non corretta dell’art. 7 della direttiva: i
      provvedimenti a cui si riferisce la direttiva per l’informa-
      zione delle persone che potrebbero intervenire nell’orga-
      nizzazione dei soccorsi in caso di emergenza radioattiva               Il regolamento PIC attua la convenzione di Rotterdam concer-
      sono, in particolare, indicate solo in una circolare,                  nente la procedura di previo assenso informato per taluni
      circostanza che non soddisfa la condizione di certezza                 prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio interna-
      del diritto imposta dalla giurisprudenza della Corte.                  zionale, in prosieguo la «convenzione PIC».