CELEX: 62013TN0161
Language: it
Date: 2013-03-14 00:00:00
Title: Causa T-161/13: Ricorso proposto il 14 marzo 2013 — First Islamic Investment Bank/Consiglio

18.5.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 141/24
            
         Ricorso proposto il 14 marzo 2013 — First Islamic Investment Bank/Consiglio
   (Causa T-161/13)
   2013/C 141/44
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: First Islamic Investment Bank Ltd (Labuan, Malaysia) (rappresentanti: avv.ti B. Mettetal e C. Wucher-North)
   
      Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare il paragrafo I.I.10 dell’allegato alla decisione 2012/829/PESC, del 21 dicembre 2012, che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU L 356, pag. 71), nella parte in cui riguarda la ricorrente;
            
         
               —
            
            
               annullare il paragrafo I.I.10 dell’allegato al regolamento di esecuzione (UE) n. 1264/2012 del Consiglio, del 21 dicembre 2012, che attua il regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran (GU L 356, pag. 55), nella parte in cui riguarda la ricorrente;
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto, oltre alle proprie spese, a quelle sostenute dalla ricorrente.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce tre motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo, vertente sul fatto che la ricorrente non aiuta entità designate a violare le disposizioni del regolamento UE sull’Iran e non fornisce sostegno finanziario al governo dell’Iran. Essa non è neppure utilizzata per incanalare pagamenti iraniani connessi al petrolio. Di conseguenza, le condizioni sostanziali per la designazione ai sensi dei contestati allegati della decisione 2012/829/PESC, del 21 dicembre 2012, e del regolamento di esecuzione (UE) n. 1264/2012 del Consiglio, del 21 dicembre 2012, non sono soddisfatte nei confronti della ricorrente e/o il Consiglio ha commesso un errore manifesto di valutazione nello stabilire se tali condizioni fossero soddisfatte o meno. Il Consiglio inoltre non ha applicato il criterio appropriato.
            
         
               2)
            
            
               Secondo motivo, vertente sulla violazione, da parte del Consiglio, degli obblighi procedurali di fornire un’adeguata motivazione negli allegati della decisione 2012/829/PESC e del regolamento di esecuzione (UE) n. 1264/2012 e di rispettare i diritti della difesa e il diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva.
            
         
               3)
            
            
               Terzo motivo, vertente sul fatto che la designazione della ricorrente viola il principio di proporzionalità.