CELEX: 51988PC0432
Language: it
Date: 1988-09-14
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che modifica l'allegato II della direttiva 86/280/CEE concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di talune sostanze pericolose che figurano nell'elenco I dell'allegato della direttiva 76/464/CEE (presentata dalla Commissione)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 432
Vol. 1988/0160
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
lieu par le règlement (UE) 2015/496 du Conseil du 17 mars 2015 (JO L79 du 25. 3.2015, p. 1), ce
dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents classifiés présents dans ce dossier
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conformément aux articles 26(3) et 59(2) de la décision (UE, Euratom) 2015/444 de la
Commission du 13 mars 2015 concernant les règles de sécurité aux fins de la protection des
informations classifiées de l'Union européenne.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983 concerning
the opening to the public of the historical archives of the European Economic Community and the
European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as last amended by Council
Regulation (EU) 2015/496 of 17 March 2015 (OJ L 79, 27.3.2015, p. 1), this file is open to the
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on the security rules for protecting EU classified information.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
Verordnung (EU) Nr. 2015/496 vom 17. März 2015 (ABI. L 79 vom 25.3.2015, S. 1), ist dieser Akt
der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit erforderlich, wurden die Verschlusssachen in diesem Akt in
Übereinstimmung mit Artikel 5 der genannten Verordnung freigegeben; beziehungsweise werden
sie auf Grundlage von Artikel 26(3) und 59(2) der Entscheidung der Kommission (EU, Euratom)
2015/444 vom      13.   März 2015     über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                COM(88 ) 432 def .
                                                Bruxelles , 14 settembre 1988
                       |ej?u?9
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                                  Proposta di
                          DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
   che modifica l' allegato II della direttiva 86/ 280/ CEE
 concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per
  gli scarichi di talune sostanze pericolose che figurano
   nell' elenco I dell' allegato della direttiva 76 / 464 / CEE
                   ( presentata dalla Commissione )
 ---pagebreak---                        Proposta di direttiva del Consiglio che modifica e completa
                      l' allegato II della direttiva 86/ 280/ CEE concernente i valori
                    limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di talune
                    sostanze pericolose che figurano nell' elenco I dell' allegato
                           della direttiva 76 / 464 / CEE
RELAZIONE
1 . Introduz ione
     La presente proposta è destinata a completare , con l' aggiunta di quattro sostanze
     pericolose (1 . 2-dicloroetano, tetracloroeti lene, triclorobenzene e tricloroeti lene ),
     le disposizioni specifiche di cui all' allegato II della direttiva 86/ 280/ CEE ( 1 )
     concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di talune
     sostanze pericolose che figurano nell' elenco I dell' allegato della direttiva
     76 / 464 / CEE ( 2 ).
     1.1 . La direttiva 76 / 464 / CEE ( 2 )
            Il 4 maggio 1976 il Consiglio ha adottato una direttiva concernente l' inquina¬
            mento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell' ambiente idrico
            della Comunità ( 76 / 464 / CEE ) ( 2 ), intesa a eliminare l' inquinamento delle acque
            provocato dalle sostanze pericolose appartenenti alle famiglie e ai gruppi
            di sostanze figuranti nell' elenco I allegato alla predetta direttiva .
( 1 ) GU n . L 181 del 4.7.1986, pag . 16 .
( 2 ) GU n . L 129 del 18.5.1976 , pag . 23 .
 ---pagebreak--- La direttiva prevede che gli scarichi nelle acque della Comunità , che
potrebbero contenere una delle sostanze che figurano nell' elenco I
sono soggetti ad autorizzazione preventiva dell' autorità competente
dello Stato membro interessato .        L' autorizzazione deve fissare delle
norme di emissione per tali scarichi , che non superino i valori limite
che saranno fissati dal Consiglio su proposta della Commissione .
Tali norme di emissione possono anche essere fissate in funzione degli
obliettivi di qualità qualora uno Stato membro possa provare che tali
obiettivi , fissati anche essi dal Consiglio, vengono raggiunti e constan-
temente mantenuti in tutta la regione geografica eventualmente interessata
dagli scarichi .
1.2 . La direttiva 86 / 280 / CEE ( 3 )
Tale direttiva si presenta sotto forma di una direttiva "quadro" che
cita le disposizioni giuridiche applicabili a tutte le sostanze che figu¬
rano nell' elenco I dell' allegato alla direttiva 76 /464 / CEE nonché una
serie di disposizioni tecniche riportate negli allegati :
a ) l' allegato I , intitolato "disposizioni generali " comprende le regole
     tecniche applicabili alle sostanze .
     Esso consta di tre rubriche :
     RUBRICA A : valori limite delle norme di emissione
                  valori limite, date fissate per la loro osservanza e proce¬
                  dure di sorveglianza e controllo da applicare agli scarichi ;
( 3 ) GU L 181 del 4.7.1986 , pag . 16
 ---pagebreak---      RUBRICA B : Obiettivi di qualità
                  Obiettivi di qualità , date fissate per la loro osservanza
                  e procedure di sorveglianza e controllo degli obiettivi
                  di qualità ;
     RUBRICA C : metodi di misura e limiti di rivelazione .
b ) l' allegato II , intitolato "disposizioni specifiche" riprende pure
     queste tre rubriche da precisare e completare per ciascuna sostanza
     attraverso una serie di disposizioni tecniche particolari .
2 . Og getto della proposta di direttiva
La presente proposta di direttiva ha lo scopo di ampliare il campo di ap¬
plicazione specifico della direttiva "quadro", con l' inclusione nell' al¬
legato II , intitolato "disposizioni specifiche", di disposizioni partico¬
lari relative al 1,2-dicloroetano, al tetracloroeti lene , al tricloroben-
zene e al tricloroeti lene .
Tali sostanze sono state prese in considerazione per essere incluse
nell' elenco I dell' allegato della direttiva 76 /464 / CEE ; esse sono
numerate rispettivamente con il numero 59 per il 1,2-dicloroetano, il
numero 111 per il tetracloroeti lene , i nn . 117 e 188 per il tricloroben-
zene ed il numero 121 per il tricloroeti lene, sempre con riferimento alla
numerazione di cui alla comunicazione della Commissione al Consiglio, del
22 giugno 1982 ( 4 ).
( 4 ) GU . C 176 del 14.7.1982 .
 ---pagebreak--- 3 . Commenti
3.1 . La proposta in generale
I commenti generali sulla presente proposta di direttiva sono molto
limitati per il fatto che le disposizioni tecnico-amministrative ap¬
plicabili a ciascuna sostanza compresa nell' elenco I figurano nella
direttiva 86 / 280 / CEE , detta " quadro " ( 5 ).
E * opportuno segnalare che la presente proposta di direttiva si basa
sull' articolo 130 S del Trattato CEE .
3.2 . Il carattere specifico della proposta
La proposta di direttiva ha lo scopo di aggiungere quattro sostanze al
primo elenco di sostanze pericolose , già previsto nella direttiva
86 / 280 / CEE . Queste nuove sostanze sono state oggetto di studi ecotossi ¬
cologici , tecnici ed economici nel quadro dei lavori effettuati dalla
Commissione sulla base delle priorità fissate di comune accordo con gli
esperti nazionali .
3.2.1 . L ' 1 . 2.-DICL0R0ETAN0
3 . 2 . 1.1 . La sostanza chimica
L' 1 . 2.-dicloroetano ( n . 59 dell' elenco CEE ) - C.A.S. 107-06- 2.
L' 1 . 2.-dicloroetano, CpH^Clg - noto con la signla "EDC" o come "etilene-
dicloruro", è un composto organo-clorurato alifatico saturo , che , data
la struttura chimica , potrebbe essere incluso nell' elenco I dell' alle¬
gato della direttiva 76 / 464 / CEE - rubrica 1 - " composti organoalogenati
e sostanze che possono dar loro origine nell' ambiente idrico".
( GU . L 181 del 4.7.1986, pag . 16
 ---pagebreak--- Per confermare l' inclusione di questa sostanza nell' elenco I , la Commis¬
sione si è attenuta al parere del " comitato scientifico consultivo per
l' esame della tossicità e dell 'ecotosssicità delle sostanze chimiche",
emesso il 25 novembre 1985 ( rif . CSTE / 85 / 89 / C0M ) .
A sostegno di questo parere vanno rilevati in particolare i seguenti ele¬
menti :
- in ambiente idrico l' EDC presenta una elevata tossicità , paragonabile a
    quella del tetracloruro di carbonio ( TETRA ), già incluso nell' elenco I
    ( tossicità moderata per taluni organismi , più pronunciata per altri , in
    particolare i migroorganismi anaerobi ) ;
- è stato inoltre dimostrato che l' EDC ha un' azione mutagena e cancerogena
    ( per via orale ), ragion per cui presenta rischi non solo per l' ambiente
    idrico, ma anche per l' uomo , tramite tale ambiente ;
- pur trattandosi di una sostanza volatile , l' EDC può essere persistente in
    taluni ambienti , in particolare nelle acque sotterranee . Nonostante
    un' elevata capacità di evaporazione , l' EDC è sempre presente nelle acque
    di superfice .
Questa permanenza ( nelle acque di superfice ed in quelle sotterranee )
dipende da un livello di produzione particolarmente elevato e giustifica
di per sè l' adozione di disposizioni per questa sostanza .
3 . 2 . 1.2 . Gli stabilimenti industriali interessati
L' EDC è una delle principali sostanze chimiche organiche per volume di
produzione nei paesi della CEE ; la maggior parte della produzione è
trasformata sul posto in cloruro di vinile (+ 90 % della quantitàprodotta )
o in altri idrocarburi clorati : 1 .1 .1 .-tricloroetano, tricloroeti lene,
percloroeti lene e 1 .1 . cloroeti lene .
 ---pagebreak--- Il procedimento dell' EDC costituisce tuttora l' unico modo per produrre
industrialmente il cloruro di vinile ( VC ), importante monomero di base
per la fabbricazione di materie plastiche / in particolare il policloruro
di vinile ( PCV ).
Le applicazioni dell' EDC diverse da quell' uso di esso come sostanza in¬
termedia sono estremamente scarse ed attualmente inferiori all' 1 % della
produzione .
Per questo motivo la presente proposta di direttiva riguarda unicamente
i singoli scarichi provenienti dagli stabilimenti industriali in cui l' EDC
viene prodotto e trattato in loco .
Sono quindi interessati i produttori di cloruro di vinile , benché le
unità di produzione di VC non utilizzino acqua di procedimento .
La produzione dell' 1 . 2-dicloroetano
Il procedimento di produzione si basa essenzialmente sulla clorazione
diretta o sull' ossidoclorazione dell' etilene .
Come risulta dallo schema riportato in appresso , questi due modi di pro ¬
duzione sono generalmente abbinati . Il secondo procedimento permette
infatti di riutilizzare l' acido cloridrico , un sottoprodotto ottenuto
nell' unità VC mediante piroscissione dell' EDC in cloruro di vinile .
La capacità europea di produzione dell' EDC di sintesi ( ovverossia le
quantità di EDC che può essere ottenuta dalle sezioni di sintesi ) è di
circa 10 Mio di t / anno
 ---pagebreak--- Tenendo conto dell' EDC non trasformato in VC e riciclato nella sezione
"depurazione", si ottengono 15 Mio di t di EDC dalle unità di produzione
EDC - sezione depurazione .
Le 35 unità di produzione sono localizzate in quasi tutti i paesi
europei :
( Belgio ( 3 ), Francia (4 ), Repubblica federale di Germania ( 9), Spagna ( 3)
Grecia ( 2), Italia ( 7 ), Paesi Bassi ( 1 ), Portogallo ( 1 ) e Regno Unito ( 5 )
La produzione europea rappresenta all' incirca il 50 X della produzione
mondiale di EDC .
 ---pagebreak---       Schema classico di un' unità di produzione di 1,2-dicloroetano ( EDO
      - sistema bilanciato ( clorazione ossidroclorazione ), associata con
      una unità di produzione di cloruro di vinile ( VC )
Cloro
Cloro
      I
            ( Cl C->
            CCL   -,)
                  C
                                Etilene
                                Eti
                                    I
                                      lene                    Aria
                                                              Aria
                                                                II
                                                                     HCl
                                                                     HCl
                -1-                                                    ^-
     "                                                     y    y    w
                                                          Ossido-
 li C lo razione
                                                          clorazione     è
          I                    EDC greggio
                               EDC greggio                       I
            -►                           I -*-'
      EDC riciclato
                             Depurazione         |
                        lllll dell'EDC
                      EDC
                      EDC        I          -► EDC per     EDC per
             depurato            I        I                altri usi
                        _                _
                        Pi roscissione dell'ÉDC
                                            de l l ' ÉD (          HCl
                           Cloruro di vini le
 ---pagebreak--- 3 . 2 . 1.3 . Valori limite per le norme di emissione
              - Rubrica A ( 59 ) dell' allegato II -
Lo studio tecnico-economico realizzato nel 1983 dai Sigg . R. EG6ERSD0RFER
e R. FRISCH ( BATTELLE Institut e.V. - Francoforte / Main ) e intitolato
" Study of discharges of certain chloro-and bromoethanes into the
aquatic environment and the best technical means for the reduction of
water pollution from such discharges " - ENV . XI / 813 / 83 - e servito come
base per la fissazione dei valori limite proposti dalla Commissione .
Per i motivi esposti al punto 3 . 2 . 1.2 . ( pag . 5 ), le norme di emissione
riguardano soltanto gli scarichi provenienti dagli stabilimenti di pro¬
duzione dell' EDC .
I valori limite proposti per le norme di emissione si riferiscono alla
capacità di produzione dell' EDC all' uscita dalle unità di depurazione ,
indipendentemente dal procedimento di produzione utilizzato ( clorazione
diretta , ossidoclorazione o procedimento misto ).
In mancanza di depurazione le perdite variano tra 2 e 4 kg di EDC per
tonnellata di EDC trattata ; anche le quantità d' acqua utilizzate variano
secondo lo stesso ordine di grandezza, da 1 a 3,5 m^ per tonnellata di
EDC trattata .
Tra i procedimenti fisico-chimici di depurazione, una delle migliori
tecnologie attualmente disponibili risulta essere lo stripping ( vapore ).
Per la parte di acque reflue sottoposte a questo trattamento, la resa di
eliminazione dell' EDC può raggiungere il 99,9 %, consentendo di ridurre
teoricamente gli scarichi di EDC a 2 g / t di EDC trattato .
Tuttavia, per tener conto di tutte le fonti di scarico dell' EDC , comprese
quelle che non possono essere sottoposte a stripping, la Commissione
propone di fissare i seguenti valori limite : 20 g di EDC per tonnellata
di EDC depurata (media mensile ), pari a 40 g / t nella media giornaliera
all' uscita dallo stabilimento .
                                                                               J0
 ---pagebreak--- Sulla base di un volume di riferimento di 2 m^/t di EDC depurato, le concen¬
trazioni limite corrispondenti sono fissate rispettivamente a 10 e 20 mg / l .
3 . 2.1 . A. Obiettivi di qualità - Rubrica B ( 59 ) dell' allegato II
Lo studio ecotossicologico di FISCHER e a " Evaluation of water pollution
caused by chlorinated and brominated ethanes " - Berlin , 1982 - ENV . XI / 399 / 83 -
è servito come base di discussione in sede di " comitato scientifico consultivo
per l' esame della tossicità e dell' ecotossicità dei composti chimici ".
Oltre ad aver confermato l' EDC come sostanza dell' elenco I ( come esposto al
punto 3.2.1.1 .), detto comitato ha ritenuto che la concentrazione di EDC
nelle acque dolci e saline deve essere quanto più bassa possibile e non
deve in alcun caso superare 10 /ug / l . Detta concentrazione coincide con la
norma OMS , corrispondente ad un rischio di cancro di un caso su 10 000 .
La Commissione propone di attenersi a questo parere per la totalità delle
acque di cui all' articolo 2 della direttiva 76 / 464 / CEE entro il 1.1.1990 .
3 . 2 . 1.5 . Metodo di misura - Rubrica C ( 59 )
Il metodo di analisi di riferimento raccomandato è la cromatografia in
fase liquida ad alta pressione , oppure la cromatografia in fase gassosa ,
abbinata ad un rivelatore a cattura di elettroni , previa estrazione con
un solvente adatto .
Il limite di determinazione è compreso tra 5 e 50 yug / l secondo il tipo
d' acqua esaminato ( acqua o effluenti ).
 ---pagebreak--- 3.2.2 . IL TRICLOROETILENE
3 . 2 . 2.1 . La sostanza chimica
Il tricloroeti lene ( n . 121 ) : C.A.S. - 79-01 -6
Il tricloroeti lene (CgHCl^), in sigla TRI, è un composto organoclorato
alifatico che , data la sua struttura chimica, potrebbe essere inserito
nell' elenco I dell' allegato della direttiva 76 / 464 / CEE , rubrica 1 -
" composti organoalogenati e sostanze che possono dare loro origine nel ¬
l' ambiente idrico " -
Per la conferma di tale sostanza nell' elenco I , la Commissione si è attenuta
al parere del " comitato scientifico consultivo per l' esame della tossicità
e dell 'ecotossicità dei composti chimici ", emesso i l 29 novembre 1985
( CSTE / 85 / 11 / C0M ).
A sostegno di tale parere vanno rilevati in particolare i seguenti
elementi :
- l' elevata tossicità del TRI per gli organismi acquatici è dell' ordine
    del 1 mg / l . Ad una concentrazione di 16 /ug / l si osserva addirittura
    una inibizione della crescita delle alghe marine .
- numerose prove hanno dimostrato che il TRI presenta proprietà mutagene
    e cancerogene ( anche per via orale , con rischio non solo per l' ambiente
    idrico ma , attraverso quest' ultimo, anche per l' uomo). Il fatto che
    questo punto rimanga controverso invita alla prudenza .
    A questo proposito, la Commissione tiene peraltro a rammentare uno dei
    punti della dichiarazione della seconda conferenza internazionale sul
    Mare del Nord , nel quale si afferma che " il principio della salvaguardia
    dell' ecosistema marino contro talune sostanze pericolose è auspicabile
    in particolare quando si sospetti che tali sostanze possano provocare ef¬
    fetti nocivi anche in mancanza di prove scientifiche circa l' esistenza
    di un rapporto di causa-effetto tra le emissioni e le conseguenze".
                                                                               A
 ---pagebreak--- - nonostante La sua volatilità , il TRI è persistente nelle acque sotter ¬
    ranee . Inoltre , essendo prodotto e utilizzato su vasta scala , è pre ¬
    sente nelle acque di superfice, nonché in taluni organismi marini e
    d' acqua dolce .
3 . 2 . 2 . 2 . Stabi limenti i ndustriali interessati
La presente direttiva interessa sia i produttori che gli utilizzatori del
TRI , che influiscono in misura uguale sull' ambiente idrico .
a ) Produzione di TRI
      Il tricloroeti lene viene prodotto per lo più in associazione con il
      PER cloroeti lene ( procedimento TRI-PER ) .
      Tutti i procedimenti TRI-PER sono basati sulla clorazione diretta o
      sull' ossidoclorazione       dell' etilene e / o dell' 1 . 2-dicloroetano ( EDC )
      intermedio .       Il TRI e il PER sono separati mediante distillazione .
     Un procedimento integrato consente di ottenere tricloroeti Lene mediante
     disidroclorazione ( piroscissione termica ) dell' 1,1,2,2-tetracloroetano
     prodotto in associazione con un' ampia gamma di idrocarburi clorati , tra
      cui l' EDC e il cloruro di vinile .
      Il tetracloroetano intermedio può essere ottenuto altresì con un proce¬
     dimento più tradizionale basato sulla clorazione dell' acetilene, proce¬
     dimento tuttora utilizzato in taluni Stati membri della Comunità .
      Importanza del settore
     La capacità massima di produzione potenziale del TRI ( nella CEE ) è di
     375 000 t per anno . E' nettamente superiore alla produzione reale che ,
     dopo aver superato le 300 000 t / anno all' inizio degli anni '70, è regre¬
     dita al disotto delle 200 000 t / anno ( 182 600 t / anno nel 1986 ).
 ---pagebreak---       Nella CEE sono in esercizio otto unità di produzione di TRI , dislocate
      in cinque Stati membri : Spagna ( 1 ), Francia ( 2 ), Italia ( 2), Repubbli ¬
      ca federale di Germania ( 2 ) e Regno Unito ( 1 ).
b ) Uti lizzazione del TRI
      Come solvente il TRI è utilizzato soprattutto nell' industria metallurgica
     per la sgrassatura dei metalli ( 94 % ). Tra le altre applicazioni figurano
      la pulizia a secco dei tessuti (2 % ), come solvente di estrazione (1 % ) e
      solvente per usi vari (3 Z ).
     A livello comunitario, il consumo di TRI come solvente è attualmente infe¬
      riore alle 150 000 t / anno, mentre nel 1974 era di 300 000 t / anno .
     Questa diminuzione è dovuta , in parte all' effetto delle misure adottate
     da taluni Stati membri per ridurre le emissioni atmosferiche , il che im¬
     plica un maggior recupero di tali solventi e quindi un consumo inferiore ,
     e in parte alla parziale sostituzione del TRI con il meti Icloroformio
      ( 1,1,1-tricloroetano ), sostanza meno tossica .
3 . 2 . 2 . 3 . Valori limite per le norme di emissione
                Rubrica A ( 121 ) dell' allegato II
Per la fissazione dei valori limite proposti dalla Commissione, ci si e
basati sullo studio tecnico-economico realizzato nel 1983 dai Sigg .
EGGERD0RFER et R. FRISCHE ( BATTELLE Institut - Francoforte / Main ), intito-
lato " Study of discharges of certain chloroethylenes into the aquatic
environment and the best technical means for the reduction of water
pollution from such discharges " - ENV . XI /812 / 83 .
 ---pagebreak--- a ) Produzîone di TRI (e di PER )
I valori limite proposti sono stati fissati con riferimento alla capacità
di produzione e tenendo conto delle migliori tecniche disponibili .
Senza depurazione le perdite di TRI in ambiente idrico sono dell' ordine
di 1 kg per tonnellata di produzione di TRI+PER , con flussi oscillanti
tra 1 e 10 m^/t prodotta .
Sulla base dei procedimenti raccomandati ( separazione di fase seguita da uno
stripping a vapore ) , il rendimento di depurazione può raggiungere i l 99 %
in funzione delle proprietà fisico-chimiche di tale sostanza , in particolare
la volatilità .
Di conseguenza , l' emissione di TRI può essere ricondotta ad una media men¬
sile di 10 g / t di capacità di produzione di TRI+PER, ossia una media giorna¬
liera di 20 g / t di capacità di produzione di TRI+PER .
Sulla base di un flusso di emissione media di 5 m^/t prodotta, i valori
limite corrispondenti per la concentrazione del TRI sono rispettivamente
di 2 mg / l in media mensile e 4 mg / l in media giornaliera .
Modifica della capacità di produzione di TRI (e di PER )
Visto il divario tra la capacità e la produzione effettiva , e in connes¬
sione con l' articolo 3, paragrafo 3, secondo comma della direttiva "quadro",
si propone una clausola di adeguamento della capacità di produzione ( cfr .
nota pié di pagina della tabella, pagg . 8-9). Tale adeguamento è basato
sulla produzione massima annua registrata nel corso dei quattro anni
precedenti la revisione delle singole autorizzazioni di scarico .
b ) et c ) Uti lizzazione di TRI
Gli scarichi conseguenti all' utilizzazione del TRI sono di entità analoga
a quelli derivanti dalla produzione .
                                                                               JS
 ---pagebreak--- Per quanto riguarda la sgrassatura e la pulitura di pezzi metallici , si
distinguono le seguenti fonti di scarico :
- acque reflue originate dall' essicazione dei pezzi immersi nel solvente
   in ebollizione ;
- acque reflue originate nel corso del riciclaggio dei solventi utilizzati ;
- effluenti provenienti dalla rigenerazione a vapore dei filtri a carbone
   attivo utilizzati per il lavaggio dei gas .
Sulla base di una perdita dell' 1 % ( 10 kg / t di utilizzato ), l' entità degli
scarichi di TRI nell' ambiente idrico deve essere dell' ordine di 1 500 t / anno
( ovvero 1 400 t per la sola sgrassatura dei metalli ).
Alla luce dello studio tecnico-economico summenzionato e dei lavori effet ¬
tuati in altre sedi internazionali , la Commissione propone un valore limi ¬
te ( in media mensile ) di 0,1 mg / l per la sgrassatura dei metalli , con un
volume di riferimento di 10 m^/ t di metallo trattato .
In virtù della prima nota a pié di pagina della tabella ( pag . 8), questa
misura interesserà prevalentemente le grandi unità per il trattamento di
superfici che saranno in grado di applicare tecniche di depurazione
analoghe a quelle praticate dai produttori .
Il valore limite di 1 mg / l ( media mensile ), pari a 2 mg / l ( media giorna¬
liera ), proposto per il TRI utilizzato per la pulitura a secco, è iden¬
tico a quello proposto per il PER ( cfr . pag . 8).
Per gli altri usi del TRI , mancando un valore limite di emissione, la
Commissione propone di riferisi alle disposizioni dell' allegato I ,
rubrica A , punto 3 .
 ---pagebreak---                                                    • /
3 . 2 . 2 . 4 . Obiettivi di qualité
                                     Rubrica B ( 12 ) dell' allegato II
Lo studio ecotossicologico di FISCHER - Berlino 1982 - "Evaluation of water
pollution caused by chlorinated and brominated ethylenes " - ENV . XI /400 / 83 -
è servito come base di discussione in sede di " comitato scientifico con¬
sultivo per l' esame della tossicità e dell' ecotossicità dei composti chi ¬
mici ".
Oltre ad aver confermato il TRI come sostanza dell' elenco I ( come esposto
al punto 3.2.2.1 .), il comitato ha espresso il parere secondo cui la
concentrazione del TRI nelle acque dolci e saline deve essere quanto più
bassa possibile e non deve in alcun caso superare 10^ig / l .
Questa concentrazione è identica alla norma OMS corrispondente a un rischio
di cancro di 10 ^ (1 caso su 10 000).
La Commissione propone di attenersi a questo parere per la totalità delle
acque di cui all' articolo 2 della direttiva 76 /464 / CEE .
3 . 2 . 2 . 5 . Metodo di misura
                                     - Rubrica C ( 121 ) dell' allegato II
Il metodo di analisi di riferimento raccomandato è la cromatografia in
fase gassosa con rilevazione mediante cattura di elettroni .
Il limite di determinazione varia da 0,1 a 10yug/ l secondo il tipo
d' acqua esaminato ( acque o effluenti ).
                                                                                 A
 ---pagebreak--- 3.2.3 . IL TETRACLOROETILENE ( PER )
3 . 2 . 3.1 . La sostanza chimica (6 )
              Il Tetracloroeti Lene ( n . 111 ) : C.A.S. - 127-18-4
Il tetracloroeti lene o percloroeti lene ((^Cl^ o C^OCC ^), in sigla "PER"
è un composto organoclorato alifatico che , per la sua struttura chimica ,
potrebbe essere inserito nell' elenco I dell' allegatodella direttiva
76/464 / CEE , Rubrica 1 - "Composti organoalogenati e sostanze che possono
dare loro origine nell' ambiente idrico".
Ai fini della conferma di tale sostanza nell' elenco I , la Commissione si è
attenuta al parere del " Comitato scientifico consultivo per l' esame della
tossicità e dell' eocotossicità dei composti chimici ", emesso il
29 novembre 1985 - rif . CST / 85 / 13 / C0M .
Questi due composti presentano infatti proprietà e comportamenti molto
simili :
- elevata tossicità dell' ordine           del mg / l ,
- proprietà mutagene e cancerogene comprovate da alcuni esperimenti ma
    confutate da altri ,
- notevole volatilità , che tuttavia non ne impedisce la persistenza sia
    nelle acque sotterranee che in quelle di superficie, per l' effetto combi ¬
    nato della loro densità e permanenza dovuta ai numerosi scarichi derivanti
    dall' elevata produzione e dall' elevato utilizzo di questi composti .
( 6) Gli studi commissionati dalla Commissione, che sono serviti come base
        per la proposta sul PER, sono gli stessi utilizzati per il TRI :
        - studio ecotossicologico : FISCHER e a . ( aBoLu ) - XI /400 /83
        - studio tecnico-economico : BATTELLE - XI /812 /83
                                                                                β
 ---pagebreak--- 3 . 2 . 3 . 2 . Gli stabilimenti industriali interessati
a ) Produttori         di PER
Il percloroeti lene è prodotto con due tipi di procedimenti diversi :
- i procedimenti TRI-PER , in cui il PER è prodotto in associazione con il
    tricloroeti lene . Tali procedimenti sono già stati descritti nel capitolo
    relativo al TRI .
- i procedimenti TETRA-PER , con produzione combinata di tetracloruro di
    carbonio e di percloroeti lene .
Tali procedimenti si fondano sulla clorazione ad alta temperatura ( clorolisi )
di idrocarburi residui C ^ o           clorati o meno, con l' eventuale apporto di
propi lene .
Dato l' interesse che presentano ( recupero di scorie chimiche ), questi
procedimenti costituiscono attualmente il principale modo di produzione
del PER , mentre nei procedimenti TRI-PER , il cui scopo principale è di
produrre TRI sulla base di una materia prima nobile ( etilene o EDC ), il
PER va considerato come un sottoprodotto .
Importanza, del settore
Come per il TRI , la capacità di produzione potenziale del PER è nettamente
superiore alla produzione effettiva . La produzione annua effettiva nella
CEE è di quasi 350 000 t , mentre la capacità potenziale è superiore alle
500 000 t / anno ( 575 000 t / anno nel 1986 ).
Oltre alle unità TRI-PER già citate, sono in esercizio 12 unità di produ¬
zione TETRA-PER dislocate in sette Stati membri : Belgio ( 1 ), Spagna ( 2 ),
Francia ( 2 ), Italia ( 2 ), Repubblica federale di Germania ( 3 ), Paesi Bassi
( 1)e Regno Unito ( 1 ) .
                                                                                     t
                                                                                   β
 ---pagebreak--- b ) Utilizzazione del PER
Come solvente, il pere loroeti lene è utilizzato per oltre i l 60 % per la
pulitura a secco dei vestiti , per l' 80 % nella sgrassatura dei metalli
e per il resto come solvente di estrazione degli oli e dei grassi , per
la finizione dei tessili e come diluente per pitture e vernici .
Per gli stessi motivi del TRI ( potenziamento delle misure contro l' inqui ¬
namento atmosferico in taluni Stati membri ), il consumo annuo di PER come
solvente nella CEE è diminuito nell' ultimo decennio , passando da
300 000 t / anno nel 1978 a       170 000 t / anno nel 1985 .
Esso serve inoltre come sostanza intermedia di sintesi per la produzione
di clorof luorocarburi ( CFC ).
La CEE , dal canto suo, ha aderito al protocollo di Montreal , inteso a
ridurre l' utilizzazione di taluni CFC , considerati come i principali respon
sabili della distruzione della fascia protettiva di ozono . I CFC in og¬
getto sono appunto quelli che vengono prodotti tramite il tetracloruro di
carbonio e il PER . Si può quindi supporre che l' utilizzazione di tali
composti come sostanze intermedie sia destinata a diminuire nelle stesse
proporzioni previste dal protocollo .
3 . 2 . 3 . 3 . Valori limite per le norme di emissione
                           I
                               Rubrica A ( 111 ) dell' Allegato II
a ) e b ) Produzione di PER (e di TRI o di TETRA )
Indipendentemente dal procedimento impiegato si raccomandano le stesse
tecniche di depurazione : separazione di fase seguita da uno stripping
a vapore .
 ---pagebreak--- Dal momento che il TRI e il PER hanno proprietà fisico-chimiche molto
simili , si propongono gli stessi valori limite d' emissione anche per il
PER , ossia 10 g PER per tonnellata di capacità globale di produzione
( TRI+PER 0 TETRA+PER ).
Tuttavia , i valori limite in concentrazione variano secondo il volume
di riferimento : 5 m^/t per i procedimenti TRI+PER e 2 m^/t per i pro¬
cedimenti TETRA+PER .
c ), d ) e e ) Applicazione del PER
Per la principale applicazione del PER ( pulitura a secco), i valori limite
proposti dalla Commissione si basano sullo studio tecnico-economico
sopraccitato : 1 mg / l in media mensile, pari a 2 mg / l in media giornaliera ,
con un volume di riferimento di 0,25 m / t di prodotto trattato .
Questi valori limite possono essere rispettati con impianti moderni di
tipo chiuso o con macchine aperte dotate di cartucce a carbone attivo .
Da uno studio in corso risulta che attualmente si trovano sul mercato
soltanto i sistemi     chiusi . Tenuto conto dell' inevitabile sostituzione
degli impianti esistenti , ormai obsoleti     ( la durata utile di detti
impianti è di 10-15 anni ), dovrebbe essere   sufficiente un periodo supple¬
mentare di cinque anni ( in realtà 7-8 anni   a decorrere dalla presente
proposta ) per consentire agli stabilimenti   interessati di poter rispettare
i limiti proposti .
I valori limite proposti per il PER utilizzato per la sgrassatura dei
metalli sono identici a quelli proposti per il TRI .
La Commissione non dispone ancora di elementi tecnici sufficienti per
fissare valori limite applicabili alla produzione dei clorof luorocarburi .
 ---pagebreak--- Nel frattempo si propone di far riferimento alle disposizioni dell' al ¬
 legato I , rubrica 1 , punto 3 . Del resto tali disposizioni si applicano
anche agli altri usi del PER come solvente .
3 . 2 . 3 . 4 . Obiettivi   di qualità
                Rubrica B ( 121 ) dell' allegato II
Gli elementi che hanno indotto la Commissione a proporre, come per il
TRI , la concentrazione di 10^jg / l di PER, sia in acque dolci che saline,
sono del tutto identici a quelli illustrati al punto 3 . 2 . 2 . 4 .
3 . 2 . 3 . 5 . Metodo di misura
                Rubrica C ( 121 ) dell' allegato II
Il metodo di analisi di riferimento raccomandato è la cromatografia in
fase gassosa , con rilevazione per cattura di elettroni .
Il limite di determinazione varia da 0,1 a 10yug / l , secondo il tipo
d' acqua esaminata ( acque di superfice o effluenti ).
3.2.4 . IL TRICLOROBENZENE          ( TCB )
3 . 2 . 4.1 . La sostanza chimica
Il triclorobenzene ( C,H,Cl ,) noto con la sigla TCB è un composto
organoclorato aromatico, che, data la struttura chimica potrebbe essere
incluso nell' elenco I dell' allegato della direttiva 76 /464 / CEE , rubrica 1
- " Composti organoalogenati e sostanze che possono dar loro origine nel¬
l' ambiente idrico"..
Il TCB può presentarsi sotto forma di uno dei tre isomeri seguenti :
 ---pagebreak--- - 1.2.3.-TCB - C.A.S. 87 - 61 -6
- 1.2.4.-TCB - C.A.S. 120- 82 - 1             ( n . 118 dell'elenco CEE )
- 1.3.5.-TCB - C.A.S. 180-70-3
Il TCB tecnico ( n . 117 dell' elenco CEE ) è un miscuglio di questi tre
isomeri , con preponderanza di 1.2 . 4 . -TCB . Può inoltre contenere
modeste quantità di diclorobenzene e di tetraclorobenzene .
A seguito dell' esame delle proprietà caratteristiche di questi tre
isomeri rispetto ai tre criteri principali di inclusione nell' elenco I
" tossicità , persistenza , .bioaccumulazione", la Commissione propone di
inserire il TCB in detto elenco , senza distinzione tra i vari isomeri
data l' analogia delle proprietà che questi presentano .
Tale proposta si basa , da una parte, sul parere emesso il 3 aprile 1984
( rif . CSTE /84 / 1 / XI ) dal comitato scientifico consultivo per l' esame
della tossicità e dell 'ecotossicità delle sostanze chimiche e , d' altra
parte, sulle relazioni su tale sostanza apprestata dagli esperti per
conto della Commissione , i cui riferimenti sono riportati ai punti
3 . 2 . 4 . 3 . e 3 . 3 . 4 . 4 . in appresso .
A sostegno di tale proposta vanno rilevati il potenziale di bioaccumu¬
lazione di detta sostanza e la sua persistenza , in determinate condi ¬
zioni , nell' ambiente idrico, soprattutto nelle acque sotterranee .
E' altamente tossica per taluni organismi acquatici , nei quali si
riscontrano effetti già a partire da 0,2 mg / l .
Il TCB è generalmente rilevato nella carne di pesce .
Per evitare che tale situazione degeneri ulteriormente, la Commissione
propone inoltre di fare riferimento all' obbligo generale di " stand-stili ".
3 . 2 . 4 . 2 . Gli stabilimenti industriali interessati
Sono interessati principalemente gli stabilimenti di produzione e di
trasformazione del TCB .
 ---pagebreak--- Produzione di TCB
Esistono due procedimenti industriali per la produzione di TCB :
a ) la clorazione di benzene o di idrocarburi benzenici , già parzialmente
    clorati . In questo procedimento il TCB deve essere considerato piut ¬
    tosto come un coprodotto , in quanto quello che si vuole ottenere sono
    soprattutto mono e diclorobenzeni ;
b ) la disidroclorazione dell' HCH ( esaclorocicloesano ) .
    Questo procedimento permette di recuperare il considerevole residuo
    di HCH ( 85 % ) derivante dalla fabbricazione del lindano ( che deve
    contenere più del 99 % di <^-HCH).
La capacità di produzione europea ( CEE ) di triclorobenzene varia tra
le 15 e le 20 000 t / anno .
La quantità di TCB effettivamente prodotto ( 12 000 t / anno nel 1987 ) è
inferiore, data la completa cessazione della produzione di 2,4,5-T nel -
l' Bjropa occidentale , che rappresentava un' importante mercato per il
1,2,4-TCB ( attraverso il 1,2,4,5-tetraclorobenzene ) . Il 2,4,5-T è un
erbicida prodotto essenzialmente a Seveso, dove si è verificato l' inci ¬
dente che ha provocato una grave fuoriuscita di diossina TCDO
( 2,3,7,8-tetracloro-dibenzo-p-diossina ) .
Nella CEE esistono tuttora due unità che producono effettivamente TCB,
situate rispettivamente in Francia (procedimento b ) e nella Repubblica
federale di Germania ( procedimento a ). A queste due unità vanno tutta¬
via aggiunti gli altri produttori di mono e di clorobenzeni ( rispetti ¬
vamente in Italia e nella Repubblica federale di Germania ), la cui
produzione non è tuttavia sufficiente per il recupero del triclorobenzene
coprodotto ( 3-5 % ).
 ---pagebreak--- Utilizzazione del TCB
Il TCB viene utilizzato esclusivamente nell' industria .   Esso è infatti
una sostanza intermedia , in gran parte ( 60 Z ) trasformata, presso gli
stessi stabilimenti ( uso imprigionato), in clorobenzeni , cloronitroben-
zeni o clorofenoli superiori :
- il 1,2,4,5-tetraclorobenzene , da cui si ottiene per nitrazione il
    tecnazene ( fungicida ) ;
- il penta Icorobenzene, trasformato per nitrazione in quintazene
    ( fungicida ) ;
- l' esaclorobenzene, materia prima ulteriormente utilizzata per la
    fabbricazione di pentaclorotiofenol ( caoutchouc ) ;
- il 1,2,4-tricloro-5-nitrobenzene ( agente intermedio nella fabbricazione
    di coloranti tessili ) ;
- il cloruro di 2,4,5-triclorobenzosulfoni l , materia prima del tetradifon
    ( acaricida ) .
Oltre ad essere utilizzato come materia intermedia , i l 20 Z del TCB pro¬
dotto in Europea viene utilizzato come solvente ( agente d' estrazione e
supporto per coloranti nell' industria tessile ), nonché come componente
degli oli per trasformatore .
La quantità eccedente di TCB ( 20 Z ) viene esportata verso i paesi terzi ,
dove viene nuovamente utilizzata come materia prima per la produzione di
antiparassitari o di coloranti .
3 . 2 . 4 . 3 . Valore limite per le norme di emissione
                Rubrica A ( 117, 118 ) dell' allegato II
Per la fissazione dei valori limite proposti dalla Commissione è stato fatto
riferimento allo studio tecnico-economico realizzato nel 1983 dal sig . Jan
de BRUIN e intitolato : " Study of thè discharges of certain chlorinated
benzenes , of dichloromethane and dichloropropane into thè aquatic environment
and thè best technical means for thè reduction of water pollution from such
discharges ".
 ---pagebreak--- Vista L' importanza relativa delle emissioni dirette di TCB in ambiente ,
idrico la proposta riguarda anzitutto il settore della produzione e
della trasformazione del TCB .
A tale settore va addebitata un' emissione continua di 0,15-2 kg di TCB
per tonnellata di capacità di produzione .
L' apprestamento di metodi convenzionali - separazione di fase , stripping
a vapore ed eventuale trattamento biologico - dovrebbe normalemente con¬
sentire di raggiungere i valori limite proposti dalla Commissione , ossia
10 g / t di capacità di produzione in media mensile , pari a 20 g / t in media
giornaliera .
I valori limite proposti in concentrazione ( 1-2 mg / l ) corrispondono a un
efflusso di riferimento di 10 ni /t di capacità di produzione .
Per il settore a ) ( clorazione del benzene ) i valori limite sono stati
rapportati alla produzione globale di mono e di clorobenzeni , dato che
11 TCB rappresenta il 5 % di detta produzione globale . In tal modo,
sono interessati tutti i produttori di clorobenzene .
A prescindere dall' uso imprigionato, che dipende dalla produzione , sarebbe
opportuno limitare gli scarichi di TCB provenienti dagli stabilimenti in¬
dustriali nei quali è utilizzato come solvente o come supporto di coloranti
in particolare nell' industria tessile .
Dal momento che la Commissione non dispone di elementi tecnici sufficienti
per fissare valori limite applicabili a questo tipo di stabilimenti in¬
dustriali , si propone di fare riferimento alle disposizioni dell' allegato I
rubrica A , punto 3 .
Infine, l' utilizzazione del TCB come componenete degli oli per trasforma¬
tore non comporta un inquinamento diretto dell' ambiente idrico, eccetto
in caso di spandimento accidentale . Per questo motivo, non è stata pro¬
posta alcuna disposizione particolare in materia .
 ---pagebreak--- 3 . 2 . 4 . 4 . Obiettivi di qualité
                Rubrica B ( 111 , 118 ) dell' allegato II
Le discussioni del comitato scientifico consultivo per l' esame della tos¬
sicità e dell' ecotossicità dei composti chimici hanno adottato come base
gli studi ecotossicologici di R.H. HOFTMAN e J.H. de KREUK del TNO :
" Environmental load of chlorinated benzenes " ( - novembre 1982 - relazione
XI / 385 / 83 - ) e " Evaluation of thè impact of monochlorobenzene , 1,2,3-,
1,2,4- e 1 , 3, 5-trichlorobenzene in thè environment " ( relazione XI / 672 / 83 ).
Oltre ad aver confermato il TCB come sostanza dell' elenco I ( cfr .
3.2.4.1 .), il comitato ha espresso il parere secondo cui la concentra¬
zione totale di TCB nelle acque dolci e nelle acque saline deve essere
la più bassa possibile e non deve superare 0,1 yug/ l.'
La Commissione propone di attenersi a tale parere per tutti i tipi
d' acqua contemplati dalla direttiva 76 / 464 / CEE .
3 . 2 . 4 . 5 . Metodi di misura
                Rubrica C_ ( 117, 118 ) dell' allegato II
Il metodo di analisi di riferimento raccomandato è la cromatografia
in fase gassosa , abbinata ad un rivelatore a cattura di elettroni ,
previa estrazione con l' impiego di un opportuno solvente .
Il limite di rivelabilità è dell' ordine di 1 yug / kg per i sedimenti
e gli organismi .
 ---pagebreak--- Proposta di direttiva del Consiglio che modifica
l' allegato II della direttiva 86 / 280 / CEE concernente i valori
limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di talune
sostanze pericolose che figurano nell' elenco I dell' allegato della
direttiva 76 / 464 / CEE
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l' articolo 130 S ,
vista la direttiva 76 / 464 / CEE del Consiglici del 4 maggio 1976 , concer¬
nente l' inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate
nell' ambiente idrico della Comunità ( 1 ), in particolare gli articoli 6
e 12 ,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che, per proteggere l' ambiente idrico della Comunità dal¬
 l' inquinamento provocato da talune sostanze pericolose , l' articolo 3
della direttiva 76 / 464 / CEE istituisce un regime di autorizzazioni pre¬
ventive che prevede norme di emissione per gli scarichi delle sostanze figuranti
 nell' elenco I del suo allegato e che l' articolo 6 di detta direttiva
prevede la fissazione di obiettivi di qualità per l' ambiente idrico
interessato dagli scarichi di tali sostanze ;
 ( 1 ) GU n . L 129 del 18.5.1976, pag . 23
                                                                             16
 ---pagebreak--- considerando che gli Stati membri sono tenuti ad applicare i valori
limite , salvi i casi in cui possono far ricorso agli obiettivi di
qualità ;
considerando che le sostanze pericolose oggetto della presente direttiva
sono state scelte principalmente in base ai criteri previsti dalla diret ¬
tiva 76 / 464 / CEE ;
consideralo che la direttiva 86 / 280 / CEE .del Consiglio ( 2), modificata dalla direttiva
 88/347/ CEE (3), deve essere adottata e completata su proposta della Commissione in base all' evo¬
luzione delle conoscenze scientifiche relative principalmente alla tossi ¬
cità , alla persistenza e all' accumulazione di tali sostanze
negli organismi viventi e nei sedimenti o in caso di perfezionamento dei
migliori mezzi tecnici disponibili ;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                            Articolo 1
L' allegato II della direttiva 86 / 280 / CEE è modificata conformemente all' allegato .
                                           Articolo 2
           1 . Gli Stati membri, mettono in vigore le misure legislative , regola ¬
               mentari e amministrative necessarie per conformarsi alla
               presente direttiva antro il 1° gennaio 1990 . Essi ne informano
                immedi tamente la Commissione ;
           2 . Gli Stati membri cornificano immediatamente alla Commissione il testo delle disposi¬
                zioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato
                dalla presente direttiva.
                                           Articolo 3
            Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
            Fatto a Bruxelles , addì                           Per il Consiglio ,
                                                               Il Présidente
   ( 2 ) GU n . L 181 del 9.7.1986 , oag . 16 .
   ( 3 ) GU n . L 158 del 25.6.1988 , pag . 35
 ---pagebreak---                                       Allegato
 1 . Sotto il titolo, dopo il punto 7, è aggiunto il testo seguente:
      " 8 . Relative al 1 . 2-dicloroetano (EDC )
      " 9 . Relative al tricloroeti lene ( TRI )
     " 10. Relative al tetracloroeti lene (PER)
     " 11 - Relative al triclorobenzene (TCB) . "
2 . Dopo la rubrica C concernente il cloroformio               è aggiunto il
     testo seguente :
"Vili : Dlsgosi^ioni^sgeci^ich^relativejjl^l^Z^Dicloroetano
                   ( E.D.C. ) ( n . 59) - C.A.S. - 107-06-2 *’
      *) : Numero C.A.S. : ( Chemical Abstract Service )
 ---pagebreak---            Rubrica A ( 59 ) : Valori limite delle norme di emissione (*)
                               I                                   I
Tipo di              Tipo di   I Valore limite         espressi    ¡ Darispettare a
stabi limenti        valore    I                  in
industriali          medio     I                   I               I decorrere dal
                               i        Peso       (Concentrazione)
                               I                   I      (**)     I
                               I                   I               I
                               I                   I               I
                                                                   I
Unità di
produzione
                               I         20 g !
                                      di EDC / t
                                                         10 mg / l
                                                         di EDC     I
del 1.2-diclo-
                        Mese
                                   di capacità                      I      1.1.1990
roetano                            di produzione                    I
                                   depurata                         I
                                !(* )               I               I
                                                                    I
                       Giorno    I       40 g / t I      20 mg / l   I     1.1.1990
                                                                     I
                                 I                   I               I
                                 I                   I
                                 I                   I               I
                                 I                   I
                                 I                   I               I
                                 !                   I               I
                                 I                   I               I
                                 I                   I               I
                                 I                   I               I
                                 I                   I               I
                                 I                   I               I
   (*)   Data la volatilità dell' EDC e in ottemperanza all' articolo 3 , paragrafo 6 ,
         qualora sia utilizzato il procedimento che richiede agitazione all' aria
         aperta degli effluenti contenenti l' EDC , gli Stati membri esigono il
         rispetto dei valori limite a monte dei relativi impianti ; essi accertano
         che siano prese in considerazione tutte le acque che possono essere
         inquinate .
   (**) Fatte salve le disposizioni di cui alla Rubrica A 4 dell' allegato I , tali
         concentrazioni limite sono fissate per un volume di riferimento di
         2 m3 / t di EDC depurato .
  (***) La capacità di produzione di EDC depurato tiene conto del riciclaggio
         verso la sezione di depurazione EDC , della frazione di EDC non sottoposta a
         piroscissione nell' unità di produzione del cloruro di vinile ( VC )
         associata all' unità di produzione di EDC .
 ---pagebreak---  Rubrica B ( 59 ): Obiettivi di qualità
 Ambiente     Obiettivi di qualità  Unità di misura Da rispettare a
                                                    decorrere dal
Acque
interne di            10                /Ug / l        1.1.1990
superf ice
Acque di
estuario              10                /ug / l        1.1.1990
Acque
costiere
interne               10                /ug / l        1.1.1990
diverse
dalle
acque di
estuario
Acque
marine ter¬            10                /ug / l .     1.1.1990
ritoriali
 ---pagebreak---          Rubrica C ( 59 ) : Metodo di misura di riferimento
1 . IL metodo di misura di riferimento per La determinazione deL
    1 . 2.-DicLoroetano negLi effLuenti e nell' ambiente idrico è La
    cormatograf ia in fase Liquida a alta pressione oppure La
     cromatografia in fase gassosa abbinata aLLa rivelazione a cattura
    di elettroni dopo estrazione con un opportuno solvente .
    IL Limite di determinazione è di 50^ug / l per gli effLuenti e di
    5^ug / l per Le acque .
2 . L' esattezza e La precisione del metodo devono corrispondere a
    + 50 % per una concentrazione rappresentante il doppio del valore
    del Limite di determinazione .
 ---pagebreak--- Viri : : 2Ì§E25Ì£l2DÌ.SB££ÌlÌ£t!£_££Ì2ÌÌ^£_2i_l£Ì£Ì2£2£ÌÌÌ£D£_iI5il_ÌDi_l?12
                                   C.A.S. 79-01 -6
         *) Numero C.A.S. : ( Chemical Abstract Service )
                                                      »
                                                                           3H
 ---pagebreak---                     Rubrica A ( 121 ) : Valori limite delle norme di emissione (*) (**)
i                        1                                               I                         I
1 Tipo di                1     Tipo di   Valore limite espressi          I Da                      I
1 stabilimenti           |     valore .                in                       rispettare a       I
1 industriali            |     medio                    I                       decorrere dal      I
1
1
          (***)          1
                         1
                                             Peso
                                                        1
                                                        ¡Concentrazione]                           1
1                        1                  (****)      1     ( ****)    I
1                         1                             1                I
 1                        1                              1                I
                                                         1                I
      Produzione di       i                              1                 I                         1
 1 Tricloroeti len^               Mese        10 g / t 1       2 mg / l    I        1.1.1990         1
      ( TRI ) e di         i                              1                I                         1
      Pere loroeti lene                                                                              1
                                 Giorno       20 g / t    1    4 mg / l    I        1.1.1990
      ( PER )
  i                        1
                                                          1
                                                          1
                                                                           I
                                                                           I                       J
  1 Utilizzazione |                                       1                i                          1
  1 del TRI per la |              Mese                    1   0,1 mg / l    I       1.1.1990          1
  1 sgrassatura dei|
  1 metalli                j     Giorno
                                                          1
                                                           1  0,2 mg / l
                                                                            I
                                                                            I       1.1.1990
                                                                                                      ¡1
  1                        1                               1                I                          1
   1                        1                              1                I                          1
  1                         1                                               I
   ¡Utilizzazione
      del TRI per la
                            ¡     Mese
                                                           1
                                                               1 mg / l
                                                                            J            (
                                                                                    1.1.1990
                                                                                             *   )     i
   1 pulitura a                                                              I
                                                                             1                          11
   1 secco                       Giorno                    1   2 mg / l             1.1.1990             1
   1                        1                              1                 I           (* * **)
   1
    1                        1
                             1
                                                            1
                                                            1                 I                          !
               *) Può essere seguita una procedura di controllo semplificata se gli
                  scarichi non superano i 30 kg / anno . Per gli utilizzatori di cui al
                  punto b ), che rientrerebbero in questo caso, i valori limite in
                  concentrazione sono fissati a 1 mg / l ( media mensile ) e 2 mg / l
                  ( media giornaliera ).
              **) Data la volatilità dell' EDO e in ottemperanza all' articolo 3,
                  paragrafo 6, qualora sia utilizzato il procedimento che richiede
                  agitazione all' aria aperta degli effluenti contenenti l' EDC , gli Stati
                  membri esigono il rispetto dei valori limite a monte dei relativi
                  impianti ; essi accertano che siano prese in considerazione tutte le
                  acque che possono essere inquinate .
           ***) Tra gli stabilimenti industriali di cui all' allegato I , Rubrica A,
                  punto 3, si fa riferimento a tutti gli altri impieghi del TRI come
                  solvente, in particolare per l' estrazione di grassi o aromi .
                                                                                             ./.
 ---pagebreak---   ****) per il settore a ), i valori limite degli scarichi di TRI si riferiscono
        alla capacità di produzione globale di TRI + PER .
        Per quanto riguarda la revisione quadriennale delle autorizzazioni di
        scarico di cui all' articolo 3.3 ., secondo capoverso , la capacità di
        produzione sarà stabilita sulla produzione annua più elevata , rilevata
        nel corso dei quattro anni precedenti la concessione o la revisione
        dell' autorizzazione di scarico .
 *****) Fatte salve le disposizioni dell' allegato I , rubrica A, punto 4, le
        concentrazioni limite di TRI si rapportano ai seguenti volumi di
        riferimento :
        a ) 5 m^/t di produzione di TRI + PER
        b) 10 m^/ t di métallo trattato
        c ) 0,25 m^/t di prodotto trattato .
        Per i settori b ) e c ) le disposizioni dell' allegato I , Rubrica A,
        punto 4, si applicano considerando il prodotto della concentrazione
        limite per volume di riferimento .
******) E' concessa una deroga di cinque anni agli stabilimenti già esistenti ,
        dotati di macchine di tipo " aperto", la cui attrezzatura inappropriata
        non consentirebbe di rispettare tale valore limite .
 ---pagebreak---   Rubrica B ( 1 21 ) : Obi et t i vi di qualità
  Ambiente      Obiettivi di qualità         Unità di misura Da rispettare a
                                                             decorrere dal
Acque
interne di                    10                   /ug / l      1.1.1990
superf ice
Acque di                                                        1.1.1990
estuario
                              10                   /ug / l
Acque
costiere
interne                        10                  /ug / l      1.1.1990
diverse
dalle acque
di estuario
Acque marine
territoriali                   10                  /ug / l      1.1.1990
 ---pagebreak---          Rubrica C ( 121 ) : Metodo di misura di riferimento
1 . IL metodo di misura di riferimento per la determinazione del
    tricloroeti lene ( TRI ) negli effluenti e nell' ambiente idrico è
    la cromatografia in fase gassosa .
    Si deve far ricorso a un rilevatore sensibile quando la concentrazione
    è inferiore a 0,5 mg / l e , in tal caso, il Limite di determinazione è di
    0,1 .ug / l . Per una concentrazione superiore a 0,5 mg / l , è sufficiente
    un limite di determinazione di 0,1 mg/ l .
2 . L' esattezza e la precisione del metodo devono corrispondere a + 50 %
    per una concentrazione rappresentante il doppio valore del limite di
    determinazione .
 ---pagebreak--- IX . : Disposi zi oni _sge£2f i che_relat i ve_a L_Tet rac Loroet Uene
                           ( Perc loroeti Lene o PER )
                     ( n . 111 ) - C.A.S. - 127 - 18 - 4
       *) Numero C.A.S. ( Chemical Abstract Service )
 ---pagebreak---              ?ybrica_A_(111 ) : Valori_limite_delle_norme di emissione                **)
                                                                  1
 Tipo di              Tipo di      Valore limite espressi         1 Da
 stabilimenti         valore .                     Tn                   rispettare a
 industriali          medio     !                                       decorrere dal
                                1    ■ ·
    (***)                                  Peso     Concentrazione]
                                         (****)         (*****)   i
                                                                  I
 Produzione di                                                     I
 Tricloroeti lene         Mese            10 g / t       2 mg / l  I       1.1.1990
 ( TRI ) e di
Pere loro-                                                         I
etilene ( PER )                                                    I
 ( procedimenti         Giorno            20 g / t       4 mg / l  I       1.1.1990
TRI-PER )
                                                    -1-
Produzione di                                                      I
Tetracloruro
di carbonio e             Mese            10 g / t       5 mg/ l   I 1.1.1990
di Pere loro-
etilene
( procedimenti          Giorno            20 g / t      10 mg / l   I      1.1.1990
TETRA-PER )                                                         I
Utilizzazione                                                       I         (***** )
di PER per la             Mese                           1 mg / l   I     1.1.1990
                                                                    1
pulitura a                                                          1
secco                   Giorno                           2 mg/ l     1    1.1.1990
                                                                     I        (******)
                                                    _ ___
                                                                     I
 Utilizzazione                                                       I
 di PER per la            Mese                         0,1 mg/ l     ! 1.1.1990 .
 sgrassatura
dei metalli              Giorno                        0,2 mg/ l     ! ï . 1.1990
 Produzione di
 Clorof luoro-
                        Mese                        I -               ! -
 carbonio
                       Giorno
                                                    I                 I
 (*******)                                          I                 I
          *) Se gli scarichi non superano 30 kg/anno può essere applicata una
              procedura di controllo semplificata . Per gli uti lizzatori di cui
              al punto d) che rientrano in questo caso, i valori limite in
              concentrazione sono fissati a 1 mg/ l (media mensile ) e 2 mg/ l
              ( media giornaliera ).
 ---pagebreak---       **) Data La volatilità del tetracloroeti lene e in ottemperanza
          all' articolo 3 , paragrafo 6 , qualora sia utilizzato il procedimento
          che richiede agitazione all' aria aperta degli effluenti contenenti
          l' EDC , gli Stati membri esigono il rispetto dei valori limite a
          monte dei relativi impianti ; essi accertano che siano prese in
          considerazione tutte le acque che possono essere inquinate .
    ***) Tra gli stabilimenti industriali di cui all' allegato I , Rubrica A ,
          punto 3 , si fa riferimento a tutti gli altri impieghi del PER come
          solvente , in particolare per l' estrazione di grassi o aromi o come
          sostanza intermedia per la produzione di clorof luorocarboni .
   ****) Per i settori a ) e b ) sono indicati i valori limite di scarico di
          PER , rispetto alla capacità di produzione globale sia di TRI-PER
          che di TETRA+PER .
          Per quanto riguarda la revisione quadriennale delle autorizzazioni
          di scarico di cui all' articolo 3.3 ., secondo capoverso , la capacità
          di produzione sarà considerata sulla produzione annua più elevata ,
          rilevata nel corso dei quattro anni precedenti la concessione o la
          revisione dell' autorizzazione di scarico .
  *****) Fatte salve le disposizioni dell' allegato I , Rubrica A , punto 4 , le
          concentrazioni limite di PER si rapportano ai seguenti volumi di
          riferimento :
          a ) 5 m^/t di produzione di TRI + PER;
          b) 2 m^/t di produzione di TETRA+PER;
          c ) 0,25 m^/t di prodotto trattato;
          d ) 10 m^ / t di métallo trattato .
          Per i settori c ) e d ) le disposizioni dell' allegato I , Rubrica A ,
          punto 4 , si applicano considerando il prodotto della concentrazione
          limite per volume di riferimento .
 ******) E' concessa una deroga di cinque anni agli stabilimenti già esistenti ,
          dotati di macchine di tipo " aperto " la cui attrezzatura inappropriata
          non consentirebbe di rispettare tale valore limite .
*******) per il momento non è possibile fissare valori limite per tale settore .
          Sarà compito del Consiglio fissarli su proposta della Commissione .
          Nel frattempo , gli Stati membri fisseranno norme nazionali di emissione ,
          in conformità delle disposizioni dell' allegato I , Rubrica A, punto 3 .
 ---pagebreak---         1
     Rubrica B. ( 1 1 1 ) : Obi et t i vi di qualità
    Ambiente       Obiettivi di qualità           Unità di misura Da rispettare a
                                                                  decorrere dal
  Acque
  interne di                       10                   /Ug / l      1.1.1990
  superf ice
  Acque di                                                           1.1.1990
  estuario
                                   10                   /ug / l
  Acque
  costiere
  interne                          10                   /ug / l      1.1.1990
  diverse
  dalle acque
  di estuario
  Acque marine
  territoriali                     10                   /ug / l      1.1.1990
                                                            .
)
 ---pagebreak---     Rubrica C ( 111 ) : Metodo di misura di riferimento
1 . IL metodo di misura di riferimento per La determinazione deL
    tet rac Loroet i Lene ( PER ) negLi effluenti e ne L L 1 ambiente idrico
    è La cromatografia in fase gassosa .
    Si deve far ricorso a un rilevatore sensibile quando La concentrazione
    è inferiore a 0,5 mg / L e , in tal caso , il Limite di determinazione è
    di 0,1^ug / l . Per una concentrazione superiore a 0,5 mg / L , è sufficiente
    un Limite di determinazione di 0,1 mg / L .
2 . L' esattezza e La precisione del metodo devono corrispondere a + 50 %
    per una concentrazione rappresentante il doppio valore del Limite di
    determinazione .
 ---pagebreak--- Xi . Di^sgosi zioni_sgeci f i che_relat i ve_a L_Tri c Lorobenzene ( TCB )
     Standsti II : La concentrazione di TCB nelle acque , nei sedimenti
                    e / o nei molluschi e / o nei crostacei e / o nei pesci
                    non deve aumentare in maniera significativa col tempo .
     *) Il TCB può presentarsi sotto forma di uno dei tre isomeri
         seguenti :
         - 1,2,3-TCB - C.A.S. 87-61 -6
         - 1,2,4-TCB - C.A.S. 120-82-1 ( n . 118 sull' elenco CEE )
         - 1,3,5-TCB - C.A.S. 180-70-3
         Il TCB tecnico ( n . 117 dell' elenco CEE ) è un miscuglio di
         tre isomeri , con predominanzia di 1,2,4 TCB, che può contenere
         altresi modeste quantità di di - e tetraclorobenzene .
         Le presenti disposizioni si applicano in ogni caso sul TCB totale
         ( somma dei tre isomeri ).
 ---pagebreak---             Rubri ca_A_^H7^_118^ : Va Lori._ L i.mi_te_de L Le norme d' emissione
                    I                                               I
   Tipo di          I       Tipo di Valore limite espressi                    Da
    stabilimenti    |       valore               in                           rispettare a
    industriali      |      medio                                   I decorrere dal
   (*) (**)          I                 Peso       iConcentrazionei
                     I
                     I
                                      ( **)       I     (****)       I
                     I
                      I                           I                  I
                      I                           I                   I
                                                  I                   I
a) Produzione di
                              Mese     10 g / t    I    1 mg / l       I         1.1.1990
   TCB per disi -                                                      I
   clorazione
   dell 'HCH e / o
                                                   I                   I
   trasformazione
                                                   I                   I
                                                   I                    I
   di TCB                    Giorno    20 g / t         2 mg / l                 1.1.1990
                       I                            I                   I
                                                    I                    I
b) Produzione e / o     i                           I                    I
   trasformazione             Mese     0,5 g / t    I   0,05 mg / l I            1.1.1990
   di cloro -           i                            I                   I
   benzeni               i
   mediante              i   Giorno      1 g/t       I  0,1 mg / l        I      1.1.1990
   clorazione            i                           I                    I
                         I                           I                    I
                                                     I                    I
c) Utilizzazione         .
                              Mese       -
   di TCB nel -                                                            I
                                                      I
   l' industria           .                           I                    I
   tessiLe (*****)(          Giorno      -
                                                                            I
         *) Se gli scarichi non superano 30 kg / anno può essere applicata una
            procedura di controllo semplificata .
        **) Tra gli stabilimenti industriali di cui all' allegato I , Rubrica A ,
            punto 3 , si fa riferimento agli usi non imprigionati di TCB ,
            soprattutto come solvente o supporto di coloranti nell' industria
            tessile .
       ***) I valori limite di scarico di TCB ( somma dei tre isomeri ) sono indicati :
            - per il settore a ) : in rapporto alla capacità di produzione o di
              transformazione di TCB ;
            - per il settore b ) : in rapporto alla capacità globale di produzione
              o di trasformazione dei mono e diclorobenzeni .
      ** *) Fatte salve le disposizioni dell' allegato I , Rubrica A , punto 4 , le
            concentrazioni limite sono indicate rispetto ai seguenti volumi di
            riferimento :
            10 m^/t di TCB prodotto o trasformato per il settore a );                      ^
            10 m^/t di cloro e di c lorobenzene prodotti o trasformati per il settore b) .
 ---pagebreak--- *****) per il momento non è possibile fissare valori limite per tale
       settore .
       Sarà compito del Consiglio fissarli su proposta della Commissione
       Nel frattempo , gli Stati membri fisseranno norme nazionali di
       emissione, in conformità delle disposizioni dell' allegato I ,
       Rubrica A , punto 3 .
 ---pagebreak---    Rubrica B ( 117 , 118 ): Obiettivi di qualità
  Ambiente     Obiettivi di qualità     Unità di misura Da rispettare a
                                                        decorrere dal
Acque
interne di                 0,1                / ug / l     1.1.1990
superf i ce
Acque di                                                   1.1.1990
estuario                   0,1                / ug / l
Acque
costiere
interne                    0,1                /ug / l      1.1.1990
diverse
dalle acque
di estuario
Acque marine
territoriali               0,1                / ug / l     1.1.1990
 ---pagebreak---     Rubrlca_C_(H74_118 ) : Metodo_di_misura_di_riferimento
1 . Il metodo di misura di riferimento per la determinazione del
    triclorobenzene ( TCB ) negli effluenti e nell’ambiente idrico è
    la cromatografia in fase gassosa abbinata alla rivelazione a
    cattura di elettroni dopo estrazione con un opportuno solvente .
    Il limite di determinazione è di 1^ug / l per gli effluenti e di
    10 ng / l per le acque .
2 . Il metodo di riferimento per la determinazione del TCB nei sedimenti
    e negli organismi è la cromatografia in fase gassosa abbinata alla
    rivelazione a cattura di elettroni previa opportuna preparazione
    del campione . Il limite di determinazione è di 1^ug/ kg .
3 . L' esattezza e la precisione del metodo devono corrispondere a
    + 50 % per una concentrazione rappresentante il doppio del valore
    del limite di determinazione . "