CELEX: 62021TN0071
Language: it
Date: 2021-02-02 00:00:00
Title: Causa T-71/21: Ricorso proposto il 2 febbraio 2021 — QB/Commissione

26.4.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 148/19
            
         
      Ricorso proposto il 2 febbraio 2021 — QB/Commissione
      (Causa T-71/21)
      (2021/C 148/27)
      Lingua processuale: l'inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: QB (rappresentante: R. Wardyn, avvocato)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione dell’Ufficio di gestione e liquidazione dei diritti individuali (in prosieguo: il «PMO») del 6 aprile 2020 e la decisione dell’autorità che ha il potere di nomina del 3 novembre 2020, con cui la Commissione europea ha negato al ricorrente la concessione dell’indennità di espatrio;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sull’insufficiente motivazione delle decisioni del PMO e dell’autorità che ha il potere di nomina.
                  
                              —
                           
                           
                              Il ricorrente sostiene che il PMO e l’autorità che ha il potere di nomina hanno omesso di menzionare la circostanza che le disposizioni costituzionali e legislative applicabili a tutti i magistrati polacchi, in conformità al principio dello Stato di diritto, non consentivano al ricorrente di intrattenere alcuna relazione giuridica con la Rete europea di formazione giudiziaria (EJTN) o con qualsiasi altro ente di diritto privato in Polonia o all’estero;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Egli afferma inoltre che il PMO e l’autorità che ha il potere di nomina hanno ignorato il fatto che, ai sensi della legge polacca, il ricorrente, che era un giudice in servizio attivo, non avrebbe potuto soggiacere al controllo di un’autorità diversa dalla Corte regionale di Lubartow e dalla Krajowa Szkola Sadownictwa i Prokuratury (Scuola nazionale di magistratura giudicante e inquirente, in prosieguo: la «KSSiP»).
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione dell’articolo 4, paragrafo 1, dell’allegato VII dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea.
                  
                              —
                           
                           
                              Il ricorrente sostiene che la frase «servizi effettuati per un altro Stato» ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, dell’allegato VII dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea, dovrebbe essere interpretata nel senso che si riferisce a tutte le situazioni derivanti dai servizi effettuati per un altro Stato, e non soltanto a quelle relative all’attività svolta nel contesto della rappresentanza ufficiale di tale Stato, e che né la normativa, né la giurisprudenza avvalorano l’interpretazione restrittiva dell’autorità che ha il potere di nomina.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Egli sostiene inoltre che la KSSiP dovrebbe essere considerata un organo centrale dello Stato e, di conseguenza, il servizio prestato dal ricorrente nel periodo in cui era delegato presso la KSSiP dovrebbe essere considerato servizio prestato per lo Stato polacco.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Il ricorrente afferma peraltro che l’attività da lui svolta (1) aveva carattere sussidiario rispetto al rapporto giuridico sussistente tra lui e la KSSiP.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Egli asserisce, in aggiunta, che la sua occupazione principale nel periodo di riferimento consisteva nel lavoro svolto per la KSSP in Polonia.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente su un manifesto errore di valutazione.
                  
                              —
                           
                           
                              Il ricorrente afferma che egli aveva mantenuto un particolare legame con la Polonia, che impediva la formazione di un legame duraturo con il Belgio;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Inoltre, il ricorrente sostiene che la propria situazione giuridica e di fatto non gli aveva consentito di integrarsi nella società belga.
                           
                        
            
         (1)  Nota: frase omessa a tutela dell’anonimato.