CELEX: C2003/135/22
Language: it
Date: 2003-06-07 00:00:00
Title: Causa C-149/03: Ricorso presentato il 1° aprile 2003 contro il Regno del Belgio dalla Commissione delle Comunità europee

7.6.2003                IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                C 135/15
Ricorso del 28 marzo 2003 contro la Repubblica italiana,                  proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee                     un ricorso contro il Regno del Belgio.
                         (Causa C-143/03)
                                                                          La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                          (2003/C 135/21)                                 —     dichiarare che
                                                                                1.    non avendo adottato disposizioni adeguate riguardo
                                                                                      all’impiego dei contingenti attribuiti al Belgio per le
Il 28 marzo 2003, la Commissione delle Comunità europee,                              stagioni di pesca 1991-1996,
rappresentata dai sigg. Luca Visaggio e Roberto Amorosi, in
qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle
Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.                      2.    non avendo controllato l’osservanza della normativa
                                                                                      comunitaria per la conservazione delle riserve ittiche
                                                                                      mediante il controllo delle attività di pesca e un
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                           adeguato controllo del trasporto e della registrazione
                                                                                      delle catture,
—     constatare che la Repubblica italiana, sottoponendo le pile
      alcaline al manganese contenenti meno dello 0,0005 % in                   3.    non avendo emanato un divieto temporaneo di
      peso di mercurio a un regime di marcatura che impone,                           pesca effettuata da battelli battenti la sua bandiera o
      in particolare, l’indicazione della presenza di metalli                         registrati sul suo territorio, allorché doveva essere
      pesanti, è venuta meno agli obblighi che le incombono in                        considerato esaurito il contingente attribuito al
      virtù dell’articolo 28 CE.                                                      Belgio,
—     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle                      4.    non avendo intrapreso azioni penali o amministrati-
      spese di giudizio.                                                              ve nei confronti del capitano o di qualsiasi altra
                                                                                      persona responsabile per le attività di pesca dopo
                                                                                      l’entrata in vigore dei divieti di pesca o in assenza di
                                                                                      un contingente,
Motivi e principali argomenti
                                                                                il Regno del Belgio è venuto meno agli obblighi ad esso
                                                                                incombenti a norma dell’art. 5, n. 2, del regolamento
Le pile alcaline al manganese contenenti meno dello 0,0005 %                    (CEE) del Consiglio 25 gennaio 1983, n. 170, che
in peso di mercurio non rientrano nel campo di applicazione                     istituisce un regime comunitario di conservazione e di
della direttiva 91/157/CEE relativa alle pile ed agli accumulatori              gestione delle risorse della pesca ( 1), dell’art. 9, n. 2, del
contenenti sostanze pericolose.                                                 regolamento (CEE) del Consiglio 20 dicembre 1992,
                                                                                n. 3760, che istituisce un regime comunitario della pesca
                                                                                e dell’acquicoltura ( 2), degli artt. 1 e 11, nn. 1 e 2, del
In assenza di armonizzazione delle legislazioni nazionali per                   regolamento (CEE) del Consiglio 23 luglio 1987, n. 2241,
quanto riguarda tali prodotti, l’assoggettamento degli stessi                   che istituisce alcune misure di controllo delle attività di
all’obbligo di marcatura imposto dall’articolo 5, commi 1 e 2,                  pesca ( 3), e degli art. 2, 21, nn. 1 e 2, e 31, del regolamento
del decreto n. 476/97 costituisce un ostacolo alla libera                       (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1993, n. 2847, che
circolazione delle merci contrario all’articolo 28 CE, senza che                istituisce un regime di controllo applicabile nell’ambito
risultino ragioni evidenti fondate su esigenze imperative che                   della politica comune della pesca ( 4);
ne giustifichino l’adozione.
                                                                          —     condannare il Regno del Belgio alle spese del procedi-
                                                                                mento.
                                                                          Motivi e argomenti principali
Ricorso presentato il 1o aprile 2003 contro il Regno del
     Belgio dalla Commissione delle Comunità europee
                                                                          Violazione degli artt. 5, n. 2, del regolamento (CEE) n. 170/83
                                                                          e 9, n. 2, del regolamento (CEE) n. 3760/92: ai sensi di tali
                         (Causa C-149/03)
                                                                          disposizioni gli Stati membri hanno l’obbligo di stabilire criteri
                                                                          per la ripartizione dei contingenti loro attribuiti nonché di
                          (2003/C 135/22)                                 norme per l’impiego di tali contingenti. La Commissione
                                                                          constata che durante il periodo 1991-1996 si è verificata
                                                                          un’eccedenza delle catture per 22 specie di pesci e che inoltre
                                                                          in molti casi tale eccedenza delle catture ammontava a più del
Il 1o aprile 2003 la Commissione delle Comunità europee,                  10 %, cosicché il Regno del Belgio è venuto meno ai suoi
rappresentata dal sig. Th. van Rijn, in qualità di agente, ha             obblighi.
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Violazione degli artt. 1 del regolamento (CEE) n. 2241/87 e 2            La ricorrente conclude che la Corte, accogliendo la domanda,
del regolamento (CEE) n. 2847/93: tali disposizioni impongo-             voglia:
no agli Stati membri di assicurare il controllo sull’esercizio
della pesca da parte di pescherecci battenti la loro bandiera. A
tal fine devono essere effettuate le necessarie ispezioni. Dalle         1)     dichiarare che il Regno di Spagna, imponendo, contraria-
cifre relative al numero di casi di eccedenza delle catture e
                                                                                mente a quanto stabilito dalle direttive 68/360 ( 1), 73/
dall’entità di quest’ultima appare chiaramente che le autorità                  148 ( 2) e 90/365 ( 3), l’obbligo di ottenere un visto di
belghe non hanno adottato le necessarie misure di controllo                     soggiorno per il rilascio del permesso di soggiorno ai
per prevenire i casi di eccedenza delle catture.
                                                                                cittadini di un paese terzo, familiari di un cittadino
                                                                                comunitario che ha esercitato la libertà di circolazione, e
                                                                                non concedendo, contrariamente a quanto stabilito dalla
Violazione degli artt. 11, n. 2, del regolamento (CEE) n. 2241/                 direttiva 64/221 ( 4), il permesso di soggiorno entro il più
87, e 21, n. 2, del regolamento (CEE) n. 2847/93: le autorità                   breve termine, e, al massimo, entro sei mesi dalla richiesta
belghe, nella gestione del contingente, sono state chiaramente                  del permesso, è venuto meno agli obblighi che ad esso
inadempienti, avendo omesso in molti casi di fissare tempesti-                  incombono in forza del Trattato CE;
vamente una data di chiusura della pesca.
                                                                         2)     condannare il Regno di Spagna alle spese.
Violazione degli artt. 1, n. 2, del regolamento (CEE) n. 2241/
87 e 31, del regolamento (CEE) n. 2847/93: allorché i
pescherecci hanno sbarcato pesce dopo la data in cui era stata
chiusa la pesca per la specie ittica interessata o senza che al
Belgio fosse attribuito un contingente per la specie ittica
interessata, i capitani di tali battelli hanno agito in contrasto
con il diritto comunitario. Le autorità belghe erano pertanto            Motivi e principali argomenti
tenute ad intraprendere azioni penali o amministrative contro
di essi o contro eventuali altre persone responsabili. Il governo
belga non ha addotto alcuna prova che ciò sia avvenuto.
                                                                         Le formalità che uno Stato membro può chiedere al cittadino
                                                                         comunitario che esercita il suo diritto di libera circolazione o
( 1) GU L 24, pag. 1.
                                                                         al suo familiare (qualunque sia la sua cittadinanza) sono
( 2) GU L 389, pag. 1.
( 3) GU L 207, pag. 1.
                                                                         chiaramente stabilite dalla corrispondente normativa comuni-
( 4) GU L 261, pag. 1.                                                   taria, di modo che, secondo la Commissione, è chiaramente
                                                                         incompatibile con la lettera e) lo spirito del diritto comunitario,
                                                                         così come stabilito nelle direttive 68/360, 73/148 e 90/360,
                                                                         che uno Stato membro imponga una qualsiasi altra formalità
                                                                         a fini d’ingresso o di soggiorno.
                                                                         Come conseguenza di questa premessa, la Commissione ritiene
                                                                         che la normativa e la prassi spagnole, secondo quanto stabilito
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                    precedentemente, siano incompatibili con questi principi di
      tro il Regno di Spagna, proposto il 7 aprile 2003                  diritto comunitario. In sostanza, il visto di soggiorno, richiesto
                                                                         in base alla normativa spagnola, è uno strumento con il quale
                                                                         le autorità nazionali esaminano — prima dell’ingresso nel
                                                                         territorio spagnolo — i motivi per cui un cittadino di un paese
                        (Causa C-157/03)
                                                                         terzo intende risiedere per più di tre mesi nel territorio
                                                                         nazionale.
                         (2003/C 135/23)
                                                                         Il cittadino di un paese terzo che è familiare di un cittadino
                                                                         comunitario che esercita la libera circolazione non può essere
Il 7 aprile 2003 la Commissione delle Comunità europee,                  equiparato al cittadino di un paese terzo privo di tale vincolo
rappresentata dalla sig.ra Carmel O’Reilly, consigliere giuridico,       familiare; per contro, tale cittadino di un paese terzo è
e dal sig. Luis Escobar Guerrero, membro del servizio giuridico,         beneficiario di diritti comunitari derivati e usufruisce, per tale
con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla            motivo, dei diritti d’ingresso e di soggiorno nel territorio di
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il           un altro Stato membro, allo stesso modo del cittadino
Regno di Spagna.                                                         comunitario.