CELEX: 62016CN0322
Language: it
Date: 2016-06-07 00:00:00
Title: Causa C-322/16: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato (Italia) il 7 giugno 2016 — Global Starnet Ltd/Ministero dell’Economia e delle Finanze, Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato

19.9.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 343/24
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato (Italia) il 7 giugno 2016 — Global Starnet Ltd/Ministero dell’Economia e delle Finanze, Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato
   (Causa C-322/16)
   (2016/C 343/37)
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Giudice del rinvio
   
   Consiglio di Stato
   
      Parti nella causa principale
   
   
      Appellante: Global Starnet Ltd
   
      Appellati: Ministero dell’Economia e delle Finanze, Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
            
               1)
            
            
               In via principale: se l’art. 267, par. 3, del Trattato FUE possa essere interpretato nel senso che non sussiste l’obbligo incondizionato del giudice di ultima istanza di rinvio pregiudiziale di una questione di interpretazione del diritto europeo qualora, nel corso del medesimo giudizio, la Corte costituzionale abbia valutato la legittimità costituzionale della disciplina nazionale, nella sostanza, utilizzando gli stessi parametri normativi di cui si chiede l’interpretazione alla Corte di giustizia, ancorché formalmente diversi perché rivenienti in norme della Costituzione e non dei Trattati europei;
            
         
            
               2)
            
            
               in via subordinata rispetto al primo quesito, per il caso in cui la Corte risolva la questione di interpretazione dell’art. 267, par. 3, nel senso che sia obbligatorio il rinvio pregiudiziale: se le disposizioni ed i principi di cui agli articoli 26 — Mercato interno — 49 — Diritto di stabilimento — 56 — Libertà di prestazione dei servizi — 63 — Libertà di circolazione dei capitali — del Trattato FUE e 16 — Libertà d’impresa — della Carta dei diritti fondamentali UE, nonché il generale principio del legittimo affidamento (che «rientra tra i principi fondamentali dell’Unione», come affermato dalla Corte di Giustizia con sentenza 14 marzo 2013, causa C-545/11), ostino alla adozione ed applicazione di una normativa nazionale (art. 1, co. 78, lett. b), nn. 4, 8, 9, 17, 23, 25, della legge n. 220/2010, che sancisce, anche a carico di soggetti già concessionari nel settore della gestione telematica del gioco lecito, nuovi requisiti ed obblighi per il tramite di un atto integrativo della convenzione già in essere (e senza alcun termine per il progressivo adeguamento).