CELEX: 62021CN0097
Language: it
Date: 2021-02-16 00:00:00
Title: Causa C-97/21: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Administrativen sad Blagoevgrad (Bulgaria) il 16 febbraio 2021 — МV — 98 / Nachalnik na otdel «Operativni deynosti» — grad Sofia v glavna direktsia «Fiskalen kontrol» pri Tsentralno upravlenie na Natsionalna agentsia za prihodite

3.5.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 163/15
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Administrativen sad Blagoevgrad (Bulgaria) il 16 febbraio 2021 — МV — 98 / Nachalnik na otdel «Operativni deynosti» — grad Sofia v glavna direktsia «Fiskalen kontrol» pri Tsentralno upravlenie na Natsionalna agentsia za prihodite
      (Causa C-97/21)
      (2021/C 163/21)
      Lingua processuale: il bulgaro
      
         Giudice del rinvio
      
      Administrativen sad Blagoevgrad
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: МV — 98
      
         Resistente: Nachalnik na otdel «Operativni deynosti» — grad Sofia v glavna direktsia «Fiskalen kontrol» pri Tsentralno upravlenie na Natsionalna agentsia za prihodite
      
                  1)
               
               
                  Se l’articolo 273 della direttiva 2006/112/CE (1) del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, e l’articolo 50 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea debbano essere interpretati nel senso che non ostano a una normativa nazionale come quella in discussione nel procedimento principale, secondo cui è possibile cumulare nei confronti dello stesso soggetto un procedimento amministrativo di applicazione di una misura amministrativa coercitiva e un procedimento amministrativo penale con cui viene imposta una sanzione pecuniaria per un illecito consistente nella vendita non registrata di merci e non attestata dall’emissione di un documento di vendita.
               
            
                  1.1.
               
               
                  In caso di risposta affermativa a tale questione, se l’articolo 273 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, e l’articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea debbano essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale come quella in discussione nel procedimento principale, secondo cui è possibile cumulare nei confronti dello stesso soggetto un procedimento amministrativo di applicazione di una misura amministrativa coercitiva e un procedimento amministrativo penale con cui viene imposta una sanzione pecuniaria per un atto consistente nella vendita non registrata di merci e non attestata dall’emissione di un documento di vendita, se si tiene conto del fatto che detta normativa non impone al tempo stesso alle autorità competenti per l’esecuzione di entrambi i procedimenti né ai giudici l’obbligo di assicurare un’applicazione efficace del principio di proporzionalità con riguardo alla severità complessiva delle misure cumulate in rapporto alla gravità della concreta infrazione compiuta.
               
            
                  2)
               
               
                  Qualora non venga confermata nel caso in esame l’applicabilità degli articoli 50 e 52, paragrafo 1, della Carta, se l’articolo 273 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, e l’articolo 49, paragrafo 3, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea debbano essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale quale l’articolo 186, paragrafo 1, dello ZDDS [Zakon za danak varhu dobavenata stoynost (legge sull’IVA)] che, per un illecito consistente nella vendita non registrata di merci e non attestata dall’emissione di un documento di vendita, infligge, nei confronti dello stesso soggetto, oltre a una sanzione pecuniaria ai sensi dell’articolo 185, paragrafo 2, dello ZDDS, la misura amministrativo coercitiva dell’«Apposizione di sigilli a locali commerciali» per un periodo fino a 30 giorni.
               
            
                  3)
               
               
                  Se l’articolo 47, primo comma, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea debba essere interpretato nel senso che non osta a misure previste dal legislatore nazionale per salvaguardare gli interessi di cui all’articolo 273 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, quali l’esecuzione provvisoria della misura amministrativa coercitiva dell’«Apposizione di sigilli a locali commerciali» per un periodo fino a 30 giorni, al fine di tutelare un presunto interesse pubblico, se per contro la tutela giurisdizionale è limitata alla valutazione di un analogo interesse privato contrapposto.
               
            
         (1)  GU 2006, L 347, pag. 1.