CELEX: 52005PC0370
Language: it
Date: 2005-08-11
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2000/14/CE sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto

Avviso legale importante

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52005PC0370

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2000/14/CE sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto  /* COM/2005/0370 def. - COD 2005/0014 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 11.08.2005COM(2005) 370 definitivo2005/0149(COD)Proposta diDIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOche modific a la direttiva 2000/14/CE sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto(presentata dalla Commissione)RELAZIONEContesto della proposta-  Motivi e obiettivi della propostaLa presente proposta prevede una modifica della direttiva 2000/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 maggio 2000, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto (“direttiva sul rumore”)[1].La direttiva sul rumore è diventata applicabile su base volontaria il 3 luglio 2001. A decorrere dal 3 gennaio 2002 i cinquantasette tipi di macchine e attrezzature che rientrano nel campo d’applicazione della direttiva devono soddisfare le condizioni da essa previste prima di venire commercializzate o di essere messe in servizio all’interno della Comunità europea.L’obiettivo della direttiva sul rumore è quello di garantire la libera circolazione delle macchine e attrezzature che rientrano nel suo campo d’applicazione riducendo i livelli di rumore ammissibili al fine di proteggere tanto la salute ed il benessere dei cittadini quanto l’ambiente. Parallelamente, la direttiva persegue anche l’obiettivo di fornire ai cittadini informazioni sulle emissioni acustiche di tali macchine e attrezzature, migliorando in tal modo la capacità di scelta dei consumatori. Per ventidue tipi di macchine e attrezzature, la direttiva sul rumore fissa i livelli massimi di potenza acustica e prevede l’obbligo di indicare sull’etichetta i livelli di emissione sonora, mentre, per i 35 tipi rimanenti, prevede il solo obbligo di etichettatura.Per i tipi di macchine e attrezzature che devono rispettare livelli massimi di potenza acustica sono previste due fasi d’applicazione. La prima è iniziata il 3 gennaio 2002 (“fase I”); la seconda serie di livelli ridotti entra in vigore il 3 gennaio 2006 (“fase II”). La presente proposta persegue gli obiettivi seguenti:-  permettere la commercializzazione e/o la messa in servizio nella Comunità europea dal 3 gennaio 2006 di certi tipi di macchine e attrezzature (riguardo ai quali è stato chiaramente provato che i limiti della fase II non sono ancora attuabili per motivi tecnici);-  dare alla Commissione tempo sufficiente per ottemperare agli obblighi impostile dagli articoli 16 e 20 della direttiva sul rumore;-  consentire l’incorporazione della relazione prevista dall’articolo 20, paragrafo 3, della direttiva sul rumore nella relazione prevista dall’articolo 20, paragrafo 1.I valori limite della fase II sono stati concepiti al fine di porre all’industria UE obiettivi ambiziosi in termini di livelli massimi di rumore, obiettivi che, all’epoca in cui vennero stabiliti dai colegislatori, erano ritenuti realizzabili in considerazione delle conoscenze tecniche disponibili, del progresso atteso nel campo della riduzione del rumore e dei tempi di attuazione previsti dalla direttiva. Ciò è risultato vero per la maggior parte delle macchine alle quali devono essere applicati tali valori limite.-  Contesto generaleQuestioni tecniche che sorgono dall’applicazione della direttiva sul rumore ad alcuni tipi di macchine e attrezzatureDurante la sesta riunione del gruppo direttivo sul rumore del 16 maggio 2003, la Commissione ha incaricato il gruppo di lavoro sulle macchine destinate a funzionare all’aperto, chiamato anche “GL7”, di fornire consulenza sugli aspetti tecnici delle osservazioni e delle richieste presentate dagli operatori del settore e dagli Stati membri rispetto all’applicazione della direttiva sul rumore.I membri del GL7 sono esperti provenienti da sei Stati membri, quattro associazioni europee del settore e un rappresentante del CEN (Comitato europeo di normalizzazione). I servizi della Commissione (DG Ambiente e DG Imprese) partecipano alle riunioni come osservatori.Come primo passo per la presentazione della relazione prevista dall’articolo 20, paragrafo 1, della direttiva sul rumore, il documento programmatico pubblicato dal GL7 l’8 luglio 2004 ha trattato, fra gli altri aspetti che in futuro potrebbero essere oggetto di riesame, l’attuabilità tecnica dei limiti della fase II.I membri hanno convenuto che, per una serie di tipi di macchine e attrezzature, i livelli di potenza sonora rilevati da applicare nell’ambito della fase II sarebbero tecnicamente impossibili da raggiungere.In particolare, preoccupazioni sostanziali sono state espresse per quanto riguarda:-  gli apripista (muniti di cingoli d’acciaio);-  le pale caricatrici (munite di cingoli d’acciaio > 55 kW);-  le vibrofinitrici munite di rasiera ad alta compattazione;-  le piastre vibranti;-  i vibrocostipatori;-  i rulli vibranti azionati da un operatore;-  i carrelli elevatori industriali (> 10 t).Inoltre, altre preoccupazioni sono state espresse relativamente alla classificazione e alla possibile modifica dei metodi di misurazione per quanto riguarda i martelli demolitori con motore a combustione interna tenuti a mano e i carrelli elevatori fuoristrada.Gli obblighi della Commissione a norma degli articoli 16 e 20 della direttiva sul rumoreA norma dell’articolo 16 della direttiva sul rumore, il fabbricante, o il suo mandatario stabilito nella Comunità, trasmette una copia della dichiarazione di conformità CE, contenente informazioni sui livelli di potenza acustica della macchina o attrezzatura, tanto all’autorità competente dello Stato membro in cui risiede o in cui commercializza o mette in servizio la macchina o attrezzatura quanto alla Commissione. La Commissione pubblica periodicamente, di preferenza ogni anno, le informazioni ricevute, secondo il formato indicato nell’articolo 16, paragrafo 4.L’articolo 20 della direttiva sul rumore prevede che la Commissione presenti due relazioni distinte al Parlamento europeo ed al Consiglio, vale a dire:-  una relazione sull’esperienza della Commissione per quanto riguarda l’applicazione e l’amministrazione della direttiva (paragrafo 1). Questa relazione doveva essere presentata entro il 3 gennaio 2005 e doveva contenere un esame, basato sulle informazioni raccolte conformemente all’articolo 16 e su altri dati pertinenti, dei valori limite della fase II e dell’elenco delle macchine e attrezzature assoggettate alle prescrizioni di cui agli articoli 12 e 13 della direttiva;-  una relazione contenente l’esame della questione se e fino a che punto il progresso tecnico consenta di ridurre i valori limite ai livelli indicativi di potenza acustica previsti nella fase II per i tosaerba e per i tagliaerba elettrici/tagliabordi elettrici. Questa relazione doveva essere presentata entro il 3 luglio 2002.Entrambe le relazioni possono contenere conclusioni circa l’attuabilità dei valori limite della fase II e, se del caso, una proposta di modifica della direttiva sotto questo e altri aspetti.L’esperienza acquisita nei primi cinque anni di applicazione della direttiva sul rumore ha dimostrato che per adempiere agli obblighi previsti dall’articolo 16 e dall’articolo 20 occorre più tempo. Pertanto, si propone che le due relazioni siano presentate come un unico documento entro il 3 gennaio 2007 e che l’articolo 20 sia modificato di conseguenza.-  Disposizioni esistenti nel settore oggetto della propostaDirettiva 2000/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 maggio 2000, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto.-  Coerenza con altre politiche ed altri obiettivi dell’UnioneLa direttiva sul rumore è stata elaborata tenendo conto tanto del quinto programma d’azione a favore dell’ambiente di cui alla risoluzione del Consiglio del 1° febbraio 1993[2] quanto del Libro verde sulle politiche future in materia di inquinamento acustico (COM(96) 540 def.), che hanno individuato nell’inquinamento acustico uno dei maggiori problemi ambientali locali in Europa. La direttiva sul rumore è fondata sui principi e sui concetti della nuova strategia in materia di armonizzazione tecnica e normalizzazione indicati nella risoluzione del Consiglio del 7 maggio 1985[3] e nella decisione 93/465/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993[4].La presente proposta è coerente con la politica e gli obiettivi ambientali attualmente perseguiti dalla Comunità e descritti nel sesto programma di azione per l’ambiente (COM(2001) 31 def.), il quale elenca la riduzione dell’inquinamento acustico come un obiettivo prioritario, da raggiungere, tra l’altro, applicando limiti di rumore specifici per ciascun prodotto interessato. Il sesto programma ambientale definisce un metodo per la presa delle decisioni basato sulla partecipazione e sulla conoscenza, secondo cui:“Un aspetto centrale del Sesto programma, nonché il fattore determinante per il suo successo, sarà il coinvolgimento delle parti interessate, che dovrà permeare ogni fase del processo politico, dalla fissazione degli obiettivi alla concretizzazione delle misure. L’elaborazione, l’attuazione e la valutazione della politica ambientale si baseranno sulle più recenti conoscenze scientifiche ed economiche, su dati ed informazioni ambientali affidabili e aggiornati e sull’uso di appositi indicatori”.È pienamente compatibile con questo metodo decisionale rinviare l’applicazione dei valori limite della fase II stabiliti nella direttiva sul rumore nel caso in cui tutti i soggetti interessati li ritengano tecnicamente impossibili e nella prospettiva di un ulteriore esame, di una valutazione d’impatto e di eventuali modifiche.Consultazione d ELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE D’IMPATTO-  Consultazione delle parti interessateMetodi di consultazione, principali settori interessati e profilo generale dei soggetti che hanno partecipato alla consultazioneAlle riunioni del 21 marzo 2005 sono stati consultati il comitato sul rumore, conformemente all’articolo 19, lettera c), della direttiva, e il gruppo di esperti sul rumore. Un periodo di consultazione aperta, durato cinque settimane e scaduto il 22 aprile 2005, ha consentito a tutti gli Stati membri ed alle parti interessate di presentare osservazioni supplementari per iscritto. Inoltre, è stato sentito il gruppo direttivo sul rumore, che ha così avuto la possibilità di fornire il suo contributo.Nel maggio 2005 gli Stati membri ed i soggetti interessati sono stati consultati sul testo del progetto di modifica; è stato loro accordato un termine di due settimane per presentare osservazioni scritte.Sunto delle risposte e modo in cui esse sono state prese in considerazioneTutti e diciotto gli Stati membri che hanno risposto riconoscono la necessità di una soluzione legislativa della questione dei valori limite della fase II tecnicamente impossibili da attuare. Questa opinione è stata espressa o accettando direttamente la raccomandazione dei servizi della Commissione relativa alla proposta di modifica o accogliendo i risultati e le raccomandazioni del documento programmatico del GL7. Gli Stati membri hanno anche accettato che il rinvio dovrebbe essere una misura temporanea fino a quando non venga effettuata una modifica adeguata (se necessario) in seguito alla relazione prevista dall’articolo 20.Le risposte delle autorità nazionali hanno inoltre fornito ulteriori elementi che hanno consentito di migliorare l’elenco delle macchine e attrezzature per le quali viene proposto il rinvio.Si sono espresse anche varie organizzazioni dell’industria UE. Poiché esse rappresentano oltre il 70% dei settori individuati, il loro parere è ritenuto significativo. Le risposte di tali organizzazioni sono quasi senza eccezione in linea con l’opinione degli Stati membri. Esse hanno inoltre fornito una valutazione assai chiara delle dimensioni del settore interessato e delle possibili conseguenze se non si trovasse una soluzione.Vari Stati membri e operatori del settore hanno rilevato che anche le preoccupazioni concernenti i martelli demolitori con motore a combustione interna tenuti a mano e i carrelli elevatori fuoristrada comportavano la necessità di rinviare l’applicazione dei limiti della fase II esclusivamente per ragioni tecniche. Sebbene la relazione del GL7 non abbia esplicitamente raccomandato tale rinvio, l’impossibilità tecnica di attuare i valori limite della fase II per questi tipi di macchine e attrezzature è stata frattanto confermata dai membri del GL7.Per quanto riguarda i martelli demolitori con motore a combustione interna tenuti a mano , il GL7 ha raccomandato di includerli nella categoria “non inferiore a 30 kg”, in quanto tale modifica metterebbe la direttiva sul rumore in linea con la direttiva 84/537/CEE, che essa ha sostituito. Orbene, si ritiene che ciò sia impossibile perché tali martelli, essendo azionati “a mano”, pesano meno di 30 kg. Sarebbe pertanto necessaria una modifica della categorizzazione delle macchine e attrezzature, modifica che non è pensabile prima di una eventuale valutazione e proposta a seguito della relazione prevista dall’articolo 20. Pertanto, durante la consultazione pubblica è stato confermato che, stando così le cose, è tecnicamente impossibile attuare il valore limite previsto per i suddetti martelli nella fase II e che, conseguentemente, essi verranno aggiunti nell’elenco per il quale si propone il rinvio. In seguito a discussioni con le parti interessate, questa classificazione è stata ulteriormente perfezionata nel senso che devono essere inseriti in tale elenco solo i martelli di massa compresa tra i 15 kg e i 30 kg.Per quanto riguarda poi i carrelli elevatori fuoristrada , la relazione del GL7 prevede che alle difficoltà tecniche che impediscono di attuare i valori limite della fase II si potrebbe far fronte modificando i pertinenti metodi di misurazione stabiliti nell’allegato III della direttiva sul rumore. Tuttavia, ciò è impossibile perché l’articolo 19, lettera b), della direttiva sul rumore dispone che l’adeguamento al progresso tecnico dei metodi di misurazione stabiliti nell’allegato III non deve avere un impatto diretto sul livello di potenza sonora misurato delle macchine ed attrezzature elencate nell’articolo 12. Pertanto, ad avviso dei soggetti interessati occorre che la voce “carrelli elevatori industriali (> 10 t)”, figurante nell’elenco delle macchine ed attrezzature per le quali si propone il rinvio dell’applicazione della fase II, venga ampliata diventando “carrelli elevatori con motore a combustione interna con carico a sbalzo” , in modo che in tale voce siano compresi i carrelli elevatori fuoristrada e, in tal modo, praticamente tutti i carrelli elevatori che attualmente rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 12.Durante la consultazione aperta gli Stati membri e gli operatori del settore hanno inoltre confermato che per le piastre vibranti < 3 kW si possono attuare i valori limite della fase II. L’elenco delle macchine ed attrezzature in questione è stato modificato di conseguenza.Infine, è opportuno precisare che, per quanto riguarda le vibrofinitrici di cui all’articolo 12, il rinvio dell’applicazione dei valori limite della fase II concerne soltanto le vibrofinitrici munite di rasiera ad alta compattazione e non anche le vibrofinitrici la cui rasiera serve solo alla precompattazione .-  Consultazione di espertiSettori scientifici/di competenza interessatiEmissione sonora.Principali organizzazioni/esperti consultatiGL7Comitato sul rumoreGruppo di lavoro di esperti istituito nell’ambito del comitato sul rumoreGruppo direttivo sul rumore.Mezzi utilizzati per rendere pubblici i pareri degli espertiPubblicazione sul sito web EUROPA.-  Valutazione d’impattoTenuto conto della natura della modifica, consistente nel rinvio dell’applicazione di disposizioni di diritto comunitario risultate impossibili da applicare, la valutazione d’impatto non è necessaria.ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA-  Sintesi dell’azione propostaSi propone di modificare la nota 2 della tabella di cui all’articolo 12 aggiungendo, alle macchine e attrezzature ivi elencate (tosaerba, tagliaerba elettrici/tagliabordi elettrici), i seguenti tipi di macchine e attrezzature:-  rulli vibranti azionati da un operatore;-  piastre vibranti (> 3 kW);-  vibrocostipatori;-  apripista (muniti di cingoli d’acciaio);-  pale caricatrici (munite di cingoli d’acciaio > 55 kW);-  carrelli elevatori con motore a combustione interna con carico a sbalzo;-  vibrofinitrici munite di rasiera ad alta compattazione;-  martelli demolitori con motore a combustione interna tenuti a mano (15 < m < 30).La modifica proposta renderà meramente indicativi i livelli di potenza acustica ammessi nella fase II per le macchine di cui sopra. I valori definitivi dipenderanno dalla modifica apportata alla direttiva sul rumore dopo la relazione prevista dall’articolo 20.Inoltre, si propone di modificare l’articolo 20 in modo da dare alla Commissione il tempo sufficiente per adempiere agli obblighi a essa incombenti a norma degli articoli 16 e 20 e in modo da consentire l’incorporazione della relazione prevista dall’articolo 20, paragrafo 3, nella relazione prevista dall’articolo 20, paragrafo 1.-  Base giuridicaIn linea con la direttiva 2000/14/CE, la presente proposta è basata sull’articolo 95 del trattato CE.-  Principio di sussidiarietàGli obiettivi dell’azione proposta, vale a dire far sì che il mercato interno continui a funzionare esigendo che le macchine e attrezzature usate all’aperto siano conformi alle disposizioni armonizzate in materia di rumore ambientale, non possono essere raggiunti in misura sufficiente dai soli Stati membri e possono pertanto, a causa della loro portata e dei loro effetti, essere meglio raggiunti a livello comunitario.La presente proposta rispetta dunque il principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato.-  Principio di proporzionalitàLa modifica proposta non eccede quanto è necessario per raggiungere gli obiettivi di cui sopra.Gli esperti ed i soggetti interessati degli Stati membri concordano che i valori limite della fase II previsti per le macchine ed attrezzature oggetto della modifica proposta non sono tecnicamente attuabili. Conseguentemente, se non venisse posticipata l’entrata in vigore di tali valori limite, il mercato interno delle suddette macchine risulterebbe perturbato.Non è stata invece accolta la richiesta degli operatori del settore, pur fondata su solidi argomenti economici, diretta a ottenere l’inserimento di ulteriori tipi di macchine e attrezzature nell’elenco delle macchine per le quali si propone un prolungamento del periodo transitorio. La proposta contiene dunque le modifiche assolutamente necessarie per assicurare un equilibrio adeguato tra gli oneri imposti agli operatori economici e il conseguimento, quando sia possibile, degli obiettivi ambientali.La presente proposta rispetta dunque il principio di proporzionalità di cui all’articolo 5 del trattato.-  Scelta degli strumentiStrumenti proposti: direttiva.Altri mezzi non sarebbero appropriati per la seguente ragione: modifica di una direttiva esistente.INCIDENZA SUL BILANCIOLa proposta non ha alcuna incidenza sul bilancio comunitario.INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI-  Spazio economico europeoL’atto proposto riguarda una materia SEE e dovrebbe dunque estendersi allo Spazio economico europeo.-  Iniziative futureLa proposta va considerata alla luce dei lavori attualmente in corso sulla relazione prevista dall’articolo 20, paragrafo 1, della direttiva 2000/14/CE, relazione che conterrà un esame completo delle norme della direttiva, compresi i valori limite in questione. Se si riterrà opportuna un’ulteriore modifica, sarà effettuata una valutazione d’impatto approfondita, in modo da garantire che in futuro la fissazione di obiettivi ambiziosi in termini di livelli massimi di rumore non prescinda dal tempo necessario per il progresso tecnico.  2005/0149(COD)Proposta diDIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOche modific a la direttiva 2000/14/CE sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 95,vista la proposta della Commissione[5],visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[6],visto il parere del Comitato delle regioni[7],deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato,considerando quanto segue:1.  La direttiva 2000/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 maggio 2000, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto[8] è stata oggetto di un esame da parte di un gruppo di esperti istituito dai servizi della Commissione, il gruppo di lavoro sulle macchine destinate a funzionare all’aperto.2.  Nella relazione dell’8 luglio 2004, il gruppo di lavoro sulle macchine destinate a funzionare all’aperto ha concluso che alcuni dei valori limite fissati per la fase II e da applicare obbligatoriamente dal 3 gennaio 2006 non erano tecnicamente attuabili. Tuttavia, non vi è mai stata l’intenzione di limitare la commercializzazione e/o la messa in servizio di tali macchine per meri motivi di attuabilità tecnica.3.  Occorre pertanto autorizzare la commercializzazione e/o la messa in servizio a decorrere dal 3 gennaio 2006 di certi tipi di macchine e attrezzature che sono elencati nell’articolo 12 della direttiva 2000/14/CE e che, per motivi meramente tecnici, non possono essere resi conformi ai valori limite della fase II entro tale data.4.  L’esperienza acquisita durante i primi cinque anni di applicazione della direttiva 2000/14/CE ha dimostrato che per adempiere agli obblighi previsti dall’articolo 16 e dall’articolo 20 occorre più tempo e che è necessario riesaminare la direttiva al fine di un’eventuale modifica, in particolare per quanto riguarda i valori limite della fase II. È pertanto necessario prorogare di due anni il termine entro il quale deve essere presentata, secondo quanto previsto dall’articolo 20, paragrafo 1, la relazione al Parlamento europeo ed al Consiglio sull’esperienza maturata dalla Commissione in sede di applicazione e amministrazione della direttiva.5.  L’articolo 20, paragrafo 3, della direttiva 2000/14/CE prevede che la Commissione presenti al Parlamento europeo ed al Consiglio una relazione contenente l’esame della questione se e fino a che punto il progresso tecnico consenta di ridurre i valori limite per i tosaerba e per i tagliaerba elettrici/tagliabordi elettrici. Dato che l’articolo 20, paragrafo 1, è più prescrittivo dell’articolo 20, paragrafo 3, e al fine di evitare duplicazioni, è opportuno inserire l’esame della suddetta questione nella relazione generale di cui all’articolo 20, paragrafo 1. Conseguentemente, l’articolo 20, paragrafo 3, andrebbe soppresso.6.  Poiché l’obiettivo delle suddette modifiche – vale a dire, far sì che il mercato interno continui a funzionare esigendo che le macchine e attrezzature usate all’aperto siano conformi alle disposizioni armonizzate in materia di rumore ambientale – non può essere raggiunto in misura sufficiente dai soli Stati membri e può pertanto, a causa della sua portata e dei suoi effetti, essere meglio raggiunto a livello comunitario, la Comunità può adottare provvedimenti, conformemente al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. Conformemente al principio di proporzionalità, stabilito dallo stesso articolo, le suddette modifiche non eccedono quanto è necessario per raggiungere tale obiettivo giacché riguardano soltanto quei tipi di macchine e attrezzature per i quali il rispetto dei valori limite della fase II è attualmente impossibile per ragioni tecniche.7.  La direttiva 2000/14/CE dovrebbe dunque essere modificata di conseguenza,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La direttiva 2000/14/CE è modificata come segue:1) La tabella contenuta nell’articolo 12 è sostituita dalla seguente:Tipo di macchina | Potenza netta installata P in kW Potenza elettrica Pel in kW(1) Massa dell’apparecchio m in kg Ampiezza di taglio L in cm | Livello ammesso di potenza sonora in dB/1 pW |Fase I A partire dal 3 gennaio 2002 | Fase II A partire dal 3 gennaio 2006 |Mezzi di compattazione (rulli vibranti, piastre vibranti e vibrocostipatori) | P ( 8 | 108 | 105(2) |8 < P ( 70 | 109 | 106(2) |P > 70 | 89 + 11 lg P | 86 + 11 lg P(2) |Apripista, pale caricatrici e terne cingolati | P ( 55 | 106 | 103(2) |P > 55 | 87 + 11 lg P | 84 + 11 lg P(2) |Apripista, pale caricatrici e terne gommati; dumper; compattatori di rifiuti con pala caricatrice; carrelli elevatori con motore a combustione interna con carico a sbalzo; gru mobili; mezzi di compattazione (rulli statici); vibrofinitrici; compressori idraulici | P ( 55 | 104 | 101(2) |P > 55 | 85 + 11 lg P | 82 + 11 lg P(2) |Escavatori, montacarichi per materiali da cantiere, argani, motozappe | P ( 15 | 96 | 93 |P > 15 | 83 + 11 lg P | 80 + 11 lg P |Martelli demolitori tenuti a mano | m ( 15 | 107 | 105 |15 < m < 30 | 94 + 11 lg m | 92 + 11 lg m(2) |m ( 30 | 96 + 11 lg m | 94 + 11 lg m |Gru a torre | 98 + lg P | 96 + lg P |Gruppi elettrogeni e gruppi elettrogeni di saldatura | Pel ( 2 | 97 + lg Pel | 95 + lg Pel |2 < Pel ( 10 | 98 + lg Pel | 96 + lg Pel |10 > Pel | 97 + lg Pel | 95 + lg Pel |Motocompressori | P ( 15 | 99 | 97 |P > 15 | 97 + 2 lg P | 95 + 2 lg P |Tosaerba, tagliaerba elettrici e tagliabordi elettrici | L (50 | 96 | 94(2) |50 < L ( 70 | 100 | 98 |70 < L ( 120 | 100 | 98(2) |L > 120 | 105 | 103(2) |(1) Pel per gruppi elettrogeni di saldatura: corrente convenzionale di saldatura moltiplicata per la tensione convenzionale a carico relativa al valore più basso del fattore di utilizzazione del tempo indicato dal fabbricante. Pel per gruppi elettrogeni: potenza principale conformemente a ISO 8528-1:1993, punto 13.3.2. (2) I valori della fase II sono meramente indicativi per i seguenti tipi di macchine e attrezzature: - rulli vibranti azionati da un operatore; - piastre vibranti (> 3 kW); - vibrocostipatori; - apripista (muniti di cingoli d’acciaio); - pale caricatrici (munite di cingoli d’acciaio > 55 kW); - carrelli elevatori con motore a combustione interna con carico a sbalzo; - vibrofinitrici munite di rasiera ad alta compattazione; - martelli demolitori con motore a combustione interna tenuti a mano (15 < m < 30) - tosaerba, tagliaerba elettrici e tagliabordi elettrici. I valori definitivi dipenderanno dall’eventuale modifica della direttiva a seguito della relazione di cui all’articolo 20, paragrafo 1. Qualora la direttiva non subisse alcuna modifica, i valori della fase I si applicheranno anche nella fase II. |Nel verificare il rispetto del livello di potenza sonora ammesso, il livello di potenza sonora misurato deve essere approssimato al numero intero (se la differenza è inferiore a 0,5, arrotondare per difetto; se la differenza è superiore o uguale a 0,5, arrotondare per eccesso). |2) L’articolo 20 è modificato nel modo seguente:a) il paragrafo 1 è modificato nel modo seguente:nella prima frase, le parole “Entro il 3 gennaio 2005” sono sostituite da “Entro il 3 gennaio 2007”;b) il paragrafo 3 è soppresso.Articolo 21. Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 dicembre 2005, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.Essi applicano tali disposizioni dal 3 gennaio 2006.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.Articolo 3La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .Articolo 4Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, […]Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente[…] […] [1] GU L 162 del 3.7.2000, pag. 1.[2] GU C 138 del 17.5.1993, pag. 1.[3] GU C 136 del 4.6.1985, pag. 1.[4] GU L 220 del 30.8.1993, pag. 23.[5] GU C […] del […], pag. […].[6] GU C […] del […], pag. […].[7] GU C […] del […], pag. […].[8] GU L 162 del 3.7.2000, pag. 1.