CELEX: 62012CA0463
Language: it
Date: 2015-03-05 00:00:00
Title: Causa C-463/12: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 5 marzo 2015 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Østre Landsret — Danimarca) — Copydan Båndkopi/Nokia Danmark A/S (Rinvio pregiudiziale — Diritto d’autore e diritti connessi — Direttiva 2001/29/CE — Articoli 5, paragrafo 2, lettera b), e 6 — Diritto di riproduzione — Eccezione — Copie a uso privato — Riproduzioni effettuate usando schede di memoria per telefoni cellulari — Equo compenso — Prelievo sui supporti — Parità di trattamento — Rimborso del prelievo — Pregiudizio minimo)

27.4.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 138/2
            
         Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 5 marzo 2015 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Østre Landsret — Danimarca) — Copydan Båndkopi/Nokia Danmark A/S
   (Causa C-463/12) (1)
   
   ((Rinvio pregiudiziale - Diritto d’autore e diritti connessi - Direttiva 2001/29/CE - Articoli 5, paragrafo 2, lettera b), e 6 - Diritto di riproduzione - Eccezione - Copie a uso privato - Riproduzioni effettuate usando schede di memoria per telefoni cellulari - Equo compenso - Prelievo sui supporti - Parità di trattamento - Rimborso del prelievo - Pregiudizio minimo))
   (2015/C 138/02)
   Lingua processuale: il danese
   
      Giudice del rinvio
   
   Østre Landsret
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Copydan Båndkopi
   
      Convenuta: Nokia Danmark A/S
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               L’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, non osta a una normativa nazionale che preveda un equo compenso in base all’eccezione al diritto di riproduzione per le copie a uso privato per supporti plurifunzionali, come le schede di memoria per telefoni cellulari, a prescindere dal fatto che la funzione principale di tali supporti consista o meno nella realizzazione di tali copie, a condizione che una delle funzioni di detti supporti, ancorché secondaria, consenta ai loro possessori di utilizzarli a tal fine. Tuttavia, il carattere principale o secondario di questa funzione e l’importanza relativa della capacità del supporto di realizzare copie possono incidere sull’entità dell’equo compenso dovuto. Laddove il danno causato ai titolari dei diritti fosse da ritenersi minimo, la messa a disposizione di tale funzione potrebbe non far sorgere alcun obbligo di versamento del compenso.
            
         
               2)
            
            
               L’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2001/29 non osta a una normativa nazionale che assoggetti al prelievo diretto a finanziare l’equo compenso in base all’eccezione al diritto di riproduzione per le copie a uso privato la fornitura di supporti utilizzabili a fini di riproduzione per uso privato, come le schede di memoria per telefoni cellulari, ma non assoggetti a tale prelievo la fornitura di componenti destinate principalmente ad archiviare copie per uso privato, come le memorie interne dei lettori MP3, a condizione che queste differenti categorie di supporti e componenti non siano paragonabili o che la disparità di trattamento di cui sono oggetto sia giustificata, accertamento, questo, che compete al giudice del rinvio.
            
         
               3)
            
            
               L’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2001/29 deve essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale che imponga il pagamento del prelievo diretto a finanziare l’equo compenso in base all’eccezione al diritto di riproduzione per le copie a uso privato ai produttori e agli importatori che vendano schede di memoria per telefoni cellulari a professionisti pur sapendo che le schede vengono rivendute da questi ultimi, ignorando peraltro se gli acquirenti finali di dette schede siano privati o professionisti, a condizione che
               
                           —
                        
                        
                           l’attuazione di un sistema del genere sia giustificata da difficoltà pratiche;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           i debitori siano esenti dal pagamento di detto prelievo qualora dimostrino di aver fornito le schede di memoria per telefoni cellulari a soggetti diversi da persone fisiche a fini manifestamente estranei a quelli della riproduzione per uso privato, fermo restando che detta esenzione non può essere limitata alla consegna ai soli professionisti iscritti all’organizzazione incaricata della gestione degli stessi prelievi;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           detto sistema preveda un diritto al rimborso del prelievo per copia privata che sia effettivo e non renda eccessivamente difficile la restituzione del prelievo versato, e solo l’acquirente finale di siffatta scheda di memoria possa ottenere il rimborso, presentando, a tal fine, domanda all’organizzazione medesima.
                        
                     
         
               4)
            
            
               L’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2001/29, letto alla luce del considerando 35 di quest’ultima, deve essere interpretato nel senso che esso consente agli Stati membri di prevedere, in taluni casi rientranti nell’ambito di applicazione dell’eccezione al diritto di riproduzione per le copie private, l’esenzione dal pagamento dell’equo compenso in base a detta eccezione, a condizione che il danno causato ai titolari dei diritti, in tali casi, sia minimo. Rientra nella competenza di detti Stati fissare la soglia di tale danno, fermo restando che questa soglia deve, in particolare, essere applicata conformemente al principio della parità di trattamento.
            
         
               5)
            
            
               La direttiva 2001/29 deve essere interpretata nel senso che, laddove uno Stato membro abbia deciso, in forza dell’articolo 5, paragrafo 2, di tale direttiva, di escludere, nell’ambito di applicazione ratione materiae di tale disposizione, qualsiasi diritto, per i titolari di diritti, di autorizzare le riproduzioni a titolo privato delle loro opere, l’autorizzazione data da un titolare di diritti per l’utilizzo dei file contenenti le sue opere non può incidere sull’obbligo di equo compenso in base all’eccezione al diritto di riproduzione per le riproduzioni effettuate conformemente all’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), di detta direttiva mediante tali file e non può, di per sé, far sorgere un obbligo di pagamento, al titolare medesimo, di alcuna forma di remunerazione da parte dell’utilizzatore dei file interessati
            
         
               6)
            
            
               L’attuazione delle misure tecnologiche previste all’articolo 6 della direttiva 2001/29 per i dispositivi utilizzati al fine di riprodurre materiali protetti, come i DVD, i CD, i lettori MP3 o i computer, non può incidere sull’obbligo di equo compenso in base all’eccezione al diritto di riproduzione per le riproduzioni a titolo privato effettuate a partire da simili dispositivi. Tuttavia, tale attuazione può avere un impatto sul livello concreto di detto compenso.
            
         
               7)
            
            
               La direttiva 2001/29 osta a una normativa nazionale che preveda un equo compenso in base all’eccezione al diritto di riproduzione per le riproduzioni effettuate a partire da fonti illecite, vale a dire a partire da materiali protetti messi a disposizione del pubblico senza l’autorizzazione dei titolari di diritti.
            
         
               8)
            
            
               La direttiva 2001/29 non osta a una normativa nazionale che preveda un equo compenso in base all’eccezione al diritto di riproduzione per le riproduzioni di materiali protetti effettuate da una persona fisica a partire o mediante un dispositivo appartenente a terzi.
            
         
      (1)  GU C 399 del 22.12.2012.