CELEX: 52012PC0772
Language: it
Date: 2012-12-17
Title: Proposal for a DIRECTIVE OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL on marine equipment and repealing Directive 96/98/EC

COMMISSIONE
                   EUROPEA
                                            Bruxelles, 17.12.2012
                                            COM(2012) 772 final
                                            2012/0358 (COD)
                                Proposta di
   DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
    sull’equipaggiamento marittimo e che abroga la direttiva 96/98/CE
                     (Testo rilevante ai fini del SEE)
                         {SWD(2012) 437 final}
                         {SWD(2012) 438 final}
IT                                                                    IT
 ---pagebreak---                                              RELAZIONE
   1.        CONTESTO DELLA PROPOSTA
   1.1.      Contesto
   L’equipaggiamento marittimo rappresenta una porzione significativa del valore delle navi di
   nuova costruzione e la sua qualità e il buon funzionamento sono essenziali per la sicurezza
   della nave e del suo equipaggio, come pure per la prevenzione di incidenti marittimi e
   l’inquinamento dell’ambiente marino.
   Le convenzioni internazionali sulla sicurezza marittima contengono disposizioni specifiche in
   virtù delle quali le navi devono essere adeguatamente equipaggiate; esse impongono inoltre
   agli Stati di bandiera di assicurare che l’equipaggiamento presente a bordo delle navi sia
   conforme a determinati requisiti di costruzione ed efficienza e di rilasciare i relativi certificati.
   A tal fine sia l’organizzazione marittima internazionale (IMO) sia gli organismi di
   normalizzazione internazionali ed europei fissano norme di prova per l’equipaggiamento
   marittimo. L’IMO fissa i requisiti per le convenzioni e le norme per le prove e li aggiorna
   mediante una serie di strumenti, quali codici, risoluzioni e circolari.
   Le convenzioni internazionali e le norme di prova lasciano un certo margine discrezionale agli
   Stati di bandiera. Benché di norma gli strumenti dell’IMO contenenti requisiti e norme per le
   prove siano vincolanti, la tradizione dell’IMO di operare ricercando il consenso può, di
   quando in quando, portare all’adozione di importanti norme di sicurezza per
   l’equipaggiamento marittimo per mezzo di strumenti non vincolanti; per gli stessi motivi,
   alcuni strumenti dell’IMO presentano talvolta scadenze di attuazione eccessivamente
   generose o non ne presentano affatto.
   Nella sua proposta di direttiva sull’equipaggiamento marittimo, risalente al 1995, la
   Commissione aveva chiaramente individuato i problemi riscontrati nel mercato interno in
   seguito a tale situazione e dell’assenza di armonizzazione a livello UE nel settore
   dell’equipaggiamento marittimo1. Gli Stati membri erano riluttanti ad accettare
   reciprocamente i rispettivi certificati di conformità anche in presenza di requisiti comparabili
   – o quantomeno non senza ulteriori controlli a livello nazionale; ne sono risultate molteplici
   procedure di omologazione per lo stesso equipaggiamento marittimo. La Commissione ha
   rilevato che l’armonizzazione avrebbe permesso di eliminare significativi ostacoli
   amministrativi e di aprire il mercato interno all’equipaggiamento marittimo certificato negli
   Stati membri, con significative economie di scala.
   La direttiva 96/98/CE del Consiglio, del 20 dicembre 1996, sull’equipaggiamento marittimo
   (DEM)2 ha quindi stabilito norme comuni per eliminare le differenze nell’applicazione delle
   norme internazionali mediante una serie di requisiti chiaramente identificati e di procedure
   uniformi di certificazione. Oggi tali norme comuni continuano a essere necessarie per
   garantire il corretto funzionamento del mercato interno nel settore dell’equipaggiamento
   marittimo, garantendo al contempo un livello elevato di sicurezza e di protezione
   dell’ambiente.
   1
           Cfr. COM(1995) 269 definitivo.
   2
           GU L 46 del 17.2.1997, pag. 25.
IT                                                  2                                                    IT
 ---pagebreak---    1.2.      Esperienza acquisita nell’attuazione della direttiva 96/98/CE
   L’esperienza acquisita nell’attuazione della direttiva sull’equipaggiamento marittimo ha
   evidenziato quattro ambiti in cui l’attuale direttiva non ha conseguito pienamente i suoi
   obiettivi. Nella fattispecie:
   1.2.1.    Identificazione dei requisiti applicabili. La modifica periodica dell’allegato A della
             direttiva
   I requisiti tecnici e le norme di prova specifici applicabili nell’ambito della direttiva
   sull’equipaggiamento marittimo sono specificati nell’allegato A della direttiva. Data la
   necessità di mantenere il passo con la produzione legislativa dell’IMO e, se del caso, degli
   organismi di normalizzazione internazionali e europei, l’allegato A necessita di aggiornamenti
   periodici.
   Gli strumenti dell’IMU e le norme internazionali consentono di norma un lasso di tempo
   ragionevole tra l’adozione e l’entrata in vigore, che nella maggior parte dei casi oscilla tra 12
   e 24 mesi. Il sistema deve essere in grado di garantire il recepimento dei nuovi requisiti nelle
   legislazioni nazionali entro tale lasso di tempo, cosa che attualmente non avviene. Fino ad
   oggi non è stato mai possibile rispettare pienamente i termini dell’IMO e i termini per il
   recepimento dei requisiti dell’IMO negli ordinamenti giuridici nazionali degli Stati membri
   hanno raggiunto picchi di diversi anni.
   Ciò crea grossi problemi per l’industria che deve produrre sulla base di norme diverse per i
   mercati internazionali e europei e incontra difficoltà a identificare i requisiti applicabili.
   E aumentano i rischi che le navi europee siano trattenute in porti stranieri.
   1.2.2.    Qualità dell’operato degli organismi notificati
   Il livello del controllo esercitato dalle amministrazioni nazionali sugli organismi notificati è
   disomogeneo, se non insufficiente. I requisiti della direttiva sull’equipaggiamento marittimo
   relativi agli organismi notificati non forniscono attualmente dettagliati parametri comparativi
   di qualità per gli stessi organismi notificati o modalità efficienti di controllo per gli Stati
   membri. Poiché il corretto funzionamento delle procedure di controllo della conformità
   costituiscono il primo e principale strumento di difesa per evitare l’ingresso sul mercato di
   equipaggiamento non conforme, sono state espresse preoccupazioni che tali lacune possano
   esporre l’industria a pratiche di concorrenza sleale da parte di soggetti che traggono vantaggio
   da tale situazione.
   1.2.3.    Vigilanza del mercato
   L’equipaggiamento marittimo, nella maggior parte dei casi, è collocato a bordo in fase di
   costruzione o riparazione della nave – in ogni parte del mondo e il più delle volte al di fuori
   dei confini dell’UE. In questo mode l’equipaggiamento marittimo che entra nel territorio
   fisico degli Stati membri è solo una minima parte di quello che rientra nell’ambito di
   applicazione della direttiva.
   Tuttavia la direttiva sull’equipaggiamento marittimo consente la vigilanza di mercato soltanto
   sull’equipaggiamento non ancora collocato a bordo e non presenta un quadro dettagliato – al
   punto che la vigilanza del mercato appare più un’opzione che un obbligo. Pertanto il sistema
   previsto dalla direttiva sull’equipaggiamento marittimo non è adeguato alla realtà del mercato
IT                                                 3                                                 IT
 ---pagebreak---    e nella pratica rende molto difficile per gli Stati membri operare un’efficace vigilanza del
   mercato.
   La vigilanza del mercato può pertanto difficilmente fornire alle autorità nazionali
   informazioni sufficienti per evitare che siano introdotti a bordo delle navi UE prodotti non
   conformi. Ciò ha un impatto diretto e negativo sulla sicurezza e costringe i fabbricanti a fare i
   conti con le difficoltà associate alla concorrenza sleale e alla contraffazione.
   1.2.4.     Clausola di salvaguardia
   L’esperienza ha messo in luce debolezze strutturali nel meccanismo della clausola di
   salvaguardia prevista attualmente dalla direttiva sull’equipaggiamento marittimo. Gli Stati
   membri non hanno incentivi a mettere in atto una procedura organica nel corso della vigilanza
   del mercato e fino all’adozione di misure restrittive, laddove le prove dei campiono sono
   effettuate in maniera indipendente e con sufficienti garanzie di affidabilità. Nessuna
   disposizione del testo attuale obbliga gli Stati membri a effettuare un’adeguata audizione del
   fabbricante o a mettere a disposizione meccanismi di ricorso, per non parlare della ricerca
   volontaria e immediata di rimedi alle eventuali lacune. Come nel caso sopramenzionato, ciò
   può comportare una notifica prematura alla Commissione, trasferendo quindi a quest’ultima
   l’onere di effettuare un’analisi dettagliata del caso e gravando la Commissione di un peso
   superiore alle sue risorse e competenze tecniche, pur tenendo conto dell’assistenza prestata
   dall’EMSA.
   Inoltre, l’attuale meccanismo della clausola di salvaguardia è lungo e macchinoso e può
   comportare per i fabbricanti danni significativi in termini di reputazione per lunghi periodi
   fino a quando il caso è risolto.
   1.3.       Il nuovo quadro normativo per la commercializzazione dei prodotti all’interno
              dell’UE (NLF)
   Il regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio che pone norme in
   materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione
   dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/933, stabilisce un quadro unionale
   comune in materia di accreditamento e vigilanza del mercato. La decisione 768/2008/CE del
   Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, relativa a un quadro comune per la
   commercializzazione dei prodotti e che abroga la decisione 93/465/CEE4 stabilisce un quadro
   comune contenente principi generali e disposizioni di riferimento da utilizzare
   nell’elaborazione della legislazione UE che armonizza le condizioni per la
   commercializzazione dei prodotti (legislazione UE in materia di armonizzazione).
   Conformemente all’articolo 2, la normativa UE di armonizzazione ricorre ai principi generali
   stabiliti in tale decisione e alle pertinenti disposizioni di riferimento degli allegati I, II e III.
   Tuttavia, la normativa UE può discostarsi da tali principi generali e disposizioni di riferimento
   qualora ciò sia opportuno in considerazione delle specificità del settore in questione, in
   particolare qualora esistano già sistemi giuridici esaustivi.
   3
            GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30.
   4
            GU L 218 del 13.8.2008, pag. 82.
IT                                                   4                                                   IT
 ---pagebreak---    1.4.      Obiettivi della proposta
   1.4.1.    Obiettivi generali
   A norma degli articoli 90 e 91 del TFUE, la politica comune dei trasporti contribuisce agli
   obiettivi generali dei trattati e, di conseguenza, alla libera circolazione delle merci, e
   comprende misure per garantire la sicurezza dei trasporti. Nell’ambito della politica comune
   dei trasporti, e tenendo conto delle specificità dell’equipaggiamento marittimo, l’iniziativa
   proposta presenta un duplice obiettivo generale:
   •         migliorare i meccanismi di applicazione ed esecuzione della direttiva
             sull’equipaggiamento marittimo, garantendo così il funzionamento adeguato del
             mercato interno dell’equipaggiamento marittimo e assicurando, al contempo, un
             livello elevato di sicurezza in mare e di prevenzione dell’inquinamento marino;
   •         semplificare il contesto normativo, garantendo al contempo che i requisiti dell’IMO
             siano applicati e attuati in modo armonizzato all’interno dell’UE e far sì che siano
             assicurate le condizioni necessarie alla competitività dell’industria dell’Unione, come
             previsto dall’articolo 173 del TFUE.
   1.4.2.    Obiettivi specifici
   Tale duplice obiettivo generale può essere declinato in più obiettivi specifici:
   •         individuare le modalità ottimali per allineare la direttiva sull’equipaggiamento
             marittimo al nuovo quadro legislativo (come previsto dall’articolo 2 della decisione
             768/2008/CE), tenendo in debita considerazione le specificità dell’equipaggiamento
             marittimo nell’ambito della vigilanza del mercato, della valutazione della conformità
             dei prodotti e degli obblighi imposti ai soggetti della catena di distribuzione;
   •         abbreviare, semplificare e chiarire il recepimento delle modifiche alle norme IMO
             nelle legislazioni unionale e nazionale.
   2.        ESITO DELLA CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E DELLA VALUTAZIONE
             D’IMPATTO
   Oltre ai contatti regolari intrattenuti con le parti interessate fin dall’entrata in vigore della
   direttiva sull’equipaggiamento marittimo nel 1997, le parti interessate sono state consultate
   nel 2008 contestualmente all’avvio dell’esercizio di revisione, mediante questionari inviati
   agli Stati membri, al settore industriale e al gruppo MarED degli organismi notificati. Una
   riunione formale di consultazione delle parti interessate si è tenuta il 27 novembre 2008 a
   Bruxelles. Nell’aprile 2012 tutte le parti interessate sono state nuovamente contattate dalla
   Commissione al fine di acquisire pareri più aggiornati su possibili modifiche della direttiva o
   nuovi dati. Le risposte ricevute non hanno fatto che confermare ampiamente i problemi già
   esaminati.
   La valutazione dell’impatto ha valutato due alternative allo scenario di base (status quo),
   ovvero un allineamento massimo al nuovo quadro legislativo e un allineamento subordinato a
   determinate condizioni; in questo secondo caso si trattava di consentire una serie di misure
   specifiche della direttiva sull’equipaggiamento marittimo al fine di tenere conto delle
IT                                                  5                                                IT
 ---pagebreak---    caratteristiche particolari del settore. L’analisi ha dimostrato che, per quanto entrambe le
   opzioni risultino adeguate, un allineamento subordinato a condizioni è la soluzione più
   efficace e meno gravosa, garantendo al contempo l’impatto più favorevole a livello
   economico generale, sociale e ambientale.
   Il comitato per la valutazione d’impatto della Commissione è stato consultato a due riprese,
   nel settembre 2009 e nell’agosto 2012. Le osservazioni relative alla versione iniziale hanno
   indotto a riformulare a fondo la valutazione dell’impatto; ciò si è tradotto, tra l’altro, in una
   migliore definizione del problema, nella riformulazione delle opzioni strategiche e in una
   redazione più concisa del documento. Nel suo secondo parere il comitato ha formulato una
   serie di raccomandazioni aggiuntive che sono state incluse nel documento finale.
   La valutazione completa figura nella relazione sulla valutazione dell’impatto che accompagna
   la     presente     proposta     ed    è     pubblicata   online     al   seguente     indirizzo:
   http://ec.europa.eu/governance/impact/index_en.htm.
   3.        ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
   3.1.      Base giuridica
   La base giuridica della proposta è l’articolo 100, paragrafo 2, del TFUE.
   3.2.      Principi di sussidiarietà e di proporzionalità
   I principi di sussidiarietà e proporzionalità sono pienamente rispettati.
   L’armonizzazione da parte dell’Unione europea si traduce in una serie di requisiti
   chiaramente identificati e in procedure uniformi di certificazione in grado di assicurare un
   elevato livello di sicurezza e di protezione dell’ambiente e di migliorare al contempo il
   funzionamento del mercato interno.
   Gli obiettivi dell’Unione europea nel settore dell’equipaggiamento marittimo non possono
   essere conseguiti in modo sufficiente attraverso l’azione dei singoli Stati membri mentre
   possono essere meglio conseguiti a livello UE.
   Tuttavia, la direttiva proposta non contiene specifiche tecniche dettagliate applicabili
   all’equipaggiamento marittimo che rientra nel suo campo di applicazione, ma si limita a
   rendere obbligatoria la conformità con i requisiti e le norme di prova previsti dagli strumenti
   internazionali e a offrire un meccanismo per l’applicazione uniforme di tali norme e requisiti.
   Se da un lato sono armonizzate le procedure di verifica della conformità, l’applicazione è
   lasciata interamente agli Stati membri, ai quali spetta la responsabilità di assicurare che
   l’equipaggiamento marittimo destinato a essere imbarcato sulle navi UE sia conforme ai
   requisiti della direttiva. Qualora uno Stato membro adotti misure restrittive in relazione ad un
   equipaggiamento non conforme, la Commissione è tenuta a intervenire solo in caso di
   opposizione contro tali misure entro un lasso di tempo ragionevole. L’azione dell’UE,
   pertanto, si limita a quanto strettamente necessario per conseguire gli obiettivi illustrati al
   punto 2.3.
IT                                                  6                                                IT
 ---pagebreak---    3.3.       Scelta dello strumento
   La direttiva continua a essere lo strumento più appropriato per conseguire gli obiettivi della
   proposta. Le misure previste rappresentano una modica di grande portata delle disposizioni di
   cui alla direttiva 96/98/CE e, pertanto, a fini di chiarezza, è opportuno che la direttiva citata
   sia abrogata e sostituita da una nuova direttiva.
   4.         INCIDENZA SUL BILANCIO
   Nessuna. I compiti assegnati alla Commissione, compresi quelli per i quali è prevista
   l’assistenza dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima, non dovrebbero costituire nel
   complesso un aumento del carico di lavoro e saranno svolti utilizzando le risorse esistenti.
   5.         CONTENUTO DELLA PROPOSTA
   L’articolo 1 definisce gli obiettivi della proposta in linea con i pertinenti obiettivi stabiliti dai
   trattati, come indicato al punto 1.4 della presente relazione.
   L’ambito di applicazione della direttiva è definito all’articolo 3. L’equipaggiamento
   marittimo è montato a bordo delle navi a prescindere da dove esse siano costruite, riparate o
   consegnate. Benché l’equipaggiamento marittimo sia, ovviamente, commercializzato anche
   all’interno dei confini dell’UE, l’ambito di applicazione delle direttiva è definito in
   riferimento all’equipaggiamento che a) è destinato ad essere installato a bordo delle navi
   battenti bandiera di uno Stato membro e b) la cui approvazione da parte dello Stato di
   bandiera è imposta dalle convenzioni internazionali. Analogamente è esclusa l’applicazione di
   direttive concorrenti, in quanto solo la direttiva sull’equipaggiamento marittimo può
   assicurare che tale equipaggiamento installato a bordo delle navi UE sia conforme ai requisiti
   degli strumenti e delle convenzioni internazionali.
   I requisiti per l’equipaggiamento marittimo sono definiti all’articolo 4 con riferimento alle
   convenzioni e agli strumenti internazionali. Come ivi previsto, la dimostrazione della
   conformità si limita alle specifiche norme di prova applicabili. Vista la necessità di garantire
   la conformità permanente al quadro regolamentare internazionale, i requisiti e le norme citati
   devono essere applicati nella loro versione aggiornata. L’aggiornamento automatico è
   coerente con la politica generale seguita dall’UE nel settore della sicurezza marittima, ma non
   si applica alle norme di prova in quanto ciò, come dimostrato dall’esperienza, può avere
   effetti sproporzionati.
   L’articolo 5 riflette un’altra caratteristica distintiva del settore dell’equipaggiamento
   marittimo, ovvero la responsabilità dello Stato di bandiera di assicurare che possa essere
   installato a bordo di navi che battono la sua bandiera soltanto l’equipaggiamento che è stato
   debitamente approvato sulla base dei requisiti degli strumenti internazionali applicabili in quel
   momento. È necessario che l’equipaggiamento mantenga la conformità ai requisiti citati, a
   meno che requisiti adottati successivamente dall’IMO non si applichino all’equipaggiamento
   già installato a bordo delle navi.
   L’articolo 6 fornisce la base per la libera circolazione dell’equipaggiamento marittimo
   all’interno dell’UE in virtù del concetto del riconoscimento reciproco tra Stati membri
   dell’equipaggiamento conforme ai requisiti della direttiva. L’articolo 7 disciplina il caso
   particolare del trasferimento di una nave al registro di uno Stato membro sulla base del
IT                                                  7                                                    IT
 ---pagebreak---    principio della conformità ai requisiti della direttiva, consentendo, tuttavia, di accettare un
   equipaggiamento equivalente al fine di non imporre oneri sproporzionati e ingiustificati agli
   armatori e di non penalizzare la flotta battente bandiere dell’UE.
   L’articolo 8, coerentemente con la dimensione mondiale della navigazione, riflette la priorità
   data alla regolamentazione internazionale della sicurezza marittima. È tuttavia necessario
   garantire che, in caso di mancata elaborazione di norme adeguate da parte dell’IMO, gli
   obiettivi della direttiva non possano essere compromessi; la Commissione deve quindi avere il
   potere di adottare, per mezzo di atti delegati, specifiche adeguate in attesa dell’elaborazione di
   norme internazionali.
   Gli articoli da 9 a 11 riguardano il marchio di conformità. Come nella direttiva attuale, è
   necessario un marchio specifico per distinguere l’equipaggiamento conforme ai requisiti delle
   convenzioni internazionali sulla sicurezza marittima,, che possono essere differenti da quelli
   previsti da altri strumenti UE di armonizzazione che si applicano a un equipaggiamento di
   natura simile, ma non destinato all’uso o al montaggio a bordo delle navi. Tuttavia si
   applicano, mutatis mutandis, i principi generali che disciplinano la marcatura CE, in
   particolare quelli di cui al regolamento 765/2008/CE. Al fine di facilitare i controlli da parte
   delle autorità degli Stati di bandiera e di porto, e di lottare contro le contraffazioni, l’articolo
   11 stabilisce la possibilità di utilizzare una piastrina elettronica in aggiunta o al posto del
   marchio.
   Gli articoli da 12 a 14 incorporano le disposizioni di riferimento della decisione
   768/2008/CE per quanto concerne gli obblighi specifici degli operatori economici. Si deve
   tenere conto del fatto che a) solo una piccola parte dell’equipaggiamento marittimo che rientra
   nell’ambito di applicazione della direttiva è scambiato all’interno dei confini dell’UE, in
   genere da cantieri navali e imprese di riparazione e che b) come già detto, è conferito agli
   Stati membri il mandato specifico di assicurare che a bordo delle navi che battono la loro
   bandiera sia montato esclusivamente equipaggiamento conforme. Ne risulta che a) per gli
   importatori il fatto di apporre il marchio fa scattare l’assunzione di responsabilità e la
   necessità di conformarsi ai loro obblighi, tra i quali l’obbligo di autorizzare l’accesso ai propri
   impianti alle autorità nazionali incaricate della vigilanza del mercato; b) la nomina di un
   rappresentante autorizzato è resa obbligatoria per i fabbricanti stabiliti al di fuori dell’UE; e c)
   nel caso di importatori o distributori, gli obblighi rispettivi sono stati limitati a quelli
   pertinenti per il settore, ovvero la cooperazione con la vigilanza del mercato e, per gli
   importatori, l’identificazione sicura.
   Le procedure di verifica della conformità messe a disposizione dei fabbricanti sono elencate
   all’articolo 15 e ulteriormente sviluppate nell’allegato II. Tra i moduli previsti nella
   decisione 768/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa a un quadro comune per
   la commercializzazione dei prodotti, sono stati mantenuti soltanto quelli coerenti con il
   requisito dell’approvazione specifica da parte dello Stato di bandiera, quale figura negli
   strumenti e nelle convenzioni internazionali. Per lo stesso fine sono stati apportati leggeri
   adeguamenti al testo. Per facilitare la tutela dei diritti legittimi di proprietà intellettuale, tutti i
   moduli prevedono l’obbligo per il fabbricante di fornire all’organismo notificato una copia
   certificata del brevetto, licenza o documento in virtù dei quali il richiedente rivendica il diritto
   di produrre, utilizzare, vendere o mettere in vendita equipaggiamento marittimo o utilizzare il
   proprio marchio commerciale; il documento in parola deve essere messo a disposizione dei
   tribunali competenti che ne facciano richiesta.
IT                                                  8                                                       IT
 ---pagebreak---    Per quanto concerne la dichiarazione UE di conformità, l’articolo 16 allinea la direttiva alla
   decisione 768/2008/CE. Come nel caso dell’affissione del marchio, l’atto di redigere una
   dichiarazione di conformità fa scattare le responsabilità e gli obblighi del fabbricante ai sensi
   della direttiva. Disposizioni supplementari assicurano che copie della dichiarazione siano
   depositate presso l’organismo notificato competente e siano sempre disponibili a bordo,
   facilitando così in misura notevole il controllo da parte delle autorità di vigilanza del mercato,
   dello Stato di bandiera e delle autorità dello Stato di porto – con oneri amministrativi
   supplementari trascurabili.
   Gli articoli da 17 a 26 come pure gli allegati da III a V includono le disposizioni di
   riferimento della decisione 768/2008/CE per quanto riguarda notifica, autorità di notifica,
   organismi notificati e i rispettivi regimi. Tale inserimento dà agli Stati membri la possibilità di
   ricorrere all’accreditamento, cosa che potrebbe contribuire a risolvere la cronica carenza di
   risorse nelle amministrazioni marittime nazionali. Inoltre, al fine di rafforzare il controllo
   degli organismi notificati in una situazione in cui l’intero processo – comprendente
   progettazione, prova, certificazione, produzione, consegna e installazione a bordo
   dell’equipaggiamento marittimo – può avvenire interamente al di fuori dei confini dell’UE,
   agli obblighi normali di monitoraggio che incombono agli Stati membri sono state aggiunti
   due meccanismi di salvaguardia aggiuntivi: in primo luogo, il monitoraggio degli organismi
   notificati dovrebbe avvenire almeno con cadenza biennale; in secondo luogo, la
   Commissione5 ha la possibilità di partecipare alle verifiche in qualità di osservatore. Per
   quanto riguarda gli organismi notificati, è stata scartata la possibilità di un organismo
   notificato interno al fabbricante, non risultando appropriato alla luce della scelta limitata di
   procedure di valutazione della conformità sopramenzionate.
   In virtù degli articoli da 27 a 31 la direttiva è pienamente allineata al quadro generale UE in
   materia di vigilanza del mercato, anche per quanto riguarda la procedura di salvaguardia.
   I controlli a bordo possono rivelarsi necessari e per questo sono disciplinati dall’articolo 27.
   L’articolo 29 presenta due elementi aggiuntivi specifici che appaiono necessari nel settore
   dell’equipaggiamento marittimo.
   •   Se la Commissione ritiene che la valutazione tecnica effettuata dallo Stato membro
       interessato sia stata equa e obiettiva, non deve essere obbligata a ripetere tale valutazione
       in sede di revisione delle misure restrittive adottate da tale Stato membro in relazione
       all’equipaggiamento non conforme. L’obiettivo in questo caso è assicurare che gli oneri
       che gravano sulla Commissione siano commisurati ai mezzi di cui dispone e di
       incoraggiare gli Stati membri a garantire procedure eque e ad adottare tutte le misure
       necessarie ai fini di una valutazione dei rischi organica e obiettiva.
   •   È necessario essere pronti a intervenire qualora siano individuate lacune nelle norme
       dell’IMU. Per questi casi è previsto un meccanismo analogo a quello descritto
       all’articolo 8.
   Gli articoli da 32 a 34 riguardano lo specifico regime da adottare in circostanze eccezionali,
   ripreso in larga parte dalla direttiva attuale. Si tratta di deroghe in caso di innovazioni tecniche
   o per fini di prova e valutazione. Quel che è più importante è che sono indicate soluzioni per i
   casi in cui le navi non riescano a ottenere a condizioni ragionevoli forniture di
   equipaggiamento marcato in porti al di fuori dell’UE o qualora tale equipaggiamento marcato
   5
           Va ricordato che, come indicato nel considerando 17, l’Agenzia europea per la sicurezza marittima
           coadiuva la Commissione nell’applicazione della direttiva e nell’esecuzione dei compiti che le sono
           affidati.
IT                                                    9                                                        IT
 ---pagebreak---    non sia più disponibile sul mercato. In tutti questi casi, gli Stati membri possono autorizzare
   l’istallazione a bordo di equipaggiamento non marcato – imponendo però tutti i vincoli
   procedurali necessari per garantire che tali deroghe non compromettano gli obiettivi della
   direttiva.
   L’articolo 35 costituisce un elemento essenziale dell’architettura della nuova direttiva e
   presenta tre aspetti distintivi:
   •    la disposizione in virtù della quale l’equipaggiamento marittimo deve essere conforme ai
        requisiti specifici di progettazione, costruzione ed efficienza previsti dagli strumenti
        internazionali, incluse le pertinenti norme di prova, quali definiti dal legislatore, sarà
        applicata in modo uniforme dando alla Commissione il potere di individuare, mediante atti
        di esecuzione, nei citati strumenti i requisiti e le norme corrispondenti a ciascun elemento
        dell’equipaggiamento. Come dimostrato nella valutazione dell’impatto, l’uso di
        regolamenti di esecuzione dovrebbe risolvere i problemi di ritardi e incertezza giuridica
        sopramenzionati, anche perché non sarà più necessario il recepimento nel diritto
        nazionale;
   •    in secondo luogo la Commissione ha inoltre il potere di adottare criteri e procedure
        comuni per l’applicazione di tali requisiti e norme, misura necessaria per garantire che
        interpretazioni divergenti da parte degli Stati membri (per quanto riguarda, ad esempio,
        tempi, ambito di applicazione o attuazione sul piano tecnico) non abbiano ripercussioni
        sulla sicurezza o sul regolare funzionamento del mercato interno. In questo ambito si terrà
        conto del lavoro preparatorio realizzato dal gruppo degli organismi notificati istituito dalla
        direttiva. In questo caso l’uso di atti di esecuzione è apparso come la metodologia più
        adeguata;
   •    la Commissione, infine, ha il compito di raccogliere e pubblicare un significativo corpus
        di informazioni. In questo modo viene codificata ed estesa una pratica esistente e verrà
        agevolata l’applicazione della direttiva da parte di tutti i soggetti coinvolti, come è stato
        suggerito in sede di consultazione delle parti interessate.
   Il mantenimento della coerenza della nuova direttiva con il quadro regolamentare
   internazionale è assicurata dai poteri conferiti alla Commissione in virtù dell’articolo 36; la
   Commissione può infatti adottare atti delegati per aggiornare l’elenco delle pertinenti
   convenzioni internazionali e degli organismi di normalizzazione, come pure i riferimenti a
   norme internazionali ed europee contenuti nella direttiva. Viene stabilito un criterio specifico
   per consentire alla Commissione di individuare le convenzioni pertinenti (nella fattispecie il
   requisito dell’approvazione dell’equipaggiamento marittimo da parte dello Stato di bandiera),
   in modo che l’aggiornamento dell’elenco da parte della Commissione non si configuri come
   estensione indiretta dell’ambito di applicazione della direttiva, quale definito all’articolo 3.
   L’articolo 40 riguarda l’abrogazione della direttiva 96/98/CE e stabilisce le necessarie
   disposizioni transitorie.
   Gli articoli 37 (esercizio della delega), 38 (procedure di comitato), 39 (recepimento), 41
   (entrata in vigore) e 42 (destinatari) contengono disposizioni legislative standard.
IT                                                  10                                                 IT
 ---pagebreak---                                                               2012/0358 (COD)
                                                  Proposta di
               DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                 sull’equipaggiamento marittimo e che abroga la direttiva 96/98/CE
                                       (Testo rilevante ai fini del SEE)
   IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 100,
   paragrafo 2,
   vista la proposta della Commissione europea,
   previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo1,
   visto il parere del Comitato delle regioni2,
   deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria,
   considerando quanto segue:
   (1)      La dimensione mondiale della navigazione impone all’Unione di applicare e sostenere
            il quadro regolamentare internazionale per la sicurezza marittima. Le convenzioni
            internazionali sulla sicurezza marittima impongono agli Stati di bandiera di assicurare
            che l’equipaggiamento istallato a bordo delle navi sia conforme a determinati requisiti
            di sicurezza per quanto attiene a progettazione, costruzione ed efficienza e di rilasciare
            i relativi certificati. A tal fine l’organizzazione marittima internazionale (IMO) e gli
            organismi internazionali ed europei di normalizzazione hanno elaborato norme
            dettagliate di efficienza e di prova per alcuni tipi di equipaggiamento marittimo.
   (2)      Gli strumenti internazionali lasciano un significativo margine di manovra agli Stati di
            bandiera. In assenza di armonizzazione ciò si traduce in livelli di sicurezza variabili
            per prodotti che le autorità competenti hanno certificato come conformi alle citate
            convenzioni e norme; tutto questo ha ripercussioni sul corretto funzionamento del
            mercato interno in quanto risulta difficile che gli Stati membri accettino che un
            equipaggiamento certificato in un altro Stato membro sia installato a bordo di navi che
            battono la loro bandiera senza procedere a ulteriori verifiche.
   1
            GU C […] del […], pag. […].
   2
            GU C […] del […], pag. […].
IT                                                    11                                               IT
 ---pagebreak---    (3) L’armonizzazione a livello dell’Unione risolve tali problemi. La direttiva 96/98/CE
       del Consiglio, del 20 dicembre 1996, sull’equipaggiamento marittimo3 ha pertanto
       stabilito regole comuni per eliminare le differenze nell’applicazione delle norme
       internazionali mediante una serie di requisiti chiaramente identificati e di procedure
       uniformi di certificazione.
   (4) Esistono nel diritto dell’Unione diversi altri strumenti che fissano requisiti e
       condizioni finalizzati, tra l’altro, a garantire la libera circolazione delle merci nel
       mercato interno o che perseguono obiettivi ambientali, per determinati prodotti di
       natura simile all’equipaggiamento utilizzato a bordo delle navi ma che non sono
       conformi alle norme internazionali; questi requisiti e condizioni possono a loro volta
       differire notevolmente dalla legislazione interna dell’Unione e sono in costante
       evoluzione. I prodotti in questione non possono pertanto essere certificati dagli Stati
       membri in conformità alle pertinenti convenzioni internazionali sulla sicurezza
       marittima. È pertanto necessario che l’equipaggiamento destinato all’installazione a
       bordo di navi UE in conformità a norme di sicurezza internazionali sia disciplinato
       esclusivamente dalla presente direttiva che, in ogni caso, deve essere considerata la lex
       specialis; è necessario inoltre definire una marcatura specifica per indicare che
       l’equipaggiamento che ne è munito è conforme ai requisiti di cui ai pertinenti
       strumenti e convenzioni internazionali.
   (5) L’esperienza acquisita nell’applicazione della direttiva 96/98/CE ha evidenziato la
       necessità di adottare misure aggiuntive per migliorare i meccanismi di applicazione ed
       esecuzione della citata direttiva e semplificare il contesto regolamentare, garantendo al
       contempo che i requisiti dell’IMO siano applicati e attuati in modo armonizzato in
       tutta l’Unione.
   (6) È necessario pertanto stabilire che l’equipaggiamento marittimo deve essere conforme
       alle norme di sicurezza previste dagli strumenti internazionali applicabili, comprese le
       pertinenti norme di prova, al fine di assicurare che l’equipaggiamento conforme a detti
       requisiti possa circolare liberamente nel mercato interno ed essere installato a bordo di
       navi battenti bandiera di qualsiasi Stato membro.
   (7) La decisione 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008,
       relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti4 stabilisce i
       principi comuni e le disposizioni di riferimento destinate ad essere applicate in tutta la
       legislazione settoriale per fornire una base coerente per la revisione o la rifusione di
       questa legislazione. Tale decisione costituisce quindi un quadro generale di natura
       orizzontale per la futura normativa sull’armonizzazione delle condizioni di
       commercializzazione dei prodotti e un testo di riferimento per la normativa esistente.
       Tale quadro generale garantisce soluzioni adeguate ai problemi individuati in fase di
       attuazione della direttiva 96/98/CE. È pertanto necessario incorporare nella presente
       direttiva le definizioni e le disposizioni di riferimento della decisione n. 768/2008/CE,
       operando gli adeguamenti necessari alla luce delle caratteristiche specifiche del settore
       dell’equipaggiamento marittimo.
   (8) Poiché l’equipaggiamento marittimo è installato a bordo delle navi al momento della
       loro costruzione o riparazione in qualsiasi parte del mondo, la vigilanza del mercato
       appare particolarmente difficile e non può essere efficacemente coadiuvata da controlli
   3
       GU L 46 del 17.2.1997, pag. 25.
   4
       GU L 218 del 13.8.2008, pag. 82.
IT                                              12                                                IT
 ---pagebreak---         ai confini. È pertanto necessario dotare le autorità di vigilanza del mercato e il
        personale di controllo dello Stato di porto dei mezzi supplementari specifici per
        agevolarne il compito, prevedendo ad esempio la possibilità di apporre piastrine
        elettroniche in sostituzione o a integrazione del marchio.
   (9)  Analogamente, è necessario definire le responsabilità degli operatori economici con
        modalità che siano proporzionate e non discriminatorie per coloro che sono stabiliti
        nell’Unione, tenendo conto del fatto che una porzione significativa
        dell’equipaggiamento marittimo che rientra nell’ambito di applicazione della presente
        direttiva potrebbe non essere mai importata o distribuita nel territorio degli Stati
        membri.
   (10) La conformità alle norme di prova internazionali può essere dimostrata al meglio
        applicando procedure di valutazione della conformità come quelle di cui alla decisione
        768/2008/CE. È tuttavia necessario mettere a disposizione dei fabbricanti soltanto le
        procedure di valutazione della conformità che sono conformi ai requisiti degli
        strumenti internazionali.
   (11) Al fine di garantire che gli accertamenti sui casi di presunta non conformità si basino
        su una procedura equa ed efficiente, gli Stati membri devono essere incoraggiati ad
        adottare tutte le misure che permettano una valutazione dei rischi organica e obiettiva;
        se ritiene che gli Stati membri abbiano soddisfatto tale condizione, la Commissione
        non deve essere obbligata a ripetere tale valutazione in sede di revisione delle misure
        restrittive adottate dagli Stati membri in relazione all’equipaggiamento non conforme.
   (12) L’uso di equipaggiamento marittimo sprovvisto del marchio di conformità può essere
        consentito in circostanze eccezionali, soprattutto quando non sia possibile per una
        nave acquisire equipaggiamento provvisto del marchio in un porto o in una struttura al
        di fuori dell’Unione europea o se tale equipaggiamento provvisto del marchio non sia
        più disponibile sul mercato.
   (13) È necessario garantire che gli obiettivi della presente direttiva non siano compromessi
        da lacune nelle norme di prova applicabili o qualora l’IMO non sia in grado di
        produrre norme adeguate per l’equipaggiamento marittimo che rientra nell’ambito di
        applicazione della presente direttiva. È inoltre necessario adottare criteri tecnici
        adeguati per consentire di apporre e utilizzare le piastrine elettroniche in modo sicuro e
        affidabile. È necessario, inoltre, mantenere aggiornata una serie di elementi non
        essenziali della presente direttiva, ovvero l’elenco delle convenzioni internazionali che
        stabiliscono requisiti di sicurezza per l’equipaggiamento marittimo di cui
        all’articolo 2, paragrafo 3 e i riferimenti alle norme specifiche di cui all’allegato III.
        Deve essere pertanto delegato alla Commissione il potere di adottare atti in conformità
        all’articolo 290 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea per quanto
        riguarda l’adozione, in via provvisoria, di specifiche tecniche e norme di prova
        armonizzate e la modifica dei citati elenchi e riferimenti. È di particolare importanza
        che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche
        a livello di esperti.
   (14) Nella preparazione e nell’elaborazione degli atti delegati la Commissione deve
        provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti
        pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.
IT                                               13                                                IT
 ---pagebreak---    (15) Al fine di conseguire gli obiettivi della presente direttiva, gli strumenti internazionali
        devono essere applicati in modo uniforme nel mercato interno. È necessario, pertanto,
        che per ciascun elemento dell’equipaggiamento marittimo, per il quale le convenzioni
        internazionali prevedono l’approvazione da parte dello Stato di bandiera, siano
        individuati in modo chiaro e tempestivo i requisiti di progettazione, costruzione ed
        efficienza, come pure le relative norme di prova stabilite dalle convenzioni
        internazionali per tale equipaggiamento e che siano adottati criteri e procedure comuni
        per l’applicazione di tali requisiti e norme da parte degli organismi notificati, delle
        autorità degli Stati membri e degli operatori economici. È necessario, inoltre, garantire
        che l’installazione a bordo di equipaggiamento sprovvisto del marchio di conformità
        sia consentita soltanto in casi eccezionali e debitamente giustificati.
   (16) Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione della presente direttiva, è
        necessario attribuire alla Commissione competenze di esecuzione. Tali competenze
        devono essere esercitate in conformità alle disposizioni del regolamento (UE)
        n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che
        stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli
        Stati membri dell’esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla
        Commissione5.
   (17) Ai fini di un’effettiva applicazione dei pertinenti atti giuridici vincolanti dell’Unione e
        dell’esecuzione dei compiti che tali atti assegnano alla Commissione, quest’ultima è
        assistita dall’Agenzia europea per la sicurezza marittima conformemente al
        regolamento (CE) […].
   (18) Poiché gli obiettivi della presente direttiva, ovvero migliorare la sicurezza in mare e
        prevenire l’inquinamento marittimo, mediante l’applicazione uniforme dei pertinenti
        strumenti internazionali relativi all’equipaggiamento da installare a bordo delle navi, e
        assicurare la libera circolazione di tale equipaggiamento all’interno dell’Unione, non
        possono essere conseguiti in modo sufficiente dagli Stati membri e pertanto, data
        anche la portata degli interventi, possono essere realizzati più efficacemente a livello
        dell’Unione, quest’ultima può adottare misure in conformità al principio di
        sussidiarietà di cui all’articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è
        necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità
        enunciato nello stesso articolo.
   (19) Le misure da adottare rappresentano una modifica di grande portata delle disposizioni
        di cui alla direttiva 96/98/CE e, pertanto, nell’interesse della chiarezza, è opportuno
        che la direttiva citata sia abrogata e sostituita da una nuova direttiva,
   5
        GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
IT                                                14                                                  IT
 ---pagebreak---    HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                 Capo I
                                       Disposizioni generali
                                                 Articolo 1
                                                  Obiettivi
   La presente direttiva ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza in mare e di prevenire
   l’inquinamento marino mediante l’applicazione uniforme degli strumenti internazionali
   relativi all’equipaggiamento marittimo da installare a bordo delle navi UE e di garantire la
   libera circolazione di tale equipaggiamento all’interno dell’Unione.
                                                 Articolo 2
                                                 Definizioni
   Ai fini della presente direttiva si intende per:
             (1)   “equipaggiamento marittimo”, l’equipaggiamento che rientra nell’ambito di
                   applicazione della presente direttiva conformemente all’articolo 3;
             (2)   “navi UE”, navi per le quali i certificati di sicurezza sono rilasciati da o per
                   conto degli Stati membri a norma delle convenzioni internazionali, con
                   l’eccezione delle navi per le quali l’amministrazione di uno Stato membro
                   rilascia un certificato su richiesta dell’amministrazione di un paese terzo;
             (3)   “convenzioni internazionali”, le convenzioni, e i relativi protocolli e codici di
                   applicazione obbligatoria, adottate sotto gli auspici dell’Organizzazione
                   marittima internazionale (IMO), che fissano requisiti specifici per
                   l’approvazione, da parte dello Stato di bandiera, dell’equipaggiamento da
                   installare a bordo delle navi. Tra queste figurano:
             –     la convenzione internazionale sulla linea di carico del 1966 (LL66);
             –     la convenzione sulla prevenzione delle collisioni in mare del 1972 (COLREG);
             –     la convenzione internazionale sulla prevenzione dell’inquinamento del mare da
                   parte delle navi del 1973 (MARPOL);
             –     la convenzione sulla salvaguardia della vita umana in mare del 1974 (SOLAS);
             –     la convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di
                   zavorra e dei sedimenti delle navi del 2004 (BWMC);
IT                                                   15                                              IT
 ---pagebreak---    (4)  “norme di prova”, le norme di prova per l’equipaggiamento marittimo fissate
        dalle seguenti organizzazioni:
   –    Organizzazione marittima internazionale (IMO),
   –    Organizzazione internazionale per la normalizzazione (ISO),
   –    Commissione elettrotecnica internazionale (CEI),
   –    Comitato europeo di normalizzazione (CEN),
   –    Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (Cenelec),
   –    Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU),
   –    Istituto europeo per le norme di telecomunicazione (ETSI),
   –    Commissione europea, in conformità alla presente direttiva,
   –    autorità di regolamentazione riconosciute negli accordi di riconoscimento
        reciproco dei quali l’Unione è parte contraente;
   (5)  “strumenti internazionali”, le convenzioni internazionali, unitamente alle
        risoluzioni e circolari dell’Organizzazione marittima internazionale che danno
        esecuzione a tali convenzioni, e le norme di prova;
   (6)  “marchio di conformità”, il simbolo citato all’articolo 9 e illustrato
        nell’allegato I o, se del caso, la piastrina elettronica di cui all’articolo 11;
   (7)  “organismo notificato”, un organismo designato dall’amministrazione
        nazionale competente di uno Stato membro ai sensi dell’articolo 17;
   (8)  “messa a disposizione sul mercato”, la fornitura di equipaggiamento marittimo
        sul mercato dell’Unione nel corso di un’attività commerciale, a titolo oneroso o
        gratuito;
   (9)  “immissione sul mercato”: la prima messa a disposizione di equipaggiamento
        marittimo sul mercato dell’Unione;
   (10) “fabbricante”, una persona fisica o giuridica che produce equipaggiamento
        marittimo o lo fa progettare o fabbricare, e lo commercializza apponendovi il
        proprio nome o marchio;
   (11) “rappresentante autorizzato”, qualsiasi persona fisica o giuridica stabilita
        nell’Unione che abbia ricevuto da un fabbricante un mandato scritto che la
        autorizza ad agire per suo conto in relazione a determinate attività;
   (12) “importatore”: una persona fisica o giuridica stabilita nell’Unione che immette
        sul mercato dell’Unione europea equipaggiamento marittimo proveniente da un
        paese terzo;
IT                                        16                                             IT
 ---pagebreak---        (13) “distributore”: una persona fisica o giuridica nella catena di fornitura, diversa
              dal fabbricante o dall’importatore, che mette a disposizione sul mercato
              equipaggiamento marittimo;
       (14) “operatori economici”, il fabbricante,            il rappresentante   autorizzato,
              l’importatore e il distributore;
       (15) “accreditamento”, l’accreditamento quale definito all’articolo 2, paragrafo 10,
              del regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio6;
       (16) “organismo nazionale di accreditamento”, un organismo nazionale di
              accreditamento quale definito all’articolo 2, paragrafo 11, del regolamento
              (CE) n. 765/2008;
       (17) “valutazione della conformità”, il processo finalizzato a dimostrare che
              l’equipaggiamento marittimo è conforme ai requisiti della direttiva a norma
              dell’articolo 15;
       (18) “organismo di valutazione della conformità”, un organismo che svolge attività
              di valutazione della conformità, fra cui taratura, prova, certificazione e
              ispezione;
       (19) “richiamo”, qualsiasi provvedimento volto ad ottenere la restituzione di
              equipaggiamento marittimo che è già stato installato a bordo di navi UE;
       (20) “ritiro”, qualsiasi misura volta a impedire la messa a disposizione sul mercato
              di equipaggiamento marittimo presente nella catena di fornitura;
       (21) “dichiarazione UE di conformità”, una dichiarazione rilasciata dal fabbricante
              in conformità all’articolo 16;
       (22) “prodotto”, un elemento dell’equipaggiamento marittimo.
                                            Articolo 3
                                       Ambito di applicazione
   1.  La direttiva si applica all’equipaggiamento da installare a bordo delle navi UE, per il
       quale gli strumenti internazionali richiedono l’approvazione da parte
       dell’amministrazione dello Stato di bandiera.
   2.  Benché l’equipaggiamento marittimo di cui al paragrafo 1 possa rientrare anche
       nell’ambito di applicazione di strumenti del diritto dell’Unione diversi dalla presente
       direttiva, ai fini dell’articolo 1 tale equipaggiamento è soggetto esclusivamente alla
       presente direttiva.
   6
      GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30.
IT                                               17                                            IT
 ---pagebreak---                                                   Articolo 4
                                Requisiti per l’equipaggiamento marittimo
   1.        L’equipaggiamento marittimo installato a bordo di navi UE alla data di cui
             all’articolo 39, paragrafo 1, secondo comma, o successivamente a tale data, è
             conforme ai requisiti di progettazione, costruzione ed efficienza stabiliti dalle
             convenzioni internazionali applicabili alla data in cui tale equipaggiamento è
             installato a bordo.
   2.        La conformità dell’equipaggiamento marittimo ai requisiti di cui al paragrafo 1 viene
             dimostrata unicamente sulla base delle norme di prova e mediante le procedure di
             valutazione della conformità di cui all’articolo 15.
   3.        I requisiti e le norme di cui ai paragrafi 1 e 2 sono applicati in maniera uniforme, in
             conformità all’articolo 35, paragrafi 2 e 3.
   4.        Gli strumenti internazionali, con l’eccezione delle norme di prova, si applicano nella
             loro versione aggiornata, fatto salvo l’articolo 5 del regolamento (CE) n. 2099/2002
             del Parlamento europeo e del Consiglio7.
                                                  Articolo 5
                                                Applicazione
   1.        In occasione del rilascio, dell’approvazione o del rinnovo dei certificati delle navi
             battenti la loro bandiera in conformità alle convenzioni internazionali, gli Stati
             membri si assicurano che l’equipaggiamento marittimo a bordo di tali navi sia
             conforme ai requisiti della presente direttiva.
   2.        Gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che l’equipaggiamento
             marittimo presente a bordo delle navi battenti la loro bandiera sia conforme ai
             requisiti degli strumenti internazionali applicabili all’equipaggiamento già montato a
             bordo. Tali requisiti devono essere applicati in modo uniforme conformemente
             all’articolo 35, paragrafo 4.
                                                  Articolo 6
                                    Funzionamento del mercato interno
   Gli Stati membri non proibiscono l’immissione sul mercato o l’installazione a bordo di navi
   UE di equipaggiamento marittimo conforme alla presente direttiva, né rifiutano il rilascio di
   certificati ad esso relativi alle navi battenti la loro bandiera o il rinnovo di detti certificati.
   7
           GU L 324 del 29.11.2002, pag. 1.
IT                                                     18                                              IT
 ---pagebreak---                                           Articolo 7
                 Trasferimento di una nave al registro di uno Stato membro
   1.  Una nave che, indipendentemente dalla sua bandiera, non è registrata in uno Stato
       membro ma deve essere trasferita nel registro di uno Stato membro, al momento del
       trasferimento deve essere sottoposta ad ispezione da parte dello Stato membro di
       accoglienza per verificare se le effettive condizioni del suo equipaggiamento
       marittimo corrispondano ai certificati di sicurezza e se siano conformi alla presente
       direttiva e rechino il relativo marchio di conformità oppure se siano, secondo
       l’amministrazione di tale Stato membro, equivalenti al tipo di equipaggiamento
       marittimo certificato in conformità alla presente direttiva.
   2.  Qualora tale equipaggiamento non rechi il marchio di conformità                      o
       l’amministrazione non lo ritenga equivalente, esso deve essere sostituito.
   3.  All’equipaggiamento marittimo considerato equivalente a norma del presente
       articolo lo Stato membro rilascia un certificato che deve accompagnare
       costantemente tale equipaggiamento. Esso conferisce allo Stato membro di bandiera
       il permesso di installare l’equipaggiamento a bordo della nave e impone restrizioni o
       stabilisce eventuali disposizioni relative all’utilizzo di tale equipaggiamento.
                                          Articolo 8
                        Norme relative all’equipaggiamento marittimo
   1.  Fatta salva la direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio8, l’Unione
       persegue l’elaborazione da parte dell’IMO di adeguate norme internazionali,
       comprese specifiche tecniche e norme di prova dettagliate, per l’equipaggiamento
       marittimo il cui uso o installazione a bordo delle navi è considerato necessario per
       migliorare la sicurezza marittima o prevenire l’inquinamento marittimo. La
       Commissione attua un monitoraggio periodico di tali sviluppi.
   2.  In assenza di adeguate norme internazionali messe a punto dall’IMO per uno
       specifico elemento di equipaggiamento marittimo, la Commissione ha il potere di
       adottare, mediante atti delegati a norma dell’articolo 37, specifiche tecniche e norme
       di prova armonizzate per tale elemento specifico di equipaggiamento marittimo,
       quando ciò sia necessario per rimuovere minacce inaccettabili per la sicurezza o
       l’ambiente. Tali specifiche e norme si applicano a livello provvisorio fino a quanto
       l’IMO abbia adottato norme appropriate.
   8
      GU L 204 del 21.7.1998, pag. 37.
IT                                            19                                              IT
 ---pagebreak---                                         Capo 2
                              Marchio di conformità
                                        Articolo 9
                                   Marchio di conformità
   1. L’equipaggiamento marittimo, la cui conformità ai requisiti della presente direttiva
      sia stata dimostrata in conformità alle pertinenti procedure di valutazione della
      conformità, reca il marchio di conformità.
   2. Il marchio di conformità non viene affisso su nessun altro prodotto.
   3. La forma del marchio da utilizzare è illustrata nell’allegato I.
   4. L’uso del marchio di conformità è soggetto ai principi generali di cui all’articolo 30,
      paragrafi 1 e da 3 a 6, del regolamento (CE) n. 765/2008, dove qualsiasi riferimento
      alla marcatura CE è inteso come riferimento al marchio di conformità.
                                        Articolo 10
             Regole e condizioni per l’apposizione del marchio di conformità
   1. Il marchio di conformità è apposto sul prodotto o sulla sua targhetta segnaletica in
      modo visibile, leggibile e indelebile. Qualora ciò sia impossibile o difficilmente
      realizzabile a causa della natura del prodotto, il marchio va apposto sull’imballaggio
      o sui documenti di accompagnamento.
   2. Il marchio di conformità viene apposto alla fine della fase di produzione.
   3. Il marchio di conformità è seguito dal numero di identificazione dell’organismo
      notificato, se il suddetto organismo partecipa alla fase di controllo della produzione,
      e dalle ultime due cifre dell’anno in cui il marchio è stato apposto.
   4. Il numero di identificazione dell’organismo notificato è apposto dall’organismo
      stesso o, in base alle istruzioni di quest’ultimo, dal fabbricante o dal suo
      rappresentante autorizzato.
   5. Gli Stati membri si avvalgono dei meccanismi esistenti per garantire un’applicazione
      corretta del regime che disciplina il marchio di conformità e promuovono le azioni
      opportune contro l’uso improprio del marchio. Gli Stati membri prevedono altresì
      sanzioni in caso di infrazione, incluse sanzioni penali per le infrazioni gravi. Tali
      sanzioni sono proporzionate alla gravità dell’infrazione e costituiscono un deterrente
      efficace contro l’uso improprio.
IT                                           20                                               IT
 ---pagebreak---                                          Articolo 11
                                    Piastrina elettronica
   1. Il marchio di conformità può essere integrato o sostituito da una piastrina elettronica
      di forma adeguata e affidabile. In questi casi si applicano se opportuno, mutatis
      mutandis, gli articoli 9 e 10.
   2. La Commissione adotta atti delegati, in conformità all’articolo 37, al fine di
      identificare gli elementi specifici di equipaggiamento marittimo sui quali può essere
      apposta la piastrina elettronica e di stabilire adeguati criteri tecnici per quanto
      riguarda progettazione, efficienza, apposizione e uso della piastrina elettronica.
                                          Capo 3
                      Obblighi degli operatori economici
                                         Articolo 12
                                   Obblighi dei fabbricanti
   1. Con l’apposizione del marchio di conformità i fabbricanti si assumono la
      responsabilità di garantire che l’equipaggiamento marittimo sul quale è affisso il
      marchio è stato progettato e fabbricato in conformità ai requisiti di cui all’articolo 4 e
      si assumono gli obblighi di cui ai paragrafi da 2 a 9 del presente articolo.
   2. I fabbricanti predispongono la documentazione tecnica prescritta e fanno eseguire le
      procedure di valutazione della conformità applicabili.
   3. Se la procedura di verifica della conformità ha dimostrato che l’equipaggiamento
      marittimo è conforme ai requisiti applicabili, i fabbricanti redigono la dichiarazione
      UE di conformità a norma dell’articolo 16 e appongono il marchio di conformità a
      norma dell’articolo 9.
   4. I fabbricanti mantengono la documentazione tecnica e la dichiarazione UE di
      conformità, di cui all’articolo 16, per un periodo di tempo commisurato al livello di
      rischio e, in ogni caso, non inferiore al ciclo di vita atteso dell’equipaggiamento
      marittimo, dopo che il marchio di conformità è stato affisso sull’ultima unità.
   5. I fabbricanti garantiscono l’attuazione delle procedure necessarie affinché la
      produzione in serie continui a essere conforme. Le modifiche alla progettazione o
      alle caratteristiche dell’equipaggiamento marittimo e le modifiche e ai requisiti degli
      strumenti internazionali di cui all’articolo 4, sulla base dei quali è dichiarata la
      conformità dell’equipaggiamento marittimo, devono essere tenute in debito conto. Se
      necessario, in conformità dell’allegato II, i fabbricanti fanno eseguire una nuova
      valutazione di conformità.
   6. I fabbricanti si assicurano che sui loro prodotti sia apposto un numero di tipo, di
      lotto, di serie o altri elementi che ne consentano l’identificazione, o, se le dimensioni
IT                                            21                                                 IT
 ---pagebreak---        o la natura del prodotto non lo permettono, che le informazioni prescritte siano
       riportate sull’imballaggio o su un documento di accompagnamento del prodotto.
   7.  I fabbricanti indicano sul prodotto il loro nome, la loro denominazione commerciale
       registrata o il loro marchio registrato e l’indirizzo al quale possono essere contattati
       oppure, ove ciò non sia possibile, riportano le informazioni sull’imballaggio o in un
       documento che accompagna il prodotto. L’indirizzo deve indicare un unico punto di
       contatto del fabbricante.
   8.  I fabbricanti si accertano che il prodotto sia corredato di istruzioni e di tutte le
       informazioni necessarie per l’installazione a bordo e l’uso sicuri, comprese le
       eventuali limitazioni d’uso, in un linguaggio che possa essere agevolmente compreso
       dagli utilizzatori finali, oltre all’eventuale altra documentazione richiesta dagli
       strumenti internazionali o dalle norme di prova.
   9.  I fabbricanti che ritengono o hanno motivo di ritenere che un prodotto che hanno
       immesso sul mercato o che è stato installato a bordo di una nave UE non sia
       conforme ai requisiti degli strumenti internazionali applicabili, di cui all’articolo 4,
       adottano immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme tale
       prodotto, per ritirarlo o richiamarlo, a seconda dei casi. Inoltre, qualora il prodotto
       presenti un rischio, i fabbricanti ne informano immediatamente le competenti autorità
       nazionali degli Stati membri, indicando in particolare gli aspetti di non conformità e
       qualsiasi misura correttiva adottata.
   10. A seguito di una richiesta motivata di un’autorità nazionale competente, i fabbricanti,
       forniscono senza indugio a quest’ultima tutte le informazioni e la documentazione
       necessarie per dimostrare la conformità del prodotto in una lingua che può essere
       facilmente compresa da tale autorità e ne autorizzano l’accesso ai propri impianti a
       fini di vigilanza del mercato, conformemente all’articolo 19 del regolamento (CE) n.
       765/2008. Essi cooperano con tale autorità, su richiesta di quest’ultima, in qualsiasi
       azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dai prodotti che hanno immesso sul
       mercato.
                                          Articolo 13
                                  Rappresentanti autorizzati
   1.  I fabbricanti che non hanno sede nel territorio di uno Stato membro designano,
       mediante mandato scritto, un proprio rappresentante autorizzato.
   2.  Gli obblighi di cui all’articolo 12, paragrafo 1, e la stesura della documentazione
       tecnica non rientrano nel mandato del rappresentante autorizzato.
   3.  Il rappresentante autorizzato esegue i compiti specificati nel mandato ricevuto dal
       fabbricante. Il mandato consente al rappresentante autorizzato di eseguire almeno i
       seguenti compiti:
              (a)   mantenere la dichiarazione UE di conformità e la documentazione
                    tecnica a disposizione delle autorità nazionali di vigilanza per un periodo
                    di tempo commisurato al livello di rischio e, in ogni caso, non inferiore al
IT                                             22                                                IT
 ---pagebreak---                    ciclo di vita atteso dell’equipaggiamento marittimo, dopo che il marchio
                   di conformità è stato affisso sull’ultima unità;
              (b)  a seguito di una richiesta motivata di un’autorità nazionale competente,
                   fornire a quest’ultima tutte le informazioni e la documentazione
                   necessarie per dimostrare la conformità di un prodotto;
              (c)  cooperare con le autorità nazionali competenti, su loro richiesta, a
                   qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dai prodotti
                   che rientrano nel suo mandato.
                                          Articolo 14
                                  Altri operatori economici
   1.  Gli importatori indicano il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata
       o il loro marchio registrato e l’indirizzo a cui possono essere contattati sul prodotto
       oppure, ove ciò non sia possibile, sull’imballaggio o in un documento di
       accompagnamento del prodotto.
   2.  Gli importatori e i distributori, in seguito a una richiesta motivata di un’autorità
       nazionale competente, forniscono a quest’ultima, in una lingua ad essa facilmente
       comprensibile, tutte le informazioni e i documenti necessari per dimostrare la
       conformità di un prodotto. Essi cooperano con tale autorità, su richiesta di
       quest’ultima, in qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dai
       prodotti che hanno immesso sul mercato.
   3.  Un importatore o distributore è ritenuto un fabbricante ai fini della presente direttiva,
       ed è soggetto agli obblighi del fabbricante di cui all’articolo 12, quando immette sul
       mercato o installa a bordo di una nave UE equipaggiamento marittimo con il proprio
       nome o marchio commerciale o modifica equipaggiamenti marittimi già immessi sul
       mercato in modo tale che la conformità ai requisiti applicabili potrebbe esserne
       condizionata.
                                          Capo 4
      Valutazione della conformità e notifica degli organismi di
                          valutazione della conformità
                                          Articolo 15
                         Procedure di valutazione della conformità
   1.  Le procedure di valutazione della conformità sono stabilite nell’allegato II.
   2.  Gli Stati membri si assicurano che il fabbricante o il suo rappresentante autorizzato
       effettuino la valutazione della conformità, per un elemento specifico
IT                                            23                                                 IT
 ---pagebreak---       dell’equipaggiamento marittimo, utilizzando una delle opzioni messe a disposizione
      mediante atti di esecuzione adottati dalla Commissione in conformità alla procedura
      di esame di cui all’articolo 38, paragrafo 3, sulla base di una delle procedure elencate
      di seguito:
      (a)   se deve essere utilizzato l’esame CE del tipo (modulo B), prima
            dell’immissione sul mercato tutto l’equipaggiamento marittimo è soggetto a:
      –     garanzia qualità produzione (modulo D);
      –     garanzia qualità prodotto (modulo E); oppure
      –     verifica sul prodotto (modulo F);
      (b)   nei casi in cui insiemi di equipaggiamento marittimo sono prodotti
            singolarmente o in piccole quantità e non in serie o in massa, la procedura di
            valutazione della conformità può consistere nella verifica CE di un’unica unità
            (modulo G).
   3. La Commissione tiene un elenco aggiornato dell’equipaggiamento marittimo
      approvato e delle domande ritirate o respinte e lo mette a disposizione delle parti
      interessate.
                                          Articolo 16
                               Dichiarazione UE di conformità
   1. La dichiarazione UE di conformità attesta che è stata dimostrata la conformità ai
      requisiti stabiliti in conformità all’articolo 4.
   2. La dichiarazione UE di conformità segue la struttura del modello riportato
      nell’allegato III della decisione 768/2008/CE. Essa contiene gli elementi specificati
      nei moduli pertinenti di cui all’allegato II della presente direttiva ed è costantemente
      aggiornata.
   3. Nel redigere la dichiarazione UE di conformità il fabbricante si assume la
      responsabilità e si impegna a rispettare gli obblighi di cui all’articolo 12, paragrafo 1.
   4. Quando l’equipaggiamento marittimo è installato a bordo di una nave UE, deve
      essere fornita alla nave una copia della dichiarazione UE di conformità relativa a tale
      equipaggiamento; la dichiarazione viene mantenuta a bordo della nave fino a quando
      l’equipaggiamento di cui trattasi non sia stato rimosso. La dichiarazione è tradotta
      nella o nelle lingue richieste dallo Stato di bandiera.
   5. Una copia della dichiarazione UE di conformità deve essere trasmessa all’organismo
      o agli organismi notificati che hanno condotto le pertinenti procedure di valutazione
      della conformità.
IT                                             24                                                IT
 ---pagebreak---                                          Articolo 17
                                           Notifica
   1. Gli Stati membri notificano alla Commissione e agli altri Stati membri gli organismi
      autorizzati a svolgere, in qualità di terzi, compiti di valutazione della conformità a
      norma della presente direttiva.
   2. Gli organismi notificati sono conformi ai requisiti di cui all’allegato III.
                                         Articolo 18
                                     Autorità di notifica
   1. Gli Stati membri designano un’autorità di notifica responsabile dell’elaborazione e
      attuazione delle procedure necessarie per la valutazione e la notifica degli organismi
      di valutazione della conformità e per la vigilanza sugli organismi notificati, oltre che
      del rispetto delle disposizioni dell’articolo 20.
   2. Gli organismi notificati sono oggetto di controlli con cadenza quantomeno biennale.
      La Commissione può scegliere di partecipare ai controlli in qualità di osservatore.
   3. Gli Stati membri possono decidere di affidare le attività di valutazione e controllo di
      cui al paragrafo 1 a un organismo nazionale di accreditamento.
   4. Se l’autorità di notifica delega o altrimenti affida la valutazione, notifica o vigilanza
      di cui al paragrafo 1 a un organismo che non è un ente pubblico, detto organismo è
      una persona giuridica e rispetta, mutatis mutandis, le prescrizioni di cui allegato V.
      Esso adotta inoltre disposizioni per coprire la responsabilità connessa con le proprie
      attività.
   5. L’autorità di notifica si assume la piena responsabilità per i compiti svolti
      dall’organismo di cui al paragrafo 4.
   6. L’autorità di notifica si conforma ai requisiti di cui all’allegato V.
                                         Articolo 19
                 Obbligo di informazione a carico delle autorità di notifica
   1. Gli Stati membri informano la Commissione delle proprie procedure per la
      valutazione e la notifica degli organismi di valutazione della conformità e il controllo
      di tali organismi, nonché di eventuali modifiche.
   2. La Commissione mette a disposizione del pubblico tali informazioni.
IT                                            25                                                IT
 ---pagebreak---                                           Articolo 20
                     Affiliate e subappaltatori degli organismi notificati
   1. Se un organismo notificato subappalta determinati compiti relativi alla valutazione
      della conformità, o ricorre a un’affiliata, garantisce che il subappaltatore o l’affiliata
      rispettino i requisiti di cui allegato III e ne informa di conseguenza l’autorità di
      notifica.
   2. Gli organismi notificati si assumono la completa responsabilità delle mansioni
      eseguite da subappaltatori o affiliate, ovunque questi siano stabiliti.
   3. Le attività possono essere subappaltate o eseguite da un’affiliata solo con il consenso
      del cliente.
   4. Gli organismi notificati mantengono a disposizione dell’autorità di notifica i
      documenti pertinenti riguardanti la valutazione delle qualifiche del subappaltatore o
      dell’affiliata e del lavoro eseguito da questi ultimi a norma della presente direttiva.
                                         Articolo 21
                                   Modifiche delle notifiche
   1. Qualora accerti o sia informata che un organismo notificato non è più conforme ai
      requisiti di cui all’allegato III o non adempie ai suoi obblighi, l’autorità di notifica
      limita, sospende o ritira la notifica, a seconda dei casi, in funzione della gravità del
      mancato rispetto di tali requisiti o dell’inadempimento di tali obblighi. L’autorità di
      notifica informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri.
   2. Nel caso di limitazione, sospensione o ritiro della notifica, oppure di cessazione
      dell’attività dell’organismo notificato, lo Stato membro notificante prende le misure
      appropriate per garantire che le pratiche di tale organismo siano evase da un altro
      organismo notificato o siano messe a disposizione delle autorità di notifica e di
      vigilanza del mercato responsabili, su loro richiesta.
                                          Articolo 22
                 Contestazione della competenza degli organismi notificati
   1. La Commissione indaga su tutti i casi in cui abbia dubbi – sulla base delle
      informazioni in suo possesso o di quelle che le sono trasmesse – sulla competenza di
      un organismo notificato o sulla continuità del rispetto, da parte di un organismo
      notificato, dei requisiti cui è soggetto e delle responsabilità che ad esso incombono.
   2. Lo Stato membro notificante fornisce alla Commissione, su richiesta, tutte le
      informazioni relative alla base della notifica o del mantenimento della competenza
      dell’organismo in questione.
   3. La Commissione garantisce la riservatezza di tutte le informazioni sensibili raccolte
      nel corso delle sue indagini.
IT                                            26                                                 IT
 ---pagebreak---    4. La Commissione, qualora accerti che un organismo notificato non soddisfa o non
      soddisfa più i requisiti per la sua notifica, ne informa lo Stato membro notificante e
      chiede a quest’ultimo di adottare le misure correttive necessarie, incluso
      all’occorrenza il ritiro della notifica.
                                          Articolo 23
                          Obblighi operativi degli organismi notificati
   1. Gli organismi notificati eseguono le valutazioni della conformità sulla base delle
      procedure di cui all’articolo 15.
   2. Qualora un organismo notificato riscontri che i requisiti stabiliti a norma dell’articolo
      4 non sono stati rispettati da un fabbricante, chiede a tale fabbricante di adottare le
      misure correttive appropriate e non rilascia un certificato di conformità.
   3. Un organismo notificato che nel corso del controllo della conformità successivo al
      rilascio di un certificato riscontri che un prodotto non è più conforme chiede al
      fabbricante di adottare le misure correttive opportune e all’occorrenza sospende o
      ritira il certificato. Qualora non siano adottate misure correttive o esse non producano
      il risultato richiesto, l’organismo notificato limita, sospende o ritira i certificati, a
      seconda dei casi.
                                          Articolo 24
                 Obbligo di informazione a carico degli organismi notificati
   1. Gli organismi notificati comunicano all’autorità di notifica:
      (a)     qualunque rifiuto, limitazione, sospensione o ritiro di un certificato;
      (b)     qualunque circostanza che possa influire sull’ambito e sulle condizioni della
              notifica;
      (c)     eventuali richieste di informazioni che abbiano ricevuto dalle autorità di
              vigilanza del mercato in relazione alle attività di valutazione della conformità;
      (d)     su richiesta, le attività di valutazione della conformità eseguite nell’ambito
              della loro notifica e qualsiasi altra attività, incluse quelle transfrontaliere e di
              subappalto.
   2. Su richiesta, gli organismi notificati forniscono alla Commissione e agli Stati membri
      informazioni pertinenti sulle questioni relative ai risultati negativi e positivi delle
      valutazioni della conformità. Gli organismi notificati forniscono agli altri organismi
      notificati, che svolgono attività di valutazione della conformità relative agli stessi
      prodotti, informazioni sui risultati negativi e, su richiesta, positivi delle valutazioni
      della conformità.
IT                                             27                                                  IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 25
                                        Scambio di esperienze
   La Commissione provvede all’organizzazione di uno scambio di esperienze tra le autorità
   nazionali degli Stati membri responsabili della politica di notifica.
                                               Articolo 26
                               Coordinamento degli organismi notificati
   1.       La Commissione garantisce l’istituzione e il corretto funzionamento di un
            coordinamento e una cooperazione appropriati tra organismi notificati sotto forma di
            un gruppo settoriale di organismi notificati.
   2.       Gli Stati membri garantiscono che gli organismi da essi notificati partecipino ai
            lavori di tale gruppo settoriale, direttamente o mediante rappresentanti all’uopo
            designati.
                                                Capo 5
         Vigilanza del mercato dell’Unione, controllo dei prodotti,
                                disposizioni di salvaguardia
                                               Articolo 27
                                Quadro UE della vigilanza del mercato
   1.       In relazione all’equipaggiamento marittimo gli Stati membri svolgono la vigilanza
            del mercato conformemente al quadro UE di vigilanza del mercato di cui al capo III
            del regolamento (CE) n. 765/2008, fatte salve le disposizioni dei paragrafi 2 e 3 del
            presente articolo.
   2.       Le infrastrutture e programmi nazionali di vigilanza del mercato tengono conto delle
            caratteristiche specifiche del settore dell’equipaggiamento marittimo e, in particolare,
            delle responsabilità che incombono all’amministrazione dello Stato di bandiera in
            virtù delle convenzioni internazionali.
   3.       La vigilanza del mercato può comprendere verifiche documentali come pure controlli
            sull’equipaggiamento marittimo che reca il marchio di conformità, sia esso o no
            installato a bordo delle navi. Le verifiche sull’equipaggiamento già installato a bordo
            delle navi si limitano all’esame che può essere effettuato fino a quando
            l’equipaggiamento in questione è a bordo e in funzione. Le verifiche
            sull’equipaggiamento marittimo installato a bordo di navi battenti bandiera di uno
            Stato membro diverso da quello che esegue i controlli sono effettuate conformemente
IT                                                  28                                               IT
 ---pagebreak---          alle pertinenti disposizioni della direttiva 2009/16/CE del Parlamento europeo e del
         Consiglio9.
   4.    Quando le autorità di vigilanza del mercato di uno Stato membro intendono
         effettuare controlli su campioni, possono chiedere al fabbricante di mettere a
         disposizione i campioni necessari, a spese proprie, nel territorio di tale Stato
         membro.
                                            Articolo 28
      Procedura a livello nazionale per l’equipaggiamento marittimo che comporta rischi
   1.    Le autorità di vigilanza del mercato di uno degli Stati membri, qualora abbiano preso
         provvedimenti ai sensi dell’articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008, oppure
         abbiano sufficienti ragioni per ritenere che l’equipaggiamento marittimo disciplinato
         dalla presente direttiva presenti un rischio per la sicurezza marittima o la protezione
         dell’ambiente, effettuano una valutazione dell’equipaggiamento marittimo
         interessato in relazione a tutti i requisiti della presente direttiva. Gli operatori
         economici interessati cooperano ove necessario con le autorità di vigilanza del
         mercato.
         Se nel corso della valutazione le autorità di vigilanza del mercato concludono che
         l’equipaggiamento marittimo non rispetta i requisiti di cui alla presente direttiva,
         chiedono tempestivamente all’operatore economico interessato di adottare tutte le
         misure correttive del caso al fine di rendere l’equipaggiamento marittimo conforme
         ai suddetti requisiti oppure di ritirarlo dal mercato o di richiamarlo entro un termine
         ragionevole e proporzionale alla natura del rischio, a seconda dei casi.
         Le autorità di vigilanza del mercato informano di conseguenza l’organismo notificato
         competente.
         L’articolo 21 del regolamento (CE) n. 765/2008 si applica alle misure di cui al
         secondo comma del presente paragrafo.
   2.    Qualora ritengano che la non conformità non sia ristretta al loro territorio nazionale o
         alle navi battenti la loro bandiera, le autorità di vigilanza del mercato informano la
         Commissione e gli altri Stati membri dei risultati della valutazione e dei
         provvedimenti che hanno chiesto all’operatore economico di adottare.
   3.    L’operatore economico garantisce che vengano adottate tutte le opportune misure
         correttive in merito a tutti i prodotti interessati che esso ha commercializzato sul
         mercato in tutta l’Unione o, eventualmente, installato o consegnato per
         l’installazione a bordo di navi UE.
   4.    Qualora l’operatore economico interessato non adotti le misure correttive adeguate
         entro il periodo di cui al paragrafo 1, secondo comma, o non rispetti altrimenti gli
         obblighi della presente direttiva, le autorità di vigilanza del mercato adottano tutte le
         opportune misure provvisorie per proibire o limitare la messa a disposizione
   9
        GU L 131 del 28.5.2009, pag. 57.
IT                                               29                                                IT
 ---pagebreak---       dell’equipaggiamento marittimo sul loro mercato nazionale o sulle navi battenti la
      loro bandiera, per ritirarlo da tale mercato o per richiamarlo.
      Esse informano senza indugio la Commissione e gli altri Stati membri di tali
      provvedimenti.
   5. Le informazioni di cui al paragrafo 4 includono tutti i dettagli disponibili, in
      particolare i dati necessari per identificare l’equipaggiamento marittimo non
      conforme, la sua origine, la natura della presunta non conformità e del relativo
      rischio, la natura e la durata delle misure nazionali adottate, nonché le motivazioni
      espresse dall’operatore economico interessato. In particolare, le autorità di vigilanza
      del mercato indicano se l’inadempienza sia dovuta a:
      (a)   non conformità dell’equipaggiamento marittimo ai requisiti applicabili di
            progettazione, costruzione e efficienza stabiliti a norma dell’articolo 4;
      (b)   non conformità alle norme di prova di cui all’articolo 4 rilevata nel corso della
            procedura di valutazione della conformità;
      (c)   carenze delle citate norme di prova.
   6. Gli Stati membri diversi da quello che ha avviato la procedura comunicano senza
      indugio alla Commissione e agli altri Stati membri tutte le misure adottate, tutte le
      altre informazioni a loro disposizione sulla non conformità dell’equipaggiamento
      marittimo interessato e, in caso di disaccordo con la misura nazionale notificata, le
      loro obiezioni.
   7. Qualora, entro quattro mesi dal ricevimento delle informazioni di cui al paragrafo 4,
      uno Stato membro o la Commissione non sollevino obiezioni contro una misura
      provvisoria adottata da uno Stato membro, tale misura si considera giustificata.
   8. Gli Stati membri si assicurano che, in relazione all’equipaggiamento marittimo
      interessato, siano adottati adeguati provvedimenti restrittivi come il ritiro immediato
      del prodotto dal loro mercato.
                                          Articolo 29
                               Procedura UE di salvaguardia
   1. Se in esito alla procedura di cui all’articolo 28, paragrafi 3 e 4, vengono viene fatta
      opposizione nei confronti di una misura assunta da uno Stato membro o se la
      Commissione ritiene la misura nazionale contraria alla normativa dell’Unione, la
      Commissione avvia senza indugio consultazioni con gli Stati membri e con gli
      operatori economici interessati e valuta la misura nazionale. In base ai risultati di tale
      valutazione, la Commissione decide se la misura nazionale sia giustificata o no.
   2. Ai fini del paragrafo 1, se la Commissione ritiene che la procedura seguita per
      l’adozione della misura nazionale è adeguata per una valutazione dei rischi organica
      e obiettiva ed è conforme alle disposizioni di cui all’articolo 21 del regolamento (CE)
      n. 765/2008, essa può limitarsi a esaminare l’adeguatezza e la proporzionalità della
      misura nazionale in relazione ai rischi menzionati.
IT                                            30                                                 IT
 ---pagebreak---    3.     La Commissione indirizza la propria decisione a tutti gli Stati membri e la comunica
          senza indugio ad essi e all’operatore o agli operatori economici interessati.
   4.     Se la misura nazionale è ritenuta giustificata, tutti gli Stati membri adottano le misure
          necessarie a garantire che l’equipaggiamento marittimo non conforme sia ritirato dal
          proprio mercato e, se necessario, richiamato e ne informano debitamente la
          Commissione.
   5.     Se la misura nazionale è considerata ingiustificata, lo Stato membro interessato
          provvede a ritirarla.
   6.     Se la misura nazionale è ritenuta giustificata e la non conformità
          dell’equipaggiamento marittimo viene attribuita a lacune nelle norme di prova di cui
          all’articolo 4, la Commissione può confermare, modificare o revocare la misura in
          parola mediante atti di esecuzione in conformità alla procedura consultiva di cui
          all’articolo 38, paragrafo 2. Alla Commissione viene inoltre conferito il potere di
          adottare, mediante atti delegati in conformità alla procedura di cui all’articolo 37,
          requisiti e norme di prova armonizzati provvisori per un elemento specifico di
          equipaggiamento marittimo, allo scopo di rimuovere minacce per la sicurezza o
          l’ambiente in attesa della notifica della norma di prova interessata da parte
          dell’organizzazione internazionale competente.
   7.     Se la norma di prova di cui trattasi è una norma europea, la Commissione informa
          l’organismo o gli organismi europei di normalizzazione competenti e sottopone la
          questione al comitato istituito dall’articolo 5 della direttiva 98/34/CE. Tale comitato
          consulta l’organismo o gli organismi europei di normalizzazione e fornisce
          sollecitamente il proprio parere.
                                            Articolo 30
      Prodotti conformi che presentano un rischio per la sicurezza marittima o la protezione
                                          dell’ambiente
   1.     Se, dopo aver effettuato una valutazione ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, uno
          Stato membro ritiene che l’equipaggiamento marittimo, pur conforme alla presente
          direttiva, presenta un rischio per la sicurezza marittima o l’ambiente, chiede
          all’operatore economico interessato di far sì che tale equipaggiamento marittimo,
          all’atto della sua immissione sul mercato, non presenti più tale rischio o che sia, a
          seconda dei casi, ritirato dal mercato o richiamato entro un periodo di tempo
          ragionevole, proporzionato alla natura del rischio.
   2.     L’operatore economico garantisce l’adozione di misure correttive nei confronti di
          tutti i prodotti interessati da esso messi a disposizione sull’intero mercato
          dell’Unione o installati a bordo di navi UE.
   3.     Lo Stato membro ne informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati
          membri. Tali informazioni includono tutti i dettagli disponibili, in particolare i dati
          necessari all’identificazione dell’equipaggiamento marittimo interessato, la sua
          origine e la catena di fornitura di tale equipaggiamento, la natura del rischio
          connesso, nonché la natura e la durata delle misure nazionali adottate.
IT                                               31                                                 IT
 ---pagebreak---    4. La Commissione avvia immediatamente consultazioni con gli Stati membri e
      l’operatore o gli operatori economici interessati e valuta le misure nazionali adottate.
      In base ai risultati di tale valutazione, la Commissione decide se la misura sia
      giustificata o no e propone, all’occorrenza, opportune misure; a tal fine si applica,
      mutatis mutandis, l’articolo 29, paragrafo 2.
   5. La Commissione indirizza la propria decisione a tutti gli Stati membri e la comunica
      senza indugio ad essi e all’operatore o agli operatori economici interessati.
                                        Articolo 31
                                 Non conformità formale
   1. Fatto salvo l’articolo 28, uno Stato membro che giunga a una delle conclusioni
      riportate di seguito, chiede all’operatore economico interessato di porre fine alla non
      conformità contestata:
      (a)   il marchio di conformità è stato apposto in violazione dell’articolo 9 o
            dell’articolo 10;
      (b)   il marchio di conformità non è stato apposto;
      (c)   non è stata compilata la dichiarazione di UE conformità;
      (d)   non è stata compilata correttamente la dichiarazione UE di conformità;
      (e)   la documentazione tecnica non è disponibile o è incompleta.
   2. Se la non conformità di cui al paragrafo 1 permane, lo Stato membro interessato
      adotta le misure atte a limitare o vietare la messa a disposizione sul mercato
      dell’equipaggiamento marittimo o si assicura che sia richiamato o ritirato dal
      mercato.
                                        Articolo 32
                        Deroghe motivate dall’innovazione tecnica
   1. In casi eccezionali di innovazione tecnica, l’amministrazione dello Stato di bandiera
      può consentire che un equipaggiamento marittimo non conforme alle procedure di
      valutazione della conformità sia installato a bordo di una nave UE, se è dimostrato a
      tale amministrazione, mediante prove o con altri mezzi, che il suddetto
      equipaggiamento è almeno altrettanto efficace dell’equipaggiamento conforme alle
      procedure di valutazione della conformità.
   2. Tali procedure di prova non devono comportare discriminazioni di sorta fra
      l’equipaggiamento marittimo prodotto nello Stato membro di bandiera e quello
      prodotto in altri Stati.
   3. Lo Stato membro di bandiera rilascia un certificato per l’equipaggiamento marittimo
      che rientra nel campo di applicazione del presente articolo. Tale certificato, che deve
IT                                           32                                                IT
 ---pagebreak---             sempre accompagnare l’equipaggiamento, contiene l’autorizzazione, da parte dello
            Stato membro di bandiera, a installare a bordo della nave l’equipaggiamento, e
            stabilisce eventuali restrizioni o disposizioni relative all’uso dell’equipaggiamento
            stesso.
   4.       Nel caso in cui uno Stato membro consenta l’installazione a bordo di una nave UE di
            equipaggiamento marittimo che rientra nel campo di applicazione del presente
            articolo, detto Stato membro deve comunicare senza indugio alla Commissione e agli
            altri Stati membri gli elementi del caso, unitamente a tutte le pertinenti relazioni sulle
            prove, sugli accertamenti e sulle procedure di valutazione della conformità.
   5.       Entro 12 mesi dal ricevimento della comunicazione di cui al paragrafo 4, la
            Commissione, qualora ritenga che non sono rispettate le condizioni di cui al
            paragrafo 1, può chiedere allo Stato membro interessato di ritirare entro un termine
            specificato l’autorizzazione concessa. A tal fine la Commissione agisce per mezzo di
            atti di esecuzione, adottati secondo la procedura consultiva di cui all’articolo 38,
            paragrafo 2.
   6.       Qualora una nave che detiene a bordo equipaggiamento marittimo contemplato al
            paragrafo 1 sia trasferita a un altro Stato membro, lo Stato membro di bandiera di
            accoglienza può adottare i provvedimenti necessari, incluse se del caso prove e
            dimostrazioni pratiche, al fine di garantire che l’equipaggiamento sia almeno di
            efficacia pari all’equipaggiamento conforme alle procedure di valutazione della
            conformità.
                                              Articolo 33
                                 Deroghe a fini di prova o valutazione
   A fini di prova o valutazione l’amministrazione dello Stato di bandiera può consentire che un
   equipaggiamento marittimo non conforme alle procedure di valutazione della conformità, o
   che non rientra nel campo di applicazione dell’articolo 32, sia installato a bordo di una nave
   UE se ricorrono tutte le condizioni di seguito elencate:
   (a)      lo Stato membro di bandiera rilascia un certificato, che deve sempre accompagnare
            l’equipaggiamento, indicante: il consenso dello Stato membro di bandiera
            all’installazione dell’equipaggiamento a bordo della nave UE, tutte le necessarie
            restrizioni d’uso ed eventuali disposizioni appropriate in relazione all’uso
            dell’equipaggiamento in parola;
   (b)      il permesso è limitato a un breve periodo di tempo;
   (c)      l’equipaggiamento marittimo non è utilizzato al posto dell’equipaggiamento
            conforme ai requisiti della presente direttiva, né sostituisce tale equipaggiamento, il
            quale deve rimanere a bordo della nave UE, essere funzionante e pronto all’uso
            immediato.
IT                                                 33                                                  IT
 ---pagebreak---                                          Articolo 34
                             Deroghe in circostanze eccezionali.
   1. In circostanze eccezionali, debitamente giustificate dall’amministrazione dello Stato
      di bandiera, qualora l’equipaggiamento marittimo debba essere sostituito in un porto
      al di fuori dell’Unione, in cui non è ragionevolmente praticabile in termini di tempi,
      ritardi e costi, installare a bordo equipaggiamento provvisto del marchio di
      conformità, è consentito installare a bordo altro equipaggiamento marittimo nel
      rispetto dei paragrafi da 2 a 4 del presente articolo.
   2. L’equipaggiamento marittimo installato a bordo è corredato della documentazione
      rilasciata da uno Stato membro dell’IMO parte contraente delle pertinenti
      convenzioni che ne certifica la conformità ai relativi requisiti dell’IMO.
   3. L’amministrazione dello Stato di bandiera viene informata immediatamente sulla
      natura e le caratteristiche del suddetto equipaggiamento marittimo.
   4. L’amministrazione dello Stato di bandiera si accerta, quanto prima possibile, che
      l’equipaggiamento marittimo di cui al paragrafo 1 e la documentazione sulle prove
      siano conformi ai requisiti pertinenti previsti dagli strumenti internazionali e dalla
      presente direttiva.
   5. Qualora sia dimostrato che un equipaggiamento marittimo specifico provvisto del
      marchio di conformità non è più disponibile sul mercato, lo Stato membro di
      bandiera può autorizzare l’installazione a bordo di altro equipaggiamento marittimo,
      fatte salve le disposizioni dei paragrafi da 6 a 8 del presente articolo.
   6. L’equipaggiamento marittimo autorizzato deve essere quanto più possibile conforme
      ai requisiti e alle norme di prova di cui all’articolo 4.
   7. L’equipaggiamento marittimo installato a bordo è corredato di un certificato
      provvisorio di approvazione rilasciato dallo Stato membro di bandiera o da un altro
      Stato membro indicante:
      (a)    l’equipaggiamento provvisto del marchio di conformità che deve essere
             sostituito dall’equipaggiamento certificato;
      (b)    le esatte circostanze in cui è stato rilasciato il certificato di approvazione e, in
             particolare, l’indisponibilità sul mercato dell’equipaggiamento provvisto del
             marchio di conformità;
      (c)    gli esatti requisiti di progettazione, costruzione ed efficienza sulla base dei
             quali l’equipaggiamento è stato approvato dallo Stato membro di
             certificazione;
      (d)    le eventuali norme di prova applicate nelle procedure di approvazione
             pertinenti.
   8. Lo Stato membro che rilascia un certificato di approvazione provvisorio ne informa
      sollecitamente la Commissione. Se la Commissione ritiene che non sono rispettate le
      condizioni dei paragrafi 6 e 7, può chiedere allo Stato membro di revocare tale
IT                                            34                                                  IT
 ---pagebreak---       certificato o di adottare altre misure appropriate mediante atti di esecuzione da
      adottare secondo la procedura consultiva di cui all’articolo 38, paragrafo 2.
                                           Capo 6
                                   Disposizioni finali
                                          Articolo 35
                                     Misure di esecuzione
   1. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il nome e il recapito delle autorità
      competenti per l’applicazione della presente direttiva. La Commissione redige,
      aggiorna periodicamente e pubblica l’elenco di dette autorità.
   2. Per ciascun elemento dell’equipaggiamento marittimo, per il quale è prevista dalle
      convenzioni internazionali l’approvazione da parte dello Stato di bandiera, la
      Commissione identifica per mezzo di atti di esecuzione i pertinenti requisiti di
      progettazione, costruzione ed efficienza come pure le norme di prova di cui agli
      strumenti internazionali.
   3. Mediante atti di esecuzione la Commissione può adottare criteri comuni e procedure
      dettagliate per l’applicazione dei requisiti e delle norme di prova di cui al
      paragrafo 2.
   4. Mediante atti di esecuzione la Commissione identifica i pertinenti requisiti di
      progettazione, costruzione ed efficienza di nuova adozione negli strumenti
      internazionali, e che si applicano all’equipaggiamento installato a bordo prima della
      loro adozione, al fine di assicurare che detto equipaggiamento presente a bordo delle
      navi UE sia conforme alle convenzioni internazionali.
   5. La Commissione crea e gestisce una banca dati contenente quantomeno le seguenti
      informazioni:
      (a)    l’elenco e le informazioni essenziali dei certificati di conformità rilasciati a
             norma della presente direttiva;
      (b)    l’elenco e le informazioni essenziali delle dichiarazioni di conformità rilasciate
             a norma della presente direttiva;
      (c)    un elenco aggiornato degli strumenti, requisiti e norme di prova internazionali
             applicabili, compresi eventuali aggiornamenti divenuti applicabili a norma
             dell’articolo 4, paragrafo 3;
      (d)    l’elenco e il testo completo dei criteri e delle procedure di cui al paragrafo 3;
      (e)    i requisiti e le condizioni relativi alla piastrina elettronica, di cui all’articolo 11;
IT                                             35                                                     IT
 ---pagebreak---              (f)    eventuali altre informazioni utili allo scopo di facilitare la corretta applicazione
                    della presente direttiva da parte degli Stati membri, degli organismi notificati e
                    degli operatori economici.
             La banca dati sarà accessibile agli Stati membri e, a scopo puramente informativo,
             sarà consultabile, in tutto o in parte, anche dal pubblico.
   6.        Gli atti di esecuzione di cui al presente articolo sono adottati secondo la procedura di
             esame di cui all’articolo 38, paragrafo 3.
                                                 Articolo 36
                                                  Modifiche
   La presente direttiva può essere modificata dalla Commissione mediante atti delegati allo
   scopo di:
   (a)       modificare l’elenco delle convenzioni internazionali di cui all’articolo 2, paragrafo 3,
             per includervi le convenzioni che richiedono l’approvazione dello Stato di bandiera
             per l’equipaggiamento installato a bordo delle navi che battono la sua bandiera;
   (b)       aggiornare i riferimenti alle norme internazionali ed europee, come indicato
             nell’allegato III quando nuove norme sono disponibili.
   Gli atti delegati sono adottati secondo la procedura di cui all’articolo 37.
                                                 Articolo 37
                                           Esercizio della delega
   1.        Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni
             stabilite nel presente articolo.
   2.        La delega di potere di cui agli articoli 8, 11, 29 e 36 è conferita alla Commissione per
             un periodo di tempo indeterminato dalla data dell’entrata in vigore della presente
             direttiva.
   3.        La delega di potere di cui agli articoli 8, 11, 29 e 36 può essere revocata in qualsiasi
             momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. Una decisione di revoca pone fine
             alla delega di poteri specificata nella decisione. Gli effetti della decisione decorrono
             dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale
             dell’Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la
             validità degli atti delegati già in vigore.
   4.        Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica
             al Parlamento europeo e al Consiglio.
   5.        L’atto delegato adottato ai sensi degli articoli 8, 11, 29 e 36 entra in vigore solo se né
             il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di
             due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di
IT                                                    36                                                 IT
 ---pagebreak---        tale termine, sia il Parlamento europeo sia il Consiglio hanno informato la
       Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due
       mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
                                           Articolo 38
                                            Comitato
   1.  La Commissione è assistita dal comitato per la sicurezza marittima e la prevenzione
       dell’inquinamento provocato dalle navi (COSS) istituito dal regolamento (CE)
       n. 2099/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio10. Tale comitato è un comitato
       ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
   2.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l’articolo 4 del
       regolamento (UE) n. 182/2011.
   3.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l’articolo 5 del
       regolamento (UE) n. 182/2011.
                                           Articolo 39
                                          Recepimento
   1.  Gli Stati membri adottano e pubblicano entro [un anno dopo l’entrata in vigore], le
       disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie a conformarsi alla
       presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali
       disposizioni.
       Essi applicano tali disposizioni a decorrere da [un anno dalla data di entrata in
       vigore].
       Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento
       alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della
       pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
   2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali
       di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.
                                           Articolo 40
                                          Abrogazione
   1.  La direttiva 96/98/CE è abrogata a decorrere dalla [data di applicazione].
   2.  I requisiti e le norme di prova per l’equipaggiamento marittimo applicabili al [data di
       applicazione] a norma delle disposizioni del diritto nazionale adottate dagli Stati
       membri al fine di conformarsi alla direttiva 96/98/CE continuano ad applicarsi fino
       all’entrata in vigore degli atti di esecuzione di cui all’articolo 35, paragrafo 2.
   10
      GU L 324 del 29.11.2002, pag. 1.
IT                                             37                                              IT
 ---pagebreak---    3.        I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva.
                                                Articolo 41
                                             Entrata in vigore
   La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
   Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
                                                Articolo 42
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
   Fatto a Bruxelles, il
   Per il Parlamento europeo                       Per il Consiglio
   Il presidente                                   Il presidente
IT                                                   38                                          IT
 ---pagebreak---                                           ALLEGATO I
                                      Marchio di conformità
   Il marchio di conformità ha la forma seguente:
   In caso di riduzione o di ingrandimento del marchio di conformità, devono essere rispettate le
   proporzioni indicate nel simbolo graduato.
   I diversi elementi del marchio di conformità devono avere sostanzialmente la stessa
   dimensione verticale che non può essere inferiore a 5 mm.
   Tale dimensione minima può essere ignorata per oggetti in scala ridotta.
IT                                              39                                                IT
 ---pagebreak---                                           ALLEGATO II
                            Procedure di valutazione della conformità
   I. MODULO B: ESAME “CE” DEL TIPO
   1.     L’esame CE del tipo è la parte di una procedura di valutazione della conformità con
          cui un organismo notificato esamina il progetto tecnico di un equipaggiamento
          marino, e verifica e certifica che il progetto tecnico di tale equipaggiamento rispetti i
          requisiti degli strumenti internazionali.
   2.     L’esame CE del tipo può essere effettuato in uno dei modi qui di seguito elencati:
          –      esame di un campione, rappresentativo della produzione prevista, del prodotto
                 finito (tipo di produzione);
          –      valutazione dell’adeguatezza del progetto tecnico dell’equipaggiamento
                 marittimo, effettuata esaminando la documentazione tecnica e la
                 documentazione di cui al punto 3, unita all’esame di esemplari, rappresentativi
                 della produzione prevista, di una o più parti critiche del prodotto
                 (combinazione tra tipo di produzione e tipo di progetto);
   3.     Il fabbricante presenta la richiesta di esame CE del tipo a un organismo notificato di
          sua scelta.
          La domanda contiene:
   –      una copia certificata del brevetto, licenza o documento in virtù dei quali il
          richiedente rivendica il diritto di produrre, utilizzare, vendere o mettere in vendita
          equipaggiamento marittimo o utilizzare il proprio marchio commerciale che, in
          deroga al punto 16 dell’allegato III, l’organismo notificato tiene a disposizione dei
          tribunali competenti;
   –      il nome e l’indirizzo del fabbricante e, nel caso in cui la domanda sia presentata dal
          rappresentante autorizzato, il nome e l’indirizzo di quest’ultimo;
   –      una dichiarazione scritta in cui si precisi che la medesima domanda non è stata
          presentata ad alcun altro organismo notificato;
   –      la documentazione tecnica. La documentazione tecnica deve permettere di valutare la
          conformità dell’equipaggiamento marittimo ai requisiti applicabili degli strumenti
          internazionali, di cui all’articolo 4, e comprende un’analisi e una valutazione
          adeguate dei rischi. La documentazione tecnica precisa le prescrizioni applicabili e
          include, se necessario ai fini della valutazione, il progetto, la fabbricazione e il
          funzionamento dell’equipaggiamento marittimo. La documentazione tecnica
          contiene, laddove applicabile, almeno gli elementi seguenti:
          – la descrizione generale dell’equipaggiamento marittimo;
          – i disegni relativi alla progettazione di massima e alla fabbricazione e gli schemi
              dei componenti, dei sottoinsiemi, dei circuiti, ecc.;
IT                                               40                                                 IT
 ---pagebreak---                    (a)     le descrizioni e le spiegazioni necessarie alla comprensione di tali
                           disegni e schemi e del funzionamento dell’equipaggiamento
                           marittimo;
                   (b)     un elenco dei requisiti e delle norme di prova applicabili
                           all’equipaggiamento marittimo interessato conformemente alla
                           presente direttiva oltre a una descrizione delle soluzioni adottate per
                           conformarsi a detti requisiti;
                   (c)     i risultati dei calcoli di progetto, degli esami effettuati, ecc.; e
                   (d)     le relazioni di prova;
      – i campioni, rappresentativi della produzione prevista. L’organismo notificato può
        chiedere altri campioni dello stesso tipo se necessari a effettuare il programma di prove;
      – la documentazione attestante l’adeguatezza delle soluzioni del progetto tecnico. La
        documentazione indica gli eventuali documenti utilizzati. La documentazione
        comprende, se necessario, i risultati di prove effettuate dall’apposito laboratorio del
        fabbricante, o da un altro laboratorio di prova, a proprio nome e sotto la sua
        responsabilità.
   4.      L’organismo notificato:
           per quanto riguarda l’equipaggiamento marittimo:
   4.1.    esamina la documentazione tecnica e gli elementi di prova per valutare l’adeguatezza
           del progetto tecnico dell’equipaggiamento marittimo;
           per quanto riguarda i campioni:
   4.2.    verifica che i campioni siano stati fabbricati in base alla documentazione tecnica, e
           individuare gli elementi progettati conformemente alle relative disposizioni delle
           norme armonizzate pertinenti e/o alle specifiche tecniche nonché gli elementi
           progettati senza applicare le relative disposizioni di tali norme;
   4.3.    esegue esami e prove adeguate in conformità alla presente direttiva;
   4.4.    concorda con il fabbricante un luogo in cui effettuare gli esami e le prove.
   5.      L’organismo notificato deve redigere una relazione di valutazione che elenca le
           iniziative intraprese in conformità al punto 4 e i relativi risultati. Senza pregiudicare i
           propri obblighi di fronte alle autorità di notifica, l’organismo notificato rende
           pubblico l’intero contenuto della relazione, o parte di esso, solo con l’accordo del
           fabbricante.
   6.      Se il tipo rispetta i requisiti degli strumenti internazionali specifici che si applicano
           all’equipaggiamento marittimo interessato, l’organismo notificato rilascia al
           fabbricante un certificato d’esame CE del tipo. Il certificato riporta nome e indirizzo
           del fabbricante, le conclusioni dell’esame, le eventuali condizioni di validità e i dati
           necessari per identificare il tipo approvato. Il certificato può avere uno o più allegati.
IT                                                   41                                                IT
 ---pagebreak---           Il certificato e i suoi allegati contengono ogni informazione utile che permetta di
          valutare la conformità dei prodotti fabbricati al tipo esaminato e consentire il
          controllo del prodotto in funzione.
          Se il tipo non soddisfa i requisiti applicabili degli strumenti internazionali,
          l’organismo notificato rifiuta di rilasciare un certificato di esame CE del tipo e
          informa di tale decisione il richiedente, motivando dettagliatamente il suo rifiuto.
   7.     L’organismo notificato segue l’evoluzione del progresso tecnologico generalmente
          riconosciuto e valuta se il tipo omologato è ancora conforme ai requisiti applicabili
          degli strumenti internazionali e stabilisce se siano necessarie ulteriori indagini. In
          caso affermativo l’organismo notificato ne informa il fabbricante.
          Il fabbricante informa l’organismo notificato in possesso della documentazione
          tecnica relativa al certificato dell’esame CE del tipo di tutte le modifiche al tipo
          omologato che possano influire sulla conformità dell’equipaggiamento marittimo ai
          requisiti degli strumenti internazionali o sulle condizioni di validità del certificato.
          Tali modifiche richiedono un’ulteriore approvazione, sotto forma di un supplemento
          al certificato originario dell’esame CE del tipo.
   8.     Ogni organismo notificato informa le proprie autorità notificanti dei certificati
          d’esame CE del tipo e/o dei supplementi da esso rilasciati o ritirati e periodicamente,
          o a richiesta, rende disponibile alle autorità notificanti l’elenco dei certificati e/o dei
          supplementi respinti, sospesi o altrimenti sottoposti a restrizioni.
          Ogni organismo notificato informa gli altri organismi notificati dei certificati
          d’esame CE del tipo e/o dei supplementi da esso respinti, ritirati, sospesi o altrimenti
          sottoposti a restrizioni, e, su richiesta, dei certificati e/o dei supplementi da esso
          rilasciati.
          La Commissione, gli Stati membri e gli altri organismi notificati possono ottenere, su
          richiesta, copia dei certificati d’esame CE del tipo e/o dei relativi supplementi. La
          Commissione e gli Stati membri possono ottenere, su richiesta, copia della
          documentazione tecnica e dei risultati degli esami effettuati dall’organismo
          notificato. L’organismo notificato conserva una copia del certificato dell’esame CE
          del tipo, degli allegati e dei supplementi, nonché l’archivio tecnico contenente la
          documentazione presentata dal fabbricante, fino alla scadenza della validità del
          certificato.
   9.     Il fabbricante tiene a disposizione delle autorità nazionali una copia del certificato
          dell’esame CE del tipo, degli allegati e dei supplementi insieme alla documentazione
          tecnica per dieci anni dall’ultima data di fabbricazione del prodotto.
   10.    Il rappresentante autorizzato del fabbricante può presentare la richiesta di cui al
          punto 3 ed espletare gli obblighi di cui ai punti 7 e 9, purché siano specificati nel
          mandato.
   II. MODULO D: CONFORMITÀ          AL TIPO BASATA SULLA GARANZIA DELLA QUALITÀ DEL
   PROCESSO DI PRODUZIONE
   1.     La dichiarazione di conformità basata sulla garanzia della qualità nel processo di
          produzione è la parte di una procedura di valutazione della conformità con cui il
IT                                               42                                                   IT
 ---pagebreak---             fabbricante ottempera agli obblighi di cui ai punti 2 e 5 e garantisce e dichiara, sotto
            la propria esclusiva responsabilità, che l’equipaggiamento marittimo interessato è
            conforme al tipo descritto nel certificato d’esame CE del tipo e rispondente ai
            requisiti degli strumenti internazionali applicabili.
   2.       Produzione
            Il fabbricante adotta un sistema riconosciuto di qualità per la produzione, l’ispezione
            del prodotto finale e la prova dei prodotti interessati, come specificato al punto 3, ed
            è soggetto alla sorveglianza di cui al punto 4.
   3.       Sistema di qualità
   3.1.     Il fabbricante presenta una domanda di valutazione del suo sistema di qualità
            all’organismo notificato di sua scelta per l’equipaggiamento marittimo in questione.
            La domanda contiene:
      – una copia certificata del brevetto, licenza o documento in virtù dei quali il richiedente
        rivendica il diritto di produrre, utilizzare, vendere o mettere in vendita equipaggiamento
        marittimo o utilizzare il proprio marchio commerciale che, in deroga al punto 16
        dell’allegato III, l’organismo notificato tiene a disposizione dei tribunali competenti;
      – il nome e l’indirizzo del fabbricante e, qualora la domanda sia presentata dal suo
        rappresentante autorizzato, anche il nome e l’indirizzo di quest’ultimo;
      – una dichiarazione scritta in cui si precisi che la stessa domanda non è stata presentata a
        nessun altro organismo notificato;
      – tutte le informazioni utili sulla categoria di equipaggiamento marittimo prevista;
      – la documentazione relativa al sistema qualità;
      – la documentazione tecnica relativa al tipo omologato e una copia del certificato d’esame
        CE del tipo.
   3.2.     Il sistema qualità deve garantire la conformità dei prodotti al tipo descritto dal
            certificato d’esame CE del tipo e ai requisiti degli strumenti internazionali a essi
            applicabili.
            Tutti i criteri, i requisiti e le disposizioni adottati dal fabbricante devono essere
            documentati in modo sistematico e ordinato sotto forma di misure, procedure e
            istruzioni scritte. Tale documentazione deve consentire una comprensione chiara e
            univoca dei programmi, dei piani, dei manuali e dei registri riguardanti la qualità.
            Detta documentazione include in particolare un’adeguata descrizione:
      – degli obiettivi di qualità, della struttura organizzativa, delle responsabilità e dei poteri di
        gestione per quanto concerne la qualità del prodotto;
      – delle tecniche, dei processi e degli interventi sistematici di fabbricazione, di controllo e
        di garanzia della qualità che si intende applicare;
IT                                                  43                                                  IT
 ---pagebreak---       – degli esami e delle prove che verranno effettuati prima, durante e dopo la fabbricazione,
        con indicazione della loro frequenza;
      – documenti sulla qualità, come relazioni ispettive e dati di prova e di taratura, memorie
        sulla qualificazione del personale interessato, ecc.; e
      – dei mezzi per il controllo del livello di qualità richiesto da parte del prodotto e del
        funzionamento efficace del sistema qualità.
   3.3.     L’organismo notificato valuta il sistema di qualità per determinare se esso soddisfi i
            requisiti di cui al punto 3.2.
            Oltre all’esperienza con i sistemi di gestione della qualità, almeno un membro del
            gruppo di audit deve avere esperienza nella valutazione del settore e della tecnologia
            dell’equipaggiamento marittimo in questione e conoscere i requisiti applicabili degli
            strumenti internazionali. L’audit comprende una visita di valutazione agli impianti
            del fabbricante. Il gruppo di audit esamina la documentazione tecnica di cui al
            punto 3.1, verifica la capacità del fabbricante di individuare i requisiti applicabili
            degli strumenti internazionali ed effettua esami atti a garantire la conformità del
            prodotto a tali requisiti.
            La decisione va notificata al fabbricante. La notifica contiene le conclusioni
            dell’audit e la motivazione circostanziata della decisione.
   3.4.     Il fabbricante si impegna a soddisfare gli obblighi derivanti dal sistema qualità
            approvato e a fare in modo che esso rimanga adeguato ed efficace.
   3.5.     Il fabbricante tiene informato l’organismo notificato che ha approvato il sistema
            qualità di qualsiasi modifica prevista al sistema qualità.
            L’organismo notificato valuta le modifiche proposte e decide se il sistema qualità
            modificato possa continuare a soddisfare i requisiti di cui al punto 3.2 o se sia
            necessaria una nuova valutazione.
            L’organismo notificato comunica la sua decisione al fabbricante. La notifica contiene
            le conclusioni dell’esame e la motivazione circostanziata della decisione.
   4.       Sorveglianza sotto la responsabilità dell’organismo notificato
   4.1.     La sorveglianza è intesa a garantire che il fabbricante soddisfi correttamente tutti gli
            obblighi derivanti dal sistema qualità approvato.
   4.2.     Il fabbricante consente all’organismo notificato di accedere a fini di valutazione nei
            locali di fabbricazione, ispezione, prova e deposito fornendo tutte le necessarie
            informazioni, in particolare:
      – la documentazione relativa al sistema di qualità;
      – documentazione in materia di qualità, quali relazioni sulle ispezioni e dati relativi alle
        prove, alle tarature, relazioni sulle qualifiche del personale interessato, ecc.
IT                                                  44                                               IT
 ---pagebreak---    4.3.     L’organismo notificato svolge periodicamente verifiche ispettive per assicurarsi che
            il fabbricante mantenga e applichi il sistema qualità e trasmette al fabbricante un
            rapporto sulle verifiche ispettive effettuate.
   4.4.     L’organismo notificato può inoltre effettuare sopralluoghi senza preavviso presso il
            fabbricante. In tali occasioni, l’organismo notificato può effettuare, o far effettuare,
            prove sul prodotto per verificare il corretto funzionamento del sistema qualità.
            L’organismo notificato trasmette al fabbricante un rapporto sulla visita e, se sono
            state effettuate prove, una relazione sulle medesime.
   5.       Marcatura e dichiarazione di conformità
   5.1.     A ogni singolo prodotto conforme al tipo descritto nel certificato dell’esame CE del
            tipo e rispondente ai requisiti degli strumenti internazionali ad esso applicabili, il
            fabbricante appone il marchio di conformità di cui all’articolo 9 e, sotto la
            responsabilità dell’organismo notificato di cui al punto 3.1, il numero
            d’identificazione di quest’ultimo.
   5.2.     Il fabbricante compila una dichiarazione di conformità per ciascun modello di
            prodotto e la tiene a disposizione delle autorità nazionali per un periodo di dieci anni
            dall’ultima data di fabbricazione del prodotto. La dichiarazione in questione
            identifica l’equipaggiamento marittimo per cui è stata redatta.
            Una copia di tale dichiarazione è messa a disposizione delle autorità competenti su
            richiesta.
   6.       Il fabbricante, per almeno dieci anni dall’ultima data di fabbricazione del prodotto,
            tiene a disposizione delle autorità nazionali:
      – la documentazione di cui al punto 3.1;
      – le modifiche di cui al punto 3.5 e la relativa approvazione;
      – le decisioni e le relazioni trasmesse dall’organismo notificato di cui ai punti 3.5, 4.3
        e 4.4.
   7.       Ciascun organismo notificato informa le proprie autorità di notifica circa le
            approvazioni dei sistemi di qualità rilasciate o ritirate, e, periodicamente o su
            richiesta, mette a disposizione di tali autorità l’elenco delle approvazioni dei sistemi
            di qualità da esso rifiutate, sospese o altrimenti limitate.
            Ogni organismo notificato comunica agli altri organismi notificati le approvazioni
            dei sistemi di qualità da esso rifiutate, sospese, ritirate o altrimenti limitate e, su
            richiesta, le approvazioni dei sistemi di qualità rilasciate.
   8.       Rappresentante autorizzato
            Gli obblighi spettanti al fabbricante di cui ai punti 3.1, 3.5, 5 e 6 possono essere
            adempiuti dal suo rappresentante autorizzato, a nome del fabbricante e sotto la sua
            responsabilità, purché siano specificati nel mandato.
IT                                                  45                                               IT
 ---pagebreak---    III. MODULO E: CONFORMITÀ             AL TIPO BASATA SULLA GARANZIA DI QUALITÀ DEL
   PRODOTTO
   1.       La conformità al tipo fondata sulla garanzia della qualità del prodotto è la parte di
            una procedura di valutazione della conformità con cui il fabbricante ottempera agli
            obblighi di cui ai punti 2 e 5 e garantisce e dichiara, sotto la sua esclusiva
            responsabilità, che l’equipaggiamento marittimo è conforme al tipo descritto nel
            certificato d’esame CE del tipo e rispondono ai requisiti degli strumenti
            internazionali ad esso applicabili.
   2.       Produzione
            Il fabbricante adotta un sistema riconosciuto di qualità per l’ispezione del prodotto
            finale e la prova dei prodotti interessati, come specificato al punto 3, ed è soggetto
            alla sorveglianza di cui al punto 4.
   3.       Sistema di qualità
   3.1.     Il fabbricante presenta una domanda di valutazione del suo sistema di qualità
            all’organismo notificato di sua scelta per l’equipaggiamento marittimo in questione.
            La domanda contiene:
      – una copia certificata del brevetto, licenza o documento in virtù dei quali il richiedente
        rivendica il diritto di produrre, utilizzare, vendere o mettere in vendita equipaggiamento
        marittimo o utilizzare il proprio marchio commerciale che, in deroga al punto 16
        dell’allegato III, l’organismo notificato tiene a disposizione dei tribunali competenti;
      – il nome e l’indirizzo del fabbricante e, qualora la domanda sia presentata dal suo
        rappresentante autorizzato, anche il nome e l’indirizzo di quest’ultimo;
      – una dichiarazione scritta in cui si precisi che la stessa domanda non è stata presentata a
        nessun altro organismo notificato;
      – tutte le informazioni utili sulla categoria di equipaggiamento marittimo prevista;
      – la documentazione relativa al sistema qualità, e
      – la documentazione tecnica relativa al tipo omologato e una copia del certificato d’esame
        CE del tipo.
   3.2.     Il sistema qualità deve garantire la conformità dei prodotti al tipo descritto dal
            certificato d’esame CE del tipo e ai requisiti degli strumenti legislativi a essi
            applicabili.
            Tutti i criteri, i requisiti e le disposizioni adottati dal fabbricante devono essere
            documentati in modo sistematico e ordinato sotto forma di misure, procedure e
            istruzioni scritte. Tale documentazione deve consentire una comprensione chiara e
            univoca dei programmi, dei piani, dei manuali e dei registri riguardanti la qualità.
            Detta documentazione include in particolare un’adeguata descrizione:
IT                                                  46                                             IT
 ---pagebreak---       – degli obiettivi di qualità e della struttura organizzativa, delle responsabilità e dei poteri
        del personale direttivo in materia di qualità dei prodotti;
      – degli esami e delle prove che saranno effettuati dopo la fabbricazione;
      – documentazione in materia di qualità, quali relazioni sulle ispezioni e dati relativi alle
        prove, alle tarature, relazioni sulle qualifiche del personale interessato, ecc.;
      – dei mezzi di controllo del funzionamento efficace del sistema di qualità.
   3.3.     L’organismo notificato valuta il sistema di qualità per determinare se esso soddisfi i
            requisiti di cui al punto 3.2.
            Oltre all’esperienza con i sistemi di gestione della qualità, almeno un membro del
            gruppo incaricato del controllo deve avere esperienza nella valutazione del settore e
            della tecnologia dell’equipaggiamento marittimo in questione e conoscere i requisiti
            applicabili degli strumenti internazionali. L’audit comprende una visita valutativa
            agli impianti del fabbricante. Il gruppo di valutazione esamina la documentazione
            tecnica di cui al punto 3.1, quinto trattino, al fine di verificare la capacità del
            fabbricante di individuare i requisiti applicabili degli strumenti internazionali e di
            effettuare esami atti a garantire la conformità del prodotto a tali norme.
            La decisione va notificata al fabbricante. La notifica contiene le conclusioni
            dell’audit e la motivazione circostanziata della decisione.
   3.4.     Il fabbricante si impegna a soddisfare gli obblighi derivanti dal sistema qualità
            approvato e a fare in modo che esso rimanga adeguato ed efficace.
   3.5.     Il fabbricante tiene informato l’organismo notificato che ha approvato il sistema
            qualità di qualsiasi modifica prevista al sistema qualità.
            L’organismo notificato valuta le modifiche proposte e decide se il sistema qualità
            modificato possa continuare a soddisfare i requisiti di cui al punto 3.2 o se sia
            necessaria una nuova valutazione.
            L’organismo notificato comunica la sua decisione al fabbricante. La notifica contiene
            le conclusioni dell’esame e la motivazione circostanziata della decisione.
   4.       Sorveglianza sotto la responsabilità dell’organismo notificato
   4.1.     La sorveglianza è intesa a garantire che il fabbricante soddisfi correttamente tutti gli
            obblighi derivanti dal sistema qualità approvato.
   4.2.     Il fabbricante consente all’organismo notificato di accedere a fini di valutazione nei
            locali di fabbricazione, ispezione, prova e deposito fornendo tutte le necessarie
            informazioni, in particolare:
      – la documentazione relativa al sistema di qualità;
      – la documentazione in materia di qualità, quali relazioni sulle ispezioni e dati relativi alle
        prove, alle tarature, relazioni sulle qualifiche del personale interessato, ecc.
IT                                                  47                                                IT
 ---pagebreak---    4.3.     L’organismo notificato svolge periodicamente verifiche ispettive per assicurarsi che
            il fabbricante mantenga e applichi il sistema qualità e trasmette al fabbricante un
            rapporto sulle verifiche ispettive effettuate.
   4.4.     L’organismo notificato può inoltre effettuare sopralluoghi senza preavviso presso il
            fabbricante. In tali occasioni, l’organismo notificato può effettuare, o far effettuare,
            prove sul prodotto per verificare il corretto funzionamento del sistema qualità.
            L’organismo notificato trasmette al fabbricante un rapporto sulla visita e, se sono
            state effettuate prove, una relazione sulle medesime.
   5.       Marcatura e dichiarazione di conformità
   5.1.     A ogni singolo prodotto conforme al tipo descritto nel certificato dell’esame CE del
            tipo e rispondente ai requisiti degli strumenti internazionali ad esso applicabili, il
            fabbricante appone il marchio di conformità di cui all’articolo 9 e, sotto la
            responsabilità dell’organismo notificato di cui al punto 3.1, il numero
            d’identificazione di quest’ultimo.
   5.2.     Il fabbricante compila una dichiarazione di conformità per ciascun modello di
            prodotto e la tiene a disposizione delle autorità nazionali per un periodo di dieci anni
            dall’ultima data di fabbricazione del prodotto. La dichiarazione in questione
            identifica l’equipaggiamento marittimo per cui è stata redatta.
            Una copia di tale dichiarazione è messa a disposizione delle autorità competenti su
            richiesta.
   6.       Il fabbricante, per almeno dieci anni dall’ultima data di fabbricazione del prodotto,
            tiene a disposizione delle autorità nazionali:
      – la documentazione di cui al punto 3.1;
      – la modifica di cui al punto 3.5 e la relativa approvazione;
      – le decisioni e le relazioni trasmesse dall’organismo notificato di cui ai punti 3.5, 4.3
        e 4.4.
   7.       Ciascun organismo notificato informa le proprie autorità di notifica circa le
            approvazioni dei sistemi qualità rilasciate o ritirate, e, periodicamente o su richiesta,
            mette a disposizione di tali autorità l’elenco delle approvazioni dei sistemi qualità da
            esso rifiutate, sospese o altrimenti limitate.
            Ogni organismo notificato comunica agli altri organismi notificati le approvazioni
            dei sistemi qualità da esso rifiutate, sospese o ritirate e, su richiesta, le approvazioni
            dei sistema qualità da esso rilasciate.
   8.       Rappresentante autorizzato
            Gli obblighi spettanti al fabbricante di cui ai punti 3.1, 3.5, 5 e 6 possono essere
            adempiuti dal suo rappresentante autorizzato, a nome del fabbricante e sotto la sua
            responsabilità, purché siano specificati nel mandato.
IT                                                  48                                                 IT
 ---pagebreak---    IV. MODULO F: CONFORMITÀ AL TIPO BASATA SULLA VERIFICA DEL PRODOTTO
   1.     La conformità al tipo basata sulla verifica del prodotto è la parte di una procedura di
          valutazione della conformità con cui il fabbricante ottempera agli obblighi di cui ai
          punti 2, 5.1 e 6 e garantisce e dichiara, sotto la sua esclusiva responsabilità, che i
          prodotti interessati, al quale sono state applicate le disposizioni di cui al punto 3,
          sono conformi al tipo descritto nel certificato d’esame CE del tipo e rispondono ai
          requisiti degli strumenti internazionali ad essi applicabili.
   2.     Produzione
          Il fabbricante prende i provvedimenti necessari affinché il processo di fabbricazione
          e il suo controllo garantiscano la conformità dei prodotti al tipo omologato descritto
          nel certificato dell’esame CE del tipo e ai requisiti degli strumenti internazionali ad
          essi applicabili.
   3.     Verifica
          L’organismo notificato prescelto dal fabbricante effettua esami e prove atti a
          controllare la conformità dei prodotti con il tipo omologato, descritto nel certificato
          d’esame CE del tipo e nei requisiti applicabili degli strumenti internazionali.
          Il fabbricante trasmette all’organismo notificato una copia certificata del brevetto,
          licenza o documento in virtù dei quali il richiedente rivendica il diritto di produrre,
          utilizzare, vendere o mettere in vendita equipaggiamento marittimo o utilizzare il
          proprio marchio commerciale che, in deroga al punto 16 dell’allegato III,
          l’organismo notificato tiene a disposizione dei tribunali competenti.
          Gli esami e le prove di controllo della conformità dei prodotti alle norme pertinenti
          sono effettuati, a scelta del fabbricante, o esaminando e provando ogni prodotto
          come precisato al punto 4, o esaminando e provando i prodotti su base statistica
          come precisato al punto 5.
   4.     Verifica della conformità mediante l’esame e la prova di ogni prodotto
   4.1    Tutti i prodotti sono esaminati singolarmente e sottoposti a prova in conformità alla
          presente direttiva per verificare la loro conformità al tipo omologato descritto nel
          certificato d’esame CE del tipo e ai pertinenti requisiti degli strumenti internazionali.
   4.2.   L’organismo notificato rilascia un certificato di conformità relativo agli esami e alle
          prove effettuate e appone, o fa apporre sotto la sua responsabilità, a ogni prodotto
          omologato il proprio numero di identificazione.
          Il fabbricante tiene a disposizione delle autorità nazionali i certificati di conformità a
          fini d’ispezione per dieci anni dalla data in cui è stato fabbricato l’ultimo prodotto.
   5.     Verifica statistica della conformità
   5.1.   Il fabbricante adotta i provvedimenti necessari affinché il processo di fabbricazione e
          il suo controllo garantiscano l’omogeneità di ciascun lotto prodotto e presenta alla
          verifica i propri prodotti in forma di lotti omogenei.
IT                                                49                                                 IT
 ---pagebreak---    5.2.  Da ciascun lotto è prelevato un campione a caso. Tutti i prodotti di un campione sono
         esaminati singolarmente e sottoposti a prova in conformità alla presente direttiva per
         garantirne la conformità ai requisiti applicabili degli strumenti internazionali e
         determinare se un lotto sia accettato o respinto.
   5.3.  Se un lotto è accettato, sono considerati approvati tutti i prodotti che lo compongono,
         esclusi i prodotti del campione risultati non conformi.
         L’organismo notificato rilascia un certificato di conformità riguardo agli esami e alle
         prove effettuati e appone, o fa apporre sotto la sua responsabilità, il proprio numero
         di identificazione su ogni prodotto approvato.
         Il fabbricante tiene a disposizione delle autorità nazionali i certificati di conformità
         per dieci anni dalla data in cui è stato fabbricato l’ultimo prodotto.
   5.4.  Se un lotto è respinto, l’organismo notificato o l’autorità competente adotta le misure
         del caso per impedire l’immissione sul mercato di tale lotto. Se i lotti sono respinti di
         frequente l’organismo notificato può sospendere la verifica statistica e adottare
         opportuni provvedimenti.
   6.    Marcatura e dichiarazione di conformità
   6.1.  A ogni singolo prodotto conforme al tipo omologato descritto nel certificato
         dell’esame CE del tipo e rispondente ai requisiti degli strumenti internazionali ad
         esso applicabili, il fabbricante appone il marchio di conformità di cui all’articolo 9 e,
         sotto la responsabilità dell’organismo notificato di cui al punto 3, il numero
         d’identificazione di quest’ultimo.
   6.2.  Il fabbricante compila una dichiarazione scritta di conformità per ciascun modello
         del prodotto e la tiene a disposizione delle autorità nazionali per dieci anni
         dall’ultima data di fabbricazione del prodotto. La dichiarazione in questione
         identifica l’equipaggiamento marittimo per cui è stata redatta.
         Una copia di tale dichiarazione è messa a disposizione delle autorità competenti su
         richiesta.
   7.    Previo accordo dell’organismo notificato, e sotto la sua responsabilità, il fabbricante
         può apporre ai prodotti il numero d’identificazione di tale organismo nel corso del
         processo di fabbricazione.
   8.    Rappresentante autorizzato
         Gli obblighi spettanti al fabbricante possono essere adempiuti dal suo mandatario, a
         nome del fabbricante e sotto la sua responsabilità, purché siano specificati nel
         mandato. Un rappresentante autorizzato non può assolvere gli obblighi spettanti al
         fabbricante di cui ai punti 2 e 5.1.
   V. MODULO G: CONFORMITÀ BASATA SULLA VERIFICA DELL’UNITÀ
   1.    La conformità basata sulla verifica dell’unità è la procedura di valutazione della
         conformità con cui il fabbricante che ottempera agli obblighi stabiliti ai punti 2, 3
         e 5, si accerta e dichiara, sotto la sua esclusiva responsabilità, che il prodotto
IT                                               50                                                IT
 ---pagebreak---              interessato, al quale sono state applicate le disposizioni di cui al punto 4, è conforme
             ai requisiti degli strumenti internazionali ad esso applicabili.
   2.        Documentazione tecnica
             Il fabbricante deve compilare la documentazione tecnica e metterla a disposizione
             dell’organismo notificato di cui al punto 4. La documentazione deve permettere di
             valutare la conformità del prodotto ai requisiti pertinenti e deve comprendere
             un’adeguata analisi e valutazione di rischi. La documentazione tecnica precisa i
             requisiti applicabili e includere, se necessario ai fini della valutazione, il progetto, la
             fabbricazione e il funzionamento del prodotto. La documentazione tecnica, ove
             applicabile, contiene almeno i seguenti elementi:
      – una copia certificata del brevetto, licenza o documento in virtù dei quali il richiedente
        rivendica il diritto di produrre, utilizzare, vendere o mettere in vendita equipaggiamento
        marittimo o utilizzare il proprio marchio commerciale che, in deroga al punto 16
        dell’allegato III, l’organismo notificato tiene a disposizione dei tribunali competenti;
      – una descrizione generale del prodotto;
      – i disegni relativi alla progettazione di massima e alla fabbricazione e gli schemi dei
        componenti, dei sottoinsiemi, dei circuiti, ecc.;
      – le descrizioni e le spiegazioni necessarie alla comprensione di tali disegni e schemi e del
        funzionamento del prodotto;
      – un elenco dei requisiti e delle norme di prova applicabili all’equipaggiamento marittimo
        interessato conformemente alla presente direttiva oltre a una descrizione delle soluzioni
        adottate per conformarsi a detti requisiti;
      – i risultati dei calcoli di progetto, degli esami effettuati; nonché
      – i verbali delle prove.
             Il fabbricante tiene la documentazione tecnica a disposizione delle pertinenti autorità
             nazionali per un periodo di dieci anni dall’ultima data di fabbricazione del prodotto.
   3.        Produzione
             Il fabbricante prende tutte le misure necessarie affinché il processo di produzione e il
             relativo controllo assicurino la conformità del prodotto fabbricato ai requisiti
             applicabili degli strumenti internazionali.
   4.        Verifica
             Un organismo notificato scelto dal fabbricante effettua esami e prove, in conformità
             alla presente direttiva, per verificare la conformità del prodotto ai requisiti applicabili
             degli strumenti internazionali.
             L’organismo notificato rilascia un certificato di conformità relativo agli esami e alle
             prove effettuati e appone, o fa apporre sotto la propria responsabilità, il proprio
             numero di identificazione sul prodotto approvato.
IT                                                   51                                                  IT
 ---pagebreak---         Il fabbricante tiene a disposizione delle autorità nazionali i certificati di conformità
        per dieci anni dalla data in cui è stato fabbricato l’ultimo prodotto.
   5.   Marcatura e dichiarazione di conformità
   5.1. Il fabbricante appone su ciascun prodotto che risulti conforme ai requisiti applicabili
        degli strumenti internazionali la necessaria marcatura di conformità di cui
        all’articolo 9 e, sotto la responsabilità dell’organismo notificato di cui al punto 4, il
        numero d’identificazione di quest’ultimo.
   5.2. Il fabbricante compila una dichiarazione di conformità e la tiene a disposizione delle
        autorità nazionali per un periodo di dieci anni dall’ultima data di fabbricazione del
        prodotto. La dichiarazione di conformità identifica il prodotto per il quale è stata
        redatta.
        Una copia di tale dichiarazione è messa a disposizione delle autorità competenti su
        richiesta.
   6.   Rappresentante autorizzato
        Gli obblighi spettanti al fabbricante di cui ai punti 2 e 5 possono essere adempiuti dal
        suo rappresentante autorizzato, per conto del fabbricante e sotto la sua responsabilità,
        purché siano specificati nel mandato.
IT                                              52                                                IT
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO III
                Requisiti cui devono conformarsi gli organismi notificati
   1. Ai fini della notifica, l’organismo di valutazione della conformità rispetta le
      prescrizioni di cui ai punti da 2 a 11.
   2. L’organismo di valutazione della conformità è stabilito a norma della legge nazionale
      e ha personalità giuridica.
   3. L’organismo di valutazione della conformità è un organismo terzo indipendente
      dall’organizzazione o dall’equipaggiamento marittimo che valuta.
   4. Un organismo appartenente a un’associazione d’imprese o a una federazione
      professionale che rappresenta imprese coinvolte nella progettazione, nella
      fabbricazione, nella fornitura, nell’assemblaggio, nell’utilizzo o nella manutenzione
      dell’equipaggiamento marittimo che esso valuta può essere ritenuto un organismo del
      genere a condizione che siano dimostrate la sua indipendenza e l’assenza di qualsiasi
      conflitto di interesse.
   5. L’organismo di valutazione della conformità, i suoi alti dirigenti e il personale
      addetto alla valutazione della conformità non sono né il progettista, né il fabbricante,
      né il fornitore, né l’installatore, né l’acquirente, né il proprietario, né l’utilizzatore, né
      il responsabile della manutenzione dell’equipaggiamento marittimo sottoposto alla
      sua valutazione, né il rappresentante autorizzato di uno di questi soggetti. Ciò non
      preclude l’uso di prodotti valutati che sono necessari per il funzionamento
      dell’organismo di valutazione della conformità né l’uso di tali prodotti a scopi
      personali.
   6. L’organismo di valutazione della conformità, i suoi alti dirigenti e il personale
      addetto alla valutazione della conformità non intervengono direttamente nella
      progettazione, fabbricazione o costruzione, nell’immissione sul mercato,
      nell’installazione, nell’utilizzo o nella manutenzione di tale equipaggiamento
      marittimo, né rappresentano i soggetti impegnati in tali attività. Essi non possono
      esercitare alcuna attività che possa pregiudicare la propria indipendenza di giudizio o
      integrità in relazione alle attività di valutazione della conformità per la quale sono
      notificati. Ciò vale in particolare per i servizi di consulenza.
   7. Gli organismi di valutazione della conformità garantiscono che le attività delle loro
      affiliate o dei loro subappaltatori non si ripercuotano sulla riservatezza,
      sull’obiettività o sull’imparzialità delle loro attività di valutazione della conformità.
   8. Gli organismi di valutazione della conformità e il loro personale eseguono le
      operazioni di valutazione della conformità con il massimo dell’integrità professionale
      e competenza tecnica e sono liberi da qualsivoglia pressione e incentivo, soprattutto
      di ordine finanziario, che possa influenzare il loro giudizio o i risultati delle loro
      attività di valutazione, in particolare da persone o gruppi di persone interessati ai
      risultati di tali attività.
   9. L’organismo di valutazione della conformità è in grado di eseguire tutti i compiti di
      valutazione della conformità assegnatigli a norma della presente direttiva e per cui è
IT                                              53                                                   IT
 ---pagebreak---        stato notificato, indipendentemente dal fatto che siano eseguiti dall’organismo stesso
       o per suo conto e sotto la sua responsabilità.
   10. In ogni momento, per ogni procedura di valutazione della conformità e per ogni tipo
       o categoria di equipaggiamento marittimo in relazione ai quali è stato notificato,
       l’organismo di valutazione della conformità ha a sua disposizione:
       (a)   personale con conoscenze tecniche ed esperienza sufficiente e appropriata per
             eseguire i compiti di valutazione della conformità;
       (b)   descrizioni delle procedure in base alle quali si svolge la valutazione della
             conformità, garantendo la trasparenza e la capacità di riproduzione di tali
             procedure. Predispone una politica e procedure appropriate che distinguano i
             compiti che svolge in qualità di organismo notificato dalle altre attività;
       (c)   le procedure per svolgere le attività che tengono debitamente conto delle
             dimensioni di un’impresa, del settore in cui opera, della sua struttura, del grado
             di complessità della tecnologia dell’equipaggiamento marittimo in questione e
             della natura di massa o seriale del processo produttivo.
   11. L’organismo di valutazione della conformità dispone dei mezzi necessari per
       eseguire i compiti tecnici e amministrativi connessi alle attività di valutazione della
       conformità in modo appropriato e ha accesso a tutti gli strumenti o impianti
       occorrenti.
   12. Il personale responsabile dell’esecuzione delle attività di valutazione della
       conformità possiede:
       (a)   una buona formazione tecnica e professionale che copra tutte le attività di
             valutazione della conformità in relazione alle quali è stato notificato
             l’organismo di valutazione della conformità;
       (b)   soddisfacenti conoscenze delle prescrizioni relative alle valutazioni che esegue
             e un’adeguata autorità per eseguire tali valutazioni;
       (c)   una conoscenza e una comprensione adeguate dei requisiti, delle norme
             armonizzate applicabili e delle disposizioni pertinenti della normativa unionale
             di armonizzazione, nonché dei suoi regolamenti di attuazione;
       (d)   la capacità di elaborare certificati, registri e verbali atti a dimostrare che le
             valutazioni sono state eseguite.
   13. È garantita l’imparzialità degli organismi di valutazione della conformità, dei loro
       dirigenti e del personale addetto alle valutazioni.
   14. La remunerazione degli alti dirigenti e del personale addetto alle valutazioni di un
       organismo di valutazione della conformità non dipende dal numero di valutazioni
       eseguite o dai risultati di tali valutazioni.
   15. Gli organismi di valutazione della conformità sottoscrivono un contratto di
       assicurazione per la responsabilità civile, sempreché tale responsabilità non sia
IT                                              54                                              IT
 ---pagebreak---        assunta dallo Stato ai sensi del diritto nazionale o lo Stato membro stesso non sia
       direttamente responsabile della valutazione della conformità.
   16. Il personale di un organismo di valutazione della conformità è tenuto al segreto
       professionale per tutto ciò di cui viene a conoscenza nell’esercizio delle sue funzioni
       a norma della presente direttiva o di qualsiasi disposizione esecutiva di diritto
       interno, tranne nei confronti delle autorità competenti dello Stato in cui esercita le
       sue attività. I diritti di proprietà vanno tutelati.
   17. Gli organismi di valutazione della conformità partecipano alle attività di
       normalizzazione pertinenti e alle attività del gruppo di coordinamento degli
       organismi notificati, istituito a norma della relativa normativa unionale, o
       garantiscono che il loro personale addetto alle valutazioni ne sia informato, e
       applicano come guida generale le decisioni ed i documenti amministrativi prodotti da
       tale gruppo.
   18. Gli organismi di valutazione della conformità sono conformi ai requisiti della norma
       EN4011 (ISO guide 65).
   19. Gli organismi di valutazione della conformità si assicurano che i laboratori di prova
       utilizzati ai fini della valutazione della conformità siano conformi ai requisiti della
       norma EN17025.
IT                                              55                                             IT
 ---pagebreak---                                          ALLEGATO IV
                                      Procedura di notifica
   1.   Domanda di notifica
   1.1. L’organismo di valutazione della conformità presenta una domanda di notifica
        all’autorità di notifica dello Stato membro in cui è stabilito.
   1.2. La domanda va corredata di una descrizione delle attività di valutazione della
        conformità, dei moduli di valutazione della conformità e dell’indicazione delle
        categorie di equipaggiamento marittimo per le quali tale organismo dichiara di essere
        competente, nonché dell’eventuale certificato di accreditamento rilasciato da un
        organismo nazionale di accreditamento attestante che l’organismo di valutazione
        della conformità soddisfa i requisiti di cui all’allegato III della presente direttiva.
   1.3. Qualora l’organismo di valutazione della conformità non possa fornire un certificato
        di accreditamento, esso fornisce all’autorità di notifica tutte le prove documentali
        necessarie per la verifica, il riconoscimento e il monitoraggio periodico della sua
        conformità entro i requisiti di cui all’allegato III.
   2.   Procedura di notifica
   2.1. Le autorità notificanti possono notificare solo gli organismi di valutazione della
        conformità che siano conformi alle prescrizioni di cui all’allegato III.
   2.2. Le autorità di notifica notificano tali organismi alla Commissione e agli altri Stati
        membri utilizzando lo strumento elettronico di notifica sviluppato e gestito dalla
        Commissione.
   2.3. La notifica include tutti i dettagli delle attività di valutazione della conformità, il
        modulo o i moduli di valutazione della conformità, l’equipaggiamento marittimo
        interessato e la relativa attestazione di competenza.
   2.4. Se una notifica non si basa su un certificato di accreditamento ai sensi del punto 1,
        l’autorità di notifica fornisce alla Commissione e agli altri Stati membri prove
        documentali attestanti la competenza dell’organismo di valutazione della conformità
        nonché quanto predisposto affinché tale organismo sia controllato periodicamente e
        continui a soddisfare i requisiti di cui all’allegato III della presente direttiva.
   2.5. L’organismo interessato può eseguire le attività di un organismo notificato solo se
        non vengono sollevate obiezioni da parte della Commissione o degli altri Stati
        membri entro due settimane dalla notifica nei casi in cui sia stato presentato un
        certificato di accreditamento, oppure entro i due mesi successivi a una notifica nei
        casi in cui non è stato presentato un certificato di accreditamento.
   2.6. Ai fini della presente direttiva solo un tale organismo è considerato un organismo
        notificato.
   2.7. Alla Commissione e agli altri Stati membri sono comunicate eventuali modifiche di
        rilievo riguardanti la notifica.
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 ---pagebreak---    3.   Numeri di identificazione ed elenchi degli organismi notificati
   3.1. La Commissione assegna un numero di identificazione all’organismo notificato.
   3.2. Essa assegna un numero unico anche se l’organismo notificato riconosciuto è
        notificato nell’ambito di diversi atti dell’Unione europea.
   3.3. La Commissione mette a disposizione del pubblico l’elenco degli organismi
        notificati a norma della presente direttiva, inclusi i numeri di identificazione loro
        assegnati e le attività per le quali sono stati notificati.
   3.4. La Commissione garantisce l’aggiornamento di tale elenco.
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 ---pagebreak---                                        ALLEGATO V
                Requisiti cui devono conformarsi le autorità di notifica
   1. L’autorità di notifica è stabilita in modo che non sorgano conflitti d’interesse con gli
      organismi di valutazione della conformità.
   2. L’autorità di notifica è organizzata e gestita in modo che sia salvaguardata
      l’obiettività e l’imparzialità delle sue attività.
   3. L’autorità di notifica è organizzata in modo che ogni decisione relativa alla notifica
      di un organismo di valutazione della conformità sia presa da persone competenti,
      diverse da quelle che hanno eseguito la valutazione.
   4. L’autorità di notifica non offre e non fornisce servizi eseguite dagli organismi di
      valutazione della conformità o servizi di consulenza su base commerciale o
      concorrenziale.
   5. L’autorità di notifica salvaguarda la riservatezza delle informazioni ottenute.
   6. L’autorità di notifica ha a sua disposizione un numero di dipendenti competenti
      sufficiente per l’adeguata esecuzione dei suoi compiti.
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