CELEX: 52013PC0794
Language: it
Date: 2013-11-19
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (CE) n. 861/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 luglio 2007, che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità e del regolamento (CE) n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, che istituisce un procedimento europeo d’ingiunzione di pagamento

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		52013PC0794
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (CE) n. 861/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 luglio 2007, che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità e del regolamento (CE) n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, che istituisce un procedimento europeo d’ingiunzione di pagamento /* COM/2013/0794 final - 2013/0403 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
1.1.        Contesto generale della
proposta
Il regolamento (CE) n. 861/2007 che
istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità è
stato adottato l’11 luglio 2007 al fine di migliorare l’accesso alla giustizia,
semplificando e accelerando i procedimenti nelle controversie transfrontaliere
di modesta entità e riducendone le spese[1],
e agevolare l’esecuzione delle sentenze eliminando la necessità di procedimenti
intermedi (exequatur) per il riconoscimento e l’esecuzione in un altro Stato
membro. 
Il regolamento ha introdotto un procedimento
alternativo, che si aggiunge a quelli esistenti negli ordinamenti degli Stati
membri, per le controversie transfrontaliere di valore non superiore a 2 000
EUR. Esso si applica nell’Unione europea (ad eccezione della Danimarca) dal 1° gennaio
2009. Il procedimento si svolge di norma per iscritto, attraverso moduli
standard, ed è soggetto a termini rigorosi. La rappresentanza da parte di un
avvocato non è obbligatoria ed è incoraggiato l’uso dei mezzi elettronici di
comunicazione. Inoltre, la parte soccombente deve sopportare le spese
processuali della parte vincitrice soltanto nella misura in cui siano
proporzionate al valore della controversia. Il procedimento è destinato tanto
ai consumatori quanto alle imprese che svolgono operazioni transfrontaliere
nell’UE come mezzo per migliorare l’accesso alla giustizia e il rispetto dei
loro diritti.
L’articolo 28 del regolamento fa obbligo alla
Commissione di trasmettere al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato
economico e sociale europeo, entro il 1º gennaio 2014, una relazione
dettagliata sul funzionamento del regolamento, in particolare per quanto
riguarda il valore limite di 2 000 EUR, e corredarla, se del caso, di proposte
di modifica.
1.2.        Necessità di revisione del
procedimento europeo per le controversie di modesta entità
In un momento in cui l’Unione
europea è confrontata alla più grande crisi economica della sua storia,
migliorare al suo interno l’efficienza della giustizia diventa un fattore
importante di sostegno all’economia[2].
Una delle misure che promuovono l’efficienza della
giustizia nell’Unione europea è la revisione del regolamento istitutivo del
procedimento europeo per le controversie di modesta entità.
Il regolamento era stato adottato in
considerazione del fatto che i problemi di inefficienza nella composizione
delle controversie di modesta entità aumentano quando le controversie hanno
carattere transfrontaliero. In questi casi infatti sorgono ulteriori
difficoltà, quali la mancanza di familiarità delle parti con le disposizioni
normative sostanziali e procedurali straniere, il maggior bisogno di ricorrere
alla traduzione e all’interpretazione e la necessità di recarsi all’estero per
le udienze. Con il recente intensificarsi degli
scambi transfrontalieri nell’UE e il loro atteso ulteriore aumento nei prossimi
anni, diventa ancora più forte l’esigenza di mettere a punto meccanismi di
ricorso efficaci che servano da strumenti di sostegno all’attività economica.
Grazie all’uso di moduli standard e all’assistenza
gratuita alle parti per la loro compilazione, il procedimento consente agli
organi giurisdizionali di trattare le domande interamente per iscritto,
eliminando la necessità di spostamenti per le udienze - salvo in circostanze
eccezionali in cui la sentenza non può fondarsi su prove scritte - e l’obbligo
di farsi rappresentare da un avvocato. Il regolamento inoltre incoraggia gli
organi giurisdizionali a utilizzare i mezzi di comunicazione a distanza per
accettare i moduli di domanda e organizzare le eventuali udienze. Infine, la
sentenza circola liberamente tra gli Stati membri, senza che siano necessari
ulteriori procedimenti intermedi per il riconoscimento e l’esecuzione[3].
Tuttavia, nonostante i vantaggi che potrebbe
comportare in termini di riduzione delle spese e della durata delle
controversie transfrontaliere, il procedimento è ancora poco conosciuto e poco
usato a distanza di anni dall’entrata in applicazione del regolamento. In una
risoluzione del 2011[4]
il Parlamento europeo ha dichiarato che si deve fare di più in materia di
certezza del diritto, barriere linguistiche e trasparenza dei procedimenti, e
ha invitato la Commissione ad adoperarsi affinché siano meglio resi noti ai
consumatori e alle imprese gli strumenti legislativi già esistenti, come il
procedimento europeo per le controversie di modesta entità. Inoltre, i
rappresentanti dei consumatori e delle imprese hanno osservato che il
regolamento dovrebbe essere migliorato a vantaggio dei consumatori e delle
imprese, in particolare le PMI. Anche gli Stati membri hanno individuato alcune
lacune dell’attuale regolamento che dovrebbero essere colmate.
I problemi sono
principalmente legati alle carenze della normativa vigente, quali la
limitatezza del campo di applicazione (tetto basso e copertura
transfrontaliera) e la complessità, le spese e la durata del procedimento (che
non riflette i progressi tecnologici registrati nei sistemi giudiziari degli
Stati membri dall’adozione del regolamento). Anche quando i problemi dipendono
dall’attuazione inadeguata delle norme vigenti, come nel caso - in una certa
misura - della mancanza di trasparenza, si deve riconoscere che le disposizioni
del regolamento non sono sempre chiare. Per far fronte
alla scarsa sensibilizzazione, la Commissione europea si è già attivata, tra l’altro,
organizzando una serie di seminari tematici negli Stati
membri per informare le PMI sul procedimento europeo per le
controversie di modesta entità, pubblicando una guida pratica e diffondendo
moduli didattici per formare gli imprenditori europei su questa materia.
Nella relazione 2013 sulla cittadinanza
dell’Unione[5]
la Commissione ha indicato, tra le misure intese a rafforzare i diritti dei
cittadini dell’Unione, la revisione del regolamento, che faciliterebbe la
risoluzione delle controversie relative agli acquisti effettuati in un altro
Stato membro. L’iniziativa è inclusa anche nell’agenda europea dei
consumatori[6]
come mezzo per migliorare il rispetto dei diritti dei consumatori. Inoltre, la
modernizzazione del regolamento è in linea con le attuali priorità politiche
dell’UE per promuovere la ripresa economica e la crescita sostenibile, in
quanto prevede procedimenti giudiziari più efficienti e più semplici e li rende
più accessibili alle PMI.
1.3.        Necessità di revisione dell’articolo
17 del regolamento (CE) n. 1896/2006
Nel contesto del procedimento europeo d’ingiunzione
di pagamento, l’opposizione presentata dal convenuto comporta il passaggio
automatico al procedimento civile ordinario. Da quando vige il procedimento
europeo per le controversie di modesta entità, tuttavia, tale restrizione non è
più giustificata per le domande rientranti nel campo di applicazione del
regolamento (CE) n. 861/2007.
Nel regolamento (CE) n. 1896/2006 occorre
pertanto chiarire che, quando una controversia rientra nel campo di
applicazione del procedimento europeo per le controversie di modesta entità,
anche tale procedimento deve essere esperibile dalla parte nel procedimento
europeo d’ingiunzione di pagamento che ha presentato opposizione all’ingiunzione
di pagamento europea.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D’IMPATTO
La Commissione ha svolto varie consultazioni
per raccogliere informazioni sull’attuale applicazione del regolamento e sui
possibili elementi di una sua revisione. I risultati hanno fornito utili
indicazioni strategiche sulle posizioni delle parti interessate e degli Stati
membri e sono stati presi in considerazione ai fini della valutazione d’impatto.
Nel novembre-dicembre 2012 è stato condotto un
sondaggio Eurobarometro[7]
per valutare la consapevolezza, le aspettative e le esperienze dei cittadini
europei per quanto riguarda l’applicazione del regolamento. Stando al
sondaggio, nel 71% dei casi il valore delle controversie dei consumatori
rientra nel tetto di 2 000 EUR fissato dal regolamento. L’importo minimo
medio per il quale i consumatori sono pronti ad agire in giudizio in un altro
Stato membro è 786 EUR. Il 12% dei partecipanti al sondaggio conosceva l’esistenza
del procedimento europeo per le controversie di modesta entità e l’1% lo aveva
già usato. Il 69% di coloro che lo avevano già usato si è dichiarato
soddisfatto. Il 97% dei partecipanti che negli ultimi 2 anni avevano promosso
cause contro imprese (a livello sia nazionale che transnazionale), vincendole,
era riuscito a far eseguire la sentenza. I principali fattori che potrebbero
spingere i cittadini ad adire l’organo giurisdizionale sono: la possibilità di
condurre il procedimento per iscritto senza dover comparire in giudizio (33%),
la partecipazione al procedimento senza avvocato (26%), lo svolgimento del
procedimento online (20%) e l’uso della propria lingua (24%).
Tra il 9 marzo e il 10 giugno 2013 è stata
condotta una consultazione pubblica online sui possibili miglioramenti e
sulle ulteriori semplificazioni che permetterebbero di aumentare ulteriormente
i vantaggi del procedimento europeo per le controversie di modesta entità, in
particolare per i consumatori e le PMI. Sono pervenute 80 risposte da parte di
un’ampia gamma di parti interessate (associazioni dei consumatori e delle
imprese, giudici, avvocati ed esponenti del mondo accademico, ecc.). Dalla
consultazione è emerso[8]
che il 66% dei partecipanti approva un innalzamento del tetto fino a 10 000 EUR,
il 63% è favorevole all’utilizzo di mezzi elettronici nel corso del
procedimento e il 71% appoggia l’idea di dotare gli organi giurisdizionali di
attrezzature per la videoconferenza o altre attrezzature di comunicazione
elettronica. Solo il 28% ritiene che gli Stati
membri prestino assistenza gratuita.
A inizio aprile 2013 è stato trasmesso agli
Stati membri e alla rete giudiziaria europea un questionario dettagliato
sul funzionamento e sull’applicazione pratica del regolamento, al fine di
raccogliere dati riguardanti il numero di procedimenti europei per le
controversie di modesta entità negli Stati membri, l’uso dei mezzi elettronici
di comunicazione nei procedimenti giudiziari, la disponibilità dell’assistenza
ai cittadini per la compilazione dei moduli e relative modalità, le scadenze
procedurali, le udienze, le prove, le spese processuali e la necessità di
innalzare il valore limite di ammissibilità per le controversie di modesta
entità. Il termine per rispondere era il 15 maggio 2013. In totale, hanno
risposto 20 Stati membri[9].
La rete giudiziaria europea ha più
volte discusso l’applicazione del procedimento europeo per le controversie di
modesta entità, le misure da adottare per farne conoscere l’esistenza e il
funzionamento, e i possibili elementi della sua revisione. Nella riunione del 17
maggio 2011 alcuni Stati membri hanno constatato che nella pratica il procedimento
europeo per le controversie di modesta entità non è usato in tutto il suo
potenziale e che dovrebbero essere previsti miglioramenti di ordine procedurale
e misure di sensibilizzazione. È stato creato un gruppo di lavoro incaricato di
elaborare una guida pratica sul procedimento europeo per le controversie di
modesta entità, ad uso degli operatori del diritto. Nella riunione del 29 e 30 maggio
2013 sono stati discussi diversi elementi di un’eventuale revisione, tra cui l’innalzamento
del tetto, l’uso dei mezzi elettronici di comunicazione tra l’organo
giurisdizionale e le parti e l’introduzione di norme minime UE per lo
svolgimento del procedimento (ad esempio, disponibilità di apparecchiature di
videoconferenza per le udienze, trasparenza del calcolo e del pagamento delle
spese di giudizio e assistenza a coloro che usano il procedimento, compresa la
rappresentanza legale).
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
3.1.        Elementi principali della
proposta
Gli elementi principali della revisione
proposta sono i seguenti:
·              
estensione del campo di applicazione del
regolamento alle controversie transfrontaliere di valore fino a 10 000 EUR;
·              
ampliamento della definizione di controversia
transfrontaliera;
·              
potenziamento dell’uso della comunicazione
elettronica, anche per la notificazione e/o comunicazione di determinati atti;
·              
previsione dell’obbligo per gli organi
giurisdizionali di ricorrere alla videoconferenza, alla teleconferenza e ad
altri mezzi di comunicazione a distanza per svolgere le udienze e assumere le
prove;
·              
fissazione di un limite massimo per le spese di
giudizio;
·              
previsione dell’obbligo per gli Stati membri di
predisporre metodi di pagamento a distanza delle spese di giudizio;
·              
limitazione dell’obbligo di tradurre il modulo D,
contenente il certificato di esecuzione, al solo merito della sentenza;
·              
previsione dell’obbligo di informazione, a carico
degli Stati membri, in merito alle spese di giudizio, ai relativi metodi di
pagamento e alla disponibilità di assistenza nella compilazione dei moduli. 
3.1.1.     Estensione del campo di
applicazione del regolamento alle controversie transfrontaliere di valore fino
a 10 000 EUR
Il tetto di 2 000 EUR limita il campo di
applicazione del regolamento. Pur avendo poca rilevanza per i consumatori, le
cui controversie hanno per lo più un valore non superiore a 2 000
EUR, tale tetto limita fortemente l’esperibilità del procedimento da parte
delle PMI. Solo il 20% delle controversie tra imprese è di valore inferiore a 2 000
EUR, mentre quelle tra 2 000 e 10 000 EUR sono circa il 30%
di tutte le controversie transfrontaliere tra imprese.
Il 45% delle imprese coinvolte in una disputa
transfrontaliera non agisce in giudizio perché le spese processuali sarebbero
sproporzionate rispetto al valore della domanda, mentre il 27% è scoraggiato
dalla lunghezza del procedimento. Rendendo disponibile il procedimento europeo
semplificato anche per le controversie transfrontaliere di valore compreso tra 2 000
e 10 000 EUR, le spese e la durata delle liti in questi casi
sarebbero considerevolmente ridotte.
Negli ultimi anni un certo numero di Stati
membri ha ampliato l’ambito di applicazione dei rispettivi procedimenti
nazionali semplificati innalzando i valori limite. Questa tendenza in atto
testimonia la necessità di modernizzare i sistemi giudiziari e renderli più
accessibili ai cittadini, predisponendo procedimenti semplificati,
economicamente efficienti e rapidi per un numero maggiore di controversie di
modesta entità. In tale contesto, occorre innalzare anche l’attuale valore
limite di 2 000 EUR per il procedimento europeo per le controversie
di modesta entità.
Ciò consentirà alle parti di agire in giudizio
sulla base del procedimento europeo semplificato molto più spesso. Grazie alla
maggiore semplificazione e alla riduzione delle spese e della durata del
procedimento è prevedibile che le controversie abbandonate e non proseguite
siano “ritentate”. Il principale gruppo di beneficiari di questa soluzione sarà
quello delle PMI; anche i consumatori comunque ne trarranno vantaggio, dato che
circa un quinto delle controversie dei consumatori è di valore superiore a 2 000
EUR. Sia le imprese che i consumatori beneficeranno del fatto che il
procedimento, venendo usato di più, diverrà familiare ai giudici, ai
cancellieri e agli avvocati e quindi sarà condotto meglio e in modo più
efficiente.
3.1.2.     Ampliamento della definizione
di controversia transfrontaliera
Attualmente il regolamento si applica solo
nelle controversie in cui almeno una delle parti ha domicilio o residenza
abituale in uno Stato membro diverso da quello dell’organo giurisdizionale
adito. Rimangono tuttavia escluse dal campo di applicazione del regolamento le
controversie in cui le parti sono domiciliate nello stesso Stato membro ma che
hanno un importante elemento transfrontaliero, che potrebbero quindi
beneficiare del procedimento europeo semplificato. Si tratta, ad esempio, del
caso in cui:
·              
il luogo di esecuzione del contratto si
trova in un altro Stato membro (ad esempio, contratto di locazione di un
alloggio per le vacanze situato in un altro Stato membro);
·              
il luogo in cui si è verificato l’evento dannoso
si trova in un altro Stato membro (ad esempio, le parti sono coinvolte in un
incidente stradale in una regione frontaliera situata in un altro Stato
membro);
·              
la sentenza deve essere eseguita in un altro
Stato membro (ad esempio, esecuzione della sentenza tramite pignoramento dello
stipendio percepito dal convenuto in un altro Stato membro).
In particolare, quando l’attore può scegliere,
ai sensi delle disposizioni del regolamento [(CE) n. 44/2001]/[(UE) n. 1215/2012],
tra la competenza dell’organo giurisdizionale dello Stato membro in cui sia lui
che il convenuto hanno il domicilio e la competenza dell’organo giurisdizionale
dello Stato membro in cui, ad esempio, è eseguito il contratto o si è
verificato l’evento dannoso, la scelta a favore dell’organo giurisdizionale
dello Stato membro del domicilio comune non dovrebbe privare l’attore della
possibilità di avvalersi del procedimento europeo per le controversie di
modesta entità che gli sarebbe altrimenti riconosciuta.
Inoltre, l’attuale limitazione impedisce che
dinanzi agli organi giurisdizionali degli Stati membri dell’UE siano presentate
domande nell’ambito del procedimento europeo per le controversie di modesta
entità da o contro persone che risiedono in paesi terzi, mentre nessun
procedimento nazionale in Europa è riservato ai cittadini del paese interessato
o ai cittadini dell’Unione.
La modifica renderebbe esperibile il
procedimento europeo per le controversie di modesta entità in tutti i casi che
presentano un elemento transfrontaliero, compresi quelli che implicano un paese
terzo. Si avrebbero così una semplificazione e una riduzione delle spese e
della durata delle liti per i cittadini che potrebbero beneficiare del
procedimento europeo semplificato (ad esempio, quando è necessaria l’audizione
di esperti nello Stato membro in cui è stato eseguito il contratto o si è
verificato l’evento dannoso). Analogamente, la sentenza emessa nell’ambito del
procedimento europeo per le controversie di modesta entità sarebbe più facile
da eseguire in un altro Stato membro, in cui il procedimento sottostante è
altrettanto ben conosciuto e considerato affidabile.
Poiché, ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 3,
del regolamento, l’organo giurisdizionale ha il potere di verificare il
rispetto dei criteri di competenza giurisdizionale fissati dal regolamento, il
rischio di abuso da parte dell’attore è minimo.
3.1.3.     Potenziamento dell’uso della
comunicazione elettronica, anche per la notificazione e/o comunicazione di
determinati atti
In linea di principio, varie comunicazioni tra
le parti e l’organo giurisdizionale potrebbero essere effettuate per via
elettronica, con una conseguente riduzione dei tempi e delle spese del
procedimento nelle cause transfrontaliere, in particolare quando le distanze
sono grandi. La domanda iniziale può già essere presentata con mezzi
elettronici se gli Stati membri lo accettano. Tuttavia, quando gli atti devono
essere notificati o comunicati alle parti nel corso del procedimento[10], il regolamento
prevede quale modalità principale di notificazione e/o comunicazione i servizi
postali, con ricevuta di ritorno. Gli altri metodi possono essere usati solo se
la notificazione o comunicazione per posta non è possibile.
Tuttavia, la notificazione e la comunicazione
per via elettronica sono già ammesse in vari Stati membri. La proposta
parificherà la notificazione e/o comunicazione per posta e per via elettronica,
consentendo così a tali Stati membri di mettere i mezzi elettronici a disposizione
delle parti del procedimento europeo per le controversie di modesta entità. La
semplificazione e la riduzione dei tempi e delle spese si avrebbero solo per le
liti negli Stati membri che decidono di attuare la notificazione e/o
comunicazione elettronica degli atti; si prevede tuttavia che il numero di
Stati membri che si avvalgono di questi sviluppi tecnologici continui ad
aumentare.
Per le altre comunicazioni meno importanti tra
le parti e l’organo giurisdizionale, la proposta farà della comunicazione
elettronica la regola, subordinata unicamente all’accordo delle parti.
3.1.4.     Previsione dell’obbligo per
gli organi giurisdizionali di ricorrere alla videoconferenza, alla
teleconferenza e ad altri mezzi di comunicazione a distanza per svolgere le
udienze e assumere le prove
Il procedimento europeo per le controversie di
modesta entità si svolge essenzialmente in forma scritta. Tuttavia, in
circostanze eccezionali, qualora sia necessaria, ai fini della sentenza, un’udienza
o l’audizione di un esperto o un testimone, l’organo giurisdizionale può tenere
udienza tramite videoconferenza o altri mezzi di comunicazione a distanza.
Nella pratica, però, le udienze sono organizzate sistematicamente e spesso è
richiesta la presenza fisica delle parti, con conseguente aumento delle spese
di viaggio e allungamento dei tempi.
La modifica in primo luogo ribadirebbe con
maggior forza il carattere eccezionale delle udienze nel contesto della
procedura semplificata. In secondo luogo, farebbe obbligo agli organi
giurisdizionali di usare sempre per le udienze i mezzi di comunicazione a
distanza quali la videoconferenza o la teleconferenza. Al fine di tutelare i
diritti delle parti, sarebbe prevista un’eccezione per la parte che chieda
espressamente di essere presente dinanzi all’organo giurisdizionale.
Questa modifica può implicare che gli Stati
membri dotino i loro organi giurisdizionali di appropriate tecnologie di
comunicazione, ove queste non siano già disponibili. Le possibilità
tecnologiche a disposizione degli Stati membri sono molteplici e includono
servizi Internet efficienti sotto il profilo dei costi.
3.1.5.     Fissazione di un limite
massimo per le spese di giudizio
Le spese di giudizio sono riscosse in
anticipo, al momento della presentazione la domanda. Quando superano il 10% del
valore della controversia sono considerate sproporzionate. In tali casi, il
potenziale attore può essere indotto a non agire in giudizio. In molti Stati
membri sono inoltre introdotte spese minime per scoraggiare le liti infondate o
futili. L’importo minimo medio è 34 EUR.
La disposizione proposta non armonizzerà le
spese di giudizio negli Stati membri, bensì ne fisserà un limite massimo — per
le domande presentate ai sensi del regolamento — sotto forma di percentuale
calcolata sul valore della controversia, al di sopra del quale le spese di
giudizio sono considerate sproporzionate al valore della controversia e
pertanto di ostacolo all’accesso alla giustizia da parte dei titolari di
pretese di modesta entità. La fissazione di un limite massimo per le spese di
giudizio nel procedimento europeo per le controversie di modesta entità
ridurrebbe le spese negli Stati membri in cui queste sono sproporzionate al
valore di tali controversie e, di conseguenza, aumenterebbe l’attrattiva del
procedimento.
Inoltre, la misura consente agli Stati membri
di mantenere spese minime fisse che tuttavia non dovrebbero impedire l’accesso
alla giustizia nei casi di pretese di modico valore. Data la natura specifica
delle controversie transfrontaliere, che - contrariamente a quelle nazionali -
comportano sistematicamente spese supplementari per l’attore (ad esempio, di
traduzione e, in caso di udienze, di viaggio e di interpretazione), la misura
risulta proporzionata.
3.1.6.     Previsione dell’obbligo per
gli Stati membri di predisporre metodi di pagamento a distanza delle spese di
giudizio
Le modalità di pagamento delle spese di
giudizio differiscono da uno Stato membro all’altro. Soprattutto quando l’unico
metodo accettato è quello in contanti o con marche da bollo, le parti devono
sostenere spese di viaggio o ricorrere a un avvocato nello Stato membro del
foro, il che può scoraggiarle dall’agire in giudizio. Problemi simili si hanno
quando il pagamento è accettato soltanto mediante assegni (modalità non di uso
corrente in molti Stati membri) o tramite avvocato.
La proposta mira ad obbligare gli Stati membri
a predisporre metodi di pagamento a distanza - almeno il bonifico bancario e i
sistemi di pagamento online con carte di credito/debito. L’efficienza
complessiva del sistema giudiziario dovrebbe verosimilmente aumentare, poiché
si avrà una riduzione dei tempi e delle spese per le parti.
3.1.7.     Limitazione dell’obbligo di
tradurre il modulo D, contenente il certificato di esecuzione, al solo merito
della sentenza
Nella fase di esecuzione della sentenza, la
parte che chiede l’esecuzione deve far tradurre il certificato di esecuzione
contenuto nel modulo D da un traduttore abilitato, nella lingua o lingue dello
Stato membro di esecuzione. Solo pochi Stati membri accettano il modulo D in
lingue diverse dalla propria.
L’obbligo di tradurre il modulo D impone spese
inutili, poiché solo la sezione 4.3 (merito della sentenza) dovrebbe essere
effettivamente tradotta in quanto gli altri campi sono già disponibili in tutte
le lingue. Tuttavia, i traduttori spesso fanno pagare la traduzione dell’intero
modulo. Per la parte che intende far eseguire la sentenza, queste spese
inutili, in aggiunta alle altre, possono rappresentare un disincentivo all’avvio
del procedimento o alla richiesta di esecuzione.
La modifica limiterà il requisito di
traduzione al solo merito della sentenza (sezione 4.3 del modulo D).
3.1.8.     Previsione dell’obbligo di
informazione, a carico degli Stati membri, in merito alle spese di giudizio, ai
relativi metodi di pagamento e alla disponibilità di assistenza nella
compilazione dei moduli.
Gli Stati membri sono attualmente tenuti a
comunicare alla Commissione, affinché siano rese pubbliche, le seguenti
informazioni: gli organi giurisdizionali competenti, i mezzi di comunicazione
accettati, la possibilità di impugnazione, le lingue ammesse per l’esecuzione e
le autorità competenti per l’esecuzione (articolo 25); non sono però previste
informazioni sulle spese di giudizio e sui relativi metodi di pagamento. L’obbligo
di collaborazione tra gli Stati membri nel fornire al pubblico le informazioni
riguardanti le spese (articolo 24) non ha condotto a una maggior trasparenza su
questi elementi. Inoltre, l’obbligo degli Stati membri di fornire assistenza
pratica ai fini della compilazione dei moduli (articolo 11) in molti casi non è
stato attuato.
L’imposizione dell’obbligo per gli Stati
membri di informare la Commissione sulle spese di giudizio e sui metodi di
pagamento per il procedimento europeo per le controversie di modesta entità,
nonché sulla disponibilità di assistenza pratica per le parti, e dell’obbligo
per la Commissione di pubblicare tali informazioni migliorerebbe la trasparenza
e, da ultimo, l’accesso alla giustizia.
3.2.        Altre modifiche tecniche
Varie disposizioni del regolamento (CE) n. 861/2007
possono essere migliorate per renderle conformi ai recenti sviluppi, come l’entrata
in vigore del trattato di Lisbona e la giurisprudenza della Corte di giustizia
dell’Unione europea.
In primo luogo, gli articoli 26 e 27 del
regolamento devono essere allineati alla nuova procedura di delega di cui all’articolo
290 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
In secondo luogo, occorre chiarire l’articolo 18
del regolamento per evitare difficoltà pratiche analoghe a quelle esposte in
una recente domanda di pronuncia pregiudiziale della Corte di giustizia, in cui
la Corte è stata chiamata a interpretare una disposizione simile nel quadro del
regolamento (CE) n. 1896/2006[11].
Lo stesso diritto di chiedere il riesame è formulato in modo leggermente
diverso, ma già più chiaro, nel regolamento (CE) n. 4/2009 relativo alla
competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle
decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari. Non vi è
alcun motivo per cui tali disposizioni sul riesame, che perseguono esattamente
lo stesso obiettivo, siano formulate in modo diverso nei vari regolamenti
europei. La revisione proposta mira a chiarire il diritto di chiedere il
riesame in modo coerente con il regolamento (CE) n. 4/2009.
3.3.        Base giuridica
Il regolamento (CE) n. 861/2007 è stato
adottato in base all’articolo 61, lettera c), del TCE, secondo cui il Consiglio
adotta misure nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile, e
all’articolo 67, paragrafo 1, del TCE, che definisce la procedura legislativa
da seguire. A seguito dell’entrata in vigore del trattato di Lisbona, qualunque
revisione del regolamento (CE) n. 861/2007 si baserà sull’articolo 81,
paragrafo 2, lettere a), c) e f), del TFUE.
3.4.        Sussidiarietà e
proporzionalità
La necessità dell’intervento dell’Unione
europea è già stata riconosciuta nel 2007, quando è stato adottato il
regolamento (CE) n. 861/2007. La materia presenta
aspetti transfrontalieri che i singoli Stati membri da soli non possono
trattare in modo soddisfacente. L’obiettivo di
accrescere la fiducia dei consumatori e delle imprese, in particolare le PMI,
negli scambi transfrontalieri e nell’accesso alla giustizia in caso di
controversie transfrontaliere non può essere realizzato senza modificare il
regolamento (CE) n. 861/2007 vigente in modo che rifletta meglio gli sviluppi
registrati dal 2007 e tenga conto delle lacune applicative segnalate.
I procedimenti nazionali semplificati, quando
esistono, sono estremamente diversi tra loro in termini tanto di valore limite
quanto di semplificazione procedurale conseguita. In assenza di norme
procedurali uniformi a livello dell’UE, l’ulteriore complessità intrinseca e le
spese dell’azione per far valere una pretesa transfrontaliera (derivanti dalla
mancanza di familiarità delle parti con il diritto processuale straniero, dalla
necessità di traduzione e interpretazione e dalla necessità di spostamenti per
le udienze) renderebbero ancora più sproporzionate le spese e più lunghe le
liti rispetto alle controversie nazionali. La
distorsione della concorrenza nel mercato interno causata dagli squilibri nel
funzionamento dei mezzi procedurali a disposizione degli attori/creditori nei
diversi Stati membri determina l’esigenza di un intervento dell’UE che
garantisca parità di condizioni per i creditori e i debitori in tutta l’UE. Ad
esempio, in assenza di una revisione, il tetto attuale continuerà a impedire a
molte PMI coinvolte in controversie transfrontaliere di accedere a un procedimento
giudiziario semplificato e uniforme in tutti gli Stati membri. Analogamente, se
a livello dell’UE non viene fissato un limite oltre il quale le spese di
giudizio divengono sproporzionate né viene prevista la possibilità di pagare le
spese di giudizio con metodi di pagamento a distanza, molti creditori non
potranno accedere alla giustizia.
Inoltre, l’azione a
livello dell’UE produrrebbe vantaggi evidenti rispetto all’azione degli Stati
membri in termini di efficacia, in quanto il regolamento modificato creerebbe
strumenti procedurali uniformi per tutte le controversie transfrontaliere
rientranti nel suo campo di applicazione, indipendentemente dal luogo nell’UE
in cui si trova l’organo giurisdizionale adito. La revisione migliorerà l’accesso
alla giustizia, soprattutto per una grande percentuale di controversie di
modesta entità tra PMI attualmente al di fuori del campo di applicazione del
regolamento, nonché per i consumatori e le PMI coinvolti in controversie
transfrontaliere che esulano dall’attuale definizione del regolamento. Inoltre,
la revisione renderebbe il procedimento più efficiente per tutte le
controversie cui si applica, mettendo a disposizione norme procedurali uniformi
che semplificano ulteriormente e rendono meno costoso il contenzioso nelle
controversie transfrontaliere. Un migliore accesso a un procedimento
giudiziario più efficiente per un numero maggiore di titolari di crediti di
modesta entità permetterà di sbloccare il flusso di capitali, con conseguente
aumento della fiducia negli scambi transfrontalieri e miglior funzionamento del
mercato interno.
La revisione consentirà
inoltre di semplificare ulteriormente l’esecuzione delle sentenze, in
particolare in caso di controversie di valore superiore all’attuale tetto, e di
creare maggiore fiducia tra gli organi giurisdizionali e le autorità di
esecuzione che acquisiranno dimestichezza con il procedimento europeo per le
controversie di modesta entità.
3.5.        Diritti fondamentali
Come ampiamente descritto nella valutazione d’impatto
che correda la presente proposta, e conformemente alla strategia dell’Unione
per un’applicazione effettiva della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione
europea, tutti gli elementi del testo riformato rispettano i diritti sanciti
dalla Carta.
Il diritto a un giudice
imparziale (articolo 47, comma 2, della Carta) è garantito, poiché la modifica
consentirebbe di aumentare l’accesso alla giustizia per le controversie di
modesta entità in tutti i casi transfrontalieri. Inoltre, sono introdotte
garanzie procedurali per assicurare che la maggiore semplificazione del
procedimento conseguente alle modifiche proposte non pregiudichi i diritti
delle parti. Pertanto, il ricorso alla comunicazione e/o
notificazione per via elettronica con avviso di ricevimento sarà ammesso solo
quando le parti vi acconsentono; sarà sempre fatta eccezione all’obbligo di
condurre l’udienza in videoconferenza o teleconferenza per la parte che
desideri essere presente dinanzi all’organo giurisdizionale; per le
controversie di valore superiore a 2 000 EUR, l’organo giurisdizionale non
potrà rifiutare di condurre l’udienza con mezzi di comunicazione a distanza se
almeno una delle parti lo richiede.
3.6.        Incidenza sul bilancio
Le ripercussioni del regolamento proposto sul
bilancio dell’Unione europea consistono in costi una tantum per l’elaborazione
di una relazione cinque anni dopo la data di applicazione del regolamento.
2013/0403 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
recante modifica del regolamento (CE) n. 861/2007
del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 luglio 2007, che istituisce un
procedimento europeo per le controversie di modesta entità e del regolamento
(CE) n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006,
che istituisce un procedimento europeo d’ingiunzione di pagamento
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 81,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[12],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)       Il regolamento (CE) n. 861/2007
del Parlamento europeo e del Consiglio[13]
ha istituito il procedimento europeo per le controversie di modesta entità.
Esso si applica nelle controversie transfrontaliere civili e commerciali di
valore non superiore a 2 000 EUR, indipendentemente dal fatto che la
domanda sia contestata o meno. Tale regolamento prevede inoltre che le sentenze
emesse nell’ambito del procedimento europeo per le controversie di modesta
entità siano eseguite senza alcun procedimento intermedio, in particolare senza
che sia necessaria una dichiarazione di esecutività nello Stato membro di
esecuzione (abolizione dell’exequatur). L’obiettivo generale del regolamento
era agevolare l’accesso alla giustizia, riducendo le spese e accelerando i
procedimenti civili nelle controversie rientranti nel suo campo di applicazione,
tanto per i consumatori quanto per le imprese.
(2)       Il regolamento (CE) n. 861/2007
fa obbligo alla Commissione di trasmettere entro il 1º gennaio 2014
al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo
una relazione dettagliata che riesamina l’applicazione del procedimento europeo
per le controversie di modesta entità, anche per quanto riguarda il valore
limite delle controversie in cui si può applicare tale procedimento.
(3)       La relazione della
Commissione[14]
sull’applicazione del regolamento (CE) n. 861/2007 ha individuato gli ostacoli
al pieno sfruttamento del potenziale del procedimento europeo per le
controversie di modesta entità a vantaggio dei consumatori e delle imprese, in
particolare le piccole e medie imprese. La relazione indica, tra l’altro, che
il basso valore limite dell’attuale regolamento priva molti potenziali attori
di controversie transfrontaliere dell’uso di un procedimento semplificato.
Inoltre, vari elementi del procedimento potrebbero essere ulteriormente
semplificati per ridurre le spese e i tempi processuali. La relazione giunge
alla conclusone che il modo più efficace per eliminare tali ostacoli è una
modifica del regolamento.
(4)       I consumatori dovrebbero
poter sfruttare appieno le opportunità del mercato unico, senza che la loro
fiducia venga minata dalla mancanza di mezzi di ricorso effettivi per le
controversie che presentano un elemento transfrontaliero. I miglioramenti del
procedimento europeo per le controversie di modesta entità proposti nel
presente regolamento mirano ad offrire ai consumatori mezzi di ricorso
effettivi, contribuendo così al rispetto concreto dei loro diritti.
(5)       L’innalzamento del valore
limite a 10 000 EUR gioverebbe soprattutto alle piccole e medie
imprese, che attualmente sono scoraggiate dall’agire in giudizio perché le
spese dei procedimenti nazionali ordinari o semplificati sono sproporzionate
rispetto al valore della controversia e/o i procedimenti durano troppo. Un
valore limite più elevato migliorerebbe l’accesso delle piccole e medie imprese
a un ricorso giurisdizionale effettivo ed economicamente efficiente in caso di
controversie transfrontaliere. A sua volta, un accesso più ampio alla giustizia
rafforzerebbe la fiducia nelle operazioni transfrontaliere e contribuirebbe al
pieno utilizzo delle opportunità offerte dal mercato interno.
(6)       Il procedimento europeo per
le controversie di modesta entità si applica in tutte le controversie che
presentano un elemento transfrontaliero, comprese quelle in cui entrambe le
parti sono domiciliate nello stesso Stato membro e solo il luogo di esecuzione
del contratto, il luogo in cui si è verificato l’evento dannoso o il luogo di
esecuzione della sentenza si trova in un altro Stato membro. In particolare,
quando l’attore può scegliere, ai sensi del regolamento (CE) n. 44/2001
del Consiglio[15]
[regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio[16]], tra la competenza
dell’organo giurisdizionale dello Stato membro in cui sia lui che il convenuto
hanno il domicilio e la competenza dell’organo giurisdizionale dello Stato
membro in cui è eseguito il contratto o si è verificato l’evento dannoso, la
scelta a favore dell’organo giurisdizionale dello Stato membro del domicilio
comune non dovrebbe privare l’attore della possibilità di avvalersi del
procedimento europeo per le controversie di modesta entità che gli sarebbe
altrimenti riconosciuta. Inoltre, il procedimento europeo per le controversie
di modesta entità dovrebbe essere esperibile anche nelle cause presentate dinanzi
agli organi giurisdizionali degli Stati membri dell’UE da o contro persone
residenti in un paese terzo.
(7)       Il presente regolamento
dovrebbe applicarsi soltanto nelle controversie transfrontaliere, ma nulla
dovrebbe impedire agli Stati membri di applicare disposizioni identiche anche
ai procedimenti puramente nazionali riguardanti controversie di modesta entità.
(8)       Un altro elemento che
permetterebbe di migliorare ulteriormente il procedimento europeo per le
controversie di modesta entità è l’uso degli sviluppi tecnologici nel settore
della giustizia che eliminano la distanza geografica e le sue conseguenze in
termini di elevatezza delle spese e durata dei procedimenti, fattori che
scoraggiano l’accesso alla giustizia.
(9)       Per ridurre ulteriormente la
durata del procedimento occorre incoraggiare le parti e gli organi
giurisdizionali a usare le moderne tecnologie di comunicazione. È opportuno che
le domande nell’ambito del procedimento europeo per le controversie di modesta
entità possano essere presentate con mezzi elettronici di comunicazione, se la
tecnologia è già in uso negli Stati membri. Per gli atti che devono essere
notificati e/o comunicati alle parti, la notificazione e/o comunicazione
elettronica dovrebbe essere parificata a quella effettuata tramite i servizi
postali, se la tecnologia è già in uso negli Stati membri. Per tutte le altre
comunicazioni scritte tra le parti e l’organo giurisdizionale, i mezzi
elettronici dovrebbero essere preferiti ai servizi postali. In tutti i casi, le
parti dovrebbero poter scegliere tra i mezzi elettronici e gli strumenti
classici di domanda, notificazione e comunicazione.
(10)     L’organo giurisdizionale che
emette la sentenza dovrebbe notificarla all’attore e al convenuto secondo le
modalità previste dal presente regolamento.
(11)     Il procedimento europeo per le
controversie di modesta entità si svolge essenzialmente in forma scritta.
Tuttavia, in via eccezionale qualora non sia possibile emettere la sentenza
sulla base delle prove scritte fornite dalle parti, possono essere tenute
udienze. Inoltre, al fine di tutelare i diritti procedurali delle parti, quando
il valore della controversia è superiore a 2 000 EUR dovrebbe
essere sempre tenuta un’udienza se almeno una delle parti lo richiede. Infine,
poiché l’organo giurisdizionale dovrebbe tentare di pervenire ad una
conciliazione tra le parti, occorre che, se queste si dichiarano disposte a
giungere a una conciliazione giudiziale, l’organo giurisdizionale tenga un’apposita
udienza.
(12)     Le udienze e l’assunzione di prove
tramite audizione di testimoni, esperti o parti dovrebbero essere condotte con
mezzi di comunicazione a distanza, senza per questo pregiudicare il diritto di
una parte del procedimento di comparire dinanzi all’organo giurisdizionale per
l’udienza. Per quanto concerne le udienze e l’assunzione delle prove, gli Stati
membri dovrebbero utilizzare i moderni mezzi di comunicazione a distanza che
consentono agli interessati di essere sentiti senza doversi recare dinanzi all’organo
giurisdizionale. Quando la persona da sentire è domiciliata in uno Stato membro
diverso da quello in cui si trova l’organo giurisdizionale adito, l’udienza
dovrebbe svolgersi secondo le norme di cui al regolamento (CE) n. 1206/2001 del
Consiglio[17].
Quando la parte da sentire è domiciliata nello Stato membro in cui si trova l’organo
giurisdizionale competente o in un paese terzo, l’udienza può essere tenuta
tramite videoconferenza, teleconferenza o altre appropriate tecnologie di
comunicazione a distanza, in conformità della legislazione nazionale. La parte
che ne faccia richiesta dovrebbe sempre poter comparire dinanzi all’organo
giurisdizionale per l’udienza. L’organo giurisdizionale dovrebbe utilizzare le
modalità più semplici e meno costose per l’assunzione delle prove.
(13)     Le potenziali spese del
contenzioso possono essere determinanti per la decisione dell’attore di agire
in giudizio. Tra le altre spese, quelle di giudizio possono scoraggiare le
azioni giudiziarie, in particolare negli Stati membri in cui sono
sproporzionate. La spese di giudizio dovrebbero essere proporzionate al valore
della controversia, al fine di garantire l’accesso alla giustizia per le
controversie transfrontaliere di modesta entità. Il presente regolamento non
mira ad armonizzare le spese di giudizio, bensì ne fissa un limite massimo che
renderà accessibile il procedimento a una percentuale consistente di attori,
garantendo nel contempo ampia discrezionalità agli Stati membri nella scelta
del metodo di calcolo e dell’importo.
(14)     Il pagamento delle spese di
giudizio non dovrebbe costringere l’attore a viaggiare o ricorrere a un
avvocato. Tutti gli organi giurisdizionali competenti per il procedimento
europeo per le controversie di modesta entità dovrebbero accettare almeno il
bonifico bancario e i sistemi di pagamento online con carte di credito o
debito.
(15)     Occorre che le informazioni
sulle spese di giudizio e sui metodi di pagamento, nonché sulle autorità o
organizzazioni competenti a prestare assistenza pratica negli Stati membri
siano rese più trasparenti e facilmente reperibili su Internet. Gli Stati
membri dovrebbero comunicare tali informazioni alla Commissione, che a sua
volta dovrebbe provvedere a che siano rese accessibili a tutti e ampiamente
diffuse.
(16)     Nel regolamento (CE) n. 1896/2006
del Parlamento europeo e del Consiglio[18]
è opportuno chiarire che, quando una controversia rientra nel campo di
applicazione del procedimento europeo per le controversie di modesta entità,
tale procedimento dovrebbe essere esperibile anche dalla parte nel procedimento
europeo d’ingiunzione di pagamento che ha presentato opposizione all’ingiunzione
di pagamento europea.
(17)     Per migliorare la tutela del
convenuto, i moduli standard di cui agli allegati I, II, III e IV del
regolamento (CE) n. 861/2007 dovrebbero contenere informazioni sulle
conseguenze per il convenuto della mancata contestazione della domanda o della
mancata comparizione in giudizio, in particolare sulla possibilità che sia
emessa o eseguita una sentenza contro di lui e sull’eventuale responsabilità delle
spese relative al procedimento giudiziario. Le informazioni figuranti negli
allegati dovrebbero rispecchiare le modifiche previste dal presente
regolamento, ad esempio quelle volte a promuovere l’uso dei mezzi di
comunicazione a distanza tra l’organo giurisdizionale e le parti.
(18)     Dovrebbe essere delegato alla
Commissione il potere di adottare atti conformemente all’articolo 290 del
trattato sul funzionamento dell’Unione europea riguardo alle modifiche degli
allegati I, II, III e IV del presente regolamento. È di particolare importanza
che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni,
anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell’elaborazione degli atti
delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e
appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al
Consiglio.
(19)     A norma degli articoli 1 e 2
del protocollo n. 21 sulla posizione del Regno Unito e dell’Irlanda rispetto
allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al trattato sull’Unione
europea e al trattato sul funzionamento dell’Unione europea, [detti Stati
membri hanno notificato che desiderano partecipare all’adozione e all’applicazione
del presente regolamento]/[e fatto salvo l’articolo 4 di tale protocollo, detti
Stati membri non partecipano all’adozione del presente regolamento, non sono da
esso vincolati, né sono soggetti alla sua applicazione].
(20)     A norma degli articoli 1 e 2
del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull’Unione
europea e al trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Danimarca non
partecipa all’adozione del presente regolamento, non è da esso vincolata, né è
soggetta alla sua applicazione.
(21)     Occorre pertanto modificare i
regolamenti (CE) n. 861/2007 e (CE) n. 1896/2006 di conseguenza,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento
(CE) n. 861/2007 è così modificato:
(1)                   
L’articolo 2 è sostituito dal seguente:
“Articolo 2
Campo di applicazione
1.           Il presente regolamento si
applica in materia civile e commerciale, indipendentemente dalla natura dell’organo
giurisdizionale, nei casi in cui il valore della controversia, esclusi gli
interessi, i diritti e le spese, non eccede 10 000 EUR alla data in
cui l’organo giurisdizionale competente riceve il modulo di domanda. Esso
non si estende, in particolare, alla materia fiscale, doganale e amministrativa
né alla responsabilità dello Stato per atti o omissioni nell’esercizio di
pubblici poteri (acta iure imperii).
2.           Il presente regolamento non
si applica quando tutti gli elementi indicati di seguito, se pertinenti, si
trovano in un unico Stato membro alla data in cui l’organo giurisdizionale
competente riceve il modulo di domanda:
(a)         
domicilio o residenza abituale delle parti;
(b)         
luogo di esecuzione del contratto;
(c)         
luogo in cui si sono verificati i fatti su cui si
fonda la domanda;
(d)        
luogo di esecuzione della sentenza;
(e)         
organo giurisdizionale competente.
Il domicilio è determinato conformemente agli
[articoli 59 e 60 del regolamento (CE) n. 44/2001]/[articoli 62 e 63 del
regolamento (UE) n. 1215/2012].
3.           Sono escluse dal campo di
applicazione del presente regolamento le controversie riguardanti:
(a)         
lo stato e la capacità delle persone fisiche;
(b)         
il regime patrimoniale fra coniugi, le obbligazioni
alimentari, i testamenti e le successioni;
(c)         
i fallimenti, le procedure relative alla
liquidazione di società o altre persone giuridiche che si trovino in stato di
insolvenza, i concordati e le procedure affini;
(d)        
la sicurezza sociale;
(e)         
l’arbitrato;
(f)          
il diritto del lavoro;
(g)         
i contratti di locazione di immobili, escluse le
controversie aventi ad oggetto somme di denaro,
(h)         
le violazioni della vita privata e dei diritti
della personalità, inclusa la diffamazione.
4.           Nel presente regolamento per
“Stato membro” si intende qualsiasi Stato membro ad eccezione della Danimarca.”
(2)                   
L’articolo 3 è soppresso.
(3)                   
L’articolo 4 è così modificato:
(a)         
Al paragrafo 4, secondo comma, è aggiunta la frase
seguente:
“L’organo giurisdizionale ne informa l’attore.”
(b)         
Il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:
“5. Gli Stati membri provvedono a che il modulo
di domanda standard A sia disponibile in formato cartaceo presso tutti gli
organi giurisdizionali dinanzi ai quali il procedimento europeo per le
controversie di modesta entità può essere avviato, nonché in formato
elettronico sui siti web di tali organi giurisdizionali o dell’autorità
centrale competente.”
(4)                   
All’articolo 5, il paragrafo 1 è sostituito dal
seguente:
“1. Il procedimento europeo per le controversie
di modesta entità si svolge in forma scritta. L’organo giurisdizionale procede
ad un’udienza se ritiene che non sia possibile emettere la sentenza sulla base
delle prove scritte fornite dalle parti, o su richiesta di una delle parti. L’organo
giurisdizionale può rigettare tale richiesta se ritiene che, tenuto conto delle
circostanze del caso, un’udienza sia superflua per l’equa trattazione del
procedimento. Il rigetto è motivato per iscritto. Il rigetto non può essere
impugnato autonomamente rispetto all’eventuale impugnazione della sentenza.
L’organo giurisdizionale non può rifiutare la
richiesta di udienza qualora:
(a)          
il valore della controversia sia superiore a 2 000
EUR, oppure
(b)         
entrambe le parti manifestino la disponibilità a
concludere una conciliazione giudiziale e chiedano un’udienza a tal fine.”
(5)                   
L’articolo 8 è sostituito dal seguente:
“Articolo 8
Udienza
1.           Qualora la parte da sentire
sia domiciliata in uno Stato membro diverso da quello dell’organo
giurisdizionale competente, l’udienza è tenuta tramite videoconferenza,
teleconferenza o altre appropriate tecnologie di comunicazione a distanza ai
sensi del regolamento (CE) n. 1206/2001 del Consiglio.
2.           La parte che ne faccia
richiesta è sempre legittimata a comparire dinanzi all’organo giurisdizionale
ed essere sentita di persona.”
(6)                   
L’articolo 9 è sostituito dal seguente:
“Articolo 9
Assunzione delle prove
1.           L’organo giurisdizionale
determina i mezzi di assunzione delle prove e l’ambito delle prove
indispensabili ai fini della sentenza secondo le norme applicabili in materia
di ammissibilità delle prove. Può ammettere l’assunzione di prove tramite
dichiarazioni scritte di testimoni, esperti o parti. Qualora l’assunzione delle
prove implichi l’audizione di una persona, l’audizione è condotta secondo le
modalità di cui all’articolo 8.
2.           L’organo giurisdizionale può
acquisire elementi di prova tramite perizie o audizione di testimoni soltanto
se non è possibile emettere la sentenza sulla base delle prove fornite dalle
parti.
3.           L’organo giurisdizionale
ricorre al metodo di assunzione delle prove più semplice e meno oneroso.”
(7)                   
L’articolo 11 è sostituito dal seguente:
“Articolo 11
Assistenza alle parti
1.           Gli Stati membri assicurano
che le parti possano disporre di assistenza pratica nella compilazione dei
moduli. L’assistenza è diretta, in particolare, a stabilire l’esperibilità del
procedimento ai fini della risoluzione della controversia, determinare l’organo
giurisdizionale competente, calcolare gli interessi dovuti e individuare i
documenti da allegare.
2.           Gli Stati membri provvedono a
che le informazioni sulle autorità od organizzazioni competenti a prestare
assistenza ai sensi del paragrafo 1 siano disponibili in formato cartaceo
presso tutti gli organi giurisdizionali dinanzi ai quali il procedimento
europeo per le controversie di modesta entità può essere avviato, nonché in
formato elettronico sui siti web di tali organi giurisdizionali o dell’autorità
centrale competente.”
(8)                   
L’articolo 13 è sostituito dal seguente:
“Articolo 13
Notificazione e/o comunicazione degli atti
e altre comunicazioni tra le parti e l’organo giurisdizionale
1.           Gli atti di cui all’articolo 5,
paragrafo 2, e all’articolo 7, paragrafo 2, sono notificati tramite posta o con
mezzi elettronici, con avviso di ricevimento datato. Gli atti sono notificati
e/o comunicati per via elettronica solo alla parte che ha previamente accettato
in modo esplicito tale forma di notificazione e/o comunicazione. La
notificazione e/o comunicazione con mezzi elettronici può essere attestata da
conferma automatica del ricevimento.
2.           Tutte le comunicazioni
scritte non contemplate al paragrafo 1 tra l’organo giurisdizionale e le parti
sono effettuate per via elettronica con avviso di ricevimento, qualora tale
mezzo di comunicazione sia ammesso dal diritto nazionale e solo se la parte lo
accetta.
3.           Se non è possibile procedervi
conformemente al paragrafo 1, la notificazione e/o comunicazione può essere
effettuata mediante una delle modalità di cui agli articoli 13 o 14 del
regolamento (CE) n. 1896/2006. Se non è possibile procedere alla comunicazione
conformemente al paragrafo 2, si può ricorrere a qualsiasi altro metodo di
comunicazione ammesso dal diritto nazionale.”
(9)                   
È inserito l’articolo seguente:
“Articolo 15 bis
Spese di giudizio e metodi di pagamento
1.           Le spese di giudizio per il
procedimento europeo per le controversie di modesta entità non superano il 10%
del valore della controversia, esclusi gli interessi, i diritti e le spese. Se
gli Stati membri applicano un importo minimo di spese di giudizio per il
procedimento europeo per le controversie di modesta entità, tale importo non
supera 35 EUR alla data in cui l’organo giurisdizionale competente riceve
il modulo di domanda.
2.           Gli Stati membri provvedono a
che le parti possano pagare le spese di giudizio con mezzi di pagamento a
distanza, tra cui il bonifico bancario e i sistemi di pagamento online con
carte di credito o debito.”
(10)               
All’articolo 17, il paragrafo 2 è sostituito dal
seguente:
“2. L’articolo 15 bis e l’articolo 16 si
applicano ad ogni mezzo di impugnazione.”
(11)               
L’articolo 18 è sostituito dal seguente:
“Articolo 18
Norme minime per il riesame della sentenza
1.           Il convenuto che non è
comparso è legittimato a chiedere il riesame della sentenza resa nell’ambito
del procedimento europeo per le controversie di modesta entità, dinanzi all’organo
giurisdizionale competente dello Stato membro in cui è stata emessa la
sentenza, se:
(a)         
non gli è stato notificato il modulo di domanda in
tempo utile e in modo tale da consentirgli di presentare le proprie difese,
oppure
(b)         
non ha avuto la possibilità di contestare la
pretesa a causa di forza maggiore o di circostanze eccezionali a lui non
imputabili,
eccetto qualora, pur avendone avuto la
possibilità, abbia omesso di impugnare la sentenza.
2.           Il termine per chiedere il riesame è di 30 giorni. Esso
decorre dal giorno in cui il convenuto ha avuto effettivamente conoscenza del
contenuto della sentenza ed è stato posto nelle condizioni di agire, al più
tardi dal giorno della prima misura di esecuzione avente l’effetto di rendere i
suoi beni indisponibili in tutto o in parte. Detto termine non è prorogabile
per ragioni inerenti alla distanza.
3.           Se l’organo giurisdizionale
respinge la domanda di riesame di cui al paragrafo 1 ritenendo che non sia
soddisfatta alcuna condizione di riesame di cui al detto paragrafo, la decisione
resta valida.
Se l’organo giurisdizionale decide che il riesame
è fondato sulla base di uno dei motivi di cui al paragrafo 1, la sentenza
emessa nell’ambito del procedimento europeo per le controversie di modesta
entità è nulla. Tuttavia, il creditore non perde i benefici dell’interruzione
dei termini di prescrizione o decadenza.”
(12)               
All’articolo 21, paragrafo 2, la lettera b) è
sostituita dalla seguente: 
“b) una copia del certificato di cui all’articolo 20,
paragrafo 2, e, se del caso, una traduzione del merito della sentenza
indicato al punto 4.3 dello stesso nella lingua ufficiale dello Stato membro di
esecuzione oppure, ove tale Stato membro abbia più lingue ufficiali, nella
lingua ufficiale o in una delle lingue ufficiali dei procedimenti giudiziari
del luogo in cui viene chiesta l’esecuzione, conformemente al diritto dello
Stato membro in questione, o in un’altra lingua che lo Stato membro di
esecuzione abbia dichiarato di accettare. Ciascuno Stato membro indica almeno
una lingua ufficiale delle istituzioni dell’Unione europea, diversa dalla
propria o dalle proprie, nella quale ammette il procedimento europeo per le
controversie di modesta entità. Il merito della sentenza di cui al punto 4.3
del certificato è tradotto da una persona abilitata ad effettuare traduzioni in
uno degli Stati membri.”
(13)               
L’articolo 25 è sostituito dal seguente:
“Articolo 25
Informazioni relative alla giurisdizione,
ai mezzi di comunicazione, alle impugnazioni, alle spese di giudizio, ai metodi
di pagamento e al riesame
1.           Entro [6 mesi dall’entrata
in vigore del regolamento] gli Stati membri comunicano alla Commissione:
(a)          
gli organi giurisdizionali competenti ad emettere
sentenza nell’ambito del procedimento europeo per le controversie di modesta
entità;
(b)         
i mezzi di comunicazione accettati ai fini del
procedimento europeo per le controversie di modesta entità e di cui gli organi
giurisdizionali dispongono a norma dell’articolo 4, paragrafo 1;
(c)          
le spese di giudizio per il procedimento europeo
per le controversie di modesta entità o le loro modalità di calcolo, nonché i
relativi metodi di pagamento accettati in conformità dell’articolo 15 bis;
(d)         
le autorità od organizzazioni competenti per
prestare assistenza pratica ai sensi dell’articolo 11;
(e)          
la possibilità di impugnazione in base al proprio
diritto processuale a norma dell’articolo 17, il termine entro cui l’impugnazione
deve essere proposta e l’organo giurisdizionale innanzi al quale può essere
presentata;
(f)          
le procedure per la domanda di riesame a norma dell’articolo
18;
(g)         
le lingue ammesse a norma dell’articolo 21,
paragrafo 2, lettera b);
(h)         
le autorità competenti per l’esecuzione e le
autorità competenti ai fini dell’applicazione dell’articolo 23.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione
qualsiasi successiva modifica di tali informazioni.
2.           La Commissione rende le
informazioni comunicate ai sensi del paragrafo 1 accessibili a tutti con ogni
mezzo appropriato, compresa la pubblicazione su Internet.”
(14)               
L’articolo 26 è sostituito dal seguente:
“Articolo 26 
Modifica degli allegati
1.           Alla Commissione è conferito
il potere di adottare atti delegati in conformità dell’articolo 27, per la
modifica degli allegati I, II, III e IV.”
(15)               
L’articolo 27 è sostituito dal seguente:
“Articolo 27
Esercizio della delega 
1.           Il potere di adottare atti
delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente
articolo.
2.           Il potere di adottare atti
delegati di cui all’articolo 26 è conferito alla Commissione per un periodo
indeterminato a decorrere dal [data di entrata in vigore].
3.           La delega di potere di cui
all’articolo 26 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo
o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi
specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla
pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea o da
una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti
delegati già in vigore.
4.           Non appena adotta un atto
delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e
al Consiglio.
5.           L’atto delegato adottato ai
sensi dell’articolo 26 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il
Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in
cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine,
sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che
non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su
iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.”
(16)               
L’articolo 28 è sostituito dal seguente:
“Articolo 28
Riesame 
Entro [5 anni dalla data di applicazione],
la Commissione trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato
economico e sociale europeo una relazione sul funzionamento del presente
regolamento. La relazione è corredata, se del caso, di proposte legislative. 
A tal fine ed entro la stessa data, gli Stati
membri comunicano alla Commissione il numero di domande presentate nell’ambito
del procedimento europeo per le controversie di modesta entità e il numero di
richieste di esecuzione di sentenze emesse nell’ambito di procedimenti europei
per le controversie di modesta entità.”
Articolo 2
L’articolo 17
del regolamento (CE) n. 1896/2006 è sostituito dal seguente:
“Articolo 17
Effetti della presentazione di un’opposizione
1.           Se l’opposizione è presentata
entro il termine stabilito all’articolo 16, paragrafo 2, il procedimento
prosegue dinanzi ai giudici competenti dello Stato membro d’origine, a meno che
il ricorrente non abbia esplicitamente richiesto in tal caso l’estinzione del
procedimento. Il procedimento prosegue applicando:
(a)          
le norme sulle procedure semplificate eventualmente
applicabili, in particolare il procedimento di cui al regolamento (CE) n. 861/2007,
oppure
(b)         
le norme di procedura civile ordinaria. 
Qualora il ricorrente abbia perseguito il
recupero del credito attraverso il procedimento europeo d’ingiunzione di
pagamento, nessuna disposizione del diritto nazionale può pregiudicarne la
posizione nel successivo procedimento civile.
2.           Il passaggio al procedimento
civile ai sensi del paragrafo 1, lettere a) e b), è disciplinato dalla legge
dello Stato membro d’origine. 
3.           Il ricorrente è informato
dell’eventuale opposizione presentata dal convenuto e dell’eventuale passaggio
al procedimento civile ai sensi del paragrafo 1.”
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea.
Esso si applica a decorrere dal [6 mesi
dall’entrata in vigore del regolamento].
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati
membri conformemente ai trattati.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi 
              1.5.    Motivazione della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni in materia di monitoraggio e di
relazioni 
              2.2.    Sistema di gestione e di controllo 
              2.3.    Misure di prevenzione delle frodi e delle irregolarità

3.           INCIDENZA FINANZIARIA
PREVISTA DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche del quadro finanziario pluriennale
e linea/linee di bilancio di spesa interessate 
              3.2.    Incidenza prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi dell’incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza prevista
sugli stanziamenti operativi 
              3.2.3. Incidenza prevista
sugli stanziamenti di natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità con il
quadro finanziario pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione di
terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
1.1.        Titolo della
proposta/iniziativa 
Proposta
di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del
regolamento (CE) n. 861/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio che
istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità e del
regolamento (CE) n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio che
istituisce un procedimento europeo d’ingiunzione di pagamento
1.2.        Settore/settori interessati
nella struttura ABM/ABB[19]
Titolo
33 - Giustizia
1.3.        Natura della
proposta/iniziativa
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto pilota/un’azione
preparatoria[20]
Ø La proposta/iniziativa riguarda la proroga
di un’azione esistente
¨ La
proposta/iniziativa riguarda un’azione riorientata verso una nuova azione
1.4.        Obiettivi
1.4.1.     Obiettivi strategici
pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa 
Sviluppo
di uno spazio di giustizia; Giustizia per la crescita 
1.4.2.     Obiettivi specifici e attività
ABM/ABB interessate 
Obiettivo specifico [indicare il numero]
Cooperazione
giudiziaria in materia civile e commerciale 
Attività ABM/ABB interessate
33
03
1.4.3.     Risultati e incidenza previsti
Precisare gli effetti
che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi interessati.
Maggiore
semplificazione del procedimento europeo per le controversie di modesta entità,
riduzione dei relativi costi e durata; accesso più ampio alla giustizia in caso
di controversie di modesta entità 
1.4.4.     Indicatori di risultato e di
incidenza
Precisare gli
indicatori che permettono di seguire l’attuazione della proposta/iniziativa.
[…]
Gli indicatori dell’efficienza e dell’efficacia
sono i seguenti:
- aumento delle domande presentate nell’ambito
del procedimento europeo per le controversie di modesta entità (di valore sia
inferiore a 2 000 euro sia compreso tra 2 000 e 10 000 euro) – informazioni
provenienti dalla rete giudiziaria europea, dai sondaggi Eurobarometro, dalla
rete ECC‑Net;
- riduzione delle spese complessive e della
durata dei singoli procedimenti, comprese le spese per la traduzione del modulo
D – sondaggi Eurobarometro, rete ECC-Net;
- maggior trasparenza delle informazioni sulle
spese di giudizio, sui relativi metodi di pagamento e sull’assistenza pratica –
sondaggi Eurobarometro, rete ECC-Net;
- riduzione del carico di lavoro degli organi
giurisdizionali per singola causa grazie al ricorso al procedimento per le
controversie di modesta entità anziché ai procedimenti nazionali ordinari o
semplificati – rete giudiziaria europea, interviste con i giudici di vari Stati
membri.
1.5.        Motivazione della
proposta/iniziativa 
1.5.1.     Necessità da coprire nel breve
e lungo termine 
Revisione
del regolamento (CE) n. 861/2007 che istituisce un procedimento europeo per le
controversie di modesta entità
1.5.2.     Valore aggiunto dell’intervento
dell’Unione europea
 La necessità
dell’intervento dell’Unione europea è già stata riconosciuta nel 2007, quando è
stato adottato il regolamento (CE) n. 861/2007. La motivazione principale dell’attuale
intervento è l’ulteriore riduzione delle spese sproporzionate del contenzioso
nelle controversie transfrontaliere di modesta entità all’interno dell’UE. Tale
obiettivo non può essere conseguito dagli Stati membri perché riguarda un
procedimento istituito con regolamento europeo. L’azione a livello dell’UE è
necessaria per migliorare e semplificare ulteriormente il procedimento europeo
e renderlo esperibile in un numero maggiore di situazioni, ampliandone il campo
di applicazione e aumentandone il tetto, a vantaggio di consumatori e PMI.
1.5.3.     Insegnamenti tratti da
esperienze analoghe
[…]
Nonostante i vantaggi che potrebbe comportare
in termini di riduzione delle spese e della durata delle controversie
transfrontaliere, il procedimento è ancora poco conosciuto e poco usato a
distanza di anni dall’entrata in applicazione del regolamento. In una risoluzione
del 2011[21]
il Parlamento europeo ha dichiarato che si deve fare di più in materia di
certezza del diritto, barriere linguistiche e trasparenza dei procedimenti, e
ha invitato la Commissione ad adoperarsi affinché siano meglio resi noti ai
consumatori e alle imprese gli strumenti legislativi già esistenti, come il
procedimento europeo per le controversie di modesta entità, e che vi si faccia
ricorso. Inoltre, i rappresentanti dei consumatori e delle imprese hanno
osservato che il regolamento dovrebbe essere migliorato ulteriormente a
vantaggio dei consumatori e delle imprese, in particolare le PMI. Anche gli
Stati membri hanno individuato alcune lacune dell’attuale regolamento che
dovrebbero essere colmate.
1.5.4.     Coerenza ed eventuale sinergia
con altri strumenti pertinenti
 Il regolamento (UE) n. 1215/2012
(rifusione del regolamento Bruxelles I) mira ad armonizzare le norme di
diritto internazionale privato riguardanti la competenza giurisdizionale, il
riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.
Dispone, tra l’altro, che “[l]a decisione emessa in uno Stato membro è
riconosciuta in un altro Stato membro senza che sia necessario il ricorso ad
alcuna procedura particolare”. Dette procedure particolari, c.d. “exequatur”, sono
abolite a partire dal 10 gennaio 2015 per tutte le decisioni civili e
commerciali. 
Il regolamento che istituisce il procedimento
europeo per le controversie di modesta entità è essenzialmente uno strumento
che semplifica i procedimenti per la composizione delle controversie di modico
valore - presentazione della domanda mediante moduli standard, svolgimento del
procedimento di norma in forma scritta, modalità semplici per le udienze e l’assunzione
delle prove, rappresentanza delle parti facoltativa, riduzione delle spese e
dei tempi. 
Esso contiene inoltre disposizioni che
aboliscono l’exequatur per il riconoscimento delle sentenze emesse nell’ambito
del procedimento europeo per le controversie di modesta entità (articolo 20), e
in questo coincide con lo strumento di rifusione del regolamento Bruxelles I.
Tuttavia, per quanto riguarda il certificato di esecuzione, il regolamento che
istituisce il procedimento europeo per le controversie di modesta entità
semplifica rispetto allo strumento di rifusione del regolamento Bruxelles I (il
modulo D del primo è una versione semplificata dell’allegato I del secondo). 
A decorrere dal 10 gennaio 2015 (data di
entrata in vigore dello strumento di rifusione del regolamento Bruxelles I) la
grande maggioranza delle disposizioni del regolamento che istituisce il
procedimento europeo per le controversie di modesta entità riguardanti la
semplificazione processuale e l’esecuzione delle sentenze - nella misura in cui
costituiscono una semplificazione rispetto allo strumento di rifusione del
regolamento Bruxelles I - continueranno a rappresentare un plusvalore del
regolamento sul procedimento europeo.
1.6.        Durata e incidenza
finanziaria
¨ Proposta/iniziativa di durata limitata

–     
¨  Proposta/iniziativa in vigore a decorrere dal [GG/MM]AAAA fino al
[GG/MM]AAAA
–     
¨  Incidenza finanziaria dal AAAA al AAAA
Ø Proposta/iniziativa di durata
illimitata
–     
Attuazione con un periodo di avviamento dall’adozione
del regolamento,
–     
seguìto da un funzionamento a pieno ritmo.
1.7.        Modalità di gestione previste[22]
Ø Gestione centralizzata diretta a opera della Commissione
¨ Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a:
–     
¨  agenzie esecutive 
–     
¨  organismi istituiti dalle Comunità[23]

–     
¨  organismi pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico 
–     
¨  persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V
del trattato sull’Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente
atto di base ai sensi dell’articolo 49 del regolamento finanziario 
¨ Gestione concorrente con gli Stati membri 
¨ Gestione decentrata con
paesi terzi 
¨ Gestione congiunta con
organizzazioni internazionali (specificare)
Se è indicata più di
una modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce “Osservazioni”.
Osservazioni 
2.           MISURE DI GESTIONE 
2.1.        Disposizioni in materia di
monitoraggio e di relazioni 
Precisare frequenza e
condizioni.
 Dopo
5 anni farà seguito un riesame/una relazione. Se del caso, le relazioni saranno
corredate da proposte di modifica.
2.2.        Sistema di gestione e di
controllo 
2.2.1.     Rischi individuati 
Non
è stato individuato alcun rischio.
2.2.2.     Modalità di controllo previste

[…]
N/A
2.3.        Misure di prevenzione delle
frodi e delle irregolarità 
Precisare le misure
di prevenzione e tutela in vigore o previste.
[…]
N/A
3.           INCIDENZA FINANZIARIA
PREVISTA DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.        Rubrica/rubriche del quadro
finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate 
·      Linee di bilancio esistenti 
Secondo l’ordine
delle rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione…………………...……….] || Diss./Non diss. ([24]) || di paesi[25] EFTA || di paesi candidati[26] || di paesi terzi || ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 [3] || [33.03.01 [Programma Giustizia] || Diss./ || NO || NO || NO || NO 
·      Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione 
Secondo l’ordine delle rubriche del quadro finanziario
pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione……………...……………] || Diss./Non diss. || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 [3] || [XX.YY.YY.YY]   ||   || SÌ/NO || SÌ/NO || SÌ/NO || SÌ/NO 
3.2.        Incidenza prevista sulle
spese 
3.2.1.     Sintesi dell’incidenza
prevista sulle spese 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Numero || [Denominazione …3………...……………………………………………………………….] 
 DG: JUST ||   ||   || Anno 2014[27] || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || TOTALE 
  Stanziamenti operativi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio 33.03 01 || Impegni || (1) || 0 || 0 || 0 || 0 || 0,150 || 0 || 0 || 150 000 
 Pagamenti || (2) || 0 || 0 || 0 || 0 || 0,150 || 0 || 0 || 150 000 
 Numero della linea di bilancio || Impegni || (1a) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (2a) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici[28] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio ||   || (3) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la DG JUST || Impegni || =1+1a +3 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0,150 || 0 || 0 || 150 000 
 Pagamenti || =2+2a +3 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0,150 || 0 || 0 || 150 000 
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 3 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0,150 || 0 || 0 || 150 000 
 Pagamenti || =5+ 6 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0,150 || 0. || 0 || 150 000 
Se la proposta/iniziativa incide su più rubriche:
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 4 del quadro finanziario pluriennale (importo di riferimento) || Impegni || =4+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || =5+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || “Spese amministrative” 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || TOTALE 
 DG: JUST || 
  Risorse umane || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,182 
  Altre spese amministrative || 0,015 || 0,015 || 0,015 || 0,015 || 0,015 || 0,015 || 0,015 || 0,105 
 TOTALE DG JUST || Stanziamenti || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,287 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,287 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,191 || 0,041 || 0,041 || 0,437 
 Pagamenti || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,191 || 0,041 || 0,041 || 0,437 
3.2.2.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti operativi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzo di stanziamenti
operativi 
–     
Ø  La proposta/iniziativa comporta l’utilizzo di stanziamenti operativi,
come spiegato di seguito:
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)
 Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 ||  Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || TOTALE 
 RISULTATI 
 Tipo[29] || Costo medio || N. || Costo || N. || Costo || N. || Costo || N. || Costo || N. || Costo || N. || Costo || N. || Costo || N. totale || Costo totale 
 OBIETTIVO SPECIFICO 1 … Monitoraggio dell’attuazione[30]... ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   || 0 ||   || 0 ||   || 0 ||   || 0 || 1 || 0,150 ||   || 0 ||   || 0 || 1 || 0,150 
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale dell’obiettivo specifico 1 ||   || 0 ||   || 0 ||   || 0 ||   || 0 || 1 || 0,150 ||   || 0 ||   || 0 || 1 || 0,150 
 OBIETTIVO SPECIFICO 2 … ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale dell’obiettivo specifico 2 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 COSTO TOTALE ||   || 0 ||   || 0 ||   || 0 ||   || 0 || 1 || 0,150 ||   || 0 ||   || 0 || 1 || 0,150 
3.2.3.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti di natura amministrativa
3.2.3.1.  Sintesi 
–     
     La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzo
di stanziamenti di natura amministrativa 
–     
     X La proposta/iniziativa comporta l’utilizzo
di stanziamenti di natura amministrativa, come spiegato di seguito:
Mio EUR (al terzo
decimale)
   || Anno 2014[31] || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,182 
 Altre spese amministrative || 0,015 || 0,015 || 0,015 || 0,015 || 0,0,15 || 0,015 || 0,015 || 0,105 
 Totale parziale della RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,287 
 Esclusa la RUBRICA 5[32] del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre spese di natura amministrativa ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale esclusa la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,041 || 0,287 
3.2.3.2.   Fabbisogno previsto di risorse
umane 
–     
Ø  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzo di risorse umane 
–     
¨  La proposta/iniziativa comporta l’utilizzo di risorse umane, come
spiegato di seguito:
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 
  Posti della tabella dell’organico (funzionari e agenti temporanei) 
 33 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 
 XX 01 01 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[33] 
 XX 01 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 04 yy [34] || - in sede[35] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 05 02 (AC, END e INT – ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 02 (AC, INT e END – ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 || 0,026 
XX è il settore
o il titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse umane è coperto dal personale della DG già
assegnato alla gestione dell’azione e/o riassegnato all’interno della stessa DG,
integrato dall’eventuale dotazione supplementare concessa alla DG responsabile
nell’ambito della procedura annuale di assegnazione, tenendo conto dei vincoli
di bilancio.
Descrizione dei
compiti da svolgere:
 Funzionari e agenti temporanei || I funzionari interessati monitoreranno l’applicazione della normativa negli Stati membri e prepareranno le misure di attuazione ai sensi dell’articolo 26, prepareranno i lavori del comitato (articolo 27) e nell’anno n+5 procederanno al riesame del regolamento (articolo 28). 
 Personale esterno || n/a 
3.2.4.     Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale 
–     
Ø  La proposta/iniziativa è compatibile con il quadro finanziario
pluriennale attuale.
–     
¨  La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente rubrica
del quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
–     
¨  La proposta/iniziativa richiede l’applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[36].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
3.2.5.     Partecipazione di terzi al
finanziamento 
ØLa proposta/iniziativa non prevede cofinanziamenti da terzi. 
–     
La proposta/iniziativa prevede il cofinanziamento
indicato di seguito:
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || Totale 
 Specificare l’organismo di cofinanziamento ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti cofinanziati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.3.        Incidenza prevista sulle
entrate 
–     
Ø  La proposta/iniziativa non ha incidenza finanziaria sulle entrate.
–     
¨  La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
–                   
¨         sulle risorse proprie 
–                   
¨         sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l’esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[37] 
 Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 
 Articolo …………. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare la o le linee di spesa
interessate.
Precisare il metodo di
calcolo dell’incidenza sulle entrate.
[1]               Il
trattato sull’Unione europea recita: “l’Unione europea offre ai suoi cittadini
uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne, in cui
sia assicurata la libera circolazione delle persone”. Al fine di realizzare
tale spazio, l’Unione europea deve sviluppare la cooperazione giudiziaria nelle
materie civili aventi implicazioni transfrontaliere.
[2]               Cfr.
il quadro di valutazione UE della giustizia, consultabile al seguente
indirizzo:
http://ec.europa.eu/justice/effective-justice/scoreboard/index_en.htm.
[3]               Altri
elementi semplificativi del regolamento sono l’introduzione di termini
specifici per gli atti processuali delle parti e degli organi giurisdizionali e
la limitazione del principio “chi perde paga” alle spese ragionevoli. 
[4]               Risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2011
sui metodi alternativi di soluzione delle controversie in materia civile,
commerciale e familiare (2011/2117(INI)).
[5]               Comunicazione
della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
sociale europeo e al Comitato delle regioni “Relazione 2013 sulla cittadinanza
dell’Unione - Cittadini dell’Unione: i vostri diritti, il vostro futuro” (COM(2013)
269 final, pagine 15-16).
[6]               COM(2012)
225 final.
[7]               Speciale
Eurobarometro 395 sul procedimento europeo per le controversie di modesta
entità, consultabile all’indirizzo http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_395_sum_en.pdf.

[8]               Molte
risposte sono pervenute alla Commissione sotto forma di documenti distinti e
autonomi. I risultati percentuali indicati nel presente documento rispecchiano
solo le risposte codificate nella consultazione online. Tuttavia, ai fini della
valutazione d’impatto sono state prese in considerazione tutte le risposte. 
[9]               Austria,
Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Finlandia,
Francia, Italia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Svezia,
Slovenia, Slovacchia e Regno Unito. 
[10]             L’obbligo
di usare i servizi postali concerne tre fasi processuali: notificazione della
domanda al convenuto, notificazione della sentenza all’attore e notificazione
della sentenza al convenuto. Non è chiaro, dall’attuale testo del regolamento,
se debbano essere notificate anche le convocazioni alle udienze. Nella pratica,
tuttavia, in molti Stati membri tutte le comunicazioni tra le parti e l’organo
giurisdizionale avvengono per posta.
[11]             Cfr.
le cause C-119/13, Eco-cosmetics Gmbh & Co.KG/Virginie Laetitia Barbara
Dupuy, C-120/13 Raiffeisenbank St. Georgen reg. Gen. m.b.h./Tetyana Bonchyk e
C-121/13 Rechtsanwaltskanzlei CMS Hasche Sigle,
Partnerschaftsgesellschaft/Xceed Holding Ltd.
[12]             GU
C […] del […], pag. […].
[13]             Regolamento
(CE) n. 861/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 luglio 2007,
che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità
(GU L 199 del 31.7.2007, pag. 1).
[14]             GU
C […] del […], pag. […].
[15]             Regolamento
(CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza
giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile
e commerciale (GU L 12 del 16.1.2001, pag. 1).
[16]             Regolamento
(UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012,
concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione
delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1).
[17]             Regolamento
(CE) n. 1206/2001 del Consiglio, del 28 maggio 2001, relativo alla cooperazione
fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore dell’assunzione
delle prove in materia civile o commerciale (GU L 174 del 27.6.2001, pag. 1).
[18]             Regolamento
(CE) n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006,
che istituisce un procedimento europeo d’ingiunzione di pagamento (GU L 399 del
30.12.2006, pag. 1).
[19]             ABM: Activity-Based Management (gestione per attività)
– ABB: Activity-Based Budgeting (bilancio per attività).
[20]             A
norma dell’articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b), del regolamento
finanziario.
[21]             Risoluzione
del Parlamento europeo del 25 ottobre 2011 sui metodi alternativi di soluzione
delle controversie in materia civile, commerciale e familiare (2011/2117(INI)).
[22]             Le
spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti al regolamento
finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html
[23]             A
norma dell’articolo 185 del regolamento finanziario.
[24]             Diss.
= stanziamenti dissociati / Non diss. = stanziamenti non dissociati.
[25]             EFTA:
Associazione europea di libero scambio. 
[26]             Paesi
candidati e, se del caso, paesi potenziali candidati dei Balcani occidentali.
[27]             L’anno
N è l’anno in cui inizia a essere attuata la proposta/iniziativa.
[28]             Assistenza
tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno all’attuazione di programmi e/o
azioni dell’UE (ex linee “BA”), ricerca indiretta, ricerca diretta.
[29]             I
risultati sono i prodotti e servizi da fornire (ad esempio: numero di scambi di
studenti finanziati, numero di km di strada costruiti ecc.).
[30]             Descritto
nella sezione 1.4.2. “Obiettivi specifici e attività ABM/ABB interessate”.
[31]             L’anno
N è l’anno in cui inizia a essere attuata la proposta/iniziativa.
[32]             Assistenza
tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno all’attuazione di programmi e/o
azioni dell’UE (ex linee “BA”), ricerca indiretta, ricerca diretta.
[33]             AC
= agente contrattuale; AL = agente locale; END = esperto nazionale distaccato;
INT = personale interinale (“intérimaire”); JED = giovane esperto in
delegazione (jeune expert en délégation). 
[34]             Sottomassimale
per il personale esterno previsto dagli stanziamenti operativi (ex linee “BA”).
[35]             Principalmente
per Fondi strutturali, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e
Fondo europeo per la pesca (FEP).
[36]             Cfr.
punti 19 e 24 dell’Accordo interistituzionale.
[37]             Per
le risorse proprie tradizionali (dazi doganali, contributi zucchero), indicare
gli importi netti, cioè gli importi lordi al netto del 25% per spese di
riscossione.