CELEX: 62009TO0320
Language: it
Date: 2011-04-13
Title: Ordinanza del Tribunale (Sesta Sezione) del 13 aprile 2011.#Planet AE Anonymi Etaireia Parochis Symvouleftikon Ypiresion contro Commissione europea.#Ricorso di annullamento — Tutela degli interessi finanziari dell’Unione — Sistema di Allarme Rapido (SAR) che permette di individuare il livello di rischio associato ad un soggetto giuridico — Inchiesta dell’OLAF sull’esecuzione di un appalto pubblico relativo ad un progetto di modernizzazione istituzionale in Siria — Decisioni relative alla richiesta di registrazione degli avvisi W1a e W1b — Oggetto della lite — Atti impugnabili — Ricevibilità.#Causa T-320/09.

Causa T‑320/09
      Planet AE
      contro
      Commissione europea
      «Ricorso di annullamento — Tutela degli interessi finanziari dell’Unione — Sistema di Allarme Rapido (SAR) che permette di individuare il livello di rischio associato ad un soggetto giuridico — Inchiesta dell’OLAF sull’esecuzione di un appalto pubblico relativo ad un progetto di modernizzazione istituzionale in Siria
         — Decisioni relative alla richiesta di registrazione degli avvisi W1a e W1b — Oggetto della lite — Atti impugnabili — Ricevibilità»
      
      Massime dell’ordinanza
      1.      Procedura — Atto introduttivo del giudizio — Requisiti di forma — Individuazione dell’oggetto della controversia
      (Statuto della Corte di giustizia, art. 21; regolamento di procedura del Tribunale, art. 44)
      2.      Ricorso di annullamento — Atti impugnabili — Nozione — Atti che producono effetti giuridici vincolanti — Trattamento di dati,
            da parte dell’amministrazione, a fini puramente interni — Ricevibilità — Presupposti
      (Art. 230 CE; decisione della Commissione 2008/969)
      3.      Ricorso di annullamento — Motivi di ricorso — Incompetenza dell’istituzione da cui promana l’atto impugnato — Motivo di ordine
            pubblico
      (Art. 230 CE)
      4.      Ricorso di annullamento — Persone fisiche o giuridiche — Atti che producono effetti giuridici vincolanti — Atti che modificano
            la situazione giuridica del ricorrente — Avviso nel sistema di allarme rapido ad uso degli ordinatori della Commissione e
            delle agenzie esecutive — Ricorso di un soggetto giuridico che è stato oggetto di un avviso siffatto — Ricevibilità
      (Art. 230 CE; decisione della Commissione 2008/969)
      1.      Ai sensi dell’art. 21 dello Statuto della Corte nonché dell’art. 44 del regolamento di procedura del Tribunale, l’atto introduttivo
         del ricorso deve in particolare indicare l’oggetto della lite e contenere le conclusioni della parte ricorrente. Inoltre,
         le conclusioni devono essere esposte in modo preciso e non equivoco, poiché, altrimenti, il Tribunale rischierebbe di decidere
         infra o ultra petita e i diritti della parte convenuta rischierebbero di essere disattesi. Tuttavia, l’individuazione dell’atto
         impugnato può risultare implicitamente dai passi citati nel ricorso e dall’insieme delle argomentazioni in esso esposte. Un
         ricorso formalmente diretto contro un atto facente parte di un insieme di atti costituenti un’unità può essere considerato,
         per quanto necessario, come diretto anche contro gli altri atti.
      
      (v. punti 22-23)
      2.      Il ricorso di annullamento è esperibile avverso qualsiasi provvedimento adottato dalle istituzioni, indipendentemente dalla
         sua natura o dalla sua forma, che miri a produrre effetti giuridici. In particolare sono considerati impugnabili, ai sensi
         dell’art. 230 CE, tutti i provvedimenti che producono effetti giuridici vincolanti idonei ad incidere sugli interessi del
         ricorrente, modificando in misura rilevante la sua situazione giuridica. Al contrario, sono irricevibili i ricorsi diretti
         contro atti che costituiscono soltanto misure d’ordine interno all’amministrazione e che non creano di conseguenza effetti
         all’esterno di questa.
      
      A tale riguardo va sottolineato che il fatto che l’amministrazione effettui un trattamento dei dati a fini puramente interni,
         segnatamente raccogliendo, gestendo e utilizzando tali dati, non esclude in alcun modo che tali operazioni possano ledere
         gli interessi degli amministrati. Il verificarsi di una siffatta lesione dipende in effetti da diversi fattori, segnatamente
         dalla natura dei dati trattati, dalla finalità specifica del suddetto trattamento, dalle conseguenze esatte che tale trattamento
         può avere e dalla conformità tra, da un lato, la finalità e le conseguenze del trattamento in questione e, dall’altro, le
         disposizioni applicabili che delimitano le competenze dell’amministrazione.
      
      (v. punti 37-39)
      3.      L’incompetenza dell’autore degli atti controversi costituisce una questione di ordine pubblico che, come tale, dev’essere
         sollevata d’ufficio.
      
      (v. punto 41)
      4.      Tenuto conto dell’obiettivo intrinseco alla decisione 2008/969, sul sistema di allarme rapido ad uso degli ordinatori della
         Commissione e delle agenzie esecutive, vale a dire quello di tutelare gli interessi finanziari dell’Unione nell’ambito dell’esecuzione
         di misure di bilancio, l’impatto della segnalazione di un soggetto nel Sistema di Allarme Rapido (SAR), pur se nella categoria
         W1, non può essere circoscritto all’interno di istituzioni, organi e organismi dell’Unione ed una siffatta segnalazione incide
         necessariamente sulle relazioni tra gli ordinatori interessati e il soggetto in questione. Dalla formulazione dell’art. 16
         e dalla struttura della decisione emerge che la constatazione di un avviso W1 comporta in realtà il dovere per l’ordinatore
         interessato di prendere misure di vigilanza rafforzate.
      
      Un avviso nel SAR incide quindi sui soggetti che chiedono l’impegno di risorse finanziarie dell’Unione, in quanto essi, per
         poter perseguire i loro interessi finanziari, sono obbligati ad adattarsi alle condizioni o alle misure di maggior precauzione,
         specifiche per loro, imposte dagli ordinatori interessati. Siffatte condizioni e misure precauzionali possono assumere la
         forma di nuovi obblighi contrattuali e di oneri economici imprevisti o ancora di ripercussioni sull’organizzazione interna
         di un consorzio di cui tali soggetti fanno parte.
      
      Non sarebbe pertanto compatibile con un’Unione di diritto negare ad un ricorrente la possibilità di beneficiare di un controllo
         giurisdizionale relativo alla fondatezza degli elementi alla base degli atti di cui trattasi. Ciò è tanto più vero se si tiene
         conto del fatto che la decisione 2008/969 non prevede alcun diritto per le persone fisiche e giuridiche di essere informate,
         e ancor meno di essere sentite, prima della loro registrazione nel SAR mediante l’attivazione degli avvisi W1, W2, W3, W4
         e W5b.
      
      Detti atti non solo presentano le caratteristiche giuridiche degli atti impugnabili, ma costituiscono altresì il momento conclusivo
         di una procedura speciale, vale a dire la registrazione di un soggetto giuridico in un elenco di «allarme» senza che esso
         venga sentito sulle cause di detta registrazione, e distinta dalle decisioni con le quali viene data attuazione ai diversi
         requisiti specifici previsti dalla decisione 2008/969.
      
      (v. punti 44-45, 48, 51-53)
ORDINANZA DEL TRIBUNALE (Sesta Sezione)
      13 aprile 2011 (*)
      
      «Ricorso di annullamento – Tutela degli interessi finanziari dell’Unione – Sistema di Allarme Rapido (SAR) che permette di individuare il livello di rischio associato ad un soggetto giuridico – Inchiesta dell’OLAF sull’esecuzione di un appalto pubblico relativo ad un progetto di modernizzazione istituzionale in Siria
         – Decisioni relative alla richiesta di registrazione degli avvisi W1a e W1b – Oggetto della lite – Atti impugnabili – Ricevibilità»
      
      Nella causa T‑320/09,
      Planet AE, con sede in Atene (Grecia), rappresentata dall’avv. V. Christianos,
      
      ricorrente,
      contro
      Commissione europea, rappresentata dai sigg. D. Triantafyllou e F. Dintilhac, in qualità di agenti,
      
      convenuta,
      avente ad oggetto una domanda di annullamento delle decisioni dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) con cui è
         stata chiesta la registrazione della ricorrente al Sistema di Allarme Rapido (SAR) tramite attivazione, rispettivamente, dell’avviso
         W1a e, in seguito, dell’avviso W1b,
      
      IL TRIBUNALE (Sesta Sezione),
      composto dai sigg. E. Moavero Milanesi, presidente, N. Wahl (relatore) e S. Soldevila Fragoso, giudici,
      cancelliere: sig. E. Coulon
      ha emesso la seguente
      Ordinanza
       Contesto normativo
      1        Al fine di lottare contro la frode e qualsiasi altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari delle Comunità, la
         Commissione delle Comunità europee ha emanato, il 16 dicembre 2008, la decisione 2008/969/CE, Euratom della Commissione sul
         sistema di allarme rapido ad uso degli ordinatori della Commissione e delle agenzie esecutive (GU L 344, pag. 125). L’obiettivo
         del sistema di allarme rapido (SAR) è garantire la circolazione all’interno della Commissione e delle sue agenzie esecutive
         di informazioni riservate relative a terzi che potrebbero rappresentare una minaccia per gli interessi finanziari e la reputazione
         delle Comunità o per altri fondi amministrati dalle Comunità (quarto ‘considerando’ della decisione 2008/969).
      
      2        Il SAR si basa su avvisi che permettono di individuare il livello di rischio associato ad un soggetto giuridico in base a
         categorie che vanno da W1, corrispondente al livello di rischio più basso, a W5, corrispondente al livello di rischio più
         elevato (art. 9 della decisione 2008/969). 
      
      3        L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), che ha accesso al SAR nell’ambito dell’esercizio delle proprie funzioni per
         quanto riguarda la realizzazione di investigazioni e la raccolta di informazioni dirette alla prevenzione delle frodi, è responsabile,
         unitamente agli ordinatori competenti ed ai servizi di audit interno, della richiesta di inserimento, modifica o eliminazione
         degli avvisi SAR, la cui gestione è garantita dal contabile della Commissione o dagli agenti posti sotto la sua responsabilità
         gerarchica (‘considerando’ quinto, sesto e settimo e artt. 4‑6 della decisione 2008/969).
      
      4        L’art. 4, n. 1, della decisione 2008/969 dispone che «il contabile inserisce, modifica o elimina gli avvisi SAR su richiesta
         dell’ordinatore delegato competente, [del]l’OLAF e [del] Servizio di audit interno (IAS).» L’art. 6, n. 2, stabilisce che,
         «nel caso di procedure di aggiudicazione di contratti e di sovvenzioni, l’ordinatore delegato competente o gli agenti posti
         sotto la sua responsabilità gerarchica verificano l’esistenza di un avviso nel SAR al più tardi entro la decisione di aggiudicazione».
      
      5        L’art. 10, n. 1, della decisione 2008/969 dispone che l’OLAF «richiede la registrazione di un avviso W1a se nella fase iniziale
         di un’indagine emergono motivi sufficienti per ritenere che possano essere introdotte nel SAR constatazioni di frodi o errori
         amministrativi gravi in relazione a terzi, in particolare a terzi che beneficiano o hanno beneficiato di fondi comunitari».
         
      
      6        L’art. 10, n. 2, della decisione 2008/969 prevede, in particolare, che l’OLAF richieda l’attivazione di un avviso W1b se da
         un’indagine emergono motivi sufficienti per ritenere che possano essere introdotte nel SAR constatazioni definitive di frodi
         o errori amministrativi gravi in relazione a terzi, in particolare a terzi che beneficiano o hanno beneficiato di fondi comunitari.
      
      7        L’art. 16 della decisione 2008/969 precisa che l’avviso W1 «viene registrato soltanto a titolo informativo e non comporta
         alcuna conseguenza diversa dal rafforzamento delle misure di vigilanza».
      
       Fatti
      8        La ricorrente, Planet AE, è una società greca fornitrice di servizi di consulenza nel settore dell’amministrazione delle imprese.
         Dal 2006 essa partecipa, in quanto membro di tre consorzi, a tre progetti finanziati dalla Commissione in Siria. Dal 16 ottobre
         2007 essa è oggetto di un’inchiesta dell’OLAF relativa a sospette irregolarità nell’ambito dei tre progetti summenzionati.
      
      9        A seguito di una procedura di gara di appalto avviata nell’ambito del settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico,
         la ricorrente veniva invitata dalla Commissione, con lettera del 18 aprile 2008, ad avviare trattative finalizzate a stabilire
         i termini definitivi di una convenzione di sovvenzione relativa alla sua proposta di assumere il ruolo di coordinatrice di
         un consorzio riguardante il progetto «Advancing knowledge – intensive entrepreneurship and innovation for growth and social
         well-being in Europe» (in prosieguo: il «progetto AEGIS»). La lettera della Commissione rendeva noto che l’eventuale sovvenzione
         da parte della Comunità non avrebbe potuto eccedere EUR 3 300 000 e che le trattative avrebbero dovuto essere concluse entro
         il 30 giugno 2008.
      
      10      Lo svolgimento dell’inchiesta di cui al punto 8 portava l’OLAF a chiedere a due riprese la registrazione della ricorrente
         nel SAR. Il 26 febbraio 2009 chiedeva la registrazione dell’avviso W1a e il 19 maggio 2009 la registrazione dell’avviso W1b.
         Le registrazioni venivano effettuate il 10 marzo e il 25 maggio 2009.
      
      11      Il 27 febbraio 2009 la Commissione inviava alla ricorrente la convenzione di sovvenzione negoziata (in prosieguo: la «Convenzione»),
         perché venisse sottoscritta dalla ricorrente nonché dagli altri membri del consorzio di cui essa fa parte. L’11 marzo 2009
         quest’ultima rinviava la Convenzione sottoscritta alla Commissione, perché questa a sua volta la sottoscrivesse.
      
      12      Il 4 giugno 2009 la Commissione informava la ricorrente, tramite un messaggio di posta elettronica, che il processo di sottoscrizione
         della Convenzione era stato sospeso fino al verificarsi di una condizione supplementare, vale a dire l’apertura da parte della
         ricorrente di un conto bancario bloccato, per mezzo del quale essa avrebbe potuto disporre soltanto della parte spettantele
         dell’anticipo di cui alla Convenzione, mentre il restante anticipo sarebbe stato versato direttamente dalla banca agli altri
         membri del consorzio. Il messaggio di posta elettronica rendeva noto che la richiesta di tale nuova condizione era dovuta
         ad un evento inatteso, vale a dire la registrazione della ricorrente nel SAR rispettivamente tramite attivazione dell’avviso
         W1a e successivamente dell’avviso W1b.
      
      13      Avendo la ricorrente concordato con la sua banca che quest’ultima, una volta ricevuto l’anticipo che doveva essere versato
         dalla Commissione, s’impegnava a trasferire a ciascun membro del consorzio l’importo ad esso spettante, il 3 luglio 2009 la
         Commissione sottoscriveva la Convenzione.
      
       Procedimento e conclusioni delle parti
      14      Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale il 14 agosto 2009, la ricorrente ha proposto il presente
         ricorso.
      
      15      Con atto separato, depositato presso la cancelleria del Tribunale il 9 novembre 2009, la Commissione ha sollevato un’eccezione
         di irricevibilità ai sensi dell’art. 114, n. 1, del regolamento di procedura del Tribunale.
      
      16      Il 5 gennaio 2010 la ricorrente ha depositato le sue osservazioni sull’eccezione di irricevibilità.
      
      17      Nell’atto introduttivo del ricorso la ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
      
      –        annullare le due decisioni dell’OLAF del 26 febbraio e del 19 maggio 2009, delle quali essa è venuta a conoscenza il 4 giugno 2009,
         con cui è stata chiesta la sua registrazione al SAR, rispettivamente tramite attivazione dell’avviso W1a e, successivamente,
         dell’avviso W1b; 
      
      –        condannare la Commissione alle spese.
      18      Nell’eccezione di irricevibilità la Commissione chiede che il Tribunale voglia:
      
      –        dichiarare irricevibile il ricorso;
      –        condannare la ricorrente alle spese.
      19      Nelle sue osservazioni sull’eccezione di irricevibilità la ricorrente conclude che il Tribunale voglia respingere l’eccezione
         di irricevibilità e dichiarare ricevibile il ricorso.
      
       In diritto
      20      Ai sensi dell’art. 114, nn. 1 e 4, del regolamento di procedura, su richiesta di una parte, il Tribunale può statuire sull’eccezione
         di irricevibilità senza impegnare la discussione nel merito. Il procedimento sulla domanda incidentale, conformemente al n. 3
         dello stesso articolo, prosegue oralmente, salvo contraria decisione del Tribunale, il quale, nella specie, ritiene di essere
         sufficientemente edotto dagli atti di causa e che non occorra, quindi, avviare la fase orale.
      
       Sull’oggetto della controversia
      21      In via preliminare occorre constatare che, sebbene la ricorrente, nelle sue conclusioni, abbia chiesto formalmente l’annullamento
         delle decisioni dell’OLAF del 26 febbraio e del 19 maggio 2009, con le quali è stata chiesta la sua registrazione nel SAR,
         dal contenuto del ricorso emerge chiaramente che esso comprende altresì le decisioni di attivazione degli avvisi W1a e W1b.
      
      22      A tale proposito va ricordato che, ai sensi dell’art. 21 dello Statuto della Corte nonché dell’art. 44 del regolamento di
         procedura, l’atto introduttivo del ricorso deve in particolare indicare l’oggetto della lite e contenere le conclusioni della
         parte ricorrente. Inoltre, secondo la giurisprudenza, le conclusioni devono essere esposte in modo preciso e non equivoco,
         poiché, altrimenti, il Tribunale rischierebbe di decidere infra o ultra petita e i diritti della parte convenuta rischierebbero
         di essere disattesi (v., per analogia, sentenza della Corte 14 dicembre 1962, cause riunite 46/59 e 47/59, Meroni/Alta Autorità,
         Racc. pag. 763, 780). 
      
      23      Tuttavia, l’individuazione dell’atto impugnato può risultare implicitamente dai passi citati nel ricorso e dall’insieme delle
         argomentazioni in esso esposte (v., in tal senso, ordinanza della Corte 7 febbraio 1994, causa C‑388/93, PIA HiFi/Commissione,
         Racc. pag. I‑387, punto 10). È stato altresì statuito che un ricorso, formalmente diretto contro un atto facente parte di
         un insieme di atti costituenti un’unità, possa essere considerato, per quanto necessario, come diretto anche contro gli altri
         atti (v., in questo senso, sentenza della Corte 2 marzo 1967, cause riunite 25/65 e 26/65, Simet e Feram/Alta Autorità, Racc. pag. 35,
         48).
      
      24      Nel caso di specie, dagli artt. 4 e 5 della decisione 2008/969 emerge, da un lato, che nel SAR la distinzione effettuata tra
         la richiesta di attivazione di un avviso e la sua attivazione è di natura puramente amministrativa e mira a centralizzare
         e a standardizzare la gestione tecnica del detto sistema e, dall’altro lato, che in tale sistema le richieste di attivazione
         di avviso sono seguite da effettivi avvisi senza che venga eseguito un esame di merito.
      
      25      In effetti, se le funzioni di gestione del SAR, come l’inserimento, la modifica o l’eliminazione degli avvisi, sono assegnate
         ad un unico servizio interno alla Commissione, vale a dire il contabile della Commissione o gli agenti posti sotto la sua
         responsabilità gerarchica, nella decisione 2008/969 è previsto che le condizioni che fanno scattare tali misure vengono osservate
         ed analizzate all’interno dei diversi servizi della Commissione (l’ordinatore delegato competente, il direttore generale o
         un direttore dell’OLAF o del servizio di audit interno), i quali sono tenuti a comunicare al contabile le loro conclusioni
         sulla necessità di una misura. Il contabile a sua volta è obbligato ad attuare la misura richiesta. Ne consegue che, dal punto
         di vista di un’entità registrata nel detto sistema, la richiesta tesa all’attivazione di un avviso e l’effettivo avviso rappresentano
         un insieme di atti costituenti un’unità.
      
      26      Inoltre, nell’eccezione di irricevibilità, la Commissione muove dalla premessa che, nonostante le conclusioni formali della
         ricorrente riguardino le richieste dell’OLAF di registrarla nel SAR, sono le decisioni di attivazione degli avvisi W1a e W1b
         ad essere impugnate e a costituire l’oggetto della lite. In effetti, in detta eccezione, essa deduce soltanto argomenti tesi
         a dimostrare che tali decisioni non costituiscono atti impugnabili. Ne consegue che la Commissione non ha commesso un errore
         relativamente all’intenzione della ricorrente di chiedere l’annullamento delle decisioni di attivazione di detti avvisi e
         che i diritti della difesa della ricorrente non saranno violati per il fatto che le dette decisioni costituiscono altresì
         l’oggetto della lite. 
      
      27      Di conseguenza, avuto riguardo alla giurisprudenza citata ai punti 22 e 23 supra e tenendo conto dei fatti specifici all’origine
         della presente lite, occorre considerare che il ricorso, formalmente diretto contro le decisioni dell’OLAF del 26 febbraio
         e 19 maggio 2009 con cui è stata chiesta la registrazione della ricorrente nel SAR, deve essere considerato come diretto altresì,
         per quanto necessario, contro le decisioni di attivazione degli avvisi W1a e W1b (in prosieguo, congiuntamente: gli «atti
         controversi»).
      
       Sull’eccezione di irricevibilità
       Argomenti delle parti
      28      La ricorrente ha sostenuto, tanto nell’atto introduttivo del ricorso quanto nelle sue osservazioni sull’eccezione di irricevibilità,
         che gli atti controversi hanno avuto effetti giuridici vincolanti e hanno leso i suoi interessi, modificando la sua situazione
         materiale e giuridica.
      
      29      La ricorrente sostiene innanzitutto che gli atti controversi hanno ritardato notevolmente la sottoscrizione della Convenzione.
         Ciò le avrebbe causato costi supplementari, dal momento che essa sarebbe stata obbligata a modificare il piano temporale di
         esecuzione della Convenzione e a ricorrere ad un prestito per far fronte agli obblighi dovuti al mancato versamento dell’anticipo
         promesso dalla Commissione. Essa afferma altresì di aver iniziato a prestare i suoi servizi a partire dal 1° gennaio 2009,
         come previsto nelle trattative ed approvato dalla Commissione, e di avere quindi sopportato obblighi di natura finanziaria.
      
      30      Secondo la ricorrente, gli atti controversi hanno altresì dato luogo all’imposizione della condizione di un conto bancario
         bloccato, cosa che non era stata prevista all’epoca delle trattative che erano state condotte e concluse prima dell’adozione
         degli atti in questione. 
      
      31      La ricorrente sostiene inoltre che gli atti controversi sono impugnabili in quanto hanno modificato la sua situazione materiale.
         A tale riguardo, essa afferma che il ritardo nella sottoscrizione della Convenzione, nonché la restrizione imposta relativamente
         alla distribuzione dell’anticipo versato sul suo conto, hanno leso la sua reputazione, mettendola in una situazione imbarazzante
         nei confronti degli altri membri del consorzio di cui faceva parte, ai quali essa ha dovuto dare spiegazioni circa il comportamento
         della Commissione. Secondo la ricorrente, gli atti controversi hanno altresì inciso sulla posizione che essa occupava prima
         della loro adozione, vale a dire sia quella di «aggiudicataria» del progetto sia quella di coordinatrice del consorzio, riducendo
         tale posizione ad un ruolo di «aggiudicataria» del progetto e di coordinatrice del consorzio sotto condizioni.
      
      32      A sostegno dell’eccezione di irricevibilità, la Commissione sostiene che gli atti controversi sono per loro natura non impugnabili
         nell’ambito di un ricorso di annullamento, dal momento che si tratta di semplici misure di informazione interna e di cautela.
         A tale riguardo, essa fa riferimento alla giurisprudenza della Corte ai sensi della quale le misure d’ordine interno che non
         producono effetti giuridici al di fuori della sfera dell’amministrazione comunitaria non sarebbero oggetto di un sindacato
         di legittimità ai sensi dell’art. 230 CE. Essa fa inoltre osservare che gli atti controversi sono semplicemente una manifestazione
         del comportamento prudente che essa deve seguire prima di impegnare contrattualmente risorse finanziarie dell’Unione.
      
      33      Secondo la Commissione, se è vero che la registrazione della ricorrente nel SAR ha generato per gli ordinatori competenti
         maggiori obblighi di sorveglianza, la ricorrente non ha dimostrato che gli atti controversi abbiano prodotto effetti giuridici
         nei suoi confronti, violando i suoi diritti o imponendole nuovi obblighi. A tale riguardo, essa respinge la tesi secondo cui
         il ritardo nella sottoscrizione della Convenzione avrebbe prodotto un effetto giuridico. Secondo la convenuta, un ritardo
         del genere è frequente nel mondo degli affari, in cui le parti avvertono la necessità di tutelare i loro rispettivi interessi,
         e si è, peraltro, già verificato, nel presente caso, nell’ambito del regolamento di altre questioni. Tale ritardo non avrebbe
         quindi creato obblighi per la ricorrente né violato i suoi diritti ai sensi della giurisprudenza relativa agli atti che possono
         essere oggetto di un ricorso ex art. 230 CE.
      
      34      La Commissione sostiene altresì che non vi è un nesso di causalità diretta tra, da un lato, gli atti controversi e, dall’altro
         lato, il fatto che la ricorrente è ricorsa ad un prestito bancario e la sua difficoltà a procedere al pagamento dell’anticipo
         agli altri membri del consorzio. Secondo la convenuta, l’aver fatto ricorso ad un prestito bancario da parte della ricorrente
         è stato dovuto piuttosto alla fretta di quest’ultima di affrontare talune spese ben prima che la Convenzione venisse sottoscritta
         e non è una conseguenza degli atti controversi. Allo stesso modo, la soluzione alla fine concordata di versare l’anticipo
         agli altri membri del consorzio sarebbe il risultato di «consultazioni-deliberazioni» tra essa, la ricorrente e le sue banche,
         e non avrebbe costituito un «effetto automatico» degli atti controversi.
      
      35      La Commissione sostiene inoltre che il requisito secondo cui la ricorrente non poteva amministrare il versamento dell’anticipo
         agli altri membri del consorzio sollevava quest’ultima da un obbligo e non può pertanto essere considerato un danno.
      
      36      La Commissione è infine del parere che le domande poste alla ricorrente dagli altri membri del consorzio circa il ritardo
         della sottoscrizione della Convenzione e le risposte date a tali domande non producano effetti giuridici per la ricorrente.
      
       Giudizio del Tribunale
      37      Si deve ricordare che, secondo la costante giurisprudenza della Corte, il ricorso di annullamento è esperibile avverso qualsiasi
         provvedimento adottato dalle istituzioni, indipendentemente dalla sua natura o dalla sua forma, che miri a produrre effetti
         giuridici. In particolare sono considerati impugnabili, ai sensi dell’art. 230 CE, tutti i provvedimenti che producono effetti
         giuridici vincolanti idonei ad incidere sugli interessi del ricorrente, modificando in misura rilevante la sua situazione
         giuridica (sentenze della Corte 11 novembre 1981, causa 60/81, IBM/Commissione, Racc. pag. 2639, punto 9, e 17 luglio 2008,
         causa C‑521/06 P, Athinaïki Techniki/Commissione, Racc. pag. I‑5829, punto 29). 
      
      38      Al contrario, sono irricevibili i ricorsi diretti contro atti che costituiscono soltanto misure d’ordine interno all’amministrazione
         e che non creano di conseguenza effetti all’esterno di questa (v. ordinanza della Corte 4 giugno 1986, causa 78/85, Gruppo
         delle destre europee/Parlamento, Racc. pag. 1753, punti 10 e 11, e sentenza della Corte 9 ottobre 1990, causa C‑366/88, Francia/Commissione,
         Racc. pag. I‑3571, punto 9, e la giurisprudenza ivi citata). A sostegno dell’eccezione di irricevibilità, la Commissione si
         fonda su quest’ultima giurisprudenza e sostiene che gli atti controversi non sono impugnabili, poiché costituiscono semplici
         misure di informazione di ordine interno. 
      
      39      A tale riguardo va sottolineato che il fatto che l’amministrazione effettui un trattamento dei dati a fini puramente interni,
         segnatamente raccogliendo, gestendo e utilizzando tali dati, non esclude in alcun modo che tali operazioni possano ledere
         gli interessi degli amministrati ai sensi della giurisprudenza citata al punto 37 supra. Il verificarsi di una siffatta lesione
         dipende in effetti da diversi fattori, segnatamente dalla natura dei dati trattati, dalla finalità specifica del suddetto
         trattamento, dalle conseguenze esatte che tale trattamento può avere e dalla conformità tra, da un lato, la finalità e le
         conseguenze del trattamento in questione e, dall’altro, le disposizioni applicabili che delimitano le competenze dell’amministrazione.
      
      40      Per quanto concerne quest’ultimo elemento, il Tribunale constata che la decisione 2008/969, sulla quale gli atti impugnati
         si basano, non fa riferimento ad alcuna disposizione del diritto primario o derivato che attribuisca esplicitamente alla Commissione
         la competenza di creare, di implementare e di gestire una banca dati relativa alle persone fisiche o giuridiche sospettate
         di rappresentare un rischio per gli interessi finanziari dell’Unione. Pur se il terzo ‘considerando’ della decisione 2008/969
         fa riferimento al regolamento (CE, Euratom) del Consiglio 25 giugno 2002, n. 1605, che stabilisce il regolamento finanziario
         applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 248, pag. 1; in prosieguo: il «regolamento finanziario»), si
         deve necessariamente constatare che l’art. 95 del detto regolamento, nella versione applicabile ai fatti della causa, prevede
         soltanto l’implementazione di una banca dati centrale che elenchi le persone fisiche o giuridiche escluse dal beneficio dei
         finanziamenti dell’Unione perché insolventi, condannate per grave colpa professionale o per un reato che leda gli interessi
         finanziari dell’Unione.
      
      41      Sebbene la ricorrente non abbia dedotto motivi a tale riguardo, l’incompetenza dell’autore degli atti controversi costituisce
         una questione di ordine pubblico che, come tale, dev’essere sollevata d’ufficio (v., in questo senso, sentenze del Tribunale
         28 gennaio 2003, causa T‑147/00, Laboratoires Servier/Commissione, Racc. pag. II‑85, punto 45, e 8 luglio 2010, causa T‑160/08 P,
         Commissione/Putterie-De-Beukelaer, Racc. pag. II‑3751, punto 61).
      
      42      Al fine di esaminare se gli atti controversi siano viziati da incompetenza ratione materiae, occorre quindi, già per questa
         ragione, esaminarne il contenuto (v., in tal senso, sentenze della Corte 13 novembre 1991, causa C‑303/90, Francia/Commissione,
         Racc. pag. I‑5315, punto 10, e 20 marzo 1997, causa C‑57/95, Francia/Commissione, Racc. pag. I‑1627, punto 9).
      
      43      Nondimeno, al fine di statuire sull’eccezione di irricevibilità sollevata dalla Commissione e supponendo in questa fase che
         la Commissione sia legittimata ad effettuare i trattamenti di dati che rappresentano gli atti controversi, occorre verificare
         se la segnalazione di un soggetto giuridico nel SAR, in particolare nella categoria W1, sia un’operazione che riguarda soltanto
         i rapporti tra un superiore gerarchico e gli agenti posti sotto la sua responsabilità e i cui effetti si esauriscono nella
         sfera interna delle istituzioni, organi e organismi dell’Unione. 
      
      44      A tale riguardo, dall’art. 6 della decisione 2008/969 risulta che, sia nell’ambito di impegni di bilancio sia nell’ambito
         delle procedure di aggiudicazione di contratti e di sovvenzioni, gli ordinatori competenti all’interno della Commissione sono
         tenuti a verificare l’esistenza nel SAR di un avviso relativo ai soggetti che si sono candidati. In tal caso, gli artt. 15‑17
         e 19‑22 della decisione 2008/969 autorizzano ed impongono che il contabile o gli ordinatori interessati adottino misure specifiche
         nei confronti di tale soggetto o del progetto di cui trattasi. Quindi, tenuto conto dell’obiettivo intrinseco alla decisione
         2008/969, vale a dire quello di tutelare gli interessi finanziari dell’Unione nell’ambito dell’esecuzione di misure di bilancio,
         l’impatto della segnalazione di un soggetto nel SAR, pur se nella categoria W1, non può essere circoscritto all’interno di
         istituzioni, organi e organismi dell’Unione ed una siffatta segnalazione incide necessariamente sulle relazioni tra gli ordinatori
         interessati e il soggetto in questione. 
      
      45      Sebbene l’art. 16 della decisione 2008/969, ai sensi del quale «[u]n avviso W1 viene registrato soltanto a titolo informativo
         e non comporta alcuna conseguenza diversa dal rafforzamento delle misure di vigilanza», sia meno vincolante rispetto agli
         artt. 15, 17 e 19‑22 della stessa decisione, dalla formulazione dell’art. 16 e dalla struttura della decisione emerge che
         la constatazione di un avviso W1 comporta in realtà il dovere per l’ordinatore interessato di prendere misure di vigilanza
         rafforzate, fatto peraltro riconosciuto dalla Commissione nell’eccezione di irricevibilità. In effetti, un avviso W1 perderebbe
         qualsiasi utilità se l’ordinatore interessato, che è informato dell’esistenza di sospetti di frodi o errori amministrativi
         gravi (v. art. 10 della decisione 2008/969), non fosse obbligato ad assicurare il rafforzamento delle misure di vigilanza.
      
      46      In particolare, l’obbligo risultante dagli atti controversi per l’ordinatore interessato di adottare misure nei confronti
         della ricorrente può essere chiaramente dedotto dal contenuto del messaggio di posta elettronica inviato a quest’ultima dalla
         Commissione il 4 giugno 2009. In detto messaggio, l’agente incaricato del fascicolo relativo all’attribuzione del progetto
         AEGIS ha informato la ricorrente che il fatto che la sottoscrizione della Convenzione fosse stata sospesa e che fosse stata
         imposta una condizione supplementare era dovuto all’avviso che la riguardava e che il suo servizio non aveva nulla a che fare
         con ciò.
      
      47      Quindi, dal momento che si è stabilito che gli atti controversi hanno effettivamente prodotto effetti al di fuori della sfera
         interna alla Commissione, occorre esaminare se essi possano essere considerati come effetti giuridici vincolanti idonei ad
         incidere sugli interessi della ricorrente, modificando in misura rilevante la sua situazione giuridica.
      
      48      A tale riguardo, occorre rilevare che un avviso nel SAR incide sui soggetti che chiedono l’impegno di risorse finanziarie
         dell’Unione, in quanto essi, per poter perseguire i loro interessi finanziari, sono obbligati ad adattarsi alle condizioni
         o alle misure di maggior precauzione, specifiche per loro, imposte dagli ordinatori interessati. Siffatte condizioni e misure
         precauzionali possono assumere la forma di nuovi obblighi contrattuali e di oneri economici imprevisti o ancora, come nel
         caso di specie, di ripercussioni sull’organizzazione interna di un consorzio di cui tali soggetti fanno parte.
      
      49      In particolare, a partire dalla sua registrazione nel SAR tramite l’attivazione dell’avviso W1a, la ricorrente si è trovata
         in una situazione meno favorevole rispetto a quella in cui si trovava prima dell’adozione degli atti controversi, giacché
         la Commissione, come constatato al punto 45 supra, era tenuta ad imporre condizioni di sorveglianza rafforzata. Tale modifica
         della situazione giuridica della ricorrente è dimostrata dal messaggio di posta elettronica della Commissione in data 4 giugno 2009
         e dalla successiva corrispondenza, dalla quale emerge che, per poter concludere il contratto relativo al progetto AEGIS, la
         ricorrente era obbligata a rinunciare alla gestione della ripartizione degli anticipi tra i membri del consorzio di cui faceva
         parte.
      
      50      Più precisamente, nel suo messaggio di posta elettronica del 4 giugno 2009, la Commissione ha comunicato che un problema imprevisto,
         vale a dire la segnalazione della ricorrente nel SAR, aveva portato a sospendere la sottoscrizione della Convenzione e ha
         descritto dettagliatamente le misure che la ricorrente avrebbe dovuto adottare per soddisfare la nuova condizione impostale
         affinché la Convenzione venisse sottoscritta.
      
      51      Da quanto precede risulta che gli atti controversi hanno inciso sul margine di trattativa della ricorrente, sull’organizzazione
         interna al suo consorzio e, quindi, sulla sua attitudine a concludere effettivamente il progetto AEGIS. Non sarebbe compatibile
         con un’Unione di diritto negare alla ricorrente la possibilità di beneficiare di un controllo giurisdizionale relativo alla
         fondatezza degli elementi alla base degli atti controversi.
      
      52      Ciò è tanto più vero se si tiene conto del fatto che la decisione 2008/969 non prevede alcun diritto per le persone fisiche
         e giuridiche di essere informate, e ancor meno di essere sentite, prima della loro registrazione nel SAR mediante l’attivazione
         degli avvisi W1, W2, W3, W4 e W5b. Certamente una persona che, per un motivo o per l’altro, è informata della sua registrazione
         nel detto sistema può, ai sensi dell’art. 8, n. 2, lett. b), della decisione 2008/969, chiedere la rettifica dei dati che
         la riguardano. Tuttavia, la decisione di procedere ad una siffatta rettifica è lasciata interamente alla discrezione dell’amministrazione,
         vale a dire al servizio che ha chiesto la registrazione di tale persona nel sistema.
      
      53      Occorre infine sottolineare che gli atti controversi non possono essere considerati come atti intermedi e preparatori non
         impugnabili. In effetti, non solo essi presentano le caratteristiche giuridiche degli atti impugnabili (v. punti 44‑48 supra),
         ma costituiscono altresì il momento conclusivo di una procedura speciale – vale a dire la registrazione di un soggetto giuridico
         in un elenco di «allarme» senza che esso venga sentito sulle cause di detta registrazione – e distinta dalle decisioni con
         le quali viene data attuazione ai diversi requisiti specifici previsti dalla decisione 2008/969 (v., in tal senso, sentenza
         IBM/Commissione, già citata, punto 11).
      
      54      Da tutto quel che precede consegue che la Commissione non può fondatamente sostenere che il ricorso sia irricevibile. 
      
      55      Di conseguenza, va respinta l’eccezione di irricevibilità sollevata dalla Commissione.
      
       Sulle spese
      56      Ai sensi dell’art. 87, n. 1, del regolamento di procedura, si provvede sulle spese con la sentenza o l’ordinanza che pone
         fine alla causa.
      
      57      In questa fase del giudizio le spese devono quindi essere riservate.
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Sesta Sezione)
      così provvede:
      1)      L’eccezione di irricevibilità è respinta.
      2)      Le spese sono riservate.
      Lussemburgo, 13 aprile 2011
      
               Il cancelliere 
            
             
            
                      Il presidente
            
         
               E. Coulon 
            
             
            
                      E. Moavero Milanesi
            
         * Lingua processuale: il greco.