CELEX: 52012DC0327
Language: it
Date: 2012-05-30 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2012 della Slovenia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Slovenia 20122015

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		52012DC0327
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2012 della Slovenia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Slovenia 20122015 /* COM/2012/0327 final - 2012/ () */
			
				
		
		
			
			   	Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2012 della
Slovenia 
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Slovenia
2012‑2015
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e
l’articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1], in particolare
l’articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla
prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici[2],
in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[3],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[4],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per
l’occupazione,
sentito il comitato economico e finanziario,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010 il Consiglio
europeo ha approvato la proposta della Commissione europea di avviare
“Europa 2020”, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata
su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui
settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di
crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
(2)       Il Consiglio ha adottato, il
13 luglio 2010, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le
politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21
ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati
membri a favore dell’occupazione[5], che insieme formano gli
“orientamenti integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto
degli orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e
occupazionale.
(3)       Il 12 luglio 2011 il
Consiglio ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma
2011 della Slovenia e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità
aggiornato della Slovenia 2011-2014.
(4)       Il 23 novembre 2011 la
Commissione ha adottato la seconda Analisi annuale della crescita, segnando
l’inizio del secondo semestre europeo di coordinamento integrato ed ex-ante
delle politiche, che è parte integrante della strategia Europa 2020. Sulla
base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la Commissione ha adottato, il 14 febbraio 2012,
la relazione sul meccanismo di allerta[6], in cui annovera la
Slovenia tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di un'ulteriore
analisi approfondita.
(5)       Il 2 marzo 2012 il Consiglio
europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il
risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando la
necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e
favorevole alla crescita, ripristinare la normale erogazione di prestiti
all'economia, promuovere la crescita e la competitività, lottare contro la
disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e modernizzare la pubblica
amministrazione.
(6)       Il 2 marzo 2012 il Consiglio
europeo ha inoltre invitato gli Stati membri che partecipano al patto Euro Plus
a presentare i loro impegni in tempo utile perché possano essere inseriti nei
rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di
riforma.
(7)       Il 26 aprile 2012 la Slovenia
ha presentato il suo programma di stabilità, relativo al periodo 2012-2015, e
il 13 aprile 2012 il suo programma nazionale di riforma 2012. I due programmi
sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto dei reciproci
collegamenti interni. A norma dell’articolo 5 del regolamento (UE)
n. 1176/2011 la Commissione ha anche svolto un esame approfondito per
verificare se la Slovenia presentasse squilibri macroeconomici. Nel suo esame
approfondito[7] la Commissione ha
concluso che la Slovenia sta attraversando una fase di squilibri interni che
incidono, in particolare, sulla riduzione dell'indebitamento delle imprese e
sulla stabilità del sistema bancario. Questi squilibri interni ed eventuali
squilibri esterni potenziali dovrebbero essere attentamente monitorati e
figurare nelle considerazioni di politica economica, in modo da ridurre il
rischio di effetti negativi per l'economia. La ricapitalizzazione e la vendita
della banca principale e il deciso impegno a correggere il disavanzo eccessivo
entro il termine del 2013 sono due elementi importanti e pertinenti della
risposta che viene attualmente prevista. Il rischio di squilibri eccessivi può
essere ridotto al minimo grazie ad un'azione rapida e completa in questi
ambiti.
(8)       Sulla base della valutazione
del programma di stabilità a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il
Consiglio è del parere che lo scenario macroeconomico su cui si fondano le
proiezioni di bilancio del programma sia ottimistico rispetto alle previsioni
di primavera 2012 della Commissione. L'obiettivo della strategia di bilancio
delineata nel programma è portare il disavanzo pubblico al di sotto del 3% del
PIL nel 2013, termine fissato dal Consiglio, e successivamente perseguire
l’ulteriore riduzione del disavanzo in modo da raggiungere nel complesso
l'obiettivo di bilancio a medio termine (OMT) della Slovenia entro il 2015.
L’obiettivo a medio termine è definito come una posizione di equilibrio in
termini strutturali, invariata rispetto al precedente programma, ma che non può
essere considerata adeguata secondo quanto previsto dal patto di stabilità e
crescita perché, sulla base delle attuali politiche e proiezioni, non
garantisce progressi sufficientemente rapidi verso la sostenibilità a lungo
termine. Vi è il rischio che i dati del disavanzo possano essere peggiori del
previsto, a causa di vari elementi: i) mancanza di descrizione delle misure
previste per il periodo 2013-15; ii) una serie di eccedenze di spesa corrente
primaria registrate in precedenza; iii) una riduzione delle entrate, visto lo
scenario macroeconomico relativamente ottimistico e le incertezze sugli effetti
delle misure fiscali decise di recente; iv) eventuali ulteriori interventi di
sostegno al capitale e di attivazione di garanzie. Sulla base del saldo
strutturale (ricalcolato)[8], si prevede che lo sforzo
di bilancio medio annuo, nel periodo 2010-2013, sia quasi dell'1% del PIL,
leggermente al di sopra di quanto raccomandato dal Consiglio. Tuttavia, le
previsioni di primavera 2012 della Commissione prevedono la necessità di uno
sforzo supplementare nel 2013 per conformarsi alla raccomandazione per l'intero
periodo di correzione. Dopo la prevista correzione del disavanzo eccessivo, il
ritmo annuale dei progressi, secondo il programma, verso il conseguimento
dell'obiettivo a medio termine è in linea con il parametro di riferimento dello
0,5% previsto dal patto di stabilità e crescita per il 2015, ma al di
sotto di tale parametro nel 2014, mentre il tasso di crescita della spesa
pubblica, tenendo conto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, è in
linea con il parametro di riferimento per la spesa previsto dal patto di
stabilità e crescita in entrambi gli anni; in generale il programma prevede un
percorso di aggiustamento sostanzialmente adeguato per il conseguimento
dell'OMT. Tenendo conto dei rischi sopra menzionati, i progressi verso il
raggiungimento dell'OMT potrebbero essere più lenti del necessario in entrambi
gli anni. A fronte del 48% circa del PIL nel 2011, il programma prevede che il
debito pubblico lordo salga fino ad un massimo del 53% entro il 2013 (rimanendo
quindi al di sotto del valore di riferimento del 60% del PIL), prima di
scendere leggermente entro la fine del periodo di riferimento del programma. Le
proiezioni del debito sono soggette a un rischio di rialzo a causa della
possibilità di un aumento del disavanzo, sopra descritta, e di maggiori aggiustamenti
stock/flussi. Il quadro di bilancio a medio termine della Slovenia e le norme
in materia di spesa continuano a non essere sufficientemente vincolanti e non
sono abbastanza mirati a conseguire l’obiettivo a medio termine e a garantire
la sostenibilità a lungo termine. 
(9)       Il governo sloveno non è
stato finora in grado di realizzare modifiche sistematiche del sistema
pensionistico visti i 12 mesi di moratoria legislativa dopo i risultati
negativi del referendum del giugno 2011 su una precedente riforma delle
pensioni. Tuttavia, le misure di contenimento dei costi a breve termine sono
state prorogate e rafforzate nel dicembre 2011 e nel maggio 2012. Per quanto
appropriate e benefiche a breve termine, è chiaro che queste misure temporanee
non sono sufficienti per rispondere alle sfide a lungo termine. Il governo
prevede una nuova riforma delle pensioni da attuarsi entro la fine del 2013,
che si baserebbe su un sistema a più pilastri e su un innalzamento dell'età
pensionabile effettiva. Anche se non sono stati forniti ulteriori particolari,
il grado di ambizione di questi piani appare modesto. Data la portata della
sfida, è necessaria una riforma globale per affrontare le seguenti questioni:
la bassa età pensionabile prevista per legge, le differenze nell'età
pensionabile prevista per legge per le donne e per gli uomini, le ampie
possibilità di pensionamento anticipato e le generose misure di indicizzazione
delle pensioni. Finora non sono stati adottati provvedimenti specifici per
aumentare il tasso di occupazione dei lavoratori più anziani, sebbene gli
orientamenti per l'attuazione delle misure attive della politica del mercato
del lavoro per il 2012-2015 e il piano 2012 per l’attuazione di tali misure
siano specificamente rivolti ai disoccupati più anziani. 
(10)     La situazione del settore
bancario sloveno appare ancora più difficile rispetto all'epoca della
valutazione del 2011. Le perdite del settore sull'intero anno 2011 sono state
consistenti e, in futuro, il rallentamento dell’economia porterà ulteriori
perdite relative ai prestiti in quanto sempre più imprese hanno difficoltà con
il servizio del debito. Le misure introdotte o annunciate finora non sono
sufficientemente ambiziose data l'entità della sfida. L'urgente seconda
ricapitalizzazione della banca principale (NLB) non è proseguita. Il nuovo
governo ha dichiarato la propria intenzione di ridurre le sue partecipazioni
nelle banche principali ad una minoranza di blocco. È necessario articolare il
rapporto tra tale aspirazione a lungo termine e la necessità immediata e
urgente di nuovo capitale; nell'analisi finale la responsabilità incombe
inequivocabilmente allo Stato in quanto proprietario di maggioranza. Una chiara
strategia di privatizzazione sostenuta da tempestivi conferimenti di capitale a
copertura delle perdite, una garanzia di buona governance e una gestione
professionale e depoliticizzata renderebbero più credibile questa politica e, a
termine, la vendita di queste banche.
(11)     Nell’ultimo anno non sono
state presentate proposte concrete per ridurre le asimmetrie tra la tutela
concessa ai lavoratori a tempo indeterminato e a quelli con contratti a tempo
determinato. Nel 2011 sono stati avviati i negoziati con le parti sociali sulla
legge relativa al rapporto di lavoro, ma non è stato raggiunto un accordo né
sono stati adottati emendamenti. Il PNR indica alcune misure per aumentare la
flessicurezza e affrontare la segmentazione, ma non fornisce alcun calendario
per la loro adozione. La legge, di recente adozione, sull'equilibrio dei conti
pubblici introduce oneri considerevolmente più elevati ("tasse di
concessione") per i "lavori da studente" onde ridurre
l'attrattiva di tali rapporti di lavoro, ma attualmente non sono previste
misure supplementari.
(12)     La capacità di risposta del
sistema di istruzione e di formazione alle necessità del mercato del lavoro
rimane insufficiente, anche se vengono attualmente introdotti servizi di
orientamento professionale durante l'intero ciclo formativo e si stanno
compiendo sforzi per fornire informazioni sulle future carriere. Non sono stati
fatti passi concreti per creare un sistema di previsione della domanda sul
mercato del lavoro. Sono stati avviati alcuni progetti cofinanziati con il
Fondo sociale europeo per promuovere i posti di lavoro per i quali esiste una
domanda elevata sul mercato. Si tratta di misure pertinenti, ma che
rappresentano nel complesso una risposta inadeguata alla sfida. La valutazione
compiuta da esperti esterni sull'efficacia generale del servizio pubblico di
collocamento sloveno non è disponibile per l'analisi.
(13)     Nonostante le modifiche
legislative introdotte nell'aprile 2011 per trasformare l'Ufficio per la tutela
della concorrenza (UVK) in un'agenzia indipendente a partire dal 1° gennaio
2012, l'UVK non è ancora indipendente poiché devono essere prima soddisfatte
diverse condizioni procedurali. Inoltre nel 2011 sono state ridotte le risorse
a disposizione dell'UVK. A causa di questi sviluppi, è difficile per l'UVK
ampliare la sua azione a livello di applicazione e conferire peso istituzionale
alle riforme volte a stimolare la concorrenza. È stato appena ultimato uno
studio sulla deregolamentazione delle professioni, ma non è chiaro se e quali
misure concrete siano state adottate in questo ambito. Più in generale, alcuni
aspetti del quadro legislativo per lo stabilimento dei prestatori di servizi
possono sollevare questioni di compatibilità con la direttiva sui servizi. Il
contesto imprenditoriale generale presenta carenze, quali il coinvolgimento
diretto e indiretto dello Stato nell'economia e procedure di
insolvenza/concorsuali favorevoli ai debitori e a volte problematiche, che
scoraggiano gli investitori nazionali e stranieri e ostacolano il rapido
risanamento dei bilanci bancari. Va infine segnalato che la rete di trasmissione nazionale è prossima
alla congestione a causa dell'importanza crescente della Slovenia quale paese
di transito per i flussi di elettricità.
(14)     Dopo il forte aumento
discrezionale del marzo 2010, nel 2011 il salario minimo, espresso in
percentuale del salario medio, era il più elevato dell'UE, pur rimanendo al di
sotto della soglia di povertà. L'indicizzazione operata nei due anni successivi
ha determinato un ulteriore aumento nominale del 4%. Questi sviluppi riducono
la competitività delle industrie ad alta intensità di manodopera e aggravano la
disoccupazione strutturale.
(15)     La Slovenia ha assunto una
serie di impegni nel quadro del patto Euro Plus. Tali impegni, e l'attuazione
degli impegni presentati nel 2011, mirano a stimolare l'occupazione, a migliorare
la competitività e la sostenibilità delle finanze pubbliche e a rafforzare la
stabilità finanziaria. La Commissione ha valutato l'attuazione degli impegni
assunti nel quadro del patto Euro Plus. Nelle raccomandazioni si è tenuto conto
dei risultati di tale valutazione.
(16)     Nel contesto del semestre
europeo la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica
economica della Slovenia, ha valutato il programma di stabilità e il programma
di riforma nazionale e ha presentato un esame approfondito. La Commissione ha
tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità
della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Slovenia, ma
anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti UE, alla luce dell'esigenza
di rafforzare la governance economica dell'Unione europea nel suo insieme,
offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali. Le
raccomandazioni che propone nell’ambito del semestre europeo sono riportate nei
successivi punti da 1 a 7. 
(17)     Alla luce della valutazione di
cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità della Slovenia e
il suo parere[9] trova riscontro, in
particolare, nella raccomandazione di cui al seguente punto 1.
(18)     Alla luce dell’esame approfondito
della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il
programma nazionale di riforma della Slovenia per il 2012 e il programma di
stabilità della Slovenia. Le sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6
del regolamento (UE) n. 1176/2011 sono riportate, in particolare, nelle
raccomandazioni di cui ai seguenti punti 3, 6 e 7,
RACCOMANDA che la Slovenia adotti
provvedimenti nel periodo 2012-2013 al fine di:
1.           attuare il bilancio 2012 e
potenziare la strategia di bilancio per il 2013 attraverso misure strutturali
adeguatamente specificate, tenendosi pronta ad adottare misure supplementari
per garantire una correzione tempestiva e duratura del disavanzo eccessivo e la
realizzazione dello sforzo di aggiustamento strutturale, di cui alle
raccomandazioni formulate dal Consiglio nell'ambito della procedura per i
disavanzi eccessivi; successivamente, garantire un adeguato sforzo di
aggiustamento strutturale per compiere progressi sufficienti verso un obiettivo
a medio termine appropriato in termini di posizione di bilancio, anche
conformandosi al parametro di riferimento per la spesa; rafforzare il quadro di
bilancio a medio termine e le norme in materia di spesa, rendendoli più
vincolanti e trasparenti;
2.           prendere urgentemente misure
per garantire la sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico, pur
mantenendo le pensioni a livelli adeguati, i) uniformando l'età pensionabile
prevista per legge per le donne e per gli uomini, ii) innalzando l'età
pensionabile prevista per legge in linea con l'aumento della speranza di vita;
iii) riducendo le possibilità di prepensionamento e iv) rivedendo il sistema di
indicizzazione delle pensioni; aumentare il tasso di occupazione dei lavoratori
più anziani, anche attraverso l'ulteriore sviluppo delle politiche attive del
mercato del lavoro e della formazione permanente;
3.           adottare le misure necessarie
per costituire riserve di capitale sufficienti nel settore bancario e
promuovere energicamente il risanamento dei bilanci per consentire la ripresa
dell'erogazione di credito alle attività produttive; ottenere una verifica
completa, da parte di terzi, delle stime delle prove di stress relative alle
perdite su crediti per le banche di importanza sistemica;
4.           adeguare la legislazione
sulla tutela del lavoro per quanto riguarda i contratti permanenti onde ridurre
la segmentazione di tale mercato, in consultazione con le parti sociali e in
conformità delle prassi nazionali; prendere ulteriori provvedimenti riguardo al
mercato occupazionale parallelo derivante dai cosiddetti lavori da studente;
5.           conciliare meglio le
competenze con le necessità del mercato del lavoro, in particolare la domanda
di lavoratori poco qualificati e di diplomati dell'istruzione superiore, e
portare avanti la riforma dell'istruzione e della formazione professionale; 
6.           prendere ulteriori misure per
aprire maggiormente i mercati e accelerare la riorganizzazione dei servizi
professionali; migliorare il contesto imprenditoriale i) attuando la riforma
dell'Ufficio per la tutela della concorrenza, ii) creando un quadro per le
imprese di Stato che garantisca una gestione indipendente e elevati standard di
governo societario e iii) migliorando le procedure fallimentari, in particolare
in termini di tempistica e di efficienza;
7.           dopo le consultazioni con le
parti sociali, e secondo la prassi nazionale, fare in modo che la crescita
salariale, compreso l'adeguamento del salario minimo, favorisca la
competitività e la creazione di posti di lavoro.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
[3]               COM(2012) 327 final.
[4]               P7_TA(2012)0048 e P7_TA(2012)0047.
[5]               Decisione 2012/238/UE del Consiglio, del 26 aprile 2012.
[6]               COM(2012) 68 final.
[7]               SWD(2012) 158 final.
[8]               Saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle
misure temporanee e una tantum, ricalcolato dai servizi della Commissione sulla
base delle informazioni contenute nel programma, secondo la metodologia
concordata.
[9]               A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.