CELEX: C2006/178/41
Language: it
Date: 2006-07-29 00:00:00
Title: Causa C-245/06 P: Ricorso proposto il  1 o  giugno 2006  da Saiwa SpA avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione), del  5 aprile 2006  causa T-344/03, Saiwa s.p.a./Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (UAMI) e Barilla Alimentare SpA

29.7.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 178/26
            
         Ricorso proposto il 1o giugno 2006 da Saiwa SpA avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione), del 5 aprile 2006 causa T-344/03, Saiwa s.p.a./Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (UAMI) e Barilla Alimentare SpA
   (Causa C-245/06 P)
   (2006/C 178/41)
   Lingua processuale: l'italiano
   Parti
   
      Ricorrente: Saiwa SpA (rappresentanti: G. Sena, P. Tarchini, J.-P. Karsenty, M. Karsenty-Ricard, avvocati)
   
      Altre parti nel procedimento: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) e Barilla Alimentare
   Conclusioni
   
               —
            
            
               annullare la sentenza impugnata;
            
         
               —
            
            
               accogliere le conclusioni formulate nel giudizio di primo grado con il conseguente annullamento, per violazione dell'art. 8, n. 1, lett. b) del reg. 40/94/CE (1), della decisione della Quarta Commissione di Ricorso dell'UAMI emessa in data 18 luglio 2003 nel procedimento R480/2002-4 ed il rigetto della domanda di registrazione di Barilla Alimentare s.p.a. n. 289.405;
            
         
               —
            
            
               condannare l'UAMI e Barilla Alimentare s.p.a. al pagamento delle spese di tutti i gradi del giudizio.
            
         Motivi e principali argomenti
   La ricorrente fa valere un unico motivo di annullamento fondato sulla violazione dell'art. 8, n. 1, lett. b) del reg. 40/94/CE sul marchio comunitario. La ricorrente sostiene che l'espressione «ORO» (che costituisce oggetto o che comunque fa parte dei marchi di cui alla presente controversia) è dotata di capacità distintiva intrinseca; che con riferimento al marchio internazionale (che pure costituisce oggetto della presente controversia) parte del pubblico pertinente ignora il significato della parola «ORO» e che tale circostanza costituisce un dato di comune esperienza che non deve essere dimostrato dalla parte; che per il principio di interdipendenza, data l'identità dei prodotti e dei segni configgenti, è sufficiente che il segno anteriore presenti un limitato carattere distintivo.
   La ricorrente sostiene inoltre che la capacità distintiva della parola «ORO» è rafforzata e/o acquisita attraverso l'uso, tanto del marchio «ORO», quanto del marchio «ORO SAIWA».
   La ricorrente sostiene infine che i marchi «ORO» e «ORO SAIWA», da un lato, e «Selezione ORO BARILLA», dall' altro, sono confondibili e che fra di essi comunque sussiste un rischio di associazione.
   
      (1)  GU L 22, p. 50.