CELEX: 52006PC0543
Language: it
Date: 2006-09-25
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento   (Versione codificata)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                             Bruxelles, 25.09.2006
                                             COM(2006) 543 definitivo
                                             2006/0170 (COD)
                                 Proposta di
   DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
       sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento
                            (Versione codificata)
                      (presentata dalla Commissione)
IT                                                                    IT
 ---pagebreak---                                               RELAZIONE
   1.  Nel contesto dell'Europa dei cittadini, la Commissione attribuisce grande importanza
       alla semplificazione e alla chiara formulazione della normativa comunitaria, affinché
       diventi più comprensibile e accessibile al cittadino comune, offrendo al medesimo
       nuove possibilità di far valere i diritti che la normativa sancisce.
       Questo obiettivo non può essere realizzato fintanto che le innumerevoli disposizioni,
       modificate a più riprese e spesso in modo sostanziale, rimangono sparse,
       costringendo chi le voglia consultare a ricercarle sia nell'atto originario sia negli atti
       di modifica. L'individuazione delle norme vigenti richiede pertanto un notevole
       impegno di ricerca e di comparazione dei diversi atti.
       Per tale motivo è indispensabile codificare le disposizioni che hanno subito frequenti
       modifiche, se si vuole che la normativa comunitaria sia chiara e trasparente.
   2.  Il 1° aprile 1987 la Commissione ha pertanto deciso1 di dare istruzione ai propri
       servizi di procedere alla codificazione di tutti gli atti legislativi dopo non oltre dieci
       modifiche, sottolineando che si tratta di un requisito minimo e che i vari servizi
       dovrebbero sforzarsi di codificare i testi di loro competenza anche a intervalli più
       brevi, al fine di garantire la chiarezza e la comprensione immediata delle disposizioni
       comunitarie.
   3.  Le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Edimburgo
       (dicembre 1992) hanno ribadito questa necessità2, sottolineando l’importanza della
       codificazione, poiché offre la certezza del diritto applicabile a una determinata
       materia in un preciso momento.
       La codificazione va effettuata nel pieno rispetto del normale iter legislativo
       comunitario.
       Dal momento che in sede di codificazione nessuna modificazione di carattere
       sostanziale può essere apportata agli atti che ne fanno oggetto, il Parlamento
       europeo, il Consiglio e la Commissione hanno concluso un accordo interistituzionale,
       del 20 dicembre 1994, per un metodo di lavoro accelerato che consenta la rapida
       adozione degli atti di codificazione.
   4.  Lo scopo della presente proposta è quello di avviare la codificazione della
       direttiva 96/61/CE del Consiglio del 24 settembre 1996 sulla prevenzione e la
       riduzione integrate dell’inquinamento3. La nuova direttiva sostituisce i vari atti che
       essa incorpora4, preserva in pieno la sostanza degli atti oggetto di codificazione e
       pertanto non fa altro che riunirli apportando unicamente le modifiche formali
       necessarie ai fini dell’opera di codificazione.
   1
      COM(87) 868 PV.
   2
      V. allegato 3, Parte A, delle conclusioni.
   3
      Eseguita ai sensi della comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio -
      Codificazione della normativa comunitaria, COM(2001) 645 definitivo.
   4
      Allegato VI, Parte A, della presente proposta.
IT                                                   2                                               IT
 ---pagebreak---    5. La proposta di codificazione è stata elaborata sulla base del consolidamento
      preliminare, in tutte le lingue ufficiali, della direttiva 96/61/CE e degli strumenti di
      modifica della stessa, effettuato dall'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle
      Comunità europee, attraverso un sistema di elaborazione dati. Nei casi in cui è stata
      assegnata una nuova numerazione agli articoli, la concordanza tra la vecchia e la
      nuova numerazione è esposta in una tavola che figura all'allegato VII della direttiva
      codificata.
IT                                            3                                                IT
 ---pagebreak---                                                                            96/61/CE (adattato)
                                                                2006/0170 (COD)
                                                    Proposta di
               DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                     sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento
                                      (Testo rilevante ai fini del SEE)
   IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo ⌦ 175 ⌫,
   paragrafo 1,
   vista la proposta della Commissione,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo1,
   visto il parere del Comitato delle regioni2,
   deliberando conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del trattato3,
   considerando quanto segue:
   (1)      La direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la
            riduzione integrate dell’inquinamento4, è stata modificata in modo sostanziale e a più
            riprese5. A fini di razionalità e chiarezza occorre provvedere alla codificazione di tale
            direttiva.
                                                                           96/61/CE considerando (1)
   (2)      Gli obiettivi e i principi della politica ambientale comunitaria, quali definiti
            nell'articolo 174 del trattato mirano in particolare a prevenire, ridurre e, per quanto
            possibile, eliminare l'inquinamento intervenendo innanzi tutto alla fonte nonché
            garantendo una gestione accorta delle risorse naturali, nel rispetto del principio «chi
            inquina paga» e del principio della prevenzione.
   1
            GU C […] del […], pag. […].
   2
            GU C […] del […], pag. […].
   3
            GU C […] del […], pag. […].
   4
            GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 166/2006
            del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 33 del 4.2.2006, pag. 1).
   5
            V. allegato VI, Parte A.
IT                                                      4                                                     IT
 ---pagebreak---                                                                    96/61/CE considerando (2)
                                                               (adattato)
   (3) Il quinto programma d'azione per l’ambiente, la cui impostazione generale è stata
       approvata dal Consiglio e dai rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in
       sede di Consiglio nella risoluzione del 1o febbraio 1993, riguardante un programma
       comunitario di politica e di azione a favore dell’ambiente e di uno sviluppo
       sostenibile6, ⌦ assegnava ⌫ priorità alla riduzione integrata dell'inquinamento quale
       elemento importante per raggiungere un equilibrio più sostenibile tra attività umane e
       sviluppo socioeconomico, da un lato, e risorse e capacità rigenerativa della natura
       dall'altro.
                                                                   96/61/CE considerando (3)
   (4) L'attuazione di un approccio integrato per ridurre l'inquinamento richiede un'azione a
       livello comunitario per modificare e completare l'attuale normativa comunitaria in
       materia di prevenzione e riduzione dell'inquinamento dovuto a impianti industriali.
                                                                   96/61/CE considerando (4)
   (5) La direttiva 84/360/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1984, concernente la lotta contro
       l'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali7, ha introdotto una
       disciplina generale che impone un’autorizzazione prima che un impianto industriale
       entri in funzione o sia sottoposto a modifiche sostanziali, in grado di provocare
       inquinamento atmosferico.
                                                                   96/61/CE considerando (5)
   (6) La direttiva 2006/11/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006,
       concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate
       nell'ambiente idrico della Comunità8, ha introdotto un obbligo di autorizzazione per lo
       scarico di dette sostanze.
                                                                   96/61/CE considerando (6)
   (7) Nonostante l'esistenza di normative comunitarie sulla lotta contro l'inquinamento
       atmosferico e la prevenzione o la riduzione al minimo dello scarico di sostanze
       pericolose nell'acqua, non esiste finora un'analoga normativa comunitaria per
       prevenire o ridurre al minimo le emissioni nel suolo.
   6
       GU C 138 del 17.5.1993, pag. 1.
   7
       GU L 188 del 16.7.1984, pag. 20. Direttiva modificata dalla direttiva 91/692/CEE (GU L 377 del
       31.12.1991, pag. 48).
   8
       [GU L 64 del 4.3.2006, pag. 52.]
IT                                               5                                                    IT
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   (8)  Approcci distinti nel controllo delle emissioni nell'aria, nell'acqua o nel suolo possono
        favorire il trasferimento dell'inquinamento tra i vari settori ambientali anziché
        proteggere l'ambiente nel suo complesso.
                                                                      96/61/CE considerando (8)
   (9)  Un approccio integrato della riduzione dell'inquinamento serve a prevenire, ovunque
        sia possibile, le emissioni nell'aria, nell'acqua e nel suolo, tenendo conto della gestione
        dei rifiuti, e quanto meno a ridurle al minimo per raggiungere un elevato livello di
        protezione dell'ambiente nel suo complesso.
                                                                      96/61/CE considerando (9)
   (10) La presente direttiva deve stabilire un quadro generale per la prevenzione e la
        riduzione integrate dell'inquinamento; essa prevede le misure necessarie per porre in
        essere una prevenzione e una riduzione integrate dell'inquinamento tese a raggiungere
        un elevato livello di protezione dell'ambiente nel suo complesso. Questo approccio
        integrato della riduzione dell'inquinamento deve favorire l'applicazione del principio
        dello sviluppo sostenibile.
                                                                      96/61/CE considerando (10)
   (11) Le disposizioni della presente direttiva devono applicarsi fatte salve le disposizioni
        della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, concernente la
        valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati9; qualora
        informazioni o conclusioni ottenute a norma di quest'ultima direttiva vadano prese in
        considerazione per concedere un'autorizzazione, la presente direttiva non deve ostare
        all'applicazione della direttiva summenzionata.
                                                                      96/61/CE considerando (11)
                                                                  (adattato)
   (12) Gli Stati membri devono prendere le disposizioni necessarie per garantire che ⌦ un
        operatore di attività industriali contemplate dalla presente direttiva ⌫ rispetti i
        principi generali di alcuni obblighi fondamentali; a tal fine è sufficiente che le autorità
        competenti tengano conto di tali principi generali quando definiscono le condizioni di
        autorizzazione.
   9
        GU L 175 del 5.7.1985, pag. 40. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/35/CE del
        Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 156 del 25.6.2003, pag. 17).
IT                                                  6                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                 96/61/CE considerando (12)
                                                             (adattato)
   (13) Le disposizioni adottate a norma della presente direttiva in alcuni casi devono essere
        applicate agli impianti esistenti dopo ⌦ il 30 ottobre 2007 ⌫ in altri a decorrere
        ⌦ dal 30 ottobre 1999 ⌫.
                                                                96/61/CE considerando (13)
   (14) Per affrontare i problemi dell'inquinamento in modo più diretto ed efficace, un
        operatore deve tener conto dei parametri ambientali; tali parametri vanno comunicati
        all'autorità o alle autorità competenti affinché possano verificare, prima di rilasciare
        un'autorizzazione, che tutte le idonee misure di prevenzione o di riduzione
        dell'inquinamento siano state previste. Procedure di applicazione divergenti possono
        determinare livelli diversi di protezione ambientale e di consapevolezza da parte del
        pubblico. Per questo le domande di autorizzazione ai sensi della presente direttiva
        devono comportare un numero minimo di dati.
                                                                96/61/CE considerando (14)
   (15) Un efficace coordinamento della procedura e delle condizioni di autorizzazione tra le
        autorità competenti deve consentire di raggiungere il massimo livello possibile di
        protezione dell'ambiente nel suo complesso.
                                                                96/61/CE considerando (15)
   (16) La o le autorità competenti devono rilasciare o modificare un'autorizzazione soltanto
        se sono state previste misure globali di protezione ambientale relative all'aria, all'acqua
        e al suolo.
                                                                96/61/CE considerando (16)
   (17) L'autorizzazione deve comprendere tutte le misure necessarie per soddisfare le
        condizioni di autorizzazione, onde raggiungere un livello elevato di protezione
        dell'ambiente nel suo complesso. Ferma restando la procedura di autorizzazione, tali
        misure possono anche essere oggetto di norme generali vincolanti.
                                                                96/61/CE considerando (17)
   (18) Valori limite di emissione, parametri o misure tecniche equivalenti devono basarsi
        sulle migliori tecniche disponibili, senza imporre l'uso di una tecnica o di una
        tecnologia specifica, tenendo invece presenti le caratteristiche tecniche dell'impianto in
        questione, la sua posizione geografica e le condizioni ambientali locali. Comunque le
        condizioni di autorizzazione devono prevedere disposizioni volte a ridurre al minimo
        l'inquinamento a largo raggio o transfrontaliero e garantire un livello elevato di tutela
        complessiva dell'ambiente.
IT                                               7                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                   96/61/CE considerando (18)
   (19) Spetta agli Stati membri determinare come si potrà tener conto delle eventuali
        caratteristiche tecniche dei singoli impianti, della loro posizione geografica e delle
        condizioni ambientali locali.
                                                                  96/61/CE considerando (19)
   (20) Qualora una norma di qualità ambientale imponga requisiti più severi di quelli che si
        possono soddisfare grazie alle migliori tecniche disponibili, l'autorizzazione deve
        stabilire condizioni supplementari, a prescindere da eventuali disposizioni aggiuntive
        imposte dalle norme di qualità ambientale.
                                                                  96/61/CE considerando (20)
   (21) Le migliori tecniche disponibili evolvono col tempo, soprattutto in funzione del
        progresso tecnico, ed è quindi necessario che le autorità competenti seguano tali
        sviluppi e si tengano aggiornate.
                                                                  96/61/CE considerando (21)
   (22) Una modifica apportata a un impianto può essere fonte di inquinamento; occorre
        stabilire che tutte le modifiche che potrebbero avere ripercussioni sull'ambiente vanno
        notificate all'autorità o alle autorità competenti. Le modifiche sostanziali dell'impianto
        devono essere soggette a una procedura di autorizzazione preventiva in conformità
        della presente direttiva.
                                                                  96/61/CE considerando (22)
   (23) Le condizioni dell'autorizzazione devono essere riesaminate periodicamente e, se
        necessario, aggiornate; in talune circostanze al riesame occorre procedere in
        qualunque caso.
                                                                  2003/35/CE considerando (3)
   (24) Una partecipazione effettiva del pubblico al processo decisionale deve, da un lato,
        permettere che vengano espressi punti di vista e preoccupazioni che possono utilmente
        influire sulle decisioni, dall’altro, consentire ai responsabili di tener conto di tali
        rilievi, il che accresce la responsabilità e la trasparenza del processo decisionale, oltre
        a favorire la consapevolezza del pubblico sui problemi ambientali e l’adesione alle
        decisioni adottate.
                                                                  2003/35/CE considerando (4)
   (25) La partecipazione, compresa quella di associazioni, organizzazioni e gruppi, e
        segnatamente di organizzazioni non governative di difesa dell'ambiente, va pertanto
        incentivata, tra l'altro promuovendo l'educazione ambientale del pubblico.
IT                                                8                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                  2003/35/CE considerando (5) e
                                                              (6)
   (26) Il 25 giugno 1998 la Comunità europea ha sottoscritto la convenzione UN/ECE
        sull'accesso alle informazioni, sulla partecipazione del pubblico ai processi decisionali
        e sull'accesso alla giustizia in materia ambientale ("convenzione di Århus").
                                                                 96/61/CE considerando (24)
   (27) Stilare un inventario delle principali emissioni e delle loro fonti può costituire uno
        strumento importante in quanto consente di mettere a confronto le attività inquinanti
        nella Comunità. All’elaborazione dell’inventario deve provvedere la Commissione,
        assistita da un comitato di regolamentazione.
                                                                 96/61/CE considerando (25)
   (28) Lo sviluppo e lo scambio di informazioni a livello comunitario sulle migliori tecniche
        disponibili deve contribuire a correggere i divari nella Comunità in fatto di
        consapevolezza tecnologica, nonché a propagare su scala mondiale i valori limite
        stabiliti e le tecniche applicate nella Comunità, oltre a offrire agli Stati membri un
        aiuto nell’efficace attuazione della presente direttiva.
                                                                 96/61/CE considerando (26)
   (29) A scadenze regolari si devono redigere relazioni sull'attuazione e sull'efficacia della
        presente direttiva.
                                                                 96/61/CE considerando (27)
   (30) La presente direttiva riguarda gli impianti aventi un grande potenziale inquinante, e
        quindi anche di inquinamento transfrontaliero. Si deve procedere a consultazioni
        transfrontaliere quando le domande di autorizzazione riguardano nuovi impianti o
        modifiche sostanziali a impianti che possono avere forti ripercussioni ambientali
        negative; le domande relative a progetti o modifiche sostanziali del genere devono
        essere accessibili al pubblico dello Stato membro che può subirne l’impatto.
                                                                 96/61/CE considerando (28)
                                                              (adattato)
   (31) A livello comunitario risulta necessario intervenire per fissare valori limite di
        emissione per talune categorie di impianti e di sostanze inquinanti contemplate dalla
        presente direttiva. Il Consiglio ⌦ e il Parlamento europeo ⌫ devono definire questi
        valori limite di emissione a norma del trattato.
                                                                 96/61/CE considerando (29)
   (32) Le disposizioni della presente direttiva devono lasciare impregiudicate le disposizioni
        comunitarie in materia di salute e di sicurezza sul luogo di lavoro.
IT                                                9                                               IT
 ---pagebreak---    (33)    Le misure necessarie per attuare la presente direttiva sono adottate in conformità della
           decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per
           l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione10.
   (34)    La presente direttiva deve far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di
           attuazione indicati nell'allegato VI, parte B,
                                                                        96/61/CE (adattato)
   HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                 Articolo 1
                                     Finalità e campo di applicazione
   La presente direttiva ha per oggetto la prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento
   proveniente dalle attività di cui all'allegato I. Essa prevede misure intese a evitare oppure,
   qualora non sia possibile, a ridurre le emissioni delle suddette attività nell'aria, nell'acqua e
   nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti, per conseguire un livello elevato di protezione
   dell'ambiente nel suo complesso, lasciando impregiudicate le disposizioni della
   direttiva 85/337/CEE nonché altre norme comunitarie in materia.
                                                 Articolo 2
                                                 Definizioni
   Ai fini della presente direttiva si intende per:
   1)        «sostanze», gli elementi chimici e i loro composti, escluse le sostanze radioattive ai
             sensi della direttiva ⌦ 96/29/Euratom ⌫ del Consiglio11 e gli organismi
             geneticamente modificati ai sensi della [direttiva 90/219/CEE del Consiglio12] e della
             direttiva ⌦ 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio13 ⌫;
   2)        «inquinamento», l'introduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di
             sostanze, vibrazioni, calore o rumore nell'aria, nell'acqua o nel suolo, che potrebbero
             nuocere alla salute umana o alla qualità dell'ambiente, causare il deterioramento di
             beni materiali, oppure danni o perturbazioni a valori ricreativi dell'ambiente o ad altri
             suoi legittimi usi;
   3)        «impianto», l'unità tecnica permanente in cui sono svolte una o più attività elencate
             nell'allegato I e qualsiasi altra attività accessoria tecnicamente connessa con le
   10
           GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. Decisione modificata dalla decisione 2006/512/CE (GU L 200 del
           22.7.2006, pag. 11).
   11
           GU L 159 del 29.6.1996, pag. 1.
   12
           [GU L 117 dell'8.5.1990, pag. 1.]
   13
           GU L 106 del 17.4.2001, pag. 1.
IT                                                   10                                                    IT
 ---pagebreak---        attività svolte nel luogo suddetto, in grado di influire sulle emissioni e
       sull'inquinamento;
                                                               96/61/CE (adattato)
   4)  «impianto esistente»: un impianto in funzione o, nell'ambito della legislazione
       vigente anteriormente ⌦ al 30 ottobre 1999 ⌫, un impianto autorizzato o che abbia
       costituito oggetto, a giudizio dell'autorità competente, di una richiesta di
       autorizzazione completa, purché ⌦ fosse entrato ⌫ in funzione non oltre ⌦ il
       30 ottobre 2000 ⌫;
                                                               96/61/CE
   5)  «emissione», lo scarico diretto o indiretto, da fonti puntiformi o diffuse dell'impianto,
       di sostanze, vibrazioni, calore o rumore nell'aria, nell'acqua ovvero nel suolo;
   6)  «valori limite di emissione», la massa espressa in rapporto a determinati parametri
       specifici, la concentrazione e/o il livello di un'emissione che non possono essere
       superati in uno o più periodi di tempo. I valori limite di emissione possono essere
       fissati anche per determinati gruppi, famiglie o categorie di sostanze, segnatamente
       quelle di cui all'allegato III.
       I valori limite di emissione delle sostanze si applicano di norma nel punto di
       fuoriuscita delle emissioni dall'impianto, escludendo dalla loro determinazione ogni
       eventuale diluizione. Per quanto concerne gli scarichi indiretti nell'acqua, l'effetto di
       una stazione di depurazione può essere preso in considerazione nella determinazione
       dei valori limite di emissione dell'impianto, purché essa garantisca un livello
       equivalente di protezione dell'ambiente nel suo complesso e non porti a carichi
       inquinanti maggiori nell'ambiente, fatte salve le disposizioni della
       direttiva 2006/11/CE e delle direttive adottate per la sua applicazione;
   7)  «norma di qualità ambientale», la serie di requisiti che devono sussistere in un dato
       momento in un determinato ambiente o in una specifica parte di esso,
       conformemente alla legislazione comunitaria;
   8)  «autorità competente», la o le autorità o gli organismi cui spetta, a norma delle
       disposizioni legislative degli Stati membri, adempiere agli obblighi derivanti dalla
       presente direttiva;
   9)  «autorizzazione», la parte o la totalità di una o più decisioni scritte, che autorizzano
       l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono
       garantire che l'impianto sia conforme ai requisiti della presente direttiva.
       Un'autorizzazione può valere per uno o più impianti o parti di essi, che siano
       localizzati sullo stesso sito e gestiti dal medesimo operatore;
   10) «modifica dell'impianto», una modifica delle sue caratteristiche o del suo
       funzionamento ovvero un suo potenziamento che possa produrre conseguenze
       sull'ambiente;
IT                                              11                                               IT
 ---pagebreak---                                                                96/61/CE
                                                               1 2003/35/CE art. 4, punto. 1,
                                                            lett. a)
   11) «modifica sostanziale», una modifica dell'impianto che, secondo l'autorità
       competente, potrebbe avere effetti negativi e significativi per gli esseri umani o
       l'ambiente;      1 ai fini della presente definizione, le modifiche o gli ampliamenti
       dell'impianto sono ritenuti sostanziali se le modifiche o gli ampliamenti di per sé
       sono conformi agli eventuali valori limite stabiliti nell'allegato I; 
                                                               96/61/CE
   12) «migliori tecniche disponibili», la più efficiente e avanzata fase di sviluppo di attività
       e i relativi metodi di esercizio indicanti l'idoneità pratica di determinate tecniche a
       costituire, in linea di massima, la base dei valori limite di emissione intesi a evitare
       oppure, ove ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e
       l'impatto sull'ambiente nel suo complesso. Si intendono per
       a)     «tecniche», sia le tecniche impiegate sia le modalità di progettazione,
              costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell'impianto;
       b)     «disponibili», le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l'applicazione
              in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell'ambito del pertinente
              comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi,
              indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte nello Stato
              membro in questione, purché l’operatore possa avervi accesso a condizioni
              ragionevoli;
       c)     «migliori», le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione
              dell'ambiente nel suo complesso.
       Nel determinare le migliori tecniche disponibili, occorre tener conto in particolare
       degli elementi di cui all'allegato IV;
   13) «operatore», qualsiasi persona fisica o giuridica che detiene o gestisce l'impianto
       oppure, ove la legislazione nazionale lo preveda, che dispone di un potere economico
       determinante sull'esercizio tecnico dell’impianto stesso;
                                                               2003/35/CE art. 4, punto 1,
                                                            lett. b)
   14) «pubblico», una o più persone fisiche o giuridiche nonché, ai sensi della legislazione
       o prassi nazionale, le associazioni, le organizzazioni o i gruppi di tali persone;
   15) «pubblico interessato», il pubblico che subisce o può subire gli effetti dell'adozione
       di una decisione relativa al rilascio o all'aggiornamento di una autorizzazione o delle
       condizioni di autorizzazione, o che ha un interesse rispetto a tale decisione; ai fini
       della presente definizione le organizzazioni non governative che promuovono la
       difesa dell'ambiente e che soddisfano i requisiti di diritto nazionale si considerano
       portatrici di un siffatto interesse.
IT                                             12                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                  96/61/CE (adattato)
                                               Articolo 3
                Principi generali sottesi agli obblighi fondamentali dell’operatore
   1. Gli Stati membri prendono le disposizioni necessarie affinché le autorità competenti
   garantiscano che l'impianto sia gestito in modo che
   a)       siano prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando
            segnatamente le migliori tecniche disponibili;
   b)       non si verifichino fenomeni di inquinamento significativi;
   c)       sia evitata la produzione di rifiuti, a norma della direttiva ⌦ 2006/12/CE del
            Parlamento europeo e del Consiglio ⌫14; in caso contrario, questi vengono
            recuperati o, ove ciò sia tecnicamente ed economicamente impossibile, vengono
            eliminati evitandone e riducendone l'impatto sull'ambiente;
   d)       l'energia sia utilizzata in modo efficace;
   e)       siano prese le misure necessarie per prevenire gli incidenti e limitarne le
            conseguenze;
   f)       si provveda onde evitare qualsiasi rischio di inquinamento al momento della
            cessazione definitiva delle attività e il sito stesso venga ripristinato in maniera
            soddisfacente.
   2. L'osservanza del presente articolo è sufficientemente soddisfatta se gli Stati membri fanno
   in modo che le competenti autorità tengano conto dei principi generali definiti al paragrafo 1
   nel definire le condizioni dell'autorizzazione.
                                               Articolo 4
                                    Autorizzazione di nuovi impianti
   Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che nessun nuovo impianto
   funzioni senza autorizzazione, a norma della presente direttiva, fatte salve le eccezioni
   previste dalla direttiva 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio15.
   14
           GU L 114 del 27.4.2006, pag. 9.
   15
           GU L 309 del 27.11.2001, pag. 1.
IT                                                 13                                             IT
 ---pagebreak---                                                   Articolo 5
                          Condizioni di autorizzazione degli impianti esistenti
                                                                      96/61/CE (adattato)
   1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le autorità competenti controllino,
   attraverso autorizzazioni rilasciate a norma degli articoli 6 e 8, ovvero, nei modi opportuni,
   mediante il riesame e, se del caso, l'aggiornamento delle prescrizioni, che entro ⌦ il
   30 ottobre 2007 ⌫ gli impianti esistenti funzionino secondo i requisiti di cui agli articoli 3, 7,
   9, 10 e 13, all'articolo 14, lettere a) e b), nonché all'articolo 15, paragrafo 2, fatte salve altre
   disposizioni comunitarie specifiche.
   2. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per applicare le disposizioni degli articoli 1,
   2, 11, 12, dell’articolo 14, lettera c), dell'articolo 15, paragrafi 1 e 3, degli articoli 16 e 17 e
   dell’articolo 18, paragrafo 2, agli impianti esistenti a decorrere ⌦ dal 30 ottobre 1999 ⌫.
                                                                      96/61/CE
                                                  Articolo 6
                                        Domanda di autorizzazione
   1. Gli Stati membri prendono le disposizioni necessarie affinché una domanda di
   autorizzazione presentata all'autorità competente precisi
   a)        l'impianto e le sue attività;
   b)        le materie prime e secondarie, le altre sostanze e l'energia usate o prodotte
             dall'impianto;
   c)        le fonti di emissione dell'impianto;
   d)        lo stato del sito su cui l'impianto sorge;
   e)        il tipo e l'entità delle emissioni prevedibili dell'impianto in ogni settore ambientale,
             identificando gli effetti significativi delle emissioni sull'ambiente;
   f)        la tecnologia prevista e le altre tecniche per prevenire le emissioni dall'impianto
             oppure, qualora non fosse possibile, per ridurle;
   g)        ove necessario, le misure di prevenzione e di recupero dei rifiuti prodotti
             dall'impianto;
   h)        le altre misure previste per ottemperare agli obblighi fondamentali dell’operatore ai
             sensi dell'articolo 3;
   i)        le misure previste per controllare le emissioni nell'ambiente;
IT                                                    14                                                IT
 ---pagebreak---                                                                      2003/35/CE art. 4, punto 2
   j)        sinteticamente, le principali alternative prese eventualmente in esame dal richiedente.
                                                                     96/61/CE
   La domanda di autorizzazione deve contenere anche un riepilogo non tecnico dei dati di cui
   alle lettere da a) a j).
   2. Qualsiasi dato fornito a norma della direttiva 85/337/CEE oppure un rapporto di sicurezza
   elaborato a norma della direttiva 96/82/CE del Consiglio1, ovvero altre informazioni conformi
   a qualunque altra normativa, qualora soddisfino uno dei requisiti di cui al presente articolo,
   possono essere inclusi nella domanda di autorizzazione o essere a essa allegati.
                                                Articolo 7
                          Approccio integrato del rilascio dell'autorizzazione
   Gli Stati membri adottano le misure necessarie per il pieno coordinamento della procedura e
   delle condizioni di autorizzazione ove siano coinvolte più autorità competenti, onde garantire
   un approccio effettivo integrato da parte di tutte le autorità competenti per questa procedura.
                                                Articolo 8
                                                 Decisioni
   Fatti salvi altri requisiti prescritti da disposizioni nazionali o comunitarie, l'autorità
   competente rilascia un'autorizzazione contenente condizioni che garantiscano la conformità
   dell'impianto ai requisiti previsti dalla presente direttiva oppure nega l'autorizzazione in caso
   di non conformità.
   Ogni autorizzazione concessa o modificata deve specificare le modalità per la protezione
   dell’aria, dell’acqua e del suolo di cui alla presente direttiva.
                                                Articolo 9
                                      Condizioni dell'autorizzazione
   1. Gli Stati membri si accertano che l'autorizzazione includa tutte le misure necessarie per
   soddisfare le relative condizioni di cui agli articoli 3 e 10, al fine di conseguire un livello
   elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso, attraverso una protezione dell’aria,
   dell’acqua e del suolo.
   2. In caso di nuovo impianto o di modifica sostanziale, cui si applichi l'articolo 4 della
   direttiva 85/337/CEE, le informazioni ottenute o le conclusioni raggiunte in base agli
   1
            GU L 10 del 14.1.1997, pag. 13.
IT                                                   15                                              IT
 ---pagebreak---    articoli 5, 6 e 7 di tale direttiva devono essere prese in considerazione per il rilascio
   dell'autorizzazione.
   3. L'autorizzazione deve stabilire valori limite per le sostanze inquinanti, in particolare per
   quelle elencate nell'allegato III, che l’impianto rischia di emettere in quantità significativa,
   tenendo conto della loro natura e della possibilità che l'inquinamento venga trasferito da un
   elemento ambientale all'altro (acqua, aria, suolo). Se necessario, l'autorizzazione contiene
   disposizioni per garantire la protezione del suolo e delle acque sotterranee, nonché per gestire
   i rifiuti prodotti dall'impianto. Se del caso, i valori limite di emissione possono essere integrati
   o sostituiti con altri parametri o con misure tecniche equivalenti.
   Per gli impianti di cui al punto 6.6 dell'allegato I, i valori limite di emissione fissati in
   conformità delle disposizioni del presente paragrafo tengono conto delle modalità pratiche
   adatte a tali categorie di impianti.
                                                                      2003/87/CE art. 26 (adattato)
   Quando le emissioni di un gas a effetto serra provenienti da un impianto sono indicate
   nell'allegato I della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio2 in relazione
   a un'attività esercitata in un impianto del genere, l'autorizzazione stabilisce valori limite per le
   emissioni dirette di questo gas solo ove ciò risulti indispensabile per evitare un inquinamento
   locale significativo.
   Per le attività elencate nell'allegato I della direttiva 2003/87/CE gli Stati membri possono
   decidere di non imporre alcun requisito di efficienza energetica con riferimento alle unità di
   combustione o ad altre unità che emettono biossido di carbonio sul sito.
   Se necessario, le autorità competenti modificano l'autorizzazione nei modi opportuni.
   ⌦ I commi terzo, quarto e quinto ⌫ non si applicano agli impianti temporaneamente esclusi
   dal sistema per lo scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra nella Comunità, ai sensi
   dell'articolo 27 della direttiva 2003/87/CE.
                                                                      96/61/CE
   4. Fatto salvo l'articolo 10, i valori limite di emissione, i parametri e le misure tecniche
   equivalenti di cui al paragrafo 3 si basano sulle migliori tecniche disponibili, senza l'obbligo
   di utilizzare una tecnica o una tecnologia specifica, tenendo conto delle caratteristiche
   tecniche dell'impianto in questione, della sua ubicazione geografica e delle condizioni
   ambientali in loco. In tutti i casi, le condizioni di autorizzazione prevedono disposizioni per
   ridurre al minimo l'inquinamento su grande distanza o transfrontaliero e garantiscono un
   elevato livello di protezione dell'ambiente nel suo complesso.
   5. L'autorizzazione stabilisce gli opportuni requisiti di controllo degli scarichi, che specificano
   la metodologia e la frequenza di misurazione, nonché la relativa procedura di valutazione e
   l'obbligo di comunicare all'autorità competente i dati necessari per verificare la conformità
   alle condizioni di autorizzazione.
   2
             GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32.
IT                                                   16                                                 IT
 ---pagebreak---    Per gli impianti di cui al punto 6.6 dell'allegato I, le misure previste dal presente paragrafo
   possono tener conto dei costi e benefici.
   6. L'autorizzazione stabilisce le misure relative a condizioni di esercizio diverse da quelle
   normali. Qualora sussistano rischi per l'ambiente, sono altresì tenuti nella debita
   considerazione l'avvio, le perdite, le disfunzioni, gli arresti temporanei e l'arresto definitivo
   dell'impianto.
   L'autorizzazione può parimenti stabilire deroghe temporanee ai requisiti di cui al paragrafo 4,
   ove un piano di ammodernamento approvato dall'autorità competente garantisca il rispetto di
   detti requisiti entro un termine di sei mesi, e se il progetto permette di ridurre l'inquinamento.
   7. L'autorizzazione può stabilire altre condizioni specifiche ai fini della presente direttiva,
   giudicate opportune dallo Stato membro o dall'autorità competente.
   8. Fatto salvo l'obbligo di rispettare le disposizioni della presente direttiva nella procedura di
   autorizzazione, gli Stati membri possono stabilire determinati requisiti per talune categorie di
   impianti sotto forma di disposizioni generali vincolanti anziché sotto forma di condizioni per
   ogni singola autorizzazione, purché siano garantiti un approccio integrato e un corrispondente
   livello elevato di protezione complessiva dell'ambiente.
                                               Articolo 10
                     Migliori tecniche disponibili e norme di qualità ambientale
   Qualora una norma di qualità ambientale richieda condizioni più rigorose di quelle ottenibili
   con le migliori tecniche disponibili, l'autorizzazione prescrive misure supplementari
   particolari, fatte salve le altre misure che possono essere adottate per rispettare le norme di
   qualità ambientale.
                                               Articolo 11
                              Sviluppi nelle migliori tecniche disponibili
   Gli Stati membri garantiscono che l'autorità competente si tenga aggiornata o sia informata
   sugli sviluppi nelle migliori tecniche disponibili.
                                               Articolo 12
                           Modifica degli impianti da parte degli operatori
   1. Gli Stati membri adottano gli opportuni provvedimenti affinché l’operatore comunichi
   all'autorità competente qualsiasi progetto di modifica dell'impianto. Ove necessario, l'autorità
   competente aggiorna l'autorizzazione o le relative condizioni.
   2. Gli Stati membri provvedono affinché nessuna modifica sostanziale di un impianto,
   progettata dall’operatore, avvenga senza un'autorizzazione rilasciata conformemente alla
   presente direttiva. La domanda di autorizzazione e la decisione dell'autorità competente
   devono riferirsi alle parti dell'impianto e agli aspetti di cui all'articolo 6 che possono essere
IT                                                  17                                                IT
 ---pagebreak---    oggetto della modifica. Mutatis mutandis si applicano le pertinenti disposizioni
   dell’articolo 3, degli articoli da 6 a 10 e dell'articolo 15, paragrafi 1, 2 e 3.
                                                Articolo 13
       Verifica e aggiornamento delle condizioni di autorizzazione da parte dell'autorità
                                                competente
   1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le autorità competenti riesaminino
   periodicamente e aggiornino, se necessario, le condizioni dell'autorizzazione.
   2. Al riesame si procede in ogni caso:
   a)        l'inquinamento provocato dall'impianto è tale da rendere necessaria la revisione dei
             valori limite d'emissione stabiliti dall’autorizzazione o l'inserimento di valori limite
             nuovi;
   b)        le migliori tecniche disponibili hanno registrato sostanziali cambiamenti che
             consentono di ridurre notevolmente le emissioni senza imporre costi eccessivi;
   c)        la sicurezza di esercizio del processo o dell'attività richiede l'impiego di altre
             tecniche;
   d)        nuove disposizioni legislative comunitarie o dello Stato membro lo esigono.
                                                Articolo 14
                             Rispetto delle condizioni dell'autorizzazione
   Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché gli operatori:
   a)        rispettino, nel proprio impianto, le condizioni dell'autorizzazione;
   b)        trasmettano regolarmente all'autorità competente i risultati della sorveglianza degli
             scarichi del proprio impianto, dando tempestiva comunicazione di inconvenienti o
             incidenti che comportino ripercussioni significative sull'ambiente;
   c)        forniscano ai rappresentanti dell'autorità competente tutta l'assitenza necessaria per
             effettuare qualsiasi ispezione dell'impianto, prelevare campioni e raccogliere ogni
             informazione necessaria all’assolvimento dei loro compiti, a norma della presente
             direttiva.
                                                Articolo 15
   Accesso all'informazione e partecipazione del pubblico alla procedura di autorizzazione
IT                                                    18                                              IT
 ---pagebreak---                                                                       2003/35/CE art. 4, punto 3,
                                                                   lett. a)
   1. Gli Stati membri provvedono affinché al pubblico interessato vengano offerte tempestive
   ed effettive opportunità di partecipare alle procedure relative:
   a)        al rilascio di un'autorizzazione per nuovi impianti,
   b)        al rilascio di un'autorizzazione per modifiche sostanziali,
   c)        all'aggiornamento di una autorizzazione o delle condizioni di autorizzazione relative
             a un impianto, a norma dell'articolo 13, paragrafo 2, lettera a).
   Ai fini di tale partecipazione si applica la procedura stabilita nell'allegato V.
                                                                      96/61/CE
   2. I risultati del controllo sugli scarichi, richiesti dalle condizioni dell'autorizzazione di cui
   all'articolo 9 e in possesso dell'autorità competente, devono essere messi a disposizione anche
   del pubblico.
   3. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 si applicano nel rispetto delle restrizioni previste
   dall'articolo 4, paragrafi 1 e 2 della direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del
   Consiglio3.
                                                                      2003/35/CE art. 4, punto 3,
                                                                   lett. b)
   4. Non appena una decisione sia stata adottata, l'autorità competente informa il pubblico in
   base a procedure idonee e mette a disposizione del medesimo le informazioni seguenti:
   a)        il contenuto della decisione, compresa una copia dell'autorizzazione e delle eventuali
             condizioni, nonché degli aggiornamenti successivi;
   b)        previo esame delle preoccupazioni e dei pareri espressi dal pubblico interessato, i
             motivi e le considerazioni su cui è basata la decisione, incluse le informazioni
             relative al processo di partecipazione del pubblico.
                                                                      2003/35/CE art. 4, punto 4
                                                                   (adattato)
                                                Articolo 16
                                            Accesso alla giustizia
   3
            GU L 41 del 14.2.2003, pag. 26.
IT                                                   19                                               IT
 ---pagebreak---    1. Gli Stati membri provvedono, nel quadro dell’ordinamento giuridico nazionale, affinché i
   membri del pubblico interessato abbiano accesso a una procedura di ricorso dinanzi a un
   organo giurisdizionale o a un altro organo indipendente e imparziale istituito dalla legge, per
   contestare la legittimità sostanziale o procedurale di decisioni, atti od omissioni soggetti alle
   disposizioni sulla partecipazione del pubblico stabilite dalla presente direttiva, ⌦ qualora
   essi ⌫
   a)        vantino un interesse sufficiente o, in alternativa,
   b)        facciano valere la violazione di un diritto, nei casi in cui il diritto processuale
             amministrativo di uno Stato membro esiga tale presupposto.
   2. Gli Stati membri stabiliscono in quale fase sia possibile contestare le decisioni, gli atti o le
   omissioni.
   3. Gli Stati membri determinano ciò che costituisce interesse sufficiente e violazione di un
   diritto, compatibilmente con l'obiettivo di offrire al pubblico interessato un ampio accesso alla
   giustizia. A tal fine, l'interesse di qualsiasi organizzazione non governativa ⌦ di difesa
   dell’ambiente, che soddisfi i requisiti stabiliti dal diritto nazionale ⌫ è considerato
   sufficiente ai fini del paragrafo 1, lettera a).
   Si considera inoltre che tali organizzazioni siano titolari di diritti suscettibili di violazione ai
   sensi del paragrafo 1, lettera b).
   4. Le disposizioni del presente articolo non escludono la possibilità di avviare procedure di
   ricorso preliminare dinanzi all'autorità amministrativa e lasciano impregiudicato l’obbligo di
   esaurire le procedure di ricorso amministrativo prima di adire la giurisdizione, ove tale
   obbligo sia previsto dal diritto nazionale.
   Queste procedure devono essere eque, tempestive e non eccessivamente onerose.
   5. Per rendere più efficaci le disposizioni del presente articolo, gli Stati membri provvedono a
   mettere a disposizione del pubblico informazioni pratiche sull'accesso alle procedure di
   ricorso amministrativo e giurisdizionale.
                                                                    96/61/CE (adattato)
                                                 Articolo 17
                                        Scambio di informazioni
   1. Ai fini di uno scambio di informazioni, gli Stati membri adottano le misure necessarie per
   trasmettere ogni tre anni alla Commissione, per la prima volta ⌦ entro il 30 aprile 2001 ⌫, i
   dati rappresentativi disponibili sui valori limite, per categorie di attività elencate
   nell'allegato I, precisando, se del caso, le migliori tecniche disponibili dalle quali essi sono
   stati desunti, in conformità segnatamente dell'articolo 9. Per le comunicazioni successive, tali
   informazioni sono integrate secondo le procedure previste dal paragrafo 3 del presente
   articolo.
IT                                                   20                                                 IT
 ---pagebreak---    2. La Commissione organizza lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e le industrie
   interessate sulle migliori tecniche disponibili, sulle relative prescrizioni in materia di controllo
   e sui relativi sviluppi.
   Ogni tre anni la Commissione pubblica i risultati degli scambi di informazioni.
   3. Le relazioni sull'applicazione della presente direttiva e sulla sua efficacia rispetto ad altri
   strumenti comunitari di protezione dell'ambiente sono redatte in conformità dell’articolo 6
   della direttiva 91/692/CEE del Consiglio4. La Commissione presenta ⌦ le relazioni ⌫ al
   Consiglio ⌦ e al Parlamento europeo, corredate ⌫ di eventuali proposte.
   4. Gli Stati membri istituiscono o designano la o le autorità preposte allo scambio di
   informazioni di cui ai paragrafi 1, 2 e 3, e ne informano la Commissione.
                                                 Articolo 18
                                           Effetti transfrontalieri
                                                                      2003/35/CE art. 4, punto 5,
                                                                   lett. a)
   1. Qualora uno Stato membro constati che il funzionamento di un impianto può sortire effetti
   alquanto negativi sull'ambiente di un altro Stato membro, oppure qualora uno Stato membro
   che potrebbe subire tali effetti significativi presenti domanda in tal senso, lo Stato membro in
   cui è stata richiesta l'autorizzazione ai sensi dell'articolo 4 o dell'articolo 12, paragrafo 2,
   comunica all'altro Stato membro le eventuali informazioni che devono essere fornite o rese
   disponibili ai sensi dell'allegato V, nel momento stesso in cui le mette a disposizione dei
   propri cittadini. Tali informazioni servono da base per le consultazioni necessarie nel quadro
   dei rapporti bilaterali tra i due Stati membri, secondo il principio della reciprocità e della
   parità di trattamento.
                                                                      96/61/CE
   2. Gli Stati membri provvedono, nel quadro dei loro rapporti bilaterali, affinché nei casi di cui
   al paragrafo 1 le richieste di autorizzazione siano accessibili anche ai cittadini dello Stato
   membro che potrebbe subire delle ripercussioni per un periodo di tempo adeguato, atto a
   consentire una presa di posizione prima della decisione dell'autorità competente.
                                                                      2003/35/CE art. 4, punto 5,
                                                                   lett. b)
   3. Gli esiti delle consultazioni condotte ai sensi dei paragrafi 1 e 2 devono essere presi in
   considerazione dall'autorità competente nel momento in cui decide sulla richiesta.
   4. L'autorità competente informa ogni Stato membro consultato, ai sensi del paragrafo 1, in
   merito alla decisione adottata riguardo alla richiesta e gli trasmette le informazioni di cui
   all'articolo 15, paragrafo 4. Tale Stato membro adotta le misure necessarie affinché le
   4
            GU L 377 del 31.12.1991, pag. 48.
IT                                                    21                                                IT
 ---pagebreak---    suddette informazioni siano rese disponibili nei modi opportuni al pubblico interessato sul
   proprio territorio.
                                                                         96/61/CE (adattato)
                                                  Articolo 19
                                  Valori limite di emissione comunitari
   1. ⌦ Ove ⌫ sia stata riscontrata la necessità di un'azione comunitaria, segnatamente sulla
   scorta dello scambio di informazioni di cui all'articolo 17, il Consiglio ⌦ e il Parlamento
   europeo ⌫, su proposta della Commissione, stabiliscono, secondo le procedure previste dal
   trattato, valori limite di emissione per:
   a)        le categorie di impianti di cui all'allegato I, fatta eccezione per le discariche di cui ai
             punti 5.1 e 5.4 di tale allegato e
   b)        le sostanze inquinanti di cui all'allegato III.
   2. In mancanza di valori limite di emissione comunitari, definiti in applicazione della presente
   direttiva, i pertinenti valori limite di emissione fissati nelle direttive di cui all'allegato II e in
   altre regolamentazioni comunitarie, si applicano quali valori minimi, ai sensi della presente
   direttiva, agli impianti di cui all'allegato I.
   3. Fatti salvi i requisiti stabiliti dalla presente direttiva, le prescrizioni tecniche applicabili alle
   discariche di cui ai punti 5.1 e 5.4 dell'allegato I sono ⌦ state ⌫ fissate ⌦ nella
   direttiva 1999/31/CE del Consiglio5 ⌫.
                                                                         1882/2003 art. 3 e allegato III,
                                                                      punto 61
                                                  Articolo 20
                                                   Comitato
   1. La Commissione è assistita da un comitato.
   2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della
   decisione 1999/468/CE del Consiglio, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della
   stessa.
   Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.
   3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
   5
            GU L 182 del 16.7.1999, pag. 1.
IT                                                     22                                                   IT
 ---pagebreak---                                                                      96/61/CE (adattato)
                                                Articolo 21
                                          Disposizioni transitorie
   1. Fatte salve le eccezioni previste dalla direttiva 2001/80/CE, le disposizioni della
   direttiva 84/360/CEE e le disposizioni degli articoli 4 e 5, dell'articolo 6, paragrafo 2 della
   direttiva 2006/11/CE, nonché le pertinenti disposizioni relative al regime di autorizzazioni
   contenute nelle direttive elencate all'allegato II si applicano agli impianti esistenti interessati
   dalle attività di cui all'allegato I sino a quando le autorità competenti non abbiano adottato le
   misure necessarie di cui all'articolo 5 della presente direttiva.
   2. Le pertinenti disposizioni relative al regime di autorizzazioni contenute nelle direttive di
   cui al paragrafo 1 non si applicano, per le attività di cui all'allegato I, agli impianti
   ⌦ risultanti nuovi in data 30 ottobre 1999. ⌫
   3. La direttiva 84/360/CEE è abrogata ⌦ con decorrenza 30 ottobre 2007 ⌫.
   Su proposta della Commissione e per quanto necessario, il Parlamento europeo e il Consiglio
   modificano le pertinenti disposizioni delle direttive di cui all'allegato II, per adeguarle alle
   prescrizioni della presente direttiva, entro ⌦ il 30 ottobre 2007 ⌫.
                                                Articolo 22
                                              Comunicazione
   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto
   interno adottate nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
                                                Articolo 23
   La direttiva 96/61/CE, modificata dagli atti di cui all'allegato VI, parte A, è abrogata, fatti
   salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di attuazione indicati nell'allegato VI,
   parte B.
   I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva e si leggono
   secondo la tavola di concordanza dell’allegato VII.
                                                                     96/61/CE
                                                Articolo 24
   La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo a quello di pubblicazione
   nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
IT                                                  23                                                 IT
 ---pagebreak---                                              Articolo 25
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
   Fatto a Bruxelles, il
   Per il Parlamento europeo                    Per il Consiglio
   Il Presidente                                Il Presidente
IT                                                24             IT
 ---pagebreak---                                                               96/61/CE
                                       ALLEGATO I
      CATEGORIE DI ATTIVITÀ INDUSTRIALI DI CUI ALL'ARTICOLO 1
   1.  Gli impianti o le parti di impianti utilizzati per la ricerca, lo sviluppo e la
       sperimentazione di nuovi prodotti e processi non rientrano nella presente direttiva.
   2.  I valori limite qui di seguito riportati in genere si riferiscono alle capacità di
       produzione o alla resa. Qualora uno stesso operatore ponga in essere varie attività
       rientranti in una medesima voce nello stesso impianto o in una stessa località, si
       sommano le capacità di tali attività.
   1.  ATTIVITÀ ENERGETICHE
                                                              96/61/CE (adattato)
       1.1. Impianti di combustione con una potenza calorifica di combustione superiore a
             50 MW
                                                              96/61/CE (adattato)
       1.2. Raffinerie di petrolio e ⌦ raffinerie ⌫ di gas
       1.3. Cokerie
       1.4. Impianti di gassificazione e liquefazione del carbone
   2.  PRODUZIONE E TRASFORMAZIONE DEI METALLI
       2.1. Impianti di arrostimento o sinterizzazione di minerali metallici compresi i
             minerali solforati
       2.2. Impianti di produzione di ghisa o acciaio (fusione primaria o secondaria),
             compresa la relativa colata continua di capacità superiore a 2,5 tonnellate
             all'ora
       2.3. Impianti destinati alla trasformazione di metalli ferrosi mediante
       a)    laminazione a caldo con una capacità superiore a 20 tonnellate di acciaio
             grezzo all'ora;
       b)    forgiatura con magli la cui energia di impatto supera 50 chilojoule per maglio e
             con una potenza calorifica superiore a 20 MW;
       c)    applicazione di strati protettivi di metallo fuso con una capacità di trattamento
             superiore a 2 tonnellate di acciaio grezzo all'ora
IT                                            25                                               IT
 ---pagebreak---       2.4. Fonderie di metalli ferrosi con una capacità di produzione superiore a 20
           tonnellate al giorno
      2.5. Impianti
      a)   destinati a ricavare metalli grezzi non ferrosi da minerali, nonché concentrati o
           materie prime secondarie attraverso procedimenti metallurgici, chimici o
           elettrolitici;
      b)   di fusione e lega di metalli non ferrosi, compresi i prodotti di recupero,
           (affinazione, formatura in fonderia) con una capacità di fusione superiore a
           4 tonnellate al giorno per il piombo e il cadmio o a 20 tonnellate al giorno per
           tutti gli altri metalli.
      2.6. Impianti per il trattamento di superficie di metalli e materie plastiche mediante
           processi elettrolitici o chimici, qualora le vasche utilizzate abbiano un volume
           superiore a 30 m3
   3. INDUSTRIA DEI PRODOTTI MINERALI
      3.1. Impianti destinati alla produzione di clinker (cemento) in forni rotativi la cui
           capacità di produzione supera 500 tonnellate al giorno ⌦ e impianti destinati
           alla produzione ⌫ di calce viva in forni rotativi la cui capacità di produzione
           supera 50 tonnellate al giorno o in altri tipi di forni aventi una capacità di
           produzione di oltre 50 tonnellate al giorno
      3.2. Impianti destinati alla produzione di amianto e alla fabbricazione di prodotti
           dell'amianto
      3.3. Impianti per la fabbricazione del vetro, compresi quelli destinati alla
           produzione di fibre di vetro, con una capacità di fusione superiore a 20
           tonnellate al giorno
      3.4. Impianti per la fusione di sostanze minerali compresi quelli destinati alla
           produzione di fibre minerali, con una capacità di fusione di oltre 20 tonnellate
           al giorno
                                                            Rettifica 96/61/CE (GU L 82
                                                         del 22.3.1997, pag. 63)
      3.5. Impianti per la fabbricazione di prodotti ceramici mediante cottura, in
           particolare tegole, mattoni, mattoni refrattari, piastrelle, grès, porcellane, con
           una capacità di produzione di oltre 75 tonnellate al giorno oppure con una
           capacità di forno superiore a 4 m3 e una densità di carico per forno superiore a
           300 kg/m3
IT                                          26                                                IT
 ---pagebreak---                                                                 96/61/CE
   4. INDUSTRIA CHIMICA
           Nell'ambito delle categorie di attività della sezione 4 si intende per produzione
           la produzione su scala industriale mediante trasformazione chimica delle
           sostanze o dei gruppi di sostanze di cui ai punti da 4.1 a 4.6.
      4.1. Impianti chimici per la fabbricazione di prodotti chimici organici di base come:
      a)   idrocarburi semplici (lineari o anulari, saturi o insaturi, alifatici o aromatici);
      b)   idrocarburi ossigenati, segnatamente alcoli, aldeidi, chetoni, acidi carbossilici,
           esteri, acetati, eteri, perossidi, resine, epossidi;
      c)   idrocarburi solforati;
      d)   idrocarburi azotati, segnatamente amine, amidi, composti nitrosi, nitrati o
           nitrici, nitrili, cianati, isocianati;
      e)   idrocarburi fosforosi;
      f)   idrocarburi alogenati;
      g)   composti organometallici;
      h)   materie plastiche di base (polimeri, fibre sintetiche, fibre a base di cellulosa);
                                                                Rettifica 96/61/CE (GU L 140
                                                            del 30.5.2002, pag. 39)
      i)   gomme sintetiche;
      j)   sostanze coloranti e pigmenti;
                                                                96/61/CE
      k)   tensioattivi e agenti di superficie
      4.2. Impianti chimici per la fabbricazione di prodotti chimici inorganici di base,
           quali:
      a)   gas, quali ammoniaca, cloro o cloruro di idrogeno, fluoro e fluoruro di
           idrogeno, ossidi di carbonio, composti di zolfo, ossidi di azoto, idrogeno,
           biossido di zolfo, bicloruro di carbonile;
      b)   acidi, quali acido cromico, acido fluoridrico, acido fosforico, acido nitrico,
           acido cloridrico, acido solforico, oleum e acidi solforati;
      c)   basi, quali idrossido d'ammonio, idrossido di potassio, idrossido di sodio;
IT                                              27                                             IT
 ---pagebreak---        d)    sali, quali cloruro d'ammonio, clorato di potassio, carbonato di potassio,
             carbonato di sodio, perborato, nitrato d'argento;
       e)    metalloidi, ossidi metallici o altri composti inorganici, quali carburo di calcio,
             silicio, carburo di silicio
       4.3. Impianti chimici per la fabbricazione di fertilizzanti a base di fosforo, azoto o
             potassio (fertilizzanti semplici o composti)
       4.4. Impianti chimici per la fabbricazione di prodotti di base fitosanitari e di biocidi
       4.5. Impianti che utilizzano un procedimento chimico o biologico per la
             fabbricazione di prodotti farmaceutici di base
       4.6. Impianti chimici per la fabbricazione di esplosivi
   5.  GESTIONE DEI RIFIUTI
             Salvi l'articolo 11 della direttiva 2006/12/CE o l'articolo 3 della
             direttiva 91/689/CEE del Consiglio1
       5.1. Impianti per l'eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi, della lista di cui
             all'articolo 1, paragrafo 4 della direttiva 91/689/CEE, quali definiti negli
             allegati II A e II B (operazioni R 1, R 5, R 6, R 8 e R 9) della direttiva
             2006/12/CE e nella direttiva 75/439/CEE del Consiglio2, con una capacità
             superiore a 10 tonnellate al giorno
                                                               96/61/CE (adattato)
       5.2. Impianti di incenerimento dei rifiuti urbani ⌦ misti ⌫ quali definiti nella
             direttiva 2000/76/CE del Parlamento europeo e del Consiglio3, con una
             capacità superiore a 3 tonnellate all'ora
                                                               96/61/CE
       5.3. Impianti per l'eliminazione dei rifiuti non pericolosi quali definiti nell'allegato
             II A della direttiva 2006/12/CE ai punti D 8 e D 9, con una capacità superiore a
             50 tonnellate al giorno
       5.4. Discariche che ricevono più di 10 tonnellate al giorno o con una capacità totale
             di oltre 25 000 tonnellate, escluse le discariche per i rifiuti inerti
   6.  ALTRE ATTIVITÀ
       6.1. Impianti industriali destinati alla fabbricazione
   1
      GU L 377 del 31.12.1991, pag. 20.
   2
      GU L 194 del 25.7.1975, pag. 23.
   3
      GU L 332 del 28.12.2000, pag. 91.
IT                                            28                                                IT
 ---pagebreak---    a)   di pasta per carta a partire dal legno o da altre materie fibrose;
                                                          96/61/CE (adattato)
   b)   di carta e cartoni con una capacità di produzione superiore a 20 tonnellate al
        giorno
   6.2. Impianti per il pretrattamento (operazioni di lavaggio, imbianchimento,
        mercerizzazione) o la tintura di fibre o di tessili la cui capacità di trattamento
        supera le 10 tonnellate al giorno
   6.3. Impianti per la concia delle pelli qualora la capacità di trattamento superi le
        12 tonnellate al giorno di prodotto finito
   6.4. a)     Macelli aventi una capacità di produzione di carcasse di oltre 50
               tonnellate al giorno
   b)   Trattamento e trasformazione destinati alla fabbricazione di prodotti alimentari
        a partire da:
   –    materie prime annuali (diverse dal latte) con una capacità di produzione di
        prodotti finiti di oltre 75 tonnellate al giorno;
   –    materie prime vegetali con una capacità di produzione di prodotti finiti di oltre
        300 tonnellate al giorno (valore medio su base trimestrale)
   c)   Trattamento e trasformazione del latte, con un quantitativo di latte ricevuto di
        oltre 200 tonnellate al giorno (valore medio su base annua)
   6.5. Impianti per l'eliminazione o il recupero di carcasse e di residui di animali con
        una capacità di trattamento di oltre 10 tonnellate al giorno
   6.6. Impianti per l'allevamento intensivo di pollame o di suini con più di
   a)   40 000 posti pollame, o
   b)   2 000 posti suini da produzione (di oltre 30 kg), o
   c)   750 posti scrofe
   6.7. Impianti per il trattamento di superficie di materie, oggetti o prodotti
        utilizzando solventi organici, in particolare per apprettare, stampare, spalmare,
        sgrassare, impermeabilizzare, incollare, verniciare, pulire o impregnare, con
        una capacità di consumo di solvente superiore a 150 kg all'ora o a 200
        tonnellate all'anno
   6.8. Impianti per la fabbricazione di carbonio (carbone duro) o grafite per uso
        elettrico mediante combustione o grafitizzazione
                                     __________
IT                                        29                                               IT
 ---pagebreak---                                                                  96/61/CE (adattato)
                                         ALLEGATO II
             ELENCO DELLE DIRETTIVE DI CUI ALL'ARTICOLO 19,
                ⌦ PARAGRAFI ⌫ 2 ⌦ E 3 ⌫ E ALL'ARTICOLO 21
                                                                 96/61/CE (adattato)
   1.  Direttiva 87/217/CEE del Consiglio, del 19 marzo 1987, concernente la prevenzione
       e la riduzione dell'inquinamento dell'ambiente causato dall'amianto
   2.  Direttiva 82/176/CEE del Consiglio, del 22 marzo 1982, concernente i valori limite e
       gli obiettivi di qualità per gli scarichi di mercurio del settore dell'elettrolisi dei cloruri
       alcalini
   3.  Direttiva 83/513/CEE del Consiglio, del 26 settembre 1983, concernente i valori
       limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di cadmio
   4.  Direttiva 84/156/CEE del Consiglio, dell’8 marzo 1984, concernente i valori limite e
       gli obiettivi di qualità per gli scarichi di mercurio provenienti da settori diversi da
       quello dell'elettrolisi dei cloruri alcalini
   5.  Direttiva 84/491/CEE del Consiglio, del 9 ottobre 1984, concernente i valori limite e
       gli obiettivi di qualità per gli scarichi di esaclorocicloesano
   6.  Direttiva 86/280/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, concernente i valori limite
       e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di talune sostanze pericolose che figurano
       nell'elenco I dell'allegato della direttiva 76/464/CEE
   7.  Direttiva 2000/76/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 dicembre 2000,
       sull’incenerimento dei rifiuti
   8.  Direttiva 92/112/CEE del Consiglio, del 15 dicembre 1992, che fissa le modalità di
       armonizzazione dei programmi per la riduzione, al fine dell'eliminazione,
       dell'inquinamento provocato dai rifiuti dell'industria del biossido di carbonio
   9.  Direttiva 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001,
       concernente la limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti
       originati dai grandi impianti di combustione
   10. Direttiva 2006/11/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006,
       concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate
       nell'ambiente idrico della Comunità
   11. Direttiva 2006/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006,
       relativa ai rifiuti
   12. Direttiva 75/439/CEE del Consiglio, del 16 giugno 1975, concernente l'eliminazione
       degli oli usati
IT                                              30                                                    IT
 ---pagebreak---    13. Direttiva 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti
       pericolosi
   14. ⌦ Direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di
       rifiuti ⌫
                                   __________
IT                                      31                                                   IT
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO III
    ELENCO INDICATIVO DELLE PRINCIPALI SOSTANZE INQUINANTI DI CUI È
    OBBLIGATORIO TENER CONTO SE PERTINENTI PER STABILIRE I VALORI
                                  LIMITE DI EMISSIONE
   ARIA
         1.  Ossidi di zolfo e altri composti dello zolfo
         2.  Ossidi di azoto e altri composti dell'azoto
         3.  Monossido di carbonio
         4.  Composti organici volatili
         5.  Metalli e relativi composti
         6.  Polveri
         7.  Amianto (particelle in sospensione e fibre)
         8.  Cloro e suoi composti
         9.  Fluoro e suoi composti
         10. Arsenico e suoi composti
         11. Cianuri
         12. Sostanze e preparati di cui sono comprovate proprietà cancerogene, mutagene
             o tali da poter influire sulla riproduzione quando sono immessi nell'atmosfera
         13. Poli-cloro-dibenzo-diossina (PCDD) e poli-cloro-dibenzo-furani (PCDF)
   ACQUA
         1.  Composti organoalogenati e sostanze che possono dar loro origine
             nell'ambiente idrico
         2.  Composti organofosforici
         3.  Composti organici dello stagno
         4.  Sostanze e preparati di cui sono comprovate proprietà cancerogene, mutagene
             o tali da poter influire sulla riproduzione in ambiente idrico o con il concorso
             dello stesso
         5.  Idrocarburi persistenti       e   sostanze   organiche  tossiche  persistenti  e
             bioaccumulabili
IT                                              32                                            IT
 ---pagebreak---    6.  Cianuri
   7.  Metalli e loro composti
   8.  Arsenico e suoi composti
   9.  Biocidi e prodotti fitofarmaceutici
   10. Materie in sospensione
   11. Sostanze che contribuiscono all'eutrofizzazione (nitrati e fosfati, in particolare)
   12. Sostanze che esercitano un'influenza sfavorevole sul bilancio di ossigeno
       (misurabili con parametri quali DBO, DCO).
                                  ___________
IT                                     33                                                  IT
 ---pagebreak---                                           ALLEGATO IV
   Considerazioni da tener presenti in generale o in un caso particolare nella determinazione
   delle migliori tecniche disponibili, secondo quanto definito all'articolo 2, punto 12, tenuto
   conto dei costi e dei benefici che possono risultare da un'azione e del principio di precauzione
   e prevenzione
   1.      Impiego di tecniche a scarsa produzione di rifiuti
   2.      Impiego di sostanze meno pericolose
   3.      Sviluppo di tecniche per il recupero e il riciclo delle sostanze emesse e usate nel
           processo, e, ove opportuno, dei rifiuti
   4.      Processi, sistemi o metodi operativi comparabili, sperimentati con successo su scala
           industriale
   5.      Progressi in campo tecnico ed evoluzione delle conoscenze in campo scientifico
   6.      Natura, effetti e volume delle emissioni in questione
   7.      Date di messa in funzione degli impianti nuovi o esistenti
   8.      Tempo necessario per utilizzare una migliore tecnica disponibile
   9.      Consumo e natura delle materie prime ivi compresa l'acqua usata nel processo e
           efficienza energetica
   10.     Necessità di prevenire o di ridurre al minimo l'impatto globale sull'ambiente delle
           emissioni e dei rischi
   11.     Necessità di prevenire gli incidenti e di ridurne le conseguenze per l'ambiente
                                                                   96/61/CE (adattato)
   12.     Informazioni pubblicate dalla Commissione ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 2
           ⌦ , secondo comma, ⌫ o da organizzazioni internazionali.
                                           _____________
IT                                                34                                                IT
 ---pagebreak---                                                                2003/35/CE art. 4, punto 6 e
                                                            allegato II
                                       ALLEGATO V
              PARTECIPAZIONE DEL PUBBLICO ALLE DECISIONI
   1. Il pubblico è informato (attraverso pubblici avvisi oppure in altra forma adeguata
      quali mezzi di comunicazione elettronici, se disponibili) in una fase precoce della
      procedura di adozione di una decisione o, al più tardi, non appena sia
      ragionevolmente possibile fornire le informazioni, sui seguenti aspetti:
      a)     la domanda di autorizzazione o, secondo il caso, la proposta di aggiornamento
             di un'autorizzazione o delle condizioni di autorizzazione ai sensi
             dell'articolo 15, paragrafo 1, compresa la descrizione degli elementi di cui
             all'articolo 6, paragrafo 1;
      b)     eventualmente, il fatto che la decisione sia soggetta a una procedura di
             valutazione dell'impatto ambientale nazionale o transfrontaliera o alle
             consultazioni tra Stati membri ai sensi dell'articolo 18;
      c)     informazioni sulle autorità competenti responsabili dell'adozione della
             decisione, quelle da cui possono essere ottenute informazioni in oggetto, quelle
             cui possono essere presentati osservazioni o quesiti, nonché indicazioni sui
             termini per la trasmissione di osservazioni o quesiti;
      d)     la natura delle possibili decisioni o l'eventuale progetto di decisione;
      e)     le eventuali informazioni riguardanti una proposta di aggiornamento di
             un'autorizzazione o delle condizioni di autorizzazione;
      f)     l'indicazione dei tempi e dei luoghi in cui possono essere ottenute le
             informazioni e le modalità in base alle quali esse sono rese disponibili;
      g)     le modalità precise della partecipazione e della consultazione del pubblico ai
             sensi del paragrafo 5.
   2. Gli Stati membri provvedono affinché, entro scadenze ragionevoli, il pubblico
      interessato abbia accesso:
      a)     conformemente alla legislazione nazionale, ai principali rapporti e consulenze
             pervenuti alla o alle autorità competenti nel momento in cui il pubblico
             interessato è informato conformemente al paragrafo 1;
      b)     conformemente alle disposizioni della direttiva 2003/4/CE, alle informazioni
             diverse da quelle previste al paragrafo 1 che sono pertinenti ai fini della
             decisione di cui all'articolo 8 e che sono disponibili soltanto dopo che il
             pubblico interessato è stato informato conformemente al paragrafo 1.
   3. Il pubblico interessato ha il diritto di presentare osservazioni e di esprimere pareri
      all'autorità competente prima che sia adottata una decisione.
IT                                            35                                              IT
 ---pagebreak---    4. Gli esiti delle consultazioni condotte ai sensi del presente allegato vanno tenuti nella
      dovuta considerazione al momento della decisione.
   5. Gli Stati membri stabiliscono le modalità precise di informazione del pubblico (ad
      esempio mediante affissione entro una certa area o mediante pubblicazione nei
      giornali locali) e di consultazione del pubblico interessato (ad esempio per iscritto o
      tramite indagine pubblica). Vengono fissate scadenze adeguate per le varie fasi, che
      concedano un tempo sufficiente per informare il pubblico nonché per consentire al
      pubblico interessato di prepararsi e di partecipare efficacemente al processo
      decisionale in materia ambientale ai sensi delle disposizioni del presente allegato.
                                       ___________
IT                                          36                                                 IT
 ---pagebreak---                                         ALLEGATO VI
                                              Parte A
                        Direttiva abrogata e sue modificazioni successive
                                      (di cui all’articolo 23)
   Direttiva 96/61/EC del Consiglio
   (GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26)
       Direttiva 2003/35/EC del                        limitatamente all’articolo 4 e
       Parlamento europeo e del Consiglio              all’allegato II
       (GU L 156 del 25.6.2003, pag. 17)
       Direttiva 2003/87/EC del                        limitatamente all’articolo 26
       Parlamento europeo e del Consiglio
       (GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32)
       Regolamento (CE) n. 1882/2003 del               limitatamente al punto 61
       Parlamento europeo e del Consiglio              dell’allegato III
       (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1)
       Regolamento (CE) n. 166/2006 del                limitatamente all’articolo 21,
       Parlamento europeo e del Consiglio              paragrafo 2
       (GU L 33 del 4.2.2006, pag. 1)
                                              Parte B
                      Elenco dei termini di attuazione in diritto nazionale
                                      (di cui all’articolo 23)
                     Direttiva                                    Termine di attuazione
   96/61/EC                                         30 ottobre 1999
   2003/35/EC                                       25 giugno 2005
   2003/87/EC                                       31 dicembre 2003
                                         _____________
IT                                               37                                     IT
 ---pagebreak---                                    ALLEGATO VII
                             TAVOLA DI CONCORDANZA
   Direttiva 96/61/EC                           Presente direttiva
   Articolo 1                                   Articolo 1
   Articolo 2, alinea                           Articolo 2, alinea
   Articolo 2, punti da 1) a 9)                 Articolo 2, punti da 1) a 9)
   Articolo 2, punto 10), lettera a)            Articolo 2, punto 10)
   Articolo 2, punto 10), lettera b)            Articolo 2, punto 11)
   Articolo 2, punto 11), primo comma,          Articolo 2, punto l2), primo comma,
   alinea                                       alinea
   Articolo 2, punto 11), primo comma,          Articolo 2, punto 12), primo comma,
   primo trattino                               lettera a)
   Articolo 2, punto 11), primo comma,          Articolo 2, punto 12), primo comma,
   secondo trattino                             lettera b)
   Articolo 2, punto 11), primo comma,          Articolo 2, punto12), primo comma,
   terzo trattino                               lettera c)
   Articolo 2, punto 11), secondo               Articolo    2,   punto12),    secondo
   comma                                        comma
   Articolo 2, punto 12)                        Articolo 2, punto 13)
   Articolo 2, punto 13)                        Articolo 2, punto 14)
   Articolo 2, punto 14)                        Articolo 2, punto 15)
   Articolo 3, primo comma                      Articolo 3, paragrafo 1
   Articolo 3, secondo comma                    Articolo 3, paragrafo 2
   Articolo 4                                   Articolo 4
   Articolo 5                                   Articolo 5
   Articolo 6, paragrafo        1,   primo      Articolo 6, paragrafo 1, alinea
   comma, alinea
   Articolo 6, paragrafo 1, primo               Articolo 6, paragrafo 1, primo
   comma, trattini dal primo al decimo          comma, lettere da a) a j)
   Articolo 6, paragrafo 1, secondo             Articolo 6, paragrafo 1, secondo
IT                                        38                                          IT
 ---pagebreak---    comma                                      comma
   Articolo 6, paragrafo 2                    Articolo 6, paragrafo 2
   Articoli da 7 a 12                         Articoli da 7 a 12
   Articolo 13, paragrafo 1                   Articolo 13, paragrafo 1
   Articolo 13, paragrafo 2, alinea           Articolo 13, paragrafo 2, alinea
   Articolo 13, paragrafo 2, trattini dal     Articolo 13, paragrafo 2, lettere da a)
   primo al quarto                            a d)
   Articolo 14, alinea                        Articolo 14, alinea
   Articolo 14, trattini dal primo al terzo   Articolo 14, lettere da a) a c)
   Articolo 15, paragrafo 1, primo            Articolo 15, paragrafo 1, primo
   comma, alinea                              comma, alinea
   Articolo 15, paragrafo 1, primo            Articolo 15, paragrafo 1, primo
   comma, trattini dal primo al terzo         comma, lettere da a) a c)
   Articolo 15, paragrafo 1, secondo          Articolo 15, paragrafo 1, secondo
   comma                                      comma
   Articolo 15, paragrafo 2                   Articolo 15, paragrafo 2
   Articolo 15, paragrafo 4                   Articolo 15, paragrafo 3
   Articolo 15, paragrafo 5                   Articolo 15, paragrafo 4
   Articolo 15bis, primo comma, alinea        Articolo 16, paragrafo 1
   e chiusa
   Articolo 15bis, primo comma, lettere       Articolo 16, paragrafo 1, lettere a) e
   a) e b)                                    b)
   Articolo 15bis, secondo comma              Articolo 16, paragrafo 2
   Articolo 15bis, terzo comma, prima e       Articolo 16, paragrafo 3, primo
   seconda frase                              comma
   Articolo 15bis, terzo comma, terza         Articolo 16, paragrafo 3, secondo
   frase                                      comma
   Articolo 15bis, quarto comma               Articolo 16, paragrafo 4, primo
                                              comma
   Articolo 15bis, quinto comma               Articolo 16, paragrafo 4, secondo
                                              comma
IT                                         39                                         IT
 ---pagebreak---    Articolo 15bis, sesto comma               Articolo 16, paragrafo 5
   Articolo 16                               Articolo 17
   Articolo 17                               Articolo 18
   Articolo 18, paragrafo 1, alinea e        Articolo 19, paragrafo 1
   chiusa
   Articolo 18, paragrafo 1, primo e         Articolo 19, paragrafo 1, lettere a) e
   secondo trattino                          b)
   Articolo 18, paragrafo 2, primo           Articolo 19, paragrafo 2
   comma
   Articolo 18, paragrafo 2, secondo         Articolo 19, paragrafo 3
   comma
   Articolo 19                               Articolo 20
   Articolo 20                               Articolo 21
   Articolo 21, paragrafo 1                  ___
   Articolo 21, paragrafo 2                  Articolo 22
   ___                                       Articolo 23
   Articolo 22                               Articolo 24
   Articolo 23                               Articolo 25
   Allegato I                                Allegato I
   Allegato II                               Allegato II
   Allegato III                              Allegato III
   Allegato IV                               Allegato IV
   Allegato V                                Allegato V
   ___                                       Allegato VI
   ___                                       Allegato VII
                               _____________
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