CELEX: 62012TN0249
Language: it
Date: 2012-06-05 00:00:00
Title: Causa T-249/12: Ricorso proposto il 5 giugno 2012 — Vestel Iberia/Commissione

4.8.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 235/14
            
         Ricorso proposto il 5 giugno 2012 — Vestel Iberia/Commissione
   (Causa T-249/12)
   2012/C 235/34
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Vestel Iberia, S.L. (Madrid, Spagna) (rappresentante: P. De Baere e P. Muñiz, avvocati)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione della Commissione COM(2010) 22 def., del 18 gennaio 2010, notificata alla ricorrente il 12 aprile 2012, in cui viene constatato che la presa in considerazione a posteriori dei dazi all’importazione è giustificata, mentre lo sgravio di tali dazi non lo è in un caso particolare (REM 02/08);
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta le spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce tre motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo
               
                           —
                        
                        
                           I dazi all’importazione sono stati presi in considerazione violando l’articolo 220, paragrafo 2, lettera b), del codice doganale comunitario (1), in quanto la convenuta avrebbe giudicato a torto che le misure antidumping, adottate contro importazioni provenienti da paesi terzi, si applicavano automaticamente ai beni in libera pratica nell’Unione doganale UE-Turchia e in quanto, di conseguenza, la convenuta non ha avvertito gli operatori che il regolamento antidumping di cui trattasi si applicava anche ai beni in libera pratica nell’Unione doganale UE-Turchia. In subordine, le autorità turche hanno commesso un errore confermando a torto che i dazi antidumping sui beni provenienti da paesi terzi non si applicavano ai beni in libera pratica nell’Unione doganale UE-Turchia. Inoltre, le autorità doganali spagnole hanno del pari commesso un errore presumendo che i beni accompagnati dal certificato d’origine non potessero essere soggetti a diritti aggiuntivi oppure a misure di protezione commerciale e non informando gli operatori economici che le loro importazioni provenienti dalla Turchia potevano essere assoggettate a siffatte misure, anche se detti beni erano in libera pratica.
                        
                     
         
               2)
            
            
               Secondo motivo
               
                           —
                        
                        
                           L’errore commesso dalle autorità doganali competenti non avrebbe potuto essere ragionevolmente individuato dal debitore, che ha agito in buona fede e nel rispetto di tutte le disposizioni della normativa in vigore in materia di dichiarazione doganale.
                        
                     
         
               3)
            
            
               Terzo motivo
               
                           —
                        
                        
                           La ricorrente dichiara di trovarsi in una situazione particolare alla luce dell’articolo 239 del codice doganale comunitario e che nessuna manovra o negligenza manifesta può esserle ascritta, nel senso previsto da tale disposizione.
                        
                     
         
      (1)  Regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario (GU L 302, pag. 1).