CELEX: 51990PC0183
Language: it
Date: 1990-06-19
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE ) DI CONSIGLIO SULLA COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA NEL CAMPO DELLE IMPOSTE INDIRETTE

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                      C0MC90) 183 def. - SYN 275
                                      Bruxelles, 19 giugno 1990
                       Proposta di
             REGOLAMENTO (CEE) DI CONSIGLIO
   sulla cooperazione amministrativa nel campo delle
                    imposte indirette
         (presentata dalla Commissione)
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                    RELATIONE INTRODUTTIVA
INTRODUZIONE
1. La creazione di un mercato unico e l'eliminazione delle
frontiere fiscali previste dal Trattato implicano necessaria-
mente una più intensa cooperazione fra le amministrazioni
fiscali degli Stati membri; infatti, per questi ultimi non
sarà più possibile controllare, ai fini fiscali, il movimento
intracomunitario delle merci mediante le procedure doganali
direttamente connesse all'attraversamento delle frontiere in-
terne. In futuro, il sistema dei controlli dovrà imperniarsi
soprattutto sulla certificazione e la verifica delle contabi-
lità degli operatori commerciali, esattamente come avviene
adesso per la riscossione dell'IVA interna. In altri termini,
le autorità fiscali degli Stati membri dovranno essere in
grado di verificare le informazioni riguardanti acquisti o
cessioni effetuati in altri Stati membri; a tal fine è indis-
pensabile una migliore cooperazione amministrativa fra auto-
rità degli altri Stati membri.
La Commissione aveva espressamente riconosciuto, nel paccetto
sull'armonizzazione fiscale del 1987, la necessità di raffor-
zare le vigenti disposizioni in materia di cooperazione ammi-
nistrativa o di mutua assistenza nel campo delle imposte in-
dirette; ad esempio, nel documento COM(87)323 del 5 ago-
sto 1987 essa ravvisava la necessità di integrare il vigente
sistema di mutua assistenza amministrativa con un sistema più
ampio e sviluppato di cooperazione fra le amministrazioni na-
zionali (punto 9.1). Più di recente, gli stessi Stati membri
hanno riconosciuto pubblicamente la necessità di istituire
una più intensa cooperazione amministrativa: nelle conclusio-
ni del Consiglio ECOFIN del 13 novembre 1989 si dice infatti
che occorre instaurare un dispositivo di controllo idoneo a
"prevenire efficacemente i rischi di frode. Esso si baserà in
modo particolare sullo sfruttamento delle dichiarazioni delle
imprese da parte delle amministrazioni nazionai, sullo scam-
bio regolare di informazioni e sulla comunicazione di docu-
menti giustificativi elaborati dalle amministrazioni. Questa
cooperazione amministrativa permanente non dovrà presentare
ostacoli inerenti alle legislazioni nazionali e completerà le
procedure di mutua assistenza già existenti" (documento del
Consiglio n. 9543/89, punto 3).
LA SITUAZIONE ATTUALE
2. Nel campo delle accise attualmente non esistono disposi-
zioni comunitarie sulla mutua assistenza tra amministrazioni
nazionali. Nel campo dell'IVA, il quadro normativo è costi-
tuito dalla direttiva del Consiglio 79/1070/CEE, la quale ha
semplicemente esteso all'imposta sul valore aggiunto le dis-
posizioni sulle imposte dirette dettate dalla direttiva
77/799/CEE.
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3. Nel campo doganale ed agricolo è in vigore il regolamento
(CEE) n. 1468/81 (modificato dal regolamento n. 945/87) rela-
tivo alla mutua assistenza amministrativa tra Stati membri e
Commissione. Altre disposizioni in materia di mutua assisten-
za fra amministrazioni doganali sono quelle della convenzione
di Napoli del 1967 che è, a rigore, un trattato concluso dai
governi degli Stati membri che non fa corpo con la legisla-
zione comunitaria.
4. Se è vero le attuali disposizioni normative sulla mutua
assistenza a livello comunitario costituiscono un buon punto
di partenza per la futura cooperazione (almeno per quanto ri-
guarda l'IVA), non è men vero che, fino ad oggi, queste dis-
posizioni sono state scarsamente applicate perché gli Stati
membri hanno ritenuto che, ai fini dei controlli fiscali, le
loro misure interne di controllo, imperniate sulla documenta-
zione delle importazioni e delle esportazioni, potessero fun-
zionare in modo soddisfacente prescindendo dai controlli ef-
fettuati dagli altri Stati membri. Per le ragioni indicate al
punto 1, questa situazione dovrà necessariamente mutare e la
Commissione ha concluso che il modo migliore per dare esecu-
zione al mandato del Consiglio per il rafforzamento della co-
operazione amministrativa fra Stati membri nel campo dell'im-
posizione indiretta consista nell'emanare un nuovo strumento
normativo. Questo strumento è oggetto della presente propos-
ta.
FONDAMENTO GIURIDICO DEL NUOVO STRUMENTO NORMATIVO
5. Il nuovo strumento recepisce le vigenti disposizioni del-
la direttiva 79/1070/CEE arricchendole con le modifiche sug-
gerite dall'esperienza maturata in campo doganale con l'ap-
plicazione del citato regolamento 1468/81. Anche il campo
d'applicazione materiale del nuovo strumento è più ampio di
quello della direttiva in quanto ricomprende per la prima
volta le accise. Si è anche tenuto conto delle pertinenti
disposizioni della Convenzione sulla mutua assistenza ammi-
nistrativa in materia fiscale stipulata nell'ambito dell'OECS
e del Consiglio d'Europa.
6. Per il nuovo strumento normativo si è preferita la forma
del regolamento a quella direttiva dato che il regolamento
garantisce un'applicazione più uniforme delle nuove norme e
una loro più rapida attuazione. Il fondamento giuridico della
proposta di regolamento é l'articolo 100A del trattato, ra-
gion per cui sarà necessario munirsi della cooperazione del
Parlamento europeo; è altresì opportuno sentire il parere del
Comitato economico e sociale.
PRINCIPI INFORMATORI DELLA PROPOSTA
7. Occorre riconoscere fin da ora che la cooperazione ammi-
nistrativa che si instaurerà fra gli Stati membri dopo il
1992 assumerà nuove dimensioni che devono trovare adeguato
accoglimento nel nuovo strumento normativo. Più precisamente,
il futuro sistema dovrà comprendere due categorie di coopera-
zione, distinte ma connesse.
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8. In primo luogo, occorrerà mantenere in vigore ed estende-
re le procedure già istituite per affrontare i casi di frode
o di grave irregolarità, nel senso che tali procedure conti-
nueranno bensì ad essere esperite, in larga misura, su base
bilaterale, ma dovranno essere saldamente ancorate a un dis-
positivo comunitario ed essere disciplinate da un atto norma-
tivo comunitario. Non vi è dubbio che mantenere il principio
del paese di destinazione nel campo dell'IVA per un periodo
transitorio fornirà occasioni di frodi fiscali ed è probabile
che, in avvenire, aumenterà il numero delle richieste di as-
sistenza amministrativa.
9. In secondo luogo sorgerà l'esigenza di un nuovo tipo di
cooperazione amministrativa in connessione con gli scambi di
informazioni sulle operazioni intracomunitarie afferenti al-
l' IVA e alle accise, come già accennato al punto 1. In merito
ali'IVA il punto di partenza consisterà nelle normali proce-
dure di controllo che oggi si impiegono comunemente in sede
di controllo nazionale, con l'ausilio delle tecniche di valu-
tazione del rischio e della valutazione dei sistemi contabili
usati dagli operatori commerciali. Tutte queste procedure do-
vranno essere integrate, nella misura richiesta dall'inter-
scambio comunitario, da tecniche che permettano di verifica-
re, mediante controlli su campione, la veridicità delle di-
chiarazioni periodiche regolarmente presentate dagli operato-
ri commerciali. Queste procedure di verifica costituiscono un
aspetto essenziale dei meccanismi di controllo richiesti del
sistema difinitivo di riscossione dell'IVA (quello basato sul
principio del paese di provenienza) dopo la fine del periodo
transitorio. Ma anche durante il periodo in cui verrà appli-
cato il sistema transitorio le procedure sopra indicate man-
terranno pienamente la loro validità nel senso che dovranno
assicurare che le merci per le quali si chiede l'aliquota ze-
ro vengano debitamente trasportate attraverso le frontiere e
poste sotto il controllo fiscale dello Stato membro di desti-
nazione. Il temporaneo accoglimento di un sistema di riscos-
sione nel paese di destinazione esige, nell'ipotesi di traf-
fico triangolare, la conferma della destinazione finale dei
beni, onde garantire che l'imposta venga trasferita, allo
Stato membro cui essa comete. Anche nel campo delle accise si
presenterà l'esigenza di una cooperazione del genere sopra
accennato per assicurare il corretto funzionamento dei siste-
mi 'interconnessi" di controllo nel caso di merci soggette ad
accisa che beneficiono di sospensione di imposta.
10. La cooperazione amministrativa del secondo tipo, per po-
ter raggiungere un grado accettabile di controllo dovrà do-
tarsi di un organizzazione tale da consentire l'effettuazione
di controlli più regolari con carattere di routine e tale da
trattare un numero di richieste maggiore di quanto riescano a
fare gli attuali meccanismi do assistenza amministrativa. Al
riguardo, la Commissione effettuerà una studio di fattibilità
su una rete informatizzata che colleghi per via telematica le
amministrazioni nazionali e comunitarie interessate. Occore
raggiungere un equilibrio che dia adequato accoglimento al-
l'indicazione fondamentale emessa al Consiglio ECOFIN nel no-
vembre 1989, nel senso di un alleggerimento degli oneri che
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attualmente gravano sulle imprese e sulle pubbliche amminis-
trazioni. Nel complesso, lo scopo del provvedimento consiste
nel dare ad ogni Stato membro ragionevoli garanzie che le im-
poste contabilizzate dai suoi operatori commerciali per gli
acquisti effettuati in altri Stati membri siano veridiche e
che i beni destinati all'esportazione non siano riversati nel
mercato interno e che non si faccia uso di fatture o numeri
di registrazione falsi. E' importante sottolineare che i mec-
canismi di cooperazione amministrativa che si vogliono isti-
tuire non hanno, di per sé stessi, vocazione a combattere la
frode fiscale, anche se, beninteso, indizi dì frode potranno
emergere nel corso dei controlli.
11. Le modalità pratiche secondo le quali funzioneranno
questi sistemi saranno oggetto di successive consultazioni e
di un successivo coordinamente secondo la procedure istituta
dall'articolo 19 della presente proposta. E' però fondamenta-
le stabilire fin dall'inizio un quadro normativo capace di
disciplinare le due categorie di cooperazione amministrativa
sopra richiamate. Questo lo scopo della presente proposta.
ARTICOLO 1
12. Questo articolo definisce in termini deliberatamente am-
pi il campo d'applicazione del regolamento. Esso si riferisce
a tutti gli aspetti dell'osservanza della normativa sulle ira-
poste indirette e dei procedimenti per il loro corretto ac-
certamento .
ARTICOLO 2
13. Il primo paragrafo contiene le definizioni dei principa-
li termini impiegati nel regolamento.
Il secondo paragrafo chiede agli Stati membri di designare
l'autorità o le autorità competenti per la cooperazione ammi-
nistrativa sul suo territorio e di comunicarne l'elenco agli
Stati membri ed alla Commissione. Alle autorità di cui trat-
tasi spetta il ruolo di soggetti principali del regolamento.
Il secondo paragrafo chiede anche agli Stati membri di de-
signare i funzionari che entreranno a far parte di un ufficio
contrale competente per i contatti con gli altri Stati membri
e con la Commissione per le questioni disciplinate dal rego-
lamento (cfr. altresì l'art. 19, par. 3).
                           TITOLO I
 Disposizioni generali in tema di cooperazione amministrativa
14. L'articolo 3 fa obbligo alle autorità competenti di al-
largare nella misura più ampia possibile la cooperazione fra
esse e quella con la Commissione onde garantire l'osservanza
sia delle norme nazionali che delle norme comunitarie vigenti
nel campo delle imposte indirette. Il termine "osservanza"
ricomprende espressamente anche esigenze di cooperazione a
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livello di procedure di controllo. Come nel caso dell'artico-
lo 1, l'impegno è definito in senso ampio e non è circoscrit-
to al mero scambio di informazioni.
Quest'ultimo è, invece, l'aspetto più significativo della co-
operazione amministrativa, che è presa in considerazione dal
secondo comma dell'articolo 3; esso distingue fra obblighi
reciproci degli Stati membri e obblighi verso la Commissione:
di norma, gli Stati membri si trasmetteranno informazioni su
questioni che possono sorgere in ordine a casi specifici in
materia fiscale, ma prenderanno contatto anche con la Commis-
sione su questioni che possono avere rilevanza per la Comuni-
tà. Per garantire une trasmissione efficace e affidabile di
queste informazioni la Commissione studierà la possibilità di
reti informatizzate che colleghino per via telematica le am-
ministrazioni nationali e comunitarie interessate.
ARTICOLO 4
15. Questo articolo contiene una disposizione che si ritrova
nel regolamento (CEE) n. 1468/81, relativo alla mutua assis-
tenza amministrativa in campo doganale, la quale dispensa au-
torità competenti dall'obbligo di cooperare nel trasmettere
informazioni documentarie quando un caso individuale o una
particolare indagine siano stati portati alla cognizione del-
le autorità competenti a proporre un procedimento penale.
Quando il procedimente penale è iniziato, ogni ulteriore in-
dagine verrebbe effettuata in base ad accordi sulla mutua as-
sistenza in materia penale (cfr. anche l'art. 21). Tuttavia,
l'autorità guidiziaria dello Stato membro interpellato può
dare, caso per caso il proprio benestare, allo scambio delle
informazioni raccolte nell'ambito dell'indagine penale.
                          TITOLO II
                   Assistenza su richiesta
16. La cooperazione amministrativa propriamente detta può
essere distinta in tre grandi categorie: l'assistenza su ri-
chiesta (che emana dall'autorità richiedente), 1'assistenza
automatica (che viene preventivamente concordata dall'autori-
tà richiedente e da quella interpellata in ordine ad alcuni
tipi d'informazione che devono essere raccolti e scambiati
automaticamente) e, infine, 1'assistenza spontanea (che emana
da un'autorità che prende l'iniziativa di comunicare informa-
zioni senza esserne richiesta). Gli articoli da 5 a 10 disci-
plinano l'assistenza su richiesta la quale rappresenta, attu-
almente, la principale di queste categorie.
ARTICOLO 5
17. Questa disposizione definisce un obbligo generale, per
tutte le autorità competenti, di comunicare informazioni, in-
tese nell'accezione più ampia, a richiesta di un'altra auto-
rità. Dato che l'iniziativa della richiesta compete allo Sta-
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to richiedente, che può applicare categorie di imposte indi-
rette che non sono imposte comunitarie, si è data una descri-
zione più precisa delle imposte cui si riferiscono le proce-
dure di cooperazione. Le imposte in questione sone l'IVA e le
principali accise applicate da tutti gli Stati membri e che
sono oggetto di una specifica normativa comunitaria. Non è
esclusa l'eventualità che l'elenco di queste imposte venga
esteso in una fase successiva.
Il paragrafo 2 contiene una norma tipo che impone all'auto-
rità interpellata di riservare alle richieste di assistenza
provenienti da un altro Stato membro lo stesso trattamento
che riserva alle proprie indagini o quelle svolte da altre
autorità del proprio paese.
ARTICOLO 6
18. Questa norma dispone che l'autorità interpellata effet-
tui le indagini del caso per conto di un altro Stato membro
quali, ad esempio, riscontri e verifiche per campione sulle
transazioni intracomunitarie al fine di assicurare che le
merci per le quali è richièsta l'esenzione o la sospensione
dalle imposte vengano effettivamente trasferite nel territo-
rio di un altro Stato membro e sottoposte al controllo fis-
cale di quest'ultimo.
ARTICOLO 7
19. Trattasi di una disposizione nuova che dà agli Stati
membri facoltà di organizzare l'esame coordinato di una ques-
tione fiscale ciascuno nel proprio territorio. Essa assume
particolare importanza soprattutto alla luce della crescente
integrazione dei mercati europei e della tendenza di gran
parte dell'interscambio comunitario a concentrarsi nelle mani
di un numero abbastanza ristretto di società fra loro colle-
gate o facenti parte dello stesso gruppo. Per essere effica-
ce, il controllo sistematico di queste società postula un ap-
proccio globale che travalica i confini nazionali; l'articolo
incoraggia quindi questa linea di azione.
ARTICOLO 8
20. Trattasi di una norma che riguarda la trasmissione di
documenti o attestazioni ufficiali ad un'autorità richiedente
in materia di fiscalità indiretta.
ARTICOLO 9
21. Anche questa è una norma già in uso relativamente alla
trasmissione dei documenti. Alcuni Stati potrebbero incontra-
re difficoltà nella trasmissione dei documenti (ad esempio
nell'ipotesi di oneri fiscali gravanti su persone non resi-
denti o su residenti che si sono trasferiti in altro Stato
membro); l'articolo indica le modalità della cooperazione am-
ministrativa in siffatti casi. In futuro, questa disposizione
acquisterà maggiore rilevanza in parallelo con l'accresciuta
mobilità dei contribuenti all'interno del mercato unificato.
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Per quanto l'assistenza amministrativa nella trasmissione dei
documenti possa essere richiesta in tutte le fasi della pro-
cedura inerente all'imposizione indiretta prima dell'instau-
razione di un procedimento giudiziario, l'assistenza riguar-
derà, in pratica, solo la fase dell'accertamento. Lo scopo
della disposizione è di garantire, nella misura del possibi-
le, che documenti come gli avvisi di accertamento o i solle-
citi raggiungano effettivamente il soggetto d'imposta, in mo-
do da evitare l'applicazione di procedimenti coattivi contro
persone che in buona fede ignorino l'esistenza di un debito
fiscale o la loro qualità di soggetto passivo.
ARTICOLO 10
22. Anche questa è una norma tipo che dispone la trasmissio-
ne su richiesta di informazioni riguardanti l'effettuazione
di accertamenti fiscali su operazioni di cui si sospetta
l'intento fraudolento. Esso disciplina, in particuolare, la
trasmissione di rapporti o documenti dagli archivi dell'auto-
rità interpellata.
                          TITOLO III
              Scambio automatico di informazioni
ARTICOLO 11
23. Questo articolo riguarda la possibilità dello scambio
automatico di informazioni fra Stati membri. Per quanto attu-
almente non vi si faccia ricorso, questo tipo di scambio po-
trebbe revelarsi prezioso in futuro con l'intensificarsi del-
la cooperazione fra amministrazioni fiscali; di conseguenza,
i metodi di cooperazione contemplati da questo articolo sa-
ranno definiti successivamente, nell'ambito delle riunioni
dei rappresentanti degli Stati membri ai sensi dell'artico-
lo 19.
                           TITOLO IV
                     Assistenza spontanea
ARTICOLO 12
24. Questo articolo detta agli Stati membri l'obbligo di
prestarsi assistenza spontanea. Questo tipo di assistenza si
concreta nella trasmissione di informazioni senza che via sia
stata una richiesta preventiva di un altro Stato membro oppu-
re senza che vi sia stato un precedente accordo sui dati che
devono formare oggetto di trasmissione automatica. Gli scambi
spontanei di informazioni dorebbero rivelarsi di particolare
utilità in sede di controllo delle frodi poiché in genere ri-
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guardano dati scoperti o vagliati nel corso di verifiche con-
tabili o indagini fiscali da funzionari dell'amministrazione
fiscale delle Stato membro che li trasmette.
ARTICOLO 13
25. Questo articolo contiene vari esempi di casi in cui le
autorità competenti degli Stati membri si scambiano informa-
zioni, senza preventiva richiesta, nell'ambito generale del
controllo e dell'osservanza della legislazione fiscale. Come
nel caso dell'articolo 7, queste disposizioni assumono parti-
colare rilevanza in sede di controlli delle attività imponi-
bili di operatori commerciali appartenenti a gruppi stretta-
mente collegati.
Il secondo paragrafo dà facoltà agli Stati membri di riunir-
si, secondo le procedure definite dall'articolo 19, per aggi-
ungere all'elenco ivi previsto altri casi per i quali è op-
portuno une scambio spontaneo di informazioni.
Poiché l'efficacia degli scambi spontanei dipende quasi es-
clusivamente dalla solerzia dello Stato che li fornisce, è
essenziale che le autorità competenti di quest'ultimo prenda-
no i provvedimenti amministrativi attia garantire che le in-
formazioni che possono essere di interesse per l'altro Stato
membro vengano segnalate alla sua attenzione. Una prescri-
zione in tal senso è contenuta nel terzo paragrafo.
ARTICOLO 14
26. La norma contenuta in questo articolo è in parallelo con
quella dell'articolo 13 ma riguarda l'ambito delle frodi. La
trasmissione spontanea d'informazioni deve aver luogo imme-
diatamente e, date le ampie possibilità di comportamenti
fraudolenti, non si è voluta circoscrivere la trasmissione a
categorie determinate di informazioni ma si è esteso l'obbli-
go a tutte le informazioni che vengono abitualmente in rilie-
vo in rapporto a operazioni o comportamenti fraudolenti.
                           TITOLO V
            Disposizioni in materia di assistenza
ARTICOLO 15
23. Questo articolo stabilisce il principo generale che le
autorità competenti degli Stati membri devono prendere i
provvedimenti atti a garantire il sollecito adempimento del
loro obbligo di fornire informazioni. Limiti di tempo più
precisi possono essere disposti per particolari informazioni
secondo la procedura definita dall'articolo 19. Le informa-
zioni su richiesta ai sensi degli articoli da 5 a 10 devono
comunque essere trasmesse nel termine massimo di tre mesi,
salva proroga consentita dallo Stato richiedente (il termine
di tre mesi è quello indicato dagli Stati membri nel corso
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delle discussioni preparatorie sulla cooperazione amministra-
tiva) . Il secondo paragrafo impone all'autorità competente di
tenere informato il proprio interlocutore se dovessero sorge-
re ostacoli che gli impediscono di trasmettere le informazio-
ni nei termini previsti. Va da sé che gli ostacoli in ques-
tione sono quelli che sfuggono al controllo dell'autorità.
ARTICOLO 16
28. Questo articolo contiene le disposizioni che disciplina-
no la collaborazione diretta fra i funzionari degli Stati
membri. In un primo stadio prevede che questi contatti ab-
biano luogo fra funzionari delegati dall'autorità richiedente
e dall'autorità interpellata nella sede di quest'ultima. Ai
funzionari dell'autorità richiedente deve essere consentito
il pieno accesso a tutta la documentazione che i funzionari
dell'autorità interpellata hanno messo a loro disposizione.
29. Il secondo paragrafo implica un passo in avanti nella
collaborazione diretta fra autorità fiscali, in quanto con-
sente ai funzionari delegati dall'autorità richiedente di as-
sistere, col benestare dell'autorità interpellata, all'esame
di specifiche questioni fiscali nel territorio dello Stato
interpellato.
Questa fase ulteriore della collaborazione deve essere sempre
motivata da ragioni sia pratiche che inerenti al singole ca-
so. La ratio della norma è che non si deve fare ricorso a
questa forma più ampia di collaborazione se l'autorità compe-
tente dello Stato richiedente non è convinto che l'esame da
effettuarsi in un altro Stato membro contribuisca in modo
sostanziale alla soluzione di una questione relativa a im-
poste indirette interne. Questa procedura é una logica esten-
sione delle disposizioni sull'esame fiscale coordinato di cui
all'articolo 7.
30. I paragrafi 2 e 3, considerati nell'insieme, precisano
che la decisione di ammettere i rappresentanti dell'autorità
richiedente ad assistere ad accertamenti o indagini fiscali
deve essere presa dall'autorità interpellata. Va però notato
che la competenza a decidere in ultima istanza su questo pun-
to non rende in alcun modo inefficace l'obbligo di trasmette-
re all'autorità richiedente le informazioni contemplate da
altri articoli dello regolamente.
31. Se la richiesta è accolta, l'autorità interpellata è te-
nuta (par. 3) a indicare il momento e il luogo degli accerta-
menti e ogni altro utile ragguaglio, come l'identità del fun-
zionario responsabile per l'indagine o l'accertamento e le
eventuali condizioni cui deve uniformarsi il suo operato.
Tutte le decisioni concernenti le modalità di espletamento
degli accertamenti devono essere prese dal funzionario del-
l'autorità interpellata cui è stata affidata la pratica. Non
piò cioè ammettersi alcun atto che costituisca esercizio di
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autorità (nel senso proprio del termine) da parte del funzio-
nario dell'autorità richiedente, salva restando, beninteso,
la possibilità che, a discrezione dell'autorità interpellata,
egli collabori attivamente agli accertamenti.
32. L'ultimo paragrafo dispone che le modalità precise per
l'applicazione di questo articolo vengano discusse e, se ne-
cessario, definite nell'ambito delle riunioni che devono es-
sere organizzate ai sensi dell'articolo 19.
ARTICOLO 17
33. Quest'articolo contiene disposizioni già in uso in ordi-
ne alla riservatezza delle informazioni che vengono trasmesse
nell'ambito della cooperazione amministrativa. Esso definisce
in termini generali di accesso a tale informazione:
- in primo luogo, l'accesso è riservato alle persone che sono
  direttamente interessate all'accertamento o al controllo
  amministrativo dell'imposizione indiretta. In parallelo con
  le corrispondenti disposizioni sulla cooperazione amminis-
  trativa nel campo doganale (regolamento 1468/81, art. 19)
  questa categoria di persone comprende espressamente i fun-
  zionari all'uopo delegati dalle istituzione comunitarie:
- in secondo luogo, le persone che sono direttamente interes-
  sate a procedimenti amministrativi o giudiziari nei quali
  possono essere irrogate sanzioni per inadempimento degli
  obblighi fiscali.
34. Il secondo paragrafo consente agli Stati membri i quali
per fini interni, applicano disposizioni più restrittive del-
le precedenti, di insistere affinché l'autorità richiedente
segua le stesse disposizioni restrittive in ordine alle in-
formazioni che esso ha trasmesso a quest'ultima. Il terzo pa-
ragrafo, all'opposto, dà facoltà all'autorità richiedente di
consentire un più ampio accesso alle informazioni di cui
trattasi, col consenso dell'autorità interpellata, se questo
più ampio accesso è esperibile nello Stato membro interpella-
to. Il paragrafo 4 è una norma tipo che consente ad uno Stato
membro di trasmettere ad altri Stati membri le informazioni
ricevute da un terzo Stato membro, con il consenso dello Sta-
to membro da cui le informazioni emanano.
ARTICOLO 18
35. Il primo paragrafo contiene una norma tipo che limita la
portata dell'obbligo di cooperazione quando siano in gioco
motivi di ordine pubblico o se sono in gioco interessi essen-
ziali dello Stato interessato. Si tratta con tutta evidenza
di una soluzione di ripiego, alla quale ordinariamente non si
farà ricorso.
36. In caso di rifiuto di assistenza, lo Stato membro in
questione deve motivare la propria decisione.
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                          TITOLO VI
        Procedure di consultazione e di coordinamento
ARTICOLO 19
37. Questo articolo contiene il nucleo delle procedure orga-
nizzative previste in relazione al nuovo tipo di cooperazione
amministrativa. Se la base di questa cooperazione resta es-
senzialmente bilaterale (fra singoli Stati membri), l'intro-
duzione della cooperazione amministrativa nell'ambito del
riscontro della verifica delle procedure di controllo ordina-
rie implica necessariamente un'assise centrale nella quale
saranno discussi problemi pratici d'interesse generale e con-
cordate le normali procedure operative. Lo scopo del primo
paragrafo è appunto quello di istituire questo luogo di rac-
cordo fra le amministrazioni nationali; al riguardo, il testo
si avvale dell'esperienza maturata nel campo doganale col più
volte ricordato regolamento 1468/81 ma si orienta precipua-
mente alle esigenze del controllo delle imposte indirette
nella situazione che si verrà a creare dopo il 1992.
38. Il secondo paragrafo dispone che gli Stati membri conti-
nuino a comunicare direttamente fra di loro su questioni di
interesse bilaterale che non richiedono più ampie consulta-
zioni. Trattasi di una norma già nota, desunta dalla vigente
direttiva sulla cooperazione fiscale (77/799/CEE).
39. Il paragrafo 3 è una disposizione desunta dal regolamen-
to 1468/81 che impone agli Stati membri di provvedere affin-
ché il coordinamente interno fra le autorità nazionali inte-
ressate sia idoneo a garantire l'ordinato funzionamento della
cooperazione esterna con altri Stati membri.
40. Il paragrafo 4 contempia un monitoraggio costante, cui
partecipano congiuntamente Stati membri e Commissione, per
valutare l'effecacia delle procedure di cooperazione istitui-
te ai sensi del paragrafo 1. Lo scopo è quello di creare una
migliore, più penetrante e continuativa cooperazione fra am-
ministrazioni anche nell'intento, ove se ne presentasse la
necessità, di trasformare questi miglioramenti pratici in
norme o procedure amministrative da applicarsi di comune ac-
cordo. Uno degli aspetti di rilievo di questo processo è ap-
punto lo scambio di esperienze fra amministrazioni diverse
sul tema dell'elusione e dell'evasione fiscale e dei nuovi
meccanismi escogitati per porle in essere.
41. Infine, il paragrafo 5 fa specificamente obbligo alla
Commissione di divulgare le informazioni, provenienti dagli
Stati membri o da altre fonti attendibili, che assumano ri-
lievo ai fini dell'osservanza e del controllo della disposi-
zioni vigenti nel campo delle imposte indirette. Trattasi di
una disposizione desunta dall'esperienza dell'applicazione
del citato regolamento 1468/81 in materia doganale. In combi-
nato disposto con i paragrafi 2 e 4 essa delinea i ruoli che
verranno ad assumere i singoli Stati membri, gli Stati membri
e la Commissione, e la Commissione in quanto tale.
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                          TITOLO VII
                     Disposizioni finali
ARTICOLO 20
42. Il paragrafo 1 è una norma tipo che impone agli Stati
membri di tenere informata la Commissione degli accordi di
cooperazione amministrativa conclusi con paesi terzi nel cam-
po delle imposte indirette.
43. Anche il paragrafo 2 è una norma tipo in materia di cos-
ti. La norma generale, che recepisce precedenti soluzioni co-
munitarie in materia, è che ogni Stato membro sopporta le
spese che scaturiscono dalla cooperazione amministrativa da
lui prestata, ad eccezione, in certe circostanze, delle spese
dovute per perizie e consulenze. L'articolo 19, paragrafo 1,
designa l'istanza cui saranno domandate eventuali controver-
sie sorte in relazione a questo problema.
44. Il terzo paragrafo è una norma necessaria che da facoltà
agli Stati membri di avvalersi, ove possibile, di tecnologie
informatiche nello scambio delle informazioni e della docu-
mentazione contemplate dal regolamento.
ARTICOLO 21
45. Il primo paragrafo impone agli Stati membri di tenere
informata la Commissione di tutti gli atti normativi interni
che essi adotteranno nei settori disciplinati dal regolamen-
to. Il secondo paragrafo è una disposizione tipo che mira a
garantire che la proposta non restringa il ricorso a altre
possibili vie di cooperazione. Ogni volta che gli Stati mem-
bri sono vincolati da disposizioni del presente regolamento
altri strumenti oppure da accordi stipulati in questo campo,
essi possono ricorrere allo strumento più efficace in ogni
situazione particolare. Il terzo paragrafo mira a garantire
che le norme vigenti negli Stati membri in tema di mutua as-
sistenza non vengano pregiudicate dall'applicazione delle
disposizioni del presente regolamento.
ARTICOLO 22
46. La presente proposta recepisce ed amplia l'ambito di
operatività delle disposizioni della direttiva 79/1070/CEE.
Inoltre, essa estende la cooperazione amministrativa al campo
delle accise e, di conseguenza, fornisce une strumento norma-
tivo che copre tutte le esigenze di cooperazione nelle ques-
tioni inerenti alla fiscalità indiretta. In questa situazio-
ne, la direttiva 79/1070/CEE perde ogni ragion d'essere e,
deve essere abrogate per evitare ogni confusione o incertezza
del diritto.
ARTICOLO 23
47. Queso articolo prevede che il provvedimento entra in vi-
gore il 1° gennaio 1992, con un anno di anticipo rispetto al-
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la data - indicata dagli articoli 8A e 100A del trattato -
per l'eliminazione delle frontiere fiscali e per l'instaura-
zione del mercato interno. Non vi sono ragioni tecniche per
cui gli Stati membri non debbano attuare la proposta in anti-
cipo rispetto ad altre misure che fanno parte del pacchetto
per il ravvicinamento fiscale e l'esperienza maturata grazie
alla sua applicazione nell'anno in questione consentirà alle
autorità competenti degli Stati membri di affrontare con mag-
giore sicurezza l'abolizione dei controlli alle frontiere
prevista per il 31 dicembre 1992. In particolare, i dodici
mesi del 1992 dovrebbero consentire la definizione e la messa
in atto delle procedure di controllo contemplate dall'artico-
lo 19, paragrafo 1 mentre continueranno ad essere ancora es-
pletate le ben note procedure di controllo alle frontiere.
 ---pagebreak---                               - 15 -
                            PROPOSTA DI
                 REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
       SULLA COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA NEL CAMPO DELLE
                         IMPOSTE INDIRETTE
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ* EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica
europea, in particolare l'articolo 100A,
vista la proposta della Commissione,
in cooperazione con il Parlamento europeo*1^,
visto il parere del Comitato economico e sociale'2',
considerando che l'instaurazione del mercato interno ai sensi
dell'articolo 8A del trattato esige uno spazio senza frontie-
re interne, nel quale è assicurata la libera circolazione
delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali; che
la libera circolazione delle merci, delle persone e dei ser-
vizi postula, in particolare, l'abolizione dei controlli alle
frontiere all'interno della Comunità;
considerando che per garantire piena efficacia all'elimina-
zione dei controlli alle frontiere, evitando nel contempo una
perdita di gettito tributario per gli Stati Membri, le misure
di armonizzazione fiscale adottate per il completamento del
mercato interno e per il periodo transitorio richiedono 1'is-
tituzione di un sistema comune di cooperazione amministrativa
fra le autorità competenti degli Stati Membri;
(1) GU
(2) GU
 ---pagebreak---                             - 16 -
considerando che le disposizioni del presente regolamento che
istituiscono il suddetto sistema di cooperazione hanno lo
scopo di contribuire all'eliminazione dei controlli alle
frontiere conformemente agli obbiettivi enunciati all'artico-
lo 8A del trattato e non quello di armonizzare le disposi-
zioni fiscali ai sensi dell'articolo 100A, paragrafo 2; che è
inoltre necessario che il regime delle imposte indirette ven-
ga instaurato e funzioni efficacemente sensa rischi
di frodi che potrebbero determinare distors ioni di concorren-
za;
considerando tuttavia la perdurante esigenza degli Stati mem-
bri di esercitare i controlli sul traffico intracomunitario
di beni e di servizi alla stessa stregua dei controlli eser-
citati sulle transazioni interne soggette ad imposte indi-
rette; che l'assenza di siffatti controlli può portare
al diffondersi dell'evasione e della frode fiscale   attraverso i
confini degli Stati membri e può determinare perdite per
L'erario, violazioni dei principi de l la gi ust i z i a fisca-
le e distorsioni delle condizioni di concorrenza fra gli Sta-
ti membri;
considerando che è quindi opportuno rafforzare la collabora-
zione fra le amministrazioni nazionali preposte alle imposte
indirette e fra queste amministrazioni e la Commissione se-
condo principi e regole comuni in modo da garantire 1'instau-
razione e l'ordinato funzionamento del mercato interno;
considerando che, nel prendere i provvedimenti opportuni per
realizzare la cooperazione amministrativa, ciascuno Stato
membro dovrà tenere nella dovuta considerazione la necessità
di riscontri e verifiche sulle transazioni intracomunitarie
di merci e servizi, dato che non si applicheranno più i tipi
di controllo cui erano precedentemente soggette tali transa-
zioni;
considerando che gli Stati membri debbono scambiarsi recipro-
camente, a richiesta, informazioni in merito a casi precisi,
che lo Stato interpellato deve effettuare le ricerche neces-
sarie per raccogliere tali informazioni;
considerando che gli Stati membri devono scambiarsi, anche
senza preventiva richiesta, Le informazioni che reputino utili per il
controllo delle imposte indirette, in particolare allorché
l'imposta, per un motivo qualsiasi, è stata o può essere eva-
sa o elusa;
considerando che è opportuno consentire la presenza di fun-
zionari dell'amministrazione delle imposte indirette di uno Stato membro
sul territorio di un altro Stato membro quando questi due Stati
membri lo ritengano necessario;
considerando che è opportuno garantire che le informazioni
trasmesse nell'ambito di detta collaborazione non siano di-
vulgate a persone non autorizzate, in modo che siano rispet-
tati i diritti fondamentali dei cittadini e delle imprese,
che è pertanto necessario, salvo autorizzazione dello Stato
 ---pagebreak---                               - 17 -
membro che le fornisce, che gli Stati membri che ricevono ta-
li informazioni le utilizzino soltanto a fini fiscali o a
sostegno delle azioni giudiziarie promosse contro le viola-
zioni della loro legislazione fiscale; che inoltre è necessa-
rio che gli Stati che le ricevano attribuiscano a queste in-
formazioni la stessa natura riservata che èsse avevano nello
Stato da cui provengono se quest'ultimo lo richiede;
considerando che è opportuno che ogni Stato membro abbia la
facoltà, di rifiutarsi  di effettuare indagini o di trasmettere
informazioni qualora il suo diritto interno inibisca alla sua
amministrazione delle imposte indirette lo svolgimento di tali
ricerche o la racolta o l'utilizzazione di tali informazioni
per i propri fini, oppure qualora la trasmissione di tali
informazioni sia contraria all'ordine pubblico;
considerando che è necessaria una collaborazione tra gli Sta-
ti membri e la Commissione per studiare, in maniera permanen-
te, le procedure di cooperazione e lo scambio di esperienze
nei settori considerati, allo scopo di rendere più efficienti
tali procedure, definire adeguate norme sul piano comunitario
e scoprire tutte le attivi ta contrarie alla legislazione sulle impos-
te indirette,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
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                            Articolo 1
Il presente regolamento definisce le modalità con cui le au-
torità amministrative degli Stati membri competenti per l'ap-
plicazione della normativa sulle imposte indirette cooperano
con quelle degli altri Stati membri e con la Commissione allo
scopo di garantire la sua osservanza e il corretto accerta-
mento delle imposte in questione.
                            Articolo 2
1. Ai sensi e per gli effetti del presente regolamento si in-
   tende per:
   - "normativa sulle imposte indirette" tutte le disposizio-
     ni della normativa dello Stato membro e tutte le dispo-
     sizioni comunitarie riguardanti l'imposta sul valore ag-
     giunto e le accise, quali definite all'articolo 5, pa-
     ragrafo 1;
   - "autorità richiedente" l'autorità competente di uno Sta-
     to membro dalla quale emana la richiesta di assistenza;
   - "autorità interpellata" l'autorità competente dello Sta-
     to membro al quale è rivolta la richiesta di assistenza
     amministrativa.
   Ogni Stato membro comunica agli altri Stati membri ed alla
   Commissione l'elenco delle autorità competenti che essa
   designa in qualità di corrispondenti ai fini dell'applica-
   zione del presente regolamento. Inoltre, ogni Stato membro
   istituisce un ufficio centrale con poteri direttivi per
   curare i collegamenti con gli altri Stati membri nel set-
   tore della cooperazione amministrativa.
   Nel presente regolamento, l'espressione "autorità compe-
   tenti" indica le autorità designate in veste di corrispon-
   denti ai sensi del primo comma.
                               TITOLO I
                DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI
                    COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA
                              Articolo 3
Le autorità competenti di ogni Stato membro prestano la mas-
sima cooperazione possibile agli altri Stati membri ed alla
Commissione per garantire che le disposizioni nazionali e co-
 ---pagebreak---                                                   - 19 -
munitarie in materia di imposte indirette vengano osservate e
siano oggetto di adeguati controlli.
In particolare, le autorità competenti si scambiano recipro-
camente tutte le informazioni utili ai fini dell'accertamento
e della riscossione delle imposte indirette. Esse comunicano
inoltre alla Commissione ogni informazione generale o speci-
fica che sia di particolare interesse per la Comunità.
                                             Articolo 4
L ' o b b l i g o d i a s s i s t e n z a d i s p o s t o d a l p r e s e n t e regolamento non
s i a p p l i c a a l l a t r a s m i s s i o n e d i i n f o r m a z i o n i o documenti che
l e a u t o r i t à a m m i n i s t r a t i v e d i c u i a l l ' a r t i c o l o 1, p a r a g r a -
f o 1, hanno r a c c o l t o a r i c h i e s t a d e l l ' a u t o r i t à g i u d i z i a r i a .
T u t t a v i a , per quanto riguarda l'assistenza su richiesta, la
t r a s m i s s i o n e d i documenti o i n f o r m a z i o n i s i e f f e t t u a o g n i -
q u a l v o l t a l ' a u t o r i t à g i u d i z i a r i a , alla quale deve esserne presentata
 istanza, lo consenta.
                                               TITOLO I I
                                    ASSISTENZA SU RICHIESTA
                                             Articolo 5
      A richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità inter-
      pellata le comunica tutte le informazioni che consentano
      alla prima di assicurare l'osservanza delle disposizioni
      previste dalla normativa sulle imposte dirette e, in par-
      ticolare quelle relative:
      - all'imposta sul valore aggiunto,
      - alle accise sui tabacchi lavorati,
      - alle accise sulle bevande alcoliche e sull'alcol conte-
         nuto in altri prodotti,
      - alle accise sugli oli minerali.
      Allo scopo di ottenere le informazioni richieste, l'auto-
      rità interpellata o l'autorità amministrativa alla quale
      quest'ultima si rivolge, procede                               come se agisse             per
      conto proprio o a richiesta di un'altra autorità del pro-
      prio paese.
 ---pagebreak---                                 - 20 -
                           Articolo 6
A richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità interpella-
ta svolge o fa svolgere le opportune indagini allo scopo di
raccogliere e trasmettere ali ' autorità richiedente le in-
formazioni necessarie di cui all'articolo 3.
                           Articolo 7
1. A richiesta dell'autorità richiedente, due o più autorità
   amministrative di cui all'articolo 2 si consultano allo
   scopo di accertare se occorre procedere a verifiche coordi-
   nate e per fissarne le modalità. Ciascuna delle autorità
   interessate decide se partecipare o no a una determinata ve-
   rifica coordinata.
   Ai fini del presente regolamento, per" verifica
   fiscale coordinata" si intende l'intesa raggiunta da due o
   più autorità allo scopo di verificare, ognuna sul proprio
   territorio, la posizione in materia d'imposte indirette di
   uno o più soggetti al La quale esse hanno un interesse comu-
   ne o indiretto al fine di scambiarsi ogni utile informa-
   zione che esse raccolgano.
                           Articolo 8
A richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità interpella-
ta fornisce alla prima qualsiasi attestazione, documento o
copia conforme di documento di cui sia in possesso o che si
procuri nei modi indicati all'articolo 5, paragrafo 2 e che
si riferiscano ad operazioni disciplinate dalla normativa
sulle imposte indirette.
                           Articolo 9
1. A richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità inter-
   pellata notifica o fa notificare al destinatario, nell'os-
   servanza delle norme in vigore nello Stato membro in cui
   essa ha sede, tutti i provvedimenti o tutte Le decisioni
   emanati dalle autorità amministrative e che riguardino
   l'applicazione della normativa sulle imposte indirette.
2. Le richieste di notifica che indicano l'oggetto del prov-
   vedimento o della decisione da notificare sono accompagna-
   te da una traduzione nella lingua ufficiale o in una delle
   lingue ufficiali dello Stato membro in cui ha sede l'auto-
   rità interpellata, salva restando la facoltà per quest'ul-
   tima di rinunciare alla traduzione.
 ---pagebreak---                                  - 21 -
                              Articolo 1Q
A richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità interpella-
ta trasmette alla prima le informazioni in suo possesso o
che si procuri nei modi indicati all'articolo 5,
paràgrafo 2, in           particolare dichiarazioni o altri docu-
menti, anche in copia conforme o in estratto, che si riferi-
scono ad operazioni constatate o progettate che, sono o apparono
all'autorità richiedente, contrarie alla normativa sulle imposte indirette.
Tuttavia, la trasmissione di documenti originali e di altri
reperti viene effettuata solo se le disposizioni vigenti nel-
lo Stato membro in cui ha sede l'autorità interpellata non vi
si oppongono.
                               TITOLO III
                SCAMBIO AUTOMATICO DI INFORMAZIONI
                              Articolo 1%
Per certe categorie di casi da definirsi con la procedura
prevista dall'articolo 19, le autorità competenti degli Stati
membri si scambiano regolarmente le informazioni di cui al-
l'articolo 3 senza che occorra una preventiva richiesta.
                               TITOLO IV
                        ASSISTENZA SPONTANEA
                              Articolo 12
Alle condizioni stabilite agli articoli 13 e 14, le autorità
competenti di ciascuno Stato membro prestano            la propria as-
sistenza alle autorità competenti degli altri Stati membri
senza che queste ultime ne facciano preventiva richiesta.
                              Articolo 13
1. Quando lo reputino utile ai fini dell'osservanza della
    normativa sulle imposte indirette, le autorità competenti
   di ciascuno Stato membro trasmettono all'autorità compe-
   tente di altri Stati membri, senza averne ricevuto preven-
   tiva richiesta, le informazioni di cui all'articolo 3 che
    siano loro note, quando:
 ---pagebreak---                                   - 22 -
    a) l'autorità competente di uno Stato membro abbia fondati
       motivi di presumere che esista una riduzione di imposte
       indirette nell'altro Stato membro;
   b) un soggetto debitore di un imposta indiretta ottenga,
       in uno Stato membro, una riduzione o un'esenzione di
       imposta che comporterebbe a suo carico un aumento del-
       l'imposta indiretta o l'assoggettamento all'imposta indi
       retta nell'altro Stato membro;
    e) l'autorità competente di uno Stato membro ha fondati
       motivi di presumere che da trasferimenti fittizi di
       merci o servizi attraverso uno o più paesi, in partico-
       lare tra gruppi commerciali strettamente collecrati,
       possano derivare indebite riduzioni di imposte indirette;
   d) in uno Stato membro, a seguito delle informazione comu-
       nicate dall'autorità competente dell'altro Stato mem-
       bro, vengono raccolte informazioni che possono essere
       utili per l'accertamento dell'imposta indiretta dovuta in
       questo secondo Stato membro.
2. Con la procedura stabilita dall'articolo 19, le autorità
    competenti degli Stati membri possono estendere lo scambio
   di informazioni di cui al paragrafo 1 a casi diversi da
    quelli ivi contemplati.
3. Le autorità competenti di ciascuno Stato membro adottano i
   provvedimenti e danno attuazione alle procedure necessarie a ga-
    rantire che le informazioni di cui al paragrafi 1 e 2 ven-
   gono rese disponibili per trasmissione agli altri Stati
   membri.
                              Articolo 14
Le autorità competenti di ciascuno Stato membro forniscono
senza indugio alle autorità competenti degli altri Stati mem-
bri interessati ogni utile informazione emersa in relazione
ad operazioni che sono o appaiono loro contrarie alla normativa sulle
imposte indirette.
                                TITOLO V
          NORME RELATIVE ALL'ASSISTENZA AMMINISTRATIVA
                              Articolo 15
1. L'autorità competente di uno Stato membro che, nelle con-
    dizioni definite agli articoli precedenti, è invitata a
 ---pagebreak---                                 - 23 -
   fornire informazioni, le trasmette con la massima solleci-
   tudine possibile e, comunque, in tempi da concordarsi se-
   condo le procedure stabilite dall'articolo 19. Le informa-
   zioni fornite su richiesta sono trasmesse entro tre mesi
   dal ricevimento della medesima salvo proroga accordata dal-
   1'autorità richiedente.
2. L'autorità competente che incontri ostacoli nel fornire
   informazioni ne dà immediata commun icaz ione all'altra o altre au-
   torità interessate alla questione, indicando la natura
   degli ostacoli incontrati.
                              Articolo 16
1. Previo accordo fra l'autorità richiedente e l'autorità in-
   terpellata, e secondo le modalità fissate da quest'ultima,
   funzionari debitamente autorizzati dalla prima possono raccogliere,
   negli uffici in cui esercitano le loro funzioni le autorità amministrative
   sede l'autorità interpellata, le informazioni riguardanti
   l'applicazione della normativa sulle imposte indirette ne-
   cessarie all'autorità richiedente e desumibili dalla docu-
   mentazione cui può accedere il personale di questi uffici.
   Questi funzionari sono autorizzati a fare copie della sud-
   detta documentazione.
2. Previo accordo fra 1'autorità richiedente e 1'autorità in-
   terpellata, quest'ultima ammette i funzionari debitamente
   autorizzati dallo Stato richiedente alla parte della verifica fiscale
   di loro competenza che si svolge nello Stato interpellato.
3. Se la richiesta viene accolta, l'autorità interpellata no-
   tifica con la massima sollecitudine possibile all'autorità
   richiedente il momento e il luogo in cui verrà effettuata
   la verifica, l'autorità o il funzionario incaricati di
   svolgerla e le procedure e le condizioni stabilite               dal-
   l'autorità interpellata per lo svolgimento della medesima
   verifica. Ogni decisione in merito allo svolgimento della
   verifica fiscale spetta all'autorità interpellata.
4. Con le modalità stabilite dall'articolo 19 sono discusse
   e, se del caso definite le modalità per l'applicazione
   pratica delle disposizioni che precedono.
                             Articolo n
1. Le informazioni comunicate in qualsiasi forma ai sensi del
   presente regolamento sono riservate. Esse sono coperte dal
   segreto d'ufficio e godono della protezione accordata alle
 ---pagebreak---                             - 24 -
informazioni di analoga natura dalla legislazione naziona-
le dello Stato che le riceve e dalle norme corrispondenti
applicabili agli organi comunitari.
Tuttavia, tali informazioni:
- devono essere accessibili soltanto alle persone diretta-
  mente interessate all'accertamento o al controllo ammi-
  nistrativo dell'imposizione indiretta o a persone che
  fanno parte delle istituzioni comunitarie e che, nel-
  l'esercizio delle proprie funzioni, devono avervi           ac-
  cesso. Esse non possono essere utilizzate per scopi di-
  versi da quelli definiti nel presente regolamento, se
  non con l'espresso consenso dell'autorità che le forni-
  sce e sempre che le norme in vigore nello Stato membro
  in cui ha sede l'autorità che le ha ottenute non ne vie-
  tino la comunicazione o l'utilizzazione,*
- inoltre, possono essere rese note in occasione di un
  procedimento giudiziario anche di natura           penale, o di
  un procedimento amministrativo che comporti l'irrogazio-
  ne di sanzioni amministrative, instaurati ai fini o in
  relazione con l'accertamento o il controllo dell'accer-
  tamento dell'imposta indiretta ed esclusivamente alle persone che
  intervengono direttamente in tali procedimenti; queste
  informazioni possono, tuttavia, essere riferite nel corso
  di pubbliche udienze o in sentenze giudiziarie se l'au-
  torità interpellata non vi si oppone;
- non devono essere utilizzate in nessun caso per fini di-
  versi da quelli fiscali né ai fini di un procedimento
  giudiziario, anche di natura penale, o di un procedimen-
  to amministrativo che comporti l'irrogazione di sanzioni
  amministrative instaurati ai fini o in relazione con
  l'accertamento, o il controllo dell'accertamento, del-
  1'imposta.
Il paragrafo 1 non obliga uno Stato membro la cui legisla-
zione stabilisce, per scopi interni, requisiti di riserve-
tezza più severi di quelli definiti in tale paragrafo, di
fornire informazioni se l'autorità richiedente non si im-
pegna ad osservare le disposizioni più restrittive vigenti
all'altro stato.
In deroga al paragrafo 1, le autorità competenti dello
Stato che fornisce le informazioni ne permette l'utilizza-
zione per scopi diversi nello Stato richiedente, se, se-
condo la propria legislazione, queste informazioni possono
essere usate per scopi simili nello Stato richiedente.
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   Quando l'autorità richiedente ritiene che le informazioni
   da essa ricevute dall'autorità interpellata possono essere
   utili all'autorità competente di un terzo Stato membro,
   può trasmetterle a quest'ultima col consenso dell'autorità
   che le ha fornite.
                               Articolo j8
1. Il presente regolamento non impone alle autorità amminis-
   trative degli Stati membri di prestarsi assistenza ove
   questa possa essere pregiudizievole all'ordine pubblico
    dello Stato membro in cui hanno la propria sede.
2. Ogni rifiuto di assistenza deve essere motivato,
                                TITOLO VI
            PROCEDURE DI CONSULTAZIONE E DI COORDINAMENTO
                               Articolo 19
1. La Commissione organizza riunioni con i rappresentanti de-
   gli Stati membri nelle quali:
   - viene esaminato su un piano generale i l funzionamento
      d e l l a cooperazione amministrativa p r e v i s t a dal presente
      regolamento, con p a r t i c o l a r e riguardo alla definizione di
      regole per i l riscontro e la verifica delle transazioni intracomunitarie,
                                                     r
   - vengono stabilite modalità pratiche comuni per la trasmissione
      delle informazioni di cui all'articolo 3, tenendo nella
      dovuta considerazione l'esistenza di accordi ai sensi
      dell'articolo 11,
   - vengono esaminate le informazioni comunicate alla Com-
      missione in applicazione dell'articolo 3 allo scopo di
      trarne ogni utile indicazione, di stabilire i provvedi-
      menti necessari per porre termine a eventuali violazioni
      delle leggi tributarie e, se necessario, proporre modi-
      fiche delle vigenti norme comunitarie o l'emanazione di
      norme integrative,
   - vengono esaminati e discussi casi e procedure riguardan-
      ti l'esame coordinato di questioni fiscali ai sensi del-
      l'articolo 7.
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   Nelle questioni di interesse bilaterale, le autorità compe-
   tenti degli Stati membri possono comunicare direttamente
   tra loro. Le autorità competenti degli Stati membri posso-
   no, di comune accordo, consentire ad altre autorità da es-
   se designate di stabilire contatti diretti per casi speci-
   fici o per certe categorie di casi.
3. Per l'applicazione del presente articolo, gli Stati membri
   adottano tutti i provvedimenti necessari a:
   a) garantire, sul piano interno, un efficace coordinamento
      fra le autorità competenti di cui all'articolo 1;
   b) stabilire una cooperazione diretta fra le autorità
      abilitate ai fini di tale coordinamento;
   e) definire le modalità per garantire il regolare funzio-
      namento delle disposizioni per la cooperazione
      amministrativa contemplate dal presente regola-
      mento, compresa l'istituzione di un ufficio centrale
      come prescritto dall'articolo 2, paragrafo 2.
4. Gli Stati membri, unitamente alla Commissione, seguono
   costantemente lo svolgimento della procedura di coopera-
   zione disposta dal presente articolo e si comunicano i ri-
   sultati delle esperienze che ne hanno tratto, con partico-
   lare riferimento ai nuovi meccanismi o metodi di evasione
   e frode fiscale allo scopo di migliorare la suddetta co-
   operazione ed elaborare, ove occorra, un'organica regola-
   mentazione ai sensi del paragrafo 1.
5. La Commissione comunica alle autorità competenti di cia-
   scuno Stato membro, non appena ne entra in possesso, tutte
   le informazioni che le vengono trasmesse a norma dell'ar-
   ticolo 3 e qualsiasi altra informazione utile che essa
   possa trasmettere.
                           TITOLO VII
                      DISPOSIZIONI FINALI
                          Articolo 20
   Gli Stati membri comunicano alla Commissione gli accordi
   bilaterali di cooperazione amministrativa nel campo delle
   imposte indirette da essi conclusi con paesi terzi.
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2. Gli Stati membri rinunciano a chiedere il rimborso delle
    spese sostenute per l'applicazione del presente regolamen-
    to ad eccezione delle eventuali spese peritali.
3. La documentazione contemplata dal presente regolamento può
    consistere in dati memorizzati o trasmessi da sistemi in-
    formatici .
                              articolo 21
1. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo di
    tutte le successive disposizioni di diritto interno che
    essi adottano nell'ambito disciplinato dal presente rego-
    lamento.
2. Le disposizioni del presente regolamento non limitano
    l'applicazione di quelle contenute in altri accordi o
    strumenti legislativi riguardanti la cooperazione nel cam-
   po fiscale, né sono da queste limitate.
3. Il presente regolamento non pregiudica l'applicazione
    negli Stati membri delle disposizioni sulla reciproca as-
    sistenza amministrativa in campo penale.
                              Articolo 22
La direttiva 79/1070/CEE del Consiglio, del 6 dicembre 1979<D
è abrogata.
                              Articolo 23
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno suc-
cessivo alla         pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee.
Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 1992.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi ele-
menti e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati
membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                 Per il Consiglio
                                                   Il Presidente
(1) GU n.L 332, 27.9.1979, pag - 8.
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                                                                   COM(90)183def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                                            09
                                           N. di catalogo : CB-CO-90-215-IT-C
                                                                   ISBN 92-77-60291-0
                            fino a 30 pagine: 3,50 ECU        ogni 10 pagine in più: 1,25 ECU
 PREZZO DI VENDITA
 Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
 L-2985 Lussemburgo