CELEX: 62014CO0210
Language: it
Date: 2016-04-07
Title: Ordinanza della Corte (Settima Sezione) del 7 aprile 2016.#Procedimento penale a carico di Daniela Tomassi.#Domande di pronuncia pregiudiziale proposte dalla Corte suprema di cassazione.#Rinvio pregiudiziale – Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte – Questioni pregiudiziali identiche – Articoli 49 TFUE e 56 TFUE – Libertà di stabilimento – Libera prestazione di servizi – Giochi d’azzardo – Normativa nazionale – Riordino del sistema delle concessioni attraverso un allineamento temporale delle scadenze – Nuova procedura di gara – Concessioni di durata inferiore rispetto a quelle rilasciate in passato – Cessione a titolo non oneroso dell’uso dei beni materiali ed immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e di raccolta del gioco – Restrizione – Ragioni imperative di interesse generale – Proporzionalità.#Cause riunite C-210/14 – C-214/14.

ORDINANZA DELLA CORTE (Settima Sezione)
      7 aprile 2016 (*)
      
      «Rinvio pregiudiziale – Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte – Questioni pregiudiziali identiche – Articoli 49 TFUE e 56 TFUE – Libertà di stabilimento – Libera prestazione di servizi – Giochi d’azzardo – Normativa nazionale – Riordino del sistema delle concessioni attraverso un allineamento temporale delle scadenze – Nuova procedura di gara – Concessioni di durata inferiore rispetto a quelle rilasciate in passato – Cessione a titolo non oneroso dell’uso dei beni materiali ed immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione
         e di raccolta del gioco – Restrizione – Ragioni imperative di interesse generale – Proporzionalità»
      
      Nelle cause riunite da C‑210/14 a C‑214/14,
      aventi ad oggetto le domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dalla Corte
         suprema di cassazione (Italia), con ordinanze del 5 febbraio 2014, pervenute in cancelleria il 25 aprile 2014, nei procedimenti
         penali a carico di
      
      Daniela Tomassi (C‑210/14),
      
      Massimiliano Di Adamo (C‑211/14),
      
      Andrea De Ciantis (C‑212/14),
      
      Romina Biolzi (C‑213/14),
      
      Giuseppe Proia (C‑214/14),
      
      LA CORTE (Settima Sezione),
      composta da C. Toader (relatore), presidente di sezione, A. Prechal e E. Jarašiūnas, giudici,
      avvocato generale: N. Wahl
      cancelliere: A. Calot Escobar
      vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di statuire con ordinanza motivata, conformemente all’articolo
         99 del regolamento di procedura della Corte,
      
      ha emesso la seguente
      Ordinanza
      1        Le domande di pronuncia pregiudiziale vertono sull’interpretazione degli articoli 49 TFUE e 56 TFUE nonché dei principi di
         parità di trattamento e di effettività.
      
      2        Tali domande sono state presentate nell’ambito di procedimenti penali a carico delle sig.re Tomassi e Biolzi nonché dei sigg. Di
         Adamo, De Ciantis e Proia per violazione della normativa italiana relativa alla raccolta di scommesse.
      
       Procedimenti principali e questioni pregiudiziali
      3        I procedimenti principali si inscrivono in un contesto di diritto e di fatto essenzialmente analogo a quello delle cause che
         hanno dato luogo alle sentenze Stanley International Betting e Stanleybet Malta (C‑463/13, EU:C:2015:25) nonché Laezza (C‑375/14,
         EU:C:2016:60).
      
      4        Come emerge dagli atti presentati alla Corte, un controllo effettuato il 27 e il 28 agosto 2013 dalla Guardia di Finanza di
         Frosinone (Italia) nei locali dei centri di trasmissione dati gestiti dalle sig.re Tomassi e Biolzi nonché dai sigg. Di Adamo,
         De Ciantis e Proia e affiliati alla Stanleybet Malta Ltd, società di diritto maltese, ha rivelato l’esistenza, in tali centri,
         di un’attività non autorizzata di raccolta di scommesse. A seguito di tale controllo, si è proceduto al sequestro di talune
         apparecchiature utilizzate per la ricezione e la trasmissione di dette scommesse.
      
      5        Le richieste di riesame presentate avverso i decreti del pubblico Ministero presso il Tribunale di Cassino e del pubblico
         Ministero presso il Tribunale di Frosinone, con i quali era stato convalidato tale sequestro, e avverso i decreti dei giudici
         per le indagini preliminari, con i quali ed era stato disposto il sequestro preventivo delle suddette apparecchiature, sono
         state respinte con ordinanze del Tribunale del riesame di Frosinone del 23 settembre 2014.
      
      6        Le sig.re Tomassi e Biolzi nonché i sigg. Di Adamo, De Ciantis e Proia hanno presentato al giudice del rinvio domanda di annullamento
         di queste ultime ordinanze.
      
      7        In tale contesto, la Corte suprema di cassazione ha deciso di sospendere i procedimenti e di sottoporre alla Corte le seguenti
         questioni pregiudiziali, identiche a quelle sollevate nelle cause che hanno dato luogo alle sentenze Stanley International
         Betting e Stanleybet Malta (C‑463/13, EU:C:2015:25) nonché Laezza (C‑375/14, EU:C:2016:60):
      
      «1)      [S]e gli articoli 49 [TFUE] e ss. e 56 [TFUE] e ss., come anche letti dalla sentenza della Corte [Costa e Cifone, cause riunite
         C‑72/10 e C‑77/10, EU:C:2012:80], vadano interpretati nel senso che essi ostano a che venga bandita gara riguardante concessioni
         di durata inferiore a quelle in passato rilasciate, laddove detta gara sia stata indetta all’affermato fine di rimediare alle
         conseguenze derivanti dall’illegittimità dell’esclusione di un certo numero di operatori dalle gare precedenti;
      
      2)      se gli articoli 49 [TFUE] e ss. e 56 [TFUE] e ss., come anche letti dalla suddetta sentenza della Corte (...), vadano interpretati
         nel senso che essi ostano a che l’esigenza di allineamento temporale delle scadenze delle concessioni costituisca giustificazione
         adeguata di una durata delle concessioni poste in gara ridotta rispetto a quella dei rapporti concessori in passato attribuiti;
      
      3)      se gli articoli 49 [TFUE] e ss. e 56 e [TFUE] e ss., come anche letti dalla suddetta sentenza della Corte (...), vadano interpretati
         nel senso che essi ostano ad una previsione di obbligo di cessione a titolo non oneroso dell’uso dei beni materiali ed immateriali
         di proprietà che costituiscono la rete di gestione e di raccolta del gioco in caso di cessazione dell’attività per scadenza
         del termine finale della concessione o per effetto di provvedimenti di decadenza o revoca».
      
      8        Con ordinanza del presidente della Corte del 16 luglio 2014, le cause da C‑210/14 a C‑214/14 sono state riunite ai fini della
         fase scritta e orale nonché della sentenza.
      
       Sulle questioni pregiudiziali
      9        Ai sensi dell’articolo 99 del regolamento di procedura della Corte, quando una questione pregiudiziale è identica a una questione
         sulla quale la Corte ha già statuito, quest’ultima, sentito l’avvocato generale, può statuire in qualsiasi momento con ordinanza
         motivata.
      
      10      Tale norma trova applicazione nelle cause in esame.
      
      11      Con la prima e la seconda questione, che occorre esaminare congiuntamente, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se gli
         articoli 49 TFUE e 56 TFUE nonché i principi di parità di trattamento e di effettività debbano essere interpretati nel senso
         che ostano a una normativa nazionale in materia di giochi d’azzardo, come quella controversa nei procedimenti principali,
         che preveda l’indizione di una nuova gara per il rilascio di concessioni aventi durata inferiore rispetto a quelle rilasciate
         in passato, in ragione di un riordino del sistema attraverso un allineamento temporale delle scadenze delle concessioni.
      
      12      Dato che, nella sua sentenza Stanley International Betting e Stanleybet Malta (C‑463/13, EU:C:2015:25, punto 55 e dispositivo),
         la Corte ha già avuto modo di esaminare questioni identiche a quelle sollevate nelle presenti cause, la risposta fornita dalla
         Corte in detta sentenza è pienamente trasponibile alle prime due questioni poste dal giudice del rinvio nei procedimenti principali.
         
      
      13      Pertanto, occorre rispondere alla prima e alla seconda questione dichiarando che gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE nonché i principi
         di parità di trattamento e di effettività devono essere interpretati nel senso che non ostano a una normativa nazionale in
         materia di giochi d’azzardo, come quella controversa nei procedimenti principali, che preveda l’indizione di una nuova gara
         per il rilascio di concessioni aventi durata inferiore rispetto a quelle rilasciate in passato, in ragione di un riordino
         del sistema attraverso un allineamento temporale delle scadenze delle concessioni.
      
      14      Con la sua terza questione, il giudice del rinvio desidera sapere, in sostanza, se gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE debbano
         essere interpretati nel senso che ostano a una disposizione nazionale, come quella controversa nei procedimenti principali,
         la quale impone al concessionario di giochi d’azzardo di cedere a titolo non oneroso, all’atto della cessazione dell’attività
         per scadenza del termine della concessione o per effetto di provvedimenti di decadenza o di revoca, l’uso dei beni materiali
         e immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e di raccolta del gioco. 
      
      15      Dato che, nella sua sentenza Laezza (C‑375/14, EU:C:2016:60, punto 44 e dispositivo), la Corte ha già avuto modo di esaminare
         una questione identica a quelle sollevate nelle presenti cause, la risposta fornita dalla Corte in detta sentenza è pienamente
         trasponibile alla terza questione posta dal giudice del rinvio nei procedimenti principali.
      
      16      Occorre, di conseguenza, rispondere alla terza questione dichiarando che gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE devono essere interpretati
         nel senso che ostano a una disposizione nazionale restrittiva, come quella controversa nei procedimenti principali, la quale
         impone al concessionario di giochi d’azzardo di cedere a titolo non oneroso, all’atto della cessazione dell’attività per scadenza
         del termine della concessione, l’uso dei beni materiali e immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e
         di raccolta del gioco, qualora detta restrizione ecceda quanto è necessario al conseguimento dell’obiettivo effettivamente
         perseguito da tale disposizione, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.
      
       Sulle spese
      17      Nei confronti delle parti nei procedimenti principali, la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. 
      
      Per questi motivi, la Corte (Settima Sezione) dichiara:
      1)      Gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE nonché i principi di parità di trattamento e di effettività devono essere interpretati nel
            senso che non ostano a una normativa nazionale in materia di giochi d’azzardo, come quella controversa nei procedimenti principali,
            che preveda l’indizione di una nuova gara per il rilascio di concessioni aventi durata inferiore rispetto a quelle rilasciate
            in passato, in ragione di un riordino del sistema attraverso un allineamento temporale delle scadenze delle concessioni.
      2)      Gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE devono essere interpretati nel senso che ostano a una disposizione nazionale restrittiva, come
            quella controversa nei procedimenti principali, la quale impone al concessionario di giochi d’azzardo di cedere a titolo non
            oneroso, all’atto della cessazione dell’attività per scadenza del termine della concessione, l’uso dei beni materiali e immateriali
            di proprietà che costituiscono la rete di gestione e di raccolta del gioco, qualora detta restrizione ecceda quanto è necessario
            al conseguimento dell’obiettivo effettivamente perseguito da tale disposizione, circostanza che spetta al giudice del rinvio
            verificare.
      Firme
      * Lingua processuale: l’italiano.