CELEX: 62020CA0156
Language: it
Date: 2022-01-13 00:00:00
Title: Causa C-156/20: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 13 gennaio 2022 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Supreme Court of the United Kingdom — Regno Unito) — Zipvit Ltd / The Commissioners for Her Majesty’s Revenue & Customs [Rinvio pregiudiziale – Sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (IVA) – Direttiva 2006/112/CE – Articolo 168 – Diritto alla detrazione – Prestazione di servizi postali erroneamente esentata – IVA considerata inclusa nel prezzo commerciale della prestazione ai fini dell’esercizio del diritto alla detrazione – Esclusione – Nozione di IVA «dovuta o assolta»]

7.3.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 109/6
            
         
      Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 13 gennaio 2022 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Supreme Court of the United Kingdom — Regno Unito) — Zipvit Ltd / The Commissioners for Her Majesty’s Revenue & Customs
      (Causa C-156/20) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (IVA) - Direttiva 2006/112/CE - Articolo 168 - Diritto alla detrazione - Prestazione di servizi postali erroneamente esentata - IVA considerata inclusa nel prezzo commerciale della prestazione ai fini dell’esercizio del diritto alla detrazione - Esclusione - Nozione di IVA «dovuta o assolta»)
      (2022/C 109/08)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Giudice del rinvio
      
      Supreme Court of the United Kingdom
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrente: Zipvit Ltd
      
         Resistente: The Commissioners for Her Majesty’s Revenue & Customs
      
         Dispositivo
      
      L’articolo 168, lettera a), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, deve essere interpretato nel senso che l’imposta sul valore aggiunto (IVA) non può essere considerata dovuta o assolta, ai sensi di tale disposizione, e non è dunque detraibile dal soggetto passivo qualora, da un lato, quest’ultimo e il suo prestatore abbiano erroneamente ritenuto, sulla base di un’interpretazione errata del diritto dell’Unione da parte delle autorità nazionali, che le prestazioni di cui trattasi fossero esenti da IVA e che, di conseguenza, le fatture emesse non la menzionassero, in un contesto in cui il contratto stipulato tra tali due soggetti prevede che, se detta imposta fosse dovuta, il beneficiario della prestazione dovrebbe sostenerne il costo, e qualora, dall’altro, non sia stata intrapresa in tempo utile alcuna iniziativa diretta al recupero dell’IVA, cosicché qualsiasi azione del prestatore e dell’amministrazione finanziaria e doganale volta al recupero dell’IVA omessa è prescritta.
      
         (1)  GU C 215 del 29.6.2020.