CELEX: 62020TN0723
Language: it
Date: 2020-12-11 00:00:00
Title: Causa T-723/20: Ricorso proposto l’11 dicembre 2020 — Prigozhin/Consiglio

8.2.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 44/52
            
         
      Ricorso proposto l’11 dicembre 2020 — Prigozhin/Consiglio
      (Causa T-723/20)
      (2021/C 44/75)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Yevgeniy Viktorovich Prigozhin (San Pietroburgo, Russia) (rappresentante: M. Lewis, solicitor)
      
         Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1481 del Consiglio, del 14 ottobre 2020, che attua l’articolo 21, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2016/44, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia (1), e la decisione di esecuzione (PESC) 2020/1483 del Consiglio, del 14 ottobre 2020, che attua la decisione (PESC) 2015/1333, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia (2);
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Consiglio alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce sette motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che il Consiglio sarebbe incorso in un errore manifesto nel ritenere che qualcuno dei criteri per l’inserimento del ricorrente nell’elenco di persone, entità e organismi assoggettati a misure restrittive in considerazione della situazione in Libia fosse soddisfatto nel caso del ricorrente. Il ricorrente afferma che il Consiglio non avrebbe individuato l’entità descritta come Wagner Group; asserisce di non conoscere nessuna entità chiamata Wagner Group, di non avere intrattenuto alcuna relazione con una simile entità, di non avervi partecipato e di non averla sostenuta.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che il Consiglio avrebbe violato il suo obbligo di motivazione in relazione alla decisione. Si afferma che la motivazione non è adeguata alle misure restrittive, non espone gli elementi di fatto e di diritto e non fa un riferimento specifico e concreto alle precise informazioni contenute nel relativo fascicolo da cui risulta che è stata adottata una decisione nei confronti del ricorrente.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che il Consiglio non avrebbe fornito una motivazione adeguata e giustificata e sarebbe incorso in errori manifesti di valutazione nel decidere di adottare tale decisione.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sul fatto che il Consiglio sarebbe incorso in un abuso di potere in conseguenza di errori manifesti di valutazione nel decidere di adottare tale decisione. Si afferma che la decisione di imporre misure restrittive al ricorrente è stata adottata con lo scopo esclusivo o principale di conseguire obiettivi politici, e non già per le ragioni addotte.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sul fatto che il Consiglio avrebbe violato i diritti della difesa del ricorrente e il suo diritto a una tutela giurisdizionale effettiva. Poiché il ricorrente sostiene che l’obiettivo della decisione era di conseguire obiettivi politici, contrariamente alle ragioni addotte, egli afferma di avere diritto di ottenere tutti i documenti relativi all’adozione della decisione, ma che non li ha ricevuti.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sul fatto che il Consiglio avrebbe violato, in modo ingiustificato e sproporzionato, i diritti fondamentali del ricorrente, compreso il diritto alla tutela della proprietà, delle attività economiche e della libertà di circolazione.
               
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo, vertente sul fatto che il Consiglio avrebbe violato il principio di prevedibilità degli atti dell’Unione. Si sostiene che la vaghezza del comportamento contestato al ricorrente, quale descritto nella motivazione, rende impossibile sapere da quali atti ci si dovrebbe astenere per evitare l’imposizione di misure restrittive.
               
            
         (1)  GU 2020, L 341, pag. 7.
      
         (2)  GU 2020, L 341, pag. 16.