CELEX: C2004/094/27
Language: it
Date: 2004-04-17 00:00:00
Title: Ordinanza della Corte (Terza Sezione) 27 gennaio 2004 nel procedimento C-259/02 [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court of Justice (England & Wales), Chancery Division (Regno Unito)]: La Mer Technology Inc. contro Laboratoires Goemar SA

17.4.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 94/14
            
         
      ORDINANZA DELLA CORTE
   
   (Terza Sezione)
   27 gennaio 2004
   nel procedimento C-259/02 [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court of Justice (England & Wales), Chancery Division (Regno Unito)]: La Mer Technology Inc. contro Laboratoires Goemar SA (1)
   
   (Art. 104, n. 3, del regolamento di procedura - Marchi - Direttiva 89/104/CEE - Artt. 10, n. 1, e 12, n. 1 - Decadenza dei diritti del titolare del marchio - Nozione di uso effettivo del marchio)
   (2004/C 94/27)
   Lingua processuale: l'inglese
   Nel procedimento C-259/02, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell'art. 234 CE, dalla High Court of Justice (England & Wales), Chancery Division (Regno Unito), nella causa dinanzi ad essa pendente tra La Mer Technology Inc. e Laboratoires Goemar SA, domanda vertente sull'interpretazione degli artt. 10, n. 1, e 12, n. 1, della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa (GU 1989, L 40, pag. 1), la Corte (Terza Sezione), composta dal sig. J.N. Cunha Rodriguez, facente funzione di presidente della Terza Sezione, dal sig. J.-P. Puissochet (relatore) e dalla sig.ra F. Macken, giudici, avvocato generale: sig. D. Ruiz-Jarabo Colomer, cancelliere: sig. R. Grass, ha emesso il 27 gennaio 2004, un'ordinanza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1)
            
            
               Gli artt. 10, n. 1, e 12, n. 1, della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa, devono essere interpretati nel senso che si ha un «uso effettivo» del marchio allorché questo assolve la sua funzione essenziale che è di garantire l'identità di origine dei prodotti o dei servizi per i quali è stato registrato, al fine di trovare o di mantenere per essi uno sbocco, ad esclusione degli usi simbolici, che sono tesi soltanto a conservare i diritti conferiti dal detto marchio. Nel verificare l'uso effettivo del marchio, occorre prendere in considerazione tutti i fatti e le circostanze che possono provare la realtà del suo sfruttamento sul piano commerciale, segnatamente gli usi considerati giustificati, nel settore economico interessato, per mantenere o trovare quote di mercato per le merci ovvero i servizi contrassegnati dal marchio, la natura di tali merci o servizi, le caratteristiche del mercato, l'ampiezza e la frequenza dell'uso del marchio. Qualora risponda ad una giustificazione commerciale reale, alle condizioni citate, un uso anche minimo del marchio o che coinvolga unicamente un solo importatore nello Stato membro interessato può bastare ad attestare la sussistenza di un uso effettivo ai sensi di tale direttiva.
            
         
               2)
            
            
               La prima direttiva 89/104, pur subordinando la qualificazione di «uso effettivo» del marchio alla sola considerazione di circostanze che sopravvengano nel periodo di riferimento e che siano precedenti alla presentazione della domanda di decadenza, non osta a che, se del caso, la valutazione dell'uso effettivo possa tener conto, in relazione al periodo di riferimento, di eventuali circostanze posteriori a tale presentazione. Spetta al giudice nazionale esaminare se simili circostanze confermino che nel corso del periodo di riferimento vi è stato un uso effettivo del marchio ovvero se, al contrario, esse traducano la volontà del titolare di ottenere il rigetto di tale domanda.
            
         
      (1)  GU C 219, del 14.9.2002