CELEX: 51971PC0655
Language: it
Date: 1971-06-16
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RIGUARDANTE IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE AI DETERGENTI (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (71) 655
Vol. 1971/0102
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
file have been declassified in conformity with Article 5 of the aforementioned regulation.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE
 *
                                               COM(71)655 def
                                               Bruxelles , 16 giugno 1971
                 PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
         RIGUARDANTE IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI
              DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE AI DETERGENTI
            ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
   C0M(71 )   655 def .
 ---pagebreak---                                MOTIVAZIOÎTE
GEUERALITA'
1 . Lo studio comparato delle disposizioni legislative , regolamentari e
    amministrative riguardanti la biodegradabilità dei detergenti , in
    vigore negli Stati membri , ha permesso di costatare che esistono
    divergenze tanto sulle modalità di controllo , quanto sui metodi di
    misura della biodegradabilità e sulle indicazioni riportate sulle
    confezioni o sulle etichette .
    Tali divergenze ostacolano gli scambi e giustificano quindi i lavori
    di armonizzazione svolti dalla Commissione in base all' articolo 100 .
    Il settore dei detergenti figura d' altronde nella terza fase del pro­
    gramma generale di eliminazione degli ostacoli tecnici agli scambi ,
    dovuti a disparità fra le legislazioni nazionali , approvata dal
    Consiglio il 28 maggio 1969 .
2 . Per detergente si intende qualsiasi prodotto la cui composizione pratica
    sia appositamente studiata per concorrere allo sviluppo del potere
    detergente e che contenga elementi essenziali ( tensioattivi ) e , in
    genere ,   elementi secondari ( coadiuvanti , rinforzatori,cariche e
    altri elementi accessori ).
    I detergenti hanno sostitito il sapone in moltissimi usi . Infatti , il
    sapone ha la spiacevole caratteristica di reagire con i sali calcarei
    dell 'acqua per formare un elemento insolubile spesso fastidioso . La
    maggior parte dei tensioattivi sintetici non presentano tale inconvenien­
    te . Va notato , inoltre , che per fabbricare il sapone occorrono materie
    grasse e agenti alcalini , è naturale , quindi , che lo sviluppo del
    sapone sia subordinato     a quello di queste due materie prime . Per
    tale motivo , sono stati impiegati sottoprodotti di altre industrie ,
    per esempio i sottoprodotti della distillazione 'del carbon fossile ,
    della distillazione del petrolio , eoe .
    La classificazione dei tensioattivi si basa essenzialmente      sulla
    loro dissociazione elettrolitica . Si distinguono , pertanto , secondo
    la natura del gruppo polare idrofilo , i detergenti anionici , i de­
    tergenti cationici , i detergenti non ionici e detergenti anfoliti .
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 II - ORIGINE PEI DETERGENTI NELL * IH QTJXtTAMENTO PELLE ACQUE
      La presenza dei tensioattivi e dei coadiuvanti organici o inorganici
      che compongono i detergenti e individuati nelle acque residue può 1
      avere varie origini s
      - un' origine industriale dovuta , in particolare , ali 1 impiego di com­
         posizioni detergenti per i tessili , i cuoi , le tinture e gli appretti
         i lavaggi in grande , ecc ., alla produzione di tensioattivi e di de­
         tergenti per uso domestico ;
      - un' origine agricola dovuta al trascinamento da parte delle acque
         piovane dei tensioattivi contenuti negli insetticidi e nei ger­
         micidi 5
      - un ? or igine urbana dovuta al continuo impiego di detergenti per uso
         domestico e all' acqua contenente .tensiotattivi ( 0,2 per mille )
         utilizzata per pulire le strade pubbliche .
III - GLI EFF3TTI PEI PETER GEMTI
      Il problema della biodegradabilità dei detergenti costituisce soltanto
      un elemento di un problema molto più vasto e molto attuale riguardante
      l' inquinamento dell' ambiente naturale , in genere , e l' inquinamento
      delle acque , in particolare .
      Le manifestazioni più spettacolose di questa forma di inquinamento
      sono le seguenti ;                    :-
      - la formazione di schiuma è una delle principali caratteristiche dei
         detergenti . La schiuma è costituita da pellicole entro le quali i
         tensioattivi assorbiti nelle due interfasi acqua-aria formano un
         doppio strato ( tra i due strati c' è uno strato d' acqua ).
         Gli strati di schiuma che , in alcuni casi , possono raggiungere
        un' altezza di molti metri e che formano a volte un tappeto esteso
         su varie centinaia di metri , intralciano la navigazione e » poiché
         limitano il contatto tra l' acqua e l' aria , rendono difficile
         l' ossigenazione , vale a dire che essendo compromessa l' azione
         clorofilliana a causa della diminuita trasparenza e illuminazione
         doli 'acqua , la produzione di ossigeno si riduce sino a cessare
         completamente .
                                                                         • • * •
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Inoltre , quando si alza il vento , 1 fiocchi di schiuma di staccano
e vengono trascinati molto lontano intralciando spesso la circola­
zione sulle strade vicine ( deposito sul parabrezza delle automobili ,
strade scivolose , ecc .) e danneggiando le colture e la vegetazione
spontanea . Infine , i pacchetti di schiuma che galleggiano sull' ac­
qua hanno un aspetto antiestetico e nuociono al turismo .
Per quanto riguarda gli effetti sulla salute pubblica , va considerato
il pericolo , microbiologico indiretto dovuto ali 1 eventuale trasporto
nella schiuma di batteri    e di virus .
I microrganismi che si trovano nei fiumi già indeboliti da altri
fattori inquinanti ! possono difficilmente attaccare e distruggere
i tensioattivi a catena ramificata in grado di danneggiare i
processi biologici nelle acque .                   •
ITel settore agricolo , i tensioattivi non degradabili    presenti
nelle acque irrigue possono sia perturbare l' azione degli insetticidi
e dei pesticidi dissolvendoli e trasportandoli iri posti dove' la loro
azione è nociva , sia perturbare la' flora microbica del terreno e
nuocere alla crescita delle colture .
I tensioattivi non degradabili possono inoltre nuocere al bestiame
di allevamento che ingerisce i detergenti con il foraggio e con
1 ' acqua .
Poiché le molecole dei detergenti non si disgregano , i letti dei
fiumi diventano più permeabili , il che favorisce i fenomeni di
erosione .
Modificando la permeabilità del suolo , è probabile che i detergenti
agevolino la penetrazione di altre sostanze inquinanti .
La presenza dei detergenti nelle acque che si infiltrano nel terreno
rischia comunque di inquinare le sorgenti e i pozzi .
Va notato inoltre che i detergenti sintetici esercitano un' influenza
sfavorevole sulle varie fasi del processo di depurazione delle acque
di scarico e danneggiano le stazioni di depurazione di tali acque .
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     Per tali motivi l' industria , di comune accordo con i poteri pubblici ,
     si è recentemente orientata verso la produzione di detergenti conte­
     nenti tensioattivi biodegradabili , vale a dire tensioattivi che
     vengono in gran parte eliminati durante le operazioni tradizionali
     di depurazione biologica delle acque di scarico .
     In molti paesi i pubblici poteri hanno adottato o stanno         per adottare
     dei provvedimenti volti a limitare l' impiego dei detergenti "duri ". ,
         V
     In genere , tali provvedimenti sono consistati nella conclusione di
     accordi tra l' amministrazione e l' impresa produttrice di detergenti .
     Alcuni paesi si orientano tuttavia verso una vera e propria regola­
     mentazione o legislazione che vieta , la produzione , l' importazione e
     l' impiego di detergenti che non presentino un sufficiente tasso di
     biodegradabilità .
IV - SITUAZIONE LEGISLATIVA                       ;
     Sul piano legislativo , fra i diversi Stati membri della Comunità ,
     la__E_epub_bli.ca _f ede£a]_e_d_i Germania è stata la prima ad adottare una
     legislazione in materia di biodegradabilità dei detergenti .
     Infatti , con la legge 5 settembre 19°1 ? è stato affermato il principio
     generale della massima biodegradabilità dei tensioattivi . Ai sensi di
     detta legge , è vietato all' impresa produttrice o all' importatore di
     immettere in commercio prodotti contenenti tensioattivi la cui biode­
     gradabilità non risponda alle esigenze di un decreto che avrebbe do­
     vuto fissare , anteriormente al 30 giugno 1962 , i requisiti richiesti
     in materia di biodegradabilità, nonché i metodi necessari per misurarla .
     Tali disposizioni debbono tener conto dello stato di avanzamento della
     scienza e della tecnica nel campo della produzione dei detergenti e
     dell' efficacia degli impianti di depurazione .
     Questi provvedimenti non si applicano ai detergenti esportati o in
     transito .
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 D' altra parte , mentre questa legge prevede sanzioni penali e amministra­
 tive , o l' una delle due pene , per l' inosservanza volontaria dell 'obbligo
 di mantenere il segreto commerciale , per illecito guadagno o per danni
 a terzi , l' immissione sul mercato da parte dell' impresa produttrice o
 dell' importatore di detergenti non confortai alle disposizioni , è
 punita soltanto con sanzioni amministrative . Il 1° dicembre 19&2,
 la Repubblica federale di Germania emanava un decreto relativo alla
 biodegradabilità dei detergenti in applicazione dell' articolo 2 ,
 paragrafo 1 , della legge 5 settembre 1961 .
 Tuttavia , questo decreto , pur precisando il tasso di biodegradabilità
 tollerabile , vale a dire 1 ! 80     e pur instaurando i metodi di
 controllo e di analisi , si riferiva di fatto unicamente ai detergenti
 anionici .                        .
 Inoltre , il decreto entrava in vigore soltanto il 1° ottobre 19^4 »
 vale a dire dopo un periodo transitorio o di adattamento di poco
 superiore ai due anni che doveva evidentemente permettere all' indus­
 tria di operare le necessarie trasformazioni e di smerciare le scorte
 esistenti .
 Anche la Francia     è recentemente intervenuta in questo settore
 emanando, il 25 settembre 1970 , un decreto relativo al divieto di
 scaricare taluni prodotti detergenti nelle acque superficiali ,
 sotterranee e marine , entro i limiti territoriali . Il decreto
 disciplina anche l' immissione in commercio di questi detergenti e
 il loro impiego nei prodotti destinati al lavaggio e alla pulizia.
 Ai sensi di questo decreto , sono vietate la diffusione e l' immissione
in commercio delle quattro classi di detergenti s anionici , cationici ,
 anfoliti e; non ionici , quando la biodegradabilità dei prodotti stessi
 non raggiunge 1 ' 80
 Tuttavia , il decreto non prevede le modalità relative alla misurazione
 della biodegradabilità di ciascuna di queste classi di detergenti ,
 modalità che dovranno tuttavia essere fissate ulteriormente con
 decreti d' applicazione .
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Infine , l' articolo 5 del decreto di cui trattasi prende in con­
siderazione le procedure per il controllo e per la constatazione delle
infrazioni e rinvia a tal fine , alla legge 16 dicembre 1964#
Inoltre , il 5 gennaio   1971 sono stati pubblicati sul " Journal Offici el "
della Repubblica francese due decreti riguardanti l' applicazione del
decreto 25 settembre 1970 che entrerà in vigore il 1° ottobre 1971 *
Tali decreti stabiliscono le modalità relative alla misurazione della
biodegradabilità dei detergenti anionici e contengono l' elenco dei
laboratori autorizzati a procedere a dette misure .
In Italia , la legge sulla biodegradabilità dei detergenti sintetici
è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 3 aprile 1971 »
Tale legge , che entra in vigore sei mesi dopo tale data , concede a
decorre da quel giorno , il termine massimo di sei mesi per lo smalti­
mento dei detergenti sintetici che non rispondono ai requisiti indi­
cati nel decreto .
Ai sensi di detta legge , i detergenti sintetici debbono essere biode­
gradabili nella misura di almeno l' 80 $ e non debbono arrecare danno
alla salute dell' uomo 0 degli animali ;
Essa vieta inoltre , di produrre , detenere per il commercio , porre
in commercio , importare e usare prodotti che non rispondano ai requi­
siti prescritti e stabilisce le sanzioni di cui sono passibili i
contravventori .
Per quanto riguarda la vigilanza ( prelievi , esame e analisi dei cam­
pioni , laboratori autorizzati ) e i poteri della autorità sanitaria
incaricate di esercitare tale vigilanza ( autorizzazioni , ispezioni ,
prelievi , ordini di sospensione e di chiusura delle imprese e degli
stabilimenti ) nonché le sanzioni che possono essere applicate ai
contravventori , essa rinvia alla legge 30 aprile 1962 n . 283 » già
in vigore , e alle successive modifiche .
Per quanto riguarda le indicazioni da riportare sulle confezioni
e sulle etichette , la legge italiana è più precisa degli altri
testi .
                                                                • • ••
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I prodotti contemplati dalla legge debbono riportare sulla confezione
oltre ai dati necessari per identificare l' impresa produttice , l' indica­
zione della percentuale di biodegradabilità , delle condizioni di impiego
e del quantitativo netto del prodotto .
Inoltre , i prodotti non rispondenti ai requisiti richiesti in materia dì
biodegradabilità , o che pur possedendo tali requisiti possono arrecare
danno alla salute dell' uomo o degli animali , devono essere sequestrati
dal medico provinciale che ne ordina altresì' la distruzione , previo
nulla osta dell' autorità giudiziaria .
L' articolo 6 prevede l' emanazione , entro sei mesi dalla pubblicazione
della legge sulla Gazzette Ufficiale , del regolamento di applicazione ,
e stabilisce le sanzioni che possono essere applicate ai contravvento­
ri alle disposizioni contenute in tale regolamento .
Esso stabilirà le classi e i tipi di tensioattivi che potranno essere
impiegati per la produzione di detergenti sintetici considerati , alla
stato attuale delle conoscenze , ottimali per la biodegradabilità e
la non tossicità dei detergenti stessi
Esso conterrà anche l' elenco dei laboratori autorizzati a controllare
il tasso di biodegradabilità e stabilirà il metodo di misura .
E' opportuno inoltre segnalare che sul piano della C 0 E.E. è stato
preso l' impegno di non utilizzare del tetrapropilenbenzene solfonato
nei prodotti detergenti destinati al consumo sui territori belga ,
lussemburghese e olandese . Nella fattispecie , peraltro si tratta
soltanto di un accordo privato fra le industrie dei tre Stati membri ,
accordo che finora non è stato mai ripreso in un testo di legge .
L' accordo può essere denunciato dall' una o l' altra delle parti a
quattro condizioni , e cioè s
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1 ) impossibilità di approvvigionamento permanente in prodotti di sosti­
    tuzione del tetrapropilenbenzene solfonato ;
2) necessità di un riadattamento dei prezzi di vendita tenendo conto
    dell' incidenza , nei costi di fabbricazione , della necessaria conversione
    industriale ;
3 ) possibilità di effettuare la conversione industriale entro il termine
    fissato , vale a dire entro il 1° luglio 19685
4 ) accettazione di un metodo di controllo .
Sul piano internazio nale , il problema non è stato trascurato . Anzi , in seno
alle diverse .organizzazioni internazionali ( Conmissione economica per
l' Europa delle Nazioni Unite , Consiglio d' Europa , OCSE) sono stati svolti
numerosi lavori , quasi sempre nel quadro piuttosto ampio della lotta
contro l' inquinamento delle acque .
1 . Cosi' , il 16.9.1968 , in seno al Consiglio d' Europa , è stato concluso
    un "Accordo Europeo sulla limitazione dell' impiego di taluni detergenti
    nei prodotti destinati al lavaggio e alla pulizia " per iniziativa dei
    seguenti nove paesi 1 Belgio, Germania , Danimarca, Rrancia , Italia ,
    Lussemburgo , Paesi Bassi , Svizzera e Gran Bretagna .
    Scopo dell' accordo è di assicurare una protezione efficace dell' ap­
    provvigionamento in acqua per la popolazione , per l' industria , per
    1 'agricoltura e per altre attività professionali e di vietare l' impiego
    generalizzato di taluni detergenti tanto da parte delle famiglie quanto
    da parte dell' industria .
    Questo accordo , che prende in considerazione i detergenti sintetici
    nel loro insieme , stabilisce il principio di un tasso minimo di
    biodegradabilità dell '80 fo .
    Tuttavia , in base all' accordo stesso , i Governi del paesi citati debbono
    adottare tutti i provvedimenti idonei , se del caso anche per via legis­
    lativa , affinché i detergenti sintetici che non siano biodegradabili
    nella misura dell '80 $>, non siano immessi nei rispettivi mercati .
                                                                       • • • •
 ---pagebreak---     Essi debbono inoltre instaurare     procedure per la misura o il controllo !
    a questo proposito , tuttavia , è il caso di osservare che l' accordo
    non raccomanda alcun metodo di riferimento .
    L' accordo è entrato in vigore dopo essere stato firmato da cinque dei
    paesi promotori ( Belgio , Francia , Paesi Bassi , Germania, Gran Bretagna).
    Resta però ancora aperto alla firma degli altri .
    Inoltre , almeno ogni cinque anni o a richiesta di una delle parti
    contraenti , si può procedere alla sua revisione .
2 . Anche nel quadro dell' OCSE sono stati effettuati importanti lavori , spe­
    cialmente per il tramite di un gruppo di ricerche culla regolazione
    delle acque , gruppo che ha studiato in . modo particolare i problemi rela­
    tivi alla determinazione della biodegradabilità dei detergenti .
                           impiegati
    Dato però che i metodiVper tale determinazione sono fondati su processi
    biologici , i loro risultati rischiavano di essere notevolmente diversi
    a seconda delle condizioni sperimentali e dell' influenza esercitata
    dall' ambiente esterno .
    Quésto è tino dei motivi per . le quali l' OCSE si è adoperata - per ricer­
    care un metodo d' analisi comune , che fosse accettabile da tutti gli
.,  Stati membri , per determinare , la biodegradabilità dei detergenti
    anionici . I suoi lavori hanno . infatti permesso di mettere a punto
    un metodo che comporta due prove piuttosto differenti l' una dall' altra
    per quanto ne riguarda sia il criterio che risultati attenuti . La pri­
    ma prova , semplice e rapida, alla quale possono essere sottoposti molti
    prodotti , si chiama " prova della cernita" ( test de triage ). I risul­
    tati relativi al tasso minimo di biodegradabilità ottenuti mediante
    questa prova potrebbero essere conseguiti anche con la seconda prova
   chiamata "prova di conferma" ( test de confirmation) .
    Tuttavia , la " prova della cernita" non è valida per tutti i prodotti ,
    specialmente per quelli che sono degradabili secondo particolari
    processi più o meno lungM . Le conclusioni di questa prova non per­
    mettono però di scartare senz' altro il prodotto . Prima di prendere
    ima decisione in questo senso è necessario ricorrere alla seconda
    prova , più elaborata , più complessa e più lunga , che deve , in
    realtà , essere considerata come la sola prova di riferimento che
    possa permettere di scartare i prodotti per i quali non sia stato
    ottenuto un tasso di biodegradabilità di almeno l' 80
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LA DETERMINAZIONE DELLA BIODEGRADABILITÀ* DEI DETERGENTI
1 . Considerazioni generali
    Per degradazione biologica , o biodegradabilità , si intende la de-
    compozione di un composto organico , in particolare di un tensioat-
    tivo anionico sintetico , ad opera di microrganismi .
    I detergenti non biodegradabili sono degli alchilbenzenesolfonati la
    cui molecola ha una struttura ramificata nella quale gli atomi di
    idrogeno non sono distribuiti in modo uniforme . Questa particolare
    struttura molecolare impedisce ai microrganismi dell' acqua e del
    suolo di attaccarla e , attraverso un particolare meccanismo biolo­
    gico , di metabolizzarla e distruggerla .
    Esistono vari tipi di detergenti biodegradabili , i più comuni dei
    quali , gli alchilbenzenesolfonati a catena lineare , si differenziano
    dai precedenti soltanto per la struttura chimica : gli atomi sono
    distribuiti in modo uniforme , sicché i microrganismi possono attaccare
    la molecola sino a decompcrla nei suoi elementi principali .
2 . Metodi di misura della biodegradabilità dei ' detergenti sintetici
    anioni ci
    Sul piano comunitario i metodi di misura della biodègradabilità
    contemplati nelle disposizioni legislative sono tre , e precisamente :
    - método xn vxgore xn Francia ,
    - método in vigore in Cermaniaj-
    - método O.C.S.E.
    Tutti e tre i metodi sono concepiti per analizzare i tensioattxvi
    anionici puri , o i prodotti commerciali che li contengono . In
    quest' ultimo caso è prevista l' estrazione preliminare della materia
    attiva .
    Il metodo francese è un metodo biologico caratterizzato da due
    periodi s il primo dura sette giorni durante i quali i microrganismi
    si abituano ai detergenti .
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Questo periodo può essere in un certo qual modo assimilato alla depu­
razione spontanea nei fiumi . Il secondo dura tre giorni durante i
quali si aggiunge il detergente con il quale si cerca di simulare le
condizioni esistenti in una stazione di melma attivata .
Il metodo prevede clausole di validità che permettono d' infirmare i
risultati anomali , dato che i chimici potrebbero aver compiuto degli
errori nella determinazione o nell' inseminazione batterica .
II metodo tedesco è un metodo dinamico sulle melme attivate , basato
sulla simulazione delle condizioni esistenti nelle stazioni di depu­
razione biologica .
L' unità di   laboratorio è alimentata ininterrottamente con acqua di
fogna artificiale alla quale è stato aggivmto il detergente da ana­
lizzare in ragione del 20       dì materia attivata .
All' inizio della prova non ^vengono aggiunte culture di microrganismi }
questi ultimi sono trasportati dall' aria immessa durante l' operazione .
La percentuale del detergente viene misurata giornalmente . All' inizio
vi è un periodo di sviluppo dei microrganismi .
La degradazione    percentuale del detergente viene calcolata quotidiana­
mente a partire dal tenore in mg/l di A.B.S. dell' acqua residua arti­
ficiale e dell' acqua raccolta nel collettore . La degradabilità è la
media aritmetica delle cifre ottenute nei ventun giorni successivi
all' inizio dell' operazione . I dosaggi dell' A.B.S. sono eseguiti con
il metodo del blu di metilene . La parte organica contenuta nella melma
attivata del sacco di aerazione è determinata ogni settimana ^ se
supera i 3 g/l si elimina l' eccesso corrispondente di melma attivata .
Con uno studio minuzioso , EUSMANN ha dinostrato che i risultati ot­
tenuti con tale procedimento corrispondono a quelli conseguiti
nelle stazioni di depurazione .
Il metodo O.C.S.E. si compone di due prove s
- una prove della cernita ( test de triage ), prova statica del tipo
   " in flacone aperto ", e
- una prove di conferma ( test de confirmation) basata sulla simulazione
   delle condizioni esistenti in una stazione di depurazione biologica
   delle acque di scarico .
 ---pagebreak---                                - 12 -
Alle due prove possono essere sottoposti i tensioattivi anionici sia
tali e quali , sia già incorporati nei detergenti pronti per l' uso }
in quest' ultimo caso , è necessaria l' estrazione preliminare della
materia attiva .
Vantaggi e svantaggi dei vari metodi analitici
- Il metodo ufficiale francese presenta il vantaggio di necessitare
  di un' apparecchiatura semplice ( flaconi da 20 l ) et di permette
  quindi la contemporanea esecuzione di molte prove .
  Il metodo richiede dieci giorni ed è pertanto il più veloce fra
  tutti quelli esaminati . Anche il numero dei controlli è ridotto al
  minimo effettuandosi soltanto due campionature al settimo e al
  decimo giorno d' incubazione®
  Rispetto alla " prova della cernita" esso offre il vantaggio di
  avere una aerazione durante tutto il periodo di incubazione e di
  permettere la definizione della popolazione batterica dell 'inoculum
      S      i
  ( 10 - 10 microgrammi/mm3) , sebbene rimanga sempre il dubbio sulla
  identità dei microrganismi .
  Come nel cas della " prova della cernita" l' inconveniente di questo
  metodo è di essere assoluto e di abbisognare pertanto di un campione
  tarato al quale riferirsi per valutare la validità dei risultati .
  Dato che il metodo francese è relativamente nuovo e che non si
  possiede lina documentazione più recente e completa in quanto le
  prove di laboratorio , non sono state ancora l' oggetto di una rela­
  zione unica , è difficile esprimere tua giudizio sul raffronto con
  la " prova di simulazione "»
- La " prova di simulazione " tedesca necessita un' installazione ed una
  regolazione iniziale assai complessa .
  Il metodo richiede almeno ventun giorni ed è possibile una sola
  determinazione per ogni impianto .
  Il numero di controlli analitici per la condotta dell' impianto e
  per il controllo giornaliero è abbastanza alto .
 ---pagebreak---                                 - 13 -
L' impiego di acqua potabile per la preparazione dell ' effluenete
artificiale , senza che sia specificata la composizione di tale acqua ,
potrebbe rendere diverse le condizioni sperimentali nelle quali ope­
rano i vari laboratori che eseguono la prova , data la natura dell' acqua
potabile a loro disposizione .
Da notare inoltre la mancanza di termostatizzazione di tutta l' appa­
recchiatura che funziona ad una temperatura minima di 18° e ima tempe­
ratura massima di 30° C.
Come abbiamo già sottolineato , il principale vantaggio di questo metodo
è quello di essere considerato come metodo di riferimento per la corre­
lazione diretta con le normali operazioni di depurazione delle acque di
scarico .
La " prova della cernita OCSE" offre invece il vantaggio di necessitar©
di un' apparecchiatura cosi 1 semplice ( matracci H Erlenmeyer termosta-
tizzati della capacità di 2 l ) da permettere la contemporanea esecuzione
di numerose prove . Il metodo richiede da un minimo di dodici giorni ad
un massimo di diciannove giorni , a seconda del campione analizzato » .
Il numero dei controlli analitici necessari è inferiore rispetto a
quello tedesco effettuandosi al massimo 7-8 campionature .
Gli svantaggi di questo metodo risiedono nel controllo dell' efficacia
dell ' inoculum , nella necessità di ! effettuare sempre il controllo dei
                                                   i
campioni tarati , al buon esito del quale e legato quello del campione
incognito , nonché nell' incertezza dei risultati ottenuti , soprattutto
per i tensioattivi anionici poco degradabili .
Secondo il gruppo di esperti, dell 'OCSE , la prova di conferma è molto
simile nelle sue grandi lince al metodo tedesco .
Nell' ambito dell 'OCSE , il gruppo di Ricerche sul Trattamento delle
Acque ha organizzato un primo confronto dei risultati ottenuti con
i vari metodi analitici , operando su sei campioni , due dei quali di
formulazione A.I.S.
I risultati di tali prove sono riportati nella tabella I ,
 ---pagebreak---                                                        - 14 -
           - Per il Dobane 055 » la delegazione francese nell' ambito del gruppo
               " ad hoc " Biodegradabilità dei detergenti ha dichiarato che i risultati
               conseguiti con il metodo francese erano pressoché uguali a quelli ottenu
               con il metodo tedesco .
           - Per il Marion A sono stati scartati tutti i risultati dai quali si
               rilevava che non era stata raggiunta una situazione di stabilità e                  !
               che davano un tasso di biodegradabilità del T3S superiore al 35 Ì°*
           Per gli altri prodotti sono stati scartati tutti i risultati che non
           davano un tasso di biodegradabilità del Marion A compreso tra il 90 e
           il 95 Ì° Ì o eventualmente quelli dai quali si rilevava che il tasso di
           biodegradabilità del TBS era superiore al 35 Ì°.
                                                     TABELLA I
                                           Percentuale biodegradazione
     Prodotti
                     i     Prova délia cernita          j      Prova di confermâ        Metodo
                                                                                        franc es e
                              Media    j     Kisultati    | *•  Media       Risultati
                                                                                        (média )
                                       I      estremi jr                      estremi
                    J                    i    _    .    ii
J Mari on A          I        92,4     |     87 - 98            91 » 4      63 - 99      93,0
  T.B.A.                      23,9     !      0 - 81            40,9        14 - 89       26
  Dobane 055                  64,9            2-96              92        |
                                                                          i
                                                                            80 - 98
  Dobane J.N .q J             93,5           90 - 99            92          78-98     '  94
  A* I«S « n «   2
  senza sapone                91             84 - 99            9§,l        85 - 98
                       i
  A.I.S. n . 3
                                         j   78-96                          84 - 98
  con sapone
                         i .
                              90,4
                                      ii       .        i
                                                                91
                                                                –
                                                                        |
           Fonti :           Eapport technique sur l' essai des méthodes proposées OCDE -
                             29 gennaio 1971
                             La rivista italiana delle sostanze grasse
                             Voi . XLVII - febbraio 1970
 ---pagebreak---                                 - 15 -
Come risulta dall' esame della Tabella I , il raffronto dei risultati
delle analisi è soddisfacente per i tassi di "biodegradabilità superiori
all' 80 fof valore limite contemplato nella direttiva .
Le differenze più sostanziali osservate nei tensioattivi "duri " ( T.B.S. )
non rivestono alcuna importanza ai fini della direttiva .
Dato la situazione legislativa già illustrata e le considerazioni sui
vari metodi analitici , è stata scelta , come soluzione , l' armonizzazione
detta opzionale .
L' armonizzazione opzionale lascia agli Stati membri la facoltà di mante­
nere in vigore la propria legislazione parallelamente alle disposizioni
di ispirazione comunitaria .
Si è ritenuto di poter scegliere detta soluzione per il settore in
esame in quanto i risultati ottenuti con le varie tecniche , ad
eccezione del campione T.B.S. , sono abbastanza concordanti tenuto conto
della complessità del dosaggio , il che consente di adottare come metodi
di analisi nella proposta di direttiva i metodi attualmente in vigore
negli Stati membri .
Per quanto riguarda la sceltaf^Lòl" jìietodo di riferimento per i tensioat­
tivi anionici si è reputato       j.& prova di conferma OCSE poteva
essere accettata sul piano comimrt'krxo nel quadro della procedura
dell' articolo 3 . Allo stato attuale delle conoscenze , tale prova è la'
più esatta^ i suoi risultati , infatti , sono quelli che corrispondono
maggiormente ai risultati pratici conseguiti in una stazione di
depurazione .
 ---pagebreak---                                       - 16 -
                   VI .  COMMETTO ALIA PROPOSTA DI DIRETTIVA
Campo d 1 applica, z ione dolla direttiva '
L' articolo 1 definisca i detergenti in quanto prodotti commercializzati al
fino di evitare qualsiasi confusione tra la parolo " tonsio-actif " e "agont
do surfaco " impiagato a volto allo stesso titolo .
La dirottiva riguarda lo quattro classi di detergenti ( anionici , cationici,
anfoliti e non ionici ) e si applica , in particolare , ai dotorgonti anionici
in quanto/ metodi oggi disponibili permettono di determinare soltanto la bio­
degradabilità dei tensioattivi anionici .
Inoltre , dall' esame dolla ripartizione del consumo delle quattro classi di
dotorgonti si rileva che la percentuale dei tensioattivi anionici è maggioro .
In media , noi paesi dolla Comunità , tale percentuale raggiunge l' 85 f° circa .
Non appena i metodi por la determinazione della biodegradabilità delle altre
classi di detergenti saranno stati messi a punto , potranno essere adottate
altro diarot&iTèw': i
Critorio dolla libora circolazione
L' articolo 2 stabilisce il criterio di un tasso di biodograiabilita di alme­
no l' 80 io per i detergenti anionici , cationici , anfoliti e non ionici . 'Tale
criterio é stato applicato dal Consiglio d' europa nello "Accordo europeo
sulla limitazione dell' impiego di taluni detergenti nei prodotti destinati
al lavaggio e alla pulizia " del i6 settembre 1968 , od è già stato adottato
da alcuni Stati membri o lo sarà presto da altri .
Gli Stati membri non possono ne vistare nè ostacolare la commercializzazione
e l' impiego dei detergenti che rispondono a questi requisiti.'
Condizioni por il controllo dolla misura della biodegradabilità
L' articolo 3 ptarod© il - divioto di. immissione dn : coiamoroió e di Impiego doi dei
ti il : oui ^asBO di/:biod»gradab41ità dei tensioattivi .non aia pari almeno '"ali '8(
So uno Stato membro adotta un provvedimento di divieto deve notificare la
sua decisione allo Stato membro da cui proviene il prodotto vietato o alla
Commissione .
 ---pagebreak---                                     - 17 -
E 1 prevista una procedura socondo la quale la Commissiono corca di risòl-
verò in via amichevole la controvorsia a , eventualmente , chiodo il parere
di uno dei laboratori autorizzati ad eseguire il controllo secondo il meto­
do di riferimento .
Infino , noi paragrafo 3 è prevista una procedura più elastica per i prodot­
ti il cui tasso di biodegradabilità è comproso tra il 75 Q l' 80 $.
Tale procedura è stata scolta in consideraziono dolla natura biologica dei
metodi per la determinazione dol tasso di biodegradabilità , che di conseguon
za sono particolarmente soggetti all' influenza di ftumerosi fattori .
I risultati ottenuti differiscono ovviamente da un metodo all' altro del
3-4
Metodi di misura dolla biodegradabilità
L' articolo 4 stabilisco cho i metodi per la misura della biodegradabilità
dei tensioattivi sono quelli in vigore in Germania , in Francia e all' OCSB,
che si compongono di duo prove : una Oprava della cernita " e una "prova di
conferma "; negli Stati membri non esistono infatti metodi nazionali .
                       •                          .
Indicazioni da riportare sulle confezioni
L' articolo 5 stabilisce che i detergenti debbono riportare sulla confezio­
ne la denominazione del prodotto , il nome ola ragione sociale o il marchio
depositati» dall' impresa responsabile doli' immissione in commercio , nonché
1 ' indicazione che il detergente è conformo alle disposizioni della dirotti-
va . Per facilitare le operazioni , tale, indicazione può * essere fornita mo-
diante un simbolo .
Condizioni dolla notifica dei laboratori autorizzati negli Stati membri
L' articolo 6 prevede la notifica dei laboratori autorizzati ad eseguire il
controllo della biodegradabilità secóndo il metodo di riferimento descritto
rioll 'allegato I.
Gli Stati membri sono liberi di scegliore il laboratorio . Tuttavia nell' am­
bito del gruppo "ad hoc " Biodegradabilità , alcuno delegazioni hanno espres­
so il desiderio che tra i laboratori notificati figuri duello dal C.C.R.
di Ispra .
                                                                       ..A
 ---pagebreak---                                      - 18 -
Procodura dell 'adattamento al progresso tecnico
Gli articoli 7 a 8 prevedono 1 ' istituziono e il funzionamento di un Comi­
tato il qualo , tenuto conto del progrosso tecnico , provvedo ad adottare
rapidamente timetodi di misura ; della biodegradabilità.^ * tensioattivi ,      ir •
aaioniets .nonché del_ra®to4o di riforimonto .previsto all' allegato I «      :
                                   N         - •' ' -«* ' •" i• /
                               V
                                                                          l
entrata in vigore e termine di applicazione
L' articolo 9 prevede che la direttiva entri in vigore entro un termine
di soi mosi a decorrere dalla sua notifica , in modo da permettere agli
Stati membri e agli interessati di adeguarvisi .
                    VI I . CONSULTAZIONE D'AGLI AMBIENTI INTERESSATI
Al momento della messa a punto della presente direttiva , -■       .  • >   *
conto delle osservazioni formulate dai rappresentanti della Commissione
di Studi per il Mercato Comune della Federazione Internazionale dello As­
sociazioni di Fabbricanti di Prodotti di Manutenzione, della Commissione
Permanente dell' Industria dei Saponi e dei Detergenti, del Segretariato In­
ternazionale dello Associazioni Professionali dello Industrie Chimiche dei
Paesi della Comunità Economica Europea .
                     Vili . CONSULTAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
                             E DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
Il parere di tali istituzioni è ritenuto necessario , conformemente alle
disposizioni dell' articolo 100 , comma 2 .
Infatti , l' applicazione delle disposizioni dolla direttiva comporterà in
alcuni Stati membri la modifica delle loro disposizioni legislative .
 ---pagebreak---                              PROPOSTA DI DIRETTIVA
                 RIGUARDANTE IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI
                     DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE AI DETERGENTI
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITA' EUROPES,
visto le disposizioni del Trattato che istituisce la Comunità economica
europea , in particolare l' articolo 100 ,
visto la proposta della Commissione ,
visto il parere del Parlamento Europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale ,
considerando che il sistema legislativo in vigore negli Stati membri per
garantire la biodegradabilità dei detergenti sintetici anionici è diverso
da uno Stato membro all' altro , par cui ha l' effetto di ostacolare 'gli soàm
bi , ■
                                                                    *• .  I
considerando che con lo "Accordo europeo sulla limitazione dell' impiego di
taluni detergenti nei prodotti destinati al lavaggio e alla pulizia " gli
Stati firmatari si impegnano ad adottare i provvedimenti più efficaci con­
sentiti dalle tecniche disponibili , se necessario , anche per via legisla­
tiva , affinché i prodotti destinati al lavaggio e alla pulizia contenenti
vino o più detergenti sintetici vengano posti in commercio soltanto a condizi
ne che l' insieme dei detergenti del prodotto considerato siano biodegradabil
in misura di almeno l' 80        ■   «-
c onsiderando l' impiego crescente dei detergenti e i loro effetti sull' in­
quinamento dell' ambiente naturale , in genere , e delle acque , in particolare ,
 ---pagebreak---      considerando gli effetti dei detergenti sull' inquinamento delle acque , e
    precisamente la formazione di grandi quantità . di schiuma che limita il
     contatto tra l' acqua e l' aria , rende difficile l' ossigenazione e intralcia
     la navigazione ,        compromette inoltre la fotosintesi necessaria alla vita
    della flora acquatica , influenza sfavorevolmente le varie fasi dèi sistemi
    di depurazione delle acque di scarico , danneggia le stazioni di depurazione
    delle acque di scarico e costituisce un eventuale pericolo microbiologico
     indiretto a causa del possibile trasferimento di batteri e di virus ,
     considerando che , allo stato attuale delle conoscenze , si dispone soltanto
    di metodi per la determinazione del . tasso di biodegradabilità dei tensioat­
    tivi anionicij cho lo disposizioni dolla direttiva riguardano le quattro
    classi di detergenti ,: anionici , cationici , anfoliti e non ionici , e si
    applicano in particolare ai detergenti anionicij che altre' direttive potran­
    no essere adottato non appena saranno stati mossi a punto i metodi relativi
    alle altre classi ,
    consid erando cho , per permettere agli Stati membri di controllare che i doiairg
  anionici' posti in commercio o impiegati rispondano ai requisiti della direx-
    tiva , è opportuno riferirsi ai metodi per la misura della biodegradabilità
    dei tensioattivi anionici già applicati in alcuni Stati membri ; che , in caso
    di contestazione , è necessario invece che il controllo dolla biodegradabilità
    venga effettuato secondo un metodo di riferimento comune , qual' è riportato
    nell' allegato I alla direttiva ,
      oor 3 * ø ~r-s ro ■  i  • •.       ; . c.  •*» 'V v i _ . ■ • ■: ' - • '     c
    considerando . ohe il p^ograàao tecnico richieda lì rapici ov'adoiguamento "dea "-meto­
    di. na^Tnali Idi' tati jnalla .direttiva, wonch&risl matodo di riforijaflfft.o'iripxjrtat
1 ' aH,o,3stt a I;che per agevolare l' applicazione dei provvedimenti necessari a
    tal uopo è opportuno provodere una procedura cho instauri una stretta coope-'
    razione tra gli Stati membri e la Commissione nell' ambito del Comitato per
    l' adattamento al progresso tecnico dolio dirottive volte ad eliminare gli
     ostacoli tecnici agli scambi nel settore dei detergenti ,
    HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
 ---pagebreak---                                       Articolo 1
Por detergente si intende , ai sensi della presente direttiva , qualsiasi
prodotto la cui composizione pratica sia stata appositamente studiata por
concorrerò allo sviluppo del potere detergente e che contenga elementi es­
senziali ( tensioattivi ) e , in genere , elementi secondari ( coadiuvanti ,
rinforzatori , cariche , additivi e altri elementi accessori ).
                                      Articolo 2
Gli Stati membri non possono , per motivi inerenti alla biodegradabilità
dei tensioattivi , ne vietare ne ostacolare l' immissione in commercio e
l' impiego di detergenti quando la biodegradabilità dei tensioattivi in
essi contenuti è in misura di almeno l' BO fc per ciascuna dello seguenti
classi : anioniohe , cationiche , anfoliti e non ioniche .
                                      Articolo 3
1 ♦ Se tino Stato membro constata che un detergente non raggiunge un tasso di
biodegradabilità dei' tensioattivi dell' 80$, ai sensi -dell 'articolo.' 2,: .può'
vietarne l' iaraiasion® in ., c«5C«noreio_ft . iHapiogo nel suo territorio .
2 . Boi caso in cui adotti un provvedimento di divieto , esso no informa imm£
diatamente lo Stato membro da cui proviene il prodotto e la Commissione ,
motivando la sua docisione e precisando i particolari del controllo esegui­
to in applicazione del paragrafo precedente ,
           ultimo
Se quest' Stato solleva obiezioni in merito a tale decisione , la Commissione
procedo immediatamente ad una consultazione dei due Stati interessati e , se
del caso , dogli altri Stati membri .
So non è stato possibile raggiungere un accordo , la Commissiono , entro duo mo
1% Jiotif ieaai.ónodella comunicazione di cui al primo '-comma, chiede il pare­
re di uno dei laboratori         di qui         all' articolo 6 che non sia fra quelli
notificati dai duo Stati membri interessati ai sensi deldetto articolo .
 ---pagebreak---  Per quanto riguarda i tensioattivi anionici , tale paroro . e ^ formulato
 in ba30 al metodo di riferimento , costituito dalla "prova di conferma" del             ;
                                                                                         l
 metodo OCSE , riportato nell' allegato I alla presente direttiva .
 La Commissione comunica il parere doli labgr$t.oa?iof agli Stati ìiaembri- interci-
 sati che possono , entro il termine di un mese , comunicare alla Commissiono
 le loro osservazioni . La Commissiono <paoiraoco£lioc<*- noi contempo- io èvont«ali
 servazioni delle parti interessato in merito a detto parere .                             |1
                                                                                            1
 Dopo aver preso conoscenza di tali osservazioni , la Commissione formula , ove !
 occorra , le raccomandazioni del caso .                                                    !
                                                                                             i
                                                                                             I
 3 . Se l' analisi • della 'b3rod9gradabilità--eseguitacin baso ai-paragrafo 1
  da un tasso comprese'- tra il '75 "O"1^80      'il- provvodiraont^v di 'divieto può *
  ontraró in vigori soltanto soi mesi despo .Ha. cómuniXMi!2t-m0' Jdi'- cui " al ,para*»
  grpfo 2 . .
                                   Articolo 4
 Per quanto riguarda i detergenti della categoria anionica , il tasso di biode­
 gradabilità , ai sensi dell' articolo 3 , paragrafo 1 , dóve essere controllato
 secondo uno dei seguenti metodi :
 - metodo in vigoro in Francia , approvato con Docroto 11 dicembre 1970, pub­
    blicato sul Journal Officiel de la France n . 3 del 5 gennaio 1971 e norma
    sperimentale AFNOR T 73 - 240 febbraio 1971 , pubblicata dall' AFNOR ;
                                                     !                                         i
 - metodo in vigore in Germania , approvato con "Verordnung uber die abbaubar- j
                                                                                               I
    keir von detorgentien in Wasch- und Reininungsmitteln" dol 1° dicembre 19°2 ,
    pubblicato sulla "Bundesgesetzblatt" n. 49 del 12 dicembre 1 9^2 ;                           j
 - metodo 0.C.S.I3 ., pubblicato nella relazione tecnica del 29 dicembre 1970
    relativa alla determinazione della biodegradabilità dei - tensioattivi sinte- j
    tici anionici .                                                                               I
                                                                                                   !
                                   Articolo 5                                                      !
,La confeziono entro la quale i detergenti sono presentati al consumatore devo
 riportare lo soguenti indicazioni a caratteri leggibili , visibili e indelebili:
 a ) la denominazione del prodotto ,
 b ) il nomo o la ragione sociale o il marchio depositato dell' impresa responsa,
     bile dell' immissione in commercio ,
 c ) l' indicazione che il detergente è conforme alle disposizioni della presonto
     direttiva . Detta indicazione può' essere fornita mediante un simbolo ripro-
     dot o nell' allegato II alla presente direttiva .
 ---pagebreak--- Lo stosso indicazioni dobbono essere riportate sui documenti di accompagna­
mento doi detergenti trasportati alla rinfusa .
2 . Gli Stati membri possono surbordinaro l 1 immissione in commercio doi de-
terganti noi loro territorio all' impiego dolle rispettivo lingue nazionali ,
por le indicazioni da riportare sullo etichette .
                                 Articolo 6
Ogni Stato membro comunica agli altri Stati inombri e alla Commissione , al
più tardi tre mesi dopo la notifica della presente direttiva , quale o quali
laboratori sono abilitati ad eseguire i controlli secondo il metodo di rife-
rimonto di cui all' articolo 3 , paragrafo 2 .
                                 Articolo 7
1 . 3' istituito un Comitato per l' adeguamento al progresso tecnico dolle
direttiva volto all' eliminazione degli ostacoli tecnici agli scambi nel
settore doi detorgonti in appresso denominato "Comitato", composto di rap­
presentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Com­
missione .            ;
2 . Il Comitato stabilisce il proprio regolamento interno ,
3 . La Commissiona prowode, secondo la procedura di cui all' articolo 8 ad
adattare al progresso tecnico i metodi di misura previsti " d&illaEtiooìà
tàiarmonia -óon-l^aìlegato I -dell^prasenté "AirattiTai,». -
                                 Articolo 8' ■
1 » Nei casi in cui viana fatto riferimento alla procedura definita nel pre­
sento articolo, il Comitato viene investito della questiono dal suo presi­
dente sia per iniziativa di quest' ultimo, sia a richiesta del rappresentante
di uno Stato mambro .
 ---pagebreak---                                         - 6 -
2 . Il rappresentante dolla Commissiono prosenta al Comitato un progrotto
relativo ai provvedimenti da adottare . Il Comitato formula il suo parerò a r ;
talo progetto entro il termine che il Presidente può' stabilire in relazione ,     1
all' urgenza dei problemi in esame . Il Comitato si pronuncia a maggioranza di
dodici voti : ai voti degli Stati membri è attribuita la ponderazione di cui j
all' articolo 148 , paragrafo 2 , dol Trattato .                                    j
Il Presidente non partecipa al voto .
3 . a ) La Commissione adotta i provvedimenti proposti so sono conformi al
        parere del Comitato ;
    b ) So i provvedimenti proposti non sono conformi al parere formulato dal ,
        Comitato , oppure in mancanza di parere , la Commissiono sottopone im­
        mediatamente al Consiglio una proposta relativa ai provvedimenti da
        adottare ;
    c ) Se , al termine di un periodo di tre mesi dal momento in cui la propo­
        sta è pervenuta al Consiglio , quest' ultimo non ha deliberato , i prov­
        vedimenti proposti sono adottati dalla Commissiono .
                                    Articolo 9
1i Gli Stati membri curano l' entrata in vigore delle disposizioni necessarie Per
©Deformarsi _ al la preaeirito direttiva nel termino di sei mesi a decorrere dalla
notifica e no informano immediatamente la Commissione .
2 . Gli Stati mombri •          ■           comunicamo allo, Corarnincione
    le disposizioni di diritto interno che ossi adottano nel settore contem­
plato dalla prosento direttiva .
                                    Articolo 10
Gli Stati mombri sono destinatari della presente direttiva .
 ---pagebreak---               ALLEGATO I
DETERMINAZIONE DELLA BIODEGRADABILITÀ »
 DEI TENSIOATTIVI SINTETICI ANIONICI
 ---pagebreak---                             METOTÎO DI RIPERMENTO
                                   CAPITOLO I
1.1 » Attrezzatura necessária
      Il metodo di misura si "basa sull' impiego di un impianto di melma
attivata schematizzato nella figura 1 e descritto in modo più particolareggiato
nella figura 2.
      L"impianto è composto di un serbatoio A per la raccolta delle acque
residue artificiali , di una pompa dosatrice B , di un serbatoio d' aerazione C ,
di un decantatore D , di una pompa per aria compressa E per la rimessa in
circolazione della melma attivata e di un serbatoio F per la raccolta del
fluido trattato .
      I serbatoi A ed P saranno di vetro o di un' idonea materia plastica
trasparente e avranno una capienza di almeno 24 litri . La pompa B alimenterà
regolamente di fluido artificiale il serbatoio d' aerazione ; in funzionamento
normale , detto serbatoio conterrà 3 litri della miscela. In cima al cono
inferiore del serbatoio C è sospeso un vetro sinterizzato G destinato
all' aerazione .
La quantità d' aria immessa dal dispositivo d' aerazione sarà misurata con un
flussometro .
1.2 . Fluido artificiale
      Per effettuare questa prova servirsi dì un fluido artificiale preparando
24 litri - ( portata al giorno ) di una soluzione che contenga, per litro di acqua
potabile , i seguenti elementi :
      160  mg  di peptone
      110  mg  di estratto di carne
       30  mg  di urea .
        7  mg  di cloruro di sodio
        4 mg di cloruro di calcio , 2 E^O
        2 mg di solfato di magnesio , TH.^0 e
       20 + 2 mg di SAEM.
      Estrarre la SAEM del prodotto oggetto della prova secondo il metodo
indicato nel capitolo 2 ( 2.1.2 .). Preparare ogni giorno il fluido artificiale .
 ---pagebreak---                                            - 2 -
1.3 . Preparazione dei campioni
       1.3.1 .   I prodotti di "base ohe contengono unicamente delle SABM possono
                 essere provati tal quali . Calcolare il tenore di SABM allo scopo
                 di preparare la soluzione (M)da utilizzare per la prova.
      1.3.2 .    In caso di prodotti composti , determinare i tassi di SABM e di
                 sapone . Estrarre l' alcol come segue :
      1.3.2.1 . Estrazione all' isopropanolo se il tasso di sapone è inferiore a
                 quello di SABM (vedi capitolo 2).                             '
      1.3.2.2. Estrazione all , isopropanolo e eliminazione del sapone se il
                 campione contiene più sapone che SABM (vedi capitolo 2).
;     Essiccare gli estratti e determinarne quindi il tenore di SABM per preparare
      le soluzioni ( M).
1.4 . Funzionamento dell 1 impianto
      Riempire anzittutto il serbatoio d' aerazione C e il decantatore D con del
      fluido artificiale . Fissare il decantatore D ad un altezza tale che il ser­
      batoio d' aerazione C contenea 3 litri . Azionare quindi il dispositivo di
      immissione dell' aria , la pompa d' aria compressa E e la pompa dosatrice B.
      Il fluido artificiale deve passare nel serbatoio d' aerazione C con una
      portata di 1 litro all' ora corrispondente ad un- tempo medio di ritenzione
      di 3 ore .
      Regolare il ritmo d' aerazione in modo che il contenuto del serbatoio C si
      mantènga Constant emente in sovrappressione e che il tenore di ossigeno
      disciolto sia almeno di 2 mg al litro . Impedire la formazione di schiuma
      con mezzi adeguati ; astenersi però dall'usare agenti antischiuma che
      esercixino un' azione inibitrice sulla melma attivata o che contengano
      della SABM. Regolare la pompa E in modo che nel serbatoio d' aerazione C
      la rimessa in circolazione della malma attivata proveniente dal decantatore
      sia continua e regolare . Rimettere in circolazione almeno una volta al
      giorno mediante spazzolatura o con qualsiasi altro mezzo idoneo la melma
      accumulatasi in cima al serbatoio d' aerazione C , nel fondo del decantatore D ,
      o nel circuito di circolazione . Se la melma non decanta , alimentarne la
      densità aggiungendo , ripetutamente se . necessario , 2 mi di una soluzione
      al 5i° di cloruro ferritico .
      Tenere per ventiquattro ore nel serbatoio F l' acqua edotta dal decantatore D ,
      trascorse le quali prelevare un campione previa omogeneizzazione della
      miscela . Pulire accuratamente il serbatoio F.
1.5 . Controllo del dispositivo di misura
      Titolare immediatamente prima dell'uso il tenore di SABM ( in mg/litro) del
      fluido artificiale .
      Non appena possibile dopo il prelievo , determinare per analisi con lo
      stesso metodo il tenore di SABM ( in mg/litro ) dell' acqua residua raccolta
      per 24 ore nel serbatoio F. Determinare la concentrazione con un' appros­
      simazione di 0,1 mg SABM/!.
                                                                             • • /• 0
 ---pagebreak---        Per controllare il funzionamento del dispositivo misurare almeno due volte
       alla settimana la DCO del fluido artificiale raccolto nel serbatoio A e
       quella delle acque residue raccolte nel serbatoio F. Determinare la
       DCO dopo filtrazione . Esprimere in percentuale la riduzione della DCO .
       La riduzione della DCO deve stabilizzarsi quando la degradazione quotidiana
       della SABM è quasi regolare , vale a dire alla fine del periodo iniziale
       indicato nella figura 4*
       Determinare due volte alla settimana ( in g/litro) il tenore di materie
       secche contenuta nella melma attivata raccolta nel serbatoio d' aerazione .
       Se supera i 2,5 g/litro , eliminare l' eccesso di melma attivata.
       SlBeguire la prova alla temperatura ambiente ? tale temperatura deve essere
       regolare e non deve mai essere inferiore ai 18°C , né superiore ad 30°C .
1.6» Calcolo della biodegradabilità
       Calcolare ogni giorno la percentuale di degradazione della SABM a partire
       dal tenore di SABM ( espresso in mg/litro ) del fluido artificiale e della
       corrispondente acqua residua raccolta nel serbatoio P.
       Rappresentare graficamente , come nella figura 3 ( nota 1.7.2 .), i valori'
       di degradazione calcolati .
       Calcolare la biodegradabilità della SABM comese fosse la media aritmetica
       dei valori ottenuti nei ventun giorni successivi al periodo iniziale ,
       periodo durante il quale la degradazione deve essere stata regolare e
       l' impianto deve aver funzionato senza inconvenienti . In nessun caso la
       durata del tempo di adattamento dovrà superare le sei settimane .
 1.7 » Note
       1.7.1 . Alcune legislazioni tengono conto , nel calcolo della biodegraaabilita
               del tenore di sapone .
       1.7.2 . In alcuni casi , la frequenza dei prelievi può essere ridotta ad un
               campione ogni due o tre giorni . Per calcolare la media, utilizzare
               però i risultati di almeno 14 prelievi quotidiani distribuiti sul
               periodo di 21 giorni di cui al paragrafo 1.6 .
 ---pagebreak---                                              - 4 -
                                          CAPÏTOLO 2
                    TRATTAMENTO PRELIMINARE DEI PRODOTTI SA ESAMINARE
2.1 . ESTRATTO ALCOLICO
      Scopo dell' estrazione è di eliminare dai prodotti in commercio le componenti
      insolubili e inorganiche che potrebbero falsare la prova di degradazione .
      L' eliminazione quantitativa altrettanto poco necessaria quanto il trasferimento
      quantitativo nell' estratto delle sostanze attive di lavaggio . Occorrerebbe
      però concentrare nell' estratto almeno il SOfo delle sostanze contenute nel
      prodotto da esaminare che reagiscono al blu di metilene .
      Per estrarre l' alcol si possono; utilizzar^ due. metodi : uno all' etanolo e
      vino all' isopropanolo . Il metodo all' isopropanolo è particolarmente adatto
      quando bisogna estrarme grandi quantità , come nel caso della prova di
      conferma .                                                       . ;
      2.1.1 .     Estrazione 'ali '-etanolo                                , -
      2.1.1.1 . Preparazione del campione
            ( i ) Prodotti in polvere :
                  Preparare un campione rappresentativo di 250 g circa o con il
                  metodo dei quarti alternati , o secondo la raccomandazione ISO
                  N° 607 .
                  Passare il campione in un trituratore a coltelli del tipo domestico
                  in modo da ottenere una polvere i cui grani non siano più grossi
                  di 200 micron .
                  Omogeneizzare convenientemente" la polvere- e metterla in un porta-
                  polvere .
            ii    Prodotti liquidiï
                  Pesare , con un' approssimazione di 0,1 g circa , 40 g del prodotto
                  preventivamente omogeneizzato e versarlo nel pallone descritto
                  al punto 2.1.1.2. ( iii ).
                  Aggiungere 50 mi di etanolo 2,1.1*2. ( ii) . Evaporare a secco
                  a bagno maria aspirando a debole depressione i vapori sino a
                  quando la differenza f:ra due pesate consecutive è inferiore a
                  0 f l g. Le pesate possono essere effettuate su qualaiaai idonea
                  bilancia che abbia una precisione di 0,01 g.       ■
 ---pagebreak---                                                          - 5 -
 2.1.1.2 . Preparazione della soluzione etanolica di base
        ( i ) Criterio :
               Estrazione mediante etanolo , di una quantità di prodotto sufficiente
               per effettuare i dosaggi " di. sapone e di anionici diversi dal sapone
               e per eseguire le prove biologiche.
      ( ii ) Reattivo :
              "Etanolo 95 - 96$.
    ( iii ) Apparecchi :
               Normale materiale di laboratorio , in particolare :
               pallone da 1 litro a fondo rotondo , collo corto , smerigliatura
               femmina 29-32 ,
               refrigerante dritto 400 mm , smerigliatura maschio 29–32 ,
               filtro di vetro sinterizzato porosità 10 - 20 micron ( W. 4)»
               bottiglia graduata da 1 litro .
 2.1,1.3 . Método operativo
              Versare 40 + 1 g di prodotto , 2.1.1.1 . ( i )   , nel pallone da un
               litro o prendere il pallone contenente l' estratto secco preparato
               come detto al punto 2.1.1.1.(ii ). Sia E la massa in grammi del
               campione di prova .
              Aggiungere 500 mi di etanolo 2.1.1.2. ( ii )      ; applicare il
               refrigerante , quindi far bollire per 15 minuti a riflusso e
               passare su vetro sinterizzato lo strato decantato a debole depres­
               sione e a caldo . Ripetere due volte 1 'operazione sul rosiduo del
               pallone impiegando ogni volta 20 mi di etanolo , Raccogliere
              quantitativamente nella bottiglia graduata gli estratti e l' acqua
              di lavaggio del filtro . Aggiungere etanolo sino ad ottenere
               1 litro e omogeneizzare ,
2.1.2 .       Estrazione ali 'inot>ropanolo
                          –w !■» ■■ Ca». Il I \A m I .. ■>' Il
              Calcolare la quantità da usare basandosi sul teriore di SAEM del
              prodotto in commercio in modo da ottenere un estratto di 50 g
              circa sufficiente per due prove di conferma,
'2.1.2.1 . Apparecchi
              Secondo l' importanza della preparazione :
              Recipienti della capienza da 3 a 25 1 , per esempio del tipo a collo
              largo e del tipo smaltato .
              Frantumatori a turbina o frantumatori a sfere .
              Imbuti filtranti ( BUchner), sino ad un diametro di 30 cm.
              Bottiglioni a vuoto , sino ad una capienza di 20 litri .
             Matracci di decantazione , fino ad una capienza di 20 litri .
             Pallone di distillazione , fino ad una capienza di 10 1 .
             Matracci di raccolta , fino ad una capienza di 10 1 .
              Capsule di porcellana di £0 cm circa di diametro .
             Colonna di distillazione , refrigeranti , bagno maria.
 ---pagebreak---                                                - 6 -
2.1.2.2 . Reattivi
             Acqua distillata o di purezza equivalente .
             Isopropanolo , puro .                             -
             Carbonio  di potassio (K^CCL ) (KOI!)
             Idrossido di potassio
                                                            chimicamente  puro.
                                                                 , soluzione al 10$.
             Solfito di sodio (NagSO,) puro , anidro.
2.1.2.3 . Método oparativo
      ( i ) Trattamento preventivo
             Prodotti solidi : sciogliere in acqua distillata 2.1 . 2,4» ( i )
             sino ad ottenere una pasta fluida per eliminare i grani ( agitare
             per 10 minuti ).
             Per ogni 100 g di acqua utilizzata , aggiungere 60 g di carbonato
             dì potassio e agitare sino a dissoluzione ( 10 minuti ).
             Prodotti liquidi o pastoni : trattarli in linea di massima come
             i prodotti' solidi . La parte liquida distillatile a "bagno-maria ,
             determinata durante una prima prova su 10 g circa di prodotto ,
             deve essere considerata come se fosse il tenore di acqua , anche
             se contiene ancora solventi organici volatili . In base al tenore
             di acqua misurato , aggiungere al campione di prova del carbonato
             di potassio .
    ,        Prodotti acidi : neutralizzare le sospensioni o le soluzioni
             acquose con una soluzione jal 10$ d' idrossido di potassio prima
             di aggiungere..del carbonato d} potassio . .
             Prodotti contenenti del cloro attivo : prima della neutralizzazione
             eliminare il cloro aggiungendo alla loro sospensione o alla loro
             soluzione del solfito di sodio . Un eccesso non ha importanza.
    (ii) Estrazione              . • •. , .-A . . • . . j *
            Aggiungere quindi dell 1 isopropanolo e agitare il tutto per 30 minuti .
             Filtrare sotto vuoto la miscèla. Lavare più volte il residuo
             contenuto nel Buchner.: con , piccole quantità di isopropanolo .
             Travasare il filtrato , che deve comunque separarsi in due strati
             nella bottiglia sotto vuoto , in un matraccio di decantazione .
            Sciacquare con isopropanolo . Estrarre e gettare lo strato inferiore
             acquoso . R5.ltrara su filtro a pieghe lo strato alcolico superiore
             e versarlo nel pallone di distillazione . Distillare a bagno maria
             la maggiore quantità possibile di isopropanolo                       2.1.2.4* ( iii) •
            Versare quantitativamente il residuo di distillazione in -una
             capsula di poroellana e sciacquare con isopropanolo . Concentrare
             il contenuto della capsula a bagnomaria agitando frequentemente .
             La concentrazione è terminata quando la differenza fra due pesate
             effettuate - ad un?ora d' intervallo è inferiore a 10 g.
             Sciogliere l 'estratto nell 'acqua , a bagnomaria. Determinare il tenore
            •di- SABM della soluzione . ■
                                                                                             • • /m •
 ---pagebreak---                                          - 7 -
            Applicare la sedente formila :
            gSABM nella soluzione di estratto
             g SABt rìel prodotto in coramercio x ,100 = ^^ SAEA rendimento
                                                                          .
                                                                                    dell es~
                                                                               trazione
2.1 , 2.4 » Osservasicni                  ,
            Neil 'effettuare l' estrazione tener conto di quanto segue :
             ( i ) Data la varietà dei prodotti di lavaggio e di pulizia , è
                    impossibile indicare una proporzione numerica fissa valida
                    in genere per la quantità d' acqua e d' isopropanolo che può
                    essere utilmente impiegata per la prova diun prodotto dato .
                    Si sa per esperienza che le quantità necessarie variano
                   jrielle seguenti proporzioni ( in parti) :
Prodotti di lavaggio e di pulizia :                Acqua     :   Isopropanolo
                  ( in peso )                  ( in volume )     ( in volume )
                      1                     :  0,5 - 2 ,     :   1 - 2,5
            In linea di massima pero non esistono limiti superiori per
            l' acqua e per 1 'isopropanolo .
            Più la massa si agglomera nella sospensione , maggiore è la
            necessità di a,equa, Bisogna aggiungere tanta acqua quanta n9
            occorre per eliminare qualsiasi traccia di deposito al momento
            di agitare .
            La quantità utile dì isopropanolo non dovrebbe essere .i nferiore
            alla seguente proporzione :
            Prodotto di lavaggio e di pulizia/isopropanolo = l/l
            E ! necessaria una maggiore quantità di isopropanolo quando il
            tenore di SABM del prodotto in commerciò supera ampiamente il
            10$ o se agitando il prodotto si nota che le due fasi si
            separano rapidamente .
            ( ii ) L' acqua non dev' essere satura di carbonato di potassio . UÌÌ
            eccesso minimo di potassio non ha importanza . Se la concentrazione
            di carbonato di potassio è troppo bassa o gli strati non si separano ,
            oppure , la fase isopropanolo resta troppo idratata il che diminuisce
            il potere di estrazione .
            ( iii ) L 'isopropanolo distillato contiene aerfua e può essere
            saturato con il carbonato di potassio . In questo caso lo strato
            inferiore che si separa dev' essere eliminato , L' isopropanolo
            residuo può essere utilizzato per una nuova preparazione di
            estrasione . I prodotti di distillazione provenienti dal trattamento
            di prodotti liquidi che possono contenere altri solventi debbono
            essere gettati .
                                                                            • • /• •
 ---pagebreak--- 2.2 .   SEPARAZIONE DM, SAPONE NELL' ESTRATTO ALL' ISOPROPANOLO
         La prova ai 'biodegradabilità di un detersivo in commercio può essere
         falsata perfino se si impiega un estratto ali 'isopropanolo . Le curve
        di degradazione di un prodotto facilmente biodegradabile presentano a
        volte un andamento simile a quello ottenuto nel caso di un prodotto
         difficilmente degradabile (TBS ). Prima di controllare la biodegradabilità
        della CìAS^i * è necessario eliminare dall' estratto ali 'isopropanolo la
        maggior parte del sapone che può disturbare .
        La presente prescrizione è prevista per poter separare grandi quantità
        di sapone dall' estratto all' isopropanolo con un metodo di laboratorio .
        L' estratto ottenuto verrà impiegato soltanto per le prove di degradabilità
        della SASii? e non per altre separazioni o determinazioni analitiche .
2.2.1 . Critério
        Dissoluzione in metanolo di una quantità di estratto ali 5 isopropanolo
        sufficiente ad ottenere almeno 25 g di SAPIJ. Acidificazione della soluzione
        cor acido clorìdrico per liberare gli acidi grassi del sapone . Aggiunta
        d' acqua sino ad ottenere una proporzione di metanolo e di acqua di 80
        a 20, quindi estrazione degli acidi grassi con esano . Eliminazione dell' es­
        tratto ottenuto .
        Rialcanizsazione della fase metanolo-acqua , quindi concentrazione per
        evaporazione fino a essiccazione completa.
        Utilizzazione del residuo secco tal quale per la prova di degradazione
        previa determinazione del suo tenore di
2.2.2 . Método operativo
        In una fiala conica da 2 1 sciogliere in 100 mi circa di metanolo
        riscaldando moderatamente una quantità di estratto ali 'isopropanolo
        contenente almeno 30 g di SAEK. Dopo aver aggiunto in tutto 800 mi di
        metanolo , incorporare da 5 a 10 gocce di una soluzione di bromofenolo
        ( allo 0,04$) e portare il PH a 3 ( colorazione gialla) mediante addizione
        di acido cloridrico 2 N ( soluzione di bleu di bromofenolo : sciogliere
        0,4 g di bleu di bromofenolo in 20 mi di etanolo al 96/o è aggiungere
        l' acqua distillata fino ad ottenere 1000 mi ). Aggiungere acqua distillata
        sino ad ottenere complessivamente 1000 mi , tenendo conto della quantità
        di acido cloridrico aggiunto .
        Per estrarre gli acidi grassi versare la soluzione in un matraccio di
        decantazione di dimensioni idonee e agitarla una volta con 300 mi e due
        volte con 20 mi di n-esano . Si può effettuare l' estrazione anche in vari
        piccoli matracci di decanta,zione . Qualora si formino strati intermedi
        torbidi , aggiungerli alla fase inferiore durante le due prime estrazioni
        e alla fase superiore durante l f ultima estrazione . Nel caso in cui il
        tenore di sapone fosse molto alto e se la quantità di solvento non fosse
        sufficiente a operare la dissoluzione e l' estrazione , utilizzare quantità
        maggiori .
                                                                           • * I• •
 ---pagebreak---                                  - 9 -
Raccogliere ie parti di n-esano e lavarle con 200 mi di una miscela
corav st-a di metanolo e di acqua ( nella proporzioni di 80 a 20). Lasciare
gli strati intermedi torbidi nella fase di n-esano e gettarli .
Riunire le parti metanolo/acqua e portarne il pH a 9 aggiungendo della
liscivia di soda 1 I e verificando alla fenolftaleina . Concentrare la
soluzione a bagnomaria sino a evaporazione del metanolo . Sciogliere
nuovamente l' estratto in acqua a bagnomaria. Determinare il tenore di
SAEM della soluzione secondo il metodo precedentemente descritto .
 ---pagebreak---                                                           Al légat* I
    Figura 1
                                                   Aria
   ' ' vr                .,                         I •
                              *                   Il I!      [
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         A. "Recipiente di raccolta
         B. Pompa dosâtrie e
         C. Serbatoio d' aerasione (capienza 3 l )
         D. Separatóre
         E. Pompa per aria ôômpressa
         F. Collettore
         G. Aereatore
        H. PlusBometro ad aria '
 ---pagebreak---                                                               Ti*ru.ra £
                                                                                                               6
                                                                                                            pl
                                                                                                   Tri:
           150 ô                 20ô                 90 o.                                              „ li|f
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                                                                                                                                     \/ 4>W * M* V di Vh* polivinile duro    VfcW
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                                                                                                                                                 –-
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                                                                                                  e-*i       lll           • »*    t         _•     j     •_   ^ _ i » _ _
                                                                                                  §          I               Vetro o materia plastica
 ~                          If 1                                 I                 s                          ill        " trasparente resistente
                                                                                                              11 1       ι ..,,»:
                                    :^V^° ■ I                    I                     2               I 1 11
                                                                                                              jjl            all'acqua
                                                                                                                          -Cloruro di polivinile duro
                                                                                                           tir                                  :                       v
                                                                                                              il
    ñ        l / lvf- Cloruro                                                                                Il                              ' *                        :
                   1 1 25$ di polivi- <X
              I
                400
                     1     nile duro       / 3V?\h                                                           I
                                                                                                                                                        '    •
                                            iwvs                                              I–1°°–l!                    ■
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                                                             U
                                                                                  S       1
                                                                                            %
                                                                                  O
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                                                •        Hjn "
                                                        20c£
                                                                                                                                                                                   œ*    .
                                                                                                                                                                                  (X)
                                                                                                                                                                                   p>
                                                                                                                                                                                   c+*
                                                                                                                                                                                   o   •
                                                                                                                                                                                   H
 ---pagebreak---                                                                                *    ^ Figurât '
                                                                      CALCOLO DELLA BIODi.'GkADABILITA
Biodegradazione                                                             ?
      % •'                                         • '                                     •                     _                                 . . _       „ •
                                                       .                               '     .    -X"                        '              -  ■                                  '
     100 –:                                ,                                     –                  :      –|                          –                    :       ;  '
   '                                                   y'                                                             Detersivo, facilmente degTadabile
                                 ,       /                                                                       j (Mari on A)
                                 *
      ..     Periodo iniziale          /m I        • «
                                               Periodo       i • • «
                                                           utilizzato     i
                                                                              periij «» _
                                                                                         calcolo (/ ai      •
                                                                                                       21 giorAi 1 • S
                                                                                                                      )
      ou «                ;           /*+«                                       –
      70 »
                   ■        »•*'' /
                                    7!     j
                                                           •                                                                       »
                                                                                                                                                 •          :                 -.M
                                                                                                                                                                               1    i H*
                                   I                                                                                                                                           !      M
     4             wy                        •
     30 ■ /\1\j \\ !1
                 *   11        \           1                     -.»•»
                                                                  .^1            !' / \\           \      /
                                                                                                          /
                                                                                                            /\\I \li              /
                                                                                                                                     ,Ai
                                                                                                                                       1
     20 -       fi              \          |                          l          /                  %    /        | «           y       I                 Detersivo difficilmente
              /•                   \\      j             /             \»      /                      W*          | \\      /            \1             " degradatile (TBS)
      4'      /
                                     \V /Λv /7
                                           I           /
                                                                         VV // /                      –»
                                                                                                               . I
                                                                                                                  ! ν*
                                                                                                                  I        ./
                                                                                                                                .
                                                                                                                                          \/'
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                                                                                                                                                   ^
       η 1_ ι ι ι » 1 ι ι ι ι                ι ^1 ι I ι ι ι « Υ ι ι ι ι I I I–I–I–I–I–I–I–I–I–ι–I–I–1-7-1–1–ι–^–1–'–1–1
                        5                 10              15       •        20                 25             30 ■             35             40              45 Tempo ( giorni )        >
                                                                                                                                                                                         H4
                                                                                                                                                                                         <D
                                                                                                                                                                                         p
                                         /                                                                                                                                               «J"
                                        /                                                                           .                                                                    °
                                                                                                                                                                                         H
 ---pagebreak---                                               \
                                 ÀLL3GAT0 II
                                            -          )
                      SIMBOLO SI BIOD"3GRADABILITA '
                   Caratteristiche o gráfico dol simbolo
       " Il sogno distintivo , riprodotto qui di seguito , consiste in
un cerchio all' interno del quale figurano quattro linoe ciascuna di tre
sezioni curve,' che rappresentano onde parallelo , riunito a duo a duo ;
la distanza tra i duo gruppi è uguale a tre volta la distanza che separa
le linee componenti il gruppo .
         Questo sogno distintivo non potrà essere accompagnato dalla dici­
tura "biodogradabilo " né dalla traduzione in altro lingue .
        Questo sogno distintivo , in ragione di un solo segno por imballag
gio , dovo misurare da un minimo di mezzo contimetro ad un massimo di un
centimetro di diametro .
         Il collocamento del sogno distintivo , come pure la colorazione ,
non sono oggetto di alcuna prescrizione particolare ".
        Il disegno è riprodotto su
        grande scala per fare apparire
         il dettaglio dol grafico                I
             /