CELEX: C2002/202/18
Language: it
Date: 2002-08-24 00:00:00
Title: Causa C-239/02: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Rechtbank van Koophandel te Hasselt, con ordinanza 28 giugno 2002, nella causa Douwe Egberts SA contro 1. Westrom Pharma SA e 2. Chr. Souranis et SA Douwe Egberts contro SPRL Fics-World

C 202/12                 IT                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           24.8.2002
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal College                         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundes-
van beroep voor het bedrijfsleven con ordinanza                                 finanzhof, con ordinanza 7 maggio 2002, nella causa
12 giugno 2002, nella causa J. Slob contro Productschap                         Hauptzollamt Hamburg-Hafen contro Kazimieras Viluc-
                                Zuivel                                                                            kas
                          (Causa C-236/02)                                                                (Causa C-238/02)
                           (2002/C 202/15)
                                                                                                           (2002/C 202/17)
Con ordinanza 12 giugno 2002, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 27 giugno 2002, nella causa J. Slob contro                       Con ordinanza 7 maggio 2002, pervenuta nella cancelleria
Productschap Zuivel, il College van beroep voor het bedrijfsle-                 della Corte il 28 giugno 2002 nella causa Hauptzollamt
ven ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità                        Hamburg-Hafen contro Kazimieras Viluckas, il Bundesfinanz-
europee la seguente questione pregiudiziale:                                    hof ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                                europee le seguenti questioni pregiudiziali:
Se dall’art. 7, n. 1, parte iniziale e lett. f), del regolamento (CEE)
n. 536/93 (1) possa ricavarsi l’obbligo per il produttore di                    1.    Se l’art. 4, n. 19, del codice doganale [comunitario] debba
tenere una contabilità nella quale vengano registrati, tra l’altro,                   essere interpretato nel senso che nella comunicazione
la disponibilità, la produzione, l’immagazzinamento, l’uso, la                        all’autorità doganale sul fatto che le merci introdotte nel
trasformazione e la distruzione di latte e/o latticini nella                          territorio doganale della Comunità si trovano nel luogo
propria azienda, «contabilità di magazzino» nella quale già                           designato debba essere espressamente indicata l’esistenza
devono essere indicati, mese per mese e prodotto per prodotto,                        di merci nascoste o occultate mediante il ricorso ad
i quantitativi di latte e/o latticini venduti, oppure se la detta                     appositi accorgimenti.
disposizione imponga esclusivamente la registrazione dei dati
sulle vendite da ultimo citati.                                                 2.    In caso di risposta affermativa alla questione n. 1,
(1) GU 1993, L 57, pag. 12.
                                                                                      se l’art. 40 del codice doganale debba essere interpretato
                                                                                      nel senso che tale comunicazione debba essere effettuata
                                                                                      anche dal conducente di un autotreno o dal secondo
                                                                                      autista con pari poteri, il quale non era né avrebbe dovuto
                                                                                      essere a conoscenza dell’esistenza di merci nascoste o
                                                                                      occultate sull’autotreno.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundes-
gerichtshof, con ordinanza 2 maggio 2002, nella causa                           3.    In caso di risposta affermativa alla questione n. 2,
Freiburger Kommunalbauten GmbH Baugesellschaft &                                      se sia rilevante, per la questione sul chi sia divenuto
    Co. KG contro Ulrike Hofstetter e Ludger Hofstetter                               debitore dei dazi ai sensi dell’art. 202, n. 3, primo trattino,
                                                                                      del codice doganale, il fatto di chi abbia effettivamente
                          (Causa C-237/02)                                            effettuato la comunicazione (incompleta).
                           (2002/C 202/16)
Con ordinanza 2 maggio 2002, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 27 giugno 2002, nella causa Freiburger Kommu-
nalbauten GmbH Baugesellschaft & Co. KG contro Ulrike
Hofstetter e Ludger Hofstetter, il Bundesgerichtshof ha sottopo-                Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Recht-
sto alla Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente                  bank van Koophandel te Hasselt, con ordinanza 28 giugno
questione pregiudiziale:                                                        2002, nella causa Douwe Egberts SA contro 1. Westrom
                                                                                Pharma SA e 2. Chr. Souranis et SA Douwe Egberts
se una clausola contenuta nelle condizioni generali di vendita,                                       contro SPRL Fics-World
in forza della quale l’acquirente sia tenuto a pagare l’intero
prezzo di un’opera da costruire a prescindere dallo stato di                                              (Causa C-239/02)
avanzamento dei lavori, qualora l’alienante abbia precedente-
mente costituito a suo favore una garanzia bancaria a copertura
delle somme che l’acquirente potrebbe esigere per il parziale o                                            (2002/C 202/18)
totale inadempimento del contratto, debba essere considerata
abusiva ai sensi dell’art. 3, n. 1, della direttiva del Consiglio
5 aprile 1993, 93/13/CEE (1), concernente le clausole abusive                   Con ordinanza 28 giugno 2002, pervenuta nella cancelleria
nei contratti stipulati con i consumatori.                                      della Corte il 1er juillet 2002, nella causa Douwe Egberts SA
                                                                                contro 1. Westrom Pharma SA et 2. Chr. Souranis e SA Douwe
(1) GU L 95 del 21.4.1993, pag. 29.                                             Egberts contro SPRL Fics-World, il Rechtbank van Koophandel
                                                                                te Hasselt ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                                europee le seguenti questioni pregiudiziali:
 ---pagebreak--- 24.8.2002                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                  C 202/13
A. 1. Se l’art. 2 della direttiva 1999/4/CE (1) concernente estratti          B. 2. Se l’art. 18, n. 2, della direttiva 2000/13/CE debba essere
      di caffé ed estratti di cicoria debba essere interpretato nel                 interpretato nel senso che devono essere intese volte alla
      senso che per i prodotti menzionati nell’allegato della                       «tutela della salute delle persone» le disposizioni nazionali
      direttiva possono essere utilizzate soltanto le denomina-                     in materia di etichettatura e di presentazione di prodotti
      zioni commerciali menzionate nell’allegato stesso, senza                      alimentari, nonché in materia di pubblicità effettuata al
      che oltre a tali denominazioni possano essere utilizzate                      riguardo, non armonizzate, che vietano determinate
      anche altre denominazioni (per esempio, un’espressione                        menzioni come i «riferimenti al dimagrimento», e i
      di fantasia o commerciale), oppure se l’art. 2 debba                          «riferimenti a raccomandazioni mediche, certificati, cita-
      essere interpretato nel senso che soltanto per i prodotti                     zioni, pareri o a dichiarazioni di approvazione».
      menzionati nell’allegato della direttiva possono essere
      utilizzate le denominazioni commerciali menzionate nel-
      lo stesso allegato, anche se oltre a dette denominazioni
      per gli stessi prodotti possono essere utilizzate anche altre           C.    Se l’art. 28 del Trattato CE debba essere interpretato nel
      denominazioni (per esempio, un’espressione di fantasia o                      senso che disposizioni nazionali in materia di etichettatu-
      commerciale).                                                                 ra e di presentazione di prodotti alimentari, nonché
                                                                                    in materia di pubblicità effettuata al riguardo, non
                                                                                    armonizzate a livello comunitario e che si discostano
A. 2. Qualora la Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                                    dalla direttiva 2000/13/CE, nella parte in cui vietano
      consideri che l’art. 2 della direttiva del Parlamento
                                                                                    determinate menzioni nell’etichettatura e/o nella presen-
      europeo e del Consiglio 22 febbraio 1999, 1999/4/CE,
                                                                                    tazione dei prodotti alimentari e/o nella pubblicità quali i
      concernente estratti di caffé ed estratti di cicoria, deve
                                                                                    «riferimenti al dimagrimento» e i «riferimenti a raccoman-
      essere interpretato nel senso che per i prodotti menzionati
                                                                                    dazioni mediche, certificati, citazioni, pareri o a dichiara-
      nell’allegato di detta direttiva possono essere utilizzate
                                                                                    zioni di approvazione», debbano essere considerate come
      soltanto le denominazioni commerciali menzionate nel-
                                                                                    misure di effetto equivalente e/o come restrizioni quanti-
      l’allegato stesso, senza che oltre a tali denominazioni
                                                                                    tative all’importazione fra gli Stati membri della Comunità
      possano essere utilizzate anche altre denominazioni (per
                                                                                    europea, in quanto dette disposizioni nazionali:
      esempio, un’espressione di fantasia o commerciale), se da
      ciò discenda che detta direttiva è in contrasto con l’art. 28
      del Trattato CE, che stabilisce un divieto di restrizioni
      quantitative all’importazione e di misure di effetto equiva-                  —     da un lato, stabiliscono un onere supplementare
      lente fra gli Stati membri della Comunità europea, per il                           all’importazione di prodotti alimentari per rendere
      motivo che tale direttiva, in applicazione della suddetta                           tali prodotti conformi alla normativa nazionale e
      interpretazione, per i prodotti che rispondono alla defini-                         conseguentemente ostacolano gli scambi commer-
      zione degli estratti di caffé contenuta nel suo allegato:                           ciali fra gli Stati membri
      —      esclude l’uso di denominazioni diverse da «estratto
             di caffé» o da «caffé istantaneo», come la denomina-                         e
             zione «caffé»,
      —      conseguentemente riserva l’uso della denominazione                     —     dall’altro, non si applicano a tutti gli operatori
             «caffé» ad un unica forma di «caffé», vale a dire al                         commerciali interessati che svolgono la loro attività
             caffé in grani;                                                              sul territorio nazionale, nel senso che vi sono
                                                                                          prodotti del tutto analoghi (per esempio, i prodotti
      —      e pertanto protegge artificialmente il mercato del                           cosmetici), cui non si applicano tali disposizioni, né
             caffé dai prodotti concorrenti composti da tipi di                           altre disposizioni analoghe, e se, di conseguenza, le
             caffé diversi dal caffé in grani, come fra l’altro gli                       stesse disposizioni non possano essere applicate dal
             estratti di caffé e il caffé istantaneo.                                     giudice nazionale.
B. 1. Se l’artt. 18, n. 1, e 18, n. 2, della direttiva 2000/13/CE (2)
      debbano essere interpretati nel senso che disposizioni
      nazionali in materia di etichettattura e di presentazione
      di prodotti alimentari, nonché in materia di pubblicità                 (1) Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 febbraio
      effettuata al riguardo, non armonizzate, le quali vietano                   1999, 99/4/CE, relativa agli estratti di caffè e agli estratti di cicoria.
      determinate menzioni come i riferimenti «al dimagrimen-                 (2) Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 20 marzo 2000,
                                                                                  2000/13/CE, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli
      to», e i «riferimenti a raccomandazioni mediche, certificati,               Stati membri concernenti l’etichettatura e la presentazione dei
      citazioni, pareri o a dichiarazioni di approvazione»,                       prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità.
      nell’etichettatura e/o nella presentazione di prodotti ali-
      mentari e/o nella relativa pubblicità, mentre tali menzioni
      non vengono vietate dalla direttiva, costituiscano viola-
      zioni della stessa direttiva, tenendo conto del fatto che
      nell’ottavo ’considerando’ della direttiva si afferma che
      l’etichettatura più adeguata è quella che meno ostacola
      gli scambi commerciali e del fatto che pertanto dette
      disposizioni nazionali non possono essere applicate.