CELEX: C2006/294/117
Language: it
Date: 2006-12-02 00:00:00
Title: Causa T-273/06: Ricorso presentato l' 11 settembre 2006 — ISD Polska e Industrial Union of Donbass/Commissione

2.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 294/57
            
         Ricorso presentato l'11 settembre 2006 — ISD Polska e Industrial Union of Donbass/Commissione
   (Causa T-273/06)
   (2006/C 294/117)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   Ricorrenti: ISD Polska sp. z.o.o (Cestocova, Polonia) e Industrial Union of Donbass Corp. (Donetsk, Ucraina) (rappresentanti: sigg. C. Rapin e E. Van den Haute, avocats)
   Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               dichiarare il presente ricorso ricevibile;
            
         
               —
            
            
               annullare l'art. 3 della decisione della Commissione 5 luglio 2005 relativa all'aiuto concesso dalla Polonia a favore della Huta Częstochowa S.A [notificata con il numero C(2005) 1962];
            
         
               —
            
            
               in via subordinata, dichiarare che nel giorno del presente ricorso l'obbligo della Polonia di procedere al recupero degli aiuti ed interessi menzionati all'art. 3 della decisione è inesistente, e pertanto, che gli importi di detti aiuti ed interessi non sono dovuti;
            
         
               —
            
            
               in via subordinata, annullare l'art. 3, n. 2, secondo comma, della decisione, e rinviare la questione degli interessi alla Commissione per la nuova decisione nel senso dell'allegato A nel presente ricorso o di ogni altra considerazione del Tribunale nella motivazione della sentenza;
            
         
               —
            
            
               in ogni caso, condannare la Commissione al complesso delle spese;
            
         
               —
            
            
               nel caso in cui il Tribunale decidesse che non si deve statuire, condannare la Commissione alle spese in applicazione del combinato disposto dell'art. 87, n. 6, e dell'art. 90. lett. a), del regolamento di procedura del Tribunale.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con la sua decisione 5 luglio 2005, C(2005) 1962 def. (aiuto di Stato n. C 20/04, ex NN 25/04), la Commissione ha dichiarato taluni aiuti alla ristrutturazione concessi dalla Polonia al produttore di acciaio Huta Częstochowa S.A. incompatibili con il mercato comune e ha ordinato il loro recupero. La ricorrente ISD Polka è una rilevataria del beneficiario dell'aiuto ed una affiliata della seconda ricorrente Industrial Union of Donbass, che detiene il complesso delle sue azioni. Le due ricorrenti figurano nella decisione contestata tra le imprese tenute congiuntamente e solidalmente a rimborsare gli aiuti dichiarati incompatibili con il mercato comune.
   A sostegno del loro ricorso di annullamento parziale della decisione, le ricorrenti deducono sei motivi.
   Con il primo motivo, esse affermano che la Commissione avrebbe commesso un errore manifesto di valutazione dei fatti determinanti per la conclusione dell'indagine. Esse sostengono che una volta realizzata la vendita delle attività del beneficiario iniziale dell'aiuto incompatibile, essendo quest'ultime state acquistate dalla ISD Polka (e Donbass), sarebbe stato il venditore del beneficiario iniziale dell'aiuto che avrebbe conservato il beneficio di detto aiuto, e che avrebbe dovuto assicurarsi il rimborso. Le ricorrenti affermano che nel caso di specie, l'accertamento corretto dei fatti pertinenti relativi alla vendita delle attività della Huta Częstochowa alla ISD Polka ( e Donbass) avrebbe condotto la Commissione a considerare che, per il fatto della ripresa dei mezzi di produzione della Huta Częstochowa ad un prezzo corrispondente al prezzo del mercato, sotto tale prospettiva l'aiuto sarebbe già stato restituito al venditore. Secondo le ricorrenti, la Commissione avrebbe per questo fatto violato il suo obbligo di esaminare, con cura e imparzialità, ogni elemento pertinente del caso di specie.
   Il secondo motivo dedotto dalle ricorrenti è relativo ad una pretesa violazione del diritto di presentare osservazioni, come riconosciuto dall'art. 88 CE e dall'art. 6 del regolamento n. 659/1999 (1). Esse sostengono che la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della decisione di avviare il procedimento d'indagine formale non indicherebbe con sufficiente precisione gli aiuti incriminati, né il loro importo, mentre secondo le ricorrenti, tali informazioni erano conosciute dalla Commissione, il che avrebbe impedito loro di sapere quali aiuti erano oggetto dell'indagine e di valutare l'opportunità di presentare le loro osservazioni.
   La stessa asserita irregolarità costituisce una base per il terzo motivo dedotto dalle ricorrenti, vale a dire la violazione del principio del legittimo affidamento. Esse sostengono che se la decisione di avvio dell'indagine avesse permesso alla Donbass di sapere quali aiuti fossero oggetto del procedimento, tale società avrebbe potuto presentare alla Commissione elementi che dimostravano, come fanno la ISD Polka e la Donbass nel ricorso di cui trattasi, che tali aiuti erano compatibili con il diritto comunitario.
   Con il quarto motivo, le ricorrenti asseriscono che la Commissione avrebbe violato il Protocollo n. 8 del trattato di adesione sulla ristrutturazione dell'industria siderurgica polacca (2) con un'interpretazione puramente letterale di talune disposizioni che essa avrebbe dovuto interpretare, secondo le ricorrenti, alla luce degli scopi che esso persegue e in considerazione del contesto che ha circondato la sua adozione. Tale interpretazione asseritamene erronea avrebbe portato la Commissione a richiedere con la sua decisione il rimborso di aiuti di stato percepiti prima dell'adozione del protocollo n. 8 da società che non figurano nel suo allegato 1 che indica otto imprese beneficiarie che possono beneficiare di aiuti della Polonia in deroga agli artt. 87 e 88 CE. Le ricorrenti affermano che avendo dunque agito senza fondamento legale, la Commissione sarebbe incompetente per emanare una decisione su taluni aiuti oggetto della decisione contestata e che per questo essa avrebbe sconfinato nella competenza rationae temporis di altre istituzioni comunitarie.
   Il quinto motivo è relativo alla violazione dell'art. 14, n. 1, del regolamento 659/1999 in quanto la decisione di recuperare gli aiuti sarebbe in contrasto con i principi del legittimo affidamento, della certezza del diritto e di parità di trattamento.
   Nel sesto motivo, le ricorrenti affermano, in via subordinata, che la Commissione avrebbe violato il regolamento n. 794/2004 (3) nel calcolo del tasso di interesse applicabile al recupero degli aiuti nel caso di specie.
   
      (1)  Regolamento (CE) del Consiglio 22 marzo 1999, n. 659, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE, GU L 82, pag. 1.
   
      (2)  GU 2003, L 236, pag. 948
   
   
      (3)  Regolamento (CE) della Commissione 21 aprile 2004, n. 794/2004, recante disposizioni di esecuzione del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE, GU L 140, pag. 1