CELEX: 52001PC0524
Language: it
Date: 2001-09-18
Title: Proposta modificata di decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa ad un quadro normativo per la politica in materia di spettro radio nella Comunità Europea (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

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52001PC0524

Proposta modificata di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ad un quadro normativo per la politica in materia di spettro radio nella Comunità Europea (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)  /* COM/2001/0524 def. - COD 2000/0187 */  

Gazzetta ufficiale n. 025 E del 29/01/2002 pag. 0468 - 0470

Proposta modificata di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO RELATIVA AD UN QUADRO NORMATIVO PER LA POLITICA IN MATERIA DI SPETTRO RADIO NELLA COMUNITÀ EUROPEA (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)1. AntefattiTrasmissione della proposta al Parlamento europeo  e al Consiglio (COM(2000)407 -- 2000/0187 (COD) conformemente all'articolo 175, paragrafo 1 del trattato  29 agosto 2000Parere del Comitato economico e sociale     24 gennaio 2001Parere del Parlamento europeo - prima lettura   5 luglio 20012. Scopo della proposta della CommissioneLa proposta mira ad istituire nella Comunità europea un quadro di riferimento strategico e giuridico che consenta di coordinare le iniziative politiche e, laddove opportuno, di armonizzare le condizioni per garantire la disponibilità e l'uso efficiente dello spettro radio necessario per l'istituzione e il funzionamento del mercato interno in settori quali le comunicazioni elettroniche, i trasporti e la ricerca e sviluppo.3. Parere della Commissione in merito agli emendamenti adottati dal Parlamento europeo3.1. Emendamenti accolti dalla Commissione (1, 2, 4, 5, 6, 8, 17, 22, 23, 24, 25)Emendamento 1 - posizione del Parlamento europeo in merito alle prossime tappe della politica in materia di spettro radio, successivamente alla consultazione avvenuta dopo la pubblicazione del Libro verde del 1998.Emendamento 2 (parte) - formulazione più stringente per quanto riguarda la definizione e la realizzazione degli obiettivi della Comunità in materia di spettro radio.Emendamento 4 - nuovo considerando che esorta gli Stati membri a provvedere affinché la ripartizione e l'assegnazione dello spettro radio si basino su criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati, tenendo conto degli interessi democratici, sociali e culturali.Emendamento 5 - necessità di coordinare sul piano comunitario le posizioni concordate a livello nazionale in materia di spettro radio.Emendamento 6 - trasparenza delle attività di consultazione.Emendamento 8 - coordinamento comunitario delle questioni politiche relative allo spettro radio.Emendamento 17 - aggiunta della sicurezza e della (non) disponibilità di altri mezzi di comunicazione, oltre all'uso della radio, tra i criteri da prendere in considerazione nel processo decisionale della Comunità.Emendamento 22 - ritirato in occasione della sessione plenaria del Parlamento europeo.Emendamento 23 - inizialmente riferito ai mandati da conferire alla Conferenza delle amministrazioni delle poste e telecomunicazioni (CEPT) in settori che rientrano nella sua sfera di competenze. La parte finale di questa frase è stata tuttavia soppressa nell'emendamento di compromesso adottato fondendo gli emendamenti 19, 23 e 20 che, nella sua versione attuale, non può essere accolto dalla Commissione.Emendamento 24 - nuovo paragrafo che esorta a prendere in considerazione gli aspetti regionali all'atto di definire le iniziative politiche in materia di spettro radio.Per quanto riguarda la messa a disposizione del pubblico di informazioni relative allo spettro radio, l'emendamento 25 precisa il testo dell'articolo 7 e consente così di sopprimere l'allegato della proposta originale.3.2. Emendamenti accolti solo in parte o in linea di principio dalla Commissione (3, 7, 9, 11, 12, 13, 20)La Commissione può accogliere in linea di principio l'emendamento 3 a condizione che la fine del considerando 2 venga così riformulata: "La politica in materia di spettro radio della Comunità deve contribuire alla libertà di espressione, ferme restando le pertinenti disposizioni nazionali ed internazionali."Per quanto riguarda l'obbligo di riferire al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'applicazione della decisione, la Commissione può accogliere in linea di principio l'emendamento 7, fermo restando che entrambe le istituzioni adotteranno posizioni ufficiali circa le attività condotte nell'ambito della decisione stessa.La Commissione accoglie in linea di principio l'emendamento 9 relativo alla necessità di fissare priorità tra le applicazioni militari e civili dello spettro radio ma ritiene che la disposizione vada riformulata nei seguenti termini: "È necessario definire un adeguato equilibrio tra, da un lato, l'uso dello spettro radio per fini di ordine pubblico, pubblica sicurezza e difesa e, dall'altro, l'uso per fini civili. Stante tale obiettivo, le iniziative di armonizzazione fondate sulla decisione devono tener conto delle possibili conseguenze su tutte le comunità di utenti. Le delegazioni degli Stati membri in seno al comitato per lo spettro radio presentano pertanto le rispettive posizioni nazionali sulle questioni relative allo spettro radio, concordate in esito alla consultazione di tutte le parti interessate, comprese quelle competenti in materia di ordine pubblico, pubblica sicurezza e difesa."La Commissione può accogliere l'emendamento 11 a condizione che venga riformulato nei seguenti termini: "Alla luce dell'obiettivo generale di armonizzare ed utilizzare in maniera più efficiente lo spettro radio nella Comunità e in Europa, è necessario armonizzare a livello europeo le modalità per la messa a disposizione di tali informazioni in una forma che consenta una facile consultazione."L'emendamento 12, relativo ai negoziati in sede di Conferenze mondiali delle radiocomunicazioni, può essere accolto previa la seguente riformulazione: "La Commissione partecipa ai lavori della Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e telecomunicazioni (CEPT), incaricata di preparare le proposte europee per la suddetta conferenza, al fine di garantire che gli interessi della Comunità siano adeguatamente presi in considerazione nella fase di preparazione e nei successivi negoziati. Tale impostazione è stata seguita in occasione delle conferenze del 1995, del 1997 e del 2000 e lo stesso meccanismo di cooperazione verrà applicato anche per la prossima conferenza del 2003".La Commissione può accogliere anche la parte finale dello stesso emendamento, a condizione che venga così riformulata: "La Commissione informa il Consiglio e il Parlamento europeo ogniqualvolta tali negoziati internazionali affrontano tematiche attinenti alle politiche comunitarie al fine di ottenere l'approvazione del Consiglio in merito agli obiettivi comunitari da realizzare e alle posizioni che gli Stati membri devono assumere a livello internazionale."La Commissione accoglie in linea di principio la lettera a) dell'emendamento 13 a condizione che venga riformulata nei seguenti termini: "Per conseguire tali obiettivi la presente decisione istituisce procedure tese a: a) agevolare il processo decisionale relativo alla programmazione strategica e all'armonizzazione dell'uso dello spettro radio nella Comunità tenendo conto, tra gli altri fattori, degli aspetti economici, delle questioni attinenti alla sicurezza, alla salute, interesse pubblico, alla libertà di espressione, agli aspetti culturali, scientifici, sociali e tecnici delle politiche comunitarie nonché delle esigenze delle varie comunità di utenti al fine di ottimizzare l'uso dello spettro radio e di evitare interferenze pregiudizievoli."La Commissione avrebbe potuto accettare la versione iniziale dell'emendamento 20 in quanto questa comportava un riferimento al ruolo di un comitato consultivo nell'iter di approvazione dei mandati da assegnare alla CEPT. L'emendamento di compromesso raggiunto dal Parlamento europeo (fusione degli emendamenti 19, 20 e 23) menziona tuttavia una procedura di regolamentazione che la Commissione non può accogliere (cfr. punto 3.3 qui sotto).3.3. Emendamenti non accolti dalla Commissione (10, 14, 15, 16, 18, 19, 21)Gli emendamenti 10 e 21 propongono che le decisioni relative alle misure di armonizzazione siano adottate secondo la procedura legislativa comunitaria, vale a dire il meccanismo di codecisione, mentre la proposta della Commissione stabilisce che per dare attuazione alle politiche comunitarie si ricorra alle procedure di comitato. Gli stessi emendamenti prevedono inoltre un diritto di veto del Parlamento europeo in merito ai risultati dei mandati conferiti alla CEPT e alle misure adottate secondo la procedura di comitato. Tali emendamenti violano l'accordo interistituzionale sulle procedure di comitato e non possono pertanto essere accolti dalla Commissione.Gli emendamenti 14 e 15 propongono di modificare definizioni concordate ed applicate a livello internazionale e non possono pertanto essere accettati.La Commissione condivide il principio secondo cui il Parlamento europeo sia informato e, ove opportuno, partecipi alle consultazioni relative alla politica comunitaria in materia di spettro radio. L'emendamento 16, tuttavia, prevede una partecipazione del Parlamento alle riunioni del gruppo di alti funzionari per la politica in materia di spettro radio. La Commissione respinge l'emendamento ritenendo eccessiva la portata della disposizione.L'emendamento 18 non può essere accolto in quanto il comitato in oggetto non è chiamato ad attuare, bensì a sviluppare ed adottare misure di armonizzazione, la cui esecuzione è di competenza degli Stati membri.Benché taluni elementi degli emendamenti 20 e 23 fossero accettabili in linea di principio, l'emendamento di compromesso adottato dal Parlamento europeo, scaturito dalla fusione degli emendamenti 19, 20 e 23, non può essere accolto dalla Commissione. Questo propone infatti che sia istituito un Comitato di alti funzionari per la politica in materia di spettro radio mentre la proposta della Commissione non fa riferimento a tale organo. Inoltre, l'emendamento stabilisce che la Commissione sottoponga sempre le proprie proposte di misure al Parlamento europeo e al Consiglio mentre la presentazione alle due istituzioni riguarda le sole proposte diverse dalle misure tecniche di esecuzione che non possono essere approvate secondo le procedure di comitato. L'emendamento prevede infine che alla CEPT sia sistematicamente affidato il mandato di sviluppare le misure tecniche di esecuzione mentre tale mandato dovrà limitarsi ai settori di competenza di tale organismo, vale a dire l'attribuzione delle frequenze e la disponibilità delle informazioni. In ultimo, la Commissione non può accogliere l'emendamento perché questo prevede che l'approvazione dei mandati avvenga secondo una procedura di comitato di regolamentazione. Si tratterebbe di un approccio che, oltre a discostarsi dalla prassi seguita nella legislazione comunitaria, sarebbe anche illogico in quanto la procedura di regolamentazione è di norma applicata per approvare le misure che devono essere attuate dagli Stati membri.3.4. Proposta modificataA norma dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE la Commissione modifica la propria proposta come indicato nelle precedenti osservazioni.