CELEX: C2001/348/27
Language: it
Date: 2001-12-08 00:00:00
Title: Causa C-385/01: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Rechtbank van Eerste Aanleg di Veurne con ordinanza 4 maggio 2001, nel procedimento penale contro Brügge Klaus, Hans, Fritz, parte civile: Leliaert Benedikt

8.12.2001                  IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 348/15
—     condannare la Repubblica francese alle spese.                         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Recht-
                                                                            bank van Eerste Aanleg di Veurne con ordinanza 4 maggio
                                                                            2001, nel procedimento penale contro Brügge Klaus,
                                                                                      Hans, Fritz, parte civile: Leliaert Benedikt
Motivi e principali argomenti                                                                       (Causa C-385/01)
                                                                                                     (2001/C 348/27)
La Commissione mira, con il presente ricorso, a far dichiarare
un doppio inadempimento delle disposizioni della sesta diretti-
va; da una parte, un inadempimento dell’art. 12, n. 3, lett. a),
prima e terza frase, in quanto la Francia applica un’aliquota
ridotta contraria a dette disposizioni e, d’altra parte, un                 Con ordinanza 4 maggio 2001, pervenuta nella cancelleria
inadempimento dell’art. 12, n. 3, lett. b), relativo alla procedura         della Corte l’8 ottobre 2001, nel procedimento penale contro
di autorizzazione ai fini dell’applicazione di un’aliquota ridotta          Brügge Klaus, Hans, Fritz, parte civile: Leliaert Benedikt il
per le forniture di gas naturale e di elettricità.                          Rechtbank van Eerste Aanleg di Veurne ha sottoposto alla
                                                                            Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente questione
                                                                            pregiudiziale:
—     Sulla procedura di consultazione ((art. 12, n. 3, lett. b)):
      fintantoché la Francia non aveva riscontrato la richiesta
      di informazioni complementari, la Commissione non                     Se l’applicazione dell’art. 54 del Trattato di Schengen consenta
      poteva prendere definitivamente posizione. In mancanza                al pubblico ministero belga di rinviare a giudizio dinanzi al
      di informazioni complete, nonostante una richiesta in tal             giudice penale belga e di far condannare in tale sede un
      senso, la Commissione era legittimata a ritenere che la               cittadino tedesco nell’ipotesi in cui a quest’ultimo per gli
      domanda delle autorità francesi fosse stata ritirata. Di              stessi fatti sia stata offerta una pena pecuniaria e egli abbia
      conseguenza, non inoltrando le informazioni richieste                 provveduto al pagamento di tale somma.
      dalla Commissione al fine di consentirle di adottare una
      decisione in base all’art. 12, n. 3, lett. b), la Francia è
      venuta meno ai suoi obblighi risultanti da tale disposi-
      zione.
—     Sul contenuto della misura ((art. 12, n. 3, lett. a)):
      se l’abbonamento è considerato come una prestazione
                                                                            Ricorso dell’8 ottobre 2001 contro la Repubblica italiana,
      specifica corrispondente a costi fissi e distinta dalla
                                                                              presentato dalla Commissione delle Comunità europee
      fornitura d’energia, l’aliquota ridotta non ha allora alcun
      fondamento giuridico nell’art. 12, n. 3, lett. a), che rinvia
      all’allegato H e nel quale non è incluso l’abbonamento                                        (Causa C-388/01)
      per la fornitura di energia. Del resto, la suddetta aliquota
      ridotta non può essere giustificata dall’art. 12, n. 3, lett. b),
      che si riferisce esclusivamente a «forniture di gas naturale                                   (2001/C 348/28)
      e di elettricità». Al contrario, se si considera che l’abbona-
      mento fa parte della fornitura di energia, la Francia deve
      applicare allora la medesima aliquota ad un’operazione
      relativa ad uno stesso bene in conformità al principio di             L’8 ottobre 2001, la Commissione delle Comunità europee,
      unicità dell’aliquota che discende dall’art. 12, n. 3, lett. a).      rappresentata dalla signora Maria Patakia e dal signor Roberto
      Pertanto, ai sensi dell’art. 12, n. 3, lett. b), tutte le             Amorosi, in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di
      operazioni (abbonamento e fornitura) devono essere                    giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repub-
      sottoposte, quindi, alla stessa aliquota ridotta. Di conse-           blica italiana.
      guenza, nonostante tutte le sfumature che la Francia ha
      tentato di conferire alla distinzione tra abbonamento e
      fornitura di energia e quale che sia, dunque, la qualifica            La ricorrente conclude che la Corte voglia:
      data all’abbonamento, si deve constatare che la Francia è
      venuta meno ai suoi obblighi derivanti dall’art. 12, n. 3,
      lett. a), e dall’art. 12, n. 3, lett. b).                             —     constatare che la Repubblica italiana mantenendo in
                                                                                  vigore vantaggi tariffari discriminatori per l’accesso a
                                                                                  musei, monumenti, gallerie, scavi archeologici, parchi e
                                                                                  giardini monumentali pubblici in Italia, concessi da enti
                                                                                  locali o decentrati dello Stato italiano, ai soli cittadini,
(1) GU L 145, pag. 1.                                                             ovvero ai soli residenti nel territorio dell’autorità pubblica
                                                                                  che gestisce l’impianto culturale in questione, d’età supe-
                                                                                  riore ai 60 o 65 anni, escludendo i turisti cittadini di altri
                                                                                  Stati membri, o i non residenti nel territorio predetto, che
                                                                                  soddisfino le stesse condizioni oggettive d’età, è venuta