CELEX: 31992H0579
Language: it
Date: 1992-11-27 00:00:00
Title: 92/579/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 27 novembre 1992, che invita gli Stati membri a creare le infrastrutture necessarie all'individuazione dei prodotti pericolosi alle frontiere esterne

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31992H0579

92/579/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 27 novembre 1992, che invita gli Stati membri a creare le infrastrutture necessarie all'individuazione dei prodotti pericolosi alle frontiere esterne  

Gazzetta ufficiale n. L 374 del 22/12/1992 pag. 0066 - 0069

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE  del 27 novembre 1992  che invita gli Stati membri a creare le infrastrutture necessarie all'individuazione dei prodotti pericolosi alle frontiere esterne  (92/579/CEE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ  EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, segnatamente l'articolo 155, secondo trattino,  considerando che entro il 29 giugno 1994, data alla quale sarà attuata la direttiva 92/59/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1992, relativa alla sicurezza generale dei prodotti (1), gli Stati membri devono aver adottato le disposizioni legislative,  regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva stessa; che, in particolare, la direttiva prevede un insieme coerente di procedure, sia sul piano nazionale che comunitario, per garantire il rispetto dell'obbligo generale di  sicurezza, ossia dell'obbligo dei produttori di immettere sul mercato unicamente prodotti sicuri;  considerando che la definizione di « produttore », contenuta nell'articolo 2 lettera d) della direttiva comprende l'importatore del prodotto; che l'obbligo imposto al produttore di immettere sul mercato unicamente prodotti sicuri vige parimenti per  l'attività dell'importatore, nella misura in cui questi procede all'immissione in libera pratica di prodotti di consumo provenienti da paesi terzi;  considerando che la direttiva consente in particolare l'adozione di misure di urgenza a livello comunitario, quale strumento di ultima istanza, in presenza di divergenze fra Stati membri in merito alle misure urgenti da prendere e qualora le specifiche  procedure comunitarie si rivelino insufficienti per far fronte a situazioni di emergenza derivanti da prodotti pericolosi;  considerando che, in base a tale procedura, possono essere prese decisioni comunitarie che stabiliscano misure temporanee nei confronti di un determinato prodotto; che spetta quindi agli Stati membri adottare appropriate disposizioni nazionali per  garantirne l'attuazione sul loro territorio; che siffatte misure nazionali sono parimenti necessarie quando una situazione di emergenza può essere risolta dagli stessi Stati membri senza l'intervento formale della Comunità, a condizione che tutti  adottino misure equivalenti volte ad eliminare il rischio in modo da garantire la tutela della salute e della sicurezza dei consumatori nonché il corretto funzionamento del mercato interno;  considerando che, nella misura in cui le disposizioni nazionali summenzionate prevedono un divieto di immissione sul mercato e tenuto conto dell'applicabilità della direttiva 92/59/CEE in caso di immissione in libera pratica, l'osservanza delle  disposizioni stesse sarà garantita dalle autorità nazionali responsabili della vigilanza del mercato, compresa l'autorità doganale incaricata di autorizzare l'immissione in libera pratica di prodotti provenienti da paesi terzi;  considerando che, durante il periodo che precede l'attuazione della direttiva 92/59/CEE, al fine di poter garantire un'elevata protezione dei consumatori, non soltanto nell'ambito del loro territorio ma anche alle frontiere esterne, appare necessario  invitare gli Stati membri a creare fin d'ora le infrastrutture amministrative necessarie per individuare i prodotti ritenuti pericolosi;  considerando che la decisione 89/45/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, relativa ad un sistema comunitario di scambio rapido di informazioni sui pericoli connessi con l'uso di prodotti di consumo (2), modificata dalla decisione 90/352/CEE (3),  prevede una infrastruttura efficace e coerente che rende possibile lo scambio di informazioni fra gli Stati membri e la Commissione; che i procedimenti all'uopo previsti sono avviati quando uno Stato membro decide di adottare misure urgenti al fine di  impedire, limitare o vincolare a condizioni specifiche la commercializzazione o impiego sul proprio territorio geografico di un prodotto in seguito al pericolo grave e immediato che tale prodotto presenta per la salute e sicurezza dei consumatori;  considerando che tale procedura di informazione è stata concepita per avvertire gli atri Stati membri dei pericoli gravi e immediati che presentano determinati prodotti di consumo immessi sul mercato e individuati da uno Stato membro, in modo che  possano adottare misure appropriate per garantire la protezione dei consumatori sui loro territori;  considerando che la procedura di sorveglianza del mercato può essere parimenti utilizzata dagli Stati membri per individuare i prodotti considerati fonte di pericolo grave e immediato al momento dell'espletamento delle formalità di importazione in vista  dell'immissione in libera pratica dei prodotti provenienti da paesi terzi; che in tali ipotesi la decisione presa da uno Stato membro di proibire o limitare l'immissione sul mercato di un determinato prodotto potrebbe applicarsi parimenti ai prodotti  identici ai prodotti pericolosi segnalati, provenienti da paesi terzi e dichiarati per l'immissione in libera pratica;  considerando che le procedure consigliate nella presente raccomandazione non sono tali da recare pregiudizio alle modalità pratiche di verifica e analisi applicate dalle autorità nazionali per valutare se un prodotto è effettivamente pericoloso;  considerando che in applicazione della decisione 89/45/CEE gli Stati membri dispongono delle infrastrutture necessarie per la verifica del pericolo grave e immediato derivante dai prodotti notificati; che per conseguire l'obiettivo perseguito gli Stati  membri sono invitati ad informare le proprie autorità doganali circa i risultati di tali verifiche al fine di permettere l'individuazione del prodotto in questione in base alla dichiarazione doganale presentata al momento dell'espletamento delle  formalità di immissione in libera pratica;  considerando che nella misura in cui tali prodotti sono effettivamente individuati dalle autorità doganali si raccomanda di sospenderne lo svincolo quando sono dichiarati per l'immissione in libera pratica, al fine di consentire agli organi competenti  in materia di effettuare le verifiche del caso;  considerando che si propone agli Stati membri di prevedere, anche nei casi in cui il prodotto segnalato non è presente sul mercato nazionale, la possibilità che le autorità competenti adottino le disposizioni di cui sopra anche nei confronti del  prodotto in base alle informazioni notificate nel quadro del sistema di scambio rapido, ed eventualmente previo esame di campioni posti a disposizione da parte delle autorità competenti; che quando è stata adottata una disposizione nei confronti di un  prodotto pericoloso è opportuno che le autorità doganali ne siano informate al fine di poter garantire una buona sorveglianza delle frontiere esterne; che, in tali condizioni, possono essere effettuate ulteriori verifiche nel senso suindicato qualora il  prodotto segnalato, proveniente da un paese terzo, sia dichiarato per l'immissione in libera pratica;  considerando che, qualora dalle verifiche risulti che il prodotto in questione presenta effettivamente pericoli gravi e immediati per la salute e sicurezza dei consumatori, gli Stati membri sono invitati a proibire, se del caso, l'immissione in libera  pratica del prodotto in questione in base alla summenzionata misura nazionale;  considerando che in attesa dell'applicazione della direttiva 92/59/CEE gli Stati membri sono invitati ad applicare la presente raccomandazione in modo da garantire una protezione elevata dei consumatori grazie all'efficace sorveglianza delle frontiere  esterne nei confronti di prodotti che comportano pericoli gravi e immediati;  considerando che, per valutare l'efficacia delle procedure proposte dalla presente raccomandazione, nella misura in cui questa sia recepita dagli Stati membri, risulta opportuno che la Commissione informi, previa consultazione degli Stati membri, il  Parlamento europeo e il Consiglio;  considerando che la presente raccomandazione, data la sua natura, non reca pregiudizio, all'applicazione delle procedure di notifica comunitarie equivalenti,  FORMULA LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:  I  Ai sensi della presente raccomandazione si intende per:  1) « sistema di scambio rapido »: il sistema comunitario di scambio rapido di informazioni sui pericoli derivanti dall'utilizzazione di prodotti di consumo, istituito dalla decisione 89/45/CEE;  2) « punto di contatto »: l'autorità nazionale competente designata da ogni Stato membro per trasmettere o ricevere:   - le notifiche relative alle misure urgenti che uno Stato membro ha deciso di adottare al fine di impedire, limitare o sottoporre a specifiche condizioni l'eventuale commercializzazione o utilizzazione sul suo territorio di un prodotto o di una partita  di prodotti in seguito al pericolo grave e immediato che tale prodotto o partita di prodotti rappresentano per la salute e la sicurezza dei consumatori in caso di utilizzazione in condizioni normali e prevedibili,  - le informazioni ricevute dalla Commissione e quindi trasmesse agli Stati membri,  - le informazioni relative ai controlli effettuati sul mercato e alle misure prese, se del caso, dopo la ricezione delle notifiche originarie;  3) « prodotti »: tutti i prodotti destinati ai consumatori, quali definiti dall'articolo 2 della decisione 89/45/CEE;  4) « autorità doganali »: le autorità competenti, in particolare, per l'applicazione della normativa doganale,  II  1. Ogni Stato membro che decida di approvare misure urgenti al fine di impedire, limitare o sottoporre a specifiche condizioni la commercializzazione o utilizzazione sul suo territorio geografico di un prodotto, in seguito al pericolo grave e immediato  che questo rappresenta per la salute e la sicurezza dei consumatori, ne informa le proprie autorità doganali e la Commissione in conformità dell'articolo 1 della decisione 89/45/CEE;  2. In caso di applicazione del paragrafo 1, e per facilitare l'individuazione del prodotto, è opportuno che le informazioni da trasmettere contengano, oltre agli elementi enumerati all'articolo 1, paragrafo 2 della decisione 85/45/CEE, un riferimento, a  titolo indicativo, al codice NC.  III  Gli Stati membri sono invitati a prevedere la possibilità che:  1) non appena ricevute le notifiche trasmesse nell'ambito del sistema di scambio rapido, il punto di contatto, eventualmente per il tramite di un'autorità competente in materia, adotti le misure necessarie per verificare se i prodotti segnalati  presentano un pericolo grave e immediato;  2) qualora si riveli necessario un campione del prodotto in questione, il punto di contatto trasmetta alla Commissione una richiesta in tal senso. La Commissione, a sua volta, ne informa il punto di contatto dello Stato membro notificatore. Qualora  questo punto di contatto decida di accogliere la domanda, un campione del prodotto in questione potrà essere messo a disposizione del punto di contatto richiedente. Se una richiesta in tal senso viene presentata dal punto di contatto notificatore, il  campione dovrà essere restituito.  IV  1. Gli Stati membri sono invitati a prevedere la possibilità che il punto di contatto informi le autorità doganali del proprio paese nonché la Commissione, a norma dell'articolo 3 della decisione 89/45/CEE, qualora esso ritenga che il prodotto  notificato da un altro Stato membro presenti effettivamente un pericolo grave e immediato per la salute e la sicurezza dei consumatori e quindi lo Stato membro decida di approvare misure urgenti al fine di impedire, limitare o sottoporre a specifiche  condizioni la commercializzazione o utilizzazione sul suo territorio geografico del prodotto stesso. In tal caso è applicabile il punto II, paragrafo 2.  2. Il paragrafo 1 può applicarsi altresì nel caso in cui le verifiche rivelino che il prodotto notificato è pericoloso ai sensi dello stesso paragrafo 1, ma risulti che il prodotto in questione non si trova sul territorio nazionale dello Stato membro di  cui trattasi.  V  Gli Stati membri sono invitati a prevedere la possibilità che:  1) non appena ricevute le informazioni in applicazione dei punti II e IV, le autorità doganali adottino misure appropriate per garantire l'individuazione del prodotto di cui trattasi quando questo forma oggetto di una dichiarazione di immissione in  libera pratica;  2) quando un prodotto identico al prodotto segnalato è dichiarato per l'immissione in libera pratica, le autorità doganali informino direttamente il punto di contatto sospendendo, eventualmente, la propria decisione di svincolo del prodotto;  3) il punto di contatto, eventualmente per il tramite di un' autorità competente in materia, adotti le misure più appropriate per verificare le caratteristiche del prodotto dichiarato per l'immissione in libera pratica, segnatamente per quanto riguarda  l'aspetto della sicurezza, al fine di stabilire se il prodotto in questione è identico a quello notificato costituente oggetto delle misure nazionali di cui al punto IV;  4) quando le verifiche di cui al punto 3 confermano che si tratta di un prodotto che presenta pericoli gravi e immediati per la salute e la sicurezza dei consumatori, il punto di contatto informi le autorità doganali che possono negare lo svincolo. In  tal caso, queste sono invitate ad apporre sulla fattura commerciale che accompagna il prodotto una delle seguenti diciture:  - « Producto peligroso - No autorizado su despacho a libre práctica  Recomendación 92/579/CEE »  - »Farligt produkt - Ikke godkendt til fri omsaetning  Henstilling 92/579/EOEF«  -  "Gefaehrliches Produkt - Abfertigung zum freien Verkehr nicht gestattet  Empfehlung 92/579EWG"  - «AAðéêssíaeõíï ðñïúueí - AEaaí aaðéôñÝðaaôáé ç èÝóç óaa aaëaaýèaañç êõêëïoeñssá  Óýóôáóç 92/579/AAÏÊ»  - 'Dangerous product - Release for free circulation not authorized  Recommendation 92/579/EEC'  - « Produit dangereux - Mise en libre pratique non autorisée  Recommandation 92/579/CEE »  - « Prodotto pericoloso - Immissione in libera pratica non autorizzata  Raccomandazione 92/579/CEE »  -  "Gevaarlijk produkt - het in het vrije verkeer brengen ervan niet toegestaan  Aanbeveling 92/579/EEG"  - « Produto perigoso - Colocaçao em livre prática nao autorizada  Recomendaçao 92/579/CEE ».  5) Se il prodotto in questione è quindi dichiarato per una destinazione doganale diversa dall'immissione in libera pratica, la menzione di cui al punto 4 sia parimenti apposta sul documento relativo al regime doganale interessato o su quello utilizzato  in zona franca o deposito franco.  VI  Gli Stati membri sono invitati a prevedere la possibilità che il punto di contatto notifichi alla Commissione i casi di cui al punto V facendo eventualmente riferimento al numero d'ordine della notifica originaria.  La Commissione ne informa gli altri Stati membri.  VII  Qualora gli Stati membri decidano di recepire una o più disposizioni contenute nella presente raccomandazione, sono invitati ad informare la Commissione.  VIII  1. Entro un anno dalla pubblicazione della presente raccomandazione, la Commissione  procederà a una consultazione con gli Stati membri per valutare il recepimento della raccomandazione stessa.  2. Sulla base di tale consultazione la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio un rapporto valutativo sull'applicazione della presente raccomandazione.  IX  Gli Stati membri sono destinatari della presente raccomandazione.  Fatto a Bruxelles, il 27 novembre 1992. Per la Commissione  Karel VAN MIERT  Membro della Commissione   (1) GU n. L 228 dell'11. 8. 1992, pag. 24. (2) GU n. L 17 del 21. 1. 1989, pag. 51. (3) GU n. L 173 del 6. 7. 1990, pag. 49.