CELEX: 52000PC0420
Language: it
Date: 2000-07-05
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare da parte della Comunità in seno al Consiglio dei Ministri ACP-CE per una decisione riguardante la concessione di un aiuto finanziario ad un programma di finanziamento degli investimenti per lo sviluppo industriale e degli affari nei paesi ACP

Avis juridique important

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52000PC0420

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare da parte della Comunità in seno al Consiglio dei Ministri ACP-CE per una decisione riguardante la concessione di un aiuto finanziario ad un programma di finanziamento degli investimenti per lo sviluppo industriale e degli affari nei paesi ACP  /* COM/2000/0420 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione da adottare da parte della Comunità in seno al Consiglio dei Ministri ACP-CE per una decisione riguardante la concessione di un aiuto finanziario ad un programma di finanziamento degli investimenti per lo sviluppo industriale e degli affari nei paesi ACP(presentata dalla Commissione)RELAZIONELa Convenzione di Lomé IV, come rivista dall'accordo firmato a Maurizio il 4 novembre 1995, accorda un ruolo di primo piano al settore privato nella ristrutturazione delle economie e in particolare nella creazione di posti di lavoro, il miglioramento dei redditi e l'integrazione delle economie degli Stati ACP nell'economia mondiale [1].[1]  Vedere in particolare: Disposizioni principali: parte due : Titolo V: Sviluppo industriale, che fabbrica e che tratta (articoli 77 a 98); Titolo VIII: Sviluppo d'impresa (articoli 110 a 113); Titolo IX: Sviluppo dei servizi; parte tre: Titolo III, capitolo 3, sezione 1 (promozione d'investimento); Sezione 3 (investimento che finanzia) e sezione 4 (aiuto d'investimento).Un volume importante di fondi è stato dunque assegnato al finanziamento degli investimenti, sia nel settore pubblico che privato, con la messa a disposizione di 1 miliardo EUR sotto forma di capitali di rischio nell'ambito del Fondo Europeo di Sviluppo (FES). Queste risorse sono gestite dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI). Altre risorse del FES, sotto forma di aiuti non rimborsabili gestiti dalla Commissione, sono state inoltre messe a disposizione per finanziare lo sviluppo del settore privato sia attraverso delle riforme macroeconomiche, sia attraverso assistenza tecnica e non finanziaria via i programmi indicativi nazionali/regionali, sia, ancora, attraverso iniziative ad hoc (come il CDI) o legate alla promozione degli investimenti.Per quanto riguarda il finanziamento degli investimenti, le risorse gestite dalla BEI sotto i due protocolli finanziari di Lomé IV ammontano a 1825 milioni EUR per le operazioni sui capitali di rischio (825 milioni EUR sotto il primo protocollo e 1 miliardo EUR sotto il secondo protocollo) e 650 milioni EUR per gli abbuoni d'interessi. Inoltre, gli Stati membri dell'UE hanno fissato un limite di 2858 milioni EUR per le operazioni finanziate sulle risorse proprie della BEI (1200 milioni EUR sotto il primo protocollo e 1658 milioni EUR sotto il secondo protocollo). Queste somme rappresentano il 20% delle risorse finanziarie totali dei due protocolli finanziari della Convenzione [2].[2]  Vedere Tabella I per i dettagli finanziari.Dall'entrata in vigore dei due protocolli finanziari, il tasso d'impegni finanziari dei fondi sotto forma di capitali di rischio e delle risorse proprie della BEI è stato importante. Al 29 febbraio 2000, il volume totale degli impegni finanziari sui capitali di rischio, per i due protocolli finanziari, ammontava a 1405,62 milioni EUR, cioè il 77,02% del totale delle risorse previste dalla Convenzione per le operazioni di questo tipo e gestite dalla BEI [3]. Un'analisi più approfondita mostra che il livello degli impegni finanziari è aumentato, in media, dai 117 milioni EUR del periodo 1990-97 ai 271 milioni EUR nel 1998 (nonostante l'entrata in vigore tardiva dell'8° FES).[3]  Vedere Tabella II per una descrizione completa dell'utilizzazione delle risorse (situazione 29.02.2000).Questo tasso d'impegni finanziari può spiegarsi in molti modi. Per quanto riguarda i paesi ACP, è chiaro che le riforme strutturali attuate dagli Stati ACP hanno condotto, grazie alla liberalizzazione progressiva delle loro economie, allo sviluppo di un settore produttivo più competitivo. Questa situazione ha avuto come risultato una domanda più forte per i finanziamenti. Gli sforzi simultanei iniziati in molti paesi ACP che mirano a razionalizzare e ristrutturare il settore finanziario e bancario hanno contribuito a ridurre - benché in parte soltanto - le costrizioni esistenti, particolarmente importanti. Quest'evoluzione positiva, come pure l'effetto dell'adozione di criteri più flessibili per l'utilizzo dei capitali di rischio nel quadro della Convenzione di Lomé IVbis hanno portato ad un'accelerazione del tasso d'impegni finanziari di questi fondi, in tutte le loro forme.Oltre a queste ragioni intrinseche, l'appoggio allo sviluppo di un settore privato forte, concorrenziale e sostenibile è diventato un importante pilastro della politica Comunitaria di sviluppo. Tutti i donatori, compresa la Comunità e i suoi Stati membri, prendono sempre più in considerazione la necessità di fornire, nell'ambito delle loro politiche, un sostegno adeguato al settore privato poiché rappresenta una fonte essenziale di crescita e d'occupazione nei paesi in via di sviluppo [4].[4]  Risoluzione del Consiglio dei Ministri su una strategia della CE per lo sviluppo del settore privato nei paesi in via di sviluppo (riunione del Consiglio di sviluppo dell'UE, Bruxelles, il 21 maggio 1999).La Comunità, in particolare, ha adottato una nuova strategia per lo sviluppo del settore privato nei paesi in via di sviluppo, che mette non soltanto l'accento sull'appoggio alle politiche di riforme macroeconomiche, ma anche sul sostegno da portare ai livelli intermedi e microeconomici. Questo ha avuto come effetto, nel caso dei paesi ACP, di integrare le risorse in capitali di rischio con altre attività finanziate dal FES come, ad esempio, delle facilità basate sulla domanda e la nozione di divisione dei costi e che mirano ad aumentare la competitività delle imprese ACP e rafforzare le capacità del settore privato e degli intermediari non finanziari.Un elemento chiave di tale approccio è la necessità di garantire la coerenza, l'integrazione e la complementarità tra le diverse Istituzioni comunitarie implicate nella cooperazione allo sviluppo e con tutti gli altri donatori bi - e multilaterali. Questo significa anche un'integrazione più grande dei vari strumenti della Commissione Europea, della Banca Europea degli Investimenti e del Centro per lo Sviluppo Industriale. Nella prossima Convenzione, questa coerenza sarà rafforzata, e si concretizzerà nell'aumento delle risorse disponibili e nel miglioramento delle procedure d'attuazione delle iniziative in tutti i settori.Per garantire tale coerenza, è essenziale che gli strumenti e le iniziative attuali finanziate dall'8° FES non siano resi inefficaci per mancanza di risorse, in particolare per il finanziamento degli investimenti. Tuttavia, se il tasso attuale d'impegni finanziari si mantiene, le risorse finanziarie per le operazioni sui capitali di rischio nell'ambito della Convenzione di Lomé IV rischiano di essere interamente utilizzate prima dell'entrata in vigore della prossima Convenzione e prima che le risorse della nuova Facilità d'Investimento diventino disponibili.Per queste ragioni, e basandosi sulle informazioni ricevute della BEI, la Commissione ritiene che le risorse finanziarie disponibili per il settore privato debbano essere rafforzate per evitare, a causa di un esaurimento dei fondi, un'interruzione dei flussi di finanziamenti. La Commissione, dopo consultazione della BEI, ritiene che un volume supplementare di 300 milioni EUR, oltre al miliardo EUR già programmato dalla BEI sotto il 2° protocollo finanziario, potrebbe essere assorbito per delle operazioni d'investimenti nei paesi ACP nel corso dei prossimi tre anni.Inoltre, la Commissione propone che il Consiglio ACP-CE prenda la decisione di potere utilizzare per operazioni sui capitali di rischio nei paesi ACP, e fino a 300 milioni EUR, risorse programmabili non influite dell'ottavo FES e degli altri fondi precedenti, come pure delle risorse non utilizzate dei sesto e settimo FES per capitali di rischio e abbuoni di interessi. La Commissione sarà invitata ad adottare le misure idonee per permettere l'attuazione di questa decisione.I fondi proverranno:- dalla messa a disposizione di un importo equivalente a 183 milioni EUR proveniente dalle risorse programmabili non assegnate dell'8° FES;- dalla messa a disposizione di un importo equivalente a 55 milioni EUR proveniente dalle risorse non utilizzate del 6° FES a titolo dei capitali di rischio; e- dalla messa a disposizione di un importo equivalente a 62 milioni EUR proveniente dalle risorse non utilizzate del 7° FES a titolo degli abbuoni di interessi a tale scopo.Le operazioni sui capitali di rischio che saranno finanziate ai sensi della presente decisione dovrebbero essere altresì integrate da fondi significativi provenienti dal settore privato e dovrebbero mirare a contribuire al miglioramento delle capacità locali di gestione; una parte dei fondi riservati alle operazioni sui capitali di rischio ai sensi di questa decisione dovrebbe essere utilizzata per sostenere lo sviluppo delle istituzioni finanziarie locali.Il Consiglio congiunto ACP-CE dovrebbe anche decidere di affidare la direzione di tale programma alla BEI e che la sua gestione sia fatta conformemente alle procedure e ai criteri attuali di finanziamento così come sono definiti nella Convenzione per le operazioni sui capitali di rischi [5].[5]  Titolo VIII (articoli 110 a 113) : sviluppo d'impresa.  Articolo 229 : settori d'intervento.  Articolo 230 (2 (a) (d)) : accettabilità per finanziare, beneficiari.  Articolo 233 (1, 3 e 4) : modalità e condizioni di finanziamento.  Articolo 234 : capitali di rischio.  Articoli 258 e 259 : promozione d'investimento.  Articoli 263 a 272: finanziamento e aiuto d'investimento.Il Consiglio congiunto ACP-CE dovrebbe decidere ulteriormente sul modo in cui saranno utilizzati I fondi che riaffluiranno al programma, una volta che gli investimenti siano stati rimborsati dai mutuatari.Tabella IRisorse gestite dalla BEI sotto Lomé IV(Capitale di rischio e risorse proprie della BEI)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Tabella IICapitali di rischio e abbuoni di interessi : situazione finanziaria (al 29.02.2000)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione da adottare da parte della Comunità in seno al Consiglio dei Ministri ACP-CE per una decisione riguardante la concessione di un aiuto finanziario ad un programma di finanziamento degli investimenti per lo sviluppo industriale e degli affari nei paesi ACPIL CONSIGLIO DELL' UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 310 e 300, paragrafo 2, secondo comma,vista la proposta della Commissione [6],[6]  GU C (...), (...), pag. (...).considerando quanto segue:(1) L'articolo 30 della quarta convenzione ACP-CE, come modificato dall'accordo firmato a Maurizio il 4 novembre 1995, e allargata con decisione 1/2000 del Comitato degli ambasciatori ACP-CE, istituisce un Consiglio dei ministri che dispone di un potere decisionale conforme alla convenzione;(2) È necessario stabilire la posizione della Comunità in seno al Consiglio dei Ministri ACP-CE in vista dell'adozione da parte di quest'ultimo di una decisione sulla la concessione di un aiuto finanziario ad un programma di finanziamento degli investimenti per lo sviluppo industriale e degli affari nei paesi ACP;DECIDE:Articolo 1La posizione adottata dalla Comunità in seno al Consiglio dei Ministri ACP-CE che riguarda la concessione di un aiuto finanziario ad un programma di finanziamento degli investimenti per lo sviluppo industriale e degli affari nei paesi ACP si basa sul progetto di decisione del Consiglio dei Ministri ACP-CE figurante in allegato.Articolo 2Eventuali modifiche minori del progetto di decisione potranno essere convenute senza una nuova decisione del Consiglio.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOProgetto diDECISIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ACP-CEper quanto riguarda la concessione di un aiuto finanziario ad un programma di finanziamento degli investimenti per lo sviluppo industriale e degli affari nei paesi ACPIL CONSIGLIO DEI MINISTRI ACP-CE,vista la quarta convenzione ACP-CE, modificata dall'accordo firmato a Maurizio il 4 novembre 1995, e allargata dalla decisione 1/2000 del Comitato degli ambasciatori ACP-CE, e in particolare l'articolo 282 paragrafo 5,considerando che:(1) La Convenzione di Lomé IV, modificata dall'accordo firmato a Maurizio il 4 novembre 1995, e allargato con decisione 1/2000 del Comitato degli ambasciatori ACP-CE, accorda un ruolo importante al settore privato nella ristrutturazione delle economie e in particolare nella creazione di posti di lavoro, nel miglioramento dei redditi e nell'integrazione delle economie degli Stati ACP nell'economia mondiale.(2) Un volume importante di fondi è stato assegnato al finanziamento degli investimenti, sia nel settore pubblico che privato, con la messa a disposizione di 1825 milioni EUR sotto forma di capitali di rischio nell'ambito del Fondo Europeo di Sviluppo (FES).(3) Il volume totale d'impegni finanziari sui capitali di rischio, per i due protocolli finanziari, ammonta a 1405,62 milioni EUR, cioè 77,02% dell'insieme delle risorse previste dalla Convenzione per le operazioni di questo tipo e gestite dalla BEI.(4) La Comunità, in particolare, ha adottato una nuova strategia per lo sviluppo del settore privato nei paesi in via di sviluppo che mette non soltanto l'accento sull'appoggio alle politiche di riforme macroeconomiche, ma anche sul sostegno da portare ai livelli intermedi e microeconomici.(5) Il Consiglio dei Ministri ACP-CE considera come essenziale che gli strumenti e le iniziative attuali finanziate dall'8° FES non siano resi inefficaci dalla mancanza di risorse, in particolare per il finanziamento degli investimenti. Tuttavia, se il tasso attuale d'impegno si mantiene, le risorse finanziare per le operazioni sui capitali di rischio nell'ambito della Convenzione di Lomé IV rischiano di essere interamente utilizzate prima dell'entrata in vigore della prossima Convenzione e prima che le risorse della nuova Facilità d'Investimento diventino disponibili.(6) Il Comitato degli ambasciatori ACP-CE prenderà una decisione sulle misure transitorie da adottare tra la fine della Convenzione attuale (1° agosto 2000) e l'entrata in vigore del prossimo Accordo, molto probabilmente all'inizio del 2002. La presente decisione sarà presa tenendo conto della necessità di garantire la continuità della cooperazione finanziaria dello sviluppo.(7) Le risorse finanziarie disponibili per il settore privato dovrebbero essere rafforzate per impedire, a causa di un esaurimento dei fondi, un'interruzione dei flussi di finanziamento.(8) Circa 300 milioni EUR, oltre all'importo di 1825 milioni EUR già programmato dalla BEI, potrebbero essere assorbiti per operazioni d'investimento nei paesi ACP nel corso dei prossimi tre anni. Queste risorse dovrebbero essere mobilitate per un programma di finanziamento degli investimenti che mirano a sostenere il settore privato in tutti i paesi ACP.(9) La BEI dovrà gestire questo programma e le operazioni dovranno essere condotte conformemente alle procedure attuali e ai criteri di finanziamento precisati nella Convenzione per l'utilizzo delle operazioni sui capitali di rischio.(10) Le operazioni di capitali di rischio che saranno finanziate ai sensi della presente decisione dovrebbero anche essere integrate da fondi significativi provenienti dal settore privato e dovrebbero mirare a contribuire al miglioramento delle capacità locali di gestione; una parte dei fondi riservati alle operazioni sui capitali di rischio ai sensi di questa decisione dovrebbe essere utilizzata per sostenere lo sviluppo delle istituzioni finanziarie locali.(11) Il Consiglio deciderà ulteriormente sul modo di utilizzare i fondi che torneranno al programma dopo che gli investimenti siano stati rimborsati dai mutuatari.DECIDE:Articolo 1Le risorse programmabili non utilizzate dell'ottavo FES e degli altri fondi precedenti, come pure delle risorse non utilizzate del sesto e settimo FES per capitali di rischio e abbuoni di interessi possono essere utilizzate per finanziare, fino ad un limite massimo di 300 MEUR, operazioni sui capitali di rischio nei paesi ACP:- 183 milioni EUR che provengono dalle risorse programmabili non assegnate dell'8° FES per queste operazioni;- 55 milioni EUR che provengono dalle risorse non utilizzate del 6° FES a titolo dei capitali di rischio, per queste operazioni, e- 62 milioni EUR che provengono dalle risorse non utilizzate del 7° FES a titolo degli abbuoni di interessi, per queste operazioni.Questi fondi saranno complementari rispetto alle risorse destinate per le operazioni sui capitali di rischio a titolo dell'8° FES e saranno gestiti dalla Banca Europea degli Investimenti.Articolo 2La BEI dovrà gestire questo programma e le operazioni dovranno essere condotte conformemente alle procedure attuali e ai criteri di finanziamento precisati nella Convenzione per l'utilizzo delle operazioni sui capitali di rischio.Il Consiglio congiunto ACP-CE deciderà ulteriormente sul modo i in cui saranno utilizzati i fondi che riaffluiranno al programma, una volta che gli investimenti siano stati rimborsati dai mutuatari.Articolo 3La Commissione è invitata ad adottare le misure necessarie per dare seguito alla presente decisione, che entrerà in vigore il giorno della sua adozione.Fatto aPer il Consiglio dei Ministri ACP-CEIl Presidente