CELEX: 31986Y0129
Language: it
Date: 1985-10-17 00:00:00
Title: DECISIONE N. 129, DEL 17 OTTOBRE 1985, RELATIVA ALL' APPLICAZIONE DEGLI ARTICOLI 77, 78 E 79, PARAGRAFO 3, DEL REGOLAMENTO ( CEE ) N. 1408/71 E DELL' ARTICOLO 10, PARAGRAFO 1, LETTERA B ), PUNTO II ), DEL REGOLAMENTO ( CEE ) N. 574/72

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31986Y0129

DECISIONE N. 129, DEL 17 OTTOBRE 1985, RELATIVA ALL' APPLICAZIONE DEGLI ARTICOLI 77, 78 E 79, PARAGRAFO 3, DEL REGOLAMENTO ( CEE ) N. 1408/71 E DELL' ARTICOLO 10, PARAGRAFO 1, LETTERA B ), PUNTO II ), DEL REGOLAMENTO ( CEE ) N. 574/72  

Gazzetta ufficiale n. C 141 del 07/06/1986 pag. 0007

DECISIONE N. 129 del 17 ottobre  1985 relativa all'applicazione degli articoli 77, 78 e 79, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n.  1408/71 e dell'articolo 10, paragrafo 1, lettera b), punto ii), del regolamento (CEE) n. 574/72  (86/C 141/07)LA COMMISSIONE AMMINISTRATIVA DELLE COMUNITÀ EUROPEE PER LA SICUREZZA SOCIALE  DEI LAVORATORI MIGRANTI,visto l'articolo 81, lettera a), del regolamento (CEE) n. 1408/71 del  Consiglio, del 14 giugno 1971, ai sensi del quale è incaricata di trattare ogni questione  amministrativa o d'interpretazione derivante dalle disposizioni del regolamento (CEE) n. 1408/71  del Consiglio e dei regolamenti ulteriori,considerando che la decisione n. 122 del 20 aprile 1983  deve essere modificata tenuto conto della sentenza promunciata dalla Corte di giustizia nella causa  320/82;considerando che la Corte di giustizia delle Comunità europee, qui di seguito denominata la  «Corte di giustizia», con sentenza n. 733/79, del 12 giugno 1980, ha dichiarato:«L'articolo 77, n.  2, lettera b), punto i), del regolamento (CEE) n. 1408/71 va interpretato nel senso che il diritto  a prestazioni familiari a carico dello Stato nel cui territorio risiede il titolare di una pensione  d'invalidità non fa venir meno il diritto a prestazioni familiari più elevate nato in precedenza a  carico di un altro Stato membro. Qualora l'importo delle prestazioni familiari effettivamente  riscosse nello Stato membro di residenza sia inferiore a quello delle prestazioni contemplate dalla  legislazione dell'altro Stato membro, il lavoratore ha diritto, a carico dell'ente competente di  quest'ultimo Stato, ad un complemento di prestazioni pari alla differenza tra i due  importi.»;considerando che la Corte di giustizia con sentenza n. 807/79, del 9 luglio 1980, ha  dichiarato:«L'articolo 78, n. 2, punto i), del regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14  giugno 1971, va interpretato nel senso che il diritto a prestazioni a carico dello Stato nel  territorio del quale risiede l'orfano cui esse sono state attribuite non fa venir meno il diritto a  prestazioni più elevate precedentemente spettante in forza della sola legislazione di un altro  Stato membro. Qualora l'importo delle prestazioni effettivamente riscosso nello Stato membro di  residenza sia inferiore a quello delle prestazioni contemplate dalla sola legislazione di un altro  Stato membro, l'orfano ha diritto, a carico dell'ente competente di quest'ultimo Stato, ad un  complemento di prestazioni pari alla differenza fra i due importi.»;considerando che la Corte di  giustizia con sentenza n. 100/78, del 6 marzo 1979, ha dichiarato:«1. A norma dell'articolo 79,  paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, la soppressione del diritto agli  assegni familiari per i figli a carico del padre che è titolare di una pensione in base alla  legislazione di uno Stato membro, non si applica se la madre non ha acquisito effettivamente il  diritto agli stessi assegni ai sensi della legislazione di un altro Stato membro a seguito  dell'esercizio di un'attività lavorativa, o perché la qualità di capofamiglia è riconosciuta solo  al padre o, comunque, perché non sussistono i presupposti per l'attribuzione alla madre del diritto  di riscuotere gli assegni.2. L'articolo 79, paragrafo 3, si applica solo a concorrenza dell'importo  effettivamente riscosso a seguito dell'esercizio di un'attività lavorativa.»;considerando che la  Corte di giustizia con sentenza 320/82, del 24 novembre 1983, ha dichiarato:«Gli articoli 77 e 78  del regolamento (CEE) n. 1408/71 vanno interpretati nel senso che il diritto all'attribuzione di  una pensione di orfano spettante in forza della legislazione dello Stato membro competente in base  a dette disposizioni, non fa venir meno, qualora il padre defunto sia stato soggetto alle  legislazioni di più Stati membri, il diritto a prestazioni più elevate spettanti all'orfano in  forza della sola legislazione di un altro Stato membro. Qualora l'importo delle prestazioni  effettivamente riscosso sia inferiore a quello delle prestazioni contemplate dalla sola  legislazione dell'altro Stato membro, l'orfano ha diritto a carico dell'ente competente di  quest'ultimo Stato, ad un complemento di prestazioni pari alla differenza tra i due  importi»;considerando che il cumulo di prestazioni può risultare dal sopravvenire di un evento che  dà luogo, in base alla legislazione di uno Stato membro, all'acquisizione di un diritto a  prestazioni per figli a carico di titolari di pensioni o di rendite, o per orfani, già beneficiari  di diritti a prestazioni sotto la legislazione di un altro Stato membro; che ciò avviene anche in  caso di esercizio di un'attività lavorativa, di acquisizione di un diritto a pensione nello Stato  di residenza o di cambiamento di residenza del titolare di pensione o degli orfani;considerando che  il cumulo di prestazioni può risultare anche da un'eventualità che dia diritto alle prestazioni sia  in virtù della legislazione di uno Stato membro conformemente alle disposizioni degli articoli 77 e  78 del regolamento (CEE) n. 1408/71, sia alle prestazioni in virtù della sola legislazione di un  altro Stato membro;considerando che il cumulo di prestazioni dovute in applicazione degli articoli  77 o 78 del regolamento (CEE) n. 1408/71 con prestazioni od assegni familiari dovuti in  applicazione di un'altra legislazione è disciplinato, da un lato, dall'articolo 79, paragrafo 3,  del succitato regolamento, quando il diritto a prestazioni o ad assegni familiari deriva  dall'esercizio di un'attività lavorativa, e, dall'altro, dall'articolo 10, paragrafo 1, lettera b),  ii) del regolamento (CEE) n. 574/72, quando il diritto a prestazioni o ad assegni familiari non è  subordinato a condizioni di assicurazione o di occupazione; considerando che le regole fissate da  tali disposizioni sono sostanzialmente le stesse; considerando che, il conseguenza, per  l'applicazione del precitato articolo 10, paragrafo 1, lettera b), ii) bisogna tener conto  dell'interpretazione data dalla Corte di giustizia al predetto articolo 79, paragrafo  3;considerando che, ai fini dell'applicazione delle sentenze della Corte di giustizia relativamente  agli articoli 77, 78 e 79 del regolamento (CEE) n. 1408/71, è in effetti essenziale determinare i  casi in cui deve essere corrisposto un complemento e precisare le modalità di calcolo di tale  complemento e gli obblighi delle istituzioni;deliberando nelle condizioni stabilite all'articolo  80, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 1408/71,DECIDE:1. Qualora l'importo delle prestazioni  definite all'articolo 77, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 1408/71, di cui beneficiava il  titolare di pensione o rendita, in base alla legislazione dello Stato membro in cui risiedeva, sia  più elevato dell'importo delle prestazioni di cui beneficiava in base alla legislazione di un altro  Stato membro parimenti debitore di pensione o rendita, in cui egli ha trasferito la propria  residenza, si applica l'articolo 77, paragrafo 2, alle condizioni stabilite al paragrafo 5 della  presente decisione, in modo tale che il diritto alla prestazioni, ai sensi della legislazione del  primo Stato membro, sia mantenuto nella misura in cui l'importo di dette prestazioni supera quello  delle prestazioni effettivamente percepite ai sensi della legislazione del nuovo paese di  residenza.2. Qualora l'importo delle prestazioni di cui all'articolo 78, paragrafo 1, del  regolamento (CEE) n. 1408/71 concesse in base alla legislazione di uno Stato membro ad un orfano  che risiedeva in tale Stato, sia più elevato di quello delle prestazioni a cui l'orfano ha diritto  in base alla legislazione di un altro Stato membro in cui ha trasferito la propria residenza, va  applicato l'articolo 78, paragrafo 2, alle condizioni fissate al paragrafo 5 della presente  decisione, in modo tale che il diritto alle prestazioni, ai sensi della legislazione del primo  Stato membro, sia mantenuto nella misura in cui l'importo di tali prestazioni supera quello delle  prestazioni effettivamente percepite ai sensi della legislazione del nuovo paese di residenza.3.  Qualora l'importo delle prestazioni per orfani o per figli a carico di titolari di pensione o  rendita dovute in virtù della sola legislazione di uno Stato membro sia superiore all'importo delle  prestazioni dovute in virtù della legislazione di un altro Stato membro competente in base alle  disposizioni degli articoli 77 e 78 del regolamento (CEE) n. 1408/71, il diritto alle prestazioni  ai sensi della legislazione del primo Stato membro è mantenuto, alle condizioni stabilite al  paragrafo 5, nella misura in cui l'importo di queste prestazioni superi l'importo effettivamente  percepito ai sensi della legislazione del secondo Stato membro.4. L'articolo 79, paragrafo 3, del  regolamento (CEE) n. 1408/71 e l'articolo 10, paragrafo 1, lettera b), punto ii), seconda frase,  del regolamento (CEE) n. 574/72, vanno applicati in base alle condizioni stabilite al paragrafo 5  della presente decisione, in modo tale che il diritto alle prestazioni, dovute ai sensi della  legislazione di uno Stato membro in applicazione dell'articolo 77, paragrafo 2, o dell'articolo 78,  paragrafo 2, sia sospeso solo fino a concorrenza dell'importo delle prestazioni familiari o degli  assegni familiari effettivamente percepito in base alla legislazione di un altro Stato membro o  seguito dell'esercizio di un'attività lavorativa.5. Nei casi di cui ai paragrafi 1, 2 , 3 e 4,  l'istituzione competente del primo Stato membro corrisponde un complemento alle prestazioni  concesse in base alla legislazione del secondo Stato membro, pari alla differenza tra l'importo  delle prestazioni effettivamente corrisposte ai sensi della legislazione del secondo Stato membro e  l'importo delle prestazioni dovute ai sensi della legislazione del primo Stato membro.Ai fini della  determinazione di tale complemento si tiene conto soltanto dei figli o degli orfani il cui diritto  era acquisito prima del trasferimento della residenza, prima dell'esercizio di un'attività  lavorativa, prima dell'acquisizione di un nuovo diritto a prestazioni conformemente alla  legislazione di un secondo Stato membro, o per i quali un evento dia diritto alle prestazioni sia  sulla base della sola legislazione di uno Stato membro sia, conformemente alle disposizioni  comunitarie, in base alla legislazione di un altro Stato membro. Tale complemento è corrisposto  fino a quando sono soddisfatte le condizioni richieste per aver diritto alle prestazioni, in base  alla legislazione del primo Stato membro, allorché non sono più soddisfatte le condizioni richieste  per aver diritto alle prestazioni ai sensi della legislazione del secondo Stato membro, il primo  Stato membro corrisponde, invece del complemento, l'importo integrale delle prestazioni ancora  dovute ai sensi della sua legislazione.6. L'importo del complemento è fissato, per la prima volta,  al più tardi al termine del periodo di 12 mesi successivo all'acquisizione del diritto alle  prestazioni nel secondo Stato membro. Il complemento è in seguito determinato almeno una volta ogni  12 mesi. Qualora la legislazione di uno Stato membro preveda l'obbligo di presentare domanda per  ottenere le prestazioni, la domanda dev'essere presentata anche per il complemento.7. La o le  istituzioni competenti del secondo Stato membro comunicano immediatamente alla o alle istituzioni  competenti del primo Stato membro la data di acquisizione del diritto, nonché la natura e l'importo  delle prestazioni dovute ai sensi della loro legislazione.Allo scadere del periodo di cui al  paragrafo 6, l'istituzione o le istituzioni del secondo Stato membro comunicano alla o alle  istituzioni del primo Stato membro l'importo esatto delle prestazioni corrisposte nel periodo  stesso.8. Una volta determinato, l'importo del complemento viene corrisposto conformemente alle  disposizioni della legislazione del primo Stato membro ed alle disposizioni dei regolamenti (CEE)  n. 1408/71 e (CEE) n. 574/72 relative alle prestazioni in questione.9. Allo scadere del periodo di  cui al paragrafo 6, la o le istituzioni del primo Stato membro informano il beneficiario della  decisione di accordare o di rifiutare il complemento, indicano fra l'altro:a) l'importo delle  prestazioni dovute ai sensi della legislazione di questo Stato membro,b) l'importo delle  prestazioni effettivamente corrisposte ai sensi della legislazione dell'altro Stato membro, ec)  l'importo dell'eventuale complemento.10. Allo scopo di confrontare gli importi delle prestazioni  per l'applicazione del paragrafo 9, viene applicato il tasso di cambio stabilito in conformità  dell'articolo 107, paragrafi 1, 2 e 3 del regolamento (CEE) n. 574/72.Ai fini della presente  decisione le istituzioni utilizzano i formulari di cui ai capitoli 7 e 8 del regolamento (CEE) n.  1408/71, completandoli, se del caso, di ogni altra informazione ritenuta necessaria dall'una o  dall'altra delle istituzioni interessate.11. La presente decisione, che sostituisce la decisione n.  122 del 20 aprile 1983, è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Essa entra in  vigore il primo giorno del mese successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale  delle Comunità europee.Il Presidentedella Commissione amministrativaG. SCHROEDER