CELEX: 51973PC1170
Language: it
Date: 1973-07-25
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un Fondo europeo di sviluppo regionale (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (73) 1170
Vol. 1973/9009
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---  e®EMISSIONE DELIE COMUNITÀ EUROPEE
                                                 COM(73)1170 def.
                                                 Bruxelles , 25 luglio 1973
                               Proposta di
                       REGOLAMENTO DIX CONSIGLIO
                    che istituisce un Fendo europeo
                          di sviluppo regionale
             ( presentata, dalla Commissione al Consiglio )
CCK(T3 ) 1170 def .
 ---pagebreak---                                    Relazione
1.     Nella fase di sviluppo in cui è giunta la Comunità , secondo l' in­
vito rivolto alle Istituzioni comunitarie dai Capi di Stato o di Gover­
no riuniti a Parigi nell' ottobre 1972 è importante intraprendere sforzi
volti a ima soluzione comunitaria dei problemi regionali e alla creazione
di un Pondo europeo di sviluppo regionale .
2.     Per rendere efficace il contributo comunitario , la soluzione da pren­
dere in esame deve rispondere alle tre esigenze seguenti : complementarie­
tà rispetto alle politiche regionali nazionali , elasticità nella gestione ,
inquadramento degli investimenti in programmi o in obiettivi specifici
di sviluppo .
a ) Complementarietà
       Il contributo comunitario deve essere complementare e non sostitu­
tivo dell' intervento degli Stati' membri , avendo lo scopo di accelerare la
realizzazione delle politiche di sviluppo regionale in aggiunta a ciò che
gli Stati membri possono realizzare , tenuto conto della disciplina che
l' unione economica e monetaria impone all' impiego delle loro risorse » No­
nostante i progressi realizzati , le azioni finora condotte si sono rive­
late insufficienti ad equilibrare , nella misura auspicabile , la tendenza
delle imprese a insediarsi nelle regioni già molto sviluppate , nelle quali
esse possono godere di rilevanti economie esterne » . Anche la realizzazione
del Mercato comune può accentuare detta tendenza . Pertanto è necessario
che la Comunità aggiunga il proprio sforzo a quello degli Stati membri
per consentire la piena valorizzazione di regioni che , nonostante siano
tuttora in ritardo , hanno -una potenzialità di sviluppo non inferiore . L' in­
tera Comunità trarrà vantaggio da questa valorizzazione , sia nel suo rit­
mo di sviluppo sia nella sua competitività»
 ---pagebreak---         Proprio con l' apporto di questi mezzi complementari il Fondo euro­
peo per lo sviluppo regionale contribuirà al compimento della missione "di
promuovere uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell' insieme
della Comunità , e alla realizzazione degli obiettivi di miglioramento co­
stante delle condizioni di vita e di occupazione " e di "riduzione delle
disparità fra le differenti regioni e del ritardo di quelle meno favorite "
che il Trattato affida alla Comunità . Per conseguire detti obiettivi e
quando le azioni della Comunità , volte soprattutto alla realizzazione del­
l' unione economica e monetaria , possono comportare particolari difficoltà
per talune regioni , la Commissione si riserva di formulare le proposte o
di indirizzare le opportune raccomandazioni , in modo che i mezzi costitui­
ti dalle azioni comunitarie possano essere usati per contribuire a risol­
vere dette difficoltà .
b ) Elasticità
        Il contributo comunitario dovrà funzionare in maniera elastica .
Detta elasticità dove esprimersi tanto nella scelta degli investimenti
che possono beneficiare del contributo , quanto nella rapidità delle proce­
dure e nella determinazione delle quote :
i ) Scelta_degli_investimentJi
    I problemi regionali sono molto diversi da un paese all' altro e da ima
    regione all' altra. L' aiuto della Comunità deve essere diretto tanto ver­
    so le regioni in cui gli squilibri sono di origine agricola , quanto ver­
    so quelle nelle quali sono di origine industriale . Esso deve poter adat­
    tarsi alle istanze prioritarie di ogni regione : industrializzazione ,
    creazione di attività nel settore dei servizi , infrastrutture diretta­
    mente collegjate allo sviluppo economico . Per quanto si riferisce alle
    infrastrutture , che hanno un' importanza molto elevata nello sviluppo
    regionale , è bene che l' aiuto Comunitario tenga strettamente conto del­
    l' esigenza di orientare il loro sviluppo coordinandolo con le altre po­
    litiche comuni , soprattutto in materia di trasporti e di energia .
    Le risorse del pondo devono inoltre essere ripartite equamente tra le
    diverse regioni della Comunità che possono beneficiarne . Detta riparti­
    zione deve tener conto dell' intensità relativa degli squilibri , consi­
    derando i criteri comunitari descritti all' articolo 3 del presente re­
    golamento che serviranno di base al regolamento d' applicazione che verrà
    proposto per 1 ' indentificazione delle regioni che possono beneficiare
    del contributo del Pondo *                                         /
 ---pagebreak---                                      - 3 -
 ii ) Rapidità delle procedure
      Lo imprese devono conoscere i vantaggi ai quali avranno diritto a
      seconda del luogo di insediamento prima di aver preso la relativa
      decisione , per evitare che quest' ultima intervenga indipendentemen­
      te da ogni seria valutazione degli aiuti .
      E' questo il motivo per il quale l' aiuto comunitario non deve avere
      l' effetto di ritardare le decisioni che gli Stati membri dovranno
      prendere nel quadro della propria politica regionale . Ferma restan­
      do la necessità dell' esame , l' aiuto della Comunità deve pertanto po­
      ter assumere la forma di rimborsi .
iii ) Determinasi one delle_quote
      La Comunità deve poter contribuire alle spese degli Stati non in ma­
      niera uniforme , ma tenendo conto dell' interesse di ogni pratica nel
      relativo contesto regionale e prendendo in considerazione gli interes­
      si generali della Comunità , sia in caso di investimenti produttivi ,
      sia in caso di infrastrutture .
c) Inquadramento degli investimenti
       Il contributo comunitario deve basarsi su programmi di sviluppo o
su obiettivi di sviluppo specifici che inquadrino gli investimenti e che
vengano esaminanti in seno al Gomitato di politica regionale . Infatti è
importante che l' azione della Comunità venga messa al servizio di una po­
litica globale il cui carattere europeo sia manifesto . Soltanto il confron­
to e il Coordinamento delle politiche nazionali possono consentire di
raggiungere detto risultato e di controllare allo etesso tempo l 'efficacia
dell' azione intrapresa . Essi devono altresì * consentire di individuare gra­
dualmente ; su iniziativa della Commissione , gli obiettivi generali della
politica regionale comunitaria e di porre la Commissione in grado di met­
tere in rilievo i problemi regionali più vitali ai quali deve essere de­
dicata la parto essenziale delle risorse del Pondo .
 ---pagebreak--- 3#     Nella Conferenza al Vertice tenutasi dal 19 al 21 ottobre 1972 a
Parigi , i Capi di Stato o di Governo hanno riconosciuto un' alta priori­
tà all' obiettivo di rimediare agli squilibri strutturali e regionali co­
munitari che potrebbero compromettere la realizzazione dell' unione econo­
mica e monetaria .
       Infatti la politica regionale è una delle politiche fondamentali
della costruzione europea» La sua attuazione e il suo sviluppo devono per
tanto essere presi in considerazione nel precesso graduale di detta co­
struzione , in stretta collaborazione con l' insieme delle azioni a tal fi­
ne condotte dalla Comunità» Stando cosi' le cose , la Commissione propone
che nel bilancio delle Comunità venga iscritta una somma di $00 milio-
        1 «           <
ni di U.C. per il 1§74« In questa fase di studio , essa ritiene altresi' che
l' entità degli squilibri regionali richiederà nei due prossimi anni , sul­
la basé delle esperienze acquisite , l' iscrizione nel bilancio delle Co­
munità 'di somme il cui ordine di grandezza sarebbe di 750 milioni di U.C.
per il 1975 e di un miliardo di U.C. per il 197
4»     La presente proposta sostituisce , per il Pondo di sviluppo regiona­
le , la proposta di decisione , relativa all' organizzazione di mezzi d' azio
ne comunitari in materia di sviluppo regionale , che la Commissione ha pre
sentato all' esame del Consiglio il 17 ottobre .19^9 ( l ) e la proposta di
regolamento relativo al Fondo europeo di bonifici di interesse per lo svi
luppo regionale , presentata al Consiglio il 28 moggio 1971 ( 2).
                                /
5.     Si prevede una consultazione facoltativa del Comitato economico e
sociale .
                                                                    « • • /* * *
(!) G*U. n. C 152 del 28 novembre 1969 »
( 2) G.U. n. C 90 dell '11 settembre 1971 .
 ---pagebreak---                                      - 5 -
              Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce
                     un Pondo europeo di sviluppo regionale
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea , e in par­
ticolare l' articolo 235 ,
vista la proposta della Commissione ( l ),
visto il parere del Parlamento europeo ( 2),
visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ),
considerando che la Comunità,' a nórma dell' articolo 2 del Trattato , ha il
compito di promuovere uno sviluppo armonioso delle attività economiche
nell' insieme del suo territorio ;
considerando che alla Conferenza di Parigi dell' ottobre 1972 i Capi di
Stato o di Governo , desiderosi di impegnare i loro sforzi per una soluzio­
ne comunitaria dei problemi regionali , hanno invitato le Istituzioni comu­
nitarie a creare un Fondo per lo sviluppo regionale da realizzare entro
il 31 dicembre 1973 e il cui intervento , coordinato con gli aiuti naziona­
li , dovrà consentire , man mano che verrà realizzata l' unione economica e
monetaria , la correzione dei principali squilibri regionali nella Comunità,
soprattutto di quelli che risultano dalla prevalenza delle attività agri­
cole , da trasformazioni industriali e da ima sottoccupazione strutturale ;
considerando che , dato che il Trattato non prevede i poteri di azione a tal
uopo richiesti , bisogna dotare la Comunità di siffatti poteri in appli­
cazione dell' articolo 235 del Trattato ;
                                                                  • ••/• • •
( 1 ) G.U. n.
( 2) G.U. n.
( 3) G.U. n.
 ---pagebreak--- considerando che , nel quadro di politiche economiche coordinate e di pa­
rità monetarie fisse , i suddetti obiettivi possono essere conseguiti uni­
camente se verranno destinate allo sviluppo regionale risorse comunita­
rie iscritte nel bilancio delle Comunità europee , in modo da integrare i
fondi che gli Stati membri possono stanziare ;
considerando che lo sviluppo regionale richiede , nelle attività industria­
li o nel settore dei servizi investimenti , che garantiscano la creazione
o il mantenimento dei posti di lavoro ; che esso esige altresì' investimen­
ti in infrastrutture direttamente collegate con lo sviluppo di dette atti­
vità;
considerando che è necessario adottare il principio secondo il quale il
contributo del Pondo deve essere attribuito in funzione dell' intensità
relativa degli squilibri dai quali le regioni sono colpite ; che bisogna
tener conto anche degli elementi che consentono di valutare l' interesse
dell' investimento tanto dal punto di vista della regione , quanto da quello
della Comunità ;
considerando che l' amministrazione del Pondo deve essere affidata alla
Commissione assistita da un Comitato del Pondo ;
considerando che l' efficacia dei contributi del Pondo può essere raggiun­
ta unicamente se gli investimenti che beneficiano dell' aiuto comunitario
si inseriscono in programmi di sviluppo regionale o , in mancanza di questi
se mirano al conseguimento di obiettivi regionali specifici di sviluppo ;
considerando che il concorso del Pondo non deve indurre gli Stati membri
a ridurre i propri sforzi in materia di sviluppo regionale , ma dev' essere
complementare a quelli ;
considerando che l' importanza del 'azione comunitaria è tale da richiedere
un' informazione particolare del Parlamento europeo e del Consiglio sotto
forma di una relazione annua :
ADOTTA IL PRESENTE REGOLAMENTO»
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                                      Articolo 1
           E' istituito un Fondo europeo di sviluppo regionale (Pondo).
                                      Articolo 2
    1.     Gli stanziamenti autorizzati per il funzionamento del Fondo in ogni
    singolo esercizio vengono iscritti ogni anno nel bilancio delle Comunità
    europee .
    2.     Un regolamento finanziario , adottato conformemente alle disposizio­
    ni dell' articolo 209 del Trattato , determina le modalità secondo le quali
    vengono autorizzate le spese .
                                      Articolo 3 ( l )
   .1 .    L' elenco delle regioni e delle zone a favore delle quali il Fondo
   può intervenire viene fissato ali 'unanimità dal Consiglio e modificato
    a seconda delle necessità a maggioranza qualificata, su proposta della
   Commissione previa consultazione del Parlamento europeo , ferma restando
. l' applicazione degli articoli 92-94 4el Trattato .
    2.     Le suddette regioni e zone devono essere scelte tra quelle che "bene­
   ficiano dei regimi di aiuto a finalità regionale e il cui prodotto lordo
    interno pro-capite <è inferiore alla media comunitaria; esse devono compren­
   dere soprattutto quelle affette da squilibri regionali derivanti dalla pre­
   ponderanza delle attività agricole , da trasformazioni industriali e da
   una sottocoupazione strutturale , prendendo in considerazione in partico­
   lare i seguenti criteri :
   a) una forte dipendenza dell' occupazione nelle attività agricole,
 ; b ) una forte dipendenza dell' occupazione nelle attività industriali in
        declino r
   c ) una disoccupazione elevata e di lunga durata o un forte saldo migrato­
        rio negativo .
                                                                      • • #/• • •
   ( l ) Cfr . in allegato la "Proposta di iscrizione nel processo verbale del
         Consiglio ".
 ---pagebreak---                                   Articolo 4
1.     Il Pondo può partecipare al finanziamento :
a) di investimenti nelle attività industriali o nel settore dei servizi ,
    che beneficiano di un regime nazionale di aiuti a finalità regionale ,
    a condizione che l' importo di detti investimenti superi 5^*000 U.C. e
    che essi consentano la creazione o il mantenimento di posti di lavoro ;
b) di investimenti in infrastrutture necessarie allo sviluppo delle atti­
    vità industriali o del settore dei servizi e presi in carico totalmen­
    te o in parte dai pubblici poteri .
2»     La quota della partecipazione del Pondo è la seguente :
a) per gli investimenti di cui al paragrafo la ), al massimo il 15$ del
    costo dell' investimento. Tuttavia essa non potrà superare il       de­
    gli aiuti concessi allo stesso investimento dalle autorità pubbliche
    nel quadro di un regime nazionale di aiuto a finalità regionale . Gli
    aiuti nazionali da prendere in considerazione sono i bonifici d' inte­
    resse oppure le sovvenzioni , sia che "vengano calcolati in percentuale
    dell' investimento , sia che vengano fissati in funzione dei posti di
    lavoro creati ?
b ) per gli investimenti di cui al paragrafo 1 b) , al massimo il 2>Ofo della
    spesa effettuata dalle autorità pubbliche »
3.     Per quanto si riferisce alle infrastrutture , il contributo del
Pondo può , in tutto o in parte , assumere la forma di un bonifico di tre
punti sui prestiti concessi dalla Banca europea per gli investimenti a
norma dell' articolo 130 a) e b ) del Trattato.
4*     Le disposizioni di cui sopra non pregiudicano l' applicazione degli
articoli 92-94 del Trattato .
 ---pagebreak---                                      - 9-
                                 Articolo Jj
1.      Il contributo del Pondo viene deciso dalla Commissione , secondo
la procedura di cui all' articolo 13 , a seconda dell' intensità relativa
dello squilibrio economico da cui è affetta la regione nella quale viene
realizzato l' investimento , dell' incidenza diretta ed indiretta dell' in­
vestimento sull' occupazione e tenendo conto dei seguenti elementi :
a) coerenza dell' investimento coi programmi e gli obiettivi di sviluppo
    di cui all' articolo 6;
b ) contributo dell' investimento allo sviluppo economico della regione ;
c ) rispondenza dell' investimento ai programmi od obiett ivi della Comunità,
    soprattutto quelli approvati nel quadro delle politiche settoriali ;
d) incidenza dell' investimento sul piano ambientale , soprattutto per quan­
    to si riferisce alle condizioni di vita a di lavoro ;
e ) carattere transnazionale dell' investimento , cioè il fatto che detto
    investimento provenga da un altro paese membro ;
f ) carattere frontàliero dell' investimento , cioè riguardante regioni con­
    tigue di Stati membri diversi .
2-i    Nell' esame di ciascuna richiesta si terrà ugualmente conto degli
altri contributi concessi dalle istituzioni comunitarie o dalla Banca
europea per gli investimenti , a norma dell' articolo 130 a) del Trattato.
3.     Per le infrastrutture di costo superiore a 20.000.000 di U.C. , la
Commissione , prima di sentire il parere del Comitato del Fondo di cui al­
l' articolo 13 , consulta il Comitato di politica regionale .
                                                                 • • «/• é •
 ---pagebreak---                                    Articolo 6
1.       Possono "beneficiare del contributo del Fondo unicamente gli investi­
menti che si inseriscono nel quadro di un programma di sviluppo regionale ,
la cui realizzazione può contribuire alla correzione degli squilibri strut­
turali e regionali che possono compromettere il raggiungimento dell' unione
economica e monetaria. In mancanza di un siffatto programma e fino al 31 di­
cembre 1975 » Sii investimenti che possono beneficiare del contributo del
Pondo devono rispondere ad obiettivi regionali specifici . In questo caso ,
gli Stati membri devono fornire annualmente alla Commissione ogni dato
utile sulle risorse che essi destinano e prevedono di destinare allo svi­
luppo dèlie regioni che figurano nell' elenco di cui all' articolo 3 , nonché
sull' evoluzione della situazione economica e sociale di dette regioni .
2.       I programmi di sviluppo regionale o gli obiettivi regionali speci­
fici vengono comunicati dagli Stati membri alla Commissione . Una prima
comunicazione ha luogo entro il 1° ottobre 1974*
3.       I programmi indicano gli obiettivi ed i mezzi di sviluppo della re­
gione . Al riguardo essi debbono contenere indicazioni sufficientemente
dettagliate sui seguenti elementi :
a) l' evoluzione della situazione economica e sociale della regione , so­
    prattutto demografia , occupazione , prodotto regionale , struttura setto­
    riale , infrastruttura , ecologia , uso del suolo ;
b ) le azioni raccomandate in materia di infrastrutture e di creazioni di
    attività economiche , nonché il calendario di realizzazione ;
c ) i finanziamenti previsti ;
d) le autorità, gli organismi o le istituzioni responsabili di dette azio­
    ni .
4»       I programmi 0 gli obiettivi specifici di sviluppo regionale devono
formare oggetto di una consultazione del Comitato di politica regionale .
La Commissione deve riscontrare la loro conformità con gli obiettivi co­
munitari .
                                   Articolo 7
         Non possono beneficiare del contributo del Fondo le spese pubbliche
di cui all' articolo 4 che siano state effettuate più di sei mesi prima del­
la data di presentazione della domanda o che riguardino gli investimenti
effettuati più di dodici mesi prima di detta data.
 ---pagebreak---                                     - 11 -
                                 Articolo 8
1.     Le richieste di contributo del' Pondo vengono trasmesse dagli Stati
membri alla Commissione accompagnate dalle indicazioni stabilite dal re­
golamento finanziario di cui all' articolo 2 . Per quanto si riferisce agli
investimenti industriali o relativi al settore dei servizi di importo in­
feriore ai 10 milioni di U.C. e le infrastrutture di importo inferiore ai
20 milioni di U.C. , gli Stati membri raggruppano dette richieste sotto
forma di estratti trimestrali per ciascuna delle regioni di cui all' arti­
colo 3 «
2.     I contributi del Pondo vengono decisi dalla Commissione come segue :
a ) caso per caso per gli investimenti industriali e relativi al settore
    dei servizi di importo uguale o superiore ai 10 milioni di U.C. e per
    le infrastrutture di importo uguale o superiore ai 20 milioni di U.C. ;
b ) globalmente per quanto si riferisce alle altre domande .
                                  Articolo 9
       I pagamenti vengono effettuati dalla Commissione , a seconda dei casi ,
allo Stato membro , ad un organismo dallo stesso all' uopo designato o alla
Eanca europea per gli investimenti , conformemente alle disposizioni del
regolamento finanziario di cui all' articolo 2 .
                                  Articolo 10
1.     La Commissione , con la collaborazione degli Stati membri , control­
la la buona esecuzione degli investimenti ohe beneficiano del contributo
del fondo .
                                                               • • • /• • »
 ---pagebreak--- 2*      Nel caso in cui un investimento che abbia formato oggetto di una
decisione di contributo non sia stato' eseguito come previsto oppure se
i pubblici poteri si fanno restituire dall' investitore il tutto o una
parte degli aiuti che essi stessi hanno concesso , detto contributo può
essere sospeso , ridotto o soppresso da una decisione della Commissione ,
previa consultazione del Comitato del Fondo » Le somme eventualmente da
recuperare vengono recuperate a cura dello Stato membro e versate alla
Commissione nei sei mesi che seguono la data della decisione di sospen­
sione , riduzione o soppressione »
                                 Articolo 11
1,      La Commissione può usare una parte delle risorse del Pondo , iscrit­
te all' uopo nel bilancio delle Comunità , per promuovere o realizzare
studi in stretta connessione con le operazioni del Pondo o con lo svilup­
po regionale nella Comunità.
2.      Quando lo studio viene intrapreso su richiesta di uno Stato membro ,
il contributo non può superare il 50$ del suo costo.
                                 Articolo 12
1.      E1 istituito un Comitato del Pondo ( Comitato) composto da rappresen­
tanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commis­
sione .
2.      In sede di Comitato , ai voti degli Stati membri è attribuita la
ponderazione di cui all' articolo 148 , paragrafo 2 , del Trattato . Il pre­
sidente non prende parte alla votazione .
                                 Articolo 13
1.      Nel caso in cui si faccia riferimento alla procedura definita al
presente articolo , il Comitato viene riunito dal suo presidente , 0 su
iniziativa di quest' ultimo , o su richiesta di un rappresentante di uno
Stato membro .
 ---pagebreak---                                     - 13 -
2»     Il rappresentante della Commissione presenta il progetto delle de­
cisioni da prendere . Il Comitato emette il proprio parere su dette deci­
sioni entro un termine che il presidente può fissare a seconda dell' urgen­
 za dei problemi sottoposti ad esame » Esso si pronuncia con una maggioranza
di quarantun voti .
3.     La Commissione prende decisioni di immediata applicazione . Tuttavia, se non
Bono conformi al parere espresso dal Comitato , dette decisioni vengono imme­
diatamente comunicate dalla Commissione al Consiglio . In questo caso , la
Commissione può differire di un mese al massimo , con decorrenza da detta
comunic anione , l' applicazione delle decisioni da essa stessa prese . Il Con­
siglio , deliberando a maggioranza qualificata , può prendere una decisione
diversa entro un mese .
                                  Articolo 14
       Il Comitato può esaminare ogni altra questione relativa al funzio­
namento del Pondo che il presidente possa sollevare 0 di propria inizia­
tiva , o su richiesta di un rappresentante di uno Stato membro .
                                  Articolo 15
       Gli Stati membri e la Commissione rendono pubblici i contributi del
Fondo ed informano gli investitori interessati che una parte dell' aiuto
loro concesso proviene dalla Comunità .
                                  Articolo 16
1.     Entro il 1° luglio di ogni anno , la Commissione presenta al Parla­
mento europeo ed al Consigliò una relazione sull' applicazione del presen­
te regolamento nell' anno precedente . Detta relazione segnala soprattutto
in quale misura l' impiego delle risorse del Pondo ha tenuto conto dell' in­
tensità relativa degli squilibri regionali , e indica le misure di sviluppo
regionale che sembrano necessarie in una o più regioni di cui all' elenco
stabilito all' articolo 3 del presente regolamento , a seguito dell 'evoluzio­
ne economica e sociale della Comunità. Esso mette altresi' in risalto i
progressi realizzati nella correzione di detti squilibri .
2.     Questa relazione riguarda infine , da un lato , la gestione finanzia­
ria del Fondo , dall' altro , le conclusioni tratte dalla Commissione dai
controlli esercitati sulle operazioni del Fondo .
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                                Articolo 17
      I provvedimenti necessari all' esecuzione del presento regolamento
vengono approvati secondo la procedura di cui all' articolo 13.
                                Articolo 18
      II Consiglio riesamina il presente regolamento al più tardi tre
anni dopo la sua entrata in vigore .
                                Articolo 19
      Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1974 »
      Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi
e direttamente applicabile in ogni Stato membro .
                                      Patto a
                                      Per il Consiglio
                                      Il Présidente
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                                                          Allegato
                     Proposta di iscrizione al processo
                            verbale del Consiglio
      Dato che per l' applicazione degli aiuti a finalità regionale , pre­
vista nel progetto di legge lussemburghese d' espansione economica , il
Governo lussemburghese deve ancora delimitare le zone periferiche di ap­
plicazione di detti aiuti , si è convenuto che il contributo del Pondo si
applica sin d' ora alle zone agricole prioritarie definite nel regolamen­
to del Consiglio n »          del                 •