CELEX: C2003/112/17
Language: it
Date: 2003-05-10 00:00:00
Title: Causa C-83/03: Ricorso del 26 febbraio 2003 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

10.5.2003                  IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                               C 112/9
4.     In caso di soluzione negativa alla questione sub 2:                     Ricorso del 26 febbraio 2003 contro la Repubblica italia-
                                                                               na, presentato dalla Commissione delle Comunità europee
       Se la Corte di giustizia delle Comunità europee — in
       considerazione del contenuto della domanda di pronun-
       cia pregiudiziale e dell’intera documentazione allegata,
                                                                                                        (Causa C-83/03)
       alla luce della sua giurisprudenza consacrata nella senten-
       za 26 marzo 1996, causa C-392/93, British Telecommu-
       nications ( 2) — disponga di tutte le informazioni necessa-
       rie al fine di risolvere la questione sul se le norme descritte                                  (2003/C 112/17)
       rimangano nei limiti del potere discrezionale attribuito al
       legislatore nazionale dalla direttiva del Consiglio
       21 dicembre 1988, 89/105/CEE, riguardante la trasparen-
       za delle misure che regolano la fissazione dei prezzi delle
       specialità per uso umano e la loro inclusione nei regimi
       nazionali di assicurazione malattia (GU 1989, L 40,                     Il 26 febbraio 2003, la Commissione delle Comunità europee,
       pag. 8) o se rimetta al giudice nazionale la responsabilità             rappresentata dai sigg. Antonio Aresu e Roberto Amorosi, in
       di risolvere tale questione.                                            qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle
                                                                               Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.
( 1) Racc. 2001 pag. I-9285.
( 2) Racc. 1996 pag. I-1631.
                                                                               La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                               a)    constatare che la Repubblica italiana è venuta meno agli
                                                                                     obblighi derivanti dall’art. 4, par. 2 della direttiva 85/337/
                                                                                     CEE (1) del Consiglio, del 27 giugno 1985, concernente
                                                                                     la valutazione dell’impatto ambientale di determinati
                                                                                     progetti pubblici e privati, nella misura in cui non ha
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundes-                              correttamente verificato se il progetto per la costruzione
arbeitsgericht, con ordinanza 6 novembre 2002, nella                                 di un Porto turistico a Fossacesia (Chieti), progetto
causa Wolff & Müller GmbH & CO.KG contro José Filipe                                 ricompreso nella lista di cui all’allegato II della direttiva
                              Pereira Félix                                          stessa, avesse caratteristiche tali da richiedere l’effettuazio-
                                                                                     ne di una procedura di valutazione di impatto ambientale;
                            (Causa C-60/03)
                                                                               b)    condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
                                                                                     spese processuali.
                            (2003/C 112/16)
Con ordinanza 6 novembre 2002, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 14 febbraio 2003, nella causa Wolff & Müller                    Motivi e principali argomenti
GmbH & CO.KG contro José Filipe Pereira Félix, il Bundesar-
beitsgericht ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità
europee la seguente questione pregiudiziale:
                                                                               Le autorità italiane non hanno dato alla Commissione alcuna
                                                                               spiegazione per aver considerato che il progetto per la
Se l’art. 49 CE (ex art. 59 Trattato CE) si opponga ad una                     costruzione di un porto turistico a Fassacesia (Chieti) non
normativa nazionale secondo la quale un imprenditore edile,                    necessitasse di essere sottoposto ad una procedura di valutazio-
che affida ad un altro imprenditore l’esecuzione di lavori edili,              ne di impatto ambientale ai sensi dell’art. 4, par. 2, della
risponde, per le obbligazioni di questo imprenditore o di                      direttiva 85/337/CEE.
un subappaltatore al pagamento del salario minimo ad un
lavoratore o al pagamento di contributi ad un ente comune
alle parti del contratto collettivo, come un garante che ha
rinunciato al beneficio d’escussione, quando il salario minimo                 Pertanto, non è evidente che le caratteristiche del progetto
ricomprende l’importo che deve essere pagato al lavoratore                     siano state considerate in riferimento al possibile impatto su
dopo la detrazione delle imposte e dei contributi previdenziali                fauna, flora e paesaggio. Il fatto che l’area interessata non sia
e di sostegno del lavoro o dei corrispondenti oneri per                        stata proposta come Sito di Importanza Comunitaria è un
l’assicurazione sociale (salario netto), se la tutela del salario del          ulteriore elemento per concludere che, al contrario, tali impatti
lavoratore non è uno scopo primario della legge o solo                         avrebbero dovuto essere presi in considerazione. Inoltre, il
secondario.                                                                    fatto che questa verifica sia stata effettuata dopo che la
                                                                               concessione edilizia era stata già accordata è un altro elemento
                                                                               in base al quale può dedursi che la procedura adottata è stata
                                                                               come minimo incoerente.
 ---pagebreak--- C 112/10                  IT                            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            10.5.2003
Ora, anche in assenza, ai sensi della suddetta direttiva, di linee              4)     In caso di risposta negativa, se i giudici degli Stati membri
guida e criteri per lo svolgimento delle verifiche al fine di                          possano estendere la nozione di agente commerciale
accertare la necessità di svolgere o meno la valutazione di                            anche alla figura professionale innanzi descritta, applican-
impatto ambientale in riferimento ad un determinato progetto,                          do analogicamente la propria legislazione nazionale, con
l’art. 4, par. 2, non può essere considerato come correttamente                        la quale è stata recepita nell’ordinamento giuridico interno
applicato ove la decisione di non sottoporre un progetto a tale                        la citata direttiva, o se ciò sia vietato in quanto in
procedura non sia ragionevolmente giustificata.                                        contrasto con il principio di applicazione uniforme del
                                                                                       diritto comunitario.
( 1) GU L 175, del 5 luglio 1985, pag. 40.
                                                                                (1 ) GU L 372 del 31 dicembre 1986, pag. 1.
                                                                                Ricorso della Repubblica ellenica contro la Commissione
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Poly-                               delle Comunità europee, proposto il 26 febbraio 2003
meles Protodikeio Athinon, con ordinanza 27 aprile 2001,
nella causa Anastasia Mavrona & Sia EE contro DELTA                                                        (Causa C-86/03)
                    Etaireia Symmetochon A.E.
                                                                                                           (2003/C 112/19)
                            (Causa C-85/03)
                            (2003/C 112/18)                                     Il 26 febbraio 2003 la Repubblica ellenica, rappresentata
                                                                                dalla sig.ra Ekaterini Samoni-Pandou e dal sig. Panaiotis
                                                                                Mylonopoulos, consiglieri giuridici presso il servizio giuridico
                                                                                del Ministero degli Affari esteri, ha proposto dinanzi alla Corte
Con ordinanza 27 aprile 2001, pervenuta nella cancelleria                       di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
                                                                                Commissione delle Comunità europee.
della Corte il 26 febbraio 2003, nella causa Anastasia Mavrona
& Sia EE contro DELTA Etaireia Symmetochon A.E., il
Polymeles Protodikeio Athinon ha sottoposto alla Corte di                       La ricorrente chiede che la Corte voglia:
giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudi-
ziali:                                                                          1)     annullare la decisione della Commissione 17 dicembre
                                                                                       2002, C (2002) 2475 def., sulla richiesta di deroga
1)     Se, ai sensi dell’art. 1, n. 2, della direttiva del Consiglio 86/               avanzata dalla Grecia per poter autorizzare l’uso di oli
       635/CEE (1), debba essere considerata agente commerciale                        combustibili pesanti dal tenore massimo di zolfo del 3 %
       anche la persona che, in qualità di intermediario indipen-                      in peso massa su parte del suo territorio ( 1),
       dente, acquista a nome proprio merci presso il preponen-
       te, detraendo dal prezzo d’acquisto la propria provvigione               2)     dichiarare la direttiva 1999/32/CE inapplicabile ai sensi
       e successivamente venda tali merci a terzi, agendo tuttavia                     dell’art. 241 del Trattato CEE, e
       per conto del preponente.
                                                                                3)     condannare la Commissione alle spese.
2)     In caso di risposta negativa, se la definizione di agente
       commerciale contenuta nel citato articolo si contrappon-
       ga alla figura professionale innanzi descritta (vale a dire              Motivi e principali argomenti
       alla persona che, in qualità intermediario indipendente,
       acquista a nome proprio merci presso il preponente,                      —      Violazione dei diritti della difesa.
       detraendo dal prezzo di acquisto la propria provvigione
       e successivamente venda tali merci a terzi, agendo tuttavia              —      Violazione del principio dell’effetto utile.
       per conto del preponente) o se si tratti di una lacuna della
       fattispecie.                                                             —      Violazione del principio del legittimo affidamento.
3)     In caso vi sia una lacuna, se sia possibile, in base ai principi         —      Violazione del principio di proporzionalità.
       di equità, applicare per analogia la citata definizione di
       cui all’art. 1, n. 2, della direttiva anche alla persona che,            —      Violazione dell’art. 252 CE.
       in qualità di intermediario indipendente, acquista a nome
       proprio merci presso il preponente, detraendo dal prezzo
       di acquisto la propria provvigione e successivamente                     (1 ) GU L 4 del 9.1.2003, pag. 16.
       venda tali merci a terzi, agendo tuttavia per conto del
       preponente.