CELEX: 52019IP0187
Language: it
Date: 2019-03-13 00:00:00
Title: Raccomandazione del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 al Consiglio e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sul bilancio del seguito dato dal SEAE a due anni dalla relazione del PE sulla comunicazione strategica dell'UE per contrastare la propaganda nei suoi confronti da parte di terzi (2018/2115(INI))

21.1.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 23/152
            
         
      P8_TA(2019)0187
      Seguito dato dal SEAE a due anni dalla relazione del PE sulla comunicazione strategica dell'UE per contrastare la propaganda nei suoi confronti da parte di terzi
      Raccomandazione del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 al Consiglio e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sul bilancio del seguito dato dal SEAE a due anni dalla relazione del PE sulla comunicazione strategica dell'UE per contrastare la propaganda nei suoi confronti da parte di terzi (2018/2115(INI))
      (2021/C 23/24)
      
         Il Parlamento europeo,
      
                  —
               
               
                  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno e del 18 ottobre 2018,
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione della Commissione del 26 aprile 2018, dal titolo «Contrastare la disinformazione online: un approccio europeo» (COM(2018)0236),
               
            
                  —
               
               
                  visto il codice di buone pratiche dell'UE sulla disinformazione, pubblicato il 26 settembre 2018,
               
            
                  —
               
               
                  vista la sua risoluzione del 23 novembre 2016 sulla comunicazione strategica dell'UE per contrastare la propaganda nei suoi confronti da parte di terzi (1),
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione congiunta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e della Commissione, del 6 aprile 2016, dal titolo «Quadro congiunto per contrastare le minacce ibride: la risposta dell'Unione europea» (JOIN(2016)0018),
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione della Commissione del 20 aprile 2016, dal titolo «Attuare l'Agenda europea sulla sicurezza per combattere il terrorismo e preparare il terreno per l'Unione della sicurezza» (COM(2016)0230),
               
            
                  —
               
               
                  visto lo studio di fattibilità del Fondo europeo per la democrazia sulle iniziative dei media in lingua russa nell'ambito del partenariato orientale e oltre, dal titolo «Bringing Plurality and Balance to the Russian Language Media Space» (Portare pluralismo ed equilibrio nello spazio mediatico di lingua russa),
               
            
                  —
               
               
                  visti la relazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) del 18 maggio 2015, dal titolo «L'UE in un contesto globale in evoluzione — Un mondo maggiormente connesso, contestato e complesso», e il lavoro in corso su una nuova strategia dell'UE per la sicurezza globale,
               
            
                  —
               
               
                  vista la sua raccomandazione del 15 novembre 2017 al Consiglio, alla Commissione e al SEAE sul partenariato orientale nella fase preparatoria del vertice di novembre 2017 (2),
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione congiunta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 13 settembre 2017, dal titolo «Resilienza, deterrenza e difesa: verso una cibersicurezza forte per l'UE» (JOIN(2017)0450),
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione congiunta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 7 giugno 2017, dal titolo «Un approccio strategico alla resilienza nell'azione esterna dell'UE» (JOIN(2017)0021),
               
            
                  —
               
               
                  visto l'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, che tutela il diritto di ogni individuo alla libertà di opinione e a non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere,
               
            
                  —
               
               
                  vista la dichiarazione congiunta del 10 luglio 2018 sulla cooperazione UE-NATO,
               
            
                  —
               
               
                  vista la dichiarazione congiunta sulla libertà di espressione e su «fake news», disinformazione e propaganda, resa il 3 marzo 2017 dal relatore speciale delle Nazioni Unite per la libertà di opinione e di espressione, dal rappresentante per la libertà dei media dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), dal relatore speciale per la libertà di espressione dell'Organizzazione degli Stati americani (OSA) e dal relatore speciale per la libertà di espressione e l'accesso all'informazione della Commissione africana dei diritti dell'uomo e dei popoli,
               
            
                  —
               
               
                  vista la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite del 6 aprile 2018 sulla promozione e la protezione del diritto alla libertà di opinione e di espressione,
               
            
                  —
               
               
                  vista la sua raccomandazione del 29 novembre 2018 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulla difesa della libertà accademica nell'azione esterna dell'UE (3),
               
            
                  —
               
               
                  vista l'ultima relazione di Europol, dal titolo «European Union Terrorism Situation and Trend Report» (Situazione e tendenze del terrorismo nell'Unione europea), pubblicata nel 2018, che ha messo in evidenza l'aumento delle attività dei gruppi terroristici nel ciberspazio e la loro possibile convergenza con altri gruppi criminali,
               
            
                  —
               
               
                  viste la comunicazione congiunta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, del 5 dicembre 2018, dal titolo «Piano d'azione contro la disinformazione» (JOIN(2018)0036) e la relazione della Commissione sull'attuazione della comunicazione «Contrastare la disinformazione online: un approccio europeo» (COM(2018)0794), recante la stessa data,
               
            
                  —
               
               
                  visto il lavoro svolto dalla commissione transatlantica sull'integrità delle elezioni,
               
            
                  —
               
               
                  visti i principi di Santa Clara sulla trasparenza e la rendicontabilità delle pratiche di moderazione dei contenuti,
               
            
                  —
               
               
                  visto il piano d'azione dell'UE del 22 giugno 2015 in materia di comunicazione strategica,
               
            
                  —
               
               
                  visto l'articolo 113 del suo regolamento,
               
            
                  —
               
               
                  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A8-0031/2019),
               
            
               
                  1.
               
               
                  raccomanda al Consiglio e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza:
               
            
         
            Stato dei lavori 2018 — Contrastare la guerra ibrida
         
      
      
                  a)
               
               
                  di sottolineare che la libertà di parola e di espressione, nonché il pluralismo dei media, costituiscono il fulcro di società democratiche resilienti e offrono le migliori garanzie contro le campagne di disinformazione e la propaganda ostile; esprime preoccupazione per il deterioramento delle libertà dei media e per i casi di persecuzione di giornalisti; osserva che è opportuno adottare ulteriori misure, in collaborazione con tutte le parti interessate pertinenti, al fine di garantire la trasparenza della proprietà dei media e il pluralismo di questi ultimi senza imporre un regime di censura e di tutelare un contesto in grado di favorire un'ampia varietà di informazioni e di idee nonché la diversità dei media e della società civile; rileva che è altresì opportuno compiere sforzi volti a individuare i casi di disinformazione e propaganda e a sensibilizzare al riguardo; di coinvolgere in tali processi tutte le pertinenti parti interessate, incluse la stampa principale e le associazioni dei giornalisti e dei media; sottolinea l'importanza di un sistema di radiodiffusione pubblica efficiente, che definisca norme riguardanti le modalità di fornitura di un'informazione imparziale e obiettiva in conformità delle migliori prassi e dell'etica del giornalismo;
               
            
                  b)
               
               
                  di prendere in considerazione la possibilità di elaborare, sia a livello dell'UE, sia a livello internazionale, un quadro giuridico per la lotta alle minacce ibride, in particolare la guerra informatica e quella dell'informazione, che consenta all'Unione di fornire una risposta vigorosa e che contempli altresì sanzioni mirate nei confronti delle persone responsabili dell'ideazione e della realizzazione di tali campagne, trattandosi di una necessità già dimostrata, in particolare, dalle azioni ostili intraprese da attori statali e non statali in tali ambiti;
               
            
                  c)
               
               
                  di tenere conto del fatto che Daesh sta cambiando tattica, abbandonando l'uso di siti web a favore di servizi di messaggistica criptata, molto diffusi tra i gruppi islamici;
               
            
                  d)
               
               
                  di sostenere non solo il crescente numero di istituzioni statali, gruppi di riflessione e ONG che si occupano di propaganda e disinformazione, ma anche le attività informatiche di base; invita il VP/AR e la Commissione a intensificare il proprio coinvolgimento in tale ambito mediante la preparazione di una valutazione approfondita delle nuove normative, incluso il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e l'imminente regolamento relativo alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche, quale garanzia contro l'uso illecito delle piattaforme sociali; di assicurare che la comunicazione strategica dell'UE assuma carattere prioritario nell'agenda europea e che le istituzioni e gli Stati membri dell'UE lavorino di concerto per prevenire tali fenomeni, tenendo presente che la disinformazione e la propaganda prosperano in contesti polarizzati in cui si registra un calo dei livelli di fiducia nei media;
               
            
                  e)
               
               
                  di esortare gli Stati membri che continuano a negare l'esistenza della disinformazione e della propaganda ostile, delle principali fonti di disinformazione in Europa e dell'impatto che la disinformazione e la propaganda generano sull'opinione pubblica a riconoscere tali fenomeni, nonché di incoraggiare detti Stati membri ad adottare misure proattive al fine di contrastare e smascherare questo tipo di propaganda, anche nei casi accertati di spionaggio da parte di paesi terzi; di invitare tutti gli Stati membri a valutare la situazione sul loro territorio e a realizzare investimenti pertinenti, secondo le rispettive capacità, per contrastare la comunicazione strategica da parte di soggetti terzi ostili e per migliorare la capacità dei cittadini di riconoscere la disinformazione, nonché di incoraggiare gli Stati membri a garantire un efficace scambio di informazioni al riguardo; di invitare i leader europei che non hanno ancora prestato sufficiente attenzione a questa minaccia a riconoscere l'impellente necessità di una presa di coscienza strategica per contrastare la guerra dell'informazione ostile;
               
            
                  f)
               
               
                  di esortare gli Stati membri a investire in maniera proattiva in interventi educativi volti a illustrare le diverse modalità di produzione e diffusione della disinformazione, al fine di migliorare la capacità dei cittadini di individuare tale fenomeno e di rispondervi;
               
            
                  g)
               
               
                  di incoraggiare gli Stati membri a garantire un efficace scambio di informazioni tra tutte le loro autorità competenti in modo da contrastare la propaganda, la manipolazione e la disinformazione, compresa la guerra informatica e dell'informazione;
               
            
                  h)
               
               
                  di creare maggiore consapevolezza in merito alle campagne di disinformazione condotte dalla Russia, che costituiscono la principale fonte di disinformazione in Europa;
               
            
         
            Tipologie di cattiva informazione, disinformazione e propaganda nei confronti dell'UE e dei suoi vicini
         
      
      
                  i)
               
               
                  di riconoscere il lavoro svolto a vari livelli per identificare i tipi di influenza e di strumenti utilizzati nei confronti dell'UE e dei suoi vicini; di sensibilizzare in merito alle campagne di disinformazione in corso e di spostare l'attenzione sulle analisi e gli studi approfonditi relativi all'impatto e all'efficacia di tali campagne, in modo da sviluppare misure volte a contrastarle celermente e in maniera proattiva; di incoraggiare gli Stati membri a istituire strutture permanenti per individuare, prevenire e contrastare la disinformazione; sottolinea che le campagne di disinformazione si inseriscono in una strategia di più ampio respiro e spesso prevedono altre attività ostili, ed evidenzia che occorre prendere sul serio, nonché contrastare, la guerra dell'informazione che accompagna le offensive militari, facendo prova di determinazione, unità e forza;
               
            
                  j)
               
               
                  di mettere in guardia contro l'impatto dell'intelligenza artificiale e i suoi rapidi progressi nella diffusione di notizie false; osserva con preoccupazione che l'intelligenza artificiale sarà presto in grado di sviluppare in maniera indipendente ulteriori capacità di intelligenza artificiale; di impegnare pertanto ingenti fondi a favore della ricerca e dello sviluppo nel punto di intersezione tra l'intelligenza artificiale e la guerra dell'informazione, in considerazione delle capacità in rapida crescita dell'intelligenza artificiale di diffondere propaganda e disinformazione anche attraverso l'utilizzo, tra l'altro, di video falsi realistici (deepfake);
               
            
                  k)
               
               
                  di concentrarsi sull'attuale ricorso alla disinformazione da parte di attori autoritari come l'Iran, la cui divulgazione di notizie false istiga e fomenta ulteriormente le tensioni nelle zone di conflitto instabili prendendo nel contempo di mira le popolazioni europee per celare i propri intenti nefasti; di esortare gli Stati membri a contrastare tali azioni rafforzando la cooperazione e mettendo in pratica gli insegnamenti offerti dai paesi che condividono gli stessi principi e dalle ONG;
               
            
                  l)
               
               
                  di adeguare la risposta dell'UE e degli Stati membri al livello di sofisticatezza in continua crescita degli strumenti usati per creare e divulgare disinformazione, concentrandosi su questo aspetto, incluse le nuove modalità di propaganda che prevedono il ricorso a numerosi siti web di basso livello, applicazioni di messaggistica privata, motori di ricerca ottimizzati, suoni, immagini o video manipolati, intelligenza artificiale nonché portali di notizie e canali televisivi online per divulgare le narrazioni principali, in particolare quelle degli opinionisti e delle istituzioni controllate o finanziate dallo Stato, che diffondono messaggi e narrative che catturano l'interesse degli attori autoritari; condanna fermamente le azioni sempre più aggressive intraprese in tale contesto da Russia, Cina, Iran, Corea del Nord e altri paesi al fine di minare o sospendere i fondamenti e i principi normativi delle democrazie europee e la sovranità di tutti i paesi del partenariato orientale, nonché di influenzare le elezioni e sostenere i movimenti estremisti, tenuto conto dell'entità sempre maggiore degli attacchi informatici;
               
            
                  m)
               
               
                  di prestare particolare attenzione ai messaggi e ai contenuti che mirano esplicitamente a incoraggiare la violenza, il razzismo, gli attentati suicidi, il reclutamento di combattenti stranieri o reati di vario tipo, nonché alle forme manifeste di istigazione a compiere una o più delle suddette attività;
               
            
         
            Industria e social media
         
      
      
                  n)
               
               
                  riconoscendo che le imprese dei media sociali stanno compiendo sforzi rinnovati per contrastare la disinformazione, di prestare particolare attenzione all'effettiva attuazione del codice di buone pratiche dell'UE sulla disinformazione, invitando nel contempo i paesi vicini e i paesi partner dell'UE a sottoscrivere il suddetto codice, nonché di prestare particolare attenzione alla nuova tattica consistente nell'utilizzare servizi di messaggistica criptata e i social media, che, nonostante gli sforzi profusi per contrastarli, sono considerati lo strumento più diffuso per divulgare disinformazione, propaganda ostile e contenuti che incitano all'odio e alla violenza;
               
            
                  o)
               
               
                  di regolamentare, insieme agli Stati membri, le azioni delle società operanti nel settore dei social media, i servizi di messaggistica e i fornitori di motori di ricerca e garantire la completa trasparenza e, in particolare, responsabilità di tali attori, adottando un approccio a livello dell'UE e facendo in modo che sia possibile risalire all'identità e all'ubicazione non solo degli autori, ma anche dei promotori dei contenuti politici pubblicati; di chiamare le suddette società a rispondere dell'impatto sociale dei sistemi di raccomandazione automatica che favoriscono la disinformazione, sottolineando che le società hanno la responsabilità di eliminare rapidamente le notizie false sistemiche; esorta gli Stati membri, i paesi candidati e i paesi associati ad adottare una legislazione chiara ed efficace che garantisca la trasparenza della proprietà dei media; di prestare particolare attenzione ai finanziamenti, alla trasparenza e agli obiettivi delle ONG che presentano legami con Stati autoritari e che operano nell'UE e nei suoi paesi partner;
               
            
                  p)
               
               
                  di provvedere affinché l'industria e le piattaforme online rispettino gli impegni assunti contestualmente alla sottoscrizione del codice di buone pratiche sulla disinformazione e affrontino efficacemente il problema della disinformazione nel seguente modo: i) garantendo la trasparenza della pubblicità politica mediante efficaci controlli di dovuta diligenza per quanto riguarda l'identità dei promotori; ii) adottando misure incisive contro gli account falsi attivi sui loro servizi; iii) individuando l'uso scorretto di bot automatizzati; e iv) cooperando efficacemente con controllori indipendenti;
               
            
                  q)
               
               
                  di esortare le società operanti nel settore dei social media e i fornitori di servizi di messaggistica a garantire il pieno rispetto del diritto dell'UE in materia di protezione dei dati e di altre regolamentazioni, nonché a reagire in tempo reale e a stabilire una stretta cooperazione con le autorità competenti nell'ambito di tutte le indagini relative al presunto utilizzo delle loro piattaforme a fini ostili; di effettuare controlli trasparenti delle entità sospettate di divulgare cattiva informazione; invita le società tecnologiche a investire maggiormente negli strumenti di individuazione della propaganda, a rafforzare la responsabilità online e a garantire migliori controlli dell'identità degli utenti prima che questi si iscrivano alle rispettive piattaforme, in modo da eliminare le botnet, nonché a ridurre gli incentivi finanziari per coloro che traggono profitto dalla disinformazione; di esortare le società operanti nel settore dei social media a reagire con urgenza ogniqualvolta vengono diffusi contenuti sospetti di natura politica, soprattutto se incitano all'odio o a commettere reati;
               
            
                  r)
               
               
                  di tenere presente che il blocco degli account sospetti potrebbe essere considerato una forma di censura e di assicurarsi pertanto che le misure in questione siano motivate, se previste dalla legge, e applicate in maniera trasparente, in collaborazione con le autorità competenti e la società civile degli Stati membri e dei paesi partner, illustrando in maniera esaustiva le ragioni che hanno condotto a tali azioni e, in particolare, esortando le società operanti nel settore dei social media a informare in modo chiaro tutti gli utenti sulle tipologie di contenuti vietati, nonché a informare chiaramente ciascun utente interessato dei motivi che hanno determinato la rimozione di un suo contenuto o la sospensione del suo account; chiede che i social media allineino il regolamento interno applicabile agli utenti all'ordinamento giuridico del paese in cui operano;
               
            
         
            Migliori prassi
         
      
      
                  s)
               
               
                  di continuare a sviluppare una maggiore resilienza, sulla base di approcci estesi a tutti i livelli di governo e della società, e la capacità di rispondere alle minacce in tempo reale, di sviluppare misure preventive e proattive nonché di giocare d'anticipo anziché semplicemente reagire agli attacchi che si sono già verificati nell'ambito informatico e dell'informazione e analizzarli; di attirare l'attenzione sui progressi tecnici in questo settore e di condividere esempi di migliori prassi, come ad esempio le misure già adottate da singoli Stati membri, anche attraverso una revisione del funzionamento degli approcci nazionali introdotti dagli Stati membri, sviluppando nel contempo nuovi modi per promuovere una stretta collaborazione con il Regno Unito in seguito alla Brexit, e di cooperare con la comunità di intelligence e con alleati come gli Stati Uniti e il Canada, la NATO e il Centro UE di situazione e di intelligence (Intcen);
               
            
                  t)
               
               
                  di prestare particolare attenzione al potenziamento degli sforzi investigativi per quanto concerne il processo in corso di esternalizzazione della propaganda e di utilizzo da parte di soggetti terzi ostili di una serie di strumenti di moltiplicazione della forza, nonché all'importanza non solo di smascherare, esporre e rafforzare le capacità di attribuzione, ma anche di garantire che tali attacchi siano chiaramente attribuiti ai loro responsabili, in particolare rendendo pubblici i nomi di tali persone, quelli dei loro promotori e gli obiettivi da essi perseguiti, nonché analizzando gli effetti di tali attacchi sul pubblico destinatario; di pubblicare tutti i casi smascherati di propaganda ostile, accompagnati da una scheda dettagliata, allo scopo di allertare i cittadini e far sì che il pubblico destinatario interessato da un determinato caso di propaganda ostile ne venga a conoscenza;
               
            
                  u)
               
               
                  di sostenere la società civile, la comunità di esperti, le istituzioni private, il mondo accademico, gli attivisti informatici di base, la stampa principale, le associazione dei giornalisti e dei media nonché il crescente numero di destinatari interessati e di coinvolgerli in un ulteriore miglioramento delle misure finalizzate alla verifica dei fatti e allo smascheramento della disinformazione, al potenziamento della ricerca, in particolare studi approfonditi e ricerche in ambito sociologico, e ad un'analisi più efficace della manipolazione dell'informazione; di sostenere il giornalismo professionale, le inchieste investigative e i progetti volti a smascherare la disinformazione, come pure le start-up tecnologiche che creano strumenti digitali per consentire al pubblico di difendersi dagli attacchi della disinformazione; di evidenziare che è importante e necessario prevedere finanziamenti e attività di istruzione, ivi compresi seminari e corsi di formazione organizzati di concerto con gli Stati membri e la società civile, ad esempio creando una biblioteca e un centro di apprendimento online per l'alfabetizzazione mediatica, in modo da creare maggiore consapevolezza, contrastare la disinformazione e accrescere i livelli di alfabetizzazione mediatica;
               
            
                  v)
               
               
                  di accogliere con favore la serie di misure adottate dalla NATO per contrastare le nuove tipologie di minacce ibride, nonché la comunicazione congiunta sulla cooperazione UE-NATO in tale ambito; di invitare l'UE a garantire la rapida ed effettiva attuazione delle presenti raccomandazioni, anche nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC);
               
            
         
            L'approccio europeo
         
      
      
                  w)
               
               
                  di accogliere con favore la creazione delle nuove task force di comunicazione strategica del SEAE, composte da esperti con adeguate competenze linguistiche e conoscenze, segnatamente la task force per i Balcani occidentali e la task force South per i paesi del Medio Oriente, dell'Africa settentrionale e della regione del Golfo, incaricate di garantire il coordinamento e la coerenza delle comunicazioni dell'UE in tali regioni e di contrastare la disinformazione e la propaganda nei confronti dell'Unione;
               
            
                  x)
               
               
                  di prendere atto dei risultati tangibili conseguiti dalla task force East StratCom, inclusa la creazione del sito web euvsdisinfo.eu e dell'account Twitter @EUmythbuster; sottolinea che, da quando è stata creata, la task force ha smascherato più di 4 000 casi di campagne di disinformazione riguardanti un'ampia varietà di argomenti; di continuare a sostenere gli sforzi congiunti della Commissione, del SEAE e della task force East StratCom dell'UE, previa analisi dei suoi punti di forza, delle sue debolezze e delle migliorie necessarie, tra cui migliorare la capacità di individuare, analizzare e smascherare la disinformazione dotando le task force di comunicazione strategica del SEAE e le delegazioni dell'UE nei paesi del vicinato di personale, strumenti e competenze aggiuntivi, inclusi nuovi strumenti di analisi dei dati, assumendo nuovi esperti in materia di dati e disinformazione, e coprendo una gamma più ampia di fonti e lingue in considerazione della portata e dell'impatto della disinformazione;
               
            
                  y)
               
               
                  di trasformare con urgenza la task force East StratCom in un'unità a pieno titolo o in una struttura ancora più ampia in seno al SEAE e di sostenere le tre task force di comunicazione strategica del SEAE, attraverso i prossimi fondi stanziati dal Parlamento europeo, fornendo loro in misura adeguata risorse finanziarie e personale, tuttora necessari, con l'obiettivo di incrementare significativamente il loro potenziale, la loro efficacia, la loro professionalità, la loro continuità istituzionale e la qualità del loro lavoro, tutelandoli dall'ingerenza politica di funzionari e paesi che sostengono la disinformazione russa;
               
            
                  z)
               
               
                  di affrontare le attuali carenze della task force East StratCom, in particolare la mancanza di competenze a livello regionale, il significativo avvicendamento in termini di organico e l'assenza di continuità istituzionale, e di garantirle risorse finanziarie sufficienti e una struttura organizzativa adeguata, in quanto unico modo per assicurare il massimo livello possibile in termini di professionalità, efficacia e risultati;
               
            
                  aa)
               
               
                  di invitare gli Stati membri che non lo abbiano ancora fatto a designare i propri esperti nazionali distaccati presso le tre task force StratCom, garantendo che gli esperti ingaggiati dall'UE per contrastare la disinformazione siano politicamente imparziali e non partecipino attivamente alle dispute politiche interne del paese in questione; di invitare altresì i paesi partner con i quali esistono forti legami a fornire consulenza alla task force sulle tattiche impiegate dagli avversari statali e non statali comuni, e di riconoscere l'importanza e la necessità di un migliore coordinamento all'interno dell'UE;
               
            
                  ab)
               
               
                  di intensificare la cooperazione tra la task force East StratCom e tutte le istituzioni dell'UE, gli Stati membri e i partner che condividono gli stessi principi; di incoraggiare le rappresentanze dell'UE all'interno dell'Unione e le delegazioni dell'UE al di fuori dell'Unione a sostenere il lavoro della task force East StratCom, della task force South e della task force per i Balcani occidentali, in particolare condividendo le esperienze maturate sulla scena internazionale e le migliori prassi e provvedendo a tradurre le loro pubblicazioni nelle lingue locali; chiede di aumentare il personale preposto alla comunicazione strategica, in particolare per quanto riguarda le delegazioni dell'UE nei paesi del vicinato orientale e meridionale e nei Balcani occidentali;
               
            
                  ac)
               
               
                  di concentrarsi sui paesi candidati e sui partner del vicinato dell'UE affiancandoli nei loro sforzi volti a contrastare la propaganda ostile e le attività di disinformazione e coinvolgendo esperti provenienti da paesi terzi del vicinato dell'UE che sono esposti alle stesse minacce, nonché conferendo priorità allo sviluppo di un approccio e di attività di sensibilizzazione strategici a lungo termine in particolare nei confronti dei paesi del partenariato orientale; di rafforzare le capacità delle delegazioni dell'UE all'estero, delle rappresentanze della Commissione e degli uffici di collegamento del Parlamento europeo negli Stati membri, in modo da sviluppare le capacità locali di individuare e smascherare la disinformazione e di trasmettere efficacemente i valori e le politiche dell'UE, nonché di estendere la comunicazione basata su campagne e migliorare il coordinamento e la risonanza delle narrative positive in tutti gli Stati membri e le istituzioni dell'UE; di tenere conto dell'attuale proliferazione e delle minacce future in materia di disinformazione volte a minare l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale di tutti i paesi del partenariato orientale all'interno dei loro confini riconosciuti a livello internazionale; di accordare priorità, in particolare, all'elaborazione di un approccio e di attività di sensibilizzazione strategici a lungo termine nei confronti dei paesi del partenariato orientale, incentrando l'attenzione sugli scambi interpersonali e lavorando con le reti esistenti della società civile che rappresentano già una fonte di resilienza a livello di comunità;
               
            
                  ad)
               
               
                  di accordare priorità alla comunicazione strategica e di procedere periodicamente a una revisione della politica dell'UE in materia; di continuare a sostenere il lavoro del Fondo europeo per la democrazia al fine di trovare soluzioni pratiche per sostenere e rafforzare i media democratici, indipendenti e diversificati in lingua russa nei paesi del partenariato orientale e altrove; di invitare la Commissione e tutti gli Stati membri e i paesi che condividono gli stessi principi a partecipare attivamente a questo progetto e a sostenerlo; di prestare attenzione a qualsiasi attore internazionale che al momento agisce in modo simile;
               
            
                  ae)
               
               
                  di proporre al Consiglio europeo di attribuire priorità, nonché risorse e strumenti adeguati, alla lotta contro la disinformazione e la propaganda ostile, in modo da tutelare l'imparzialità dell'informazione e della sua divulgazione;
               
            
                  af)
               
               
                  di mettere in collegamento i centri specializzati esistenti a livello locale e nazionale, i nuovi media, i gruppi di riflessione, le ONG e gli altri attori e istituzioni che si occupano di guerra ibrida, in particolare la NATO, all'interno di una rete a livello dell'UE che contribuisca al coordinamento delle loro azioni e alla raccolta dei risultati ottenuti; di assegnare risorse adeguate a tale iniziativa; sottolinea che tale rete dovrebbe essere aperta ai partner dell'UE che condividono gli stessi principi, i quali potrebbero procedere allo scambio delle esperienze maturate sia come destinatari della disinformazione e della propaganda ostile, sia come oppositori di tali fenomeni; di garantire un'attuazione rapida ed effettiva delle raccomandazioni UE-NATO sulla lotta alle nuove tipologie di minacce ibride, anche a livello di PSDC, e di integrare il tema della lotta alla propaganda strategica nel percorso formativo dell'Accademia europea per la sicurezza e la difesa e della sua rete;
               
            
         
            Tutelare le elezioni dalla propaganda ostile
         
      
      
                  ag)
               
               
                  di condannare fermamente l'interferenza di soggetti terzi di qualsiasi tipo, incluse le società private, nelle elezioni e nei referendum, come pure l'uso illecito di bot, algoritmi, intelligenza artificiale, troll, video deepfake e account falsi durante le campagne politiche; di invitare gli Stati membri interessati a condurre urgentemente indagini approfondite su tali campagne ostili; esprime preoccupazione per i recenti sviluppi che hanno interessato gli algoritmi di reti sociali di grandi dimensioni e per il ruolo potenzialmente dannoso che potrebbero svolgere ponendo in evidenza contenuti che includono informazioni false o incitamento all'odio; di evidenziare la capacità delle società democratiche indipendenti di compiere legittimamente le proprie scelte politiche sovrane;
               
            
                  ah)
               
               
                  di invitare gli Stati membri e i paesi che condividono gli stessi principi a condividere i dati relativi a qualsiasi ingerenza estera o interna nei processi elettorali e a procedere allo scambio delle migliori prassi per contrastare tale fenomeno in modo da incrementare la resilienza alle ingerenze;
               
            
                  ai)
               
               
                  di invitare gli Stati membri a garantire che le leggi elettorali tengano conto delle possibili minacce derivanti dalle campagne di disinformazione, dagli attacchi informatici, dai reati informatici e dalle violazioni della libertà di espressione in sede elettorale; evidenzia che tali leggi dovrebbero essere opportunamente modificate per consentire agli Stati membri di contrastare efficacemente e proattivamente tali minacce; plaude, a tale proposito, a iniziative quali l'agenzia svedese per le emergenze civili; di sostenere i paesi associati all'UE e i Balcani occidentali fornendo loro le migliori prassi nonché risorse umane e tecnologiche onde garantire una solida difesa dei loro processi elettorali dalle attività informatiche malevole, dalla disinformazione e dalle attività di propaganda a opera della Russia e di altri attori ostili;
               
            
                  aj)
               
               
                  di invitare gli Stati membri ad adeguare le rispettive norme elettorali alle campagne online, nonché a monitorare e valutare le funzionalità di trasparenza previste in relazione ai contenuti pubblicitari politici;
               
            
                  ak)
               
               
                  di proporre, a seguito dell'uso improprio dei dati da parte di Cambridge Analytica durante la campagna referendaria del 2016 nel Regno Unito, una normativa che disciplini l'utilizzo dei dati nelle campagne elettorali al fine di tutelare maggiormente le campagne elettorali future da influenze indebite;
               
            
                  al)
               
               
                  di fare il punto su iniziative quali la commissione transatlantica bipartitica sull'integrità delle elezioni, che riunisce rappresentanti della politica, dell'industria tecnologica, dei media e delle imprese con l'obiettivo di tutelare i processi elettorali da ingerenze esterne;
               
            o
      o o
      
               
                  2.
               
               
                  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché, per conoscenza, al SEAE, alla NATO e al presidente, al governo e al parlamento della Russia.
               
            
         (1)  GU C 224 del 27.6.2018, pag. 58.
      
         (2)  GU C 356 del 4.10.2018, pag. 130.
      
         (3)  Testi approvati, P8_TA(2018)0483.