CELEX: 51993PC0448
Language: it
Date: 1993-10-07
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO relativo all' istituzione di un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di dischi magnetici (microfloppy da 3,5 pollici) originari del Giappone, di Taiwan e della Repubblica popolare cinese, e alla riscossione definitiva del dazio provvisorio

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ1 EUROPEE
                                                         COM(93) 448 def.
                                                         Bruxelles, 7 ottobre 1993
                                        Proposta di
                     REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
              relativo all'istituzione di un dazio antidumping definitivo
  sulle importazioni di alcuni tipi di dischi magnetici (microfloppy da 3,5 pollici)
       originari del Giappone, di Taiwan e della Repubblica popolare cinese,
                  e alla riscossione definitiva del dazio provvisorio
                             (Presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                          RELAZIONE
 1. Con regolamento (CEE) n. 920/93 0 ) del 15 aprile 1993, la Commissione ha istituito un
    dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di dischi magnetici
    (microfloppy da 3,5 pollici) originari del Giappone, di Taiwan e della Repubblica
    popolare cinese. Con regolamento (CEE) n. 2206/93 del 5 agosto 1993 (2), il Consiglio
    ha prorogato il dazio di un periodo non superiore a due mesi.
 2. Dopo l'adozione delle misure provvisorie, le parti interessate che ne avevano fatto
    richiesta sono state sentite dalla Commissione e hanno comunicato le loro osservazioni
    per iscritto. Su richiesta, le parti sono state informate dei fatti e delle considerazioni
    principali in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi definitivi e la
    riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazio provvisorio. Si è inoltre
    concesso loro un termine per formulare eventuali osservazioni.
3.  La Commissione ha esaminato le osservazioni formulate dalle parti oralmente o per
    iscritto modificando, se del caso, le sue conclusioni.
4.  Dalla determinazione definitiva dei fattirisultanopratiche di dumping per quasi tutti gli
    esportatori interessati, nonché il pregiudizio causato all'industria comunitaria dimostrato,
    in particolare, dalla diminuzione delle vendite, dal ribasso dei prezzi e dalla mancata
    redditività che ne è conseguita.
5.  La Commissione ritiene pertanto che sia nell'interesse della Comunità adottare misure
    definitive volte a eliminare gli effetti pregiudizievoli delle importazioni in dumping. A
    norma dell'articolo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88/CEE del Consiglio (3), la
    Commissione ha quindi proposto, previa consultazione in sede di comitato consultivo,
    l'istituzione di dazi antidumping definitivi sulle importazioni di alcuni tipi di dischi
    magnetici (microfloppy da 3,5 pollici) originari del Giappone, di Taiwan e della
    Repubblica popolare cinese.
6.  Considerati i margini di dumping stabiliti e la gravità del pregiudizio causato all'industria
    comunitaria, si propone altresì diriscuoteredefinitivamente, a concorrenza dell'importo
    del dazio definitivamente istituito, gli importi depositati a titolo di dazio antidumping
    provvisorio.
(i) GU n. L 95 del 21.4.1993, pag. 5.
(2)
    G.U. n. L. 196 del 5.8.1993, pag. 47.
(3) GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
 ---pagebreak---                                               Proposta di
                           REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
                    relativo all'istituzione di un dazio antidumping definitivo
       sulle importazioni di alcuni tipi di dischi magnetici (microfloppy da 3,5 pollici)
             originari del Giappone, di Taiwan e della Repubblica popolare cinese,
                        e alla riscossione definitiva del dazio provvisorio
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'I 1 luglio 1988, relativo alla difesa
contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri
della Comunità economica europea (l), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo a norma del
regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
     A. MISURE PROVVISORIE
1.   Con regolamento (CEE) n. 920/93 (2), in appresso denominato "regolamento provvisorio",
     la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di
     alcuni tipi di dischi magnetici (microfloppy da 3,5 pollici) originari del Giappone, di
     Taiwan e della Repubblica popolare cinese, di cui al codice NC ex 85 23 20 90. Con
     regolamento (CEE) n. 2206/93 (3), il Consiglio ha prorogato il dazio di un periodo non
     superiore a due mesi.
      B, PROCEDIMENTO SUCCESSIVO
2.   Dopo l'adozione del dazio antidumping provvisorio, le parti interessate che ne avevano
     fatto richiesta sono state sentite dalla Commissione e alcune di esse hanno presentato
     osservazioni scritte.
(,)
     GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
(2)
      GU n. L 95 del 21.4.1993, pag. 5.
(3)
      GU n. L 196 del 5.8.1993, pag. 47.
 ---pagebreak--- 3. Due importatori, che non avevano collaborato all'inchiesta, hanno comunicato
   osservazioni scritte alla Comissione dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio.
   Uno di essi ha chiesto e ottenuto un'audizione.
4.  Su richiesta, le parti sono state informate per iscritto dei fatti e delle considerazioni
   principali in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi definitivi e la
   riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazio provvisorio. Si è inoltre
   concesso loro un termine ragionevole per formulare eventuali osservazioni.
5. La Commissione ha esaminato le osservazioni scritte o orali delle parti modificando, se
   del caso, le sue conclusioni.
6. Considerati il volume e la complessità dei dati esaminati, non è stato possibile
   concludere l'inchiesta entro il termine di cui all'articolo 7, paragrafo 9, lettera a) del
   regolamento (CEE) n. 2423/88.
   C PRODOTTO IN OGGETTO/PRODOTTO SIMILE
7. Non essendo state presentate altre argomentazioni inerenti al prodotto in oggetto e al
   prodotto simile, vengono adottate le conclusioni della Commissione di cui ai
   considerando da 7 a 12 del regolamento provvisorio.
   D. TRATTAMENTO INDIVIDUALE DEGLI ESPORTATORI CINESI
   Numerosi produttori della Repubblica popolare cinese hanno chiesto nuovamente alla
   Commissione di elaborare conclusioni separate per ciascuna delle loro società, senza però
   addurre prove complementari a quelle presentate prima delle conclusioni provvisorie e
   menzionate al considerando 13 del regolamento provvisorio.
   A tale riguardo, la Commissione ricorda che il regolamento (CEE) n. 2423/88 non
   impone il trattamento individuale. La concessione di tale trattamento a determinati
   produttori, infatti, potrebbe influenzare o addirittura falsare il calcolo del dazio
   antidumping per tutto il paese. In pratica, inoltre, è estremamente difficile accertare, nel
   caso di un paese come la Repubblica popolare cinese, se una società sia realmente
   indipendente dallo Stato, in diritto e in fatto, e in particolare se lo sia costantemente o
   soltanto in un determinato periodo.
   Infine, visto che la concessione del trattamento individuale può causare l'istituzione di
   dazi a livelli inadeguati e consentire allo Stato di eludere le misure antidumping
   convogliando le esportazioni tramite l'esportatore con il dazio più basso, la Commissione
   è giunta alla conclusione che ci si potrà discostare dalla regola generale, in base a cui
   viene istituito un unico dazio antidumping per i paesi a commercio di Stato, soltanto
   quando si abbia l'assoluta certezza che l'efficacia della misura non è compromessa.
   Gli accertamenti effettuati nel regolamento provvisorio in merito alla Hanny Magnetics
   (Zuhai) Ltd. durante l'inchiesta della Commissione dimostrano che il governo non
   interferisce nell'attività della società, a cui è stato quindi concesso il trattamento
 ---pagebreak---     individuale. In base ai principi del legittimo affidamento e della certezza del diritto, la
    Commissione ritiene opportuno mantenere tale trattamento per questa società. Del resto,
    il rischio di elusioni è minimo data la lieve differenza riscontrata tra il margine di
    dumping per questo produttore e quello applicabile agli altri.
    Si confermano quindi le conclusioni di cui al suddetto considerando 13.
9.  Il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione.
    E. DUMPING
    1- Valore normale
10. Per le conclusioni definitive, il valore normale è stato generalmente stabilito secondo gli
    stessi metodi utilizzati nella determinazione provvisoria del dumping, dopo aver preso
    in considerazione i nuovi fatti e argomenti esposti dalle parti.
11. Dopo la pubblicazione del regolamento provvisorio, un produttore di Taiwan ha
    affermato che si sarebbe dovuto calcolare il valore normale in base ai prezzi di tutte le
    vendite del prodotto simile sul mercato nazionale, comprese le vendite in perdita.
    Come risulta dal considerando 18 del regolamento provvisorio, il valore normale per
    questo produttore di Taiwan è stato stabilito, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3,
    lettera a) e paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88, in base al prezzo
    effettivamente pagato nel corso di normali operazioni commerciali per vendite del
    prodotto simile sul mercato interno effettuate in quantitativi tali da consentire un
    equo confronto.
    Si è tuttaviariscontratoche la maggior parte delle vendite sul mercato interno di un tipo
    di prodotto è stata effettuata con perdite considerevoli. La Commissione, pertanto, ha
    dovuto escludere dalla determinazione del valore normale le vendite di questo prodotto
    i cui prezzi non permettevano, nel corso di normali operazioni commerciali durante il
    periodo dell'inchiesta, di recuperare tutti i costi equamente ripartiti.
    Per quantoriguardal'altro tipo di prodotto, il produttore ha potuto dimostrare che i suoi
    prezzi di vendita erano sufficientemente redditizi da poter essere considerati nel corso
    di normali operazioni commerciali durante il periodo dell'inchiesta. Per determinare il
    valore normale per questo tipo di prodotto, quindi, ci si è basati su tali prezzi.
12. Il produttore della Repubblica popolare cinese di cui al considerando 21 del regolamento
    provvisorio ha dichiarato che il valore normale stabilito in base ad un'economia di
    mercato analoga, ossia Taiwan, doveva essere adeguato perriflettereil minore costo di
    fabbricazione in Cina.
    La Commissione non può accettare questa argomentazione in quanto, per tener conto
    delle differenze di costo di un paese a commercio di Stato, ci si dovrebbe basare sui
    costi di produzione del paese, segnatamente quelli relativi alla manodopera, ai servizi e
    al trasporto, nonché sugli oneri immobiliari e degli altri mezzi di produzione che, non
    essendo determinati dalle forze di mercato, non consentirebbero un equo confronto.
 ---pagebreak--- 13. Sono confermate queste conclusioni, nonché quelle di cui ai considerando da 15 a 23 del
    regolamento provvisorio relativi al valore normale.
    2. Prezzi all'esportazione
14. Un produttore di Taiwan ha affermato che, per motivi di equità, la Commissione avrebbe
    dovuto escludere dal calcolo dei prezzi all'esportazione le vendite effettuate ai produttori
    comunitari denunziami.
    La Commissione, tuttavia, non può accettare tale esclusione poiché le vendite in oggetto
    sono conformi alle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 8, lettera a) del regolamento
    (CEE) n. 2423/88 relative alla determinazione dei prezzi all'esportazione. Detto
    regolamento, infatti, non prevede esclusioni di tal genere e oltretutto, nel caso in esame,
    la situazione del cliente non incide sull'affidabilità dei prezzi stessi.
    Nel considerando 28 si esamina il problema del pregiudizio a se medesimo.
15. Sono confermate queste posizioni e le conclusioni relative ai prezzi all'esportazione di
    cui ai considerando da 24 a 28 del regolamento provvisorio.
    3. Confronto
16. Il produttore cinese di cui al considerando 31 del regolamento provvisorio ha obiettato
    che l'adeguamento del valore normale effettuato per tener conto delle diverse
    caratteristiche fisiche dei dischetti non certificati venduti per l'esportazione non rifletteva
    pienamente l'entità di queste differenze.
    Nell'esaminare la questione, la Commissione ha riscontrato che l'acquisto di dischetti non
    certificati comporta determinati rischi per l'acquirente, il che richiede un adeguamento
    per tener conto delle diverse caratteristiche fisiche. 11 produttore, però, non è stato in
    grado di fornire altri elementi di prova a sostegno della sua richiesta. La Commissione
    ritiene pertanto che l'adeguamento provvisorioriflettapienamente le differenze riscontrate
    in termini di caratteristiche fìsiche e ha deciso quindi di respingere la richiesta di
    adeguamenti supplementari.
17. Molti altri produttori cinesi e un produttore di Taiwan hanno dichiarato che, nel
    confrontare il valore normale sul mercato di Taiwan con il prezzo all'esportazione, non
    si erano effettuati adeguamenti che riflettessero le differenze tra le spese per le vendite
    dirette ai clienti OEM sul mercato di esportazione e quelle per le vendite ai clienti non
    OEM sul mercato nazionale. Nell'esaminare la situazione del produttore di Taiwan che
    ha effettuato vendite nazionali in quantitativi sufficienti per consentire un equo
    confronto, la Commissione non hariscontratodifferenze tra le spese di vendita sostenute
    e gli utili realizzati attraverso i vari canali di vendita. Non si sono quindi potuti
    effettuare adeguamenti al riguardo.
    4. Margini di dumping
18. In base alle modifiche apportate ai calcoli del valore normale e del prezzo
    all'esportazione, la Commissione ha ottenuto i seguenti margini di dumping definitivi,
 ---pagebreak---      espressi in percentuale del valore CIF e stabiliti, per ciascuna delle società in oggetto,
     conformemente alle disposizioni del regolamento (CEE) n. 1224/80 del Consiglio (4), del
     28 maggio 1980, modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 4046/89(5), relative al
     valore doganale:
     Giappone Memorex Telex Japan Ltd. 49,0%                      Cina Hanny Magnetics
                Hitachi Maxell Ltd.            32,8%                  (Zuhai) Ltd.       35,6%
                TDK Ltd.                       44,8%                  Altre società      39,4%
                Sony Ltd.                      60,1%
     Taiwan CIS Technology Ltd.                 19,8%
                Megamedia Ltd.                 32,7%
 19. Per quanto riguarda i produttori che non hanno collaborato all'inchiesta, non sono
     pervenuti commenti alle conclusioni della Commissione di cui al considerando 37 del
     regolamento provvisorio. Si confermano pertanto tali conclusioni ed il margine di
     dumping per detti produttori è fissato al livello dei più elevati margini rispettivamente
     stabiliti.
     F. INDUSTRIA COMUNITARIA
20. I produttori giapponesi e cinesi hanno contestato le conclusioni della Commissione di cui
     ai considerando da 39 a 47 del regolamento provvisorio secondo le quali i cinque
     produttori denunziami rappresentano una proporzione rilevante della produzione
     comunitaria di microfloppy da 3,5 pollici e possono quindi essere definiti "industria
     comunitaria" ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88. Essi
     dichiarano in particolare che la produzione dei produttori comunitari collegati ai
     produttori dei paesi di cui al procedimento si sarebbe dovuta includere nella produzione
     comunitaria totale onde determinare se la produzione dei cinque denunziami costituisse
     una proporzione rilevante della produzione comunitaria totale del prodotto in oggetto.
     A tale riguardo, la Commissione ricorda che, secondo la prassi delle istituzioni
     comunitarie, la produzione comunitaria totale corrisponde esclusivamente alla produzione
     dei produttori comunitari non esclusi per i motivi di cui al primo trattino del suddetto
     articolo 4, paragrafo 5. Nel determinare se l'industria comunitaria rappresenti una
     proporzione rilevante di questa produzione, pertanto, si deve escludere a maggior ragione
     dalla produzione comunitaria totale la produzione dei produttori che non rientrano nella
     definizione dell'industria comunitaria perché collegati agli esportatori.
     Il principio di base dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88 è che
     nel determinare il pregiudizio non si dovrebbe consentire ai produttori collegati agli
     esportatori di chiedere un risarcimento per pratiche commerciali sleali in quanto,
     attraverso questo collegamento, potrebbero aver partecipato a pratiche di dumping
     pregiudizievoli o averne tratto vantaggio. Solo escludendo, ove necessario, questi
     produttori le istituzioni comunitarie possono avere un quadro non falsato e obiettivo degli
(4)
     GUn. L 134 del 31.5.1980, pag. 1.
(5)
     GU n. L 388 del 30.12.1989, pag. 24
 ---pagebreak---      produttori le istituzioni comunitarie possono avere un quadro non falsato e obiettivo degli
     effetti delle importazioni in dumping. Altrimenti, oltre a contribuire al pregiudizio, i
    produttori collegati agli esportatori, o che beneficiano del dumping per altri motivi,
    potrebbero compromettere - o addirittura bloccare - i tentativi dei produttori comunitari
    denunzi an ti di ottenere il risarcimento che spetta loro per il pregiudizio subito a causa
     delle importazioni in dumping.
    La Commissione ribadisce pertanto le conclusioni dei considerando da 39 a 47 del
    regolamento provvisorio, secondo le quali i produttori comunitari collegati ai produttori
    giapponesi devono essere esclusi dalla nozione di industria comunitaria; su queste basi,
    la produzione di microfloppy da 3,5 pollici dei produttori denunziami ha rappresentato,
    nel periodo dell'inchiesta, il 77% circa della produzione comunitaria totale.
21. Il Consiglio conferma queste conclusioni.
    G. PREGIUDIZIO
     1. Cumulo degli effetti delle importazioni in dumping
22. Alcuni produttori giapponesi hanno contestato le conclusioni della Commissione in
    materia di cumulo di cui ai considerando da 50 a 52 del regolamento provvisorio, senza
    però presentare argomentazioni o elementi nuovi. Sono pertanto confermate le
    summenzionate conclusioni della Commissione.
    2. Prezzi delle importazion in dumping
23. Un produttore giapponese e i produttori della Repubblica popolare cinese hanno
    contestato le basi del considerando 55 del regolamento provvisorio in cui la
    Commissione affermava che, in molti casi, tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta i prezzi
    dei microfloppy da 3,5 pollici importati erano diminuiti di oltre il 75%
    La Commissione ha riesaminato i dati disponibili relativi alla tendenza dei prezzi
    all'esportazione dal 1988 in poi, riscontrando una diminuzione considerevole compresa,
    a seconda delle società e del tipo di prodotto, tra il 23% e il 79%.
    Nel confrontare i prezzi applicati all'inizio e alla fine del periodo dell'inchiesta (dodici
    mesi), si è riscontrata una diminuzione media del 13% per i microfloppy da 3,5 pollici
    non di marca e del 3,5% per quelli di marca.
24. Un produttore giapponese ha dichiarato che, nel determinare le sottoquotazioni di prezzo,
    la Commissione avrebbe dovuto tener conto del fatto che le vendite effettuate dalla
    consociata tedesca ad un distributore esclusivo sul mercato francese sono avvenute ad
    un livello commerciale diverso da quello delle vendite corrispondenti dell'industria
    comunitaria.
    Di conseguenza, la Commissione ha ricalcolato le sottoquotazioni per questo produttore
    giapponese.
    Detto produttore, tuttavia, non ha fornito elementi che dimostrassero una differenza tra
    le mansioni o attività del distributore in Francia e quelle di altri distributori nella
 ---pagebreak---     Comunità. La Commissione ha quindi stabilito, per questo produttore, i prezzi ai
     distributori e li ha confrontati con i prezzi di vendita ai distributori dell'industria
     comunitaria. Si è inoltre proceduto ad un confronto, allo stesso livello, dei prezzi
    applicati ad altre categorie di clienti.
    Dal nuovo confronto dei prezzi risulta un margine di sottoquotazione compreso nella
    gamma di cui al considerando 55 del regolamento provvisorio.
25. Si confermano queste conclusioni e quelle del considerando 55 del regolamento
    provvisorio.
    3. Situazione dell'industria comunitaria
26. Non essendo state presentate nuove argomentazioni o informazioni, si confermano le
    conclusioni della Commissione di cui ai considerando da 56 a 61 del regolamento
    provvisorio sulla situazione dell'industria comunitaria e quelle relative al pregiudizio, di
    cui al considerando 62.
    H. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
27. Due produttori giapponesi hanno contestato, adducendo che le quote di mercato delle
    importazioni dal Giappone erano considerevolmente diminuite nel periodo in oggetto, le
    conclusioni della Commissione di cui al considerando 66 del regolamento provvisorio,
    secondo le quali l'effetto delle importazioni da paesi terzi non contemplati dal
    procedimento non hanno alterato il fatto che le importazioni in dumping dal Giappone,
    da Taiwan e dalla Repubblica popolare cinese, considerate isolatamente, hanno causato
    grave pregiudizio all'industria comunitaria. Questi produttori, pertanto, hanno chiesto che
    gli effetti delle importazioni dal Giappone non vengano analizzati insieme a quelli delle
    importazioni dagli altri paesi in oggetto.
    La Commissione ricorda che le istituzioni della Comunità seguono una prassi costante,
    avallata dalla Corte di giustizia, che consiste nell'esaminare globalmente gli effetti delle
    importazioni in dumping, tranne per i casi in cui il livello delle importazioni in dumping
    da un determinato paese è trascurabile o non contribuisce comunque al pregiudizio.
    Nel considerando 54 del regolamento provvisorio, la Commissionericonosceche, tra il
    1988 e il periodo dell'inchiesta, le importazioni in dumping di microfloppy da 3,5 pollici
    provenienti dal Giappone sono diminuite, conservando però una quota di mercato
    considerevole (22%) e circa il doppio di quella dell'industria comunitaria.
    Inoltre, considerate complessivamente, le importazioni in dumping dai tre paesi in
    questione hanno raggiunto, nel periodo dell'inchiesta, una quota di mercato del 33,8%
    che, combinata con il notevole ribasso dei prezzi dovuto alle sottoquotazioni di queste
    importazioni in dumping, ha sicuramente avuto un effetto negativo sulla situazione della
    giovane industria comunitaria.
    La Commissioneribadiscepertanto le conclusioni del suddetto considerando 66.
 ---pagebreak---     regolamento provvisorio, la Commissione considerasse un indicatore di grave pregiudizio
     la sottoutilizzazione degli impianti mentre, al tempo stesso, i produttori comunitari
    denunziami importavano quantitativi talvolta ingenti del prodotto in oggetto dei paesi di
    cui al procedimento. L'industria comunitaria, quindi, stava causando a se stessa un
    pregiudizio.
    Come sottolineato nel considerando 43 del regolamento provvisorio, nel periodo
    dell'inchiesta le importazioni di microfloppy da 3,5 pollici di tutti i produttori comunitari
    tranne uno hanno rappresentato solo una modesta percentuale delle loro vendite. Le
    argomentazioni addotte dal Giappone, pertanto, non sono corroborate dai fatti.
    Va osservato che il produttore denunziarne, oltre a un alto livello di importazioni, aveva
    anche un alto tasso di utilizzazione degli impianti. Il fatto che la Commissione riconosca
    la sottoutilizzazione generale degli impianti non è pertanto in contraddizione con le
    importazioni di microfloppy da 3,5 pollici. Tali importazioni, infatti, sono una
    conseguenza del fatto che, a causa delle importazioni a basso prezzo dai paesi in
    questione, il produttore non ha potuto finanziare gli investimenti necessari per sviluppare
    una capacità produttiva sufficiente a soddisfare la domanda nella Comunità. L'unica via
    possibile per il produttore era, all'epoca, l'autodifesa, per cui non ha arrecato a se stesso
    nessun pregiudizio.
29. Si confermano le conclusioni della Commissione relative alla causa del pregiudizio e
    all'incidenza di altri fattori nonché quelle contenute nei considerando da 64 a 74 del
    regolamento provvisorio.
    L INTERESSE DELLA COMUNITÀ
30. Due produttori giapponesi hanno sostenuto che istituire dazi in un periodo in cui le
    forniture scarseggiano sul mercato comunitario e l'industria comunitaria non è in grado
    di soddisfare la domanda servirebbe solo a far aumentare costi e prezzi, a scapito delle
    società di duplicazione e dei consumatori.
    Nel considerando 78 del regolamento provvisorio, la Commissione ha riconosciuto che
    l'attuale produzione dell'industria comunitaria non basta per far fronte al recente aumento
    della domanda sul mercato comunitario. Sin dalla fine del periodo dell'inchiesta, tuttavia,
    per reagire in modo adeguato a questo stato di cose l'industria comunitaria si è adoperata
    per aumentare la sua capacità produttiva e si prevede che continuerà ad investire nel
    settore in quanto i dazi antidumping hanno allentato temporaneamente la pressione dei
    prezzi delle importazioni sleali. Per rispondere in modo più incisivo all'andamento del
    mercato, inoltre, altri produttori comunitari hanno aperto impianti di produzione nella
    Comunità. Secondo la Commissione, è fondamentale che l'industria comunitaria
    denunzi ante e questi nuovi produttori comunitari indipendenti abbiano la possibilità di
    raggiungere, in condizioni commerciali eque e non falsate dal dumping, i livelli di
    redditività necessari per la vitalità economica. La Commissione ribadisce pertanto le sue
    conclusioni sull'interesse della Comunità di cui ai considerando da 75 a 80 del
    regolamento provvisorio.
                                               10
 ---pagebreak--- 31. Un importatore ha dichiarato che l'istituzione di un dazio antidumping definitivo
    servirebbe solo a far aumentare i costi per gli utenti senza aiutare in alcun modo
    l'industria comunitaria, poiché i produttori e gli esportatori dei paesi non soggetti a dazio
    trarrebbero vantaggio dai prezzi più elevati per aumentare le loro quote di mercato a
    prezzi inferiori a quelli necessari all'industria comunitaria.
    La Commissione fa notare, tuttavia, che il presente procedimento ha lo scopo di
    affrontare i problemi causati dalle importazioni in dumping dai paesi in questione, e che
    nessuna misura antidumping mira a tutelare l'industria comunitaria dalla normale equa
    concorrenza, caratterizzata da un libero accesso al mercato.
32. Non essendo state presentate altre argomentazioni, si confermano tali conclusioni e
    quelle di cui ai considerando da 75 a 85 del regolamento provvisorio.
    JL DAZIO
33. AI fine di determinare il dazio provvisorio, la Commissione ha stabilito l'importo del
    dazio necessario per eliminare il pregiudizio basandosi sui costi di produzione e
    aggiungendo un margine di utile del 10%. Il denunziarne sostiene che questo margine
    non basta per coprire gli investimenti necessari all'industria comunitaria per aumentare
    la capacità di produzione, le esigenze del marketing e le spese per la ricerca e lo
    sviluppo di nuovi prodotti, e che la Commissione dovrebbe optare per un margine di
    utile compreso tra il 12 e il 16% del fatturato nel calcolare l'aumento dei prezzi
    necessario per eliminare il pregiudizio.
34. La Commissioneribadisceche, viste le ingenti spese sostenute nel periodo dell'inchiesta,
    non sarebbe realistico aspettarsi per l'industria comunitaria margini di utile superiori al
    10%, considerato il minimo indispensabile per garantire la vitalità dell'industria.
35. Un produttore giapponese ha sostenuto che, nel calcolare il dazio necessario per
    eliminare il pregiudizio, la Commissione ha attribuito ai produttori dei paesi in questione
    non solo il pregiudizio subito dall'industria comunitaria a causa delle importazioni da
    questi paesi, ma anche quello causato da altri fattori, segnatamente le importazioni dai
    paesi non contemplati dal procedimento.
    La Commissione respinge quest'affermazione.
    Nel valutare la situazione globale, la Commissione ha esaminato tutte le possibili cause
    di pregiudizio onde accertarsi che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria non
    fosse attribuibile, in realtà, a fattori diversi dalle importazioni dal Giappone, da Taiwan
    e dalla Repubblica popolare cinese. Come si è detto nel considerando 66 del regolamento
    provvisorio, dall'esame delle importazioni dai paesi terzi non contemplati dal
    procedimento è emerso che, anche se parte del pregiudizio poteva essere attribuita a
    queste importazioni, rimaneva inalterato il fatto che le importazioni in dumping dai paesi
    di cui al procedimento, considerate isolatamente, avevano causato un notevole
    pregiudizio.
    In linea con la prassi comunitaria, inoltre, la Commissione è intervenuta per eliminare
    il pregiudizio istituendo dazi solo fino a concorrenza dei margini di dumping o dei
                                                 11
 ---pagebreak---      margini di svendita determinati singolarmente per i produttori responsabili del dumping.
    È pertanto evidente che, adottando quest'impostazione, la Commissione elimina soltanto
    il pregiudizio causato da ciascun esportatore con le sue importazioni in dumping e,
    pertanto, non attribuisce alle importazioni in dumping nessun elemento di pregiudizio
     ascrivibile ad altri fattori.
36. La differenza tra i prezzi per l'industria comunitaria, stabiliti secondo il metodo di cui
    al considerando 81 del regolamento provvisorio, e i prezzi delle importazioni in dumping
    utilizzati per stabilire la sottoquotazione, come spiegato nel considerando 55 del
    regolamento provvisorio adeguato dal considerando 27 del presente regolamento, espressa
    in media ponderata e in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, stabilito
    conformemente alle disposizioni del regolamento (CEE) n. 1224/80 del Consiglio in
    materia di valore doganale, è risultata superiore ai margini di dumping accertati per tutti
    i produttori di Taiwan e della Repubblica popolare cinese, mentre varia tra il 6,1 e il
    40,9% per i produttori giapponesi.
    Per quanto riguarda i produttori che non hanno collaborato all'inchiesta, la Commissione
    ritiene che il risultato dell'inchiesta costituisca la base più appropriata per stabilire il
    livello del dazio, e conclude quindi che verrà applicato loro il livello massimo del dazio
    determinato per un produttore dello stesso paese.
37. Si confermano le summenzionate conclusioni della Commissione nonché la
    determinazione del dazio da applicare, come risulta dai considerando da 81 a 85 del
    regolamento provvisorio.
    K. IMPEGNI
38. Numerosi produttori hanno offerto impegni, ma la Commissione li ha informati che, nel
    caso in esame, non può accettarli perché ritiene che il grado di non collaborazione al
    procedimento, la rapida evoluzione tecnologica del prodotto e la variabilità dei prezzi
    renderebbero estremamente difficile controllare l'osservanza degli impegni.
    Probabilmente, inoltre, l'alto livello di mobilità degli impianti di produzione nell'industria
    non contribuirebbe a ripristinare eque condizioni di concorrenza sul mercato.
39. In considerazione di quanto precede, le misure dovrebbero essere istituite sotto forma di
    dazi antidumping definitivi.
    L RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
40. Visti i margini di dumping stabiliti, il pregiudizio arrecato all'industria comunitaria e la
    precaria situazione finanziaria di quest'ultima, è necessario riscuotere definitivamente gli
    importi depositati a titolo di dazio provvisorio per tutte le società. Qualora il dazio
    provvisorio fosse più elevato dell'aliquota del dazio definitivamente istituito, l'importo
    riscosso non supererà il dazio antidumping definitivo.
                                               12
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                           Articolo I
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di microfloppy da
   3,5 pollici utilizzati per registrare e memorizzare informazioni digitali codificate, di cui
   al codice NC ex 85 23 20 90 (codice Taric 85 23 20 90*10), originari del Giappone, di
   Taiwan e della Repubblica popolare cinese.
2. L'aliquota del dazio applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, non
   sdoganato, è la seguente:
a) 40,9% per i prodotti di cui al paragrafo 1 originari del Giappone (codice addizionale
   Taric: 8708), fatta eccezione per i prodotti importati fabbricati e venduti per
   l'esportazione nella Comunità dalle seguenti società, cui si applicano le aliquote seguenti:
   - Memorex Telex Japan Ltd.: 6,1% (codice addizionale Taric: 8705 )
   - Hitachi-Maxell :                  20,6% (codice addizionale Taric: 8706 )
   - TDK:                              26,7% (codice addizionale Taric: 8707 )
b) 32,7% per i prodotti di cui al paragrafo 1 originari di Taiwan (codice addizionale
   Taric: 8710), fatta eccezione per i prodotti importati, fabbricati e venduti per
   l'esportazione nella Comunità dalla seguente società, cui si applica l'aliquota seguente:
   - CIS Technology:                   19,8% (codice addizionale Taric: 8709)
e) 39,4% per i prodotti di cui al paragrafo 1 originari della Repubblica popolare cinese
   (codice addizionale Taric: 8712), fatta eccezione per i prodotti importati, fabbricati e
   venduti per l'esportazione nella Comunità dalla seguente società, cui si applica l'aliquota
   seguente:
   - Hanny Magnetics:                  35,6% (codice addizionale Taric:   8711)
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
                                           Articolo 2
1. Vengono riscossi definitivamente gli importi depositati a titolo di dazio antidumping
   provvisorio a norma del regolamento (CEE) n. 920/93 per i microfloppy da 3,5 pollici.
   Qualora il dazio provvisorio fosse più elevato dell'aliquota del dazio definitivo, è riscosso
   un importo non superiore a quello di detto dazio definitivo.
2. Gli importi depositati eccedenti l'importo del dazio definitivo sono svincolati.
                                               13
 ---pagebreak---                                            Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                                   Per il Consiglio
                                              14
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                              COM(93) 448 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              08
                                         N. di catalogo : CB-CO-93-491-IT-C
                                                            ISBN 92-77-59465-9
Ufficio delle pubblicazioni nffidali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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