CELEX: C2007/056/60
Language: it
Date: 2007-03-10 00:00:00
Title: Causa T-1/07: Ricorso presentato il 2 gennaio 2007 — Apache Footwear e Apache II Footwear/Consiglio

10.3.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 56/30
            
         Ricorso presentato il 2 gennaio 2007 — Apache Footwear e Apache II Footwear/Consiglio
   (Causa T-1/07)
   (2007/C 56/60)
   Lingua processuale: l'inglese
   Parti
   
      Ricorrenti: Apache Footwear Ltd (Guangzhou, Cina) e Apache II Footwear Ltd (Qingyuan, Cina) (rappresentanti: sigg. O. Prost et S. Ballschmiede, avv.ti)
   
      Convenuto: Consiglio dell'Unione europea
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               Annullare l'art. 1 del regolamento (CE) del Consiglio 5 ottobre 2006 (1), n. 1472/2006, che istituisce un danno antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti sull'importazione di alcuni tipi di calzature con tomaie di cuoio originarie della Repubblica popolare cinese e del Vietnam in quanto impone il 16,5 % di dazi sulle importazioni di prodotti fabbricati alle ricorrenti;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con il presente ricorso le ricorrenti chiedono l'annullamento parziale, a norma dell'art. 234 (CE) dell'impugnato regolamento nella parte in cui impone dazi antidumping definitivi sulle loro esportazioni verso l'Unione europea.
   Le ricorrenti deducono tre motivi di diritto a sostegno del loro ricorso:
   In primo luogo, le ricorrenti sostengono che il Consiglio, nell'esaminare se le ricorrenti rispondano ai criteri del trattamento dell'economia di mercato a norma dell'art. 2, n. 7, lett. b) e c) del regolamento (CEE) n. 384/96 (in prosieguo: il «regolamento di base»), ha violato il medesimo regolamento, come pure il suo obbligo di motivazione ai sensi dell'art. 253 CE, nella misura in cui ha omesso di esaminare se le ricorrenti siano soggette ad un'importante interferenza da parte dello Stato.
   In secondo luogo, le ricorrenti sostengono che il Consiglio, rifiutando di prendere in considerazione talune informazioni chiave aggiuntive, è venuto meno al suo obbligo di diligenza e di buona amministrazione, e di conseguenza è incorso in manifesto errore di valutazione.
   In terzo luogo, le ricorrenti sostengono che il Consiglio, rifiutando di escludere le calzature per bambini dall'ambito di applicazione dei provvedimenti nella fase del regolamento definitivo, ha violato l'art. 21 del regolamento di base come pure il suo obbligo di motivazione ai sensi dell'art. 253 CE ed è incorso e manifesto errore di valutazione.
   
      (1)  GU L 275, pag. 1.