CELEX: 
Language: it
Date: 2013-11-16 00:00:00
Title: 2013/551/UE: Decisione del Parlamento europeo, del 17 aprile 2013 , sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2011, sezione X — Servizio europeo per l’azione esterna#Risoluzione del Parlamento europeo, del 17 aprile 2013 , recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2011, sezione X — Servizio europeo per l’azione esterna

16.11.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 308/139
            
         DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
   del 17 aprile 2013
   sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2011, sezione X — Servizio europeo per l’azione esterna
   (2013/551/UE)
   IL PARLAMENTO EUROPEO,
   
               —
            
            
               visto il bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2011 (1),
            
         
               —
            
            
               visti i conti annuali definitivi dell’Unione europea relativi all’esercizio 2011 [COM(2012)436 – C7-0235/2012] (2),
            
         
               —
            
            
               vista la relazione annuale della Corte dei conti sull’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2011, corredata delle risposte delle istituzioni (3),
            
         
               —
            
            
               vista la dichiarazione attestante l’affidabilità (4) dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti per l’esercizio 2011 a norma dell’articolo 287 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
            
         
               —
            
            
               visti l’articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
            
         
               —
            
            
               visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (5), in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,
            
         
               —
            
            
               visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 (6), in particolare gli articoli 164, 165, 166 e 167,
            
         
               —
            
            
               visti l’articolo 77 e l’allegato VI del suo regolamento,
            
         
               —
            
            
               visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per gli affari esteri (A7-0099/2013),
            
         
               1.
            
            
               concede il discarico all’alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza in riferimento all’esecuzione del bilancio del servizio europeo per l’azione esterna per l’esercizio 2011;
            
         
               2.
            
            
               esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;
            
         
               3.
            
            
               incarica il suo presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell’Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (serie L).
            
         
      
         
            Il presidente
         
         Martin SCHULZ
      
      
         
            Il segretario-generale
         
         Klaus WELLE
      
   
   
      (1)  GU L 68 del 15.3.2011.
   
      (2)  GU C 348 del 14.11.2012, pag. 1.
   
      (3)  GU C 344 del 12.11.2012, pag. 1.
   
      (4)  GU C 348 del 14.11.2012, pag. 130.
   
      (5)  GU L 248, del 16.9.2002, pag. 1.
   
      (6)  GU L 298, del 26.10.2012, pag. 1.
   
      RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
      del 17 aprile 2013
      recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2011, sezione X — Servizio europeo per l’azione esterna
      IL PARLAMENTO EUROPEO,
      
                  —
               
               
                  visto il bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2011 (1),
               
            
                  —
               
               
                  visti i conti annuali definitivi dell’Unione europea relativi all’esercizio 2011 [COM(2012)436 – C7-0235/2012] (2),
               
            
                  —
               
               
                  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2011, corredata delle risposte delle istituzioni (3),
               
            
                  —
               
               
                  vista la dichiarazione attestante l’affidabilità (4) dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti per l’esercizio 2011 a norma dell’articolo 287 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
               
            
                  —
               
               
                  visti l’articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
               
            
                  —
               
               
                  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (5), in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,
               
            
                  —
               
               
                  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 (6), in particolare gli articoli 164, 165, 166 e 167,
               
            
                  —
               
               
                  visti l’articolo 77 e l’allegato VI del suo regolamento,
               
            
                  —
               
               
                  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per gli affari esteri (A7-0099/2013),
               
            
                  A.
               
               
                  considerando che il servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) è stato istituito a norma dell’articolo 27, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea ed è operativo dal 1o gennaio 2011;
               
            
                  B.
               
               
                  considerando che, secondo il considerando 1 della decisione 2010/427/UE del Consiglio, del 26 luglio 2010, che fissa l’organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l’azione esterna (7), il SEAE è: «un organo dell’Unione che opera in autonomia funzionale sotto l’autorità dell’alto rappresentante [dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza]» (in appresso «l’alto rappresentante»),
               
            
                  C.
               
               
                  considerando che alla Commissione spetta il primato giuridico quanto alla gestione delle spese operative; considerando che è stata stabilita una ripartizione delle competenze tra il SEAE e il Servizio degli strumenti di politica estera presso la Commissione;
               
            
                  D.
               
               
                  considerando che il SEAE è responsabile della gestione finanziaria delle spese amministrative della sua sede centrale e delle delegazioni dell’Unione;
               
            
                  E.
               
               
                  considerando che il bilancio del SEAE per il 2011 era costituito da storni di bilancio pro rata dalla Commissione e dal segretariato generale del Consiglio;
               
            
                  1.
               
               
                  prende atto del fatto che la Corte dei conti ha stimato, sulla base del lavoro di audit svolto, che i pagamenti relativi all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2011 per le spese amministrative e di altro genere delle istituzioni e degli organi sono, nell’insieme, esenti da errore significativo;
               
            
                  2.
               
               
                  osserva che, sebbene si tratti del suo primo esercizio, il SEAE è comunque pienamente responsabile per l’esercizio 2011 e deve assicurare il rigoroso rispetto della normativa; esorta il SEAE a valutare quali lezioni possono essere tratte dal primo anno operativo;
               
            
                  3.
               
               
                  sottolinea che, nella relazione annuale per il 2011, la Corte dei conti ha espresso osservazioni sul SEAE per quanto riguarda il pagamento di indennità e prestazioni sociali ai membri del personale, la conclusione di contratti con gli agenti temporanei, la gestione di un contratto per la fornitura di servizi di sicurezza e le procedure di appalto; esorta il SEAE ad adottare i provvedimenti necessari per dar seguito a tali osservazioni;
               
            
                  4.
               
               
                  esprime preoccupazione circa il fatto che la Corte dei conti abbia constatato che l’inosservanza delle regole ha dato origine a un numero limitato di pagamenti non corretti a membri del personale, a una situazione di incertezza giuridica per gli agenti temporanei e per il SEAE, al mancato rispetto del regolamento finanziario, e al mancato recupero dell’IVA nonché a una violazione della regolamentazione in materia di appalti, alla quale tutte le istituzioni dell’Unione sono tenute a conformarsi; sottolinea che il SEAE è pienamente responsabile del proprio funzionamento e osserva che il SEAE ha affermato di aver adottato i provvedimenti necessari per evitare che tale inosservanza si ripeta; chiede che, nel quadro della procedura di discarico per il 2012, il SEAE informi il Parlamento dei risultati conseguiti;
               
            
                  5.
               
               
                  prende atto delle risposte alle osservazioni della Corte dei conti e concorda con le raccomandazioni sulla necessità di adottare misure affinché il personale presenti, a intervalli appropriati, i documenti che ne attestano la situazione personale; osserva che il SEAE, coadiuvato dall’Ufficio di gestione e liquidazione dei diritti individuali, prevede di porre in atto un sistema per il monitoraggio tempestivo di tali documenti; ritiene che il SEAE debba inoltre migliorare ulteriormente la concezione, il coordinamento e l’attuazione delle procedure di aggiudicazione degli appalti mediante controlli e orientamenti adeguati;
               
            
                  6.
               
               
                  deplora che, stando alle osservazioni della Corte dei conti, nel 2012 sia sussistito il rischio di pagamenti non corretti o indebiti in caso di mutamento della situazione dei membri del personale, sebbene il SEAE abbia introdotto un meccanismo di aggiornamento annuale; invita il SEAE ad allegare informazioni sull’applicazione di tale nuovo meccanismo alla sua relazione annuale di attività del 2012;
               
            
                  7.
               
               
                  constata che, alla fine del 2011, il bilancio definitivo della sede centrale del SEAE ammontava a 188 000 000 di euro, con un tasso di esecuzione del 91 % e a 276 100 000 EUR per le delegazioni, con un tasso di esecuzione inferiore, dell’89 % circa; prende atto che il bilancio delle delegazioni ha dovuto essere integrato dalla Commissione per giungere a un importo complessivo di 252 400 000 EUR, con un tasso di esecuzione dell’85 %; osserva inoltre che, alla fine del 2012, i dati definitivi sull’esecuzione del bilancio per il 2011 indicavano un tasso di esecuzione del 97 % per la sede centrale e del 97 % per le delegazioni;
               
            
                  8.
               
               
                  esprime preoccupazione per il fatto che, dopo un bilancio rettificativo e diversi storni dalla Commissione e nei servizi nel 2011, la sottoesecuzione e i riporti di stanziamenti continuino ad essere molto elevati; propone l’elaborazione di indicatori di performance per monitorare i settori più critici al fine di migliorare l’esecuzione del bilancio nei prossimi esercizi;
               
            
                  9.
               
               
                  rammenta che il SEAE è una struttura di recente creazione, derivante dal consolidamento di una serie di servizi differenti e che il 2011 è stato il suo primo anno operativo ed è stato caratterizzato da numerose sfide tecniche da superare, in particolare in materia di aggiudicazione di appalti e assunzioni; rileva inoltre che gli oneri amministrativi eccessivi derivanti dall’implementazione dei meccanismi nella fase iniziale molto probabilmente non si ripeteranno negli esercizi successivi;
               
            
                  10.
               
               
                  esprime soddisfazione per le risposte dettagliate a una vasta gamma di interrogazioni scritte e orali presentate dai membri della commissione per il controllo dei bilanci, che sono andate ben oltre la questione delle spese amministrative del SEAE;
               
            
                  11.
               
               
                  prende atto delle osservazioni su talune lacune riscontrate nelle procedure di aggiudicazione e di appalto ed esorta il SEAE a porvi rapidamente rimedio;
               
            
                  12.
               
               
                  rileva l’importanza del discarico in corso ai fini della definizione del quadro di futuri esercizi di discarico e ritiene che esso contribuirà al rafforzamento delle aspettative quanto ai futuri sviluppi e miglioramenti nell’efficacia del SEAE e del suo funzionamento; chiede all’Alto rappresentante di procedere a una valutazione dell’organizzazione e del funzionamento del SEAE, accompagnata, ove necessario, da proposte per il riesame della decisione 2010/427/UE entro la metà del 2013;
               
            
                  13.
               
               
                  ritiene che la procedura di discarico non possa essere utilizzata per operare un confronto dettagliato delle condizioni in cui il SEAE deve operare in 140 sedi differenti, che possono trovarsi in località pacifiche e ordinate o in vere e proprie zone di guerra; ritiene che queste località rispecchino una notevole varietà di scenari;
               
            
                  14.
               
               
                  riconosce che le difficoltà poste dall’esecuzione del bilancio nei paesi terzi sono ben diverse da quelle poste dall’esecuzione nell’Unione; chiede che siano chiaramente ripartiti e coordinati i ruoli e le responsabilità in materia di programmazione e di esecuzione del bilancio nei paesi terzi tra la Commissione e il SEAE;
               
            
                  15.
               
               
                  prende atto dell’intensa attività di selezione del personale nel primo anno di esercizio del SEAE finalizzata a garantirne il tempestivo funzionamento a pieno regime in termini di personale; rileva inoltre che in alcune delegazioni i posti sono più difficili da coprire a motivo del livello di rischio presentato dalla sede;
               
            
                  16.
               
               
                  si rammarica che la quota di personale proveniente dagli Stati membri più recenti sia molto bassa rispetto al personale proveniente dall’UE-15; sottolinea che nell’assunzione e nella nomina del personale è necessario un maggiore equilibrio di genere e il maggiore equilibrio geografico possibile; esorta il SEAE a predisporre meccanismi opportuni e a prendere le misure necessarie per una rappresentanza più adeguata ed equilibrata a tempo debito; apprezza il fatto che il numero di posti vacanti sia andato diminuendo; esorta il SEAE a sfruttare i posti ancora vacanti per assicurare un equilibrio geografico a tutti i livelli del personale;
               
            
                  17.
               
               
                  constata che vi sono direzioni che contano 22, 27 e 29 membri del personale e direzioni di gestione che ne contano 44; sottolinea l’alto numero di posti dirigenziali rispetto alle altre istituzioni e un numero relativamente eccessivo di posti nei gradi più elevati, palesemente sproporzionato rispetto alle altre istituzioni; chiede al SEAE di chiarirne il motivo e invita l’alto rappresentante a ridurre lo squilibrio che caratterizza questa amministrazione; considera parzialmente legittime le spiegazioni al riguardo fornite finora dal SEAE e invita i servizi competenti a definire, a medio e a lungo termine, una tabella di marcia e metodi appropriati per correggere questo squilibrio relativo;
               
            
                  18.
               
               
                  ribadisce l’auspicio che sia applicata quanto prima una politica delle risorse umane che rifletta le priorità politiche dell’Unione e i bisogni reali in loco; ricorda in proposito che è indispensabile un approccio concertato con la Commissione per ottimizzare il profilo del personale nelle delegazioni (8);
               
            
                  19.
               
               
                  sollecita una maggiore trasparenza per quanto riguarda le competenze della struttura amministrativa del SEAE e la riduzione della duplicazione delle competenze; chiede la pubblicazione dell’organigramma delle competenze; ravvisa, nella situazione attuale, il rischio che l’inefficienza procuri un grave danno di immagine;
               
            
                  20.
               
               
                  prende atto con soddisfazione delle prestazioni e del modo in cui sono stati gestiti 8 800 candidati, 1 300 colloqui e 118 posti vacanti; si rammarica, tuttavia, che non sia stata documentata la frequenza con cui i candidati sono stati chiamati per i colloqui e che la procedura non possa, pertanto, essere considerata della massima trasparenza; invita il SEAE a rendere conto dei costi dei colloqui;
               
            
                  21.
               
               
                  chiede che i membri del personale del SEAE di nuova nomina presentino una dichiarazione sull’onore di non aver precedentemente lavorato presso i Servizi segreti;
               
            
                  22.
               
               
                  ritiene che le responsabilità dei rappresentanti speciali dell’Unione europea non siano affatto chiare; chiede che gli sia trasmessa una nota distinta sull’esecuzione della dotazione che percepiscono ai fini dell’espletamento del loro mandato;
               
            
                  23.
               
               
                  rileva che il 39,5 % degli ambasciatori dell’Unione proviene da Stati membri; ricorda l’accordo secondo cui un terzo dei posti deve essere coperto da personale proveniente dagli Stati membri; sollecita l’alto rappresentante ad attuare l’accordo, includendo nella suddetta quota i posti dei gradi intermedi e quelli dirigenziali;
               
            
                  24.
               
               
                  sottolinea che nelle delegazioni vi è uno squilibrio tra il personale del SEAE e della Commissione; chiede che un maggior numero di funzionari del SEAE sia trasferito dalla sede centrale alle delegazioni nel rispetto dei limiti di bilancio;
               
            
                  25.
               
               
                  sottolinea le difficili condizioni in cui si trovano le delegazioni meno dotate di personale a causa della complessità e della rigidità delle norme specifiche relative alla delega dell’autorizzazione di pagamenti fra il personale del SEAE e quello della Commissione; invita queste due istituzioni a esaminare le opzioni che potrebbero semplificare la procedura di autorizzazione dei fondi nel rispetto delle norme di controllo finanziario;
               
            
                  26.
               
               
                  sottolinea l’importanza di assicurare che il personale operativo, il personale amministrativo e il personale preposto al controllo e all’audit dispongano delle competenze necessarie ai fini dello svolgimento dei loro compiti; chiede al SEAE e alla Commissione di concentrare i loro programmi di formazione sul miglioramento di tali competenze e di riferire al Parlamento sui progressi compiuti;
               
            
                  27.
               
               
                  richiama l’attenzione sulla costosa procedura del metodo di adeguamento annuale delle retribuzioni del personale locale presso le delegazioni dell’Unione, e ritiene che tale metodo possa essere reso più efficiente ed economico; invita il SEAE a utilizzare metodi di calcolo basati su una selezione indipendente e obiettiva delle organizzazioni di riferimento con sede nella stessa località o in località analoghe; raccomanda di aggiungere come componente fissa un’agenzia delle Nazioni Unite attiva in loco, nonché di includere due ambasciatori degli Stati membri e due datori di lavoro locali, lasciando che il lavoratore e il datore di lavoro ne scelgano uno ciascuno, per ottenere così una media adeguata; chiede che venga istituito un meccanismo atto a sollevare l’ambasciatore dell’Unione dalla sua responsabilità per i negoziati salariali con il personale locale e che le organizzazioni di riferimento siano selezionate per un periodo di cinque anni;
               
            
                  28.
               
               
                  esprime la propria preoccupazione circa l’elevato tasso di assenteismo nelle delegazioni dell’Unione e suggerisce al SEAE di riesaminare i motivi di tali assenze; sollecita il SEAE a porre rimedio agli squilibri emersi dai risultati dell’esame e a fornirgli i dati relativi a tale problematica su base annua; propone il riesame delle procedure in questo contesto affinché gli agenti delle delegazioni combinino, nella misura del possibile, i periodi di formazione professionale a Bruxelles con i loro rimanenti periodi di congedo; invita la Commissione, al momento di rivedere l’allegato X dello statuto dei funzionari (paesi terzi), a fare in modo che i giorni di congedo e gli altri giorni non lavorativi concessi al personale locale delle delegazioni siano allineati a quelli concessi dalle altre rappresentanze diplomatiche della stessa località,
               
            
                  29.
               
               
                  esprime preoccupazione per le carenze amministrative nelle delegazioni dell’Unione in Afghanistan, a Gibuti, in Guyana, nelle isole Salomone e in Zambia; chiede una relazione sulla situazione in merito a tali carenze, ivi compresi i contratti per la fornitura di servizi di sicurezza; attende inoltre una relazione sulla situazione relativa alle norme per i controlli interni nelle delegazioni dell’Unione in Liberia e in Iraq; chiede ragguagli sul livello di ottemperanza delle delegazioni dell’Unione in Egitto e in Malawi e un aggiornamento sui contratti per la prestazione di servizi di sicurezza nelle delegazioni dell’Unione in Cisgiordania, a Haiti, in Arabia Saudita, in Pakistan, in Sri Lanka, in Libia e in Libano;
               
            
                  30.
               
               
                  chiede chiarimenti sul motivo per cui a una società di servizi di sicurezza, sotto contratto con la delegazione dell’Unione europea in Afghanistan, oggetto di un’indagine dell’OLAF, sia stato recentemente aggiudicato un nuovo contratto per circa 50 milioni di EUR nella stessa delegazione;
               
            
                  31.
               
               
                  rileva con soddisfazione che le sinergie tra la direzione generale della Commissione per lo sviluppo e la cooperazione — EuropeAid e i corpi diplomatici nazionali funzionano in modo soddisfacente e invita il SEAE a tenere informato il Parlamento; riconosce che sono necessari ulteriori progressi per quanto riguarda i servizi consolari; chiede che la commissione per gli affari esteri del Parlamento sia coinvolta in tale attività;
               
            
                  32.
               
               
                  esorta il SEAE a trasmettere al Parlamento la relazione relativa allo screening del personale;
               
            
                  33.
               
               
                  sollecita il SEAE a massimizzare i benefici delle economie di scala creando nuove sinergie nella sede centrale del SEAE e in seno alle sue delegazioni nonché cooperando con gli Stati membri e i servizi diplomatici nazionali, nello spirito di un autentico corpo diplomatico dell’Unione; sottolinea, al riguardo, la necessità di mirare, per quanto possibile, a una coubicazione dei servizi nei paesi terzi al fine di conseguire risparmi e migliorare lo scambio di informazioni;
               
            
                  34.
               
               
                  sottolinea la necessità, nel quadro della prossima entrata in vigore dell’accordo di associazione UE-America Centrale, che l’Unione disponga di una delegazione a Panama, partner importante e unico paese della regione a non disporre di una delegazione; invita il SEAE a prendere al più presto iniziative in tal senso;
               
            
                  35.
               
               
                  chiede spiegazioni in merito al richiamo dell’ambasciatore dell’Unione in Libia;
               
            
                  36.
               
               
                  chiede che il SEAE fornisca tutte le informazioni relative agli accordi sul livello dei servizi conclusi con il Consiglio e con la Commissione rispettivamente;
               
            
                  37.
               
               
                  accoglie con favore il fatto che il regolamento finanziario rivisto imponga al SEAE di presentare ogni anno al Parlamento, entro il 1o giugno, un documento di lavoro sulla sua politica immobiliare; mette in evidenza che il regolamento finanziario rivisto consente al SEAE di contrarre prestiti per l’acquisto dei suoi uffici e delle sue residenze; esorta il SEAE ad assicurare che il suo funzionamento continui ad essere efficiente sotto il profilo dei costi e a trovare soluzioni di finanziamento adeguate consultando la direzione generale della Commissione per gli affari economici e finanziari;
               
            
                  38.
               
               
                  è preoccupato per l’aumento dei costi sostenuti per l’affitto degli uffici e delle residenze del SEAE (dal 2010 al 2011, per esempio, il costo degli uffici che a Mosca ospitano la delegazione dell’Unione in Russia è aumentato di oltre il 50 %); esorta il SEAE ad assicurare che il suo funzionamento continui a essere efficiente sotto il profilo dei costi e a fornire tutte le informazioni necessarie all’autorità di discarico;
               
            
                  39.
               
               
                  ritiene che la prossima revisione del SEAE rappresenti la sede adatta per procedere a un’analisi dettagliata della compatibilità tra le risorse disponibili e le funzioni da svolgere in seno al SEAE, nonché delle eventuali modifiche necessarie per garantire il più alto livello di efficienza nelle sue operazioni; ritiene che la valutazione dei beni in uso da parte del SEAE dovrebbe comportare un confronto con altre missioni diplomatiche nella stessa località, piuttosto che tra le sedi del SEAE in paesi molto diversi; è del parare che, nel valutare il costo dei beni, occorra monitorare attivamente i contratti in base ai benefici apportati all’Unione e che occorra apportare modifiche ove necessario; ritiene che, nel quadro di tale valutazione, sia necessario chiarire se il bene sia utilizzato a fini diversi dall’alloggio, nonché quale parte del bene sia in uso, per quanto tempo e a quale scopo; è convinto, inoltre, che non debbano sussistere differenze negli alloggi, che devono essere simili, senza abusi, cosicché la qualità della vita in termini di alloggio sia simile tra una regione e l’altra, a seconda della disponibilità e del costo dei beni; chiede che sia presentato un piano pluriennale per gli immobili dell’UE e per la sicurezza dei funzionari e degli immobili in tutti i paesi terzi che ospitano una delegazione dell’Unione;
               
            
                  40.
               
               
                  invita il SEAE a individuare e a esaminare tutte le opzioni possibili per conseguire risparmi sostanziali a lungo termine, nel rispetto dei suoi obblighi politici e contrattuali, in modo che la variazione del suo bilancio annuale che, per ragioni legittime, aumenta proporzionalmente più di quelli delle altre istituzioni, possa avere un effetto moltiplicatore;
               
            
                  41.
               
               
                  richiama l’attenzione sulla necessità di garantire la presenza di controlli di sicurezza completi per gli agenti locali presso le delegazioni;
               
            
                  42.
               
               
                  sostiene fermamente l’iniziativa «risparmio intelligente» del SEAE; e invita quest’ultimo a fornire una relazione di attuazione che illustri i risultati finanziari e le modalità di riutilizzo degli importi risparmiati, chiede che anche la Commissione aderisca a tale iniziativa;
               
            
                  43.
               
               
                  rileva l’elevata frequenza dei viaggi del personale delle delegazioni dell’Unione alla sede centrale per diverse finalità; si rammarica del fatto che non vi sia un’autorità di controllo indipendente incaricata di valutare l’effettiva necessità di tali missioni di servizio; chiede che l’alto rappresentante tenga conto di ciò e che riferisca alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento al riguardo; chiede che sia condotto uno studio sulla frequenza dei viaggi del personale delle delegazioni dell’Unione in cui si esamini l’opportunità dell’introduzione di videoconferenze al fine di ridurre le spese di viaggio e il tempo passato in viaggio dal personale;
               
            
                  44.
               
               
                  accoglie con favore i risparmi già realizzati ricorrendo a soluzioni innovative come la videoconferenza per i colloqui di assunzione; invita il SEAE a presentare, per quanto possibile, proposte analoghe anche per la formazione del personale;
               
            
                  45.
               
               
                  esorta vivamente il SEAE, per quanto riguarda le modalità delle missioni dalle sue delegazioni alla sua sede centrale, ad adottare pratiche analoghe a quelle applicate dagli Stati membri in circostanze comparabili; esige che, per i voli, il SEAE si conformi alle consuetudini degli Stati membri;
               
            
                  46.
               
               
                  accoglie con favore la creazione del gruppo di lavoro che ha esaminato le modalità per migliorare i metodi di lavoro presso la sede centrale e il fatto che ne siano già state attuate le conclusioni; chiede di essere informato di tali conclusioni e dei miglioramenti conseguiti nelle prestazioni;
               
            
                  47.
               
               
                  è del parere che alcuni degli indicatori analizzati nell’autovalutazione delle norme di controllo interno dovrebbero essere riveduti o aggiornati;
               
            
                  48.
               
               
                  ritiene che le statistiche contenute nella relazione annuale di attività, in particolare quelle relative ai dati sulle delegazioni, manchino di precisione; invita il SEAE a migliorare le sue prestazioni attraverso la definizione di indicatori di performance critici che contribuiscano alla continuità della valutazione dei risultati delle delegazioni; invita l’alto rappresentante a riferire alla commissione per il controllo dei bilanci al riguardo;
               
            
                  49.
               
               
                  apprezza che il SEAE si sia impegnato a collaborare appieno con l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e stia per concludere un memorandum di intesa specifico con lo stesso OLAF per portare la cooperazione a un livello superiore;
               
            
                  50.
               
               
                  è del parere che occorra migliorare la qualità della gestione finanziaria e amministrativa delle delegazioni dell’Unione e di taluni servizi della sede centrale che non sono stati individuati nella relazione annuale di attività e si attende che la prossima relazione annuale identifichi tali servizi e riferisca in merito ai progressi compiuti;
               
            
                  51.
               
               
                  chiede al SEAE di fornire dettagli esaustivi sul funzionamento del suo meccanismo interno di controllo e supervisione con riferimento alla gestione dei fondi e delle spese; chiede altresì al SEAE di illustrare la sua politica in materia di accesso del Parlamento alle relazioni di ispezione interne;
               
            
                  52.
               
               
                  osserva che molte delegazioni del SEAE lavorano in ambienti in cui il rischio di corruzione e di frode è elevato; ritiene che, per proteggere gli interessi finanziari dell’Unione, sia fondamentale che il personale del SEAE sia formato e sensibilizzato in modo opportuno per individuare eventuali scorrettezze; ritiene che una politica complessiva per la denuncia delle irregolarità sia essenziale per proteggere gli interessi finanziari dell’Unione;
               
            
                  53.
               
               
                  ritiene che i sistemi di sostegno al bilancio dei governi dei paesi terzi non vengano sottoposti a revisioni contabili adeguate e chiede un maggiore controllo delle operazioni finanziarie in una fase iniziale; insiste sul fatto che un organismo nazionale di audit indipendente deve essere la condizione ultima per la concessione del sostegno al bilancio;
               
            
                  54.
               
               
                  ricorda al SEAE che detiene la responsabilità di ottenere risultati concreti e insiste sulla reciprocità tra servizi resi e bilancio generale.
               
            
         (1)  GU L 68 del 15.3.2011.
      
         (2)  GU C 348 del 14.11.2012, pag. 1.
      
         (3)  GU C 344 del 12.11.2012, pag. 1.
      
         (4)  GU C 348 del 14.11.2012, pag. 130.
      
         (5)  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
      
         (6)  GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
      
         (7)  GU L 201 del 3.8.2010, pag. 30.
      
         (8)  Si vedano altresì le raccomandazioni contenute nella relazione speciale n. 18/2012 della Corte dei conti su «L’assistenza UE al Kosovo nel settore dello Stato di diritto».