CELEX: E2014P0015
Language: it
Date: 2014-07-18 00:00:00
Title: Ricorso proposto il 18 luglio 2014 dall’Autorità di vigilanza EFTA contro la Repubblica d’Islanda (Causa E-15/14)

25.9.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 334/34
            
         Ricorso proposto il 18 luglio 2014 dall’Autorità di vigilanza EFTA contro la Repubblica d’Islanda
   (Causa E-15/14)
   (2014/C 334/15)
   In data 18 luglio 2014 dinanzi alla Corte EFTA è stato proposto ricorso contro l’Islanda dall’Autorità di vigilanza EFTA, rappresentata da Markus Schneider e Janne Tysnes Kaasin, in qualità di agenti della suddetta Autorità, con sede in Rue Belliard 35, 1040 Bruxelles Belgio.
   L’Autorità di vigilanza EFTA chiede alla Corte EFTA di:
   
               1.
            
            
               dichiarare che, omettendo di adottare entro i termini prescritti le misure necessarie ad attuare l’atto di cui al punto 4d dell’allegato XI dell’accordo sullo Spazio economico europeo, la Repubblica d’Islanda è venuta meno agli obblighi di cui all’articolo 7 dell’accordo SEE,
               regolamento (UE) n. 1007/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2011, relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all’etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili e che abroga la direttiva 73/44/CEE del Consiglio e le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 96/73/CE e 2008/121/CE,
               modificato dal
               regolamento delegato (UE) n. 286/2012 della Commissione, del 27 gennaio 2012, che modifica rispettivamente l’allegato I e gli allegati VIII e IX del regolamento (UE) n. 1007/2011, del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all’etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili
               e adattato all’accordo SEE dal relativo protocollo 1;
            
         
               2.
            
            
               condannare l’Islanda al pagamento delle spese processuali.
            
         
      Elementi di fatto e di diritto e motivi del ricorso
   
   
               —
            
            
               L’istanza riguarda l’inadempimento da parte della Repubblica d’Islanda dell’obbligo di conformarsi, entro i termini prescritti, a due pareri motivati, formulati dalla medesima Autorità, riguardanti la mancata osservanza da parte di detto Stato dell’obbligo di recepire nel proprio ordinamento giuridico interno: il regolamento (UE) n. 1007/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2011, relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all’etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili e che abroga la direttiva 73/44/CEE del Consiglio e le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 96/73/CE e 2008/121/CE; nonché il regolamento delegato (UE) n. 286/2012 della Commissione, del 27 gennaio 2012, che modifica rispettivamente l’allegato I e gli allegati VIII e IX del regolamento (UE) n. 1007/2011, del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all’etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili («gli atti»), di cui al punto 2 dell’allegato XII dell’accordo sullo Spazio economico europeo, adattato all’accordo SEE dal relativo protocollo 1.
            
         
               —
            
            
               L’Autorità di vigilanza EFTA afferma che la Repubblica d’Islanda è venuta meno agli obblighi che le incombono in virtù dell’articolo 12 dell’atto e dell’articolo 7 dell’accordo SEE poiché non ha adottato e/o non ha comunicato a tale Autorità le misure necessarie ad attuare l’atto entro i termini prescritti.