CELEX: 61963CJ0111
Language: it
Date: 1965-07-13
Title: Sentenza della Corte del 13 luglio 1965. # Lemmerz-Werke GmbH contro Alta Autorità della CECA. # Causa 111-63.

Avis juridique important

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61963J0111

SENTENZA DELLA CORTE DEL 13 LUGLIO 1965.  -  LEMMERZ-WERKE GMBH CONTRO L'ALTA AUTORITA'DELLA CECA.  -  CAUSA 111/63.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00835 edizione olandese pagina 00936 edizione tedesca pagina 00894 edizione italiana pagina 00972 edizione speciale inglese pagina 00677 edizione speciale danese pagina 00111 edizione speciale greca pagina 00153 edizione speciale portoghese pagina 00189

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . PROCEDURA - ATTO INTRODUTTIVO - REQUISITI DI FORMA - MOTIVI DEDOTTI - ESPOSIZIONE SOMMARIA - NOZIONE  ( PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA CECA, ARTICOLO 22; REGOLAMENTO DI PROCEDURA, ARTICOLO 38 )  2 . TRATTATO CECA - DISPOSIZIONI GENERALI - IMPRESE AI SENSI DEL TRATTATO - ATTIVITA DI PRODUZIONE - NOZIONE  ( TRATTATO CECA, ART . 80 )  3 . ATTI DI UN' ISTITUZIONE - ALTA AUTORITA - REVOCA RETROATTIVA - PRESUPPOSTI - SINDACATO GIURISDIZIONALE  4 . ATTI DI UN' ISTITUZIONE - DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA ADOTTATA SU PARERE CONFORME DEL CONSIGLIO - MODIFICA - POTERI DELL' ALTA AUTORITA  5 . ATTI DI UN' ISTITUZIONE - FORME PRESCRITTE AD SUBSTANTIAM - DISPOSIZIONI RELATIVE - INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA  6 . CONSORZI - PEREQUAZIONE DEL ROTTAME - CONTRIBUTI - TERMINE DI PRESCRIZIONE - CHIUSURA DEL CONTO DEFINITIVO COME DATA D' INIZIO  7 . CONSORZI - PEREQUAZIONE DEL ROTTAME - UNITA DI CONTO - FUNZIONE ( TRATTATO CECA, ARTICOLO 53 )  8 . CONSORZI - PEREQUAZIONE DEL ROTTAME - CONTRIBUTI - UNITA DI CONTO - CAMBIO IN VIGORE DURANTE CIASCUN PERIODO DI CONTEGGIO  9 . CONSORZI - PEREQUAZIONE DEL ROTTAME - DISCIPLINA DISCRIMINATORIA - DIRITTI QUESITI - INSUSSISTENZA  

Massima

1 . LA FRASE " ESPOSIZIONE SOMMARIA DEI MOTIVI " SIGNIFICA CHE L' ATTO INTRODUTTIVO DEVE CONSENTIRE DI RICONOSCERE LE CENSURE CHE IL RICORRENTE INTENDE ELEVARE, NONCHE LE RAGIONI ESSENZIALI SU CUI QUESTE SI FONDANO .  CFR . LA MASSIMA N . 3 DELLE SENTENZE 19-60, 21-60, 2-61 E 3-61, RACCOLTA VII, P . 549 .  L' ESPRESSIONE " ESPOSIZIONE SOMMARIA DEI MOTIVI " USATA NELLO STATO E NEL REGOLAMENTO SIGNIFICA CHE, SE ANCHE NEL RICORSO NON CI SI DEVE ATTENERE ALLA TERMINOLOGIA DELL' ARTICOLO 33, 1 ) COMMA, SI DEVE RENDERE MANIFESTO IN CHE CONSISTE IL MOTIVO SUL QUALE IL RICORSO SI BASA . SE NEL RICORSO LA SEMPLICE ENUNCIAZIONE ASTRATTA NON RISPONDE ALLE MENZIONATE PRESCRIZIONI, L' INDICAZIONE DELLA LORO SOSTANZA ANZICHE DELLA LORO QUALIFICAZIONE GIURIDICA PUO' BASTARE, PURCHE LA CENSURA DEDOTTA DERIVI DAI FATTI ESPOSTI .  */ 660J0019 /*.  2 . L' ACQUISTO SISTEMATICO DI MATERIE PRIME SEGNA L' INIZIO DI UN' ATTIVITA DI PRODUZIONE AI SENSI DELL' ARTICOLO 80 DEL TRATTATO QUALORA CONSENTA ALL' ACQUIRENTE L' AVVIO DELLA PRODUZIONE PROPRIAMENTE DETTA, SIA PURE IN VIA SPERIMENTALE .  3 . L' ALTA AUTORITA PUO' REVOCARE, ANCHE CON EFFETTO RETROATTIVO, LE DECISIONI ILLEGITTIME CON LA RISERVA CHE, IN DETERMINATI CASI ECCEZIONALI, LA CERTEZZA DEL DIRITTO DEV' ESSERE SALVAGUARDATA . IN TALI CASI LA VALUTAZIONE DELLE SITUAZIONI SPETTA ALL' ALTA AUTORITA, MA L' APPREZZAMENTO DI QUESTA E SOGGETTO AL SINDACATO DELLA CORTE .  LA REVOCA E ESCLUSA SE L' ALTA AUTORITA HA COMMESSO UN ERRORE SOSTANZIALE NEL VALUTARE IL DIRITTO DELL' INTERESSATO DI FARE AFFIDAMENTO SULLA STABILITA DELLA SITUAZIONE OVVERO HA DATO PROVA, NEL SUO COMPORTAMENTO VERSO L' INTERESSATO, DI NEGLIGENZA O D' IMPRECISIONE .  CFR . LA MASSIMA N . 10 DELLE SENTENZE 42 E 49-59, RACCOLTA VII, P . 103 .  A ) LA DECISIONE CHE HA ATTRIBUITO AL DESTINATARIO DEI DIRITTI SOGGETTIVI O DEI VANTAGGI ANALOGHI, QUALORA SIA LEGITTIMA NON PUO' ESSERE REVOCATA CON EFFETTO RETROATTIVO .  B ) SE VICEVERSA ESSA E ILLEGITTIMA, LA REVOCA CON EFFETTO RETROATTIVO E AMMESSA QUANDO  - TENUTO CONTO DELLE CIRCOSTANZE, L' INTERESSE PUBBLICO CONSISTENTE NEL FAR SALVO IL PRINCIPIO DELLA LEGITTIMITA PREVALE SULL' INTERESSE DEI BENEFICIARI AL MANTENIMENTO DI UNA SITUAZIONE CHE ESSI AVEVANO IL DIRITTO DI RITENERE STABILE, IL CHE PUO' AVVENIRE AD ESEMPIO QUANDO LA DECISIONE ILLEGITTIMA HA PRODOTTO EFFETTI DANNOSI PER I CONCORRENTI DEI BENEFICIARI;  - OPPURE LA DECISIONE ILLEGITTIMA E STATA ADOTTATA IN BASE AD INESATTE OD INCOMPLETE INDICAZIONI DEI BENEFICIARI .  LA VALUTAZIONE DELLA RISPETTIVA IMPORTANZA DEGLI INTERESSI CONTRAPPOSTI E, DI CONSEGUENZA, LA DECISIONE DI REVOCARE O MENO CON EFFETTO RETROATTIVO IL PROVVEDIMENTO VIZIATO SPETTANO IN PRIMO LUOGO ALL' ORGANO CHE HA EMANATO IL PROVVEDIMENTO STESSO .  */ 659J0042 /*.  4 . NULLA LASCIA SUPPORRE CHE LE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA ADOTTATE SU PARERE CONFORME DEL CONSIGLIO POSSANO VENIRE MODIFICATE - ANCHE SU PUNTI NON FONDAMENTALI - SOLO GRAZIE A NUOVE DECISIONI PARIMENTI DA ADOTTARSI PREVIO PARERE CONFORME DEL CONSIGLIO .  5 . LE DISPOSIZIONI CHE PRESCRIVONO AD SUBSTANTIAM DETERMINATE FORME VANNO INTERPRETATE RESTRITTIVAMENTE .  6 . DALLA NATURA STESSA DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE EMERGE CHE IL TERMINE DI PRESCRIZIONE DECORRE DALLA DATA DI CHIUSURA DEL CONTO DEFINITIVO .  CFR . LA MASSIMA N . 4 DELLA SENTENZA 108-63, RACCOLTA XI, 1, P . 2 .  DALLA NATURA DEL MECCANISMO DI PEREQUAZIONE EMERGE CHE LA FISSAZIONE DEI CONTRIBUTI RIMANE SOSTANZIALMENTE PROVVISORIA SINO ALLA DEFINITIVA CHIUSURA DEI CONTI E CHE SOLO IN TALE MOMENTO SARA POSSIBILE STABILIRE DEFINITIVAMENTE SIA IL TOTALE DELLE SPESE DI GESTIONE DEL MECCANISMO, SIA LE QUOTE DI CIASCUNA DELLE IMPRESE SOGGETTE AL MECCANISMO STESSO . PERTANTO L' AVER COMUNICATO TALUNI IMPORTI DOVUTI PER LA PEREQUAZIONE NON PRECLUDE ALL' ALTA AUTORITA DI RIESAMINARNE L' AMMONTARE .  */ 663J0108 /*.  7 . NELL' AMBITO DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE DEL ROTTAME, L' UNITA DI CONTO NON RAPPRESENTA UNA VALUTA SPECIALE DA TENERE BEN DISTINTA DALLE VALUTE NAZIONALI, MA COSTITUISCE UN PURO MEZZO CONTABILE DESTINATO A FACILITARE LA DETERMINAZIONE DEL PREZZO GENERALE DI PEREQUAZIONE E IL CALCOLO RAPIDO ED UNIFORME SIA DELLE SOVVENZIONI, SIA DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE .  8 . PER DETERMINARE I CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE DOVUTI DALLE IMPRESE, SI DEVE AVER RIGUARDO AL CAMBIO DELL' UNITA DI CONTO IN VIGORE IN CIASCUN PERIODO DI CONTEGGIO .  9 . NEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE, BASATO SULLA STRETTA INTERDIPENDENZA DELLE PRESTAZIONI DI CIASCUN PARTECIPANTE, E AMMISSIBILE LA MODIFICA DI SITUAZIONI CREATE DA UNA DISCIPLINA LA CUI CONSERVAZIONE FAVORIREBBE INGIUSTAMENTE DETERMINATE IMPRESE E COMPROMETTEREBBE IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI SCOPI DEL CONSORZIO .  

Parti

NELLA CAUSA PROMOSSA DALLA  LEMMERZ - WERKE GMBH,  CON SEDE IN KOENIGSWINTER ( RENANIA ),  RAPPRESENTATA DAL SUO AMMINISTRATORE, PAUL LEMMERZ,  CON GLI AVVOCATI : DOTT . H . WIRTZ, DOTT . HENGELER, DOTT . KURTH, DOTT . B . WIRTZ E DOTT . A . HEUSCH, DEL FORO DI DUESSELDORF,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL DOTT . JUERGEN NAUMANN, 2, RUE DU FORT ELISABETH, RICORRENTE,  CONTRO  L' ALTA AUTORITA' DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO, DOTT . HEINRICH MATTHIES, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DAL PROF . HANS-PETER IPSEN, ORDINARIO NELL' UNIVERSITA DI AMBURGO,  E CON DOMICILIO ELETTO NEI SUOI UFFICI, 2, PLACE DE METZ, LUSSEMBURGO, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO :  L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 6 NOVEMBRE 1963 CON CUI L' ALTA AUTORITA HA FISSATO I CONTRIBUTI DOVUTI DALLA RICORRENTE IN RELAZIONE ALLA PEREQUAZIONE DEL ROTTAME IMPORTATO,  

Motivazione della sentenza

LA DECISIONE IMPUGNATA INGIUNGE ALLA RICORRENTE IL PAGAMENTO DI 432 043, 25 DM QUALE CONTRIBUTO AL SISTEMA DI PEREQUAZIONE PER IL ROTTAME IMPORTATO, DEI QUALI 374 844, 79 DM DOVUTI PER IL PERIODO ANTERIORE AL 1 ) FEBBRAIO 1957 E IL RESTO IMPUTABILE AL PERIODO SUCCESSIVO .  I - MEZZI RELATIVI AL PERIODO ANTERIORE AL 1 ) FEBBRAIO 1957  1 . ERRORE CIRCA LA SUSSISTENZA DELL' OBBLIGO DI VERSARE I CONTRIBUTI PER LA PEREQUAZIONE DEL ROTTAME  A PRESCINDERE DALL' ESENZIONE, LA RICORRENTE CONTESTA OGNI OBBLIGO CONTRIBUTIVO PER IL ROTTAME ACQUISITO ANTERIORMENTE AL 1 ) FEBBRAIO 1957, IN QUANTO L' ATTIVITA DELLA SUA ACCIAIERIA A QUELL' EPOCA ERA LIMITATA A OPERAZIONI DI AVVIAMENTO E A LAVORI SPERIMENTALI .  LE DECISIONI DI BASE RIGUARDANTI IL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE PER IL ROTTAME INDICANO COME CONTRIBUENTI " LE IMPRESE DI CUI ALL' ARTICOLO 80 DEL TRATTATO, CONSUMATRICI DI ROTTAME ".  AI SENSI DELL' ARTICOLO 80 DEL TRATTATO CECA, SONO " IMPRESE AI SENSI DEL PRESENTE TRATTATO ..., QUELLE CHE ESERCITANO UN' ATTIVITA DI PRODUZIONE NEL CAMPO DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO ". IL SISTEMATICO ACQUISTO DI MATERIE PRIME RAPPRESENTA L' INIZIO DI UNA TALE ATTIVITA QUALORA ESSO CONSENTA ALL' ACQUIRENTE L' AVVIO DELLA PRODUZIONE VERA E PROPRIA, ANCHE SOLO IN FORMA SPERIMENTALE .  A NORMA DELL' ARTICOLO 53 DEL TRATTATO, L' ALTA AUTORITA PUO' COSTITUIRE QUEI CONSORZI " CH' ESSA RICONOSCA NECESSARI PER L' ESECUZIONE DEI COMPITI DEFINITI ALL' ARTICOLO 3 ". FRA TALI COMPITI - A NORMA DELL' ARTICOLO 3, LETTERA A - RIENTRA ANCHE L' APPROVVIGIONAMENTO REGOLARE DEL MERCATO COMUNE, TENENDO CONTO DEI BISOGNI DEI PAESI TERZI ". IL TRATTATO NON CONSIDERA QUINDI LE " IMPRESE " SOLTANTO SOTTO IL PROFILO DELLA PRODUZIONE, MA ANCHE SOTTO QUELLO DELL' APPROVVIGIONAMENTO, PRESUPPOSTO NECESSARIO DELLA PRODUZIONE . TALE PRINCIPIO SI APPLICA IN OGNI CASO ALL' APPROVVIGIONAMENTO DI QUEI MATERIALI CHE, COME IL ROTTAME, SONO DI COMPETENZA DELL' ALTA AUTORITA .  E' ASSODATO CHE LA RICORRENTE, DALL' APRILE 1956, HA ACQUISTATO ROTTAME ED INIZIATO UNA VERA PRODUZIONE D' ACCIAIO, AL PIU TARDI IL 1 ) FEBBRAIO 1957 . IL SUO OBBLIGO DI VERSARE I CONTRIBUTI DECORRE QUINDI DALL' APRILE 1956 . A TORTO ESSA AFFERMA CHE IL PERIODO ANTERIORE AL 1 ) FEBBRAIO 1957 NON HA RAPPRESENTATO PER ESSA UN " PERIODO DI REGIME NORMALE " A NORMA DELL' ARTICOLO 6 DELLA DECISIONE 2-57 ( G.U ., 28 GENNAIO 1957 ). QUESTA DISPOSIZIONE RIGUARDA SOLO LA " ALIQUOTA COMPLEMENTARE " RELATIVA AL " MAGGIORE CONSUMO " DI ROTTAME, LA QUALE ESULA DALLA PRESENTE CAUSA .  IL MEZZO VA QUINDI DISATTESO SENZA CHE SIA NECESSARIO STABILIRE SE E IN QUAL MISURA L' ATTIVITA DELLA RICORRENTE NEL PERIODO IN ESAME ABBIA SUPERATO LA PURA FASE DI AVVIAMENTO .  2 . L' ESENZIONE DELLA RICORRENTE PER IL PERIODO ANTERIORE AL 1 ) FEBBRAIO 1957 E LA SUA REVOCA  LA DECISIONE IMPUGNATA PREMETTE NELLA MOTIVAZIONE CHE LA DECISIONE DELLA CASSA DI PEREQUAZIONE IN DATA 8 MAGGIO 1957 NON HA AFFATTO DISPOSTO L' ESENZIONE DELLA RICORRENTE; QUALORA PERO' L' ERRONEA COMUNICAZIONE DI TALE DECISIONE ALLA RICORRENTE DOVESSE FAR RITENERE CHE TALE ESENZIONE SIA STATA CONCESSA, LA STESSA DOVREBBE ESSERE CONSIDERATA ILLEGITTIMA . LA DECISIONE REVOCA QUINDI, IN QUANTO OCCORRA, UN' EVENTUALE ESENZIONE .  LA RICORRENTE DEDUCE CONTRO TALE DECISIONE NUMEROSE CENSURE CON LE QUALI INTENDE DIMOSTRARE ANZITUTTO L' EFFETTIVA SUSSISTENZA DI UNA DECISIONE CHE LA DICHIARA ESENTE, E IN SECONDO LUOGO L' ILLEGITTIMITA DELLA REVOCA .  APPARE OPPORTUNO ESAMINARE IN PRIMO LUOGO GLI ARGOMENTI RELATIVI ALL' ILLEGITTIMITA DELLA REVOCA, POICHE UNA VOLTA ASSODATO CHE LA CONVENUTA AVEVA COMUNQUE IL DIRITTO DI REVOCARE IL PROVVEDIMENTO, NON SARA PIU NECESSARIO INDAGARE SULLA SUSSISTENZA O MENO DELL' ESENZIONE .  A ) LA LEGITTIMITA DELLA REVOCA CON EFFETTO RETROATTIVO DI UNA DECISIONE CHE ATTRIBUISCE DEI VANTAGGI AL DESTINATARIO, E INNANZITUTTO SUBORDINATA ALL' ILLEGITTIMITA DELLA DECISIONE REVOCATA . E' QUESTO IL CASO NOSTRO . NESSUNA NORMA AUTORIZZAVA GLI ORGANI DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE A CONCEDERE ESENZIONI .  L' ALTA AUTORITA HA LA FACOLTA DI REVOCARE DECISIONI ILLEGITTIME, ANCHE CON EFFETTO RETROATTIVO . CIO' VALE PERO' CON LA RISERVA CHE, IN DETERMINATI CASI ECCEZIONALI, LA CERTEZZA DEL DIRITTO DEV' ESSERE SALVAGUARDATA . IN TALI CASI LA VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE E DI ESCLUSIVA COMPETENZA DELL' ALTA AUTORITA, MA L' APPREZZAMENTO DI QUESTA E SOGGETTO AL SINDACATO DELLA CORTE .  B ) SECONDO LA RICORRENTE, LA DECISIONE IMPUGNATA DICHIAREREBBE INGIUSTAMENTE CHE " LA LEMMERZ-WERKE NON POTEVA RITENERE CHE TALE DELIBERA ( DEL COMITATO CONSULTIVO DELLA CASSA DI PEREQUAZIONE ) FOSSE APPLICABILE ANCHE NEI SUOI RIGUARDI, MA AL CONTRARIO AVREBBE DOVUTO COMPRENDERE CHE LA DECISIONE LE ERA STATA COMUNICATA PER ERRORE O CHE L' APPLICAZIONE ANCHE NEI SUOI CONFRONTI, SENZA CHE IL SUO CASO FOSSE STATO PRESO IN ESAME DAL COMITATO CONSULTIVO, ERA FRUTTO DI UN ERRORE . " LA RICORRENTE SOSTIENE ANCORA CHE LA REVOCA NON E STATA EFFETTUATA ENTRO UN TERMINE RAGIONEVOLE .  LE DUE CENSURE DEVONO ESSERE ESAMINATE CONTEMPORANEAMENTE, IN QUANTO PONGONO SUL TAPPETO LA QUESTIONE GENERALE DEL SE LA CONVENUTA ABBIA SUFFICIENTEMENTE CONSIDERATO FINO A QUAL PUNTO LA RICORRENTE POTESSE FARE AFFIDAMENTO SULLA LEGITTIMITA E SULLA STABILITA DELL' ESENZIONE DI CUI E CAUSA .  1 ) PUR AMMETTENDO CHE IL PASSO DELLA MOTIVAZIONE DI CUI SOPRA SIA FONDATO SU UN ERRORE OBIETTIVO, CIO' POTREBBE PORTARE ALL' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE IMPUGNATA SOLO SE FOSSE DIMOSTRATO CHE IL DIRITTO ALL' AFFIDAMENTO NELLA STABILITA DELLA SITUAZIONE ACQUISITO DALLA RICORRENTE E STATO OGGETTO DI UN APPREZZAMENTO SOSTANZIALMENTE ERRONEO .  A QUESTO PROPOSITO BISOGNA TENER PRESENTE CHE LA RICORRENTE MAI AVREBBE POTUTO FAR AFFIDAMENTO SULLA LEGITTIMITA DELL' ESENZIONE CONTROVERSA; ESSA NON POTEVA INFATTI IGNORARE CHE LE DECISIONI DI BASE DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE NON PREVEDEVANO ESENZIONI E CHE, IN MATERIA D' IMPOSTE, IN CASO DI DUBBIO NON E LECITO PRESUMERLE .  E' PURE ASSODATO CHE L' EVENTUALE AFFIDAMENTO DELLA RICORRENTE SULLA STABILITA DELL' ESENZIONE NON POTEVA ESSERE CHE DI BREVE DURATA :  - GIA NEL GIUGNO 1958 LA SOCIETA FIDUCIARIA SVIZZERA AVEVA INTRAPRESO UN' AZIONE DI CONTROLLO PRESSO LA RICORRENTE . DALLA RELAZIONE IN MERITO PRESENTATA ALL' ALTA AUTORITA, SI PUO' RILEVARE CHE L' ORGANO DI CONTROLLO SI ERA SOFFERMATO ANCHE SULLE QUANTITA DI ROTTAME CONTROVERSE E CHE LA RICORRENTE AVEVA PRESENTATO AGLI ISPETTORI, CHE GLIENE AVEVANO FATTO RICHIESTA, LA CIRCOLARE DEL 20 MAGGIO 1957 . DA QUESTO MOMENTO, LA RICORRENTE AVREBBE DOVUTO IMMAGINARE CHE LA DECISIONE DELLA CASSA DI PEREQUAZIONE ERA SUSCETTIBILE DI MODIFICHE DA PARTE DELL' ALTA AUTORITA .  - NELLA GAZZETTA UFFICIALE DEL 30 LUGLIO 1958, LA CONVENUTA HA PUBBLICATO LA DECISIONE 13-58 IN CUI, ALL' ARTICOLO 1, LETTERA B, SI RISERVA IL DIRITTO DI " REVOCARE, QUALORA RISULTI NECESSARIO, OGNI DELIBERAZIONE DELLA CASSA DI PEREQUAZIONE E DELL' UFFICIO COMUNE, NONCHE DI PRENDERE I PROVVEDIMENTI CHE TALE REVOCA PUO' COMPORTARE ". TALE DISPOSIZIONE RIMETTEVA IN FORSE L' ULTERIORE VALIDITA DI TUTTI I PROVVEDIMENTI DEGLI ORGANI DI BRUXELLES . D' ALTRO CANTO, PERO', TENUTO CONTO DELLA MOLE DI LAVORO COSTITUITA DAL RIESAME DI TUTTI I PROVVEDIMENTI, LE IMPRESE CHE AVEVANO OTTENUTO UN' ESENZIONE POTEVANO LOGICAMENTE PREVEDERE CHE LA DECISIONE CHE AVREBBE DEFINITIVAMENTE REGOLATO LA LORO POSIZIONE NON SAREBBE STATA PRESA A BREVE SCADENZA .  - NELLA GAZZETTA UFFICIALE DEL 19 NOVEMBRE 1959, VENGONO RESE NOTE LE CONCLUSIONI DI UN RICORSO, PRESENTATO DALLA S.N.U.P.A.T ., MIRANTE ALL' ANNULLAMENTO DEL RIFIUTO DI REVOCARE CON EFFETTO RETROATTIVO DETERMINATE ESENZIONI . ANCHE SE TALE RICORSO RIGUARDAVA SOLAMENTE IL COSIDDETTO " ROTTAME DI GRUPPO ", LA CORTE E L' ALTA AUTORITA DOVEVANO AFFRONTARE PER LA PRIMA VOLTA IL PROBLEMA FONDAMENTALE DELLA REVOCABILITA CON EFFETTO RETROATTIVO DI ESENZIONI NEL CAMPO DELLA PEREQUAZIONE .  - LA CORTE, NELLA SENTENZA PRONUNCIATA IN QUESTA CAUSA IL 22 MARZO 1961, HA AFFERMATO IL DIRITTO FONDAMENTALE DI REVOCA DELL' ALTA AUTORITA, SOTTOLINEANDO L' IMPORTANZA CHE HA IN PROPOSITO L' INTERDIPENDENZA DEGLI ONERI DI PEREQUAZIONE .  - CON LETTERA DEL 2 GIUGNO 1961, L' UFFICIO REGIONALE TEDESCO " TENUTO PARTICOLARMENTE CONTO DEL FATTO CHE IN ALTRE OCCASIONI LE DITTE INTERESSATE AVEVANO MINACCIATO DI ESERCITARE NEI SUOI CONFRONTI AZIONI DI REGRESSO ", RIFIUTAVA DI ACCOGLIERE LA RICHIESTA, FORMULATA DALLA CONVENUTA E DALLA CASSA DI PEREQUAZIONE NELL' APRILE-MAGGIO 1959, CON CUI SI DOMANDAVA DI RETTIFICARE LA SITUAZIONE RISPETTO ALLE IMPRESE CHE SI TROVAVANO IN POSIZIONE ANALOGA A QUELLA DELLA RICORRENTE . DA TALE LETTERA SI PUO' RILEVARE CHE L' UFFICIO REGIONALE AVEVA INFORMATO, ALMENO ORALMENTE, LE IMPRESE CIRCA L' ATTEGGIAMENTO DELL' AMMINISTRAZIONE .  - CON LETTERA DEL 19 LUGLIO 1961, LA CONVENUTA INFORMAVA LA RICORRENTE CHE, A SUO GIUDIZIO, LA LEMMERZ-WERKE ERA TENUTA A VERSARE I CONTRIBUTI PER IL ROTTAME IN QUESTIONE . TALE LINEA DI CONDOTTA DELLA CONVENUTA RIMANEVA IMMUTATA FINO AL MOMENTO DELL' EMANAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA .  L' ALTA AUTORITA NON HA QUINDI MISCONOSCIUTO IL DIRITTO ALL' AFFIDAMENTO NELLA STABILITA DELLA SITUAZIONE .  2 ) SI DEVE PERO' ESAMINARE LA SITUAZIONE DI FATTO TESTE ESPOSTA ANCHE SOTTO IL PUNTO DI VISTA DEL COMPORTAMENTO DELL' ALTA AUTORITA . IL FATTO CHE LA RICORRENTE NON POTESSE FARE AFFIDAMENTO SULL' ULTERIORE VALIDITA DELLA SUA ESENZIONE NON ESCLUDE DI PER SE CHE LA CONVENUTA, O GLI ORGANI CHE PER ESSA AGIVANO, ABBIANO DIMOSTRATO UNA NEGLIGENZA O UN' IMPRECISIONE CHE AVREBBERO POTUTO OSTACOLARE LA REVOCA .  L' ESAME DI QUESTO PUNTO COINCIDE CON L' ESAME DELL' ECCEZIONE DI DECADENZA .  SOLO NEL LUGLIO 1961, QUINDI OLTRE UN LUSTRO DOPO LA COMUNICAZIONE DELL' ESENZIONE DI CUI TRATTASI, L' ALTA AUTORITA HA DIRETTAMENTE INFORMATO LA RICORRENTE CH' ESSA NON INTENDEVA TENER FERMA TALE CONCESSIONE . NEL PERIODO TRA IL NOVEMBRE 1958 ED IL MAGGIO 1959, LA CONVENUTA AVEVA FATTO CHIEDERE ALL' UFFICIO REGIONALE TEDESCO, TRAMITE LA CASSA DI PEREQUAZIONE, DI RETTIFICARE LA SITUAZIONE RISPETTO ALLE IMPRESE CHE SI TROVAVANO IN POSIZIONE ANALOGA A QUELLA DELLA RICORRENTE . L' UFFICIO REGIONALE, PERO', CON LETTERA 2 GIUGNO 1961 INDIRIZZATA ALLA CASSA DI PEREQUAZIONE, OPPONEVA UN RIFIUTO, PUR DANDO A DIVIDERE - COME RILEVATO PIU SOPRA - DI AVER COMUNICATO AGLI INTERESSATI IN VIA UFFICIOSA L' ATTEGGIAMENTO DELL' ALTA AUTORITA . LA CONVENUTA, EVIDENTEMENTE A SEGUITO DI TALE RIFIUTO, IL 19 LUGLIO 1961 SI METTEVA DIRETTAMENTE IN CONTATTO CON LA RICORRENTE .  PUR SE IL COMPORTAMENTO DELL' UFFICIO REGIONALE TEDESCO PRESTA IL FIANCO ALLA CRITICA, PARE D' ALTRO CANTO LOGICO CHE L' ALTA AUTORITA FACESSE AFFIDAMENTO SULLA SCRUPOLOSA ED IMMEDIATA TRASMISSIONE DELLE SUE DIRETTIVE . NON SI PUO' QUINDI AFFERMARE CHE DAL COMPORTAMENTO DELLA CONVENUTA SIA SCATURITA LA DECADENZA DAL DIRITTO DI RISCUOTERE L' IMPORTO LITIGIOSO .  SI DEVE INOLTRE TENER PRESENTE CHE L' ALTA AUTORITA, MANTENENDO L' ESENZIONE NEI RIGUARDI DI UNA DELLE IMPRESE, AVREBBE AUMENTATO L' ONERE PER LE ALTRE ( TRA LE QUALI SI ANNOVERANO ALMENO ALCUNE CONCORRENTI ABITUALI DELL' IMPRESA STESSA ) ATTRIBUENDO A QUEST' ULTIMA UNA POSIZIONE DI PRIVILEGIO .  INFINE, LA CONVENUTA SI E DICHIARATA DISPOSTA A VENIRE EVENTUALMENTE INCONTRO AI CONTRIBUENTI, CONCEDENDO ADEGUATE FACILITAZIONI DI PAGAMENTO .  CIO' PREMESSO, IL MEZZO VA DISATTESO . E' QUINDI SUPERFLUO STABILIRE SE EFFETTIVAMENTE SIA STATA ADOTTATA UNA DECISIONE DI ESENZIONE .  C ) LA RICORRENTE LAMENTA UNA DISCRIMINAZIONE CONSISTENTE NEL FATTO CHE L' ALTA AUTORITA NON HA REVOCATO L' ESENZIONE CONCESSA AD ALTRE IMPRESE CON LA STESSA DECISIONE DELLA CASSA .  IL MEZZO E INCONSISTENTE . PER QUANTO RIGUARDA LE FONDERIE INDIPENDENTI, LA LORO POSIZIONE GIURIDICA, DETERMINATA CON LA DECISIONE 2-57, NON E PARAGONABILE A QUELLA DELLA RICORRENTE, POICHE RISPETTO A QUESTE LA DECISIONE D' ESENZIONE NON SI FONDA SU UN ERRORE DI FATTO . PER QUANTO CONCERNE LE IMPRESE NEI CONFRONTI DELLE QUALI E STATO COMMESSO LO STESSO ERRORE LAMENTATO DALLA RICORRENTE, NON E STATA PROVATA L' ERRONEITA DELL' AFFERMAZIONE DELLA CONVENUTA, SECONDO CUI LA REVOCA, IN QUESTI CASI, NON SAREBBE STATA NECESSARIA PER MOTIVI CONTINGENTI .  3 . PRESCRIZIONE  LA RICORRENTE ALLEGA CHE IL DIRITTO ALLA RISCOSSIONE DEGLI IMPORTI LITIGIOSI ERA GIA PRESCRITTO AL MOMENTO DELL' ADOZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA .  DALLA NATURA STESSA DEL MECCANISMO DI PEREQUAZIONE SI ARGUISCE CHE, COMUNQUE, IL TERMINE DI PRESCRIZIONE DECORRE SOLO DAL MOMENTO IN CUI I CALCOLI SONO DEFINITIVAMENTE TERMINATI .  IL MEZZO VA QUINDI DISATTESO .  4 . SVIAMENTO DI POTERE  CON QUESTO MEZZO, LA RICORRENTE SI DUOLE CHE LA CONVENUTA ABBIA ESERCITATO IL SUO POTERE DISCREZIONALE DI APPREZZAMENTO CIRCA L' OPPORTUNITA DELLA REVOCA DELL' ESENZIONE, FONDANDOSI SU FATTI INESATTI OD INCOMPLETI; INOLTRE LA REVOCA SAREBBE STATA DISPOSTA TROPPO TARDI .  IL MEZZO COINCIDE CON QUELLO TESTE ESAMINATO E VA DISATTESO PER GLI STESSI MOTIVI .  5 . MOTIVAZIONE INSUFFICIENTE  A ) LA RICORRENTE RILEVA CHE LA DECISIONE IMPUGNATA, PUR AMMETTENDO CHE LA CIRCOLARE DEL 20 MAGGIO 1957 E STATA INVIATA PER ERRORE ALLA RICORRENTE, NON DICHIARA QUALE SIA LA NATURA DELL' ERRORE .  DALLA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA SI DESUME CHE, A GIUDIZIO DELLA CONVENUTA, LA DECISIONE RESA NOTA CON LA CIRCOLARE RIGUARDAVA SOLO LE ACCIAIERIE INDIPENDENTI CHE, OLTRE AI GETTI, PRODUCONO ANCHE LINGOTTI, MENTRE LA RICORRENTE NON HA MAI PRODOTTO GETTI .  POICHE LA MOTIVAZIONE RIVELA QUALI SIANO STATE LE INTENZIONI DELLA CONVENUTA A QUESTO PROPOSITO, IL MEZZO NON PUO' ESSERE ACCOLTO .  B ) LA RICORRENTE ASSUME INOLTRE CHE LA DECISIONE IMPUGNATA E ILLOGICA POICHE UN ERRORE DEL DICHIARANTE DI NORMA NON INFICIA LA VALIDITA DELLA DICHIARAZIONE .  LA CENSURA VERTE PARTICOLARMENTE SUL PASSO PRINCIPALE DELLA DECISIONE IMPUGNATA, LA DOVE E DETTO CHE NON SI E MAI INTESO CONCEDERE UN' ESENZIONE . POICHE - COME SI E DETTO - NON E IL CASO DI ESAMINARE ULTERIORMENTE QUESTO PUNTO, LA CENSURA CADE .  C ) LA RICORRENTE FA CARICO ALLA CONVENUTA DI AVER MOTIVATO LA REVOCA IN QUESTIONE SEMPLICEMENTE AFFERMANDO CHE LA LEMMERZ-WERKE AVREBBE DOVUTO RILEVARE DI NON ESSERE LA VERA DESTINATARIA DELL' ESENZIONE . LA CONVENUTA AVREBBE DOVUTO DICHIARARE ANCHE I MOTIVI SU CUI SI FONDAVA LA REVOCA, NEL CASO IN CUI LA RICORRENTE AVESSE ACQUISITO IL DIRITTO DI FARE AFFIDAMENTO SULLA STABILITA DELLA SITUAZIONE .  POICHE LA CONVENUTA RITENEVA CHE LA RICORRENTE AVREBBE DOVUTO RENDERSI CONTO DELL' ERRORE FIN DALL' INIZIO, E STATO PERFETTAMENTE LOGICO OMETTERE QUALSIASI CONSIDERAZIONE CIRCA UN EVENTUALE DIRITTO DI FAR AFFIDAMENTO SULLA STABILITA DELLA SITUAZIONE ACQUISITO DALLA RICORRENTE . DEL RESTO, LA MOTIVAZIONE MENZIONA ALTRESI' TALUNI FATTI POSTERIORI ALLA CIRCOLARE DI CUI SOPRA E SPECIFICA CHE TALI CIRCOSTANZE AVREBBERO DOVUTO FAR COMPRENDERE ALLA RICORRENTE CHE NON ERA ANCORA STATA ADOTTATA ALCUNA DECISIONE DEFINITIVA .  IL MEZZO E QUINDI INFONDATO .  D ) LA RICORRENTE RAVVISA UNA CONTRADDIZIONE NEL FATTO CHE, MENTRE IL DISPOSITIVO DELLA DECISIONE INGIUNGE IL PAGAMENTO ENTRO TRENTA GIORNI, LA MOTIVAZIONE D' ALTRO CANTO ASSICURA CHE " ... NELLA DETERMINAZIONE DELLA MODALITA DI PAGAMENTO SI TERRA CONTO DEI LEGITTIMI INTERESSI ( DELL' IMPRESA ) ".  QUESTI PASSI DELLA DECISIONE DEVONO ESSERE INTERPRETATI NEL SENSO CHE LA RICORRENTE ERA TENUTA A PAGARE L' INTERA SOMMA IN CONTESTAZIONE ENTRO IL TERMINE STABILITO, SEMPRECHE L' ALTA AUTORITA, PER GIUSTIFICATI MOTIVI, NON LE AVESSE CONCESSO CONDIZIONI DI PAGAMENTO PIU FAVOREVOLI .  POICHE LA PRESUNTA CONTRADDIZIONE NON SUSSISTE, LA CENSURA VA DISATTESA .  E ) LA RICORRENTE SI DUOLE CHE LA CONVENUTA ABBIA CONCLUSO CHE L' IMPORTO DA VERSARE NON ERA TALE DA PREGIUDICARE LA SITUAZIONE ECONOMICA DELL' IMPRESA, SENZA AVERE SVOLTO INDAGINI IN PROPOSITO .  LA CENSURA E INFONDATA, POICHE LA RICORRENTE NON HA DIMOSTRATO DI ESSERE STATA MINACCIATA DA DIFFICOLTA DI CARATTERE ECONOMICO .  F ) LA RICORRENTE SOSTIENE CHE LA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE TRAVISA I FATTI IN QUANTO MENZIONA ECCEZIONI CHE SAREBBERO STATE SOLLEVATE DALLA RICORRENTE, AVVERSO LA LETTERA DELLA CONVENUTA DEL 19 LUGLIO 1961, " MEDIANTE RICORSO GIURISDIZIONALE ".  TALE PASSO E IN REALTA IN CONTRASTO CON I FATTI, POICHE LA RICORRENTE NON HA PROPOSTO RICORSO AVVERSO LA LETTERA DI CUI SOPRA . LE CONSEGUENZE DI UN LAPSUS COSI' TRASCURABILE SUL DISPOSITIVO E SULLE CONSIDERAZIONI ESSENZIALI DELLA DECISIONE IMPUGNATA SONO TUTTAVIA IRRILEVANTI .  IL MEZZO VA QUINDI DISATTESO COME INCONFERENTE .  G ) INFINE LA RICORRENTE FA CARICO ALLA CONVENUTA DI NON AVER ACCERTATO SE LA LEMMERZ-WERKE, ANTERIORMENTE AL 1 ) FEBBRAIO 1957, FOSSE TENUTA A VERSARE I CONTRIBUTI .  LA CENSURA E INFONDATA IN FATTO . NELLA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA E DETTO CHIARAMENTE CHE LA RICORRENTE, DALL' APRILE 1956, " ALLORCHE ESSA INTRAPRESE AD ACQUISTARE ROTTAME IN VISTA DELLA PROGRAMMATA PRODUZIONE D' ACCIAIO ", PRESENTAVA TUTTE LE CARATTERISTICHE DELL' IMPRESA AI SENSI DELL' ARTICOLO 80 DEL TRATTATO .  DAL COMPLESSO DELLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO SI DESUME CHE IL RICORSO E INFONDATO NELLA PARTE IN CUI ESSO MIRA A NEGARE LA SOGGEZIONE DELLA RICORRENTE AL VINCOLO CONTRIBUTIVO PER IL PERIODO ANTERIORE AL 1 ) FEBBRAIO 1957 .  II - MEZZI RELATIVI AL PERIODO SUCCESSIVO AL 1 ) FEBBRAIO 1957  A - SULL' AMMISSIBILITA DEI MEZZI  A ) LA CONVENUTA OPPONE L' INAMMISSIBILITA IN QUANTO LA RICORRENTE, NELL' ATTO INTRODUTTIVO DELLA CAUSA 53-63, AVREBBE AMMESSO L' ESATTEZZA CONTABILE DELL' IMPORTO LITIGIOSO, PER LE SOMME DOVUTE DAL 1 ) FEBBRAIO 1957 .  IN DETTO ATTO INTRODUTTIVO, LA RICORRENTE STESSA ESPRIMEVA DUBBI CIRCA LA RICEVIBILITA DEL RICORSO, DICHIARANDO DI AVER PROMOSSO LA CAUSA PER PURA PRECAUZIONE . STANDO COSI' LE COSE, BISOGNA PARTIRE DAL PRESUPPOSTO CHE LA RICORRENTE NON AVEVA AFFATTO INTESO AMMETTERE UNA VOLTA PER TUTTE CHE IL CALCOLO DELL' IMPORTO FOSSE STATO EFFETTUATO SECONDO LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO E DELLE SUE NORME DI ATTUAZIONE, MA VOLEVA SPECIFICARE SEMPLICEMENTE CHE L' OGGETTO DI QUELLA CONTROVERSIA DOVEVA RITENERSI LIMITATO AL PERIODO ANTERIORE AL 1 ) FEBBRAIO 1957, AL FINE DI LIMITARE IL RISCHIO DI CONDANNA ALLE SPESE .  L' ECCEZIONE VA QUINDI RESPINTA .  B ) LA CONVENUTA SOLLEVA UNA SECONDA ECCEZIONE D' INAMMISSIBILITA ALLEGANDO CHE LA RICORRENTE NON AVREBBE ADEGUATAMENTE ESPOSTO I MOTIVI DI RICORSO .  A NORMA DELL' ARTICOLO 22 DEL PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA CECA E DELL' ARTICOLO 38, N . 1, LETTERA C, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL RICORRENTE DEVE SOLO ESPORRE SOMMARIAMENTE I MEZZI INVOCATI . LA RICORRENTE HA OTTEMPERATO A QUESTA PRESCRIZIONE, INDICANDO LE CENSURE CH' ESSA INTENDE MUOVERE, NONCHE LE RAGIONI ESSENZIALI SU CUI QUESTE SI FONDANO .  L' ECCEZIONE VA QUINDI RIGETTATA .  C ) LA RICORRENTE HA PRODOTTO IL PARERE DI UN PROFESSORE UNIVERSITARIO, DICHIARANDO PERO' CHE TALE PARERE NON RENDE ESATTAMENTE IN TUTTI I SUOI PUNTI L' OPINIONE DELLA RICORRENTE ".  TENUTO CONTO DI TALE COMMENTO, LA CORTE NON PUO' CONSIDERARE IL PARERE COME PARTE INTEGRANTE DELLE DEDUZIONI DELLA RICORRENTE .  B - NEL MERITO  1 . CORSO DEL CAMBIO APPLICABILE NEL CALCOLO DELL' ENTITA DELLE OBBLIGAZIONI DELLE IMPRESE  LA RICORRENTE SI DUOLE CHE LA CONVENUTA NON ABBIA TENUTO ADEGUATO CONTO, NEL CALCOLO DEI CONTRIBUTI IMPOSTI ALLE VARIE IMPRESE, NE DELLA DUPLICE SVALUTAZIONE DEL FRANCO FRANCESE, NE DELLA RIVALUTAZIONE DEL MARCO TEDESCO . IN EFFETTI, IL CONTENUTO E L' ENTITA DEI RIMBORSI E DELLE OBBLIGAZIONI DEGLI UTENTI DEL ROTTAME SONO STATI DETERMINATI IN UNITA DI CONTO, MENTRE LE UNITA MONETARIE NAZIONALI RAPPRESENTAVANO UNICAMENTE I MEZZI DI PAGAMENTO, LA CUI RIVALUTAZIONE O SVALUTAZIONE, NON AVREBBE POTUTO AVERE RIPERCUSSIONI SULL' ENTITA DELL' OBBLIGAZIONE DEL DEBITORE . QUALORA SI AMMETTANO INVECE RIPERCUSSIONI DEL GENERE, LA CONVENUTA AVREBBE DOVUTO TENER CONTO ANCHE DELLE VARIAZIONI SOPRAVVENUTE SUCCESSIVAMENTE AL PERIODO DI PEREQUAZIONE, CIOE NEL NOSTRO CASO DELLA RIVALUTAZIONE DEL MARCO TEDESCO . LA CONVENUTA QUINDI, AVENDO TENUTO CONTO UNICAMENTE DELLA SVALUTAZIONE DEL FRANCO FRANCESE, AVREBBE COMMESSO UNA DISCRIMINAZIONE A DANNO DELLE IMPRESE TEDESCHE .  NELL' AMBITO DEL MECCANISMO DI PEREQUAZIONE, L' UNITA DI CONTO, NON RAPPRESENTA UNA VALUTA SPECIALE DA TENERE BEN DISTINTA DALLE VALUTE NAZIONALI, MA RAPPRESENTA UN PURO MEZZO DI CALCOLO DESTINATO A FACILITARE LA DETERMINAZIONE DEL PREZZO GENERALE DI PEREQUAZIONE E IL CALCOLO RAPIDO ED UNIFORME SIA DELLE SOVVENZIONI, SIA DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE . L' IMPIEGO DELL' UNITA DI CONTO E DESTINATO A RENDERE EDOTTE LE SINGOLE IMPRESE DEL COME SONO STATI EFFETTUATI I CALCOLI DELLE SOMME LORO ACCREDITATE O ADDEBITATE NELLA MONETA NAZIONALE . LE CIFRE RICAVATE IN UNITA DI CONTO SONO IMMEDIATAMENTE CONVERTITE NELLA RISPETTIVA VALUTA NAZIONALE . I CONTRIBUTI DELLE IMPRESE SONO STATI QUINDI EFFETTIVAMENTE DETERMINATI IN MONETA NAZIONALE, ANCHE SE CALCOLATI IN UNITA DI CONTO .  SI DEVE INOLTRE ESAMINARE CON RIFERIMENTO A QUALE DATA I CONTRIBUTI E LE SOVVENZIONI DI PEREQUAZIONE VADANO CALCOLATI IN UNITA DI CONTO E INDI CONVERTITI IN MONETA NAZIONALE .  AL FINE DI DISTRIBUIRE EQUAMENTE GLI ONERI DERIVANTI DALL' IMPORTAZIONE DI ROTTAME DA PAESI TERZI, I CALCOLI DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE SI FONDAVANO SU CICLI MEDI DI UN MESE; PER OGNUNO DI QUESTI CICLI VENIVA STABILITO UN PREZZO DI PEREQUAZIONE DAL QUALE SI RICAVAVANO LE SOVVENZIONI DI PEREQUAZIONE DA CORRISPONDERE PER QUEL PERIODO . L' ONERE RELATIVO, LA CUI ENTITA VARIAVA NOTEVOLMENTE DI VOLTA IN VOLTA, ERA QUINDI PROPORZIONALMENTE RIPARTITO FRA TUTTE LE IMPRESE, IN RAGIONE DEI LORO ACQUISTI IN ROTTAME, D' IMPORTAZIONE O INTERNO . TENUTO CONTO DELLA VARIAZIONE DEL PREZZO DI UNA TONNELLATA DI ROTTAME DA UN PERIODO ALL' ALTRO, ERA NECESSARIO PORRE ALLA BASE DEL CALCOLO DEI CONTRIBUTI IL CAMBIO DELL' UNITA DI CONTO IN VIGORE NEL PERIODO CORRISPONDENTE .  A GRANDI LINEE SI PUO' DEFINIRE IL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE COME UN SISTEMA DI COMPENSAZIONE DELLA DIFFERENZA DI PREZZO FRA ROTTAME D' IMPORTAZIONE E ROTTAME INTERNO, IL QUALE RIPARTISCE PROPORZIONALMENTE L' ONERE RELATIVO FRA LE IMPRESE CONSUMATRICI DI ROTTAME, IN RAGIONE DEL RISPETTIVO CONSUMO . NON E QUINDI POSSIBILE EFFETTUARE I CALCOLI NECESSARI NELLA PRIMA PARTE DI TALE PROCEDURA IN BASE A UN CORSO DI CAMBIO DIVERSO DA QUELLO APPLICATO PER I CALCOLI RELATIVI ALLA SECONDA PARTE . LA DISCIPLINA ADOTTATA NON VIOLA NEPPURE IL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE . NELL' INTERESSE DI UN' EQUA RIPARTIZIONE DEGLI ONERI, E NECESSARIO PRESCINDERE DALLE VARIAZIONI DEL CORSO DEL CAMBIO, POICHE PER TUTTE LE IMPRESE VA FATTO RIFERIMENTO AD UNA STESSA DATA ALLA QUALE SIA I LORO DEBITI, SIA I LORO CREDITI VENGANO CALCOLATI IN UNITA DI CONTO E CONTEMPORANEAMENTE CONVERTITI IN MONETA NAZIONALE . QUALORA CI SI RIFERISSE AL MOMENTO DEL PAGAMENTO O ALL' EVENTUALE EMISSIONE DEL TITOLO ESECUTIVO, VI SAREBBE IL PERICOLO CHE IL CORSO DEL CAMBIO APPLICABILE SUBISSE OSCILLAZIONI A SECONDA DEL COMPORTAMENTO DELLE IMPRESE INTERESSATE O DELL' ALTA AUTORITA IL CHE, NELL' AMBITO DELLO STESSO PAESE, POTREBBE ORIGINARE DISCRIMINAZIONI A DANNO DI QUELLE IMPRESE CHE, A SECONDA DEI CASI, HANNO VERSATO IL LORO CONTRIBUTO CON MAGGIORE O MINOR SOLLECITUDINE .  DA TUTTO QUANTO PRECEDE SI DESUME IN PARTICOLARE CHE, NELLA CONVERSIONE IN VALUTA NAZIONALE DEGLI IMPORTI CALCOLATI IN UNITA DI CONTO, E POSSIBILE TENERE CONTO SOLO DELLE VARIAZIONI DEL CORSO DEL CAMBIO ANTERIORI ALL' INSTAURAZIONE DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE .  CIO' POSTO, IL CRITERIO ADOTTATO DALLA CONVENUTA APPARE EQUO E CONSONO AL SISTEMA DI PEREQUAZIONE, IN QUANTO IL NON AVER TENUTO CONTO DELLA RIVALUTAZIONE DEL MARCO TEDESCO NON COSTITUISCE ALCUNA DISCRIMINAZIONE A DANNO DELLE IMPRESE TEDESCHE .  IL MEZZO VA QUINDI DISATTESO .  2 . CENSURE RELATIVE ALLA DISCIPLINA DEGLI INTERESSI  A ) LA RICORRENTE ALLEGA CHE LE DECISIONI GENERALI IMPUGNATE NELLA PRESENTE CONTROVERSIA SONO ILLEGITTIME, AVENDO ESSE INSTAURATO UNA DISCIPLINA DEGLI INTERESSI CHE NON COLLIMA CON LE PRECEDENTI DECISIONI ADOTTATE AI SENSI DELL' ARTICOLO 53 LETTERA B DEL TRATTATO, PREVIO PARERE CONFORME DEL CONSIGLIO .  DOBBIAMO INNANZITUTTO ESAMINARE SE, NELLA FATTISPECIE, L' OBBLIGO DI RICHIEDERE IL PARERE DEL CONSIGLIO, DERIVI DIRETTAMENTE DAL TRATTATO .  A NORMA DELL' ARTICOLO 53, B ), DEL TRATTATO, L' ALTA AUTORITA PUO' " COL CONSENSO UNANIME DEL CONSIGLIO, ISTITUIRE ESSA STESSA UN CONSORZIO DIRETTO AI MEDESIMI SCOPI ". LA NORMA VA INTERPRETATA RESTRITTIVAMENTE, IN QUANTO DETERMINA I REQUISITI FORMALI AD SUBSTANTIAM PER L' EFFICACIA DI DETERMINATE DECISIONI . DALL' ARTICOLO 53, B ) DEL TRATTATO, SI DESUME CHE IL PARERE CONFORME DEL CONSIGLIO SAREBBE STATO NECESSARIO SOLO SE L' INTRODUZIONE DI INTERESSI CORRISPETTIVI AVESSE SCALZATO O MUTATO LE BASI DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE PER IL ROTTAME IMPORTATO .  UN TALE SISTEMA D' INTERESSI, DESTINATO A COMPENSARE GLI SFASAMENTI DERIVANTI DAL FATTO CHE LE IMPRESE HANNO EFFETTUATO I PAGAMENTI NON CONTEMPORANEAMENTE, PARE NECESSARIO PER IMPEDIRE CHE ALCUNE IMPRESE SUBISCANO UN PREGIUDIZIO INGIUSTO A CAUSA DEL RITARDO DI ALTRE IMPRESE . TALE CRITERIO NON MUTA LE BASI DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE . ESSO E STATO ADOTTATO ONDE GARANTIRE IL BUON FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA STESSO E RENDERE POSSIBILE IL PERSEGUIMENTO DEGLI SCOPI APPROVATI DAL CONSIGLIO .  BISOGNA QUINDI STABILIRE SE, PER IL FATTO CHE LA DECISIONE 16-58, ADOTTATA COL CONSENSO UNANIME DEL CONSIGLIO, PREVEDEVA ALL' ARTICOLO 13 UN SISTEMA FONDATO SUL PRINCIPIO DEGLI INTERESSI MORATORI, L' ALTA AUTORITA FOSSE TENUTA A RICHIEDERE IL CONSENSO UNANIME DEL CONSIGLIO PER OGNI DECISIONE CHE SE NE DISCOSTASSE .  NULLA LASCIA SUPPORRE CHE LE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA ADOTTATE SU PARERE CONFORME DEL CONSIGLIO POTESSERO VENIRE MODIFICATE - ANCHE SU PUNTI NON FONDAMENTALI - SOLO GRAZIE A NUOVE DECISIONI PARIMENTI ADOTTATE SU PARERE CONFORME DEL CONSIGLIO .  LA CENSURA RELATIVA ALLA MANCANZA DI PARERE CONFORME DEL CONSIGLIO E QUINDI INFONDATA .  B ) LA RICORRENTE ASSUME INOLTRE CHE LA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE 7-61 E ILLOGICA, IN QUANTO NON ILLUSTRA LE RAGIONI PER CUI L' ALTA AUTORITA NON HA POTUTO ELIMINARE GLI INCONVENIENTI DEL PRECEDENTE SISTEMA D' INTERESSI MORATORI MEDIANTE UNA DISCIPLINA DIVERSA DA QUELLA CRITICATA .  LE CONSIDERAZIONI ESPOSTE AI NUMERI 5, 6, 7 ED 8 DELLA DECISIONE METTONO PERO' CHIARAMENTE IN RILIEVO GL' INCONVENIENTI DERIVANTI DALLA RISCOSSIONE D' INTERESSI MORATORI SUI CONTRIBUTI PROVVISORI, NONCHE LA NECESSITA DI UNIFICARE LE DATE DELLE PRESTAZIONI PER TUTTE LE IMPRESE SOGGETTE A PEREQUAZIONE, VISTO CHE I VERSAMENTI DELLE SINGOLE IMPRESE NON SONO STATI CONTEMPORANEI, CON PREGIUDIZIO PER LE UNE E VANTAGGIO PER LE ALTRE . L' OTTAVO " CONSIDERANDO " ESPONE I RISULTATI CHE, A GIUDIZIO DELL' ALTA AUTORITA, POTREBBE DARE IL SISTEMA DI PEREQUAZIONE CRITICATO .  TALE MOTIVAZIONE METTE CHIARAMENTE IN LUCE SIA LE CONSIDERAZIONI CHE HANNO DETTATO ALL' ALTA AUTORITA L' ADOZIONE DELLA CRITICATA DECISIONE 7-61, SIA I PRINCIPI SU CUI ESSA SI FONDA . ESSENDO LA DECISIONE ADEGUATAMENTE MOTIVATA, ANCHE QUESTA CENSURA VA DISATTESA .  C ) LA RICORRENTE LAMENTA ANCORA CHE LA DISCIPLINA DEGLI INTERESSI, SECONDO LA NUOVA DISCIPLINA INTRODOTTA DALLA DECISIONE 7-61, COSTITUIREBBE UNA DISCRIMINAZIONE A DANNO DELLE IMPRESE NON RESPONSABILI DEL RITARDO NEL PAGAMENTO .  DI FATTO, LA DECISIONE 7-61 NON PREVEDE INTERESSI MORATORI IN CASO DI RITARDATO PAGAMENTO . L' ESPERIENZA HA PERO' INSEGNATO CHE, PER VARI MOTIVI, SPESSO DEL TUTTO ESTRANEI ALLE IMPRESE, L' AMMONTARE ESATTO DEI CONTRIBUTI SI E POTUTO DETERMINARE SOLO CON NOTEVOLE RITARDO . IL SISTEMA PRECEDENTE POTEVA IN TALUNI CASI RICHIEDERE UN DIFFICILE E MINUZIOSO ESAME DEI SINGOLI PRESUPPOSTI DELLA RESPONSABILITA E CONCLUDERSI CON LA DELUDENTE CONSTATAZIONE CHE IL SISTEMA DI PEREQUAZIONE GRAVAVA EFFETTIVAMENTE SULLE VARIE IMPRESE IN MODO NON UNIFORME . LE IMPRESE PER LE QUALI L' ESATTA DETERMINAZIONE DEI CONTRIBUTI AVEVA POTUTO ESSERE FATTA SOLO CON RITARDO, AVEVANO QUINDI AVUTO A LORO DISPOSIZIONE PER UN CERTO PERIODO IMPORTI CHE AVREBBERO DOVUTO TROVARSI IN POSSESSO DELLA CASSA, CON LA CONSEGUENZA CHE LE ALTRE IMPRESE AVEVANO DOVUTO SOPPORTARE ONERI SUPPLEMENTARI SENZA ALCUNA CONTROPARTITA E SI ERANO PERCIO' TROVATE DOPPIAMENTE SVANTAGGIATE RISPETTO ALLE IMPRESE IN ARRETRATO CON IL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI . TALI DISPARITA, PROVOCATE DALLA DISCIPLINA PRECEDENTE, ERANO DESTINATE A RIPERCUOTERSI DIRETTAMENTE SULLA CONCORRENZA . DETTO RISULTATO ERA MANIFESTAMENTE IN CONTRASTO CON LE FINALITA E CON LE ESIGENZE DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE, CIOE COL PRINCIPIO DELLA RIPARTIZIONE PER QUANTO POSSIBILE UNIFORME DELLE PRESTAZIONI DOVUTE DALLE IMPRESE PARTECIPANTI . L' ALTA AUTORITA NON POTEVA QUINDI MANTENERE IN VIGORE LA DISCIPLINA PRECEDENTE, MA DOVEVA SOSTITUIRLA CON UN NUOVO SISTEMA CHE NON PRESENTASSE PIU GLI STESSI INCONVENIENTI . SE ESSA HA DUNQUE RISERVATO UN TRATTAMENTO UNIFORME A TUTTE LE IMPRESE MOROSE DI FATTO, INDIPENDENTEMENTE DAL LORO GRADO DI COLPA O DI RESPONSABILITA, CIO' SI SPIEGA CON LA CIRCOSTANZA CHE UN REGOLAMENTO MAGGIORMENTE IMPRONTATO ALLE CONCEZIONI TRADIZIONALI AVREBBE PROVOCATO PARZIALITA ED INCERTEZZE NEL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE .  E' D' ALTRONDE ASSODATO CHE IL REGOLAMENTO CONTENUTO NELLA DECISIONE 7-61 ELIMINA PER QUANTO POSSIBILE LE INEVITABILI PARZIALITA PROVOCATE DAL RITARDO NELLA LIQUIDAZIONE DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE .  ANCHE QUESTA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  D ) LA RICORRENTE ASSUME INFINE CHE LA DECISIONE 7-61 E VIZIATA IN QUANTO IMPONE ONERI CON EFFETTO RETROATTIVO, VIOLANDO UN PRINCIPIO GIURIDICO FONDAMENTALE .  UN SISTEMA DI PEREQUAZIONE QUALE QUELLO IN ESAME, CHE SI FONDA SU UNA STRETTA INTERDIPENDENZA DELLE PRESTAZIONI DI TUTTE LE IMPRESE CHE NE FANNO PARTE, DEVE INNANZITUTTO GARANTIRE IL TRATTAMENTO UNIFORME DI TUTTI I CONTRIBUENTI ED ELIMINARE OGNI DISCRIMINAZIONE . LA CONSERVAZIONE DI UN REGOLAMENTO CHE ASSICURAVA A DETERMINATE IMPRESE INGIUSTE SITUAZIONI DI PRIVILEGIO FONDATE SU DIRITTI O SITUAZIONI GIURIDICHE ACQUISITI, SAREBBE PERCIO' IN CONTRASTO CON GLI SCOPI DEL SISTEMA .  NELL' AMBITO DI QUESTO E DUNQUE NECESSARIO RITENERE CHE GLI ORGANI COMPETENTI ABBIANO LA FACOLTA DI APPROVARE LE MODIFICHE INDISPENSABILI PER EVITARE EVENTUALI DISCRIMINAZIONI .  POICHE INOLTRE IL CONSORZIO SI TROVA IN LIQUIDAZIONE E QUINDI LE PRESTAZIONI DELLE SINGOLE IMPRESE SONO STATE DETERMINATE IN MODO SOLTANTO PROVVISORIO, NON E POSSIBILE EVITARE TALI DISCRIMINAZIONI SENZA INTACCARE LE SITUAZIONI GIURIDICHE CREATE DAL DIFETTOSO REGOLAMENTO PRECEDENTE . ANCHE QUESTA CENSURA E DUNQUE INFONDATA .  PER TUTTI QUESTI MOTIVI, IL RICORSO VA RESPINTO .  

Decisione relativa alle spese

LA RICORRENTE E RIMASTA SOCCOMBENTE . IL COMPORTAMENTO DEGLI ORGANI DI PEREQUAZIONE E STATO PERO' TALE DA CONFERMARLA NEL PROPOSITO DI CONTESTARE LA LEGITTIMITA DEI CONTRIBUTI PER IL PERIODO ANTERIORE AL 1 ) FEBBRAIO 1957, CUI SI RIFERISCE LA MAGGIOR PARTE DELL' IMPORTO LITIGIOSO . PER QUESTI MOTIVI, A NORMA DELL' ARTICOLO 69, N . 3, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, APPARE EQUO RIPARTIRE LE SPESE COME STABILITO NEL DISPOSITIVO DELLA PRESENTE SENTENZA . 

Dispositivo

LA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 . IL RICORSO E RESPINTO .  2 . LA RICORRENTE SOPPORTERA LE SPESE DA ESSA SOSTENUTE E META DELLE SPESE SOPPORTATE DALLA CONVENUTA; LA CONVENUTA SOPPORTERA LA META DELLE SPESE DA ESSA INCONTRATE .