CELEX: C2003/171/17
Language: it
Date: 2003-07-19 00:00:00
Title: Causa C-197/03: Ricorso del 12 maggio 2003 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 171/12                IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          19.7.2003
presumibile dalla lettura dei dati di inquinamento ambientale             remunerativo, in quanto l’amministrazione tributaria italiana
ed è sicuramente qualificabile quale danno biologico-esisten-             ha già riscosso, in occasione dell’iscrizione di tali atti sociali
ziale. Si deve comunque considerare nella specie la sussistenza           negli anni 1985-1992, «tasse analoghe che si considerano aver
del danno psichico da sofferenza esistenziale patito dal sogget-          remunerato il servizio reso».
to che abbia atteso con paura un cancro, cioè l’estinzione della
propria vita.
                                                                          L’amministrazione italiana, contrariamente a quanto disposto
                                                                          al comma 2 dell’articolo 11 della legge n. 448/98, è tenuta a
                                                                          rimborsare integralmente alle società di capitali che ne hanno
                                                                          richiesto nei termini la restituzione, l’importo della tassa
                                                                          di concessione sull’iscrizione dell’atto costitutivo dichiarata
                                                                          illegittima dalla Corte nella sentenza Ponente Carni, senza
                                                                          poter decurtare tale importo di una somma pari a otto volte la
                                                                          tassa forfettaria annuale retroattiva istituita al comma 1 dello
Ricorso del 12 maggio 2003 contro la Repubblica italiana,                 stesso articolo 11. L’istituzione di tale tassa forfettaria annuale
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee                     retroattiva costituisce una potente violazione del divieto di cui
                                                                          all’articolo 10 della direttiva 69/335.
                         (Causa C-197/03)
                                                                          b)    Le modalità di calcolo degli interessi applicabili alle
                          (2003/C 171/17)                                       somme da restituire alle società
                                                                          La Commissione rileva che le modalità di calcolo degli interessi
                                                                          sulla restituzione della tassa di concessione sull’iscrizione
Il 12 maggio 2003, la Commissione delle Comunità europee,                 dell’atto costitutivo della società previste all’articolo 11, terzo
rappresentata dal sig. Enrico Traversa, in qualità di agente, ha          comma, della legge n. 448/98, riguardano solo una specifica
presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un              categoria di azioni di ripetizione, quelle fondate sulla violazio-
ricorso contro la Repubblica italiana.                                    ne dell’articolo 10 della direttiva 69/335, vale a dire sulla
                                                                          violazione di una norma di diritto comunitario. Essendo le
                                                                          suddette modalità di calcolo degli interessi manifestamente
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                               meno favorevoli rispetto alle modalità di calcolo degli interessi
                                                                          applicabili in caso di azioni analoghe fondate sul diritto
—     dichiarare che, avendo istituito retroattivamente, in forza         nazionale, la Commissione ne conclude che l’articolo 11, terzo
      dell’articolo 11 della legge n. 448/98, una tassa forfettaria       comma, della legge n. 448/98 costituisce una violazione
      annuale sull’iscrizione degli atti delle società diversi            del principio di equivalenza elaborato dalla giurisprudenza
      dall’atto costitutivo ed avendo previsto una disciplina             comunitaria.
      relativa al rimborso della soppressa tassa di concessione
      governativa sull’iscrizione dell’atto costitutivo delle
      società, discriminatoria e restrittiva nei confronti delle          c) Le modalità di rimborso della soppressa tassa di conces-
      società aventi diritto al rimborso stesso, la Repubblica                 sione sull’iscrizione dell’atto costitutivo
      italiana ha violato gli obblighi ad essa imposti dall’artico-
      lo 10, lettera c), della direttiva del Consiglio 17 luglio
      1969/335/CEE (1) concernente le imposte indirette sulla             Ad avviso della Commissione, le prescrizioni di cui ai commi 4
      raccolta dei capitali ed i principi elaborati dalla Corte di        e 5 dall’articolo 11 della legge n. 448/98 ed alla circolare
      giustizia nella sua giurisprudenza in materia di restituzio-        applicativa n. 32/E, prevedendo una data d’avvio delle procedu-
      ne di tributi riscossi dagli Stati membri in violazione del         re di rimborso, introducendo un «plafond» annuale di somme
      diritto comunitario;                                                destinate ai rimborsi e sospendendo i rimborsi stessi nei casi
                                                                          in cui sia ancora pendente un giudizio di primo grado,
—     condannare la Repubblica italiana alle spese del giudizio.          determinano, o sono suscettibili di determinare, dei ritardi
                                                                          nella restituzione della soppressa tassa sull’iscrizione dell’atto
                                                                          costitutivo delle società. Questo scaglionamento dei rimborsi
                                                                          nel tempo ed il conseguente allungamento della durata delle
                                                                          azioni giudiziarie di restituzione della tassa di iscrizione,
Motivi e principali argomenti                                             rendono con tutta evidenza eccessivamente difficile l’esercizio
                                                                          di un diritto conferito dall’ordinamento comunitario, e più
                                                                          precisamente l’esercizio del diritto delle società dei capitali ad
                                                                          essere assoggettate, all’atto della loro costituzione, unicamente
a)   La tassa forfettaria annuale retroattiva sull’iscrizione             all’imposta armonizzata sui conferimenti e ad esigere la
     degli atti diversi dall’atto costitutivo                             restituzione di altre imposte indirette non armonizzate, vietate
                                                                          dall’articolo 10 della direttiva 69/335.
La Commissione ritiene che la tassa forfettaria annuale retroat-
tiva sull’iscrizione degli atti diversi dall’atto costitutivo non         La Commissione ne conclude che il legislatore italiano, introdu-
possa in alcun modo essere ritenuta avere un carattere                    cendo le modalità restrittive di rimborso previste ai commi 4
 ---pagebreak--- 19.7.2003                IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           C 171/13
e 5 dell’art. 11 della legge n. 448/98, ha violato simultaneamen-             n. 665/CEE (1), che fa obbligo a tutti gli Stati membri d’intro-
te tutti e tre i principi elaborati dalla Corte nella sua giurispru-          durre nei rispettivi ordinamenti nazionali ricorsi pienamente
denza in materia di restituzione di imposte percepite dagli                   accessibili per quanti intendano richiedere la riparazione di un
Stati membri in violazione del diritto comunitario, vale a                    danno subito o comunque temano di subire una lesione in
dire non solo il principio di equivalenza ed il principio di                  dipendenza di una decisione della commissione di gara per il
preservazione degli effetti delle sentenze della Corte che                    conseguimento di un appalto pubblico;
dichiarano un tributo incompatibile con il diritto comunitario,
ma anche il principio di effettività.
                                                                              se la suddetta tutela cautelare accordabile dal giudice ammini-
( 1) GU L 249 del 3.10.1969, pag. 25.
                                                                              strativo nazionale integri o meno violazione dell’art. 2, lett. a)
                                                                              della suddetta direttiva, che fa obbligo di prendere con la
                                                                              massima sollecitudine e con procedura d’urgenza provvedi-
                                                                              menti provvisori intesi a riparare la violazione o impedire che
                                                                              altri danni siano causati agli interessi coinvolti, compresi i
                                                                              provvedimenti intesi a sospendere o a far sospendere la
                                                                              procedura di aggiudicazione pubblica di un appalto o l’esecu-
                                                                              zione di qualsiasi decisione presa dalle autorità aggiudicatrici;
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
nale Amministrativo Regionale per la Lombardia — Sezio-
ne staccata di Brescia — con ordinanza 24 aprile 2003,
nella causa dinanzi ad esso pendente fra Società DAC SpA                      se, infine, la stessa forma di tutela cautelare violi o meno
e Azienda Ospedaliere «Spedali Civili» di Brescia nonchè                      concorrentemente l’art. 6, 2o comma del Trattato che, nel
                  nei confronti di Pellegrini SpA                             codificare il rispetto da parte dell’Unione dei diritti fondamen-
                                                                              tali garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei
                                                                              diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ha fatto proprio
                          (Causa C-202/03)                                    il principio dell’effettività della tutela giurisdizionale stabilito
                                                                              dagli artt. 6 e 13 della stessa Convenzione, facendo obbligo
                           (2003/C 171/18)                                    agli Stati membri di assicurarne la piena operatività nei
                                                                              rispettivi ordinamenti nazionali.
Con ordinanza 24 aprile 2003, pervenuta nella cancelleria
                                                                              (1 ) GU L 395 del 30.12.1989, pag. 33.
della Corte di giustizia delle Comunità europee il 13 maggio
2003, nel procedimento dinanzi ad esso pendente tra Società
DAC SpA e Azienda Ospedaliere «Spedali Civili» di Brescia
nonchè nei confronti di Pellegrini SpA, il Tribunale Ammini-
strativo Regionale per la Lombardia — Sezione staccata di
Brescia — ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità
europee le seguenti questioni pregiudiziali:
se la diversa tutela cautelare prevista per le pretese comunitarie            Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High
accordabile dal giudice amministrativo nazionale nelle proce-                 Court of Justice (England and Wales), Queen’s Bench
dure d’appalto rispetto a quella prevista nell’ordinamento                    Division (Administrative Court), con ordinanza 12 feb-
interno per i diritti riconosciuti nelle liti fra soggetti privati            braio 2003, nel procedimento contenzioso amministrati-
ovvero in quelle fra questi ultimi e l’Amministrazione per le                 vo tra the Queen, su ricorso di Dany Bidar contro
quali abbia giurisdizione nell’ordinamento nazionale il giudice               1) London Borough of Ealing e 2) Secretary of State for
ordinario violi o meno il principio di collaborazione sancito                                              Education
dall’art. 10 del Trattato, che fa obbligo, in assenza di un sistema
processuale armonizzato, di riconoscere alle suddette pretese
comunitarie l’identica forma di tutela e non già una tutela                                            (Causa C-209/03)
meramente incidentale e, dunque, meno efficace rispetto a
quella garantita con carattere di generalità agli altri diritti
nazionali;                                                                                              (2003/C 171/19)
se inoltre l’art. 21 della L. 6.12.1971, n. 1034, così come
novellato dall’art. 3 della L. 21.7.2000, n. 205, nella parte in
cui non prevede che fra i possibili mezzi di ricorso urgente sia              Con ordinanza 12 febbraio 2003, pervenuta nella cancelleria
previsto quello ante causam, come tale diretto ad impedire in                 della Corte il 15 maggio 2003, nel procedimento contenzioso
via immediata che l’Amministrazione dia ulteriore corso alla                  amministrativo tra the Queen, su ricorso di Dany Bidar contro
sottoscrizione del contratto dopo la conclusione di una                       1) London Borough of Ealing e 2) Secretary of State for
procedura di gara, del tutto indipendentemente dalla proposi-                 Education, la High Court of Justice (England and Wales),
zione di una previa azione d’impugnazione di un atto della                    Queen’s Bench Division (Administrative Court) ha sottoposto
stessa procedura, rappresenti o meno sufficiente adempimento                  alla Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti
della previsione di cui all’art. 1, n. 3 della direttiva 21.12.1989,          questioni pregiudiziali: