CELEX: C2004/190/20
Language: it
Date: 2004-07-24 00:00:00
Title: Causa C-238/04: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, proposto il 7 giugno 2004

24.7.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 190/12
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, proposto il 7 giugno 2004
   (Causa C-238/04)
   (2004/C 190/20)
   Il 7 giugno 2004 la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dalla sig.ra O. Beynet e dal sig. A. Whelan, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro la Repubblica francese.
   La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte voglia:
   
               1)
            
            
               dichiarare che la Repubblica francese, non avendo trasposto correttamente gli artt. 1 e 2, n. 3, della direttiva 90/388/CEE, relativa alla concorrenza nei mercati dei servizi di telecomunicazioni (1), come modificata dalle direttive 95/51/CE (2) e 96/19/CE (3), è venuta meno agli obblighi che le incombono in virtù della direttiva citata nonché dell'art. 249 (già art. 189), terzo comma, del Trattato;
            
         
               2)
            
            
               condannare la Repubblica francese alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il sistema giuridico francese pone un problema di compatibilità con il diritto comunitario per quanto riguarda le condizioni di autorizzazione della prestazione dei servizi di telecomunicazioni da parte dei cablodistributori.
   Infatti, per quanto riguarda la prestazione del servizio di telefonia, la normativa francese prevede un obbligo di consultare i comuni o i loro raggruppamenti prima di concedere l'autorizzazione di prestazione di un servizio telefonico sulle reti cablate. Il detto obbligo solleva vari problemi in merito all'art. 2, n. 3, della direttiva 90/388, come modificata dalla direttiva 96/19/CE, vale a dire la mancata trasparenza della procedura di consultazione, il potere discrezionale sproporzionato dei comuni nella formulazione del loro parere, l'incertezza relativa all'obiettività della procedura a causa dei legami tra alcuni comuni e operatori, l'aspetto discriminatorio di una procedura che non si applica agli altri prestatori di servizi di telecomunicazione e il rischio di discriminazione tra i vari cablodistributori.
   Il sistema ai sensi del quale i cablodistributori devono informare sistematicamente tutti i comuni in cui vengono installate le loro reti crea in capo agli stessi un obbligo supplementare rispetto al sistema generale di libertà di prestazione, applicabile agli altri operatori di servizi di telecomunicazione. Poiché nessun elemento oggettivo giustifica tale disparità di trattamento, a tale proposito il sistema francese è discriminatorio e viola il combinato disposto degli artt. 1 e 2, n. 3, della direttiva 90/388/CEE, come modificata dalle direttive 95/51/CE e 96/19/CE.
   
      (1)  GU L 192, del 24.07.1990, pag. 10.
   
      (2)  Direttiva della Commissione 18 ottobre 1995, 95/51/CE, che modifica la direttiva 90/388/CEE in relazione all'eliminazione delle restrizioni riguardanti l'uso di reti televisive via cavo per la fornitura di servizi di telecomunicazioni già liberalizzati (GU L 256, del 26.10.1995, pag. 49).
   
      (3)  Direttiva della Commissione 13 marzo 1996, 96/19/CE, che modifica la direttiva 90/388/CEE al fine della completa apertura alla concorrenza dei mercati delle telecomunicazioni.