CELEX: C2000/285/09
Language: it
Date: 2000-10-07 00:00:00
Title: Causa C-302/00: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, proposto il 7 agosto 1999

C 285/4                 IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         7.10.2000
b)    condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.                nelle cause riunite T-298/97, T-312/97, T-313/97, T-
                                                                               315/97, da T-600/97 a T-607/97, T-1/98, da T-3/98 a T-
                                                                               6/98 e T-23/98;
Motivi e principali argomenti
                                                                         2.    in via subordinata annullare la decisione stessa nella parte
                                                                               in cui impone l’obbligo di recuperare le sovvenzioni
L’articolo 32. d) della legge italiana n. 82/1963 prevede una                  concesse con i relativi interessi;
tassa per i passeggeri sbarcati e imbarcati nei porti di Genova,
Napoli e Trieste qualora i passeggeri provengano da posti di
un altro Stato membro o di un paese terzo, mentre nel caso di            3.    in entrambi i casi condannare la Commissione delle
un trasporto tra due posti situati nel territorio nazionale tale               Communità europee alle spese.
tassa non è riscossa.
Questa flagrante differenza di regime impositivo incide pesan-           Motivi e principali argomenti
temente sull’esercizio della libera prestazione dei servizi da
parte degli operatori economici interessati, e costituisce quindi
un’evidente restrizione alla libera prestazione dei servizi di           Il primo motivo riguarda l’erronea qualificazione delle misure
trasporto marittimo di passeggeri vietata dall’articolo 1, para-         come aiuto «nuovo» ed il difetto di motivazione della sentenza
grafo 1, del regolamento n. 4055/86.                                     del Tribunale. Gli aiuti forniti dalla Regione Friuli Venezia
                                                                         Giulia e previsti da leggi del 1981 e 1985 non possono essere
                                                                         considerati come «nuovi», benché cronologicamente posteriori
(1) GU L 378, del 31.12.1986, pag. 1.
                                                                         all’entrata in vigore del regolamento 1018/68 (1) che ha aperto
                                                                         tale attività alla concorrenza, perché il settore dell’autotraspor-
                                                                         to internazionale non poteva considerarsi ancora completa-
                                                                         mente liberalizzato. Inoltre, tali aiuti non honno inciso sugli
                                                                         scambi intracommunitari ed erano inidonei ad incidere sulla
                                                                         concorrenza, e su questi punti la sentenza del Tribunale di
                                                                         primo grado manca di una sufficiente motivazione.
                                                                         Il secondo motivo riguarda la violazione del principio del
Ricorso proposto il 3 agosto 2000 dalla Repubblica Italia-               legittimo affidamento e del principio di ragionevolezza. La
na contro la sentenza pronunciata il 15 giugno 2000 dalla                sentenza del Tribunale di primo grado obbligando l’Italia a
IVa Sezione ampliata del Tribunale di primo grado delle                  recuperare gli aiuti al trasporto internazionale dal 1o luglio
Comunità europee nelle cause riunite T-298/97, T-312/97,                 1990 risulta lesiva dei principi soprammenzionati, in particole
T-313/97, T-315/97, da T-600/97 a T-607/97, T-1/98, da                   perché la procedure di contestazione da parte della Commis-
T-3/98 a T-6/98 e T-23/98, tra Mauro Alzetta ed altri,                   sione non è stata aperta che nel novembre 1995. L’applicazione
sostenuti dalla Repubblica Italiana, contro la Commis-                   della decisione provocherebbe anche gravissime crisi occupa-
                sione delle Comunità europee                             zionali e sociali.
                       (Causa C-298/00 P)
                                                                         (1) GU L 175, del 23.7.1968, pag. 13.
                         (2000/C 285/08)
Il 3 agosto 2000, la Repubblica Italiana, rappresentata dal suo
agente Prof. Umberto Leanza, assistito dall’avvocato dello
Stato Giacomo Aiello, e domiciliata in Lussemburgo presso
l’Ambasciata d’Italia, Rue Marie-Adélaide, 5, ha proposto
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
ricorso contro la sentenza pronunciata il 15 giugno 2000,
dalla IVa Sezione ampliata del Tribunale di primo grado delle            Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
Comunità europee nelle cause riunite T-298/97, T-312/97,                    tro la Repubblica francese, proposto il 7 agosto 1999
T-313/97, T-315/97, da T-600/97 a T-607/97, T-1/98, da
T-3/98 a T-6/98 e T-23/98 tra Maura Alzetta ed altri, sostenuti
dalla Repubblica Italiana, contro la Commissione delle Comu-                                     (Causa C-302/00)
nità europee.
                                                                                                  (2000/C 285/09)
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
1.    annullare in toto la decisione del Tribunale di primo grado        Il 7 agosto 1999 la Commissione delle Comunità europee,
      (quarta Sezione ampliata) del 15 giugno 2000 emessa                rappresentata dai signori Enrico Traversa, consigliere giuridico,
 ---pagebreak--- 7.10.2000                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 285/5
e Christophe Giolito, membro del servizio giuridico, in qualità                    ammesso dal produttore, che abbia, secondo il detto
d’agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo presso il signor                     Stato, conseguenze dannose per quanto riguarda tanto
Carlos Gómez de la Cruz, membro del medesimo servizio,                            l’esercizio di una sana concorrenza sul mercato delle
Centre Wagner, Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte di                        sigarette quanto la politica sanitaria di lotta contro il
giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repub-                       tabagismo.
blica francese.
La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte                     (Tassazione differenziata                   delle    sigarette
voglia:                                                                       scure e chiare)
—     dichiarare che,                                                         —    Violazione degli artt. 8, n. 2, e 16, n. 5, della diretti-
                                                                                   va 95/59/CE:
      avendo mantenuto in vigore un sistema che impone un
      prezzo minimo di riferimento per la totalità delle sigaret-                  L’art. 575 A del code général des impôts (francese) preve-
      te, la Repubblica francese è venuta meno agli obblighi                       de un’imposta sul consumo delle sigarette fissata, per
      che le incombono ai sensi dell’art. 9, n. 1, della direttiva                 ogni 1 000 unità, per quanto attiene alle sigarette chiare,
      del Consiglio 27 novembre 1995, 95/59/CE, relativa alle                      a 500 FF per il 1999 ed a 530 FF per il 2000, e, per
      imposte diverse dell’imposta sul volume d’affari che                         quanto attiene alle sigarette scure, a 400 FF per il 1999
      gravano sul consumo dei tabacchi lavorati (1)                                ed a 470 FF per il 2000. La Commissione può solo essere
                                                                                   soddisfatta del fatto che le autorità francesi riconoscono
      e che,                                                                       che la normativa comunitaria lascia spazio ad una sola
                                                                                   accisa minima per tutte le categorie ed i tipi di sigarette.
      avendo mantenuto in vigore un sistema che impone una                         Tuttavia, in mancanza di modifiche dell’art. 575 A del
      tassazione differenziata delle sigarette scure e di quelle                   code général des impôts (francese), persiste la violazione
      chiare a discapito di quelle chiare, la Repubblica francese                  del diritto comunitario.
      è venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi
      tanto degli artt. 8, n. 2, e 16, n. 5, della direttiva 95/59/CE,
      e dell’art. 2 della direttiva del Consiglio 19 ottobre 1992,            —    Violazione dell’art. 90 CE:
      92/79/CEE, relativa al ravvicinamento delle imposte sulle
      sigarette (2), quanto ai sensi dell’art. 90 CE, primo comma,                 La tassazione differenziata delle sigarette chiare e di quelle
      e, in via subordinata, ai sensi dell’art. 90 CE, secondo                     scure costituisce una pratica fiscale discriminatoria e
      comma;                                                                       protezionista di prodotti nazionali, in quanto le sigarette
                                                                                   scure distribuite in Francia sono al 99 % di fabbricazione
—     condannare la Repubblica francese alle spese.                                nazionale.
                                                                                   Si tratta di prodotti «similari» ai sensi dell’art. 90 CE,
Motivi e principali argomenti                                                      primo comma, che hanno la stessa classificazione fiscale
                                                                                   (poiché l’art. 2, n. 1, della direttiva 95/59/CE non opera
                                                                                   al riguardo alcuna discriminazione) e doganale. Il fatto
(Prezzo minimo di riferimento)                                                     che, secondo le autorità francesi, i tabacchi scuri siano
                                                                                   venduti ai prezzi più bassi, che questo mercato non
—     Violazione dell’art. 9, n. 1, della direttiva del Consi-                     attragga clientela supplementare e che il consumo di tali
      glio 95/59/CE:                                                               prodotti continui a diminuire spiega forse perché le
                                                                                   misure francesi sono state adottate, ma non può giustifi-
                                                                                   carle, dato che esse rappresentano un’imposizione discri-
      L’art. 572 del code général des impôts (francese) stabilisce
                                                                                   minatoria contraria all’art. 90 CE, primo comma.
      che il prezzo delle 1 000 unità di prodotti di una categoria
      venduti con uno stesso marchio non può essere inferiore,
      indipendentemente dal modo o dall’unità di condiziona-                       Tuttavia, pur ammettendo (quod non) che le sigarette
      mento impiegato, a quello applicato al prodotto più                          chiare e quelle scure non siano prodotti similari ai sensi
      venduto del marchio, ciò che equivale ad imporre un                         del primo comma dell’art. 90 CE e che esista quindi un
      prezzo minimo di riferimento. Ora, l’imposizione di                          mercato distinto per le sigarette scure, queste ultime si
      un siffatto prezzo minimo di riferimento impedisce,                          troverebbero evidentemente in situazione di concorrenza
      all’interno di una stessa marca di sigarette, di far variare i               con le sigarette chiare.
      prezzi in relazione al numero (10, 20, 30, ecc.) o della
      misura delle sigarette (misura normale, «king size», «super
      long»). Inoltre, esso limita il diritto del produttore di
      differenziare i prezzi all’interno di una stessa marca in               (1) GU L 291, pag. 40.
      relazione alla qualità o a talune caratteristiche intrinseche,          (2) GU L 316, pag. 8.
      come le sigarette con o senza filtro, medie, leggere, al
      mentolo, ecc. Il governo francese sembra ritenere, a torto,
      che il suddetto art. 9 consenta ad uno Stato membro di
      intervenire in occasione di qualsiasi ribasso liberamente