CELEX: 62006CJ0507
Language: it
Date: 2008-02-21 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 21 febbraio 2008.#Malina Klöppel contro Tiroler Gebietskrankenkasse.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Oberlandesgericht Innsbruck - Austria.#Diritto all’assegno austriaco per la cura dei figli - Periodi di riscossione di prestazioni familiari in un altro Stato membro non presi in considerazione - Regolamento (CEE) n. 1408/71.#Causa C-507/06.

Causa C-507/06
      Malina Klöppel
      contro
      Tiroler Gebietskrankenkasse
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Oberlandesgericht Innsbruck)
      «Diritto all’assegno austriaco per la cura dei figli — Periodi di riscossione di prestazioni familiari in un altro Stato membro non presi in considerazione — Regolamento (CEE) n. 1408/71»
      Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 21 febbraio 2008 
      Massime della sentenza
      Previdenza sociale dei lavoratori migranti — Parità di trattamento — Assegno per la cura dei figli 
      (Regolamento del Consiglio n. 1408/71, art. 3, n. 1)
      L’art. 3, n. 1, del regolamento n. 1408/71 osta a che uno Stato membro rifiuti di prendere in considerazione, ai fini della
         concessione di una prestazione familiare quale l’assegno per la cura dei figli, il periodo di riscossione di un’analoga prestazione
         in un altro Stato membro allo stesso modo che se tale periodo fosse stato compiuto nel proprio territorio.
      
      Infatti, il principio di non discriminazione, come sancito all’art. 39, n. 2, CE e concretizzato, in materia di previdenza
         sociale dei lavoratori migranti, dal citato art. 3, n. 1, vieta non solo le discriminazioni palesi in base alla cittadinanza
         dei beneficiari dei regimi di previdenza sociale, ma anche le discriminazioni dissimulate, di qualsiasi forma, che, pur fondandosi
         su altri criteri di riferimento, pervengano in concreto allo stesso risultato. Devono pertanto essere giudicate indirettamente
         discriminatorie le condizioni poste dall’ordinamento nazionale che, benché indistintamente applicabili secondo la cittadinanza,
         riguardano essenzialmente o in gran parte i lavoratori migranti nonché le condizioni indistintamente applicabili che possono
         essere soddisfatte più agevolmente dai lavoratori nazionali che dai lavoratori migranti o che rischiano di essere sfavorevoli,
         in modo particolare, per i lavoratori migranti.
      
      (v. punti 17-18, 22 e dispositivo)
SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione)
      21 febbraio 2008 (*)
      
      «Diritto all’assegno austriaco per la cura dei figli – Periodi di riscossione di prestazioni familiari in un altro Stato membro non presi in considerazione – Regolamento (CEE) n. 1408/71»
      Nel procedimento C‑507/06,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dall’Oberlandesgericht
         Innsbruck (Austria) con decisione 30 novembre 2006, pervenuta in cancelleria il 13 dicembre 2006, nella causa tra
      
      Malina Klöppel
      e
      Tiroler Gebietskrankenkasse,
      
      LA CORTE (Seconda Sezione),
      composta dal sig. C.W.A. Timmermans, presidente di sezione, dai sigg. L. Bay Larsen, K. Schiemann (relatore), P. Kūris e dalla
         sig.ra C. Toader, giudici,
      
      avvocato generale: sig. P. Mengozzi
      cancelliere: sig. R. Grass
      vista la fase scritta del procedimento,
      considerate le osservazioni presentate:
      –       per la sig.ra Klöppel, dal sig. D. Rief;
      –       per la Tiroler Gebietskrankenkasse, dalla sig.ra A. Bramböck, in qualità di agente;
      –       per il governo austriaco, dalla sig.ra C. Pesendorfer, in qualità di agente;
      –       per il governo italiano, dal sig. I.M. Braguglia, in qualità di agente, assistito dalla sig.ra W. Ferrante, avvocato dello
         Stato;
      
      –       per la Commissione delle Comunità europee, dal sig. V. Kreuschitz, in qualità di agente,
      vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1       La domanda di pronuncia pregiudiziale riguarda l’interpretazione degli artt. 3 e 72 del regolamento (CEE) del Consiglio 14
         giugno 1971, n. 1408, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi
         e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità, nella versione modificata e aggiornata dal regolamento (CE)
         del Consiglio 2 dicembre 1996, n. 118/97 (GU 1997, L 28, pag. 1), come modificato dal regolamento (CE) del Parlamento europeo
         e del Consiglio 5 giugno 2001, n. 1386 (GU L 187, pag. 1; in prosieguo: il «regolamento n. 1408/71»), nonché dell’art. 10 bis
         del regolamento (CEE) del Consiglio 21 marzo 1972, n. 574, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento n. 1408/71,
         nella versione modificata e aggiornata dal regolamento n. 118/97, come modificato dal regolamento (CE) della Commissione 27
         febbraio 2002, n. 410 (GU L 62, pag. 17; in prosieguo: il «regolamento n. 574/72»).
      
      2       Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia pendente tra la sig.ra Klöppel e la Tiroler Gebietskrankenkasse
         (cassa malattia territoriale del Tirolo) in ordine alla durata del periodo durante il quale l’interessata può beneficiare,
         in Austria, dell’assegno per la cura dei figli.
      
       Contesto normativo
       La normativa comunitaria
      3       Ai sensi dell’art. 3 del regolamento n. 1408/71, rubricato «Parità di trattamento»:
      «1. Le persone che risiedono nel territorio di uno degli Stati membri ed alle quali sono applicabili le disposizioni del presente
         regolamento, sono soggette agli obblighi e sono ammesse al beneficio della legislazione di ciascuno Stato membro alle stesse
         condizioni dei cittadini di tale Stato, fatte salve le disposizioni particolari del presente regolamento.
      
      (…)».
      4       L’art. 4 del regolamento n. 1408/71, rubricato «Campo d’applicazione “ratione materiae”», recita:
      «1.      Il presente regolamento si applica a tutte le legislazioni relative ai settori di sicurezza sociale riguardanti:
      (…)
      h)      le prestazioni familiari
      (…)».
      5       L’art. 72 del regolamento n. 1408/71, rubricato «Totalizzazione dei periodi assicurazione, di occupazione o di attività autonoma»,
         dispone quanto segue:
      
      «L’istituzione competente di uno Stato membro la cui legislazione subordina l’acquisizione del diritto alle prestazioni al
         compimento di periodi di assicurazione, di occupazione o di attività autonoma tiene conto a tal fine, nella misura necessaria,
         dei periodi di assicurazione, di occupazione o di attività autonoma compiuti nel territorio di ogni altro Stato membro, come
         se si trattasse di periodi compiuti sotto la legislazione che essa applica».
      
      6       Ai sensi dell’art. 10 bis del regolamento n. 574/72, intitolato «Norme applicabili quando il lavoratore subordinato o autonomo
         è soggetto successivamente alla legislazione di più Stati membri nel corso dello stesso periodo o parte di periodo»:
      
      «Se un lavoratore subordinato o autonomo è stato soggetto successivamente alla legislazione di due Stati membri nel corso
         del periodo che separa due scadenze previste dalla legislazione di uno o dei due Stati membri in oggetto per la concessione
         delle prestazioni familiari, si applicano le seguenti norme:
      
      a)      le prestazioni familiari a cui l’interessato ha diritto in quanto soggetto alla legislazione di ciascuno di questi Stati corrispondono
         al numero di prestazioni giornaliere dovute in applicazione della legislazione considerata. Se tali legislazioni non prevedono
         prestazioni giornaliere, le prestazioni familiari sono concesse al prorata della durata del periodo durante il quale l’interessato
         è stato soggetto alla legislazione di ciascuno Stato membro, in rapporto al periodo fissato dalla legislazione in oggetto;
      
      b)      se le prestazioni familiari sono state corrisposte da una istituzione per un periodo in cui avrebbero dovuto essere corrisposte
         da un’altra istituzione, si procede a compensazione fra tali istituzioni;
      
      (…)».
       La normativa austriaca
      7       L’art. 5 della legge 8 agosto 2001 relativa all’assegno per la cura dei figli (Kinderbetreuungsgeldgesetz, BGBl. I, 103/2001;
         in prosieguo: il «KBGG») dispone come segue: 
      
      «1.      Fatte salve le disposizioni che seguono, l’assegno per la cura dei figli è corrisposto al massimo fino al compimento del trentaseiesimo
         mese di vita del figlio.
      
      2.      Se solo un genitore percepisce l’assegno per la cura dei figli, quest’ultimo è corrisposto al massimo fino al compimento del
         trentesimo mese di età del bambino. Se anche il secondo genitore percepisce l’assegno per la cura dei figli, il diritto all’assegno
         è prorogato oltre il compimento del trentesimo mese per tutto il tempo in cui il secondo genitore chiede l’assegno per la
         cura dei figli, ma solo fino al compimento del trentaseiesimo mese del bambino.
      
      3.      L’assegno per la cura dei figli può essere percepito a turno dai due genitori, potendosi fare due cambi per ogni figlio (…)».
       Causa principale e questione pregiudiziale
      8       La sig.ra Klöppel, cittadina tedesca e dipendente del Land Nordrhein‑Westfalen, risiede in Austria ed è impiegata come insegnante
         in un liceo che ha sede in Germania. Fino al 18 agosto 2004 ha risieduto in Germania dove, l’11 aprile 2004, è nata sua figlia.
         Il sig. Kraler, cittadino austriaco, compagno della sig.ra Klöppel e padre della bambina, dal 1° marzo 2004 si è trasferito
         al domicilio dell’interessata per aiutarla prima del parto e per prendersi cura della bambina dopo la nascita. A tal fine,
         il sig. Kraler ha beneficiato di un’aspettativa non retribuita da parte dell’Università di Innsbruck, suo datore di lavoro
         in Austria. Quanto alla sig.ra Klöppel, le è stata concessa un’aspettativa a tempo pieno e senza retribuzione dal 22 luglio
         2004 al 10 aprile 2007.
      
      9       A seguito della nascita della loro figlia, la sig.ra Klöppel e il sig. Kraler, che all’epoca risiedevano in Germania, hanno
         beneficiato dell’assegno per l’educazione dei figli erogato in tale Stato membro; il sig. Kraler ha percepito tale assegno
         tra l’11 aprile e l’11 agosto 2004.
      
      10     Il 18 agosto 2004 la sig.ra Klöppel e il sig. Kraler, insieme alla figlia, si sono stabiliti in Austria, dove il sig. Kraler
         ha ripreso la sua attività professionale.
      
      11     A partire da tale data e fino all’11 ottobre 2006, la sig.ra Klöppel ha beneficiato dell’assegno austriaco per la cura dei
         figli. La sua richiesta di prorogare il godimento di tale assegno fino al 10 aprile 2007 è stata respinta con decisione della
         Tiroler Gebietskrankenkasse del 3 maggio 2006. Tale diniego è fondato sull’art. 5, n. 2, del KBGG, il quale stabilisce che,
         quando solo un genitore percepisce l’assegno per la cura dei figli, quest’ultimo è corrisposto al massimo per 30 mesi dalla
         nascita del bambino, ma, se anche il secondo genitore percepisce detto assegno (o l’ha percepito), il diritto all’assegno
         può essere concesso per 36 mesi, e in tal caso i genitori percepiscono l’assegno a turno. Tuttavia, quando è stato esaminato
         il diritto della sig.ra Klöppel all’assegno per la cura dei figli per un periodo di 36 mesi, non è stato preso in considerazione
         il fatto che il sig. Kraler avesse percepito in Germania l’assegno per l’educazione tra l’11 aprile e l’11 agosto 2004.
      
      12     La sig.ra Klöppel ha proposto ricorso contro tale decisione.
      13     Il Landesgericht Innsbruck (Tribunale di Innsbruck) ha accolto la tesi della Tiroler Gebietskrankenkasse e ha respinto il
         ricorso della sig.ra Klöppel dichiarando che qeust’ultima aveva diritto all’assegno per la cura dei figli solamente per 30
         mesi.
      
      14     Poiché la sig.ra Klöppel ha impugnato tale decisione, l’Oberlandesgericht Innsbruck (Corte d’appello di Innsbruck) ha deciso
         di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:
      
      «Se l’art. 72 del regolamento (…) n. 1408[/71] (…), in combinato disposto con l’art. 3 di quest’ultimo regolamento e con l’art. 10 bis
         del regolamento (…) n. 574[/72] (…), debba essere interpretato nel senso che i periodi nei quali l’interessato beneficia di
         una prestazione familiare in uno Stato membro [nel presente caso in Germania, l’assegno federale per l’educazione (Bundeserziehungsgeld)]
         devono essere sottoposti allo stesso regime per quanto riguarda il diritto alla riscossione di un’analoga prestazione in un
         altro Stato membro [nel presente caso in Austria, l’assegno per la cura dei figli (Kinderbetreuungsgeld)] e quindi devono
         essere assimilati a periodi di riscossione compiuti nel secondo Stato membro ai fini del diritto alla prestazione in quest’ultimo
         Stato, qualora durante tali periodi entrambi i genitori siano da qualificarsi come lavoratori subordinati ai sensi dell’art. 1,
         lett. a), punto i), del regolamento n. 1408/71».
      
       Sulla questione pregiudiziale
      15     Il giudice del rinvio rileva che, nella situazione della sig.ra Klöppel, i periodi di riferimento presi in considerazione
         per avere diritto all’assegno per la cura dei figli sono valutati diversamente a seconda che siano stati compiuti in Austria
         o in un altro Stato membro. Infatti, se il sig. Kraler si fosse preso cura della figlia in Austria e, a tale titolo, avesse
         percepito l’assegno per la cura dei figli in tale Stato membro, la sig.ra Klöppel avrebbe avuto diritto a pretendere il detto
         assegno per un periodo più lungo. È in questo contesto e dopo aver accertato che la situazione della sig.ra Klöppel rientra
         nella sfera di applicazione del regolamento n. 1408/71 che il giudice del rinvio chiede se le disposizioni di tale regolamento
         possano essere interpretate nel senso che i periodi di riscossione di assegni familiari in Germania devono essere assimilati
         ai periodi di riscossione di analoghi assegni in Austria.
      
      16     Al riguardo occorre innanzi tutto rilevare che, come sostiene il governo austriaco, il diritto comunitario non pregiudica
         la competenza degli Stati membri a organizzare i propri regimi di previdenza sociale e che, in mancanza di un’armonizzazione
         a livello comunitario, spetta alla legislazione di ciascuno Stato membro stabilire i requisiti per la concessione delle prestazioni
         di previdenza sociale nonché l’importo e la durata delle stesse. Nell’esercizio di tale competenza gli Stati membri devono
         tuttavia rispettare il diritto comunitario e, in particolare, le disposizioni del Trattato CE relative alla libera circolazione
         dei lavoratori o anche relative alla libertà riconosciuta a ogni cittadino dell’Unione europea di circolare e di soggiornare
         sul territorio degli Stati membri (sentenza 23 novembre 2000, causa C‑135/99, Elsen, Racc. pag. I‑10409, punto 33).
      
      17     Il principio di non discriminazione, come sancito all’art. 39, n. 2, CE e concretizzato, in materia di previdenza sociale
         dei lavoratori migranti, dall’art. 3, n. 1, del regolamento n. 1408/71, vieta non solo le discriminazioni palesi in base alla
         cittadinanza dei beneficiari dei regimi di previdenza sociale, ma anche le discriminazioni dissimulate, di qualsiasi forma,
         che, pur fondandosi su altri criteri di riferimento, pervengano in concreto allo stesso risultato (v. sentenza 18 gennaio
         2007, causa C‑332/05, Celozzi, Racc. pag. I‑563, punti 13 e 23).
      
      18     Devono pertanto essere giudicate indirettamente discriminatorie le condizioni poste dall’ordinamento nazionale che, benché
         indistintamente applicabili secondo la cittadinanza, riguardano essenzialmente o in gran parte i lavoratori migranti nonché
         le condizioni indistintamente applicabili che possono essere soddisfatte più agevolmente dai lavoratori nazionali che dai
         lavoratori migranti o che rischiano di essere sfavorevoli, in modo particolare, per i lavoratori migranti (sentenza Celozzi,
         cit., punto 24).
      
      19     Orbene, il rifiuto di prendere in considerazione, ai fini della concessione alla sig.ra Klöppel dell’assegno austriaco per
         la cura dei figli, il periodo durante il quale il compagno dell’interessata, sig. Kraler, ha beneficiato in Germania di un’analoga
         prestazione può pervenire a un risultato di questo tipo dal momento che, in genere, sono i lavoratori cittadini di altri Stati
         membri quelli che beneficiavano, prima di stabilirsi in Austria, di prestazioni familiari erogate in tali altri Stati.
      
      20     Occorre rilevare che la Corte non dispone di elementi che le consentano di esaminare l’eventuale giustificazione di una simile
         differenza di trattamento a danno dei lavoratori migranti.
      
      21     Giacché l’interpretazione dell’art. 3 del regolamento n. 1408/71 è sufficiente, di per sé, a fornire al giudice del rinvio
         gli elementi che gli consentono di risolvere la controversia ad esso sottoposta, non è necessario che la Corte proceda ad
         un’interpretazione degli artt. 72 del regolamento n. 1408/71 e 10 bis del regolamento n. 574/72.
      
      22     Alla luce delle considerazioni che precedono, occorre risolvere la questione posta nel senso che l’art. 3, n. 1, del regolamento
         n. 1408/71 osta a che uno Stato membro rifiuti di prendere in considerazione, ai fini della concessione di una prestazione
         familiare quale l’assegno austriaco per la cura dei figli, il periodo di riscossione di un’analoga prestazione in un altro
         Stato membro allo stesso modo che se tale periodo fosse stato compiuto nel proprio territorio.
      
       Sulle spese
      23     Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Seconda Sezione) dichiara:
      L’art. 3, n. 1, del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza
            sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità,
            nella versione modificata e aggiornata dal regolamento (CE) del Consiglio 2 dicembre 1996, n. 118/97, come modificato dal
            regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 5 giugno 2001, n. 1386, osta a che uno Stato membro rifiuti di prendere
            in considerazione, ai fini della concessione di una prestazione familiare quale l’assegno austriaco per la cura dei figli,
            il periodo di riscossione di un’analoga prestazione in un altro Stato membro allo stesso modo che se tale periodo fosse stato
            compiuto nel proprio territorio.
      Firme
      * Lingua processuale: il tedesco.