CELEX: 52000PC0119
Language: it
Date: 2000-04-11
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce il dispositivo di reazione rapida

Avis juridique important

|

52000PC0119

Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce il dispositivo di reazione rapida  /* COM/2000/0119 def. - CNS 2000/0081 */  

Gazzetta ufficiale n. C 311 E del 31/10/2000 pag. 0213 - 0216

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce il dispositivo di reazione rapida(presentata dalla Commissione)RELAZIONEDISPOSITIVO DI REAZIONE RAPIDAMOTIVAZIONE1. Dopo l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, l'Unione si è immediatamente impegnata a favore di una politica di sicurezza e di difesa europea comune (ESDP), e il Consiglio europeo di Colonia, tenutosi nel giugno 1999, ne ha fissato gli orientamenti. Importanti progressi sono stati registrati dal Consiglio europeo di Helsinki del dicembre 1999 che ha definito un obiettivo militare. Attualmente si lavora per realizzare tale obiettivo, creare le strutture necessarie e concordare modalità di cooperazione con i paesi terzi e con la NATO.2. Il Consiglio europeo di Helsinki ha definito anche un piano di azione per la gestione delle crisi non militari, che integra gli aspetti militari della discussione. Si invita l'Unione, tra l'altro, a migliorare e a rendere più efficace l'impiego delle risorse nella gestione delle crisi civili in cui l'Unione e gli Stati membri hanno già maturato una notevole esperienza. Si chiede inoltre di prestare particolare attenzione alla capacità di reazione rapida. Si auspica inoltre l'istituzione da parte della Commissione di meccanismi di finanziamento rapido, quali un fondo di reazione rapida. Il Consiglio europeo tenutosi recentemente a Lisbona ha accolto con favore la relazione preliminare della Presidenza sull'attuazione delle conclusioni di Helsinki e ha preso atto che la Commissione presenterà a breve termine una proposta relativa all'istituzione di siffatto meccanismo di finanziamento rapido.3. I recenti conflitti in Africa, nei Balcani e nel Caucaso hanno dimostrato che l'UE dispone di un'ampia gamma di risorse umanitarie, economiche, finanziarie e civili. Il primo pilastro definisce le responsabilità della Comunità in molti di questi settori, quali il contributo ad alleviare le crisi finanziarie, i diritti umani, il monitoraggio delle elezioni, il potenziamento istituzionale, il sostegno ai mass media, la gestione frontaliera, le missioni umanitarie, le operazioni di sminamento, l'addestramento e la fornitura di attrezzature per le forze di polizia, l'assistenza durante le crisi civili, la riabilitazione, la ricostruzione, la pacificazione, la smobilitazione e il reinsediamento del personale militare e la mediazione. Purtroppo, anche se queste risorse sono disponibili, nonostante i buoni risultati ottenuti da ECHO, l'UE non è stata sempre in grado di utilizzarle abbastanza rapidamente o efficacemente.4. I fondi UE per la PESC provvedono al finanziamento di azioni strettamente politiche, diplomatiche e collegate alla sicurezza. L'istituzione della PPEWU ("Unità politica") sotto l'autorità dell'Alto Rappresentante della PESC ha permesso al Consiglio di rafforzare la sua capacità di definire e di coordinare le risposte adeguate alle situazioni di crisi. Ma sono necessari altri dispositivi di finanziamento per le attività civili in generale che affrontino problemi di sicurezza e a cui si possa ricorrere anche in situazioni di crisi. Essi devono essere adeguati alle particolari necessità di situazioni quali la prevenzione e la gestione delle crisi. Soprattutto, devono poter essere mobilizzati rapidamente e devono essere flessibili.5. La proposta della Commissione riguardante un regolamento del Consiglio che istituisce il dispositivo di reazione rapida oggetto della presente comunicazione, esplicitamente richiesto dai capi di Stato e di governo dell'UE, risponde a tale necessità, migliorando anche l'efficacia degli strumenti comunitari e garantendo alla Comunità la possibilità di ricorrervi rapidamente in caso di necessità. Questo meccanismo relativamente semplice si basa sui regolamenti comunitari vigenti, nonché su tecniche finanziarie e metodi decisionali e operativi ben definiti. In questo modo, esso rafforza il contributo della comunità alla PESC e prevede misure rapide e concrete in stretto coordinamento con il lavoro dell'Unità politica e degli organismi del Consiglio responsabili della gestione delle crisi.6. Il dispositivo di reazione rapida, che non avrà limitazioni geografiche, è destinato ad essere utilizzato nelle forme seguenti:*intervento rapido in situazioni di crisi imminente, di crisi o di conflitto o per fare fronte alle esigenze immediate al termine dei conflitti*intervento in tempi brevi (le azioni che non potranno essere portate a termine entro le scadenze previste per gli interventi del dispositivo di reazione rapida dovranno essere sostituite da o integrate in attività regolari avviate nel quadro dei programmi geografici o tematici disponibili.)*insieme di strumenti (per esempio, l'invio di un rappresentante speciale e la fornitura di consulenze sul piano della polizia civile e di misure di protezione civile).DISPOSITIVO DI REAZIONE RAPIDA COME MECCANISMO COMPLEMENTARE7. Per svolgere pienamente il proprio ruolo di corresponsabile nel settore dell'ESDP, la Comunità deve modificare in misura considerevole strutture e procedure di lavoro al fine di migliorare la sua capacità di azione rapida e flessibile. Il dispositivo di reazione rapida risponde a tale necessità. Sarà necessario adottare ulteriori misure per semplificare la gestione dei programmi esistenti, migliorare il coordinamento interno e sviluppare le capacità di pianificazione al fine di promuovere un contributo più proattivo della Commissione all'azione UE nel campo della prevenzione dei conflitti.8. Il dispositivo di reazione rapida costituirà pertanto uno strumento complementare agli interventi umanitari e ad altri strumenti che possono essere impiegati in situazioni di crisi o post crisi, accompagnando le azioni umanitarie e anticipando gli interventi di riabilitazione e sviluppo. Colmerà la lacuna esistente nella gamma di strumenti disponibili a breve termine in situazioni di crisi, consentendo interventi rapidi e preparando il terreno per misure da adottare nel quadro di strumenti regolari a cui poter trasferire successivamente la responsabilità degli interventi.9. Questa impostazione troverà conferma anche nella struttura agile che la Commissione creerà per gestire il dispositivo di reazione rapida insieme al meccanismo di coordinamento collegato ai compiti di gestione delle crisi civili. Questa struttura fornirà coordinamento, sostegno procedurale e informazioni ai servizi geografici e tematici esistenti. In situazioni di crisi essa elaborerà decisioni e azioni con la collaborazione di tali servizi, facendo appello alle loro competenze geografiche o tematiche specifiche nel pieno rispetto degli interessi e delle priorità UE.10. Per assicurare la coerenza globale dell'approccio UE ed essere il più possibile complementari all'azione degli Stati membri, lo stretto coordinamento e l'interazione esistenti con il centro di crisi dell'unità politica del Segretariato generale del Consiglio saranno rafforzati. Ciò assicurerà la coerenza e la complementarità nella preparazione e nelle fasi decisionali e operative.11. Le azioni avviate nel quadro dei programmi comunitari vigenti saranno gestite dalle strutture già istituite a tale scopo, ma il dispositivo di reazione rapida e l'unità per la gestione delle crisi della Commissione favoriranno un intervento rapido e la coerenza globale. A tal fine, l'unità agirà in stretta collaborazione, in tutte le fasi della gestione della crisi, con ECHO, tenendo in debito conto la necessità di assicurarne l'autonomia operativa.12. Per gestire questo meccanismo di coordinamento nell'ambito della Commissione ed assicurare un'agevole interazione con le strutture per la gestione delle crisi del Consiglio occorreranno quindi risorse umane supplementari. Gran parte del personale necessario rimarrà comunque a disposizione dei servizi esistenti e sarà chiamato ad intervenire soltanto in situazioni di crisi che richiedano la sua competenza specifica. Pertanto, le risorse supplementari necessarie per istituire e gestire il dispositivo di reazione rapida e l'unità per la gestione delle crisi su base permanente sono state ridotte al minimo.13. Il progetto di dispositivo di reazione rapida è complementare alla linea di bilancio PESC che si occupa esclusivamente di azioni diplomatiche o di sicurezza nel campo della prevenzione e della gestione delle crisi, nonché di settori quali la non proliferazione e il disarmo. Finora è stato spesso difficile mobilizzare gli strumenti comunitari in tempi sufficientemente rapidi. Ciò ha causato talvolta discordanze inutili e inopportune con l'azione esterna UE. Il dispositivo di reazione rapida consentirà la mobilizzazione rapida degli strumenti comunitari al di là dell'aiuto umanitario al servizio di obiettivi comuni.14. La differenza tra ECHO e il progetto di regolamento dispositivo di reazione rapida risiede nei loro compiti distinti. ECHO si occupa dell'assistenza umanitaria alle vittime dei disastri naturali o provocati dall'uomo, essenzialmente fornendo prodotti alimentari o offrendo rifugio, ecc. È politicamente neutrale ed è volto esclusivamente ad alleviare le sofferenze dei singoli. Il dispositivo di reazione rapida fornirà risorse per operazioni urgenti di gestione delle crisi e prevenzione di conflitti connesse alla politica estera e di sicurezza globale dell'Unione. È uno degli aspetti della capacità di gestione delle crisi dell'Unione. Generalmente, si occupa della fornitura di servizi (polizia, monitoraggio, sminamento, disarmo) ma, occasionalmente, può fornire anche attrezzature.15. La Commissione eviterà ogni sovrapposizione tra azioni finanziate attraverso il progetto di regolamento di dispositivo di reazione rapida e progetti finanziati da ECHO. Eventualmente, per garantire la sicurezza degli operatori umanitari, essa si accerterà, attraverso un'adeguata divulgazione delle informazioni, che i beneficiari comprendano chiaramente che i principi dell'aiuto umanitario sono diversi da quelli alla base delle attività finanziate dal progetto di regolamento dispositivo di reazione rapida.LE DISPOSIZIONI DEL PROGETTO DI PROPOSTA DELLA COMMISSIONE RIGUARDANTE UN REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO16. La proposta di regolamento si basa sull'articolo 308 (ex-235) del trattato CE. Essa copre tutti gli interventi comunitari connessi a crisi che mettono in gioco la sicurezza, complementari o a sostegno delle attività UE nei settori dell'ESDP. Nel caso in cui fosse possibile finanziare delle azioni con altri dispositivi UE, il regolamento si applicherebbe soltanto se l'azione risultasse urgente e di durata limitata e non potesse essere avviata con la rapidità e la coerenza necessarie nel quadro degli strumenti disponibili.17. Il progetto di proposta della Commissione riguardante un regolamento del Consiglio che istituisce un dispositivo di reazione rapida fornirà sostegno sotto forma di sovvenzione al 100% o di finanziamenti combinati ad altre fonti di denaro pubblico.18. Fra i partner ammissibili nel quadro del progetto di regolamento sono inclusi i governi nazionali e le loro agenzie, le organizzazioni regionali e internazionali e le loro agenzie, le organizzazioni non governative e gli operatori pubblici e privati con esperienza e competenze specialistiche adeguate. Gli accordi quadro saranno conclusi con operatori preselezionati e saranno integrati rapidamente da contratti finanziari ad hoc, man mano che emergerà l'esigenza di un servizio specifico.19. Degli interventi coperti dal progetto di regolamento dispositivo di reazione rapida sarà responsabile la Commissione. Essa sarà assistita da un comitato consultivo (comitato di crisi) composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione. È indispensabile che le norme procedurali del comitato non ritardino troppo o non limitino la portata delle decisioni di intervento in situazioni di crisi specifiche adottate nel quadro del dispositivo di reazione rapida. Le norme procedurali intendono:*garantire un processo decisionale semplice e rapido;*consentire flessibilità per quanto riguarda l'attuazione;*fissare modalità per la presentazione delle relazioni sui risultati raggiunti.La Commissione presenterà periodicamente relazioni dettagliate sugli interventi realizzati al Parlamento europeo e al Consiglio.20. I singoli interventi finanziati dal dispositivo non possono superare i 12 milioni di euro [1]. Il periodo di attuazione per ogni intervento non può superare i nove mesi. Per contributi superiori a 5 milioni di euro la Commissione dovrà consultare il comitato. Per importi inferiori essa dovrebbe avere il potere di prendere decisioni senza consultazioni preliminari. In tal caso, dovrà comunque informare il comitato della decisione adottata.[1]  Il massimale fissato per ogni singolo intervento (12 milioni di euro) è stato calcolato sulla base dell'esperienza dei servizi interessati alle operazioni di assistenza e/o di soccorso.2000/0081 (CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce il dispositivo di reazione rapidaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 308;vista la proposta della Commissione [2],[2]   GU C ...visto il parere del Parlamento europeo [3],[3]   GU C ...considerando quanto segue:(1) L'obiettivo di mantenere la pace e la libertà è espresso nel preambolo del trattato che istituisce la Comunità europea.(2) La Comunità è preoccupata riguardo al moltiplicarsi delle situazioni di crisi che incidono sulla stabilità politica e sociale e sulla sicurezza, mettendo in pericolo non soltanto la pace e la sicurezza internazionale ma anche i principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto.(3) Per favorire uno sviluppo socioeconomico sostenibile è necessario impedire che le crisi si trasformino in conflitti armati.(4) Nelle conclusioni del Consiglio europeo di Helsinki del 10 e 11 dicembre 1999 si afferma che sarà istituito un sistema per la gestione delle crisi non militari al fine di coordinare e rendere più efficaci i vari mezzi e risorse civili che, insieme a quelli militari, sono a disposizione dell'Unione e degli Stati membri.(5) Nella relazione della Presidenza sulla gestione delle crisi non militari allegata alle summenzionate conclusioni si afferma inoltre che va istituito un sistema di finanziamento rapido, quale il fondo di reazione rapida della Commissione, per accelerare lo stanziamento dei finanziamenti a sostegno dell'attività UE, contribuire ad operazioni condotte da altre organizzazioni internazionali e, eventualmente, finanziare le attività delle ONG.(6) È necessario, per sostenere i programmi comunitari in corso relativi alla cooperazione con paesi terzi, intraprendere un'azione rapida ed efficiente e portare sicurezza e stabilità al di là dei confini dell'Unione europea, ovunque la vita e l'incolumità di uomini e donne e il rispetto della solidarietà umana dipendano dal suo intervento.(7) È necessario sviluppare ulteriormente il sistema di allarme della Comunità di fronte alle crisi e il sistema di risposta rapida al fine di permettere il pronto impiego delle risorse, finanziarie e non, necessarie ad impedire che le crisi si trasformino in conflitti armati.(8) È necessario, in situazioni di crisi che mettono in gioco la sicurezza, sviluppare a breve termine meccanismi decisionali rapidi per interventi specifici e immediati di durata limitata che possano anticipare, se necessario, gli strumenti comunitari regolari che potrebbero subentrare in un secondo tempo.(9) Gli interventi comunitari devono essere coerenti con le attività esterne dell'Unione europea nel contesto delle sue politiche nel campo delle relazioni esterne, della sicurezza, dell'economia e dello sviluppo.(10) L'ambito di applicazione del presente regolamento non include le attività di cui al regolamento ECHO, regolamento (CE) n.  1257/96 del Consiglio relativo all'aiuto umanitario [4].[4]   GU L 163 del 2.7.1996, pag. 1.(11) Alla luce dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [5], è opportuno che le misure necessarie per l'applicazione del presente regolamento siano adottate secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 3 della stessa.[5]   GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(12) È necessaria la massima trasparenza nell'attuazione dell'assistenza finanziaria della Comunità, nonché un adeguato controllo sull'impiego degli stanziamenti.(13) La promozione degli intessi finanziari della Comunità e la lotta contro le frodi e le irregolarità devono costituire parte integrante del presente regolamento.(14) Per l'azione del presente regolamento, il trattato non prevede poteri diversi da quelli di cui all'articolo 308,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. Scopo del presente regolamento, a sostegno degli attuali programmi comunitari relativi alla cooperazione con i paesi terzi, è fissare le modalità di istituzione di un meccanismo rapido, efficace e flessibile (in prosieguo denominato "dispositivo di reazione rapida") destinato a rispondere a situazioni di crisi o all'emergere di crisi e a fornire finanziamenti immediati per attività non militari connesse ad interventi urgenti di gestione delle crisi e prevenzione dei conflitti al fine di favorire la pace e la sicurezza internazionale, la libertà, la democrazia, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e lo Stato di diritto come base dello sviluppo socioeconomico di detti paesi terzi.2. Il dispositivo di reazione rapida è attivato in situazioni di crisi dichiarata o emergente, quali episodi di violenza che destabilizzano l'ordine pubblico, violazione della pace, combattimenti, conflitti armati, spostamenti massicci di popolazione, o circostanze eccezionali che mettono in pericolo la sicurezza o gravi catastrofi ambientali che minacciano la sicurezza, la stabilità e l'incolumità.3. Il dispositivo di reazione rapida si basa sui campi d'intervento definiti dai regolamenti comunitari in vigore, fatta eccezione per il regolamento ECHO, regolamento (CE) n.  1257/1996. Il suo valore aggiunto specifico è rappresentato dalla rapidità d'intervento in situazioni di forte tensione e dalla possibilità di combinare diversi strumenti di intervento per poter intervenire in maniera globale e coerente in situazioni di crisi che mettono in pericolo la sicurezza. Se le azioni previste dal presente regolamento rientrano nel campo di applicazione di altri regolamenti, esso si applica soltanto se:(a) l'azione deve essere immediata e specifica al fine di far fronte alle necessità più urgenti delle società e delle popolazioni dei paesi terzi in termini di sicurezza e(b) l'azione è limitata nel tempo, come specificato all'articolo 7.Articolo 21. In situazioni di crisi o di minaccia di crisi, i principali obiettivi degli interventi finanziati dal dispositivo di reazione rapida sono preservare o ristabilire l'ordine pubblico e la sicurezza, favorire il dialogo, conciliare e mediare tra i diversi gruppi di una società, lottare contro le violazioni dei diritti umani, la discriminazione etnica, religiosa e sessuale e la violenza.2. Gli interventi finanziati nel quadro del presente regolamento possono comprendere tutte le attività, escluse quelle militari, condotte per affrontare o risolvere situazioni di crisi imminente e seria minaccia o scoppio di conflitti, tutte le misure logistiche necessarie alla pianificazione, all'attuazione, al monitoraggio e al controllo di tali interventi, inclusi la gestione delle informazioni e della comunicazione, la formazione e l'assistenza tecnica, l'acquisto e/o la fornitura di prodotti o attrezzature di base, le misure necessarie a garantire la sicurezza dei trasporti e tutte le spese amministrative relative a tali misure, nonché le misure necessarie a migliorare il coordinamento della Comunità con gli Stati membri e gli altri paesi donatori, le organizzazioni internazionali, le organizzazioni non governative (ONG) e i loro rappresentanti.3. Le azioni che possono beneficiare dei finanziamenti ECHO vengono finanziate a titolo del regolamento (CE) n.  1257/1996. In particolare circostanze relative alla gestione delle crisi e alla sicurezza, la Commissione può decidere che un intervento tramite il dispositivo di reazione rapida sia più efficace se associato, eventualmente, ad un'azione ECHO. In questi casi, anche se sarà mantenuta una chiara divisione dei compiti tra ECHO e il dispositivo di reazione rapida sia nella sede centrale che sul campo, sarà assicurato uno stretto coordinamento per raggiungere una coerenza globale ottimale e garantire la sicurezza degli operatori umanitari.Articolo 31. Il finanziamento comunitario concesso ai sensi del presente regolamento costituisce un aiuto non rimborsabile.2. Gli interventi cui si applica il presente regolamento sono esenti da imposte, tasse, diritti e dazi doganali.Articolo 41. I partner degli interventi in attuazione del presente regolamento possono essere i governi nazionali e le loro agenzie, le organizzazioni regionali e internazionali e le loro agenzie, le ONG e gli operatori pubblici e privati che dispongono dell'esperienza e delle competenze necessarie.2. La Commissione può concludere accordi quadro con le agenzie governative interessate, le organizzazioni internazionali, le ONG e gli operatori pubblici o privati in base alla loro capacità d'intervento rapido nel settore della gestione delle crisi. Qualora siano indispensabili capacità particolari, o la credibilità dell'operazione e la fiducia delle parti dipendano dall'intervento di una persona particolare, come può essere nel caso di mediazioni, arbitrati o attività di consulenza, la Commissione può concludere contratti con organizzazioni o operatori specifici anche se in precedenza non è stato concluso alcun accordo quadro.3. Dopo che la Commissione ha adottato una decisione di finanziamento conformemente all'articolo 5 e il più rapidamente possibile, è concluso un accordo finanziario con le ONG e con gli operatori pubblici e privati che sono stati selezionati per l'intervento, in base alle disposizioni dei rispettivi accordi quadro.4. Le organizzazioni non governative che possono beneficiare di un accordo finanziario per l'attuazione delle azioni previste dal presente regolamento devono soddisfare i seguenti requisiti:(a) essere organizzazioni autonome senza fini di lucro;(b) avere la sede principale in uno Stato membro della Comunità o nel paese terzo beneficiario dell'aiuto comunitario.Eccezionalmente, la sede principale può essere in un diverso paese terzo.5. Al fine di determinare se un'organizzazione non governativa o un operatore privato possono avere accesso ai finanziamenti comunitari, si tiene conto degli elementi seguenti:(a) la capacità di gestione amministrativa e finanziaria;(b) le capacità tecniche e logistiche in relazione all'urgenza dell'azione prevista;(c) l'esperienza nel settore in questione;(d) la disponibilità a prendere parte, se necessario, a qualsiasi sistema specifico di coordinamento istituito per realizzare l'intervento;(e) i risultati ottenuti in precedenza e le garanzie che possono essere fornite riguardo all'imparzialità nell'attuazione dei compiti assegnati.6. La Commissione informerà il comitato di cui all'articolo 8 sulla scelta dell'organizzazione incaricata dell'attuazione e dei motivi di tale scelta.Articolo 5Gli interventi coperti dal presente regolamento sono decisi dalla Commissione conformemente alla procedura stabilita dallo stesso.Essi sono attuati dalla Commissione conformemente alle procedure finanziarie e alle altre procedure in vigore, incluse quelle di cui agli articoli 116 e 118 del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.Articolo 61. Tutte le convenzioni di finanziamento o i contratti conclusi a titolo del presente regolamento prevedono che la Commissione, l'Ufficio per la lotta antifrode (ULAF) e la Corte dei conti effettuino verifiche sul posto conformemente alle disposizioni in vigore.2. La Commissione può effettuare verifiche e ispezioni sul posto conformemente al regolamento (CE) n. 2185/96 del Consiglio [6]. Le misure adottate dalla Commissione prevedono una tutela adeguata degli interessi finanziari della Comunità conformemente al regolamento (CE) n.  2988/95 del Consiglio [7].[6]   GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.[7]   GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1.Articolo 71. Il contributo massimo della Comunità per ogni intervento finanziato a titolo del presente regolamento non può superare i 12 milioni di euro.2. Il periodo di attuazione di ogni intervento a titolo del presente regolamento non può superare i nove mesi.3. Tuttavia, qualora si verifichi, in casi eccezionali, che il periodo di attuazione sia insufficiente per il raggiungimento degli obiettivo di cui all'articolo 1, paragrafo 1, a causa della natura specifica della crisi in questione o della sua gravità, la Commissione presenta una relazione al comitato di cui all'articolo 8 al più tardi entro un mese dalla scadenza dell'azione iniziale. In seguito, la Commissione può presentare al comitato un progetto di proroga dell'intervento e i relativi requisiti finanziari. Questo intervento complementare deve essere conforme a quanto previsto dall'articolo 1.4. Se gli interventi previsti dal presente regolamento implicano un contributo comunitario superiore a 5 milioni di euro, o nelle circostanze eccezionali di cui al paragrafo 3, la Commissione adotta la sua decisione dopo aver consultato il comitato di cui all'articolo 8.Articolo 81. La Commissione è assistita da un comitato (in prosieguo denominato comitato di crisi), composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.2. Quando venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura consultiva di cui all'articolo 3 della decisione 1999/468/CE, salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 3 della stessa.Articolo 91. Al momento dell'adozione delle norme procedurali, conformemente all'articolo 7, paragrafo 1 della decisione 1999/468/CE, il comitato di crisi tiene conto degli obiettivi del dispositivo di reazione rapida, in particolare:(a) della necessità di un'attuazione di decisioni rapide tenuto conto della natura eccezionale e urgente delle circostanze che hanno determinato il ricorso al dispositivo di reazione rapida,(b) della flessibilità necessaria per far fronte all'evoluzione della situazione di crisi.2. Il comitato di crisi può esaminare qualsiasi altra questione relativa all'attuazione del presente regolamento, in particolare le modalità di controllo ed, eventualmente, il trasferimento dell'azione verso altri strumenti quando l'intervento a titolo del presente regolamento si è concluso.Articolo 101. In base ad uno scambio reciproco e regolare di informazioni, in particolare in loco, la Commissione assicura il coordinamento efficace delle operazioni di gestione della crisi con quelle degli Stati membri per migliorare la coerenza e la complementarità di tutti gli interventi.2. Nell'interesse della coerenza globale della strategia comunitaria di reazione rapida alle crisi con mezzi civili, il comitato di crisi può costituire anche una sede per lo scambio d'informazioni tra gli Stati membri e la Commissione.3. La Commissione promuove il coordinamento e la cooperazione con le organizzazioni internazionali e regionali.4. Sono adottate le misure necessarie a dare visibilità al contributo della Comunità.Articolo 111. La Commissione valuta periodicamente gli interventi di gestione delle crisi condotti nel quadro del presente regolamento per determinare se gli obiettivi degli interventi sono stati raggiunti e fornire degli orientamenti per migliorare l'efficacia degli interventi futuri.2. Entro il 30 aprile di ogni anno la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione che sintetizza gli interventi di reazione rapida della Comunità dell'anno precedente e valuta l'attuazione degli interventi finanziati dal presente regolamento una volta conclusi.Articolo 12Tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione globale delle azioni finanziate dalla Comunità nel quadro del presente regolamento, unitamente ad eventuali proposte di modifica.Articolo 13Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIASettore/i politico/i: RELAZIONI ESTERNEAttività: ASPETTI ORIZZONTALIDenominazione dell'azione: Dispositivo di reazione rapida1. LINEA/E DI BILANCIO + TITOLOB7-67, Misure non specifiche relative a paesi terziB7-671A, Spese di sostegno amministrativo al dispositivo di reazione rapidaB7-671 Dispositivo di reazione rapida2. CIFRE AGGREGATE2.1 Dotazione complessiva dell'azione: 40 milioni di euro all'anno (30 milioni di euro durante il primo anno di applicazione)2.2 Periodo di applicazione: indeterminato2.3 Stima complessiva pluriennale: 30 milioni di euro per il primo anno e 40 milioni di euro per gli anni successiviScadenzario stanziamenti d'impegno/stanziamenti di pagamentoCE in milioni di EUR (alla 3a decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;3. CARATTERISTICHE DEL BILANCIO&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;4. BASE GIURIDICAArticolo 308 (trattato CE)5. DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE5.1 Necessità dell'intervento comunitario e obiettiviLa rapida messa a disposizione dei finanziamenti mira ad accelerare l'attuazione degli interventi della Comunità a sostegno delle attività UE nei settori della politica di sicurezza e di difesa europea, a contribuire alle operazioni condotte dalle organizzazioni internazionali e a finanziare, eventualmente, le attività delle ONG. Il presente dispositivo si basa sui campi d'intervento definiti dai principali regolamenti comunitari esistenti. Il suo valore aggiunto specifico è rappresentato dalla rapidità degli interventi in situazioni di forte tensione prima, durante e dopo le crisi, dalla loro breve durata, dalla copertura mondiale, dalla possibilità di combinare gli strumenti d'intervento in base alle esigenze specifiche (per esempio, invio di un mediatore e fornitura di consulenze per la polizia civile e di misure nel campo della protezione civile) in modo da ottenere un'impostazione globale e coerente per tutti gli aspetti connessi alla sicurezza, alla visibilità dell'UE e ad una maggiore efficacia.5.2 Attività previste e modalità degli interventi di bilancioL'importo annuo massimo previsto per il dispositivo è pari a 30 milioni di euro per il primo anno e 40 milioni di euro per l'anno successivo.Le attività previste a titolo del presente regolamento hanno una copertura mondiale; la popolazione interessata comprenderà sia i cittadini UE, e i loro interessi, all'estero, sia i cittadini dei paesi terzi.5.3 Modalità di attuazioneGestione diretta della Commissione (DG RELEX). La Commissione concluderà nuovi accordi quadro con i partner ammissibili al sostegno finanziario previsto dal presente regolamento che potranno essere organizzazioni regionali e internazionali e le loro agenzie, organizzazioni non governative, governi nazionali e le loro agenzie, operatori pubblici e privati con l'esperienza e le competenze specialistiche adeguate. Qualora siano indispensabili capacità particolari, o la credibilità dell'operazione e la fiducia delle parti dipendano dall'intervento di una persona particolare, come può essere nel caso di mediazioni, arbitrati o attività di consulenza, la Commissione può firmare contratti con organizzazioni o operatori specifici anche se in precedenza non è stato concluso alcun accordo quadro.Il tipo di spesa comprenderà sovvenzioni al 100% o sovvenzioni per un cofinanziamento con altre fonti. I contratti saranno conclusi per un periodo non superiore a nove mesi a decorrere dalla data della decisione.Si prevede di finanziare sulla linea di bilancio B7-671A le spese derivanti da tutti i necessari servizi di accompagnamento, quali studi preparatori, sostegno all'informazione, alla comunicazione e alla gestione, in particolare la valutazione degli appalti e la preparazione dei documenti relativi ai progetti, il monitoraggio e l'audit.6. INCIDENZA FINANZIARIA COMPLESSIVA6.1 Obiettivi specifici - Parte B - (per tutto il periodo di programmazione)CE in milioni di EUR (alla 3a decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;6.2. Calcolo delle spese per misura prevista nella parte B (per tutto il periodo di programmazione)Il massimale fissato per ogni intervento (12 milioni di euro) è stato calcolato in base all'esperienza maturata dai servizi chiamati ad occuparsi dell'assistenza e/o delle operazioni di soccorso. I fondi non utilizzati saranno automaticamente disimpegnati entro un mese dalla scadenza fissata per l'intervento.CE milioni di EUR (alla 3a decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Illustrare, eventualmente, le modalità di calcolo7. MONITORAGGIO E VALUTAZIONE7.1. Sistema di monitoraggio1. Qualsiasi convenzione o contratto di finanziamento concluso ai sensi del presente regolamento prevede che la Commissione, l'OLAF e la Corte dei conti effettuino controlli in loco secondo le consuete modalità definite dalla Commissione nel quadro delle disposizioni in vigore, in particolare quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.2. Inoltre, la Commissione può effettuare controlli e verifiche in loco conformemente al regolamento (CE) n. 2185/96. Le misure adottate dalla Commissione prevedono una tutela adeguata degli interessi finanziari della Comunità conformemente al regolamento (CE) n.  2988/95.7.2. Modalità e periodicità della valutazione previstaTre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione sottoporrà al Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione globale delle azioni finanziate dalla Comunità nel quadro del presente regolamento, corredata di suggerimenti circa il futuro del regolamento e, eventualmente, di proposte di modifica.Inoltre, la Commissione presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio al più tardi entro il 30 aprile di ogni anno una relazione in cui saranno sintetizzati gli interventi di reazione rapida della Comunità e valutata la realizzazione delle azioni concluse e finanziate a titolo del presente regolamento.7.3 Disposizioni relative alla valutazione ex anteAl fine di creare una struttura per la programmazione delle esigenze immediate, sarà istituito nell'ambito della Commissione un sistema di reazione ad ogni minaccia di instabilità. Le risorse esistenti in materia d'informazione saranno messe in comune e la capacità di analisi sarà utilizzata per valutare i casi già trattati e trarne degli insegnamenti. Sarà applicata una programmazione d'urgenza per evitare decisioni improvvise. Le nuove risorse umane necessarie rivestiranno un ruolo chiave per quanto riguarda il collegamento del personale e delle conoscenze nei servizi della Commissione che deve costituire la base del meccanismo di coordinamento. Il sistema non va comunque inteso come una risposta alle esigenze di valutazione ex ante perché può soltanto attenuare il grado di incertezza legato alle azioni in questione.7.4 Disposizioni relative alla valutazione ex postLa Commissione riferirà al comitato consultivo, al Parlamento europeo e al Consiglio dell'Unione europea in merito ad ogni azione attuata e terrà conto della loro valutazione. Le riunioni periodiche del comitato saranno un'occasione non soltanto per valutare i risultati delle azioni rispetto ai loro costi, ma anche per elaborare, in base all'esperienza, gli indicatori di monitoraggio da applicare alle azioni future.8. MISURE ANTIFRODE1. Qualsiasi convenzione o contratto di finanziamento conclusi ai sensi del presente regolamento prevede che la Commissione e la Corte dei conti effettuino controlli in loco secondo le consuete modalità definite dalla Commissione nel quadro delle disposizioni in vigore, in particolare quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.2. Inoltre, la Commissione può effettuare controlli e verifiche in loco conformemente al regolamento (CE) n. 2185/96. Le misure adottate dalla Commissione prevedono un'adeguata tutela degli interessi finanziari nella Comunità conformemente al regolamento (CE) n.  2988/95.9. INCIDENZA SUGLI EFFETTIVI E SULLE SPESE AMMINISTRATIVE  (PARTE A)9.1. Incidenza sulle risorse umane&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;9.2. Incidenza finanziaria complessiva delle risorse umane&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese complessive per 12 mesi.9.3. Altre spese di funzionamento derivanti dall'azione&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese complessive dell'azione per 12 mesi.Le risorse umane e amministrative necessarie saranno mobilizzate nell'ambito delle dotazioni a disposizioni della DG Relex.(1) Precisare il tipo di comitato e il gruppo a cui appartiene.I.  Totale annuo (9,2 + 9,3) ...... ....... EURII.  Durata dell'azione: IndeterminataIII. Costo complessivo dell'azione  (I x II): ...... ....... EUR10. VISTO DELL'UNITÀ FINANZIARIA DELLA DG/SERVIZIO RESPONSABILE