CELEX: 52003PC0023(04)
Language: it
Date: 2003-01-21
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'organizzazione comune del mercato del riso

Avis juridique important

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52003PC0023(04)

Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'organizzazione comune del mercato del riso  /* COM/2003/0023 def. - CNS 2003/0009 */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo all'organizzazione comune del mercato del riso(presentata dalla Commissione)RELAZIONEProspettive politiche a lungo termine per un'agricoltura sostenibile1. VERSO UN'AGRICOLTURA SOSTENIBILEIl Consiglio europeo di Berlino ha approvato nel 1999 l'Agenda 2000, una nuova ed importante tappa nel processo di riforma della politica agricola comune (CAP). L'Agenda 2002 concretizza, per gli anni futuri, un modello europeo di agricoltura, con l'obiettivo di salvaguardare la diversità dei metodi di produzione diffusi in Europa, ed in particolare nelle regioni con problemi specifici. A tal fine sono necessari una maggiore rispondenza alle esigenze del mercato e una migliore competitività, la sicurezza e la qualità degli alimenti, la stabilizzazione dei redditi agricoli, la presa in considerazione dei problemi ambientali nell'ambito della politica agricola, una maggiore vitalità delle zone rurali, la semplificazione e un maggior decentramento.Questi obiettivi sono conformi alla strategia per lo sviluppo sostenibile approvata dal Consiglio europeo di Göteborg nel 2001, secondo la quale gli effetti socioeconomici ed ambientali delle varie politiche debbono essere valutati in modo coordinato e preso in considerazione nel processo decisionale.Nel luglio 2002 la Commissione ha adottato la comunicazione sulla revisione intermedia della politica agricola comune: verso una politica agricola sostenibile [1] Nella comunicazione viene valutato l'andamento del processo di riforma della PAC dal 1992 in poi. La conclusione è che sono stati realizzati numerosi obiettivi: l'equilibrio dei mercati è migliorato, vi è stata un'evoluzione favorevole dei redditi agricoli e sono state gettate basi solide per l'allargamento e i negoziati in corso con l'OMC. In numerosi settori permangono tuttavia delle lacune da colmare tra gli obiettivi stabiliti per la PAC e l'effettiva capacità di quest'ultima di soddisfare le aspettative della società. La Commissione ha pertanto proposto numerose modifiche della PAC.[1]  COM(2002) 394 def.Nel presentare le proprie proposte legislative la Commissione ha tenuto conto delle conclusioni del Consiglio europeo svoltosi a Bruxelles nell'ottobre 2002 e dell'intenso dibattito che la pubblicazione, nel luglio 2002, della comunicazione ha avviato in seno al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale, al Comitato delle regioni e ad altri Comitati consultivi, nonché nella società civile. Tale dibattito si è ampliato grazie a contatti negli Stati membri con i rappresentanti degli agricoltori, l'industria, i consumatori, i gruppi ambientali e le ONG. Ne è emerso un ampio consenso sul come proseguire la riforma della PAC, ma sono stati espressi anche preoccupazioni e dubbi. Nel presentare le proprie proposte la Commissione ha tentato di tener conto di questi dubbi e preoccupazioni, nonché delle analisi d'impatto e dei nuovi vincoli di bilancio derivanti dall'accordo di Bruxelles.L'accordo raggiunto dai capi di Stato e di governo a Bruxelles sulle proposte della Commissione per l'introduzione di aiuti diretti nei nuovi Stati membri ha rappresentato un'importante tappa nel processo dell'allargamento ed ha aperto la strada per la conclusione dei negoziati con i dieci paesi candidati, avvenuta a Copenaghen nel dicembre 2002. Questo accordo prevede, in un'Europa ampliata, un massimale per la spesa a sostegno dei mercati e per gli aiuti diretti, la cui crescita sarà inferiore al tasso di inflazione; viene inoltre ribadita l'importanza delle zone più svantaggiate e il carattere plurifunzionale dell'agricoltura e pertanto l'importanza del secondo pilastro.Oltre alla richiesta del Consiglio europeo di Berlino di eseguire una revisione intermedia della PAC sono necessarie nuove iniziative per venire incontro ai nuovi compiti e realizzare gli obiettivi stabiliti a Göteborg e a Bruxelles. In considerazione della nuova disciplina a lungo termine per la spesa agricola, che prevede l'introduzione di un massimale, è necessario definire chiaramente le prospettive future di sviluppo della politica agricola comune. Senza tale sicurezza, gli operatori del settore non potranno programmare il proprio avvenire. Come indicato nella comunicazione sulla revisione intermedia è quindi necessario proseguire le riforme, con i seguenti obiettivi:- Migliorare la competitività dell'agricoltura europea facendo dell'intervento una vera e propria rete di sicurezza, permettendo ai produttori europei di rispondere ai segnali di mercato e proteggendoli dalle fluttuazioni estreme dei prezzi.- Promuovere un'agricoltura sostenibile che risponda maggiormente alle esigenze del mercato completando la transizione dagli aiuti al prodotto agli aiuti al produttore, attraverso l'introduzione di un unico pagamento per azienda disaccoppiato dalla produzione, determinato in base ai riferimenti storici e subordinato al rispetto di norme ambientali, in materia di benessere degli animali e di sicurezza alimentare. Ciò dovrebbe consentire di rende più efficaci gli aiuti al reddito dei produttori.- Garantire un sistema più equilibrato di aiuti e rafforzare lo sviluppo rurale trasferendo risorse dal primo al secondo pilastro della PAC attraverso l'introduzione di un sistema comunitario di modulazione e ampliando il campo d'applicazione degli attuali strumenti a favore dello sviluppo rurale, nell'intento di promuovere la qualità alimentare, il rispetto di norme più rigorose e un maggior benessere degli animali.Definire chiaramente le prospettive politiche della PACLe ulteriori misure di riforma comporteranno molto probabilmente una spesa supplementare, dato che sarà necessario stabilizzare in modo adeguato i redditi degli agricoltori. In seguito alle decisioni in materia di bilancio adottate dal vertice di Bruxelles, l'incremento delle risorse disponibili potrà essere ottenuto solamente mediante altri risparmi per quanto riguarda il primo pilastro. Ulteriori misure di riforma richiederanno pertanto tagli sui pagamenti diretti esistenti e sulla spesa a sostegno dei mercati.Se i tagli di bilancio non verranno effettuati in modo equo, trasparente e prevedibile esiste il rischio concreto che l'Unione si trovi in una situazione di stallo dal punto di vista delle decisioni sull'agricoltura. Sarebbe allora necessario negoziare la riduzione e la riassegnazione delle spese in parallelo e caso per caso e diventerebbe quasi impossibile garantire un contributo equilibrato e equo dei singoli agricoltori. Gli agricoltori stessi avrebbero grosse difficoltà a programmare le proprie attività, dato che oltre alle ulteriori misure di riforma sarebbe impossibile prevedere come tali misure saranno finanziate. Questa situazione di incertezza non solo danneggerebbe gli interessi degli agricoltori, ma potrebbe anche ostacolare le decisioni necessarie per rendere la PAC più conforme alle aspettative della società. Una riforma frammentata della PAC potrebbe infatti inasprire molti dei problemi esistenti rischiando di compromettere seriamente l'agricoltura sostenibile. La Commissione ha pertanto proposto un meccanismo di risparmi che consente di soddisfare le nuove esigenze finanziarie ripartendo in modo equilibrato l'onere sull'intero settore agricolo.Promuovere la competitività dell'agricoltura europeaL'analisi d'impatto conferma la necessità di apportare gli adeguamenti proposti dalla Commissione nel luglio 2002. In seguito all'ampio dibattito sul sistema delle quote lattiere la Commissione ritiene che la riforma dell'Agenda 2000 vada ampliata per rispecchiare meglio la realtà dei prezzi e per differenziare ulteriormente il livello di aiuti a favore del burro e del latte scremato in polvere. Si propone inoltre di modificare il premio di qualità per il frumento duro per incoraggiare ulteriormente, e in modo semplice, le produzioni di qualità.Promuovere un'agricoltura sostenibile e più rispondente alle esigenze del mercatoDal dibattito sull'introduzione di un pagamento unico disaccoppiato per azienda sono emerse numerose preoccupazioni di cui la Commissione ha tenuto conto nelle proprie proposte.- Per evitare l'abbandono delle terre a seguito degli aiuti disaccoppiati, la Commissione ha sottolineato come gli agricoltori dovranno rispettare obblighi rigorosi in materia di gestione delle terre, quale parte dei nuovi meccanismi di condizionalità. Grazie ad una maggiore flessibilità, il fatto di disaccoppiare gli aiuti servirà a migliorare la situazione dei redditi di numerosi agricoltori in zone periferiche.- Per garantire un equilibrio tra gli interessi degli affittuari e quelli dei proprietari le proposte prevedono un sistema per il trasferimento dei diritti agli aiuti. I pagamenti verranno corrisposti solamente agli agricoltori che sono attivamente impegnati nella produzione o che mantengano le superfici agricole in buone condizioni agronomiche, salvaguardando il legame con la terra. Sono previste modalità specifiche per le attività di allevamento senza una corrispondente base agricola.Per quanto riguarda l'OMC, il nuovo pagamento unico per azienda è compatibile con la "green box" e gli aiuti disaccoppiati consentiranno all'Unione europea di rafforzare la propria posizione negoziale, al fine di conseguire i propri obiettivi in seno all'OMC, ad esempio riguardo alle questioni non commerciali. Le proposte relative agli aiuti disaccoppiati potrebbero pertanto rivelarsi fondamentali per ottenere la massima contropartita per il modello di agricoltura europeo.Affinché i benefici siano ottimali, soprattutto in termini amministrativi, i pagamenti unici per azienda dovranno riguardare il maggior numero possibile di settori: tutti i prodotti che fanno parte del regime COP (cereali, oleaginose e proteaginose), più le leguminose da granella, le sementi, le patate da fecola, le carni bovine e ovine. Saranno inglobati anche i pagamenti riveduti per il riso, il frumento duro e i foraggi essiccati nonché il settore lattiero-caseario, una volta attuati i relativi pagamenti. Le proposte per gli altri settori interessati dalla riforma (zucchero, olio d'oliva, tabacco, cotone e possibilmente ortofrutticoli e vino) saranno presentate nel corso del 2003.Rafforzare lo sviluppo ruraleLe proposte di estendere il campo d'applicazione degli attuali strumenti di sviluppo rurale nell'intento di promuovere la qualità degli alimenti, il rispetto di norme più rigorose e il benessere degli animali sono state ben accolte ovunque.La Commissione ha preso in seria considerazione le richieste reiterate degli Stati membri di semplificare, nell'ambito del secondo pilastro, la politica comunitaria di sviluppo rurale e concorda con gli Stati membri sull'importanza di una corretta gestione di tale pilastro. Essa ha già dato prova della propria disponibilità ad impegnarsi, in modo attivo e costruttivo, assieme agli Stati membri per conseguire tale semplificazione e ottenere risultati concreti. Alla fine del dicembre 2002 la Commissione ha presentato importanti proposte per agevolare la gestione dello sviluppo regionale a livello delle modalità d'applicazione della Commissione. La semplificazione diventa ancora più necessaria in considerazione delle attuali proposte di ampliare la portata e il campo d'applicazione dello sviluppo rurale. Un miglior equilibrio degli aiutiLe decisioni di Bruxelles di fissare un massimale della spesa a sostegno dei mercati agricoli significano che il meccanismo di trasferimento di risorse tra varie voci di bilancio non può essere attuato prima dell'inizio della prossima prospettiva finanziaria. La Commissione propone pertanto di introdurre, da quel momento, un sistema di modulazione che consenta di migliorare l'equilibrio degli aiuti tra il sostegno dei mercati e lo sviluppo rurale.Viste in particolare le conclusioni del Consiglio europeo di Bruxelles, la Commissione sottolinea la necessità di rafforzare ulteriormente il secondo pilastro. Da questo punto di vista, i trasferimenti dal primo verso il secondo pilastro devono essere considerati come un primo passo verso il necessario potenziamento dello sviluppo rurale, senza pregiudicare le discussioni future.Tale trasferimento a favore del secondo pilastro e il finanziamento di nuove esigenze derivanti da ulteriori riforme dei mercati verranno ottenuti mediante un nuovo sistema di decrescenza. Tale sistema introduce il principio dei contributi progressivi in funzione dell'importo complessivo dei pagamenti diretti ottenuti da un'azienda, nell'intento di rendere eque e facilmente applicabili le riduzioni dei pagamenti diretti2. GLI EFFETTI DELLE RIFORME PROPOSTELe proposte di modifica della PAC consentono un massimo di flessibilità nelle decisioni produttive e semplificano notevolmente le modalità per la concessione degli aiuti ai produttori, garantendo al tempo stesso la stabilità dei loro redditi. La loro attuazione comporterà l'abolizione di gran parte degli aiuti attualmente concessi che hanno un impatto negativo sull'ambiente, nonché una migliore applicazione della legislazione e maggiori incentivi per pratiche agricole sostenibili. Esse prevedono inoltre una notevole semplificazione della PAC, agevolano il processo di allargamento e consentono di meglio difendere la PAC nell'ambito dell'OMC.Gli adeguamenti proposti completeranno l'obiettivo internazionale dell'Unione di far sì che i paesi in via di sviluppo beneficino pienamente dell'espansione del commercio mondiale, garantendo al tempo stesso la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare. Come dimostra l'analisi di impatto, le proposte intese ad orientare gli aiuti verso metodi agricoli più estensivi e a provocare minori distorsioni negli scambi commerciali dovrebbero servire a ridurre i quantitativi esportati, contribuendo in tal modo a rafforzare i prezzi sul mercato mondiale, a tutto beneficio del settore agricolo dei paesi in via di sviluppo.Questi adeguamenti sono necessari se si vuole che l'Unione europea possa garantire, nei prossimi anni, un modello europeo di agricoltura sostenibile e prevedibile e diventano ancora più urgenti in considerazione della nuova disciplina di bilancio. L'UE sarà così capace di mantenere in futuro una politica stabile nei confronti degli agricoltori, di garantire una distribuzione trasparente e più equa degli aiuti ai redditi dei produttori e di meglio rispondere alle aspettative dei consumatori e dei contribuenti.2.1. Gli effetti economiciLa Commissione ha pubblicato, nella revisione intermedia [2], un'analisi approfondita sull'impatto delle modifiche proposte, nella quale si conclude in generale che nonostante le modeste variazioni del livello complessivo degli aiuti, queste proposte comporteranno una migliore ripartizione delle risorse tra i vari prodotti e un miglior trasferimento di reddito.[2]  Per ulteriori informazioni vedasi  http://europa.eu.int/comm/agriculture/ publi/reports/mtrimpact/index_en.htm.Tutte le analisi concordano nel prevedere una leggera diminuzione della produzione comunitaria di cereali, dovuta soprattutto all'applicazione dei pagamenti diretti disaccoppiati, alla proposta sul "credito energetico" e alla riduzione dei livelli di sostegno dei prezzi. Questi sviluppi deriveranno soprattutto dalla diminuzione delle superfici coltivate a cereali, dato che quasi tutte le analisi prevedono un incremento della resa media. Per il frumento la situazione dovrebbe essere meno problematica che per i cereali secondari, dato che le prospettive dei prezzi sul mercato mondiale sembrano più favorevoli.Gli effetti delle proposte della revisione intermedia sulla produzione di semi oleosi sono più differenziati, ma dalle analisi emerge generalmente una tendenza ad un leggero ribasso della produzione di semi oleosi "alimentari". Secondo l'analisi della Commissione i pagamenti relativi al "credito energetico" provocheranno un incremento nella produzione di colture energetiche, soprattutto di semi oleosi, perlopiù a scapito della produzione di cereali. L'introduzione di pagamenti diretti disaccoppiati nel settore dell'allevamento comporterà un certa flessione della produzione bovina e ovina in quanto promuoverà l'estensivizzazione del sistema produttivo, con la conseguenza di prezzi di mercato superiori ed effetti positivi sul reddito delle aziende interessate. Si ritiene che, in generale, gli effetti delle proposte contenute nella revisione intermedia sul reddito agricolo saranno assai limitati per il settore agricolo comunitario nel suo complesso, sebbene si potranno registrare divergenze a seconda dei prodotti e delle regioni. Per quanto riguarda il settore dell'allevamento, l'incremento di reddito connesso all'introduzione dei pagamenti diretti disaccoppiati, che provocheranno prezzi di mercato più elevati, verrà in gran parte annullato dall'impatto negativo sul reddito della diminuzione dei prezzi di mercato per i cereali secondari, a seguito dell'abolizione dell'intervento per la segale2.2. Gli effetti sul bilancioPer la Comunità a 15, le misure proposte comportano un risparmio valutato a 337 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2006 e a 186 milioni di euro all'anno circa a partire dal 2010. Questo risultato dipende dal fatto che i risparmi dovuti alle proposte sulle misure di mercato sono superiori agli effetti delle proposte concernenti gli aiuti diretti che ammontano, secondo le stime, a +729 milioni di euro nel 2006 e a oltre +1 610 milioni di euro all'anno circa a partire dal 2010.Per i nuovi paesi aderenti, tuttavia, l'impatto finanziario a partire dal 2010 rappresenta una spesa supplementare dell'ordine di 88 milioni di euro, che aumenta annualmente per raggiungere i 241 milioni di euro nel 2013, data la percentuale crescente delle spese che questi paesi dovranno destinare agli aiuti diretti.Si propone pertanto una riduzione degli aiuti diretti per la Comunità a 15 a partire dall'esercizio finanziario 2007, nell'intento di mantenere la spesa totale al di sotto del nuovo massimale stabilito a Bruxelles per il finanziamento delle misure di sostegno dei mercati e degli aiuti diretti in un'Europa ampliata a 25 Stati membri. La proposta è presentata nella seguente tabella:UE-25: Previsione di spesa per la voce 1a - Proposte di riforma&GT;SPAZIO PER TABELLA&GT;3. REVISIONE INTERMEDIA E PAESI ADERENTIConformemente alle modalità interne relative all'attuazione della procedura di informazione e di consultazione per l'adozione di alcune decisioni e di altre misure da prendere nel periodo che precede l'adesione, la Commissione trasmetterà le proposte allegate concernenti la revisione intermedia ai paesi aderenti, dopo che saranno state trasmesse al Consiglio. Ogni paese aderente potrà chiedere una discussione sulle suddette proposte secondo le modalità suddette [3].[3]  LE MODALITÀ INTERNE RELATIVE ALL'ATTUAZIONE DELLA PROCEDURA DI INFORMAZIONE E DI CONSULTAZIONE PER L'ADOZIONE DI ALCUNE DECISIONI ED ALTRE MISURE DA PRENDERE DURANTE IL PERIODO PRECEDENTE ALL'ADESIONE NON SONO ANCORA STATE ADOTTATE DALLA COMMISSIONE.4. DESCRIZIONE DELLE PROPOSTE4.1. Stabilizzare i mercati e migliorare le organizzazioni comuni di mercatoSeminativiCerealiSi propone una riduzione finale del 5% (rispetto al 20% proposto nell'Agenda 2000) per ridurre, a partire dal 2004/05, il prezzo d'intervento dei cereali a 95,35 EUR/t, facendo così dell'intervento una vera e propria rete di sicurezza. Per evitare un ulteriore accumulo delle scorte, la segala verrà esclusa dal sistema d'intervento. Essendo diminuita l'importanza dell'intervento, non sarà più giustificata una rettifica stagionale dei prezzi d'intervento. Si propone pertanto di abolire le maggiorazioni mensili. Non verranno più applicate le restituzioni alla produzione per gli amidi e alcuni prodotti derivati.Quale conseguenza della diminuzione del prezzo d'intervento dei cereali, i pagamenti relativi alle superfici per i cereali ed altri seminativi interessati aumenteranno da 63 a 66 EUR/t e faranno parte del pagamento unico per azienda.Colture proteicheL'attuale supplemento a favore delle colture proteiche (9,5 EUR/t) verrà mantenuto e trasformato in un aiuto specifico per superficie alla coltura di 55,57 EUR/ha, che verrà corrisposto entro il limite di una nuova superficie massima garantita di 1,4 milioni di ha.Frumento duroIl supplemento per il frumento duro nelle zone tradizionali di produzione sarà ridotto da 344,5 EUR/ha a 250 EUR/ha e farà parte del pagamento unico per azienda, mentre verrà progressivamente abolito l'aiuto specifico per le altre zone in cui la produzione è sovvenzionata, attualmente fissato a 139,5 EUR/ha. I tagli saranno attuati nell'arco di un triennio, a cominciare dal 2004.Sarà introdotto un nuovo premio per migliorare la qualità del frumento duro utilizzato per la produzione di semolino e pasta. Esso sarà corrisposto nelle zone di produzione tradizionali ad agricoltori che utilizzano un certo quantitativo di sementi certificate di varietà selezionate. Le varietà selezionate dovranno soddisfare i criteri di qualità previsti per la produzione di semola e di pasta. Il premio ammonta a 40 EUR/ha ed è corrisposto entro i limiti delle superfici massime garantite attualmente in vigore nelle zone di produzione tradizionali.Patate da fecolaIl regolamento (CE) n. 1766/1992 prevede un pagamento diretto per i produttori di patate da fecola, che è stato fissato a 110,54 EUR per ogni tonnellata di fecola nell'ambito dell'Agenda 2000. Il 50% di questo pagamento confluirà nell'aiuto unico per azienda, sulla base dei quantitativi tradizionalmente consegnati all'industria, mentre la restante parte verrà mantenuta quale pagamento specifico alla coltura di patate da fecola. Il prezzo minimo viene abolito.Foraggi essiccatiL'aiuto per i foraggi essiccati sarà ridistribuito tra i produttori e l'industria di trasformazione. L'aiuto diretto per i produttori confluirà nell'aiuto unico per azienda, in base ai quantitativi tradizionalmente consegnati all'industria. Saranno applicati massimali nazionali, per tener conto delle attuali quantità nazionali garantite. Per un periodo transitorio di 4 anni si applicherà un regime di aiuto unico semplificato per l'industria dei foraggi disidratati e essiccati al sole, con un aiuto decrescente che partirà da 33 EUR/t nel 2004/05. Le rispettive quantità nazionali garantite verranno conglobate.SementiIl regolamento (CE) n. 2358/71 introduce un aiuto per la produzione di varietà di sementi selezionate. L'aiuto che è attualmente corrisposto per ogni tonnellata di sementi prodotte, sarà integrato nel pagamento unico per azienda e sarà calcolato moltiplicando il numero di tonnellate che hanno beneficiato dell'aiuto per l'importo stabilito in applicazione dell'articolo 3 del summenzionato regolamento. RisoAl fine di stabilizzare il mercato in particolare a seguito dell'impatto dell'iniziativa "tutto tranne le armi", la Commissione propone una riduzione unica del prezzo di intervento del 50%, per arrivare ad un prezzo di sostegno effettivo di 150 EUR/t, in linea con il prezzo mondiale. Per stabilizzare il reddito dei produttori, l'attuale aiuto diretto verrà portato da 52 EUR/t a 177 EUR/t, equivalente alla compensazione totale per i cereali stabilita dalle riforme del 1992 e nell'Agenda 2000. Di questo importo, 102 EUR/t confluiranno nel pagamento unico per azienda e saranno corrisposti in base ai diritti storici entro il limite dell'attuale superficie massima garantita (SMG). I rimanenti 75 EUR/t, moltiplicati per la resa fissata dalla riforma del 1995, verranno corrisposti come aiuto specifico alla coltura. La superficie massima garantita verrà stabilita al valore più basso tra la media 1999-2001 e il livello dell'attuale SMG. Sarà introdotto un regime di ammasso privato che scatterà qualora il prezzo di mercato scenda al di sotto dell'effettivo prezzo di sostegno. Misure speciali interverranno inoltre nel caso in cui i prezzi di mercato scendano al di sotto di 120 EUR/t.Frutta in guscioL'attuale sistema verrà sostituito con un pagamento forfettario annuo di 100 EUR/ha per una superficie massima garantita di 800 000 ha, suddivisa in superfici nazionali garantite. L'aiuto potrà essere integrato da un importo massimo annuo di 109 EUR/ha concesso dagli Stati membri.Prodotti lattiero-caseariPer poter offrire prospettive stabili ai produttori di latte la Commissione propone di prolungare, fino alla campagna 2014/15, il sistema riformato di quote lattiere.Nel marzo 1999 il Consiglio europeo di Berlino ha deciso di rinviare, per motivi di bilancio, l'entrata in vigore della riforma nel settore lattiero-caseario. Considerando che l'attuale prospettiva finanziaria ha reso inaspettatamente disponibili alcune risorse di bilancio, la Commissione è fermamente convinta che occorre anticipare di un anno la riforma del settore lattiero-caseario decisa a Berlino, per poter conseguire quanto prima gli obiettivi e i benefici di questa riforma. è necessario inoltre ridurre il prezzo di sostegno per il latte, con un incremento corrispondente delle quote dell'1% all'anno nel 2007 e 2008, in base ai quantitativi di riferimento una volta che sarà stata pienamente attuata l'Agenda 2000.La prevista riduzione uniforme del 5% all'anno sarà sostituita con tagli asimmetrici del prezzo d'intervento del 3,5% all'anno per il latte scremato in polvere e del 7% all'anno per il burro, su un periodo di 5 anni. In totale, questa riduzione del 35% dei prezzi del burro e del 17,5% dei prezzi del latte scremato in polvere corrisponde ad una riduzione globale del 28% dei prezzi indicativi del latte nella Comunità su un periodo di 5 anni .Gli acquisti all'intervento per il burro verranno sospesi una volta raggiunto il limite di 30 000 tonnellate all'anno; al di sopra di tale limite si propone di continuare gli acquisti nell'ambito di una procedura di gara.Sarà prevista una compensazione supplementare per il 2007 e 2008 mediante pagamenti diretti, secondo lo stesso metodo di calcolo utilizzato nell'Agenda 2000. Tutti i pagamenti per il settore lattiero-caseario confluiranno nel pagamento unico per azienda.4.2. Disaccoppiamento degli aiuti diretti - introduzione di un pagamento unico per aziendaUn pagamento unico per azienda sostituirà la maggior parte dei premi previsti dalle varie organizzazioni comuni di mercato. Gli agricoltori beneficeranno di un pagamento unico per azienda basato su un importo di riferimento che copre, nel periodo di riferimento 2000-2002, i pagamenti per i seminativi, carni bovine (compresi POSEI e isole Egeo), i prodotti lattiero-caseari, gli ovini e i caprini, le patate da fecola, i legumi da granella, il riso, le sementi e i foraggi essiccati.Questo pagamento unico verrà suddiviso in diritti all'aiuto, per facilitarne il trasferimento. Ciascun diritto sarà calcolato dividendo l'importo di riferimento per il numero di ettari che danno diritto a questo importo (compresa la superficie foraggera) negli anni di riferimento.Ogni domanda di pagamento in base a diritti deve corrispondere ad una superficie ammissibile, definita come una qualsiasi superficie agricola dell'azienda. Non sono considerate superfici ammissibili quelle adibite a colture permanenti, foreste o quelle utilizzate per finalità non agricole al 31 dicembre 2002. Per le attività di allevamento senza una corrispondente base agricola o qualora l'aiuto al diritto sia superiore a 10 000 EUR è previsto un diritto ad un pagamento speciale, secondo modalità corrispondenti. Saranno in seguito stabiliti i massimali nazionali per il pagamento unico per azienda e per i pagamenti speciali. L'1% di questo importo verrà riservato, negli Stati membri, per far fronte a situazioni particolari.I diritti possono essere trasferiti, con o senza terreni, tra agricoltori di uno stesso Stato membro. Gli Stati membri possono designare le regioni nelle quali limitare i trasferimenti e possono inoltre adeguare i diritti in base alle medie regionali.Gli agricoltori potranno utilizzare questi terreni per qualsiasi attività agricola, tranne che per colture permanenti. I diritti che non saranno stati utilizzati entro un periodo massimo di 5 anni, salvo in caso di forza maggiore e in circostanze eccezionali, confluiranno in una riserva nazionale.Rafforzamento delle norme in materia di tutela ambientale, sicurezza alimentare, sanità e benessere degli animali e sicurezza sul lavoroLa condizionalità si applicherà alle norme obbligatorie europee in materia di ambiente, sicurezza degli alimenti, sanità e benessere animale e sicurezza sul lavoro a livello dell'azienda. Per evitare l'abbandono dei terreni ed i conseguenti problemi ambientali, al disaccoppiamento è stato associato l'obbligo, per i beneficiari dei pagamenti diretti, di mantenere tutti i propri terreni agricoli in buone condizioni agronomiche.Questo sistema sarà applicato all'insieme dell'azienda e le sanzioni interverranno ogniqualvolta si riscontri la mancata osservanza delle norme nell'azienda di un beneficiario. Ciò vale per tutti i settori, sia per le superfici agricole utilizzate che per quelle inutilizzate.Un sistema di sanzioni verrà applicato agli agricoltori che ricevono il pagamento unico per azienda o altri pagamenti diretti previsti dalla PAC ma che non soddisfano le suddette norme obbligatorie. La sanzione consisterà in una riduzione parziale o nell'abolizione dell'aiuto (in funzione della gravità del caso).Sistema di consulenza aziendaleIl sistema di consulenza aziendale sarà obbligatorio quale parte dei requisiti di condizionalità. In una prima fase esso verrà introdotto solamente per i produttori che ricevono pagamenti diretti per oltre 15 000 EUR all'anno o che hanno una cifra d'affari superiore a 100 000 EUR all'anno. Gli altri agricoltori potranno aderire al sistema su base volontaria. Questo servizio fornirà, attraverso un meccanismo di feedback, consulenza agli agricoltori su come applicare le norme e gli esempi di buona prassi nel processo produttivo. Gli audit aziendali comporteranno inventari strutturati e regolari e la contabilità dei flussi di materiali e dei processi all'interno dell'azienda considerati importanti per determinate finalità (aspetti ambientali, sicurezza degli alimenti e benessere animale). Gli aiuti per gli audit aziendali verranno finanziati nel quadro delle misure di sviluppo rurale.Set-aside ambientale a lungo terminePer beneficiare del pagamento unico per azienda i produttori attualmente soggetti all'obbligo di set-aside saranno tenuti a proseguire il set-aside su una superficie equivalente al 10% della superficie attualmente investita a cereali, semi oleosi e piante proteiche. L'agricoltura biologica non sarà soggetta a tale obbligo per quanto riguarda la superficie interessata. Il set-aside non prevederà una rotazione e non potrà essere utilizzato per finalità agricole, né per produrre colture a fini commerciali. Gli Stati membri potranno tuttavia consentire un set-aside con rotazione dei terreni qualora ciò sia necessario per motivi ambientali. In caso di trasferimenti di terreni continuerà a sussistere l'obbligo di set-aside. Sostegno alle colture energetiche - un credito energeticoLa Commissione propone un aiuto di 45 EUR/ha per le colture energetiche, per una superficie massima garantita di 1,5 milioni di ha a livello comunitario. L'aiuto sarà concesso solamente per quelle superfici la cui produzione è oggetto di un contratto tra l'agricoltore e l'industria di trasformazione, salvo qualora la trasformazione sia effettuata dall'agricoltore stesso nell'azienda. Entro 5 anni dall'inizio della sua applicazione, la Commissione presenterà una relazione al Consiglio sull'attuazione del regime delle colture energetiche, corredata di eventuali proposte.Sistema integrato di gestione e di controllo (S.I.G.C.)Il sistema integrato di gestione e di controllo dovrà essere adeguato in base alle nuove disposizioni in materia di aiuti diretti. L'introduzione del pagamento unico per azienda contribuirà in particolare a semplificare uno degli elementi essenziali dell'attuale S.I.G.C., dato che l'identificazione delle superfici investite a COP e della produzione di animali d'allevamento non condizionerà più il nuovo pagamento unico per azienda, tranne che per i prodotti che continuano a beneficiare di un pagamento specifico per la coltura, come il riso o il frumento duro. L'attuale sistema di sorveglianza e controllo dei pagamenti servirà ad agevolare controlli incrociati tra i diritti ai pagamenti e le superfici necessarie per ottenerli. Il sistema di identificazione delle parcelle agricole resta pertanto un elemento fondamentale del nuovo S.I.G.C.Le domande di aiuto dovranno essere sottoposte a controlli amministrativi per verificare l'ammissibilità delle superfici e l'esistenza dei relativi diritti ai pagamenti. Questi controlli amministrativi dovranno essere completati da controlli per sondaggio sul posto, che potranno avvalersi del telerilevamento per controllare le superfici. L'aiuto sarà ridotto oppure non verrà concesso qualora risulti dai vari controlli, che dovranno essere coordinati da un'autorità competente appositamente designata, che le condizioni di ammissibilità non sussistono.Va precisato che anche i controlli relativi alla condizionalità rientreranno nel nuovo S.I.G.C., che non si limiterà quindi alle condizioni di ammissibilità. Quello che si propone è pertanto un sistema di gestione e di controllo completamente integrato e i sistemi di controllo già esistenti negli Stati membri per verificare il rispetto delle norme obbligatorie di gestione e delle buone condizioni agronomiche potranno essere utilizzati nell'ambito del S.I.G.C. e dovranno essere quindi compatibili con esso. Questo vale, inter alia, per il sistema di identificazione e di registrazione degli animali istituito a norma della direttiva 92/102/CEE e del regolamento (CE) n. 1760/2000, ma dovranno essere compatibili con il S.I.G.C. anche i sistemi di gestione e di controllo applicabili ai regimi di aiuto di cui all'allegato IV della proposta del regolamento orizzontale.4.3. DecrescenzaPer garantire un migliore equilibrio degli aiuti e modalità prevedibili e trasparenti per il finanziamento delle esigenze future si propone di introdurre un sistema di decrescenza per il periodo 2006-2012.I pagamenti concessi ad un agricoltore in un determinato anno verranno ridotti nel seguente modo:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Nell'ambito del sistema summenzionato, la parte di modulazione proveniente dalla decrescenza, che inizierà con l'1% nel 2006 per passare al 6% nel 2011, verrà messa a disposizione degli Stati membri come aiuti comunitari supplementari a favore di misure da inserire nei programmi di sviluppo rurale. La ripartizione di questi importi tra Stati membri avverrà in base ai criteri della superficie agricola, dell'occupazione in agricoltura e del PIL pro capite in potere d'acquisto. I restanti importi saranno destinati a finanziare eventuali costi supplementari legati a nuove riforme dei mercati. La decrescenza e la modulazione non verranno applicate nei nuovi Stati membri fin quando i pagamenti diretti non avranno raggiunto il normale livello comunitario.4.4. Consolidare e rafforzare lo sviluppo ruraleSenza voler pregiudicare il futuro dibattito sulla revisione della politica di sviluppo rurale, la Commissione propone di ampliare il campo d'applicazione degli aiuti comunitari per lo sviluppo rurale introducendo nuovi interventi nel 'menu' delle misure disponibili nell'ambito del secondo pilastro. Non è invece prevista alcuna modifica delle principali modalità di attuazione degli aiuti per lo sviluppo rurale che sarebbe, a parere della Commissione, contro produttiva in questa fase intermedia del periodo di programmazione 2000-2006.Le nuove misure proposte sono tutte misure di accompagnamento e verranno finanziate dal FEAOG, sezione garanzia sull'intero territorio comunitario; i principali beneficiari saranno gli agricoltori. Spetterà agli Stati membri e alle regioni decidere se desiderano inserire queste misure nei loro programmi di sviluppo rurale. Le nuove misure comprendono:Primo: l'introduzione di un nuovo capitolo nel regolamento (CE) n. 1257/1999 dal titolo 'Qualità degli alimenti' che comprende due misure:- Incentivi a favore degli agricoltori che partecipano, su base volontaria, a programmi comunitari o nazionali riconosciuti intesi a migliorare la qualità dei prodotti agricoli e dei processi produttivi utilizzati e forniscono garanzie in materia ai consumatori. Tale aiuto, che potrà arrivare ad un massimo di 1 500 EUR per azienda in un determinato annuo, verrà corrisposto annualmente per un periodo massimo di cinque anni.- Aiuti a favore delle associazioni di produttori per iniziative di informazione dei consumatori e di promozione dei prodotti ottenuti nell'ambito dei programmi di qualità finanziati mediante la suddetta misura. Gli aiuti pubblici potranno arrivare fino ad un massimo del 70% dei costi ammissibili del progetto.Secondo: l'introduzione di un nuovo capitolo dal titolo 'Rispetto delle norme', che comprende due misure:- La possibilità, per gli Stati membri, di concedere aiuti temporanei e decrescenti ai propri agricoltori, per aiutarli ad attuare norme rigorose imposte dalla legislazione comunitaria nei settori dell'ambiente, della sanità pubblica, animale e vegetale, del benessere degli animali e della sicurezza sul lavoro. Il livello dell'aiuto va differenziato per tener conto dell'entità degli obblighi e dei costi aggiuntivi per gli agricoltori derivanti dall'introduzione di determinate norme. L'aiuto sarà forfettario e decrescente e verrà corrisposto per un massimo di cinque anni. Esso non potrà superare un importo massimo di 10 000 EUR per azienda in un determinato anno. L'aiuto non sarà in nessun caso erogato qualora l'inosservanza delle norme sia dovuta al mancato rispetto, da parte di un singolo agricoltore, di norme già previste dalla normativa nazionale.- Aiuti agli agricoltori quale contributo ai costi per il ricorso ai servizi di consulenza agricola. Gli agricoltori potranno beneficiare di aiuti pubblici fino ad un massimo del 80% dei costi di questi servizi la prima volta che vi faranno ricorso, entro un limite di 1 500 EUR.Terzo: l'introduzione, nell'attuale capitolo agri-ambientale del regolamento (CE) n. 1257/1999, della possibilità di concedere aiuti agli agricoltori che si assumono, per un periodo di almeno 5 anni, l'impegno di migliorare il benessere dei propri animali di allevamento al di là delle normali buone pratiche di allevamento. L'aiuto verrà erogato annualmente in base ai costi aggiuntivi e alla perdita di reddito derivanti da questi impegni, con un importo massimo di 500 EUR per unità di bestiame.Oltre ad una serie di altri adeguamenti tecnici derivanti dall'introduzione di nuove misure, la Commissione propone di cogliere l'opportunità offerta dalla modifica del regolamento n. 1257/1999 nell'ambito delle attuali proposte per semplificare e rendere più chiare alcune disposizioni di tale regolamento. Si tratta di chiarire il campo d'applicazione dei capitoli Silvicoltura e Formazione e di inserire, nel capitolo sull'adeguamento e lo sviluppo delle zone rurali (le cosiddette misure dell'articolo 33), un nuovo trattino relativo ai costi di gestione associati ai gruppi di partenariato locale. Nel 2004 la Commissione riesaminerà in che misura lo sviluppo rurale contribuisce ai suddetti obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare per quanto riguarda la biodiversità e l'attuazione della direttiva 92/43/CE (direttiva sugli habitat). In quell'occasione verrà inoltre valutata la possibilità di estendere ai piccoli produttori tradizionali di alimenti gli aiuti concessi agli agricoltori affinché rispettino le nuove norme in materia di qualità degli alimenti adottate a livello comunitario. Se necessario, la Commissione presenterà proposte intese a rafforzare il contributo della politica agricola comune a tali obiettivi.2003/0009 (CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo all'organizzazione comune del mercato del risoIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 36 e l'articolo 37, paragrafo 2, terzo comma,vista la proposta della Commissione [4],[4]  GU C ... del ..., pag. ...visto il parere del Parlamento europeo [5],[5]  GU C ... del ..., pag. ...visto il parere del Comitato economico e sociale [6],[6]  GU C ... del ..., pag. ...visto il parere del Comitato delle regioni [7],[7]  GU C ... del ..., pag. ...considerando quanto segue:(1) Il funzionamento e lo sviluppo del mercato comune per i prodotti agricoli debbono andare di pari passo con l'attuazione di una politica agricola comune e tale politica deve comportare, in particolare, un'organizzazione comune dei mercati, che può assumere forme diverse a seconda dei prodotti.(2) Il regolamento (CE) n. 3075/95 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del riso [8], è stato più volte modificato. Data la necessità di apportarvi ulteriori modifiche, per ragioni di chiarezza è opportuno abrogare il regolamento (CE) n. 3072/95 e sostituirlo interamente.[8]  GU L 329 del 30.12.1995, p. 18. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 411/2002 (GU L 62 del 5.3.2002, p. 27).(3) Il mercato europeo del riso si trova in una situazione di grave squilibrio. Le giacenze di riso all'intervento pubblico, che equivalgono a circa un quarto della produzione comunitaria, sono consistenti e a lungo termine rischiano di aumentare ulteriormente. Tale squilibrio è determinato dall'incremento della produzione interna e delle importazioni e parallelamente dalla limitazione delle esportazioni con restituzione, in conformità a quanto disposto dall'Accordo sull'Agricoltura. Nel corso dei prossimi anni è probabile che l'attuale squilibrio subisca un ulteriore deterioramento, fino a raggiungere un livello insostenibile, a causa dell'aumento delle importazioni in provenienza dai paesi terzi connesso all'attuazione dell'accordo "Tutto tranne le armi".(4) Questa situazione va risolta nel contesto di una revisione dell'organizzazione comune del mercato del settore, allo scopo di tenere sotto controllo la produzione e ottenere un miglior equilibrio e una maggiore fluidità del mercato, nonché di rendere più competitiva l'agricoltura comunitaria, perseguendo al tempo stesso la realizzazione degli altri obiettivi dell'articolo 33 del trattato, in particolare il mantenimento di un idoneo sostegno al reddito dei produttori.(5) La soluzione migliore sembra quella di porre fine alle disposizioni in vigore e di instaurare un regime di magazzinaggio privato e di rete di sicurezza per far fronte in maniera adeguata alle variazioni dei prezzi e di istituire inoltre, a titolo di compensazione, un aiuto al reddito per azienda e un aiuto specifico per la risicoltura che tenga conto del ruolo particolare di tale coltura nelle zone tradizionali di produzione. Questi ultimi due strumenti sono contemplati dal regolamento (CE) n. .../2003 del Consiglio, del... 2003, ...  [9].[9]  Cfr. pag. della presente Gazzetta ufficiale.(6) Per stabilizzare il mercato del riso è necessario fissare un prezzo di sostegno effettivo. Il magazzinaggio privato permette di far fronte con una certa flessibilità alle fluttuazioni dei prezzi e costituisce pertanto uno strumento prezioso per ovviare a tali problemi. (7) È necessario tuttavia disporre anche di un dispositivo di sicurezza per i casi in cui lo strumento del magazzinaggio privato, abbinato al prezzo di sostegno effettivo, non sia abbastanza efficace. (8) Per un'utilizzazione efficace del regime del magazzinaggio privato e del dispositivo di sicurezza è necessario che gli Stati membri trasmettano regolarmente un certo numero di informazioni alla Commissione.(9) La realizzazione del mercato unico nel settore del riso nella Comunità richiede l'instaurazione di un regime di scambi alle sue frontiere esterne. L'obiettivo della stabilizzazione del mercato comunitario può essere conseguito, in linea di massima, attraverso un regime degli scambi complementare al dispositivo del magazzinaggio privato, comprendente l'applicazione di dazi all'importazione alle aliquote previste dalla tariffa doganale comune e di restituzioni all'esportazione. Il regime degli scambi dovrebbe basarsi sugli impegni assunti nell'ambito dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round.(10) Per seguire l'andamento degli scambi commerciali di riso con i paesi terzi è opportuno prevedere un regime di titoli d'importazione e di esportazione, abbinato alla costituzione di una cauzione a garanzia dell'esecuzione delle operazioni per le quali i titoli sono stati richiesti.(11) I dazi doganali applicabili ai prodotti agricoli in virtù degli accordi dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) figurano nella maggior parte dei casi nella tariffa doganale comune. Per taluni prodotti del settore del riso, tuttavia, la creazione di dispositivi supplementari rende necessaria l'adozione di deroghe.(12) Per evitare o attenuare eventuali effetti pregiudizievoli sul mercato comunitario imputabili alle importazioni di taluni prodotti agricoli, è opportuno subordinare l'importazione di uno o più di tali prodotti al pagamento di un dazio addizionale, purché siano soddisfatte determinate condizioni.(13) Ove ricorrano determinati presupposti, è opportuno attribuire alla Commissione la competenza di aprire e gestire i contingenti tariffari derivanti da accordi internazionali, conclusi in conformità del trattato, o da altri atti del Consiglio.(14) La possibilità di concedere, all'esportazione nei paesi terzi, restituzioni di importo pari alla differenza tra i prezzi praticati nella Comunità e quelli praticati sul mercato mondiale, entro i limiti stabiliti dall'accordo OMC sull'agricoltura [10], consente di salvaguardare la partecipazione della Comunità al commercio internazionale del riso. Tali restituzioni all'esportazione sono soggette a limitazioni in termini di quantità e di valore.[10]  GU L 336 del 23.12.1994, pag. 22.(15) Il rispetto delle limitazioni in valore può essere garantito sia in sede di fissazione delle restituzioni all'esportazione che in sede di controllo dei pagamenti, nel quadro della normativa del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia. Il controllo può essere agevolato dall'obbligo di fissazione anticipata delle restituzioni all'esportazione, senza che sia peraltro compromessa la possibilità, in caso di restituzioni differenziate, di modificare la specifica destinazione nell'ambito di una zona geografica cui si applica un'aliquota unica di restituzione all'esportazione. In caso di cambiamento della destinazione, occorre versare la restituzione all'esportazione applicabile alla destinazione reale, limitatamente all'importo applicabile per la destinazione prefissata.(16) Il rispetto dei limiti quantitativi presuppone un sistema di sorveglianza affidabile ed efficace. A tale scopo, occorre subordinare la concessione delle restituzioni all'esportazione alla presentazione di un titolo di esportazione. Le restituzioni all'esportazione devono essere concesse, entro i limiti delle disponibilità, secondo la particolare situazione di ciascun prodotto. Possono essere ammesse deroghe a tale disciplina solo per i prodotti trasformati non inclusi nell'allegato I del trattato, ai quali non si applicano limitazioni in volume, e per le azioni di aiuto alimentare, le quali sono esenti da qualsiasi limitazione. È inoltre opportuno prevedere la possibilità di derogare alle norme rigorose di gestione per i prodotti le cui esportazioni con restituzione non dovrebbero superare i limiti quantitativi.(17) Nella misura necessaria al suo buon funzionamento, è opportuno prevedere la possibilità di disciplinare il ricorso al regime detto del traffico di perfezionamento attivo o passivo ed eventualmente vietarlo qualora la situazione del mercato lo richieda.(18) Il regime dei dazi doganali consente di rinunciare a qualsiasi altra misura di protezione alle frontiere esterne della Comunità. In circostanze eccezionali il meccanismo del mercato interno e dei dazi doganali potrebbe rivelarsi inadeguato. In una simile evenienza, per evitare di lasciare il mercato comunitario indifeso di fronte alle perturbazioni che rischiano di derivarne, è opportuno autorizzare la Comunità a prendere rapidamente tutte le misure necessarie. Le misure suddette devono essere conformi agli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi nel quadro dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.(19) Tenendo conto dell'incidenza del prezzo del mercato mondiale sul prezzo interno, è opportuno prevedere la possibilità di adottare misure adeguate per stabilizzare mercato interno.(20) La concessione di determinati aiuti di Stato potrebbe mettere a repentaglio il corretto funzionamento di un mercato unico, basato su prezzi comuni. È pertanto opportuno che ai prodotti contemplati dalla presente organizzazione comune di mercato si applichino le disposizioni del trattato in materia di aiuti di Stato.(21) È opportuno che gli Stati membri e la Commissione si tengano al corrente e si scambino informazioni in merito ai costanti sviluppi che si osservano sul mercato comunitario del riso.(22) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento devono essere adottate conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [11].[11]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(23) Data la necessità di risolvere problemi pratici o specifici, è opportuno autorizzare la Commissione ad adottare le misure necessarie in caso di emergenza. (24) È opportuno che le spese sostenute dagli Stati membri per rispettare gli obblighi derivanti dall'applicazione del presente regolamento siano finanziate dalla Comunità secondo quanto stabilito dal regolamento (CE) n. 1258/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo al finanziamento della politica agricola comune [12].[12]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 103.(25) L'organizzazione comune del mercato del riso dovrebbe tener conto, parallelamente e in modo adeguato, degli obiettivi previsti dagli articoli 33 e 131 del trattato.(26) Il passaggio dai regimi previsti dal regolamento (CE) n. 3072/95 e dal regolamento (CE) n. 3073/95 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, che fissa le qualità tipo di riso [13] a quelli istituiti dal presente regolamento può dar luogo a difficoltà che il presente regolamento non tratta. Per far fronte a tali difficoltà è opportuno autorizzare la Commissione ad adottare misure transitorie. [13]  GU L 329 del 30.12.1995, pag. 33.(27) Per prevenire gravi turbative del mercato del risone negli ultimi mesi della campagna di commercializzazione 2003/04, è necessario limitare gli acquisti da parte degli organismi di intervento ad un determinato quantitativo fissato in anticipo. (28) È opportuno prevedere disposizioni per l'applicazione della nuova organizzazione comune di mercato. Per preparare l'attuazione dei regimi di magazzinaggio privato e del dispositivo di sicurezza è tuttavia opportuno che l'obbligo di comunicare le informazioni relative ai prezzi di mercato regionali alla Commissione si applichi a decorrere da una data anteriore,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:CAPITOLO I disposizioni introduttiveArticolo 1L'organizzazione comune del mercato del riso comporta un regime del mercato interno e un regime degli scambi con i paesi terzi e disciplina i seguenti prodotti:Codice NC  //  Descrizionea) da 1006 10 21 a 1006 10 98  //  Risone (riso «paddy») 1006 20  //  Riso semigreggio (bruno) 1006 30  //  Riso semilavorato o lavorato, anche lucidato o brillato :b) 1006 40 00  //  Rotturec) 1102 30 00  //  Farina di riso 1103 19 50  //  Semole e semolini di riso 1103 20 50  //  Agglomerati in forma di pellets di riso 1104 19 91  //  Fiocchi di riso 1104 19 99  //  Chicchi di riso schiacciati 1108 19 10  //  Amido di risoArticolo 21. Ai fini del presente regolamento, per risone, riso semigreggio, riso semilavorato, riso lavorato, riso a grani tondi, riso a grani medi, riso a grani lunghi e rotture di riso si intendono i prodotti definiti nell'allegato I.Le definizioni dei grani e delle rotture che non sono di qualità perfetta figurano nell'allegato II.2. Secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2, la Commissione:a) fissa i tassi di conversione del riso nelle diverse fasi di lavorazione, le spese di lavorazione e il valore dei sottoprodotti;b) può modificare le definizioni di cui al paragrafo 1.Articolo 3La campagna di commercializzazione dei prodotti di cui all'articolo 1 inizia il 1° settembre e termina il 31 agosto dell'anno successivo.Articolo 4Il presente regolamento si applica fatte salve le misure previste dal regolamento (CE) n. .../2003 del Consiglio, del ... 2003, [che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune e istituisce regimi di sostegno a favore dei produttori di talune colture].CAPITOLO II MERCATO INTERNOArticolo 51. Può essere fissata una sovvenzione per le forniture al dipartimento francese d'oltremare della Riunione, a fini di consumo in loco, di prodotti di cui al codice NC 1006 (escluso il codice NC 1006 10 10), provenienti dagli Stati membri e che si trovano in una delle situazioni di cui all'articolo 23, paragrafo 2 del trattato.L'importo della sovvenzione predetta è fissato, tenuto conto del fabbisogno di approvvigionamento del mercato della Riunione, in base alla differenza tra i corsi o prezzi dei prodotti suddetti sul mercato mondiale e i corsi o prezzi dei medesimi prodotti sul mercato comunitario nonché, se del caso, dei prezzi dei medesimi prodotti franco isola della Riunione.2. L'importo della sovvenzione è fissato periodicamente. Tuttavia, in caso di necessità, la Comunità può modificare tale importo nell'intervallo, a richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa.L'importo della sovvenzione può essere fissato tramite gara.3. La Commissione stabilisce le modalità di applicazione del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2.L'importo della sovvenzione è fissato secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2.Articolo 61. Il prezzo di sostegno effettivo per il risone nella Comunità è fissato a 150 EUR/t.2. Al fine di stabilizzare il prezzo di mercato del risone in una regione della Comunità, secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2, la Commissione autorizza lo Stato membro interessato a concludere contratti di magazzinaggio privato, qualora il prezzo medio di mercato in tale regione sia inferiore al prezzo di sostegno per due settimane consecutive e, in assenza di misure di sostegno, rischi di mantenersi al di sotto del prezzo di sostegno. 3. È ammesso a beneficiare delle misure di magazzinaggio privato il risone raccolto nella Comunità. L'aiuto a favore del magazzinaggio privato è fissato secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2. L'importo dell'aiuto e i quantitativi ammissibili possono essere stabiliti mediante una procedura di gara.4. Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2. Articolo 71. Qualora in una regione della Comunità il prezzo medio di mercato del risone sia inferiore a 120 EUR/t per due settimane consecutive e rischi di mantenersi al di sotto di tale prezzo si applica una misura speciale.2. Gli organismi designati dagli Stati membri procedono all'acquisto del risone raccolto nella Comunità loro offerto, a condizione che le offerte rispondano a determinati requisiti, in particolare qualitativi e quantitativi, fissati secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2.3. Il prezzo di acquisto e i quantitativi ammissibili possono essere stabiliti mediante una procedura di gara. Il prezzo di acquisto è ridotto se la qualità del risone offerto è inferiore alla qualità tipo per cui è stato fissato. 4. La qualità tipo del risone è definita nell'allegato III.5. La Commissione decide di applicare la misura di cui al paragrafo 1 e di porre termine alla sua applicazione secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2. In particolare essa decide di porre termine all'applicazione della misura qualora il prezzo di mercato del risone nella regione interessata si mantenga per almeno una settimana ad un livello superiore a 120 EUR/t. 6. Alle condizioni stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2, il risone acquistato in applicazione della misura di cui al paragrafo 1 è posto in vendita, per l'esportazione nei paesi terzi o per l'approvvigionamento del mercato interno.7. Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2. Articolo 8Gli Stati membri comunicano regolarmente alla Commissione le informazioni necessarie ai fini dell'applicazione degli articoli 6 e 7. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione informazioni dettagliate, ripartite per varietà, in merito alle superfici investite a riso, alla produzione, alle rese e alle scorte detenute dai produttori e dagli stabilimenti di lavorazione. Questi dati devono essere basati su un sistema di dichiarazioni obbligatorie dei produttori e degli stabilimenti di lavorazione, istituito, gestito e controllato dallo Stato membro.Le modalità d'applicazione del presente articolo, in particolare per quanto riguarda il sistema di comunicazione dei prezzi, sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 25, paragrafo 2.CAPITOLO III SCAMBI CON I PAESI TERZIArticolo 91. Le importazioni e le esportazioni comunitarie dei prodotti di cui all'articolo 1 sono subordinate alla presentazione di un titolo d'importazione o di esportazione.I titoli sono rilasciati dagli Stati membri ad ogni interessato che ne faccia richiesta, a prescindere dal suo luogo di stabilimento nella Comunità e fatte salve le disposizioni adottate per l'applicazione degli articoli 12-15.I titoli di importazione e di esportazione sono validi in tutta la Comunità. I titoli sono rilasciati subordinatamente alla costituzione di una cauzione a garanzia dell'importazione o dell'esportazione dei prodotti nel corso del periodo di validità del titolo. Salvo forza maggiore, la cauzione è incamerata, in tutto o in parte, se l'importazione o l'esportazione non sono realizzate entro il periodo di validità o lo sono solo parzialmente.2. Il periodo di validità dei titoli e le altre modalità d'applicazione del presente articolo sono stabiliti secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2.Sezione I Disposizioni applicabili alle importazioniArticolo 101. Salvo disposizione contraria del presente regolamento, ai prodotti di cui all'articolo 1 si applicano i dazi all'importazione figuranti nella tariffa doganale comune.2. In deroga al paragrafo 1, il dazio all'importazione:a) del riso semigreggio di cui al codice NC 1006 20 è pari al prezzo di sostegno effettivo, maggiorato:i) dell'80 % per il riso semigreggio di cui ai codici NC 1006 20 17 e 1006 20 98,ii) dell'88 % per il riso semigreggio di codici NC diversi dai codici NC 1006 20 17 e 1006 20 98 e previa deduzione del prezzo all'importazione; eb) del riso lavorato di cui al codice NC 1006 30 è pari al prezzo di sostegno effettivo, maggiorato di una percentuale da calcolarsi e previa deduzione del prezzo all'importazione.Tuttavia, il dazio all'importazione calcolato a norma del presente paragrafo non può essere superiore all'aliquota dei dazi della tariffa doganale comune.La percentuale di cui alla lettera b) è calcolata adattando le percentuali rispettive di cui alla lettera a) in funzione dei tassi di conversione, delle spese di lavorazione e del valore dei sottoprodotti e maggiorando gli importi così ottenuti di un importo di protezione dell'industria.3. In deroga al paragrafo 1, non viene riscosso alcun dazio all'importazione nel dipartimento francese d'oltremare della Riunione di prodotti di cui ai codici NC 1006 10, 1006 20 e 1006 40 00 destinati ad essere consumati sul posto.4. Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2.Articolo 111. Fatto salvo l'articolo 10, paragrafo 2, per evitare o attenuare eventuali effetti pregiudizievoli sui mercati comunitari imputabili alle importazioni di taluni prodotti di cui all'articolo 1, l'importazione di uno o più di questi prodotti all'aliquota del dazio fissato all'articolo 10 è soggetta al pagamento di un dazio all'importazione addizionale se sono soddisfatte le condizioni stabilite dalla Commissione a norma del paragrafo 3, tranne qualora le importazioni non rischino di perturbare il mercato comunitario o gli effetti siano sproporzionati rispetto all'obiettivo perseguito.2. Le importazioni realizzate ad un prezzo inferiore al prezzo comunicato dalla Comunità all'Organizzazione mondiale del commercio ("il prezzo limite") possono essere assoggettate al versamento di un dazio addizionale all'importazione. Se il volume delle importazioni realizzate nel corso di un anno in cui si presentano o rischiano di presentarsi gli effetti pregiudizievoli di cui al paragrafo 1 supera un livello determinato in base alle opportunità di accesso al mercato, definite come importazioni in percentuale del consumo interno dei tre anni precedenti ("il volume limite"), può essere imposto un dazio addizionale all'importazione. I prezzi all'importazione da prendere in considerazione per l'imposizione di un dazio addizionale all'importazione a norma del primo comma sono determinati in base ai prezzi all'importazione cif della partita di cui trattasi.A tal fine, i prezzi all'importazione cif sono verificati in base ai prezzi rappresentativi del prodotto sul mercato mondiale o sul mercato comunitario di importazione del prodotto.3. Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2. Tali modalità riguardano in particolare la determinazione dei prodotti ai quali possono essere applicati dazi all'importazione addizionali.Articolo 121. I contingenti tariffari d'importazione per i prodotti di cui all'articolo 1, istituiti in forza di accordi conclusi a norma dell'articolo 300 del trattato o in forza di qualsiasi altro atto legislativo del Consiglio, sono aperti e gestiti dalla Commissione in base a modalità da adottarsi secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2.2 I contingenti tariffari sono gestiti applicando uno dei metodi seguenti o una loro combinazione:a) metodo basato sull'ordine cronologico di presentazione delle domande (secondo il principio ''primo arrivato, primo servito"),b) metodo di ripartizione in proporzione ai quantitativi richiesti all'atto della presentazione delle domande (secondo il metodo "dell'esame simultaneo"),c) metodo basato sulla presa in considerazione delle correnti commerciali tradizionali (secondo il metodo "operatori tradizionali/nuovi arrivati").Possono essere stabiliti altri metodi appropriati, che devono evitare ogni discriminazione ingiustificata tra gli operatori.3. I metodi di gestione adottati tengono conto, ove occorra, del fabbisogno di approvvigionamento del mercato comunitario e della necessità di salvaguardarne l'equilibrio. 4. Le modalità di cui al paragrafo 1 prevedono l'apertura dei contingenti tariffari annui, all'occorrenza adeguatamente scaglionati nel corso dell'anno, stabiliscono il metodo di gestione da applicare e, se del caso:a) comprendono disposizioni che garantiscono la natura, la provenienza e l'origine del prodotto,b) determinano le condizioni di riconoscimento del documento che consentirà di verificare l'osservanza delle disposizioni di cui alla lettera a),c) fissano le condizioni di rilascio e il periodo di validità dei titoli di importazione.Sezione II Disposizioni applicabili alle esportazioniArticolo 131. Nella misura necessaria per consentire l'esportazione dei prodotti sottoelencati in base ai corsi o ai prezzi praticati sul mercato mondiale ed entro i limiti che scaturiscono dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 300 del trattato, la differenza tra questi corsi o prezzi e i prezzi nella Comunità può essere coperta da una restituzione all'esportazione:a) prodotti di cui all'articolo 1 da esportare tal quali;b) prodotti di cui all'articolo 1 da esportare sotto forma di merci elencate nell'allegato IV. La restituzione per l'esportazione dei prodotti di cui alla lettera b) non può essere superiore a quella applicabile a detti prodotti esportati tal quali.2. Il metodo da adottare per l'attribuzione dei quantitativi che possono essere esportati con restituzione è quello:a) più adatto alla natura del prodotto e alla situazione del mercato, che consente l'utilizzazione più efficace possibile delle risorse disponibili e che tiene conto dell'efficacia e della struttura delle esportazioni comunitarie, senza creare discriminazioni fra piccoli e grandi operatori,b) meno gravoso per gli operatori dal punto di vista amministrativo, tenuto conto delle esigenze di gestione,c) in grado di evitare qualsiasi discriminazione tra gli operatori interessati.3. La restituzione è la stessa per tutta la Comunità. Essa può essere differenziata secondo le destinazioni, quando la situazione del mercato mondiale, ovvero le specifiche esigenze di taluni mercati lo rendano necessario. Le restituzioni sono fissate secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2. In particolare tale fissazione può aver luogo:a) periodicamente;b) mediante gara per i prodotti per i quali tale procedura era applicata in passato.Le restituzioni all'esportazione fissate periodicamente possono, in caso di necessità, essere modificate nell'intervallo dalla Commissione, a richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa.4. Le restituzioni sono fissate tenendo conto dei seguenti elementi:a) situazione e prospettive di evoluzione,i) sul mercato comunitario, dei prezzi del riso e delle rotture di riso, nonché delle disponibilità;ii) sul mercato mondiale, dei prezzi del riso e delle rotture di riso;b) obiettivi dell'organizzazione comune del mercato del riso, volti a garantire a tale mercato una situazione equilibrata e uno sviluppo naturale sul piano dei prezzi e degli scambi;c) limiti derivanti dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 300 del trattato;d) interesse di evitare perturbazioni sul mercato comunitario;e) aspetti economici delle esportazioni considerate;f) per quanto riguarda i prodotti figuranti all'articolo 1, paragrafo 1, lettere a) e b), i prezzi più favorevoli nei paesi terzi di destinazione per le importazioni nei paesi terzi.Articolo 141. Per i prodotti di cui all'articolo 1 esportati tal quali, la restituzione all'esportazione è concessa soltanto a richiesta e dietro presentazione di un titolo d'esportazione.2. L'importo della restituzione all'esportazione per i prodotti di cui all'articolo 1 esportati tal quali è quello applicabile il giorno della domanda del titolo e, in caso di restituzione differenziata, quello applicabile in tale data:a) per la destinazione indicata sul titoloo, se del caso,b) per la destinazione effettiva, se diversa dalla destinazione indicata nel titolo. In tal caso l'importo non può superare l'importo applicabile per la destinazione indicata nel titolo.Per evitare l'utilizzazione abusiva della flessibilità prevista nel presente paragrafo possono essere adottate misure appropriate.3. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 possono essere estese ai prodotti di cui all'articolo 1 esportati sotto forma di merci elencate nell'allegato IV, secondo la procedura di cui all'articolo 16 del regolamento (CE) n. 3448/93 del Consiglio [14]. Le relative modalità di applicazione sono adottate secondo la medesima procedura. [14]  GU L 318 del 20.12.1993, pag. 18. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2580/2000 (GU L 298 del 25.11.2000, pag. 15).4. Secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2, è possibile derogare alle disposizioni dei paragrafi 1 e 2 per i prodotti che beneficiano di restituzioni all'esportazione nel quadro di azioni di aiuto alimentare.Articolo 151. Secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2, può essere fissato un importo correttivo delle restituzioni all'esportazione. Tuttavia, in caso di necessità, la Commissione può modificare gli importi correttivi.2. Le disposizioni del primo comma possono essere applicate ai prodotti di cui all'articolo 1 esportati sotto forma di merci elencate nell'allegato IV.Articolo 161. Per i prodotti di cui all'articolo 1, lettere a) e b), la restituzione all'esportazione è pagata su presentazione della prova che i prodotti:a) sono stati ottenuti interamente nella Comunità, ai sensi dell'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 2913/92 [15], salvo in caso di applicazione del paragrafo 6;[15]  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.b) sono stati esportati fuori della Comunità;c) nel caso di una restituzione differenziata, hanno raggiunto la destinazione indicata nel titolo o un'altra destinazione per la quale è stata fissata una restituzione, fatto salvo il paragrafo 2, lettera b). Tuttavia, possono essere previste deroghe a tale norma secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2, fatte salve condizioni da stabilire, tali da offrire garanzie equivalenti.Possono essere adottate disposizioni complementari secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2.2. Non è concessa alcuna restituzione per l'esportazione di riso importato da paesi terzi e riesportato verso paesi terzi, salvo che l'esportatore provi:a) l'identità tra il prodotto da esportare e il prodotto precedentemente importato eb) la riscossione dei dazi all'atto di immissione in libera pratica.In tal caso, la restituzione è pari, per ciascun prodotto, ai dazi riscossi al momento dell'importazione se questi sono inferiori alla restituzione applicabile. Qualora i dazi riscossi al momento dell'importazione risultino superiori alla restituzione applicabile, si applicano questi ultimi.Articolo 17Il rispetto dei limiti di volume risultanti dagli accordi conclusi in conformità dell'articolo 300 del trattato è garantito sulla base dei titoli di esportazione rilasciati per i periodi di riferimento ivi previsti, applicabili per i prodotti in questione. Per quanto riguarda il rispetto degli obblighi derivanti dall'Accordo OCM sull'Agricoltura , la fine di un periodo di riferimento non pregiudica la validità dei titoli.Articolo 18Le modalità di applicazione della presente sezione, comprese le disposizioni relative alla ridistribuzione dei quantitativi esportabili, non assegnati o non utilizzati, sono fissate secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2. Nell'ambito di dette modalità, la Commissione può adottare disposizioni relative alla qualità dei prodotti che possono beneficiare di una restituzione all'esportazione. L'allegato IV è modificato secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2.Sezione III Disposizioni comuniArticolo 191. Nella misura necessaria al corretto funzionamento dell'organizzazione comune dei mercati nel settore del riso, il Consiglio, deliberando su proposta della Commissione, secondo la procedura di voto prevista dall'articolo 37, paragrafo 2 del trattato, può escludere in tutto o in parte il ricorso al regime del traffico di perfezionamento attivo o passivo per i prodotti di cui all'articolo 1. 2. In deroga al paragrafo 1, se la situazione di cui a tale paragrafo si presenta eccezionalmente urgente e il mercato comunitario subisce o rischia di esserlo a motivo del regime di perfezionamento attivo o passivo, la Commissione, su richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, decide in merito alle misure necessarie secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2. Tali misure, che vengono comunicate al Consiglio e agli Stati membri, hanno una validità non superiore a sei mesi e sono immediatamente applicabili. Ove tali misure siano state richieste da uno Stato membro, la Commissione decide al riguardo entro una settimana dalla data di ricezione della domanda.3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro una settimana dalla data della sua comunicazione. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può confermare, modificare o abrogare la decisione della Commissione. La decisione della Commissione è considerata abrogata se il Consiglio non si è pronunciato entro tre mesi dalla data in cui gli è stata deferita.Articolo 201. Per la classificazione tariffaria dei prodotti disciplinati dal presente regolamento si applicano le norme generali relative all'interpretazione della nomenclatura combinata, nonché le relative modalità di attuazione. La nomenclatura tariffaria risultante dall'applicazione del presente regolamento, incluse le definizioni riportate nell'allegato I, è inserita nella tariffa doganale comune.2. Salvo disposizione contraria prevista dal presente regolamento o adottata in virtù di una delle sue disposizioni, negli scambi con i paesi terzi sono vietate:a) la riscossione di qualsiasi tassa avente effetto equivalente a un dazio doganale;b) l'applicazione di qualsiasi restrizione quantitativa o misura di effetto equivalente.Articolo 211. Qualora sul mercato mondiale i corsi o i prezzi di uno o più prodotti di cui all'articolo 1 raggiungano un livello che perturbi o minacci di perturbare l'approvvigionamento del mercato comunitario e tale situazione rischi di persistere o di aggravarsi, possono essere adottate misure opportune. In situazioni di grave emergenza esse possono assumere la veste di misure di salvaguardia.2. Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2.Articolo 221. Qualora, per effetto delle importazioni o delle esportazioni, il mercato comunitario di uno o più prodotti di cui all'articolo 1 subisca o rischi di subire gravi perturbazioni, tali da compromettere il conseguimento degli obiettivi enunciati all'articolo 33 del trattato, possono essere applicate misure adeguate negli scambi con i paesi non membri della OMC, fintantoché sussista la suddetta perturbazione o minaccia di perturbazione.2. Qualora si delinei la situazione descritta al paragrafo 1, la Commissione, su richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, decide in merito all'adozione di misure opportune, che vengono comunicate agli Stati membri e sono immediatamente applicabili. Ove tali misure siano state richieste da uno Stato membro, la Commissione decide al riguardo entro tre giorni lavorativi dalla data di ricezione della domanda. 3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la misura decisa dalla Commissione entro tre giorni lavorativi dalla data della sua comunicazione. Il Consiglio si riunisce senza indugio e, deliberando a maggioranza qualificata, può modificare o abrogare la decisione entro un mese dalla data in cui gli è stata deferita.4. Il presente articolo si applica tenendo conto degli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 300, paragrafo 2, del trattato.CAPITOLO IV DISPOSIZIONI GENERALIArticolo 23Salvo disposizione contraria del presente regolamento, alla produzione e al commercio dei prodotti di cui all'articolo 1 si applicano gli articoli 87, 88 e 89 del trattato.Articolo 241. Gli Stati membri e la Commissione si comunicano reciprocamente le informazioni necessarie per l'applicazione del presente regolamento e per il rispetto degli impegni internazionali relativi al riso. 2. Secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2 si adottano le modalità relative alle informazioni necessarie e alla loro comunicazione e diffusione.Articolo 251. La Commissione è assistita dal comitato di gestione per i cereali, istituito dall'articolo 24 del regolamento (CE) n. .../2003 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali, in appresso denominato "il comitato".2. Qualora si faccia riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE.Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a un mese.3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno. Articolo 26Il comitato può prendere in esame ogni problema sollevato dal presidente, sia su iniziativa di quest'ultimo, sia a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.Articolo 27Secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2 si adottano misure debitamente giustificate e necessarie a risolvere, in caso di emergenza, problemi pratici e specifici.Tali misure possono derogare a talune disposizioni del presente regolamento, ma soltanto per quanto strettamente necessario e soltanto per tale periodo.Articolo 28Il regolamento (CE) n. 1258/1999 e le disposizioni adottate per la sua attuazione si applicano alle spese sostenute dagli Stati membri nell'adempimento degli obblighi loro incombenti in virtù del presente regolamento.Articolo 29Nell'applicazione del presente regolamento si deve tener conto, parallelamente e in modo adeguato, degli obiettivi di cui agli articoli 33 e 131 del trattato.CAPITOLO V DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALIArticolo 301. I regolamenti (CE) n. 3072/95 e (CE) n. 3073/95 sono abrogati.I riferimenti ai regolamenti abrogati si intendono fatti al presente regolamento e letti secondo la tavola di concordanza figurante nell'allegato V.2. Secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2, possono essere adottate disposizioni transitorie.Articolo 311. Nel periodo dal 1° aprile al 31 luglio 2004, i quantitativi che possono essere acquistati dagli organismi di intervento a norma dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3072/75 sono limitati a 100 000 tonnellate.2. In base ad un bilancio che rispecchia la situazione del mercato, la Commissione può modificare il quantitativo di cui al paragrafo 1. Si applica la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2. 3. Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 25, paragrafo 2.Articolo 321. Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.2. Esso si applica a decorrere dalla campagna di commercializzazione 2004/05. Tuttavia, gli articoli 8 e 31 si applicano a decorrere dal 1° aprile 2004.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il Per il Consiglio Il PresidenteALLEGATO IDEFINIZIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 21. a) Risone: riso provvisto della lolla dopo trebbiatura;b) Riso semigreggio: il risone dal quale è stata asportata soltanto la lolla. In questa voce sono compresi tra l'altro i tipi di riso recanti le denominazioni commerciali di «riz brun», «riz cargo», «riz loonzain» e «riso sbramato»;c) Riso semilavorato: il risone dal quale sono stati asportati la lolla, parte del germe e, totalmente o parzialmente, gli strati esterni del pericarpo ma non quelli interni;d) Riso lavorato: il risone dal quale sono stati asportati la lolla, tutti gli strati esterni e interni del pericarpo, tutto il germe nel caso del riso a grani lunghi e a grani medi e almeno una parte del germe nel caso del riso a grani tondi, ma nel quale possono sussistere striature bianche longitudinali sul 10% dei grani al massimo.2. a) Riso a grani tondi: riso i cui grani hanno una lunghezza pari o inferiore a 5,2 millimetri, con un rapporto lunghezza/larghezza inferiore a 2;b) Riso a grani medi: riso i cui grani hanno una lunghezza superiore a 5,2 millimetri e pari o inferiore a 6,0 millimetri, con un rapporto lunghezza/larghezza inferiore a 3;c) Riso a grani lunghi:i) categoria A: riso di lunghezza superiore a 6,0 millimetri e con un rapporto lunghezza/larghezza superiore a 2 ed inferiore a 3,ii) categoria B: riso di lunghezza superiore a 6,0 millimetri e con un rapporto lunghezza/larghezza pari o superiore a 3;d) Misurazione dei grani: la misurazione dei grani è effettuata su riso lavorato in base al seguente metodo:i) prelevare un campione rappresentativo della partita,ii) selezionare il campione per operare su grani interi, compresi quelli a maturazione incompleta,iii) effettuare due misurazioni, ciascuna su 100 grani e stabilirne la media,iv) determinare il risultato in millimetri, arrotondato ad un decimale.3. Rotture: frammenti di grani aventi una lunghezza uguale o inferiore ai tre quarti della lunghezza media del grano intero.ALLEGATO IIDEFINIZIONE DEI GRANI E DELLE ROTTURE  CHE NON SONO DI QUALITÀ PERFETTAA. Grani interiGrani ai quali è stata tolta, indipendentemente dalle caratteristiche proprie di ciascuna fase di lavorazione, al massimo una parte del dente.B. Grani spuntatiGrani ai quali è stato tolto tutto il dente.C. Grani rotti o rottureGrani a cui è stata tolta una parte del volume superiore al dente; le rotture comprendono:- le grosse rotture (frammenti di grano la cui lunghezza è uguale o superiore alla metà di quella di un grano, ma che non costituiscono un grano intero),- le medie rotture (frammenti di grano la cui lunghezza è uguale o superiore al quarto di quella di un grano, ma che non raggiungono la taglia minima delle grosse rotture),- le piccole rotture (frammenti di grano che non raggiungono il quarto di grano, ma che non passano attraverso un setaccio le cui maglie misurano 1,4 mm),- i frammenti (piccoli frammenti o particelle di grano che devono poter passare attraverso un setaccio le cui maglie misurano 1,4 mm); sono assimilati ai frammenti i grani spaccati (frammenti di grano provocati dalla spaccatura longitudinale del grano).D. Grani verdiGrani a maturazione incompleta.E. Grani che presentano deformità naturaliSono considerate deformità naturali le deformità, di origine ereditaria o meno, rispetto alle caratteristiche morfologiche tipiche della varietà.F. Grani gessatiGrani di cui almeno i tre quarti della superficie presentano un aspetto opaco e farinoso.G. Grani striati rossiGrani che presentano, secondo diverse intensità e tonalità, striature longitudinali di colore rosso dovute a residui del pericarpo.H. Grani vaiolatiGrani aventi un piccolo cerchio ben delimitato di colore scuro e di forma più o meno regolare; sono inoltre considerati come grani vaiolati i grani che presentato striature nere leggere e superficiali; le striature e le macchie non devono presentare un alone giallo o scuro.I. Grani maculatiGrani che hanno subito, in un punto ristretto della superficie, un'evidente alterazione del colore naturale. Le macchie possono essere di diversi colori (nerastre, rossastre, brune, ecc.); sono inoltre considerate come macchie le striature nere profonde. Se le macchie hanno un'intensità di colorazione (nero, rosa, bruno-rossastro) immediatamente visibile ed un'ampiezza pari o superiore alla metà dei grani, questi ultimi devono essere considerati alla stregua di grani gialli.J. Grani gialliI grani gialli sono i grani che hanno subito, per cause diverse dalla precottura, una modifica totale o parziale del colore naturale assumendo diverse colorazioni, dal giallo limone al giallo arancio.K. Grani ambratiI grani ambrati sono i grani che hanno subito, per cause diverse dalla precottura, un'alterazione uniforme, leggera e generale del loro colore; tale alterazione cambia il colore dei grani in un colore paglierino chiaro.ALLEGATO IIIDEFINIZIONE DELLA QUALITÀ TIPO DEL RISONEIl risone della qualità tipo:a) di qualità sana, leale e mercantile, privo di odore;b) ha un tenore di umidità del 13% al massimo;c) ha una resa di lavorazione in riso lavorato del 63% del peso in grani interi (con una tolleranza del 3% di grani spuntati), di cui la percentuale in peso di grani lavorati che non sono di qualità perfetta:- grani gessati di risone di cui ai codici NC 1006 10 27 e N 1006 10 98:  //  1,5%- grani gessati di risone di cui ai codici NC diversi da NC 1006 10 27 e NC 1006 10 98:  //  2,0%- grani striati rossi:  //  1.0%- grani vaiolati:  //  0,50%- grani maculati:  //  0,25%- grani gialli:  //  0,02%- grani ambrati:  //  0,05%.ALLEGATO IVCodice NC  //  Descrizioneex 0403  //  Latticello, latte e crema coagulati, iogurt, chefir e altri tipi di latte e creme fermentati o acidificati, anche concentrati o con aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti o con aggiunta di aromatizzanti, di frutta o cacao: 0403 10  //  - Iogurt: da 0403 10 51 a 0403 10 99  //  -- aromatizzati o addizionati di frutta o di cacao 0403 90  //  - altri: da 0403 90 71 a 0403 90 99  //  -- aromatizzati o addizionati di frutta o di cacaoex 1704  //  Prodotti a base di zuccheri non contenenti cacao (compreso il cioccolato bianco): da 1704 90 51 a 1704 90 99  //  - - altriex 1806  //  Cioccolata e altre preparazioni alimentari contenenti cacao, escluse le sottovoci 1806 10, 1806 20 70, 1806 90 60, 1806 90 70 e 1806 90 90ex 1901  //  Estratti di malto; preparazioni alimentari di farine, semolini, amidi, fecole o estratti di malto, non contenenti cacao o contenenti meno di 40%, in peso, di cacao calcolato su una base completamente sgrassata, non nominate né comprese altrove; preparazioni alimentari di prodotti delle voci da 0401 a 0404, non contenenti cacao o contenenti meno di 5%, in peso, di cacao calcolato su una base completamente sgrassata, non nominate né comprese altrove: 1901 10 00  //  - Preparazioni per l'alimentazione dei bambini, condizionate per la vendita al minuto 1901 20 00  //  - Miscele e paste per la preparazione dei prodotti della panetteria, della pasticceria o della biscotteria della voce 1905 1901 90  //  - altri: da 1901 90 51 a 1901 90 19  //  - - Estratti di malto  //  - - altri: 1901 90 99  //  - - - altri:ex 1902  //  Paste alimentari, anche cotte o farcite (di carne o di altre sostanze) oppure altrimenti preparate, quali spaghetti, maccheroni, tagliatelle, lasagne, gnocchi, ravioli, cannelloni; cuscus, anche preparato: 1902 20 91  //  - - - cotte 1902 20 99  //  - - - altre 1902 30  //  - altre paste alimentari 1902 40 90  //  - - altri 1904  //  Prodotti a base di cereali ottenuti per soffiatura o tostatura (per esempio, «corn flakes»); cereali (diversi dal granturco) in grani o in forma di fiocchi oppure di altri grani lavorati (escluse le farine, le semole e i semolini), precotti o altrimenti preparati, non nominati né compresi altroveex 1905  //  Prodotti della panetteria, della pasticceria o della biscotteria, anche con aggiunta di cacao; ostie, capsule vuote dei tipi utilizzati per medicamenti, ostie per sigilli, paste in sfoglie essiccate di farina, di amido o di fecola e prodotti simili 1905 90 20  //  Ostie, capsule vuote dei tipi utilizzati per medicamenti, ostie per sigilli, paste in foglie essiccate di farina, di amido o di fecola e prodotti similiex 2004  //  Altri ortaggi e legumi preparati o conservati ma non nell'aceto o acido acetico, congelati, diversi dai prodotti della voce 2006:  //  - Patate:  //  - - altri: 2004 10 91  //  - - - sotto forma di farina, semolino o fiocchiex 2005  //  Altri ortaggi e legumi preparati o conservati ma non nell'aceto o acido acetico, non congelati, diversi dai prodotti della voce 2006:  //  - Patate: 2005 20 10  //  - - sotto forma di farina, semolino o fiocchiex 2101  //  Estratti, essenze e concentrati di caffè, di tè o di mate e preparazioni a base di questi prodotti o a base di caffè, tè o mate; cicoria torrefatta ed altri succedanei torrefatti del caffè e loro estratti, essenze e concentrati: 2101 12  //  - - Preparazioni a base di estratti, essenze o concentrati, o a base di caffè : 2101 12 98  //  - - - altri 2101 20  //  - Estratti, essenze e concentrati di tè o di mate e preparazioni a base di questi estratti, essenze o concentrati o a base di tè o di mate: 2101 20 98  //  - - - altri 2105 00  //  Gelati, anche contenenti cacao 2106  //  Preparazioni alimentari non nominate né comprese altrove:  //  - altri: 2106 90 10  //  - - Preparazioni dette «fondute»  //  - - altre: 2106 90 92  //  - - - non contenenti materie grasse provenienti dal latte, né saccarosio, né isoglucosio, né glucosio, né amido o fecola, o contenenti in peso meno di 1,5 % di materie grasse provenienti dal latte, meno di 5 % di saccarosio o d'isoglucosio, meno di 5% di glucosio o di amido o fecola 2106 90 98  //  - - - altreex 3505  //  Destrina ed altri amidi e fecole modificati (per esempio: amidi e fecole, pregelatinizzati od esterificati); colle a base di amidi o di fecole, di destrina o di altri amidi o fecole modificati, esclusi amidi e fecole della voce NC 3505 10 50ex 3809  //  Agenti d'apprettatura o di finitura, acceleranti di tintura o di fissaggio di materie coloranti e altri prodotti e preparazioni (per esempio: bozzime preparate e preparazioni per la mordenzatura), dei tipi utilizzati nelle industrie tessili, della carta, del cuoio o in industrie simili, non nominati né compresi altrove : 3809 10  //  - a base di sostanze amidaceeALLEGATO VTAVOLA DI CONCORDANZARegolamento (CE) n. 3072/95  //  Presente regolamentoArticolo 1  //  Articoli 1 e 2Articolo 2  //  Articolo 3Articolo 3  //  Articolo 6Articolo 4  //  Articolo 6Articolo 5  //  --Articolo 6  //  ----  //  Articolo 4--  //  Articolo 7Articolo 7  //  --Articolo 8  //  --Articolo 9  //  Articolo 9Articolo 10  //  Articolo 5--  //  Articolo 8Articolo 11  //  Articolo 10Articolo 12  //  Articolo 11Articolo 13  //  Articoli 13, 14, 15, 16, 17 e 18Articolo 14  //  Articolo 19Articolo 15  //  Articolo 20Articolo 16  //  Articolo 21Articolo 17  //  Articolo 22Articolo 18  //  --Articolo 19  //  Articolo 23--  //  --Articolo 21  //  Articolo 24Articolo 22  //  Articolo 25Articolo 23  //  Articolo 26--  //  Articolo 27Articolo 24  //  Articolo 29Articolo 25  //  Articolo 30Articolo 26  //  Articolo 28--  //  Articolo 31Articolo 27  //  Articolo 32Allegato A  //  Allegato I--  //  Allegato IIAllegato B  //  Allegato IVAllegato C  //  Allegato VRegolamento (CE) n.3073/95  //  Presente regolamentoArticolo 1  //  Allegato III