CELEX: C2007/095/07
Language: it
Date: 2007-04-28 00:00:00
Title: Causa C-524/04: Sentenza della Corte (Grande Sezione) 13 marzo 2007 [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal High Court of Justice (England & Wales), Chancery Division — Regno Unito] — Test Claimants in the Thin Cap Group Litigation/Commissioners of Inland Revenue (Libertà di stabilimento — Libera circolazione dei capitali — Imposta sulle società — Interessi su un prestito versati ad una società collegata avente sede in un altro Stato membro o in un paese terzo — Qualificazione degli interessi come utili distribuiti — Coerenza del sistema fiscale — Evasione fiscale)

28.4.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 95/5
            
         Sentenza della Corte (Grande Sezione) 13 marzo 2007 [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal High Court of Justice (England & Wales), Chancery Division — Regno Unito] — Test Claimants in the Thin Cap Group Litigation/Commissioners of Inland Revenue
   (Causa C-524/04) (1)
   
   (Libertà di stabilimento - Libera circolazione dei capitali - Imposta sulle società - Interessi su un prestito versati ad una società collegata avente sede in un altro Stato membro o in un paese terzo - Qualificazione degli interessi come utili distribuiti - Coerenza del sistema fiscale - Evasione fiscale)
   (2007/C 95/07)
   Lingua processuale: l'inglese
   Giudice del rinvio
   High Court of Justice (England & Wales), Chancery Division
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrente: Test Claimants in the Thin Cap Group Litigation
   
      Convenuto: Commissioners of Inland Revenue
   Oggetto
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — High Court of Justice (England & Wales), Chancery Division — Interpretazione degli artt. 43, 49 e 56 CE — Legislazione fiscale nazionale — Possibilità per una società avente sede nel territorio nazionale di dedurre, ai fini delle imposte, gli interessi pagati su un prestito concesso dalla sua società controllante — Situazione diversa a seconda dello Stato in cui ha sede la società controllante
   Dispositivo
   
               1)
            
            
               L'art. 43 CE osta ad una normativa di uno Stato membro che limiti la possibilità per una società residente di dedurre, a fini fiscali, gli interessi versati su prestiti concessi da una società controllante, in via diretta o indiretta, residente in un altro Stato membro o da una società residente in un altro Stato membro controllata da una tale società controllante, senza assoggettare ad una siffatta restrizione una società residente che ha ottenuto un prestito da una società parimenti residente, salvo che, da un lato, tale normativa disponga un esame di elementi oggettivi e verificabili che permettano di individuare l'esistenza di una costruzione di puro artificio attuata a soli fini fiscali, prevedendo la possibilità per il contribuente di produrre, eventualmente e senza eccessivi oneri amministrativi, elementi relativi alle ragioni commerciali soggiacenti alla transazione in questione e, dall'altro, qualora l'esistenza di una tale costruzione venisse accertata, detta normativa qualifichi tali interessi come utili distribuiti solo nella misura in cui questi eccedono quanto sarebbe stato convenuto in condizioni di piena concorrenza.
            
         
               2)
            
            
               Una normativa di uno Stato membro quale quella contemplata dalla prima questione non rileva ai fini dell'art. 43 CE allorché si applica ad una situazione in cui una società residente ottiene un prestito da una società avente sede in un altro Stato membro o in un paese terzo, che, di per sé, non controlla la società mutuataria, e qualora tali due società sono controllate, direttamente o indirettamente, da una comune società collegata stabilita in un paese terzo.
            
         
               3)
            
            
               In mancanza di una normativa comunitaria, spetta all'ordinamento giuridico interno di ciascuno Stato membro designare i giudici competenti e stabilire le modalità procedurali dei ricorsi giurisdizionali intesi a garantire la tutela dei diritti spettanti ai singoli in forza del diritto comunitario, compresa la qualificazione delle domande presentate dalle persone lese dinanzi ai giudici nazionali. Questi devono però garantire che i singoli dispongano di un mezzo di ricorso effettivo che consenta loro di ottenere il rimborso dell'imposta indebitamente riscossa e degli importi pagati a tale Stato membro o trattenuti da quest'ultimo che siano in relazione diretta con tale imposta. Con riferimento ad altri pregiudizi che una persona avrebbe subito a causa di una violazione del diritto comunitario imputabile a uno Stato membro, quest'ultimo è tenuto a risarcire i danni causati ai singoli alle condizioni enunciate nel punto 51 della sentenza 5 marzo 1996, cause riunite C-46/93 e C-48/93, Brasserie du Pêcheur e Factortame, senza che ciò escluda che, in base al diritto nazionale, la responsabilità dello Stato possa essere invocata a condizioni meno restrittive.
               Allorché si verifichi che la normativa di uno Stato membro costituisce un ostacolo alla libertà di stabilimento vietato dall'art. 43 CE, il giudice del rinvio può, al fine di individuare i danni risarcibili, verificare se il soggetto leso abbia dato prova di una ragionevole diligenza per evitare il danno o limitarne l'entità e, in particolare, se esso abbia tempestivamente esperito tutti i rimedi giuridici a sua disposizione. Tuttavia, per evitare che l'esercizio dei diritti che l'art. 43 CE conferisce ai singoli sia reso impossibile o eccessivamente difficile, il giudice del rinvio può stabilire se l'applicazione di tale normativa, in combinato disposto, eventualmente, con le disposizioni rilevanti delle CDI, avrebbe ad ogni modo portato al rigetto delle richieste avanzate dalle ricorrenti nella causa principale dinanzi all'amministrazione tributaria dello Stato membro interessato.
            
         
      (1)  GU C 57 del 5.3.2005.