CELEX: 51972PC0710
Language: it
Date: 1972-07-18
Title: PREPOSTA DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO RELATIVO ALL'ISTITUZIONE DI CONTRATTI COMUNITARI (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (72) 710
Vol. 1972/0077
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- ΠΩΜΜΙΒ&ΙΟΝΓ. ηΡΤ.Τ.Ρ, -ΟΟΜϋΝΠΆ . ΕυΚΟΡΕΕ
                                               COM(72) 710 def.
                                               Bruxelles , 18 luglio 1972
                     PREPOSTA DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
            RELATIVO                   DI CONTRATTI- CONINTARI
                   (presentata dalla Commissione al Consiglio )
          i
CCî(72 ) 710 def .
 ---pagebreak---        COMMISSIONS
          DELLE
 COMUNITA » EUROPEE
                                   MOTIVAZIONE
 Oggetto : Proposta di regolamento del Consiglio relativo all' istitu­
               zione di contratti comunitari di sviluppo industriale
       Obiettivi del meccanismo proposto e criteri di accettabilità dei
       progetti
         Nel Memorandum sulla politica industriale , la Commissione ha
 sottolineato la necessità di migliorare il processo di sviluppo tecno­
 logico dell' industria comunitaria , in considerazione delle esigenze
.economiche e sociali della Comunità europea e degli sforzi in corso
 nei paesi più direttamente in concorrenza con la Comunità . Nel Memo­
 randum ci si è sforzati di definire un certo numero di orientamenti
 per le azioni che vanno .intraprese sia sul piano nazionale , che su quello
 comunitario . Jra i suggerimenti formulati nel Memorandum figura la
 creazione di contratti comunitari di sviluppo industriale volti ad
 incoraggiare X 1 innovazione e lo sviluppo tecnologico nell' industria •
 della Comunità . L                            .
         Già nel' secondo programma di Politica economica a medio termine Ci )
 era stato rilevato <$he per operazioni di dimensioni medie a beneficio
 di iniziative industriali che comportino un investimento lungo e
 rischioso in un settore nuovo , l' aiuto allo sviluppo costituisce uno
                 I                                *  .     ■
 degli strumenti più idonei .
  ' " Inoltre , il Consiglio dei' Ministri della Comunità ha dichiarato ,
 nel terzo programma di Politica economica a medio termine (2 ), che
 "per quanto riguarda la promozione del progresso tecnologico sarebbe
 opportuno come , ha proposto la Commissioine , prevedere in alcuni casi
 la possibilità vdi concludere , contratti di sviluppo industriale a
 livello comunitario , per la produzione di attrezzature e materiali
 nuovi che presuppongono l' esistenza di . un mercato o comportano rischi
 che vanno oltre le semplici dimensioni nazionali . Tali contratti dovreb­
 bero definire chiaramente, gli impegni reciproci delle autorità pubbli­
 che e delle industrie al fine di evitare di sovvenzionare imprese
 senza un accordo preciso sugli obiettivi da raggiungere .
 ( 1 ) Cfr . capitolo V - par . 111-15
  ( 2 ) Cfr . capitolo III - par . 11-11 H
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        I problemi relativi alla promozione tecnologica hanno formato
oggetto di un primo esame del gruppo "Politica industriale " del Con­
siglio che , nella sua relazione del 30 marzo 1971 al Comitato dei
Rappresentanti Permanenti ha riconosciuto che una formula del genere
proposto dalla Commissione meritava di essere studiata .
        A tale scopo , la Commissione ha proceduto a consultazioni appro­
fondite con i diversi partener sociali , con i competenti organismi
nazionali e con un certo numero di imprese industriali al fine di
delimitare l' esatto campo di applicazione al quale dovrebbero limi­
tarsi gli interventi comunitari in questa materia . La Commissione è
giunta alle seguenti conclusioni :
a ) Negli Stati membri , il processo di innovazione industriale è assi­
     curato in misura notevole dalle industrie stesse . I pubblici poteri
     hanno pero' ritenuto necessario creare alcuni meccanismi ( l ) aventi
     lo scopo di incoraggiare il processo di innovazione nei settori
     industriali in cui è considerato insufficiente o stimolare produ­
     zioni destinate a soddisfare i fabbisogni dei pubblici poteri stessi .
     Tuttavia , questi meccanismi svolgono la loro attività a livello na­
     zionale e non sono perciò' preparati ad appoggiare le coopera­
     zioni tecnologiche multinazionali , la cui necessità non è pero *
     contestata . In due Stati membri la legislazione prevede esplicita­
     mente che le attività di sviluppo tecnologico appoggiate da detti
     meccanismi dabbano essere svolte nel territorio nazionale ; per
     gli altri Stati membri , sebbene tale clausola restrittiva non
     esista , i progetti multinazionali in pratica non sono appoggiati
     a causa soprattutto di alcune difficoltà amministrative e tecniche ,
( 1 ) Tali meccanismi sono gestiti in particolare :
       In Germania    dal Ministero federale dell' economia e delle finanze
     • In Belgio      dal Servizio dei prototipi del Ministero degli
                      Affari economici
       In Francia     dalla Delegazione generale ricerca scientifica e
                      tecnica
       In Italia      dall' Istituto mobiliare italiano
       nei Paesi      dal Ministero degli Affari economici
           Bassx
       In Gran        dal National Research Development Corporation .
          Bretagna
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     sia che si tratti di un' azione accoppiata svolta dagli organismi
     di appoggio degli Stati membri o anche dell' appoggio da parte di ua
     solo paese di un progetto multinazionale . Inoltre , sono da menzionare
     le difficoltà che incontra il controllo finanziario dei fondi pubbli­
     ci spesi in un altro Stato . Per questo motivo , un meccanismo a li­
     vello comunitario costituisce l' indispensabile complemento degli
     sforzi compiuti a livello nazionale . Pertanto , i contratti comuni­
     tari dovrebbero essere riservati ai progetti eseguiti in cooperazio­
     ne da imprese sorte in diversi Stati membri o ai progetti rispon­
     denti ad una esigenza pubblica non ancora soddisfatta a livello comu-
    'nitario e definita in precedenza dalla Comunità .
b ) Questi contratti comunitari dovrebbero avere lo scopo di incoraggiare
     progetti tecnologici di medie dimensioni richiedenti procedure di
     decisioni rapide , rispettando le preoccupazioni delle imprese in
     materia di segreto industriale . Essi non sono destinati ad appoggia­
     re i grandi programmi che ricorrono a mezzi tecnologici e: finanziari
     eccezionali per i quali debbono essere ricercate procedure diffe­
     renti .
c ) L' iniziativa della presentazione dei progetti dovrebbe essere lasciar
     ta , in tutti i casi,' alle industrie interessate che sono maggiormente
    in grado di proporre gli obiettivi e le caratteristiche tecniche dei
     progetti . Poiché l' innovazione tecnologica ha una grande importanza
     in tutti i settori (" tradizionali " e " avanzati'O, non sarebbe giusti­
     ficato limitare l' applicazione dei contratti comunitari ad alcuni
     settori prioritari , scelti in precedenza .
       Proponendo la creazione di contratti comunitari di sviluppo indu­
striale , la Commissione si pone un triplice obiettivo ;         '
1 . In generale , essa mira a incoraggiare il perfezionamento da parte
     dell' industria della Comunità di prodotti o procedimenti nuovi che
     abbiano un notevole interesse per lo sviluppo economico e sociale
     della Comunità .
2 . Essa desidera favorire le cooperazioni tecnologiche e industriali
     al di sopra delle frontiere .
3 . Essa si propone di contribuire a soddisfare le esigenze pubbliche .
     ancora insufficientemente soddisfatte nella Comunità .
 ---pagebreak---       Il primo di questi obiettivi e giustificato dall' importanza che
riveste l' innovazione quale fattore di espansione economica e di pro­
gresso sociale . L' innovazione può 1 presentare rischi tecnici e finan­
ziari che vanno oltre le capacità delle imprese ; un appoggio alle
industrie da parte dei pubblici poteri in questo settore è ora consi­
derato politicamente giustificato in tutti gli Stati membri e in nume­
rosi paesi terzi . E' opportuno menzionare in questa sede in modo parti­
colare le importanti misure volte a favorire l' innovazione industriale
annunciate dal Presidente degli Stati Uniti davanti al Congresso .
Sembra tuttavia legittimo limitare l' applicazione dei contratti comuni­
tari di sviluppo industriale alla fase dei lavori che comporta rischi
tecnici e finanziari notevoli , pur presentando già prospettive di risul­
tati di gestione a medio termine , cioè alla fase che va dai lavori di
sviluppo partendo da conoscenze o risultati concreti di ricerca già
acquisiti , fino e ad esclusione dello stadio della preserie . Questi
lavori potranno comprendere gli studi . relativi alla fattibilità e al
presviluppo .
      La cooperazione tecnologica e industriale tra imprese di Stati
membri diversi , nel rispetto delle regole di concorrenza ■ del Trattato ,
costituisce un fattore di sviluppo più rapido e meglio assicurato del­
l' industria europea . Questo genere di cooperazione sembra tanto più
facile ed efficace in quanto può' essere iniziato fin dalla fase
iniziale dei progetti . Infatti , è spesso in questo momento che si
manifestano le divergenze tecniche e si definiscono le posizioni
industriali . Poiché i meccanismi nazionali appoggiano soltanto i pro­
getti eseguiti nel territorio nazionale , i progetti eseguiti in coope­
razione da imprese di diversi Stati membri incontrano notevoli diffi­
coltà che il meccanismo comunitario proposto tende ad eliminare , assi­
curando a tale cooperazione un appoggio analogo a quello che ricevono
i progetti nazionali .
      Infine , i contratti comunitari di sviluppo industriale dovreb­
bero poter essere posti anche al servizio delle finalità pubbliche
che la Comunità desidererà raggiungere in modo più particolare . Per
questo motivo è stato previsto che il Consiglio dei Ministri , su pro­
posta della Commissione , possa stabilire alcuni settori nei quali le
imprese saranno invitate a presentare dei progetti . Queste decisioni
del Consiglio dei Ministri potranno essere adottate soprattutto in
occasione delle sue deliberazioni su determinate politiche della
                                                                 • • •/ • • •
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Comunità : per esempio , politica sociale , protezione dell' ambiente ,
politica dei trasporti . .... Per quanto riguarda i settori cosi' defi­
niti , lo sviluppo dei nuovi prodotti e dei nuovi procedimenti costi­
tuisce per la Comunità un obiettivo di importanza tale che il suo
appoggio a detti progetti potrà abbracciare eventualmente la totalità
del loro costo di sviluppo e non verrà più richiesta la cooperazione
tra le imprese di diversi»
                              paesi della Comunità ( articoli k e 12 ).
       Gli altri criteri di accettabilità dei progetti ( novità , inte­
resse economico generale , probabilità di buon esito tecnico e pro­
spettive commerciali , rischio tecnologico e finanziario ) riprendono
le caratteristiche principali citate nelle regolamentazioni in vigore
nei vari paesi della Comunità e sono destinati a selezionare i pro­
getti che presentano il massimo interesse per i pubblici poteri e le
migliori probabilità di successo sul piano tecnico e finanziario
( articoli 3 e 6 ).
       A differenza di ciò 1 che è previsto nella maggior parte delle
regolamentazioni nazionali , non viene tuttavia preteso che la tota-     1
lità del progetto sia eseguita sul territorio' della Comunità . Questa
facilitazione e stata prevista al fine di permettere cooperazioni ,
tecnologiche tra imprese della Comunità e imprese di paesi tèrzi , so­
prattutto quando queste ultime sono appoggiate , à tale scopo , dai lóro
governi ( articolo 3 , comma e ).
       Infine , il fatto che la decisione in merito a tutte le domande
presentate dalle imprese interessate è di pertinenza della Commissione
assicura la conformità delle scelte effettuate in questa materia con
le diverse politiche della Comunità . I contratti comunitari non deb­
bono alterare le condizioni concorrenziali' in modo incompatibile con
i principi contenuti nelle disposizioni del Trattato' e debbono cor­
rispondere agli orientamenti economici e particolarmente a quelli
industriali che fossero stati definiti dalla Comunità .
 11 • Procedure istruttorie e decisionali
       I programmi delle , imprese , .. l' evoluzione del progresso tecnolo­
gico , * la concorrenza internazionale permettono solo raramente di rin­
viare notevolmente le decisioni in materia di innovazione e di svi-
luppo-tecnologico . Per questo motivo , per essere efficace , un appoggio
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dalla Comunità in questo settore deve basarsi su procedure decisio­
nali rapide .                              , ' -
       Inoltre , dato che i progetti cui si riferiscono i contratti comu­
nitari debbono spesso sfociare nell' industrializzazione ( produzione
o messa a punto ) e nella commercializzazione di prodotti o di procedi­
menti che costituiscono un elemento importante nella politica delle
imprese , il rispetto del segreto industriale deve essere considerato
una condizione indispensabile al buon funzionamento del meccanismo
in causa .
       Per questi due motivi , la Commissione ha ritenuto necessario
proporre al Consiglio di affidare alla Banca Europea per gli Investi­
menti , la quale dispone già a livello comunitario di una lunga espe­
rienza di collaborazione con le imprese coronata dal successo , la fase
istruttoria e , in seguito , la gestione dei contratti comunitari
( articoli 5 , 7 e 13 ).
       La decisione in merito alle domande presentate dagli industriali
alla Banca e da essa istruite deve spettare alla Commissione , la quale
ha il compito di valutare la conformità dei contratti comunitari con
gli obiettivi di politica economica generale e di politica settoriale ,
definiti, dalla Comunità , nonché la conformità con i principi e le re­
gole di concorrenza dei Trattati . Spetta inoltre alla Commissione deci­
dere l' impegno di spese sul bilancio della Comunità e rinunciare ad
introiti comunitari .
       La Commissione decide in base ai risultati dell' istruttoria ese­
guita dalla Banca ed applicando delle procedure che garantiscano la
rapidità della sua decisione e l' osservanza del segreto industriale
 ( articoli 8 e 14 ). Una convenzione fra la Commissione e la Banca
determinerà le modalità della loro cooperazione .
       La Banca Europea per gli Investimenti riceverà le domande di con­
tratto direttamente dalle imprese interessate . Essa le istruirà soprat­
tutto per quanto riguarda la verifica della loro conformità ai criteri
ed alle condizioni indicati negli articoli 2 , 3 , ^ e 6 , procedendo alle
perizie del caso e consultando gli organismi nazionali competenti degli
Stati membri in cui hanno sede le imprese contraenti per ottenere il
loro parere tecnico e assicurarsi un buon coordinamento con l' azione
degli organismi in causa .                                         .
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      La Banca , agendo per Conto e à rischio della Comunità , concluderà
i contratti comunitari ( articolo 8 ).
III . Disposizioni finanziarie
      I paesi membri e i paesi terzi si valgono di diverse modalità finan­
ziarie per promuovere lo sviluppo tecnologico industriale .
      In particolare vengono utilizzati i prestiti a basso tasso d' in­
teresse , i prestiti e le sovvenzioni rimborsabili soltanto in caso di
successo e le sovvenzioni pure e semplici . Nella Comunità , la formula
più usata è quella delle sovvenzioni o prestiti rimborsabili soltanto
in caso di successo . Questa formula viene proposta anche per i contratti
comunitari secondo le modalità che seguono .
      I conti-atti comunitari verranno conclusi sotto forma di prestiti ,
vale a dire che i . versamenti della Comunità frutteranno interessi .
Tenuto conto della natura dei progetti finanziati , questo interesse sarà
tuttavia basso : si prevede un tasso del 3 % all' anno . La Commissione
ha quindi evitato la soluzione della sovvenzione che non le è sembrato
lasciasse una parte sufficiente del rischio a carico dell' impresa .
Tuttavia , l' evoluzione delle condizioni economiche esistenti al momento
dell' adozione del regolamento può' rendere necessaria la modifica del
tasso d' interesse . Per tale motivo , è previsto che il Consiglio , a mag-
gioranaa qualificata e su proposta della Commissione , può' modificare
questo tasso .
      I contratti comunitari conterranno precise disposizioni sulla du­
rata del prestito , il periodo dì franchigia e le scadenze dell' ammor­
tamento . I primi rimborsi di capitale saranno stabiliti in base alla,
data prevista per i primi risultati economici delle imprese per questi
progetti ( vendite , cessioni di licenza , utilizzazione di procedimenti ).
Nel caso in cui tali risultati economici subissero ritardi o non aves­
sero luogo , il pagamento delle scadenze potrebbe essere differito , in­
terrotto od annullato . Queste modalità hanno lo scopo di vincolare i
rimborsi al successo commerciale dei prodotti in causa , pur sottopo­
nendo le imprese beneficiare ad obblighi rigorosi nei riguardi della
Comunità.' Un annullamento dei rimborsi delle scadenze delle imprese
beneficiarie è infatti subordinato a una decisione della feancà, presa
di concerto con la Commissione , dopo aver constatato il fallimento
commerciale , parziale o totale , del progetto in questione .
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        La determinazione del successo di un progetto e una decisione de­
  licata che viene presa secondo diversi criteri nei paesi che ricorrono
  al meccanismo dei contratti di sviluppo . Le regolamentazioni nazionali
  adottano generalmente uno dei seguenti tre criteri : il successo tecni­
  co , il successo economico rappresentato dall' utile netto realizzato
  dalle imprese sui prodotti o procedimenti sviluppati e , infine , il
  successo commerciale ( cifra d' affari ), che si traduce nelle vendite ,
  cessioni di licenze o utilizzazione di questi prodotti o procedimenti .
  La Commissione ha preferito non accettare le prime due soluzioni . Infatti,
  la prima obbliga i contraenti a rimborsare le somme anticipate in un
  momento in cui non possono ancora sapere se i prodotti o procédimenti
  in questione troveranno uno sbocco commerciale . Tale soluzione può 1
  indurre le imprese di dimensioni minori a rinunciare a ricorrere ai
  contratti comunitari nel caso che la loro area finanziaria o la diver­
  sificazione della loro produzione non siano sufficienti . La Seconda
  soluzione , quella dell' utile netto , che è molto più favorevole alle
  imprese in quanto lascia loro grande libertà nella scelta delle sca­
  denze dei rimborsi , presenta notevoli difficoltà di gestione e di con­
  trollo per i pubblici poteri che sono indotti a controllare , in modo
  frequente ed approfondito , la contabilità delle imprese . Laterza solu­
  zione , presa in considerazione dalla Commissione , si attiene ad un cri­
  terio obiettivo e più facilmente utilizzabile : quello dell' utilizza­
  zione dei risultati . In caso di difficoltà per lo sfruttamento dei
. risultati , dimostrate dalle imprese , gli obblighi di queste ultime pos­
  sono essere modificati ( articoli 9 , 10 e 11 ).
        La proposta della Commissione riguardante il tasso di partecipa­
  zione finanziaria della Comunità al costo dei progetti è basata sul »
  l' esperienza degli organismi nazionali competenti in questa materia .
  Il tasso di partecipazione della Comunità sarà fissato caso per caso ,
  a seconda della natura del progetto e della capacità finanziaria delle
  imprese contraenti , entro il limite del 70 % del costo di sviluppo del
  progetto . Si ritiene che la partecipazione della Comunità sarà in gene­
  re del 50 % » Quanto maggiori saranno i rischi che il progetto comporterà
  e quanto minore sarà l' area finanziaria delle imprese in causa , tanto
  più legittimo sarà ohe la partecipazione della Comunità si avvicini
  al 70 % . Sembra tuttavia opportuno lasciare a carico delle imprese
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contraenti una parte notevole del costo di sviluppo allo scopo di impe–
gnare la loro responsabilità per quanto riguarda il valore e la bucna
esecuzione del progetto . Tuttavia , nei settori che il Consiglio dei
Ministri, avrà riconosciuto d' interesse pubblico ( articolo A-), l' importo
dei prestiti potrà andare fino al 100 % del costo di sviluppo dei pro­
getti . In tal caso , i contratti di sviluppo presenteranno una certa
analogia con i contratti di lavoro per conto della Comunità . Il regime
della proprietà delle conoscenze verrà in conseguenza modificato
( articolo 12).
IV . Modalità di gestione
      Per i motivi precedentemente indicati , occorre affidare alla Banca
Europea per gli Investimenti anche la gestione dei contratti conclusi
con ìe imprese interessate . Tale gestione implica che la Banca controlli
l' esecuzione di ciascun contratto e che , a tale scopo , sia automatica-'
mente informata di qualsiasi fatto importante riguardante la loro rea­
lizzazione . I contraenti debbono trasmetterle delle relazioni periodi­
che sullo svolgimento dei progetti . Infine , la Banca deve poter control­
lare l' esecuzione dei contratti mediante ispezioni effettuate in loco .
      Al fine di facilitare il compito della Banca e per garantire una
buona cooperazione fra le imprese , è stato previsto che in caso di
cooperazione tra imprese di diversi Stati membri , esse designino un
corrispondente unico incaricato di coordinare l' esecuzione amministra­
tiva del contratto e di assicurare i collegamenti con la Banca .
      In alcuni casi sarà necessario , durante la realizzazione dei pro­
getti , adattare le modalità dei contratti. L' esperienza ha infatti
dimostrato che questi adattamenti risultano necessari al fine di poter
tener conto delle alee dello sviluppo tecnologico e delle necessità di
gestione delle imprese . Per questo motivo , la Banca deve poter prendere
le decisioni ritenute indispensabili . Tuttavia , è richiesto il consenso
della Commissione per modificare gli scopi del contratto a causa del­
l' importanza delle decisioni in questo senso ( articolo 13 ).
 ---pagebreak---        Il consenso della Commissione e richiesto anche per esercitare
il diritto di rescindere i contratti , il che deve essere previsto per
salvaguardare gli interessi della Comunità in cas      di inadempimento
contemplati dai contratti , di informazioni inesatte fornite dalle impre­
se contraenti all' atto della presentazione delle domande di contratti
o qualora alcune disposizioni contenute nei medesimi non siano state
osservate ( utilizzazione del prestito , svolgimento dei lavori , trasmis­
sione delle relazioni , controllo ) ( articolo 1*0 .
V . Propriet à ^.elle conoscenze
       In materia di proprietà delle conoscenze , la proposta della
Commissione ha ripreso le modalità abituali che disciplinano questo
regime nei vari Stati membri . Detto regime è basato su tre principi :
1 ) in generale , la proprietà delle conoscenze , brevettabili o meno ,
    rimane , acquisita alle imprese beneficiarie dei contratti , dato che
    esse hanno contribuito finanziariamente allo sviluppo dei progetti
    ed eventualmente hanno apportato le conoscenze e il loro " know-how".
2 ) Tuttavia , è necessario impedire che le conoscenze cosi' acquisite
    diventino sterili , visto che si tratta di progetti sviluppati con
    l' aiuto della Comunità . Per questo motivo , se allo scadere di un
    termine di 3 anni , a decorrere dalla prima scadenza di rimborso pre­
    vista dal contratto , le imprese beneficiarie non avessero sfruttato
    i risultati ottenuti in condizioni conformi all' interesse generale ,
    esse sarebbero tenute a cedere , a condizioni commerciali , licenze
    alle persone o imprese della Comunità che ne facessero domanda .
3 ) Il problema si pone diversamente quando la Comunità è indotta a
    finanziare la totalità , o quaéi , del costo di un progetto . In tal
    caso , è legittimo che le conoscenze siano messe a disposizione delle
    persone e imprese competenti ed interessate della Comunità in condi­
    zioni che tengano conto dell' apporto finanziario e tecnico delle
    imprese contraenti e del rimborso del prestito da effettuare alla
  • Comunità ( articolo 15 ).
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VI . Disposizioni finali
        Per coprire la partecipazione della Comunità ai contratti comuni­
tari e per garantire la disponiblità dei mezzi di finanziamento neces­
sari dovranno essere iscritti annualmente nel bilancio delle Comunità
Europee congrui stanziamenti per l' anno successivo# Infatti ,, una pro­
cedura di bilancio per ogni singolo caso , all' atto della conclusione
di ciascun contratto , comporterebbe dei termini e delle alee difficil­
mente compatibili con le esigenze di rapidità e di chiarezza tipiche
delle decisioni industriali ( articolo 17 ).
        A questo titolo , la Commissione ha già chiesto l' inclusione nel
prossimo bilancio della Comunità di una voce speciale che fissi l' impor­
to previsto per il primo anno di funzionamento di questo nuovo mecca­
nismo ( l ).
        Ogni anno , la Commissione chiederà nell • avan - progetto di bilancio
l' importo previsto per il successivo esercizio in base ai risultati
dell' esercizio precedente . Per permettere un valido esperimento del
sistema dei contratti comunitari , sarà nondimeno necessario che , durante
i primi cinque anni di funzionamento , sia mantenuta una dotazione di
bilancio appropriata , almeno uguale a quella prevista per il primo anno .
        Gli interessi e i rimborsi dei prestiti saranno riversati nel bi­
lancio delle Comunità Europee e quindi dovranno essere considerati come
degli introiti ( articolo 17 )»
        Una convenzione tra la Commissione e la Banca stabilirà le modalità
per mettere a disposizione di quest 'ultima i mezzi finanziari necessari
all' esecuzione dei contratti . Tale messa a disposizione sarà effettuata
man mano che la Commissione prenderà delle decisioni che autorizzino
la conclusione dei contratti ( articolo l8 ).                   ,
                   (
        Alla fine di ciascun esercizio , la Banca trasmetterà alla Commis­
sione una relazione sull' esecuzione dei contratti sull' impiego delle
somme che la Commissione ha messo a sua disposizione per i contratti
comunitari ( articolo 20 ).
                                                                   ./•
 ( 1 ) 20 milioni di U.C. che permetterebbero , per esempio , di finanziare
       una ventina di contratti per i quali la partecipazione della
       Comunità sarebbe , in media , di 1 milione di u.c .
 ---pagebreak---       La Commissione informerà annualmente il Consiglio dei Ministri e
il Parlamento Europeo in merito ai risultati ottenuti con l' istitu­
zione dei contratti comunitari di sviluppo industriale , ( articolo 21 ).
      Dato che i contratti sono conclusi per conto della Comunità , è
necessario prevedere che essi dovranno contenere , in applicazione
dell' articolo l8l del Trattato , una clausola compromissoria che attri­
buisca alla Corte di Giustizia competenza a pronunciarsi su qualsiasi
controversia che dovesse sorgere in merito ai suddetti contratti
( articolo 22 ).
VII . Ea se g iuridica della decisione proposta
      Dalle precedenti considerazioni risulta chiaramente che l' isti­
tuzione di un sistema di contratti comunitari di sviluppo industriale
è una necessità per il raggiungimento di questo scopo della Comunità
e cioè la promozione di uno sviluppo armonioso delle attività econo­
miche e di un' espansione continua ed equilibrata nella Comunità .
      Infatti , uno sforzo tecnologico permanente nel campo industriale
costituisce una condizione essenziale di detta promozione . Ora , gli
interventi pubblici esistenti in ciascun Stato membro per appoggiare
lo sviluppo tecnologico industriale debbono necessariamente essere
completati da interventi a livello comunitario i quali sono gl'i unici
capaci di risolvere efficacemente il problema relativo al finanziamento
di progetti da svolgere in cooperazione da imprese di diversi Stati
membri .
      Inoltre , un' azione comunitaria è indispensabile per stimolare
le imprese a continuare la realizzazione di progetti in settori che
presentino un interesse particolare per l' intera Comunità .
      Ora , il Trattato non contiene alcuna disposizione specifica che
permetta di istituire questo sistema di contratti comunitari di svilup­
po industriale ; è perciò' lecito ricorrere , a tale scopo , all' arti­
colo 235 » le cui condizioni sono in questo caso rispettate »
 ---pagebreak---    COMMISSIONE
      DELLE
COMUNITA' EUROPEE                  Bruxelles , 18         1972
                PR OPOSTA DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
          RELATIVO ALLA ISTITUZIONE DI CONTRATT I COMUNITARI
                        DI SVILUPPO INDUSTRIALE
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITA' EUROPEE ,
visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e , più
particolarmente l' articolo 235 .
vista la proposta delia Commissione ,
visto il parere del Parlamento Europeo ,
visto il parere del Comitato Economico e Sociale ,
Considerando che la Comunità ha , tra l' altro , il compito di promuo­
vere lo sviluppo armonioso delle attività economiche e un' espansione
continua ed equilibrata ,
considerando che il suddetto sviluppo armonioso richiede uno sforzo
di sviluppo tecnologico permanente in seno all' industria della Comunità
considerando che tale sforzo richiede , in modo particolare , lavori di
sviluppo per valorizzare le conoscenze o i risultati di , ricerca già
acquisiti quando presentano prospettive di utilizzazione a medio
termine ,
considerando che questo stadio del processo d' innovazione industriale
comporta notevoli rischi tecnici e finanziari che possono essere supe­
riori alle possibilità delle imprese ; che pertanto l' appoggio dei
pubblici poteri agli sforzi di sviluppo tecnologico delle imprese è
giustificato in determinate condizioni ,
 ---pagebreak---                                     2
considerando che nei vari paesi della Comunità vengono già operati
interventi pubblici destinati a favorire lo sviluppo tecnologico
industriale ,
considerando tuttavia che , nel settore dello sviluppo tecnologico ,
la cooperazione tra imprese di diversi Stati membri , nel rispetto delle
regole di concorrenza del Trattato , è uno dei fattori di uno sviluppo
più rapido e più sicuro dell' industria europea e rappresenta quindi
il supplemento indispensabile degli sforzi compiuti a livello nazio­
nale ; che l' istituzione di un meccanismo comunitario è il mezzo più
idoneo per appoggiare i progetti attuati in collaborazione tra imprese
facenti parte di diversi Stati membri ,
considerando che , tenuto conto dell' esperienza acquisita nei vari Stati
membri , occorre che l' appoggio della Comunità alla realizzazione di
progetti di sviluppo tecnologico industriale assuma la forma di presti­
ti , rimborsabili in caso di sfruttamento dei risultati di detti pro­
getti 5 che pertanto questi prestiti , non coprendo generalmente la
totalità dei costi di sviluppo , lasciano a carico delle imprese una
parte del rischio ed impegnano la loro responsabilità finanziaria
nella scelta e nella buona esecuzione dei progetti , pur permettendo
alle imprese di assumere i rischi tecnologici e finanziari eccezionali
che comporta questo stadio del processo dell' innovazione industriale ;
considerando che , per la concessione di detti prestiti , gli istituendi
contratti comunitari di sviluppo industriale finanziarti dal bilancio
delle Comunità costituiscono uno strumento idoneo ,
considerando che l' istruzione dei progetti e l' esecuzione dei contratti
comunitari ai quali possono dar luogo richiedono un esame approfondito
dei dati tecnici , finanziari e commerciali dei progetti e , per la
gestione dei contratti , l' istituzione di stretti legami - con le imprese
interessate e che a tale scopo , pur riservando alla Commissione il
potere decisionale , occorre affidare l' istruzione e l' esecuzione dei
contratti comunitari a un' istituzione che abbia un' esperienza partico­
lare in questo campo ,
 ---pagebreak---                                     3
considerando che l' organizzazione della Banca Europea per gli Investi­
menti e la sua esperienza in materia di finanziamento di progetti
industriali la designano per l' istruzione e la gestione di tali con­
tratti ,
considerando che il Trattato non contiene disposizioni che prevedono
i poteri di azione richiesti per l' istituzione di contratti comunitari
di sviluppo industriale ; che pertanto occorre fondare sull' artico­
lo 235 del Trattato le disposizioni del presente regolamento ,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
                  Oggetto e criteri di accettabilità
                               Articolo 1
La Comunità può' concludere con delle imprese , contratti comunitari
di sviluppo industriale , sotto forma di prestiti rimborsabili in caso
di successo , denominati qui di seguito " contratti comunitari " in con­
formità delle disposizioni dei seguenti articoli per favorire i progetti
di sviluppo tecnologico delle imprese e che .presentino un interesse
notevo.le ai fini dell' integrazione e dello sviluppo economico e sociale
della Comunità .
                               Articolo 2
I contratti comunitari hanno lo scopo di mettere a punto nuovi prodotti
o nuovi procedimenti di produzione .
Per messa a punto si deve intendere i lavori di sviluppo svolti , par­
tendo da conoscenze o da risultati concreti di ricerca già ottenuti
all' interno o al di fuori della Comunità , fino e ad esclusione , dello
stadio della preserie . In tali lavori possono essere inclusi gli studi
relativi alla fattibilità e al presviluppo .
                               Articolo 3
Possono beneficiare dei contratti comunitari i progetti che rispondono
ai seguenti criteri :
 ---pagebreak---                                          k
  a ) avere per oggetto la creazione o il primo impiego di un prodotto o
    _ di un procedimento nuovo ; un prodotto o un procedimento è conside­
      rato nuovo quando non è stato ancora fabbricato o utilizzato nella
      Comunità ;                                          '
  b ) presentare un congruo interesse economico e generale , specie qualora
      essi consentano di sovvenire , per la prima volta , o in modo notevol­
      mente migliore , ad un' esigenza economica e sociale importante e/o
      permettano di prevedere un forte incremento della produttività ;
  c ) presentare una ragionevole probabilità di buon esito tecnico e fruire
      di prospettive favorevoli di utilizzazione a medio termine ;
  d ) comportare un rischio tecnologico e finanziario tale che , senza un
      aiuto pubblico , la loro esecuzione ne risulterebbe differita ;
  e ) essere eseguiti per una parte notevole nella Comunità ;
  f ) essere presentati e realizzati in cooperazione da imprese che abbiano
      sede in vari Stati membri della Comunità .
                                   Articolo
  Su proposta della Commissione , il Consiglio , deliberando a maggioranza
  qualificata, può 1 , con decisione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
  delle Comunità Europee , stabilire i settori d' interesse pubblico che
  richiedono lo sviluppo di prodotti o di procedimenti nuovi .
  I progetti che le imprese presenteranno in questi settori dovranno
  uniformarsi ai criteri indicati dall' articolo 3 del presente regola­
  mento . Tuttavia , in questo caso non è richiesta la cooperazione fra
  imprese che abbiano la loro sede in vari Stati membri della Comunità .
                     Procedura di istruzione e d_i dec isione
i                                  Artic o lo 3
  Le domande sono inviate dalle imprese interessate alla Banca Europea
  per gli Investimenti ( denominata qui di seguito 'la Banca"). Tali domande
  debbono informarsi ai criteri e alle condizioni , di cui agli articoli 2
  a b del presente regolamento e debbono fornire tutte le altre indicazioni
  utili .
 ---pagebreak---                                     5
Inoltre esse debbono essere corredate di un programma e di uno scaden­
zario relativi alla realizzazione del progetto , di un preventivo parti­
colareggiato dei costi e di un piano di finanziamento che includerà,
in particolare , gli aiuti nazionali di cui eventualmente usufruisce
il progetto .
                               Articolo 6
Le imprese che chiedono la concessione di un contratto comunitario
debbono dimostrare di avere una situazione finanziaria sana .
                               Articolo 7
La Banca , in condizioni atte a garantire il segreto industriale ,
istruisce gli incartamenti , procedendo alle perizie del caso ;
essa consulta gli organismi nazionali competenti degli Stati membri in
cui hanno sede le imprese in questione . Ciascun Stato membro comunica
alla Commissione qual' è l' organismo competente nei suo riguardi .
                               Articolo 8
La Banca sottopone alla decisione della Commissione le domande che le
sono state presentate , corredate di un parere . In caso di decisione
favorevole della Commissione , la Banca , agendo per conto e a rischio
della Comunità Economica Europea , conclude i contratti comunitari
con le imprese beneficiarie .
                                                                 • /.
 ---pagebreak---                                       6
                      Di spos i z ioni finanziarie ,
                                Articclo 9
I contratti comunitari vengono conclusi sotto forma di prestiti che
fruttano un interesse del 3 % all' anno . Questo tasso può 1 essere modi­
ficato dal Consiglio a maggioranza qualificata e su proposta della
Commissione . La durata del prestito e il periodo di franchigia di
ammortamento sono fissati a seconda delle caratteristiche del progetto .
La prima scadenza del rimborso del capitale è fissata a seconda della
data prevista per le prime vendite , lo sfruttamento o le cessioni di
brevetti o di licenze riguardanti i prodotti o i procedimenti in causa .
                                Articolo 10
A richiesta delle imprese beneficiarie , in caso di ritardo delle prime
vendite , dello sfruttamento o delle cessioni di brevetti o di licenze ,
la Banca ha facoltà di differire le scadenze .
Inoltre , durante il rimborso , la Banca può 1 differire , o , con il con­
senso della Commissione , annullare le scadenze rimaste in sospeso nel
caso ih cui i risultati del progetto si scostassero in misura notevole
da quelli previsti all' atto della conclusione del contratto .
                               Articolo 11
Nel caso in cui i lavori di sviluppo non si siano potuti concludere .
con vendite , sfruttamento o cessione di brevetti o licenze , la Banca ,
di concerto con la Commissione , dopo avere convalidato le giustifi­
cazioni fornite dalle imprese contraenti , le esenta dall' obbligo di
rimborsare il prestito concesso . In questo caso , le imprese contraenti
rinunciano a continuare i lavori di sviluppo nel settore contemplato
dal contratto per un quinquennio , a decorrere dalla data in cui esse
sono state esentate dall' obbligo di rimborso .
Se , durante questo periodo di 5 anni , le imprese desiderano ripren­
dere i lavori nel settore contemplato dal contratto , cedono o sfrut­
tano licenze o brevetti derivanti dall' esecuzione del contratto , il
loro obbligo di rimborso verrà riattivato e i termini verranno nego­
ziati con la Banca .
                                                                 • /.
 ---pagebreak---                                      7
                              Articolo 12
La partecipazione finanziaria della Comunità tiene conto della natura
del progetto e della capacità finanziaria delle imprese contraenti ;
detta partecipazione non può' superare il 70 % del costo del progetto .
Tuttavia , essa può * raggiungere il 100 % del costo del progetto nei
casi previsti dall' articolo    paragrafo 1 .
                         Modalità di gestione
                              Arti colo 13
La Banca cura l' esecuzione di ciascun contratto .
In caso di cooperazione fra più imprese che concludono un contratto
comunitario , esse designano un corrispondente unico , che sarà incari­
cato di coordinare l' esecuzione amministrativa del contratto e di
assicurare i collegamenti con la Banca .
Di comune accordo , la Banca e le imprese contraenti possono adeguare ,
nel corso della realizzazione , le modalità di esecuzione del contratto.
L' accordo della Commissione è richiesto per modificarne le finalità .
Le imprese contraenti comunicano immediatamente alla Banca per iscritto
qualsiasi fatto importante , relativo all' esecuzione del contratto .
Periodicamente esse trasmettono alla Banca una relazione concernente
lo svolgimento del progetto . Debbono inoltre acconsentire a qualsiasi
ispezione sui luoghi di esecuzione del contratto , ispezione da eseguire
secondo le modalità previste dal contratto .
                              Articolo 1*f
Con il consenso della Commissione , i contratti comunitari possono essere
rescìssi dalla Banca in caso di inadempimento del contratto da parte di
una delle imprese contraenti , e qualora una determinata impresa abbia
dato , volontariamente o per negligenza , informazioni inesatte al momento
della domanda relativa al contratto , oppure quando un' impresa contraente
non abbia osservato le disposizioni del contratto , relative all' impiego
del prestito , allo svolgimento dei lavori , alla presentazione delle rela­
zioni o al controllo . In questo caso , il saldo delle somme da rimborsare
diventa immediatamente esigibile con riserva di ogni azione di risar­
cimento .
 ---pagebreak---                                        8
                          Régime del le c onoscenze
                                 Articolo 15
Le imprese contraenti sono proprietarie delle conoscenze , brevettate
o meno , da esse ottenute durante la .messa a punto dei prodotti o pro­
cedimenti , oggetto dei contratti comunitari .
Dette imprese debbono utilizzare questi prodotti o procedimenti per
una parte notevole nella Comunità e in condizioni conformi all' interes­
se generale .
Qualora , allo spirare di un termine di 5 anni a decorrere dalla prima
scadenza di rimborso prevista dal contratto , tale impegno non sia stato
osservato , la. Banca può' esigere che le imprese contraenti concedano ,
a condizioni commerciali , licenze alle persone o imprese della Comunità
che ne facessero domanda .
Per i progetti previsti all' articolo k e qualora il finanziamento
superi l' 80 % del costo del progetto , le imprese contraenti debbono
impegnarsi a mettere a disposizione delle persone e imprese competenti
e interessate della Comunità le conoscenze , brevettate o meno , neces­
sarie , . all' impiego dei prodotti o procedimenti oggetto dei contratti
comunitari . La suddetta messa a disposizione viene effettuata alle
condizioni stabilite nei contratti che tengano conto dell' apporto
finanziario e tecnico delle imprese contraenti .
                            Disposizioni finali
                                 Articolo 16
La Banca gestisce i contratti comunitari in conformità delle moda­
lità previste da una convenzione da concludere con la Commissione .
 ---pagebreak---                              I   •  .
                                   j 9
                                Articolo 17
Gli stanziamenti necessari alla conclusione dei contratti comunitari
sono iscritti annualmente nel bilancio preventivo delle Comunità Europee .
Gli interessi e i rimborsi vengono iscritti , secondo il ritmo del loro
prevedibile incasso , in entrata nel bilancio preventivo delle Comunità
Europee .
                                Articolo lo
Ogni volta che la Commissione approva una domanda di concessione di
contratto comunitario secondo la procedura prevista dall' articolo 8 ,
essa mette a disposizione della Banca i corrispondenti mezzi finanziari .
La Banca trasferisce periodicamente alla Commissione gli interessi
versati e i rimborsi effettuati dalle imprese contraenti .
                                Articolo 19
La Commissione , in conformità delle disposizioni del regolamento finan­
ziario , procede all' impegno ed all' emissione dei mandati di pagamento
a favore della Banca , previsti dall' articolo 18 , comma 1° .
La Commissione provvede all' emissione degli ordini d' incasso relativi
ai trasferimenti citati all' articolo l8 , comma 2° .
La Commissione , in conformità delle disposizioni del regolamento finan­
ziario , trae le conseguenze di bilancio delle proprie decisioni , prese
nell' ambito degli articoli 10 e 11 del presente regolamento .
                                Articolo 20
Alla fine di ciascun esercizio , la Banca trasmette alla Commissione una
relazione sull' esecuzione del suo mandato e sulla gestione dei fondi .
La Commissione allega la relazione della Banca,' corredata all' occorren­
za del suo pareré , al conto di gestione della Comunità .
                                Articolo 21
La Commissione trasmette annualmente al Consiglio e al Parlamento
Europeo una relazione sull' applicazione del presente regolamento .
 ---pagebreak---                                   10
                             Articolo 22
Nei contratti comunitari si riconosce che la Corte di Giustizia delle
Comunità Europee è competente a pronunciarsi su qualsiasi controversia
che dovesse sergere tra le parti contraenti in merito ai suddetti
contratti .