CELEX: C2006/294/116
Language: it
Date: 2006-12-02 00:00:00
Title: Causa T-272/06: Ricorso presentato il 29 settembre 2006 — Evropaïki Dynamiki/Corte di giustizia

2.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 294/57
            
         Ricorso presentato il 29 settembre 2006 — Evropaïki Dynamiki/Corte di giustizia
   (Causa T-272/06)
   (2006/C 294/116)
   Lingua processuale: l'inglese
   Parti
   
      Ricorrente: Evropaïki Dynamiki — Proigmena Systimata Tilepikoinonion Pliroforikis kai Tilematikis AE (Atene, Grecia) (rappresentanti: avv.ti N. Korogiannakis E N. Keramidas)
   
      Convenuta: Corte di giustizia delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               Annullare la decisione della Corte di giustizia con cui l'offerta della ricorrente è stata respinta e l'appalto è stato aggiudicato ad un altro offerente;
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta a pagare le spese legali della ricorrente e le altre spese sostenute in ragione del ricorso anche nel caso in cui la presente domanda sia respinta.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con la sua domanda, la ricorrente chiede l'annullamento della decisione della Corte di giustizia 20 luglio 2006, che respinge l'offerta presentata nell'ambito della procedura aperta AM CJ 13/04, relativa alla manutenzione, allo sviluppo e al supporto di applicazioni informatiche (GU 2005/S 127-125162 e 2005/S 171-169521), e della decisione di aggiudicare l'appalto ad un altro offerente.
   La ricorrente asserisce che la decisione controversa è stata adottata in violazione del regolamento (CE, Euratom) del Consiglio 25 giugno 2002, n. 1605, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 248 del 16.9.02, pag. 1), delle sue modalità d'esecuzione e della direttiva 2004/18/CE, a causa dell'erronea interpretazione dei criteri di selezione e della violazione dei principi di trasparenza e di parità di trattamento dei partecipanti.
   Inoltre, la ricorrente sostiene che la decisione dell'ente aggiudicatore contiene evidenti errori di valutazione nell'ambito dell'esame della sua offerta, eccedendo così i limiti del potere discrezionale di cui dispongono le istituzioni comunitarie nelle procedure di appalto.