CELEX: C2005/229/71
Language: it
Date: 2005-09-17 00:00:00
Title: Causa T-284/05: Ricorso del sig. Christos Michail contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 14 luglio 2005

17.9.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 229/33
            
         Ricorso del sig. Christos Michail contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 14 luglio 2005
   (Causa T-284/05)
   (2005/C 229/71)
   Lingua processuale: il greco
   Il 14 luglio 2005 il sig. Christos Michail, residente a Bruxelles, Belgio, rappresentato dall'avv. Charàlampos Meidanis, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               decidere l'annullamento degli(delle) atti(decisioni) di cui trattasi;
            
         
               —
            
            
               decidere il risarcimento pecuniario del suo danno morale che ammonta ad euro novantamila (90 000);
            
         
               —
            
            
               decidere in ordine alle spese processuali secondo giustizia.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Il ricorrente, che è dipendente della Commissione, chiede l'annullamento del rapporto di evoluzione di carriera che lo riguarda per il periodo 1/4/03 — 31/12/03 nonché l'attribuzione di un risarcimento pecuniario per il danno morale che sostiene esistente. A sostegno del ricorso viene fatto valere che il rapporto di cui trattasi non conteneva una descrizione del suo posto, in quanto del resto, come si sostiene, nel relativo periodo di tempo egli semplicemente non occupava nessun posto. Si fa valere inoltre che il rapporto di cui trattasi non conteneva neppure una descrizione degli specifici obiettivi oggettivi da raggiungere, non conteneva alcuna giustificazione del grado a lui attribuito, era redatto da un organo e da una persona non competenti e non era redatto in base alla sua effettiva attività ma si basava su giudizi di valutazione del suo precedente rapporto di evoluzione di carriera. Alla luce di tutti questi elementi il ricorrente fa valere una violazione dell'art. 43 dello Statuto del Personale e del complesso delle sue disposizioni di esecuzione, una violazione dell'art. 12 bis dello stesso Statuto che riguarda le molestie psicologiche, un palese errore di valutazione per quanto riguarda le circostanze di fatto, una inesistente o altrimenti carente motivazione degli atti impugnati, un abuso di potere da parte della Commissione e una violazione del principio di equo e pari trattamento del personale e del principio della corretta amministrazione.