CELEX: 61984CJ0119
Language: it
Date: 1985-10-03
Title: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 3 ottobre 1985. # P. Capelloni e F. Aquilini contro J. C. J. Pelkmans. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Corte suprema di cassazione - Italia. # Convenzione di Bruxelles - Opposizione alla decisione che autorizza l'esecuzione: provvedimenti conservativi. # Causa 119/84.

Avis juridique important

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61984J0119

SENTENZA DELLA CORTE (QUARTA SEZIONE) DEL 3 OTTOBRE 1985.  -  PIERLUIGI CAPELLONI E AQUILINI FAUSTO CONTRO JOHANNES C. JOSEPHUS PELKMANS.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALLA CORTE DI CASSAZIONE).  -  CONVENZIONE DI BRUXELLES - OPPOSIZIONE ALLA DECISIONE CHE AUTORIZZA L'ESECUZIONE - PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI.  -  CAUSA 119/84.  

raccolta della giurisprudenza 1985 pagina 03147 edizione speciale spagnola pagina 01073

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . CONVENZIONE RIGUARDANTE LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE E L ' ESECUZIONE DELLE DECISIONI - ESECUZIONE - PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI SUI BENI DELLA PARTE CONTRO LA QUALE E STATA CHIESTA L ' ESECUZIONE - ATTUAZIONE - DIRITTO DA APPLICARSI  ( CONVENZIONE 27 SETTEMBRE 1968 , ART . 39 )   2 . CONVENZIONE RIGUARDANTE LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE E L ' ESECUZIONE DELLE DECISIONI - ESECUZIONE - PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI SUI BENI DELLA PARTE CONTRO LA QUALE E STATA CHIESTA L ' ESECUZIONE - NECESSITA DI AUTORIZZAZIONE SPECIFICA - INSUSSISTENZA - TERMINE ENTRO IL QUALE GLI ATTI ESECUTIVI DEI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI POSSONO ESSERE COMPIUTI - NECESSITA DEL GIUDIZIO DI CONVALIDA CONTEMPLATO DAL DIRITTO NAZIONALE - INSUSSISTENZA   ( CONVENZIONE 27 SETTEMBRE 1968 , ARTT . 36 E 39 )    

Massima

1 . L ' ART . 39 DELLA CONVENZIONE 27 SETTEMBRE 1968 SI LIMITA A PORRE IL PRINCIPIO CHE LA PARTE CHE HA CHIESTO L ' ESECUZIONE PUO PROCEDERE , NEL PERIODO INDICATO DA DETTO ARTICOLO , A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI SUI BENI DELLA PARTE CONTRO LA QUALE L ' ESECUZIONE E STATA CHIESTA . LA CONVENZIONE AFFIDA INVECE AL DIRITTO PROCESSUALE DEL GIUDICE ADITO IL COMPITO DI REGOLARE QUALSIASI QUESTIONE CHE NON COSTITUISCE OGGETTO DI NORME SPECIFICHE DELLA CONVENZIONE STESSA . VA CIONONDIMENO PRECISATO CHE L ' APPLICAZIONE DELLE NORME DI DIRITTO PROCESSUALE NAZIONALE DEL GIUDICE ADITO NON PUO IN ALCUN CASO AVERE L ' EFFETTO DI LEDERE I PRINCIPI POSTI IN PROPOSITO , IN MODO ESPRESSO O TACITO , DALLA CONVENZIONE E IN PARTICOLARE DALL ' ART . 39 DI QUESTA . DI CONSEGUENZA , LO STABILIRE SE QUESTA O QUELLA NORMA DEL DIRITTO PROCESSUALE NAZIONALE DEL GIUDICE ADITO SI POSSA APPLICARE A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI ADOTTATI IN FORZA DELL ' ART . 39 DIPENDE DAL CONTENUTO DI CIASCUNA NORMA NAZIONALE E DALLA SUA COMPATIBILITA COI PRINCIPI POSTI DALL ' ARTICOLO TESTE MENZIONATO .   2 . A NORMA DELL ' ART . 39 DELLA CONVENZIONE , LA PARTE CHE HA CHIESTO E OTTENUTO L ' AUTORIZZAZIONE ALL ' ESECUZIONE PUO FAR PROCEDERE DIRETTAMENTE A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI SUI BENI DELLA PARTE CONTRO LA QUALE L ' ESECUZIONE E STATA CHIESTA , SENZA ESSERE OBBLIGATA AD OTTENERE UN ' AUTORIZZAZIONE SPECIFICA . SI PUO PROCEDERE A DETTI PROVVEDIMENTI FINO ALLA SCADENZA DEL TERMINE PER PROPORRE L ' OPPOSIZIONE CONTEMPLATO DALL ' ART . 36 E , SE L ' OPPOSIZIONE VIENE PROPOSTA , FINO A QUANDO NON SIA STATO STATUITO SU DI ESSA .   LA PARTE CHE HA PROCEDUTO AI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI DI CUI ALL ' ART . 39 NON DEVE OTTENERE , PER I PROVVEDIMENTI STESSI , UN GIUDIZIO DI CONVALIDA CHE SIA PRESCRITTO DAL DIRITTO NAZIONALE DEL GIUDICE ADITO . TUTTAVIA , L ' ART . 39 NON OSTA A CHE LA PARTE CHE HA SUBITO L ' ESECUZIONE DI DETTI PROVVEDIMENTI POSSA AGIRE ONDE OTTENERE , NEL MODO PRESCRITTO DAL DIRITTO NAZIONALE DEL GIUDICE ADITO , L ' ADEGUATA TUTELA DEI PROPRI DIRITTI ASSERTIVAMENTE LESI DAI PROVVEDIMENTI DI CUI TRATTASI .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 119/84 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DEL PROTOCOLLO 3 GIUGNO 1971 RELATIVO ALL ' INTERPRETAZIONE DA PARTE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA CONVENZIONE 27 SETTEMBRE 1968 CONCERNENTE LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE E L ' ESECUZIONE DELLE DECISIONI IN MATERIA CIVILE E COMMERCIALE , DALLA CORTE DI CASSAZIONE , NELLA CAUSA DINANZI AD ESSA PENDENTE FRA  P . CAPELLONI E F . AQUILINI  E  J . C J . PELKMANS ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 39 DELLA SUMMENZIONATA CONVENZIONE 27 SETTEMBRE 1968 ,  

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA 9 NOVEMBRE 1983 , PERVENUTA IN CANCELLERIA L ' 8 MAGGIO 1984 , LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE , A NORMA DEL PROTOCOLLO 3 GIUGNO 1971 RELATIVO ALL ' INTERPRETAZIONE DA PARTE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA CONVENZIONE 27 SETTEMBRE 1968 CONCERNENTE LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE E L ' ESECUZIONE DELLE DECISIONI IN MATERIA CIVILE E COMMERCIALE ( IN PROSIEGUO : '  LA CONVENZIONE ' ), TRE QUESTIONI VERTENTI SULL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 39 DELLA SUDDETTA CONVENZIONE .   2 LE QUESTIONI SONO STATE SOLLEVATE NELL ' AMBITO D ' UNA CONTROVERSIA FRA I SIGG . CAPELLONI E AQUILINI ED IL SIG . PELKMANS . DAGLI ATTI PROCESSUALI SI DESUME CHE QUEST ' ULTIMO AVEVA OTTENUTO , IN DATA 19 DICEMBRE 1980 , DALLA CORTE D ' APPELLO DI BRESCIA , UN PROVVEDIMENTO CON CUI , A NORMA DEGLI ARTT . 31 E SEGG . DELLA CONVENZIONE , SI DICHIARAVA ESECUTIVA IN ITALIA LA SENTENZA 8 MAGGIO 1979 , CON LA QUALE IL TRIBUNALE DI BREDA ( PAESI BASSI ) AVEVA CONDANNATO I SIGG . CAPELLONI E AQUILINI A PAGARE AL SIG . PELKMANS LA SOMMA DI 127 400 HFL , OLTRE AGLI INTERESSI E ALLE SPESE .   3 AVVERSO DETTO PROVVEDIMENTO IL CAPELLONI E L ' AQUILINI PROPONEVANO OPPOSIZIONE , AI SENSI DELL ' ART . 36 DELLA CONVENZIONE , DINANZI ALLA STESSA CORTE D ' APPELLO . IL 13 MARZO 1981 , ALLORCHE NESSUNA DECISIONE ERA ANCORA INTERVENUTA QUANTO ALL ' OPPOSIZIONE , IL PELKMANS FACEVA PROCEDERE , IN FORZA DELL ' ART . 39 DELLA CONVENZIONE , A SEQUESTRO CONSERVATIVO SUI BENI IMMOBILI DEL CAPELLONI E DELL ' AQUILINI .   4 SUCCESSIVAMENTE IL PELKMANS CHIEDEVA ALLA CORTE D ' APPELLO DI BRESCIA , DI CONVALIDARE , A TERMINI DELL ' ART . 680 DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE ITALIANO ( C.P.C .) TALE SEQUESTRO . IL CAPELLONI E L ' AQUILINI CONCLUDEVANO PER IL RIGETTO DELLA DOMANDA DI CONVALIDA , INVOCANDO LA MANCATA OSSERVANZA DI TALUNE NORME DEL SUDDETTO CODICE IN MATERIA DI SEQUESTRI CONSERVATIVI . LA CORTE D ' APPELLO INVECE RITENEVA , NELLA SENTENZA 14 LUGLIO 1981 , CHE LE SUMMENZIONATE NORME DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE ITALIANO NON FOSSERO APPLICABILI AD UN SEQUESTRO ESEGUITO IN FORZA DELL ' ART . 39 DELLA CONVENZIONE . PER LO STESSO MOTIVO LA CORTE D ' APPELLO DICHIARAVA , INOLTRE , INAMMISSIBILE LA DOMANDA DI CONVALIDA DEL PELKMANS , RILEVANDO CHE L ' ART . 680 C.P.C ., CHE CONTEMPLA UNA SIFFATTA CONVALIDA , NON RIGUARDA SEQUESTRI COME QUELLO IN ESAME .   5 DOPO CHE LA CAUSA ERA STATA PORTATA DAVANTI ALLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE , QUESTA DECIDEVA DI SOSPENDERE IL PROCEDIMENTO E DI SOTTOPORRE ALLA CORTE LE SEGUENTI QUESTIONI :    '  1 ) SE LE MISURE CONSERVATIVE SUI BENI DEL DEBITORE , CUI SI PUO PROCEDERE NEL CASO DI OPPOSIZIONE DI QUESTO AL PROVVEDIMENTO CHE CONCEDE LA FORMULA ESECUTIVA ALLE DECISIONI PRONUNCIATE IN ALTRO STATO ADERENTE ALLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA , SIANO SOGGETTE ALLE NORME PROCESSUALI DEL DIRITTO INTERNO QUANTO ALLE MODALITA DI ATTUAZIONE , ALLE CONDIZIONI DI VALIDITA E ALL ' EFFICACIA DEL VINCOLO CAUTELARE OVVERO SE GLI STATI ADERENTI ALLA CONVENZIONE DI BRUXELLES ABBIANO INTESO ADOTTARE UNO STRUMENTO GIURIDICO UNICO , UNIFORME IN TUTTI GLI STATI CONTRAENTI , RIVOLTO AD ASSICURARE MEDIO TEMPORE L ' INDISPONIBILITA DEI BENI DA PARTE DELL ' OBBLIGATO , FINALITA CHE SI SODDISFA CON L ' INIZIO DELL ' ESECUZIONE FORZATA DOPO L ' ESITO NEGATIVO DELL ' OPPOSIZIONE PROPOSTA A SENSI DELL ' ART . 37 DELLA CONVENZIONE DI BRUXELLES , SENZA NECESSITA , IN PARTICOLARE , DI UN GIUDIZIO DI CONVALIDA DEL PROVVEDIMENTO CONSERVATIVO .   2 ) SE , MALGRADO SIA STATA GIA DICHIARATA ESECUTIVA IN UNO STATO CONTRAENTE LA SENTENZA EMESSA IN ALTRO STATO , SIA NECESSARIO UN PROVVEDIMENTO AUTORIZZATIVO DELLA STESSA AUTORITA GIURISDIZIONALE PER POTER PROCEDERE AD ATTI CONSERVATIVI SU BENI DELLA PARTE CONTRO CUI E CHIESTA L ' ESECUZIONE , OVVERO SE IL RICHIEDENTE POSSA DARE CORSO DIRETTAMENTE AD ATTI CONSERVATIVI SENZA NECESSITA DI AUTORIZZAZIONE SPECIFICA .   3 ) SE SIANO APPLICABILI ANCHE AI CASI REGOLATI DALL ' ART . 39 DELLA CONVENZIONE DI BRUXELLES LE NORME PROCESSUALI DELLO STATO OVE SI PROCEDE A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI LE QUALI PREVEDONO UN TERMINE PERENTORIO ENTRO CUI DEBBONO ESSERE INIZIATI O CONCLUSI GLI ATTI CONSERVATIVI CON DECORRENZA DALLA DATA NELLA QUALE IL RICHIEDENTE HA LA POSSIBILITA DI PROCEDERE A QUEGLI ATTI , OVVERO LO STESSO POSSA PROCEDERVI , SENZA LIMITAZIONI DI TEMPO , FINO A QUANDO L ' AUTORITA GIUDIZIARIA COMPETENTE NON ABBIA DECISO L ' OPPOSIZIONE DI CUI ALL ' ART . 37 DELLA CONVENZIONE ' .   6 IN MERITO A TALI QUESTIONI , IL GOVERNO DEL REGNO UNITO E LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI AI SENSI DELL ' ART . 20 DEL PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE .   7 CON ORDINANZA DELLA CORTE 12 DICEMBRE 1984 , LA CAUSA E STATA RIMESSA ALLA QUARTA SEZIONE .   8 L ' ART . 39 DISPONE :    '  IN PENDENZA DEL TERMINE PER PROPORRE L ' OPPOSIZIONE DI CUI ALL ' ART . 36 E FINO A QUANDO NON SIA STATA ADOTTATA ALCUNA DECISIONE IN MATERIA , PUO PROCEDERSI SOLO A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI SUI BENI DELLA PARTE CONTRO CUI E CHIESTA L ' ESECUZIONE .   LA DECISIONE CHE ACCORDA L ' ESECUZIONE IMPLICA L ' AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE AI SUDDETTI PROVVEDIMENTI . '  9 CON LA PRIMA PARTE DELLA PRIMA QUESTIONE , IL GIUDICE NAZIONALE DESIDERA , IN SOSTANZA , CHE VENGA CHIARITO , SE ED IN QUAL MISURA OCCORRA , AL FINE DI DETERMINARE LE NORME CHE REGOLANO I PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI DI CUI AL SUMMENZIONATO ARTICOLO , RICHIAMARSI ALLE NORME PREVISTE , NEI DIVERSI DIRITTI NAZIONALI , PER PROVVEDIMENTI ANALOGHI .   10 CON LE ALTRE QUESTIONI POSTE ALLA CORTE , IL GIUDICE NAZIONALE SI CHIEDE , PIU IN PARTICOLARE , SE AI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI DI CUI ALL ' ART . 39 , SI APPLICHINO LE NORME DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE ITALIANO CHE PONGONO , IN MATERIA DI SEQUESTRI CONSERVATIVI , I SEGUENTI PRINCIPI :   - QUALSIASI SEQUESTRO DI QUESTO TIPO DEV ' ESSERE AUTORIZZATO CON PROVVEDIMENTO DEL GIUDICE COMPETENTE , DI MODO CHE L ' INTERESSATO NON PUO PROCEDERVI DIRETTAMENTE ;   - IL SEQUESTRO CONSERVATIVO DEV ' ESSERE ESEGUITO IN UN TERMINE PERENTORIO CHE DECORRE DALLA DATA IN CUI L ' INTERESSATO HA AVUTO LA POSSIBILITA DI PROCEDERVI ;   - TALE SEQUESTRO DEV ' ESSERE SOTTOPOSTO , DOPO L ' ESECUZIONE , A PROCEDIMENTO DI CONVALIDA .   SULL ' APPLICABILITA AI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI DI CUI ALL ' ART . 39 DELLE NORME NAZIONALI PREVISTE PER PROVVEDIMENTI ANALOGHI  11 RIGUARDO ALLA QUESTIONE SE , IN GENERALE , IL GIUDICE ADITO POSSA RICHIAMARSI AL PROPRIO DIRITTO PROCESSUALE INTERNO PER DETERMINARE LE NORME DA APPLICARE AI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI DI CUI ALL ' ART . 39 , LA COMMISSIONE RILEVA CHE LE PRESCRIZIONI CONTENUTE IN TALE ARTICOLO NON PRESENTANO UN CARATTERE DI COMPLETEZZA . PIU PARTICOLARMENTE , SECONDO LA COMMISSIONE , NE L ' ART . 39 , NE ALCUN ' ALTRA NORMA DELLA CONVENZIONE PRECISANO L ' ELENCO DEI PROVVEDIMENTI DI CUI TRATTASI , IL TIPO E IL VALORE DEI BENI CHE POSSONO ESSERE ASSOGGETTATI A QUESTI PROVVEDIMENTI , LE CONDIZIONI DI VALIDITA DI DETTI PROVVEDIMENTI , NONCHE LE MODALITA PER LA LORO ESECUZIONE E PER IL CONTROLLO DELLA LORO LEGITTIMITA . PER TALI QUESTIONI E PER QUALSIASI ALTRA QUESTIONE NON REGOLATA IN MODO UNIFORME DALLA STESSA CONVENZIONE , LA COMMISSIONE RITIENE CHE IL GIUDICE NAZIONALE NON PUO CHE APPLICARE LE DISPOSIZIONI PERTINENTI DEL PROPRIO DIRITTO PROCESSUALE NAZIONALE , ALLE QUALI LA CONVENZIONE IMPLICITAMENTE SI RICHIAMA .   12 IL GOVERNO DEL REGNO UNITO CONDIVIDE IL PARERE DELLA COMMISSIONE E RITIENE CHE LO STABILIRE COME UN GIUDICE NAZIONALE DEBBA ESERCITARE IL POTERE , CONTEMPLATO DALL ' ART . 39 , DI CONCEDERE PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI RIENTRA INTERAMENTE NEL CAMPO D ' APPLICAZIONE DEL DIRITTO PROCESSUALE NAZIONALE DI DETTO GIUDICE . IL SUDDETTO GOVERNO SOSTIENE CHE TUTTE LE QUESTIONI SOLLEVATE DAL GIUDICE NAZIONALE DEVONO ESSERE RISOLTE APPLICANDO IL DIRITTO PROCESSUALE DEL MEDESIMO , DATO CHE LA CONVENZIONE NON PREVEDE NORME SPECIFICHE .   13 PRIMA DI RISOLVERE LA QUESTIONE SOLLEVATA , IN PROPOSITO , DAL GIUDICE NAZIONALE , VA ESAMINATO IL CONTESTO NEL QUALE SI INSERISCE L ' ART . 39 , NONCHE LO SCOPO CH ' ESSO PERSEGUE .   14 L ' ART . 39 FIGURA NELLA SEZIONE II DEL TITOLO III DELLA CONVENZIONE , CHE HA AD OGGETTO L ' ESECUZIONE IN UNO STATO CONTRAENTE DELLE DECISIONI EMESSE IN UN ALTRO STATO CONTRAENTE .   15 COME LA CORTE HA GIA RICORDATO NELLA SENTENZA 27 NOVEMBRE 1984 ( BRENNERO , CAUSA 258/83 , RACC . 1984 , PAG . 3971 ), LA CONVENZIONE MIRA A LIMITARE LE CONDIZIONI ALLE QUALI L ' ESECUZIONE DI UNA DECISIONE PUO ESSERE SUBORDINATA IN UN ALTRO STATO CONTRAENTE E PREVEDE , A QUESTO SCOPO , UN PROCEDIMENTO MOLTO SOMMARIO PER OTTENERE L ' AUTORIZZAZIONE ALL ' ESECUZIONE , PUR CONCEDENDO ALLA PARTE CONTRO CUI E STATA CHIESTA L ' ESECUZIONE LA POSSIBILITA DI PROPORRE OPPOSIZIONE CONTRO DETTA AUTORIZZAZIONE .   16 LA CONVENZIONE SI LIMITA TUTTAVIA A REGOLARE IL PROCEDIMENTO PER OTTENERE L ' AUTORIZZAZIONE ALL ' ESECUZIONE , MA NON STABILISCE NORME RIGUARDANTI L ' ESECUZIONE PROPRIAMENTE DETTA , CHE RESTA SOGGETTA , COME E STATO PRECISATO NELLA SENTENZA 2 LUGLIO 1985 ( DEUTSCHE GENOSSENSCHAFTSBANK , CAUSA 148/84 , RACC . 1985 , PAG . 1987 ), AL DIRITTO NAZIONALE DEL GIUDICE ADITO .   17 IN QUESTO CONTESTO , L ' ART . 39 REGOLA I DIRITTI DELLA PARTE CHE HA CHIESTO ED OTTENUTO L ' AUTORIZZAZIONE ALL ' ESECUZIONE , IN PENDENZA DEL TERMINE PER PROPORRE L ' OPPOSIZIONE DI CUI ALL ' ART . 36 E FINO A QUANDO NON SIA STATO STATUITO SU TALE OPPOSIZIONE .   18 COME RISULTA DAL 1* COMMA , LA PARTE DI CUI TRATTASI NON PUO , DURANTE TALE PERIODO , PROCEDERE A MISURE ESECUTIVE PROPRIAMENTE DETTE , MA DEVE LIMITARSI A FAR ESEGUIRE , QUALORA LO RITENGA NECESSARIO , PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI SUI BENI DELLA PARTE CONTRO CUI E CHIESTA L ' ESECUZIONE . L ' AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE AI SUDDETTI PROVVEDIMENTI DERIVA , COME E PRECISATO NEL SECONDO COMMA , DALLA DECISIONE CHE ACCORDA L ' ESECUZIONE .   19 LO SCOPO PERSEGUITO DA TALE NORMA E MANIFESTAMENTE QUELLO DI OFFRIRE ALLA PARTE CHE HA OTTENUTO L ' AUTORIZZAZIONE ALL ' ESECUZIONE MA CHE NON PUO ANCORA PROCEDERE A MISURE ESECUTIVE , UNO STRUMENTO CHE LE CONSENTA DI EVITARE CHE LA PARTE NEI CUI CONFRONTI E CHIESTA L ' ESECUZIONE DISPONGA NEL FRATTEMPO DEI SUOI BENI , IN MODO DA RENDERE INFRUTTUOSA , SE NON IMPOSSIBILE , LA FUTURA ESECUZIONE .   20 TUTTAVIA , COME PER L ' ESECUZIONE PROPRIAMENTE DETTA , PURE PER QUANTO RIGUARDA I PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI DI CUI ALL ' ART . 39 , LA CONVENZIONE SI LIMITA A PORRE IL PRINCIPIO CHE LA PARTE CHE HA CHIESTO L ' ESECUZIONE PUO PROCEDERE , NEL PERIODO DI TEMPO INDICATO IN TALE ARTICOLO , A SIFFATTI PROVVEDIMENTI . LA CONVENZIONE AFFIDA INVECE AL DIRITTO PROCESSUALE DEL GIUDICE ADITO IL COMPITO DI REGOLARE QUALSIASI QUESTIONE CHE NON COSTITUISCA OGGETTO DI NORME SPECIFICHE DELLA CONVENZIONE .   21 VA NONDIMENO PRECISATO CHE L ' APPLICAZIONE DELLE PRESCRIZIONI DEL DIRITTO PROCESSUALE INTERNO DEL GIUDICE ADITO NON POTREBBE IN ALCUN CASO PORTARE AL RISULTATO DI RIMETTERE IN DISCUSSIONE I PRINCIPI POSTI IN MATERIA , IN MODO ESPRESSO O TACITO , DALLA CONVENZIONE E IN PARTICOLARE DALL ' ART . 39 . DI CONSEGUENZA , LO STABILIRE SE TALE O TAL ' ALTRA NORMA DEL DIRITTO PROCESSUALE NAZIONALE DEL GIUDICE ADITO VADA APPLICATA A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI ADOTTATI IN FORZA DELL ' ART . 39 , DIPENDE DAL CONTENUTO DI CIASCUNA NORMA NAZIONALE E DALLA SUA COMPATIBILITA COI PRINCIPI POSTI DAL SUMMENZIONATO ARTICOLO .   22 NE RISULTA CHE NON SI PUO RISPONDERE IN TERMINI GENERALI AL QUESITO POSTO DAL GIUDICE NAZIONALE , MA OCCORRE ACCERTARE , CASO PER CASO , SE LE NORME NAZIONALI CHE TALE GIUDICE MENZIONA NELLE ALTRE QUESTIONI SIANO COMPATIBILI CON LA PORTATA DELL ' ART . 39 .   SULLA NECESSITA DI OTTENERE UNA DECISIONE SPECIFICA CHE AUTORIZZI I PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI  23 IL GIUDICE NAZIONALE CHIEDE , CON LA SECONDA QUESTIONE , SE SI APPLICHI A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI ADOTTATI IN FORZA DELL ' ART . 39 IL PRINCIPIO , VIGENTE NEL SUO ORDINAMENTO NAZIONALE , SECONDO IL QUALE , PER POTER PROCEDERE A SEQUESTRO CONSERVATIVO , L ' INTERESSATO DEVE PRELIMINARMENTE ESSERVI AUTORIZZATO CON PROVVEDIMENTO SPECIFICO DEL GIUDICE COMPETENTE .   24 COME LA COMMISSIONE HA GIUSTAMENTE FATTO RILEVARE , L ' ART . 39 ESCLUDE CHE LA PARTE CHE HA OTTENUTO L ' AUTORIZZAZIONE ALL ' ESECUZIONE DEBBA , PER POTER PROCEDERE A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI NEL PERIODO DI TEMPO INDICATO IN TALE ARTICOLO , OTTENERE A TAL FINE UN ' AUTORIZZAZIONE GIUDIZIARIA SPECIFICA E DISTINTA , ANCHE QUALORA UNA AUTORIZZAZIONE DEL GENERE FOSSE NORMALMENTE RICHIESTA DAL DIRITTO PROCESSUALE NAZIONALE DEL GIUDICE ADITO .   25 QUESTA CONCLUSIONE RISULTA DALLO STESSO TESTO DEL 2* COMMA DELL ' ART . 39 , IN CUI E DETTO CHE LA DECISIONE CHE ACCORDA L ' ESECUZIONE '  IMPLICA '  L ' AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI . QUESTA FRASE EVIDENZIA CHE IL DIRITTO DI PROCEDERE A PROVVEDIMENTI DEL GENERE TROVA LA SUA ORIGINE NELLA DECISIONE CHE ACCORDA L ' ESECUZIONE E CHE , QUINDI , UNA SECONDA DECISIONE , CHE IN NESSUN CASO POTREBBE RIMETTERE IN DISCUSSIONE L ' ESISTENZA DI TALE DIRITTO , NON SAREBBE GIUSTIFICATA .   26 LA SECONDA QUESTIONE POSTA DAL GIUDICE NAZIONALE VA QUINDI RISOLTA NEL SENSO CHE , IN BASE ALL ' ART . 39 DELLA CONVENZIONE , LA PARTE CHE HA CHIESTO ED OTTENUTO L ' AUTORIZZAZIONE ALL ' ESECUZIONE PUO , IN FORZA DI TALE ARTICOLO E NEL TERMINE IVI INDICATO , FAR PROCEDERE DIRETTAMENTE A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI SUI BENI DELLA PARTE CONTRO LA QUALE E CHIESTA L ' ESECUZIONE , SENZA NECESSITA DI OTTENERE UN ' AUTORIZZAZIONE SPECIFICA .   SUL TERMINE ENTRO IL QUALE GLI ATTI D ' ESECUZIONE DEI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI POSSONO ESSERE COMPIUTI  27 CON LA TERZA QUESTIONE , IL GIUDICE NAZIONALE CHIEDE SE VADA APPLICATO AI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI DI CUI ALL ' ART . 39 IL PRINCIPIO VIGENTE NEL PROPRIO DIRITTO NAZIONALE , SECONDO IL QUALE GLI ATTI DI ESECUZIONE DI UNA MISURA CAUTELARE DEVONO ESSERE COMPIUTI IN UN TERMINE PERENTORIO CHE DECORRE DALLA DATA IN CUI L ' INTERESSATO HA LA POSSIBILITA DI PROCEDERE A TALI ATTI .   28 IN CONFORMITA ALL ' OPINIONE SOSTENUTA DALLA COMMISSIONE , VA OSSERVATO CHE LA RISPOSTA A TALE QUESITO PUO DESUMERSI DALLO STESSO TESTO DEL 1* COMMA DELL ' ART . 39 . INFATTI , DAL MOMENTO CHE LA CONVENZIONE DISPONE CHE '  IN PENDENZA DEL TERMINE PER PROPORRE L ' OPPOSIZIONE DI CUI ALL ' ART . 36 E FINO A QUANDO NON SIA STATA ADOTTATA ALCUNA DECISIONE IN MATERIA , PUO PROCEDERSI SOLO A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI ' , NON POTREBBE AMMETTERSI CHE LA POSSIBILITA DI PROCEDERE AI PROVVEDIMENTI DI CUI TRATTASI SIA LIMITATA NEL TEMPO IN OSSEQUIO ALLE NORME NAZIONALI CHE PREVEDANO UN TERMINE PIU BREVE .   29 NE RISULTA CHE SIFFATTE NORME NON SI APPLICANO AI CASI OGGETTO DELL ' ART . 39 .   30 OCCORRE , QUINDI , RISOLVERE LA TERZA QUESTIONE POSTA DAL GIUDICE NAZIONALE NEL SENSO CHE LA PARTE CHE HA OTTENUTO L ' ESECUZIONE PUO PROCEDERE AI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI DI CUI ALL ' ART . 39 SINO ALLA SCADENZA DEL TERMINE PER PROPORRE L ' OPPOSIZIONE CONTEMPLATO DALL ' ART . 36 E , SE UNA SIFFATTA OPPOSIZIONE VIENE PROPOSTA , FINO A QUANDO NON SIA STATO STATUITO SU DI ESSA .   SULLA NECESSITA DI UN GIUDIZIO DI CONVALIDA DEI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI  31 CON LA SECONDA PARTE DELLA PRIMA QUESTIONE , IL GIUDICE NAZIONALE CHIEDE SE LA PARTE CHE HA PROCEDUTO A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI AI SENSI DELL ' ART . 39 DEBBA OTTENERE , PER I SUDDETTI PROVVEDIMENTI , UN GIUDIZIO DI CONVALIDA DEL TIPO DI QUELLO PREVISTO DAL PROPRIO DIRITTO PROCESSUALE INTERNO .   32 LA COMMISSIONE RITIENE , IN PROPOSITO , CHE NE LA LETTERA NE LO SPIRITO DELL ' ARTICOLO DI CUI TRATTASI ESCLUDANO CHE LA NECESSITA D ' UN SIFFATTO GIUDIZIO DI CONVALIDA VALGA PURE PER I PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI ADOTTATI IN FORZA DELL ' ART . 39 . SECONDO LA COMMISSIONE , SE ED IN QUANTO TALI PROVVEDIMENTI SONO CONCESSI IN MODO AUTOMATICO E SENZA IL PREVIO CONTROLLO DA PARTE DELL ' AUTORITA GIUDIZIARIA , UN PROCEDIMENTO DI CONTROLLO A POSTERIORI , COME IL PROCEDIMENTO DI CONVALIDA CONTEMPLATO DAL DIRITTO ITALIANO , COSTITUISCE IL SOLO MEZZO PER EVITARE IL RISCHIO DI MISURE CAUTELARI INUTILI O VESSATORIE .   33 E OPPORTUNO , IN PROPOSITO , RICORDARE CHE I PROCEDIMENTI DI CONVALIDA PREVISTI DAL DIRITTO DI NUMEROSI STATI CONTRAENTI HANNO LO SCOPO DI VERIFICARE A POSTERIORI LA FONDATEZZA DELLA DECISIONE CON CUI SONO STATE AUTORIZZATE LE MISURE CAUTELARI , TENUTO CONTO DEL CARATTERE GENERALMENTE SOMMARIO DEL PROCEDIMENTO CHE PRECEDE L ' ADOZIONE DI DETTA DECISIONE .   34 UN CONTROLLO DI QUESTO TIPO SAREBBE EVIDENTEMENTE INGIUSTIFICATO E PERSINO SUPERFLUO NEL CASO DI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI ADOTTATI IN FORZA DELL ' ART . 39 . INFATTI , TALI PROVVEDIMENTI VENGONO CONCESSI , NON GIA IN BASE AD UN PROCEDIMENTO SOMMARIO DI AUTORIZZAZIONE , BENSI IN BASE ALL ' EFFICACIA GIURIDICA CHE LA CONVENZIONE CONFERISCE AD UNA DECISIONE EMESSA IN UN ALTRO STATO CONTRAENTE .   35 VA RICORDATO , IN PROPOSITO , CHE IL SOLO MEZZO PREVISTO DALLA CONVENZIONE PER IMPUGNARE LA DECISIONE CHE ACCORDA L ' ESECUZIONE E L ' OPPOSIZIONE DI CUI ALL ' ART . 36 . DI CONSEGUENZA , QUALSIASI ALTRO MEZZO CONTEMPLATO DAL DIRITTO NAZIONALE DEL GIUDICE ADITO , PER QUANTO LIMITATO ALLA SOLA PARTE DELLA DECISIONE CHE IMPLICITAMENTE AUTORIZZA I PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI , RESTA ESCLUSO .   36 QUANTO ALL ' ARGOMENTAZIONE AVANZATA DALLA COMMISSIONE , SECONDO LA QUALE IL PROCEDIMENTO DI CONTROLLO A POSTERIORI CONSENTIREBBE DI ELIMINARE LE EVENTUALI IRREGOLARITA O ABUSI COMMESSI ALL ' ATTO DELLA MESSA IN ESECUZIONE DEI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI DI CUI TRATTASI , VA OSSERVATO CHE L ' ART . 39 NON OSTA A CHE LA PARTE CHE HA SUBITO L ' ESECUZIONE DI DETTI PROVVEDIMENTI POSSA ADIRE GLI ORGANI GIUDIZIARI COMPETENTI PER OTTENERE , ATTRAVERSO GLI OPPORTUNI PROCEDIMENTI PREDISPOSTI DAL DIRITTO NAZIONALE DEL GIUDICE ADITO , UN ' ADEGUATA TUTELA DEI DIRITTI ASSERTIVAMENTE LESI DAI PROVVEDIMENTI DI CUI TRATTASI .   37 LA SECONDA PARTE DELLA PRIMA QUESTIONE POSTA DAL GIUDICE NAZIONALE VA , QUINDI , RISOLTA NEL SENSO CHE LA PARTE CHE HA PROCEDUTO AI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI DI CUI ALL ' ART . 39 DELLA CONVENZIONE NON DEVE OTTENERE , PER I PROVVEDIMENTI DI CUI TRATTASI , UN GIUDIZIO DI CONVALIDA DEL TIPO DI QUELLO PREVISTO DAL DIRITTO NAZIONALE DEL GIUDICE ADITO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE 38 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO DEL REGNO UNITO E DALLA COMMISSIONE , I QUALI HANNO SOTTOPOSTO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , AL QUALE SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ( QUARTA SEZIONE ),   PRONUNCIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DALLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE CON ORDINANZA 9 NOVEMBRE 1983 , DICHIARA :   1 ) AI SENSI DELL ' ART . 39 DELLA CONVENZIONE , LA PARTE CHE HA CHIESTO ED OTTENUTO L ' AUTORIZZAZIONE ALL ' ESECUZIONE PUO , IN PENDENZA DEL TERMINE INDICATO IN TALE ARTICOLO , FAR PROCEDERE DIRETTAMENTE A PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI SUI BENI DELLA PARTE CONTRO CUI E CHIESTA L ' ESECUZIONE , SENZA NECESSITA DI OTTENERE UN ' AUTORIZZAZIONE SPECIFICA .   2 ) LA PARTE CHE HA OTTENUTO L ' ESECUZIONE PUO PROCEDERE AI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI DI CUI ALL ' ART . 39 SINO ALLA SCADENZA DEL TERMINE PER PROPORRE L ' OPPOSIZIONE CONTEMPLATO DALL ' ART . 36 E , SE UNA SIFFATTA OPPOSIZIONE VIENE PROPOSTA , SINO A QUANDO NON SIA STATO STATUITO SU DI ESSA .   3 ) LA PARTE CHE HA PROCEDUTO AI PROVVEDIMENTI CONSERVATIVI DI CUI ALL ' ART . 39 DELLA CONVENZIONE NON DEVE OTTENERE , PER I PROVVEDIMENTI DI CUI TRATTASI , UN GIUDIZIO DI CONVALIDA DEL TIPO DI QUELLO PREVISTO DAL DIRITTO NAZIONALE DEL GIUDICE ADITO .