CELEX: C2002/031/28
Language: it
Date: 2002-02-02 00:00:00
Title: Causa T-286/01: Ricorso del sig. Johannes Priesemann contro la Banca centrale europea, presentato il 22 novembre 2001

C 31/14                 IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           2.2.2002
—     condannare la Commissione alle spese sostenute dalla                 La ricorrente fa valere che non sussiste giustificazione alcuna
      ricorrente nel presente ricorso;                                     del fatto che la Commissione ha omesso di agire entro un
                                                                           termine ragionevole. L’indagine preliminare della Commis-
                                                                           sione ha preso 63 mesi per la prima denuncia e 16 mesi per la
—     prendere le ulteriori misure che il Tribunale possa giudica-         seconda denuncia. Inoltre il procedimento d’indagine formale
      re appropriate.                                                      è già durato due anni. Di conseguenza la Deutsche Post è stata
                                                                           in grado di profittare dell’aiuto di Stato illegittimo senza alcuna
                                                                           interferenza da parte della Commissione per un lasso di tempo
                                                                           estremamente lungo. Per effetto di quanto precede la posizione
                                                                           concorrenziale della ricorrente nella sua qualità di concorrente
                                                                           della Deutsche Post è stata seriamente pregiudicata.
Motivi e principali argomenti
                                                                           (1) GU C 20, del 23 gennaio 1999, pag. 30.
                                                                           (2) GU C 174, del 19 giugno 1999, pag. 14.
Il 7 luglio 1994 la ricorrente, una società facente capo                   (3) Pubblicata nella Gazzetta ufficiale C 306, del 23 ottobre 1999,
all’United Parcel Services Group (UPS) che distribuisce pacchi in               pag. 25.
tutto il mondo, ha presentato una denuncia alla Commissione
asserendo l’esistenza di aiuti di Stato derivanti, tra l’altro,
dalla copertura di perdite e dalle sovvenzioni incociate della
distribuzione di pacchi postali con risorse del monopolio
derivanti dalle attività di corrispondenza postale della Deutsche
Post; con la stessa lettera è stata presentata anche una denuncia
ex art. 82 del Trattato CE. Il 2 ottobre 1998 la Commissione               Ricorso del sig. Johannes Priesemann contro la Banca
ha comunicato alla ricorrente che avrebbe esaminato la                           centrale europea, presentato il 22 novembre 2001
posizione ed il comportamento della Deutsche Post AG alla
luce dell’art. 82 del Trattato e che non avrebbe avviato, per il
momento almeno, un procedimento ex art. 88. La ricorrente                                           (Causa T-286/01)
ha presentato un ricorso chiedendo al Tribunale di primo
grado di annullare tale «decisione» (causa T-182/98) (1).                                             (2002/C 31/28)
                                                                                               (Lingua processuale: il tedesco)
L’8 giugno 1998 la ricorrente ha presentato un’altra denuncia
asserendo che l’aiuto di Stato era implicito nell’uso delle risorse
del monopolio per finanziare l’acquisto di azioni della DHL
                                                                           Il 22 novembre 2001, il sig. Johannes Priesemann, residente
International. Il 21 dicembre 1998 la ricorrente ha inviato una
                                                                           in Francoforte sul Meno (Germania), rappresentato dall’avv.
lettera alla Commissione chiedendole di prendere posizione
                                                                           Dr. Norbert Pflüger, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo
sulla sua denuncia entro due mesi. Il periodo di due mesi è
                                                                           grado delle Comunità europee un ricorso contro la Banca
scaduto senza che la Commissione abbia adottato una decisio-
                                                                           centrale europea.
ne o definito la sua posizione e conseguentemente la ricorrente
ha iniziato il procedimento ai sensi dell’art. 232 del Trattato
(causa T-98/99) (2).                                                       Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                           —      annullare la decisione della Banca centrale europea con
                                                                                  cui è stata negata al ricorrente la concessione dell’inden-
Con lettera 17 agosto 1999 la Commissione ha notificato alla                      nità scolastica (education allowance) a favore dei tre figli
Repubblica federale di Germania la sua decisione di avviare il                    del medesimo, nonché, all’occorrenza, ogni altra relativa
procedimento di cui all’art. 88, n. 2, del Trattato (3). Il ricorso               decisione dell’istituzione convenuta nel procedimento
nella causa T-182/98 è stato dichiarato irricevibile (ordinanza                   precontenzioso,
della Quarta Sezione 30 settembre 1999) e la causa T-98/99 è
stata cancellata dal ruolo (ordinanza del Presidente della Quarta          —      condannare la Banca centrale europea alle spese.
Sezione 29 ottobre 1999).
                                                                           Motivi e principali argomenti
Il 5 giugno 2001, posto che la Commissione non aveva preso
posizione in merito alla compatibilità col mercato comune
delle misure oggetto delle due denunce, la ricorrente le ha                Il ricorrente, dipendente dell’istituzione convenuta, chiedeva la
chiesto di definire la sua posizione e/o di adottare le misure             concessione dell’indennità scolastica per la frequenza dei
richieste in ciascuna delle denunce. Il termine di due mesi ai             propri tre figli presso una scuola internazionale. L’istituzione
sensi dell’art. 232 del Trattato CE è scaduto il 5 agosto 2001             convenuta respingeva la richiesta sulla base del rilievo che il
senza che la Commissione abbia definito la sua posizione con               ricorrente non sarebbe in possesso dei requisiti a tal fine
riguardo alle denunce della ricorrente. Quest’ultima ha quindi             necessari, non avendo diritto all’indennità di dislocazione
proposto il presente ricorso.                                              (expatriation allowance).
 ---pagebreak--- 2.2.2002                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 31/15
A sostegno della propria domanda il ricorrente deduce che                     —     condannare la Commissione europea al pagamento in
la decisione impugnata violerebbe il principio di parità di                         favore della ricorrente delle somme che verranno accerta-
trattamento e si porrebbe, quindi, in contrasto con l’art. 19                       te nel corso del giudizio, a titolo di risarcimento dei danni
delle «Conditions of Employment» (CoE). Il ricorrente sarebbe                       che la stessa ricorrente ha subito
inoltre discriminato rispetto a quei dipendenti che percepisco-
no l’indennità di dislocazione sulla base dell’art. 17 CoE e tale             —     condannare la Commissione alle spese del presente
discriminazione sarebbe illegittima.                                                giudizio
Il ricorrente sostiene inoltre che la circostanza che l’art. 19 CoE           Motivi e principali argomenti
costituisce solamente una «soluzione provvisoria» in attesa
dell’istituzione di una scuola europea nella zona di Francoforte
                                                                              Il presente ricorso ha come oggetto la pretesa illegittimità del
sul Meno non consentirebbe alcuna altra conclusione. Anche
                                                                              recesso della Commissione dal Contratto di appalto Thermie,
in tale fase, infatti, il ricorrente non potrebbe essere trattato in
                                                                              stipulato in data 22.12.1994 e recante il n. BM
maniera discriminatoria rispetto agli altri dipendenti aventi
                                                                              1007/1994/IT/DE/UL/90, per la costruzione di una Centrale
diritto all’indennità di dislocazione.
                                                                              termica di generazione elettrica in Italia, alimentata a biomasse
                                                                              vegetali basata sull’integrazione di un gassificatore atmosferico
                                                                              a letto fluido con un ciclo combinato. Detto contratto
Secondo il ricorrente, non sarebbero comprensibili i motivi                   veniva finanziato in origine con contributi comunitari fino
per i quali la concessione dell’indennità scolastica sarebbe                  all’ammontare del 40 % del suo costo complessivo. La società
collegata al diritto alla concessione dell’indennità ex                       ricorrente, coordinatrice del progetto, è stata costituita fra
art. 17 CoE. La finalità dell’indennità scolastica consisterebbe              cinque dei sette sottoscrittori originari del contratto in que-
nel consentire un’assistenza scolastica completa. Essa non                    stione.
rappresenterebbe un’agevolazione per il dipendente, bensı̀ un
sostegno per il figlio a carico, costituendo un contributo alle
spese di mantenimento del medesimo.                                           La decisione di recesso è stata adottata in seguito a taluni
                                                                              problemi riguardanti l’esecuzione del Contratto, consistenti in
                                                                              particolare nella mancata tecnologia da apportare da parte di
                                                                              Lurgi Energie, uno dei contrattanti, che avrebbero indotto la
                                                                              Convenuta a ritenere impossibile l’adempimento dei program-
                                                                              mi di lavoro del progetto entro il termine contrattuale.
                                                                              A sostegno delle sue pretensioni la ricorrente fa valere:
Ricorso di Bioelettrica S.p.a. contro la Commissione delle                    —     L’omissione della formalità di preavviso scritto di un
     Comunità europee presentato il 20 novembre 2001                                mese a mezzo di lettera raccomandata;
                                                                              —     La mancata notificazione della decisione di recesso a tutti
                           (Causa T-287/01)                                         i Contractors;
                                                                              —     La violazione dell’Art. 8 § 8.2(f) dell’allegato II delle
                             (2002/C 31/29)                                         Condizioni generali del Contratto, nella misura in cui
                                                                                    questa disposizione prevede la possibilità per la Commis-
                                                                                    sione di recedere dal contratto qualora il contraente non
                     (Lingua processuale: l’italiano)                               inizi i lavori alla data specificata nel contratto, tenuto
                                                                                    conto del fatto che si discute di un contratto sottoscritto
                                                                                    nel dicembre 1994 e che ai sensi e per gli effetti
                                                                                    dell’art. 2.1 del Contratto stesso la data dell’1.1.1995
                                                                                    viene indicata come data dell’inizio dei lavori. Secondo la
Bioelettrica S.p.a., con l’ avvocato Ombretta Fabe Dal Negro,                       ricorrente non è credibile che solo dopo sei anni la
ha presentato il 20 novembre 2001 dinanzi al Tribunale di                           Commissione contesti il mancato inizio.
primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la
Commissione europea.                                                          —     La violazione del principio generale di certezza nei
                                                                                    rapporti giuridici al riguardo di un contraente che non
                                                                                    può in alcun modo essere esposto a delle conseguenze
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                                       imprevedibili, non individuabili cioè né dall’autoregola-
                                                                                    mento che le parti si sono date, né tantomeno dall’ordina-
                                                                                    mento giuridico esistente. Viene sottolineato che tale
—      accertare l’illegittimità nei confronti di Bioelettrica del                  affermazione va maggiormente sostenuta nel caso in cui
       recesso dal Contratto Thermie 12.12.1994 esercitato con                      l’effetto non previsto derivi dall’esercizio di un potere
       lettera della Commissione europea del 06.09.2001, e per                      arbitrario, non legalmente o contrattualmente riconosciu-
       effetto                                                                      to, di estinguere il rapporto obbligatorio esistente, eserci-
                                                                                    tando il recesso in una ipotesi inammissibile oltreché
—      dichiarare la validità ed efficacia del Contratto e                          infondata.