CELEX: 52014PC0497
Language: it
Date: 2014-07-30
Title: Proposta di DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Svezia ad applicare sull'energia elettrica fornita direttamente alle navi ormeggiate in porto un'aliquota di imposta ridotta in conformità all'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE

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		52014PC0497
		
			Proposta di DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Svezia ad applicare sull'energia elettrica fornita direttamente alle navi ormeggiate in porto un'aliquota di imposta ridotta in conformità all'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE /* COM/2014/0497 final - 2014/0230 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
La tassazione dei prodotti energetici e dell'energia
elettrica è disciplinata nell'Unione dalla direttiva 2003/96/CE del Consiglio
(di seguito "la direttiva sulla tassazione dell'energia" o "la direttiva").
A norma dell'articolo 19, paragrafo 1,
della direttiva, oltre a quanto disposto in particolare dagli articoli 5, 15 e 17
della stessa direttiva, il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta
della Commissione, può autorizzare gli Stati membri ad applicare ulteriori
esenzioni o riduzioni del livello di tassazione in base a considerazioni
politiche specifiche.
Scopo della presente proposta è autorizzare la
Svezia ad applicare un'aliquota di imposta ridotta sull'energia elettrica
fornita direttamente a navi ormeggiate in porto (di seguito denominata "energia
elettrica erogata da impianti di terra"). L'esenzione è volta a fornire un
incentivo economico per promuovere l'uso dell'energia elettrica erogata da
impianti di terra allo scopo di ridurre l'inquinamento atmosferico nelle città
portuali.
L'obiettivo della misura che dovrà essere
applicata dalla Svezia è ridurre l'impatto ambientale del trasporto marittimo.
La richiesta e il suo contesto generale
Il 20 giugno 2011 il Consiglio ha
adottato la decisione di esecuzione 2011/384/UE del Consiglio che
autorizza la Svezia ad applicare un'aliquota di imposta ridotta sull'energia
elettrica fornita direttamente a navi ormeggiate in porto ("energia
elettrica erogata da impianti di terra"), in conformità all'articolo 19
della direttiva 2003/96/CE[1].
La decisione scade il 25 giugno 2014.
Con lettera del 13 dicembre 2013, le
autorità svedesi hanno richiesto una nuova decisione di autorizzazione che
permetterà alla Svezia di continuare ad applicare la tassazione ridotta. Con la
misura richiesta la Svezia intende incentivare l'uso dell'energia elettrica
erogata da impianti di terra, ritenuta un'alternativa meno inquinante rispetto
alla produzione di energia elettrica a bordo di navi ormeggiate in porto.
Le autorità svedesi hanno intenzione di
continuare ad applicare sull'energia elettrica erogata da impianti di terra un'aliquota
di imposta ridotta di 50 SEK (5,79 EUR)[2] per MWh, che è
superiore all'aliquota minima di imposta sull'energia elettrica prevista dalla
direttiva 2003/96/CE. È inoltre superiore all'aliquota di imposta
nazionale sull'energia elettrica per uso commerciale, che è pari a 5 SEK (0,59 EUR)
per MWh. La Svezia tuttavia ritiene che l'uso dell'energia elettrica erogata da
impianti di terra non sia da considerare un uso commerciale. Senza l'autorizzazione,
le aliquote nazionali applicate all'energia elettrica erogata da impianti di
terra sarebbero quindi pari a 293 SEK (33,94 EUR) per MWh o a 185 SEK (21,43 EUR)
per MWh nel nord della Svezia.
D'altro canto, l'articolo 14,
paragrafo 1, lettera c), della direttiva sulla tassazione dell'energia
impone agli Stati membri di esentare dalla tassazione i prodotti energetici
utilizzati come carburanti per la navigazione nelle acque dell'Unione europea.
Tale esenzione riguarda anche i prodotti energetici utilizzati per produrre
energia elettrica a bordo delle navi ormeggiate in porto. Gli Stati membri
possono inoltre esentare i prodotti energetici utilizzati come carburanti per
la navigazione sulle vie navigabili interne, secondo quanto disposto dall'articolo 15,
paragrafo 1, lettera f, della direttiva di cui sopra, che riguarda
anche l'energia elettrica prodotta a bordo delle imbarcazioni. Di conseguenza,
nella maggior parte dei casi, il sistema di imposizione basato sulla direttiva
sulla tassazione dell'energia non incide sui costi per la produzione di energia
elettrica a bordo di navi ormeggiate in porto, anche se tale produzione
potrebbe avere effetti negativi sulla salute e sull'ambiente a causa del
deterioramento della qualità dell'aria e dell'aumento dei livelli di rumore nei
porti.
La Svezia applicherà l'aliquota di imposta
ridotta a tutte le forniture di energia elettrica proveniente da impianti di
terra di almeno 380 volt destinata a navi per la navigazione mercantile di
stazza lorda uguale o superiore a 400 tonnellate. Le autorità svedesi
ritengono tale limite adeguato a garantire che la riduzione proposta venga
applicata alla stragrande maggioranza delle navi impiegate nel traffico
internazionale e alle grandi navi usate nel traffico nazionale. Si ritiene che
tali navi siano responsabili della maggior parte delle emissioni causate dal
funzionamento dei motori ausiliari a bordo mentre sono ormeggiate in porto.
Le autorità svedesi riconoscono che la misura
costituisce un aiuto di Stato e favorisce i proprietari delle navi usate per la
navigazione mercantile. Al tempo stesso affermano che la misura non avrà alcun
effetto sulla concorrenza tra proprietari o operatori di navi, in quanto essa è
applicabile a tutte le navi (ad eccezione delle navi per uso privato)
ormeggiate nei porti svedesi, indipendentemente dalla loro bandiera. In merito
all'incidenza che essa avrà sugli scambi commerciali tra Stati membri, la
Svezia suppone che sarà trascurabile, dal momento che la scelta dei porti
dipende dalla destinazione del carico più che dalla riduzione dei costi di
ormeggio conseguente alla riduzione dell'aliquota di imposta applicata all'energia
elettrica erogata da impianti di terra.
Le autorità svedesi hanno chiesto che l'autorizzazione
venga accordata per un periodo di sei anni, ossia il periodo massimo di
cui all'articolo 19, paragrafo 2, della direttiva.
La Svezia ritiene che la misura sia conforme
alla raccomandazione 2006/339/CE della Commissione finalizzata a
promuovere l'utilizzo di energia elettrica erogata da impianti di terra per le
navi ormeggiate nei porti comunitari[3]
nonché alla comunicazione della Commissione "Obiettivi strategici e
raccomandazioni per la politica UE dei trasporti marittimi fino al 2018"[4]. Va notato a tale riguardo
che a partire da giugno 2011 gli Stati membri saranno soggetti all'obbligo
incondizionato di rispettare norme di qualità dell'aria per determinati
inquinanti come il materiale particolato[5].
Per osservare tale obbligo essi dovranno trovare soluzioni a problemi come le
emissioni delle navi ormeggiate in porto, ove necessario, ed è prevedibile che
nei porti che presentano questi problemi l'utilizzo dell'energia elettrica
erogata da impianti di terra sarà incoraggiato nell'ambito della strategia
generale per migliorare la qualità dell'aria.
Riducendo l'aliquota di imposta la Svezia
intende continuare a incentivare gli operatori navali a utilizzare l'energia
elettrica erogata da impianti di terra al fine di ridurre l'inquinamento
atmosferico e acustico prodotto dalle navi ormeggiate in porto, nonché le
emissioni di CO2. L'applicazione dell'aliquota di imposta ridotta
rafforzerebbe la competitività dell'energia elettrica erogata da impianti
di terra rispetto ai combustibili bunker per uso a bordo, del tutto esenti da
imposta. Le autorità svedesi hanno informato la Commissione che, da quando è
stata applicata la misura, sono stati costruiti ulteriori impianti di terra per
l'erogazione di energia elettrica e il numero di porti svedesi dotati di tali
impianti è aumentato passando da cinque a otto (Stoccolma, Göteborg, Piteå,
Helsingborg, Luleå, Karlskrona, Trelleborg e Ystad) e che attualmente sono
previsti piani per la costruzione di ulteriori impianti nel porto di Stoccolma.
Le autorità svedesi hanno informato la Commissione che le navi utilizzate dal
settore forestale sono i principali utilizzatori degli impianti di terra che
forniscono energia elettrica. I porti che servono tale settore presentano la
più alta percentuale di utilizzo di energia elettrica erogata da impianti di
terra. Gli impianti sono generalmente utilizzati nei casi in cui le navi sono
ormeggiate per lunghi periodi. La percentuale di navi che ricorre agli impianti
di terra per l'approvvigionamento di energia elettrica varia da porto a porto
(oscillando tra il 33 e quasi il 100%), a seconda del porto e della tipologia
di navi. Stando alle informazioni fornite dalla Svezia, l'impiego di energia
elettrica proveniente da impianti di terra ha indotto una riduzione delle
emissioni di anidride solforosa, ossido nitrico, particolato e ossido di
carbonio. Le autorità svedesi tuttavia non dispongono di stime precise delle
riduzioni delle emissioni attribuibili all'applicazione della misura.
Disposizioni vigenti nel settore della
proposta
Direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003,
che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici
e dell'elettricità, in particolare l'articolo 14, paragrafo 1,
lettera c), e l'articolo 15, paragrafo 1, lettera f).
Valutazione della misura ai sensi dell'articolo
19 della direttiva 2003/96/CE
Considerazioni politiche specifiche
L'articolo 19, paragrafo 1, primo
comma, della direttiva recita: 
"Oltre a quanto disposto dagli articoli
che precedono, in particolare gli articoli 5, 15 e 17, il Consiglio,
deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, può autorizzare
gli Stati membri ad applicare ulteriori esenzioni o riduzioni in base a
considerazioni politiche specifiche."
Riducendo l'aliquota, le autorità svedesi
mirano a promuovere un sistema di approvvigionamento di energia elettrica per
le navi ormeggiate nei porti che sia meno dannoso per l'ambiente e contribuisca
pertanto a migliorare la qualità dell'aria locale. La Svezia ha sottolineato
che la Commissione ha di fatto già raccomandato l'uso di energia elettrica
erogata da impianti di terra quale alternativa alla produzione di energia elettrica
a bordo di navi ormeggiate in porto, riconoscendone pertanto i vantaggi per l'ambiente[6]. Senza la misura, l'energia
elettrica fornita alle navi ormeggiate in porto sarebbe tassata a 293 SEK
(33,94 EUR) per MWh o a 185 SEK (21,43 EUR) per MWh nel nord
della Svezia. L'esenzione richiesta si tradurrebbe pertanto in un ulteriore
incentivo all'uso di questa tecnologia, pari a 243 SEK o 28,15 EUR
per MWh (135 SEK o 15,64 EUR per MWh nel nord della Svezia), e
contribuirebbe così al raggiungimento dell'obiettivo strategico indicato. 
La Commissione constata inoltre che, da quando
è stata applicata la misura, la Svezia ha sviluppato ulteriormente le proprie
infrastrutture sulla terraferma. A quanto pare, la riduzione della tassazione è
stato un efficace incentivo a un utilizzo più generalizzato dell'energia
elettrica erogata da impianti di terra. Le autorità svedesi hanno informato la
Commissione di aver richiesto o imposto ad alcuni porti di predisporre impianti
di terra per l'erogazione di energia elettrica. La Svezia tuttavia non ha
riferito in merito all'introduzione di obblighi giuridici o incentivi
finanziari per l'utilizzo degli impianti. Lo sviluppo dell'infrastruttura
riscuote interesse, manifestato in modo particolare dal settore forestale nell'ambito
dei suoi sforzi intesi a realizzare sistemi di trasporto più rispettosi dell'ambiente.
Considerato l'attuale stato di sviluppo dell'energia elettrica erogata da
impianti di terra in Svezia, la Commissione ritiene che l'applicazione di una
significativa riduzione dell'aliquota di imposta resti uno strumento adeguato
per spingere sia le autorità portuali sia i proprietari di navi a investire
ulteriormente nella tecnologia, tenendo conto anche dell'assenza di altre
misure nazionali specifiche volte a incentivare il ricorso a impianti di terra
per l'approvvigionamento di energia elettrica.
Riguardo alla natura dell'obiettivo strategico
perseguito, la Commissione ricorda che la promozione dell'energia elettrica
erogata da impianti di terra è di fatto un obiettivo strategico comune cui
dovrebbe mirare l'intera Unione. Lo si afferma chiaramente nella comunicazione
della Commissione su una politica marittima integrata[7] e nel documento di
lavoro dei servizi della Commissione che l'accompagna[8]. Nella sua proposta di
revisione della direttiva sulla tassazione dell'energia[9], la Commissione ha
suggerito di esonerare dalla tassazione l'energia elettrica erogata da
impianti di terra fornita alle imbarcazioni ormeggiate in porto.
La proposta della Commissione tuttavia non è
ancora stata adottata dal Consiglio. Nel frattempo occorre dare agli operatori
economici in Svezia e alle autorità svedesi la certezza giuridica sulle misure
fiscali applicate allo scopo di promuovere l'utilizzo dell'energia elettrica
erogata da impianti di terra. Allo stato attuale l'unica possibilità di
introdurre un'agevolazione fiscale per questo tipo di energia è fornita
dall'articolo 19. Tale articolo si propone tuttavia di rispondere alle
specifiche circostanze di ogni Stato membro non riprese nella direttiva stessa.
Una deroga ai sensi dell'articolo 19 che persegua l'obiettivo strategico
di promuovere l'energia elettrica erogata da impianti di terra può pertanto
essere concessa unicamente a titolo di misura transitoria prima che il
Consiglio tenga conto di detto obiettivo nel quadro della revisione della
direttiva 2003/96/CE.
Coerenza con gli altri obiettivi e
politiche dell'Unione
La misura richiesta riguarda soprattutto la
politica ambientale dell'UE. Nella misura in cui contribuirà a ridurre il
consumo di combustibile bunker a bordo delle navi ormeggiate in porto, essa
contribuirà effettivamente a migliorare la qualità dell'aria delle località
portuali. È inoltre probabile che la misura permetta di ridurre le emissioni di
CO2, dal momento che la maggiore efficienza del sistema e i diversi
combustibili usati fanno sì che il mix di energia elettrica dalla rete
terrestre abbia un'intensità di carbonio inferiore a quella dell'energia
elettrica prodotta a bordo con combustibili bunker. Va notato a questo
proposito che nella zona di mercato in questione il mix di energia elettrica
medio presenta un'intensità di carbonio di molto inferiore alla media dell'Unione.
Sebbene l'intensità di carbonio delle forniture elettriche supplementari sia
generalmente superiore a quella del mix di energia elettrica medio e
dipenda fortemente dall'ora del giorno in cui ha luogo la domanda, la misura
dovrebbe comportare comunque riduzioni relativamente significative delle
emissioni di CO2[10].

La misura è in linea con la proposta di
direttiva della Commissione sulla realizzazione di un'infrastruttura per i
combustibili alternativi, che affronta la questione dell'installazione di
impianti di terra per la fornitura di energia elettrica nei porti in cui questo
tipo di approvvigionamento offre un buon rapporto costi-efficacia e apporta
benefici per l'ambiente[11].
Va a questo punto ricordato che uno dei motivi
principali per cui l'energia elettrica erogata da impianti di terra si trova in
posizione concorrenziale sfavorevole rispetto a quella prodotta a bordo delle
navi ormeggiate in porto risiede nel fatto che quest'ultima gode attualmente di
una completa esenzione fiscale netta: fiscalmente esente non è solo il
combustibile bunker utilizzato per la produzione di energia elettrica, in
conformità a quanto disposto dall'articolo 14, paragrafo 1,
lettera a), della direttiva 2003/96/CE, ma anche l'energia elettrica
prodotta a bordo delle navi (cfr. articolo 14, paragrafo 1,
lettera c), della stessa direttiva). Quantunque quest'ultima esenzione
possa essere giudicata difficilmente compatibile con gli obiettivi ambientali
dell'Unione, essa risponde a considerazioni di ordine pratico. In effetti, la
tassazione dell'energia elettrica prodotta a bordo imporrebbe al proprietario
della nave (spesso stabilito in un paese terzo) o all'operatore di dichiarare
la quantità di energia elettrica consumata. La dichiarazione dovrebbe inoltre
specificare la percentuale di energia elettrica consumata nelle acque
territoriali dello Stato membro in cui l'imposta è dovuta. Produrre tale
dichiarazione per ogni Stato membro le cui acque territoriali sono interessate
dal consumo di energia elettrica rappresenterebbe un gravoso onere
amministrativo per i proprietari delle navi. Date le circostanze, può risultare
giustificato non penalizzare l'alternativa meno inquinante costituita dall'energia
elettrica erogata da impianti di terra e permettere alla Svezia di applicare l'aliquota
di imposta ridotta.
Riguardo all'energia elettrica consumata dalle
navi ormeggiate nei porti delle vie navigabili interne, contrariamente alla
situazione prevalente nei porti di mare, l'esenzione dell'energia elettrica
prodotta a bordo è meramente facoltativa per gli Stati membri [articolo 15,
paragrafo 1, lettera f)]. Non esiste pertanto alcun ostacolo
giuridico che impedisca agli Stati membri di considerare l'energia elettrica
erogata da impianti di terra alla stregua di quella generata a bordo delle navi
ormeggiate nei porti delle vie navigabili interne. Tuttavia la possibilità,
prevista dall'articolo 15, paragrafo 1, lettera f), della direttiva, di
non tassare l'energia elettrica generata a bordo è dovuta di nuovo a
considerazioni di ordine pratico da parte del legislatore, al tempo stesso
strettamente legate ai vantaggi fiscali facoltativi concessi per la navigazione
interna. La maggior parte degli Stati membri, Svezia compresa, ha deciso di non
tassare i combustibili utilizzati a tal fine. Essi ritengono inoltre poco
pratico tassare il combustibile di alimentazione piuttosto che l'energia
elettrica (cfr. l'articolo 21, paragrafo 5, terzo comma,
della direttiva 2003/96/CE), perché ciò presupporrebbe, quanto meno, un
trattamento separato del combustibile utilizzato per la produzione di energia
elettrica. In effetti, nel decidere se estendere l'esenzione fiscale
applicabile alla navigazione marittima ai combustibili utilizzati per la
navigazione interna, gli Stati membri prendono in considerazione una serie di
aspetti, tra cui gli obiettivi generali della politica nazionale in materia di
trasporti (considerazioni di natura ambientale, per esempio) che possono
indurli a non tassare i combustibili usati per la navigazione interna. 
Si ritiene pertanto giustificato, allo stadio
attuale, estendere ai porti delle vie navigabili interne la possibilità di
applicare un livello di tassazione ridotto all'energia elettrica erogata da
impianti di terra.
Mercato interno e concorrenza leale
La Commissione non ha ricevuto denunce
riguardanti l'applicazione pratica della misura fiscale autorizzata dalla
decisione di esecuzione 2011/384/UE del Consiglio. Dal punto di vista del
mercato interno e della concorrenza leale, la misura riduce unicamente la
distorsione a livello di tassazione che, a causa dell'esenzione fiscale
applicata ai combustibili bunker, esiste tra le due fonti concorrenti di
energia elettrica per navi ormeggiate in porto, ossia la produzione a bordo e l'energia
erogata da impianti di terra.
Riguardo alla concorrenza tra operatori di
navi, le autorità svedesi non hanno fornito informazioni su aumenti
considerevoli del numero di navi attrezzate per l'utilizzo dell'energia erogata
da impianti di terra. Va osservato che, secondo i loro calcoli, i costi
associati all'utilizzo di questo tipo di energia continuano ad essere
relativamente alti rispetto all'energia prodotta a bordo mediante il ricorso a
combustibili bunker esenti da imposta. In particolare, i costi per gli armatori
comprendono le tariffe di rete e i costi di investimento per le apparecchiature
di bordo. Sebbene sia molto difficile fare precise previsioni dei costi a causa
della loro forte dipendenza dalle fluttuazioni del prezzo del greggio, le più
recenti valutazioni disponibili indicano che, nell'insieme, neanche la piena
esenzione fiscale ridurrebbe, nella maggior parte dei casi, i costi operativi
dell'energia elettrica erogata da impianti di terra a livelli inferiori ai
costi di produzione a bordo[12]
e pertanto non costituirebbe in alcun caso un significativo vantaggio
concorrenziale degli operatori di navi che usano l'energia elettrica erogata da
impianti di terra sugli operatori di navi che utilizzano energia elettrica
generata a bordo. Nel caso in questione, non si è verificata una significativa
distorsione del tipo sopra indicato con l'applicazione della decisione di
esecuzione 2011/384/UE del Consiglio ed è improbabile che possa
verificarsi dal momento che la Svezia intende continuare a rispettare il
livello minimo di tassazione stabilito dalla direttiva sulla tassazione dell'energia.
Inoltre, la Svezia intende continuare a limitare l'agevolazione fiscale alle
navi di stazza lorda uguale o superiore a 400 tonnellate e alle forniture di
energia elettrica erogata da impianti di terra di almeno 380 volt,
affinché la misura sia destinata alle navi che producono a bordo quantità
significative di energia elettrica e in modo tale da limitare il numero totale
di beneficiari. Come spiegato dalle autorità svedesi, entrambi i valori di
soglia sono stati fissati a un livello relativamente basso per rispondere alle
preoccupazioni di associazioni nazionali, le quali temevano che le navi
nazionali potessero essere svantaggiate rispetto alle navi straniere. Al
contrario, si può ragionevolmente supporre che a causa dei valori di soglia a
beneficiare dell'agevolazione fiscale siano non tanto le navi svedesi quanto
quelle di altri paesi dell'UE e che, in ogni caso, i valori di soglia non
determinerebbero un trattamento fiscale più vantaggioso per gli operatori
economici nazionali rispetto ai loro concorrenti di altri Stati membri.
Riguardo alla concorrenza tra porti, le
autorità svedesi hanno dichiarato di non avere osservato notevoli cambiamenti
nella scelta dei porti da parte degli armatori che possano essere ricondotti
alla disponibilità di impianti di terra per l'erogazione di energia elettrica.
Le stesse autorità hanno ritenuto trascurabile l'eventuale impatto sugli scambi
commerciali tra gli Stati membri che potrebbe derivare da un possibile cambio
di rotta da parte delle navi per poter utilizzare energia elettrica erogata da
impianti di terra a cui sia applicata un'aliquota di imposta ridotta. In una
situazione in cui, come spiegato precedentemente, è poco probabile che l'uso di
energia elettrica erogata da impianti di terra diventi, almeno a breve termine,
più sostenibile economicamente di quella prodotta a bordo nonostante la
riduzione fiscale, è altrettanto improbabile che la riduzione dell'aliquota d'imposta
dia luogo a distorsioni significative della concorrenza tra i porti inducendo
le navi a modificare la loro rotta in funzione della disponibilità di questo
tipo di energia.
Il periodo per il quale si propone di
autorizzare l'applicazione dell'aliquota d'imposta ridotta riflette in larga
misura l'intervallo temporale di otto anni indicato nella proposta della
Commissione per l'esenzione fiscale dell'energia elettrica erogata da impianti
di terra.
Periodo di applicazione della misura e
sviluppo del quadro fiscale dell'UE in materia di energia
In teoria, il periodo di applicazione della
deroga dovrebbe essere abbastanza lungo da non dissuadere gli operatori
portuali dall'effettuare i necessari investimenti. In questo particolare caso,
il periodo di applicazione della misura sarebbe stato prorogato e l'entità
della riduzione d'imposta aumentata dalla proposta della Commissione di
revisione della direttiva sulla tassazione dell'energia, che prevede un'esenzione
obbligatoria per l'energia elettrica erogata da impianti di terra per un
periodo di otto anni dalla sua entrata in vigore. La deroga non dovrebbe
tuttavia compromettere i futuri sviluppi del vigente quadro giuridico e
dovrebbe tener conto dell'eventuale adozione da parte del Consiglio di un atto
giuridico basato sulla proposta di modifica della direttiva sulla tassazione
dell'energia presentata dalla Commissione. Considerate le circostanze, sembra
adeguato concedere l'autorizzazione richiesta per il periodo massimo di sei
anni consentito dalla direttiva, fatta salva tuttavia l'entrata in vigore di
disposizioni generali in materia prima della scadenza prevista. Questo lasso di
tempo fornirà la certezza giuridica agli operatori portuali e di navi che
devono pianificare i propri investimenti negli impianti di terra per l'erogazione
di energia elettrica o nelle apparecchiature di bordo. Permetterà inoltre alle
autorità svedesi di raccogliere i dati per valutare in modo esaustivo gli
effetti della misura.
Norme in materia di aiuti di Stato
In base al tasso di cambio vigente al 1° ottobre 2013
pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea[13], l'aliquota fiscale
ridotta di 50 SEK per MWh prevista dalle autorità svedesi è superiore
al livello minimo di tassazione dell'UE di cui all'articolo 10 della
direttiva 2003/96/CE. La misura soddisfa pertanto una delle condizioni di
cui all'articolo 44 del regolamento (UE) n. 651/2014 della
Commissione[14],
che stabilisce le condizioni alle quali una misura di questo tipo è esentata
dall'obbligo di notifica degli aiuti di Stato. Allo stato attuale non è
possibile tuttavia stabilire se siano soddisfatte tutte le condizioni di cui
all'articolo 44 e la proposta di decisione di esecuzione del Consiglio non
impedisce alla Commissione di esigere dalla Svezia di conformarsi alle norme in
materia di aiuti di Stato.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
Consultazione delle parti interessate
La presente proposta si basa su una richiesta
presentata dalla Svezia e concerne unicamente questo Stato membro.
Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario ricorrere al parere di
esperti esterni.
Valutazione d'impatto
La presente proposta riguarda un'autorizzazione
concessa a un singolo Stato membro su sua richiesta.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Scopo della proposta è autorizzare la Svezia,
in deroga alle disposizioni generali della direttiva 2003/96/CE del
Consiglio, ad applicare un'aliquota di imposta ridotta di 50 SEK (5,79 EUR)
per MWh sull'energia elettrica fornita direttamente alle navi ormeggiate in
porto.
Base giuridica
Articolo 19 della direttiva 2003/96/CE
del Consiglio.
Principio di sussidiarietà
Il settore della tassazione indiretta di cui
all'articolo 113 del TFUE non è di per sé di esclusiva competenza dell'Unione
europea ai sensi dell'articolo 3 del TFUE.
L'esercizio delle competenze degli Stati
membri in tale settore è tuttavia rigorosamente determinato e limitato dal
diritto UE vigente. A norma dell'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE,
soltanto il Consiglio può autorizzare uno Stato membro ad applicare ulteriori
esenzioni o riduzioni secondo le modalità ivi previste. Gli Stati membri non
possono sostituirsi al Consiglio. 
La proposta è pertanto conforme al principio
di sussidiarietà.
Principio di proporzionalità
La proposta rispetta il principio di
proporzionalità. La riduzione fiscale si limita a quanto necessario per
raggiungere l'obiettivo in questione (cfr. le considerazioni di cui sopra
concernenti gli aspetti relativi al mercato interno e alla concorrenza leale).
Scelta dello strumento
Strumento proposto: decisione di esecuzione del
Consiglio.
L'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE
prevede unicamente questo tipo di misura.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
La misura non comporta alcun onere finanziario
o amministrativo a carico dell'Unione europea. La proposta non ha pertanto
alcuna incidenza sul bilancio dell'Unione.
2014/0230 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
che autorizza la Svezia ad applicare
sull'energia elettrica fornita direttamente alle navi ormeggiate in porto
un'aliquota di imposta ridotta in conformità all'articolo 19 della
direttiva 2003/96/CE
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, 
vista la direttiva 2003/96/CE del
Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario
per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità[15], in particolare l'articolo 19,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       Con la decisione di
esecuzione 2011/384/UE del Consiglio[16],
la Svezia è stata autorizzata ad applicare fino al 25 giugno 2014 un'aliquota
di imposta ridotta sull'energia elettrica fornita direttamente alle navi
ormeggiate in porto ("energia elettrica erogata da impianti di terra"),
in conformità all'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE.
(2)       Con lettera del 13 dicembre 2013
la Svezia ha chiesto l'autorizzazione a continuare ad applicare sull'energia
elettrica erogata da impianti di terra un'aliquota di imposta ridotta, in
conformità all'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE.
(3)       La riduzione di imposta che
la Svezia intende applicare mira a continuare a promuovere un uso più
generalizzato dell'energia elettrica erogata da impianti di terra quale sistema
meno dannoso per l'ambiente, rispetto al consumo di combustibili bunker a
bordo, per il soddisfacimento del fabbisogno energetico delle navi ormeggiate
in porto.
(4)       Nella misura in cui permette
di evitare le emissioni di inquinanti atmosferici derivanti dall'uso di
combustibili bunker, il ricorso a energia elettrica erogata da impianti di
terra contribuisce a migliorare la qualità dell'aria delle località portuali.
Viste le condizioni specifiche che caratterizzano la struttura produttiva della
regione interessata, ossia il mercato nordico dell'energia elettrica di cui
fanno parte Svezia, Danimarca, Finlandia e Norvegia, l'uso di energia elettrica
erogata da impianti di terra anziché di quella generata da combustibili bunker
dovrebbe inoltre permettere di ridurre le emissioni di CO2. La
misura dovrebbe pertanto contribuire al conseguimento degli obiettivi delle politiche
dell'Unione in materia di ambiente, sanità e clima.
(5)       La concessione dell'autorizzazione
alla Svezia ad applicare un'aliquota di imposta ridotta sull'energia elettrica
erogata da impianti di terra non eccede quanto è necessario per incrementare l'utilizzo
di questo tipo di energia, dato che nella maggior parte dei casi la produzione
a bordo continuerà a rappresentare l'alternativa più competitiva. Per la stessa
ragione, a causa dell'attuale scarsa penetrazione del mercato della tecnologia
in questione, è poco probabile che durante la sua vigenza la misura determini
significative distorsioni della concorrenza: pertanto essa non pregiudicherà il
corretto funzionamento del mercato interno.
(6)       Dall'articolo 19,
paragrafo 2, della direttiva 2003/96/CE, si desume che ciascuna
autorizzazione concessa a norma di detto articolo debba essere rigorosamente
limitata nel tempo. Data la necessità, da un lato, che il periodo sia
abbastanza lungo da consentire un'adeguata valutazione della misura e, dall'altro,
di non compromettere il futuro sviluppo del quadro giuridico in vigore, è
opportuno concedere l'autorizzazione richiesta per un periodo di sei anni,
fatta salva tuttavia l'entrata in vigore di disposizioni generali in materia
prima della scadenza prevista.
(7)       Al fine di fornire la
certezza giuridica agli operatori portuali e di navi e di evitare un potenziale
aumento dell'onere amministrativo per i distributori e i ridistributori di
energia elettrica, che potrebbe derivare dalle variazioni dell'aliquota di accisa
prelevata sull'energia elettrica erogata da impianti di terra, è opportuno
garantire che la Svezia possa applicare senza interruzioni l'attuale riduzione
d'imposta oggetto della presente decisione. È opportuno pertanto concedere l'autorizzazione
richiesta con effetto dal 26 giugno 2014, senza discontinuità
rispetto alle disposizioni precedenti di cui alla decisione di esecuzione 2011/384/UE
del Consiglio.
(8)       La presente decisione non
pregiudica l'applicazione delle norme dell'Unione in materia di aiuti di Stato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
Si autorizza la Svezia ad applicare un'aliquota
di imposta ridotta sull'energia elettrica fornita direttamente a navi
ormeggiate in porto, diverse dalle imbarcazioni private da diporto, a condizione
che siano rispettati i livelli minimi di tassazione di cui all'articolo 10
della direttiva 2003/96/CE.
Articolo 2
Gli effetti della presente decisione decorrono
dal giorno della notifica.
Essa si applica a decorrere dal 26 giugno 2014.
Essa scadrà il 25 giugno 2020.
Tuttavia, se il Consiglio, deliberando a norma
dell'articolo 113 del TFUE, dovesse stabilire disposizioni generali
relative alle agevolazioni fiscali applicabili all'energia elettrica erogata da
impianti di terra, la presente decisione cessa di applicarsi il giorno dell'entrata
in vigore delle disposizioni.
Articolo 3
Il Regno di Svezia è destinatario della
presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 170 del 30.6.2011, pag. 36.
[2]               Tutti i calcoli si basano sul tasso di cambio al 1° ottobre 2013
(1 EUR = 8,6329 SEK). GU C 286 del 2.10.2013.
[3]               Raccomandazione 2006/339/CE della Commissione,
dell'8 maggio 2006, finalizzata a promuovere l'utilizzo di
elettricità erogata da reti elettriche terrestri per le navi ormeggiate nei
porti comunitari (GU L 125 del 12.5.2006).
[4]               Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo,
al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle
regioni – Obiettivi strategici e raccomandazioni per la politica UE dei
trasporti marittimi fino al 2018, COM(2009) 8 definitivo del 21 gennaio 2009.
[5]               Cfr. direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa alla qualità dell'aria
ambiente e per un'aria più pulita in Europa (GU L 152 dell'11.6.2008).
[6]               Cfr. nota 3.
[7]               COM(2007) 575 def. del 10 ottobre 2007.
[8]               SEC(2007) 1283 def. del 10 ottobre 2007.
[9]               COM(2011) 169 def. del 13 aprile 2011.
[10]             Nel 2012 la quota combinata di energia da fonti
rinnovabili e di origine nucleare contenuta nel mix di energia elettrica della
Svezia era pari al 95,4%, mentre nel mix di energia elettrica
"NordPool" era pari al 90%. Cfr.
http://www.nordpoolspot.com/Global/Download%20Center/TSO/Nordic-production-split_2004-2012.pdf.
Sia l'energia nucleare sia quella idraulica, che rappresenta la maggior parte
della produzione di energia da fonti rinnovabili in Svezia e nei paesi
scandinavi in generale, sono tuttavia usate principalmente come carico di base,
mentre il carico di picco presenta in media una maggiore intensità di carbonio.
[11]             COM(2013) 18 def. del 24 gennaio 2013.
[12]             Cfr. Commissione europea – Direzione generale Ambiente,
Service Contract Ship Emissions: Assignment, Abatement and Market-based
Instruments, Task 2a – Shore-Side Electricity, agosto 2005, http://ec.europa.eu/environment/air/pdf/task2_shoreside.pdf.
L'analisi dei costi è stata effettuata per i porti di Göteborg (Svezia), Juneau
e Long Beach (Stati Uniti).
[13]             Cfr. nota 2.
[14]             Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione che
dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in
applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato (GU L 187
del 26.6.2014, pag. 1).
[15]               GU L 283 del 31.10.2003, pag. 51.
[16]               Decisione di esecuzione 2011/384/UE del Consiglio,
del 20 giugno 2011, che autorizza la Svezia ad applicare
all'elettricità fornita direttamente a navi ormeggiate in porto («elettricità
erogata da reti elettriche terrestri») una riduzione dell'aliquota della
tariffa elettrica in conformità all'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE
(GU L 176 del 30.6.2011, pag. 36).