CELEX: 31991R1386
Language: it
Date: 1991-05-23 00:00:00
Title: REGOLAMENTO (CEE) N. 1386/91 DELLA COMMISSIONE del 23 maggio 1991 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di accendini tascabili a pietra foacaia e a gas, non ricaricabili, originari del Giappone, della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea e della Tailandia #

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31991R1386

REGOLAMENTO (CEE) N. 1386/91 DELLA COMMISSIONE del 23 maggio 1991 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di accendini tascabili a pietra foacaia e a gas, non ricaricabili, originari del Giappone, della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea e della Tailandia  -   

Gazzetta ufficiale n. L 133 del 28/05/1991 pag. 0020 - 0028

REGOLAMENTO (CEE) N. 1386/91 DELLA COMMISSIONE  del 23 maggio 1991  che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di accendini tascabili a pietra foacaia e a gas, non ricaricabili, originari del Giappone, della Repubblica  popolare cinese, della Repubblica di Corea e della TailandiaLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,  sentito il comitato consultivo a norma del suddetto regolamento,  CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:  A. PROCEDURA  (1) Nel novembre 1989, la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dalla Federazione europea dei fabbricanti di accendini a nome di produttori che rappresentano la maggior parte della produzione comunitaria nel settore. La denuncia conteneva  elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping sul prodotto originario della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea e della Tailandia, nonché al grave pregiudizio che ne consegue, ritenuti sufficienti per giustificare  l'avvio di una procedura.  (2) La Commissione, pertanto, ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di accendini tascabili a gas, non ricaricabili,  di cui al codice NC 9613 10 00, originari della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea e della Tailandia, ed ha avviato un'inchiesta.  (3) Nel maggio 1990, la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dalla Bic SA e dalla Swedish Match SA, che rappresentano la maggioranza della produzione comunitaria nel settore. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di  pratiche di dumping su questi prodotti originari del Giappone e al grave pregiudizio che ne consegue, ritenuti sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura.  (4) La Commissione pertanto ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), l'apertura di una procedura antidumping riguardante le importazioni nella Comunità di accendini tascabili a gas, non ricaricabili,  di cui al codice NC 9613 10 00, originari del Giappone, ed ha aperto un'inchiesta.  (5) La Commissione ha ufficialmente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori e i ricorrenti e ha dato alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere note le loro  osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.  (6) Tutti gli importatori noti, la maggior parte degli esportatori e i due produttori comunitari Bic SA e Swedish Match SA hanno reso note le loro osservazioni per iscritto. Sono inoltre pervenute osservazioni della China Association of Enterprises with  Foreign investments. Tuttavia, dato che un certo numero di esportatori cinesi ha reso note le sue osservazioni quasi cinque mesi dopo lo scadere del termine fissato, non si è tenuto conto delle loro comunicazioni per non ritardare indebitamente lo  svolgimento dell'incheista. Soltanto l'esportatore cinese Gao Yao, Hua Fa Industrial Co., Guangdong, ha compilato l'intero questionario entro il termine fissato.  Numerosi produttori/esportatori hanno chiesto e ottenuto un'audizione.  (7) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini dell'accertamento preliminare ed ha svolto inchieste in loco presso i seguenti  a) produttori comunitari:  - Bic SA, Rennes, Francia,  - Bic - Violex SA, Atene, Grecia,  - Bic - Laforest SA, Tarragona, Spagna,  - Swedish Match SA, Rillieux-la-Pape, Francia,  - Swedish Match NV, Assen, Paesi Bassi;  b) uffici vendite dei produttori comunitari:  - Bic SA, Clichy, Francia,  - Bic SA, Ettlingen, Germania,  - Swedish Match, SA, Hochheim, Germania,  - Swedish Match NV, Amsterdam, Paesi Bassi;  c) produttori/esportatori extra-CEE:  Giappone  Tokai Corporation, Yokohama  Repubblica popolare cinese  Gao Yao, Hua Fa Industrial Co., Guangdong (non visitato)  Repubblica di Corea  Samji Industrial, Co. Ltd, Inchon  Tailandia  - Politop Co. Ltd, Bangkok,  - Thai Merry Co. Ltd, Samutsakorn;  d) importatori non collegati:  - Polyflame International BV, Roeleferantsveen, Paesi Bassi,  - Troeber GmbH, Amburgo, Germania;  e) importatori collegati al produttore/esportatore giapponese:  - Tokai Seiki GmbH, Moenchengladbach, Germania,  - Tokai Vespa Hispanica, SA Madrid, Spagna,  - Tokai France, SA, Le-Blanc-Mesnil, Francia.  (8) La Commissione ha chiesto e ricevuto comunicazioni particolareggiate scritte e orali dai produttori comunitari ricorrenti, dagli esportatori e dagli importatori sopracitati, ed ha verificato le informazioni ottenute nella misura giudicata  necessaria.  (9) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo 1o gennaio 1989 - 31 dicembre 1989 per la Repubblica popolare cinese, la Repubblica di Corea e la Tailandia, ed il periodo 1o gennaio 1989 - 30 giugno 1990 per il Giappone.  B. PRODOTTO IN ESAME, PRODOTTO SIMILE  (10) Si tratta degli accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili (in appresso denominati « accendini »).  (11) Sebbene sul mercato esistano altri tripi di accendini tascabili a gas (accendini piezoelettrici), le loro caratteristiche tecniche sono notevolmente diverse da quelle del summenzionato prodotto. Pertanto, essi non rientrano nella presente  procedura.  (12) L'industria comunitaria produce il prodotto in questione in vari modelli, che presentano determinate differenze ma hanno tutti le stesse caratteristiche tecniche e fisiche di base, la stessa utilizzazione di base, svolgono la stessa funzione di  base e sono interscambiabili. Pertanto, si deve ritenere che l'intera gamma di modelli costituisce un unico prodotto. Si è riscontrato che le importazioni in questione presentano una gamma analoga di modelli e che le loro caratteristiche tecniche e  fisiche di base sono identiche a quelle degli accendini prodotti dall'industria comunitaria.  (13) Un certo numero di esportatori ed importatori dei prodotti in questione ha obiettato che gli accendini importati e quelli fabbricati dai produttori comunitari non sono simili, in quanto alcuni modelli comunitari contengono un maggior numero di  accensioni.  Avendo esaminato il problema, i servizi della Commissione hanno riscontrato, durante l'inchiesta, che le analogie tra le caratteristiche di tutti gli accendini in questione superano di gran lunga le differenze esistenti a livello di numero di  accensioni.  La Commissione, pertanto, ha ritenuto che gli accendini prodotti e venduti dai fabbricanti comunitari costituiscano un'unica categoria di prodotti ed un prodotto simile sotto tutti gli aspetti al prodotto importato dal Giappone, dalla Repubblica  popolare cinese, dalla Repubblica di Corea e dalla Tailandia ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88.  C. DUMPING  a) Valore normale  i) Giappone  (14) Il valore normale è stato determinato, in via provvisoria, in base ai prezzi interni dell'unico esportatore, la Tokai Corporation, che ha esportato nella Comunità durante il periodo di riferimento e le cui vendite interne sono state considerate  rappresentative.  Per quanto riguarda gli accendini destinati alla pubblicità, la Commissione ha riscontrato che il loro prezzo era più elevato a causa dei maggiori costi di produzione. Dato che questi accendini non sono stati esportati, essi sono stati esclusi dalla  determinazione del valore normale, senza che ciò sollevasse obiezioni da parte della Tokai Corporation.  ii) Repubblica di Corea  (15) Il valore normale è stato determinato, in via provvisoria, in base ai prezzi interni della Samji, l'unico esportatore che ha collaborato all'inchiesta, che ha esportato nella Comunità durante il periodo di riferimento, che ha fornito elementi di  prova sufficienti e le cui vendite sono state giudicate rappresentative del mercato interno in questione.  iii) Tailandia  (16) Nel determinre il valore normale per i due esportatori tailandesi, Politop Co. Ltd e Thai Merry Co. Ltd, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che le vendite del prodotto simile sul mercato interno non consentono un confronto adeguato.  Si è osservato che tutte le vendite interne della Thai Merry Co. Ltd sono state effettuate in perdita e che le vendite interne della Politop Co. Ltd rappresentavano meno del 5 % delle esportazioni totali.  Di conseguenza, la Commissione ha deciso di determinare il valore normale per queste società in base al valore costruito.  (17) Il valore costruito è stato determinato sommando i costi di produzione ad un equo margine di utile. Il costo di produzione è stato calcolato in base a tutti i costi, fissi e variabili, nel corso di normali operazioni commerciali nel paese  d'origine, dei materiali e della fabbricazione, più un importo ragionevole per le spese generali, amministrative e di vendita. È stato inoltre aggiunto un margine di utile dell'8 %. Per quanto riguarda il margine di utile, non ci si è potuti basare né  sugli utili realizzati dai produttori sulle vendite redditizie dei prodotti simili sul mercato interno né sulle vendite di altri produttori o esportatori nel paese d'origine o sulle esportazioni redditizie dei prodotti simili. La Commissione, pertanto,  ha ritenuto ragionevole un margine dell'8 %, dato il profitto più elevato realizzato dagli altri esportatori di altri paesi che hanno collaborato alla procedura e i costi estremamente modesti delle attività di ricerca e sviluppo in Tailandia.  iv) Repubblica popolare cinese  (18) Nel determinare il valore normale per la Repubblica popolare cinese, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che questo paese non ha un'economia di mercato, e quindi basare i suoi calcoli sul valore normale in un paese ad economia di  mercato. A tale riguardo, i ricorrenti avevano suggerito di scegliare il mercato coreano. Tuttavia, la China Association of Enterprises with Foreign investments e un importatore hanno contestato questa proposta, in quanto il mercato coreano è protetto  da dazi all'importazione.  (19) La China Association of Enterprises with Foreign Investments ha suggerito di scegliere come paese analogo la Tailandia. L'importatore interessato ha proposto di stabilire il valore normale in base ai prezzi all'esportazione degli accendini cinesi  nei paesi terzi o in base ai prezzi all'esportazione nei paesi terzi degli accendini prodotti nelle Filippine.  (20) La seconda proposta è stata respinta, perché la Commisione non aveva alcuna garanzia che questi prezzi all'esportazione dalla Repubblica popolare cinese o dalle Filippine non fossero anch'essi prezzi di dumping.  (21) Di conseguenza, la Commissione ha giudicato, provvisoriamente, opportuno e ragionevole utilizzare il valore costruito in Tailandia come base di calcolo per il valore normale relativo alle esportazioni della Repubblica popolare cinese, per i  seguenti motivi:  - i prodotti originari della Tailandia sono simili a quelli originari della Repubblica popolare cinese;  - dagli elementi disponibili risulta che non esistono differenze di rilievo tra i due paesi per quanto riguarda la tecnologia e i processi di fabbricazione degli accendini;  - il fatto che il valore normale in Tailandia sia stato stabilito basandosi sul costo di produzione dei due produttori tailandesi elimina il rischio di confrontare i prezzi cinesi con prezzi il cui carattere elevato potrebbe essere dovuto a determinate  condizioni di mercato quali dazi all'importazione o monopoli.  b) Prezzi all'esportazione  (22) Per quanto riguarda le esportazioni effettuate dai produttori cinesi, coreani e tailandesi direttamente ad importatori indipendenti nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili  per i prodotti venduti.  (23) Per quanto riguarda il produttore giapponese, le esportazioni sono state effettuate a consociate che hanno importato il prodotto nella Comunità. In questi casi, dato il rapporto esistente tra esportatore e importatore, si è ritenuto opportuno  costruire i prezzi all'esportazione in base ai prezzi di prima rivendita del prodotto importato ad un acquirente indipendente. Dal prezzo all'acquirente indipendente sono stati detratti gli sconti concessi, e si è inoltre proceduto agli adeguamenti  necessari per tener conto di tutte le spese sostenute tra l'importazione e la rivendita, compresi tutti i dazi e le tasse.   (24) Le ripartizioni dei costi necessarie per costruire i prezzi all'esportazione sono state effettuate sulla base del fatturato. A tale scopo, sono stati generalmente utilizzati i costi e il fatturato dell'ultimo esercizio finanziario disponibile per  gli importatori collegati, basati quindi sui conti già verificati. Ogni qualvolta la ripartizione delle spese di vendita, amministrative e generali non è stata effettuata sulla base del fatturato, l'importo da assegnare è stato calcolato in base ai dati  disponibili relativi ai costi dell'esportatore direttamente connessi alle vendite in questione.  (25) Per costruire il prezzo all'esportazione, inoltre, si sono operati adeguamenti onde tener conto dei dazi all'importazione comunitari e di un margine di utile del 9 % sul fatturato delle vendite. Nell'adottare questo margine del 9 %, la Commissione  si è basata sui dati ottenuti e controllati presso un importatore indipendente del prodotto in questione.  c) Confronto  (26) Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, e conformemente all'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha determinato il valore normale e i prezzi all'esportazione a  livello del primo acquirente indipendente, tenendo conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, quali le differenze a livello di caratteristiche fisiche e di condizioni di vendita, ogni qualvolta poteva essere debitamente  dimostrata l'esistenza di un collegamento diretto tra queste differenze e le vendite in questione. Ciò è avvenuto per quanto riguarda le differenze a livello di condizioni di credito, garanzie, commissioni, retribuzioni dei venditori, imballaggio,  trasporto, assicurazione, movimentazione e spese accessorie.  . MARGINI DI DUMPING  (27) Per ogni esportatore, il margine di dumping era pari all'importo del quale il valore normale stabilito superava il prezzo all'esportazione nella Comunità.  (28) Dall'esame preliminare dei fatti è risultata l'esistenza di pratiche di dumping per tutti i produttori/esportatori oggetto dell'inchiesta.  I margini di dumping variano a seconda degli esportatori, con la seguente media ponderata, su base CIF, per ciascuno degli esportatori oggetto dell'inchiesta:  - Giappone  Tokai Corporation, Yokohama 96,58 %  - Repubblica popolare cinese  Gao Yao, Hua Fa Industrial Co., provincia di Guangdong 17,84 %  - Repubblica di Corea  Samji Industrial, Inchon 31,58 %  - Tailandia  - Politop Co. Ltd, Hangkok 5,87 %  - Thai Merry Co. Ltd, Samutsakorn 15,03 %  (29) Per i produttori che non hanno risposto al questionario della Commissione, che non lo hanno compilato interamente o che non hanno reso note le loro osservazioni, il dumping è stato determinato sulla base degli elementi disponibili a norma  dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88. A tale riguardo, la Commissione ha ritenuto che le risultanze della sua inchiesta per altre società costituissero la base più adeguata per determinare il margine di dumping. Al  fine di precludere un'eventuale elusione del dazio, qualora il margine di dumping per questi produttori fosse inferiore al più elevato margine di dumping riscontrato nei lori paesi rispettivi per i produttori che hanno collaborato all'inchiesta, si è  ritenuto appropriato applicare loro il più elevato margine di dumping riscontrato nel loro paese.  E. PREGIUDIZIO  a) Volume e quote di mercato  (30) Per quanto riguarda il volume del mercato, il consumo di accendini nella Comunità è regolarmente aumentato, passando da 317,5 milioni di unità nel 1986 a 363,7 milioni di unità nel 1987, a 383,6 milioni di unità nel 1988 e a 439,8 milioni di unità  nel 1989, il che rappresenta un incremento del 38,5 %.  (31) Secondo le informazioni ricevute dalle società oggetto dell'inchiesta, le esportazioni di accendini dal Giappone, dalla Repubblica popolare cinese e dalla Tailandia sono passate da 11,3 milioni di pezzi nel 1986 a 92,4 milioni di pezzi nel 1989,  con la seguente evoluzione per ciascuno di questi paesi:    - Repubblica popolare cinese  da 0 milioni nel 1986 a 6,1 milioni nel 1989  - Giappone  da 11,3 milioni nel 1986 a 56,6 milioni nel 1989  - Tailandia  da 0 milioni nel 1986 a 29,7 milioni nel 1989 (32) Per quanto riguarda la Repubblica di Corea,  i dati forniti non riflettevano con sufficiente precisione l'effettiva presenza coreana sul mercato, dato che ha collaborato all'inchiesta soltanto un esportatore. In base ad Eurostat, le vendite coreane sono risultate di 10,6 milioni di pezzi nel 1986,  di 28,9 milioni nel 1987, di 24,3 milioni nel 1988 e di 7,8 milioni nel 1989.  Nell'analizzare questi dati, va ricordato che la tendenza delle esportazioni coreane ha risentito della sospensione del beneficio delle preferenze generalizzate di cui la Repubblica di Corea ha goduto fino al termine del 1988.  In base ai dati Eurostat (che riuniscono gli accendini a gas « usa e getta » e gli accendini piezoelettrici), le importazioni da questi paesi sono aumentate allo stesso ritmo, passando da 35,4 milioni di pezzi nel 1986 a 152,5 milioni di pezzi nel 1989.   Ciò rappresenta un aumento della quota di mercato delle importazioni in dumping dall'11 % nel 1986 al 35 % nel 1989.  b) Prezzi  (33) Per quanto riguarda le sottoquotazioni, la Commissione ha confrontato la media ponderata dei prezzi di vendita degli esportatori e dei produttori comunitari nel 1989, al netto di tutti gli sconti e di tutte le tasse, calcolata in base alle vendite  al primo importatore o acquirente non collegato, con gli adeguamenti necessari per tener conto delle differenze a livello di canali di distribuzione (escluse le vendite ai dettaglianti e quelle al settore della pubblicità). Il prezzo medio di vendita  dei produttori comunitari è stato ponderato in relazione al volume delle vendite di ciascun tipo dei prodotti simili. Questa media dei prezzi di vendita comunitari è stata poi confrontata con le cifre corrispondenti per ciascun esportatore, in base al  suo prezzo di rivendita nella Comunità, e ponderata in funzione dei volumi delle vendite.  (34) Un certo numero di esportatori ha sollevato il problema del confronto dei prezzi di rivendita al primo acquirente indipendente nella Comunità, obiettando che un certo numero di accendini prodotti dall'industria comunitaria conteneva più gas e  pertanto più fiamma, e quindi risultava più attraente per i clienti ed aveva un prezzo di mercato più elevato.  Per garantire un equo confronto, la Commissione ha escluso alcuni tipi di accendini dalla determinazione delle sottoquotazioni, limitandosi a considerare gli accendini con un contenuto di gas analogo.  (35) Dal confronto è risultato che, nel 1989, i prezzi di tutti gli accendini originari del Giappone, della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea e della Tailandia sono stati inferiori a quelli dei corrispondenti accendini dei produttori  comunitari secondo i seguenti margini:  - Tokai Corporation, Giappone 11,51 %  - Samji, Repubblica di Corea 7,74 %  - Thai Merry, Tailandia 14,76 %  - Politop, Tailandia 11,36 %  - Gao Yao, Repubblica popolare cinese 19,82 %  c) Impatto sull'industria comunitaria  i) Produzione, capacità, sfruttamento del potenziale e scorte  (36) A tale riguardo, la Commissione ha riscontrato un calo della produzione dell'industria comunitaria tra il 1986 e il 1989. Se si attribuisce un indice 100 alla produzione del 1986, quella del 1989 può essere valutata a 97.  Per contro nello stesso periodo, si è avuto un incremento del potenziale pari a 114 nel 1989 rispetto a un indice 100 nel 1986.  Lo sfruttamento del potenziale è invece calato dall'indice 100 nel 1986 all'indice 85 nel 1989. Anche se non si fosse verificato un aumento del potenziale, l'indice di sfruttamento sarebbe calato da 100 nel 1986 a 97 nel 1989.  (37) Nel periodo 1986-1989 non si sono osservati mutamenti di rilievo per quanto riguarda le scorte. Tutti i produttori hanno mantenuto le loro scorte allo stesso livello, e pertanto si è ritenuto opportuno non tener conto di questo fattore.  ii) Vendite, redditività e occupazione  (38) Le vendite dei produttori comunitari sul mercato comunitario hanno registrato il seguente andamento:  1986 249,0 milioni di unità  1987 256,8 milioni di unità  1988 254,0 milioni di unità  1989 266,5 milioni di unità  Ciò rappresenta una diminuzione della quota di mercato dal 78,4 % nel 1986 al 60,5 % nel 1989 (70,6 % nel 1987, 65,3 % nel 1988).  (39) I prezzi dell'industria comunitaria hanno continuato a diminuire regolarmente tra il 1986 e il 1989. Nonostante i loro sforzi, i produttori comunitari non sono stati in grado (a meno di rischiare di accumulare perdite finanziarie irreversibili) di  allinearsi ai prezzi imposti sul mercato dalle importazioni in dumping. Partendo da un indice 100 per il 1986, i prezzi dei prodotti comunitari sono stati pari a 96 nel 1987, a 88 nel 1988 e a 86 nel 1989. Nello stesso periodo, i prezzi delle  importazioni in questione sono calati del 28 %.  Per quanto riguarda gli utili, si è riscontrato un deterioramento, fra il 1986 e il 1989, dei risultati finanziari dell'industria comunitaria.  (40) Sempre tra il 1986 e il 1989, si è registrato anche un calo occupazionale. Basandosi su un indice 100 per il 1986, il numero di persone occupate nell'industria comunitaria era di 81 nel 1987, di 78 nel 1988 e di 73 nel 1989.  La Commissione ha osservato che, nel 1986 e nel 1987, uno dei produttori comunitari ha proceduto ad una ristrutturazione che lo ha portato a considerevoli riduzioni di personale.  d) Conclusioni  (41) La Commissione ha constatato una tendenza decrescente della produzione, dello sfruttamento del potenziale, della quota di mercato, dei prezzi, degli utili e dell'occupazione dell'indutria comunitaria.  Per contro, dal 1986 le importazioni dai paesi oggetto della procedura sono regolarmente aumentate, fino a raggiungere, nel 1989, una cifra di più di quattro volte superiore. La loro quota di mercato è più che triplicata, mentre i loro prezzi sono  diminuiti almeno del 28 %.  (42) Il costante calo degli utili, nonostante i notevoli sforzi prodigati per ridurre i costi di produzione, compromette gli investimenti e il programma di razionalizzazione dell'industria comunitaria. Questa perdita di redditività minaccia non soltanto  la produzione di accendini dei due produttori comunitari, ma anche la successiva produzione di altri tipi di accendini, come ad esempio quelli piezoelettrici.  (43) Di conseguenza, la Commissione ha concluso che l'industria comunitaria ha subito un grave pregiudizio ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88.  F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO  a) Cumulo  (44) Per quanto riguarda la causa del pregiudizio, la Commissione ha ritenuto opportuno analizzare congiuntamente gli effetti di tutte le importazioni in dumping. Nell'elaborare le sue conclusioni, la Commissione ha preso in considerazione i volumi  importati, il loro incremento dal 1986, la politica degli esportatori interessati in materia di prezzi e le condizioni generali del mercato. Inoltre, la Commissione ha tenuto conto del fatto che, per rifornirsi, gli importatori passano facilmente e  frequentemente da un paese all'altro.  (45) Nel caso della Repubblica di Corea, per i motivi di cui al paragrafo 32 non si è attribuita importanza al calo verificatosi nel 1989.  Sebbene la quota di mercato della Repubblica popolare cinese e della Tailandia variasse e fosse, in alcuni casi, piuttosto bassa, essa è stata nondimeno giudicata rilevante, specialmente in considerazione del suo rapido aumento.  L'attuale quota di mercato delle importazioni coreane è significativa. Inoltre, si è riscontrato che i prezzi di tutti i paesi erno notevolmente inferiori a quelli dei prodotti comunitari.  (46) Infine, la Commissione ha rilevato che i prodotti importati sono in diretta concorrenza con quelli comunitari sul mercato CEE.  Basandosi sulla sua analisi, la Commissione ha concluso che, per valutare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria, si doveva tener conto dell'effetto combinato delle importazioni in dumping provenienti da tutti i paesi oggetto dell'inchiesta.  b) Effetti delle importazioni in dumping  (47) La Commissione ha appurato che il calo in termini di:  - produzione,  - sfruttamento del potenziale,  - volume delle vendite e quota di mercato,  - prezzi,  - utili e  - occupazione  è coinciso con il forte incremento delle importazioni provenienti dai paesi in questione. Mentre il volume degli accendini usa e getta è aumentato del 38,5 %, la quota di mercato delle importazioni è triplicata (dall'11 % al 35 %) e della dell'industria  comunitaria è diminuita del 23 %.  In effetti, in un mercato altamente competitivo a livello di prezzi, le rilevanti sottoquotazioni degli accendini hanno indiscutibilmente un effetto negativo sulle vendite, e di conseguenza sulla redditività dell'industria comunitaria.  Dette sottoquotazioni sono state rese possibili soltanto da pratiche di dumping, come dimostra il fatto che, in tutti i casi meno uno, i margini di dumping riscontrati sono superiori alle spese.   c) Altre possibili cause di pregiudizio  (48) Per quanto riguarda la possibilità che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria sia stato causato da altri fattori, è risultato che esso non poteva essere imputato al volume e ai prezzi delle importazioni originarie di altri paesi terzi  che, in genere, sono rimaste stabili, e in alcuni casi sono addirittura diminuite.  (49) L'esportatore giapponese ha obiettato che la produttività dell'industria comunitaria è inferiore, e che questo elemento doveva essere preso in considerazione nel valutare il pregiudizio. La Commissione, però, non è d'accordo, in quanto gli  eventuali vantaggi dell'esportatore a livello di costi vengono considerati, in una procedura antidumping, soltanto se si riflettono senza discriminazioni nei prezzi all'esportazione e nei prezzi interni.  Infatti, se non avessero praticato il dumping, gli esportatori giapponesi, i cui prezzi nella Comunità si avvicinano attualmente al punto di equilibrio, sarebbero stati costretti a praticare prezzi nettamente superiori, che avrebbero considerevolmente  limitato il volume delle loro vendite e aumentato i loro costi. Inoltre, dall'inchiesta non sono emersi elementi di prova relativi a queste differenze di produttività. Per di più, basandosi sulla sua esperienza, la Commissione ritiene che non vi siano  differenze di produttività tra il produttore giapponese e l'industria comunitaria. L'unica differenza consiste nel volume più elevato prodotto, dovuto agli ingenti quantitativi esportati nella Comunità a prezzi nettamente ribassati.  (50) Concludendo, il volume delle importazioni in dumping, la loro penetrazione sul mercato e i loro prezzi di vendita nella Comunità hanno indotto la Commissione a considerare grave il pregiudizio subito dall'industria comunitaria e causato dalle  importazioni in dumping di accendini originari del Giappone, della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea a della Tailandia.  G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ  (51) Lo scopo dell'istituzione di dazi antidumping è quello di eliminare le pratiche di dumping che recano pregiudizio ad un'industria della Comunità e di ripristinare una situazione di equa concorrenza sul mercato comunitario, il che è indubbiamente  nell'interesse generale della Comunità.  (52) Se non si frena il rapido incremento delle importazioni a prezzi indebitamente bassi provenienti dal Giappone, dalla Repubblica popolare cinese, dalla Repubblica di Corea e dalla Tailandia, la posizione, già precaria, degli accendini tascabili a  gas, non ricaricabili, prodotti dall'industria comunitaria subirà un ulteriore deterioramento, e detta industria dovrà con ogni probabilità sospendere totalmente la sua attività.  Dato che l'industria comunitaria è composta di due solide aziende, la sospensione temporanea delle pratiche commerciali sleali ripristinerà indubbiamente un'equa concorrenza.  (53) Gli importatori hanno dichiarato che le importazioni a basso prezzo favorivano i consumatori. Tuttavia, la Commissione fa notare che, anche in un'ottica a breve termine, ciò è vero soltanto in parte, e dipende in larga misura dai canali di  distribuzione in quanto, generalmente, è l'importatore che trae vantaggio dalle importazioni a basso prezzo, e non l'utilizzatore finale.  In alcuni Stati membri, si è registrato un calo dei prezzi al consumo degli accendini, dovuto ad una guerra a livello di quote di mercato e vantaggioso solo a breve termine per il consumatore.  È infatti nell'interesse a lungo termine dei consumatori che esista sul mercato una vasta gamma di prodotti (comunitari ed altri), venduti ad equi prezzi di mercato, in condizioni di leale concorrenza.  Infine, i prodotti oggetto dell'inchiesta sono poco costosi e l'onere supplementare per il consumatore (a causa delle misure prese) sarà minimo.  (54) Una volta instaurata un'equa concorrenza, l'industria comunitaria potrà riconquistare la sua quota di mercato nella Comunità, avvalendosi così delle stesse economie di scala della maggior parte degli esportatori, e diventando quindi più  competitiva. Fintanto che gli utili sul capitale investito rimarranno bassi, è poco probabile che l'industria comunitaria intensifichi la sua attività di marketing o effettui i nuovi investimenti necessari per ridurre i costi di fabbricazione, a meno  che non si prendano misure per tutelare tale industria dalle pratiche comerciali sleali. Di conseguenza, la Commissione ha ritenuto necessario, nell'interesse della Comunità, prendere provvedimenti al fine di mantenere la vitalità dell'industria  comunitaria degli accendini.  (55) In considerazione di quanto precede, la Commissione ha concluso che l'interesse della Comunità impone di tutelare l'industria comunitaria. La Commissione ha preso atto del rapido deterioramento dell'industria comunitaria negli ultimi anni, in  particolare durante il periodo di riferimento. Essa ritiene pertanto necessario intervenire per impedire che l'industria in questione subisca un ulteriore pregiudizio, istituendo dazi antidumping provvisori sulle importazioni di accendini tascabili a  gas, non ricaricabili, originari del Giappone, della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea e della Tailandia.  H. DAZIO PROVVISORIO  (56) Per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria, occorre aumentare considerevolmente i suoi prezzi di vendita, in modo da consentirle di coprire i costi di produzione e di ricavare un utile adeguato.  (57) La Commissione ha pertanto calcolato un prezzo indicativo per i modelli più rappresentativi e comparabili (con quelli importati) degli accendini prodotti dall'industria comunitaria. Il prezzo indicativo è stato calcolato in base alla media  ponderata dei costi di produzione effettivi dei modelli in questione per ciascun produttore comunitario, più un margine di utile indicativo. Nel determinare detto margine, la Commissione ha tenuto conto del fatto che l'industria comunitaria deve  assolutamente effettuare investimenti supplementari per gli impianti di produzione, la ricerca e lo sviluppo, al fine di frenare il deterioramento della sua situazione e di eliminare completamente il pregiudizio causato dal dumping. La Commissione,  inoltre, ha considerato che gli utili realizzati dai principali produttori mondiali, che dispongono delle tecnologie più perfezionate, sono da sempre compresi fra il 12 e il 20 %. In considerazione di questi elementi, la Commissione ha ritenuto  opportuno scegliere il 15 % come margine di utile indicativo.  (58) Servendosi dello stesso metodo di cui al punto 34, si è confrontato questo prezzo con la media ponderta del prezzo di vendita, al netto di tutti gli sconti e le tasse, calcolato sulla base delle vendite al primo importatore o acquirente non  collegato, debitamente adeguato per tener conto delle differenze fra i vari canali di distribuzione.  (59) Su queste basi, i servizi della Commissione hanno rilevato le seguenti soglie di pregiudizio, espresse in percentuale del valore CIF, dazi non corrisposti:  - Tokai Corporation, Giapponne 35,76 %  - Gao Yao, Repubblica popolare cinese 45,54 %  - Samji, Repubblica di Corea 22,74 %  - Thai Merry, Tailandia 36,18 %  - Politop, Tailandia 31,32 %  (60) Per determinare il livello del dazio provvisorio, la Comissione ha tenuto conto del margine di dumping stabilito per ciascun esportatore e dell'aliquota del dazio necessaria per eliminare il pregiudizio, secondo i calcoli di cui sopra.  Nei casi della Repubblica popolare cinese (società Gao Yao) e della Tailandia (società Thai Merry e Politop), il margine di dumping stabilito è inferiore alla percentuale necessaria per eliminare il pregiudizio. Pertanto, il dazio antidumping da  istituire dovrebbe essere equivalente al margine di dumping stabilito per ciascuna società.  nei casi del Giappone (Tokai Corporation) e della Repubblica di Corea (Samji), la percentuale necessaria per eliminare il pregiudizio è risultata inferiore al dumping accertato. Di conseguenza, il dazio antidumping da istituire dovrebbe corrispondere al  margine di dumping accertato.  Le aliquote dei dazi da applicare sono le seguenti:  - Tokai Corporation, Giapponne 35,7 %  - Samji Industrial, Repubblica di Corea 22,7 %  - Gao Yao, Repubblica popolare cinese 17,8 %  - Thai Merry Co. Ltd, Tailandia 15,0 %  - Politop Co. Ltd, Tailandia 5,8 %  Alle società che non hanno reso note le loro osservazioni durante l'inchiesta si dovrà applicare il dazio più elevato stabilito per ciascun paese.  Infatti, per non premiare la mancata cooperazione, occorre evitare che dazi applicati a questi produttori/esportatori siano inferiori ai più elevati dazi antidumping stabiliti nel loro paese per coloro che hanno collaborato all'inchiesta.  (61) Si dovrà concedere alle parti interessate un termine entro il quale esse possano rendere note le loro osservazioni e chiedere un'audizione. Inoltre, si dovrà precisare che tutti gli accertamenti effettuati ai sensi del presente regolamento sono  provvisori e potrebbero essere riesaminati per istituire un eventuale dazio definitivo proposto dalla Commissione,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, di cui al codice NC ex 9613 10 00 (codice TARIC 9613 10 00 * 10), originari del Giappone, della Repubblica  popolare cinese, della Repubblica di Corea e della Tailandia.  2. L'aliquota del dazio, applicabile sul prezzo netto franco frontiera comunitaria, non sdoganato, è la seguente:  a) 35,7 % per i prodotti originari del Giappone (codice supplementare - 8540);  b) 17,8 % per i prodotti originari della Repubblica popolare cinese (codice supplementare - 8541);  c) 22,7 % per i prodotti originari della Repubblica di Corea (codice supplementare - 8542);  d) 15,0 % per i prodotti originari della Tailandia (codice supplementare - 8543), fatta eccezione per le merci prodotte e vendute all'esportazione nella Comunità dalla Politop Co. Ltd, Bangkok, per le quali l'aliquota è del 5,8 % (codice supplementare -  8544).  3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è soggetta al deposito di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, le parti interessate possono presentare osservazioni scritte e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro un mese dalla data di entrata in  vigore del presente regolamento.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima dello scadere di tale periodo. Il presente  regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 23 maggio 1991. Per la Commissione  António CARDOSO E CUNHA  Membro della Commissione  (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1. (2) GU n. C 89 del 7. 4. 1990, pag. 3. (3) GU n. C 206 del 18. 8. 1990, pag. 7.