CELEX: 32017H0809(13)
Language: it
Date: 2017-07-11 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, dell'11 luglio 2017, sul programma nazionale di riforma 2017 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2017 della Lettonia

9.8.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 261/58
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   dell'11 luglio 2017
   sul programma nazionale di riforma 2017 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2017 della Lettonia
   (2017/C 261/13)
   Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l’occupazione,
   visto il parere del comitato economico e finanziario,
   visto il parere del comitato per la protezione sociale,
   visto il parere del comitato di politica economica,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 16 novembre 2016 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2017. Il Consiglio europeo del 9-10 marzo 2017 ha approvato le priorità indicate nell’analisi annuale della crescita. Il 16 novembre 2016 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (2), la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Lettonia non è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha anche adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che è stata approvata dal Consiglio europeo del 9-10 marzo 2017. Il 21 marzo 2017 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro («raccomandazione per la zona euro») (3).
            
         
               (2)
            
            
               In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro e considerate le strette correlazioni fra le economie nell’Unione economica e monetaria, la Lettonia dovrebbe assicurare l’attuazione piena e tempestiva della raccomandazione per la zona euro, come riflessa nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 2.
            
         
               (3)
            
            
               Il 22 febbraio 2017 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Lettonia 2017. Nella relazione sono stati valutati i progressi compiuti dalla Lettonia nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 12 luglio 2016, il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.
            
         
               (4)
            
            
               La Lettonia ha presentato il programma nazionale di riforma 2017 e il programma di stabilità 2017 il 20 aprile 2017. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle relative correlazioni.
            
         
               (5)
            
            
               La programmazione dei fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dall’articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (4), ove necessario per sostenere l’attuazione delle pertinenti raccomandazioni del Consiglio, la Commissione può chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo contratto di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull’applicazione delle misure per collegare l’efficacia dei fondi SIE a una sana gestione economica.
            
         
               (6)
            
            
               La Lettonia è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita. Nel programma di stabilità 2017 il governo prevede un deterioramento del saldo nominale da una posizione di pareggio nel 2016 a un disavanzo dello 0,8 % e dell’1,6 % del PIL, rispettivamente nel 2017 e nel 2018, come conseguenza di un’importante riforma fiscale, seguito da un miglioramento che porterà ad un disavanzo dello 0,5 % del PIL nel 2020. Secondo il programma di stabilità 2017, il saldo strutturale dovrebbe deteriorarsi, passando dallo 0,2 % del PIL nel 2016 al - 1,7 % e al - 0,8 % del PIL, rispettivamente nel 2018 nel 2020. Questa tendenza è coerente con l’obiettivo di bilancio a medio termine di un disavanzo strutturale dell’1 % del PIL e con gli scostamenti consentiti in virtù della riforma delle pensioni e della clausola relativa alla riforma strutturale del settore sanitario. Il saldo strutturale ricalcolato (5) dovrebbe aumentare, passando dal - 1,9 % del PIL nel 2017 al - 2,3 % del PIL nel 2018, per poi scendere al - 0,2 % del PIL nel 2020. Secondo il programma di stabilità 2017, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe attestarsi intorno al 40 % del PIL nel 2017. Le proiezioni di crescita del PIL contenute nel programma sono sostanzialmente in linea con le previsioni della Commissione per il 2017, ma appaiono alquanto ottimistiche per il 2018.
            
         
               (7)
            
            
               Il 12 luglio 2016 il Consiglio ha raccomandato alla Lettonia di limitare lo scostamento dall’obiettivo di bilancio a medio termine nel 2017 alle misure autorizzate per la riforma sistemica del sistema pensionistico e per la significativa riforma strutturale nel settore sanitario. Tenendo conto di tali scostamenti, sarebbe consentito un deterioramento del saldo strutturale non superiore all’1,0 % del PIL nel 2017. Sulla base delle previsioni di primavera 2017 della Commissione, la Lettonia dovrebbe conformarsi a tale obbligo nel 2017. Nel 2018 il paese dovrebbe raggiungere l’obiettivo di bilancio a medio termine, tenendo conto dello scostamento dovuto all’attuazione della riforma sistemica del sistema pensionistico autorizzato per il 2016 e di quello relativo alla riforma strutturale autorizzato per il 2017, dal momento che gli scostamenti temporanei sono riportati per un periodo di tre anni. Sulla base delle previsioni di primavera 2017 della Commissione, ciò equivale a un tasso massimo di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta (6) pari al 6,0 % nel 2018, corrispondente a un deterioramento del saldo strutturale pari allo 0,3 % del PIL. A politiche invariate, per la Lettonia vi è il rischio di una deviazione significativa dal requisito. Nel complesso, il Consiglio è del parere che nel 2018 saranno necessarie ulteriori misure per rispettare le disposizioni del patto di stabilità e crescita.
            
         
               (8)
            
            
               In Lettonia vi sono forti disparità di reddito. Nel 2015 il rapporto tra i redditi del 20 % dei nuclei familiari più ricchi e del 20 % di quelli più poveri si attestava su un valore pari a 6,5, tra i più elevati dell’UE, anche se nel 2016 si è registrata una lieve diminuzione. La differenza tra le disparità di reddito al lordo e al netto delle imposte e dei trasferimenti sociali è tra le più esigue dell’Unione. Il regime fiscale lettone è meno progressivo che in altri Stati membri e contribuisce pertanto alle forti disuguaglianze e alla povertà lavorativa. Il cuneo fiscale sui lavoratori a basso reddito è ancora tra i più elevati dell’Unione, mentre il potenziale delle imposte meno penalizzanti per la crescita in termini di creazione di gettito è sottoutilizzato. L’apporto modesto del gettito fiscale al PIL limita le risorse destinate all’erogazione sostenibile di servizi pubblici. Nonostante alcuni progressi nella lotta all’evasione, il rispetto dell’obbligo tributario continua ad essere un grave problema. Il programma di stabilità 2017 ha annunciato l’introduzione di una riforma fiscale, le cui principali misure includono una riduzione dal 23 % al 20 % dell’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per i redditi fino a 45 000 EUR all’anno, un aumento dell’assegno minimo differenziato in base al reddito, l’introduzione di un’aliquota di imposta sulle società pari allo 0 % per gli utili reinvestiti e un allineamento delle aliquote dell’imposta sul capitale pari al 20 %. La riforma tiene conto delle raccomandazioni specifiche per paese in quanto riduce il cuneo fiscale per i lavoratori a basso reddito. Essa tuttavia risulta carente per quanto riguarda lo spostamento dell’imposizione fiscale verso fonti con minor incidenza negativa sulla crescita e il raggiungimento dell’obiettivo strategico mirante a incrementare la quota di gettito fiscale nel PIL.
            
         
               (9)
            
            
               Le carenze in materia di reti di sicurezza sociale di base sono uno dei fattori alla base del livello di povertà elevato e delle disuguaglianze, anche per gli anziani e le persone con disabilità. Tra queste ultime il tasso di povertà è uno dei più alti d’Europa. La scarsa adeguatezza delle prestazioni di assistenza sociale, che non registra miglioramenti dal 2009, e delle pensioni non garantisce una protezione efficace contro la povertà e l’esclusione sociale. L’assenza di una riforma dei livelli minimi di reddito, annunciata nel 2014 ma mai attuata, incide negativamente sulle famiglie più povere, sebbene esistano piani a medio termine in materia di sostegno al reddito minimo.
            
         
               (10)
            
            
               A fronte di una progressiva contrazione della forza lavoro, la crescita dell’occupazione è stata modesta, mentre la disoccupazione è calata lentamente. Le prospettive occupazionali sono migliori nei centri di attività economica e per i lavoratori altamente qualificati, mentre la disoccupazione è più diffusa tra i lavoratori scarsamente qualificati e quelli che vivono nelle zone rurali. In simile contesto, il miglioramento delle competenze della forza lavoro contribuirà a risolvere tali problemi. Tuttavia, sebbene l’interesse per l’istruzione professionale sia cresciuto, la riforma dei curricula scolastici, per allinearli alle competenze richieste dal mondo contemporaneo, ha compiuto progressi limitati. Per quanto riguarda la formazione sul lavoro è stato istituito un apposito quadro normativo per la cui attuazione è garantita la partecipazione attiva delle parti sociali e delle imprese. La partecipazione dei disoccupati alle misure di politica attiva del mercato del lavoro è inoltre inferiore rispetto alla maggior parte degli altri Stati membri; tuttavia, per migliorare la situazione sono state adottate misure che meritano di essere proseguite. La partecipazione alla formazione lungo tutto l’arco della vita resta limitata.
            
         
               (11)
            
            
               Sebbene le autorità lettoni abbiano avviato con successo riforme pertinenti del sistema sanitario, l’importo elevato dei pagamenti effettuati direttamente dai pazienti, le lunghe liste di attesa, il basso livello della spesa pubblica e un’allocazione inefficiente dei servizi limitano l’accesso all’assistenza. Il contingentamento della spesa pubblica determina ritardi nella somministrazione delle cure necessarie, con pazienti costretti a lunghe attese o a pagare di tasca propria le prestazioni richieste, con il risultato che una parte della popolazione non riesce a fare fonte alle proprie necessità di assistenza. I primi passi verso la riforma del sistema di garanzia della qualità sono stati compiuti e i progressi realizzati dovrebbero continuare a migliorare i risultati per i pazienti e per la popolazione. Pur riscontrando qualche progresso per quanto riguarda l’efficienza del sistema sanitario, sono necessari un’ulteriore razionalizzazione del settore ospedaliero, un miglior accesso alle cure ambulatoriali e all’assistenza sanitaria di base e un più efficace collegamento tra l’assegnazione delle risorse e la qualità e i costi del servizio.
            
         
               (12)
            
            
               Anche se le autorità lettoni si avvalgono di norma di procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici per gli acquisti nel settore sanitario, ulteriori miglioramenti in termini di efficienza potrebbero derivare dal ricorso sistematico agli appalti elettronici e ad acquisti centralizzati, che renderebbero più trasparente ed efficiente la spesa pubblica.
            
         
               (13)
            
            
               Le carenze qualitative a livello di regolamentazione e la scarsa efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione hanno un impatto negativo sul contesto imprenditoriale. Nel 2016, per rendere più snello e professionale il settore pubblico, il governo ha presentato un piano di riforma ambizioso mirante a migliorare l’efficienza, riducendo il personale, centralizzando le funzioni di supporto, sviluppando il ricorso al sistema delle retribuzioni in funzione dei risultati e migliorando la trasparenza. Il piano si limita all’amministrazione centrale, ma notevoli incrementi di efficienza possono essere ottenuti anche a livello comunale.
            
         
               (14)
            
            
               In Lettonia, la corruzione continua a ostacolare il contesto imprenditoriale e il sistema di prevenzione dei conflitti di interesse rimane rigido e formale, con verifiche insufficienti. Sebbene la riforma del sistema di insolvenza sia stata in gran parte completata, occorre monitorarne l’effettiva attuazione per affrontare il problema dell’esiguo numero di casi di ristrutturazione e del modesto tasso di recupero degli attivi.
            
         
               (15)
            
            
               Negli ultimi tre anni sono state avviate riforme su vasta scala dell’istruzione universitaria e della ricerca pubblica ai fini di un potenziamento degli istituti di ricerca e di un aumento della qualità e della pertinenza dei loro risultati. Tuttavia, la gestione e la struttura organizzativa del finanziamento della ricerca pubblica sono ancora poco efficienti, con funzioni attribuite in maniera dispersiva a più istituzioni. L’inefficienza delle modalità di finanziamento della ricerca pubblica è una concausa del bassissimo livello dell’attività scientifica in termini di risultati, della carenza di risorse umane qualificate nel settore sia pubblico che privato e della scarsa collaborazione pubblico-privato. L’intensità delle attività di ricerca e sviluppo (R&S) nelle imprese lettoni continua ad essere una delle più basse dell’Unione.
            
         
               (16)
            
            
               Nell’ambito del semestre europeo 2017, la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Lettonia, che ha pubblicato nella relazione per paese 2017. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2017, il programma nazionale di riforma 2017, nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Lettonia negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Lettonia, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
            
         
               (17)
            
            
               Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2017 e il suo parere (7) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
            
         RACCOMANDA che la Lettonia adotti provvedimenti nel 2017 e nel 2018 al fine di:
   
               1.
            
            
               attuare la politica di bilancio in linea con quanto prescritto dal braccio preventivo del patto di stabilità e crescita, il che implica il raggiungimento del suo obiettivo di bilancio a medio termine nel 2018, tenuto conto degli scostamenti temporanei autorizzati relativi all’attuazione della riforma del sistema pensionistico e delle riforme strutturali; ridurre l’imposizione fiscale per i lavoratori a basso reddito, spostandola verso altre fonti con una minor incidenza negativa sulla crescita e migliorando il rispetto degli obblighi tributari;
            
         
               2.
            
            
               migliorare l’adeguatezza delle reti di sicurezza sociale e accrescere le competenze della forza lavoro mediante un’accelerazione della riforma dei programmi di formazione professionale; aumentare l’accesso all’assistenza sanitaria e la sua efficacia in termini di costi, anche riducendo i pagamenti diretti e i lunghi tempi di attesa;
            
         
               3.
            
            
               aumentare l’efficienza e la responsabilità del settore pubblico, in particolare semplificando le procedure amministrative e rafforzando il sistema di prevenzione dei conflitti di interesse, anche per i curatori fallimentari.
            
         
      Fatto a Bruxelles, l'11 luglio 2017
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         T. TÕNISTE
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25).
   
      (3)  GU C 92 del 24.3.2017, pag. 1.
   
      (4)  Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
   
      (5)  Saldo corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum e temporanee, ricalcolato dalla Commissione utilizzando la metodologia concordata.
   
      (6)  La spesa pubblica netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell’Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell’Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. Gli investimenti fissi lordi finanziati a livello nazionale sono spalmati su un periodo di 4 anni. Rientrano nel calcolo le misure discrezionali in materia di entrate o gli aumenti delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la spesa.
   
      (7)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.