CELEX: C2002/289/51
Language: it
Date: 2002-11-23 00:00:00
Title: Causa T-274/02: Ricorso della Ritek Corporation e della Prodisc Technology Inc. contro il Consiglio dell'Unione europea, proposto il 6 settembre 2002

23.11.2002                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 289/27
La ricorrente fa valere inoltre una violazione del suo diritto a               —     condannare il convenuto alle spese.
un processo equo. Secondo la ricorrente, non vi è stata
un’audizione equa ed indipendente in materia. La ricorrente fa
valere inoltre una violazione del diritto di accesso ai documenti.
Inoltre, la Commissione avrebbe violato il principio di buona
amministrazione, non trattando la questione entro un termine
ragionevole.
                                                                               Motivi e principali argomenti
Infine, la ricorrente sostiene che la Commissione ha commesso
un abuso di potere applicando l’art. 24 del regolamento (CEE)
n. 4253/88 ( 1). Secondo la ricorrente, l’art. 24 avrebbe dovuto               Le ricorrenti sono produttrici di compact disc registrabili (CD-
essere applicato solo in caso di irregolarità. Nella presente                  Rs), con sede a Taiwan, ed esportano CD-Rs nella Comunità.
fattispecie, la Commissione avrebbe dovuto applicare l’art. 23                 Nel febbraio 2001, il comitato dei produttori europei di
                                                                               CD-Rs ha presentato un ricorso antidumping dinanzi alla
del regolamento per recuperare il denaro pagato in eccesso in
seguito ad errori.                                                             Commissione. A seguito di tale ricorso, la Commissione ha
                                                                               avviato un’indagine relativamente alle importazioni originarie
                                                                               di Taiwan. Misure provvisorie antidumping sono state imposte
                                                                               con il Regolamento (CE) della Commissione n. 2479/2001 (1).
( 1) Regolamento (CEE) 19 dicembre 1988, n. 4253, recante disposi-
                                                                               Tali misure sono state rese definitive dal regolamento del
     zioni di applicazione del regolamento (CEE) n. 2052/88 per
                                                                               Consiglio n. 1050/2002 (2). Le ricorrenti contestano, con la
     quanto riguarda il coordinamento tra gli interventi dei vari fondi
     strutturali, da un lato, e tra tali interventi e quelli della Banca       presente causa, quest’ultimo regolamento.
     europea per gli investimenti e degli strumenti finanziari esistenti,
     dall’altro (GU 1988, L 374, pag. 1).
                                                                               Le ricorrenti adducono una violazione degli artt. 2, n. 1, e 2,
                                                                               n. 1, del regolamento n. 384/96 relativo alla difesa contro le
                                                                               importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non
                                                                               membri della Comunità europea ( 3). Secondo le ricorrenti, il
                                                                               Consiglio è incorso in un manifesto errore di valutazione in
                                                                               fatto e in diritto nel rilevare che le ricorrenti effettuavano
                                                                               pratiche di «dumping mirato» e nell’autorizzare il ricorso al
Ricorso della Ritek Corporation e della Prodisc Technolo-                      metodo della media ponderata delle transazioni nel calcolo del
gy Inc. contro il Consiglio dell’Unione europea, proposto                      margine di dumping delle ricorrenti.
                         il 6 settembre 2002
                           (Causa T-274/02)                                    Secondo le ricorrenti, non vi è stato alcuna gestione eccezionale
                                                                               di talune operazioni svolte con taluni clienti, in talune regioni
                                                                               ovvero in taluni periodi, ossia non vi è stato alcun dumping
                            (2002/C 289/51)
                                                                               mirato nel periodo di indagini. Le ricorrenti affermano che gli
                                                                               schemi dei prezzi per l’esportazione e per l’interno erano
                     (Lingua di procedura: l’inglese)                          pressoché identici e che i prezzi per i CD-Rs erano in ribasso
                                                                               in tutto il mondo. In tali circostanze, a parere delle ricorrenti,
                                                                               non vi era modo di dissimulare gli effetti del dumping
                                                                               attraverso il dumping mirato.
Il 6 settembre 2002 la Ritek Corporation, Hsin Chu industrial
Park, Taiwan R.O.C. e la Prodisc Technology Inc., Taipei
Hsien, Taiwan R.O.C., rappresentate dal sig. Konstantinos                      Le ricorrenti rilevano inoltre che ricorrendo al metodo della
Adamantopoulus, barrister, con domicilio eletto in Lussembur-                  media ponderata delle transazioni, il quale si riferisce a ipotetici
go, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle                      valori normali, la Commissione ha omesso di considerare lo
Comunità europee un ricorso contro il Consiglio dell’Unione                    scopo del dumping mirato, che è quello di dissimulare il
europea.                                                                       dumping applicando differenti prezzi all’esportazione. Secon-
                                                                               do le ricorrenti, la Commissione dovrebbe far riferimento ai
                                                                               prezzi attuali quando svolge indagini sul dumping mirato.
Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
—       annullare il regolamento (CE) del Consiglio 13 giugno
        2002 n. 1050, che istituisce un dazio antidumping                      In secondo luogo, le ricorrenti adducono una violazione
        definitivo e riscuote in via definitiva il dazio provvisorio           dell’art. 2 del regolamento n. 384/96. Le ricorrenti affermano
        sulle importazioni di compact disc registrabili originari di           che il Consiglio ha commesso un manifesto errore di valutazio-
        Taiwan;                                                                ne dei fatti nel calcolare il margine di dumping ricorrendo
 ---pagebreak--- C 289/28                   IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           23.11.2002
alla «tecnica dell’azzeramento». Usando questa tecnica, le                       Motivi e principali argomenti:
transazioni delle ricorrenti che sono effettuate ad un prezzo
maggiore rispetto al prezzo medio sono ricondotte ad un
prezzo corrispondente a quello medio. Secondo le ricorrenti,                     La ricorrente è un’associazione che riunisce più di 230 società
la Commissione non ha applicato correttamente il metodo                          multinazionali che insieme hanno investito centinaia di milioni
della media ponderata delle transazioni a causa dell’uso                         di euro nella creazione di centri di coordinamento in Belgio,
dell’«azzeramento tecnico». Le ricorrenti espongono che l’obiet-                 basati sulla normativa dei primi anni ottanta, la quale permette
tivo del metodo della media ponderata delle transazioni è di                     di creare centri di coordinamento per società multinazionali.
garantire un confronto corretto e non di generare margini di                     Essa spiega che in due separate occasioni, nel 1984 e nel 1987,
dumping più alti.                                                                la Commissione ritenne che tale normativa non rientrasse nelle
                                                                                 disposizioni comunitarie in materia di aiuti di Stato e che,
                                                                                 incoraggiati da tali conclusioni, i centri di coordinamento
( 1) Regolamento (CE) della Commissione 17 dicembre 2001, n. 2479/               hanno investito in Belgio e negli ultimi 15 anni vi hanno
     2001, che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle                 significativamente esteso la loro presenza.
     importazioni di compact disc registrabili originari di Taiwan (GU
     L 334, pag. 8).
( 2) Regolamento (CE) del Consiglio 13 giugno 2002 n. 1050, che                  La ricorrente afferma che la decisione della Commissione di
     istituisce un dazio antidumping definitivo e riscuote in via                avviare la procedura di cui all’art. 88, n. 2, CE in relazione
     definitiva il dazio provvisorio sulle importazioni di compact disc          alla normativa belga (la decisione impugnata) riqualifichi, in
     registrabili originari di Taiwan (GU L 160, pag. 2).                        maniera improvvisa, arbitraria e priva di sufficiente motivazio-
( 3) Regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 1995, n. 384/96,
                                                                                 ne, tale normativa come aiuto ai sensi dell’art. 87, n. 1 e
     relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da
                                                                                 giunga a conclusioni preliminari negative in ordine alla sua
     parte di paesi non membri della Comunità europea (GU 1996,
     L 56, pag. 1).                                                              compatibilità con il mercato comune, facendo venire meno, in
                                                                                 un colpo solo, la certezza del diritto e violando il legittimo
                                                                                 affidamento dei Centri di coordinamento belga.
                                                                                 La ricorrente fa valere che la decisione della Commissione è
                                                                                 illegittima in quanto viola l’art. 1, lett. b), sub v) del regolamen-
                                                                                 to n. 659/1999 e non ha altro fondamento nel diritto
                                                                                 comunitario. Il fondamento giuridico alternativo della Com-
                                                                                 missione di revocare una decisione adottata 15 anni prima (ai
Ricorso della Forum 187 asbl contro la Commissione                               sensi dell’art. 1, lett. b), sub v) o dei principi amministrativi
   delle Comunità europee, proposto il 12 settembre 2002                         generali) è altrettanto infondato nel diritto comunitario e deve
                                                                                 essere annullato. In particolare, tale base giuridica alternativa
                                                                                 per la decisione della Commissione viola il principio della
                            (Causa T-276/02)                                     certezza del diritto e della tutela del legittimo affidamento.
                                                                                 Pertanto la ricorrente sostiene che, soprattutto alla luce del
                                                                                 nuovo fondamento giuridico sul quale la decisione sembra
                             (2002/C 289/52)                                     essere adottata e considerati i rilevanti interessi economici
                                                                                 coinvolti, la decisione non è sufficientemente motivata, in
                                                                                 violazione dell’art. 253 e deve essere annullata.
                       (Lingua processuale: l’inglese)
Il 12 settembre 2002 la Forum 187 asbl, Bruxelles (Belgio),
rappresentata dai sigg. Alastair Sutton e James Killick, barrister,
ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado delle
Comunità europee, un ricorso contro la Commissione delle                         Ricorso della Dyson Limited contro l’Ufficio per l’armo-
Comunità europee.                                                                nizzazione nel mercato interno, proposto il 10 settembre
                                                                                                                 2002
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                                                             (Causa T-278/02)
—       annullare la comunicazione della Commissione della sua                                             (2002/C 289/53)
        decisione di dare avvio alla procedura di cui all’art. 88,
        n. 2, del Trattato CE, pubblicata nella GU C 147, pag 2, il
        20 giugno 2002.                                                                             (Lingua di procedura: l’inglese)
—       condannare la Commissione alle spese.
                                                                                 Il 10 settembre 2002, la Dyson Limited, Malmesbury, Wiltshire
—       disporre qualsiasi altra misura necessaria.                              (Regno Unito) rappresentata dagli avv.ti D. Barron, C. Jones e