CELEX: 52014PC0237
Language: it
Date: 2014-04-24
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che l'Unione europea deve adottare nell'ambito del Consiglio di associazione istituito dall'accordo di associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra, per quanto riguarda l'adozione di decisioni in sede di Consiglio di associazione in merito al regolamento interno del Consiglio di associazione e del comitato di associazione, al regolamento di procedura che disciplina la risoluzione delle controversie di cui al titolo X e al codice di condotta per i membri del collegio e i mediatori, all'elenco dei membri del collegio e all'elenco degli esperti in commercio e sviluppo sostenibile

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		52014PC0237
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che l'Unione europea deve adottare nell'ambito del Consiglio di associazione istituito dall'accordo di associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra, per quanto riguarda l'adozione di decisioni in sede di Consiglio di associazione in merito al regolamento interno del Consiglio di associazione e del comitato di associazione, al regolamento di procedura che disciplina la risoluzione delle controversie di cui al titolo X e al codice di condotta per i membri del collegio e i mediatori, all'elenco dei membri del collegio e all'elenco degli esperti in commercio e sviluppo sostenibile /* COM/2014/0237 final - 2014/0130 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
L'accordo di
associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America
centrale, dall'altra (di seguito "l'accordo") è stato firmato il 29
giugno 2012 ed è stato applicato a titolo provvisorio dal 1º agosto 2013 da
Nicaragua, Honduras e Panama, dal 1º ottobre 2013 da El Salvador e Costa Rica e
dal 1º dicembre 2013 da Guatemala.
A norma dell'articolo
5, paragrafo 2, dell'accordo il Consiglio di associazione adotta il proprio
regolamento interno. 
Secondo l'articolo
7, paragrafo 3, dell'accordo il Consiglio di associazione stabilisce il
regolamento interno del comitato di associazione.
Secondo l'articolo
8, paragrafo 6, dell'accordo il Consiglio di associazione adotta i regolamenti
interni dei sottocomitati.
L'articolo 297,
paragrafo 2, stabilisce che il Consiglio di associazione approva un elenco di
diciassette esperti in diritto dell'ambiente, commercio internazionale o
risoluzione delle controversie insorgenti nell'ambito di accordi internazionali
e un elenco di diciassette esperti in diritto del lavoro, commercio
internazionale o risoluzione delle controversie insorgenti nell'ambito di
accordi internazionali.
Secondo l'articolo 325,
paragrafo 1, il Consiglio di associazione compila un elenco di trentasei
persone disposte a esercitare la funzione di membro del collegio e in possesso
dei requisiti necessari a norma del titolo X "Risoluzione delle
controversie" della parte  IV dell'accordo.
L'articolo 328,
paragrafo 1, stabilisce che il Consiglio di associazione adotta il
regolamento di procedura e il codice di condotta, che disciplinano la
risoluzione delle controversie di cui al titolo X dell'accordo.
Il testo allegato
rappresenta una proposta di decisione del Consiglio ai fini dell'approvazione della
posizione che l'Unione europea assumerà all'interno del Consiglio di
associazione in merito alle questioni sopra citate.
2.           RISULTATI DELLE
CONSULTAZIONI DELLE PARTI INTERESSATE 
Il regolamento interno del Consiglio di
associazione e del comitato di associazione, il regolamento di procedura che
disciplina la risoluzione delle controversie di cui al titolo X e il codice di
condotta per i membri del collegio e i mediatori, l'elenco dei membri del
collegio e l'elenco degli esperti in commercio e sviluppo sostenibile sono
stati già discussi e concordati con l'America centrale nel quadro della
preparazione della prima riunione del Consiglio di associazione per l'applicazione
dell'accordo. Le discussioni sono state avviate prima dell'applicazione in via
provvisoria dell'accordo nel marzo 2013, ma hanno potuto concludersi solo dopo
l'applicazione in via provvisoria dell'accordo a tutta la regione nel dicembre
2013. Il testo definitivo della presente proposta è il risultato di tali
discussioni approfondite. 
Il 30 luglio 2010 (nota del CPC – documento di
seduta n. 452/10) la Commissione ha chiesto agli Stati membri di presentare
candidati per la compilazione degli elenchi delle persone
preposte alla risoluzione delle controversie. Gli
individui proposti dall'UE come membri del collegio o esperti nelle questioni
oggetto del titolo "Commercio e sviluppo sostenibile" dell'accordo
sono stati scelti tra le candidature presentate dagli Stati membri.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 217, in combinato disposto con l'articolo 218,
paragrafo 9, la Commissione presenta al Consiglio una proposta di
decisione che stabilisce la posizione da adottare a nome dell'Unione nel
Consiglio di associazione istituito dall'accordo.
2014/0130 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla posizione che l'Unione europea
deve adottare nell'ambito del Consiglio di associazione istituito dall'accordo
di associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e
l'America centrale, dall'altra, per quanto riguarda l'adozione di decisioni in
sede di Consiglio di associazione in merito al regolamento interno del
Consiglio di associazione e del comitato di associazione, al regolamento di procedura
che disciplina la risoluzione delle controversie di cui al titolo X e al codice
di condotta per i membri del collegio e i mediatori, all'elenco dei membri del
collegio e all'elenco degli esperti in commercio e sviluppo sostenibile 
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 217, in combinato disposto con l'articolo 218,
paragrafo 9,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       Il 23 aprile 2007 il Consiglio
ha autorizzato la Commissione a negoziare un accordo di associazione a nome
dell'Unione europea e dei suoi Stati membri con l'America centrale. Le
direttive di negoziato sono state modificate il 10 marzo 2010 per
includere Panama nel processo di negoziato.
(2)       Tali negoziati si sono
conclusi in occasione del vertice UE–America latina e Caraibi, che si è tenuto
a Madrid nel maggio 2010.
(3)       L'accordo di associazione tra
l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra
("l'accordo")[1],
è stato siglato il 22 marzo 2011 e firmato il 29 giugno 2012. 
(4)       Conformemente all'articolo
353, paragrafo 4, l'accordo è stato applicato a titolo provvisorio a decorrere
dal 1° agosto 2013 da Nicaragua, Honduras e Panama, a decorrere dal 1°
ottobre 2013 da El Salvador e Costa Rica e a decorrere dal 1° dicembre 2013 da
Guatemala.
(5)       L'articolo 4 dell'accordo
istituisce un Consiglio di associazione che vigila sul conseguimento degli
obiettivi dell'accordo e sovrintende alla sua attuazione. 
(6)       L'articolo 6 dell'accordo
stabilisce che il Consiglio di associazione ha il potere di adottare decisioni
nei casi previsti dall'accordo per il conseguimento degli obiettivi del
medesimo.
(7)       A norma dell'articolo 5,
paragrafo 2, dell'accordo il Consiglio di associazione adotta il proprio
regolamento interno. 
(8)       A norma dell'articolo 7,
paragrafo 3, dell'accordo il Consiglio di associazione stabilisce il
regolamento interno del comitato di associazione.
(9)       A norma dell'articolo 8,
paragrafo 6, dell'accordo il Consiglio di associazione adotta i regolamenti
interni dei sottocomitati.
(10)     A norma dell'articolo 297,
paragrafo 2, il Consiglio di associazione approva un elenco di diciassette
esperti in diritto dell'ambiente, commercio internazionale o risoluzione delle
controversie insorgenti nell'ambito di accordi internazionali e un elenco di
diciassette esperti in diritto del lavoro, commercio internazionale o
risoluzione delle controversie insorgenti nell'ambito di accordi
internazionali.
(11)     A norma dell'articolo 325,
paragrafo 1, il Consiglio di associazione compila un elenco di trentasei
persone disposte a esercitare la funzione di membro del collegio e in possesso
dei requisiti per farlo ai sensi del titolo X dell'accordo sulla risoluzione delle
controversie.
(12)     L'articolo 328,
paragrafo 1, stabilisce che il Consiglio di associazione adotta il
regolamento di procedura e il codice di condotta, che disciplinano la
risoluzione delle controversie di cui al titolo X dell'accordo.
(13)     L'Unione dovrebbe determinare
la posizione da assumere rispetto all'adozione del regolamento interno del
Consiglio di associazione e del comitato di associazione, del regolamento di
procedura che disciplina la risoluzione delle controversie di cui al titolo X,
del codice di condotta per i membri del collegio e i mediatori, dell'elenco dei
membri del collegio e dell'elenco degli esperti in commercio e sviluppo
sostenibile,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
La posizione che l'Unione europea adotta nell'ambito
del Consiglio di associazione istituito dall'accordo di associazione tra l'Unione
europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra,
per quanto riguarda l'adozione del regolamento interno del Consiglio di
associazione e del comitato di associazione, del regolamento di procedura che
disciplina la risoluzione delle controversie di cui al titolo X e del codice di
condotta per i membri del collegio e i mediatori, dell'elenco dei membri del
collegio e dell'elenco degli esperti in commercio e sviluppo sostenibile si
basa sui progetti di decisione del Consiglio di associazione allegati alla
presente decisione. 
I rappresentanti dell'Unione nel Consiglio di
associazione possono concordare modifiche minori dei progetti di decisione del
Consiglio di associazione senza un'ulteriore decisione del Consiglio. 
Articolo 2
Una volta adottata, la decisione del Consiglio
di associazione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 3
La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 346 del 15.12.2012.
ALLEGATO I
DECISIONE
N. 1/[...] DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-AMERICA CENTRALE
del
[…]
che
adotta il suo regolamento interno e quello del comitato di associazione
IL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE - AMERICA
CENTRALE, 
visto l'accordo di associazione tra l'Unione
europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra
(di seguito "l'accordo"), in particolare l'articolo 4, l'articolo 5,
paragrafo 2, l'articolo 7, paragrafo 3, e l'articolo 8, paragrafo 6,
considerando quanto segue:    
(1)          Conformemente all'articolo
353, paragrafo 4, la parte IV dell'accordo è stata applicata a decorrere dal 1°
agosto 2013 da Nicaragua, Honduras e Panama, a decorrere dal 1° ottobre 2013 da
El Salvador e Costa Rica e a decorrere dal 1° dicembre 2013 da Guatemala.
(2)          È opportuno porre in essere quanto
prima il quadro istituzionale dell'accordo per contribuire alla sua effettiva
applicazione.
(3)          Salvo disposizioni contrarie
contenute nell'accordo, il Consiglio di associazione è incaricato di vigilare
sull'attuazione dell'accordo e di adottare il proprio regolamento interno
nonché quello del comitato di associazione e dei sottocomitati,
DECIDE: 
Articolo unico
Sono adottati i regolamenti interni del
Consiglio di associazione, del comitato di associazione e dei sottocomitati,
che figurano rispettivamente negli allegati A e B.
La presente decisione entra in vigore il
giorno dell'adozione.
Fatto a …, xxxx. 
Per il Consiglio di associazione UE-America
centrale 
 […] Per la Costa Rica   || […] Per El Salvador   || […] Per il Guatemala   || 
   || 
 […] Per l'Honduras   || […] Per il Nicaragua   […] Per l'Unione europea   || […] Per Panama   
ALLEGATO
A della DECISIONE N. 1/[…] DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-AMERICA CENTRALE
del
[…]
Regolamento interno del Consiglio di associazione
Articolo 1
Composizione
1.           Il Consiglio di associazione,
istituito a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, dell'accordo di
associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America
centrale, dall'altra (di seguito "l'accordo") adempie ai propri
compiti come indicato all'articolo 4, paragrafo 2, dell'accordo ed è
responsabile dell'applicazione generale dell'accordo, nonché delle altre
questioni bilaterali, multilaterali o internazionali di comune interesse.
2.           Conformemente agli articoli 5
e 345 dell'accordo, il Consiglio di associazione è composto da rappresentanti
dell'Unione europea e da rappresentanti di ciascuna delle Repubbliche della
parte AC, al livello ministeriale appropriato, tenendo conto delle tematiche
specifiche da affrontare in una determinata seduta.
3.           A norma dell'articolo 345
dell'accordo, il Consiglio di associazione, quando svolge esclusivamente o
principalmente i compiti ad esso assegnati a norma della parte IV dell'accordo,
è composto da rappresentanti della parte UE e da ministri di ciascuna delle
Repubbliche della parte AC, responsabili delle questioni attinenti al commercio.
4.           A norma dell'articolo 352,
paragrafo 3, dell'accordo le Repubbliche della parte AC agiscono
collettivamente nel processo decisionale del quadro istituzionale dell'accordo;
l'adozione di decisioni e raccomandazioni richiede il loro consenso.
5.           Le parti dell'accordo che
hanno espletato le procedure di cui all'articolo 353, paragrafo 2 o
paragrafo 4, diventano membri del Consiglio di associazione.
6.           Il Consiglio di associazione
conferisce lo status di osservatore a tutte le parti dell'accordo che non hanno
espletato le procedure di cui all'articolo 353, paragrafo 2 o
paragrafo 4.
7.           Il riferimento alle "parti"
nel presente regolamento interno è conforme alla definizione di cui all'articolo
352 dell'accordo. 
Articolo 2
Presidenza
La parte UE e la parte AC si alternano nell'esercizio
della presidenza ogni 12 mesi. Il presidente è un membro del Consiglio di
associazione. Il primo periodo ha inizio alla data della prima riunione del
Consiglio di associazione e termina il 31 dicembre dello stesso anno.
Articolo 3
Riunioni
1.           Il Consiglio di associazione
si riunisce ad intervalli regolari, non superiori a due anni. Su richiesta di una delle parti possono essere
convocate, di comune accordo, riunioni straordinarie.
2.           Ogni riunione del Consiglio
di associazione si svolge in un luogo appropriato e a una data concordata dalle
parti.
3.           Le riunioni del Consiglio di
associazione sono convocate congiuntamente dai segretari del Consiglio di
associazione, d'intesa con il presidente del Consiglio di associazione.
4.           A titolo eccezionale e ove le
due parti siano d'accordo, le riunioni del Consiglio di associazione possono
svolgersi con l'uso di mezzi tecnologici come la videoconferenza.
Articolo 4
Rappresentanza
1.           I membri del Consiglio di
associazione possono farsi rappresentare se impossibilitati a partecipare. Un
membro che desideri essere rappresentato deve notificare per iscritto al
presidente il nome del suo rappresentante prima della riunione nella quale
egli/ella sarà rappresentato/a.
2.           Il rappresentante di un
membro del Consiglio di associazione esercita tutti i diritti del membro
titolare.
Articolo 5
Delegazioni
1.           I membri del Consiglio di
associazione possono essere accompagnati da funzionari. Prima di ogni riunione
il presidente è informato tramite il segretariato della composizione prevista
della delegazione di ciascuna parte.
2.           Il Consiglio di associazione,
previo accordo tra le parti, può invitare non membri a partecipare alle riunioni
in qualità di osservatori oppure al fine di fornire informazioni su argomenti
specifici.
Articolo 6
Segretariato
Al segretariato del Consiglio di associazione
provvedono congiuntamente un funzionario della parte UE e un funzionario della
parte AC.
Articolo 7
Corrispondenza
1.           La corrispondenza destinata
al Consiglio di associazione è inviata al segretariato della parte UE o della
Repubblica della parte AC, che a sua volta informa il segretariato dell'altra
parte. 
2.           Il segretariato assicura la
trasmissione della corrispondenza al presidente e, se del caso, la diffusione
agli altri membri del Consiglio di associazione. 
3.           Il segretariato trasmette la
corrispondenza al Segretariato generale della Commissione europea, al Servizio
europeo per l'azione esterna, alle Rappresentanze permanenti degli Stati membri
e al Segretariato generale del Consiglio dell'Unione europea, nonché alle
ambasciate delle Repubbliche della parte AC stabilite a Bruxelles (Belgio), con
copia, a seconda del caso, ai ministeri responsabili degli affari esteri o ai
ministeri competenti per le questioni attinenti al commercio.
4.           Le comunicazioni del
presidente del Consiglio di associazione sono inviate ai destinatari dal
segretariato e trasmesse, se del caso, agli altri membri del Consiglio di
associazione, agli indirizzi indicati nel terzo comma. 
Articolo 8
Riservatezza
1.           Salvo decisione contraria, le
riunioni del Consiglio di associazione non sono pubbliche.
2.           Se una parte comunica al
Consiglio di associazione informazioni in via riservata, l'altra parte tratta
tali informazioni nel rispetto della procedura di cui all'articolo 336,
paragrafo 2, dell'accordo.
3.           Ciascuna delle parti può
decidere la pubblicazione delle decisioni e delle raccomandazioni del Consiglio
di associazione nelle rispettive pubblicazioni ufficiali.
Articolo 9
Ordine
del giorno delle riunioni
1.           Il presidente stabilisce l'ordine
del giorno provvisorio di ciascuna riunione, che viene trasmesso dai segretari
del Consiglio di associazione ai destinatari di cui all'articolo 7 almeno
quindici giorni prima dell'inizio della riunione. 
L'ordine del giorno provvisorio comprende i punti
per i quali il presidente ha ricevuto domanda di iscrizione nell'ordine del
giorno almeno ventun giorni prima dell'inizio della riunione, purché tali punti
siano iscritti nell'ordine del giorno provvisorio soltanto se la relativa
documentazione sia stata trasmessa ai segretari entro la data di trasmissione
dello stesso ordine del giorno. 
2.           Il Consiglio di associazione
adotta l'ordine del giorno all'inizio di ogni riunione. L'iscrizione nell'ordine
del giorno di un punto che non figuri nell'ordine del giorno provvisorio è
acquisita con il consenso delle parti. 
3.           Il presidente, d'intesa con
le parti, può abbreviare i termini indicati nel paragrafo 1, in funzione
delle esigenze di un caso specifico. 
Articolo 10
Verbali
1.           Il progetto di verbale di
ogni riunione è redatto congiuntamente dai due segretari. 
2.           Il verbale contiene, di
norma, per ciascun punto iscritto nell'ordine del giorno: 
(a)     la documentazione presentata al Consiglio
di associazione, 
(b)     le dichiarazioni la cui iscrizione a
verbale sia stata chiesta da un membro del Consiglio di associazione, e
(c)     le questioni concordate dalle parti,
quali le decisioni adottate, le dichiarazioni concordate ed eventuali
conclusioni, tra gli altri. 
3.           Il progetto di verbale è
presentato al Consiglio di associazione per approvazione. Esso è approvato
entro i 45 giorni di calendario successivi ad ogni riunione del Consiglio di
associazione. Una volta approvato, il verbale è firmato dal presidente e dai
due segretari. Una copia certificata conforme è inviata a ciascuno dei
destinatari di cui all'articolo 7.
Articolo 11
Decisioni
e raccomandazioni
1.           Il Consiglio di associazione
adotta decisioni e formula raccomandazioni di comune accordo tra le parti, che sono
firmate da ogni membro nel corso delle riunioni del Consiglio di associazione.
Gli osservatori non partecipano alle decisioni del Consiglio di associazione.
2.           Il Consiglio di associazione
può adottare decisioni o formulare raccomandazioni mediante procedura scritta,
previo consenso delle parti. A tale scopo, il testo della proposta è comunicato
per iscritto dal presidente del Consiglio di associazione ai suoi membri e agli
osservatori a norma dell'articolo 7. I membri devono disporre di almeno 21
giorni di calendario per comunicare eventuali riserve o proposte di modifica
del testo. Una volta che il testo è stato concordato, la decisione o la
raccomandazione è firmata in modo indipendente e successivamente dai
rappresentanti della parte UE e di ciascuna delle Repubbliche della parte AC.
3.           Ai sensi dell'articolo 6 dell'accordo
gli atti del Consiglio di associazione recano, rispettivamente, il titolo di "decisione"
o "raccomandazione". Il segretariato del Consiglio di associazione
attribuisce a ogni decisione o raccomandazione un numero di serie, la data di
adozione e una descrizione dell'oggetto. Ogni decisione indica la data della
sua entrata in vigore ed è firmata dalle parti.
4.           Le decisioni e le
raccomandazioni del Consiglio di associazione sono autenticate dai due
segretari. 
5.           Le decisioni e le
raccomandazioni sono trasmesse a ogni destinatario di cui all'articolo 7 del
presente regolamento interno. 
6.           Ciascuna delle parti può
decidere di ordinare la pubblicazione delle decisioni e delle raccomandazioni
del Consiglio di associazione nelle rispettive pubblicazioni ufficiali. 
Articolo 12
Lingue
1.           Le lingue ufficiali del
Consiglio di associazione sono lo spagnolo e un'altra delle lingue ufficiali
dell'accordo concordata dalle parti. 
2.           Salvo decisione contraria, il
Consiglio di associazione delibera sulla base di documenti redatti nelle
suddette lingue. 
Articolo 13
Costi
1.           Le parti si assumono l'onere
delle spese sostenute per la partecipazione alle riunioni del Consiglio di
associazione, sia i costi del personale e le spese di viaggio e soggiorno, sia
le spese postali e per le telecomunicazioni. 
2.           Le spese relative all'organizzazione
delle riunioni e alla riproduzione dei documenti sono a carico della parte
ospitante. 
3.           Le spese connesse all'interpretazione
durante le riunioni e alla traduzione dei documenti da o in spagnolo e dall'altra
o nell'altra lingua ufficiale del Consiglio di associazione di cui all'articolo 12,
paragrafo 1, del presente regolamento interno, sono sostenute dalla parte
ospitante la riunione. L'interpretazione e la traduzione da o nelle altre
lingue sono direttamente a carico della parte richiedente.
Articolo 14
Comitato
di associazione
1.           A norma dell'articolo 7
dell'accordo, il Consiglio di associazione è assistito nell'esercizio delle sue
funzioni dal comitato di associazione. Il comitato è composto da rappresentanti
della parte UE, da un lato, e da rappresentanti della parte AC, dall'altro, al
livello stabilito dall'accordo.
2.           Il comitato di associazione
prepara le riunioni e le deliberazioni del Consiglio di associazione[1], dà esecuzione, se del
caso, alle decisioni del Consiglio di associazione e in generale assicura la
continuità del rapporto di associazione e il buon funzionamento dell'accordo.
Esso prende in esame qualsiasi questione sottopostagli dal Consiglio di
associazione, nonché ogni altra questione che possa sorgere nell'applicazione
pratica dell'accordo. Esso sottopone proposte o progetti di decisioni e/o di
raccomandazioni al Consiglio di associazione per approvazione. A norma dell'articolo 7,
paragrafo 4, dell'accordo, il Consiglio di associazione può autorizzare il
comitato di associazione a prendere decisioni in suo nome.
3.           Nei casi in cui l'accordo
faccia riferimento all'obbligo o alla possibilità di una consultazione, o se le
parti decidono di comune accordo di consultarsi, la consultazione può svolgersi
in sede di comitato di associazione, salvo disposizioni contrarie contenute
nell'accordo. La consultazione può proseguire a livello di Consiglio di
associazione con il consenso delle due parti.
Articolo 15
Modifica
del regolamento interno
Il regolamento interno può essere modificato
conformemente alle disposizioni dell'articolo 11.
ALLEGATO
B della DECISIONE N. 1/[…] DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-AMERICA CENTRALE
del
[…]
Regolamento interno del comitato di associazione e dei
sottocomitati
Articolo 1
Composizione
1.           Il comitato di associazione,
istituito a norma dell'articolo 7 dell'accordo di associazione tra l'Unione
europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra
(di seguito "l'accordo"), adempie ai propri compiti conformemente all'accordo
ed è responsabile dell'applicazione generale dell'accordo.
2.           Conformemente all'articolo 7,
paragrafo 1, e all'articolo 346 dell'accordo, il comitato di associazione è
composto da rappresentanti dell'Unione europea e da rappresentanti di ciascuna
delle Repubbliche della parte AC, a livello di alti funzionari che hanno le
competenze in materia delle questioni specifiche da affrontare in una
determinata seduta. 
3.           Le parti dell'accordo che
hanno espletato le procedure di cui all'articolo 353, paragrafo 2 o paragrafo
4, diventano membri del comitato di associazione.
4.           Il comitato di associazione
conferisce lo status di osservatore a tutte le parti dell'accordo che non hanno
espletato le procedure di cui all'articolo 353, paragrafo 2 o
paragrafo 4.
5.           A norma dell'articolo 346
dell'accordo, il comitato di associazione, quando svolge esclusivamente o
principalmente i compiti ad esso assegnati a norma della parte IV dell'accordo,
è composto da alti funzionari delle parti responsabili delle questioni
attinenti al commercio. Un rappresentante della parte che esercita la
presidenza del comitato di associazione svolge la funzione di presidente.
6.           A norma dell'articolo 352,
paragrafo 3, dell'accordo, le Repubbliche della parte AC agiscono
collettivamente nel processo decisionale del quadro istituzionale dell'accordo;
l'adozione di decisioni e raccomandazioni richiede il loro consenso. 
7.           Il riferimento alle "parti"
nel presente regolamento interno è conforme alla definizione di cui all'articolo
352 dell'accordo. 
Articolo 2
Presidenza
La parte UE e la parte AC si alternano nell'esercizio
della presidenza del comitato di associazione ogni 12 mesi. Il presidente è un
membro del comitato di associazione. Il primo periodo ha inizio alla data della
prima riunione del comitato di associazione e termina il 31 dicembre dello
stesso anno.
Articolo 3
Riunioni
1.           Fatti salvi altri accordi
delle parti, il comitato di associazione si riunisce regolarmente, almeno una
volta all'anno. Su richiesta
di una delle parti possono essere convocate, di comune accordo, riunioni
straordinarie 
2.           Ciascuna riunione del
comitato di associazione è convocata dalla presidenza dello stesso a una data e
in un luogo convenuti dalle parti. L'avviso di convocazione della riunione
viene inviato dal segretariato del comitato di associazione ai membri almeno 28
giorni prima dell'inizio della riunione, salvo diverso accordo delle parti.
3.           Ogniqualvolta sia possibile,
la riunione ordinaria del comitato di associazione è convocata con un anticipo
utile rispetto alla riunione ordinaria del Consiglio di associazione.
4.           A titolo eccezionale e ove le
due parti siano d'accordo, le riunioni del comitato di associazione possono
svolgersi con l'uso di mezzi tecnologici concordati.
Articolo 4
Rappresentanza
1.           Ciascuna parte notifica alle
altre parti l'elenco dei suoi rappresentanti nel comitato di associazione ("i
membri") per le diverse questioni all'esame. L'elenco è gestito dal
segretariato del comitato di associazione.
2.           Un membro che desideri essere
rappresentato da un supplente per una determinata riunione notifica per
iscritto alle altre parti del comitato di associazione il nome del suo
supplente prima della riunione. Il rappresentante supplente di un membro
esercita tutti i diritti del membro titolare.
Articolo 5
Delegazioni
I membri del comitato di associazione possono
essere accompagnati da altri funzionari. Prima di ogni riunione le parti sono informate
dal segretariato della composizione prevista delle delegazioni che partecipano
alla riunione.
Articolo 6
Segretariato
Un funzionario della parte UE e un funzionario
di una delle Repubbliche della parte AC, designato a turno conformemente alle
direttive stabilite a tal fine dalle Repubbliche della parte AC, svolgono
congiuntamente le funzioni di segretari del comitato di associazione. 
Articolo 7
Corrispondenza
1.           La corrispondenza destinata
al comitato di associazione è inviata al segretario della parte UE o della
Repubblica della parte AC, che a sua volta informa il segretario dell'altra
parte. 
2.           Il segretariato provvede
affinché la corrispondenza indirizzata al comitato di associazione sia
trasmessa alla presidenza del comitato e diffusa, se del caso, quale documentazione
conformemente all'articolo 8 del presente regolamento interno.
3.           La corrispondenza inviata
dalla presidenza del comitato di associazione è trasmessa alle parti dal
segretariato e diffusa, se del caso, quale documentazione conformemente all'articolo 8
del presente regolamento interno.
Articolo 8
Documenti
1.           Qualora le deliberazioni del
comitato di associazione siano basate su documenti scritti, questi ultimi sono
numerati e diffusi dal segretariato ai membri. 
2.           Ogni segretario è
responsabile della trasmissione dei documenti ai membri del comitato di
associazione della propria parte, mettendo sistematicamente in copia l'altro
segretario.
Articolo 9
Riservatezza
1.           Salvo decisione contraria, le
riunioni del comitato di associazione non sono pubbliche. 
2.           Se una parte comunica
informazioni in via riservata al comitato di associazione, ai sottocomitati, ai
gruppi di lavoro o a altri organismi, l'altra parte tratta tali informazioni
nel rispetto della procedura di cui all'articolo 336, paragrafo 2,
dell'accordo.
3.           Ciascuna delle parti può
decidere la pubblicazione delle decisioni e delle raccomandazioni del comitato
di associazione nelle rispettive pubblicazioni ufficiali.
Articolo 10
Ordine
del giorno delle riunioni
1.           Il segretariato del comitato
di associazione stabilisce un ordine del giorno provvisorio per ogni riunione
sulla base delle proposte presentate dalle parti. Tale ordine del giorno è
trasmesso, insieme ai documenti pertinenti, al presidente e ai membri del
comitato di associazione almeno 15 giorni prima dell'inizio della riunione,
quale documentazione di cui all'articolo 8 del presente regolamento
interno. 
2.           L'ordine del giorno
provvisorio comprende i punti per i quali il segretariato del comitato di
associazione ha ricevuto domanda di iscrizione nell'ordine del giorno da una
parte, insieme ai documenti pertinenti, almeno 21 giorni prima dell'inizio
della riunione. 
3.           Il comitato di associazione
adotta l'ordine del giorno all'inizio di ogni riunione. L'iscrizione nell'ordine
del giorno di punti che non figurano nell'ordine del giorno provvisorio è
acquisita previo accordo delle parti. 
4.           Il presidente della riunione
del comitato di associazione può, previo accordo, invitare, in casi specifici,
osservatori o esperti ad assistere alle riunioni per ottenere informazioni su
argomenti specifici. 
5.           Il presidente della riunione
del comitato di associazione d'intesa con le parti, può abbreviare i termini
indicati ai paragrafi 1 e 2, in funzione delle esigenze di un caso
specifico. 
Articolo 11
Verbali
1.           I due segretari del comitato
redigono congiuntamente
 un progetto di verbale di ciascuna riunione, generalmente entro 21 giorni dalla
conclusione della stessa. 
2.           Il verbale contiene, di
norma, per ciascun punto iscritto all'ordine del giorno: 
(a)     la documentazione presentata al comitato
di associazione, 
(b)     le dichiarazioni la cui iscrizione a
verbale sia stata chiesta da un membro del comitato di associazione, e 
(c)     le questioni concordate dalle parti,
quali le decisioni e le raccomandazioni adottate, le dichiarazioni concordate
ed eventuali conclusioni in merito a voci specifiche, tra gli altri. 
3.           Nel verbale figurano anche l'elenco
dei membri del comitato o dei loro supplenti che hanno partecipato alla
riunione, l'elenco dei membri delle delegazioni che li accompagnavano e l'elenco
degli eventuali osservatori o esperti presenti. 
4.           Il verbale è approvato per
iscritto da tutte le parti entro 28 giorni di calendario dalla data della
riunione. Una volta approvato, il verbale è firmato dal presidente e dai due
segretari del comitato di associazione. Una copia certificata conforme è
inviata a ciascuna delle parti. 
5.           Salvo diverso accordo delle
parti, il comitato di associazione adotta un piano d'azione che rifletta le misure
concordate nel corso della riunione, piano la cui attuazione sarà esaminata nella
riunione successiva.
Articolo 12
Decisioni
e raccomandazioni
1.           Nei casi specifici in cui l'accordo
gli conferisce il potere di prendere decisioni o in cui tale potere sia stato
ad esso delegato dal Consiglio di associazione, il comitato di associazione
adotta decisioni e formula raccomandazioni di comune accordo tra le parti, che
saranno firmate da ciascun membro del comitato di associazione durante le
riunioni. Gli osservatori non partecipano alle decisioni del comitato di
associazione. 
2.           Il comitato di associazione
può adottare decisioni o formulare raccomandazioni mediante procedura scritta,
previo consenso delle parti. A tale scopo, il testo della proposta è comunicato
per iscritto dal presidente del comitato di associazione ai membri e agli
osservatori a norma dell'articolo 8. I membri devono disporre di almeno 21
giorni di calendario per comunicare eventuali riserve o proposte di modifica
del testo. Una volta che il testo è stato concordato, la decisione o la
raccomandazione è firmata in modo indipendente e successivamente dai
rappresentanti della parte UE e di ciascuna delle Repubbliche della parte AC.
3.           Gli atti del comitato di
associazione recano, rispettivamente, il titolo di "decisione" o "raccomandazione".
Il segretariato del comitato di associazione attribuisce a ogni decisione o
raccomandazione un numero di serie, la data di adozione e una descrizione dell'oggetto.
Ogni decisione indica la data della sua entrata in vigore ed è firmata dalle
parti. 
Articolo 13
Relazioni
Il comitato di associazione riferisce al
Consiglio di associazione sulle sue attività e su quelle dei suoi
sottocomitati, gruppi di lavoro e altri organismi a ogni riunione ordinaria del
Consiglio di associazione. 
Articolo 14 
Lingue
1.           Le lingue ufficiali del
comitato di associazione sono lo spagnolo e un'altra delle lingue ufficiali
dell'accordo concordata dalle parti. 
2.           Salvo decisione contraria, il
comitato di associazione delibera sulla base di documenti redatti nelle
suddette lingue. 
Articolo 15
Costi
1.           Le parti si assumono l'onere
delle spese sostenute per la partecipazione alle riunioni del comitato di
associazione, sia i costi del personale e le spese di viaggio e soggiorno, sia
le spese postali e per le telecomunicazioni. 
2.           Le spese relative all'organizzazione
delle riunioni e alla riproduzione dei documenti sono a carico della parte ospitante.

3.           Le spese connesse all'interpretazione
durante le riunioni e alla traduzione dei documenti da o in spagnolo e dall'altra
o nell'altra lingua ufficiale del comitato di associazione di cui all'articolo 14,
paragrafo 1, del presente regolamento interno, sono sostenute dalla parte
ospitante la riunione. L'interpretazione e la traduzione da o nelle altre
lingue sono direttamente a carico della parte richiedente.
Articolo 16
Modifica
del regolamento interno
Il regolamento interno può essere modificato
conformemente alle disposizioni dell'articolo 12.
Articolo 17
Sottocomitati
e gruppi di lavoro specializzati
1.           Conformemente all'articolo 8,
paragrafo 2, dell'accordo, il comitato di associazione può decidere di
creare sottocomitati o gruppi di lavoro specializzati diversi da quelli
previsti dall'accordo che lo assistano nell'esercizio delle sue funzioni. Il
comitato di associazione può decidere di abolire uno qualsiasi di tali
sottocomitati o gruppi di lavoro oppure definire o modificare le condizioni del
loro mandato. Salvo decisione contraria, tali sottocomitati agiscono sotto l'autorità
del comitato di associazione, a cui riferiscono dopo ciascuna riunione. 
2.           Salvo disposizioni contrarie
previste dall'accordo o concordate in sede di Consiglio di associazione, i
presenti regolamenti interni sono applicati mutatis mutandis a qualsiasi
sottocomitato o gruppo di lavoro specializzato, con i seguenti adattamenti:
(a)     ciascuna delle parti notifica per
iscritto alle altre parti l'elenco dei partecipanti a tali organismi e le loro
rispettive funzioni. Il segretariato del comitato di associazione gestisce tali
elenchi;
(b)     la corrispondenza, tutti i documenti e le
comunicazioni pertinenti tra i punti di contatto sono trasmesse simultaneamente
anche al segretariato del comitato di associazione;
(c)     salvo disposizioni contrarie previste
dall'accordo o concordate dalle parti, i sottocomitati o i gruppi di lavoro
possono solo formulare raccomandazioni.
ALLEGATO II
DECISIONE
N. 2/[...] DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-AMERICA CENTRALE
del
[…]
che adotta il regolamento di procedura che disciplina la risoluzione
delle controversie di cui al titolo X e il codice di condotta per i membri del
collegio e i mediatori
IL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-AMERICA
CENTRALE, 
visto l'accordo di associazione tra l'Unione
europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra
(di seguito "l'accordo"), in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
l'articolo 319, l'articolo 325 e l'articolo 328,
considerando quanto segue:    
(1)          A norma dell'articolo 6,
paragrafo 1, il Consiglio di associazione ha il potere di prendere
decisioni nei casi previsti dall'accordo.
(2)          A norma dell'articolo 328,
paragrafo 1, nella sua prima riunione, il Consiglio di associazione adotta
il regolamento di procedura e il codice di condotta, che disciplinano la
risoluzione delle controversie di cui al titolo X dell'accordo,
DECIDE: 
Articolo unico
Sono adottati il regolamento di procedura che
disciplina la risoluzione delle controversie di cui al titolo X dell'accordo
e il codice di condotta per i membri del collegio e i mediatori, che figurano rispettivamente
negli allegati A e B.
La presente decisione entra in vigore alla
data della sua adozione.
Fatto a …, xxxx. 
Per il Consiglio di associazione UE-America
centrale 
 […] Per la Costa Rica   || […] Per El Salvador   || […] Per il Guatemala   || 
   || 
 […] Per l'Honduras   || […] Per il Nicaragua   […] Per l'Unione europea || […] Per Panama   
ALLEGATO
A della DECISIONE N. 2/[…] DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-AMERICA CENTRALE
del
[…]
Regolamento di procedura che disciplina la
risoluzione delle controversie di cui al titolo X dell'accordo
DISPOSIZIONI
GENERALI
1.           Ogni riferimento fatto nel
presente regolamento a un articolo o titolo è un riferimento all'articolo o al
titolo pertinente dell'accordo oppure al titolo X "Risoluzione delle
controversie" dell'accordo nella sua interezza.
2.           Ai fini del titolo e a norma
del presente regolamento si intende per: 
(a)     "consulente" una persona
incaricata o designata da una parte al fine di fornire consulenza o assistenza
a quest'ultima in relazione al procedimento del collegio;
(b)     "accordo" l'accordo che
istituisce un'associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una
parte, e l'America centrale, dall'altra;
(c)     "assistente" una persona che, su incarico di un membro del collegio o del collegio
stesso, svolge ricerche per questo o lo assiste nelle sue funzioni ai fini della risoluzione della controversia;
(d)     "parte attrice" la parte che
chiede la costituzione di un collegio a norma dell'articolo 311; il collegio
può essere composto di uno o più Repubbliche della parte AC;
(e)     "giorno" un giorno di
calendario;
(f)     "parti della controversia" la
parte attrice e la parte convenuta;
(g)     "parte della controversia" la
parte attrice o la parte convenuta;
(h)     "giorno festivo" sabato e
domenica, nonché eventuali altri giorni che una parte stabilisce come giorno
festivo[2];

(i)      "collegio" un collegio
istituito a norma dell'articolo 312;
(j)      "membro del collegio" un
membro del collegio istituito a norma dell'articolo 312; 
(k)     "parte convenuta" la parte
accusata di aver violato le disposizioni di cui all'articolo 309 che può
comprendere una o più Repubbliche della parte AC;
(l)      "rappresentante di una parte"
un dipendente o una persona nominata da un ministero o agenzia governativa o da
qualsiasi altra entità pubblica di una parte.
3.           Salvo diverso accordo delle
parti, la parte convenuta provvede all'organizzazione logistica dei
procedimenti di risoluzione delle controversie, in particolare le audizioni.
Tuttavia, le parti della controversia condividono le spese connesse agli
aspetti organizzativi, comprese le spese dei membri del collegio e le spese di
traduzione. 
PRESENTAZIONE DI DOCUMENTI, NOTIFICHE E
COMUNICAZIONI
4.           Le parti della controversia e
il collegio trasmettono ogni richiesta, notifica, comunicazione scritta o altro
documento mediante consegna contro ricevuta, spedizione postale raccomandata,
corriere, fax, telex, telegramma, posta elettronica, web link o altro mezzo di
telecomunicazione che consenta di registrare l'avvenuto invio o ricevimento.
Per quanto riguarda la parte che presenta il documento, la data di consegna è
la data indicata nella registrazione di spedizione. Per quanto riguarda la
parte che riceve il documento, la data di consegna è la data indicata nella
registrazione di ricevimento del documento. Il tempo che intercorre tra la data
di trasmissione del documento e l'effettivo ricevimento non deve essere preso
in considerazione nel calcolo dei periodi di tempo procedurali.[3]
5.           Una parte della controversia trasmette
simultaneamente una copia delle sue comunicazioni scritte all'altra parte della
controversia all'ufficio di cui al punto 67, nonché a ciascun membro del
collegio. Ne viene trasmessa copia anche in formato elettronico. Analogamente,
le parti della controversia e il collegio forniscono, se prescritto dal titolo,
una copia di tutte le comunicazioni al comitato di associazione.
6.           Tutte le notifiche effettuate
dal collegio sono indirizzate agli uffici competenti delle parti della
procedura.
7.           Gli errori materiali di
scarsa importanza contenuti in richieste, avvisi, comunicazioni scritte o altri
documenti relativi al procedimento del collegio possono essere corretti
mediante presentazione di un nuovo documento in cui siano chiaramente indicate
le modifiche.
8.           Qualora il termine ultimo per
la presentazione di un documento coincida con un giorno festivo di una delle
parti della procedura o se l'ufficio competente è chiuso in quel giorno per
cause di forza maggiore, il documento può essere trasmesso a tale parte il
giorno feriale successivo. 
APERTURA
DELLA PROCEDURA DEL COLLEGIO
9.           Quando un membro del collegio
è nominato in conformità dell'articolo 312, il membro nominato dispone di
un termine di 10 giorni per accettare la sua nomina. La sua accettazione deve
essere accompagnata dalla dichiarazione iniziale di cui al codice di condotta. 
10.         Salvo diverso accordo tra le
parti della controversia, le persone che hanno agito in qualità di mediatore o hanno
esercitato qualsiasi altra funzione attinente alla risoluzione delle
controversie non possono fungere da membri del collegio in una controversia
successiva riguardante lo stesso oggetto.
11.         Salvo diverso accordo tra le
parti della controversia, essi comunicano con il collegio o lo incontrano entro
7 giorni dalla sua costituzione ai sensi dell'articolo 312, paragrafo 6,
al fine di decidere le questioni che le parti della controversia o il collegio
ritengano opportune, tra cui anche l'onorario e il rimborso delle spese dei
membri del collegio e di altre persone conformemente ai punti 63, 64 e 65.
COMUNICAZIONI
INIZIALI
12.         La parte attrice presenta le
proprie comunicazioni scritte iniziali entro 20 giorni dalla data di
costituzione del collegio. La parte convenuta presenta la propria replica
scritta entro 20 giorni dalla data di presentazione della comunicazione scritta
iniziale.
LAVORI
DEL COLLEGIO
13.         Il collegio adotta il proprio
calendario di lavoro, consentendo alle parti della controversia un periodo di
tempo appropriato per adempiere a tutte le fasi del procedimento. Il calendario
di lavoro stabilisce date e periodi di tempo precisi per la presentazione di
ogni comunicazione e documento pertinente, nonché di eventuali altri documenti
e audizioni del collegio. Nel rispetto del punto 19 il collegio può modificare il
calendario di lavoro di propria iniziativa o previa consultazione delle parti e
deve in ogni caso informare senza indugio le parti della controversia di
eventuali modifiche del calendario di lavoro. 
14.         Il presidente del collegio
presiede tutte le riunioni. Il collegio può delegare al presidente le decisioni
di carattere amministrativo e procedurale.
15.         Il collegio può svolgere la
propria attività mediante qualsiasi mezzo, compresi telefono, fax, spedizione
postale raccomandata, corriere, telex, telegramma, e-mail, videoconferenza o
web link, salvo disposizioni contrarie nella parte IV dell'accordo o altrove.
Al momento di decidere quali mezzi usare, il collegio garantisce che i mezzi
non riducano il diritto di una parte di partecipare pienamente ed efficacemente
al procedimento.
16.         Solo i membri del collegio
possono partecipare alle sue deliberazioni. Tuttavia, il collegio può
autorizzare i suoi assistenti, interpreti o traduttori a presenziare alle discussioni.
17.         L'adozione di qualsiasi
decisione di procedura, compresa la decisione del collegio in merito, è di
esclusiva competenza del collegio e non può essere delegata. 
18.         Qualora sorga una questione
procedurale non contemplata dalle disposizioni del titolo o del presente
regolamento di procedura, un collegio potrà adottare per quella particolare
controversia qualsiasi procedura appropriata, compatibile con tali
disposizioni.
19.         Il collegio, qualora ritenga
necessario modificare un termine applicabile al procedimento o introdurre
qualsiasi altro adeguamento di carattere procedurale o amministrativo, comunica
per iscritto alle parti le ragioni che giustificano la modifica o l'adeguamento,
indicando il termine o l'adeguamento necessario. I termini di cui all'articolo 317,
paragrafo 3, non possono essere modificati, salvo in circostanze eccezionali.
SOSTITUZIONE
20.         In caso di impedimento,
rinuncia o sostituzione di un membro del collegio, viene designato un sostituto
conformemente all'articolo 312.
21.         Se una parte della
controversia ritiene che un membro del collegio abbia violato il codice di
condotta o non soddisfi i requisiti di cui all'articolo 325 e che per
questo motivo vada sostituito, detta parte può richiedere la rimozione di tale
membro del collegio informando l'altra parte della controversia entro 10 giorni
dal momento in cui è venuta a conoscenza delle circostanze relative alla
violazione sostanziale del codice di condotta da parte del membro del collegio.
22.         Se una parte della
controversia ritiene che un membro del collegio diverso dal presidente abbia
violato il codice di condotta, le parti della controversia si consultano entro
10 giorni e, di comune accordo, sostituiscono detto membro del collegio designando
un sostituto conformemente all'articolo 312. 
Qualora le parti non concordino sulla necessità di
sostituire un membro del collegio, ciascuna parte può chiedere che la questione
venga sottoposta al presidente del collegio, la cui decisione è definitiva. 
Se il presidente conclude che un membro del
collegio abbia violato il codice di condotta, viene designato un sostituto. La
selezione del sostituto è effettuata conformemente al paragrafo pertinente di
cui all'articolo 312, in base al quale il membro da sostituire era stato
inizialmente selezionato. In assenza della selezione di un sostituto
conformemente al paragrafo pertinente dell'articolo 312, entro 10 giorni
dalla comunicazione del presidente alle parti riguardante la violazione del
codice di condotta da parte di un membro del collegio il presidente sceglie il
nuovo membro del collegio. Tale selezione deve avvenire entro 5 giorni e deve
essere comunicata senza indugio alle parti della controversia.
23.         Se una parte della
controversia ritiene che il presidente del collegio abbia violato il codice di
condotta, entro 10 giorni le parti della controversia si consultano e, di
comune accordo, sostituiscono il presidente conformemente alle disposizioni
dell'articolo 312. 
Qualora le parti non concordino sulla necessità di
sostituire il presidente, ciascuna parte può chiedere che la questione venga
sottoposta a uno degli altri membri selezionati per esercitare le funzioni di
presidente a norma dell'articolo 325, paragrafo 1, del titolo. Il suo
nominativo è sorteggiato dal presidente del comitato di associazione o da un
suo delegato, entro 5 giorni dalla data della richiesta, in presenza delle
parti della controversia qualora lo desiderino. La decisione riguardante la
necessità di sostituire il presidente è definitiva. 
Se tale persona conclude che il presidente in
carica abbia violato il codice di condotta, designa un nuovo presidente,
estratto a sorte tra le persone rimanenti nell'elenco dei membri del collegio
di cui all'articolo 325, paragrafo 1, del titolo. Tale selezione è
effettuata entro 5 giorni dalla data di cui al paragrafo precedente in presenza
delle parti della controversia, qualora lo desiderino.
24.         Qualora si ritenga che un
membro del collegio abbia violato il codice di condotta, quest'ultimo può
dimettersi senza che le dimissioni implichino l'accettazione dei motivi addotti
per la richiesta della sua sostituzione. 
25.         Alla nomina del sostituto il
collegio decide, a sua completa discrezione, se la totalità o una parte delle
audizioni debba essere ripetuta.
26.         I procedimenti del collegio
sono sospesi per il periodo necessario a espletare le procedure di cui ai punti
20, 21, 22, 23 e 24. 
AUDIZIONI
27.         Dopo aver sentito le parti
della controversia e gli altri membri del collegio, il presidente fissa la
data, il luogo e l'ora dell'audizione[4]
e li notifica per iscritto alle parti della controversia. Se l'audizione è
pubblica, tali informazioni vengono messe a disposizione del pubblico dalla
parte della controversia incaricata degli aspetti logistici del procedimento.
Salvo disaccordo delle parti, il collegio può decidere di non convocare un'audizione.
28.         Salvo accordi diversi delle
parti della controversia, l'audizione ha luogo a Bruxelles se la parte
convenuta è l'Unione europea o nella capitale dell'America centrale interessata
se la parte convenuta è una Repubblica della parte AC. 
29.         Il collegio può organizzare
ulteriori audizioni con l'accordo delle parti della controversia.
30.         Tutti i membri del collegio sono
presenti per l'intera durata delle audizioni in modo tale da garantire l'effettiva
risoluzione della controversia e la validità delle azioni, decisioni e sentenze
del collegio. 
31.         Le seguenti persone possono
presenziare a un'audizione, pubblica o no:
(a)     i rappresentanti delle parti della
controversia;
(b)     i consulenti delle parti della
controversia;
(c)     il personale amministrativo, gli
interpreti, i traduttori e gli stenografi; e 
(d)     gli assistenti dei membri del collegio.
Solo i rappresentanti e i consulenti delle parti
della controversia possono rivolgersi al collegio.
32.         Al più tardi 5 giorni prima
della data dell'audizione ciascuna parte della controversia trasmette al
collegio l'elenco dei nominativi delle persone che nel corso dell'audizione
interverranno per suo conto con presentazioni o argomentazioni orali e degli altri
rappresentanti o consulenti che presenzieranno all'audizione. Le parti della
controversia non includono nelle loro delegazioni le persone che, direttamente
o indirettamente, abbiano un interesse finanziario o personale in materia. Le
parti della controversia possono opporsi alla presenza di qualsiasi persona
sopra indicata, motivando tale obiezione. All'inizio dell'audizione il collegio
decide in merito all'obiezione.
33.         Le audizioni dei collegi sono
aperte al pubblico, purché le parti non convengano di svolgerle parzialmente o
totalmente a porte chiuse. Tuttavia, il collegio si riunisce a porte chiuse se
le comunicazioni e le argomentazioni di una parte della controversia
comprendono informazioni riservate sia di natura commerciale che non commerciale.
34.         Il collegio conduce l'audizione
nel modo sotto indicato, assicurando un tempo equivalente alla parte attrice e
alla parte convenuta:
Argomentazione 
(a)     argomentazione della parte attrice
(b)     argomentazione della parte convenuta 
Confutazione
(a)     confutazione
(b)     controreplica della parte attrice 
35.         Il collegio può rivolgere
domande alle parti della controversia in qualsiasi momento dell'audizione.
36.         Il collegio predispone la
stesura del verbale di ciascuna audizione, che viene quanto prima redatto e
trasmesso per iscritto alle parti della controversia.
37.         Entro 10 giorni dalla data finale
dell'audizione ciascuna parte può trasmettere osservazioni scritte
supplementari in merito a qualsiasi questione sollevata durante l'audizione.
DOMANDE
SCRITTE
38.         Il collegio può rivolgere
domande scritte a una o a entrambe le parti in qualsiasi momento di un
procedimento. Ciascuna delle parti della controversia riceve una copia delle
domande del collegio.
39.         Una parte della controversia
fornisce una copia della propria risposta scritta alle domande del collegio all'altra
parte della controversia. Alle parti della controversia è data la possibilità
di inviare osservazioni scritte in merito a tale risposta dell'altra parte
della controversia entro 5 giorni dalla data di ricevimento.
ELEMENTI
DI PROVA
40.         Le parti della controversia
presentano, per quanto possibile, gli elementi di prova con la comunicazione
scritta iniziale e con la comunicazione scritta a sostegno delle
argomentazioni. Le parti della controversia possono presentare ulteriori prove
a sostegno delle argomentazioni nella propria comunicazione di confutazione e
di controreplica. In via eccezionale le parti della controversia possono
presentare ulteriori elementi di prova se una parte ha preso conoscenza di tali
elementi dopo lo scambio di comunicazioni scritte oppure se il collegio
considera che tali elementi di prova siano pertinenti e fornisce all'altra
parte la possibilità di presentare le proprie osservazioni in merito.
RISERVATEZZA
41.         Le parti della controversia e
i loro esperti rispettano la riservatezza delle audizioni del collegio che si
svolgono a porte chiuse, come previsto al punto 33. Ciascuna parte della
controversia e i rispettivi esperti considerano riservate le informazioni
comunicate dall'altra parte della controversia in via riservata al collegio.
Qualora una parte della controversia trasmetta al collegio una versione
riservata delle sue comunicazioni scritte, essa fornisce ugualmente, su
richiesta dell'altra parte, entro 15 giorni dalla data della richiesta o, se
successiva, della comunicazione, un riassunto non riservato delle informazioni
contenute nelle comunicazioni che possa essere reso pubblico. Nessuna
disposizione del presente regolamento di procedura vieta ad una parte di rendere
pubblica la propria posizione, purché essa non contenga informazioni riservate.
CONTATTI
UNILATERALI
42.         Il collegio non si incontra né
entra in contatto con una parte della controversia in assenza dell'altra parte.
43.         Nessun membro del collegio può
discutere un aspetto della questione oggetto del procedimento con una delle
parti della controversia o con entrambe in assenza degli altri membri del
collegio.
INFORMAZIONI
E CONSULENZA TECNICA
44.         Se il collegio intende
acquisire informazioni e consulenze tecniche a norma dell'articolo 320,
paragrafo 2, esse devono essere richieste almeno 15 giorni prima della data
dell'audizione finale, a meno che il collegio non possa dimostrare l'esistenza
di circostanze eccezionali. 
45.         Prima di richiedere tali
informazioni o consulenze tecniche il collegio stabilisce e notifica alle parti
della controversia le procedure che seguirà per ottenere le informazioni. Dette
procedure includono: 
(a)     la possibilità per le parti della
controversia di presentare al collegio osservazioni scritte riguardanti gli
elementi di fatto che gli esperti, gli organismi o altre fonti sono chiamati a esaminare;
(b)     l'identificazione e la nomina dell'esperto
o del consulente da parte del collegio e la fissazione del termine entro cui
saranno fornite le informazioni o le consulenze tecniche; e 
(c)     un termine adeguato per consentire alle
parti della controversia di formulare osservazioni sulle informazioni o sulle
consulenze tecniche fornite dall'esperto, dall'organismo o da altre fonti.
46.         Il collegio non può scegliere
come consulente tecnico un individuo che ha un interesse finanziario o
personale nell'oggetto del procedimento o il cui datore di lavoro, partner,
associato o familiare abbia un interesse simile. In ogni caso le disposizioni
dell'articolo 325, paragrafo 2, si applicano alla selezione di esperti,
organismi o altre fonti. 
47.         In caso di una richiesta di
informazioni e consulenze tecniche a norma dell'articolo 320, paragrafo 2, il
collegio esamina se sia opportuno sospendere i periodi di tempo stabiliti in
attesa del ricevimento di tali informazioni. 
MEMORIE A TITOLO DI AMICUS CURIAE
48.         Salvo accordo diverso tra le
parti della controversia, il collegio può ricevere memorie a titolo di amicus
curieae dalle persone fisiche o giuridiche interessate, stabilite nel
territorio delle parti della controversia, purché esse siano presentate entro
10 giorni dalla data di istituzione del collegio.
49.         Le memorie devono essere: 
(a)     datate e firmate dalla persona
interessata o dal suo rappresentante;
(b)     scritte nella lingua o nelle lingue
scelte dalle parti della controversia a norma del punto 55;
(c)     concise e in nessun caso possono superare
15 pagine dattiloscritte, compresi gli eventuali allegati; e
(d)     direttamente pertinenti agli elementi di
fatto e giuridici sottoposti all'esame del collegio. 
50.         Le memorie devono essere
accompagnate da una dichiarazione scritta che indichi chiaramente: 
(a)     una descrizione delle persone interessate
che le presentano, incluso il loro luogo di incorporazione e di stabilimento,
la natura delle loro attività, le loro fonti di finanziamento e, se pertinente,
la documentazione che corrobora tali informazioni;
(b)     se le persone interessate hanno legami
diretti o indiretti con una qualsiasi delle parti della controversia, nonché se
hanno ricevuto o prevedono di ricevere aiuti finanziari o di altro tipo da una
delle parti della controversia, un altro governo, una persona o un'organizzazione,
in generale o nel corso della preparazione della memoria; e
(c)     un breve riassunto di come la memoria
della persona interessata possa contribuire a risolvere la controversia. 
51.         Le memorie sono indirizzate al
presidente del collegio nelle lingue di cui al punto 49. 
52.         Il collegio non prende in
considerazione le memorie a titolo di amicus curiae non conformi alle
disposizioni sopra indicate. 
53.         Nella suo lodo il collegio
elenca tutte le memorie a titolo di amicus curiae che ha ricevuto e che
risultano conformi alle disposizioni sopra indicate. Il collegio non è tenuto
ad esaminare nel proprio lodo gli argomenti di fatto o di diritto contenuti in
dette memorie. Le comunicazioni ricevute dal collegio a norma del presente
regolamento di procedura devono essere comunicate alle parti della controversia
per consentire eventuali osservazioni. 
CASI URGENTI
54.         Nei casi urgenti di cui all'articolo
313, paragrafo 3, il collegio adegua i termini fissati nel presente regolamento
di procedura secondo il caso.
LINGUA DEL PROCEDIMENTO, TRADUZIONE E
INTERPRETAZIONE
55.         Durante le consultazioni di
cui all'articolo 310 e al più tardi entro la data della riunione di cui al
punto 11, le parti della controversia si adoperano per concordare una lingua o più
lingue di lavoro per i procedimenti del collegio, ovvero inglese, spagnolo o
entrambi.
56.         I lodi del collegio, compreso
il lodo sulla controversia in oggetto, sono redatti e notificati nella lingua o
nelle lingue scelte dalle parti della controversia. I costi della traduzione
dei lodi del collegio sono sostenuti in parti uguali dalle parti della controversia.
57.         Ciascuna parte della
controversia sostiene i costi delle ulteriori traduzioni che essa ritiene
necessarie. 
CALCOLO
DEI TERMINI PROCEDURALI
58.         Se conformemente al titolo, al
presente regolamento di procedura o alla decisione del collegio, qualsiasi
azione, atto procedurale o audizione deve avvenire a una data specifica oppure
prima o dopo tale data o un evento specifico, la data specificata o la data
dell'evento non è inclusa nel calcolo dei termini indicati nel titolo o nel
presente regolamento di procedura o stabiliti dal collegio.
59.         Tutti i termini stabiliti nel
titolo e nel presente regolamento di procedura sono calcolati dal giorno
successivo alla richiesta, alla notifica, alla comunicazione scritta o alla
presentazione di altri documenti alla parte in questione.
60.         Conformemente al punto 4 del
presente regolamento di procedura il tempo che intercorre tra la data di
trasmissione del documento e l'effettivo ricevimento non è preso in
considerazione nel calcolo dei termini procedurali.
61.         Qualora una parte riceva un
documento in una data diversa da quella in cui lo stesso documento è pervenuto
all'altra parte, qualsiasi termine la cui decorrenza dipenda dal ricevimento
del documento si calcola dall'ultima data di ricevimento.
62.         Se un termine scade in un
giorno festivo di una o entrambe le parti della controversia, tale termine è
prorogato fino al primo giorno feriale successivo.
COSTI
63.         Fatte salve circostanze
eccezionali decise dal collegio,[5]
la remunerazione dei membri del collegio, degli assistenti, degli esperti,
degli organismi o di altre fonti di cui all'articolo 320, il rimborso
delle spese di trasporto, alloggio e di altre spese ammissibili, nonché le
spese amministrative generali dei lavori del collegio sono sostenute in parti
uguali dalle parti della controversia in base alla richiesta di rimborso spese
presentata dal collegio.
64.         Ai fini della remunerazione e
del rimborso delle spese i membri del collegio mantengono un registro completo
e dettagliato delle spese sostenute e presentano una richiesta di rimborso all'ufficio
designato dalle parti a norma del punto 67 del presente regolamento di
procedura, insieme ai documenti giustificativi. Lo stesso si applica agli
assistenti e alle persone designate conformemente all'articolo 320 che
ricoprono un ruolo specifico di assistente di un membro del collegio e agli
esperti, agli organismi o ad altre fonti che forniscono informazioni e
consulenza tecnica.
65.         Il Consiglio di associazione
decide in merito a tutti i costi ammissibili per le suddette persone, nonché
alle retribuzioni e alle indennità da versare che sono stabilite secondo le
norme dell'OMC. 
66.         I punti precedenti si
applicano altresì a qualsiasi mediatore nel quadro del meccanismo di
mediazione. 
UFFICIO DESIGNATO IN RELAZIONE ALLE
PROCEDURE DI RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE E AL MECCANISMO DI MEDIAZIONE
67.         Ciascuna parte: 
(a)     designa un ufficio incaricato di svolgere
i compiti indicati nelle parti pertinenti del presente regolamento di
procedura; e
(b)     notifica al comitato di associazione l'indirizzo
dell'ufficio designato.
68.         Tutte le notifiche e le
consegne dei documenti di cui al titolo sulla composizione delle controversie,
al regolamento di procedura e al titolo relativo al meccanismo di mediazione
sono effettuate tramite questo ufficio.
ALTRE
PROCEDURE
69.         Il presente regolamento di
procedura si applica inoltre alle procedure di cui all'articolo 315,
paragrafo 3, all'articolo 316, paragrafo 2, all'articolo 317,
paragrafo 3, e all'articolo 318, paragrafo 2. I termini fissati in
conformità del presente regolamento di procedura vengono tuttavia adeguati ai
termini specifici previsti per l'adozione di un lodo del collegio nel quadro di
queste altre procedure.
CONFORMITÀ AL TITOLO E AL REGOLAMENTO
DI PROCEDURA
70.         Le parti e il collegio
garantiscono che i loro rappresentanti, consulenti, assistenti e altre persone
che partecipano a qualsiasi parte di un procedimento a norma del titolo e del
presente regolamento di procedura rispettino le disposizioni pertinenti nonché le
eventuali norme supplementari concordate dalle parti o adottate dal collegio.
ALLEGATO
B della DECISIONE N. 2/[…] DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-AMERICA CENTRALE
del
[…]
Codice di condotta per i membri
dei collegi e per i mediatori
Definizioni
1.           Ai fini del presente codice
di condotta si intende per:
a)      "accordo" l'accordo che
istituisce un'associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una
parte, e l'America centrale, dall'altra;
b)      "titolo" il titolo X sulla
risoluzione delle controversie dell'accordo;
c)      "articolo" il riferimento all'articolo
pertinente dell'accordo nella sua interezza;
d)      "assistente" una persona che, su incarico di un membro del collegio o del collegio stesso,
svolge ricerche per questo o lo assiste nelle sue funzioni,
ai fini della risoluzione della controversia;
e)      "candidato" una persona proposta
per la nomina a membro di un collegio ai sensi dell'articolo 310;
f)       "mediatore" una persona che
conduce una mediazione a norma del titolo XI "Meccanismo di
mediazione per le misure non tariffarie" dell'accordo;
g)      "membro" o "membro del
collegio" un membro del collegio istituito a norma dell'articolo
312;
h)      "procedimento", salvo diversa
indicazione, un procedimento del collegio a norma del titolo; e
i)       "personale", in relazione a un
membro del collegio, le persone, diverse dagli assistenti, poste sotto la sua
direzione e il suo controllo. 
Responsabilità nei confronti della
procedura
2.           I candidati e i membri
sono tenuti ad evitare qualsiasi irregolarità e sospetto di irregolarità, ad
essere indipendenti e imparziali, ad evitare i conflitti d'interesse diretti e
indiretti nonché ad osservare norme di condotta rigorose, in modo da garantire
l'integrità e l'imparzialità del dispositivo di risoluzione delle controversie. Gli ex membri devono ottemperare agli
obblighi definiti nelle parti del presente codice di condotta relative agli
obblighi degli ex membri e alla riservatezza.
Obblighi di dichiarazione
3.           Prima di accettare la
nomina di membro del collegio a norma dell'accordo, ogni candidato prende in
considerazione, e se del caso dichiara, l'esistenza di qualsiasi interesse,
relazione o fatto tale da influire sulla sua indipendenza o imparzialità o che
potrebbe ragionevolmente dare adito a un sospetto di irregolarità o di parzialità
nel procedimento. A tale scopo, i candidati compiono ogni ragionevole sforzo
per venire a conoscenza dell'esistenza di tali interessi, relazioni e fatti. 
4.           Senza limitare il
carattere generale di quanto precede, ogni candidato deve dichiarare in buona
fede:
a)      ogni interesse finanziario o personale:
i)       nel procedimento o nei risultati di quest'ultimo; e 
ii)      in un procedimento giudiziario, amministrativo o arbitrale
attinente a questioni che potrebbero riguardare, direttamente o indirettamente,
il procedimento per cui il candidato è stato proposto;
b)      qualsiasi interesse finanziario del suo datore di lavoro, del suo
partner, del suo associato o di un membro della sua famiglia:
i)       nel procedimento o nei risultati di quest'ultimo; e 
ii)      in un procedimento giudiziario, amministrativo o arbitrale
attinente a questioni che potrebbero riguardare, direttamente o indirettamente,
il procedimento per cui il candidato è stato proposto;
c)      ogni rapporto, attuale o passato, di natura finanziaria,
commerciale, professionale, familiare, sociale o di lavoro con una delle parti
o con i loro rappresentanti o consulenti e ogni rapporto simile che coinvolga
il suo datore di lavoro, il suo partner, il suo associato o un membro della sua
famiglia; e
d)      ogni altra circostanza che potrebbe influire sulla sua indipendenza o
imparzialità o che potrebbe dare
adito a sospetti di parzialità.
5.           Ai fini dell'applicazione
dei paragrafi 3 e 4, tutti i candidati che sono stati selezionati come membri
del collegio e hanno accettato la nomina devono compilare una dichiarazione
iniziale di informativa. La dichiarazione e l'accettazione della nomina devono
essere trasmesse alle parti a fini di esame.
6.           Dopo essere stato
nominato, ciascun membro è tenuto a continuare a compiere ogni ragionevole
sforzo per venire a conoscenza degli interessi, delle relazioni o dei fatti di
cui ai paragrafi 3 e 4 del presente codice di condotta e ha l'obbligo di
dichiararli. L'obbligo di dichiarazione è permanente ed impone a ogni membro di
dichiarare interessi, relazioni e fatti di tale natura in qualsiasi fase del
procedimento essi intervengano. Il membro dichiara tali interessi, relazioni o
altre circostanze informando le parti per iscritto e, a fini di esame, con
copia al comitato di associazione. 
7.           Il membro è tenuto a
comunicare al comitato di associazione solo le questioni attinenti a violazioni
effettive o potenziali del presente codice di condotta affinché siano esaminati
dalle parti. 
Funzioni dei membri
8.           In seguito all'accettazione
della nomina, ciascun membro esercita interamente e sollecitamente le proprie
funzioni nel corso dell'intero procedimento, con equità e diligenza. 
9.           Il membro esamina
soltanto le questioni sollevate nell'ambito del procedimento e necessarie per
pervenire a una decisione e non delega ad altri tale funzione. 
10.         Il membro prende tutti i
provvedimenti necessari per garantire che il suo assistente e il suo personale
prendano conoscenza e ottemperino alle parti del presente codice di condotta
riguardanti la responsabilità nei confronti della procedura, gli obblighi di
informativa, l'indipendenza, l'imparzialità
e i diritti dei membri, gli obblighi degli ex membri e la riservatezza.
11.         I membri non hanno contatti
unilaterali relativi al procedimento. 
Indipendenza, imparzialità e diritti dei
membri
12.         Ciascun membro deve essere
indipendente e imparziale ed evitare di dare adito a sospetti di irregolarità o
di parzialità; non deve essere influenzato da interessi personali o di terzi,
da pressioni esterne, da considerazioni di ordine politico, dall'opinione
pubblica, dalla lealtà verso una parte o dal timore di critiche. 
13.         Nessun membro può,
direttamente o indirettamente, contrarre obblighi o accettare vantaggi che
potrebbero in qualunque modo ostacolare, o apparire d'ostacolo, a una corretta
esecuzione delle sue funzioni. 
14.         Nessun membro può trarre
vantaggio dalla propria posizione in seno al collegio per servire qualsiasi
interesse personale o privato; esso è tenuto a evitare qualsiasi atto che possa
dare l'impressione che terzi si trovino in posizione tale da poterlo
influenzare. 
15.         Ciascun membro si adopera
affinché il suo comportamento o il suo giudizio non siano influenzati da
relazioni o responsabilità di ordine finanziario, commerciale, professionale,
familiare o sociale. 
16.         Ogni membro deve evitare di
allacciare qualsiasi relazione o di acquisire interessi finanziari tali da
influire sulla sua indipendenza o che potrebbero ragionevolmente dare adito a
un sospetto di irregolarità o di parzialità.
17.         Nessun membro può limitare o
privare gli altri membri del loro diritto e obbligo di partecipare pienamente a
tutti gli aspetti pertinenti del procedimento.            
Obblighi degli ex membri
18.         Ciascun ex membro è tenuto a
evitare qualsiasi atto che possa dare l'impressione che egli sia stato parziale
nell'esercizio delle proprie funzioni o abbia tratto vantaggio dalla decisione
o dal lodo del collegio.
Riservatezza
19.         I membri o ex membri non
divulgano né si avvalgono di informazioni non pubbliche relative a un
procedimento o acquisite nel corso di un procedimento, eccetto ai fini del
procedimento stesso, e in nessun caso divulgano o si avvalgono di tali
informazioni a proprio vantaggio o a vantaggio di altri o per nuocere agli
interessi di altri. 
20.         I membri non divulgano il lodo
del collegio né parti di esso prima della pubblicazione conformemente al
titolo.
21.         Nessun membro o ex membro può,
in alcun momento, rivelare le deliberazioni del collegio, l'opinione di un
membro, o qualsiasi altro aspetto non pubblico del procedimento. 
Mediatori
22.         Le disposizioni di cui al
presente codice di condotta, applicabili ai membri o agli ex membri, si
applicano, mutatis mutandis, ai mediatori.
ALLEGATO III
DECISIONE
N. 3/[...] DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-AMERICA CENTRALE
del […]
che
adotta l'elenco dei membri del collegio
IL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-AMERICA
CENTRALE, 
visto l'accordo di associazione tra l'Unione
europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra
(di seguito "l'accordo"), in particolare l'articolo 6 e l'articolo
325,
considerando quanto segue:
(1)          A norma dell'articolo 6,
paragrafo 1, il Consiglio di associazione ha il potere di prendere
decisioni nei casi previsti dall'accordo.
(2)          A norma dell'articolo 325,
paragrafo 1, il Consiglio di associazione stabilisce un elenco di
trentasei persone disposte a
esercitare la funzione di membro del collegio e in possesso dei requisiti per
farlo ai sensi del titolo X dell'accordo sulla
risoluzione delle controversie,
DECIDE: 
Articolo unico
È adottato l'elenco dei membri del collegio di
cui all'allegato.
La presente decisione entra in vigore alla
data della sua adozione.
Fatto a …, xxxx. 
Per il Consiglio di associazione UE-
America centrale 
 […] Per la Costa Rica   || […] Per El Salvador   || […] Per il Guatemala   || 
   || 
 […] Per l'Honduras   || […] Per il Nicaragua   […] Per l'Unione europea   || […] Per Panama   
ALLEGATO
della DECISIONE N. 3/[…] DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-AMERICA CENTRALE
del
[…]
ELENCO DEI MEMBRI DEL COLLEGIO
Membri proposti dalla Costa Rica 
1.           Ernesto Fernández Monge
2.           Federico Valerio de Ford
Membri proposti da El Salvador 
1.           Cesar Ernesto Salazar Grande
2.           Harold C. Lantan 
Membri proposti dal Guatemala 
1.           Ada Lissette Redondo Aguilera
2.           Julio Roberto Bermejo
Quiñones 
Membri proposti dall'Honduras 
1.           Ulises Mejía León-Gómez
2.           Roberto Herrera Cáceres 
Membri proposti dal Nicaragua 
1.           Mauricio Herdocia
2.           José René Orúe 
Membri proposti da Panama 
1.           Yavel Francis Lanuza
2.           Francisco Álvarez De Soto 
Membri proposti dall'UE
1.           Giorgio Sacerdoti (Italia)
2.           Ramon Torrent (Spagna)
3.           Jacques Bourgeois (Belgio)
4.           Pieter Jan Kuijper (Paesi
Bassi)
5.           Claus-Dieter Ehlermann
(Germania)
6.           Jan Wouters (Belgio)
7.           Laurence Boisson de
Chazournes (Francia)
8.           Helene Ruiz Fabri (Francia)
9.           Meinhard Hild (Germania)
10.         Claudio Dordi (Italia)
11.         Kim Van der Borght (Belgio)
12.         Markus Krajewski (Germania)
Presidenti
1.           Craig Van Graastek (US)
2.           Miriam Mercedes Maroun Marun
(Venezuela)
3.           Hugo Perezcano Díaz (Messico)

4.           Ignacio Suárez Anzorena
(Argentina)
5.           Carlos Vejar (Messico)
6.           Didier Chambovey (Svizzera)
7.           Shotaro Oshima (Giappone)
8.           Jenniffer Hilman (US)
9.           Luiz Olavo Baptista (Brasile)
10.         Kirsten Hilman (Canada)
11.         Juan Antonio Buencamino
(Filippine)
12.         David Unterhalter (Sud Africa)
ALLEGATO IV
DECISIONE
N. 4/[...] DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-AMERICA CENTRALE
del
[…]
che adotta l'elenco di esperti in materia di commercio e sviluppo
sostenibile
IL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE - AMERICA
CENTRALE, 
visto l'accordo di associazione tra l'Unione
europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra
(di seguito "l'accordo"), in particolare l'articolo 6 e l'articolo 297,
considerando quanto segue:
(1)          A norma dell'articolo 6,
paragrafo 1, il Consiglio di associazione ha il potere di prendere
decisioni nei casi previsti dall'accordo.
(2)          A norma dell'articolo 297,
paragrafo 2, il Consiglio di associazione approva un elenco di diciassette
esperti in diritto ambientale, commercio internazionale o risoluzione delle
controversie insorgenti nell'ambito di accordi internazionali e un elenco di
diciassette esperti in diritto del lavoro, commercio internazionale o
risoluzione delle controversie insorgenti nell'ambito di accordi
internazionali,
DECIDE: 
Articolo unico
È adottato l'elenco degli esperti in commercio
e sviluppo sostenibile di cui all'allegato.
La presente decisione entra in vigore alla
data della sua adozione.
Fatto a …, xxxx. 
Per il Consiglio di associazione UE-
America centrale 
 […] Per la Costa Rica   || […] Per El Salvador   || […] Per il Guatemala   || 
   || 
 […] Per l'Honduras   || […] Per il Nicaragua   […] Per l'Unione europea   || […] Per Panama   
ALLEGATO della DECISIONE N. 4/[…] DEL CONSIGLIO DI
ASSOCIAZIONE UE-AMERICA CENTRALE
del […]
Elenco di esperti in commercio e sviluppo
sostenibile
Esperti in
diritto ambientale, commercio internazionale o risoluzione delle controversie
insorgenti nell'ambito di accordi internazionali
Elenco degli esperti nazionali
1.           Marieta Lizano Martínez
2.           Alma Carolina Sánchez Fuentes
3.           Francisco Khalil de León
Barrios
4.           Mario Noel Vallejo Larios
5.           Javier Guillermo Hernández
Munguía
6.           Alexis Xavier Rodríguez
Almanza
7.           Joost Pauwelyn
8.           Jorge Cardona
9.           Karin Lukas
10.         Hélène Ruiz Fabri
11.         Laurence Boisson de Chazournes
12.         Geert
Van Calster
Presidenti (di nazionalità diversa da
quella delle parti)
1.           Claudia de Windt
2.           Juan Carlos Urquidi Fell
3.           Elizabeth Jaramillo Escobar
4.           Janice Bellace
5.           Arthur
Appleton
Esperti in
diritto del lavoro, commercio internazionale o risoluzione delle controversie
insorgenti nell'ambito di accordi internazionali
Elenco degli esperti nazionali
1.           Manuel Francisco Umaña Soto
2.           Carolina Morán
3.           Mario Fuentes Destarac
4.           Arnando Urtecho López
5.           Adrián Meza
6.           Rolando Murgas Torraza
7.           Eddy Laurijssen
8.           Jorge Cardona
9.           Karin Lukas
10.         Hélène Ruiz Fabri
11.         Laurence Boisson de Chazournes
12.         Geert
Van Calster
Presidenti (di nazionalità diversa da
quella delle parti)
1.           Emilio Morgado Velenzuela
2.           Juan Mailhos Gutiérrez
3.           Jill Murray
4.           Ross Wilson
5.           Janice Bellace
[1]               Per quanto riguarda la parte IV dell’accordo, tale
funzione è adempiuta dal comitato di associazione in stretta collaborazione con
i coordinatori designati a norma dell'articolo 347 dell’accordo.
[2]               Sono inclusi i giorni festivi permanenti, compresi ma
non limitati ai giorni festivi religiosi o storici, nonché eventuali altri
giorni festivi istituiti su base non permanente.
[3]               Nota del negoziatore: la parte AC studierà
ulteriormente la necessità di una regola sussidiaria per i casi in cui non
siano necessarie registrazioni dell'avvenuta trasmissione o dell'avvenuto
ricevimento.
[4]               Il risultato delle consultazioni di cui al presente
punto non è vincolante per il collegio.
[5]               Nota del negoziatore: I negoziatori concordano
che tutti i costi connessi al collegio e ai lavori di quest'ultimo dovrebbero
essere sostenute in parti uguali dalle parti della controversia. Le parti della
controversia convengono inoltre che qualora una parte abbia deliberatamente
cercato di ostacolare o di abusare del procedimento di risoluzione delle
controversie, il collegio può decidere che tale parte deve sostenere una parte
maggiore delle spese.