CELEX: C2004/300/59
Language: it
Date: 2004-12-04 00:00:00
Title: Causa C-424/04: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese proposto il 4 ottobre 2004

4.12.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 300/31
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese proposto il 4 ottobre 2004
   (Causa C-424/04)
   (2004/C 300/59)
   Il 4 ottobre 2004 la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. K. Wiedner e B. Stromsky, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla Corte di Giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica francese.
   La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte voglia:
   
               1.
            
            
               constatare che, non prevedendo l'obbligo a carico delle amministrazioni aggiudicatrici di assicurare una concorrenza reale mediante la presenza di un numero minimo di 5 candidati nell'ambito di una procedura ristretta, in mancanza persino di fissazione di un numero minimo e massimo, la Repubblica francese è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in virtù degli artt. 19, n. 2, della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/36/CEE (1); 27, n. 2, della direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE (2), e 22, n. 2, della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/37/CEE (3);
            
         
               2.
            
            
               constatare che, escludendo dall'ambito di applicazione del codice francese degli appalti pubblici i contratti aventi ad oggetto prestiti ed investimenti finanziari, destinati alla copertura di un'esigenza di finanziamento ovvero di liquidità, e non collegati ad un'operazione immobiliare, la Repubblica francese è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in virtù dell'art. 1, lett. a), sub vii, della direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, e dell'art. 1, n. 4, lett. c), sub iv, della direttiva del Consiglio 93/38/CEE (4);
            
         
               3.
            
            
               constatare che, prevedendo che gli appalti pubblici che hanno per oggetto:
               
                           —
                        
                        
                           servizi giuridici;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           servizi sociali e sanitari;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           servizi ricreativi, culturali e sportivi;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           servizi educativi così come servizi di qualificazione e inserimento professionale,
                        
                     siano sottoposti, per quanto concerne la loro aggiudicazione, ai soli obblighi di definire le prestazioni attraverso riferimenti normativi, quando ve ne siano, così come all'invio di un parere di attribuzione, senza indicare esplicitamente il rispetto dei principi e delle norme del Trattato,
               la Repubblica francese è venuta meno a suoi obblighi derivanti dal rispetto dei principi e delle norme del Trattato (art. 49), in particolare del principio di parità di trattamento e del principio di trasparenza, di cui la pubblicità adeguata costituisce il corollario;
            
         
               4.
            
            
               condannare la Repubblica francese alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Il codice francese degli appalti pubblici, sotto certi aspetti, non è compatibile con le norme ed i principi del Trattato CE e le direttive comunitarie relative agli appalti pubblici.
   Innanzi tutto, la Repubblica francese, poiché non ha previsto l'obbligo in capo alle amministrazioni aggiudicatrici di garantire la presenza di un numero minimo di cinque candidati ove non sia fissato un numero minimo e massimo, è venuta meno all'obbligo sancito dalle direttive comunitarie di assicurare una concorrenza reale in talune procedure ristrette di aggiudicazione degli appalti pubblici.
   La Repubblica francese è pure venuta meno ai suoi obblighi escludendo dall'ambito d'applicazione del codice degli appalti pubblici francesi i contratti aventi ad oggetto prestiti o investimenti finanziari, destinati alla copertura di un'esigenza di finanziamento ovvero di liquidità, e non collegati ad un' operazione immobiliare. Ora, questi contratti attengono a prestazioni di servizi e pertanto rientrano nell'ambito d'applicazione delle direttive. Per di più, non si può considerare che tali contratti ricadano nell'eccezione che riguarda i titoli e gli altri strumenti finanziari.
   Infine, costituisce un inadempimento al divieto di discriminazione, come previsto dall'art. 49 CE, e al principio di trasparenza esonerare taluni appalti di servizi dall'obbligo di garantire un grado di pubblicità adeguata.
   
      (1)  Direttiva del Consiglio 93/36/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture (GU L 199 del 9.8.1993, pag. 1).
   
      (2)  Direttiva del Consiglio 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi (GU L 209 del 24.7.1992, pag. 1).
   
      (3)  Direttiva del Consiglio 93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori (GU L 199 del 9.8.1993, pag. 54).
   
      (4)  Direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/38/CEE, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni (GU L 199 del 9.8.1993, pag. 84).