CELEX: 62020CA0129
Language: it
Date: 2021-02-25 00:00:00
Title: Causa C-129/20: Sentenza della Corte (Ottava Sezione) del 25 febbraio 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation du Grand-Duché de Luxembourg — Lussemburgo) — XI / Caisse pour l’avenir des enfants (Rinvio pregiudiziale – Politica sociale – Direttiva 2010/18/UE – Accordo quadro riveduto in materia di congedo parentale – Normativa nazionale che subordina il riconoscimento del diritto al congedo parentale alla condizione di occupazione di un impiego e all’iscrizione obbligatoria a tale titolo del lavoratore al regime previdenziale pertinente alla data della nascita del figlio)

19.4.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 138/12
            
         
      Sentenza della Corte (Ottava Sezione) del 25 febbraio 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation du Grand-Duché de Luxembourg — Lussemburgo) — XI / Caisse pour l’avenir des enfants
      (Causa C-129/20) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Politica sociale - Direttiva 2010/18/UE - Accordo quadro riveduto in materia di congedo parentale - Normativa nazionale che subordina il riconoscimento del diritto al congedo parentale alla condizione di occupazione di un impiego e all’iscrizione obbligatoria a tale titolo del lavoratore al regime previdenziale pertinente alla data della nascita del figlio)
      (2021/C 138/15)
      Lingua processuale: il francese
      
         Giudice del rinvio
      
      Cour de cassation du Grand-Duché de Luxembourg
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrente: XI
      
         Convenuta: Caisse pour l'avenir des enfants
      
         Dispositivo
      
      Le clausole 1.1, 1.2 e 2.1, nonché la clausola 3.1, lettera b), dell’accordo quadro sul congedo parentale (riveduto), del 18 giugno 2009, che figura in allegato alla direttiva 2010/18/UE del Consiglio, dell’8 marzo 2010, che attua l’accordo quadro riveduto in materia di congedo parentale concluso da BUSINESSEUROPE, UEAPME, CEEP e CES e abroga la direttiva 96/34/CE, devono essere interpretate nel senso che esse non ostano a una normativa nazionale che subordina il riconoscimento del diritto al congedo parentale alla condizione che il genitore interessato abbia occupato un impiego senza interruzione per un periodo di almeno dodici mesi immediatamente precedente l’inizio del congedo parentale. Per contro, dette clausole ostano a una normativa nazionale che subordina il riconoscimento del diritto al congedo parentale allo status di lavoratore del genitore al momento della nascita o dell’adozione del figlio.
      
         (1)  GU C 191 dell’8.6.2020.