CELEX: 62009TJ0150
Language: it
Date: 2012-10-10
Title: Sentenza del Tribunale (Settima Sezione) del 10 ottobre 2012. # Ningbo Yonghong Fasteners Co. Ltd contro Consiglio dell'Unione europea. # Dumping - Importazioni di determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio originari della Cina - Status di impresa operante in economia di mercato - Termine per l'adozione della decisione su tale status - Errore manifesto di valutazione - Onere della prova - Adeguamento dei costi - Articolo 2, paragrafo 5, e paragrafo 7, lettere b) e c), del regolamento (CE) n. 384/96 [divenuti articolo 2, paragrafo 5, e paragrafo 7, lettere b) e c), del regolamento (CE) n. 1225/2009]. # Causa T-150/09.

Sentenza del Tribunale (Settima Sezione) del 10 ottobre 2012 – Ningbo Yonghong Fasteners / Consiglio
      (causa T-150/09)
      «Dumping – Importazioni di determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio originari della Cina – Status di impresa operante in economia di mercato – Termine per l’adozione della decisione su tale status – Errore manifesto di valutazione – Onere della prova – Adeguamento dei costi – Articolo 2, paragrafo 5, e paragrafo 7, lettere b) e c), del regolamento (CE) n. 384/96 [divenuti articolo 2, paragrafo 5,
         e paragrafo 7, lettere b) e c), del regolamento (CE) n. 1225/2009]»
      
      1.                     Ricorso di annullamento – Persone fisiche o giuridiche – Atti che le riguardano direttamente e individualmente – Regolamento
            che istituisce dei dazi antidumping – Dazi differenti imposti a una serie di imprese – Ricevibilità limitata, per ciascuna
            impresa, alle disposizioni del regolamento che la riguarda (Art. 230, quarto comma, CE) (v. punti 47, 48)
      2.                     Politica commerciale comune – Difesa contro le pratiche di dumping – Margine di dumping – Determinazione del valore normale –
            Importazioni provenienti da paesi non retti da un’economia di mercato ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 7, lettera b), del
            regolamento n. 384/96 – Procedimento di valutazione delle condizioni che consentono a un produttore di ottenere lo status
            di impresa operante in economia di mercato – Superamento da parte della Commissione del termine di tre mesi previsto dall’articolo
            2, paragrafo 7, lettera c), secondo comma, di detto regolamento – Conseguenze [Regolamento del Consiglio n. 384/96, come modificato
            dal regolamento n. 1225/2009, art. 2, § 7, c)] (v. punti 50, 53-55, 57, 59, 64, 65, 68)
      3.                     Politica commerciale comune – Difesa contro le pratiche di dumping – Margine di dumping – Determinazione del valore normale –
            Concessione dello status di impresa operante in economia di mercato – Presupposti – Onere della prova a carico dei produttori –
            Valutazione degli elementi di prova spettante alle istituzioni – Sindacato giurisdizionale – Limiti [Regolamento del Consiglio
            n. 384/96, come modificato dal regolamento n. 1225/2009, art. 2, § 7, b) e c)] (v. punti 75-77, 99, 100)
      4.                     Diritto dell’Unione europea – Interpretazione – Metodi – Interpretazione letterale, sistematica, storica e teleologica – Considerazione
            della motivazione dell’atto di cui trattasi (v. punti 114, 131-137)
      5.                     Politica commerciale comune – Difesa contro le pratiche di dumping – Margine di dumping – Determinazione del valore normale –
            Concessione dello status di impresa operante in economia di mercato – Presupposti – Potere discrezionale delle istituzioni –
            Considerazione di elementi macroeconomici – Limiti – Prassi anteriore delle istituzioni – Irrilevanza – Valutazione delle
            condizioni di concessione di detto status caso per caso [Regolamento del Consiglio n. 384/96, come modificato dal regolamento
            n. 1225/2009, art. 2, § 7, b) e c)] (v. punti 116-120)
      6.                     Politica commerciale comune – Difesa contro le pratiche di dumping – Margine di dumping – Determinazione del valore normale –
            Concessione dello status di impresa operante in economia di mercato – Presupposti – Onere della prova a carico dei produttori –
            Carattere eccessivo di detto onere – Insussistenza [Regolamento del Consiglio n. 384/96, come modificato dal regolamento n. 1225/2009,
            art. 2, § 7, b) e c)] (v. punti 124-126)
      7.                     Politica commerciale comune – Difesa contro le pratiche di dumping – Margine di dumping – Determinazione del valore normale –
            Articolo 2, paragrafo 5, del regolamento n. 384/96 – Disposizione riguardante una fase di detta determinazione distinta rispetto
            a quella di cui al paragrafo 7, lettera c), del medesimo articolo – Disposizione che non consente di ignorare una condizione
            per la concessione dello status di impresa operante in economia di mercato [Regolamento del Consiglio n. 384/96, come modificato
            dal regolamento n. 1225/2009, art. 2, §§ 5 e 7, c)] (v. punti 138, 139)
      Oggetto 
      
         
               Domanda di annullamento del regolamento (CE) n. 91/2009 del Consiglio, del 26 gennaio 2009, che istituisce un dazio antidumping
                  definitivo sulle importazioni di determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio originari della Repubblica popolare
                  cinese (GU L 29, pag. 1).
               
            Dispositivo 
      
         
                  1)
               
               
                  
               
               
                  	Il ricorso è respinto. 
               
            
         
                  2)
               
               
                  
               
               
                  	La Ningbo Yonghong Fasteners Co. Ltd sopporta, oltre alle proprie spese, quelle sostenute dal Consiglio dell’Unione europea
                     e dallo European Industrial Fasteners Institute AISBL.
                  
               
            
         
                  3)
               
               
                  
               
               
                  	La Commissione europea sopporta le proprie spese.