CELEX: C2000/335/93
Language: it
Date: 2000-11-25 00:00:00
Title: Causa T-309/00: Ricorso della S.A. Cimenteries CBR contro Commissione delle Comunità europee, presentato il 26 settembre 2000

25.11.2000              IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        C 335/49
Ricorso della S.A. Cimenteries CBR contro Commissione                        Ricorso dell’ Associazione delle Cantine sociali venete e
delle Comunità europee, presentato il 26 settembre 2000                      della Cantina dei colli berici contro la Commissione delle
                                                                                     Comunità europee, proposto il 6 ottobre 2000
                         (Causa T-309/00)
                                                                                                      (Causa T-315/00)
                          (2000/C 335/93)
                                                                                                       (2000/C 335/94)
                   (Lingua processuale: il francese)
Il 26 settembre 2000 la S.A. Cimenteries CBR, con sede in                                        (Lingua processuale: l’italiano)
Bruxelles, rappresentata dagli avv.ti Alexandre Vandencasteele
e Denis Waelbroeck, del foro di Bruxelles, ha proposto dinanzi               Il 6 ottobre 2000, l’Associazione delle Cantine sociali venete e
al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso                la Cantina dei colli berici, con gli avvocati Ivone Cacciavillani
contro la Commissione delle Comunità europee.                                e Antonio Cimino, del foro di Venezia e Padova, con domicilio
                                                                             eletto in Lussemburgo presso lo studio dell’avvocato Alain
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                              Lorang, 51, rue Albert I, hanno proposto dinanzi al Tribunale
                                                                             di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la
—     annullare la decisione implicita 27 luglio con la quale la             Commissione europea.
      Commissione rifiuta di pagare alla ricorrente gli interessi
      su un importo di Euro 5 485 000, corrispondente all’am-
                                                                             Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      montare di una ammenda indebitamente percepita dalla
      Commissione in data 3 maggio 1995, all’aliquota del                    —     annullare i provvedimenti impugnati e conseguentemente
      7,25 % per il periodo 3 maggio 1995 — 25 maggio 2000                          ordinare all’Amministrazione intimata la produzione
      e all’aliquota del 9,25 % per il periodo 25 maggio 2000                       (mediante deposito in Segreteria del Tribunale) dei docu-
      — 27 luglio 2000;                                                             menti richiesti.
—     condannare la Commissione alle spese.
                                                                             —      con la condanna alle spese del rito.
Motivi e principali argomenti
                                                                             Motivi e principali argomenti
Ai sensi dell’art. 9 della sua decisione 30 settembre 1994,
nell’affare IV (33.126 e 33.322) — Cemento, la Commissione                   Le ricorrenti nella presente causa si rivolgono contro il rifiuto
ha inflitto alla ricorrente un’ammenda per infrazioni alle                   della Convenuta di permettere l’accesso a diversi documenti
disposizioni dell’art. 85 del Trattato CE (divenuto art. 81 CE).             riguardanti la determinazione della distillazione obbligatoria
                                                                             1993/1994.
L’importo di tale ammenda è stato ridotto con sentenza del
Tribunale 15 marzo 2000 emessa nelle cause riunite T-25/95                   Viene ricordato che la contestazione della legittimità della
e altre (sentenza «Cemento»).                                                distillazione obbligatoria in questione, come meccanismo
                                                                             comunitario d’intervento sul mercato vitivinicolo, è stata
A seguito di tale sentenza la ricorrente ha chiesto alla                     alll’origine di diversi contenziosi, ancora pendenti, davanti alle
convenuta di restituirle la differenza tra l’importo dell’ammen-             Magistrature ordinarie, amministrative e comunitaria.
da imposta e quello ridotto dal Tribunale, nonché gli interessi
su tale somma. Successivamente la convenuta rimborsava
l’importo base richiesto senza tuttavia restituire gli interessi sul         Secondo la Convenuta, essa non è, nell’ambito del Codice di
detto importo.                                                               condotta, tenuta a divulgare documenti riguardanti le cause
                                                                             pendenti.
La ricorrente considera tale rifiuto come una decisione implici-
ta di rifiuto del pagamento degli interessi richiesti e contesta la          A sostegno delle sue pretensioni, le ricorrenti fanno valere la
legittimità di tale decisione.                                               violazione dell’art. 1 della decisione 94/90/ CECA, CE, Eura-
                                                                             tom, dell’8 febbraio 1994, sull’accesso del pubblico ai docu-
A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce:                                menti della Commissione (1). Si ritiene a questo riguardo che
                                                                             nel caso di specie il comportamento della Commissione
—     violazione dell’obbligo di adottare le misure previste                 è sostanzialmente elusivo. In effetti, dopo aver dichiarato
      dall’art. 233 CE che l’esecuzione della sentenza del Tribu-            ufficialmente, nel corso di una causa avanti alla Corte di
      nale comporta;                                                         Giustizia, di aver preso la decisione finale di imporre all’Italia
                                                                             l’obbligo di distillazione di 12 150 000 hl, in base a ragioni
—     violazione del principio di proporzionalità;                           oggettive, non ha consentito alla parte privata l’accesso ai
—     violazione del principio del divieto di arricchimento senza            documenti ed ai preparativi aventi ad oggetto l’esistenza e la
      causa;                                                                 valutazione di queste ragioni oggettive.
—     violazione del diritto fondamentale di parità di tratta-
                                                                             (1) GUCE L 46, del 18.2.94, p. 58.
      mento.