CELEX: 42005X1216(02)
Language: it
Date: 2005-12-16 00:00:00
Title: Regolamento n. 26 della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) — Disposizioni uniformi concernenti l’approvazione di veicoli per quanto ne riguarda le sporgenze esterne.

16.12.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               L 330/26
            
         Regolamento n. 26 della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) — Disposizioni uniformi concernenti l’approvazione di veicoli per quanto ne riguarda le sporgenze esterne.
   1.   CAMPO D’APPLICAZIONE E FINALITÀ
   1.1.   Il presente regolamento si applica alle sporgenze esterne di veicoli della categoria M1 (1). Non si applica agli specchietti retrovisori esterni o alla sfera d’aggancio dei dispositivi di traino.
   1.2.   Scopo del presente regolamento è ridurre il rischio o la gravità di lesioni corporali ad una persona urtata o sfiorata dalla carrozzeria in caso di collisione. Ciò vale a veicolo sia fermo che in movimento.
   2.   DEFINIZIONI
   Ai fini del presente regolamento s’intende per:
   2.1.   «omologazione di un veicolo»: l’omologazione di un tipo di veicolo per quanto ne riguarda le sporgenze esterne;
   2.2.   «tipo di veicolo»: una categoria di veicoli a motore che non differiscono tra di loro per aspetti fondamentali quali la forma od i materiali delle superfici esterne;
   2.3.   «superfici esterne»: l’esterno del veicolo inclusi cofano motore, sportello del vano bagagli, porte, montanti posteriori, tetto, dispositivi d’illuminazione e di segnalazione luminosa e le componenti visibili di rinforzo;
   2.4.   «linea di base»: la linea determinata come segue:
   Posizionare in momenti successivi intorno ad un veicolo carico un cono con un’asse verticale d’altezza non determinata e con un semiangolo di 30° in modo che esso tocchi, costantemente e nel punto più basso possibile, la superficie esterna del veicolo. La linea di base è il tracciato geometrico di questi punti di contatto. Nel determinarla non vanno presi in considerazione i punti d’attacco per i dispositivi di sollevamento e traino, i tubi di scarico o le ruote. Gli alloggiamenti di queste ultime s’immaginano chiusi da una superficie tale da costituire una prosecuzione liscia della superficie esterna circostante. All’atto di stabilire la linea di base vengono presi in considerazione i paraurti posti ad entrambe le estremità del veicolo. A seconda del particolare veicolo il tracciato della linea di base può passare per l’estremità inferiore della sezione del paraurti o per quella del sottostante pannello della carrozzeria. Quando si rilevi la presenza concomitante di due o più punti di contatto per determinare la linea di base si prende in considerazione quello più basso;
   2.5.   «raggio di curvatura»: il raggio dell’arco di cerchio che più si approssima alla forma arrotondata del componente in esame;
   2.6.   «veicolo carico»: il veicolo caricato sino al raggiungimento della massa massima tecnicamente consentita. I veicoli dotati di sospensioni idropneumatiche, idrauliche o pneumatiche o di un dispositivo per il ripristino automatico dell’assetto in funzione del carico vanno sottoposti alla prova quando si trovano nelle più sfavorevoli condizioni normali d’esercizio specificate dal fabbricante;
   «spigolo esterno estremo» del veicolo: in rapporto ai fianchi del veicolo, il piano parallelo al piano medio longitudinale del veicolo che coincide col suo margine laterale più esterno; in rapporto alle estremità frontale e posteriore, il piano traverso perpendicolare del veicolo che coincide con il suo spigolo anteriore e posteriore più esterno, senza tener conto delle sporgenze relative a:
   2.7.1.   pneumatici in prossimità del loro punto di contatto col terreno ed attacchi per i dispositivi di misurazione della pressione;
   2.7.2.   eventuali dispositivi antislittamento montati sulle ruote;
   2.7.3.   specchietti retrovisori;
   2.7.4.   indicatori laterali di direzione, luci d’ingombro, luci (laterali) di posizione anteriori e posteriori e luci di stazionamento;
   2.7.5.   per quanto riguarda le estremità anteriore e posteriore, parti montate sui paraurti, dispositivi per il traino e tubi di scappamento;
   2.8.   «dimensione della sporgenza» di componenti montate su un pannello: la dimensione determinata col metodo di cui al paragrafo 2 dell’allegato 3 del presente regolamento;
   2.9.   «linea nominale di un pannello»: la linea passante per i due punti rappresentati dalla posizione del centro di una sfera la cui superficie entri per la prima ed ultima volta in contatto con una componente nel corso della procedura di misurazione di cui al paragrafo 2.2 dell’allegato 3 del presente regolamento.
   3.   RICHIESTA D’OMOLOGAZIONE
   Richiesta d’omologazione di un tipo di veicolo per quanto ne riguarda le sporgenze esterne.
   3.1.1.   La richiesta d’omologazione di un veicolo per quanto ne riguarda le sporgenze esterne va presentata dal fabbricante del veicolo stesso o dal suo rappresentante debitamente accreditato.
   Tale richiesta è accompagnata dai seguenti documenti in triplice copia:
   3.1.2.1.   fotografie della parte frontale e di quella posteriore nonché di quelle laterali del veicolo, prese ad un angolo di 30-45° rispetto al piano verticale longitudinale medio del veicolo;
   3.1.2.2.   disegni dei paraurti con indicazione delle dimensioni nonché, all’occorrenza,
   3.1.2.3.   disegni di alcune sporgenze esterne ed eventualmente anche disegni di alcune sezioni della superficie esterna di cui al paragrafo 6.9.1.
   3.1.3.   Al servizio tecnico responsabile dell’esecuzione delle prove d’omologazione va presentato un veicolo rappresentativo del tipo da omologare. A richiesta del servizio suddetto vanno parimenti presentate alcune componenti ed alcuni campioni dei materiali utilizzati.
   Richiesta d’omologazione per quanto riguarda i portapacchi, i portasci o le antenne radio ricetrasmittenti considerati entità tecniche.
   3.2.1.   Le richieste d’omologazione per quanto riguarda i portapacchi, i portasci o le antenne radio ricetrasmittenti considerati entità tecniche vanno presentate dal fabbricante dei veicolo o dal fabbricante delle entità tecniche di cui sopra, ovvero dal loro rappresentante debitamente accreditato.
   Per ogni tipo di uno qualsiasi dei dispositivi di cui al precedente paragrafo 3.2.1. la richiesta è accompagnata da:
   3.2.2.1.   triplici copie dei documenti che specificano le caratteristiche tecniche dell’entità tecnica e delle istruzioni di montaggio da fornire con ogni entità tecnica venduta;
   3.2.2.2.   un campione del tipo di entità tecnica. Quando lo ritenga necessario l’autorità responsabile ha facoltà di richiedere un altro campione.
   4.   OMOLOGAZIONE
   Omologazione di un tipo di veicolo per quanto ne riguarda le sporgenze esterne.
   4.1.1.   Ad un tipo di veicolo presentato per ottenerne l’omologazione in applicazione del presente regolamento che risponde alle prescrizioni dei paragrafi 5. e 6. che seguono viene rilasciata l’omologazione.
   4.1.2.   Ad ogni tipo di veicolo omologato viene assegnato un numero d’omologazione, le cui prime due cifre (attualmente 02, che corrisponde alla serie 02 di modifiche entrata in vigore il 13 dicembre 1996) indicano la serie di modifiche in cui si concretano le modifiche tecniche più recenti e salienti apportate al regolamento al momento del rilascio dell’approvazione. Una stessa parte contraente non può assegnare un numero identico ad un altro tipo di veicolo.
   4.1.3.   Alle parti all’accordo del 1958 che applica il presente regolamento va data notizia dell’omologazione, della proroga, del rifiuto, della revoca dell’omologazione o della cessazione definitiva della produzione di un tipo di veicolo a norma del presente regolamento per mezzo di un apposito formulario, conforme al modello presentato nell’allegato 1 del presente regolamento.
   Su ogni veicolo che sia conforme ad un tipo omologato a norma del presente regolamento viene apposto, in modo ben visibile ed in un punto di facile accesso precisato sul formulario d’omologazione, un marchio internazionale d’omologazione consistente in:
   4.1.4.1.   un cerchio all’interno del quale è iscritta la lettera «E» seguita dal numero distintivo del paese che ha rilasciato l’omologazione;
   4.1.4.2.   il numero del presente regolamento, seguito dalla lettera «R», da un trattino e dal numero di omologazione a destra del cerchio di cui al punto 4.4.1.
   4.1.5.   Se il veicolo è conforme a un tipo di veicolo omologato, a norma di uno o più altri regolamenti allegati all’accordo, nel paese che ha rilasciato l’omologazione a norma del presente regolamento, non occorre ripetere il simbolo di cui al punto 4.4.1; in tal caso, i numeri del regolamento e di omologazione ed i simboli aggiuntivi di tutti i regolamenti in applicazione dei quali l’omologazione è stata rilasciata nel paese che l’ha rilasciata a norma del presente regolamento sono riportati in colonne verticali a destra del simbolo di cui al punto 4.1.4.
   4.1.6.   Il marchio di omologazione deve risultare chiaramente leggibile e indelebile.
   4.1.7.   Il marchio di omologazione è apposto in prossimità della o sulla targhetta recante i dati d’identificazione del veicolo affissa dal costruttore.
   4.1.8.   Nell’allegato 2 del presente regolamento sono riportati alcuni esempi di disposizione dei marchi di omologazione.
   4.1.9.   Prima di concedere l’omologazione l’autorità competente verifica l’esistenza di disposizioni adeguate per garantire l’effettivo controllo della conformità della produzione.
   Omologazione per quanto riguarda i portapacchi, i portasci o le antenne radio ricetrasmittenti considerati in quanto entità tecniche.
   4.2.1.   Se il tipo di entità tecnica per il quale si richiede l’omologazione a norma del presente regolamento soddisfa le prescrizioni dei paragrafi 6.16., 6.17. e 6.18. che seguono è rilasciata l’omologazione di tale tipo di entità tecnica.
   4.2.2.   A ogni tipo d’entità tecnica omologato viene assegnato un numero d’omologazione le cui prime due cifre (attualmente 02, che corrisponde alla serie 02 di modifiche entrata in vigore il 13 dicembre 1996) indicano la serie di modifiche in cui si concretano le modifiche tecniche più recenti e salienti apportate al regolamento al momento del rilascio dell’approvazione. Una parte contraente non può assegnare lo stesso numero ad un altro tipo di entità tecnica.
   4.2.3.   Il rilascio o l’estensione o il rifiuto o la revoca dell’omologazione o la cessazione definitiva della produzione di un tipo di entità tecnica a norma del presente regolamento vengono comunicati alle parti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento mediante una scheda conforme al modello che figura nell’allegato 4 del presente regolamento.
   Su ogni entità tecnica che risulti conforme ad un tipo omologato a norma del presente regolamento viene apposto, in modo ben visibile ed in un punto di facile accesso precisato sul formulario d’omologazione, un marchio internazionale d’omologazione consistente in:
   4.2.4.1.   un cerchio all’interno del quale è iscritta la lettera «E» seguita dal numero distintivo del paese che ha rilasciato l’omologazione (2);
   4.2.4.2.   il numero del presente regolamento, seguito dalla lettera «R», da un trattino e dal numero di omologazione a destra del cerchio di cui al punto 4.4.1.
   4.2.5.   Il marchio di omologazione deve risultare chiaramente leggibile e indelebile.
   4.2.6.   Il marchio d’omologazione va apposto sulla targhetta che riporta i dati relativi all’entità tecnica affissa dal fabbricante od in prossimità di essa.
   4.2.7.   Nell’allegato 2 del presente regolamento sono riportati alcuni esempi di disposizione dei marchi di omologazione.
   4.2.8.   Prima di concedere l’omologazione l’autorità competente verifica l’esistenza di disposizioni adeguate a garantire l’effettivo controllo della conformità della produzione.
   5.   PRESCRIZIONI GENERALI
   Le disposizioni del presente regolamento non si applicano alle parti della superficie esterna che, a veicolo carico e con tutte le porte, finestre e sportelli d’accesso ecc. chiusi, risultano essere:
   5.1.1.   ad un’altezza superiore ai 2 metri, ovvero
   5.1.2.   al di sotto della linea di base, ovvero
   5.1.3.   disposte in modo tale che, in condizioni tanto di riposo quanto di funzionamento, non possano entrare in contatto con una sfera di 100 mm di diametro.
   5.2.   La superficie esterna dei veicoli non deve presentare parti acuminate od aguzze dirette verso l’esterno né sporgenze di qualsiasi tipo che per forma, dimensioni, direzione o durezza siano atte ad aumentare il rischio o la gravità delle lesioni corporali subite da una persona che venga urtata o sfiorata dalla superficie esterna in caso di collisione.
   5.3.   La superficie esterna dei veicoli non deve presentare parti rivolte all’esterno tali che possano venirne agganciati pedoni, ciclisti o motociclisti.
   5.4.   Nessuna parte sporgente della superficie esterna deve presentare un raggio di curvatura inferiore a 2,5 mm. Questa prescrizione non si applica a parti della superficie esterna che sporgano meno di 5 mm; gli angoli rivolti all’esterno di tali parti tuttavia devono essere smussati, a meno che dette parti non sporgano di meno di 1,5 mm.
   5.5.   Le parti sporgenti della superficie esterna realizzate in materiali di durezza non superiore a 60 shore A possono presentare un raggio di curvature inferiore a 2,5 mm.
   La misurazione della durezza viene effettuata sulla componente quale installata sul veicolo. Ai fini della valutazione, laddove risulti impossibile effettuare una misurazione della durezza con la procedura shore A s’impiegano misurazioni comparabili.
   5.6.   Le disposizioni dei precedenti paragrafi da 5.1. a 5.5. si applicano in aggiunta alle specifiche particolari del paragrafo 6 che segue, a meno che dette specifiche particolari non dispongano espressamente altrimenti.
   6.   SPECIFICHE PARTICOLARI
   6.1.   Ornamenti
   6.1.1.   Gli ornamenti aggiunti che sporgano più di 10 mm dal loro supporto devono rientrare, staccarsi o piegarsi per effetto di una forza di 10 daN applicata al loro punto più sporgente in qualsiasi direzione su un piano approssimativamente parallelo alla superficie su cui essi sono montati. Queste disposizioni non si applicano agli ornamenti posti sulle griglie dei radiatori, per i quali valgono unicamente le prescrizioni d’indole generale del paragrafo 5. Per applicare la forza di 10 daN si fa uso di un percussore a testa piatta di diametro non superiore a 50 mm. Quando ciò risulti impossibile si fa uso di un metodo equivalente. Una volta che gli ornamenti siano rientrati oppure si siano staccati o piegati le sporgenze risultanti non devono superare i 10 mm. Tali sporgenze devono in ogni caso ottemperare alle disposizioni del paragrafo 5.2. Per gli ornamenti montati su una base quest’ultima si considera facente parte dell’ornamento e non della superficie di supporto.
   6.1.2.   Alle strisce protettive od alle coperture apposte sulla superficie esterna non si applicano le prescrizioni del precedente paragrafo 6.1.1.; tali elementi devono tuttavia risultare saldamente fissati al veicolo.
   6.2.   Fari
   6.2.1.   Sui fari sono permesse visiere e bordi sporgenti, purché la loro sporgenza quale misurata in rapporto alla superficie trasparente esterna del faro stesso non superi 30 mm ed il loro raggio di curvatura sia uniformemente pari ad almeno 2,5 mm. Nel caso di un faro montato dietro una superficie trasparente aggiuntiva la sporgenza viene misurata a partire dalla superficie trasparente più esterna. La sporgenza viene determinata applicando il metodo di cui al paragrafo 3 dell’allegato 3 del presente regolamento.
   6.2.2.   I fari a scomparsa devono ottemperare alle disposizioni del precedente paragrafo 6.2.1. tanto nella posizione di funzionamento quanto in quella retratta.
   6.2.3.   Le disposizioni del precedente paragrafo 6.2.1. non si applicano a fari annegati nella carrozzeria o sopra i quali la carrozzeria stessa aggetti, purché in quest’ultimo caso siano rispettate le prescrizioni del paragrafo 6.9.1.
   6.3.   Griglie e aperture
   6.3.1.   Le prescrizioni del paragrafo 5.4. non si applicano agli spazi vuoti tra elementi fissi o mobili, inclusi quelli che fanno parte delle griglie delle prese o degli sfoghi d’aria e delle griglie del radiatore, purché la distanza tra gli elementi consecutivi non superi 40 mm e dette griglie e spazi vuoti abbiano uno scopo funzionale. Per spazi vuoti di ampiezza compresa tra i 40 ed i 25 mm i raggi di curvatura devono essere di 1 mm o più. Se tuttavia la distanza tra due elementi consecutivi è pari od inferiore a 25 mm i raggi di curvatura delle facce esterne degli elementi in questione non devono risultare inferiori a 0,5 mm. La distanza tra due elementi consecutivi delle griglie e degli spazi vuoti va determinata servendosi del metodo di cui al paragrafo 4 dell’allegato 3 del presente regolamento.
   6.3.2.   Il raccordo tra la facciata frontale e quelle laterali di ogni elemento che formi una griglia od un’apertura deve essere smussato.
   6.4.   Tergicristallo del parabrezza anteriore
   6.4.1.   I supporti di montaggio del tergicristallo del parabrezza devono risultare tali che il braccio reggispazzola sia dotato di un involucro protettivo il cui raggio di curvatura soddisfa le prescrizioni del precedente paragrafo 5.4. e presenta un’area della superficie finale non inferiore ai 150 mm2. Nel caso di coperture arrotondate queste devono presentare un’area minima proiettata di 150 mm2 quando siano misurate da una distanza non superiore ai 6,5 mm dal punto più sporgente dell’apparato. Queste prescrizioni si applicano anche ai tergicristalli del parabrezza posteriore ed a quelli dei fari.
   6.4.2.   Il paragrafo 5.4. non si applica alle spazzole del tergicristallo né a qualunque articolazione di supporto. Questi elementi vanno tuttavia realizzati in modo da non presentare angoli vivi o spigoli o parti taglienti.
   6.5.   Paraurti
   6.5.1.   Le estremità dei paraurti dovranno risultare ripiegate verso la superficie esterna per minimizzare il rischio d’insudiciamento. Questa prescrizione si ritiene soddisfatta se il paraurti è arretrato od integrato nella carrozzeria ovvero se l’estremità del paraurti stesso è ripiegata verso l’interno in modo da non poter entrare in contatto con una sfera del diametro di 100 mm e lo spazio tra l’estremità del paraurti e la carrozzeria che lo circonda non supera i 20 mm.
   6.5.2.   Se la linea del paraurti che corrisponde al contorno della sagoma della proiezione verticale dell’auto corrisponde ad una superficie rigida detta superficie deve avere un raggio di curvatura minimo di 5 mm in tutti i suoi punti che presentano una distanza dalla linea di sagoma pari od uguale a 20 mm, ed un raggio di curvatura minimo di 2,5 mm in tutti gli altri casi. Questa disposizione si applica alla parte della fascia di 20 mm che va dalla linea di sagoma verso l’interno situata tra e davanti (o dietro nel caso del paraurti posteriore) i punti di tangenza con la linea di sagoma di due piani verticali ciascuno dei quali formi con il piano longitudinale di simmetria del veicolo un angolo di 15° (vedere figura 1).
   
      
   6.5.3.   Le prescrizioni del paragrafo 6.5.2. non si applicano a parti del paraurti o montate su di esso ovvero ad elementi inseriti nel paraurti stesso che sporgano di meno di 5 mm, con particolare riferimento alle coperture delle giunzioni ed agli ugelli dei dispositivi di lavaggio dei fari; gli angoli rivolti verso l’esterno di tali parti devono però essere ottusi, a meno che dette parti non sporgano di meno di 1,5 mm.
   6.6.   Maniglie, cardini e pulsanti d’apertura di porte, vani portabagagli e cofani; tappi e coperture del bocchettone di rifornimento combustibile
   6.6.1.   La sporgenza non deve superare i 40 mm nel caso delle maniglie di porte o vani portabagagli e di 30 mm in tutti gli altri casi.
   Se l’apertura delle porte laterali richiede una rotazione delle maniglie queste ultime devono soddisfare l’una o l’altra delle seguenti prescrizioni:
   6.6.2.1.   nel caso di maniglie che ruotano parallelamente al piano della porta l’estremità libera delle maniglie deve essere diretta verso la parte posteriore del veicolo. L’estremità di tali maniglie deve essere rivolta verso il piano della porta e inserita in una zona protettiva oppure incassata;
   6.6.2.2.   le maniglie che ruotano verso l’esterno in qualsiasi direzione che non risulti parallela al piano della porta quando si trovano in posizione chiusa devono essere inserite in una zona protettiva oppure incassate. L’estremità libera dev’essere rivolta verso la parte posteriore del veicolo oppure verso il basso.
   Le maniglie che non rispettino quest’ultima condizione possono ciononostante venir accettate purché:
   
               (a)
            
            
               dispongano di un dispositivo indipendente di ritorno,
            
         
               (b)
            
            
               in caso di mancato funzionamento di detto dispositivo di ritorno non possano sporgere più di 15 mm,
            
         
               (c)
            
            
               in posizione aperta soddisfino le disposizioni del paragrafo 5.4.,
               e
            
         
               (d)
            
            
               l’area della loro parte terminale, misurata a non più di 6,5 mm dal punto più sporgente, non risulti inferiore a 150 mm2.
            
         6.7.   Ruote, bulloni, copribulloni e copriruota.
   6.7.1.   Non si applicano le prescrizioni del paragrafo 5.4.
   6.7.2.   Ruote, bulloni delle ruote, copribulloni e copriruota non devono presentare sporgenze appuntite o taglienti che vadano al di là del piano esterno del cerchione. I dadi ad alette («galletti») non sono consentiti.
   6.7.3.   Quando il veicolo procede in linea retta nessuna parte delle ruote diverse dai pneumatici che sia situata al di sopra del piano orizzontale che passa per il loro asse di rotazione deve sporgere oltre la proiezione verticale in un piano orizzontale della superficie o della struttura esterna. Qualora ciò risponda ad esigenze funzionali tuttavia i copriruota che coprono i bulloni della ruota e dell’asse possono sporgere oltre della proiezione verticale della superficie della struttura esterna a condizione che il raggio di curvatura della superficie della parte sporgente non risulti inferiore a 30 mm e che la sporgenza al di là della proiezione verticale della superficie o struttura esterna non superi in alcun caso i 30 mm.
   6.8.   Profili di lamiera
   6.8.1.   I profili di lamiera, quali grondaie e rotaie di porte scorrevoli, non sono consentiti a meno che essi non siano ripiegati all’indietro o muniti di una protezione che soddisfi le prescrizioni del presente regolamento ad essa applicabili. Un profilo non protetto si considera ripiegato all’indietro se è ripiegato verso l’indietro di 180° circa ovvero se è ripiegato verso la carrozzeria in modo tale da non poter entrare in contatto con una sfera del diametro di 100 mm.
   6.9.   Pennelli della carrozzeria
   6.9.1.   Le pieghe nei pannelli della carrozzeria possono presentare un raggio di curvatura inferiore ai 2,5 mm purché questo non rappresenti meno di un decimo dell’altezza «H» della sporgenza misurata in conformità del metodo di cui al paragrafo 1 dell’allegato 3.
   6.10.   Deflettori laterali per l’aria o la pioggia
   6.10.1.   I deflettori laterali devono presentare un raggio di curvatura di almeno 1 mm sui margini che possono venir diretti verso l’esterno.
   6.11.   Punti di fissaggio per il cric e tubi di scarico
   6.11.1.   I punti di fissaggio per il cric ed i tubi di scarico non devono sporgere di più di 10 mm oltre la proiezione verticale della linea di base posta verticalmente sopra di essi. A titolo d’eccezione alla presente prescrizione un tubo di scappamento può sporgere più di 10 mm oltre la proiezione verticale della linea di fondo cassa purché termini in spigoli arrotondati con un raggio di curvatura minimo di 2,5 mm.
   6.12.   Sportelli di prese d’aria e sfiatatoi
   6.12.1.   Sportelli di presa d’aria e sfiatatoi devono soddisfare le prescrizioni dei paragrafi 5.2., 5.3. e 5.4. in tutte le posizioni d’impiego.
   6.13.   Tetto
   6.13.1.   I tetti apribili vengono presi in considerazione unicamente in posizione chiusa.
   I veicoli decappottabili vengono esaminati col tettuccio in posizione tanto chiusa quanto aperta.
   6.13.2.1.   A tetto aperto non si compie alcun esame del veicolo all’interno di una superficie immaginaria formata dal tetto in posizione chiusa.
   6.13.2.2.   Quando una copertura per il tetto in posizione aperta viene fornita come equipaggiamento d’origine l’esame viene effettuato con detta copertura in posizione.
   6.14.   Finestrini
   I finestrini che si aprono verso l’esterno rispetto alla superficie esterna del veicolo devono rispettare le disposizioni che seguono in tutte le posizioni d’impiego:
   6.14.1.1.   nessun margine esposto deve esser rivolto verso l’avanti;
   6.14.1.2.   nessuna parte del finestrino deve sporgere oltre il margine esterno estremo del veicolo.
   6.15.   Dispositivi di fissaggio della targa
   6.15.1.   I dispositivi di sostegno forniti dalla casa automobilistica per la targa rispettano le prescrizioni del paragrafo 5.4. del presente regolamento se possono entrare in contatto con una sfera del diametro di 100 mm quando la targa è montata conformemente alle raccomandazioni del fabbricante del veicolo.
   6.16.   Portabagagli e portasci.
   6.16.1.   I portapacchi ed i portasci sono attaccati al veicolo in modo tale che il loro spostamento risulti effettivamente bloccato almeno in una direzione e che ad essi possano venir trasmesse forze orizzontali, longitudinali e trasversali pari almeno alla capacità di carico verticale del dispositivo in questione quale specificata dal suo fabbricante. Per il collaudo del portapacchi o del portasci fissato al veicolo secondo le istruzioni del fabbricante i carichi di collaudo non vengono applicati in un solo punto.
   6.16.2.   Le superfici che, una volta installato il dispositivo in esame, possono entrare in contatto con una sfera di 165 mm di diametro non devono presentare parti aventi un raggio di curvatura inferiore ai 2,5, mm a meno che non si possano applicare le disposizioni del paragrafo 6.3.
   6.16.3.   Gli elementi di fissaggio, per esempio bulloni, che vengono stretti o allentati senza uso di attrezzi non devono sporgere più di 40 mm al di là delle superfici di cui al paragrafo 6.16.2., la sporgenza essendo determinata col metodo di cui al paragrafo 2. dell’allegato 3, impiegando però una sfera del diametro di 165 mm nei casi in cui si applichi il metodo prescritto al paragrafo 2.2. dell’allegato suddetto.
   6.17.   Antenne radio ricetrasmittenti.
   6.17.1.   Le antenne radio ricetrasmittenti vanno montate sul veicolo in modo che se la loro estremità libera dista meno di 2 m dalla superficie stradale in qualsiasi posizione d’impiego specificata dal fabbricante dell’antenna stessa essa si trovi all’interno della zona delimitata dai piani verticali posti 10 cm all’interno dell’estremità esterna del veicolo, quale definita al paragrafo 2.7.
   6.17.2.   Le antenne vanno inoltre montate sul veicolo, restringendone all’occorrenza la libertà di movimento dell’estremità libera, in modo che nessuna loro parte sporga al di là dell’estremità del veicolo quale definita al paragrafo 2.7.
   6.17.3.   Il corpo dell’antenna può presentare un raggio di curvatura inferiore a 2,5 mm. L’estremità libera tuttavia è dotata di una copertura fissa il cui raggio di curvatura non deve risultare inferiore a 2,5 mm.
   6.17.4.   Le basi delle antenne non devono sporgere di più di 30 mm, determinati secondo la procedura di cui all’allegato 3, paragrafo 2. Nel caso di antenne la cui base incorpori un amplificatore tuttavia la base può sporgere fino a 40 mm.
   6.18.   Istruzioni per il montaggio
   6.18.1.   Portabagagli, portasci ed antenne radio ricetrasmittenti approvati in quanto entità tecniche non possono venir offerti in vendita, venduti od acquistati se non sono corredati di istruzioni per il montaggio. Le istruzioni per il montaggio devono contenere informazioni sufficienti a rendere possibile montare sul veicolo le componenti omologate in modo tale da rispettare le pertinenti disposizioni dei paragrafo 5. e 6. In particolare va indicata la posizione d’impiego delle antenne telescopiche.
   7.   MODIFICA DI UN TIPO DI VEICOLO E ESTENSIONE DELL’OMOLOGAZIONE
   Il dipartimento amministrativo che ha concesso l’omologazione del tipo di veicolo deve ricevere notifica di qualsiasi modifica di tale tipo. Detto dipartimento può allora:
   7.1.1.   giudicare improbabile che le modifiche apportate comportino effetti negativi apprezzabili, ovvero
   7.1.2.   richiedere un ulteriore rapporto al servizio tecnico che provvede ai collaudi.
   7.2.   L’eventuale conferma di un’omologazione, con una descrizione delle modifiche, od il rifiuto dell’omologazione stessa vengono comunicati alle parti contraenti dell’accordo che applicano il presente regolamento seguendo la procedura di cui al precedente paragrafo 4.3.
   7.3.   L’autorità competente che ha rilasciato l’estensione di un’omologazione attribuisce un numero di serie a tale estensione e informa le altre Parti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento per mezzo di una scheda di comunicazione conforme al modello di cui all’allegato 1 del presente regolamento.
   8.   CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
   8.1.   I veicoli (e le entità tecniche) omologati a norma del presente Regolamento devono venir prodotti in modo da risultare conformi al tipo omologato in quanto tali da soddisfare le prescrizioni dei precedenti paragrafi 5. and 6.
   8.2.   Per verificare il rispetto delle prescrizioni indicate al punto 12.1 vanno effettuati idonei controlli della produzione.
   Il titolare dell’omologazione deve in particolare:
   8.3.1.   aver disposto le procedure necessarie per un efficace controllo della qualità dei prodotti;
   8.3.2.   avere accesso alle attrezzature di controllo necessarie a verificare la conformità di ogni tipo omologato;
   8.3.3.   assicurare la registrazione dei risultati delle prove e la disponibilità dei relativi documenti per un periodo da determinare in accordo con il servizio amministrativo;
   8.3.4.   analizzare i risultati di ogni tipo di prova allo scopo di verificare e garantire la stabilità delle caratteristiche del prodotto, tenuto conto delle variazioni di una produzione industriale;
   8.3.5.   garantire che, per ogni tipo di prodotto, vengano effettuate almeno le prove prescritte nell’allegato 3 del presente regolamento;
   8.3.6.   garantire che, se i campioni sottoposti a prova non risultano conformi nel tipo di prova considerato, si proceda ad un altro prelievo di campioni e ad un’altra prova e siano prese le disposizioni del caso per ristabilire la conformità della produzione corrispondente.
   L’autorità competente che ha rilasciato l’omologazione ha la facoltà di procedere in qualsiasi momento a verifiche dei metodi di controllo della conformità applicati in ogni unità di produzione.
   8.4.1.   All’atto di ogni ispezione i registri di prova e i registri di controllo della produzione vanno presentati all’ispettore.
   8.4.2.   L’ispettore può prelevare dei campioni a caso da sottoporre a prova nel laboratorio del fabbricante. Il numero minimo di campioni può essere determinato in base ai risultati della verifica eseguita dal costruttore stesso.
   8.4.3.   Se il livello qualitativo non è soddisfacente, o se risulta necessario verificare la validità delle prove effettuate in applicazione del precedente punto 9.4.2, l’ispettore preleva dei campioni da inviare al servizio tecnico che ha effettuato le prove di omologazione, sulla base dei criteri di cui all’allegato 8.
   8.4.4.   L’autorità competente può effettuare tutte le prove prescritte nel presente regolamento.
   8.4.5.   La frequenza normale delle ispezioni autorizzate dall’autorità competente e di una ogni due anni. Quando una di queste ispezioni produca risultati negativi l’autorità competente garantisce che vengano presi tutti i provvedimenti del caso per ristabilire quanto più rapidamente possibile la conformità della produzione.
   9.   SANZIONI IN CASO DI NON CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
   9.1.   L’omologazione di un tipo di veicolo rilasciata a norma del presente Regolamento può venir revocata qualora non siano rispettate le prescrizioni del precedente paragrafo 8.1.
   9.2.   La parte contraente dell’accordo che applica il presente regolamento la quale revochi un’omologazione precedentemente rilasciata ne informa immediatamente le altre parti contraenti che applicano il presente regolamento mediante una scheda di comunicazione conforme al modello che figura nell’allegato 1 del presente regolamento.
   10.   CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
   Il detentore di un’omologazione il quale cessi completamente la produzione di un tipo di proiettore omologato ai sensi del presente regolamento ne informa l’autorità che ha rilasciato l’omologazione. Il titolare di un’omologazione il quale cessi definitivamente la produzione di un dispositivo omologato a norma del presente regolamento ne informa l’autorità che ha rilasciato l’omologazione la quale, a sua volta, informa le altre Parti contraenti dell’accordo che applicano il presente regolamento per mezzo di una scheda di comunicazione conforme al modello di cui all’allegato 2.
   11.   DENOMINAZIONE ED INDIRIZZO DEI SERVIZI TECNICI INCARICATI DI ESEGUIRE LE PROVE DI OMOLOGAZIONE E DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI
   Le parti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento comunicano al segretariato delle Nazioni Unite la denominazione e l’indirizzo dei servizi tecnici incaricati delle prove di omologazione e dei servizi amministrativi che rilasciano l’omologazione, cui vanno inviate le schede di omologazione, estensione, rifiuto o revoca dell’omologazione rilasciate negli altri paesi.
   
      (1)  Quali definiti nell’allegato 7 della risoluzione consolidata sulla costruzione di veicoli (R.E.3) (documento TRANS/SC1/WP29/78/Amend.3).
   
      (2)  1 per la Germania, 2 per la Francia, 3 per l’Italia, 4 per i Paesi Bassi, 5 per la Svezia, 6 per il Belgio, 7 per l’Ungheria, 8 per la Repubblica ceca, 9 per la Spagna, 10 per la Iugoslavia, 11 per il Regno Unito, 12 per l’Austria, 13 per il Lussemburgo, 14 per la Svizzera, 15 (libero), 16 per la Norvegia, 17 per la Finlandia, 18 per la Danimarca, 19 per la Romania, 20 per la Polonia, 21 per il Portogallo, 22 per la Federazione russa, 23 per la Grecia, 24 per l’Irlanda, 25 per la Croazia, 26 per la Slovenia, 27 per la Slovacchia, 28 per la Bielorussia, 29 per l’Estonia, 30 (libero), 31 per la Bosnia Erzegovina, 32 per la Lettonia, 33 (libero), 34 per la Bulgaria, 35-36 (libero), 37 per la Turchia, 38-39 (liberi), 40 per l’ex Repubblica federale di Macedonia, 41 (libero), 42 per la Comunità europea (nel rilasciare le omologazioni gli Stati membri si servono dei rispettivi simboli ECE), 43 per il Giappone, 44 (non attributo), 45 per l’Australia e 46 per l’Ucraina. I numeri successivi saranno attribuiti ad altri paesi secondo l’ordine cronologico di ratifica dell’accordo relativo all’adozione di disposizioni tecniche uniformi applicabili ai veicoli a motore, agli accessori ed alle parti che possono essere installati e/o utilizzati sui veicoli a motore ed alle condizioni del riconoscimento reciproco delle omologazioni rilasciate sulla base di tali disposizioni. I numeri così assegnati saranno comunicati alle Parti contraenti dell’accordo dal Segretario generale delle Nazioni Unite.
   
      ALLEGATO 1
      COMUNICAZIONE
      (formato massimo: A4 (210 × 297 mm))
      
         
   
   
      ALLEGATO 2
      ESEMPI DI MARCHI DI OMOLOGAZIONE
      Modello A
      (Si vedano i paragrafi 4.1.4. e 4.2.4. del presente regolamento)
      
         
      Il marchio di omologazione qui sopra raffigurato apposto su un veicolo indica che il tipo di veicolo in questione è stato omologato nei Paesi Bassi (E4) a norma del Regolamento n. 26 con il numero d’omologazione 022439. I primi due numeri del numero d’omologazione indicano che al momento del rilascio dell’omologazione stessa il Regolamento n. 26 incorporava la serie di modifiche 02.
      Modello B
      (vedere punto 4.5 del presente regolamento)
      
         
      Il marchio di omologazione qui sopra raffigurato apposto su un veicolo indica che il tipo di veicolo in questione è stato omologato nei Paesi Bassi (E4) a norma del regolamento n. 26 e del regolamento n. 24 (1). I primi due numeri del numero d’omologazione indicano che al momento del rilascio dell’omologazione stessa il Regolamento n. 26 incorporava la serie di modifiche 02, mentre il Regolamento n. 24 incorporava già la serie di modifiche 03.
      
         (1)  Il numero del secondo regolamento viene indicato a titolo meramente esemplificativo: il valore corretto del coefficiente d’assorbimento è 1,30 m–1.
   
   
      ALLEGATO 3
      METODI PER DETERMINARE LE DIMENSIONI DI SPORGENZE E APERTURE
      1.   METODI PER DETERMINARE L’ALTEZZA DELLA SPORGENZA DI PIEGHE NEI PANNELLI DELLA CARROZZERIA
      1.1.   L’altezza H di una sporgenza è determinata per via grafica facendo riferimento alla circonferenza di un cerchio del diametro di 165 mm internamente tangente alla linea esterna della superficie esterna in corrispondenza della sezione da verificare.
      1.2.   H rappresenta il valore massimo della distanza, misurata lungo una linea retta passante per il centro del cerchio del diametro di 165 mm, tra la circonferenza del cerchio suddetto ed il contorno esterno della proiezione (vedere figura 1).
      1.3.   Laddove risulti impossibile per un cerchio del diametro di 100 mm entrare esternamente in contatto con una parte della linea esterna della superficie esterna in corrispondenza della sezione in esame si assume che in questa zona la linea della superficie sia quella passante per i punti di tangenza con la linea esterna del cerchio del diametro di 100 mm (vedere figura 2).
      1.4.   Il fabbricante fornisce disegni delle necessarie sezioni perpendicolari alla superficie esterna così da consentire di misurare l’altezza delle sporgenze di cui sopra.
      
                  
                     
               
               
                  
                     
               
            2.   METODO PER DETERMINARE LA DIMENSIONE DELLA SPORGENZA DI UN COMPONENTE MONTATO SULLA SUPERFICIE ESTERNA
      2.1.   La dimensione della sporgenza di un componente montato su una superficie convessa può essere determinata direttamente ovvero in riferimento al disegno di una sezione appropriata di tale componente quale effettivamente installato.
      2.2.   Qualora la dimensione della sporgenza di un componente montato su una superficie che non sia convessa non possa venir determinata procedendo ad una semplice misurazione essa viene determinata facendola corrispondere alla variazione massima della distanza del centro di una sfera del diametro di 100 mm dalla linea del pannello quando la sfera venga fatta rotolare al di sopra di esso essendo in constante contatto con detta componente. La figura 3 mostra un esempio dell’applicazione di tale procedura.
      3.   METODO PER DETERMINARE LA SPORGENZA DI VISIERE E BORDI DEI FARI
      3.1.   La sporgenza rispetto alla superficie esterna del faro viene misurato orizzontalmente rispetto al punto di contatto di una sfera del diametro di 100 mm come illustrato nella figura 4.
      4.   METODO PER DETERMINARE LE DIMENSIONI DI UN’APERTURA DELLA CARROZZERIA OVVERO LO SPAZIO TRA GLI ELEMENTI DI UNA GRIGLIA
      4.1.   La dimensione di un’apertura della carrozzeria o dello spazio tra gli elementi di una griglia viene determinata dalla distanza tra due piani passanti per i punti di contatto della sfera e perpendicolari alla linea che unisce tali punti di contatto. Le figure 5 e 6 presentano alcuni esempi dell’impiego di questa procedura.
      
                  
                     
               
               
                  
                     
               
            
                  
                     
               
               
                  
                     
               
            
   
      ALLEGATO 4
      COMUNICAZIONE
      (formato massimo: A4 (210 × 297 mm))