CELEX: C2001/348/26
Language: it
Date: 2001-12-08 00:00:00
Title: Causa C-384/01: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, presentato il 5 ottobre 2001

C 348/14                IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          8.12.2001
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwal-                        violato gli obblighi ad essa imposti dall’articolo 11 della
tungsgerichtshof con ordinanza 13 settembre 2001, nella                        sesta direttiva IVA 77/388/CEE (2) del Consiglio;
causa dott. Gustav Schneider contro Bundesminister für
           Justiz (Ministero federale della Giustizia)                   —     condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.
                         (Causa C-380/01)
                                                                         Motivi e principale argomenti
                          (2001/C 348/24)
                                                                         Ai sensi dell’articolo 11, parte A, paragrafo 1, lettera a) della
                                                                         direttiva gli Stati membri sono tenuti ad includere nella
Con ordinanza 13 settembre 2001, pervenuta nella cancelleria             base imponibile dell’imposta non solo il corrispettivo pagato
della Corte il 4 ottobre 2001, nella causa dott. Gustav                  dall’acquirente del bene o dal destinatario del servizio, ma
Schneider contro Bundesminister für Justiz (Ministero federale           anche le sovvenzioni erogate da terzi al fornitore del bene o al
della Giustizia) il Verwaltungsgerichtshof ha sottoposto alla            prestatore del servizio, a condizione che tali sovvenzioni siano
Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente questione          «direttamente connesse con il prezzo di tali operazioni».
pregiudiziale:
                                                                         La Commissione sostiene che l’aiuto versato alle imprese di
Se l’art. 6 della direttiva del Consiglio 76/207/CEE (1),   relativa     trasformazione che producono foraggio essiccato costituisca
all’attuazione del principio della parità di trattamento fra gli         una parte del prezzo del bene prodotto da dette imprese,
uomini e le donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla          che esso rientri quindi nella categoria delle «sovvenzioni
formazione e alla promozione professionali e le condizioni di            direttamente connesse con il prezzo» e debba pertanto essere
lavoro, debba essere interpretato nel senso che la possibilità,          soggetto alle imposte.
prescritta da tale articolo, di far valere i propri diritti per via
giudiziaria (nel caso in esame un’azione di risarcimento danni),
                                                                         (1) GU L 15 del 21.1.1995, pag. 11.
non è sufficientemente attuata per il fatto che è previsto il solo
                                                                         (2) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
ricorso alla Verwaltungsgerichtshof austriaca, considerate le
sue competenze limitate alle questioni di diritto (solo quelle di
una corte di cassazione senza riesame dei fatti).
(1) GU 1976, L 39, pag. 40.
                                                                         Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                           tro la Repubblica francese, presentato il 5 ottobre 2001
                                                                                                 (Causa C-384/01)
Ricorso del 4 ottobre 2001 contro la Repubblica italiana,                                         (2001/C 348/26)
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                         (Causa C-381/01)
                                                                         Il 5 ottobre 2001 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                         rappresentata dai sigg. E. Traversa e Ch. Giolito, in qualità di
                          (2001/C 348/25)                                agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha presentato
                                                                         dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                                                                         ricorso diretto contro la Repubblica francese.
Il 4 ottobre 2001, la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dal signor Enrico Traversa, in qualità di agente,          La ricorrente chiede che la Corte voglia:
ha presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee
un ricorso contro la Repubblica italiana.                                —     dichiarare che la Repubblica francese, applicando un’ali-
                                                                               quota ridotta di IVA alla parte fissa dei prezzi delle
                                                                               forniture di gas e di elettricità effettuate tramite le reti
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                    pubbliche, è venuta meno agli obblighi che ad essa
                                                                               incombono in forza dell’art. 12, n. 3, lett. a) e b), della
—      dichiarare che, non applicando l’IVA (imposta sul valore                direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in
       aggiunto) sull’importo degli aiuti versati in applicazione              materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati
       del regolamento del Consiglio (CE) n. 603/95 (1) del                    Membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema
       21 febbraio 1995 relativo all’organizzazione comune dei                 comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile
       mercati dei foraggi essiccati, la Repubblica italiana ha                uniforme (1) (in prosieguo: la «sesta direttiva»);
 ---pagebreak--- 8.12.2001                  IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 348/15
—     condannare la Repubblica francese alle spese.                         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Recht-
                                                                            bank van Eerste Aanleg di Veurne con ordinanza 4 maggio
                                                                            2001, nel procedimento penale contro Brügge Klaus,
                                                                                      Hans, Fritz, parte civile: Leliaert Benedikt
Motivi e principali argomenti                                                                       (Causa C-385/01)
                                                                                                     (2001/C 348/27)
La Commissione mira, con il presente ricorso, a far dichiarare
un doppio inadempimento delle disposizioni della sesta diretti-
va; da una parte, un inadempimento dell’art. 12, n. 3, lett. a),
prima e terza frase, in quanto la Francia applica un’aliquota
ridotta contraria a dette disposizioni e, d’altra parte, un                 Con ordinanza 4 maggio 2001, pervenuta nella cancelleria
inadempimento dell’art. 12, n. 3, lett. b), relativo alla procedura         della Corte l’8 ottobre 2001, nel procedimento penale contro
di autorizzazione ai fini dell’applicazione di un’aliquota ridotta          Brügge Klaus, Hans, Fritz, parte civile: Leliaert Benedikt il
per le forniture di gas naturale e di elettricità.                          Rechtbank van Eerste Aanleg di Veurne ha sottoposto alla
                                                                            Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente questione
                                                                            pregiudiziale:
—     Sulla procedura di consultazione ((art. 12, n. 3, lett. b)):
      fintantoché la Francia non aveva riscontrato la richiesta
      di informazioni complementari, la Commissione non                     Se l’applicazione dell’art. 54 del Trattato di Schengen consenta
      poteva prendere definitivamente posizione. In mancanza                al pubblico ministero belga di rinviare a giudizio dinanzi al
      di informazioni complete, nonostante una richiesta in tal             giudice penale belga e di far condannare in tale sede un
      senso, la Commissione era legittimata a ritenere che la               cittadino tedesco nell’ipotesi in cui a quest’ultimo per gli
      domanda delle autorità francesi fosse stata ritirata. Di              stessi fatti sia stata offerta una pena pecuniaria e egli abbia
      conseguenza, non inoltrando le informazioni richieste                 provveduto al pagamento di tale somma.
      dalla Commissione al fine di consentirle di adottare una
      decisione in base all’art. 12, n. 3, lett. b), la Francia è
      venuta meno ai suoi obblighi risultanti da tale disposi-
      zione.
—     Sul contenuto della misura ((art. 12, n. 3, lett. a)):
      se l’abbonamento è considerato come una prestazione
                                                                            Ricorso dell’8 ottobre 2001 contro la Repubblica italiana,
      specifica corrispondente a costi fissi e distinta dalla
                                                                              presentato dalla Commissione delle Comunità europee
      fornitura d’energia, l’aliquota ridotta non ha allora alcun
      fondamento giuridico nell’art. 12, n. 3, lett. a), che rinvia
      all’allegato H e nel quale non è incluso l’abbonamento                                        (Causa C-388/01)
      per la fornitura di energia. Del resto, la suddetta aliquota
      ridotta non può essere giustificata dall’art. 12, n. 3, lett. b),
      che si riferisce esclusivamente a «forniture di gas naturale                                   (2001/C 348/28)
      e di elettricità». Al contrario, se si considera che l’abbona-
      mento fa parte della fornitura di energia, la Francia deve
      applicare allora la medesima aliquota ad un’operazione
      relativa ad uno stesso bene in conformità al principio di             L’8 ottobre 2001, la Commissione delle Comunità europee,
      unicità dell’aliquota che discende dall’art. 12, n. 3, lett. a).      rappresentata dalla signora Maria Patakia e dal signor Roberto
      Pertanto, ai sensi dell’art. 12, n. 3, lett. b), tutte le             Amorosi, in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di
      operazioni (abbonamento e fornitura) devono essere                    giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repub-
      sottoposte, quindi, alla stessa aliquota ridotta. Di conse-           blica italiana.
      guenza, nonostante tutte le sfumature che la Francia ha
      tentato di conferire alla distinzione tra abbonamento e
      fornitura di energia e quale che sia, dunque, la qualifica            La ricorrente conclude che la Corte voglia:
      data all’abbonamento, si deve constatare che la Francia è
      venuta meno ai suoi obblighi derivanti dall’art. 12, n. 3,
      lett. a), e dall’art. 12, n. 3, lett. b).                             —     constatare che la Repubblica italiana mantenendo in
                                                                                  vigore vantaggi tariffari discriminatori per l’accesso a
                                                                                  musei, monumenti, gallerie, scavi archeologici, parchi e
                                                                                  giardini monumentali pubblici in Italia, concessi da enti
                                                                                  locali o decentrati dello Stato italiano, ai soli cittadini,
(1) GU L 145, pag. 1.                                                             ovvero ai soli residenti nel territorio dell’autorità pubblica
                                                                                  che gestisce l’impianto culturale in questione, d’età supe-
                                                                                  riore ai 60 o 65 anni, escludendo i turisti cittadini di altri
                                                                                  Stati membri, o i non residenti nel territorio predetto, che
                                                                                  soddisfino le stesse condizioni oggettive d’età, è venuta