CELEX: 
Language: it
Date: 1974-05-30
Title: Regolamento (CEE) n. 1328/74 del Consiglio, del 29 maggio 1974, riguardante l'applicazione della raccomandazione n. 1/73 del Consiglio di associazione che stabilisce i metodi di cooperazione amministrativa nel campo doganale per l'attuazione dell'accordo che istituisce un'associazione tra la Comunità economica europea e la Repubblica di Cipro #Raccomandazione n. 1/73 del Consiglio di associazione CEE - Cipro che stabilisce i metodi di cooperazione amministrativa nel campo doganale per l'attuazione dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica di Cipro

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21974D0530(01)

Raccomandazione n. 1/73 del Consiglio di associazione CEE-Cipro che stabilisce i metodi di cooperazione amministrativa nel campo doganale per l'attuazione dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica di Cipro  

Gazzetta ufficiale n. L 145 del 30/05/1974 pag. 0020 - 0022

		Raccomandazione n. 1/73 del Consiglio di Associazione CEE — CIPROche stabilisce i metodi di cooperazione amministrativa nel campo doganale per l'attuazione dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica di CiproIL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE,visto l'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica di Cipro, firmato a Bruxelles il 19 dicembre 1972,visto il protocollo relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" ed ai metodi di cooperazione amministrativa, in particolare l'articolo 17, paragrafo 2,considerando che per il buon funzionamento dell'accordo è necessario organizzare una stretta cooperazione amministrativa fra le parti contraenti ai fini della corretta e uniforme applicazione delle disposizioni doganali che esso comporta e in particolare di quelle del protocollo relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" e ai metodi di cooperazione amministrativa, in appresso denominato "protocollo",RACCOMANDA ALLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA ED ALLA REPUBBLICA DI CIPROdi adottare, per quanto le concerne, le misure necessarie all'applicazione delle seguenti disposizioni :A. NORME RELATIVE AL RILASCIO DEI CERTIFICATI DI CIRCOLAZIONE A.CY.1I. Ruolo dell'esportatore1. Sotto la responsabilità dell'esportatore, spetta a questi, o al suo rappresentante autorizzato, presentare la domanda per il rilascio di un certificato di circolazione delle merci.La domanda deve essere redatta su uno dei moduli A.CY.1 il cui modello figura all'allegato V del protocollo. Il modulo deve essere compilato conformemente al protocollo.2. L'esportatore o il suo rappresentante presentano, congiuntamente alla domanda, qualsiasi documento giustificativo utile, atto a comprovare che per le merci da esportare può essere rilasciato un certificato di circolazione delle merci.II. Ruolo delle autorità doganali1. Spetta alle autorità doganali del paese di esportazione vigilare a che il modulo A.CY.1 sia debitamente compilato. Esse verificano specificamente che la parte riservata alla descrizione delle merci sia stata compilata in modo da rendere impossibile qualsiasi aggiunta fraudolenta. A tal fine, la descrizione delle merci deve essere effettuata senza interlinea. Qualora tale parte non sia completamente compilata, devesi tracciare una linea orizzontale sotto l'ultima riga e la parte in bianco deve essere annullata tracciandovi alcune righe.2. Il certificato di circolazione delle merci costituisce il documento giustificativo per l'applicazione del regime tariffario e contingentale preferenziale previsto dall'accordo, per cui spetta alle autorità doganali del paese di esportazione prendere le misure necessarie alla verifica dell'origine delle merci ed al controllo delle altre indicazioni del certificato.III. Esportazione da uno Stato membro della Comunità economica europea o da Cipro1. Il certificato di circolazione delle merci A.CY.1 è rilasciato dalle autorità doganali di uno Stato membro della Comunità econo mica europea quando le merci da esportare possono essere considerate come "prodotti originari" della Comunità ai sensi dell'arti colo 1, paragrafo 1 del protocollo.2. Il certificato di circolazione delle merci A.CY.1 è rilasciato dalle autorità doganali di Cipro quando le merci da esportare possono essere considerate come "prodotti originari" di Cipro ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2 del protocollo.3. Allo scopo di verificare se sono soddisfatte le condizioni di cui al punto III, paragrafi 1 e 2, le autorità doganali hanno la facoltà di richie dere qualsiasi documento giustificativo o di procedere a qualsiasi controllo da esse rite nuto utile.4. Le autorità doganali dello Stato membro o di Cipro rifiuteranno il rilascio del certificato di circolazione delle merci A.CY.1 qualora dai documenti di esportazione presentati a dette autorità risulti che le merci alle quali tale certificato si riferisce non sono destinate a Cipro o alla Comunità.IV. Indicazione della data di rilascio del certificatoLa data di rilascio del certificato deve essere indicata nella parte dei certificati di circolazione delle merci riservata alla dogana.V. Comunicazione dei fac-simili delle impronte dei timbri utilizzatiLe autorità doganali degli Stati membri e quelle di Cipro si comunicano reciprocamente, tramite la Commissione delle Comunità europee, il facsimile delle impronte dei timbri utilizzati dai loro uffici per il rilascio dei certificati di circolazione delle merci.VI. Sostituzione dei certificati di circolazione delle merci A.CY.1 con certificati dello stesso tipo1. La sostituzione di uno o più certificati di circolazione delle merci mediante uno o più cer tificati è sempre possibile, purché avvenga nell'ufficio doganale ove si trovano le merci.2. Qualora il nuovo certificato di circolazione delle merci riguardi prodotti importati origi nariamente da uno Stato membro o da Cipro e riesportati tali e quali, esso deve indicare obbligatoriamente il paese nel quale è stato rilasciato il certificato originario.VII. Rilascio a posteriori di certificati di circolazione delle merci1. Quando un certificato è rilasciato ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, del protocollo, dopo l'esportazione effettiva delle merci cui il certi ficato si riferisce, l'esportatore deve, sulla domanda di cui all'articolo 7 del protocollo :- indicare il luogo e la data di spedizione delle merci cui il certificato si riferisce ;- attestare che non è stato rilasciato un certificato al momento dell'esportazione delle merci in questione, precisandone i motivi.2. Le autorità doganali possono procedere al rilascio a posteriori d'un certificato di circolazione delle merci soltanto dopo aver verificato se le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi alla documentazione corrispondente.I certificati rilasciati a posteriori devono riportare una delle seguenti menzioni :"NACHTRÄGLICH AUSGESTELLT", "DÉLIVRÉ A POSTERIORI", "RILASCIATO A POSTERIORI", "AFGEGEVEN A POSTERIORI", "ISSUED RETROSPECTIVELY", "UDSTEDT EFTERFØLGENDE".VIII. Rilascio di duplicatiIn caso di furto, perdita o distruzione del certificato di circolazione delle merci, l'esportatore può chiedere alle autorità doganali che lo avevano rilasciato un duplicato redatto in base ai documenti di esportazione agli atti di queste ultime. Il duplicato così rilasciato deve recare una delle seguenti menzioni : "DUPLIKAT", "DUPLICATA", "DUPLICATO", "DUPLI-CAAT", "DUPLICATE".Il duplicato sul quale deve essere riprodotta la data del certificato di circolazione delle merci originale ha effetto a decorrere da detta data.B. CONDIZIONI DI UTILIZZAZIONE DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI A.CY.1I. Trasporto diretto delle merciÈ considerato trasporto diretto il trasporto di merci effettuato senza attraversamento di territori diversi da quelli delle parti contraenti. Tuttavia, non sono considerati interruzioni di trasporto diretto :a) gli scali nei porti situati in territori diversi da quelli delle parti contraenti ;b) i trasbordi in tali porti, quando sono dovuti a casi di forza maggiore o quando siano consecutivi a fatti di mare ;c) l'attraversamento di territori diversi da quelli delle parti contraenti o il trasbordo in tali tenitori, a condizione che l'attraversamento di detti territori o il trasbordo si effettui sotto la scorta di un titolo di trasporto unico emesso in uno Stato membro o a Cipro.II. Accettazione dei certificati di circolazione oltre il termine di presentazioneI certificati di circolazione delle merci che siano presentati alle autorità doganali del paese d'importazione dopo la scadenza del termine di presentazione di cui all'articolo 9 del protocollo possono essere accettati ai fini dell'applicazione del regime preferenziale, qualora l'inosservanza del suddetto termine sia dovuta ad un caso di forza maggiore od a circostanze eccezionali.Oltre che nei casi predetti, le autorità doganali dello Stato di importazione possono accettare i certificati quando le merci siano state loro presentate prima della scadenza di tale termine.III. Accettazione di certificati di circolazione il cui dichiarato non corrisponde alle merci importateL'accertamento di lievi discordanze tra le menzioni figuranti nel certificato di circolazione e quelle figuranti sui documenti presentati all'ufficio doganale per l'adempimento delle formalità d'importazione delle merci, non comporta ipso facto l'invalidità del certificato, se è debitamente accertato che esso si riferisce effettivamente alle merci presentate.C. ZONE FRANCHEI. Gli Stati membri e Cipro prendono tutte le misure necessarie per evitare che le merci scambiate sotto la scorta di un certificato di circolazione delle merci e che durante il trasporto effettuano una sosta in una zona franca situata sul loro territorio, subiscano sostituzioni o manipolazioni diverse dalle normali manipolazioni destinate ad assicurarne la conservazione tali e quali.II. Nel caso che i prodotti originari della Comunità o di Cipro importati in zona franca sotto la scorta di un certificato di circolazione delle merci subiscano trattamenti o trasformazioni, le autorità doganali competenti devono rilasciare, su richiesta dell'esportatore, un nuovo certificato qualora il tratta mento o la trasformazione cui si è proceduto siano conformi al protocollo.D. SPEDIZIONI POSTALI (COMPRESI I PACCHI POSTALI)I. Sotto la responsabilità dell'esportatore, spetta a quest'ultimo o al proprio rappresentante autorizzato compilare e firmare i due fogli del formulario A.CY.2 il cui modello figura allegato al protocollo.Qualora le merci contenute nella spedizione abbiano già formato oggetto di un controllo nel paese di esportazione, al riguardo della definizione della nozione di "prodotti originari", l'esportatore può indicare nella rubrica "osservazioni" del formulario A.CY.2 i riferimenti a tale controllo.II. L'esportatore scrive sull'etichetta verde modello C 1 o sulla dichiarazione in dogana C2/CP 3 la menzione "A.CY.2" seguita dal numero di serie del formulario. Egli trascrive ugualmente tale menzione e tale numero sulla fattura relativa alle merci contenute nella spedizione.E. CONTROLLO A POSTERIORI DEI CERTIFICATI DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI A.CY.1 O DEI FORMULARI A.CY.2I. Il controllo a posteriori dei certificati di circolazione delle merci o dei formulari A.CY.2 viene effettuato a titolo di sondaggio ed ogniqualvolta le autorità doganali dello Stato d'importazione abbiano dubbi fondati per per quanto concerne l'autenticità del documento o l'esattezza delle indicazioni relative all'origine reale delle merci in questione.II. Per l'applicazione del precedente paragrafo, le au torità doganali dello Stato d'importazione rispedi scono alle autorità doganali dello Stato di esporta zione il certificato di circolazione o la parte 1 del formulario A.CY.2, ovvero fotocopia del certificato o della parte 1, indicando, se del caso, i motivi di sostanza o di forma che giustificano un'inchiesta. Esse accludono alla parte 1 del formulario A.CY.2, qualora sia stata presentata, la fattura o copia di essa, e forniscono tutte le informazioni che si sono potute raccogliere e che fanno ritenere inesatte le indicazioni contenute in detto certificato o formulario.Qualora decidano di sospendere l'applicazione dell'accordo in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali dello Stato d'importazione, fatte salve le misure conservative ritenute necessarie, offrono all'importatore la possibilità di ritirare le merci.III. I risultati del controllo a posteriori vengono comunicati, entro il termine di tre mesi, alle autorità doganali dello Stato d'importazione. Essi devono permettere di accertare se il certificato di circolazione delle merci o il formulario A.CY.2 conte stato sia applicabile alle merci realmente esportate e se tali merci possano effettivamente beneficiare del regime preferenziale.IV. Qualora non sia stato possibile dirimere le contestazioni di cui sopra tra le autorità doganali dello Stato d'importazione e quelle dello Stato di esportazione o qualora esse pongano un problema d'interpretazione del protocollo, le contestazioni vengono sottoposte al Comitato di cooperazione doganale.V. Ai fini del controllo a posteriori dei certificati, le autorità dognali del paese di esportazione devono conservare per almeno due anni i documenti di esportazione o le copie dei certificati che li sosti tuiscono.Fatto a Bruxelles, addì 26 novembre 1973.Per il Consiglio di AssociazioneIl PresidenteI. Nørgaard--------------------------------------------------