CELEX: 52013PC0906
Language: it
Date: 2013-11-15 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Polonia

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		52013PC0906
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Polonia /* COM/2013/0906 final - 2013/ () */
			
				
		
		
			
			   	Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
intesa a far cessare la situazione di
disavanzo pubblico eccessivo in Polonia

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul
funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 126, paragrafo 7,
vista la raccomandazione
della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       Conformemente all’articolo 126
del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), gli Stati membri
devono evitare disavanzi pubblici eccessivi.
(2)       Il patto di stabilità e
crescita è basato sull’obiettivo di finanze pubbliche sane come mezzo per
rafforzare le condizioni per la stabilità dei prezzi e per una crescita forte e
sostenibile che favorisca la creazione di posti di lavoro.
(3)       Il 7 luglio 2009 il Consiglio
ha deciso, conformemente all’articolo 104, paragrafo 6, del trattato che
istituisce la Comunità europea (TCE), che in Polonia esisteva una situazione di
disavanzo eccessivo e ha emanato una raccomandazione ai fini della sua
correzione entro il 2012[1],
conformemente all’articolo 104, paragrafo 7, del TCE e all’articolo 3 del
regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per l’accelerazione
e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi
eccessivi[2].
Per portare il disavanzo pubblico al 3% del PIL, o al di sotto di tale soglia,
in modo credibile e sostenibile, è stato raccomandato alle autorità polacche di
attuare nel 2009 le misure di stimolo fiscale previste, di garantire un
aggiustamento del bilancio strutturale annuale di almeno 1¼ punti percentuali
del PIL a partire dal 2010, di elaborare nel dettaglio le misure necessarie per
portare il disavanzo al di sotto del valore di riferimento entro il 2012 e di
introdurre riforme volte a limitare la spesa primaria corrente negli anni successivi.
Il Consiglio ha fissato al 7 gennaio 2010 il termine per adottare misure
efficaci.
(4)       Il 3 febbraio 2010 la
Commissione ha concluso che, sulla base delle sue previsioni dell’autunno 2009,
la Polonia aveva dato il necessario seguito alla raccomandazione del Consiglio
del 7 luglio 2009 che chiedeva di portare il disavanzo pubblico entro il valore
di riferimento stabilito dal trattato e ha pertanto ritenuto che non fossero
necessari ulteriori interventi nel quadro della procedura per i disavanzi
eccessivi. Sulla base delle sue previsioni dell’autunno 2011, la Commissione ha
ritenuto che la Polonia non fosse ancora sulla buona strada e ha chiesto misure
supplementari, che la Polonia ha adottato, annunciandole pubblicamente, fino al
10 gennaio 2012. Di conseguenza, l’11 gennaio 2012, la Commissione ha
confermato che le autorità polacche avevano intrapreso misure efficaci verso
una correzione tempestiva e duratura del disavanzo eccessivo e che in quel
momento non era necessaria l’adozione di ulteriori misure nel quadro della
procedura per i disavanzi eccessivi da parte della Polonia[3].
(5)       Il 21 giugno 2013 il
Consiglio ha concluso che la Polonia aveva adottato misure efficaci ma che si
erano verificati eventi economici sfavorevoli imprevisti con importanti
conseguenze negative per le finanze pubbliche e ha adottato raccomandazioni
riviste[4].
La Polonia soddisfaceva pertanto le condizioni per la proroga del termine per
la correzione del disavanzo pubblico eccessivo prevista dall’articolo 3,
paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1467/97. Il Consiglio ha raccomandato
alla Polonia di porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo entro il 2014.
Sulla base delle previsioni aggiornate della primavera 2013 della Commissione,
la Polonia deve portare il disavanzo pubblico nominale al 3,6% del PIL nel 2013
e al 3,0% del PIL nel 2014, il che è in linea con un miglioramento annuo del
saldo strutturale pari almeno allo 0,8% del PIL nel 2013 e all’1,3% del PIL nel
2014. La Polonia deve attuare con rigore le misure già adottate, integrandole
con misure supplementari sufficienti per conseguire l’obiettivo di una
correzione del disavanzo eccessivo entro il 2014. La Polonia deve destinare
tutte le entrate straordinarie alla riduzione del disavanzo. Il Consiglio ha
fissato al 1° ottobre 2013 il termine entro il quale la Polonia deve dare
seguito effettivo alla sua raccomandazione e, a norma dell’articolo 3,
paragrafo 4bis, del regolamento (CE) n. 1467/97, riferire in dettaglio
sulla strategia di risanamento prospettata per il conseguimento degli obiettivi
fissati. Il 2 ottobre 2013 la Polonia ha presentato la relazione sul seguito
effettivo dato alle raccomandazioni, che è stata successivamente presa in esame
dalla Commissione. 
(6)       Il [10 dicembre 2013] il
Consiglio ha stabilito che, conformemente all’articolo 126, paragrafo 8, del
TFUE, nel 2013 la Polonia non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione
del Consiglio del 21 giugno 2013 a norma dell’articolo 126, paragrafo
7, del trattato.
(7)       Conformemente all’articolo 126,
paragrafo 7, del TFUE e all’articolo 3 del regolamento (CE) n. 1467/97 del
Consiglio, il Consiglio deve formulare raccomandazioni allo Stato membro in
questione al fine di far cessare la situazione di disavanzo eccessivo entro un determinato
periodo. La raccomandazione fissa un termine massimo di sei mesi entro il quale
lo Stato membro deve darvi seguito effettivo per correggere il disavanzo
eccessivo. Inoltre, nella raccomandazione intesa a correggere il disavanzo
eccessivo il Consiglio chiede che si realizzino ogni anno obiettivi di bilancio
che, sulla base delle previsioni sottese alla raccomandazione, siano coerenti
con un miglioramento minimo annuo del saldo strutturale, ossia del saldo di
bilancio corretto per il ciclo al netto delle misure temporanee e una tantum,
pari ad almeno lo 0,5% del PIL come parametro di riferimento.
(8)       Dopo aver registrato una
crescita annua media del PIL reale del 4% nel periodo 2001‑2011, nel 2012
il ritmo dell’attività economica è sceso all’1,9%. Secondo lo scenario
macroeconomico su cui si basa la relazione sul seguito effettivo dato alle
raccomandazioni, la crescita del PIL reale nel 2013 subirà un ulteriore
rallentamento (fino all’1,5%), per poi risalire al 2,5% e al 3,8%
rispettivamente nel 2014 e nel 2015. Secondo le previsioni dell’autunno 2013
della Commissione, la crescita del PIL reale dovrebbe arrivare all’1,3% nel 2013,
per toccare il 2,5% nel 2014 e il 2,9% nel 2015. Contrariamente alle autorità
polacche, la Commissione ha una visione meno ottimistica della crescita della
domanda interna nel periodo considerato, in particolare per quanto riguarda i
consumi e gli investimenti privati. 
(9)       Le autorità polacche prevedono
un disavanzo delle amministrazioni pubbliche pari al 4,8% del PIL nel 2013 (rispetto
al 3,9% del 2012). Nel 2014, a seguito della prevista riforma delle pensioni,
il ministero polacco delle Finanze prevede un avanzo del 4,5% del PIL, che
comporterà in particolare un trasferimento una tantum di attivi pari all’8,5%
del PIL. Nel 2015 si prevede che il saldo delle amministrazioni pubbliche registri
nuovamente un disavanzo pari al 3% del PIL.
(10)     Per il 2013 e il 2014 le
previsioni della Commissione sono simili a quelle delle autorità polacche e
ipotizzano un disavanzo pari al 4,8% del PIL nel 2013. Una diminuzione delle
entrate è la causa principale del peggioramento di questo dato rispetto al 3,9%
del PIL nello scenario di base utilizzato nel quadro della procedura per i
disavanzi eccessivi. Nel 2014 il saldo delle amministrazioni pubbliche dovrebbe
chiudersi in positivo (+ 4,6% del PIL) a seguito della prevista riforma
delle pensioni. Per il 2015 le previsioni della Commissione sono meno
ottimistiche di quelle delle autorità polacche e prevedono un disavanzo
pubblico del 3,3% del PIL. La differenza di 0,3 punti percentuali del PIL è
dovuta soprattutto al minore afflusso di entrate correnti previsto sulla base
di una proiezione di crescita del PIL nominale più bassa e di un aumento della
spesa delle amministrazioni pubbliche per i consumi intermedi. Il
raggiungimento degli obiettivi di bilancio è esposto a rischi di attuazione. 
(11)     Va inoltre osservato che le
attuali previsioni di disavanzo si basano sul SEC-95. A partire dall’autunno 2014
sarà adottata una nuova serie di norme (SEC-2010), secondo cui un trasferimento
di attivi non sarà più considerato un’entrata delle amministrazioni pubbliche;
di conseguenza, il bilancio pubblico dovrebbe registrare un disavanzo del 4,2%
del PIL nel 2014 e del 3,9% del PIL nel 2015[5].
Poiché il Consiglio deciderà in merito alla chiusura della procedura sulla base
dei dati relativi alla procedura di disavanzo eccessivo elaborati da Eurostat
nella primavera del 2015 secondo le nuove norme SEC-2010, è necessario prendere
misure supplementari per compensare quegli elementi della riforma pensionistica
che con il SEC-2010 non contribuiranno più alla riduzione del disavanzo.
(12)     Sia le autorità polacche che
la Commissione prevedono che il debito pubblico lordo rimarrà sotto la soglia
del 60% per tutto il periodo in esame. Nelle previsioni dell’autunno 2013 la
Commissione ipotizza che il rapporto debito/PIL scenderà dal 55,6% nel 2012 al 51%
nel 2014, essenzialmente per effetto dell’annunciato trasferimento di attivi
dei fondi pensione, pari all’8,5% del PIL, per poi assestarsi intorno al 52,5%
nel 2015.
(13)     Al fine di correggere il
disavanzo eccessivo e garantirne la sostenibilità entro il 2014, quando saranno
in vigore le regole previste dal SEC-2010, per il 2014 è necessario uno sforzo
strutturale supplementare pari almeno all’1,6% del PIL, oltre alle misure già
incluse nelle previsioni dell’autunno 2013 della Commissione (che, nel quadro
del SEC-2010, nel 2014 dovrebbero comportare un miglioramento del disavanzo
strutturale dello 0,6% del PIL). Dal momento che le esigenze di aggiustamento
sono in parte dovute al passaggio dal SEC-95 al SEC-2010 e che, per di più, lo
sforzo annuale (superiore a quello richiesto nella raccomandazione del Consiglio
del 7 luglio 2009, pari a 1¼ punti percentuali del PIL, e a quello richiesto
nella raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013, ovvero l’1,3% del PIL)
comporterebbe perdite di prodotto significative in un momento in cui il differenziale
tra prodotto effettivo e potenziale è ancora negativo, è opportuno fissare il
termine al 2015.
(14)     A fronte di forti incertezze
relative agli sviluppi economici e di bilancio, l’obiettivo di bilancio
raccomandato per l’ultimo anno del periodo di correzione dovrebbe essere
fissato a un livello nettamente inferiore al valore di riferimento, al fine di
garantire una realizzazione efficace e duratura della correzione entro il
termine previsto.
(15)     Pertanto, la correzione del
disavanzo eccessivo entro il 2015 sarebbe commisurata agli obiettivi intermedi
di disavanzo nominale pari al 3,9% del PIL per il 2014 (al netto del
trasferimento degli attivi dal sistema pensionistico) e all’obiettivo finale
del 2,8% del PIL per il 2015. Il miglioramento sotteso del saldo strutturale di
bilancio connesso a tali obiettivi è pari all’1% del PIL nel 2014 e all’1,2%
del PIL nel 2015, tenendo contro delle misure previste nelle previsioni dell’autunno
2013 della Commissione che, nel quadro del SEC-2010, dovrebbero comportare un
miglioramento del saldo strutturale dello 0,6% del PIL nel 2014 e dello 0,2%
del PIL nel 2015. Ciò implica la necessità di misure supplementari pari allo 0,4%
del PIL nel 2014 e all’1% del PIL nel 2015, oltre a quelle già incluse nelle
previsioni dell’autunno 2013 della Commissione (esclusi i trasferimenti di
attivi derivanti dalla riforma pensionistica),
HA ADOTTATO LA PRESENTE
RACCOMANDAZIONE:
(1)                   
La Polonia deve porre fine alla situazione di
disavanzo eccessivo entro il 2015 in modo credibile e duraturo. 
(2)                   
La Polonia deve raggiungere un obiettivo di
disavanzo nominale pari al 4,8% del PIL nel 2013, al 3,9% del PIL nel 2014 e al
2,8% del PIL nel 2015 (esclusi i trasferimenti di attivi derivanti dalla
riforma pensionistica). Tali obiettivi sono in linea con un miglioramento del
saldo strutturale pari all’1% del PIL nel 2014 e all’1,2% del PIL nel 2015,
stando alle previsioni dell’autunno 2013 della Commissione. 
(3)                   
La Polonia deve attuare con rigore le misure già
annunciate e adottate, integrandole con misure supplementari sufficienti per
conseguire l’obiettivo di una correzione del disavanzo eccessivo entro il 2015.
La Polonia deve destinare tutte le entrate straordinarie alla riduzione del
disavanzo. 
(4)                   
Il Consiglio fissa al 15 aprile 2014 il termine
entro il quale la Polonia deve dare seguito effettivo alla presente
raccomandazione e, a norma dell’articolo 3, paragrafo 4bis, del
regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, riferire in dettaglio sulla
strategia di risanamento prospettata per il conseguimento degli obiettivi
fissati.
Inoltre, le autorità polacche devono i)
migliorare la qualità delle finanze pubbliche, in particolare limitando al
minimo indispensabile i tagli agli investimenti nelle infrastrutture a favore
della crescita, rivedendo nel dettaglio le politiche di spesa sociale e
migliorandone l’efficienza; ii) migliorare il rispetto della normativa
tributaria e rendere più efficiente l’amministrazione fiscale e iii) rendere
più vincolante e trasparente il quadro istituzionale delle finanze pubbliche,
anche adeguando le definizioni utilizzate nella legislazione contabile
nazionale alle norme SEC e garantendo una copertura sufficientemente ampia,
migliorando il controllo infrannuale dell’esecuzione del bilancio e
controllando in modo efficace e tempestivo il rispetto delle norme permanenti
in materia di spesa, sulla base di analisi realizzate da organismi indipendenti
o da organismi dotati di autonomia funzionale nei confronti delle autorità
fiscali. Infine, per garantire il successo della strategia di risanamento del
bilancio, sarà importante sostenerla con ampie riforme strutturali, in linea
con le raccomandazioni del Consiglio rivolte alla Polonia nel contesto del
semestre europeo. Oltre a elaborare la relazione prevista dalla raccomandazione 4), le
autorità polacche sono invitate altresì a riferire sui progressi compiuti nell’attuazione
di tali raccomandazioni almeno a cadenza [semestrale], nonché in un capitolo
distinto dei programmi di convergenza, fino alla completa correzione del
disavanzo eccessivo.
La Repubblica polacca è destinataria della
presente raccomandazione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               Tutti i documenti concernenti la procedura per i
disavanzi eccessivi relativa alla Polonia sono
disponibili al seguente indirizzo:http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/sgp/deficit/countries/poland_en.htm
[2]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6.
[3]               Comunicazione della Commissione al Consiglio sulla
valutazione dell’esecuzione del bilancio nel quadro delle procedure in corso
per i disavanzi eccessivi nel periodo successivo alla pubblicazione delle
previsioni dell’autunno 2011 dei servizi della Commissione — COM (2012) 4 final
dell’11.1.2012.
[4]               Raccomandazione del Consiglio, del 21 giugno 2013, intesa
a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Polonia.
[5]               Con l’introduzione del SEC-2010, i seguenti effetti
della prevista riforma delle pensioni non si tradurranno più in una riduzione
del disavanzo: trasferimento di attivi una tantum pari all’8,5% del PIL nel 2014,
trasferimento di attivi regolare nel 2014 (0,3% del PIL) e nel 2015 (effetto
cumulato pari allo 0,6% del PIL). Nel quadro delle nuove norme rimane invariato
il numero di contribuenti del primo pilastro (0,2% del PIL nel 2014, effetto
cumulato pari allo 0,4% del PIL nel 2015). Se da un lato il passaggio al nuovo
SEC-2010 dovrebbe avere un’incidenza positiva sul PIL, dall’altro si prevede
che l’impatto dell’aumento del PIL sui dati di bilancio sarà trascurabile.