CELEX: 51992PC0188
Language: it
Date: 1992-06-04
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa ai sistemi di garanzia dei depositi

COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE
                                COM(92) 188 def. - SYN 415
                                Bruxelle», 4 giugno 1992
                       Proposta di
                 DIRETTIVA DEL CONSI6LIO
       relativa ai sistemi di garanzia dei depositi
              (presentata dalla Coomisaione)
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                                  RELAZIOKE
A. Conslderazioni generali
1. Obiettivl prlncipali della proposta
La presente proposta di direttiva ha un duplice obiettivo: proteggere i
depositanti di ciascun ente creditizio e garantire la stabilità dei sistema
bancario nel suo insieme.
In effetti i sistemi di garanzia dei depositi, che sono fondati su un
meccanismo di solidarietà tra gli enti creditizi, tutelano i depositanti in
caso di crisi finanziaria di un ente, in particolare i soggetti che
dispongono di insufficienti conoscenze finanziarie per distinguere gli enti
creditizi solidi da quelli che lo sono meno.
Nel contempo, peraltro, i sistemi di garanzia proteggono anche il sistema
bancario  dal   rischio  derivante  dal   ritiro  dei  fondi  da  parte  dei
depositanti, non soltanto presso un ente creditizio in difficoltà, ma anche
presso enti creditizi relativamente sani che possono essere oggetto di voci
infondate.
Uno dei principi ispiratori della costituzione dei predetti sistemi di
garanzia  è   dunque  che  i  costi   o  le  eventuali  distorsioni  causate
dall'esistenza dei sistemi medesimi siano comunque irrilevanti rispetto al
costo che la società nel suo insieme dovrebbe sostenere a fronte di un
massiccio ritiro dei depositi bancari.
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2) Necessità dei sistemi di garanzia dei depositl
Già alla fine dei 1986 la Commissione era persuasa della opportunità che
gli enti creditizi di tutti gli Stati membri aderissero ad un sistema di
garanzia    dei   depositi    e    a     tale   scopo     aveva   pubblicato    una
raccomandazione (87/63/CEE (*)) ritenendo        che questo    strumento,  pur  non
avendo carattere vincolante, era sufficiente a persuadere gli Stati membri
nei quali all'epoca non esisteva alcun sistema di garanzia ad introdurne
uno.
Nonostante la raccomandazione taluni Stati membri non sono ancora convinti
della necessità di un'adesione obbligatoria di tutti i loro enti creditizi
ad un sistema di garanzia dei depositi e due Stati ne sono ancora privi.
È certo che il rafforzamento delle misure prudenziali poste in applicazione
sul piano nazionale ed     internazionale è destinato         ad evitare  le crisi
finanziarie negli enti creditizi.
Tuttavia, al pari delle regole prudenziali, un sistema di garanzia dei
depositi costituisce una maglia della rete di sicurezza con la quale la
Commissione   e  le  autorità   di   vigilanza    cercano   di  tutelare  gli  enti
creditizi in previsione dell'ampliamento delle loro attività a partire dal
1993.
Tale   garanzia   rieponde   alla     necessità    di  prevedere    che,   ancorché
subordinati    a  regolamentazioni      molto   rigorose    e   a  seri   controlli
prudenziali, gli enti creditizi possono trovarsi confrontati a difficoltà
finanziarie.
In tal caso il costo dei risarcimento dei depositanti dovrà essere messo a
confronto    con   quello   delle    misure    di    risanamento    che   sarebbero
indispensabili per salvare l'impresa.
 (1) GU n. L 33 dei 4.2.1987.
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Le disposizioni della presente proposta di direttiva rispondono dunque ad
un'esigenza reale e tengono conto dell'esperienza acquisita in sede di
applicazione della raccomandazione 87/63/CEE citata in precedenza oltre che
nelle recenti crisi degli enti creditizi aventi succursali in vari Stati
membri. La proposta tenta di rispondere ai voti espressi in proposito dal
Parlamento     europeo '   nel     suo     parere (2)     sulla     proposta    di
direttiva COM(88)4 (3) £ n materia di risanamento e liquidazione degli enti
creditizi   e  di  sistemi   di  garanzia   dei   depositi   nonché  dal  comitato
consultivo bancario nel suo parere del 4 luglio 1991 (*).
3)  Principio della garanzia preatata dal slstema dello Stato membro di
    origine dell'ente creditizio
La tutela    si fonda  sul principio della garanzia        dei depositanti delle
succursali   a carico   del   sistema   esistente   per tale   categoria  di ente
creditizio nello Stato della sede sociale (Stato membro d'origine).
Quando il mercato interno sarà completato tutte le attività esercitate da
un  ente  creditizio    nella   Comunità   tramite   le  sue   succursali  saranno
assoggettate ad un unico sistema contabile, ad un bilancio e ad un conto
profitti e perdite unici nonché ad un regime unico di vigilanza              sulla
solvibilità.
Secondo  il   parere  del  comitato    consultivo   bancario   1•inosservanza  del
principio del paese d'origine in un settore cosi strettamente connesso con
la vigilanza bancaria quale è quello dei sistemi di garanzia dei depositi
avrebbe posto in essere un precedente pericoloso per la realizzazione del
mercato interno dei servizi bancari.
L*applicazione di detto principio comporterà la coesistenza su un medesimo
territorio di vari sistemi di garanzia dei depositi. Tuttavia l'esperienza
degli Stati membri in cui da vari anni esercitano le loro attività diverse
categorie di enti creditizi, assistiti da sistemi di garanzia diversi,
(2) Parere del Parlamento europeo in prima lettura del 13.3.1987, GU C 99
    del 13.4.1987, pag. 211.
(3) GU n. C 36 dell'8.2.1988, pag. 3.
(4) Relazione del Presidente 1988-1991, allegato C.
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testimonia  che   un   regime  di   questo   genere   puô  funzionare    in  modo
estremamente valido, soprattutto se il livello minimo di copertura fissato
dalla proposta consente di dare la certezza che i depositanti a modesto
reddito saranno risarciti in tutti gli Stati membri.
4) Scelta del livello minimo di copertura
La  raccomandazione 87/63/CEE     non   proponeva   un   livello    di  copertura
armonizzato. Ora risulta essenziale, nella prospettiva del completamento
del mercato unico, che i depositanti beneficino di una tutela di base
indipendentemente dal fatto che abbiano depositato il loro danaro presso un
ente creditizio avente     la sede sociale nello Stato       in cui risiedono o
presso la succursale di un ente creditizio la cui sede si trova in un altro
Stato membro.
II livello minimo di copertura      fissato per la Comunità non deve essere
eccessivamente alto per evitare quanto si è verificato in particolare negli
Stati Uniti, dove i rischi a carico dei singoli depositanti sono stati
ridotti  al  punto   da  rendere  quesfultimi    del   tutto   indifferenti  alla
solidità del loro ente creditizio.
Inoltre i responsabili della gestione di detti enti sono stati incentivati
a costituire portafogli ad elevato rischio senza essere obbligati dalla
disciplina del mercato a pagare premi elevati al loro sistema di garanzia,
tenuto conto dell'aumento del rischio di fallimento che tali investimenti
comportavano. In tal modo i profitti derivanti dall'assunzione di rischi
elevati andavano agli enti creditizi, mentre le perdite erano assunte dal
sistema di garanzia.
Inversamente tale importo non deve essere troppo basso ed escludere un
numero eccessivo di depositi dalla soglia minima di garanzia.
Gli  unici  dati   non  aggregati   che   la  Commissione   ha   potuto  reperire
riguardano la dimensione media dei depositi presso le casse di risparmio
nella Comunità.
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L'importo medio di questi depositi è di circa 2 500 ECU e secondo le stime
la media è di 30 000 ECU per i depositi a termine, di 2 600 ECU per i conti
correnti e di 2 150 ECU per i depositi a risparmio.
Sfortunatamente tali medie non sono sufficienti a determinare quanti
depositi o depositanti si collocano sopra o sotto la soglia minima di
tutela.
Dato che non sono disponibili statistiche dirette sulla dimensione e
distribuzione dei conti ô parso ragionevole fissare un livello minimo di
copertura fondandosi sui livelli attualmente scelti dai sistemi di garanzia
negli Stati membri. Se si escludono i due Stati membri (Germania e Italia)
nei quali il livello di tutela è estremamente elevato e i paesi in cui non
esiste alcuna protezione (Grecia e Portogallo), il livello medio si colloca
all'incirca intorno a 15 000 ECU: è stato quindi prescelto questo valore.
In sede di elaborazione della proposta d stato valutato se non fosse
preferibile fissare un limite di rimborso percentuale, più egualitario ma
meno favorevole ai piccoli depositanti. La soluzione non è stata adottata
in quanto avrebbe comportato modifiche estremamente rilevanti di taluni
sistemi di solidarietà che si accollano il salvataggio dell'ente creditizio
insolvente, e quindi il risarcimento integrale dei auoi depositanti.
La soluzione di compromesso in definitiva adottata consente di limitare la
garanzia ad una percentuale dei deposito, esigendo tuttavia che sia coperto
almeno il 90% dei depositi fino ad un versamento di 15 000 ECU. Al di là di
tale limite gli Stati o i sistemi sono liberi di prevedere percentuali di
rimborso meno elevate o addirittura di rifiutare qualsiasi garanzia.
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5)  Fissazione di termini di pagamento molto rawicinati nel tempo
Nella maggior parte i sistemi di garanzia esistenti prevedono un rimborso
rapido dei depositanti, ma finora i tempi dipendevano molto spesso dalla
fase di avanzamento delle procedure di liquidazione e dalla diligenza dei
liquidatori nominati dai tribunali.
Ciò   ha   spesso   comportato   ritardi   che  hanno   causato   ai   depositanti
situazioni di disagio alquanto comprensibili. Ciò costituisce altresl fonte
di numerose vertenze che possono ulteriormente rallentare le operazioni di
versamento.
Con la proposta è possibile fissare un momento di decorrenza dei termine
indipendente dalle procedure di insolvenza; in effetti è stata presa in
considerazione    la  durata  di   indisponibilità  dei   deposito   che,   qualora
oltrepassi i 10 giorni consecutivi, fa scattare le operazioni di versamento
della   garanzia   che  dovranno   essere   completate   entro  tre   mesi,   salvo
circostanze particolari.
II termine di tre mesi risulta dall'esperienza pratica dei responsabili
della gestione dei sistemi di garanzia. Nella maggior parte dei casi in cui
il termine non è stato rispettato, era in corso un procedimento giudiziario
e la valutazione dei depositi a titolo della garanzia non ò stata separata
dalle valutazioni necessarie per la liquidazione riguardante l'insieme dei
patrxmonio, che necessariamente comportano tempi più lunghi.
6) Informazione dei depositanti
La protezione dei depositante, come obiettivo prioritario, implica che tale
soggetto debba essere perfettamente informato della portata della tutela a
favore dei suoi depositi.
La  completezza    dei1'informazione    è  importante  altresx   per   ridurre   il
rischio   sistema;   in effetti quanto più     il depositante   sarà   consapevole
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dell'esistenza di un rischio, tanto più sarà attento ad informarsi della
corretta gestione dell'ente creditizio al quale affida i suoi depositi e
tanto meno sarà sensibile a voci ingiustificate.
7) Questioni non trattate nella proposta
Vari punti non sono stati oggetto di disposizioni armonizzate, tra cui
principalmente:
a)  Status giuridico dei sistemi di garanzia
    Come già nella raccomandazione (5) è stato necessario dare atto della
    coesistenza nella Comunità e a volte in un medesimo Stato membro di
    sistemi di tutela dei depositi costituiti da enti privati e di sistemi
    disciplinati   da  norme  legislative;  nella   maggior  parte,   i  sistemi
    privati  fanno   capo  ad organismi di    categoria,  ma  sono  altrettanto
    validi dei sistemi gestiti da o col concorso dei pubblici poteri.
    È stato dunque ritenuto opportuno non modificare tale situazione e non
    obbligare gli Stati membri e gli enti creditizi ad assoggettarsi ad un
    sistema di garanzia avente un determinato status giuridico.
b)  Meccanismo di finanziamento
    Anche  nel  finanziamento dei   sistemi esistono grandi     differenze. La
    principale   riguarda   l'esistenza  o   1'inesistenza   di  un    fondo  di
    garanzia.   In   quest'ultimo  caso   gli   enti   creditizi   versano   con
    periodicità determinata contributi al fondo predetto in funzione dei
(5) Quarto considerando della raccomandazione 87/63/CEE citata supra.
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    valore dei depositi assicurati o di qualsiasi altro parametro; i fondi
    sono gestiti dal sistema di garanzia medesimo.
    In altri casi il finanziamento del sistema di garanzia ò basato su
    xmpegni  di pagamento   assunti   dagli enti  creditizi    aderenti  cui  fa
    fronte un versamento al sistema soltanto in caso di sinistro. Infine
    alcuni  sistemi sono misti     (fondi ai quali si aggiungono      xmpegni  o
    possibilità di contributo straordinario in caso di sinistro).
    Una volta acquisita la certezza che i meccanismi di finanziamento sono
    sufficientementi   sani  per   risarcire  tutti   i   depositanti   coperti,
    compresi quelli delle succursali situate in un altro Stato membro, non
    è  stato  ritenuto   utile   armonizzare  regole    che  sono   strettamente
    connesse con la gestione dei sistemi in queBtxone.
La possibilità   che il   settore   pubblico venga   in   aiuto  ai  sistemi  di
garanzia in situazioni di emergenza di gravità eccezionale, quando le loro
risorse siano state esaurite, per dar modo ai medesimi di rispettare i loro
impegni verso i depositanti è stata anch'essa menzionata.
Nella proposta di direttiva non è parso utile vietare tale intervento che
potrebbe risultare necessario in pratica, anche se come regola generale non
è auspicabile e deve essere tale da non contravvenire alle regole del
trattato relative agli aiuti di Stato.
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B. Commentl aqll articoli
Artlcolo 1
L'articolo 1   fornisce    alcune  definizioni    che    sono  necessarie    per  la
corretta coraprensione della direttiva. Per evitare di allungare la lista
delle definizioni non sono state ripetute quelle che figurano già in varie
direttive, ad esempio "ente creditizio" e "succursale" che sono reperibili
nella direttiva 77/780/CEE ( 6 ), nonchè "Stato membro d'origine" o "Stato
membro   ospitante"     che    possono     essere    reperite     nella    direttiva
            7
89/646/CEE ( >.
Punto 1
II  concetto   di  deposito    quale    figura   al   punto 1   e   stato   definito
nell'ottica del depositante che dispone di un saldo "creditore" o di un
"credito", mentre nelle direttive        relative ai     conti  annuali tale voce
nella contabilità dell'ente creditizio rientra naturalmente tra i "debiti"
0  i "prestiti". Quest'ultima terminologia         è   stata viceversa usata nel
punto 2, trattandosi di fondi non rimborsabili.
1 depositi   garantiti    sono quelli    che risultano da      fondi   depositati a
titolo  permanente   o   temporaneo   o   da  crediti    rappresentati    da  titoli
cedibili.
II concetto di "saldo creditore" ô relativamente chiaro ed d utilizzato in
particolare per i conti correnti, ma à integrato dal concetto di "fondi
depositati" che deve far pensare a libretti o depositi a risparmio o a
qualsiasi altro strumento nel quale i fondi restano in genere più a lungo
che sui conti correnti.
(6) GU n. L 322 del 17.12.1977.
(7) GU n. L 386 del 30.12.1989.
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Viceversa il concetto di "crediti rappresentati da titoli cedibili" per
essere   compreso va posto      in relazione    con gli articoli 19 e        20 della
                          8
direttiva 86/635/CEE ( ) sui conti annuali, articoli che disciplinano                 i
"debiti verso clienti" e impiegano tale espressione specificandola: "debiti
rappresentati    da   un  titolo   cedibile,   in  particolare    i   certificati    di
deposito e valori similari, nonchò le accettazioni proprie e le cambiali in
circolazione".
La direttiva sopra citata distingue questi debiti dalle obbligazioni che
figurano in una rubrica separata. Nella definizione tale distinzione non è
mantenuta, ma le obbligazioni possono essere escluse dalla garanzia se gli
Stati membri non intendono coprirle (alternativa 11 dell'allegato).
La   definizione    non  precisa   che   i  depositi   debbono    essere   nominativi
offrendo anche in tal caso agli Stati membri la possibilità di prevedere
l'esclusione    della    garanzia    per   i   depositi   al    portatore     (punto 9
dell'allegato).
È risultato necessario precisare il concetto di conto congiunto , visto che
si   è  scelto   di   fissare  un   limite   per   depositante,    al   fine   di   non
svantaggiare il titolare di questi conti (art. 5, par. 2 ) .
Infine   è   stato   definito   il   concetto   di   deposito    indisponibile;     per
accelerare    il versamento    della   somma  garantita   e   stato   deciso   di   non
subordinarlo alle vicende delle procedure di risanamento e di liquidazione
dell'ente creditizio, ma di limitarsi ad una constatazione obiettiva, vale
a dire    il  fatto   che per   10 giorni   consecutivi   un depositante      è   stato
privato dei fondi che l'ente creditizio avrebbe dovuto restituirgli.
II termine di     10 giorni dovrebbe     in linea di massima consentire nella
maggior parte degli Stati membri di ottenere una decisione amministrativa o
giudiziaria che constati la cessazione dei pagamenti. II termine risulterà
più breve se la chiusura degli sportelli deriva da una decisione di questo
tipo   in quanto    in tal caso    il termine di versamento        (di 3 mesi) sarà
computato a decorrere dal giorno della decisione.
(8) GU n. L 372 dei 31.12.1986, pag. 8,
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Punto 2
Sono    eBclusi  dalla   garanzia   alcuni   depositi,   anzitutto    i  depositi
interbancari. Ciò è giustificato soprattutto in ragione della circostanza
che   le banche   presumibilmente   conoscono meglio delle     altre persone   in
relazione d'affari con la banca in crisi la situazione di quest'ultima.
Per quanto    riguarda  i prestiti subordinati,     l'esistenza della    clausola
ricordata nella definizione li esclude contrattualmente dalla garanzia in
quanto per    loro natura   essi  sono rimborsati    soltanto   alla  fine ed  in
funzione dei risultati della liquidazione..
Articolo 2
Punto 1
Al punto 1 di questo articolo figurano due principi fondamentali:
a)   Principio   dell'adesione   obbligatoria   di  tutti   gli   enti  creditizi
     autorizzati ad un sistema di garanzia dei depositi. L'introduzione di
    un sistema di garanzia dei depositi almeno in ciascuno Stato membro
    della Comunità costituiva già oggetto della raccomandazione 87/63/CEE
     in precedenza citata; non soltanto la proposta di direttiva ribadisce
    tale esigenza (non ancora soddisfatta in due Stati membri), ma rende
    obbligatoria    l'adesione di qualsiasi ente creditizio autorizzato        ai
     sistemi così costituiti.
    Tale esigenza è la contropartita della libertà di atabilimento delle
     succursali e della libertà di prestazione dei servizi.
    Poiché gli enti creditizi beneficiano di tali libertà ò assolutamente
    necessario che i depositanti delle succursali insediate in altri Stati
    membri e non soggette alla vigilanza delle autorità           locali, nonche
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    coloro che affidano depositi a banche non insediate nel paese di loro
    residenza siano tutelati contro qualsiasi rischio di crisi finanziaria
    dell'ente in questione.
    Ciò  costituirà   un'innovazione    in  vari   Stati  in  cui  l'adesione   è
    facoltativa, anche se di fatto la maggior parte degli enti creditizi
    aderisce ad un sistema di garanzia dei depositi.
b)  Principio  della   responsabilità   del  sistema di garanzia    dello   Stato
    membro d'origine per i depositi delle succursali.
    Tale principio deriva     logicamente da quello del controllo       da parte
    dello Stato membro della sede sociale. Poiché l'autorità competente del
    paese d'origine è abilitata a rilasciare 1'autorizzazione che rende
    possibile l'apertura di succursali e l'attività nel quadro della libera
    prestazione  di  servizi    nell'insieme   della  Comunità   e la  vigilanza
    sull'attività e in particolare il controllo della solvibilità hanno
    luogo presso la sede principale, è necessario trarne le conseguenze
    logiche per i sistemi di garanzia.
    Va  da  sé  che   l'ente   creditizio,   essendo   considerato  con   le  sue
    succursali un unico insieme, tanto sotto il profilo giuridico quanto
    sotto il profilo bancario, partecipi al sistema di solidarietà degli
    enti creditizi del paese in cui si trova la sua sede sociale. I legami
    tra l'ente e il paese ospitante delle succursali saranno molto meno
    stretti rispetto alla situazione attuale        in cui   le succursali   sono
    "autorizzate"   come   enti   creditizi   locali   tenuti   a  osservare   le
    prescrizioni dello Stato dove sono stabilite.
Punto 2
Affermato energicamente al punto 1, il principio dell'adesione al sistema
del paese d'origine va temperato dalla disposizione che figura al punto 2
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la quale mira a consentire ai depositanti delle succursali di beneficiare
dei vantaggi dei sistemi di garanzia del paese ospitante.
A  rigor   di   termini   cid   non   costituisce    una   deroga   al  principio
dell'adesione al sistema del paese d'origine, che continua a garantire i
depositanti delle succursali per la somma offerta ai depositanti della sede
principale, ma è in un certo modo una garanzia complementare che deve poter
essere proposta ogniqualvolta i dirigenti delle succursali ritengano utile
farne beneficiare i loro clienti per non essere penalizzati sul piano della
concorrenza.
I sistemi di garanzia che garantiscono un grado elevato di tutela, per
consentire   l'adesione   delle   succursali,   dovranno    cercare  soluzioni  a
problemi diversi da quelli che hanno dovuto risolvere per garantire gli
enti creditizi aventi la sede sociale sul loro territorio.
Con tutta probabilità tali sistemi dovranno ricorrere alla trasmissione di
informazioni     come     indicato     all'articolo 12,      paragrafo 5    della
direttiva 77/780/CEE,          modificata         dall'articolo 16          della
                        9
direttiva 89/646/CEE ( ) per     ottenere   dati   che   saranno  loro  utili  in
ordine all'attività e solvibilità dell'ente creditizio la cui succursale
sarà candidata all'adesione.
Essi dovranno verosimilmente prevedere condizioni speciali di contributo al
loro sistema di garanzia in funzione dei rischi assunti, essendo una parte
del rischio già coperta dalla garanzia della sede principale.
Tali difficoltà tecniche non debbono far trascurare l'interesse essenziale
della  disposizione   per    evitare   distorsioni   di   concorrenza   tra  enti
creditizi e differenze di livello di tutela difficilmente accettabili tra i
depositanti di un medesimo paese.
(9) GU n. L 386 del 30.12.1989, pag. 8.
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Punto 3
Una parte dei sistemi di garanzia dei depositi che esistono nella Comunità
sono  sistemi     posti    in    essere     da   contratti     privatistici     e   quindi
l'obbligatorietà dell'adesione di tutti gli enti creditizi ai sistemi in
questione   comporterà    un   vincolo     finora non previsto,        che tuttavia     non
dovrebbe   suscitare    problemi      eccessivi.     Viceversa    il   mantenimento     nei
predetti sistemi degli enti creditizi che non dovessero conformarsi agli
obblighi    contrattuali      in    materia     di    contributo     finanziario     o   di
informazione,    per   fare    un   esempio,    rischia    di   risultare    estremamente
difficile.
II fatto di ammettere l'esclusione di un ente creditizio da parte di un
sistema di garanzia ha la conseguenza di privare i depositanti della tutela
alla quale hanno diritto         in virtù della direttiva          o di costringere      le
autorità pubbliche a revocare l'autorizzazione; tale revoca viene quindi a
dipendere   dalla    decisione     di   un   organismo    privato,    situazione    che   è
inaccettabile     sul   piano     dei   principi     e   in   taluni    casi   dei    tutto
irragionevole se 1'inadempimento ha un rilievo modesto.
Per risolvere il dilemma la proposta di direttiva ammette la possibilità
dell'esclusione     quando     tutte     le    iniziative    per    ottenere    da11'ente
creditizio    inadempiente      il   rispetto     dei   suoi    obblighi   sono    rimaste
infruttuose, ma esige il mantenimento              della garanzia per un anno dopo
l'esclusione    a   prescindere      dalla    decisione    adottata    dall'autorità     di
controllo.
La misura consentirà alle autorità di vigilanza dei1'ente creditizio di non
ricorrere in modo dei tutto automatico alla sanzione estrema rappresentata
dalla   revoca   dell'autorizzazione         e  di   cercare    eventualmente     un'altra
soluzione di salvaguardia dei diritti dei depositanti dell'ente escluso.
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Articolo 3
L'articolo conatata che le succursali degli enti creditizi che hanno la
loro  sede   sociale   al  di   fuori    della   Comunità    non  possono   essere
assoggettati obbligatoriamente al regime dell'adesione al sistema del paese
d'origine previsto per gli enti comunitari.
Ciò  potrebbe  avere   la  conseguenza     di  privare   i  depositanti   di  tali
succursali di qualsiasi tutela qualora gli Stati membri non adottassero le
disposizioni necessarie per ottenere la loro adesione al sistema locale
quando esse non sono coperte da un altro sistema di garanzia, ad esempio
nel loro paese d'origine.
Per questo motivo i punti 2 e 3 dell*articolo impongono 1'informazione dei
depositanti di queste succursali, vale a dire di           fatto  un'applicazione
adattata al caso particolare delle regole relative all'informazione dei
depositanti figuranti all'articolo 6 della propoata di direttiva per gli
enti aventi la sede sociale nella Comunità.
Articolo 4
Tale disposizione essenziale della direttiva stabilisce il livello minimo
di tutela dei depositanti che dev'essere garantito sul piano europeo.
Punti 1 e 4
II punto 1 precisa che il limite inferiore di copertura per depositante per
l'insieme  dei  suoi  depositi   ò  di    15 000 ECU,   vale   a dire  lievemente
superiore alla copertura massima offerta in Spagna (11 700 ECU),in Belgio e
nel  Lussemburgo   (11 900 ECU)   e   in    Irlanda  (13 200 ECU)   e  lievemente
inferiore alla copertura offerta nei Paesi Bassi (17 400 ECU) e nel Regno
Unito (21 400 ECU).
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Tale  garanzia   minima  coprirà   la  totalità dei   depositi inferiori  a
15 000 ECU: la somma versata ad un depositante sarà dunque di 15 000 ECU se
il totale dei suoi depositi è di 15 000 ECU, di 12 000 ECU se il totale dei
suoi depositi è di 12 000 ECU, di 10 000 ECU per un totale di depositi di
10 000 ECU, ecc.
Tuttavia per tenere contò di talune preoccupazioni, specie di economisti e
di esperti finanziari che suggeriscono di lasciare a carico dei depositanti
una parte dei rischi per incitarli a non essere troppo indifferenti alla
solidità dell'ente creditizio al quale affidano i loro depositi (anche se
non sono considerevoli), il punto 4 consente che la copertura minima sia
fissata sotto   forma di percentuale e non sotto forma di un        importo
forfettario.
Di conseguenza il minimo di 15 000 ECU non sarà versato a rxmborso di un
deposito di 15 000 ECU bensx di un deposito di importo superiore, vale a
dire 16 650 ECU se la percentuale garantita è pari al 90% dei totale dei
depositi. Per   un   totale  di  depositi  pari a   15 000 ECU il medesimo
depositante sarà risarcito soltanto di 13 500 ECU, sempre nell'ipotesi in
cui la percentuale garantita sia pari al 90% dei totale dei depositi,
percentuale minima al di sotto della quale non è possibile scendere quando
si rientra nei limiti della copertura minima.
È importante osservare che 1'introduzione di una percentuale nei limiti
precisati al punto 4 non provocherà la riduzione dei risarcimento minimo
dovuto dal sistema che resta di 15 000 ECU, ma per raggiungere tale somma
in un sistema in cui ciascun depositante ottiene solo il rxmborso di una
percentuale dei suoi depositi è evidente che occorrerà tener conto, per
fissare il limite minimo dei depositi che saranno coperti per ciascun
depositante, di un importo più elevato di 15 000 ECU (che, in funzione
della percentuale di risarcimento prescelto, varierà obbligatoriamente fra
15 000 e 16 650 ECU).
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Punto 2 e allegato
II punto 2 prevede che gli Stati membri possano autorizzare l'esclusione
dalla  garanzia  di  alcuni   depositanti   e  di  alcuni   depositi  menzionati
nell'allegato.
Le  esclusioni   riguardano   principalmente    i  depositi   delle  istituzioni
finanziarie, delle compagnie di assicurazione dello Stato e degli enti
locali  nonchè   di  altri   depositanti   che   difficilmente   possono   essere
considerati meritevoli di tutela perché non sufficientemente competenti o
deboli sul piano economico. Tuttavia      il numero di queste      istituzioni e
persone è abbastanza vasto e la valutazione dell'opportunità della loro
esclusione varia da uno Stato membro all'altro.
Per questo motivo non è stato possibile realizzare un'armonizzazione più
completa in materia perché il regime applicabile a tali diverse istituzioni
e depositanti dipende in larga misura dall'xmporto della garanzia concessa
dal sistema e dalle tradizioni nazionali. Ad esempio, vari sistemi prendono
in considerazione, a certe condizioni, i depositi al portatore perché i
risparmiatori   più   modesti   vi   ricorrono    (libretti   a   risparmio   non
nominativi)   mentre   la   maggior   parte   degli   altri    paesi   vorrebbero
escluderli.
L'elenco figurante nell'allegato 1 è tassativo e gli Stati membri potranno
escludere dalla garanzia solo le istituzioni e le persone ivi menzionati,
mentre qualsiasi altra esclusione sarebbe contraria alla direttiva.
Punto 3
II punto 3 consente viceversa di mantenere o di adottare disposizioni che
aumentano il massimale della garanzia e ciò senza limite di massimale.
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La disposizione   consentirà di conservare   alcuni sistemi che offrono un
risarcimento totale dei depositanti per effetto di una solidarietà che d
destinata  ad evitare qualsiasi   liquidazione  degli enti  appartenenti  al
sistema e che in caso di chiusura prevede dunque il rimborso integrale di
tutti i depositi.
Senza considerare questo caso estremo di rimborso dei depositi al 100%,
alcuni sistemi come il sistema francese o quello italiano che versano a
titolo della garanzia    xmporti più  elevati dei minimo che   figura  nella
proposta di direttiva potranno continuare a mantenere i valori attualmente
previsti (10).
Articolo 5
L'articolo precisa il principio di una garanzia per depositante e non per
deposito per evitare abusi come quelli avvenuti negli Stati Uniti e prevede
alcune disposizioni per casi particolari che hanno suscitato difficoltà sul
piano nazionale con soluzioni divergenti.
II punto 2 prevede una regola suppletiva per i conti congiunti e il punto 3
infine precisa il caso di quei conti particolari il cui titolare agisce per
conto di soggetti che sono i veri proprietari dei fondi depositati sul
conto.
Un caso classico è quello di un amministratore di immobili che riscuote i
canoni di affitto degli inquilini prima di trasferirli ai proprietari, dei
notai per il cui conto transitano talune somme destinate ai loro clienti e
dei fiduciari che agiscono per conto dei soggetti aventi diritto.
I sistemi di garanzia potranno prevedere alcune formalità che consentano di
verificare l'identità e i diritti dei depositanti.
(10) Danimarca: 31 500 ECU; Francia: 57 500 ECU; Italia: 511 000 ECU
     per deposito.
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In determinati paesi queste formalità sono anteriori all'apertura della
garanzia. La proposta di direttiva lascia impregiudicata la questione, che
dipende dagli usi nazionali relativi a tali conti i quali d'altronde non
sono affatto standardizzati.
Articolo 6
L'articolo prevede le regole relative all'obbligo di informare i clienti
degli enti creditizi.
L'informazione deve essere precisa e completa poiché i sistemi ai quali
aderiranno le succursali di un medesxmo Stato membro potranno essere molto
più  numerosi   di   quanto  non  accada   attualmente.  2  dunque  importante,
soprattutto   se   i  depositanti   della   succursale  non  beneficiano  della
copertura complementare del sistema locale, come ò previsto all'articolo 2,
paragrafo 2, che essi siano correttamente informati dei vantaggi e degli
inconvenienti del sistema di garanzia che copre l'ente al quale affidano il
loro deposito.
Articolo 7
L'articolo riguarda uno dei principali risultati che la proposta intende
raggiungere, vale a dire quello di consentire un versamento con la massima
tempestività della garanzia prevista dal sistema.
A tale scopo per effettuare i versamenti ò fissato un termine di tre mesi
(prorogabile un'unica volta).
II termine in linea di massima decorre dalla decisione delle autorità di
vigilanza o di un tribunale che spesso intervengono molto rapidamente non
appena la solvibilità di un ente creditizio risulta compromessa.
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Tuttavia per evitare ai depositanti e soprattutto ai piccoli                depositanti
l'onere  dell'attesa,    come   a   volte    accade,   per  il   periodo   nel  quale  è
cercata  e  realizzata    una  soluzione     di  risanamento    senza   che   l'attività
dell'ente creditizio     ridivenga     normale, o nelle more della procedura          di
liquidazione   giudiziaria,     è  previsto     un  periodo    di  indisponibilità    di
10 giorni al termine del quale, se non è intervenuta alcuna decisione per
quanto riguarda l'attività dell'ente creditizio, il versamento dell'importo
garantito  diventa un     diritto    e  il rispetto     del termine    di tre mesi un
obbligo.
Punti 2 e 3
È  tuttavia   prevista   una   proroga     del  termine,    ma  soltanto    in  caso  di
difficoltà   incontrate    nel   regolamento     di   casi  particolari,     ad  esempio
quando  sia  difficile    comprovare     1'importo    del  deposito   (caso   dei  conti
congiunti o dei conti di cui il titolare non è il soggetto avente diritto),
identificare il depositante o persino reperirlo (se ha cambiato indirizzo o
risiede in un altro paese).
L'estrema brevità dei termini è a favore dei depositanti e non contraria ai
loro  interessi;    nella   proposta     non  è  dunque    fissato   alcun   termine  di
decadenza perché possano far valere i loro diritti.
11   punto 4    completa    le    disposizioni      relative    all'informazione     del
depositante quali figurano all'articolo 6 mediante informazioni da fornire
al momento del sinistro.
Infine il punto 5 precisa che il versamento ha luogo in moneta nazionale o
in ECU, precisazione resa necessaria in quanto la garanzia non è limitata
ai depositi in divise comunitarie o in ECU, ma copre anche i depositi in
divise di paesi terzi, come risulta dal punto 1 dell"articolo 5.
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Articolo 8
II paragrafo 1, primo comma, invita gli Stati membri a conformarsi alla
direttiva il 1° gennaio 1994.
II  secondo  comma  prevede   che quando   gli  Stati  membri  adottano le
disposizioni di diritto interno necessarie, esse contengano un riferimento
alla presente direttiva o siano corredate da siffatto riferimento all'atto
della pubblicazione ufficiale.
II secondo paragrafo riguarda la comunicazione alla Commissione delle
disposizioni essenziali di diritto interno adottate dagli Stati membri.
Articolo 9
L'articolo contiene l'usuale formulazione che la direttiva ò indirizzata a
tutti gli Stati membri.
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                                    Proposta di
                             DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                 relativa ai sistemi di garanzia dei depositi
II Consiglio delle Comunità europee,
visto  il   trattato   che   istituisce    la   Comunità   economica    europea,    in
particolare l'articolo 57, paragrafo 2, prima e terza fase,
vista la proposta della Commissione,
in cooperazione con il Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando   che,   conformemente    agli    scopi  del  trattato,    ò   opportuno
promuovere   uno  sviluppo    armonioso   delle   attività   degli   enti   creditizi
nell'insieme della Comunità elxminando qualsiasi restrizione alla libertà
di stabilimento e di prestazione dei servizi,        rafforzando nel contempo       la
stabilità del sistema bancario e la tutela dei risparmiatori;
considerando che, in parallelo alla soppressione delle restrizioni alle
loro   attività,    ò   opportuno    preoccuparsi    della    situazione     che   può
instaurarsi in caso di crisi finanziaria degli enti creditizi che hanno
filiali in altri Stati membri; che ò indispensabile assicurare un livello
minimo  armonizzato    di  garanzia    dei  depositi   dovunque    essi   si  trovino
all'interno della Comunità; che per         il completamento     del mercato unico
bancario   la  tutela    dei   depositi   è   essenziale   al   pari   delle    regole
prudenziali;
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considerando che in caso di chiusura di un ente creditizio insolvente i
depositanti delle filiali situate in uno Stato membro diverso da quello
della sede sociale dell'ente creditizio vanno tutelati con un sistema di
garanzia   al medesimo      titolo   di   tutti   gli   altri    depositanti    dell'ente
medesimo;
considerando che per gli enti creditizi il costo della partecipazione ad un
sistema   di   garanzia     non   è  commensurabile      a   quello    derivante   da  un
massiccio ritiro dei depositi bancari non solo da un ente in difficoltà, ma
anche da    istituti    sani, per effetto del venir meno della               fiducia  dei
depositanti nella solidità del sistema bancario;
considerando    che, solo dieci Stati membri           dispongono di un sistema di
garanzia dei depositi conformemente alla raccomandazione 87/63/CEE della
Commissione,     del    22 dicembre 1986,       relativa     all'instaurazione,     nella
Comunità, di sistemi di garanzia dei depositi (*); che tale situazione può
risultare sfavorevole al corretto funzionamento del mercato unico;
considerando     che    la   seconda    direttiva 89/646/CEE        del   Consiglio (2),
modificata     dalla     direttiva     92/30/CEE (3)       prevede     un    sistema   di
autorizzazione e di vigilanza degli enti creditizi che entrerà in vigore il
1° gennaio 1993;
considerando    in   effetti    che   la   soppressione     de11'autorizzazione     delle
filiali   negli    Stati    membri    ospitanti     a  causa     della   concessione   di
un'autorizzazione unica valida per tutta la Comunità, nonché il controllo
della   loro solvibilità      da parte delle       autorità    competenti    dello  Stato
membro   d'origine,     giustificano    che   tutte   le   filiali,    costituite   nella
Comunità,   di un medesimo       ente    creditizio   aderiscano      ad  un  sistema  di
garanzia unico; che tale sistema può essere soltanto quello vigente per
tale   categoria     di   enti    creditizi     nello   Stato     della   sede   sociale,
soprattutto    in   ragione     del   nesso    esistente     tra   la   vigilanza   sulla
solvibilità di una filiale e la sua appartenenza ad un sistema di garanzia
dei depositi;
(1) GU n. L 33 del 4.2.1987, pag. 16.
(2) GU n. L 386 del 30.12.1989, pag. 1.
(3) GU n. L 110, del 28.4.1992, pag. 52.
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considerando che 1'armonizzazione deve lxmitarsi agli elementi necessari e
sufficienti per assicurare, entro termini molto brevi, un versamento a
titolo di garanzia calcolato in funzione di un livello minimo armonizzato;
considerando che per ragioni economiche non ò auspicabile generalizzare sul
piano comunitario un livello di tutela estremamente elevato che rischia di
favorire una gestione imprudente degli enti creditizi; che inoltre, in caso
di sinistro grave, i contributi al finanziamento del sistema potrebbero
divenire troppo onerosi per gli enti creditizi aderenti;
considerando che tuttavia il livello armonizzato di garanzia non deve
essere troppo basso, per evitare che un numero eccessivo di depositi superi
la soglia minima di tutela; che è sembrato ragionevole, non essendo
disponibili statistiche sull'importo e sulla distribuzione dei depositi
negli enti creditizi della Comunità, fondarsi sulla mediana del valore
delle garanzie offerte dai sistemi nazionali; che detta mediana corrisponde
a 15 000 ECU;
considerando che nei sei Stati membri che si situano al di sopra di detta
mediana i sistemi di garanzia offrono ai depositanti una copertura dei
depositi più elevata; che non è opportuno esigere che detti sistemi, alcuni
dei    quali     istituiti    di    recente     in    applicazione    della
raccomandazione 87/63/CEE,  siano  modificati   per  quanto  riguarda  tale
elemento;
considerando che dall'esistenza nella Comunità di sistemi che offrono una
copertura dei depositi superiore al minimo armonizzato può derivare, su un
medesimo territorio, differenze d'indennizzo pregiudizievoli ai depositanti
e condizioni di concorrenza disuguali tra gli enti creditizi nazionali e le
filiali di enti di altri Stati membri; che per owiare a tali inconvenienti
ò opportuno autorizzare l'adesione delle filiali al sistema del paese
ospitante, affinché possano offrire ai depositanti le medesime garanzie
offerte dal sistema del paese in cui sono insediate;
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considerando che per accelerare      i versamenti a titolo di garanzia e
opportuno non attendere l'apertura di una procedura di insolvenza, a meno
che questa intervenga entro i dieci giorni successivi alla data in cui i
depositi sono divenuti indisponibili a causa dell'impossibilità per un ente
creditizio di far fronte all'obbligo di restituirli secondo le pertinenti
disposizioni legali e contrattuali;
considerando che in vari Stati membri esistono sistemi di tutela dei
depositi sotto la responsabilità di organizzazioni professionali, che altri
Stati membri dispongono di sistemi istituiti e disciplinati per legge e
che alcuni sistemi, benché istituiti in via convenzionale, sono in parte
disciplinati dalla legge; che tale diversità di situazione giuridica pone
problemi solo in materia di adesione obbligatoria e di esclusione dal
sistema; che di conseguenza ò opportuno prevedere norme che lxmitino i
poteri dei sistemi in materia;
considerando che uno degli scopi della tutela minima armonizzata prevista
dalla direttiva è di garantire la tutela dei depositanti fino ad un certo
importo, con la sola esclusione dei depositi degli altri enti creditizi e
dei  crediti  soggetti  a speciali    condizioni, vale    a dire    i depositi
subordinati; che, tuttavia, gli Stati membri devono poter limitare tale
tutela ai depositanti che non dispongono degli strumenti per valutare la
politica finanziaria degli enti creditizi cui affidano il loro deposito,
consentendo di escludere dalla garanzia alcune categorie di depositanti, o
alcune categorie di depositi;
considerando  che   è  stato  accolto   il  criterio   di   un   limite  minimo
armonizzato per depositante e non per deposito; che di conseguenza occorre
prendere  in   considerazione   i  depositi   eseguiti   da   depositanti   non
menzionati come titolari dei conto o che non ne sono gli unici titolari;
che   il  limite   deve   quindi  essere    applicato   a    ogni   depositante
individuabile; che queste considerazioni non valgono per gli investimenti
collettivi in valori mobiliari, realizzati tramite organismi finanziari e
soggetti a speciali norme di tutela che non esistono per i depositi
predetti;
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considerando   che   in  conformità     delle   disposizioni     delle    direttive   in
materia di accesso all'attività di enti creditizi aventi sede sociale al di
fuori  della   Comunità,    e   in   particolare    nel   rispetto    dell'articolo 9,
paragrafo 1 della direttiva 77/780/CEE del Conaiglio, modificata da ultimo
della direttiva 89/646/CEE ( 4 ), gli Stati membri possono decidere se, e a
quali  condizioni,     ammettere     le   filiali   di   detti    enti   creditizi    ad
esercitare la loro attività sul proprio territorio; che dette filiali non
beneficeranno   né   della    libertà    di   prestazione    dei    servizi   in   virtù
dell'articolo 59,     secondo    comma    del   trattato,    né    della    libertà   di
stabilimento negli altri Stati membri; che di conseguenza uno Stato membro
che autorizzi 1'attività di una di tali filiali puô consentirne o esigerne
l'adesione al    sistema di garanzia        esistente   sul   suo territorio;     che è
tuttavia necessario prevedere che dette filiali siano tenute ad informare i
depositanti della     loro appartenenza      o meno ad un       sistema di garanzia,
nonché dell'estensione e dei massimali della garanzia medesima;
considerando che 1'informazione dei depositanti à un elemento essenziale
della loro tutela e deve dunque essere anch'essa soggetta ad un minimo di
norme cogenti;
considerando che la garanzia dei depositi e indispensabile al completamento
del  mercato   interno    e   un   complemento     indispensabile     del   sistema   di
vigilanza degli enti creditizi a motivo del vincolo di solidarietà che
costituisce tra tutti gli enti operanti su una medesima piazza finanziaria,
in caso di inadempimento di uno di essi,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                      Articolo 1
1)  Ai sensi della presente direttiva si intende per:
    Deposito:   i  saldi    creditori,     risultanti   da   fondi   depositati    o  da
    situazioni transitorie derivanti da operazioni bancarie normali, che
    l'ente   creditizio    deve    restituire    secondo   le   condizioni    legali   e
    contrattuali    applicabili,     nonché   i crediti    rappresentati     da  titoli
    cedibili emessi dall'ente creditizio;
(4) GU n. L 322 del 12.7.1977, pag.30
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   Conto conglunto: un conto intestato a due o più persone, o sul quale
   hanno diritti due o più persone, con facoltà di compiere le relative
   operazioni con la firma di una o più di tali persone.
   Deposito    indiBponibile:   un   deposito  che   a   causa   di    una   crisi
   finanziaria dell'ente creditizio non può essere restituito secondo le
   condizioni legali e contrattuali applicabili a detto rimborso.
   La sospensione dei pagamenti non deve essere necessariamente accertata
   o decisa da un'autorità giudiziaria o amministrativa, ma ò sufficiente
   che essa si protragga effettivamente per dieci giorni consecutivi.
   Alla scadenza di tale termine il deposito si considera indisponibile.
2) Sono esclusi da qualsiasi rimborso da parte dei sistemi di garanzia i
   seguenti depositi:
   - gli impegni nei confronti di un altro ente creditizio
   - i prestiti subordinati, ossia quelli per i quali ò stato pattuito
     che,   in  caso di   fallxmento   o  liquidazione   dell'ente   creditizio,
     saranno rimborsati solo previo saldo di tutti gli altri debiti.
                                   Articolo 2
1. Ogni   Stato   membro   provvede   affinché  sul   suo   territorio     vengano
   istituiti uno o più      sistemi di garanzia dei depositi       con adesione
   obbligatoria di tutti gli enti creditizi autorizzati nello stesso Stato
   membro ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 77/780/CEE. I sistemi
   tutelano   i depositanti delle     filiali di detti enti     in altri Stati
   membri.
2. La filiale di un ente creditizio autorizzato in un altro Stato membro
   può  chiedere    di  aderire  volontariamente   al   sistema   che   copre   la
   categoria di enti alla quale essa appartiene nello Stato             in cui è
   stabilita,    al  fine  di  completare   la  tutela   già  offerta    ai   suoi
   depositanti    dalla  copertura   obbligatoria  da  parte   dei    sistema   di
   garanzia di cui al paragrafo 1.
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   Gli  Stati  membri  provvedono   affinché  tutti  i  sistemi   di  garanzia
   prevedano requisiti oggettivi per l'adesione di dette filiali.
3. Se uno degli enti creditizi tenuto ad aderire ad un sistema di garanzia
   in forza del paragrafo 1, o una filiale ammessa ad aderirvi in via
   facoltativa   in  forza  del  paragrafo 2,   non   adempie  agli   obblighi
   derivanti  dall'adesione medesima,    ne viene   informata   l'autorità  di
   controllo che ha rilasciato l'autorizzazione.
   Adottate tutte le misure necessarie per ottenere dall'ente creditizio o
   dalla filiale il rispetto dei suoi obblighi, e presa conoscenza delle
   decisioni dell'autorità di vigilanza (come il risanamento o la revoca
   dell'autorizzazione),    può   essere   decisa    l'esclusione    dell'ente
   creditizio  o della   filiale.  In tal caso    la garanzia   a  favore  dei
   depositanti resta efficace per docici mesi dalla data dell'esclusione.
                                 Articolo 3
1. Salvo   il   disposto   dell'articolo 9,   paragrafo 1    della   direttiva
   77/780/CEE, gli Stati membri possono prevedere che le filiali di enti
   creditizi aventi la propria sede sociale al di fuori della Comunità
   aderiscano ad un sistema di garanzia dei depositi esistente sul loro
   territorio.
2. In  ogni  caso   i dirigenti  delle  filiali  estere   forniscono  ai  loro
   depositanti informazioni che consentano a questi ultimi:
   - di individuare il sistema di garanzia a cui aderisce la filiale e di
     conoscere i limiti o i massimali da easo previsti o w e r o
   - di prendere atto dell'assenza di tale garanzia.
3. Le informazioni di cui al paragrafo 2 sono disponibili nella o nelle
   lingue nazionali dello Stato membro in cui ò stabilita la filiale e
   sono redatte in modo chiaro e comprensibile.
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                                  Articolo 4
1. I sistemi di garanzia dei depositi prevedono che l'insieme dei depositi
   del medesimo depositante sia coperto fino ad un importo di 15 000 ECU,
   nel   caso   di   crisi   finanziaria   dell'ente    creditizio     che   renda
   indisponibili i depositi.
2. Gli  Stati   membri   possono  prevedere    che  per  taluni    depositanti   o
   depositi la garanzia sia esclusa o ridotta. L'elenco di tali esclusioni
   figura in allegato.
3. II   presente    articolo   non   osta    al   mantenimento     in   vigore   o
   all'emanazione    di   disposizioni   che   aumentino    il  massimale    della
   garanzia.
4. Gli Stati membri possono limitare ad una percentuale dell' importo dei
   depositi   la  garanzia   prevista   al  paragrafo 1   o   quella   di  cui  al
   paragrafo 3. La percentuale garantita non puô comunque essere inferiore
   al 90% del totale dei depositi se l'importo da versare a titolo di
   garanzia è inferiore a 15 000 ECU.
                                  Articolo 5
1. I limiti di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3 e 4, si applicano al
   totale dei depositi presso lo stesso ente creditizio, qualunque sia il
   numero dei depositi, la divisa e l'ubicazione nella Comunità.
2. La  quota   spettante   a ciascun   depositante   su  un   conto   congiunto  è
   computata nel calcolo dei limiti previsti dall'articolo 4, paragrafi 1,
   3 e 4.
   Salve  specifiche disposizioni,     il conto d ripartito       in proporzioni
   eguali tra i depositanti.
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3. Quando il titolare di un conto non ô l'avente diritto      alle somme ivi
   depositate è quest'ultimo che beneficia della garanzia. Nel caso di
   pluralità di aventi diritto, la quota spettante a ciascuno di essi ô
   computata nel calcolo dei lxmiti previsti dall'articolo 4, paragrafi 1,
   2 e 3.
   La presente disposizione non si applica agli investimenti collettivi in
   valori mobiliari,
                                Articolo 6
1. Gli  Stati membri   prevedono   che   i dirigenti   dell'ente   creditizio
   comunichino  ai  propri  depositanti    i principali   elementi   atti ad
   individuare il sistema di garanzia al quale aderiscono l'ente e le sue
   filiali all'interno della Comunità. I lxmiti o massxmali vigenti nel
   sistema di garanzia sono precisati in modo facilmente comprensibile.
2. Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono disponibili nella o nelle
   lingue nazionali dello Stato membro in cui ô stabilita la filiale e i
   lxmiti o i massxmali di garanzia, nonché gli importi dei versamenti
   previsti, sono espressi in ECU e in moneta nazionale.
                                Articolo 7
1. I versamenti a titolo di garanzia di cui agli articoli 4 e 5 sono
   eseguiti entro tre meai dalla data di indisponibilità dei deposito
   ovvero dall'accertamento da parte di un'autorità        amministrativa   o
   giudiziaria dello stato di cessazione dei pagamenti, ove 1'accertamento
   medesimo sia anteriore a tale data.
2. Per  motivi   debitamente   giustificati   e   riguardanti   solo   taluni
   depositanti o taluni depositi, il sistema di garanzia pud chiedere
   all'autorità  di   vigilanza   una   proroga  dei   termine   di   cui  al
   paragrafo 1. La proroga non pud essere superare a tre mesi.
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3.  II sistema di garanzia non pud opporre la scadenza dei termini di cui
    ai paragrafi 1 e 2 per rifiutare       il beneficio della garanzia a un
    depositante che, a causa della sua assenza o per qualsiasi altro motivo
    giustificato,   non  abbia  potuto   far  valere  tempestivamente  il  suo
    diritto a un versamento a titolo di garanzia.
4.  I documenti relativi alle condizioni e alle formalità da assolvere per
    beneficiare di un versamento a titolo di garanzia di cui al paragrafo 1
    sono redatti in modo dettagliato, nella o nelle lingue nazionali dello
    Stato membro in cui si trova il deposito garantito.
5.  II versamento a titolo di garanzia è eseguito nella moneta nazionale
    dello Stato membro in cui si trova il deposito garantito o in ECU, in
    qualsiasi moneta i depositi siano stati espressi.
                                  Articolo 8
1.  Gli  Stati   membri  mettono   in  vigore   le  disposizioni  legislative,
    regolamentari ed amministrative per conformarsi alla presente direttiva
    entro il 1° gennaio 1994.    Essi    ne    informano   immediatamente   la
    Commissione.
    Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono
    un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto
    riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale
    riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali
    disposizioni   legislative,  regolamentari    e  amministrative  che  essi
    adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
                                  Articolo 9
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addx                         Per il Consiglio
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                                  ALLEGATO
Elenco dei depositi di cui all'articolo 4, paragrafo 2
1. depositi degli enti finanziari ai sensi dell'articolo 1, punto 6 della
    direttiva 89/646/CEE
2.  depositi delle compagnie di assicurazione
3. depositi dello Stato e delle amministrazioni centrali
4. depositi degli enti regionali, provinciali, comunali o locali
5. depositi degli organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari
6. depositi dei fondi pensioni
7. depositi degli amministratori, dei dirigenti, dei soci personalmente
    responsabili, dei detentori di almeno il 5% dei capitale dell'ente
    creditizio,   delle  persone  responsabili  dei  controllo  legale   sui
    documenti contabili e dei depositanti aventi le medesxme responsabilità
    nelle filiali
8. depositi dei parenti prossxmi e dei terzi che agiscono per conto dei
    depositanti citati al punto precedente
9.  depositi non nominativi
10. depositi per i quali il depositante ha ottenuto dall'ente creditizio, a
    titolo  individuale,   tassi  ed  agevolazioni  finanziarie  che   hanno
    contribuito ad aggravare la situazione finanziaria dell'ente stesso
11. obbligazioni emesse dall'ente creditizio.
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      SCHEDA RELATIVA AGLI EFFETTI SULLA COMPETITIVITÀ E L'OCCUPAZIONE
Titolo   della    proposta:   Direttiva    relativa     al   coordinamento    delle
disposizioni   legislative, regolamentari ed       amministrative   riguardanti   i
sistemi di garanzia dei depositi.
1. Qual è la principale giustificazione del prowedimento?
L'obiettivo   principale   del   prowedimento    d   di   garantire  in   tutta  la
Comunità, in caso di crisi finanziaria di un ente creditizio avente la sua
sede sociale in uno Stato membro, un risarcimento di tutti i depositanti
fino ad un importo di 15 000 ECU entro tre mesi.
Questa tutela minima si propone altresx di evitare ritiri massicci di fondi
in caso di voci (fondate o meno) che mettano in dubbio la solvibilità di
una banca.
2. Imprese interesaate
Le  imprese tenute    ad aderire ad un sistema di garanzia          sono gli enti
creditizi, ossia una categoria di imprese soggette ad autorizzazione e a
una vigilanza prudenziale.
La  copertura   dei  depositi   riguarda,  salvo eccezioni     specificate   in un
elenco taaaativo, tutti i depositi di persone fisiche o giuridiche al di
aotto dei 15 000 ECU.
3. Quali sono gli obblighi impoati direttamente alle imprese?
Le imprese interesaate, ossia gli enti creditizi, devono aderire al sistema
di  garanzia   del  paese   della   loro  sede  sociale    per  coprire   i  propri
depositanti   e quelli   delle   loro  succursali nella     Comunità.   Esse hanno
altresx l'obbligo di informare i depositanti.
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Alle imprese che beneficiano della garanzia dei depositi la direttiva non
impone alcun obbligo.
4. Quali  obblighi   possono  essere   impostl  indirettamente alle  imprese
   tramite le amministrazioni locall?
Le succursali di enti creditizi la cui sede sociale si trova al di fuori
della Comunità potranno essere costrette ad aderire al sistema di garanzia
dei paese ospitante.
5. Sono previste miaure speclali a favore delle PMI e ,se sx, quali?
Nessuna delle disposizioni della direttiva riguarda in modo specifico le
PMI ma, visto che i depositi delle persone giuridiche sono coperti allo
stesso titolo di quelli delle persone fisiche, esse beneficeranno di tale
estensione della garanzia alle persone giuridiche (non coperte da taluni
dei sistemi attualmente vigenti).
6. Quali aono gli effetti prevedlbill a) sulla competltivltà delle imprese
   e b) aull'occupazione?
Nessun effetto diretto sulla competitività e aull'occupazione. I sistemi di
garanzia   intervengono   quando  la   solvibilità  dell'ente  creditizio  è
gravemente compromessa e un risanamento non è in linea di massxma più
possibile.
7. Le parti sociali sono atate conaultate? Che parere hanno espresso?
Sono atate conaultate le associazioni europee degli enti creditizi nonché
EURO-FIET, che rappresenta i dipendenti delle banche.
Nell'insieme le associazioni di categoria sono favorevoli all'instaurazione
di una garanzia minima di 15 000 ECU. Esse hanno comunque formulato delle
osservazioni su talune modalità di detta garanzia.
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                                                               COM(92)188def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                             10
                                         N. di catalogo : CB-CO-92-270-IT-C
                                                             ISBN 92-77-45288-9
Uffido delle pubblicazioni ufficiali delle Coznunità europee
L-2985 Lussemburgo