CELEX: 
Language: it
Date: 2009-08-04 00:00:00
Title: Decisione 2009/597/PESC del Consiglio, del 27 luglio 2009 , relativa alla firma e all’applicazione provvisoria dell’accordo tra l’Unione europea e la Repubblica di Croazia sulla partecipazione della Repubblica di Croazia all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (operazione Atalanta)#Accordo tra l’Unione europea e la Repubblica di Croazia sulla partecipazione della Repubblica di Croazia all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (operazione Atalanta)

4.8.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 202/83
            
         
      DECISIONE 2009/597/PESC DEL CONSIGLIO
   
   del 27 luglio 2009
   relativa alla firma e all’applicazione provvisoria dell’accordo tra l’Unione europea e la Repubblica di Croazia sulla partecipazione della Repubblica di Croazia all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (operazione Atalanta)
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 24,
   vista la raccomandazione della presidenza,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 10 novembre 2008 il Consiglio ha adottato l’azione comune 2008/851/PESC relativa all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (1) (operazione Atalanta).
            
         
               (2)
            
            
               L’articolo 10, paragrafo 3, di detta azione comune prevede che le modalità particolareggiate della partecipazione dei paesi terzi devono essere oggetto di un accordo ai sensi dell’articolo 24 del trattato.
            
         
               (3)
            
            
               A seguito dell’autorizzazione del Consiglio del 13 settembre 2004, la presidenza, assistita dal segretario generale del Consiglio dell’Unione europea/alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, ha negoziato un accordo tra l’Unione europea e la Repubblica di Croazia sulla partecipazione della Repubblica di Croazia all’operazione Atalanta («l’accordo»).
            
         
               (4)
            
            
               L’accordo dovrebbe essere firmato, con riserva della sua conclusione.
            
         
               (5)
            
            
               Le disposizioni dell’accordo dovrebbero applicarsi a titolo provvisorio in attesa dell’entrata in vigore,
            
         DECIDE:
   Articolo 1
   La firma dell’accordo tra l’Unione europea e la Repubblica di Croazia sulla partecipazione della Repubblica di Croazia all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (operazione Atalanta) è approvata a nome dell’Unione europea, con riserva della conclusione dell’accordo.
   Il testo dell’accordo è accluso alla presente decisione.
   Articolo 2
   Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la (le) persona (persone) abilitata (abilitate) a firmare l’accordo allo scopo di impegnare l’Unione europea, con riserva della sua conclusione.
   Articolo 3
   A norma dell’articolo 10, paragrafo 2 dell’accordo, l’accordo è applicato a titolo provvisorio a decorrere dalla data della sua firma, in attesa della sua entrata in vigore.
   Articolo 4
   Gli effetti della presente decisione decorrono dal giorno dell’adozione.
   Articolo 5
   La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
   
      Fatto a Bruxelles, addì 27 luglio 2009.
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         C. BILDT
         
      
   
   
      (1)  GU L 301 del 12.11.2008, pag. 33.
   
      TRADUZIONE
      
         ACCORDO
      
      tra l’Unione europea e la Repubblica di Croazia sulla partecipazione della Repubblica di Croazia all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (operazione Atalanta)
      L’UNIONE EUROPEA (UE),
      da una parte, e
      LA REPUBBLICA DI CROAZIA,
      dall’altra,
      in seguito denominate «le parti»,
      TENUTO CONTO di quanto segue:
      l’adozione, da parte del Consiglio, dell’azione comune 2008/851/PESC relativa all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (1) (operazione Atalanta),
      l’invito rivolto dall’UE alla Repubblica di Croazia a partecipare all’operazione diretta dall’UE,
      il completamento positivo del processo di costituzione della forza e della raccomandazione del comandante dell’operazione dell’UE e del comitato militare dell’UE di approvare la partecipazione delle forze della Repubblica di Croazia all’operazione diretta dall’UE,
      la decisione ATALANTA/2/2009 del Comitato politico e di sicurezza, del 21 aprile 2009, relativa all’accettazione dei contributi di Stati terzi all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (Atalanta) (2) e la decisione ATALANTA/3/2009 del Comitato politico e di sicurezza, del 21 aprile 2009, relativa alla costituzione del comitato dei contributori per l’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (Atalanta) (3), entrambe modificate dalla decisione ATALANTA/5/2009 del Comitato politico e di sicurezza, del 10 giugno 2009 (4),
      la decisione della Repubblica di Croazia del 3 aprile 2009 di partecipare all’operazione Atalanta,
      HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:
      Articolo 1
      Partecipazione all’operazione
      1.   La Repubblica di Croazia aderisce all’azione comune 2008/851/PESC relativa all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (operazione Atalanta) nonché a qualsiasi azione comune o decisione con la quale il Consiglio dell’Unione europea decide di estendere l’operazione dell’UE di gestione militare della crisi, a norma del disposto del presente accordo e delle disposizioni di attuazione eventualmente necessarie.
      2.   Il contributo della Repubblica di Croazia all’operazione Atalanta lascia impregiudicata l’autonomia decisionale dell’Unione europea.
      3.   La Repubblica di Croazia assicura che le sue forze e il suo personale che partecipano all’operazione dell’UE di gestione militare della crisi effettuino la propria missione conformemente:
      
                  —
               
               
                  all’azione comune 2008/851/PESC e alle eventuali successive modifiche,
               
            
                  —
               
               
                  al piano operativo,
               
            
                  —
               
               
                  alle misure di attuazione.
               
            4.   Le forze e il personale distaccato dalla Repubblica di Croazia che partecipano all’operazione conformano l’esercizio delle loro funzioni e la loro condotta ai soli interessi dell’operazione dell’UE di gestione militare della crisi.
      5.   La Repubblica di Croazia informa a tempo debito il comandante dell’operazione dell’UE di qualsiasi modifica della propria partecipazione all’operazione.
      Articolo 2
      Status delle forze
      1.   Lo status delle forze e del personale messi a disposizione dell’operazione Atalanta dalla Repubblica di Croazia è disciplinato dall’accordo sullo status delle forze concluso tra l’Unione europea e la Somalia, Gibuti o altri Stati della regione con cui sia stato concluso tale accordo ai fini dell’operazione, o della dichiarazione unilaterale sullo status delle forze rilasciata dal Kenya o altri Stati della regione che abbiano rilasciato tale dichiarazione ai fini dell’operazione.
      2.   Lo status delle forze e del personale messi a disposizione di comandi o elementi di comando al di fuori della zona delle operazioni congiunte è disciplinato da disposizioni fra lo Stato ospitante i comandi e gli elementi di comando interessati e la Repubblica di Croazia.
      3.   Fatto salvo l’accordo sullo status delle forze di cui al paragrafo 1, la Repubblica di Croazia esercita la giurisdizione sulle sue forze e sul suo personale che partecipano all’operazione dell’UE di gestione militare della crisi.
      4.   La Repubblica di Croazia è competente a soddisfare le richieste di indennizzo connesse alla partecipazione all’operazione Atalanta, formulate da o concernenti un qualsiasi membro delle sue forze e del suo personale. La Repubblica di Croazia è competente ad avviare eventuali azioni, in particolare azioni legali o disciplinari, nei confronti di un qualsiasi membro delle sue forze e del suo personale, conformemente alle sue leggi e ai suoi regolamenti.
      5.   La Repubblica di Croazia si impegna a formulare una dichiarazione riguardante la rinuncia a qualsiasi richiesta di indennizzo nei confronti di uno Stato partecipante all’operazione Atalanta e a farlo all’atto della firma del presente accordo.
      6.   Gli Stati membri dell’Unione europea si impegnano a formulare una dichiarazione riguardante la rinuncia a qualsiasi richiesta di indennizzo in relazione alla partecipazione della Repubblica di Croazia all’operazione Atalanta e a farlo all’atto della firma del presente accordo.
      Articolo 3
      Condizioni di trasferimento delle persone arrestate e fermate in vista dell’esercizio delle competenze giurisdizionali
      Se la Repubblica di Croazia esercita la propria giurisdizione su persone che hanno commesso o sono sospettate di aver commesso atti di pirateria o rapine a mano armata nelle acque territoriali della Somalia, il trasferimento dalla forza navale diretta dall’Unione europea (EUNAVFOR) alla Repubblica di Croazia delle persone arrestate e fermate dall’EUNAVFOR e dei beni sequestrati in possesso dell’EUNAVFOR ai fini dell’esercizio di azioni giudiziarie si svolge secondo le condizioni indicate nell’allegato, che forma parte integrante del presente accordo.
      Articolo 4
      Informazioni classificate
      Le disposizioni dell’accordo tra l’Unione europea e la Repubblica di Croazia sulle procedure di sicurezza per lo scambio di informazioni classificate (5) si applicano nell’ambito dell’operazione Atalanta.
      Articolo 5
      Catena di comando
      1.   L’insieme delle forze e del personale che partecipa all’operazione dell’UE di gestione militare della crisi resta pienamente subordinato alle proprie autorità nazionali.
      2.   Le autorità nazionali trasferiscono il comando operativo e tattico e/o il controllo delle loro forze e del loro personale al comandante dell’operazione dell’UE. Il comandante dell’operazione dell’UE può delegare i suoi poteri.
      3.   La Repubblica di Croazia ha gli stessi diritti e gli stessi obblighi, in termini di gestione quotidiana dell’operazione, degli Stati membri dell’Unione europea partecipanti.
      4.   Il comandante dell’operazione dell’UE può, previa consultazione della Repubblica di Croazia, richiedere in qualsiasi momento il ritiro del contributo della Repubblica di Croazia.
      5.   Un alto rappresentante militare (Senior Military Representative — SMR) è nominato dalla Repubblica di Croazia per rappresentarne il contingente nazionale in seno all’operazione dell’UE di gestione militare della crisi. L’SMR si consulta con il comandante della forza dell’UE su tutte le questioni inerenti all’operazione ed è responsabile della disciplina giornaliera del contingente.
      Articolo 6
      Aspetti finanziari
      1.   La Repubblica di Croazia sostiene tutti i costi connessi alla sua partecipazione all’operazione, a meno che tali costi non siano soggetti a finanziamento comune in base agli strumenti giuridici di cui all’articolo 1, paragrafo 1, del presente accordo e alla decisione 2008/975/PESC del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativa all’istituzione di un meccanismo per amministrare il finanziamento dei costi comuni delle operazioni dell’Unione europea che hanno implicazioni nel settore militare o della difesa (Athena) (6).
      2.   L’operazione Atalanta fornisce supporto logistico al contingente militare croato dietro rimborso dei costi alle condizioni previste nelle disposizioni di attuazione di cui all’articolo 7. La gestione amministrativa delle spese è affidata ad Athena.
      3.   In caso di decesso, lesioni, perdite o danni causati a persone fisiche o giuridiche dello Stato o degli Stati in cui è condotta l’operazione, la Repubblica di Croazia, se ne è accertata la responsabilità, paga un indennizzo alle condizioni previste dall’accordo sullo status delle forze, se disponibile, di cui all’articolo 2, paragrafo, del presente accordo.
      Articolo 7
      Disposizioni di attuazione del presente accordo
      Qualsiasi accordo tecnico e amministrativo necessario ai fini dell’attuazione del presente accordo è concluso tra il segretario generale del Consiglio dell’Unione europea/alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune o il comandante dell’operazione dell’UE e le autorità competenti della Repubblica di Croazia.
      Articolo 8
      Non conformità
      Qualora una delle parti non adempia agli obblighi che ad essa incombono ai sensi dei precedenti articoli, l’altra parte ha il diritto di denunciare il presente accordo con un preavviso di un mese.
      Articolo 9
      Composizione delle controversie
      Le controversie connesse all’interpretazione o all’applicazione del presente accordo sono composte per via diplomatica tra le parti.
      Articolo 10
      Entrata in vigore
      1.   Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del primo mese successivo alla data in cui le parti si sono notificate la conclusione delle procedure interne necessarie a tal fine.
      2.   Il presente accordo è applicato in via provvisoria dalla data della firma.
      3.   Il presente accordo resta in vigore per la durata del contributo della Repubblica di Croazia all’operazione.
      
         Fatto a Bruxelles, addì 27 luglio 2009, in duplice esemplare in lingua inglese.
         
            
               Per l’Unione europea
            
         
         
            
               Per la Repubblica di Croazia
            
         
      
      
         (1)  GU L 301 del 12.11.2008, pag. 33.
      
         (2)  GU L 109 del 30.4.2009, pag. 52.
      
         (3)  GU L 119 del 14.5.2009, pag. 40.
      
         (4)  GU L 148 dell’11.6.2009, pag. 34.
      
         (5)  GU L 116 del 29.4.2006, pag. 74.
      
         (6)  GU L 345 del 23.12.2008, pag. 96.
      
         ALLEGATO
         
            Disposizioni sulle condizioni e sulle modalità di trasferimento delle persone sospettate di aver commesso atti di pirateria o rapine a mano armata nel mare territoriale della Somalia, e fermate dalla forza navale diretta dall’Unione europea (EUNAVFOR), e dei beni sequestrati in possesso dell’EUNAVFOR, dall’EUNAVFOR alla Repubblica di Croazia, e del loro trattamento dopo tale trasferimento
         
         1.   Definizioni
         Ai fini del presente accordo:
         
                     a)
                  
                  
                     «pirateria» la pirateria definita all’articolo 101 dell’UNCLOS;
                  
               
                     b)
                  
                  
                     «rapina a mano armata» gli atti definiti al paragrafo 1, lettera a), commessi nel mare territoriale di uno Stato costiero nel teatro dell’operazione;
                  
               
                     c)
                  
                  
                     «persona trasferita» qualsiasi persona sospettata di voler commettere, di commettere o di aver commesso, atti di pirateria o rapine a mano armata, trasferita dall’EUNAVFOR alla Repubblica di Croazia in virtù del presente accordo.
                  
               2.   Principi generali
         
                     a)
                  
                  
                     La Repubblica di Croazia può accettare, su richiesta dell’EUNAVFOR, il trasferimento delle persone fermate dall’EUNAVFOR in connessione con la pirateria o la rapina a mano armata e dei relativi beni sequestrati dall’EUNAVFOR e sottoporre tali persone e beni alle proprie autorità competenti ai fini delle indagini e dell’azione giudiziaria.
                  
               
                     b)
                  
                  
                     L’EUNAVFOR, agendo in virtù del presente accordo, trasferisce le persone soltanto alle autorità competenti della Repubblica di Croazia preposte all’applicazione della legge.
                  
               
                     c)
                  
                  
                     La Repubblica di Croazia conferma che tratterà le persone trasferite in virtù delle presenti disposizioni, sia prima che dopo il trasferimento, in modo umano e in conformità con gli obblighi internazionali in materia di diritti umani, incluso il divieto della tortura o di qualsiasi altro trattamento o pena crudele, disumana o degradante e il divieto della detenzione arbitraria ed in conformità con il requisito del diritto a un processo equo.
                  
               3.   Trattamento, azione giudiziaria e processo delle persone trasferite
         
                     a)
                  
                  
                     La persona trasferita è trattata in modo umano e non è oggetto di tortura o di trattamento o pena crudele, disumana o degradante, riceve vitto e alloggio adeguati, accesso alle cure mediche e può osservare la propria religione.
                  
               
                     b)
                  
                  
                     La persona trasferita è prontamente tradotta dinanzi a un giudice o ad altro funzionario autorizzato dalla legge ad esercitare il potere giudiziario, che decide senza indugio sulla legittimità della detenzione e ordina il rilascio se la detenzione non è legittima.
                  
               
                     c)
                  
                  
                     La persona trasferita ha diritto al processo entro un ragionevole periodo di tempo o al rilascio.
                  
               
                     d)
                  
                  
                     Nell’accertamento di un’accusa penale formulata a suo carico, la persona trasferita ha diritto a un’udienza equa e pubblica da parte di un organo giurisdizionale competente, indipendente e imparziale, costituito per legge.
                  
               
                     e)
                  
                  
                     La persona trasferita accusata di un reato è presunta innocente fino a quando non ne sia legalmente accertata la colpevolezza.
                  
               
                     f)
                  
                  
                     Nell’accertamento di un’accusa penale formulata a suo carico, la persona trasferita ha diritto alle seguenti garanzie minime, in condizioni di completa parità:
                     
                                 1)
                              
                              
                                 essere informata, nel più breve tempo possibile, in una lingua ad essa comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa formulata a suo carico;
                              
                           
                                 2)
                              
                              
                                 disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la difesa e comunicare con un avvocato di sua scelta;
                              
                           
                                 3)
                              
                              
                                 essere giudicata senza indebito ritardo;
                              
                           
                                 4)
                              
                              
                                 essere presente al processo e difendersi di persona o mediante un difensore di sua scelta; nel caso sia sprovvista di un difensore, essere informata del suo diritto ad averne e, ogni qualvolta l’interesse della giustizia lo esiga, vedersi assegnato un difensore d’ufficio, a titolo gratuito se la persona non dispone di mezzi sufficienti per compensarlo;
                              
                           
                                 5)
                              
                              
                                 esaminare, o far esaminare, tutte le prove a suo carico, incluse le dichiarazioni giurate dei testimoni a carico, e ottenere la convocazione e l’esame dei testimoni a discarico alle stesse condizioni dei testimoni a carico;
                              
                           
                                 6)
                              
                              
                                 farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua usata in udienza;
                              
                           
                                 7)
                              
                              
                                 non essere costretta a testimoniare contro sé stessa o a confessare la propria colpevolezza.
                              
                           
               
                     g)
                  
                  
                     La persona trasferita condannata per un reato ha diritto di chiedere il riesame della sua dichiarazione di colpevolezza e condanna o di appellarsi a un organo giurisdizionale superiore in conformità con la legislazione della Repubblica di Croazia.
                  
               
                     h)
                  
                  
                     La Repubblica di Croazia non trasferisce la persona trasferita a alcun altro Stato ai fini delle indagini e dell’azione giudiziaria senza un consenso scritto preliminare dell’EUNAVFOR.
                  
               4.   Pena di morte
         Nessuno è condannato o rischia di essere condannato alla pena di morte o è sottoposto all’applicazione di tale pena.
         5.   Documentazione e notifiche
         
                     a)
                  
                  
                     Il trasferimento è oggetto di un documento appropriato firmato dal rappresentante dell’EUNAVFOR e dal rappresentante delle autorità competenti della Repubblica di Croazia preposte all’applicazione della legge.
                  
               
                     b)
                  
                  
                     L’EUNAVFOR fornisce alla Repubblica di Croazia la documentazione sulla detenzione delle persone trasferite. Questa documentazione include, per quanto possibile, indicazioni concernenti la condizione fisica della persona trasferita durante la detenzione, il momento del trasferimento alle autorità della Repubblica di Croazia, la ragione della detenzione, l’ora e il luogo in cui è cominciata e tutte le decisioni prese riguardo alla detenzione.
                  
               
                     c)
                  
                  
                     La Repubblica di Croazia è responsabile della rilevazione precisa di tutte le persone trasferite e, segnatamente ma non esclusivamente, una documentazione di tutti i beni sequestrati, della condizione fisica della persona, dei luoghi di detenzione, delle accuse a suo carico e di tutte le decisioni significative prese nel corso dell’azione giudiziaria e del processo.
                  
               
                     d)
                  
                  
                     Questa documentazione è a disposizione dei rappresentanti dell’UE e dell’EUNAVFOR su richiesta scritta al ministro degli Affari esteri della Repubblica di Croazia.
                  
               
                     e)
                  
                  
                     Inoltre, la Repubblica di Croazia notifica all’EUNAVFOR il luogo di detenzione delle persone trasferite in virtù del presente accordo, l’eventuale deterioramento delle loro condizioni fisiche e le indicazioni di presunto trattamento indebito. I rappresentanti dell’UE e dell’EUNAVFOR hanno accesso alle persone trasferite in virtù del presente accordo finché tali persone sono sottoposte a detenzione e possono interrogarle.
                  
               
                     f)
                  
                  
                     A loro richiesta, le agenzie umanitarie nazionali e internazionali possono visitare le persone trasferite in virtù del presente accordo.
                  
               
                     g)
                  
                  
                     Allo scopo di assicurare che l’EUNAVFOR possa fornire assistenza tempestiva alla Repubblica di Croazia con la convocazione dei testimoni dell’EUNAVFOR e la produzione delle relative prove, la Repubblica di Croazia notifica all’EUNAVFOR l’intenzione di avviare un procedimento penale a carico della persona trasferita e il calendario per la produzione delle prove e l’audizione dei testimoni.
                  
               6.   Assistenza dell’EUNAVFOR
         
                     a)
                  
                  
                     L’EUNAVFOR, nei limiti dei mezzi e delle capacità di cui dispone, fornisce tutta l’assistenza alla Repubblica di Croazia in vista delle indagini e dell’azione giudiziaria riguardo alle persone trasferite.
                  
               
                     b)
                  
                  
                     In particolare l’EUNAVFOR:
                     
                                 1)
                              
                              
                                 consegna la documentazione sulla detenzione redatta ai sensi del punto 5, lettera b) delle presenti disposizioni;
                              
                           
                                 2)
                              
                              
                                 tratta le prove secondo le esigenze delle autorità competenti della Repubblica di Croazia, come convenuto nelle disposizioni di attuazione descritte al punto 8;
                              
                           
                                 3)
                              
                              
                                 si sforza di produrre le deposizioni dei testimoni o le dichiarazioni giurate dei membri del personale dell’EUNAVFOR coinvolti negli incidenti in relazione ai quali le persone sono state trasferite in virtù delle presenti disposizioni;
                              
                           
                                 4)
                              
                              
                                 consegna tutti i beni sequestrati pertinenti in suo possesso.
                              
                           
               7.   Relazione con gli altri diritti delle persone trasferite
         Nulla delle presenti disposizioni è inteso o può essere interpretato come deroga ai diritti di cui può godere una persona trasferita ai sensi della legislazione internazionale o interna applicabile.
         8.   Modalità di attuazione
         
                     a)
                  
                  
                     Ai fini dell’attuazione delle presenti disposizioni, le questioni operative, amministrative e tecniche possono essere oggetto di disposizioni di attuazione che devono essere approvate dalle autorità competenti della Repubblica di Croazia, da una parte, e dalle autorità competenti dell’UE nonché dalle autorità competenti degli Stati che mettono un contingente nazionale a disposizione dell’EUNAVFOR, dall’altra.
                  
               
                     b)
                  
                  
                     Le disposizioni di attuazione possono tra l’altro riguardare:
                     
                                 1)
                              
                              
                                 l’individuazione delle autorità competenti della Repubblica di Croazia preposte all’applicazione della legge a cui l’EUNAVFOR può trasferire le persone;
                              
                           
                                 2)
                              
                              
                                 i luoghi di detenzione in cui le persone trasferite saranno trattenute;
                              
                           
                                 3)
                              
                              
                                 il trattamento dei documenti, inclusi quelli relativi alla raccolta delle prove, che sono consegnati alle autorità competenti della Repubblica di Croazia preposte all’applicazione della legge al momento del trasferimento di una persona;
                              
                           
                                 4)
                              
                              
                                 i punti di contatto per le notifiche;
                              
                           
                                 5)
                              
                              
                                 i formulari da utilizzare per i trasferimenti.