CELEX: 52001PC0203
Language: it
Date: 2001-04-10
Title: Proposta di Regolamento del Consiglio che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato di ammonio originarie della Polonia

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                    Bruxelles, 10.04.2001
                                                    COM(2001) 203 definitivo
                                        Proposta di
                          REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato
                           di ammonio originarie della Polonia
                              (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                          RELAZIONE
In seguito ad una domanda dei produttori comunitari, nella quale s'indicava che lo spirare
delle misure in vigore nei confronti delle importazioni di soluzioni di urea e nitrato di
ammonio originarie della Polonia poteva determinare il persistere o la reiterazione di un
dumping pregiudizievole, il 21 dicembre 1999 la Commissione ha avviato un'inchiesta ai fini
del riesame di tali misure, in previsione della loro scadenza. Allo stesso tempo la
Commissione ha avviato di sua iniziativa un riesame intermedio limitato alla forma delle
misure, per garantirne l'efficacia alla luce delle misure adottate successivamente riguardo ad
importazioni dello stesso prodotto originarie di altri paesi.
L’allegata proposta di regolamento del Consiglio si basa sulle risultanze relative al dumping,
al pregiudizio e all’interesse della Comunità, nonché sull’analisi delle possibili ripercussioni
dell’abolizione o del mantenimento delle misure in vigore.
L’inchiesta ha confermato la probabile reiterazione del dumping e del pregiudizio in caso di
abrogazione delle misure applicabili al paese in questione.
L'inchiesta ha confermato inoltre che la forma più appropriata ed efficace di misure per il
prodotto in esame è il dazio specifico per tonnellata.
Si propone pertanto al Consiglio di adottare la proposta di regolamento allegata, che proroga
le misure esistenti.
                                                2
 ---pagebreak---                                                Proposta di
                                REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
 che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato
                                  di ammonio originarie della Polonia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa
contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea1, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2238/20002, in particolare l'articolo
11, paragrafi 2 e 3,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
                                      A. INCHIESTA PRECEDENTE
(1)      Con il regolamento (CE) 3319/943, il Consiglio ha istituito un dazio antidumping
         definitivo sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato di ammonio ("UNA")
         originarie della Bulgaria e della Polonia. Le misure relative alle importazioni dalla
         Bulgaria consistono in un dazio specifico, eccetto per un produttore e un esportatore la
         cui offerta d'impegno è stata accettata dalla Commissione con la decisione
         94/825/CE4. Le importazioni del prodotto in esame dalla Polonia sono state
         assoggettate ad un dazio variabile in funzione di un prezzo all'importazione minimo
         quando sono fatturate direttamente da talune società ad importatori indipendenti. In
         tutti gli altri casi, le importazioni di UNA dalla Polonia sono state assoggettate ad un
         dazio specifico.
                                B. INCHIESTE RELATIVE AD ALTRI PAESI
(2)      Con il regolamento (CE) 1995/20005 il Consiglio ha istituito un dazio antidumping
         definitivo sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato di ammonio originarie
         dell'Algeria, della Bielorussia, della Lituania, della Russia e dell'Ucraina. Si è
         constatato che le importazioni di UNA originarie di questi paesi erano oggetto di
         dumping e avevano causato un pregiudizio grave all'industria comunitaria. Per
         garantire l'efficacia delle misure e scoraggiare manipolazioni dei prezzi, si è ritenuto
         opportuno istituire i dazi sotto forma di importi specifici per tonnellata.
1
  GU L 56 del 6.3.1996, pag.1.
2
  GU L 257 del 11.10.2000, pag.2.
3
  GU L 350 del 31.12.1994, pag. 20.
4
  GU L 350 del 31.12.1994, pag. 115.
5
  GU L 238 del 22.9.2000, pag. 15.
                                                   3
 ---pagebreak---                                           C. INCHIESTA
(3)     In seguito alla pubblicazione, nel giugno 19996, dell'avviso di prossima scadenza delle
        misure antidumping in vigore, la Commissione ha ricevuto una domanda di riesame
        dall'Associazione dei produttori europei di concimi (EFMA) a nome di una quota
        maggioritaria dei produttori comunitari di UNA ("produttori comunitari autori della
        domanda"). Nella domanda si sosteneva che, se le misure in questione cessavano di
        essere applicate, era probabile una reiterazione delle importazioni in dumping
        originarie della Polonia e del relativo pregiudizio. I produttori comunitari autori della
        domanda non hanno chiesto l'apertura di un riesame delle importazioni originarie della
        Bulgaria perché, secondo loro, per queste importazioni una reiterazione non era
        probabile. Di conseguenza, le misure applicabili alle importazioni bulgare sono
        scadute il 1° gennaio 2000.
(4)     Avendo stabilito, previa consultazione del comitato consultivo, che esistevano
        elementi sufficienti per giustificare l'apertura di un riesame, la Commissione ha
        avviato un'inchiesta a norma dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento (CE)
        384/967 del Consiglio (il "regolamento di base").
(5)     Allo stesso tempo, sempre previa consultazione del comitato consultivo, la
        Commissione ha avviato di propria iniziativa un riesame intermedio a norma
        dell'articolo 11, paragrafo 3 del regolamento di base limitato alla forma delle misure in
        vigore nei confronti delle importazioni originarie della Polonia8. La Commissione ha
        avviato questo esame intermedio perché, nell'eventualità che le misure relative alle
        importazioni polacche siano mantenute, si possa procedere ad un loro adeguamento
        tenendo conto della necessità di garantirne, da un lato, l'efficacia e, dall'altro, la
        coerenza formale con quelle che potrebbero essere istituite nei confronti delle
        importazioni dello stesso prodotto da altri paesi.
(6)     L'inchiesta sul persistere e/o sulla reiterazione del dumping e del pregiudizio ha
        riguardato il periodo tra il 1° gennaio 1999 e il 30 Novembre 1999 ("PI"). L'esame
        delle tendenze pertinenti per valutare le probabilità del persistere e/o della reiterazione
        del pregiudizio ha riguardato il periodo tra il 1° gennaio 1995 e la fine del PI ("periodo
        oggetto del riesame").
(7)     La Commissione ha notificato ufficialmente l'avvio del riesame ai produttori
        comunitari autori della domanda, ai produttori/esportatori polacchi, agli
        importatori/rivenditori, alle loro associazioni di categoria, alle associazioni degli
        utilizzatori notoriamente interessati e ai rappresentanti del governo polacco. La
        Commissione ha inviato questionari a tutte queste parti e a tutti coloro che si sono
        manifestati entro il termine fissato nell'avviso di apertura. Inoltre, le altre parti
        direttamente interessate hanno avuto la possibilità di comunicare per iscritto le loro
        osservazioni o di essere sentite.
(8)     Hanno risposto al questionario i seguenti produttori comunitari:
          (a) Agrolinz Melamin GmbH, ADM – Linz, Austria
6
  GU C 176/14 del 22.6.1999.
7
  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2238/2000 del Consiglio
  (GU L 257 dell'11.10.2000, pag. 2.
8
  GU C 369 del 21.12.1999, pag. 22.
                                                  4
 ---pagebreak---        (b) DSM Agro BV – Sittard, Paesi Bassi
       (c) Fertiberia S.A – Madrid, Spagna
       (d) Grande Paroisse SA – Paris, Francia
       (e) Hydro Agri Chafers – Immingham, Regno Unito
       (f) Hydro Agri France – Nanterre, Francia
       (g) Hydro Agri Rostock – Rostock, Germania
       (h) Hydro Agri Sluiskil BV – Sluiskil, Paesi Bassi
       (i) Kemira Agro Rozenburg B.V. – Rotterdam, Paesi Bassi
       (j) SKW Stickstoffwerke Piesteritz GmbH – Wittenberg, Germania.
(9)  In considerazione del fatto che le informazioni fornite da questi produttori comunitari
     sono state opportunamente verificate nel quadro del già menzionato procedimento
     relativo alle importazioni di UNA originarie di Algeria, Bielorussia, Lituania, Russia e
     Ucraina, la cui inchiesta si riferiva agli anni dal 1995 al 1998 e comprendeva cinque
     mesi del PI qui considerato, si è ritenuto appropriato non effettuare, nell'ambito del
     presente procedimento, accertamenti supplementari presso le sedi delle società in
     questione. La correttezza dei dati raccolti è stata però controllata esaminandone la
     coerenza e la compatibilità con i dati verificati in precedenza.
(10) La Commissione ha inviato questionari a 20 importatori/rivenditori indipendenti e ad
     un'associazione d'importatori. Sono state ricevute in tutto nove risposte, compresa
     quella dell'associazione. Nessuno di questi importatori ha fornito dati specifici, non
     avendo importato UNA dalla Polonia nel periodo oggetto del riesame; di conseguenza,
     non si è proceduto ad alcuna visita di accertamento.
(11) In seguito al ricevimento di risposte al questionario, sono state effettuate visite di
     accertamento presso le sedi delle seguenti società:
       (a) Zakladay Azotowe “Pulawy” S.A., Pulawy (‘ZAP’) (produttore esportatore)
       (b) CIECH S.A., Warsaw (esportatore).
                       D. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(12) Il prodotto considerato nel presente procedimento è la soluzione di urea e di nitrato di
     ammonio classificata al codice NC 3102 80 00. Si tratta dello stesso prodotto
     dell'inchiesta originaria, cioè di un concime liquido comunemente usato in agricoltura,
     consistente in un miscuglio di urea e di nitrato di ammonio in soluzione acquosa. Il
     contenuto di acqua costituisce il 70% circa del miscuglio (a seconda del tenore di
     azoto) e la parte restante è formata da urea e nitrato di ammonio in parti uguali. Il
     tenore di azoto (N) è l'elemento più significativo del prodotto e può variare tra il 28%
     e il 32%.
                                              5
 ---pagebreak--- (13)   Come è stato dimostrato nella precedente inchiesta, l'UNA è un puro prodotto di base,
       le cui caratteristiche fisiche e chimiche sono identiche a prescindere dal paese di
       origine. Il prodotto fabbricato e venduto nella Comunità dai produttori comunitari
       autori della domanda e quello fabbricato in Polonia e venduto sul mercato polacco o
       esportato nella Comunità sono considerati prodotti simili ai sensi dell'articolo 1,
       paragrafo 4 del regolamento di base.
                       E. PROBABILITÀ DI REITERAZIONE DEL DUMPING
1. Nota preliminare
(14)   Ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento di base, questo tipo di riesame ha
       lo scopo di stabilire se la scadenza delle misure in questione implichi il rischio del
       persistere o della reiterazione del dumping. Poiché non vi sono state importazioni del
       prodotto in esame dalla Polonia nella Comunità durante il PI, si è cercato di stabilire se
       la revoca delle misure poteva determinare una reiterazione del dumping per
       quantitativi di prodotto significativi. A tal fine sono stati esaminati i prezzi dei
       produttori polacchi sui mercati di paesi terzi, per stabilire se il prodotto in esame sia
       stato venduto a prezzi di dumping. È stata analizzata inoltre la probabilità che, nel caso
       di una revoca delle misure, i produttori polacchi tornino ad esportare UNA nella
       Comunità seguendo la stessa politica dei prezzi.
(15)   Si ricorda che nell'inchiesta originaria i margini di dumping individuali constatati per i
       due produttori polacchi erano pari rispettivamente al 40% e 27%. L'inchiesta non ha
       rivelato l'esistenza in Polonia di produttori di UNA diversi da questi due produttori.
(16)   Una delle due società non ha fornito alcuna informazione dettagliata sulle vendite
       effettuate in altri paesi e al livello nazionale né sui costi di produzione ed è stata
       pertanto informata che, se non avesse presentato le informazioni richieste entro la data
       stabilita, le conclusioni sarebbero state elaborate nel suo caso in base ai fatti
       disponibili, conformemente all'articolo 18 del regolamento di base. Nessuna ulteriore
       informazione è pervenuta in seguito alla Commissione. Va notato che, a giudicare dai
       dati disponibili, la società in questione ha una capacità di produzione molto inferiore a
       quella della società che ha cooperato.
2. Esportazioni in paesi terzi
(a) Prezzo all'esportazione
(17)   Le esportazioni in paesi terzi del produttore che ha cooperato sono state effettuate
       direttamente verso importatori indipendenti, principalmente del mercato dell'America
       del Nord, che ha assorbito una porzione elevata (due terzi) delle esportazioni totali di
       questa società nel PI, e in misura minore (un terzo) verso la Repubblica ceca. Le
       esportazioni effettuate dalla società polacca negli Stati Uniti e in Canada
       rappresentavano una quota non insignificante delle importazioni totali combinate di
       questi due paesi e una quota significativa della produzione della società in questione.
(18)   Dato il carattere dell'inchiesta, non si è ritenuto opportuno, per stabilire il rischio di
       reiterazione del dumping, chiedere informazioni dettagliate sulle esportazioni
       avvenute in tutto il PI. Sono state invece chieste informazioni su tutte le operazioni
       effettuate negli ultimi tre mesi del PI. Il prezzo all'esportazione è stato determinato
       pertanto in base ai prezzi pagati o pagabili da importatori indipendenti di paesi terzi in
                                                 6
 ---pagebreak---        tale periodo di tre mesi. Il produttore che ha cooperato ha contestato questa maniera di
       procedere in una fase ulteriore della procedura, chiedendo di tener conto dei dati
       relativi a tutto il PI. Dato però che tale proposta è stata fatta in ritardo, non è stato
       considerato praticabile modificare la base dell'analisi. Ad ogni modo, anche tenendo
       conto dei dati non verificati relativi ai mesi precedenti, il quadro complessivo non
       cambierebbe in modo tale da modificare le conclusioni cui si è giunti in merito alle
       esportazioni polacche in paesi terzi.
(b) Valore normale
(19)   Per il produttore che ha cooperato all'inchiesta si è esaminato innanzitutto se il volume
       totale delle vendite di UNA sul mercato interno fosse rappresentativo rispetto alle
       vendite all'esportazione. In effetti si è constatato che il volume delle vendite sul
       mercato polacco era superiore a quello delle esportazioni in paesi terzi. Si è poi
       verificato se le vendite nazionali fossero state fatte nel corso di normali operazioni
       commerciali. A questo proposito l'inchiesta ha rivelato che il volume dei prodotti
       venduti a prezzi superiori ai costi di produzione unitari rappresentava più del 10% ma
       meno dell'80% delle vendite totali. Il valore normale è stato pertanto stabilito in base
       ai prezzi effettivamente pagati per le vendite remunerative del prodotto in esame.
(c) Conclusioni sulle esportazioni in paesi terzi
(20)   Per il produttore che ha cooperato la media ponderata del valore normale è stata
       confrontata con la media ponderata del prezzo all'esportazione in ciascun paese di
       destinazione, dopo aver proceduto ad alcuni adeguamenti diretti ad assicurare un
       confronto equo.
(21)   Si è constatato che i prezzi all'esportazione praticati dal produttore che ha cooperato
       (realizzatore del 90% delle esportazioni polacche totali nel PI) sul mercato
       dell'America del Nord erano sostanzialmente inferiori al valore normale stabilito per
       tale produttore, il che rivelava margini di dumping significativi nelle vendite da questi
       effettuate negli Stati Uniti e in Canada. Le esportazioni in questi due paesi
       rappresentavano due terzi delle esportazioni totali della società in questione. Un
       dumping ridotto o nullo è stato invece constatato per le vendite nella Repubblica ceca,
       un mercato limitrofo che assorbe il restante terzo delle esportazioni della società. Qui
       essa ha praticato la stessa strategia dei prezzi adottata sul mercato interno.
(22)   Poiché l'altro produttore oggetto dell'inchiesta non ha fornito informazioni dettagliate,
       non sono stati effettuati calcoli sulle sue operazioni. Va notato che questo produttore
       ha esportato solo verso la Repubblica ceca volumi relativamente bassi del prodotto in
       esame.
3. Possibilità di un aumento delle esportazioni in dumping nella Comunità
(23)   L'inchiesta ha permesso di constatare che le società polacche dispongono delle
       capacità per produrre significativi volumi supplementari del prodotto in esame da
       esportare nella Comunità. Tali volumi potrebbero facilmente raggiungere i notevoli
       livelli rilevati per il PI dell'inchiesta originaria. Inoltre, queste esportazioni sarebbero
       con ogni probabilità effettuate a prezzi di dumping.
                                                  7
 ---pagebreak--- (a) Produttore esportatore che ha cooperato
(24)   Considerato che il livello di utilizzo della capacità del produttore che ha cooperato era
       relativamente basso durante il PI, vi è la possibilità di un incremento considerevole
       della sua produzione. Questi ha anche la possibilità concreta di passare facilmente
       dalla produzione di nitrato di ammonio a quella di UNA, poiché le apparecchiature
       supplementari necessarie alla produzione di UNA non richiedono grandi investimenti.
(25)   Se le misure in vigore fossero revocate, il mercato comunitario potrebbe risultare più
       interessante per i produttori polacchi del mercato nordamericano. L'inchiesta ha infatti
       dimostrato che durante il PI i prezzi dell'UNA sul mercato dell'America del Nord
       erano leggermente inferiori che sul mercato comunitario. Inoltre, quest'ultimo è
       considerato più attraente dai produttori esportatori polacchi per la sua prossimità
       geografica, che comporta minori costi di trasporto. Pertanto, per lo stesso prezzo di
       vendita applicato sul mercato nordamericano, i produttori esportatori polacchi
       potrebbero realizzare margini di profitto superiori sul mercato comunitario. In raltà, se
       ai clienti comunitari fossero applicati prezzi uguali o leggermente inferiori, si
       tratterebbe sempre di prezzi di dumping, nonostante i costi di trasporto più bassi.
       Inoltre, il produttore che ha cooperato ha tutto l'interesse, dato il basso tasso di utilizzo
       della sua capacità, a vendere anche a prezzi più bassi, fintantoché copre i costi
       variabili e può mantenere i prezzi che pratica sul mercato USA. Non si deve
       dimenticare che la Comunità era il principale mercato di esportazione di UNA della
       Polonia prima dell'istituzione di dazi antidumping. Anche dopo l'entrata in vigore delle
       misure, in particolare durante il 1996, quando i prezzi sul mercato comunitario erano
       superiori al prezzo all'importazione minimo imposto con le misure antidumping, il
       50% circa della produzione polacca veniva esportato nella Comunità.
(26)   Inoltre, in seguito all'istituzione di misure antidumping nei confronti delle
       importazioni di UNA originarie di Algeria, Bielorussia, Lituania, Russia e Ucraina,
       altri produttori esportatori avranno maggiori opportunità di riconquistare quote di
       mercato.
(27)   Il produttore esportatore che ha cooperato ha sostenuto che, in base alle proiezioni
       delle vendite, non sarà più in grado in futuro di esportare UNA nella Comunità. Ciò
       sarebbe dovuto: (i) al previsto notevole aumento delle sue vendite di nitrato di
       ammonio sul mercato interno, che limiterà la disponibilità di questa materia per la
       produzione di UNA, e (ii) all'espansione del mercato interno di UNA.
(28)   A questo proposito si deve osservare che, anche se l'inchiesta ha confermato che le
       vendite nazionali di nitrato di ammonio sono aumentate sensibilmente tra il 1998 e il
       1999, l'incremento è iniziato da un livello di vendite relativamente basso poiché il
       consumo interno era diminuito del 15% tra il 1996 e il 1998. Si prevede pertanto che
       le vendite sul mercato interno resteranno in futuro al livello del 1999 o aumenteranno
       solo di poco. Queste previsioni sono confermate dagli stessi dati del produttore
       polacco che ha cooperato relativi alle vendite effettuate nei primi otto mesi del 2000.
       Sembra pertanto che il forte aumento delle vendite registrato sul mercato interno tra il
       1998 e il 1999 sia da considerare eccezionale.
(29)   Per quanto riguarda l'evoluzione delle vendite di UNA sul mercato interno, i dati del
       produttore polacco che ha cooperato relativi alle vendite nei primi otto mesi del 2000
       indicano in realtà un aumento molto inferiore al previsto.
                                                8
 ---pagebreak--- (30)   Si è inoltre constatato che nel 2000 è stato nuovamente esportato nella CE un volume
       considerevole di UNA. In effetti, tra il gennaio e l'ottobre 2000 le esportazioni totali di
       UNA dalla Polonia nella CE sono state pari al 5% del consumo totale della Comunità
       nel PI.
(b) Produttore che non ha cooperato
(31)   Riguardo al secondo produttore esportatore polacco, si è constatato che ha esportato
       un volume significativo del prodotto in esame nella Comunità nel 1996, quando i
       prezzi sul mercato comunitario erano temporaneamente superiori al prezzo
       all'importazione minimo. Durante la precedente inchiesta si è stabilito che questo
       produttore disponeva di una notevole capacità di produzione e non si hanno
       indicazioni di un cambiamento della situazione. Si può pertanto concludere che questa
       società può esportare quantitativi significativi nella Comunità qualora siano revocate
       le misure antidumping. Poiché la società in questione non ha cooperato all'inchiesta, si
       è concluso che, nelle eventuali future esportazioni nella Comunità, la sua politica dei
       prezzi non dovrebbe differire molto da quella della società che ha cooperato e dal suo
       stesso comportamento durante l'inchiesta originaria.
(c) Conclusioni sulle potenziali esportazioni nella Comunità
(32)   Dalle considerazioni che precedono si può concludere che i produttori esportatori
       polacchi hanno chiaramente le capacità per esportare grandi quantitativi di UNA a
       prezzi di dumping.
(33)   La Comunità era il principale mercato di esportazione di UNA della Polonia; anche
       quando erano già in vigore misure antidumping, in particolare nel 1996, quando i
       prezzi sul mercato comunitario erano superiori al prezzo all'importazione minimo, il
       50% circa della produzione polacca è stato esportato nella Comunità. Se le misure
       antidumping saranno revocate, questo mercato tornerà con ogni probabilità ad essere
       uno sbocco attraente per i produttori polacchi.
4. Conclusioni sulle probabilità di una reiterazione del dumping
(34)   I produttori esportatori polacchi possono aumentare significativamente i loro volumi di
       produzione di UNA grazie alle loro notevoli capacità di produzione inutilizzate.
(35)   Qualsiasi incremento futuro del consumo interno non sarà sufficiente ad assorbire
       questi eventuali volumi supplementari, che saranno perciò molto probabilmente
       esportati. Questa conclusione è tanto più credibile in quanto durante il periodo tra
       l'inizio del 1995 e la fine del 1998 i produttori polacchi hanno esportato in generale
       una forte percentuale della loro produzione (in media più dell'80%).
(36)   Nell'eventualità che le misure siano revocate, è probabile che la maggior parte delle
       esportazioni polacche di UNA vengano indirizzate verso il mercato comunitario in
       ragione della sua prossimità geografica e dei conseguenti bassi costi di trasporto.
       Inoltre, l'applicazione di misure antidumping alle importazioni di UNA originarie di
       altri cinque paesi terzi potrebbe fungere da ulteriore incentivo all'aumento delle
       esportazioni nella Comunità, tanto più che essa era in passato, prima dell'istituzione di
       dazi antidumping, il principale mercato di esportazione di UNA della Polonia.
                                                9
 ---pagebreak--- (37)   Le attuali evidenti pratiche di dumping di un produttore esportatore polacco sul
       mercato dell'America del Nord, il livello dei prezzi attualmente prevalente sul mercato
       polacco e quello prevalente sul mercato comunitario indicano che una ripresa delle
       esportazioni polacche significherebbe con grande probabilità l'applicazione di prezzi
       di dumping alle importazioni nella Comunità.
(38)   Si conclude pertanto che sussiste la probabilità di una reiterazione del dumping nel
       caso siano revocate le misure in vigore.
                         F. DEFINIZIONE D'INDUSTRIA COMUNITARIA
(39)   I produttori comunitari che hanno risposto al questionario rappresentavano più
       dell'85% della produzione comunitaria di UNA durante il PI e costituiscono perciò
       l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 e dell'articolo 5, paragrafo 4
       del regolamento di base.
                         G. SITUAZIONE DEL MERCATO COMUNITARIO
1. Consumo comunitario
(40)   Il consumo comunitario apparente è stato stabilito in base ai volumi delle vendite
       dell'industria comunitaria sul mercato della Comunità, alle informazioni contenute
       nella denuncia relativa ai restanti produttori comunitari, alle informazioni fornite dal
       produttore esportatore polacco che ha cooperato e a dati Eurostat. Ove opportuno, i
       volumi sono stati adattati in modo che corrispondessero alle soluzioni di UNA con un
       tenore di azoto del 32%.
(41)   Risulta da questi calcoli che il consumo è diminuito nella Comunità tra il 1995 e il
       1997 da 3 155 000 t a 2 882 000 t. In seguito è aumentato notevolmente raggiungendo
       il livello di 3 413 000 t durante il PI. L'incremento è stato marcato specialmente tra il
       1998 e il PI (+15%). Durante tutto il periodo oggetto del riesame il consumo
       comunitario è aumentato dell'8,2%.
2. Andamento delle importazioni
(a) Volumi delle importazioni
(42)   Le importazioni totali di UNA nella Comunità hanno seguito un andamento
       discendente nei primi tre anni del periodo oggetto del riesame, passando da 1 565 000
       t nel 1995 a 990 000 t nel 1997, per poi aumentare fino a 1 482 000 t durante il PI.
       Nell'insieme del periodo oggetto del riesame le importazioni totali sono diminuite del
       5% circa.
(43)   Per quanto riguarda il volume delle importazioni polacche, esso è drasticamente sceso
       nel periodo oggetto del riesame, soprattutto a partire dal 1997, da 360 000 t nel 1995 a
       zero durante il PI. L'inchiesta ha rivelato che l'andamento delle importazioni dalla
       Polonia era il risultato della combinazione delle misure antidumping istituite alla fine
       del 1994 e dell'evoluzione del prezzo medio dell'UNA sul mercato comunitario, come
       illustrato in appresso. Si ricorda che prima dell'istituzione di misure le importazioni di
       UNA dalla Polonia avevano raggiunto il livello di 520 000 t circa nel 1992 e 405 000 t
       circa nel 1993 e rappresentavano all'epoca il 50% circa delle importazioni totali.
                                                 10
 ---pagebreak--- (44)   In questo contesto, com'è stato confermato dal regolamento (CE) 1995/2000 del
       Consiglio, taluni paesi terzi hanno tratto beneficio dall'imposizione di dazi
       antidumping sulle importazioni polacche. Il volume delle loro esportazioni nella
       Comunità è aumentato da 869 000 t nel 1995 a 1 393 000 t durante il PI.
(45)   I volumi delle importazioni dagli altri paesi terzi sono invece fortemente diminuiti nel
       periodo oggetto del riesame, poiché rappresentavano il 21% circa delle importazioni
       totali nel 1995 e solo il 6% durante il PI.
(b) Andamento dei prezzi delle importazioni
(46)   Dopo l'istituzione di misure antidumping nei confronti delle importazioni di UNA
       originarie della Polonia e della Bulgaria i prezzi sono risaliti fino al 1996. Dopo tale
       data le importazioni dai cinque paesi interessati dal regolamento (CE) 1995/2000 del
       Consiglio hanno avuto un effetto depressivo sui prezzi nel mercato comunitario. Per
       sostenere la situazione l'industria comunitaria non ha avuto altra scelta che seguire la
       diminuzione dei prezzi, per conservare la sua quota di mercato. I produttori esportatori
       polacchi non hanno potuto seguire i prezzi del mercato comunitario quando sono scesi
       sotto il prezzo all'importazione minimo, al quale le loro importazioni sono state
       assoggettate con l'istituzione delle misure antidumping. Di conseguenza, dal 1998 essi
       si sono ritirati dal mercato comunitario.
3. Situazione economica dell'industria comunitaria
(c) Produzione
(47)   La produzione di UNA dell'industria comunitaria è aumentata del 10,4% tra il 1995 e
       il PI, passando da 1 484 000 t a 1 639 000 t. L'incremento più significativo si è avuto
       tra il 1996 e il 1997 dopo l'introduzione di misure antidumping nei confronti delle
       importazioni di UNA originarie di Polonia e Bulgaria.
(d) Capacità e tassi di utilizzo della capacità
(48)   Le capacità di produzione totali dell'industria comunitaria sono rimaste relativamente
       stabili nel periodo oggetto del riesame. Il loro utilizzo è aumentato dal 38% nel 1995
       al 43% nel 1997 ed è sceso poi al 41% durante il PI.
(49)   Va notato tuttavia che le capacità di produzione installate possono essere utilizzate per
       la produzione di vari concimi, vendibili singolarmente o in miscugli, com'è il caso
       della produzione di UNA. Il livello assoluto di utilizzo della capacità, come pure il suo
       andamento, è influenzato di conseguenza anche dall'evoluzione di altri concimi.
(e) Vendite nella Comunità
(50)   Nel periodo oggetto del riesame il volume delle vendite dell'industria comunitaria ha
       registrato una tendenza ascendente, che è stata però temporaneamente interrotta tra il
       1997 e il 1998. Questa tendenza dovrebbe essere analizzata alla luce dell'andamento
       generale del mercato. In effetti, la diminuzione del volume delle vendite dell'industria
       comunitaria tra il 1997 e il 1998 è avvenuta sullo sfondo di una situazione di stabilità
       del mercato generale, rappresentando così una perdita di quote di mercato. L'aumento
       del volume delle vendite tra il 1998 e il PI invece corrispondeva al trend del mercato.
       Nonostante la tendenza alla crescita del volume delle vendite, la posizione di mercato
       dell'industria comunitaria si è nel complesso deteriorata dal 1997. L'industria
                                                11
 ---pagebreak---        comunitaria non è riuscita a trarre vantaggio dall'incremento del consumo, a causa
       della pressione esercitata dalle importazioni dai cinque paesi oggetto del regolamento
       (CE) 1995/2000.
(f) Scorte
(51)   Il livello delle scorte non è considerato un indicatore di pregiudizio valido in ragione
       del carattere stagionale delle vendite e del fatto che l'UNA è stoccato in parte dagli
       stessi produttori e in parte dalle cooperative di agricoltori, utilizzatori del prodotto in
       esame.
(g) Quota di mercato
(52)   Dopo un recupero di 15 punti percentuali, dal 45,8% al 60,7%, tra il 1995 e il 1997, in
       seguito all'entrata in vigore delle misure antidumping, la quota di mercato
       dell'industria comunitaria è scesa, tra il 1997 e il PI, di 8,4 punti percentuali.
(h) Prezzi di vendita dell'industria comunitaria
(53)   I prezzi netti dei produttori comunitari sono diminuiti in media da 111,3 € nel 1995 a
       78,3 € durante il PI. Come indicato al punto 46, il calo è stato particolarmente marcato
       tra il 1996 e il PI, ammontando a -32,2%.
(i) Redditività
(54)   La media ponderata della redditività dell'industria comunitaria si è ridotta di 15,2 punti
       percentuali tra il 1995 e il PI, passando da +4,9% a -10,3%. Dopo aver raggiunto un
       apice nel 1996 (+6,2%), essa è scesa di 16,5 punti percentuali tra tale anno e il PI.
       Questo andamento va considerato nel quadro dell'evoluzione dei prezzi registrata
       dall'industria comunitaria nello stesso periodo. L'inchiesta ha indicato che i prezzi
       dell'industria comunitaria sono aumentati tra il 1995 e il 1996 e hanno iniziato poi a
       diminuire principalmente a causa della pressione esercitata dalle importazioni dai
       cinque paesi oggetto del regolamento (CE) 1995/2000. Non va dimenticato che
       durante il PI dell'inchiesta originaria (aprile 1992 - marzo 1993) l'industria comunitaria
       ha registrato perdite superiori al 5%.
(55)   Il rendimento degli investimenti ha seguito nell'insieme la curva della redditività nel
       periodo oggetto del riesame. La tendenza discendente di questo indicatore era persino
       più marcata a causa dell'effetto congiunto del calo della redditività e dell'incremento
       degli investimenti netti dovuti a nuove acquisizioni, come descritto in appresso. Va
       notato che si è tenuto conto sia degli investimenti diretti che di una parte degli
       investimenti connessi indirettamente alla fabbricazione del prodotto in esame.
(j) Cash flow
(56)   Anche il cash flow generato dall'industria comunitaria in relazione alle vendite di
       UNA ha seguito l'andamento della redditività.
(k) Capacità di ottenere capitale
(57)   Data la struttura delle società che hanno presentato la denuncia - imprese produttrici di
       concimi appartenenti a grandi gruppi chimici che trattano anche di altri prodotti - non
       è stato possibile stabilire la loro capacità di ottenere capitale soltanto per il prodotto in
                                                 12
 ---pagebreak---        esame e si è concluso pertanto che questo indicatore non era significativo per misurare
       il pregiudizio.
(l) Occupazione e salari
(58)   Il numero di occupati nell'industria comunitaria è aumentato tra il 1995 e il 1996 da
       330 a 339 dipendenti ed è diminuito in seguito fino a 322 dipendenti nel PI, con un
       calo del 5%.
(59)   I salari hanno seguito nel complesso un andamento verso il basso analogo al calo del
       numero di dipendenti.
(m)Investimenti a monte
(60)   Gli investimenti più importanti effettuati dall'industria comunitaria durante il periodo
       oggetto del riesame sono stati tra il 1996 e il 1998 e hanno riguardato gli impianti di
       produzione di urea e acido nitrico; questi prodotti sono entrambi materie prime
       utilizzate per la produzione di soluzioni di UNA, ma anche per la produzione di nitrato
       di ammonio solido e urea solida, per i quali esistevano prospettive più promettenti che
       per l'UNA. Gli investimenti diretti relativi solo all'ultima fase del processo di
       produzione, ossia la miscelazione di nitrato di ammonio e urea, rappresentano una
       piccola quota delle cifre indicate sopra. Questi investimenti diretti sono rimasti
       relativamente stabili durante il periodo oggetto del riesame.
4. Conclusioni relative all'analisi della situazione del mercato comunitario
(61)   L'introduzione di un prezzo minimo per le importazioni dalla Polonia ha avuto in un
       primo tempo un effetto positivo sull'industria comunitaria, che ha potuto risollevarsi
       da una situazione economica deteriorata. Tuttavia, a partire dal 1997, i produttori di
       Algeria, Bielorussia, Lituania, Russia e Ucraina, hanno contribuito, come ha
       confermato il regolamento (CE) 1995/2000 che ha istituito dazi definitivi sulle
       importazioni di UNA originarie di questi cinque paesi, ad una depressione generale dei
       prezzi sul mercato comunitario riducendo i loro prezzi di vendita in media del 35%
       circa tra il 1996 e il 1997. Così facendo sono riusciti ad aumentare il volume delle loro
       esportazioni nella Comunità, sono stati rapidamente in grado di rilevare le quote di
       mercato dei produttori polacchi e hanno provocato di conseguenza un notevole
       deterioramento della situazione economica dell'industria comunitaria.
      H. PROBABILITÀ DEL PERSISTERE E/O DI UNA REITERAZIONE DEL PREGIUDIZIO
(62)   Per poter valutare i probabili effetti dello scadere delle misure in vigore, si è tenuto
       conto dei seguenti elementi.
(a) Come illustrato ai punti da 23 a 31:
         - vi sono indizi chiari della capacità dei produttori polacchi di aumentare la
         produzione e i volumi delle loro esportazioni;
         - se le misure in vigore cesseranno di essere applicate, è probabile che questi volumi
         supplementari siano riversati sul mercato comunitario;
                                               13
 ---pagebreak---            - in base ai prezzi all'esportazione stabiliti per le esportazioni nell'America del Nord,
           è probabile che, in assenza di misure, i produttori esportatori polacchi tornino a
           praticare prezzi di dumping. Questi prezzi, che avrebbero anche lo scopo di
           consentire il recupero delle quote di mercato perdute, provocherebbero
           probabilmente un ulteriore pregiudizio all'industria comunitaria. L'eventualità che i
           produttori esportatori polacchi abbassino i loro prezzi è confermata dal loro
           comportamento sui mercati di paesi terzi, in particolare nell'America del Nord.
(b) Questo comportamento dei produttori esportatori polacchi in materia di prezzi, unito alla
    loro capacità di fornire quantitativi notevoli di UNA, avrebbe con ogni probabilità l'effetto
    di deprimere i prezzi su un mercato di prodotti di base, di per sé molto sensibile ai prezzi.
    Ne deriverebbe un rinnovato pregiudizio per l'industria comunitaria in termini di un calo
    dei prezzi, dei volumi delle vendite e delle quote di mercato e un conseguente impatto
    sulla sua redditività. A questo proposito si ricorda che le importazioni da Algeria,
    Bielorussia, Lituania, Russia e Ucraina hanno seguito recentemente modelli identici in
    materia di prezzi e volumi con effetti sull'industria comunitaria analoghi a quelli appena
    descritti.
(c) L'industria comunitaria si trova tuttora in una situazione difficile, soprattutto per quanto
    riguarda la redditività. Infatti, nonostante il deciso miglioramento intervenuto in seguito
    all'istituzione delle misure oggetto del presente riesame nei primi due anni della loro
    applicazione, la situazione dell'industria comunitaria si è nuovamente deteriorata, in
    particolare a partire dal 1997, a causa del dumping pregiudizievole praticato nelle
    importazioni da altri paesi, come appurato nel regolamento (CE) 1995/2000. In queste
    circostanze, se le misure nei confronti della Polonia fossero revocate, non solo la
    situazione dell'industria comunitaria sarebbe nuovamente minacciata, ma anche i benefici
    che essa dovrebbe trarre dalle misure istituite nei confronti di questi altri paesi potrebbero
    essere ridotti o addirittura annullati.
(63)     Sulla scorta delle considerazioni che precedono si conclude che, qualora le misure in
         questione fossero revocate, vi è probabilità di reiterazione del pregiudizio.
                                  I. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Nota preliminare
(64)     In conformità dell'articolo 21 del regolamento di base, si è esaminato se una proroga
         delle misure antidumping in vigore fosse contraria all'interesse della Comunità nel suo
         insieme. Per determinare l'interesse della Comunità sono stati valutati gli interessi di
         tutte le parti coinvolte, ossia dell'industria comunitaria, degli importatori/rivenditori e
         degli utilizzatori del prodotto in esame.
(65)     Si ricorda che nell'inchiesta precedente l'adozione di misure non è stata considerata
         contraria all'interesse della Comunità. Inoltre, il fatto che la presente inchiesta si
         svolga nel quadro di un riesame e analizzi pertanto una situazione in cui sono già state
         applicate misure antidumping dovrebbe consentire di registrare qualsiasi effetto
         negativo anomalo delle misure antidumping in vigore sulle parti interessate.
(66)     Su questa base si è esaminato se, nonostante le conclusioni sulla probabilità di
         reiterazione del dumping pregiudizievole, non vi fossero motivi validi per concludere
         che non è nell'interesse della Comunità mantenere le misure in vigore in questo caso
         particolare.
                                                  14
 ---pagebreak--- 2. Interesse dell'industria comunitaria
(67)  L'industria comunitaria ha dimostrato di essere strutturalmente efficiente, capace di
      adattarsi ai mutamenti del mercato. Ciò è stato confermato in particolare dallo
      sviluppo positivo della situazione nel periodo in cui era stata ripristinata una
      concorrenza effettiva, in seguito all'imposizione di misure antidumping sulle
      importazioni originarie della Polonia e della Bulgaria, e dagli investimenti effettuati
      dall'industria per ammodernare le sue strutture di produzione. Questi effetti positivi
      hanno però avuto vita breve poiché, a partire dal 1997, altre importazioni in dumping
      originarie di paesi terzi diversi dalla Polonia hanno esercitato una forte pressione sui
      prezzi del mercato comunitario, portando ad un nuovo degrado della situazione
      economica dell'industria comunitaria. Questo degrado era tale che nel corso del 2000
      l'industria comunitaria ha dovuto ristrutturare le sue attività e chiudere notevoli
      capacità di produzione di nitrati, riducendo il numero dei posti di lavoro.
(68)  Si può ragionevolmente pensare che l'industria comunitaria trarrà beneficio dalle
      misure istituite con il regolamento 1995/2000, a condizione che il loro effetto non sia
      pregiudicato da dumping di altra origine. Come illustrato sopra, dal momento che vi è
      probabilità di reiterazione di un dumping pregiudizievole da parte dei produttori
      polacchi, sarebbe nell'interesse dell'industria comunitaria mantenere le misure
      antidumping sulle importazioni di UNA originarie della Polonia.
3. Interesse degli importatori/rivenditori indipendenti
(69)  La Commissione ha inviato questionari a 20 importatori/rivenditori indipendenti e a
      un'associazione d'importatori e ha ricevuto nove risposte compresa quella
      dell'associazione.
(70)  L'inchiesta ha rivelato che nessuno di questi importatori/rivenditori ha importato UNA
      dalla Polonia durante il PI. Essi hanno dichiarato che ciò era dovuto al fatto che in
      questo periodo il prezzo medio dell'UNA nella Comunità era inferiore al prezzo
      minimo applicabile alle importazioni dalla Polonia. Va notato tuttavia che le misure
      antidumping istituite nel 1994 nei confronti delle importazioni di UNA dalla Polonia
      non hanno avuto in realtà ripercussioni significative sugli importatori/rivenditori.
      Come hanno dimostrato sia l'inchiesta attuale che quella precedente, in primo luogo gli
      importatori/rivenditori non commerciano in generale solo in UNA ma anche in altri
      concimi e, in secondo luogo, era possibile acquistare UNA di vari altri paesi d'origine.
      Questa possibilità è dovuta alle caratteristiche del prodotto in esame, che è, come si è
      già spiegato, un prodotto di base che non cambia secondo il paese d'origine.
4. Interesse degli utilizzatori
(71)  Il prodotto in esame è utilizzato dagli agricoltori. La Commissione ha inviato
      questionari alle loro associazioni europee, ma non ha ricevuto risposta.
(72)  Come illustrato nel regolamento 1995/2000, i concimi rappresentano una piccola parte
      dei costi di produzione totali degli agricoltori. L'assenza di cooperazione sembra
      inoltre confermare di per sé che questo settore non ha subito sostanziali ripercussioni
      economiche negative con l'introduzione delle misure attualmente in vigore.
                                               15
 ---pagebreak--- (73) In conclusione, è poco probabile che un'eventuale incidenza sugli agricoltori delle
     misure contro la reiterazione del dumping pregiudizievole annullino il loro effetto
     positivo sull'industria comunitaria.
5. Conclusioni relative all'interesse della Comunità
(74) In base alle considerazioni che precedono, si conclude che non vi sono motivi validi
     per non prorogare le misure antidumping in questione.
                                 J. FORMA DELLE MISURE
(75) Come indicato nell'avviso di apertura, il riesame intermedio è stato avviato dalla
     Commissione per procedere ad un eventuale adeguamento della forma delle misure
     relative alla Polonia tenendo conto del trattamento riservato alle esportazioni di UNA
     da taluni paesi terzi nella Comunità, che sono state oggetto di un altro procedimento
     antidumping.
(76) Il regolamento (CE) 1995/2000 del Consiglio, che ha istituito misure nei confronti
     delle importazioni di UNA originarie di Algeria, Bielorussia, Lituania, Russia e
     Ucraina, ha concluso che era opportuno istituire dazi definitivi nella forma di un
     importo specifico per tonnellata. L'intento così perseguito era di garantire l'efficacia
     delle misure e di scoraggiare le manipolazioni dei prezzi osservate in taluni precedenti
     procedimenti relativi alla stessa categoria generale di prodotti, ossia i concimi.
(77) Al pari dei produttori in tali altri procedimenti, i produttori di UNA producono una
     varietà di diversi fertilizzanti i quali sono venduti in gran parte attraverso identici
     distributori. Questo crea un rischio di compensazione dei prezzi tra i diversi prodotti,
     in maniera tale da renderne difficile la rilevazione per le autorità doganali. Per questi
     motivi si ritiene opportuno cambiare la forma delle misure applicabili alle
     importazioni di UNA originarie della Polonia e introdurre un importo specifico per
     tonnellata, conformemente alle misure istituite nei confronti di altri paesi in forza del
     regolamento (CE) 1995/2000 del Consiglio.
(78) Uno dei produttori esportatori polacchi ha contestato il cambiamento proposto
     sostenendo che non vi era una base giuridica per effettuarlo e che il prezzo
     all'importazione minimo ripristinava efficacemente condizioni di concorrenza leale sul
     mercato della Comunità.
(79) A questo proposito si ricorda che la Commissione ha avviato il riesame intermedio
     relativo alla forma delle misure di propria iniziativa, dopo aver consultato il comitato
     consultivo, a norma dell'articolo 11, paragrafo 3 del regolamento di base. Come
     illustrato sopra, la Commissione ha intrapreso il riesame per avere la possibilità di
     cambiare la forma delle misure applicabili alla Polonia per tener conto di altre misure
     riguardanti lo stesso prodotto istituite in seguito nei confronti di altri paesi.
(80) Oltre al rischio di compensazione indicato al punto 77, l'inchiesta ha rivelato il prezzo
     all'importazione minimo è inefficace, in quanto il prezzo del prodotto in esame può
     subire fluttuazioni. A seconda del prezzo medio vigente sul mercato comunitario, il
     prezzo all'importazione minimo può essere inefficace o avere l'effetto di escludere le
     esportazioni polacche da questo mercato. L'istituzione in questo caso particolare di
     dazi antidumping consistenti in un dazio specifico dovrebbe pertanto assicurare
     l'efficacia delle misure nell'eliminare gli effetti pregiudizievoli del dumping. Anche
                                               16
 ---pagebreak---         nel quadro di altri recenti procedimenti si è constatato che la forma delle misure più
        appropriata per questo tipo di prodotto è il pagamento di un importo specifico per
        tonnellata.
(81)    L'importo del dazio in € per tonnellata stabilito dall'inchiesta precedente è il seguente:
                                               Importo del dazio
                                               (€ per tonnellata)
          Zaklady Azotowe Pulawy SA                     19
          Tutte le altre società                        22
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                              Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato
di ammonio originarie della Polonia e classificabili al codice NC 3102 8000.
2. Nella tabella che segue è indicato l'importo del dazio applicabile per tonnellata di prodotto
ai prodotti fabbricati dalle seguenti società:
          Paese                     Società                Importo del          Codice
                                                           dazio (€ per       addizionale
                                                            tonnellata)         TARIC
     POLONIA            Zaklady Azotowe Pulawy SA               19                8795
                        Al. Tysiaclecia P.P. 13,
                        24-110 Pulawy
                        Polonia
                        Altre società                           22                8900
3. Qualora le merci siano state danneggiate prima dell’immissione in libera pratica e, pertanto,
il prezzo effettivamente pagato o pagabile venga calcolato proporzionalmente ai fini della
determinazione del valore in dogana ai sensi dell’articolo 145 del regolamento (CEE) n.
2454/93 della Commissione9, l’importo del dazio antidumping, calcolato sulla base degli
importi fissi sopra indicati, va ridotto di una percentuale che corrisponda all'adeguamento del
prezzo effettivamente pagato o pagabile.
                                              Articolo 2
Salvo diversa indicazione, si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
9
  GU L 253 del 11.10.1993, pag. 40.
                                                  17
 ---pagebreak---                                            Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                             Per il Consiglio
                                             Il Presidente
                                               18