CELEX: 62019CN0831
Language: it
Date: 2019-11-14 00:00:00
Title: Causa C-831/19: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Milano (Italia) il 14 novembre 2019 – Banco di Desio e della Brianza SpA e a./YX, ZW

3.2.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 36/18
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Milano (Italia) il 14 novembre 2019 – Banco di Desio e della Brianza SpA e a./YX, ZW
      (Causa C-831/19)
      (2020/C 36/22)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Giudice del rinvio
      
      Tribunale di Milano
      
         Parti nella causa principale
      
      
         Ricorrenti: Banco di Desio e della Brianza SpA, Banca di Credito Cooperativo di Carugate e Inzago sc, Intesa Sanpaolo SpA, Banca Popolare di Sondrio s.c.p.a, Cerved Credit Management SpA
      
         Resistenti: YX, ZW
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se ed a quali condizioni il combinato disposto degli artt. 6 e 7 della direttiva 93/13/CEE (1) e dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea osti ad un ordinamento nazionale, come quello delineato, che preclude al giudice dell’esecuzione di effettuare un sindacato intrinseco di un titolo esecutivo giudiziale passato in giudicato, allorquando il consumatore, avuta consapevolezza del proprio status (consapevolezza precedentemente preclusa dal diritto vivente), richieda di effettuare un simile sindacato.
               
            
                  2)
               
               
                  Se ed a quali condizioni il combinato disposto degli artt. 6 e 7 della direttiva 93/13/CEE e dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea osti ad un ordinamento come quello nazionale che, a fronte di un giudicato implicito sulla mancata vessatorietà di una clausola contrattuale, preclude al giudice dell’esecuzione, chiamato a decidere su un’opposizione all’esecuzione proposta dal consumatore, di rilevare una simile vessatorietà e se una simile preclusione possa ritenersi esistente anche ove, in relazione al diritto vivente vigente al momento della formazione del giudicato, la valutazione della vessatorietà della clausola era preclusa dalla non qualificabilità del fideiussore come consumatore.
               
            
         (1)  Direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori (GU 1993, L 95, pag. 29).