CELEX: 62021TN0556
Language: it
Date: 2021-11-04 00:00:00
Title: Causa T-556/21: Ricorso proposto il 4 novembre 2021 — Lyubetskaya / Consiglio

10.1.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 11/27
            
         
      Ricorso proposto il 4 novembre 2021 — Lyubetskaya / Consiglio
      (Causa T-556/21)
      (2022/C 11/37)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Sviatlana Lyubetskaya (Minsk, Bielorussia) (rappresentante: D. Litvinski, avvocato)
      
         Convenuto: Consiglio dell'Unione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare il regolamento di esecuzione (UE) 2021/997 del Consiglio del 21 giugno 2021 che attua l'articolo 8 bis, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 765/2006 concernente misure restrittive nei confronti della Bielorussia, nella parte in cui riguarda la ricorrente;
               
            
                  —
               
               
                  annullare la decisione di esecuzione (PESC) 2021/1002 del Consiglio del 21 giugno 2021 che attua la decisione 2012/642/PESC relativa a misure restrittive in considerazione della situazione in Bielorussia
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Consiglio alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Il primo motivo verte sull’inosservanza del principio della responsabilità personale. La ricorrente sostiene che lo scopo e il contenuto degli atti impugnati, interpretati alla luce della formulazione, del contesto e delle finalità di questi ultimi, contrastano con il principio di proporzionalità, in quanto l’autorità preposta all’azione penale non rispetta il proprio obbligo di precisare l’imputabilità dei fatti alla ricorrente.
               
            
                  2.
               
               
                  Il secondo motivo verte su un errore di valutazione e si basa sull’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Secondo la ricorrente, gli atti impugnati non sono suffragati dai fatti e si limitano a trarre conclusioni fondate solamente sullo status di parlamentare rivestito dalla stessa.
               
            
                  3.
               
               
                  Il terzo motivo verte sull’inosservanza del principio di proporzionalità. A tal proposito la ricorrente sostiene che lo scopo e il contenuto degli atti impugnati, interpretati alla luce della formulazione, del contesto e delle finalità di questi ultimi, contrastano con il principio di proporzionalità, in particolare in relazione allo status di parlamentare rivestito dalla stessa.