CELEX: 52001PC0404(01)
Language: it
Date: 2001-11-26
Title: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione, la sorveglianza e la farmacovigilanza dei medicinali a uso umano e veterinario, e l'agenzia europea di valutazione dei medicinali

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52001PC0404(01)

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione, la sorveglianza e la farmacovigilanza dei medicinali a uso umano e veterinario, e l'agenzia europea di valutazione dei medicinali  /* COM/2001/0404 def. - COD 2001/0252 */  

Gazzetta ufficiale n. 075 E del 26/03/2002 pag. 0189 - 0215

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione, la sorveglianza e la farmacovigilanza dei medicinali a uso umano e veterinario, e l'agenzia europea di valutazione dei medicinali(presentata dalla Commissione)RELAZIONEI. Considerazioni generali e obiettivi1. L'1 gennaio 1995, facendo seguito a varie procedure basate sulla cooperazione volontaria tra le autorità nazionali competenti, sono entrate in vigore nuove procedure comunitarie d'autorizzazione e di vigilanza dei medicinali [1]. Al centro di questo dispositivo, l'agenzia europea per la valutazione dei medicinali (di seguito "l'agenzia"), persegue vari obiettivi, in particolare la condivisione del potenziale di competenze scientifiche degli Stati membri, al fine di garantire un livello elevato di protezione della salute pubblica, la libera circolazione dei prodotti farmaceutici, l'accesso dei cittadini europei a nuove generazioni di medicinali.[1]  Direttive 93/39/CEE, 93/40/CEE, 93/41/CEE e regolamento (CEE) n. 2309/93.Cinque anni dopo questi obiettivi restano d'attualità, ma l'evoluzione degli interessi internazionali ed europei, lo stato d'avanzamento della scienza e il prossimo arrivo di nuove terapie, impongono di adeguare la legislazione in vigore e di ipotizzare le grandi linee di future procedure di autorizzazione all'immissione in commercio.Il regolamento (CEE) n. 2309/93 aveva previsto la possibilità di modificare le procedure. All'articolo 71, esso recita: "Entro sei anni dall'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione pubblica una relazione generale sull'esperienza acquisita nell'applicazione delle procedure stabilite nel presente regolamento, nel capitolo III della direttiva 75/319/CEE (medicinali per uso umano( e nel capitolo IV della direttiva 81/851/CEE (medicinali veterinari(".In base all'articolo 71 del regolamento (CEE) n. 2309/93, è stata commissionata a Cameron McKenna e a Andersen Consulting una verifica delle procedure del funzionamento dell'agenzia. I risultati della verifica vengono analizzati e sviluppati nella "Relazione della Commissione sul funzionamento delle procedure comunitarie di autorizzazione all'immissione in commercio dei medicinali" (COM ....).2. Alla luce dell'esperienza acquisita tra il 1995 e il 2000 e dei commenti di varie parti interessate (autorità competenti degli Stati membri, imprese farmaceutiche, associazioni delle imprese del settore farmaceutico, associazioni professionali dei medici e dei farmacisti, associazioni dei pazienti e dei consumatori), la Commissione ha ritenuto necessario aggiornare talune disposizioni del regolamento (CEE) n. 2309/93. Si sottolinea particolarmente il termine "aggiornare", perché, pur nella necessità di modificare procedure o norme amministrative o di introdurne di nuove, non vengono messi in discussione né i principi generali né l'architettura di base della procedura centralizzata e dell'agenzia, stabiliti dalla norma costitutiva del 1993.Il funzionamento del mercato unico in campo farmaceutico e il mantenimento di un alto livello di protezione della sanità pubblica restano i due obiettivi principali e indissociabili di questa legislazione e ogni proposta di modifica andrà valutata in rapporto alla loro realizzazione. Questa ultima andrà sempre più a vantaggio sia dei pazienti, cui darà un accesso più rapido a medicinali più innovativi e cui garantirà un alto livello di sicurezza d'uso, sia dell'industria farmaceutica, fonte delle innovazioni grazie agli investimenti di ricerca e sviluppo, la cui competitività potrà aumentare se essa accetta di trarre vantaggio, nel modo più efficace possibile, dall'integrazione comunitaria.3. Oggi va presa in considerazione anche un'altra dimensione, nuova rispetto al contesto del 1993: l'allargamento dell'Unione europea. Come in altri campi, anche in quello della normativa sui medicinali, l'allargamento induce a ripensare la pertinenza di talune procedure, soprattutto su come possano discutere di questioni scientifiche e decidere 20, 25 o 28 Stati membri in un contesto concepito nel 1993 per 12. Va, ad esempio, rivista la procedura decisionale della Commissione in seno alla procedura centralizzata, quella di nomina dei comitati scientifici e del consiglio d'amministrazione dell'agenzia e di adozione dei loro regolamenti interni, se si vuole mantenerne (o aumentarne) l'efficacia e la trasparenza.4. Le modifiche legate a questa nuova dimensione dello spazio comunitario vanno quindi poste in relazione con la necessità sempre presente di mantenere e rafforzare il mercato interno e di evitare di rimettere in discussione i progressi realizzati finora, in particolare dal 1995. Del resto, in questo campo in cui gli immensi progressi tecnici e scientifici futuri saranno inconcepibili senza una globalizzazione della ricerca e dello sviluppo e, in qualche modo, delle regole della valutazione, non vi sono alternative all'integrazione della gestione delle risorse e alla comunitarizzazione delle decisioni.5. Oltre alle considerazioni dovute a sei anni di esperienza nell'attuazione della procedura centralizzata e di funzionamento dell'agenzia, vanno tenuti presenti gli sviluppi delle scienze applicate al campo farmaceutico (come le biotecnologie), attuali e futuri (sviluppo delle tecniche di terapia genica, farmacogenomica, esperimenti di terapia somatica xenogenica). E anch'essi vanno posti in relazione alla crescente globalizzazione, in particolare tra le tre grandi "regioni" farmaceutiche mondiali, Europa, Nordamerica e Giappone. La globalizzazione della ricerca e sviluppo, oggi limitata a medicinali fortemente innovativi, è certo frutto di strategie interne delle grandi aziende farmaceutiche, ma riflette anche reali necessità scientifiche ed economiche.6. La globalizzazione scientifica non deve far dimenticare il suo corollario: cioè, la globalizzazione delle pratiche normative, soprattutto rispetto ai criteri scientifici e tecnici di valutazione dei medicinali. Il rapido susseguirsi di nuove tecnologie nel campo della ricerca e sviluppo dei medicinali esige oggi un contesto normativo adattabile, basato su principi stabili, ben definiti, ma di dimensioni realmente internazionali. Questa dimensione "globale" delle esigenze normative è certo una delle principali novità rispetto all'inizio degli anni '90, quando fu concepito l'attuale sistema comunitario di autorizzazione all'immissione in commercio. Nessun sistema normativo di autorizzazione dei medicinali può ormai essere considerato moderno, efficace e durevole se si sviluppa in modo isolato. Commissione e Stati membri partecipano già molto attivamente nel quadro della ICH [2] e della VICH [3] alle discussioni internazionali sui requisiti tecnici e scientifici dei medicinali per uso umano e veterinari. Ma è anche importante che il quadro normativo del sistema comunitario d'autorizzazione all'immissione in commercio tenga conto del nuovo contesto globale in modo da permettere all'Europa comunitaria di svolgere in pieno il suo ruolo sulla scena internazionale accanto ai nostri partner americani e giapponesi.[2]  International Conference on Harmonisation of Technical Requirements for the Registration of Pharmaceuticals for Human Use.[3]  International Conference on Harmonisation of Technical Requirements for the Registration of Veterinary Pharmaceuticals Products.7. Queste considerazioni tecniche e normative vanno fatte sapendo che - lo ripetiamo - una delle finalità essenziali dello sviluppo e del funzionamento del mercato unico dei medicinali, è quella di apportare benefici concreti in termini di salute per i pazienti. Il sistema di autorizzazione centralizzata ha dimostrato la sua capacità di valutare qualità, sicurezza ed efficacia dei medicinali. I tempi di messa a disposizione dei medicinali sono soddisfacenti, come si rileva dalla relazione della Commissione già citata. La durata delle procedure, di circa 270 giorni, è paragonabile a quella di altri grandi sistemi non comunitari, come la "Food and Drug Administration" negli USA. I tempi sono stati ulteriormente ridotti per categorie di medicinali autorizzate dalla procedura centralizzata, rispetto alla situazione precedente il 1995, in cui agli stessi medicinali veniva applicata soprattutto la procedura detta della concertazione, istituita dalla direttiva 87/22/CEE [4].[4]  GU L 15 del 17.1.1987, pag. 38. La direttiva è stata abrogata dalla direttiva 93/41/CEE (GU L 214 del 24.8.1993, pag. 40) con l'istituzione dell'agenzia e della procedura centralizzata.Se il regolamento (CE) n. 141/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, sui medicinali orfani [5], ha migliorato l'accesso dei pazienti a taluni nuovi medicinali, in seno alla procedura centralizzata c'è ancora spazio per ampliare la disponibilità di nuovi trattamenti. Una procedura d'autorizzazione accelerata, per i medicinali di rilevante interesse per la sanità pubblica, perché innovativi o appartenenti a una classe con poche alternative terapeutiche, o un'autorizzazione condizionale che permette la commercializzazione anticipata di medicinali, se i risultati degli studi disponibili dimostrano forti benefici per i malati, permetteranno al cittadino europeo di beneficiare al più presto delle innovazioni della ricerca.[5]  GU L 18 del 22.1.2000, pag. 1.8. Le nuove disposizioni non vanno però introdotte a scapito della sicurezza d'uso per il paziente, della necessaria sorveglianza del mercato e del rafforzamento della farmacovigilanza. L'analisi della relazione rischi/benefici di ogni nuovo medicinale deve restare la base di ogni decisione amministrativa a suo riguardo, quali che siano le procedure d'autorizzazione applicate. Se l'attuale normativa ha permesso elevati livelli di sicurezza, occorre però migliorarne talune modalità per rendere globalmente più efficace il sistema di farmacovigilanza e di sorveglianza del mercato e per tener conto dell'emergere di nuove terapie e dell'aumento del mercato da sorvegliare dopo il prossimo allargamento dell'UE. Al centro di questo dispositivo, l'agenzia deve rafforzarsi. Va anche modificato il modo con cui la Commissione decide o prende provvedimenti d'urgenza, per accrescerne rapidità ed efficacia. In concreto, occorre aumentare la frequenza delle relazioni periodiche aggiornate sulla sicurezza, ampliare i criteri di notifica degli effetti indesiderati, soprattutto di quelli gravi, generalizzare l'uso di una terminologia di farmacovigilanza comune e internazionale e di una banca di dati contenente i dati raccolti e rafforzare il coordinamento e il controllo dell'agenzia.9. In campo veterinario vale in gran parte quanto detto finora, pur adeguato a talune caratteristiche tecniche o scientifiche. Qui, un problema sempre più importante è la disponibilità di medicinali veterinari per talune specie animali o in taluni indicazioni. È una questione che dipende soprattutto dalla revisione della direttiva (codifica) [6] e dal regolamento (CEE) n. 2377/90 [7] del Consiglio. Se si tratta del modo di attuare una norma o di definire il campo d'applicazione della procedura centralizzata, la presente proposta prevede deroghe o adattamenti per casi specifici, come taluni medicinali immunologici a vocazione regionale, usati per trattare malattie oggetto di misure comunitarie di profilassi.[6]  GU L ...[7]  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 1.10. In generale, nel quadro della revisione della legislazione farmaceutica, si possono stabilire quindi quattro grandi obiettivi, fondati sulle conclusioni della relazione della Commissione, e particolarmente pertinenti rispetto alla procedura centralizzata e alle responsabilità dell'agenzia.//  * Garantire elevati livelli di protezione della salute dei cittadini europei, mettendo a disposizione dei pazienti, in tempi possibilmente brevi, prodotti innovativi e sicuri e aumentando la sorveglianza del mercato con procedure più efficaci di controllo e di farmacovigilanza. Per i medicinali veterinari, migliorare il livello della salute animale aumentando il numero dei medicinali disponibili.* Completare il mercato interno dei prodotti farmaceutici tenendo conto degli aspetti della globalizzazione e stabilire un quadro regolamentare e legislativo che favorisca la competitività dell'industria europea.* Accettare la sfida del futuro allargamento dell'UE.* Razionalizzare e semplificare per quanto possibile il sistema, migliorandone così la coerenza globale, la visibilità e la trasparenza delle procedure.II. RiformulazioneAnche se i cambiamenti proposti non influiscono sull'orientamento globale e le linee generali del regolamento (CEE) n. 2309/93 e si tratta solo di miglioramenti apportati in base all'esperienza acquisita sul funzionamento del sistema, è però vero che il testo subirà numerose correzioni e cambierà la sua veste attuale. L'adozione delle due direttive codificate in campo umano e veterinario impone poi di sostituire tutti i riferimenti alle vecchie direttive con i riferimenti agli articoli delle direttive codificate. Modificando gli articoli interessati si arriverebbe a una proposta molto complicata e praticamente illeggibile. Si propone invece di abolire il regolamento (CEE) n. 2309/93 (articolo 78) e, per chiarezza, di sostituirlo con un nuovo atto, ispirato al regolamento in vigore ma arricchito di tutti i nuovi elementi e adattamenti alle direttive codificate. Si tratta di una riformulazione del regolamento (CEE) n. 2309/93 dato che molte sue disposizioni sono modificate e che esso sarà sostituito dal nuovo regolamento.In quest'ordine di idee, la motivazione della presente proposta riprende lo schema della motivazione del regolamento (CEE) n. 2309/93, modificata solo in funzione dei nuovi elementi introdotti nel dispositivo.III. Contenuto dettagliato della propostaA) La procedura centralizzata per i medicinali a uso umano1. Questa procedura si applica a categorie di medicinali per i quali essa è obbligatoria e a categorie di medicinali per i quali è facoltativa. In concreto, si propone di mantenere nel complesso il campo d'applicazione previsto dal regolamento originario apportandovi alcune modifiche suggerite dall'esperienza acquisita nel corso degli ultimi sei anni e dagli sviluppi scientifici e tecnologici.La presente proposta prevede che la procedura centralizzata resti obbligatoria per i medicinali derivati da procedimenti biotecnologici, come quelli che ricorrono alle tecnologie dell'ADN ricombinante. Si noti che questa definizione comprende i prodotti di terapia genica, compresi i vettori utilizzati, e tutti i medicinali contenenti un componente proteico ottenuto mediante la tecnologia dell'ADN ricombinante, sia o no questo composto un principio attivo del medicinale. I prodotti destinati alla terapia cellulare vanno considerati medicinali soggetti all'autorizzazione di immissione in commercio se fabbricati su scala industriale. Se i prodotti di terapia cellulare derivano da un procedimento biotecnologico di cui all'allegato alla presente proposta, vanno autorizzati mediante la procedura centralizzata. La Commissione rinvia in proposito all'interpretazione data nelle due comunicazioni 94/C 82/04 [8] e 98/C 299/03 [9] di "medicinali derivanti da un procedimento biotecnologico", interpretazione che conserva tutta la sua validità nel quadro della presente proposta (articolo 3, paragrafo 1 e punto 1 dell'allegato).[8]  GU C 82 del 19.3.1994, pag. 4.[9]  GU C 229 del 22.7.1998, pag. 4.La principale modifica proposta, renderà questa procedura obbligatoria anche per tutte le nuove sostanze attive immesse sul mercato comunitario (articolo 3, paragrafo 1 e punto 3 dell'allegato).Vari argomenti giustificano questo campo d'applicazione. L'accettazione e l'ampia diffusione dei medicinali biotecnologici si spiega largamente con l'istituzione nel 1995 di una procedura comunitaria che garantisce un approccio comune e un elevato livello di competenza. I costi di sviluppo di gran parte delle molecole fortemente innovative non permettono dal punto di vista economico o sociologico di limitare la loro commercializzazione ad alcuni mercati nazionali e giustifica un approccio globale e comunitario, che apre loro immediatamente le porte di un mercato continentale. In proposito, riguardo ai costi di valutazione, si noti che l'agenzia può, ai sensi del regolamento(CE) n. 297/95 [10] ridurre i diritti riscossi per l'autorizzazione o per il mantenimento dell'autorizzazione.[10]  GU L 35 del 15.2.1995, pag. 1; regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2743/98, GU L 345 del 19.12.1998, pag. 3.- La presente proposta prevede che la procedura centralizzata sia facoltativa per gli altri medicinali che rappresentano un'innovazione terapeutica; in via complementare si propone di usare questa procedura per i medicinali che, pur non "innovativi", procurano benefici sociali o ai pazienti, se immediatamente autorizzati a livello comunitario. Ciò riguarderà soprattutto taluni medicinali vendibili senza prescrizione medica (articolo 3, paragrafo 2).- Si prevede infine di dare agli Stati membri la possibilità di autorizzare a livello nazionale i medicinali generici autorizzati dalla Comunità mantenendo però l'armonizzazione acquisita a livello comunitario. Chi produce tali medicinali generici avrà quindi la scelta tra due procedure (centralizzata e decentralizzata) per essere autorizzato all'immissione in commercio (articolo 3, paragrafo 3).2. Il comitato scientifico competente in seno alla procedura centralizzata (articolo 5) vede modificata la sua denominazione, che riflette la globalità delle sue competenze in materia di medicinali, e la sua composizione (un rappresentante per autorità competente) che tiene conto del futuro allargamento; ora è anche possibile nominare membri aggiuntivi per cooptazione (articolo 54), per mantenere una rappresentanza scientifica adeguata. La legislazione dà poi la possibilità al comitato di creare gruppi di lavoro e di esperti e di delegare ad essi talune funzioni (articolo 50, paragrafi 2 e 3). In particolare, viene istituito un gruppo di lavoro permanente del comitato, responsabile dell'elaborazione e dell'adozione di pareri scientifici e di consulenze alle imprese. Secondo la Commissione, il fatto che l'agenzia eserciti tale funzione è di enorme importanza, soprattutto riguardo alle PMI che mettono a punto medicinali biotecnologici o a quelle che operano nella ricerca e nello sviluppo di nuove terapie.3. La procedura centralizzata non subisce, in sé, modifiche sostanziali; viene modificata la procedura d'appello se un richiedente contesta il contenuto del parere scientifico del comitato, in modo da rendere tale procedura più efficace e da tutelare meglio la posizione del richiedente (articolo 9, paragrafo 1 e articolo 55, paragrafo 1, secondo comma). È modificata La procedura decisionale della Commissione, essendo quella attuale, come già detto, molto criticata soprattutto per la sua lunghezza. Attualmente la procedura decisionale è quella del comitato di tipo regolamentare III b) [11]. Si noti innanzitutto che, sulle questioni prettamente scientifiche, la Commissione fin dal principio ha sempre seguito il parere dell'agenzia. In tutti i casi in cui è stato consultato, il comitato di regolamentazione ha emesso parere favorevole al progetto di decisione della Commissione, all'unanimità o, in pochissimi casi, a maggioranza qualificata [12]. Inoltre, tali pareri [13] sono stati in gran parte formulati con procedura scritta senza riunione formale del comitato di regolamentazione, possibilità prevista dal regolamento (CEE) n. 2309/93. I rari casi che hanno dato luogo a un voto formale in riunione sono avvenuti all'inizio, nella fase di "rodaggio" del sistema comunitario centralizzato.[11]  Ai sensi della decisione del Consiglio 87/373/CEE; GU L 197 del 18.7.1987, pag. 33.[12]  Cinque pareri a maggioranza qualificata, 257 pareri all'unanimità al 1° maggio 2001.[13]  253 pareri emessi con procedura scritta su 262 pareri emessi in totale al 1° maggio 2001 nel settore dei medicinali per uso umano.Esaminate le critiche degli industriali (cfr. la citata relazione della Commissione), alla luce di un'esperienza di sei anni e dell'adozione da parte del Consiglio di una nuova decisione relativa ai comitati il 28 giugno 1999 (1999/468/CE) [14], è parso necessario rivalutare questa procedura di adozione delle decisioni.[14]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.Da un lato, la nuova decisione del Consiglio stabilisce nel preambolo (considerando 7) l'opportunità di ricorrere alla procedura di regolamentazione per provvedimenti di portata generale, il che non si verifica quando si rilascia un'autorizzazione di immissione in commercio per il medicinale di un determinato operatore economico. Dall'altro, l'esperienza permette di constatare che le decisioni in questo contesto specifico non pongono problemi particolari, tali da sospendere o da ritardare la decisione. La Commissione propone quindi di sottoporre le decisioni a una procedura di consultazione ai sensi della decisione 1999/468/CEE, se il progetto presentato dalla Commissione segue il parere scientifico dell'agenzia, o a una procedura di gestione ai sensi della stessa decisione in tutti gli altri casi. In entrambi i casi si modificano i termini per abbreviare la consultazione degli Stati membri (articoli 10 e 77).4. Per rispondere al legittimo desiderio dei pazienti di ottenere il più rapidamente possibile talune terapie innovative aventi un forte impatto sulla sanità pubblica, la presente proposta istituisce due nuove modalità per ottenere un'autorizzazione di immissione in commercio. Il richiedente può chiedere una valutazione e una decisione accelerata, cioè prioritaria rispetto ad altre procedure. Egli giustificherà la sua domanda dal punto di vista della sanità pubblica e il comitato scientifico accetta o respinge il suo carattere prioritario. In ogni caso, vanno soddisfatti i normali criteri di valutazione basati sulla qualità, la sicurezza e l'efficacia dei medicinali. Ciò riguarderà, soprattutto ma non esclusivamente, taluni medicinali antitumorali o contro l'infezione da HIV, ecc. (articolo 13, paragrafo 6). La seconda procedura introdotta riguarda il caso particolare di taluni medicinali, accreditati, dagli studi disponibili, di forti benefici per i pazienti, dato che il rapporto rischi/benefici appare favorevole tenuto conto della patologia - spesso grave - per la quale sono indicati. La presente proposta prevede la concessione di un'autorizzazione provvisoria di un anno, subordinata a condizioni rigorose e soggetta a riesame annuale. Le condizioni di attuazione di questa disposizione andranno stabilite in modo preciso, sentito il parere di esperti e in base all'esperienza acquisita in paesi terzi e negli Stati membri della Comunità. Si propone che la Commissione definisca tali condizioni con un regolamento d'applicazione adottato secondo la formula del comitato di regolamentazione (articolo 13, paragrafo 4).5. Come per la procedura decentralizzata e per quanto proposto in seno alla legislazione di autorizzazione all'immissione in commercio, la presente proposta prevede di sopprimere il rinnovo quinquennale dell'autorizzazione di immissione in commercio. Questa soppressione è affiancata da procedure più rigorose di farmacovigilanza e da un aumento delle scadenze obbligatorie di presentazione delle relazioni periodiche aggiornate sui dati di sicurezza (articolo 13, paragrafo 1 e articoli 15 - 24). In proposito, si osservi: per ridurre l'onere amministrativo dell'agenzia, garantire una maggiore trasparenza del mercato e tener conto della revoca dell'obbligo di rinnovo quinquennale, la proposta prevede di annullare ogni autorizzazione all'immissione in commercio che, per due anni consecutivi, non sia stata seguita dalla commercializzazione effettiva dei medicinali in questione (articolo 13, paragrafi 2 e 3). Al rafforzamento della farmacovigilanza e della sorveglianza del mercato si affiancano decisioni e sanzioni amministrative più efficaci e rapide (articolo 18, paragrafo 2 e seguenti).B) La procedura centralizzata per i medicinali a uso veterinario1. La maggior parte dei punti sopra indicati si ritrovano identici nella parte della proposta relativa ai medicinali veterinari. È il caso delle disposizioni sui medicinali generici veterinari (articolo 3, paragrafo 3), della composizione e delle procedure applicabili al comitato scientifico competente in campo veterinario ("comitato dei medicinali veterinari") soprattutto riguardo all'istituzione di gruppi di esperti (articolo 54 e articolo 50, paragrafi 2 e 3), della procedura d'appello contro il parere scientifico del comitato (articolo 31, paragrafo 1 e articolo 55, paragrafo 1, secondo comma), nonché delle norme sull'adozione di decisioni da parte della Commissione (articolo 32 e articolo 77). La soppressione del rinnovo quinquennale dell'autorizzazione, le clausole sull'annullamento di quest'ultima (articolo 35, paragrafi 1 - 3) e le norme tese a rafforzare la farmacovigilanza e la sorveglianza del mercato (articoli 37 - 46) sono introdotte in modo parallelo a quelle proposte per i medicinali ad uso umano.Anche qui è previsto che il richiedente possa chiedere una valutazione accelerata della sua domanda, che l'agenzia la tratti cioè in modo prioritario. Il richiedente giustificherà la sua richiesta dal punto di vista terapeutico e della salute animale. Il comitato scientifico accetta o respinge la richiesta in base agli elementi forniti dal richiedente. In ogni caso, vanno soddisfatti i criteri standard relativi alla qualità, alla sicurezza e all'efficacia del medicinale (articolo 35, paragrafo 5).2. Alcune norme hanno tuttavia un carattere specifico. L'applicazione della procedura centralizzata è soggetta al contesto particolare dell'uso di taluni medicinali veterinari. A causa del carattere "regionale" di talune malattie infettive, sembrano opportune misure amministrative speciali, come il fatto che sia l'agenzia a fornire le traduzioni per facilitare l'autorizzazione dei medicinali destinati a tali malattie (articolo 69). È utile, invece, autorizzare con procedura centralizzata medicinali immunologici usati contro malattie oggetto di misure profilattiche comunitarie (articolo 3, paragrafo 2), sia che le sostanze utilizzate siano nuove o no.C) Le disposizioni concernenti l'agenzia e le disposizioni di carattere generale1. Le modifiche alle disposizioni concernenti l'agenzia riguardano le responsabilità ad essa affidate e l'adeguamento delle strutture amministrative e scientifiche ai nuovi compiti e al futuro allargamento dell'UE. I principi che governano l'agenzia, la sua architettura amministrativa e il modo generale di funzionamento non sono modificati; l'esperienza ha dimostrato la validità delle scelte operate nel 1993.2. La presente proposta affida all'agenzia compiti supplementari, che per lo più vanno oltre la valutazione dei medicinali. Si vuole rafforzare e sviluppare in modo sistematico la consulenza scientifica alle imprese nella fase di ricerca e sviluppo di nuovi medicinali, ben a monte delle procedure di autorizzazione all'immissione in commercio (articolo 51, lettera l). Come già detto, per la Commissione è un aspetto estremamente importante, soprattutto nel quadro delle nuove terapie e dei medicinali derivati da procedimenti biotecnologici: si tratta di aiutare e di stimolare la ricerca farmaceutica in Europa e permettere così ai pazienti europei di ottenere in tempi più rapidi medicinali più efficaci. Nuovi settori di ricerca emergenti (farmacogenomica, terapia genica e cellulare, terapia somatica xenogenica, ecc.) insieme allo sviluppo di piccole e medie imprese operanti in questo campo rende inevitabile porre in atto vere e proprie collaborazioni, nel rispetto delle competenze di ciascuno, tra queste industrie e l'autorità preposta alla valutazione di futuri medicinali.L'agenzia ha già sviluppato questo tipo di servizio con risultati incoraggianti. La proposta rafforza le capacità di consulenza dell'agenzia in questo campo (articolo 50, paragrafo 3) e consentirà un ampio ricorso a questo tipo di servizio.3. Si propone inoltre che l'agenzia sia coinvolta a livello comunitario in programmi d'uso umanitario di talune aziende farmaceutiche (articolo 73) per i medicinali ad uso umano che entrano nel campo d'applicazione del presente regolamento. "Uso umanitario" significa, qui, messa a disposizione di determinati gruppi di pazienti di un medicinale prima che sia autorizzato ma a precise condizioni, da parte di un'azienda e sotto la sua responsabilità. È chiaro che questa messa a disposizione deve presentare - almeno potenzialmente - un interesse rilevante dal punto di vista della sopravvivenza, della qualità della vita o del miglioramento della prognosi della malattia dei pazienti interessati. Questo uso umanitario è quindi riservato a medicinali destinati a patologie gravi, spesso mortali, per le quali le terapie sono rare o inesistenti o presentano effetti indesiderati notevoli. Per definizione, l'uso umanitario si situa prima o durante la procedura di valutazione finalizzata al rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio. Esso termina con la fine di questa procedura. Si precisa infine che se taluni pazienti ottengono medicinali in via di sviluppo partecipando a test clinici, l'uso umanitario, così come è inteso qui, riguarda la messa a disposizione del medicinale al di fuori di tali test.La presente proposta non intende sostituire o armonizzare le legislazioni degli Stati membri in materia, né gli eventuali criteri che stabiliscono quali medicinali devono o possono rientrare in un programma d'accesso anticipato per determinati pazienti. Essa vuole solo garantire maggiore equità tra i pazienti europei nell'accesso a tali programmi. A tal fine, si propone di stabilire a livello comunitario le condizioni scientifiche e materiali in cui il medicinale può essere messo a disposizione del paziente. Se per un determinato medicinale è previsto un uso umanitario, l'agenzia ne sarà informata (articolo 73, paragrafo 2) e il comitato dei medicinali per uso umano adotterà raccomandazioni sulle condizioni di uso, distribuzione e scelta dei pazienti (articolo 73, paragrafo 3). Tali raccomandazioni saranno poi attuate nel quadro previsto dalle legislazioni nazionali degli Stati membri.4. Riguardo alla cooperazione scientifica internazionale, questa proposta permetterà all'agenzia di intensificare e sviluppare il sostegno tecnico e scientifico agli Stati membri e alla Commissione, soprattutto nel quadro delle discussioni multilaterali sull'armonizzazione tecnica (articolo 51, lettera h). Per rispondere poi ad un'esigenza espressa dall'Organizzazione mondiale della sanità e su ripetuta richiesta di aziende farmaceutiche che esportano verso paesi terzi medicinali non destinati al mercato comunitario, la proposta affida all'agenzia il compito di valutare scientificamente tali medicinali, in base ai criteri comunitari di qualità, sicurezza ed efficacia. Questa valutazione avverrà però solo in base a una raccomandazione dell'OMS, attestante i bisogni espresse da Stati terzi o da organizzazioni internazionali (articolo 52).5. Infine, la presente proposta inserisce nel regolamento (CEE) n. 2309/93 un articolo per prevenire o risolvere potenziali conflitti tra i pareri scientifici dell'agenzia e quelli emessi da altri organi, comunitari o no (articolo 53). Tale articolo è simile all'articolo 29 della proposta della Commissione che istituisce l'Autorità alimentare europea [15] e si noti che non mira assolutamente a sanare le divergenze scientifiche tra agenzia e Autorità nazionali competenti nel campo dei medicinali. Tali divergenze vanno risolte nel quadro delle apposite procedure del diritto farmaceutico comunitario. Si applicherà invece l'articolo 51ter se i pareri emessi dall'agenzia in virtù delle sue competenze nel campo dei medicinali e quelli di altri organi competenti esterni al campo di valutazione dei medicinali saranno potenzialmente in conflitto.[15]  COM(2000) 716 definitivo; GU C 96 E del 27.3.2001, pag. 247.6. Le altre modifiche apportate all'agenzia riguardano le sue strutture amministrative e scientifiche. La maggior parte delle modifiche sono introdotte in vista del prossimo allargamento e adeguano la composizione dei comitati. Si propone che i comitati scientifici siano ora costituiti da un rappresentante di ogni autorità competente nazionale (articolo 54, paragrafo 1). Per conservare le competenze necessarie al buon funzionamento dei comitati e mantenere un ampio ventaglio di conoscenze in campi altamente specializzati, si propone di ammettere sia la possibilità di cooptare altri membri nei comitati, sia il ricorso sistematico a esperti, nominati direttamente dai comitati (articolo 54, paragrafo 1) o presenti nell'elenco degli esperti accreditati dell'agenzia (articolo 55, paragrafo 2). In proposito, per razionalizzare e aumentare le loro potenziali competenze, i comitati ricorreranno in più ampia misura ai gruppi di lavoro specializzati (articolo 50, paragrafo 2) e potranno delegare loro taluni compiti (articolo 54, paragrafo 5). La proposta integra nella struttura amministrativa e giuridica e dell'agenzia il comitato dei medicinali orfani (regolamento (CE) n. 141/2000), e preannuncia l'istituzione di un comitato dei medicinali a base di vegetali di cui preciserà l'attività in una apposita proposta di direttiva, esaminata dal Parlamento europeo e il Consiglio parallelamente alla presente proposta (articolo 50,  lettere c e d).Viene modificata la composizione del Consiglio d'amministrazione dell'agenzia per tener conto della struttura che la Commissione propone per le agenzie europee recentemente istituite (prodotti alimentari, sicurezza marittima e sicurezza aerea). Il Consiglio d'amministrazione è composto da quattro rappresentanti designati dal Consiglio dei ministri, quattro designati dalla Commissione, quattro designati dal Parlamento europeo e quattro rappresentanti dei pazienti e dell'industria designati dalla Commissione (articolo 58).Per dare coerenza tecnica a tutto il sistema comunitario di valutazione dei medicinali e di sorveglianza del mercato, e per ottimizzare al suo interno l'esercizio delle responsabilità dell'agenzia, si propone di istituire presso il direttore esecutivo un consiglio consultivo che raggruppi tutte le autorità o agenzie nazionali competenti in materia di medicinali per uso umano e veterinari (articolo 59).7. Infine, si propone di modificare talune disposizioni generali del regolamento del 1993 e di introdurne di nuove per risolvere alcuni problemi emersi durante la sua attuazione o per ristabilire l'indispensabile certezza giuridica al buon funzionamento delle procedure: si tratta in particolare di precisare le responsabilità del Consiglio d'amministrazione riguardo alla definizione di regole di trasparenza (articolo 69), le condizioni di commercializzazione di un medicinale autorizzato dalla Comunità (articolo 72), il ruolo dell'agenzia come autorità di controllo della distribuzione parallela di tali medicinali (articolo 51, lettera m) o le modalità di ricorso da parte dell'agenzia a prestatori di servizi (articolo 55, punto 4).D) Base giuridicaLa presente proposta si fonda sugli articoli 95 e 152.4.b) del trattato CE. L'articolo 95, che prescrive il ricorso alla procedura di codecisione dell'articolo 251, è la base giuridica per conseguire gli obiettivi enunciati nell'articolo 14 del trattato, come la libera circolazione dei beni (articolo 14, paragrafo 2) e, nella fattispecie, dei medicinali per uso umano e veterinari. Anche se qualsiasi normativa sulla produzione e distribuzione di medicinali, anche veterinari, deve avere come obiettivo ultimo la tutela della sanità pubblica, esso va raggiunto con mezzi che non frenino la libera fabbricazione o circolazione di medicinali nella Comunità. Dall'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, ogni disposizione legislativa adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio - eccetto le direttive adottate in base a una delega rilasciata alla Commissione - che mira a ravvicinare le norme relative ai medicinali è adottata in base a questo articolo. Le differenze fra disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali relative ai medicinali ostacolano infatti il commercio intracomunitario e hanno un'incidenza diretta sul funzionamento del mercato interno. Si giustifica quindi l'intervento del legislatore comunitario per eliminare questi ostacoli.La proposta contiene tutte le disposizioni del regolamento (CEE) n. 2309/93, che ha istituito l'agenzia e una procedura d'autorizzazione centralizzata dei medicinali. Il regolamento aveva quindi già organizzato i necessari trasferimenti di competenze a livello comunitario e posto le basi giuridiche e tecniche dell'agenzia.Il regolamento oggetto della presente proposta, che è una riformulazione del regolamento precedente, ha l'obiettivo di aggiornare talune procedure, di riformare la composizione degli organi dell'agenzia, senza alterare i principi di base contenuti nel regolamento originario, e di renderlo coerente con le due direttive codificate. Esso introduce qualche responsabilità nuova per l'agenzia, deducibili o conseguenti alle competenze ad essa già attribuite nel 1993.La presente proposta è in grado di rafforzare la coesione o di migliorare il funzionamento del mercato comunitario dei medicinali, alla luce dei sei anni d'esperienza trascorsi.L'articolo 152, paragrafo 4, lettera b) indica esplicitamente le misure che si prefiggono direttamente la tutela della sanità pubblica in campo veterinario e fitosanitario. La presente proposta contiene numerose misure in campo veterinario con l'obiettivo della tutela della sanità pubblica. Prima del trattato di Amsterdam, che ha istituzionalizzato una nuova politica di sanità pubblica conferendo competenze legislative alle istanze comunitarie, gli strumenti legislativi in questo campo erano adottati in base agli ex articoli 100 e 235 del trattato CE (mancando competenze specifiche all'epoca della loro approvazione) - il che non è più necessario, vista l'esistenza di una base giuridica ad hoc.E) Semplificazione amministrativa e legislativaLa presente proposta tiene nel dovuto conto l'immenso lavoro di codifica delle direttive nel campo della legislazione comunitaria sui medicinali per uso umano (31 testi codificati) e sui medicinali veterinari (11 testi codificati). Essa introduce inoltre disposizioni tese ad accelerare e a razionalizzare le procedure decisionali connesse alle autorizzazioni all'immissione in commercio dei medicinali.F) Consultazioni precedenti l'elaborazione della propostaCome detto all'inizio di questa relazione, la Commissione ha incaricato un consulente esterno di procedere a un bilancio. Sono avvenute numerose consultazioni, riunioni e audizioni con tutte le parti interessate. Queste ultime (associazioni di pazienti, federazioni europee dell'industria farmaceutica, dei farmacisti e dei distributori) hanno inviato alla Commissione numerose relazioni e documenti di riflessione. Tutti questi documenti e le analisi cui hanno dato luogo sono accolti nella già citata relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sulle procedure d'autorizzazione all'immissione in commercio nella Comunità.2001/0252 (COD)Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione, la sorveglianza e la farmacovigilanza dei medicinali a uso umano e veterinario, e l'agenzia europea di valutazione dei medicinali (Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95 e l'articolo 152, paragrafo 4, lettera b),vista la proposta della Commissione [16],[16]  GU C ...visto il parere del Comitato economico e sociale [17],[17]  GU C ...visto il parere del Comitato delle regioni [18],[18]  GU C ...deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [19],[19]  GU C ...considerando quanto segue:(1) A norma dell'articolo 71 del regolamento (CEE) n. 2309/93 del Consiglio, del 22 luglio 1993, che stabilisce le procedure comunitarie per l'autorizzazione e la vigilanza dei medicinali per uso umano e veterinario e che istituisce un'agenzia europea di valutazione dei medicinali [20], la Commissione, entro sei anni dall'entrata in vigore del medesimo, doveva pubblicare una relazione generale sull'esperienza acquisita in base all'applicazione delle procedure introdotte da tale regolamento.[20]  GU L 214 del 24.8.1993, pag. 1; regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 649/98 della Commissione (GU L 88 del 24.3.1998, pag. 7).(2) In base a tale relazione [21] sull'esperienza acquisita, è apparso necessario migliorare le procedure di autorizzazione all'immissione in commercio nella Comunità e modificare taluni aspetti amministrativi dell'agenzia europea di valutazione dei medicinali.[21]   COM(2001) ... definitivo.(3) Risulta dalle conclusioni della suddetta relazione che le modificazioni da apportare alla procedura centralizzata istituita dal regolamento (CEE) n. 2309/93 riguardano talune modalità del suo funzionamento e adattamenti volti a tener conto della probabile evoluzione della scienza e delle tecniche nonché del futuro allargamento dell'Unione europea. Dalla stessa relazione risulta che devono essere confermati i principî generali, in precedenza stabiliti, che regolano la procedura centralizzata.(4) Poiché, inoltre sono state adottate le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2001/83/CE, del 23 ottobre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano [22] e 2001/82/CE, del 23 ottobre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari [23], è necessario aggiornare tutti i riferimenti del regolamento (CEE) n. 2309/93 alle direttive codificate.[22]  GU L ...[23]  GU L ...(5) Per ragioni di chiarezza, è opportuno sostituire il suddetto regolamento con un nuovo regolamento.(6) È opportuno conservare vigente il meccanismo comunitario di concertazione, che precede qualsiasi decisione nazionale in merito a un medicinale ad alta tecnologia.(7) L'esperienza acquisita dopo l'adozione della direttiva 87/22/CEE del Consiglio [24], del 22 dicembre 1986, ha dimostrato la necessità di istituire una procedura comunitaria centralizzata di autorizzazione obbligatoria dei medicinali ad alta tecnologia, soprattutto di quelli derivati dalle biotecnologie, per conservare l'alto livello di valutazione scientifica di tali medicinali nella Comunità e per mantenere di conseguenza la fiducia dei pazienti e delle professioni mediche in tale valutazione; ciò è particolarmente importante quando emergono nuove terapie (terapia genica e terapie cellulari associate, terapia somatica xenogenica, ecc..). Quest'impostazione va mantenuta, anche per garantire il buon funzionamento del mercato interno nel settore farmaceutico.[24]  GU L 15 del 17.1.1987, pag. 38; direttiva abrogata dalla direttiva 93/41/CEE (GU L 214 del 24.8.1993, pag. 40).(8) Nella prospettiva di un'armonizzazione del mercato interno dei nuovi medicinali, occorre anche rendere obbligatoria questa procedura per tutti i medicinali destinati all'uomo o ad animali produttori di alimenti, contenenti una sostanza attiva interamente nuova, cioè non ancora oggetto di un'autorizzazione nella Comunità.(9) Nel campo dei medicinali per uso umano, va previsto l'accesso facoltativo alla procedura centralizzata quando il ricorso a una procedura unica porti netti vantaggi ai pazienti. Tale procedura resta facoltativa per i medicinali che, pur non appartenendo alle categorie summenzionate, rappresentano però innovazioni terapeutiche. È opportuno applicare questa procedura anche a medicinali che, benché non "innovativi", possono essere utili alla società o ai pazienti (come taluni medicinali cedibili senza ricetta medica) se autorizzati direttamente a livello comunitario. Ciò si può estendere ai medicinali generici autorizzati dalla Comunità, qualora venga imperativamente preservata l'armonizzazione acquisita all'atto della valutazione del medicinale di riferimento nonché i risultati di quest'ultima.(10)  Nel campo dei medicinali veterinari, è opportuno adottare misure amministrative che tengano conto delle specificità di questo settore, dovute soprattutto alla distribuzione regionale di talune malattie. È anche opportuno includere nel campo di applicazione della procedura centralizzata i medicinali usati nell'ambito di disposizioni comunitarie di profilassi delle epizootie.(11) Nell'interesse della sanità pubblica, le autorizzazioni nell'ambito della procedura centralizzata vanno prese in base ai criteri scientifici oggettivi della qualità, sicurezza ed efficacia del medicinale interessato, escludendo considerazioni economiche o d'altro tipo. In casi eccezionali, gli Stati membri dovranno però poter proibire l'uso sul proprio territorio di medicinali per uso umano che minaccino principi, obiettivi, di ordine o di moralità pubblici. Inoltre, un medicinale veterinario non può essere autorizzato dalla Comunità se il suo uso viola norme emanate in forza della politica agricola comune.(12) Per i medicinali autorizzati dalla Comunità, si devono applicare i criteri di qualità, sicurezza ed efficacia previsti dalle direttive 2001/83/CE e 2001/82/CE.(13) La Comunità deve disporre dei mezzi per valutare scientificamente i medicinali presentati secondo le procedure comunitarie d'autorizzazione centralizzate. Inoltre, per garantire l'armonizzazione effettiva delle decisioni amministrative prese dagli Stati membri rispetto ai medicinali presentati secondo procedure d'autorizzazione decentralizzate, è necessario che la Comunità disponga dei mezzi per risolvere le divergenze tra Stati membri in merito alla qualità, sicurezza ed efficacia dei medicinali.(14) È perciò opportuno istituire un'agenzia europea di valutazione dei medicinali ("l'agenzia").(15) La struttura e l'attività dei vari organi che compongono l'agenzia devono tener conto del costante rinnovo della scienza, della necessità di cooperare tra istanze comunitarie e nazionali, della necessità di una rappresentanza adeguata della società civile e del futuro allargamento dell'Unione europea.(16) Principale compito dell'agenzia deve essere quello di fornire a istituzioni comunitarie e Stati membri pareri scientifici di livello più elevato possibile, perché essi esercitino i poteri loro conferiti dalla normativa comunitaria nel campo dell'autorizzazione e della sorveglianza dei medicinali. Solo quando l'agenzia avrà dato una valutazione scientifica unica dei medicinali ad alta tecnologia, al più elevato livello possibile di qualità, sicurezza ed efficacia, la Comunità deve rilasciare un'autorizzazione all'immissione in commercio, con una procedura rapida che assicuri una stretta cooperazione tra Commissione e Stati membri.(17) Per garantire una stretta cooperazione tra agenzia e scienziati che operano negli Stati membri, il suo consiglio d'amministrazione deve essere composto in modo da coinvolgere le autorità competenti degli Stati membri nella gestione globale del sistema comunitario di autorizzazione dei medicinali e deve essere istituito un consiglio consultivo presso il direttore esecutivo dell'agenzia.(18) L'elaborazione dei pareri dell'agenzia su ogni questione relativa ai medicinali ad uso umano deve spettare esclusivamente al comitato per i medicinali ad uso umano. Per i medicinali veterinari, essa deve spettare al comitato per i medicinali veterinari. Per i medicinali orfani, tale compito deve essere affidato al comitato per i medicinali orfani, istituito dal regolamento (CE) n. 141/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 1999, concernente i medicinali orfani [25]; [infine, per i medicinali a base di piante, deve essere affidato al comitato per i medicinali a base di piante, istituito dalla direttiva 2001/83/CE].[25]  GU L 18 del 22.1.2000, pag. 1.(19) L'istituzione dell'agenzia deve rafforzare il ruolo scientifico e l'indipendenza di questi comitati, grazie soprattutto al suo segretariato tecnico e amministrativo permanente.(20) Il campo d'attività dei comitati scientifici deve essere ampliato e il loro funzionamento e la loro composizione devono essere aggiornati. La consulenza scientifica per chi chiederà in futuro autorizzazioni all'immissione in commercio deve essere generalizzata e profonda. I comitati devono poter delegare taluni dei loro compiti di valutazione a gruppi di lavoro permanenti e aperti a esperti del mondo scientifico a tal fine designati, pur mantenendo tutta la responsabilità del parere scientifico emesso. Le procedure di ricorso devono essere adottate per meglio garantire i diritti del richiedente.(21) Il numero dei membri dei comitati scientifici che intervengono nella procedura centralizzata va stabilito in modo che la dimensione dei comitati permetta loro di agire con efficacia dopo l'allargamento dell'Unione europea.(22) Occorre inoltre rafforzare il ruolo dei comitati scientifici perché l'agenzia abbia una presenza attiva nel contesto del dialogo scientifico internazionale e sviluppi alcune attività ormai necessarie nel campo dell'armonizzazione scientifica internazionale e della cooperazione tecnica con l'Organizzazione Mondiale della Sanità.(23) Inoltre, per rafforzare la certezza del diritto, è bene precisare le responsabilità in materia di trasparenza dei lavori dell'agenzia e le condizioni d'immissione in commercio di medicinali autorizzati dalla Comunità, affidare all'agenzia un potere di controllo sulla distribuzione di medicinali autorizzati dalla Comunità e precisare le sanzioni e le loro modalità d'esecuzione in caso d'inosservanza del presente regolamento e delle condizioni contenute nelle autorizzazioni rilasciate nell'ambito delle procedure da esso stabilite.(24) È anche necessario adottare misure di sorveglianza dei medicinali autorizzati dalla Comunità, soprattutto di sorveglianza intensiva dei loro effetti indesiderati, nel quadro di attività comunitarie di farmacovigilanza, e garantire il ritiro rapido dal mercato di quelli che presentano livelli di rischio inaccettabili in normali condizioni d'uso.(25)  Per un'efficace vigilanza sul mercato, deve spettare all'agenzia il coordinamento delle attività degli Stati membri in materia di farmacovigilanza. Alcune nuove disposizioni devono istituire procedure di farmacovigilanza rigorose ed efficaci, permettere all'autorità competente di adottare misure di emergenza, come la modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio e introdurre infine la possibilità di riesaminare in ogni momento la relazione rischio/beneficio di un medicinale.(26) Occorre inoltre affidare alla Commissione, in stretta cooperazione con l'agenzia, e sentiti gli Stati membri, il coordinamento dell'esecuzione delle varie funzioni di sorveglianza che esercitano gli Stati membri e, in particolare, la fornitura di informazioni sui medicinali, il controllo del rispetto delle buone prassi di fabbricazione, di laboratorio e cliniche.(27) Le procedure comunitarie d'autorizzazione dei medicinali devono essere applicate in modo coordinato con le procedure nazionali già oggetto di una vasta armonizzazione ad opera delle direttive 2001/83/CE e 2001/82/CE. Occorre che l'applicazione delle procedure stabilite dal presente regolamento sia riesaminata dalla Commissione ogni dieci anni, in base all'esperienza acquisita.(28) Per rispondere alle legittime aspettative dei pazienti e tenere conto dell'evoluzione sempre più rapida della scienza e delle terapie, occorre istituire procedure di valutazione accelerate dei medicinali che presentano un forte interesse terapeutico e procedure di autorizzazione temporanea, a condizioni rivedibili annualmente. Nel campo dei medicinali per uso umano e nell'ambito delle legislazioni degli Stati membri, occorre anche un approccio il più possibile comune in materia di criteri e condizioni d'uso caritatevole di nuovi medicinali.(29) Analogamente a quanto previsto dalle direttive 2001/82/CE e 2001/83/CE, la validità dell'autorizzazione comunitaria all'immissione in commercio deve essere illimitata. D'altro canto le autorizzazioni non utilizzate per due anni consecutivi, cui cioè in tale periodo non è seguita l'effettiva immissione del medicinale sul mercato comunitario, devono essere considerate caduche al fine di evitare oneri amministrativi legati alla loro conservazione.(30) Dai medicinali che contengono o che consistono in organismi geneticamente modificati possono derivare rischi per l'ambiente. Per tali prodotti è perciò necessario, oltre che valutare la qualità, la sicurezza e l'efficacia del prodotto interessato nell'ambito di una procedura comunitaria unica, valutare anche i rischi ambientali in modo analogo a quanto previsto dalla direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva 90/220/CEE del Consiglio [26].[26]  GU L 106 del 17.4.2001, pag. 1; direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. .../2002 (relativo alla tracciabilità degli organismi geneticamente modificati e alla tracciabilità dei prodotti destinati all'alimentazione umana, ecc.).(31)  Poiché la maggior parte delle misure necessarie per l'applicazione del presente regolamento sono misure individuali, è opportuno ricorrere alla procedura consultiva di cui all'articolo 3 della direttiva 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [27] o alla procedura di gestione di cui all'articolo 4 della stessa. Per le misure di portata generale ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE, si deve ricorrere alla procedura di regolamentazione prevista dall'articolo 5 della stessa,[27]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:TITOLO PRIMODEFINIZIONI E CAMPO D'APPLICAZIONEArticolo 1Oggetto del presente regolamento è l'istituzione di procedure comunitarie di autorizzazione, sorveglianza e farmacovigilanza dei medicinali per uso umano e veterinario e l'istituzione di un'agenzia europea di valutazione dei medicinali (in prosieguo: "l'agenzia").Le disposizioni del presente regolamento fanno salve le competenze delle autorità degli Stati membri in materia di fissazione dei prezzi dei medicinali e d'inclusione dei medesimi nel campo d'applicazione dei regimi nazionali d'assicurazione contro le malattie o dei regimi di sicurezza sociale, in base a determinate condizioni sanitarie, economiche e sociali. In particolare, gli Stati membri possono scegliere fra gli elementi presenti nell'autorizzazione all'immissione in commercio le indicazioni terapeutiche e gli imballaggi che rientrano nei rispettivi regimi di previdenza e sicurezza sociale.Articolo 2Ai fini del presente regolamento, si applicano le definizioni di cui all'articolo 1 della direttiva 2001/83/CE e di cui all'articolo 1 della direttiva 2001/82/CE.Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio dei medicinali contemplati dal presente regolamento deve essere stabilito nella Comunità. Egli è responsabile dell'immissione in commercio di detti medicinali.Articolo 31. Nessun medicinale di cui all'allegato I può essere immesso in commercio nella Comunità senza l'autorizzazione rilasciata dalla Comunità secondo il disposto del presente regolamento.2. I medicinali non contemplati nell'allegato I possono essere oggetto di autorizzazione all'immissione in commercio rilasciata dalla Comunità secondo il presente regolamento, purché il richiedente dimostri che tale medicinale presenta un'innovazione significativa sul piano terapeutico, scientifico o tecnico o che il rilascio di un'autorizzazione secondo il presente regolamento presenti per i pazienti o dal punto di vista della sanità animale, un interesse a livello comunitario.Possono essere oggetto di una tale autorizzazione anche i medicinali immunologici veterinari relativi a malattie animali sottoposte a misure comunitarie di profilassi.3. Un medicinale generico di un medicinale autorizzato dalla Comunità può essere autorizzato dalle autorità competenti degli Stati membri a norma della direttiva 2001/83/CE e della direttiva 2001/82/CE, alle seguenti condizioni:a) la domanda d'autorizzazione è presentata a norma dell'articolo 10 della direttiva 2001/83/CE o dell'articolo 13 della direttiva 2001/82/CE;b) il riassunto delle caratteristiche del prodotto è del tutto conforme a quella del medicinale autorizzato dalla Comunità;c) il medicinale generico è autorizzato con lo stesso nome in tutti gli Stati membri in cui la domanda è stata presentata.4. Previa consultazione del comitato competente dell'agenzia istituita all'articolo 49, l'allegato I può essere riesaminato alla luce del progresso tecnico e scientifico per apportarvi modificazioni necessarie. Tali modificazioni sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 2.Articolo 41. Per ottenere l'autorizzazione all'immissione in commercio di cui all'articolo 3, deve essere presentata una domanda all'agenzia.2. La Comunità rilascia e controlla le autorizzazioni di immissione in commercio dei medicinali a uso umano, a norma del titolo II.3. La Comunità rilascia e controlla le autorizzazioni all'immissione in commercio dei medicinali a uso veterinario, a norma del titolo III.TITOLO IIAUTORIZZAZIONE E SORVEGLIANZA DEI MEDICINALI PER USO UMANOCapo 1Presentazione ed istruzione delle domande - AutorizzazioniArticolo 51. È istituito un comitato dei medicinali per uso umano. Il comitato fa parte dell'agenzia.2. Salvo il disposto dell'articolo 50 e salve altre competenze eventualmente attribuitegli dal diritto comunitario, il comitato dei medicinali per uso umano ha il compito di formulare il parere dell'agenzia su qualsiasi problema di ammissibilità dei fascicoli presentati secondo la procedura centralizzata, di rilascio, modificazione, sospensione o revoca di un'autorizzazione all'immissione in commercio di un medicinale per uso umano, secondo il presente titolo, nonché di farmacovigilanza.3. Su richiesta del direttore esecutivo dell'agenzia o del rappresentante della Commissione, il comitato formula inoltre pareri su questioni scientifiche concernenti la valutazione dei medicinali per uso umano.Articolo 61. La domanda di autorizzazione di un medicinale per uso umano è corredata in modo specifico ed esaustiva delle informazioni e dei documenti di cui all'articolo 8, paragrafo 3, agli articoli 10 bis e 11 e all'allegato I della direttiva 2001/83/CE. Tali informazioni e documenti tengono conto del carattere unico e comunitario dell'autorizzazione richiesta e soprattutto dell'uso di un nome unico per il medicinale.La domanda è accompagnata dalla ricevuta del canone versato all'agenzia per l'esame della domanda.2. Nel caso di un medicinale per uso umano contenente organismi geneticamente modificati o costituito da essi ai sensi dell'articolo 2 della direttiva 2001/18/CE, la domanda di autorizzazione è corredata delle informazioni seguenti:a) una copia del consenso esplicito delle autorità competenti all'emissione deliberata nell'ambiente, a fini di ricerca e sviluppo, di organismi geneticamente modificati come previsto dalla parte B della direttiva 2001/18/CE o della direttiva 90/220/CEE del Consiglio [28];[28]   GU L 117 dell'8.5.1990, pag. 15.b) la scheda tecnica completa, che fornisca le informazioni richieste ai sensi degli allegati III e IV della direttiva 2001/18/CE;c) la valutazione dei rischi ambientali secondo i principî di cui all'allegato II della direttiva 2001/18/CE;d) i risultati di tutti gli studi eseguiti a fini di ricerca o di sviluppo.Gli articoli da 13 a 24 della direttiva 2001/18/CE non si applicano ai medicinali per uso umano contenenti organismi geneticamente modificati o che siano da essi costituiti.3. L'agenzia provvede a che il parere del comitato dei medicinali per uso umano sia rilasciato entro i duecentodieci giorni successivi al ricevimento di una domanda valida.Se si tratta di un medicinale per uso umano contenente organismi geneticamente modificati o da essi costituito, il parere del comitato deve rispettare i requisiti di sicurezza per l'ambiente stabiliti dalla direttiva 2001/18/CE. Nel corso della valutazione delle domande di autorizzazione all'immissione in commercio di medicinali per uso umano contenenti organismi geneticamente modificati o da essi costituiti, il relatore organizza le necessarie consultazioni con le strutture istituite dalla Comunità o dagli Stati membri a norma della direttiva 2001/18/CE.4. In consultazione con l'agenzia, gli Stati membri e gli ambienti interessati, la Commissione redige una guida dettagliata sulla forma in cui vanno presentate le domande di autorizzazione.Articolo 7Ai fini dell'elaborazione del parere, il comitato per i medicinali per uso umano si conforma a quanto segue:a) verifica che le informazioni e i documenti presentati secondo l'articolo 6 siano conformi ai requisiti della direttiva 2001/83/CE ed esamina se ricorrano le condizioni cui il presente regolamento assoggetta il rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale;b) può chiedere ad un laboratorio di Stato o ad un laboratorio designato a tal fine di testare il medicinale, le materie prime impiegate ed eventualmente i prodotti intermedi o altri componenti, al fine di accertarsi che i metodi di controllo usati dal fabbricante, e descritti nella domanda, siano soddisfacenti;c) può chiedere al richiedente di completare entro un certo termine le informazioni a corredo della domanda.Qualora il comitato eserciti la facoltà di cui al primo comma, lettera c), il termine di cui all'articolo 6, paragrafo 3, primo comma è sospeso fino alla presentazione delle informazioni complementari richieste. Del pari, il termine è sospeso per il periodo di tempo concesso al richiedente per predisporre esplicazioni orali o scritte.Articolo 81. Su richiesta scritta del comitato per i medicinali per uso umano, lo Stato membro invia le informazioni dalle quali risulta che il fabbricante di un medicinale o l'importatore di un medicinale da un paese terzo è idoneo a fabbricare il medicinale interessato, e/o a effettuare i controlli necessari, secondo le informazioni e documenti presentati a norma dell'articolo 6.2. Se lo ritiene necessario per completare l'esame di una domanda, il comitato per i medicinali per uso umano può esigere che il richiedente si sottoponga a una specifica ispezione del sito di fabbricazione del medicinale interessato.L'ispezione è effettuata entro il termine previsto dall'articolo 6, paragrafo 3, primo comma, da ispettori dello Stato membro adeguatamente qualificati, i quali possono essere accompagnati da un relatore o da un esperto designato dal comitato.Articolo 91. L'agenzia informa immediatamente il richiedente quando dal parere del comitato per i medicinali per uso umano risulta una delle seguenti circostanze:a)  la domanda non risponde ai criteri di autorizzazione fissati dal presente regolamento;b) il riassunto delle caratteristiche del prodotto proposto dal richiedente deve essere modificato;c) l'etichettatura o il foglietto illustrativo del prodotto non è conforme al titolo V della direttiva 2001/83/CE;d) l'autorizzazione deve essere accordata subordinandola alle condizioni di cui all'articolo 13, paragrafi 4 e 5.2. Entro i quindici giorni successivi al ricevimento del parere di cui al paragrafo 1, il richiedente può notificare all'agenzia la propria intenzione di presentare ricorso. In tal caso, entro sessanta giorni dal ricevimento del parere, egli trasmette all'agenzia le motivazioni dettagliate del suo ricorso.Entro i sessanta giorni successivi al ricevimento delle motivazioni del ricorso, il comitato per i medicinali per uso umano riesamina il suo parere a norma dell'articolo 55, paragrafo 1, secondo comma. Le conclusioni in merito al ricorso sono allegate al parere definitivo.3. L'agenzia trasmette alla Commissione, agli Stati membri e al richiedente, il parere definitivo del comitato per i medicinali per uso umano, entro trenta giorni dalla sua adozione. Ad esso viene allegata una relazione che descrive la valutazione del medicinale da parte del comitato ed espone le ragioni che motivano le sue conclusioni.4. Se il parere è favorevole al rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale interessato, ad esso sono allegati i seguenti documenti:a) un progetto del riassunto delle caratteristiche del prodotto ai sensi dell'articolo 11 della direttiva 2001/83/CE;b) l'elenco dettagliato delle condizioni o restrizioni che dovrebbero essere imposte alla fornitura o all'uso del medicinale interessato, comprese le condizioni alle quali il medicinale può essere fornito ai pazienti, secondo i criteri di cui al titolo VI della direttiva 2001/83/CE;c) il progetto del testo dell'etichettatura e del foglietto illustrativo, proposto dal richiedente, nella presentazione richiesta dal titolo V della direttiva 2001/83/CE;d) la relazione di valutazione.Articolo 101. Entro trenta giorni dalla ricezione del parere di cui all'articolo 5, paragrafo 2, la Commissione elabora un progetto di decisione riguardante la domanda, tenendo conto della normativa comunitaria.Se il progetto di decisione prevede il rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio, esso include i documenti di cui all'articolo 9, paragrafo 4, primo comma, lettere a), b) e c), o vi fa riferimento.Se il progetto di decisione non è conforme al parere dell'agenzia, la Commissione vi allega un'illustrazione dettagliata delle ragioni delle differenze.Il progetto di decisione viene trasmesso agli Stati membri e al richiedente.2. La Commissione adotta la decisione definitiva sulla domanda secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 3, quando il progetto di decisione è conforme al parere dell'agenzia.La Commissione adotta la decisione definitiva sulla domanda secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 4, quando il progetto di decisione non è conforme al parere dell'agenzia.3. Il comitato permanente per i medicinali ad uso umano di cui all'articolo 77, paragrafo 1, adatta il proprio regolamento interno per adeguarlo ai compiti attribuitigli dal presente regolamento.Questi adattamenti prevedono quanto segue:a) il comitato permanente emette il parere mediante procedimento scritto;b) gli Stati membri dispongono di quindici giorni per comunicare alla Commissione le loro osservazioni scritte sul progetto di decisione; se, tuttavia, la decisione ha carattere urgente, il presidente può fissare un termine più breve in funzione dell'urgenza;c) gli Stati membri possono chiedere, con domanda scritta debitamente motivata, che il progetto di decisione di cui al paragrafo 1 sia esaminato dal comitato permanente riunito in seduta plenaria.4. Se la Commissione ritiene che le osservazioni scritte presentate da uno Stato membro sollevano nuovi e importanti problemi d'ordine scientifico o tecnico non affrontati nel parere dell'agenzia, il presidente sospende il procedimento, rinviando la domanda all'agenzia per supplemento d'esame.5. La Commissione adotta le necessarie disposizioni di attuazione del paragrafo 3, secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 2.6. L'agenzia assicura la diffusione dei documenti di cui all'articolo 9, paragrafo 4, lettere a), b) e c).Articolo 111. L'autorizzazione all'immissione in commercio è rifiutata se, verificate le informazioni e i documenti presentati a norma dell'articolo 6, emerge che il richiedente non ha dimostrato in modo adeguato o sufficiente la qualità, la sicurezza o l'efficacia del medicinale per uso umano.L'autorizzazione è altresì rifiutata se le informazioni e i documenti forniti dal richiedente a norma dell'articolo 6 non sono corretti o se l'etichettatura o il foglietto illustrativo proposti dal richiedente non sono conformi al titolo V della direttiva 2001/83/CE.2. Il rifiuto di un'autorizzazione all'immissione in commercio da parte della Comunità costituisce un divieto di immettere il medicinale interessato sul mercato in tutta la Comunità.Articolo 121. Salvo il disposto dell'articolo 4, paragrafo 4 della direttiva 2001/83/CE, l'autorizzazione all'immissione in commercio rilasciata secondo il presente regolamento produce effetti in tutta la Comunità. Essa conferisce, in ogni Stato membro, gli stessi diritti e obblighi derivanti da un'autorizzazione all'immissione in commercio rilasciata da uno Stato membro a norma dell'articolo 6 della direttiva 2001/83/CE.I medicinali per uso umano autorizzati sono iscritti nel registro comunitario dei medicinali ed è loro attribuito un numero che deve apparire sull'imballaggio.2. Le notificazioni delle autorizzazioni all'immissione in commercio sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, e indicano in particolare la data di autorizzazione e il numero d'iscrizione nel registro comunitario.3. L'agenzia pubblica la relazione di valutazione del medicinale ad uso umano redatta dal comitato per i medicinali ad uso umano, con la motivazione del parere e previa omissione di tutte le informazioni commerciali a carattere riservato.4. Ottenuta l'autorizzazione all'immissione in commercio, il titolare della medesima informa l'agenzia delle date d'effettiva immissione in commercio del medicinale per uso umano negli Stati membri, tenendo conto delle diverse presentazioni autorizzate.Egli informa l'agenzia anche di ogni eventuale cessata commercializzazione di tale medicinale.Su richiesta dell'agenzia, segnatamente nell'ambito della farmacovigilanza, il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio fornisce tutti i dati relativi ai volumi di vendita o di prescrizione a livello comunitario e per Stato membro del medicinale interessato.Articolo 131. Salvo il disposto dei paragrafi 2 e 3, la durata di validità dell'autorizzazione è illimitata.2. Le autorizzazioni, non seguite dell'effettiva immissione in commercio nella Comunità del medicinale autorizzato, decadono dopo due anni dal loro rilascio.3. Se un medicinale autorizzato, in precedenza immesso in commercio, cessa di essere effettivamente in commercio nella Comunità per due anni consecutivi, l'autorizzazione per esso rilasciata decade.4. Sentito il richiedente, un'autorizzazione può essere soggetta a taluni obblighi specifici, annualmente riesaminati dall'agenzia.In deroga al paragrafo 1, la durata di validità dell'autorizzazione è di un anno, rinnovabile.Le modalità di concessione di tali autorizzazioni sono determinate mediante regolamento della Commissione, adottato secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 2.5. Nelle circostanze eccezionali in cui a una domanda si applica uno dei motivi previsti all'allegato I della direttiva 2001/83/CE, l'autorizzazione, sentito il richiedente, può essere rilasciata solo a precise condizioni. La conferma dell'autorizzazione è legata al riesame annuale di tali condizioni.6. All'atto della presentazione della domanda d'autorizzazione all'immissione in commercio, per i medicinali per uso umano di elevato interesse per la sanità pubblica e in particolare sotto il profilo dell'innovazione terapeutica, il richiedente può chiedere una procedura di valutazione accelerata. La domanda deve essere congruamente motivata.Se il comitato per i medicinali ad uso umano accoglie la domanda, il termine di cui all'articolo 6, paragrafo 3, primo comma è di centocinquanta giorni.7. Adottando il proprio parere, il comitato per i medicinali per uso umano vi allega una proposta sui criteri di prescrizione o d'impiego dei medicinali per uso umano, secondo l'articolo 70 della direttiva 2001/83/CE.8. I medicinali per uso umano secondo il presente regolamento beneficiano del periodo di tutela decennale di cui all'articolo 10, paragrafo 1 della direttiva 2001/83/CE.Articolo14La concessione dell'autorizzazione non incide sulla responsabilità civile e penale del fabbricante e del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio, prevista dal diritto nazionale degli Stati membri.Capo 2Sorveglianza e sanzioniArticolo 151. Dopo aver ottenuto un'autorizzazione all'immissione in commercio rilasciata a norma del presente regolamento, il titolare della medesima tiene conto dei progressi tecnici e scientifici nei metodi di fabbricazione e di controllo di cui all'articolo 8, paragrafo 3, lettere d) e h) della direttiva 2001/83/CE, e introduce tutte le modificazioni necessarie affinché il medicinale sia fabbricato e controllato con metodi scientifici generalmente accettati. Per tali modificazioni, il titolare chiede un'autorizzazione a norma del presente regolamento.2. Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio informa immediatamente l'agenzia, la Commissione e gli Stati membri circa ogni nuovo dato che possa modificare le informazioni e i documenti di cui all'articolo 8, paragrafo 3, agli articoli 10 bis e 11 e all'allegato I della direttiva 2001/83/CE. In particolare, egli comunica immediatamente all'agenzia, alla Commissione e agli Stati membri i divieti o i limiti imposti dalle autorità competenti di qualsiasi paese sul cui mercato circoli il medicinale e di qualsiasi altro nuovo dato che possa influenzare la valutazione dei benefici e dei rischi del medicinale interessato.3. Se il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale propone di modificare le informazioni e i documenti menzionati al paragrafo 2, presenta all'agenzia una domanda in tal senso.4. La Commissione, sentita l'agenzia, prende misure adeguate per esaminare le modificazioni apportate alle condizioni dell'autorizzazione all'immissione in commercio.La Commissione adotta tali misure sotto forma di regolamento, secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 2.Articolo 161. Per i medicinali ad uso umano prodotti nella Comunità, le autorità di sorveglianza competenti sono quelle dello o degli Stati membri che hanno rilasciato l'autorizzazione di cui all'articolo 40 della direttiva 2001/83/CE per la fabbricazione del medicinale interessato.2. Per i medicinali importati da paesi terzi, le autorità di sorveglianza competenti sono quelle degli Stati membri in cui si effettuano i controlli di cui all'articolo 51, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 2001/83/CE, salvo intese tra la Comunità e il paese d'esportazione idonee a garantire che tali controlli siano effettuati nel paese d'esportazione e che il fabbricante applichi norme di buone prassi di fabbricazione almeno equivalenti a quelle previste dalla Comunità.Uno Stato membro può chiedere l'assistenza di un altro Stato membro o dell'agenzia.Articolo 171. Le autorità di sorveglianza sono competenti ad accertare, per conto della Comunità, che il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale ad uso umano o il fabbricante o l'importatore stabilito nel territorio della Comunità soddisfi i requisiti fissati ai titoli IV e XI della direttiva 2001/83/CE.2. Se, a norma dell'articolo 122 della direttiva 2001/83/CE, la Commissione è informata di serie divergenze di opinioni tra Stati membri in merito alla questione se il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale ad uso umano o un fabbricante o un importatore stabilito sul territorio della Comunità soddisfi o meno i requisiti di cui al paragrafo 1, la Commissione può chiedere, sentiti gli Stati membri interessati, che un ispettore dell'autorità di sorveglianza accompagnato da due ispettori di Stati membri non coinvolti nella vertenza o da due esperti designati dal comitato per i medicinali ad uso umano, effettui una nuova ispezione presso il suddetto titolare, fabbricante o importatore.3. Salvo eventuali intese tra la Comunità e paesi terzi, secondo l'articolo 16, paragrafo 2, la Commissione, su richiesta motivata di uno Stato membro, del comitato per i medicinali ad uso umano o di sua iniziativa, può chiedere che un fabbricante stabilito in un paese terzo si sottoponga a una ispezione.L'ispezione viene eseguita da ispettori degli Stati membri adeguatamente qualificati, eventualmente accompagnati da un relatore o da un esperto designati dal comitato. La relazione degli ispettori è messa a disposizione della Commissione, degli Stati membri e del comitato per i medicinali ad uso umano.Articolo 181. Se le autorità di sorveglianza competenti o le autorità competenti di un altro Stato membro, ritengono che il fabbricante o l'importatore stabilito nel territorio della Comunità ha cessato di adempiere le obbligazioni di cui al titolo IV della direttiva 2001/83/CE, ne informano immediatamente il comitato per i medicinali ad uso umano e la Commissione con una dettagliata motivazione e indicando le misure che propongono.Lo stesso vale quando uno Stato membro o la Commissione ritenga che si debba applicare in relazione al medicinale per uso umano interessato una delle misure di cui ai titoli IX e XI della direttiva 2001/83/CE o il comitato per i medicinali ad uso umano abbia espresso un parere in tal senso a norma dell'articolo 5 del presente regolamento.2. La Commissione chiede il parere dell'agenzia entro un termine che essa decide in funzione dell'urgenza della questione, affinché siano esaminate le ragioni invocate. Ogniqualvolta sia possibile, il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale per uso umano è invitato a presentare esplicazioni orali o scritte.3. La Commissione, su parere dell'agenzia, adotta le misure provvisorie necessarie che sono d'applicazione immediata.La decisione definitiva è adottata entro sei mesi secondo le procedure di cui all'articolo 10, paragrafo 2.4. Se per proteggere la salute umana o animale o l'ambiente è indispensabile un provvedimento urgente, uno Stato membro può sospendere di sua iniziativa o su richiesta della Commissione l'uso sul suo territorio di un medicinale per uso umano autorizzato secondo il presente regolamento.Se agisce di propria iniziativa, lo Stato membro informa la Commissione e l'agenzia dei motivi dell'intervento entro il giorno lavorativo successivo alla sospensione. L'agenzia informa senza indugio gli altri Stati membri. La Commissione avvia immediatamente il procedimento di cui ai paragrafi 2 e 3.5. Le misure sospensive di cui al paragrafo 4 possono restare in vigore fino all'adozione di una decisione definitiva secondo le procedure di cui all'articolo 10, paragrafo 2.6. L'agenzia informa circa la decisione finale qualsiasi interessato che ne faccia richiesta.Capo 3FarmacovigilanzaArticolo 19Ai fini del presente capo, si applica l'articolo 106, paragrafo 2 della direttiva 2001/83/CE.Articolo 20L'agenzia, in stretta cooperazione con i sistemi nazionali di farmacovigilanza istituiti in forza dell'articolo 102 della direttiva 2001/83/CE, riceve qualsiasi pertinente informazione relativa ai presunti effetti collaterali negativi dei medicinali per uso umano che sono stati autorizzati dalla Comunità secondo il presente regolamento. Se del caso, il comitato per i medicinali per uso umano formula, a norma dell'articolo 5 del presente regolamento, pareri sulle misure necessarie.Tali misure possono includere modificazioni dell'autorizzazione all'immissione in commercio. Esse sono adottate secondo le procedure di cui all'articolo 10, paragrafo 2.Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio e le autorità competenti degli Stati membri fanno in modo che ogni pertinente informazione relativa ai presunti effetti collaterali negativi dei medicinali ad uso umano autorizzati secondo il presente regolamento sia trasmessa all'agenzia conformemente al presente regolamento.Articolo 21Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio di un medicinale ad uso umano autorizzato secondo il presente regolamento dispone a titolo stabile e continuativo di una persona adeguatamente qualificata, incaricata della farmacovigilanza.Tale persona risiede nella Comunità ed è preposta a quanto segue:a) istituire e gestire un sistema che raccolga, valuti, elabori e renda accessibili in un luogo unico in tutta la Comunità le informazioni sui presunti effetti collaterali negativi segnalati al personale della ditta e ai rappresentanti di medicinali;b) preparare per le autorità competenti degli Stati membri e per l'agenzia, a norma del presente regolamento, le relazioni di cui all'articolo 22, paragrafo 3;c) garantire che le richieste delle competenti autorità tese a ottenere ulteriori informazioni, necessarie per valutare rischi e benefici di un medicinale, trovino risposte complete e rapide, anche in merito ai volumi delle vendite o delle prescrizioni;d) fornire alle competenti autorità tutte le informazioni di qualche interesse per la valutazione dei rischi e dei benefici di un medicinale, segnatamente quelle relative agli studi di sicurezza per il periodo successivo all'autorizzazione.Articolo 221. Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale ad uso umano, venuto a conoscenza attraverso il personale sanitario di un presunto effetto collaterale negativo grave, avvenuto sul territorio della Comunità, riguardante un medicinale autorizzato secondo il presente regolamento, registra e comunica immediatamente tale informazione e comunque entro quindici giorni dal suo ricevimento agli Stati membri sul cui territorio si è verificato l'effetto collaterale negativo.Il suddetto titolare è tenuto a registrare tutti gli altri presunti effetti collaterali negativi gravi, che rispondono ai criteri di notificazione secondo la guida di cui all'articolo 24, di cui si può ragionevolmente presumere che venga a conoscenza e a notificarli immediatamente, agli Stati membri sul cui territorio tali effetti si sono prodotti e all'agenzia, entro quindici giorni dalla loro comunicazione.2. Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale ad uso umano provvede a che ogni presunto effetto collaterale negativo grave e inatteso, verificatosi sul territorio di un paese terzo, sia immediatamente comunicato agli Stati membri e all'agenzia, e comunque entro quindici giorni dal ricevimento dell'informazione. Le modalità di comunicazione di presunti effetti collaterali negativi inattesi non gravi, che si verificano nella Comunità o in un paese terzo, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 2.Salvo circostanze eccezionali, tali effetti sono comunicati in forma di una relazione per via elettronica e in conformità della guida di cui all'articolo 24.3. Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio è tenuto a conservare relazioni dettagliate su tutti i presunti effetti collaterali negativi, verificatisi all'interno e all'esterno della Comunità, che gli sono segnalati dal personale sanitario.Salvo imposizione di altre condizioni alla concessione da parte della Comunità dell'autorizzazione all'immissione in commercio, tali relazioni sono presentate all'agenzia e agli Stati membri, come relazioni periodiche attualizzate sulla sicurezza, immediatamente se richieste, o almeno ogni sei mesi per i primi due anni e annualmente per i due anni successivi. Successivamente, le relazioni sono presentate ogni tre anni o immediatamente se richieste.Le relazioni sono accompagnate da una valutazione scientifica.Articolo 23Gli Stati membri si accertano che tutti i casi di presunti effetti collaterali negativi gravi nel loro territorio, riguardanti un medicinale ad uso umano autorizzato secondo il presente regolamento, che sono stati loro comunicati, siano registrati e comunicati all'agenzia e al titolare dell'immissione in commercio immediatamente e comunque entro quindici giorni dal ricevimento dell'informazione.L'agenzia trasmette l'informazione ai sistemi nazionali di farmacovigilanza istituiti a norma dell'articolo 102 della direttiva 2001/83/CE.Articolo 24La Commissione, in consultazione con l'agenzia, gli Stati membri e gli ambienti interessati, elabora una guida per raccogliere, verificare e presentare relazioni sugli effetti collaterali negativi.Per inviare le relazioni sugli effetti indesiderati, i titolari di autorizzazioni all'immissione in commercio utilizzano la terminologia medica accettata a livello internazionale, conformemente alla guida.L'agenzia, in consultazione con gli Stati membri e la Commissione, istituisce una rete informatica per la trasmissione rapida di informazioni tra autorità competenti della Comunità in caso di allarmi relativi a difetti di fabbricazione o a effetti collaterali negativi gravi, o di altre informazioni di farmacovigilanza sui medicinali autorizzati a norma dell'articolo 6 della direttiva 2001/83/CE.Articolo 25L'agenzia collabora con l'Organizzazione Mondiale della Sanità per quanto riguarda la farmacovigilanza internazionale e prende le misure necessarie per comunicarle senza indugio informazioni adeguate e sufficienti sulle azioni intraprese nella Comunità che possano influire sulla tutela della sanità pubblica in paesi terzi, e ne trasmette copia alla Commissione e agli Stati membri.Articolo 26Le modificazioni che si rendessero necessarie per aggiornare le disposizioni del presente capo al fine di tener conto dei progressi scientifici e tecnici sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 2.TITOLO IIIAUTORIZZAZIONE E SORVEGLIANZA DEI MEDICINALI VETERINARICapo 1Presentazione ed istruzione delle domande - AutorizzazioniArticolo 271. È istituito un comitato per i medicinali veterinari. Il comitato fa parte dell'agenzia.2. Salvo il disposto dell'articolo 50 e salvi altri compiti eventualmente attribuitigli dal diritto comunitario, in particolare nell'ambito del regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio [29], il comitato per i medicinali veterinari ha il compito di formulare il parere dell'agenzia su qualsiasi problema di ammissibilità dei fascicoli presentati secondo la procedura centralizzata, di rilascio, modifica, sospensione o revoca di un'autorizzazione all'immissione in commercio di un medicinale veterinario, secondo le disposizioni del presente titolo, nonché di farmacovigilanza.[29]   GU L 224 del 18.8.1990, pag. 1.3. Su richiesta del direttore esecutivo dell'agenzia o del rappresentante della Commissione, il comitato per i medicinali veterinari formula inoltre pareri su questioni scientifiche concernenti la valutazione dei medicinali veterinari.Articolo 281. La domanda di autorizzazione di un medicinale veterinario è corredata in modo specifico ed esaustivo delle informazioni e dei documenti di cui all'articolo 12, paragrafo 3, agli articoli 13bis e 14 e all'allegato I della direttiva 2001/82/CE. Tali informazioni e documenti tengono conto del carattere unico e comunitario dell'autorizzazione richiesta e in particolare dell'uso di un nome unico per il medicinale.La domanda è corredata della ricevuta del canone versato all'agenzia per l'istruzione della domanda.2. Nel caso di un medicinale veterinario contenente organismi geneticamente modificati o costituito da essi ai sensi dell'articolo 2 della direttiva 2001/18/CE, la domanda di autorizzazione è corredata di quanto segue:a) una copia del consenso esplicito delle autorità competenti all'emissione deliberata nell'ambiente, a fini di ricerca e sviluppo, di organismi geneticamente modificati come previsto dalla parte B della direttiva 2001/18/CE o della parte B della direttiva 90/220/CEE;b) la scheda tecnica completa, contenente le informazioni richieste a norma degli allegati III e IV della direttiva 2001/18/CE;c) la valutazione dei rischi ambientali secondo i principî di cui all'allegato II della direttiva 2001/18/CE;d) i risultati di tutti gli studi effettuati a fini di ricerca o di sviluppo.Gli articoli da 13 a 24 della direttiva 2001/18/CE non si applicano ai medicinali veterinari contenenti organismi geneticamente modificati o costituiti da essi.3. L'agenzia provvede a che il parere del comitato per i medicinali veterinari sia rilasciato entro duecentodieci giorni dal ricevimento di una domanda valida.Se si tratta di un medicinale veterinario contenente organismi geneticamente modificati o da essi costituito, il parere del comitato deve rispettare i requisiti di sicurezza per l'ambiente stabiliti dalla direttiva 2001/18/CE. Nel corso della valutazione delle domande di autorizzazione all'immissione in commercio di medicinali veterinari contenenti organismi geneticamente modificati o da essi costituiti, il relatore organizza le consultazioni necessarie con le strutture istituite dalla Comunità o dagli Stati membri a norma della direttiva 2001/18/CE.4. In consultazione con l'agenzia, gli Stati membri e gli ambienti interessati, la Commissione redige una guida dettagliata sulla forma in cui vanno presentate le domande di autorizzazione.Articolo 291. Ai fini della preparazione del suo parere, il comitato per i medicinali veterinari si conforma a quanto segue:a) verifica se le informazioni e i documenti presentati a norma dell'articolo 28 rispondono ai requisiti della direttiva 2001/82/CE ed esamina se ricorrono le condizioni cui il presente regolamento vincola il rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio;b) può chiedere ad un laboratorio di Stato o ad un laboratorio all'uopo designato di testare il medicinale veterinario, le sue materie prime ed eventualmente i prodotti intermedi o altri componenti, per accertare che i metodi di controllo del fabbricante, descritti nei documenti della domanda, siano soddisfacenti;c) può chiedere che un laboratorio comunitario di riferimento, un laboratorio di Stato o un laboratorio all'uopo designato verifichi, in base a campioni forniti dal richiedente, se il metodo analitico d'individuazione proposto dal richiedente a norma dell'articolo 12, paragrafo 3, lettera j, secondo trattino della direttiva 2001/82/CE sia soddisfacente e in grado di rivelare la presenza di residui, in particolare a livelli superiori al livello massimo di residui accettato dalla Comunità secondo le disposizioni del regolamento (CEE) n. 2377/90;d) può chiedere al richiedente di completare entro un certo termine le informazioni a corredo della domanda.Qualora il comitato eserciti la facoltà di cui al primo comma, lettera d), il termine fissato all'articolo 28, paragrafo 3, primo comma è sospeso finché non siano state fornite le informazioni complementari richieste. Tale termine è sospeso anche durante il periodo di tempo accordato al richiedente per preparare le sue esplicazioni orali o scritte.2. Se il metodo analitico non è stato verificato presso uno dei laboratori menzionati al paragrafo 1 nell'ambito di procedure stabilite dal regolamento (CEE) n. 2377/90, occorre procedere a tale verifica nell'ambito del presente articolo.Articolo 301. Su richiesta scritta del comitato per i medicinali veterinari, lo Stato membro fornisce le informazioni attestanti che il fabbricante, o l'importatore da un paese terzo, di un medicinale veterinario è in grado di fabbricare il medicinale interessato, e/o a effettuare i controlli necessari, secondo le informazioni e documenti presentati a norma dell'articolo 28.2. Se lo ritiene necessario per completare l'istruzione della domanda, il comitato per i medicinali veterinari può esigere che il richiedente si sottoponga a una specifica ispezione del sito di fabbricazione del medicinale interessato.L'ispezione è effettuata entro il termine previsto dall'articolo 28, paragrafo 3, primo comma, da ispettori dello Stato membro adeguatamente qualificati i quali possono essere accompagnati da un relatore o da un esperto designato dal comitato.Articolo 311. L'agenzia informa immediatamente il richiedente quando dal parere del comitato per i medicinali veterinari risulta quanto segue:a) la domanda non è conforme ai criteri di autorizzazione stabiliti nel presente regolamento;b) il riassunto delle caratteristiche del prodotto, proposto dal richiedente deve essere modificato;c) l'etichettatura o il foglietto illustrativo del prodotto non è conforme al titolo V della direttiva 2001/82/CE;d) l'autorizzazione deve essere concessa alle condizioni di cui all'articolo 35, paragrafo 4.2. Entro quindici giorni dalla ricezione del parere di cui al paragrafo 1, il richiedente può comunicare per iscritto all'agenzia che intende presentare ricorso. In tal caso, entro sessanta giorni dalla ricezione del parere, egli trasmette all'agenzia una motivazione dettagliata del ricorso.Entro sessanta giorni dalla ricezione dei motivi del ricorso, il comitato per i medicinali veterinari riesamina il suo parere conformemente all'articolo 55, paragrafo 1, secondo comma. Le conclusioni sul ricorso sono allegate al parere definitivo.3. L'agenzia trasmette alla Commissione, agli Stati membri e al richiedente, il parere definitivo del comitato per i medicinali veterinari, entro trenta giorni dalla sua adozione. Il parere è accompagnato da una relazione che descrive la valutazione del medicinale da parte del comitato e la motivazione delle conclusioni raggiunte.4. Se il parere è favorevole al rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale veterinario interessato, al parere sono allegati i seguenti documenti:a) il progetto di riassunto delle caratteristiche del prodotto, di cui all'articolo 14 della direttiva 2001/82/CE; tale progetto riflette eventualmente le differenze delle condizioni veterinarie esistenti negli Stati membri;b) l'indicazione del limite massimo di residui che può essere accettato dalla Comunità a norma del regolamento (CEE) n. 2377/90, nel caso di un medicinale veterinario destinato ad essere somministrato ad animali produttori di alimenti;c) i particolari relativi alle eventuali condizioni o restrizioni da imporre alla fornitura o all'uso del medicinale veterinario interessato, comprese le condizioni alle quali può essere fornito agli utenti, secondo i criteri della direttiva 2001/82/CE;d) il progetto di testo per l'etichettatura e il foglietto illustrativo, proposto dal richiedente, presentato in conformità del titolo V della direttiva 2001/82/CE;e) la relazione di valutazione.Articolo 321. Entro trenta giorni dalla ricezione del parere di cui all'articolo 27, paragrafo 2, la Commissione prepara un progetto di decisione riguardante la domanda.Se il progetto prevede il rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio, esso include i documenti di cui all'articolo 31, paragrafo 4, lettere da a) a d), o vi fa riferimento.Qualora il progetto di decisione non sia conforme al parere dell'agenzia, la Commissione vi allega una spiegazione dettagliata delle differenze.Il progetto di decisione è trasmesso agli Stati membri e al richiedente.2. La Commissione adotta la decisione definitiva sulla domanda secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 3, quando il progetto di decisione è conforme al parere dell'agenzia.La Commissione adotta la decisione definitiva sulla domanda secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 4, quando il progetto di decisione non è conforme al parere dell'agenzia.3. Il comitato permanente per i medicinali veterinari, di cui all'articolo 77, paragrafo 1, adatta il proprio regolamento interno per adeguarlo ai compiti attribuitigli dal presente regolamento.Questi adattamenti prevedono quanto segue:a) il comitato permanente emette il parere mediante procedimento scritto;b) gli Stati membri dispongono di quindici giorni per comunicare alla Commissione le loro osservazioni scritte sul progetto di decisione; se, tuttavia, la decisione ha carattere urgente, il presidente può fissare un termine più breve in funzione dell'urgenza;c) gli Stati membri possono chiedere, con domanda scritta debitamente motivata, che il progetto di decisione di cui al paragrafo 1 sia esaminato dal comitato permanente riunito in seduta plenaria.4. Se la Commissione ritiene che le osservazioni scritte presentate da uno Stato membro sollevano nuovi e importanti problemi d'ordine scientifico o tecnico non affrontati nel parere dell'agenzia, il presidente sospende il procedimento e rinvia la domanda all'agenzia per un supplemento d'esame.5. La Commissione adotta le necessarie disposizioni d'attuazione del paragrafo 3, secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 2.6. L'agenzia assicura la diffusione dei documenti di cui all'articolo 31, paragrafo 4, lettere da a) a d).Articolo 331. L'autorizzazione d'immissione in commercio è rifiutata quando, previa verifica delle informazioni e dei documenti presentati a norma dell'articolo 28, risulti quanto segue:a) il richiedente non ha dimostrato in modo adeguato o sufficiente la qualità, la sicurezza o l'efficacia del medicinale veterinario;b) non si è tenuto nel debito conto la salute e il benessere degli animali e/o della sicurezza e dei benefici sanitari dei consumatori, nel caso di medicinali veterinari zootecnici e di stimolatori della crescita;c) il tempo di attesa indicato dal richiedente non è sufficiente a garantire che gli alimenti ottenuti dagli animali trattati non contengano residui che potrebbero costituire un rischio per la salute dei consumatori, oppure non è sufficientemente documentato;d) il medicinale veterinario è presentato per un impiego proibito da altre disposizioni del diritto comunitario.L'autorizzazione è altresì rifiutata quando le informazioni e i documenti forniti dal richiedente a norma dell'articolo 28 non sono esatti o quando l'etichettatura o il foglietto illustrativo proposti dal richiedente non sono conformi al titolo V della direttiva 2001/82/CE.2. Il rifiuto di un'autorizzazione all'immissione in commercio da parte della Comunità costituisce un divieto di immettere il medicinale interessato sul mercato in tutta la Comunità.Articolo 341. Salvo il disposto dell'articolo 71 della direttiva 2001/82/CE, l'autorizzazione all'immissione in commercio rilasciata secondo il presente regolamento è valida in tutta la Comunità. Essa conferisce, in ogni Stato membro, gli stessi diritti ed obblighi derivanti da un'autorizzazione all'immissione in commercio rilasciata da uno Stato membro a norma dell'articolo 5 della direttiva 2001/82/CE.I medicinali veterinari autorizzati sono iscritti al registro comunitario dei medicinali ed è loro attribuito un numero che deve apparire sull'imballaggio.2. Le notificazioni delle autorizzazioni all'immissione in commercio sono pubblicate nella gazzetta ufficiale delle Comunità europee e indicano in particolare la data di autorizzazione e il numero d'iscrizione nel registro comunitario.3. L'agenzia pubblica la relazione di valutazione del medicinale veterinario redatta dal comitato per i medicinali veterinari, la motivazione del parere, previa omissione di tutte le informazioni commerciali a carattere riservato.4. Ottenuta l'autorizzazione all'immissione in commercio, il titolare della medesima informa l'agenzia delle date di effettiva immissione in commercio del medicinale veterinario negli Stati membri, tenendo conto delle diverse presentazioni autorizzate.Egli informa l'agenzia anche di ogni eventuale cessata commercializzazione di tale medicinale.Su richiesta dell'agenzia, segnatamente nell'ambito della farmacovigilanza, il titolare dell'autorizzazione fornisce tutti i dati relativi ai volumi di vendita o di prescrizione a livello comunitario e per Stato membro del medicinale interessato.Articolo 351. Salvo il disposto dei paragrafi 2 e 3, la durata di validità dell'autorizzazione è illimitata.2. Le autorizzazioni, non seguite dell'effettiva immissione in commercio nella Comunità del medicinale veterinario autorizzato, decadono dopo due anni dal loro rilascio.3. Se un medicinale veterinario autorizzato, in precedenza immesso in commercio, non è più effettivamente in commercio nella Comunità per due anni consecutivi, l'autorizzazione per esso rilasciata decade.4. In circostanze eccezionali, sentito il richiedente, l'autorizzazione può essere soggetta a taluni obblighi specifici. La conferma dell'autorizzazione è legata al riesame annuale di tali condizioni. Tali decisioni eccezionali possono essere adottate solo per ragioni obiettive e verificabili.5. All'atto della presentazione della domanda d'autorizzazione all'immissione in commercio, per i medicinali veterinari di elevato interesse per la salute animale e per l'innovazione terapeutica, il richiedente può chiedere una procedura di valutazione accelerata. La domanda deve essere congruamente motivata.Se il comitato per i medicinali veterinari accoglie tale domanda, i termini di cui all'articolo 28, paragrafo 3, primo comma, sono abbreviati a centocinquanta giorni.6. Adottando il proprio parere, il comitato per i medicinali veterinari vi allega una proposta sui criteri di prescrizione o d'impiego dei medicinali veterinari.7. I medicinali veterinari autorizzati secondo il presente regolamento beneficiano dei periodi di tutela di cui agli articoli 13 e 13 bis della direttiva 2001/82/CE.Articolo 36La concessione dell'autorizzazione non incide sulla responsabilità civile e penale del fabbricante e del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio, prevista dal diritto nazionale degli Stati membri.Capo 2Sorveglianza e sanzioniArticolo 371. Dopo aver ottenuto un'autorizzazione all'immissione in commercio rilasciata a norma del presente regolamento, il titolare della medesima tiene conto dei progressi tecnici e scientifici nei metodi di fabbricazione e di controllo di cui all'articolo 12, paragrafo 3, lettere d) e i) della direttiva 2001/82/CE, e introduce tutte le modificazioni necessarie affinché il medicinale sia fabbricato e controllato con metodi scientifici generalmente accettati. Per tali modificazioni, il titolare chiede un'autorizzazione a norma del presente regolamento.2. L'autorità competente di uno Stato membro o l'agenzia possono esigere dal titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio che fornisca una quantità di sostanze sufficiente a controllare la presenza di residui dei medicinali veterinari interessati negli alimenti di origine animale.3. Su richiesta dell'autorità competente di uno Stato membro o dell'agenzia, il titolare dell'autorizzazione offre la sua perizia tecnica per agevolare l'applicazione del metodo analitico di rivelazione dei residui dei medicinali veterinari da parte del laboratorio comunitario di riferimento o, rispettivamente, dei laboratori nazionali di riferimento designati a norma della direttiva 96/23/CE del Consiglio [30].[30]   GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10.4. Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio informa immediatamente l'agenzia, la Commissione e gli Stati membri circa ogni nuovo dato che possa implicare modificazioni delle informazioni e dei documenti di cui all'articolo 12, paragrafo 3, agli articoli 13 bis e 14, all'allegato I della direttiva 2001/82/CE e all'articolo 31, paragrafo 4 del presente regolamento.In particolare, egli comunica immediatamente all'agenzia, alla Commissione e agli Stati membri i divieti o i limiti imposti dalle autorità competenti di qualsiasi paese sul cui mercato circoli il medicinale veterinario e qualsiasi altra nuova informazione che potrebbe influenzare la valutazione dei benefici e dei rischi del medicinale interessato.5. Se il titolare dell'autorizzazione propone di modificare le informazioni e i documenti menzionati al paragrafo 4, presenta all'agenzia una domanda in tal senso.6. La Commissione, sentita l'agenzia, prende misure adeguate per esaminare le modificazioni apportate alle condizioni dell'autorizzazione all'immissione in commercio.La Commissione adotta tali misure mediante regolamento, secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 2.Articolo 381. Per i medicinali veterinari fabbricati nella Comunità, le autorità di sorveglianza competenti sono quelle dello o degli Stati membri che hanno rilasciato l'autorizzazione di cui all'articolo 44 della direttiva 2001/82/CE per la fabbricazione del medicinale interessato.2. Per i medicinali veterinari importati da paesi terzi, le autorità di sorveglianza sono le autorità competenti degli Stati membri in cui si effettuano i controlli di cui all'articolo 55, paragrafo 2 della direttiva 2001/82/CE, salvo intese tra la Comunità e il paese d'esportazione idonee a garantire che tali controlli siano effettuati nel paese d'esportazione e che il fabbricante applichi norme di buone prassi di fabbricazione almeno equivalenti a quelle previste dalla Comunità.Uno Stato membro può chiedere l'assistenza di un altro Stato membro o dell'agenzia.Articolo 391. Le autorità di sorveglianza sono competenti ad accertare, per conto della Comunità, che il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale veterinario o il fabbricante o l'importatore stabilito nel territorio della Comunità soddisfi i requisiti fissati ai titoli IV e VIII della direttiva 2001/82/CE.2. Se, a norma dell'articolo 90 della direttiva 2001/82/CE, la Commissione è informata di serie divergenze d'opinione tra Stati membri sulla questione se il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale veterinario o il fabbricante o l'importatore stabilito sul territorio della Comunità soddisfi o meno i requisiti di cui al paragrafo 1, la Commissione può chiedere, sentiti gli Stati membri interessati, che un ispettore dell'autorità di sorveglianza effettui una nuova ispezione presso il suddetto titolare, fabbricante o importatore. L'ispettore è accompagnato da due ispettori di Stati membri non coinvolti nella vertenza o da due esperti designati dal comitato per i medicinali veterinari.3. Salvo eventuali intese tra la Comunità e paesi terzi, secondo l'articolo 38, paragrafo 2, la Commissione, su richiesta motivata di uno Stato membro, del comitato per i medicinali veterinari o di sua iniziativa, può chiedere che un fabbricante stabilito in un paese terzo si sottoponga a una ispezione.L'ispezione effettuata da ispettori degli Stati membri adeguatamente qualificati, eventualmente accompagnati da un relatore o da un esperto designati dal comitato. La relazione degli ispettori è messa a disposizione della Commissione, degli Stati membri e del comitato per i medicinali veterinari.Articolo 401. Se le autorità di sorveglianza competenti o le autorità competenti di un altro Stato membro, ritengono che il fabbricante o l'importatore stabilito nel territorio della Comunità ha cessato di adempiere le obbligazioni di cui al titolo VII della direttiva 2001/82/CE, ne informano immediatamente il comitato per i medicinali veterinari e la Commissione con una dettagliata motivazione e indicando le misure che propongono.Lo stesso vale quando uno Stato membro o la Commissione ritenga che si debba applicare in relazione al medicinale veterinario interessato una delle misure di cui al titolo VIII della direttiva 2001/82/CE o quando il comitato per i medicinali veterinari ha espresso un parere in tal senso a norma dell'articolo 27 del presente regolamento.2. La Commissione chiede il parere dell'agenzia entro un termine che decide in funzione dell'urgenza della questione, affinché siano esaminate le ragioni invocate. Ogniqualvolta sia possibile, il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale è invitato a presentare esplicazioni orali o scritte.3. La Commissione, su parere dell'agenzia, adotta le misure provvisorie necessarie che sono d'applicazione immediata.La decisione definitiva è adottata entro sei mesi, secondo le procedure di cui all'articolo 32, paragrafo 2.4. Se per proteggere la salute umana o animale o l'ambiente è indispensabile un provvedimento urgente, uno Stato membro può sospendere di sua iniziativa o su richiesta della Commissione l'uso sul suo territorio di un medicinale veterinario autorizzato secondo il presente regolamento.Se agisce di propria iniziativa, lo Stato membro informa la Commissione e l'agenzia dei motivi dell'intervento entro il giorno lavorativo successivo alla sospensione. L'agenzia informa senza indugio gli altri Stati membri. La Commissione avvia immediatamente il procedimento di cui ai paragrafi 2 e 3.5. Le misure sospensive di cui al paragrafo 4 possono restare in vigore fino all'adozione di una decisione definitiva secondo le procedure di cui all'articolo 32, paragrafo 2.6. L'agenzia informa circa la decisione finale qualsiasi interessato ne faccia richiesta.Capo 3FarmacovigilanzaArticolo 41Ai fini del presente capo, si applica l'articolo 77, paragrafo 2 della direttiva 2001/82/CE.Articolo 42L'agenzia, in stretta cooperazione con i sistemi nazionali di farmacovigilanza istituiti in forza dell'articolo 73 della direttiva 2001/82/CE, riceve qualsiasi pertinente informazione relativa ai presunti effetti collaterali negativi dei medicinali veterinari che sono stati autorizzati dalla Comunità secondo il presente regolamento. Se del caso, il comitato per i medicinali veterinari formula, a norma dell'articolo 27 del presente regolamento, pareri sulle misure necessarie.Tali misure possono includere modificazioni all'autorizzazione all'immissione in commercio. Esse sono adottate secondo le procedure di cui all'articolo 32, paragrafo 2.Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale veterinario e le autorità competenti degli Stati membri fanno in modo che ogni pertinente informazione relativa ai presunti effetti collaterali negativi dei medicinali veterinari autorizzati secondo il presente regolamento sia trasmessa all'agenzia conformemente al presente regolamento.Articolo 43Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio di un medicinale veterinario autorizzato secondo il presente regolamento dispone a titolo stabile e continuativo di una persona adeguatamente qualificata, incaricata della farmacovigilanza.Tale persona risiede nella Comunità ed è preposta a quanto segue:a) istituire e gestire un sistema che raccolga, valuti, elabori e renda accessibili in un luogo unico in tutta la Comunità le informazioni sui presunti effetti collaterali negativi segnalati al personale della ditta e ai delegati della medesima;b) preparare per le autorità competenti degli Stati membri e per l'agenzia, a norma del presente regolamento, le relazioni di cui all'articolo 44 paragrafo 3;c) garantire che le richieste delle competenti autorità tese a ottenere ulteriori informazioni necessarie per valutare rischi e benefici di un medicinale veterinario, trovino risposte complete e rapide, anche in merito ai volumi delle vendite o delle prescrizioni;d) fornire alle competenti autorità tutte le informazioni di qualche interesse per la valutazione dei rischi e dei benefici di un medicinale veterinario, segnatamente quelle relative agli studi di sorveglianza dopo l'immissione in commercio.Articolo 441. Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale veterinario, venuto a conoscenza attraverso il personale sanitario di presunti effetti collaterali negativi gravi e effetti collaterali negativi per l'uomo avvenuti sul territorio della Comunità e riguardanti un medicinale autorizzato secondo il presente regolamento, registra e comunica immediatamente tale informazione entro quindici giorni dal suo ricevimento agli Stati membri sul cui territorio si sono verificati gli effetti collaterali negativi.Il suddetto titolare è tenuto a registrare tutti gli altri presunti effetti collaterali negativi gravi, che rispondono ai criteri di notificazione secondo la guida di cui all'articolo 46, di cui si può ragionevolmente presumere che venga a conoscenza e a notificarli immediatamente agli Stati membri sul cui territorio tali effetti si sono prodotti e all'agenzia, entro quindici giorni dalla loro comunicazione.2. Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale veterinario provvede a che ogni presunto effetto collaterale negativo grave e inatteso e ogni presunto effetto collaterale negativo per l'uomo, verificatosi sul territorio di un paese terzo, sia immediatamente comunicata agli Stati membri e all'agenzia, entro quindici giorni dal ricevimento dell'informazione. Le modalità di comunicazione di presunti effetti collaterali negativi inattesi non gravi che si verificano nella Comunità o in un paese terzo, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 2.Salvo circostanze eccezionali, tali effetti sono comunicati in forma di una relazione per via elettronica e in conformità della guida di cui all'articolo 46.3. Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio è tenuto a conservare relazioni dettagliate su tutti i presunti effetti collaterali negativi, verificatisi all'interno e all'esterno della Comunità, che gli vengano segnalati dal personale sanitario.Salvo imposizione di altre condizioni alla concessione, da parte della Comunità, dell'autorizzazione all'immissione in commercio, tali relazioni sono presentate all'agenzia e agli Stati membri, come relazioni periodiche attualizzate sulla sicurezza, immediatamente se richieste, o almeno ogni sei mesi per i primi due anni e annualmente per i due anni successivi. Successivamente, le relazioni sono presentate ogni tre anni o immediatamente se richieste.Le relazioni sono accompagnate da una valutazione scientifica.Articolo 45Gli Stati membri si accertano che tutti i casi di presunti effetti collaterali negativi gravi nonché di presunti effetti collaterali negativi per l'uomo verificatisi nel loro territorio, in relazione ad un medicinale veterinario autorizzato secondo il presente regolamento, siano registrati e comunicati all'agenzia e al titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio, immediatamente e comunque entro quindici giorni dal ricevimento dell'informazione.L'agenzia trasmette l'informazione ai sistemi nazionali di farmacovigilanza istituiti in forza dell'articolo 73 della direttiva 2001/82/CE.Articolo 46La Commissione, in consultazione con l'agenzia, gli Stati membri e gli ambienti interessati, elabora una guida per raccogliere, verificare e presentare relazioni sugli effetti collaterali negativi.Per inviare le relazioni sugli effetti collaterali negativi, i titolari di autorizzazioni all'immissione in commercio usano la terminologia medica accettata a livello internazionale, conformemente alla guida.L'agenzia, in consultazione con gli Stati membri e la Commissione, istituisce una rete informatica per la trasmissione rapida di informazioni tra autorità competenti della Comunità in caso di allarmi relativi a difetti di fabbricazione o a effetti collaterali negativi gravi, o di altre informazioni di farmacovigilanza su medicinali veterinari autorizzati a norma dell'articolo 5 della direttiva 2001/82/CE.Articolo 47L'agenzia collabora con le organizzazioni internazionali interessate alla farmacovigilanza veterinaria.Articolo 48Le modificazioni che si rendessero necessarie per aggiornare le disposizioni del presente capo al fine di tener conto dei progressi scientifici e tecnici sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 2.TITOLO IVL'AGENZIA EUROPEA DI VALUTAZIONE DEI MEDICINALI:COMPETENZE E STRUTTURA AMMINISTRATIVACapo 1Compiti dell'agenziaArticolo 49È istituita l'agenzia europea di valutazione dei medicinali.L'agenzia è responsabile del coordinamento delle risorse scientifiche esistenti messe a sua disposizione dagli Stati membri per la valutazione, la sorveglianza e la farmacovigilanza dei medicinali.Articolo 501. L'agenzia è composta:a) dal comitato per i medicinali per uso umano, che è incaricato di elaborare i pareri dell'agenzia sui problemi riguardanti la valutazione dei medicinali per uso umano;b) dal comitato per i medicinali veterinari, che è incaricato di elaborare i pareri dell'agenzia sui problemi riguardanti la valutazione dei medicinali veterinari;c) dal comitato per i medicinali orfani;d) dal comitato per i medicinali a base di piante;e) da un segretariato, incaricato di fornire assistenza tecnica, amministrativa e scientifica ai comitati e di coordinare adeguatamente i loro lavori;f) da un direttore esecutivo, che esercita le funzioni di cui all'articolo 57;g) da un consiglio d'amministrazione, che esercita le funzioni di cui agli articoli 58, 59 e 60;h) da un consiglio consultivo che esercita le funzioni di cui all'articolo 59.2. Ciascun comitato di cui al paragrafo 1, lettere da a) a d) può istituire gruppi di lavoro e di esperti. A tal fine, essi adottano, secondo le loro regole procedurali, le modalità precise per delegare a tali gruppi taluni dei loro compiti.3. Il direttore esecutivo, di concerto con il comitato per i medicinali per uso umano e con il comitato per i medicinali veterinari, organizza strutture amministrative e procedure idonee ai fini della consulenza alle imprese di cui all'articolo 51, punto l), in particolare riguardo alle nuove terapie.Ogni comitato istituisce un gruppo di lavoro permanente con il compito di dedicarsi interamente alla consulenza scientifica da prestare alle imprese.4.  Il comitato per i medicinali per uso umano e il comitato per i medicinali veterinari possono, se lo ritengono utile, chiedere consigli su problemi importanti di natura scientifica generale o etica.Articolo 511. L'agenzia fornisce agli Stati membri e alle istituzioni comunitarie pareri scientifici del più alto livello su ogni questione inerente alla valutazione della qualità, della sicurezza e dell'efficacia dei medicinali per uso umano o veterinario che le venga sottoposta in forza della normativa comunitaria relativa ai medicinali.A tal fine, l'agenzia svolge, in particolare attraverso i suoi comitati, le funzioni seguenti:a) coordinare la valutazione scientifica della qualità, sicurezza ed efficacia dei medicinali soggetti alle procedure comunitarie d'autorizzazione all'immissione in commercio;b) trasmettere, ove richiestane, e tenere a disposizione le relazioni di valutazione, i riassunti delle caratteristiche dei prodotti, l'etichettatura e i foglietti illustrativi di tali medicinali;c) coordinare la sorveglianza, nelle effettive condizioni d'uso, dei medicinali autorizzati nella Comunità e prestare consulenza sulle misure necessarie per garantire un uso sicuro ed efficace, in particolare attraverso la valutazione, l'attuazione coordinata degli obblighi di farmacovigilanza e il controllo su tale attuazione;d) garantire la diffusione di informazioni sugli effetti collaterali negativi dei medicinali autorizzati nella Comunità mediante una banca di dati consultabile in modo permanente da tutti gli Stati membri;e) diffondere adeguatamente presso il pubblico le informazioni di farmacovigilanza;f) esprimere un parere sui limiti massimi di residui di medicinali veterinari accettabili negli alimenti d'origine animale, secondo il regolamento (CEE) n. 2377/90;g) coordinare il controllo sull'osservanza delle norme sulle buone pratiche di fabbricazione, di laboratorio e cliniche;h) apportare, se le viene richiesto, un sostegno scientifico e tecnico per migliorare la cooperazione tra la Comunità, gli Stati membri, le organizzazioni internazionali e i paesi terzi su questioni scientifiche e tecniche inerenti alla valutazione dei medicinali, segnatamente nell'ambito delle conferenze internazionali di armonizzazione;i) registrare la situazione delle autorizzazioni all'immissione in commercio di medicinali rilasciate secondo le procedure comunitarie;j) creare una banca di dati sui medicinali accessibile al pubblico e fornire assistenza tecnica per la sua gestione;k) assistere la Comunità e gli Stati membri nella fornitura, ai professionisti del settore dell'assistenza sanitaria e al pubblico, di informazioni sui medicinali valutati dall'agenzia;l) consigliare le imprese sull'esecuzione delle diverse prove e studi necessari per dimostrare la qualità, la sicurezza e l'efficacia dei medicinali, in particolare sul rispetto delle buone prassi di fabbricazione;m) verificare se le condizioni imposte dalle normative comunitarie sui medicinali e dalle autorizzazioni all'immissione in commercio sono rispettate anche nella distribuzione parallela di medicinali autorizzati in forza del presente regolamento;n) formulare, su richiesta della Commissione, ogni altro parere scientifico inerente alla valutazione dei medicinali o alle materie prime utilizzate nella loro fabbricazione.2. La banca di dati di cui al paragrafo 1, lettera j) contiene in particolare il riassunto delle caratteristiche del prodotto, il foglietto illustrativo per il paziente o l'utente e le informazioni dell'etichettatura. La banca di dati viene elaborata in varie fasi e riguarda in primo luogo i medicinali autorizzati secondo il presente regolamento e quelli autorizzati a norma del titolo III, capo 4 della direttiva 2001/83/CE e del titolo III, capo 4 della direttiva 2001/82/CE. La banca di dati viene successivamente estesa agli altri medicinali.Articolo 52Nell'ambito della cooperazione con l'Organizzazione mondiale della sanità, l'agenzia può emettere pareri scientifici tesi a valutare taluni medicinali per uso umano destinati a essere immessi esclusivamente sul mercato di paesi terzi. A tal fine, su raccomandazione dell'Organizzazione mondiale della sanità, viene presentata all'agenzia una domanda a norma dell'articolo 6. Il comitato per i medicinali per uso umano è incaricato di esprimere il parere dell'agenzia, secondo gli articoli da 6 a 9. Le disposizioni dell'articolo 10 non si applicano.Articolo 531. L'agenzia esercita un'azione di vigilanza affinché siano identificati e precocemente potenziali fonti di conflitto tra i propri pareri scientifici e quelli di altri organismi istituiti dal diritto comunitario, che esercitano funzioni analoghe su questioni d'interesse comune.2. Quando l'agenzia identifica una potenziale fonte di conflitto, prende contatto con l'organismo interessato in modo da condividere tutta l'informazione scientifica pertinente per individuare i punti scientifici in potenziale conflitto.3. Quando viene individuato un conflitto di merito su un punto scientifico con un'agenzia comunitaria o un comitato scientifico, l'agenzia e l'organismo interessato sono tenuti a collaborare per risolvere il conflitto e a presentare alla Commissione un documento comune che chiarisca i punti scientifici di conflitto.4. Salvo altrimenti disposto dal presente regolamento, dalla direttiva 2001/83/CE e dalla direttiva 2001/82/CE, quando viene individuato un conflitto di merito su punti scientifici con un organismo di uno Stato membro, l'agenzia e detto organismo sono tenuti a collaborare o per risolvere il conflitto o per elaborare un documento comune che chiarisca i punti scientifici di conflitto.Articolo 541. Ogni Stato membro per nomina un mandato di tre anni rinnovabile un membro per il comitato dei medicinali per uso umano e un membro per il comitato dei medicinali veterinari. Essi sono scelti sulla base delle loro funzioni e della loro esperienza nella valutazione dei medicinali per uso umano o veterinario, e mantengono ogni utile relazione con le rispettive autorità nazionali competenti.I comitati nominano per cooptazione non più di cinque membri supplementari scelti in funzione delle loro competenze scientifiche specifiche. Questi sono nominati per un periodo di tre anni rinnovabile.I membri di ogni comitato possono essere accompagnati da esperti competenti in particolari settori scientifici o tecnici.Il direttore esecutivo dell'agenzia, o il suo rappresentante, e i rappresentanti della Commissione sono autorizzati a partecipare a tutte le riunioni dei comitati e a tutti i gruppi di lavoro convocati dall'agenzia o dai suoi comitati scientifici.2. Oltre al compito di fornire pareri scientifici oggettivi alla Comunità e agli Stati membri su problemi loro sottoposti, i membri dei comitati assicurano un coordinamento adeguato tra l'attività dell'agenzia e quella delle competenti autorità nazionali, compresi gli organi consultivi implicati nell'autorizzazione all'immissione in commercio.3. I membri dei comitati e gli esperti incaricati della valutazione dei medicinali si fondano sulla valutazione e sulle risorse scientifiche disponibili in seno alle strutture nazionali di autorizzazione all'immissione in commercio. Ogni autorità nazionale competente vigila sul livello scientifico e sull'indipendenza della valutazione effettuata ed agevola le attività dei membri dei comitati e degli esperti designati. Gli Stati membri si astengono dal dare ai membri dei comitati e agli esperti istruzioni incompatibili con i compiti loro assegnati e con i compiti e le responsabilità dell'agenzia.4. Nell'elaborazione dei pareri, i comitati si adoperano al massimo per raggiungere un consenso scientifico. Se tale consenso non può essere raggiunto, il parere è costituito dalla posizione della maggioranza dei membri e dalle posizioni divergenti con relative motivazioni.5. Ogni comitato stabilisce le proprie regole di procedura.Dette regole procedurali prevedono in particolare le modalità di designazione e di sostituzione del presidente, di delega ai gruppi di lavoro di taluni compiti e l'istituzione di un procedimento per l'adozione di pareri urgenti soprattutto in materia di sorveglianza del mercato e di farmacovigilanza nell'ambito delle disposizioni del presente regolamento.Esse entrano in vigore previo parere favorevole della Commissione e del consiglio d'amministrazione.Articolo 551. Quando il comitato per i medicinali per uso umano o il comitato per i medicinali veterinari è incaricato di valutare un medicinale a norma del presente regolamento, nomina uno dei suoi membri affinché agisca come relatore e coordini la valutazione. Il comitato interessato può designare un altro dei suoi membri come correlatore.In caso di ricorso contro uno dei suoi pareri, il comitato interessato nomina un relatore, e un eventuale correlatore, diversi da quelli nominati per il parere iniziale. Questa procedura di ricorso può riguardare solo punti del parere iniziale già individuati dal richiedente e può fondarsi solo su dati scientifici che erano disponibili all'atto dell'adozione del parere iniziale.2. Gli Stati membri trasmettono all'agenzia i nominativi di esperti nazionali di comprovata esperienza nel campo della valutazione dei medicinali disposti a partecipare ai gruppi di lavoro o ai gruppi di esperti del comitato per i medicinali per uso umano o del comitato per i medicinali veterinari, indicando le loro qualifiche settori di competenza.L'agenzia tiene un elenco aggiornato di esperti accreditati. Esso comprende gli esperti di cui al primo comma e quelli designati direttamente dall'agenzia.3. Le prestazioni dei relatori e degli esperti sono disciplinate da contratti scritti stipulati tra l'agenzia e gli interessati o, se del caso, tra l'agenzia e il datore di lavoro degli interessati.L'interessato, o il suo datore di lavoro, è remunerato in base a una tabella degli onorari che figura nelle disposizioni finanziarie adottate dal consiglio d'amministrazione.4. Per i servizi di natura scientifica che possono essere prestati da una pluralità di candidati possibili, si può lanciare un invito a manifestare il proprio interesse, qualora il contesto scientifico e tecnico lo consenta e se ciò è compatibile con i compiti dell'agenzia, segnatamente con l'esigenza di garantire un alto livello di tutela della sanità pubblica.Il consiglio d'amministrazione adotta su proposta del direttore esecutivo le procedure in materia.5. L'agenzia o uno dei comitati di cui all'articolo 50, paragrafo 1, lettera da a) a d) possono avvalersi dei servizi di esperti per l'esecuzione di altri compiti specifici di loro competenza.Articolo 561. La composizione dei comitati di cui all'articolo 50, paragrafo 1, lettere da a) a d) è resa pubblica. Nella pubblicazione di ogni nomina, sono specificate le qualifiche professionali di ogni membro.2. I membri del consiglio d'amministrazione, del consiglio consultivo, dei comitati, i relatori e gli esperti non devono avere interessi economici o d'altro tipo nell'industria farmaceutica, che possano infirmare la loro imparzialità. Essi si impegnano ad agire al servizio dell'interesse pubblico e in uno spirito d'indipendenza. Eventuali interessi indiretti con l'industria farmaceutica sono dichiarati in un registro tenuto dall'agenzia e di pubblica consultazione.I membri del consiglio d'amministrazione, del consiglio consultivo, dei comitati, i relatori e gli esperti che partecipano a riunioni o gruppi di lavoro dell'agenzia dichiarano a ogni riunione gli interessi particolari che potrebbero essere considerati lesivi della loro indipendenza rispetto ai punti all'ordine del giorno.Articolo 571. Il direttore esecutivo è nominato dal consiglio d'amministrazione, su proposta della Commissione, per un periodo di cinque anni rinnovabile.2. Il direttore esecutivo è il rappresentante legale dell'agenzia. Le sue funzioni sono le seguenti:a) ordinaria amministrazione dell'agenzia;b) gestione di tutte le risorse dell'agenzia necessarie all'attività dei comitati di cui all'articolo 50, paragrafo 1, lettere da a) a d), mettendo a disposizione un adeguato sostegno tecnico e scientifico;c) rispetto dei termini fissati dalla normativa comunitaria per l'adozione dei pareri dell'agenzia;d) adeguato coordinamento dei comitati scientifici di cui all'articolo 50, paragrafo 1, lettere da a) a d);e) preparazione del rendiconto delle entrate e delle uscite ed esecuzione del bilancio dell'agenzia;f) gestione del personale;g) chiedere, ove necessario, il parere del consiglio consultivo su ogni questione riguardante le attività dell'agenzia relative alle procedure d'autorizzazione dei medicinali;h) assicurare il segretariato del consiglio d'amministrazione e del consiglio consultivo.3. Il direttore esecutivo sottopone ogni anno all'approvazione del consiglio d'amministrazione, distinguendo tra le attività dell'agenzia relative ai medicinali per uso umano e le attività relative ai medicinali veterinari, i seguenti progetti:a) un progetto di relazione di attività dell'agenzia per l'anno precedente, comprese informazioni sul numero di domande valutate dall'agenzia, sulla durata di tali valutazioni e sui medicinali autorizzati, rifiutati o ritirati;b) un progetto di programma di lavoro per l'anno successivo;c) un progetto di rendiconto annuale per l'anno precedente;d) un progetto di bilancio previsionale per l'anno successivo.4. Il direttore esecutivo approva tutte le spese finanziarie dell'agenzia.Articolo 581. Il consiglio d'amministrazione si compone di quattro rappresentanti degli Stati membri, di quattro rappresentanti del Parlamento europeo, di quattro rappresentanti della Commissione e di quattro rappresentanti dei pazienti e dell'industria, designati dalla Commissione.I membri titolari del consiglio d'amministrazione possono farsi sostituire da supplenti.2. Il mandato dei rappresentanti è di tre anni. Tale mandato può essere rinnovato.3. Il consiglio d'amministrazione elegge il proprio presidente per un periodo di tre anni e adotta il proprio regolamento interno. Il consiglio d'amministrazione adotta le decisioni alla maggioranza dei due terzi dei suoi membri.4. Entro il 31 gennaio di ogni anno, il consiglio d'amministrazione adotta la relazione generale di attività dell'agenzia per l'anno precedente e il programma di lavoro per l'anno successivo, e li trasmette agli Stati membri, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.Articolo 59Il consiglio consultivo è costituito da un rappresentante di ogni autorità nazionale competente nel campo dell'autorizzazione dei medicinali per uso umano e veterinari. Il direttore esecutivo, o il suo rappresentante, e i rappresentanti della Commissione assistono d'ufficio alle riunioni del consiglio consultivo.La Commissione può sottoporre al consiglio consultivo qualsiasi questione sulle procedure comunitarie che riguardano l'autorizzazione dei medicinali.I pareri del consiglio consultivo non sono vincolanti.Il consiglio d'amministrazione, su proposta del direttore esecutivo e previo parere favorevole della Commissione, adotta le disposizioni necessarie per l'attuazione del presente articolo.Capo 2Le finanzeArticolo 601. Le entrate dell'agenzia sono costituite da un contributo della Comunità e dai canoni versati dalle imprese per ottenere e gestire le autorizzazioni all'immissione in commercio e per gli altri servizi forniti dall'agenzia.2. I costi dell'agenzia comprendono la retribuzione del personale, le spese amministrative e d'infrastruttura, le spese di esercizio e quelle derivanti da contratti conclusi con terzi.3. Entro il 15 febbraio di ogni anno, il direttore elabora un progetto preliminare di bilancio che copre le spese di esercizio e il programma di lavoro previsti per l'esercizio finanziario successivo e lo trasmette insieme a un organigramma, al consiglio d'amministrazione.4. Le entrate e le uscite devono essere in pareggio.5. Il consiglio d'amministrazione approva il progetto di bilancio e lo trasmette alla Commissione che, su tale base, definisce lo stato di previsione corrispondente del progetto preliminare di bilancio generale delle Comunità europee, da sottoporre al Consiglio a norma dell'articolo 272 del trattato.6. Il consiglio d'amministrazione approva il bilancio definitivo dell'agenzia prima dell'inizio dell'esercizio finanziario, adeguandolo, se del caso, in funzione del contributo comunitario e delle altre entrate dell'agenzia.7. Il direttore esegue il bilancio dell'agenzia.8. Il controllo degli impegni e dei pagamenti di tutte le spese dell'agenzia come della formazione e riscossione di tutte le sue entrate è effettuato dal controllore finanziario della Commissione.9. Entro il 31 marzo di ogni anno, il direttore trasmette alla Commissione, al consiglio d'amministrazione e alla Corte dei conti i rendiconti delle entrate e delle spese dell'agenzia per l'esercizio finanziario precedente. La Corte dei conti li esamina in conformità dell'articolo 248 del trattato.10. Il consiglio d'amministrazione, su raccomandazione del Parlamento europeo, dà scarico al direttore per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio.11. Dopo che la Corte dei conti ha emesso il suo parere, il consiglio d'amministrazione adotta le disposizioni finanziarie interne che specificano in particolare le modalità di formazione e d'esecuzione del bilancio dell'agenzia.Articolo 61La struttura e il livello dei canoni di cui all'articolo 60, paragrafo 1, sono stabiliti dal Consiglio che delibera, conformemente al trattato su proposta della Commissione presentata previa consultazione delle organizzazioni che rappresentano gli interessi dell'industria farmaceutica a livello comunitario.Capo 3disposizioni generali riguardanti l'agenziaArticolo 62L'agenzia ha personalità giuridica. In ciascuno degli Stati membri, essa gode della più ampia capacità giuridica che la legge riconosce alle persone giuridiche. In particolare, essa può acquistare e alienare beni immobili e mobili e stare in giudizio.Articolo 631. La responsabilità contrattuale dell'agenzia è disciplinata dalla legge applicabile al contratto in questione. La Corte di giustizia delle Comunità europee è competente a pronunciarsi conformemente a qualsiasi clausola arbitrale contenuta in un contratto stipulato dall'agenzia.2. In materia di responsabilità extracontrattuale, l'agenzia deve risarcire, secondo i principi generali comuni agli ordinamenti degli Stati membri, i danni cagionati da essa o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni.La Corte di giustizia è competente a conoscere delle controversie relative al risarcimento di tali danni.3. La responsabilità personale degli agenti dell'agenzia è disciplinata dalle corrispondenti disposizioni applicabili al personale dell'agenzia.Articolo 64Il Protocollo sui privilegi e immunità delle Comunità europee si applica all'agenzia.Articolo 65Il personale dell'agenzia è soggetto ai regolamenti e normative applicabili ai funzionari ed altri agenti delle Comunità europee. L'agenzia esercita nei confronti del proprio personale i poteri conferiti all'autorità investita del potere di nomina.Il consiglio d'amministrazione, d'intesa con la Commissione, adotta le necessarie norme d'applicazione.Articolo 66I membri del consiglio d'amministrazione e del consiglio consultivo, i membri dei comitati di cui all'articolo 50, paragrafo 1, lettere da a) a d), gli esperti, i funzionari ed altri agenti dell'agenzia sono tenuti a non divulgare, anche dopo la cessazione dalle loro funzioni, informazioni che, per loro natura, sono coperte dal segreto professionale.Articolo 67D'intesa con il consiglio d'amministrazione e il comitato competente, la Commissione può invitare rappresentanti di organizzazioni internazionali, interessate all'armonizzazione delle norme in materia di medicinali, a partecipare come osservatori ai lavori dell'agenzia. Le condizioni di partecipazione sono preventivamente definite dalla Commissione.Articolo 68Il consiglio d'amministrazione, d'intesa con la Commissione, avvia i contatti necessari tra l'agenzia e i rappresentanti dell'industria, dei consumatori, dei pazienti e delle professioni sanitarie. Detti contatti possono includere la partecipazione di osservatori a taluni lavori dell'agenzia a condizioni preventivamente definite dal consiglio stesso, d'intesa con la Commissione.Articolo 69Il consiglio d'amministrazione adotta misure amministrative al fine di aiutare le ditte farmaceutiche nella presentazione delle loro domande in caso di mercato limitato o, se si tratta di medicinali veterinari, di medicinali destinati a malattie a distribuzione regionale. Dette misure comprendono in particolare l'assunzione da parte dell'agenzia dell'onere di alcune traduzioni.Articolo 70Per garantire un adeguato livello di trasparenza, il consiglio d'amministrazione, su proposta del direttore esecutivo e d'intesa con la Commissione, adotta regole per l'accessibilità al pubblico di informazioni normative, scientifiche o tecniche relative all'autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali che non siano carattere riservato.TITOLO VDISPOSIZIONI GENERALI E FINALIArticolo 711. Ogni decisione di rilascio, diniego, modificazione, sospensione o revoca di un'autorizzazione all'immissione in commercio, adottata in forza del presente regolamento, è motivata in modo preciso. Essa è notificata alla persona interessata.2. L'autorizzazione all'immissione in commercio di un medicinale disciplinato dal presente regolamento può essere rilasciata, rifiutata, modificata, sospesa o ritirata solo per motivi previsti dal presente regolamento e conformemente alle procedure previste dal medesimo.Articolo 721. Lo stesso medicinale può essere oggetto di una sola autorizzazione per lo stesso titolare.Tuttavia, in presenza di ragioni obiettive e giustificate, legate alla sanità pubblica o alla disponibilità del medicinale presso professionisti sanitari e pazienti, la Commissione può autorizzare uno stesso richiedente a presentare all'agenzia più di una domanda per tale medicinale.2. Le disposizioni dell'articolo 98, paragrafo 3 della direttiva 2001/83/CE si applicano ai medicinali per uso umano autorizzati a norma del presente regolamento.3. Salvo il carattere unico e comunitario del contenuto dei documenti di cui all'articolo 9, paragrafo 4, lettere a), b) e c), e all'articolo 31, paragrafo 4, lettere da a) a d), il presente regolamento non osta all'uso di vari modelli industriali per uno stesso medicinale coperto da una sola autorizzazione.Articolo 731. In deroga all'articolo 6 della direttiva 2001/83/CE, un medicinale per uso umano non autorizzato, che rientri nelle categorie di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2 del presente regolamento, potenzialmente di elevato interesse dal punto di vista della sanità pubblica, può essere messo a disposizione di taluni pazienti a titolo d'impiego umanitario.2. Prima di ogni decisione sull'impiego umanitario di medicinali delle categorie di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, il fabbricante o il richiedente l'autorizzazione all'immissione in commercio informa l'agenzia.3. Quando si prevede un impiego umanitario, il comitato per i medicinali per uso umano, sentito il fabbricante o il richiedente, può adottare raccomandazioni concernenti determinate condizioni d'utilizzazione, distribuzione e pazienti destinatari. Gli Stati membri adottano ogni opportuna disposizione per attuare dette raccomandazioni nell'ambito delle pertinenti normative nazionali.4. L'agenzia tiene un elenco aggiornato dei medicinali di cui al paragrafo 1, messi a disposizione a titolo d'impiego umanitario. L'articolo 22, paragrafo 1 e l'articolo 23 si applicano in quanto compatibili.5. Le raccomandazioni del paragrafo 3 fanno salva la responsabilità civile o penale del fabbricante o del richiedente l'autorizzazione all'immissione in commercio.6. I medicinali forniti a titolo d'impiego umanitario non possono essere ceduti a titolo oneroso salvo casi particolari preventivamente definiti dagli ordinamenti nazionali.7. L'effettiva immissione in commercio di un medicinale precedentemente fornito a titolo d'impiego umanitario, in seguito al rilascio di un'autorizzazione all'immissione in commercio oppure il parere negativo del comitato per i medicinali per uso umano a norma dell'articolo 9, paragrafo 2, rendono caduchi gli effetti dei paragrafi 3 e 6 del presente articolo.8. Il presente articolo si applica salvo il disposto della direttiva 2001/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [31].[31]  GU L 121 dell'1.5.2001, pag. 34.Articolo 741. Salvo il disposto del Protocollo sui privilegi e immunità delle Comunità europee, gli Stati membri determinano le sanzioni da irrogare in caso di violazione delle norme del presente regolamento o dei regolamenti emanati in forza del medesimo e adottano ogni provvedimento necessario per assicurare l'applicazione delle sanzioni stesse. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.Gli Stati membri notificano le relative disposizioni alla Commissione entro il 31 dicembre 2004 e provvedono a notificare al più presto le eventuali modificazioni successive.2. Gli Stati membri informano immediatamente la Commissione dell'avvio di ogni procedimento contenzioso che riguardi infrazioni al presente regolamento.3. In caso di inosservanza di taluni obblighi correlati ad autorizzazioni all'immissione in commercio, rilasciate a norma del presente regolamento, la Commissione, su richiesta dell'agenzia, può irrogare penali ai titolari di tali autorizzazioni. Importi massimi, condizioni e modalità di percezione di tali penali sono decisi dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 77, paragrafo 2.Articolo 75Il presente regolamento fa salve le competenze conferite all'autorità alimentare europea istituita dal regolamento (CE) n. xxxx del Parlamento europeo e del Consiglio [32].[32]   GU L ...Articolo 76La Commissione pubblica almeno ogni dieci anni una relazione generale sull'esperienza acquisita in base all'applicazione delle procedure stabilite dal presente regolamento, dal titolo III, capo 4 della direttiva 2001/83/CE e dal titolo III, capo 4 della direttiva 2001/82/CE.Articolo 771. La Commissione è assistita dal comitato permanente dei medicinali per uso umano, istituito dall'articolo 121 della direttiva 2001/83/CE e dal comitato permanente dei medicinali veterinari istituito dall'articolo 89 della direttiva 2001/82/CE.2. Quando venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE, nel rispetto delle disposizioni degli articoli 7 e 8 della medesima.Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è di tre mesi.3. Quando venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura consultiva di cui all'articolo 3 della decisione 1999/468/CE, nel rispetto delle disposizioni degli articoli 7 e 8 della medesima.4. Quando venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della decisione 1999/468/CE, nel rispetto delle disposizioni degli articoli 7 e 8 della medesima.Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione 1999/468/CE è di un mese.Articolo 78Il regolamento (CEE) n. 2309/93/CE è abrogato.I riferimenti al regolamento abrogato s'intendono fatti al presente regolamento e si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato II.Articolo 79Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo    Per il ConsiglioLa Presidente      Il PresidenteALLEGATO I1. Farmaci derivati da uno dei seguenti procedimenti biotecnologici:- tecnologia dell'acido desossiribonucleico ricombinante,- espressione controllata di geni che codificano per proteine biologicamente attive in procarioti ed eucarioti, comprese cellule trasformate di mammiferi,- metodi a base di ibridomi e di anticorpi monoclonali.2. Farmaci veterinari, anche derivati dalla biotecnologia, destinati soprattutto a essere usati per stimolare la crescita o per aumentare la produttività degli animali trattati.3. Farmaci per uso umano contenenti una nuova sostanza attiva che non entrava nella composizione di alcun medicinale per uso umano autorizzato nella Comunità prima della data d'entrata in vigore del presente regolamento.4. Medicinali veterinari contenenti una nuova sostanza attiva che non entrava nella composizione di alcun medicinale veterinario autorizzato nella Comunità prima della data d'entrata in vigore del presente regolamento.ALLEGATO IITAVOLA DI CONCORDANZAPresente regolamento  //  2309/93articolo 1  //  articolo 1articolo 2  //  articolo 2articolo 3  //  articolo 3articolo 4  //  articolo 4articolo 5  //  articolo 5articolo 6  //  articolo 6articolo 7  //  articolo 7articolo 8  //  articolo 8articolo 9  //  articolo 9articolo 10  //  articolo 10articolo 11  //  articolo 11articolo 12  //  articolo 12articolo 13  //  articolo 13articolo 14  //  articolo 14articolo 15  //  articolo 15articolo 16  //  articolo 16articolo 17  //  articolo 17articolo 18  //  articolo 18articolo 19  //  articolo 19articolo 20  //  articolo 20articolo 21  //  articolo 21articolo 22  //  articolo 22articolo 23  //  articolo 23articolo 24  //  articolo 24articolo 25  //  articolo 25articolo 26  //  articolo 26articolo 27  //  articolo 27articolo 28  //  articolo 28articolo 29  //  articolo 29articolo 30  //  articolo 30articolo 31  //  articolo 31articolo 32  //  articolo 32articolo 33  //  articolo 33articolo 34  //  articolo 34articolo 35  //  articolo 35articolo 36  //  articolo 36articolo 37  //  articolo 37articolo 38  //  articolo 38articolo 39  //  articolo 39articolo 40  //  articolo 40articolo 41  //  articolo 41articolo 42  //  articolo 42articolo 43  //  articolo 43articolo 44  //  articolo 44articolo 45  //  articolo 45articolo 46  //  articolo 46articolo 47  //  articolo 47articolo 48  //  articolo 48articolo 49  //  articolo 49articolo 50  //  articolo 50articolo 51  //  articolo 51articolo 52  //  nuovoarticolo 53  //  nuovoarticolo 54  //  articolo 52articolo 55  //  articolo 53articolo 56  //  articolo 54articolo 57  //  articolo 55articolo 58  //  articolo 56articolo 59  //  nuovoarticolo 60  //  articolo 57articolo 61  //  articolo 58articolo 62  //  articolo 59articolo 63  //  articolo 60articolo 64  //  articolo 61articolo 65  //  articolo 62articolo 66  //  articolo 63articolo 67  //  articolo 64articolo 68  //  articolo 65//  articolo 66 (soppresso)articolo 69  //  nuovoarticolo 70  //  nuovoarticolo 71  //  articoli 67 e 68articolo 72  //  nuovoarticolo 73  //  nuovoarticolo 74  //  articolo 69//  articolo 70 (soppresso)articolo 75  //  nuovoarticolo 76  //  articolo 71articolo 77   //  articoli 72 e 73articolo 78   //  nuovoarticolo 79  //  articolo 74allegato  //  allegato (parti A e B)SCHEDA FINANZIARIA1. DENOMINAZIONE DELL'AZIONEProposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione, la sorveglianza e la farmacovigilanza dei medicinali a uso umano e veterinario, e l'agenzia europea di valutazione dei medicinali.2. LINEA(E) DI BILANCIO INTERESSATA(E)B5-3120 agenzia europea di valutazione dei medicinali3. BASE GIURIDICAArticolo 95 CE4. DESCRIZIONE DELL'AZIONE4.1 Obiettivo generale dell'azioneGarantire un elevato livello di protezione della salute umana e animale, grazie soprattutto a una maggiore sorveglianza del mercato e al rafforzamento delle procedure di farmacovigilanza;Aumentare il numero dei medicinali disponibili.Realizzare il mercato interno dei prodotti farmaceutici e istituire un quadro giuridico e normativo che promuova la competitività dell'industria farmaceutica;Adeguare le misure in vigore e proporne di nuove per rispondere alle sfide dell'allargamento dell'UE.4.2 Periodo previsto per l'azione e modalità di rinnovo o proroga.L'attuazione delle misure proposte è prevista per il 2005, senza data di scadenza.5. CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE/ENTRATE5.1 SNO (spese non obbligatorie)5.2 SND (stanziamenti non dissociati)5.3 Tipi di entrate previsteNessuno6. NATURA DELLE SPESE/ENTRATESovvenzioni per il pareggio del bilancio all'agenzia dei medicinali7. INCIDENZA FINANZIARIA7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (nesso fra costi unitari e costo totale)Il costo totale dell'azione è calcolato assumendo come base l'attuale numero annuo di riunioni/comitati di esperti per il tipo di azioni considerate nella proposta.Il costo dell'azione per l'agenzia si dovrebbe basarsi per ipotesi:- su un aumento delle entrate grazie alla percezione di diritti dovuti per maggiori competenze nel campo della valutazione di nuove categorie di medicinali, anche se il livello di tali diritti si mantiene al livello attuale; tuttavia, il numero dei prodotti interessati ogni anno e il rapporto costo/difficoltà delle valutazioni scientifiche sono tuttora sconosciuti.- su un aumento delle spese dovuto all'allargamento dell'Unione europea,- su un aumento del numero di esperti, da convocare per anno finanziario, legato al numero di nuovi Stati membri durante tale anno stesso (stima impossibile perché il calendario di adesione degli Stati candidati è ignoto),- su un aumento dei costi legati all'estensione delle reti telematiche e delle banche-dati a tali nuovi Stati (stima impossibile per le stesse ragioni)A causa delle suddette incertezze, è dunque impossibile stimare il costo del provvedimento per l'agenzia. In proposito, al momento della revisione generale delle Prospettive finanziarie, si dovrà valutare l'opportunità di adeguare la sovvenzione comunitaria all'accrescimento delle attività dell'agenzia a causa dell'allargamento.7.2 Ripartizione per elementi del costo dell'azioneStanziamenti per impegni in milioni di euro (a prezzi correnti)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;8. DISPOSIZIONI ANTIFRODE PREVISTE- misure specifiche di controllo previsteNo9. ELEMENTI DI ANALISI COSTO-EFFICACIA9.1 Obiettivi specifici e quantificabili, beneficiariNessuno9.2 Giustificazione dell'azione- Necessità dell'intervento finanziario comunitario, rispetto soprattutto al principio di sussidiarietàModifica della legislazione in vigore per tener conto del progresso scientifico e tecnico e del futuro allargamento dell'UE- Scelta delle modalità di interventoModifica della legislazione in vigore ai sensi dell'articolo 71 del regolamento (CEE) n. 2309/93 del Consiglio a seguito di un esame dell'applicazione di tale legislazione, che è stato oggetto di una relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo.- Principali fattori aleatori che possono incidere sui risultati specifici dell'azione.Il principale fattore aleatorio concerne le modalità di allargamento dell'UE, sia sotto il profilo dei paesi interessati che delle scadenze temporali. Un altro fattore aleatorio riguarda l'uso che farà l'industria delle procedure adottate: sono attualmente ignoti il numero dei prodotti annualmente interessati e il rapporto costo/difficoltà delle valutazioni scientifiche.9.3 Controllo e valutazione dell'azione- Indicatori di rendimentoNumero di prodotti autorizzati in base alle procedure, progresso dei lavori di armonizzazione tecnica, calendario dell'estensione delle procedure ai paesi candidati, banca dati e reti informative.- Modalità e periodicità previste della valutazioneRelazione della Commissione a scadenze almeno decennali, dopo la prima relazione su cui si basa la presente proposta, presentata dopo sei anni.-  Valutazione dei risultati ottenuti (in caso di proseguimento o di rinnovo di un'azione esistente).I risultati ottenuti dall'1 gennaio 1995 (data d'entrata in vigore dell'attuale sistema) sono oggetto di una relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo (in corso d'adozione mediante procedura scritta)10. SPESE AMMINISTRATIVE (PARTE A DELLA SEZIONE III DEL BILANCIO)La mobilizzazione effettiva delle risorse amministrative necessarie deriverà dalla decisione annuale della Commissione sull'assegnazione delle risorse, tenuto conto tra l'altro del personale e degli importi supplementari che saranno stati accordati dall'autorità di bilancio.10.1 Incidenza sull'organico&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Per quanto riguarda le risorse supplementari indicare a quale ritmo sarebbe necessario metterle a disposizione.10.2 Incidenza finanziaria globale delle risorse umane supplementari(Euro)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono al costo totale del personale supplementare per la durata totale dell'azione, se questa ha una durata determinata, o alle spese per 12 mesi se ha una durata indeterminata.10.3 Aumento di altre spese di funzionamento generate dall'azione, in particolare spese derivanti da riunioni di comitati e gruppi di esperti(Euro)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese totali generate dall'azione, se questa ha una durata determinata, o alle spese per 12 mesi se ha una durata indeterminata.SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO  IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)Denominazione della propostaProposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione, la sorveglianza e la farmacovigilanza dei medicinali a uso umano e veterinario, e l'agenzia europea di valutazione dei medicinali.Numero di riferimento del documentoLa proposta1. Tenuto conto del principio di sussidiarietà, perché è necessaria una legislazione comunitaria in questo campo e quali sono i suoi gli obiettivi principali-La proposta di legislazione introduce nuove disposizioni e modifica diversi aspetti dell'attuale normativa sul funzionamento delle procedure centralizzate e decentralizzate di approvazione e sospensione della commercializzazione di prodotti medicinali per uso umano e veterinario.A norma dell'articolo 71 del regolamento (CEE) n. 2309/93 la Commissione è tenuta a render conto, entro sei anni dall'entrata in vigore del regolamento, dell'esperienza acquisita in base al funzionamento delle procedure centralizzate e decentralizzate. Una relazione di revisione redatta a nome della Commissione [33] ha individuato gli aspetti soddisfacenti e quelli passibili di miglioramento delle procedure di autorizzazione.[33]  "Evaluation of the operation of Community procedures for the authorisation of medicinal products", CMS Cameron McKenna e Anderson Consulting, ottobre 2000.Sotto un profilo commerciale i provvedimenti proposti mirano a:- aumentare il grado di armonizzazione della disciplina relativa ai medicinali negli Stati membri;- aumentare il grado di efficienza di funzionamento delle procedure centralizzate e decentralizzate;- migliorare in tal modo l'accesso, anche in termini di velocità dei medicinali innovativi e di quelli generici all'intero mercato europeo; e- far sì che l'industria sia in grado di rispondere più velocemente alle esigenze del mercato.I cosiddetti "nuovi sistemi" per la concessione di licenze introdotti nel 1995 hanno favorito lo sviluppo di un mercato unico nel settore dei medicinali; nonostante i progressi verificatisi alcuni elementi inducono a ritenere che le procedure presentino carenze. Le conclusioni della relazione di revisione sul funzionamento delle procedure di autorizzazione danno risalto alla necessità di migliorare i regimi vigenti quando non addirittura di apportare modifiche sostanziali in alcuni settori. È stata soprattutto riconosciuta l'efficienza della procedura centralizzata e il giovamento che recherebbe estenderne il campo d'applicazione ad altri prodotti, in termini sia di accesso dei pazienti che di economie di scala per le imprese.Sono stati riconosciuti i significativi vantaggi che la procedura decentralizzata presenta in termini di possibilità di scelta, benché il loro effetto sia stato in gran parte attenuato dal fatto che il sistema non riesce ad operare sulla base di un efficace reciproco riconoscimento da parte di diversi Stati membri.Dell'industria farmaceutica fanno parte svariati tipi di imprese, di cui una buona parte non è caratterizzata da un'intensa attività di ricerca e sviluppo; tali imprese si rivolgono cioè al proprio mercato nazionale e fanno affidamento sulla produzione di versioni generiche di prodotti esistenti. Al momento i regimi vigenti non rispondono pienamente alle esigenze di detti settori industriali.È cruciale per l'Europa istituire procedure di autorizzazione che forniscano un'adeguata tutela sanitaria e promuovano al tempo stesso lo sviluppo di un'industria farmaceutica innovativa e redditizia. Si tratta di un'industria d'importanza strategica per l'Europa; ma è evidente che, nel corso dell'ultimo decennio, l'industria europea ha perso competitività rispetto agli USA e che la sua crescita è più irregolare rispetto a quella degli USA o del Giappone [34]. Le ragioni all'origine di queste tendenze sono complesse, ma la capacità delle imprese di affrontare efficacemente la concorrenza è influenzata, almeno in parte, dalla natura del contesto normativo.[34]  Cfr. "Global Competitiveness in Pharmaceuticals", relazione eseguita per la DG Imprese della Commissione europea da A. Gambardella, Orsenigol e F. Pammolli, novembre 2000.L'allargamento dell'Unione europea nel prossimo decennio comporterà l'adesione di altri Stati membri. In linea di principio, l'allargamento può contribuire alla competitività globale dell'industria europea, ma, per aumentarla, sarà però molto importante colmare le lacune delle attuali procedure prima delle nuove adesioni.Si ritiene appropriato mantenere un equilibrio tra le procedure di autorizzazione centralizzate e quelle decentralizzate. Tali sistemi hanno entrambi contribuito - benché non nella stessa misura - allo sviluppo di un mercato unico nel settore farmaceutico e al conseguimento di un elevato livello di sicurezza per pazienti ed animali. La comparsa di nuove tecnologie sta tuttavia introducendo prodotti medicinali sofisticati e perfettamente idonei ad un'approvazione centralizzata.L'impatto sulle imprese2. Determinare l'incidenza della proposta:- sui vari settori di attivitàI provvedimenti riguardano soprattutto le case farmaceutiche e, in misura minore, grossisti e distributori di prodotti medicinali.L'industria farmaceutica dell'Unione è composta da imprese che svolgono una gamma d'attività diverse, spesso incentrate su mercati geograficamente distinti. Il numero complessivo delle case farmaceutiche dell'UE è valutato in circa 3 000 unità [35]. Le grandi multinazionali dominano il mercato; ad esse fa capo il 60-65% circa delle vendite di medicinali. Le imprese di medie dimensioni (in base ai parametri internazionali) rappresentano approssimativamente il 30-35% del mercato e la parte restante è costituita da piccole aziende locali. In termini di tipologia delle imprese l'elemento biotecnologico dell'industria farmaceutica europea ha fatto la sua comparsa solo di recente, ma il numero d'imprese è in crescita ed ha appena superato le 1 000 unità. I medicinali generici incidono attualmente per il 10% sul totale delle vendite del mercato non ospedaliero ottenendo i migliori risultati in Germania, Danimarca, Regno Unito e Paesi Bassi [36]. Il settore veterinario per finire incide all'incirca per il 5% sul valore del mercato dei medicinali per uso umano [37]. Questo settore del mercato è profondamente diverso da quello dei medicinali per uso umano, soprattutto per quel che riguarda distribuzione del bestiame, metodi di produzione e variazioni climatiche all'interno dell'UE.[35]  "The pharmaceutical industry in figures", Federazione europea Associazioni industrie farmaceutiche, edizione anno 2000.[36]  "Generic Medicines: How to ensure their effective contribution to healthcare", Euro Health, vol. 2, n. 3, settembre 1996.[37]  R. Fountain e D. Thurman, "Animal Health Market to Face Opportunities and Challenges in 98", Feed Stuffs, vol. 69, n. 48, novembre 1997.Le proposte legislative in questione riguardano svariati aspetti della regolamentazione dei medicinali e di conseguenza si ripercuoteranno su tutte le case farmaceutiche. Varie proposte influenzeranno così tutte le case farmaceutiche, a prescindere dalla natura della loro attività. È questo ad esempio il caso delle disposizioni relative alla validità delle autorizzazioni commerciali, all'utilizzazione caritatevole di medicinali, all'applicazione della buona pratica di fabbricazione alle materie prime e alla farmacovigilanza. I provvedimenti che sono di natura settoriale o specifica di qualche procedura di autorizzazione avranno dunque effetti più selettivi. Le procedure centralizzate sono impiegate soprattutto dalle grandi multinazionali e dalle imprese più piccole specializzate in produzioni innovative. Le modifiche proposte per il sistema centralizzato, come l'introduzione di autorizzazioni sub condicione e di procedure accelerate, interessano dunque in particolare questo tipo di imprese.-  Sulle diverse dimensioni delle imprese (indicare la quota di piccole e medie imprese)La procedura decentralizzata (reciproco riconoscimento) attuata dalle grandi imprese multinazionali viene utilizzata anche da un discreto numero di piccole e medie imprese (PMI). Tali imprese risentiranno perciò le conseguenze delle modifiche proposte relativamente al funzionamento del sistema decentralizzato. I principali provvedimenti settoriali riguardano i fabbricanti di prodotti veterinari, di medicinali generici e di medicinali omeopatici.- Sull'eventuale concentrazione di tali imprese in particolari zone geografiche della Comunità.No, non si riscontrano differenze.3. Descrivere i provvedimenti che le imprese dovranno prendere per uniformarsi alla propostaLa maggior parte dei provvedimenti proposti riguardano modifiche procedurali e perfezionamento delle procedure esistenti. Molti di detti provvedimenti non impongono perciò obblighi diretti alle imprese. Le ripercussioni della maggior parte degli obblighi imposti saranno sentite al momento della richiesta di autorizzazione commerciale.Le imprese che intendono commercializzare un prodotto contenente una nuova sostanza chimica (NCE, New Chemical Entity) dovranno far ricorso alla procedura di autorizzazione centralizzata. Per quanto riguarda alcuni prodotti medicinali verrà così eliminata l'attuale facoltà di scelta delle imprese nell'ottenimento delle autorizzazioni dagli Stati membri. Giova tuttavia ricordare che molti prodotti contenenti una NCE [38] devono già far ricorso alla procedura centralizzata dal momento che sono stati sviluppati mediante processi biotecnologici. La maggior parte delle imprese opta inoltre per la procedura centralizzata quando sia possibile scegliere la procedura da seguire relativamente ad un prodotto che contiene una NCE. Si prevede che le copie generiche dei prodotti che hanno ricevuto un'autorizzazione centrale potranno essere autorizzate indifferentemente mediante procedura centralizzata o decentralizzata. La stessa regola vale per gli altri prodotti medicinali purché apportino sostanziali innovazioni alle terapie esistenti. L'estensione del campo d'applicazione della procedura centralizzata porterà risparmi amministrativi alle imprese in grado di beneficiare dell'applicazione della procedura unica. Per alcune imprese le spese per prepararsi a presentare richieste centralizzate commercializzazione potrebbero determinare un aumento dei costi, particolarmente per quelle imprese del settore veterinario che trattano prodotti contenti NCE tali da interessare esclusivamente una ristretta area del mercato europeo. Per questa ragione è stata introdotta una deroga.[38]  La sigla in questione, in questo caso, ha un significato più ampio e si riferisce a qualsiasi nuova sostanza attiva.I richiedenti in attesa di autorizzazione nell'ambito di una procedura decentralizzata saranno obbligati a ricorrere all'arbitrato nel caso in cui gli Stati membri interessati dalla questione dei prodotti medicinali veterinari non riescano a dirimere eventuali controversie. Le imprese potrebbero dover sostenere alcune spese relative a procedimenti arbitrali che altrimenti eviterebbero ritirando la domanda. Detti costi sarebbero comunque compensati dal fatto che alle imprese sarebbe consentito commercializzare medicinali oggetto d'arbitrato all'interno di quegli Stati membri che si sono espressi a favore dell'autorizzazione del prodotto, permettendo così a tali imprese di recuperare i costi d'investimento prima di quanto non possano fare attualmente.Il fatto di aver armonizzato portando a 10 anni (cui si aggiunge, per i medicinali per uso umano, un anno per le nuove prescrizioni terapeutiche) il periodo di tutela dei dati concesso alle imprese innovatrici impedirà ai richiedenti di prodotti generici (copie) di ricorrere ad un iter di richiesta semplificata in Austria [39], Danimarca, Grecia3, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Spagna alla scadenza del sesto anno dalla data della prima autorizzazione nell'UE del prodotto innovatore. La domanda semplificata è quella in cui il richiedente non presenta i risultati delle proprie prove di sicurezza e d'efficacia, ma fa affidamento sui dati su cui si basa l'autorizzazione del prodotto innovatore. Tale restrizione è tuttavia compensata dal fatto che le imprese intenzionate a richiedere autorizzazioni per prodotti generici potranno, mediante una disposizione di tipo "Bolar", eseguire le prove richieste prima che scada la tutela brevettuale accordata al prodotto originario.[39]  In tale Stato membro il periodo di protezione dei dati non verrà esteso oltre la data di scadenza del brevetto. Detto vincolo cesserà di esistere a seguito delle modifiche proposte.È generalmente ammesso che il settore veterinario dell'industria farmaceutica presenta esigenze differenti e si occupa di questioni diverse; la presente proposta intende quindi affrontare i problemi rilevanti per tale settore d'impresa. I periodi supplementari di tutela dei dati accordati all'estensione di autorizzazioni commerciali ad altre specie da produzione alimentare favoriranno, così come il periodo di tutela di 13 anni per api da miele e pesci e l'introduzione di un periodo limitato di tutela per determinati dati relativi al livello massimo di residui (LMR), lo sviluppo d'innovazioni mediante una migliore protezione dei risultati della ricerca ritardando alquanto la data alla quale chi richiede un'autorizzazione per prodotti generici (copie) potrà ottenere l'approvazione senza effettuare lavori di ricerca per ottenere e mantenere detta autorizzazione. Coerentemente con le prescrizioni in tema di medicinali per uso umano le imprese che producono medicinali generici potranno avvalersi di una disposizione di tipo "Bolar".Il fatto di eliminare le disposizioni riguardanti il rinnovo quinquennale delle autorizzazioni commerciali ridurrà gli oneri economici a carico delle imprese. Tale modifica è compensata dal maggior numero di disposizioni in tema di farmacovigilanza; complessivamente si prevede che le imprese realizzeranno un certo risparmio economico dal momento che hanno già messo in opera sistemi di farmacovigilanza.4. Definire la prevedibile incidenza economica della proposta- sull'occupazione- sugli investimenti e sulla costituzione di nuove imprese- sulla concorrenzialità delle impreseSi prevede che il pacchetto di provvedimenti proposti apporterà benefici all'industria farmaceutica europea e consentirà ai pazienti della Comunità di accedere in tempi ridotti ai medicinali d'avanguardia.L'esame della posizione concorrenziale delle case farmaceutiche europee rispetto a quelle statunitensi, contenuto nella relazione Pammolli [40], mostra come il profilo dell'industria farmaceutica europea sia generalmente diverso da quello statunitense. L'industria europea è meno specializzata nelle attività di ricerca e sviluppo e dispone di un numero maggiore d'imprese specializzate in servizi supplementari. Gli Stati Uniti hanno sviluppato un'industria in grado non solo d'individuare nuove tecnologie, ma anche di sfruttarle efficacemente. Tale specializzazione verticale favorisce l'incremento dell'innovazione - fattore chiave della concorrenzialità - grazie alla possibilità di usufruire dei vantaggi apportati sia dalle piccole aziende biotecnologiche che dalle più grandi imprese multinazionali.[40]  Cfr. nota 2.Il fatto di rafforzare il peso accordato ai pareri scientifici all'interno della procedura centralizzata renderà la ricerca delle industrie più mirata e ridurrà i rischi d'investimento per le piccole aziende biotecnologiche sostenendo così questo settore industriale. L'estensione a dieci anni del periodo di tutela dei dati all'interno degli Stati membri (11 anni nel caso di successive indicazioni di rilievo clinico) favorirà l'innovazione consentendo alle imprese specializzate nella ricerca di recuperare i costi degli investimenti. La relazione Pammolli [41] ha dato risalto alla ridotta concorrenzialità all'interno degli Stati membri che, a sua volta, ha generato inefficienze nel settore industriale. I provvedimenti adottati per sostenere l'innovazione sono perciò compensati da quelli preposti all'aumento della competizione generica, come ad esempio l'introduzione di una disposizione di tipo "Bolar" e la possibilità di applicare la procedura centralizzata alle copie generiche dei prodotti che hanno ottenuto un'autorizzazione centralizzata.[41]  Cfr. nota 2.Un incremento dell'innovazione e della concorrenzialità nell'industria favorirebbe in definitiva la crescita e l'aumento delle opportunità di lavoro all'interno del settore. Le successive scadenze dei brevetti, dei periodi di tutela dei dati e delle proposte per favorire un'immediata approvazione delle copie generiche genereranno concorrenzialità e di conseguenza pressione al ribasso sui prezzi, facilitando così la distribuzione dei medicinali disponibili ai servizi sanitari degli Stati membri.Si prevede che tale proposta recherà benefici ai pazienti grazie ad una più immediata commercializzazione dei prodotti medicinali e soprattutto rendendo disponibili le nuove terapie prima di quanto non avvenga oggi. Tale obiettivo potrà essere conseguito riducendo della metà il tempo concesso agli Stati membri per la consultazione delle decisioni della Commissione, l'introduzione di autorizzazioni sub condicione e di procedure accelerate unitamente ad un approccio più formale riguardo alla disponibilità di prodotti medicinali su base compassionevole. Una tempestiva disponibilità di medicinali produrrà verosimilmente benefici economici e conseguenti effetti sui bilanci sanitari nazionali riducendo morbosità e mortalità.Il settore veterinario dell'industria farmaceutica ha incontrato difficoltà nel reperire medicinali per le specie secondarie e anche in determinati campi terapeutici a seguito dell'introduzione delle disposizioni per il livello massimo di residui (LMR) negli animali da produzione alimentare. I tempi più lunghi di tutela dei dati utilizzati per estendere un'autorizzazione d'uso ad ulteriori specie da produzione alimentare e del periodo relativo alle specie secondarie incoraggeranno le imprese a somministrare i loro prodotti ad una più vasta gamma di specie. Detta situazione recherà beneficio ai produttori agricoli che si occupano di tali settori e porterà alla riduzione dell'attuale inaccettabile livello di uso off-label.5. Indicare se la proposta contiene provvedimenti destinati a tener conto della situazione specifica delle piccole e medie imprese (esigenze più limitate o diverse ecc.).La proposta non contiene provvedimenti specifici per le PMI benché molti di detti provvedimenti, come quelli intesi a promuovere l'innovazione, a integrare meglio i pareri scientifici nell'iter procedurale (biotecnologia - PMI) e quelli che richiedono l'introduzione di una procedura di registrazione semplificata per i prodotti omeopatici, recheranno particolare giovamento alle piccole e medie imprese.Consultazione6. Elenco delle organizzazioni consultate in merito alla proposta e principali osservazioni.Si è proceduto ad ampie consultazioni con le parti interessate sul funzionamento della legislazione relativa ai medicinali nell'Unione europea e sulle modifiche previste per migliorare il sistema. Nel quadro dell'indagine promossa dalla Commissione riguardo al funzionamento delle procedure comunitarie i consulenti in oggetto hanno richiesto commenti scritti e orali ad una vasta gamma di rispondenti comprendente:- tutti i titolari di autorizzazioni centralizzate per la commercializzazione al momento della revisione;- i titolari di 159 autorizzazioni per la commercializzazione (incluse grandi multinazionali, PMI, produttori di prodotti generici, medicinali che non richiedono prescrizione medica e medicinali veterinari provenienti da diversi Stati membri) che hanno fatto ricorso alla procedura decentralizzata;- associazioni di categoria europee che rappresentano gli interessi dei produttori di medicinali per uso umano e veterinario, inclusi quelli contenenti nuove sostanze chimiche, prodotti generici, medicinali che non richiedono prescrizione medica e medicinali omeopatici a base di erbe;- 15 associazioni nazionali di consumatori e 134 associazioni di pazienti;- le associazioni professionali responsabili della regolamentazione di medici, dentisti, farmacisti e veterinari;- le autorità amministrative competenti in materia di autorizzazione dei medicinali;- i presidenti del comitato per le specialità medicinali, del comitato per i medicinali veterinari, del "Mutual Recognition Facilitation Group" e del "Veterinary Mutual Recognition Facilitation Group"; e- i ministri della sanità, degli affari sociali, della finanza e dell'agricoltura.In linea di massima numerose imprese si sono espresse a favore dell'applicazione della procedura centralizzata ad altri prodotti e concordano in merito alla necessità di ridurre i ritardi procedurali della procedura decisionale della Commissione e sulla nozione di procedura accelerata formale.Il limitato rispetto del principio del riconoscimento reciproco ha generato una certa insoddisfazione per quanto riguarda la procedura decentralizzata benché le imprese si siano mostrate generalmente soddisfatte dei risultati conseguiti dagli Stati membri. Numerosi rispondenti si sono espressi a favore dell'apertura di un dialogo tra gli Stati membri prima della concessione dell'autorizzazione e allo scopo di favorire una maggiore accettazione del principio del riconoscimento reciproco. La maggior parte delle imprese è parsa contraria ad un arbitrato obbligatorio nei casi in cui gli Stati membri non riescano a raggiungere un accordo ma ha fortemente sostenuto la possibilità di commercializzare i prodotti oggetto di arbitrato all'interno degli Stati membri che li abbiano autorizzati.Le imprese hanno fortemente sostenuto l'abolizione della procedura di rinnovo per le autorizzazioni commerciali.C'è stato infine un vigoroso sostegno dell'armonizzazione dei periodi di tutela dei dati nonostante qualche divergenza circa il grado di armonizzazione di detta tutela o le modalità di applicazione ai prodotti ottenuti grazie a ricerche supplementari.