CELEX: 62011TJ0207
Language: it
Date: 2012-03-09 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale (Prima Sezione) del 9 marzo 2012. # EyeSense AG contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI). # Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario denominativo ISENSE - Marchio nazionale denominatiovo anteriore EyeSense - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Somiglianza dei segni - Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009. # Causa T-207/11.

Sentenza del Tribunale (Prima Sezione) del 9 marzo 2012 — EyeSense / UAMI — Osypka Medical (ISENSE) 
      (causa T‑207/11)
      «Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario denominativo ISENSE — Marchio nazionale denominativo anteriore EyeSense — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Somiglianza dei segni — Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009»
      Marchio comunitario — Definizione e acquisizione del marchio comunitario — Impedimenti relativi alla registrazione — Opposizione da parte del titolare di un marchio anteriore identico o simile registrato per prodotti o servizi identici o
         simili — Rischio di confusione con il marchio anteriore [Regolamento del Consiglio n. 207/2009, art. 8, § 1, b)] (v. punti 17‑18,
         42‑47)
      
      Oggetto 
      
         
               Ricorso avverso la decisione della quarta commissione di ricorso dell’UAMI del 4 febbraio 2011 (procedimento R 1098/2010‑4),
                  relativa ad un procedimento di opposizione tra la EyeSense AG e la Osypka Medical GmbH.
               
            Dispositivo 
      
         
                  1)
               
               
                  
               
               
                  	Il ricorso è respinto. 
               
            
         
                  2)
               
               
                  
               
               
                  	La EyeSense AG è condannata alle spese.