CELEX: 51994PC0117
Language: it
Date: 1994-05-11
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO recante alla riforma dell' organizzazione comune dei mercati nel settore vitivinicolo

Avis juridique important

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51994PC0117

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO recante alla riforma dell' organizzazione comune dei mercati nel settore vitivinicolo  /* COM/94/117DEF - CNS 94/0107 */  

Gazzetta ufficiale n. C 194 del 16/07/1994 pag. 0001

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio recante alla riforma dell'organizzazione comune dei mercati nel settore vitivinicolo (94/C 194/01) COM(94) 117 def.(Presentata dalla Commissione il 13 giugno 1994)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 42 e 43,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e sociale,considerando che la Commissione, con la comunicazione del 22 luglio 1993, ha presentato al Consiglio un documento di riflessione sull'evoluzione e sul futuro della politica vitivinicola; che questo documento pone in evidenza il grave e permanente squilibrio strutturale del mercato nel settore in oggetto, nonché le numerose carenze e disfunzioni degli strumenti dell'organizzazione comune di mercato, i quali non sono pertanto stati in grado di ovviare a tale situazione; che le ultime riforme non hanno apportato il risanamento previsto, sia perché il consumo ha continuato a diminuire, sia perché in talune regioni i vari regimi d'intervento esistenti, fra cui in particolare il regime di distillazione, hanno fornito agli interessati un sostegno sufficiente, finendo per costituire uno sbocco vero e proprio, atto ad assorbire una produzione di qualità scadente e inidonea ad essere commercializzata in condizioni soddisfacenti;considerando che, per poter tenere sotto controllo il potenziale viticolo della Comunità e ripristinare un soddisfacente equilibrio del mercato, è opportuno definire un obiettivo di produzione comunitario che, tenuto conto degli impegni internazionali della Comunità, dovrebbe corrispondere alla somma delle utilizzazioni normali prevedibili; che per «utilizzazioni normali» si intendono il consumo umano diretto di tutti i vini (vini da tavola, v.q.p.r.d e «altri» vini), le trasformazioni industriali e le esportazioni, previa detrazione delle importazioni prevedibili;considerando che è opportuno che ogni Stato membro produttore, tenendo presente tale obiettivo di riferimento comunitario, provveda a definire obiettivi di produzione nazionali, compatibili con l'equilibrio del mercato comunitario; che questi ultimi devono essere fissati in rapporto ad un punto di riferimento storico, corrispondente ai volumi di produzione delle migliori annate recenti; che detto riferimento deve tuttavia essere ritoccato per tener conto dei quantitativi commercializzati nella Comunità o esportati; che è altresì opportuno determinare in ogni Stato membro l'entità dell'adattamento quantitativo da realizzare immediatamente per ripristinare l'equilibrio suddetto;considerando che, dopo alcuni anni di applicazione del regime, si dovrà procedere a una valutazione degli obiettivi di produzione così fissati, onde apportare gli aggiustamenti resi necessari dall'andamento del mercato e, più particolarmente, delle utilizzazioni;considerando che l'attuazione di programmi regionali di adattamento della viticoltura, elaborati su base volontaria per iniziativa delle regioni produttrici, sotto il controllo degli Stati membri e in stretta collaborazione con la Commissione secondo il principio della compartecipazione, costituirà il mezzo principale per mantenere entro determinati limiti il potenziale viticolo comunitario; che nelle zone cui si applicano gli obiettivi 1 e 5b dei Fondi strutturali i programmi regionali devono essere coerenti con le strategie di sviluppo rurale definite per i programmi operativi nell'ambito di tali obiettivi e che le azioni dei programmi regionali devono risultare compatibili e complementari rispetto ai programmi operativi suddetti;considerando che è opportuno definire le azioni che tali programmi possono prefiggersi, tenendo debito conto delle caratteristiche regionali e delle necessità di adattamento della viticoltura; che i programmi devono mirare ad una diminuzione della produzione; che questo obiettivo può essere perseguito con la raccolta prima della maturazione, la fissazione di massimali di resa e la limitazione o il divieto di pratiche o tecniche che favoriscono rese elevate;considerando che il potenziale produttivo può essere ridotto in modo più radicale mediante l'abbandono di superfici vitate, con estirpazione dei ceppi, accompagnato da misure rispettose dell'ambiente; che per realizzare tale importante misura nell'ambito dei suddetti programmi è necessario fissare premi di abbandono incentivanti e differenziati in funzione della resa media della regione in oggetto;considerando che i programmi possono essere inoltre mirati a risolvere gravi problemi strutturali o di adattamento della produzione mediante azioni di ristrutturazione adeguate alle caratteristiche regionali e rispondenti alle esigenze qualitative richieste; che essi possono infine comportare azioni di formazione tecnica, di divulgazione dei risultati della ricerca, nonché di valorizzazione commerciale dei prodotti vitivinicoli;considerando che occorre fissare una compensazione per la perdita di reddito causata dalla riduzione della produzione perseguita con i programmi regionali; che tale perdita di reddito può essere stimata forfettariamente al 50 % delle entrate che il produttore potrebbe ottenere con la produzione a cui rinuncia; che tali entrate possono essere normalmente calcolate sulla base di un prezzo corrispondente al 65 % del prezzo d'orientamento per la campagna 1994/1995 e di un titolo alcolometrico di 11 % vol;considerando che è opportuno far ricorso alla distillazione obbligatoria soltanto se nella Comunità, per una determinata campagna, la produzione totale stimata, succhi di uve esclusi, è superiore alla produzione comunitaria di riferimento; che occorre adeguare gli obblighi di distillazione in ciascuno Stato membro in funzione del superamento del quantitativo di riferimento nazionale; che è opportuno non aprire la distillazione obbligatoria nel caso di quantitativi poco importanti, a causa degli eccessivi costi amministrativi di una siffatta misura;considerando che, in attesa che i programmi regionali producano i loro effetti, occorre eliminare dal mercato la quantità di vino eccedentaria, rendendo obbligatoria, a prezzi decrescenti e realmente dissuasivi, la distillazione dei quantitativi che oltrepassano la produzione nazionale di riferimento; che, in sede di ripartizione degli obblighi individuali di distillazione, occorre tener conto degli sforzi realmente compiuti dai produttori per contribuire al conseguimento dell'obiettivo comune;considerando che una riforma d'insieme del settore vitivinicolo che si prefigga gli obiettivi sopra esposti deve necessariamente disciplinare le pratiche e i trattamenti enologici aventi un'incidenza diretta sulle rese e limitare l'aumento del titolo alcolometrico dei vini ottenuto con aggiunta di saccarosio o con altre tecniche di arricchimento; che, a tal fine, è opportuno ridurre il numero delle zone viticole, alzare il titolo alcolometrico naturale minimo e, dopo un periodo transitorio di alcune campagne, sopprimere l'aiuto alla fabbricazione di mosti concentrati e mosti concentrati rettificati; che tali misure si applicano fatte salve le disposizioni particolari per i v.q.p.r.d. emanate con il regolamento (CEE) n. 823/87 del Consiglio (1) modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3896/91 (2);considerando che, sino a quando non venga ripristinato un equilibrio soddisfacente del mercato, si deve mantenere il divieto di nuovi impianti e un rigoroso controllo dei diritti di reimpianto;considerando che è necessario conservare un regime di abbandono delle superfici viticole nelle regioni che non prevedono l'attuazione di programmi di adattamento, anche se in tal caso il regime dovrebbe comportare la concessione di premi meno elevati; che occorre abrogare il regolamento (CEE) n. 1442/88 del Consiglio, del 24 maggio 1988, relativo alla concessione, per le campagne viticole 1988/1989-1995/1996, di premi di abbandono definitivo di superfici viticole (3), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1990/93 (4);considerando che le organizzazioni interprofessionali costituite su iniziativa di operatori, individuali o associati, le quali rappresentano una parte considerevole delle varie categorie professionali del settore viticolo, possono contribuire a una migliore percezione delle realtà del mercato, nonché facilitare un'evoluzione dei comportamenti economici in modo da migliorare la conoscenza - o anche gli aspetti organizzativi - della produzione, anche l'elaborazione e la commercializzazione dei prodotti; che alcune delle loro attività possono contribuire a riequilibrare il mercato e quindi a realizzare gli obiettivi di cui all'articolo 39 del trattato; che è opportuno definire le azioni delle organizzazioni interprofessionali che possono recare tale contributo; che è d'uopo accordare un riconoscimento specifico alle organizzazioni che forniscano una prova di sicura rappresentatività e che conducano azioni positive in vista degli obiettivi sopra citati;considerando che, salvo il disposto dell'articolo 2 del regolamento n. 26 del Consiglio (5), gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate dalle organizzazioni interprofessionali devono essere conformi agli articoli 85 o 86 del trattato e alle relative disposizioni di attuazione; che è quindi opportuno revocare il riconoscimento delle organizzazioni interprofessionali che non rispettano le suddette norme;considerando che, per potenziare talune azioni delle organizzazioni interprofessionali di particolare interesse sotto il profilo dell'organizzazione comune di mercato, è opportuno prevedere la possibilità di estendere - a determinate condizioni - alla totalità degli operatori e delle associazioni non aderenti di una o più regioni le regole emanate per i propri membri dalle singole organizzazioni interprofessionali; che è pure opportuno estendere ai non aderenti l'obbligo di pagare, integralmente o parzialmente, i contributi destinati a finanziare le spese occasionate dal proseguimento delle azioni suddette;considerando che detta normativa deve essere applicata in un contesto che salvaguardi i diritti degli ambienti socioeconomici interessati e, in particolare, gli interessi dei consumatori;considerando che il mercato vitivinicolo comunitario è attualmente caratterizzato da un calo del consumo; che un'oculata politica di promozione dei prodotti della vite può contribuire anch'essa al ripristino dell'equilibrio del mercato, stimolando la domanda; che si devono precisare i tipi di azioni da realizzare nella Comunità e fuori di essa;considerando che, parallelamente all'attuazione della riforma, si devono approntare adeguati strumenti di sorveglianza e di controllo; che uno schedario viticolo, semplificato rispetto a quello istituito dal regolamento (CEE) n. 2392/86 del Consiglio (6), modificato dal regolamento (CEE) n. 3577/90 (7), consentirà di determinare con precisione e di tenere costantemente aggiornato il parcellario viticolo; che tale schedario è uno strumento indispensabile per seguire l'evoluzione delle superfici vitate e, segnatamente, per controllare l'esecuzione dei programmi regionali in materia di abbandono della viticoltura, nonché per gestire i diritti di reimpianto sulle superfici abbandonate senza ottenimento del premio; che lo schedario permetterà pure di controllare l'esecuzione delle varie misure adottate nel settore viticolo; che, a tal fine, la concessione dei vari premi previsti dalla normativa comunitaria dev'essere subordinata all'iscrizione nello schedario dei dati forniti dai viticoltori nelle loro dichiarazioni; che conviene dunque abrogare il regolamento (CEE) n. 2392/86;considerando che, allo stesso scopo, è opportuno indicare con precisione i compiti degli agenti di controllo che fanno parte dell'apposito corpo specifico comunitario; che occorre modificare in conformità il regolamento (CEE) n. 2048/89 del Consiglio, del 19 giugno 1989, che fissa le norme generali relative ai controlli nel settore vitivinicolo (8);considerando che, in attesa della codificazione del regolamento (CEE) n. 822/87 del Consiglio (9), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1566/93 (10), è necessario apportarvi le modifiche risultanti dalla riforma, nonché, per ragioni di chiarezza e di semplificazione, sostituire il titolo I e gli allegati di detto regolamento; che occorre inoltre modificare il regolamento (CEE) n. 823/87,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il presente regolamento mira ad assicurare la regolazione del potenziale viticolo della Comunità e l'equilibrio a medio termine del mercato viticolo, tramite:- la definizione di obiettivi di produzione,- la realizzazione di programmi regionali di adattamento della viticoltura (titolo I),- l'adeguamento delle pratiche e dei trattamenti enologici (titolo II),- il ricorso a strumenti d'intervento o di risanamento del mercato (titolo III),- la promozione dei prodotti della vite (titolo IV),- il riconoscimento di talune attività svolte dalle organizzazioni interprofessionali (titolo V),fatta salva l'applicazione del regolamento (CEE) n. 822/87 modificato dal presente regolamento (titolo VI).Il presente regolamento disciplina inoltre il regime di abbandono delle superfici viticole non comprese nei programmi regionali di adattamento della viticoltura (titolo VII), modifica il regolamento (CEE) n. 823/87 (titolo VIII), e il regolamento (CEE) n. 2048/89 (titolo IX), e reca disposizioni per la realizzazione di uno schedario semplificato (titolo X).Articolo 21. La produzione comunitaria di riferimento, fissata nell'allegato I, costituisce l'obiettivo che la Comunità intende raggiungere per garantire un equilibrio soddisfacente sul mercato.2. Sulla base della produzione comunitaria di riferimento, viene fissata nell'allegato I, per ogni Stato membro produttore, una «produzione nazionale di riferimento».3. Il quantitativo che rappresenta per ogni Stato membro lo sforzo di adattamento della produzione, calcolato quale differenza tra la sua produzione media storica e la produzione nazionale di riferimento, viene fissato secondo la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87. Detto quantitativo viene ritoccato per tener conto della diminuzione del potenziale produttivo realizzata con le misure di abbandono della viticoltura.Lo Stato membro stabilisce un quantitativo regionale di riferimento, sulla base del quantitativo di riferimento nazionale, per le regioni nelle quali vengono elaborati i programmi regionali di cui al titolo I. Esso può stabilire quantitativi regionali di riferimento per ciascuna delle sue regioni viticole.4. Prima della conclusione della terza campagna di applicazione del presente regolamento, viene tracciato un bilancio delle produzioni e delle utilizzazioni registrate nelle campagne precedenti e vengono esaminati i dati previsivi più recenti di cui si dispone. Il quantitativo di riferimento comunitario e quelli nazionali possono subire aggiustamenti sulla scorta dell'evoluzione constatata e delle prospettive.Per tracciare il bilancio e, se del caso, aggiustare quantitativi, si applica la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.TITOLO I Programmi regionali di adattamento della viticoltura Articolo 31. Le autorità designate dagli Stati membri possono elaborare, per una o più regioni viticole, programmi regionali di adattamento della viticoltura, in appresso denominati «programmi regionali».I programmi regionali devono assicurare per ogni Stato membro la regolazione della produzione viticola in conformità della produzione nazionale di riferimento di cui all'articolo 2, paragrafo 2, tramite l'adattamento coordinato del potenziale produttivo viticolo, nonché mediante il ricorso ai limiti della produzione di cui all'articolo 4. Detti programmi sono messi a punto in base a uno schedario viticolo semplificato e secondo una concezione coerente, rispettosa degli obiettivi di sviluppo rurale, di riassetto del territorio e di protezione dell'ambiente. Alla loro elaborazione e realizzazione sono associate, secondo il principio di partecipazione, le competenti autorità nazionali e regionali, nonché la Commissione. Essi sono approvati conformemente all'articolo 8.Per «regione» si intende una zona geografica che presenta caratteristiche omogenee per quanto riguarda il clima, le strutture di produzione, le tradizioni ed i metodi colturali.2. Gli Stati membri assicurano la coerenza di programmi regionali con gli obiettivi enunciati all'articolo 2, nonché delle strategie di sviluppo rurale definite negli obiettivi 1 e 5b di cui al regolamento (CEE) n. 2052/88 del Consiglio (11), quando detti programmi regionali devono essere realizzati in zone cui si applicano tali obiettivi.In quest'ultimo caso, gli Stati membri devono parimenti dimostrare la complementarietà dei programmi regionali con i programmi operativi. Inoltre, le azioni da realizzare devono attenersi ai principi stabiliti in materia di misure d'accompagnamento dai regolamenti (CEE) n. 2078/92, (CEE) n. 2079/92 e (CEE) n. 2080/92 del Consiglio (12).3. Le disposizioni in materia di cumulo degli aiuti corrisposti in virtù dei vari regimi di premi comunitari sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.4. Le superfici abbandonate non danno diritti agli aiuti previsti dal regolamento (CEE) n. 1765/92 del Consiglio (13).Articolo 41. Ogni programma regionale può comprendere le parti di seguito indicate.A) Adozione di misure intese a ridurre la produzione regionale mediante:- la soppressione della produzione annua da realizzare con la raccolta prima della maturazione;- l'attuazione di azioni quali la fissazione di massimali di resa, la limitazione o il divieto delle pratiche agronomiche che favoriscono rese elevate, come irrigazione e concimazione, il ricorso a metodi colturali che limitano le rese, ad esempio alcuni tipi di potatura.B) Definizione di obiettivi precisi di riduzione quantitativa del potenziale produttivo, da realizzare mediante l'abbandono di superfici vitate. Tale abbandono viene effettuato tramite estirpazione dei ceppi. Esso dev'essere accompagnato da azioni rispettose dell'ambiente, come lavori di ricomposizione fondiaria, di protezione del suolo con un'appropriata copertura vegetale e/o di rimboschimento.C) Attuazione di misure intese a far fronte a gravi problemi strutturali, quali il mantenimento della viticoltura in zone collinari o su ripidi pendii o su terreni particolarmente minacciati da erosioni e degradazioni naturali, nonché a problemi di adattamento della produzione, quali il reimpianto con varietà rispondenti alla domanda e la creazione di un vigneto a resa contenuta e conforme alle esigenze qualitative richieste.D) Azioni di formazione tecnica, di divulgazione dei risultati della ricerca agronomica, nonché di valorizzazione commerciale di prodotti vitivinicoli della regione.2. Ogni programma viene attuato per un periodo massimo di sei anni. Esso reca l'indicazione precisa della riduzione della produzione che la regione s'impegna a realizzare e definisce la natura delle misure prescelte in applicazione del paragrafo 1, come pure le superfici interessate da ciascuna di esse.Ogni programma è strutturato secondo uno scadenzario di previsione di realizzazione ed è abbinato a un dispositivo di sorveglianza e di controllo della sua esecuzione.Se i programmi regionali sono realizzati in zone alle quali si applicano gli obiettivi 1 e 5b, partecipano al controllo e alla valutazione dei programmi anche i comitati di sorveglianza istituiti a norma dell'articolo 25 del regolamento (CEE) n. 4253/88 del Consiglio (14).Articolo 51. L'importo necessario per la realizzazione della parte A) di cui all'articolo 4, paragrafo 1, corrisponde alla compensazione delle perdite di reddito derivanti dalla diminuzione della produzione. Detto importo si ottiene moltiplicando il volume della diminuzione per l'importo unitario della perdita fissato a 11,3 ECU/hl.2. L'importo definito per il finanziamento della parte A) di ciascun programma regionale viene ritoccato in base alla diminuzione della produzione conseguente all'applicazione della misura di abbandono di cui alla parte B) dell'articolo 4, paragrafo 1.3. L'importo globale da concedere per la realizzazione delle azioni della parte C) del programma di cui all'articolo 4, paragrafo 1, dipende dalle superfici abbandonate in conseguenza della misura di cui alla parte B) dello stesso programma. Esso si ottiene moltiplicando il numero di ettari abbandonati per l'importo unitario di 3 000 ECU.4. L'importo globale da concedere per la realizzazione delle azioni di cui alla parte D) dell'articolo 4, paragrafo 1, è limitato ad un massimo del 5 % dell'importo globale concesso per il programma.Articolo 6L'ammontare del premio concesso per l'abbandono delle superfici viticole di cui alla parte B) dell'articolo 4, paragrafo 1,- è calcolato in base a un importo di riferimento di 7 000 ECU per ettaro, fissato per una resa comunitaria media di 50 ettolitri per ettaro,- e viene aggiustato, per ogni programma regionale e sulla scorta di tabelle da stabilirsi, in funzione della resa media della regione considerata.Il versamento del premio implica, per il viticoltore, la perdita del diritto di reimpianto e costituisce una rinuncia ad effettuare qualsiasi nuovo impianto di viti nell'azienda per un periodo di 25 anni.Tuttavia, il premio d'abbandono non può essere concesso per le superfici seguenti:a) le superfici viticole inferiori a una superficie minima da stabilirsi; questo limite non si applica quando la superficie inferiore considerata costituisca la totalità della particella o delle particelle coltivate dal viticoltore;b) le superfici viticole coltivate per le quali si siano accertate, dal 1976 in avanti, infrazioni delle norme comunitarie o nazionali in materia di impianto;c) le superfici viticole che hanno cessato di essere coltivate o curate, o che non lo siano state per almeno due campagne;d) le superfici viticole che abbiano fruito di finanziamenti per una ristrutturazione.Articolo 71. Gli importi versati per la realizzazione delle azioni di cui alle parti A), C) e D) dell'articolo 4, paragrafo 1, sono finanziate per il 50 % dal FEAOG, sezione Garanzia, e per il 50 % dallo Stato membro interessato. Per le zone dell'obiettivo 1 istituito dal regolamento (CEE) n. 2052/88, la partecipazione comunitaria è del 75 %.2. I premi versati per la parte B) dell'articolo 4, paragrafo 1, sono finanziati integralmente dal FEAOG, sezione Garanzia.Articolo 81. I progetti vengono sottoposti all'approvazione della Commissione entro il nono mese successivo all'entrata in vigore del presente regolamento.2. Prima di essere approvati, i progetti vengono presentati a titolo informativo, al comitato di cui all'articolo 29 del regolamento (CEE) n. 4253/88.3. La valutazione dei progetti di programmi viene effettuata in base ai criteri seguenti:- il contributo recato dal progetto al conseguimento degli obiettivi fondamentali di adattamento coordinato del potenziale viticolo e di contenimento delle rese;- la coerenza economica tra le diverse componenti, nonché la qualità tecnica del progetto;- la compatibilità e la complementarità delle azioni con i programmi operativi delle zone cui si applicano gli obiettivi 1 e 5b;- l'adeguamento degli importi dei premi previsti per le azioni di cui alle parti A), C) e D) dell'articolo 4, paragrafo 1;- la conformità con la regolamentazione comunitaria e, segnatamente, con i principi cui si ispirano le misure d'accompagnamento della riforma della politica agraria comune, nonché con le norme che disciplinano gli aiuti di Stato e gli interventi strutturali;- la fondatezza delle stime e del piano di finanziamento;- la corretta programmazione dell'esecuzione, nonché l'efficienza e l'affidabilità dei meccanismi di controllo e di sorveglianza della realizzazione.4. I programmi possono essere approvati o respinti, secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87, entro i quattro mesi successivi al periodo di presentazione dei progetti. Questo termine è portato a sei mesi per i progetti presentati negli ultimi due mesi del periodo previsto.Articolo 9Prima che scada il terzo anno successivo all'approvazione di ogni programma regionale ed alla fine del periodo di esecuzione di quest'ultimo, si procede - fatte salve relazioni intermedie di controllo - a bilanci valutativi dell'esecuzione del programma stesso. Tali bilanci vengono tracciati sulla scorta sia di una relazione presentata alla Commissione dalle competenti autorità nazionali, sia di resoconti del corpo di agenti comunitari di controllo, istituito dall'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 2048/89.In occasione del primo bilancio, le competenti autorità nazionali o regionali e la Commissione possono chiedere emendamenti del programma regionale.Gli emendamenti implicanti una modifica della valutazione finanziaria del programma sono soggetti alla procedura di approvazione descritta all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.Articolo 10Se in occasione dei bilanci valutativi o, se del caso, delle relazioni intermedie si constata la mancata realizzazione di una parte considerevole degli obiettivi del programma regionale, può essere immediatamente sospeso il pagamento di tutti i premi. Lo Stato membro interessato si assume le conseguenze finanziarie della mancata realizzazione dei programmi, tenuto conto dell'importanza degli obiettivi non realizzati e dei conseguenti costi supplementari di gestione del mercato.Il disposto del presente articolo non osta alla corresponsione degli importi dovuti ai viticoltori che hanno adempiuto le proprie obbligazioni conformemente ai programmi.Articolo 111. Le modalità di applicazione del presente titolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87. Trattasi in particolare:- delle modalità di determinazione degli importi del premio per abbandono di superfici viticole;- delle condizioni complementari per poter fruire dei premi previsti dal presente titolo;- delle modalità di presentazione dei programmi regionali, degli elementi minimi che questi ultimi devono contenere e delle modalità di pagamento dei premi.2. Le modalità di presentazione del bilancio valutativo e le disposizioni per il recupero degli importi versati sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 13 del regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio (15).TITOLO II Norme relative alle pratiche e ai trattamenti enologici Articolo 121. In base alla procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87, vengono stabiliti:- le pratiche e i trattamenti enologici che possono essere utilizzati per elaborare e conservare i prodotti la cui definizione figura nell'allegato I del regolamento sopra citato, ad eccezione di quelli di cui ai punti 8 e 9;- le condizioni per il riconoscimento di talune pratiche e di taluni trattamenti enologici in uso nei paesi terzi;- le disposizioni che disciplinano la miscelazione e il taglio dei mosti e dei vini; qualora sia prevista la miscelazione di vini bianchi e di vini rossi, la percentuale di vino bianco nel prodotto finito non può superare il 10 %;- i requisiti di purezza e identità delle sostanze da impiegare nell'ambito delle pratiche enologiche;- le disposizioni amministrative concernenti le pratiche e i trattamenti enologici autorizzati; tali disposizioni possono prevedere che talune pratiche e trattamenti enologici siano eseguiti unicamente sotto la responsabilità di persone riconosciute dallo Stato membro, in possesso di conoscenze sufficienti a garantire la qualità, l'igiene e la salubrità del prodotto;- le condizioni per l'utilizzazione in via sperimentale di pratiche e trattamenti enologici non autorizzati.2. Le pratiche e i trattamenti enologici autorizzati escludono l'aggiunta di acqua, a meno che non sia richiesta da esigenze tecniche particolari, e l'aggiunta di alcole, tranne per i prodotti di cui ai punti 5, 14, 15, 17 e 23 dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 822/87.Le pratiche e i trattamenti enologici autorizzati possono essere impiegati solo ai fini di una buona vinificazione, una buona conservazione e un buon invecchiamento dei prodotti.Gli Stati membri possono imporre condizioni più rigorose per garantire il mantenimento delle caratteristiche essenziali dei v.q.p.r.d. e dei vini da tavola prodotti nel loro territorio e designati conformemente all'articolo 72, paragrafo 2 del regolamento sopra citato. Essi comunicano tali condizioni alla Commissione, che ne informa gli altri Stati membri.Articolo 131. Ai fini dell'applicazione delle norme relative all'aumento del titolo alcolometrico naturale dei prodotti vitivinicoli, la Comunità viene suddivisa in tre zone, designate rispettivamente zona «N», zona «M» e zona «S» e delimitate conformemente all'allegato III del regolamento (CEE) n. 822/87.2. Il titolo alcolometrico del mosto di uve, del mosto di uve parzialmente fermentato, del vino nuovo ancora in fermentazione e dei vini può essere aumentato soltanto se tali prodotti sono ottenuti da uve con titolo alcolometrico naturale non inferiore a- 6 % vol nella zona N,- 8 % vol nella zona M,- 9 % vol nella zona S.Possono essere concesse deroghe a tale norma entro il limite di 1,5 % vol e unicamente nelle zone M e S:- per vini il cui titolo alcolometrico al consumo è tradizionalmente basso e che sono ottenuti da vigneti con bassa resa all'ettaro,- nonché ai fini dell'elaborazione di prodotti per i quali un basso titolo alcolometrico costituisce un'esigenza tecnica imperativa.Le deroghe sono decise secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.3. Entro i limiti di cui al paragrafo 2, gli Stati membri possono stabilire il titolo alcolometrico naturale minimo per ciascuna delle regioni viticole in relazione alle condizioni climatiche, alle tecniche agronomiche impiegate e all'esigenza di evitare rese incompatibili con l'ottenimento di prodotti consumabili direttamente, senza un ricorso sistematico a pratiche enologiche correttive.4. Allorché, nel corso di un dato anno, le condizioni climatiche si discostano sensibilmente dalla norma in una o più regioni e gli effetti negativi per la produzione di tale anno appaiono irreversibili, gli Stati membri possono autorizzare l'aumento del titolo alcolometrico dei prodotti utilizzati per la vinificazione in tali regioni.L'autorizzazione può essere concessa soltanto se l'aumento del titolo alcolometrico si dimostra indispensabile e dopo l'esecuzione di una serie di prove rappresentative su vigneti coltivati secondo corretti metodi agronomici, per i quali la causa dello squilibrio non sia ravvisabile nella resa. In ogni caso l'autorizzazione non può essere concessa soltanto un mese dopo l'invaiatura dell'uva.Articolo 141. L'aumento del titolo alcolometrico viene ottenuto con una delle due tecniche seguenti o con ambedue:a) per quanto riguarda i prodotti a monte del vino, mediante- concentrazione, a caldo o a freddo,- tecnica dell'osmosi inversa,- evaporazione osmotica,- aggiunta di mosto di uve concentrato o di mosto di uve concentrato rettificato;b) per quanto riguarda i vini, mediante concentrazione parziale a freddo.2. Gli Stati membri possono altresì prevedere che l'aumento del titolo alcolometrico sia ottenuto mediante aggiunta di saccarosio ai prodotti a monte del vino, entro il limite di 2 % vol nella zona N, 1,5 % vol nella zona M e 1 % vol nella zona S.Articolo 15Per i prodotti sottoposti ad arricchimento, il titolo alcolometrico totale non può essere superiore a quanto segue:- 12 % vol nella zona N,- 12,5 % vol nella zona M,- 13 % vol nella zona S.Articolo 16Per le campagne vitivinicole 1995/1996-1997/1998, si applicano le seguenti norme transitorie:1) in deroga all'articolo 13, paragrafo 2, ai fini dell'aumento del titolo alcolometrico, il titolo naturale minimo delle uve è fissato come segue:a) nelle regioni viticole comprese nella zona A di cui all'allegato IV del regolamento (CEE) n. 822/87, nella versione in vigore al 31 agosto 1994:- 5,2 % vol per la campagna 1995/1996,- 5,4 % vol per la campagna 1996/1997,- 5,7 % vol per la campagna 1997/1998;b) nelle regioni viticole comprese nella zona C I a) di cui all'allegato IV sopra menzionato:- 7,6 % vol per la campagna 1995/1996,- 7,7 % vol per la campagna 1996/1997,- 7,8 % vol per la campagna 1997/1998;c) nelle regioni viticole comprese nella zona C II di cui all'allegato IV sopra menzionato:- 8,6 % vol per la campagna 1995/1996,- 8,7 % vol per la campagna 1996/1997,- 8,8 % vol per la campagna 1997/1998.2) In deroga all'articolo 14, paragrafo 2, nelle regioni in cui al 1° settembre 1994 era autorizzata l'aggiunta di saccarosio, è ammesso l'aumento del titolo alcolometrico mediante aggiunta di saccarosio entro i seguenti limiti massimi:- 3,2; 2,4; 1,9 e 1,8 % vol rispettivamente nelle ex zone A, B, C I a) e C II, per la campagna 1995/1996;- 2,8; 2,3; 1,8 e 1,6 % vol rispettivamente nelle ex zone A, B, C I a) e C II, per la campagna 1996/1997;- 2,4; 2,2; 1,7 e 1,3 % vol rispettivamente nelle ex zone A, B, C I a) e C II, per la campagna 1997/1998.Articolo 171. Per le campagne vitivinicole 1995/1996, 1996/1997 e 1997/1998, è istituito un regime di aiuto a favore- del mosto di uve concentrato,- del mosto di uve concentrato rettificato,prodotti nella Comunità, allorché sono utilizzati per l'aumento del titolo alcolometrico ai sensi dell'articolo 13 del presente regolamento e dell'articolo 8, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 823/87.2. Gli importi dell'aiuto di cui al paragrafo 1 sono così determinati:- 1,00 e 1,30 ECU per % vol e per ettolitro, per la campagna 1995/1996;- 0,67 e 0,87 ECU per % vol e per ettolitro, per la campagna 1996/1997;- 0,33 e 0,43 ECU per % vol e per ettolitro, per la campagna 1997/1998.Articolo 18Gli Stati membri adottano le misure necessarie per accertare il rispetto delle disposizioni del presente titolo e in particolare il rispetto del titolo alcolometrico minimo.La Comunità può partecipare, a condizioni da determinare, al finanziamento del regime di controllo del titolo alcolometrico naturale e delle tecniche per l'aumento del titolo alcolometrico contemplate dal presente titolo.Articolo 19Le modalità di applicazione degli articoli da 13 a 18 sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.TITOLO III Interventi e altre misure di risanamento del mercato CAPO I Distillazione obbligatoria Articolo 20Prima del 1° febbraio di ogni anno la Commissione fissa, per ciascuno Stato membro:- la produzione totale stimata dei prodotti vitivinicoli per la campagna in corso,- la produzione totale effettiva degli stessi prodotti per la campagna conclusa il 31 agosto precedente,- se del caso, il quantitativo di vino oggetto di un obbligo di distillazione.Articolo 211. Il quantitativo totale da distillare è pari alla differenza tra il quantitativo della produzione totale della campagna di cui trattasi, succhi di uve esclusi, e il quantitativo di riferimento comunitario per la stessa campagna. Detto quantitativo è ripartito tra gli Stati membri in base allo scarto tra il quantitativo della loro produzione e il quantitativo di riferimento rispettivo. Il quantitativo che ciascuno Stato membro deve obbligatoriamente distillare:- è aumentato o diminuito, a seconda dei casi, della differenza tra la produzione totale effettiva e la produzione totale stimata della campagna precedente;- è inoltre aumentato del quantitativo che, nel corso della campagna viticola precedente, avrebbe dovuto essere distillato, ma che non lo è stato.2. Se il quantitativo da distillare calcolato per uno Stato membro è inferiore a 60 000 hl non è necessario procedere alla distillazione. Questo quantitativo può essere immesso sul mercato a condizioni da determinare.Articolo 221. Il prezzo d'acquisto dei vini consegnati alla distillazione obbligatoria è determinato come segue:- per la campagna 1995/1996, 1,10 ECU per % vol e per ettolitro,- per la campagna 1996/1997, 0,80 ECU per % vol e per ettolitro,- per le campagne 1997/1998 e successive, 0,50 ECU per % vol e per ettolitro.Il prezzo d'acquisto si applica alla merce nuda, franco azienda del produttore. Il prezzo che il distillatore deve pagare al produttore non può essere inferiore al prezzo d'acquisto.2. Nell'ambito della distillazione di cui al presente articolo, il distillatore può- beneficiare, durante le campagne 1995/1996, 1996/1997 e 1997/1998, di un aiuto per il prodotto da distillare, purché il prodotto ottenuto dalla distillazione abbia un titolo alcolometrico non inferiore a 52 % vol; qualora il prezzo di mercato dei prodotti ottenuti dalla distillazione lo giustifichi, tenuto conto dei prezzi d'acquisto del vino, viene richiesta al distillatore una participazione finanziaria; oppure- consegnare all'organismo d'intervento il prodotto ottenuto dalla distillazione, purché detto prodottoi) abbia un titolo alcolometrico non inferiore a 92 % voleii) risponda ad una definizione da stabilire.Tuttavia,- può essere deciso, secondo la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87, che soltanto alcuni prodotti tra quelli aventi un titolo alcolometrico non inferiore a 92 % vol possano essere consegnati all'organismo d'intervento;- se il vino da tavola è stato trasformato in vino alcolizzato prima di essere consegnato alla distillazione, l'aiuto di cui al primo comma, primo trattino, è versato all'elaboratore del vino alcolizzato e il prodotto della distillazione non può essere consegnato all'organismo d'intervento.Il prezzo d'acquisto dei prodotti della distillazione che possono essere presi in consegna dall'organismo d'intervento è fissato sulla base del prezzo d'acquisto di cui al paragrafo 1.Articolo 231. Gli Stati membri sono responsabili della buona esecuzione dell'obbligo di distillazione per quanto concerne sia la ripartizione, tra gli operatori ad esso soggetti, del volume globale da distillare determinato in applicazione dell'articolo 21 sia l'assolvimento, da parte di detti operatori, dei loro obblighi di consegna alla distilleria.Quando uno Stato membro applica l'articolo 28, paragrafo 1, l'obbligo di distillazione è considerato adempiuto per il quantitativo consegnato in virtù di detta disposizione. Il quantitativo da ripartire tra gli operatori soggetti all'obbligo di distillazione è pari al volume determinato conformemente all'articolo 21, diminuito del quantitativo da distillare in applicazione dell'articolo 28, paragrafo 1.I costi della distillazione del quantitativo di vino non distillato nel corso della campagna viticola precedente nonché dello smaltimento dell'alcole corrispondente sono a carico dello Stato membro interessato.2. Gli Stati membri procedono alla ripartizione di cui al paragrafo 1 in base ad una tabella fissata in modo da contribuire alla realizzazione dell'obiettivo di regolazione della produzione. Detta tabella si fonda sui seguenti criteri di ripartizione o su una loro combinazione:- le rese per ettaro; l'applicazione di questo criterio può condurre ad una differenziazione dell'obbligo di distillazione a seconda delle regioni di produzione e/o delle categorie di vini e può comportare l'esonero da detto obbligo per i v.q.p.r.d. o altre categorie di vini;- i volumi delle scorte dei vari prodotti indicati nelle dichiarazioni delle giacenze di cui all'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 822/87;- le superfici estirpate dal produttore;- qualsiasi altro elemento di carattere obiettivo.La tabella tiene conto obbligatoriamente, se del caso, dell'assenza o dello scarso livello di realizzazione dei programmi regionali di cui al titolo I.3. Gli Stati membri possono esonerare dall'obbligo di distillazione i produttori che vi sono soggetti, se i volumi da consegnare non giustificano il costo del trasporto.4. Gli Stati membri procedono alla ripartizione dell'obbligo di distillazione e stabiliscono gli eventuali esoneri allo scopo di contribuire alla realizzazione dell'obiettivo di regolazione della produzione in base ad elementi obiettivi e nel rispetto del principio di non discriminazione tra produttori.Gli Stati membri comunicano alla Commissione i criteri, le tabelle e altre disposizioni, in particolare quelle d'esonero, che intendono adottare in applicazione del presente articolo.5. Per i produttori soggetti all'obbligo di distillazione, il quantitativo da distillare è pari ad una percentuale della loro produzione, determinata sulla base della dichiarazione di produzione di cui all'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 822/87.6. I quantitativi oggetto dell'obbligo di distillazione sono distillati prima della fine della campagna viticola durante la quale è decisa la distillazione.Articolo 24Le modalità di applicazione del presente capo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87. In particolare, esse specificano quanto segue:- le condizioni d'esecuzione della distillazione obbligatoria,- i criteri di fissazione dell'importo dell'aiuto da versare al distillatore e del prezzo dell'alcole consegnato all'organismo d'intervento.Secondo la stessa procedura sono fissati l'importo degli aiuti e i prezzi dell'alcole.CAPO II Distillazione dei sottoprodotti della vinificazione «Prestazioni viniche»Articolo 25Sono vietate la sovrappressione delle uve, pigiate o no, e la pressatura delle fecce di vino. Ciò vale anche per la rifermentazione delle vinacce per scopi diversi dalla distillazione.La filtrazione e la centrifugazione delle fecce di vino non sono considerate pressatura se i prodotti ottenuti sono di qualità sana, leale e mercantile e se le fecce così trattate non sono ridotte allo stato secco.Articolo 261. Ogni persona fisica o giuridica ovvero associazione di persone che abbia proceduto alla vinificazione deve consegnare alla distillazione la totalità dei sottoprodotti ottenuti dalla vinificazione stessa.Il quantitativo d'alcole contenuto in detti sottoprodotti deve essere, rispetto al volume d'alcole contenuto nel vino prodotto, almeno pari al- 10 %, se il vino è stato ottenuto mediante vinificazione diretta di uve,- 5 %, se il vino è stato ottenuto mediante vinificazione di mosto di uve, di mosto parzialmente fermentato o di vino nuovo ancora in fermentazione.Se le suddette percentuali non sono raggiunte, il soggetto all'obbligo deve consegnare un quantitativo di vino della propria produzione che garantisca il raggiungimento delle percentuali suddette.La valutazione del volume di alcole contenuto nel vino prodotto di cui al secondo comma è effettuata sulla base di un titolo alcolometrico volumico naturale minimo, stabilito forfettariamente per ciascuna zona viticola.2. Qualsiasi persona fisica o giuridica ovvero associazione di persone che detenga sottoprodotti ottenuti da qualsiasi trasformazione di uve diversa dalla vinificazione è tenuta a consegnarli alla distillazione.Le vinacce e le fecce di vino consegnate alla distillazione devono presentare caratteristiche minime da determinare. Se tali caratteristiche non sussistono, le vinacce e le fecce, in deroga al primo comma, sono eliminate mediante consegna ad un'industria di trasformazione diversa dalla distilleria o mediante distruzione sotto controllo.3. Gli Stati membri possono prevedere che, per l'insieme dei loro produttori o per talune categorie di questi ultimi, l'obbligo di distillazione di cui ai paragrafi 1 e 2 sia sostituito con il ritiro sotto controllo dei sottoprodotti o con altri sistemi atti a garantire che detti sottoprodotti non vengano utilizzati nel settore vitivinicolo. Il ricorso a tale possibilità deve essere basato su criteri obiettivi e nel pieno rispetto del principio di non discriminazione tra produttori.In caso di applicazione del primo comma, gli Stati membri comunicano alla Commissione le disposizioni adottate al riguardo.Articolo 271. Il prezzo d'acquisto delle vinacce, delle fecce e del vino consegnati alla distillazione in applicazione dell'articolo 26 è pari,- per le campagne 1995/1996 e 1996/1997, a 0,82 ECU per % vol e per ettolitro,- per la campagna 1997/1998, a 0,80 ECU per % vol e per ettolitro,- per le campagne 1998/1999 e successive, a 0,50 ECU per % vol e per ettolitro.Il prezzo che il distillatore deve pagare non può essere inferiore al prezzo d'acquisto.2. Nel quadro della distillazione di cui all'articolo 26, il distillatore può- beneficiare, durante le campagne 1995/1996, 1996/1997 e 1997/1998, di un aiuto per il prodotto da distillare, purché il prodotto ottenuto dalla distillazione abbia un titolo alcolometrico non inferiore a 52 % vol; qualora il prezzo di mercato dei prodotti ottenuti dalla distillazione lo giustifichi, tenuto conto dei prezzi d'acquisto del vino, viene richiesta al distillatore una participazione finanziaria; oppure- consegnare all'organismo d'intervento il prodotto ottenuto dalla distillazione, purché detto prodottoi) abbia un titolo alcolometrico non inferiore a 92 % voleii) risponda ad una definizione da stabilire.Tuttavia,- può essere deciso, secondo la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87, che soltanto alcuni prodotti tra quelli aventi un titolo alcolometrico non inferiore a 92 % vol possano essere consegnati all'organismo d'intervento;- se il vino da tavola è stato trasformato in vino alcolizzato prima di essere consegnato alla distillazione, l'aiuto di cui al primo comma, primo trattino, è versato all'elaboratore del vino alcolizzato e il prodotto della distillazione non può essere consegnato all'organismo d'intervento.3. Il prezzo d'acquisto dei prodotti della distillazione che possono essere presi in consegna dall'organismo d'intervento è fissato sulla base del prezzo d'acquisto di cui al paragrafo 1.Articolo 281. Il quantitativo totale di alcole contenuto nei sottoprodotti della vinificazione che devono essere consegnati alla distillazione può essere aumentato dagli Stati membri sino al 15 %, rispetto al volume di alcole contenuto nel vino prodotto.2. In caso di applicazione del paragrafo 1, il prezzo d'acquisto dei sottoprodotti e del vino consegnati alla distillazione è pari a quello applicabile, per la stessa campagna, ai vini consegnati alla distillazione di cui all'articolo 21.Articolo 29Le modalità di applicazione del presente capo II sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.In particolare, esse riguardano quanto segue:- le condizioni d'esecuzione della distillazione dei sottoprodotti della vinificazione;- i criteri di fissazione dell'importo dell'aiuto da versare al distillatore e del prezzo dell'alcole consegnato all'organismo d'intervento.Secondo la stessa procedura sono fissati gli importi degli aiuti e i prezzi dell'alcole.CAPO III Altre misure di risanamento Articolo 301. A partire dalla campagna 1998/1999, se sono constatate eccedenze congiunturali nelle regioni che attuano regolarmente un programma regionale, può essere decisa una distillazione congiunturale per i produttori di dette regioni.2. Il quantitativo di vino oggetto della distillazione congiunturale non può superare i 6 milioni di ettolitri per l'intera Comunità.3. Il prezzo d'acquisto del vino conferito alla distillazione congiunturale è fissato in funzione della situazione di mercato delle regioni di cui trattasi.Il prezzo d'acquisto si applica alla merce nuda, franco azienda del produttore.Il prezzo che il distillatore deve pagare non può essere inferiore al prezzo d'acquisto.4. Le condizioni di esecuzione della distillazione congiunturale, i criteri di fissazione dell'importo dell'aiuto da versare al distillatore durante la campagna 1997/1998 e il prezzo dell'alcole consegnato all'organismo d'intervento sono stabiliti secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87. Secondo la stessa procedura sono fissati l'importo degli aiuti, i prezzi dell'alcole e le altre modalità d'applicazione del presente articolo.Articolo 31È vietata la vinificazione delle uve ottenute da varietà classificate come varietà di uve da tavola.Le uve succitate possono formare oggetto della misura di cui all'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 1035/72 del Consiglio (16).Articolo 321. L'alcole preso in consegna dagli organismi d'intervento viene smerciato mediante gara per utilizzazioni e a condizioni che non rischino di perturbare il settore delle bevande spiritose. Lo smercio deve essere effettuato in modo che siano garantite la parità di accesso alle merci e la parità di trattamento degli acquirenti.2. Le spese derivanti dal magazzinaggio e dallo smercio dell'alcole di cui al paragrafo 1 sono assunte in carico per il 75 % dal FEAOG, sezione Garanzia, e per il 25 % dallo Stato membro in cui ha avuto luogo la presa in consegna.3. Le modalità d'applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87. In particolare, esse riguardano quanto segue:- le disposizioni relative alle operazioni che gli organismi d'intervento effettuano o possono effettuare sul prodotto preso in consegna prima che sia reimmesso sul mercato,- le disposizioni relative allo smercio dei prodotti detenuti dagli organismi d'intervento.Articolo 331. Per i vini ottenuti da produttori che hanno aumentato il titolo alcolometrico mediante l'aggiunta di saccarosio o di mosto per il quale hanno beneficiato dell'aiuto di cui all'articolo 18, il prezzo d'acquisto fissato per ogni distillazione, ad eccezione di quella di cui all'articolo 26, è ridotto, all'interno di ciascuna zona viticola, di uno stesso importo forfettario calcolato sulla base del livello dell'aiuto di cui all'articolo 17 e dell'aumento del titolo alcolometrico previsto per la zona viticola di cui trattasi.Su richiesta del produttore, tale riduzione si applica soltanto nei limiti dei quantitativi oggetto dell'aumento del titolo alcolometrico di cui al primo comma.2. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.Articolo 34Il beneficio delle varie misure applicabili in virtù della normativa comunitaria e nazionale nel settore vitivinicolo è sospeso per gli operatori che non adempiono i loro obblighi di distillazione in applicazione dei capi I e II. Tale sospensione non concerne tuttavia i premi di abbandono della viticoltura.Secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87, sono fissati forfettariamente, sulla base dei prezzi di mercato nella Comunità, i limiti superiore e inferiore delle sanzioni pecuniarie applicabili in caso di inosservanza di detti obblighi.Gli Stati membri adottano le misure complementari necessarie e, in particolare, fissano l'importo delle sanzioni pecuniarie di cui al secondo comma; essi ne danno immediata comunicazione alla Commissione.TITOLO IV Promozione dei prodotti di qualità Articolo 351. La promozione dei prodotti della vite è realizzata nell'ambito di un programma generale che incentiva le seguenti azioni:a) all'interno della Comunità:- la ricerca sugli effetti del vino e degli altri prodotti della vite nell'alimentazione umana;- l'informazione dei consumatori mediante la diffusione di messaggi sul vino scientificamente fondati; l'informazione privilegia le modalità e i tipi di consumo che ne valorizzano gli effetti positivi;- azioni che favoriscano il consumo moderato nonché la valutazione e la ricerca della qualità;- la diffusione di dati economici e tecnici che consentano al consumatore di valutare il rapporto qualità/prezzo del prodotto nelle varie fasi di produzione, distribuzione, ristorazione;- la messa a punto di meccanismi atti a fornire in qualsiasi momento ai vari canali e mezzi di comunicazione i dati tecnici corretti sul settore del vino ed evitare messaggi erronei e una loro diffusione pregiudizievole;b) all'esterno della Comunità:- le azioni di cui alla lettera a), secondo, terzo e quarto trattino;- la promozione dei vini comunitari mediante l'organizzazione di campagne pubblicitarie generiche, eventualmente in cooperazione con gli Stati membri.2. La Commissione adotta ed attua il programma di promozione. A tal fine, essa può- chiedere l'assistenza o la cooperazione di organizzazioni professionali o di organizzazioni non governative che perseguono gli stessi obiettivi nel settore;- far ricorso ad organismi specializzati per l'elaborazione del programma promozionale;- assegnare ad agenzie o studi selezionati mediante gara d'appalto la realizzazione dell'intero programma o di una sua parte, oppure la verifica e la valutazione della realizzazione.Articolo 36Le spese connesse all'esecuzione delle azioni promozionali di cui all'articolo 35 sono considerate misure d'intervento ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 729/70.Articolo 37Le modalità di applicazione del presente titolo sono adottate, se necessario, secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.TITOLO V Organizzazioni e accordi interprofessionali Articolo 38Il presente titolo definisce le condizioni per il riconoscimento dell'attività delle organizzazioni interprofessionali nell'ambito dell'organizzazione comune del mercato vitivinicolo.Articolo 39Sono riconosciute ai sensi del presente regolamento le organizzazioni interprofessionali:1) che raggruppano i rappresentanti delle attività economiche connesse, da un lato, alla produzione di uve e mosti destinati alla vinificazione nonché di vini e, dall'altro, alle industrie di trasformazione di uve e mosti e di elaborazione di prodotti vitivinicoli di cui all'allegato I del regolamento (CEE) n. 822/87 nonché, eventualmente, i rappresentanti del commercio dei prodotti vitivinicoli;2) che sono state costituite per iniziativa di tutte o di una parte delle organizzazioni o associazioni che le compongono e3) che svolgono, a livello di una o più regioni della Comunità, alcune delle attività seguenti, tenendo conto eventualmente degli interessi dei consumatori:a) migliorare la conoscenza e la trasparenza del mercato;b) contribuire ad un migliore coordinamento dell'immissione dei prodotti vitivinicoli sul mercato;c) elaborare contratti tipo compatibili con la normativa comunitaria;d) accrescere la valorizzazione dei prodotti;e) orientare verso prodotti più adatti ai fabbisogni del mercato e al gusto dei consumatori;f) ricercare metodi atti a limitare l'impiego di prodotti fitosanitari e a garantire la qualità dei prodotti e la tutela del suolo;g) sviluppare metodi e strumenti per migliorare la qualità dei prodotti nella fase della produzione e della trasformazione;h) valorizzare e tutelare le denominazioni controllate e le indicazioni geografiche;i) definire regole di produzione, norme di elaborazione e norme tecniche in materia di commercializzazione dei prodotti più rigorose delle normative comunitarie e nazionali.Articolo 401. Gli Stati membri riconoscono, su loro domanda, le organizzazioni interprofessionali stabilite sul proprio territorio e che:a) esercitano la loro attività a livello regionale o interregionale nell'ambito di detto territorio;b) rappresentano una parte significativa dei produttori, delle industrie di trasformazione e di elaborazione dei prodotti vitivinicoli nonché eventualmente degli operatori commerciali del settore nella o nelle regioni interessate; l'organizzazione interprofessionale che abbia una sfera d'attività interregionale deve dimostrare di possedere una rappresentatività minima, per ciascuna delle categorie raggruppate, in ognuna delle regioni in cui è presente;c) svolgono varie attività fra quelle menzionate all'articolo 39, punto 3);d) non si occupano, come tali, della produzione, della trasformazione, dell'elaborazione o della commercializzazione dei prodotti vitivinicoli.2. Prima di concedere il riconoscimento, gli Stati membri notificano alla Commissione le organizzazioni interprofessionali che ne hanno fatto domanda, unitamente a tutte le informazioni utili relative alle varie attività svolte, alla loro rappresentatività e a tutti gli altri elementi di valutazione necessari.La Commissione può opporsi al riconoscimento entro sessanta giorni dalla notificazione di cui al primo comma.3. Gli Stati membri revocano il riconoscimento:a) se i requisiti previsti dal presente regolamento sono venuti meno;b) se l'organizzazione interprofessionale contravviene a una delle disposizioni di cui agli articoli 85 o 86 del trattato CE, fatta salva l'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento n. 26.4. Il riconoscimento ha gli effetti di un'autorizzazione a svolgere le attività di cui all'articolo 39, punto 3), alle condizioni previste dal presente regolamento.Articolo 411. Le organizzazioni interprofessionali possono chiedere che, nella regione in cui esercitano la loro attività, alcuni dei loro accordi o pratiche concordate siano resi obbligatori, per un periodo limitato, nei confronti dei singoli operatori e delle associazioni del settore non aderenti.Ai fini dell'estensione dell'efficacia delle loro regole, le organizzazioni devono essere rappresentative almeno del 51 % dei produttori, delle industrie di trasformazione e di elaborazione dei prodotti vitivinicoli o degli operatori commerciali nella regione di cui trattasi. Qualora il progetto di estensione dell'efficacia delle regole abbia un campo d'applicazione interregionale, le organizzazioni interprofessionali devono dimostrare di possedere una rappresentatività minima, per ciascuna delle categorie raggruppate, in ognuna delle regioni di cui trattasi.2. Le regole di cui si può chiedere l'estensione dell'efficacia devono essere applicate da almeno un anno e vertere su uno dei seguenti oggetti:a) conoscenza della produzione e del mercato,b) impiego di metodi colturali di produzione compatibili con la tutela dell'ambiente,c) definizione di norme di produzione e di elaborazione dei prodotti vitivinicoli più rigorose delle disposizioni adottate a livello comunitario o nazionale.Articolo 421. Le autorità competenti provvedono ad informare gli ambienti socioeconomici interessati mediante la pubblicazione degli accordi o delle pratiche concordate che si prevede di rendere efficaci per i singoli operatori o le associazioni non aderenti di una o più regioni.Detta pubblicazione assegna un termine di due mesi agli ambienti interessati per presentare le loro osservazioni.2. Alla scadenza del termine di due mesi di cui al paragrafo 1 e prima di prendere una decisione, le autorità competenti notificano alla Commissione le regole che intendono rendere obbligatorie per i non aderenti. La notificazione è accompagnata dalle informazioni utili nonché dalle pertinenti osservazioni raccolte a seguito della pubblicazione e contiene una valutazione della domanda di estensione dell'efficacia.3. Qualora le regole di cui si prevede di estendere l'efficacia costituiscano norme tecniche ai sensi della direttiva 83/189/CEE (17), la loro comunicazione alla Commissione, in applicazione di tale direttiva, è effettuata contestualmente alla notificazione di cui al paragrafo 2.Fatta salva l'applicazione del paragrafo 4, ove ricorrano le condizioni per la formulazione di un parere circostanziato in applicazione dell'articolo 9 della suddetta direttiva, la Commissione rifiuta la prevista estensione dell'efficacia delle regole.4. Entro quarantacinque giorni dal ricevimento della notificazione di cui al paragrafo 2, la Commissione può opporsi al progetto di estensione dell'efficacia delle regole.La Commissione adotta comunque una decisione negativa qualora constati che l'estensione prevista:- eliminerebbe la concorrenza in una parte sostanziale del mercato comune,- comprometterebbe la libertà degli scambi o- pregiudicherebbe gli obiettivi della politica agraria comune o quelli di altre normative comunitarie.5. Qualora, in applicazione del presente articolo, determinate regole siano rese obbligatorie per i non aderenti ad un'organizzazione interprofessionale, lo Stato membro può decidere che i singoli operatori o le associazioni non aderenti debbano versare all'organizzazione la totalità o una parte dei contributi imposti agli aderenti.Articolo 43Le modalità di applicazione del presente titolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.TITOLO VI Modificazione del regolamento (CEE) n. 822/87 Articolo 44Il regolamento (CEE) n. 822/87 è così modificato:1. All'articolo 1, paragrafo 4, sono soppresse le disposizioni delle lettere c) ed f).2. Il titolo I è sostituito dal seguente:«TITOLO IArticolo 1 bisLa Commissione istituisce un meccanismo atto a valutare:- la produzione dei diversi prodotti vitivinicoli;- gli impieghi industriali di tali prodotti;- l'evoluzione del consumo dei vini e degli altri prodotti che possono essere consumati come tali;- qualsiasi altro elemento informativo necessario per gestire il mercato, favorire gli adeguamenti auspicabili dell'offerta e organizzare le azioni di promozione del consumo.La Commissione può valersi a tal fine di imprese e organismi specializzati, nonché di esperti indipendenti.Articolo 21. Gli Stati membri effettuano indagini annuali per rilevare le superfici destinate alla produzione di materiali per la moltiplicazione vegetativa della vite.2. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 83.Articolo 31. Ogni anno:a) i produttori di uve destinate alla vinificazione nonché i produttori di mosto e di vino dichiarano i quantitativi di prodotti dell'ultimo raccolto;b) i produttori di mosto e di vino e i commercianti che non siano rivenditori al minuto dichiarano i quantitativi di mosto e di vino da essi detenuti, che provengano sia dal raccolto dell'annata sia da raccolti precedenti. Il mosto ed i vini importati da paesi terzi sono menzionati a parte.2. Finché lo sviluppo della politica vitivinicola comune non esigerà che le dichiarazioni delle giacenze siano fatte prima della vendemmia ad una data da fissare secondo la procedura prevista all'articolo 83, le dichiarazioni di raccolto e delle giacenze sono fatte simultaneamente in ogni Stato membro, entro il 31 dicembre.3. La disposizione di cui al paragrafo 2 non pregiudica il mantenimento in taluni Stati membri di due date diverse, l'una per le dichiarazioni delle giacenze e l'altra per le dichiarazioni di raccolto, purché mediante un aggiornamento sia possibile utilizzare sul piano comunitario le informazioni raccolte.4. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 83.Articolo 41. Ogni nuovo impianto di viti di qualsiasi varietà è vietato fino al 31 agosto 2001.Tuttavia nuovi impianti possono essere autorizzati dagli Stati membri per la campagna 1990/1991 per superfici destinate alla produzione di v.q.p.r.d. di cui, per le loro caratteristiche qualitative, la Commissione ha riconosciuto che la produzione è largamente inferiore alla domanda.2. In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono concedere autorizzazioni di nuovi impianti per quanto riguarda:- le superfici destinate alla coltura delle viti madri di portinnesto;- le superfici destinate a nuovi impianti nell'ambito di misure di ricomposizione o di esproprio per motivi di pubblica utilità, adottate in applicazione delle legislazioni nazionali vigenti;- le superfici destinate alla sperimentazione viticola.3. Non può essere prodotto vino con uve provenienti da viti piantate contravvenendo alle disposizioni comunitarie o nazionali in materia di nuovi impianti di viti ai sensi dell'allegato IV. I prodotti che risultano da queste uve possono essere messi in circolazione soltanto se sono destinati a distillerie. Tuttavia, partendo da questi prodotti, non si può distillare un alcole con titolo alcolometrico volumico effettivo pari o inferiore a 80 % vol.Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 83.Articolo 51. I reimpianti di viti sono consentiti soltanto quando una persona fisica o giuridica ovvero un'associazione di persone disponga di un diritto di reimpianto ai sensi dell'allegato IV.A titolo transitorio, i produttori degli Stati membri la cui legislazione nazionale non prevedeva, alla data del 27 maggio 1976, diritti di reimpianto, e che hanno proceduto ad una estirpazione di viti debitamente provata e attestata dallo Stato membro interessato, dopo tale data possono essere autorizzati ad effettuare, entro il 27 maggio 1984, un impianto di viti su una superficie equivalente, in coltura pura, a quella in cui ha avuto luogo l'estirpazione, alle condizioni fissate dal presente regolamento.2. Il diritto di reimpianto di cui al paragrafo 1:- può essere esercitato all'interno della stessa azienda; tuttavia gli Stati membri possono stabilire che questo diritto sia esercitato solo sulla superficie in cui ha avuto luogo l'estirpazione;- può essere parzialmente o totalmente trasferito soltanto quando una parte dell'azienda di cui trattasi diventi di proprietà di un'altra azienda; in questo caso tale diritto può essere esercitato all'interno di quest'ultima entro i limiti delle superfici trasferite.Tuttavia, il diritto di reimpianto può essere parzialmente o totalmente trasferito in un'altra azienda:- verso superfici destinate alla produzione di v.q.p.r.d., alle condizioni fissate dallo Stato membro interessato;- verso superfici destinate alla produzione di vino da tavola, di uve da tavola o alla coltura di viti madri di portinnesto, a condizioni da stabilire. Le condizioni per le superfici destinate alla produzione di vino da tavola devono garantire in particolare che le varietà siano classificate tra quelle raccomandate ai sensi dell'articolo 9 e assicurino un livello qualitativo elevato nonché rese per ettaro limitate rispetto alle varietà in coltura nell'unità amministrativa interessata.Nell'esercizio del diritto di reimpianto possono essere utilizzate soltanto varietà di viti appartenenti, nella classificazione delle varietà di viti stabilita in applicazione dell'articolo 9, paragrafo 1, alla stessa categoria di utilizzazione delle varietà di viti dalla cui estirpazione è derivato il diritto di reimpianto.3. Qualsiasi nuovo impianto o reimpianto effettuato contravvenendo alla regolamentazione comunitaria deve essere estirpato senza ottenimento del premio.4. Prima del 1° gennaio 1986 il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le disposizioni relative alle limitazioni dell'esercizio dei diritti di reimpianto, necessarie per adeguare il potenziale viticolo alle esigenze del mercato.5. Le modalità di applicazione del presente articolo, in particolare le condizioni di cui al paragrafo 2, secondo comma, secondo trattino, sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 83.Articolo 61. Ogni persona fisica o giuridica ovvero associazione di persone che intenda effettuare un nuovo impianto di viti di cui all'articolo 4, ne chiede per iscritto l'autorizzazione ai servizi competenti designati dagli Stati membri, prima di una data che verrà stabilita da tali servizi.2. Allo scopo di consentire l'organizzazione dei controlli da parte degli organismi competenti, gli Stati membri possono prevedere che ogni persona fisica o giuridica ovvero associazione di persone che abbia l'intenzione di effettuare un'estirpazione, un reimpianto o un nuovo impianto di viti autorizzato, ne informi per iscritto l'organismo competente entro il termine da questo stabilito.Ogni persona fisica o giuridica ovvero associazione di persone che ha effettuato un'estirpazione, un reimpianto o un nuovo impianto di viti, ne informa per iscritto l'organismo competente dello Stato membro nel cui territorio l'operazione è stata effettuata, entro il termine che deve essere stabilito da detto organismo.3. Un nuovo impianto di viti autorizzato può essere realizzato non oltre la fine della seconda campagna viticola che segue quella nel corso della quale l'autorizzazione è stata rilasciata.Articolo 71. Anteriormente al 1° settembre di ogni anno gli Stati membri trasmettono alla Commissione, tenendo conto in particolare- delle informazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 2, secondo comma,- delle indagini statistiche sulle superfici viticole previste dal regolamento (CEE) n. 357/79 del Consiglio (*),una comunicazione sull'evoluzione del potenziale viticolo che comprenda una rilevazione delle superfici coltivate a vite sul loro territorio.La predetta rilevazione:a) è effettuata per le unità geografiche seguenti:- per la Germania: le regioni viticole conformemente all'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 823/87;- per la Francia: i dipartimenti;- per l'Italia: le province;- per la Grecia: i "nomoi";- per la Spagna: le province e le regioni;- per il Portogallo: le regioni;- per gli altri Stati membri interessati: l'intero territorio nazionale;b) è suddivisa conformemente all'articolo 2, paragrafo 2, lettera B del regolamento (CEE) n. 357/79.2. Anteriormente al 1° dicembre di ogni anno la Commissione presenta al Consiglio una relazione sull'evoluzione del potenziale viticolo, tenendo conto delle comunicazioni degli Stati membri menzionate al paragrafo 1.(*) GU n. L 54 del 5. 3. 1979, pag. 124.Articolo 81. Gli articoli da 4 a 7 non si applicano negli Stati membri in cui la produzione di vini non supera 25 000 ettolitri per campagna viticola.PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 594PC0117.12. Il presente titolo lascia impregiudicata la possibilità per gli Stati membri:- di adottare normative nazionali più restrittive in materia di nuovi impianti o di reimpianti di viti;- di prescrivere che le domande o le informazioni previste dal presente titolo siano completate da altre indicazioni necessarie ai fini del controllo dell'evoluzione del potenziale viticolo.Articolo 91. Gli Stati membri effettuano una classificazione delle varietà di viti per unità amministrative o parti di unità amministrative da essi definite. Le varietà di viti comprese nella classificazione devono appartenere alla specie Vitis vinifera o provenire da un incrocio tra questa specie e altre specie del genere Vitis. Per questa classificazione si utilizzerà come base la classificazione che sarà realizzata a livello comunitario.Gli Stati membri indicano nella classificazione suddetta le varietà di viti atte alla produzione di ciascuno dei v.q.p.r.d. prodotti sul loro territorio, varietà che possono appartenere esclusivamente alla specie Vitis vinifera.2. Salvo disposizioni comunitarie più restrittive, possono essere utilizzate per gli impianti, i reimpianti e gli innesti nella Comunità soltanto le varietà comprese nella classificazione.3. Il mantenimento della coltura delle varietà di viti non comprese nella classificazione è vietato.4. Salvo deroga decisa dalla Commissione,- le uve fresche,- i mosti di uve,- i mosti di uve parzialmente fermentati,- i vini nuovi ancora in fermentazione,- i vini,provenienti da varietà di viti che non figurano nella classificazione possono circolare soltanto se sono destinati ad acetifici o distillerie. Tali prodotti possono inoltre essere utilizzati per il consumo familiare del viticoltore.5. Per la designazione dei vini comunitari possono essere utilizzate soltanto le varietà di viti comprese nella classificazione.6. La Commissione adotta le modalità di applicazione del presente articolo secondo la procedura prevista all'articolo 83.Tali modalità riguardano in particolare:- l'aggiunta di una varietà di vite (esame di attitudine alla coltura),- l'eliminazione di una varietà di vite dalla classificazione,- l'utilizzazione di nomi e sinonimi delle varietà classificate,- la pubblicità di cui devono fare oggetto le classificazioni adottate dagli Stati membri.»3. I titoli II e III sono soppressi.4. Gli allegati sono sostituiti dagli allegati che figurano all'allegato II del presente regolamento.TIOLO VII Regime di abbandono delle superfici viticole non comprese in programmi regionali Articolo 451. Nelle regioni per le quali non è stato presentato alcun programma regionale, i conduttori di superfici viticole destinate alla produzione di vino beneficiano su loro richiesta, per le campagne 1995/1996-2000/2001, di un premio di abbandono definitivo per il ritiro delle suddette superfici dalla viticoltura, alle condizioni stabilite dal presente titolo.L'abbandono comporta l'estirpazione dei vigneti con sradicamento delle radici principali e la rimozione dei ceppi dalla particella.2. Il premio viene concesso solo se il viticoltore,- all'atto della presentazione della domanda ha il diritto, secondo la legislazione nazionale, di disporre della superficie in oggetto;- presenta, in assenza del requisito di cui al primo trattino, l'accordo scritto del proprietario della superficie.3. La concessione del premio di abbandono definitivo comporta la perdita del diritto di reimpianto per le superfici che hanno formato oggetto del premio.Articolo 46Il premio di abbandono definitivo non può essere concesso per le superfici di cui all'articolo 6, terzo comma.Articolo 471. L'importo del premio viene- calcolato in base a un importo di riferimento di 3 500 ECU per ettaro, fissato per una resa comunitaria media di 50 ettolitri per ettaro,- e ritoccato in funzione della resa media della regione considerata, sulla scorta di tabelle da stabilirsi secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.2. Per le superfici sottoposte a estirpazione, il premio viene versato al viticoltore in ragione del 50 % nell'anno in cui sono stati eseguiti i lavori di estirpazione e del 10 % in ciascuno dei cinque anni successivi.3. La concessione dei premi di abbandono definitivo è considerata un intervento destinato a regolarizzare i mercati agricoli ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 729/70.Gli importi ammissibili sono finanziati dal FEAOG, sezione Garanzia.Articolo 48Il premio di abbandono previsto dal presente titolo non è cumulabile con i premi di cui ai regolamenti (CEE) n. 2078/92 e (CEE) n. 2080/92.Articolo 49Prima della fine della campagna 1997/1998, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione elaborata in base a uno studio valutativo del regime di abbandono definitivo.Le spese relative a tale studio sono considerate un intervento destinato a regolarizzare i mercati agricoli ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 729/70.Articolo 50Le modalità di applicazione del presente titolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.TITOLO VIII Modificazioni del regolamento (CEE) n. 823/87 Articolo 51All'articolo 11 del regolamento (CEE) n. 823/87, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:«2. Il superamento della resa di base fissata comporta il divieto di utilizzare, per la totalità del raccolto, la denominazione rivendicata.In caso di superamento, l'autorità competente designata dallo Stato membro interessato può tuttavia consentire l'utilizzazione della denominazione rivendicata a condizione che:- le condizioni climatiche durante la campagna siano state particolarmente favorevoli alla produzione, segnatamente dal punto di vista della qualità;- il superamento non ecceda il 20 % della resa di base stabilita;- il quantitativo eccedente sia distillato senza alcuna sovvenzione pubblica.In nessun caso la quantità per la quale è autorizzato l'impiego della denominazione può superare la resa di base. Gli Stati membri possono disporre che la metà del quantitativo eccedente la resa di base venga immagazzinato e non possa essere commercializzato nel corso della campagna di produzione.Tale quantitativo può essere ascritto al raccolto o ai raccolti successivi, eventualmente dopo essere stato mescolato con i v.q.p.r.d. in questione ottenuti da tali raccolti.»TITOLO IX Modificazioni del regolamento (CEE) n. 2048/89 Articolo 52Il regolamento (CEE) n. 2048/89 è così modificato.1. All'articolo 1, paragrafo 2, il secondo trattino è sostituito dal seguente:«- ai controlli contabili contemplati dal regolamento (CEE) n. 4045/89 del Consiglio (*).(*) GU n. L 388 del 30. 12. 1989, pag. 18.»2. L'articolo 3 è sostituito dal seguente:«Articolo 3Principi1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per migliorare i controlli relativi all'osservanza della normativa vitivinicola.2. Gli Stati membri mettono a punto i programmi dei controlli da effettuare annualmente a decorrere dal 1° gennaio. Tali programmi specificano la natura e la frequenza dei controlli e sono definiti in modo da includere nei controlli stessi una quota rappresentativa dei prodotti vitivinicoli raccolti, trasformati, elaborati e commercializzati, o detenuti ai fini della commercializzazione, in tutto il territorio nazionale. La scelta dei controlli da effettuare deve essere basata su un'analisi dei rischi.3. Entro il 1° ottobre precedente l'anno di esecuzione dei controlli, gli Stati membri notificano alla Commissione i programmi, nonché i criteri adottati per la loro elaborazione.La Commissione può chiedere che i programmi vengano modificati.4. Entro il 1° maggio di ogni anno gli Stati membri trasmettono alla Commissione tutte le informazioni relative all'esecuzione dei programmi dell'anno precedente, specificando quanto segue:- il numero e la natura dei controlli effettuati,- il numero e la natura delle irregolarità riscontrate.5. Gli Stati membri provvedono affinché gli organismi competenti dispongano di agenti in numero sufficiente e con qualificazione ed esperienza adeguate ai fini di un'efficace esecuzione dei controlli vitivinicoli.»3. All'articolo 4, paragrafo 2,a) è inserito come primo trattino il seguente:«- coordina il complesso delle azioni di controllo degli organismi competenti nel settore vitivinicolo;»;b) il quarto trattino è sostituito dal seguente:«- comunica alla Commissione le misure adottate ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, nonché i programmi di controllo e le informazioni di cui ai paragrafi 3 e 4 del medesimo articolo;».4. L'articolo 6 è sostituito dal seguente:«Articolo 6Corpo di agenti specifici1. Per migliorare l'applicazione uniforme della normativa vitivinicola, la Commissione istituisce un corpo di agenti specifici incaricati di espletare, in collaborazione con gli organismi competenti degli Stati membri, i compiti definiti al paragrafo 2.La Commissione assicura che detti agenti possiedano le conoscenze tecniche, la qualificazione e l'esperienza necessarie per l'assolvimento dei loro compiti.2. I compiti del corpo di agenti specifici sono i seguenti:a) collaborare ai controlli predisposti dagli organismi competenti degli Stati membri,b) eseguire, su iniziativa della Commissione, i controlli a cui gli agenti degli Stati membri sono invitati a partecipare,c) valutare i dispositivi di controllo esistenti, le procedure seguite e i risultati ottenuti,d) informarsi in merito alle misure adottate dalle autorità competenti per assicurare un'osservanza più rigorosa della normativa vitivinicola, nonché per prevenire, individuare e perseguire le infrazioni,e) promuovere la collaborazione e gli scambi di informazioni fra gli organismi dei vari Stati membri, al fine di favorire un'applicazione uniforme della normativa vitivinicola e agevolare la circolazione dei prodotti del settore.La direzione delle operazioni di controllo di cui al primo comma, lettera a), è di competenza degli agenti degli Stati membri.3. Per i controlli da effettuarsi a norma del paragrafo 2, primo comma, lettera b), la Commissione avvisa in tempo utile, prima dell'inizio delle operazioni, l'organismo di contatto dello Stato membro nel cui territorio si svolgeranno le operazioni in oggetto. Essa indica i luoghi più opportuni per l'esecuzione dei controlli e ne definisce le modalità pratiche in collaborazione con le autorità competenti dello Stato membro.Gli agenti specifici della Commissione presentano un mandato nel quale sono indicate la loro identità e qualifica.Nell'assolvimento dei loro compiti, detti agenti godono dei diritti e dei poteri enunciati all'articolo 5, dal primo al quinto trattino, fatte salve le limitazioni imposte dagli Stati membri ai propri agenti nell'esecuzione dei controlli in oggetto.Durante i controlli, gli agenti specifici della Commissione adottano un atteggiamento compatibile con le norme e gli usi a cui si attengono gli agenti degli Stati membri e sono vincolati al segreto d'ufficio.Qualora gli agenti specifici della Commissione incontrino difficoltà nell'esercizio delle loro funzioni, lo Stato membro interessato mette a disposizione degli stessi i mezzi di cui necessitano per condurre a buon fine i loro interventi.4. La Commissione stabilisce opportuni collegamenti con gli organismi di contatto degli Stati membri per predisporre programmi di azioni comuni di controllo. Gli Stati membri collaborano con la Commissione per facilitare l'espletamento di tale compito.5. La Commissione trasmette quanto prima all'organismo di contatto dello Stato membro interessato una comunicazione in merito ai risultati degli interventi dei suoi agenti specifici; tale comunicazione segnala le difficoltà e le infrazioni alle disposizioni vigenti eventualmente riscontrate.6. Lo Stato membro interessato comunica quanto prima alla Commissione le misure adottate per porre fine alle suddette difficoltà o infrazioni, indicando in particolare i procedimenti amministrativi o giudiziari eventualmente avviati, nonché le sanzioni applicate.7. Le osservazioni comunicate allo Stato membro ai sensi del paragrafo 5 possono essere assimilate a quelle di cui all'articolo 9 del regolamento (CEE) n. 729/70, qualora lo Stato membro non ponga fine alle difficoltà e alle infrazioni che gli sono state in tal modo segnalate.»5. È inserito il seguente articolo 7 bis:«Articolo 7 bisLe modalità di applicazione del presente titolo sono adottate, ove occorra, secondo la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.»6. L'allegato è soppresso.TITOLO X Schedario viticolo semplificato Articolo 531. Gli Stati membri produttori di uve coltivate in pieno campo istituiscono e aggiornano per le regioni vitate del loro territorio, in conformità del presente titolo, uno schedario viticolo semplificato.Gli Stati membri la cui superfice viticola totale in pieno campo è inferiore a 500 ettari non sono soggetti all'obbligo di istituire lo schedario viticolo. Può essere deciso, secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87, di estendere tale deroga a regioni la cui superfice viticola totale in pieno campo è molto limitata.2. L'istituzione e l'aggiornamento periodico dello schedario viticolo si prefiggono in particolare quanto segue:- ottenere una precisa conoscenza delle superfici viticole della Comunità, seguirne l'evoluzione ed effettuare stime delle produzioni regionali;- agevolare la gestione e la sorveglianza dell'applicazione delle misure adottate nel settore vitivinicolo, nonché valutare l'esecuzione dei programmi regionali di cui al titolo I;- costituire un efficace strumento di base per i controlli nel settore vitivinicolo, in particolare per quanto riguarda l'abbandono delle superfici viticole, i diritti di reimpianto e gli aiuti concessi ai sensi della normativa comunitaria.3. Le caratteristiche tecniche dello schedario viticolo devono essere tali da renderlo una base di riferimento attendibile e che si presti ad un aggiornamento agevole e permanente. Esso deve consentire l'individuazione e la localizzazione delle particelle di cui all'articolo 55 e l'inserimento dei dati forniti dai produttori, di cui all'articolo 56.Articolo 541. Gli Stati membri procedono anteriormente al 1° luglio 1996 alla costituzione di una base grafica di riferimento che comprenda l'intero perimetro delle superfici vitate delle proprie regioni viticole.La base grafica di riferimento può essere ottenuta come segue:a) fondandosi sullo schedario viticolo istituito dal regolamento (CEE) n. 2392/86, ob) mediante fotografie elaborate secondo le tecniche adeguate ed eventualmente precisate e integrate da ispezioni sul terreno, oppurec) mediante il catasto o altre metodiche impiegate per costituire il registro parcellare citato nell'ambito del sistema integrato, istituito dal regolamento (CEE) n. 3508/92 del Consiglio (18).2. Ogni cinque anni gli Stati membri procedono al rinnovo della base grafica di tutte le regioni viticole, eseguendo nuove fotografie o applicando metodiche equivalenti.3. La base grafica è aggiornata permanentemente al fine di registrare l'evoluzione delle superfici destinate alla viticoltura.Articolo 551. Sulla base grafica di riferimento gli Stati membri localizzano e identificano le particelle vitate:- che rientrano nell'ambito di esecuzione dei programmi regionali di cui al titolo I,- per le quali sono concessi premi in applicazione della normativa comunitaria, quali i premi di abbandono della viticoltura o gli altri premi di cui al titolo I,- oggetto di lavori di estirpazione, di ristrutturazione senza beneficio di regimi di premi o per le quali sono chiesti diritti di reimpianto ai sensi dell'allegato IV del regolamento (CEE) n. 822/87,- sulle quali vengono effettuati nuovi impianti, alle condizioni stabilite all'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 822/87.Gli Stati membri possono localizzare sulla base grafica le particelle identificate nello schedario viticolo istituito dal regolamento (CEE) n. 2392/86.L'identificazione delle particelle e dei viticoltori deve essere compatibile con le procedure predisposte in applicazione del sistema di controllo integrato istituito dal regolamento (CEE) n. 3508/92.2. La localizzazione e l'identificazione delle particelle di cui al paragrafo 1 sono effettuate su iniziativa dei viticoltori soggetti all'obbligo di presentare una dichiarazione, in particolare nel quadro dell'esecuzione di un programma regionale, per beneficiare di un aiuto e per estirpare una superficie vitata, al fine di constatare il diritto al reimpianto e successivamente per esercitare tale diritto.Le particelle vengono localizzate e individuate sulla documentazione proveniente dalla base grafica di riferimento e consegnata agli interessati dalle autorità competenti.3. Nessun aiuto è versato per le particelle non localizzate e non identificate conformemente al presente articolo entro la data di presentazione della domanda.Ogni reimpianto o nuovo impianto eseguito senza inoltro di una dichiarazione scritta alle autorità competenti è illegittimo e soggetto all'obbligo di estirpazione senza beneficio del premio.4. Ogni nuovo impianto o reimpianto illegittimo constatato, in particolare in fase di istituzione o di controllo dello schedario viticolo, è soggetto all'obbligo di estirpazione senza beneficio del premio.5. Per le misure di cui al paragrafo 1 può essere concesso un finanziamento comunitario soltanto se nella regione interessata lo schedario viticolo semplificato viene realizzato e viene utilizzato per i controlli connessi all'applicazione di dette misure.Articolo 56La base dati dello schedario viticolo contiene i dati dichiarativi concernenti le aziende e le particelle oggetto delle dichiarazioni di cui all'articolo 55 e vi figurano soltanto i dati necessari alla corretta gestione dei regimi interessati.Articolo 571. Gli Stati membri comunicano alla Commissione i rispettivi progetti per l'attuazione dello schedario semplificato, specificando le opzioni tecniche adottate.2. La Comunità partecipa al finanziamento delle spese connesse all'istituzione e al rinnovo della base grafica, in ragione del 50 % delle spese ammissibili determinate secondo la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87. Il finanziamento comunitario è concesso per i progetti che rispondono ai requisiti del presente titolo.Le spese relative all'aggiornamento dello schedario non sono oggetto di cofinanziamento comunitario.3. Il finanziamento di cui al paragrafo 2 è considerato un intervento destinato a regolarizzare i mercati agricoli ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 729/70. Il cofinanziamento è a carico del FEAOG, sezione Garanzia.4. La conversione degli importi in ECU e in moneta nazionale è effettuata applicando i tassi di cambio in vigore il primo giorno lavorativo dell'anno civile di esecuzione dei lavori. Tali tassi sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie C.Articolo 58Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire la conservazione e la protezione dei dati raccolti. Essi verificano che lo schedario sia utilizzato esclusivamente ai fini dell'applicazione della normativa nel settore vitivinicolo, del sistema integrato, di misure strutturali o a fini statistici.Articolo 59Previa informazione tempestiva delle autorità nazionali competenti, gli agenti della Commissione possono effettuare:- qualsiasi esame e controllo sull'insieme delle misure adottate per istituire lo schedario e sull'ammissibilità delle spese dichiarate ai fini del cofinanziamento comunitario,- controlli presso i servizi e gli organismi o imprese che partecipano alla costituzione dello schedario.Articolo 60Le modalità d'applicazione del presente titolo nonché le modalità transitorie necessarie sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.Un regime di anticipi può essere deciso secondo la medesima procedura.TITOLO XI Disposizioni finali Articolo 61I regolamenti (CEE) n. 2392/86 e (CEE) n. 1442/88 sono abrogati.Articolo 62Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso si applica a decorrere dall'inizio della campagna 1995/1996.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.(1) GU n. L 84 del 27. 3. 1987, pag. 59.(2) GU n. L 368 del 31. 12. 1991, pag. 3.(3) GU n. L 132 del 28. 5. 1988, pag. 3.(4) GU n. L 182 del 24. 7. 1993, pag. 7.(5) GU n. 30 del 20. 4. 1962, pag. 993/62.(6) GU n. L 208 del 31. 7. 1986, pag. 1.(7) GU n. L 353 del 17. 12. 1990, pag. 23.(8) GU n. L 202 del 14. 7. 1989, pag. 32.(9) GU n. L 84 del 27. 3. 1987, pag. 1.(10) GU n. L 154 del 25. 6. 1993, pag. 39.(11) GU n. L 185 del 15. 7. 1988, pag. 9.(12) GU n. L 215 del 30. 7. 1992, pagg. 85, 91 e 96, rispettivamente.(13) GU n. L 181 dell'1. 7. 1992, pag. 12.(14) GU n. L 374 del 31. 12. 1988, pag. 1.(15) GU n. L 94 del 28. 4. 1970, pag. 13.(16) GU n. L 118 del 20. 5. 1972, pag. 1.(17) GU n. L 109 del 26. 4. 1983, pag. 8.(18) GU n. L 355 del 5. 12. 1992, pag. 1.ALLEGATO I PRODUZIONI NAZIONALI DI RIFERIMENTO >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO II Gli allegati del regolamento (CEE) n. 822/87 sono sostituiti degli allegati che seguono.«ALLEGATO IDEFINIZIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 1, PARAGRAFO 4 LETTERA a)1. Uve fresche: il frutto della vite utilizzato nella vinificazione, maturo o anche leggermente appassito, tale da consentire la pigiatura o la torchiatura con gli ordinari mezzi di cantina e da ingenerare una fermentazione alcolica spontanea.2. Mosto di uve: il prodotto liquido ottenuto naturalmente o con procedimenti fisici da uve fresche. Per il mosto di uve è ammesso un titolo alcolometrico effettivo pari o inferiore a 1 % vol.3. Mosto di uve parzialmente fermentato: il prodotto proveniente dalla fermentazione di mosto di uve e avente un titolo alcolometrico volumico effettivo superiore a 1 % vol ed inferiore ai tre quinti del suo titolo alcolometrico volumico totale; tuttavia, taluni v.q.p.r.d., il cui titolo alcolometrico volumico effettivo è inferiore ai tre quinti del loro titolo alcolometrico volumico totale, ma non inferiore a 5,5 % vol, non sono considerati come mosti di uve parzialmente fermentati.4. Mosto di uve parzialmente fermentato, ottenuto con uve parzialmente appassite, denominato anche "vino dulce natural": il prodotto della fermentazione parziale di un mosto di uve ottenuto con uve parzialmente appassite, avente un tenore totale di zucchero minimo, prima della fermentazione, di 272 g/l e un titolo alcolometrico volumico naturale e effettivo non inferiore a 8 % vol.5. Mosto di uve fresche mutizzato con alcole: il prodotto- ottenuto nella Comunità,- avente un titolo alcolometrico volumico effettivo pari o superiore a 12 % vol e inferiore a 15 % vol e- ottenuto mediante aggiunta ad un mosto di uve non fermentato, avente un titolo alcolometrico volumico naturale non inferiore a 8,5 % vol e proveniente esclusivamente da vitigni di cui all'articolo 69:- di alcole neutro di origine vinica, compreso l'alcole proveniente dalla distillazione delle uve secche, avente un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 95 % vol,- o di un prodotto non rettificato proveniente dalla distillazione di vino avente un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 52 % vol e non superiore a 80 % vol.6. Mosto di uve concentrato: il mosto di uve non caramellizzato- ottenuto mediante disidratazione parziale del mosto di uve effettuata con qualsiasi metodo autorizzato, escluso il fuoco diretto, in modo che la lettura a 20 °C al rifrattometro, utilizzato secondo il metodo di cui all'allegato del regolamento (CEE) n. 543/86, non sia inferiore a 50,9 %,- proveniente esclusivamente da varietà di viti di cui all'articolo 69,- prodotto nella Comunità,- ottenuto da mosto di uve avente almeno il titolo alcolometrico volumico naturale minimo fissato per la zona viticola in cui le uve sono state raccolte.Per il mosto di uve concentrato è ammesso un titolo alcolometrico effettivo pari o inferiore a 1 % vol.7. Mosto di uve concentrato rettificato: il prodotto liquido non caramellizzato- ottenuto mediante disidratazione parziale del mosto di uve effettuata con qualsiasi metodo autorizzato, escluso il fuoco diretto, in modo che la lettura a 20 °C al rifrattometro, utilizzato secondo il metodo di cui all'allegato del regolamento (CEE) n. 543/86, non sia inferiore a 61,7 %;- che ha subito trattamenti autorizzati di disacidificazione e di eliminazione dei componenti diversi dallo zucchero;- che presenta le seguenti caratteristiche:- pH non superiore a 5 per un valore di 25° Brix,- densità ottica a 425 nm sotto spessore di 1 cm non superiore a 0,100 su mosto di uve concentrato a 25° Brix,- tenore di saccarosio non rivelabile con metodo analitico da stabilirsi,- un indice Foli-Ciocalteau non superiore a 6 per un valore di 25° Brix,- acidità titolata non superiore a 15 milliequivalenti/kg di zuccheri totali,- tenore di anidride solforosa non superiore a 25 mg/kg di zuccheri totali,- tenore di cationi totali non superiore a 8 milliequivalenti/kg di zuccheri totali,- conduttività non superiore a 120 ìS/cm a 20 °C e a 25° Brix,- tenore di idrossimetilfurfurolo non superiore a 25 mg/kg di zuccheri totali,- presenza di mesoinositolo;- proveniente esclusivamente dalle varietà di viti di cui all'articolo 69;- prodotto nella Comunità;- ottenuto da mosto di uve avente almeno il titolo alcolometrico volumico naturale minimo fissato per la zona viticola in cui le uve sono state raccolte.Per il mosto di uve concentrato rettificato è ammesso un titolo alcolometrico effettivo pari o inferiore a 1 % vol.8. Succo di uve: il prodotto liquido non fermentato ma fermentescibile ottenuto con trattamenti appropriati per essere consumato come tale; esso è ottenuto:a) dall'uva fresca o dal mosto di uve, ob) mediante ricostituzione:- dal mosto di uve concentrato, compreso il mosto di uve concentrato definito in conformità dell'articolo 1, paragrafo 4, lettera a), o- dal succo di uve concentrato.Per il succo di uve è ammesso un titolo alcolometrico effettivo pari o inferiore a 1 % vol.9. Succo di uve concentrato: il succo di uve non caramellizzato ottenuto mediante disidratazione parziale del succo di uve effettuata con qualsiasi metodo autorizzato, escluso il fuoco diretto, in modo che la lettura a 20 °C al rifrattometro, utilizzato secondo il metodo di cui all'allegato del regolamento (CEE) n. 543/86, non sia inferiore a 50,9 %.Per il succo di uve concentrato è ammesso un titolo alcolometrico effettivo pari o inferiore a 1 % vol.10. Vino: il prodotto ottenuto esclusivamente dalla fermentazione alcolica totale o parziale di uve fresche, pigiate o no, o di mosti di uve.11. Vino nuovo ancora in fermentazione: il vino la cui fermentazione alcolica non è ancora terminata e che non è ancora separato dalle fecce.12. Vino atto a diventare vino da tavola: il vino- proveniente esclusivamente da varietà di vite di cui all'articolo 69,- prodotto nella Comunità,- avente almeno il titolo alcolometrico volumico naturale minimo fissato per la zona viticola in cui è stato prodotto.13. Vino da tavola: vino diverso dai v.q.p.r.d.- proveniente esclusivamente da varietà di vite di cui all'articolo 69,- prodotto nella Comunità,- avente, dopo le eventuali operazioni menzionate all'articolo 19, un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 8,5 % vol, purché tale vino sia prodotto esclusivamente con uve raccolte nella zona viticola N, e non inferiore a 9 % vol per le zone viticole M e S, nonché un titolo alcolometrico volumico totale non superiore a 15 % vol,- avente inoltre un'acidità totale espressa in acido tartarico non inferiore a 4 grammi per litro, ossia 53,3 milliequivalenti al litro.Tuttavia, per i vini prodotti su talune superfici viticole da stabilirsi, ottenuti senza alcun arricchimento e non contenenti più di 5 grammi di zuccheri residui, il titolo alcolometrico volumico totale può essere portato a un massimo di 17 % vol.Il vino da tavola "retsina" è il vino da tavola oggetto dell'aggiunta di resina di pino di Aleppo, a condizioni da stabilire.14. Vino liquoroso: il prodottoA. ottenuto nella Comunità;B. avente- un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 15 % vol e non superiore a 22 % vol,- un titolo alcolometrico volumico totale non inferiore a 17,5 % vol, fatta eccezione per determinati vini liquorosi di qualità prodotti in regioni determinate (v.l.q.p.r.d.) i quali figurano in un elenco che sarà adottato;C. ottenuto:a) da- mosto di uve in corso di fermentazione,- o da vino,- o da una miscela dei prodotti suddetti,- o, per taluni v.l.q.p.r.d. da determinare, da mosto di uve o dalla miscela di questo prodotto con vino,tutti i prodotti succitati devono, per i vini liquorosi e i v.l.q.p.r.d.:- provenire da varietà di viti che sono scelte tra quelle menzionate all'articolo 69e- avere, eccezion fatta per taluni v.l.q.p.r.d. che figurano in un elenco che sarà adottato, un titolo alcolometrico volumico naturale iniziale non inferiore a 12 % vol;b) e mediante aggiuntai) da soli o miscelati- di alcole neutro di origine viticola, compreso l'alcole ricavato dalla distillazione di uve secche con un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 96 % vol,- di distillato di vino o di uve secche con un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 52 % vol e non superiore a 86 % vol,ii) nonché, eventualmente, di uno o più d'uno dei prodotti seguenti:- mosto di uve concentrato,- miscela di uno dei prodotti di cui al punto i) con un mosto di uve di cui alla lettera a), primo e quarto trattino,iii) per taluni v.l.q.p.r.d. figuranti in un elenco che sarà adottato:- dei prodotti di cui al punto i), da soli o miscelati,- oppure di uno o più di uno dei prodotti seguenti:- alcole di vino o di uve secche con un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 95 % vol e non superiore a 96 % vol,- acquavite di vino o di vinaccia con un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 52 % vol e non superiore a 86 % vol,- acquavite di uve secche con un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 52 % vol e inferiore a 94,5 % vol,- nonché, eventualmente, di uno o più d'uno dei prodotti seguenti:- mosto di uve parzialmente fermentato ottenuto da uve parzialmente appassite,- mosto di uve concentrato, ottenuto con l'azione del fuoco diretto, il quale, salvo per questa operazione, risponde alla definizione di mosto di uve concentrato,- il mosto di uve concentrato,- la miscelazione di uno dei prodotti di cui al secondo trattino con un mosto di uve di cui alla lettera a), primo e quarto trattino.15. Vino spumante: salvo deroga di cui all'articolo 67, paragrafo 2, secondo comma, il prodotto ottenuto dalla prima o seconda fermentazione alcolica:- di uve fresche,- di mosto di uve,- di vino,atti a diventare vino da tavola,- di vino da tavola,- di v.q.p.r.d,- o, alle condizioni di cui all'articolo 68, di vino importato,caratterizzato alla stappatura del recipiente da uno sviluppo di anidride carbonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione e che, conservato alla temperatura di 20 °C in recipienti chiusi, presenta una sovrapressione dovuta all'anidride carbonica in soluzione e non inferiore a 3 bar.16. Vino spumante gassificato: il prodotto- ottenuto, fatte salve le disposizioni dell'articolo 67, paragrafo 2, secondo comma, da vino da tavola,- prodotto nella Comunità,- caratterizzato all'atto della stappatura del recipiente da uno sviluppo di anidride carbonica proveniente, in tutto o in parte, dall'aggiunta di tale gas, e- che, conservato a 20 °C in recipienti chiusi, presenta una sovrappressione dovuta all'anidride carbonica in soluzione e non inferiore a 3 bar.17. Vino frizzante: il prodotto- ottenuto da vino da tavola, da v.q.p.r.d. o da prodotti atti a diventare vino da tavola o v.q.p.r.d., purché tali vini o prodotti presentino un titolo alcolometrico totale non inferiore a 9 % vol,- avente un titolo alcolometrico effettivo non inferiore a 7 % vol,- che, conservato a 20 °C in recipienti chiusi, presenta una sovrappressione dovuta all'anidride carbonica endogena in soluzione non inferiore a 1 e non superiore a 2,5 bar,- presentato in recipienti di 60 litri o meno.18. Vino frizzante gassificato: il prodotto- ottenuto da vino da tavola, da v.q.p.r.d. o da prodotti atti a diventare vino da tavola o v.q.p.r.d.,- avente un titolo alcolometrico effettivo non inferiore a 7 % vol e un titolo alcolometrico totale non inferiore a 9 % vol,- che, conservato a 20 °C in recipienti chiusi, presenta una sovrappressione dovuta all'anidride carbonica in soluzione totalmente o parzialmente aggiunta non inferiore a 1 bar e non superiore a 2,5 bar,- presentato in recipienti di 60 litri o meno.19. Aceto di vino: l'aceto- ottenuto esclusivamente dalla fermentazione acetica di vino,- avente un tenore di acidità totale espressa in acido acetico non inferiore a 60 g/l.20. Feccia di vino: il residuo che si deposita nei recipienti contenenti vino, dopo la fermentazione, durante l'immagazzinamento o dopo trattamento autorizzato, nonché quello ottenuto dalla filtrazione o dalla centrifugazione di questo prodotto.Sono considerati feccia di vino anche:- il residuo che si deposita nei recipienti contenenti mosto di uve durante l'immagazzinamento o dopo trattamento autorizzato;- il residuo ottenuto dalla filtrazione o dalla centrifugazione del prodotto.21. Vinaccia: il residuo della torchiatura delle uve fresche, fermentato o no.22. Vinello: il prodotto ottenuto- dalla fermentazione delle vinacce vergini macerate nell'acqua, o- mediante esaurimento con acqua delle vinacce fermentate.23. Vino alcolizzato: il prodotto- avente un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 18 % vol e non superiore a 24 % vol,- ottenuto esclusivamente mediante aggiunta di un prodotto non rettificato, proveniente dalla distillazione di vino e avente un titolo alcolometrico volumico effettivo massimo di 86 % vol, a un vino non contenente zucchero residuo,- avente un'acidità volatile massima espressa in acido acetico di 1,50 g/l.ALLEGATO IITITOLI ALCOLOMETRICI1. Titolo alcolometrico volumico effettivo: il numero di parti in volume di alcole puro ad una temperatura di 20 °C, contenute in 100 parti in volume del prodotto considerato a quella temperatura.2. Titolo alcolometrico volumico potenziale: il numero di parti in volume di alcole puro ad una temperatura di 20 °C, che possono essere prodotte alla fermentazione totale degli zuccheri contenuti in 100 parti in volume del prodotto considerato a quella temperatura.3. Titolo alcolometrico volumico totale: la somma dei titoli alcolometrici volumici effettivo e potenziale.4. Titolo alcolometrico volumico naturale: il titolo alcolometrico volumico totale del prodotto considerato prima di qualsiasi arricchimento.5. Titolo alcolometrico massico effettivo: il numero di kg di alcole puro, contenuto in 100 kg di prodotto.6. Titolo alcolometrico massico potenziale: il numero di kg di alcole puro che possono essere prodotti alla fermentazione totale degli zuccheri contenuti in 100 kg di prodotto.7. Titolo alcolometrico massico totale: la somma dei titoli alcolometrici massici effettivo e potenziale.ALLEGATO IIIZONE VITICOLE1. La zona viticola N comprende:a) in Germania: l'area viticola tedesca;b) in Belgio: l'area viticola belga;c) nel Lussemburgo: l'area viticola lussemburghese;d) nei Paesi Bassi: l'area viticola olandese;e) nel Regno Unito: l'area viticola britannica;f) in Francia: le superfici vitate che non figurano al punto 2 e al punto 3, lettera a).2. La zona viticola M comprende:a) in Francia le superfici vitate:- nei dipartimenti seguenti:Allier, Alpes-de-Haute-Provence, Hautes-Alpes, Alpes-Maritimes, Ariège, Aveyron, Cantal, Charente, Charente-Maritime, Corrèze, Côte-d'Or, Dordogne, Haute-Garonne, Gers, Gironde, Isère, Landes, Loire, Haute-Loire, Lot, Lot-et-Garonne, Lozère, Nièvre (escluso il circondario di Cosne-sur-Loire), Puy-de-Dôme, Pyrénées-Atlantiques, Hautes-Pyrénées, Rhône, Saône-et-Loire, Tarn, Tarn-et-Garonne, Haute-Vienne, Yonne;- nei circondari di Valence e Die del dipartimento della Drôme (esclusi i cantoni di Dieulefit, Loriol, Marsanne e Montélimar);- nel circondario di Tournon, nei cantoni d'Antraigues, Buzet, Coucouron, Montpezat-sous-Bauzon, Privas, Saint-Étienne de Lugdarès, Saint-Pierreville, Valgorge e La Voulte-sur-Rhône del dipartimento dell'Ardèche;b) in Spagna le superfici vitate nelle province Asturias, Cantabria, Guipúzcoa, La Coruña e Vizcaya;c) in Italia le superfici vitate nella regione Valle d'Aosta, nonché nelle province di Sondrio, Bolzano, Trento e Belluno.3. La zona viticola S comprende:a) in Francia le superfici vitate:- nei dipartimenti seguenti: Aude, Bouches-du-Rhône, Haute Corse, Corse-Sud, Gard, Hérault, Pyrénées-Orientales, Var, Vaucluse;- nel circondario di Nyons e nei cantoni di Dieulefit, Loriol, Marsanne e Montélimar del dipartimento della Drôme;- nelle unità amministrative del dipartimento dell'Ardèche che non figurano al punto 2, lettera a);b) in Spagna le superfici vitate che non figurano al punto 2, lettera b);c) in Italia le superfici vitate che non figurano al punto 2, lettera c);d) in Grecia: l'area viticola ellenica;e) in Portogallo: l'area viticola portoghese.ALLEGATO IVSVILUPPO DEL POTENZIALE VITICOLO: DEFINIZIONIa) Estirpazione:l'eliminazione totale dei ceppi che si trovano su un terreno piantato a vite.b) Impianto:la messa a dimora definitiva di barbatelle di vite o parti di barbatelle di vite, innestate o non innestate, per la produzione di uve o per la costituzione di un vigneto di piante madri di portinnesto.c) Reimpianto:l'impianto di viti effettuato in virtù d'un diritto di reimpianto.d) Nuovo impianto:un impianto di viti che non corrisponde alla definizione di reimpianto di cui alla lettera c).e) Diritto di reimpianto:il diritto di realizzare su una superficie equivalente, in coltura pura, a quella estirpata, alle condizioni stabilite dal presente regolamento, un impianto di viti durante otto campagne successive a quella in cui ha avuto luogo un'estirpazione regolarmente dichiarata.Per quanto concerne il territorio dell'ex Repubblica democratica tedesca, nel caso delle superfici estirpate dopo il 1° settembre 1970 questo termine decorre dalla data dell'unificazione tedesca. Tale diritto di reimpianto è limitato a 400 ettari, corrispondenti alla superficie di vigneto abbandonata negli ultimi decenni.ALLEGATO VTASSI FORFETTARI DEI TENORI DI ZUCCHERI ADDIZIONATI E DI ZUCCHERI NATURALI DEI SUCCHI DI UVE>SPAZIO PER TABELLA>