CELEX: 51997PC0440
Language: it
Date: 1997-09-03
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di zinco greggio, non legato, originario della Polonia e della Russia e che riscuote definitivamente il dazio antidumping provvisorio

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ1 EUROPEE
                                            Bruxelles, 03.09.1997
                                            COM(97)440 def.
                               Proposta di
              REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
  che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
zinco greggio, non legato, originario della Polonia e della Russia e che
      riscuote definitivamente il dazio antidumping provvisorio
                    (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                      RELAZIONE
1. Si allega una proposta di regolamento del Consiglio che impone un dazio
   antidumping definitivo sulle importazioni di zinco greggio, non legato, originario
   della Polonia e della Russia. Il regolamento proposto dispone inoltre la riscossione
   definitiva del dazio antidumping provvisorio imposto dal regolamento (CE) n.
   593/97 della Commissione, del 25 marzo 1997'.
2. La presente proposta deve essere valutata congiuntamente alla decisione della
   Commissione che accetta gli impegni offerti da due esportatori polacchi che hanno
   collaborato all'inchiesta.
3. L'atto proposto conferma sostanzialmente le conclusioni provvisorie della
   Commissione in materia di prodotto simile, dumping, pregiudizio, nesso di causalità
   e interesse della Comunità. Alcune di queste conclusioni, tuttavia, sono state
   leggermente modificate, in particolare il calcolo della sottoquotizione dei prezzi e
   del dumping. Di conseguenza, i dazi definitivi saranno leggermente inferiori a quelli
   provvisori.
4. Il regolamento (CE) n. 593/97 della Commissione, entrato in vigore il 5 aprile 1997,
   ha imposto un dazio provvisorio per un periodo di sei mesi. Di conseguenza, le
   misure definitive devono essere adottare e pubblicate prima della scadenza del dazio
   provvisorio, ovvero entro il 4 ottobre 1997.
 1
   GU n. L 89 del 4.4.1997, pag. 6.
 ---pagebreak---                      REGOLAMENTO (CE) n.../97 DEL CONSIGLIO
                                       del           1997
            che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
          zinco greggio, non legato, originario della Polonia e della Russia e che
                 riscuote definitivamente il dazio antidumping provvisorio
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 19951, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea, modificato dal regolamento (CE) n. 2331/962, in particolare gli
articoli 8,9 e 23,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
                                  A. MISURE PROVVISORIE
1.       Con il regolamento (CE) n. 593/973, di seguito denominato "il regolamento
         provvisorio" la Commissione ha imposto un dazio antidumping provvisorio sulle
         importazioni nella Comunità di zinco greggio, non legato, originario della Polonia
         e della Russia, classificato ai codici NC 7901 11 00, 7901 12 10 e 7901 12 30.
1
     GU n. L 56 del 6.3.1996, pag. 1.
2
    GU n. L 317 del 6.12.1996, pag. 1.
3
     GU n. L 89 del 4.4.1997, pag. 6.
 ---pagebreak---                 B. FASE SUCCESSIVA DEL PROCEDIMENTO
2.  Tutte le parti interessate che hanno collaborato all'inchiesta, il denunziante e le
    autorità polacche e russe, sono state informate per iscritto dei fatti e delle
    considerazioni principali in base ai quali sono state istituite le misure provvisorie.
3.  Nei limiti di tempo previsti nel regolamento, il governo polacco, i due
    produttori/esportatori polacchi che hanno collaborato, menzionati nel regolamento
    provvisorio, di seguito denominati "gli esportatori", come pure due importatori,
    hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto.
4.  Le parti che ne hanno fatto richiesta sono state sentite dai servizi della
    Commissione.
              C. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
5.  Il governo polacco, gli esportatori polacchi che hanno collaborato e un
    importatore di zinco originario della Russia hanno messo in dubbio che il loro
    prodotto potesse essere considerato simile a quello dei produttori comunitari in
    ragione di talune differenze a livello di caratteristiche fìsiche e               della
    classificazione sotto tre codici NC diversi.
6.  Come stabilito nei punti da 9 a 15 del regolamento provvisorio, tutte le qualità di
    zinco greggio non legato sono sostanzialmente intercambiabili. Le qualità sono
    molto simili per quanto riguarda sia le caratteristiche tecniche e fisiche (tutte le
    qualità hanno un tenore di zinco almeno pari al 98,5%), sia le principali
    applicazioni (ad es. produzione dell'ottone). Inoltre, i prezzi di tutte le qualità si
    basano sulle quotazioni della borsa londinese dei metalli (LME) relative alla
    qualità Special High Grade (SHG); di conseguenza, il mercato considera tutte
    queste qualità di zinco come un prodotto simile.
 7. Tale conclusione non può essere invalidata, come chiesto dagli esportatori,
     neppure dall'esistenza di leggere differenze nel contenuto in zinco (Special High
     Grade (SHG) High Grade (HG) e Good ordinary Brand (GOB)) e nel tenore di
     impurità (in particolare cadmio) tra lo zinco prodotto nella Comunità e quello
 ---pagebreak---     polacco, poiché lo zinco delle qualità HG e GOB prodotto dagli esportatori e
    quello di qualità SHG prodotto dall'industria comunitaria sono in diretta
    concorrenza     nel  segmento      di   mercato     nel   quale  vengono     utilizzati
    (galvanizzazione ad immersione a caldo, produzione di ottone, produzione di
    leghe diverse da quelle di fonderia). Si noti inoltre che buona parte dello zinco
    prodotto dall'industria comunitaria è di qualità GOB ed è quindi in concorrenza
    diretta con lo zinco GOB e HG di produzione polacca, come pure con lo zinco di
    qualità SHG prodotto nella Comunità.
8.  Di conseguenza, le conclusioni provvisorie esposte ai punti da 9 a 15 del
    regolamento provvisorio sono confermate.
                                    D. DUMPING
                                      a) Polonia
9.  Anche se il metodo utilizzato per il calcolo del dumping non è stato contestato
    nelle linee generali, le società polacche che hanno collaborato hanno sollevato
    talune questioni specifiche in materia di costi di produzione, di valutazione delle
    normali operazioni commerciali e di adeguamenti.
                                  i) Valore normale
                               a) Costo di produzione
10. Una società polacca ha chiesto alcune modifiche al calcolo dei propri costi di
    produzione ai fini della definizione del valore normale. In particolare, la società
    sosteneva che i costi e/o i proventi relativi a taluni sottoprodotti avrebbero dovuto
    essere esclusi dal calcolo del costo di produzione dello zinco. Non è stato
    possibile soddisfare tale richiesta di correzione poiché i costi di produzione erano
    stati calcolati in base ai dati forniti dalla società interessata nel questionario e
    debitamente controllati in occasione della verifica in loco. Inoltre, e più in
    generale, è opportuno notare che ai fini del procedimento antidumping il costo di
    produzione registrato nei libri contabili della società viene di norma utilizzato
    come base per le determinazioni di cui all'articolo 2, paragrafo 5, del regolamento
    di base. Le eventuali proposte di applicazione di un metodo di calcolo
 ---pagebreak---     dell'allocazione dei costi diverso da quello normalmente utilizzato dalla società
    interessata devono essere presentate entro il termine specificato nell'avviso di
    apertura, in modo da permettere una verifica idonea sul posto. Ciò non è tuttavia
    stato fatto dalla società interessata.
11. La società ha inoltre affermato che gli importi relativi al costo di produzione su
    base mensile non erano rappresentativi poiché talune voci di costo non ricorrenti
    non erano state suddivise sull'intero periodo dell'inchiesta. A tale riguardo è
    opportuno notare che la Commissione ha basato i propri calcoli sui dati forniti
    dalla società interessata. Poiché i dati sui costi di produzione inizialmente
    trasmessi dalla società non riflettevano un'appropriata allocazione dei costi non
    ricorrenti, su richiesta della Commissione la società aveva fornito una nuova
    versione di tali dati, verificata dalla Commissione ed utilizzata ai fini delle
    determinazioni del caso. Di conseguenza, non è necessario rivedere nuovamente
    tali calcoli.
12. La società asseriva infine che, in presenza di un livello di inflazione elevato,
    sarebbe stato meglio calcolare un costo di produzione medio per tonnellata per
    l'intero periodo dell'inchiesta e correggere tale valore medio in relazione
    all'andamento dell'inflazione su base mensile al fine di determinare i costi di
    produzione mensili. Tale richiesta non è stata accolta in quanto il sistema
    contabile della società permetteva di stabilire con sufficiente precisione i costi
    effettivi di produzione mensili. Tali costi, basati sulle risposte fornite nel
    questionario e sulle informazioni ottenute in occasione delle verifiche nei locali
    della società, sono stati di conseguenza utilizzati per la determinazione.
               b) Vendite nel corso di normali operazioni commerciali
13. Una società ha obiettato in merito al metodo seguito per determinare se le vendite
     sul mercato nazionale fossero state effettuate nell'ambito di normali operazioni
     commerciali. La compagnia contestava, in particolare, l'esclusione di talune
     transazioni non remunerative dal calcolo dei valori normali.
 ---pagebreak--- 14. A tale proposito, è opportuno ricordare che la Commissione ha stabilito, ai fini
    del regolamento che impone il dazio antidumping provvisorio, se le vendite siano
    state effettuate nel corso di normali operazioni commerciali, in conformità
    dell'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento di base. In considerazione
    dell'elevato tasso di inflazione in Polonia nel periodo dell'inchiesta, i calcoli sono
    stati effettuati su base mensile affinché il confronto tra le vendite e i costi di
    produzione fosse effettuato, per quanto possibile, contemporaneamente (vedere i
    punti da 17 a 19 del regolamento che impone il dazio antidumping provvisorio).
15. Sebbene tale approccio non sia stato di per sé contestato, la società interessata ha
    asserito che in presenza di un elevato tasso di inflazione i costi medi di
    produzione mensili non dovrebbero essere comparati a singole transazioni di
    vendita, bensì alla media mensile dei prezzi di vendita sul mercato nazionale. La
    società ha asserito inoltre che il metodo utilizzato dalla Commissione farebbe
    figurare, quasi automaticamente, un maggior numero di vendite effettuate
    all'inizio di un periodo come vendite in perdita, determinandone di conseguenza
    l'ingiustificata esclusione dal calcolo. Tale affermazione è tuttavia smentita dai
    risultati dell'inchiesta. Un'analisi condotta dalla Commissione ha dimostrato che,
    a differenza di quanto asserito dalla società, non è emerso alcun andamento delle
    vendite in cui le vendite remunerative si concentrassero a fine mese e quelle in
    perdita all'inizio del mese.
16. Inoltre, è stato asserito che talune vendite effettuate in perdita non avrebbero
    dovuto essere escluse poiché il periodo per il recupero dei costi, come previsto
    nell'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento di base, è di almeno sei mesi.
    Tuttavia, nel caso di un esportatore, nell'intero periodo dell'inchiesta (un anno)
    oltre il 20% delle vendite mensili erano state effettuate in perdita se comparate ai
    costi di produzione mensili. Di conseguenza, l'esclusione delle vendite in perdita
    è giustificata poiché le transazioni non si sono svolte nel corso di normali
    operazioni commerciali. Tali vendite in perdita sono state effettuate in gran
    numero e non è stato possibile un recupero sufficiente quale richiesto dall'articolo
    2, paragrafo 4, del regolamento di base.
 ---pagebreak--- 17. Riguardo all'altra società che ha collaborato è stato stabilito che, (su base
    annuale) le vendite in perdita effettuate durante il periodo dell'inchiesta non
    hanno raggiunto il 20%. È stato pertanto deciso di includere nel calcolo del valore
    normale tali vendite in perdita, con una conseguente leggera riduzione del valore
    normale per tale società.
                                   ii) Prezzo all'esportazione
18  Una società polacca ha asserito che l'ammontare totale delle sue vendite per
    l'esportazione era superiore a quello utilizzato dalla Commissione per la
    determinazione dei prezzi all'esportazione. Tale argomentazione non è stata
    accettata poiché nel calcolo dalla società interessata non era stato applicato il
    tasso di cambio allegato al questionario inviato dalla Commissione.
                 Hi) Confronto tra valore normale e prezzo ali*esportazione
19. Una società ha chiesto che il valore normale venisse stab-lito sulla base delle
    vendite sul mercato interno a clienti che acquistavano più di 2 000 tonnellate
    all'anno, in quanto anche i clienti del mercato d'esportazione (CE) acquistavano
     più di 2 000 tonnellate. Non è stato possibile accogliere tale richiesta poiché non
     era stata menzionata nella risposta al questionario e non sarebbe stato possibile
     effettuare altre visite dopo l'imposizione del dazio provvisorio. Di conseguenza,
     non si è potuto stabilire se la società applicasse effettivamente sul mercato interno
     una politica coerente di sconti legati alla quantità.
20.  Entrambi gli esportatori polacchi hanno ripresentato le richieste, fatte prima
     dell'imposizione del dazio provvisorio, di adeguamenti per differenze relative allo
     stadio commerciale. A tale riguardo è stato tuttavia osservato che a sostegno di
     tali richieste non sono stati presentati nuovi elementi di prova. Di conseguenza, le
     conclusioni di cui al numero 24 del regolamento provvisorio sono confermate.
 ---pagebreak---                                           iv) Margini di dumping
21.    Dopo la summenzionata modifica del valore normale per una società, le altre
       conclusioni relative alla Polonia di cui ai punti da 17 a 28 del regolamento
       provvisorio sono confermate e i margini di dumping ricalcolati, espressi in
       percentuale rispetto al prezzo franco frontiera comunitaria, sono i seguenti:
                Huta Cynku "Miasteczko Slaskie", Miasteczko Slaskie           14,4%
                Kombinat Gorniczco-Hutniczy Boleslaw, Bukowno                  5,2%
       Il margine di dumping applicabile ai produttori/esportatori che non hanno
       collaborato rimane del 14,4%.
                                              b) Russia
                                         i) Valore normale
22.    Poiché la Russia è considerata un paese non retto da un'economia di mercato, ai
       fini del procedimento antidumping (cfr. articolo 2, paragrafo 7, del regolamento
       di base che rimanda al regolamento (CE) n. 519/944), per la determinazione del
       valore normale si è fatto riferimento al valore normale rilevato in un paese
       analogo (nel presente procedimento la Polonia, vedi punto 29 del regolamento
       provvisorio). Essendo stato modificato il valore normale per la Polonia, anche
       quello per la Russia è stato modificato di conseguenza.
                                    ti) Prezzo all''esportazione
23.    Un importatore di zinco di produzione russa ha asserito che le statistiche Eurostat
       concernenti la Russia potrebbero essere inesatte a causa di dichiarazioni d'origine
       erronee ed ha chiesto di fare riferimento alle sue transazioni all'esportazione come
       base per i prezzi all'esportazione. Non è stato possibile accogliere questa richiesta
       in quanto tali affermazioni non erano sostenute da prove sufficienti e - in questa
       fase del procedimento - non avrebbero potuto essere verificate. In ogni caso, tale
       denuncia avrebbe potuto invalidare solo una parte dei dati Eurostat.
4
    GU n. L 67 del 10.3.1994, pag. 89.
 ---pagebreak---             Hi) Confronto tra valore normale e prezzo allfesportazione
24. La medesima società ha inoltre asserito che lo zinco polacco non è della stessa
    qualità di quello russo, chiedendo di conseguenza un adeguamento per le
    differenze fisiche. A tale proposito è stato osservato che il valore normale è stato
    definito in base alla società che produce zinco della stessa qualità della maggior
    parte delle società russe. Di conseguenza, non sono stati concessi ulteriori
    adeguamenti.
                               iv) Margini di dumping
25. In considerazione della modifica del valore normale per il paese di riferimento e
    della conferma delle altre conclusioni concernenti la Russia di cui ai punti da 29 a
    34 del regolamento provvisorio, il margine di dumping ricalcolato, espresso in
    percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, è pari al:
             Russia:                6,9%
                                 E. PREGIUDIZIO
                        a) Elementi generali di pregiudizio
26. Le osservazioni      degli esportatori    riguardo alle conclusioni      provvisorie
    concernenti gli elementi di pregiudizio si sono limitate alla sottoquotazione. Il
    governo polacco ha tuttavia asserito che il pregiudizio sarebbe limitato o nullo in
    considerazione del fatto che i produttori comunitari utilizzavano quasi pienamente
    la propria capacità produttiva. Tuttavia, questa affermazione non invalida quanto
    dichiarato al punto 51 del regolamento provvisorio, ossia che dall'inchiesta è
    risultato che, a causa delle caratteristiche del processo di produzione e degli
    elevati costi fissi sostenuti per la produzione di zinco greggio, non legato, è
    necessario utilizzare al massimo gli impianti, anche se successivamente i prodotti
    finiti devono essere venduti in perdita. Come dichiarato al summenzionato punto,
     se la produzione viene interrotta, l'impresa deve comunque sostenere elevati costi
    variabili (ad esempio per il notevole consumo di energia necessario
     all'avviamento degli impianti). Non si può quindi accettare l'affermazione che,
 ---pagebreak---     per il fatto di operare quasi a piena capacità, i produttori comunitari non abbiano
    subito un grave pregiudizio.
27. Uno degli importatori di cui al punto 3 ha asserito che un aumento delle scorte di
    zinco di qualità GOB non potrebbe essere causato da importazioni di zinco HG
    originario della Russia ed ha contestato la valutazione cumulativa fatta
    accomunando Polonia e la Russia, asserendo che la Russia produce solamente
    zinco HG. Tale asserzione, tuttavia, non tiene conto del fatto che lo zinco GOB e
    quello HG sono in reciproca concorrenza nel segmento di mercato della
    galvanizzazione ad immersione a caldo e della produzione di ottone. Inoltre, le
    condizioni di concorrenza tra lo zinco originario della Polonia e quello originario
    della Russia sono simili in quanto né lo zinco HG, né quello GOB sono trattati
    alla LME, ed entrambe le qualità, come pure lo zinco SHG, leggermente più caro,
    possono essere utilizzate in tale segmento di mercato.
28. Di conseguenza, le conclusioni provvisorie concernenti, in particolare, il consumo
    sul mercato comunitario, la produzione, le vendite e la redditività dell'industria
    comunitaria, come pure l'occupazione nell'industria comunitaria, di cui ai punti
    37, 38, da 40 a 45, e da 50 a 60 del regolamento, sono confermate.
                              b) Sottoquotazione dei prezzi
29. In seguito alle osservazioni degli esportatori e di uno degli importatori di cui al
    considerando 3, le conclusioni provvisorie concernenti i prezzi dei produttori
    comunitari sono state riconsiderate. Per quanto concerne la maggiorazione del 3%
    sui prezzi LME (punto 47 del regolamento provvisorio) è stato osservato che le
    pubblicazioni del gruppo di studio internazionale sul piombo e lo zinco
    confermano che durante il periodo dell'inchiesta lo zinco era venduto con una
    maggiorazione. La maggiorazione del 3%, ossia 30 USD su un prezzo medio
    LME di 1 000 USD per tonnellata, pagato nel periodo dell'inchiesta, non sembra
    eccessiva o ingiustificata se si considera, ad esempio, che i costi di carico presso
    il magazzino LME (pagati dall'acquirente, ma non richiesti in caso di vendite
     dirette al di fuori dell'LME) ammontavano già a 15 USD/t.
 ---pagebreak--- 30. Tale maggiorazione del 3% riflette il fatto che il prezzo applicato dai produttori
    comunitari in caso di vendite dirette ad utilizzatori industriali è leggermente
    superiore alla quotazione LME al fine di coprire i costi di vendita e i costi di
    copertura sia della valuta che dello zinco, e che gli acquirenti accettano di pagare
    un prezzo leggermente maggiore se, ad esempio, possono avere la certezza di
    ricevere una specifica qualità di un determinato produttore o se i costi di trasporto
    sono inferiori a quelli applicabili a partire da un magazzino approvato dall'LME.
    La maggiorazione comprende tutti i costi connessi al servizio commerciale e
    tecnico offerto al cliente, che sono sostenuti dal produttore. Dal punto di vista
    dell'acquirente, la vendita diretta ha il vantaggio di evitare il pagamento della
    fede di deposito, della movimentazione della merce dal magazzino LME al
    camion, e del compenso del mediatore, che sarebbe stato richiesto in caso di
    vendita tramite la LME.
31. A questo proposito, è opportuno notare che il costo della copertura incluso in tale
    maggiorazione non può essere stato gonfiato, poiché tale costo comprende
    unicamente i costi amministrativi, il pagamento del compenso del mediatore e gli
    oneri finanziari, mentre i profìtti o le perdite connessi all'operazione di copertura
     sono stati considerati separatamente ai fini di un equo confronto.
32.  Gli esportatori e uno degli importatori di cui al considerando 3 hanno contestato il
    presupposto della Commissione in base al quale il prezzo delle tre qualità di zinco
     sarebbe identico, affermando che i prezzi dello zinco HG e GOB sarebbero
     inferiori a quello dello zinco SHG, utilizzato per il calcolo (poiché la quotazione
     LME si riferisce alla qualità SHG). Secondo gli esportatori, occorre tener conto
     della differenza di prezzo tra le tre qualità di zinco. Dato che i prezzi pubblicati
     dal gruppo di studio internazionale sul piombo e sullo zinco indicano che,
     effettivamente, durante il periodo dell'inchiesta vi erano leggerissime differenze
     di prezzo tra le tre qualità di zinco, è giusto tenere conto di tali differenze. Lo
     zinco HG è stato venduto ad un prezzo inferiore di non oltre lo 0,3% rispetto allo
     zinco di qualità SHG, mentre la differenza di prezzo tra le qualità GOB e SHG era
     appena inferiore all' 1%.
                                            10
 ---pagebreak--- 33. Uno degli esportatori ha chiesto una detrazione, sostenendo che lo zinco GOB di
    sua produzione aveva un tenore in cadmio molto superiore allo zinco GOB di
    produzione comunitaria, ed ha proposto che il valore di mercato rappresentato da
    tale differenza, valutato in base al costo della raffinazione, fosse addizionato ai
    suoi prezzi all'esportazione ai fini di un equo calcolo della sottoquotazione.
34. Sebbene l'esportatore in questione abbia dimostrato che Io zinco dei produttori
    comunitari è conforme alla norma CEN 1179 mentre il suo (non rettificato) non lo
    è, i documenti presentati da tale esportatore non hanno permesso ai servizi della
    Commissione di effettuare una valutazione precisa dei prezzi dello zinco GOB di
    produzione non polacca avente lo stesso tenore in cadmio dello zinco esportato da
    tale esportatore e venduto sul mercato comunitario nel periodo dell'inchiesta.
    L'industria comunitaria ha fornito informazioni sui costi di rettificazione (la
    trasformazione, mediante distillazione, dello zinco GOB non conforme alle norme
    CEN 1179 in zinco di qualità SHG o GOB con un tenore in cadmio standard) che
    potrebbero essere allocati per l'eliminazione del cadmio in eccesso, qualora tale
    operazione abbia luogo immediatamente dopo la raffinazione dei concentrati di
    zinco. Tuttavia, non è stato possibile definire esattamente i costi (probabilmente
    sproporzionatamente elevati) di una specifica eliminazione del cadmio in eccesso
    mediante rettificazione effettuata in un altro impianto dopo il processo di
    raffinazione dei concentrati di zinco in zinco GOB non rettificato, poiché sia
    l'esportatore    che    l'industria   comunitaria     hanno    fornito    informazioni
    contraddittorie, tra l'altro, sulla fattibilità economica di una rettificazione per
    l'eliminazione di tutto il cadmio in eccesso da zinco GOB non rettificato.
35. Comunque, poiché l'elevato tenore in cadmio (e il conseguente rischio per la
    salute) spinge taluni utilizzatori, ma non tutti, come dimostrato dall'indagine, ad
    utilizzare lo zinco soltanto se raffinato, è stato necessario valutare le differenze di
    prezzo tra lo zinco GOB ad alto tenore di cadmio e lo zinco GOB conforme alla
    norma CEN 1179. A tal fine è opportuno notare, da un lato, che non è possibile
    concludere che il valore medio di mercato dello zinco avente un tenore "standard"
    in cadmio inferiore coincida con il prezzo dello zinco dell'esportatore in
    questione maggiorato del costo della raffinazione (in quanto è improbabile che
    tale costo di raffinazione possa sempre essere interamente caricato sul prezzo e
                                            11
 ---pagebreak---     quindi traslato completamente su tutti gli acquirenti). D'altro canto, le
    informazioni fornite dall'esportatore (che ha dimostrato l'esistenza di una
    differenza di prezzo tra zinco GOB e le quotazioni LME superiore all'1% rilevato
    nella pubblicazione del gruppo di studio internazionale sul piombo e sullo zinco
    in merito alla differenza tra i prezzi della qualità GOB e SHG) e dall'industria
    comunitaria, dimostrano che è possibile stabilire una differenza attendibile tra
    prezzi medi dello zinco GOB ad alto tenore di cadmio e prezzi medi dello zinco
    GOB con un contenuto di cadmio conforme alla norma CEN, che è stato presa
    come riferimento per un adeguamento del prezzo all'esportazione dell'esportatore
    polacco interessato.
36. Inoltre, gli esportatori hanno asserito che è necessario tener conto di una
    differenza nello stadio commerciale in quanto la Polonia avrebbe effettuato
    vendite all'esportazione solamente ad operatori commerciali. Come dichiarato nel
    p%nto 46 del regolamento provvisorio, la sottoquotazione è stata calcolata facendo
    riferimento al prezzo sul mercato comunitario dello zin;o di produzione
    comunitaria, che era stato stabilito tenendo conto del fatto che le raffinerie di
    zinco aveva venduto direttamente quantitativi considerevoli tanto agli utilizzatori
     industriali quanto agli operatori commerciali, al di fuori dell'LME. Di
     conseguenza, sono state prese in considerazione le vendite agli utilizzatori
     industriali e agli operatori commerciali e il prezzo calcolato applicato dai
     produttori comunitari sul mercato comunitario, risultato leggermente superiore
     alla quotazione LME, costituisce un prezzo medio per entrambe le categorie. È
     stato quindi ritenuto opportuno correggere a tale riguardo il calcolo della
     sottoquotazione aggiungendo ai prezzi all'esportazione utilizzati un margine
     adeguato per l'operatore commerciale.
37.  Gli esportatori hanno inoltre asserito che era necessario un adeguamento per i
     costi di trasporto all'interno della Comunità, ed uno degli esportatori ha chiesto
     che i prezzi all'esportazione applicati dagli esportatori fossero confrontati con la
     quotazione LME del mese precedente quello in cui è avvenuta la transazione. Al
     fine del calcolo della sottoquotazione dei prezzi, sono stati confrontati i prezzi
     franco fabbrica dei produttori comunitari e il prezzo all'esportazione dello zinco
     polacco (sdoganato, franco frontiera comunitaria) per ciascun mese del periodo
                                           12
 ---pagebreak---     dell'inchiesta. Di conseguenza, non risulta opportuno effettuare             ulteriori
    adeguamenti.
                      e) Conclusioni in materia di pregiudizio
38. In considerazione della leggera differenza di prezzo tra le tre qualità di zinco,
    della differenza dello stadio commerciale e, per uno degli esportatori, del maggior
    tenore in cadmio dello zinco GOB originario della Polonia, i margini di
    sottoquotazione dei prezzi sono stati ricalcolati come segue:
            Huta Cynku "Miasteczko Slaskie", Miasteczko Slaskie           14,0%
            Kombinat Gorniczco-Hutniczy Boleslaw, Bukowno                  6,6%
            Altri produttori/esportatori polacchi                         14,0%
            Russia                                                         5,2%
39. Fatte salve queste modifiche, le conclusioni provvisorie di cui ai punti da 37 a 60
    del regolamento provvisorio sono confermate.
                             F. NESSO DI CAUSALITÀ
40. Uno degli importatori di cui al considerando 3 ha fatto alcune osservazioni in
    merito alle conclusioni della Commissione, basate essenzialmente sul presupposto
    che lo zinco della qualità HG e quello della qualità GOB non siano in concorrenza
    tra di loro. Poiché tale presupposto non è corretto, non è pervenuta alcuna
    osservazione sufficientemente circostanziata in merito al nesso causale tra la
    vendita in dumping dello zinco originario della Polonia e della Russia e il
    pregiudizio subito dall'industria comunitaria, sono confermati i considerandi
    61-70 del regolamento.
                       G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
41  Gli utilizzatori industriali e le associazioni che li rappresentano non hanno
    presentato alcuna dichiarazione per quanto concerne l'interesse della Comunità.
     Tuttavia, gli esportatori hanno osservato che, dalla fine del periodo dell'inchiesta,
     le scorte presenti nei depositi LME erano diminuite e che i prezzi sarebbero
                                           13
 ---pagebreak---     probabilmente aumentati entro breve tempo, non appena l'offerta fosse risultata
    insufficiente.
42. A tale riguardo va rilevato che esiste una correlazione diretta tra il prezzo del
    concentrato di zinco (la materia prima utilizzata dalle raffinerie di zinco) e il
    prezzo dello zinco raffinato. Di conseguenza, ogni aumento della quotazione
    LME dello zinco raffinato corrisponde automaticamente ad un aumento del costo
    della materia prima per i produttori comunitari. Perciò, non ci si può attendere
    alcun effetto correttivo dall'aumento del prezzo dello zinco raffinato a quel livello
    ed una simile evoluzione del prezzo non potrà essere tale da rendere ingiustificate
    le misure adottate nel presente caso.
43. Uno degli importatori di cui al punto 3 ha asserito che gli interessi dei
    consumatori finali non sarebbero stati considerati correttamente. A tal fine è
    opportuno notare che la Commissione ha rilevato che gli effetti delle misure
    previste sarebbero minimi sulle industrie utilizzatrici. Si può quindi prevedere che
    a livello dei consumatori finali non dovrebbero verificarsi aumenti di prezzo
    significativi.
44. Lo stesso importatore, che ha asserito che gli impianti metallurgici produrrebbero
    zinco per lui in conto lavorazione, ha aggiunto che le misure sarebbero contrarie
    all'interesse della Comunità poiché alcuni importanti produttori comunitari
    avrebbero acquistato zinco originario della Russia. Tale asserzione non era
    tuttavia sufficientemente circostanziata. Inoltre, a questo proposito è bene
    ricordare che l'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), del regolamento di base non
    prevede l'esclusione automatica dei produttori che siano essi stessi importatori del
    prodotto oggetto di dumping.
45.  Le conclusioni provvisorie concernenti la valutazione dell'interesse comunitario
     (considerandi 71-75 del regolamento) sono confermate.
                                          14
 ---pagebreak---                                     H. MISURE DEFINITIVE
                                               a) Impegni
46.     Dopo l'imposizione del dazio antidumping provvisorio e la presentazione delle
        loro osservazioni in merito alle conclusioni provvisorie della Commissione, i due
        esportatori polacchi che hanno collaborato hanno offerto impegni ai sensi
        dell'articolo 8 del regolamento di base. Entrambi gli esportatori si impegnano tra
        l'altro ad applicare, per le diverse qualità di zinco esportato, prezzi minimi
        direttamente collegati alle quotazioni LME dello zinco SHG, durante un
        determinato periodo di riferimento.
47.     Tali impegni dovrebbero eliminare il pregiudizio causato dalle pratiche di
        dumping come previsto nell'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento, e possono
        essere verificati fattivamente. La Commissione ha sentito il comitato consultivo
        in merito all'accettazione di tali impegni, e non sono state sollevate obiezioni. Gli
        impegni offerti sono quindi stati accettati con la decisione 97/             /CE della
        Commissione.5 L'inchiesta è di conseguenza chiusa per quanto riguarda tali
        esportatori.
                                          b) Dazio definitivo
48.     È necessario imporre un dazio residuo sullo zinco originario della Polonia. Questa
        imposizione è ritenuta necessaria al fine di evitare che le parti che non hanno
        collaborato possano trarre vantaggio dall'omessa collaborazione. Inoltre, sebbene
        nella fattispecie gli esportatori abbiano contestato i dati della Commissione
        concernenti le esportaziom di zinco dalla Polonia nella CE, essi non sono stati in
         grado di chiarire se le discrepanze tra tali dati e le loro esportazioni rappresentino
         esportazioni indirette nella CE dei loro stessi prodotti oppure esportazioni di altro
         zinco. L'aliquota del dazio deve corrispondere al margine di pregiudizio, poiché
         tale margine è risultato inferiore al margine di dumping.
5
    Cfr. pag.... della presente Gazzetta ufficiale.
                                                    15
 ---pagebreak--- 49. I produttori/esportatori russi non hanno collaborato all'inchiesta. Era stato
    affermato che l'aliquota del dazio per la Russia doveva essere almeno pari a
    quella applicata alle società polacche che non hanno collaborato. Questa richiesta
    non è stata accolta poiché le aliquote del dazio sono di norma calcolate sulla base
    di dati stabiliti per ciascun paese. Di conseguenza, considerando che le
    conclusioni concernenti la Russia sono state modificate unicamente per quanto
    riguarda il valore normale stabilito per il paese di riferimento ad economia di
    mercato, è necessario imporre un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
    di zinco originario della Russia con un'aliquota pari al livello di eliminazione del
    pregiudizio poiché il margine di pregiudizio è inferiore al margine di dumping
    riesaminato.
          T. RISCOSSIONE DEFINITIVA DEI DAZI PROVVISORI
50. Uno degli importatori di cui al punto 3, una società costituita dopo la
    pubblicazione dell'avviso di apertura, ha chiesto che i suoi prodotti non sdoganati,
    giacenti in magazzino doganale al 5 aprile 1997, fosseio esonerati dalla
    riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio, sostenendo che, alla
    luce delle circostanze specifiche, era giustificata l'aspettativa che non sarebbero
    stati imposti dazi. Tuttavia, poiché i dazi antidumping provvisori sono stati
    imposti in seguito ad un'inchiesta debitamente annunciata, in linea di principio gli
    importatori non hanno diritto all'esenzione dal pagamento di tali dazi. Le
    circostanze specifiche addotte dall'importatore non giustificano un'eccezione alla
    norma.
51. Poiché i produttori/esportatori polacchi che hanno collaborato si sono impegnati a
    rispettare, previa accettazione da parte dalla Commissione, gli impegni a partire
    dal 20 giugno 1997, non deve essere riscosso il dazio antidumping provvisorio
    sullo zinco immesso in libera pratica a partire da tale data prodotto dagli
    esportatori che hanno offerto tali impegni. Per quanto riguarda le importazioni di
    zinco prodotto dagli stessi esportatori e avvenute anteriormente al 20 giugno
     1997, i dazi antidumping provvisori devono comunque essere riscossi alle
    aliquote che si sarebbero applicate qualora gli impegni non fossero stati accettati
                                          16
 ---pagebreak---       (ovvero 5,2% per Kombinat Gorniczco-IIutniczy Boleslaw, Bukowno, e 14,0%
      per Huta Cynku "Miasteczko Slaskie", Miasteczko Slaskie).
52     Per quanto concerne le importazioni di zinco originario della Polonia e prodotto
       da produttori diversi dai due che hanno collaborato, e tutte le importazioni di
       zinco originario della Russia, dazi antidumping provvisori devono essere riscossi
       definitivamente sino all'aliquota dei dazi definitivi, ossia rispettivamente 14,0% e
       5,2%.
                                 J. DISPOSIZIONI FINALI
53.    L'industria comunitaria interessata è stata informata dei fatti e delle
       considerazioni principali in base ai quali si è deciso di raccomandare
       l'imposizione di misure definitive compresa l'accettazione di impegni e non ha
       fatto obiezioni.
54.    Gli esportatori sono stati informati dei fatti e delle considerazioni principali in
       base ai quali la Commissione intendeva proporre l'adozione di misure definitive.
       Essi non hanno fatto ulteriori commenti.
55.    Conformemente all'accordo europeo con la Polonia6, il Consiglio di associazione
       e il governo polacco hanno ricevuto tutte le informazioni pertinenti e sono stati
       informati preventivamente del risultato dell'inchiesta che figura nel presente
       regolamento e della decisione della Commissione che accetta gli impegni offerti
       dagli esportatori. Il governo polacco ha espresso esplicitamente la propria
       soddisfazione per la soluzione adottata nei confronti dei due esportatori polacchi
       che hanno collaborato.
56.    Conformemente all'accordo interinale con la Federazione russa7, il governo russo
       ha ricevuto tutte le informazioni pertinenti ed è stato informato preventivamente
       del risultato dell'inchiesta che figura nel presente regolamento,
6
    GUn.L 348 del 31.12.1993, pag. 2.
7
    GU n. L 247 del 13.10.1995, pag. 1.
                                              17
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                       Articolo l
1.   È imposto un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di zinco grezzo,
     non legato, di cui ai codici NC 7901 11 00, 7901 12 10 e 7901 12 30, originario
     della Russia e della Polonia.
2.   Per i prodotti di cui al paragrafo 1 originari della Federazione russa, l'aliquota del
     dazio applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non
     corrisposto, è la seguente: 5,2%.
3.   Per i prodotti di cui al paragrafo 1 originari della Polonia, l'aliquota del dazio
     applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è
     la seguente: 14,0% (codice addizionale Taric 8900) ad eccezione delle
     importazioni dei prodotti fabbricati e venduti nella CE da:
     - Kombinat Gorniczco-Hutniczy Boleslaw, Bukowno
     (codice addizionale Taric 8965), oppure;
     - Huta Cynku "Miasteczko Slaskie", Miasteczko Slaskie
     (codice addizionale Taric 8093)
     che sono esentati dal dazio,
     a condizione che tali importazioni siano accompagnate da un certificato EUR.1
     rilasciato dopo il 19 giugno 1997, nel quale figuri, nella casella "esportatore", il
     nome e l'indirizzo di una di queste società e che nella casella relativa al paese di
     destinazione figuri la Comunità europea o uno dei suoi Stati membri, vidimato
     dalle autorità polacche, e rilasciato conformemente alle disposizioni dell'accordo
     europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati
     membri, da una parte, e la repubblica di Polonia, dall'altra.
4.   Salvo altrimenti disposto, si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi
     doganali.
                                            18
 ---pagebreak---                                          Articolo 2
1.      Gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio a norma del
        regolamento (CE) n. 593/97 sono riscossi definitivamente sino all'aliquota del
        dazio definitivo imposto sulle importazioni di zinco greggio, non legato,
        originario della Polonia e della Russia. Tuttavia, fatto salvo il paragrafo 2, il dazio
        antidumping provvisorio imposto sulle importazioni dei prodotti originari della
        Polonia fabbricati ed esportati da Kombinat Gorniczco-Hutniczy Boleslaw,
        Bukowno, è riscosso definitivamente sino all'aliquota del 5,2%.
        Gli importi depositati che eccedono l'aliquota del dazio antidumping definitivo
        sono liberati.
2.      Il dazio provvisorio non viene riscosso definitivamente qualora si dimostri che lo
        zinco originario della Polonia è stato prodotto da Huta Cynku "Miasteczko
        Slaskie", Miasteczko Slaskie oppure da Kombinat Gorniczco-Hutniczy Boleslaw,
        Bukowno, e immesso in libera pratica a partire dal 20 giugno 1997.
                                          Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il        1997
                                                               Per il Consiglio
                                                               Il Presidente
                                               19
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 440 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                 02 08 11
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-450-IT-C
                                                              ISBN 92-78-24337-X
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo