CELEX: 21975A0511(01)
Language: it
Date: 1975-05-20 00:00:00
Title: Accordo tra la Comunità economica europea e lo Stato d'Israele - Protocolli n. 1, n. 2 e n. 3 - Atto finale - Dichiarazioni comuni - Dichiarazioni unilaterali - Scambio di lettere

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21975A0511(01)

Accordo tra la Comunità economica europea e lo Stato d'Israele - Protocolli n. 1, n. 2 e n. 3 - Atto finale - Dichiarazioni comuni - Dichiarazioni unilaterali - Scambio di lettere  

Gazzetta ufficiale n. L 136 del 28/05/1975 pag. 0003 - 0190 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 2 pag. 0021  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 2 pag. 0021  edizione speciale greca: capitolo 11 tomo 7 pag. 0026  edizione speciale spagnola: capitolo 11 tomo 5 pag. 0174  edizione speciale portoghese: capitolo 11 tomo 5 pag. 0174 

ACCORDO tra la Comunità economica europea e lo Stato d'IsraeleLA COMUNITÀ  ECONOMICA EUROPEA,da un lato,LO STATO D'ISRAELE,dall'altro,DESIDEROSI di consolidare e di  estendere le relazioni economiche stabilite tra la Comunità economica europea e lo Stato d'Israele dagli accordi  del 4 giugno 1964 e 29 giugno 1970, e di assicurare, nel rispetto di eque condizioni di concorrenza, lo sviluppo  armonioso del loro commercio,CONSIDERANDO l'intento della Comunità di sviluppare le sue relazioni  economiche e commerciali con i paesi del bacino mediterraneo, e tenendo conto del desiderio di Israele di  rafforzare i suoi vincoli economici con la Comunità,RISOLUTI, pertanto, a perseguire la graduale eliminazione  degli ostacoli per la parte fondamentale dei loro scambi, conformemente alle disposizioni dell'accordo generale  sulle tariffe doganali e sul commercio concernenti la creazione di zone di libero scambio, ed a instaurare una  cooperazione tra le parti contraenti su basi reciprocamente vantaggiose,DICHIARANDOSI disposti a  esaminare la possibilità di sviluppare e di approfondire le loro relazioni quando, nell'interesse delle loro  economie, si riveli utile estenderle a settori non contemplati dal presente accordo,HANNO DECISO, nel  perseguimento di questi obiettivi e considerando che nessuna disposizione del presente accordo può essere  interpretata nel senso di esimere le parti contraenti dagli obblighi che loro incombono in virtù di altri accordi  internazionali,DI CONCLUDERE IL PRESENTE ACCORDO:Articolo 1Il presente accordo ha lo scopo  di:- promuovere, mediante l'espansione degli scambi commerciali reciproci, l'armonioso sviluppo delle relazioni  economiche tra la Comunità economica europea e lo Stato d'Israele e di favorire in tal modo, nella Comunità e in  Israele, il progresso dell'attività economica, il miglioramento delle condizioni di vita e di occupazione, l'aumento  della produttività e la stabilità finanziaria,- promuovere la cooperazione nei settori di reciproco interesse per le  parti contraenti,- assicurare eque condizioni di concorrenza negli scambi tra le parti contraenti,- contribuire in  tal modo, eliminando gli ostacoli agli scambi, allo sviluppo armonioso ed all'espansione del commercio  mondiale.TITOLO IScambi commercialiArticolo 21. I prodotti originari d'Israele beneficiano,  all'importazione nella Comunità, delle disposizioni di cui al protocollo n. 1.2. I prodotti originari della Comunità  beneficiano, all'importazione in Israele, delle disposizioni di cui al protocollo n. 2.3. Il protocollo n. 3 fissa le  norme sull'origine.Articolo 31. Nessun nuovo dazio doganale all'importazione né tassa di effetto equivalente,  nessuna nuova restrizione quantitativa all'importazione né misure di effetto equivalente vengono introdotti negli  scambi tra la Communità ed Israele.2. Le tasse di effetto equivalente a dazi doganali all'importazione introdotte  negli scambi tra la Comunità ed Israele a partire dal 1  gennaio 1974 sono soppresse all'entrata in vigore  dell'accordo.Ogni tassa di effetto equivalente ad un dazio doganale all'importazione la cui aliquota superi al 31  dicembre 1974 quella effettivamente applicata al 1  gennaio 1974 viene portata al livello di quest'ultima  all'entrata in vigore dell'accordo.Articolo 41. Nessun nuovo dazio doganale all'esportazione e nessuna tassa  d'effetto equivalente sono introdotti negli scambi tra la Comunità ed Israele.2. I dazi doganali all'esportazione e  le tasse di effetto equivalente che colpiscono i prodotti di una parte contraente a destinazione dell'altra parte  sono soppressi il 1  luglio 1977.Articolo 5Gli articoli 3 e 4 si applicano ai prodotti non elencati nell'allegato II  del trattato che istituisce la Comunità economica europea.Articolo 61. La parte contraente che intende ridurre  il livello effettivo dei suoi dazi doganali o tasse di effetto equivalente applicati ai paesi terzi che beneficiano della  clausola della nazione più favorita, o sospenderne l'applicazione, notifica possibilmente la riduzione o  sospensione alla commissione mista almeno trenta giorni prima della sua entrata in vigore. Essa prende atto di  ogni osservazione dell'altra parte contraente in merito alle distorsioni che ne possono risultare.2. In caso di  modifica della nomenclatura delle tariffe doganali delle parti contraenti per prodotti contemplati nell'accordo, la  commissione mista può adattare la nomenclatura tariffaria di questi prodotti quale figura nell'accordo. Articolo  71. In caso di adozione di una normativa specifica in conseguenza dell'attuazione della propria politica agricola  o di modifica della normativa esistente, o in caso di modifica o di sviluppo delle disposizioni concernenti  l'attuazione della politica agricola, la parte contraente in causa può modificare, per i prodotti che ne formano  oggetto, il regime risultante dall'accordo.2. In tali casi, la parte contraente in causa tiene opportunamente conto  degli interessi dell'altra parte contraente. Le parti contraenti possono a tal fine procedere a consultazioni in sede  di commissione mista.Articolo 8L'accordo non osta al mantenimento o all'instaurazione di unioni doganali, di  zone di libero scambio o di regimi di traffico di frontiera, purché questi non modifichino il regime degli scambi  previsto dall'accordo, ed in particolare le disposizioni riguardanti le norme sull'origine.Articolo 9Le parti  contraenti si astengono da ogni misura o pratica di carattere fiscale interno che stabilisca, direttamente o  indirettamente, una discriminazione tra i prodotti di una parte contraente ed i prodotti similari originari dell'altra  parte contraente.I prodotti esportati nel territorio di una delle parti contraenti non possono beneficiare di  ristorni di imposizioni interne superiori alle imposizioni ad essi applicate, direttamente o indirettamente.Articolo  10I pagamenti relativi agli scambi di merci e il trasferimento di tali pagamenti nello Stato membro della  Comunità in cui risiede il creditore o in Israele, non sono soggetti ad alcuna restrizione, purché tali scambi  formino oggetto delle disposizioni dell'accordo.Articolo 11L'accordo lascia impregiudicati i divieti o le  restrizioni all'importazione, all'esportazione o al transito, giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine  pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali, o di preservazione  dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale o di tutela della proprietà  industriale e commerciale, nonché la normativa riguardante l'oro e l'argento. Tuttavia tali divieti o restrizioni non  devono costituire un mezzo di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le parti  contraenti.Articolo 121. Sono incompatibili con il buon funzionamento dell'accordo, nella misura in cui  possano pregiudicare gli scambi tra la Comunità ed Israele:i) ogni accordo tra imprese, ogni decisione di  associazione di imprese e ogni pratica concordata tra imprese, che abbiano per oggetto o per effetto di impedire,  restringere o falsare il gioco della concorrenza, per quanto riguarda la produzione e gli scambi di merci;ii) lo  sfruttamento abusivo, da parte di una o più imprese, di una posizione dominante nella totalità del territorio delle  parti contraenti o in una parte sostanziale di questo;iii) ogni aiuto pubblico che falsi, o minacci di falsare, la  concorrenza, favorendo talune imprese o talune produzioni.2. Se una parte contraente reputa che una  determinata pratica sia incompatibile con il presente articolo, può attuare le misure necessarie nei modi e  secondo le procedure di cui all'articolo 16.Articolo 13Quando l'aumento delle importazioni di un determinato  prodotto provoca o rischia di provocare un grave pregiudizio ad un'attività produttiva esercitata nel territorio di  una delle parti contraenti, e quando questo aumento è dovuto:- alla riduzione parziale o totale, nella parte  contraente importatrice, dei dazi doganali e delle tasse di effetto equivalente su tale prodotto, prevista  nell'accordo,- ed al fatto che i dazi e le tasse di effetto equivalente riscossi dalla parte contraente esportatrice  sulle importazioni di materie prime o di prodotti intermedi impiegati nella fabbricazione del prodotto in questione  sono sensibilmente inferiori ai dazi ed alle imposizioni corrispondenti riscossi dalla parte contraente  importatrice,la parte contraente interessata può adottare le misure necessarie nei modi e secondo le procedure  di cui all'articolo 16.Articolo 14Se una delle parti contraenti costata pratiche di dumping nelle sue relazioni  con l'altra parte contraente, essa può adottare le misure necessarie contro tali pratiche conformemente  all'accordo relativo all'attuazione dell'articolo VI dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, nei  modi e secondo le procedure di cui all'articolo 16.Articolo 15In caso di serie perturbazioni in un settore  dell'attività economica o di difficoltà tali da alterare gravemente una situazione economica regionale, la parte  contraente interessata può adottare le misure appropriate, nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo  16.Articolo 161. Se una parte contraente sottopone le importazioni di prodotti che possono provocare le  difficoltà di cui agli articoli 13 e 15 ad una procedura amministrativa intesa a fornire prontamente informazioni  circa l'evoluzione delle correnti commerciali, essa ne informa l'altra parte contraente.2. Nei casi in cui agli  articoli 12, 13, 14, 15 e 25, prima di adottare le misure ivi previste, oppure appena possibile nei casi contemplati  nel paragrafo 3, lettera d), la parte contraente in causa fornisce alla commissione mista tutti gli elementi utili per  consentire un accurato esame della situazione al fine di addivenire ad una soluzione accettabile per le parti  contraenti.Devono essere scelte con priorità le misure che comportano meno perturbazioni nel funzionamento  dell'accordo.Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate alla commissione mista e formano  oggetto, al suo interno, di consultazioni periodiche, volte soprattutto alla loro soppressione non appena le  condizioni lo permettano.3. Per l'attuazione del paragrafo 2, si applicano le seguenti disposizioni:a) Per quanto  riguarda l'articolo 12, ciascuna parte contraente può adire la commissione mista se reputa che una determinata  pratica sia incompatibile con il buon funzionamento dell'accordo a norma dell'articolo 12, paragrafo 1.Le parti  contraenti comunicano alla commissione mista ogni informazione utile e le forniscono l'assistenza necessaria per  l'esame del caso e, all'occorrenza, per l'eliminazione della pratica incriminata.Le parti contraenti comunicano  alla commissione mista ogni informazione utile e le forniscono l'assistenza necessaria per l'esame del caso e,  all'occorrenza, per l'eliminazione della pratica incriminata.Se la parte contraente in causa non ha posto fine alle  pratiche incriminate nel termine fissato in sede di commissione mista, oppure se quest'ultima non raggiunge un  accordo nel termine di tre mesi dal giorno in cui è stata adita, la parte contraente interessata può adottare le  misure di salvaguardia che ritiene necessarie per rimediare alle serie difficoltà risultanti dalle pratiche di cui  trattasi ed in particolare può procedere ad una revoca di concessioni tariffarie.b) Per quanto riguarda l'articolo  13, le difficoltà derivanti dalla situazione contemplata in tale articolo vengono notificate per esame alla  commissione mista che può prevedere ogni decisione utile per porvi termine.Se entro trenta giorni a decorrere  dalla notifica la commissione mista o la parte contraente esportatrice non adottano una decisione che ponga  termine alle difficoltà, la parte contraente importatrice è autorizzata, la parte contraente importatrice è  autorizzata a riscuotere una tassa di compensazione sul prodotto importato.Detta tassa di compensazione è  calcolata in funzione dell'incidenza che hanno sul valore delle merci in questione le disparità tariffarie costatate  per le materie prime o per i prodotti intermedi incorporati.c) Per quanto riguarda l'articolo 14, si procede ad  una consultazione in sede di commissione mista prima che la parte contraente interessata adotti le misure  necessarie.d) Quando circostanze eccezionali che richiedono un intervento immediato escludano la possibilità di  un esame preventivo, la parte contraente interessata può applicare senza indugio, nelle situazioni di cui agli  articoli 13, 14 e 15 nonché nel caso di aiuti all'esportazione aventi un'incidenza diretta e immediata sugli scambi,  le misure cautelative strettamente necessarie per rimediare alla situazione.Articolo 17In caso di difficoltà o di  grave minaccia di difficoltà nella bilancia dei pagamenti di uno o più Stati membri della Comunità o di Israele, la  parte contraente interessata può attuare le misure di salvaguardia necessarie. Essa ne informa senza indugio  l'altra parte contraente.TITOLO IICooperazioneArticolo 181. La Comunità ed Israele instaurano una  cooperazione come fattore complementare degli scambi commerciali nei settori di mutuo interesse delle parti  contraenti.2. Per la realizzazione di questo obiettivo, la commissione mista ha il compito di trovare i mezzi e i  metodi che permettano di promuovere lo sviluppo e la diversificazione degli scambi commerciali, di agevolare il  trasferimento delle cognizioni tecnologiche, l'incoraggiamento degli investimenti privati, nonché i contatti e la  cooperazione tra le industrie della Comunità e di Israele.3. La commissione mista è abilitata a formulare  raccomandazioni al fine di attuare una o più azioni contemplate al paragrafo 2. L'esame di tali azioni deve essere  effettuato caso per caso ed essere subordinato all'esistenza di un mutuo interesse delle parti contraenti.4. Le  parti contraenti potranno sviluppare la cooperazione economica in quanto fattore complementare degli scambi  commerciali nei settori di mutuo interesse delle parti contraenti ed in funzione dell'evoluzione delle politiche  economiche della Comunità.TITOLO IIIDisposizioni generali e finaliArticolo 191. È istituita una  commissione mista incaricata di gestire l'accordo e di curarne la corretta esecuzione. A tal fine, essa formula  raccomandazioni. Essa adotta decisioni nei casi contemplati dall'accordo. L'applicazione di tali decisioni è  assicurata dalle parti contraenti secondo le rispettive norme.2. Ai fini della corretta esecuzione dell'accordo, le  parti contraenti procedono a scambi di informazioni e, su richiesta di una di esse, si consultano in sede di  commissione mista.3. La commissione mista stabilisce mediante decisione il proprio regolamento  interno.Articolo 201. La commissione mista è composta da rappresentanti della Comunità e da rappresentanti  di Israele.2. La commissione mista si pronuncia di comune accordo.Articolo 211. La presidenza della  commissione mista è esercitata a turno da ciascuna delle parti contraenti secondo modalità che saranno previste  nel suo regolamento interno.2. La commissione mista si riunisce almeno una volta all'anno, su iniziativa del suo  presidente, per procedere ad un esame del funzionamento generale dell'accordo.Essa si riunisce, inoltre,  ogniqualvolta lo esiga una speciale necessità, a richiesta di una delle parti contraenti, secondo le condizioni che  saranno stabilite nel suo regolamento interno.3. La commissione può decidere di istituire ogni gruppo di lavoro  atto ad assisterla nell'espletamento dei suoi compiti.Articolo 221. Le parti contraenti esaminano, secondo la  procedura seguita per il negoziato dell'accordo, per la prima volta a partire dall'inizio del 1978 ed in seguito a  partire dall'inizio del 1983, i risultati dell'accordo nonché gli eventuali miglioramenti che possono essere  apportati, da una parte e dall'altra, con decorrenza dal 1  gennaio 1979 e con decorrenza dal 1  gennaio 1984,  sulla base dell'esperienza acquisita durante il funzionamento dell'accordo e degli obiettivi fissati da  quest'ultimo.2. Nel settore industriale, in occasione degli esami di cui sopra, le parti contraenti possono  decidere di comune accordo e nelle condizioni che esse stabiliscono, di rinviare, se un rallentamento della  smobilitazione tariffaria da parte di Israele si rivela necessario, le scadenze di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del  protocollo n. 2 e corrispondenti rispettivamente ad un tasso di riduzione del 30% e dell'80%. Nessuno dei due  rinvii può superare la durata di due anni.La smobilitazione tariffaria totale, di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del  protocollo n. 2, è attuata entro il 1  gennaio 1989.Articolo 23Nessuna disposizione dell'accordo vieta ad una  parte contraente di prendere le misure:a) che essa reputa necessarie per impedire la divulgazione di  informazioni contrarie agli interessi fondamentali della propria sicurezza;b) che riguardano il commercio di  armi, munzioni o materiale bellico o la ricerca, lo sviluppo o la produzione indispensabili a fini difensivi,  sempreché tali misure non alterino le condizioni di concorrenza per quanto riguarda i prodotti non destinati a fini  specificatamente militari;c) che essa reputa indispensabili per la propria sicurezza in tempo di guerra o in caso  di grave tensione internazionale.Articolo 24Nei settori contemplati dall'accordo- il regime applicato da  Israele nei confronti della Comunità non può dar luogo ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri, i loro  cittadini o le loro società;- il regime applicato dalla Comunità nei confronti di Isarele non può dar luogo ad  alcuna discriminazione tra i cittadini o le società israeliani.Articolo 251. Le parti contraenti si astengono da  ogni misura che possa compromettere la realizzazione degli scopi dell'accordo.2. Esse adottano tutte le misure  di carattere generale o particolare atte ad assicurare l'esecuzione degli obblighi dell'accordo.Se una parte  contraente reputa che l'altra parte abbia mancato ad un obbligo che le incombe in virtù dell'accordo, essa può  adottare le misure necessarie nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 16.Articolo 261. Quando una  parte contraente ritiene utile, nell'interesse comune delle parti contraenti, sviluppare le relazioni stabilite  dall'accordo estendendole a settori non compresi in quest'ultimo, essa presenta all'altra parte contraente una  richiesta motivata.Le parti contraenti possono incaricare la commissione mista di esaminare tale richiesta e di  formulare, se del caso, raccomandazioni, in particolare allo scopo di avviare negoziati.2. Gli accordi risultanti  dai negoziati di cui al paragrafo 1 sono sottoposti alla ratifica o all'approvazione delle parti contraenti secondo le  loro procedure specifiche.Articolo 27I protocolli allegati all'accordo ne costituiscono parte integrante.Artiolo  28Ogni parte contraente può denunciare l'accordo con notifica all'altra parte contraente. L'accordo scade in un  termine di dodici mesi a decorrere dalla data di tale notifica.Articolo 29L'accordo si applica, da un lato, ai  territori in cui il trattato che istituisce la Comunità economica europea è applicabile nei modi previsti dal trattato  stesso e, dall'altro, allo Stato d'Israele.Articolo 30Il presente accordo è redatto in duplice esemplare in lingua  danese, francese, inglese, italiana, olandese, tedesca ed ebraica, ciascuno di detti testi facente ugualmente  fede.Il presente accordo sarà approvato dalle parti contraenti secondo le loro procedure specifiche.Esso entra  in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data nella quale le parti contraenti si sono notificate  l'espletamento delle procedure a tal fine necessarie.L'accordo tra la Comunità europea e lo Stato d'Israele del  29 giugno 1970 scade alla stessa data.Udfaerdiget i Bruxelles, den foerste Sivan femtusind syvhundrede og  femogtredive i de hebraiske kalender, svarende til den elvte maj nitten hundrede og femoghalvfjerds.Geschehen  zu Bruessel am ersten Siwan fuenftausendsiebenhundertfuenfunddreissig des hebraeischen Kalenders; dieser Tag  entspricht dem elften Mai neunzehnhundertfuenfundsiebzig.Done at Brussels, the first day of Sivan in the year  five thousand seven hundred and thirty-five of the Hebrew calendar, corresponding to the eleventh day of May in  the year one thousand nine hundred and seventy-five.Fait à Bruxelles, le premier Sivan cinq mil sept cent trente- cinq du calendrier hébraïque, correspondant au onze mai mil neuf cent soixante-quinze.Fatto a Bruxelles, il  primo Sivan cinquemilasettecentotrentacinque del calendario ebraico, corrispondente all'undici maggio  millenovecentosettantacinque.Gedaan te Brussel, één Siwan vijfduizend zevenhonderd vijfendertig van de  Hebreeuwse kalender, welke datum overeenkomt met de elfde mei negentienhonderd  vijfenzeventig.>RIFERIMENTO A UN FILM>For Raadet for De Europeaeiske FaellesskaberIm Namen des  Rates der Europaeischen GemeinschaftenFor the Council of the European CommunitiesPour le Conseil des  Communautés européennesPer il Consiglio delle Comunità europeeVoor de Raad van de Europese  Gemeenschappen>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Israels regerings vegneIm Namen der Regierung des  Staates IsraelFor the Governement of the State of IsraelPour le gouvernement de l'État d'IsraëlPer il governo  dello Stato d'IsraeleVoor de Regering van de Staat Israël>RIFERIMENTO A UN  FILM>