CELEX: 52020DC0523
Language: it
Date: 2020-05-20 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2020 della Romania e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2020 della Romania

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 20.5.2020
            COM(2020) 523 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di riforma 2020 della Romania e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2020 della Romania
            
               
         
         
            
            
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sul programma nazionale di riforma 2020 della Romania e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2020 della Romania
            
            
               Il CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
            
            
               visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici
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               , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea,
            
            
               viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato per l'occupazione,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato per la protezione sociale,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la strategia annuale di crescita sostenibile, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Romania è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. 
            
            
               (2)Il 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Romania 2020
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               , In tale relazione sono stati valutati i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019
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               , il seguito dato alle raccomandazioni adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprende altresì l'esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati il 26 febbraio 2020. L'analisi ha portato la Commissione a concludere che la Romania presenta squilibri macroeconomici. In particolare, le vulnerabilità sono legate alla competitività di costo e all'aumento del disavanzo delle partite correnti, in un contesto di politica di bilancio espansiva e di imprevedibilità del clima imprenditoriale.
            
         
         
            
               (3)L'11 marzo 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato l'epidemia di Covid-19 una pandemia mondiale. Essa costituisce una grave emergenza di salute pubblica per i cittadini, le società e le economie. Sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari nazionali e sta provocando l'interruzione delle catene di approvvigionamento su scala mondiale, volatilità sui mercati finanziari, shock dei consumi e ripercussioni negative in vari settori. La pandemia sta mettendo a repentaglio i posti di lavoro dei cittadini, i loro redditi e le attività delle imprese. Ha provocato un forte shock economico che sta già avendo gravi ripercussioni nell'Unione europea. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione
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                che sollecita una risposta economica coordinata alla crisi, coinvolgendo tutti i soggetti a livello nazionale e dell'Unione.
            
            
               (4)Molti Stati membri hanno dichiarato lo stato di emergenza o hanno introdotto misure di emergenza. Tutte le misure di emergenza dovrebbero essere rigorosamente proporzionate, necessarie, limitate nel tempo e in linea con le norme europee e internazionali. Esse dovrebbero essere soggette al controllo democratico e a un sindacato giurisdizionale indipendente.
            
            
               (5)Il 20 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione sull'attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita
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               . La clausola di cui all'articolo 5, paragrafo 1, all'articolo 6, paragrafo 3, all'articolo 9, paragrafo 1, e all'articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all'articolo 3, paragrafo 5, e all'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1467/97 facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica. Nella sua comunicazione la Commissione ha condiviso con il Consiglio il suo parere secondo cui, data la grave recessione economica che si prevede a seguito della pandemia di Covid-19, le condizioni attuali consentono l'attivazione della clausola. Il 23 marzo 2020 i ministri delle finanze degli Stati membri hanno concordato con la valutazione della Commissione. L'attivazione della clausola di salvaguardia generale consente una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine, a condizione che la sostenibilità di bilancio a medio termine non ne risulti compromessa. Nell'ambito del braccio correttivo il Consiglio può anche decidere, su raccomandazione della Commissione, di adottare una traiettoria di bilancio riveduta. La clausola di salvaguardia generale non sospende le procedure del patto di stabilità e crescita. Essa permette agli Stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che si applicherebbero normalmente, consentendo alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento delle politiche nell'ambito del patto.
            
            
               (6)È necessario continuare ad agire per limitare e controllare la diffusione della pandemia, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, attenuare le conseguenze socioeconomiche mediante misure di sostegno per le imprese e le famiglie e garantire condizioni sanitarie e di sicurezza adeguate sul luogo di lavoro al fine di riprendere l'attività economica. È opportuno che l'Unione si avvalga pienamente dei vari strumenti a sua disposizione per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tali ambiti. Parallelamente gli Stati membri e l'Unione dovrebbero collaborare al fine di preparare le misure necessarie per tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrandovi tra l'altro la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo dalla crisi tutti gli insegnamenti possibili.
            
            
               (7)La crisi della Covid-19 ha evidenziato la flessibilità offerta dal mercato unico per adattarsi a situazioni straordinarie. Tuttavia, al fine di garantire una transizione rapida e agevole alla fase di ripresa e la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori, le misure eccezionali che ostacolano il normale funzionamento del mercato unico devono essere rimosse non appena non sono più indispensabili. La crisi attuale ha evidenziato la necessità di piani di preparazione alle crisi nel settore sanitario che comprendono, in particolare, migliori strategie di acquisto, catene di approvvigionamento diversificate e riserve strategiche di forniture essenziali. Si tratta di elementi fondamentali per l'elaborazione di piani più ampi di preparazione alle crisi. 
            
            
               (8)Il legislatore dell'Unione ha già modificato i quadri normativi pertinenti
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                per consentire agli Stati membri di mobilitare tutte le risorse non utilizzate dei Fondi strutturali e d'investimento europei, in modo da poter far fronte alle eccezionali conseguenze della pandemia di Covid-19. Tali modifiche consentiranno un'ulteriore flessibilità e procedure semplificate e snelle. Per allentare la pressione sui flussi di cassa, gli Stati membri possono anche beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 100 % a carico del bilancio dell'Unione nell'esercizio contabile 2020-2021. La Romania è incoraggiata a sfruttare appieno tali possibilità per aiutare le persone e i settori più colpiti.
            
            
               (9)È probabile che le conseguenze socioeconomiche della pandemia siano distribuite in modo disomogeneo tra le regioni rumene a causa dei notevoli divari negli investimenti e nella produttività del lavoro e dei diversi modelli di specializzazione. Ne deriva un notevole rischio di accentuare le disparità regionali all'interno del paese, invertendo la già osservata tendenza di leggera flessione delle disparità tra la capitale e le altre regioni o tra le aree urbane e quelle rurali. La situazione attuale, associata al rischio di un temporaneo sfaldamento del processo di convergenza tra Stati membri, richiede risposte politiche mirate.
            
            
               (10)La Romania ha presentato il programma nazionale di riforma 2020 l'8 maggio 2020 e il programma di convergenza 2020 il 14 maggio 2020. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
            
               (11)La Romania è attualmente soggetta al braccio correttivo del patto di stabilità e crescita. 
            
            
               (12)Il 3 aprile 2020 il Consiglio ha adottato una decisione in cui constata l'esistenza di un disavanzo eccessivo in Romania dovuto al mancato rispetto del criterio del disavanzo nel 2019. La decisione si basava sugli obiettivi di bilancio aggiornati del governo, che riflettevano i dati sull'esecuzione del bilancio dell'esercizio fino a tale data. Il dato relativo al disavanzo pubblico per il 2019, pari al 4,3 % del PIL, ha confermato l'inosservanza. La violazione è stata determinata da un susseguirsi di squilibri di bilancio dal 2016 in poi, dovuti a una politica espansiva in un periodo di forte crescita economica. In tali anni le sistematiche e ripetute deroghe alle norme di bilancio nazionali hanno reso le stesse norme ampiamente inefficaci. Inoltre la Romania ha ripetutamente omesso di dare seguito effettivo alle raccomandazioni che il Consiglio le aveva rivolto nel contesto della procedura per deviazione significativa. Il 3 aprile 2020 il Consiglio ha anche formulato una raccomandazione intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Romania al più tardi entro il 2022.
            
            
               (13)La sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche della Romania era già a rischio prima della pandemia di Covid-19, a causa degli elevati disavanzi di bilancio e del previsto notevole aumento dei costi legati all'invecchiamento della popolazione, specie sul fronte delle pensioni. Le pensioni di vecchiaia sono state aumentate del 15 % nel settembre 2019 e, in base a una legge adottata nell'estate del 2019, dovrebbero aumentare del 40 % nel settembre 2020 ed essere ricalcolate ulteriormente al rialzo nel settembre 2021. La spesa per le pensioni aumenterebbe quindi notevolmente nel periodo 2020-2022. I rischi per la sostenibilità del bilancio sono ulteriormente aggravati dall'impatto della pandemia di Covid-19 sull'attività economica e dallo sforzo finanziario richiesto per arginarlo. Le precedenti decisioni in materia di politica di bilancio hanno lasciato la Romania con riserve limitate per far fronte alla pandemia.
            
            
               (14)Secondo il programma di convergenza 2020, il saldo nominale delle amministrazioni pubbliche subirà un deterioramento, passando da un disavanzo del 4,3 % del PIL nel 2019 a un disavanzo del 6,7 % del PIL nel 2020, mentre il rapporto debito pubblico/PIL aumenterà, passando dal 35,2 % nel 2019 al 40,9 % nel 2020. Le prospettive macroeconomiche e di bilancio risentono dell'elevata incertezza dovuta alla pandemia di Covid-19. Inoltre le proiezioni di bilancio sono soggette ai rischi specifici del paese, in particolare la stima di alcune entrate non sembra essere in linea con le proiezioni macroeconomiche sottostanti, mentre la moderazione di alcune delle attuali voci di spesa sembra basarsi su misure di risanamento dei conti pubblici non specificate nel programma.
            
            
               (15)In risposta alla pandemia di Covid-19 e nel quadro di un approccio coordinato a livello dell'Unione, la Romania ha adottato misure di bilancio per aumentare la capacità del suo sistema sanitario, contenere la pandemia e fornire sostegno alle persone e ai settori che sono stati colpiti in modo particolare. Secondo il programma di convergenza 2020, tali misure di bilancio sono pari all'1,2 % del PIL. Includono la cassa integrazione per i lavoratori dipendenti e prestazioni analoghe per altre categorie di lavoratori, attrezzature mediche, ulteriori spese per contrastare il coronavirus e premi per gli operatori sanitari che assistono pazienti affetti da Covid-19. Inoltre il governo ha annunciato misure che, pur non avendo un impatto diretto sul bilancio, contribuiranno a sostenere la liquidità delle imprese. Si annoverano fra tali misure il differimento delle imposte, l'accelerazione dei rimborsi dell'IVA, le garanzie sui prestiti a favore delle piccole e medie imprese (PMI), una moratoria temporanea sul pagamento delle rate dei prestiti bancari per le famiglie e le PMI e un differimento del pagamento dei canoni di locazione e delle bollette per le PMI. Nel complesso le misure adottate dal governo rumeno sono in linea con gli orientamenti definiti nella comunicazione della Commissione su una risposta economica coordinata alla pandemia di Covid-19.
            
            
               (16)Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione a politiche invariate, il saldo delle amministrazioni pubbliche della Romania sarà pari al -9,2 % del PIL nel 2020 e al -11,4 % nel 2021. Secondo le proiezioni della Commissione, il rapporto debito pubblico/PIL raggiungerà il 46,2 % nel 2020.
            
            
               (17)Il 16 marzo 2020 la Romania ha dichiarato lo stato di emergenza. Dal 25 marzo 2020 tutte le scuole e i negozi, fatta eccezione per quelli che vendono prodotti di prima necessità, hanno dovuto chiudere e sono entrate in vigore restrizioni alle frontiere. Gli spostamenti negli spazi pubblici erano consentiti solo in casi limitati, con misure più restrittive per le persone di età superiore a 65 anni. La Romania ha anche introdotto un divieto dei viaggi internazionali verso determinati paesi e messo in rigida quarantena diverse città. Questa situazione ha avuto gravi ripercussioni sul settore produttivo dell'economia, poiché le misure di contenimento hanno avuto un impatto molto negativo sull'attività economica. Nel settore industriale, a marzo diversi produttori hanno interrotto l'attività, con forti ricadute su comparti strategici come quello automobilistico. Sviluppi analoghi si osservano nei settori del commercio al dettaglio e ricettivo. L'effetto aggregato trascinerà l'economia in recessione nel 2020. Lo stato di emergenza è terminato il 14 maggio 2020 e la Romania ha annunciato l'intenzione di revocare gradualmente le misure restrittive. A partire dal 15 maggio 2020 sono state introdotte misure per agevolare gli spostamenti all'interno delle città, consentire la parziale riapertura delle attività commerciali e imporre l'uso delle mascherine protettive negli spazi pubblici e commerciali chiusi, nei trasporti pubblici e nei luoghi di lavoro. Alcune imprese dell'industria automobilistica hanno gradualmente ripreso l'attività all'inizio di maggio 2020. Il governo sta predisponendo ulteriori misure per rilanciare l'economia.
            
            
               (18)La pandemia ha sottoposto il sistema sanitario a una pressione senza precedenti. La crisi ha colpito un sistema caratterizzato da carenze strutturali, come un livello di spesa inadeguato e disparità di accesso all'assistenza sanitaria. In tale contesto, migliorare la resilienza del sistema sanitario e la sua capacità di rispondere agli shock rappresenta una grossa sfida. Nell'ambito della risposta immediata la Romania ha acquistato prodotti medici essenziali e incluso le spese mediche correlate alla pandemia di Covid-19 nel pacchetto minimo di prestazioni per i non assicurati. Le notevoli carenze di personale sanitario, anche di medici di famiglia, nonché la vetustà delle strutture, la mancanza di prodotti medici, la formazione insufficiente degli operatori sanitari e la limitata continuità e integrazione tra i diversi livelli di assistenza indeboliscono la resilienza del sistema sanitario. Il numero delle persone che segnalava di non poter accedere alle cure mediche necessarie era in aumento già prima dell'emergenza Covid-19 ed è probabile che l'accesso all'assistenza sanitaria sia nel frattempo peggiorata. La pandemia ha ulteriormente fatto emergere le disparità regionali e il divario nella copertura sanitaria a carico delle fasce a basso reddito e degli anziani. Nel lungo periodo i fenomeni dell'invecchiamento della popolazione e dei flussi migratori metteranno sempre più sotto pressione la sostenibilità del sistema sanitario. Alla luce dell'emergenza Covid-19 è altrettanto importante affrontare i problemi strutturali, anche prevedendo lo sviluppo dell'assistenza preventiva, ambulatoriale e domiciliare con misure strategiche mirate. Serviranno investimenti a lungo termine per rafforzare il sistema sanitario rumeno garantendo la presenza di operatori e attrezzature, potenziando la ricerca tecnologica e applicata e migliorando la copertura e l'accessibilità dei servizi sanitari a favore di tutti i cittadini, anche nelle aree extraurbane e attraverso l'uso di servizi online.
            
            
               (19)La rapida crescita economica degli ultimi anni ha portato a un miglioramento delle condizioni sociali. Nel 2019 il reddito disponibile lordo delle famiglie è aumentato del 5,7 %. Il rischio di povertà e di esclusione sociale, al 31,2 % nel 2019, era tra i più elevati dell'UE, anche se su una parabola discendente. Tuttavia, l'impatto della pandemia sull'economia potrebbe portare al deterioramento delle condizioni sociali. Secondo le previsioni, la povertà e l'esclusione sociale, tra cui la povertà infantile, la povertà tra i lavoratori e le disparità di reddito, aumenteranno, contando tra i gruppi più esposti i lavoratori atipici, i lavoratori non dichiarati, i lavoratori autonomi, i rom, le persone con disabilità, gli anziani e i senzatetto. La copertura e l'adeguatezza delle misure di protezione sociale e la capacità del sistema fiscale e previdenziale di ridistribuire i redditi rimangono limitate. I minori che vivono nelle zone rurali e in insediamenti informali hanno un accesso limitato a un'educazione e cura di qualità nella prima infanzia, nonché ad un'alimentazione, assistenza sanitaria e alloggio adeguati. Le prestazioni sociali hanno un impatto molto limitato sulla riduzione della povertà e l'indice sociale di riferimento utilizzato come base per la maggior parte delle prestazioni non è stato aggiornato dal 2008. Il sostegno al reddito minimo resta tra i meno adeguati dell'UE. Sebbene adottata nel 2016, la riforma del reddito minimo di inclusione è stata ulteriormente rinviata al 2021. I servizi sociali e i servizi essenziali rimangono ampiamente insufficienti, anche in settori quali l'acqua potabile e i servizi igienico-sanitari, l'energia e l'edilizia abitativa. Inoltre, la distribuzione territoriale è disomogenea e caratterizzata da significative disparità tra aree urbane e rurali e tra regioni. Ciò può limitare la capacità di contrastare l'impatto della pandemia. Restano ancora poco sfruttate le potenzialità offerte dall'economia sociale per il miglioramento delle condizioni sociali.
            
            
               (20)Nel 2019 l'andamento del mercato del lavoro è rimasto positivo, anche se persistono disparità tra regioni, aree rurali e urbane e gruppi socioeconomici. Si registrano elevati livelli di inattività, in particolare tra le donne, i giovani, le persone scarsamente qualificate, le persone con disabilità e gli anziani. Nel contesto della pandemia di Covid-19 le problematiche esistenti potrebbero acuirsi, segnando un rapido aumento della disoccupazione e dell'inattività. Secondo le previsioni della Commissione, la disoccupazione salirà al 6,5 % nel 2020, per poi scendere al 5,4 % nel 2021. Il lavoro sommerso rimane una sfida e il suo impatto negativo potrebbe ampliarsi nel contesto attuale, sottolineando la necessità di sostenere la transizione verso l'emersione. Servono pertanto servizi specifici e tempestivi per rispondere alle esigenze dei gruppi vulnerabili e dei lavoratori colpiti dalla crisi. Oltre al regime di cassa integrazione recentemente avviato, per rafforzare la resilienza del mercato del lavoro a breve e lungo termine occorre prevedere un più ampio accesso a regimi di riduzione dell'orario di lavoro e promuovere misure di sostegno al reddito e modalità di lavoro flessibili e telelavoro per i lavoratori interessati, prevedendo il coinvolgimento delle parti sociali. 
            
            
               (21)Il persistere degli squilibri tra offerta e domanda di competenze e la carenza di manodopera qualificata, aggravati dall'evoluzione demografica e dalla scarsa attinenza del sistema di istruzione e formazione al mercato del lavoro, limitavano le potenzialità di crescita economica della Romania anche prima della pandemia. La percentuale degli adulti che partecipano ad attività di apprendimento (l'1,3 % nel 2019) è una delle più basse dell'UE. La scarsa partecipazione all'educazione e cura nella prima infanzia accresce le disuguaglianze di opportunità tra gli alunni. L'equità, l'inclusività e la qualità dell'istruzione rimangono sfide importanti e il settore ha bisogno di riforme strategiche. La Romania registra un'elevata percentuale di abbandoni scolastici (15,3 % nel 2019) e di giovani che non hanno un lavoro e non seguono un percorso scolastico o formativo (14,7 %, con un leggero aumento rispetto al 2018). Non esiste ancora un meccanismo nazionale integrato per contrastare l'abbandono scolastico. I risultati scolastici, specie nelle zone rurali ed economicamente depresse, non migliorano. La partecipazione all'istruzione superiore è bassa e resta poco conforme alle esigenze del mercato del lavoro. Il numero dei laureati in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica (discipline STEM) rimane particolarmente contenuto. La Romania registra risultati insoddisfacenti rispetto a molti parametri dell'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI), specie per quanto riguarda i servizi pubblici digitali, le competenze digitali della popolazione globale e la digitalizzazione delle imprese. Il livello delle competenze digitali e informatiche di base è tra i più bassi dell'UE. A causa dell'inadeguatezza delle infrastrutture digitali e dei materiali didattici e delle scarse competenze digitali, il passaggio alla didattica a distanza a seguito dell'emergenza Covid-19 risulta problematico sia per gli istituti di istruzione e formazione e gli insegnanti che per gli studenti, in particolare quelli svantaggiati e i rom. 
            
            
               (22)A causa della pandemia e delle conseguenti misure di contenimento, le catene di approvvigionamento sono state interrotte in tutto il paese e le imprese hanno dovuto ridurre le attività o addirittura chiudere, e molte persone non hanno potuto lavorare. Le imprese di tutte le dimensioni, specie le PMI, risentono pesantemente delle perturbazioni degli scambi commerciali e del lockdown e sono esposte a problemi di liquidità e a rischi di fallimento. Il governo ha adottato una serie di misure che combinano assistenza mirata alle imprese e protezione del reddito di tutti i lavoratori colpiti. Per uscire dalla crisi occorreranno risorse aggiuntive per continuare a sostenere le imprese e le famiglie. Il settore dei servizi necessiterà di un'attenzione particolare essendo il più colpito; è probabile che alcuni comparti subiscano più a lungo gli effetti della crisi rispetto all'industria manifatturiera. Le misure di risposta del governo includono la creazione di un regime di garanzie pubbliche (IMM Invest), dotato di 15 miliardi di RON, per offrire alle PMI garanzie statali su prestiti a tasso zero contratti per finanziare investimenti e mettere a disposizione capitale d'esercizio. Tali garanzie saranno vantaggiose anche per le banche, che devono rimanere adeguatamente capitalizzate e disporre di liquidità sufficiente per garantire il flusso di credito necessario alle famiglie e alle imprese. Tuttavia, a causa del ruolo piuttosto modesto finora svolto dalle banche nell'erogazione di crediti alle imprese, in particolare le PMI innovative, le garanzie sui prestiti da sole potrebbero non essere sufficienti.
            
         
         
            
               (23)Per favorire la ripresa economica sarà importante anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati, anche attraverso riforme pertinenti. La crisi ha dimostrato ancora più chiaramente come la Romania abbia l'urgente necessità di rilanciare le opere infrastrutturali pubbliche in settori quali i trasporti sostenibili, l'energia pulita, l'ambiente e i servizi digitali. I trasporti urbani risentono della scarsa organizzazione del settore e della scarsa capacità amministrativa dei fornitori locali. Il sistema di gestione dei rifiuti continua a essere caratterizzato da un bassissimo livello di riciclaggio dei rifiuti urbani e da percentuali molto elevate di smaltimento in discarica. L'attuazione del piano nazionale per l'energia e il clima richiederà investimenti per la produzione e l'impiego non inquinanti di energia, nonché la riconversione delle regioni monoindustriali e con elevati livelli di emissione di CO2. Occorre intensificare gli sforzi per ampliare e modernizzare le infrastrutture per l'acqua potabile e le acque reflue. Servono anche investimenti nella rete di monitoraggio dell'aria a causa di gravi carenze strutturali. Occorre inoltre modernizzare e garantire l'interoperabilità di tutti i servizi pubblici digitali che generano scambi di informazioni, anche in campo sociale e nel settore dell'istruzione e della sanità. Le forti disparità regionali e la bassa produttività di alcuni settori nuocciono a una crescita sostenibile a lungo termine. Altrettanto importanti sono gli investimenti per promuovere la competitività dell'economia, sostenendo le attività di ricerca e sviluppo (R&S), le PMI innovative e l'inserimento nelle catene del valore strategiche dell'Unione. Gli investimenti delle imprese in R&S restano modesti e limitati a un numero esiguo di comparti fortemente dipendenti dagli investimenti esteri diretti. Il calo dei finanziamenti pubblici destinati alla R&S nuoce alla qualità scientifica e tecnologica e ai collegamenti tra università e imprese. La programmazione del Fondo per una transizione giusta per il periodo 2021-2027 potrebbe aiutare la Romania ad affrontare alcune delle difficoltà create dalla transizione verso un'economia climaticamente neutra, in particolare nelle aree di cui all'allegato D della relazione per paese
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               . Ciò consentirebbe alla Romania di fare il miglior uso possibile di tale Fondo.
            
            
               (24)La riforma della pubblica amministrazione è in fase di stallo. Non esiste un quadro efficace per la pianificazione strategica e di bilancio, il che si ripercuote sulla visione strategica dello sviluppo a lungo termine del paese, sulla definizione delle azioni prioritarie e sul coordinamento delle politiche a livello centrale e locale. Il quadro strategico settoriale è frammentato e presenta talvolta delle sovrapposizioni perché manca l'ordine delle priorità per le azioni da adottare all'interno dei singoli settori. La funzione di gestione strategica del segretariato generale del governo non è ancora consolidata. L'elevata frammentazione delle competenze e delle risorse continua a incidere sull'erogazione dei servizi pubblici, specie a livello locale e nelle comunità povere. La burocrazia e la scarsa capacità di fornire servizi di qualità, anche di tipo digitale, hanno un impatto negativo sui cittadini e sulle imprese, in particolare nel corso dell'attuale crisi. La complessità delle procedure amministrative per l'avvio di un'attività e i requisiti normativi imposti ai fornitori di servizi, comprese le professioni regolamentate, ostacolano ulteriormente lo sviluppo del mercato. Una maggiore collaborazione tra le autorità di vigilanza del mercato e le autorità doganali rumene può contribuire a ridurre il volume dei prodotti non conformi importati da paesi non appartenenti all'Unione. Le frequenti riorganizzazioni interne e l'uso eccessivo di personale direttivo temporaneo ostacolano l'indipendenza dell'amministrazione. L'applicazione dei principi del governo societario alle imprese di proprietà dello Stato rimane una sfida.
            
            
               (25)La prevedibilità del processo decisionale resta un problema importante. Prima della crisi, appena un terzo circa del piano governativo annuale era rispettato. Il numero dei decreti d'urgenza è rimasto molto elevato, creando incertezza e ostacolando verosimilmente gli investimenti. Ad esempio, il decreto 114/2018 ha avuto importanti ripercussioni socioeconomiche su diversi settori, compreso quello finanziario. Mentre le disposizioni con un impatto negativo sul settore bancario sono state revocate, sono tuttora in vigore alcune delle misure che potrebbero influire sulla sostenibilità a lungo termine dei fondi pensionistici del secondo pilastro. Altrettanto problematiche sono la prevedibilità e la stabilità della legislazione sugli appalti pubblici. L'efficienza degli appalti pubblici continua a costituire un problema, come pure l'irreversibilità di determinate misure, in particolare la semplificazione dei controlli ex ante. Si registrano pochi progressi nel migliorare la governance, la qualità e l'uso efficace delle valutazioni dell'impatto della normativa. Non esiste un quadro istituzionale per il controllo della qualità a livello di governo e si stanno ancora valutando le opzioni per la costituzione di un comitato per la valutazione dell'impatto della normativa. Il funzionamento del dialogo sociale resta limitato, in particolare a livello settoriale, mentre un coinvolgimento significativo e costante delle parti sociali è fondamentale per il successo di qualsiasi strategia di uscita e ripresa dall'attuale crisi. L'attuale quadro istituzionale di consultazione non viene utilizzato in modo adeguato per alimentare il processo decisionale e non coinvolge sufficientemente le parti sociali nell'elaborazione e attuazione delle riforme. Le discussioni sulle modifiche della legge sul dialogo sociale e sulla revisione dei settori economici hanno subito una battuta d'arresto. Il seguito da dare alle raccomandazioni emanate nell'aprile 2018 dall'Organizzazione internazionale del lavoro resta incerto. La mancanza di un meccanismo oggettivo permanente per la determinazione del salario minimo può pesare sul contesto imprenditoriale.
            
            
               (26)Mentre le presenti raccomandazioni si concentrano sulle modalità per fronteggiare l'impatto socioeconomico della pandemia e agevolare la ripresa economica, le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019 riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine. Tali raccomandazioni restano pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il ciclo annuale del semestre europeo del prossimo anno. Ciò vale anche per le raccomandazioni relative alle politiche economiche connesse agli investimenti. Queste ultime raccomandazioni dovrebbero essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
            
            
               (27)Dopo le avversità degli ultimi anni, le pressioni sul settore bancario si sono allentate, dal momento che una serie di misure che avevano destato preoccupazione in passato, tra cui l'imposta sulle banche, sono state revocate all'inizio del 2020. Il settore bancario è entrato nell'attuale emergenza Covid-19 adeguatamente capitalizzato e con sufficiente liquidità, mentre la percentuale dei crediti deteriorati era scesa al di sotto del 5 %. Le misure adottate dal governo per sostenere le famiglie e le imprese, specie le PMI, sono importanti anche per mantenere la resilienza del settore bancario e la capacità delle banche di assorbire gli shock. Le banche commerciali hanno inoltre preso provvedimenti a sostegno della clientela, come il differimento del pagamento del capitale e degli interessi, la proroga del rimborso dei crediti, l'approvvigionamento di contanti agli sportelli automatici e la riduzione delle commissioni per i servizi online. Il 20 marzo 2020 la Banca nazionale di Romania ha abbassato il tasso di riferimento per la politica monetaria e annunciato che avrebbe iniziato ad acquistare sul mercato secondario titoli di Stato denominati in RON per garantire l'adeguato finanziamento dell'economia reale e del settore pubblico. Nonostante le misure adottate, tra cui la flessibilità prudenziale concessa dalle autorità di vigilanza, è probabile che la qualità degli attivi si deteriori nei prossimi mesi. A tale riguardo, il mantenimento di criteri prudenti per la concessione dei crediti e la preferenza accordata ai mutuatari solvibili contribuiranno a salvaguardare la qualità degli attivi del settore bancario. Inoltre, il fatto di garantire un contesto normativo stabile e prevedibile per le banche costituisce un presupposto importante per preservare il ruolo attivo che svolgono nell'erogare crediti all'economia e sostenere la ripresa economica.
            
            
               (28)Le modifiche sostanziali apportate all'ordinamento giuridico e la pressione politica esercitata sul sistema giudiziario nel 2017, 2018 e in gran parte del 2019 hanno influito sull'efficienza, qualità e indipendenza del sistema giudiziario e sulla sua capacità di indagare e punire la corruzione ad alto livello. Sebbene il governo sostenga attualmente interventi volti a prevenire e punire la corruzione e abbia dimostrato la volontà di revocare alcune delle misure più controverse, la Romania non ha ancora apportato le necessarie modifiche legislative. Tali questioni sono oggetto di controllo nel quadro del meccanismo di cooperazione e verifica. Nell'ambito del meccanismo la Commissione continua a monitorare la riforma del sistema giudiziario e la lotta alla corruzione in Romania. Tali ambiti non sono pertanto oggetto delle raccomandazioni specifiche indirizzate alla Romania, ma sono importanti per lo sviluppo di un contesto socioeconomico positivo nel paese.
            
            
               (29)Il semestre europeo fornisce il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell'occupazione nell'Unione, il quale può contribuire a un'economia sostenibile. Gli Stati membri hanno fatto il punto sui progressi compiuti nell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite nei rispettivi programmi nazionali di riforma 2020. Assicurando la piena attuazione delle raccomandazioni che seguono, la Romania contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell'Unione. 
            
            
               (30)Nell'ambito del semestre europeo 2020 la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica della Romania, che ha pubblicato nella relazione per paese 2020. Ha altresì valutato il programma di convergenza 2020, il programma nazionale di riforma 2020 e il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Romania negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Romania, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell'Unione per le future decisioni nazionali.
            
            
               (31)Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2020 e il suo parere
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                trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
            
            
               (32)Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2020 e il programma di convergenza 2020. Le presenti raccomandazioni tengono conto della necessità di far fronte alla pandemia e facilitare la ripresa economica come primo passo necessario per consentire un aggiustamento degli squilibri. Le raccomandazioni direttamente intese a porre rimedio agli squilibri macroeconomici individuati dalla Commissione a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nella raccomandazione di cui al punto 4,
            
            
            
               RACCOMANDA che la Romania adotti provvedimenti nel 2020 e nel 2021 al fine di:
            
            
               1.perseguire politiche di bilancio in linea con la raccomandazione del Consiglio del 3 aprile 2020
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               , adottando nel contempo tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia e sostenere l'economia e la successiva ripresa; evitare l'attuazione di misure permanenti che possano compromettere la sostenibilità di bilancio; rafforzare la resilienza del sistema sanitario, anche per quanto riguarda gli operatori sanitari e i prodotti medici, e migliorare l'accesso ai servizi sanitari; 
            
            
               2.fornire redditi sostitutivi adeguati ed estendere a tutta la popolazione le misure di protezione sociale e l'accesso ai servizi essenziali; attenuare l'impatto della crisi sull'occupazione sviluppando modalità di lavoro flessibili e misure di attivazione; rafforzare le competenze e l'apprendimento digitale e garantire la parità di accesso all'istruzione; 
            
            
               3.sostenere la liquidità dell'economia a vantaggio delle imprese e delle famiglie, specie le piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi; anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare sui trasporti sostenibili, l'infrastruttura per i servizi digitali, la produzione e l'impiego efficienti e non inquinanti di energia e le infrastrutture ambientali, anche nei bacini carboniferi;
            
            
               4.migliorare la qualità e l'efficienza della pubblica amministrazione e la prevedibilità del processo decisionale, anche attraverso un adeguato coinvolgimento delle parti sociali.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        SWD(2020) 522 final.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        GU C 301 del 5.9.2019, pag. 117.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        COM(2020) 112 final.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        COM(2020) 123 final.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all'epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) (GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5) e regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell'impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all'epidemia di COVID-19 (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).
               
               
                  
                     (8)
                  
                        SWD(2020) 522 final.
               
               
                  
                     (9)
                  
                        A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.
               
               
                  
                     (10)
                  
                        GU C 116 dell'8.4.2020, pag. 1.