CELEX: 51993PC0181
Language: it
Date: 1993-05-13
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di ossido di magnesio originario della Repubblica popolare cinese

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                         C0M(93) 181 def.
                                         Bruxelles, 13 maggio 1993
                            Proposta di
                 REGOLAMENTO rCEEì DEL CONSIGLIO
  che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
          di ossido di magnesio originario della Repubblica
                            popolare cinese
                  (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                      /1
                                 Relazione
 1.  Il regolamento (CEE) n. 2800/92t1) della Commissione ha istituito
     un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di ossido di
     magnesio (comunemente denominato magnesia caustica) originario
     della Repubblica popolare cinese.
2.   Il regolamento (CEE) n. 105/93(2) del Consiglio ha prorogato tale
     dazio per un periodo di due mesi. La data di scadenza del dazio
     suddetto era giovedì 26 marzo 1993.
3.   Gli importatori cinesi hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti
     ed hanno reso note le loro osservazioni per iscritto, come hanno
     fatto altre parti interessate.
4.   Prima che la commissione fosse in grado di giungere ad una
     conclusione finale, si è reso necessario un lungo processo di
     consultazioni allo scopo di valutare appieno tutti gli argomenti. A
     causa del prolungarsi di tali consultazioni le disposizioni
     provvisorie sono scadute il 26 marzo 1993, prima dell'istituzione
     di misure definitive.
5.   Per   quanto  riguarda   il   valore  normale,   in  seguito   alla
    pubblicazione delle disposizioni provvisorie ed alla successiva
     divulgazione dei calcoli della Commissione relative al dumping, gli
    esportatori cinesi hanno dimostrato che non erano stati applicati
     adeguamenti sufficienti per tener conto della facilità di accesso
     alle materie prime della Cina rispetto alla Turchia, paese di
    riferimento. La commissione ha modificato i suoi calcoli di
    conseguenza.
6.  Per quanto riguarda il confronto tra valore normale e prezzo
    all'esportazione, gli esportatori cinesi hanno dimostrato che gli
    adeguamenti apportati al valore normale non erano sufficienti per
    tener conto delle differenze tra il processo di arrostimento
    impiegato in Cina e quello utilizzato in Turchia. La Commissione ha
    modificato i suoi calcoli di conseguenza.
7.  In seguito alle suddette modifiche del valore normale, il margine
    di dumping relativo a tutti gli esportatori cinesi è stato ridotto
    al 27,09%.
8.  In relazione agli altri punti inerenti alle misure provvisorie, in
    particolare per quanto riguarda il pregiudizio e le sue cause, gli
    esportatori cinesi, gli importatori comunitari e gli utilizzatori
    hanno presentato diverse argomentazioni contro l'imposizione di
    misure definitive. Tali argomentazioni vengono discusse in modo
    particolareggiato nel regolamento allegato. La Commissione tuttavia
    ha proposto 1'istituzione di misure antidumping definitive.
(1) GU L 282, 26.02.1992, pag. 23.
(2) GU L 15, 23.01.1993, pag. 2.
 ---pagebreak---                                  -4 ©e -
9.  Per quanto concerne il calcolo del dazio definitivo, la Commissione
    ha tenuto conto del fatto che le importazioni oggetto di dumping
    hanno    contribuito    alla   difficile    situazione    economica
    dell'industria comunitaria. secondo la Commissione un dazio
    equivalente all'intero margine di dumping, con il quale i prezzi
    cinesi sarebbero pari al valore normale, è sufficiente per
    rimuovere il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
10. Per quanto riguarda la forma del dazio, la Commissione rileva che
    il   mercato    della  magnesia    caustica   è   molto   sensibile
    all'instabilità dei prezzi provocata dalle importazioni cinesi in
    dumping. La forma del dazio dovrebbe essere tale da impedire
    ulteriori diminuzioni dei prezzi da parte degli esportatori cinesi.
    In tali circostanze è stato stabilito un prezzo minimo al quale la
    magnesia cinese può essere venduta sul mercato comunitario. Tale
    prezzo minimo ammonta a 112 ECU per tonnellata per tutti i tipi di
    prodotto. Il dazio sarà quindi equivalente alla differenza tra il
    prezzo minimo e quello-netto franco frontiera comunitaria prima
    dello sdoganamento.
 ---pagebreak---                                   '• h
                  REGOLAMENTO (CEE) N.     DEL CONSIGLIO
                              del
   che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
            di ossido di magnesio originario della Repubblica
                             popolare cinese
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
                      V
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio
1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o
di sovvenzioni da parte di paesi non membri della comunità economica
europeat1), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta della Commissione, presentata previa consultazione in
sede di Comitato consultivo ai sensi del suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
                          A. MISURE PROVVISORIE
1) Con il regolamento (CEE) n. 2800/92(2) (qui di seguito denominato
    il regolamento che istituisce il dazio provvisorio) la Commissione
    ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di
    ossido di magnesio (detto comunemente magnesia caustica) di cui al
    codice NC ex 2519 90 90, originario della Repubblica popolare
    cinese.
(1) GU L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
(2) GU L 282 del 26.9.1992, pag. 23.
 ---pagebreak---                                     - 2 ©^ -
                         B. PROCEDURA SUCCESSIVA
2)  In  seguito   all'istituzione    del   dazio    antidumping   provvisorio,
   cinque esportatori cinesi ed alcuni importatori indipendenti hanno
   chiesto ed ottenuto di essere sentiti dalla Commissione. Essi hanno
   inoltre    presentato   per   iscritto     le   loro   osservazioni   sulle
   risultanze.     Anche    altri     importatori      indipendenti,    alcuni
   utilizzatori finali e le autorità cinesi hanno comunicato le loro
   osservazioni per iscritto.
3) Le parti sono state informate dei principali fatti e considerazioni
   in base ai quali si intendeva raccomandare l'imposizione di dazi
   definitivi e la riscossione definitiva degli importi depositati a
   titolo di dazi provvisori. E*        stato inoltre     fissato un termine
   entro il quale le parti potevano presentare le loro osservazioni in
   merito alle informazioni suddette.
4) Le osservazioni scritte ed orali delle parti sono stati prese in
   considerazione    e  le  conclusioni     della    Commissione   sono  state
   debitamente modificate.
                 C. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
5) Alcuni esportatori cinesi, importatori indipendenti ed utilizzatori
   finali hanno riaffermato che la magnesia caustica originaria della
   Comunità   e  di  altri  paesi   non   è  un   prodotto   simile  a  quello
   originario della Repubblica popolare cinese. Gli esportatori cinesi
   hanno pertanto proposto che la Commissione           incarichi un tecnico
   indipendente di stabilire se la magnesia cinese sia un "prodotto
   simile" agli altri tipi di magnesia caustica, in termini di qualità
   dei   giacimenti   minerari,   metodi    di   estrazione   e   lavorazione,
   caratteristiche   chimiche   e  fisiche e      applicazioni   del  prodotto
   finito.
 ---pagebreak---                                 ': - -3 — 3 -                            ._ 3 ....
6)  La Commissione riconosce che un esperto indipendente possa fornire
    informazioni    di  fatto  su   eventuali    differenze   tra    la   magnesia
    cinese e quella ottenuta da altre fonti. Le istituzioni comunitarie
    tuttavia sono già consapevoli dell'esistenza di tali differenze,
   che però non alterano il fatto che tutti i tipi di magnesia hanno
    identiche    caratteristiche   fisiche    e  chimiche   di  base. Solo         se
   queste    caratteristiche    di    base    fossero   diverse     si    potrebbe
   concludere che i vari tipi di magnesia non sono prodotti simili, ma
    il  fatto che qualsiasi     tipo di magnesia       caustica possa        essere
    impiegato    dall'utilizzatore    finale    indipendentemente      dalla      sua
    fonte di provenienza, conferma che si tratta di un unico prodotto
    simile. Non è stato quindi necessario designare un esperto, per i
   suddetti    motivi   e  per  quelli    indicati   ai  punti    10   e    11   del
   regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
   Il Consiglio conferma le risultanze e conclusioni suesposte
                                  D. DUMPING
                          a) Paese di riferimento
7) Nel regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la Commissione
   ha stabilito che la Turchia era un paese di riferimento adeguato ai
   fini   della   determinazione   del valore     normale per la Repubblica
   popolare cinese. In seguito all'istituzione dei dazi provvisori,
   alcuni esportatori hanno contestato la scelta della Turchia come
   paese    di    riferimento   e    hanno    proposto    la   Cecoslovacchia,
   ritenendola     più  appropriata    per   la   natura  delle    riserve,        le
   tecniche   di lavorazione    e   la gamma delle     qualità   di ossido di
   magnesio     e   affermando   che     1'ex-Cecoslovacchia,      pur     essendo
   un'economia di mercato, ha una struttura economica più simile a
   quella cinese.
 ---pagebreak---                                    - 4 -
    La Commissione rileva tuttavia che, ai sensi del regolamento (CEE)
    n.   1765/82<3),    l'ex-Cecoslovacchia    non  può   essere   ritenuta
    un'economia   di mercato    nel  corso   del periodo dell'inchiesta,
    compreso tra luglio 1990 e giugno 1991. Ai sensi dell'articolo 2,
    paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, i prezzi e i costi
    vigenti in un paese ad economia non di mercato non possono essere
    presi in considerazione per la determinazione del valore normale.
    Nella scelta di un paese a economia di mercato ai fini della
    determinazione del valore normale, la Commissione tiene conto di
    diversi fattori, quali la possibilità di accesso alle materie prime
    e la rappresentatività del mercato in relazione alle quantità
    esportate dal paese esportatore. La Commissione esamina inoltre se
    i costi ed i prezzi del prodotto in questione siano determinati da
    forze di mercato in concorrenza tra loro.
    In seguito ad un esame dettagliato delle condizioni esistenti in
    Turchia alla luce delle considerazioni precedenti, la Commissione
    ha  concluso, come     risulta  dal   punto   15 del regolamento    che
    istituisce il dazio provvisorio, che la Turchia costituisce un
    paese di riferimento appropriato.
    Il   consiglio    conferma   le   risultanze    e   conclusioni   della
    Commissione.
                             b) Valore normale
8) Per    quanto   riguarda   la   situazione   dei   prezzi  in   Turchia,
    l'inchiesta   della    Commissione   ha   determinato   che,  a   causa
    dell'elevata percentuale di vendite tra società collegate, non era
    opportuno calcolare il valore normale in base ai prezzi di vendita.
    Si è potuto tuttavia stabilire, come indicato al punto 16 del
    regolamento che istituisce il dazio provvisorio, che i costi di
    produzione sostenuti dai produttori turchi sono determinati con un
    processo   di  offerte   di  fornitura   concorrenziali.   I costi   di
    produzione sono quindi stabiliti nel corso di normali operazioni
    commerciali e costituiscono una base adeguata per determinare il
    valore normale.
(3) GU L 195 del 5.7.1982.
 ---pagebreak---                                   - 5 -
9) In seguito all'istituzione dei dazi provvisori, gli esportatori
   cinesi hanno obiettato     che  il valore    normale determinato per
   ciascuna qualità di ossido di magnesio e adeguato in base alle
   differenze di condizioni esistenti tra la Cina e la Turchia, non
   rifletteva appieno i vantaggi naturali della Cina, dove, essi
   affermano, il prodotto è estratto e lavorato più facilmente che in
   Turchia.
   La Commissione concorda, in parte, con queste argomentazioni. Per
   quanto concerne le differenze inerenti ai metodi di estrazione e
   lavorazione,   la  Commissione   ammette  che, data     l'esistenza  di
   vantaggi naturali, la magnesia caustica prodotta in Cina non è
   soggetta  a determinati    fattori di costo. Nel regolamento che
   istituisce  un   dazio  provvisorio   il valore    normale   era  stato
   adeguato per tener conto dei processi di cernita e di arricchimento
   necessari in Turchia ma non in Cina. La commissione ritiene ora che
   sia opportuno introdurre applicare adeguamenti supplementari che
   tengano conto della maggiore facilità di accesso alle materie prime
   della Cina rispetto alla Turchia. Di conseguenza, in considerazione
   del rapporto effettivo minerale/materiale sterile esistente in
   Turchia e del livello di adeguamento proposto dagli esportatori
   cinesi, i costi di estrazione sono stati ridotti del 20% rispetto
   ai costi turchi.
   Sulla base di queste considerazioni, si è ritenuto che il prezzo
   normale stabilito per i produttori turchi rifletta i naturali
   vantaggi della Cina. Gli esportatori cinesi hanno inoltre chiesto
   ulteriori detrazioni per il fatto che, in Cina, le miniere a cielo
   aperto sono situate in prossimità dei forni. A questo proposito è
   necessario ricordare che solo le differenze determinate dai diversi
   vantaggi naturali relativi al prodotto in Cina e in Turchia possono
   giustificare   gli  adeguamenti   al   valore   normale   basato  sulla
   situazione  turca. La    localizzazione   dei   forni, tuttavia, non
   costituisce un vantaggio naturale dell'industria della magnesia
   cinese, ma è il risultato di decisioni commerciali prese dalla
   relativa organizzazione produttiva. La distanza tra miniera e forni
   varia comunque costantemente, in funzione dello sfruttamento delle
   miniere e delle loro risorse.
 ---pagebreak---                                   - 6 -
10) Il valore normale così stabilito è confermato dal Consiglio.
                      (e) Prezzo all'esportazione
11) Il Consiglio conferma il metodo utilizzato per stabilire i prezzi
    all'esportazione   indicati   al  punto   19   del   regolamento   che
    istituisce il dazio provvisorio, dato che le parti interessate non
    hanno espresso commenti significativi.
                   E. CONFRONTO E MARGINE DI DUMPING
12) Gli esportatori cinesi hanno obiettato che i loro produttori cinesi
    hanno impiegato forni a pozzo da coke semplici e a basso costo e
    hanno chiesto un adeguamento del 10% in considerazione dei minori
    costi di arrostimento. La Commissione ha tuttavia stabilito che
    anche il produttore turco utilizza forni a pozzo. La Commissione ha
    invece riconosciuto l'opportunità di una detrazione per il costo
    più elevato dell'olio combustibile utilizzato dal produttore turco
    e i costi di produzione sono stati ridotti del 3%. Poiché le parti
    interessate non hanno presentato altre osservazioni, il Consiglio
    ha confermato le risultanze e le conclusioni di cui al paragrafo 20
    del regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
    Dall'esame conclusivo dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di
    dumping, con un margine uguale alla differenza tra il valore
    normale ed il prezzo all'esportazione nella Comunità. Tale margine,
    calcolato come percentuale del valore medio ponderato CIF delle
    importazioni in questione ed espresso in ECU, è pari a 24 ECU/t.
13) Al fine delle risultanze provvisorie, la commissione ha stabilito
    un unico margine di dumping per tutti gli esportatori cinesi. Gli
    esportatori  cinesi   che  hanno   collaborato   all'inchiesta   hanno
    contestato  tale  margine   unico, obiettando    che   la Commissione
    dovrebbe  calcolare   un margine   di  dumping   per  ciascuno   degli
    esportatori che hanno collaborato.
 ---pagebreak---                                     • __7  -
    La Commissione fa tuttavia notare che, in materia di esportazioni
    da un'economia non di mercato, i trattamenti individuali debbono
    rimanere un'eccezione, da applicarsi unicamente nel caso in cui il
    produttore   interessato     abbia    dimostrato   di  essere    libero  di
    stabilire i prezzi all'esportazione senza ingerenze da parte della
    autorità   statali.   Lo   stato     infatti,   attraverso   le   forme  di
    controllo che sercita, potrebbe modificare gli schemi di produzione
    e degli scambi in modo da trarre vantaggio dal margine di dumping
    più basso, compromettendo l'efficacia delle misure. Alla luce di
    quanto sopra, come illustrato al punto 22 del regolamento che
    istituisce il dazio provvisorio, gli esportatori in questione non
    hanno  potuto   dimostrare     la propria     indipendenza   da eventuali
    ingerenze dello Stato e la loro autonomia nel determinare i prezzi
    all'esportazione. E' stato pertanto stabilito un unico margine di
    dumping per tutti gli esportatori cinesi. Il Consiglio conferma le
    risultanze e le conclusioni summenzionate.
                               F. PREGIUDIZIO
14) Nel regolamento che istituisce il dazio provvisorio (cfr. punti 23-
    33) la Commissione     è giunta alla conclusione          che   l'industria
    comunitaria aveva subito un pregiudizio sostanziale a causa delle
    importazioni   in dumping di magnesia         caustica originaria della
    Repubblica   popolare   cinese.     Le   importazioni   del   prodotto   in
    questione dalla Repubblica popolare cinese sono aumentate da 72 000
    t nel 1988 ad oltre 120 000 t durante il periodo di inchiesta (1*
    luglio   1990-30 giugno     1991), mentre     la quota di mercato dei
    produttori   comunitari    ha    registrato    una  flessione    nonostante
    l'espansione del mercato e i prezzi hanno subito una significativa
    erosione. Tutte le vendite realizzate dai produttori comunitari
    hanno fatto registrare un utile molto basso se non addirittura
    delle perdite. Dato che le parti interessate non hanno presentato
    nuovi  argomenti    su   questo     punto,   il   Consiglio   conferma   le
    risultanze e le conclusioni della Commissione, di cui al punto 33
    del regolamento provvisorio.
15) Gli esportatori cinesi hanno obiettato che non è stato provocato
    pregiudizio per quanto riguarda le qualità di magnesia con tenore
    di MgO superiore al 91%, affermando che i produttori comunitari di
    questi tipi di prodotto hanno registrato un aumento costante delle
    vendite e del volume di produzione, nonché del coefficiente di
    utilizzazione degli impianti.
 ---pagebreak---                                     - 8-
    Come stabilito al punto 35 del regolamento che istituisce il dazio
    provvisorio,   nel    corso  dell'inchiesta    la   Commissione    non   ha
    riscontrato tra i produttori comunitari alcun aumento del volume
    delle   vendite,    della   produzione    e   dell'utilizzazione      degli
    impianti. Le motivazioni addotte dagli esportatori cinesi non
    tengono conto inoltre del fatto che ai sensi dell'articolo 4,
    paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88 il pregiudizio deve
    essere  accertato    in relazione alla produzione        comunitaria del
    prodotto simile, che è costituita da tutti i tipi e qualità di
    magnesia, i quali sono in gran parte intercambiabili. Il fatto che
    le vendite nella Comunità di alcune qualità di magnesia siano state
    danneggiate   dalle    importazioni    in  dumping   in   misura   diversa
    rispetto ad altre qualità deve essere valutato alla luce dei
    risultati dell'industria comunitaria sul mercato comunitario per il
    prodotto simile, vale a dire per tutti i tipi e le qualità di
    magnesia. Questa argomentazione pertanto non può essere accettata.
    Il Consiglio conferma le risultanze e le conclusioni suddette.
                          G. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
16) Come indicato ai punti 34 e 35 del regolamento che istituisce il
    dazio provvisorio, la Commissione ha stabilito che             l'industria
    comunitaria ha subito un pregiudizio sostanziale per effetto delle
    importazioni in dumping ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del
    regolamento (CEE) n. 2423/88. Tuttavia, dopo l'istituzione delle
    misure provvisorie, gli esportatori cinesi ed alcuni importatori
    hanno  affermato    che, dato    il costante     aumento   dei   costi di
    produzione   dei   produttori    comunitari,   l'industria    comunitaria
    stessa   era   responsabile    del   pregiudizio    subito   e    che   che
    quest'ultimo    non    era  quindi    attribuibile    alle   importazioni
    provenienti dalla Cina. Essi hanno inoltre affermato che anche le
    importazioni   provenienti dalla Corea del Nord hanno provocato
    pregiudizio.
 ---pagebreak---                                     _ 9 -
17) Per quanto riguarda la prima argomentazione, la commissione non ha
    rilevato   alcun   aumento   significativo dei    costi   sostenuti   dai
    produttori comunitari tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta. Il
    peggioramento     della    situazione     finanziaria     dell'industria
    comunitaria era determinato dalla pressione esercitata sui prezzi
    dalle importazioni in dumping provenienti dalla Cina, mentre i
    costi si mantenevano stabili. La Commissione esclude pertanto la
    possibilità che il pregiudizio sia stato causato dalla stessa
    industria comunitaria a causa dell'aumento dei costi di produzione
    e tale argomentazione deve quindi essere respinta.
18) Per quanto concerne le importazioni provenienti dalla Corea del
    Nord, la Commissione rileva che la Cina è di gran lunga la maggior
    fonte di importazioni di magnesia caustica nella Comunità. Nel
    periodo   di  riferimento    le   importazioni   di   magnesia  caustica
    provenienti dalla Corea del Nord costituivano l'8% del totale,
    rispetto al 54% delle importazioni dalla Cina. Ne consegue che, pur
    non potendo escludere che altri fattori oltre alle importazioni in
    dumping provenienti dalla Cina abbiano avuto ripercussioni negative
    sull'industria comunitaria, la sostanziale espansione in volume e i
    prezzi ridotti delle esportazioni in dumping provenienti dalla Cina
    sono la causa della perdita di quota di mercato e del peggioramento
    della   posizione    finanziaria   dei   produttori    comunitari.   Tali
    esportazioni, considerate      singolarmente, devono pertanto essere
    considerate    come    la   causa    del   grave    pregiudizio    subito
    dall'industria comunitaria.
19) Alcuni produttori di carta, pasta da carta e fertilizzanti liquidi
    hanno affermato che i prodotti di importazione cinese da loro
    utilizzati non hanno causato pregiudizio ai produttori comunitari
    in quanto questi ultimi non producevano magnesia caustica con la
    struttura chimica appropriata.
 ---pagebreak---                                    -  io -  • •
     A questo proposito, la commissione osserva che tutti i tipi di
    magnesia importati e quelli prodotti dall'industria comunitaria
     sono prodotti    simili con   le stesse caratteristiche   fisiche e
     chimiche di base e le stesse applicazioni. La Commissione ha
     inoltre rilevato che l'industria comunitaria è in grado di fornire
     tutti i tipi di magnesia, compresi quelli che rispondono alle
     esigenze  degli utilizzatori     suddetti. Il fatto che, nel caso
     specifico, l'industria comunitaria non potesse vendere questi tipi
     di magnesia a tali utilizzatori, a differenza degli esportatori
     cinesi, avvantaggiati da prezzi ridotti conferma che l'industria
    comunitaria ha subito un pregiudizio causato dalle importazioni in
    dumping provenienti dalla Cina.
     Il Consiglio conferma le risultanze e le conclusioni suddette.
                                  H. DAZIO
20) Per   quanto   riguarda  l'aliquota    del dazio, la Commissione   ha
    stabilito al punto 45 del regolamento che istituisce il dazio
    provvisorio, che un dazio equivalente all'intero margine di dumping
     (come indicato al punto 12) e tale da far aumentare i prezzi cinesi
    sino al valore normale, costituisce una misura sufficiente per
    rimuovere il pregiudizio subito dall'industria comunitaria a causa
    delle pratiche di dumping. In seguito all'imposizione del dazio
    provvisorio non sono state presentate argomentazioni in materia e
    pertanto il Consiglio conferma le risultanze e le conclusioni della
    Commissione a tale riguardo.
    Per quanto concerne la forma del dazio, la Commissione ritiene che
    il   controllo   dell'economia   da   parte dello Stato  offra   agli
    esportatori cinesi un considerevole spazio di manovra per diminuire
    ulteriormente i prezzi all'esportazione da loro praticati, ipotesi
    confermata dal fatto che tali diminuzioni di prezzo da parte degli
    esportatori cinesi si sono verificate fin dal 1988. Dato che il
   mercato della magnesia è estremamente sensibile all'instabilità dei
   prezzi, la forma del dazio deve essere tale da impedire ulteriori
   riduzioni dei prezzi da parte degli esportatori cinesi. Per questi
   motivi, un dazio ad valorem o un importo fisso non vengono ritenuti
   appropriati.
 ---pagebreak---      In tali circostanze si ritiene che debba essere fissato un prezzo
    minimo di vendita sul mercato comunitario per la magnesia cinese.
    Tale prezzo minimo è      stato calcolato    sulla base    della media
    ponderata del valore normale della magnesia caustica indicata al
    punto 9 ed adeguata al valore CIF alla frontiera comunitaria. Il
    prezzo minimo è di 112 ECU/t per tutti i tipi di prodotto. Ne
    consegue che il dazio deve essere equivalente alla differenza tra
    il prezzo minimo e quello netto franco frontiera comunitaria prima
    dello sdoganamento. Il Consiglio conferma questa conclusione.
                       I. INTERESSE DELLA COMUNITÀ*
21) Nel valutare l'interesse della Comunità è necessario tenere conto
    di due elementi fondamentali, in primo luogo le misure antidumping
    hanno   l'obiettivo   di   impedire  distorsioni    della   concorrenza
    provocate da pratiche commerciali sleali e di ripristinare una
    concorrenza aperta e leale nel mercato comunitario nell'interesse
    generale   della  Comunità.   In  secondo  luogo, nelle     circostanze
    particolari della presente procedura, se non fosse ripristinata una
    situazione di mercato leale sarebbe compromessa l'esistenza futura
    dell'industria    della   magnesia   caustica,    poiché    l'industria
    comunitaria non è attualmente in grado di generare i profitti
    necessari per rimanere operativa. L'industria comunitaria della
    magnesia   caustica  cesserebbe   quindi  di   essere   una   fonte  di
    conoscenze tecniche, occupazione ed investimenti (vedi punto 43 del
    regolamento provvisorio).
22) Alcuni importatori ed utilizzatori finali hanno obiettato che un
    aumento dei costi a carico degli utilizzatori finali nell'industria
    della carta e della pasta da carta comprometterebbe seriamente la
    loro capacità di competere con le altre industrie di paesi terzi.
 ---pagebreak---                                    - 12 -
    La Commmissione riconosce che le industrie in questione si trovano
     in   una  situazione   difficile   all'interno  e   all'esterno   della
     Comunità, che potrebbe essere aggravata dagli aumenti del prezzo
     della magnesia    caustica. La    commissione ritiene     tuttavia   che
     l'impatto del dazio in forma di un prezzo minimo per tonnellata,
     come   stabilito   al   punto  20,   sia   tale  da   permettere    agli
    utilizzatori industriali, quali i produttori di carta e di pasta di
    carta, di acquistare magnesia caustica a prezzi non superiori a
    quelli dei loro concorrenti al di fuori della Comunità e di
    mantenere cosi la loro posizione concorrenziale. Inoltre, benché in
     assenza di dazi gli utilizzatori finali possano trarre un vantaggio
    a breve termine dalle forniture a basso prezzo, se non fosse
    ripristinata una concorrenza leale sul mercato comunitario a più
    lungo termine sarebbe ridotta la concorrenza e quindi i prezzi
    aumenterebbero.
23) Alcuni importatori hanno obiettato che non è necessario proteggere
    l'industria comunitaria nei confronti di importazioni di magnesia
    caustica che essa stessa non è in grado di fornire. Essi affermano
    che    la   capacità   attuale   dell'industria   comunitaria    non    è
    sufficiente per soddisfare la domanda complessiva della Comunità.
    E' vero che, attualmente, la produzione nella comunità non è
    sufficiente a soddisfare la domanda del prodotto in questione, ma
    la Commissione ha stabilito che l'industria comunitaria opera ad un
    livello eccessivamente basso di utilizzazione degli impianti e
    dispone di abbondanti riserve. Le importazioni in dumping a basso
    prezzo    provenienti   dalla   Cina   hanno   impedito   all'industria
    comunitaria    di  utilizzare   appieno   la  propria   capacità   e   di
    espandere le strutture di produzione. Inoltre questa argomentazione
    è fondata su un'interpretazione errata degli eilotti dei dazi
    antidumping. Dopo l'applicazione del dazio, infatti, i consumatori
    comunitari saranno ancora in grado di acquistare magnesia cinese a
    prezzi
 ---pagebreak---                                   ... va 13 _                         ~ ì.i  -
    concorrenziali. In effetti, quando, come nel presente procedimento,
     il dazio è uguale al margine di dumping, ma inferiore all'importo
    necessario per rimuovere interamente il pregiudizio, è eliminato
    unicamente    l'elemento     sleale    del   vantaggio     di   prezzo     degli
    esportatori.    In  tali   circostanze     gli   esportatori   possono     farsi
    concorrenza    lealmente    sulla    base   dei    loro   effettivi    vantaggi
    comparati, sul mercato nella comunità operano inoltre molti altri
    fornitori non comunitari di magnesia caustica. La commissione non
    ritiene che esista alcun pericolo di carenza dell'offerta.
24) Gli   esportatori    cinesi    hanno   riaffermato     che  l'imposizione     di
    misure inefficaci non era nell'interesse della Comunità, in quanto
    l'applicazione di dazi antidumping sulla magnesia caustica cinese
    avrebbe provocato un forte aumento delle importazioni a basso costo
    dalla Corea del Nord. Come indicato al punto 42 del regolamento che
    istituisce il dazio provvisorio, la commissione, se rilevasse che
    le   importazioni     cinesi    sono    sostituite     in  larga   misura     da
    importazioni     in   dumping     provenienti     dalla    Corea   del     Nord,
    prenderebbe in considerazione un'azione appropriata.
25) Per i motivi suesposti e per quelli indicati ai punti 41-43 del
    regolamento   che istituisce       il dazio provvisorio,      la  Commissione
    conclude    che     nella     fattispecie      è     opportuno    intervenire
    nell'interesse della Comunità. Il Consiglio conferma le risultanze
    e le conclusioni suddette.
                   J. RISCOSSIONE DEL DAZIO PROVVISORIO
26) Per il cambiamento del tipo di dazio, in questo particolare caso il
    consiglio ritiene non opportuno riscuotere             in via definitiva il
    duzio anti-dumping provvisorio.
 ---pagebreak---                                    - 14 -
 HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                 Articolo 1
 1. E' istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
    ossido di magnesio di cui al codice NC ex 2519 90 90 (codice Taric
    2519 90 90 10) originario della Repubblica popolare cinese.
2. L'importo del dazio è pari all'importo di cui il prezzo minimo di
    112 ECU per tonnellata    supera   il  prezzo netto   franco  frontiera
    comunitaria prima dello sdoganamento.
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
                              \
                                \Articolo 2
Il presente   regolamento  entra   in vigore   il giorno   successivo  alla
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento    è obbligatorio    in tutti  i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,                             Per il Consiglio
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                         \r
                                                                           ISSN 0254-1505
                                                                     COM (93) 181 def.
                                                                 DOCUMENTI
     rr                                                                          02 11
, \1
                                                N. di catalogo : CB-CO-93-209-IT-C
                                                                   ISBN 92-77-55297-2
      Jfficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
     tv-2985 Lussemburgo