CELEX: 31970H0126
Language: it
Date: 1969-12-22 00:00:00
Title: 70/126/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 22 dicembre 1969, alla Repubblica federale di Germania, concernente il riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale degli alcoli (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)

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31970H0126

70/126/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 22 dicembre 1969, alla Repubblica federale di Germania, concernente il riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale degli alcoli (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 031 del 09/02/1970 pag. 0020 - 0023 edizione speciale danese: serie II tomo VI pag. 0032  edizione speciale inglese: serie II tomo VI pag. 0030 

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 22 dicembre 1969 alla Repubblica federale di Germania, concernente il riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale degli alcoli (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (70/126/CEE)   I     1. Il governo della Repubblica federale di Germania, con lettera del 29 gennaio 1959, ha segnalato alla Commissione della Comunità economica europea che nella Repubblica federale di Germania l'alcole etilico, nonché le acqueviti e le bevande alcoliche, ad eccezione del rum, dell'arak, dei cognac e dei liquori, sono soggette a un monopolio nazionale a carattere commerciale ai sensi dell'articolo 37 del trattato CEE.  In virtù del regolamento del Consiglio n. 7 bis del 18 dicembre 1959 (1), l'alcole etilico ottenuto a partire da prodotti agricoli, ad esclusione delle acqueviti e delle bevande alcoliche, è stato aggiunto all'allegato Il del trattato CEE. Gli articoli 38 e seguenti del trattato sono pertanto applicati all'alcole etilico di origine agricola.  In virtù dell'articolo 37, paragrafo 1, del trattato CEE, gli Stati membri sono obbligati a procedere a un progressivo riordinamento dei monopoli nazionali che presentano un carattere commerciale, in modo che venga esclusa, alla fine del periodo transitorio, qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi.       2. Dopo l'entrata in vigore del trattato CEE, il governo delle Repubblica federale di Germania ha accordato gradualmente, per quanto riguarda le acqueviti e le bevande alcoliche, autorizzazioni all'importazione di prodotti in provenienza dagli altri Stati membri. Tuttavia queste misure non sono sufficienti a garantire sino alla fine del periodo transitorio la libera circolazione delle acqueviti e delle bevande  (1)GU n. 7 del 30.1.1961, pag. 71/61.   alcoliche nell'ambito della Comunità. Per questo motivo, la Commissione ha raccomandato alla Repubblica federale di Germania, il 26 novembre 1963, di accordare qualsiasi autorizzazione all'importazione in funzione di talune aliquote e di aumentare annualmente queste ultime del 15 %. La Repubblica federale di Germania ha dato seguito alla suddetta raccomandazione.  Per attuare gradualmente l'abolizione definitiva di tali restrizioni quantitative entro la fine del 1969, la Commissione, con lettera del 27 giugno 1969 e con riferimento all'articolo 37, paragrafo 3, combinato con il disposto dell'articolo 33, paragrafo 3, del trattato CEE, ha raccomandato di aumentare le quote all'importazione. Il governo della Repubblica federale di Germania non ha ancora preso nessuna misura in tal senso.  La differenza nel trattamento delle bevande alcooliche importate e di quelle tedesche per quanto riguarda la concessione di un termine di pagamento per le imposte (Monopolausgleich e Branntweinaufschlag) è stata gradualmente ridotta dalla Repubblica federale di Germania. Tuttavia, sussiste ancora una certa differenza : per il «Branntweinaufschlag», che colpisce i prodotti indigeni, è previsto un termine di pagamento per l'importo nella sua totalità, mentre per il «Monopolausgleich» tale termine è previsto soltanto per un importo corrispondente all'ammontare dell'imposta sugli alcoli.  Prescindendo dalle suddette misure, la Repubblica federale di Germania non ha preso nessuna misura per armonizzare il «Monopolausgleich» al «Branntweinaufschlag», cui sono soggetti i prodotti tedeschi di tipo analogo.       3. L'alcole etilico d'origine non agricola, come pure l'alcole etilico di origine agricola, può essere importato soltanto dal monopolio. Anche il commercio di questi prodotti è riservato esclusivamente al monopolio.  Dato che i due tipi di alcole etilico non si distinguono nella forma pura e in considerazione del fatto che in Germania esiste un'organizzazione nazionale di mercato per l'alcole etilico d'origine agricola, la cui efficacia dipende da una regolamentazione concernente la produzione, l'importazione ed il commercio dell'alcole etilico d'origine non agricola, la Commissione si è finora astenuta dal raccomandare alla Repubblica federale di Germania di prendere delle misure per quanto riguarda quest'ultimo prodotto. D'altra parte, è prevista la sostituzione dell'organizzazione nazionale di mercato dell'alcole etilico d'origine agricola mediante un'organizzazione comune di tale mercato.       4. Benché le misure prese sino a tale data dal governo della Repubblica federale di Germania concernano le acqueviti e le bevande alcoliche, in conformità dell'obbligo di procedere ad un riordinamento progressivo di tale monopolio, esse non bastano tuttavia per garantire l'esclusione di qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi, come previsto dall'articolo 37 del trattato CEE.  Dato che il periodo transitorio previsto dal trattato CEE si avvicina alla fine, è necessario prendere qualsiasi misura, non soltanto per le acqueviti e le bevande alcoliche, ma anche per l'alcole d'origine non agricola, per garantire, al più tardi al 31 dicembre 1969, che venga esclusa qualsiasi discriminazione fra i cittadini e gli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi.  L'articolo 37, che fa parte del titolo relativo alla libera circolazione delle merci e, più in particolare, del capitolo relativo all'abolizione delle restrizioni quantitative tra gli Stati membri, ha lo scopo di ottenere, alla fine del periodo transitorio, e per i prodotti soggetti ad un monopolio nazionale a carattere commerciale (od a un regime assimilato), lo stesso risultato conseguito, per gli altri prodotti, in virtù dell'applicazione degli articoli da 30 a 34, vale a dire la libera circolazione delle merci.  Tuttavia, per raggiungere questo risultato nei settori soggetti a monopoli nazionali, è stata prevista una procedura differente, vale a dire il loro riordinamento progressivo, da una parte, per tener conto del fatto che i prodotti soggetti a monopolio sollevavano, per gli Stati membri interessati, dei problemi di natura particolare e, dall'altra, per evitare che l'abolizione delle restrizioni quantitative e delle misure di effetto equivalente in questi settori resti senza conseguenze pratiche. Infatti non era infondato il timore che la liberalizzazione degli scambi per i prodotti soggetti a monopolio non venisse realizzata se i monopoli, in virtù dei loro diritti esclusivi di importare e di commercializzare taluni prodotti, restavano liberi di decidere in quale misura ed a quali condizioni i prodotti provenienti dagli altri Stati membri possono essere ammessi sul mercato nazionale (o, al contrario, in quale misura i prodotti nazionali possono essere esportati verso gli altri Stati membri).  Per questo motivo, l'articolo 37 ha previsto che alla fine del periodo transitorio «venga esclusa qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi».  Va rilevato che l'articolo 37 non si limita ad esigere l'abolizione delle discriminazioni risultanti dalle disposizioni applicabili ai prodotti soggetti a monopolio ; tale obiettivo potrebbe essere raggiunto, in mancanza di un articolo sui monopoli nazionali, grazie  ad altre disposizioni del trattato, in particolare quelle che vietano le tasse d'effetto equivalente ai dazi doganali e le misure d'effetto equivalente alle restrizioni quantitative. Da quanto precede risulta che, per quanto riguarda le caratteristiche proprie ai monopoli nazionali ed alle restrizioni cui questi possono dar luogo, l'obiettivo del «riordinamento» - e cioé garantire che venga «esclusa qualsiasi discriminazione» - è di escludere che possano ancora riprodursi, alla fine del periodo transitorio, le discriminazioni che possono risultare da taluni poteri particolari di cui dispongono i monopoli per quanto riguarda l'importazione e lo smercio sul loro mercato, o l'esportazione, di taluni prodotti.  Dato che questi sono gli obiettivi stabiliti dall'articolo 37, spetta alla Repubblica federale di Germania procedere al riordinamento del monopolio degli alcoli prima della fine del periodo transitorio, in modo da raggiungere tali obiettivi. D'altra parte, la Commissione oltre al suo obbligo generale di vigilare all'applicazione del trattato, ha il compito di formulare, conformemente al paragrafo 6 dell'articolo 37, raccomandazioni in merito alle modalità da seguire nell'attuazione del riordinamento di cui al suddetto articolo.  La Commissione ritiene che l'obiettivo dell'articolo 37 non sarà realizzato fino a quando il monopolio tedesco degli alcoli sarà in grado di decidere se, in quale misura e per quali quantitativi i prodotti provenienti dagli altri Stati membri possono essere importati e commercializzati e fino a quando sussisteranno delle differenze per quanto concerne l'imposizione dei prodotti importati rispetto ai prodotti indigeni. La Commissione ritiene che, oltre alla soppressione di tale discriminazione in materia fiscale, la soluzione migliore, poiche la sua efficacia è già sin d'ora sicura, per raggiungere l'obiettivo stabilito dall'articolo 37, consiste nella soppressione dei diritti esclusivi di cui ancora dispone il monopolio tedesco degli alcoli, di importare, esportare e commercializzare, sempreché tali diritti concernano il commercio tra Stati membri.       5. Tuttavia, la Commissione ritiene che, in mancanza di un'organizzazione comune dei mercati dell'alcole etilico di origine agricola, a motivo dell'interdipendenza di detto alcole e dell'alcole etilico di origine non agricola, nonché in considerazione del fatto che le acqueviti possono sostituire l'alcole etilico, compromettendone pertanto la valorizzazione, potrebbe essere necessario prendere misure particolari fino all'entrata in vigore dell'organizzazione comune dei mercati.  In virtù dell'articolo 37, paragrafo 4, del trattato CEE, nel caso di un monopolio a carattere commerciale che comporti una regolamentazione destinata ad agevolare lo smercio o la valorizzazione di prodotti agricoli, è opportuno assicurare, nell'applicazione delle norme dell'articolo 37, garanzie equivalenti per l'occupazione ed il tenore di vita dei produttori interessati, avuto riguardo al ritmo degli adattamenti possibili e delle specializzazioni necessarie. Tale disposizione è applicabile al monopolio tedesco degli alcoli.  Il monopolio tedesco degli alcoli costituisce un'organizzazione nazionale di mercato, che incide sulla produzione dell'alcole etilico, segnatamente tramite contingenti e mediante la fissazione dei prezzi d'acquisto, con la quale il monopolio garantisce ai produttori interessati un reddito adeguato. Anche la produzione delle acqueviti è influenzata per quanto riguarda il quantititivo ed i prezzi favorendo la produzione e la vendita dell'alcole etilico d'origine agricola ; in tale contesto, si tiene conto degli interessi dei produttori di talune materie prime agricole. L'apertura incondizionata del mercato tedesco ai prodotti degli altri Stati membri prima dell'entrata in vigore dell'organizzazione comune dei mercati potrebbe pertanto compromettere la vendita dell'alcole etilico tedesco d'origine agricola, nonché la competitività delle acqueviti tedesche e, di conseguenza, l'occupazione ed il tenore di vita dei produttori di talune materie prime agricole.  La Commissione ritiene che, nel procedere al riordinamento del monopolio tedesco degli alcoli occorra tener conto dei fatti suesposti.     II   Per questi motivi, la Commissione delle Comunità europee raccomanda alla Repubblica federale di Germania di adottare, conformente all'articolo 37 del trattato CEE, le seguenti misure:      1. Per quanto riguarda le acqueviti e le bevande alcoliche:        a)          - ogni domanda d'autorizzazione all'importazione per le acqueviti e le bevande alcoliche provenienti dagli altri Stati membri viene accordata senza restrizione e senza indugio;                   - le acqueviti e le bevande alcoliche provenienti dagli altri Stati membri sono soggette ad un'imposta il cui importo corrisponde all'imposta applicabile ai prodotti indigeni analoghi;                   - il pagamento dell'imposta può essere effettuato nello stesso termine previsto per i prodotti indigeni analoghi;                                 b) la Commissione ritiene che, fino all'entrata in vigore delle regolamentazioni relative all'attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore dell'alcole etilico d'origine  agricola, gli interessi dei produttori tedeschi di materie prime agricole trasformate in alcole e bevande alcoliche potrebbero essere sufficientemente protetti applicando le seguenti misure:          - le acqueviti importate possono essere considerate, in linea di massima, per quanto riguarda l'imposta, come fabbricate in una distilleria che produca 10.000 ettolitri d'alcole puro all'anno;                   - è mantenuto l'obbligo di principio dell'imbottigliamento prima dell'importazione;                   - eventualmente, prevedere, in attesa dell'adozione delle disposizioni comunitarie, norme di qualità non discriminatorie, segnatamente per quanto riguarda il rum, le acqueviti a base di grano, di melassa e di canna da zucchero, nonché disposizioni non discriminatorie concernenti la gradazione alcolica delle acqueviti;                   - riscuotere un'imposta speciale all'importazione sulle bevande alcoliche provenienti da un altro Stato membro, a condizione che il prezzo di vendita dell'alcole etilico destinato alla fabbricazione delle bevande alcoliche nella Republica federale di Germania sia superiore al prezzo più basso dell'alcole etilico al quale un produttore di bevande alcoliche dello Stato membro importatore può procurasi tale sostanza, sia sul proprio mercato, sia su quello di un altro Stato membro. L'importo della tassa non può essere in nessun caso superiore alla differenza tra questi prezzi. Qualora la bevanda alcolica provenga da uno Stato membro diverso dallo Stato membro esportatore, potrebbe essere considerata come importata direttamente dallo Stato membro di provenienza.                                             2.        a) Per quanto riguarda l'alcole etilico d'origine agricola:          - permettere ai cittadini di tutti gli Stati membri di effettuare liberamente e direttamente l'importazione di alcole etilico di origine non agricola in provenienza dagli Stati membri;                   - permettere ai fornitori di tutti gli Stati membri di stabilire la loro propria rete di distribuzione in Francia, di tenervi delle scorte e di fissare liberamente il prezzo di vendita;                   - permettere ai fornitori di tutti gli Stati membri di approvvigionare i consumatori francesi liberamente e direttamente;                   - permettere, senza alcuna restrizione, qualsiasi esportazione diretta verso gli altri Stati membri.                                  b) Fino all'entrata in vigore della regolamentazione relativa all'attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore dell'alcole etilico di origine agricola, la Repubblica federale di Germania può, per garantire le possibilità di sbocco dell'alcole etilico d'origine agricola, decidere:          - che l'alcole etilico di origine non agricola possa essere utilizzato soltanto in taluni settori dell'industria, senza che sia peraltro permesso di operare una distinzione tra i prodotti tedeschi e quelli provenienti dagli altri Stati membri;                   - che, all'atto dell'importazione di alcole etilico d'origine non agricola proveniente dagli altri Stati membri, possa essere riscossa, eventualmente, una tassa speciale corrispondente alla differenza tra il prezzo d'acquisto dell'alcole etilico tedesco di origine non agricola ed il prezzo in base al quale il monopolio tedesco procede alla vendita all'industria interessata.                                                     Fatto a Bruxelles, il 22 dicembre 1969.  Per la Commissione  Il Presidente  Jean REY