CELEX: 51998PC0162
Language: it
Date: 1998-03-10
Title: Proposta riesaminata di direttiva del Consiglio sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro (quattordicesima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE)

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                             COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                                    Bruxelles, 10.03.1998
                                                                    COM(l 998) 162 def. - SYN 459
                                               Proposta riesaminata di
                                          DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
             sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da
                  agenti chimici durante il lavoro (quattordicesima direttiva particolare ai sensi
                             dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE)
                      (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 C,
                                            lettera d) del trattato CE)
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La proposta iniziale è stata approvata dalla Commissione il 14 maggio 1993 e inviata
al Consiglio il 17 maggio 1993(1).
L'obiettivo della proposta è quello di definire requisiti minimi per la protezione dai
rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti da agenti chimici presenti sul
luogo di lavoro, ovvero risultanti da un'attività lavorativa in presenza di agenti
chimici.
Dopo la prima lettura del Parlamento europeo, il 9 giugno 1994(2),la Commissione ha
inviato al Consiglio la proposta emendata.
A seguito di notevoli divergenze fra le posizioni delle delegazioni, i lavori relativi al
testo emendato della proposta sono stati sospesi nel 1994 e sono stati ripresi sulla base
di un compromesso il cui testo è stato elaborato dalla Presidenza irlandese nell'ottobre
1996.
Il 7 ottobre 1997, il Consiglio ha adottato una posizione comune(3) che definisce i
principi generali relativi a tutti gli agenti chimici. La posizione comune rispecchia la
maggior parte dei principi proposti dalla Commissione e pertanto è stata sostenuta. In
particolare, la posizione comune riconosce l'esistenza di due tipi di valori limite
dell'esposizione professionale (indicativi e vincolanti). Si conferma la proposta della
Commissione in base alla quale, conformemente alle disposizioni della Direttiva
89/391/CEE, il datore di lavoro è tenuto a valutare i rischi per la salute e la sicurezza
dei lavoratori, aggiungendo la definizione del tipo di valutazione del rischio per
quantoriguardagli agenti chimici pericolosi presenti sul luogo di lavoro. Inoltre nella
posizione comune figurano più particolari circa la tutela della salute dei lavoratori
esposti a agenti chimici pericolosi, poiché nel testo sono stati introdotti requisiti che
figuravano già nell'allegato della proposta emendata. Peraltro nella posizione comune
non si è tenuto conto di alcuni requisiti tecnici presenti nell'allegato in questione, ad
esempio per quanto riguarda le procedure di misurazione e le misure specifiche di
protezione.
Il Parlamento europeo in seconda lettura ha proposto 12 emendamenti alla posizione
comune adottata dal Consiglio.
        GUC 165,16.6.1993, p. 4
        GU C 191, 14.7.1994, p.7
        GU C 375, 10.12.1997, p. 1
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  La Commissione ha accettato 9 emendamenti (più parte di un altro), che costituiscono
  un miglioramento del testo della posizione comune. Gli emendamenti attirano
  l'attenzione in modo particolare sulla formazione e l'informazione dei lavoratori, sulla
  necessità di riferimenti incrociati con altre direttive, quali la direttiva 89/654/CEE 4 sui
  requisiti minimi per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro, la direttiva
  89/656/CEE5 relativa ai requisiti minimi per la salute e la sicurezza in relazione all'uso
  di attrezzature di protezione individuale sul posto di lavoro, la direttiva 92/85/CEE6
  concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza
  e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento
  e la direttiva 94/33/CEE7 relativa alla protezione dei giovani sul lavoro, nonché le
  azioni intraprese dalla Commissione per una maggiore armonizzazione nel settore dei
  limiti dell'esposizione professionale.
  Per motivi di coerenza giuridica, ai sensi dell'articolo 8, la Commissione ha inserito un
  riferimento all'articolo 12 della direttiva 89/391 /CEE affinchè il testo corrisponda al
  titolo dell'articolo.
 La proposta riesaminata contiene gli emendamenti approvati dalla Commissione ed è
  presentata conformemente alle disposizioni dell'articolo 189 C(d) del Trattato.
4
          GUL   393, 30.12 1989, p.l
5
          GUL   393, 30.12.1989, p. 18
6
          GUL   348, 28.11.1992, p.l
7
          GUL   216, 20. 8. 1994, p. 12
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                                         Propostariesaminatadi
                                  DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
  sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro irischiderivanti da
       agenti chimici durante il lavoro (quattordicesima direttiva particolare ai sensi
                    dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE)
                                  (Testorilevanteaifinedel SEE)
TESTO PRECEDENTE                                       TESTO EMENDATO
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE
EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità
europea, in particolare l'articolo 118 A,
vista la proposta della Commissione l,
elaborata previa consultazione con il
comitato consultivo per la sicurezza,
l'igiene e la tutela della salute sul luogo di
lavoro,
visto il parere del Comitato economico e
sociale,2
deliberando secondo la procedura di cui
all'articolo 189 C del trattato3;
1
     GUn. C 165 del 16.6.1993, pag. 4.
2
     G U n . C 34 del 2.2.1994, pag. 42.
3
     Parere del Parlamento europeo del 20 aprile 1994 (GU n. C 128, del 9.5.1994, pag. 167), posizione
     comune del Consiglio del 7 ottobre 1997 (GU C 375 del 10.12.1997, pag. 1) e decisione del
     Parlamento Europeo del... (non ancora pubblicata sulla Gazzetta ufficiale).
 ---pagebreak---  1) considerando che l'articolo 118 A del
trattato prevede che il Consiglio adotti,
mediante direttive, le prescrizioni minime
al fine di promuovere i miglioramenti, in
particolare dell'ambiente di lavoro, per
garantire un maggior livello di tutela
della salute e della sicurezza dei
lavoratori;
2) considerando che, a norma del
 suddetto articolo, tali direttive devono
evitare di imporre vincoli amministrativi,
finanziari e giuridici di natura tale da
ostacolare la creazione e lo sviluppo di
piccole e medie imprese;
3) considerando che il miglioramento
della sicurezza, dell'igiene e della salute
dei lavoratori durante il lavoro
costituisce un obiettivo che non dovrebbe
essere subordinato a considerazioni
puramente economiche;
4) considerando che il rispetto di requisiti
minimi in materia di protezione della
salute e della sicurezza dei lavoratori
contro i rischi derivanti da agenti chimici
mirano non solo a garantire la protezione
della salute e della sicurezza dei singoli
lavoratori ma anche a fornire un livello
minimo di protezione di tutti i lavoratori
nella Comunità che evita ogni possibile
distorsione nell'area della concorrenza;
5) considerando che deve essere stabilito
per l'intera Comunità un coerente livello
di protezione dai rischi derivanti da
agenti chimici e che tale livello di
protezione deve essere determinato non
tramite         requisiti       obbligatori
particolareggiati ma attraverso un quadro
di principi generali tali da consentire agli
Stati membri di applicare in modo
coerente requisiti minimi;
 ---pagebreak---  6) considerando che un'attività lavorativa
 che comporta la presenza di agenti
 chimici può esporre i lavoratori a rischi;
 7) considerando che la direttiva del
 Consiglio       80/1107/CEE,         del     27
 novembre 1980 sulla protezione dei
 lavoratori contro i rischi derivanti da
 un'esposizione ad agenti chimici, fisici e
 biologici durante il lavoro 4, la direttiva
 82/605/CEE del Consiglio, del 28 luglio
  1982, sulla protezione dei lavoratori
 contro irischiconnessi ad un'esposizione
 al piombo metallico e ai suoi composti
 ionici durante il lavoro (prima direttiva
particolare ai sensi dell'articolo 8 della
direttiva 80/1107/CEE)5 e la direttiva
 del     Consiglio       88/364/CEE,         del
9 giugno 1988, sulla protezione dei
lavoratori mediante il divieto di taluni
agenti specifici e/o di talune attività
(quarta direttiva particolare ai sensi
dell'articolo       8      della       direttiva
                  6
80/1107/CEE) dovrebbero, per motivi
di coerenza e di chiarezza e per ragióni
tecniche, essere riviste e inserite in una
direttiva unica che stabilisca i requisiti
minimi per la protezione della salute e
della sicurezza dei lavoratori durante
attività lavorative che comportano la
presenza di agenti chimici; che tali
direttive possono essere abrogate;
4
     GU n. L 327 del 3.12.1980, pag. 8. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 88/642/CEE. (GU n. L
     356 del 24.12.1988, pag. 74).
5
     GU n. L 247 del 23.8.1982, pag. 12.
6
     GU n. L 179 del 9.7.1988, pag. 44.
 ---pagebreak---   8) considerando che la presente direttiva
  costituisce una direttiva particolare ai
  sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della
  direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del
  12 giugno 1989, sull'attuazione di misure
 volte a promuovere il miglioramento
  della sicurezza e della salute dei
 lavoratori durante il lavoro; 7
 9) considerando che, pertanto, le
 disposizioni di detta direttiva si applicano
 nel caso di esposizione integralmente dei
 lavoratori agli agenti chimici, fatte salve
 le disposizioni più severe e/o specifiche
 contenute nella presente direttiva;
  10) considerando che disposizioni più
 severe e/o più specifiche sul trasporto
 degli agenti chimici pericolosi sono
 previste in accordi e convenzioni
 internazionali vincolanti integrati in
 normative della Comunità sul trasporto
 di merci pericolose su strada, per
 ferrovia, per idrovia o per via aerea;
 11)      considerando        che    con       la
                           8
 direttiva 67/548/QEE e la direttiva
 88/379/CEE 9 sul ravvicinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative degli Stati membri relative
alla classificazione, all'imballaggio e
all'etichettatura, rispettivamente, delle
sostanze e dei preparati pericolosi il
Consiglio ha definito un sistema di criteri
per la classificazione delle sostanze e dei
preparati pericolosi;
7
     GU n. L 183 del 29.6.1989, pag. 1.
8
     GU n. L 196, del 16.8.1967, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 96/56/CE (GU n. L 236
     del 18.9.1996, pag. 35).
9
     GU n. L 187 del 16.7.1988, pag. 14. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 96/65/CEE della
     Commissione (GU n. L 265 del 18.10.1996, pag. 15).
 ---pagebreak---   12) considerando che nella definizione di
 agenti chimici pericolosi dovrebbero
 essere comprese, oltre alle sostanze
 conformi a tali criteri, anche le sostanze
 chimiche che, pur non rispondenti ad
 essi, a causa delle loro proprietà chimico-
 fisiche, chimiche o tossicologiche o del
 modo in cui sono utilizzate o presenti sul
 luogo di lavoro, possono comportare un
 rischio per la sicurezza o la salute dei
 lavoratori;
 13)       considerando          che     nella
                          10
 direttiva 90/492/CEË ' la Commissione
ha stabilito un sistema di informazioni
 specifiche sulle sostanze e sui preparati
pericolosi, sotto forma di schede dei dati
di sicurezza, destinate principalmente agli
utilizzatori industriali al fine di consentire
loro di adottare le misure necessarie per
garantire la protezione della sicurezza e
della salute dei lavoratori; che la
direttiva 92/58/CEE del Consiglio, del
24 giugno 1992,           concernente       le
prescrizioni minime per la segnaletica di
sicurezza e/o salute sul luogo di lavoro
(nona direttiva particolare ai sensi
dell'articolo 16,       paragrafo 1,     della
direttiva 89/391 /CEE) » stabilisce un
sistema per contrassegnare i contenitori e
le condutture utilizzati per le sostanze o i
preparati pericolosi sul luogo di lavoro;
14) considerando che il datore di lavoro
dovrebbe valutare tutti i rischi per la
sicurezza e la salute dei lavoratori
derivanti dalla presenza di agenti chimici
pericolosi sul luogo di lavoro, al fine di
prendere tutte le necessarie misure di
prevenzione e di protezione stabilite nella
presente direttiva;
10
     GU n. L 275 del 5.10.1990, pag. 35.
11
     GU n. L 245 del 26.8.1992, pag. 23.
 ---pagebreak---   15) considerando che le misure di
 prevenzione indicate nella valutazione dei
 rischi e adottate dal datore di lavoro
 dovrebbero essere coerenti con l'esigenza
 di proteggere la sanità pubblica e
 l'ambiente;
 16) considerando che, al fine di
 completare le informazioni disponibili per
 i lavoratori al fine di garantire un
 migliore livello di protezione, è
 necessario che i lavoratori e i loro
 rappresentanti siano informati sui rischi
che taluni agenti chimici possono
provocare per la loro salute e la loro
 sicurezza e sui provvedimenti necessari
per ridurre o eliminare tali rischi, e che
essi dovrebbero essere in grado di
controllare che siano state adottate le
necessarie misure di protezione;
 17) considerando che la sorveglianza
sanitaria dei lavoratori per i quali dalla
suddetta valutazione è emerso un rischio
sanitario può contribuire alle misure di
prevenzione e di protezione che il datore
di lavoro deve porre in essere;
 18) considerando che il datore di lavoro
deve effettuare valutazioni e misurazioni
periodiche e tenersi al corrente dei nuovi
sviluppi della tecnologia al fine di
migliorare la tutela della salute e della
sicurezza dei lavoratori;
19) considerando che i dati scientifici più
aggiornati dovrebbero essere valutati da
scienziati indipendenti che coadiuvino la
Commissione nello stabilire valori limite
di esposizione professionale;
 ---pagebreak---  20) considerando che, nonostante il fatto
 che le attuali conoscenze scientifiche
 possano non consentire di fissare un
 livello di esposizione ad un agente
chimico al di sotto del quale si possono
 escludere rischi per la salute, una
limitazione all'esposizione a tali agenti
chimiciridurrànondimeno questi rischi;
21) considerando che nelle direttive
91/322/CEE 12 e              96/94/CE13 la
Commissione fissa valori limite indicativi,
come         previsto       dalla       direttiva
80/1107/CEE, e che dette direttive
dovrebbero essere mantenute in vigore
quale       parte      dell'attuale      quadro
normativo;
22) considerando che i necessari
adeguamenti tecnici della direttiva
dovrebbero         essere      definiti     dalla
Commissione in collaborazione con il
comitato       istituito     dalla      direttiva
89/391/CEE del Consiglio per assistere
la Commissione nel decidere gli
adeguamenti tecnici da apportare alle
singole direttive adottate nel quadro della
suddetta direttiva; che la Commissione,
previa consultazione del comitato
consultivo per la sicurezza, l'igiene e la
tutela della salute sul luogo di lavoro, a
norma della decisione 74/325/CEE14,
dovrebbe altresì definire orientamenti
pratici per l'attuazione della presente
direttiva;
12
     GU n. L 177 del 5.7.1991, pag. 22.
13
     GUn.L 338 del 28.12.1996, pag. 86.
14
     GU n. L 185 del 9.7.1974, pag. 15. Decisione modificata da ultimo dall'atto di adesione del 1994.
 ---pagebreak---  23) considerando che l'abrogazione della
 direttiva 80/1107/CEE          non      deve
 provocare un attenuamento delle attuali
 norme sulla protezione dei lavoratori
 dagli agenti chimici, fisici e biologici; che
 le norme risultanti dalle vigenti direttive
 sugli agenti biologici, dalla proposta sugli
 agenti fisici presentata, dal presente testo
 e dalle modifiche di tali testi dovrebbero
 rispecchiare ed almeno mantenere le
 norme previste dalla suddetta direttiva;
 24) considerando che la presente
 direttiva costituisce un contributo pratico
 alla creazione della dimensione sociale
 del mercato interno,
HA ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVA:
                 SEZIONE I
       DISPOSIZIONI GENERALI
                  Articolo 1
    Obiettivo e campo di applicazione
 1. La presente direttiva, che è la
quattordicesima direttiva particolare a
norma         dell'articolo      16      della
direttiva 89/391/CEE,         determina      i
requisiti minimi per la protezione dei
lavoratori contro i rischi per la salute e la
sicurezza che derivano, o possono
derivare, dagli effetti di agenti chimici
presenti sul luogo di lavoro o come
risultato di ogni attività lavorativa che
comporti la presenza di agenti chimici.
 ---pagebreak---  2. I requisiti della presente direttiva si
 applicano a tutti gli agenti chimici
 pericolosi che sono o possono essere
 presenti sul luogo di lavoro, fatte salve le
 disposizioni relative agli agenti chimici
per i quali valgono i provvedimenti di
protezione radiologica previsti dalle
direttive adottate in base al trattato che
istituisce     la     Comunità          europea
dell'energia atomica.
3. Per gli agenti cancerogeni sul lavoro,
si applicano le disposizioni della presente
direttiva, fatte salve le disposizioni più
severe e/o specifiche contenute nella
direttiva 90/394/CEE del 28 giugno 1990
sulla protezione dei lavoratori contro i
rischi derivanti da un'esposizione ad
agenti cancerogeni (sesta direttiva
particolare ai sensi dell'articolo 16,
paragrafo         1        della        direttiva
89/391/CEE)15.
4. Le disposizioni della direttiva                4. Le disposizioni della direttiva
89/391/CEE si applicano integralmente a           89/391/CEE e delle successive direttive
tutto il settore di cui al presente articolo,     particolari, segnatamente della direttiva
fatte salve le disposizioni più severe e/o        89/654/CEEl£ relativa alle prescrizioni
specifiche contenute nella presente               minime di sicurezza e di salute per i
direttiva.                                        luoghi di lavoro, della direttiva
                                                  89/656/CEEI7- relativa ai requisiti minimi
                                                  di sicurezza e di salute per l'uso delle
                                                  attrezzature di lavoro da parte dei
                                                  lavoratori durante il lavoro, della
                                                  direttiva     92/85/CEEÌ3      concernente
                                                  l'attuazione di misure volte a promuovere
                                                  il miglioramento della sicurezza e della
                                                  salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti,
                                                  puerpere o in periodo di allattamento e
15
     GU n. L 196 del 26.7.1990, pag. 1.
16
     GU n. L 393 del 30.12.1989, pag. 1.
17
     GU n. L 393 del 30.12.1989, pag. 18.
18
    GUn. L 348 del 28.11.1992, pag. 1.
 ---pagebreak---                                                         10
                                                        della direttiva 94/33/CEE12 relativa alla
                                                        protezione dei giovani sul lavoro, si
                                                        applicano integralmente a tutto il settore
                                                        di cui al presente articolo, fatte salve le
                                                        disposizioni più severe e/o specifiche
                                                        contenute nella presente direttiva.
5. Per quanto concerne il trasporto di
agenti chimici pericolosi si applicano le
disposizioni della presente direttiva, fatte
salve le disposizioni più severe e/o
specifiche contenute nelle direttive
94/55/CE20 e            96/49/CE2!,          nelle
disposizioni del codice IMDG, del codice
IBC e del codice IGC, quali definite
all'articolo 2 della direttiva 93/75/CEE 22,
nelle disposizioni dell'Accordo europeo
relativo al trasporto internazionale di
merci pericolose per vie navigabili interne
(ADN) e del regolamento per il trasporto
delle sostanze pericolose sul Reno
(ADNR),         quali incorporate nella
normativa comunitaria e nelle istruzioni
tecniche per il trasporto sicuro di merci
pericolose emanate alla data di entrata in
vigore       della      presente         direttiva
dall'Organizzazione dell'aviazione civile
internazionale.
19 GU n. L 216 del 20.8.1994, pag. 12.
20 Direttiva 94/55/CE del Consiglio, del 21 novembre 1994, concernente il ravvicinamento delle legislazioni
    degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose su strada (GU n. L 319 del 12.12.1994, pag. 7).
    Direttiva modificata dalla direttiva 96/86/CE della Commissione (GU n. L 335 del 24.12.1996, pag. 43).
21 Direttiva 96/49/CE del Consiglio, del 23 luglio 1996 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
    membri relative al trasporto di merci pericolose per ferrovia (GU n. L 235 del 17.9.1996, pag. 25).
    Direttiva modificata dalla direttiva 97/84/CE della Commissione (GU n. L 335 del 24.12.1996, pag. 45).
22 Direttiva 93/75/CEE del Consiglio, del 13 settembre 1993, relativa a condizioni minime necessarie per le
    navi dirette a porti marittimi della Comunità o che ne escono e che trasportano merci pericolose o
    inquinanti (GU n. L 247 del 5.10.1993, pag. 19). Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 97/34/CE
    della Commissione (GU n. L 158 del 17.6.1997, pag. 40).
 ---pagebreak---                                                 11
                  Articolo 2
                  Definizioni
Ai fini della presente direttiva, si intende
per:
a)    "agenti chimici": tutti gli elementi o
     composti chimici, sia da soli sia nei
     loro miscugli, allo stato naturale o
     ottenuti, utilizzati o smaltiti,
     compreso lo smaltimento come
     rifiuti, mediante qualsiasi attività
     lavorativa, siano essi prodotti
     intenzionalmente o no e siano essi
     immessi o no sul mercato;
b) "agenti chimici pericolosi":
     i) agenti chimici classificabili come
         "sostanze pericolose" in base ai
         criteri definiti nell'allegato VI
        della     direttiva     67/548/CEE,
        indipendentemente dal fatto che
        tali sostanze siano classificate
        nell'ambito           di           tale
        direttiva, diversi dalle sostanze
        classificabili solo come pericolose
        per l'ambiente;
    ii) agenti chimici classificabili come
        preparati pericolosi a norma della
        direttiva 88/379/CEE,        indipen-
        dentemente dal fatto che tali
        preparati       siano      classificati
        nell'ambito di tale direttiva,
        diversi dai preparati classificabili
        solo     come       pericolosi     per
        l'ambiente;
 ---pagebreak---                                                12
   iii) agenti chimici che, pur non
       essendo        classificabili    come
       pericolosi, in base ai punti i) e ii),
       possono comportare un rischio
       per la sicurezza e la salute dei
       lavoratori a causa di loro
       proprietà              chimico-fisiche,
        chimiche o tossicologiche e del
        modo in cui sono utilizzati o
       presenti sul luogo di lavoro,
        compresi gli agenti chimici cui è
        stato assegnato un valore limite di
        esposizione professionale a norma
        dell'articolo 3;
e)  "attività che comporta la presenza di
   agenti chimici": ogni attività
   lavorativa in cui sono utilizzati
   agenti chimici, o se ne prevede
   l'utilizzazione, in ogni tipo di
   procedimento,            compresi        la
   produzione,         la     manipolazione,
   l'immagazzinamento, e il trasporto o
   l'eliminazione e il trattamento, o che
   risultino da tale attività lavorativa;
d) "valore limite di esposizione
   professionale": se non diversamente
   specificato,        il     limite     della
   concentrazione media o ponderata
   nel tempo di un agente chimico
   nell'aria all'interno della zona di
   respirazione di un lavoratore in
   relazione ad un periodo di
   riferimento specificato;
e) "valore limite biologico": il limite
   della concentrazione nell'adeguato
   mezzo biologico del relativo agente,
   di un suo metabolito, o di un
   indicatore di effetto;
 ---pagebreak---                                                  13
 f)   "sorveglianza         sanitaria":       la
      valutazione dello stato di salute di un
      singolo lavoratore in funzione
      dell'esposizione ad agenti chimici
      specifici sul luogo di lavoro;
 g) "pericolo": la proprietà intrinseca di
      un agente chimico di poter produrre
      effetti nocivi;
 h) "rischio": la probabilità che si
      raggiunga il potenziale nocivo nelle
      condizioni di utilizzazione e/o di
      esposizione.
                  Articolo 3
        Valori limite di esposizione
   professionale e valori limite biologici
 1. La Commissione valuta il rapporto fia
gli effetti sulla salute degli agenti chimici
pericolosi e il livello di valori di
esposizione professionale in base ad una
valutazione scientifica indipendente dei
più aggiornati dati scientifici disponibili.
2. In base alla valutazione di cui al
paragrafo 1 e previa consultazione del
comitato consultivo per la sicurezza,
l'igiene e la tutela della salute sul luogo di
lavoro, la Commissione propone, sotto
forma di valori limite indicativi di
esposizione professionale,            obiettivi
europei in materia di protezione dei
lavoratori dai rischi chimici, da fissare a
livello comunitario.
 ---pagebreak---                                                  14
 Tali valori limite sono fissati o riveduti     Tali valori limite sono fissati o riveduti
 tenendo conto della disponibilità di           tenendo conto della disponibilità di
 tecniche di misurazione, secondo la            tecniche di misurazione confermate,
 procedura di cui all'articolo 17 della         secondo la procedura di cui all'articolo
 direttiva 89/391/CEE. Gli Stati membri          17 della direttiva 89/391/CEE. Gli Stati
 informano       le     organizzazioni      dei membri informano le organizzazioni dei
 lavoratori e degli imprenditori in merito      lavoratori e degli imprenditori in merito
 ai valori        limite di       esposizione   ai valori limite indicativi di esposizione
 professionale       stabiliti   a      livello professionale      stabiliti   a    livello
 comunitario.                                   comunitario.
 3. Per ogni agente chimico in relazione al
 quale sia fissato, a livello comunitario, un
 valore limite indicativo di esposizione
 professionale, gli Stati membri fissano un
 valore limite nazionale di esposizione,
tenendo conto del valore limite
 comunitario, e ne determinano la natura
 in base alla normativa e alla prassi
nazionali.
4. I valori limite di esposizione
professionale obbligatori possono essere
fissati a livello comunitario e, in aggiunta
ai      fattori     considerati     per      la
determinazione dei valori limite indicativi
di esposizione professionale, tengono
conto dei fattori di fattibilità mantenendo
al tempo stesso rispetto l'obiettivo di
garantire la salute dei lavoratori sul luogo
di lavoro. Detti valori limite sono fissati
secondo la procedura di cui all'articolo
118A del trattato e indicati nell'allegato I
della presente direttiva.
5. Per ogni agente chimico in relazione al
quale sia fissato un valore limite di
esposizione professionale obbligatorio,
gli Stati membri fissano un valore limite
nazionale di esposizione professionale
obbligatorio corrispondente, basato sul
valore del limite comunitario, ma non
superiore ad esso.
 ---pagebreak---                                             15
6. I valori limite biologici obbligatori
possono essere ricavati a livello
comunitario in base alla valutazione di
cui al paragrafo 1 e alla disponibilità di
tecniche di misurazione e riflettono i
fattori di fattibilità mantenendo, al tempo
stesso, l'obiettivo di garantire la salute
dei lavoratori sul posto di lavoro. Detti
valori limite sono fissati secondo la
procedura di cui all'articolo 118A del
trattato e sono indicati nell'allegato II
della presente direttiva, insieme ad altre
informazioni pertinenti in materia di
sorveglianza sanitaria.
7. Per ogni agente chimico in relazione al
quale sia fissato un valore limite
biologico obbligatorio, gli Stati membri
stabiliscono un valore limite biologico
nazionale obbligatorio corrispondente,
basato sul valore del limite comunitario,
ma non superiore ad esso.
8. Quando uno Stato membro, sulla base      8. Quando uno Stato membro introduce
di nuovi dati, introduce o modifica un      o, sulla base di nuovi dati, modifica un
valore limite nazionale di esposizione      valore limite nazionale di esposizione
professionale o un valore limite biologico  professionale o un valore limite biologico
nazionale relativi ad un agente chimico,    nazionale relativi ad un agente chimico,
ne informa la Commissione e gli altri       ne informa la Commissione e gli altri
Stati membri, fornendo i relativi dati      Stati membri, fornendo I relativi dati
scientifici e tecnici. La Commissione       scientifici e tecnici. La Commissione
intraprende le azioni adeguate.             intraprende le azioni adeguate.
                                            8bis. Sulla base delle relazioni fornite
                                            dagli Stati membri a norma dell'articolo
                                            15. la Commissione effettua una
                                            valutazione del modo in cui gli Stati
                                            membri hanno tenuto conto dei valori
                                            limite indicativi fissati a livello
                                            comunitario al momento di fissare I
                                            corrispondenti valori limite nazionali di
                                            esposizione professionale. Se tale
                                            valutazione fa emergere forti divergenze
                                            nelle norme vigenti, la Commissione
                                            intraprende azioni appropriate ai fini di
                                            una maggiore armonizzazione in questo
                                            campo
 ---pagebreak---                                               16
 9. A norma dell'articolo 12, paragrafo 2
vengono sviluppati metodi standardizzati
 di misurazione e valutazione delle
 concentrazioni atmosferiche presenti sul
posto di lavoro in relazione ai valori
limite di esposizione professionale.
                 SEZIONE II
     OBBLIGHI PER I DATORI DI
                  LAVORO
                  Articolo 4
    Determinazione e valutazione dei
    rischi presentati da agenti chimici
                   pericolosi
 1. Nell'assolvere gli obblighi stabiliti
dall'articolo 6, paragrafo 3 e dall'articolo
9,      paragrafo      1    della   direttiva
89/391/CEE, il datore di lavoro
determina innanzi tutto l'eventuale
presenza di agenti chimici pericolosi sul
luogo di lavoro. In caso affermativo, egli
valuta i rischi per la sicurezza e la salute
dei lavoratori derivanti dalla presenza di
tali agenti chimici, prendendo in
considerazione quanto segue:
      le loro proprietà pericolose;
      le informazioni sulla salute e
      sicurezza comunicate dal fornitore
      (per esempio la pertinente scheda dei
      dati di sicurezza a norma delle
      direttive        67/548/CEE           e
      88/379/CEE);
      il livello, il tipo     e la    durata
      dell'esposizione;
      le circostanze in cui viene svolto il
      lavoro in presenza di tali agenti,
      compresa la quantità degli stessi;
 ---pagebreak---                                                17
     i valori limite di esposizione
     professionale o i valori limite
     biologici stabiliti nel territorio dello
      Stato membro in questione;
     gli effetti delle misure preventive
     adottate o da adottare;
     se disponibili, le conclusioni tratte da
     eventuali azioni di sorveglianza
     sanitaria già intraprese.
Il datore di lavoro riceve dal fornitore o
da altre fonti direttamente accessibili le
informazioni supplementari necessarie
per la valutazione dei rischi. Ove
opportuno,           tali       informazioni
comprendono la valutazione specifica
relativa ai rischi per gli utilizzatori
elaborata sulla base della normativa
comunitaria sugli agenti chimici.
2. Il datore di lavoro deve essere in         2. Il datore di lavoro deve essere in
possesso di una valutazione dei rischi a      possesso di una valutazione dei rischi a
norma dell'articolo 9 della direttiva         norma dell'articolo 9 della direttiva
89/391/CEE e precisa quali misure sono        89/391/CEE e precisa quali misure sono
state adottate a norma degli articoli 5 e 6   state adottate a norma degli articoli 5 e 6
della presente direttiva. La valutazione      della presente direttiva. La valutazione
dei rischi è documentata nella forma          dei rischi è registrata in forma idonea
richiesta dalla legislazione e dalla prassi   tenendo conto della legislazione e della
nazionali; questa può includere una           prassi nazionali; essa può includere una
giustificazione che la natura e l'entità dei  giustificazione che la natura e l'entità dei
rischi connessi con gli agenti chimici        rischi connessi con gli agenti chimici
rendono non necessaria una ulteriore          rendono non necessaria una ulteriore
valutazione maggiormente dettagliata dei      valutazione maggiormente dettagliata dei
rischi. La valutazione dei rischi è           rischi. La valutazione dei rischi è
costantemente aggiornata, in particolare      costantemente aggiornata, in particolare
se vi sono stati notevoli mutamenti che       se vi sono stati notevoli mutamenti che
potrebbero averla resa superata, oppure       potrebbero averla resa superata, oppure
quando i risultati della sorveglianza         quando i risultati della sorveglianza
sanitaria lo rendono necessario               sanitaria lo rendono necessario.
 ---pagebreak---                                             18
3. Nella valutazione dei rischi sono
incluse talune attività nell'ambito
dell'impresa o della fabbrica, come ad
esempio la manutenzione, rispetto alle
quali è prevedibile la possibilità di
notevole esposizione, o che possono
provocare effetti dannosi sulla salute e
sulla sicurezza per altri motivi, anche
dopo l'adozione di tutte le misure
tecniche.
4. Nel caso di attività lavorative che
comportano l'esposizione a vari agenti
chimici pericolosi, irischisono valutati in
base al rischio che comporta la
combinazione di tutti i suddetti agenti
chimici.
5. Nel caso di un'attività nuova che
comporti la presenza di agenti chimici
pericolosi, tale attività comincia solo
dopo che si sia proceduto alla
valutazione dei rischi che essa presenta e
all'attuazione di misure di prevenzione.
6. Gli orientamenti pratici per la
determinazione e la valutazione dei rischi
e per il riesame e l'eventuale
adeguamento delle stesse sono elaborati
a norma dell'articolo 12, paragrafo 2.
 ---pagebreak---                                              19
                  Articolo S
   Prìncipi generali per la prevenzione
  dei rischi associati agli agenti chimici
      pericolosi e applicazione della
  direttiva in relazione alla valutazione
                   dei rischi
 1. Nell'adempiere l'obbligo di garantire la
salute e la sicurezza dei lavoratori in ogni
attività che comporti la presenza di
agenti chimici pericolosi, il datore di
lavoro adotta le necessarie misure di
prevenzione di cui all'articolo 6, paragrafi
 1 e 2 della direttiva 89/391/CEE e
include le misure stabilite nella presente
direttiva.
2. I rischi per la salute e la sicurezza dei
lavoratori che operano con agenti chimici
pericolosi sono eliminati o ridotti al
minimo mediante:
     la progettazione e l'organizzazione
     dei sistemi di lavorazione sul luogo
     di lavoro;
     la fornitura di un equipaggiamento
     adeguato al lavoro con agenti
     chimici e metodi di manutenzione
     tali da preservare la salute e la
     sicurezza dei lavoratori sul luogo di
     lavoro;
     lariduzioneal minimo del numero di
     lavoratori che sono o potrebbero
     essere esposti;
     lariduzioneal minimo della durata e
     dell'intensità dell'esposizione;
     misure igieniche adeguate;
 ---pagebreak---                                              20
     la riduzione della quantità di agenti
     chimici presenti sul luogo di lavoro
     al minimo necessario per il tipo di
     lavoro svolto;
     metodi di lavoro appropriati,
     comprese disposizioni         per il
     trattamento, l'immagazzinamento e il
     trasporto sicuri sul luogo di lavoro
     di agenti chimici pericolosi nonché
     dei rifiuti che contengono detti
     agenti chimici.
Gli orientamenti pratici per l'adozione di
misure di prevenzione a scopo di
controllo dei rischi sono elaborati a
norma dell'articolo 12, paragrafo 2.
3. Quando dai risultati della valutazione    3. Quando dai risultati della valutazione
di cui all'articolo 4, paragrafo 1 emerge    di cui all'articolo 4, paragrafo 1 emerge
un rischio per la sicurezza e la salute dei  un rischio per la sicurezza e la salute dei
lavoratori, si applicano le misure           lavoratori, si applicano le misure
specifiche di protezione, prevenzione,       specifiche di protezione, prevenzione, e
monitoraggio ed informazione previste        monitoraggio previste dagli articoli 6, 7 e
dagli articoli 6, 7 e 8 e 10.                10.
4. Se irisultatidella valutazione dei rischi
a norma dell'articolo 4, paragrafo 1
dimostrano che, in relazione alle quantità
di un agente chimico pericoloso presenti
sul luogo di lavoro, per la sicurezza e la
salute dei lavoratori vi è solo un rischio
moderato e che le misure adottate a
norma dei paragrafi 1 e 2 del presente
articolo sono sufficienti a ridurre il
rischio, non si applicano le disposizioni
degli articoli 6, 7 e 10 della presente
direttiva.
 ---pagebreak---                                                21
                   Articolo 6
   Misure specifiche di protezione e di
                  prevenzione
 1. Il datore di lavoro garantisce che il
rischio derivante da un agente chimico
pericoloso per la sicurezza e la salute dei
lavoratori sul luogo di lavoro sia
eliminato o ridotto al minimo.
2. Per l'applicazione del paragrafo 1 il
datore di lavoro fa di preferenza ricorso
alla sostituzione, vale a dire evita
l'utilizzazione di un agente chimico
pericoloso, sostituendolo con altri agenti
o procedimenti chimici che, nelle loro
condizioni di utilizzazione, non siano
affatto pericolosi o siano meno pericolosi
per la sicurezza e la salute dei lavoratori,
a seconda dei casi.
Quando la natura dell'attività non
consente di eliminare ilrischioattraverso
la       sostituzione,     prendendo       in
considerazione l'attività lavorativa e la
valutazione dei rischi di cui all'articolo 4,
il datore di lavoro garantisce che il
rìschio sia ridotto mediante l'applicazione
di misure di protezione e di prevenzione,
coerenti con la valutazione dei rischi
effettuata a norma dell'articolo 4. Esse
comprenderanno, in ordine di priorità:
a) la progettazione di adeguati processi
      lavorativi e controlli tecnici, nonché
      l'uso di attrezzature e materiali
      adeguati, al fine di evitare o ridurre
      al minimo ilrilasciodi agenti chimici
      pericolosi che possano presentare un
      rischio per la sicurezza e la salute dei
      lavoratori sul luogo di lavoro;
 ---pagebreak---                                                22
 b) l'applicazione di misure di protezione
      collettive alla fonte del rìschio, quali
      un'adeguata         ventilazione       e
      appropriate misure organizzative;
 e) l'applicazione di misure di protezione
      individuali, comprese le attrezzature
      di protezione individuali, qualora
      non si riesca a prevenire con altri
      mezzi l'esposizione.
 Gli orientamenti pratici per l'adozione di
misure di protezione e di prevenzione per
il controllo dei rìschi sono elaborati a
norma dell'articolo 12, paragrafo 2.
3. Alle misure di cui al paragrafo 2 del
presente articolo è associata una
sorveglianza        sanitaria    a     norma
dell'articolo 10, se ciò è adeguato in
funzione della natura del rìschio.
4. A meno che possa dimostrare
chiaramente con altri mezzi di
valutazione, a norma del paragrafo 2, che
è stato ottenuto un adeguato livello di
prevenzione e di protezione, il datore di
lavoro effettua periodicamente, e
ogniqualvolta siano modificate le
condizioni       che     possono      influire
sull'esposizione dei lavoratori agli agenti
chimici, le necessarie misurazioni degli
agenti chimici che possono presentare un
rìschio per la salute dei lavoratori sul
luogo di lavoro, in particolare in
rapporto ai valori limite di esposizione
professionale.
5. Il datore di lavoro tiene conto dei
risultati delle procedure di cui al
paragrafo 4       del presente articolo
nell'adempimento degli obblighi prescritti
dall'articolo 4 o che ad esso conseguono.
 ---pagebreak---                                               23
Comunque, se è stato superato un valore
limite di esposizione professionale
effettivamente fissato nel territorio di uno
Stato membro, il datore di lavoro,
tenendo conto della natura di tale limite,
adotta immediatamente iniziative per
porre rimedio alla situazione applicando
misure di prevenzione e di protezione.
6. Sulla base della valutazione globale e     5^ Sulla base della valutazione globale e
dei principi generali per la prevenzione      dei principi generali per la prevenzione
dei rischi cui agli articoli 4 e 5, il datore dei rìschi di cui agli articoli 4 e 5, il
di lavoro adotta le misure tecniche e/o       datore di lavoro adotta le misure tecniche
organizzative adeguate alla natura            e/o organizzative adeguate alla natura
dell'operazione, compresi l'immagazzi-        dell'operazione, compresi l'immagazzi-
namento e la manipolazione, diretta a         namento, la manipolazione e la separa-
proteggere i lavoratori dairischiderivanti    zione di agenti chimici incompatibili,
dalle proprietàfisicochimichedegli agenti     diretta a proteggere i lavoratori dai rìschi
chimici. In particolare, egli adotta, in      derivanti dalle proprietà fisiche o
ordine di priorità, le seguenti misure:       chimiche degli agenti chimici.
a) prevenire sul luogo di lavoro la
     presenza        di       concentrazioni
     pericolose di sostanze infiammabili o
     quantità pericolose di sostanze
     chimicamente instabili o, laddove la
     natura dell'attività lavorativa non lo
     consenta,
b) evitare la presenza di fonti di
     accensione che potrebbero dar luogo
     a incendi ed esplosioni o condizioni
     avverse che potrebbero provocare
     effetti fisici dannosi ad opera di
     sostanze o miscele di sostanze
     chimicamente instabili, e
e)   attenuare gli effetti negativi sulla
     salute e la sicurezza dei lavoratori
     nel caso di incendi o esplosioni
     dovute all'accensione di sostanze
     infiammabili o gli effetti fisici
     dannosi di sostanze o miscele di
     sostanze chimicamente instabili.
 ---pagebreak---                                                  24
 L'attrezzatura di lavoro e i sistemi di
 protezione forniti dal datore di lavoro per
 la protezione dei lavoratori ottemperano
 alle disposizioni comunitarie in materia di
 progettazione, fabbricazione e fornitura
 per quanto riguarda la salute e la
 sicurezza. Le misure tecniche e/o
 organizzative adottate dal datore di
 lavoro       tengono         conto        della
 classificazione dei gruppi di apparecchi in
 categorìe dell'allegato I della direttiva
 94/9/CE concernente il ravvicinamento
 delle legislazioni degli Stati membri
 relative agli apparecchi e sistemi di
 protezione destinati a essere utilizzati in
 atmosfera potenzialmente esplosiva23 e
 essere coerenti con questa.
Il datore di lavoro prende misure per
 assicurare un sufficiente controllo degli
impianti, apparecchi e macchinari o
fornire apparecchi per l'eliminazione delle
esplosioni o dispositivi per limitare la
pressione delle esplosioni.
                 Articolo 7
   Disposizioni in caso di incidenti o di
                 emergenze
 1. Fatti salvi gli obblighi stabiliti
dall'articolo 8         della          direttiva
89/391/CEE, il datore di lavoro, per
proteggere la salute e la sicurezza dei
lavoratori dalle conseguenze di incidenti
o di emergenze derivanti dalla presenza
di agenti chimici pericolosi sul luogo di
lavoro, mette a punto procedure (piani di
azione) che possono essere attuate al
verificarsi di tali eventi, in modo tale da
intraprendere azioni adeguate. Tali
misure comprendono esercitazioni di
23
     GU n. L 100 del 19.4.1994, pag. 1.
 ---pagebreak---                                                25
 sicurezza da effettuare a intervalli
 regolari e la messa a disposizione di
 appropriate installazioni di pronto
 soccorso.
 2. Nel caso in cui si verifichi un evento
 del tipo descritto nel paragrafo 1, il
 datore di lavoro adotta immediatamente
 misure volte ad attenuare gli effetti e ne
informa i lavoratori interessati.
Perripristinarela normalità:
      il datore di lavoro adotta le misure
      adeguate per porre rimedio alla
      situazione quanto prima;
      solo i lavoratori che sono
      indispensabili all'effettuazione di
      riparazioni ed altre attività necessarie
      possono operare nell'area colpita.
3. I lavoratori cui è consentito operare
nell'area colpita sono essere forniti di
adeguati      indumenti    protettivi,    di
attrezzature di protezione individuale, di
attrezzature e apparecchiature speciali di
sicurezza che debbono utilizzare sino a
quando persiste la situazione anomala,
che non deve comunque divenire
permanente.
Ai soggetti non protetti non è consentito
dirimanerenell'area colpita.
 ---pagebreak---                                               26
4. Fatto salvo l'articolo 8 della direttiva
89/391/CEE, il datore di lavoro adotta le
misure necessarie per approntare sistemi
di allarme e altri sistemi di
comunicazione necessari per segnalare un
aumento del rischio per la salute e per la
sicurezza, al fine di garantire una
reazione adeguata e di avviare
immediatamente azioni per porre rimedio
alla situazione, azioni di assistenza, di
evacuazione e di soccorso nei casi in cui
ciòrisultinecessario.
5. Il datore di lavoro rende disponibili le
informazioni sulle misure di emergenza
relative agli agenti chimici pericolosi. I
servizi interni ed esterni competenti per
gli incidenti e le emergenze hanno
accesso a tali informazioni. Esse
comprendono:
     informazioni preliminari sulle attività
     pericolose,      sulle    misure per
     l'identificazione dei rischi, sulle
     precauzioni e sulle procedure, in
     modo tale che i servizi competenti
     per le situazioni di emergenza
     possano mettere a punto le proprie
     procedure e misure precauzionali; e
     qualunque        altra    informazione
     disponibile sui rischi specifici
     derivanti o che possono derivare dal
     verificarsi di incidenti o situazioni di
     emergenza,           comprese         le
     informazioni        sulle     procedure
     elaborate in base al presente articolo.
 ---pagebreak---                                                 27
                  Articolo 8
      Informazioni per i lavoratori                 Informazioni e formazione per i
                                                                 lavoratori
1. Fatto salvo l'articolo 10 della direttiva    1. Fatti salvi gli articoli 10 e 12 della
89/391/CEE, il datore di lavoro                 direttiva 89/391/CEE, il datore di lavoro
garantisce che i lavoratori e/o i loro          garantisce che i lavoratori e/o i loro
rappresentanti dispongano:                      rappresentanti dispongano:
     dei dati ottenuti a norma
     dell'articolo 4 della presente direttiva
     e      di     ulteriori     informazioni
     ogniqualvolta modifiche importanti
     sul luogo di lavoro determinino un
     cambiamento di tali dati;
     di informazioni sugli agenti chimici            di informazioni sugli agenti chimici
     pericolosi, quali l'identità dell'agente,       pericolosi sul luogo di lavoro e sugli
     i rischi per la sicurezza e la salute, i        agenti chimici pericolosi individuati
     relativi valori limite di esposizione           in occasione della valutazione dei
     professionale ed altre disposizioni             rischi effettuata a norma dell'articolo
     normative;                                      4. paragrafo 1. quali l'identità di tali
                                                     agenti, i rischi per la sicurezza e la
                                                     salute, i relativi valori limite di
                                                     esposizione professionale ed altre
                                                     disposizioni normative;
     di informazioni su precauzioni ed               di misure di formazione e di
     azioni adeguate da intraprendere per            informazioni su precauzioni ed
     proteggere loro stessi ed altri                 azioni adeguate da intraprendere per
     lavoratori sul luogo di lavoro;                 proteggere loro stessi ed altri
                                                     lavoratori sul luogo di lavoro;
     dell'accesso ad ogni scheda dei dati
     di sicurezza messa a disposizione dal
    fornitore a norma dell'articolo 10
     della direttiva 88/379/CEE e
     dell'articolo 27      della      direttiva
     92/32/CEE 24;
24
    GU n. L 154 del 5.6.1992, pag. 1.
 ---pagebreak---                                                     28
  e che le informazioni siano:
      fornite in modo adeguato al risultato
      della valutazione del rischio di cui
      all'articolo 4 della presente direttiva.
      Tali informazioni possono essere
      costituite da comunicazioni orali o
      dalla formazione e dall'addestra-
      mento individuali con il supporto di
      informazioni scritte, a seconda della
      natura e del grado del rischio
      rivelato dalla valutazione richiesta
      dal predetto articolo;
      aggiornate, per tenere conto del
      cambiamento delle circostanze.
 2. Laddove i contenitori e le condutture
 per gli agenti chimici pericolosi utilizzati
 durante        il      lavoro      non      siano
 contrassegnati da segnali di sicurezza in
 base       alla        pertinente      normativa
 comunitaria relativa all'etichettatura degli
 agenti chimici e ai segnali di sicurezza sul
 luogo di lavoro, il datore di lavoro, fatte
 salve le deroghe previste dalla succitata
normativa,          provvede        affinché     il
 contenuto dei contenitori e delle
 condutture, così come la natura dello
 stesso ed eventuali rischi connessi siano
chiaramente identificabili.
3. Gli Stati membri possono adottare le
misure necessarie a garantire che i datori
di lavoro possano ottenere su richiesta,
preferibilmente dal produttore o dal
fornitore,         tutte      le     informazioni
concernenti gli agenti chimici pericolosi
prescritte ai fini dell'applicazione
dell'articolo 4, paragrafo 1, della presente
direttiva,         laddove       le      direttive
67/548/CEE            e     88/379/CEE        non
contemplino           l'obbligo     di     fornire
informazioni.
 ---pagebreak---                                                 29
                SEZIONE m
          DISPOSIZIONI VARIE
                  Articolo 9
                    Divieti
 1. Per prevenire l'esposizione dei
lavoratori ai rischi per la salute derivanti
da determinati agenti chimici e/o da
determinate attività che comportano la
presenza di agenti chimici, sono proibite,
entro I limiti specificati nell'allegato, la
produzione,        la     fabbricazione       o
l'utilizzazione sul posto di lavoro degli
agenti chimici, nonché le attività ivi
elencate.
2. Gli Stati membri possono ammettere
deroghe ai requisiti di cui al paragrafo 1
nei seguenti casi:
      a fini esclusivi di ricerca e di
      sperimentazione              scientifica,
      comprese le analisi;
      per attività volte ad eliminare gli
      agenti chimici che sono presenti
      sotto forma di sottoprodotti o di
      rifiuti;
      per la produzione degli agenti
      chimici di cui al paragrafo 1 destinati
      a essere usati come prodotti
      intermedi, e per tale uso.
 ---pagebreak---                                              30
Deve essere evitata l'esposizione dei
lavoratori agli agenti chimici di cui al
paragrafo 1, in particolare stabilendo che
la produzione e uso il più rapido possibile
di tali agenti chimici come prodotti
intermedi devono avvenire in un sistema
chiuso, dal quale detti agenti chimici
possano essere rimossi soltanto nella
misura in cui ciò è necessario ai fini del
controllo del processo o della
manutenzione del sistema.
Gli Stati membri possono prevedere
sistemi di autorizzazioni individuali.
3. Qualora siano ammesse deroghe a
norma del paragrafo 2, le autorità
competenti chiedono al datore di lavoro
di fornire le seguenti informazioni:
      le motivazioni della richiesta di
      deroga;
     la quantità dell'agente chimico da
     utilizzare annualmente;
     attività e/o reazioni o processi
     implicati;
     il numero di lavoratori che possono
     essere coinvolti;
     le precauzioni previste a tutela della
     sicurezza e della salute dei lavoratori
     interessati;
     le misure tecniche e organizzative
     adottate per prevenire l'esposizione
     dei lavoratori.
 ---pagebreak---                                                31
 4. Il Consiglio, secondo la procedura di
 cui all'articolo 118A del trattato, può
 modificare l'elenco dei divieti a norma del
 paragrafo 1 del presente articolo per
 includervi altri agenti chimici o altre
 attività lavorative.
                  Articolo 10
            Sorveglianza sanitaria
 1. Fatto salvo l'articolo 14 della direttiva
 89/391/CEE, gli Stati membri adottano le
misure        necessarie     per     garantire
l'appropriata sorveglianza sanitaria dei
lavoratori per i quali i risultati della
valutazione di cui all'articolo 4 della
presente direttiva rivelano un rischio per
la salute. Dette misure, compresi i
requisiti specificati per i documenti
sanitari e di esposizione e la relativa
disponibilità, sono introdotte in base alle
leggi e/o alle prassi nazionali.
La sorveglianza sanitaria, dei cui risultati
si tiene conto nell'applicazione delle
misure di prevenzione sullo specifico
luogo di lavoro, è appropriata quando:
      è possibile stabilire un nesso tra
      l'esposizione del lavoratore a un
      agente chimico pericoloso e una
      malattia identificabile o effetti
      pregiudizievoli sulla salute; e
      esiste la probabilità che la malattia o
      gli effetti possano verificarsi nelle
      particolari condizioni di lavoro del
      lavoratore; e
      la tecnica di investigazione è a basso
      rischio per i lavoratori.
 ---pagebreak---                                              32
                                             Le procedure di sorveglianza sanitaria
                                             sono concordate con i lavoratori
                                             coinvolti.
 Devono inoltre esistere tecniche valide
 per individuare i sintomi della malattia o
 degli effetti.
Nel caso in cui sia stato fissato un valore
 limite biologico obbligatorio, come
 indicato nell'allegato II, la sorveglianza
 sanitaria è una prescrizione obbligatoria
per il lavoro con l'agente in questione,
 secondo        le    procedure     previste
nell'allegato suddetto. I lavoratori sono
informati di tale prescrizione prima di
essere assegnati alla mansione che
comporta il rischio di esposizione
all'agente       chimico    pericoloso    in
questione.
2. Gli Stati membri prendono le misure
atte a garantire che per ciascun
lavoratore sottoposto a sorveglianza
sanitaria a norma dell'articolo 10,
paragrafo 1, siano tenuti e aggiornati i
documenti sanitari e di esposizione
individuali.
3. I documenti sanitari e di esposizione
contengono un sommario dei risultati
della sorveglianza sanitaria effettuata e di
qualunque altro dato, ottenuto grazie al
monitoraggio, rappresentativo dell'espo-
sizione del singolo lavoratore. Il
monitoraggio biologico e le relative
prescrizioni possono costituire parte
della sorveglianza sanitaria.
I documenti sanitari e di esposizione
sono tenuti in forma atta a consentirne la
consultazione in data successiva nel
rispetto dell'eventuale riservatezza.
 ---pagebreak---                                                  33
  Su richiesta è fornita alle autorità
  competenti       copia    dei     documenti
  appropriati. Il singolo lavoratore ha
  accesso, su richiesta, ai documenti
  sanitari e di esposizione che lo
  riguardano personalmente.
 In caso di cessazione dell'attività
 dell'impresa, i documenti sanitari e di
 esposizione sono messi a disposizione
 dell'autorità competente.
 4. Nel caso in cui dalla sorveglianza
 sanitaria risulti:
       che un lavoratore soffre di una
       malattia identificabile o da effetti
       pregiudizievoli       sulla      salute
       considerati, a parere di un medico o
       di uno specialista della medicina del
       lavoro, derivanti dall'esposizione a
      un agente chimico pericoloso
      durante il lavoro; ovvero
      che un valore limite biologico
      obbligatorio è stato superato,
il lavoratore viene informato dei risultati    il lavoratore viene informato dal medico
che lo riguardano personalmente,               o da altra persona adeguatamente
comprese le informazioni e i pareri            qualificata dei risultati che lo riguardano
relativi      all'eventuale      sorveglianza  personalmente, comprese le informazioni
sanitaria cui dovrebbe sottoporsi nel          e     i pareri      relativi    all'eventuale
periodo successivo all'esposizione, e          sorveglianza sanitaria cui dovrebbe
                                               sottoporsi nel periodo successivo alle
                                               esposizioni, e
il datore di lavoro deve:
      sottoporre a revisione la valutazione
     dei rischi effettuata a norma
     dell'articolo 4, paragrafo 1 ;
 ---pagebreak---                                             34
     sottoporre a revisione le misure
     predisposte per eliminare o ridurre i
     rischi a norma degli articoli 5 e 6;
     tenere conto del parere dello
     specialista di medicina del lavoro o
     di altra persona adeguatamente
     qualificata, ovvero dell'autorità
     competente, nell'attuazione delle
     misure necessarie per eliminare o
     ridurre il rischio, a norma
     dell'articolo    6,    compresa la
     possibilità di assegnare il lavoratore
     ad attività alternative che non
     comportano il rischio di esposizione
     di un'ulteriore esposizione; e
     porre in atto una sorveglianza
     sanitaria continua e prendere le
     misure affinché sia riesaminato lo
     stato di salute di tutti gli altri
     lavoratori che hanno subito
     un'esposizione simile. In tali casi il
     medico competente o lo specialista
     di medicina del lavoro, ovvero
     l'autorità competente, possono
     proporre che i soggetti esposti siano
     sottoposti ad esame medico.
                 Articolo 11
  Consultazione e partecipazione dei
                 lavoratori
La consultazione e la partecipazione dei    La consultazione e la partecipazione dei
lavoratori e/o dei loro rappresentanti      lavoratori e/o dei loro rappresentanti
sono attuate a norma dell'articolo 11       sono attuate a norma dell'articolo 11
della direttiva 89/391/CEE nelle materie    della direttiva 89/391/CEE nelle materie
disciplinate dalla presente direttiva,      disciplinate dalla presente direttiva,
compresi gli allegati.                      compresi gli allegati. I lavoratori e/o i
                                            loro rappresentanti sono in particolare
                                            consultati per quanto concerne i risultati
                                            della valutazione dei rischi di cui
                                            all'articolo 4. paragrafo 1 e le misure di
                                            protezione e di prevenzione di cui agli
                                            articoli 5 e 6.
 ---pagebreak---                                                  35
                   Articolo 12
         Adeguamenti degli allegati,
        preparazione e adozione degli
              orientamenti tecnici
 1. Gli adeguamenti di carattere
 strettamente tecnico degli allegati che
 siano conformi:
       alle direttive adottate nel settore
       dell'armonizzazione tecnica e della
       standardizzazione relativa agli agenti
       chimici, e/o
       al progresso tecnico, all'evoluzione
       delle      norme       o      specifiche
       internazionali ed alle scoperte
       relative agli agenti chimici,
 sono adottati secondo la procedura di cui
 all'articolo 17         della         direttiva
 89/391/CEE.
2.        La      Commissione         stabilisce
orientamenti pratici di carattere non
obbligatorio. Essi si riferiscono agli
aspetti menzionati negli articoli 3, 4, 5 e
6 e nell'allegato II, punto 1.
La Commissione consulta prelimi-
narmente il comitato consultivo per la
sicurezza, l'igiene e la tutela della salute
sul luogo di lavoro, a norma della
decisione 74/325/CEE.
Nell'applicazione della presente direttiva
gli Stati membri tengono conto per
quanto possibile dei suddetti orientamenti
quando stabiliscono le politiche nazionali
in materia di protezione della salute e di
sicurezza dei lavoratori.
 ---pagebreak---                                                    36
                   Articolo 13
    Abrogazione e modifica di direttive
                   precedenti
  1.     Le       direttive    80/1107/CEE,
 82/605/CEE e 88/364/CEE sono
 abrogate alla data di cui all'articolo 14,
 paragrafo 1.
 2. La direttiva 83/477/CEE del
 Consiglio, del 19 settembre 1983, sulla
 protezione dei lavoratori contro i rischi
 connessi con un'esposizione all'amianto
 durante il lavoro (seconda direttiva
 particolare ai sensi dell'articolo 8 della
 direttiva 80/1107/CEE.25 è modificata
 come segue:
 a) all'articolo 1, paragrafo 1, prima
      frase, sono soppressi i seguenti
      termini : "è la seconda direttiva
      particolare ai sensi dell'articolo 8
      della direttiva 80/1107/CEE ed";
b) all'articolo 9, il paragrafo 2 è
      sostituito dal testo seguente:
      "2. Le modifiche necessarie per
     l'adeguamento degli allegati della
     presente direttiva al progresso
     tecnico sono apportate secondo la
     procedura prevista all'articolo 17
     della direttiva 89/391/CEE del
     Consiglio, del 12 giugno 1989,
     concernente l'attuazione di misure
     volte a promuovere il miglioramento
     della sicurezza e della salute dei
     lavoratori durante il lavoro:
25
     GU n. L 263 del 24.9.1983, pag. 25. Direttiva modificata dalla direttiva 91/382/CEE (GU n. L 206 del
       29.7.1991, pag. 16).
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 e)   all'articolo 15, paragrafo 1, secondo
      comma, i termini "conformemente
      alla procedura di cui all'articolo 10
      della direttiva 80/1107/CEE" sono
      sostituiti dai termini seguenti
      "conformemente alla procedura di
      cui all'articolo 17 della direttiva
      89/391/CEE".
3. La direttiva 86/188/CEE del
Consiglio, del 12 maggio 1986, in
materia di protezione dei lavoratori
contro i rischi derivanti dall'esposizione
al rumore durante il lavoro26, è
modificata come segue :
a) All'articolo 1, paragrafo 1, sono
      soppressi i seguenti termini : "che è
     la terza direttiva particolare ai sensi
      della direttiva 80/1107/CEE".
b) All'articolo 12, paragrafo 2, il
     secondo comma è sostituito dal testo
      seguente :
      "Gli allegati I e II sono adattati al
     progresso tecnico secondo la
     procedura di cui all'articolo 17 della
     direttiva 89/391/CEE del Consiglio,
     del 12 giugno 1989, concernente
     l'attuazione di misure volte a
     promuovere il miglioramento della
     sicurezza e della salute dei lavoratori
     durante il lavoro.
4. Qualunque altro riferimento presente
nelle          direttive 83/477/CEE        e
86/188/CEE alla direttiva 80/1107/CEE
è sorpassato.
26
    GU n. L 137 del 24.5.1986, pag. 28.
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 5. Le direttive 91/322/CEE e 96/94/ÇE
 restano in vigore.
                SEZIONE IV
             Disposizioni finali
                 Articolo 14
 1. Gli Stati membri mettono in vigore le
disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative necessarie per confor-
marsi alla presente direttiva entro il [ ]*.
Essi ne informano immediatamente la
Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali
disposizioni, queste contengono un
riferimento alla presente direttiva o sono
corredate da un siffatto riferimento
all'atto della loro pubblicazione ufficiale.
Le modalità di tale riferimento sono
decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano alla
Commissione i testi delle disposizioni di
diritto interno già adottate o che essi
adottano nel settore disciplinato dalla
presente direttiva.
                 Articolo 15
Gli Stati membri presentano ogni cinque
anni alla Commissione una relazione
sull'attuazione pratica della presente
direttiva, comunicando i punti di vista dei
datori di lavoro e dei lavoratori.
La Commissione ne dà comunicazione al
Parlamento europeo, al Consiglio e al
Comitato economico e sociale.
    Tre anni dopo la pubblicazione della presente direttiva nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
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                Articolo 16
La direttiva entra in vigore il ventesimo
giorno successivo alla publicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee.
                Articolo 17
Gli Stati membri sono destinatari della
presente direttiva.
Fatto a                     , addi
Per il Consiglio
Il Presidente
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                                                   ALLEGATO I
  Elenco dei valori limite di esposizione professionale obbligatori
    Nome           Nr.        Nr        Valore limite di       Valore limite di
                  EINE       CAS           esposizione           esposizione
  dell'agente
                  CS( ! )     ft          professionale         professionale
                                              8hw             Breve termine(4)
                                      mg/m3           ppm   mg/mJ          ppm
                                        ft              ft
Piombo                               0,15
inorganico e
suoi
composti
(1) EINECS: European Inventory of Existing Chemical Substances.
(2) CAS: Chemical Abstracts Service.
(3) Misurato o calcolato in funzione di un periodo di riferimento di 8 ore,
       media ponderata nel tempo.
(4) Valore limite al di sopra del quale l'esposizione dovrebbe essere evitata
       e che si riferisce ad un perìodo di 15 minuti salvo indicazione
       contraria.
(5) mg/m3: milligrammi per metro cubo di aria a 20?C e 101,3 kPa.
(6) ppm: parti per milione nell'aria (ml/m3).
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                       ALLEGATO II
       Valori limite biologici obbligatori e misure di
                      sorveglianza sanitaria
 1. Piombo e suoi composti ionici
 1.1.   Il monitoraggio biologico comprende la
        misurazione del livello di piombo nel sangue
        (PbB) con l'ausilio della spettroscopia ad
        assorbimento o di un metodo che dia risultati
        equivalenti. Il valore limite biologico obbligatorio
       è il seguente:
              70 ug Pb/100 mi di sangue
1.2    La sorveglianza sanitaria interviene quando:
    -  l'esposizione a una concentrazione di' piombo
       nell'aria, espressa come media ponderata nel
       tempo calcolata su 40 ore alla settimana, è
       superiore a 0,075 mg/m3, oppure quando
    - nei singoli lavoratori è riscontrato un contenuto di
       piombo nel sangue superiore a 40 ug Pb/100 mi
       di sangue.
1.3    Gli orientamenti pratici per il monitoraggio
      biologico e la sorveglianza sanitaria sono definiti a
      norma       dell'articolo 12,    paragrafo 2.    Essi
      includono raccomandazioni di indicatori biologici
      (ad es. ALAU, ZPP, ALAD) e strategie di
      monitoraggio biologico.
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                        ALLEGATO m
                            Divieti
Sono proibite la produzione, la fabbricazione o
l'utilizzazione sul lavoro degli agenti chimici
sottoindicati, nonché le attività che comportino la
presenza di agenti chimici elencati. I divieti non si
applicano se l'agente chimico è presente in un altro
agente chimico, o quale componente dirifiuti,purché la
concentrazione individuale sia inferiore al limite
specificato.
a) Agenti chimici
                                                      Limite          di
Nr. EINECS (')   Nr. CAS ft     Nome dell'agente
                                                      concentrazione per
                                                      1'esenzione
 202-080-4        91-59-8       2-naftilamina       e  0,1% w/w
                                suoi sali e suoi sali
 201-177-1        92-67-1       4-amminodifenile       0,1% w/w
                                e quoi sali
 202-199-1        92-87-5        Benzidina e suoi      0,1% w/w
                                sali
                                4-nitrodifenile
202-204-7        92-93-3                               0,1% w/w
(') EINECS: European Inventory            of    Existing     Chemical
      Substances
(2) CAS: Chemical Abstracts Service
b) Attività lavorative
Nessuna
 ---pagebreak---                                          43,
La Commissione non ritiene opportuno accettare i se2uenti emendamenti
proposti dal Parlamento europeo
1. parte dell'emendamento N° 5 (relativo all'art. 4.2)
    Questa parte dell'emendamento comporta l'obbligo per i datori di lavoro di
    registrare la valutazione del rischio in modo adeguato, tenendo presenti le
    disposizioni di legge e la prassi nazionale. Ciò costituirebbe senza dubbio un
    indebolimento della posizione comune in base alla quale i dati devono essere
    registrati conformemente alle disposizioni e alla prassi nazionali, cioè nel pieno
    rispetto delle leggi nazionali.
2. Emendamento N° 8 (relativo all'art. 6.5)
   L'emendamento comporta l'obbligo per i datori di lavoro di rispettare sempre i
   valori limite dell'esposizione professionale, a prescindere dal tipo di disposizione
   nazionale. La Commissioneritieneche questo emendamento possa compromettere
   la distinzione fra valori limite indicativi e valori limite vincolanti.
3. Emendamento N° 14 (relativo all'art. 12, 1, secondo trattino)
   L'emendamento comporta l'eliminazione delle "nuove scoperte" fra le situazioni
   cherichiedonol'adeguamento tecnico degli allegati. La Commissioneritieneche le
    "nuove scoperte" siano una delle principali ragioni all'origine dei mutamenti
   tecnici. La procedura presentata nella posizione comune offre alla Comunità la
   possibilità di rispondere rapidamente, con soluzioni tecniche, alle "nuove
    scoperte". Ilricorsoa questa procedura è limitato esclusivamente agli adeguamenti
   tecnici.
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                                             ^                      ISSN0254-1505
                                                             COM(98) 162 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                 04 05 15
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-161-IT-C
                                                              ISBN 92-78-32045-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo