CELEX: C2000/176/40
Language: it
Date: 2000-06-24 00:00:00
Title: Causa T-80/00: Ricorso dell'ACA — Associação Comercial de Aveiro contro Commissione delle Comunità europee, presentato il 4 aprile 2000

C 176/22                IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         24.6.2000
Adelaïde, sostenuto dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda                 ORDINANZA DEL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO
del Nord (agente: sig.ra M. Ewing) , contro Commissione delle
Comunità europee, (agenti: signori N. Khan e F. Randolph),                                              23 marzo 2000
avente ad oggetto una domanda di annullamento del regola-
mento (CE) della Commissione 7 aprile 1998, n. 773, che                     nella causa T-234/99, Patrick Monod-Gayraud contro
istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni                        Commissione delle Comunità europee (1)
di taluni tessuti di cotone greggi originari della Repubblica
popolare cinese, dell’Egitto, dell’India, dell’Indonesia, del Paki-
stan e della Turchia (GU L 111, pag. 19), il Tribunale (Quinta              (Ricorso d’annullamento e per risarcimento danni — Esperti
Sezione ampliata), composto dal signor J.D. Cooke, presidente,              nazionali distaccati presso la Commissione — Spese di
dal signor R. Garcı́a-Valdecasas, dalla signora P. Lindh e dai              alloggio — Termini d’impugnazione — Tardività — Irricevi-
signori J. Pirrung e M. Vilaras, giudici, cancelliere: H. Jung, ha                                            bilità)
emesso il 28 gennaio 2000 un’ordinanza il cui dispositivo è il
seguente:                                                                                              (2000/C 176/39)
1) Non vi è luogo a procedere sul presente ricorso.
                                                                                                (Lingua processuale: il francese)
2) Ciascuna parte sopporterà le proprie spese.
                                                                            Nella causa T-234/99, Patrick Monod-Gayraud, esperto nazio-
( 1) GU C 258 del 15.8.1998.                                                nale distaccato presso la Commissione delle Comunità europee,
                                                                            residente a Varsavia (Polonia) con gli avv.ti H. Masse-Dessen,
                                                                            avvocato presso il «Conseil d’État» e la «Cour de cassation», e
                                                                            V. Ecker, del foro di Lussemburgo, con domicilio eletto in
                                                                            Lussemburgo presso lo studio di quest’ultimo, 77 boulevard
                                                                            Grande-Duchesse Charlotte, contro Commissione delle Comu-
                                                                            nità europee, (agenti: signor J. Currall e signora F. Clotuche-
     ORDINANZA DEL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO                                 Duvieusart), avente ad oggetto, da un lato, una domanda di
                                                                            annullamento della decisione della Commissione 29 giugno
                           30 marzo 2000                                    1999 con la quale veniva respinta la richiesta a farsi carico
                                                                            delle spese di alloggio del ricorrente e, dall’altro, una domanda
nella causa T-33/99, Elvira Méndez Pinedo contro Banca                      di risarcimento dei relativi danni, il Tribunale (Quinta Sezione),
                        centrale europea (1)                                composto dal signor R. Garcı́a-Valdecasas, presidente, dalla
                                                                            signora P. Lindh e dal signor J.D. Cooke, giudici, cancelliere:
(Bando di concorso a posti presso il servizio giuridico della               H. Jung, ha emesso il 23 marzo 2000 un’ordinanza il cui
Banca centrale europea — Ricorso di annullamento e per                      dispositivo è il seguente:
              risarcimento danni — Irricevibilità)
                                                                            1) Il ricorso è irricevibile.
                          (2000/C 176/38)
                                                                            2) Il ricorrente sopporterà la totalità delle spese.
                   (Lingua processuale: lo spagnolo)
                                                                            (1) GU C 20 del 22.1.2000.
Nella causa T-33/99, Elvira Méndez Pinedo, residente a Madrid,
con l’avv. Antonio Mendez Garcia, del foro di Madrid, calle
Bravo Murillo 36, secondo piano, 28015 Madrid, contro Banca
centrale europea (agenti: signori Antonio Sàiñz de Vicuña e
signora Chiara Zilioli), avente ad oggetto la domanda di
annullamento del bando di concorso a posti presso il servizio
giuridico della Banca centrale europea pubblicato sulla Gazzet-             Ricorso dell’ACA — Associação Comercial de Aveiro
ta ufficiale C159A del 26 maggio 1998, nonché una domanda                   contro Commissione delle Comunità europee, presentato
di risarcimento dei danni, il Tribunale (Seconda Sezione),                                              il 4 aprile 2000
composto dal signor J. Pirrung, presidente, e dai signori
A. Potocki e A.W.H. Meij, giudici; cancelliere: H. Jung, ha                                            (Causa T-80/00)
pronunciato il 30 marzo 2000 un’ordinanza il cui dispositivo
è del seguente tenore:                                                                                 (2000/C 176/40)
1) Il ricorso è dichiarato irricevibile.
                                                                                              (Lingua processuale: il portoghese)
2) La domanda di gratuito patrocinio è respinta.
3) Ciascuna parte sopporterà le proprie spese.                              Il 4 aprile 2000, l’ACA — Associação Comercial de Aveiro,
                                                                            associazione di imprese senza fini lucrativi, con sede in Aveiro,
                                                                            (Portogallo), rappresentata dagli avv. João Amaral e Almeida e
(1) GU C 121 dell’1.5.1999.                                                 Bernardo Diniz de Ayala, del foro di Lisbona, ha proposto
                                                                            dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
                                                                            un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
 ---pagebreak--- 24.6.2000               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 176/23
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                           B. Voce 14.2.5 (Duplicazione di documenti)
a) dichiarare ricevibile il ricorso e, conseguentemente, annul-
     lare la decisione della Commissione delle Comunità euro-             a) O m e s s a m o t i v a z i o n e
     pee 30 novembre 1999, con cui è stata approvata la
     richiesta di pagamento del saldo relativo alla pratica               Nella fattispecie in esame non si ravvisa alcuna motivazione
     890365 P1, decisione notificata alla ricorrente il 27 gen-           con riguardo a due aspetti essenziali, relativi al consumo di
     naio 2000, mediante comunicazione n. 00724 del DAFSE                 carta nei corsi e al prezzo delle singole fotocopie.
     — Dipartimento Affari del Fondo Sociale europeo;
                                                                          Conseguentemente, la decisione impugnata appare viziata da
b) condannare la Commissione alle spese.                                  carente motivazione, ponendosi in contrasto con l’art. 253 CE
                                                                          e dovendo essere conseguentemente, annullata, con tutte le
                                                                          relative conseguenze giuridiche.
Motivi e principali argomenti
                                                                          b) V i o l a z i o n e d e l p r i n c i p i o d i p r o p o r z i o -
                                                                              nalità
La ricorrente è un’associazione di imprese senza fini lucrativi
di diritto portoghese.                                                    La Commissione ha fondato la propria decisione su criteri
                                                                          inadeguati e inidonei per potersi pronunciare razionalmente
                                                                          su costi quali la duplicazione di documenti.
Il progetto di cui trattasi, destinato alla formazione professio-
nale di 249 persone, contenente una richiesta di contributo
finanziario che l’autorità nazionale — il DAFSE — in Lisbona              Conseguentemente, la decisione impugnata deve essere annul-
presentò a favore della ricorrente, fu approvato dalla Commis-           lata parimenti per la violazione del principio di proporzionalità
sione con decisione 22 marzo 1989, C(89)0570, con un                      sotto il profilo dell’adeguatezza.
finanziamento complessivo pari a 157 397 822 PTE, di cui
86 568 802 PTE a carico della FSE e 70 829 020 PTE a carico
del sistema di previdenza sociale portoghese.                             C. Voce 14.3.1B) (Funzionamento e gestione dei corsi/
                                                                               personale tecnico non docente)
Premesso che la riduzione dell’importo di cui alla richiesta di
pagamento del saldo abbraccia sei voci [le voci 14.1.5, 14.2.3,           a) O m e s s a m o t i v a z i o n e
14.2.5, 14.3.1 a), 14.3.1.b) e 14.3.9], oggetto del ricorso sono
solo quattro delle dette voci, atteso che la ricorrente riconosce,
per quanto attiene alla voce 14.1.5 — sussidi dei partecipanti            Anche con riguardo a tale voce la decisione impugnata
— e 14.3.1.a) — retribuzione del personale docente — che i                presenta carenza di motivazione, ponendosi pertanto in con-
relativi valori oltrepassavano i limiti previsti nelle comunica-          trasto con l’art. 253 CE e dovendo essere conseguentemente,
zioni del Ministero del lavoro e della previdenza sociale nn.             annullata con tutte le debite implicazioni giuridiche.
20/MTSS/87 e 21/MTSS/87.
                                                                          b) E r r o r e q u a n t o a i p r e s u p p o s t i d i f a t t o
La ricorrente concentra quindi i propri argomenti sulle restanti
quattro voci, deducendo la manifesta illegittimità delle riduzio-         Con riguardo a tale voce, i vizi della decisione risultano da un
ni operate.                                                               evidente errore relativo ai rispettivi presupposti di fatto; rectius,
                                                                          da un duplice errore quanto a tali presupposti; laddove la
                                                                          decisione è viziata da errore su presupposti di fatti dev’essere
                                                                          conseguentemente annullata.
A. Voce 14.2.3 (Individuazione e selezione delle persone
      da avviare alla formazione)
                                                                          D. Voce 14.3.9 (Canoni di locazione e noleggio)
Omessa motivazione
                                                                          Anche con riguardo a tale voce la decisione appare illegittima
                                                                          per errore nei presupposti di fatto.
La Commissione ha deciso di operare una riduzione in ragione
di 559 500 PTE unicamente ed esclusivamente sulla base della              Infatti, la ragionevolezza dei costi imputati dall’ACA sotto la
«applicazioni di criteri di razionalità nell’analisi di tali costi».      voce di canoni di locazione e noleggio non può essere verificata
Limitandosi a richiamare i «criteri di razionalità» e i «costi            sulla base dei costi dell’impresa sua fornitrice, bensı̀ sulla base
eccessivi», la decisione impugnata presenta una carenza di                dei valori di mercato all’epoca praticati.
motivazione ponendosi, in tal modo, in contrasto con
l’art. 253 CE e dovendo essere conseguentemente, annullata
con tutte le relative conseguenze giuridiche.