CELEX: 51994PC0083
Language: it
Date: 1994-02-28
Title: Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che adotta un piano di azione contro il cancro 1995-1999, nell' ambito del programma quadro per la sanità pubblica

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51994PC0083

Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che adotta un piano di azione contro il cancro 1995-1999, nell' ambito del programma quadro per la sanità pubblica  /* COM/94/83DEF - COD 94/0105 */  

Gazzetta ufficiale n. C 139 del 21/05/1994 pag. 0012

Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che adotta un piano di azione contro il cancro 1995-1999, nell'ambito del programma quadro per la sanità pubblica (94/C 139/09) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(94) 83 def. - 94/0105(COD)(Presentata dalla Commissione il 26 aprile 1994)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 129,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale,visto il parere del Comitato delle regioni,considerando che, in occasione delle riunioni del giugno 1985 a Milano e del dicembre 1985 a Lussemburgo, il Consiglio europeo ha sottolineato i vantaggi inerenti all'adozione di un programma europeo di lotta contro il cancro;considerando che il Consiglio e i rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti nell'ambito del Consiglio hanno adottato rispettivamente il 7 luglio 1986 una risoluzione riguardante il primo programma d'azione delle Comunità europee contro il cancro (1) e il 17 maggio 1990 la decisione 90/238/Euratom/CECA/CEE che stabilisce il secondo piano di azione per il periodo 1990-1994 (2);considerando che il Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 15 dicembre 1993, ha chiesto che le attività di lotta contro il cancro vengano intensificate;considerando che, nella risoluzione del 13 dicembre 1993 (3), il Consiglio ha invitato la Commissione a mettere a punto tempestivamente un terzo piano di azione, tenendo conto della risoluzione del Consiglio del 27 maggio 1993 sull'azione futura nel settore della salute pubblica, nonché degli obiettivi e dei miglioramenti indicati nell'allegato;considerando che la prevenzione del cancro costituisce un elemento prioritario dell'attività comunitaria svolta nell'ambito del programma quadro per la sanità pubblica presentato dalla Commissione, che deve essere in armonia con le altre azioni svolte dalla Comunità in tale settore;considerando che, in base al principio della sussidiarietà, le azioni in settori che non rientrano nell'esclusiva competenza della Comunità, come la prevenzione del cancro, possono essere svolte dalla Comunità solo qualora, date le loro dimensioni o i loro effetti, esse possano essere meglio realizzate a livello comunitario;considerando che deve essere intensificata la cooperazione con gli organismi nazionali competenti e con i paesi terzi;considerando che il cancro rappresenta una delle principali malattie legate al modo di vivere e che è opportuno lottare contro i fattori di rischio, in particolare contro il tabagismo, contribuendo in tal modo anche alla lotta contro altre malattie, segnatamente cardio-vascolari;considerando che, garantendo una maggiore diffusione delle conoscenze sulle cause del cancro e sulla prevenzione, nonché promuovendo una migliore comparabilità e diffusione delle informazioni su tali argomenti, sviluppando azioni complementari di educazione sanitaria particolarmente presso gruppi specifici, il piano contribuirà alla realizzazione di tali obiettivi comunitari;considerando l'importante ruolo svolto nella attuazione del piano dal Comitato consultivo e dai comitati nazionali di coordinamento;considerando, sotto il profilo operativo, che è opportuno tutelare e sviluppare l'investimento realizzato nel corso dei precedenti piani di azione, sia per le reti pilota europee sia per la mobilizzazione degli operatori partecipanti alla lotta contro il cancro;considerando tuttavia che è opportuno evitare inutili ripetizioni di attività tramite la promozione di scambi di esperienze e la predisposizione comune di modelli di base per l'informazione del grande pubblico, l'educazione alla salute e la formazione del personale sanitario;considerando che, per aumentare il valore e gli effetti del piano d'azione, è opportuno procedere alla continua valutazione delle azioni avviate, segnatamente sotto il profilo dell'efficacia e della realizzazione degli obiettivi, tanto a livello nazionale che comunitario, procedendo se del caso ai necessari adeguamenti;considerando che la durata del piano deve essere pari a cinque anni affinché vi sia il tempo necessario per la realizzazione delle azioni volte a conseguire gli obiettivi stabiliti dall'articolo 129,DECIDONO:Articolo 1 È adottato un piano d'azione comunitario contro il cancro per il periodo compreso fra il 1° gennaio 1995 e il 31 dicembre 1999.Articolo 2 La Commissione esegue le azioni indicate nell'allegato in conformità dell'articolo 5 e in stretta cooperazione con gli Stati membri e le autorità e gli organismi operanti nel settore della prevenzione del cancro.Articolo 3 L'autorità di bilancio determina gli stanziamenti disponibili per ogni esercizio.Articolo 4 La Commissione provvede alla compatibilità e complementarità fra le azioni comunitarie da realizzare nel quadro del presente piano e gli altri principali programmi ed iniziative comunitari, in particolare con il Programma di ricerca sanitaria e biomedica rientrante nell'ambito dei programmi quadro di ricerca comunitari.Articolo 5 Per l'attuazione del piano d'azione la Commissione è assistita da un comitato a carattere consultivo, composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione.Il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.Articolo 6 1. Nell'attuare il piano d'azione la Commissione promuove la cooperazione con i paesi terzi e gli organismi internazionali competenti per la sanità pubblica, in particolare con l'Organizzazione mondiale della sanità e l'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro.2. I paesi dell'EFTA nonché quelli dell'Europa dell'Est possono essere associati alle attività decritte in allegato, alle condizioni previste dagli accordi stipulati con la Comunità europea.Articolo 7 1. La Commissione pubblica ogni anno una relazione sullo stato di avanzamento del piano d'azione e sui potenziali finanziamenti comunitari nei diversi settori d'intervento, tenendo conto delle relazioni che dovranno essere presentate dagli Stati membri. Tale relazione viene trasmessa al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale ed al Comitato delle regioni.2. Sulla base di una relazione intermedia presentata dalla Commissione entro la fine del 1977, il Consiglio ed il Parlamento europeo procederanno ad una valutazione delle azioni avviate. La relazione globale verrà presentata al termine del piano d'azione.(1) GU n. C 184 del 23. 7. 1986, pag. 19.(2) GU n. L 137 del 30. 5. 1990, pag. 31.(3) GU n. C 15 del 18. 1. 1994, pag. 1.ALLEGATO AZIONI DA SVOLGERE NEL PERIODO 1995-1999 I. REGISTRI DELLE MALATTIE CANCEROGENE E DEGLI STUDI EPIDEMIOLOGICI1. Appoggio agli scambi di informazioni, di esperienze, alla raccolta e alla diffusione di dati affidabili e comparabili nel settore della registrazione delle malattie cancerogene (incidenza, mortalità e tasso di sopravvivenza). Sviluppo e potenziamento di una rete europea in cooperazione con il Centro internazionale di ricerca sul cancro (CIRC).2. Appoggio alla realizzazione di studi epidemiologici di interesse europeo ed alla diffusione delle loro conclusioni, nel settore dell'identificazione degli agenti cancerogeni (fisici, chimici e biologici), dei rischi derivanti da un'esposizione ad essi, dei metodi di prevenzione e di stima dei tassi di sopravvivenza, nonché sulle cause di disparità di tali tassi di sopravvivenza. Appoggio, sulla base di tali conclusioni, all'elaborazione e alla diffusione di raccomandazioni. Proseguimento degli studi sul cancro e l'alimentazione e la salute (rete EPIC), appoggio alla realizzazione di studi epidemiologici basati sulla ricerca del potenziale preventivo alimentare (identificazione di agenti protettori, modifica di fattori alimentari specifici) ed eventualmente di agenti di chemioprevenzione.II. PREVENZIONE TRAMITE UN'AZIONE SUI FATTORI DI RISCHIOL'azione di prevenzione delle malattie cancerogene si baserà sul proseguimento delle azioni legislative avviate nel corso dei due primi piani di azione di lotta contro il cancro, nonché sul sostegno alla realizzazione di azioni finalizzate nei seguenti settori di applicazione:A. Informazione del pubblico3. Organizzazione annuale di una settimana europea di lotta contro il cancro.4. Miglioramento dell'efficacia della comunicazione dei messaggi di prevenzione delle malattie cancerogene e segnatamente delle raccomandazioni del Codice europeo contro il cancro, tramite un appoggio alla realizzazione di azioni specifiche (insegnanti, medici generici, ecc.) e di progetti pilota, di studi, di analisi delle tecniche di promozione della salute, nonché alle valutazioni di azioni in tale settore.5. Appoggio a reti di azioni pilota di informazione e di scambi in materia di prevenzione delle malattie cancerogene, tenendo conto delle raccomandazioni del Codice europeo contro il cancro e di quelle di comitati di esperti riuniti a tale scopo, per contribuire alla segnalazione ed alla diffusione delle migliori prassi da seguire.6. Promozione di campagne di informazione e di sensibilizzazione di gruppi di popolazione specifici sulla promozione della salute e sulla prevenzione del cancro, segnatamente nei luoghi pubblici e nei luoghi di lavoro.7. Sollecitazione di progetti di interesse europeo relativi alla prevenzione del tabagismo; valutazione dell'applicazione delle raccomandazioni sull'uso del tabacco nei luoghi pubblici, segnatamente nei trasporti pubblici e negli istituti scolastici. Promozione di una politica volta a proteggere dal tabagismo passivo i gruppi più esposti al rischio, segnatamente le donne incinte e i bambini. Valutazione dell'effetto di provvedimenti adottati negli Stati membri per ridurre il consumo del tabacco, quali, ad esempio, il divieto ed il controllo della pubblicità diretta o indiretta, l'esclusione del tabacco dall'indice dei prezzi, la diffusione delle conoscenze acquisite in occasione di tali valutazioni. Appoggio e valutazione di azioni pilota di prevenzione contro il consumo del tabacco nel quadro delle reti di scambi fra gli Stati membri quali le reti «città senza tabacco», «ospedali senza tabacco», «club di giovani» in collegamento con il personale sanitario e con gli insegnanti.8. Selezione a livello europeo, diffusione e valutazione dell'impatto dei metodi migliori per ridurre il consumo del tabacco, applicati negli Stati membri, nel quadro di azioni pilota di applicazione di tali metodi, in collegamento con il personale sanitario competente. Proseguimento della classificazione delle sostanze e dei preparati pericolosi in vista del miglioramento dell'imballaggio e dell'etichettatura.B. Educazione alla salute9. Contributo alla formulazione e all'attuazione dei programmi integrati di educazione alla salute nei diversi contesti di vita, garantendo un ruolo preponderante alla prevenzione del cancro. Definizione e realizzazione di progetti complementari di prevenzione del cancro per gruppi specifici nei diversi contesti. Valutazione nel quadro di reti pilota comunitarie, assegnando una priorità alla responsabilizzazione degli individui di fronte alla loro stessa salute, alla riduzione del consumo del tabacco, alla promozione di una sana alimentazione e ai rischi derivanti da un'eccessiva esposizione della pelle alle radiazioni UV, con particolare riferimento ai giovani.10. Appoggio agli scambi di esperienze nel quadro di programmi integrati di educazione alla salute, in vista del miglioramento della formazione iniziale e continua degli insegnanti e dei responsabili di progetti nel settore della prevenzione del cancro, tenendo conto dell'esperienza maturata con programmi quali Erasmus e con le azioni di appoggio svolte dalla Commissione nel settore dell'istruzione.11. Appoggio alla realizzazione, alla diffusione e alla valutazione dell'impatto di materiali pedagogici di interesse comunitario relativi alla prevenzione delle malalttie cancerogene, collaudati segnatamente nel quadro di reti pilota di sperimentazione.12. Realizzazione di studi e diffusione delle relative conclusioni per migliorare il livello di conoscenza sulla percezione che i bambini e i giovani hanno del cancro, del tabacco, delle abitudini alimentari e dei rischi derivanti dall'esposizione eccessiva della pelle alle radiazioni UV. Analisi psicosociologiche destinate ad aumentare l'efficacia dei programmi di prevenzione presso i bambini ed i giovani.C. La formazione del personale sanitario13. Perseguimento dell'attuazione della raccomandazione della Commissione dell'8 novembre 1989 relativa alla formazione del personale sanitario in materia di cancro; organizzazione e valutazione periodica dell'impatto delle reti pilota europee sulla formazione iniziale e sulla formazione continua in materia di cancro per le professioni connesse all'attività medica, infermieristica e odontoiatrica.14. Appoggio alla mobilità degli operatori sanitari (in particolare degli addetti alla formazione), al fine di migliorare le conoscenze teoriche e pratiche in materia di cancro (prevenzione primaria, diagnosi di massa segnatamente per quanto riguarda il cancro del collo dell'utero e del seno, diagnosi precoce e qualità delle cure), fra centri specializzati degli Stati membri che offrono una formazione di alto livello, nel caso in cui tale mobilità non sia garantita da programmi comunitari quali COMETT II ovvero FORCE.15. Appoggio agli scambi di esperienze, alla realizzazione e alla diffusione di raccomandazioni di conferenze e di gruppi di esperti sulle buone prassi sanitarie mediche da seguire, al fine di accelerare la diffusione e l'applicazione dei risultati degli studi controllati. Preparazione di materiali didattici di interesse europeo per migliorare la formazione del personale sanitario in materia di cancro, segnatamente grazie all'impiego di programmi informatici interattivi, con valutazione dell'impatto di tali materiali nel quadro di reti pilota. In particolare, appoggio allo sviluppo, alla realizzazione e alla valutazione di modelli di prevenzione destinati agli operatori sanitari, nonché di modelli ausiliari di diagnosi o di decisione terapeutica.III. PREVENZIONE TRAMITE DIAGNOSI PRECOCE E RILEVAMENTO SISTEMATICO16. Appoggio alla realizzazione di reti europee di progetti pilota nel settore dell'analisi di massa del cancro al seno e al collo dell'utero, sulla base di raccomandazioni formulate a livello europeo in materia di garanzia della qualità del rilevamento, e appoggio all'organizzazione di incontri volti a esaminare la fattibilità di un'estensione a livello nazionale e regionale dei progetti pilota.17. Appoggio alla messa a punto a livello europeo ed alla diffusione di una terminologia e di una classificazione comuni al fine di migliorare la qualità dell'interpretazione anatomocitopatologica, in particolare delle lesioni mammarie e uterine sospette, segnatamente per gli anatomo-citopatologhi della Comunità europea.18. Appoggio agli studi di interesse europeo sulla realizzabilità di una diagnosi precoce di massa di altri tipi di cancro (ovaie, prostata, pelle, colon-retto, cavità orale) tenendo conto segnatamente degli aspetti medico-psicosociali ed economici.IV. STUDI E AZIONI IN MATERIA DI QUALITÀ DELLE CURE AI MALATI DI CANCRO19. Appoggio alla realizzazione di studi di interesse europeo e diffusione delle loro conclusioni, segnatamente nel quadro di incontri e di scambi di esperienze a livello europeo, al fine di conoscere meglio e di migliorare l'efficacia dei metodi di controllo qualitativi tanto per la diagnosi (esame radiologico e anatomo-citopatologico) che per i trattamenti (radioterapia e chemioterapia), comprese le cure palliative, tenendo conto degli aspetti psicosociali riguardanti segnatamente la qualità di vita dei malati. Diffusione e valutazione delle migliori procedure per garantire la qualità nel quadro di reti di progetti pilota.V. RICERCHE20. Contributo alla definizione delle priorità per quanto riguarda le esigenze di ricerca nel settore del cancro da svolgere nel quadro di programmi comunitari di ricerca e, segnatamente, nell'ambito del Programma di ricerca sanitaria e biomedica che comprende le attività di ricerca fondamentale e clinica in materia di cancro. Appoggio alla realizzazione di un inventario delle azioni di interesse europeo di ricerca fondamentale e clinica in materia di cancro: aiuto al trasferimento dei risultati delle ricerche fondamentali per le verifiche cliniche; reti di scambio di informazioni sulle verifiche cliniche in corso e aiuto all'avvio di verifiche cliniche multicentriche e multinazionali per accelerare la valutazione dei nuovi metodi di cura.