CELEX: 52019PC0607
Language: it
Date: 2019-11-19
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea nel Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia e nel Gruppo permanente ad alto livello della Comunità dell'energia (Chisinau, 12 e 13 dicembre 2019)

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 19.11.2019
            COM(2019) 607 final
            ALLEGATI 
            della
            decisione del Consiglio
            relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea nel Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia e nel Gruppo permanente ad alto livello della Comunità dell'energia (Chisinau, 12 e 13 dicembre 2019)
            
               
         
         
            
               ALLEGATO 1
            
            
            
               Consiglio ministeriale
            
            
               1.DECISIONE CHE ADOTTA IL BILANCIO DELLA COMUNITÀ DELL'ENERGIA E I CONTRIBUTI FINANZIARI PER IL PERIODO 2020-2021
            
            
               La posizione da adottare a nome dell'Unione europea consiste nell'approvare la decisione che adotta il bilancio della Comunità dell'energia e i contributi finanziari per il periodo 2020-2021 conformemente alla decisione della Commissione, del 6 novembre 2019, che stabilisce la proposta della Commissione al Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia relativa al bilancio della Comunità dell'energia per il periodo 2020-2021 [C(2019) 7828 final] e al progetto di atto procedurale del Consiglio ministeriale che figura nell'addendum del presente allegato.
            
            
               2.DECISIONI A NORMA DELL'ARTICOLO 91, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO DELLA COMUNITÀ DELL'ENERGIA CHE STABILISCONO L'ESISTENZA DI UNA VIOLAZIONE DEL MEDESIMO NEI PROCEDIMENTI ECS-10/17 (SERBIA), ECS-13/17 (SERBIA), ECS 6/18 (KOSOVO*)
            
            
               (a)La posizione da adottare a nome dell'Unione europea consiste nell'approvare i progetti di decisione a norma dell'articolo 91, paragrafo 1, del trattato della Comunità dell'energia che stabiliscono l'esistenza di una violazione nel procedimento ECS-10/17 (Serbia), previa soppressione dell'obiter dictum al punto 71 della richiesta motivata, nel procedimento ECS-13/17 (Serbia) e nel procedimento ECS-6/18 (Kosovo*). 
            
            
               3.DECISIONI A NORMA DELL'ARTICOLO 92, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO DELLA COMUNITÀ DELL'ENERGIA RELATIVE ALL'IMPOSIZIONE O ALLA PROROGA DI MISURE NEI CONFRONTI DELLA BOSNIA-ERZEGOVINA NEI PROCEDIMENTI ECS-8/11, ECS-2/13 E ECS-6/16 E NEI CONFRONTI DELLA SERBIA NEI PROCEDIMENTI ECS-3/08 E ECS-9/13
            
            
               La posizione da adottare a nome dell'Unione europea consiste nell'approvare i progetti di decisione a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato della Comunità dell'energia relativi alla Bosnia-Erzegovina nei procedimenti ECS-8/11, ECS-2/13 e ECS-6/16 e alla Serbia nei procedimenti ECS-3/08 e ECS-9/13. 
            
            
            
               
            
               ADDENDUM DELL'ALLEGATO 1
            
            
            
               ATTO PROCEDURALE 
            
            
               DEL CONSIGLIO MINISTERIALE DELLA COMUNITÀ DELL'ENERGIA
            
            
            
               2019/PA/01/MC-EnC relativo all'adozione del bilancio della Comunità dell'energia per il periodo 2020-2021 e ai contributi delle parti al bilancio 
            
            
            
               Il Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia,
            
         
         
            
            
               visto il trattato che istituisce la Comunità dell'energia, in particolare gli articoli 73, 74, 86 e 88,
            
            
            
               vista la decisione della Commissione, del ............................, che stabilisce la proposta della Commissione al Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia relativa al bilancio della Comunità dell'energia per il periodo 2020-2021, 
            
            
            
               visti gli articoli 24 e 25 delle procedure della Comunità dell'energia per la definizione e l'esecuzione del bilancio, la revisione contabile e l'ispezione, 
            
            
            
               considerando che il Consiglio ministeriale adotta ogni due anni un bilancio che copre le spese operative della Comunità dell'energia necessarie per il funzionamento delle sue istituzioni, 
            
            
            
               considerando che ciascuna parte contribuisce al bilancio della Comunità dell'energia secondo le modalità riportate nell'allegato IV del trattato che istituisce la Comunità dell'energia,
            
            
            
               DECIDE:
            
            
            
               Articolo 1
            
            
            
               È adottato il bilancio della Comunità dell'energia per gli esercizi finanziari 2020 e 2021 che figura nell'allegato del presente atto procedurale.
            
            
            
               Articolo 2
            
            
            
               I contributi delle parti al bilancio della Comunità dell'energia con effetto a decorrere dal 1º gennaio 2020 sono stabiliti nell'allegato del presente atto procedurale. 
            
         
         
            
            
            
               Articolo 3
            
            
            
               Tutte le parti del trattato che istituisce la Comunità dell'energia e le istituzioni costituite in virtù di tale trattato sono destinatarie della presente decisione. 
            
            
            
               Articolo 4
            
            
            
               Entro sette giorni dall'adozione del presente atto procedurale e del relativo allegato il direttore del segretariato della Comunità dell'energia li mette a disposizione di tutte le parti del trattato che istituisce la Comunità dell'energia e delle istituzioni costituite in virtù di tale trattato.  
            
            
            
            
            
               Adottato a Chisinau il 13 dicembre 2019
            
            
            
            
               Per il Consiglio ministeriale 
            
            
            
            
               ………………..
            
            
               Il presidente
            
         
         
            
            
            
            
               
            
               Allegato 
            
            
            
               della decisione della Commissione che stabilisce la proposta della Commissione al Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia relativa al bilancio della Comunità dell'energia per il periodo 2018-2019
            
            
            
               Relazione che accompagna il bilancio della Comunità dell'energia per il periodo 2020-2021
            
            
            
               1.Contesto della proposta 
            
            
               1.1.Base nel trattato 
            
            
            
               Gli articoli 73 e 74 del trattato che istituisce la Comunità dell'energia (di seguito "il trattato") prevedono che il Consiglio ministeriale stabilisca il bilancio biennale della Comunità dell'energia mediante un atto procedurale adottato all'unanimità su proposta della Commissione europea. Il bilancio copre anche le spese operative della Comunità dell'energia necessarie per il funzionamento delle sue istituzioni. 
            
            
               La presente proposta di bilancio e la relazione che la accompagna sono state elaborate dal direttore in applicazione dell'articolo 30 delle procedure della Comunità dell'energia per la definizione e l'esecuzione del bilancio, la revisione contabile e l'ispezione (di seguito "le procedure di bilancio"). 
            
            
               1.2.Disposizioni relative al bilancio della Comunità dell'energia per il periodo 2020-2021
            
            
               I principi orientativi e le disposizioni per la formazione del bilancio (contenuto e struttura) sono stabiliti nelle procedure di bilancio della Comunità dell'energia (modificate nel 2014). 
            
            
               Un altro principio applicato per la prima volta al processo deriva dall'introduzione dei principi del bilancio per attività (Activity Based Budgeting, ABB) nel futuro meccanismo di rendicontazione della Comunità dell'energia. 
            
            
               2.Sintesi del programma di lavoro 2020-2021
            
            
         
         
            
               Ferma restando la necessità di prepararsi alle sfide future, le priorità della Comunità dell'energia e delle sue istituzioni – compreso il segretariato – saranno saldamente imperniate sugli obiettivi essenziali definiti nel trattato:  
            
            
            
               3.estendere le norme e i principi del mercato interno dell'energia dell'UE ai paesi dell'Europa sudorientale, della regione del Mar Nero e oltre, sulla base di un quadro giuridicamente vincolante;
            
            
               4.creare uno assetto normativo e di mercato stabile in grado di attrarre investimenti nella generazione dell'energia e nelle reti energetiche;
            
            
               5.creare un mercato dell'energia integrato che consenta il commercio transfrontaliero di energia e l'integrazione con il mercato dell'UE;
            
            
               6.potenziare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico in modo da renderlo stabile e continuo, condizione essenziale per lo sviluppo economico e la stabilità sociale;
            
            
               7.migliorare la situazione ambientale in relazione all'approvvigionamento energetico nella regione e promuovere l'uso delle energie rinnovabili e l'efficienza energetica.
            
            
               Il segretariato continuerà a sostenere le parti contraenti nel recepimento e nell'attuazione dell'acquis. Gli esperti del segretariato saranno sempre più attivi nell'intervenire nei casi in cui non si registrano progressi sufficienti, fornendo sostegno su misura nell'ambito di missioni attuative specifiche per paese o tramite la gestione di servizi di consulenza esterna. Il meccanismo volto a garantire il rispetto delle norme previsto dal trattato, insieme alla mediazione e alla risoluzione delle controversie, continuerà a rappresentare uno strumento importante per agevolare l'attuazione del trattato laddove altri tipi di sostegno abbiano fallito (ad esempio redazione, condivisione delle conoscenze, sviluppo delle capacità). 
            
            
            
               Al tempo stesso occorrerà recepire e attuare il regolamento concernente l'integrità e la trasparenza del mercato dell'energia (REMIT), come pure i codici di rete e gli orientamenti nel settore del gas adottati di recente dagli organi decisionali della Comunità dell'energia. Altri compiti connessi alle questioni infrastrutturali (progetti di interesse per la Comunità dell'energia/progetti di interesse comune) resteranno all'ordine del giorno del segretariato e richiederanno relazioni periodiche in linea con la normativa applicabile. 
            
            
            
               Gli orientamenti di politica generale relativi agli obiettivi per il 2030 per le parti contraenti della Comunità dell'energia, adottati nel dicembre 2018, indicano la direzione da imprimere all'attività futura della Comunità dell'energia nel settore della decarbonizzazione. Sempre nella riunione di dicembre il Consiglio ministeriale ha annunciato l'inizio dei lavori finalizzati all'integrazione del pacchetto "Energia pulita". I primi atti ad essere integrati nell'acquis, forse già nel 2019, saranno la rifusione della direttiva Rinnovabili, le direttive modificate Efficienza energetica e Prestazione energetica nell'edilizia e il regolamento sulla governance. Ciò si tradurrà in nuovi compiti e obblighi in capo alle parti contraenti e nella necessità di ulteriori sforzi da parte del segretariato; l'elaborazione e l'adozione dei piani nazionali per l'energia e il clima rappresenteranno una sfida particolarmente impegnativa.
            
            
               L'acquis in materia di sicurezza dell'approvvigionamento di gas e i codici di rete esistenti e futuri, inoltre, impongono una serie di nuovi compiti al segretariato e al Comitato di regolamentazione della Comunità dell'energia. 
            
            
               Anche l'adozione degli atti procedurali del Consiglio ministeriale riguardanti l'istituzione e l'attività del gruppo di coordinamento dei gestori di sistemi di distribuzione di energia elettrica della Comunità dell'energia e del gruppo di coordinamento per la cibersicurezza e le infrastrutture critiche della Comunità dell'energia comporterà una serie di nuove incombenze, ad esempio l'organizzazione e la preparazione delle riunioni, il sostegno generale ai gruppi di lavoro per quanto riguarda i contenuti, eccetera. 
            
            
               Le mansioni vecchie e nuove derivanti dal mandato del segretariato contribuiscono ad ampliare il novero dei suoi obblighi di rendicontazione nei confronti di varie istituzioni della Comunità dell'energia (tra cui il Consiglio ministeriale, il Comitato di regolamentazione della Comunità dell'energia e il Gruppo permanente ad alto livello) e della Commissione europea. I dettagli degli obblighi di rendicontazione sono illustrati nell'allegato II del programma di lavoro. 
            
            
               In linea generale il lavoro del segretariato è incentrato su tre grandi aree prioritarie, conformemente all'articolo 67 del trattato: 
            
            
            
               –attività 1 (A1): attuazione dell'acquis a norma dell'articolo 67, lettera b), del trattato, in particolare fornendo assistenza alle parti contraenti per agevolare la corretta esecuzione degli obblighi ad esse imposti dal trattato e trasmettendo al Consiglio ministeriale le relazioni annuali sui progressi compiuti; 
            
            
               –attività 2 (A2): assistenza ai donatori e al coordinamento della loro attività effettuato dalla Commissione europea, a norma dell'articolo 67, lettera c), del trattato, compreso il sostegno alle attività nei settori di competenza della Comunità dell'energia che la comunità dei donatori svolge nei territori delle parti contraenti; e 
            
            
               –attività 3 (A3): supporto amministrativo a istituzioni e organi, in linea con l'articolo 67, lettera a), al fine di agevolare e organizzare l'attività delle istituzioni della Comunità dell'energia e degli organi di lavoro istituiti da decisioni del Consiglio ministeriale.
            
         
         
            
               Le attività principali, così come sono definite nel programma di lavoro a fini di rendicontazione, sono a loro volta suddivise in azioni (cfr. allegato I del programma di lavoro per il periodo 2020-2021). Prossimamente la rendicontazione sull'utilizzo del bilancio sarà effettuata in base alle attività (cfr. A1-A3) e ai relativi indicatori. 
            
            
               Il presente documento, tuttavia, fa riferimento alla programmazione delle risorse in conformità dei principi di cui alle procedure di bilancio (cfr. infra). 
            
            
               8.Ipotesi di bilancio 
            
            
               La principale ipotesi che sottende la proposta di bilancio è che la stabilità dell'assetto giuridico e finanziario si estenderà alle operazioni della Comunità dell'energia. Le modifiche che il Consiglio ministeriale, con il sostegno della presidenza in carica e del segretariato, prevede di apportare al trattato nel 2019 per migliorarne il funzionamento rappresentano una prima garanzia che la Comunità dell'energia continuerà ad adoperarsi per conseguire i propri obiettivi, rispondendo all'esigenza di creare un mercato interno unico dell'energia. Nella programmazione del bilancio per il periodo 2020-2021 sono state prese in considerazione tanto l'esperienza di attuazione del bilancio acquisita nei tre anni precedenti quanto la programmazione strategica delle attività e dei compiti futuri presentata nel programma di lavoro. 
            
            
               9.Struttura del bilancio della Comunità dell'energia 
            
            
               La programmazione del bilancio segue la struttura del bilancio predefinita dalle norme applicabili. L'impianto stabile su cui la programmazione delle spese e delle entrate poggia sin dall'inizio della Comunità dell'energia consente il raffronto pluriennale dell'utilizzo dei suoi risultati. 
            
            
               Il bilancio presentato si articola in quattro linee: "Risorse umane", "Spese di viaggio", "Spese d'ufficio" e "Altri costi e servizi", a loro volta ripartite in voci di bilancio (il cui numero varia in funzione della linea di bilancio). Ogni voce di bilancio si compone di conti predefiniti, riuniti in gruppi che rappresentano una data categoria di spese connesse alle linee di bilancio. Le spiegazioni fornite in questa sezione si applicano sia all'esercizio 2020 che all'esercizio 2021.
            
            
            
               9.1.Linea di bilancio "Risorse umane" 
            
            
               La linea di bilancio I è riservata alle spese per le risorse umane. Questa parte del bilancio è definita in funzione della tabella dell'organico approvata e si basa sulle tabelle degli stipendi in vigore. 
            
            
               La proposta si base sull'attuale struttura organizzativa del segretariato. La dotazione assegnata alla linea di bilancio "Risorse umane" è frutto dalle seguenti considerazioni:
            
            
               –le retribuzioni sono indicizzate a un tasso d'inflazione del 2 % nel 2020 e nel 2021, rispettivamente; e
            
            
               –si prevede di continuare a promuovere l'impiego temporaneo nell'ambito di regimi di distacco e programmi di tirocinio. Nel periodo 2020-2021 si farà sempre più ricorso al distacco come strumento per rafforzare la capacità amministrativa delle parti contraenti, affiancando al personale del segretariato esperti provenienti dalle amministrazioni nazionali o da altre organizzazioni e dotati di specifiche competenze tecniche. I tirocini, dal canto loro, sono volti a fornire sostegno al personale, a far conoscere la Comunità dell'energia e a contribuire al potenziamento delle capacità. Le ipotesi finanziarie su cui poggia il bilancio proposto prevedono fondi per circa 60 mesi-persona per i tirocini
                  1
                e 24 mesi-persona per i distacchi. Il numero di posti temporanei è calcolato considerando contratti di 1 anno: nel 2020 si prospettano quindi 5 tirocini di 1 anno e 2 distacchi della stessa durata, per un totale di 7 contratti temporanei. 
            
            
            
               9.2.Linea di bilancio "Spese di viaggio"  
            
            
               La linea di bilancio II copre le spese connesse ai viaggi autorizzati del personale del segretariato incaricato di svolgere attività volte all'attuazione del trattato per conto della Comunità dell'energia. 
            
            
               Questa linea di bilancio finanzia principalmente le missioni nelle parti contraenti e l'assistenza tecnica nell'ambito del riesame dell'esecuzione degli obblighi a norma del trattato, ma stanzia anche fondi per i viaggi del personale motivati dalla necessità di organizzare e partecipare a riunioni e conferenze di vario tipo, comprese quelle delle istituzioni della Comunità dell'energia, gli eventi a cui i membri del personale intervengono in qualità di oratori, eccetera. 
            
            
               Il bilancio per le spese di viaggio contempla ed è programmato in base ai seguenti elementi:
            
            
               –costi per voli e varie ed eventuali; e
            
            
               –indennità giornaliera
                  2
               . 
            
         
         
            
            
               9.3.Linea di bilancio "Spese d'ufficio"
            
            
               La linea di bilancio III copre le spese che aumentano o alterano i beni della Comunità dell'energia e altre spese connesse all'infrastruttura degli uffici (locazione, materiale per ufficio, materiali di consumo e altri servizi) necessarie per il funzionamento del segretariato in quanto istituzione prevista dal trattato.
            
            
               Essa comprende le seguenti voci di bilancio:
            
            
            
               –locazione: stima delle spese di locazione dei locali adibiti a uffici. Questa voce di bilancio tiene conto della donazione del paese ospitante (Austria) a contributo del bilancio complessivo della Comunità dell'energia
                  3
               ; 
            
            
               –apparecchiature per ufficio: questa voce di bilancio riflette la necessità di mantenere le apparecchiature allo stato dell'arte (in particolare quelle informatiche e i relativi mobili da ufficio) per garantire la massima sicurezza dell'ambiente di lavoro, dei processi e dei dati trattati. Consta dei seguenti conti di bilancio: hardware, software, apparecchiature per ufficio e beni di basso valore. La spesa complessiva prevista per il 2020 tiene conto del piano informatico, che preannuncia la sostituzione dell'hardware (apparecchiature informatiche ad uso del personale, vale a dire computer portatili, stampanti e server nell'area amministrativa informatica) e del relativo software. Comprende anche le licenze necessarie al funzionamento dei software attualmente usati per il sito web della Comunità dell'energia e per il programma interno di contabilità, che consente la gestione dei conti della Comunità dell'energia;
            
            
               –materiali di consumo: questa linea di bilancio include i seguenti conti: materiale per ufficio, riparazioni e manutenzione, pulizie degli uffici, costi di esercizio e costo dell'energia elettrica per i locali; 
            
            
               –altri servizi: la dotazione prevista corrisponde ai fondi necessari per i servizi di spedizione e trasporto da parte di terzi, le spese postali, altre spese operative e i costi di comunicazione (telecomunicazioni).
            
            
            
               9.4.Linea di bilancio "Altri costi e servizi"
            
            
               La linea di bilancio IV riguarda altre spese riconducibili alle attività necessarie per il funzionamento del segretariato e delle altre istituzioni previste dal trattato (Consiglio ministeriale, Gruppo permanente ad alto livello, Comitato di regolamentazione della Comunità dell'energia e Forum). 
            
            
                Consta delle seguenti voci di bilancio: 
            
            
               –pubblicità, comunicazioni e rappresentanza: copre le attività svolte nel settore delle pubbliche relazioni e quelle connesse alla pubblicazione di materiali a cura del segretariato (ad esempio nuove edizioni dei volumi sull'assetto giuridico, relazioni di esecuzione, eccetera), nonché la pubblicità necessaria ai fini degli appalti e della ricerca di personale e i costi di rappresentanza; 
            
            
               –studi, ricerca e consulenza: l'esperienza ha dimostrato che il sostegno tecnico fornito dallo svolgimento di studi è uno strumento molto utile per il conseguimento degli obiettivi della Comunità dell'energia. Ricerca e consulenza afferiscono alle aree di lavoro definite nel programma di lavoro della Comunità dell'energia (compreso il Comitato di regolamentazione della Comunità dell'energia); 
            
            
               –costo dei servizi esternalizzati (informatica, libro paga, eccetera): questa linea di bilancio copre lo svolgimento delle attività e delle funzioni connesse all'amministrazione informatica (esternalizzata a un partner esterno), la manutenzione tecnica del sito web della Comunità dell'energia (tanto l'area destinata agli amministratori quanto quella destinata agli utenti esterni), i contratti di locazione delle apparecchiature per ufficio (ad esempio fotocopiatrici e stampanti) e la manutenzione degli strumenti informatici in uso nei settori dell'amministrazione, della contabilità e delle risorse umane (banche dati per la contabilità e le risorse umane); 
            
            
               –costi di revisione contabile e consulenza giuridica e finanziaria: questa linea di bilancio comprende i fondi destinati alla revisione contabile e all'esternalizzazione di servizi giuridici e servizi finanziari (tenuta del libro paga e della contabilità)
                  4
               ; 
            
            
               –servizi finanziari: copre le commissioni bancarie e le spese di transazione; 
            
            
               –costi per eventi: questa linea di bilancio copre le spese connesse all'organizzazione di tutti gli eventi periodici e non, compresa la locazione di locali e apparecchiature, i servizi di ristorazione e l'organizzazione tecnica; 
            
            
               –rimborsi: copre le spese di viaggio connesse alla partecipazione dei rappresentanti delle parti contraenti e/o degli osservatori a riunioni istituzionali, seminari e altri eventi organizzati dal segretariato della Comunità dell'energia; l'esecuzione di questa linea di bilancio è disciplinata da una serie di norme separate sui rimborsi. In linea di principio le norme applicabili in materia di rimborso dei costi di trasporto e di alloggio sono le stesse fin dall'inizio della Comunità dell'energia; e
            
         
         
            
               –formazione: questa voce di bilancio copre le spese connesse alla formazione, all'istruzione, alle riunioni interne annuali del personale del segretariato e soprattutto alle opportunità di formazione offerte ai rappresentanti delle parti contraenti. 
            
            
               10.Bilancio 2020 della Comunità dell'energia 
            
            
               Il bilancio proposto per il 2020 è in linea con l'importo presentato dalla Commissione e si situa allo stesso livello del bilancio 2019 (4 812 073 EUR). Come ogni anno il contributo dell'UE (94,78 % del bilancio della Comunità dell'energia) è subordinato all'adozione definitiva del bilancio dell'Unione per il 2020.
            
            
            
               5.1. Linea di bilancio 1: Risorse umane 2020
            
            
               Rispetto al 2019 si registra un aumento del 3,7 % delle risorse finanziarie destinate alla linea di bilancio 1, dovuto alla richiesta di creare due nuovi posti di esperto che saranno coperti nel corso del prossimo anno (per i dettagli e le motivazioni cfr. programma di lavoro allegato) e all'adeguamento all'inflazione del 2 %.  
            
            
               Questa linea di bilancio comprende le retribuzioni del personale permanente (assunto con contratti di durata limitata ma prorogabile) e del personale temporaneo (tirocinanti, lavoratori distaccati). Le retribuzioni sono esenti dall'imposta nazionale sul reddito e al netto di qualsiasi prestazione (diritti pensionistici, copertura sanitaria, disoccupazione) ad eccezione dell'assicurazione infortuni. Non sono offerte indennità o prestazioni supplementari. 
            
            
               Le retribuzioni del personale del segretariato della Comunità dell'energia applicabili dal 1º gennaio 2020 si basano sugli attuali livelli retributivi (2019) e sono soggette a un adeguamento all'inflazione del 2 %. 
            
            
               In questa linea di bilancio figurano anche le risorse destinate alle assegnazioni temporanee (24 mesi-persona per i distacchi e 60 mesi-persona per i tirocini; 46,6 mesi-persona nel 2019). È stato operato un adeguamento del regime retributivo dei lavoratori distaccati che ha consentito di ridurre il bilancio complessivo necessario per il personale temporaneo da 190 485 EUR a 175 432 EUR. Il sistema del distacco ha dimostrato di apportare un valore aggiunto all'attività del segretariato e si è rivelato la soluzione migliore per coinvolgere nel lavoro della Comunità dell'energia giovani professionisti o esperti provenienti dalle parti. Inoltre, le assunzioni temporanee aiutano a conformarsi ai requisiti di "ripartizione geografica equilibrata" imposti dalle norme relative alle assunzioni, alle condizioni di lavoro e alla ripartizione geografica equilibrata del personale del segretariato della Comunità dell'energia ("le norme sulle assunzioni"). 
            
            
               La richiesta di aumentare il personale motivata nel programma di lavoro 2020-2021 è stata compensata mediante la ridistribuzione di stanziamenti tra varie linee di bilancio. 
            
            
            
               5.2. Linea di bilancio 2: Spese di viaggio 2020
            
            
               Il bilancio 2020 per i viaggi (340 000 EUR) è inferiore dell'8 % rispetto a quello del 2019 (367 812 EUR). Le stime per il 2020 sono state elaborate in base all'esperienza di utilizzo del bilancio acquisita negli ultimi anni. Una programmazione efficiente dei viaggi e delle missioni future consentirà di svolgere le attività in modo adeguato entro i limiti del bilancio richiesto. 
            
            
            
               5.3. Linea di bilancio 3: Spese d'ufficio 2020
            
            
               L'aumento del 6 % dello stanziamento per le spese d'ufficio (da 400 084 EUR nel 2019 a 424 205 EUR nel 2020) trova giustificazione nelle previsioni realistiche formulate per la locazione e gli altri servizi; negli anni passati le risorse assegnate a queste due voci si sono rivelate insufficienti. 
            
            
            
               5.4. Linea di bilancio 4: Altri costi e servizi 2020
            
            
               Il bilancio complessivo richiesto per "Altri costi e servizi" nel 2020 (1 395 000 EUR) è inferiore del 6 % rispetto a quello del 2019 (1 486 956 EUR): la riduzione è il risultato di un adeguamento della programmazione in diverse linee di bilancio Alla luce dei dati raccolti finora sull'utilizzo effettivo delle varie voci di bilancio si presume che la dotazione sarà sufficiente per proseguire le attività previste da questa linea di bilancio. 
            
            
               11.Bilancio 2021 della Comunità dell'energia
            
         
         
            
               Il bilancio proposto per il 2021, pari a 4 812 073 EUR, si fonda sul presupposto che tutte le posizioni previste dalla tabella dell'organico saranno coperte e che il livello delle retribuzioni e tutti gli altri costi resteranno invariati rispetto al 2020. L'aumento dei fondi destinati alle retribuzioni è compensato da una diminuzione della dotazione per studi, istruzione e materiali di consumo.
            
            
               Le cifre corrispondenti al futuro contributo dell'UE per il 2021 saranno disponibili solo dopo l'adozione del quadro finanziario pluriennale 2021-2027. Pertanto, gli importi proposti costituiscono una previsione indicativa delle risorse necessarie al funzionamento della Comunità dell'energia post 2020.
            
            
               
            
            
               12.Stato delle entrate 2020-2021
            
            
            
               
                  
            
            
            
               13.Stato delle spese 2020-2021
            
            
            
               
                  
            
            
               
            
               14.Dettagli dello stato delle spese 2020-2021
            
            
            
               
                  
            
            
            
               15.Bilancio istituzionale (rimborsi e organizzazione di eventi) 
            
            
            
               
                  
            
            
               16.Allegato IV del trattato: tabella dei contributi delle parti 2020-2021   
            
         
         
            
            
               
                  
            
            
            
            
               17.Tabella dell'organico 2020-2021 
            
            
            
               Attenzione: 
            
            
               la tabella dell'organico indica il numero di posti permanenti e temporanei proposti per svolgere le mansioni di cui al programma di lavoro pertinente. 
            
            
               Il numero dei posti temporanei è stimato ipotizzando contratti di 12 mesi e può variare in funzione della durata di ciascun incarico. 
            
            
            
            
               
                  
            
            
            
               
                  
            
            
               Nota: il programma di lavoro della Comunità dell'energia per il periodo 2020-2021 figura in allegato al presente atto procedurale a titolo di documento giustificativo.
            
            
               
            
               ALLEGATO 2
            
            
            
               Gruppo permanente ad alto livello
            
            
               DECISIONE DEL GRUPPO PERMANENTE AD ALTO LIVELLO DELLA COMUNITÀ DELL'ENERGIA CONCERNENTE L'ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO (UE) N. 312/2014 CHE ISTITUISCE UN CODICE DI RETE RELATIVO AL BILANCIAMENTO DEL GAS NELLE RETI DI TRASPORTO 
            
         
         
            
               La posizione da adottare a nome dell'Unione europea consiste nell'approvare il progetto di decisione intesa ad attuare il regolamento (UE) n. 312/2014 della Commissione conformemente alla decisione della Commissione, del 6 novembre 2019, che stabilisce la proposta della Commissione di decisione del Gruppo permanente ad alto livello della Comunità dell'energia relativa all'attuazione del regolamento (UE) n. 312/2014 che istituisce un codice di rete relativo al bilanciamento del gas nelle reti di trasporto (C(2019) 7831 final). 
            
            
            
               
            
               ALLEGATO 3
            
            
            
               Questioni che non rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE ma richiedono l'approvazione politica del Consiglio
            
            
               1.ORIENTAMENTI DI POLITICA GENERALE 2019 RELATIVI AGLI OBIETTIVI PER IL 2030 E ALLA NEUTRALITÀ CLIMATICA PER LA COMUNITÀ DELL'ENERGIA E LE SUE PARTI CONTRAENTI
            
            
               La posizione da adottare a nome dell'Unione europea consiste nel sostenere l'adozione del progetto di orientamenti di politica generale 2019 che figura nell'addendum del presente allegato. Alla luce dei commenti delle parti contraenti della Comunità dell'energia, la Commissione può concordare modifiche minori del progetto di orientamenti di politica generale 2019 prima o durante la riunione del Consiglio ministeriale senza un'ulteriore decisione del Consiglio.
            
            
               2.RELAZIONE ANNUALE SULLE ATTIVITÀ DELLA COMUNITÀ DELL'ENERGIA PER IL PERIODO 2018-2019
            
            
               La posizione da adottare a nome dell'Unione europea consiste nel sostenere l'adozione del progetto di relazione annuale per il periodo 2018-2019.
            
            
               3.DECISIONE D/2019/01/MC-EnC CHE CONCEDE IL DISCARICO DEL BILANCIO AL DIRETTORE DEL SEGRETARIATO 
            
            
               La posizione da adottare a nome dell'Unione europea consiste nel sostenere l'adozione del progetto di decisione che concede il discarico del bilancio al direttore per l'esercizio 2018.
            
            
            
               
            
               ADDENDUM DELL'ALLEGATO 3
            
            
            
               Orientamenti di politica generale 2019
            
            
               relativi agli obiettivi per il 2030 e alla neutralità climatica per la Comunità dell'energia e le sue parti contraenti 
            
            
            
         
         
            
            
               INTRODUZIONE
            
            
            
               Nella riunione di novembre 2018 il Consiglio ministeriale ha adottato orientamenti di politica generale relativi agli obiettivi per il 2030 per le parti contraenti della Comunità dell'energia. Gli orientamenti riflettono il consenso politico sulla definizione di tre obiettivi distinti per il 2030 in materia di energia e clima: un obiettivo di efficienza energetica, un obiettivo per il contributo delle fonti di energia rinnovabili e un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Gli obiettivi dovrebbero essere in linea con quelli dell'UE per il 2030, rispecchiare un analogo livello di ambizione delle parti contraenti e tenere conto delle differenze socioeconomiche, degli sviluppi tecnologici e dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. 
            
            
            
               Grazie agli accordi politici raggiunti dal Consiglio dell'Unione europea e dal Parlamento europeo nel 2018 e all'inizio del 2019, tutte le norme introdotte dal pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei" sono in vigore da giugno 2019. I tre obiettivi per il 2030 in materia di energia e clima (riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40 % rispetto al 1990, efficienza energetica pari almeno al 32,5 % e quota di energie rinnovabili pari almeno al 32 %) sono ora sanciti nella normativa dell'UE.
            
            
            
               La direttiva Rinnovabili del 2009 e la direttiva Efficienza energetica del 2012 sono state adottate e integrate nell'ordinamento giuridico della Comunità dell'energia con decisione del Consiglio ministeriale, che prevedono anche un obiettivo di efficienza energetica per il 2020 per la Comunità dell'energia nel suo insieme e obiettivi specifici per ciascuna parte contraente in materia di energie rinnovabili, anch'essi a orizzonte 2020.
            
            
            
               Il Consiglio ministeriale 2017 della Comunità dell'energia ha evidenziato la necessità di stabilire obiettivi per il 2030 in materia di efficienza energetica, energie rinnovabili e riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Ciò è in linea con gli obblighi delle parti contraenti nel processo di adesione all'UE, nonché con gli impegni assunti dai paesi nel quadro dell'UNFCCC e dell'accordo di Parigi. 
            
            
            
               Come primo passo in questa direzione il segretariato della Comunità dell'energia ha avviato uno studio esterno volto a individuare, se possibile, una metodologia per fissare tre obiettivi in materia di energia e clima sulla base dei criteri delineati negli orientamenti di politica generale 2018. Le conclusioni dello studio sono state discusse ed esaminate nel dettaglio dal gruppo di lavoro tecnico del comitato sull'energia e il clima, con il sostegno degli orientamenti di analisi della Commissione. Lo studio, concluso nel giugno 2019, ha fornito utili spunti di discussione. Tuttavia, ha anche dato prova di limitazioni metodologiche legate alla qualità e alla disponibilità dei dati, nonché alla portata dell'analisi effettuata rispetto alla capacità di cui tradizionalmente ci si avvale nell'UE. Ne consegue che non sarebbe possibile trarre conclusioni chiare e proporre alla Comunità dell'energia e alle sue parti contraenti obiettivi univoci per il 2030 basandosi esclusivamente su questo studio. 
            
            
            
               Dalle discussioni è emerso che per proporre obiettivi solidi e credibili, in linea con gli obiettivi dell'UE per il 2030 e ugualmente ambiziosi, sarebbe necessaria un'analisi più approfondita. Un'analisi di questo tipo sarà condotta nell'ambito di un nuovo esercizio di modellazione a cui si applicherà la metodologia dell'UE e che sarà avviato dalla Commissione europea.
            
            
            
               Inoltre, è essenziale che il processo di definizione degli obiettivi per il 2030 della Comunità dell'energia tenga conto dei nuovi sviluppi a livello dell'Unione, in particolare della possibile revisione al rialzo degli obiettivi unionali per il 2030 nel contesto del nuovo Green Deal europeo annunciato negli orientamenti politici della presidente Ursula von der Leyen.
            
            
            
               IL CONSIGLIO MINISTERIALE DELLA COMUNITÀ DELL'ENERGIA,
            
            
            
               visto l'articolo 47, lettera a), del trattato che istituisce la Comunità dell'energia ("il trattato") e il punto VI dell'atto procedurale 2006/01/MC-EnC relativo all'adozione del regolamento interno del Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia,
            
         
         
            
            
               riconoscendo la necessità di fornire una risposta efficace alle sfide poste dai cambiamenti climatici,
            
            
            
               tenuto conto del fatto che le parti contraenti della Comunità dell'energia sostengono l'istanza presentata dall'accordo di Parigi di un'azione rafforzata in materia di cambiamenti climatici,
            
            
            
               riconoscendo che il settore dell'energia è tra quelli che più contribuiscono alle emissioni di gas a effetto serra, e tenuto conto dei forti legami tra la politica energetica e il clima,
            
            
            
               prendendo atto che nel corso della prima riunione del comitato sull'energia e il clima, svoltasi a Vienna il 5 settembre 2017, è stato riconosciuto che piani nazionali stabili per l'energia e il clima fino al 2030 dovrebbero essere accompagnati da tre obiettivi generali, segnatamente l'incremento della quota di energie rinnovabili nel consumo complessivo di energia, l'aumento dell'efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra,
            
            
            
               ricordando le conclusioni del Consiglio ministeriale del dicembre 2017, che sottolineavano l'esigenza di obiettivi per il 2030 nella Comunità dell'energia in termini di energie rinnovabili, efficienza energetica e riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, e che accoglievano con favore la dichiarazione della Commissione europea concernente l'elaborazione di idonee proposte che consentissero alla Comunità dell'energia di integrare le disposizioni pertinenti della futura legislazione dell'Unione dopo la sua adozione nell'UE,
            
            
            
               ricordando la raccomandazione 2016/02/MC-EnC del Consiglio ministeriale sui preparativi per l'attuazione del regolamento (UE) n. 525/2013 relativo a un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e la raccomandazione 2018/01/MC-EnC sui preparativi per la stesura di piani nazionali integrati per l'energia e il clima a cura delle parti contraenti della Comunità dell'energia,
            
            
            
               riconoscendo l'importanza per la Comunità dell'energia del consenso politico a livello dell'UE sugli obiettivi dell'Unione per il 2030, confluito nella modifica della direttiva Efficienza energetica, nella direttiva Rinnovabili e nell'accordo sul regolamento sulla condivisione degli sforzi,
            
            
            
               ricordando gli orientamenti di politica generale 2018 e il consenso politico sulla definizione di tre distinti obiettivi per il 2030 in materia di energia e clima per le parti contraenti della Comunità dell'energia,
            
            
            
            
               riconoscendo il contributo del lavoro di analisi preliminare svolto dal segretariato e dagli esperti esterni con il sostegno degli orientamenti di analisi dei servizi della Commissione, ma prendendo atto al tempo stesso che servono ulteriori dati e analisi metodologiche per fissare obiettivi solidi e credibili per il 2030,
            
            
         
         
            
               riconoscendo l'alto livello di ambizione necessario per conseguire la neutralità climatica, in linea con le aspirazioni dell'Unione europea di diventare il primo continente al mondo a impatto climatico zero,
            
            
            
            
               ADOTTA
            
            
            
               Gli orientamenti di politica generale 2019 relativi agli obiettivi per il 2030 e alla neutralità climatica per la Comunità dell'energia e le sue parti contraenti
            
            
            
               I presenti orientamenti di politica generale 2019 confermano il consenso politico raggiunto in sede di Consiglio ministeriale del 2018 in merito agli obiettivi 2030 per le parti contraenti della Comunità dell'energia. 
            
            
            
               In considerazione dell'esigenza sempre più impellente di far fronte in modo efficace alle ripercussioni negative dei cambiamenti climatici, gli orientamenti di politica generale 2019 rappresentano l'impegno politico delle parti contraenti a favore della transizione verso l'energia pulita, con l'intento di creare una Comunità dell'energia climaticamente neutra in linea con l'accordo di Parigi e tenendo conto dell'ambizione dell'Unione europea in materia di decarbonizzazione.  
            
            
            
               Dovrebbero essere stabiliti tre diversi obiettivi in materia di clima e di energia per il 2030 (un obiettivo di efficienza energetica, un obiettivo per il contributo delle fonti di energia rinnovabili e un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra) in linea con gli obiettivi dell'UE per il 2030. Gli obiettivi dovrebbero rispecchiare un analogo livello di ambizione delle parti contraenti e tenere conto delle differenze socioeconomiche, degli sviluppi tecnologici e dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Dovrebbero basarsi sui dati più solidi e attendibili disponibili, ottenuti grazie alle ampie capacità di modellazione della Commissione europea mediante un nuovo studio dedicato di analisi e modellazione. 
            
            
            
               Affinché gli obiettivi possano indirizzare con efficacia le azioni per l'energia e il clima è opportuno fissare obiettivi nazionali per ciascuna parte contraente, che insieme formeranno l'obiettivo generale della Comunità dell'energia.
            
            
            
               Le parti contraenti dovrebbero far tesoro del consenso politico raggiunto negli orientamenti di politica generale 2018 nell'elaborazione dei loro piani nazionali in materia di energia e clima. 
            
            
            
               Il Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia auspica l'integrazione degli obiettivi 2030 per le parti contraenti nel quadro giuridico della Comunità dell'energia mediante l'adozione della direttiva Efficienza energetica modificata, della direttiva Rinnovabili e del regolamento sulla governance secondo il programma indicativo che figura nell'allegato. La raccomandazione 2018/1/MC-EnC del Consiglio ministeriale sui preparativi per la stesura di piani nazionali integrati per l'energia e il clima a cura delle parti contraenti della Comunità dell'energia e il relativo calendario indicativo dovrebbero essere letti alla luce di tale programma. 
            
            
            
         
         
            
            
            
            
               ALLEGATO 
            
            
            
               Il seguente programma indicativo illustra le prossime tappe:
            
            
            
                     
                        Date
                     
                  
                  
                     
                        Tappa
                     
                  
               
                     
                        13 dicembre 2019
                     
                  
                  
                     
                        Adozione degli orientamenti di politica generale 2019 da parte del Consiglio ministeriale
                     
                  
               
                     
                        Novembre 2019 - marzo 2020
                     
                  
                  
                     
                        [Fase preparatoria per il nuovo studio]
                     
                  
               
                     
                        Aprile 2020
                     
                  
                  
                     
                        La Commissione europea avvia un nuovo studio esterno che estende alla Comunità dell'energia la modellazione dell'UE in materia di energia e clima
                     
                  
               
                     
                        Aprile 2020 - dicembre 2020
                     
                  
                  
                     
                        Il comitato sull'energia e il clima e il suo gruppo di lavoro tecnico sono periodicamente aggiornati sui progressi dello studio e sono consultati sugli aspetti pertinenti
                     
                  
               
                     
                        Inizio 2021
                     
                  
                  
                     
                        Presentazione e discussione dei risultati dello studio al comitato sull'energia e il clima e al suo gruppo di lavoro tecnico
                     
                  
               
                     
                        Primavera 2021
                     
                     
                  
                  
                     
                        Il Gruppo permanente ad alto livello approva gli obiettivi 2030 per le parti contraenti della Comunità dell'energia
                     
                  
               
                     
                        Metà 2021
                     
                  
                  
                     
                        Il Consiglio ministeriale adotta la direttiva Efficienza energetica adattata, la direttiva Rinnovabili e il regolamento sulla governance, nonché gli obiettivi 2030 per le parti contraenti
                     
                  
               
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        Disciplinati da specifiche norme sui lavoratori distaccati, i tirocinanti e il personale assunto in loco.  
               
               
                  
                     (2)
                  
                        Il segretariato della Comunità dell'energia si attiene alle indennità giornaliere pubblicate dall'Ufficio di cooperazione EuropeAid e applicate anche da altri organi internazionali finanziati dall'UE.  
               
               
                  
                     (3)
                  
                        La Repubblica d'Austria si è impegnata a donare 170 000 EUR l'anno per la locazione degli uffici del segretariato a Vienna; non sono contemplate altre forme di contributo alle spese di locazione (assegnazione interna di risorse o altre donazioni).
               
               
                  
                     (4)
                  
                        La contabilità è esternalizzata dal 2014 conformemente alle procedure di bilancio (articolo 41, paragrafo 2). 
               
            
      
    ---documentbreak--- 
      
         
               COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 19.11.2019
            COM(2019) 607 final
            2019/0269(NLE)
            Proposta di
            DECISIONE DEL CONSIGLIO 
            relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea nel Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia e nel Gruppo permanente ad alto livello della Comunità dell'energia (Chisinau, 12 e 13 dicembre 2019)
            
               
         
         
            
               RELAZIONE
            
            
               1.Oggetto della proposta
            
            
               La presente proposta riguarda la decisione che stabilisce la posizione da adottare a nome dell'Unione nel Consiglio ministeriale e nel Gruppo permanente ad alto livello della Comunità dell'energia in relazione a una serie di atti che questi due organi prevedono di adottare il 12 e 13 dicembre 2019. La proposta riguarda anche alcuni punti all'ordine del giorno dei due organi che non rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE ma richiedono l'approvazione politica del Consiglio. 
            
            
               2.Contesto della proposta
            
            
               2.1.Il trattato della Comunità dell'energia
            
            
               Il trattato della Comunità dell'energia ("il trattato") è inteso a creare un assetto normativo e di mercato stabile e uno spazio normativo unico per gli scambi dell'energia di rete mediante l'applicazione, nelle parti contraenti non appartenenti all'Unione, di determinate disposizioni concordate dell'acquis dell'Unione in materia di energia. L'accordo è entrato in vigore il 1ºluglio 2006. L'Unione europea è parte del trattato
                  1
               . Le parti non appartenenti all'Unione sono denominate nel trattato "parti contraenti".
            
            
               2.2.Il Consiglio ministeriale e il Gruppo permanente ad alto livello della Comunità dell'energia
            
            
               Il Consiglio ministeriale assicura che siano conseguiti gli obiettivi del trattato, stabilisce gli orientamenti di politica generale e adotta misure e atti procedurali. Ciascuna parte dispone di un voto e il Consiglio ministeriale delibera in base a modalità di voto diverse in funzione della materia trattata. L'Unione è una delle nove parti e dispone di un voto, sempre in funzione della materia.
            
            
               Gli atti previsti di cui alla sezione 2.3, punti 1 e 3, sono adottati all'unanimità (articoli 73 e 74 in combinato disposto con l'articolo 88 e l'articolo 92, paragrafo 1, del trattato). 
            
            
               Gli atti previsti di cui alla sezione 2.4, punti 2 e 3, sono adottati a maggioranza di due terzi (articoli 83 e 87 del trattato).
            
            
               Gli atti previsti di cui alla sezione 2.3, punto 2, sono adottati a maggioranza semplice (articolo 91, paragrafo 1, lettera a), del trattato).  
            
            
               Infine, per quanto riguarda l'atto previsto di cui alla sezione 2.3, punto 4, così come il documento di cui alla sezione 2.4, punto 1, il Consiglio ministeriale o il Gruppo permanente ad alto livello delibera a maggioranza dei voti espressi, ma in tal caso l'Unione non ha diritto di voto (articoli 80 e 81 del trattato). 
            
            
               Il Gruppo permanente ad alto livello è un importante organo sussidiario del Consiglio ministeriale, tra i cui compiti figura l'adozione di misure nell'ambito dei poteri conferitigli da quest'ultimo. L'Unione vi è rappresentata e dispone di un voto. 
            
            
               A norma dell'articolo 47 del trattato "[i]l Consiglio ministeriale assicura che siano conseguiti gli obiettivi di cui al presente trattato. Esso: [...] b) adotta misure; [...]". 
            
            
               La decisione D/2011/02/MC-EnC del Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia, che adotta il cosiddetto "terzo pacchetto Energia"
                  2
               , stabilisce, agli articoli 27 e 28, che i) la Comunità dell'energia si adoperi per applicare i codici di rete e gli orientamenti adottati dalla Commissione europea a norma del terzo pacchetto Energia, e ii) i codici di rete e gli orientamenti siano adottati dal Gruppo permanente ad alto livello. 
            
            
               2.3.Atti previsti del Consiglio ministeriale e del Gruppo permanente ad alto livello
            
            
               Il Consiglio ministeriale, il 13 dicembre 2019, e il Gruppo permanente ad alto livello, il 12 dicembre 2019, adotteranno ciascuno una serie di atti. 
            
            
               La presente proposta di decisione a norma dell'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE riguarda la posizione da adottare a nome dell'Unione in merito ai seguenti atti previsti del Consiglio ministeriale: 
            
            
               (1)decisione che adotta il bilancio della Comunità dell'energia e i contributi finanziari per il periodo 2020-2021;
            
         
         
            
               (2)decisioni a norma dell'articolo 91, paragrafo 1, del trattato che stabiliscono l'esistenza di una violazione del medesimo nei procedimenti seguenti:
            
            
               (a)decisione 2019/.../Mc-EnC sull'omessa osservanza del trattato della Comunità dell'energia da parte della Serbia nel procedimento ECS-10/17;
            
            
               (b)decisione 2019/.../Mc-EnC sull'omessa osservanza del trattato della Comunità dell'energia da parte della Serbia nel procedimento ECS-13/17;
            
            
               (c)decisione 2019/.../Mc-EnC sull'omessa osservanza del trattato della Comunità dell'energia da parte del Kosovo*
                  3
                nel procedimento ECS-6/18;
            
            
            
               (3)decisioni a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato:
            
            
               (a)decisione relativa all'imposizione e alla proroga di misure nei confronti della Bosnia-Erzegovina a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato della Comunità dell'energia nei procedimenti ECS-8/11 S, ECS-2/13 e ECS-6/16;
            
            
               (b)decisione relativa all'imposizione e alla proroga di misure nei confronti della Repubblica di Serbia a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato della Comunità dell'energia nei procedimenti ECS-3/08 e ECS-9/13.
            
            
               La presente proposta di decisione a norma dell'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE riguarda la posizione da adottare a nome dell'Unione in merito ai seguenti atti previsti del Gruppo permanente ad alto livello:
            
            
               (4)decisione del Gruppo permanente ad alto livello della Comunità dell'energia relativa all'attuazione del regolamento (UE) n. 312/2014 che istituisce un codice di rete relativo al bilanciamento del gas nelle reti di trasporto. 
            
            
               Gli atti previsti del Consiglio ministeriale e del Gruppo permanente ad alto livello (di seguito collettivamente "gli atti previsti") sono intesi a favorire il conseguimento degli obiettivi del trattato e il funzionamento del segretariato della Comunità dell'energia (ECS) nella sede di Vienna, tra i cui compiti vi è quello di fornire sostegno amministrativo al Consiglio ministeriale.
            
            
            
               2.4.Altri punti all'ordine del giorno
            
            
               A fini di completezza è opportuno indicare, oltre agli atti previsti, gli altri punti iscritti all'ordine del giorno delle riunioni del Consiglio ministeriale e del Gruppo permanente ad alto livello. Riguardo ad essi la Commissione intende adottare a nome dell'Unione le posizioni illustrate in appresso, come indicato anche nell'allegato 3 della presente proposta. 
            
            
            
               1.Orientamenti di politica generale 2019 relativi agli obiettivi per il 2030 e alla neutralità climatica per la Comunità dell'energia e le sue parti contraenti 
            
            
               Tra i principali obiettivi del trattato rientrano la creazione di un mercato paneuropeo dell'energia integrato e sostenibile basato su un assetto normativo e di mercato stabile, in grado di attirare gli investimenti necessari per lo sviluppo economico e la stabilità sociale, migliorare la situazione ambientale e promuovere l'uso delle energie rinnovabili. Dal momento che il settore dell'energia è tra quelli che più contribuiscono alle emissioni di gas a effetto serra, e tenuto conto dei forti legami tra la politica energetica e il clima, è importante rafforzare il quadro strategico in materia di efficienza energetica, energie rinnovabili ed emissioni di gas a effetto serra nella Comunità dell'energia. 
            
            
               Il Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia ha adottato la raccomandazione 2016/02/MC-EnC sui preparativi per l'attuazione del regolamento (UE) n. 525/2013 relativo a un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e la raccomandazione 2018/01/MC-EnC sui preparativi per la stesura di piani nazionali integrati per l'energia e il clima a cura delle parti contraenti della Comunità dell'energia. 
            
            
               La direttiva Rinnovabili del 2009 e la direttiva Efficienza energetica del 2012 sono state adottate e integrate nell'ordinamento giuridico della Comunità dell'energia mediante decisioni del Consiglio ministeriale, che prevedono anche un obiettivo di efficienza energetica per il 2020 per la Comunità dell'energia nel suo insieme (espresso sia in consumo di energia primaria sia in consumo di energia finale) e obiettivi specifici per ciascuna parte contraente in materia di energie rinnovabili, anch'essi a orizzonte 2020.
            
            
               Nel novembre 2018 il Consiglio ministeriale ha adottato orientamenti di politica generale relativi agli obiettivi per il 2030 per le parti contraenti della Comunità dell'energia. Gli orientamenti riflettono il consenso politico sulla definizione di tre obiettivi distinti per il 2030 in materia di energia e clima: un obiettivo di efficienza energetica, un obiettivo per il contributo delle fonti di energia rinnovabili e un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Gli obiettivi dovrebbero essere in linea con quelli dell'UE per il 2030, rispecchiare un analogo livello di ambizione delle parti contraenti e tenere conto delle differenze socioeconomiche, degli sviluppi tecnologici e dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. 
            
         
         
            
               Grazie agli accordi politici raggiunti dal Consiglio dell'Unione europea e dal Parlamento europeo nel 2018 e all'inizio del 2019, tutte le norme introdotte dal pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei" sono in vigore da giugno 2019. I tre obiettivi per il 2030 in materia di energia e clima (riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40 % rispetto al 1990, efficienza energetica pari almeno al 32,5 % e quota di energie rinnovabili pari almeno al 32 %) sono ora sanciti nella normativa dell'UE.
            
            
               In seguito all'adozione della raccomandazione 2018/01/MC-EnC e in considerazione degli obblighi delle parti contraenti nel processo di adesione all'UE e dei loro impegni nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e dell'accordo di Parigi, nonché dei rispettivi contributi stabiliti a livello nazionale (NDC), il 13 dicembre 2019 il Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia proseguirà le discussioni sull'efficienza energetica, le energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, affinché il livello di ambizione dei suoi obiettivi per il 2030 sia equivalente a quello dell'Unione europea. 
            
            
               Il progetto di orientamenti di politica generale 2019 relativi agli obiettivi per il 2030 e alla neutralità climatica per la Comunità dell'energia e le sue parti contraenti rifletterà il consenso politico raggiunto al Consiglio ministeriale e offrirà orientamenti politici sulla definizione di tali obiettivi. 
            
            
               A nome dell'Unione europea, la Commissione intende sostenere l'adozione del progetto di orientamenti di politica generale 2019. Alla luce dei commenti delle parti contraenti della Comunità dell'energia, la Commissione può concordare modifiche minori di detto progetto prima o durante la riunione del Consiglio ministeriale senza un'ulteriore decisione del Consiglio.
            
            
            
               2.Relazione annuale sulle attività della Comunità dell'energia per il periodo 2018-2019
            
            
               A nome dell'Unione europea, la Commissione intende sostenere l'adozione della relazione annuale per il periodo 2018-2019.
            
            
               3.Discarico del bilancio al direttore per l'esercizio 2018 in base alla relazione di revisione contabile concernente l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018, alla dichiarazione di affidabilità dei revisori contabili e alla relazione del comitato di bilancio 
            
            
               A nome dell'Unione europea, la Commissione intende sostenere l'adozione del discarico del bilancio al direttore per l'esercizio 2018.
            
            
               3.Posizione da adottare a nome dell'Unione
            
            
               3.1.Atti previsti del Consiglio ministeriale
            
            
               3.1.1.Decisione che adotta il bilancio della Comunità dell'energia per il periodo 2020-2021 e i contributi delle parti al bilancio
            
            
               L'atto procedurale proposto del Consiglio ministeriale prevede un bilancio complessivo di 4 812 073 EUR per l'esercizio 2020 e altrettanti per il 2021. Si tratta dello stesso livello fissato per il 2019, rispetto al quale non vi sarà pertanto alcun aumento. 
            
            
               Nel bilancio complessivo sono previsti aumenti in alcuni settori, ad esempio gli adeguamenti delle retribuzioni del personale in funzione dell'inflazione (2 % in più rispettivamente nel 2020 e nel 2021), la creazione di due nuovi posti permanenti (un esperto per il pacchetto "Energia pulita" e un esperto di questioni ambientali) e l'aumento delle spese di locazione degli uffici. Tali aumenti saranno finanziati mediante la riassegnazione di altre dotazioni di bilancio e i risparmi. Inoltre, la Comunità dell'energia si concentrerà maggiormente sui compiti essenziali definiti nel suo quadro giuridico.
            
            
               Il 94,78 % del bilancio complessivo sarà versato dall'Unione europea e il resto dalle parti del trattato della Comunità dell'energia non appartenenti all'Unione. 
            
            
               La posizione da adottare a nome dell'Unione nel Consiglio ministeriale dovrebbe consistere nell'approvare la decisione che adotta il bilancio della Comunità dell'energia per il periodo 2020-2021 e i contributi delle parti al bilancio. 
            
            
            
               3.1.2.Decisioni a norma dell'articolo 91, paragrafo 1, del trattato che stabiliscono l'esistenza di una violazione del medesimo nei procedimenti elencati di seguito
            
            
               La procedura di risoluzione delle controversie è stabilita al titolo III, capo 1, e al titolo IV, capo 1, del regolamento interno per la risoluzione delle controversie a norma del trattato
                  4
               .
            
            
               (a)Decisione 2019/.../Mc-EnC sull'omessa osservanza del trattato della Comunità dell'energia da parte della Serbia nel procedimento ECS-10/17
            
         
         
            
               La separazione dei gestori dei sistemi di trasmissione o di trasporto (GST) è uno dei concetti chiave del terzo pacchetto Energia e richiede una separazione effettiva delle attività di trasmissione dell'energia o trasporto del gas dagli interessi connessi a produzione e fornitura. In caso di certificazione di un GST controllato da una o più persone di un paese terzo o di paesi terzi si applica l'articolo 11 della direttiva sul gas
                  5
               . Conformemente all'articolo 10 della medesima direttiva un'impresa può essere approvata e designata come GST solo previa certificazione. Per ottenerla deve essere conforme agli obblighi di separazione stabiliti nel terzo pacchetto Energia, vale a dire all'articolo 9 della direttiva sul gas.
            
            
               La direttiva sul gas e il regolamento sul gas
                  6
                sono stati integrati nell'acquis della Comunità dell'energia con decisione 2011/02/MC-EnC del Consiglio ministeriale, del 6 ottobre 2011.
            
            
               L'ECS ha rilevato in via preliminare che, certificando Yugorosgaz-Transport secondo il modello ISO, la Repubblica di Serbia ha violato gli obblighi che le incombono a norma dell'articolo 10, dell'articolo 14, paragrafo 2, lettere a), b) e d), e degli articoli 15 e 11 della direttiva 2009/73/CE nonché dell'articolo 24 del regolamento (CE) n. 715/2009, integrati nella Comunità dell'energia. L'ECS ha pertanto presentato una richiesta motivata al Consiglio ministeriale.
            
            
               Alla luce dei fatti e delle argomentazioni esposti nella richiesta motivata, la posizione da adottare a nome dell'Unione nel Consiglio ministeriale dovrebbe consistere nell'approvare la decisione che stabilisce l'esistenza di una violazione nel procedimento ECS-10/17.
            
            
               (b)Decisione 2019/.../Mc-EnC sull'omessa osservanza del trattato della Comunità dell'energia da parte della Serbia nel procedimento ECS-13/17
            
            
               Come risulta dalla giurisprudenza dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, l'accesso dei terzi ai sistemi di trasmissione costituisce "una delle misure essenziali"
                  7
                che le parti contraenti sono tenute ad attuare per assolvere gli impegni assunti nell'ambito del trattato. A norma dell'articolo 32, paragrafo 1, della direttiva sul gas, le parti contraenti garantiscono l'attuazione di un sistema di accesso dei terzi ai sistemi di trasporto del gas naturale, applicato obiettivamente e senza discriminazioni a tutti gli utenti del sistema e basato su tariffe pubblicate. L'articolo 16, paragrafi 1 e 2, del regolamento sul gas impone ai GST di mettere a disposizione dei soggetti operanti sul mercato la capacità massima in tutti i punti pertinenti, nel rispetto dell'integrità del sistema e della funzionalità della rete, e di applicare e pubblicare meccanismi non discriminatori e trasparenti per l'assegnazione della capacità. Ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 3, del regolamento sul gas, in combinato disposto con l'allegato I, sezione 3.2, punto 1, lettera a), del medesimo, i punti pertinenti includono tutti i punti di entrata e di uscita da una rete di trasporto del gas naturale gestita da un GST. Gli obblighi connessi all'accesso dei terzi al sistema di trasporto del gas naturale derivanti dall'acquis della Comunità dell'energia sono stai recepiti nel diritto nazionale serbo con la legge sull'energia e devono essere attuati dal GST conformemente alle norme pertinenti.
            
            
               L'ECS è del parere che Srbijagas – la società che attualmente opera come GST per il gas naturale nella Repubblica di Serbia ed è responsabile di tutti i punti di entrata e di uscita del sistema nazionale di trasporto del gas naturale – abbia disatteso gli obblighi di cui sopra continuando a escludere unilateralmente le capacità transfrontaliere di trasporto del gas naturale presso il punto di entrata di Horgoš dalle procedure aperte di assegnazione delle capacità e omettendo così di garantire l'accesso dei terzi a detto punto di entrata. L'ECS contesta inoltre alle autorità serbe cui spetta far rispettare gli obblighi in questione il mancato adempimento del proprio mandato.
            
            
               In considerazione del fatto che Srbijagas ha precluso in modo ingiustificato l'accesso illimitato e non discriminatorio dei terzi al punto di entrata di Horgoš e lo ha escluso da procedure aperte di assegnazione delle capacità, l'ECS ritiene in via preliminare che la Repubblica di Serbia abbia violato l'articolo 32 della direttiva 2009/73/CE e l'articolo 16 del regolamento (CE) n. 715/2009 e, pertanto, non rispetti gli obblighi che le incombono a norma degli articoli 6, 10 e 11 del trattato della Comunità dell'energia. L'ECS ha pertanto presentato una richiesta motivata al Consiglio ministeriale.
            
            
               Alla luce dei fatti e delle argomentazioni esposti nella richiesta motivata, la posizione da adottare a nome dell'Unione nel Consiglio ministeriale dovrebbe consistere nell'approvare la decisione che stabilisce l'esistenza di una violazione nel procedimento ECS-13/17. 
            
            
               L'approvazione dovrebbe tuttavia essere subordinata alla modifica della richiesta motivata, dalla cui motivazione dovrebbe essere soppresso l'obiter dictum al punto 71 circa un possibile abuso di posizione dominante, che non è pertinente al fine di stabilire l'esistenza di una violazione nel caso di specie e rischia di creare incertezza giuridica. 
            
            
               (c)Decisione 2019/.../Mc-EnC sull'omessa osservanza del trattato della Comunità dell'energia da parte del Kosovo* nel procedimento ECS-6/18
            
            
               Ai sensi dell'articolo 16, punto iii), del trattato, la direttiva 2001/80/CE
                  8
                modificata dalla decisione 2013/05/MC-EnC del Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia, del 24 ottobre 2013, e dalla decisione 2015/07/MC-EnC del Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia, del 16 ottobre 2015, recante modifica della decisione 2013/05/MC-EnC fa parte dell'acquis della Comunità dell'energia in materia di ambiente. 
            
            
               Ai sensi dell'articolo 16, punto v), del trattato, fanno parte dell'acquis della Comunità dell'energia in materia di ambiente anche il capo III, l'allegato V e l'articolo 72, paragrafi 3 e 4, della direttiva 2010/75/UE
                  9
                modificata dalla decisione 2013/06/MC-EnC del Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia, del 24 ottobre 2013.
            
            
               L'articolo 12 del trattato prevede che ciascuna parte contraente attui "l'acquis comunitario in materia di ambiente conformemente al calendario per la realizzazione di queste misure fissato nell'allegato II".
            
            
               L'ECS ritiene che il Kosovo* non abbia rispettato gli obblighi connessi al recepimento nell'ordinamento nazionale delle disposizioni della direttiva 2001/80/CE (per gli impianti esistenti) e della direttiva 2010/75/UE (per i nuovi impianti) e alla loro attuazione. Ne consegue che i valori limite di emissione nelle autorizzazioni concesse ai cinque grandi impianti di combustione esistenti in Kosovo* (tre nel complesso "Kosovo A" e due nel complesso "Kosovo B") superano quelli fissati dalla direttiva 2001/80/CE. Inoltre, il Kosovo* prevede di costruire un nuovo impianto termoelettrico ("Kosova e Re") con una potenza elettrica netta pari a 450 MW, che, conformemente alla normativa applicabile della Comunità dell'energia, rientrerebbe nella categoria dei nuovi impianti ai sensi della direttiva 2010/75/UE; i suoi valori limite di emissione dovrebbero quindi essere fissati in linea con l'allegato V, parte 2, della medesima direttiva. Tuttavia, in mancanza di disposizioni nazionali che recepiscano i pertinenti requisiti della direttiva 2010/75/UE, i valori limite di emissione del nuovo impianto termoelettrico pianificato non possono essere fissati in modo conforme alla normativa della Comunità dell'energia. 
            
            
               L'ECS è del parere che il quadro giuridico attualmente applicabile in Kosovo*, vale a dire la legge sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento e l'istruzione amministrativa, fissi valori limite di emissione o altri parametri errati per taluni inquinanti in una o più categorie di impianti che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2001/80/CE e che non assicuri pertanto la conformità con diverse disposizioni della stessa.
            
            
               Per quanto riguarda i nuovi impianti, secondo l'ECS il Kosovo* viene meno ai suoi obblighi a norma dell'articolo 2 della decisione 2013/06/MC-EnC, in combinato disposto con l'articolo 30, paragrafo 3, e l'allegato V, parte 2, della direttiva 2010/75/UE, nella misura in cui non adotta le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie a conformarsi al capo III e all'allegato V della direttiva 2010/75/UE, segnatamente omettendo di stabilire disposizioni volte a limitare le emissioni nell'atmosfera originate dai nuovi grandi impianti di combustione o, in ogni caso, di trasmetterne il testo all'ECS.
            
            
               L'ECS ha rilevato in via preliminare che il mancato recepimento e la mancata attuazione dell'articolo 4, paragrafi 1 e 3, e della parte A degli allegati III, IV, V, VI e VII, rispettivamente, della direttiva 2001/80/CE, nonché dell'articolo 30, paragrafo 3, e dell'allegato V, parte 2, della direttiva 2010/75/UE costituiscono una violazione degli obblighi che incombono al Kosovo* in virtù del trattato, in particolare degli articoli 12 e 16. L'ECS ha pertanto presentato una richiesta motivata al Consiglio ministeriale.
            
            
               Alla luce dei fatti e delle argomentazioni esposti nella richiesta motivata, la posizione da adottare a nome dell'Unione nel Consiglio ministeriale dovrebbe consistere nell'approvare la decisione che stabilisce l'esistenza di una violazione nel procedimento ECS-6/18.
            
            
               3.1.3.Decisioni a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato
            
         
         
            
               (a)Decisione relativa all'imposizione e alla proroga di misure nei confronti della Bosnia-Erzegovina a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato della Comunità dell'energia nei procedimenti ECS-8/11, ECS-6/16 e ECS-2/13
            
            
               (i)Proroga delle misure imposte nei confronti della Bosnia-Erzegovina a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato nel procedimento ECS-8/11
            
            
               Il 16 ottobre 2015 il Consiglio ministeriale ha adottato la decisione 2015/10/MC-EnC, in cui dichiarava che la Bosnia-Erzegovina non aveva attuato le decisioni 2013/04/MC-EnC e 2014/04/MC-EnC del Consiglio ministeriale nel procedimento ECS-8/11 (relativo alla mancata osservanza da parte della Bosnia-Erzegovina del terzo pacchetto Energia) e conseguentemente non aveva posto rimedio alle gravi e persistenti violazioni ivi accertate. Il Consiglio ministeriale ha adottato le seguenti misure a norma dell'articolo 92 del trattato:
            
            
               ·sospensione del diritto della Bosnia-Erzegovina di partecipare alle votazioni delle misure e degli atti procedurali adottati ai sensi del titolo V, capo VI, del trattato;
            
            
               ·ordine all'ECS di sospendere l'applicazione delle regole di rimborso ai rappresentanti della Bosnia-Erzegovina per tutte le riunioni organizzate dalla Comunità dell'energia;
            
            
               ·limite temporale di un anno per gli effetti delle misure adottate a norma dell'articolo 92. Sulla base di una relazione dell'ECS, nella sua riunione successiva del 2016 il Consiglio ministeriale ha esaminato l'efficacia delle misure e la necessità di mantenerle.
            
            
               Atteso che la Bosnia-Erzegovina non ha adottato alcun provvedimento per porre rimedio alla violazione accertata nella decisione 2016/02/MC-EnC, il 12 settembre 2018 l'ECS ha presentato una richiesta motivata al Consiglio ministeriale a norma dell'articolo 92 del trattato. Il 29 novembre 2018 il Consiglio ministeriale ha adottato la decisione 2018/17/MC-EnC relativa alla proroga delle misure imposte nei confronti della Bosnia-Erzegovina, in cui dichiarava che la Bosnia-Erzegovina non aveva attuato le decisioni 2013/04/MC-EnC, 2014/04/MC-EnC, 2015/10/MC-EnC e 2016/16/MC-EnC del Consiglio ministeriale e conseguentemente non aveva posto rimedio alle gravi e persistenti violazioni ivi accertate. Il Consiglio ministeriale ha adottato le seguenti misure a norma dell'articolo 92 del trattato:
            
            
               ·proroga di un anno della durata delle misure imposte a norma dell'articolo 92 dall'articolo 2, paragrafo 2, della decisione 2015/10/MC-EnC e dall'articolo 3, paragrafo 1, della decisione 2016/16/MC-EnC qualora non fosse posto rimedio alle violazioni di cui all'articolo 1 della decisione 2018/17/MC-EnC entro sei mesi dalla data della stessa;
            
            
               ·sospensione del diritto della Bosnia-Erzegovina di partecipare alle votazioni delle misure adottate a norma del titolo II del trattato relative all'adozione del nuovo acquis nel settore del gas da parte di tutte le istituzioni della Comunità dell'energia, come pure del diritto di partecipare alle votazioni delle misure a norma dell'articolo 91 del trattato;
            
            
               ·sulla base di una relazione dell'ECS, esame dell'efficacia delle misure e della necessità di mantenerle nella riunione del Consiglio ministeriale della seconda metà del 2019;
            
            
               ·invito all'ECS a monitorare la conformità delle misure adottate dalla Bosnia-Erzegovina con l'acquis della Comunità dell'energia.
            
            
               Atteso che la Bosnia-Erzegovina non ha adottato alcun provvedimento per porre rimedio alla violazione accertata nella decisione 2018/17/MC-EnC, l'8 ottobre 2019 l'ECS ha presentato una richiesta motivata al Consiglio ministeriale a norma dell'articolo 92 del trattato. Nella richiesta motivata l'ECS ha chiesto al Consiglio ministeriale di dichiarare che:
            
            
               ·la Bosnia-Erzegovina non ha attuato le decisioni 2013/04/MC-EnC, 2014/04/MC-EnC, 2015/10/MC-EnC, 2016/16/MC-EnC e 2018/17/MC-EnC del Consiglio ministeriale e conseguentemente non ha posto rimedio alle gravi e persistenti violazioni ivi accertate;
            
            
               ·la durata delle misure imposte a norma dell'articolo 92 dall'articolo 2, paragrafo 2, della decisione 2015/10/MC-EnC, dall'articolo 3, paragrafo 1, della decisione 2016/16/MC-EnC e dall'articolo 2 della decisione 2018/17/MC-EnC è prorogata per un anno dall'adozione delle misure nella riunione del Consiglio ministeriale della seconda metà del 2020; 
            
            
               ·è inoltre sospeso il diritto della Bosnia-Erzegovina di partecipare alle votazioni delle decisioni a norma degli articoli 91 e 92 del trattato;
            
            
               ·sulla base di una relazione dell'ECS il Consiglio ministeriale esaminerà l'efficacia delle misure e la necessità di mantenerle nella sua riunione della seconda metà del 2020.
            
            
               Dato il persistere e l'importanza delle violazioni accertate, le misure proposte sono adeguate e proporzionate. La posizione da adottare a nome dell'Unione nel Consiglio ministeriale dovrebbe pertanto consistere nell'approvare il progetto di decisione.
            
            
               (ii)Imposizione di misure nei confronti della Bosnia-Erzegovina a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato nel procedimento ECS-2/13
            
            
               Il 14 ottobre 2016 il Consiglio ministeriale ha adottato la decisione 2016/03/MC-EnC nel procedimento ECS-02/13 che stabilisce l'esistenza di una violazione della normativa della Comunità dell'energia, in cui dichiarava che la Bosnia-Erzegovina, non avendo provveduto affinché non fossero utilizzati in tutto il territorio nazionale oli combustibili pesanti con tenore di zolfo superiore all'1,00 % in massa e gasoli con tenore di zolfo superiore allo 0,1 % in massa, violava l'articolo 3, paragrafo 1, e l'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 1999/32/CE, in combinato disposto con l'articolo 16 del trattato.
            
            
               Atteso che la Bosnia-Erzegovina non ha adottato alcun provvedimento per porre rimedio alla violazione accertata nella decisione 2016/03/MC-EnC, il 12 settembre 2018 l'ECS ha presentato una richiesta motivata al Consiglio ministeriale per avviare il procedimento ECS-2/13 S a norma dell'articolo 92 del trattato. 
            
         
         
            
               Con decisione 2018/13/MC-EnC, del 29 novembre 2018, il Consiglio ministeriale ha stabilito l'esistenza di una grave e persistente violazione del diritto della Comunità dell'energia e ha dichiarato che la Bosnia-Erzegovina, non avendo attuato la decisione 2016/03/MC-EnC del Consiglio ministeriale e non avendo conseguentemente posto rimedio alle violazioni ivi accertate, si era resa responsabile di una grave e persistente violazione ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato; il Consiglio ministeriale ha tuttavia rimandato al 2019 l'adozione di misure a norma dell'articolo 92 del trattato. Il Consiglio ministeriale ha contestualmente deliberato che la Bosnia-Erzegovina adottasse tutte le misure del caso per porre rimedio alle violazioni accertate nella decisione 2016/03/MC-EnC del Consiglio ministeriale in collaborazione con l'ECS e riferisse al Consiglio ministeriale nel 2019 in merito all'attuazione delle misure adottate. Inoltre, l'ECS è stato invitato a chiedere misure a norma dell'articolo 92 del trattato nel 2019 se la Bosnia-Erzegovina non avesse attuato la decisione 2016/03/MC-EnC del Consiglio ministeriale entro il 1º luglio 2019.
            
            
               Atteso che la Bosnia-Erzegovina non ha adottato alcun provvedimento per porre rimedio alla violazione accertata nella decisione 2018/13/MC-EnC né per regolarizzare la situazione di non conformità della legislazione nazionale all'acquis della Comunità dell'energia per quanto riguarda la direttiva 1999/32/CE, l'8 ottobre 2019 l'ECS ha presentato al Consiglio ministeriale una richiesta di misure a norma dell'articolo 92 del trattato. Nella richiesta motivata l'ECS ha chiesto al Consiglio ministeriale di dichiarare che:
            
            
               ·la Bosnia-Erzegovina non ha attuato le decisioni 2013/04/MC-EnC, 2014/04/MC-EnC, 2015/10/MC-EnC, 2016/16/MC-EnC e 2018/17/MC-EnC del Consiglio ministeriale e conseguentemente non ha posto rimedio alle gravi e persistenti violazioni ivi accertate;
            
            
               ·la durata delle misure imposte a norma dell'articolo 92 dall'articolo 2, paragrafo 2, della decisione 2015/10/MC-EnC, dall'articolo 3, paragrafo 1, della decisione 2016/16/MC-EnC e dall'articolo 2 della decisione 2018/17/MC-EnC è prorogata per un anno dall'adozione delle misure nella riunione del Consiglio ministeriale della seconda metà del 2020; 
            
            
               ·è inoltre sospeso il diritto della Bosnia-Erzegovina di partecipare alle votazioni delle decisioni a norma degli articoli 91 e 92 del trattato;
            
            
               ·sulla base di una relazione dell'ECS il Consiglio ministeriale esaminerà l'efficacia delle misure e la necessità di mantenerle nella sua riunione della seconda metà del 2020.
            
            
               La posizione da adottare a nome dell'Unione nel Consiglio ministeriale dovrebbe pertanto consistere nell'approvare il progetto di decisione. 
            
            
               (iii)Imposizione di misure nei confronti della Bosnia-Erzegovina a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato nel procedimento ECS-6/16
            
            
               Il 14 ottobre 2016 il Consiglio ministeriale ha adottato la decisione 2016/07/MC-EnC nel procedimento ECS-06/16 che stabilisce l'esistenza di una violazione del diritto della Comunità dell'energia, in cui dichiarava che la Bosnia-Erzegovina, non avendo adottato e applicato le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alle direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE e ai regolamenti (CE) nn. 714/2009 e 715/2009 entro il 1º gennaio 2015, a norma dell'articolo 3, paragrafo 1, della decisione 2011/02/MC-EnC del Consiglio ministeriale, e non avendo comunicato immediatamente tali disposizioni all'ECS, violava gli articoli 6 e 89 del trattato, nonché l'articolo 3, paragrafi 1 e 2, della decisione 2011/02/MC-EnC del Consiglio ministeriale.
            
            
               Atteso che la Bosnia-Erzegovina non ha adottato alcun provvedimento per porre rimedio alla violazione accertata nella decisione 2016/07/MC-EnC, il 12 settembre 2018 l'ECS ha presentato una richiesta motivata al Consiglio ministeriale per avviare il procedimento ECS-6/16 S a norma dell'articolo 92 del trattato.
            
            
               Con decisione 2018/16/MC-EnC, del 29 novembre 2018, il Consiglio ministeriale ha stabilito l'esistenza di una grave e persistente violazione del diritto della Comunità dell'energia e ha dichiarato che la Bosnia-Erzegovina, non avendo attuato la decisione 2016/07/MC-EnC del Consiglio ministeriale e non avendo conseguentemente posto rimedio alle violazioni ivi accertate, si era resa responsabile di una grave e persistente violazione ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato; il Consiglio ministeriale ha tuttavia rimandato al 2019 l'adozione di misure a norma dell'articolo 92 del trattato. Il Consiglio ministeriale ha contestualmente deliberato che la Bosnia-Erzegovina adottasse tutte le misure del caso per porre rimedio alle violazioni accertate nella decisione 2016/07/MC-EnC del Consiglio ministeriale in collaborazione con l'ECS e riferisse al Consiglio ministeriale nel 2019 in merito all'attuazione delle misure adottate. Inoltre, l'ECS è stato invitato a chiedere misure a norma dell'articolo 92 del trattato nel 2019 se la Bosnia-Erzegovina non avesse attuato la decisione 2016/07/MC-EnC del Consiglio ministeriale entro il 1º luglio 2019.
            
            
               Atteso che la Bosnia-Erzegovina non ha adottato alcun provvedimento per porre rimedio alla violazione accertata nella decisione 2018/16/MC-EnC né per regolarizzare la propria situazione di non conformità all'acquis della Comunità dell'energia per quanto riguarda gli obblighi di cui sopra, l'8 ottobre 2019 l'ECS ha presentato al Consiglio ministeriale una richiesta di misure a norma dell'articolo 92 del trattato. Nella richiesta motivata l'ECS ha chiesto al Consiglio ministeriale di dichiarare che:
            
            
               ·la Bosnia-Erzegovina non ha attuato le decisioni 2013/04/MC-EnC, 2014/04/MC-EnC, 2015/10/MC-EnC, 2016/16/MC-EnC e 2018/17/MC-EnC del Consiglio ministeriale e conseguentemente non ha posto rimedio alle gravi e persistenti violazioni ivi accertate;
            
            
               ·la durata delle misure imposte a norma dell'articolo 92 dall'articolo 2, paragrafo 2, della decisione 2015/10/MC-EnC, dall'articolo 3, paragrafo 1, della decisione 2016/16/MC-EnC e dall'articolo 2 della decisione 2018/17/MC-EnC è prorogata per un anno dall'adozione delle misure nella riunione del Consiglio ministeriale della seconda metà del 2020; 
            
            
               ·è inoltre sospeso il diritto della Bosnia-Erzegovina di partecipare alle votazioni delle decisioni a norma degli articoli 91 e 92 del trattato;
            
            
               ·sulla base di una relazione dell'ECS il Consiglio ministeriale esaminerà l'efficacia delle misure e la necessità di mantenerle nella sua riunione della seconda metà del 2020.
            
            
               La posizione da adottare a nome dell'Unione nel Consiglio ministeriale dovrebbe pertanto consistere nell'approvare il progetto di decisione. 
            
            
               (b)Decisione relativa all'imposizione e alla proroga di misure nei confronti della Repubblica di Serbia a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato della Comunità dell'energia nei procedimenti ECS-3/08 e ECS-9/13
            
            
               (a)Imposizione di misure nei confronti della Repubblica di Serbia a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato nel procedimento ECS-3/08
            
            
               Il 14 ottobre 2016 il Consiglio ministeriale ha adottato la decisione 2016/02/MC-EnC nel procedimento ECS-03/08 che stabilisce l'esistenza di una violazione del diritto della Comunità dell'energia, in cui dichiarava che la Repubblica di Serbia, non avendo utilizzato i proventi derivanti dall'assegnazione delle capacità di interconnessione per gli interconnettori con l'Albania, la Repubblica di Macedonia del Nord e il Montenegro per uno o più degli scopi indicati all'articolo 6, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1228/2003, violava l'articolo 6 del medesimo regolamento.
            
         
         
            
               La Repubblica di Serbia era tenuta ad adottare tutte le misure del caso per porre rimedio alle violazioni accertate e garantire il rispetto del diritto della Comunità dell'energia entro dicembre 2016 e a riferire regolarmente all'ECS e al Gruppo permanente ad alto livello.
            
            
               Atteso che la Repubblica di Serbia non ha adottato alcun provvedimento per porre rimedio alla violazione accertata nella decisione 2016/02/MC-EnC, il 12 settembre 2018 l'ECS ha presentato una richiesta motivata al Consiglio ministeriale per avviare il procedimento ECS-3/08 S a norma dell'articolo 92 del trattato.
            
            
               Con decisione 2018/12/MC-EnC, del 29 novembre 2018, il Consiglio ministeriale ha stabilito l'esistenza di una grave e persistente violazione del diritto della Comunità dell'energia e ha dichiarato che la Repubblica di Serbia, se non avesse attuato entro sei mesi dalla suddetta decisione la decisione 2016/02/MC-EnC del Consiglio ministeriale ponendo rimedio alle violazioni ivi accertate, sarebbe stata considerata in grave e persistente violazione ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato; il Consiglio ministeriale ha tuttavia rimandato al 2019 l'adozione di misure a norma dell'articolo 92 del trattato. Ha contestualmente deliberato che la Repubblica di Serbia adottasse tutte le misure del caso per porre rimedio alle violazioni accertate nella decisione 2016/02/MC-EnC del Consiglio ministeriale in collaborazione con l'ECS e riferisse al Consiglio ministeriale nel 2019 in merito all'attuazione delle misure adottate. Inoltre, l'ECS è stato invitato a chiedere misure a norma dell'articolo 92 del trattato nel 2019 se la Repubblica di Serbia non avesse attuato la decisione 2016/02/MC-EnC del Consiglio ministeriale entro il 1º luglio 2019.
            
            
               La Repubblica di Serbia non ha posto rimedio alle violazioni accertate nella decisione 2016/02/MC-EnC del Consiglio ministeriale entro sei mesi dalla data della decisione 2018/12/MC-EnC.
            
            
               Atteso che la Repubblica di Serbia non ha adottato alcun provvedimento per porre rimedio alla violazione accertata nella decisione 2018/12/MC-EnC né per regolarizzare la propria situazione di non conformità all'acquis della Comunità dell'energia per quanto riguarda l'obbligo di utilizzare i proventi derivanti dall'assegnazione delle capacità di interconnessione per gli interconnettori con l'Albania, la Repubblica di Macedonia del Nord e il Montenegro per uno o più degli scopi indicati all'articolo 6, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1228/2003, l'8 ottobre 2019 l'ECS ha presentato al Consiglio ministeriale una richiesta di misure a norma dell'articolo 92 del trattato. Nella richiesta motivata l'ECS ha chiesto al Consiglio ministeriale di dichiarare che:
            
            
               ·come accertato dal Consiglio ministeriale la Repubblica di Serbia persevera nella grave e persistente violazione degli obblighi che le incombono ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato, nella misura in cui omette di attuare le decisioni del Consiglio ministeriale 
            
            
               –2016/02/MC-EnC, del 14 ottobre 2016, nel procedimento ECS-3/08 e 2018/12/MC-EnC, del 29 novembre 2018, nel procedimento ECS-3/08 S, 
            
            
               –2014/03/MC-EnC, del 23 settembre 2014, nel procedimento ECS-9/13 e 2016/17/MC-EnC, del 14 ottobre 2016, nel procedimento ECS-9/13 S,
            
            
               e di porre rimedio alle violazioni ivi accertate;
            
            
               ·è sospeso il diritto della Repubblica di Serbia di partecipare alle votazioni delle misure e degli atti procedurali adottati ai sensi del titolo V, capo VI, del trattato, come pure il diritto di partecipare alle votazioni delle decisioni a norma dell'articolo 91 del trattato;  
            
            
               ·l'ECS è invitato a sospendere l'applicazione delle regole di rimborso ai rappresentanti della Repubblica di Serbia per tutte le riunioni organizzate dalla Comunità dell'energia; 
            
            
               ·l'Unione europea, conformemente all'articolo 6 del trattato, è invitata a prendere le opportune misure per la sospensione del sostegno finanziario concesso alla Serbia nei settori contemplati dal trattato; 
            
            
               ·l'effetto delle misure adottate dalla decisione in questione è limitato a un anno dalla data di adozione nella riunione del Consiglio ministeriale della seconda metà del 2019. Sulla base di una relazione dell'ECS il Consiglio ministeriale esaminerà l'efficacia delle misure e la necessità di mantenerle nella sua prossima riunione del 2020; 
            
            
               ·la Repubblica di Serbia è tenuta ad adottare tutte le misure del caso per porre rimedio alle violazioni accertate nelle decisioni del Consiglio ministeriale 2016/02/MC-EnC e 2018/12/MC-EnC nei procedimenti ECS-3/08 e ECS-3/08 S e 2014/03/MC-EnC e 2016/17/MC-EnC nei procedimenti ECS-9/13 e ECS-9/13 S, in collaborazione con l'ECS, e a riferire al Consiglio ministeriale nel 2020 in merito all'attuazione delle misure adottate;
            
            
               ·l'ECS è invitato a monitorare la conformità delle misure adottate dalla Repubblica di Serbia all'acquis della Comunità dell'energia.
            
            
               La posizione da adottare a nome dell'Unione nel Consiglio ministeriale dovrebbe pertanto consistere nell'approvare il progetto di decisione.
            
            
               (ii)Proroga delle misure imposte nei confronti della Repubblica di Serbia a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato nel procedimento ECS-9/13
            
            
               Il 29 novembre 2018 il Consiglio ministeriale ha concordato di prorogare di altri sei mesi il termine entro il quale la Repubblica di Serbia avrebbe dovuto porre rimedio alle gravi e persistenti violazioni accertate nelle decisioni 2014/03/MC-EnC e 2016/17/MC-EnC del Consiglio ministeriale nel procedimento ECS-9/13 (relativo alla non conformità della Repubblica di Serbia con gli obblighi di separazione dei gestori dei sistemi di trasporto del gas naturale).
            
            
               Atteso che la Repubblica di Serbia non ha adottato alcun provvedimento per porre rimedio alle violazioni accertate nelle decisioni 2014/03/MC-EnC e 2016/17/MC-EnC, l'8 ottobre 2019 l'ECS ha presentato una richiesta motivata al Consiglio ministeriale a norma dell'articolo 92 del trattato. Nella richiesta motivata l'ECS ha chiesto al Consiglio ministeriale di dichiarare che:
            
            
               ·è sospeso il diritto della Repubblica di Serbia di partecipare alle votazioni delle misure e degli atti procedurali adottati ai sensi del titolo V, capo VI, del trattato, come pure il diritto di partecipare alle votazioni delle decisioni a norma dell'articolo 91 del trattato;  
            
         
         
            
               ·l'ECS è invitato a sospendere l'applicazione delle regole di rimborso ai rappresentanti della Repubblica di Serbia per tutte le riunioni organizzate dalla Comunità dell'energia;  
            
            
               ·l'Unione europea, conformemente all'articolo 6 del trattato, è invitata a prendere le opportune misure per la sospensione del sostegno finanziario concesso alla Serbia nei settori contemplati dal trattato; 
            
            
               ·l'effetto delle misure adottate dalla decisione in questione è limitato a un anno dall'adozione della stessa.  
            
            
               Dato il persistere e l'importanza delle violazioni accertate, le misure proposte sono adeguate e proporzionate. La posizione da adottare a nome dell'Unione nel Consiglio ministeriale dovrebbe pertanto consistere nell'approvare il progetto di decisione.
            
            
               3.2.Atti previsti del Gruppo permanente ad alto livello
            
            
               Un atto sopra menzionato (sezione 2.3) richiede una decisione del Gruppo permanente ad alto livello, in seno al quale la posizione dell'Unione sarà espressa dal rappresentante della Commissione europea. 
            
            
               Nel 2011 la Comunità dell'energia ha adottato il terzo pacchetto Energia dell'Unione e ha istituito una procedura semplificata per l'adozione dei codici di rete e degli orientamenti
                  10
               .
            
            
               I codici di rete e gli orientamenti sono un insieme di norme tecniche volte ad armonizzare e migliorare la gestione dei flussi transfrontalieri di energia. Una serie di codici di rete e orientamenti è già stata adottata nella Comunità dell'energia, tra cui, nel settore del gas, gli orientamenti per le procedure di gestione delle congestioni
                  11
                e il codice di rete sulle norme di interoperabilità e scambio dati
                  12
               , e, nel settore dell'energia elettrica, i codici di rete per la connessione dei generatori alla rete
                  13
               , per la connessione della domanda
                  14
                e per la connessione alla rete dei sistemi in corrente continua ad alta tensione e dei parchi di generazione connessi in corrente continua
                  15
               .
            
            
               Nel 2018 il Gruppo permanente ad alto livello ha adottato i codici di rete sui meccanismi di assegnazione della capacità nei sistemi di trasporto del gas
                  16
                e sulle strutture tariffarie armonizzate per il trasporto del gas
                  17
               .
            
            
               La presente decisione del Gruppo permanente ad alto livello riguarda i codici di rete di cui al regolamento (UE) n. 312/2014
                  18
               .
            
            
               Il regolamento (UE) n. 312/2014 della Commissione che istituisce un codice di rete relativo al bilanciamento del gas nelle reti di trasporto mira a stabilire norme di bilanciamento del gas, comprese norme legate alla rete in materia di procedure di nomina, oneri di sbilancio, procedure di liquidazione delle partite economiche associate agli oneri di sbilancio giornalieri e in materia di bilanciamento operativo tra le reti dei gestori del sistema di trasporto.
            
            
               Nell'aprile 2019 il gruppo di lavoro ad hoc della Comunità dell'energia preposto alla valutazione dell'eventuale adozione dei codici di rete sul bilanciamento del gas ha concordato una versione adattata del codice di rete sul bilanciamento del gas nelle reti di trasporto.
            
            
               Su tale base la posizione da adottare a nome dell'Unione nel Gruppo permanente ad alto livello dovrebbe consistere nell'approvare il progetto di decisione del Gruppo permanente ad alto livello relativa all'attuazione del regolamento (UE) n. 312/2014 nella Comunità dell'energia.
            
            
               4.Base giuridica
            
            
               4.1.Base giuridica procedurale
            
            
               4.1.1.Principi
            
            
               L'articolo 218, paragrafo 9, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) prevede l'adozione di decisioni che stabiliscono "le posizioni da adottare a nome dell'Unione in un organo istituito da un accordo, se tale organo deve adottare atti che hanno effetti giuridici, fatta eccezione per gli atti che integrano o modificano il quadro istituzionale dell'accordo".
            
            
               Rientrano nel concetto di "atti che hanno effetti giuridici" gli atti che hanno effetti giuridici in forza delle norme di diritto internazionale disciplinanti l'organo in questione. Vi rientrano anche gli atti sprovvisti di carattere vincolante ai sensi del diritto internazionale ma che "sono tali da incidere in modo determinante sul contenuto della normativa adottata dal legislatore dell'Unione"
                  19
               .
            
            
               4.1.2.Applicazione al caso concreto
            
            
               Il Consiglio ministeriale e il Gruppo permanente ad alto livello sono organi istituiti da un accordo, vale a dire il trattato della Comunità dell'energia.
            
         
         
            
               Gli atti che il Consiglio ministeriale e il Gruppo permanente ad alto livello sono chiamati ad adottare costituiscono atti aventi effetti giuridici. Gli atti previsti avranno carattere vincolante nel diritto internazionale a norma dell'articolo 76 del trattato della Comunità dell'energia, secondo il quale una decisione è giuridicamente vincolante per i soggetti che ne sono destinatari. 
            
            
               Gli atti previsti non integrano né modificano il quadro istituzionale dell'accordo.
            
            
               La base giuridica procedurale della decisione proposta è pertanto l'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE.
            
            
               4.2.Base giuridica sostanziale
            
            
               4.2.1.Principi
            
            
               La base giuridica sostanziale delle decisioni di cui all'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE dipende essenzialmente dall'obiettivo e dal contenuto dell'atto previsto su cui dovrà prendersi posizione a nome dell'Unione. Se l'atto previsto persegue una duplice finalità o ha una doppia componente, una delle quali sia da considerarsi principale e l'altra solo accessoria, la decisione a norma dell'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE deve fondarsi su una sola base giuridica sostanziale, ossia su quella richiesta dalla finalità o dalla componente principale o preponderante.
            
            
               4.2.2.Applicazione al caso concreto
            
            
               L'obiettivo principale e il contenuto dell'atto previsto riguardano l'energia.
            
            
               La base giuridica sostanziale della decisione proposta è pertanto l'articolo 194 del TFUE.
            
            
            
               4.3.Conclusione
            
            
               La base giuridica della decisione proposta dovrebbe essere l'articolo 194 in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE.
            
            
            
               2019/0269 (NLE)
            
            
               Proposta di
            
            
               DECISIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea nel Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia e nel Gruppo permanente ad alto livello della Comunità dell'energia (Chisinau, 12 e 13 dicembre 2019)
            
            
               IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 194, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 9,
            
            
               vista la proposta della Commissione europea,
            
         
         
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il trattato della Comunità dell'energia ("il trattato") è stato concluso dall'Unione con decisione 2006/500/CE del Consiglio, del 29 maggio 2006
                  20
               , ed è entrato in vigore il 1º luglio 2006.
            
            
               (2)A norma degli articoli 47 e 76 del trattato, il Consiglio ministeriale adotta misure che possono assumere la forma di decisioni o raccomandazioni.
            
            
               (3)Il Consiglio ministeriale, nella 17a riunione del 13 dicembre 2019, prevede di adottare la serie di atti di cui all'allegato 1 della presente decisione.
            
            
               (4)Il Gruppo permanente ad alto livello, nella 55a riunione del 12 dicembre 2019, prevede di adottare la serie di atti di cui all'allegato 2 della presente decisione.
            
            
               (5)È opportuno stabilire la posizione da adottare a nome dell'Unione nel Consiglio ministeriale e nel Gruppo permanente ad alto livello poiché gli atti previsti avranno effetti giuridici nei confronti dell'Unione.
            
            
               (6)Gli atti previsti sono intesi a favorire il conseguimento degli obiettivi del trattato e il funzionamento del segretariato della Comunità dell'energia nella sede di Vienna, tra i cui compiti vi è quello di fornire sostegno amministrativo al Consiglio ministeriale,
            
            
            
               HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
            
            
               Articolo 1
            
            
               La posizione da adottare a nome dell'Unione nella 17a riunione del Consiglio ministeriale, che si terrà a Chisinau il 13 dicembre 2019, riguardo alle questioni che rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE figura nell'allegato 1 della presente decisione.
            
            
               Articolo 2
            
            
               La posizione da adottare a nome dell'Unione nella 55a riunione del Gruppo permanente ad alto livello, che si terrà a Chisinau il 12 dicembre 2019, riguardo alle questioni che rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE figura nell'allegato 2 della presente decisione.
            
            
               Articolo 3
            
            
               La Commissione è destinataria della presente decisione.
            
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 198 del 20.7.2006, pag. 15.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        Direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE e regolamenti (CE) nn. 714/2009 e 715/2009.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        *Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        Atto procedurale 2008/01/MC-EnC sul regolamento interno per la risoluzione delle controversie a norma del trattato, modificato dall'atto procedurale 2015/04/MC-EnC, del 16 ottobre 2015, recante modifica dell'atto procedurale 2008/01/MC-EnC, del 27 giugno 2008, sul regolamento interno per la risoluzione delle controversie a norma del trattato.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        Direttiva 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale e che abroga la direttiva 2003/55/CE.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        Regolamento (CE) n. 715/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativo alle condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas naturale e che abroga il regolamento (CE) n. 1775/2005.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        Sentenza del 22 maggio 2008, citiworks AG, C-439/06, ECLI:EU:C:2008:298, punto 44; sentenza del 9 ottobre 2008, Sabatauskas e altri, C-239/07, ECLI:EU:C:2008:551, punto 33; sentenza del 29 settembre 2016, Essent Belgium NV, C-492/14, ECLI:EU:C:2016:732, punto 76;
               
               
                  
                     (8)
                  
                        Direttiva 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, concernente la limitazione delle emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione.
               
               
                  
                     (9)
                  
                        Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento).
               
               
                  
                     (10)
                  
                        Atto procedurale 01/2012/PHLG-EnC.
               
               
                  
                     (11)
                  
                        Decisione 2018/01/PHLG-EnC.  
               
               
                  
                     (12)
                  
                        Decisione 2018/02/PHLG-EnC.  
               
               
                  
                     (13)
                  
                        Decisione 2018/03/PHLG-EnC.  
               
               
                  
                     (14)
                  
                        Decisione 2018/05/PHLG-EnC.  
               
               
                  
                     (15)
                  
                        Decisione 2018/04/PHLG-EnC.  
               
               
                  
                     (16)
                  
                        Decisione 2018/06/PHLG-EnC.
               
               
                  
                     (17)
                  
                        Decisione 2018/07/PHLG-EnC.
               
               
                  
                     (18)
                  
                        Regolamento (UE) n. 312/2014 della Commissione, del 26 marzo 2014, che istituisce un codice di rete relativo al bilanciamento del gas nelle reti di trasporto (GU L 91 del 27.3.2014, pag. 15).
               
               
                  
                     (19)
                  
                        Sentenza della Corte di giustizia del 7 ottobre 2014, Germania contro Consiglio, C-399/12, ECLI:EU:C:2014:2258, punti 61-64. 
               
               
                  
                     (20)
                  
                        GU L 198 del 20.7.2006, pag. 15.