CELEX: 51998PC0158(03)
Language: it
Date: 1998-03-18
Title: Proposta di Regolamento (CE) del Consiglio relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine

Avis juridique important

|

51998PC0158(03)

Proposta di Regolamento (CE) del Consiglio relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine  /* COM/98/0158 def. - CNS 98/0109 */  

Gazzetta ufficiale n. C 170 del 04/06/1998 pag. 0013

98/0109 (CNS) Proposta di REGOLAMENTO (CE) N. . . . DEL CONSIGLIO del . . .relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine (98/C 170/03)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 42 e 43,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,(1) considerando che al funzionamento e allo sviluppo del mercato comune dei prodotti agricoli deve accompagnarsi l'instaurazione di una politica agricola comune e che tale politica deve comportare, in particolare, un'organizzazione comune dei mercati agricoli, la quale può assumere forme diverse secondo i prodotti;(2) considerando che lo scopo della politica agricola comune è di conseguire gli obiettivi stabiliti dall'articolo 39 del trattato; che nel settore delle carni bovine, per stabilizzare i mercati e assicurare un equo tenore di vita alla popolazione agricola, occorre adottare misure relative al mercato interno che comprendano, in particolare, pagamenti diretti ai produttori di carni bovine e un regime di aiuto all'ammasso privato;(3) considerando che, allo scopo di riequilibrare il consumo di carni nella Comunità a beneficio del settore delle carni bovine e di migliorare la competitività di tali prodotti sui mercati internazionali, occorre ridurre gradualmente il livello del sostegno al mercato; che date le conseguenze per i produttori, il livello dell'aiuto al reddito previsto nell'ambito dell'organizzazione comune di mercato dev'essere adeguato e riformulato; che, a tale scopo, è opportuno definire un regime complessivo di pagamenti diretti a favore dei produttori; che gli importi di tali pagamenti devono evolvere parallelamente alla graduale riduzione del sostegno al mercato;(4) considerando che, tenuto conto delle varie attività specifiche di allevamento, i pagamenti diretti devono comprendere un premio speciale per i produttori di tori e di manzi, un premio per il mantenimento delle vacche nutrici e un premio per vacca da latte; che la concessione di questi premi non deve tradursi in un aumento della produzione globale; che, a tal fine, occorre limitare il numero di bovini maschi e di vacche nutrici aventi diritto al premio applicando rispettivamente massimali regionali e individuali e, nel caso del premio speciale, un massimale di capi per azienda; che, per quanto riguarda il premio per vacca da latte, dev'essere introdotta una limitazione equivalente in funzione dei quantitativi di riferimento individuali dei produttori interessati che vengono utilizzati come base di riferimento per calcolare il livello del sostegno; che, per quanto riguarda i massimali regionali per il premio speciale, va mantenuto il livello attuale;(5) considerando che le condizioni di produzione dei manzi sono solitamente diverse da quelle dei tori; che pertanto è giustificato fissare l'importo del premio speciale per manzo a un livello diverso da quello del premio speciale per toro; che, comunque, il premio speciale per manzo dev'essere diviso in due pagamenti per fasce di età specifiche;(6) considerando che la macellazione di un numero troppo elevato di manzi durante la stagione della macellazione negli Stati membri in cui questo tipo di produzione è particolarmente importante rischia di perturbare la stabilità del mercato e, in particolare, di provocare una caduta dei prezzi di mercato; che per incentivare la macellazione dei manzi fuori del periodo annuale di fine pascolo è opportuno concedere, a determinate condizioni, un premio supplementare in aggiunta al premio speciale per gli animali macellati fuori stagione nelle prime 23 settimane dell'anno;(7) considerando che, allo scopo di offrire maggiore flessibilità ai produttori, la possibilità di beneficiare del premio per vacca nutrice dev'essere estesa alle giovenche allevate secondo gli stessi requisiti; che comunque il numero delle giovenche aventi diritto al premio nelle mandrie di vacche nutrici dev'essere limitato alla normale percentuale di sostituzione;(8) considerando che il premio per vacca nutrice dev'essere limitato in primo luogo ai produttori che non forniscono latte ai caseifici a titolo del regime di prelievo supplementare previsto dal regolamento (CEE) n. 3950/92 del Consiglio, del 28 dicembre 1992, se istituisce un prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (1); che è comunque necessario un sostegno al reddito anche per le piccole e medie imprese che allevano vacche lattiere a vacche nutrici; che pertanto il premio per vacca nutrice dev'essere accordato anche alle aziende miste il cui quantitativo di riferimento individuale di latte non supera complessivamente i 120 000 kg;(9) considerando che, per quanto riguarda il premio per vacca nutrice, è opportuno mantenere massimali individuali per i produttori; che in passato alcuni dei diritti al premio conferiti nell'ambito dei massimali individuali non sono stati utilizzati; che tali diritti non utilizzati potrebbero incentivare la produzione e aumentare la spesa, in particolare a causa delle giovenche che hanno acquisito pieno diritto al premio per vacca nutrice; che, per evitare tale conseguenza, il numero totale dei diritti al premio per vacca nutrice in ogni Stato membro dev'essere fissato in base ai premi effettivamente versati in alcuni anni storici di riferimento, con l'aggiunta di un certo margine allo scopo di mantenere la riserva nazionale; che gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per garantire il rispetto dei loro massimali nazionali; che, se del caso, essi devono adeguare i massimali individuali dei loro produttori senza compensazione e in base a criteri oggettivi; che tali criteri devono garantire, in particolare, un trattamento paritario dei produttori interessati e la salvaguardia delle legittime aspettative;(10) considerando che il livello di produzione di un produttore può variare in seguito ad eventuali cambiamenti nei patrimoni o nelle capacità produttive; che è quindi opportuno prevedere che i diritti al premio per vacca nutrice acquisiti nell'ambito dei massimali individuali possano essere trasferiti, a determinate condizioni, ad altri produttori, insieme con l'azienda o senza mantenere il legame tra i diritti al premio e le superfici lavorate;(11) considerando che non devono essere esclusi dal diritto al premio né i nuovi produttori, né i produttori già in attività il cui massimale individuale non corrisponde più, per vari motivi, alle mutate caratteristiche delle loro mandrie di vacche nutrici; che a tal fine occorre prevedere la creazione di riserve nazionali, da alimentare e gestire secondo criteri comunitari; che per la stessa ragione conviene sottoporre il trasferimento di diritti al premio senza trasferimento della relativa azienda a regole che consentano il ritiro, senza pagamento compensativo, di una parte dei diritti trasferiti da assegnare alla riserva nazionale;(12) considerando che è opportuno autorizzare gli Stati membri a stabilire un nesso tra zone o località sensibili e la produzione di vacche nutrici, in modo da garantire il mantenimento di tale produzione, specialmente in regioni che non offrono alternative;(13) considerando che, data la tendenza a intensificare la produzione bovina, occorre limitare i premi connessi con l'allevamento in base al potenziale foraggero di ogni azienda, correlato al numero e alle specie di animali presenti nell'azienda stessa; che, per evitare tipi di produzione eccessivamente intensivi, è opportuno limitare la concessione di detti premi applicando un coefficiente di densità massima dei capi detenuti nell'azienda; che occorre tuttavia tener presente la situazione dei piccoli produttori;(14) considerando che, per potenziare gli incentivi alla produzione estensiva aumentandone l'efficacia rispetto agli obiettivi ambientali, occorre concedere un importo supplementare ai produttori che soddisfano requisiti severi ed effettivi riguardo al coefficiente di densità; che, per evitare un forte cambiamento del livello complessivo del sostegno e per garantire un controllo ragionevole della spesa, occorre provvedere ad adeguare, se necessario, l'importo supplementare;(15) considerando che, in seguito alla riduzione del sostegno al mercato nel settore delle carni bovine, occorre introdurre anche un sostegno al reddito dei produttori di latte sotto forma di premio per vacca da latte; che tale sostegno dev'essere accordato in base ai quantitativi individuali di riferimento dei produttori interessati e alla resa lattiera media dello Stato membro sul cui territorio sono situate le aziende; che, a scopo di semplificazione, il premio per vacca da latte dev'essere gestito e concesso insieme al corrispondente sostegno al reddito per vacca da latte nell'ambito dell'organizzazione comune di mercato per il latte e i prodotti lattiero-caseari; che tale sostegno tiene conto della resa lattiera media comunitaria; che, a tal scopo, l'importo del premio per vacca da latte per ogni Stato membro dev'essere calcolato tenendo conto della differenza tra la resa lattiera media nella Comunità e quella nello Stato membro interessato;(16) considerando che le condizioni di produzione delle carni bovine e i redditi dei produttori variano notevolmente nelle diverse regioni di produzione della Comunità; che un regime a livello comunitario, con pagamenti uniformi per tutti i produttori, sarebbe troppo rigido per rispondere in maniera adeguata alle differenze strutturali e naturali e alle diverse esigenze che ne derivano; che pertanto è opportuno prevedere una struttura flessibile per i pagamenti comunitari supplementari, che dovranno essere fissati e versati dagli Stati membri entro importi globali determinati e secondo alcuni criteri comuni; che gli importi globali devono essere ripartiti tra gli Stati membri in base al loro contributo alla produzione comunitaria di carni bovine; che i criteri comuni hanno fra l'altro lo scopo di impedire che i pagamenti supplementari producano effetti discriminatori e di tener pienamente conto degli impegni multilaterali della Comunità del settore in questione; che è essenziale, in particolare, che gli Stati membri siano tenuti ad usare i loro poteri discrezionali esclusivamente in base a criteri oggettivi, in modo da salvaguardare pienamente il principio del trattamento paritario e da evitare distorsioni del mercato e della concorrenza; che occorre stabilire quali forme possono assumere i pagamenti supplementari; che tali forme devono consistere in pagamenti per capo di bestiame per alcune categorie di bovini e in pagamenti per superficie;(17) considerando che, per quanto riguarda i pagamenti supplementari per capo, è necessario fissare limiti quantitativi per garantire un ragionevole controllo della produzione; che occorre altresì limitare l'importo totale del sostegno accordabile per animale e, ove possibile, per anno; che gli Stati membri devono inoltre applicare i requisiti relativi ai coefficienti di densità;(18) considerando che i pagamenti supplementari per superficie devono essere concessi soltanto per i pascoli permanenti che non beneficiano di altre misure comunitarie di sostegno al mercato; che i pagamenti per superficie devono essere corrisposti limitatamente alle superfici regionali di base di pascoli permanenti, che gli Stati membri determineranno in base a dati storici di riferimento; che l'importo massimo per ettaro erogabile a titolo di pagamento per superficie, compresi i pagamenti supplementari per superficie nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, deve essere paragonabile al sostegno medio per ettaro concesso in base al regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi;(19) considerando che i pagamenti diretti possono essere concessi solo a condizione che gli allevatori degli animali interessati rispettino le norme comunitarie relative all'identificazione e alla registrazione dei bovini; che, per conseguire l'effetto economico desiderato, i pagamenti diretti devono essere concessi entro determinati limiti di tempo;(20) considerando che l'uso di alcune sostanze nella produzione di carni bovine è vietato dalla legislazione comunitaria; che, laddove le disposizioni in materia non siano rispettate, devono essere applicate sanzioni adeguate;(21) considerando che, dato il regime di sostegno dei prezzi e del reddito previsto dal presente regolamento, l'intervento pubblico sotto forma di acquisti effettuati dagli organismi d'intervento e di ammasso pubblico non è più indispensabile per riequilibrare il mercato e comporta d'altronde una spesa considerevole; che esso dovrebbe essere pertanto gradualmente eliminato; che occorre invece prevedere un aiuto all'ammasso privato, per contribuire a stabilizzare i prezzi di mercato intorno al prezzo di base che rappresenta il livello desiderato di sostegno al mercato; che, a tale scopo, la Commissione dev'essere autorizzata a decidere la concessione di un aiuto all'ammasso privato qualora il prezzo di mercato scenda al di sotto del 103 % del prezzo di base; che occorre prevedere l'applicazione del regime di aiuto all'ammasso privato in base alla tabella di classificazione di cui al regolamento (CEE) n. 1208/81, del 28 aprile 1981, che stabilisce la tabella comunitaria di classificazione delle carcasse di bovini adulti (2);(22) considerando che la realizzazione di un mercato unico comunitario nel settore delle carni bovine implica l'instaurazione di un regime unico degli scambi alle frontiere esterne della Comunità; che un regime degli scambi che comporti un sistema di dazi doganali all'importazione e restituzioni all'esportazione in aggiunta alle misure del mercato interno dovrebbe, in linea di massima, stabilizzare il mercato comunitario; che il regime degli scambi deve basarsi sugli impegni assunti nell'ambito dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round;(23) considerando che, per controllare il volume degli scambi di carni bovine con i paesi terzi, occorre instaurare per taluni prodotti un regime di titoli di importazione e di esportazione, che preveda la costituzione di una cauzione volta a garantire l'effettiva realizzazione delle operazioni per le quali detti titoli vengono rilasciati;(24) considerando che, per evitare o neutralizzare eventuali effetti pregiudizievoli sul mercato comunitario conseguenti alle importazioni di taluni prodotti agricoli, l'importazione di uno o più di tali prodotti deve essere soggetta al pagamento di un dazio addizionale, in presenza di determinati presupposti;(25) considerando che, ove ricorrano determinate condizioni, è opportuno attribuire alla Commissione la competenza di aprire e gestire i contingenti tariffari derivanti da accordi internazionali conclusi in conformità del trattato o da altri atti del Consiglio;(26) considerando che la possibilità di concedere, all'esportazione verso i paesi terzi, una restituzione basata sulle differenze tra i prezzi praticati nella Comunità e quelli praticati sul mercato mondiale, entro i limiti stabiliti dall'accordo OMC sull'agricoltura (3), è finalizzata a salvaguardare la partecipazione della Comunità al commercio internazionale delle carni bovine; che tale restituzione dev'essere soggetta a limiti di quantità e di valore;(27) considerando che il rispetto dei limiti di valore dev'essere accertato, al momento della fissazione delle restituzioni, mediante un controllo dei pagamenti secondo la disciplina del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia; che il controllo può essere agevolato dall'obbligo di fissare in anticipo l'entità delle restituzioni, pur ammettendo la possibilità che, in caso di restituzioni differenziate, venga modificata la specifica destinazione all'interno di una zona geografica nella quale si applica un unico tasso di restituzione; che, in caso di cambiamento di destinazione, dev'essere versata la restituzione applicabile per l'effettiva destinazione, senza tuttavia superare l'importo previsto per la destinazione cui si riferiva la fissazione anticipata;(28) considerando che, per garantire il rispetto dei limiti quantitativi, è necessario introdurre un sistema di controllo affidabile ed efficace; che, a tale scopo, occorre vincolare la concessione di restituzioni ad un titolo di esportazione; che le restituzioni devono essere concesse entro i limiti disponibili, in funzione della specifica situazione di ciascun prodotto interessato; che dev'essere possibile derogare a questa norma soltanto in caso di azioni di aiuto alimentare, esenti da qualsiasi limite; che il controllo dei quantitativi esportati con il beneficio di restituzioni durante le campagne di commercializzazione secondo quanto previsto dall'accordo OMC sull'agricoltura dev'essere svolto in base ai titoli d'esportazione rilasciati per ciascuna campagna;(29) considerando che, a complemento al sistema suindicato, è opportuno prevedere, nella misura necessaria al suo buon funzionamento, la possibilità di disciplinare il ricorso al traffico di perfezionamento attivo e, nella misura richiesta dalla situazione del mercato, il divieto di tale ricorso;(30) considerando che il regime dei dazi doganali consente di rinunciare a qualsiasi altra misura di protezione alle frontiere esterne della Comunità; che, tuttavia, in circostanze eccezionali, il meccanismo del mercato interno e dei dazi potrebbe non operare adeguatamente; che, per non lasciare in tali casi il mercato comunitario senza difesa contro le turbative che potrebbero derivarne, è opportuno permettere alla Comunità di adottare rapidamente tutte le misure necessarie; che tali misure devono essere conformi agli obblighi derivanti dai pertinenti accordi OMC;(31) considerando che, per garantire una corretta applicazione degli strumenti previsti dal presente regolamento, la Commissione dev'essere pienamente informata dell'evoluzione dei prezzi sul mercato comune delle carni bovine; che pertanto occorre prevedere un sistema di registrazione dei prezzi dei bovini adulti e delle carni di bovini adulti;(32) considerando che è opportuno prevedere la possibilità di prendere misure quando il mercato della Comunità subisce o potrebbe subire turbative a causa di forti aumenti o flessioni dei prezzi;(33) considerando che le restrizioni alla libera circolazione risultanti dall'applicazione di misure destinate a prevenire la propagazione delle malattie degli animali potrebbero provocare difficoltà sul mercato di uno o più Stati membri; che occorre prevedere la possibilità di applicare misure eccezionali di sostegno al mercato, intese a rimediare a tali situazioni;(34) considerando che la realizzazione di un mercato unico potrebbe essere compromessa dalla concessione di determinati aiuti; che è quindi necessario che le disposizioni del trattato che permettono di valutare gli aiuti concessi dagli Stati membri e di proibire quelli che sono incompatibili con il mercato comune, possano essere applicate nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine;(35) considerando che lo sviluppo del mercato comune delle carni bovine esige che gli Stati membri e la Commissione si trasmettano le informazioni necessarie per l'applicazione del presente regolamento;(36) considerando che, per facilitare l'attuazione delle disposizioni previste, è opportuno definire una procedura di stretta cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione nell'ambito di un comitato di gestione;(37) considerando che le spese sostenute dagli Stati membri a causa degli obblighi derivanti dall'applicazione del presente regolamento devono essere finanziate dalla Comunità conformemente al regolamento (CE) n. . . . ./. . del Consiglio relativo al finanziamento della politica agricola comune;(38) considerando che l'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine deve tener conto, parallelamente e in modo adeguato, degli obiettivi di cui agli articoli 39 e 110 del trattato;(39) considerando che l'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine prevista dal regolamento (CEE) n. 805/68 del Consiglio (4) è stata più volte modificata; che per il loro numero e complessità i testi in questione, pubblicati su varie Gazzette ufficiali, sono difficili da utilizzare e mancano pertanto della chiarezza che deve costituire una caratteristica essenziale di tutta la legislazione; che, di conseguenza, essi devono essere consolidati in un nuovo regolamento e il suddetto regolamento (CEE) n. 805/68 dev'essere abrogato; che il regolamento (CEE) n. 1892/87 del Consiglio, del 2 luglio 1987, relativo alla rilevazione dei prezzi di mercato nel settore delle carni bovine (5), la cui base giuridica è il regolamento (CEE) n. 805/68, è sostituito da una nuova disposizione del presente regolamento e deve pertanto essere abrogato;(40) considerando che il passaggio dalla disciplina del regolamento (CEE) n. 805/68 a quella introdotta dal presente regolamento può dar luogo a difficoltà non previste dal presente regolamento; che, per affrontare questa eventualità, la Commissione deve poter adottare le necessarie misure transitorie; che la Commissione dev'essere inoltre autorizzata a risolvere specifici problemi pratici,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. L'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine comprende un regime del mercato interno e un regime degli scambi con i paesi terzi, e disciplina i seguenti prodotti:>SPAZIO PER TABELLA>2. Ai sensi del presente regolamento sono considerati:a) bovini: gli animali vivi della specie bovina delle specie domestiche, diversi dai riproduttori di razza pura, dei codici NC da 0102 90 05 a 0102 90 79;b) bovini adulti: i bovini il cui peso vivo è superiore a 300 chilogrammi.CAPITOLO I Mercato interno Articolo 2Per incoraggiare le iniziative professionali ed interprofessionali atte a facilitare l'adattamento dell'offerta alle esigenze del mercato, possono essere adottate le seguenti misure comunitarie per i prodotti di cui all'articolo 1:a) misure intese a consentire un migliore orientamento dell'allevamento;b) misure intese a promuovere una migliore organizzazione della produzione, della trasformazione e della commercializzazione;c) misure intese a migliorare la qualità;d) misure intese a consentire l'elaborazione di previsioni a breve e a lungo termine in base alla conoscenza dei mezzi di produzione impiegati;e) misure intese ad agevolare l'accertamento dell'andamento dei prezzi sul mercato.Le norme generali concernenti tali misure sono adottate dal Consiglio secondo la procedura di cui all'articolo 43, paragrafo 2, del trattato.TITOLO 1 PAGAMENTI DIRETTI Articolo 3Ai fini del presente titolo s'intende per:a) produttore: l'imprenditore agricolo individuale, persona fisica o giuridica ovvero associazione di persone fisiche o giuridiche, qualunque sia lo status giuridico che il diritto nazionale conferisce a tale associazione e ai suoi membri, la cui azienda si trovi nel territorio della Comunità e che pratichi l'allevamento di animali della specie bovina;b) azienda: il complesso delle unità di produzione gestite dal produttore e situate nel territorio dello Stato membro;c) regione: uno Stato membro o una regione all'interno di uno Stato membro, a scelta dello Stato membro interessato;d) toro: un bovino maschio non castrato;e) manzo: un bovino maschio castrato;f) vacca nutrice: una vacca appartenente ad una razza ad orientamento «carne» od ottenuta da un incrocio con una di tali razze ed appartenente a una mandria destinata all'allevamento di vitelli per la produzione di carne;g) giovenca: un animale femmina della specie bovina di età superiore a 8 mesi che non ha ancora figliato, appartenente ad una razza ad orientamento «carne» od ottenuta da un incrocio con una di tali razze ed appartenente a una mandria destinata all'allevamento di vitelli per la produzione di carne;h) pascolo permanente: un terreno non soggetto a rotazione e destinato in modo permanente (per almeno cinque anni) a produzioni erbacee, seminate o naturali.Sezione 1 Premi Sottosezione 1 Premio speciale Articolo 41. Il produttore che detiene nella sua azienda bovini maschi può beneficiare, a richiesta, di un premio speciale. Si tratta di un premio concesso entro i limiti di massimali regionali per un numero massimo di 90 capi, per ciascuna delle fasce di età di cui al paragrafo 2, per anno civile e per azienda.2. Il premio speciale è concesso al massimo:a) una volta nella vita di ogni toro a partire dall'età di 10 mesi, oppureb) due volte nella vita di ogni manzo:- la prima volta quando ha raggiunto 10 mesi di età,- la seconda volta quando ha raggiunto 22 mesi di età.3. Per beneficiare del premio speciale,a) ogni capo che è oggetto di una domanda deve essere detenuto dal produttore a fini di ingrasso durante un periodo da determinare;b) ogni capo deve essere accompagnato fino alla macellazione da un passaporto, in conformità dell'articolo 6 del regolamento (CE) n. 820/97 del Consiglio (6), contenente tutte le informazioni sulla sua condizione riguardo al premio, o, in mancanza di tale passaporto, da un documento amministrativo equivalente.4. Se in una regione il numero totale dei tori a partire da 10 mesi di età e di manzi di età compresa tra 10 e 22 mesi che sono oggetto di una domanda e soddisfano le condizioni per la concessione del premio speciale supera il massimale regionale di cui all'allegato I, il numero di tutti i capi ammissibili al premio a norma del paragrafo 2, lettere a) e b), per singolo produttore e durante l'anno in questione, è ridotto proporzionalmente.Ai sensi del presente articolo, per massimale regionale s'intende il numero di capi che possono beneficiare del premio speciale in una regione e per un anno civile.5. Gli Stati membri possono decidere di accordare il premio speciale al momento della macellazione dei bovini. In questo caso, per i tori il criterio di età di cui al paragrafo 2, lettera a) è sostituito dal peso minimo di 200 chilogrammi.Il premio viene versato o riversato ai produttori.Il Regno Unito è autorizzato ad applicare in Irlanda del Nord un sistema di concessione del premio speciale differente dal sistema applicato nel rimanente territorio.6. L'importo del premio è fissato:a) per toro ammissibile al premio:- a 165 ECU per l'anno civile 2000;- a 195 ECU per l'anno civile 2001;- a 220 ECU per l'anno civile 2002 e per i successivi;b) per manzo ammissibile al premio e per fascia di età:- a 130 ECU per l'anno civile 2000;- a 150 ECU per l'anno civile 2001;- a 170 ECU per l'anno civile 2002 e per i successivi.7. La Commissione adotta le modalità di applicazione del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 39.Sottosezione 2 Premio di destagionalizzazione Articolo 51. Qualora in uno Stato membro il numero di manzia) macellati in un dato anno sia superiore al 60 % dell'insieme dei bovini maschi macellati annualmente eb) macellati durante il periodo compreso tra il 1° settembre e il 30 novembre di un dato anno sia superiore al 35 % dell'insieme dei manzi macellati annualmente,i produttori possono beneficiare, su richiesta, di un importo complementare al premio speciale (premio di destagionalizzazione). Tuttavia, se entrambi i tassi di cui sopra sono raggiunti in Irlanda o in Irlanda del Nord, il premio si applica in Irlanda e in Irlanda del Nord.Per l'applicazione del presente articolo nel Regno Unito, l'Irlanda del Nord è considerata come entità separata.2. L'importo del premio è fissato a:- 72,45 ECU per capo macellato nel corso del periodo compreso tra la prima e la quindicesima settimana di un dato anno;- 54,34 ECU per capo macellato nel corso del periodo compreso tra la sedicesima e la diciasettesima settimana di un dato anno;- 36,23 ECU per capo macellato nel corso del periodo compreso tra la diciottesima e la ventunesima settimana di un dato anno;- 18,11 ECU per capo macellato nel corso del periodo compreso tra la ventiduesima e la ventitreesima settimana di un dato anno.3. Se la percentuale di cui al paragrafo 1, lettera b), non viene raggiunta, gli Stati membri i cui produttori hanno beneficiato in precedenza del premio di destagionalizzazione possono decidere di concedere questo premio al tasso del 60 % degli importi fissati al paragrafo 2.In tal caso, lo Stato membro interessato provvede affinché la misura sia finanziariamente neutra per l'esercizio finanziario in causa, riducendo proporzionalmente- l'importo per la seconda fascia di età del premio speciale applicabile ai manzi concesso in tale Stato membro, e/o- i pagamenti supplementari di cui alla sezione 2,e informa la Commissione della misura di riduzione applicata.Ai fini dell'applicazione di questa misura, i territori dell'Irlanda e dell'Irlanda del Nord sono considerati come un'unica entità nel calcolo del tasso di cui al paragrafo 1, lettera b), e, di conseguenza, del beneficio del premio.4. Per la constatazione del superamento delle percentuali di cui al presente articolo, si tiene conto delle macellazioni effettuate nel corso del penultimo anno precedente quello della macellazione del capo che beneficia del premio.5. La Commissione adotta le modalità di applicazione del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 39.Sottosezione 3 Premio per vacca nutrice Articolo 61. Il produttore che detiene nella sua azienda vacche nutrici può beneficiare, a richiesta, di un premio per il mantenimento di vacche nutrici (premio per vacca nutrice). Si tratta di un premio concesso annualmente, per anno civile e per azienda, entro i limiti di massimali regionali.2. Il premio per vacca nutrice è concesso a un produttore:a) che non consegni né latte né prodotti lattiero-caseari provenienti dalla sua azienda durante docici mesi a decorrere dalla data di presentazione della domanda;per contro, la cessione di latte o di prodotti lattiero-caseari effettuata direttamente dall'azienda al consumatore non costituisce un impedimento alla corresponsione del premio;b) che consegni latte o prodotti lattiero-caseari, se il quantitativo di riferimento individuale di cui all'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 3950/92 è inferiore o uguale a 120 000 kg,purché detenga per almeno sei mesi consecutivi, a decorrere dalla data di presentazione della domanda, un numero di vacche nutrici pari almeno all'80 % e un numero di giovenche pari al massimo al 20 % di quello per il quale è richiesto il premio.Al fine di determinare il numero di capi che possono beneficiare del premio conformemente al primo comma, lettere a) e b), l'appartenenza delle vacche a una mandria nutrice oppure a una mandria lattiera viene stabilita in base al quantitativo di riferimento individuale di cui all'articolo 15, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. . . . ./. . del Consiglio (latte) e alla resa lattiera media dello Stato membro sul cui territorio è situata l'azienda.3. Il diritto al premio per produttore viene limitato applicando il massimale individuale definito all'articolo 7.4. Il premio per capo avente diritto è fissato a:- 155 ECU per l'anno civile 2000;- 170 ECU per l'anno civile 2001;- 180 ECU per l'anno civile 2002 e per i successivi.5. La Commissione adotta, secondo la procedura di cui all'articolo 39, le modalità di applicazione del presente articolo, in particolare quelle relative alla definizione della nozione di vacca nutrice di cui all'articolo 3.Articolo 71. Al 1° gennaio 2000, il massimale individuale di ciascun produttore deve essere pari al numero dei diritti al premio per vacca nutrice (diritti al premio) che spettava a quest'ultimo al 31 dicembre 1999 in base alle norme comunitarie in materia, modificato, se del caso, a norma del paragrafo 3.2. Gli Stati membri prendono i provvedimenti necessari affinché, dal 1° gennaio 2000, la somma dei diritti al premio sul loro territorio non superi i massimali nazionali stabiliti nell'allegato II e possano essere costituite le riserve nazionali di cui all'articolo 9.3. Qualora l'adeguamento di cui al paragrafo 2 esiga una riduzione dei massimali individuali dei produttori, esso viene effettuato senza pagamento compensativo e stabilito in base a criteri oggettivi, tra cui in particolare:- il tasso di utilizzazione dei rispettivi massimali individuali da parte dei produttori durante i tre anni di riferimento precedenti il 2000;- la realizzazione di un programma di investimenti o di estensivizzazione nel settore delle carni bovine;- particolari circostanze naturali o l'applicazione di sanzioni, che abbiano causato il mancato versamento o un versamento ridotto del premio per almeno un anno di riferimento;- altre circostanze eccezionali, in seguito alle quali i pagamenti effettuati per almeno un anno di riferimento non corrispondono alla reale situazione constatata durante gli anni precedenti.4. I diritti al premio ritirati a seguito della misura di cui al paragrafo 2 sono aboliti.5. La Commissione adotta le modalità di applicazione del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 39.Articolo 81. Il produttore che venda o trasferisca in altro modo la sua azienda può trasferire al successore nell'azienda tutti i diritti al premio per vacca nutrice. Egli può anche trasferire, in tutto o in parte, i suoi diritti ad altri produttori senza trasferire l'azienda.Nel caso di un trasferimento di diritti al premio senza trasferimento dell'azienda, una parte dei diritti trasferiti, non superiore al 15 %, è riversata senza pagamento compensativo nella riserva nazionale dello Stato membro in cui è situata la sua azienda, per essere ridistribuita gratuitamente.2. Gli Stati membri:a) prendono le misure necessarie per evitare che i diritti al premio siano trasferiti fuori delle zone sensibili o delle regioni in cui la produzione bovina riveste particolare importanza per l'economia locale;b) possono prevedere che il trasferimento di diritti senza trasferimento dell'azienda avvenga direttamente tra produttori o tramite la riserva nazionale.3. Gli Stati membri possono autorizzare, anteriormente ad una data da fissare, cessioni temporanee della parte dei diritti al premio non destinati ad essere utilizzati dal produttore che ne dispone.4. La Commissione adotta le modalità di applicazione del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 39.Tali modalità possono riguardare segnatamente:- disposizioni che consentano agli Stati membri di risolvere i problemi connessi con il trasferimento di diritti al premio da parte di produttori che non sono proprietari delle superfici occupate dalle loro aziende, e- norme specifiche quanto al numero minimo di diritti che può formare oggetto di un trasferimento parziale.Articolo 91. Ogni Stato membro mantiene una riserva nazionale di diritti al premio per vacca nutrice.2. Tutti i diritti al premio ritirati conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o ad altre norme comunitarie, sono aggiunti alla riserva nazionale, senza pregiudizio dell'articolo 7, paragrafo 4.3. Gli Stati membri utilizzano le loro riserve nazionali per la concessione, entro i limiti delle stesse, di diritti al premio, in particolare ai nuovi produttori, ai giovani allevatori e ad altri produttori prioritari.4. La Commissione adotta, secondo la procedura di cui all'articolo 39, le modalità di applicazione del presente articolo, specificando in particolare:- le misure applicabili qualora in uno Stato membro non sia utilizzata la riserva nazionale;- le misure relative ai diritti al premio non utilizzati e riversati nella riserva nazionale.Sottosezione 4 Coefficienti di densità Articolo 101. Il numero totale dei capi che possono beneficiare del premio speciale e del premio per vacca nutrice viene limitato applicando un coefficiente di densità dei capi detenuti nell'azienda pari a 2 UBA per ettaro e per anno civile. Tale coefficiente è espresso in numero di UBA (unità bestiame adulto) e correlato alla superficie foraggera aziendale adibita all'alimentazione degli animali presenti nell'azienda stessa. Tuttavia, un produttore è esentato dall'applicazione del coefficiente di densità qualora il numero di capi detenuti nell'azienda da prendere in considerazione per determinare il coefficiente di densità non sia superiore a 15 UBA.2. Per determinare il coefficiente di densità nell'azienda si tiene conto:a) dei bovini maschi, delle vacchi nutrici e delle giovenche, degli ovini e/o dei caprini per i quali sia stata presentata domanda di premio, nonché delle vacche da latte necessarie per produrre il quantitativo di riferimento totale di latte assegnato al produttore; la conversione in UBA del numero di animali così ottenuto viene effettuata mediante l'apposita tabella riprodotta nell'allegato III;b) della superficie foraggera, cioè della superficie dell'azienda disponibile durante tutto l'anno civile per l'allevamento dei bovini e degli ovini e/o dei caprini; non sono compresi in questa superficie:- i fabbricati, i boschi, gli stagni, i sentieri;- le superfici adibite ad altre produzioni che beneficiano di un regime di aiuti comunitario, ovvero utilizzate per colture permanenti o per colture orticole, tranne i pascoli permanenti che beneficiano di pagamenti per superficie conformemente all'articolo 15 del presente regolamento e all'articolo 18 del regolamento (CE) n. . . . ./. . (latte);- le superfici che beneficiano dello stesso regime di sostegno previsto a favore dei coltivatori di taluni seminativi, utilizzate nel quadro del regime di aiuto per i foraggi essiccati ovvero sottoposte a un programma nazionale o comunitario di ritiro dalla produzione.La superficie foraggera comprende le superfici utilizzate in comune e le superfici adibite ad una coltura mista.3. La Commissione adotta, secondo la procedura di cui all'articolo 39, le modalità di applicazione del presente articolo. Tali modalità comprendono in particolare quelle:- relative alle superfici utilizzate in comune e alle superfici adibite ad una coltura mista,- che permettono di evitare un'applicazione non corretta del coefficiente di densità.Sottosezione 5 Pagamento per l'estensivizzazione Articolo 111. I produttori che beneficiano del premio speciale e/o del premio per vacca nutrice possono beneficiare di un pagamento supplementare di 100 ECU per premio concesso, a condizione che durante l'anno civile in questione:- il coefficiente di densità accertato per le loro aziende sia inferiore a 1,4 UBA/ha,- i loro capi siano effettivamente allevati su pascoli durante il periodo vegetativo.2. Ai fini del presente articolo:- in deroga all'articolo 10, paragrafo 2, lettera a), per determinare il coefficiente di densità dell'azienda si tiene conto dei bovini maschi, delle vacche nutrici, delle vacche da latte e delle giovenche presenti nell'azienda stessa durante l'anno civile in questione, nonché degli ovini e/o dei caprini per i quali sia stata presentata domanda di premio durante lo stesso anno civile; il numero di animali è convertito in UBA secondo la tabella di conversione che figura nell'allegato III;- in deroga all'articolo 10, paragrafo 2, lettera b), sono considerati come superficie foraggera soltanto i pascoli temporanei e permanenti dell'azienda disponibili per l'allevamento dei bovini e degli ovini e/o caprini durante l'anno civile in questione.3. La Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo 39:- adotta le modalità di applicazione del presente articolo;- se necessario, adegua l'importo di cui al paragrafo 1 tenendo conto, in particolare, del numero di animali che possono beneficiare del pagamento supplementare per l'anno civile precedente.Sottosezione 6 Premio per vacca da latte Articolo 121. L'importo di ogni unità di premio per vacca da latte stabilito all'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. . . . ./. . [settore latte] è integrato dagli importi stabiliti per unità di premio nell'allegato IV.2. La Commissione adotta le modalità di applicazione del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 39.Sezione 2 Pagamenti supplementari Articolo 131. Gli Stati membri versano, su base annua, pagamenti supplementari ai produttori del loro territorio entro i limiti degli importi globali stabiliti nell'allegato V. Tali pagamenti vengono effettuati secondo criteri oggettivi che riguardano, in particolare, le strutture e le condizioni di produzione, e in modo tale da garantire un trattamento equo tra i produttori e da evitare distorsioni del mercato e della concorrenza. Essi non devono essere legati alle oscillazioni dei prezzi di mercato.2. I pagamenti supplementari possono essere versati per capo di bestiame (articolo 14) e/o per superficie (articolo 15).Articolo 141. I pagamenti per capo di bestiame possono essere concessi per:a) bovini maschi,b) vacche nutrici,c) vacche da latte,d) giovenche.2. La concessione dei pagamenti per capo di bestiame è soggetta:a) alle condizioni speciali che figurano all'allegato VI;b) a requisiti specifici relativi ai coefficienti di densità, che gli Stati membri devono stabilire.3. I requisiti specifici relativi ai coefficienti di densità sono stabiliti:- in base alla superficie foraggera di cui all'articolo 10, paragrafo 2, lettera b), e- tenendo conto, in particolare, dell'impatto ambientale del tipo di produzione considerato, della sensibilità ambientale del terreno utilizzato per l'allevamento del bestiame e delle misure applicate allo scopo di stabilizzare o migliorare la situazione ambientale di tale terreno.Articolo 151. I pagamenti per superficie sono concessi per ettaro di pascolo permanente:a) di cui un produttore ha la disponibilità durante l'anno civile di cui trattasi,b) non utilizzato per soddisfare i requisiti specifici relativi ai coefficienti di densità di cui all'articolo 14, paragrafo 3, ec) rispetto al quale, per il medesimo anno, non siano stati richiesti pagamenti in base al regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi, al regime di aiuto per i foraggi essiccati, né ai regimi comunitari di aiuto per altre colture permanenti od orticole.2. La superficie dei pascoli permanenti in una regione per la quale possono essere concessi pagamenti per superficie non deve superare la relativa superficie regionale di base.Le superfici regionali di base sono stabilite dagli Stati membri ragguagliandole al numero medio di ettari di pascoli permanenti disponibili per l'allevamento di bovini negli anni 1995, 1996 e 1997.3. L'importo massimo per ettaro del pagamento per superficie, compresi i pagamenti per superficie concessi ai sensi dell'articolo 18 del regolamento (CE) n. . . . ./. . (latte), non può essere superiore a:- 210 ECU per l'anno civile 2000;- 280 ECU per l'anno civile 2001;- 350 ECU per l'anno civile 2002 e per i successivi.Articolo 16Anteriormente al 1° gennaio 2000, gli Stati membri forniscono alla Commissione informazioni particolareggiate circa le loro disposizioni nazionali relative alla concessione dei pagamenti supplementari. Qualsiasi cambiamento di tali disposizioni viene comunicato alla Commissione non oltre un mese dopo la sua adozione.Articolo 17Anteriormente al 1° aprile 2004, gli Stati membri presentano alla Commissione relazioni dettagliate sull'applicazione della presente sezione.Anteriormente al 1° gennaio 2005, la Commissione valuta l'applicazione della presente sezione ed esamina la ripartizione degli stanziamenti comunitari tra gli Stati membri conformemente all'allegato V, tenendo conto, in particolare, dell'evoluzione delle percentuali dei singoli Stati membri nella produzione comunitaria di carni bovine. Se necessario, la Commissione presenta al Consiglio le proposte opportune.Articolo 18La Commissione adotta le modalità di applicazione della presente sezione secondo la procedura di cui all'articolo 39.Sezione 3 Disposizioni comuni Articolo 19Per poter beneficiare dei pagamenti diretti di cui al presente titolo, ad eccezione dei pagamenti per superficie di cui all'articolo 15, un animale viene identificato e registrato in conformità del regolamento (CE) n. 820/97.Articolo 201. I pagamenti diretti di cui al presente titolo, tranne il premio di destagionalizzazione, sono versati non appena siano effettuate le ispezioni ma non prima del 16 ottobre dell'anno civile per il quale è stata inoltrata la domanda.2. Salvo casi eccezionali debitamente giustificati, i pagamenti diretti di cui al presente titolo sono versati entro il 30 giugno successivo all'anno civile per il quale è stata inoltrata la domanda.Tuttavia, il premio di destagionalizzazione viene versato non appena siano effettuate le ispezioni e non oltre il 15 ottobre dell'anno civile per il quale è stata inoltrata la domanda.Articolo 211. Qualora la presenza di residui di sostanze vietate in applicazione della direttiva 96/22/CE del Consiglio (7) o di residui di sostanze autorizzate ai sensi di tale direttiva ma utilizzate illecitamente sia riscontrata, in applicazione delle pertinenti disposizioni della direttiva 96/23/CE del Consiglio (8), in un animale appartenente all'allevamento bovino di un produttore, o qualora una sostanza o un prodotto non autorizzati, o una sostanza o un prodotto autorizzati in applicazione della direttiva 96/22/CE, ma detenuti illecitamente, siano rinvenuti nell'azienda di tale produttore sotto qualsiasi forma, quest'ultimo è escluso, per l'anno civile dell'accertamento, dal beneficio degli importi previsti dalle disposizioni della presente sezione.In caso di recidiva il periodo di esclusione può, secondo la gravità dell'infrazione, essere prolungato fino a 5 anni a decorrere dall'anno di accertamento della recidiva.2. In caso di ostruzionismo da parte del proprietario o del detentore degli animali durante l'esecuzione delle ispezioni e del prelievo dei campioni necessari all'applicazione dei piani nazionali di sorveglianza dei residui, o durante lo svolgimento delle operazioni di indagine e di controllo effettuate in applicazione della direttiva 96/23/CE, si applicano le sanzioni previste al paragrafo 1.3. La Commissione adotta le modalità di applicazione del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 39.Articolo 22Gli importi dei pagamenti diretti stabiliti alle sezioni 1 e 2 possono essere modificati in considerazione dell'andamento della produzione, della produttività e dei mercati, secondo la procedura di cui all'articolo 43, paragrafo 2, del trattato.Articolo 23Le spese sostenute per l'erogazione dei pagamenti diretti di cui al presente titolo sono considerate come misure d'intervento ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. . . . ./. . (finanziamento della PAC).TITOLO 2 AMMASSO PRIVATO Articolo 241. A partire dal 1° luglio 2002 può essere decisa la concessione di aiuti all'ammasso privato, qualora il prezzo medio del mercato comunitario constatato, sulla base della tabella comunitaria di classificazione di cui al regolamento (CEE) n. 1208/81, per le carcasse di bovini adulti sia, e sembri destinato a rimanere, inferiore al 103 % del prezzo di base.2. Il prezzo di base è stabilito a 1 950 ECU/tonnellata.3. L'aiuto all'ammasso privato può essere concesso per le carni fresche o refrigerate di bovini adulti presentate in carcasse, mezzene, quarti compensati, quarti anteriori e quarti posteriori, classificate secondo la tabella comunitaria di classificazione di cui al regolamento (CEE) n. 1208/81.4. Il Consiglio, che delibera secondo la procedura di cui all'articolo 43, paragrafo 2, del trattato, può:- modificare il prezzo di base tenendo conto, in particolare, dell'esigenza di fissare tale prezzo a un livello che contribuisca a stabilizzare i prezzi di mercato senza però causare la formazione di eccedenze strutturali nella Comunità;- modificare l'elenco dei prodotti di cui al paragrafo 3, che possono essere oggetto di aiuti all'ammasso privato.5. Secondo la procedura di cui all'articolo 39, la Commissione adotta le modalità di applicazione del presente articolo e decide la concessione di aiuti all'ammasso privato.CAPITOLO II Scambi con i paesi terzi Articolo 251. Ogni importazione nella Comunità di prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), è subordinata alla presentazione di un titolo d'importazione.Ogni importazione nella Comunità di prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), e ogni esportazione fuori dalla Comunità di prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere a) e b), possono essere subordinate alla presentazione di un titolo d'importazione o di esportazione.Il titolo è rilasciato dagli Stati membri ad ogni interessato che ne faccia richiesta, a prescindere dal luogo in cui è stabilito nella Comunità e fatte salve le disposizioni adottate per l'applicazione degli articoli 28 e 29.Il tiolo di importazione o di esportazione è valido in tutta la Comunità. Il rilascio del titolo è subordinato alla costituzione di una cauzione che garantisca l'impegno di importare o di esportare durante il periodo di validità del titolo e che, salvo in caso di forza maggiore, resta acquisita in tutto o in parte se l'operazione non è realizzata, o se è realizzata solo parzialmente entro tale termine.2. La Commissione adotta, secondo la procedura di cui all'articolo 39, le modalità di applicazione del presente articolo. Tali modalità possono riguardare, in particolare,a) il periodo di validità del titolob) e l'elenco dei prodotti per i quali sono richiesti titoli di importazione o di esportazione a norma del paragrafo 1, secondo comma.Articolo 26Salvo disposizione contraria del presente regolamento, si applicano ai prodotti di cui all'articolo 1 le aliquote dei dazi della tariffa doganale comune.Articolo 271. Per evitare o reprimere eventuali effetti negativi sui mercati comunitari imputabili all'importazione di taluni prodotti di cui all'articolo 1, l'importazione all'aliquota del dazio prevista all'articolo 26 di uno o più di detti prodotti è subordinata al pagamento di un dazio addizionale all'importazione, se sono soddisfatte le condizioni fissate all'articolo 5 dell'accordo sull'agricoltura, concluso conformemente all'articolo 228 del trattato nell'ambito dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round, tranne qualora le importazioni non rischino di perturbare il mercato comunitario o gli effetti siano sproporzionati rispetto all'obiettivo perseguito.2. I prezzi limite al di sotto dei quali può essere imposto un dazio addizionale all'importazione sono quelli trasmessi dalla Comunità all'Organizzazione mondiale del commercio.I volumi che devono essere superati perché scatti l'imposizione di un dazio addizionale all'importazione sono determinati in particolare in base alle importazioni nella Comunità nei tre anni che precedono quello in cui si verificano o rischiano di verificarsi gli effetti negativi di cui al paragrafo 1.3. I prezzi d'importazione da prendere in considerazione per l'imposizione di un dazio addizionale all'importazione sono determinati in base ai prezzi d'importazione cif della partita in causa.I prezzi d'importazione cif sono a tal fine verificati sulla base dei prezzi rappresentativi per il prodotto in questione sul mercato mondiale o sul mercato comunitario di importazione del prodotto.4. La Commissione adotta, secondo la procedura di cui all'articolo 39, le modalità di applicazione del presente articolo, specificando in particolare:a) la determinazione dei prodotti ai quali sono applicati dazi all'importazione addizionali ai sensi dell'articolo 5 dell'accordo sull'agricoltura;b) gli altri criteri necessari per garantire l'applicazione del paragrafo 1 in conformità dell'articolo 5 di detto accordo.Articolo 281. I contingenti tariffari per i prodotti di cui all'articolo 1, istituiti in virtù di accordi conclusi ai sensi dell'articolo 228 del trattato o in virtù di qualsiasi altro atto del Consiglio, vengono aperti e gestiti dalla Commissione in base a mondalità adottate secondo la procedura di cui all'articolo 39.Per quanto riguarda il contingente d'importazione di 50 000 tonnellate di carni congelate deicodici NC 0202 20 30, 0202 30 e 0206 29 91 e destinate alla trasformazione, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può prevedere che tale contingente riguardi completamente o parzialmente quantitativi equivalenti di carni di qualità applicando un tasso di conversione di 4,375.2. La gestione dei contingenti può essere effettuata attraverso l'applicazione di uno dei metodi seguenti o di una loro combinazione:- metodo fondato sull'ordine cronologico di presentazione delle domande (secondo la procedura «primo arrivato, primo servito»),- metodo di ripartizione in proporzione ai quantitativi richiesti all'atto della presentazione delle domande (metodo dell'esame simultaneo),- metodo fondato sulla considerazione delle correnti commerciali tradizionali (metodo «importatori tradizionali/nuovi arrivati»).Possono essere adottati altri metodi appropriati.Essi devono evitare qualsiasi discriminazione tra gli operatori interessati.3. Il metodo di gestione stabilito tiene conto, ove occorra, dei bisogni di approvvigionamento del mercato comunitario e della necessità di salvaguardarne l'equilibrio, pur potendo ispirarsi ai metodi eventualmente applicati in passato ai contingenti corrispondenti a quelli di cui al paragrafo 1, fatti salvi i diritti derivanti dagli accordi conclusi nel quadro dei negoziati commerciali dell'Uruguay Round.4. Le modalità di cui al paragrafo 1 prevedono l'apertura dei contingenti annui, all'occorrenza adeguatamente scaglionati nel corso dell'anno, stabiliscono il metodo di gestione da applicare e, se del caso:a) comprendono disposizioni che garantiscono la natura, la provenienza e l'origine del prodotto,b) determinano le condizioni di riconoscimento del documento che consentirà di verificare l'osservanza delle disposizioni di cui alla lettera a),c) fissano le condizioni di rilascio e il periodo di validità dei titoli d'importazione.Articolo 291. Nella misura necessaria per consentire l'esportazione dei prodotti di cui all'articolo 1 in base ai corsi o ai prezzi di tali prodotti praticati sul mercato mondiale ed entro i limiti che scaturiscono dagli accordi conclusi conformemente all'articolo 228 del trattato, la differenza fra questi corsi o prezzi e i prezzi nella Comunità può essere coperta da una restituzione all'esportazione.2. Per quanto concerne l'attribuzione dei quantitativi che possono essere esportati con restituzione, si ricorre al metodo:a) più adatto alla natura del prodotto e alla situazione del mercato in questione, che consenta l'utilizzazione più efficace possibile delle risorse disponibili e che tenga conto dell'efficacia e della struttura delle esportazioni comunitarie, senza tuttavia creare discriminazioni fra piccoli e grandi operatori,b) meno gravoso per gli operatori dal punto di vista amministrativo, tenuto conto delle esigenze di gestione,c) che eviti qualsiasi discriminazione tra gli operatori interessati.3. La restituzione è la stessa per tutta la Comunità.Essa può essere differenziata secondo le destinazioni allorché sia reso necessario dalla situazione del mercato mondiale o dalle particolari esigenze di taluni mercati.Le restituzioni sono fissate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 39. In particolare tale fissazione può aver luogo:a) periodicamente,b) a titolo complementare e per quantitativi limitati, mediante gara per i prodotti per i quali questa procedura appare appropriata.Tranne in caso di fissazione mediante gara, l'elenco dei prodotti per i quali è accordata una restituzione all'esportazione e l'importo della restituzione sono fissati almeno una volta ogni tre mesi. Tuttavia le restituzioni possono essere mantenute allo stesso livello per più di tre mesi e, in caso di necessità, modificate nell'intervallo dalla Commissione, a richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa.4. Le restituzioni sono fissate tenuto conto dei seguenti elementi:a) la situazione e le prospettive di evoluzione:- sul mercato della Comunità, dei prezzi dei prodotti nel settore delle carni bovine e delle disponibilità,- sul mercato mondiale, dei prezzi dei prodotti nel settore delle carni bovine;b) gli obiettivi dell'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine, volti ad assicurare a tali mercati una situazione equilibrata e uno sviluppo naturale sul piano dei prezzi degli scambi;c) i limiti che scaturiscono dagli accordi conclusi conformemente all'articolo 228 del trattato;d) l'esigenza di evitare perturbazioni sul mercato della Comunità;e) l'aspetto economico delle esportazioni previste.Si tiene conto anche, in particolare, della necessità di stabilire un equilibrio tra l'utilizzazione dei prodotti di base comunitari ai fini dell'esportazione di merci trasformate verso i paesi terzi e l'utilizzazione dei prodotti di tali paesi ammessi al regime del perfezionamento attivo.5. I prezzi comunitari di cui al paragrafo 1 sono stabiliti tenuto conto:- dei prezzi praticati sui mercati rappresentativi della Comunità;- dei prezzi praticati all'esportazione.I prezzi sul mercato mondiale di cui al paragrafo 1 sono stabiliti tenuto conto:- dei prezzi praticati sui mercati dei paesi terzi;- dei prezzi più favorevoli per le importazioni in provenienza da paesi terzi, nei paesi terzi di destinazione;- dei prezzi alla produzione constatati nei paesi terzi esportatori, tenuto conto, se del caso, delle sovvenzioni accordate da questi paesi;- dei prezzi d'offerta franco frontiera della Comunità.6. La restituzione viene concessa unicamente a richiesta e su presentazione del relativo titolo di esportazione.7. L'importo della restituzione all'esportazione dei prodotti di cui all'articolo 1 è quello applicabile il giorno della domanda del titolo e, in caso di restituzione differenziata, quello applicabile in tale data:a) alla destinazione indicata sul titolo o, eventualmente,b) alla destinazione reale, se diversa dalla destinazione indicata sul titolo. In tal caso, l'importo applicabile non può superare quello relativo alla destinazione indicata sul titolo.Al fine di evitare l'utilizzazione abusiva della flessibilità prevista nel presente paragrafo possono essere adottate le misure appropriate.8. È possibile derogare alle disposizioni dei paragrafi 6 e 7 per i prodotti di cui all'articolo 1 che beneficiano di restituzioni nell'ambito di azioni di aiuto alimentare, secondo la procedura di cui all'articolo 39.9. La restituzione è pagata allorché è fornita la prova che i prodotti:- sono di origine comunitaria,- sono stati esportati fuori della Comunità, e- nel caso di una restituzione differenziata, hanno raggiunto la destinazione indicata sul titolo o un'altra destinazione per la quale è stata fissata una restituzione, fatto salvo il paragrafo 3, lettera b). Tuttavia possono essere previste deroghe a tale norma secondo la procedura di cui all'articolo 39, purché siano stabilite condizioni che offrano garanzie equivalenti.Inoltre, il pagamento della restituzione all'esportazione di animali vivi è soggetto alla conformità con le disposizioni stabilite dalla normativa comunitaria relativa al benessere degli animali e, in particolare, alla protezione degli animali durante il trasporto.10. Fatto salvo il paragrafo 9, primo trattino, in assenza di deroghe concesse secondo la procedura di cui all'articolo 39, non viene erogata alcuna restituzione per i prodotti importati da paesi terzi e riesportati verso paesi terzi.11. Il rispetto dei limiti di volume che scaturiscono dagli accordo conclusi in conformità dell'articolo 228 del trattato è garantito in base ai titoli di esportazione rilasciti per i periodi di riferimento ivi previsti, applicabili ai prodotti interessati. Riguardo al rispetto degli obblighi derivanti dagli accordi conclusi nel quadro dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round, il termine di un periodo di riferimento non pregiudica la validità dei titoli di esportazione.12. Le modalità di applicazione del presente articolo, comprese le disposizioni concernenti la ridistribuzione dei quantitativi esportabili non attribuiti o non utilizzati, sono adottate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 39.Le modalità di applicazione del paragrafo 9, ultimo comma, possono comprendere condizioni relative, in particolare, alle importazioni in paesi terzi.Articolo 301. Nella misura necessaria al buon funzionamento dell'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può, in casi particolari, escludere in tutto o in parte il ricorso al regime del perfezionamento attivo o passivo per i prodotti di cui all'articolo 1.2. In deroga al paragrafo 1, qualora la situazione di cui allo stesso paragrafo si presenti eccezionalmente urgente e il mercato comunitario subisca o rischi di subire perturbazioni dal regime del perfezionamento attivo o passivo, la Commissione, a richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, decide le misure necessarie, che vengono comunicate al Consiglio e agli Stati membri, la cui validità non può essere superiore a sei mesi e che sono immediatamente applicabili. Ove tali misure siano state richieste da uno Stato membro, la Commissione decide entro una settimana dalla data di ricezione della domanda.3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro una settimana dalla data di notifica della stessa. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, può confermare, modificare o abrogare la decisione della Commissione. Se il Consiglio non ha deciso entro tre mesi, la decisione della Commissione è considerata abrogata.Articolo 311. Per la classificazione dei prodotti disciplinati dal presente regolamento si applicano le norme generali relative all'interpretazione della nomenclatura combinata, nonché le relative modalità di attuazione; la nomenclatura tariffaria risultante dall'applicazione del presente regolamento viene inserita nella tariffa doganale comune.2. Salvo disposizione contraria prevista dal presente regolamento o adottata in virtù di una delle sue disposizioni, negli scambi con i paesi terzi sono vietate:- la riscossione di qualsiasi tassa avente effetto equivalente a un dazio doganale,- l'applicazione di qualsiasi restrizione quantitativa o misura di effetto equivalente.Articolo 321. Qualora, per effetto delle importazioni o delle esportazioni, il mercato comunitario di uno o più prodotti di cui all'articolo 1 subisca o rischi di subire gravi perturbazioni, tali da compromettere il conseguimento degli obiettivi enunciati all'articolo 39 del trattato, si possono applicare misure adeguate negli scambi con i paesi terzi fintantoché sussista la suddetta perturbazione o minaccia di perturbazione.Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le modalità generali di applicazione del presente paragrafo e definisce i casi e i limiti in cui gli Stati membri possono prendere misure cautelative.2. Qualora si delinei la situazione descritta al paragrafo 1, la Commissione, a richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, decide le misure necessarie, che vengono comunicate agli Stati membri e sono immediatamente applicabili. Ove tali misure siano state richieste da uno Stato membro, la Commissione decide al riguardo entro tre giorni lavorativi dalla data di ricezione della domanda.3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la misura decisa dalla Commissione entro tre giorni lavorativi dalla data di notifica della stessa. Il Consiglio si riunisce senza indugio e, deliberando a maggioranza qualificata, può modificare o annullare la misura in causa entro un mese a decorrere dal giorno in cui questa è stata deferita al Consiglio stesso.4. Il presente articolo si applica tenendo conto degli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi conformemente all'articolo 228, paragrafo 2, del trattato.CAPITOLO III Disposizioni generali Articolo 33Gli Stati membri constatano i prezzi dei bovini adulti e delle carni di bovini adulti in base a norme che la Commissione deve stabilire conformemente alla procedura di cui all'articolo 39.Articolo 341. Quando si constati sul mercato della Comunità un aumento o una diminuzione notevole dei prezzi, se tale situazione rischia di persistere e, pertanto, il mercato della Comunità subisce o potrebbe subire perturbazioni, possono essere adottate le misure necessarie.2. La Commissione adotta le modalità di applicazione del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 39.Articolo 35Al fine di tenere conto delle limitazioni alla libera circolazione che dovessero risultare dall'applicazione di provvedimenti destinati a combattere la propagazione di malattie degli animali, possono venire adottati, secondo la procedura di cui all'articolo 39, provvedimenti eccezionali di sostegno del mercato oggetto di tali limitazioni. Detti provvedimenti possono venire adottati soltanto nella misura e per la durata strettamente necessaria al sostegno del mercato di cui trattasi.Articolo 36Fatte salve disposizioni contrarie del presente regolamento, gli articoli 92, 93 e 94 del trattato sono applicabili alla produzione e al commercio dei prodotti di cui all'articolo 1.Articolo 37Gli Stati membri e la Commissione si comunicano reciprocamente i dati necessari all'applicazione del presente regolamento. I dati a cui si deve riferire tale comunicazione sono stabiliti secondo la procedura di cui all'articolo 39. Secondo la stessa procedura sono adottate le modalità della comunicazione e della diffusione dei dati.Articolo 38È istituito un comitato di gestione per le carni bovine, in appresso denominato «comitato», composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.Articolo 391. Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nel presente articolo, il comitato è chiamato a pronunciarsi dal suo presidente, sia su iniziativa di quest'ultimo, sia a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Nel caso di decisioni che il Consiglio è invitato ad adottare su proposta della Commissione, tale parere viene formulato secondo la maggioranza di cui all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato. Nel comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione di cui allo stesso articolo. Il presidente non partecipa al voto.3. La Commissione adotta misure che sono di immediata applicazione. Tuttavia, le misure non conformi al parere espresso dal comitato sono immediatamente comunicate dalla Commissione al Consiglio. In tal caso, la Commissione può rinviare l'applicazione delle misure da essa decise di un mese al massimo a decorrere dalla comunicazione.Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa nel termine di un mese.Articolo 40Il comitato può prendere in esame qualsiasi altro problema sollevato dal presidente, sia su iniziativa di quest'ultimo, sia a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.Articolo 41Il regolamento (CE) n. . . . ./. . (finanziamento della PAC) e le relative norme d'attuazione si applicano ai prodotti di cui all'articolo 1.Articolo 42Nell'applicazione del presente regolamento si tiene conto, parallelamente ed in modo adeguato, degli obiettivi enunciati agli articoli 39 e 110 del trattato.CAPITOLO IV Disposizioni transitorie e finali Articolo 431. Fino al 30 giugno 2002, i prodotti indicati al paragrafo 2 in connessione con il disposto dell'articolo 24, paragrafo 1, possono essere acquistati dagli organismi d'intervento conformemente alle disposizioni previste dal presente articolo al fine di evitare o attenuare una rilevante flessione dei prezzi.2. Qualora siano soddisfatte le condizioni di cui al paragrafo 3, l'acquisto da parte degli organismi d'intervento in uno o più Stati membri, o in una regione di uno Stato membro, di una o più categorie, qualità o gruppi di qualità da determinare di carni fresche o refrigerate, dei codici NC 0201 10 00 e da 0201 20 20 a 0201 20 50, originarie della Comunità, può essere deciso nell'ambito di gare, bandite per garantire un sostegno accettabile del mercato, tenendo conto dell'andamento stagionale delle macellazioni.Tali acquisiti non possono superare le 350 000 tonnellate all'anno e per tutta la Comunità.Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può modificare tale quantitativo.3. Per ogni qualità o gruppo di qualità che può essere oggetto dell'intervento, le gare possono essere bandite, conformemente alla procedura prevista al paragrafo 8, se in uno Stato membro o in una regione di uno Stato membro sono simultaneamente soddisfatte le due seguenti condizioni, per un periodo di due settimane consecutive:- il prezzo medio del mercato comunitario constatato sulla base della tabella comunitaria di classificazione delle carcasse di bovini adulti è inferiore all'84 % del prezzo d'intervento;- il prezzo medio di mercato constatato sulla base della suddetta tabella comunitaria in uno Stato membro o in determinati Stati membri o in regioni di uno Stato membro è inferiore all'80 % del prezzo d'intervento.Il prezzo d'intervento è fissato a:- 3 475 ECU/t per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2000,PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 598PC0158(03).1- 3 127,5 ECU/t per il periodo dal 1° luglio 2000 al 30 giugno 2001,- 2 780 ECU/t per il periodo dal 1° luglio 2001 al 30 giugno 2002.La sospensione delle gare per una o più qualità o gruppi di qualità è decisa quando si verifichi una delle due situazioni seguenti:- per due settimane consecutive le due condizioni di cui al paragrafo 3 non sono simultaneamente soddisfatte;- gli acquisti all'intervento non risultano più adeguati, tenuto conto dei criteri di cui al paragrafo 2.5. Si ricorre inoltre all'intervento se, durante un periodo di due settimane consecutive, il prezzo medio del mercato comunitario dei giovani animali maschi non castrati di meno di due anni o degli animali maschi castrati, constatato in base alla tabella comunitaria di classificazione delle carcasse di bovini adulti, è inferiore al 78 % del prezzo d'intervento e se in uno Stato membro o regioni di uno Stato membro il prezzo medio di mercato dei giovani animali maschi non castrati di meno di due anni o degli animali maschi castrati, constatato in base alla tabella comunitaria di classificazione delle carcasse di bovini adulti, è inferiore al 60 % del prezzo d'intervento; in questo caso, si procede agli acquisti per le categorie interessate negli Stati membri o nelle regioni di uno Stato membro in cui il livello di prezzo è inferiore a tale limite.Per questi acquisti, fatto salvo il paragrafo 6, sono accettate tutte le offerte.I quantitativi acquistati conformemente al presente paragrafo non sono presi in considerazione per l'applicazione dei massimali d'acquisto di cui al paragrafo 2.6. Possono essere accettate in virtù dei regimi d'aqcuisto di cui ai paragrafi 2 e 5 soltanto le offerte uguali o inferiori al prezzo medio di mercato constatato in uno Stato membro o in una regione di uno Stato membro, maggiorato di un importo da determinare in base a criteri oggettivi.7. Per ogni qualità o gruppo di qualità che può essere oggetto dell'intervento, i prezzi d'acquisto e i quantitativi accettati all'intervento sono determinati nel quadro di gare e possono, in determinate circostanze, essere fissati per Stato membro o regione di Stato membro in funzione dei prezzi medi di mercato constatati. Le gare devono garantire la parità di accesso di tutti gli interessati. Esse sono bandite sulla base di un capitolo d'oneri da determinare tenendo conto, nella misura necessaria, delle strutture commerciali.8. Secondo la procedura di cui all'articolo 39:- sono determinati le categorie, le qualità o i gruppi di qualità dei prodotti ammessi all'intervento;- è decisa l'apertura o la riapertura delle gare e la loro sospensione, nei casi di cui al paragrafo 4, ultimo trattino;- sono fissati i prezzi di acquisto e i quantitativi accettati all'intervento;- viene determinato l'importo della maggiorazione di cui al paragrafo 6;- sono adottate le modalità di applicazione del presente articolo ed in particolare quelle destinate ad evitare una tendenza al ribasso dei prezzi di mercato;- sono adottate le norme transitorie necessarie per l'applicazione del presente regime.La Commissione decide in merito:- all'apertura degli acquisiti di cui al paragrafo 5 nonché alla loro sospensione nel caso in cui non sia più soddisfatta una o più delle condizioni previste in tale paragrafo;- alla sospensione degli acquisti di cui al paragrafo 4, primo trattino.Articolo 44Lo smercio dei prodotti acquistati dagli organismi d'intervento conformemente alle disposizioni dell'articolo 43 del presente regolamento e degli articoli 5 e 6 del regolamento (CEE) n. 805/68 è effettuato a condizioni che permettano di evitare qualsiasi perturbazione del mercato e di garantire l'uguaglianza di accesso alle merci e la parità di trattamento degli acquirenti.2. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le norme generali di applicazione del presente articolo.3. Le modalità di applicazione del presente articolo, in particolare per quanto riguarda i prezzi di vendita, nonché le condizioni di collocamento delle scorte e, eventualmente, di trasformazione dei prodotti acquistati dagli organismi d'intervento, sono adottate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 39.Articolo 451. La concessione di aiuti all'ammasso privato dei prodotti di cui all'articolo 24, paragrafo 3, può essere decisa fino al 30 giugno 2002.2. Secondo la procedura di cui all'articolo 39, la Commissione fissa le modalità di applicazione per quanto riguarda gli aiuti all'ammasso privato e decide la concessione di aiuti all'ammasso privato.Articolo 461. I regolamenti (CEE) n. 805/68 e n. 1892/87 sono abrogati.2. I riferimenti al regolamento (CEE) n. 805/68 si intendono fatti al presente regolamento e vanno letti secondo la tavola di concordanza che figura nell'allegato VII.Articolo 47La Commissione adotta, secondo la procedura di cui all'articolo 39:- le misure necessarie per agevolare la transizione dalla disciplina prevista dal regolamento (CEE) n. 805/68 a quella definita dal presente regolamento;- le misure necessarie per risolvere specifici problemi pratici. Tali misure, se debitamente giustificate, possono derogare a talune parti del presente regolamento.Articolo 48Il presente regolamento entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 2000, tranne l'articolo 16, che si applica a decorere dal giorno dell'entrata in vigore del presente regolamento.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a . . .Per il Consiglio. . .(1) GU L 405 del 31.12.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 614/97 della Commissione, dell'8.4.1997 (GU L 94 del 9.4.1997, pag. 4).(2) GU L 123 del 7.5.1981, pag. 3. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1026/91 (GU L 106 del 26.4.1991, pag. 2).(3) GU L 336 del 23.12.1994, pag. 22.(4) GU L 148 del 28.6.1968, pag. 24. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2634/97 (GU L 356 del 31.12.1997, pag. 13).(5) GU L 182 del 3.7.1987, pag. 29.(6) GU L 117 del 7.5.1997, pag. 1.(7) Direttiva 96/22/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente il divieto d'utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica o delle sostanze â-agoniste nelle produzioni animali e che abroga le direttive 81/602/CEE, 88/146/CEE (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 3).(8) Direttiva 96/23/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente le misure di controllo su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro prodotti e che abroga le direttive 85/358/CEE e 86/469/CEE e le decisioni 89/187/CEE e 91/664/CEE (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10).ALLEGATO I PREMIO SPECIALE >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO II PREMIO PER VACCA NUTRICE >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO III >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IV PREMIO PER VACCA DA LATTE >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO V PAGAMENTI SUPPLEMENTARI >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VI CONDIZIONI SPECIALI PER LA CONCESSIONE DEL PAGAMENTO PER CAPO DI BESTIAME DI CUI ALL'ARTICOLO 14 I. Bovini maschi 1. I pagamenti per capo di bestiame possono essere concessi per anno civile al massimoa) per un numero di capi per azienda che deve essere stabilito dallo Stato membro su base nazionale o regionale, utilizzando i dati storici di riferimento, eb) in un dato Stato membro, per un numero di capi:- uguale al massimale regionale dello Stato membro interessato che figura all'allegato I, oppure- uguale al numero medio dei bovini maschi macellati negli anni 1997, 1998 e 1999, ricavato dalle statistiche Eurostat relative a tali anni o da qualsiasi altra informazione statistisca ufficiale pubblicata per gli stessi anni, accettata dalla Commissione.Possono beneficiare del premio soltanto i bovini maschi di età superiore a 8 mesi.2. L'importo totale del pagamento per capo di bestiame e del premio speciale che può essere concesso durante la vita di un animale non deve superare:a) per toro ammissibile al premio:- 210 ECU per l'anno civile 2000;- 280 ECU per l'anno civile 2001;- 355 ECU per l'anno civile 2002 e per i successivi;b) per manzo ammissibile al premio:- 320 ECU per l'anno civile 2000;- 420 ECU per l'anno civile 2001;- 530 ECU per l'anno civile 2002 e per i successivi.II. Vacche nutrici 1. I pagamenti per capo di bestiame possono essere concessi soltanto come importo integrativo a ciascuna delle unità di premio per vacca nutrice di cui all'articolo 6, paragrafo 4.2. L'importo totale del pagamento per capo di bestiame e del premio per vacca nutrice che può essere concesso per animale ammissibile e per anno civile non deve superare:- 175 ECU per l'anno civile 2000;- 205 ECU per l'anno civile 2001;- 235 ECU per l'anno civile 2002 e per i successivi.III. Vacche da latte 1. I pagamenti per capo di bestiame possono essere concessi soltanto come importo integrativo a ciascuna delle unità di premio per vacca da latte di cui all'allegato IV.2. L'importo totale del premio per vacca da latte e del pagamento per capo di bestiame, compresi tutti gli altri pagamenti per vacca da latte di cui al regolamento (CE) n. . . . ./. . (latte), che può essere concesso per unità di premio e per anno civile non deve superare gli importi stabiliti all'articolo 17, paragrafo 2, di tale regolamento.3. Non si applica l'articolo 14, paragrafo 2, lettera b).IV. Giovenche 1. I pagamenti per capo di bestiame possono essere concessi al massimo, per Stato membro e per anno civile, per un numero di giovenche uguale al numero medio delle giovenche macellate negli anni 1997, 1998 e 1999, ricavato dalle statistiche Eurostat relative a tali anni o da qualsiasi altra informazione statistica ufficiale pubblicata per gli stessi anni, accettata dalla Commissione.2. L'importo totale del pagamento per capo di bestiame che può essere concesso durante la vita di un animale non deve superare:- 100 ECU per l'anno civile 2000;- 150 ECU per l'anno civile 2001;- 225 ECU per l'anno civile 2002 e per i successivi.ALLEGATO VII >SPAZIO PER TABELLA>