CELEX: 
Language: it
Date: 2016-02-24
Title: Posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di ricerca, studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o progetti educativi, e collocamento alla pari (rifusione)

Consiglio
               dell'Unione europea
                                                           Bruxelles, 24 febbraio 2016
                                                           (OR. en)
                                                           14958/15
   Fascicolo interistituzionale:
         2013/0081 (COD)
                                                           MIGR 70
                                                           RECH 303
                                                           EDUC 318
                                                           SOC 708
                                                           CODEC 1656
ATTI LEGISLATIVI ED ALTRI STRUMENTI
Oggetto:          Posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della
                  DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa
                  alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi
                  di ricerca, studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o
                  progetti educativi, e collocamento alla pari (rifusione)
14958/15                                                              LA/gma
                                              DGD 1                                           IT
 ---pagebreak---                                       DIRETTIVA (UE) 2016/…
                        DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                                                   del ...
              relativa alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di paesi terzi
                          per motivi di ricerca, studio, tirocinio, volontariato,
           programmi di scambio di alunni o progetti educativi, e collocamento alla pari
                                               (rifusione)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea , in particolare l'articolo 79, paragrafo 2 ,
lettere a) e b) ,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo 1,
visto il parere del Comitato delle regioni 2,
deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria 3,
1
         GU C 341 del 21.11.2013, pag. 50.
2
         GU C 114 del 15.4.2014, pag. 42.
3
         Posizione del Parlamento europeo del 25 febbraio 2014 (non ancora pubblicata nella
         Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del … .
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 ---pagebreak--- considerando quanto segue:
(1)     Poiché si rendono necessarie varie modifiche della direttiva 2004/114/CE del Consiglio 1 e
        della direttiva 2005/71/CE del Consiglio 2, a fini di chiarezza è opportuno procedere alla
        loro rifusione.
(2)     La presente direttiva dovrebbe soddisfare l'esigenza individuata nelle relazioni
        sull'applicazione delle direttive 2004/114/CE e 2005/71/CE di rimediare alle carenze
        rilevate, di garantire trasparenza e certezza giuridica maggiori e di offrire un quadro
        giuridico coerente per le diverse categorie di cittadini di paesi terzi che giungono
        nell'Unione. Dovrebbe pertanto semplificare e razionalizzare in un unico strumento le
        disposizioni applicabili a tali categorie. Nonostante le differenze tra le categorie
        contemplate dalla presente direttiva, queste condividono alcune caratteristiche e per questo
        possono essere disciplinate da un unico quadro giuridico a livello di Unione.
(3)     È opportuno che la presente direttiva contribuisca all'obiettivo del programma di
        Stoccolma di ravvicinare tra loro le legislazioni nazionali relative all'ingresso e al
        soggiorno dei cittadini di paesi terzi. L'immigrazione in provenienza dai paesi terzi apporta
        personale altamente qualificato, e gli studenti e i ricercatori sono, in particolare, categorie
        sempre più richieste. Il loro ruolo nell'alimentare una risorsa cruciale dell'Unione, il
        capitale umano, è fondamentale in quanto permettono una crescita intelligente, sostenibile
        e inclusiva e pertanto contribuiscono agli obiettivi della strategia Europa 2020.
1
       Direttiva 2004/114/CE del Consiglio, del 13 dicembre 2004, relativa alle condizioni di
       ammissione dei cittadini di paesi terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non
       retribuito o volontariato (GU L 375 del 23.12.2004, pag. 12).
2
       Direttiva 2005/71/CE del Consiglio, del 12 ottobre 2005, relativa a una procedura
       specificamente concepita per l'ammissione di cittadini di paesi terzi a fini di ricerca
       scientifica (GU L 289 del 3.11.2005, pag. 15).
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 ---pagebreak--- (4)     Le relazioni sull'attuazione delle direttive 2004/114/CE e 2005/71/CE hanno evidenziato
        alcune carenze connesse principalmente ai requisiti di ammissione, ai diritti, alle garanzie
        procedurali, all'accesso degli studenti al mercato del lavoro durante gli studi e alle
        disposizioni sulla mobilità all'interno dell'UE. Inoltre, sono stati ritenuti necessari
        miglioramenti specifici riguardanti le categorie opzionali dei cittadini di paesi terzi.
        Successive e più ampie consultazioni hanno inoltre sottolineato la necessità di garantire
        maggiori possibilità di ricerca di lavoro a ricercatori e studenti e maggiore protezione alle
        persone collocate alla pari, che non rientrano nell'ambito di applicazione delle direttive
        2004/114/CE e 2005/71/CE.
(5)     Al fine di istituire progressivamente uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, il trattato
        sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) prevede l'adozione di misure in materia di
        asilo, immigrazione e salvaguardia dei diritti dei cittadini di paesi terzi.
(6)     La presente direttiva dovrebbe inoltre favorire i contatti interpersonali e la mobilità, in
        quanto elementi essenziali della politica esterna dell'Unione, specialmente nei confronti dei
        paesi cui si applica la politica europea di vicinato e dei partner strategici dell'Unione.
        Dovrebbe altresì contribuire all'approccio globale in materia di migrazione e mobilità e ai
        relativi partenariati per la mobilità, che costituiscono un quadro concreto per il dialogo e la
        cooperazione tra gli Stati membri e i paesi terzi, anche agevolando e strutturando la
        migrazione regolare.
(7)     La migrazione per i motivi previsti nella presente direttiva dovrebbe generare conoscenze e
        competenze e promuoverne l'acquisizione. Essa costituisce una forma di arricchimento
        reciproco per quanti migrano, per lo Stato d'origine e per lo Stato membro interessato ,
        rafforzando nel contempo i legami culturali e arricchendo la diversità culturale.
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 ---pagebreak--- (8)     La presente direttiva dovrebbe promuovere l'Unione come polo di attrazione per la ricerca
        e l'innovazione e favorirla nella competizione mondiale per i talenti, conducendo in tal
        modo a un aumento della sua competitività globale e dei suoi tassi di crescita e creando nel
        contempo posti di lavoro che contribuiscano più ampiamente alla crescita del PIL. Aprire
        l'Unione ai cittadini di paesi terzi che possono essere ammessi ai fini della ricerca è inoltre
        uno degli obiettivi dell'iniziativa faro "Unione dell'innovazione". Creare un mercato del
        lavoro aperto per ricercatori dell'Unione e dei paesi terzi è d'altra parte uno degli obiettivi
        fondamentali dello Spazio europeo della ricerca , uno spazio unificato caratterizzato dalla
        libera circolazione di ricercatori, conoscenze scientifiche e tecnologia.
(9)     È opportuno agevolare l'ammissione di cittadini di paesi terzi che ne fanno domanda ai fini
        della realizzazione di un'attività di ricerca mediante una procedura di ammissione
        indipendente dal loro rapporto giuridico con l'istituto di ricerca ospitante e non richiedendo
        più il rilascio di un permesso di lavoro oltre a un'autorizzazione. Tale procedura dovrebbe
        fondarsi sulla collaborazione degli istituti di ricerca con le autorità degli Stati membri
        competenti in materia di immigrazione, attribuendo ai primi un ruolo di primo piano nella
        procedura di ammissione al fine di agevolare e accelerare l'ingresso dei cittadini di paesi
        terzi che ne fanno domanda ai fini della realizzazione di un'attività di ricerca nell'Unione,
        pur facendo salve le prerogative degli Stati membri in materia di politica di immigrazione.
        Gli istituti di ricerca, che gli Stati membri dovrebbero poter approvare preventivamente,
        dovrebbero poter firmare con un cittadino di un paese terzo, ai fini della realizzazione di
        un'attività di ricerca, una convenzione di accoglienza o un contratto. Sulla base della
        convenzione di accoglienza o del contratto, gli Stati membri dovrebbero
        rilasciare un'autorizzazione se sono soddisfatte le condizioni relative all'ingresso e al
        soggiorno.
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                                                  DGD 1                                              IT
 ---pagebreak--- (10)    Dal momento che gli sforzi per raggiungere l'obiettivo di investire il 3% del PIL nella
        ricerca riguardano in gran parte il settore privato, tale settore dovrebbe essere incoraggiato,
        se del caso, ad assumere più ricercatori negli anni futuri.
(11)    Al fine di rendere l'Unione più attraente per i cittadini di paesi terzi che desiderino
        realizzare attività di ricerca nell'Unione, è opportuno consentire ai familiari, quali definiti
        nella direttiva 2003/86/CE del Consiglio 1, di accompagnarli e di beneficiare delle misure a
        favore della mobilità all'interno dell'Unione. Detti familiari dovrebbero avere accesso al
        mercato del lavoro nel primo Stato membro e, in caso di mobilità di lunga durata, nei
        secondi Stati membri, salvo circostanze eccezionali quali livelli particolarmente elevati di
        disoccupazione, in cui gli Stati membri dovrebbero mantenere, per un periodo non
        superiore a 12 mesi, la possibilità di applicare un criterio che dimostri che il posto vacante
        in questione non può essere occupato da forza lavoro nazionale. Fatte salve le deroghe
        previste dalla presente direttiva, dovrebbero applicarsi tutte le disposizioni della direttiva
        2003/86/CE, compresi i motivi di rifiuto, revoca o rifiuto di rinnovo. Di conseguenza, i
        permessi di soggiorno per i familiari potrebbero essere revocati o se ne potrebbe rifiutare il
        rinnovo qualora cessi l'autorizzazione per il ricercatore che accompagnano ed essi non
        siano titolari di alcun diritto di soggiorno autonomo.
(12)    Ove opportuno, gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati a considerare i dottorandi
        alla stregua dei ricercatori ai fini della presente direttiva.
(13)    È opportuno che l'attuazione della presente direttiva non favorisca la fuga dei cervelli dai
        paesi emergenti o in via di sviluppo. E' opportuno adottare misure volte a favorire il
        reinserimento dei ricercatori nel paese di origine, in partenariato con tali paesi, nell'ottica
        di una politica migratoria globale.
1
      Direttiva 2003/86/CE del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativa al diritto al
      ricongiungimento familiare (GU L 251 del 3.10.2003, pag. 12).
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 ---pagebreak--- (14)    Per promuovere l'Europa nel suo insieme come centro di eccellenza a livello mondiale per
        gli studi e la formazione, è opportuno migliorare e semplificare le condizioni di ingresso e
        soggiorno di coloro che intendono entrare nell'Unione per tali scopi, in linea con gli
        obiettivi del progetto per la modernizzazione dei sistemi di insegnamento superiore in
        Europa, in particolare nel quadro dell'internazionalizzazione dell'insegnamento superiore
        europeo. Il ravvicinamento delle legislazioni nazionali degli Stati membri in materia fa
        parte di tale impegno. In tale contesto e in linea con le conclusioni del Consiglio sulla
        modernizzazione dell'istruzione superiore 1, l'espressione "istruzione superiore" comprende
        l'insieme degli istituti di istruzione terziaria, che possono includere tra l'altro le università,
        le università specializzate in scienze applicate, gli istituti di tecnologia, le "grandes écoles",
        le scuole di commercio, le scuole di ingegneria, gli istituti tecnologici universitari, le
        scuole superiori, le scuole professionali, i politecnici e le accademie.
(15)    L'estensione e l'approfondimento del processo di Bologna avviato con la dichiarazione
        congiunta di Bologna dei ministri europei dell'istruzione del 19 giugno 1999 hanno
        consentito sistemi di insegnamento superiore più comparabili, compatibili e coerenti nei
        paesi partecipanti, e non solo in essi, poiché gli Stati membri hanno sostenuto la mobilità
        degli studenti e gli istituti di istruzione superiore hanno inserito tale mobilità nei loro
        programmi. Occorre ora riflettere tale evoluzione migliorando le disposizioni a favore della
        mobilità degli studenti all'interno dell'Unione. Rendere l'insegnamento superiore europeo
        attraente e competitivo è uno degli obiettivi della dichiarazione di Bologna. Il processo di
        Bologna ha condotto alla creazione di uno spazio europeo dell'istruzione superiore. La
        ripartizione in tre cicli, con programmi e titoli di semplice leggibilità, e l'introduzione dei
        quadri delle qualifiche hanno reso più attraente la prospettiva di studiare in Europa per i
        cittadini di paesi terzi.
1
      GU C 372 del 20.12.2011, pag. 36.
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 ---pagebreak--- (16)    La durata e altre condizioni inerenti ai corsi propedeutici per gli studenti cui si applica la
        presente direttiva dovrebbero essere determinate dagli Stati membri in conformità del
        diritto nazionale.
(17)    La prova dell'accettazione di un cittadino di paese terzo da parte di un istituto di
        insegnamento superiore potrebbe consistere, ad esempio, in una lettera o un certificato di
        iscrizione.
(18)    I cittadini di paesi terzi che chiedono di essere ammessi in qualità di tirocinanti dovrebbero
        dimostrare di aver ottenuto un titolo di istruzione superiore nei due anni precedenti la data
        di presentazione della domanda o di star seguendo, in un paese terzo, un programma di
        studi finalizzato al conseguimento di tale titolo. Essi dovrebbero inoltre presentare una
        convenzione di formazione contenente una descrizione del programma di formazione, gli
        obiettivi formativi o le componenti di apprendimento, la durata e le condizioni di
        supervisione dei tirocinanti, da cui risulti che svolgeranno un vero e proprio tirocinio e che
        non saranno impiegati come normali lavoratori. Si può altresì chiedere agli enti ospitanti di
        provare che il tirocinio non sostituisce un posto in organico. Qualora nel diritto nazionale,
        nei contratti collettivi o nelle prassi relative ai tirocinanti esistano già dei requisiti specifici,
        gli Stati membri dovrebbero poter esigere che i cittadini di paesi terzi che chiedono di
        essere ammessi in qualità di tirocinanti soddisfino tali requisiti specifici.
(19)    La presente direttiva non si applica ai dipendenti in tirocinio che vengono a lavorare
        nell'Unione nel quadro di un trasferimento intrasocietario, in quanto rientrano nell'ambito
        di applicazione della direttiva 2014/66/UE del Parlamento europeo e del Consiglio 1.
1
      Direttiva 2014/66/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, sulle
      condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di paesi terzi nell'ambito di trasferimenti
      intra-societari (GU L 157 del 27.5.2014, pag. 1).
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 ---pagebreak--- (20)    La presente direttiva dovrebbe favorire il conseguimento degli obiettivi del servizio
        volontario europeo, volti a creare solidarietà, comprensione reciproca e tolleranza tra i
        giovani e le società in cui vivono, contribuendo nel contempo a rafforzare la coesione
        sociale e promuovendo la cittadinanza attiva dei giovani. Al fine di garantire l'accesso al
        servizio volontario europeo in modo coerente in tutta l'Unione , gli Stati membri
        dovrebbero applicare le disposizioni della presente direttiva ai cittadini di paesi terzi che
        chiedono di partecipare al servizio volontario europeo.
(21)    Gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di applicare le disposizioni della presente
        direttiva agli alunni, ai volontari al di fuori del servizio volontario europeo e alle persone
        collocate alla pari, al fine di agevolarne l'ingresso e il soggiorno e di garantirne i diritti.
(22)    Qualora gli Stati membri decidano di applicare la presente direttiva agli alunni, essi sono
        incoraggiati a garantire che la procedura nazionale di ammissione per gli insegnanti che si
        limitano ad accompagnare gli alunni nel quadro di un programma di scambio o di un
        progetto educativo sia coerente con la procedura per gli alunni prevista dalla presente
        direttiva.
(23)    Il collocamento alla pari contribuisce a favorire i contatti interpersonali offrendo ai
        cittadini di paesi terzi la possibilità di migliorare le loro competenze linguistiche e
        approfondire la loro conoscenza degli Stati membri, come pure di sviluppare legami
        culturali con essi. Al tempo stesso, i cittadini di paesi terzi collocati alla pari potrebbero
        essere esposti a rischi di abuso. Al fine di garantirne un equo trattamento e di affrontare le
        loro esigenze specifiche, gli Stati membri dovrebbero pertanto poter applicare le
        disposizioni della presente direttiva riguardanti l'ingresso e il soggiorno delle persone
        collocate alla pari.
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 ---pagebreak--- (24)    Se i cittadini di paesi terzi possono dimostrare che, durante l'intero periodo del loro
        soggiorno nello Stato membro interessato, beneficiano di risorse provenienti da una
        sovvenzione, da una borsa di ricerca o di studio, da un contratto di lavoro valido, da
        un'offerta di lavoro vincolante o da un impegno finanziario da parte di un'organizzazione
        che si occupa di programmi di scambio di alunni, di un ente che ospita tirocinanti, di
        un'organizzazione che si occupa di programmi di volontariato, di una famiglia ospitante o
        di un organizzazione che funge da intermediaria nel collocamento alla pari, gli Stati
        membri dovrebbero tener conto di tali risorse nella valutazione delle risorse sufficienti. Gli
        Stati membri dovrebbero poter stabilire un importo di riferimento indicativo che ritengono
        costituisca tali "risorse sufficienti" e che può variare per ogni rispettiva categoria di
        cittadini di paesi terzi.
(25)    Gli Stati membri sono incoraggiati a consentire al richiedente di presentare documenti e
        informazioni in una lingua ufficiale dell'Unione diversa dalla loro lingua o dalle loro lingue
        ufficiali e stabilita dallo Stato membro interessato.
(26)    Gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di prevedere una procedura di
        approvazione per gli istituti di ricerca pubblici o privati o entrambi che desiderano
        accogliere ricercatori di paesi terzi o per gli istituti di istruzione superiore che desiderano
        accogliere studenti cittadini di paesi terzi. Tale approvazione dovrebbe essere conforme
        alle procedure previste dalla legislazione o prassi amministrativa nazionale dello Stato
        membro interessato. Occorre agevolare le domande per gli istituti di ricerca o per gli
        istituti di istruzione superiore approvati; tali domande dovrebbero accelerare l'ingresso dei
        cittadini di paesi terzi che si recano nell'Unione a fini di ricerca e di studio.
14958/15                                                                     LA/gma                     9
                                                  DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- (27)    Gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di prevedere una procedura di
        approvazione che consenta ai rispettivi enti ospitanti che intendano accogliere alunni di
        paesi terzi, tirocinanti o volontari. Gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di
        applicare tale procedura a tutte le categorie di enti ospitanti o ad alcune di esse. Tale
        approvazione dovrebbe essere conforme alle procedure previste dal diritto o prassi
        amministrativa nazionale dello Stato membro interessato. Le domande per enti ospitanti
        approvati dovrebbero accelerare l'ingresso e il soggiorno dei cittadini di paesi terzi che si
        recano nell'Unione a fini di tirocino, volontariato o schemi per lo scambio di alunni o
        progetti educativi.
(28)    Nel caso in cui gli Stati membri stabiliscano procedure di approvazione per gli enti
        ospitati, essi dovrebbero poter decidere di consentire l'ammissione solo tramite gli enti
        ospitanti approvati oppure di stabilire procedure di approvazione, consentendo al contempo
        l'ammissione anche attraverso enti ospitanti non approvati.
(29)    La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto degli Stati membri di rilasciare
        autorizzazioni per motivi di studio, ricerca o tirocinio diversi da quelli da essa disciplinati a
        cittadini di paesi terzi che non rientrano nel suo ambito di applicazione.
(30)    A coloro che rispettano tutte le condizioni generali e specifiche per l'ammissione, gli Stati
        membri dovrebbero rilasciare un'autorizzazione entro i termini previsti. Qualora lo Stato
        membro rilasci permessi di soggiorno soltanto sul suo territorio e qualora sussistano tutte
        le condizioni di ammissione previste dalla presente direttiva, esso concede al cittadino di
        paese terzo interessato il visto richiesto e provvede affinché le autorità competenti
        cooperino efficacemente a tal fine. Nel caso in cui lo Stato membro non rilasci visti,
        dovrebbe concedere al cittadino di paese terzo un permesso equivalente che ne consenta
        l'ingresso.
14958/15                                                                   LA/gma                     10
                                                  DGD 1                                             IT
 ---pagebreak--- (31)    Nelle autorizzazioni occorre indicare lo status del cittadino di paese terzo interessato. E'
        opportuno che gli Stati membri forniscano informazioni aggiuntive in formato cartaceo
        oppure memorizzino tali dati in formato elettronico, purché ciò non equivalga a imporre
        condizioni aggiuntive.
(32)    I diversi periodi di durata delle autorizzazioni rilasciate a norma della presente direttiva
        dovrebbero riflettere la natura specifica del soggiorno di ciascuna categoria di cittadini di
        paese terzo, contemplata dalla presente direttiva.
(33)    Gli Stati membri dovrebbero avere il diritto di stabilire che la durata complessiva del
        soggiorno degli studenti non superi la durata massima degli studi, quale prevista dal diritto
        nazionale. A tale riguardo, la durata massima degli studi può altresì comprendere
        l'eventuale prolungamento degli studi al fine di ripetere uno o più anni, se il diritto
        nazionale dello Stato membro interessato lo prevede.
(34)    Gli Stati membri dovrebbero poter imporre ai richiedenti il pagamento di tasse per il
        trattamento delle domande di autorizzazione e delle notifiche. Il livello delle tasse non
        dovrebbe essere sproporzionato o eccessivo, così da non ostacolare il perseguimento degli
        obiettivi della presente direttiva.
(35)    I diritti accordati ai cittadini di paesi terzi rientranti nell'ambito di applicazione della
        presente direttiva non dovrebbero dipendere dalla forma che assume l'autorizzazione
        rilasciata da ciascuno Stato membro.
(36)    Dovrebbe essere possibile rifiutare l'ammissione ai fini della presente direttiva per motivi
        debitamente giustificati. In particolare dovrebbe essere possibile rifiutare l'ammissione
        qualora lo Stato membro ritenga, in un caso individuale, sulla base di una valutazione
        fattuale, in un caso individuale e prendendo in considerazione il principio di
        proporzionalità, che il cittadino di paese terzo interessato costituisca una potenziale
        minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la sanità pubblica.
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                                                   DGD 1                                             IT
 ---pagebreak--- (37)    L'obiettivo della presente direttiva non è disciplinare l'ammissione e il soggiorno di
        cittadini di paesi terzi a fini lavorativi, né armonizzare le legislazioni o le prassi nazionali
        per quanto riguarda lo status dei lavoratori. È tuttavia possibile che, sulla base del diritto
        nazionale, di contratti collettivi o di prassi, in alcuni Stati membri si ritenga che
        determinate categorie di cittadini di paesi terzi contemplate dalla presente direttiva abbiano
        un rapporto di lavoro. Qualora uno Stato membro ritenga che ricercatori, volontari,
        tirocinanti o persone collocate alla pari che sono cittadini di paesi terzi abbiano un rapporto
        di lavoro, detto Stato membro dovrebbe mantenere il diritto di determinare il volume di
        ingresso nel suo territorio della categoria o delle categorie in questione in conformità
        dell'articolo 79, paragrafo 5, TFUE.
(38)    Qualora un ricercatore, un volontario, un tirocinante o una persona collocata alla pari che
        sono cittadini di paesi terzi chiedano di essere ammessi per instaurare un rapporto di lavoro
        in uno Stato membro, quest'ultimo dovrebbe poter applicare un criterio che dimostri che il
        posto vacante in questione non può essere occupato da forza lavoro nazionale.
(39)    Per quanto riguarda gli studenti, non dovrebbero applicarsi volumi di ingresso in quanto,
        nonostante sia loro consentito di lavorare nel corso degli studi conformemente alle
        condizioni previste dalla presente direttiva, essi chiedono di essere ammessi nel territorio
        di uno Stato membro per seguire, quale attività principale, un programma di studi a tempo
        pieno che potrebbe comprendere un tirocinio obbligatorio.
(40)    Qualora, dopo essere stato ammesso nel territorio dello Stato membro interessato, un
        ricercatore, un volontario, un tirocinante o una persona collocata alla pari chiedano che sia
        rinnovata la loro autorizzazione a instaurare o continuare un rapporto di lavoro in detto
        Stato membro, eccezion fatta per i ricercatori che continuano il loro rapporto di lavoro con
        lo stesso ente ospitante, dovrebbe essere possibile per tale Stato membro applicare un
        criterio che dimostri che il posto vacante in questione non può essere occupato da forza
        lavoro nazionale.
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                                                   DGD 1                                              IT
 ---pagebreak--- (41)    In caso di dubbio sui motivi della domanda di ammissione, gli Stati membri dovrebbero
        poter effettuare i controlli appropriati o esigere prove al fine di valutare caso per caso la
        ricerca, gli studi, la formazione, l'attività di volontariato, il programma di scambio di
        alunni, il progetto educativo o il collocamento alla pari che il richiedente intende svolgere
        e di lottare contro gli abusi e l'uso improprio della procedura stabilita dalla presente
        direttiva.
(42)    Laddove le informazioni fornite siano incomplete, gli Stati membri dovrebbero comunicare
        al richiedente, entro un periodo di tempo congruo, quali informazioni supplementari siano
        richieste e fissare un termine ragionevole per provvedervi. Se queste non sono fornite entro
        il termine stabilito, la domanda potrebbe essere respinta.
(43)    È opportuno che le autorità nazionali notifichino al richiedente la decisione adottata in
        merito alla domanda. Ciò dovrebbe essere effettuato per iscritto quanto prima e comunque
        entro il termine indicato nella presente direttiva.
(44)    La presente direttiva mira ad agevolare la mobilità all'interno dell'Unione dei ricercatori e
        degli studenti, tra l'altro riducendo gli oneri amministrativi connessi alla mobilità in vari
        Stati membri. A tal fine, la presente direttiva istituisce un programma specifico di mobilità
        all'interno dell'Unione in base al quale cittadini di paese terzo titolari di un'autorizzazione
        rilasciata per motivi di ricerca o di studio dal primo Stato membro hanno il diritto di
        entrare, soggiornare e svolgere una parte della ricerca o degli studi in uno o in diversi
        secondi Stati membri conformemente alle disposizioni relative alla mobilità previste dalla
        presente direttiva.
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                                                  DGD 1                                              IT
 ---pagebreak--- (45)    Al fine di permettere ai ricercatori di spostarsi facilmente da un istituto di ricerca ad un
        altro per finalità di ricerca, la loro mobilità di breve durata dovrebbe coprire i soggiorni nei
        secondi Stati membri per un periodo massimo di 180 giorni per ciascun periodo di 360
        giorni per Stato membro. La mobilità a lungo termine per i ricercatori dovrebbe coprire i
        soggiorni in uno o in diversi secondi Stati membri per un periodo superiore a 180 giorni
        per Stato membro. I familiari dei ricercatori dovrebbero avere il diritto di accompagnare il
        ricercatore durante il periodo di mobilità. La procedura per la loro mobilità dovrebbe
        essere uniformata a quella del ricercatore che accompagnano.
(46)    Per quanto riguarda gli studenti che beneficiano di programmi dell'Unione o multilaterali o
        di un accordo tra due o più istituti di istruzione superiore, la presente direttiva dovrebbe
        prevedere la mobilità in uno o in diversi secondi Stati membri per un periodo massimo di
        360 giorni per Stato membro al fine di garantire la continuità dei loro studi.
(47)    Se un ricercatore o uno studente si trasferiscono in un secondo Stato membro sulla base di
        una procedura di notifica, ed è necessario un documento per facilitarne l'accesso a servizi e
        diritti, il secondo Stato membro dovrebbe poter rilasciare un documento al ricercatore o
        allo studente per attestare che il ricercatore o lo studente hanno il diritto di rimanere sul
        territorio di tale Stato membro. Un tale documento non potrebbe costituire una condizione
        aggiuntiva per beneficiare dei diritti previsti dalla presente direttiva e dovrebbe avere
        natura meramente dichiarativa.
(48)    Il programma specifico di mobilità istituito dalla presente direttiva dovrebbe stabilire
        norme autonome relative all'ingresso e al soggiorno per motivi di ricerca o studio in Stati
        membri diversi da quello che ha rilasciato l'autorizzazione iniziale; si dovrebbero invece
        continuare ad applicare tutte le altre norme che disciplinano l'attraversamento delle
        frontiere da parte delle persone, sancite dalle disposizioni pertinenti dell'acquis di
        Schengen.
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                                                 DGD 1                                                IT
 ---pagebreak--- (49)    Qualora l'autorizzazione sia rilasciata da uno Stato membro che non applica integralmente
        l'acquis di Schengen e il ricercatore o i suoi familiari o lo studente, nell'ambito della
        mobilità all'interno dell'Unione, attraversino una frontiera esterna ai sensi del regolamento
        (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio 1, uno Stato membro dovrebbe
        avere la facoltà di chiedere una prova del fatto che il ricercatore o lo studente si trasferisce
        nel suo territorio per motivi di ricerca o studio o che i familiari si trasferiscono nel suo
        territorio al fine di accompagnare il ricercatore nel quadro della mobilità. Inoltre, in caso di
        attraversamento di una frontiera esterna ai sensi del regolamento (CE) n. 526/2006, gli
        Stati membri che applicano integralmente l'acquis di Schengen dovrebbero consultare il
        sistema d'informazione Schengen e rifiutare l'ingresso od opporsi alla mobilità delle
        persone per le quali in tale sistema sia stata effettuata una segnalazione ai fini del rifiuto di
        ingresso o di soggiorno, come previsto dal regolamento (CE) n. 1987/2006 del Parlamento
        europeo e del Consiglio 2.
1
      Regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006,
      che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da
      parte delle persone (codice frontiere Schengen) (GU L 105 del 13.4.2006, pag. 1).
2
      Regolamento (CE) n. 1987/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
      20 dicembre 2006, sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del sistema d’informazione Schengen
      di seconda generazione (SIS II) (GU L 381 del 28.12.2006, pag. 4).
14958/15                                                                   LA/gma                      15
                                                 DGD 1                                                IT
 ---pagebreak--- (50)    La presente direttiva dovrebbe consentire ai secondi Stati membri di chiedere che il
        ricercatore o lo studente che si trasferisce sulla base di un'autorizzazione accordata dal
        primo Stato membro e che non soddisfa, o non soddisfa più, le condizioni per la mobilità,
        lasci il loro territorio. Qualora il ricercatore o lo studente disponga di un'autorizzazione
        valida accordata dal primo Stato membro, il secondo Stato membro dovrebbe poter
        richiedere a tale ricercatore o allo studente di tornare nel primo Stato membro, ai sensi
        della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio 1. Qualora la mobilità
        sia consentita dal secondo Stato membro sulla base dell'autorizzazione accordata dal primo
        Stato membro e tale autorizzazione sia revocata o sia scaduta durante il periodo di
        mobilità, il secondo Stato membro dovrebbe poter decidere di rimpatriare il ricercatore o lo
        studente in un paese terzo, ai sensi della direttiva 2008/115/CE, o chiedere senza indugio al
        primo Stato membro di permettere il reingresso del ricercatore o dello studente nel suo
        territorio. In quest'ultimo caso, il primo Stato membro dovrebbe rilasciare al ricercatore o
        allo studente un documento che ne consenta il reingresso nel suo territorio.
1
      Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008,
      recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di
      paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348 del 24.12.2008, pag. 98).
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                                                   DGD 1                                             IT
 ---pagebreak--- (51)    È opportuno che le politiche e le norme dell'Unione sull'immigrazione, da un lato, e le
        politiche e i programmi dell'Unione a favore della mobilità di ricercatori e studenti a livello
        dell'Unione, dall'altro, si completino maggiormente. Nel determinare il periodo di validità
        dell'autorizzazione concessa a ricercatori e studenti, gli Stati membri dovrebbero prendere
        in considerazione la mobilità prevista verso altri Stati membri, ai sensi delle disposizioni
        sulla mobilità. I ricercatori e gli studenti che beneficiano di programmi dell'Unione o
        multilaterali comprendenti misure sulla mobilità o di accordi tra due o più istituti di
        istruzione superiore dovrebbero avere il diritto di ottenere autorizzazioni che coprano
        almeno due anni, a condizione che soddisfino le condizioni di ammissione pertinenti per
        tale periodo.
(52)    Per permettere agli studenti di coprire in parte il costo dei loro studi e, se possibile, per
        acquisire esperienza pratica, durante gli studi dovrebbe essere consentito loro di accedere
        al mercato del lavoro dello Stato membro in cui si svolgono gli studi, alle condizioni
        fissate dalla presente direttiva. A tale scopo, agli studenti dovrebbe essere accordato un
        determinato numero minimo di ore, specificato nella presente direttiva. Il principio
        dell'accesso degli studenti al mercato del lavoro dovrebbe costituire la regola generale;
        tuttavia, in circostanze eccezionali, gli Stati membri dovrebbero poter valutare la
        situazione del loro mercato nazionale del lavoro.
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                                                 DGD 1                                                IT
 ---pagebreak--- (53)    Al fine di garantire in futuro una forza lavoro altamente qualificata, gli studenti che si
        laureano nell'Unione dovrebbero avere la possibilità di rimanere sul territorio dello Stato
        membro interessato per il periodo indicato nella presente direttiva con l'intenzione di
        individuare opportunità di lavoro o di avviare un'impresa. È inoltre opportuno che anche i
        ricercatori abbiano tale opportunità a completamento della loro attività di ricerca come
        definito nella convenzione di accoglienza. Per il rilascio del permesso di soggiorno a tal
        fine, agli studenti e ai ricercatori può venire chiesto di dimostrare la sussistenza di
        determinate circostanze conformemente alle prescrizioni della presente direttiva. Una volta
        che gli Stati membri rilasciano loro il permesso di soggiorno, essi cessano di essere
        considerati ricercatori o studenti ai sensi della presente direttiva. Gli Stati membri
        dovrebbero avere facoltà di controllare, dopo un periodo minimo definito nella presente
        direttiva, se hanno una reale opportunità di essere assunti o di avviare un'impresa. Tale
        possibilità lascia impregiudicati gli altri obblighi di comunicazione previsti ad altri fini nel
        diritto nazionale. L'autorizzazione rilasciata al fine di individuare opportunità di lavoro o di
        avviare un'impresa non dovrebbe concedere un diritto automatico ad accedere al mercato
        del lavoro o ad avviare un'impresa. Gli Stati membri dovrebbero mantenere il diritto di
        prendere in considerazione la situazione del proprio mercato del lavoro quando il cittadino
        di un paese terzo, cui è stata accordata un'autorizzazione a rimanere sul territorio al fine di
        cercare un lavoro o avviare un'attività, chiede un permesso di lavoro per colmare un posto
        in organico.
14958/15                                                                   LA/gma                     18
                                                  DGD 1                                              IT
 ---pagebreak--- (54)    È opportuno garantire l'equo trattamento dei cittadini di paesi terzi cui si applica la
        presente direttiva, conformemente all'articolo 79 TFUE. I ricercatori dovrebbero
        beneficiare dello stesso trattamento riservato ai cittadini dello Stato membro interessato per
        quanto riguarda l'articolo 12, paragrafi 1 e 4, della direttiva 2011/98/UE del Parlamento
        europeo e del Consiglio 1, fatta salva la possibilità per lo Stato membro di limitare la parità
        di trattamento nei casi specifici previsti nella presente direttiva. È opportuno che agli
        studenti continui ad applicarsi la direttiva 2011/98/UE, incluse le limitazioni ivi previste. È
        opportuno che la direttiva 2011/98/UE si applichi a tirocinanti, volontari e persone
        collocate alla pari quando si ritiene che abbiano un rapporto di lavoro nello Stato membro
        interessato. I tirocinanti, i volontari e le persone collocate alla pari, quando non si ritiene
        che abbiano un rapporto di lavoro nello Stato membro interessato, nonché gli alunni,
        dovrebbero beneficiare dello stesso trattamento riservato ai cittadini dello Stato membro
        interessato per quanto riguarda un insieme minimo di diritti ai sensi della presente
        direttiva. Ciò include l'accesso a beni e servizi, in cui non rientrano le borse o i prestiti per
        gli studi o la formazione professionale.
1
      Direttiva 2011/98/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011,
      relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente
      ai cittadini di paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un
      insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno
      Stato membro (GU L 343 del 23.12.2011, pag. 1).
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                                                   DGD 1                                              IT
 ---pagebreak--- (55)    La parità di trattamento concessa a ricercatori e studenti, nonché a tirocinanti, volontari e
        persone collocate alla pari quando si ritiene che abbiano un rapporto di lavoro nello Stato
        membro interessato, include la parità di trattamento relativamente ai settori di sicurezza
        sociale di cui all'articolo 3 del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del
        Consiglio 1. La presente direttiva non armonizza la legislazione in materia di sicurezza
        sociale degli Stati membri. Essa si limita ad applicare il principio della parità di
        trattamento nel settore della sicurezza sociale ai cittadini di paesi terzi che rientrano nel suo
        ambito d'applicazione. La presente direttiva non conferisce neppure diritti in relazione a
        situazioni che esulano dall'ambito di applicazione del diritto dell'Unione, ad esempio in
        relazione a familiari soggiornanti in un paese terzo. Ciò non dovrebbe, tuttavia,
        pregiudicare il diritto dei superstiti che traggono diritti da cittadini di paesi terzi rientranti
        nell'ambito di applicazione della presente direttiva, se del caso, di percepire pensioni di
        reversibilità qualora soggiornino in un paese terzo.
(56)    In vari Stati membri il diritto alle prestazioni familiari è subordinato alla sussistenza di un
        certo collegamento con lo Stato membro in questione poiché le prestazioni sono destinate a
        sostenerne uno sviluppo demografico positivo al fine di garantirne in futuro la forza lavoro.
        La presente direttiva non dovrebbe pertanto incidere sul diritto di uno Stato membro di
        limitare, a determinate condizioni, la parità di trattamento con riguardo alle prestazioni
        familiari, quando il ricercatore e i familiari che lo accompagnano soggiornano
        temporaneamente in tale Stato membro.
1
      Regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004,
      relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (GU L 166 del 30.4.2004, pag. 1).
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                                                 DGD 1                                                  IT
 ---pagebreak--- (57)    Nel caso di mobilità tra gli Stati membri, si applica il regolamento (UE) n. 1231/2010 del
        Parlamento europeo e del Consiglio 1. La presente direttiva non dovrebbe conferire
        maggiori diritti rispetto a quelli che il diritto vigente dell'Unione già prevede in materia di
        sicurezza sociale per i cittadini di paesi terzi che svolgono attività di interesse
        transfrontaliero tra Stati membri.
(58)    La presente direttiva dovrebbe applicarsi senza pregiudizio delle disposizioni più
        favorevoli contenute nel diritto dell'Unione e negli strumenti internazionali applicabili.
(59)    I permessi di soggiorno previsti dalla presente direttiva dovrebbero essere rilasciati dalle
        autorità competenti dello Stato membro ricorrendo al modello uniforme di cui al
        regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio 2.
(60)    Ogni Stato membro dovrebbero provvedere affinché siano messe a disposizione del
        pubblico, in particolare su Internet, informazioni adeguate e regolarmente aggiornate sugli
        enti ospitanti approvati ai fini della presente direttiva e sulle condizioni e procedure di
        ammissione di cittadini di paesi terzi nel territorio degli Stati membri ai fini della presente
        direttiva.
(61)    La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e ottempera ai principi sanciti dalla
        Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in conformità all'articolo 6 del trattato
        sull'Unione europea (TUE).
1
      Regolamento (UE) n. 1231/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
      24 novembre 2010, che estende il regolamento (CE) n. 883/2004 e il regolamento (CE)
      n. 987/2009 ai cittadini di paesi terzi cui tali regolamenti non siano già applicabili
      unicamente a causa della nazionalità (GU L 344 del 29.12.2010, pag. 1).
2
      Regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio, del 13 giugno 2002, che istituisce un
      modello uniforme per i permessi di soggiorno rilasciati a cittadini di paesi terzi (GU L 157
      del 15.6.2002, pag. 1).
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                                                   DGD 1                                            IT
 ---pagebreak--- (62)    Gli Stati membri dovrebbero applicare le disposizioni della presente direttiva senza operare
        discriminazioni fondate su sesso, razza, colore della pelle, origine etnica o sociale,
        caratteristiche genetiche, lingua, religione o credo, opinioni politiche o di qualsiasi altra
        natura, appartenenza ad una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, disabilità, età o
        orientamento sessuale.
(63)    Conformemente alla dichiarazione politica congiunta del 28 settembre 2011 degli Stati
        membri e della Commissione sui documenti esplicativi 1, gli Stati membri si sono
        impegnati ad accompagnare, ove ciò sia giustificato, la notifica delle loro misure di
        recepimento con uno o più documenti intesi a chiarire il rapporto tra gli elementi di una
        direttiva e le parti corrispondenti delle misure nazionali di attuazione. Per quanto riguarda
        la presente direttiva, il legislatore ritiene che la trasmissione di tali documenti sia
        giustificata.
(64)    Poiché l'obiettivo della presente direttiva, cioè determinare le condizioni di ingresso e
        soggiorno dei cittadini di paesi terzi, per motivi di ricerca, studio, tirocinio e servizio
        volontario europeo, quali disposizioni obbligatorie, e di scambio di alunni, volontariato
        diverso dal servizio volontario europeo o collocamento alla pari, quali disposizioni
        facoltative, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e può
        dunque, a motivo delle sue dimensioni o effetti essere conseguito meglio a livello di
        Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito
        dall'articolo 5 TUE. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale
        obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
1
      GU C 369 del 17.12.2011, pag. 14.
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                                                   DGD 1                                             IT
 ---pagebreak--- (65)    A norma degli articoli 1 e 2 e 4 bis, paragrafo 1, del protocollo n. 21 sulla posizione del
        Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al
        TUE e al TFUE, e fatto salvo l'articolo 4 di tale protocollo, tali Stati membri non
        partecipano all'adozione della presente direttiva, non sono da essa vincolati, né sono
        soggetti alla sua applicazione.
(66)    A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato
        al TUE e al TFUE, la Danimarca non partecipa all'adozione della presente direttiva, non è
        da essa vincolata, né è soggetta alla sua applicazione.
(67)    È opportuno che l'obbligo di recepire la presente direttiva nel diritto interno sia limitato
        alle disposizioni che costituiscono modificazioni sostanziali rispetto alle direttive
        2004/114/CE e 2005/71/CE. L'obbligo di recepire le disposizioni rimaste immutate deriva
        da tali direttive.
(68)    La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare gli obblighi degli Stati membri relativi ai
        termini di recepimento nel diritto nazionale e alle date di applicazione delle direttive di cui
        all'allegato I, parte B,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
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                                                DGD 1                                                IT
 ---pagebreak---                                                 CAPO I
                               DISPOSIZIONI GENERALI
                                                 Articolo 1
                                                  Oggetto
La presente direttiva stabilisce:
a)      le condizioni di ingresso e soggiorno nel territorio degli Stati membri per un periodo
        superiore a 90 giorni e i diritti di cittadini di paesi terzi nonché, eventualmente, dei loro
        familiari, per motivi di ricerca, studio, tirocinio o servizio volontario europeo, e laddove gli
        Stati membri lo decidano, per programmi di scambio di alunni o progetti educativi,
        volontariato in programmi diversi dal servizio volontario europeo o collocamento alla pari;
b)      le condizioni di ingresso e soggiorno e i diritti dei ricercatori e degli studenti di cui alla
        lettera a) nonché, eventualmente, dei loro familiari, in Stati membri diversi dallo Stato
        membro che per primo rilascia al cittadino di un paese terzo un'autorizzazione sulla base
        della presente direttiva;
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                                                   DGD 1                                               IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 2
                                         Ambito di applicazione
1.      La presente direttiva si applica ai cittadini di paesi terzi che chiedono di essere ammessi o
        che sono stati ammessi nel territorio di uno Stato membro per motivi di ricerca, studio,
        tirocinio o volontariato nell'ambito del servizio volontario europeo.
        Gli Stati membri possono altresì decidere di applicare le disposizioni della presente
        direttiva ai cittadini di paesi terzi che chiedono di essere ammessi ai fini di un programma
        di scambio di alunni o di un progetto educativo, di volontariato diverso dal servizio
        volontario europeo o di collocamento alla pari.
2.      La presente direttiva non si applica ai cittadini di paesi terzi:
        a)     che chiedano protezione internazionale o che siano beneficiari di protezione
               internazionale ai sensi della direttiva 2011/95/UE del Parlamento europeo e del
               Consiglio 1, o che siano beneficiari di protezione temporanea in uno Stato membro ai
               sensi della direttiva 2001/55/CE del Consiglio 2;
        b)     la cui espulsione sia stata sospesa per motivi di diritto o di fatto;
1
      Direttiva 2011/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011,
      recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di
      beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le
      persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della
      protezione riconosciuta (GU L 337 del 20.12.2011, pag. 9).
2
      Direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la
      concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla
      promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e
      subiscono le conseguenze dell'accoglienza degli stessi (GU L 212 del 7.8.2001, pag. 12).
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                                                  DGD 1                                            IT
 ---pagebreak---         c)    che siano familiari di cittadini dell'Unione i quali abbiano esercitato il diritto alla
              libera circolazione all'interno dell'Unione;
        d)    che siano titolari dello status di soggiornante di lungo periodo in uno Stato membro,
              a norma della direttiva 2003/109/CE del Consiglio 1;
        e)    che, insieme ai loro familiari e a prescindere dalla cittadinanza, godano di diritti di
              libera circolazione equivalenti a quelli dei cittadini dell'Unione in virtù di accordi
              conclusi tra l'Unione e i suoi Stati membri e paesi terzi o tra l'Unione e paesi terzi;
        f)    che entrino nell'Unione in qualità di dipendenti in tirocinio nell'ambito di un
              trasferimento intrasocietario in virtù della direttiva 2014/66/UE;
        g)    che siano ammessi quali lavoratori altamente qualificati ai sensi della direttiva
              2009/50/CE del Consiglio 2.
1
      Direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, relativa allo status dei cittadini
      di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo (GU L 16 del 23.1.2004, pag. 44).
2
      Direttiva 2009/50/CE del Consiglio, del 25 maggio 2009, sulle condizioni di ingresso e
      soggiorno di cittadini di paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati (GU
      L 155 del 18.6.2009, pag. 17).
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                                                 DGD 1                                                IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 3
                                                Definizioni
Ai fini della presente direttiva, si applicano le seguenti definizioni:
1)       "cittadino di paese terzo": una persona che non è cittadino dell'Unione ai sensi dell'articolo
         20, paragrafo 1, TFUE;
2)       "ricercatore": un cittadino di paese terzo in possesso di un titolo di dottorato o di un titolo
         di studi superiori appropriato che dia accesso a programmi di dottorato a tale cittadino di
         paese terzo, il quale è selezionato da un istituto di ricerca e ammesso nel territorio di uno
         Stato membro per svolgere un'attività di ricerca che richiede di norma il suddetto titolo;
3)       "studente": il cittadino di paese terzo che sia stato accettato da un istituto di istruzione
         superiore e che sia stato ammesso nel territorio di uno Stato membro per seguire, quale
         attività principale, un programma di studi a tempo pieno che porti al conseguimento di un
         titolo di istruzione superiore riconosciuto da tale Stato membro, compresi i diplomi,
         certificati o diplomi di dottorato in un istituto di istruzione superiore, che può comprendere
         un corso propedeutico preliminare a tale istruzione, in conformità del diritto nazionale, o
         un tirocinio obbligatorio;
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 ---pagebreak--- 4)      "alunno": il cittadino di paese terzo ammesso nel territorio di uno Stato membro per
        frequentare un programma riconosciuto, statale o regionale, di istruzione secondaria
        equivalente al livello 2 o 3 della classificazione internazionale tipo dell'istruzione ,
        nell'ambito di un programma di scambio di alunni o di un progetto educativo messi in atto
        da un istituto di insegnamento secondo il diritto o prassi amministrativa dello Stato
        membro interessato;
5)      "tirocinante": il cittadino di paese terzo in possesso di un titolo di istruzione superiore o
        che sta seguendo un programma di studi in un paese terzo finalizzato al conseguimento di
        un titolo di istruzione superiore e che sia ammesso nel territorio di uno Stato membro per
        effettuare un programma di formazione al fine di acquisire conoscenze, pratica ed
        esperienza in un contesto professionale;
6)      "volontario": il cittadino di paese terzo ammesso nel territorio di uno Stato membro per
        partecipare a un programma di volontariato;
7)      "programma di volontariato": un programma di iniziative solidali concrete, basato su un
        programma riconosciuto come tale dallo Stato membro interessato o dall'Unione che
        persegua obiettivi di interesse generale per una causa no profit, in cui le iniziative non
        siano remunerate, ad eccezione del rimborso spese e/o del denaro per le piccole spese;
8)      "persona collocata alla pari": il cittadino di paese terzo che sia ammesso nel territorio di
        uno Stato membro per essere temporaneamente ospitato da una famiglia allo scopo di
        migliorare le sue competenze linguistiche e la sua conoscenza dello Stato membro
        interessato in cambio di lavori domestici leggeri e della cura di bambini;
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 ---pagebreak--- 9)      "ricerca": lavoro creativo svolto su base sistematica per aumentare il bagaglio di
        conoscenze, compresa la conoscenza dell'essere umano, della cultura e della società, e
        l'utilizzazione di tale bagaglio di conoscenze per concepire nuove applicazioni;
10)     "istituto di ricerca": qualsiasi tipo di istituto pubblico o privato che effettua attività di
        ricerca;
11)     "istituto di insegnamento": un istituto di istruzione secondaria pubblico o privato
        riconosciuto dallo Stato membro interessato o il cui programma di studi sia riconosciuto in
        conformità del diritto nazionale o della prassi amministrativa dello Stato membro
        ospitante, sulla base di criteri trasparenti, e che partecipi a un programma di scambio fra
        scuole o a un progetto educativo per gli scopi stabiliti nella presente direttiva;
12)     "progetto educativo": un insieme di azioni educative sviluppate da un istituto di
        insegnamento di uno Stato membro in cooperazione con istituti simili in un paese terzo,
        con l'obiettivo di condividere le culture e la conoscenza;
13)     "istituto di istruzione superiore": qualsiasi tipo di istituto di istruzione superiore
        riconosciuto o considerato tale in conformità del diritto nazionale che, a prescindere dalla
        sua denominazione, conformemente al diritto o alla prassi nazionale, rilasci titoli di
        istruzione superiore riconosciuti o altre qualifiche riconosciute di livello terziario, o
        qualsiasi istituto che, conformemente al diritto o alla prassi nazionale, offra istruzione o
        formazione professionale di livello terziario;
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                                                   DGD 1                                              IT
 ---pagebreak--- 14)     "ente ospitante": l'istituto di ricerca, l'istituto di istruzione superiore, l'istituto di
        insegnamento, l'organizzazione responsabile di un programma di volontariato o l'ente che
        ospita tirocinanti a cui il cittadino di paese terzo è assegnato ai fini della presente direttiva
        e che si trova nel territorio dello Stato membro interessato, indipendentemente dalla sua
        forma giuridica, in conformità del diritto nazionale;
15)     "famiglia ospitante": la famiglia che accoglie temporaneamente la persona collocata alla
        pari condividendo la vita familiare quotidiana nel territorio di uno Stato membro in base a
        un accordo concluso tra tale famiglia e la persona collocata alla pari;
16)     "lavoro": l'esercizio di attività comprendenti qualsiasi forma di manodopera o lavoro
        disciplinata dalla legislazione nazionale o dai contratti collettivi applicabili o
        conformemente a una prassi consolidata per conto o sotto la direzione o la supervisione di
        un datore di lavoro;
17)     ''datore di lavoro": qualsiasi persona fisica o entità giuridica per conto della quale o sotto la
        cui direzione o supervisione si svolge il lavoro;
18)     "primo Stato membro": lo Stato membro che per primo rilascia a un cittadino di paese
        terzo un'autorizzazione in forza della presente direttiva;
19)     "secondo Stato membro": qualsiasi Stato membro diverso dal primo Stato membro;
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                                                    DGD 1                                              IT
 ---pagebreak--- 20)     "programmi dell'Unione o multilaterali comprendenti misure sulla mobilità": programmi
        finanziati dall'Unione o dagli Stati membri che promuovono la mobilità dei cittadini di
        paesi terzi all'interno dell'Unione o degli Stati membri partecipanti ai rispettivi programmi;
21)     "autorizzazione": un permesso di soggiorno oppure, se previsto dal diritto nazionale, un
        visto per soggiorno di lunga durata rilasciato ai fini della presente direttiva;
22)     "permesso di soggiorno": un'autorizzazione rilasciata utilizzando il modello di cui al
        regolamento (CE) n. 1030/2002 che consente al titolare di soggiornare legalmente sul
        territorio di uno Stato membro;
23)     "visto per soggiorno di lunga durata": l'autorizzazione rilasciata da uno Stato membro a
        norma dell'articolo 18 della convenzione Schengen 1 o rilasciata conformemente alla
        legislazione nazionale degli Stati membri che non applicano integralmente l'acquis di
        Schengen;
24)     ''familiari'': i cittadini di paesi terzi quali definiti all'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva
        2003/86/CE.
1
      Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi
      degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della
      Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni
      (GU L 239 del 22.9.2000, pag. 19).
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                                                    DGD 1                                                   IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 4
                                      Disposizioni più favorevoli
1.      La presente direttiva lascia impregiudicate le disposizioni più favorevoli vigenti in forza:
        a)    di accordi bilaterali o multilaterali conclusi tra l'Unione, o l'Unione e i suoi Stati
              membri da una parte, e uno o più paesi terzi dall'altra; oppure
        b)    di accordi bilaterali o multilaterali conclusi tra uno o più Stati membri e uno o
              più paesi terzi.
2.      La presente direttiva lascia impregiudicata la facoltà degli Stati membri di introdurre o
        mantenere disposizioni nazionali più favorevoli a cittadini di paesi terzi cui si applica la
        presente direttiva per quanto riguarda l'articolo 10, paragrafo 2, lettera a), e gli articoli 18,
        22, 23, 24, 25, 26, 34 e 35.
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                                                DGD 1                                                  IT
 ---pagebreak---                                               CAPO II
                                         AMMISSIONE
                                                Articolo 5
                                                 Principi
1.      L'ammissione di un cittadino di paese terzo a norma della presente direttiva è subordinata
        all'esame della documentazione attestante che il cittadino del paese terzo soddisfa:
        a)     le condizioni generali stabilite all'articolo 7 e;
        b)     le pertinenti condizioni specifiche di cui agli articoli 8, 11, 12, 13, 14o 16.
2.      Gli Stati membri possono imporre ai richiedenti di fornire documenti giustificativi di cui al
        paragrafo 1 in una lingua ufficiale dello Stato membro interessato o in qualsiasi altra lingua
        ufficiale dell'Unione stabilita da tale Stato membro.
3.      Qualora siano soddisfatte tutte le condizioni generali e le pertinenti condizioni specifiche, i
        cittadini di paesi terzi hanno diritto a un'autorizzazione.
        Qualora uno Stato membro rilasci soltanto sul suo territorio i permessi di soggiorno, e ove
        siano soddisfatte tutte le condizioni per l'ammissione previste dalla presente direttiva, lo
        Stato membro interessato rilascia al cittadino di paese terzo interessato il visto richiesto.
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                                                  DGD 1                                             IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 6
                                             Volume di ingresso
La presente direttiva non incide sul diritto di uno Stato membro di determinare, ai sensi dell'articolo
79, paragrafo 5, TFUE, il volume di ingresso dei cittadini di paesi terzi di cui all'articolo 2,
paragrafo 1, ad eccezione degli studenti, qualora lo Stato membro interessato ritenga che tali
cittadini hanno o avranno un rapporto di lavoro. Su tale base, una domanda di autorizzazione può
essere considerata inammissibile o può essere respinta.
                                                 Articolo 7
                                            Condizioni generali
1.        Per quanto riguarda l'ingresso di un cittadino di paese terzo ai sensi della presente direttiva,
          il richiedente deve:
          a)     presentare un titolo di viaggio valido come definito a norma del diritto nazionale e,
                 se necessario, una domanda di visto o un visto valido oppure, se del caso, un
                 permesso di soggiorno valido o un visto valido per soggiorno di lunga durata; gli
                 Stati membri possono prescrivere che il periodo di validità del titolo di viaggio sia
                 almeno pari alla durata del soggiorno previsto;
          b)     ove il cittadino di paese terzo non abbia raggiunto la maggiore età ai sensi del diritto
                 nazionale dello Stato membro interessato, presentare l'autorizzazione dei genitori o
                 un'autorizzazione equivalente per il soggiorno in questione;
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                                                   DGD 1                                              IT
 ---pagebreak---         c)     dimostrare che il cittadino di paese terzo è in possesso o, se previsto dal diritto
               nazionale, ha richiesto una copertura di un'assicurazione sanitaria per tutti i rischi di
               norma coperti per i cittadini dello Stato membro in questione; la validità
               dell'assicurazione è pari alla durata del soggiorno previsto;
        d)     se richiesto dallo Stato membro, esibire la prova del pagamento delle tasse dovute
               per il trattamento della domanda ai sensi dell'articolo 36;
        e)     esibire le prove richieste dallo Stato membro interessato per dimostrare che il
               cittadino di paese terzo disporrà, durante il soggiorno programmato, di risorse
               sufficienti per provvedere al suo sostentamento senza ricorrere al sistema di
               previdenza sociale dello Stato membro, e al suo ritorno. La valutazione delle risorse
               sufficienti si basa su un esame specifico del caso e tiene conto delle risorse che
               derivano, tra l'altro, da una sovvenzione, una borsa di studio o una borsa di ricerca,
               un contratto di lavoro valido o un'offerta di lavoro vincolante o un impegno
               finanziario da parte di un'organizzazione che si occupa di un programma di scambio
               di alunni, di un ente che ospita tirocinanti, di un programma di volontariato, di una
               famiglia ospitante o di un'organizzazione che funge da intermediaria nel
               collocamento alla pari.
2.      Gli Stati membri possono chiedere al richiedente di fornire l'indirizzo del cittadino di paese
        terzo interessato nel loro territorio.
        Se il diritto nazionale di uno Stato membro prevede che quando si presenta la domanda si
        debba indicare un indirizzo, e il cittadino di paese terzo interessato non conosce ancora il
        suo indirizzo futuro, gli Stati membri accettano un indirizzo temporaneo. In tale caso il
        cittadino di paese terzo indica il suo indirizzo permanente al più tardi al momento del
        rilascio di un'autorizzazione ai sensi dell'articolo 17.
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                                                 DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- 3.      Gli Stati membri possono indicare un importo di riferimento che ritengono costituisca
        "risorse sufficienti" ai sensi del paragrafo 1, lettera e). La valutazione delle risorse
        sufficienti si basa su un esame specifico del caso.
4.      La domanda è inoltrata ed esaminata quando il cittadino di paese terzo interessato
        soggiorna al di fuori del territorio dello Stato membro in cui il cittadino di paese terzo
        chiede di essere ammesso, oppure quando il cittadino di paese terzo soggiorna già in tale
        Stato membro in quanto titolare di un permesso di soggiorno valido o di un visto per
        soggiorno di lunga durata.
        In deroga a quanto precede, gli Stati membri possono accettare, conformemente al proprio
        diritto nazionale, una domanda presentata ancorché il cittadino del paese terzo interessato
        non possieda un permesso di soggiorno o un visto per soggiorno di lunga durata validi, ma
        sia legalmente presente sul loro territorio.
5.      Gli Stati membri stabiliscono se le domande devono essere presentate dal cittadino di
        paese terzo, dall'entità ospitante o da uno di questi.
6.      Non sono ammessi i cittadini di paesi terzi che si considera presentino una minaccia per
        l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la sanità pubblica.
                                                Articolo 8
                                   Requisiti specifici per i ricercatori
1.      Oltre ai requisiti generali previsti all'articolo 7, relativamente all'ingresso di un cittadino di
        paese terzo a fini di ricerca, il richiedente deve anche presentare una convenzione di
        accoglienza o, se previsto dal diritto nazionale, un contratto, conformemente all'articolo 10.
14958/15                                                                    LA/gma                      36
                                                  DGD 1                                                IT
 ---pagebreak--- 2.      Gli Stati membri possono richiedere all'istituto di ricerca, conformemente al diritto
        nazionale, un impegno scritto in base al quale, nel caso in cui un ricercatore rimanesse
        irregolarmente nel territorio dello Stato membro interessato, tale istituto di ricerca si fa
        carico delle spese di soggiorno e viaggio di ritorno sostenute con fondi pubblici. La
        responsabilità finanziaria dell'istituto di ricerca cessa al più tardi sei mesi dopo la data in
        cui cessa la convenzione di accoglienza.
        Qualora il diritto di soggiorno del ricercatore sia prorogato conformemente all'articolo 25,
        la responsabilità dell'istituto di ricerca di cui al primo comma del presente paragrafo è
        limitata alla data di inizio del permesso di soggiorno a fini di ricerca di lavoro o
        imprenditorialità.
3.      Uno Stato membro che ha istituito una procedura di approvazione per istituti di ricerca in
        conformità dell'articolo 9 esonera i richiedenti dal presentare uno o più documenti o prove
        di cui al paragrafo 2 del presente articolo, lettere c), d) o e), all'articolo 7, paragrafo 1, o
        all'articolo 7, paragrafo 2, qualora i cittadini di paesi terzi devono essere ospitati da istituti
        di ricerca approvati.
                                                Articolo 9
                                 Approvazione degli istituti di ricerca
1.      Gli Stati membri possono decidere di stabilire una procedura di approvazione per gli
        istituti di ricerca pubblici e/o privati che desiderano accogliere un ricercatore secondo la
        procedura di ammissione stabilita dalla presente direttiva.
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                                                  DGD 1                                                 IT
 ---pagebreak--- 2.      L'approvazione degli istituti di ricerca è conforme alle procedure previste dal diritto o dalla
        prassi amministrativa degli Stati membri interessati. Le domande di approvazione sono
        presentate dagli istituti di ricerca secondo tali procedure e in base ai loro compiti statutari
        o, nel caso, al loro oggetto sociale e previa prova che essi conducono attività di ricerca.
        L'approvazione è rilasciata a un istituto di ricerca per un periodo minimo di cinque anni. In
        casi eccezionali, gli Stati membri possono rilasciare l'approvazione per un periodo più
        breve.
3.      Uno Stato membro può, tra l'altro, rifiutarsi di rinnovare o decidere di revocare
        l'approvazione qualora:
        a)      l'istituto di ricerca non ottempera più al paragrafo 2 del presente articolo, all'articolo
                8, paragrafo 2, o all'articolo 10, paragrafo 7;
        b)      l'approvazione sia stata ottenuta con la frode; o
        c)      l'istituto di ricerca abbia firmato una convenzione di accoglienza con un cittadino di
                paese terzo in modo negligente o fraudolento.
        Laddove la domanda di rinnovo sia stata rifiutata o l'approvazione sia stata revocata,
        all'istituto interessato può essere vietato chiedere una seconda approvazione per un periodo
        massimo di cinque anni a decorrere dalla data di pubblicazione della decisione di non
        rinnovo o revoca.
14958/15                                                                    LA/gma                       38
                                                   DGD 1                                                IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 10
                                       Convenzione di accoglienza
1.      L'istituto di ricerca che desidera accogliere un cittadino di paese terzo per motivi di ricerca
        firma con quest'ultimo una convenzione di accoglienza. Gli Stati membri possono
        prevedere che i contratti contenenti gli elementi di cui al paragrafo 2 e, se del caso, al
        paragrafo 3, siano considerati equivalenti a una convenzione di accoglienza ai fini della
        presente direttiva.
2.      La convenzione di accoglienza contiene:
        a)     il titolo o lo scopo dell'attività di ricerca o del settore di ricerca;
        b)     l'impegno del cittadino di paese terzo a cercare di completare l'attività di ricerca;
        c)     l'impegno dell'istituto di ricerca ad accogliere il cittadino di paese terzo ai fini del
               completamento dell'attività di ricerca;
        d)     le date d'inizio e di fine o la durata stimata dell'attività di ricerca;
        e)     informazioni sull'intenzione di esercitare la mobilità in uno o in diversi secondi Stati
               membri se detta mobilità è nota al momento della presentazione della domanda nel
               primo Stato membro.
3.      Gli Stati membri possono anche esigere che la convenzione di accoglienza contenga:
        a)     informazioni sul rapporto giuridico tra l'istituto di ricerca e il ricercatore;
        b)     informazioni sulle condizioni di lavoro del ricercatore.
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                                                    DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- 4.      Gli istituti di ricerca possono firmare convenzioni di accoglienza soltanto se l'attività di
        ricerca è stata accettata dalle istanze competenti dell'istituto dopo una verifica dei seguenti
        elementi:
        a)     l'oggetto e la durata stimata dell'attività di ricerca e la disponibilità delle risorse
               finanziarie necessarie per la realizzazione;
        b)     i titoli del cittadino di paese terzo rispetto all'oggetto della ricerca, certificati con una
               copia autentica dei titoli di studio;
5.      La convenzione di accoglienza decade automaticamente se il cittadino di paese terzo non è
        ammesso o quando termina il rapporto giuridico che lo lega all'istituto di accoglienza.
6.      Qualora dovesse verificarsi un evento che renda impossibile l'esecuzione della
        convenzione di accoglienza, l'istituto di ricerca ne informa prontamente l'autorità
        competente dello Stato membro interessato.
7.      Gli Stati membri possono disporre che, entro due mesi dalla data di scadenza della
        convenzione di accoglienza in questione, l'istituto di ricerca trasmetta alle autorità
        competenti designate a tal fine la conferma che l'attività di ricerca è stata effettuata.
8.      Gli Stati membri possono stabilire nel rispettivo diritto nazionale le conseguenze della
        revoca dell'approvazione, o del rifiuto di rinnovarla, per le convenzioni di accoglienza in
        vigore, concluse conformemente al presente articolo, e le conseguenze per le
        autorizzazioni dei ricercatori interessati.
14958/15                                                                      LA/gma                       40
                                                   DGD 1                                                 IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 11
                                     Requisiti specifici per gli studenti
1.      Oltre alle condizioni generali previste all'articolo 7, per quanto riguarda l'ingresso di un
        cittadino di paese terzo per motivi di studio, il richiedente deve altresì dimostrare:
        a)     che il cittadino di paese terzo è stato accettato da un istituto di istruzione superiore
               per seguire un programma di studi;
        b)     se richiesto dallo Stato membro, di aver pagato la tassa di iscrizione all'istituto di
               istruzione superiore;
        c)     se richiesto dallo Stato membro, di avere conoscenza sufficiente della lingua in cui si
               tiene il programma di studi prescelto;
        d)     se richiesto dallo Stato membro, che il cittadino di paese terzo disporrà di risorse
               sufficienti per provvedere alle spese relative agli studi.
2.      Per i cittadini di paesi terzi che beneficiano automaticamente di un'assicurazione sanitaria
        che copra tutti i rischi di norma coperti per i cittadini dello Stato membro interessato per il
        fatto di essersi iscritti a un istituto di istruzione superiore, si presume soddisfatto il
        requisito di cui all'articolo 7, paragrafo 1, lettera c).
14958/15                                                                      LA/gma                    41
                                                    DGD 1                                             IT
 ---pagebreak--- 3.      Uno Stato membro che ha istituito una procedura di approvazione per istituti di istruzione
        superiore in conformità dell'articolo 15 esonera i richiedenti dal presentare uno o più
        documenti o prove di cui al paragrafo 1, lettere b), c) o d), del presente articolo, o
        all'articolo 7, paragrafo 1, lettera d), o all'articolo 7, paragrafo 2, qualora il cittadino di
        paese terzo deve essere ospitato da un istituto approvato di istruzione superiore.
                                                Articolo 12
                                     Requisiti specifici per gli alunni
1.      Oltre alle condizioni generali previste all'articolo 7, per quanto riguarda l'ingresso di un
        cittadino di paese terzo ai fini di un programma di scambio di alunni o di un progetto
        educativo, il richiedente deve comprovare:
        a)     che il cittadino di paese terzo non ha raggiunto l'età minima, nè ha superato l'età o il
               grado massimi fissati dallo Stato membro interessato;
        b)     la sua accettazione da parte di un istituto di insegnamento;
        c)     di partecipare a un programma educativo riconosciuto statale o regionale nel contesto
               di un programma di scambio di alunni o un progetto educativo messo in atto da un
               istituto di insegnamento in conformità del diritto o della prassi amministrativa
               nazionale;
        d)     che l'istituto di insegnamento o, per quanto previsto dal diritto nazionale, un terzo si
               assume la piena responsabilità per il cittadino di paese terzo, durante la sua
               permanenza nel territorio dello Stato membro interessato, in particolare per quanto
               concerne le spese relative agli studi;
14958/15                                                                     LA/gma                      42
                                                  DGD 1                                                 IT
 ---pagebreak---         e)     che il cittadino di paese terzo sarà alloggiato durante la sua permanenza presso una
               famiglia o una speciale struttura all'interno dell'istituto di insegnamento oppure, ove
               previsto dal diritto nazionale, qualsiasi altra struttura che risponda alle condizioni
               stabilite dallo Stato membro interessato e che sia selezionata conformemente alle
               regole del programma di scambio o del progetto educativo cui partecipa il cittadino
               di paese terzo.
2.      Gli Stati membri possono limitare l'ammissione di alunni che partecipano a un programma
        di scambio di alunni o progetto educativo ai cittadini di paesi terzi che offrono analoghe
        possibilità ai loro cittadini.
                                               Articolo 13
                                 Condizioni specifiche per i tirocinanti
1.      Oltre alle condizioni generali previste all'articolo 7, per quanto riguarda l'ingresso di un
        cittadino di paese terzo a fini di tirocinio, il richiedente deve:
        a)     presentare una convenzione di formazione che preveda una formazione teorica e
               pratica con un ente ospitante. Gli Stati membri possono richiedere che tale
               convenzione di tirocinio sia approvata dall'autorità competente e sia basata su termini
               che soddisfino i requisiti stabiliti dal diritto nazionale, dai contratti collettivi o dalle
               prassi dello Stato membro interessato. La convenzione di tirocinio comprende:
               i)     la descrizione del programma di tirocinio, compresi l'obiettivo educativo o le
                      componenti di apprendimento;
14958/15                                                                     LA/gma                        43
                                                  DGD 1                                                  IT
 ---pagebreak---            ii)    la durata del tirocinio;
           iii)   le condizioni di inserimento e di supervisione del tirocinio;
           iv)    le ore di tirocinio; e
           v)     il rapporto giuridico tra il tirocinante e l'ente ospitante;
        b) dimostrare che ha ottenuto un titolo di istruzione superiore nei due anni precedenti la
           data di presentazione della domanda o che sta seguendo un programma di studi
           finalizzato al conseguimento di tale titolo;
        c) se richiesto dallo Stato membro, dimostrare che, durante la permanenza, il cittadino
           di paese terzo disporrà di risorse sufficienti per provvedere alle spese relative al
           tirocinio;
        d) se richiesto dallo Stato membro, dimostrare che il cittadino di paese terzo ha
           beneficiato o che beneficerà di una formazione linguistica, così da possedere le
           nozioni necessarie per lo svolgimento del tirocinio;
        e) se richiesto dallo Stato membro, dimostrare che l'ente ospitante si assume la piena
           responsabilità per il cittadino di paese terzo, per la sua permanenza nel territorio
           dello Stato membro interessato, in particolare per quanto concerne le spese di vitto e
           alloggio;
        f) ove richiesto dallo Stato membro, se durante l'intero soggiorno alloggia presso l'ente
           ospitante, dimostrare che l'alloggio risponde alle condizioni stabilite dallo Stato
           membro interessato.
14958/15                                                                  LA/gma                 44
                                               DGD 1                                            IT
 ---pagebreak--- 2.      Gli Stati membri possono esigere che il tirocinio si svolga nello stesso campo e allo stesso
        livello del titolo di istruzione superiore o del programma di studi di cui al paragrafo 1,
        lettera b).
3.      Gli Stati membri possono richiedere all'ente ospitante di provare che il tirocinio non
        sostituisce un posto in organico.
4.      Gli Stati membri possono richiedere all'ente ospitante, conformemente al diritto nazionale,
        un impegno scritto in base al quale, se un tirocinante rimane irregolarmente nel territorio
        dello Stato membro interessato, il suddetto ente si fa carico delle spese di soggiorno e
        viaggio di ritorno sostenute con fondi pubblici. La responsabilità finanziaria dell'ente
        ospitante cessa al più tardi sei mesi dopo la data in cui cessa la convenzione di formazione.
                                               Articolo 14
                                   Condizioni specifiche per i volontari
1.      Oltre alle condizioni generali previste all'articolo 7, per quanto riguarda l'ingresso di un
        cittadino di paese terzo a fini di volontariato, il richiedente deve:
        a)     fornire una convenzione stipulata con l'ente ospitante o, in quanto previsto dal diritto
               nazionale, con un altro organismo promotore del programma di volontariato
               prescelto dal cittadino di paese terzo nello Stato membro interessato. La convenzione
               comprende:
               i)     il programma di volontariato,
               ii)    la durata del volontariato ,
14958/15                                                                   LA/gma                     45
                                                   DGD 1                                             IT
 ---pagebreak---               iii)   le condizioni di inserimento e di supervisione del volontariato,
              iv)    le ore di volontariato,
              v)     le risorse disponibili per provvedere alle spese di vitto e alloggio del cittadino
                     di paese terzo e una somma minima di denaro per le piccole spese per tutta la
                     durata del volontariato; nonché,
              vi)    se del caso, la formazione che il cittadino di paese terzo riceverà quale ausilio
                     allo svolgimento del volontariato;
        b)    ove richiesto dallo Stato membro, se durante l'intero soggiorno il cittadino di paese
              terzo alloggia presso l'ente ospitante, dimostrare che l'alloggio risponde alle
              condizioni stabilite dallo Stato membro interessato.
        c)    dimostrare che l'ente ospitante o, in quanto previsto dal diritto nazionale, un altro
              organismo promotore del programma di volontariato ha sottoscritto un'assicurazione
              per responsabilità civile verso terzi;
        d)    se richiesto dallo Stato membro, dimostrare che il cittadino di paese terzo ha ricevuto
              o riceverà una formazione di base sulla lingua, la storia e le strutture politiche e
              sociali di tale Stato membro.
2.      Fatte salve le norme nell'ambito del servizio volontario europeo, gli Stati membri possono
        fissare un limite minimo e massimo di età per i cittadini di paesi terzi che chiedono di
        essere ammessi a un programma di volontariato.
14958/15                                                                  LA/gma                       46
                                                 DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- 3.      I volontari che partecipano al servizio volontario europeo non sono tenuti a presentare le
        prove di cui al paragrafo 1, lettera c), e, se del caso, lettera d).
                                                Articolo 15
              Approvazione di istituti di istruzione superiore, istituti di insegnamento,
                    organizzazioni responsabili di un programma di volontariato
                                      o enti che ospitano tirocinanti
1.      Ai fini della presente direttiva, gli Stati membri possono decidere di prevedere una
        procedura di approvazione per gli istituti di istruzione superiore, gli istituti di
        insegnamento, le organizzazioni responsabili di un programma di volontariato o gli enti
        che ospitano tirocinanti.
2.      L'approvazione è conforme alle procedure previste dal diritto o dalla prassi amministrativa
        dello Stato membro interessato.
3.      Qualora uno Stato membro decida di istituire una procedura di approvazione a norma dei
        paragrafi 1 e 2, fornisce agli enti ospitanti interessati informazioni chiare e trasparenti
        concernenti, fra l'altro, le condizioni e i criteri di approvazione, il periodo di validità, le
        conseguenze della mancata osservanza, compreso il possibile ritiro e mancato rinnovo,
        nonché le eventuali sanzioni applicabili.
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                                                  DGD 1                                                 IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 16
                       Condizioni specifiche per le persone collocate alla pari
1.      Oltre alle condizioni generali previste all'articolo 7, con riguardo all'ammissione di un
        cittadino il cittadino di paese terzo ai fini di un collocamento alla pari, il cittadino di paese
        terzo deve:
        a)     fornire la convenzione stipulata tra il cittadino di paese terzo e la famiglia ospitante
               che definisca diritti e obblighi del cittadino di paese terzo in quanto persona collocata
               alla pari, tra cui la somma di denaro che riceverà per le piccole spese, accordi che
               permettano alla persona collocata alla pari di frequentare corsi e il numero massimo
               di ore di impegni familiari;
        b)     avere un'età compresa tra diciotto e trenta anni. In casi eccezionali, gli Stati membri
               possono autorizzare l'ammissione come persona collocata alla pari di un cittadino di
               paese terzo che ha superato il limite massimo di età;
        c)     dimostrare che la famiglia ospitante o, nella misura in cui sia previsto dal diritto
               nazionale, un'organizzazione che fa da tramite nel collocamento alla pari si assume la
               piena responsabilità per quanto riguarda il cittadino di paese terzo, per la durata del
               soggiorno nel territorio dello Stato membro interessato, in particolare per quanto
               concerne le spese di vitto e alloggio e le prestazioni in caso di incidente.
2.      Gli Stati membri possono esigere che il cittadino di paese terzo che chiede di essere
        ammesso come persona collocata alla pari dimostri:
        a)     una conoscenza di base della lingua dello Stato membro interessato; o
        b)    di avere un'istruzione secondaria, qualifiche professionali o, se del caso, di soddisfare
              i requisiti per l'esercizio di una professione regolamentata, come previsto dal diritto
              nazionale.
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                                                  DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- 3.      Gli Stati membri possono stabilire che il collocamento alla pari sia effettuato unicamente
        da un'organizzazione che funge da intermediaria nel collocamento alla pari in base alle
        condizioni definite dal diritto nazionale.
4.      Gli Stati membri possono esigere che i membri della famiglia ospitante siano di nazionalità
        diversa dal cittadino di paese terzo che chiede di essere ammesso per un collocamento alla
        pari e di non avere legami familiari con il cittadino di paese terzo interessato.
5.      Il numero massimo di ore delle mansioni settimanali della persona collocata alla pari è di
        25 ore. La persona collocata alla pari dispone di almeno un giorno libero a settimana.
6.      Gli Stati membri possono fissare una somma minima di denaro che la persona collocata
        alla pari riceverà per le piccole spese.
                                            CAPO III
           AUTORIZZAZIONI E DURATA DEL SOGGIORNO
                                              Articolo 17
                                            Autorizzazioni
1.      Qualora l'autorizzazione sia rilasciata sotto forma di permesso di soggiorno, gli Stati
        membri usano il modello previsto dal regolamento (CE) n. 1030/2002 e inseriscono nel
        permesso di soggiorno in questione la dicitura "ricercatore", "studente", "alunno",
        "tirocinante", "volontario" o "persona collocata alla pari".
2.      Qualora l'autorizzazione sia rilasciata sotto forma di visto per soggiorno di lunga durata, gli
        Stati membri indicano nel campo "annotazione" della vignetta visto che essa è rilasciata al
        "ricercatore", "studente", "alunno", "tirocinante", "volontario" o alla "persona collocata alla
        pari".
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                                                 DGD 1                                             IT
 ---pagebreak--- 3.      Per i ricercatori e gli studenti cittadini di paesi terzi che entrano nell'Unione in base ad uno
        specifico programma dell'Unione o multilaterale comprendente misure sulla mobilità o
        accordi tra due o più istituti di istruzione superiore riconosciuti, l'autorizzazione fa
        riferimento al programma o all'accordo in questione.
4.      Qualora l'autorizzazione di mobilità di lunga durata sia rilasciata ad un ricercatore sotto
        forma di permesso di soggiorno, gli Stati membri usano il modello previsto dal
        regolamento (CE) n. 1030/2002 e inseriscono nel permesso di soggiorno la dicitura
        "mobilità-ricercatore". Qualora l'autorizzazione di mobilità di lunga sia rilasciata ad un
        ricercatore sotto forma di visto per soggiorno di lunga durata, gli Stati membri inseriscono
        la dicitura "mobilità-ricercatore" nel campo "annotazione" della vignetta visto.
                                                Articolo 18
                                       Durata dell'autorizzazione
1.      Il periodo di validità dell'autorizzazione per ricercatori è di almeno un anno, o della durata
        della convenzione di accoglienza qualora questa sia più breve. L'autorizzazione è rinnovata
        se l'articolo 21 non si applica.
        La durata dell'autorizzazione per ricercatori che beneficiano di programmi dell'Unione o
        multilaterali comprendenti misure sulla mobilità è di almeno due anni, o per la durata della
        convenzione di accoglienza, qualora questa sia più breve. Se non sono soddisfatti i requisiti
        generali di cui all'articolo 7 per i due anni o per l'intera durata della convenzione di
        accoglienza, si applica il primo comma del presente paragrafo. Gli Stati membri
        conservano il diritto di verificare se i motivi per il diniego di cui all'articolo 21 non si
        applichino.
14958/15                                                                    LA/gma                     50
                                                  DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- 2.      Il periodo di validità dell'autorizzazione per studenti è di almeno un anno, o della durata
        degli studi qualora questa sia più breve. L'autorizzazione è rinnovata se l'articolo 21 non si
        applica.
        La durata dell'autorizzazione per studenti che beneficiano di programmi dell'Unione o
        multilaterali comprendenti misure sulla mobilità, ovvero che sono oggetto di un accordo
        tra due o più istituti di istruzione superiore, è di almeno due anni, o per la durata degli studi
        qualora questa sia più breve. Se non sono soddisfatte le condizioni generali di cui
        all'articolo 7 per i due anni o per l'intera durata degli studi, si applica il primo comma del
        presente paragrafo. Gli Stati membri conservano il diritto di verificare se i motivi per il
        diniego di cui all'articolo 21 non si applichino .
3.      Gli Stati membri possono stabilire che la durata complessiva del soggiorno per motivi di
        studio non superi la durata massima degli studi quale definita dal diritto nazionale.
4.      Il periodo di validità di un'autorizzazione per alunni è pari alla durata del programma di
        scambio dell'alunno o del progetto educativo qualora questa sia inferiore ad un anno, o di
        massimo un anno. Gli Stati membri possono decidere di consentire un solo rinnovo
        dell'autorizzazione per il tempo necessario al completamento del programma di scambio di
        alunni o del progetto educativo se l'articolo 21 non si applica.
5.      Il periodo di validità di un'autorizzazione per un collocamento alla pari è per la durata della
        convenzione stipulata tra la persona collocata alla pari e la famiglia ospitante quando tale
        durata è inferiore ad un anno, o di massimo un anno. Gli Stati membri possono decidere di
        consentire un solo rinnovo dell'autorizzazione per massimo sei mesi, previa richiesta
        giustificata della famiglia ospitante se l'articolo 21 non si applica.
14958/15                                                                     LA/gma                    51
                                                  DGD 1                                              IT
 ---pagebreak--- 6.      Il periodo di validità di un'autorizzazione per tirocinanti è per la durata della convenzione
        di formazione, qualora questa sia inferiore a sei mesi, o di massimo sei mesi. Se la durata
        della convenzione è superiore a sei mesi, la durata di validità dell'autorizzazione può
        corrispondere al periodo in questione in conformità al diritto nazionale.
        Gli Stati membri possono decidere di consentire un solo rinnovo dell'autorizzazione per il
        tempo necessario al completamento del tirocinio, se l'articolo 21 non si applica.
7.      Il periodo di validità di un'autorizzazione per volontari è per la durata della convenzione di
        cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), qualora questa sia inferiore ad un anno, o di
        massimo un anno. Se la durata della convenzione è superiore ad un anno, la durata di
        validità dell'autorizzazione può corrispondere al periodo in questione in conformità del
        diritto nazionale.
8.      Gli Stati membri possono stabilire che qualora la validità del documento di viaggio del
        cittadino di paese terzo interessato sia inferiore ad un anno o inferiore a due anni nei casi di
        cui ai paragrafi 1 e 2, il periodo di validità dell'autorizzazione richiesta non superi il
        periodo di validità del documento di viaggio.
9.      Laddove gli Stati membri autorizzano l'ingresso e il soggiorno durante il primo anno sulla
        base di un visto per soggiorno di lunga durata, la domanda di permesso di soggiorno è
        presentata prima della scadenza del visto per soggiorno di lunga durata. Il permesso di
        soggiorno è rilasciato se l'articolo 21 non si applica.
14958/15                                                                    LA/gma                   52
                                                  DGD 1                                             IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 19
                                        Informazioni aggiuntive
1.      Gli Stati membri possono fornire informazioni aggiuntive in formato cartaceo, oppure
        memorizzare tali dati in formato elettronico, come previsto all'articolo 4 del regolamento
        (CE) n. 1030/2002 e al punto 16, lettera a), del suo allegato. Tali informazioni possono
        riferirsi al soggiorno e, nei casi disciplinati dall'articolo 24 della presente direttiva, alle
        attività economiche dello studente e includono in particolare l'elenco completo degli Stati
        membri in cui il ricercatore o lo studente intende recarsi nel quadro della mobilità o le
        informazioni pertinenti su uno specifico programma dell'Unione o multilaterale
        comprendente misure sulla mobilità o un accordo tra due o più istituti di istruzione
        superiore.
2.      Gli Stati membri possono anche stabilire che le informazioni di cui al paragrafo 1 del
        presente articolo siano riportate sul visto per soggiorno di lunga durata, in conformità del
        punto 12 dell'allegato del regolamento (CE) n. 1683/95 del Consiglio 1.
1
      Regolamento (CE) n. 1683/95 del Consiglio, del 29 maggio 1995, che istituisce un modello
      uniforme per i visti (GU L 164 del 14.7.1995, pag. 1).
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                                                  DGD 1                                                 IT
 ---pagebreak---                                              CAPO IV
           MOTIVI DI RIFIUTO, REVOCA O NON RINNOVO
                              DELLE AUTORIZZAZIONI
                                               Articolo 20
                                            Motivi di rifiuto
1.      Gli Stati membri rifiutano una domanda se:
        a)    non sussistono le condizioni generali di cui all'articolo 7 o i requisiti specifici
              applicabili di cui agli articoli 8, 11, 12, 13, 14 o 16;
        b)    i documenti presentati sono stati ottenuti in maniera fraudolenta, ovvero sono stati
              falsificati, o manomessi;
        c)    lo Stato membro interessato consente l'ammissione unicamente tramite un ente
              ospitante approvato e l'ente ospitante non lo è.
2.      Gli Stati membri possono rifiutare una domanda se:
        a)    l'ente ospitante, un altro organismo di cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), un
              terzo di cui all'articolo 12, paragrafo 2, lettera d), la famiglia ospitante o
              l'organizzazione che funge da intermediaria nel collocamento alla pari non ha
              ottemperato ai propri obblighi giuridici in materia di sicurezza sociale, fiscalità,
              diritti dei lavoratori o condizioni di lavoro;
14958/15                                                                    LA/gma                     54
                                                  DGD 1                                               IT
 ---pagebreak---         b)     se sel caso, l'ente ospitante o la famiglia ospitante che darà impiego al cittadino di
               paese terzo non soddisfa le condizioni di occupazione previste dal diritto nazionale,
               dai contratti collettivi o dalle pratiche in vigore nello Stato membro interessato;
        c)     l'ente ospitante, un altro organismo di cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), un
               terzo di cui all'articolo 12, paragrafo 1, lettera d), la famiglia ospitante o
               l'organizzazione che funge da intermediaria nel collocamento alla pari è stata oggetto
               di sanzioni in virtù della legge nazionale a causa di lavoro non dichiarato o lavoro
               illegale;
        d)     l'ente ospitante è stato istituito o opera principalmente per agevolare l'ingresso di
               cittadini di paesi terzi rientranti nell'ambito di applicazione della presente direttiva;
        e)     se del caso, l'impresa dell'ente ospitante è in corso di liquidazione o è stata liquidata
               conformemente al diritto nazionale in materia di insolvenza o non viene svolta
               alcuna attività economica;
        f)     lo Stato membro è in possesso di prove o ha motivi seri e oggettivi per stabilire che il
               cittadino di paese terzo intende soggiornare per fini diversi da quelli per cui chiede di
               essere ammesso.
3.      Qualora un cittadino di paese terzo chieda di essere ammesso ai fini dell'instaurazione di
        un rapporto di lavoro in uno Stato membro, tale Stato membro può verificare se il posto in
        questione non possa essere occupato dai propri cittadini o da altri cittadini dell'Unione, o
        da cittadini di paesi terzi residenti legalmente in tale Stato membro, nel qual caso può
        respingere la domanda. Il presente paragrafo si applica fatto salvo il principio della
        preferenza per i cittadini dell'Unione enunciato nelle pertinenti disposizioni dei pertinenti
        atti di adesione.
14958/15                                                                     LA/gma                      55
                                                   DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- 4.      Fatto salvo il paragrafo 1, qualsiasi decisione di rifiutare una domanda tiene conto delle
        circostanze specifiche del caso e rispetta il principio di proporzionalità.
                                               Articolo 21
                        Motivi di revoca o di non rinnovo di un'autorizzazione
1.      Gli Stati membri revocano o, se del caso, rifiutano di rinnovare un'autorizzazione se:
        a)    il cittadino di paese terzo non soddisfa più le condizioni generali di cui all'articolo 7,
              ad eccezione dell'articolo 7, paragrafo 6, o le condizioni specifiche applicabili di cui
              agli articoli 8, 11, 12, 13, 14, 16 o le condizioni di cui all'articolo 18;
        b)    l'autorizzazione o i documenti presentati sono stati ottenuti con la frode, falsificati o
              manomessi;
        c)    lo Stato membro interessato consente l'ammissione unicamente tramite un ente
              ospitante approvato e l'ente ospitante non lo è.
        d)    il cittadino di paese terzo soggiorna per fini diversi da quelli per cui ha ottenuto
              l'autorizzazione;
2.      Gli Stati membri possono revocare o rifiutare di rinnovare un'autorizzazione se:
        a)    l'ente ospitante, o un altro organismo di cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), un
              terzo di cui all'articolo 12, paragrafo 1, lettera d), la famiglia ospitante o
              l'organizzazione che funge da intermediaria nel collocamento alla pari non ha
              ottemperato ai propri obblighi giuridici in materia di sicurezza sociale, fiscalità,
              diritti dei lavoratori o condizioni di lavoro;
14958/15                                                                    LA/gma                     56
                                                 DGD 1                                                IT
 ---pagebreak---         b)     se del caso, l'ente ospitante o la famiglia ospitante che impiega il cittadino di paese
               terzo non soddisfa le condizioni di occupazione previste dal diritto nazionale, dai
               contratti collettivi o dalle pratiche in vigore nello Stato membro interessato.
        c)     l'ente ospitante, un altro organismo di cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), un
               terzo di cui all'articolo 12, paragrafo 1, lettera d), la famiglia ospitante o
               l'organizzazione che funge da intermediaria nel collocamento alla pari è stata oggetto
               di sanzioni in virtù del diritto nazionale a causa di lavoro non dichiarato o lavoro
               illegale;
        d)     l'ente ospitante è stato istituito o opera principalmente per agevolare l'ingresso di
               cittadini di paesi terzi rientranti nell'ambito di applicazione della presente direttiva;
        e)     se del caso, l'impresa dell'ente ospitante è in corso di liquidazione o è stata liquidata
               conformemente al diritto nazionale in materia di insolvenza o non viene svolta
               alcuna attività economica;
        f)     per quanto riguarda gli studenti, non sono rispettati i termini per l'accesso alle attività
               economiche di cui all'articolo 24 o lo studente non compie sufficienti progressi negli
               studi secondo il diritto o la prassi amministrativa nazionale.
3.      In caso di revoca, nel valutare l'assenza di progressi negli studi, ai sensi del paragrafo 2,
        lettera f), lo Stato membro può consultare l'ente ospitante.
4.      Gli Stati membri possono revocare o rifiutare il rinnovo dell'autorizzazione per motivi di
        ordine pubblico, pubblica sicurezza o sanità pubblica.
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                                                   DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- 5.      Qualora un cittadino di paese terzo presenti domanda di rinnovo della sua autorizzazione
        ad instaurare o a continuare un rapporto di lavoro in uno Stato membro, ad eccezione dei
        ricercatori che continuano il rapporto di lavoro con lo stesso ente ospitante, detto Stato
        membro può verificare se il posto in questione non possa essere occupato da propri
        cittadini o da altri cittadini dell'Unione, o da cittadini di paesi terzi che sono soggiornanti di
        lungo periodo in tale Stato membro, nel qual caso può rifiutare di rinnovare
        l'autorizzazione. Il presente paragrafo si applica fatto salvo il principio della preferenza per
        i cittadini dell'Unione enunciato nelle pertinenti disposizioni dei pertinenti atti di adesione.
6.      Qualora lo Stato membro intenda revocare o non rinnovare l'autorizzazione rilasciata ad
        uno studente in conformità del paragrafo 2, lettere a), c), d) o e), lo studente è autorizzato a
        presentare domanda di accoglienza presso un altro istituto di istruzione superiore per
        seguire un programma di studi equivalente che gli consenta di completare gli studi. Lo
        studente è autorizzato a rimanere sul territorio dello Stato membro fino alla decisione delle
        autorità competenti in merito alla domanda.
7.      Fatto salvo il paragrafo 1, qualsiasi decisione di revocare o rifiutare il rinnovo di
        un'autorizzazione tiene conto delle circostanze specifiche del caso e rispetta il principio di
        proporzionalità.
14958/15                                                                     LA/gma                    58
                                                 DGD 1                                               IT
 ---pagebreak---                                                CAPO V
                                               DIRITTI
                                                Articolo 22
                                           Parità di trattamento
1.      I ricercatori hanno diritto a un trattamento pari a quello riservato ai cittadini dello Stato
        membro interessato come previsto dall'articolo 12, paragrafi 1 e 4, della direttiva
        2011/98/UE.
2.      Gli Stati membri possono limitare la parità di trattamento per quanto riguarda i ricercatori:
        a)     ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2011/98/UE,
               escludendo le borse di studio e i prestiti concessi a fini di studio e di mantenimento o
               altri tipi di borse e prestiti;
        b)     ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 1, lettera e), della direttiva 2011/98/UE, non
               concedendo sussidi familiari ai ricercatori che sono stati autorizzati a soggiornare nel
               territorio dello Stato membro interessato per un periodo non superiore a sei mesi;
        c)     ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 1, lettera f), della direttiva 2011/98/UE, limitando
               l'applicazione ai casi in cui i familiari del ricercatore per i quali si chiedono le
               agevolazioni abbiano il domicilio o la residenza abituale nel territorio dello Stato
               membro interessato;
        d)     ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 1, lettera g), della direttiva 2011/98/UE, limitando
               l'accesso per quanto concerne l'assistenza abitativa.
14958/15                                                                      LA/gma                   59
                                                  DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- 3.        I tirocinanti, i volontari e le persone collocate alla pari, quando si ritiene che abbiano un
          rapporto di lavoro nello Stato membro interessato, nonché gli studenti, hanno diritto a un
          trattamento pari a quello riservato ai cittadini dello Stato membro interessato
          conformemente all'articolo 12, paragrafi 1 e 4, della direttiva 2011/98/UE, fatte salve le
          limitazioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo.
4.        I tirocinanti, i volontari e le persone collocate alla pari, quando non si ritiene che abbiano
          un rapporto di lavoro nello Stato membro interessato, nonché gli alunni, hanno diritto alla
          parità di trattamento per quanto concerne l'accesso a beni e servizi a disposizione del
          pubblico e la loro fornitura, conformemente al diritto nazionale, nonché, se del caso, per
          quanto riguarda il riconoscimento di diplomi, certificati e altre qualifiche professionali
          secondo le procedure nazionali in materia.
          Gli Stati membri possono decidere di non concedere loro la parità di trattamento
          relativamente alle procedure per ottenere un alloggio e/o ai servizi forniti dagli uffici
          pubblici per l'impiego a norma del diritto nazionale.
                                                 Articolo 23
                                  Insegnamento impartito da ricercatori
I ricercatori possono, oltre alle attività di ricerca, insegnare a norma del diritto nazionale. Gli Stati
membri possono fissare un numero massimo di ore o giorni di insegnamento.
14958/15                                                                     LA/gma                      60
                                                    DGD 1                                              IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 24
                                   Attività economiche degli studenti
1.      Al di fuori delle ore dedicate al programma di studi, fatte salve le norme e le condizioni
        applicabili all'attività prescelta nello Stato membro interessato, gli studenti hanno il diritto
        di esercitare un'attività economica in quanto lavoratore subordinato e possono avere il
        diritto di esercitare un'attività economica autonoma, fatte salve le limitazioni di cui al
        paragrafo 3.
2.      Se necessario, gli Stati membri accordano agli studenti e/o ai datori di lavoro
        un'autorizzazione preliminare in conformità del diritto nazionale.
3.      Ogni Stato membro fissa il limite massimo di ore per settimana o di giorni o mesi per anno
        in cui è permesso esercitare una siffatta attività, con un limite minimo di 15 ore per
        settimana, o l'equivalente in giorni o mesi per anno. Può essere presa in considerazione la
        situazione del mercato del lavoro nello Stato membro interessato.
                                                Articolo 25
                    Soggiorno per motivi di ricerca di lavoro o imprenditorialità
                                         di ricercatori e studenti
1.      Dopo avere ultimato la ricerca o gli studi, i ricercatori e gli studenti hanno la possibilità di
        soggiornare sul territorio dello Stato membro che ha rilasciato un'autorizzazione a norma
        dell'articolo 17, sulla base del permesso di soggiorno di cui al paragrafo 3 del presente
        articolo, per un periodo di almeno nove mesi al fine di cercare un'occupazione o avviare
        un'impresa.
14958/15                                                                   LA/gma                      61
                                                  DGD 1                                              IT
 ---pagebreak--- 2.      Gli Stati membri possono decidere di stabilire un livello minimo relativo al titolo che gli
        studenti devono aver ottenuto per poter beneficiare dell'applicazione del presente articolo.
        Tale livello non è superiore al livello 7 del Quadro europeo delle qualifiche 1.
3.      Ai fini del soggiorno di cui al paragrafo 1, gli Stati membri, su richiesta del ricercatore o
        dello studente, rilasciano un permesso di soggiorno a tale cittadino di paese terzo
        conformemente al regolamento (CE) n. 1030/2002 se continuano a ricorrere i requisiti di
        cui all'articolo 7, paragrafo 1, lettera a) e lettere c), d) ed e), all'articolo 7, paragrafo 6 e,
        qualora applicabile, all'articolo 7, paragrafo 2, della presente direttiva. Gli Stati membri
        richiedono, per i ricercatori, una conferma del completamento dell'attività di ricerca da
        parte dell'istituto di ricerca oppure, per gli studenti, una prova del conseguimento di un
        diploma di istruzione superiore, di un certificato o di un altro titolo. Se del caso e qualora
        le condizioni di cui all'articolo 26 siano ancora soddisfatte, il permesso di soggiorno
        previsto da tale articolo è rinnovato di conseguenza.
4.      Gli Stati membri possono respingere una domanda ai sensi del presente articolo se:
        a)     le condizioni di cui ai paragrafi 3 e, se del caso, 2 e 5 non sono rispettate;
        b)     i documenti presentati sono stati ottenuti con la frode, falsificati o manomessi.
5.      Gli Stati membri possono richiedere che la domanda ai sensi del presente articolo del
        ricercatore o dello studente e, se del caso, dei familiari del ricercatore sia presentata
        almeno 30 giorni prima della data di scadenza dell'autorizzazione rilasciata ai sensi degli
        agli articoli 17 o 26.
1
      Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla
      costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (GU C
      111 del 6.5.2008, pag. 1).
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                                                  DGD 1                                                   IT
 ---pagebreak--- 6.      Qualora la prova del conseguimento di un diploma di istruzione superiore, di un certificato
        o di un altro titolo o la conferma da parte dell'istituto di ricerca del completamento
        dell'attività di ricerca non siano disponibili prima della scadenza dell'autorizzazione
        rilasciata a norma dell'articolo 17 e siano soddisfatte tutte le altre condizioni, gli Stati
        membri consentono al cittadino di paese terzo di soggiornare sul loro territorio al fine di
        presentare tali prove entro un periodo di tempo ragionevole conformemente al loro diritto
        nazionale.
7.      Dopo un periodo minimo di tre mesi dal rilascio del permesso di soggiorno ai sensi del
        presente articolo da parte dello Stato membro interessato, quest'ultimo può chiedere ai
        cittadini di paesi terzi di dimostrare di avere una reale opportunità di essere assunto o di
        avviare un'impresa.
        Gli Stati membri possono richiedere che l'occupazione che il cittadino di paese terzo sta
        cercando o l'impresa che sta avviando corrispondano al livello dell'attività di ricerca o degli
        studi completati.
8.      Se le condizioni stabilite ai paragrafi 3 o 7 non sono più rispettate, gli Stati membri
        possono revocare il permesso di soggiorno del cittadino di paese terzo e, se del caso, dei
        suoi familiari conformemente al loro diritto nazionale.
9.      I secondi Stati membri possono applicare il presente articolo ai ricercatori e, se del caso, ai
        loro familiari o agli studenti che soggiornano o hanno soggiornato nel secondo Stato
        membro interessato conformemente agli articoli 28, 29, 30 o 31.
14958/15                                                                    LA/gma                    63
                                                 DGD 1                                               IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 26
                                       Familiari dei ricercatori
1.      Al fine di consentire ai familiari dei ricercatori di seguire il ricercatore nel primo Stato
        membro oppure, nel caso di mobilità di lunga durata, nei secondi Stati membri, gli Stati
        membri applicano le disposizioni della direttiva 2003/86/CE con le deroghe previste dal
        presente articolo.
2.      In deroga all'articolo 3, paragrafo 1, e all'articolo 8 della direttiva 2003/86/CE, il rilascio di
        un permesso di soggiorno ai familiari non è subordinato al requisito che il ricercatore abbia
        una fondata prospettiva di ottenere il diritto di soggiornare in modo stabile e abbia
        soggiornato per un periodo minimo stabilito.
3.      In deroga all'articolo 4, paragrafo 1, ultimo comma, e all'articolo 7, paragrafo 2, della
        direttiva 2003/86/CE, le condizioni e le misure per l'integrazione di cui agli stessi possono
        essere applicate soltanto dopo che all'interessato sia stato accordato un permesso di
        soggiorno.
4.      In deroga all'articolo 5, paragrafo 4, primo comma, della direttiva 2003/86/CE, uno Stato
        membro rilascia i permessi di soggiorno ai familiari purché ricorrano i requisiti per il
        ricongiungimento familiare, entro 90 giorni dalla data di presentazione della domanda
        completa. L'autorità competente dello Stato membro interessato tratta la domanda dei
        familiari contemporaneamente alla domanda di ammissione o per la mobilità di lunga
        durata del ricercatore nei casi in cui la domanda dei familiari sia presentata nello stesso
        momento. Il permesso di soggiorno per i familiari è rilasciato solo se al ricercatore è
        rilasciata un'autorizzazione ai sensi dell'articolo 17.
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                                                 DGD 1                                                IT
 ---pagebreak--- 5.      In deroga all'articolo 13, paragrafi 2 e 3, della direttiva 2003/86/CE, il periodo di validità
        del permesso di soggiorno dei familiari termina, in linea di massima, alla data di scadenza
        dell'autorizzazione del ricercatore, comprese, se del caso, le autorizzazioni rilasciate al
        ricercatore a fini di ricerca di lavoro o di imprenditorialità come previsto all'articolo 25,
        paragrafo 1. Gli Stati membri possono prescrivere che il periodo di validità dei titoli di
        viaggio dei familiari sia almeno pari alla durata del soggiorno previsto.
6.      In deroga all'articolo 14, paragrafo 2, seconda frase, della direttiva 2003/86/CE, il primo
        Stato membro o, nel caso di mobilità di lunga durata, i secondi Stati membri non fissano un
        termine per l'accesso per i familiari al mercato del lavoro, tranne in circostanze eccezionali,
        quali livelli di disoccupazione particolarmente elevati.
                                              CAPO VI
                          MOBILITÀ TRA STATI MEMBRI
                                               Articolo 27
                                            Mobilità intra-UE
1.      Un cittadino di paese terzo titolare di un'autorizzazione valida rilasciata dal primo Stato
        membro per motivi di studio nel quadro di un programma dell'Unione o multilaterale
        comprendente misure sulla mobilità o di un accordo tra due o più istituti di istruzione
        superiore, o per motivi di ricerca, può entrare e soggiornare al fine di svolgere parte degli
        studi o delle attività di ricerca in uno o in diversi secondi Stati membri sulla base di tale
        autorizzazione e di un titolo di viaggio valido alle condizioni stabilite agli articoli 28, 29
        e 31 e alle condizioni di cui all'articolo 32.
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                                                  DGD 1                                              IT
 ---pagebreak--- 2.      Durante il periodo di mobilità di cui al paragrafo 1, i ricercatori possono, oltre alle attività
        di ricerca, insegnare e gli studenti possono, oltre ai loro studi, lavorare in uno o in diversi
        secondi Stati membri conformemente alle condizioni stabilite rispettivamente agli articoli
        23 e 24.
3.      Quando un ricercatore si trasferisce in un secondo Stato membro conformemente agli
        articoli 28 o 29, i suoi familiari titolari di un permesso di soggiorno rilasciato a norma
        dell'articolo 26 sono autorizzati ad accompagnarlo nel quadro della mobilità del ricercatore
        nel rispetto delle condizioni di cui all'articolo 30.
                                                Articolo 28
                                 Mobilità di breve durata dei ricercatori
1.      I ricercatori titolari di un'autorizzazione valida rilasciata dal primo Stato membro hanno il
        diritto di soggiornare al fine di svolgere una parte della loro attività di ricerca in qualsiasi
        istituto di ricerca in uno o in diversi secondi Stati membri per un periodo fino a 180 giorni
        per ciascun periodo di 360 giorni per Stato membro, fatte salve le condizioni di cui al
        presente articolo.
2.      Il secondo Stato membro può richiedere al ricercatore, all'istituto di ricerca del primo Stato
        membro o all'istituto di ricerca del secondo Stato membro di notificare alle autorità
        competenti del primo Stato membro e del secondo Stato membro l'intenzione del
        ricercatore di svolgere una parte della sua ricerca nell'istituto di ricerca del secondo Stato
        membro.
14958/15                                                                    LA/gma                      66
                                                   DGD 1                                              IT
 ---pagebreak---         In tali casi, il secondo Stato membro consente di effettuare la notifica:
        a)     al momento della domanda nel primo Stato membro, qualora in tale fase sia già
               prevista la mobilità verso il secondo Stato membro; oppure
        b)     dopo che il ricercatore è stato ammesso nel primo Stato membro, non appena è nota
               l'intenzione di esercitare la mobilità verso il secondo Stato membro.
3.      Se la notifica è avvenuta ai sensi del paragrafo 2, lettera a), e il secondo Stato membro non
        ha sollevato obiezioni con il primo Stato membro ai sensi del paragrafo 7, la mobilità del
        ricercatore verso il secondo Stato membro può aver luogo in ogni momento nell'ambito del
        periodo di validità dell'autorizzazione.
4.      Se la notifica è avvenuta ai sensi del paragrafo 2, lettera b), la mobilità può avere inizio
        immediatamente dopo la notifica al secondo Stato membro o successivamente in qualsiasi
        momento nell'ambito del periodo di validità dell'autorizzazione.
5.      La notifica include il titolo di viaggio valido di cui all'articolo 7, paragrafo 1, lettera a),
        nonché l'autorizzazione valida rilasciata dal primo Stato membro a copertura del periodo
        della mobilità.
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                                                 DGD 1                                                  IT
 ---pagebreak--- 6.      Il secondo Stato membro può esigere che la notifica comprenda la trasmissione dei
        seguenti documenti e informazioni:
        a)     la convenzione di accoglienza nel primo Stato membro di cui all'articolo 10 oppure,
               se così richiesto dal secondo Stato membro, una convenzione di accoglienza stipulata
               con l'istituto di ricerca del secondo Stato membro;
        b)     qualora non siano specificate nella convenzione di accoglienza, la durata prevista e le
               date della mobilità;
        c)     a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera c), la prova che il ricercatore dispone di
               un'assicurazione sanitaria che copra tutti i rischi di norma coperti per i cittadini dello
               Stato membro interessato;
        d)     la prova che, durante il soggiorno, il ricercatore disporrà di risorse sufficienti per
               provvedere al suo sostentamento senza ricorrere al sistema di previdenza sociale
               dello Stato membro, a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera e), come pure alle
               sue spese di viaggio verso il primo Stato membro nei casi di cui all'articolo 32,
               paragrafo 4, lettera b).
        Il secondo Stato membro può richiedere al notificatore di fornire, prima dell'inizio della
        mobilità, l'indirizzo del ricercatore interessato nel territorio del secondo Stato membro.
        Il secondo Stato membro può imporre ai notificatori di presentare i documenti in una
        lingua ufficiale di tale Stato membro o in qualsiasi altra lingua ufficiale dell'Unione
        stabilita da tale Stato membro.
14958/15                                                                    LA/gma                      68
                                                  DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- 7.      Sulla base della notifica di cui al paragrafo 2, il secondo Stato membro può opporsi alla
        mobilità del ricercatore verso il suo territorio entro 30 giorni dalla ricezione della notifica
        completa nei casi seguenti:
        a)     non sono rispettate le condizioni previste nel paragrafo 5 o, se del caso, nel
               paragrafo 6;
        b)     si applica uno dei motivi di rifiuto di cui all'articolo 20, paragrafo 1, lettera b) o c), o
               di cui al paragrafo 2 di tale articolo;
        c)     è stata raggiunta la durata massima del soggiorno di cui al paragrafo 1.
8.      I ricercatori considerati una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la sanità
        pubblica non sono autorizzati a entrare o soggiornare nel territorio del secondo Stato
        membro.
9.      Le autorità competenti del secondo Stato membro informano per iscritto e senza indugio le
        autorità competenti del primo Stato membro e il notificatore circa la loro opposizione alla
        mobilità. Se il secondo Stato membro si oppone alla mobilità ai sensi del paragrafo 7 e la
        mobilità non ha ancora avuto luogo, il ricercatore non è autorizzato a svolgere una parte
        della sua ricerca nell'istituto di ricerca del secondo Stato membro. Qualora la mobilità
        abbia già avuto luogo, si applica l'articolo 32, paragrafo 4.
10.     Una volta scaduto il termine per sollevare obiezioni, il secondo Stato membro può
        rilasciare un documento al ricercatore per attestare che quest'ultimo ha il diritto di rimanere
        sul suo territorio e di godere dei diritti previsti dalla presente direttiva.
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                                                  DGD 1                                                IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 29
                                Mobilità di lunga durata dei ricercatori
1.      In relazione ai ricercatori titolari di un'autorizzazione valida rilasciata dal primo Stato
        membro e che intendono soggiornare al fine di svolgere una parte della loro ricerca in
        qualsiasi istituto di ricerca in uno o in diversi secondi Stati membri per un periodo
        superiore a 180 giorni per Stato membro, il secondo Stato membro:
        a)     applica l'articolo 28 e autorizza il ricercatore a soggiornare nel suo territorio in virtù
               dell'autorizzazione rilasciata dal primo Stato membro e durante il periodo di validità
               della stessa; oppure
        b)     applica la procedura di cui ai paragrafi da 2 a 7.
        Il secondo Stato membro può stabilire la durata massima della mobilità di lunga durata di
        un ricercatore, per un periodo non inferiore a 360 giorni.
2.      Quando è presentata una domanda di mobilità di lunga durata:
        a)     il secondo Stato membro può richiedere al ricercatore, all'istituto di ricerca del primo
               Stato membro o all'istituto di ricerca del secondo Stato membro di trasmettere i
               seguenti documenti:
               i)     un titolo di viaggio valido a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera a),
                      nonché un'autorizzazione valida rilasciata dal primo Stato membro;
14958/15                                                                    LA/gma                      70
                                                  DGD 1                                                IT
 ---pagebreak---          ii)    a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera c), la prova che il ricercatore
                dispone di un'assicurazione sanitaria che copra tutti i rischi di norma coperti
                per i cittadini dello Stato membro interessato;
         iii)   la prova che, durante il soggiorno, il ricercatore disporrà di risorse sufficienti
                per provvedere al suo sostentamento senza ricorrere al sistema di previdenza
                sociale dello Stato membro, a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera e),
                come pure alle sue spese di viaggio verso il primo Stato membro nei casi di cui
                all'articolo 32, paragrafo 4, lettera b);
         iv)    la convenzione di accoglienza nel primo Stato membro di cui all'articolo 10
                oppure, se così richiesto dal secondo Stato membro, una convenzione di
                accoglienza stipulata con l'istituto di ricerca del secondo Stato membro;
         v)     qualora non sia specificata in nessuno dei documenti presentati dal richiedente,
                la durata prevista e le date della mobilità.
         Il secondo Stati membro può chiedere al richiedente di fornire l'indirizzo del
         ricercatore interessato nel suo territorio. Se il diritto nazionale del secondo Stato
         membro prevede che quando si presenta la domanda si debba indicare un indirizzo e
         il ricercatore interessato non conosce ancora il suo indirizzo futuro, detto Stato
         membro accetta un indirizzo temporaneo. In tale caso il ricercatore indica il suo
         indirizzo permanente al più tardi al momento del rilascio dell'autorizzazione di
         mobilità di lunga durata.
14958/15                                                               LA/gma                      71
                                            DGD 1                                               IT
 ---pagebreak---            Il secondo Stato membro può imporre al richiedente di presentare i documenti in una
           lingua ufficiale di tale Stato membro o in qualsiasi altra lingua ufficiale dell'Unione
           stabilita da tale Stato membro.
        b) il secondo Stato membro adotta una decisione in merito alla domanda di mobilità di
           lunga durata e notifica la decisione per iscritto al richiedente non appena possibile,
           ma non oltre 90 giorni dalla data in cui la domanda completa è stata presentata alle
           autorità competenti del secondo Stato membro;
        c) il ricercatore non è tenuto a lasciare i territori degli Stati membri al fine di presentare
           la domanda e non è soggetto all'obbligo di visto;
        d) al ricercatore è consentito svolgere parte della sua ricerca nell'istituto di ricerca del
           secondo Stato membro finché le autorità competenti non abbiano deciso in merito
           alla domanda di mobilità di lunga durata, a condizione che:
           i)     né il periodo di cui all'articolo 28, paragrafo 1, né il periodo di validità
                  dell'autorizzazione rilasciata dal primo Stato membro siano scaduti; e
           ii)    se così richiesto dal secondo Stato membro, la domanda completa sia stata
                  presentata al secondo Stato membro almeno 30 giorni prima dell'inizio della
                  mobilità di lunga durata del ricercatore;
14958/15                                                                  LA/gma                     72
                                               DGD 1                                               IT
 ---pagebreak---         e)     una domanda di mobilità di lunga durata non può essere presentata
               contemporaneamente a una notifica di mobilità di breve durata. Ove si ravvisi la
               necessità della mobilità di lunga durata dopo l'inizio della mobilità di breve durata
               del ricercatore, il secondo Stato membro può chiedere che la domanda di mobilità di
               lunga durata sia presentata almeno 30 giorni prima del termine della mobilità di
               breve durata.
3.      Il secondo Stato membro può rifiutare una domanda di mobilità di lunga durata qualora:
        a)     non siano rispettate le condizioni previste nel paragrafo 2, lettera a);
        b)     si applichi uno dei motivi di rifiuto di cui all'articolo 20, ad eccezione del paragrafo
               1, lettera a) di tale articolo;
        c)     l'autorizzazione del ricercatore nel primo Stato membro scada durante la procedura; o
        d)     laddove applicabile, sia stata raggiunta la durata massima del soggiorno di cui al
               secondo comma del paragrafo 1.
4.      I ricercatori considerati una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la sanità
        pubblica non sono autorizzati a entrare o soggiornare nel territorio del secondo Stato
        membro.
5.      Se il secondo Stato membro adotta una decisione positiva in merito alla domanda di
        mobilità di lunga durata di cui al paragrafo 2 del presente articolo, al ricercatore è rilasciata
        un'autorizzazione conformemente all'articolo 17, paragrafo 4. Quando viene rilasciata
        un'autorizzazione di mobilità di lunga durata, il secondo Stato membro ne informa le
        autorità competenti del primo Stato membro.
14958/15                                                                     LA/gma                    73
                                                 DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- 6.      Il secondo Stato membro può revocare l'autorizzazione di mobilità di lunga durata qualora:
        a)    non siano più rispettate le condizioni previste nel paragrafo 2, lettera a), o nel
              paragrafo 4 del presente articolo; o
        b)    si applichi uno dei motivi di revoca di un'autorizzazione di cui all'articolo 21, ad
              eccezione del paragrafo 1, lettera a), del paragrafo 2, lettera f), e dei paragrafi 3, 5 e 6
              di tale articolo.
7.      Quando uno Stato membro prende una decisione in merito alla mobilità di lunga durata, si
        applica di conseguenza l'articolo 34, paragrafi da 2 a 5.
                                                Articolo 30
                                 Mobilità dei familiari dei ricercatori
1.      I familiari di un ricercatore titolari di un permesso di soggiorno valido rilasciato dal primo
        Stato membro hanno il diritto di entrare, e soggiornare, in uno o in diversi secondi Stati
        membri al fine di accompagnare il ricercatore.
2.      Quando il secondo Stato membro applica la procedura di notifica di cui all'articolo 28,
        paragrafo 2, esige la trasmissione dei seguenti documenti e informazioni:
        a)    i documenti e le informazioni necessari ai sensi dell'articolo 28, paragrafo 5, e
              paragrafo 6, lettere b), c) e d), relativamente ai familiari che accompagnano il
              ricercatore;
        b)    la prova del soggiorno del familiare nel primo Stato membro in qualità di membro
              della famiglia del ricercatore ai sensi dell'articolo 26.
14958/15                                                                   LA/gma                       74
                                                  DGD 1                                               IT
 ---pagebreak---         Il secondo Stato membro può imporre a coloro che effettuano la notifica di presentare i
        documenti in una lingua ufficiale di tale Stato membro o in qualsiasi altra lingua ufficiale
        dell'Unione stabilita da tale Stato membro.
        Il secondo Stato membro può opporsi alla mobilità del familiare nel suo territorio se le
        condizioni di cui al primo comma non sono soddisfatte. A tali familiari si applica di
        conseguenza l'articolo 28, paragrafo 7, lettere b) e c), e paragrafo 9.
3.      Se il secondo Stato membro applica la procedura di cui all'articolo 29, paragrafo 1, lettera
        b), il ricercatore o i suoi familiari presentano una domanda alle autorità competenti del
        secondo Stato membro. Il secondo Stato membro impone al richiedente di trasmettere i
        seguenti documenti e informazioni relativamente ai familiari:
        a)      i documenti e le informazioni necessari ai sensi dell'articolo 29, paragrafo 2, lettera
                a), punti i), ii), iii) e v), relativi ai familiari che accompagnano il ricercatore;
        b)      la prova del soggiorno del familiare nel primo Stato membro in qualità di membro
                della famiglia del ricercatore ai sensi dell'articolo 26.
        Il secondo Stato membro può imporre al richiedente di presentare i documenti in una
        lingua ufficiale di tale Stato membro o in qualsiasi altra lingua ufficiale dell'Unione
        stabilita da tale Stato membro.
14958/15                                                                       LA/gma                  75
                                                        DGD 1                                        IT
 ---pagebreak---         Il secondo Stato membro può opporsi alla domanda di mobilità di lunga durata del
        familiare nel suo territorio se le condizioni di cui al primo comma non sono soddisfatte. A
        tali familiari si applica di conseguenza l'articolo 29, paragrafo 2, lettere b) e c),
        paragrafo 3, lettere b), c) e d), paragrafo 5, paragrafo 6, lettera b), e paragrafo 7.
        La validità dell'autorizzazione per la mobilità di lunga durata dei familiari dura, in linea di
        massima, fino al giorno della scadenza dell'autorizzazione del ricercatore rilasciata dal
        secondo Stato membro.
        L'autorizzazione relativa alla mobilità di lunga durata dei familiari può essere revocata o se
        ne può rifiutare il rinnovo qualora l'autorizzazione relativa alla mobilità di lunga durata del
        ricercatore che essi accompagnano sia revocata o il suo rinnovo sia rifiutato ed essi non
        siano titolari di alcun diritto di soggiorno autonomo.
4.      I familiari considerati una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la sanità
        pubblica non sono autorizzati a entrare o soggiornare nel territorio del secondo Stato
        membro.
14958/15                                                                    LA/gma                    76
                                                 DGD 1                                              IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 31
                                         Mobilità degli studenti
1.      Gli studenti titolari di un'autorizzazione valida rilasciata dal primo Stato membro e che
        beneficiano di programmi dell'Unione o multilaterali comprendenti misure sulla mobilità o
        di un accordo tra due o più istituti di istruzione superiore hanno il diritto di entrare e
        soggiornare al fine di svolgere parte dei loro studi in un istituto di istruzione superiore in
        uno o in diversi secondi Stati membri per un periodo massimo di 360 giorni per Stato
        membro, fatte salve le condizioni di cui ai paragrafi da 2 a 10.
        Uno studente che non beneficia di un programma dell'Unione o multilaterale comprendente
        misure sulla mobilità o di un accordo tra due o più istituti di istruzione superiore presenta
        una domanda di autorizzazione a entrare e soggiornare in un secondo Stato membro al fine
        di svolgere parte degli studi in un istituto di istruzione superiore in conformità degli
        articoli 7 e 11.
2.      Il secondo Stato membro può esigere che l'istituto di istruzione superiore nel primo Stato
        membro, all'istituto di istruzione superiore nel secondo Stato membro o allo studente
        notifichino alle autorità competenti del primo e del secondo Stato membro l'intenzione
        dello studente di svolgere parte degli studi in un istituto di istruzione superiore nel secondo
        Stato membro.
14958/15                                                                    LA/gma                     77
                                                 DGD 1                                               IT
 ---pagebreak---         In tali casi, il secondo Stato membro consente di effettuare la notifica:
        a)     al momento della domanda nel primo Stato membro, qualora in tale fase sia già
               prevista la mobilità verso il secondo Stato membro; oppure
        b)     dopo che lo studente è stato ammesso nel primo Stato membro, non appena è nota
               l'intenzione di esercitare la mobilità verso il secondo Stato membro.
3.      Se la notifica è avvenuta ai sensi del paragrafo 2, lettera a), e il secondo Stato membro non
        ha sollevato obiezioni con il primo Stato membro ai sensi del paragrafo 7, la mobilità dello
        studente verso il secondo Stato membro può aver luogo in ogni momento nell'ambito del
        periodo di validità dell'autorizzazione.
4.      Se la notifica è avvenuta ai sensi del paragrafo 2, lettera b), e il secondo Stato membro non
        ha sollevato obiezioni scritte alla mobilità dello studente ai sensi dei paragrafi 7 e 9, la
        mobilità è considerata approvata e può aver luogo nel secondo Stato membro.
5.      La notifica include il titolo di viaggio valido di cui all'articolo 7, paragrafo 1, lettera a),
        nonché l'autorizzazione valida rilasciata dal primo Stato membro a copertura dell'intero
        periodo della mobilità.
14958/15                                                                    LA/gma                       78
                                                 DGD 1                                                  IT
 ---pagebreak--- 6.      Il secondo Stato membro può esigere che la notifica comprenda la trasmissione dei
        seguenti documenti e informazioni:
        a)    la prova che lo studente svolge parte degli studi nel secondo Stato membro nel
              quadro di un programma dell'Unione o multilaterale comprendente misure sulla
              mobilità o di un accordo tra due o più istituti di istruzione superiore e la prova che lo
              studente è stato accettato da un istituto di istruzione superiore nel secondo Stato
              membro;
        b)    qualora non siano specificate nell'ambito della lettera a), la durata prevista e le date
              della mobilità;
        c)    a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera c), la prova che lo studente dispone di
              un'assicurazione sanitaria che copra tutti i rischi di norma coperti per i cittadini dello
              Stato membro interessato;
        d)    la prova che, durante il soggiorno, lo studente disporrà di risorse sufficienti per
              provvedere al suo sostentamento senza ricorrere al sistema di previdenza sociale
              dello Stato membro, a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera e), alle spese relative
              agli studi, come pure alle sue spese di viaggio verso il primo Stato membro nei casi
              di cui all'articolo 32, paragrafo 4, lettera b);
        e)    la prova del pagamento della tassa di iscrizione all'istituto di istruzione superiore,
              laddove applicabile.
        Il secondo Stato membro può richiedere al notificatore di fornire, prima dell'inizio della
        mobilità, l'indirizzo dello studente interessato nel territorio del secondo Stato membro.
        Il secondo Stato membro può imporre al notificatore di presentare i documenti in una
        lingua ufficiale di tale Stato membro interessato o in qualsiasi altra lingua ufficiale
        dell'Unione stabilita di tale Stato membro.
14958/15                                                                   LA/gma                      79
                                                 DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- 7.      Sulla base della notifica di cui al paragrafo 2, il secondo Stato membro può opporsi alla
        mobilità dello studente verso il suo territorio entro 30 giorni dalla ricezione della notifica
        completa, nei casi seguenti:
        a)     non sono rispettate le condizioni previste al paragrafo 5 o 6;
        b)     si applica uno dei motivi di rifiuto di cui all'articolo 20, paragrafo 1, lettera b) o c), o
               di cui paragrafo 2 di tale articolo;
        c)     è stata raggiunta la durata massima del soggiorno di cui al paragrafo 1.
8.      Gli studenti considerati una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la sanità
        pubblica non sono autorizzati a entrare o soggiornare nel territorio del secondo Stato
        membro.
9.      Le autorità competenti del secondo Stato membro informano senza indugio le autorità
        competenti del primo Stato membro e il notificatore per iscritto circa la loro opposizione
        alla mobilità. Se il secondo Stato membro si oppone alla mobilità ai sensi del paragrafo 7,
        lo studente non è autorizzato a svolgere parte degli studi nell'istituto di istruzione superiore
        nel secondo Stato membro.
10.     Una volta scaduto il termine per sollevare obiezioni, il secondo Stato membro può
        rilasciare un documento allo studente per attestare che quest'ultimo ha il diritto di rimanere
        sul suo territorio e di godere dei diritti previsti dalla presente direttiva.
14958/15                                                                     LA/gma                       80
                                                  DGD 1                                                IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 32
                                  Garanzie e sanzioni nei casi di mobilità
1.      Qualora l'autorizzazione per motivi di ricerca o studio sia rilasciata dalle autorità
        competenti di uno Stato membro che non applica integralmente l'acquis di Schengen e il
        ricercatore o lo studente attraversino una frontiera esterna per entrare in un secondo Stato
        membro nel quadro della mobilità, le autorità competenti del secondo Stato membro hanno
        il diritto di esigere, quale prova della mobilità, l'autorizzazione valida rilasciata dal primo
        Stato membro, e:
        a)      una copia della notifica conformemente all'articolo 28, paragrafo 2, o all'articolo 31,
                paragrafo 2, oppure
        b)      se il secondo Stato membro consente la mobilità senza notifica, una prova che lo
                studente svolge parte degli studi nel secondo Stato membro nel quadro di un
                programma dell'Unione o multilaterale comprendente misure sulla mobilità o di un
                accordo tra due o più istituti di istruzione superiore, oppure, per i ricercatori, una
                copia della convenzione di accoglienza che precisi i dettagli della mobilità del
                ricercatore o, qualora i dettagli della mobilità non siano precisati nella convenzione
                di accoglienza, una lettera dall'istituto di ricerca del secondo Stato membro che
                specifichi almeno la durata della mobilità all'interno dell'Unione e l'ubicazione
                dell'istituto di ricerca nel secondo Stato membro.
        Nel caso dei familiari del ricercatore, le autorità competenti del secondo Stato membro
        possono richiedere, come prova della mobilità, l'autorizzazione valida rilasciata dal primo
        Stato membro e una copia della notifica a norma dell'articolo 30, paragrafo 2, o la prova
        che essi accompagnano il ricercatore.
14958/15                                                                     LA/gma                     81
                                                   DGD 1                                               IT
 ---pagebreak--- 2.      Se del caso, qualora revochino l'autorizzazione, le autorità competenti del primo Stato
        membro ne informano immediatamente le autorità del secondo Stato membro.
3.      Il secondo Stato membro può esigere di essere informato dall'ente ospitante del secondo
        Stato membro o dal ricercatore o dallo studente di qualsiasi modifica che incida sulle
        condizioni in base alle quali è stata autorizzata la mobilità.
4.      Nel caso in cui il ricercatore o, se del caso, i suoi familiari, o lo studente non soddisfano o
        non soddisfano più le condizioni per la mobilità:
        a)    il secondo Stato membro può esigere che il ricercatore e, se del caso, i suoi familiari,
              o lo studente cessino immediatamente tutte le attività e lascino il suo territorio;
        b)    il primo Stato membro, su richiesta del secondo Stato membro, autorizza senza
              indugio e senza formalità il reingresso del ricercatore e, se del caso, dei suoi
              familiari, o dello studente. Tale disposizione si applica anche se l'autorizzazione
              rilasciata dal primo Stato membro è scaduta o è stata revocata durante il periodo di
              mobilità nel secondo Stato membro.
5.      Qualora il ricercatore o i suoi familiari o lo studente attraversino le frontiere esterne di uno
        Stato membro che applica integralmente l'acquis di Schengen, quest'ultimo consulta il
        sistema d'informazione Schengen. Tale Stato membro rifiuta l'ingresso o si oppone alla
        mobilità delle persone per le quali nel sistema d'informazione Schengen è stata effettuata
        una segnalazione ai fini del rifiuto di ingresso e di soggiorno.
14958/15                                                                     LA/gma                    82
                                                 DGD 1                                               IT
 ---pagebreak---                                               CAPO VII
                            PROCEDURA E TRASPARENZA
                                                Articolo 33
                                 Sanzioni nei confronti degli enti ospitanti
Gli Stati membri possono prevedere sanzioni nei confronti di enti ospitanti o, nei casi disciplinati
dall'articolo 24, di datori di lavoro che non hanno assolto gli obblighi loro incombenti in virtù della
presente direttiva. Tali sanzioni sono efficaci, proporzionate e dissuasive.
                                                Articolo 34
                                   Garanzie procedurali e trasparenza
1.        Le autorità competenti dello Stato membro interessato adottano una decisione sulla
          domanda di autorizzazione o di rinnovo della stessa e notificano tale decisione per iscritto
          al richiedente, in conformità delle procedure di notifica previste dalla legislazione
          nazionale, quanto prima e comunque entro 90 giorni dalla data di presentazione della
          domanda completa.
2.        In deroga al paragrafo 1 del presente articolo, nel caso in cui la procedura di ammissione
          riguardi un ente ospitante approvato di cui agli articoli 9 e 15, la decisione sulla domanda
          completa è adottata quanto prima e comunque entro 60 giorni.
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                                                  DGD 1                                             IT
 ---pagebreak--- 3.      Laddove le informazioni o la documentazione fornite a sostegno della domanda siano
        incomplete, le autorità competenti comunicano al richiedente, entro un termine
        ragionevole, quali informazioni aggiuntive siano richieste e fissano un termine ragionevole
        per provvedervi. Il periodo di cui ai paragrafi 1 o 2 è sospeso fino a quando le autorità
        competenti non abbiano ricevuto le informazioni aggiuntive richieste. Se le informazioni o
        i documenti aggiuntivi non sono forniti entro il termine stabilito, la domanda può essere
        respinta.
4.      I motivi di una decisione che dichiari inammissibile o respinga una domanda o che rifiuti il
        rinnovo sono forniti per iscritto al richiedente. I motivi di una decisione di revoca di
        un'autorizzazione sono forniti per iscritto al cittadino di paese terzo. I motivi di una
        decisione di revoca di un'autorizzazione possono essere forniti per iscritto anche all'ente
        ospitante.
5.      Qualsiasi decisione che dichiari inammissibile o respinga una domanda, che rifiuti il
        rinnovo o revochi un'autorizzazione è impugnabile nello Stato membro interessato,
        conformemente al diritto nazionale. Nella notifica scritta sono indicati il giudice o l'autorità
        amministrativa dinanzi ai quali può essere presentato ricorso, nonché i termini entro cui
        presentarlo.
14958/15                                                                   LA/gma                    84
                                                 DGD 1                                              IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 35
                                Trasparenza e accesso alle informazioni
Gli Stati membri provvedono affinché siano facilmente accessibili ai richiedenti le informazioni su
tutti i documenti giustificativi richiesti per una domanda e le informazioni sulle condizioni di
ingresso e soggiorno, compresi i diritti, gli obblighi e le garanzie procedurali dei cittadini di paesi
terzi che rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva e, se del caso, dei loro
familiari. Ciò include, se del caso, il livello di risorse mensili sufficienti, comprese le risorse
sufficienti necessarie per provvedere alle spese relative agli studi o al tirocinio, fatto salvo l'esame
specifico di ogni singolo caso, e alle tasse applicabili.
Le autorità competenti di ciascuno Stato membro pubblicano gli elenchi degli enti ospitanti
approvati ai fini della presente direttiva. Versioni aggiornate di tali elenchi sono pubblicate quanto
prima in seguito a eventuali modifiche.
                                                 Articolo 36
                                                    Tasse
Gli Stati membri possono imporre ai cittadini di paesi terzi, inclusi se del caso i loro familiari, o agli
enti ospitanti il pagamento di una tassa per il trattamento delle notifiche e delle domande presentate
in conformità della presente direttiva. L'importo di tali tasse non deve essere sproporzionato o
eccessivo.
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                                                    DGD 1                                              IT
 ---pagebreak---                                                CAPO VIII
                                   DISPOSIZIONI FINALI
                                                   Articolo 37
                                    Cooperazione tra punti di contatto
1.      Gli Stati membri designano punti di contatto che cooperano efficacemente e sono incaricati
        di ricevere e trasmettere le informazioni necessarie all'attuazione degli articoli 28 e 32. Gli
        Stati membri danno la preferenza allo scambio di informazioni per via elettronica.
2.      Ciascuno Stato membro informa gli altri Stati membri, attraverso i punti di contatto
        nazionali di cui al paragrafo 1:
        a)     per quanto riguarda le procedure applicate alla mobilità di cui agli articoli da 28 a 31;
        b)     se tale Stato membro consente l'ammissione di studenti e ricercatori soltanto tramite
               istituti di ricerca o istituti di istruzione superiore approvati,
        c)     per quanto riguarda i programmi multilaterali per studenti e ricercatori comprendenti
               misure sulla mobilità e gli accordi tra due o più istituti di istruzione superiore.
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                                                     DGD 1                                          IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 38
                                                Statistiche
1.      Gli Stati membri comunicano alla Commissione statistiche sul numero di autorizzazioni
        rilasciate ai fini della presente direttiva e di notifiche ricevute ai sensi dell'articolo 28,
        paragrafo 2, o dell'articolo 31, paragrafo 2, e, nella misura del possibile, sul numero di
        cittadini di paesi terzi le cui autorizzazioni sono state rinnovate o revocate. Allo stesso
        modo, comunicano statistiche sui familiari dei ricercatori ammessi. Tali statistiche sono
        disaggregate per cittadinanza e, nella misura del possibile, per periodo di validità delle
        autorizzazioni.
2.      Le statistiche di cui al paragrafo 1 riguardano periodi di riferimento di un anno civile e
        sono comunicate alla Commissione entro sei mesi dalla fine dell'anno di riferimento. Il
        primo anno di riferimento è …[tre anni dall'entrata in vigore della presente direttiva].
3.      Le statistiche di cui al paragrafo 1 sono comunicate in conformità del regolamento (CE)
        n. 862/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio 1.
1
      Regolamento (CE) n. 862/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 luglio 2007,
      relativo alle statistiche comunitarie in materia di migrazione e di protezione internazionale e
      che abroga il regolamento (CEE) n. 311/76 del Consiglio relativo all'elaborazione di
      statistiche riguardanti i lavoratori stranieri (GU L 199 del 31.7.2007, pag. 23).
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                                                  DGD 1                                                IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 39
                                                Relazioni
        Periodicamente, e per la prima volta entro …[sette anni dall'entrata in vigore della presente
        direttiva] , la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione
        sulla sua applicazione negli Stati membri e propone, se del caso, le modifiche necessarie.
                                               Articolo 40
                                              Recepimento
1.      Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e
        amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro … [due anni dalla
        data di entrata in vigore della presente direttiva]. Essi comunicano immediatamente alla
        Commissione il testo di tali disposizioni.
        Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla
        presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione
        ufficiale. Esse recano altresì l'indicazione che i riferimenti alle direttive abrogate dalla
        presente direttiva, contenuti in disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
        previgenti, si intendono fatti alla presente direttiva. Le modalità del riferimento e la
        formulazione di detta indicazione sono decise dagli Stati membri.
2.      Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di
        diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.
14958/15                                                                   LA/gma                     88
                                                 DGD 1                                               IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 41
                                                Abrogazione
Le direttive 2004/114/CE e 2005/71/CE sono abrogate per gli Stati membri vincolati dalla presente
direttiva con effetto a decorrere da …[due anni e un giorno dalla data di entrata in vigore della
presente direttiva] fatti salvi gli obblighi degli Stati membri per quanto riguarda i termini di
recepimento nel diritto nazionale di tali direttive di cui all'allegato I, parte B, della presente
direttiva.
Per gli Stati membri vincolati dalla presente direttiva, i riferimenti alle direttive abrogate si
intendono fatti alla presente direttiva e sono letti secondo le tavole di concordanza di cui
all'allegato II.
                                                Articolo 42
                                              Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea.
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                                                   DGD 1                                            IT
 ---pagebreak---                                              Articolo 43
                                             Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva conformemente ai trattati.
Fatto a ..., il
Per il Parlamento europeo                                    Per il Consiglio
Il presidente                                                Il presidente
14958/15                                                                  LA/gma       90
                                               DGD 1                                  IT
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO I
                                                Parte A
                                          Direttive abrogate
                                        (di cui all'articolo 41)
Direttiva 2004/114/CE del Consiglio                       (GU L 375 del 23.12.2004, pag. 12)
Direttiva 2005/71/CE del Consiglio                        (GU L 289 del 3.11.2005, pag. 15)
                                                Parte B
                 Termini di recepimento nel diritto nazionale [e date di applicazione]
                                        (di cui all'articolo 41)
           Direttiva                Termine di recepimento             Data di applicazione
2004/114/CE                      12.1.2007
2005/71/CE                       12.10.2007
14958/15                                                                  LA/gma              1
ALLEGATO I                                      DGD 1                                        IT
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO II
                                         Tavole di concordanza
           Direttiva 2004/114/CE                             La presente direttiva
Articolo 1, lettera a)                          Articolo 1, lettera a)
Articolo 1, lettera b)                          -
-                                               Articolo 1, lettera b)
Articolo 2, frase introduttiva                  Articolo 3, frase introduttiva
Articolo 2, lettera a)                          Articolo 3, punto 1)
Articolo 2, lettera b)                          Articolo 3, punto 3)
Articolo 2, lettera c)                          Articolo 3, punto 4)
Articolo 2, lettera d)                          Articolo 3, punto 5)
-                                               articolo 3, punto 6)
Articolo 2, lettera e)                          Articolo 3, punti 11) e 13)
Articolo 2, lettera f)                          Articolo 3, punto 7)
Articolo 2, lettera g)                          Articolo 3, punto 22)
-                                               Articolo 3, punto 8)
-                                               Articolo 3, punto 12)
-                                               Articolo 3, punti da 14) a 21)
-                                               Articolo 3, punti 23) e 24)
Articolo 3, paragrafo 1                         Articolo 2, paragrafo 1
Articolo 3, paragrafo 2, lettere da a) a d)     Articolo 2, paragrafo 2, lettere da a) a d)
Articolo 3, paragrafo 2, lettera e)             -
-                                               Articolo 2, paragrafo 2, lettere da e) a g)
Articolo 4                                      Articolo 4
Articolo 5                                      Articolo 5, paragrafo 1
-                                               Articolo 5, paragrafi 2 e 3
-                                               Articolo 6
14958/15                                                                  LA/gma             1
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Articolo 6, paragrafo 1, lettere da a) a c) ed Articolo 7, paragrafo 1, lettere da a) a d)
e)
Articolo 6, paragrafo 1, lettera d)            Articolo 7, paragrafo 6
Articolo 6, paragrafo 2                        -
-                                              Articolo 7, paragrafi 2 e 3
Articolo 7, paragrafo 1, frase introduttiva    Articolo 11, paragrafo 1, frase introduttiva
Articolo 7, paragrafo 1, lettera a)            Articolo 11, paragrafo 1, lettera a)
Articolo 7, paragrafo 1, lettera b)            Articolo 7, paragrafo 1, lettera e) e articolo
                                               11, paragrafo 1, lettera d)
Articolo 7, paragrafo 1, lettera c)            Articolo 11, paragrafo 1, lettera c)
articolo 7, paragrafo 1, lettera d)            Articolo 11, paragrafo 1, lettera b)
Articolo 7, paragrafo 2                        Articolo 11, paragrafo 2
-                                              Articolo 11, paragrafo 3
Articolo 8                                     Articolo 31
Articolo 9, paragrafi 1 e 2                    Articolo 12, paragrafi 1 e 2
Articolo 10, frase introduttiva                Articolo 13, paragrafo 1, frase introduttiva
Articolo 10, lettera a)                        Articolo 13, paragrafo 1, lettera a)
-                                              Articolo 13, paragrafo 1, lettera b)
Articolo 10, lettera b)                        Articolo 7, paragrafo 1, lettera e) e articolo
                                               13, paragrafo 1, lettera c)
Articolo 10, lettera c)                        Articolo 13, paragrafo 1, lettera d)
-                                              Articolo 13, paragrafo 1, lettere e) e f)
-                                              Articolo 13, paragrafi da 2 a 4
Articolo 11, frase introduttiva                Articolo 14, paragrafo 1, frase introduttiva
Articolo 11, lettera a)                        Articolo 14, paragrafo 2
Articolo 11, lettera b)                        Articolo 14, paragrafo 1, lettera a)
                                               Articolo 14, paragrafo 1, lettera b)
Articolo 11, lettera c)                        Articolo 14, paragrafo 1, lettera c)
Articolo 11, lettera d)                        Articolo 14, paragrafo 1, lettera d)
Articolo 12, paragrafo 1                       Articolo 18, paragrafo 2
Articolo 12, paragrafo 2                       Articolo 21, paragrafo 2, lettera f)
14958/15                                                                 LA/gma                2
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Articolo 13                             Articolo 18, paragrafo 4
Articolo 14                             Articolo 18, paragrafo 6
Articolo 15                             Articolo 18, paragrafo 7
                                        Articolo 18, paragrafi 3, 5, 8 e 9
                                        Articoli 16,17 e 19
Articolo 16, paragrafo 1                Articolo 21, paragrafo 1, lettere a) e b)
-                                       Articolo 21, paragrafo 1, lettere c) a d)
Articolo 16, paragrafo 2                Articolo 21, paragrafo 4
-                                       Articolo 21, paragrafo 2, lettere da a) a e)
                                        Articolo 21, paragrafo 3
                                        Articolo 21, paragrafi da 5 a 7
                                        Articolo 22, paragrafi 3 e 4
Articolo 17, paragrafo 1, primo comma,  Articolo 24, paragrafo 1
prima frase
Articolo 17, paragrafo 1, primo comma,  Articolo 24, paragrafo 3
seconda frase
Articolo 17, paragrafo 1, secondo comma Articolo 24, paragrafo 2
Articolo 17, paragrafo 2                Articolo 24, paragrafo 3
Articolo 17, paragrafi 3 e 4            -
-                                       Articolo 24
-                                       Articolo 27
                                        Articolo 30
                                        Articoli 32 e 33
Articolo 18, paragrafo 1                Articolo 34, paragrafo 1
-                                       Articolo 34, paragrafo 2
Articolo 18, paragrafi 2, 3 e 4         Articolo 34, paragrafi 3, 4 e 5
Articolo 19                             -
-                                       Articolo 35, primo comma
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Articolo 20                      Articolo 36
-                                Articoli 37 e 38
Articolo 21                      Articolo 39
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Articolo 26                      Articolo 43
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Articolo 1                          Articolo 1, lettera a)
Articolo 2, frase introduttiva      Articolo 3, frase introduttiva
Articolo 2, lettera a)              Articolo 3, paragrafo 1
Articolo 2, lettera b)              Articolo 3, paragrafo 9
Articolo 2, lettera c)              Articolo 3, paragrafo 10
Articolo 2, lettera d)              Articolo 3, paragrafo 2
Articolo 2, lettera e)              Articolo 3, paragrafo 22
Articolo 3, paragrafo 1             Articolo 2, paragrafo 1
Articolo 3, paragrafo 2, lettera a) Articolo 2, paragrafo 2, lettera a)
Articolo 3, paragrafo 2, lettera b) -
Articolo 3, paragrafo 2, lettera c) Articolo 2, paragrafo 2, lettera b)
Articolo 3, paragrafo 2, lettera d) -
Articolo 4                          Articolo 4
Articolo 5, paragrafo 1             Articolo 9, paragrafo1
Articolo 5, paragrafo 2             Articolo 9, paragrafo 2
Articolo 5, paragrafo 3             Articolo 8, paragrafo 2
Articolo 5, paragrafo 4             Articolo 10, paragrafo 7
Articolo 5, paragrafo 5             Articolo 35, secondo paragrafo
Articolo 5, paragrafo 6             Articolo 9, paragrafo 3
Articolo 5, paragrafo 7             Articolo 10, paragrafo 8
Articolo 6, paragrafo 1             Articolo 10, paragrafo 1
-                                   Articolo 10, paragrafo 2
Articolo 6, paragrafo 2, lettera a) Articolo 10, paragrafo 4
Articolo 6, paragrafo 2, lettera b) Articolo 7, paragrafo 1, lettera e)
Articolo 6, paragrafo 2, lettera c) Articolo 7, paragrafo 1, lettera c)
Articolo 6, paragrafo 2, lettera d) Articolo 10, paragrafo 3
Articolo 6, comma 3                 -
Articolo 6, paragrafi 4 e 5         Articolo 10, paragrafi 5 e 6
14958/15                                                      LA/gma     5
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Articolo 7, paragrafo 1, lettera a) Articolo 7, paragrafo 1, lettera a)
Articolo 7, paragrafo 1, lettera b) Articolo 8, paragrafo 1
Articolo 7, paragrafo 1, lettera c) Articolo 8, paragrafo 2
Articolo 7, paragrafo 1, lettera d) Articolo 7, paragrafo 6
Articolo 7, ultimo comma            -
Articolo 7, paragrafo 2             -
Articolo 7, paragrafo 3             Articolo 5, paragrafo 3
Articolo 8                          Articolo 18, paragrafo 1
Articolo 9                          Articolo 26
Articolo 10, paragrafo 1            Articolo 21, paragrafo 1, lettere a), b) e d)
Articolo 10, paragrafo 2            Articolo 21, paragrafo 4
Articolo 11, paragrafi 1 e 2        Articolo 23
Articolo 12                         Articolo 22, paragrafi 1 e 2
Articolo 13                         Articoli 28 e 29
Articolo 14, paragrafo 1            Articolo 7, paragrafo 5
Articolo 14, paragrafi 2 e 3        Articolo 7, paragrafo 4
Articolo 14, paragrafo 4            Articolo 5, paragrafo 3
Articolo 15, paragrafo 1            Articolo 34, paragrafo 1
-                                   Articolo 34, paragrafo 2
Articolo 15, paragrafo 2            Articolo 34, paragrafo 3
Articolo 15, paragrafo 3            Articolo 34, paragrafo 4
Articolo 15, paragrafo 4            Articolo 34, paragrafo 5
Articolo 16                         Articolo 39
Articoli da 17 a 20                 -
Articolo 21                         Articolo 43
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