CELEX: C2003/304/06
Language: it
Date: 2003-12-13 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 21 ottobre 2003 nelle cause riunite C-317/01 e C-369/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale del Bundessozialgericht): Eran Abatay e a. (C-317/01) Nadi Sahin (C-369/01) contro Bundesanstalt für Arbeit ("Associazione CEE-Turchia — Interpretazione dell'art. 41, n. 1, del protocollo addizionale e dell'art. 13 della decisione del Consiglio di Associazione n. 1/80 — Abolizione delle restrizioni alla libera circolazione dei lavoratori, alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi — Clausole di standstill — Efficacia diretta — Portata — Normativa di uno Stato membro che esige un permesso di lavoro nel settore dei trasporti internazionali di merci su strada")

C 304/4                   IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             13.12.2003
1)    L’art. 93, n. 3, del Trattato CE (divenuto art. 88, n. 3, CE)              J.N. Cunha Rodriguez e A. Rosas, presidenti di sezione,
      deve essere interpretato nel senso che osta, in circostanze quali          D.A.O. Edward, A. La Pergola, J.P. Puissochet e R. Schintgen
      quelle delle cause a quibus, alla riscossione di contributi destinati      (relatore), dalle sig.re F. Macken e N. Colneric e dal sig. S. von
      a finanziare specificamente un regime di aiuto dichiarato                  Bahr, giudici, avvocato generale: sig. J. Mischo, cancelliere:
      compatibile con il mercato comune da una decisione della                   sig. H.A. Rühl, amministratore principale, ha pronunciato il
      Commissione, nei limiti in cui i detti contributi vengono                  21 ottobre 2003 una sentenza il cui dispositivo è del seguente
      applicati con effetto retroattivo per un periodo antecedente alla          tenore:
      data di tale decisione.
2)    La decisione della Commissione 9 agosto 1996, riguardante la
      misura di aiuto n. N 366/96, non implica un’approvazione
      dell’efficacia retroattiva della legge 23 marzo 1998, relativa
      alla creazione di un Fondo di esercizio per la sanità e la qualità         —     L’art. 41, n. 1, del protocollo addizionale, firmato il
      degli animali e dei prodotti animali.                                            23 novembre 1970 a Bruxelles e concluso, approvato e
                                                                                       confermato a nome della Comunità con regolamento (CEE) del
(1) GU C 303 del 27.10.2001.                                                           Consiglio 19 dicembre 1972, n. 2760, e l’art. 13 della
                                                                                       decisione 19 settembre 1980, n. 1, relativa allo sviluppo
                                                                                       dell’associazione, adottata dal Consiglio di Associazione istitui-
                                                                                       to dall’Accordo di associazione tra la Comunità economica
                                                                                       europea e la Turchia, devono essere interpretati nel senso che: le
                                                                                       dette disposizioni sono direttamente produttive di effetti negli
                    SENTENZA DELLA CORTE                                               Stati membri, ragion per cui i cittadini turchi ai quali esse sono
                                                                                       applicabili hanno il diritto di invocarle dinanzi ai giudici
                                                                                       nazionali al fine di escludere l’applicazione della normativa
                           21 ottobre 2003
                                                                                       interna in contrasto con esse;
nelle cause riunite C-317/01 e C-369/01 (domanda di
pronuncia pregiudiziale del Bundessozialgericht): Eran
Abatay e a. (C-317/01) Nadi Sahin (C-369/01) contro
                     Bundesanstalt für Arbeit (1)                                —     i detti artt. 41, n. 1, e 13 istituiscono un divieto generale di
                                                                                       introduzione di restrizioni nazionali nuove, rispettivamente, del
(«Associazione CEE-Turchia — Interpretazione dell’art. 41,                             diritto di stabilimento nonché della libera prestazione dei servizi
n. 1, del protocollo addizionale e dell’art. 13 della decisione                        e della libera circolazione dei lavoratori dalla data in cui è
del Consiglio di Associazione n. 1/80 — Abolizione delle                               entrato in vigore, nello Stato membro ospitante, l’atto normativo
restrizioni alla libera circolazione dei lavoratori, alla libertà                      di cui tali disposizioni fanno parte;
di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi —
Clausole di “standstill” — Efficacia diretta — Portata —
Normativa di uno Stato membro che esige un permesso di
lavoro nel settore dei trasporti internazionali di merci su
                                 strada»)                                        —     l’art. 13 della decisione n. 1/80 trova applicazione nei confronti
                                                                                       di cittadini turchi solo nel caso in cui questi ultimi siano
                           (2003/C 304/06)                                             presenti nel territorio dello Stato membro ospitante non solo
                                                                                       regolarmente, ma anche per un periodo sufficiente per permettere
                      (Lingua processuale: il tedesco)                                 loro una progressiva integrazione;
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                 —     in una fattispecie come quella oggetto delle cause principali,
                                                                                       l’art. 41, n. 1, del protocollo addizionale trova applicazione con
Nei procedimenti riuniti C-317/01 e C-369/01, aventi ad                                riguardo a operazioni di trasporto internazionale su strada di
oggetto le domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla                            merci provenienti dalla Turchia, quando talune prestazioni
Corte, a norma dell’art. 234 CE, dal Bundessozialgericht                               vengono effettuate nel territorio di uno Stato membro;
(Germania), nelle cause dinanzi ad esso pendenti tra Eran
Abatay e a. (C-317/01) Nadi Sahin (C-369/01) e Bundesanstalt
für Arbeit domande vertenti sull’interpretazione dell’art. 41,
n. 1, del protocollo addizionale, firmato il 23 novembre 1970
a Bruxelles e concluso, approvato e confermato a nome della                      —     il beneficio di cui al menzionato art. 41, n. 1, può essere
Comunità con regolamento (CEE) del Consiglio 19 dicembre                               invocato non solo da un’impresa con sede in Turchia che effettui
1972, n. 2760 (GU L 293, pag. 1), e dell’art. 13 della                                 prestazioni di servizi in uno Stato membro, ma anche dai
decisione 19 settembre 1980, n. 1, relativa allo sviluppo                              dipendenti di tale impresa, per opporsi ad una restrizione nuova
dell’associazione, adottata dal Consiglio di Associazione istitui-                     nei confronti della libera prestazione dei servizi; per contro, tale
to dall’Accordo di Associazione tra la Comunità economica                              beneficio non può essere invocato a tal fine da un’impresa con
europea e la Turchia, la Corte, composta dal sig. V Skouris,                           sede in uno Stato membro, una volta che i destinatari dei servizi
presidente, P. Jann, C.W.A. Timmermans, C. Gulmann,                                    si trovano nello Stato membro medesimo;
 ---pagebreak--- 13.12.2003                IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                  C 304/5
—     lo stesso art. 41, n. 1, vieta l’introduzione, nella normativa             dell’art. 234 CE, dallo Hoge Raad der Nederlanden (Paesi Bassi)
      nazionale di uno Stato membro, dell’obbligo di un permesso di              nella causa dinanzi ad esso pendente tra Adidas-Salomon AG,
      lavoro ai fini della fornitura di servizi nel territorio di tale Stato     già Adidas AG, Adidas Benelux BV e Fitnessworld Trading Ltd,
      da parte di un’impresa con sede in Turchia, una volta che tale             domanda vertente sull’interpretazione dell’art. 5, n. 2, della
      permesso non era già richiesto al momento dell’entrata in vigore           prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE,
      del detto protocollo addizionale;                                          sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in
                                                                                 materia di marchi d’impresa (GU 1989, L 40, pag. 1), la Corte
                                                                                 (Sesta Sezione), composta dal sig. J.-P. Puissochet, presidente
—     spetta al giudice nazionale determinare se la normativa interna            di sezione, dal sig. C. Gulmann (relatore), dalle sig.re F. Macken
      applicata a cittadini turchi quali i ricorrenti nella causa                e N. Colneric e dal sig. J.N. Cunha Rodrigues, giudici, avvocato
      principale sia meno favorevole di quella loro applicabile al               generale: sig. F.G. Jacobs, cancelliere: sig.ra M.-F. Contet,
      momento dell’entrata in vigore del detto protocollo addizionale.           amministratore principale, ha pronunciato il 23 ottobre 2003
                                                                                 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
(1) GU C 303 del 27.10.2001; GU C 348 dell’8.12.2001.
                                                                                 1)    Uno Stato membro, laddove eserciti l’opzione offerta dall’art. 5,
                                                                                       n. 2, della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988,
                                                                                       89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
                                                                                       membri in materia di marchi d’impresa, ha l’obbligo di
                                                                                       accordare la tutela specifica di cui trattasi in caso di uso da
                                                                                       parte di un terzo di un marchio d’impresa o di un segno
                                                                                       successivo, identico o simile al marchio notorio registrato, sia
                                                                                       per prodotti o servizi non simili, sia per prodotti o servizi
                   SENTENZA DELLA CORTE                                                identici o simili a quelli contraddistinti da quest’ultimo.
                            (Sesta Sezione)
                                                                                 2)    La tutela prevista dall’art. 5, n. 2, della direttiva 89/104 non
                                                                                       è subordinata alla constatazione di un grado di somiglianza tra
                           23 ottobre 2003                                             il marchio notorio e il segno tale da generare, nel pubblico
                                                                                       interessato, un rischio di confusione tra gli stessi. E’ sufficiente
                                                                                       che il grado di somiglianza con il marchio notorio ed il segno
                                                                                       abbia come effetto che il pubblico interessato stabilisca un nesso
nella causa C-408/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale                               tra il segno ed il marchio d’impresa.
dell’Hoge Raad der Nederlanden): Adidas-Salomon AG,
già Adidas AG, Adidas Benelux BV contro Fitnessworld
                             Trading Ltd (1)
                                                                                 3)    La circostanza che un segno sia percepito dal pubblico interessa-
                                                                                       to come decorazione non osta, di per sé, alla tutela prevista
(«Direttiva 89/104/CEE — Art. 5, n. 2 — Marchi notori —
                                                                                       dall’art. 5, n. 2, della direttiva 89/104, laddove il grado di
Tutela contro l’uso di un segno per prodotti o servizi identici
                                                                                       somiglianza sia nondimeno tale da indurre il pubblico interessa-
o simili — Grado di somiglianza tra il marchio di impresa e
                                                                                       to a stabilire un nesso tra il segno ed il marchio d’impresa. Per
il segno — Effetto per il pubblico — Segno percepito come
                                                                                       contro, qualora, secondo una valutazione di fatto del giudice
                             decorazione»)
                                                                                       nazionale, il detto pubblico percepisca il segno esclusivamente
                                                                                       come decorazione, esso non stabilisce, per ipotesi, alcun nesso
                                                                                       con un marchio d’impresa registrato, di modo che in tal caso
                           (2003/C 304/07)                                             non viene soddisfatta una delle condizioni della tutela prevista
                                                                                       dall’art. 5, n. 2, della direttiva 89/104.
                    (Lingua processuale: l’olandese)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                 (1) GU C 3 del 5.1.2002.
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
Nel procedimento C-408/01, avente ad oggetto una domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma