CELEX: 51996PC0682
Language: it
Date: 1996-12-16
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa ad una misura specifica per promuovere la riconversione di alcune attività di pesca praticate dai pescatori italiani

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51996PC0682

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa ad una misura specifica per promuovere la riconversione di alcune attività di pesca praticate dai pescatori italiani  /* COM/96/0682 DEF - CNS 96/0308 */  

Gazzetta ufficiale n. C 059 del 26/02/1997 pag. 0021

Proposta di decisione del Consiglio relativa ad una misura specifica per promuovere la riconversione di alcune attività di pesca praticate dai pescatori italiani (97/C 59/07) COM(96) 682 def. - 96/0308(CNS)(Presentata dalla Commissione il 16 dicembre 1996)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 43,visto il regolamento (CEE) n. 2080/93 (1) del Consiglio, del 20 luglio 1993, recante disposizioni di applicazione del regolamento (CEE) n. 2052/88 (2) per quanto riguarda lo strumento finanziario di orientamento della pesca, in particolare l'articolo 6,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,considerando che un certo numero di pescherecci battenti bandiera italiana pratica la pesca del tonno e del pescespada nel Mediterraneo con reti da posta derivanti; che si tratta di un'attività di pesca tradizionale e di un'importante fonte di reddito per i pescatori nonché per le popolazioni che vivono nelle zone dipendenti da tale attività;considerando che, tenuto conto delle condizioni particolari di pesca e delle caratteristiche biologiche delle specie bersaglio in Mediterraneo, la pesca dei grandi pesci pelagici con reti da posta derivanti di lunghezza uguale o inferiore a 2,5 chilometri non è redditizia per questi pescatori; che è stato riscontrato che, per motivi di redditività, i pescatori spesso utilizzano reti da posta derivanti di lunghezza superiore a 2,5 chilometri;considerando che l'articolo 9 bis del regolamento (CEE) n. 3094/86 del Consiglio, del 7 ottobre 1986, che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca (3), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 3071/95 (4), vieta a qualsiasi nave di tenere a bordo o effettuare attività di pesca con una o più reti da posta derivanti, la cui lunghezza individuale o addizionata sia superiore a 2,5 chilometri;considerando che l'utilizzazione, da parte di questi pescatori, di reti di lunghezza superiore a 2,5 chilometri costituisce una violazione della normativa comunitaria e che la Commissione ha avviato le procedure previste per tali casi; che il governo italiano ha adottato nuove disposizioni volte a rafforzare le misure di controllo sulle attività di pesca e a punire severamente i pescatori nei casi di violazione della normativa nazionale e comunitaria;considerando che alla luce dei problemi socioeconomici delle zone dipendenti da tali attività di pesca, per lo più situate nelle regioni dell'obiettivo 1 dei Fondi strutturali, per eliminare tale pratica di pesca in maniera rapida ed efficace occorre agire nell'ambito di un piano di riconversione sostenuto da misure di accompagnamento;considerando che il governo italiano ha elaborato un piano globale per risolvere definitivamente il suddetto problema; che il successo di tale piano dipenderà dalla misura in cui gli aiuti indurranno effettivamente gli interessati ad aderire al piano di riconversione; che la maggior parte delle misure possibili rientra nel campo di intervento dello strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP) e che esse saranno considerate in quest'ambito e conformemente alle procedure previste;considerando tuttavia che, in alcuni casi, il massimale fissato per gli aiuti non consentirebbe di ottenere i risultati sperati; che inoltre alcune misure previste dal governo italiano non rientrano tra le misure d'intervento dello SFOP già programmate; che è pertanto opportuno adottare alcune misure specifiche e disposizioni particolari;considerando che, al fine di garantire che le indennità previste per i pescatori siano concesse solo a coloro il cui reddito era dipendente dalle attività di pesca oggetto della presente decisione, è necessario precisare che essi devono essere stati imbarcati in data precedente alla comunicazione del piano italiano alla Commissione,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1 Nel quadro del piano elaborato dalle autorità italiane per la ristrutturazione e la riconversione dell'attività di pesca dei grandi pesci pelagici con reti da posta derivanti, comunicato alla Commissione il 25 luglio 1996, è istituita una misura specifica che consente di concedere un aiuto:a) ai pescatori che hanno la nazionalità di uno Stato membro e che alla data del 22 luglio 1996 risultavano imbarcati su un peschereccio battente bandiera italiana e praticante tale attività di pesca, o che vi erano imbarcati nel 1995, sotto forma di una indennità d'attesa. L'importo di questa indennità non può superare 918,23 ECU per pescatore al mese, per un massimo di sei mesi, e non può essere corrisposta che per gli anni 1996, 1997 e 1998. Per beneficiare di tale indennità i pescatori devono sottoscrivere l'impegno a cessare tale attività di pesca o a riconvertirsi verso un'altra attività, nel 1997, 1998 o 1999, conformemente al piano italiano;b) agli armatori che abbiano sottoscritto l'impegno a cessare definitivamente ogni attività di pesca. L'importo dell'aiuto è indicato nell'allegata tabella A;c) agli armatori che abbiano sottoscritto l'impegno a riconvertirsi definitivamente verso un'altra attività di pesca; l'importo del premio di riconversione è indicato nell'allegata tabella B.Articolo 2 I pescatori indicati all'articolo 1, lettera a) possono inoltre beneficiare:- di un aiuto dell'importo di 50 000 ECU al massimo, al momento dell'interruzione di ogni attività economica. Questo aiuto è cumulabile con il cofinanziamento del regime di prepensionamento previsto dall'articolo 14 bis del regolamento (CEE) n. 3699/93 (5), ma sostituisce l'aiuto forfettario previsto dallo stesso articolo, lettera b);- di un premio di riconversione di importo pari a 20 000 ECU al massimo, in caso di riconversione verso un'altra attività di pesca oppure ad un altro settore. Questo premio sostituisce l'aiuto forfettario previsto dall'articolo 14 bis, lettera b) del regolamento (CEE) n. 3699/93.Articolo 3 La partecipazione finanziaria pubblica, compresa la partecipazione comunitaria, per progetti finanziati nell'ambito dello SFOP che consentono la riconversione degli armatori e dei pescatori che hanno beneficiato delle misure istituite dalla presente decisione può ammontare al massimo al 75 % dei costi ammissibili dell'investimento nelle regioni dell'obiettivo 1 e al 50 % dei costi ammissibili dell'investimento nelle regioni fuori obiettivo 1.Articolo 4 Il contributo finanziario comunitario è quello previsto dagli interventi dello SFOP nei limiti delle risorse finanziarie assegnate all'Italia nella programmazione 1994-1999 dei Fondi strutturali. Esso può ammontare al massimo al 50 % dei costi ammissibili sostenuti dallo Stato membro.Articolo 5 Fatte salve le altre disposizioni applicabili, in particolare quelle previste dal regolamento (CEE) n. 2847/93 (6), le autorità italiane trasmettono ogni anno alla Commissione una relazione sullo stato di avanzamento del piano di cui all'articolo 1.Articolo 6 La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.(1) GU n. L 193 del 31. 7. 1993, p. 1.(2) GU n. L 185 del 15. 7. 1988, p. 9.(3) GU n. L 288 dell'11. 10. 1986, p. 1.(4) GU n. L 329 del 30. 12. 1995, p. 14.(5) GU n. L 346 del 31. 12. 1993, p. 1.(6) GU n. L 261 del 20. 10. 1993, p. 1.ALLEGATO >SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>