CELEX: 32004D0340
Language: it
Date: 2003-11-05 00:00:00
Title: 2004/340/CE: Decisione della Commissione, del 5 novembre 2003, relativa agli aiuti per la copertura di oneri eccezionali a favore dell'impresa González y Díez S.A. (aiuti per il 2001 e applicazione abusiva degli aiuti per il 1998 e 2000), che modifica la decisione 2002/827/CECA [notificata con il numero C(2003) 3910] (Testo rilevante ai fini del SEE)

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32004D0340

2004/340/CE: Decisione della Commissione, del 5 novembre 2003, relativa agli aiuti per la copertura di oneri eccezionali a favore dell'impresa González y Díez S.A. (aiuti per il 2001 e applicazione abusiva degli aiuti per il 1998 e 2000), che modifica la decisione 2002/827/CECA [notificata con il numero C(2003) 3910] (Testo rilevante ai fini del SEE)  

Gazzetta ufficiale n. L 119 del 23/04/2004 pag. 0026 - 0045

Decisione della Commissionedel 5 novembre 2003relativa agli aiuti per la copertura di oneri eccezionali a favore dell'impresa González y Díez S.A. (aiuti per il 2001 e applicazione abusiva degli aiuti per il 1998 e 2000), che modifica la decisione 2002/827/CECA[notificata con il numero C(2003) 3910](Il testo in lingua spagnola è l'unico facente fede)(Testo rilevante ai fini del SEE)(2004/340/CE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detti articoli(1) e viste le osservazioni trasmesse,considerando quanto segue:1. PROCEDIMENTO(1) Il 2 luglio 2002 la Commissione ha adottato la decisione 2002/827/CECA(2) che dichiarava incompatibili con il mercato comune gli aiuti per la copertura di oneri eccezionali a favore dell'impresa González y Díez S.A. - aiuti per il 2001 e applicazione abusiva degli aiuti per il 1998 e 2000 - e sollecitava il recupero di tali aiuti.(2) Col lettera del 19 febbraio 2003 la Commissione, dopo aver riesaminato il fascicolo e la propria decisione 2002/82/CECA, e viste determinate argomentazioni addotte dall'impresa di cui sopra nel quadro del caso T-291/2002, in corso davanti al Tribunale di primo grado delle Comunità europee, ha comunicato alla Spagna la propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2 del trattato ai fini della soppressione degli articoli 1, 2 e 5 della decisione 2002/827/CECA e della sua sostituzione con una nuova decisione definitiva.(3) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3). La Commissione ha ingiunto agli interessati di presentare le loro osservazioni sull'aiuto in questione.(4) La Commissione ha ricevuto osservazioni in merito dagli interessati. La Commissione ha trasmesso tali osservazioni alla Spagna dandole la possibilità di commentarle, ma non ha ricevuto commenti.2. ANTEFATTI2.1. Date di notifica(5) Le date di notifica preventiva degli aiuti per la copertura di oneri eccezionali dell'impresa González y Díez S.A. e quelle delle lettere con le quali è stata comunicata la concessione degli aiuti a González y Díez S.A. sono le seguenti:Anno 1998:a)>SPAZIO PER TABELLA>b)>SPAZIO PER TABELLA>Anno 2000:a)>SPAZIO PER TABELLA>b)>SPAZIO PER TABELLA>Anno 2001:a)>SPAZIO PER TABELLA>b)>SPAZIO PER TABELLA>2.2. Decisioni della Commissione(6) Per gli aiuti del 1998: decisione 1998/637/CECA(4) che ha autorizzato un importo di aiuti globale per tutte le imprese del settore in Spagna.(7) Per gli aiuti del 2000: decisione 2001/162/CECA(5) che ha autorizzato un importo di aiuti globale per tutte le imprese del settore in Spagna.(8) Per gli aiuti del 2001: decisione 2002/241/CECA(6) con la quale è stato annunciato che la Commissione si sarebbe pronunciata successivamente in merito all'aiuto a González y Díez S.A.(9) La decisione 2002/827/CECA non ha autorizzato l'aiuto notificato per il 2001 a favore di González y Díez S.A.. D'altra parte tale decisione ha ritenuto che parte degli aiuti concessi per gli anni 1998 e 2000 fosse stata oggetto di utilizzazione abusiva e dovesse essere recuperata.2.3. Lettere di informazione sugli aiuti per la copertura di oneri eccezionali a favore dell'impresa González y Díez S.A.(10)>SPAZIO PER TABELLA>2.4. Decisione 2002/827/CECA(11) Sotto il profilo materiale l'oggetto della decisione 2002/827/CECA era, da una parte, l'applicazione abusiva di determinati aiuti ricevuti dall'impresa González y Díez S.A. nel 1998 e 2000. La Commissione ha ritenuto infatti che non fossero state rispettate le condizioni di autorizzazione di tali aiuti in conformità delle decisioni 98/637/CECA e 2001/162/CECA. Dall'altra parte la decisione 2002/827/CECA si era anch'essa pronunciata in merito a determinati aiuti notificati per il 2001, che erano stati anticipati dalla Spagna all'impresa, e ha ritenuto che essi non fossero compatibili con le disposizioni dell'articolo 5 della decisione n. 3632/93/CECA della Commissione, del 28 dicembre 1993, relativa al regime comunitario degli interventi degli Stati membri a favore dell'industria carboniera(7). Per quanto concerne la forma, la decisione 2002/827/CECA era stata adottata sulla base del trattato CECA e nell'ambito del procedimento previsto dalla decisione 3632/93/CECA.2.5. Ricorso per annullamento(12) Il 17 settembre 2002 l'impresa González y Díez S.A. ha presentato al Tribunale di primo grado un ricorso contro la decisione 2002/827/CECA (caso T-291/02).2.6. Motivi che giustificano la riapertura del procedimento(13) In considerazione di alcune fra le argomentazioni addotte nel quadro del suddetto ricorso per annullamento presso il Tribunale di primo grado, e dopo aver riesaminato il fascicolo e la propria decisione, la Commissione ha espresso dubbi sul fatto che fossero state pienamente rispettate le norme procedurali in vigore. Questi dubbi si riferivano in particolare alla definizione della sua lettera del 13 dicembre 2001 come lettera di ingiunzione o, più correttamente, come lettera di ingiunzione preliminare. Anche se i problemi oggetto del procedimento erano stati menzionati pubblicamente nella decisione 2002/241/CECA, pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(8), il destinatario della lettera e il beneficiario degli aiuti potevano, in considerazione del testo della medesima, ritenere che non si fosse arrivati ufficialmente alla fase di "ingiunzione". La Commissione ha segnalato altresì che le norme procedurali attualmente applicabili ai settori precedentemente disciplinati dal trattato CECA, ossia l'articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE, quali figurano nel regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità d'applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(9), offrivano migliori garanzie di quelle del trattato CECA per quanto riguarda il pieno rispetto dei diritti dello Stato membro, dell'impresa beneficiaria e di tutte le altre parti interessate. La Commissione ha pertanto deciso di riaprire il procedimento formale in una prospettiva volta alla soppressione degli articoli 1, 2 e 5 della decisione 2000/827/CECA e alla sostituzione della medesima con una nuova decisione definitiva, e ne ha informato la Spagna con lettera del 19 febbraio 2003.3. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEGLI AIUTI3.1. Aiuti per la copertura di oneri eccezionali per gli anni 1998 e 2000 e loro utilizzazione(14) Conformemente all'articolo 5 della decisione n. 3632/93/CECA, la Spagna ha concesso all'impresa González y Díez S.A. aiuti per un importo di 651908560 pesetas (3918049,35 EUR) per l'anno 1998 e di 463592384 pesetas (2786246,34 EUR) per l'anno 2000, al fine di coprire oneri eccezionali dovuti alla ristrutturazione dell'industria di estrazione del carbone e che non hanno relazione con la produzione attuale (oneri ereditati dal passato).(15) Gli aiuti in questione sono stati concessi all'impresa González y Díez S.A. per coprire i costi di chiusura di capacità produttive annue pari a 48000 tonnellate nel 1998 e a 38000 tonnellate nel 2000. La capacità di produzione dell'impresa avrebbe dovuto pertanto passare da 286000 tonnellate annue ai primi del 1998 a 238000 tonnellate alla fine dello stesso anno, e da 238000 tonnellate annue ai primi del 2000 a 200000 tonnellate alla fine dello stesso anno. Queste riduzioni di capacità avrebbero dovuto aver luogo nel 1998 nella miniera a cielo aperto di Buseiro, e nel 2000 nella miniera sotterranea di Sorriba (sottosettore Prohida) (26000 tonnellate) e nella miniera a cielo aperto di Buseiro (12000 tonnellate).(16) I piani di riduzione della capacità produttiva dell'impresa González y Díez S.A. per gli anni 1998 e 2000 rientrano nell'ambito del "Piano di ammodernamento, razionalizzazione, ristrutturazione e riduzione di attività 1998-2002" notificato dalla Spagna alla Commissione e da questa approvato con decisione 98/637/CECA, conformemente ai principi e obiettivi della decisione n. 3632/93/CECA. Il Piano 1998-2002 notificato dalla Spagna prevedeva riduzioni globali della capacità di produzione del carbone senza specificare obiettivi individuali per le imprese, dato che queste dovevano presentare una proposta di chiusura di unità produttive, di riduzione di capacità di produzione, o eventualmente entrambe, per poter essere ammissibili, a determinate condizioni, agli aiuti di cui all'articolo 5 della decisione n. 3632/93/CECA.(17) La Commissione ha deciso di analizzare la concessione di aiuti per la copertura di oneri eccezionali a favore dell'impresa González y Díez S.A. in considerazione delle informazioni pubblicate sulla stampa a seguito dell'operazione di acquisto del 100 % dell'impresa da parte di Mina la Camocha S.A. il 23 luglio 1998.(18) La Commissione ha analizzato il rapporto annuale di gestione per il 1998 dell'impresa Mina la Camocha S.A. e ne ha dedotto che alla data del 23 luglio 1998 l'impresa aveva acquistato il 100 % delle azioni dell'impresa González y Díez S.A. ad un costo di 784439000 pesetas. Nel bilancio dell'impresa Mina la Camocha S.A. al 31 dicembre 1998 figurano attivi finanziari per un importo totale di 784439000 pesetas, iscritto come "Partecipazioni alle imprese del gruppo". Nel passivo figura un importo totale di 700 milioni di pesetas iscritto come "Debiti nei confronti di imprese del gruppo". La nota n. 15 del rapporto di gestione precisa che il 29 dicembre 1998 e il 30 dicembre 1998 l'impresa González y Díez S.A. aveva trasferito all'impresa Mina la Camocha S.A. fondi per un totale, rispettivamente, di 600 milioni di pesetas e 100 milioni di pesetas.(19) Dal rapporto annuale di gestione dell'impresa González y Díez S.A. relativo all'esercizio 1998 risulta che l'impresa ha ricevuto un aiuto di Stato per un totale di 651908560 pesetas destinato a compensare una riduzione annua di 48000 tonnellate della sua produzione di carbone. La contabilità di esercizio relativa al 1998 evidenzia un utile netto di esercizio del tutto eccezionale pari a 700015591 pesetas. Il rapporto di gestione dell'impresa González y Díez S.A. mostra analogamente che nei giorni 29 e 30 dicembre del 1998 sono stati effettuati trasferimenti di fondi a beneficio dell'impresa Mina la Camocha S.A. per importi pari rispettivamente a 600 milioni di pesetas e a 100 milioni di pesetas.(20) Il rapporto di gestione dell'impresa González y Díez S.A. spiega che l'11 novembre 1998 l'impresa aveva sottoscritto una clausola aggiuntiva al contratto del 30 marzo 1998 con Unión Eléctrica Fenosa S.A. con la quale riduceva di 48000 tonnellate l'anno il contingente di carbone da fornire alla centrale termica di Soto de la Barca, che sarebbe così ammontato a 238000 tonnellate l'anno per il periodo 1999-2000. Il rapporto di gestione non fa riferimento ad eventuali chiusure di impianti dovute a tale riduzione e menziona certe modifiche nei sistemi di sfruttamento che hanno comportato una riduzione dei lavori svolti dai subcontraenti a cielo aperto, in quanto l'impresa ha realizzato da sé la quasi totalità dei lavori di estrazione di carbone.(21) Dopo aver esaminato i conti dell'impresa González y Díez S.A. per l'esercizio 1998, la Commissione constata che l'aiuto di 651908560 pesetas concesso alla stessa impresa per coprire i costi tecnici di chiusura di impianti di estrazione corrispondenti ad una riduzione di capacità di produzione annua di 48000 tonnellate è stato classificato nei conti dell'impresa come provento di gestione. La Commissione non riesce ad identificare i costi connessi alla riduzione di capacità di produzione annuale di 48000 tonnellate.(22) L'utile lordo di gestione dell'impresa González y Díez S.A. per l'esercizio 1998 è pari a 998185023 pesetas, e l'utile netto dell'esercizio a 700015591 pesetas. Gli utili dell'esercizio 1998 sono molto superiori a quelli degli esercizi precedenti, che sono stati di 141084825 pesetas nel 1997 e 65722182 pesetas nel 1996. Il risultato dell'esercizio 1999 è rappresentato da una perdita di 408740 pesetas. L'utile dell'esercizio 1998 alla data del 30 giugno 1998, ossia prima dell'acquisizione del 100 % delle azioni dell'impresa González y Díez S.A. da parte dell'impresa Mina la Camocha S.A., è stato pari a 50420961 pesetas.(23) Apparentemente i trasferimenti rispettivamente di 600 milioni di pesetas e di 100 milioni di pesetas dell'impresa González y Díez S.A. all'impresa Mina la Camocha S.A., avvenuti il 29 e 30 dicembre 1998, si sono potuti effettuare grazie all'utile dell'esercizio 1998 dell'impresa González y Díez S.A., ottenuto grazie agli aiuti per la copertura di costi eccezionali di chiusura.(24) L'acquisizione dell'impresa González y Díez S.A. da parte di Mina la Camocha S.A., il 23 luglio 1998, potrebbe forse spiegarsi con la prospettiva di ricevere un provento straordinario grazie agli aiuti di Stato previsti per ridurre i quantitativi di carbone figuranti nel contratto di González y Díez S.A. con la società di erogazione dell'energia elettrica. Secondo i rapporti di gestione il valore dell'impresa acquisita (González y Díez S.A.) è infatti doppio di quello dell'impresa acquirente (Mina la Camocha S.A.). Inoltre Mina la Camocha S.A. è caratterizzata da una struttura finanziaria molto debole: il totale delle sue attività, di un valore di 22443136000 pesetas al 31 dicembre 1998, rappresenta quarantasei volte il capitale proprio, che alla stessa data aveva un valore di 481403000 pesetas. L'impresa Mina la Camocha S.A. è inoltre soggetta ad un piano di chiusura e riceve ogni anno aiuti per la riduzione delle attività a norma dell'articolo 4 della decisione n. 3632/93/CECA. Da parte sua l'impresa González y Díez S.A. riceve ogni anno aiuti per il funzionamento a norma dell'articolo 3 della stessa decisione.(25) Dall'insieme di questi dati risultava pertanto:a) che il 23 luglio 1998 il capitale di González y Díez S.A. è stato acquisito al 100 % dall'impresa Mina la Camocha S.A. al prezzo di 784 milioni di pesetas;b) che durante l'esercizio 1998 González y Díez S.A. ha ottenuto aiuti per un importo di 652 milioni di pesetas a titolo di compensazione per una presunta riduzione di capacità di 48000 tonnellate;c) che durante l'esercizio 1998 González y Díez S.A. ha registrato un utile netto pari circa a 700 milioni di pesetas;d) che alla fine del 19898 González y Díez S.A. ha trasferito a Mina la Camocha S.A. una somma pari a circa 700 milioni di pesetas.(26) Questi dati facevano pensare che gli aiuti ricevuti da González y Díez S.A. superassero ampiamente i costi della presunta riduzione di capacità, iscrivendosi globalmente come entrate di gestione, e che tali utili eccezionali si siano potuti trasferire all'impresa madre.(27) Nel rapporto trasmesso il 2 dicembre 1999 dalla Spagna l'impresa González y Díez S.A. ha riconosciuto che l'utile di esercizio corrispondente al 1998 comprendeva aiuti per un importo di 651908560 pesetas destinati a coprire i costi eccezionali di chiusura. González y Díez S.A. sottolinea però che si trattava di due prestiti da un'impresa all'altra che sono stati rimborsati con gli interessi prima del 2 agosto 1999. Per quanto riguarda i costi eccezionali di chiusura, il rapporto dell'impresa non giustifica i costi eccezionali dovuti alla ristrutturazione di González y Díez S.A., ma fa per contro riferimento a una spesa di 319896354 pesetas, corrispondente al rimborso di prestiti e sovvenzioni non connessi alla ristrutturazione per il periodo 1998-2000, a una spesa di 232589000 pesetas di investimenti in attrezzature per lo sfruttamento a cielo aperto e a una spesa di 158973459 pesetas di investimenti per la modernizzazione delle miniere sotterranee.(28) Con lettera del 19 marzo 2001 la Spagna ha comunicato alla Commissione di aver concesso un nuovo aiuto all'impresa González y Díez S.A. per un totale di 463592384 pesetas per l'anno 2000 al fine di coprire i costi eccezionali di riduzione di 38000 tonnellate di produzione annuale nello stesso anno.(29) La Commissione ha analizzato il rapporto di gestione dell'impresa González y Díez S.A. per l'anno 2000 e ha constatato che gli aiuti per un totale di 463592384 pesetas sono stati contabilizzati come provento di gestione senza che si potessero identificare nella contabilità dell'impresa le spese dovute alla chiusura delle capacità produttive. L'utile di esercizio nel 2000 è stato pari a 217383757 pesetas, mentre la contabilità avrebbe dovuto evidenziare una perdita se l'impresa non avesse ricevuto l'aiuto di 463592384 pesetas a copertura dei costi di riduzione delle capacità produttive.3.2. Aiuti a copertura di oneri eccezionali per l'anno 2001(30) La Spagna ha concesso all'impresa González y Díez S.A., senza autorizzazione preventiva della Commissione, un aiuto per un totale di 383322896 pesetas (2303817 euro) per l'anno 2001, destinato a coprire i costi di chiusura di una capacità di produzione annuale pari a 34000 tonnellate. Tale riduzione avrebbe dovuto essere effettuata nel 2001 nella miniera sotterranea di Sorriba (sottosettore Prohida). La produzione dell'impresa sarebbe passata da 200000 tonnellate l'anno, ai primi del 2001, a 166000 tonnellate annue alla fine dello stesso anno.(31) Nella decisione 2002/241/CECA la Commissione non si era pronunciata su un aiuto pari in totale a 394000000 pesetas che la Spagna aveva previsto di concedere all'impresa González y Díez S.A. per l'anno 2001 (l'aiuto notificato era superiore a quello concesso) avente l'obiettivo di coprire oneri eccezionali di ristrutturazione. La Commissione aveva giustificato la sua decisione di non pronunciarsi su questo aiuto con il fatto che attendeva l'analisi delle informazioni che la Spagna doveva comunicare sugli aiuti concessi a tale impresa per gli anni 1998 e 2000.(32) Con lettera del 13 dicembre 2001 la Commissione ha invitato la Spagna a trasmetterle informazioni sull'aiuto per un totale di 383322896 pesetas (2303817 euro) che la Spagna aveva concesso nel 2001 all'impresa González y Díez S.A.(33) Con lettere del 28 febbraio 2002 e del 24 aprile 2002 la Spagna ha inviato alla Commissione le relazioni tecniche dell'impresa González y Díez S.A. in data 13 febbraio 2002 e 26 febbraio 2002, riguardanti i costi di chiusura degli impianti nel 2001.(34) Nella lettera di González y Díez S.A. del 26 febbraio 2002, trasmessa dalla Spagna alla Commissione il 28 febbraio 2002, l'impresa comunica che il valore delle miniere abbandonate in conseguenza della riduzione dell'attività nel 1998, 2000 e 2001 ammonta a 657700000 pesetas.(35) Il 13 maggio 2002 la Spagna ha comunicato alla Commissione che gli aiuti corrispondenti all'anno 2001, per un importo di 383322896 pesetas (2303817 EUR) erano già stati versati all'impresa.4. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI(36) Nel quadro del presente procedimento l'impresa González y Díez S.A. ha inviato le sue osservazioni alla Commissione mediante:a) lettera del 28 aprile 2003 all'Istituto per la ristrutturazione delle miniere di carbone (Ministero dell'Economia), trasmessa alla Commissione con lettera della Spagna del 30 aprile 2003, accompagnata da una relazione stilata da esperti del settore minerario e da altri documenti complementari;b) lettera del 26 maggio 2003 inviata direttamente alla direzione generale Energia e trasporti della Commissione dallo studio di avvocati Uría &  Menéndez.La relazione stilata dagli esperti risponde alla richiesta di informazioni (punto 5) della decisione della Commissione che avvia il presente procedimento(10).(37) Dopo alcune considerazioni iniziali sulle attività estrattive del sottosettore La Prohida del Gruppo Sorriba (sfruttamento sotterraneo) e del Gruppo Buseiro (sfruttamento a cielo aperto), la relazione giustifica i costi di riduzione dell'attività degli anni 1998, 2000 e 2001.Le informazioni comunicate sono molto più complete di quelle inviate alla Commissione nel quadro del procedimento che ha dato origine alla decisione 2002/827/CECA e apportano nuovi elementi.Infatti nelle informazioni relative al presente procedimento González y Díez S.A. modifica la presentazione dei fatti rispetto al procedimento relativo alla decisione 2002/827/CECA. L'impresa giustifica ora le spese sostenute con la totalità delle operazioni di chiusura del sottosettore La Prohida del Gruppo Sorriba, anziché continuare a giustificarle con l'abbandono di 170000 tonnellate al di sopra del livello 3 del sottosettore citato.Conformemente a questa nuova presentazione dei fatti, la relazione degli esperti indipendenti dichiara (in sostanza) quanto segue in merito alle spese connesse alla chiusura del sottosettore La Prohida del Gruppo Sorriba:a) la lunghezza totale delle gallerie scavate al 3o livello per sfruttare le 170000 tonnellate abbandonate è di 1030 metri: ciò rappresenta un costo totale di 738523,68 EUR (122880000 pesetas);questi lavori sono stati imputati ai costi di esercizio nella contabilità dell'impresa e pertanto non possono essere identificati nella voce "immobilizzazioni" dello stato patrimoniale alla data del loro abbandono;b) la lunghezza totale delle gallerie abbandonate al 3o livello del sottosettore La Prohida e utilizzate per lo sfruttamento delle riserve al di sopra del livello 3o è di 1640 metri, di cui 1496 metri figurano alla voce "immobilizzazioni", con un valore residuo di 610716,04 EUR (101614599 pesetas) al 31 dicembre del 2001;c) la lunghezza totale delle gallerie abbandonate ai livelli 2o e 4o del sottosettore La Prohida è di 1625 metri, di cui 1093 metri figurano alla voce "immobilizzazioni" con un valore residuo di 395808,55 EUR (65857001 pesetas) al 31 dicembre 2001;d) la lunghezza delle gallerie abbandonate al 1o piano e assegnate al sottosettore La Prohida è di 490 metri; il valore residuo di queste gallerie e di altre attività abbandonate in questo sottosettore, come figura alla voce "immobilizzazioni", era di 1046970,83 EUR (174201288 pesetas) al 31 dicembre 2000;e) pertanto il valore residuo di tutto il sottosettore La Prohida, comprese le gallerie figuranti alla voce "immobilizzazioni" e il resto delle immobilizzazioni, ammonta, secondo la contabilità dell'impresa, a 341672888 pesetas (2053495,41 EUR);f) gli esperti aggiungono che di questo totale non sono ancora state imputate alle perdite di attività nel bilancio 22404600 pesetas (134654,36 EUR); di queste sarà imputato alle perdite nell'esercizio 2003 un importo di 19417316 pesetas (116700,42 EUR), dato che la differenza di 2987284 pesetas (17953,94 EUR) figura negli esercizi 2001 e 2002 come ammortamento;g) la relazione degli esperti indipendenti giustifica i lavori di modifica del circuito di aerazione con la necessità di mettere in comunicazione il sottosettore Tres Hermanos con il piano 1 della Prohida; a tal fine sono stati eseguiti vari piani inclinati e altre opere nel settore "Tres Hermanos" situato ad una quota più bassa rispetto a La Prohida; il costo totale è stato di 602146,29 EUR (100188713 pesetas); nell'esposto di Uría &  Menéndez questi stessi lavori sono valutati a 698489,70 EUR (16218907,20 pesetas);h) i lavori di sistemazione all'esterno del settore La Prohida hanno dato luogo ad una spesa di 61609,60 EUR (10250975 pesetas);i) l'impresa ha iscritto in bilancio una dotazione di 601012,10 EUR (100000000 pesetas) in previsione di possibili spese all'esterno della miniera.(38) Per quanto riguarda il settore sfruttato a cielo aperto di "Buseiro", la relazione degli esperti indipendenti conferma che fino al 1998 il giacimento era stato sfruttato integralmente (vena del tetto e vena del muro dello strato I). I lavori di sterro e i terreni di scarico accumulati fino a questo momento corrispondono allo sfruttamento integrale del succitato strato 1.Al momento di sfruttare la cerniera della sinclinale si è deciso di abbandonare la vena del muro dello strato 1, a motivo della qualità scadente del carbone. Tuttavia, secondo quanto comunicano gli esperti, nella zona nord della cerniera si era già proceduto ad un sovrascavo stimato ad 1005080 m3 per accedere alla vena del muro.Il costo totale del terrazzamento corrispondente a tale sovrascavo è pari a 1902805,52 EUR (316600200 pesetas) e appare nella contabilità dell'impresa fra i "costi di esercizio".La relazione confermata dagli esperti indipendenti menziona altre spese dovute al cambiamento di pianificazione, come:a) costi del restauro (più ingente del previsto) di 24,87 ha, per un valore di 547066,46 EUR (91024200 pesetas); tale costo corrisponde al valore delle garanzie sottoscritte con il governo del Principato delle Asturie; i costi sono imputati alla voce "costi di produzione";b) acquisto di terreni in eccesso da trasformare in terreni di scarico, per un valore di 372176,75 EUR (61925000 pesetas), che figurano come immobilizzazioni dell'impresa;c) creazione di un terreno di scarico ubicato nel lato est e piste di comunicazione con il lato ovest, nonché successivo ripristino per accogliere il sovrascavo nella zona nord della cerniera, per un valore di 1227156,65 EUR (204181686 pesetas);a giudizio degli esperti questi costi potrebbero essere totalmente o parzialmente imputabili alla riduzione di attività e non si dispone di dati che consentano una valutazione degli stessi;su questo totale di 1227156,65 euro è stato imputato alle perdite alla voce "immobilizzazioni" dell'esercizio 2002 un importo di 772763,27 EUR (128576989 pesetas) e ai conti di ammortamento degli anni 1999, 2000 e 2001 un importo di 249662,02 EUR (41540265 pesetas); il resto, per un valore di 204731,36 EUR (34064432 pesetas), dev'essere tuttora stralciato dalla voce "immobilizzazioni";d) la relazione degli esperti indipendenti ha verificato che nell'esercizio 2002 figura una somma di 1693504,15 EUR (281775381 pesetas), come importo totale delle garanzie sollecitate dal Principato delle Asturie, di cui 547066,40 EUR corrispondono al risanamento di terreni dovuto alla riduzione di attività sopra menzionata.(39) La Commissione osserva che in varie parti della loro relazione gli esperti precisano di non aver potuto visitare fisicamente i lavori cui si fa riferimento, o perché essi erano inattivi, o perché erano stati trasformati in terreni di scavo nelle zone di sovrascavo a cielo aperto. I dati e le informazioni comunicati dall'impresa, che gli esperti hanno potuto verificare nel corso delle visite effettuate alle miniere e agli uffici di González y Díez S.A., prevalgono sugli altri elementi ai fini dell'analisi effettuata dalla Commissione. In molti casi gli esperti non hanno potuto che confermare le informazioni trasmesse dall'impresa.(40) Dal punto di vista giuridico, nell'esposto del 26 maggio 2003 l'impresa González y Díez S.A. dichiara di ritenere che la Commissione non sarebbe competente a statuire: né il trattato CECA, né il trattato CE, né il protocollo di Nizza sulle conseguenze finanziarie della scadenza del trattato CECA e il Fondo di ricerca carbone e acciaio le conferirebbero tali competenze. La Commissione non specifica quale strumento giuridico le permetterebbe di avviare e chiudere procedimenti in materia di aiuti al settore del carbone accordati prima dello scadere del trattato CECA, il 23 luglio 2002. Il trattato CE non permette alla Commissione di esaminare gli aiuti al settore carbonifero concessi dagli Stati membri prima del 24 luglio 2002. I principi generali di non retroattività delle norme giuridiche e di legittima fiducia ostano all'applicazione delle norme di legge a situazioni precedenti la loro entrata in vigore. Nessun testo stabilisce la possibilità di un'applicazione retroattiva del trattato CE a situazioni precedenti il 24 luglio 2002 e, in particolare, agli aiuti al settore carbonifero accordati prima di questa data. Di conseguenza la Commissione non sarebbe autorizzata né ad avviare né a chiudere il presente procedimento.(41) Secondo l'impresa González y Díez S.A. la procedura scelta dalla Commissione sarebbe inadatta al fine perseguito, ossia la soppressione degli articoli 1, 2 e 5 della decisione 2002/827/CECA e la loro sostituzione con una nuova decisione definitiva. Il principio di legalità avrebbe imposto che la Commissione annullasse immediatamente ed ufficialmente gli articoli in questione. Il principio delle legittime attese non entrerebbe in gioco, poiché alla parte interessata non converrebbe mantenere in vigore tali articoli, la cui soppressione andrebbe a suo beneficio. Il presente procedimento non costituirebbe pertanto un mezzo adeguato per la Commissione, poiché il regolamento (CE) n. 659/1999 non permette alla Commissione di derogare a tale decisione nel quadro del procedimento formale di indagine fissato all'articolo 4, paragrafo 4 dello stesso regolamento. Sarebbe possibile avviare il procedimento formale di indagine soltanto una volta annullati dal Tribunale di primo grado gli articoli 1, 2 e 5 della decisione 2002/827/CECA o, come esige il principio di legalità, una volta che essi siano stati ufficialmente abrogati dalla Commissione.(42) L'impresa González y Díez S.A. ha inoltre comunicato i costi dovuti alla riduzione della sua attività, basandosi sulla relazione degli esperti indipendenti del 25 aprile 2003, e sulle relazioni dei revisori Salas &  Maraver del gennaio 2001 e del 28 maggio 2001, inviate nel quadro del procedimento sfociato nella decisione 2002/827/CECA.(43) A giudizio dell'impresa González y Díez S.A., la riduzione avvenuta nelle consegne sul periodo 1998-2002 sarebbe stata di 125426,58 t, superiore a quella prevista di 120000 t, passando da 286139,46 t nel 1998 a 160712,88 t nel 2002.(44) A giudizio di González y Díez S.A. è necessario tener conto del fatto che la decisione 2002/827/CECA "si basa su dati forniti nel quadro del precedente procedimento di indagine formale sugli aiuti" e che, come già segnalato, tali dati risultano ormai superati alla luce dello stato attuale di abbandono completo del sottosettore La Prohida. L'esposto dichiara inoltre che González y Díez S.A. ha abbandonato totalmente la zona ovest del giacimento a cielo aperto di Buseiro.(45) González y Díez S.A. aggiunge commenti e precisazioni alla relazione degli esperti indipendenti, tra cui in particolare:a) González y Díez S.A. critica la posizione della Commissione, la quale ritiene che i 1005080 m3 di soprascavo potrebbero essere sopravvalutati. A giudizio dell'impresa il sovrascavo in questione potrebbe ammontare in realtà a 6687064 m3. Gli esperti indipendenti avevano tuttavia comunicato di non poter quantificare il sovrascavo di 1005080 m3, ma di poterlo considerare ragionevole sulla base delle informazioni fornite dall'impresa. A giudizio di González y Díez S.A., "la società non poteva ammortizzare i costi dovuti al volume di sterili spostati in eccesso", mentre gli esperti indipendenti hanno verificato che le spese corrispondevano a "costi di esercizio" e non ad investimenti.b) González y Díez S.A. fa riferimento allo scadere del contratto con Transportes Peral, mentre nella lettera dell'8 novembre 1999 di Mina la Camocha (impresa proprietaria di González y Díez S.A.), trasmessa dalla Spagna il 2 dicembre 1999, si afferma che non vi è stata chiusura di impianti e che per sfruttare con mezzi propri anziché ricorrere a contratti esterni González y Díez S.A. aveva dovuto investire 232589 00 pesetas.(46) L'esposto di González y Díez S.A. fornisce informazioni sull'acquisto di terreni per un importo di 61925000 pesetas, sulla creazione di un terreno di scarico sul lato est il cui valore residuo al 31 dicembre 1998 era di 34064432 pesetas, e di piste di accesso a tale terreno, il cui valore residuo alla stessa data era di 170117254 pesetas, e sul risanamento di siti di sfruttamento a cielo aperto, di cui 91024200 pesetas corrispondono al risanamento del terreno di scarico ovest. González y Díez S.A. dichiara che il terreno di scarico in questione è stato utilizzato per lo stoccaggio dei materiali di sterro provenienti dallo sfruttamento del giacimento ovest di Buseiro, e non soltanto di quelli dovuti al sovrascavo della zona nord; tali spese risultano pertanto giustificate in quanto dovute al cambiamento di pianificazione, con la conseguenza che i lavori realizzati per stoccare un volume superiore di materiali di sterro non sono più necessari. L'esposto giustifica il termine posto all'attività del terreno di scarico e il suo risanamento in conseguenza dell'abbandono dello sfruttamento del fianco ovest di Buseiro.(47) L'esposto di González y Díez S.A. giustifica le spese connesse allo sfruttamento di Buseiro sulla base della lettera e) (oneri residui derivati da disposizioni legali nel caso del risanamento di terreni, poiché si tratta per l'appunto di un obbligo di legge) e della lettera k) (deprezzamenti intrinseci eccezionali) dell'allegato alla decisione n. 3632/93/CECA.(48) Per quanto riguarda i costi di abbandono del sottosettore La Prohida del Gruppo Sorriba, le informazioni contenute nell'esposto di González y Díez S.A. coincidono con quelle contenute nella relazione degli esperti indipendenti e si giustificano sulla base delle seguenti lettere dell'allegato alla decisione n. 3632/93/CECA: lettera f) per i pozzi di ventilazione, per il recupero di una trasversale e per i costi futuri, che si possono anche imputare parzialmente alle lettere l) e g); lettera k) per l'abbandono dei 1030 m al 3o piano e il valore residuo delle restanti gallerie del sottosettore La Prohida; lettere f) e g) per i lavori di sistemazione in La Prohida.(49) L'esposto di González y Díez S.A. contiene poi informazioni sul prestito rimborsabile di 313500000 pesetas destinato a progetti di investimento e concesso nel periodo 1990-1993 nel quadro del "Plan Estratégico de Acción Competitiva" (in appresso denominato "PEAC"), e riferisce che nello stesso contesto erano stati concessi all'impresa aiuti non rimborsabili agli investimenti per un valore di 209 milioni di pesetas. L'esposto giustifica il pagamento di 233492186 pesetas negli anni 1999-2000 a titolo di rimborso del prestito e degli interessi maturati.L'esposto di González y Díez S.A. contiene una descrizione dettagliata del decreto del ministero dell'Industria e dell'Energia del 30 maggio 1985 che disciplina la concessione di sovvenzioni e aiuti connessi al programma di estrazione mineraria a vocazione energetica, nonché gli obiettivi del regime, che sono principalmente quelli di favorire la produzione di carbone a condizioni economiche redditizie, aumentare la produttività o contenere i costi di produzione degli impianti di trattamento del carbone e dell'esplorazione geologico-mineraria. L'esposto contiene informazioni sull'Accordo firmato il 30 dicembre 1999 e sugli allegati successivamente firmati con il ministero dell'Industria e dell'Energia. Oggetto dell'accordo erano:i) l'istituzione di un nuovo metodo di coltivazione in ritirata con ricondizionamento preliminare;ii) l'aumento della produzione annua a 240000 tonnellate commercializzabili;iii) il miglioramento del rendimento individuale e della sicurezza,iv) la riduzione dei costi di esercizio.Il bilancio di previsione totale ammontava a 1160 milioni di pesetas.L'accordo sottoscritto tra González y Díez S.A. e il ministero dell'Industria e dell'Energia prevedeva la concessione delle seguenti sovvenzioni nel periodo 1990-1993:i) per le attività di ricerca e sviluppo tecnologico: 23 milioni di pesetas a fondo perduto (20 % delle spese di investimento).ii) Per le attività di estrazione e trattamento dei minerali: 209 milioni di pesetas a fondo perduto (30 % delle spese di investimento) e 313,5 milioni di pesetas (30 % delle spese di investimento) sotto forma di sovvenzione rimborsabile.González y Díez S.A. afferma che queste ultime due voci, costituite da sovvenzioni per importi rispettivamente di 209000000 di pesetas e 313,5 milioni di pesetas, erano destinate alla realizzazione di investimenti in impianti e attività destinati ad incrementare la produzione mineraria, che è stata oggetto di riduzione a partire dal 1998 nel giacimento di Buseiro e dal 2000 nel giacimento di Sorriba (sottosettore La Prohida). González y Díez S.A. afferma, in definitiva, che pur avendo effettuato la riduzione di capacità produttiva negli anni 1998 e 2000 a Buseiro e a La Prohida, ha dovuto allo stesso tempo continuare a rimborsare all'amministrazione spagnola una sovvenzione destinata inizialmente proprio ad aumentare tale capacità produttiva.(50) L'esposto di González y Díez S.A. è accompagnato da 20 allegati relativi a relazioni, accordi e giustificativi di pagamento che rappresentano una documentazione più completa di quella trasmessa precedentemente.L'allegato n. 6 contiene il progetto di sfruttamento a cielo aperto della zona di Buseiro del luglio 1994, che analizza la pianificazione e lo sfruttamento del giacimento di Buseiro a partire da tale anno.5. COMMENTI DELLA SPAGNA(51) Con lettera del 29 aprile 2003 la Spagna ha trasmesso alla Commissione copia degli accordi firmati fra l'allora ministero dell'Industria e González y Díez S.A., nel quadro del PEAC tra il 1990 e il 1993, nonché i dati relativi alle sovvenzioni rimborsabili e non rimborsabili concesse a questo titolo.Con la stessa lettera la Spagna ha trasmesso copia della relazione predisposta dal governo del Principato delle Asturie, che è l'autorità spagnola responsabile per l'industria estrattiva. Secondo tale relazione non sarebbero noti i termini e le condizioni precise della riduzione di attività presentata dall'impresa González y Díez S.A.. Il governo del Principato delle Asturie comunica che dal 1998 in poi i lavori del settore Buseiro si sono situati in totalità al di sopra della quota 545 metri sopra il livello del mare.In data 14 aprile 2003 l'impresa González y Díez S.A. ha inoltre inviato una lettera, trasmessa alla Commissione su sua richiesta dal governo del Principato delle Asturie, in cui fra l'altro si afferma che dal 2001 non è stato estratto carbone dal sottosettore Prohida e che dal 1o gennaio 2002 tale gruppo minerario resta inattivo e abbandonato. La lettera definisce il sottosettore Prohida come la parte della miniera compresa tra il piano 1o, a quota 277 sul livello del mare, e la superficie, prendendo il piano 2o a quota 330 sul livello del mare, il piano 3o a quota 385 sul livello del mare e il piano 4o a quota 454 sul livello del mare.La succitata lettera del governo del Principato delle Asturie dichiara inoltre che dai piani dei lavori risulta che la produzione è passata da 302423 tonnellate nel 1997 a 160686 tonnellate nel 2002.Con lettera del 30 giugno 2003 la Commissione ha invitato la Spagna a formulare commenti sulle osservazioni presentate dagli interessati (González y Díez S.A.). La Spagna non ha trasmesso alcun commento.6. VALUTAZIONE DELL'AIUTO E CONCLUSIONI(52) Sulla base di tutte le informazioni disponibili, compresi i nuovi dati, la Commissione ha effettuato un'analisi dettagliata degli aiuti.6.1. Quadro giuridico e competenza della Commissione(53) Il trattato CECA e le norme adottate per la sua applicazione, in particolare la decisione 3632/93/CECA, sono venute a scadenza il 23 luglio 2002. Fino allo scadere del trattato CECA gli aiuti di Stato a favore dell'industria del carbone venivano esaminati in funzione delle norme contenute nella decisione 3632/93/CECA. In questo quadro erano state adottate le decisioni 98/637/CECA e 2001/162/CECA, con le quali sono stati autorizzati aiuti alle imprese del settore del carbone in Spagna per il 1998 e il 2000.(54) La presente decisione riguarda fatti avvenuti prima del 24 luglio 2002, in relazione ad aiuti soggetti al regime del trattato CECA e in un ambito nel quale è attualmente applicabile il regime del trattato CE. La presente decisione si situa dunque a cavallo fra due regimi successivi.(55) L'impostazione giuridica che la Commissione considera applicabile in questo caso è stata spiegata dettagliatamente nella comunicazione relativa ad alcuni aspetti del trattamento di casi in materia di concorrenza a seguito della scadenza del trattato CECA(11) (2002/C 152/03). La Commissione rinvia a tale comunicazione e, in particolare, ai paragrafi da 22 a 26 e da 45 a 47 per la definizione del quadro giuridico applicabile nel caso in oggetto.(56) Il principio fondamentale è che a decorrere dal 24 luglio 2002 i settori che fino a tale data erano coperti dal trattato CECA, nonché le norme procedurali e di diritto derivato del trattato CECA, saranno soggetti alle norme del trattato CE e alle norme procedurali e di diritto derivato dello stesso trattato. A decorrere da tale data la Commissione è competente per gli aiuti di Stato al settore del carbone a norma dell'articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE. Qualora osservi che un aiuto illegale è stato concesso da uno Stato o mediante risorse di Stato e che esso non è compatibile con il mercato comune, la Commissione decide che lo Stato in questione deve sopprimere tale aiuto. La Commissione è inoltre tenuta a controllare efficacemente il rispetto delle sue decisioni. Per questo motivo la Commissione deve continuare a controllare, sia prima che dopo la data di scadenza del trattato CECA, l'applicazione da parte degli Stati membri delle decisioni 98/637/CECA e 2001/162/CECA, adottate a norma della decisione n. 3632/93/CECA, e ha facoltà di adottare le misure necessarie in caso di utilizzo abusivo degli aiuti.(57) L'ipotesi che sottende la comunicazione 2002/C 152/03 è che il trattato CE e il trattato CECA siano due elementi di uno stesso ordinamento giuridico. Certo è che il trattato CE è di applicazione generale, mentre il trattato CECA aveva un ambito di applicazione settoriale e costituiva pertanto un'eccezione ad esso. Le relazioni fra i due trattati erano infatti disciplinate dal disposto dell'articolo 305, paragrafo 1 del trattato CE, a norma del quale le disposizioni del trattato CE non modificano quelle del trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare per quanto riguarda i diritti e gli obblighi degli Stati membri, i poteri delle istituzioni di tale Comunità e le norme sancite da tale trattato per il funzionamento del mercato comune del carbone e dell'acciaio. Di conseguenza, in tutti gli ambiti non disciplinati dal trattato settoriale sarà d'applicazione il trattato generale. Contrariamente dunque a quanto asserito dall'impresa González y Díez S.A., lo scadere del trattato CECA non può tradursi in un vuoto giuridico, dato che tale trattato si iscriveva in un ordinamento giuridico che permette di colmare automaticamente le lacune prodotte dalla sparizione di uno dei suoi elementi. Va poi sottolineato che, in questo caso, le norme di fondo applicabili nel quadro dei regimi CECA e CE, ossia la decisione 3632/93/CECA e il regolamento (CE) n. 1407/2002 del Consiglio, del 23 luglio 2002, sugli aiuti di Stato all'industria carboniera(12), hanno contenuto fondamentalmente quasi identico.(58) Contrariamente a quanto asserito dall'impresa nelle sue osservazioni, il "protocollo di Nizza sulle conseguenze finanziarie della scadenza del trattato CECA e l'istituzione e gestione del Fondo di ricerca carbone e acciaio" non risolve il problema del quadro giuridico successivamente allo scadere del trattato CECA in maniera generale, ma cerca unicamente di chiarire una questione molto concreta (l'utilizzo futuro di determinati fondi CECA) che non ha alcuna attinenza con l'oggetto della presente decisione.(59) La Commissione osserva altresì che la teoria del "vuoto giuridico" sostenuta dall'impresa González y Díez S.A. porterebbe a risultati non solo erronei dal punto di vista giuridico, ma anche contrari all'interesse dell'impresa. Se infatti fosse certo che la Commissione non ha più competenza per abrogare la propria decisione 2002/827/CECA successivamente allo scadere del trattato CECA, applicando la stessa logica si dovrebbe anche concludere che neanche il Tribunale è competente ad annullare una decisione CECA dopo lo scadere dello stesso trattato. La conseguenza ineluttabile sarebbe che la decisione 2002/827/CECA continuerebbe ad essere pienamente valida e che non se ne potrebbero modificare le conseguenze giuridiche. La Commissione ritiene che questa ipotesi sia semplicemente insostenibile dal punto di vista sia giuridico che logico.(60) D'altra parte l'impresa deplora il fatto che non si sia proceduto immediatamente alla soppressione degli articoli 1, 2 e 5 della decisione 2002/827/CECA invece di avviare il procedimento ai fini di una tale soppressione. Va sottolineato a questo proposito che una decisione definitiva sulla pertinenza di un ritiro di tali disposizioni poteva essere adottata unicamente dopo un esame delle osservazioni della Spagna, della parte richiedente e di altre eventuali parti interessate. L'impresa González y Díez S.A. avrebbe ovviamente auspicato un ritiro immediato senza riapertura preliminare del procedimento, ma una tale decisione avrebbe potuto pregiudicare i diritti di altre parti interessate, come ad esempio le eventuali imprese concorrenti. Il ritiro di una decisione negativa costituisce un atto favorevole per il beneficiario degli aiuti, ma può essere pregiudizievole per gli interessi dei suoi concorrenti. Per la Commissione ciò significa che tale ritiro non può essere deciso senza offrire preliminarmente alle eventuali parti interessate la possibilità di formulare osservazioni.6.2. Norme procedurali applicabili(61) La presente decisione viene adottata successivamente allo scadere del trattato CECA, il 23 luglio 2002. Ciò implica, come la Commissione aveva spiegato dettagliatamente ai punti 26 e 45 della sua comunicazione 2002/C 152/03, che le norme procedurali applicabili sono, a partire dal 23 luglio 2002, quelle derivate dal trattato CE: l'articolo 88 CE, il regolamento (CE) n. 659/1999 e le disposizioni procedurali del regolamento (CE) n. 1407/2002. Il principio di base, come spiegato al punto 26 della suddetta comunicazione 2002/C 152/03, è che le norme applicabili sono quelle in vigore alla data in cui ha preso avvio la fase corrispondente del procedimento. Per quanto riguarda le norme procedurali non esiste pertanto effetto retroattivo e le norme applicabili sono quelle che erano in vigore all'epoca del procedimento. In altri termini, a decorrere dal 24 luglio 2002 la Commissione applicherà esclusivamente le norme procedurali del regolamento n. 659/1999 in tutte le cause in corso.(62) La presente decisione si colloca pertanto nell'ambito definito dall'articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE e dal regolamento (CE) n. 659/1999. Per quanto riguarda in particolare l'utilizzazione abusiva degli aiuti relativi agli anni 1998 e 2000, è d'applicazione il procedimento previsto all'articolo 16 del suddetto regolamento. Per gli aiuti relativi all'anno 2001 è d'applicazione in particolare il procedimento di cui agli articoli 10 e seguenti.6.3. Norme di fondo applicabili(63) Per quanto riguarda le norme di fondo applicabili:a) Dopo lo scadere del trattato CECA la Commissione continuerà a controllare l'applicazione, da parte degli Stati membri, delle decisioni con le quali si autorizzano gli aiuti di Stato adottate a norma della decisione 3632/93/CECA, come spiegato al punto 45 della comunicazione 2002/C 152/03. In caso di mancata osservanza la causa sarà istruita conformemente al procedimento previsto dal regolamento (CEE) n. 659/1999. Di conseguenza, per quanto riguarda l'eventuale applicazione abusiva degli aiuti relativi agli anni 1998 e 2000, la Commissione dovrà verificare se sono state rispettate le condizioni fissate nelle sue decisioni 98/637/CECA e 2001/162/CECA. Queste decisioni erano state adottate nel 1998 e 2000 sulla base delle norme CECA applicabili all'epoca e restano ferme e obbligatorie. È dunque in relazione con queste due decisioni CECA che dovrà essere verificato il rispetto, all'atto dell'applicazione degli aiuti, delle condizioni da esse fissate.In ogni caso la Commissione osserva che le condizioni figuranti in tali decisioni rinviano ai requisiti conseguenti alla decisione n. 3632/93/CECA e che tali requisiti sono stati ribaditi successivamente nel regolamento (CE) n. 1407/2002, in vigore dal 23 luglio 2002.Le categorie di costi che possono essere coperti dagli aiuti di cui all'articolo 5 sono definiti nell'allegato alla decisione n. 3632/93/CECA. In particolare le categorie di costi cui si riferisce l'allegato, che possono corrispondere a "costi tecnici di chiusura", sono le seguenti:i) oneri residui risultanti da disposizioni fiscali, legali o amministrative (lettera e) dell'allegato);ii) lavori supplementari per la sicurezza all'interno della miniera, richiesti da operazioni di ristrutturazione (lettera f) dell'allegato);iii) danni alla miniera, sempreché siano imputabili a zone d'estrazione anteriormente attive (lettera g) dell'allegato);iv) oneri residui risultanti da contributi a enti incaricati dell'approvvigionamento d'acqua e dell'evacuazione di acque reflue (lettera h) dell'allegato);v) altri oneri residui risultanti dall'approvvigionamento d'acqua e dall'evacuazione di acque reflue (lettera i) dell'allegato);vi) deprezzamenti intrinsechi eccezionali, nella misura in cui risultino dalla ristrutturazione dell'industria (senza tener conto di ogni rivalutazione successiva al 1o gennaio 1986 che superi il tasso di inflazione (lettera k) dell'allegato).b) Per quanto riguarda gli aiuti corrispondenti all'anno 2001, che erano stati effettivamente versati prima di essere autorizzati, la Commissione ne ha esaminato la compatibilità in linea di principio rispetto all'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1407/2002, come spiegato al punto 47 della suddetta comunicazione. Quando statuirà, dopo il 23 luglio 2002, sugli aiuti di Stato ai quali è stata data esecuzione fino a tale data senza la sua preventiva approvazione, la Commissione applicherà le disposizioni specifiche del regolamento (CE) n. 659/1999. La Commissione osserva che, per quanto riguarda i fatti oggetto della presente decisione, il contenuto dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1407/2002 è comunque quasi equivalente a quello dell'articolo 5 della decisione n. 3632/93/CECA, e che pertanto il risultato dell'analisi di fondo dovrebbe essere simile, anche se si applicasse quest'ultima decisione. Qualora si manifestasse un'eventuale divergenza la Commissione terrebbe inoltre conto del principio di certezza del diritto al fine di determinare la norma applicabile.6.4. Valutazione(64) Non vi è il minimo dubbio sul carattere di aiuto di tutte queste misure. Per gli aiuti del 1998 e del 2000 esso non è neppure in discussione, giacché si tratta semplicemente di verificare se l'utilizzo fatto è conforme o no alle decisioni di autorizzazione. In ogni caso è ovvio che tutte queste misure soddisfano le condizioni previste dall'articolo 87, paragrafo 1 del trattato (e, a fortiori, quelli previsti dall'articolo 4, lettera c) del trattato CECA). Si tratta infatti di sovvenzioni che favoriscono in forma selettiva determinate imprese di un settore particolare; di conseguenza incidono sulla concorrenza e sugli scambi tra Stati membri e i fondi utilizzati sono chiaramente risorse pubbliche. Di conseguenza la Commissione deve esaminare la loro compatibilità con le decisioni di autorizzazione 98/637/CECA e 2001/162/CECA e con il trattato.(65) Il 31 marzo 1998 e il 5 ottobre 1999 la Spagna ha notificato alla Commissione aiuti per la copertura dei "costi tecnici di chiusura" per gli anni 1998 e 2000 ai sensi dell'articolo 5 della decisione n. 3632/93/CECA.(66) Nella sua notifica degli aiuti per la copertura degli oneri eccezionali degli anni 1998 e 2000 la Spagna aveva presentato un importo globale per tutte le imprese private del settore carbonifero. La Spagna giustificava il carattere globale di questa notifica perché al momento in cui essa era stata effettuata non le erano ancora noti i nominativi delle singole imprese che avrebbero fatto ricorso a piani di chiusura o di riduzione d'attività nel corso dell'anno.(67) Con decisioni 98/637/CECA e 2001/162/CECA la Commissione ha autorizzato importi globali di aiuto a copertura dei costi tecnici di chiusura di imprese private spagnole per un totale di 10325 milioni di pesetas per il 1998 e 9959 milioni di pesetas (59854795,48 EUR) nel 2000.(68) Gli aiuti autorizzati dalla Commissione nelle due decisioni 98/637/CECA e 2001/162/CECA sono destinati a coprire due categorie concrete di costi previste nell'allegato alla decisione n. 3632/93/CECA, ossia:- il deprezzamento degli attivi immobilizzati delle imprese che devono procedere a chiusure totali o parziali (lettera k) dell'allegato);- altri costi eccezionali dovuti alle chiusure progressive connesse alla ristrutturazione dell'industria carbonifera (lettere e), f), h) e i) dell'allegato).(69) Nelle sue decisioni 98/637/CECA e 2001/162/CECA la Commissione ha sollecitato la Spagna a concedere aiuti individuali alle imprese rispettando i criteri stabiliti dalla decisione n. 3632/93/CECA.All'articolo 2 della decisione 98/637/CECA la Commissione stabilisce quanto segue:"In conformità dell'articolo 86 del trattato CECA, la Spagna adotta ogni provvedimento generale o speciale atto ad assicurare l'esecuzione degli obblighi risultanti dalla presente decisione. La Spagna verifica che gli aiuti autorizzati siano destinati ai fini enunciati e che le vengano restituiti tutti gli importi non impiegati, sovrastimati o scorrettamente utilizzati relativi a uno degli elementi contemplati dalla presente decisione".Il tenore dell'articolo 2 della decisione 2001/162/CECA è praticamente identico.Nella motivazione di entrambe le decisioni la Commissione ricorda che:"La Spagna deve accertarsi che gli aiuti destinati alla copertura di oneri sociali eccezionali concessi alle imprese corrispondono alle categorie dei costi definiti nell'allegato della decisione n. 3632/93/CECA".Inoltre nella decisione 2001/162/CECA relativa all'anno 2000 la Commissione ha aggiunto al testo della motivazione:"Nel quadro delle disposizioni dell'articolo 86 del trattato, la Spagna si impegna a verificare che gli aiuti si limitino a quanto strettamente necessario in relazione a considerazioni di ordine sociale e regionale connesse alla riduzione di attività dell'industria carboniera comunitaria. Tali aiuti non dovranno conferire un vantaggio economico, né diretto né indiretto, a produzioni per le quali gli aiuti non siano autorizzati o ad altre attività diverse dalla produzione del carbone. In particolare la Spagna dovrà verificare che gli aiuti concessi alle imprese in conformità dell'articolo 5 della decisione n. 3632/93/CECA, destinati a coprire i costi tecnici di chiusura, non siano utilizzati dalle imprese come aiuti alla produzione corrente (articoli 3 e 4 della decisione) e che le chiusure di capacità cui sono destinati gli aiuti siano definitive e vengano realizzate nelle migliori condizioni di sicurezza e di rispetto dell'ambiente".(70) Gli aiuti per la copertura di oneri eccezionali devono rispettare in ogni caso le condizioni fissate all'articolo 5, paragrafo 1 della decisione n. 3632/93/CECA, ossia che possono essere considerati compatibili con il mercato comune se il loro importo non supera tali costi.(71) In un primo momento la Commissione ha analizzato l'applicazione abusiva degli aiuti corrispondenti agli anni 1998 e 2000 e la compatibilità degli aiuti del 2001 sulla base dei dati forniti dallo Stato membro e dall'impresa beneficiaria. Le conclusioni di tale analisi costituiscono il proseguimento logico delle informazioni inviate alla Commissione. La Commissione rimanda alla sua decisione 2002/827/CECA per un'esposizione dettagliata di tale analisi.(72) In risposta alla decisione della Commissione che riapre il procedimento formale di esame degli aiuti concessi a González y Díez S.A., l'impresa ha presentato nuove osservazioni mediante rapporti dettagliati e ben documentati avallati da nuovi esperti indipendenti. La Commissione fa osservare che sin dalla sua prima richiesta del 25 ottobre 1999 aveva offerto all'impresa numerose opportunità di trasmettere informazioni circa la destinazione degli aiuti oggetto d'esame e che le relazioni predisposte dall'impresa sono ora molto più complete.(73) La Commissione constata tuttavia che i nuovi esperti indipendenti non hanno potuto verificare molti dei dati relativi alla riduzione d'attività, dato che al momento del loro rapporto (anno 2003) le opere si trovavano in stato d'abbandono o colme di macerie. Queste verifiche avrebbero potuto essere realizzate quando la Commissione aveva sollecitato l'invio di rapporti in precedenti occasioni, quando cioè le opere erano ancora accessibili. Per questo motivo la Commissione dovrà trarre le sue conclusioni sia sulla base dei rapporti inviati dalla Spagna il 20 e 30 aprile 2003, sia delle informazioni precedentemente trasmesse, quando ciò risulti necessario per ottenere un panorama completo dei fatti.(74) La società González y Díez S.A. adotta una nuova impostazione nel suo esposto sulla decisione di riapertura del procedimento, affermando che, invece di aver abbandonato 170000 tonnellate nel sottosettore La Prohida e 585000 tonnellate nel settore Buseiro, ha proceduto all'abbandono completo del sottosettore La Prohida e all'abbandono totale della zona ovest del giacimento a cielo aperto di Buseiro.A giudizio della Commissione il sottosettore La Prohida, quale definito nella lettera del 14 aprile 2003 del governo del Principato delle Asturie, può essere considerato come una "unità di produzione" a norma del regolamento (CE) n. 1407/2002 e della decisione 2002/871//CE della Commissione, del 17 ottobre 2002, che stabilisce un quadro comune per la comunicazione delle informazioni necessarie all'applicazione del regolamento (CE) n. 1407/2002 del Consiglio sugli aiuti di Stato all'industria carboniera(13). Se si tiene però conto del progetto di sfruttamento dell'anno 1994 inviato alla Commissione, la zona ovest di Buseiro non risponde a tale definizione.La Commissione può comunque ammettere che gli aiuti destinati a coprire costi eccezionali di ristrutturazione nel sottosettore La Prohida riguardino la chiusura totale di questa unità di produzione. L'analisi degli aiuti fatta dalla Commissione è conforme all'articolo 7 e all'allegato del regolamento (CE) n. 1407/2002, che prevede unicamente aiuti alla chiusura totale di unità di produzione.Nel caso della chiusura parziale del settore Buseiro, la Commissione può continuare ad effettuare l'analisi secondo i criteri fissati dall'articolo 5 e dell'allegato alla decisione n. 3632/93/CECA, dato che un'analisi basata sulla necessità della chiusura totale sarebbe sfavorevole all'impresa e, nelle particolari circostanze di questo caso, contraria al principio di legalità. Infatti, dato che la decisione definitiva sopra questa pratica avrebbe dovuto essere adottata prima dell'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1407/2002 e che tale ritardo non è imputabile esclusivamente all'impresa, non sarebbe conforme al principio di legalità far subire a quest'ultima le conseguenze negative dell'imposizione di norme di fondo più severe nello stesso periodo.6.4.1. Aiuti che possono essere autorizzati (parzialmente)(75) Avendo analizzato i piani relativi alle opere abbandonate al livello 3o del sottosettore La Prohida, la Commissione ritiene eccessiva la valutazione a prezzo di esecuzione dei 1030 metri di gallerie necessarie allo sfruttamento delle 170000 tonnellate abbandonate. Una parte importante di queste gallerie era già stata utilizzata. Inoltre l'esecuzione di queste gallerie è stata imputata ai costi di esercizio, e il 40 % circa di tali costi è stato coperto con aiuti di Stato. La giustificazione avanzata dall'impresa per una copertura al 100 % dei costi di esecuzione equivale al cumulo di aiuti incompatibili. Adottando la posizione più favorevole all'impresa, la Commissione può considerare giustificato il 60 % del costo di esecuzione dei 1030 metri di gallerie, pari a 443114,21 EUR (73728000 pesetas). Una parte dell'aiuto ricevuto nel 2000 può giustificarsi a norma delle lettere g) e h) dell'allegato al regolamento (CE) n. 1407/2002. L'importo restante, pari a 295409,47 EUR (49152000 pesetas), non è compatibile.(76) La Commissione può considerare giustificati i 610716,04 euro (101614599 pesetas) corrispondenti al valore residuo di 1496 metri di gallerie abbandonate al livello 3o della Prohida, che figurano nella rubrica immobilizzazioni al 31.12.2000. La Commissione ha analizzato il rapporto di gestione dell'impresa per l'anno 2001 e verificato che tale importo figura alla voce "perdite" della rubrica immobilizzazioni. L'aiuto si giustifica sulla base della lettera k) dell'allegato al regolamento (CE) n. 1407/2002. I 610716,04 EUR (101614599 pesetas) possono essere imputati al 2001, anno in cui sono stati depennati dai conti dell'impresa.(77) La Commissione può considerare giustificati i 395808,55 euro (65857001 pesetas) e i 1046170,83 euro (174201288 pesetas) corrispondenti, rispettivamente, al valore residuo, alla data del 31 dicembre 2000, dei 1093 metri di gallerie abbandonate ai livelli 2o e 4o e ai 490 metri abbandonati al livello 1o di altre opere abbandonate nel sottosettore Prohida. La Commissione si basa qui sulla chiusura totale di questa unità di produzione. La Commissione ha analizzato il rapporto di gestione dell'impresa per il 2001 e verificato che questo importo figura alla voce "perdite" della rubrica immobilizzazioni. L'aiuto si giustifica sulla base della lettera k) dell'allegato al regolamento (CE) n. 1407/2002 e la Commissione intende autorizzarlo con imputazione all'esercizio 2001.(78) La Commissione può autorizzare i 134654,36 EUR (22404600 pesetas) che l'impresa considera restanti in quanto valore della differenza tra i metri di gallerie abbandonate nel sottosettore Prohida e quelle che presentavano valore residuo nella rubrica immobilizzazioni al 31 dicembre 2000. La Commissione ha verificato, sulla base delle informazioni trasmesse dall'impresa, che gli attivi corrispondenti figuravano alla voce immobilizzazioni dell'impresa al 31 dicembre 2000. La Commissione intende autorizzare questi aiuti con imputazione all'esercizio 2001.(79) La Commissione può autorizzare l'aiuto di 61609,60 EUR (10250975 pesetas) per la sistemazione dell'esterno del settore La Prohida. Questo aiuto è compatibile con le lettere h) e c) dell'allegato al regolamento (CE) n. 1407/2002 e può essere autorizzato con imputazione all'esercizio 2001.(80) Dopo aver analizzato il "Progetto di sfruttamento a cielo aperto della zona di Buseiro" del luglio 1994, allegato all'esposto di Uría &  Menéndez, la Commissione constata che il giacimento di Buseiro presenta molteplici irregolarità geologiche e dà pertanto luogo ad incertezze per quanto riguarda lo sfruttamento futuro. Le descrizioni dello strato I fatte dagli esperti indipendenti sono parziali, dato che corrispondono soltanto alla parte sud del giacimento. Il progetto fa riferimento alla complessità del lato ovest e, per quanto riguarda la presenza reale dello strato I, osserva che questo livello non può essere sfruttato in determinati luoghi a motivo dell'elevato contenuto di ceneri, giustifica la scelta della variante 5 per la determinazione del valore delle riserve e prospetta una variante alternativa per arrivare alla cifra di 450000 tonnellate. La Commissione non condivide i commenti fatti da González y Díez S.A. relativamente agli effetti che le modifiche tecniche di questo progetto indurrebbero sui sovraccosti a carico del Gruppo Buseiro, e condivide invece l'impostazione seguita dagli esperti indipendenti, secondo i quali i costi supplementari indotti dalla riduzione della produzione sono dovuti al sovrascavo di 1005080 m3 nella zona nord. La Commissione ritiene addirittura che sia sopravvalutato anche il succitato terrazzamento di 1005080 m3: infatti, sebbene gli esperti indipendenti non possano valutare questa cifra, quelli che hanno predisposto il rapporto del gennaio 2001 parlano dell'"esperienza acquisita con lo sfruttamento parziale del fondo del sinclinale nella zona nord (l'unica nella quale è stato raggiunto il fondo); il tenore in ceneri di carbone di questa vena (quella del muro) oscilla tra il 40 e il 60 %." Dall'analisi degli studi tecnici la Commissione conclude che l'unica spesa imputabile alla riduzione dell'attività nel settore Buseiro è quella che corrisponde al sovrascavo nella zona nord, con i relativi costi di stoccaggio nel terreno di scarico esterno. La Commissione ritiene altresì che il cambiamento di pianificazione sia dovuto a fattori geologici già presi in considerazione nel progetto iniziale e che i sovraccosti dovuti a tali fattori geologici non debbano in nessun caso essere coperti con aiuti supplementari, visto che l'impresa ha beneficiato ogni anno di aiuti al funzionamento.(81) Il movimento di terreni di 1005080 m3 corrispondente al sovrascavo è stato imputato dall'impresa, come è prassi normale, ai costi d'esercizio. Dato che l'impresa ha ricevuto aiuti destinati a coprire le perdite d'esercizio connesse allo sfruttamento a cielo aperto, che sono dell'ordine del 27 % del costo di produzione, la Commissione può autorizzare unicamente, prendendo l'ipotesi più favorevole all'impresa, il 73 % dei 1902805,52 EUR (316600200 pesetas) da essa giustificati, ossia 1389048,03 EUR (231118146 pesetas). La Commissione ritiene che questo aiuto possa essere autorizzato con imputazione all'anno 1998. L'aiuto è compatibile con la lettera i) dell'allegato al regolamento (CE) n. 1407/2002. Di conseguenza la Commissione ritiene che non sia compatibile l'importo di 513757,49 EUR (85482054 pesetas).(82) La Commissione ritiene eccessivo imputare il totale del valore residuo della formazione del terreno di scarico ovest e delle relative piste d'accesso come perdita dovuta alla riduzione di attività, giacché l'eventualità dell'abbandono del fianco ovest era già prevista nel Progetto del luglio 1994 e, come dichiara lo stesso Progetto, "l'elevazione del fondo di sezione rende automaticamente disponibile una capacità di evacuazione interna più che sufficiente, diminuendo il volume totale di sterili da spostare e creando una cavità di grandi dimensioni nell'estremo nord che mantiene il fondo a quota 530 circa". Tuttavia, dato che il terreno di scarico ovest è stato abbandonato, e di fronte alla difficoltà di valutare il costo reale da attribuire alla riduzione di attività di Buseiro, la Commissione adotta la posizione più favorevole per l'impresa e intende pertanto autorizzare l'aiuto di 204731,36 EUR (34064432 pesetas), così come l'aiuto di 1022423,30 EUR (170117254 pesetas) corrispondenti, rispettivamente, al valore residuo della formazione del terreno di scarico e delle piste di accesso al 31 dicembre 1998. La Commissione può autorizzare questo aiuto con imputazione agli anni 1998 e 2000 sulla base della lettera i) dell'allegato al regolamento (CE) n. 1407/2002.6.4.2. Aiuti che non possono essere autorizzati(83) L'aiuto per un valore di 602146,29 EUR (100188713 pesetas) ha come oggetto la realizzazione di pozzi e altre opere destinate ad assicurare la ventilazione del settore "Tres Hermanas" del gruppo Sorriba. Queste spese corrispondono ad investimenti nelle infrastrutture minerarie necessarie per lo sfruttamento del gruppo "Tres Hermanas". Le spese in nuovi investimenti non possono essere considerate come oneri ereditati dal passato, né a norma del regolamento (CE) n. 1407/2002, né secondo la decisione n. 3632/93/CECA. D'altra parte, come si deduce dalla sua notifica del 19 dicembre 2002 sul Piano 2003-2007 di ristrutturazione dell'industria di estrazione del carbone, la Spagna non ha intenzione di concedere aiuti agli investimenti del tipo previsto all'articolo 5, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1407/2002. Siffatti aiuti sarebbero inoltre incompatibili con gli aiuti destinati a coprire le perdite di esercizio del gruppo Sorriba che la Spagna concede a González y Díez S.A.. Gli aiuti non corrispondono neanche alla sezione I, lettera l) dell'allegato alla decisione n. 3632/93/CECA. Questa categoria di aiuti non figura neppure nell'allegato al regolamento (CE) n. 1407/2002 a norma del quale la Commissione analizza attualmente gli aiuti, ma non sarebbe neanche compatibile con la lettera l) della decisione n. 3632/93/CECA, visto che gli investimenti in questione hanno come oggetto lo sfruttamento delle riserve del sottosettore "Tres Hermanas".(84) La Commissione non può autorizzare l'aiuto di 601012,10 EUR (100000000 pesetas) per la costituzione di una provvigione destinata a coprire le spese future dovute a danni provocati in superficie dalla chiusura del sottosettore La Prohida. La Commissione osserva che questa provvigione e l'importo corrispondente non erano stati assolutamente inclusi nella notifica degli aiuti previsti dalla Spagna per l'anno 2001. Inoltre tale importo supera quello notificato (e versato anticipatamente) dalla Spagna per tale anno. Di conseguenza la Commissione non può dichiararlo compatibile nella presente decisione.(85) I costi pari a 547066,46 EUR (91024200 pesetas), corrispondenti alle garanzie sottoscritte con il governo del Principato delle Asturie a garanzia del risanamento di terreni dopo lo sfruttamento a cielo aperto, rientrano fra i costi di produzione del carbone estratto nella zona ovest del gruppo Buseiro. Infatti il ripristino dei terreni costituisce la parte finale del ciclo produttivo di una miniera a cielo aperto e il relativo costo rappresenta una componente del costo totale del carbone estratto. Nel caso del terreno di scarico di Buseiro, l'impresa non adduce che il suo abbandono comporti costi supplementari di ripristino ma, al contrario, giustifica queste spese sulla base dell'obbligo di legge istituito dal decreto reale 1116/1984 del 9 maggio e dall'ordinanza del Ministero dell'Industria e dell'Energia del 13 giugno 1984 che integra tale decreto, a norma della quale gli spazi interessati da attività di estrazione mineraria devono essere risanati. L'impresa ha ricevuto aiuti di Stato per coprire la totalità delle perdite d'esercizio, comprese quelle sostenute per il risanamento, della miniera a cielo aperto di Buseiro. Il nuovo aiuto verrebbe ad aggiungersi a quelli ricevuti a copertura di perdite d'esercizio e la Commissione non può autorizzare l'aiuto per un importo di 547066,46 EUR (91024200 pesetas).(86) I terreni acquisiti dall'impresa per lo sfruttamento a cielo aperto figurano tra le sue immobilizzazioni, ma non sono beni soggetti a deprezzamento. La Commissione non può autorizzare l'aiuto per un importo di 372176,75 EUR (61925000 pesetas) corrispondente al valore d'acquisto dei terreni, giacché questi non sono considerati come attivi perduti e l'aiuto non è conforme a nessuno dei punti figuranti nell'allegato al regolamento (CE) n. 1407/2002.(87) Le sovvenzioni rimborsabili e a fondo perduto che González y Díez S.A. ha ricevuto nel quadro del contratto del PEAC sottoscritto il 30 dicembre 1989 con il Ministero dell'Industria e dell'Energia avevano come oggetto il finanziamento di progetti destinati a promuovere la produzione di carbone a condizioni economicamente redditizie e ad aumentare la produttività. I prestiti sono stati ricevuti nel periodo 1990-1993, lo stesso in cui è stata data esecuzione ai progetti. Secondo quanto si deduce dall'allegato III del contratto sottoscritto, il prestito rimborsabile di 313500000 pesetas era destinato prioritariamente all'istituzione del nuovo sistema di coltivazione in ritirata che l'impresa ha utilizzato e continua ad utilizzare, secondo quanto si deduce dalla relazione degli esperti indipendenti. L'allegato III del contratto PEAC fa inoltre riferimento a "chiari indizi di produzione eccezionale a cielo aperto, fatto che andrebbe a corroborare la redditività stimata dell'insieme" e ad un obiettivo di produzione annuale pari a 240000 tonnellate commercializzabili che è stato superato. Il rimborso di 233492186 pesetas (1403316 EUR) negli anni 1999 e 2000 corrisponde tuttavia al rimborso di prestiti ricevuti tra il 1990 e il 1993 e non ha relazione con il Piano di riduzione d'attività dell'impresa, notificato alla Commissione per il periodo 1998-2001. La Commissione osserva inoltre che i rimborsi effettuati negli anni 1999 e 2000 dall'impresa sono d'importo molto superiore a quello previsto dal piano iniziale, e ciò a motivo dei ritardi di pagamento, come si deduce dalla lettera del Ministero dell'Industria e dell'Energia (MINER) recante la data di invio del 22 dicembre 1997, e da altra documentazione inviata alla Commissione. La Commissione osserva poi che il prestito rimborsabile di 313500000 pesetas era accompagnato da una sovvenzione a fondo perduto di 209 milioni di pesetas e da un'altra sovvenzione a fondo perduto per 23 milioni di pesetas destinata ad attività di ricerca e sviluppo tecnologico. Oltre a questi contributi in conto capitale l'impresa ha ricevuto ogni anno aiuti destinati a coprire il 40 % circa dei costi di produzione delle attività estrattive sotterranee e il 27 % dei costi di sfruttamento a cielo aperto. La Commissione intende autorizzare, come precisato ai paragrafi precedenti, la totalità del valore residuo al 31 dicembre 2000 delle immobilizzazioni del sottosettore La Prohida e di una parte importante del settore Buseiro. L'aiuto per un importo di 233492186 pesetas (181292186 pesetas per l'anno 1998 e 52200000 pesetas per l'anno 2000) corrispondente al rimborso di sovvenzioni PEAC, che potrebbe comprendere investimenti in opere minerarie del sottosettore La Prohida, comporterebbe un cumulo di aiuti incompatibile con il mercato comune e pertanto la Commissione non può autorizzare questo aiuto.(88) Pur ritenendo che la riduzione delle consegne di carbone non costituisca un criterio per la concessione di aiuti destinati a coprire costi eccezionali di ristrutturazione, la Commissione osserva che non condivide l'affermazione di González y Díez S.A. sulle riduzioni realizzate, dato che le consegne del 1997 e 1998 sono superiori di circa 15000 tonnellate a quelle effettuate dall'impresa negli anni precedenti.(89) In allegato sono indicati gli aiuti autorizzati e quelli non autorizzati.6.4.3. Conclusioni sull'utilizzo abusivo degli aiuti concessi dalla Spagna negli anni 1998 e 2000(90) Analizzate tutte le informazioni disponibili, la Commissione constata che gli aiuti ricevuti da González y Díez S.A. per la copertura di oneri eccezionali di ristrutturazione, a norma dell'articolo 5 della decisione n. 3632/93/CECA, per un totale di 651908560 pesetas per l'anno 1998 e di 463592384 pesetas per l'anno 2000 sono stati iscritti nei conti dell'impresa come proventi di gestione, generando così utili lordi di esercizio eccezionali, nel 1998 e nel 2000, pari rispettivamente a 998185023 pesetas e 217383752 pesetas. In assenza di aiuti destinati a coprire oneri eccezionali tale utile di esercizio, al netto delle imposte, sarebbe stato pari a 277177852 pesetas nell'anno 1998 e probabilmente negativo nel 2000.(91) La Commissione constata che, in conseguenza dell'utilizzo degli aiuti per la copertura di oneri eccezionali di ristrutturazione (articolo 5 della decisione n. 3632/93/CECA) come aiuti al funzionamento (articolo 3 della stessa decisione) i fondi propri dell'impresa sono passati da 787009112 pesetas alla data di acquisizione da parte di Mina la Camocha S.A. a 1624447451 pesetas al 31 dicembre 2000 e che tale aumento si è prodotto grazie agli utili eccezionali degli anni 1998 e 2000.(92) La Commissione ritiene che gli aiuti concessi all'impresa González y Díez S.A. per gli anni 1998 e 2000 a norma dell'articolo 5 della decisione n. 3632/93/CECA superino i costi dovuti alle ristrutturazioni realizzate negli stessi anni e siano stati utilizzati dall'impresa come aiuti al funzionamento a norma dell'articolo 3 della stessa decisione, dunque non per i fini per i quali erano stati autorizzati dalla Commissione.(93) L'impresa González y Díez S.A. non ha giustificato, né nel corso del procedimento che ha dato origine alla decisione 2002/827/CECA, né durante il presente procedimento formale di infrazione, l'origine degli utili eccezionali del periodo 1998-2001, che hanno causato un aumento equivalente dei suoi fondi propri. Nella lettera alla sua proprietaria Mina la Camocha dell'1 novembre 1999, trasmessa dalla Spagna il 2 dicembre 1999, l'impresa ha riconosciuto che "in nessun caso l'aiuto era destinato a compensare costi di qualsiasi natura e che negli utili dell'esercizio 1998 è incluso l'aiuto concesso dal MINER, pari a 651908560 pesetas".(94) A giudizio della Commissione l'impresa González y Díez S.A. ha fatto un utilizzo abusivo degli aiuti concessi dalla Spagna, nel 1998 a norma della decisione 98/637/CECA e nel 2000 a norma della decisione 2001/241/CECA, per un importo totale di 521075440 pesetas (3131726,47 EUR), ripartiti come segue:a)>SPAZIO PER TABELLA>b)>SPAZIO PER TABELLA>c)>SPAZIO PER TABELLA>d)>SPAZIO PER TABELLA>e)>SPAZIO PER TABELLA>6.4.4. Conclusioni sugli aiuti per la copertura di oneri eccezionali nel 2001(95) Con lettera del 19 marzo 2001 la Spagna ha notificato alla Commissione aiuti a copertura di "costi tecnici" di chiusura che aveva intenzione di concedere a varie imprese nel corso dell'esercizio 2001, tra cui l'impresa González y Díez S.A. con un importo di 393971600 pesetas (3367817 EUR).(96) Nella sua decisione 2002/241/CECA la Commissione non si era pronunciata sull'aiuto precedentemente menzionato e aveva annunciato che l'avrebbe fatto solo dopo aver analizzato le informazioni notificate dalla Spagna in risposta alle domande da lei formulate relativamente agli aiuti per gli anni 1998 e 2000.(97) Nella lettera del 13 maggio 2002 la Spagna ha comunicato alla Commissione di avere concesso all'impresa González y Díez S.A. un aiuto per un importo di 383322896 pesetas (2303817 EUR) a copertura dei costi tecnici di riduzione di una capacità di produzione annua di 34000 tonnellate.(98) La concessione di questo aiuto da parte della Spagna non era conforme all'articolo 9, paragrafo 4 della decisione n. 3632/93/CECA, che prescrive quanto segue:"Gli Stati membri possono erogare gli aiuti programmati solo dopo l'approvazione della Commissione che delibera, in particolare, in funzione degli obiettivi e dei criteri generali di cui all'articolo 2 e dei criteri specifici di cui agli articoli da 3 a 7."(99) È di conseguenza illegale l'aiuto per un importo di 383322896 pesetas (2303817 EUR) concesso dalla Spagna all'impresa González y Díez S.A. per l'anno 2001.(100) La Commissione ha effettuato una prima valutazione della compatibilità dell'aiuto di 383322896 pesetas (2303817 EUR), basata su elementi tratti dai rapporti inviati dall'impresa González y Díez S.A., in particolare quelli del 13 febbraio 2002 e del 26 febbraio 2002, trasmessi dalla Spagna rispettivamente il 28 febbraio 2002 e il 24 aprile 2002.(101) Il 22 agosto 2002 la Commissione ha ricevuto il rapporto di gestione dell'impresa González y Díez S.A. per il 2001, in risposta alla sua richiesta, rivolta a tutte le imprese, di trasmissione del rapporto annuale di gestione al fine di verificare il rispetto di quanto previsto all'articolo 2, paragrafo 3 della decisione n. 3632/93/CECA.(102) Il rapporto di gestione dell'impresa González y Díez S.A. per il 2001 contabilizza 383322896 pesetas come "entrate straordinarie" e giustifica la voce "spese straordinarie" per un importo di 389268288 pesetas nel modo seguente: 319268288 pesetas come valore residuo del sottosettore La Prohida (settore Sorriba) e 70000000 pesetas come provvigioni per spese di abbandono di lavori in miniera da realizzarsi nel 2002. Tali aiuti sono stati pertanto iscritti correttamente nella contabilità dell'impresa González y Díez S.A. È comunque necessario analizzarne la compatibilità con l'articolo 7 e con l'allegato al regolamento (CE) n. 1407/2002.(103) In risposta all'avvio del presente procedimento formale di infrazione la Commissione ha ricevuto nuove informazioni dalla Spagna sugli aiuti in questione.(104) In conseguenza dell'analisi fatta dalla Commissione possono essere considerati compatibili con l'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1407/2002 del Consiglio aiuti per un totale di 374328463 pesetas (2249759,37 EUR), ripartiti come segue:a)>SPAZIO PER TABELLA>b)>SPAZIO PER TABELLA>c)>SPAZIO PER TABELLA>d)>SPAZIO PER TABELLA>e)>SPAZIO PER TABELLA>(105) L'aiuto per un totale di 602146,29 EUR (100188713 pesetas) all'impresa González y Díez S.A. per investimenti in infrastrutture minerarie necessarie allo sfruttamento del gruppo "Tres Hermanas" del gruppo Sorriba è incompatibile con l'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1407/2002, poiché i nuovi investimenti non possono considerarsi come oneri ereditati dal passato. Inoltre un aiuto all'investimento avente queste caratteristiche sarebbe incompatibile con gli aiuti destinati a coprire le perdite d'esercizio del gruppo Sorriba che la Spagna ha peraltro concesso a González y Díez S.A.(106) In quanto alla costituzione, nel bilancio 2001 dell'impresa, di una provvigione per un valore di 601012,10 EUR (100000000 pesetas) destinata a coprire i costi eccezionali di ristrutturazione che verranno sostenuti, in futuro, a motivo della chiusura del sottosettore La Prohida, della chiusura parziale del settore Buseiro o di entrambe, la Commissione osserva che né questa provvigione né l'importo corrispondente erano stati in alcun modo inclusi nella notifica degli aiuti previsti dalla Spagna per l'anno 2001. Inoltre tale importo supera quello notificato (e versato anticipatamente) dalla Spagna per lo stesso anno. Di conseguenza la Commissione non può dichiararlo compatibile nella presente decisione.(107) La Commissione ritiene che l'aiuto di 8994433 pesetas (54057,63 EUR) concesso dalla Spagna all'impresa González y Díez S.A. per l'anno 2001 sia superiore ai costi di chiusura e, di conseguenza, non compatibile con il mercato comune.6.4.5. Recupero(108) A norma dell'articolo 16 e dell'articolo 14, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 659/1999, gli aiuti corrispondenti agli anni 1998 e 2000 che costituiscono un'applicazione abusiva delle decisioni 98/637/CECA e 2001/162/CECA devono essere rimborsati dall'impresa beneficiaria. Va ricordato che dalle suddette decisioni di autorizzazione (98/637/CECA e 2001/162/CECA) risultava molto chiaramente che l'autorizzazione degli aiuti era esplicitamente subordinata alla loro reale corrispondenza con determinate categorie di costi di chiusura. Tali decisioni precisavano infatti che gli aiuti destinati a coprire oneri eccezionali devono sempre soddisfare i requisiti dell'articolo 5, paragrafo 1 della decisione n. 3632/93/CECA, a norma del quale il loro importo non può eccedere tali costi. Dato che l'autorizzazione era soggetta a condizioni, e che le condizioni imposte non sono state rispettate nel caso degli aiuti esaminati nel presente procedimento, si esclude automaticamente qualsiasi eventuale invocazione del principio del legittimo affidamento.(109) Analogamente, a norma dell'articolo 14, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 659/1999, gli aiuti corrispondenti al 2001 che sono già stati versati e che sono stati dichiarati incompatibili nella presente decisione dovranno anch'essi venire rimborsati dall'impresa beneficiaria. Dato che tali aiuti sono stati concessi illegalmente prima di essere stati autorizzati dalla Commissione, si esclude automaticamente qualsiasi eventuale invocazione del principio del legittimo affidamento.6.4.6 Modifica della decisione 2002/827/CECA(110) È pertanto opportuno modificare la decisione 2002/827/CECA sopprimendo determinati articoli della medesima,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Gli aiuti di Stato per un importo di 3131726,47 euro concessi dalla Spagna all'impresa González y Díez S.A. per la copertura di oneri eccezionali di ristrutturazione per gli anni 1998 e 2000, a norma dell'articolo 5 della decisione 3632/93/CECA, costituiscono un'applicazione abusiva delle decisioni 98/637/CECA e 2001/162/CECA e sono incompatibili con il mercato comune.Articolo 2Gli aiuti di Stato per un importo di 2249759,37 euro (374328463 pesetas) concessi dalla Spagna all'impresa González y Díez S.A. per la copertura, per il 2001, di costi eccezionali relativi a chiusure effettuate nel periodo 1998-2001 sono compatibili con l'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1407/2002.Articolo 3I seguenti aiuti di Stato che la Spagna prevede di concedere all'impresa González y Díez S.A. sono incompatibili con l'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1407/2002:a) per un importo di 602146,29 EUR (100188713 pesetas), per l'anno 2001, destinato a investimenti in infrastrutture minerarie per lo sfruttamento del gruppo "Tres Hermanas" del gruppo Sorriba;b) per un importo di 601012,10 EUR (100000000 pesetas), per l'anno 2001, destinato alla costituzione di una provvigione a copertura di costi futuri dovuti alla chiusura del sottosettore "La Prohida" e alla chiusura parziale del settore Buseiro, sopravvenuta nel periodo 1998-2001.Non possono essere pertanto concessi gli aiuti di cui alle lettere a) e b) del primo paragrafo.Articolo 41. La Spagna adotta tutte le misure necessarie per ottenere dall'impresa González y Díez S.A. il recupero:a) degli aiuti di cui all'articolo 1;b) di un importo di 54057,63 EUR (8994433 pesetas) versato illegalmente prima dell'autorizzazione della Commissione per l'esercizio 2001 e che costituisce un'eccedenza non autorizzata rispetto agli aiuti autorizzati a norma dell'articolo 2, nonché, eventualmente, qualsiasi altro importo che sia stato versato illegalmente nelle stesse circostanze.2. I recuperi di cui alle lettere a) e b) del paragrafo 1 si effettuano immediatamente e conformemente alle procedure stabilite dal diritto nazionale, sempreché queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. Gli aiuti da recuperare comprendono gli interessi calcolati a partire dalle date in cui essi sono stati messi a disposizione del beneficiario fino alla data del recupero. Gli interessi sono calcolati in base al tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione nell'ambito degli aiuti regionali.Articolo 5La Spagna informa la Commissione, entro un termine di due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione, delle misure adottate per conformarvisi.Articolo 6Sono soppressi gli articoli 1, 2 e 5 della decisione 2002/827/CECA.Articolo 7Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il 5 novembre 2003.Per la CommissioneLoyola de PalacioVicepresidente de la Commissione(1) GU C 87 del 10.4.2003, pag. 17.(2) GU C 296 del 30.10.2002, pag. 80.(3) Cfr. la nota a piè di pagina n. 1.(4) GU C 303 del 13.11.1998, pag. 57.(5) GU C 58 del 28.2.2001, pag. 24.(6) GU C 82 del 26.3.2002, pag. 11.(7) GU C 329 del 30.12.1993, pag. 12.(8) Cfr. nota a piè di pagina n. 6.(9) GU L 83 del 27.3.1999, pag. 1.(10) Cfr. nota a piè di pagina n. 1.(11) GU C 152 del 26.6.2002, pag. 5.(12) GU L 205 del 2.8.2002, pag. 1.(13) GU L 300 del 5.11.2002, pag. 42.ALLEGATO>SPAZIO PER TABELLA>