CELEX: 51998PC0322
Language: it
Date: 1998-05-20
Title: Progetto di decisione del Consiglio con la quale si modifica la decisione 70/532/CEE relativa all'istituzione del Comitato pemanente del'occupazione delle Comunità europee

->V "-T -r"~       COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
    •ùr'
                                                       Bruxelles, 20.05.1998
                                                       COM( 1998) 322 def.
                      COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE
                 CHE ADEGUA E PROMUOVE IL DIALOGO SOCIALE
                              A LIVELLO COMUNITARIO
                                        Progetto di
                             DECISIONE DEL CONSIGLIO
        con la quale si modifica la decisione 70/352/CEE relativa all'istituzione
             del Comitato permanente dell'occupazione delle Comunità europee
                              (presentato dalla Comissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                      INDICE
1. INTRODUZIONE                                                                     3
   1.1  Un nuovo contesto                                                           4
   1.2  Chi sono le parti sociali?                                                  5
2. PROMUOVERE LO SCAMBIO DI INFORMAZIONI                                            6
3. ADEGUARE LE PROCEDURE DI CONSULTAZIONE                                           7
   3.1  Consultazione a livello interprofessionale                                  7
   3.2  Consultazione a livello settoriale                                          9
   3.3  Consultazione ai sensi dell'articolo 3 dell'Accordo sulla politica sociale 10
4. PARTNERSHIP PER L'OCCUPAZIONE                                                   11
5. PRIVILEGIARE L'AZIONE CONGIUNTA E IL NEGOZIATO                                  13
   5.1  Azione congiunta e negoziazione a livello interprofessionale               14
   5.2  Azione congiunta e negoziazione a livello settoriale                       15
   5.3  Negoziazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, dell'Accordo sulla
        politica sociale                                                           16
   5.4  Attuazione degli accordi stipulati a livello comunitario                   17
        5.4.1     Attuazione realizzata dalle parti sociali                        17
        5.4.2     Attuazione tramite la legislazione comunitaria                   17
6. APRIRE NUOVE PROSPETTIVE                                                        18
   6.1  Dialogo sociale e ampliamento                                              18
   6.2  Sviluppare una cultura europea delle relazioni industriali e della
        partnership                                                                19
        6.2.1     Dialogo transnazionale decentrato                                19
        6.2.2     Sostegno alle parti sociali                                      19
        6.2.3     Sostenere il Centro europeo delle relazioni industriali          20
   6.3  Gli strumenti per promuovere il dialogo sociale                            20
   6.4  Un processo di riflessione europea: gruppo di studio                       21
 ---pagebreak--- 1.       INTRODUZIONE
La presente Comunicazione individua gli strumenti che la Commissione intende
utilizzare per adeguare e promuovere il dialogo sociale. Il fine è di identificare i passi
necessari da compiere per rafforzare il dialogo sociale a livello europeo, renderlo più
flessibile, collegando più strettamente le attività delle parti sociali allo sviluppo
dell'attuazione delle politiche comunitarie.
Il dialogo sociale europeo ha già compiuto notevoli progressi e il protocollo sociale, che è
stato inserito nel corpo principale del Trattato di Amsterdam, attribuisce notevoli poteri e
responsabilità alle parti sociali. Due importanti accordi europei, sul congedo parentale e
sul lavoro a tempo parziale, che sono stati successivamente adottati sotto forma di
direttive del Consiglio nell'ambito della procedura sul protocollo sociale, sono già stati
stipulati.
Inoltre, le parti sociali a tutti i livelli hanno dimostrato un interesse crescente nello
sviluppo del dialogo a livello europeo. Ciò può essere ad esempio verificato nei
contributi congiunti, a livello settoriale e generale, agli Orientamenti occupazione 1998,
oltre che nell'Accordo quadro sull'occupazione concluso nel settore agricolo.
Il ruolo del dialogo sociale nell'affrontare i temi fondamentali è stato sottolineato durante
il Consiglio europeo straordinario sull'occupazione dei giorni 20-21 novembre 1997. Il
Consiglio europeo ha fortemente sottolineato l'esigenza che le parti sociali
contribuiscano a tutti i livelli e a tutte le fasi della nuova strategia dell'occupazione.
La più stretta integrazione europea e l'inserimento di nuovi aspetti nel quadro
comunitario, in particolare l'occupazione, ha ampliato la portata delle attività delle parti
sociali, in particolare per quanto riguarda la modernizzazione dell'organizzazione del
lavoro, l'anticipazione dei cambi strutturali e il sostegno alla ristrutturazione,
l'adeguamento dei termini e delle condizioni di occupazione al fine di consentire lo
sviluppo di nuove forme di lavoro, riconciliare la vita familiare e la vita lavorativa,
integrare i giovani nel mondo del lavoro e sviluppare l'accesso alla formazione
professionale.
Il programma d'azione sociale 1998-20001, recentemente adottato, intende tenere conto
di queste nuove sfide ed opportunità, in particolare di quelle fornite dal Trattato di
Amsterdam. Ciò consente di elaborare una piattaforma per rafforzare la politica sociale e
attribuisce un ruolo fondamentale alle parti sociali. Al fine di consentire che le parti
sociali svolgano pienamente il loro ruolo, il programma di azione sociale stabilisce che la
Commissione pubblichi la presente Comunicazione.
La Commissione ha adottato nel settembre 1996 una comunicazione consultiva2 al fine di
raccogliere un ampio arco di punti di vista sugli strumenti da utilizzare per promuovere e
sviluppare il dialogo sociale europeo.
1
     COM(1998) 259 del 29 aprile 1998.
     COM(96) 448 def. del 18 settembre 1996 sull'andamento e sul futuro del dialogo sociale a livello comunitario.
 ---pagebreak--- Durante il 1997 sono state ricevute più di 80 risposte particolareggiate provenienti da
datori di lavoro e lavoratori europei, da organizzazioni nazionali, da istituzioni europee3 e
da autorità nazionali. Nell'aprile del 1997 si è tenuto all'Aia un Forum europeo ed è stata
elaborata una sintesi iniziale dei contributi.
La presente comunicazione individua le principali lezioni ricavate da tale consultazione e
dai recenti sviluppi. La comunicazione elenca una serie di azioni fondamentali nei quattro
principali settori nei quali la Commissione intende adeguare e promuovere il futuro
dialogo sociale:
Informazioni: La Commissione creerà nuovi e più efficienti canali per lo scambio di
informazioni con tutte le parti sociali e incoraggerà le parti sociali europee a sviluppare i
risultati del dialogo sociale europeo con i loro affiliati a livello nazionale.
Consultazione: La Commissione sostituirà le strutture esistenti a livello settoriale con
nuove e più flessibili istanze di dialogo sociale. A livello dei vari settori industriali, i
comitati consultivi saranno razionalizzati e la Commissione garantirà che tutte le parti
sociali siano efficacemente consultate sugli sviluppi politici in corso.
Partnership occupazione: La Commissione proporrà di riformare il Comitato
permanente dell'occupazione al fine di rafforzare gli scambi tra la Commissione, il
Consiglio e le parti sociali, sulla base della risoluzione del Consiglio sugli Orientamenti
occupazione per il 1998.
Negoziati: La Commissione continuerà ad incoraggiare l'ulteriore sviluppo dei rapporti
contrattuali a livello settoriale e generale.
Un compito importante e diffìcile è inoltre quello di incoraggiare i paesi candidati
all'adesione a sviluppare proprie strutture e attività indipendenti di dialogo sociale,
assistendo le parti sociali nello sviluppo di collegamenti con le controparti in questi paesi.
Al fine di promuovere e migliorare le attività di dialogo sociale la Commissione si è
posta tre obiettivi: un dialogo sociale più aperto, un dialogo più efficace tra le istituzioni
europee e le parti sociali, e lo sviluppo di una reale area collettiva di negoziazione a
livello europeo.
1.1     Un nuovo contesto
Nel formulare la sue proposte la Commissione ha tenuto conto dell'attuale clima secondo
quanto segue:
•     I recenti progressi nel settore dell'occupazione consentono di sviluppare un processo
      di coordinamento delle politiche dell'occupazione a livello europeo, aprendo nuovi
      settori al dialogo sociale comunitario. La risoluzione del Consiglio sugli
      orientamenti per l'occupazione del 19984, fanno specificamente appello alle parti
      sociali al livello europeo e nazionale per quanto riguarda l'adeguamento delle forme
      di lavoro e lo sviluppo della formazione professionale. I Piani di azione nazionali
     Vedi risoluzione del Parlamento europeo sulla comunicazione della Commissione "Lo sviluppo del dialogo sociale a livello
     comunitario", COM(96) 448 def., del 18 luglio 1997 e il parere del Comitato economico e sociale sullo stesso documento,
     adottato il 29-30 gennaio 1997.
     Adottata dal Consiglio il 15 dicembre 1997 (GU C 30 del 28 gennaio 1998, pagg. 1-5).
                                                               4
 ---pagebreak---      hanno offerto alle parti sociali l'opportunità                                  di contribuire          alla politica
     dell'occupazione5.
•    Il processo di attuazione dell'Unione economica e monetaria e la convergenza
     economica hanno progressivamente evidenziato l'importanza del ruolo delle parti
     sociali, non solo nell'influenzare la competitività locale e le condizioni di
     occupazione, ma anche in quanto protagonisti delle politiche di crescita e di sviluppo
     dell'occupazione nella zona euro e nell'intera Comunità.
•    Il Trattato, che sin dal 1986 ha attribuito alla Commissione il compito di promuovere
     il dialogo sociale, è stato notevolmente rafforzato. In base all'accordo sulla politica
     sociale, le parti sociali hanno diritto alla previa consultazione. Ma è ancora più
     importante il fatto che l'accordo apre una vera e propria area di contrattazione in cui
     le disposizioni europee nel settore sociale possono essere stabilite sulla base dei
     negoziati tra le parti sociali. Il Trattato di Amsterdam estende questo insieme di
     misure al settore della legislazione sociale applicabile a tutti gli Stati membri.
L'integrazione europea sta guadagnando terreno e, considerando l'integrazione delle
nostre economie, le parti sociali devono tenere sempre più conto di questo aspetto. I
recenti sviluppi collegati alla ristrutturazione delle società preoccupano direttamente le
parti sociali europee, che saranno coinvolte nella discussione delle relazioni del nuovo
gruppo di alto livello sulle implicazioni economiche e sociali delle trasformazioni
industriali6.
1.2 Chi sono le parti sociali?
Le parti sociali hanno una natura diversa da altre organizzazioni, quali i gruppi di
pressione o di interesse, poiché partecipano alla contrattazione collettiva. In un contesto
europeo, le organizzazioni continuano ad evolvere. Nuovi membri continuano ad arrivare
dalle organizzazioni nazionali e vengono costantemente creati nuovi gruppi.
Considerata questa situazione, la Commissione ha varato, sulla base della comunicazione
del 1996, un grande studio sulla rappresentatività delle organizzazioni a livello
d'industria e di settore; una prima relazione sarà pubblicata nei primi mesi dell'anno e
sarà seguita da aggiornamenti annuali. Lo studio viene effettuato secondo caratteristiche
analoghe a quelle della prima ricerca sulla rappresentatività elaborata nel 1992. Lo studio
costituirà un importante strumento a disposizione della Commissione per verificare la
partecipazione delle organizzazioni al dialogo sociale.
La strategia della Commissione riguardante la partecipazione alle varie forme del dialogo
sociale si basa sui seguenti orientamenti:
•     ampia disponibilità di informazioni e consultazione su temi generali. Tutte le
     organizzazioni che ne faranno richiesta saranno informate regolarmente sulle
     principali iniziative e documenti della Commissione nel settore sociale;
    Comunicazione della Commissione "Dagli Orientamenti all'Azione: i Piani di azione nazionali per l'occupazione",
    COM( 1998) 316, adottata il 13 maggio 1998.
    Creato secondo le indicazioni del Consiglio europeo straordinario sull'occupazione dei giorni 20-21 novembre 1997 (Vedi n. 28
    delle conclusioni della presidenza).
                                                                5
 ---pagebreak--- •     concentrazione dell'attività delle organizzazioni rappresentative sulle finalità di
     consultazione ai sensi dell'articolo 3 dell'Accordo sulla politica sociale, in
     conformità con i tre criteri stabiliti dalla comunicazione7 del dicembre 1993. Le
      organizzazioni consultate dovrebbero (1) essere interprofessionali, settoriali o di
      categoria ed essere organizzate a livello europeo; (2) essere composte da
      organizzazioni esse stesse riconosciute come parte integrante delle strutture delle
      parti sociali degli Stati membri e avere la capacità di negoziare accordi, nonché
      essere, per quanto possibile, rappresentative in tutti gli Stati membri; (3) disporre di
      strutture adeguate che consentano loro di partecipare in modo efficace al processo di
      consultazione.
•    rispetto dell'autonomia per quanto riguarda la partecipazione ai negoziati.
2.     PROMUOVERE LO SCAMBIO DI INFORMAZIONI
L'accesso all'informazione è essenziale per lo sviluppo del dialogo sociale, poiché
consente alle parti sociali di mantenere i propri membri aggiornati su questioni che li
interessano direttamente, rendendoli consapevoli degli attuali sviluppi politici nel settore
e fornendo gli elementi necessari per il dialogo a livello europeo. A loro volta, le
istituzioni europee sono mantenute informate sulle attività e i punti di vista delle parti
sociali.
Coloro che hanno risposto alla comunicazione consultiva del 1996 hanno sottolineato la
necessità di rafforzare i canali di informazione ed evidenziato il fatto che le attività e i
risultati del dialogo sociale europeo non sono sufficientemente familiari ai lavoratori e ai
datori di lavoro negli Stati membri - anche se i loro interessi sono direttamente coinvolti.
È stata dedicata particolare attenzione alla sempre maggiore necessità di sviluppare
efficaci canali informativi tra i vari protagonisti, settori e livelli dei dialogo.
La Commissione ha recentemente creato alcuni strumenti specifici di informazione che
 integrano la sua politica generale dell'informazione:
 •     il Bollettino d'Informazione sul Dialogo Sociale, che informa le parti sociali sugli
      eventi più importanti;
 •   una relazione annuale sullo stato d'avanzamento del dialogo sociale;
 •     una base di dati interattiva con una rete elettronica cui le parti sociali europee
       saranno collegate on-line, con il sostegno della Commissione (Dialogo sociale
       europeo on-line, ESDO).
 La Commissione ha inoltre sviluppato la prassi dei fori informativi trimestrali che
 riuniscono le parti sociali a livello europeo, per discutere e scambiare informazioni tra i
 vari protagonisti e i vari tipi di dialogo su temi di attualità. Tali incontri sono risultati
 estremamente utili, riunendo i vari elementi del dialogo e fornendo alle parti sociali un
 panorama generale degli attuali sviluppi.
     COM(93) 600 def. del 14 dicembre 1993 riguardante l'attuazione del Protocollo sulla politica sociale, n. 24.
                                                               6
 ---pagebreak--- È necessario rafforzare lo scambio d'informazioni tra le parti sociali e creare canali
informativi interni ed esterni più efficaci al fine di diffondere i risultati del dialogo
sociale europeo.
Azioni principali
• La Commissione rafforzerà l'attuale prassi di riunire rappresentanti delle
   organizzazioni interprofessionali e settoriali a livello europeo in un forum trimestrale
   di collegamento per uno scambio di informazioni sulle politiche comunitarie e le
   attuali iniziative a tutti i livelli del dialogo.
 • La Commissione adotterà misure per migliorare la diffusione delle informazioni a
   tutte le organizzazioni europee che rappresentano le parti sociali.
 • La Commissione garantirà che i risultati del dialogo (raccomandazioni, pareri
   congiunti e accordi) siano resi noti alle altre istituzioni europee e a tutte le parti
   interessate.
3. ADEGUARE LE PROCEDURE DI CONSULTAZIONE
Le procedure di consultazione, che si propongono di migliorare la qualità delle politiche e
delle proposte comunitarie, si sono sviluppate gradualmente, rispondendo alle crescenti
necessità di dialogo tra le parti sociali sullo sviluppo della politica comunitaria.
La Commissione ha consultato per molti anni ie parti sociali su base informale e continua
a consultare tutte le parti sociali influenzate dagli attuali sviluppi a livello comunitario
con implicazioni sulla politica sociale, comprese le evoluzioni e le politiche
macroeconomiche.
3.1 Consultazione a livello interprofessionale
La Commissione intende consultare sistematicamente le parti sociali a livello
interprofessionale su tutti gli sviluppi importanti nei settori economico e della politica
sociale, garantendo l'effettiva partecipazione di tutte le parti sociali nelle consultazioni.
Un'altra forma di consultazione sulle politiche comunitarie avviene nell'ambito dei
comitati consultivi8, istanze tripartite il cui ruolo è di prestare consulenza alla
Commissione sulla formulazione di specifiche politiche, assistendola nella loro
attuazione.
Malgrado alcune critiche sulla loro utilità, attualmente la maggior parte di coloro che
hanno risposto alla comunicazione del 1996 hanno riconosciuto che i comitati consultivi
hanno ancora un importante ruolo da svolgere. È stato tuttavia sottolineato che il metodo
di lavoro di alcuni di essi può essere migliorato.
    Ve ne sono attualmente sei, per i seguenti settori: sicurezza sociale dei lavoratori migranti; libertà di movimento dei lavoratori;
    Fondo sociale europeo; formazione professionale; sicurezza; igiene e tutela della salute sul lavoro; parità delle opportunità tra
    donne e uomini.
 ---pagebreak--- Una recente decisione del Comitato consultivo sulla sicurezza, l'igiene e la tutela della
salute sul lavoro, ad esempio, ha portato ad una modifica delle procedure interne di
lavoro con riduzione del numero delle riunioni plenarie e l'elezione di un comitato del
programma.
Dovrà essere creato un sistema coerente di consultazione sugli sviluppi generali della
politica sociale. Le attività dei comitati consultivi dovranno essere conformi agli sviluppi
generali del dialogo sociale, in modo tale da minimizzare le sovrapposizioni nei rispettivi
settori di competenza e garantire che le posizioni delle parti sociali nei comitati siano
coordinate con i pareri espressi in altre istanze.
Azioni principali
 • La Commissione svilupperà e amplierà la sua prassi di consultazioni sugli sviluppi nel
    settore della politica sociale non ricompresi nel processo di consultazioni formali
    adottato in base all'articolo 3 dell'Accordo sulla politica sociale, ad esempio sui Libri
    Verdi. Tale prassi coinvolgerà tutte le parti sociali rappresentative9. Verranno utilizzati
    i meccanismi del forum di collegamento che consentiranno una scelta del più adeguato
    metodo di consultazione (incontri, posta elettronica ecc).
 • La Commissione proporrà10 in base agli impegni presi nella comunicazione della
    Commissione, recentemente adottata, su un piano d'azione per la libertà di movimento
    dei lavoratori11, che il Comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la protezione
    della salute sul luogo di lavoro si fonda con il Comitato consultivo sulla libertà di
    movimento dei lavoratori. Ciò va incontro a quanto è stato auspicato dalla maggior
    parte di coloro che hanno risposto alla comunicazione del 1996 e ad una precedente
    raccomandazione12 delle parti sociali che hanno sottolineato la stretta interdipendenza
    dei comitati e l'esigenza di rafforzare i collegamenti tra le loro attività.
 • Nel momento in cui entrerà in vigore il Trattato di Amsterdam, vi sarà una base
    giuridica per effettuare proposte legislative sulla salute e la sicurezza nel lavoro; tutte
    le proposte legislative in questo settore ricadranno nell'ambito della procedura di
    consultazione delle parti sociali. Tuttavia il Comitato consultivo per la sicurezza,
    l'igiene e la protezione della salute sul luogo di lavoro rimarrà un'istanza
    fondamentale per la consultazione sui temi della salute e della sicurezza; la
    Commissione consulterà tale organismo in parallelo con il processo di consultazione a
    due fasi.
 • La Commissione adeguerà ove necessario, esaminando la situazione caso per caso, le
    strutture dei comitati consultivi.
      Invitati sulla base dell'elenco allegato delle organizzazioni formalmente consultate ai sensi dell'articolo 3 dell'accordo sulla
      politica sociale.
 io   Ibid. Questa proposta sarà effettuata nel contesto delle modifiche da apportare ai regolamenti (CEE) n. 1408/71 e
      (CEE)n. 1612/68.
      Cfr. la comunicazione della Commissione "Un piano d'azione per la libertà di movimento dei lavoratori", C0M(97) 586 def.
      Cfr., ad esempio, la raccomandazione della Confederazione europea dei sindacati (CES), dell'Unione delle industrie della
      Comunità europea (UNICE) e del Centro europeo dell'impresa pubblica (CEEP) sul funzionamento dei comitati consultivi
      interprofessionali (giugno 1993).
 ---pagebreak--- 3.2 Consultazione a livello settoriale
La Commissione riceve suggerimenti dalle parti sociali, nei vari settori, sulla politica
comunitaria tramite consultazioni su una serie di iniziative di politica sociale nei settori
in cui vi è una politica comune; la consultazione riguarda la formulazione e l'attuazione
delle politiche settoriali. Le consultazioni di settore sono volte a migliorare e ad
armonizzare le condizioni di lavoro ed anche, in alcuni casi, a migliorare la posizione
economica e competitiva dei settori in questione.
Sono stati rivolti inviti a migliorare l'efficacia dei procedimenti consultivi sugli specifici
temi settoriali. Le informazioni di ritorno sui temi oggetto di consultazione devono essere
tempestive, in modo tale da garantire che i punti di vista delle parti sociali siano presi in
considerazione nella preparazione delle politiche e delle proposte comunitarie. Coloro
che hanno risposto alla comunicazione hanno invitato la Commissione a migliorare il
coordinamento delle attività nell'ambito delle sue strutture coinvolte nelle procedure di
consultazione; tuttavia si preferisce in generale che la responsabilità globale del dialogo
settoriale rimanga alla DG V.
La maggior parte delle risposte hanno manifestato il loro accordo con la conclusione
della Commissione secondo la quale le attuali strutture spesso ostacolano sviluppi
positivi. Comitati Congiunti e gruppi di lavoro informali sono divenuti eccessivamente
istituzionalizzati o hanno mantenuto metodi operativi spesso risultati inutili.
In alcune industrie il dialogo sociale costituisce un'innovazione ed assume forme
embrionali: scambi d'informazione, scambi di esperienze in un contesto multiculturale,
determinazione dei problemi particolari ai vari settori industriali. Altri settori non hanno
ancora preso parte al dialogo sociale in quanto tale a livello europeo. Tuttavia, altre forme
di consultazione o di cooperazione con il coinvolgimento delle parti sociali sono già state
avviate (ad es. nei comitati misti nell'ambito del Trattato CECA).
È necessario adottare una strategia maggiormente armonizzata per le strutture che
sostengono il dialogo settoriale, al fine di garantire un trattamento più equo dei vari
settori di attività, permettendo a tutti i settori di contribuire in modo più efficace e
sostanziale allo sviluppo delle relative politiche comunitarie. La Commissione deve
essere preparata a rispondere alle richieste dei vari settori che intendono presentare
significativi contributi congiunti.
Le parti sociali settoriali dovranno essere in grado di reagire efficacemente alle sfide che
il settore deve affrontare a livello comunitario. Le parti sociali sono in condizione di
fornire le informazioni necessarie per identificare le migliori prassi ed avviare progetti a
livello europeo. Le parti sociali a livello di settore devono svolgere un ruolo decisivo
nella previsione e nella gestione delle trasformazioni industriali nella Comunità e saranno
coinvolte nelle discussioni sulle relazioni del nuovo gruppo di rappresentanti di alto
livello sulle implicazioni economiche e sociali delle trasformazioni industriali.
Il dialogo sociale settoriale si è costantemente sviluppato a livello europeo. Per consentire
ulteriori progressi e migliorare i risultati in termini quantitativi e qualitativi, con un
sempre maggiore valore aggiunto a livello europeo, è necessario sostituire le strutture
esistenti ed incoraggiare un dialogo più efficace.
 ---pagebreak--- Azioni principali
• La Commissione delineerà un nuovo contesto nell'ambito del quale il dialogo
   settoriale potrà continuare a svilupparsi. Tale contesto sarà applicabile a tutti i settori
   che intenderanno prendere parte al dialogo sociale e sarà facilmente trasferibile a
   nuovi settori. A tal fine la Commissione ha deciso di adottare una decisione sulla
   creazione di nuovi comitati per il dialogo sociale settoriale (cfr. Allegato II) che
   sostituiranno tutte le attuali strutture settoriali.
        I nuovi comitati costituiranno le istanze principali del dialogo sociale
        (consultazione, azioni congiunte e negoziati) e saranno creati in tutti i settori che
        presenteranno richieste congiunte e saranno considerati sufficientemente
        organizzati, con una significativa presenza europea, in conformità con i previsti
        criteri di rappresentatività.
        Le procedure operative saranno uniformate: una riunione plenaria di alto livello
        ogni anno, una delegazione ristretta delle parti sociali, rimborsi per un massimo di
        15 partecipanti di ciascuna parte.
        La Commissione, tramite le direzioni generali maggiormente interessate ai temi
        all'ordine del giorno della DG V, garantirà i servizi di segretariato; le riunioni
        saranno, di regola, presiedute da un rappresentante della delegazione dei datori di
        lavoro o della delegazione dei lavoratori, a meno che le parti sociali non chiedano
        congiuntamente che la presidenza venga affidata ad un rappresentante della
        Commissione.
        La Commissione garantirà lo svolgimento di consultazioni tempestive ed
        approfondite sui vari temi d'importanza settoriale che abbiano notevoli
        implicazioni a livello sociale. Ciascun settore sarà appoggiato attraverso una
        partnership tra la DG V e le altre direzioni generali interessate, tra l'altro
        migliorando l'appoggio tecnico per la preparazione e lo svolgimento delle
        riunioni.
3.3     Consultazione ai sensi dell'articolo 3 dell'Accordo sulla politica sociale
Nel complesso, le risposte hanno sottolineato che il processo di consultazione a due fasi
avviato in base all'Accordo sulla politica sociale funziona in modo soddisfacente in
conformità con le procedure stabilite nella comunicazione della Commissione del 1993.
È chiaro che dopo l'entrata in vigore del Trattato di Amsterdam il processo di
consultazione avrà un'importanza maggiore di oggi poiché comprenderà le proposte
legislative sulla politica sociale, destinate ad essere adottate in tutti gli Stati membri; tutti
i protagonisti debbono pertanto svolgere il loro ruolo al fine di garantire l'efficacia del
processo.
La maggior parte delle risposte erano a favore del mantenimento degli attuali criteri per
determinare quali organizzazioni devono essere consultate. Lo studio in corso sulla
rappresentatività costituirà un'importante strumento per l'effettiva designazione delle
organizzazioni da consultare, sulla base di questi criteri.
Alcune organizzazioni che non sono attualmente consultate auspicherebbero essere
coinvolte nel processo. Inoltre, alcune di esse ritengono che l'attuale termine di sei
settimane per ciascuna consultazione dovrebbe essere ampliato, mentre altre risposte
                                                 10
 ---pagebreak--- hanno sottolineato l'esigenza di mantenere rigidi limiti di tempo in modo tale da non
mettere a rischio l'efficacia della procedura legislativa comunitaria. Quest'ultima
osservazione dovrebbe essere tenuta presente considerando la più frequente applicazione
delle procedure di consultazione nell'ambito del Trattato di Amsterdam.
Azioni principali
 • La consultazione formale sulla legislazione proposta nel settore della politica sociale
    continuerà a basarsi sulle procedure previste dalla comunicazione del 1993. Ciò
    significa che il termine generale di sei settimane per ciascuna consultazione sarà
    mantenuto. La Commissione potrà tuttavia adeguare i termini in casi particolari, in
    funzione della natura e della complessità del tema.
 • Un elenco aggiornato delle organizzazioni che rispondono ai tre criteri per la
    determinazione delle organizzazioni da consultare è compreso nell'Allegato I. La
    Commissione prowederà a modificare periodicamente l'elenco, tenendo conto dei
    risultati dello studio in corso sulla rappresentatività.
4. PARTNERSHIP PER L'OCCUPAZIONE
Vi sono attualmente discussioni sull'occupazione e incontri tra rappresentanti delle parti
sociali, del Consiglio e della Commissione. Oltre che determinare le specifiche priorità
delle parti, ci si propone inoltre di determinare obiettivi congiunti. L'organismo che fino
ad oggi ha svolto un ruolo fondamentale al riguardo è stato il Comitato permanente
sull'occupazione13, creato nel 1970.
Vi sono state molte critiche sul funzionamento del Comitato nella sua configurazione
attuale. La maggior parte dei membri del Comitato concordano sul fatto che il
funzionamento non risponde più alle attuali esigenze, così come le regole di
appartenenza, i metodi di lavoro e l'utilizzazione dei risultati.
Inoltre , negli ultimi anni ha subito trasformazioni anche il contesto del dialogo tripartito
a livello comunitario:
 1.   La strategia tripartita ha assunto un ruolo maggiore in molti Stati membri, soprattutto
      per la conclusione di patti per l'occupazione.
2.    Nelle recenti discussioni sulle misure di accompagnamento della ristrutturazione
      industriale, la partnership è stata considerata una delle strategie più importanti da
      promuovere.
j .   L'inserimento di un nuovo titolo sull'occupazione nel Trattato di Amsterdam e
      l'applicazione delle relative disposizioni hanno modificato la direzione del dialogo
      tripartito. L'attuazione degli orientamenti sull'occupazione e il controllo della loro
      applicazione fanno sorgere nuove sfide e le parti sociali saranno chiamate a prendere
      posizione in tale contesto. Esse dovranno impegnare la loro responsabilità nel
      sostegno agli orientamenti per l'occupazione. Ciò comporterà l'adozione di una
      strategia globale, comprendente tutti gli elementi necessari all'adattabilità -
      modernizzazione del contesto normativo, aggiornamento delle negoziazioni e dei
 13  Decisione del Consiglio del 14 dicembre 1970 (GU L 273 del 17.12.1970).
                                                             11
 ---pagebreak---       contratti collettivi, nuove forme di organizzazione del lavoro e di gestione dell'orario
      lavorativo.
Inoltre, le recenti iniziative volte a incoraggiare nuove forme di dialogo tripartito hanno
portato ad un aumento delle istanze attive nel settore, ed inoltre all'incremento delle
riunioni a livello ministeriale nel quadro del Comitato permanente sull'occupazione, in
cui il Consiglio e le parti sociali si incontrano per discutere temi riguardanti
l'occupazione, come ad esempio le riunioni tra il gruppo direttivo del Comitato
occupazione e mercato del lavoro e le parti sociali, e le riunioni tra la Troika dei ministri
e/o capi di stato e le parti sociali.
Tutti questi sviluppi e l'indubbia inefficienza del Comitato permanente nella sua attuale
configurazione rendono necessario un nuovo processo razionalizzato che consenta alle
parti sociali di contribuire nel modo più efficace allo sviluppo e all'attuazione degli
Orientamenti sull'occupazione e degli Orientamenti economici generali.
Azione principale
 • La        Commissione              propone            di        trasformare   il      Comitato          permanente
    dell'occupazione14secondo le modalità sotto indicate.
   Le missioni definite dalla decisione del 1970 che istituisce il Comitato mantengono
   tutta la loro attualità: "garantire .... in modo permanente il dialogo, la concertazione e
    la consultazione tra il Consiglio, .... la Commissione e le parti sociali, al fine di
   agevolare il coordinamento delle politiche dell'occupazione degli Stati membri
   armonizzandole con gli obiettivi comunitari ".
   Essendo chiamato            a discutere questioni relative alle tendenze dell'occupazione e dei
   progetti sottoposti          a discussione nell'ambito del Consiglio, il Comitato è il luogo in
   cui si esprimono            interessi generali e solidarietà trasversali. La sua composizione
   dovrebbe riflettere         queste caratteristiche secondo quanto sopra indicato.
   Il Comitato permanente dell'occupazione sarà composto dal Consiglio (rappresentato
    dalla Troika dei capi di Stato o di governo o dall'intero Consiglio dei Ministri) dalla
    Commissione e dalle due delegazione delle parti sociali (8 membri della parte
    sindacale e 8 membri della parte padronale, secondo la composizione sottoindicata).
    Secondo quanto previsto nelle conclusioni del Consiglio Europeo sull'occupazione del
    20-21 novembre 1997 (pag. 19), il Comitato si riunirà prima delle riunioni tra i capi di
    Stato e di governo alla fine di ciascun periodo di presidenza.
 • In secondo luogo, le riunioni tecniche tra il gruppo direttivo del comitato Occupazione
    e mercato del lavoro e le parti sociali, prevista dallo statuto del Comitato, dovranno
    essere direttamente collegate alle procedure annuali previste nel contesto degli
    Orientamenti occupazione. Si propone quindi che tali riunioni abbiano luogo prima
    che il Comitato esprima il suo parere sulla comunicazione della Commissione relativa
    ai temi d'azione nazionali nella prima metà di ogni anno e, nella seconda metà di ogni
    anno, prima che il comitato esprima il suo parere sull'aggiornamento annuo della
    Commissione sugli Orientamenti occupazione.
14   Insieme alla presente comunicazione, la Commissione presenterà una proposta di decisione del Consiglio che modifica la
     decisione del 1970, secondo quanto indicato nell'allegato III.
                                                                  12
 ---pagebreak---    Le delegazioni delle parti sociali alle riunioni del Comitato permanente
   dell'occupazione e le riunioni delle parti sociali e il gruppo direttivo del comitato
   comprenderanno rappresentanti dei datori di lavoro e dei sindacati, in modo tale che la
   composizione di ciascuna delegazione comprenda l'intero arco dei settori economici,
   comprese le organizzazioni europee che rappresentano interessi generali o interessi più
   specifici del personale professionale e di supervisione e delle piccole e medie imprese.
   I membri delle delegazioni delle parti sociali sono UNICE, CEEP, UEAPME,
   EUROCOMMERCE e COPA per i datori di lavoro e CES e CEC per i lavoratori. Le
   delegazioni dovranno essere organizzate attraverso strutture di collegamento.
5. PRIVILEGIARE L'AZIONE CONGIUNTA E IL NEGOZIATO
La ragion d'essere del dialogo sociale è di consentire una consultazione attiva tra le parti
sociali che porti a forme d'impegno comune. Ciò presuppone che le parti sociali a livello
europeo si impegnino realmente nei confronti dei loro membri che le incaricano di
negoziare accordi a livello europeo, fornendo loro gli strumenti e le strutture necessari
alla loro azione.
Una volta entrato in vigore il Trattato di Amsterdam, una serie di proposte legislative nel
settore della politica sociale saranno inviate a tutti gli Stati membri e saranno oggetto
della procedura di consultazione a due fasi, nel corso della quale la Commissione avrà la
possibilità di sospendere la procedura legislativa se le parti sociali annunciano la loro
intenzione di aprire negoziati. Ciò comporta maggiori opportunità e responsabilità per le
parti sociali a livello europeo nella configurazione della politica sociale.
Inoltre, nel contesto della nuova strategia dell'occupazione, le parti sociali europee a
livello interprofessionale e settoriale hanno la possibilità di svolgere un ruolo guida nella
necessaria modernizzazione del mercato del lavoro. Nel corso del vertice straordinario
sull'occupazione del novembre 1997, il Consiglio europeo ha espresso un forte appello
alle parti sociali invitandole ad adottare nuove iniziative a tutti i livelli, in particolare per
quanto riguarda l'adattabilità e l'occupabilità;
•     promuovendo la modernizzazione dell'organizzazione del lavoro e delle forme di
      lavoro negoziando, ai livelli adeguati e in particolare nei settori che subiscono
      trasformazioni strutturali, accordi sull'organizzazione del lavoro e delle formule
      flessibili di lavoro, compreso l'orario di lavoro, al fine di rendere le imprese
      produttive e competitive raggiungendo il necessario equilibrio tra flessibilità e
      sicurezza;
•     sviluppando la dimensione sociale della ristrutturazione industriale, in particolare in
      materia d'informazione e di consultazione dei lavoratori;
•     aprendo posti di lavoro in Europa per la formazione, la pratica di lavoro,
      l'apprendistato e altre forme di sviluppo dell'occupabilità, e
•     favorendo la parità delle opportunità tra le donne e gli uomini in generale e nel
      contesto di iniziative specifiche volte a conciliare la vita professionale e la vita
      familiare, rafforzando, ad esempio, le politiche relative alle interruzioni di carriera, al
      congedo parentale e al lavoro a tempo parziale;
 ---pagebreak--- È essenziale in questa fase che le parti sociali raccolgano le nuove sfide e controllino il
processo di occupazione al fine di aggiornare tutte le possibili iniziative volte a
modernizzare il contesto giuridico, contrattuale e istituzionale a tutti i livelli del dialogo.
Un altro elemento importante riguardante il processo di negoziazione a tutti i livelli del
dialogo, sottolineato da molti di coloro che hanno risposto alla comunicazione consultiva,
è stata la questione della partecipazione e della rappresentatività nei rapporti contrattuali
a livello interprofessionale e settoriale.
La Commissione non può intervenire nei negoziati. Spetta alle parti sociali decidere chi
siede ai tavoli negoziali e spetta ad esse attuare i necessari compromessi.
Il rispetto del diritto di tutte le parti sociali di scegliere le controparti negoziali costituisce
un elemento fondamentale della loro autonomia. Al tempo stesso è particolarmente
importante che le parti sociali a livello interprofessionale e settoriale trovino i modi
migliori per conservare il carattere dinamico del loro dialogo, consentendo loro di
continuare a sviluppare una maggiore cooperazione e l'apertura svolgendo un ruolo
ancora più costruttivo garantendo la rappresentanza ottimale. Questo processo è
necessario al fine di rendere ampiamente accettabili i risultati del dialogo sociale. In
questo contesto la Commissione sottolinea che l'attuale situazione rischia di minare i
futuri sviluppi e che è necessaria una soluzione politica par preparare il terreno alle nuove
realtà.
5.1 Azione congiunta e negoziazione a livello interprofessionale
Il dialogo interprofessionale ha garantito un ruolo strategico nello sviluppo della politica
sociale: le parti sociali si sono dotate di un'importante luogo di dialogo e d'interazione.
Il dialogo sociale e produttivo a livello interprofessionale ha avuto luogo negli ultimi anni
nell'ambito del comitato del dialogo sociale, in cui le tra organizzazioni
interprofessionali a carattere generale, UNICE, CEEP e CES, hanno condotto il loro
dialogo autonomo. Ciò ha costituito inoltre un forum nell'ambito del quale è stato
possibile comunicare i risultati del dialogo alla Commissione.
Le organizzazioni che partecipano al comitato del dialogo sociale hanno recentemente
dichiarato che intendono concentrare il loro dialogo autonomo nell'ambito di questa
istanza sul loro contributo congiunto al processo di sviluppo dell'occupazione. Sono stati
creati gruppi di lavoro per esaminare in modo approfondito alcuni temi. Nell'ambito dei
Gruppi di Lavoro "Istruzione e Formazione", "Mercato del Lavoro" e "Macroeconomia"
è stata adottata una serie di pareri congiunti, dichiarazioni congiunte e documenti di
lavoro. E essenziale che le parti sociali a livello europeo sviluppino e consolidino il loro
dialogo autonomo al fine di contribuire all'analisi dei temi fondamentali, creando contesti
europei per l'azione delle parti sociali a livello nazionale. Tali contesti potranno
comprendere, in particolare, la promozione dell'occupabilità e dell'adattabilità, comprese
le questioni relative all'apprendimento lungo tutto l'arco delle vita e l'informazione e la
consultazione dei lavoratori.
                                                   14
 ---pagebreak--- Nel contesto del coordinamento rafforzato di politica economica auspicato dal Consiglio
europeo di Amsterdam, sarà in particolare opportuno esaminare, nell'ambito del gruppo
macroeconomico del comitato del dialogo sociale, se sia possibile individuare modalità
operative per creare collegamenti tra i principali protagonisti che determinano l'insieme
delle misure macroeconomiche all'interno dell'unione monetaria europea.
È inoltre essenziale riconoscere il fatto che una nuova configurazione del dialogo sociale
a livello interprofessionale si è gradualmente sviluppata dal momento in cui UNICE,
CEEP e CES si sono accordate per istituire il dialogo di Val Duchesse nel 1985. Pur
essendo stato sottolineato nelle risposte che il reciproco riconoscimento delle parti e il
rispetto della natura informale e volontaria di questo dialogo erano elementi della sua
riuscita, numerose organizzazioni hanno chiesto di occupare un posto, insieme ad
UNICE, CEEP e CES, al tavolo del negoziato. Un gran numero di risposte hanno
sottolineato che, al fine di arricchire il dialogo interprofessionale e di diffondere
ampiamente i suoi risultati rendendoli accettabili per tutte le parti interessate, è
importante aprire il dialogo ad altre organizzazioni.
Per consentire di progredire sulla base dei risultati, la Commissione continuerà a
sostenere il dialogo sociale interprofessionale. La Commissione è consapevole
dell'importanza delle piccole e medie imprese per l'occupazione e del loro ruolo nella
creazione di nuovi posti di lavoro; è necessario tenere conto delle loro specifiche
preoccupazioni e delle opportunità che esse possono offrire. La Commissione invia un
forte appello alle parti sociali affinché esse adottino le misure necessarie per garantire che
il loro dialogo si rafforzi e continui a ottenere un ampio sostegno.
5.2 Azione congiunta e negoziazione a livello settoriale
Il livello settoriale riveste una grande importanza per le iniziative riguardanti non solo le
questioni generali come l'occupazione, le trasformazioni industriali e una nuova
organizzazione del lavoro, ma anche le richieste specifiche cui il mercato del lavoro
dovrà presto rispondere. Di conseguenza, lo sviluppo dei negoziati a livello settoriale
costituisce un tema di importanza decisiva.
Le risposte alla comunicazione hanno riconosciuto unanimemente che il dialogo
settoriale garantisce un livello d'azione efficace in materia d'occupazione,
d'organizzazione del lavoro e di miglioramento delle condizioni di lavoro, poiché è più
vicino ai cittadini e consente di prevedere meglio i cambiamenti. Tuttavia, il suo
potenziale come quadro di azioni congiunte e di negoziazione di accordi è ben lungi
dall'essere pienamente sfruttato.
L'Accordo quadro per il miglioramento del lavoro dipendente in agricoltura negli Stati
membri dell'Unione europea15 costituisce un esempio significativo recente delle
possibilità offerte da questo potenziale se è pienamente utilizzato.
Malgrado notevoli differenze di rappresentanza delle industrie nel dialogo sociale
settoriale comunitario, il dialogo settoriale offre significative possibilità di sviluppo del
dialogo a livello comunitario poiché concentra le sfide economiche e sociali collegate alla
ristrutturazione industriale, all'introduzione di nuove tecnologie, all'evoluzione delle
 15
     Stipulato tra l'EFA/CES e il GEOPA/COPA il 24.7.1997.
                                                           15
 ---pagebreak--- forme di lavoro e all'apertura alla concorrenza. Inoltre, le reazioni delle parti sociali a
livello industriale hanno conseguenze pratiche notevoli.
La Commissione incoraggia il proseguimento dello sviluppo delle azioni congiunte e dei
negoziati sia in termini qualitativi che quantitativi. I nuovi comitati di dialogo settoriale
favoriranno la creazione di forme di lavoro flessibili che consentano alle parti sociali che
lo desiderino di varare azioni congiunte o di avviare negoziati su accordi volontari
favorevoli alle esigenze fondamentali dei vari settori.
5.3     Negoziazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, dell'Accordo sulla politica
        sociale
L'articolo 3, paragrafo 4, dell'Accordo sulla politica sociale stabilisce che le parti sociali
consultate ai sensi dell'articolo 3, paragrafi 2 e 3, di tale accordo possono, in occasione di
tale consultazione, informare la Commissione sulla loro volontà di avviare un processo di
negoziato. Le parti sociali sono totalmente libere di avviare negoziati e il processo si basa
sui principi di autonomia e di riconoscimento reciproco delle parti nel negoziato.
I due accordi stipulati sino ad oggi nell'ambito di questa procedura costituiscono
importanti progressi per le relazioni industriali e la politica sociale europee. Essi sono
stati accolti molto favorevolmente dalla maggior parte delle organizzazioni, comprese le
istituzioni europee. Tuttavia, talune organizzazioni delle parti sociali hanno lamentato di
non essere state associate ai negoziati.
Questi due accordi sono stati negoziati a livello interprofessionale. Occorre riconoscere
che l'accordo sulla politica sociale non reca alcuna restrizione per quanto riguarda i
negoziati settoriali suscettibili di essere avviati a questo titolo, sia quali complementi agli
accordi interprofissionali, sia per l'elaborazione di accordi indipendenti limitati al settore
interessato.
La Commissione ritiene che lo sviluppo delle relazioni contrattuali, previsto dal nuovo
Trattato, costituisca un meccanismo estremamente efficace per attuare gli impegni in
materia di politica sociale. Per questo motivo la Commissione spera che le parti sociali
 continueranno a sviluppare le loro relazioni contrattuali a livello interprofessionale e
 settoriale. Le relazioni basate su accordi dovrebbero occupare un posto analogo a quello
 della legislazione nell'elaborazione della politica sociale.
 La Commissione ritiene inoltre che gli accordi settoriali tra le parti sociali possano
 costituire un'importante base per raggiungere obiettivi di politica sociale, come ad
 esempio l'elaborazione di accordi resi vincolanti, su richiesta delle parti sociali, tramite il
 diritto comunitario.
 La Commissione continuerà a sostenere con forza l'avvio di negoziati nel quadro di
 questa procedura, sottolineando che le parti sociali a livello interprofessionale e settoriale
 sono invitate ad assumere le proprie responsabilità in materia.
 La Commissione non può intervenire nella libera scelta delle parti. Accoglie con estremo
 favore l'esempio positivo della partecipazione in qualità di esperti di
 EUROCOMMERCE, FENI, COPA e HOTREC negli ultimi negoziati e invita le parti
 sociali a proseguire i loro sforzi volti a rendere gli accordi ancora più accettabili,
 garantendo una rappresentanza ottimale.
                                                16
 ---pagebreak--- 5.4     Attuazione degli accordi stipulati a livello comunitario
Potranno essere conclusi accordi sia su questioni settoriali che interprofessionali nel
contesto delle strutture del dialogo sociale e di una consultazione ai sensi dell'articolo 3
dell'Accordo sulla politica sociale.
L'attuazione degli accordi avviene secondo le procedure specifiche delle parti sociali e
degli Stati membri ovvero, nelle materie che rientrano nell'articolo 2 dell'Accordo sulla
politica sociale, su richiesta congiunta delle parti firmatarie, attraverso una decisione del
Consiglio su proposta della Commissione (articolo 4, paragrafo 2, dell'Accordo sulla
politica sociale).
5.4.1 Attuazione realizzata dalle parti sociali
L'esistenza di corretti meccanismi di informazione e di controllo è essenziale per
l'efficacia dell'attuazione degli accordi, secondo le procedure e le prassi specifiche delle
parti sociali e degli Stati membri. La Commissione intende sostenere le parti sociali
nell'elaborazione di procedure di informazione e di controllo destinate a garantire
un'efficace attuazione a livello nazionale. L'attuazione dell'accordo quadro sul
miglioramento dell'attività salariata nell'agricoltura costituirà un importante passo avanti
in questo contesto.
5.4.2 Attuazione tramite la legislazione comunitaria
Sino ad oggi, le parti sociali hanno formulato due domande di attuazione di accordi
tramite la legislazione comunitaria per gli accordi quadro sul congedo parentale e il
lavoro a tempo parziale. La direttiva16 di applicazione dell'Accordo sul congedo
parentale è stata adottata dal Consiglio il 3 giugno 1996 e la direttiva17 di applicazione
dell'Accordo sul lavoro a tempo parziale è stata adottata dal Consiglio il
 15 dicembre 1997.
Prima di presentare una proposta legislativa recante applicazione di un accordo al
Consiglio, la Commissione procede ad una valutazione18 che tiene conto del carattere
rappresentativo delle parti contraenti, del loro mandato e della legalità di ciascuna
clausola del contratto collettivo rispetto al diritto comunitario, nonché del rispetto delle
disposizioni riguardanti le piccole e medie imprese. Un'organizzazione delle parti sociali
europee ha contestato la legalità della direttiva sul congedo parentale adottata nel quadro
di tale procedura19 È importante sottolineare che la Commissione non propone al
Consiglio misure legislative che rendono vincolante un accordo se ritiene che le parti
firmatarie non siano sufficientemente rappresentative in relazione alla portata
dell'accordo.
 16  Direttiva 96/34/CE del Consiglio del 3 giugno 1996 riguardante l'Accordo quadro sul congedo parentale concluso dall'UNICE,
     dal CEEP e dalla CES.
17   Direttiva 97/8I/CE del Consiglio del 15 dicembre 1997 riguardante l'Accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso
     dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES.
18   Tale procedura è definita ai punti da 38 a 42 della comunicazione del 1993 (COM(93) 600 def.) riguardante l'attuazione del
     Protocollo sulla politica sociale.
19   Ricorso delI'UEAPME dinanzi al tribunale di prima istanza, causa T-135/96. UEAPME ha successivamente presentato un
     ricorso contro l'accordo sul lavoro a tempo parziale, causa T-55/98.
                                                                  17
 ---pagebreak--- Azione principale
• Le parti impegnate nel negoziato di un accordo destinato ad essere attuato tramite la
   legislazione ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, dell'Accordo sulla politica sociale
   devono garantire che le materie esaminate rientrino nella sfera di applicazione
   dell'articolo 2 dell'APS;
   La Commissione valuterà gli accordi presentati caso per caso per quanto riguarda la
   rappresentatività (che dovrà essere sufficiente tenuto conto della portata dell'oggetto
   dei negoziati) delle parti firmatarie, della legittimità di ciascuna clausola degli accordi
   rispetto al diritto comunitario e del rispetto delle disposizioni riguardanti le piccole e
   medie imprese.
   Inoltre, prima di proporre una decisione d'applicazione di un accordo negoziato in un
   settore che rientra nella sfera d'applicazione materiale dell'articolo 2 dell'Accordo
   sulla politica sociale, ma che esce dal contesto della procedura di consultazione
   formale, la Commissione ha l'obbligo di valutare la pertinenza di un'azione
   comunitaria in materia.
   La Commissione aiuta e sostiene le parti sociali nella misura dei mezzi a sua
   disposizione, fornendo loro il sostegno politico, tecnico e giuridico di cui hanno
   bisogno.
• La Commissione continuerà a informare il Parlamento europeo in merito all'avvio di
   consultazioni e all'apertura e chiusura di negoziati ai sensi dell'articolo 3
   dell'Accordo sulla politica sociale. La Commissione informerà inoltre
   immediatamente il Parlamento su qualunque domanda che potrebbe esserle inviata
   dalle parti sociali, al fine di elaborare una proposta legislativa per l'attuazione di un
   accordo ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, dell'Accordo sulla politica sociale
   consentendogli di esprimere il proprio parere sulla proposta a tempo debito prima che
   il Consiglio adotti la decisione formale.
• I temi relativi ai ruolo delle Istituzioni Europee nel processo di adozione delle
   decisioni nell'ambito dell'Accordo sulla Politica Sociale - e in particolare la diffusione
   di informazioni sui negoziati tra le parti sociali - saranno oggetto di ulteriori
   discussioni tra la Commissione, il Consiglio e il Parlamento Europeo nel contesto del
   dialogo
        '£> v interistituzionale.
6. APRIRE NUOVE PROSPETTIVE
6.1 Dialogo sociale e ampliamento
Per quanto riguarda l'avvio del processo di adesione all'Unione europea e in particolare
l'adozione dell'Agenda 2000 e l'apertura dei negoziati, l'accento dev'essere posto sui
seguenti punti:
•    come risulta evidente dalle partnership di adesione, è indispensabile che i paesi
     candidati si dotino di proprie strutture e attività di dialogo sociale. Le loro parti
     sociali dovranno prepararsi a svolgere un ruolo efficace nel contesto del dialogo
     sociale. Tutte le parti riconoscono che questo punto riveste un'importanza essenziale
     per i paesi dell'Europa centrale e orientale;
                                               18
 ---pagebreak---      ed inoltre,
•    l'inserimento dell'Accordo sulla politica sociale nel nuovo Trattato consolida la
     posizione del dialogo sociale quale componente fondamentale della politica sociale
     comunitaria e di cui i nuovi Stati membri devono tenere conto al momento del
     recepimento dell'"acquis communautaire''' nella loro legislazione.
A tal fine la Commissione:
• aiuterà le parti sociali dell'Unione europea a sviluppare collegamenti e collaborazioni
   pratiche a livello interprofessionale e settoriale al fine di incoraggiare la creazione di
   sindacati e di organizzazioni indipendenti e rappresentative dei datori di lavoro.;
• invita le autorità politiche e amministrative dei paesi candidati ad associare
   strettamente le parti sociali alle iniziative di pre-ampliamento dell'Unione europea e
   ad adeguare i contesti giuridici nazionali al fine di favorire lo sviluppo di strutture del
   dialogo sociale;
• inviterà le istanze adeguate del dialogo sociale ad accogliere le parti sociali dei paesi
   candidati affinché possano apprendere i principi fondamentali e i metodi di lavoro.
6.2 Sviluppare una cultura europea delle relazioni industriali e della partnership
6.2.1 Dialogo transnazionale decentrato
Il dialogo sociale si sviluppa rapidamente nell'ambito delle imprese multinazionali.
Dall'adozione della direttiva riguardante l'istituzione di un Comitato aziendale
europeo20, le parti sociali delle imprese interessate hanno stipulato più di 400 accordi
prima della sua stessa entrata in vigore. La Commissione intende continuare a favorire lo
sviluppo di collegamenti tra i livelli europeo e transnazionale al fine di assistere le parti
interessate a trarre vantaggio dalle migliori esperienze e idee.
A tal fine, la Commissione organizzerà una conferenza nel 1998 per fare un bilancio
degli accordi d'informazione e di consultazione conclusi nell'ambito delle imprese
transnazionali.
Si osserva inoltre un progresso del dialogo sociale transfrontaliero a livello regionale, che
costituisce un meccanismo utile nelle regioni dei grandi flussi transfrontalieri, sia in
termini di occupazione che di attuazione delle direttive sulle condizioni di lavoro. La
Commissione s'interrogherà sui mezzi in grado di favorire questo tipo di azioni quando
costituiscono evidentemente un valore aggiunto a livello europeo.
6.2.2 Sostegno alle parti sociali
Indipendentemente dal dialogo sociale, la Commissione sostiene iniziative volte ad
accrescere la consapevolezza su temi europei.
    Direttiva 94/45/CE del Consiglio del 22 settembre 1994 riguardante l'istituzione di un Comitato aziendale europeo o di una
    procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie.
                                                                19
 ---pagebreak--- Una delle iniziative varate in questo settore è la Rete di direttori delle risorse umane, che
contribuisce alla diffusione di esperienze positive e di idee innovative che possono essere
utilizzate ad altri livelli di dialogo.
La Rete europea di imprese per la coesione sociale riunisce un certo numero di imprese
che concepiscono iniziative innovatrici destinate a dare un contenuto pratico al loro
impegno sociale di lotta contro l'esclusione sociale e di promozione della coesione
sociale.
La Commissione concede un sostegno tecnico e finanziario a varie iniziative delle
organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori (conferenze, realizzazione di iniziative
congiunte, diffusione dei risultati del dialogo sociale, ecc.).
La Commissione finanzia inoltre azioni di formazione organizzate dai sindacati e
sostiene l'Istituto sindacale europeo. L'obiettivo è di favorire la diffusione di una cultura
europea delle relazioni industriali, rispettando le esperienze e le tradizioni nazionali.
6.2.3 Sostenere il Centro europeo delle relazioni industriali
Nel 1995 le parti sociali hanno stipulato, con l'appoggio della Commissione, un accordo
che istituisce il Centro europeo delle relazioni industriali (CERI). Tale centro di
apprendimento consente ai membri delle organizzazioni padronali e sindacali degli Stati
membri dell'Unione europea di studiare i vari sistemi di relazioni industriali esistenti in
Europa, propone un apprendimento, una formazione e strumenti di ricerca pan-europei
destinati all'utilizzazione comune delle parti sociali europee.
La Commissione approva la strategia del CERI e continuerà a seguirne attentamente gli
sviluppi. La Commissione ritiene che i fondatori del Centro dovrebbero riesaminare il
suo funzionamento affinché possa realizzare pienamente il suo potenziale.
6.3 Gli strumenti per promuovere il dialogo sociale
Per promuovere il dialogo sociale a livello comunitario è necessario migliorare le
condizioni politiche e logistiche in modo tale che il dialogo possa avere luogo e fornire
un sostegno tecnico preliminare e successivo alle varie organizzazioni che vi prendono
parte.
La Commissione ha creato nel corso degli anni, di propria iniziativa e su richiesta delle
parti sociali, varie strutture di informazione, consultazione e dialogo che consentono alle
parti sociali di partecipare attivamente a livello comunitario in un quadro di riferimento
che incoraggia i membri nazionali ad esprimere i propri punti di vista.
La Commissione sostiene inoltre iniziative delle parti sociali a livello nazionale ed
europeo volte ad attribuire maggiore importanza e peso all'accordo sulla politica sociale:
sensibilizzazione preliminare (conferenze, studi, incontri preparatori, gruppi di lavoro,
formazione su temi europei) e sostegno alle misure di attuazione successiva sulla base del
dialogo sociale (diffusione, controllo e valutazione degli accordi, azione europea, ad
esempio sull'occupazione giovanile e creazione di un centro di formazione sulle relazioni
industriali).
La Commissione deve promuovere e sostenere il dialogo sociale nel modo più efficace e
ciò comporta l'adeguamento delle strutture esistenti, al fine di consentire alle parti
                                              20
 ---pagebreak--- sociali di sviluppare le soluzioni ottimali alla luce dei recenti sviluppi e delle successive
sfide.
Il sostegno della Commissione dovrà dare la possibilità alle parti sociali a livello europeo
di prevedere e analizzare le trasformazioni al fine di migliorare la comprensione dei vari
sistemi di relazioni industriali e di esaminare l'impatto delle riforme dell'industria
europea, dell'economia, dei mercati del lavoro - compresi i sistemi di formazione - e dei
sistemi di sicurezza sociale. In altri termini, esso dovrà consentire alle presenti e alle
future generazioni di parti sociali di svolgere il loro ruolo quali negoziatori a livello
europeo, al fine di promuovere l'integrazione europea nel contesto del mercato unico,
dell'unione economica e monetaria e della coesione sociale.
6.4 Un processo di riflessione europea: gruppo di studio
Come le altre regioni industrializzate del mondo, l'Europa deve affrontare una serie di
grandi sfide come la concorrenza mondiale, la rapidità dei progressi tecnologici, la
protezione dell'ambiente e l'invecchiamento della popolazione. L'Europa deve inoltre
prepararsi all'introduzione della moneta unica a partire dal 1999 e all'integrazione di
nuovi Stati membri nell'ambito dell'Unione. Inoltre, il ruolo generalmente assunto dalle
parti sociali negli Stati membri assume progressivamente la forma di una partnership.
Tutte queste trasformazioni influiscono sulle relazioni industriali e la capacità
dell'Europa di raccogliere queste sfide dipenderà in larga misura dalla qualità dei sistemi
di relazioni industriali.
Per contribuire alla discussione su tali questioni fondamentali, la Commissione ha deciso
di fare ricorso ad esperti ai livelli nazionale ed europeo al fine di raccogliere un ventaglio
di pareri quanto più ampio possibile sui problemi posti e di migliorare la conoscenza del
dialogo sociale europeo. La Commissione sosterrà il processo di discussione a tutti i
livelli.
                                               21
 ---pagebreak---                                                                                ALLEGATO I
                    Elenco delle organizzazioni europee delle parti sociali
                             consultate in conformità con l'articolo 3
                                 dell'Accordo sulla politica sociale
      Il presente elenco sarà aggiornato in base ai criteri stabiliti nella Comunicazione
      della Commissione COM (93) 600 def. Del 14 dicembre 1993 sull'applicazione del
      Protocollo sulla Politica Sociale, par. 24, in funzione dei risultati regolari dello
      studio in corso sulla rappresentatività.
1.   Organizzazioni interprofessionali a vocazione generale
     - Unione delle industrie della Comunità europea (UNICE)
     - Centro europeo dell'impresa pubblica (CEEP)
   ' - Confederazione europea dei sindacati (CES)
2.   Organizzazioni interprofessionali che rappresentano alcune categorie di lavoratori o di
     imprese:
     - Unione europea artigianato e piccole e medie imprese (Comitato paritetico del
         dialogo sociale: UEAPME - EUROPMI)
     - Confédération européenne des cadres (CEC)
     - Eurocadres
3.   Organizzazioni specifiche
     - EUROCHAMBRES
4.   Organizzazioni settoriali
     -   EUROCOMMERCE
     -   COPA/COGECA
     -   EUROPECHE
     -   Associazione degli assicuratori cooperativi e mutualisti europei, ACME
     -   Ufficio internazionale degli intermediari d'assicurazioni e riassicurazioni, BIPAR
     -   Comitato europeo delle assicurazioni, CEA
     -   Federazione bancaria della Comunità europea
     -   Associazione delle banche di risparmio della Comunità europea, GCE-CEE
     -   Associazione delle banche cooperative della Comunità europea
     -   Confederazione europea delle industrie del legno - CEI-bois
     -   Confederazione delle organizzazioni nazionali dell'industria alberghiera e della
         ristorazione della Comunità europea, HOTREC
     -   Federazione delle industrie europee della costruzione
     -   Associazione europea delle compagnie aeree regionali
     -   Consiglio internazionale degli aeroporti - Regione europea, ACI-Europe
     -   Association des compagnies aériennes de la Communauté européenne, ACE
                                               22
 ---pagebreak---     -   Associazione delle linee aeree europee, AEA
    -   Organisation européenne des bateliers
    -   Unione internazionale della navigazione fluviale
    -   Comitato delle associazioni di armatori delle Comunità europee, CAACE
    -   Comunità delle ferrovie europee,
    -   Unione trasporti stradali internazionali, LRU
    -   Federazione europea della pulizia industriale, FENI
5.  Federazioni sindacali europee affiliate alla CES
    -   FEM/EMF (Metallurgia)
    -   EURO-FIET (Lavoratori dipendenti commerciali, amministrativi e tecnici)
    -   EUROPEAN COMMITTE COMUNICATIONS INTERNATIONAL
    -   EFA (Lavoratori agricoli)
    -   EEA ( Mezzi di comunicazione)
    -   ECF (Alimentazione)
    -   CSESP/EPSC (Servizi pubblici)
    -   FST (Trasporti)
    -   CSEE/ETUCE (Istruzione)
    -   FETBB/EFBWW (Edilizia - Lavoratori del legno)
    -   FGE/EGF (Grafica)
    -   CSE-TCH/ETUC-TCL (Tessile)
    -   EMCEF (Minatori, Chimici, Energia)
    -   FEJ-FIJ/EFJ-IFJ (Giornalisti)
    -   EFDPS (Diamanti e pietre preziose)
   Copia della lettera della CES.
                                              23
 ---pagebreak---                                                                 ALLEGATO II
                  DECISIONE DELLA COMMISSIONE
                           del 20 maggio 1998
che istituisce comitati di dialogo settoriale per promuovere il dialogo
                  tra le parti sociali a livello europeo
                                     24
 ---pagebreak---                                       RELAZIONE
1.   L'articolo 118b del Trattato prevede per la Commissione l'obbligo di promuovere
     il dialogo tra le parti sociali. La Commissione riceve suggerimenti dalle parti
     sociali settoriali sulle politiche comunitarie attraverso consultazioni su una serie
     di iniziative di politica sociale e, nei settori in cui vi è una politica comune, sulla
     formulazione e l'attuazione delle politiche settoriali. Le consultazioni specifiche
     per ciascun settore sono volte a migliorare e ad armonizzare le condizioni di
     lavoro e inoltre, in alcuni casi, a migliorare la posizione economica e competitiva
     dei settori interessati. Tale attività viene effettuata nei comitati settoriali, siano
     essi creati su base formale, comitati congiunti o gruppi di lavoro informali.
2.   Nel settembre 1996 la Commissione ha adottato una Comunicazione di
     consultazione (COM(96) 448 def. del 18 settembre 1996 riguardante lo sviluppo
     del dialogo sociale a livello comunitario) al fine di raccogliere una gamma quanto
     più ampia possibile di pareri sugli strumenti da utilizzare per promuovere e
     sviluppare il dialogo sociale europeo. In questo documento la Commissione ha
     sottolineato che i comitati congiunti e i gruppi di lavoro informali sono divenuti
     eccessivamente istituzionalizzati o hanno mantenuto metodi operativi ormai
     chiaramente inadeguati. Ha quindi richiesto di esprimere pareri
     sull'organizzazione e sulle responsabilità per il dialogo settoriale.
3.   Nel corso del 1997 sono state ricevute più di 80 risposte particolareggiate
     provenienti dalle organizzazioni nazionali ed europee dei datori di lavoro e dei
     lavoratori, dalle istituzioni europee (vedi la risoluzione del Parlamento europeo
     sulla Comunicazione della Commissione "riguardante lo sviluppo del dialogo
     sociale a livello comunitario COM(96) 448 def." del 18 settembre 1996 e il parere
     del Comitato economico e sociale sullo stesso documento, adottato il
     29-30 gennaio 1997) e dalle autorità nazionali. Nell'aprile 1997 si è tenuto all'Aia
     un forum europeo per una discussione sul futuro del dialogo sociale a livello
     europeo.
4.   La maggior parte delle risposte hanno concordato con la conclusione della
     Commissione in base alla quale le attuali strutture spesso ostacolano sviluppi
     positivi. È necessario adottare una strategia maggiormente armonizzata in materia
     di strutture di sostegno al dialogo sociale, al fine di garantire un trattamento più
     equo dei vari settori di attività e consentire a tutti i settori di contribuire nel modo
     più efficace e sostanziale allo sviluppo delle relative politiche comunitarie. La
     Commissione deve essere preparata a rispondere alle richieste dei settori che
     intendono realizzare significativi contributi congiunti.
5. t Pertanto, al fine di migliorare in termini quantitativi e qualitativi gli elementi del
     dialogo settoriale, aumentando il valore aggiunto a livello europeo, è necessario
     sostituire le strutture esistenti ed incoraggiare un dialogo più efficiente. Le
     procedure operative saranno rese più agili: una sola riunione plenaria annuale di
     alto livello, delegazioni delle parti sociali meno pletoriche, rimborso per un
     massimo di 15 partecipanti per ciascuna parte. La Commissione, insieme alle
     Direzioni generali più interessate ai temi dell'ordine del giorno o insieme
                                             25
 ---pagebreak--- alla DGV, garantirà i servizi di segretariato; le riunioni saranno, di regola,
presiedute da un rappresentante della delegazione dei datori di lavoro o della
delegazione dei lavoratori, a meno che le parti sociali non chiedano
congiuntamente che la presidenza venga affidata ad un rappresentante della
Commissione. Ciascun settore riceverà un forte sostegno attraverso la partnership
tra la DGV e le altre Direzioni generali interessate, compresa una migliore
assistenza tecnica per la preparazione e lo svolgimento delle riunioni.
                                     26
 ---pagebreak---                                       DECISIONE DELLA COMMISSIONE
                                               del 20 maggio 1998
             che istituisce comitati di dialogo settoriale per promuovere il dialogo
                                      tra le parti sociali a livello europeo
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
considerando che l'articolo 118 b del trattato stabilisce che la Commissione si sforza di
sviluppare a livello europeo un dialogo tra le parti sociali il quale possa sfociare, se le
parti lo ritengono opportuno, in relazioni convenzionali;
considerando che il punto 12 della Carta comunitaria dei Diritti sociali fondamentali dei
lavoratori stabilisce che i datori di lavoro e le organizzazioni dei datori di lavoro da un
lato e le organizzazioni dei lavoratori dall'altro devono avere il diritto, alle condizioni
previste dalle legislazioni e dalle prassi nazionali, di negoziare e concludere contratti
collettivi e che il dialogo che deve instaurarsi tra le parti sociali a livello europeo può
giungere, se essi lo ritengono auspicabile, a rapporti contrattuali, soprattutto su scala
interprofessionale e settoriale;
considerando che, in risposta alla sua comunicazione del 18 settembre 1996, relativa allo
sviluppo del dialogo sociale a livello comunitario21, la Commissione ha ricevuto un forte
appoggio da tutte le parti coinvolte nella sua proposta di rafforzare il dialogo sociale
settoriale;
considerando che il Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 18 luglio 199722, in
risposta alla suddetta comunicazione della Commissione, ha chiesto che venga attribuita
un'importanza specifica al dialogo sociale settoriale, poiché è nell'ambito del dialogo
sociale che si può meglio valutare l'impatto della regolamentazione e/o
deregolamentazione sull'occupazione nei vari settori economici;
considerando che il Comitato economico e sociale, nel suo parere del 29 gennaio 199723
in risposta alla stessa comunicazione della Commissione, ha dichiarato che il dialogo
settoriale deve essere efficace, efficiente e correttamente gestito;
considerando che la situazione nei vari Stati membri dimostra chiaramente la necessità
che i datori di lavoro ed i lavoratori partecipino attivamente alle discussioni relative al
miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro nei rispettivi settori; considerando che
il migliore strumento per garantire tale partecipazione è un comitato di dialogo settoriale
collegato con la Commissione, che costituisca a livello comunitario un'istanza
rappresentativa degli interessi socio economici coinvolti;
considerando che la Commissione deve sforzarsi di garantire che la composizione e le
attività dei comitati di dialogo settoriale contribuiscano alla promozione dell'eguaglianza
tra le donne e gli uomini;
21
     COM(96) 448 def.
22
     GU C 286 del 22.9.1997, pag. 338.
23
     GUC 89 del 19.3.1997, pag. 27.
                                                         27
 ---pagebreak--- considerando che i comitati paritari esistenti devono essere sostituiti dai comitati di
dialogo settoriale; che deve pertanto procedersi all'abrogazione delle decisioni istitutive
dei comitati paritari,
DECIDE:
                                           Articolo 1
Con la presente decisione sono istituiti i comitati di dialogo settoriale (in prosieguo:
"i comitati") nei settori in cui le parti sociali presentino richiesta congiunta di partecipare
ad un dialogo a livello europeo, ed in cui le organizzazioni che rappresentano le due parti
sociali dei settori interessati siano in possesso dei seguenti requisiti:
a)   siano collegate a specifici settori o categorie e dispongano di un'organizzazione a
     livello europeo;
b) siano composte da organizzazioni che, a loro volta, formino parte integrante e
     riconosciuta delle strutture delle parti sociali degli Stati membri, siano abilitate a
     negoziare accordi e siano rappresentative m più Stati membri;
e)   dispongano di strutture adeguate a garantire la loro effettiva partecipazione all'attività
     dei comitati.
                                            Articolo 2
Nel settore di attività per il quale sono stati creati, i comitati
a)   dovranno essere consultati sui progressi a livello comunitario che abbiano
     implicazioni sociali, e
b) dovranno sviluppare e promuovere il dialogo sociale a livello settoriale.
                                            Articolo S
Alle riunioni di ciascun comitato sono ammessi a partecipare complessivamente al
massimo 40 rappresentanti dei datori di lavoro e dei sindacati, con un numero pari di
rappresentanti per ciascuna delegazione.
                                            Articolo 4
La Commissione invita a partecipare alle riunioni dei comitati i rappresentanti proposti
dalle organizzazioni delle parti sociali che abbiano presentato la richiesta di cui
all'articolo 1.
                                                28
 ---pagebreak---                                             Articolo 5
1.   Ciascun comitato stabilirà, di concerto con la Commissione, il proprio regolamento
     di procedura.
2.   I comitati sono presieduti da un rappresentante della delegazione dei datori di lavoro
      o della delegazione dei lavoratori o, su loro richiesta congiunta, da un rappresentante
      della Commissione.
3.    I comitati si riuniscono almeno una volta all'anno. Le spese di soggiorno e di viaggio
      sono rimborsate ad un massimo di 30 rappresentanti delle parti sociali partecipanti
      alle riunioni di un comitato.
4.    La Commissione esamina regolarmente, in consultazione con le parti sociali, il
      funzionamento dei comitati e lo svolgimento delle loro attività nei vari settori.
                                            Articolo 6
Se la Commissione informa un comitato del carattere confidenziale di un tema in
discussione, i membri del comitato sono obbligati, salvo il disposto dell'articolo 214 del
trattato, a mantenere il segreto su qualunque informazione acquisita durante le riunioni
del comitato o del suo segretariato.
                                            Articolo 7
1.        I comitati di dialogo settoriale sostituiscono i seguenti comitati paritari:
          a)      comitato paritetico per i trasporti marittimi istituito con decisione della
                  Commissione 87/467/CEE24;
          b)      comitato paritetico dell'aviazione civile istituito con decisione della
                  Commissione 90/449/CEE25;
          e)      comitato paritetico per la navigazione interna istituito con decisione della
                  Commissione 80/991/CEE26;
          d)      comitato paritetico dei trasporti stradali istituito con decisione della
                  Commissione 85/516/CEE27;
          e)      comitato paritetico delle        ferrovie  istituito con     decisione della
                  Commissione 85/13/CEE28;
24   GU L 253 del 4.9.1987, pag. 20.
25
     GUL 230 del 24.8.1990, pag. 22.
26
     GUL 297 del 6.11.1980, pag. 28.
27
     GUL 317 del 28.11.1985, pag. 33.
28
     GUL 8 del 10.1.1985, pag. 26.
                                                 29
 ---pagebreak---         f)       comitato paritetico delle telecomunicazioni istituito con decisione della
                 Commissione 90/450/CEE29;
        g)       comitato paritetico per i problemi sociali dei salariati agricoli istituito con
                 decisione della Commissione 74/442/CEE30;
        h)       comitato paritetico per i problemi sociali nella pesca marittima istituito con
                 decisione della Commissione 74/441/CEE31;
        i)       comitato paritario delle          poste   istituito  con    decisione      della
                 Commissione 94/595/CEE32.
        I comitati istituiti da tali decisioni restano in funzione sino all'entrata in funzione
        dei comitati settoriali istituiti dalla presente decisione, ovvero, al più tardi, fino al
        31 dicembre 1998.
2.      Alle condizioni stabilite dall'articolo 1, i comitati di dialogo settoriale
        sostituiscono anche altri gruppi di lavoro informali per il cui mezzo la
        Commissione ha sino ad ora promosso il dialogo sociale in alcuni settori non
        compresi nell'ambito di applicazione delle decisioni della Commissione istitutive
        di comitati paritari.
3.      Le decisioni di cui alle lettere da a) ad i) del paragrafo 1 sono abrogate con effetto
        dall'I gennaio 1999.
Fatto a Bruxelles, il 20 maggio 1998
                                                          Per la Commissione
                                                          Pàdraig FLYNN
                                                          Membro della Commissione
29
    GU L 230 del 24.8.1990, pag. 25.
30
    GU L 243 del 5.9.1974, pag. 22.
31
    GUL 243 del 5.9.1974, pag. 19.
32
    GUL 225 del 31.8.1994, pag. 31.
 ---pagebreak---                                Progetto di
                    DECISIONE DEL CONSIGLIO
con la quale si modifica la decisione 70/352/CEE relativa all'istituzione
  del Comitato permanente dell'occupazione delle Comunità europee
                                    31
 ---pagebreak---                                      RELAZIONE
   La discussione tripartita sull'occupazione ha luogo nel corso delle riunioni tra i
   rappresentanti delle parti sociali, del Consiglio e della Commissione. Il fine è
   quello di individuare, oltre alle specifiche priorità di ciascuna delle parti, gli
   obiettivi comuni. L'istanza principale a livello europeo è stata il Comitato
   permanente dell'occupazione, creato nel 1970 (decisione del Consiglio
   70/352/CEE, modificata dalla decisione 75/62/CEE).
   Vi sono state molte critiche al funzionamento del Comitato nella sua attuale
   configurazione. La maggior parte dei membri del Comitato concordano sul fatto
   che le modalità operative richiedono un aggiornamento, così come le regole di
   appartenenza, i metodi di lavoro e l'utilizzazione dei risultati.
   Inoltre, il contesto del dialogo tripartito a livello comunitario ha subito negli
   ultimi anni una serie d trasformazioni:
        la strategia tripartita ha acquisito maggiore importanza in alcuni Stati membri
        coinvolti nella realizzazione dei patti per l'occupazione;
        negli ultimi dibattiti sulle misure di accompagnamento alle ristrutturazioni
        industriali, la partnership è stata considerata una delle strategie principali da
        promuovere;
        l'inserimento di un nuovo titolo sull'occupazione nel Trattato di Amsterdam
        e l'applicazione di tali misure (vedi la risoluzione del Consiglio sugli
        orientamenti Occupazione per il 1998 adottata il 15 dicembre 1997, GL^ C 30
        del 28 gennaio 1998, pag. 1-5) ha cambiato la direzione del dialogo tripartito.
   Inoltre recenti iniziative volte a incoraggiare nuove forme di dialogo tripartito
   hanno portato ad un aumento delle istanze attive in questo settore, in parallelo con
   le riunioni a livello ministeriale nell'ambito del Comitato permanente
   dell'occupazione, in cui il Consiglio e le parti sociali si riuniscono per discutere
   temi riguardanti l'occupazione, come le riunioni tra il Gruppo direttivo del
   Comitato occupazione e mercato del lavoro e le pani sociali, e le riunioni tra la
   troika dei ministri e/o capi di stato e le parti sociali.
4. Tali sviluppi e l'indubbia inefficienza del Comitato permanente nella sua attuale
   configurazione rendono necessario un nuovo processo razionalizzato che consenta
   alle parti sociali di contribuire nei modi più efficaci allo sviluppo e all'attuazione
   degli orientamenti sull'occupazione e degli orientamenti economici generali. La
   proposta della Commissione di modifica dell'attuale decisione del Consiglio
   limiterà pertanto il numero dei partecipanti alle riunioni, aggiornerà le regole di
   appartenenza delle parti sociali, tenendo conto dei successivi ampliamenti delle
   Comunità e degli sviluppi nell'ambito delle organizzazioni rappresentative.
   Fornirà inoltre la necessaria flessibilità affinché le riunioni del Comitato siano
   direttamente collegate ai nuovi processi nel settore dell'occupazione.
   I commenti della Commissione sull'articolo unico della sua proposta sono i
   seguenti:
 ---pagebreak--- 5. Per quanto riguarda la modifica dell'articolo 2.1. della decisione 70/532/CEE
   In primo luogo, questo emendamento si limita a riflettere il cambiamento nelle
   regole di appartenenza al Comitato introdotto con le modifiche all'articolo 2. In
   secondo luogo stabilisce che il Comitato si riunisca due volte l'anno. Tale
   disposizione sostituisce il precedente obbligo per il Comitato di "esercitare le sue
   funzioni prima che vengano prese le eventuali decisioni da parte delle istituzioni
   competenti". Tale cambio riflette l'importante ruolo delle parti sociali nelle nuove
   politiche dell'occupazione, secondo quanto stabilito dalle conclusioni del
   Consiglio europeo sull'occupazione dei giorni 20 e 21 novembre 1997 (pag. 19)
   (il vertice di Lussemburgo sull'occupazione).
6. Per quanto riguarda la modifica dell'articolo 2.2. della decisione 70/532/CEE
   Questo emendamento attribuisce la necessaria flessibilità a ciascuna presidenza
   dell'Unione, in modo tale da rendere possibile la scelta della forma più adeguata
   di discussione dei temi riguardanti l'occupazione con le parti sociali: l'intero
   Consiglio o la Troika dei capi di stato o di governo, secondo quanto previsto nelle
   conclusioni del vertice di Lussemburgo sull'occupazione (pag. 19).
7. Per quanto riguarda la modifica dell'articolo 2.3. della decisione 70/532/CEE
   Questo emendamento riduce in primo luogo il numero dei partecipanti delle parti
   sociali da 36 a 16 al fine di adottare una forma più efficace di riunione. In secondo
   luogo, l'articolo sostituisce il funzionamento dell'Allegato alla precedente
   decisione in quanto stabilisce quali organizzazioni delle parti sociali debbano
   prendere parte alle attività del Comitato. Le organizzazioni delle parti sociali sono
   selezionate in modo che ciascuna delegazione abbia al suo interno l'insieme dei
   settori economici e comprenda organizzazioni europee che rappresentano interessi
   generali o interessi più specifici del personale professionale e di supervisione e
   delle piccole e medie imprese.
8. Per quanto riguarda la modifica dell'articolo 2.4 e la soppressione dell'Allegato
   della Decisione 70/532/CEE.
   Questi emendamenti riflettono la riduzione dei partecipanti che compongono le
   delegazioni delle parti sociali.
                                          33
 ---pagebreak---                                               Progetto di
                                      DECISIONE DEL CONSIGLIO
           con la quale si modifica la decisione 70/352/CEE relativa all'istituzione
              del Comitato permanente dell'occupazione delle Comunità europee
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, e in particolare l'articolo 145,
considerando che il Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 18 luglio 199733 sulla
comunicazione della Commissione del 18 settembre 1996 relativa allo sviluppo del
dialogo sociale a livello comunitario34, ha chiesto di procedere con urgenza alla riforma
del Comitato permanente dell'occupazione;
considerando che il Comitato economico e sociale, nel suo parere del 29 gennaio 199735,
ha affermato che si deve attribuire maggior rilevanza al predetto Comitato permanente
dell'occupazione;
considerando che il Consiglio, nella sua risoluzione del 15 dicembre 1997 sugli
orientamenti in materia di occupazione per il 199836, ha messo in particolare evidenza la
necessità di associare le parti sociali alla definizione di strategie in materia di
occupazione;
considerando che la Commissione, nella sua Comunicazione "Adeguare e promuovere il
dialogo sociale a livello comunitario", del 20 maggio 199837, ha sottolineato l'importanza
di adeguare all'attuale situazione la composizione e i metodi di lavoro del Comitato
permanente dell'occupazione;
considerando che nelle sue conclusioni sulla conferenza intergovernativa del 1996 il
Consiglio europeo ha riaffermato l'importanza di promuovere l'occupazione e ridurre gli
inammissibili livelli di disoccupazione esistenti in Europa, soprattutto per quanto
riguarda i giovani, i disoccupati di lunga durata e le persone poco qualificate;
considerando che nel vertice straordinario sull'occupazione tenutosi a Lussemburgo nei
giorni 20 e 21 novembre 1997, il Consiglio europeo ha sottolineato che, come parte del
necessario consolidamento del dialogo sociale, gli interlocutori sociali a tutti i livelli
parteciperanno a tutte le fasi di questa nuova strategia e contribuiranno all'applicazione
degli orientamenti,
considerando che la decisione 70/352/CEE del Consiglio38, modificata da ultimo dalla
decisione 75/62/CEE39, deve essere conseguentemente modificata,
33
    GU C 286 del 22.9.1997, pag, 338.
34
    COM(96) 448 def.
35
    GUC 89 del 19.3.1997, pag. 27.
36
    GU C 30 del 28.1.1998, pag. 1.
37
    COM(98) 322 def.
38
    GUL 273 del 17.12.1970, pag. 25.
39
    GUL 21 del 28.1.1975, pag. 17.
                                                  34
 ---pagebreak--- DECIDE:
                                        Articolo unico
La decisione 70/532/CEE è così modificata:
1.     All'articolo 2, i paragrafi da 1 a 4 sono sostituiti dai seguenti:
        " 1.    Nel rispetto dei trattati e delle competenze delle istituzioni e degli organi
                comunitari, il Comitato ha lo scopo di assicurare, in modo permanente, il
                dialogo, la concertazione e la consultazione tra il Consiglio, o la "troika"
                dei Capi di Stato o di Governo, la Commissione e le parti sociali, al fine di
                facilitare il coordinamento delle politiche dell'occupazione degli Stati
                membri armonizzandole con gli obiettivi comunitari.
                Il comitato si riunisce due volte l'anno.
         2.     Partecipano ai lavori del comitato le seguenti parti:
                         il Consiglio ovvero la "troika" dei Capi di Stato o di Governo;
                         la Commissione;
                         le organizzazioni dei datori di lavoro;
                         le organizzazioni dei lavoratori.
         3.     Le delegazioni delle due parti sociali dispongono ciascuna di otto
                rappresentanti. Le delegazioni devono comprendere la totalità dei settori
                economici, essere costituite da organizzazioni europee rappresentative di
                interessi generali, ovvero di interessi specifici del personale dirigente o di
                supervisione o delle piccole e medie imprese. La designazione della
                delegazione sindacale (CES, CEC) sarà coordinata dalla confederazione
                europea dei sindacati (CES), mentre la designazione della delegazione dei
                datori di lavoro (UNICE, CEEP, UEAPME, EUROCOMMERCE, COP A)
                sarà coordinata dall'Unione delle confederazioni dell'industria e degli
                imprenditori europei (UNICE).
         4.      Ciascuna delle parti che partecipano ai lavori del comitato designerà i
                propri rappresentanti, a sua discrezione, o per una durata determinata, o in
                 funzione degli argomenti trattati in determinate riunioni."
2.      L'allegato è soppresso.
Fatto a Bruxelles, il
                                                         Per il Consiglio
                                                         Il Presidente
                                               35
 ---pagebreak---                                     Scheda      finanziaria
1.     DENOMINAZIONE DELL'AZIONE
       Comitati del dialogo settoriale
2.     LINEA DI BILANCIO
       Esclusivamente la parte A del bilancio
3.     BASE GIURIDICA
       Trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 118 B e
       l'articolo 3 dell'Accordo sulla politica sociale.
4.     DESCRIZIONE DELL'AZIONE
4.1.   Obiettivo generale dell'azione
       La comunicazione presenta una proposta di razionalizzazione dei comitati e gruppi
       esistenti in materia di dialogo sociale settoriale. Tale razionalizzazione mira a
       creare una struttura unica intorno al dialogo settoriale ed a ridurre il peso
       amministrativo dei comitati paritari esistenti; essa consentirà di rispondere alle
       richieste di nuovi settori di partecipare al dialogo sociale nei limiti delle risorse
       disponibili. La razionalizzazione comporta una modifica degli attuali statuti dei
       Comitati paritari.
4.2.   Periodo previsto per l'azione e modalità di rinnovo
       Durata illimitata.
5.     CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE/ENTRATE
5.1.   SNO
5.2.   SND
5.3.    Tipi di entrate previste : nessuna
6.     NATURA DELLE SPESE/ENTRATE
Le spese riguardano essenzialmente i costi legati all'organizzazione delle riunioni del
dialogo sociale settoriale. Si tratta di spese di prenotazione dei locali, rimborso delle
spese di viaggio delle parti sociali e interpretazione.
                                               36
 ---pagebreak--- 7.      INCIDENZA FINANZIARIA
        NESSUNA INCIDENZA PER LA PARTE B DEL BILANCIO
7.1.    Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (rapporto tra i costi unitari ed il costo
        complessivo)
        La razionalizzazione e modifica degli statuti dei comitati del dialogo sociale
        settoriale non comportano nuove esigenze in termini di risorse finanziarie ed altre.
7.2.     Ripartizione per elementi del costo dell'azione
                                                 CEir i milioni di ECU (a prezzi correnti)
   Ripartizione    Bilancio ' n + 1   n+2      n+3       n+4         n+5         Totale
                       n                                          ed esercizi
                                                                   successivi
  Totale
7.3.     Spese operative per studi, esperti, ecc., comprese nella parte B del bilancio
                                        CE in milioni di ECU (a prezzi correnti)
     Ripartizione        Bilancio   n+1   n+2       n+3    n+4        n+5        Totale
                             n                                          ed
                                                                     esercizi
                                                                    successivi
  - Studi
  - Riunioni di
    esperti
  - Conferenze e
     congressi
  - Informazioni e
    pubblicazioni
  Totale
                                                37
 ---pagebreak--- 7.4     Scadenzario stanziamenti d'impegno / stanziamenti di pagamento
                                                          CE in milioni di ECU
                   Bilancio n+1       n+2      n+3        n+4          n+5        Totale
                                                                    ed esercizi
                       n                                            succes-sivi
 Stanziamenti
 d'impegno
 Stanziamenti
 di pagamento
 Bilancio n
 n+1
 n+2
 n+3
 n+4
 n+5
 ed esercizi
 successivi
 Totale
8.      DISPOSIZIONI ANTIFRODE PREVISTE
        Non si prevede nessuna disposizione, in considerazione del tipo di spese previste
        (organizzazione di riunioni), ad eccezione dei controlli usuali legati alle domande
        di rimborso per spese di viaggio e di soggiorno dei partecipanti.
9.      ELEMENTI DI ANALISI COSTO-EFFICACIA
9.1.    Obiettivi specifici e quantificabili; beneficiari
        Si tratta di consentire alle parti sociali settoriali di sviluppare un dialogo sociale in
        grado di portare alla conclusione di accordi.
        I beneficiari sono le parti sociali organizzate a livello settoriale ed i membri di
        organizzazioni che rispettano i principi della rappresentatività.
9.2.    Giustificazione dell'azione
        II dialogo sociale settoriale si è costantemente sviluppato a livello europeo. Per
        consentire ulteriori progressi e migliorare i risultati in termini quantitativi e
        qualitativi, con un sempre maggiore valore aggiunto a livello europeo, è
        necessario sostituire le strutture esistenti ed incoraggiare un dialogo politico
        efficiente, anziché scambi di posizioni altamente formali.
        La Commissione delineerà un nuovo contesto nell'ambito del quale il dialogo
        settoriale potrà continuare a svilupparsi. Tale contesto sarà applicabile, alle stesse
        condizioni, a tutti i settori che intenderanno prendere parte al dialogo sociale e
        sarà facilmente trasferibile a nuovi settori.
                                                38
 ---pagebreak---          I nuovi comitati costituiranno le istanze principali del dialogo sociale
         (consultazione, azioni congiunte e negoziati) e saranno creati in tutti i settori che
         presenteranno richieste congiunte e saranno considerati sufficientemente
         organizzati, con una significativa presenza europea, in conformità dei previsti
         criteri di rappresentatività.
         Controllo e valutazione dell'azione
         La fornitura di assistenza per l'organizzazione di riunioni ai vari Comitati
         settoriali avverrà in funzione dei programmi di lavoro annuali dei comitati stessi.
         I testi adottati congiuntamente dalle parti sociali nell'ambito dei Comitati saranno
         pubblicati e diffusi a livello delle istituzioni comunitarie e degli Stati membri,
         nonché in particolare ai membri delle organizzazioni nazionali delle parti sociali.
         I risultati del dialogo sociale e quindi del funzionamento dei Comitati saranno
         infatti valutati principalmente dai mandanti delle parti sociali, in occasione delle
         elezioni sociali e di altri modi di scrutinio utilizzati per designare i rappresentanti
         dei lavoratori e dei datori di lavoro.
         Inoltre, la Commissione presenterà i risultati dei lavori dei Comitati settoriali
         nell'ambito del Bilancio annuale del dialogo sociale.
10.      SPESE AMMINISTRATIVE (PARTE A DELLA SEZIONE III DEL
         BILANCIO GENERALE)
La mobilitazione effettiva delle risorse amministrative necessarie risulterà dalla decisione
annuale della Commissione relativa all'attribuzione delle risorse, considerando in
particolare gli effettivi e gli importi supplementari concessi dall'autorità di bilancio.
10.1.    Incidenza sull'organico della Commissione
         NON SONO NECESSARI EFFETTIVI SUPPLEMENTARI
         LA SEGUENTE TABELLA PRESENTA GLI EFFETTIVI GIÀ OCCUPATI.
         QUESTA AZIONE NECESSITERÀ DI RIA S S EGN AZIONI INTERNE NELLA
         RIPARTIZIONE DELLE MANSIONI
Tipi di impieghi              Effettivi da clestinare alia            Di cui             Durata
                                 gestione c ell'azione
                              Posti           Posti         Utilizzando   Ricorrendo
                              permanenti temporanei         risorse       a    risorse
                                                            esistenti in  supplemen-
                                                            seno alia     tari
                                                            DG o al
                                                            servizio
                                                            interessato
Funzionari e agenti       A              9                1           10
temporanei                B              1                              1
                          C              2                              2
Altre risorse A-7001                                      1             1
         Totale                         12               2            14               indetermi-
                                                                                       nata
                                                   39
 ---pagebreak--- 10.2.   Incidenza finanziaria complessiva delle risorse umane
        NON SONO NECESSARI EFFETTIVI SUPPLEMENTARI
        LA SEGUENTE TABELLA PRESENTA GLI EFFETTIVI GIÀ OCCUPATI.
        QUESTA AZIONE NECESSITERÀ DI RIASSEGNAZIONI INTERNE NELLA
        RIPARTIZIONE DELLE MANSIONI
                                        (ECU)
                             Importi          Metodo di calcolo
Funzionari*                      1.296.000 12 x 108.000 = 1.296.000
Agenti temporanei                   108.000 1 x 108.000 = 108.000
Altre risorse (A-7001)               43.000 1 x 43.000 = 43.000
                    Totale 1     1.447.000 |
*       Utilizzando risorse disponibili destinate alla gestione dell'azione (calcolo basato
        sul titolo A-l, A-2, A-4, A-5 e A-7).
10.3    Incidenza finanziaria di altre spese di funzionamento dell'azione
Linea di bilancio            Importi          Metodo di(ECU)
                                                         calcolo
(n. e denominazione)
A 7032 Riunioni di
comitati                          1.265.040 753 ECU/partecipante in media x un
                                              massimo di 30 partecipanti per riunione x un
                                              minimo di 56 riunioni
                    Totale 1     1.265.040 |
L'importo suindicato, relativo a tutti i Comitati del dialogo settoriale da istituire, sarà
reperito nel quadro del pacchetto di stanziamenti della DG V.
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                                                             COM(98) 322 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                     05 01
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-355-IT-C
                                                              ISBN 92-78-36863-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                          *M