CELEX: 31966H0484
Language: it
Date: 1966-07-18 00:00:00
Title: 66/484/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 18 luglio 1966, rivolta agli Stati membri, relativa allo sviluppo dell'orientamento professionale

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31966H0484

66/484/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 18 luglio 1966, rivolta agli Stati membri, relativa allo sviluppo dell'orientamento professionale  

Gazzetta ufficiale n. 154 del 24/08/1966 pag. 2815 - 2819 edizione speciale spagnola: capitolo 05 tomo 1 pag. 0066  edizione speciale portoghese: capitolo 05 tomo 1 pag. 0066 

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 18 luglio 1966 rivolta agli Stati membri relativa allo sviluppo dell'orientamento professionale(66/484/CEE)RELAZIONELa collaborazione già instauratasi, per iniziativa della Commissione della CEE, in materia di orientamento professionale e di collocamento dei lavoratori, fra le amministrazioni interessate degli Stati membri ha consentito, in particolare, di elaborare un programma di ricerche di comune interesse in questo settore. Fra i primi lavori realizzati figura uno studio monografico e comparativo dei servizi e delle attività di orientamento professionale nei sei Stati. Da questa analisi è possibile desumere un certo numero di fatti che caratterizzano l'evoluzione dell'orientamento professionale. Oltre a sottolineare la crescente importanza in ciascuno degli Stati membri, lo studio mette in risalto la necessità di favorire lo sviluppo delle attività e dei mezzi di orientamento professionale al livello sia nazionale che comunitario.1. La funzione dell'orientamento professionale tende da qualche anno a svilupparsi nel quadro delle politiche nazionali relative all'educazione, alla formazione professionale e all'impiego della manodopera. L'evoluzione demografica, l'espansione delle economie, il continuo sviluppo del progresso tecnico e del progresso sociale modificano profondamente la ripartizione dei lavoratori, come pure la natura e il livello delle loro qualifiche professionali; per questo le pubbliche autorità e le organizzazioni private sono state indotte a intensificare le attività di orientamento (1), tenuto conto delle nuove forme di educazione, al fine di agevolare la preparazione e l'adattamento professionale dei lavoratori nel corso della loro carriera.L'orientamento viene sempre più considerato come un'istituzione di carattere educativo, sociale ed economico, che risponde agli interessi dell'individuo desideroso di esercitare un'attività conforme ai suoi gusti e alle sue capacità, ma anche alle esigenze del mercato dell'occupazione considerato nel suo insieme. L'azione d'orientamento favorisce non solo una libera scelta, compiuta nelle migliori condizioni della professione, ma facilita anche gli ulteriori cambiamenti resi necessari dalle circostanze economiche tecniche e sociali: tale azione trova una giustificazione ancora più valida nel fatto che un'accresciuta mobilità professionale e geografica tende ad imporsi come uno dei fattori ormai indispensabili dell'equilibro generale dell'occupazione.2. Tuttavia, nonostante i notevoli progressi che si sono compiuti nel corso dell'ultimo decennio, i fondamentali obiettivi dell'orientamento professionale sono stati solo parzialmente raggiunti e in una misura che varia sensibilmente a seconda dei paesi. Lo sviluppo finora avutosi non risponde dovunque ai reali fabbisogni d'orientamento, specialmente per quanto riguarda, da una parte, le categorie di persone che seguito a una menomazione fisica, intellettuale o psichica incontrano particolari difficoltà nella loro formazione o nel loro adattamento professionale nel collocamento o nel ricollocamento e, dall'altra le popolazioni delle regioni rurali e in genere le persone che devono risolvere problemi di orientamento, perfezionamento o promozione, compresi i lavoratori migranti.È necessario garantire in modo sistematico un esame approfondito dei più difficili casi d'orientamento e di collocamento al fine di offrire agli interessati tutto l'aiuto che essi possono ricevere, tenuto conto della loro situazione e dei loro problemi specifici. D'altro canto occorre tener conto del fatto che i beneficiari dei servizi d'orientamento professionale appartengono, in grandissima parte, ad ambienti urbani (grandi centri e loro vicinanze), a causa della localizzazione stessa di tali servizi, sicché le persone che ancora non hanno potuto trarne vantaggio risiedono principalmente nello regioni rurali e appartengono per lo più alla popolazione agricola. Si deve quindi concludere che, nella maggior parte degli Stati membri, la sfera di attività dei centri di orientamento professionale appare attualmente troppo limitata.Questo fatto fondamentale è indicativo dei perfezionamenti che devono essere apportati alle strutture dei servizi di orientamento, che è necessario rafforzare specialmente nelle regioni rurali. Questa necessità appare tanto più evidente in quanto grandi movimenti di popolazione si verificano e sono destinati a svilupparsi proprio dalle regioni agricole e rurali verso le attività dell'industria e i servizi prestati nei centri urbani o nelle località prossime alle campagne o alle città.È quindi necessario evitare che gli adolescenti e gli adulti, che hanno il maggior bisogno d'orientamento nel momento in cui si accingono a mutare di attività, si trovino sprovvisti di informazioni e di consigli e il più delle volte ridotti a esercitare, in un nuovo ambiente, un lavoro non qualificato o scarsamente adatto alle loro possibilità.3. La collaborazione degli Stati membri in materia di orientamento professionale presenta un interesse tanto più vivo, in quanto si avverte, sia pure in diverso grado, un bisogno generale di migliorare l'organizzazione e il funzionamento dei servizi d'orientamento. Inoltre, poiché i problemi del perfezionamento e dell'estensione delle attività d'orientamento ancora da risolvere comportano numerose analogie, i sei Stati hanno un preciso interesse a raffrontare le esperienze nazionali, onde trarne conclusioni di valore generale. Preoccupazioni convergenti si sono già manifestate nell'ambito di varie organizzazioni internazionali e negli Stati che ad esse aderiscono: la portata dei problemi comuni è stata occasione, sul piano internazionale, di contatti e dell'adozione di alcuni misure. Oltre alla raccomandazione n. 87 dell'Organizzazione internazionale del lavoro di Ginevra, del luglio 1919, ricorderemo in particolare: la carta sociale europea (Torino, ottobre 1961). La raccomandazione n. 56 della Conferenza internazionale dell'istruzione pubblica (Ginevra, luglio 1963), la raccomandazione del Consiglio dell'Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economico sulla politica della manodopera, strumento dello sviluppo economico (Parigi, maggio 1961), la raccommandazione n. 122 dell'Organizzazione internazionale del lavoro relativa alla politica dell'occupazione (Ginevra, giugno 1964).4. In ragione delle precedenti considerazioni, la Commissione della Comunità Economica Europea ha elaborato la presente raccomandazione, basandosi sulle disposizioni del Trattato di Roma che hanno diretto rapporto con l'orientamento professionale e l'occupazione dei lavoratori, e particolarmente sulle seguenti: l'articolo 128 e i principi generali emanati in applicazione di questo articolo per l'attuazione di una politica comune di formazione professionale (terzo principio, decisione del Consiglio del 2 aprile 1963): l'articolo 117, che afferma la necessità di migliorare le condizioni di vita e di lavoro della manodopera, e l'articolo 118 che affida alla Commissione il compito di promuovere una stretta collaborazione nel campo sociale, in particolare nelle materie riguardanti l'occupazione, la formazione e il perfezionamento professionale; e infine tutte le altre disposizioni del Trattato la cui applicazione presuppone, fra l'altro, un'azione di orientamento dei lavoratori, in particolare quelle che concernono gli aspetti sociali della politica agricola comune. L'articolo 39 fissa, fra gli obiettivi di tale politica, la realizzazione di un impiego ottimale della mannodopera.La Commissione della C.E.E. ha sentito il parere del Comitato economico e sociale (1) e del Parlamento Europeo (2), che hanno accolto favorevolmente e approvato la presente raccomandazione.RACCOMANDAZIONEPer le suddette ragioni, la Commissione della Comunità Economica Europea, a mente delle disposizioni del Trattato che istituisce questa Comunità ed in particolare dell'articolo 133 e della decisione del Consiglio del 2 aprile 1963, e dopo aver consultato il Comitato economico e sociale e il Parlamento Europeo, raccomanda agli Stati membri di:1. Favorire lo sviluppo delle attività di orientamento professionale dei giovani e degli adultia) Lo sviluppo dei servizi pubblici e gratuiti di orientamento professionale - eventualmente in cooperazione con i servizi d'orientamento professionale privati e che non si prefiggono scopi di lucro - verrà proseguito affinché tali servizi siano, il più rapidamente possibile, messi a disposizione dell'insieme delle persone interessate. È necessario aumentare il numero dei giovani e degli adulti che beneficiano ogni anno dell'orientamento professionale, fino a raggiunere il numero delle persone che pensono trarne vantaggio. Questo aumento deve tener conto delle esigenze delle categorie di popolazioni interessate, in particolare delle popolazioni delle regioni rurali e delle popolazioni immigrate, come pure delle esigenze delle persone che, per qualunque motivo, debbano riadattarsi o essere rieducate e aspirino a una promozione, comprese le persone menomate. Per poter valutare tali necessità ed eventualmente stabilire un ordine di precedenza delle attività di orientamento, i servizi d'orientamento dei giovani e degli adulti di ciascuno dei sei Stati effettueranno alla stessa data, ogni tre anni, un esame globale della situazione, in collaborazione con le autorità e i servizi interessati. Tenendo conto dei risultati di questo esame, ciascuno Stato aggiornerà il programma delle attività d'orientamento professionale. L'eventuale ampliamento di tale programma si baserà, fra l'altro, sulla valutazione dell'insieme degli eventuali beneficiari, divisi per età e per regione, come pure sulla possibilità di aumentare i mezzi di cui disporre. Inoltre, il bilancio annuo delle attività d'orientamento professionale dovrà far apparire, fra gli altri elementi, i progressi compiuti e la proporzione dei beneficiari effettivi rispetto al totale previsto, in modo da ottenere dei dati di base per l'elaborazione, da parte degli Stati membri di prospettive di sviluppo dei servizi d'orientamento e per la relativa determinazione dei mezzi finanziari, tecnici e del personale che saranno necessari.b) Parallelamente, si dovranno ricercare miglioramenti di ordine qualitativo, particolarmente in merito ai seguenti punti:- le informazioni e la documentazione sul ruolo, la struttura, il contenuto, le possibilità di guadagno, lo stato attuale e previsionale delle diverse professioni, sul diritto del lavoro e sul diritto sociale vigente negli Stati membri, sull'evoluzione del mercato dell'occupazione per settore di attività, per mestiere e per regione, nonché sulle vie e sui mezzi di formazione e di perfezionamento professionali;- le informazioni specifiche sulle attitudini o sulle capacità richieste per l'esercizio dei diversi mestieri, tenuto conto in particolare delle loro trasformazioni attuali e prevedibili sul piano economico, tecnico o sociale;- i metodi di orientamento professionale e di consiglio professionale, facendo il possibile per attingere all'insieme dei contributi degli specialisti in materia, in particolare degli educatori, degli psicologi, dei sociologi, dei medici e dei rappresentanti delle organizzazioni professionali e dei servizi di collocamento;- la forma e i mezzi appropriati di divulgazione delle informazioni e della documentazione a favore degli individui, di alcuni gruppi di popolazione e del pubblico in genere sui fatti, le prospettive e le possibilità dell'orientamento.Su questi vari punti dovranno essere regolarmente effettuate delle reicerche onde tener conto delle esigenze dell'evoluzione e pervenire a conclusioni concrete e previsionali. Queste ricerche e i relativi risultati dovranno essere comunicati al più presto ai servizi di orientamento professionale. Questi ultimi faranno il possibile per avvalersi della raccolta sistematica di questi dati a carattere documentario, adattando la loro diffusione alle diverse categorie di persone da informare (pubblicazioni, esposizioni, cinema, radio, televisione, oltre al contributo pedagogico e tecnico specialmente delle scuole e delle organizzazioni professionali sociali). Fra tutti questi dati, sarà riservata una particolare attenzione alle valutazioni previsionali dell'occupazione allo scopo di chiarire il più possibile l'azione di orientamento professionale.2. adeguare le strutture dei servizi di orientamento professionale e i loro mezzi d'azione alle esigenze della popolazione.a) StruttureLe strutture dei servizi d'orientamento professionale dovranno essere adattate in modo da:- correggere eventualmente l'ineguale distribuzione geografica dei servizi di orientamento in funzione dei bisogni reali della popolazione, bisogni che saranno valutati nelle varie regioni e in particolare nelle regioni rurali:- rafforzare, per quanto è necessario, l'organizzazione minerale dei servizi di orientamento professionale;- fare in modo che i servizi d'orientamento vadano incontro ai beneficiari facilitando loro ogni utile contatto anche nelle piccole agglomerazioni rurali, mediante servizi itineranti ed orari di lavoro regolati in modo che gli interessati, specialmente i genitori, possano ricorrere a questi servizi;- agevolare la cooperazione, a diversi livelli, fra le amministrazioni e i servizi competenti in materia di orientamento professionale.b) MezziPer ampliare, come appare necessario, le attività di orientamento professionale, dovrà essere garantito un finanziamento adeguato dei mezzi tecnici ed amministrativi da impiegare, specialmente per quanto concerne il personale addetto a queste attività. Questo problema va esaminato in particolare sotto i seguenti aspetti:- organizzare il recrutamento del personale in modo da permettere l'aumento degli effettivi e il miglioramento delle loro qualifiche in funzione delle reali esigenze dell'orientamento;- dare a questo personale uno statuto idoneo a garantirne la stabilità;- migliorare i metodi di formazione e di perfezionamento delle varie categorie di agenti preposti all'orientamento professionale; dare a questo sforzo educativo un carattere regolare e sistematico; tener conto fra l'altro dei problemi di orientamento delle popolazioni rurali.3. assicurare una maggiore continuità dell'azione di orientamento, una stretta cooperazione con gli uffici di collocamento e rafforzare il coordinamento generale delle attività di orientamentoa) Fra gli altri fattori, l'aumento dei mezzi tecnici e del personale deve favorire la trasformazione generale dell'orientamento professionale in un processo più completo e continuo. Questo processo faciliterà i passaggi successivi che caratterizzano i periodi di transizione, molto spesso critici, dal ciclo scolastico alla formazione professionale, all'esercizio di una professione determinata e ai mutamenti d'attività che comportano una rieducazione o un riadattamento professionale. Per prepare tali passaggi sarà opportuno assicurare la possibilità di rinnovare le operazioni di informazione e di consiglio ogniqualvolta le circostanze generali o la situazione individuale richiederanno un nuovo esame del problema dell'orientamento del giovane o dell'adulto.b) Sarà inoltre necessario assicurare un collegamento costante fra i servizi interessati, specie quelli che sono incaricati dell'educazione generale e della formazione professionale, dell'orientamento scolastico e professionale dei giovani e degli adulti, i servizi dei consiglieri agricoli incaricati più particolamente del problemi socio-economici e i servizi che assicurano dei problemi socio-economici e i servizi che assicurano il collocamento e l'occupazione. Questo collegamento consisterà, sul piano generale, in scambi di informazioni sui lavori intrapresi da questi diversi servizi e, sul piano individuale, nella comunicazione, d'accordo con le persone interessate e nei limiti stabiliti dal regolamenti nazionali, dei risultati pratici degli esami cui si sono sottoposte.Al fine di rafforzare questa collaborazione, bisognerà ridurre gli ostacoli, dovuti, in particolare, alla frammentarietà dei servizi, alle differenze fra i metodi usati e all'assenza di un linguaggio comune ai vari consiglieri dell'orientamento scolastico e professionale.In linea generale, dovrà essere assicurato un coordinamento delle attività di orientamento professionale fra tutti i servizi interessati ai vari livelli: nazionale, regionale e locale, in modo da unire concretamente gli sforzi delle varie amministrazioni competenti in questo campo, come pure delle organizzazioni e degli ambienti interessati.4. rafforzare la collaborazione comunitariaIl rafforzamento di questa collaborazione dovrà venire assicurato nella prospettiva dell'evoluzione economica e sociale dei sei Stati membri della Comunità, che rende sempre più necessaria l'azione di orientamento professionale a mano a mano che vengono eliminati gli ostacoli alla libera circolazione della manodopera fra questi Stati.Per facilitare la reciproca comprensione dei servizi nazionali di orientamento professionale e per stimolare gli sforzi di perfezionamento nell'insieme dei servizi di orientamento nella Comunità, è particolarmente necessario sviluppare tra gli Stati membri degli scambi regolari di informazioni e di esperienze - specie delle esperienze pilota che possono essere occasione di un esame comune dei risultati - come pure delle iniziative comuni a favore della manodopera soggetta a spostamenti fra le regioni di emigrazione e di immigrazione della Comunità. Nell'ambito di questi scambi, sarà elaborata e diffusa ogni anno una relazione di sintesi sull'attività di orientamento professionale e sui progressi e le esperianze realizzate in questo campo nel corso dell'anno precedente. I servizi della Commissione redigeranno questa relazione di sintesi sulla base delle informazioni che saranno loro comunicate dai servizi degli Stati membri.In conclusione la Commissione raccomanda agli Stati membri:- di adottare tutte le misure appropriate al fine di realizzare gli obiettivi summenzionati;- di assicurare una larga diffusione della presente raccomandazione presso tutti i servizi, organizzazioni e ambienti interessati;- d'informarla regolarmente sulle misure che verranno adottate nel campo che forma oggetto della presente raccomandazione, come pure sulla loro applicazione e sulle difficoltà eventualmente incontrate.Fatto a Bruxelles, il 18 luglio 1966.Per la CommissioneIl PresidenteWalter HALLSTEIN(1) Questo termine, che qui s'intende nel suo senso più lato, comprende le informazioni e i consigli nei settori scolastisco e professionale.(2) Parere espresso all'unanimità il 23 febbraio 1966 nella 52a sessione plenaria (GU n. 70 del 20. 4. 1966, pag. 1047/66).(3) Risoluzione adottata l'11 marzo 1966 nella sessione costitutiva dell'anno 1966 (GU n. 53 del 24. 3. 1966, pag. 779/66).