CELEX: C2003/101/27
Language: it
Date: 2003-04-26 00:00:00
Title: Causa C-26/03: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Oberlandesgerichts Naumburg, con ordinanza 8 gennaio 2003, nella causa 1. La città di Halle, 2. RPL Recyclingplark Lochau GmbH e 3. Arbeitsgemeinschaft Thermische Restabfall- und Energieverwertungsanlage TREA Leuna

26.4.2003                  IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 101/15
       b)    in sede di valutazione delle conseguenze in caso                        per sé sufficiente a provare che la forma stessa ha
             di copertura di rifiuti non pretrattati con rifiuti                     acquisito un carattere distintivo, ai sensi dell’art. 3, n. 3,
             pretrattati con processi termici o meccanico-biologi-                   della direttiva.
             ci, se il principio comunitario di proporzionalità
             consenta un margine discrezionale ampio o restritti-             3.     Qualora ciò sia insufficiente, se debba altresì essere
             vo. Se dal principio di proporzionalità si possa                        dimostrato che la forma viene utilizzata come garanzia di
             dedurre la possibilità di compensare i rischi derivanti                 origine commerciale e che il pubblico rilevante vi fa
             da rifiuti pretrattati solo meccanicamente con diver-                   affidamento in tal senso.
             se misure di sicurezza.
                                                                              4.     Se il marchio tridimensionale abbia acquisito un carattere
                                                                                     distintivo ai sensi dell’art. 3, n. 3, della direttiva, qualora
( 1) Direttiva del Consiglio 26 aprile 1999, 99/31/CE, relativa alle
                                                                                     la parte preponderante del pubblico riconosca il marchio
     dischariche di rifiuti (GU L 182, pag. 1).
                                                                                     tridimensionale come il prodotto di un commerciante,
                                                                                     ma una significativa minoranza lo confonda con altre
                                                                                     forme usate da altri commercianti.
                                                                              (1 ) Prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul
                                                                                   ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri in materia di
                                                                                   marchi d’impresa (GU L 40, pag. 1).
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High
Court of Justice (England & Wales), Chancery Division,
con ordinanza 18 dicembre 2002, nella causa Société de
             produits Nestlé SA contro Unilever plc
                              (Causa C-7/03)
                                                                              Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Ober-
                             (2003/C 101/26)                                  landesgerichts Naumburg, con ordinanza 8 gennaio 2003,
                                                                              nella causa 1. La città di Halle, 2. RPL Recyclingplark
                                                                              Lochau GmbH e 3. Arbeitsgemeinschaft Thermische
                                                                                Restabfall- und Energieverwertungsanlage TREA Leuna
Con ordinanza 18 dicembre 2002, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 9 gennaio 2003, nella causa Société de produits                                           (Causa C-26/03)
Nestlé SA contro Unilever plc, la High Court of Justice (England
& Wales), Chancery Division ha sottoposto alla Corte di
giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudi-                                         (2003/C 101/27)
ziali:
1.     In ordine ai marchi consistenti nella forma del prodotto,
       cosa debba intendersi per natura stessa del prodotto, di               Con ordinanza 8 gennaio 2003, pervenuta nella cancelleria
       cui all’art. 3, n. 1, della direttiva 89/104 (1) in materia di         della Corte il 23 gennaio 2003, nella causa 1. La città di Halle,
       marchi. In particolare, se tale natura sia determinata:                2. RPL Recyclingplark Lochau GmbH e 3. Arbeitsgemeinschaft
                                                                              Thermische Restabfall- und Energieverwertungsanlage TREA
       a)    dalla designazione dei prodotti per i quali il marchio           Leuna, l’Oberlandesgerichts Naumburg ha sottoposto alla
             viene registrato (o richiesto);                                  Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
                                                                              pregiudiziali:
       b)    dal tipo di prodotti per i quali il marchio viene
             usato, considerati quali articoli commerciali;                   I.     1.    Se l’art. 1, n. 1, della direttiva del Consiglio
                                                                                           21 dicembre 1989, 89/665/CEE (1), che coordina le
       c)    solamente dalla natura intrinseca dei prodotti non                            disposizioni legislative, regolamentari e amministra-
                                                                                           tive relative all’applicazione delle procedure di ricor-
             realizzati dall’uomo; ovvero
                                                                                           so in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici
                                                                                           di forniture e di lavori, integrata dall’art. 41 della
       d)    dalla forma del prodotto che lo distingue, nell’aspet-                        direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/
             to, da prodotti analoghi che si trovano in concorren-                         CEE ( 2), che coordina le procedure di aggiudicazione
             za con questo;                                                                degli appalti pubblici di servizi; (in prosieguo: la
                                                                                           «direttiva di coordinamento delle procedure di ricor-
       e)    da altri elementi e, in tal caso, quali.                                      so»), imponga agli Stati membri di garantire un
                                                                                           ricorso efficace e quanto più rapido possibile avverso
2.     Se la semplice dimostrazione del fatto che la forma di un                           la decisione dall’autorità aggiudicatrice di non aggiu-
       prodotto commercializzato viene riconosciuta, da una                                dicare un appalto pubblico mediante un procedi-
       parte significativa del pubblico rilevante, come caratteri-                         mento conforme alle disposizioni delle direttive in
       stica dei prodotti di un determinato commerciante sia di                            materia di aggiudicazione degli appalti pubblici.
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    2.   Se l’art. 1, n. 1, della direttiva di coordinamento                             2.1. Se, per poter qualificare una società di parteci-
         delle procedure di ricorso imponga altresì agli Stati                                 pazione pubblica come impresa dell’ammini-
         membri di garantire un ricorso efficace e quanto più                                  strazione aggiudicatrice con riferimento all’am-
         rapido possibile avverso le decisioni assunte dalle                                   piezza e all’intensità del controllo, è sufficiente
         autorità aggiudicatrici prima della formale indizione                                 che l’amministrazione aggiudicatrice eserciti
         della gara d’appalto, in particolare avverso la decisio-                              sulla società stessa la sua «influenza dominan-
         ne relativa alla questione, di carattere preliminare, se                              te», ai sensi degli artt. 1, n. 2, e 13, n. 1, della
         un determinato procedimento di acquisizione rientri                                   direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/38/
         o meno nell’ambito d’applicazione soggettivo o                                        CEE (5), che coordina le procedure di appalto
         oggettivo delle direttive in materia di aggiudicazione                                degli enti erogatori di acqua e di energia, degli
         degli appalti pubblici, ovvero se in via di eccezione                                 enti che forniscono servizi di trasporto nonché
         sussista una deroga alla normativa sugli appalti.                                     degli enti che operano nel settore delle teleco-
                                                                                               municazioni, modificata dall’atto di adesione
    3.   In caso di risposta positiva alla questione pregiudi-                                 1994 ( 6) nonché dalla direttiva 98/4/CE del
         ziale sub II.1. e di risposta negativa alla questione                                 Parlamento europeo e del Consiglio ( 7) (in
         pregiudiziale sub II. 2., se uno Stato membro                                         prosieguo: la «direttiva di coordinamento setto-
         adempia all’obbligo di garantire un ricorso efficace e                                riale»).
         quanto più rapido possibile avverso la decisione
         dall’autorità aggiudicatrice di non aggiudicare un
         appalto pubblico mediante un procedimento confor-                               2.2. Se l’influenza, giuridicamente prevista, che può
         me alle disposizioni delle direttive relative all’aggiu-                              esercitare il socio privato della società di parte-
         dicazione degli appalti pubblici, nel caso in cui                                     cipazione pubblica quanto all’individuazione
         l’accesso alla procedura di ricorso venga concesso                                    degli obiettivi dell’ente con cui si stipula il
         solamente con il raggiungimento di una fase formale                                   contratto e/o quanto alle singole decisioni
         determinata del procedimento di acquisizione, ad                                      relative alla conduzione dell’impresa, escluda la
         esempio a partire dall’avvio delle trattative scritte o                               qualificazione di quest’ultima come impresa
         orali con un terzo.                                                                   dell’amministrazione aggiudicatrice.
II. 1.   Si sottopongono alla Corte di giustizia delle Comu-                             2.3. Se, per poter qualificare una società di parteci-
         nità europee le seguenti questioni pregiudiziali sull’in-                             pazione pubblica come impresa dell’ammini-
         terpretazione dell’art. 1, lett. a), della direttiva del                              strazione aggiudicatrice, con riferimento al
         Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina                                     criterio dell’ampiezza e all’intensità del control-
         le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici                                 lo, sia sufficiente un ampio potere direttivo in
         di servizi (GU L 209, pag. 1), modificata dall’atto                                   ordine alle decisioni relative alla stipulazione
         di adesione del 1994 ( 3), nonché dalla direttiva del                                 del contratto e alla fornitura dei servizi nella
         Parlamento europeo e del Consiglio 13 ottobre, 97/                                    concreta procedura di acquisizione.
         52/CE (4) in prosieguo: la direttiva di coordinamento
         dei servizi: Presupponendo che un’amministrazione
         aggiudicatrice, quale un ente territoriale, intenda sti-                        2.4. Se, per poter qualificare una società di parteci-
         pulare con un ente formalmente distinto da essa (in                                   pazione pubblica come impresa dell’ammini-
         prosieguo: l’ente con cui si stipula il contratto) un                                 strazione aggiudicatrice, con riferimento al
         contratto scritto a titolo oneroso avente ad oggetto                                  criterio dello svolgimento della parte più
         servizi, il quale rientri nell’ambito d’applicazione della                            importante della sua attività in favore dell’auto-
         direttiva di coordinamento dei servizi; presupponen-                                  rità aggiudicatrice, sia sufficiente che almeno
         do inoltre che tale contratto non rappresenti, in via di                              l’80 % della cifra d’affari media realizzata nella
         eccezione, un appalto pubblico di servizi ai sensi                                    Comunità dalla società in questione negli ultimi
         dell’art. 1, lett. a), della direttiva di coordinamento dei                           tre anni in materia di servizi derivi dalla
         servizi, in quanto l’ente con cui si stipula il contratto                             fornitura di detti servizi all’autorità aggiudica-
         sia riconducibile allapubblica amministrazione ovve-                                  trice ovvero alle imprese ad essa collegate o ad
         ro sia qualificabile come impresa dell’amministrazio-                                 essa riconducibili, ovvero, qualora la società
         ne aggiudicatrice (in prosieguo: «contratto in proprio                                mista non abbia ancora maturato un’attività
         esente da gara d’appalto»), questa Sezione intende                                    triennale, sia sufficiente che possa prevedersi il
         sapere se la qualificazione di un tale contratto come                                 rispetto della citata «norma dell’80 %».
         contratto in proprio esente da gara d’appalto debba
         sempre escludersi qualora vi sia la semplice partecipa-
         zione societaria di un’impresa privata nell’ente con                 (1 ) GU L 395, pag. 33.
         cui si stipula il contratto.                                         (2 ) GU L 209, pag. 1.
                                                                              (3 ) GU C 241, 1994, pag. 233.
    2.   Nel caso di risposta negativa alla questione pregiudi-               (4 ) GU L 328, pag. 1.
         ziale II. 1, a quali condizioni un ente in cui vi sia la             (5 ) GU L 199, pag. 84.
         partecipazione societaria di privati (in prosieguo:                  (6 ) GU C 241, pag. 228.
         «società di partecipazione pubblica») è riconducibile                (7 ) GU L 101, pag. 1.
         alla pubblica amministrazione ovvero è qualificabile
         come impresa dell’amministrazione aggiudicatrice.
         In particolare: