CELEX: 51994PC0064(01)
Language: it
Date: 1994-03-02
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che fissa un' indennità per la riduzione dei quantitativi di riferimento individuali nel settore del latte e un' indennità per l' abbandono definitivo della produzione lattiera

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51994PC0064(01)

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che fissa un' indennità per la riduzione dei quantitativi di riferimento individuali nel settore del latte e un' indennità per l' abbandono definitivo della produzione lattiera  /* COM/94/64DEF - CNS 94/0066 */  

Gazzetta ufficiale n. C 108 del 16/04/1994 pag. 0006

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che fissa un'indennità per la riduzione dei quantitativi di riferimento individuali nel settore del latte e un'indennità per l'abbandono definitivo della produzione lattiera (94/C 108/04) COM(94) 64 def. - 94/0066(CNS)(Presentata dalla Commissione il 24 marzo 1994)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 43,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,considerando che l'evoluzione del mercato del latte ha reso necessaria, a partire dal 1° aprile 1994, una riduzione dell'1 % dei quantitativi globali garantiti fissati all'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 3950/92 (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. . . .; che, quale contropartita della conseguente riduzione dei quantitativi di riferimento individuali, è necessario prevedere un'indennità decennale di 5 ECU/100 kg/anno, correlata allo sforzo di adattamento chiesto ai produttori; che è opportuno disporre che tale indennità possa essere altresì corrisposta sotto forma di obbligazioni trasferibili, garantite e negoziabili sul mercato;considerando tuttavia la necessità di evitare una diminuzione del quantitativo di riferimento per le piccole e medie aziende; che a tal fine, per rendere disponibili quantitativi di riferimento da assegnare alle aziende in questione, è opportuno stabilire un regime comunitario di finanziamento per l'abbandono della produzione lattiera che preveda per qualsiasi produttore, dietro sua richiesta e a condizione che soddisfi taluni requisiti di ammissibilità, l'attribuzione di un'idennità versata dopo la cessazione totale e definitiva della produzione lattiera; che gli Stati membri devono tener conto dell'esistenza di contratti agrari;considerando che è d'altronde opportuno lasciare agli Stati membri la facoltà di decidere se, o in quali regioni, applicare questo regime, per motivi connessi alla necessità di favorire gli sviluppi e gli adeguamenti strutturali, o alle esigenze di sviluppo regionale, o alla possibilità - nelle condizioni di produzione della o delle regioni interessate - di rendere disponibili quantitativi di riferi mento significativi, o ancora a tassative esigenze amministrative;considerando che l'indennità per l'abbandono della produzione lattiera è concessa, in linea di massima, per l'intero quantitativo di riferimento; che in taluni casi è tuttavia opportuno limitare tale diritto, essendo inteso che ne sono esclusi i produttori che abbiano beneficiato delle disposizioni dell'articolo 3 quater del regolamento (CEE) n. 857/84 (2);considerando che, tenuto conto dell'esperienza acquisita, l'indennità massima per l'abbandono della produzione lattiera può essere fissata a 17 ECU/100 kg/anno per un periodo di tre anni; che può risultare necessario aumentare il livello dell'indennità; che è dunque opportuno autorizzare gli Stati membri a concedere un finanziamento complementare, il cui importo può essere adattato per tener conto delle peculiarità regionali; che occorre inoltre prevedere che l'indennità possa essere altresì corrisposta sotto forma di obbligazioni trasferibili, garantite e negoziabili sul mercato;considerando che i quantitativi di riferimento resi così disponibili devono essere riassegnati alle piccole e medie aziende al fine di evitare una riduzione dei loro quantitativi di riferimento; che il finanziamento comunitario dell'indennità per l'abbandono della produzione lattiera deve limitarsi a tali esigenze di riassegnazione;considerando che, al di là di questo obiettivo, per i periodi successivi è opportuno accordare la facoltà, agli Stati membri che ritengano necessario proseguire la ristrutturazione, di mantenere un regime di finanziamento per l'abbandono della produzione lattiera, prevedendo un contributo comunitario per tale regime a concorrenza del 50 % dell'importo dell'indennità fissato dallo Stato membro, sino a un massimo di 2,5 ECU/100 kg/anno per un periodo di dieci anni; che tale indennità può essere altresì corrisposta sotto forma di obbligazioni trasferibili, garantite e negoziabili sul mercato; che, ove del caso, i quantitativi di riferimento resi disponibili tramite questo regime possono non essere riassegnati, per favorire la diminuzione delle consegne e delle vendite dirette conseguente alla riduzione dei quantitativi globali garantiti;considerando che le indennità comunitarie intendono segnatamente ripristinare l'equilibrio sul mercato e possono dunque essere considerate un intervento ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio, del 21 aprile 1970, relativo al finanziamento della politica agricola comune (3), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2048/88 (4),HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1 1. È concessa un'indennità ai produttori il cui quantitativo di riferimento viene ridotto affinché non vengano superati i quantitativi globali fissati all'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 3950/92, per il periodo interessato.2. Tale indennità è:a) fissata a 5 ECU/100 kg/anno;b) concessa per la parte di produzione il cui quantitativo di riferimento individuale è e rimane effettivamente ridotto rispetto a quello disponibile al 31 marzo 1994, corretto ove del caso con i quantitativi assegnati a partire dalla riserva nazionale e con i trasferimenti di quantitativi di riferimento intervenuti successivamente. Il valore relativo della parte così definita non può superare la riduzione applicata ai quantitativi fissati all'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 3950/92 per lo Stato membro e il periodo interessati;c) versata in dieci quote annue a partire dal 1995, tra il 1° aprile ed il 30 settembre di ogni anno.3. Lo Stato membro può versare l'indennità sotto forma di obbligazioni trasferibili, garantite e negoziabili sul mercato.Articolo 2 1. Al produttore che si impegna all'abbandono totale e definitivo della produzione lattiera anteriormente ad una data da stabilire, gli Stati membri concedono, su richiesta dell'interessato e alle condizioni previste dal presente articolo, un'indennità da versare in tre quote annue tra il 1° aprile e il 30 settembre di ogni anno.Tuttavia, sulla base di uno o più dei seguenti criteri:- necessità di favorire gli sviluppi e gli adeguamenti strutturali,- esigenze dello sviluppo regionale (al fine segnatamente di evitare la desertificazione di talune zone);- possibilità che, nelle condizioni di produzione della/e regione/i interessata/e, il regime non sia in grado di rendere disponibili quantitativi di riferimento significativi,- tassative esigenze amministrative,ciascuno Stato membro può decidere di non applicare il regime di cui al precedente comma in una, in più o nell'insieme delle proprie regioni.2. a) È ammissibile il produttore che dispone di un quantitativo di riferimento «consegne» o «vendite dirette», ad esclusione dei produttori che abbiano beneficiato di quantitativi ai sensi dell'articolo 3 quater del regolamento (CEE) n. 857/84.Tuttavia gli Stati membri:- possono decidere di non concedere l'indennità ai produttori che possiedono meno di sei vacche lattifere o il cui quantitativo di riferimento è inferiore a 25 000 kg/all'anno,- sono autorizzati a prendere i necessari provvedimenti al fine di assicurare, nel caso in cui l'importo delle indennità corrispondente alla somma delle domande ammissibili superi l'importo del finanziamento comunitario di cui al paragrafo 3, che le riduzioni dei quantitativi operate in virtù del presente regolamento siano, per quanto possibile, armoniosamente ripartite fra le regioni e le zone di raccolta.b) L'indennità è concessa per il quantitativo di riferimento disponibile al termine del periodo di dodici mesi interessato.c) Nel caso di produttori che dispongono di due quantitativi di riferimento, relativi rispettivamente alle consegne e alle vendite dirette, l'indennità è concessa per entrambi.d) Nel caso dei contratti rurali, la domanda dell'indennità è presentata dall'affittuario.Gli Stati membri stabiliscono le condizioni alle quali l'affittuario può presentare la domanda dell'indennità e le condizioni alle quali questa viene concessa, tenendo conto dell'interesse legittimo delle parti.3. Il finanziamento comunitario dell'indennità di cui al paragrafo 1 si limita alle esigenze di riassegnazione di cui all'articolo 3, primo comma.Entro questo limite, gli Stati membri sono autorizzati a versare un'indennità pari ad un importo massimo di 17 ECU/100 kg/anno.Gli Stati membri possono:a) versare un'indennità inferiore a 17 ECU/100 kg/anno e utilizzare il saldo per rendere disponibili quantitativi supplementari;b) contribuire al finanziamento comunitario aumentando l'importo dell'indennità.Il livello del supplemento può essere adeguato da ciascuno Stato membro, all'interno del proprio territorio, al fine di tener conto delle diverse situazioni locali per quanto riguarda:- l'andamento della produzione lattiera,- il livello medio delle consegne per produttore,- la necessità di non ostacolare la ristrutturazione della produzione lattiera,- l'esistenza di possibilità di riconversione verso altre attività produttive,- la localizzazione della produzione lattiera in una delle zone definite all'articolo 3, paragrafi 3, 4 e 5 della direttiva 75/268/CEE del Consiglio, del 28 aprile 1975, sull'agricoltura di montagna e di talune zone svantaggiate (5), modificata da ultimo dal regolamento (CEE) n. 797/85 (6).4. Lo Stato membro può versare l'indennità sotto forma di obbligazioni trasferibili, garantite e negoziabili sul mercato.Articolo 3 I quantitativi di riferimento resi disponibili ai sensi dell'articolo 2 sono riassegnati, sino a concorrenza del quantitativo oggetto dell'indennità prevista all'articolo 1, ai produttori il cui quantitativo di riferimento rimane inferiore a 200 000 kg, a condizione che, nel caso in cui lo Stato membro abbia applicato l'articolo 1, paragrafo 3, venga restituito l'importo residuo dell'indennità corrispondente ai quantitativi riassegnati.I quantitativi supplementari di cui all'articolo 2, paragrafo 3, secondo comma, lettera a) sono riassegnati in via prioritaria alle aziende estensive delle zone definite all'articolo 3, paragrafi 3, 4 e 5 della direttiva 75/268/CEE, in secondo luogo a quelle delle altre zone nonché, ove del caso, a produttori prescelti secondo criteri obiettivi, stabiliti d'intesa con la Commissione, e in particolare ai piccoli produttori e a quelli operanti nelle zone di cui sopra.Per «azienda estensiva» si intende un'azienda in cui la densità massima di animali, convertiti in UBA in conformità dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 2328/91 (7), non supera 1,4 UBA per ettaro di superficie foraggera totale dell'azienda calcolata ai sensi dell'articolo 4g, paragrafo 3, secondo trattino del regolamento (CEE) n. 805/68 (8).Articolo 4 1. A decorrere dal 1° aprile 1995 e fino al termine del regime del prelievo supplementare, gli Stati membri, su richiesta dall'interessato e alle condizioni stabilite all'articolo 2, possono concedere ai produttori definiti in detto articolo un'indennità da versare in dieci quote annue a partire dal 1996, tra il 1° aprile e il 30 settembre di ogni anno.2. Lo Stato membro fissa l'importo dell'indennità, che può essere differenziato sulla base di uno o più criteri di cui all'articolo 2, paragrafo 3, secondo comma.Il finanziamento comunitario si limita al 50 % dell'indennità concessa, con un contributo massimo di 2,5 ECU/100 kg/anno su un periodo di dieci anni.3. I quantitativi di riferimento resi disponibili in applicazione del presente articolo sono riassegnati conformemente all'articolo 3, secondo comma o, ove del caso, non sono assegnati.4. Lo Stato membro può versare l'indennità sotto forma di obbligazioni trasferibili, garantite e negoziabili sul mercato.Articolo 5 Il finanziamento delle indennità comunitarie previste agli articoli 1, 2 e 4 è considerato un'intervento ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 729/70.Articolo 6 Ogni anno, anteriormente al 1° aprile, gli Stati membri trasmettono alla Commissione tutte le informazioni necessarie per valutare l'efficacia delle misure previste dal presente regolamento.Articolo 7 La Commissione adotta, secondo la procedura prevista all'articolo 30 del regolamento (CEE) n. 804/68, le misure di applicazione del presente regolamento.Articolo 8 Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso è applicabile a decorrere dal 1° aprile 1994.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.(1) GU n. L 405 del 31. 12. 1992, pag. 1.(2) GU n. L 90 dell'1. 4. 1984, pag. 13. Abrogato dal regolamento (CEE) n. 3950/92.(3) GU n. L 94 del 28. 4. 1970, pag. 13.(4) GU n. L 185 del 15. 7. 1988, pag. 1.(5) GU n. L 128 del 19. 5. 1975, pag. 1.(6) GU n. L 93 del 30. 3. 1985, pag. 1.(7) GU n. L 218 del 6. 8. 1991, pag. 1.(8) GU n. L 148 del 28. 6. 1968, pag. 24.