CELEX: C2001/317/19
Language: it
Date: 2001-11-10 00:00:00
Title: Causa C-315/01: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesvergabeamt (Austria) con ordinanza 11 luglio 2001 nel procedimento promosso dalla GAT Gesellschaft für Abfallentsorgungs-Technik GmbH contro Österreichische Autobahnen und Schnellstraßen AG (ÖSAG)

10.11.2001              IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 317/11
2.  Se dalle disposizioni di cui alla direttiva 89/665/CEE, in             5.     In caso di soluzione affermativa della questione sub 4 se
    particolare dagli artt. 2, n. 7 eventualmente letti in                        l’organo di controllo in un caso siffatto abbia esso stesso
    combinato con le disposizioni della direttiva                                 il potere di disporre o anche di imporre, in forza dell’art. 2,
    92/50/CEE (2), in particolare gli artt. 25 e 32, n. 2, lett. c),              n. 7 della direttiva 89/665/CEE, eventualmente letto in
    ovvero da altra disposizione di diritto comunitario,                          combinato con altre disposizioni di diritto comunitario,
    interpretato, in particolare, alla luce del principio dell’ef-                sulla base di un potere giudiziario le sanzioni pecuniarie
    fetto utile, risulti che una disposizione di un bando di                      opportune nei confronti dell’ente pubblico aggiudicatore
    gara diretta a fare in modo che, contrariamente alla                          o rispettivamente multe e pene detentive nei confronti
    giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità                        dei membri dell’organo di direzione dell’ente, pubblico
    europee e in particolare alla sentenza C-176/98 «Halst                        aggiudicatore, nonché pene variabili, necessarie per l’ese-
    Italia contro Comune di Cagliari», mediante il divieto di                     cuzione dell’ingiunzione, qualora l’ente aggiudicatore, o
    subappalto di parti sostanziali dell’opera venga impedito                     rispettivamente i membri dell’organo direttivo dell’ente
    all’offerente di dimostrare, producendo il contratto con il                   pubblico aggiudicatore non si adeguino alle disposizioni
    subappaltatore, che egli effettivamente disponga dei mez-                     dell’organo di controllo.
    zi del terzo, e acquisisca cosı̀ il diritto, a dimostrazione
    della sua capacità, di far riferimento ai mezzi del terzo, o,
    rispettivamente, di fornire la prova che egli effettivamente           (1) GU 1989, L 395, pag. 33.
    ha la disponibilità dei mezzi del terzo, si ponga con il               (2) GU 1992, L 209, pag. 1.
    diritto comunitario in tale contrasto da doversi considera-
    re inefficace un contratto stipulato sulla base di un siffatto
    bando di gara, specie quando l’ordinamento giuridico
    nazionale contenga disposizioni che prevedano l’ineffica-
    cia di contratti stipulati in violazione della legge.
                                                                           Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundes-
                                                                           vergabeamt (Austria) con ordinanza 11 luglio 2001 nel
3.  Se dalle disposizioni della direttiva 89/665/CEE, in parti-            procedimento promosso dalla GAT Gesellschaft für Abfal-
    colare gli artt. 2, n. 7, ovvero da altra disposizione di              lentsorgungs-Technik GmbH contro Österreichische
    diritto comunitario, interpretato, in particolare alla luce                      Autobahnen und Schnellstraßen AG (ÖSAG)
    del principio dell’effetto utile risulti che un contratto
    stipulato in contrasto con quanto stabilito in una decisio-
    ne di un organo nazionale di controllo ai sensi dell’art. 2,                                     (Causa C-315/01)
    n. 8, della direttiva 89/665/CEE, che rimuove la decisione
    con la quale l’autorità pubblica aggiudicatrice rifiuta di                                        (2001/C 317/19)
    revocare un procedimento di aggiudicazione, sia ineffica-
    ce, specie quando l’ordinamento giuridico nazionale, pur
    contenendo disposizioni che prevedono l’inefficacia di                 Con ordinanza 11 luglio 2001, pervenuta nella cancelleria
    contratti stipulati in contrasto con la legge e il buon                della Corte il 13 agosto 2001, nel procedimento promosso
    costume, non offra però alcuna base legale per dare                   dalla GAT Gesellschaft für Abfallentsorgungs-Technik GmbH
    esecuzione alla decisione dell’organo di controllo in modo             contro Österreichische Autobahnen und Schnellstraßen AG
    efficace e coattivamente nei confronti della pubblica                  (ÖSAG), il Bundesvergabeamt ha sottoposto alla Corte di
    autorità aggiudicatrice.                                               giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudi-
                                                                           ziali:
                                                                           1.     Se dall’art; 2, n. 8, della direttiva 89/665/CEE (1), riguar-
                                                                                  dante i ricorsi in materia di appalti, o da un’altra
4.  Qualora un ordinamento giuridico nazionale non offra                          disposizione di tale direttiva o, ancora, da un’altra norma
    alcuna base legale per dare esecuzione ad una decisione                       di diritto comunitario si debba dedurre che alle autorità
    dell’organo nazionale di controllo in modo efficace e                         competenti a conoscere dei ricorsi di cui all’art. 1, n. 1,
    coattivo nei confronti dell’autorità pubblica aggiudicatri-                   della direttiva, ivi comprese le autorità competenti a
    ce, se le disposizioni della direttiva 89/665/CEE, in                         esercitare i poteri di cui all’art. 2, n. 1, lett. c), della
    particolare l’art. 2, n. 1, lett. b, eventualmente lette in                   direttiva, è vietato sollevare, di propria iniziativa e
    combinato con l’art. 2, n. 7, debbano essere interpretate                     indipendentemente dagli argomenti svolti dalle parti in
    nel senso che tale organo di controllo, in applicazione                       causa, le questioni rilevanti ai sensi della normativa in
    diretta del combinato disposto dell’art. 2, n. 1, lett. b) e                  materia di aggiudicazione degli appalti che, ad avviso
    dell’art. 2, n. 7 abbia il potere di obbligare con ingiunzione                dell’autorità competente a conoscere dei detti ricorsi,
    esecutiva a fare rimuovere la decisione illegittima, anche                    sono importanti ai fini della decisione della causa.
    se l’ordinamento giuridico nazionale attribuisce all’organo
    di controllo in procedimenti promossi a seguito di                     2.     Se l’art. 2, n. 1, lett. c), della direttiva 89/665/CEE,
    domanda di verifica da parte degli offerenti, ai sensi                        eventualmente insieme ad altri principi di diritto comuni-
    dell’art. 1, n. 1, della direttiva 89/665/CEE, solo il potere                 tario, osti all’adozione — da parte delle autorità compe-
    di procedere a rimozioni della decisione dell’autorità                        tenti a conoscere dei ricorsi di cui all’art. 1, n. 1, della
    aggiudicatrice eseguibili in forma non coattiva.                              direttiva, ivi comprese le autorità competenti a esercitare
 ---pagebreak--- C 317/12               IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      10.11.2001
     i poteri di cui all’art. 2, n. 1, lett. c), della direttiva — di        Ricorso del 24 agosto 2001 contro la Repubblica italiana,
     una decisione di rigetto della domanda con cui un                         presentato dalla Commissione delle Comunità europee
     offerente ha indirettamente chiesto il risarcimento del
     danno che avrebbe subito nell’ambito di una procedura                                            (Causa C-323/01)
     di aggiudicazione la cui legittimità è già stata gravemente
     compromessa da un atto dell’appaltante diverso da quello
     impugnato dal detto offerente, decisione di rigetto fondata                                       (2001/C 317/20)
     sulla circostanza che il danno eventualmente subito
     dall’offerente si sarebbe comunque prodotto indipenden-                 Il 24 agosto 2001, la Commissione delle Comunità europee,
     temente dall’atto impugnato.                                            rappresentata dai signori Richard Wainwright e Roberto
                                                                             Amorosi, in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di
3.   Nell’ipotesi in cui la questione la venga risolta negativa-             giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repub-
     mente, se le disposizioni della direttiva 93/36/CEE (2), che            blica italiana.
     coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti
     pubblici di forniture, in particolare gli artt. 15-26 di tale
     direttiva, ostino a che, nello svolgimento delle procedure              La ricorrente conclude che la Corte voglia:
     d’appalto, le referenze dei prodotti proposti dagli offerenti
     siano prese in considerazione dalle autorità aggiudicatrici             1.    constatare che la Repubblica italiana non adottando le
     non ai fini del l’accertamento dell’idoneità degli offerenti,                 disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative
     bensı̀ come criterio di aggiudicazione, con la conseguenza                    necessarie per conformarsi alla direttiva 98/101/CE (1)
     che la valutazione negativa delle dette referenze, anziché                    della Commissione del 22 dicembre 1998 che adegua al
     determinare l’esclusione dell’offerente dalla procedura di                    progresso tecnico la direttiva del Consiglio 91/157/CEE (2)
     aggiudicazione, comporterebbe soltanto l’attribuzione                         relativa alle pile ed agli accumulatori contenenti sostanze
     di una valutazione meno positiva ad un’offerta che,                           pericolose o, in ogni caso, non comunicandole alla
     nell’ambito, per esempio, di un sistema a punti, potrebbe                     Commissione, è venuta meno agli obblighi che le incom-
     controbilanciare una valutazione negativa delle referenze                     bono in virtù di tale direttiva.
     grazie ad un prezzo più basso.
                                                                             2.    condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
4.   Nell’ipotesi in cui le questioni la e 2 vengano risolte                       spese di giudizio.
     negativamente, se sia compatibile con le pertinenti dispo-
     sizioni di diritto comunitario, ivi incluso l’art. 26 della
     direttiva 93/36/CEE, con il divieto di discriminazione e                Motivi e principali argomenti
     con le obbligazioni di diritto internazionale delle Comu-
     nità un criterio di aggiudicazione in base al quale si tiene
     conto solo del numero delle referenze riguardanti i                     Il carattere imperativo degli artt. 249 CE, terzo comma, e
     prodotti e non si effettua un esame sostanziale volto a                 10 CE, primo comma, impone agli Stati membri di adottare
     stabilire se le esperienze avute dagli appaltanti con il                tutte le misure necessarie ad assicurare l’esecuzione degli
     prodotto siano state positive o negative, e in base al                  obblighi determinate dalle direttive, rispettando i termini ivi
     quale si prendono in considerazione solo le referenze                   prescritti. Il relativo termine è scaduto il 1o gennaio 2000
     provenienti dall’Unione europea e dalla zona alpina.                    senza che l’Italia abbia attuato le disposizioni necessarie.
5.   Se sia compatibile con le disposizioni del diritto comuni-
     tario, in particolare con il divieto di discriminazione, un             (1) GU L 1 del 5.1.1999, pag. 1.
                                                                             (2) GU L 78 del 26.3.1991, pag. 38.
     criterio di aggiudicazione in base al quale la possibilità
     di collaudare il prodotto offerto può essere valutata
     positivamente solo se il collaudo è effettuabile in un
     raggio di 300 km dalla sede dell’appaltante.
6.   Nell’ipotesi in cui venga risolta positivamente la questio-
     ne 2 oppure venga risolta negativamente la questione 3 o
     la questione 4, se l’art. 2, n. 1, lett. c), della direttiva            Ricorso della Telefon & Buch Verlagsgesellschaft mbH
     89/665/CEE, eventualmente insieme ad altri principi di                  contro la sentenza del Tribunale di primo grado delle
     diritto comunitario, debba essere interpretato nel senso                Comunità europee (Quarta sezione) 14 giugno 2001,
     che, ove l’illegalità commessa dall’appaltante consista                 cause riunite T-357/99 e T-358/99, Telefon & Buch
     nell’adozione di un criterio di aggiudicazione illegittimo,             VerlagsgmbH contro Ufficio per l’armonizzazione nel
     l’offerente ha diritto al risarcimento solo qualora si possa            mercato interno (marchi, disegni e modelli), presentato il
     concretamente dimostrare che, se il detto criterio non                         29 agosto 2001 (via fax in data 27 agosto 2001)
     fosse stato adottato, l’offerta dell’interessato sarebbe stata
     la migliore.                                                                                    (Causa C-326/01 P)
(1) GU 1989, L 395, pag. 33.                                                                           (2001/C 317/21)
(2) GU 1993 L 199, pag. 1.
                                                                             Il 29 agosto 2001 (via fax in data 27 agosto 2001) la Telefon
                                                                             & Buch VerlagsgmbH, rappresentata dall’avv. Dr. Hans Georg