CELEX: 52001PC0449
Language: it
Date: 2001-08-03
Title: Proposta di regolamento del parlamento Europeo e del Consiglio relativo al Vocabolario comune per gli appalti pubblici (CPV)

Avis juridique important

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52001PC0449

Proposta di regolamento del parlamento Europeo e del Consiglio relativo al Vocabolario comune per gli appalti pubblici (CPV)  /* COM/2001/0449 def. - COD 2001/0179 */  

Gazzetta ufficiale n. 025 E del 29/01/2002 pag. 0001 - 0467

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo al Vocabolario comune per gli appalti pubblici (CPV)(presentata dalla Commissione)MOTIVAZIONEIl Vocabolario comune per gli appalti pubblici (Common Procurement Vocabulary - CPV) è un'evoluzione e un miglioramento delle nomenclature CPA (Classificazione statistica dei prodotti associata alle attività) e NACE - Rev. 1 (Nomenclatura delle attività economiche nella Comunità europea), dato che essa si adegua meglio alle caratteristiche del settore degli appalti pubblici.Il CPV è composto di un vocabolario principale, che ne costituisce la parte essenziale e definisce l'oggetto dell'appalto, nonché di un vocabolario supplementare che consente di introdurre dati qualitativi complementari. Il vocabolario principale si basa su una struttura gerarchica a cinque livelli, e il vocabolario complementare comporta due livelli. A ciascun codice corrisponde una denominazione che descrive le forniture, i lavori o i servizi in tutte le altre lingue ufficiali.Nel 1996, la Commissione ha adottato una raccomandazione relativa all'utilizzazione del CPV per la descrizione dell'oggetto degli appalti [1]. In tale raccomandazione, le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori interessati erano invitati a utilizzare il CPV nei bandi di gara, per descrivere la natura dei loro appalti.[1]  GU L 222 del 3.9.1996, pagg. 10-12.Lo stesso anno, la Commissione ha pubblicato il suo Libro verde: « Gli appalti pubblici nell'Unione europea: spunti di riflessione per il futuro » [2]. Essa invitava tutte le parti interessate a pronunciarsi sull'opportunità di generalizzare l'utilizzazione del CPV. Le risposte pervenute alla Commissione, provenienti dagli ambienti economici, dagli Stati membri e dalle istituzioni, approvano senza dubbio l'impiego del CPV in vista della semplificazione del processo di pubblicazione dei bandi di gara. La Commissione ha compiuto un'analisi di tali contributi e ha presentato le prospettive della sua azione futura nella comunicazione « Gli appalti pubblici nell'Unione europea » [3]. Essa prevedeva in particolare di invitare le amministrazioni aggiudicatrici a ricorrere al CPV e ai formulari standard per la redazione dei loro bandi di gara, nonché di utilizzare per la loro trasmissione le possibilità offerte dalle nuove tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni.[2]  COM(96) 583 def. del 27.11.1996.[3]  COM(1998) 143 def. del 11.3.1998.Infatti, a partire dal 1996, il CPV è stato utilizzato sistematicamente in tutti i bandi di gara pubblicati nel supplemento alla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee in virtù delle direttive, per l'identificazione dell'oggetto degli appalti, nonché per la traduzione automatica in tutte le altre lingue comunitarie ufficiali.Il CPV è così diventato il criterio di ricerca fondamentale nella selezione e l'identificazione delle opportunità degli appalti da parte dei potenziali offerenti.Le nomenclature intervengono per tre scopi nelle direttive relative agli appalti pubblici: per la descrizione dell'oggetto degli appalti nei bandi di gara, per gli obblighi statistici e per la definizione del campo d'applicazione. Attualmente, le direttive si riferiscono a quattro nomenclature differenti: CPA, NACE, CPC Prov. (Central Product Classification: classificazione centrale dei prodotti) e CN (Combined Nomenclature: nomenclatura combinata). Le proposte di revisione attualmente esaminate dal Consiglio e dal Parlamento europeo, una relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture, servizi e lavori [4], e l'altra relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti nei settori dell'acqua, dell'energia e dei trasporti [5], sostituiscono queste quattro nomenclature con la sola CPV.[4]  GU C 29E del 30.1.2001, pag. 1.[5]  GU C 29E del 30.1.2001, pag. 11.Tuttavia, fino ad ora il CPV non dispone di una base giuridica propria, dato che nessun regolamento definisce con precisione le norme da rispettare per la sua stesura o per il suo aggiornamento. Il presente regolamento intende colmare questa lacuna, adottando formalmente il CPV come sistema comunitario di classificazione degli appalti pubblici e stabilendo le modalità di aggiornamento e di revisione del CPV.Conformemente al principio di sussidiarietà, l'elaborazione di una base giuridica per il CPV, sistema di classificazione unico applicabile all'insieme degli appalti pubblici comunitari, può essere realizzata unicamente a livello comunitario. Per quanto riguarda il principio di proporzionalità, il regolamento consente di stabilire un sistema di classificazione uniforme di applicazione diretta in tutti gli Stati membri.Fino ad ora, l'Ufficio delle Pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee ha dovuto spesso aggiungere, nei bandi di gara trasmessi dalle amministrazioni aggiudicatrici e dagli enti aggiudicatori il codice CPV corrispondente alla descrizione dell'oggetto dell'appalto. Questa situazione può comportare degli errori nei bandi di gara, tenuto conto del carattere talvolta molto tecnico di tale informazione. Per garantire una migliore qualità delle pubblicazioni, è necessario assicurare che le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori facciano corrispondere essi stessi la descrizione dell'oggetto dei loro appalti con il CPV. Dato che tali organismi dispongono delle informazioni più accurate per definire l'oggetto dei loro appalti, la qualità dei bandi di gara dovrebbe migliorare, contribuendo così ad una aumento dell'efficacia della pubblicazione. Per quanto riguarda gli operatori economici, l'utilizzazione di un sistema di classificazione unico e multilingue consentirà loro di identificare con maggiore precisione le opportunità più interessanti, agevolando così il loro accesso agli appalti pubblici.Dato che il CPV comporta la traduzione automatica degli indici dei bandi di gara, i casi di errori involontari di traduzione saranno ridotti e si avrà una diminuzione significativa dei costi per il trattamento dei bandi di gara, con economie considerevoli a favore del contribuente europeo. La traduzione automatica comporterà inoltre una riduzione non trascurabile dei termini di pubblicazione dei bandi di gara.Per aiutare gli utilizzatori a sfruttare pienamente le possibilità offerte dal CPV e a familiarizzarsi con questo nuovo sistema, le tavole di corrispondenza tra il CPV e le suddette nomenclature sono allegate al presente regolamento. E' inoltre importante sottolineare il ruolo fondamentale del CPV nello sviluppo degli appalti pubblici elettronici. Il CPV è infatti un elemento decisivo per la realizzazione degli impegni assunti nel quadro delle iniziative e-Europa e e-Commissione, dato che esso offre la possibilità di un trattamento informatico dei dati pubblicati, migliorando così la qualità dell'informazione, la rapidità della sua diffusione, e pertanto l'efficacia del sistema di pubblicazione istituito dalle direttive.Il CPV contribuirà anche a semplificare il trattamento delle statistiche degli appalti pubblici previste dalle direttive, facilitando il compito degli enti appaltanti e delle autorità nazionali. A livelli internazionale, il CPV offre inoltre la possibilità di una migliore comparabilità dei dati con le altre nomenclature in vigore negli Stati firmatari dell'accordo sugli appalti pubblici.Per sua natura, il CPV deve essere evolutivo. Per preservarne la qualità, è infatti indispensabile assicurare che esso segua le evoluzioni del mercato per rispondere nel miglior modo possibile ai fabbisogni dei suoi utilizzatori (amministrazioni aggiudicatrici e potenziali fornitori). E' stata pertanto istituita una procedura di revisione, nel quadro delle competenze di esecuzione delegate alla Commissione, assistita dal Comitato consultivo per gli appalti pubblici, in conformità all'art. 78, paragrafo 1, lett. f) e g), della proposta di direttiva relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture, servizi e lavori, nonché all'art. 67, paragrafo 1, lett. c) e d), della proposta di direttiva relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti nei settori dell'acqua, dell'energia e dei trasporti. [6][6]  (dato che gli atti legislativi si trovano attualmente nella procedura di decisione, i numeri degli articoli menzionati possono subire delle modifiche.) Infine, per quanto riguarda il campo d'applicazione delle direttive sugli appalti pubblici, non è necessario modificarlo. Al contrario, il ricorso al CPV contribuirà a chiarirlo, favorendo così una migliore applicazione del diritto comunitario degli appalti pubblici nell'Unione.Questo processo di aggiornamento terrà ampiamente conto dei suggerimenti e delle osservazioni formulate dagli utilizzatori diretti del CPV. Su questa base si è proceduto ad una prima revisione alla fine del 1998. Il presente regolamento adotta una nuova revisione che è principalmente un adeguamento della versione 1998, tenendo conto della pratica e dell'esperienza acquisita. La presente proposta di regolamento istituisce il CPV, elemento chiave della politica comunitaria degli appalti pubblici, stabilendone le condizioni per la revisione; il Parlamento europeo e il Consiglio sono invitati ad adottare la presente proposta.2001/0179 (COD)Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo al Vocabolario comune per gli appalti pubblici (CPV)(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli artt. 47, paragrafo 2,  55 e 95,vista la proposta della Commissione [7],[7]  GU C del , pag. .visto il parere del Comitato economico e sociale [8],[8]  GU C del , pag. .visto il parere del Comitato delle regioni [9],[9]  GU C del , pag. .deliberando in conformità alla procedura di cui all'art. 251 del trattato [10],[10]  GU C del , pag. .considerando quanto segue:(1) L'utilizzazione di diverse nomenclature compromette l'apertura e la trasparenza degli appalti pubblici europei. Il suo impatto sulla qualità e i termini di pubblicazione dei bandi di gara limita le possibilità di accesso agli appalti pubblici da parte degli operatori.(2) Nella sua raccomandazione 96/527/CE [11], la Commissione ha invitato gli organismi e gli enti aggiudicatori a utilizzare, per la descrizione dell'oggetto dei loro appalti, il vocabolario comune per gli appalti pubblici (Common Procurement Vocabulary - CPV), sviluppato sulla base di talune nomenclature già esistenti, per tener maggiormente conto delle specificità del settore degli appalti pubblici.[11]  GU L 222 del 3.9.1996, pagg.10-12.(3) È opportuno unificare tramite un unico sistema di classificazione per gli appalti pubblici i riferimenti utilizzati dalle amministrazioni aggiudicatrici e dagli enti aggiudicatori per la descrizione dell'oggetto dell'appalto, in conformità alle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio .../../CE del ... relative al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture, di servizi e di lavori [12], .../../CE del ... che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti nei settori dell'acqua, dell'energia e dei trasporti [13] e la direttiva .../.../CE della Commissione del ... sull'utilizzazione dei formulari standard per la pubblicazione dei bandi di gara degli appalti pubblici [14].[12]  GU C 29E del 30.1.2001, pag.1.[13]  GU C 29E del 30.01.2001, pag. 11. [14]  GU L del , pag. . (4) Gli Stati membri devono disporre di un sistema di riferimento unico, che utilizzi la stessa descrizione dei beni nelle lingue comunitarie ufficiali e uno stesso codice alfanumerico corrispondente che consenta di eliminare le barriere linguistiche a livello comunitario.(5) È pertanto opportuno adottare con il presente regolamento il CPV, in una versione riveduta, quale unico sistema di classificazione nel settore degli appalti pubblici, che sostituirà le nomenclature finora utilizzate.(6) Devono essere elaborate le tavole di corrispondenza tra il CPV e la «Classificazione dei prodotti associati alle attività nella Comunità economica europea» (CPA), la «Classificazione centrale dei prodotti» (CPC Prov.) delle Nazioni Unite, la «Nomenclatura statistica delle attività economiche nella Comunità europea» (NACE Rev.1) e la «Nomenclatura combinata» (NC).(7) La struttura e i codici del CPV possono richiedere degli adeguamenti o delle modifiche, in funzione dell'evoluzione degli appalti e dei fabbisogni degli utilizzatori. E' pertanto necessario prevedere una procedura di revisione adeguata. (8) Ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [15], è opportuno che le misure necessarie all'attuazione del presente regolamento siano stabilite secondo la procedura consultiva prevista dall'articolo 3 della suddetta decisione.[15]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(9) Conformemente ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità di cui all'articolo 5 del trattato, l'obiettivo dell'azione in questione, vale a dire l'istituzione di un sistema di classificazione applicabile agli appalti pubblici, può, tenuto conto delle competenze della Comunità in materia di ravvicinamento delle legislazioni, essere realizzato meglio a livello comunitario; il presente regolamento si limita al minimo richiesto per conseguire il suddetto obiettivo e non va oltre a quanto necessario per raggiungere questo scopo.(10) La scelta del ricorso ad un regolamento anziché ad una direttiva è motivata dal fatto che l'istituzione di un sistema di classificazione per gli appalti pubblici non richiede un recepimento da parte degli Stati membri. HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. Ai fini dell'applicazione delle direttive ... e ... viene istituito un sistema di classificazione unico applicabile agli appalti pubblici «Vocabolario comune per gli appalti pubblici» (Common Procurement Vocabulary - CPV).2. Il testo del CPV figura nell'allegato I.3. Le tavole di corrispondenza tra il CPV e le nomenclature « Classificazione dei prodotti associati alle attività » (CPA), « Classificazione centrale dei prodotti » (CPC Prov.), « Nomenclatura delle attività economiche nella Comunità europea » (NACE Rev.1) e « Nomenclatura combinata » (NC) figurano rispettivamente agli allegati II, III, IV e V.Articolo 2Le disposizioni necessarie alla revisione del CPV sono stabilite dalla Commissione in conformità alla procedura di cui all'articolo 3, paragrafo 2.Articolo 31. La Commissione è assistita dal comitato consultivo degli appalti pubblici, istituito dall'articolo 1 della decisione 71/306/CEE [16].[16]  GU L 185 del 16.8.1971, pag.15. Decisione modificata da ultimo dalla decisione 77/63/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976 (GU L 13 del 15.1.1977, pag.15).2. Nei casi in cui si fa riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura consultiva prevista all'articolo 3 della decisione 1999/468/CE, nel rispetto delle disposizioni dei suoi articoli 7 e 8.Articolo 4Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioLa Presidente Il Presidente&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO  IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)Denominazione della propostaProposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un vocabolario comune per gli appalti pubblici (CPV).Numero di riferimento del documento----La proposta1. In considerazione del principio di sussidiarietà esporre i motivi per i quali è necessaria una legislazione comunitaria in questo settore nonché gli obiettivi principali.Il progetto di revisione delle direttive sugli appalti pubblici attualmente all'esame presso il Consiglio e il Parlamento europeo prevede in particolare che il CPV sostituisca le quattro nomenclature utilizzate fino ad ora per la descrizione dell'oggetto degli appalti nei bandi di gara, gli obblighi statistici e la definizione del campo d'applicazione. Tuttavia, il CPV non dispone di una base giuridica propria con una definizione precisa delle norme da rispettare per la sua istituzione e per il suo aggiornamento. Il presente regolamento intende colmare questa lacuna, adottando formalmente il CPV quale sistema comunitario di classificazione degli appalti pubblici e stabilendo le modalità di manutenzione e revisione del CPV, in conformità al principio di sussidiarietà. L'impatto sulle imprese2. Chi è interessato dalla proposta-- Quali settori delle imprese-Sono interessati dalla proposta tutti gli operatori economici che possono prendere parte a procedure di aggiudicazione degli appalti, anche se indirettamente: imprenditori, fornitori e beneficiari di servizi. Essi beneficieranno infatti della maggiore precisione dei bandi degli appalti pubblicati a livello comunitario, il che faciliterà la loro ricerca, selezione e identificazione delle opportunità.- Quali dimensioni delle imprese (parte delle piccole e medie imprese)-Tutte le imprese che possono partecipare alle procedure di aggiudicazione degli appalti saranno interessate dalla proposta, indipendentemente dalla loro dimensione. Si deve tuttavia tener presente che le direttive "appalti pubblici" si applicano agli appalti il cui valore supera determinate soglie.- Esistono particolari aree geografiche della Comunità in cui sono concentrate tali imprese-No, tranne eventualmente in talune zone frontaliere.3. Quali misure dovranno adottare le imprese per conformarsi alla proposta-La proposta non introduce nuovi obblighi per le imprese, ma mette a loro disposizione un nuovo strumento di riferimento comune e multilingue che faciliterà il loro accesso all'informazione pertinente (vale a dire, i bandi di gara). 4. Qual è la prevedibile incidenza economica della proposta-- Sull'occupazione-Nessun effetto diretto.- sugli investimenti e la creazione di nuove imprese-Nessun effetto diretto.- sulla competitività delle imprese-Il CPV consente alle imprese di identificare con maggiore precisione le opportunità offerte dagli appalti, agevola l'accesso a nuovi mercati e amplia le prospettive di sviluppo delle imprese che fino ad ora non partecipavano agli appalti pubblici. 5. La proposta contiene misure destinate a tener conto della situazione specifica delle piccole e medie imprese (esigenze più limitate o diverse, etc.)-No.Consultazione6. Elenco delle organizzazioni consultate in merito alla proposta e principali osservazioni.Autorità nazionali tramite le rappresentanze permanenti, comitati consultivi (CCMP, CCO), organizzazioni professionali competenti, intermediari (Eurosportelli), fornitori di servizi, consultazione generale tramite il sito SIMAP.ALLEGATO IVOCABOLARIO COMUNE PER GLI APPALTI PUBBLICI (CPV)Struttura del sistema di classificazione1. Il CPV comprende un vocabolario principale e un vocabolario supplementare.2. Il vocabolario principale poggia su una struttura ad albero di codici che possono avere fino a nove cifre, ai quali corrisponde una denominazione che descrive le forniture, i lavori o servizi, oggetto del mercato.Il codice numerico ha otto cifre ed è suddiviso in:- divisioni, identificate dalle due prime cifre del codice;- gruppi, identificati dalle tre prime cifre del codice;- classi, identificate dalle quattro prime cifre del codice;- categorie, identificate dalle prime cinque cifre del codice.Ciascuna delle tre ultime cifre fornisce un grado di precisione supplementare all'interno di ogni categoria. Una nona cifra serve alla verifica delle cifre precedenti.3. Il vocabolario supplementare può essere utilizzato per completare la descrizione dell'oggetto degli appalti. Esso è costituito da un codice alfanumerico, al quale corrisponde una denominazione che consente di fornire ulteriori dettagli sulla natura o la destinazione specifiche del bene da acquistare.Il codice alfanumerico comprende:- un primo livello costituito da una lettera corrispondente ad una sezione;- un secondo livello costituito da quattro cifre, le cui prime tre formano una suddivisione e le ultime tre cifre sono di controllo.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO II1.  Tavola di corrispondenza tra il CPV e la CPA96&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO IIITavola di corrispondenza tra il CPV e la CPC prov.  &gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO IV2.  3. Tavola di corrispondenza tra il CPV e la NACE rev.1&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO V4.  Tavola di corrispondenza tra il CPV e la NC  &gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;