CELEX: 31982D0267
Language: it
Date: 1982-01-06 00:00:00
Title: 82/267/CEE: Decisione della Commissione, del 6 gennaio 1982, relativa ad una procedura a norma dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/28.748 - AEG-Telefunken) (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)

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31982D0267

82/267/CEE: Decisione della Commissione, del 6 gennaio 1982, relativa ad una procedura a norma dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/28.748 - AEG-Telefunken) (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 117 del 30/04/1982 pag. 0015 - 0028

++++COMMISSIONE  DECISIONE DELLA COMMISSIONE  del 6 gennaio 1982  relativa ad una procedura a norma dell ' articolo 85 del trattato CEE  ( IV/28.748 - AEG-Telefunken )  ( Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede )  ( 82/267/CEE )  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE ,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , in particolare l ' articolo 85 ,  visto il regolamento n . 17 del Consiglio del 6 febbraio 1962 ( 1 ) , in particolare l ' articolo 3 e l ' articolo 15 , paragrafo 2 ,  vista la notificazione dell ' « Accordo distributivo per prodotti Telefunken » effettuata dall ' impresa Allgemeine Elektricitaets-Gesellschaft AEG-Telefunken il 6 novembre 1973 , a norma dell ' articolo 4 del regolamento n . 17 ,  vista la decisione della Commissione del 29 maggio 1980 di avviare la procedura di cui all ' articolo 9 , paragrafo 3 , del regolamento n . 17 ,  sentita l ' impresa interessata a norma dell ' articolo 19 del regolamento n . 17 in collegamento con il regolamento n . 99/63/CEE della Commissione , del 25 luglio 1963 ( 2 ) ,  sentito il parere del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti emesso il 28 ottobre 1981 , conformemente all ' articolo 10 del regolamento n . 17 ,  considerando quanto segue :  I FATTI  ORGANIZZAZIONE DELLE STRUTTURE DISTRIBUTIVE E POSIZIONE SUL MERCATO  ( 1 ) La Allgemeine Elektricitaets-Gesellschaft AEG-Telefunken  ( in seguito denominata AEG ) , società per azioni di diritto tedesco con sede a Francoforte sul Meno , produce , sviluppa e commercializza prodotti dell ' elettronica per uso amatoriale , quali televisori , apparecchi radio , registratori , giradischi e apparecchi audiovisivi . Questo comparto è stato affidato , dal 1° gennaio 1970 , alla filiale di AEG-Telefunken Fernseh-und Rundfunk GmbH ( in seguito denominata TFR ) , la quale costituisce dal  1° giugno 1979 una impresa settoriale autonoma di AEG . TFR produce e commercializza questi prodotti . Nella commercializzazione essa si avvale dell ' organizzazione distributiva di AEG , ossia , in Germania , degli uffici di distribuzione o delle succursali di AEG e , negli altri Stati membri della CEE , delle filiali di AEG che si occupano della vendita dei suoi prodotti . Le filiali interessate dalla presente decisione sono le seguenti :  - in Francia :  la AEG-Telefunken SA , con sede in Clichy ( in seguito denominata ATF ) ;  - in Belgio :  la AEG-Telefunken SA Belge , con sede in Bruxelles ( in seguito denominata ATBG ) .  I suddetti distributori dipendono da TFR e ne ricevono istruzioni .  La commercializzazione dei prodotti AEG avviene tramite grossisti e dettaglianti rivenditori . Le organizzazioni di vendita AEG riforniscono i dettaglianti anche direttamente , soprattutto quando per la loro cifra d ' affari siano paragonabili a grossisti .  ( 2 ) La posizione di AEG sul mercato dell ' elettronica amatoriale nella Comunità varia secondo le regioni e i singoli prodotti : mentre per i televisori a colori la sua quota sul mercato tedesco ( il quale assorbe quasi la metà di tutti gli apparecchi televisivi AEG venduti nel mercato comune ) è attualmente del ... % ( 3 ) circa , essa oscilla in Francia , in Belgio e nei Paesi Bassi fra il ... ed il ... % . Gli altri prodotti AEG dell ' elettronica amatoriale hanno una quota di mercato del ... % circa in Germania e fra il ... e il ... % in Francia e nei paesi del Benelux .  ( 3 ) Nell ' esercizio 1980 AEG ha realizzato una cifra d ' affari mondiale di circa 14,1 miliardi di DM , di cui 1,3 miliardi di DM nel comparto dell ' elettronica amatoriale ( 0,95 miliardi dei quali nella CEE ) . Nel 1979 il bilancio del gruppo ha accusato una perdita di 968 milioni di DM e nel 1980 una perdita di 278 milioni di DM .  II . IL CONTRATTO DI DISTRIBUZIONE NOTIFICATO  ( 4 ) Per la vendita nel mercato comune del programma « 5 - Stelle » ( 5 - Sterne - Programm ) di TFR , che comprende televisori , apparecchi radio , registratori , giradischi e apparecchi audiovisivi , AEG ha concluso un accordo distributivo per i prodotti di marca Telefunken , notificato alla Commissione il 6 novembre 1973 ( EG - Verpflichtungsschein - contratto di distribuzione per i grossisti CEE ) . Base giuridica del sistema notificato sono i contratti tipo stipulati con rivenditori scelti nei vari stadi della distribuzione . Sino alla fine del 1978 i contratti di distribuzione vincolata furono stipulati con i rivenditori da AEG , che agiva nel contempo per conto di TFR . Nei nuovi contratti oggi in vigore figura quale controparte dei rivenditori AEG-Telefunken Konsumgueter Aktiengesellschaft , Francoforte sul Meno , che agisce in nome e per conto di AEG e contemporaneamente per conto di TFR .  ( 5 ) Nel 1981 AEG ha introdotto in Germania un nuovo sistema di distribuzione basato su « Partner - Vertraege » stipulati fra AEG e rivenditori al dettaglio specializzati . Questi contratti hanno sostituito in Germania i « contratti di distribuzione vincolata » precedentemente in vigore , mentre negli altri Stati membri è tuttora in vigore l ' « accordo distributivo per prodotti di marca Telefunken » . I « Partner - Vertraege » non formano oggetto della presente decisione .  ( 6 ) Secondo quanto prescrive il contratto di distribuzione per i grossisti CEE , vengono prescelti come grossisti quei commercianti che acquistano regolarmente per proprio conto i prodotti contrattuali e li rivendono ai dettaglianti , tengono un registro degli acquisti e delle vendite numerato in ordine progressivo e non violano la normativa in materia di concorrenza . Secondo lo stesso contratto , i dettaglianti vengono scelti sulla base di criteri obiettivi di ordine qualitativo , che riguardano l ' idoneità professionale del rivenditore , la specializzazione del suo personale e la sua dotazione materiale . Anch ' essi sono inoltre tenuti a tenere una registrazione in ordine progressivo delle vendite e degli acquisiti . Ai rivenditori autorizzati e ad AEG è vietato fornire i prodotti contrattuali a commercianti non adezenti all ' accordo distributivo . All ' atto della notifica , AEG ha richiamato l ' attenzione sul fatto che vengono ammessi al suo sistema distributivo tutti i venditori specializzati in possesso dei requisiti specificati nel contratto di distribuzione CEE .  ( 7 ) Con lettera del 17 maggio 1976 , il direttore generale della concorrenza ha comunicato ad AEG che a tale data non sussistevano obiezioni sotto il profilo dell ' articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato CEE nei confronti dell ' accordo distributivo per i prodotti di marca Telefunken , nella versione notificata il 16 marzo 1976 .  Resta aperta la questione se la Commissione manterrà questa posizione anche in futuro , alla luce delle esperienze acquisite nel frattempo . Questo problema non forma tuttavia oggetto della presente decisione , che verte soltanto sull ' applicazione pratica del sistema di distribuzione AEG .  III . FUNZIONAMENTO PRATICO DEL SISTEMA DISTRIBUTIVO  La fase iniziale  ( 8 ) L ' istituzione e l ' attuazione pratica del sistema di distribuzione nella Comunità richiesero vari anni . Scopo dell ' accordo distributivo è , secondo la nota di TFR del 7 settembre 1973 , di garantire ai commercianti un « margine minimo di utile » . In essa , si legge inoltre che a tal fine esistono due possibilità : « O l ' industria fornisce questi prodotti a prezzi che garantiscono ai commercianti un congruo margine oppure l ' industria stessa provvede affinchù i prodotti non passino per canali che non hanno bisogno di questi margini elevati . Ci riferiamo ai magazzini tipo Cash and Carry , che vendono a prezzi stracciati ... » .  ( 9 ) In una lettera del 22 settembre 1975 inviata a TFR dall ' ufficio vendite di Muenster si richiama l ' attenzione sul fatto che tramite l ' accordo distributivo « si tenta di escludere le categorie di acquirenti più attente alla dinamica dei prezzi » ( 4 ) , nonostante che più sotto si dica che « a nostro parere si deve riscontrare una certa tendenza alla creazione di reparti specializzati anche all ' interno delle grandi superfici o esercizi commerciali di grande dettaglio » .  ( 10 ) Una nota interna di TFR del 5 luglio 1976 , riguardante la futura politica commerciale di AEG , descrive « la concezione della distribuzione attualmente in vigore » interpretandola nel senso che i prodotti a distribuzione vincolata « vanno venduti soltanto attraverso i canali tradizionali del commercio specializzato all ' ingrosso e al dettaglio » ( 4 ) .  ( 11 ) Nelle  « direttive per l ' accordo distributivo » pubblicate l ' 8 ottobre 1973 ( comunicato TFR n . 44 ) , che AEG ha presentato alla Commissione nell ' ambito della presente procedura , si segnala che nel caso delle filiali ( 5 ) vi è la possibilità che « i reparti di alcune filiali abbiano tutti i requisiti che si richiedono al commercio specializzato ma che questi requisiti non siano posseduti dall ' impresa nel suo complesso » , e si prosegue osservando che « in linea di principio , la fornitura di nostri prodotti deve essere rifiutata » . Nello stesso documento si legge inoltre che nell ' ipotesi che l ' ufficio vendite « ( ritenga ) opportuno fornire i nostri prodotti convenzionati ai reparti specializzati di queste imprese , si potrà procedere alle trattative del caso " solo previa concertazione " con TFR » .  Applicazione pratica dell ' accordo distributivo  A . Discriminazione di determinati rivenditori  1 . Mancata ammissione di determinati rivenditori in Germania  a ) Politica generale della distribuzione  ( 12 ) Nel verbale di una riunione dei direttori alle vendite di TFR svoltasi il 25 maggio 1976 si esprimono preoccupazioni circa l ' accoglimento nell ' accordo distributivo dei grandi dettaglianti in possesso dei prescritti requisiti di professionalità . I direttori alle vendite si accordarono per « evitare di tenere un atteggiamento troppo rigido nei confronti dei grandi dettaglianti » . Venne inoltre concordato di « ( fissare ) criteri qualitativi per i grandi dettaglianti » e di « tenere informati i principali gruppi di rivenditori specializzati sugli sviluppi della situazione nei confronti dei suddetti grandi dettaglianti . Se i successivi colloqui dovessero condurre ad un disaccordo fra i gruppi » - si legge nel verbale - « si dovranno intraprendere le azioni legali del caso per far osservare l ' accordo distributivo ... » .  ( 13 ) Da quanto sopra si desume che ai gruppi di rivenditori specializzati fu riconosciuto un « diritto » a partecipare alle decisioni riguardanti l ' ammissione dei grandi dettaglianti , anche quando ultimi soddisfacevano ai criteri di professionalità sanciti nell ' accordo distributivo .  b ) Casi particolari  Ratio-Markt di Kassel  ( 14 ) La ditta Terfloth & Snoek GmbH , che possiede una catena di negozi al dettaglio denominata « Ratio » , aprì a Kassel , all ' inizio del 1976 , un Ratio-Markt e chiese che questa sua filiale venisse ammessa al sistema distributivo AEG . Con quest ' ultima furono avviati contatti sui quali l ' ufficio vendite di Muenster riferì a TFR , con nota del 6 aprile 1976 , nei termini seguenti : « Si è discusso dei prezzi che verranno praticati , ma su questo punto non si è arrivati ad alcun accordo . La fissazione dei prezzi dipende dai contatti in corso a Kassel » .  A giudizio dell ' ufficio vendite AEG di Muenster la filiale di Ratio a Kassel possedeva , come si desume dalla nota suddetta , tutti i principali requisiti di specializzazione e professionalità : la nuova filiale di Ratio possedeva cioè un reparto radio relativamente indipendente , con uno studio di alta fedeltà , un direttore di reparto , venditori e laboratorio specializzati . Alla fine di maggio 1976 alcuni ispettori di AEG visitarono la ditta Ratio a Kassel . Nel corso della visita essi lamentarono l ' inesistenza , nel reparto di alta fedeltà , di un ufficio centrale competente a rilasciare il certificato di garanzia , che il reparto non desse l ' impressione di costituire una sezione specializzata a sù stante e che in esso giacessero prodotti ancora nell ' imballaggio originale . La ditta Ratio sostenne invece che il suo reparto specializzato era di prim ' ordine e fisicamente separato dal resto . Con lettera del 29 giugno 1976 l ' ufficio vendite di Muenster comunicava alla sede centrale di Ratio che TFR aveva nel frattempo esaminato un commentario all ' articolo 85 del trattato CEE sotto il profilo dell ' accordo distributivo . Dopo aver vagliato tutti gli aspetti del problema si era giunti alla conclusione che non poteva aver luogo una fornitura di prodotti a distribuzione vincolata .  Per quanto avesse nuovamente chiesto , con lettera del 22 dicembre 1976 , di poter acquistare prodotti AEG , impegnandosi « ad osservare con il massimo scrupolo le clausole dell ' accordo distributivo » , Ratio non è stata finora ammessa all ' accordo distributivo .  ( 15 ) La sede centrale di Ratio ha presentato una documentazione dalla quale risulta che il reparto elettronica amatoriale della sua filiale di Kassel disponeva nel 1976 di venditori qualificati . Da altri documenti di Ratio risulta che il reparto , come spesso succede nelle grandi superfici commerciali , risultava separato fisicamente dagli altri reparti , ma non a mezzo di pareti divisorie .  ( 16 ) Dalla lettera del 29 giugno 1979 con cui veniva rifiutata l ' ammissione di Ratio e dal silenzio opposto da TFR alle dichiarazioni con cui Ratio offriva di osservare tutte le clausole dell ' accordo distributivo nella CEE si deve invece desumere che il rifiuto dell ' ammissione non era motivato dall ' asserita mancanza di un reparto specializzato , ma era da attribuirsi al fatto che Ratio è un grande magazzino a prezzi scontati .  Harder a Villingen  ( 17 ) Al grossista Harder di Villingen - che dopo aver fatto parte del sistema distributivo ne era stato escluso per aver violato l ' accordo distributiva , ma al quale l ' ufficio vendite AEG di Friburgo non voleva rinunciare - fu chiesto di dichiarare espressamente , quale condizione supplementare per essere riammesso all ' accordo distributivo , di « impegnarsi a non fornire i prodotti AEG ai grandi dettaglianti e a simili imprese » e a non esportare tali prodotti in altri paesi della CEE ( rapporto a TFR dell ' ufficio vendite di Friburgo del 15 dicembre 1976 ) .  2 . Mancata ammissione di commercianti in Francia  a ) La politica generale della distribuzione  ( 18 ) In una nota interna di ATF del 7 luglio 1977 si legge che ATF aveva invitato un cliente ( l ' impresa SEDIF ) a « non fornire i prodotti Telefunken ai seguenti grandi dettaglianti a prezzi scontati : Hyper , Carrefour , Conforama » . Con la circolare del 13 settembre 1977 ATF invita i suoi addetti alle vendite a fare in modo che i clienti abbiano l ' impressione che ATF « desidera proteggerli mediante l ' accordo distributivo ( congruo margine di utile ) » .  ( 19 ) Le intenzioni di ATF erano peraltro perfettamente comprese negli ambienti commerciali . In una nota interna di ATF del 30 giugno 1978 si legge che un commerciante con il quale ATF era in trattative in vista della sua ammissione al sistema distributivo , era a conoscenza « della politica commerciale di Telefunken , che riesce a mantenere stabili i prezzi di vendita al dettaglio e perciò garantisce ai rivenditori un congruo margine di utile » .  ( 20 ) Nel verbale di una riunione del 5 gennaio 1978 tra ATF e TFR si fa esplicito riferimento ai « positivi effetti » di questi indirizzi di politica commerciale . Nello stesso documento si legge che i grandi esercizi commerciali a prezzi scontati che nel 1977 avevano una quota di mercato del 7 % , erano presenti solo con lo 0,7 % nella rete distributiva di TFR . Fino a quel momento questa bassissima percentuale aveva permesso a ATF - si legge nel documento - « di praticare per i prodotti Telefunken un livello di prezzi uniformemente alto , che aveva sempre incontrato il favore dei rivenditori specializzati ( margini di guadagno superiori a quelli realizzabili con i prodotti della concorrenza ) » . Più oltre nel verbale si legge che nonostante le sempre più vivaci pressioni dei grandi dettaglianti ( Discounters - grandes surfaces ) , si era , fino a quel momento , risposto negativamente alle loro richieste . Più sotto si legge testualmente : « Anche nel 1978 occorre in tutti i modi evitare una collaborazione con questi esercizi commerciali ( margine di guadagno dei rivenditori specializzati , bassi ricavi nei magazzini a prezzi scontati ) » .  ( 21 ) In una nota interna di TFR del 1° settembre 1978 si legge , a proposito del mercato francese , che « fino a questo momento non abbiamo deliberatamente fornito i nostri prodotti a esercizi che praticano prezzi scontati per non rompere l ' allineamento dei prezzi » .  ( 22 ) In una lettera del 12 gennaio 1979 indirizzata a TFR , il direttore commerciale di ATF dichiara che i programmi commerciali a medio termine di quest ' ultima prevedono una graduale apertura nei confronti dei moderni canali di distribuzione . La lettera contiene quest ' affermazione « Dobbiamo ormai decidere se sottoscrivere con potenziali intermediari come Conforama , Carrefour , ecc . , i contratti di distribuzione vincolata » . Dallo stesso documento risulta espressamente che , « rispetto agli apparecchi realmente confrontabili della concorrenza » , gli apparecchi Telefunken sono mediamente più cari di 570-770 franchi francesi ; il documento così prosegue : « Ci rendiamo perfettamente conto che in questo caso i problemi della politica dei prezzi elevati si collegano a quelli delle nuove forme di distribuzione ( Discounter ) » .  b ) Casi specifici  Auchan  ( 23 ) Una nota di ATF del 21 marzo 1978 osservava in proposito che Auchan è un venditore che pratica una politica di prezzi scontati tra le più aggressive e che le sue ordinazioni erano state fino a quel momento semplicemente archiviate . Auchan aveva però notificato a ATF un ' ingiunzione di fornitura , cosicchù quest ' ultima si trovava per la prima volta a dover risolvere il problema di un rifiuto di vendite . Nella nota si dice testualmente : « La fornitura di prodotti Telefunken ad Auchan sarebbe estremamente pericolosa e minaccerebbe tutta la nostra attività di quest ' anno » .  ( 24 ) Dato che Auchan continuò a fare pressioni su ATF , il 18 ottobre 1978 si giunse ad un colloquio sull ' ammissione del primo al sistema di distribuzione vincolata . In una nota di ATF del 20 ottobre 1978 si legge in proposito : « ( Auchan ) sarebbe disposto ... in cambio delle nostre forniture ... ad astenersi da qualsiasi pubblicità a mezzo stampa per i nostri televisori e a praticare i prezzi da noi consigliati fintantochù nella città in cui questi prodotti vengano posti in vendita non esista un altro negozio , di qualunque tipo , che pratichi prezzi inferiori ... » . Successivamente Auchan venne ammesso , il 3 novembre 1978 , al sistema di distribuzione AEG . A TFR bastò evidentemente che Auchan si impegnasse a praticare i prezzi da essa consigliati per fornirgli i prodotti convenzionati . Fino all ' agosto 1980 TFR aveva venduto circa 700 apparecchi televisivi ad Auchan .  Mammouth ( Tolosa )  ( 25 ) Una nota interna di ATF del 20 ottobre 1978 riferisce le trattative per l ' ammissione di quest ' impresa : « Possiamo effettuare le nostre forniture , se ed in quanto il sig ... ( amministratore di Mammouth ) rispetterà - come ci ha promesso - i prezzi che vengono comunemente praticati nella città di Tolosa » .  Iffli/Darty  ( 26 ) Nell ' ambito delle trattative sull ' ammissione della ditta Iffli di Metz , nota per i prezzi concorrenziali che pratica , tale ditta dovette impegnarsi con ATF a rispettare i prezzi di vendita al dettaglio imposti da quest ' ultimo . In una nota di ATF del 30 giugno 1978 si legge quanto segue : « Il sig . Iffli s ' impegna ad osservare i nostri prezzi ... » .  La nota prosegue poi accennando alle difficoltà connesse all ' immissione di altri commercianti nel sistema distributivo e dice testualmente : « A nostro parere sarebbe preferibile arrivare , per una politica di prezzi fissi , ad un accordo fra Le Roi de la Tùlù , Iffli e Darty ( 6 ) , anzichù lasciar fuori Iffli . Quest ' ultimo riuscirebbe a procurarsi comunque prodotti Telefunken e , di conseguenza , non avremmo più la possibilità  d ' intervenire per far rispettare la nostra politica dei prezzi » .  ( 27 ) L ' intenzione - espressa nella nota - di giungere ad un accordo sui prezzi di vendita al dettaglio nella cità di Metz fu effettivamente tradotta in pratica . In successivi incontri in vista dell ' ingresso di Iffli nel suo sistema distributivo , ATF dichiarò che era auspicabile che la ditta Iffli vendesse a prezzi concorrenziali solo altri prodotti , diversi dai Telefunken . ATF assicurò che , se Iffli avesse ottemperato all ' invito , si sarebbe attivamente adoperata per ottenere l ' assenso di Darty e di Le Roi de la Tùlù ( che peraltro erano perfettamente d ' accordo su questa politica della distribuzione ) all ' ingresso di Iffli nel suo sistema distributivo .  ( 28 ) Secondo quanto ha comunicato Iffli , ATF aveva addotto come esempio quanto avveniva nella regione di Parigi e in altre zone della Francia dove i dettaglianti avevano concordato fra di loro - secondo ATF - il margine di utile nella vendita dei prodotti Telefunken , evitando così di farsi concorrenza sui prezzi . Secondo Iffli , ATF aveva definito quest ' ultimo esempio una « sana commercializzazione » dei prodotti Telefunken .  c ) Protezione territoriale  ( 29 ) ATF aveva concesso una protezione territoriale a taluni rivenditori convenzionati in Francia , per attenuare o addirittura eliminare , a beneficio di questi ultimi , la concorrenza sui prezzi che altri commercianti facevano con prodotti Telefunken . Ossia ATF assegnava ai rivenditori da essa assunti per la distribuzione dei prodotti Telefunken una determinata zona di vendita , garantendo loro che all ' interno di tale zona non avrebbero avuto concorrenti nella vendita dei prodotti in questione . Quando altri commercianti di questa zona chiedevano a ATF di essere ammessi alla sua rete distributiva , la loro domanda era respinta .  Le Roi de la Tùlù  ( 30 ) Il dettagliante « Le Roi de la Tùlù » godeva di questa esclusiva territoriale , riconosciutagli da ATF per la città di Metz . Allorchù , verso la fine del 1977 , un altro rivenditore ( Iffli ) cominciò a vendere i prodotti Telefunken che aveva acquistato presso un altro rivenditore AEG di Parigi , Le Roi de la Tùlù si lamentò della cosa presso ATF . Quest ' ultima rispose il 3 gennaio 1978 con una lettera in cui si legge testualmente : « Come Lei avrà potuto immaginare , e come abbiamo finora dimostrato , è nostro interesse salvaguardare la Sua posizione a Metz » .  ( 31 ) In una lettera dell ' 11 ottobre 1978 indirizzata da ATF a Le Roi de la Tùlù si legge testualmente : « Dopo varie discussioni interne e secondo i consigli dei nostri avvocati di Parigi e della sede centrale in Germania ci vediamo costretti ad avviare contatti ufficiali tanto con Iffli quanto con certi altri rivenditori che da tempo fanno pressione su di noi . Le istruzioni impartiteci dalla nostra direzione generale di Francoforte ci sollecitano vivamente a non circoscrivere troppo la nostra rete di clienti per salvaguardare al massimo la credibilità del nostro accordo distributivo . Dinanzi alle pressioni che si esercitano su di noi e dopo lunghe riflessioni siamo arrivati a questa conclusione , e vogliamo assicurarVi che è nostro preciso intento non dare spazio all ' anarchia nella nostra rete distributiva ... È nostro comune interesse contenere gli attacchi cui siamo esposti con un comportamento commerciale elastico e ben concertato » .  ( 32 ) Allorchù Iffli chiese di poter acquistare prodotti AEG , ATF si mostrò solo dopo molte resistenze disposta a sopprimere la protezione territoriale di cui fruiva Le Roi de la Tùlù a Metz e ad accogliere Iffli nella rete distributiva . L ' ingresso di Iffli ebbe peraltro luogo solo dopo che quest ' ultima ebbe assicurato che avrebbe osservato i prezzi dettati da ATF e che non avrebbe fatto concorrenza ai prezzi praticati da Le Roi de la Tùlù , che fino a quel momento aveva goduto di una protezione territoriale ( vedi supra , n . 26 )  Radio du Centre  ( 33 ) Al grossista « Radio du Centre » , di Cournun , ATF scriveva il 2 marzo 1978 : « A seguito del colloquio avuto giovedì scorso con il nostro ispettore commerciale di zona , sig ... , Vi confermiamo che i nostri obiettivi commerciali per l ' anno 1978 nel settore dei televisori a colori e degli apparecchi radio ed elettroacustici ci costringono a rivedere i nostri accordi del 1977 per quel che riguarda l ' attribuzione della vostra zona di attività per la nostra marca .  Per quanto riguarda il dipartimento Puy-de-Dôme riteniamo ... perfettamente giustificata la proposta avanzata dal nostro incaricato , ossia l ' esercizio , nella zona in questione , di un ' attività congiunta della Vostra ditta e della SNER , Vostra collega di Roanne . Modifichiamo pertanto in appresso l ' elenco dei dipartimenti , prediposto nella nostra lettera del 20 ottobre 1977 . Sapete quanto noi teniamo a una politica di prezzi fissi ; non mancheremo in futuro , Ve lo assicuriamo , di continuare in tale direzione » .  Lama  ( 34 ) In una lettera di ATF del 23 ottobre 1978 indirizzata al grossista Lama di Parigi , si legge testualmente : « Anche se determinate catene , come Cart Expert in Francia , hanno una rete di rivenditori al dettaglio , si tratta unicamente di rivenditori la cui possibilità di operare senza concorrenti è estremamente circoscritta . Quando invece si tratta di grossisti è perfettamente normale che essi ottengano da noi un ' effettiva esclusività su un determinato territorio , ancorchè ciò sia illegale ai sensi della circolare « Scrivener » .  Schadroff  ( 35 ) Al grossista Schadroff di Bourg-St-Andeol , che si lamentava perchù venivano forniti prodotti Telefunken ad altri commercianti nel territorio di vendita a lui assegnato , ATF rispose il 13 aprile 1979 nei termini seguenti : « Nella circostanza siamo già corsi ai ripari : il sig . Watier ... si è presentato al grossista di Marsiglia per indurlo ad astenersi dal praticare tali offerte nel Vostro territorio di vendita . ( Desideriamo ) assicurarVi nuovamente che usufruite delle migliori condizioni con il vantaggio di godere , in una determinata zona , di un ' effettiva esclusività che abbiamo sempre difeso , come molto spesso abbiamo dimostrato » .  3 . Mancata ammissione di commercianti in Belgio  Diederichs a Zutendaal  ( 36 ) Il grossista belga Diederichs si era specializzato nell ' importare prodotti dell ' elettronica amatoriale dalla Repubblica federale di Germania e nel rivenderli a negozianti specializzati in Belgio . Una nota dell ' archivio TFR del 29 settembre 1977 dice in proposito : « Da vari anni la ditta Diederichs è un fattore di perturbazione nell ' Europa occidentale , dato che , soprattutto nel Belgio/Lussemburgo , sono state avviate attività commerciali che aggirano i rispettivi rappresentanti nazionali ... Le pertubazioni nascono dal fatto che Diederichs acquisita i suoi prodotti presso grossisti tedeschi a condizioni straordinariamente favorevoli e , dopo aver applicato un ricarico modesto , offre per posta a 2 800 negozianti in tutto il Belgio i nostri prodotti a pezzi inferiori a quelli di vendita praticati da ATBG » .  Nella lettera di ATBG a TFR del 24 ottobre 1977 si legge anzitutto che l ' impresa Grundig ha stipulato un accordo distributivo con Diederichs ; la lettera continua testualmente : « Un accordo del genere sarebbe possibile anche per Telefunken . Nel corso dei colloqui è comunque emerso che Diederichs non intende accettare alcun allineamento di prezzi , tale da rendere la sua attività compatibile con la nostra ... In effetti , la sua unica arma consiste nel vendere sempre a prezzo più basso degli altri . Pertanto , qualora decidessimo di fornirgli i nostri prodotti , egli provocherebbe senza alcun dubbio una caduta dei prezzi in tutto il mercato ... Rischiamo quindi di perdere una parte importante della nostra cifra d ' affari di quest ' anno » .  ( 37 ) Il rifiuto di Diederichs di allinearsi sui prezzi consigliati o praticati da ATBG ( pur essendo egli disposto a sottoscrivere tutti gli altri obblighi della convenzione distributiva ) portò alla rottura dei colloqui fra Diederichs e ATBG per l ' ammissione nel sistema di distribuzione . In una nota degli archivi TFR del 28 ottobre 1977 , relativa ad un incontro con ATBG , si legge testualmente : « ATBG ha avuto nel frattempo altri colloqui con Diederichs : il risultato che ne è emerso è che quest ' ultimo non è disposto ad allinearsi su un determinato livello di prezzi raccomandato da ATBG per i dettaglianti belgi , neppure per quanto riguarda gli apparecchi televisivi per ricezione via cavo da acquistare presso ATBG . La AEG di Bruxelles teme pertanto un notevole perturbamento dei prezzi su tutto il mercato belga , qualora a Diederichs vengano forniti apparecchi televisivi per ricezione via cavo ; per motivi di politica commerciale , la nostra filiale belga desidererebbe pertanto rinunciare all ' adesione di Diederichs all ' accordo distributivo » .  B . Influenza sui prezzi di vendita  1 . Influenza diretta  a ) Fissazione e imposizione di un prezzo di mercato in Belgio  ( 38 ) In un verbale di ATBG del 19 dicembre 1978 riguardante una discussione fra ATBG e TFR si legge che è nocivo lasciare che i prezzi di vendita al dettaglio oscillino liberamente ; nel documento si legge poi testualmente : « Non è quindi nostra intenzione fissare un prezzo di mercato unico ( il che sarebbe contrario alla legge ) bensì fare in modo che , mediante un sistema di fissazione dei prezzi di mercato intermedi , i prezzi non oscillino in misura superiore ai 1 000 FB » . Il verbale continua dicendo che , ad esempio , ATBG può fissare , per fini meramente contabili , un prezzo di mercato di 34 450 franchi belgi ma tollerare che in pratica i prezzi oscillino fra 33 990 e 34 990 franchi belgi .  ( 39 ) Secondo quanto ha dichiarato il rivenditore belga Verbinnen di Lubbeek , nel gennaio/febbraio 1980 ATBG lo invitò ad aumentare di 3 000 franchi belgi il prezzo di un televisore Telefunken , per allinearlo al livello dei prezzi al dettaglio in quella regione del paese . Verbinnen ha dichiarato di non aver aderito all ' invito .  b ) Influenze esercitate sui prezzi in Germania  SUMA ( Monaco )  ( 40 ) In una nota del 20 aprile 1977 dell ' ufficio vendite AEG di Monaco si riferisce un colloquio con i responsabili del grande magazzino SUMA della stessa città . Nel corso dell ' incontro , vertente sull ' attuazione di un sistema di prezzi introdotto poco prima da TFR e sulla commercializzazione dei prodotti convenzionati Telefunken , venne spiegato a SUMA quanto fossero importanti per TFR i prezzi praticati nei punti di vendita SUMA . nella nota si dice che SUMA promise all ' ufficio vendite testualmente : « che non avrebbe assunto il ruolo di leader quanto ai prezzi , e che avrebbe praticato invece , tutt ' al più , il prezzo più basso sul mercato locale ; ma che comunque avrebbe possibilmente fissato il prezzo in una gamma compresa fra il prezzo medio praticato dai rivenditori e i prezzi minimi ... » .  Holder di Guenzburg  ( 41 ) Nei confronti del dettagliante Holder di Guenszburg , l ' influenza esercitata sui prezzi avvenne per opera dell ' ufficio vendite di Monaco , che spiegò « esaurientemente la struttura dei prezzi » cui Holder avrebbe dovuto attenersi ( nota dell ' ufficio vendite di Monaco del 30 novembre 1976 ) .  c ) Influenza esercitata sui prezzi in Francia  Darty  ( 42 ) La ditta Darty , che possiede una catena di negozi al dettaglio , s ' impegnò , in seguito all ' intervento di ATF del 24 maggio 1978 , ad aumentare i prezzi di vendita al dettaglio dei prodotti Telefunken , portandoli al livello di quelli concordati con TFR ( lettera di ATF del 26 maggio 1978 ) .  Negozianti a Parigi  ( 43 ) Inoltre , come si legge in una nota interna di ATF del 5 giugno 1978 , i dettaglianti parigini riforniti da ATF ( « tout le monde » ) avevano deciso con ATF di aumentare insieme i prezzi dalla sera del 2 giugno 1978 . Soltanto Darty e FNAC facevano ancora difficoltà . Nella nota si danno istruzioni ai rappresentanti di ATF di prendere contatti con FNAC e Darty per discutere dell ' aumento dei prezzi .  Camif  ( 44 ) In un ' altra nota di ATF del 5 giugno 1978 si legge che taluni dettaglianti ritenevano la ditta Camif , che vende per corrispondenza , un loro normale concorrente e tendevano pertanto ad allinearsi sui prezzi del catalogo Camif . Perciò , prosegue la nota , ATF è intervenuta presso Camif per indurre questa ditta ad aumentare i prezzi del suo catalogo dell ' inverno 1978 .  FNAC  ( 45 ) Un ' ulteriore concertazione sui prezzi al dettaglio risulta da una lettera di ATF del 13 ottobre 1978 , nella quale si legge che ATF concordò con Darty , FNAC e Grands Magasins che questi rivenditori di Parigi avrebbero praticato tutti insieme , con decorrenza dal 2 novembre 1978 , i prezzi convenuti con ATF .  CART  ( 46 ) Il 4 novembre 1977 e il 21 luglio 1978 ATF inviava a CART lettere nelle quali invitava questa ditta ad aumentare i prezzi di vendita ai consumatori finali . In esse si faceva riferimento alla convenzione conclusa tra ATF e CART , in base alla quale CART doveva concordare con ATF i prezzi di vendita al consumatore finale .  CAPOFERM  ( 47 ) Da una nota interna di ATF del 3 aprile 1979 risulta infine che i gruppi di grande dettaglio CAPOFERM/Darty si erano impegnati nei confronti di ATF a non utilizzare il premio speciale loro concesso per abbassare i prezzi al dettaglio di un determinato apparecchio Telefunken ammesso alla distribuzione selettiva .  2 . Influenza esercitata indirettamente sui prezzi  a ) Premio di buona condotta  ( 48 ) In una proposta avanzata dall ' ufficio vendite AEG di Monaco a TFR del 22 dicembre 1976 sulle linee generali della distribuzione , dei prezzi e delle condizioni , si sottolinea , da un lato , che un comportamento adeguato al mercato e il sostegno dei prezzi , nonchù il divieto di forniture incrociate dovevano divenire una condizione essenziale per l ' ammissione dei grossisti al sistema di distribuzione e , d ' altro lato , che ai grossi acquirenti andava accordato un premio annuale del 2 % , qualora essi avessero tenuto un comportamento commercialmente corretto in materia di prezzi . Si afferma inoltre che « il premio annuale poteva servire per orientare il comportamento di mercato » .  ( 49 ) Benchù si trattasse di proposte , l ' allineamento dei prezzi ha trovato anche attuazione pratica nei colloqui surriferiti con la ditta SUMA ( vedi supra , n . 40 ) . L ' ufficio vendite AEG di Monaco accordò « un premio di buona condotta » del 2 % calcolato sulla cifra d ' affari : il pagamento del premio avrebbe avuto luogo alla fine dell ' anno ( vedi nota del 20 aprile 1977 ) . Il premio per « buona condotta in materia di prezzi » fu accordato a SUMA dopo che « venne tangibilmente chiarito quanto fosse importante ... il livello dei prezzi nei suoi punti di vendita » .  b ) Altri casi singoli  ( 50 ) Allorchù , nel luglio 1976 , il rivenditore P . Wilhelm ( Saarbruecken ) fece pubblicità alla sua ditta offrendo a prezzi scontati , TFR inviò la seguente lettera al locale ufficio vendite : « ... L ' ufficio pubblicità mi ha segnalato un annuncio ... della ditta P . Wilhelm con prezzi estremamente perturbatori . Come mai questa storia si ripete ? »  ( 51 ) Con il rivenditore Schlembach l ' ufficio vendite di Colonia ebbe l ' 8 settembre 1977 « un colloquio franco e talora a toni accessi » a motivo delle sue inserzioni con offerte di prodotti Telefunken ( nota TFR del 9 settembre 1977 ) . In tale occasione , l ' ufficio vendite AEG chiarì alla ditta Schlembach che « una ripetizione degli annunci ... perturberebbe sensibilmente la nostra collaborazione » . La nota prosegue « È probabile che tale colloquio scoraggi alquanto questa ditta dal pubblicare annunci pubblicitari con prezzi aggressivi » . Una nota dell ' ufficio vendite di Dortmund del 30 settembre 1977 riferisce dei prezzi perturbatori praticati dalla ditta Schlembach nella zona Reno-Ruhr . Nella nota si chiede a TFR se non vi fossero sistemi eleganti , inusuali , « per tenere a freno il cliente » .  ( 52 ) In un rapporto del 31 ottobre 1978 sulla situazione del mercato , l ' ufficio vendite di Mannheim riferisce delle « perturbazioni di mercato » provocate dai prezzi offerti dai grossisti Gruoner e Suedschall e dai magazzini di grande dettaglio Massa-Maerkte , Kaufhof di Kassel e Hertie di Francoforte . Nel rapporto si legge inoltre testualmente : « solo dopo intensi sforzi è subentrata una certa calma » .  VALUTAZIONE GIURIDICA  1 . APPLICABILITA DELL ' ARTICOLO 85 , PARAGRAFO DEL TRATTATO CEE  1 . La giurisprudenza nella Corte di giustizia in merito ai sistemi di vendita selettivi  ( 53 ) Considerando che i sistemi di vendita selettivi possono costituire uno degli elementi di concorrenza conformi all ' articolo 85 , paragrafo 1 , purchù la scelta dei rivenditori avvenga secondo criteri oggettivi di indole qualitativa , riguardanti la qualificazione professionale del rivenditore , del suo personale e dei suoi impianti , e questi requisiti siano richiesti indistintamente per tutti i rivenditori potenziali ( sentenza della Corte di giustizia del 25 ottobre 1977 nella causa 26/76 - Metro - Raccolta 1977 , pag . 1875 ) ; che ne consegue , come ha dichiarato la Corte di giustizia nella sua sentenza del 10 luglio 1980 nella causa 99/79 - Lancôme - Raccolta 1980 , pag . 2511 , e nella sentenza del 16 giugno 1981 nella causa 126/80 - Distribuzione dei periodici - Raccolta 1981 - non ancora pubblicata nella raccolta ufficiale - che gli accordi che costituiscono la base di un sistema di vendita selettivo informato a criteri d ' ammissione che non si limitano a fissare requisiti selettivi di indole qualitativa ricadono in linea di massima nel divieto dell ' articolo 85 , paragrafo 1 , in particolare se si basano su criteri di scelta quantitativi ; che dalla giurisprudenza della Corte di giustizia si può evincere che nella valutazione di sistemi di distribuzione selettivi è importante accertare se tali accordi , separatamente o nel contesto economico o giuridico nel quale sono stati posti in essere ed in base ad un complesso di elementi obiettivi di diritto o di fatto , siano atti a pregiudicare il commercio fra Stati membri ed abbiano l ' oggetto o l ' effetto di impedire , limitare o alterare il gioco della concorrenza all ' interno del mercato comune ( sentenza dell ' 11 dicembre 1980 , causa 31/80 - L ' Orùal - Raccolta 1980 , pag . 3775 ) .  ( 54 ) Considerando che da tale giurisprudenza ne discende che il sistema distributivo attuato da AEG non ricade nel divieto dell ' articolo 85 , paragrafo 1 , soltanto se dal contesto giuridico ed economico nel quale l ' accordo distributivo viene gestito e dal complesso di tutte le circostanze emerge ,  - che tutti i rivenditori , i quali posseggano i requisiti richiesti per l ' adeguata commercializzazione dei prodotti da distribuire , abbiano in principio accesso a tali prodotti ,  - che i rivenditori , che potrebbero costituire un pericolo per la politica di prezzi perseguita dalla AEG , non vengano per tale motivo sistematicamente esclusi dalla rete distributiva , e  - che i rivenditori autorizzati siano liberi di fissare i prezzi di vendita sulla base di una propria decisione autonoma e senza pressioni dirette o indirette da parte di AEG ;  che la Commissione nella propria decisione del 15 dicembre 1975 ( IV/847 - SABA , GU n . L 28 del 3 . 2 . 1976 , pag . 19 ) ha inoltre dichiarato che nei casi di sistemi di distribuzione selettiva la concorrenza non deve essere ostacolata , nel senso che i rivenditori autorizzati devono essere liberi di fissare i prezzi di vendita secondo la propria convenienza .  2 . Le connessioni fra contratto di distribuzione e applicazione pratica  ( 55 ) Considerando che queste condizioni , ricorrendo le quali un sistema di distribuzione selettiva non costituisce una violazione dell ' articolo 85 , paragrafo 1 , all ' atto pratico non vengono rispettate dall ' accordo di distribuzione di AEG .  ( 56 ) Considerando che AEG ha pratico un sistema distributivo totalmente diverso dall ' accordo tipo notificato : a determinare aziende e a determinati rivenditori veniva impedito o reso difficile l ' accesso alla rete distributiva , oppurre venivano aggiunte condizioni supplementari , benchù questi rivenditori possedessero i requisiti di tipo qualitativo richiesti dal testo dell ' accordo tipo ; che , inoltre , AEG influenzava direttamente o indirettamente e in misura non indifferente la decisione dei rivenditori in merito ai prezzi da praticare .  ( 57 ) Considerando che il rifiuto dell ' autorizzazione a determinati rivenditori e la fissazione dei prezzi di vendita venivano decisi in sede d ' attuazione pratica dell ' accordo distributivo , con il quale erano in diretta e stretta connessione ; che , a causa della discriminazione , a determinati rivenditori veniva negata l ' ammissione al sistema di vendita , e di conseguenza , a norma delle disposizioni dell ' accordo distributivo , essi non potevano ottenere i prodotti in questione .  ( 58 ) Considerando che anche l ' esercizio di una influenza diretta sui prezzi rientrava nella gestione concreta della rete distributiva AEG ed era a questo strettamente collegata ; che la possibilità prevista nel contratto tipo di un blocco delle forniture e il diritto di chiedere l ' inibitoria e il risarcimento dei danni , e quindi di escludere in pratica i rivenditori dalla rete distributiva , costituiscono lo strumento con cui AEG poteva premere sui rivenditori perchù si attenessero alla politica dei prezzi da essa perseguita ; che questo mezzo è stato inoltre concretamente utilizzato da AEG , la quale invitava i rivenditori a stipulare accordi sui prezzi di vendita e durante i colloqui in merito alle forniture « chiariva tangibilmente » ( vedi supra , n . 49 ) ai rivenditori che con i loro prezzi potevano operare o operavano « distorsioni di mercato » quale era il prezzo di mercato , e spiegava « esaurientemente » il processo di formazione dei prezzi ( vedi supra , n . 41 ) ; che essa inoltre « induceva » i venditori a maggiorare i loro prezzi ( vedi supra , n . 43 ) e « chiariva » loro che se la politica di prezzi a buon mercato « fosse continuata , ciò poteva comportare un sensibile pregiudizio alla collaborazione reciproca » oppure cercava con « metodi eleganti e inconsueti di tenere a freno i clienti » ( vedi supra , n . 51 ) .  ( 59 ) Considerando che l ' esame del contesto economico e del complesso delle circostanze concrete dimostra quindi che queste misure sono strettamente connesse con l ' accordo distributivo e senza di esse sarebbe stato difficile o addirittura impensabile per AEG influenzare la politica dei prezzi ; che soprattutto i rapporti contrattuali relativamente stretti e impostati a lungo termine , creati dall ' accordo distributivo fra il produttore e i rivenditori , offrivano ad AEG la possibilità di entrare in contatto diretto con i rivenditori ; che inoltre l ' accordo distributivo induceva spesso i rivenditori , che facevano affidamento su forniture regolari , ad investimenti finanziari per la marca Telefunken ; che di conseguenza , nella maggior parte dei casi , l ' esclusione dalla rete di distribuzione avrebbe avuto per i rivenditori conseguenze assai gravi ; che i rivenditori convenzionati erano quindi tanto più propensi ad accettare i desiderata di AEG in materia di prezzi .  ( 60 ) Considerando che la non ammissione al sistema e la politica di influenza sui prezzi non costituiscono quindi misure isolate , ma sono strettamente connesse all ' accordo distributivo .  3 . L ' applicazione del sistema distributivo nei particolari  a ) La discriminazione nell ' ammissione al sistema distributivo  aa ) Criteri di scelta soggettivi nell ' ammissione al sistema  ( 61 ) Considerando che nell ' attuazione pratica del sistema distributivo AEG ha considerato l ' atto d ' impegno come un mezzo per escludere fin dall ' inizio e in maniera generale dal sistema le nuove forme di vendita ( grandi dettaglianti , magazzini di libero servizio e negozi cash and carry ) ; che per AEG il fattore decisivo non era costituito dal fatto che questi rivenditori possedessero la qualificazione professionale e le attrezzature appropriate ( « qualificazione » ) per la vendita dei prodotti in questione , mentre invece era decisivo accertare se si trattasse di forme di vendita che potessero mettere in pericolo la politica di alti prezzi perseguita da AEG ; che particolare importanza riveste a questo fine la nota interna di TFR del 7 settembre 1973 ( vedi supra , n . 8 ) , e le direttive dell ' 8 ottobre 1973 sull ' accordo distributivo ( vedi supra , n . 11 ) che dimostrano che AEG non è mai stata disposta a far dipendere l ' ammissione dei rivenditori solo da fattori puramente tecnici .  ( 62 ) Considerando che per la Germania questa concezione del sistema di vendita risulta inoltre dal verbale della riunione dei direttori alle vendite del 25 maggio 1976 ( vedi supra , n . 12 ) e dai casi Ratio e Harder ; che nel caso Ratio , dopo che le trattative per la fissazione dei prezzi al dettaglio con questo rivenditore erano fallite , AEG si comportò chiaramente secondo le « direttive sull ' accordo distributivo » , secondo le quali le catene di grandi magazzini , anche se rispondono ai requisiti richiesti per l ' ammissione , non possono essere ammesse ; che AEG nonostante le assicurazioni di Ratio di voler soddisfare tutti i requisiti dall ' accordo distributivo , non ritenne necessario comunicarle i presunti requisiti mancanti e di darle in tal modo la possibilità di venire accettata ; che il caso Harder , con il divieto assoluto di rifornire i negozi di grande dettaglio , dimostra una volta di più che AEG intendeva in questo periodo escludere totalmente queste forme di distribuzione .  ( 63 ) Considerando che anche in Francia viene attuata la stessa politica di vendita , escludendo dal sistema di distribuzione le nuove forme di distribuzione ( vedi supra , da n . 18 a n . 22 ) ; che anche in questo paese AEG ha praticato una strategia di vendita contraria al testo dell ' accordo distributivo , che per motivi di politica dei prezzi era intenzionalmente diretta all ' esclusione dei negozi Discounter , anche quando questi soddisfacevano tutti i requisiti tecnici ; che questa circostanza emerge dal verbale del 5 gennaio 1978 ( vedi supra , n . 20 ) e dalla nota di TFR del 1° settembre 1978 ( vedi supra , n . 21 ) ; che solo nel gennaio 1979 TFR cominciò a chiedersi se non fosse il caso di « aprire gradualmente » alle moderne forme di vendita , pur rendendosi conto della difficoltà dovuta alla propria politica di « alti prezzi » ( vedi supra , n . 22 ) ; che , dai documenti citati ai numeri 23 e 24 risulta che ATF in un primo momento non era assolutamente disposta ad accettare l ' adesione di Auchan all ' accordo distributivo ; che Auchan venne accolta nel sistema distributivo solo quando s ' impegnò a rispettare i prezzi raccomandati da ATF e a cessare ogni forma di pubblicità per i prodotti Telefunken ; che lo stesso comportamento ATF tenne nei confronti di Mammouth ( vedi supra , n . 25 ) e Iffli ( vedi supra , n . 26 ) , impresa quest ' ultima che venne sollecitata da ATF ad un accordo sui prezzi con gli altri rivenditori locali di AEG .  ( 64 ) Considerando che in Belgio il caso Diederichs dimostra che anche per ATBG , ai fini del rinoscimento come rivenditore , non erano decisive le considerazioni di carattere tecnico , ma piuttosto la politica dei prezzi praticata dal rivenditore e la sua propensione ad importazioni parallele ; che dalla lettera di ATBG a TFR del 24 ottobre 1977 ( vedi supra , n . 36 ) risulta che ATBG sarebbe stata disposta a riconoscere Diederichs quale rivenditore specializzato seguendo l ' esempio di Grundig AG , se questi fosse stato disposto ad orientare la propria politica dei prezzi su quella di ATBG ; che tuttavia l ' ammissione di Diederichs nel sistema distributivo venne respinta dopo varie consultazioni , in quanto il comportamento di questa ditta , visti i suoi sforzi di vendere sempre a prezzi più bassi degli altri , lasciava temere una caduta dei prezzi sull ' intero mercato . bb ) Selezione quantitativa  ( 65 ) Considerando che l ' applicazione discriminatoria dell ' accordo distributivo si deduce anche dal fatto che in Francia i rivenditori autorizzati godevano , in conseguenza della mancata ammissione di altri rivenditori , di un ' esclusiva territoriale di fatto ; che in questo modo AEG effettuava una selezione quantitativa dei rivenditori , il che comporta che un sistema distributivo ricada nel divieto dell ' articolo 85 , paragrafo 1 ; che questa esclusiva territoriale è evidente nei casi « Le Roi de la Tùlù » ( supra , n . 30 ) , Radio du Centre ( supra , n . 33 ) , Lama ( supra , n . 34 ) e Schadroff , vedi supra , n . 35 ; che inoltre ATF era pronta a esercitare pressione sugli altri rivenditori per indurli ad astenersi da misure pubblicitarie in un ' altra zona « di esclusiva » ( caso Schadroff , vedi supra , n . 35 ) ; che limitazioni della libertà di attività economica di questo tipo erano per ATF « perfettamente normali » , anche se , come è indicato nella lettera di ATF del 23 ottobre 1978 , « illegali » ( supra , n . 34 ) .  b ) Influenza sui prezzi nell ' ambito dell ' accordo distributivo  ( 66 ) Considerando che in Belgio uno dei mezzi per influenzare i rivenditori nella formazione dei prezzi di vendita consisteva nella pratica di ATBG di fissare un prezzo di mercato al quale i rivenditori dovevano attenersi , determinando i rispettivi prezzi nei limiti di un minimo e di un massimo ( vedi supra , n . 38 ) ; che esempi pratici di questa determinazione dei prezzi di mercato si riscontrano in Belgio nei casi Diederichs ( vedi supra , n . 36 ) e Verbinnen ( vedi supra , n . 39 ) .( 67 ) Considerando che in Germania simili azioni dirette d ' influenza sui prezzi si sono verificate nei casi SUMA , Ratio , Holder ( vedi supra , nn . 40 e 41 ) , in Francia nei casi Darty , presso i rivenditori AEG a Parigi , Camif , FNAC , CART e CAPOFERM ( vedi supra , da n . 42 a n . 47 ) ; che il premio di buon comportamento in Germania come pure gli interventi di TFR nei confronti dei rivenditori che non si attenevano al livello dei prezzi da essa fissato e quindi provocavano « squilibri nei prezzi » ( vedi sopra i casi SUMA , P . Wilhelm , Schlembach , Gruoner , Suedschall , Massa-Maerkte , Kaufhof , Hertie - vedi supra , da n . 48 a n . 52 ) , dimostrano quanto TFR si preoccupasse della salvaguardia del livello dei prezzi al dettaglio da essa perseguito ; che la minaccia rivolta ai rivenditori , che una continuata concorrenza nei prezzi « avrebbe guastato in maniera notevole la collaborazione » e la ricerca di « metodi eleganti » per « tenere a freno » i rivenditori ( vedi supra , n . 51 ) fanno capire come l ' accordo distributivo dovesse essere e veniva utilizzato come mezzo per disciplinare i rivenditori più attivi in materia di prezzi .  4 . Considerazioni finali per la valutazione sotto il profilo delle regole di concorrenza  ( 68 ) Considerando che dal comportamento sopra descritto di AEG e delle sue organizzazioni di vendita si deduce che AEG , per mantenere i prezzi al massimo , ossia per praticare quella che AEG stessa definisce una « politica di alti prezzi » , impediva del tutto l ' accesso al sistema di vendita a rivenditori attivi in materia di prezzi , o prima di accettarne l ' adesione all ' accordo distributivo chiedeva ad essi di sottoscrivere l ' impegno supplementare di rispettare le sue raccomandazioni sui prezzi e/o di non entrare in concorrenza sui prezzi con gli altri rivenditori locali di AEG ( discriminazione di determinati rivenditori ) ; che nei confronti dei rivenditori autorizzati AEG è inoltre intervenuta in maniera diretta o indiretta per condizionare la loro libertà di fissare i prezzi ; che questo avveniva invitando i rivenditori AEG a stipulare accordi sui prezzi e a rinunciare alla concorrenza sui prezzi ; che ai rivenditori venivano concessi vantaggi se rinunciavano a tale concorrenza , mentre a quei rivenditori che avessero persistito in questo tipo di concorrenza veniva minacciata la rottura della collaborazione ( imposizione diretta ed indiretta del prezzo di vendita ) .  ( 69 ) Considerando che per AEG non era decisivo il solo fatto che i rivenditori che desideravano essere accettati possedessero i requisiti del rivenditore specializzato ; che rilevante era anche se il nuovo rivenditore poteva danneggiare il livello di prezzi voluto da AEG ( « prezzo di mercato » ) ; che se il rivenditore non era disposto ad accettare il prezzo minimo di vendita fissato da AEG gli veniva impedito l ' accesso , ma se il rivenditore acconsentiva ad accordi sui prezzi con AEG o con gli altri rivenditori AEG locali , aveva migliori prospettive di essere accettato ; che questa discriminazione e fissazione dei prezzi di vendita non costituivano nemmeno errori isolati di zelanti collaboratori del servizio esterno , ma venivano attuate con premeditazione e sistematicità ; che queste risultanze emergono dai documenti delle direzioni alle vendite di TFR , ATF e ATBG ; che dai suddetti documenti si deduce che era vietato rifornire le nuove forme di vendita , se ciò poteva costituire un pericolo per la politica di alti prezzi di AEG .  5 . Restrizioni della concorrenza  ( 70 ) Considerando che , poichù le autentiche e decisive ragioni di rifiuto e esclusione di determinati rivenditori non potevano essere apertamente rivelate , AEG , in contrasto con la realtà dei fatti , prendeva a pretesto la mancanza dei requisiti per l ' ammissione o le violazioni delle norme sulla concorrenza da parte del rivenditore ; che questo avveniva o in maniera generica e senza motivazioni più dettagliate o con riferimento ai criteri tecnico-commerciali che a seconda dei casi sembravano più appropriati ; che in questo modo vennero eliminati quali concorrenti potenziali all ' interno del mercato comune venditori idonei ad una adeguata vendita dei prodotti AEG ; che tali venditori non erano in grado d ' acquistare apparecchi Telefunken e d ' altro lato ai rivenditori autorizzati veniva fatto divieto di rifornirli ; che , attraverso l ' influenza sui prezzi al dettaglio praticati dai rivenditori autorizzati , AEG impediva che si applicassero prezzi bassi , svantaggiando in tal modo il consumatore ; che questo aveva come conseguenza che l ' accordo distributivo di AEG , così come praticato , conduceva ad una restrizione della concorrenza all ' interno del mercato comune .  ( 71 ) Considerando che , dato il gran numero dei casi nei quali si è potuto appurare una restrizione della concorrenza ed in particolare il fatto che all ' interno della Comunità venisse in generale impedito a determinate forme di vendite l ' accesso ai prodotti Telefunken e che si attuassero accordi sui prezzi , queste restrizioni della concorrenza avevano effetti nettamente avvertibili . Del resto nel caso di AEG si tratta di un ' importante impresa del settore dell ' elettronica amatoriale , che detiene una rilevante quota di mercato ; che infatti il rivenditore Auchan dopo l ' autorizzazione fu in grado di vendere , solo nel periodo fra ottobre 1979 e luglio 1980 , 700 apparecchi televisivi a colori Telefunken , e che un simile sviluppo commerciale non era possibile per Auchan prima dell ' autorizzazione e non lo è tuttora per altri rivenditori ( ad es . Ratio ) a causa della mancata autorizzazione .  6 . Ostacoli agli scambi fra Stati membri  ( 72 ) Considerando che il sistema distributivo aveva efficacia e trovava applicazione su tutto il territorio della Comunità e poteva quindi ostacolare il commercio fra Stati membri ; che il sistema di distribuzione veniva praticato in modo uniforme in tutti i paesi della Comunità e quindi per suo mezzo veniva regolato lo scambio di prodotti fra i vari Stati membri ; che , secondo le stesse ammissioni di AEG , fra gli Stati membri il commercio di prodotti Telefunken a livello di grossisti e dettaglianti è di entità non trascurabile ; che questo commercio è per i rivenditori dettaglianti important soprattutto perchù in tal modo essi possono sfruttare le disparità di prezzi esistenti fra i vari Stati membri e spesso attraverso le « importazioni parallele » possono rifornirsi con largo anticipo di prodotti Telefunken nuovi o tecnicamente più perfezionati ; che apparecchi Telefunken tecnicamente migliorati , ad esempio , venivano posti in vendita sul mercato tedesco anche con sei mesi di anticipo rispetto a quello belga ; che rivenditori al dettaglio con fatturato particolarmente alto , benche avessero già dimostrato d ' importare prodotti del settore elettronico ( ad es . Diederichs ) o di poter senza difficoltà effettuare tali importazioni ( Auchan , Darty , FNAC , Conforama , Ratio , Harder ) , non venivano accolti nel sistema distributivo oppure venivano accettati solo dopo aver soddisfatto ulteriori condizioni e quindi con notevole ritardo ; che solo i rivenditori che appartenevano al sistema distributivo potevano esercitare legalmente il commercio intracomunitario di prodotti Telefunken e che pertanto la discriminazione di interi gruppi commerciali o di rivenditori a forte cifra d ' affari ha notevolmente ostacolato quello sviluppo che altrimenti il traffico commerciale avrebbe avuto .  II  INAPPLICABILITÀ DELL ' ARTICOLO 85 , PARAGRAFO 3 , DEL TRATTATO CEE  ( 73 ) Considerando che AEG ha applicato l ' accordo distributivo , andando molto oltre il contenuto della notifica e perfino contraddicendovi ; che l ' accordo distributivo praticato nella realtà non è stato notificato e che già per questo motivo non può essere concessa una deroga a tale accordo ; che , inoltre , non può essere concessa alcuna deroga per un sistema di vendita che opera una discriminazione fra le ammissioni e che comporta l ' esercizio di una influenza sui prezzi ; che queste limitazioni non sono indispensabili per un corretto sistema di vendita e non procurano alcun vantaggio per i consumatori .  III . APPLICABILITÀ DELL ' ARTICOLO 15 , PARAGRAFO 2 , LETTERA a ) , DEL REGOLAMENTO N . 17  1 . Imputazione  ( 74 ) Considerando che AEG ha commesso intenzionalmente un ' infrazione alle disposizioni dell ' articolo 85 , paragrafo 1 ; che essa ha deliberatamente praticato un sistema di distribuzione in base al quale l ' ammissione di rivenditori idonei veniva rifiutata ovvero concessa solo dopo l ' adempimento di condizioni supplementari non previste dal contratto di esclusiva ; che ai rivenditori autorizzati veniva impedito di fissare i prezzi di vendita liberamente e senza essere influenzati da AEG o da altri rivenditori ; che in questo modo AEG mirava ad ostacolare la concorrenza all ' interno della Comunità per quanto riguarda i prodotti in questione ; che AEG deve assumersi la responsabilità di questa pratica selettiva discriminatoria e dell ' influenza esercitata sulla formazione dei prezzi e che non può affermare che queste infrazioni siano state per la maggior parte commesse dalle sue filiali ; che AEG è stata fino alla fine del 1978 controparte contrattuale diretta dei rivenditori ; che a partire dal 1° gennaio 1979 i contratti di esclusiva di TFR o delle altre società di vendita negli altri Stati membri sono stati conclusi in nome e per conto di AEG ; che l ' applicazione dell ' accordo distributivo si effettuava nell ' interesse di AEG , che era la responsabile ultima della creazione e applicazione di tale accordo ; che , per la vendita dei prodotti convenzionati , AEG si serviva delle proprie filiali nel modo sopra descritto e che in singoli casi interveniva in maniera diretta nella distribuzione impartendo istruzioni alle filiali ; che AEG è quindi responsabile delle proprie infrazioni e di quelle delle sue filiali , delle quali si serviva per l ' attuazione dei contratti di vendita , e che non può pertanto sottrarsi alle proprie responsabilità .  2 . Effetti della notifica  ( 75 ) Considerando che il fatto che AEG abbia notificato alla Commissione il proprio accordo distributivo non impedisce che nel caso specifico venga inflitta una ammenda ; che infatti la notifica a norma dell ' articolo 15 , paragrafo 5 , lettera a ) , del regolamento n . 17 esenta dall ' ammenda solo qualora la pratiche compiute dopo la notifica presentata alla Commissione e prima della decisione della Commissione a norma dell ' articolo 85 , paragrafo 3 , del trattato CEE si situino entro i limiti delle attività indicate nella notifica ; che questo tuttavia , come sopra dimostrato , non corrispondente al caso specifico ; che l ' applicazione dell ' accordo distributivo effettuata da AEG in violazione delle regole di concorrenza , e cioè l ' interno sistema di vendita , non è stata notificata e quindi non può essere coperta dalla notifica del contratto di distribuzione CEE ( EG-Verpflichtungsschein ) .  3 . Durata dell ' infrazione  ( 76 ) Considerando che la discriminazione di determinati rivenditori può farsi risalire per la prima volta al maggio 1976 e l ' influenza sui prezzi al luglio dello stesso anno ; che l ' inizio dell ' infrazione può quindi farsi risalire al maggio 1976 ; che l ' infrazione è durata almeno fino al febbraio 1980 ( vedi supra , n . 39 ) , cioè per circa tre anni e mezzo .  Gravità dell ' infrazione  ( 77 ) Considerando che da un lato AEG ha fissato direttamente e indirettamente i prezzi di vendita , ciò che è espressamente vietato dall ' articolo 85 , paragrafo 1 ; che in base alla decisione SABA della Commissione del 15 dicembre 1975 e della sentenza Metro della Corte di giustizia del 25 ottobre 1977 , doveva essere chiaro ad AEG che la discriminazione da essa operata fra i rivenditori con l ' accordo distributivo costituiva una violazione delle regole di concorrenza del trattato CEE ; che gli effetti economici diretti di queste infrazioni sono difficilmente valutabili nei singoli casi ; che dettaglianti con elevati fatturati , che erano in grado di assicurare la distribuzione di prodotti dell ' elettronica amatoriale , sono stati esclusi dal sistema di vendita totalmente o per periodi più o meno lunghi ; che bisogna presumere , oltre a ciò , che altri dettaglianti , i quali conoscevano la politica di vendita e la selezione discriminatoria di AEG , non abbiano nemmeno cercato di essere ammessi al sistema ; che questa discriminazione ha avuto sicuramente effettui sui prezzi a livello locale , regionale e internazionale , perchù a grosse catene commerciali nonchù a singoli importatori è stato impedito di rifornirsi presso le fonti di prodotti Telefunken più a buon mercato all ' interno della Comunità e di ripercuotere questo vantaggio sui consumatori ; che in particolare nelle aree più densamente popolate della Comunità ( Parigi , Metz , la Ruhr , Monaco ) o addirittura all ' interno di uno Stato membro ( Belgio ) veniva impedito in questo modo ai consumatori di acquistare i prodotti Telefunken a prezzi più bassi .  ( 78 ) Considerando che si tratta del primo caso in cui la Commissione decide sulla contrarietà alle norme di concorrenza della pratica applicazione di un accordo distributivo che di per sù stesso non aveva dato luogo ad obiezioni da parte della Commissione stessa ; che , in diversi casi , l ' infrazione , consistente nella discriminazione e nell ' influenza sui prezzi , proveniva dai rivenditori autorizzati , che la Commissione tiene inoltre conto delle dimensioni dell ' impresa .  IV . APPLICABILITÀ DELL ' ARTICOLO 3 DEL REGOLAMENTO N . 17  ( 79 ) Considerando che se la Commissione constata un ' infrazione alle disposizioni dell ' articolo 85 o 86 del trattato CEE , può obbligare , a norma dell ' articolo 3 del regolamento n . 17 , l ' impresa interessata a porre fine all ' infrazione constatata ; che ad AEG si deve quindi imporre l ' obbligo di astenersi dall ' applicare il proprio accordo distributivo in maniera contraria alle norme sulla concorrenza esercitando una scelta discriminante dei rivenditori e influenzando in maniera diretta o indiretta i prezzi di vendita al dettaglio ,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :  Articolo 1  Il sistema distributivo per i prodotti Telefunken , istituito nella Comunità europea con effetto dal 1° novembre 1973 dalla Allgemeinen Elektricitaets-Gesellschaft AEG-Telefunken , costituisce , nella forma praticata nella realtà , secondo cui  a ) certi rivenditori non avevano libero accesso ai prodotti AEG e  b ) venivano fissati da AEG , in maniera diretta o indiretta , i prezzi di vendita dei rivenditori autorizzati ,  un ' infrazione alle disposizioni dell ' articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato che istituisce la Comunità economica europea .  Articolo 2  AEG è obbligata a porre termine immediatamente all ' infrazione constatata .  Articolo 3  Alla AEG è inflitta un ' ammenda dell ' ammontare di 1 000 000 ( un milione ) di ECU , vale a dire 2 445 780 marchi tedeschi ( duemilioniquattrocentoquarantacinquemilasettecentottanta marchi tedeschi ) . Tale somma dovrà essere versata , nel termine di tre mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione , sul conto n . 000.0064910 della Commissione delle Comunità europee presso Sal . Oppenheim , Colonia .  Articolo 4  La presente decisione costituisce titolo esecutivo a norma dell ' articolo 192 del trattato che istituisce la  Articolo 5  La Allgemeine Elektricitaets-Gesellschaft AEG-Telefunken , AEG-Hochlaus , D-6000 Frankfurt/Main 70 , è destinataria della presente decisione .  Fatto a Bruxelles , il 6 gennaio 1982 .  Per la Commissione  Frans ANDRIESSEN  Membro della Commissione  ( 1 ) GU n . 13 del 21 . 2 . 1962 , pag . 204/62 .  ( 2 ) GU n . 127 del 20 . 8 . 1963 , pag . 2268/63 .  ( 3 ) Nella versione pubblicata della presente decisione alcune cifre saranno d ' ora in avanti omesse , conformemente alle disposizioni dell ' articolo 21 del regolamento n . 17 , concernenti i segreti relativi agli affari .  ( 4 ) I « Verbrauchermarkte » ( grandi dettaglianti ) non rientrano nella nozione di canali tradizionali del commercio specializzato .  ( 5 ) Con questa espressione si intendono i grandi magazzini o le grandi superfici commerciali con diversi punti di vendita .  ( 6 ) Trattasi di dettaglianti della città di Metz .