CELEX: 31994R1091
Language: it
Date: 1994-04-29 00:00:00
Title: Regolamento (CE) n. 1091/94 della Commissione, del 29 aprile 1994, recante talune modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 3528/86 del Consiglio, relativo alla protezione delle foreste della Comunità contro l'inquinamento atmosferico

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31994R1091

Regolamento (CE) n. 1091/94 della Commissione, del 29 aprile 1994, recante talune modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 3528/86 del Consiglio, relativo alla protezione delle foreste della Comunità contro l'inquinamento atmosferico  

Gazzetta ufficiale n. L 125 del 18/05/1994 pag. 0001 - 0044 edizione speciale finlandese: capitolo 15 tomo 13 pag. 0141  edizione speciale svedese/ capitolo 15 tomo 13 pag. 0141 

REGOLAMENTO (CE) N. 1091/94 DELLA COMMISSIONE del 29 aprile 1994 recante talune modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 3528/86 del Consiglio, relativo alla protezione delle foreste della Comunità contro l'inquinamento atmosfericoLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3528/86 del Consiglio, del 17 novembre 1986, relativo alla protezione delle foreste della Comunità contro l'inquinamento atmosferico  (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2157/92 (2) in particolare l'articolo  3,  vista la risoluzione n. 1 della prima conferenza ministeriale sulla protezione delle foreste in Europa (3) e i documenti che vi hanno fatto seguito,  considerando che, a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, terzo e quarto trattino del regolamento (CEE) n. 3528/86, l'azione comunitaria è intesa ad aiutare gli Stati membri:  - a realizzare una sorveglianza intensiva e continua degli ecosistemi forestali;  - a creare o completare, in modo coordinato ed armonico, una rete di posti di osservazione permanenti necessaria ai fini della sorveglianza intensiva e continua;  considerando che, a norma dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 3528/86, gli Stati membri trasmettono alla Commissione i dati raccolti attraverso la rete di posti di sorveglianza intensiva e continua;  considerando che la rete di posti di osservazione è ordinata al rilevamento di dati particolareggiati sull'evoluzione degli ecosistemi forestali nella Comunità; che questo metodo consente di stabilire correlazioni tra le variazioni dei fattori  ambientali, in particolare l'inquinamento atmosferico, e il comportamento degli ecosistemi forestali; che i dati raccolti facilitano l'interpretazione dei risultati ottenuti attraverso la rete sistematica dei posti di osservazione di cui al regolamento  (CEE) n. 1696/87  (4), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 836/94 (5);  considerando che le domande di contributo presentate nel quadro del regolamento (CEE) n. 3528/86 per la sorveglianza intensiva e continua di cui all'articolo 2, paragrafo 1 dello stesso regolamento devono contenere tutte le informazioni atte a  consentire l'esame delle misure in oggetto a fronte degli obiettivi e dei criteri sanciti dal regolamento citato; che dette informazioni devono essere presentate secondo un modello uniforme onde facilitare l'istruzione e l'esame comparativo delle  domande;  considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato forestale permanente,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:   Articolo 1  1.  Gli Stati membri allestiscono una rete di posti di osservazione permanenti. Entro il 30 giugno 1994 deve essere completata la scelta dei posti di osservazione e oltre la metà di essi deve essere insediata, conformemente alla metodologia  comune per la creazione di una rete di posti di osservazione permanenti a fini di sorveglianza intensiva e continua (cfr. allegato I). Gli ultimi posti di osservazione devono essere insediati entro il 30 giugno 1995. Gli Stati membri trasmettono alla  Commissione entro il 15 dicembre 1994 una sintesi dei criteri di selezione ed un elenco completo di tutti i posti di osservazione selezionati, con l'indicazione dell'ubicazione esatta (longitudine, latitudine, altitudine) e delle specie arboree  osservate, corredato di informazioni generali su ciascuno dei posti di osservazione insediati, presentati in forma standard secondo le istruzioni dell'allegato VII a.  2.  Nei posti di osservazione permanenti viene condotta una sorveglianza intensiva e continua degli ecosistemi forestali. Questa comprende un inventario periodico dello stato sanitario degli alberi, un inventario dello stato del suolo e delle condizioni  del fogliame, nonché misurazioni concernenti l'accrescimento, i depositi e i fenomeni meteorologici, effettuati secondo criteri di campionamento obiettivi e metodi di analisi prestabiliti.  3.  Entro il 31 dicembre 1996, gli Stati membri trasmettono alla Commissione, in forma standardizzata, i dati raccolti tra il 1991 e il 1996 in ciascuno dei posti di osservazione per i vari aspetti della sorveglianza, unitamente all'interpretazione dei  risultati, secondo quanto disposto all'allegato VII.  4.  Le modalità tecniche di applicazione del presente articolo figurano negli allegati III-VI.   Articolo 2  1.  Le domande di contributo finanziario della Comunità per:  - la creazione o il completamento della rete di posti di osservazione permanenti ai fini della sorveglianza intensiva e continua,  - la realizzazione dell'inventario dello stato delle chiome,  - la realizzazione dell'inventario del suolo,  - la realizzazione dell'inventario del fogliame,  - le misurazioni relative all'accrescimento,  - le misurazioni relative ai depositi,  - le misurazioni meteorologiche,  di cui all'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 3528/86, devono contenere i dati e i documenti giustificativi indicati nell'allegato II del presente regolamento.  Le domande sono presentate in triplice esemplare, nella forma indicata nell'allegato II.  Gli Stati membri presentano tali domande alla Commissione anteriormente al 1o novembre di ogni anno per l'anno successivo.  2.  Le domande che non soddisfano le condizioni di cui al paragrafo 1 non sono prese in considerazione.   Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 29 aprile 1994.  Per la Commissione René STEICHEN Membro della Commissione  (1) GU n. L 326 del 21. 11. 1986, pag. 2.(2) GU n. L 217 del 31. 7. 1992, pag. 1.(3) Strasburgo, dicembre 1990.(4) GU n. L 161 del 10. 6. 1987, pag. 1. (5) GU n. L 97 del 15. 4. 1994, pag. 4.    ALLEGATO I   METODOLOGIA COMUNE PER LA CREAZIONE DI UNA RETE DI POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI A FINI DI SORVEGLIANZA INTENSIVA E CONTINUA[articolo 2, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 3528/86 modificato]  I. Osservazioni generali L'azione contemplata all'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 3528/86, modificato, mira a creare una rete di posti di osservazione permanenti negli Stati membri della Comunità per la raccolta di dati nel quadro di una sorveglianza intensiva  e continua.  L'azione si prefigge i seguenti obiettivi:  - realizzare una sorveglianza intensiva e continua degli ecosistemi forestali sotto il profilo dei danni provocati dall'inquinamento atmosferico e da altri fattori che incidono sullo stato delle foreste;  - migliorare la conoscenza dei rapporti di causa/effetto tra le alterazioni dell'ecosistema forestale e i fattori che lo influenzano, in particolare l'inquinamento atmosferico, mediante una serie di misurazioni e controlli localizzati degli ecosistemi  forestali e delle relative componenti;  - ottenere informazioni utili sull'evoluzione di alcuni ecosistemi forestali della Comunità.  II. Creazione della rete di posti di osservazione permanenti II.1. Selezione dei posti di osservazione Gli Stati membri selezionano, entro il 30 giugno 1994 al più tardi, un numero sufficiente di posti di osservazione permanenti situati sul loro territorio. Il numero dei posti di osservazione dovrebbe essere limitato ad un massimo del 20 % del totale dei  posti di osservazione nazionali appartenenti al reticolato comunitario di 16 × 16 km [regolamento (CEE) n. 1696/87]. Gli Stati membri che hanno pochi posti d'osservazione nella rete comunitaria possono selezionare un maggior numero di posti di  osservazione permanenti, ma non più di 15.  La selezione dei posti di osservazione è di competenza degli Stati membri, i quali applicano, per quanto possibile, i seguenti criteri:  - i posti di osservazione dovrebbero essere ubicati in modo da risultare rappresentativi delle principali specie forestali e delle condizioni silvicole più diffuse nel paese;  - le parcelle selezionate come posti di osservazione avranno una superficie minima di 0,25 ettari misurata su un piano orizzontale;  - per ridurre al minimo gli effetti delle attività svolte nei dintorni, ciascuna parcella sarà circondata da una zona cuscinetto, la cui larghezza dipenderà dal tipo e dall'età della foresta. Se la parcella e l'area circostante sono uniformi per altezza  e struttura di età, la larghezza della zona cuscinetto può essere limitata a 5 o 10 m; se la superficie forestale in cui è situato il posto di osservazione presenta popolamenti, specie e strutture di età eterogenee, la zona cuscinetto dovrà essere 5  volte più larga dell'altezza massima potenziale della porzione di foresta compresa nel posto di osservazione;  - dal momento che i posti di osservazione sono destinati a servire per un monitoraggio di lunga durata, le estremità e/o i confini delle parcelle devono essere segnati in modo chiaro e visibile e ciascun albero campione dev'essere numerato in via  permanente;  - i posti di osservazione devono essere facilmente accessibili in qualsiasi momento, senza restrizioni quanto all'accesso o al campionamento;  - il posto di osservazione, la relativa zona cuscinetto e il resto della foresta sono soggetti alle stesse modalità di gestione (stesse operazioni silvicolturali, l'attività di sorveglianza dovrà recare il minimo possibile di inconvenienti);  - si eviterà l'inquinamento diretto da fonti locali note; i posti di osservazione non devono essere ubicati in prossimità di aziende agricole, strade principali o industrie inquinanti;  - nel posto di osservazione o nelle vicinanze di esso devono essere disponibili in numero sufficiente alberi da campionamento;  - i posti di osservazione e le rispettive zone cuscinetto devono essere il più possibile omogenei quanto alle specie o alle consociazioni di specie, all'età, alle dimensioni, al tipo di suolo e alla pendenza;  - i posti di osservazione saranno situati a discreta distanza dal margine della foresta.  Si raccomanda di selezionare parcelle già utilizzate negli ultimi anni nel quadro del regolamento (CEE) n. 3528/86 o di altri programmi. Qualora si debbano aggiungere nuovi posti di osservazione, si raccomanda di sceglierli nelle adiacenze di quelli  esistenti nell'ambito del reticolo comunitario di 16 × 16 km o in modo che siano identici a questi ultimi, cercando nel contempo la possibilità di sfruttare altre fonti di informazione nei paraggi (per esempio stazioni meteorologiche).  II.2. Allestimento dei posti di osservazione e relativa documentazione Entro il 30 giugno 1994, gli Stati membri allestiscono in via permanente, se non tutti, almeno più della metà dei posti di osservazione. Eccezionalmente, l'insediamento effettivo degli ultimi posti di osservazione può essere differito di un anno.  Ciascun posto di osservazione insediato dev'essere oggetto di una descrizione particolareggiata. Le informazioni generali devono essere notificate entro il 15 dicembre 1994.  La descrizione particolareggiata indica la posizione esatta del posto di osservazione ed è visualizzata da una mappa schematica su cui sono segnate le estremità e/o i confini della parcella, i numeri degli alberi ed ogni altro elemento permanente  all'interno o nelle vicinanze del posto di osservazione (strade di accesso, corsi d'acqua, ecc.). In futuro si dovranno indicare sulla mappa anche i luoghi di campionamento (per esempio scavi per il sondaggio del suolo).  II.3. Delimitazione di sottoparcelle Il campione per la valutazione degli alberi (inventario della chioma, valutazione dell'accrescimento) comprende, in linea di massima, tutti gli alberi del posto di osservazione. Se quest'ultimo ha una vegetazione arborea molto fitta (nei popolamenti  densi), si può delimitare una sottoparcella ai fini di queste indagini. L'estensione della sottoparcella dev'essere sufficiente per ottenere dati attendibili nell'arco di almeno 20 anni o, di preferenza, durante tutta la vita del popolamento. La  sottoparcella dovrebbe contenere non meno di venti alberi per l'intero periodo considerato.  II.4. Informazioni generali concernenti il posto di osservazione Per ciascun posto di osservazione permanente allestito ai fini della sorveglianza intensiva e continua si devono rilevare i seguenti dati all'atto dell'insediamento e nel corso dalle prime indagini:   """ ID="1">paese,  numero del posto di osservazione,  coordinate geografiche "> ID="1">altitudine,  esposizione,  dimensioni del posto di osservazione,  numero di alberi,  eventuale sottoparcella > ID="2">disponibilità di acqua per la specie principale,  tipo di humus,  unità di suolo (stima) "> ID="1">età media del piano dominante,  specie arborea principale,  resa (stima) "> ID="1">cronistoria del posto di osservazione,  altre stazioni di monitoraggio situate nelle vicinanze ">Entro il 15 dicembre 1994, gli Stati membri trasmettono alla Commissione, per ciascun posto di osservazione insediato, i dati rilevati all'atto dell'insediamento, mediante archivio dati (vedi allegato VII a, modulo 1 a) e relazioni scritte  (vedi allegato VII a, modulo 1 b). Le informazioni di rilievo ottenute nel corso degli anni, durante il monitoraggio, vengono trasmesse annualmente per mezzo dei moduli 1 a e 1 b (allegato VII). Il resto delle informazioni viene trasmesso subito dopo la  prima indagine pertinente, eventualmente previo aggiornamento.  II.5. Sostituzione dei posti di osservazione permanenti I posti di osservazione permanenti sono destinati ad un monitoraggio di lunga durata. In caso di eventi imprevisti (per esempio alberi distrutti da incendio o tempesta), può essere necessario procedere alla sostituzione di uno o più posti di  osservazione. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le informazioni generali sui nuovi posti di osservazione conformemente alle disposizioni del presente allegato.        ALLEGATO II   DOMANDA DI CONTRIBUTO FINANZIARIO DELLA COMUNITÀ PER LE MISURE DA REALIZZARE A NORMA DELL'ARTICOLO 2 DEL REGOLAMENTO (CEE) N. 3528/86 MODIFICATO  Le domande di contributo finanziario devono essere presentate conformemente alle indicazioni dell'allegato  A del regolamento (CEE) n. 526/87 della Commissione (1) e corredate di una sintesi delle informazioni sotto elencate, nonché della tabella di cui al modulo 2 a del presente allegato, debitamente riempita.  Per ciascuna delle misure da realizzare a norma dell'articolo 2 si devono fornire i seguenti elementi informativi:  1) Breve descrizione delle misure 2) Richiedente Legame del richiedente con le misure.  3) Organismo competente per l'esecuzione delle misure Oggetto e portata delle principali attività dell'organismo.  4) Descrizione particolareggiata delle misure Nel caso in cui:  a) si tratti della creazione o del completamento della rete di posti di osservazione permanenti per la sorveglianza intensiva e continua:  1. descrizione della situazione esistente,  2. ubicazione e superficie della zona o delle zone interessate (con rappresentazione cartografica),  3. numero di posti di osservazione permanenti;  b) si tratti della realizzazione di un inventario dello stato delle chiome presso i posti di osservazione permanenti:  1. descrizione della situazione esistente,  2. numero di posti di osservazione da includere nell'inventario (modulo 2 a),  3. descrizione particolareggiata del metodo di campionamento applicato a livello dei posti di osservazione (numero di alberi, contrassegni, ecc.),  4. scadenzario di esecuzione delle operazioni previste (modulo 2 b);  c) si tratti della realizzazione di un inventario dello stato del suolo presso i posti di osservazione permanenti:  1. descrizione della situazione esistente,  2. numero di posti di osservazione da includere nell'inventario pedologico (modulo 2 a),  3. descrizione particolareggiata del metodo di campionamento applicato a livello dei posti di osservazione (numero di campioni singoli, descrizione del profilo, ecc.),  4. descrizione particolareggiata dei parametri da determinare e del metodo di analisi da applicare, compresa una descrizione precisa di eventuali calibrature, correzioni o nuovi calcoli necessari per rendere i risultati compatibili con quelli ottenuti  per difetto,  5. scadenziario di esecuzione delle operazioni previste (modulo 2 b);  d) si tratti della realizzazione di un inventario dello stato del fogliame presso i posti di osservazione permanenti:  1. descrizione della situazione esistente,  2. numero di posti di osservazione da includere nell'inventario fillologico (modulo 2 a),   3. descrizione particolareggiata del metodo di campionamento applicato a livello dei posti di osservazione (numero di campioni singoli, descrizione, ecc.),  4. descrizione particolareggiata dei parametri da determinare e del metodo di analisi da applicare, compresa una descrizione precisa di eventuali calibrature, correzioni o nuovi calcoli necessari per rendere i risultati compatibili,  5. scadenzario di esecuzione delle operazioni previste (modulo 2 b);  e) si tratti della realizzazione di misurazioni delle variazioni di accrescimento presso i posti di osservazione permanenti:  1. descrizione della situazione esistente,  2. numero di posti di osservazione da includere nelle misurazioni dell'accrescimento (modulo 2 a),  3. descrizione particolareggiata del metodo di misurazione applicato a livello dei posti di osservazione (numero di campioni singoli, descrizione, ecc.),  4. descrizione particolareggiata dei parametri da determinare e del metodo di analisi da applicare, compresa una descrizione precisa di eventuali calibrature, correzioni o nuovi calcoli necessari per rendere i risultati compatibili con quelli ottenuti  per difetto,  5. scadenzario di esecuzione delle operazioni previste (modulo 2 b);  f) si tratti della realizzazione di misurazioni dei tassi di deposito presso i posti di osservazione permanenti:  1. descrizione della situazione esistente,  2. numero di posti di osservazione da includere nelle misurazioni dei depositi (modulo 2 a),  3. descrizione particolareggiata del metodo di misurazione applicato a livello dei posti di osservazione (numero di misurazioni, descrizione, ecc.),  4. descrizione particolareggiata dei parametri da determinare e del metodo di analisi da applicare, compresa una descrizione precisa di eventuali calibrature, correzioni o nuovi calcoli necessari per rendere i risultati compatibili con quelli ottenuti  per difetto,  5. scadenzario di esecuzione delle operazioni previste (modulo 2 b);  g) si tratti della realizzazione di misurazioni meteorologiche presso i posti di osservazione permanenti:  1. descrizione della situazione esistente,  2. numero di posti di osservazione da includere nelle misurazioni meteorologiche (modulo 2 a),  3. descrizione particolareggiata del metodo di misurazione applicato a livello dei posti di osservazione (numero di misurazioni, descrizione, ecc.),  4. descrizione particolareggiata dei parametri da determinare e del metodo di analisi da applicare, compresa una descrizione precisa di eventuali calibrature, correzioni o nuovi calcoli necessari per rendere i risultati compatibili con quelli ottenuti  per difetto,  5. scadenzario di esecuzione delle operazioni previste (modulo 2 b).  5) Costo delle misure di cui ai punti 4 a)-4 g) (modulo 2 a) 1. Costo della creazione o del completamento della rete [4 a)] 1.1. costo per posto di osservazione 1.2. costo totale 1.3. contributo richiesto alla Comunità 2. Costi di insediamento, osservazione o campionamento per ciascuna indagine [4 b)-4 g)] 2.1. costo per posto di osservazione 2.2. costo totale 2.3. contributo richiesto alla Comunità 3. Costi di analisi e valutazione per ciascuna indagine [4 b)-4 g)] 3.1. costo per posto di osservazione 3.2. costo totale 3.3. contributo richiesto alla Comunità 4. Costo totale del progetto [somma dei costi di insediamento (punto 1.2), osservazione e/o campionamento (punto 2.2), nonché analisi e valutazione (punto 3.2)] 5. Contributo totale richiesto alla Comunità [somma dei contributi per insediamento (punto 1.3), osservazione e/o campionamento (punto 2.3), nonché analisi e valutazione (punto 3.3)] 6) Riempire i moduli 2 a e 2 b Data e firma      Modulo 2 a FINANZIAMENTO PREVISTO (Sorveglianza intensiva)   Modulo 2 b PIANO PREVISIONALE DI ESECUZIONE DEL PROGETTO da completarsi per ciascun progetto proposto ai sensi dell'articolo 2   (1) GU n. L 53 del 21. 2. 1987, pag. 14.    ALLEGATO III   METODOLOGIA COMUNE PER LA REALIZZAZIONE DELL'INVENTARIO DELLO STATO DELLE CHIOME PRESSO I POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI  I. Osservazioni generali L'inventario sarà realizzato nel 1994 presso tutti i posti di osservazione permanenti e verrà ripetuto ogni anno.  II. Metodologia per l'esecuzione dell'inventario II.1. Selezione di alberi campione Di norma, tutti gli alberi predominanti, dominanti e condominanti (Kraft: classi 1-3) del posto di osservazione devono essere messi sotto sorveglianza. Se il posto di osservazione ha una vegetazione arborea molto fitta (nei popolamenti densi), il numero  di alberi campione può essere ridotto ricorrendo ad una sottoparcella (cfr. allegato I, punto II.3). In tal caso, il monitoraggio deve essere praticato su tutti gli alberi predominanti, dominanti e condominanti (Kraft: classi 1-3) della sottoparcella.  Talora può essere ammesso un metodo diverso, purché obiettivo e imparziale, per ridurre o selezionare il numero di alberi campione. Si dovrà comunque applicare lo stesso metodo da un anno all'altro e ad ogni indagine si dovranno valutare almeno 20  alberi.  II.2. Data della valutazione L'inventario deve essere realizzato dopo la fine della formazione delle nuove foglie o aghi e prima dello scoloramento autunnale.  II.3. Informazioni generali Si procederà al rilevamento dei seguenti dati generali:  - numero del posto di osservazione,  - numero dell'albero,  - specie,  - data dell'osservazione.  II.4. Valutazione degli alberi campione 1. Valutazione visiva della defogliazione La defogliazione viene valutata per gradi del 5% in riferimento ad un albero con il fogliame completo. La classificazione degli alberi in gradi di defogliazione si effettua durante l'osservazione e viene registrata per gradi del 5%.  2. Valutazione visiva dello scoloramento La classificazione degli alberi in gradi di scoloramento si effettua dopo le osservazioni.  Lo scoloramento del fogliame è classificato come segue:   "" ID="1">0 > ID="2">Nullo o trascurabile> ID="3">0-10 "> ID="1">1 > ID="2">Lieve> ID="3">11-25 "> ID="1">2 > ID="2">Moderato> ID="3">26-60 "> ID="1">3 > ID="2">Grave> ID="3"> > 60 "> ID="1">4 > ID="2">Albero morto">3. Altri parametri Possono essere inoltre valutati i seguenti parametri:  - cause facilmente identificabili dei danni (insetti, funghi, agenti abiotici, ecc.),  - identificazione del tipo di danno,  - osservazioni sull'albero presso il posto di osservazione.  II.5 Trasmissione dei dati Per ciascuno dei posti di osservazione, gli Stati membri trasmettono annualmente alla Commissione le suddette informazioni, su moduli standardizzati (vedi allegato VII, moduli 3 a e 3 b).    ALLEGATO IV   METODOLOGIA COMUNE PER LA REALIZZAZIONE DELL'INVENTARIO DELLO STATO DEL SUOLO PRESSO I POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI  I. Osservazioni generali L'inventario sarà realizzato presso tutti i posti di osservazione permanenti tra il 1994 e il 1996. I dati pedologici rilevati e analizzati prima del 1994 ma dopo il 1o gennaio 1991 possono essere utilizzati a condizione che sia stata applicata la  metodologia di seguito descritta.  L'inventario verrà ripetuto ogni dieci anni in ciascun posto di campionamento. Il presente allegato si fonda sulle conclusioni del gruppo di esperti pedologi dell'ICP/ECE (ONU) in materia di valutazione e sorveglianza degli effetti dell'inquinamento  atmosferico sulle Foreste (ICP Foreste). Si rimanda al manuale elaborato da questo gruppo di esperti (1992).  Al termine di due periodi di campionamento si procederà ad una revisione dei parametri da analizzare in futuro nei campioni di suolo.  II. Metodologia per l'esecuzione dell'inventario II.1. Scelta dell'ubicazione dei campioni I campioni di suolo devono essere statisticamente rappresentativi della situazione del posto di osservazione. I campioni vengono estratti da un profilo scavato oppure mediante sondaggio. Si dovrà evitare accuratamente di danneggiare le radici degli  alberi campione.  II.2. Informazioni generali Si procederà al rilevamento dei seguenti dati generali:  - numero del posto di osservazione,  - data del campionamento e dell'analisi.  II.3. Caratterizzazione fisico-pedologica dei posti di campionamento Per ciascun posto di campionamento si procede ad una caratterizzazione pedologica. È opportuno attenersi, per la descrizione del profilo nella zona cuscinetto, alle apposite direttive FAO (Direttive FAO per la descrizione del suolo, terza edizione  riveduta e corretta, Roma 1990). La descrizione deve riguardare una sezione rappresentativa della zona di campionamento effettiva. Si raccomanda di determinare il peso specifico apparente su campioni di suolo non dissestato, in modo da poter calcolare  il tenore complessivo di principi nutritivi. Se il peso specifico a secco non può essere determinato, si dovrebbe avanzare una stima realistica di tale parametro. È obbligatorio determinare la granulometria del suolo. Le particelle hanno le seguenti  dimensioni: < 2 mm, 2-63 mm, 63-2 000 mm (FAO). Se si impiega il limite 50 mm per separare le frazioni limo e sabbia, si dovrà operare la conversione in 63 mm.  II.4. Metodo di campionamento I campioni di suolo vengono prelevati in profondità o per orizzonte. Per ciascuno strato od orizzonte campionato, si preleva almeno un campione composito rappresentativo oppure più campioni; si provvederà a registrare il numero dei sottocampioni del  campione composito e la data del campionamento.  Gli strati organici (O e H) (1) vengono campionati separatamente. Se il campionamento ha luogo a profondità fissa, si devono utilizzare i seguenti strati:   -  0-10 cm (si raccomanda di campionare separatamente gli strati 0-5 e 5-10),  - 10-20 cm,  - 20-40 cm,  - 40-80 cm.  II.5. Trasporto, conservazione e preparazione I campioni vengono trasportati e conservati in modo da evitare per quanto possibile le alterazioni chimiche. Le modalità del trasporto e della conservazione (compresi i tempi morti) devono essere notificate, come pure gli eventuali problemi e  inosservanze della normale procedura. Si raccomanda di conservare una parte del campione in una banca del suolo, in vista di ulteriori raffronti (per esempio tra 10 anni).  Prima di essere analizzati, i campioni devono subire un'apposita preparazione: i corpi di grandi dimensioni (> 2 mm) vanno tolti e i campioni devono essere essiccati (ad una temperatura massima di 40  gC) e macinati o setacciati.  II.6. Metodi di analisi I metodi di analisi riconosciuti per i vari parametri pedologici sono esposti nel «Manuale metodologico per il campionamento e l'analisi del suolo forestale» a cura del gruppo di esperti pedologi dell'ICP Foreste.  Si raccomanda di attenersi ai metodi riconosciuti. Qualora vengano applicati altri metodi (nazionali), si indicherà in dettaglio la comparabilità dei risultati delle analisi unitamente alla presentazione dei risultati stessi. L'inventario dello stato  del suolo nelle foreste distingue tra parametri obbligatori e facoltativi (vedi elenco in appresso).  Parametri obbligatori e facoltativi e rispettivi metodi di analisi approvati:   "" ID="1">pH (CaCl2)> ID="3">obbligatorio> ID="4">obbligatorio> ID="5">Labex 8703-01-1-1 e ISO/TC190/SC3/GT8 "> ID="1">C-organico> ID="2">(g/kg)> ID="3">obbligatorio> ID="4">obbligatorio> ID="5">combustione a secco"> ID="1">N> ID="2">(g/kg)> ID="3">obbligatorio> ID="4">obbligatorio> ID="5">combustione a secco"> ID="1">P> ID="2">(mg/kg)> ID="3">obbligatorio>  ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">K> ID="2">(mg/kg)> ID="3">obbligatorio> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Ca> ID="2">(mg/kg)> ID="3">obbligatorio> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Mg>  ID="2">(mg/kg)> ID="3">obbligatorio> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Strato organico> ID="2">(kg/m²)> ID="3">obbligatorio> ID="5">vol. peso secco (cil.)"> ID="1">CaCO3> ID="2">(g/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">obbligatorio>  ID="5">AFNOR X 31-105> ID="6">se pH (CaCl2) >6 "> ID="1">Ac-Exc> ID="2">(cmol+/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">obbligatorio> ID="5">titolazione"> ID="1">BCE> ID="2">(cmol+/kg))> ID="3">facoltativo> ID="4">obbligatorio> ID="5">estr. BaCl2"> ID="1">ACE> ID="2">(cmol+/kg)> ID="3">facoltativo>  ID="4">obbligatorio> ID="5">estr. BaCl2"> ID="1">CEC> ID="2">(cmol+/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">obbligatorio> ID="5">Bascomb"> ID="1">BaseSat> ID="2">(%)> ID="3">facoltativo> ID="4">obbligatorio> ID="5">Labex L8703-26-1-1"> ID="1">Na>  ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Al> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Fe> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo>  ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Cr> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Ni> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Mn> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo>  ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Zn> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Cu> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Pb> ID="2">(mg/kg)>  ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Cd> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Hg> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">S>  ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">pH (H2O)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">elettrodo pH"> ID="1">EC> ID="2">(mS/m)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo>  ID="5">ECmetro">Gli Stati membri hanno la facoltà di analizzare la totalità o una parte dei parametri facoltativi, o di analizzarne altri supplementari.  II.7. Trasmissione dei dati Per ciascuno dei posti di osservazione, gli Stati membri trasmettono annualmente alla Commissione le suddette informazioni, su moduli standardizzati (vedi allegato VII, moduli 4 a, 4 b e 4 c).   (1) Il gruppo di esperti pedologi dell'ICP/ECE (ONU) ha convenuto di utilizzare le definizioni contenute nelle direttive della FAO sulla descrizione del suolo (1990): gli strati organici sono quindi definiti come segue: Orizzonti o strati «H»: strati in cui predomina la materia organica, formata da accumuli di materia organica non decomposta o parzialmente decomposta sulla superficie del suolo, eventualmente sommersa. Tutti gli orizzonti «H» sono a lungo saturi d'acqua  o lo sono stati in passato e attualmente vengono drenati artificialmente. Essi possono sovrastare un suolo minerale oppure trovarsi a qualsiasi profondità sotto la superficie, se sono sotterrati.  Orizzonti o strati «O»: strati in cui predomina la materia organica, costituita da un sostrato non decomposto o parzialmente decomposto di foglie, aghi, ramoscelli, muschi e licheni, accumulatosi sulla superficie; possono sovrastare un suolo organico o  minerale. Gli orizzonti «O» non rimangono a lungo saturi d'acqua. La frazione minerale della materia organica rappresenta appena una minima percentuale della massa complessiva, generalmente molto meno della metà in peso. Gli orizzonti «O» possono  trovarsi alla superficie di un suolo minerale o a qualsiasi profondità sotto la superficie, se sono sotterrati. Non sono qualificabili come orizzonti «O» gli orizzonti formatisi per arricchimento di un sottosuolo minerale mediante apporto di materia  organica, anche se taluni orizzonti di questo tipo contengono una grande quantità di materia organica.   ALLEGATO I   METODOLOGIA COMUNE PER LA CREAZIONE DI UNA RETE DI POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI A FINI DI SORVEGLIANZA INTENSIVA E CONTINUA[articolo 2, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 3528/86 modificato]  I. Osservazioni generali L'azione contemplata all'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 3528/86, modificato, mira a creare una rete di posti di osservazione permanenti negli Stati membri della Comunità per la raccolta di dati nel quadro di una sorveglianza intensiva  e continua.  L'azione si prefigge i seguenti obiettivi:  - realizzare una sorveglianza intensiva e continua degli ecosistemi forestali sotto il profilo dei danni provocati dall'inquinamento atmosferico e da altri fattori che incidono sullo stato delle foreste;  - migliorare la conoscenza dei rapporti di causa/effetto tra le alterazioni dell'ecosistema forestale e i fattori che lo influenzano, in particolare l'inquinamento atmosferico, mediante una serie di misurazioni e controlli localizzati degli ecosistemi  forestali e delle relative componenti;  - ottenere informazioni utili sull'evoluzione di alcuni ecosistemi forestali della Comunità.  II. Creazione della rete di posti di osservazione permanenti II.1. Selezione dei posti di osservazione Gli Stati membri selezionano, entro il 30 giugno 1994 al più tardi, un numero sufficiente di posti di osservazione permanenti situati sul loro territorio. Il numero dei posti di osservazione dovrebbe essere limitato ad un massimo del 20 % del totale dei  posti di osservazione nazionali appartenenti al reticolato comunitario di 16 × 16 km [regolamento (CEE) n. 1696/87]. Gli Stati membri che hanno pochi posti d'osservazione nella rete comunitaria possono selezionare un maggior numero di posti di  osservazione permanenti, ma non più di 15.  La selezione dei posti di osservazione è di competenza degli Stati membri, i quali applicano, per quanto possibile, i seguenti criteri:  - i posti di osservazione dovrebbero essere ubicati in modo da risultare rappresentativi delle principali specie forestali e delle condizioni silvicole più diffuse nel paese;  - le parcelle selezionate come posti di osservazione avranno una superficie minima di 0,25 ettari misurata su un piano orizzontale;  - per ridurre al minimo gli effetti delle attività svolte nei dintorni, ciascuna parcella sarà circondata da una zona cuscinetto, la cui larghezza dipenderà dal tipo e dall'età della foresta. Se la parcella e l'area circostante sono uniformi per altezza  e struttura di età, la larghezza della zona cuscinetto può essere limitata a 5 o 10 m; se la superficie forestale in cui è situato il posto di osservazione presenta popolamenti, specie e strutture di età eterogenee, la zona cuscinetto dovrà essere 5  volte più larga dell'altezza massima potenziale della porzione di foresta compresa nel posto di osservazione;  - dal momento che i posti di osservazione sono destinati a servire per un monitoraggio di lunga durata, le estremità e/o i confini delle parcelle devono essere segnati in modo chiaro e visibile e ciascun albero campione dev'essere numerato in via  permanente;  - i posti di osservazione devono essere facilmente accessibili in qualsiasi momento, senza restrizioni quanto all'accesso o al campionamento;  - il posto di osservazione, la relativa zona cuscinetto e il resto della foresta sono soggetti alle stesse modalità di gestione (stesse operazioni silvicolturali, l'attività di sorveglianza dovrà recare il minimo possibile di inconvenienti);  - si eviterà l'inquinamento diretto da fonti locali note; i posti di osservazione non devono essere ubicati in prossimità di aziende agricole, strade principali o industrie inquinanti;  - nel posto di osservazione o nelle vicinanze di esso devono essere disponibili in numero sufficiente alberi da campionamento;  - i posti di osservazione e le rispettive zone cuscinetto devono essere il più possibile omogenei quanto alle specie o alle consociazioni di specie, all'età, alle dimensioni, al tipo di suolo e alla pendenza;  - i posti di osservazione saranno situati a discreta distanza dal margine della foresta.  Si raccomanda di selezionare parcelle già utilizzate negli ultimi anni nel quadro del regolamento (CEE) n. 3528/86 o di altri programmi. Qualora si debbano aggiungere nuovi posti di osservazione, si raccomanda di sceglierli nelle adiacenze di quelli  esistenti nell'ambito del reticolo comunitario di 16 × 16 km o in modo che siano identici a questi ultimi, cercando nel contempo la possibilità di sfruttare altre fonti di informazione nei paraggi (per esempio stazioni meteorologiche).  II.2. Allestimento dei posti di osservazione e relativa documentazione Entro il 30 giugno 1994, gli Stati membri allestiscono in via permanente, se non tutti, almeno più della metà dei posti di osservazione. Eccezionalmente, l'insediamento effettivo degli ultimi posti di osservazione può essere differito di un anno.  Ciascun posto di osservazione insediato dev'essere oggetto di una descrizione particolareggiata. Le informazioni generali devono essere notificate entro il 15 dicembre 1994.  La descrizione particolareggiata indica la posizione esatta del posto di osservazione ed è visualizzata da una mappa schematica su cui sono segnate le estremità e/o i confini della parcella, i numeri degli alberi ed ogni altro elemento permanente  all'interno o nelle vicinanze del posto di osservazione (strade di accesso, corsi d'acqua, ecc.). In futuro si dovranno indicare sulla mappa anche i luoghi di campionamento (per esempio scavi per il sondaggio del suolo).  II.3. Delimitazione di sottoparcelle Il campione per la valutazione degli alberi (inventario della chioma, valutazione dell'accrescimento) comprende, in linea di massima, tutti gli alberi del posto di osservazione. Se quest'ultimo ha una vegetazione arborea molto fitta (nei popolamenti  densi), si può delimitare una sottoparcella ai fini di queste indagini. L'estensione della sottoparcella dev'essere sufficiente per ottenere dati attendibili nell'arco di almeno 20 anni o, di preferenza, durante tutta la vita del popolamento. La  sottoparcella dovrebbe contenere non meno di venti alberi per l'intero periodo considerato.  II.4. Informazioni generali concernenti il posto di osservazione Per ciascun posto di osservazione permanente allestito ai fini della sorveglianza intensiva e continua si devono rilevare i seguenti dati all'atto dell'insediamento e nel corso dalle prime indagini:   """ ID="1">paese,  numero del posto di osservazione,  coordinate geografiche "> ID="1">altitudine,  esposizione,  dimensioni del posto di osservazione,  numero di alberi,  eventuale sottoparcella > ID="2">disponibilità di acqua per la specie principale,  tipo di humus,  unità di suolo (stima) "> ID="1">età media del piano dominante,  specie arborea principale,  resa (stima) "> ID="1">cronistoria del posto di osservazione,  altre stazioni di monitoraggio situate nelle vicinanze ">Entro il 15 dicembre 1994, gli Stati membri trasmettono alla Commissione, per ciascun posto di osservazione insediato, i dati rilevati all'atto dell'insediamento, mediante archivio dati (vedi allegato VII a, modulo 1 a) e relazioni scritte  (vedi allegato VII a, modulo 1 b). Le informazioni di rilievo ottenute nel corso degli anni, durante il monitoraggio, vengono trasmesse annualmente per mezzo dei moduli 1 a e 1 b (allegato VII). Il resto delle informazioni viene trasmesso subito dopo la  prima indagine pertinente, eventualmente previo aggiornamento.  II.5. Sostituzione dei posti di osservazione permanenti I posti di osservazione permanenti sono destinati ad un monitoraggio di lunga durata. In caso di eventi imprevisti (per esempio alberi distrutti da incendio o tempesta), può essere necessario procedere alla sostituzione di uno o più posti di  osservazione. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le informazioni generali sui nuovi posti di osservazione conformemente alle disposizioni del presente allegato.        ALLEGATO II   DOMANDA DI CONTRIBUTO FINANZIARIO DELLA COMUNITÀ PER LE MISURE DA REALIZZARE A NORMA DELL'ARTICOLO 2 DEL REGOLAMENTO (CEE) N. 3528/86 MODIFICATO  Le domande di contributo finanziario devono essere presentate conformemente alle indicazioni dell'allegato  A del regolamento (CEE) n. 526/87 della Commissione (1) e corredate di una sintesi delle informazioni sotto elencate, nonché della tabella di cui al modulo 2 a del presente allegato, debitamente riempita.  Per ciascuna delle misure da realizzare a norma dell'articolo 2 si devono fornire i seguenti elementi informativi:  1) Breve descrizione delle misure 2) Richiedente Legame del richiedente con le misure.  3) Organismo competente per l'esecuzione delle misure Oggetto e portata delle principali attività dell'organismo.  4) Descrizione particolareggiata delle misure Nel caso in cui:  a) si tratti della creazione o del completamento della rete di posti di osservazione permanenti per la sorveglianza intensiva e continua:  1. descrizione della situazione esistente,  2. ubicazione e superficie della zona o delle zone interessate (con rappresentazione cartografica),  3. numero di posti di osservazione permanenti;  b) si tratti della realizzazione di un inventario dello stato delle chiome presso i posti di osservazione permanenti:  1. descrizione della situazione esistente,  2. numero di posti di osservazione da includere nell'inventario (modulo 2 a),  3. descrizione particolareggiata del metodo di campionamento applicato a livello dei posti di osservazione (numero di alberi, contrassegni, ecc.),  4. scadenzario di esecuzione delle operazioni previste (modulo 2 b);  c) si tratti della realizzazione di un inventario dello stato del suolo presso i posti di osservazione permanenti:  1. descrizione della situazione esistente,  2. numero di posti di osservazione da includere nell'inventario pedologico (modulo 2 a),  3. descrizione particolareggiata del metodo di campionamento applicato a livello dei posti di osservazione (numero di campioni singoli, descrizione del profilo, ecc.),  4. descrizione particolareggiata dei parametri da determinare e del metodo di analisi da applicare, compresa una descrizione precisa di eventuali calibrature, correzioni o nuovi calcoli necessari per rendere i risultati compatibili con quelli ottenuti  per difetto,  5. scadenziario di esecuzione delle operazioni previste (modulo 2 b);  d) si tratti della realizzazione di un inventario dello stato del fogliame presso i posti di osservazione permanenti:  1. descrizione della situazione esistente,  2. numero di posti di osservazione da includere nell'inventario fillologico (modulo 2 a),   3. descrizione particolareggiata del metodo di campionamento applicato a livello dei posti di osservazione (numero di campioni singoli, descrizione, ecc.),  4. descrizione particolareggiata dei parametri da determinare e del metodo di analisi da applicare, compresa una descrizione precisa di eventuali calibrature, correzioni o nuovi calcoli necessari per rendere i risultati compatibili,  5. scadenzario di esecuzione delle operazioni previste (modulo 2 b);  e) si tratti della realizzazione di misurazioni delle variazioni di accrescimento presso i posti di osservazione permanenti:  1. descrizione della situazione esistente,  2. numero di posti di osservazione da includere nelle misurazioni dell'accrescimento (modulo 2 a),  3. descrizione particolareggiata del metodo di misurazione applicato a livello dei posti di osservazione (numero di campioni singoli, descrizione, ecc.),  4. descrizione particolareggiata dei parametri da determinare e del metodo di analisi da applicare, compresa una descrizione precisa di eventuali calibrature, correzioni o nuovi calcoli necessari per rendere i risultati compatibili con quelli ottenuti  per difetto,  5. scadenzario di esecuzione delle operazioni previste (modulo 2 b);  f) si tratti della realizzazione di misurazioni dei tassi di deposito presso i posti di osservazione permanenti:  1. descrizione della situazione esistente,  2. numero di posti di osservazione da includere nelle misurazioni dei depositi (modulo 2 a),  3. descrizione particolareggiata del metodo di misurazione applicato a livello dei posti di osservazione (numero di misurazioni, descrizione, ecc.),  4. descrizione particolareggiata dei parametri da determinare e del metodo di analisi da applicare, compresa una descrizione precisa di eventuali calibrature, correzioni o nuovi calcoli necessari per rendere i risultati compatibili con quelli ottenuti  per difetto,  5. scadenzario di esecuzione delle operazioni previste (modulo 2 b);  g) si tratti della realizzazione di misurazioni meteorologiche presso i posti di osservazione permanenti:  1. descrizione della situazione esistente,  2. numero di posti di osservazione da includere nelle misurazioni meteorologiche (modulo 2 a),  3. descrizione particolareggiata del metodo di misurazione applicato a livello dei posti di osservazione (numero di misurazioni, descrizione, ecc.),  4. descrizione particolareggiata dei parametri da determinare e del metodo di analisi da applicare, compresa una descrizione precisa di eventuali calibrature, correzioni o nuovi calcoli necessari per rendere i risultati compatibili con quelli ottenuti  per difetto,  5. scadenzario di esecuzione delle operazioni previste (modulo 2 b).  5) Costo delle misure di cui ai punti 4 a)-4 g) (modulo 2 a) 1. Costo della creazione o del completamento della rete [4 a)] 1.1. costo per posto di osservazione 1.2. costo totale 1.3. contributo richiesto alla Comunità 2. Costi di insediamento, osservazione o campionamento per ciascuna indagine [4 b)-4 g)] 2.1. costo per posto di osservazione 2.2. costo totale 2.3. contributo richiesto alla Comunità 3. Costi di analisi e valutazione per ciascuna indagine [4 b)-4 g)] 3.1. costo per posto di osservazione 3.2. costo totale 3.3. contributo richiesto alla Comunità 4. Costo totale del progetto [somma dei costi di insediamento (punto 1.2), osservazione e/o campionamento (punto 2.2), nonché analisi e valutazione (punto 3.2)] 5. Contributo totale richiesto alla Comunità [somma dei contributi per insediamento (punto 1.3), osservazione e/o campionamento (punto 2.3), nonché analisi e valutazione (punto 3.3)] 6) Riempire i moduli 2 a e 2 b Data e firma      Modulo 2 a FINANZIAMENTO PREVISTO (Sorveglianza intensiva)   Modulo 2 b PIANO PREVISIONALE DI ESECUZIONE DEL PROGETTO da completarsi per ciascun progetto proposto ai sensi dell'articolo 2   (1) GU n. L 53 del 21. 2. 1987, pag. 14.    ALLEGATO III   METODOLOGIA COMUNE PER LA REALIZZAZIONE DELL'INVENTARIO DELLO STATO DELLE CHIOME PRESSO I POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI  I. Osservazioni generali L'inventario sarà realizzato nel 1994 presso tutti i posti di osservazione permanenti e verrà ripetuto ogni anno.  II. Metodologia per l'esecuzione dell'inventario II.1. Selezione di alberi campione Di norma, tutti gli alberi predominanti, dominanti e condominanti (Kraft: classi 1-3) del posto di osservazione devono essere messi sotto sorveglianza. Se il posto di osservazione ha una vegetazione arborea molto fitta (nei popolamenti densi), il numero  di alberi campione può essere ridotto ricorrendo ad una sottoparcella (cfr. allegato I, punto II.3). In tal caso, il monitoraggio deve essere praticato su tutti gli alberi predominanti, dominanti e condominanti (Kraft: classi 1-3) della sottoparcella.  Talora può essere ammesso un metodo diverso, purché obiettivo e imparziale, per ridurre o selezionare il numero di alberi campione. Si dovrà comunque applicare lo stesso metodo da un anno all'altro e ad ogni indagine si dovranno valutare almeno 20  alberi.  II.2. Data della valutazione L'inventario deve essere realizzato dopo la fine della formazione delle nuove foglie o aghi e prima dello scoloramento autunnale.  II.3. Informazioni generali Si procederà al rilevamento dei seguenti dati generali:  - numero del posto di osservazione,  - numero dell'albero,  - specie,  - data dell'osservazione.  II.4. Valutazione degli alberi campione 1. Valutazione visiva della defogliazione La defogliazione viene valutata per gradi del 5% in riferimento ad un albero con il fogliame completo. La classificazione degli alberi in gradi di defogliazione si effettua durante l'osservazione e viene registrata per gradi del 5%.  2. Valutazione visiva dello scoloramento La classificazione degli alberi in gradi di scoloramento si effettua dopo le osservazioni.  Lo scoloramento del fogliame è classificato come segue:   "" ID="1">0 > ID="2">Nullo o trascurabile> ID="3">0-10 "> ID="1">1 > ID="2">Lieve> ID="3">11-25 "> ID="1">2 > ID="2">Moderato> ID="3">26-60 "> ID="1">3 > ID="2">Grave> ID="3"> > 60 "> ID="1">4 > ID="2">Albero morto">3. Altri parametri Possono essere inoltre valutati i seguenti parametri:  - cause facilmente identificabili dei danni (insetti, funghi, agenti abiotici, ecc.),  - identificazione del tipo di danno,  - osservazioni sull'albero presso il posto di osservazione.  II.5 Trasmissione dei dati Per ciascuno dei posti di osservazione, gli Stati membri trasmettono annualmente alla Commissione le suddette informazioni, su moduli standardizzati (vedi allegato VII, moduli 3 a e 3 b).    ALLEGATO IV   METODOLOGIA COMUNE PER LA REALIZZAZIONE DELL'INVENTARIO DELLO STATO DEL SUOLO PRESSO I POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI  I. Osservazioni generali L'inventario sarà realizzato presso tutti i posti di osservazione permanenti tra il 1994 e il 1996. I dati pedologici rilevati e analizzati prima del 1994 ma dopo il 1o gennaio 1991 possono essere utilizzati a condizione che sia stata applicata la  metodologia di seguito descritta.  L'inventario verrà ripetuto ogni dieci anni in ciascun posto di campionamento. Il presente allegato si fonda sulle conclusioni del gruppo di esperti pedologi dell'ICP/ECE (ONU) in materia di valutazione e sorveglianza degli effetti dell'inquinamento  atmosferico sulle Foreste (ICP Foreste). Si rimanda al manuale elaborato da questo gruppo di esperti (1992).  Al termine di due periodi di campionamento si procederà ad una revisione dei parametri da analizzare in futuro nei campioni di suolo.  II. Metodologia per l'esecuzione dell'inventario II.1. Scelta dell'ubicazione dei campioni I campioni di suolo devono essere statisticamente rappresentativi della situazione del posto di osservazione. I campioni vengono estratti da un profilo scavato oppure mediante sondaggio. Si dovrà evitare accuratamente di danneggiare le radici degli  alberi campione.  II.2. Informazioni generali Si procederà al rilevamento dei seguenti dati generali:  - numero del posto di osservazione,  - data del campionamento e dell'analisi.  II.3. Caratterizzazione fisico-pedologica dei posti di campionamento Per ciascun posto di campionamento si procede ad una caratterizzazione pedologica. È opportuno attenersi, per la descrizione del profilo nella zona cuscinetto, alle apposite direttive FAO (Direttive FAO per la descrizione del suolo, terza edizione  riveduta e corretta, Roma 1990). La descrizione deve riguardare una sezione rappresentativa della zona di campionamento effettiva. Si raccomanda di determinare il peso specifico apparente su campioni di suolo non dissestato, in modo da poter calcolare  il tenore complessivo di principi nutritivi. Se il peso specifico a secco non può essere determinato, si dovrebbe avanzare una stima realistica di tale parametro. È obbligatorio determinare la granulometria del suolo. Le particelle hanno le seguenti  dimensioni: < 2 mm, 2-63 mm, 63-2 000 mm (FAO). Se si impiega il limite 50 mm per separare le frazioni limo e sabbia, si dovrà operare la conversione in 63 mm.  II.4. Metodo di campionamento I campioni di suolo vengono prelevati in profondità o per orizzonte. Per ciascuno strato od orizzonte campionato, si preleva almeno un campione composito rappresentativo oppure più campioni; si provvederà a registrare il numero dei sottocampioni del  campione composito e la data del campionamento.  Gli strati organici (O e H) (1) vengono campionati separatamente. Se il campionamento ha luogo a profondità fissa, si devono utilizzare i seguenti strati:   -  0-10 cm (si raccomanda di campionare separatamente gli strati 0-5 e 5-10),  - 10-20 cm,  - 20-40 cm,  - 40-80 cm.  II.5. Trasporto, conservazione e preparazione I campioni vengono trasportati e conservati in modo da evitare per quanto possibile le alterazioni chimiche. Le modalità del trasporto e della conservazione (compresi i tempi morti) devono essere notificate, come pure gli eventuali problemi e  inosservanze della normale procedura. Si raccomanda di conservare una parte del campione in una banca del suolo, in vista di ulteriori raffronti (per esempio tra 10 anni).  Prima di essere analizzati, i campioni devono subire un'apposita preparazione: i corpi di grandi dimensioni (> 2 mm) vanno tolti e i campioni devono essere essiccati (ad una temperatura massima di 40  gC) e macinati o setacciati.  II.6. Metodi di analisi I metodi di analisi riconosciuti per i vari parametri pedologici sono esposti nel «Manuale metodologico per il campionamento e l'analisi del suolo forestale» a cura del gruppo di esperti pedologi dell'ICP Foreste.  Si raccomanda di attenersi ai metodi riconosciuti. Qualora vengano applicati altri metodi (nazionali), si indicherà in dettaglio la comparabilità dei risultati delle analisi unitamente alla presentazione dei risultati stessi. L'inventario dello stato  del suolo nelle foreste distingue tra parametri obbligatori e facoltativi (vedi elenco in appresso).  Parametri obbligatori e facoltativi e rispettivi metodi di analisi approvati:   "" ID="1">pH (CaCl2)> ID="3">obbligatorio> ID="4">obbligatorio> ID="5">Labex 8703-01-1-1 e ISO/TC190/SC3/GT8 "> ID="1">C-organico> ID="2">(g/kg)> ID="3">obbligatorio> ID="4">obbligatorio> ID="5">combustione a secco"> ID="1">N> ID="2">(g/kg)> ID="3">obbligatorio> ID="4">obbligatorio> ID="5">combustione a secco"> ID="1">P> ID="2">(mg/kg)> ID="3">obbligatorio>  ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">K> ID="2">(mg/kg)> ID="3">obbligatorio> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Ca> ID="2">(mg/kg)> ID="3">obbligatorio> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Mg>  ID="2">(mg/kg)> ID="3">obbligatorio> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Strato organico> ID="2">(kg/m²)> ID="3">obbligatorio> ID="5">vol. peso secco (cil.)"> ID="1">CaCO3> ID="2">(g/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">obbligatorio>  ID="5">AFNOR X 31-105> ID="6">se pH (CaCl2) >6 "> ID="1">Ac-Exc> ID="2">(cmol+/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">obbligatorio> ID="5">titolazione"> ID="1">BCE> ID="2">(cmol+/kg))> ID="3">facoltativo> ID="4">obbligatorio> ID="5">estr. BaCl2"> ID="1">ACE> ID="2">(cmol+/kg)> ID="3">facoltativo>  ID="4">obbligatorio> ID="5">estr. BaCl2"> ID="1">CEC> ID="2">(cmol+/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">obbligatorio> ID="5">Bascomb"> ID="1">BaseSat> ID="2">(%)> ID="3">facoltativo> ID="4">obbligatorio> ID="5">Labex L8703-26-1-1"> ID="1">Na>  ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Al> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Fe> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo>  ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Cr> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Ni> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Mn> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo>  ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Zn> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Cu> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Pb> ID="2">(mg/kg)>  ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Cd> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">Hg> ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">S>  ID="2">(mg/kg)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">estr. acqua regia"> ID="1">pH (H2O)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo> ID="5">elettrodo pH"> ID="1">EC> ID="2">(mS/m)> ID="3">facoltativo> ID="4">facoltativo>  ID="5">ECmetro">Gli Stati membri hanno la facoltà di analizzare la totalità o una parte dei parametri facoltativi, o di analizzarne altri supplementari.  II.7. Trasmissione dei dati Per ciascuno dei posti di osservazione, gli Stati membri trasmettono annualmente alla Commissione le suddette informazioni, su moduli standardizzati (vedi allegato VII, moduli 4 a, 4 b e 4 c).   (1) Il gruppo di esperti pedologi dell'ICP/ECE (ONU) ha convenuto di utilizzare le definizioni contenute nelle direttive della FAO sulla descrizione del suolo (1990): gli strati organici sono quindi definiti come segue:  Orizzonti o strati «H»: strati in cui predomina la materia organica, formata da accumuli di materia organica non decomposta o parzialmente decomposta sulla superficie del suolo, eventualmente sommersa. Tutti gli orizzonti «H» sono a lungo saturi d'acqua  o lo sono stati in passato e attualmente vengono drenati artificialmente. Essi possono sovrastare un suolo minerale oppure trovarsi a qualsiasi profondità sotto la superficie, se sono sotterrati.  Orizzonti o strati «O»: strati in cui predomina la materia organica, costituita da un sostrato non decomposto o parzialmente decomposto di foglie, aghi, ramoscelli, muschi e licheni, accumulatosi sulla superficie; possono sovrastare un suolo organico o  minerale. Gli orizzonti «O» non rimangono a lungo saturi d'acqua. La frazione minerale della materia organica rappresenta appena una minima percentuale della massa complessiva, generalmente molto meno della metà in peso. Gli orizzonti «O» possono  trovarsi alla superficie di un suolo minerale o a qualsiasi profondità sotto la superficie, se sono sotterrati. Non sono qualificabili come orizzonti «O» gli orizzonti formatisi per arricchimento di un sottosuolo minerale mediante apporto di materia  organica, anche se taluni orizzonti di questo tipo contengono una grande quantità di materia organica.   ALLEGATO V   METODOLOGIA COMUNE PER LA REALIZZAZIONE DELL'INVENTARIO DEL FOGLIAME PRESSO I POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI  I. Osservazioni generali L'inventario deve essere realizzato presso tutti i posti di osservazione permanenti. Il primo inventario comune sarà ultimato entro l'estate 1996. Si raccomanda di effettuare l'inventario durante i periodi indicati (estate 1995 e inverno 1995/1996),  anche se è ammessa la possibilità di scaglionarlo in due anni. L'inventario sarà ripetuto ogni due anni presso ciascuno dei posti di osservazione. Le modalità tecniche di seguito esposte sono basate sulle conclusioni del gruppo di esperti in analisi  fogliare dell'ICP Foreste. Si rimanda al manuale elaborato da questo gruppo (1993).  II. Metodologia per l'esecuzione dell'inventario II.1. Data del campionamento Per le specie decidue (compreso il larice): il campionamento dev'essere effettuato quando le giovani foglie sono completamente sviluppate e prima dell'inizio dell'ingiallimento e della senescenza autunnali.  Per le specie sempreverdi: il campionamento dev'essere effettuato durante il periodo di dormienza.  Gli Stati membri dovrebbero stabilire per ciascuna regione, nonché per le zone di pianura e di montagna, il periodo più propizio per il campionamento e l'analisi delle varie specie, ed attenersi alle date fissate.  II.2. Selezione degli alberi Ogni due anni vengono campionati almeno 5 alberi di ciascuna specie principale in ciascun posto di osservazione.  Gli alberi selezionati per costituire il campione devono rispondere ai seguenti criteri:  - essere diversi dagli alberi utilizzati per la valutazione delle chiome, onde evitare una perdita di fogliame dovuta a campionamenti reiterati; - qualora la valutazione della vitalità sia limitata agli alberi della sottoparcella, gli alberi per il campionamento del fogliame saranno selezionati tra il resto degli alberi del posto di osservazione; se non viene delimitata alcuna sottoparcella, gli  alberi saranno selezionati tra quelli della zona cuscinetto e in tal caso saranno contrassegnati da un numero speciale (cfr. allegato VII);  - appartenere alla classe predominante e alle classi dominanti (foresta a copertura colma) oppure alla classe di alberi di altezza media ± 20 % (foresta a chioma libera);  - trovarsi nelle vicinanze dei luoghi in cui sono stati prelevati campioni di suolo per l'analisi pedologica; si dovrà accertare che le radici principali degli alberi campione non siano state danneggiate al momento del prelievo dei campioni di suolo;  - essere rappresentativi del grado medio di defogliazione della particella (± 5 % della defogliazione media);  - essere rappresentativi dello stato sanitario della particella.  Da un anno all'altro, i campioni vengono prelevati dagli stessi alberi campione, i quali devono essere numerati. Nelle specie a chioma rada, con scarsa fogliazione annuale, è possibile (ma non consigliato) alternare il campionamento tra due gruppi di  cinque alberi, se necessario per evitare di danneggiare gli alberi campione. Ciascun gruppo di alberi deve rispondere ai criteri sopra enunciati.  Il campionamento dev'essere effettuato esclusivamente su alberi appartenenti alle principali specie esistenti nella Comunità (cfr. allegato VII, punto 15).  Gli alberi utilizzati per il campionamento del fogliame devono essere sottoposti ad una valutazione dello stato delle chiome (cfr. allegato III) secondo la numerazione preesistente o secondo un'apposita numerazione.  II.3. Informazioni generali Si procederà al rilevamento dei seguenti dati generali:  - numero del posto di osservazione,  - data del campionamento e dell'analisi,  - specie arborea.  II.4. Selezione e quantità di foglie e aghi da analizzare I campioni non possono essere prelevati da alberi abbattuti, in quanto ciò influirebbe sul metodo di campionamento delle foglie o degli aghi. È importante che le foglie o gli aghi da prelevare si siano sviluppati in piena luce. In generale, gli aghi o  le foglie dell'anno in corso, nelle specie sempreverdi, sono i più adatti ad una valutazione del tenore nutritivo; per taluni elementi, tuttavia, può essere interessante procedere ad un confronto tra le concentrazioni negli aghi giovani e in quelli più  vecchi. Le foglie o gli aghi vanno prelevati dal terzo superiore della chioma, ma non dai primi verticilli nelle conifere; nei popolamenti in cui i singoli verticilli sono distinguibili, si consiglia di prelevare i campioni tra il 7o e il 15o  verticillo.  Nelle specie decidue, vengono prelevate le foglie o gli aghi dell'anno in corso.  Nelle specie sempreverdi, si raccomanda di prelevare sia gli aghi o le foglie dell'anno, sia quelli dell'anno precedente (ultimi + 1).  Per tutte le specie, è necessario badare a prelevare soltanto foglie o aghi maturi, soprattutto nelle specie con più fogliazioni in un anno (per esempio Pinus halepensis, Pseudotsuga menziesii, Eucalyptus sp., Quercus sp.). In Larix sp. e Cedrus sp., i  campioni vanno prelevati dai ramoscelli dell'anno precedente.  In linea di massima, il campionamento dev'essere effettuato in modo che tutte le esposizioni siano rappresentate nel gruppo di alberi campione. Se necessario, si possono prelevare campioni con diversa esposizione su ogni albero del gruppo. Nelle  stazioni in cui è preponderante l'influenza di una particolare esposizione (per esempio pendii ripidi o vento forte dominante), il campionamento sarà limitato ad un'unica esposizione, sempre la stessa. In questi casi è necessario documentare  l'esposizione.  Per l'analisi dei principali elementi, nonché di Fe, Mn, Zn e Cu, si raccomanda una quantità pari a 30 grammi di aghi o foglie freschi per ciascuna classe di età componente il campione.  Gli Stati membri possono decidere di prelevare maggiori quantità di materiale fogliare in funzione delle esigenze dei rispettivi metodi analitici o al fine di conservare una parte del campione per ulteriori analisi.  II.5. Metodo di campionamento Come si è detto, i campioni non possono essere prelevati da alberi abbattuti. Per il resto, è ammessa qualsiasi procedura di campionamento appropriata, tenuto conto del tipo di popolamento, a condizione che non comporti rischi di contaminazione del  campione, di danneggiamento dell'albero o pericoli per coloro che effettuano il campionamento.  II.6. Pretrattamento prima dell'invio dei campioni ai laboratori di analisi I campioni vengono prelevati da almeno 5 alberi di ciascuna specie principale presenti nel posto di osservazione; i cinque campioni vengono conservati in sacchetti singoli; ai fini dell'analisi si costituirà un campione composito, mescolando quantità  uguali di ognuno dei cinque campioni (qualora i cinque alberi vengano analizzati singolarmente, si calcolerà il valore medio per ciascun elemento).  Per le latifoglie, può essere opportuno staccare le foglie dai ramoscelli (e, per talune specie, persino le foglioline dal gambo); ciò invece non è necessario per gli aghi delle conifere. I germogli dell'anno in corso e quelli dell'anno precedente vanno  tenuti separati e riposti in sacchetti diversi. Si raccomanda l'uso di sacchetti forati di polietilene ad alta densità. Se possibile, i campioni saranno lasciati seccare in un locale pulito e conservati al fresco in sacchetti di polietilene forati. Si  provvederà a contrassegnare chiaramente ogni campione (foresta, numero del posto di campionamento, specie, età degli aghi o delle foglie, ecc.) prima di inviarlo al laboratorio per l'analisi. Questi elementi identificativi devono essere indicati  esternamente sul sacchetto (scritti direttamente sul sacchetto con inchiostro indelebile oppure su un'etichetta fissata al sacchetto stesso). Le stesse indicazioni dovrebbero essere riportate anche all'interno del sacchetto, scritte con inchiostro  indelebile su un'apposita etichetta, la quale va piegata per evitare che il campione sia contaminato dal contatto con l'inchiostro.  II.7. Trattamento prima dell'analisi Per la sorveglianza intensiva e continua e per i germogli dell'anno in corso si raccomanda di determinare la massa di 100 foglie o di 1 000 aghi, nonché la massa dei germogli. PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 394R1091.1Non è neccessario eliminare il picciolo delle foglie; nelle foglie composte può essere tuttavia consigliabile staccare le foglioline dal gambo, se non lo si è fatto al momento della raccolta. Per evitare la contaminazione, astenersi dall'usare guanti di  plastica impolverati.  Non è necessario lavare sistematicamente i campioni; si consiglia di farlo, tuttavia, nelle regioni con intenso inquinamento atmosferico o vicino al mare. I campioni vanno lavati con acqua senza alcun additivo.  I campioni vanno essiccati a non più di 80  gC per almeno 24 ore. Si raccomanda la massima precauzione nello staccare gli aghi dai ramoscelli e le foglioline dal gambo.  Una volta essiccati, i campioni vengono macinati in modo da ottenerne una polvere minuta. Secondo le specie, resterà sempre qualche fibra: non è un inconveniente, purché si tratti di piccoli frammenti e purché la polvere venga accuratamente mescolata  prima di prelevarne campioni per l'analisi. Per la ricerca di Mn, Fe, Cu, Cd, Al e Pb, occorre accertare che il campione non sia stato contaminato dalla macinatrice. Come prova, si può macinare della cellulosa in fibre e analizzarla prima e dopo la  macinazione per vedere se contiene i suddetti elementi.  II.8. Analisi chimica Si deve determinare soltanto la concentrazione totale di ciascun elemento. I metodi di analisi indicativi per i vari parametri fillologici sono esposti nel «Manuale metodologico per il campionamento e l'analisi delle foglie e degli aghi, 1993» a cura  del gruppo di esperti in analisi fogliare dell'ICP Foreste. Ciascuno Stato membro può impiegare i propri metodi. È tuttavia necessario confrontare le concentrazioni ottenute secondo i metodi nazionali con quelle certificate sui campioni di riferimento.   L'inventario del fogliame opera una distinzione tra parametri obbligatori e facoltativi (vedi elenco in appresso).   "" ID="1">Azoto (N)> ID="2">Sodio (Na)"> ID="1">Zolfo (S)> ID="2">Zinco (Zn)"> ID="1">Fosforo (P)> ID="2">Manganese (Mn)"> ID="1">Calcio (Ca)> ID="2">Ferro (Fe)"> ID="1">Magnesio (Mg)> ID="2">Rame (Cu)"> ID="1">Potassio (K)> ID="2">Piombo  (Pb)"> ID="2">Alluminio (Al)"> ID="2">Boro (B)">Gli Stati membri hanno la facoltà di analizzare la totalità o una parte di questi ultimi o di analizzarne altri supplementari.  II.9. Trasmissione dei dati Per ciascuno dei posti di osservazione, gli Stati membri trasmettono annualmente alla Commissione le suddette informazioni, su moduli standardizzati (vedi allegato VII, moduli 5 a, 5 b e 5 c).     ALLEGATO VI   METODOLOGIA COMUNE PER LE MISURAZIONI DELLE VARIAZIONI DI ACCRESCIMENTO PRESSO I POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI  I. Osservazioni generali Le prime misurazioni saranno effettuate in tutti i posti di osservazione permanenti tra il 1994 e il 1996.  La misurazione dei parametri di crescita si divide in due parti:  - misurazioni periodiche dei parametri dell'albero,  - analisi degli anelli mediante carota o disco (facoltativa).  Le misurazioni periodiche vanno ripetute in ciascuno dei posti di osservazione durante il periodo di dormienza 1999-2000 e successivamente ogni cinque anni. Il campionamento e l'analisi delle carote e dei dischi di fusto possono essere effettuati una  sola volta, di preferenza al momento dell'insediamento del posto di osservazione o poco tempo dopo.  Le seguenti modalità tecniche sono basate sulle conclusioni del gruppo di esperti in materia di accrescimento dell'ICP Foreste. Si rimanda al manuale elaborato da detto gruppo.  Le metodologie di seguito descritte sono inadatte alla macchia o altro tipo di vegetazione.  II. Metodologia per l'esecuzione dell'inventario II.1. Data delle misurazioni Le misurazioni devono essere effettuate durante il periodo di dormienza.  II.2. Selezione degli alberi campione Di norma, il monitoraggio deve essere praticato su tutti gli alberi del posto di osservazione. Se quest'ultimo ha una vegetazione arborea molto fitta (nei popolamenti densi), si può delimitare una sottoparcella per la valutazione degli alberi (chioma e  accrescimento), nel qual caso vengono campionati gli alberi della sottoparcella. L'estensione della sottoparcella al momento dell'indagine deve essere sufficiente per ottenere dati attendibili sull'accrescimento del popolamento durante l'intero periodo  di misurazione. Le dimensioni esatte della sottoparcella devono essere rilevate e notificate.  II.3. Metodi Misurazioni periodiche:  Ogni cinque anni vengono misurati tutti gli alberi del posto di osservazione o della sottoparcella.  Analisi degli anelli (carote e dischi di fusto):  Le carote vengono estratte da alberi situati al di fuori del posto di osservazione, per non influenzare altre eventuali misurazioni. I dischi di fusto vanno prelevati da alberi abbattuti, a sufficiente distanza dal posto di osservazione per non  compromettere la sorveglianza degli alberi situati all'interno di quest'ultimo. Gli alberi campione devono essere comunque rappresentativi degli alberi presenti nel posto di osservazione. Si ricorrerà, ove possibile, agli alberi già abattuti nel corso  di normali operazioni silvicolturali.  II.4. Informazioni generali Si procederà al rilevamento dei seguenti dati generali:  - numero del posto di osservazione,  - data del campionamento e dell'analisi,  - numero dell'albero.  II.5. Parametri da misurare  "" ID="1">Misurazioni periodiche> ID="2">Specie arborea> ID="3">Corteccia"> ID="2">Diametro a petto d'uomo> ID="3">Altezza dell'albero"> ID="2">Operazioni silvicolturali> ID="3">Altezza della chioma"> ID="3">Larghezza della chioma">  ID="3">Volume stimato"> ID="1">Analisi degli anelli> ID="3">Larghezza dell'anello"> ID="3">Cronistoria del diametro dell'albero sotto corteccia nell'arco di 5 anni"> ID="3">Superficie basale e volume stimati"> Gli Stati membri hanno la facoltà di analizzare la totalità o una parte dei parametri facoltativi o di analizzarne altri supplementari.  Ciascuno Stato membro è autorizzato ad impiegare il proprio metodo nazionale. Il manuale sull'accrescimento, elaborato dal competente gruppo di esperti dell'ICP Foreste, suggerisce metodi e modalità di misurazione.  II.6. Trasmissione dei dati Per ciascuno dei posti di osservazione, gli Stati membri trasmettono annualmente alla Commissione le suddette informazioni, su moduli standardizzati (vedi allegato VII, moduli 6 a, 6 b e 6 c).     ALLEGATO VII   METODOLOGIA COMUNE PER LA NOTIFICAZIONE E L'INTERPRETAZIONE DEI DATI OTTENUTI PRESSO I POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI NEL QUADRO DELLA SORVEGLIANZA INTENSIVA E CONTINUA  I. Osservazioni generali Scopo della rete di posti di osservazione permanenti è di ottenere dati analitici sull'evoluzione degli ecosistemi forestali nella Comunità e di tentare correlazioni tra le variazioni dei fattori ambientali, in particolare l'inquinamento atmosferico, e  il comportamento dell'ecosistema forestale.  A questo scopo, occorre valutare i risultati ottenuti a livello dei posti di osservazione. I raffronti tra i risultati dei vari posti di osservazione a livello regionale o comunitario devono essere operati con la massima prudenza. Si raccomanda di  trasmettere alla Commissione, mediante gli appositi formulari di cui al presente allegato, i dati convalidati di ciascuna indagine effettuata (o fase di indagine ultimata) non appena sono disponibili.  Gli Stati membri devono trasmettere alla Commissione i dati rilevati nel corso dei vari inventari realizzati tra il 1991 e il 1996, per ciascun posto di osservazione, unitamente ad un'interpretazione dei medesimi.  Tutti i dati e le relative interpretazioni nazionali devono pervenire alla Commissione in forma standardizzata, per ulteriore valutazione, entro il 31 dicembre 1996.  I dati convalidati relativi agli inventari realizzati dopo il 1996 saranno trasmessi alla Commissione a indagine ultimata, a intervalli di cinque anni (per esempio entro il 31 dicembre 2001, 2006 e così via).  Nel presente allegato vengono presentate le modalità di trasmissione dei dati e della loro interpretazione.  II. Modalità tecniche generali per la trasmissione dei dati II.1. Requisiti in materia di hardware Come supporto materiale per la trasmissione dei dati è stato scelto il disco flessibile 3,5& Prime; (DSDD o HD), che è economico e resistente e il cui uso è mondialmente generalizzato. Si impiegheranno dischi di buona qualità.  II.2. Requisiti in materia di software I dischi devono essere formattati con adeguata densità (DSDD = bassa densità, HD = alta densità), con DOS 2.1 o più, e devono essere compatibili IBM al 100 %. Tutte le informazioni vanno registrate in caratteri ASCII.  II.3. Archivi di dati Ogni disco (o serie di dischi) contiene due archivi: uno con le informazioni sintentiche sui posti di osservazione (archivio p.d.o.) e l'altro con i risultati di ogni indagine (archivio dati). I nomi e i contenuti di questi archivi sono specificati  nell'allegato IX a).  II.4. Modello su disco Può essere fornito su richiesta un disco modello che riproduce la struttura e il contenuto degli archivi.    ALLEGATO VII a   TRASMISSIONE DIGITALE DEI DATI  Nomi degli archivi Nei precedenti allegati sono state esposte le modalità metodologiche per l'esecuzione degli inventari. Una volta proceduto all'osservazione, al campionamento e all'analisi, alla convalida e alla valutazione, i dati vengono trasmessi alla Commissione in  forma standardizzata, secondo le disposizioni del presente allegato.  Per ciascuna indagine, i dati convalidati sono presentati in uno o più archivi di formato standard.   "" ID="1">Insediamento> ID="2">I> ID="3">una volta> ID="4">XXGENER.PLT"> ID="1">Stato delle chiome> ID="2">III> ID="3">annuale> ID="4">XX1995.PLT,XX1995.TRE"> ID="1">Inventario del suolo> ID="2">IV> ID="3">5 o 10 anni > ID="4">XX1995.PLS,XX1995.SOM,XX1995.SOO"> ID="1">Inventario fogliame> ID="2">V> ID="3">2 anni> ID="4">XX1995.PLF,XX1995.FOM,XX1995.FOO"> ID="1">Accrescimento> ID="2">VI> ID="3">5 anni> ID="4">XX1995.PLI,XX1995.IPM,XX1995.IRA,XX1995.IEV">I  nomi degli archivi sono costituiti dall'indicativo del paese, composto di due lettere (XX nell'elenco dei nomi), seguito dall'anno dell'osservazione (1995 nell'esempio riportato) o da GENER se i dati sono rilevati una tantum, da un punto (.) e da un  codice di tre lettere. Per l'archivio posto di osservazione, quest'ultimo sarà formato dalle lettere PL e dalla prima lettera dell'indagine Suolo, Fogliame o Accrescimento. Per l'archivio dati, il codice è composto di una o due lettere per FOgliame,  SUolo o ACcrescimento e di una o due lettere per Obbligatorio, Facoltativo o per le varie parti dell'indagine sull'accrescimento.  Se l'elaborazione dei dati relativi ai posti di osservazione del reticolo di 16 × 16 km viene effettuata nello stesso luogo, la somiglianza dei nomi degli archivi può ingenerare confusione. In tal caso, il codice dell'anno può essere maggiorato di 1 000  (per esempio XX2995.SOM).   Modulo 1 b                                  Modulo 3 a XX1993.PLT Contenuto dell'archivio contenente le informazioni relative alle particelle da utilizzare congiuntamente all'indagine sullo stato delle chiome (cfr. allegato III)                              Modulo 3 b XX1993.TRE Contenuto dell'archivio contenente le informazioni relative agli alberi da utilizzare congiuntamente all'indagine sullo stato delle chiome (cfr. allegato III)                                    Modulo 4 a XX1993.PLS Contenuto dell'archivio particelle ridotto da utilizzare congiuntamente all'inventario dello stato del suolo nelle foreste (cfr. allegato IV)                                     Modulo 5 a XX1993.PLF Contenuto dell'archivio particelle ridotto da utilizzare congiuntamente all'indagine sul contenuto chimico del fogliame (cfr. allegato V)     mmmmmmmm        CODICI DA UTILIZZARE PER I DATI DEI POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI DA TRASMETTERE ALLA COMMISSIONE Le istruzioni e i codici di seguito riportati devono essere utilizzati dagli Stati membri per compilare i moduli comuni di osservazione.  Informazioni a livello di particelle 1) Paese 01: France 02: België - Belgique 03: Nederland 04: Deutschland 05: Italia 06: United Kingdom 07: Ireland 08: Danmark 09: Ellas 10: Portugal 11: España 12: Luxembourg 2) Numero del posto di osservazione Il numero del posto di osservazione corrisponde ad un numero unico assegnato al posto di osservazione permanente all'atto della selezione o dell'insediamento.  3) Data dell'osservazione, del campionamento, dell'analisi Le date devono essere indicate nel modo seguente:  Giorno Mese Anno 0 80 99 4 4) Coordinate geografiche Indicare in sei cifre la latitudine e la longitudine del centro del posto di osservazione Esempio:  +/& minus; Gradi Primi Secondi - latitudine: + 5 0 1 0 2 7 - longitudine: & minus; 0 1 1 5 3 2 Nella prima casella va precisato il segno + o -.  5) Disponibilità di acqua per la specie principale (stima) 1: Insufficiente 2: Sufficiente 3: Eccessiva 6) Tipo di humus 1: Mull 2: Moder 3: Mor 4: Anmor 5: Torba 6: Altri 7: Greggio (Roh) 7) Altitudine 1: & le; 50 m 2: 51-100 m 3: 101-150 m 4: 151-200 m 5: 201-250 m 6: 251-300 m 7: 301-350 m 8: 351-400 m 9: 401-450 m 10: 451-500 m 11: 501-550 m 12: 551-600 m 13: 601-650 m 14: 651-700 m 15: 701-750 m 16: 751-800 m 17: 801-850 m 18: 851-900 m 19: 901-950 m 20: 951-1 000 m 21: 1 001-1 050 m 22: 1 051-1 100 m 23: 1 101-1 150 m 24: 1 151-1 200 m 25: 1 201-1 250 m 26: 1 251-1 300 m 27: 1 301-1 350 m 28: 1 351-1 400 m 29: 1 401-1 450 m 30: 1 451-1 500 m 31: 1 501-1 550 m 32: 1 551-1 600 m 33: 1 601-1 650 m 34: 1 651-1 700 m 35: 1 701-1 750 m 36: 1 751-1 800 m 37: 1 801-1 850 m 38: 1 851-1 900 m 39: 1 901-1 950 m 40: 1 951-2 000 m 41: 2 001-2 050 m 42: 2 051-2 100 m 43: 2 101-2 150 m 44: 2 151-2 200 m 45: 2 201-2 250 m 46: 2 251-2 300 m 47: 2 301-2 350 m 48: 2 351-2 400 m 49: 2 401-2 450 m 50: 2 451-2 500 m 51: >2 500 m 8) Esposizione 1: N 2: NE 3: E 4: SE 5: S 6: SW 7: W 8: NW 9: Piano 9) Età media del piano dominante (anni) 1: & le;20 2: 21-40 3: 41-60 4: 61-80 5: 81-100 6: 101-120 7: >20 8: Popolamento irregolare 10) Tipo di suolo Fluvisols 101 Eutric Fluvisols 102 Calcaric Fluvisols 103 Dystric Fluvisols 104 Mollic Fluvisols 105 Umbric Fluvisols 106 Thionic Fluvisols 107 Salic Fluvisols Gleysols 108 Eutric Gleysols 109 Calcic Gleysols 110 Dystric Gleysols 111 Andic Gleysols 112 Mollic Gleysols 113 Umbric Gleysols 114 Thionic Gleysols 115 Gelic Gleysols Regosols 116 Eutric Regosols 117 Calcaric Regosols 118 Gypsic Regosols 119 Dystric Regosols 120 Umbric Regosols 121 Gelic Regosols Leptosols 122 Eutric Leptosols 123 Dystric Leptosols 124 Rendzic Leptosols 125 Mollic Leptosols 126 Umbric Leptosols 127 Lithic Leptosols 128 Gelic Leptosols Arenosols 129 Haplic Arenosols 130 Cambic Arenosols 131 Luvic Arenosols 132 Ferralic Arenosols 133 Albic Arenosols 134 Calcaric Arenosols 135 Gleyic Arenosols Andosols 136 Haplic Andosols137 Mollic Andosols 138 Umbric Andosols 139 Vitric Andosols 140 Gleyic Andosols 141 Gelic Andosols Vertisols 142 Eutric Vertisols 143 Dystric Vertisols 144 Calcic Vertisols 145 Gypsic Vertisols Cambisols 146 Eutric Cambisols 147 Dystric Cambisols 148 Humic Cambisols 149 Galcaric Cambisols 150 Chromic Cambisols 151 Vertic Cambisols 152 Ferralic Cambisols 153 Gleyic Cambisols 154 Gelic Cambisols Calcisols 155 Haplic Calcisols 156 Luvic Calcisols 157 Petric Calcisols Gypsisols 158 Haplic Gypsisols 159 Calcic Gypsisols 160 Luvic Gypsisols 161 Petric Gypsisols Solonetz 162 Haplic Solonetz 163 Mollic Solonetz 164 Calcic Solonetz 165 Gypsic Solonetz 166 Stagnic Solonetz 167 Gleyic Solonetz Solonchaks 168 Haplic Solonchaks 169 Mollic Solonchaks 170 Calcic Solonchaks 171 Gypsic Solonchaks 172 Sodic Solonchaks 173 Gleyic Solonchaks 174 Gelic Solonchaks Kastanozems 175 Haplic Kastanozems 176 Luvic Kastanozems 177 Calcic Kastanozems 178 Gypsic Kastanozems Chernozems 179 Haplic Chernozems 180 Calcic Chernozems 181 Luvic Chernozems 182 Glossic Chernozems 183 Gleyic Chernozems Phaeozems 184 Haplic Phaeozems 185 Calcaric Phaeozems 186 Luvic Phaeozems 187 Stagnic Phaeozems 188 Gleyic Phaeozems Greyzems 189 Haplic Greyzems 190 Gleyic Greyzems Luvisols 191 Haplic Luvisols 192 Ferric Luvisols 193 Chromic Luvisols 194 Calcic Luvisols 195 Vertic Luvisols 196 Albic Luvisols 197 Stagnic Luvisols 198 Gleyic Luvisols Lixisols 199 Haplic Lixisols 200 Ferric Lixisols 201 Plinthic Lixisols 202 Albic Lixisols 203 Stagnic Lixisols 204 Gleyic Lixisols Planosols 205 Eutric Planosols 206 Dystric Planosols 207 Mollic Planosols 208 Umbric Planosols 209 Gelic Planosols Podzoluvisols 210 Eutric Podzoluvisols 211 Dystric Podzoluvisols 212 Stagnic Podzoluvisols 213 Gleyic Podzoluvisols 214 Gelic Podzoluvisols Podzols 215 Haplic Podzols 216 Cambic Podzols 217 Ferric Podzols 218 Carbic Podzols 219 Gleyic Podzols 220 Gelic Podzols Acrisols 221 Haplic Acrisols 222 Ferric Acrisols 223 Humic Acrisols 224 Plinthic Acrisols 225 Gleyic Acrisols Alisols 226 Haplic Alisols 227 Ferric Alisols 228 Humic Alisols 229 Plinthic Alisols 230 Stagnic Alisols 231 Gleyic Alisols Nitisols 232 Haplic Nitisols 233 Rhodic Nitisols 234 Humic Nitisols Ferralsols 235 Haplic Ferralsols 236 Xanthic Ferralsols 237 Rhodic Ferralsols 238 Humic Ferralsols 239 Geric Ferralsols 240 Plinthic Ferralsols Plinthosols 241 Eutric Plinthosols 242 Dystric Plinthosols 243 Humic Plinthosols 244 Albic Plinthosols Histosols 245 Folic Histosols 246 Terric Histosols 247 Fibric Histosols 248 Thionic Histosols 249 Gelic Histosols Anthrosols 250 Aric Anthrosols 251 Fimic Anthrosols 252 Cumulic Anthrosols 253 Urbic Anthrosols 11) Superficie totale della particella, superficie della sottoparticella La superficie della particella o della sottoparticella deve essere indicata in 0,0001 ha.  12) Numero complessivo di alberi nella particella Indicare il numero complessivo di alberi a partire da 5 cm di diametro a petto d'uomo presenti nell'insieme della particella.  13) Resa stimata La resa stimata si divide in resa assoluta e resa relativa. Il valore assoluto corrisponde alla resa media stimata per tutto il periodo di vita del popolamento. Il valore relativo indica se la resa assoluta è considerata bassa, normale o elevata per il  popolamento. Si utilizzino i seguenti codici:  Codice di resa assoluta 0 = 0,0-2,5 m³ per ettaro all'anno 1 = 2,5-7,5 m³ per ettaro all'anno 2 = 7,5-12,5 m³ per ettaro all'anno 3 = 12,5-17,5 m³ per ettaro all'anno 4 = 17,5-22,5 m³ per ettaro all'anno 5 = >22,5 m³ per ettaro all'anno Codice di resa relativa 1 = bassa 2 = normale 3 = alta 99) Altre osservazioni Annotare qui ogni informazione pertinente sulla particella.  Informazioni a livello di alberi da utilizzare per la valutazione delle chiome 14) Numero dell'albero campione È il numero assegnato all'albero all'atto dell'insediamento del posto di osservazione.  15) Specie (rif. Flora Europea) Latifoglie (* = specie da utilizzare per l'inventario del fogliame) 001: Acer campestre * 002: Acer monspessulanum * 003: Acer opalus 004: Acer platanoides 005: Acer pseudoplatanus * 006: Alnus cordata * 007: Alnus glutinosa * 008: Alnus incana 009: Alnus viridis 010: Betula pendula * 011: Betula pubescens * 012: Buxus sempervirens 013: Carpinus betulus * 014: Carpinus orientalis 015: Castanea sativa (C. vesca) * 016: Corylus avellana * 017: Eucalyptus sp. * 018: Fagus moesiaca * 019: Fagus orientalis 020: Fagus sylvatica * 021: Fraxinus angustifolia spp. oxycarpa (F. oxyphylla) * 022: Fraxinus excelsior * 023: Fraxinus ornus * 024: Ilex aquifolium 025: Juglans nigra 026: Juglans regia 027: Malus domestica 028: Olea europaea * 029: Ostrya carpinifolia * 030: Platanus orientalis 031: Populus alba 032: Populus canescens 033: Populus hybrides * 034: Populus nigra * 035: Populus tremula * 036: Prunus avium * 037: Prunus dulcis (Amygdalus communis) 038: Prunus padus 039: Prunus serotina 040: Pyrus communis 041: Quercus cerris * 042: Quercus coccifera (Q. calliprinos) * 043: Quercus faginea * 044: Quercus frainetto (Q. conferta) * 045: Quercus fruticosa (Q. lusitanica) 046: Quercus ilex * 047: Quercus macrolepis (Q. aegilops) 048: Quercus petraea * 049: Quercus pubescens * 050: Quercus pyrenaica (Q. toza) * 051: Quercus robur (Q. peduculata) * 052: Quercus rotundifolia * 053: Quercus rubra * 054: Quercus suber * 055: Quercus trojana 056: Robinia pseudoacacia * 057: Salix alba 058: Salix caprea 059: Salix cinerea 060: Salix eleagnos 061: Salix fragilis 062: Salix sp.  063: Sorbus aria 064: Sorbus aucuparia 065: Sorbus domestica 066: Sorbus torminalis 067: Tamarix africana 068: Tilia cordata * 069: Tilia platyphyllos 070: Ulmus glabra (U. scabra, U. montana) 071: Ulmus laevis (U. effusa) 072: Ulmus minor (U. campestris, U. carpinifolia) 073: Arbutus unedo 074: Arbutus andrachne 075: Ceratonia siliqua 076: Cercis siliquastrum 077: Erica arborea 078: Erica scoparia 079: Erica manipuliflora 080: Laurus nobilis 081: Myrtus communis 082: Phillyrea latifolia 083: Phillyrea angustifolia 084: Pistacia lentiscus 085: Pistacia terebinthus 086: Rhamnus oleoides 087: Rhamnus alaternus099: Other broadleaves Conifere (* = specie da utilizzare per l'inventario del fogliame) 100: Abies alba * 101: Abies borisii-regis * 102: Abies cephalonica * 103: Abies grandis 104: Abies nordmanniana 105: Abies pinsapo 106: Abies procera 107: Cedrus atlantica 108: Cedrus deodara 109: Cupressus lusitanica 110: Cupressus sempervirens 111: Juniperus communis 112: Juniperus oxycedrus * 113: Juniperus phoenicea 114: Juniperus sabina 115: Juniperus thurifera * 116: Larix decidua * 117: Larix kaempferi (L. leptolepis) 118: Picea abies (P. excelsa) * 119: Picea omorika 120: Picea sitchensis * 121: Pinus brutia * 122: Pinus canariensis 123: Pinus cembra 124: Pinus contorta * 125: Pinus halepensis * 126: Pinus heldreichii 127: Pinus leucodermis 128: Pinus mugo (P. montana) 129: Pinus nigra * 130: Pinus pinaster * 131: Pinus pinea * 132: Pinus radiata (P. insignis) * 133: Pinus strobus 134: Pinus sylvestris * 135: Pinus uncinata * 136: Pseudotsuga menziesii * 137: Taxus baccata 138: Thuya sp.  139: Tsuga sp.  199: Other conifers 16) Defogliazione Per ciascun albero campione la defogliazione è espressa in percentuale (per gradi del 5 %) rispetto ad un albero con la chioma completa. Indicare la percentuale effettiva.  0 = 0 % 5 = 1-5 % 10 = 6-10 % 15 = 11-15 % ecc.  17) Scoloramento 0: alberi non scolorati (0-10 %) 1: lievemente scolorati (11-25 %) 2: moderatamente scolorati (26-60 %) 3: gravemente scolorati ( >60 %) 4: morti 18) Cause facilmente identificabili dei danni Da indicare con un 1 nella(e) colonna(e) corrispondente(i).  T1 = selvaggina e pascolo T2 = insetti T3 = funghi T4 = agenti abiotici (vento, neve, gelo, siccità, ecc.) T5 = azione diretta dell'uomo T6 = incendi T7 = sostanze inquinanti note di origine locale regionale T8 = altre 19) Identificazione del tipo di danno Ove possbile, fornire anche informazioni più particolareggiate sul tipo di danno; ad esempio, per gli insetti, la specie o il gruppo (per esempio «scolitide»).  20) Altre osservazioni Qualsiasi altra osservazione utile va chiaramente annotata sul modulo, per esempio fattori che possono avere una certa influenza (recente periodo di siccità, temperature estreme) o altri sintomi di danno o di stress.  da utilizzare per l'inventario dello stato del suolo 21) Strato di campionamento O = strato organico (per la definizione, vedi nota in calce al punto II.4) H = strato organico (per la definizione, vedi nota in calce al punto II.4) M05 = strato minerale tra 0 e 5 cm (facoltativo) M51 = strato minerale tra 5 e 10 cm (facoltativo) M01 = strato minerale tra 0 e 10 cm (facoltativo) M12 = strato minerale tra 10 e 20 cm (obbligatorio) M24 = strato minerale tra 20 e 40 cm (obbligatorio) M48 = strato minerale tra 40 e 80 cm (obbligatorio) 22) Codice del metodo di analisi del campione (MAC) Per ciascuno dei parametri determinati in uno o più campioni di suolo, uno dei seguenti codici, inserito nella prima linea di dati sotto il codice del campione, designa il tipo di campione:  0 = nessuna differenza rispetto al metodo approvato;  1 = i parametri sono stati determinati con un metodo alternativo (da esporre dettagliatamente in allegato alla relazione sullo stato del suolo) o nel primo (sotto)campione;  2-8 = codici indicanti gli eventuali sottocampioni successivi;  9 = i parametri sono stati determinati ricalcolando i dati ottenuti con un metodo diverso (da esporre dettagliatamente in allegato alla relazione sullo stato del suolo).  da utilizzare per l'inventario del fogliame 23) Codice del campione Il codice del campione da utilizzare nell'inventario del fogliame è composto dal codice della specie arborea (cfr. punto 15) seguito dal codice delle foglie/aghi dell'anno in corso (=0) o dell'anno in corso + 1 anno precedente (=1); ad esempio: il  campione di aghi dell'anno scorso (1) di Picea abies (118) è designato dal codice 118.1.  24) Numero degli alberi del campione Dato che per alcuni campionamenti (fogliame, accrescimento) si devono utilizzare alberi non appartenenti alla normale particella (o sottoparticella), per questi alberi si impiegheranno appositi codici, costituiti da una lettera (F = fogliame, R =  analisi degli anelli mediante carotaggio, D = analisi dei dischi) seguita da un numero d'ordine (per esempio: F001). I numeri devono essere comunicati.  25) Massa di 100 foglie o di 1 000 aghi Massa espressa in grammi di 100 foglie o di 1 000 aghi essiccati termicamente.  26) Massa dei germogli Massa espressa in grammi dei germogli essiccati termicamente.  da utilizzare per la misurazione dell'accrescimento 27) Diametro a petto d'uomo (DPU) Diametro a petto d'uomo (1,30 m) su corteccia in 0,1 centimetri.  Se si usa un calibro a nastro, sarà sufficiente un valore unico; se si usa un calibro a compasso, si dovrà determinare il diametro massimo e minimo (su corteccia); entrambi i diametri devono essere indicati (diametro 1 e diametro 2).  28) Corteccia Spessore della corteccia a 1,30 m, in centimetri con un decimale.  29) Altezza dell'albero Altezza dell'albero in metri, arrotondata di 0,5 m per eccesso o per difetto.  30) Volume dell'albero Sulla base del(i) diametro(i) misurato(i) e dell'altezza, il volume dell'albero può essere valutato applicando fattori standard di uso locale o mediante tabelle volumetriche valide. Il volume dell'albero è espresso in metri cubi con tre decimali.  31) Lunghezza della chioma Lunghezza della chioma, arrotondata di 0,5 m per eccesso o per difetto, misurata dalla cima al ramo vivo più basso, esclusi i germogli.  32) Larghezza della chioma La larghezza media della chioma è determinata dalla media di almeno quattro raggi di chioma moltiplicata per 2 e arrotondata di 0,5 m per eccesso o per difetto.  33) Diametro sotto corteccia Il diametro attuale sotto corteccia è ottenuto sottraendo dal diametro su corteccia la larghezza della corteccia su ambo i lati. Il diametro sotto corteccia di 5 anni fa è calcolato sottraendo dal diametro attuale sotto corteccia l'accrescimento  dell'albero su ambo i lati negli ultimi cinque anni. Il diametro sotto corteccia è espresso in 0,1 centimetri.  34) Superficie basale per particella La superficie basale attuale per particella è data dalla somma delle superfici basali di tutti gli alberi della particella. La superficie basale per particella di 5 anni fa è calcolata in base al diametro sotto corteccia stimato di cinque anni fa di  tutti gli alberi della particella. La superficie basale per particella è espressa in 0,1 metri quadrati.  35) Volume per particella Il volume attuale per particella è dato dalla somma dei volumi di tutti gli alberi della particella. Il volume per particella di 5 anni fra è calcolato in base al diametro sotto corteccia stimato di cinque anni fa di tutti gli alberi della particella.  Il volume per particella è espresso in 0,1 metri cubi.  36) Diradamenti Si deve precisare se ha avuto luogo un diradamento durante i cinque anni intercorsi tra due misurazioni successive del diametro, della superficie basale per particella e del volume per particella (Sì = 1, No = 0). Le modalità esatte del diradamento  vanno specificate a parte (metodo impiegato, anno in cui è stato effettuato il diradamento, intensità di diradamento espressa in numero di alberi, superficie basale/ha, volume/ha).  99) Altre osservazioni Annotare qui ogni informazione utile e darne una spiegazione nella relazione valutativa corrispondente (cfr. allegato VII b).     ALLEGATO VII b   MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE INFORMAZIONI COMPLEMENTARI E DELLE INTERPRETAZIONI RELATIVE AI POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI  I. Considerazioni generali Gli Stati membri allegano ai dati dell'inventario un documento contenente informazioni complementari e l'interpretazione dei risultati, a livello di ogni singolo posto d'osservazione o a livello nazionale.  - Di norma, ogni lotto di dati trasmesso è corredato di informazioni complementari sui metodi di determinazione/campionamento/misurazione e sui metodi di registrazione/convalida impiegati (cfr. punto II in appresso).  - I risultati dell'indagine sono altresì accompagnati da un'interpretazione (cfr. punto III in appresso).  - Se vengono trasmessi congiuntamente o consecutivamente i dati relativi a più indagini, essi sono accompagnati, oltre che dall'interpretazione di cui al trattino precedente, anche da un'interpretazione integrata (cfr. punto IV in appresso).  Il presente allegato illustra la struttura delle suddette relazioni.  II. Informazioni complementari II.1. Informazioni generali La parte generale contiene informazioni (a livello nazionale o, se del caso, provinciale/regionale) su:  - superficie forestale (in 1 000 ha),  - numero di posti d'osservazione (totale),  - numero di posti d'osservazione (dell'indagine presentata),  - criteri di selezione (se il numero di posti di osservazione presentati è inferiore al totale),  - antecedenti dei posti d'osservazione in relazione all'indagine,  - nesso con altre indagini.  II.2. Metodi impiegati per l'inventario Si deve riassumere il metodo d'inventario, con indicazione dell'attrezzatura utilizzata, dell'insediamento e delle modalità di registrazione dei dati. Soprattutto se queste informazioni non sono state riferite in forma obbligatoria, una sintesi del  metodo d'inventario è particolarmente necessaria per l'ulteriore interpretazione, l'eventuale raffronto e la valutazione dei risultati ottenuti. Molte indagini lasciano un ampio margine di libertà per la scelta dell'attrezzatura, il livello di  campionamento, le scadenze e la periodicità delle osservazioni. Tutti questi fattori devono essere quindi precisati. Ogniqualvolta si proceda al prelievo di campioni, se ne dovranno descrivere le modalità, come pure quelle relative alla conservazione  dei campioni (al buio, al fresco, ecc.). Verranno altresì descritte succintamente le eventuali misurazioni di riscontro effettuate.  II.3. Metodi di analisi e calcolo dei risultati Per quanto riguarda l'analisi chimica dei campioni, alcuni metodi sono raccomandati nella maggior parte dei casi. Si forniranno informazioni sui metodi effettivamente impiegati (comprese la conservazione, la valutazione e il ricomputo dei risultati  ottenuti). Si comunicheranno altresì i risultati di eventuali calibrazioni.  II.4. Eccezioni e divergenze Si presterà particolare attenzione alle circostanze eccezionali che possono insorgere in sede di inventario, campionamento, conservazione, analisi, computo e/o interpretazione. Se, per qualsiasi motivo, i dati presentano lacune, si possono eventualmente  effettuare stime sulla base di risultati provenienti da altre fonti. Queste ipotesi vanno meticolosamente documentate. Le disparità regionali devono essere riferite e giustificate con rigore (per esempio: intervento di laboratori diversi).  III. Interpretazione nell'ambito di una stessa indagine III.1. Interpretazione interna attuale I dati raccolti e valutati vengono interpretati separatamente per ciascuna indagine. Ove possibile, si indicheranno i rapporti tra i vari parametri dell'indagine.  III.2. Interpretazione interna rispetto ad indagini precedenti I risultati di indagini consecutive sono oggetto di valutazione e, se possibile, si cercherà di individuare le tendenze in atto.  III.3. Interpretazione rispetto a dati esterni I risultati dell'indagine vengono confrontati con quelli di altre indagini simili condotte nella stessa regione o paese. Si indicheranno le differenze e le analogie; le differenze verranno possibilmente valutate. Si prenderanno in considerazione in  questo contesto anche dati di altre fonti, che consentano di spiegare taluni rapporti tra parametri.  IV. Interpretazione integrata IV.1. Interpretazione attuale Tutti i risultati delle indagini nazionali vengono centralizzati. Si studiano i rapporti tra parametri delle diverse indagini e si prendono in considerazione, secondo un'ottica integrata, le varie interpretazioni emerse da ciascuna indagine.  IV.2. Interpretazione rispetto agli anni precedenti L'interpretazione integrata si avvale anche dei risultati di indagini precedenti a livello nazionale. Ove possibile, si indicheranno e si spiegheranno le tendenze in atto.  IV.3. Interpretazione rispetto a dati esterni I risultati dell'interpretazione integrata vengono confrontati con risultati ricavati da altre fonti. Ove possibile, si indicheranno e si spiegheranno le differenze o le analogie.