CELEX: 62015CN0529
Language: it
Date: 2015-10-07 00:00:00
Title: Causa C-529/15: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgerichtshof (Austria) il 7 ottobre 2015 — Gert Folk

7.12.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 406/27
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgerichtshof (Austria) il 7 ottobre 2015 — Gert Folk
   (Causa C-529/15)
   (2015/C 406/27)
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Giudice del rinvio
   
   Verwaltungsgerichtshof
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Gert Folk
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se la direttiva 2004/35/CE (1) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, modificata dalla direttiva 2006/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, e dalla direttiva 2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009 (GU 140 del 5 giugno 2009, pag. 114) (Direttiva sulla responsabilità ambientale), si applichi anche a danni che, pur verificandosi dopo la data indicata nel suo articolo 19, paragrafo 1, derivano dal funzionamento di un impianto (centrale idroelettrica) che sia stato autorizzato e attivato prima di tale data e sono coperti da un’autorizzazione in conformità alla normativa in materia di acque.
            
         
               2)
            
            
               Se la direttiva sulla responsabilità ambientale, in particolare gli articoli 12 e 13, osti a una disposizione nazionale che impedisce ai titolari di una licenza di pesca di avviare una procedura di riesame ai sensi dell’articolo 13 della medesima direttiva, in relazione a un danno ambientale a norma dell’articolo 2, punto 1, lettera b), della direttiva.
            
         
               3)
            
            
               Se la direttiva sulla responsabilità ambientale, in particolare l’articolo 2, punto 1, lettera b), osti a una disposizione nazionale che escluda dal concetto di «danno ambientale» un danno che incida in modo significativamente negativo sullo stato ecologico, chimico o quantitativo o sul potenziale ecologico delle acque interessate, qualora il danno sia coperto da un’autorizzazione in applicazione di una disposizione di legge nazionale.
            
         
               4)
            
            
               In caso di risposta affermativa alla terza questione:
            
         Nei casi in cui, nel contesto dell’autorizzazione concessa secondo le disposizioni nazionali, non siano stati esaminati i criteri di cui all’articolo 4, paragrafo 7, della direttiva 2000/60/CE (o la relativa trasposizione nazionale), se, nell’accertare l’esistenza di un danno ambientale ai sensi dell’articolo 2, punto 1, lettera b), della direttiva sulla responsabilità ambientale, si debba direttamente applicare l’articolo 4, paragrafo 7, della direttiva 2000/60/CE, e verificare se siano soddisfatti i criteri previsti da detta disposizione.
   
      (1)  GU L 143, pag. 56., nella versione modificata dalla direttiva 2006/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE — Dichiarazione del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 102, pag. 15), nonché dalla direttiva 2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa allo stoccaggio geologico di biossido di carbonio e recante modifica della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, delle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE, 2006/12/CE, 2008/1/CE e del regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 140, pag. 114).