CELEX: 31986D0130
Language: it
Date: 1986-03-11 00:00:00
Title: 86/130/CEE: Decisione della Commissione dell'11 marzo 1986 che fissa i metodi di controllo dell'attitudine e di valutazione del valore genetico degli animali riproduttori di razza pura della specie bovina

Avis juridique important

|

31986D0130

86/130/CEE: Decisione della Commissione dell'11 marzo 1986 che fissa i metodi di controllo dell'attitudine e di valutazione del valore genetico degli animali riproduttori di razza pura della specie bovina  

Gazzetta ufficiale n. L 101 del 17/04/1986 pag. 0037 - 0039 edizione speciale finlandese: capitolo 3 tomo 20 pag. 0188  edizione speciale svedese/ capitolo 3 tomo 20 pag. 0188 

*****DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  dell'11 marzo 1986  che fissa i metodi di controllo dell'attitudine e di valutazione del valore genetico degli animali riproduttori di razza pura della specie bovina  (86/130/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  vista la direttiva 77/504/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1977, relativa agli animali della specie bovina riproduttori di razza pura (1), modificata da ultimo dall'atto di adesione della Grecia, in particolare l'articolo 6, paragrafo 1, primo trattino,  considerando che, a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, primo trattino, della direttiva 77/504/CEE, spetta alla Commissione determinare, secondo la procedura di cui all'articolo 8 della stessa direttiva, i metodi di controllo dell'attitudine e di valutazione del valore genetico dei bovini;  considerando che i metodi di controllo dell'attitudine e di valutazione del valore genetico dei bovini applicati attualmente negli stati membri sono, in linea generale, analoghi;  considerando che occorre quindi uniformare ancor più le modalità di tali metodi, per rendere i risultati comparabili tra loro;  considerando che le misure oggetto della presente decisione sono conformi al parere del comitato zootecnico permanente,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  I metodi di controllo dell'attitudine e di valutazione del valore genetico degli animali riproduttori di razza pura della specie bovina sono fissati nell'allegato della presente decisione.  Articolo 2  Gli stati membri sono destinatari della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, l'11 marzo 1986.  Per la Commissione  Frans ANDRIESSEN  Vicepresidente  (1) GU n. L 206 del 12. 8. 1977, pag. 8.  ALLEGATO  Il valore genetico di un bovino può essere misurato con uno dei metodi sottoesposti o una combinazione degli stessi; tutti i dati provenienti dai risultati della prova dovranno essere accessibili.  1. Controllo dell'attitudine  (i) Effettuato in una stazione di controllo  a) Indicare il nome dell'organismo o del servizio responsabile della stazione e quello del servizio incaricato di calcolare e pubblicare i risultati.  b) Indicare la finalità della prova e il numero di animali su cui questa si svolge.  c) Specificare chiaramente i seguenti punti:  - requisiti di ammissione alla stazione;  - attitudine dei tori nell'azienda prima dell'ammissione alla stazione;  - nome dei proprietari ed età massima dei giovani tori ammessi nella stazione al momento della prova, nonché classi di età dei tori coetanei mantenuti nella stazione;  - durata del periodo di adattamento e del periodo di prova nella stazione;  - tipo di dieta e modalità di alimentazione.  d) Caratteristiche registrate; le caratteristiche minime da rilevare sono il peso vivo nonché, per le razze da carne, il consumo alimentare e la conformazione muscolare.  e) Per misurare il valore genetico si deve applicare un metodo oggettivo. Il merito genetico dei tori sottoposti a prova deve essere dichiarato come valore genetico o come raffronto contemporaneo per ciascuna caratteristica.  (ii) Effettuato all'azienda  Il controllo dell'attitudine può essere eseguito anche altrove che in una stazione, sempreché al termine della prova il valore genetico possa essere misurato secondo criteri zootecnici precisi.  2. Controllo della produzione di latte per la misurazione del valore genetico delle femmine  Le registrazioni della produzione di latte utilizzate per la misurazione del valore genetico delle femmine devono essere effettuate secondo un sistema di controllo ufficiale, conforme ai criteri definiti dal Comitato internazionale per il controllo della produttività lattiera degli animali.  Deve essere indicato il nome dell'organismo responsabile del controllo e della elaborazione e pubblicazione dei risultati.  Le registrazioni della produzione di latte utilizzate per la determinazione del valore genetico delle femmine devono:  - avere una durata standard di 305 giorni di lattazione;  - poter essere adeguate, con mezzi appropriati, in funzione di eventuali influenze ambientali di rilievo.  Per misurare il valore genetico si deve applicare un metodo oggettivo; i risultati devono essere espressi sotto forma di differenza prevista o di valore genetico, con il rispettivo grado di precisione, per tutte le caratteristiche constatate.  Occorre fornire una descrizione dettagliata del metodo applicato, o indicarne i riferimenti. Occorre inoltre definire le caratteristiche valutate, dichiarare il riferimento di base e la deviazione standard delle caratteristiche, nonché precisare la data in cui i dati sono stati calcolati.  3. Controllo della discendenza  a) Indicare il nome dell'organismo o del servizio responsabile della stazione e quello del servizio incaricato di calcolare e pubblicare i risultati.  b) Calcolare il valore genetico del riproduttore, valutando le qualità di un numero appropriato dei suoi discendenti in relazione agli aspetti seguenti:  (i) Caratteristiche da latte:  - occorre fornire una descrizione dettagliata del metodo applicato nell'esame della discendenza, oppure indicarne i riferimenti;  - le figlie non devono essere scelte selettivamente né trattate selettivamente;  - il controllo delle prime lattazioni è indispensabile, mentre quello delle lattazioni successive è facoltativo; la registrazione delle lattazioni deve avere una durata massima di 305 giorni e deve essere effettuato secondo un sistema di controllo ufficiale conforme ai criteri definiti dal Comitato internazionale della produttività lattiera degli animali; - nel determinare il valore genetico o la differenza prevedibile del riproduttore, gli influssi diversi dal suo merito genetico devono essere eliminati con procedimenti adeguati;  - nel misurare i valori genetici o le differenze prevedibili si devono prendere in considerazione anche la quantità e la composizione del latte prodotto e gli altri dati pertinenti;  - il metodo applicato per misurare i valori genetici o le differenze prevedibili deve essere oggettivo;  - i dati eventualmente disponibili in materia di fertilità e vitalità dei discendenti devono essere pubblicati;  - i risultati devono essere pubblicati sotto forma di differenza prevista o di valore genetico, con il rispettivo grado di precisione, per le principali caratteristiche produttive registrate. Occorre inoltre definire le caratteristiche valutate, dichiarare il riferimento di base e lo scartamento standard delle caratteristiche, nonché precisare la data in cui i dati sono stati calcolati.  (ii) Caratteristiche di produzione della carne:  - occorre fornire una descrizione particolareggiata del metodo applicato nel controllo della discendenza, oppure indicarne i riferimenti;  - i discendenti non devono essere scelti selettivamente né trattati selettivamente;  - sono riconosciuti quattro tipi di controllo della discendenza:  A. analisi principale in appositi centri specializzati;  B. esame pianificato in centri commerciali cooperativi specializzati nella produzione bovina;  C. analisi dei dati in base a sistemi di registrazione all'azienda per allevamenti selezionati e/o commerciali; i discendenti devono essere distribuiti fra gli allevamenti in modo da consentire un raffronto valido fra i tori;  D. raccolta di dati informativi, effettuata in locali di vendita o di macellazione su discendenti identificati.  Per i controlli A e B, gli animali devono essere selezionati casualmente in giovane età e riuniti in gruppi coetanei equilibrati rispetto ai tori da esaminare. Nel caso dei controlli C e D, per misurare il valore genetico dei tori si devono utilizzare tutti i dati registrati utili;  - i tori da sottoporre a controllo della discendenza devono essere utilizzati casualmente negli allevamenti dai quali si è programmato di ottenere discendenti per tale controllo;  - nel determinare il valore genetico del riproduttore, gli influssi diversi dal suo merito genetico devono essere eliminati con procedimenti adeguati;  - nel misurare il valore genetico, si devono prendere in considerazione anche le caratteristiche della carcassa (qualora siano oggetto del programma di selezione), la sua qualità e gli altri dati pertinenti;  - i dati eventualmente disponibili in materia di fertilità e vitalità dei discendenti devono essere pubblicati;  - per misurare i valori genetici si deve applicare un metodo oggettivo;  - i risultati devono essere pubblicati, per quanto possibile, sotto forma di differenza prevista o di valore genetico, con il rispettivo grado di precisione, per tutte le principali caratteristiche registrate. Occorre inoltre definire le caratteristiche valutate, dichiarare il riferimento di base e lo scartamento standard delle caratteristiche, nonché precisare la data in cui i dati sono stati calcolati.