CELEX: 62009TJ0172
Language: it
Date: 2012-10-10 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale (Settima Sezione) del 10 ottobre 2012. # Gem-Year Industrial Co. Ltd e Jinn-Well Auto-Parts (Zhejiang) Co. Ltd contro Consiglio dell'Unione europea. # Dumping - Importazioni di determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio originari della Cina - Sostegno alla denuncia da parte dell'industria comunitaria - Definizione del prodotto in esame - Danno - Status di impresa operante in economia di mercato - Costi dei principali fattori produttivi che riflettono sostanzialmente i valori di mercato - Articolo 2, paragrafo 7, lettere b) e c), del regolamento (CE) n. 384/96 [divenuto articolo 2, paragrafo 7, lettere b) e c), del regolamento (CE) n. 1225/2009]. # Causa T-172/09.

Sentenza del Tribunale (Settima Sezione) del 10 ottobre 2012 – Gem-Year e Jinn-Well Auto-Parts (Zhejiang) / Consiglio
      (causa T-172/09)
      «Dumping – Importazioni di determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio originari della Cina – Sostegno alla denuncia da parte dell’industria comunitaria – Definizione del prodotto di cui trattasi – Danno – Status di impresa operante in economia di mercato – Costi dei principali fattori produttivi che riflettono sostanzialmente i valori di mercato – Articolo 2, paragrafo 7, lettere b) e c), del regolamento (CE) n. 384/96 [divenuto articolo 2, paragrafo 7, lettere b) e
         c), del regolamento (CE) n. 1225/2009]»
      
      1.                     Ricorso di annullamento – Persone fisiche o giuridiche – Atti che le riguardano direttamente e individualmente – Regolamento
            che istituisce dei dazi antidumping – Dazi differenti imposti a una serie di imprese – Ricevibilità limitata, per ciascuna
            impresa, alle disposizioni del regolamento che la riguardano (Art. 230, quarto comma, CE) (v. punti 21-25)
      2.                     Politica commerciale comune – Difesa contro le pratiche di dumping – Inchiesta – Potere discrezionale della Commissione –
            Obbligo della Commissione di chiudere il procedimento in seguito al passaggio del grado di sostegno alla denuncia al di sotto
            della soglia minima del 25% della produzione comunitaria – Insussistenza (Regolamento del Consiglio n. 384/96, come modificato
            dal regolamento n. 1225/2009, art. 5, § 4) (v. punto 42)
      3.                     Politica commerciale comune – Difesa contro le pratiche di dumping – Inchiesta – Avvio di un’inchiesta in base a una denuncia
            depositata dall’industria comunitaria o per suo conto – Rappresentatività dell’industria comunitaria che sostiene la denuncia –
            Calcolo – Metodo (Regolamenti del Consiglio n. 3924/91, art. 3, § 2, 3 e 4, e n. 384/96, come modificato dal regolamento n. 1225/2009,
            art. 5, § 4) (v. punti 44-53)
      4.                     Politica commerciale comune – Difesa contro le pratiche di dumping – Inchiesta – Determinazione del prodotto in esame – Fattori
            che possono essere presi in considerazione – Potere discrezionale delle istituzioni – Sindacato giurisdizionale – Limiti (Regolamento
            del Consiglio n. 384/96, come modificato dal regolamento n. 1225/2009, art. 1, § 4) (v. punti 58-62, 70)
      5.                     Politica commerciale comune – Difesa contro le pratiche di dumping – Danno – Fattori da prendere in considerazione – Pluralità
            (Regolamento del Consiglio n. 384/96, come modificato dal regolamento n. 1225/2009, art. 3, §§ 2 e 5) (v. punti 85, 91-102)
      6.                     Diritto dell’Unione europea – Interpretazione – Metodi – Interpretazione letterale, sistematica, storica e teleologica – Considerazione
            della motivazione dell’atto di cui trattasi (v. punti 105-107)
      7.                     Politica commerciale comune – Difesa contro le pratiche di dumping – Margine di dumping – Determinazione del valore normale –
            Importazioni provenienti da paesi non retti da un’economia di mercato ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 7, lettera b), del
            regolamento n. 384/96 – Applicazione delle regole relative ai paesi a economia di mercato – Interpretazione restrittiva [Regolamento
            del Consiglio n. 384/96, come modificato dal regolamento n. 1225/2009, art. 2, § 7, a) e b)] (v. punti 117-120, 125-127, 130-132)
      8.                     Procedimento giurisdizionale – Deduzione di motivi nuovi in corso di causa – Presupposti – Motivo nuovo – Nozione [Regolamento
            di procedura del Tribunale, artt. 44, § 1, c), e 48, § 2] (v. punto 139)
      9.                     Politica commerciale comune – Difesa contro le pratiche di dumping – Margine di dumping – Determinazione del valore normale –
            Concessione dello status di impresa operante in economia di mercato – Presupposti – Onere della prova a carico dei produttori –
            Valutazione degli elementi di prova spettante alle istituzioni – Sindacato giurisdizionale – Limiti [Regolamento del Consiglio
            n. 384/96, come modificato dal regolamento n. 1225/2009, art. 2, § 7, b) e c)] (v. punti 142-145)
      Oggetto 
      
         
               Domanda di annullamento del regolamento (CE) n. 91/2009 del Consiglio, del 26 gennaio 2009, che istituisce un dazio antidumping
                  definitivo sulle importazioni di determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio originari della Repubblica popolare
                  cinese (GU L 29, pag. 1).
               
            Dispositivo 
      
         
                  1)
               
               
                  
               
               
                  	Il ricorso è respinto.
               
            
         
                  2)
               
               
                  
               
               
                  	La Gem-Year Industrial Co. Ltd e la Jinn-Well Auto-Parts (Zhejiang) Co. Ltd sopportano, oltre alle proprie spese, quelle sostenute
                     dal Consiglio dell’Unione europea e dallo European Industrial Fasteners Institute AISBL.
                  
               
            
         
                  3)
               
               
                  
               
               
                  	La Commissione europea sopporta le proprie spese.