CELEX: 62020TN0611
Language: it
Date: 2020-10-02 00:00:00
Title: Causa T-611/20: Ricorso proposto il 2 ottobre 2020 — Airoldi Metalli / Commissione

30.11.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 414/43
            
         
      Ricorso proposto il 2 ottobre 2020 — Airoldi Metalli / Commissione
      (Causa T-611/20)
      (2020/C 414/65)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Airoldi Metalli SpA (Molteno, Italia) (rappresentanti: M. Campa, D. Rovetta, G. Pandey, V. Villante e M. Pirovano, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1215 della Commissione, del 21 agosto 2020, che dispone la registrazione delle importazioni di estrusi in alluminio originari della Repubblica popolare cinese;
               
            
                  —
               
               
                  disporre misure di organizzazione del procedimento e chiedere alla Commissione di produrre i propri documenti e le proprie analisi interne in relazione ai lavori preparatori del regolamento impugnato e alla registrazione delle importazioni pertinente;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta alle spese sostenute dalla ricorrente nell’ambito del presente procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente su una violazione degli articoli 10, paragrafo 4 e 14, paragrafo 5 del regolamento antidumping di base dell’Unione europea nonché su un errore manifesto di valutazione nell’esame e nella valutazione delle prove fornite dal denunciante in materia di anti dumping per disporre la registrazione delle importazioni. La ricorrente sostiene che la Commissione ha basato le sue constatazioni relative all’imposizione della registrazione delle importazioni prevista dal regolamento impugnato su prove e dati non affidabili né rappresentativi del mercato dell’Unione europea.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente su un errore manifesto di valutazione dei fatti pertinenti in quanto la Commissione non ha adeguatamente valutato la presenza delle condizioni pertinenti per disporre la registrazione delle importazioni.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente su una violazione dell’articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e del diritto della ricorrente di essere ascoltata, nonché su una violazione dell’obbligo di motivazione e dell’articolo 296 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. La ricorrente sostiene che il suo diritto di essere ascoltata è stato compromesso in quanto ad essa non è stato fornito il metodo pertinente per valutare la presenza di dumping e non ha potuto presentare osservazioni su siffatto metodo. La ricorrente sostiene, inoltre, che il regolamento impugnato è viziato, in quanto contiene una motivazione incompleta nei limiti in cui in esso non si spiega chiaramente il metodo utilizzato per valutare il dumping nonché in che modo e per quale motivo la Commissione ha considerato affidabili le prove presentate dalla denunciante anti dumping, che sono prima facie palesemente inattendibili.