CELEX: 32012H0724(01)
Language: it
Date: 2012-07-10 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 10 luglio 2012 , sul programma nazionale di riforma 2012 dell’Austria e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dell’Austria 2011-2016

24.7.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 219/1
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   del 10 luglio 2012
   sul programma nazionale di riforma 2012 dell’Austria e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dell’Austria 2011-2016
   2012/C 219/01
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del Comitato per l’occupazione,
   sentito il Comitato economico e finanziario,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
            
         
               (2)
            
            
               Il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010, una raccomandazione sugli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (2), che insieme formano gli «orientamenti integrati». Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e occupazionale.
            
         
               (3)
            
            
               Il 12 luglio 2011 il Consiglio ha adottato una raccomandazione (3) sul programma nazionale di riforma 2011 dell’Austria e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità aggiornato dell’Austria 2011-2014.
            
         
               (4)
            
            
               Il 23 novembre 2011 la Commissione ha adottato la seconda analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del secondo semestre europeo di coordinamento integrato ed ex ante delle politiche, che è parte integrante della strategia Europa 2020. Il 14 febbraio 2012 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (4), la relazione sul meccanismo di allerta, in cui non annoverava l’Austria tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di un’analisi approfondita.
            
         
               (5)
            
            
               Il 1o dicembre 2011 il Consiglio ha adottato conclusioni che invitavano il Comitato per la protezione sociale, di concerto con il Comitato per l’occupazione e altri comitati, a presentare le sue opinioni sulle azioni raccomandate nell’ambito del ciclo politico di Europa 2020. Tali opinioni sono incluse nel parere del Comitato per l’occupazione.
            
         
               (6)
            
            
               Il Parlamento europeo è stato debitamente coinvolto nel semestre europeo ai sensi del regolamento (CE) n. 1466/97 e il 15 febbraio 2012 ha adottato una risoluzione sull’occupazione e gli aspetti sociali nell’analisi annuale della crescita 2012 e una risoluzione sul contributo all’analisi annuale della crescita per il 2012.
            
         
               (7)
            
            
               Il 2 marzo 2012 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita, di ripristinare normali condizioni per l’erogazione di prestiti all’economia, di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la pubblica amministrazione.
            
         
               (8)
            
            
               Il 2 marzo 2012 il Consiglio europeo ha inoltre invitato gli Stati membri che partecipano al Patto Euro plus a presentare i loro impegni in tempo utile perché possano essere inseriti nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei rispettivi programmi nazionali di riforma.
            
         
               (9)
            
            
               Il 24 aprile 2012 l’Austria ha presentato il suo programma di stabilità relativo al periodo 2011-2016 e, il 25 aprile 2012, il suo programma nazionale di riforma 2012. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
         
               (10)
            
            
               Sulla base della valutazione del programma di stabilità a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio nel programma sia prudente per gli anni 2012 e 2013. Per il periodo 2014-2016 lo scenario diventa più ottimistico, prevedendo una crescita media del PIL del 2,1 %, costantemente al di sopra delle stime attuali di crescita potenziale. L’obiettivo della strategia di bilancio delineata nel programma di stabilità è di correggere il disavanzo eccessivo entro il 2013 e conseguire l’obiettivo di bilancio a medio termine (OMT) entro il 2016. Il programma di stabilità ha cambiato l’OMT dal pareggio di bilancio nel corso del ciclo economico a un disavanzo strutturale dello 0,45 % del PIL, riflettendo adeguatamente i requisiti del patto di stabilità e crescita. La correzione prevista del disavanzo eccessivo è in linea con il termine fissato dalla raccomandazione del Consiglio formulata nel contesto della procedura per i disavanzi eccessivi nel dicembre 2009. Tuttavia, sulla base del saldo strutturale di bilancio (ricalcolato) (5), lo sforzo di bilancio medio annuo previsto dello 0,5 % del PIL per il periodo 2011-2013 è inferiore allo 0,75 % del PIL raccomandato dal Consiglio. I progressi strutturali previsti verso l’OMT sono sufficienti nel 2015, ma inferiori al parametro di riferimento dello 0,5 % del PIL l’anno, previsto dal patto di stabilità e crescita, nel 2014 e nel 2016. Tuttavia, nel 2014 e nel 2015, il tasso di crescita previsto della spesa pubblica, considerando le misure discrezionali in materia di entrate, rispetta il parametro di riferimento per la spesa stabilito nel patto di stabilità e crescita. Ciò nonostante gli obiettivi di bilancio presentano rischi sul lato sia delle entrate che delle spese. Ad esempio, è difficile quantificare l’effetto sul bilancio di alcune misure in quanto dipende dall’esecuzione di ognuna. Poiché la legislazione non è stata ancora adottata, i dettagli della tassa sulle transazioni finanziarie non sono ancora noti. I tagli di spesa previsti a livello subnazionale non sono definiti. Il programma di stabilità prevede che il rapporto debito/PIL, pari al 72,2 % alla fine del 2011, salirà fino al 75,3 % nel 2013, per poi scendere gradualmente al 70,6 % nel 2016. Riguardo al parametro di riferimento per la riduzione del debito previsto dal patto di stabilità e crescita, tra il 2014 e il 2016 l’Austria si troverà in un periodo di transizione e i piani presentati nel programma di stabilità garantirebbero progressi sufficienti verso il rispetto del parametro di riferimento per la riduzione del debito. Sussistono tuttavia alcuni rischi connessi a tale proiezione a causa del crescente debito delle imprese statali che non rientrano nel settore dell’amministrazione pubblica e del potenziale onere supplementare derivante dal sostegno pubblico a favore del settore bancario.
            
         
               (11)
            
            
               Con l’adozione dell’ultimo pacchetto di risanamento di bilancio, l’Austria procede verso una maggiore sostenibilità delle finanze pubbliche. Tuttavia, le misure contenute nel pacchetto non comprendono una razionalizzazione significativa dei rapporti di bilancio tra i governi federale, regionali e locali, che è largamente riconosciuta come una delle fonti principali di risparmi potenziali. Il governo federale e i governi regionali hanno raggiunto un accordo di massima sulla centralizzazione dei finanziamenti per la sanità, ma i dettagli devono ancora essere negoziati.
            
         
               (12)
            
            
               Per innalzare l’età pensionabile effettiva l’Austria ha attuato delle riforme principalmente volte a limitare l’accesso al regime pensionistico di invalidità. Non è stata affrontata la questione dei progressi nell’armonizzazione dell’età pensionabile prevista per legge tra uomini e donne, attualmente prevista nel corso del periodo 2024-2033. Occorre promuovere ulteriormente l’occupabilità dei lavoratori anziani e una cultura dell’invecchiamento attivo all’interno delle imprese. Le misure proposte potrebbero avere una portata non sufficientemente ampia per innalzare in misura sostanziale l’età pensionabile effettiva.
            
         
               (13)
            
            
               Il mercato del lavoro austriaco ha avuto un andamento molto positivo, come dimostrato dal tasso di disoccupazione più basso dell’Unione nel 2010 e nel 2011. Tuttavia, si prevede che il potenziale della forza lavoro dell’Austria diminuirà a partire dal 2020. Pertanto, l’Austria dovrà cercare di sfruttare appieno il potenziale della popolazione in età lavorativa, affrontando i problemi del basso tasso di occupazione dei lavoratori più anziani e del massiccio ricorso a regimi di prepensionamento e invalidità, degli elevati oneri fiscali e previdenziali sui redditi da lavoro e della concentrazione relativamente elevata delle donne in attività lavorative a bassa retribuzione e a tempo parziale. Inoltre, il potenziale delle persone con un passato di migrazione non è pienamente valorizzato a causa degli scarsi risultati scolastici o delle difficoltà di riconoscimento delle competenze acquisite all’estero. I risultati scolastici che emergono dall’indagine PISA (Programme for International Student Assessment) dell’OCSE sono inferiori alla media dell’UE e dipendono fortemente dal contesto socioeconomico. Il numero costantemente in aumento degli studenti, dovuto alla forte mobilità in entrata («università di massa»), e l’elevato tasso di abbandono (circa il 40 %) rimangono i principali problemi da affrontare oltre a una notevole carenza di finanziamenti.
            
         
               (14)
            
            
               L’Austria vanta una posizione favorevole in termini di competitività e produttività, sebbene presenti, in molti settori, debolezze strutturali relative che possono compromettere il suo potenziale di crescita a lungo termine. La concorrenza nel settore dei servizi non ha favorito particolarmente la domanda interna. Le questioni degli elevati prezzi di accesso alla rete e del comportamento distorsivo delle imprese già insediate (che ostacolano l’ingresso sul mercato, la concorrenza e l’innovazione) non sono ancora state risolte. Persistono restrizioni ingiustificate nelle libere professioni: il numero di professioni regolamentate notificate dall’Austria alla Commissione è nettamente superiore alla media dell’UE. Occorre valutare la giustificazione e la proporzionalità della regolamentazione di tali professioni. Per quanto riguarda l’impegno dell’Austria a rafforzare l’autorità federale della concorrenza, non vi sono stati progressi concreti. La direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (6) («direttiva servizi») è stata infine attuata mediante l’adozione di una legge «orizzontale» e modifiche legislative introdotte a livello provinciale, come raccomandato dal Consiglio nel 2011.
            
         
               (15)
            
            
               Il settore finanziario austriaco si trova ad affrontare sfide particolari connesse all’elevata esposizione delle banche austriache nei confronti dei paesi dell’Europa centrale, orientale e meridionale, poiché in molte di queste economie potrebbe essere tuttora in corso un deterioramento della qualità degli attivi. È necessario che le decisioni strategiche con un impatto transfrontaliero siano precedute da uno scambio di informazioni e da un coordinamento con gli organismi di vigilanza del paese ospitante. Le autorità devono inoltre continuare a monitorare attentamente e a ristrutturare le banche che hanno beneficiato del sostegno del settore pubblico, specialmente gli enti creditizi che sono stati nazionalizzati.
            
         
               (16)
            
            
               L’Austria ha assunto una serie di impegni nell’ambito del Patto Euro plus. Tali impegni, e l’attuazione degli impegni assunti nel 2011, sono connessi alla creazione di posti di lavoro, al miglioramento della competitività e al consolidamento della sostenibilità delle finanze pubbliche. La Commissione ha valutato l’attuazione degli impegni assunti nel quadro del Patto Euro plus. I risultati di tale valutazione sono stati tenuti in debito conto nelle raccomandazioni.
            
         
               (17)
            
            
               Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica dell’Austria, ha valutato il programma di stabilità e il programma nazionale di riforma. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dell’Austria, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme, offrendo un contributo a livello dell’UE per le future decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 7.
            
         
               (18)
            
            
               Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità e il suo parere (7) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
            
         RACCOMANDA che l’Austria adotti provvedimenti nel periodo 2012-2013 al fine di:
   
               1)
            
            
               attuare il bilancio 2012 come previsto e rafforzare e attuare rigorosamente la strategia di bilancio per l’esercizio 2013 e seguenti. Precisare sufficientemente le misure (in particolare a livello subnazionale) volte a garantire una correzione tempestiva del disavanzo eccessivo e la realizzazione dello sforzo di aggiustamento strutturale medio annuo indicato nelle raccomandazioni del Consiglio a norma della procedura per i disavanzi eccessivi. In seguito, garantire uno sforzo di aggiustamento strutturale adeguato per compiere progressi sufficienti verso l’OMT, compreso il rispetto del parametro di riferimento per la spesa;
            
         
               2)
            
            
               adottare ulteriori provvedimenti intesi a rafforzare il quadro nazionale di bilancio, armonizzando le competenze fra i livelli di governo federale, regionale e locale, in particolare attuando riforme concrete volte a migliorare l’organizzazione, il finanziamento e l’efficienza dei settori della sanità e dell’istruzione;
            
         
               3)
            
            
               proseguire l’armonizzazione dell’età pensionabile prevista per legge tra uomini e donne. Migliorare l’occupabilità dei lavoratori più anziani e monitorare attentamente l’attuazione delle recenti riforme che limitano l’accesso alle possibilità di prepensionamento onde garantire che l’età pensionabile effettiva aumenti, anche collegando l’età pensionabile prevista per legge alla speranza di vita;
            
         
               4)
            
            
               adottare misure per ridurre l’onere fiscale e previdenziale effettivo che grava sulla forza lavoro, in particolare sui lavoratori a basso reddito, al fine di aumentare i tassi di occupazione delle persone più anziane e delle donne, vista l’esigenza di controbilanciare l’impatto dell’evoluzione demografica sulla popolazione attiva. Trasferire l’onere fiscale, in modo neutrale in termini di bilancio, verso le imposte sui beni immobili e le tasse ambientali. Ridurre l’elevato divario retributivo di genere e migliorare le opportunità di occupazione a tempo pieno per le donne, in particolare offrendo servizi aggiuntivi di assistenza per i familiari a carico;
            
         
               5)
            
            
               continuare ad attuare misure per migliorare i risultati scolastici, specialmente per i giovani svantaggiati. Adottare misure per ridurre gli abbandoni nell’istruzione superiore;
            
         
               6)
            
            
               intraprendere ulteriori azioni per promuovere la concorrenza nel settore dei servizi, eliminando le barriere all’ingresso sui mercati delle comunicazioni, dei trasporti e della vendita di energia. Se esistono, eliminare le restrizioni ingiustificate all’accesso alle libere professioni. Rafforzare i poteri dell’autorità federale garante della concorrenza e accelerare l’attuazione della riforma del diritto della concorrenza;
            
         
               7)
            
            
               ristrutturare ulteriormente le banche che hanno beneficiato del sostegno pubblico e continuare a controllarle, evitando la riduzione eccessiva della leva finanziaria. Rafforzare la cooperazione e il coordinamento delle decisioni strategiche nazionali con gli organismi di vigilanza del settore finanziario di altri paesi.
            
         
      Fatto a Bruxelles, il 10 luglio 2012
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         V. SHIARLY
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  Mantenuti per il 2012 dalla decisione 2012/238/UE del Consiglio, del 26 aprile 2012, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (GU L 119 del 4.5.2012, pag. 47).
   
      (3)  GU C 210 del 16.7.2011, pag. 8.
   
      (4)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
   
      (5)  Saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle misure temporanee e una tantum, ricalcolato dai servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma, secondo la metodologia concordata.
   
      (6)  GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36.
   
      (7)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.