CELEX: 
Language: it
Date: 2000-09-16 00:00:00
Title: 2000/546/CE,CECA,Euratom: Decisione del Parlamento europeo, del 6 luglio 2000, che concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 1998 - Risoluzione del Parlamento europeo recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione che concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 1998 [SEC(1999) 412 — C5-0006/1999 — 1999/2050(DEC)]

Avis juridique important

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52000BP0006

Risoluzione del Parlamento europeo recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione che concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 1998 [SEC(1999) 412 - C5-0006/1999 - 1999/2050(DEC)]  

Gazzetta ufficiale n. L 234 del 16/09/2000 pag. 0027 - 0032

Risoluzionedel Parlamento europeo recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione che concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 1998 [SEC(1999) 412 - C5-0006/1999 - 1999/2050(DEC)]IL PARLAMENTO EUROPEO,visto l'articolo 276 del trattato CE,visto l'articolo 89, paragrafo 7, del regolamento finanziario, in base al quale le istituzioni della Comunità compiono tutti i passi necessari per dar seguito alle osservazioni contenute nelle decisioni di discarico,constatando che, in base al paragrafo 8 dello stesso articolo, le istituzioni sono altresì tenute a riferire, su richiesta del Parlamento europeo, sulle misure adottate sulla scorta di tali osservazioni e, in particolare, sulle istruzioni da esse impartite ai propri servizi incaricati dell'esecuzione del bilancio,viste la relazione annuale della Corte dei conti sull'esercizio finanziario 1998 (C5-0266/1999)(1) e le relazioni speciali della Corte dei conti nonché le risposte delle istituzioni,vista la raccomandazione del Consiglio del 13 marzo 2000 (C5-0154/2000),vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A5-0190/2000),considerando quanto segue:A. Il presidente della Commissione Romano Prodi ha assunto la sua funzione con l'intento di ristrutturare la Commissione europea rendendola un servizio pubblico efficiente, responsabile e trasparente e di combattervi a tutti i livelli la cattiva gestione, la frode e la corruzione.B. La nuova Commissione non è certo direttamente responsabile di tali casi ma lo è della maniera in cui le riuscirà di trarre le necessarie conseguenze.C. Questo Parlamento ha sottolineato la necessità di una tolleranza zero per quanto riguarda i casi di frode e altre irregolarità ai danni degli interessi finanziari dell'Unione, pur evidenziando nel contempo la necessità di procedimenti disciplinari obiettivi e trasparenti, condotti nel rispetto della legalità e dei diritti della difesa.D. Il discarico rinviato il 13 aprile 2000 può essere ora concesso ma il Parlamento si attende dalla Commissione ulteriori azioni che possono essere enucleate come segue,Dichiarazione di affidabilità1. ricorda che la Corte dei conti ha rifiutato anche per il 1998 e quindi per la quinta volta consecutiva, di garantire che le procedure a monte dei pagamenti del bilancio generale sono nel complesso legittime e regolari(2);2. ricorda che, con tali premesse, la raccomandazione di discarico del Consiglio per la prima volta non è stata espressa all'unanimità;3. ricorda che i dati forniti dalla Corte dei conti non individuano una tendenza positiva, che il numero degli errori sostanziali è tuttora elevato e che i fondi direttamente gestiti dalla Commissione non sono meno interessati delle spese comunitarie effettuate sotto la responsabilità degli Stati membri;4. ne deduce che la riforma della gestione finanziaria (SEM 2000) introdotta dalla precedente Commissione nel 1995 non ha ancora riportato nell'anno 1998 alcun successo misurabile; prende atto, in vista delle future procedure di discarico, della valutazione della Corte dei conti secondo la quale eventuali effetti positivi potrebbero essere riscontrabili solo dopo la fine dell'attuale periodo di programmazione nell'anno 2000;5. mette in guardia dal pericolo che la riforma attualmente in corso possa avere un risultato analogo e ribadisce la richiesta contenuta nella sua risoluzione del 13 aprile 2000 sul rinvio della concessione del discarico per il 1998 rivolta alla Commissione, di impegnarsi a conseguire, al più tardi nel bilancio 2003, l'obiettivo di una dichiarazione di affidabilità positiva;6. sottolinea la necessità di porsi, in vista del raggiungimento di tale meta, obiettivi intermedi verificabili; invita la Commissione a formulare tali obiettivi al più tardi entro la fine dell'anno;Risorse proprie7. chiede alla Commissione di avviare azioni volte a valutare la conformità al diritto comunitario delle legislazioni nazionali in materia di IVA e di presentare a breve scadenza una prima relazione, se necessario limitata a un'indagine settoriale;8. chiede alla Commissione di presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'analisi delle entrate IVA degli Stati membri a partire dall'istituzione del regime transitorio IVA, valutando le varie frodi osservate e fornendone la tipologia;Politica agricola comune9. invita la Commissione a rispettare il principio dell'universalità del bilancio in modo che da una parte gli importi recuperati dalla Commissione sulle spese effettuate dagli Stati membri siano contabilizzati nel bilancio comunitario e dall'altra le rettifiche effettuate dagli Stati membri rispetto ad una dichiarazione precedente non vengano contabilizzate più con le spese del mese;10. invita la Commissione a proporre le modifiche necessarie del regolamento finanziario e del regolamento interessato, per rispettare il principio dell'annualità e consentire la contabilizzazione delle spese a titolo dell'esercizio pertinente;11. invita la Commissione, nel quadro della liquidazione dei conti del FEAOG, a commisurare anche in futuro le richieste di rimborso presentate agli Stati membri al danno accertato per il bilancio comunitario e ad effettuare correzioni finanziarie forfettarie solamente nei casi in cui non sia possibile determinare con esattezza l'entità del danno subito;12. ne deduce, per quanto riguarda il caso specifico delle esportazioni di burro all'ex URSS, che nel 1994 la direzione generale dell'Agricoltura della Commissione, dopo un'iniziale resistenza interna da parte di altre divisioni della Commissione, ha infine proposto alle autorità irlandesi di ridurre la cauzione da 17,6 milioni a 3 milioni di ECU malgrado, per la Corte dei conti, nessuna specifica disposizione giuridica lo consentisse; ne deduce inoltre che il modo in cui la Commissione ha affrontato questo caso ed altri casi analoghi è stato contestato dalla Corte dei conti;13. si compiace del fatto che l'ufficio per la lotta antifrode OLAF abbia avviato un'indagine che deve appurare per quale motivo il processo verbale della riunione decisiva del 7 gennaio 1994 nell'ambito del gabinetto dell'allora presidente della Commissione non sarebbe reperibile; invita l'OLAF a trasmettere al più presto la sua relazione d'inchiesta al Parlamento e di comunicargli anche se l'impresa interessata sia stata da allora oggetto di indagini da parte dei servizi della Commissione ovvero delle competenti autorità giudiziarie nazionali;14. afferma che l'esame del caso e delle possibili conseguenze potrà essere concluso solamente:- quando saranno stati esaminati i risultati dell'indagine dell'OLAF e- quando sarà stato accertato che la Commissione ha trasmesso al Parlamento tutti i documenti disponibili relativi al caso;15. incarica la sua commissione competente di dar seguito alle questioni generali che il caso in questione ha evidenziato e in particolare:a) l'applicazione retroattiva del diritto comunitario;b) i criteri che determinano la proporzionalità della riduzione delle correzioni finanziarie;c) le condizioni alle quali la Commissione rinuncia a una parte significativa deI debito (135 milioni di ECU) in virtù dell'articolo 29 del regolamento finanziario;d) il numero di casi del genere riguardanti l'esportazione di burro all'ex Unione sovietica;e) la questione di stabilire a chi incombe la responsabilità ultima qualora valutazioni personali portino a perdite potenziali fino a un importo determinatoe a riferire in merito ai suoi riscontri nell'ambito del discarico 1999;16. si aspetta che la Commissione collabori in modo costruttivo al chiarimento di tali questioni;Azioni strutturali17. ritiene che la competenza per l'esecuzione dei Fondi strutturali dovrebbe far trasparire con maggiore chiarezza il ruolo della Commissione (ove necessario, attraverso la modifica dei regolamenti applicativi) e che sarebbe necessario conferirle un potere sanzionatorio che le consenta di ridurre effettivamente le disfunzioni;18. chiede che il monitoraggio dei Fondi strutturali sia più efficace e che la valutazione intermedia costituisca un autentico strumento di buona gestione del bilancio;19. ritiene che la Commissione debba chiarire senza ambiguità quali siano le spese rimborsabili, in particolare per quanto riguarda l'effettiva esecuzione dei Fondi strutturali nel loro complesso nelle regioni dell'obiettivo 1 e 2 cui sono destinati in virtù dei regolamenti e si compiace dell'elaborazione delle nuove schede di ammissibilità;20. insiste sul fatto che la Commissione deve tenerlo costantemente informato in merito all'efficacia dei controlli effettuati dagli Stati membri ai sensi dell'articolo 39, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1260/1999;21. chiede inoltre di essere informato dei problemi generali nei contatti con gli Stati membri connessi all'applicazione dell'articolo 39, paragrafo 2, di detto regolamento;22. ritiene che un miglioramento della stima concernente gli stanziamenti di pagamento necessari consenta di evitare le notevoli discrepanze tra gli stanziamenti previsti e quelli eseguiti nel settore degli interventi strutturali; ritiene che i continui tentativi da parte del Consiglio di ridurre gli stanziamenti di pagamento dei fondi strutturali creino inutili problemi di liquidità; si creano inoltre problemi in relazione all'impiego degli stessi nelle zone in cui si registrano i più elevati tassi di disoccupazione e i minori redditi pro capite;23. manifesta il proprio rammarico per il numero sempre elevato di irregolarità constatate dalla Corte dei conti, specie per quanto riguarda le dichiarazioni di spesa; chiede pertanto agli Stati membri di adeguare i loro sistemi amministrativi di requisiti previsti dai regolamenti riguardanti i fondi strutturali per garantire un'efficace gestione delle azioni strutturali nel nuovo periodo di programmazione 2000-2006;24. constata con un certo stupore che anche alla fine di questo periodo di programmazione azioni risalenti a prima del 1989 non sono state ancora concluse e invita la Commissione a concludere più tempestivamente il periodo di programmazione 1989-1993 avvalendosi della possibilità di sopprimere automaticamente gli impegni;25. ricorda che nonostante i precedenti richiami, la Commissione non ha ancora provveduto a far sì che gli stanziamenti di pagamento del fondo sociale europeo vengano adeguati al fabbisogno reale;26. constata che la strategia delle azioni integrate perseguita nel quadro delle iniziative comunitarie, non ha potuto essere attuata in modo soddisfacente dalla Commissione mediante progetti finanziati da più fondi; si aspetta ora che la cooperazione con altri programmi comunitari si svolga in modo più efficace presso le direzioni generali responsabili essendo ogni iniziativa comunitaria finanziata da un unico fondo;27. ricorda le critiche formulate dalla Corte dei conti in merito alla scarsa possibilità di quantificare gli effetti occupazionali degli interventi dei fondi strutturali e chiede al Consiglio e alla Commissione di dare seguito alle sue ripetute richieste di definire indicatori più adeguati e migliorare la valutazione;28. chiede alla Commissione che, nel quadro dei negoziati sul periodo di programmazione 2000-2006, si insista su un equilibrio tematico nei piani nazionali per gli interventi del fondo sociale europeo;29. si aspetta dalla Commissione misure più efficaci affinché siano rimossi gli errori nei pagamenti (spese rimborsabili) denunciati nella relazione annuale della Corte dei conti;Politiche interne30. sottolinea la notevole importanza di affidare l'elaborazione della politica e l'esecuzione di compiti chiave di gestione finanziaria a funzionari che siano pienamente responsabili del loro operato di fronte all'Istituzione e di evitare di fare eccessivo assegnamento su appaltatori esterni;31. riconosce che, per quanto riguarda le nuove iniziative richieste dalla Commissione, l'autorità di bilancio dovrà tener pienamente conto delle esigenze a livello di risorse umane e finanziarie e della necessità di ricorrere a riassegnazioni, nel rispetto del trattato e dei limiti interistituzionali concordati dalle istituzioni e dagli Stati membri nell'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999;32. invita la Commissione a introdurre indicatori che consentano di valutare l'efficacia ed efficienza dei programmi, tenendo presente l'incidenza relativa delle spese amministrative;33. richiama l'attenzione della Commissione sul fatto che le commissioni parlamentari hanno avviato la creazione di meccanismi di monitoraggio e reitera la propria richiesta di fornir loro tutte le necessarie informazioni su base regolare;Ricerca34. deplora il notevole numero di errori sostanziali incorsi in circa un terzo dei pagamenti, in relazione ai quali la Commissione ha versato al beneficiario finale importi superiori al dovuto sulla base di stime eccessive delle spese, e inoltre gli errori formali che si sono verificati in circa un quinto dei pagamenti;35. deplora gli errori e le inesattezze, fra cui la deliberata sopravvalutazione delle spese in quasi due terzi dei pagamenti basati su dichiarazioni di spesa, inaccuratezze ed errori dovuti a interpretazioni erronee, agli insufficienti controlli da parte dei servizi della Commissione ed all'assenza di penalità contrattualmente stabilite per tali casi;36. invita la Commissione a rendere rapidamente più semplici e chiari i suoi contratti tipo e a fornire definizioni precise e non ambigue delle "spese ammissibili", per evitare il rischio di pagare importi superiori al dovuto;37. invita la Commissione a eliminare gli errori sistematici mediante modifiche legislative e a migliorare la legittimità e regolarità dei pagamenti mediante valutazioni più accurate ed esatte dei costi dichiarati dai beneficiari;38. chiede alla Corte dei conti di esaminare in modo approfondito la legittimità e regolarità dei pagamenti, soprattutto nel settore della ricerca che copre quasi i due terzi del bilancio delle politiche interne;39. ritiene che il miglioramento della gestione e del coordinamento fra le direzioni generali interessate sia una premessa essenziale per garantire l'efficace attuazione dei programmi di ricerca, e che i progressi in tal campo debbano essere rigorosamente controllati e regolarmente comunicati alla commissione competente;40. chiede alla Commissione la valutazione approfondita del controllo di rendimento sul Centro comune di ricerca (CCR) del 28 aprile 1998 e una relazione sulle conseguenze che ne sono state tratte;41. chiede che la Commissione nell'ambito di nuove proposte legislative presti attenzione ai seguenti aspettia) trasparenza, semplicità e chiarezza;b) controllabilità ottimale;c) sanzioni in caso di violazione delle norme e di dichiarazioni intenzionalmente inesatte per tutte le persone responsabili;Aiuti esterni42. constatata che la situazione in materia di procedure di gara nell'ambito dei programmi TACIS e PHARE non è cambiata nonostante le osservazioni del controllo finanziario della Commissione e della Corte dei conti europea riguardo agli esercizi finanziari 1997 e 1998;43. constata che tale situazione presenta un rischio potenziale di lesione degli interessi finanziari dell'Unione europea nei paesi beneficiari e continua a recare pregiudizio alla sua immagine in tali paesi;44. rinnova alla Commissione la richiesta già formulata nella sua risoluzione del 4 maggio 1999(3) in sede di rinvio del discarico per l'esercizio finanziario 1997 e si attende adesso misure rigorose e una risposta chiara da parte della Commissione;45. chiede nuovamente alla Corte dei conti di effettuare una verifica sulle procedure di gara e sulla gestione dei fascicoli nell'ambito dei programmi PHARE e TACIS;46. segnala che nella scelta e nel controllo dell'impresa che nell'ambito di "ECHO-Flight" era competente per il trasporto dei beni destinati all'aiuto umanitario, si sono verificate gravi mancanze;47. in relazione agli insegnamenti da trarre dal caso ECHO, prende atto che la Commissione si è dichiarata disponibile a riaprire procedure disciplinari qualora emergano nuovi elementi, ma esprime la propria insoddisfazione per il fatto che la Commissione non si è ancora impegnata a introdurre un elemento esterno nella sua procedura disciplinare;Riforma dei procedimenti disciplinari48. vede nei casi suscettibili di procedimento disciplinare emersi nel quadro della procedura di discarico per il 1998 un elemento che rafforza la sua richiesta avanzata nella risoluzione del 19 gennaio 2000 sulla seconda relazione del Comitato di esperti indipendenti (paragrafo 37) di non affidare più ad organi interni alla Commissione l'applicazione delle disposizioni del regolamento finanziario e dello Statuto riguardanti la responsabilità finanziaria dei funzionari per i danni da essi causati, disposizioni in vigore da molto tempo, ma di incaricare di tale compito una sezione per i procedimenti disciplinari relativi alle irregolarità in materia di bilancio da istituire presso la Corte dei conti o la Corte di giustizia;Funzionamento dei sistemi di controllo49. prende atto con preoccupazione del fatto che nel 1998, nel settore dei fondi strutturali, il numero dei controlli effettuati dai servizi della Commissione, che era già modesto, è stato significativamente ridotto;50. considera un segno di debolezza del controllo finanziario della Commissione il fatto che nonostante l'elevato tasso di errori accertato dalla Corte dei conti nel 1998 non si sia verificato neanche un solo caso di rifiuto del visto da parte del controllo finanziario;51. ribadisce la sua richiesta alla Commissione [paragrafi 10 e 11, lettera f), della sua risoluzione del 19 gennaio 2000 sulla riforma della Commissione] di rafforzare in modo duraturo il ruolo del controllore finanziario, in sintonia con le raccomandazioni della Corte dei conti, attraverso le seguenti misure:a) in luogo di controlli preventivi globali, controlli preventivi mirati sulla base di analisi del rischio o su richiesta degli ordinatori interessati;b) nessuna subordinazione gerarchica dei funzionari del controllo finanziario ai direttori generali controllati, bensì mantenimento e decentramento del controllo finanziario indipendente in accordo con l'articolo 24 del regolamento finanziario;Accesso del Parlamento alle informazioni52. ricorda che a norma dell'articolo 276 del trattato CE la Commissione è tenuta a fornire su richiesta al Parlamento, nell'ambito della procedura di discarico, tutte le informazioni necessarie;53. ribadisce i principi fondamentali sanciti in particolare al paragrafo 26 della propria risoluzione del 19 gennaio 2000 sul discarico per l'esercizio finanziario 1997 in merito all'accesso del Parlamento alle informazioni;54. prende atto che la Commissione e il Parlamento europeo hanno concluso un accordo interistituzionale sull'accesso del Parlamento alle informazioni; sottolinea la propria determinazione a seguire attentamente l'attuazione di tale accordo in particolare per assicurare che non siano violati i diritti dei singoli deputati;55. deplora che la Commissione si sia rifiutata nella procedura di discarico per il 1998 di presentare relazioni e verbali sulle indagini amministrative che aveva trasmesso alla Corte dei conti;56. ricorda che il Parlamento, in quanto autorità di discarico, si attende che:a) la Commissione abbia informato esaustivamente le autorità giudiziarie competenti sui casi sospetti di frode;b) la Commissione ottemperi all'obbligo previsto agli articoli 73 e 74 del regolamento finanziario;ricorda inoltre che questo Parlamento per potersi accertare che la Commissione stia adempiendo ai propri doveri, deve aver accesso ai relativi documenti;57. ricorda che la trasmissione di informazioni riservate deve avvenire nel rispetto delle disposizioni che disciplinano i procedimenti giudiziari e disciplinari;58. invita pertanto la Commissione a riesaminare la propria posizione e ad adoperarsi, in quanto custode dei trattati, a che il Parlamento possa pienamente ottemperare ai propri obblighi di verifica nell'ambito della procedura di discarico.(1) GU C 349 del 3.12.1999.(2) GU C 349 del 3.12.1999, pagg. 168/169.(3) GU C 279 dell'1.10.1999, pag. 119.