CELEX: 51998PC0787
Language: it
Date: 1998-12-21
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma della Comunità europea all'Accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
            *        ir
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  ,iftî * "                                                 Bruxelles, 21.12.1998
                                                            COM(1998)787def.
.iiat sa*1-
                                                Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
                              relativa alla firma della Comunità europea
              all'Accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfìni
                                      (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                         RELAZIONE
La Commissione interamericana per i tonnidi tropicali (IATTC) è stata istituita nel 1950
per studiare la biologia dei tonnidi tropicali del Pacifico orientale e in particolare
Tassociazione tonno-delfino, specifica di tale regione e all'origine di una forte mortalità
di delfini nell'ambito della pesca tonniera.
La Comunità non è parte contraente di tale organizzazione.
Il problema della pesca del tonno in associazione con i delfini ha assunto dimensioni
politiche significative quando gli Stati Uniti hanno imposto un embargo sulle
importazioni in provenienza dal Messico e da altri paesi dell'America latina di tonno
pescato con mortalità di delfini. Tale imbargo ha avuto un effetto indiretto anche sulle
esportazioni della Comunità negli USA.
In una riunione intergovernativa svoltasi nel 1998 nell'ambito della IATTC è stato
elaboralo un Accordo per la conservazione dei delfini, inteso a limitarne la mortalità
nella pesca tonniera del Pacifico orientale ed alla IATTC è stato conferito un ruolo di
coordinamento per l'attuazione dell'accordo in questione. La Commissione ha
partecipalo in qualità di osservatore.
L'Accordo costituisce il momento culminante di una strategia che mira a conseguire tre
obiettivi: potenziare la IATTC, grazie all'adesione di tutti i paesi che praticano la pesca
nella zona, abrogare la normativa americana e attuare un programma multilaterale per la
protezione dei delfini. L'applicazione dell'accordo sarà effettiva solo dopo che esso sarà
stato ratificato e firmato da almeno quattro stati o organizzazione di integrazione
economica regionale membri della IATTC o i quali pescherecci catturano il tonno nella
zona dell'Accordo mentre il detto Accordo è proposto alla firma.
La Comunità detiene interessi di pesca nel Pacifico orientale ed è pertanto obbligata, ai
sensi della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, a cooperare con le altre
parti interessate alla gestione e alla conservazione delle risorse nella regione. D'altro
canto la partecipazione attiva della Comunità alla gestione dell'Accordo intemazionale
sui delfini è attualmente limitata dal fatto che essa non è membro della IATTC.
Per tali motivi è nell'interesse della Comunità aderire alla IATTC e firmare l'Accordo
internazionale per la protezione dei delfini. La firma dell'Accordo sarà la prima fase nel
processo di un eventuale approvazione dell'Accordo dalla Comunità, che dovrebbe pero
essere collegata all'accettazione dell'adesione della Comunità alla IATTC dalle altri Parti
contraenti.
Se l'adesione alla IATTC dovesse prendere più tempo del previsto, per raggioni tecniche,
 la Comunità potrebbe, dopo avere firmato l'Accordo, dichiarare la sua applicazione
provvisoria nella Comunità.
Al Consiglio si chiede di :
firmare l'Accordo internazionale per la conservazione dei delfìni in nome della
Comunità..
                                                                                            I
 ---pagebreak---                        Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO
                          relativa alla firma della Comunità europea
          all'Accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfìni
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 43, in
combinato disposto con l'articolo 228, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione,
considerando che la Comunità è competente ad adottare misure di conservazione e di
gestione delle risorse alieutiche e a contrarre accordi con paesi terzi o con organizzazioni
internazionali;
considerando che la Comunità è Parte contraente della Convenzione delle Nazioni Unite
sul diritto del mare, facente obbligo a tutti i membri della comunità intemazionale di
collaborare ai fini della conservazione e della gestione delle risorse biologiche marine;
considerando che la Comunità è firmataria dell'Accordo ai fini dell'applicazione delle
disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, del 10 dicembre
1982, relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici transzonali e degli stock
ittici altamente migratori;
considerando che la 35a Riunione intergovernativa relativa alla conservazione dei tonni e
dei delfini nel Pacifico orientale ha adottato, nel febbraio 1998, l'Accordo sul programma
internazionale per la conservazione dei delfini;
considerando che gli obiettivi dell'Accordo includono la progressiva riduzione, a livelli
prossimi allo zero, della mortalità accidentale di delfini nell'ambito della pesca tonniera
con reti da circuizione a chiusura nel Pacifico orientale tramite la fissazione di limiti
annui, nonché la sostenibilità a lungo termine degli stock di tonno nella zona
dell'Accordo;
considerando che i pescatori comunitari effettuano operazioni di pesca sugli stock di
tonni nella zona dell'Accordo; che è pertanto nell'interesse della Comunità svolgere un
ruolo attivo nell'attuazione dello stesso;
considerando che, ai sensi dell'articolo XIV dell'Accordo, la IATTC ha un molo
fondamentale nel coordinare l'attuazione dello stesso, e che molte misure di attuazione
vengono adottate nell'ambito di detta commissione; che è pertanto necessario che la
Comunità aderisca simultaneamente all'Accordo e alla IATTC;
considerando che l'Accordo e aperto alla firma a Washington dal 15 Maggio 1998 al 14
      Maggio 1999 agli Stati costieri della zona dell'Accordo, nonché ai paesi o alle
      organizzazioni di integrazione economica regionale membri della IATTC o le cui
      navi partecipano alle attività di pesca al tonno nella zona dell'Accordo durante il
      periodo in cui l'Accordo è aperto alla firma.
                                                                                               3.
 ---pagebreak--- Considerando che la firma dell'Accordo è la prima fase anteriore alla sua approvazione
     dalla Comunità, in conformità con le procedure appropriate del trattato.
DECIDE:
                                          Articolo 1
La Comunità europea firma l'Accordo sul programma internazionale per la
conservazione dei delfini soggetto alla sua approvazione.
11 testo dell'accordo è allegato alla presente decisione.
                                          Articolo 2
(1 )      Il presidente del Consiglio designa la persona autorizzata a firmare l'Accordo in
        nome della Comunità europea.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                     Per il Consiglio
                                                                     Il Presidente
                                                                                            H
 ---pagebreak---   ACCORDO SUL PROGRAMMA INTERNAZIONALE PER LA CONSERVAZIONE DEI DELFINI
                                          PREAMBOLO
Le Parti contraenti del presente accordo,
CONSAPEVOLI CHE, in virtù delle pertinenti disposizioni del diritto internazionale,
accolte nella Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 1982,
tutti gli Stati sono tenuti ad adottare le misure che risultino necessarie per la
conservazione e la gestione delle risorse marine vive, ovvero a collaborare con altri Stati
nell'adozione delle medesime;
ISPIRATE dai principi contenuti nella Dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo
del 1992, nonché dal desiderio di applicare i principi e le norme del Codice di condotta
per una pesca responsabile adottato dalla conferenza FAO nel 1995;
SOTTOLINEANDO la volontà politica della comunità internazionale di contribuire a
potenziare l'efficacia delle misure di gestione e conservazione delle risorse alieutiche
tramite l'Accordo inteso a favorire il rispetto delle misure internazionali di conservazione
e di gestione da parte dei pescherecci in alto mare, adottato dalla conferenza FAO nel
1993;
PRENDENDO NOTA del fatto che la 50a assemblea generale delle Nazioni Unite,
conformemente alla risoluzione A/RES/50/24, ha adottato l'Accordo ai fini
dell'applicazione delle disposizioni della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del
mare, del 10 dicembre 1982, relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici
transzonali e degli stock ittici altamente migratori (l'"Accordo delle Nazioni Unite sugli
stock ittici transzonali e gli stock ittici altamente migratori");
CONFERMANDO gli impegni stabiliti nell'Accordo di La Jolla del 1992 e nella
Dichiarazione di Panama del 1995;
INSISTENDO sull'obiettivo di eliminare la mortalità dei delfini nella pesca tonniera con
reti da circuizione a chiusura nel Pacifico orientale e di trovare sistemi ecologicamente
corretti per la cattura dei tonni albacora di grandi dimensioni che non coinvolgano i
delfini;
CONSIDERANDO l'importanza della pesca tonniera come fonte di alimentazione e di
reddito per le popolazioni delle Parti e il fatto che le misure di conservazione e gestione
devonorisponderea queste esigenze e tener conto del proprio impatto socioeconomico;
RICONOSCENDO la drastica riduzione della mortalità accidentale di delfini ottenuta
grazie all'Accordo di La Jolla;
CONVINTE, sulla base dei dati scientifici, che la tecnica per la pesca del tonno in
associazione con i delfini, nel rispetto delle norme e delle procedure stabilite
nell'Accordo di La Jolla e accolte nella Dichiarazione di Panama, costituisce un metodo
                                                                                             b
 ---pagebreak--- efficace per la protezione dei delfini e l'uso razionale delle risorse tonniere nel Pacifico
orientale;
RIAFFERMANDO che la cooperazione multilaterale costituisce il mezzo più efficace
per raggiungere gli obiettivi della conservazione e dell'uso sostenibile delle risorse
marine vive;
DECISE a garantire la sostenibilità degli stock di tonno nel Pacifico orientale e a ridurre
progressivamente a livelli prossimi allo zero la mortalità accidentale di delfini nella pesca
tonniera praticata in detto oceano, nonché ad evitare, ridurre e minimizzare le catture
accidentali e i rigetti in mare di novellarne di tonno e le catture accidentali di specie non
bersaglio, tenendo conto delle interrelazioni tra le specie all'interno dell'ecosistema;
HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE :
                                 ARTICOLO I. DEFINIZIONI
                                                                            Ì
Ai fini del presente accordo si intende per:
(1)     "Tonno", le specie del sottordine Scombroidei (Klawe, 1980) ad eccezione del
        genere Scomber;
(2)     "Delfini", le specie della famiglia Delphinidae associate alla pesca del tonno
        albacora nella zona di applicazione dell'accordo;
(3)     "Nave", un'imbarcazione che esercita la pesca tonniera con reti da circuizione a
        chiusura;
(4)     "Parti", gli Stati o le organizzazioni di integrazione economica regionale che
        hanno accettato di sottostare al presente accordo e per le quali lo stesso è in
        vigore;
(5)     "Organizzazione di integrazione economica regionale", un'organizzazione di
        integrazione economica regionale a cui i relativi Stati membri hanno trasferito le
        proprie competenze per le materie oggetto del presente accordo, incluso il potere
        di prendere in proposito decisioni vincolanti per gli Stati stessi;
(6)     "IATTC", la Commissione interamericana per i tonnidi tropicali;
(7)     "Accordo di La Jolla", lo strumento adottato nella riunione intergovernativa
        tenutasi nel giugno 1992;
(8)     "Programma internazionale per la conservazione dei delfini", il programma
        internazionale definito ai sensi del presente accordo sulla base dell'Accordo di La
        Jolla, formalizzato, modificato e ampliato conformemente alla Dichiarazione di
        Panama;
(9)     "Programma di osservatori a bordo", il programma di cui all'allegato II;
(10)    "Dichiarazione di Panama", la dichiarazione firmata nella città di Panama,
         Repubblica di Panama, il 4 ottobre 1995;
                                                                                              S
 ---pagebreak--- (11)    "Direttore", il direttore delle ricerche della IATTC.
                                   ARTICOLO II. OBIETTIVI
Il presente accordo si propone i seguenti obiettivi:
(1)     ridurre progressivamente a livelli prossimi allo zero la mortalità accidentale di
        delfini nella pesca del tonno con reti da circuizione a chiusura nella zona
        dell'accordo, tramite lafissazionedi limiti annui;
(2)     al fine di eliminare la mortalità dei delfini in questo tipo di pesca, trovare sistemi
        ecologicamente corretti per la cattura dei tonni albacora di grandi dimensioni che
        non coinvolgano i delfini; e
(3)     garantire la sostenibilità a lungo termine degli stock di tonno nella zona
        dell'accordo, nonché quella delle risorse marine vive connesse a questo tipo di
        pesca, tenendo conto delle interrelazioni tra le specie all'interno dell'ecosistema e
        sforzandosi in particolare di evitare, ridurre e minimizzare le catture accessorie e i
        rigetti in mare del novellarne di tonno e delle specie non bersaglio.
                   ARTICOLO III. ZONA DI APPLICAZIONE DELL'ACCORDO
La zona di applicazione dell'accordo ("la zona dell'accordo") è definita nell'allegato I.
                     ARTICOLO IV. MISURE DI CARATTERE GENERALE
Nell'ambito della IATTC, le Parti:
(1)      adottano le misure volte alla conservazione degli ecosistemi nonché le misure di
        conservazione e gestione atte ad assicurare la sostenibilità a lungo termine degli
        stock di tonno e degli altri stock di risorse marine vive associate alla pesca
        tonniera con reti da circuizione a chiusura nella zona dell'accordo, sulla base delle
        migliori informazioni scientifiche disponibili, e seguono un approccio
        precauzionale, coerente con le pertinenti disposizioni del Codice di condotta FAO
        per una pesca responsabile .e dell'Accordo delle Nazioni unite sugli stock ittici
        transzonali e gli stock ittici altamente migratori; tali misure devono essere intese a
        mantenere o riportare la biomassa degli stock sfruttati a livelli pari o superiori a
        quelli atti a produrre il rendimento massimo sostenibile, nonché a mantenere o
        riportare la biomassa degli stock associati a livelli pari o superiori a quelli atti a
        produrre il rendimento massimo sostenibile; e
(2)     proporzionalmente alla proprie capacità, adottano misure volte a valutare le
        catture e le catture accessorie di novellarne di tonno albacora e di altri stock di
        risorse marine vive connesse alla pesca tonniera con reti da circuizione a chiusura
        nella zona dell'accordo e fissano misure ai sensi dell'articolo VI intese fra l'altro
        a evitare, ridurre o minimizzare le catture accessorie di novellarne di tonno
        albacora e di specie non bersaglio, al fine di assicurare la sostenibilità a lungo
        termine di tutte queste specie, tenendo conto delle loro interrelazioni all'interno
        dell'ecosistema.
                                                                                               >
 ---pagebreak---   ARTICOLO V. PROGRAMMA INTERNAZIONALE PER LA CONSERVAZIONE DEI DELFINI
Conformemente al Programma internazionale per la conservazione dei delfini e in
considerazione degli obiettivi del presente accordo, le Parti dovranno in particolare:
(1)    limitare la mortalità accidentale globale dei delfìni nell'ambito della pesca
       tonniera con reti da circuizione a chiusura nella zona dell'accordo a un massimo
       di 5 000 esemplari all'anno, tramite l'adozione e attuazione di opportune misure,
       che includono:
       (a)     l'istituzione di un sistema di incentivi destinati ai comandanti delle navi
               perché continuino a ridurre la mortalità accidentale dei delfini, con lo
               scopo di eliminarla nell'ambito di questo tipo di pesca;
       (b)     l'istituzione, nell'ambito della IATTC, di un sistema di formazione tecnica
               e di certificazione per i comandanti e gli equipaggi dei pescherecci circa la
               natura degli attrezzi e il loro uso, nonché sulle tecniche per il salvataggio e
               la protezione dei delfini;
       (e)     nell'ambito della IATTC, la promozione e il sostegno della ricerca per
               migliorare l'equipaggiamento, le tecniche e gli attrezzi di pesca, inclusi
               quelli utilizzati nella pesca del tonno associato ai delfìni;
       (d)     la creazione di un sistema equo di attribuzione dei limiti di mortalità dei
               delfini (LMD), compatibile coi limiti annui di mortalità dei delfini,
               conformemente agli allegati III e IV;
       (e)     l'esigenza che le loro navi rispettive alle quali è stato assegnato un LMD,
               o che comunque operano nella zona dell'accordo, soddisfino i requisiti
               operativi di cui all'allegato Vili;
       (f)     l'istituzione di un sistema per la determinazione dell'origine e il controllo
               dei tonni catturati con e senza uccisione o ferimento grave di delfini, sulla
               base degli elementi di cui all'allegato IX;
       (g)     lo scambio completo e tempestivo dei dati di ricerca scientifica raccolti
               dalle Parti in virtù del presente accordo; e
       (h)     l'organizzazione di ricerche volte a trovare sistemi ecologicamente corretti
               per la cattura dei tonni albacora di grandi dimensioni che non coinvolgano
               i delfini;
(2)    stabilire limiti annui di mortalità per ciascuno stock di delfini, nonché analizzare e
       valutare gli effetti di tali limiti, conformemente all'allegato III; e
(3)    riesaminare le misure nell'ambito di una riunione delle Parti.
                                                                                               i
 ---pagebreak---                 ARTICOLO VI. SOSTENIBILITÀ DELLE RISORSE MARINE VIVE
Ai sensi dell'articolo IV, le Parti si impegnano a elaborare e applicare, nell'ambito della
IATTC, opportune misure volte a garantire la sostenibilità a lungo termine delle risorse
marine vive associate alla pesca tonniera con reti da circuizione a chiusura nella zona
dell'accordo, tenendo conto delle interrelazioni tra le specie all'interno dell'ecosistema.
A tal fine, le Parti dovranno fra l'altro:
(1)     elaborare e applicare un programma inteso a valutare, sorvegliare e ridurre al
        minimo le catture accessorie di novellarne di tonno e specie non bersaglio nella
        zona dell'accordo;
(2)     nella misura del possibile, sviluppare ed imporre l'uso di attrezzi e tecniche di
        pesca selettivi, sicuri per l'ambiente e validi in termini di costi/efficacia;
(3)     esigere, nella misura del possibile, che le proprie navi operanti nella zona
        dell'accordo liberino vive le tartarughe marine e le altre specie minacciate o in
        pericolo catturate accidentalmente; nonché
(4)     chiedere alla IATTC di avviare indagini atte a valutare se la capacità di pesca
        delle navi operanti nella zona dell'accordo rappresenti una minaccia alla
        sostenibilità degli stock di tonno e di altre risorse marine vive associate a quel
        tipo di pesca e, in caso affermativo, esaminare le misure possibili e
        raccomandarne ove del caso l'adozione.
                    ARTICOLO VII. ATTUAZIONE A LIVELLO NAZIONALE
Ciascuna Parte adotta, conformemente al proprio ordinamento giuridico e alle proprie
procedure inteme, le misure necessarie a garantire l'attuazione e il rispetto del presente
accordo, nonché se del caso le disposizioni legislative e regolamentari pertinenti.
                          ARTICOLO Vili. RIUNIONE DELLE PARTI
(1)      Le Parti si riuniscono periodicamente per esaminare le questioni relative
         all'attuazione del presente accordo e adottare tutte le decisioni ad esso pertinenti.
(2)      La riunione ordinaria delle Parti deve aver luogo almeno una volta l'anno,
         preferibilmente in coincidenza con una riunione della IATTC.
 (3)     Qualora lo ritengano necessario, le Parti possono inoltre organizzare riunioni
         straordinarie. Tali riunioni vengono convocate su richiesta di una delle Parti,
         purché tale richiesta ottenga il sostegno della maggioranza delle stesse.
 (4)     La riunione delle Parti può svolgersi esclusivamente in presenza di un quorum di
         partecipanti. Il quorum viene raggiunto quando è presente la maggioranza delle
         Parti. Tale norma si applica altresì alla riunione degli organi sussidiari istituiti
         nell'ambito del presente accordo.
                                                                                               3
 ---pagebreak--- (5)     La riunione si svolge in spagnolo e in inglese e i relativi documenti vengono
        redatti in entrambe queste lingue.
                                  ARTICOLO IX. DECISIONI
L'adozione di tutte le decisioni delle Parti nell'ambito di una riunione convocata ai sensi
dell'articolo Vili avviene per consensus.
                     ARTICOLO X. COMITATO CONSULTIVO SCIENTIFICO
Le funzioni del comitato consultivo scientifico, istituito conformemente all'Accordo di
La Jolla, sono quelle descritte nell'allegato V. Il comitato è composto e opera in
conformità delle disposizioni dell'allegato V.
          ARTICOLO XI. COMMISSIONI CONSULTIVE SCIENTIFICHE NAZIONALI
(1)     Ciascuna delle Parti, conformemente al proprio ordinamento giuridico e alle
        proprie procedure interne, istituisce una commissione consultiva scientifica
        nazionale (CCSN) di esperti qualificati, operanti a titolo individuale, provenienti
        dal settore pubblico e privato e dalle organizzazioni non governative e
        comprendenti, fra l'altro, scienziati qualificati.
(2)     Le funzioni delle CCSN comprendono, in particolare, quelle descritte
        nell'allegato VI.
(3)     Le Parti provvedono affinché le CCSN collaborino, attraverso riunioni regolari e
        tempestive, all'esame dei dati e dello stato degli stock, nonché alla formulazione
        di pareri volti a conseguire gli obiettivi del presente accordo. Tali riunioni devono
        aver luogo almeno una volta l'anno in coincidenza con una riunione ordinaria
        delle Parti.
               ARTICOLO XII. GRUPPO INTERNAZIONALE DI VALUTAZIONE
Le funzioni del gruppo internazionale di valutazione (GIV), istituito conformemente
all'Accordo di La Jolla, sono quelle descritte nell'allegato VII. Il GIV è composto e opera
conformemente alle disposizioni dell'allegato VII.
                 ARTICOLO    XIII. PROGRAMMA DI OSSERVATORI A BORDO
Il Programma di osservatori a bordo, stabilito conformemente all'Accordo di La Jolla,
opera conformemente alle disposizioni dell'allegato II.
                                                                                              A°
 ---pagebreak---                               ARTICOLO XIV. RUOLO DELLA IATTC
In previsione del ruolo che la IATTC sarà tenuta a svolgere nel coordinamento
dell'applicazione del presente accordo, le Parti chiedono fra l'altro a detto organismo di
fornire un servizio di segreteria e di svolgere le altre funzioni descritte nel presente
accordo o decise in conformità dello stesso.
                                  ARTICOLO XV. FINANZIAMENTO
Le Parti contribuiscono alle spese necessarie al conseguimento degli obiettivi del
presente accordo mediante la fissazione e la riscossione di canoni applicabili alle navi, il
cui importo viene determinato dalle Parti stesse, fatto salvo il versamento di altri
contributi finanziari volontari.
                          ARTICOLO XVI. OSSERVANZA DELL'ACCORDO
(1)    Ciascuna Parte garantisce, per quanto concerne le navi sotto la propria
       giurisdizione, l'effettiva osservanza delle misure stabilite nel presente accordo o
       adottate in conformità dello stesso. In particolare, ciascuna Parte garantisce, in
       particolare tramite un programma di certificazione e ispezione annuale, che le
       navi sotto la propria giurisdizione soddisfano:
       (a)        i requisiti operativi di cui all'allegato VIII; e
       (b)        i requisiti relativi agli osservatori a bordo di cui all'allegato II.
(2)    In materia di infrazioni ciascuna Parte, tenendo conto delle raccomandazioni del
       GIV e conformemente alla propria legislazione nazionale, applica sanzioni atte a
       garantire l'osservanza delle disposizioni inteme del presente accordo e delle
       misure adottate in virtù dello stesso, nonché a privare i trasgressori dei benefici
       risultanti dalle proprie attività illecite. In caso di infrazione grave, tali sanzioni
       includono il rifiuto, la sospensione o la revoca della licenza di pesca.
(3)     Le Parti stabiliscono incentivi per i comandanti e gli equipaggi delle navi al fine
       di migliorare l'osservanza del presente accordo e dei relativi obiettivi.
(4)    Le Parti adottano misure di cooperazione volte a garantire l'osservanza del
       presente accordo, sulla base delle decisioni prese nel quadro dell'Accordo di La
       Jolla.
(5)    Ciascuna Parte informa tempestivamente il GIV in merito alle misure di
        attuazione adottate ai sensi del presente accordo nonché ai relativi risultati.
                                  ARTICOLO XVII. TRASPARENZA
(1)    Le Parti promuovono la trasparenza nell'attuazione del presente accordo, se del
       caso anche
       racr»  a n r h p mediante
                        mpAiantp. la
                                   In partecipazione
                                      nartftP.mfl7Ìr»nf» pubblica.
                                                         niihhlirn
                                                                                              A-Î
 ---pagebreak--- (2)     Ai rappresentanti delle organizzazioni governative e non governative che si
        occupano di questioni attinenti al campo di applicazione del presente accordo
        viene offerta la possibilità di assistere alle riunioni delle Parti convocate ai sensi
        dell'articolo Vili, in qualità di osservatori o, se del caso, in altra qualità,
        conformemente alle norme e ai criteri di cui all'allegato X. Tali organizzazioni
        devono poter accedere tempestivamente alle informazioni pertinenti, nel rispetto
        delle norme procedurali sull'accesso a tali informazioni eventualmente adottate
        dalle Parti.
                            ARTICOLO XVIII. RISERVATEZZA
(1)     La riunione delle Parti stabilisce norme in materia di riservatezza per tutti gli
        organismi aventi accesso alle informazioni ai sensi del presente accordo.
(2)     In deroga alle norme in materia di riservatezza adottate conformemente al
        paragrafo 1, chiunque sia autorizzato ad accedere ad informazioni riservate può
        divulgarle nell'ambito di procedure giuridiche o amministrative, se così è
        richiesto da un'autorità competente della Parte interessata.
  ARTICOLO XIX. COOPERAZIONE CON ALTRE ORGANIZZAZIONI O ALTRE STRUTTURE
Le Parti cooperano con le organizzazioni o le strutture subregionali, regionali e mondiali
di conservazione e gestione della pesca al fine di promuovere il conseguimento degli
obiettivi del presente accordo.
                  ARTICOLO XX. COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE
(1)     Le Parti cooperano per prevenire le controversie. Ciascuna Parte può consultarsi
        con una o più Parti in merito a qualunque controversia connessa
        all'interpretazione o all'applicazione delle disposizioni del presente accordo per
        raggiungere quanto prima una soluzione soddisfacente per tutti.
(2)     Qualora la controversia non possa essere risolta attraverso tale consultazione entro
        un termine ragionevole, le Parti in questione si consultano quanto prima al fine di
        risolvere la controversia facendo ricorso a qualsiasi mezzo pacifico da esse deciso
        in conformità del diritto internazionale.
                           ARTICOLO XXL DIRITTI DEGLI STATI
Nessuna disposizione del presente accordo può essere interpretata in modo tale da
pregiudicare o mettere in questione la sovranità, i diritti sovrani o la giurisdizione
esercitata da uno Stato conformemente al diritto internazionale, nonché la sua posizione o
il suo punto di vista in merito a questioni relative al diritto del mare.
                                                                                               Au
 ---pagebreak---                           ARTICOLO XXII. PARTI NON CONTRAENTI
(1)      Le Parti incoraggiano tutti gli Stati e le organizzazioni di integrazione economica
         regionale di cui all'articolo XXIV del presente accordo che non aderiscono allo
         stesso a diventarne Parti contraenti o ad adottare leggi e regolamenti compatibili
         con le sue disposizioni.
(2)      Le Parti contribuiscono, conformemente al presente accordo e alle norme di
         diritto internazionale, a dissuadere le navi battenti bandiera di Stati non aderenti
         all'accordo dallo svolgere attività atte a compromettere l'efficace applicazione
         dello stesso. A tal fine, le Parti richiamano fra l'altro l'attenzione degli Stati non
         aderenti su tali attività.
(3)      Le Parti provvedono, direttamente o tramite il direttore, a uno scambio di
         informazioni in merito alle attività delle navi battenti bandiera di Stati non
         aderenti che compromettono l'efficacia del presente accordo.
                                  ARTICOLO XXIII. ALLEGATI
Gli allegati formano parte integrante del presente accordo e, salvo espresse disposizioni
contrarie, qualsiasi riferimento all'accordo comprende gli allegati del medesimo.
                                    ARTICOLO XXIV. FIRMA
Il presente accordo è aperto a Washington, dal 15 maggio 1998 al 14 maggio 1999, alla
firma degli Stati con una linea costiera confinante con la zona dell'accordo, nonché degli
Stati o delle organizzazioni di integrazione economica regionale membri della IATTC o
le cui navi praticano la pesca del tonno nella zona dell'accordo nel periodo in cui
quest'ultimo è aperto alla firma.
                ARTICOLO XXV. RATIFICA, ACCETTAZIONE O APPROVAZIONE
Il presente accordo è soggetto a ratifica, accettazione o approvazione da parte dei
 firmatari conformemente alle rispettive norme e procedure nazionali.
                                   ARTICOLO XXVI. ADESIONE
 Il presente accordo resta aperto all'adesione di qualsiasi Stato o organizzazione di
 integrazione economica regionale che soddisfi i requisiti di cui all'articolo XXIV o che
 sia in altro modo invitato ad aderire sulla base di una decisione delle Parti.
                            ARTICOLO XXVII. ENTRATA IN VIGORE
 (1)      Il presente accordo entra in vigore al momento del deposito presso il depositario
          del quarto strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione.
                                                                                                A*
 ---pagebreak--- (2)     Dopo la data di cui al paragrafo 1, per ciascuno Stato o ciascuna organizzazione di
        integrazione economica regionale che soddisfi i requisiti di cui all'articolo XXIV,
        l'accordo entra in vigore al momento del deposito del relativo strumento di
        ratifica, accettazione, accettazione, approvazione o adesione.
                                 ARTICOLO XXVIII. RISERVE
Il presente accordò non può essere oggetto di riserve.
                      ARTICOLO XXIX. APPLICAZIONE PROVVISORIA
(1)     Il presente accordo viene applicato a titolo provvisorio da uno Stato o da
        un'organizzazione di integrazione economica regionale che acconsenta alla sua
        applicazione provvisoria notificandola per iscritto al depositario. Tale
        applicazione provvisoria diventa effettiva a decorrere dalla data di ricevimento
        della notifica.
(2)     L'applicazione provvisoria da parte di uno Stato o di un'organizzazione di
        integrazione economica regionale ha termine al momento dell'entrata in vigore
        del presente accordo per lo Stato o l'organizzazione di integrazione economica in
        questione, o al momento della notifica al depositario, da parte di tale Stato o di
        tale organizzazione di integrazione economica regionale, della sua intenzione di
        mettere fine all'applicazione provvisoria.
                                 ARTICOLO XXX. MODIFICHE
(1)     Qualsiasi Parte può proporre modifiche al presente accordo trasmettendo al
        depositario il testo delle stesse almeno sessanta giorni prima di una riunione delle
        Parti. Il depositario trasmette alle altre Parti una copia del testo in questione.
(2)     Le modifiche del presente accordo adottate per consensus nel corso di una
        riunione delle Parti entrano in vigore alla data in cui tutte le Parti hanno
        depositato presso il depositario gli strumenti di ratifica, accettazione o
        approvazione.
(3)     Salvo decisione contraria delle Parti, gli allegati al presente accordo possono
        essere modificati per consensus nell'ambito di una qualsiasi riunione delle Parti.
        Salvo accordo contrario, le modifiche di un allegato entrano in vigore per tutte le
        Parti al momento dell'adozione.
                                  ARTICOLO XXXI. RECESSO
Dopo che siano trascorsi dodici mesi dall'entrata in vigore dell'accordo per una Parte,
detta Parte può recedere mediante notifica scritta al depositario. Il depositario informa le
altre Parti del recesso entro trenta giorni dal ricevimento della notifica. Il recesso ha
effetto a distanza di sei mesi dopo il ricevimento della notifica.
                                                                                             Ai,
 ---pagebreak---                              ARTICOLO XXXII. DEPOSITARIO
I testi originali del presente accordo vengono depositati presso il governo degli Stati
Uniti d'America, che invia copie certificate dello stesso ai firmatari e alle Parti
contraenti, nonché al segretario generale delle Nazioni Unite per la registrazione e la
pubblicazione, ai sensi dell'articolo 102 della Carta delle Nazioni Unite.
IN FEDE DI CHE, i plenipotenziari sottoscritti,
debitamente autorizzati dai rispettivi governi, hanno firmato il presente accordo.
FATTO a Washington, il giorno quindici maggio millenovecentonovantotto, nelle lingue
inglese e spagnola, i due testi facenti ugualmente fede.
                                         ALLEGATO I
                          ZONA DI APPLICAZIONE DELL'ACCORDO
La zona di applicazione dell'accordo comprende l'area dell'oceano Pacifico delimitata
dalle coste dell'America settentrionale, centrale e meridionale, nonché dalle linee
seguenti:
        (a)     il parallelo 40° N dalla costa dell'America settentrionale alla sua
                intersezione col meridiano 150° O;
        (b)     il meridiano 150° 0 fino alla sua intersezione col parallelo 40° S;
        (e)     il parallelo 40° S fino alla sua intersezione con la costa dell'America
                meridionale.
                                         ALLEGATO II
                          PROGRAMMA DI OSSERVATORI A BORDO
(1)     Le Parti applicano un programma di osservatori a bordo conformemente alle
        disposizioni del presente allegato. Nell'ambito di detto programma, ciascuna
        Parte può inoltre applicare il proprio programma nazionale di osservatori,
        conformemente alle disposizioni del presente allegato.
(2)     Ciascuna Parte chiede alle proprie navi aventi una capacità di carico superiore a
        363 tonnellate metriche (400 tonnellate corte) e operanti nella zona dell'accordo
        di tenere a bordo un osservatore nel corso di ciascuna bordata svolta nell'ambito
        di detta zona. Almeno il 50% degli osservatori a bordo delle navi di ciascuna
        Parte devono provenire dalla IATTC; gli altri possono far capo al programma
        nazionale di osservatori di detta Parte, sulla base dei criteri definiti nel presente
        allegato, nonché di ogni altro criterio stabilito dallariunionedelle Parti.
                                                                                              A<
 ---pagebreak--- (3) Tutti gli osservatori devono:
    (a)     aver completato la formazione tecnica prescritta dalle linee direttrici
            stabilite dalle Parti;
    (b)     essere cittadini di una delle Parti o membri del personale scientifico della
            IATTC;
    (e)     essere in grado di svolgere le mansioni di cui al paragrafo 4 del presente
            allegato; e
    (d)     essere inclusi nell'elenco di osservatori tenuto dalla IATTC o, se rientrano
            in un programma nazionale di osservatori, dalla Parte che applica detto
            programma.
(4) Fra le funzioni degli osservatori figurano in particolare le seguenti:
    (a)     raccogliere tutte le informazioni pertinenti sulle operazioni di pesca della
            nave a cui sono assegnati nella misura in cui tali informazioni siano
            necessarie all'attuazione del presente accordo;
    (b)     comunicare al comandante della nave a cui sono assegnati tutte le misure
            stabilite dalle Parti conformemente al presente accordo;
    (e)     mettere a disposizione del comandante della nave a cui sono assegnati i
            dati sulla mortalità dei delfini relativi alla nave in questione;
    (d)     redigere relazioni sulle informazioni raccolte conformemente al presente
            paragrafo e offrire al comandante della nave la possibilità di includervi
            tutte le informazioni che possa ritenere pertinenti;
    (e)     trasmettere tali relazioni al direttore o al programma nazionale pertinente
            per gli usi di cui all'allegato VII, paragrafo 1 del presente accordo; e
    (f)     svolgere gli altri compiti decisi dalle Parti.
(5) Gli osservatori devono:
    (a)     fatti salvi i casi contemplati al paragrafo 4, lettere d) ed e) del presente
            allegato, trattare come riservate tutte le informazioni relative alle
            operazioni di pesca delle navi e agli armatori e accettare per iscritto tale
            requisito come condizione del proprio mandato;
    (b)     soddisfare i requisiti stabiliti dalle leggi e dai regolamenti della Parte che
            esercita la propria giurisdizione sulla nave a cui sono assegnati, nella
            misura in cui tali requisiti siano compatibili con le disposizioni del
            presente allegato;
    (e)     astenersi dal rilasciare o firmare qualsiasi certificato o altra
            documentazione relativa alle operazioni di pesca della nave, salvo quelli
            approvati dalle Parti; e
                                                                                           At
 ---pagebreak---     (d) rispettare la gerarchia e le norme generali di condotta che si applicano a
           tutto il personale di bordo, purché tali norme non interferiscano con i
            doveri degli osservatori descritti nel presente allegato e con gli obblighi
            del personale di bordo di cui al paragrafo 6.
(6) Le responsabilità delle Parti e dei comandanti delle navi nei confronti degli
    osservatori includono in particolare quanto segue:
    (a)     gli osservatori devono poter avvicinare il personale di bordo e accedere
            agli attrezzi e agli equipaggiamenti di cui all'allegato VIII;
    (b)     su richiesta, gli osservatori devono inoltre poter accedere alle seguenti
            attrezzature, se presenti a bordo della nave cui sono stati assegnati, al fine
            di agevolare l'esercizio delle funzioni di cui al paragrafo 4:
                     i.     strumenti per la navigazione via satellite;
                     ii.    schermi radar, quando in uso;
                     iii.    binocoli ad alta potenza, anche durante la caccia e
                             l'accerchiamento dei delfini al fine di agevolarne
                             l'identificazione, salvo quando utilizzati dal personale di
                             bordo; e
                     iv.    mezzi di comunicazione elettronici;
    (e)     gli osservatori devono poter accedere al ponte di lavoro della nave durante
            il recupero delle reti e del pesce, nonché ad ogni esemplare, vivo o morto,
            imbarcato nel corso di una cala, al fine di raccogliere campioni biologici
            conformemente al programma relativo agli osservatori a bordo o come
            altrimenti richiesto dalle autorità nazionali competenti nell'ambito di un
            programma nazionale di osservatori;
    (d)     gli osservatori devono beneficiare di condizioni equivalenti a quelle
            dell'equipaggio in materia di vitto, alloggio e adeguate strutture sanitarie;
    (e)     gli osservatori devono disporre di uno spazio adeguato sul ponte o nella
            timoneria per l'espletamento delle funzioni amministrative, nonché in
            coperta per poter svolgere i loro compiti di osservatori; inoltre
     (0      le Parti vigilano a che i comandanti, gli equipaggi e gli armatori non
            ostacolino, intimidiscano, influenzino, corrompano o tentino di
            corrompere un osservatore nell'esercizio delle sue funzioni né
             interferiscano nel suo operato.
(7)  Le Parti devono:
     (a)    provvedere a che ciascun osservatore del rispettivo programma nazionale
            raccolga informazioni secondo modalità analoghe a quelle richieste per gli
            osservatori della IATTC; e
                                                                                           4~r
 ---pagebreak---      (b)     fornire tempestivamente al direttore copia di tutti i dati grezzi raccolti
             dagli osservatori dei rispettivi programmi nazionali al termine della
             bordata nel corso della quale sono stati raccolti, unitamente a riassunti e
             relazioni comparabili a quelle fornite dagli osservatori della IATTC.
(8)  In maniera tempestiva, dopo ciascuna bordata cui abbia assistito un osservatore
     della IATTC il direttóre, nel rispetto dei requisiti applicabili in materia di
     riservatezza, è tenuto a fornire alla Parte sotto la cui giurisdizione operava la nave
     copia di tutti i dati grezzi, i riassunti e le relazioni pertinenti.
(9)  In deroga ad altre disposizioni, del presente allegato, qualora il direttore ritenga
     poco conveniente assegnare un osservatore del programma di osservatori a bordo,
     una nave soggetta alla giurisdizione di una Parte che opera nella zona
     dell'accordo senza effettuare cale sui delfini può ricorrere a un osservatore
     qualificato di un altro programma internazionale, purché tale programma sia
     approvato dalle Parti, per raccogliere informazioni pertinenti ai fini del
     programma di osservatori a bordo e confermare al direttore che detta nave non
     effettua cale sui delfini.
(10) A discrezione del direttore, osservatori provenienti dal programma di osservatori a
     bordo possono essere assegnati alle navi di Parti non contraenti, purché la nave e
     il comandante soddisfino tutti i requisiti del presente allegato e tutti gli altri
     requisiti applicabili ai sensi del presente accordo. Il direttore è tenuto ad informare
     tempestivamente le Parti in merito alle assegnazioni di osservatori effettuate.
(11) Canoni
     (a)     Le Parti stabiliscono l'importo dei canoni annui destinati a coprire le spese
             del programma di osservatori a bordo. I canoni vengono calcolati in base
             alla capacità di carico di ciascuna nave o a qualunque altro criterio
             specificato dalle Parti.
     (b)     Al momento di trasmettere al direttore l'elenco delle navi di cui
             all'allegato IV del presente accordo, ciascuna Parte versa altresì l'importo,
             in dollari USA, corrispondente ai canoni di cui al paragrafo 11, lettera a)
             del presente allegato, specificando le navi per cui viene effettuato il
             pagamento.
     (e)     Nessun osservatore viene assegnato a una nave per la quale non sia stato
             versato il canone di cui al paragrafo 11, lettera b) del presente allegato.
                                      ALLEGATO HI
                  LIMITI ANNUI DI MORTALITÀ PER STOCK DI DELFINI
(1)  Per ciascuno stock di delfini le Parti stabiliscono, nell'ambito di una riunione
     convocata ai sensi dell'articolo VIII del presente accordo, un limite annuo di
     mortalità, fissato dalla riunione delle Parti sulla base dei migliori dati scientifici
     disponibili e compreso tra lo 0,2% e lo 0,1% della stima minima di abbondanza
                                                                                             A%
 ---pagebreak---     (Nmin) calcolata dal Servizio nazionale per la pesca marittima degli Stati Uniti o
    secondo una norma di calcolo equivalente eventualmente elaborata o
    raccomandata dal comitato consultivo scientifico; però, la mortalità accidentale
    annua di delfini nella zona del1'accordo non potrà superare i 5000 esemplari,
    conformemente alle disposizioni del presente accordo. A partire dal 2001, il limite
    annuo per stock sarà pari allo 0,1% della stima minima di abbondanza (Nm/W).
(2) Entro il 1998, o quanto prima possibile dopo tale data, le Parti effettuano un
    esame e una valutazione scientifica dei progressi compiuti per conseguire
    l'obiettivo fissato per il 2001 ed elaborano eventuali raccomandazioni. Fino al
    2001, qualora la mortalità annua superi lo 0,2% della Nmjn per un qualsiasi stock
    di delfini, tutte le operazioni di pesca su quello stock e su qualunque banco misto
    contenente esemplari di quello stock devono essere sospese per quell'anno. A
    partire dal 2001, qualora la mortalità annua superi lo 0,1% della Nw/W per un
    qualsiasi stock di delfini, tutte le operazioni di pesca su quello stock e su
    qualunque banco misto contenente esemplari di quello stock devono essere
    sospese per quell'anno. Nel caso in cui la mortalità annua superi lo 0,1% della
    Nmin per gli stock di stenella rostrata orientale o di stenella nordorientale, le Parti
    effettuano un esame e una valutazione scientifica ed elaborano ulteriori
    raccomandazioni.
(3) Ai fini del presente accordo, le Parti utilizzano le attuali stime di abbondanza
    assoluta per gli stock di delfini del Pacifico orientale presentate da Wade e
    Gerrodette alla Commissione baleniera internazionale nel 1992, basate sui dati
    raccolti dalle navi di ricerca del Servizio nazionale per la pesca marittima degli
    Stati Uniti per il periodo 1986-1990; dette stime verranno utilizzate fintanto che le
    Parti non si accordino su una serie di dati più aggiornati. Tale aggiornamento
    potrà risultare dall'analisi di dati provenienti da futuri viaggi di ricerca, nonché
    degli indici di abbondanza e di altri dati scientifici rilevanti forniti dalle Parti,
    dalla IATTC e da altre organizzazioni scientifiche.
(4) Le Parti stabiliscono un sistema, basato sulle relazioni in tempo reale degli
    osservatori, per garantire l'effettiva attuazione e osservanza dei limiti annui di
    mortalità per stock di delfini.
(5) Entro un termine di sei mesi dall'entrata in vigore del presente accordo, le Parti
    stabiliscono un sistema per l'attribuzione, a ciascuno stock di delfini, di limiti
    annui di mortalità per stock, per l'anno successivo e per quelli seguenti. Il sistema
    deve prevedere la ripartizione dei limiti di mortalità di cui al paragrafo 1 del
    presente allegato tra le navi delle Parti che risultano ammissibili all'attribuzione
    degli stessi ai sensi dell'allegato IV. Nell'istituire detto sistema, le Parti prendono
     in considerazione i migliori dati scientifici disponibili sulla distribuzione e
     sull'abbondanza degli stock in questione, nonché altre variabili che saranno
     successivamente definite dalla riunione delle Parti.
                                                                                            AÌ
 ---pagebreak---                                      ALLEGATO IV
                        LIMITI DI MORTALITÀ DEI DELFINI (LMD)
1.  ATTRIBUZIONE DEI LMD
(1)   Anteriormente al 1° ottobre di ogni anno ciascuna Parte, tramite il direttore,
      trasmette alla riunione delle Parti un elenco delle navi sotto la propria
      giurisdizione aventi una capacità di carico superiore a 363 tonnellate metriche
      (400 tonnellate corte) che hanno chiesto un LMD di un anno completo per l'anno
      successivo, indicando le altre navi presumibilmente operanti nella zona
      dell'accordo nell'anno in questione nonché le navi che per tale anno hanno
      chiesto un LMD di secondo semestre.
(2)   Entro il 1° novembre di ogni anno, o più tardi se così concordato, il GIV trasmette
      alla riunione delle Parti un elenco di navi richiedenti qualificate che hanno
     presentato domanda e possono ricevere un LMD. Ai fini del presente accordo, una
     nave si considera qualificata se:
      (a)     le autorità nazionali competenti hanno certificato che dispone di tutti gli
              attrezzi e gli equipaggiamenti per la protezione dei delfini di cui
              all'allegato VIII;
      (b)     il comandante e l'equipaggio hanno ricevuto una formazione riconosciuta
              sulle tecniche di liberazione e salvataggio dei delfini equiparabile a uno
              standard definito dalla riunione delle Parti;
      (e)     la sua capacità di carico è superiore a 363 tonnellate metriche (400
              tonnellate corte);
      (d)     il comandante risulta qualificato sulla base delle attività precedentemente
              svolte; e
      (e)     essa non risulta squalificata ai sensi della sezione 2 del presente allegato.
(3)   Una nave non si considera qualificata ai sensi del paragrafo 2 se, alla data della
     domanda di cui al paragrafo 1 del presente allegato, essa opera sotto la
      giurisdizione di una Parte le cui leggi e i cui regolamenti applicabili vietano alle
      navi sotto la propria giurisdizione la pesca del tonno in associazione coi delfini;
      analogamente, nessun LMD può essere assegnato a una Parte perché rilasci
      licenze di pesca nella zona dell'accordo alle navi battenti bandiera di un altro
      Stato le cui leggi e i cui regolamenti applicabili vietano alle navi sotto la propria
      giurisdizione la pesca del tonno in associazione coi delfini.
(4)   Il 98%, o un'altra quota non riservata fissata dalle Parti, del limite di mortalità
      globale da pesca dei delfìni (5000 esemplari, o un limite inferiore fissato dalle
      Parti) viene convertito in un limite di mortalità medio (LMDM) per nave e
     ripartito tra le Parti per l'anno successivo, secondo quanto disposto al paragrafo 5
     della presente sezione.
                                                                                            *o
 ---pagebreak--- (5)   Il LMDM viene calcolato dividendo la percentuale non riservata del limite di
      mortalità globale da pesca stabilito ai sensi del paragrafo 4 per il numero totale di
      navi qualificate che hanno chiesto un LMD per un anno completo. La ripartizione
      dei LMD tra le Parti viene determinata moltiplicando il LMD per il numero di
      navi qualificate che hanno chiesto un LMD per un anno completo e che operano
      sotto la giurisdizione di ciascuna Parte.
(6)   Il restante 2%, o un'altra quota determinata dalle Parti, del limite di mortalità
      globale da pesca dei delfini, è mantenuto come riserva separata per l'attribuzione
      di LMD (RAD), da gestire a discrezione del direttore. Ciascuna delle Parti può
      chiedere che il direttore assegni LMD a partire dalla suddetta riserva a navi
      operanti sotto la propria giurisdizione e normalmente non dedite alla pesca del
      tonno nella zona dell'accordo ma che potrebbero di tanto in tanto volerla praticare
      in forma limitata, a condizione che tali navi, i relativi comandanti e gli equipaggi
      soddisfino i requisiti operativi e di formazione di cui all'allegato VIII del presente
      accordo e ai paragrafi 2 e 3 della presente sezione. Le morti accidentali di delfini
      provocate da navi operanti nella zona dell'accordo sotto la giurisdizione di una
      delle Parti che non hanno richiesto LMD per la propria flotta vengono altresì
      detratte da tale riserva.
(7)   Nessun LMD può essere assegnato a una nave che alle Parti, risulti aver
      commesso una serie di infrazioni, comprovate dalle misure prese nei confronti
      della stessa dalla Parte sotto la cui giurisdizione essa opera, che riducono
      l'efficacia del Programma intemazionale per la conservazione dei delfini.
(8)   Le singole Parti che dispongono di navi qualificate dedite alla pesca del tonno in
      associazione coi delfini gestiscono i propri LMD in maniera responsabile,
      assicurandosi che nessuna singola nave riceva un LMD annuo globale superiore a
      quello stabilito dal GIV per il 1997 e riportato nei verbali della XIV riunione del
      gruppo, tenutasi dal 19 al 20 febbraio 1997 nell'ambito dell'Accordo di La Jolla.
      Nessuna Parte deve attribuire all'insieme delle proprie navi qualificate un numero
      di LMD superiore a quello da essa ricevuto ai sensi delle sezioni 1 e 3 del
      presente allegato. L'assegnazione iniziale dei LMD per una nave LMD superiore
       al LMDM, a meno che i risultati conseguiti nel ridurre la mortalità dei delfini,
      determinati dal GIV sulla base dei dati del biennio precedente, risultino superiori
       alla media dei risultati conseguiti dalla flotta intemazionale nel suo insieme.
       L'assegnazione iniziale di LMD per una nave non può essere superiore al LMDM
       se, nel corso dell'anno precedente, detta nave ha commesso una qualsiasi delle
       infrazioni di cui alla sezione III, paragrafo 4 del presente allegato, conformemente
       alle condizioni stabilite nel suddetto paragrafo.
 (9)   Nel caso in cui la mortalità globale della flotta di una Parte raggiunga o superi il
       LMD totale attribuito ai sensi del presente allegato, la pesca del tonno in
       associazione coi delfini viene sospesa per tutte le navi operanti sotto la
       giurisdizione della Parte di cui trattasi.
 (10)  Entro il 1° febbraio di ogni anno, ciascuna Parte è tenuta a notificare al direttore la
       ripartizione iniziale, nell'ambito della propria flotta, dei LMD ad essa assegnati.
       Nessuna nave può avviare la pesca del tonno in associazione coi delfini fintanto
       che il direttore non abbia ricevuto detta notifica.
                                                                                               U
 ---pagebreak--- 2.  UTILIZZAZIONE DEI LMD
(1)   Una nave a cui venga assegnato un LMD per un anno completo e che non effettui
      cale sui delfini anteriormente al 1° aprile di quell'anno, o a cui venga assegnato
      un LMD di secondo semestre e che non effettui cale sui delfini anteriormente al
      31 dicembre di quell'anno, o a cui venga assegnato dalla riserva un LMD per
      bordata e che non effettui cale sui delfini nel corso della bordata, salvo casi di
      forza maggiore o circostanze straordinarie, secondo quanto stabilito dal GIV,
      perde il proprio LMD e per il resto dell'anno non può effettuare cale sui delfini.
      Una nave che perda due volte di seguito il proprio LMD non può ricevere un
      LMD per l'anno successivo.
(2)   Entro sei mesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo il GIV, in
      collaborazione col personale scientifico della IATTC, elabora e raccomanda un
      sistema per misurare l'utilizzo dei LMD al fine di scoraggiare richieste
      immotivate. Il sistema raccomandato viene sottoposto all'esame della riunione
      delle Parti.
3.  IMPIEGO DEI LMD PERDUTI O RIMASTI INUTILIZZATI
(1)   Ogni anno dopo il 1° aprile, i LMD che secondo il direttore non saranno utilizzati
      ai sensi della sezione 2 o che siano stati in altro modo perduti vengono riassegnati
      alle Parti in conformità con le disposizioni della presente sezione.
(2)   Ogni anno, nel primo giorno lavorativo di aprile, il direttore ridistribuisce tra le
      Parti i LMD per un anno completo assegnati alle navi che non li hanno utilizzati
      ai sensi della sezione 2, o che li hanno in altro modo perduti, secondo le modalità
      definite alla sezione I, paragrafo 5, adeguate conformemente ai commi a), b) e e)
      del presente paragrafo. Tali LMD addizionali possono essere ridistribuiti dalle
      singole Parti tra le navi qualificate che rientrano sotto la loro giurisdizione, fatte
      salve le limitazioni e condizioni di cui ai paragrafi 3, 4, 5, 6 e 7 della presente
      sezione.
      (a)     Sono escluse dalla riassegnazione le navi che abbiano perso i propri LMD
              ai sensi del presente paragrafo, nonché quelle che facciano richiesta di un
              LMD di secondo semestre dopo il termine di cui alla sezione 1,
              paragrafo 1.
      (b)     Prima di stabilire il numero di LMD disponibili per la riassegnazione ai
              sensi della presente sezione si procede a un adeguamento, sottraendo dal
              totale disponibile i casi di mortalità di delfini provocati dalle navi che
              hanno perso i propri LMD ai sensi della sezione 2, paragrafo 1.
      (e)     Prima di stabilire il numero di LMD disponibili per la riassegnazione ai
              sensi della presente sezione, il direttore detrae un terzo del LMDM,
              calcolato come indicato nella sezione 1, paragrafo 5, al fine di ripartirlo tra
              le navi che richiedano un LMD di secondo semestre prima del termine
              stabilito in conformità della sezione 1, paragrafo 1. Il direttore ripartisce i
              LMD di secondo semestre proporzionalmente tra le Parti, sulla base della
              giurisdizione esercitata dalle Parti rispettive sulle navi contemplate al
                                                                                              n
 ---pagebreak---                 presente comma. I LMD di secondo semestre assegnati a tali navi dalle
                Parti sotto la cui giurisdizione esse operano non devono superare un terzo
                del LMDM come indicato nella sezione 1, paragrafo 5. Le navi suddette
                non possono avviare le operazioni di pesca sui delfini anteriormente al 1 °
                luglio dell'anno considerato.
(3)     Ciascuna Parte può adeguare, aumentandoli o riducendoli, i LMD delle proprie
        navi qualificate che soddisfano i criteri di cui alla sezione 1, paragrafo 2 del
        presente allegato, purché nessuna nave riceva un LMD modificato superiore del
        50% al valore iniziale, a meno che i risultati conseguiti nel ridurre la mortalità dei
        delfini, calcolati dal GIV, rientrino tra il 60% dei migliori risultati globalmente
        conseguiti dalla flotta intemazionale, determinati dal GIV sulla base dei dati degli
        anni precedenti. Ogni Parte che proceda a un adeguamento di questo tipo lo
        notifica al direttore non oltre il 1° maggio e l'adeguamento in questione non entra
        in vigore fintanto che il direttore non sia stato informato.
(4)     Nessuna nave può beneficiare di un aumento del LMD iniziale qualora il GIV
        abbia determinato, e la Parte sotto la cui giurisdizione essa opera concordi, che
        nell'anno in questione o in quello precedente:
        (a)     la nave ha effettuato operazioni di pesca senza osservatore a bordo;
        (b)     la nave ha effettuato cale sui delfini senza disporre di un LMD;
        (e)     la nave ha effettuato cale sui delfini dopo aver raggiunto il proprio LMD;
        (d)     la nave ha effettuato intenzionalmente una cala su uno stock di delfini di
                cui è vietata la pesca;
        (e)     il comandante, l'equipaggio o l'armatore hanno commesso una delle
                azioni di cui all'allegato II, paragrafo 6, lettera f) del presente accordo;
        (0       la nave ha effettuato una cala notturna passibile di sanzione;
        (g)      la nave ha fatto uso di esplosivi in una fase qualsiasi di un'operazione di
                 pesca che coinvolge delfini.
Per le infrazioni di cui alle lettere a), b), e), d), f) e g), si considera che la Parte concordi
se essa non solleva obiezione presso il GIV entro sei mesi dalla notifica da parte di
quest'ultimo di una possibile infrazione. Per l'infrazione di cui alla lettera e), si considera
che la Parte concordi qualora non sollevi obiezione presso il GIV entro 12 mesi dalla
notifica della stessa.
(5)      Una nave può beneficiare dell'attribuzione di un LMD addizionale solo se tiene a
        bordo tutto l'anno l'insieme degli attrezzi ed equipaggiamenti richiesti per la
        protezione dei delfini; detto LMD non può inoltre essere assegnato a una nave che
         abbia superato il proprio LMD iniziale anteriormente al 1° aprile, a meno che la
        riunione delle Parti stabilisca, d'intesa con il GIV, che tale superamento sia
         dovuto a forza maggiore o a circostanze straordinarie.
                                                                                                  23
 ---pagebreak--- (6)   Salvo decisione contraria del GIV, per ogni nave che nel corso di un dato anno
      superi il proprio LMD, con o senza adeguamento ai sensi del presente allegato, il
      quantitativo in eccesso, maggiorato del 50%, viene detratto dai LMD assegnati
      negli anni successivi a tale nave dalla Parte sotto la cui giurisdizione essa opera,
      secondo le modalità prescritte dal GIV.
(7)   Se in qualsiasi momento una nave raggiunge o supera il proprio LMD, con o
      senza adeguamento ai sensi del presente allegato, detta nave cessa
      immediatamente la pesca di tonni in associazione coi delfini.
4.  ATTUAZIONE
(1)   Le Parti provvedono affinché, nell'ambito dell'attuazione del sistema di LMD
      stabilito dal presente allegato, non vengano superati i limiti di mortalità di delfini
     per stock e per anno di cui all'allegato III.
(2)  In caso di circostanze insolite o straordinarie non previste dal presente allegato le
     Parti, secondo quanto raccomandato dal GIV, possono adottare le misure del caso,
     in conformità alle disposizioni del presente allegato, ai fini dell'attuazione del
     sistema di LMD.
(3)  Qualora in un determinato anno la mortalità risulti superiore a livelli ritenuti
     significativi dal GIV, quest'ultimo raccomanda alle Parti di organizzare una
     riunione volta ad esaminare e identificare le cause di mortalità nonché a formulare
     opzioni per affrontarle.
                                      ALLEGATO V
                          COMITATO CONSULTIVO SCIENTIFICO
(1)  Le Parti mantengono il comitato consultivo scientifico di specialisti tecnici
     istituito conformemente all'Accordo di La Jolla per assistere il direttore in
     questioni relative allericerchedestinate a
     (a)      modificare l'attuale tecnica delle reti da circuizione a chiusura al fine di
              ridurne l'incidenza sulla mortalità dei delfini e
     (b)      trovare sistemi alternativi per la cattura di tonni albacora di grandi
              dimensioni.
(2)  Il comitato ha i compiti e le funzioni seguenti:
     (a) riunirsi almeno una volta l'anno;
     (b)      esaminare i piani, le proposte e i programmi di ricerca della IATTC
              nell'intento di conseguire gli obiettivi di cui al paragrafo 1;
                                                                                             ^
 ---pagebreak---     (e)    fornire la sua consulenza al direttore in merito alla progettazione, alla
           facilitazione e all'orientamento di ricerche volte a conseguire gli obiettivi
           di cui al paragrafo 1 ;
    (d)    assistere il direttore nell'individuazione di fonti di finanziamento per lo
           svolgimento delle ricerche.
(3) Il comitato è costituito da un massimo di 10 membri, dei quali non più di due
    provenienti dallo stesso paese, selezionati all'interno della comunità scientifica
    intemazionale, tra gli esperti in materia di attrezzi da pesca, gli industriali e gli
    ambientalisti. I membri vengono proposti dal direttore sulla base della loro
    competenza tecnica e ciascuno di essi è soggetto all'approvazione delle Parti.
                                    ALLEGATO VI
              COMMISSIONI CONSULTIVE SCIENTIFICHE NAZIONALI
(1) Le commissioni consultive scientifiche nazionali (CCSN), istituite
    conformemente all'articolo XI del presente accordo, svolgono in particolare le
    seguenti funzioni: .
    (a) ricevere e analizzare le informazioni pertinenti, incluse quelle fomite alle
           autorità nazionali dal direttore;
    (b) .  fornire consulenze e fare raccomandazioni ai rispettivi governi in merito a
           misure e azioni volte a conservare e gestire gli stock di risorse marine vive
           nella zona dell'accordo;
    (e)    formulare raccomandazioni ai rispettivi governi sui lavori di ricerca da
           intraprendere, in particolare per quanto riguarda gli ecosistemi, gli effetti
           di fattori climatici, ambientali e socioeconomici, l'impatto della pesca e
           delle misure contemplate nel presente accordo, le tecniche e le pratiche di
           pesca, la tecnologia degli attrezzi da pesca, incluso lo sviluppo e l'impiego
           di attrezzi selettivi, sicuri per l'ambiente e validi in termini di costi-
           efficacia; coordinare e favorire tale ricerca;
    (d)    condurre entro il 1998, o il più presto possibile dopo tale anno, analisi e
           valutazioni scientifiche relative ai progressi compiuti in vista
           dell'obiettivo fissato per il 2001, ossia il raggiungimento di un limite
           annuo per stock pari allo 0,1% della Nm/W, e formulare raccomandazioni
           pertinenti ai rispettivi governi in merito a dette analisi e valutazioni,
           nonché valutazioni supplementari nel 2001 conformi al presente accordo;
    (e)    garantire lo scambio completo, regolare e tempestivo tra le Parti e i CCSN
           dei dati relativi alla cattura del tonno e delle specie associate, nonché alle
           catture accessorie, incluse le informazioni sulla mortalità dei delfini, al
           fine di elaborare raccomandazioni in materia di conservazione e gestione
           per i propri governi, nonché raccomandazioni in materia di attuazione e di
                                                                                          V>
 ---pagebreak---              ricerca scientifica, senza violare la riservatezza di dati commerciali
             confidenziali;
    (f)      consultare altri esperti, secondo le necessità, al fine di raccogliere la
             maggior quantità possibile di informazioni utili per conseguire gli obiettivi
             del presente accordo; e
    (g)      svolgere le altre funzioni di cui vengano incaricati dairispettivigoverni.
(2) Le relazioni dei CCSN, incluse quelle delle riunioni cooperative, vengono messe
    a disposizione delle Parti e del pubblico compatibilmente coi requisiti applicabili
    in materia di riservatezza.
(3) Il direttore ha la facoltà di convocare, in aggiunta alle riunioni ai sensi
    dell'articolo XI, paragrafo 3, riunioni supplementari intese a facilitare la
    consultazione tra i CCSN.
(4) Le riunioni dei CCSN servono a:
    (a)      scambiare informazioni;
    (b)      analizzare le ricerche condotte dalla IATTC al fine di conseguire gli
             obiettivi fissati dal presente accordo;
    (e)      fare raccomandazioni al direttore in merito al futuro programma di ricerca
             al fine di conseguire gli obiettivi fissati dal presente accordo.
(5) I membri dei CCSN di ciascuna Parte che assistono alla riunione vengono
    designati dalla Parte stessa.
                                      ALLEGATO VII
                     GRUPPO INTERNAZIONALE DI VALUTAZIONE
(1) Ai sensi dell'articolo XII del presente accordo, il gruppo intemazionale di
    valutazione (GIV) svolge le seguenti funzioni:
    (a)      compilare ogni anno un elenco delle navi che si qualificano per
             l'assegnazione di un LMD ai sensi dell'allegato IV;
    (b)      analizzare le relazioni che gli vengono presentate in merito a tutte le
             bordate di pesca tonniera effettuate dalle navi oggetto del presente
             accordo;
    (e)      identificare possibili infrazioni, sulla base dell'elenco delle infrazioni
             possibili approvato dalla riunione delle Parti;
    (d)      informare ciascuna Parte, tramite il direttore, circa le possibili infrazioni
             commesse dalle navi battenti la sua bandiera o operanti sotto la sua
                                                                                           ii
 ---pagebreak---             giurisdizione, e ricevere da detta Parte informazioni circa le misure
            adottate;
    (e)     tenere un resoconto aggiornato delle misure adottate dalle Parti al fine di
            fornire un'adeguata formazione ai comandanti dei pescherecci e tenere un
            elenco dei comandanti che si ritenga rispondano ai requisiti di efficienza
            stabiliti, sulla base delle informazioni fomite da ciascuna delle Parti;
    (f)     raccomandare alla riunione delle Parti misure pertinenti volte a conseguire
            gli obiettivi del presente accordo, in particolare quelle relative all'uso di
            attrezzi, equipaggiamenti e tecniche di pesca, che tengano conto dei
            progressi tecnologici, nonché l'adozione di opportuni incentivi per i
            comandanti e gli equipaggi;
    (g)     elaborare e presentare alla riunione delle Parti una relazione annuale sugli
            aspetti dell'attività della flotta connessi all'attuazione dell'accordo,
            incluso un riassunto delle infrazioni possibili identificate e delle misure
            adottate dalle Parti;
    (h)     raccomandare alle Parti opportuni sistemi per ridurre progressivamente la
            mortalità accidentale di delfini nella pesca esercitata nella zona
            dell'accordo; e
    (i)     svolgere le altre funzioni di cui venga incaricato dallariunionedelle Parti.
(2) Il GIV è composto da rappresentanti delle Parti ("membri governativi"), da tre
    rappresentanti di organizzazioni ambientaliste non governative con provata
    esperienza in questioni attinenti al presente accordo e con uffici sul territorio di
    una delle Parti e da tre rappresentanti dell'industria tonniera operanti sotto la
    giurisidizione di una qualsiasi delle Parti nella zona dell'accordo ("membri non
    governativi").
(3) I membri non governativi restano in carica per un periodo di due anni a partire
    dalla primariunionedel GIV immediatamente successiva alla loro elezione.
(4) I membri non governativi vengono eletti secondo la procedura seguente.
    (a)     Prima della scadenza del mandato di un membro non governativo, le
            organizzazioni non governative pertinenti possono presentare al direttore
            le proprie candidature entro 60 giorni dalla scadenza del termine. Ciascuna
            candidatura deve essere accompagnata da un curriculum vitae. I membri
            non governativi in carica possono ottenere una proroga del mandato.
    (b)     Una volta ricevute le candidature, il direttore le trasmette per iscritto alle
            Parti entro 10 giorni. Le Parti devono inviare i propri voti al direttore entro
            20 giorni dall'invio delle candidature da parte di quest'ultimo. In questo
            scrutinio vengono eletti i tre candidati di ciascun settore non governativo
            che abbiano ottenuto il maggior numero di voti; il quarto classificato viene
            nominato membro supplente. In caso di parità, il direttore deve sollecitare
            una nuova votazione delle Parti al fine di determinare il membro e il
            supplente.
                                                                                            %ì
 ---pagebreak---        (e)     Qualora un posto non governativo rimanga permanentemente vacante in
               seguito a decesso, rinuncia o mancata partecipazione a tre riunioni
               consecutive del GIV, il membro supplente occupa il posto in questione per
               il resto del relativo mandato. Il candidato classificatosi quinto nelle
               elezioni di cui ai paragrafi a) e b) viene designato membro supplente.
               Qualora altri posti dovessero risultare vacanti, il direttore informa le
               organizzazioni non governative pertinenti affinché presentino nuove
               candidature da sottoporre a una procedura elettorale analoga a quella
               descritta ai paragrafi a) e b).
      (d)      Ciascun supplente può assistere alle riunioni del GIV, ma non ha diritto a
              prendere la parola se tutti i membri del suo settore sono presenti.
(5)   Il GIV tiene almeno tre riunioni all'anno, una delle quali preferibilmente in
      coincidenza con lariunioneordinaria delle Parti.
(6)   Il GIV può convocare riunioni supplementari su richiesta di almeno due delle
      Parti, a condizione che la maggioranza delle Parti appoggi tale richiesta.
(7)   Le riunioni del GIV vengono presiedute da un coordinatore, eletto dai membri
      governativi all'inizio di ciascuna riunione, che decide sulle questioni d'ordine.
      Ciascun membro ha il diritto di chiedere che le decisioni del coordinatore
      vengano adottate in conformità del disposto del paragrafo 9 del presente allegato.
(8)   Le riunioni si svolgono in spagnolo e in inglese e i documenti del GIV vengono
      anch'essi redatti in entrambe le lingue.
(9)   Nelle riunioni del GIV, le decisioni vengono adottate dai membri governativi per
      consensus.
( 10) Per la partecipazione alle riunioni del GIV si applicano i criteri seguenti.
      (a)     Non esistono restrizioni sul numero di persone che ciascuna Parte può
              includere nella propria delegazione.
      (b)     Qualsiasi Stato membro della 1ATTC o firmatario del presente accordo
              può essere rappresentato da un osservatore.
      (e)     Qualsiasi Stato non membro della IATTC e qualsiasi Stato o organismo di
              integrazione economica regionale non firmatario del presente accordo può
              essere rappresentato da un osservatore, previa notifica ai membri
              governativi del GIV, a meno che un membro governativo non si opponga
              per iscritto.
      (d)     Il direttore può invitare rappresentanti di organizzazioni intergovernative
              in qualità di osservatori, previa notifica ai membri del GIV, a meno che un
              membro governativo non si opponga per iscritto.
      (e)     Nei casi di cui alle lettere e) e d), il direttore non rende nota l'identità della
              Parte che ha sollevato obiezioni.
                                                                                                 P-
 ---pagebreak---      (0       Ciascuna delegazione osservatrice comprende al massimo due delegati, ma
              può essere più numerosa previa approvazione di due terzi dei membri
              governativi del GIV.
(11) In caso di urgenza, e fatte salve le disposizioni del paragrafo 9 del presente
     allegato, il GIV può adottare decisioni per corrispondenza tramite una votazione
     dei membri governativi secondo la seguente procedura:
     (a)      la proposta viene fatta circolare tra tutti i membri del GIV, per iscritto e
              corredata della documentazione pertinente, almeno 14 giorni prima della
              data prevista per l'entrata in vigore della risoluzione, azione o misura; i
              voti devono essere trasmessi al direttore almeno sette giorni prima di tale
              data;
     (b)      la proposta viene considerata urgente a meno che una maggioranza
              semplice dei membri governativi non si opponga per iscritto; la proposta
              viene accettata a meno che un membro governativo non si opponga per
              iscritto; e
     (e)      il direttore fa circolare la proposta nonché la documentazione di
              accompagnamento, riceve e conteggia i voti e informa i membri del GIV
              circa l'esito della votazione non appena quest'ultima sia conclusa.
(12) Il direttore svolge le funzioni di segretario, che includono i seguenti compiti:
     (a)      prestare assistenza nella convocazione e organizzazione delle riunioni del
              GIV;
     (b)      presentare le informazioni richieste dal GIV per svolgere le proprie
              funzioni e assolvere i propri compiti, inclusi i formulari del gruppo
              destinati agli osservatori e quelli contenenti i dati raccolti in loco circa le
              attività delle navi, la mortalità dei delfini e la presenza, le condizioni e
              l'uso degli attrezzi e degli equipaggiamenti per la protezione dei delfini;
     (e)      redigere i verbali di tutte le riunioni, nonché le relazioni e i documenti
              speciali relativi alle attività del GIV;
     (d)       fornire a ciascuna Parte, affinché le esamini, raccomandazioni e
              informazioni relative alle possibili infrazioni identificate dal GIV in
              relazione alle navi operanti sotto la sua giurisdizione;
      (e)      distribuire al GIV le informazioni ricevute dalle Parti sulle azioni
               intraprese nei confronti delle possibili infrazioni identificate dal gruppo;
      (f)      pubblicare la relazione annuale del GIV e metterla a disposizione del
               pubblico, conformemente alle istruzioni fomite dallariunionedelle Parti;
      (g)      presentare ai membri del GIV le informazioni ricevute dalle Parti di cui al
               paragrafo 1, lettera e) del presente allegato; e
      (h)      svolgere le altre mansioni assegnate             dalle Parti      e necessarie
               all'espletamento delle funzioni del GIV.
                                                                                              li
 ---pagebreak--- (13)   Le norme di procedura del GIV possono essere modificate dalla riunione delle
       Parti. Le modifiche possono essere raccomandate dal GFV.
(14)   I membri del GIV e qualsiasi altro partecipante invitato ad assistere alle riunioni
       del gruppo in qualità di osservatore è tenuto a trattare tutte le informazioni
       presentate nell'ambito di tali riunioni in conformità delle disposizioni in materia
       diriservatezzadi cui all'articolo XVIII del presente accordo.
                                       ALLEGATO     Vili
                             REQUISITI OPERATIVI PER LE NAVI
(1)    Ai fini del presente allegato si intende per:
       (a)     "fascia" una porzione della rete di profondità pari all'incirca a 6 braccia;
       (b)     "indietreggiamento" la manovra per liberare i delfini catturati che consiste
               nel mettere a marcia indietro il/i motore/i della nave durante il recupero
               della rete, così che la rete rimasta in acqua formi un canale e la lima da
               sugheri all'apice dello stesso si immerga;
       (e)     "mazzo" un tratto della lima da sugheroriunitoinsieme;
       (d)     "insaccamento" la parte dell'operazione di pesca in cui le catture vengono
               concentrate vicino alla superficie per essere caricate a bordo della nave.
(2)    Requisiti relativi agli attrezzi e agli equipaggiamenti per la protezione dei delfini
Una nave con capacità di carico superiore a 363 tonnellate metriche (400 tonnellate corte)
operante nella zona dell'accordo deverispondereai seguenti requisiti:
       (a)     disporre di una rete a circuizione dotata di un pannello per la protezione
               dei delfini (PPD) avente le seguenti caratteristiche:
                  i.     una lunghezza minima di 180 braccia (misurata prima
                         dell'installazione); se la rete ha una profondità superiore a 18
                         fasce, la lunghezza minima del PPD deve essere di 10 braccia per
                         ogni fascia di profondità della rete. Il PPD deve essere installato
                         in modo da coprire il canale di indietreggiamento lungo la lima da
                         sughero, cominciando dall'estremità (fuori bordo) dell'ultimo
                         mazzo tirato di prua e continuando fino almeno a due terzi della
                         distanza tra l'apice del canale di indietreggiamento e il punto in
                         cui la rete è assicurata a poppa. Il PPD è costituito da una pezza a
                         maglie fini con un'apertura massima di 1 pollice e 1/4 (3,2 cm),
                         che si estende dalla lima da sughero fino a una profondità minima
                         di due fasce;
                 ii.     ciascun estremo deve essere contrassegnato              in maniera
                         chiaramente visibile;
                                                                                              -^v
 ---pagebreak---                   iii.   il diametro di ogni spazio tra i sugheri o la lima da sughero e la
                         pezza a maglie fini deve essere inferiore a 1 pollice e 3/8 (3,5
                         cm);
       (b)     avere almeno tre lance pronte per l'uso; tutte le lance in questione devono
               essere dotate di brache o bitte di rimorchio e cavi di rimorchio;
       (e)     disporre di un gommone pronto per l'uso da impiegare per l'osservazione
               e il salvataggio dei delfini;
       (d)     avere almeno due maschere pronte per l'uso da impiegare per
               l'osservazione subacquea; e
       (e)     disporre di un riflettore a lungo raggio pronto per l'uso con una potenza
               minima di 140 000 lumen.
(3)    Requisiti e divieti in materia di protezione e liberazione dei delfini
Una nave con capacità di carico superiore a 363 tonnellate metriche (400 tonnellate corte)
operante nella zona dell'accordo deve:
       (a)     effettuare la manovra di indietreggiamento nel corso di ogni cala in cui
               vengano catturati delfini, fintanto che non sia più possibile liberare delfini
               vivi dalla rete con questa procedura. Durante la manovra, almeno un
               membro dell'equipaggio deve collaborare alla liberazione dei delfini;
       (b)     proseguire gli sforzi per liberare i delfìni vivi rimasti nella rete
               successivamente alla suddetta manovra, così che essi possano essere tutti
               liberati prima dell'avvio dell'operazione di insaccamento;
       (e)     non insaccare o catturare con il presacco delfini vivi;
       (d)     evitare di ferire o di uccidere i delfini catturati nel corso delle operazioni
               di pesca;
       (e)     completare l'indietreggiamento non più di trenta minuti dopo il tramonto,
               che deve essere determinato da una fonte precisa e attendibile riconosciuta
               dalle Parti; una cala che non soddisfi questo requisito viene considerata
               "notturna";
       (f)     non utilizzare alcun tipo di esplosivo durante le varie fasi di un'operazione
               di pesca che coinvolga i delfini (i razzi luminosi sottomarini non vengono
               considerati esplosivi);
       (g)     cessare l'aggiramento dei delfini una volta raggiunto il proprio LMD;
       (h)     non effettuare intenzionalmente cale sui delfini se la nave non dispone di
               un LMD;
       (i)     controllare periodicamente la disposizione della rete per accertare la
               corretta posizione del pannello per la protezione dei delfini durante la
               manovra di indietreggiamento, sulla base dei criteri stabiliti dal GIV.
                                                                                              vi
 ---pagebreak--- Si richiama l'attenzione sul fatto che il rispetto dei requisiti sopra indicati non deve
esporre l'equipaggio a situazioni che presentino inutili rischi per la loro sicurezza
personale.
(4)     Eccezioni
Le navi che non dispongono di un LMD sono esentate dal rispetto dei requisiti di cui al
paragrafo 2 del presente allegato e dall'obbligo di effettuare la manovra di
indietreggi amento di cui al paragrafo 3 dello stesso, salvo decisione contraria della Parte
che esercita la sua giurisdizione sulla nave in causa.
In caso di cattura accidentale di delfini, dette navi devono tentare di liberarli usando ogni
mezzo a disposizione, anche mandando a vuoto la cala, e nel rispetto dei requisiti di cui
al paragrafo 3 del presente allegato.
(5)     Trattamento degli osservatori
Riguardo alla presenza di osservatori a bordo delle navi la condotta dei comandanti,
dell'equipaggio e del resto del personale deve essere conforme a quanto indicato al
paragrafo 6 dell'allegato II.
(6)     Navi con capacità di carico inferiore a 363 tonnellate metriche (400 tonnellate
        corte)
Le navi con capacità di carico pari o inferiore a 363 tonnellate metriche (400 tonnellate
corte) non possono effettuare intenzionalmente cale sui delfìni.
                                        ALLEGATO IX
 ELEMENTI DI UN PROGRAMMA DI DETERMINAZIONE DELL'ORIGINE E CONTROLLO DEI
                                            TONNI
(1)     Conformemente al disposto dell'articolo V, paragrafo 1, lettera f), le Parti
        definiscono un programma per la determinazione dell'origine e il controllo dei
        tonni catturati dalle navi nella zona dell'accordo, sulla base dei seguenti elementi:
        (a)     calcolo del peso come metodo per determinare l'origine dei tonni catturati,
                sbarcati, trasformati ed esportati;
        (b)     adozione di misure supplementari per rafforzare il programma di
                osservatori, inclusa la fissazione di criteri per la formazione e per il
                miglioramento delle capacità e delle procedure di controllo e registrazione;
        (e)     indicazione dell'ubicazione del pozzo in cui è contenuto il pesce, nonché
                delle procedure per il sigillamento della stiva e per il controllo e la
                certificazione in coperta e sottocoperta, o di metodi ugualmente efficaci;
        (d)     comunicazione, ricevimento e immagazzinamento in basi di dati delle
                trasmissioni via, radio e fax delle navi contenenti informazioni relative alla
                determinazione dell'origine e al controllo dei tonni in causa;
                                                                                               òl
 ---pagebreak---         (e)      controllo a terra e determinazione dell'origine di detti tonni seguendo
                 l'intero processo, dalla catura al trasbordo e all'inscatolamento, sulla base
                 dei registri di bordata compilati nell'ambito del programma di osservatori
                 a bordo;
        (f)      verifiche periodiche e controlli saltuari per i prodotti tonnieri catturati,
                 sbarcati e trasformati; e
        (g)      adozione di misure che consentano un accesso tempestivo ai dati
                 pertinenti.
(2)     Ciascuna Parte applica il programma in questione sul proprio territorio, alle navi
        soggette alla propria giurisdizione e in zone marittime su cui esercita la sovranità
        o i diritti sovrani e la giurisdizione.
                                          ALLEGATO X
    LINEE DIRETTRICI E CRITERI PER LA PARTECIPAZIONE DEGLI OSSERVATORI ALLA
                                     RIUNIONE DELLE PARTI
(1)    Il direttore invita alla riunione delle Parti convocata ai sensi dell'articolo Vili le
       organizzazioni intergovernative che operano per l'attuazione del presente accordo,
       nonché le Parti non aderenti la cui partecipazione è atta a promuovere l'attuazione
        dello stesso.
(2)     Le organizzazioni non governative (ONG) con provata esperienza in questioni
        attinenti al presente accordo possono essere ammesse a partecipare in qualità di
        osservatori a tutte le riunioni delle Parti convocate ai sensi dell'articolo Vili,
        eccettuate le riunioni in sessione esecutiva o leriunionidei capi di delegazione.
(3)     Le ONG che intendano partecipare in qualità di osservatori a una riunione delle
        Parti notificano la propria intenzione al direttore almeno 50 giorni prima della
        data della riunione. Il direttore comunica alle Parti i nomi di tali ONG almeno 45
        giorni prima dell'inizio della riunione.
(4)     Qualora la riunione delle Parti si tenga con un preavviso inferiore ai 50 giorni, il
        direttore potrà essere più flessibile sui tempi per la trasmissione degli inviti.
(5)     Qualsiasi ONG che desideri partecipare in qualità di osservatore può farlo, a meno
        che una maggioranza delle Parti sollevi un'obiezione formale per iscritto almeno
        30 giorni prima dell'inizio della riunione in causa.
(6)     Ciascun osservatore partecipante può:
        (a)      assistere alla riunione, conformemente al paragrafo 2 del presente allegato,
                 ma senza partecipare alle votazioni;
        (b)      su invito del presidente, intervenire oralmente nel corso della riunione;
                                                                                               ^
 ---pagebreak---     (e)     con l'approvazione del presidente^ distribuire documenti nel corso della
            riunione; e
    (d)     ove del caso, impegnarsi in altre attività con l'approvazione del presidente.
(7) Il direttore può chiedere agli osservatori delle ONG di versare una quota
    ragionevole e di assumersi le spese connesse alla propria partecipazione (ad
    esempio, il costo delle fotocopie).
(8) Tutti gli osservatori ammessi ad assistere a una riunione delle Parti ricevono per
    posta o per altra via la stessa documentazione generalmente fornita alle Parti, ad
    eccezione dei documenti contenenti dati commerciali riservati.
(9) Tutti gli osservatori ammessi a una riunione delle Parti sono tenuti al rispetto
    delle norme e delle procedure applicabili agli altri partecipanti.
                                                                                          »Y
 ---pagebreak---                                                                   ISSN 0254-1505
                                                             COM(98) 787 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                            03 11 06 14
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-793-IT-C
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo