CELEX: 51995PC0291
Language: it
Date: 1995-06-26
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO RELATIVO AD AZIONI DI RISANAMENTO E DI RICOSTRUZIONE A FAVORE DEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO (PVS)

Avis juridique important

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51995PC0291

PROPOSTA DI REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO RELATIVO AD AZIONI DI RISANAMENTO E DI RICOSTRUZIONE A FAVORE DEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO (PVS)  /* COM/95/291 DEF - SYN 95/0165 */  

Gazzetta ufficiale n. C 235 del 09/09/1995 pag. 0011

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo ad azioni di  risanamento e di ricostruzione a favore dei paesi in via di sviluppo (PVS)(95/C  235/08)COM(95)  291 def. - 95/0165(SYN)(Presentata dalla Commissione il 28 giugno 1995)IL  CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130  W, vista la proposta della Commissione, in cooperazione con il Parlamento europeo  (1), considerando che nella comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo del 12 maggio 1993 su un  «programma speciale di sostegno al risanamento nei paesi in via di sviluppo»  (2), la Commissione  ha sottolineato la specificità e l'importanza dell'aiuto al risanamento e alla ricostruzione dei  paesi in via di sviluppo gravemente danneggiati a seguito della guerra, dei disordini civili e  delle calamità naturali; considerando che le conclusioni del Consiglio («Sviluppo») del 2 dicembre 1993 sull'aiuto al  risanamento  (3) hanno definito i principali obiettivi, le condizioni e i criteri inerenti a detto  aiuto e hanno sottolineato la necessità che esso sia impostato e attuato attraverso uno stretto  coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri; considerando che, nella risoluzione del 16 novembre 1993  (4), il Parlamento europeo ha rilevato  l'entità del bisogno di aiuto al risanamento dei paesi in via di sviluppo e ha ritenuto opportuno  istituire una speciale linea finanziaria nel bilancio generale delle Comunità europee per far  fronte a queste esigenze; considerando che l'autorità competente ha iscritto nel bilancio 1994 una nuova linea destinata a  finanziare azioni di risanamento e ricostruzione a favore dei paesi in via di sviluppo (B7-5076); considerando che è necessario stabilirne le modalità di gestione, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 La Comunità attua azioni di risanamento e di ricostruzione a favore  dei paesi o delle regioni in via di sviluppo che sono stati gravemente danneggiati a seguito della  guerra, dei disordini civili o di calamità naturali. Queste azioni, di durata limitata, vogliono  contribuire a ristabilire il funzionamento dell'economia e delle capacità istituzionali necessarie  per restaurare la stabilità sociale e politica dei paesi interessati e soddisfare le esigenze delle  popolazioni disagiate. Esse devono gradatamente sostituire l'aiuto umanitario e preparare la  ripresa dell'aiuto allo sviluppo a lungo termine. Articolo 2 Le azioni da attuare a titolo del presente regolamento riguardano in via prioritaria i  seguenti settori: la ripresa del sistema produttivo, il riattamento materiale e funzionale delle  infrastrutture di base, il reinserimento sociale e il ripristino delle capacità istituzionali  necessarie alla fase di risanamento, soprattutto a livello locale. Articolo 3 Nell'ambito della cooperazione possono beneficiare di un sostegno finanziario a titolo  del presente regolamento le amministrazioni e le istituzioni pubbliche nazionali, regionali e  locali, gli enti locali e altri organismi decentralizzati, le organizzazioni internazionali e le  organizzazioni non governative. Articolo 4 1.  I mezzi che possono essere impiegati nell'ambito delle azioni di cui all'articolo  1, comprendono soprattutto studi, assistenza tecnica, formazione o altri servizi, forniture e  lavori, audit e missioni di controllo o di valutazione. 2.  Il finanziamento comunitario può coprire spese tanto d'investimento, ad esclusione  dell'acquisto di beni immobili, quanto di funzionamento, in valuta o in moneta locale, secondo le  esigenze di esecuzione delle azioni. 3.  Si cercherà sistematicamente di ottenere un contributo, soprattutto finanziario, dagli  operatori o dai partner che costituiscono i beneficiari finali dell'azione (paesi, comunità locali,  imprese o altri) entro i limiti delle loro possibilità e in funzione delle caratteristiche di  ciascuna azione. 4.  Si cercheranno possibilità di cofinanziamento in particolare con gli Stati membri. Saranno  prese le misure necessarie per mantenere il carattere comunitario degli aiuti forniti nell'ambito  del presente regolamento. 5.  Per garantire una maggiore coerenza e complementarità tra le azioni finanziate dalla Comunità e  quelle finanziate dagli Stati membri, allo scopo di garantire la massima efficacia di queste azioni  nel loro insieme, la Commissione prende tutte le misure necessarie per il coordinamento, in  particolare: a) la creazione di un sistema per lo scambio costante di informazioni sulle azioni già finanziate e  quelle per cui è previsto il finanziamento da parte della Comunità e degli Stati membri; b) il coordinamento nel paese di attuazione delle azioni, mediante regolari incontri e scambi  d'informazioni tra i rappresentanti della Commissione e degli Stati membri nel o nei paesi  beneficiari interessati. Articolo 5 Il sostegno finanziario a titolo del presente regolamento viene dato sotto forma di  aiuti non rimborsabili. Articolo 6 1.  La Commissione ha il compito di istruire, decidere e gestire le azioni di cui al  presente regolamento secondo le procedure finanziarie e le altre procedure in vigore, in  particolare quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle  Comunità. 2.  Le decisioni riguardanti le azioni il cui finanziamento ai sensi del presente regolamento  supera il valore di 2 Mio di ECU per azione e qualsiasi modifica che comporti un aumento superiore  al 20  % dell'importo inizialmente convenuto per l'azione stessa, vengono prese secondo la  procedura di cui all'articolo 7. 3.  Qualsiasi convenzione o contratto di finanziamento concluso ai sensi del presente regolamento  prevede in particolare che la Commissione e la Corte dei conti possano effettuare controlli in loco  secondo le consuete modalità definite dalla Commissione nel quadro delle disposizioni in vigore, in  particolare quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità. 4.  Quando le azioni comportano una convenzione di finanziamento tra la Comunità e il paese  beneficiario questa prevede che i pagamenti di tasse, dazi e oneri non siano a carico della  Comunità. 5.  La partecipazione alle gare e ai contratti d'appalto è aperta, a parità di condizioni, a tutte  le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dello Stato beneficiario. Essa può essere  estesa ad altri paesi in via di sviluppo e, in casi eccezionali debitamente giustificati, ad altri  paesi. 6.  Le forniture sono originarie degli Stati membri o dello Stato beneficiario o di altri paesi in  via di sviluppo. In casi eccezionali, debitamente giustificati, le forniture possono provenire da  altri paesi. Articolo 7 1.  La Commissione è assistita da un comitato a carattere consultivo composto dai  rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione; a seconda del  paese o della regione che beneficiano delle misure, il comitato è uno dei seguenti: a) per i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, il comitato FES, istituito dall'articolo 21  dell'accordo interno n. 91/401/CEE, relativo al finanziamento e alla gestione degli aiuti della  Comunità nell'ambito della quarta Convenzione di Lomé, concluso il 16 luglio 1990 dai  rappresentanti degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio; b) per i paesi del Mediterraneo, il comitato MED, istituito dall'articolo 6 del regolamento (CEE)  n. 1762/92 del Consiglio del 29 giugno 1992; c) per i paesi dell'America latina e dell'Asia, il comitato ALA, istituito dall'articolo 15 del  regolamento (CEE) n. 443/92 del Consiglio del 25 febbraio 1992. 2.  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto relativo alle misure da  adottare. Il comitato emette un parere su tale progetto, entro un termine che il presidente può  fissare in funzione dell'urgenza della questione in oggetto, se necessario procedendo a una  votazione. Il parere viene iscritto a verbale; inoltre, ogni Stato membro ha diritto di chiedere che la sua  posizione figuri nel verbale. La Commissione tiene in massimo conto il parere espresso dal  comitato, e informa quest'ultimo sul modo in cui ha tenuto conto del suo parere. Articolo 8 Una volta l'anno si procederà ad uno scambio di opinioni sulla base degli orientamenti  generali per le azioni da attuare nel corso dell'anno seguente presentati dal rappresentante della  Commissione nel quadro di una riunione congiunta dei tre comitati di cui all'articolo 7, paragrafo  1. Articolo 9 Alla fine di ogni esercizio finanziario la Commissione sottopone al Parlamento europeo  e al Consiglio una relazione annuale comprendente la sintesi delle azioni finanziate nel corso  dell'esercizio e una valutazione sull'esecuzione del presente regolamento durante lo stesso  esercizio. La sintesi contiene in particolare informazioni riguardanti gli operatori con i quali sono stati  conclusi i contratti d'appalto. La relazione include altresì un riassunto delle eventuali valutazioni esterne effettuate su azioni  specifiche. Articolo 10 Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione  nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno Stato membro.(1) Parere del .  .  . (GU n. .  .  . del  .  .  .) e decisione del .  .  . (GU n. .  .  . del .  .  .).  (2) COM(93) 204 del 12. 5. 1993.  (3) Consiglio 10641/93 del 2. 12. 1993.  (4) PE  A3-0329/93 documento 176.642 del 16. 11. 1993.