CELEX: 51974PC0966
Language: it
Date: 1974-07-04
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO PER IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI IN MATERIA DI BOMBOLE PER GAS IN LEGA DI ALLUMINIO NON SALDATE

13. 9. 74                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                              N. C 104/75
              Proposta di direttiva del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
                        membri in materia di bombole per gas in lega di alluminio non saldate
                              (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 18 luglio 1974)
IL CONSIGLIO DELLE C O M U N I T À EUROPEE,                      — le bombole alle quali è aggiunto del metallo
                                                                      durante il processo di chiusura del fondo.
visto il trattato che istituisce la Comunità economica
europea, in particolare l'articolo 100,                                                    Articolo 2
vista la proposta della Commissione,                             Le bombole conformi alle prescrizioni dell'allegato
visto il parere del Parlamento europeo,                          alla presente direttiva sono considerate bombole del
                                                                 tipo CEE.
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che negli Stati membri la costruzione                                         Articolo 3
ed i controlli delle bombole per gas sono soggetti à
disposizioni tassative la cui disparità ostacola gli             Gli Stati membri non possono rifiutare, vietare o
scambi di dette bombole e che occorre quindi proce-              limitare per motivi inerenti alla costruzione ed ai con-
                                                                 trolli l'immissione in commercio e la messa in servizio
dere al ravvicinamento di tali disposizioni;
                                                                 appropriata di una bombola del tipo CEE munita del
considerando che la direttiva del Consiglio del                  contrassegno d'approvazione CEE e del marchio di
per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati             verifica CEE, nelle condizioni previste all'articolo 4
membri relative alle disposizioni comuni agli appa-              della presente direttiva.
recchi a pressione ed ai metodi di controllo di questi
apparecchi, ha tra l'altro definito le procedure d'ap-                                     Articolo 4
provazione CEE e di verifica CEE di questi appa-
recchi; che, conformemente a tale direttiva, occorre             Le bombole del tipo CEE sono soggette:
fissare le prescrizioni tecniche cui devono soddisfare           a) all'approvazione CEE, se la pressione di prova
le bombole per gas in lega di alluminio non saldate                   idraulica è inferiore o uguale a 225 bar e se la
del tipo CEE di capacità compresa tra 0,2 e 150 litri                 loro capacità è superiore o uguale a 0,2 litri e in-
per poter essere messe in circolazione, commercializ-                 feriore o uguale a 1 litro.
zate ed utilizzate liberamente dopo aver subito i con-
trolli ed essere state munite dei marchi e contrassegni          b) all'approvazione CEE ed alla verifica CEE:
previsti,                                                             1. se la pressione di prova idraulica è inferiore o
                                                                          uguale a 225 bar e se la loro capacità è supe-
                                                                          riore a 1 litro e inferiore o uguale a 150 litri;
HA A D O T T A T O LA PRESENTE DIRETTIVA:                             2. se la pressione di prova idraulica è superiore a
                                                                         225 bar, indipendentemente dalla loro capa-
                                                                          cità.
                        Articolo 1
                                                                                           Articolo 5
1.     La presente direttiva si applica agli involucri di
resistenza in lega di alluminio delle bombole per gas            1.     Gli Stati membri provvedono all'entrata in
non saldate, costituite cioè da un solo pezzo, riempi-           vigore delle disposizioni legislative, regolamentari ed
bili più volte, di capacità compresa tra 0,2 e 150 litri         amministrative necessarie per conformarsi alla pre-
inclusi, destinate a contenere gas compressi, liquefatti         sente direttiva nel termine di 18 mesi dalla sua noti-
o disciolti la cui pressione effettiva può superare, alla        fica e ne informano immediatamente la Commissione.
temperatura di 15 °C, 1 bar relativo. Queste bombole
per gas sono qui di seguito denominate «bombole».                2.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione
                                                                 il testo delle disposizioni di diritto interno che adot-
                                                                 tano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
2.     Sono escluse dalla presente direttiva:
— le bombole realizzate con una lega di alluminio                                          Articolo 6
    che abbia una resistenza alla trazione superiore a
    500 N/mm 2 ;                                                 La presente direttiva è destinata agli Stati membri.
 ---pagebreak--- N. C 104/76                                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             13. 9. 74
                                                             ALLEGATO        I
              1.       TERMINI E SIMBOLI USATI NEL PRESENTE ALLEGATO
              1.1.     Limite di elasticità
                       Per «limite di elasticità» si intende il limite convenzionale di elasticità R p 0,2, ossia il
                       valore della sollecitazione (a) che produce un allungamento non proporzionale dello
                       0,2% della lunghezza tra i riferimenti della provetta.
              1.2.     I simboli usati nel presente allegato hanno i seguenti significati:
                       Ph            = pressione relativa di prova idraulica (pressione di progetto) in bar;
                       Pr            = pressione relativa di rottura della bombola, in bar, misurata durante la prova
                                       di rottura;
                       Re            = valore minimo del limite di elasticità (R p 0,2) garantito dal fabbricante della
                                       bombola, in N / m m 2 ;
                       Rm            = valore minimo della resistenza alla trazione garantito dal fabbricante della
                                       bombola, in N / m m 2 ;
                       a           , = spessore minimo calcolato della parete della parte cilindrica della bombola, in
                                       mm;
                       D             = diametro massimo esterno della bombola, in mm;
                       Rt            = resistenza effettiva alla trazione, in N / m m 2 ;
                       d             = diametro del mandrino per le prove di piegamento.
              2.       PRESCRIZIONI TECNICHE
              2.1.     Materiali
              2.1.1.   Per la fabbricazione delle bombole devono essere usate leghe di alluminio tali da pre-
                       sentare, dopo il trattamento termico previsto per le bombole, una sufficiente resistenza
                       alla corrosione ad opera degli agenti climatici.
              2.1.2.   Per la realizzazione delle bombole sono ammesse le leghe di alluminio che abbiano la
                       composizione chimica figurante nella seguente tabella:
                                                                                       Composizione chimica
                                       Tipo di lega
                                                             Cu     Mg           Si        Fe      Mn         Zn     Cr     Ti+Zr
                           a
                            )
                                                      min.          2,4                            0,3
                           Ai-Mg 3 Mn
                                                      mas.   0,10   3,8          0,5      0,5      1,0        0,2    0,25    0,2
                           b
                               )
                                                      min.          4.0                            0,3
                           Ai-Mg 4,5 Mn
                                                      mas.   0,10   5.1          0,5      0,5      1,0        0,2    0,25    0,2
                           c)
                                                      min.          0,4          0,6               0,4
                           Ai-Si 1 Mg
                                                      mas.   0,10    1,4         1,6      0,5      1,0        0,2    0,35    0,2
                           d)
                                                      min.   5,2    o o                            0,15
                           Al-Cu-Mg
                                                      mas.   6,0    4». tu       0,2      0,3      0,35       0,10   0,10    0,25
                       Per l'interpretazione dei risultati delle analisi chimiche di queste leghe ci si attiene
                       alla raccomandazione ISO R 209-1971, pagina 4.
 ---pagebreak--- 13. 9. 74                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  N. C 104/77
          2.1.3. Per la fabbricazione delle bombole potrà essere utilizzata qualsiasi altra lega, purché
                 superi innanzitutto delle prove di resistenza alla corrosione climatica di cui all'allegato
                 II della presente direttiva o, in mancanza, risponda a delle specificazioni definite dal
                 Comitato per l'adattamento al progresso tecnico di cui all'articolo 19 della direttiva
                 del Consiglio del           concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati
                 membri relative alle disposizioni comuni ad apparecchi a pressione ed ai metodi di
                 controllo di detti apparecchi.
          2.1.4. Il fabbricante di bombole deve ottenere e fornire i certificati di analisi di colata delle
                 leghe di alluminio usate per la fabbricazione delle bombole.
          2.1.5. L'autorità di controllo deve avere la possibilità di effettuare delle analisi indipen-
                 denti. Queste analisi devono essere effettuate su campioni prelevati al momento
                 della colata, quali sono forniti dallo stabilimento di elaborazione al fabbricante di
                 bombole, o sulle bombole pronte per l'uso.
          2.2.   Trattamenti termici e meccanici
                 Il fabbricante deve indicare il tipo di fabbricazione: incrudimento, tipo di trattamento
                 termico (temperatura e durata) e tipo di raffreddamento.
          2.3.   Calcolo delle parti sotto pressione
          2.3.1. Lo spessore delle pareti delle bombole per gas non deve essere in nessun punto
                 inferiore a quello calcolato per la parte cilindrica mediante le seguente formula:
                                                             Ph • D
                                                         20 R
                                                              -   *
                                                          1,3
                 Il valore di R e introdotto nella formula non può in nessun caso essere superiore a
                 0,85 R m qualunque sia il tipo di lega usato.
          2.3.2. Lo spessore minimo della parete non può in nessun caso essere inferiore a 1,5 mm, a
                 2 mm ed a 3 mm per diametri della bombola rispettivamente inferiori o uguali a
                 50 mm, compresi tra 50 e 150 mm e superiori o uguali a 150 mm.
          2.3.3. Lo spessore e la forma del fondo e dell'ogiva sono tali da superare le prove previste
                 ai punti 3.2 (prova di rottura) e 3.3 (prova di pulsazione) del presente allegato.
          2.3.4. Per ottenere una ripartizione delle tensioni soddisfacente, lo spessore della parete
                 della bombola deve aumentare progressivamente nella zona di transizione tra la parte
                 cilindrica ed il fondo; inoltre la parete deve essere esènte da difetti.
          2.4.   Costruzione e buona esecuzione
          2.4.1. Ogni bombola deve essere esaminata per controllare se ha lo spessore voluto e se
                 presenta dei difetti sulle superfici interna ed esterna:
                 — lo spessore della parete non può in nessun punto essere inferiore a quello speci-
                     ficato nel progetto;
                 — le superfici interna ed esterna della bombola non devono presentare difetti che
                     possano comprometterne la sicurezza d'impiego.
          2.4.2. L'ovalizzazione del corpo cilindrico deve essere limitata ad un valore tale che la
                 differenza tra i diametri esterni, massimo e minimo, di una stessa sezione normale
                 non sia superiore al 2 % della media di tali diametri.
          2.4.3. Il basamento, se esiste, deve essere di un metallo compatibile con quello della bombola
                 e sufficientemente resistente. La forma deve essere di preferenza cilindrica e dare suffi-
                 ciente stabilità alla bombola. Il basamento non deve favorire la raccolta dell'acqua,
                 né l'acqua deve poter penetrare tra il basamento e la bombola.
 ---pagebreak--- N. C 104/78                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                13. 9. 74
            3.         PROVE
            3.1.       Prove meccaniche
            3.1.1.     Prescrizioni generali
                       Tutte le prove meccaniche destinate al controllo delle caratteristiche della lega delle
                       bombole per gas sono eseguite su provette prelevate da bombole pronte per l'uso.
            3.1.2.     Tipi di prove e valutazione dei risultati delle prove
                       Su ogni bombola-campione si effettuano una prova di trazione in direzione longitudinale
                       e quattro prove di piegamento in direzione circonferenziale.
            3.1.2.1.   P r o v a di t r a z i o n e
            3.1.2.1.1. La prova di trazione viene effettuata su una provetta del tipo indicato alla figura 1
                       del presente allegato e la cui lunghezza tra i riferimenti è L 0 = 5,65 VÌF, dove F
                       rappresenta la sezione normale della provetta. Le due facce della provetta rappresen-
                       tanti le pareti interna ed esterna della bombola non possono essere lavorate.
            3.1.2.1.2. L'allungamento percentuale non deve essere inferiore a:
                       — 12% per le leghe di cui ad a), b), c) della tabella che figura al punto 2.1.2,
                            nonché per le leghe cui si applicano le disposizioni di cui al punto 2.1.3;
                       — 10% per le leghe di cui al punto d) della tabella che figura al punto 2.1.2.
            3.1.2.2.   P r o v e di p i e g a m e n t o
            3.1.2.2.1. La prova di piegamento viene effettuata su provette ottenute tagliando in due parti
                       uguali un anello della larghezza di «3 a».La larghezza della provetta non può in
                       nessun caso essere inferiore a 25 mm.
                       Ogni anello può essere lavorato meccanicamente soltanto sui bordi.
            3.1.2.2.2. La prova di piegamento viene effettuata per mezzo di un mandrino di diametro «d»
                       e di due cilindri posti alk. distanza di d + 3a. Durante le prova la faccia interna
                       dell'anello si trova contro il mandrino.
            3.1.2.2.3. La provetta non deve incrinarsi quando, durante il piegamento attorno al mandrino,
                       i bordi interni sono ad una distanza non superiore al diametro del mandrino.
            3.1.2.2.4 II rapporto (n) tra il diametro del mandrino e lo spessore della provetta deve essere
                       conforme ai valori indicati nella seguente tabella:
                                             Resistenza effettiva alla trazione
                                                                                               Valore di n
                                                       Rt in N / m m !
                                 fino a 330 inclusi
                        da oltre 330 a 400 inclusi
                        da oltre 40Ò a 500 inclusi
            3.2.        Prova di rottura sotto pressione idraulica
             3.2.1.     Condizioni di prova
            3.2.1.1.   La prova di rottura sotto pressione idraulica deve essere eseguita in due fasi successive
                        mediante un impianto che consenta di aumentare regolarmente la pressione fino allo
                        scoppio della bombola e di registrare la curva di variazione della pressione in funzione
                        del tempo.
            3.2.1.2.    Durante la prima fase la velocità dell'aumento della pressione sino al valore corrispon-
                        dente all'inizio della deformazione plastica deve essere di circa 1 bar/s.
 ---pagebreak--- 13.9. 74                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                              N. C 104/79
                  A partire da questo valore della pressione (seconda fase) la portata della pompa deve
                  essere aumentata di quattro volte rispetto alla prima fase e mantenuta costante fino
                  al momento della rottura della bombola.
         3.2.2.   Esecuzione della prova
                  La prova di rottura sotto pressione idraulica deve poter dare:
                  — l'esame della curva pressione-tempo, che permette di determinare la pressione alla
                      quale comincia la deformazione plastica della bombola, la pressione di rottura e la
                      deformazione della bombola durante la prova;
                  — l'esame della spaccatura e della forma dei suoi bordi.
         3.2.3.    Condizioni di accettazione della prova
         3.2.3.1. La pressione corrispondente all'inizio della deformazione plastica deve essere uguale o
                  superiore a 4 / 3 della pressione di prova idraulica.
         3.2.3.2. La pressione di rottura (Pr) misurata non deve essere inferiore a 5 / 3 della pressione
                  di prova (Ph).
         3.2.3.3. La prova di rottura non deve ridurre la bombola in frammenti.
         3.2.3.4. La spaccatura principale non deve presentare nessun carattere di fragilità, cioè i bordi
                  della spaccatura non devono essere radiali, bensì inclinati rispetto ad un piano dia-
                  metrale e mostrare una strizione in tutto il loro spessore.
         3.2.3.5. La spaccatura non deve mostrare un difetto caratteristico del metallo.
         3.2.3.6. La spaccatura deve avere inizio e continuare nella parte cilindrica, e non deve esten-
                  dersi al fondo, nè all'ogiva.
         3.2.4.   Dati che possono essere utili per l'interpretazione    della prova
         3.2.4.1. La misura del volume di acqua utilizzato all'inizio della crescita e la rottura della
                  bombola che dà una indicazione dell'aumento volumetrico della bombola.
         3.2.4.2. La misura dell'aumento del perimetro della bombola nella zona di rottura.
         3.3.     Prova di pulsazione
         3.3.1.   La prova di pulsazione viene effettuata su due bombole garantite dal fabbricante
                  come aventi gli spessori minimi previsti nel progetto e mediante un liquido non
                  corrosivo.
         3.3.2.   Per eseguire questa prova si procede ad una prova idraulica di pressurizzazione
                  ripetuta dalla pressione iniziale o residua alla pressione detta pressione di prova.
                  1 parametri di prova devono soddisfare ambedue le condizioni seguenti, la cui scelta
                  è lasciata allo Stato membro:
                  1. — numero totale di cicli:                 80 000
                                                              2
                     — pressione di prova :                     / 3 Ph + pressione residua
                     — frequenza:                             15 cicli/minuto
                  2. — numero totale di cicli :                15 000
                     — pressione di prova:                    Ph + pressione residua
                     — frequenza:                             5 cicli/minuto
                  La pressione residua (quella esistente alla fine della fase di decompressione della
                  bombola) non deve superare il 5 % del valore della pressione di prova.
                  La temperatura misurata sulla parete esterna della bombola non deve superare nel
                                                              x
                  corso della prova, 50°C.
         3.3.3.   Durante la prova non deve prodursi nessuna rottura.
 ---pagebreak--- N. C 104/80                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                13. 9. 74
            3.4.   Prova idraulica
            3.4.1. Il valore della pressione di prova idraulica deve essere uguale alla pressione di
                   progetto (Ph).
            3.4.2. La pressione dell'acqua nella bombola deve aumentare regolarmente fino a raggiungere
                   la pressione di prova.
            3.4.3. La bombola viene mantenuta sotto la pressione di prova per un intervallo di tempo
                   che consenta di accertare che la pressione non tende a diminuire e che la tenuta è
                   raggiunta.
            3.4.4. Le bombole esaminate che non superano la prova devono essere respinte.
            4.     APPROVAZIONE CEE
            4.1.   Chi richiede l'approvazione è tenuto a presentare i documenti necessari per le verifiche
                   indicate qui di seguito, nonché un numero di (non oltre otto) bombole che debbono
                   servire da prototipo e rappresentare sotto ogni riguardo la produzione futura, necessarie
                   per l'esecuzione delle prove sotto specificate, assieme ad ogni altra informazione
                   complementare richiesta dallo Stato membro.
            4.2.   All'atto dell'approvazione CEE lo Stato membro:
                   — verifica l'esattezza dei calcoli di cui al punto 2.3 ;
                   — verifica l'osservanza delle condizioni di cui ai punti 2.1 e 2.2;
                   — esegue sulle bombole presentate come prototipi :
                       — le prove previste al punto 3.1.2 ad eccezione del numero di trazioni che deve
                           essere portato a tre;
                       — la prova prevista al punto 3.2, su due bombole;
                       — la prova prevista al punto 3.3, su due bombole salvo nel caso in cui solo il
                           parametro della lunghezza della bombola è differente ed è intermedio tra
                           quelle dei tipi di bombole che hanno già conseguito l'approvazione;
                   — rilascia il certificato di approvazione CEE conforme al modello riprodotto nell'alle-
                       gato III alla presente direttiva.
            5.     VERIFICA CEE
            5.1.   Ai fini della verifica CEE il fabbricante di bombole:
            5.1.1. tiene a disposizione dell'autorità di controllo:
                   — il certificato di approvazione CEE;
                   — i certificati delle analisi delle leghe di alluminio fornite per la fabbricazione delle
                       bombole ed inoltre i risultati delle prove di corrosione intercristallina, effettuate
                       secondo uno dei metodi descritti all'allegato II della presente direttiva, su delle
                       provette prelevate da una bombola per ogni «infornata di rinvenimento», qualora
                       la bombola è realizzata con la lega d) della tabella rappresentata al punto 2.1.2;
                   — i mezzi per identificare la colata della lega di alluminio da cui proviene ciascuna
                       bombola;
                   — i documenti per certificare che le bombole sottoposte alla verifica CEE hanno subito
                       lo stesso trattamento termico delle bombole presentate per l'approvazione;
                   — l'elenco delle bombole recanti i numeri e le iscrizioni di cui al punto 6.
 ---pagebreak--- 13. 9. 74                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    N. C 104/81
           5.2.     All'atto della verifica CEE
           5.2.1.   L'autorità di controllo:
                   — constata l'ottenimento dell'approvazione e la conformità delle bombole ad essa;
                   — verifica i documenti che contengono i dati relativi ai materiali ;
                   — controlla l'osservanza delle prescrizioni tecniche di cui al punto 2 e verifica in
                       particolare, mediante esame ottico esterno e possibilimente interno della bombola,
                       per sondaggio, su un numero da 5 a 10% delle bombole di ciascuna partita, se
                       la costruzione e le verifiche effettuate dal fabbricante conformemente al punto
                       2.4.1 sono soddisfacenti;
                   — assiste alle prove prescritte ai punti 3.1 e 3.2 e ne controlla lo svolgimento;
                   — controlla l'esattezza dei dati forniti dal fabbricante nell'elenco di cui al punto 5.1.1
                       — quinta lineetta. A questo controllo sono sottoposte dal 5 al 10 % delle bombole
                       di ciascuna partita;
                   — rilascia il certificato di verifica CEE conforme al modello riportato nell'allegato IV
                        alla presente direttiva.
           5.2.2.  Per i due tipi di prove previsti ai punti 3.1 e 3.2 si prelevano a caso 2 bombole
                   su ogni lotto di 402 bombole provenienti dalla stessa colata e che hanno subito lo
                   stesso trattamento termico e su ogni frazione rimanente inferiore a 402 bombole.
                   Una delle bombole viene sottoposta alle prove di cui al punto 3.1 (prove meccaniche)
                   e l'altra alla prova prevista al punto 3.2 (prova di rottura).
                   Se una delle prove non dà soddisfazione anche solo in parte, si prelevano a caso
                   nello stesso lotto altre 2 bombole, che sono sottoposte alla prova non riuscita.
                   Se una di queste 2 bombole non supera la prova, tutte le bombole dello stesso lotto
                   sono definitivamente respinte.
          5.2.3.   La scelta dei campioni e tutte le prove sono effettuate alla presenza di un rappresen-
                   tante dell'autorità di controllo.
          5.2.4.   Tutte le bombole del lotto sono sottoposte ad una prova idraulica di cui al punto 3.4
                   alla presenza e sotto la sorveglianza di un rappresentante dell'autorità di controllo.
          5.3.     Dispenza della verifica CEE
                  Per le bombole definite all'articolo 4, a), della presente direttiva, conformemente all'arti-
                  colo 15, a), della direttiva del Consiglio del             per il ravvicinamento delle legi-
                  slazioni degli Stati membri relative alle disposizioni comuni agli apparecchi a pressione
                  ed ai metodi di controllo di questi apparecchi, tutte le operazioni di prova e di
                  controllo previste al punto 5.2 sono eseguite dal fabbricante sotto la propria responsa-
                  bilità.
                  Il fabbricante deve tenere a disposizione dell'autorità di controllo tutti i documenti
                  ed i verbali relativi alle prove ed ai controlli.
                  Non è richiesta la presenza di un rappresentante dell'autorità di controllo per quanto
                  concerne i punti 5.2.3 e 5.2.4 del presente allegato.
          6.      PUNZONATURA E ISCRIZIONI
          6.1.    Quando tutti i controlli prescritti sono stati effettuati dall'autorità di controllo, quest'ul-
                  tima, se i risultati sono soddisfacenti, rilascia un documento attestante i controlli
                  effettuati.
          6.2.    Le iscrizioni devono concentrarsi in uno stesso spazio e l'involucro di resistenza
                  della bombola non deve essere punzonato.
 ---pagebreak--- N . C 104/82                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                13. 9. 74
             6.3.   Su ogni bombola sono apposti, sul metallo dell'ogiva, o su un'eventuale targhetta
                    d'identità, di uno spessore minimo di 3 mm, il marchio «(£}" di cui al punto 5.3
                    dell'allegato I alla direttiva del Consiglio del          , per il ravvicinamento delle
                    legislazioni degli Stati membri relative alle disposizioni comuni agli apparecchi a
                    pressione ed ai metodi di controllo di questi apparecchi, per le bombole definite
                    all'articolo 4, a), della presente direttiva, ed il marchio d'approvazione CEE « £•>
                    di cui al punto 5.1 dell'allegato I, seguito dal marchio di verifica CEE «e» di cui al
                    punto 3.1.1.1 a) dell'allegato II alla direttiva innanzidetta, per le bombole definite
                    all'articolo 4, b), della presente direttiva.
                    Tali marchi sono seguiti dalle seguenti iscrizioni:
             6.4.   Iscrizioni relative alla costruzione
             6.4.1. inerenti al metallo
                    Un numero indicante il valore di R e in N/mm 2 , sul quale è stato basato il calcolo.
             6.4.2. inerenti alla prova idraulica
                    Il valore della pressione di prova in bar in cifre di dimensioni superiore alle
                    altre e al di sopra la data della prima prova idraulica (mese e anno).
             6.4.3. Inerenti al tipo di bombola
                    Al di sotto della cifra relativa alla pressione di prova, il peso della bombola in kg,
                    senza rubinetto e senza valvola e la capacità minima garantita dal fabbricante della
                    bombola, in litri.
                    Il peso e la capacità devono essere espressi in tre cifre signicative; la terza cifra deve
                    essere calcolata «per difetto», per la capacità e «per eccesso» per il peso.
             6.4.4. inerenti all'origine
                    Il marchio del fabbricante ed il numero di fabbricazione.
             6.4.5. Esempio:
                                                          04/72
                                               £ e 270 2 2 5       ••••6,851
                                                         10,4/40,5
 ---pagebreak--- N. C 104/83 ---pagebreak--- N. C 104/84                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  13. 9. 74
                                                       ALLEGATO      li
                                                 PROVE DI CORROSIONE
            I. PROVE DI VALUTAZIONE DELLA SUSCETTIBILITÀ ALLA CORROSIONE INTER-
                                                       CRISTALLINA
            Il metodo descritto qui in appresso consiste nell'immergere parallelamente, in due soluzioni
            corrosive diverse, i campioni prelevati dalla bombola sottoposta alla prova e di esaminarli dopo
            un certo tempo di attacco per constatare l'eventuale presenza di una corrosione intercristallina
            e determinarne la natura e l'intensità. La propagazione della corrosione intercristallina è deter-
            minata per via metallografica su superfici levigate prese in un senso trasversale rispetto alla
            superficie attaccata.
            1.1.       Prelievo
                       I campioni vengono prelevati nel contempo dall'ogiva, dal corpo e dal fondo della
                       bombola (fig. 1) in modo che le prove eseguite mediante la soluzione A di cui al
                       2.1.1 e la soluzione B di cui al 2.1.2 possano essere effettuate sul metallo di queste
                       tre parti della bombola.
                       Tali campioni devono essere prelevati in numero sufficiente per soddisfare le prescri-
                       zioni dei punti 2.2.1 e 2.2.2.
                       Ogni campione deve avere la forma e le dimensioni indicate alla figura 2.
                       Le facce a l a2 a3 a4, b l b2 b3 b4, a l a2 b2 b l , a4 a3 b3 b4 sono tutte segate con una
                       sega a nastro e poi accuratamente raddrizzate con una lima sottile. Le superfici a l a4
                       b4 b l e a2 a3 b3 b2 che corrispondono rispettivamente alle facce interna e esterna
                       della bombola sono lasciate allo stato iniziale di fabbricazione.
            1.2.       Preparazione della superficie prima dell'attacco corrosivo
            1.2.1.     Prodotti richiesti
                       H N O a per analisi, densità 1,33,
                       HF per analisi, densità 1,14 (40 %),
                       Acqua deionizzata.
            1.2.2.     Procedimento
                       In un becher di pirex di un litro, preparare la seguente soluzione:
                       HN03:      63 cm 3
                       HF:         6 cm 3
                       HaO :     929 cm 3
                       Portare la soluzione a 95 °C.
                       Mantenere per un minuto in tale soluzione ogni campione sospeso ad un filo di allu-
                       minio.
                       Lavare in seguito in acqua corrente e poi in acqua deionizzata.
                       Immergere il campione per un minuto nell'acido nitrico, definito al punto 1.2.1, a
                       temperatura ambiente, per eliminare qualisiasi eventuale deposito di rame.
                       Sciacquare con acqua deionizzata.
                       Per evitare qualsiasi ossidazione dei campioni, bisogna immergerli, alla fine della loro
                       preparazione, in un bagno di corrosione al quale sono destinati (cfr. il punto 2.2 qui di
                       seguito).
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           2.        REALIZZAZIONE DELLA PROVA
           2.1.      Si prevede di utilizzare due soluzioni corrosive, una con 57 g/1 di cloruro di sodio e
                     3 g/1 di acqua ossigenata, detta soluzione A, l'altra con 30 g/1 di cloruro di sodio e
                     5 g/1 di acido cloridrico, detta soluzione B.
           2.2.      Preparazione delle soluzioni corrosive
           2.2.1.    Soluzione A
          2.2.1.1.  Prodotti richiesti
                     NaCl            cristallizzato per analisi
                    H202             100 a 110 volumi — medicinale
                     KMn0 4          per analisi
                    H 2 S0 4         per analisi, densità 1,83
                    Acqua deionizzata
          2.2.1.2.  Dosaggio dell'acqua ossigenata
                    Poiché l'acqua ossigenata è un corpo poco stabile, è indispensabile verificarne il titolo
                    prima di ogni impiego. A tal fine occorre :
                    prendere con una pipetta 10 cm3 d'acqua ossigenata, diluire fino a 1 000 cm 3 (in fiala
                    calibrata) con acqua deionizzata, in tal modo si ottiene una soluzione di acqua ossi-
                    genata che sarà chiamata C.
                    Mettere in una fiala Erlenmeyer, con una pipetta:
                    —      10 cm3 della soluzione C di acqua ossigenata
                    —      2 cm3 circa di acido solforico di densità 1,83.
                    Il dosaggio viene effettuato con l'aiuto di una soluzione di permanganato a 1,859 g/1.
                    Il permanganato serve da indicatore.
          2.2.1.3.  S p i e g a z i o n e del d o s a g g i o
                   La reazione del permanganato sull'acqua ossigenata in ambiente solforico si scrive:
                   2 KMn0 4 + 5 H 2 O a + 3 H 2 S0 4                K2 S0 4 + 2 MnS0 4 + 8H a O + 5 0 2 il che dà
                   l'equivalente: 316 g KMn0 4 = 170 g H 2 O z
                    Quindi un grammo di acqua ossigenata pura reagisce su 1,859 g di permanganato ; ne
                   consegue che l'impiego di una soluzione di permanganato di 1,859 g/1 satura, volume
                   per volume, 1 g/1 di acqua ossigenata. Poiché l'acqua ossigenata è stata preventiva-
                   mente diluita 100 volte, i 10 cm8 della prova rappresentano 0,1 cm3 dell'acqua ossige-
                   nata iniziale.
                   Moltiplicando per 10 il numero di centimetri 3 di soluzione di permanganato utilizzato
                   per il dosaggio, si ottiene il titolo T in g/1 dell'acqua ossigenata iniziale.
          2.2.1.4. P r e p a r a z i o n e della s o l u z i o n e
                   Procedimento per 10 litri:
                   Sciogliere 570 g di cloruro di sodio in acqua deionizzata in modo da ottenere un
                   volume totale di circa 9 litri.
                   Aggiungere la quantità di acqua ossigenata calcolata più avanti. Mescolare, poi comple-
                   tare il volume fino a 10 1 con acqua deionizzata.
                   Calcolo del volume di acqua ossigenata da mettere nella soluzione
                   Quantità di acqua ossigenata pura necessaria : 30 g.
                   Poiché l'acqua ossigenata contiene T grammi di H 2 0 2 per litro, il volume necessàrio,
                   espresso in cm3, sarà:
                                                                   1 000 X 30
 ---pagebreak--- N . C 104/86                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  13. 9. 74
             2.2.2.   Soluzione B
             2.2.2.1  Prodotti richiesti :
                      NaCl cristallizzato per analisi
                      HCl puro concentrato 37% HCl
                      acqua deionizzata
             2.2.2.2. Preparazione della soluzione:
                      Metodo di preparazione per 10 1 di soluzione sciogliere 9 1 di acqua deionizzata,
                      300 g di cloruro di sodio e 50 g di HCl (50 g = 0,5%) e, dopo aver ben mescolato
                      questa soluzione, completare fino a raggiungere 10 1.
             2.3.     Condizioni di attacco
             2.3.1.   Attacco nella soluzione A
                      La soluzione corrosiva è posta in un cristallizzatore o eventualmente in un gran becher
                      posto a sua volta a bagnomaria. Si agita questo bagnomaria con un agitatore magne-
                      tico e la temperatura viene regolata con un termometro a contatto.
                      Il campione può essere sospeso mediante un filo di alluminio nella soluzione corrosiva,
                      oppure può essere posto in tale soluzione, in modo che appoggi soltanto sugli angoli;
                      il secondo metodo è preferibile. La durata di attacco è di 6 ore e la temperatura è
                      fissata a 30 ± 1°C. Si farà attenzione che la quantità di reattivo corrisponda a un
                      minimo di 10 cm2 per cm 3 di superficie del campione.
                      Dopo l'attacco, il campione viene lavato con l'acqua, immerso per 30 secondi circa
                      nell'acido nitrico diluito a metà, sciacquato di nuovo nell'acqua poi asciugato con l'aria
                      compressa.
             2.3.2.   Più campioni possono essere attaccati contemporaneamente a condizione che apparten-
                      gano allo stesso tipo di lega e che non si tocchino. Beninteso, deve essere rispettata
                      la quantità minima di reattivo per unità di superficie di campione.
             2.3.3.   Attacco nella soluzione B
                      La soluzione corrosiva viene versata in un recipiente adatto in vetro (per es. un becher).
                      La prova viene eseguita a temperatura ambiente. Se è impossibile evitare variazioni
                      di temperatura ambiente durante la prova, è preferibile eseguire la prova a bagnomaria,
                      con temperatura regolata a 23 °C mediante un termostato. La durata di attacco è di
                      72 ore.
                      La collocazione dei campioni nella soluzione corrosiva si opera conformemente al
                      punto 2.3.1. Dopo l'attacco, i campioni vengono lavati accuratamente con acqua
                      deionizzata e asciugati con aria compressa priva di grassi. In ogni caso occorre fare
                      attenzione che il rapporto quantità di soluzione corrosiva/superficie del campione in
                      ml/cm 2 sia di 10 :1 (cfr. 2.3.1).
             3.       PREPARAZIONE DEI CAMPIONI PER LA PROVA
             3.1.     Prodotti necessari
                      Tazze di colata che abbiano per esempio le seguenti dimensioni:
                      — diametro esterno :            40 mm
                      — altezza:                      27 mm
                      — spessore della parete:         2,5 mm
                      Araldite DCY 230
                                                     o qualsiasi prodotto equivalente
                      Indurente HY 951
 ---pagebreak--- 13. 9. 74                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  N . C 104/87
           3.2.      Procedimento
                      Ogni campione viene posto verticalmente in una tazza appoggiato sulla sua faccia al a2
                     a3 a4. Quindi, vi si versi intorno un miscuglio di araldite DCY 230 e di indurente
                     HY 951 in proporzione di 9 per 1.
                     11 tempo di essiccazione è di circa 24 ore.
                     Si toglie, preferibilmente all'intorno, una certa quantità di materia sulla faccia al a2
                     a3 a4, affinché la sezione a'1 a'2 a'3 a'4 che viene esaminata al microscopio non
                     possa presentare corrosione proveniente dalla superficie al a2 a3 a4. La distanza tra
                     le facce a l a2 a3 a4 e a'1 a'2 a'3 a'4, cioè lo spessore tolto all'intorno, deve essere
                     almeno di 2 mm (figure 2 e 3).
                     La sezione da esaminare viene levigata meccanicamente all'allumina su carta e poi su
                     feltro.
           4.        ESAME MICROGRAFICO DEI CAMPIONI
                     L'esame consiste nell'annotare, su tutta la totalità del perimetro della sezione l'inten-
                     sità della corrosione intercristallina. Facendo ciò, si tiene conto delle proprietà del
                     metallo nel contempo sulla superficie esterna e sulla superficie interna della bombola
                     e nello spessore di quest'ultima.
                     La sezione viene dapprima esaminata ad ingrandimento debole (40 volte per es.) per
                     reperire le zone più corrose poi ad ingrandimento sufficiente, generalmente di circa
                     300, per valutare la natura e l'estensione della corrosione.
          5.         INTERPRETAZIONE DELL'ESAME MICROGRAFICO
                     Si verifica che la corrosione intercristallina sia superficiale, cioè che la sua profondità
                     non superi tre grani perpendicolarmente alla faccia esaminata. Tuttavia, il supera-
                     mento localizzato di questi valori è accettato a condizione che non si produca su più
                     di quattro campi di esame ad un ingrandimento X 300.
          II. PROVE DI VALUTAZIONE DELLA DIMINUZIONE DI SPESSORE DI PARETE PER
                      EFFETTO DELLA CORROSIONE DOVUTA AD AGENTI CLIMATICI
          L'esame del comportamento alla corrosione deve essere completato da una prova di esposizione
          di bombole finite e/o di campioni prelevati da bombole finite agli agenti climatici i più corrosivi
          che si possono presentare durante l'impiego delle bombole.
          Questa prova deve permettere di valutare l'eventuale diminuzione di spessore di parete, per la
          durata di vita media della bombola.
          Il valore così ottenuto deve essere inferiore o uguale a 0,2 mm. Tuttavia una diminuzione di
          spessore superiore a 0,2 mm è ammessa a condizione che sia preso in considerazione un super-
          spessore equivalente quando si calcola lo spessore della parete del rivestimento di resistenza
          della bombola.
 ---pagebreak--- N. C 104/88 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 13. 9. 74
                              Figura 1
 ---pagebreak--- 13.9.74           Gazzetta ufficiale delle Comunità europèe                       N. C 104/89
                                    Figura 2
                               a3                    a2'
                        a'3                                    ; Spessore della bombola
                                 14            a'2
              o ,
                  b2
     b3
     b4
        20 mm
                                    Figura 3
                                                                     Tazza di colata
                                        a'2
        a'3                                   K>
                                                                 Campione di bombola
          a'4
                                                        Araldite
 ---pagebreak--- N. C 104/90                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    13. 9. 74
                                                      ALLEGATO       111
                                          CERTIFICATO DI APPROVAZIONE CEE
            Autorità di controllo : . . .                          Applicazione della direttiva del Consiglio
                                                                   n               del
                                                                   n. caratteristico dell'approvazione CEE:
            Data:
            Denominazione degli apparecchi:                        Capacità
            Nome e domicilio del fabbricante :
            Il sottoscritto dichiara di aver controllato che le verifiche, le prove ed i controlli di cui al punto
            4.2 dell'allegato I della direttiva del Consiglio n         del         sono stati effettuati con esito
            positivo.
                                                        — sono
                                                                           soggette alla verifica CEE
                                                        — non sono
            Osservazioni di carattere generale: in allegato il progetto sottoposto all'approvazione.
            Fatto e certificato il                                         a
                                                                                       (Firma e titolo)
 ---pagebreak--- 13. 9. 74                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      N. C 104/91
                                                      ALLEGATO       IV
                                           CERTIFICATO DI VERIFICA CEE
          Autorità di controllo:                                  Applicazione della direttiva del Consiglio
                                                                  n             del
          Data:                                                   n. caratteristico dell'approvazione CEE :
          Denominazione degli apparecchi:
                                                                  n. caratteristico della verifica CEE:
                                                                  Capacità:
                                                                  n. del lotto di fabbricazione:
          Nome e domicilio del fabbricante:
          Il sottoscritto dichiara di avere controllato che le verifiche, le prove ed il controllo previsti
          al punto 5.2 dell'allegato I della direttiva del Consiglio n        del         sono stati effettuati con
          esito positivo.
          Osservazioni particolari :
          Osservazioni generali :.
          Fatto e certificato il                                      a
                                                                                      (Firma e titolo)