CELEX: C2006/212/36
Language: it
Date: 2006-09-02 00:00:00
Title: Causa C-279/06: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Audiencia Provincial de Madrid (Spagna) il 27 giugno 2006 — CEPSA, Estaciones de servicio S.A./L.V. Tobar e Hijos, SL

2.9.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 212/21
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Audiencia Provincial de Madrid (Spagna) il 27 giugno 2006 — CEPSA, Estaciones de servicio S.A./L.V. Tobar e Hijos, SL
   (Causa C-279/06)
   (2006/C 212/36)
   Lingua processuale: lo spagnolo
   Giudice del rinvio
   Audiencia Provincial de Madrid
   Parti nella causa principale
   
      Appellante: CEPSA, Estaciones de servicio S.A.
   
      Appellata: L.V. Tobar e Hijos, SL.
   Questioni pregiudiziali
   PRIMO
   
               A)
            
            
               Se l'art. 81, n. 1, del Trattato CE debba essere interpretato nel senso che un contratto di franchising concluso nel 1996 tra un distributore di prodotti petroliferi e l'impresa titolare di una stazione di servizio, con cui quest'ultima si impegna a vendere esclusivamente carburanti e combustibili del fornitore per un determinato periodo, impegnandosi a non vendere prodotti identici forniti da altri distributori, rientri nel suo ambito di applicazione in quanto tale obbligo implica un patto di non concorrenza, benché tale contratto, per la sua rilevanza economica, possa essere considerato un contratto di agenzia.
            
         
               B)
            
            
               Se, nel caso in cui tale contratto rientri nel suo ambito di applicazione, si applichi il beneficio della deroga al divieto qualora vengano soddisfatti i requisiti posti dal regolamento n. 1984/1983 (1), segnatamente quello relativo alla durata.
            
         
               C)
            
            
               In tal caso, se la previsione degli artt. 10 e 12 del regolamento citato, che consente che la durata del patto di non concorrenza ecceda i cinque anni come contropartita della concessione di vantaggi economici o finanziari da parte del fornitore alla titolare della stazione di servizio, richieda che tali vantaggi economici o finanziari siano sostanziali o se sia sufficiente che non siano insignificanti. Se tali disposizioni possano essere interpretate nel senso che sono stati concessi tali vantaggi economici o finanziari in contratti di franchising in cui il fornitore dei prodotti petroliferi sostiene i costi di introduzione e mantenimento nella stazione di servizio della sua immagine di marca, o cede i serbatoi e le pompe di benzina che la titolare della stazione di servizio non può usare, salva autorizzazione scritta del fornitore esclusivo, per prodotti non forniti da quest'ultimo e che è tenuta a restituire quando ne cessi l'uso autorizzato, e il cui valore è coperto da garanzia esigibile a prima richiesta che la titolare della stazione di servizio ha prestato in favore del fornitore.
            
         
               D)
            
            
               Qualora non si applichi tale deroga, se la nullità di pieno diritto prevista dall'art. 81, n. 2, del Trattato CE riguardi il contratto nella sua integralità.
            
         SECONDO
   
               A)
            
            
               Se l'art. 81, n. 1, del Trattato CE vada interpretato nel senso che tale contratto di franchising, in quanto prevede che l'impresa titolare della stazione di servizio è tenuta a vendere i carburanti e combustibili del fornitore esclusivo ai prezzi di vendita al pubblico stabiliti da questo, incorra in linea di principio nel divieto di restrizione della concorrenza in quanto fissa i prezzi di vendita, tenuto conto della sua rilevanza economica e, in particolare, dei rischi assunti dalla titolare della stazione di servizio e del suo contributo ai costi relativi alla fornitura dei beni oggetto del contratto o di promozione della vendita dei medesimi, date le seguenti circostanze rilevanti:
               
                           1)
                        
                        
                           La titolare della stazione di servizio si impegna a vendere esclusivamente lubrificanti, prodotti automobilistici, carburanti e combustibili del fornitore, conformemente ai prezzi di vendita al pubblico, alle condizioni e tecniche di vendita e gestione fissate da questo per dieci anni, prorogabili per periodi successivi di cinque anni ciascuno, previo assenso esplicito e scritto, con un preavviso minimo di sei mesi.
                        
                     
                           2)
                        
                        
                           La titolare della stazione di servizio assume il rischio relativo ai carburanti e combustibili dal momento in cui li riceve dal fornitore nelle cisterne della stazione di servizio, incluso il rischio volumetrico. Dal momento del ricevimento dei prodotti, la titolare si assume l'obbligo di conservarli in condizioni idonee ad evitare qualsiasi perdita o deterioramento degli stessi e risponde eventualmente, sia nei confronti del fornitore sia di terzi, per qualsiasi perdita, contaminazione o mescolanza che detti prodotti possano subire o dei danni che possano verificarsi per tale motivo.
                        
                     
                           3)
                        
                        
                           La titolare della stazione di servizio è tenuta a versare al fornitore l'importo dei carburanti o combustibili nove giorni dopo la data della loro consegna nella stazione di servizio, previa prestazione, alla data della prima fornitura, di una garanzia bancaria per l'importo totale della fornitura, equivalente a quindici giorni. In caso di mancato pagamento, oltre alla possibilità per il fornitore di escutere la garanzia prestata dalla titolare della stazione di servizio, quest'ultima verrà obbligata a pagare le forniture prima della loro consegna alla stazione di servizio. L'importo che la titolare della stazione di servizio deve versare alla distributrice si calcola deducendo dal prezzo di vendita al pubblico fissato dalla distributrice, inclusa l'IVA, l'importo della «provvigione» dovuta alla titolare della stazione, più l'IVA corrispondente. Il carburante fornito viene venduto, mediamente, entro un termine molto inferiore ai nove giorni dalla consegna previsti per il suo pagamento da parte della ricorrente in primo grado alla convenuta in primo grado. La distributrice effettua mensilmente addebiti o accrediti alla stazione di servizio a seconda delle variazioni al rialzo o al ribasso dei prezzi fissati per i carburanti forniti. Il costo del trasporto viene assunto dall'impresa fornitrice.
                        
                     
                           4)
                        
                        
                           La titolare della stazione di servizio garantisce ed è responsabile nei confronti dei clienti registrati per l'utilizzo della carta di credito creata e gestita dal gruppo di società al quale appartiene il fornitore, riscuote le vendite effettuate mediante la carta di credito menzionata un mese dopo la realizzazione della vendita, finanzia una piccola parte del costo di utilizzo per i clienti della carta di fidelizzazione della distributrice petrolifera e corre il rischio di mancato pagamento dei clienti ai quali ha concesso direttamente credito.
                        
                     
                           5)
                        
                        
                           L'impresa fornitrice dei prodotti petroliferi sopporta i costi di introduzione e di mantenimento nella stazione di servizio della sua immagine di marca. Parimenti, cede i serbatoi e le pompe di benzina, che la titolare della stazione di servizio non può usare, salva autorizzazione scritta della fornitrice, per prodotti non forniti da questa e il cui valore viene correttamente ritenuto corrispondente all'importo per il quale la titolare della stazione di servizio ha prestato garanzia a favore della fornitrice.
                        
                     
         
               B)
            
            
               Se, in tal caso, il regolamento (CEE) del Consiglio 22 giugno 1983, n. 1984, e, in particolare, i suoi artt. 10-13, debbano essere interpretati nel senso che un contratto di tale natura rientri nel loro ambito di applicazione per cui il divieto contenuto al n. 1 dell'art. 81 CE non si applicherebbe qualora il contratto soddisfi i requisiti per la deroga contenuta in detti articoli del regolamento.
            
         
               C)
            
            
               Se, in tal caso, l'art. 11 di tale regolamento vada interpretato nel senso che nel contratto viene prevista più di una restrizione della concorrenza, in quanto oltre a stabilire la non concorrenza, prevedendo la fornitura esclusiva da parte di un'impresa fornitrice, il fornitore stabilisce il prezzo di vendita. Se l'autorizzazione dell'impresa distributrice alla stazione di servizio ad abbassare il prezzo di vendita senza pregiudicare le entrate dell'impresa distributrice, concessa nel novembre 2001, permetta di ritenere valido il contratto.
            
         
      (1)  Regolamento (CEE) della Commissione 22 giugno 1983, n. 1984, relativo all'applicazione dell'articolo 85 (attuale 81), paragrafo 3, del trattato CEE a categorie di accordi di acquisto esclusivo (GU L 173, pag. 5).