CELEX: 52013PC0870
Language: it
Date: 2013-12-10
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, dell'accordo con la Confederazione svizzera sulle modalità di partecipazione di quest'ultima all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo

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		52013PC0870
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, dell'accordo con la Confederazione svizzera sulle modalità di partecipazione di quest'ultima all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo /* COM/2013/0870 final - 2013/0421 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO
DELLA PROPOSTA
L'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo[1] (EASO) è stato istituito dal regolamento (UE) n. 439/2010 con il
compito di rafforzare la cooperazione pratica tra Stati membri in materia di
asilo, intensificare l'attuazione del sistema europeo comune di asilo e
sostenere gli Stati membri i cui sistemi di asilo e di accoglienza sono
sottoposti a forte pressione.
Il considerando 24 del regolamento recita: "[p]er
espletare i propri compiti, l'Ufficio di sostegno dovrebbe essere aperto alla
partecipazione dei paesi che hanno concluso con l'Unione accordi in virtù dei
quali hanno adottato e applicano il diritto dell'Unione nei settori
disciplinati dal presente regolamento, in particolare Islanda, Liechtenstein,
Norvegia e Svizzera". Tali paesi sono denominati «paesi associati».
Coerentemente, l'articolo 49, paragrafo 1, del
regolamento stabilisce che "[l]'Ufficio di sostegno è aperto alla
partecipazione dell'Islanda, del Liechtenstein, della Norvegia e della Svizzera
in veste di osservatori. Vengono presi accordi per specificare in particolare
la natura, la portata e le modalità di partecipazione di tali paesi ai lavori
dell'Ufficio di sostegno, comprese disposizioni relative alla partecipazione
alle iniziative dell'Ufficio di sostegno, ai contributi finanziari e al
personale. In materia di personale, tali accordi rispettano in ogni caso lo
statuto.".
La partecipazione dei paesi associati ai
lavori dell'Ufficio di sostegno non è solo un'evoluzione logica, vista la loro
partecipazione al sistema di Dublino, ma apporta anche un chiaro valore
aggiunto all'offerta di attività di sostegno dell'Ufficio quali lo scambio di
migliori pratiche e di esperienze, il sostegno permanente e quello di
emergenza, la raccolta e l'analisi di informazioni, il sistema di allarme
rapido e di preparazione.
In questo contesto la Commissione ha
presentato, il 1º luglio 2011, una raccomandazione al Consiglio affinché l'autorizzasse
ad avviare i negoziati con l'Islanda, la Norvegia, la Svizzera e il Liechtenstein
in materia di accordi internazionali volti ad istituire gli accordi di cui
sopra.
Il 27 gennaio 2012 il Consiglio ha autorizzato
la Commissione ad avviare i negoziati con l'Islanda, la Norvegia, la Svizzera e
il Liechtenstein sugli accordi che stabiliscono le modalità di partecipazione
di questi paesi all'EASO.
I negoziati si sono svolti, in quattro
tornate, congiuntamente con tutti i paesi associati. Il testo finale del
progetto di accordo con la Svizzera è stato siglato il 28 giugno 2013.
Gli Stati membri sono stati informati e
consultati nell'ambito dei pertinenti gruppi di lavoro del Consiglio. 
Per quanto riguarda l'Unione europea, la base
giuridica dell'accordo è l'articolo 74 e l'articolo 78, paragrafi 1 e 2,
in combinato disposto con l'articolo 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea (TFUE).
La proposta allegata costituisce lo strumento
giuridico che autorizza la firma dell'accordo, sul quale il Consiglio
delibererà a maggioranza qualificata. 
2.           ESITO
DEI NEGOZIATI
La Commissione europea ritiene che gli
obiettivi stabiliti dal Consiglio nelle direttive di negoziato siano stati
raggiunti e che il progetto di accordo sia accettabile per l'Unione.
Il contenuto definitivo dell'accordo può
essere sintetizzato nei punti seguenti.
Il progetto di accordo prevede la piena
partecipazione della Svizzera alle attività dell'Ufficio di sostegno [articolo 1],
la rappresentanza nel consiglio di amministrazione dell'Ufficio di sostegno in
qualità di osservatore senza diritto di voto [articolo 2], i contributi
finanziari annui della Svizzera al bilancio dell'Ufficio di sostegno con un
importo annuo calcolato in riferimento al PIL ed espresso in percentuale del
PIL di tutti gli Stati che partecipano ai lavori dell'Ufficio di sostegno
[articolo 3 e allegato I].
Inoltre la Svizzera ha accettato disposizioni
relative a un'eventuale sua maggiore contribuzione in caso di aumento del
contributo dell'Unione [articolo 3 e allegato I].
Infine il progetto di accordo prevede l'istituzione
di un comitato composto da rappresentanti della Commissione e dei paesi
associati. Per motivi di efficienza il comitato si riunisce congiuntamente con
i corrispondenti comitati istituiti con altri paesi associati partecipanti in
base all'articolo 49, paragrafo 1, del regolamento. Il comitato non era
previsto nelle direttive di negoziato ma è stato voluto dai paesi associati al
fine di permettere uno scambio di informazioni e il monitoraggio della corretta
attuazione dell'accordo [articolo 11]. 
3.           INCIDENZA
SUL BILANCIO
L'articolo 3 e l'allegato I del progetto di
accordo descrivono le disposizioni riguardanti i contributi finanziari annui
della Svizzera al bilancio dell'Ufficio di sostegno e il suo eventuale
adeguamento rispetto alla situazione descritta nell'allegato I.
4.           CONCLUSIONE
Alla luce di quanto precede, la Commissione
propone che il Consiglio decida che l'accordo tra l'Unione europea e la
Confederazione svizzera sulle modalità di partecipazione di quest'ultima all'Ufficio
europeo di sostegno per l'asilo sia firmato a nome dell'Unione, e che autorizzi
la Commissione a nominare la persona o le persone debitamente abilitate a
firmarlo a nome dell'Unione.
2013/0421 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla firma, a nome dell'Unione
europea, dell'accordo con la Confederazione svizzera sulle modalità di
partecipazione di quest'ultima all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 74 e l'articolo 78, paragrafi 1 e 2, in
combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 5,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       Il regolamento (UE) n. 439/2010
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, che istituisce
l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo[2],
stabilisce all'articolo 49, paragrafo 1, che l'Ufficio di sostegno è aperto
alla partecipazione dell'Islanda, del Liechtenstein, della Norvegia e della
Svizzera in veste di osservatori. Inoltre, devono essere presi accordi per
specificare in particolare la natura, la portata e le modalità di
partecipazione di tali paesi ai lavori dell'Ufficio di sostegno.
(2)       Il 27 gennaio 2012 il
Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati con la Svizzera in
vista di un accordo sulle modalità della sua partecipazione all'Ufficio di
sostegno. I negoziati sono stati condotti a buon fine e l'accordo è stato
siglato il 28 giugno 2013.
(3)       È opportuno che l'accordo sia
firmato dal negoziatore a nome dell'Unione, con riserva della sua conclusione
in data successiva. 
(4)       Come indicato nel
considerando 21 del regolamento (UE) n. 439/2010, il Regno Unito e l'Irlanda
partecipano all'adozione e all'applicazione di tale regolamento e sono
vincolati dallo stesso. Detti paesi devono pertanto dare attuazione all'articolo
49, paragrafo 1, del regolamento, prendendo parte alla presente decisione. Il
Regno Unito e l'Irlanda partecipano pertanto alla presente decisione.
(5)       Come indicato nel
considerando 22 del regolamento (UE) n. 439/2010, la Danimarca non partecipa
all'adozione di tale regolamento e non è vincolata dallo stesso. La Danimarca
non partecipa pertanto alla presente decisione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La firma dell'accordo tra l'Unione europea e
la Confederazione svizzera sulle modalità di partecipazione di quest'ultima all'Ufficio
europeo di sostegno per l'asilo è autorizzata a nome dell'Unione, con riserva
della conclusione di tale accordo.
Il testo dell'accordo da firmare è accluso
alla presente decisione.
Articolo 2
La Commissione
è autorizzata a designare la persona o le persone abilitate a firmare l'accordo
a nome dell'Unione. 
Articolo 3
La presente decisione entra in vigore il
giorno della sua adozione. 
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO
ACCORDO
TRA
L'Unione EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SULLE MODALITÀ DI
PARTECIPAZIONE DI QUEST'ULTIMA ALL'UFFICIO EUROPEO DI SOSTEGNO PER L'ASILO
L'UNIONE EUROPEA, di seguito "UE",
da un lato, e
LA
CONFEDERAZIONE SVIZZERA, di seguito "Svizzera",
dall'altra,
visto l'articolo
49, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 439/2010 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 19 maggio 2010, che istituisce l'Ufficio europeo di sostegno per
l'asilo[3], di seguito "regolamento", 
considerando
quanto segue:
(1) Il
regolamento dispone che, per espletare i propri compiti, l'Ufficio europeo di
sostegno per l'asilo, di seguito "Ufficio di sostegno", dovrebbe
essere aperto alla partecipazione dei paesi che hanno concluso con l'Unione
accordi in virtù dei quali hanno adottato e applicano il diritto dell'Unione
nei settori disciplinati dal regolamento stesso, in particolare Islanda,
Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, di seguito denominati "paesi associati".
(2) La
Svizzera ha concluso accordi con l'UE in virtù dei quali ha adottato e applica
il diritto dell'UE nei settori disciplinati dal regolamento, in particolare l'accordo
tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera relativo ai criteri e ai
meccanismi che permettono di determinare lo Stato competente per l'esame di una
domanda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera[4],
HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:
Articolo 1
Portata della partecipazione
La Svizzera
partecipa a pieno titolo ai lavori dell'Ufficio di sostegno e ha diritto di
ricevere azioni di sostegno dall'Ufficio di sostegno come descritto nel
regolamento e conformemente alle condizioni stabilite dal presente accordo.
Articolo 2 
Consiglio di amministrazione
La Svizzera è
rappresentata nel consiglio di amministrazione dell'Ufficio di sostegno come
osservatore senza diritto di voto. 
Articolo 3 
Contributo finanziario
1. La Svizzera contribuisce alle entrate dell'Ufficio di sostegno con
un importo annuo calcolato in riferimento al suo prodotto interno lordo (PIL),
espresso in percentuale del PIL di tutti gli Stati partecipanti in applicazione
della formula descritta nell'allegato I. 
2. Il contributo finanziario di cui al paragrafo 1 è dovuto dal giorno
successivo all'entrata in vigore del presente accordo. Il primo contributo finanziario
è ridotto proporzionalmente alla porzione di anno rimanente dopo l'entrata in
vigore del presente accordo. 
Articolo 4 
Protezione dei dati
1. La Svizzera applica le disposizioni nazionali relative alla
protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati
personali, nonché alla libera circolazione di tali dati[5].
2. Ai fini del presente accordo, il trattamento dei dati personali da
parte dell'Ufficio di sostegno è soggetto al regolamento (CE) n. 45/2001 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela
delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte
delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione
di tali dati[6]. 
3. Per quanto riguarda i documenti detenuti dall'Ufficio di sostegno,
la Svizzera rispetta le norme di riservatezza stabilite dal regolamento interno
del consiglio di amministrazione.
Articolo 5 
Status giuridico
L'Ufficio di
sostegno è dotato di personalità giuridica ai sensi del diritto della Svizzera
e gode in Svizzera della più ampia capacità giuridica riconosciuta alle persone
giuridiche dal diritto di questo Stato. In particolare, esso può acquisire o
alienare beni immobili e mobili e può stare in giudizio.
Articolo 6 
Responsabilità
La
responsabilità dell'Ufficio di sostegno è disciplinata dall'articolo 45,
paragrafi 1, 3 e 5, del regolamento.
Articolo 7 
Corte di giustizia
La Svizzera
riconosce la competenza della Corte di giustizia dell'Unione europea nei
confronti dell'Ufficio di sostegno, a norma dell'articolo 45, paragrafi 2 e 4,
del regolamento.
Articolo 8 
Personale dell'Ufficio di sostegno
1. Conformemente all'articolo 38, paragrafo 1, e all'articolo 49,
paragrafo 1, del regolamento, lo statuto dei funzionari e il regime applicabile
agli altri agenti dell'Unione europea, le norme adottate congiuntamente dalle
istituzioni dell'Unione europea per l'applicazione di detto statuto e regime e
le norme adottate dall'Ufficio di sostegno ai sensi dell'articolo 38, paragrafo
2, del regolamento, si applicano ai cittadini svizzeri assunti come agenti dall'Ufficio
di sostegno.
2. In deroga all'articolo 12, paragrafo 2, lettera a), e all'articolo
82, paragrafo 3, lettera a), del regime applicabile agli altri agenti dell'Unione
europea, i cittadini svizzeri che godono dei diritti civili e politici possono
essere assunti con contratto dal direttore esecutivo dell'Ufficio di sostegno
conformemente alle vigenti regole di selezione e assunzione del personale
adottate dall'Ufficio di sostegno.
3. L'articolo 38, paragrafo 4, del regolamento, si applica, mutatis
mutandis, ai cittadini svizzeri. 
4. I cittadini svizzeri, tuttavia, non possono rivestire l'incarico di
direttore esecutivo dell'Ufficio di sostegno.
Articolo 9 
Privilegi e immunità
1. La Svizzera applica all'Ufficio di sostegno e al suo personale il
protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea, riportato nell'allegato
II del presente accordo, nonché le eventuali norme relative alle questioni
riguardanti il personale dell'Ufficio di sostegno, adottate ai sensi di detto
protocollo. 
2. La procedura per l'applicazione del protocollo sui privilegi e sulle
immunità dell'Unione europea è illustrata nell'appendice dell'allegato II.
Articolo 10
Lotta contro la frode
Le disposizioni
di cui all'articolo 44 del regolamento concernenti il controllo finanziario
esercitato dall'UE in Svizzera in relazione ai partecipanti alle attività dell'Ufficio
di sostegno sono stabilite nell'allegato III.
Articolo 11 
Comitato
1. Un comitato, composto da rappresentanti della Commissione europea e
della Svizzera, sorveglia la corretta esecuzione dell'accordo e garantisce un
processo continuo di informazione e scambio di opinioni al riguardo. Per motivi
di ordine pratico, tale comitato si riunisce congiuntamente con i
corrispondenti comitati istituiti con altri paesi associati partecipanti in
base all'articolo 49, paragrafo 1, del regolamento. Il comitato si riunisce su
richiesta della Svizzera o della Commissione europea. Il consiglio di
amministrazione dell'Ufficio di sostegno è informato dei lavori del comitato.
2. In seno al comitato si procede a scambi di informazioni e di
opinioni sulla prevista legislazione dell'UE che incida direttamente sul
regolamento o lo modifichi, o tale da avere presumibilmente implicazioni sul
contributo finanziario di cui all'articolo 3 del presente accordo. 
Articolo 12 
Allegati
Gli allegati
del presente accordo costituiscono parte integrante dell'accordo.
Articolo 13 
Entrata in vigore
1. Le parti contraenti approvano il presente accordo secondo le
rispettive procedure interne. Esse si notificano reciprocamente l'avvenuto
espletamento di tali procedure.
2. Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del primo mese
successivo alla data dell'ultima notifica di cui al paragrafo 1.
Articolo 14 
Denuncia e validità dell'accordo
1. Il presente accordo è concluso per una durata indeterminata.
2. Ciascuna parte contraente può, previa consultazione in seno al
comitato, denunciare il presente accordo mediante notifica all'altra parte
contraente. L'accordo cessa di applicarsi sei mesi dopo la data di tale
notifica.
3. Il presente accordo cessa di essere applicabile in caso di
estinzione dell'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera relativo
ai criteri e ai meccanismi che permettono di determinare lo Stato competente
per l'esame di una domanda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in
Svizzera[7].
4. Il presente accordo è
redatto in un unico originale in lingua bulgara, ceca, croata, danese, estone,
finlandese, francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese,
neerlandese, polacca, portoghese, rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese,
tedesca e ungherese, ciascun testo facente ugualmente fede.
……………
ALLEGATO I
FORMULA
APPLICABILE AL CALCOLO DEL CONTRIBUTO
1. L'importo del contributo finanziario della
Svizzera alle entrate dell'Ufficio di sostegno di cui all'articolo 33,
paragrafo 3, lettera d), del regolamento si calcola nel modo seguente.
Le cifre definitive più aggiornate del
prodotto interno lordo (PIL) della Svizzera disponibili al 31 marzo di ogni
anno sono divise per la somma degli importi relativi al PIL di tutti gli Stati
che partecipano all'Ufficio di sostegno disponibili per lo stesso anno. La
percentuale ottenuta si applica alla parte delle entrate autorizzate dell'Ufficio
di sostegno ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 3, lettera a), del
regolamento, nell'anno considerato per ottenere l'importo del contributo
finanziario della Svizzera.
2. Il contributo finanziario è versato in
euro.
3. La Svizzera è tenuta a versare il
contributo finanziario entro 45 giorni dalla ricezione della nota di addebito.
Eventuali ritardi nel pagamento comportano per la Svizzera la corresponsione di
interessi di mora sull'importo dovuto a decorrere dalla data di scadenza del
pagamento. Il tasso d'interesse è il tasso applicato dalla Banca centrale
europea alle sue principali operazioni di rifinanziamento e pubblicato nella
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie C, in vigore il primo
giorno di calendario del mese di scadenza, maggiorato di 3,5 punti percentuali.

4. Il
contributo finanziario della Svizzera è adattato conformemente al presente
allegato nel caso in cui il contributo finanziario dell'Unione europea iscritto
al bilancio generale dell'Unione europea, come definito all'articolo 33,
paragrafo 3, lettera a), del regolamento, venga aumentato a norma degli
articoli 26, 27 o 41 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le
regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il
regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002[8].
In tal caso, la differenza è dovuta 45 giorni dopo il ricevimento della nota di
addebito.
5.
Qualora gli stanziamenti di pagamento dell'Ufficio di sostegno ricevuti dall'UE
ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 3, lettera a), del regolamento
relativo all'anno n non siano spesi entro il 31 dicembre dell'anno n, o qualora
il bilancio dell'Ufficio di sostegno dell'esercizio n sia stato ridotto a norma
degli articoli 26, 27 o dell'articolo 41 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012,
la parte di questi stanziamenti di pagamento non spesi o ridotti corrispondente
alla percentuale del contributo versato dalla Svizzera è trasferita al bilancio
dell'anno n + 1 dell'Ufficio di sostegno. Il contributo della
Svizzera al bilancio dell'Ufficio di sostegno dell'anno n + 1, sarà
ridotto di conseguenza.
ALLEGATO II
PROTOCOLLO
(N. 7) 
SUI PRIVILEGI E SULLE IMMUNITÀ DELL'UNIONE EUROPEA
LE ALTE PARTI CONTRAENTI,
CONSIDERANDO che, ai termini dell'articolo 343 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea e dell'articolo 191 del trattato che
istituisce la Comunità europea dell'energia atomica (CEEA), l'Unione europea e
la CEEA godono sul territorio degli Stati membri delle immunità e dei privilegi
necessari all'assolvimento della loro missione,
HANNO CONVENUTO le seguenti disposizioni che sono allegate al trattato
sull'Unione europea, al trattato sul funzionamento dell'Unione europea e al
trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica:
CAPO I
BENI,
FONDI, AVERI E OPERAZIONI DELL'UNIONE EUROPEA
Articolo 1
I locali e gli
edifici dell'Unione sono inviolabili. Essi sono esenti da perquisizioni,
requisizioni, confisca o espropriazione. I beni e gli averi dell'Unione non
possono essere oggetto di alcun provvedimento di coercizione amministrativa o
giudiziaria senza autorizzazione della Corte di giustizia.
Articolo 2
Gli archivi
dell'Unione sono inviolabili.
Articolo 3
L'Unione, i suoi averi, entrate ed altri beni sono esenti da qualsiasi
imposta diretta.
I governi degli Stati membri adottano, ogni qualvolta sia loro
possibile, le opportune disposizioni per l'abbuono o il rimborso dell'importo
dei diritti indiretti e delle tasse sulla vendita compresi nei prezzi dei beni
immobili o mobili, quando l'Unione effettui, per suo uso ufficiale, acquisti
considerevoli il cui prezzo comprenda diritti e tasse di tale natura.
Tuttavia l'applicazione di tali disposizioni non deve avere per effetto di
falsare la concorrenza all'interno dell'Unione.
Nessuna esenzione è concessa per quanto riguarda le imposte, tasse e
diritti che costituiscono mera rimunerazione di servizi di utilità generale.
Articolo 4
L'Unione è esente da ogni dazio doganale, divieto e restrizione all'importazione
e all'esportazione, in ordine agli oggetti destinati al suo uso ufficiale; gli
oggetti così importati non saranno ceduti a titolo oneroso o gratuito sul
territorio del paese nel quale sono stati importati, salvo che ciò non avvenga a
condizioni accette al governo di tale paese.
Essa è del pari esente da ogni dazio doganale e da ogni divieto e
restrizione all'importazione e all'esportazione in ordine alle proprie
pubblicazioni.
CAPO II
COMUNICAZIONI
E LASCIAPASSARE
Articolo 5
(ex articolo 6)
Le istituzioni
dell'Unione beneficiano, nel territorio di ciascuno Stato membro, per le loro
comunicazioni ufficiali e la trasmissione di tutti i loro documenti, del
trattamento concesso da questo Stato alle missioni diplomatiche.
La
corrispondenza ufficiale e le altre comunicazioni ufficiali delle istituzioni
dell'Unione non possono essere censurate.
Articolo 6
(ex articolo 7)
I presidenti delle istituzioni dell'Unione possano rilasciare ai membri
ed agli agenti di dette istituzioni lasciapassare la cui forma è stabilita dal
Consiglio, che delibera a maggioranza semplice, e che sono riconosciuti dalle
autorità degli Stati membri come titoli di viaggio validi. Tali lasciapassare
sono rilasciati ai funzionari e agli altri agenti secondo le condizioni
stabilite dallo statuto dei funzionari e dal regime applicabile agli altri
agenti dell'Unione.
La Commissione può concludere accordi per far riconoscere tali
lasciapassare come titoli di viaggio validi sul territorio di Stati terzi.
CAPO III
MEMBRI
DEL PARLAMENTO EUROPEO
Articolo 7
(ex articolo 8)
Nessuna restrizione di ordine amministrativo o di altro genere è
apportata alla libertà di movimento dei membri del Parlamento europeo che si
recano al luogo di riunione del Parlamento europeo o ne ritornano.
Ai membri del Parlamento europeo sono concesse in materia di dogana e
di controllo dei cambi:
a) dal proprio governo, le stesse agevolazioni concesse agli alti
funzionari che si recano all'estero in missione ufficiale temporanea;
b) dai governi degli altri Stati membri, le stesse agevolazioni
concesse ai rappresentanti di governi esteri in missione ufficiale temporanea.
Articolo 8
(ex articolo 9)
I membri del
Parlamento europeo non possono essere ricercati, detenuti o perseguiti a motivo
delle opinioni o dei voti espressi nell'esercizio delle loro funzioni.
Articolo 9
(ex articolo 10)
Per la durata delle sessioni del Parlamento europeo, i suoi membri
beneficiano:
a) sul territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del
Parlamento del loro paese;
b) sul territorio di ogni altro Stato membro, dell'esenzione da ogni
provvedimento di detenzione e da ogni procedimento giudiziario.
L'immunità li copre anche quando essi si recano al luogo di riunione
del Parlamento europeo o ne ritornano.
L'immunità non può essere invocata nel caso di flagrante delitto e non
può inoltre pregiudicare il diritto del Parlamento europeo di togliere l'immunità
ad uno dei suoi membri.
CAPO IV
RAPPRESENTANTI
DEGLI STATI MEMBRI CHE PARTECIPANO AI LAVORI DELLE ISTITUZIONI DELL'UNIONE
EUROPEA
Articolo 10
(ex articolo 11)
I rappresentanti degli Stati membri che partecipano ai lavoro delle
istituzioni dell'Unione, nonché i loro consiglieri e periti tecnici, godono,
durante l'esercizio delle loro funzioni e durante i loro viaggi a destinazione
o in provenienza dal luogo della riunione, dei privilegi, delle immunità e
delle agevolazioni d'uso.
Il presente articolo si applica ugualmente ai membri degli organi
consultivi dell'Unione.
CAPO V
FUNZIONARI
E ALTRI AGENTI DELL'UNIONE EUROPEA
Articolo 11
(ex articolo 12)
Sul territorio di ciascuno Stato membro e qualunque sia la loro
cittadinanza, i funzionari ed altri agenti dell'Unione:
a) godono dell'immunità di giurisdizione per gli atti da loro compiuti
in veste ufficiale, comprese le loro parole e i loro scritti, con riserva dell'applicazione
delle disposizioni dei trattati relative, da un lato, alle regole delle
responsabilità dei funzionari ed agenti nei confronti dell'Unione e, dall'altro,
alla competenza della Corte di giustizia dell'Unione europea per deliberare in
merito ai litigi tra l'Unione ed i propri funzionari ed altri agenti.
Continueranno a beneficiare di questa immunità dopo la cessazione delle loro
funzioni;
b) né essi né i loro coniugi e i familiari a loro carico sono sottoposti
alle disposizioni che limitano l'immigrazione e alle formalità di registrazione
degli stranieri;
c) godono, per quanto riguarda la disciplina vigente in materia
valutaria o di cambio, delle agevolazioni usualmente riconosciute ai funzionari
delle organizzazioni internazionali;
d) godono del diritto di importare in franchigia la propria mobilia ed
i propri effetti personali, in occasione della loro prima immissione in
funzione nel paese interessato, e del diritto di riesportare in franchigia la
propria mobilia e i propri effetti personali alla cessazione delle loro
funzioni nel suddetto paese, fatte salve, nell'uno e nell'altro caso, le
condizioni ritenute necessarie dal governo del paese in cui il diritto è
esercitato;
e) godono del diritto di importare in franchigia la propria autovettura
destinata al loro uso personale, acquistata nel paese della loro ultima
residenza o nel paese di cui sono cittadini, alle condizioni del mercato
interno di tale paese, e di riesportarla in franchigia, fatte salve, nell'uno e
nell'altro caso, le condizioni ritenute necessarie dal governo del paese
interessato.
Articolo 12
(ex articolo 13)
Alle condizioni e secondo la procedura stabilite dal Parlamento europeo
e dal Consiglio, che deliberano mediante regolamenti conformemente alla
procedura legislativa ordinaria e previa consultazione delle istituzioni
interessate, i funzionari e gli altri agenti dell'Unione saranno soggetti, a
profitto di quest'ultima, ad una imposta sugli stipendi, salari ed emolumenti
dalle stesse versati.
Essi sono esenti da imposte nazionali sugli stipendi, salari ed
emolumenti versati dall'Unione.
Articolo 13
(ex articolo 14)
Ai fini dell'applicazione delle imposte sul reddito e sul patrimonio,
dei diritti di successione, nonché delle convenzioni concluse fra i paesi
membri dell'Unione al fine di evitare le doppie imposizioni, i funzionari
e gli altri agenti dell'Unione, i quali, in ragione esclusivamente dell'esercizio
delle loro funzioni al servizio dell'Unione, stabiliscono la loro residenza sul
territorio di un paese membro diverso dal paese ove avevano il domicilio
fiscale al momento dell'entrata in servizio presso l'Unione, sono considerati,
sia nel paese di residenza che nel paese del domicilio fiscale, come tuttora
domiciliati in quest'ultimo paese qualora esso sia membro dell'Unione. Tale
disposizione si applica ugualmente al coniuge, sempreché non eserciti una
propria attività professionale, nonché ai figli ed ai minori a carico delle
persone indicate nel presente articolo e in loro custodia.
I beni mobili appartenenti alle persone di cui al comma precedente e
che si trovino nel territorio dello Stato di residenza sono esenti dall'imposta
di successione in tale Stato; ai fini dell'applicazione di tale imposta essi
sono considerati come se fossero situati nello Stato del domicilio fiscale,
fatti salvi i diritti degli Stati terzi e l'eventuale applicazione delle norme
delle convenzioni internazionali sulle doppie imposizioni.
Ai fini dell'applicazione delle disposizioni del presente articolo, non
si prendono in considerazione i domicili acquisiti soltanto a motivo dell'esercizio
di funzioni al servizio di altre organizzazioni internazionali.
Articolo 14
(ex articolo 15)
Il Parlamento
europeo e il Consiglio, deliberando mediante regolamenti conformemente alla
procedura legislativa ordinaria e previa consultazione delle istituzioni
interessate, stabiliscono il regime di previdenza sociale applicabile ai
funzionari e agli altri agenti dell'Unione.
Articolo 15
(ex articolo 16)
Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando mediante regolamenti
secondo la procedura legislativa ordinaria e previa consultazione delle altre
istituzioni interessate, determinano le categorie di funzionari ed altri agenti
dell'Unione cui si applicano, in tutto o in parte, le disposizioni degli
articoli 11, 12, secondo comma, e 13.
I nomi, le qualifiche e gli indirizzi dei funzionari e altri agenti
compresi in tali categorie sono comunicati periodicamente ai governi degli
Stati membri.
CAPO VI
PRIVILEGI
E IMMUNITÀ DELLE MISSIONI DI STATI TERZI ACCREDITATE PRESSO L'UNIONE EUROPEA
Articolo 16
(ex articolo 17)
Lo Stato membro
sul cui territorio è situata la sede dell'Unione riconosce alle missioni dei
paesi terzi accreditate presso l'Unione i privilegi e le immunità diplomatici d'uso.
CAPO VII
DISPOSIZIONI
GENERALI
Articolo 17
(ex articolo 18)
I privilegi, le immunità e le agevolazioni sono concesse ai funzionari
e agli altri agenti dell'Unione esclusivamente nell'interesse dell'Unione.
Ciascuna istituzione dell'Unione ha l'obbligo di togliere l'immunità
concessa a un funzionario o ad un altro agente ogniqualvolta essa reputi che
ciò non sia contrario agli interessi dell'Unione.
Articolo 18
(ex articolo 19)
Ai fini dell'applicazione
del presente protocollo, le istituzioni dell'Unione agiranno d'intesa con le
autorità responsabili degli Stati membri interessati.
Articolo 19
(ex articolo 20)
Gli articoli da
11 a 14 inclusi e l'articolo 17 sono applicabili al presidente del Consiglio
europeo.
Essi sono
altresì applicabili ai membri della Commissione.
Articolo 20
(ex articolo 21)
Gli articoli da
11 a 14 e l'articolo 17 sono applicabili ai giudici, agli avvocati generali, ai
cancellieri e ai relatori aggiunti della Corte di giustizia dell'Unione
europea, senza pregiudizio delle disposizioni dell'articolo 3 del protocollo
sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea, relative all'immunità
di giurisdizione dei giudici e degli avvocati generali.
Articolo 21
(ex articolo 22)
Il presente protocollo si applica anche alla Banca europea per gli
investimenti, ai membri dei suoi organi, al suo personale e ai rappresentanti
degli Stati membri che partecipano ai suoi lavori, senza pregiudizio delle
disposizioni del protocollo sullo statuto della Banca.
La Banca europea per gli investimenti sarà, inoltre, esente da
qualsiasi imposizione fiscale e parafiscale al momento degli aumenti del suo
capitale, nonché dalle varie formalità che tali operazioni potranno comportare
nello Stato in cui ha la propria sede. Parimenti, il suo scioglimento e la sua
liquidazione non comporteranno alcuna imposizione fiscale. Infine, l'attività
della Banca e dei suoi organi, svolgentesi secondo le condizioni statutarie,
non darà luogo all'applicazione di tasse sulla cifra d'affari.
Articolo 22
(ex articolo 23)
Il presente protocollo si applica anche alla Banca centrale europea, ai
membri dei suoi organi e al suo personale, senza pregiudizio delle disposizioni
del protocollo sullo statuto del sistema europeo di banche centrali e della
Banca centrale europea.
La Banca centrale europea sarà, inoltre, esente da qualsiasi forma
fiscale e parafiscale al momento degli aumenti del suo capitale, nonché dalle
varie formalità che tali operazioni potranno comportare nello Stato in cui ha
la propria sede. L'attività della Banca e dei suoi organi, svolgentesi secondo
le condizioni dello statuto del Sistema europeo di banche centrali e della
Banca centrale europea, non darà luogo all'applicazione di tasse sulla cifra d'affari.

Appendice dell'ALLEGATO II
MODALITÀ DI
APPLICAZIONE IN SVIZZERA DEL
PROTOCOLLO SUI PRIVILEGI E SULLE IMMUNITÀ
1.
Estensione dell'applicazione alla Svizzera
Qualsiasi
riferimento agli Stati membri contenuto nel protocollo sui privilegi e sulle
immunità dell'Unione europea (di seguito: "il protocollo") deve
intendersi esteso anche alla Svizzera, salvo ove diversamente previsto dalle
disposizioni che seguono.
2.
Esenzione dell'Ufficio di sostegno dalle imposte indirette (compresa l'IVA)
I
beni e i servizi esportati al di fuori della Svizzera non sono soggetti all'imposta
sul valore aggiunto (IVA) svizzera. In caso di beni e servizi forniti in
territorio svizzero all'Ufficio di sostegno per il suo uso ufficiale, l'esenzione
dall'IVA avviene mediante rimborso, in conformità dell'articolo 3, secondo
comma, del protocollo. L'esenzione dall'IVA è concessa se il prezzo di acquisto
effettivo dei beni e dei servizi indicato nella fattura o nel documento
equivalente ammonta complessivamente ad almeno 100 franchi svizzeri (imposta
inclusa).
Il
rimborso dell'IVA è concesso su presentazione all'Amministrazione federale
delle contribuzioni, Divisione principale dell'imposta sul valore aggiunto,
degli appositi moduli predisposti dall'amministrazione svizzera. Le domande di
rimborso, accompagnate dai documenti giustificativi necessari, sono di norma
evase entro tre mesi dalla data della presentazione.
3.
Modalità di applicazione delle regole relative al personale dell'Ufficio di
sostegno
Con
riferimento all'articolo 12, secondo comma, del protocollo, la Svizzera
esonera, secondo i principi del proprio diritto interno, i funzionari e gli
altri agenti dell'Ufficio di sostegno ai sensi dell'articolo 2 del regolamento
(Euratom, CECA, CEE) n. 549/69 del Consiglio, del 25 marzo 1969, che
stabilisce le categorie di funzionari ed agenti delle Comunità europee ai quali
si applicano le disposizioni degli articoli 12, 13, secondo comma, e 14 del
protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità[9],
dalle imposte federali, cantonali e comunali sugli stipendi, sui salari e sugli
emolumenti versati loro dall'UE e soggetti ad un'imposta interna a profitto di
quest'ultima.
Ai
fini dell'applicazione dell'articolo 13 del protocollo, la Svizzera non è
considerata uno Stato membro ai sensi del punto 1 della presente appendice.
I
funzionari e gli altri agenti dell'Ufficio di sostegno, nonché i loro familiari
affiliati al sistema di previdenza sociale applicabile ai funzionari e agli
altri agenti dell'UE, non sono obbligatoriamente soggetti al sistema di
previdenza sociale svizzero. 
La
Corte di giustizia dell'Unione europea ha competenza esclusiva per tutte le
questioni riguardanti i rapporti tra l'Ufficio di sostegno o la Commissione
europea e il suo personale per quanto concerne l'applicazione dello statuto dei
funzionari dell'Unione europea e il regime applicabile agli altri agenti dell'Unione
europea e le altre disposizioni di diritto dell'UE che stabiliscono le
condizioni di lavoro. 
ALLEGATO III
CONTROLLO
FINANZIARIO DEI PARTECIPANTI SVIZZERI ALLE ATTIVITÀ DELL'UFFICIO DI SOSTEGNO
Articolo 1 
Comunicazione diretta
L'Ufficio di sostegno e la Commissione europea comunicano direttamente
con tutte le persone o gli enti stabiliti in Svizzera che partecipano alle
attività dell'Ufficio di sostegno in qualità di contraenti, subcontraenti,
partecipanti a un programma dell'Ufficio di sostegno o destinatari di un
pagamento a carico del bilancio dell'Ufficio di sostegno o dell'UE. Tali
soggetti possono trasmettere direttamente alla Commissione europea e all'Ufficio
di sostegno qualsiasi informazione o documentazione pertinente per la quale
sussista un obbligo di comunicazione in base agli strumenti menzionati nel
presente accordo, ai contratti o agli accordi conclusi e alle decisioni
adottate in virtù di tali strumenti.
Articolo 2 
Audit
1. In
conformità al regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie
applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento
(CE, Euratom) n. 1605/2002[10],
al regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 23
dicembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui
all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio
che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale
delle Comunità europee[11], nonché agli altri atti normativi menzionati nel presente accordo, i
contratti o gli accordi conclusi con beneficiari stabiliti in Svizzera e le
decisioni prese nei confronti di questi ultimi possono prevedere l'esecuzione
in qualsiasi momento di audit scientifici, finanziari, tecnici o di altra
natura presso le loro sedi e le sedi dei loro subcontraenti, ad opera di agenti
dell'Ufficio di sostegno e della Commissione europea o di altre persone da
questi debitamente autorizzate. 
2.
Gli agenti dell'Ufficio di sostegno e della Commissione europea e le altre
persone autorizzate dall'Ufficio di sostegno e dalla Commissione europea devono
poter accedere ai siti, ai lavori e ai documenti, nonché a tutte le
informazioni, comprese quelle in formato elettronico, necessarie per portare a
termine efficacemente tali audit. Il diritto di accesso deve essere
esplicitamente sancito nei contratti o negli accordi conclusi in virtù degli
strumenti menzionati nel presente accordo.
3. La
Corte dei conti europea gode degli stessi diritti della Commissione europea.
4.
Gli audit possono aver luogo fino a cinque anni dalla scadenza del presente
accordo o nell'osservanza delle disposizioni all'uopo previste dai contratti o
dagli accordi conclusi o dalle decisioni prese in materia.
5. Il
Controllo federale delle finanze della Svizzera è preventivamente informato
degli audit da effettuare sul territorio svizzero. Tale informazione non
costituisce condizione giuridica per lo svolgimento di detti audit.
Articolo 3 
Controlli sul posto
1. In
base al presente accordo la Commissione europea (OLAF) è autorizzata a
effettuare controlli e verifiche sul posto in territorio svizzero alle
condizioni e secondo le modalità stabilite dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96
del Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche
sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi
finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità[12].
2. I
controlli e le verifiche sul posto sono preparati ed eseguiti dalla Commissione
europea in stretta collaborazione con il Controllo federale delle finanze
svizzero o con le altre autorità svizzere competenti da questo designate; tali
autorità sono informate in tempo utile dell'oggetto, dello scopo e del
fondamento giuridico dei controlli e delle verifiche, in modo da poter fornire
tutto l'aiuto necessario. A tal fine gli agenti delle autorità svizzere
competenti possono partecipare ai controlli e alle verifiche sul posto.
3. Se
le autorità svizzere interessate lo desiderano, i controlli e le verifiche sul
posto sono effettuati congiuntamente dalla Commissione europea e da tali
autorità.
4. Se
i partecipanti al programma si oppongono a un controllo o a una verifica sul
posto, le autorità svizzere prestano ai controllori della Commissione europea,
in conformità della normativa nazionale, l'assistenza necessaria per consentire
l'adempimento della loro missione di controllo e verifica sul posto.
5. La
Commissione europea comunica quanto prima al Controllo federale delle finanze
svizzero qualsiasi fatto o sospetto relativo a una irregolarità di cui sia
venuta a conoscenza nel corso dei controlli o delle verifiche sul posto. La
Commissione europea è comunque tenuta a informare l'autorità sopra citata dei
risultati di tali controlli e verifiche.
Articolo 4 
Informazione e consultazione
1. Ai
fini della corretta esecuzione del presente allegato, le competenti autorità
svizzere e dell'UE procedono, a intervalli regolari, a scambi di informazioni
e, su domanda di una delle parti contraenti, svolgono consultazioni.
2. Le
competenti autorità svizzere informano tempestivamente la Commissione europea e
l'Ufficio di sostegno di qualsiasi elemento di cui siano venute a conoscenza
che possa far supporre l'esistenza di irregolarità inerenti la conclusione e l'esecuzione
dei contratti o degli accordi conclusi in applicazione degli strumenti
menzionati nel presente accordo.
Articolo 5 
Riservatezza
Le informazioni comunicate o acquisite a norma del presente allegato,
in qualsiasi forma si presentino, sono coperte dal segreto d'ufficio e
beneficiano della protezione concessa a informazioni analoghe dalla
legislazione svizzera e dalle disposizioni corrispondenti applicabili alle
istituzioni dell'UE. Tali informazioni non possono essere comunicate a persone
diverse da quelle che, nell'ambito delle istituzioni dell'UE, degli Stati
membri o della Svizzera, vi abbiano accesso in ragione delle loro funzioni, né
possono essere utilizzate per fini diversi dall'efficace tutela degli interessi
finanziari delle parti contraenti.
Articolo 6 
Misure e sanzioni amministrative
Ferma restando l'applicazione del diritto penale svizzero, l'Ufficio di
sostegno o la Commissione europea possono imporre misure e sanzioni amministrative
in conformità al regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole
finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il
regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2012[13] e
del regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre
2012, recante le modalità di applicazione del regolamento (UE, Euratom)
n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le
regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione[14], nonché al regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18
dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità[15].
Articolo 7 
Riscossione ed esecuzione
Le
decisioni adottate dall'Ufficio di sostegno o dalla Commissione europea nell'ambito
di applicazione del presente accordo, che comportino un obbligo pecuniario a
carico di soggetti diversi dagli Stati, costituiscono titolo esecutivo in
Svizzera. Il titolo esecutivo è emesso, senza altra verifica se non quella
della sua autenticità, dall'autorità designata dal governo svizzero, che ne
informa l'Ufficio di sostegno o la Commissione europea. L'esecuzione forzata ha
luogo in osservanza delle disposizioni procedurali svizzere. La legalità della
decisione che forma titolo esecutivo è soggetta al sindacato della Corte di
giustizia dell'Unione europea. 
Le
sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea pronunciate in virtù di
una clausola compromissoria hanno forza esecutiva alle stesse condizioni.
[1]               Regolamento (UE). n. 439/2010 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, che istituisce l'Ufficio europeo
di sostegno per l'asilo (GU L 132 del 29.5.2010, pag. 11). 
[2]               GU L 132 del 29.5.2010, pag. 11.
[3]               GU L 132 del 29.5.2010, pag. 11.
[4]               GU L 53 del 27.2.2008, pag. 5.
[5]               Decisione della Commissione, del 26 luglio 2000, riguardante
l'adeguatezza della protezione dei dati personali in Svizzera a norma della
direttiva 95/46/CE (GU L 215 del 25.8.2000, pag. 1).
[6]               GU L 8 del 12.1.2011, pag. 1.
[7]               GU L 53 del 27.2.2008, pag. 5.
[8]               GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
[9]               GU L 74 del 27.3.1969, pag. 1, modificato da ultimo del
regolamento (CE) n. 371/2009 del Consiglio (GU L 121, del 15.5.2009, pag. 1).
[10]             GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
[11]             GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72. Regolamento modificato
da ultimo dal regolamento (CE, Euratom) n. 652/2008 della Commissione (GU
L 181 del 10.7.2008, pag. 23).
[12]             GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.
[13]             GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
[14]             GU L 362 del 31.12.2012, pag. 1.
[15]             GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1.