CELEX: 61972CJ0049
Language: it
Date: 1973-05-30
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 30 maggio 1973. # Giuseppe Drescig contro Commissione delle Comunità europee. # Causa 49-72.

Avis juridique important

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61972J0049

SENTENZA DELLA CORTE (SECONDA SEZIONE) DEL 30 MAGGIO 1973.  -  GIUSEPPE DRESCIG CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  CAUSA 49/72.  

raccolta della giurisprudenza 1973 pagina 00565 edizione speciale greca pagina 00551 edizione speciale portoghese pagina 00235

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA - ATTRIBUZIONI - ESERCIZIO - MODALITA - RIPARTIZIONE DEL LAVORO - DEROGHE - SUBDELEGAZIONE - AMMISSIBILITA - LIMITI  ( DECISIONE DELLA COMMISSIONE 26 FEBBRAIO 1971, ART . 5 )  2 . DIPENDENTI - REGIME DISCIPLINARE - PROCEDIMENTO - ATTI - FIRMA DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA - AMMISSIBILITA  ( STATUTO DEL PERSONALE, ALLEGATO IX, ARTT . 8 E 9 )  

Massima

1 . LA SUBDELEGAZIONE DI POTERI, O LA DEROGA AI CRITERI STABILITI DALLA COMMISSIONE ( NELLA DECISIONE 26 FEBBRAIO 1971 ) PER LA RIPARTIZIONE DEL LAVORO TRA I SUOI UFFICI, PUO' RENDERE NULLO L' ATTO COMPIUTO DALL' AMMINISTRAZIONE SOLO SE MENOMA UNA DELLE GARANZIE OFFERTE AI DIPENDENTI DALLO STATUTO O VIOLA LE NORME DI UNA SANA AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE .  2 . IL FATTO CHE IL PRESIDENTE ABBIA FIRMATO I VARI ATTI RELATIVI AL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE VA CONSIDERATO COME IL NORMALE ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI, LE QUALI COMPRENDONO IL POTERE DI CERTIFICARE LA REGOLARITA DEL PROCEDIMENTO E DI AUTENTICARE GLI ATTI DELLA COMMISSIONE .  

Parti

NELLA CAUSA 49-72,  GIUSEPPE DRESCIG, GIA DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RESIDENTE IN BRUXELLES, CON L' AVV . MARCEL SLUSNY, DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . JACQUES MERSCH, BOULEVARD PRINCE HENRI, 11A, RICORRENTE,  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . LOUIS DE LA FONTAINE, IN QUALITA D' AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL PROPRIO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . EMILE REUTER, BOULEVARD ROYAL 4, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DEL PROVVEDIMENTO DI DESTITUZIONE DEL RICORRENTE NONCHE DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE CHE L' HA PRECEDUTO, 

Motivazione della sentenza

1/2 IL RICORSO E DIRETTO ALL' ANNULLAMENTO DEL PROVVEDIMENTO DI DESTITUZIONE ADOTTATO IL 14 APRILE 1972 DAL DIRETTORE GENERALE DEL PERSONALE DELLA COMMISSIONE, IN SEGUITO AD UN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE PROMOSSO NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE A CAUSA DI UN COMPORTAMENTO RIPROVEVOLE, IMPLICANTE L' ABUSO DI FUNZIONI PUBBLICHE E L' ESIGERE SOMME DI DANARO DA PERSONE DESIDEROSE DI ESSERE ASSUNTE DALLA COMMISSIONE . SENZA CONTESTARE I FATTI CHE HANNO DATO ORIGINE ALLA SANZIONE, IL RICORRENTE CONTESTA LA VALIDITA DEL PROVVEDIMENTO, DEDUCENDO L' IRRITUALITA DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE E L' ERRATA VALUTAZIONE DEI FATTI .  SUL MEZZO RELATIVO ALLA VIOLAZIONE DELL' ART . 87 DELLO STATUTO E DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE IN DATA 26 FEBBRAIO 1971  3/6 IL RICORRENTE DEDUCE CHE, A NORMA DELL' ART . 87 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE VIENE INIZIATO DALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, DOPO CHE L' INTERESSATO E STATO SENTITO . A NORMA DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE IN DATA 26 FEBBRAIO 1971, RELATIVA ALL' ESERCIZIO DEI POTERI ATTRIBUITI DALLO STATUTO ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, TALE AUDIZIONE SAREBBE RISERVATA, PER QUANTO RIGUARDA I DIPENDENTI DELLA SUA CATEGORIA, AL DIRETTORE DEL PERSONALE . NEL CASO IN ESAME, IL DIRETTORE DEL PERSONALE HA INVECE INCARICATO ALL' UOPO UN' ALTRA PERSONA . L' INOSSERVANZA DELLA DECISIONE 26 FEBBRAIO 1971 VIOLEREBBE IL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO, DATO CHE IL RICORRENTE NON AVREBBE POTUTO FRUIRE DI TUTTE LE GARANZIE OFFERTEGLI DALLO STATUTO .  7/8 AI SENSI DELL' ART . 87, 2 ) COMMA, 2 ) INCISO, DELLO STATUTO, IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE VIENE " APERTO AD INIZIATIVA DELL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, DOPO CHE L' INTERESSATO E STATO SENTITO ". LO STATUTO NON PRECISA ULTERIORMENTE LE MODALITA E LE FORME SECONDO CUI DETTA AUDIZIONE DEVE AVER LUOGO .  9/11 LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE IN DATA 26 FEBBRAIO 1971 - ADOTTATA IN FORZA DELL' ART . 2 DELLO STATUTO, AI SENSI DEL QUALE CIASCUNA ISTITUZIONE DETERMINA LE AUTORITA CHE ESERCITANO NEL SUO SENO I POTERI ATTRIBUITI ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA - STABILISCE ALL' ART . 5 CHE IL DIRETTORE DEL PERSONALE ESERCITA, NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI DELLE CATEGORIE C E D, I POTERI ATTRIBUITI ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA PER QUANTO RIGUARDA L' AUDIZIONE PREVIA CONTEMPLATA DALL' ART . 87, 2 ) COMMA, 2 ) INCISO, DELLO STATUTO . LA RATIO GENERALE DI QUESTA DECISIONE, LA QUALE CONTIENE UN' ENUMERAZIONE PARTICOLAREGGIATA DI FUNZIONI D' IMPORTANZA MOLTO DISEGUALE, RENDE MANIFESTO CHE SI TRATTA DELLA RIPARTIZIONE DEL LAVORO TRA I VARI UFFICI DELLA COMMISSIONE, ANZICHE DI UNA RIGIDA ATTRIBUZIONE DI POTERI LA CUI INOSSERVANZA POSSA DAR LUOGO ALLA NULLITA DEGLI ATTI COMPIUTI . QUESTA NATURA DELLA DECISIONE 26 FEBBRAIO 1971 TROVA CONFERMA NELLA CIRCOSTANZA CHE LA COMMISSIONE L' HA PUBBLICATA NON GIA NELLA GAZZETTA UFFICIALE, BENSI' NEL BOLLETTINO D' INFORMAZIONI DESTINATO AL PERSONALE .  12/13 STANDO COSI' LE COSE, NON SI PUO' RITENERE CHE QUESTO ATTO ESCLUDA A PRIORI QUALSIASI POSSIBILITA DI SUBDELEGAZIONE, DA PARTE DELLA PERSONA DESIGNATA, O DI DEROGA, IN CASI PARTICOLARI, AI CRITERI DI RIPARTIZIONE STABILITI DALLA COMMISSIONE . LA SUBDELEGAZIONE, O LA DEROGA, POTREBBE RENDERE NULLO L' ATTO COMPIUTO DALL' AMMINISTRAZIONE SOLO SE MENOMASSE UNA DELLE GARANZIE OFFERTE AI DIPENDENTI DALLO STATUTO O VIOLASSE LE NORME DI UNA SANA AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE .  14/16 NON E QUESTO IL CASO NOSTRO, DATO CHE IL DIRETTORE GENERALE DEL PERSONALE HA AFFIDATO L' AUDIZIONE DEL RICORRENTE A UNA PERSONA PARTICOLARMENTE QUALIFICATA ALL' UOPO, CIOE AL CAPO DELLA DIVISIONE DIRITTI INDIVIDUALI DIPENDENTE DALLA DIREZIONE GENERALE DEL PERSONALE . DALLA RELAZIONE STESA DA QUESTO INCARICATO EMERGE CHE IL CASO DEL RICORRENTE E STATO ESAMINATO IN MODO APPROFONDITO E IMPARZIALE, E CHE IL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO E STATO SCRUPOLOSAMENTE OSSERVATO . CIO' PREMESSO, L' AUDIZIONE NON PUO' ESSERE CONSIDERATA IRRITUALE .  17 IL MEZZO VA QUINDI DISATTESO .  SUL MEZZO RELATIVO ALL' ERRATA VALUTAZIONE DEI FATTI  18/20 IL RICORRENTE DEDUCE ANCORA CHE, DURANTE L' INTERA FASE PRELIMINARE, LE PERSONE INCARICATE DELL' ISTRUTTORIA HANNO APPLICATO AI FATTI ADDEBITATIGLI DEI TERMINI PROPRI DEL DIRITTO PENALE, CIOE QUELLI DI " ESTORSIONE " E " TRUFFA ". BENCHE QUESTI TERMINI NON SIANO STATI USATI DALLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA NE DAL DIRETTORE GENERALE DEL PERSONALE NELLA DECISIONE 14 APRILE 1972, IL LORO USO COSTANTE AVREBBE CIONONDIMENO INFLUITO NEGATIVAMENTE SULL' OPINIONE SIA DELLA COMMISSIONE SIA DELLA PERSONA CHE HA DECISO LA DESTITUZIONE . SAREBBE QUESTA UNA VIOLAZIONE DEI DIRITTI DELLA DIFESA ATTA A RENDERE NULLO TANTO IL PARERE DELLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA, QUANTO LO STESSO PROVVEDIMENTO DI DESTITUZIONE .  21/22 NULLA VIETA ALLE AUTORITA DISCIPLINARI DI SERVIRSI DI ACCOSTAMENTI ALLE NOZIONI PROPRIE DEL DIRITTO PENALE ONDE DEFINIRE, ED EVENTUALMENTE VALUTARE, I FATTI SOTTOPOSTI AL LORO ESAME . DATA LA NETTA SEPARAZIONE TRA IL REGIME DISCIPLINARE E L' AZIONE PENALE, CIO' NON IMPLICA ALCUN RISCHIO DI CONFUSIONE LESIVA PER IL DIPENDENTE SOTTOPOSTO A PROCEDIMENTO DISCIPLINARE .  23 IL MEZZO VA QUINDI DISATTESO .  SUL MEZZO RELATIVO ALLA VIOLAZIONE DEGLI ARTT . 8 E 9 DELL' ALLEGATO IX DELLO STATUTO  24 IL RICORRENTE DEDUCE ANCORA, CONTRO LA VALIDITA DEL PARERE DELLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA, CHE NON SOLO IL PARERE STESSO E FIRMATO DAL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE, MA ANCHE RISULTEREBBE DAI VERBALI CHE IL PRESIDENTE HA PRESO PARTE ATTIVA ALLE DELIBERAZIONI, MENTRE A NORMA DELL' ART . 8 DELL' ALLEGATO IX DELLO STATUTO, IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA NON PARTECIPA ALLE DELIBERAZIONI, A MENO CHE NON SI TRATTI DI QUESTIONI DI PROCEDURA OVVERO IN CASO DI PARITA DI SUFFRAGI . L' ART . 9 ESIGEREBBE INOLTRE CHE IL PARERE MOTIVATO SIA FIRMATO DAI SOLI MEMBRI DELLA COMMISSIONE .  25/27 L' ART . 8 DELL' ALLEGATO IX HA LO SCOPO DI CONSENTIRE IL FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA, COSTITUITA SU BASE PARITETICA, IN TUTTI I CASI IN CUI IN SENO ALLA COMMISSIONE STESSA PUO' COSTITUIRSI UNA MAGGIORANZA . IL PRESIDENTE DEVE QUINDI INTERVENIRE SOLO IN CASO DI PARITA DI SUFFRAGI E, INOLTRE, QUANDO SI TRATTI DI QUESTIONI DI PROCEDURA . D' ALTRO CANTO, IL PRESIDENTE DISPONE OVVIAMENTE DI TUTTI I POTERI NECESSARI A GARANTIRE IL NORMALE FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA .  28/30 DAI VERBALI PRODOTTI IN CAUSA RISULTA CHE IL PRESIDENTE NON HA AVUTO OCCASIONE DI INTERVENIRE NELLE DELIBERAZIONI SUL PARERE MOTIVATO, DATO CHE I MEMBRI DELLA COMMISSIONE ERANO UNANIMI . IL FATTO CHE IL PRESIDENTE ABBIA FIRMATO I VARI ATTI RELATIVI AL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE VA CONSIDERATO COME IL NORMALE ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI, LE QUALI COMPRENDONO IL POTERE DI CERTIFICARE LA REGOLARITA DEL PROCEDIMENTO E DI AUTENTICARE GLI ATTI DELLA COMMISSIONE . LA VALIDITA DI QUESTI ATTI NON PUO' QUINDI ESSERE INFICIATA DAL FATTO DI RECARE LA FIRMA DEL PRESIDENTE .  31 IL MEZZO VA PERCIO' DISATTESO .  

Decisione relativa alle spese

32/34 A NORMA DELL' ART . 69, PAR 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE E CONDANNATO ALLE SPESE . IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE . TUTTAVIA, A NORMA DELL' ART . 70 DELLO STESSO REGOLAMENTO, NELLE CAUSE PROMOSSE DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE . 

Dispositivo

LA CORTE ( SECONDA SEZIONE ),  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RESPINTO .  2 ) CIASCUNA PARTE SOPPORTERA LE SPESE DA ESSA INCONTRATE .