CELEX: C2003/171/56
Language: it
Date: 2003-07-19 00:00:00
Title: Causa T-141/03: Ricorso della Sniace S.A. contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 14 aprile 2003

C 171/32                IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                       19.7.2003
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                               commercio per le specialità medicinali approvate con la
                                                                            denominazione «Allex». Tale autorizzazione all’immissione in
—     annullare la decisione della Commissione di ricorso                   commercio («AIC») riguarda tre forme farmaceutiche: compres-
      13 febbraio 2003 e/o la rettifica della decisione della               se ricoperte, sciroppo e un liofilizzato orale.
      prima Commissione di ricorso 13 marzo 2003;
                                                                            Il 2 ottobre 2002, la ricorrente ha presentato all’EMEA una
—     condannare la convenuta a tutte le spese del procedi-                 domanda di variazione di tipo I dell’AIC al fine di cambiare la
      mento.
                                                                            denominazione del liofilizzato orale da «Allex 5 mg oral
                                                                            lyophilisate» in «Allex Reditabs 5 mg oral lyophilisate». Da
                                                                            quanto emerge dalle ulteriori spiegazioni della ricorrente, con
                                                                            la decisione impugnata l’EMEA non ha acconsentito al cambio
Motivi e principali argomenti
                                                                            di denominazione.
Il ricorso si fonda sullo stesso contesto della causa T-380/02              A sostegno della sua azione, la ricorrente fa valere alcune
(SUCCESS-MARKETING Unternehmensberatungsgesellschaft/                       violazioni della normativa vigente e del divieto di discrimina-
UAMI, GU C 101 del 26 aprile 2003, pag. 35); i motivi e                     zione. La ricorrente aggiunge che i suoi diritti di difesa sono
principali argomenti sono analoghi a quelli dedotti nella detta             stati violati e che l’EMEA non ha rispettato l’obbligo di
causa.                                                                      motivazione.
                                                                            Secondo la ricorrente, nella decisione impugnata si applica in
                                                                            maniera errata la sentenza del Tribunale di primo grado nella
                                                                            causa T-123/00, Thomae (1), al fine di rifiutare il cambio di
                                                                            denominazione proposto. La ricorrente afferma che il caso in
                                                                            esame non riguarda la questione se possano essere usate
Ricorso della Shering-Plough Ltd. contro la Commissione                     diverse denominazioni per la stessa specialità medicinale, bensì
delle Comunità europee e l’Agenzia europea di valutazio-                    la questione se diverse denominazioni possano essere usate
  ne dei medicinali («EMEA»), proposto il 18 aprile 2003                    per diverse specialità medicinali coperte dalla stessa AIC.
                                                                            Pertanto, la ricorrente ritiene che la sentenza nella causa
                         (Causa T-133/03)                                   T-123/00 non trovi applicazione né possa essere estesa al caso
                                                                            in esame.
                          (2003/C 171/55)
                                                                            La ricorrente sostiene inoltre che l’EMEA ha violato il divieto
                                                                            di discriminazione. A suo avviso, non sussiste alcuna giustifica-
                    (Lingua processuale: l’inglese)                         zione oggettiva che consenta di trattare diversamente i titolari
                                                                            di autorizzazione all’immissione in commercio le cui due
                                                                            forme farmaceutiche sono coperte dalla stessa AIC da quelli le
                                                                            cui due forme farmaceutiche sono coperte da due AIC
Il 18 aprile 2003, la Shering-Plough Ltd., Bruxelles, Belgio,               differenti.
rappresentata dagli avv.ti G. Berrisch e P. Bogaert, ha proposto,
dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee,
un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee e                   (1 ) Sentenza 10 dicembre 2002, causa T-123/00, Dr. Karl Thomae/
l’Agenzia europea di valutazione dei medicinali («EMEA»).                        Commissione (non ancora pubblicata).
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
—     annullare la decisione dell’EMEA 14 febbraio 2003 con
      cui essa ha respinto una c.d variazione di tipo I della
      denominazione della specialità medicinale «Allex 5 mg                 Ricorso della Sniace S.A. contro la Commissione delle
      oral lyophilisate» in «Allex Reditabs 5 mg oral lyophili-                     Comunità europee, proposto il 14 aprile 2003
      sate».
                                                                                                    (Causa T-141/03)
—     condannare le convenute a sopportare le spese della
      ricorrente.
                                                                                                     (2003/C 171/56)
                                                                                              (Lingua processuale: lo spagnolo)
Motivi e principali argomenti
La ricorrente svolge la propria attività nel settore delle specialità       Il 14 aprile 2003, la Sniace S.A., con sede in Madrid,
medicinali ed è titolare dell’autorizzazione all’immissione in              rappresentata dall’avv. José Luis Baró Fuentes, ha proposto,
 ---pagebreak--- 19.7.2003               IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            C 171/33
dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee,                       zioni offerte dalla Caja Cantabria con le offerte ricevute
un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.                          da altri due enti creditizi privati ed il loro confronto con
                                                                                  gli orientamenti stabiliti dalla Commissione nella sua
                                                                                  comunicazione agli Stati membri 13 novembre 1993,
                                                                                  portano alla conclusione che il prestito partecipativo è
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                                     stato concesso a condizioni di mercato.
—     annullare l’art. 1 della decisione 11 dicembre 2002 nella            3)     Violazione dei principi di tutela del legittimo affidamento
      parte in cui afferma che la Spagna ha concesso un aiuto                     e di proporzionalità. A tal riguardo la ricorrente fa valere,
      di Stato a favore della Sniace, S.A. per un importo di                      in primo luogo, che sia la legittimità del regime generale
      euro 7 388 258;                                                             esistente in Spagna relativo alla concessione di prestiti
                                                                                  partecipativi a imprese in via di ristrutturazione, sia la
—     in via subordinata, mantenere l’art. 1 della decisione                      soddisfazione dei requisiti formali richiesti dal Direttore
      11 dicembre 2002 nella parte in cui afferma che l’aiuto                     degli aiuti di Stato (presentazione della prova scritta che
      di Stato è compatibile col mercato comune;                                  il prestito è stato concesso a condizioni di mercato),
                                                                                  nonché le garanzie date da quest’ultimo per archiviare il
                                                                                  procedimento, hanno fatto sorgere nella ricorrente una
—     condannare la convenuta a tutte le spese.                                   speranza fondata che il procedimento amministrativo
                                                                                  sarebbe terminato, o con l’archiviazione senza procedi-
                                                                                  mento d’indagine, o con una decisione che dichiari che il
                                                                                  prestito non poteva essere considerato aiuto di Stato. In
                                                                                  secondo luogo, la ricorrente conclude che la durata del
Motivi e principali argomenti                                                     procedimento di indagine ( più di 58 mesi) e i mezzi
                                                                                  usati dalla Commissione per esaminare un’operazione
                                                                                  commerciale che non presenta alcuna complessità tecni-
                                                                                  ca, hanno oltrepassato i limiti di ciò che è normalmente
La ricorrente nel presente procedimento censura la classifica-
                                                                                  adeguato e necessario per operazioni di questo tipo.
zione come aiuto concesso dagli Stati ovvero mediante risorse
statali di un contratto di prestito subordinato e partecipativo,
di un importo di euro 12 020 242, concluso con la Caja                     4)     Infine, la ricorrente fa valere la violazione dei suoi diritti
Cantabria, congiuntamente ad un accordo di liquidità, con il                      della difesa e, concretamente, del segreto professionale
quale si prevedeva la possibilità di mobilitare i diritti di credito              protetto dall’art. 287 CE, in quanto la Commissione ha
derivanti dal prestito trasformandoli in valori mobiliari.                        trasmesso la risposta delle autorità spagnole alla sua
                                                                                  prima richiesta di informazioni (incluse le osservazioni
                                                                                  della ricorrente) agli avvocati dell’impresa la cui denuncia
                                                                                  ha dato luogo al procedimento di indagine.
A sostegno delle sue pretese, la ricorrente fa valere i seguenti
motivi e principali argomenti:
1)    Interpretazione erronea del concetto «aiuti concessi dagli
      Stati ovvero mediante risorse statali» dell’art. 87 CE, n. 1.
      In primo luogo, la ricorrente mette in discussione che
      la Commissione abbia affermato, nella sua decisione
      definitiva, che i fondi messi a disposizione dalla Caja
      Cantabria per finanziare il prestito partecipativo alla              Ricorso della sig.ra Nadine Schmit contro la Commissione
      Sniace erano «risorse statali». Essa sottolinea, a tal riguar-           delle Comunità europee, presentato il 28 aprile 2003
      do, che la Caja Cantabria è un ente creditizio giuridica-
      mente costituito come un’impresa privata, disciplinata in
      quanto tale dal diritto privato. I suoi fondi non provengo-                                    (Causa T-144/03)
      no dallo Stato ma sono fondi privati provenienti da
      singoli e da imprese. Nel caso di specie la Caja Cantabria
      ha agito come un investitore privato che investe il suo                                         (2003/C 171/57)
      capitale per un termine più o meno breve in funzione
      della redditività. In secondo luogo la ricorrente sostiene
      che la decisione di finanziare la Sniace aveva un carattere                               (Lingua processuale: il francese)
      strettamente commerciale, essendo stata adottata in fun-
      zione di criteri di redditività dell’operazione, senza inter-
      vento delle autorità pubbliche nella decisione tecnica o
      commerciale di concessione del prestito.
                                                                           Il 28 aprile 2003, la sig.ra Nadine Schmit, residente a Ispra
                                                                           (Italia), rappresentata dall’avv. Pierre-Paul Van Gehuchten e
2)    Errore manifesto di valutazione nell’applicazione del                dall’avv. Pierre Jadoul, con domicilio eletto in Lussemburgo,
      principio dell’investitore privato in un’economia di mer-            ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle
      cato. Secondo la ricorrente l’esame dettagliato delle                Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle
      condizioni del prestito, assieme al paragone delle condi-            Comunità europee.