CELEX: C2003/146/28
Language: it
Date: 2003-06-21 00:00:00
Title: Causa C-106/03 P: Ricorso della Védial SA contro la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta Sezione) 12 dicembre 2002, nella causa T-110/01, Védial SA contro l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), proposto il 27 febbraio 2003 mediante telefax e confermato con originale depositato il 7 marzo 2003, altra parte nel procedimento: France Distribution

C 146/16                IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                         21.6.2003
2.    Condannare la Repubblica federale di Germania alle                  Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
      spese.                                                              nale di Firenze —Sezione GIP — con ordinanza 3 febbraio
                                                                          2003, nel procedimento penale dinanzi ad esso pendente
                                                                                             a carico di Maria Pupino
Motivi e principali argomenti                                                                     (Causa C-105/03)
—     Le normative per il recepimento dell’art. 6, n. 3, della                                     (2003/C 146/27)
      direttiva devono essere valutate in base al fatto che
      prevedano una valutazione dell’incidenza sul sito per tutti
      i progetti che possono avere incidenze significative su
      zone speciali di conservazione. Il fatto che una determina-         Con ordinanza 3 febbraio 2003 pervenuta nella Cancelleria
      ta incidenza possa eventualmente essere significativa               della Corte di Giustizia delle Comunità europee il 5 marzo
      non può essere accertato esclusivamente esaminando il               2003, nel procedimento penale dinanzi ad esso pendente a
      progetto, bensì solamente alla luce dei rispettivi obiettivi        carico di Maria Pupino, il Tribunale di Firenze — Sezione GIP
      di conservazione previsti per la zona di conservazione              — ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee
      eventualmente colpita e della rispettiva presenza, nella            la seguente questione pregiudiziale:
      zona, di habitat naturali e di specie. La definizione di
      «progetto» di cui al paragrafo 10, primo comma, n. 11,
      lett. b) e c) del Bundesnaturschutzgesetz (legge federale           se gli articoli 2, 3 e 8 della decisione-quadro del 15 marzo
      per la tutela della natura) non prende tuttavia in conside-
                                                                          2001, n. 220, relativa alla posizione della vittima nel procedi-
      razione le zone di conservazione. Anche se si riuscisse             mento penale, devono essere interpretati nel senso che ostano
      astrattamente a dimostrare che, nonostante le limitazioni           ad una normativa nazionale, quale quella di cui agli artico-
      contenute nella definizione, effettivamente tutti i progetti        li 392, comma 1 bis e 398, comma 5 bis, del codice di
      possibili idonei ad avere un’incidenza significativa su             procedura penale italiano, i quali non prevedono che, con
      zone speciali di conservazione sono inclusi, non sarebbe
                                                                          riguardo a reati diversi da quelli sessuali o a sfondo sessuale, si
      tuttavia ancora garantito che venissero inclusi progetti            possa procedere all’assunzione della testimonianza di persona
      con effetti atipici e sostanzialmente più lontani nel tempo,        minore di anni 16 nella fase delle indagini preliminari, con
      qualora, in casi concreti, essi risultassero significativi. In      incidente probatorio e secondo modalità particolari, come
      particolare, habitat naturali di dimensioni ridotte, in cui         l’utilizzo di mezzi di riproduzione fonografica e audiovisiva.
      sono presenti specie rare, possono reagire in modo molto
      più sensibile alle azioni esterne di quanto possano
      anticipare normative tipizzanti.
—     La mancata considerazione dell’inquinamento da sostanze
      nocive che emerge dal paragrafo 36 della Bundesnatur-
      schutzgesetz, all’infuori di una zona di attività (definita in
      modo poco chiaro) di un progetto violerebbe l’art. 6, n. 3,
      della direttiva.                                                    Ricorso della Védial SA contro la sentenza del Tribunale
                                                                          di primo grado delle Comunità europee (Quarta Sezione)
                                                                          12 dicembre 2002, nella causa T-110/01, Védial SA contro
—     La limitazione della tutela dei nidi, dei covi, delle tane e        l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (mar-
      dei rifugi degli animali ai danni intenzionali (paragrafo 43,       chi, disegni e modelli) (UAMI), proposto il 27 febbraio
      n. 4, della Bundesnaturschutzgesetz) non è compatibile              2003 mediante telefax e confermato con originale deposi-
      con l’art. 12, primo comma, lett. d) della direttiva,               tato il 7 marzo 2003, altra parte nel procedimento: France
      secondo il cui inequivocabile tenore, nell’ambito del                                          Distribution
      divieto di deterioramento o di distruzione dei siti di
      riproduzione o delle aree di riposo, non è necessaria
      l’intenzionalità.                                                                          (Causa C-106/03 P)
—     Il paragrafo 43, n. 4, della Bundesnaturschutzgesetz                                         (2003/C 146/28)
      prevede anche eccezioni alle norme sulla tutela delle
      specie a favore di interventi o di provvedimenti già
      autorizzati, senza considerare che, al momento in cui fu
      concessa l’autorizzazione, poteva non essere ancora noto
                                                                          Il 27 febbraio 2003 mediante telefax, confermato con originale
      che sarebbe stata colpita una specie protetta.
                                                                          depositato il 7 marzo 2003, la Védial SA ha proposto dinanzi
                                                                          alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso
                                                                          contro la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità
( 1) GU L 206, pag. 7.                                                    europee (Quarta Sezione) 12 dicembre 2002, nella causa
                                                                          T-110/01, Védial SA contro l’Ufficio per l’armonizzazione nel
                                                                          mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI). Altra
                                                                          parte nel procedimento: France Distribution.
 ---pagebreak--- 21.6.2003                 IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            C 146/17
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                             Inoltre il Tribunale non ha fatto una chiara applicazione
                                                                                      della regola dell’interdipendenza. Infatti, il Tribunale non
                                                                                      ha rilevato che l’asserito debole grado di somiglianza tra
—     annullare la sentenza del Tribunale 12 dicembre 2002                            i marchi non era compensato dall’elevato grado di
      emessa nella causa T-110/01 e, di conseguenza:                                  somiglianza tra i prodotti e il forte potere distintivo del
                                                                                      marchio della ricorrente.
      —     in via principale: statuire definitivamente sulla con-
            troversia in applicazione dell’art. 54 dello Statuto                      Infine il Tribunale ha violato la nozione di rischio di
            CE della Corte e accogliere le conclusioni presentate                     confusione, limitando il pubblico riguardato al «pubblico
            dalla ricorrente al Tribunale;                                            mirato», poiché quest’ultimo è composto solo da consu-
                                                                                      matori che possono acquistare i prodotti così marcati,
                                                                                      mentre il pubblico riguardato è costituito da tutte le
      —     in subordine: rinviare la causa al Tribunale per la                       persone che possono trovarsi di fronte al marchio, il che
            decisione;                                                                è molto diverso.
—     in ogni caso: condannare l’UAMI alle spese.
                                                                               (1 ) Regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40, sul
                                                                                    marchio comunitario (GU L 11, pag. 1).
Motivi e principali argomenti
—     Motivo che deduce la violazione del «principio disposi-
      tivo»
      «Il principio dispositivo» è un principio generale del                   Ricorso della The Proctler & Gamble Company contro la
      diritto secondo il quale soltanto le parti sono in linea di              sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle
      principio libere di disporre dell’azione giudiziaria. Sono               Comunità europee (Quarta sezione) il 12 dicembre 2002
      loro a delimitare l’oggetto del contendere. Il Tribunale ha              nella causa T-63/01, The Proctler & Gamble Company
      senz’altro violato il «principio dispositivo» considerando,              contro l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno
      contrariamente a quanto convenuto dalle parti su tale                    (marchi, disegni e modelli) (UAMI), proposto il 27 feb-
      punto, che i marchi controversi non presentavano alcuna                  braio 2003 a mezzo telefax, confermato dall’originale
      somiglianza.                                                                                 depositato il 7 marzo 2003
—     Motivo che deduce la violazione dei diritti della difesa                                         (Causa C-107/03 P)
      Il Tribunale ha altresì violato i diritti della difesa, poiché ha
      colto di sorpresa, il legittimo affidamento della ricorrente                                       (2003/C 146/29)
      nella definizione della controversia.
—     Motivo che deduce la violazione della nozione di rischio
      di confusione e della nozione di pubblico ai sensi                       Il 27 febbraio 2003 la The Proctler & Gamble Company ha
      dell’art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 ( 1)               proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità euro-
                                                                               pee, a mezzo telefax, confermato dall’originale depositato il
      La sentenza impugnata esclude il rischio di confusione                   7 marzo 2003, un ricorso contro la sentenza pronunciata dal
      per il motivo che il pubblico «non attribuirà la stessa                  Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta
      origine commerciale al prodotto di cui trattasi». Orbene,                sezione) il 12 dicembre 2002 nella causa T-63/01, The Proctler
      costituisce pure un rischio di confusione il fatto che il                & Gamble Company contro l’Ufficio per l’armonizzazione nel
      pubblico possa credere che i prodotti provengano da                      mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI).
      imprese collegate solo economicamente. Del resto, il
      Tribunale ha escluso l’esistenza di un rischio di confusione
      per il motivo che «anche se esiste un’identità e una                     La ricorrente chiede che la Corte voglia:
      somiglianza tra i prodotti contemplati dai marchi di cui
      trattasi, le differenze ottiche, fonetiche e concettuali tra i
      segni» accantonano l’esistenza del rischio di confusione,                —      annullare la sentenza del Tribunale 12 dicembre 2002
                                                                                      nella causa T-63/01 e conseguentemente:
      mentre la questione non è quella di sapere se vi sono
      differenze tra i segni in conflitto, bensì di sapere se essi
      presentano un’identità o una somiglianza e, se, considerati                     —     in via principale, applicando l’art. 54 dello statuto
      globalmente con l’identità o la somiglianza dei prodotti, i                           della Corte, pronunciarsi in via definitiva sulla
      gradi di tali somiglianze sono tali da far sussistere un                              controversia, accogliendo le conclusioni della ricor-
      rischio di confusione.                                                                rente formulate dinanzi al Tribunale;