CELEX: 52001PC0547(02)
Language: it
Date: 2001-11-07
Title: Proposta di direttiva del Consiglio recante modificazione della direttiva 92/81/CEE riguardo alla facoltà di applicare aliquote di accise ridotte a taluni oli minerali che contengono biocarburanti e ai biocarburanti

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52001PC0547(02)

Proposta di direttiva del Consiglio recante modificazione della direttiva 92/81/CEE riguardo alla facoltà di applicare aliquote di accise ridotte a taluni oli minerali che contengono biocarburanti e ai biocarburanti  /* COM/2001/0547 def. - CNS 2001/0266 */  

Gazzetta ufficiale n. 103 E del 30/04/2002 pag. 0217 - 0220

Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO recante modificazione della direttiva 92/81/CEE riguardo alla facoltà di applicare aliquote di accise ridotte a taluni oli minerali che contengono biocarburanti e ai biocarburanti(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. introduzioneIn questa relazione, è chiamato "biocarburante" un prodotto ricavato da talune risorse rinnovabili e soggetto ad accise ai sensi della direttiva 92/81/CEE [1]. Un "biocarburante" può dunque essere usato, puro o mescolato, come carburante o combustibile.[1]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 12, direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 94/74/CE (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 46).La Comunicazione della Commissione sui carburanti alternativi per trasporti e una serie di misure per la promozione dell'uso dei biocarburanti [2] identifica a quest'ultimo fine due possibili mezzi di azioni [3]:[2]  GU C ...[3]  Dopo avere scartato la possibilità di sovvenzionare la produzione di materie prime tramite la politica agraria comune.- la differenziazione di accise a favore dei biocarburanti per renderli concorrenziali sul mercato,- la specifica di una percentuale minima di biocarburante nei carburanti venduti.La presente proposta di direttiva del Consiglio definisce un nuovo quadro di tassazione applicabile ai biocarburanti. Una seconda proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio intende fissare in modo regolamentare la quota minima dei biocarburanti nei carburanti venduti a partire dal 2005 [4].[4]  GU C ....2. contesto2.1 Promozione dei biocarburantiLo sviluppo delle energie rinnovabili, in particolare dei biocarburanti, è stato incoraggiato fin dal 1985 dalla Commissione e dal Consiglio. La direttiva sul risparmio di greggio mediante l'impiego di componenti di carburanti di sostituzione [5] sottolinea l'interesse di questi prodotti per ridurre la dipendenza degli Stati membri dalle importazioni di petrolio e autorizza l'incorporazione dell'etanolo alle benzine fino al 5% in volume e quella di etil-ter-butil-etere (ETBE) fino al 15%. Inoltre, le decisioni del Consiglio del 1993 e del 1997 relative alla promozione delle energie rinnovabili nella Comunità (programmi Altener [6] e Altener II [7]) mirano ad ottenere per i biocarburanti una quota di mercato del 5% del consumo totale dei veicoli a motore nel 2005. Il Libro bianco del 1997 sulle fonti energetiche rinnovabili [8] raccomanda di fissare un obiettivo di produzione di 18 milioni di tonnellate di biocarburanti liquidi per il 2010, nel quadro di un obiettivo globale di raddoppio della quota delle energie rinnovabili nel consumo d'energia nel 2010. La comunicazione sull'attuazione della strategia e del piano di azione della Comunità sulle fonti energetiche rinnovabili (1998-2000) [9] consolida questi orientamenti. La comunicazione "Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile" [10], presentata al Consiglio europeo di Göteborg il 15 e il 16 giugno 2001, insiste a sua volta sul ruolo significativo dei biocarburanti per la lotta contro il cambiamento climatico e lo sviluppo delle energie pulite.[5]  Direttiva 85/536/CEE del 5 dicembre 1985 del Consiglio sul risparmio di greggio mediante l'impiego di componenti di carburanti di sostituzione (GU L 334 del 12.12.1985, pag. 20).[6]  Decisione del Consiglio 93/500/CEE del 13 settembre 1993 concernente la promozione delle energie rinnovabili nella Comunità (programma Altener); (GU L 235 del 18.9.1993, pag. 41).[7]  Decisione del Consiglio n. 98/352/CE del 18 maggio 1998 concernente un programma pluriennale di promozione delle fonti energetiche rinnovabili nella Comunità (Altener II); (GU L 159 del 3.6.1998, pag. 53).[8]  COM(97) 599 definitivo del 26 novembre 1997.[9]  COM(2001) 69 definitivo del 16 febbraio 2001.[10]  COM(2001) 264 definitivo del 15 maggio 2001.Secondo recenti studi, lo sviluppo dei biocarburanti avrebbe anche effetti positivi per l'agricoltura e l'occupazione.Concludendo, il Libro verde della Commissione "Verso una strategia europea di sicurezza dell'approvvigionamento energetico" [11] insiste sul ruolo inevitabile degli strumenti fiscali per raggiungere gli obiettivi fissati in termini di volumi, riducendo il divario del costo di produzione tra i biocarburanti e i prodotti concorrenti.[11]  COM(2000) 769 definitivo del 29 novembre 2000.2.2 Quadro fiscaleGeneralmente, la fiscalità dei prodotti energetici si basa su tre pilastri: le accise che sono diritti specifici (fissi per quantità fisica del prodotto), le tasse e i diritti dedicati, e infine l'IVA che è un diritto ad valorem (proporzionale al prezzo di vendita del prodotto). Non esiste in questa fase un quadro comunitario per i prodotti energetici diversi dagli oli minerali né per le tasse diverse dalle accise e l'IVA.Nel settore delle accise, gli Stati membri hanno deciso nel 1992 all'unanimità la messa in atto di un sistema comunitario di tassazione degli oli minerali fondato su due direttive concernenti l'armonizzazione delle strutture delle accise (92/81/CEE) e il ravvicinamento delle aliquote di accisa (92/82/CEE) [12] sugli oli minerali. Esse prevedono un tasso di imposizione minimo per ogni olio minerale, a seconda del suo uso (combustibile, impiego industriale e commerciale, riscaldamento). Nella pratica, le accise superano spesso di molto i valori minimi comunitari, non rivalutati dal 1992 e risultano molto diverse da un paese all'altro.[12]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 19, direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 94/74/CE (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 46).Queste direttive rendono obbligatorie molte esenzioni di tasse [13] e permettono anche agli Stati membri di beneficiare di esenzioni o di riduzioni di accise complementari specifiche sia sotto controllo fiscale sia a seguito di una domanda presentata alla Commissione, e su proposta di questa, dopo autorizzazione unanime del Consiglio.[13]  Ad esempio a favore dei combustibili utilizzati per la navigazione aerea commerciale.La ragione dell'introduzione di queste deroghe è spesso il timore che la competitività di alcuni settori economici diminuisca in caso di riforme fiscali ambiziose adottate a livello nazionale che prevedono aumenti di tasse a fini ambientali.Esistono però anche altre motivazioni, ad esempio per facilitare l'introduzione di carburanti o combustibili più rispettosi dell'ambiente. Le differenziazioni di accise permettono uno sviluppo più rapido della quota di mercato dei carburanti a basso tenore di zolfo. La fiscalità di incentivazione che prevede la possibilità di differenziazione tra i prodotti in funzione di categorie ambientali, risulta uno strumento efficace per orientare gli operatori economici (imprese e consumatori) verso prodotti che favoriscono lo sviluppo sostenibile.Le deroghe infine mirano anche a sviluppare i trasporti in comune, in particolare urbani, autorizzando esenzioni o riduzioni di tasse applicabili ai carburanti consumati dai trasporti pubblici locali di passeggeri.2.3 Trattamento fiscale dei biocarburantiIn virtù della direttiva 92/81/CEE, i biocarburanti integrati in un carburante o un combustibile sono tassati in funzione del prodotto e dell'uso finali. Ad esempio, l'etanolo, che non è un olio minerale ai sensi della direttiva 92/81/CEE, diventa, una volta incorporato alla benzina, un combustibile soggetto al tasso di accisa sulla benzina in vigore nello Stato membro interessato.La direttiva 92/81/CEE prevede due possibilità per permettere l'attuazione da parte degli Stati membri di misure di riduzione o di esenzione di accise a favore dei biocarburanti.In primo luogo, l'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) di questa direttiva dispone che fatte salve altre disposizioni comunitarie, gli Stati membri possono applicare esenzioni o riduzioni totali o parziali dell'aliquota di accisa agli oli minerali usati sotto controllo fiscale:... nel settore di progetti pilota per lo sviluppo tecnologico di prodotti meno inquinanti, in particolare per quanto riguarda i combustibili ottenuti da risorse rinnovabili;".In secondo luogo, l'articolo 8 paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE prevede che: "Il Consiglio, deliberando all'unanimità, su proposta della Commissione, può autorizzare uno Stato membro ad introdurre ulteriori esenzioni o riduzioni in base a considerazioni politiche specifiche."Nel settembre 2000, il Tribunale di primo grado [14] ha annullato la decisione della Commissione dell'aprile 1997 che stabilisce la compatibilità degli aiuti di Stato [15] costituiti in Francia dalle riduzioni di accise a favore dell'etil-ter-butil-etere (ETBE) perché la base giuridica della deroga fiscale, nella specie l'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE, non era pertinente avendo il settore francese di produzione di ETBE superato la fase di progetto pilota.[14]  Sentenza del Tribunale di primo grado del 27.9.2000, causa T-184/97, BP Chemicals/Commissione.[15]  Decisione del 9 aprile 1997, SG(97) D/3266.Fino a questa sentenza del tribunale di primo grado, gli Stati membri che concedono riduzioni o esenzioni di tassa a favore dei biocarburanti si erano avvalsi soltanto della possibilità offerta dall'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE. Da allora, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE, le autorità francesi, italiane e britanniche hanno comunicato alla Commissione domande di deroga per applicare riduzioni di accise a favore dei biocarburanti.3. obiettivo e campo di applicazione della proposta di direttivaNel quadro degli impegni in materia di riduzione dei gas a effetto serra, lo sviluppo delle energie rinnovabili, in particolare dei biocarburanti, è una precisa priorità politica per l'Unione. D'altra parte, la protezione dell'approvvigionamento energetico dell'Unione assume sempre più importanza.Le tasse di incentivazione costituiscono un strumento efficace al servizio delle politiche ambientali e dell'energia. Le tasse rappresentano una proporzione significativa del prezzo di vendita dei prodotti energetici, in particolare dei carburanti e dei combustibili.Una differenziazione adeguata delle aliquote di accisa favorirebbe lo sviluppo dei biocarburanti attenuando il loro sovraccosto di produzione rispetto ai carburanti e combustibili fossili. In una forcella di prezzo del barile di petrolio greggio che oscilla tra 25 e 30 USD, il sovraccosto attuale di produzione di biodiesel puro, non mescolato con un carburante fossile, si situa a circa 0,25 - 0,30 euro per litro rispetto al gasolio fossile [16].[16]  GU C ....L'efficacia dello strumento fiscale è spesso rafforzata quando le misure di (de)tassazione si integrano in un dispositivo coerente che combina misure tecniche, regolamentari e economiche. È il caso nella fattispecie, poiché due proposte di direttiva sono stabilite congiuntamente: una mira all'incorporazione obbligatoria di biocarburante nei combustibili venduti e l'altra permette agli Stati membri uno strumento economico flessibile che faciliterà l'attuazione della prima proposta, o un superamento degli obiettivi di essa.La necessità di adottare un quadro giuridico semplice e trasparente per l'attuazione di accise ridotte per i biocarburanti è stata già riconosciuta nel 1992 nella proposta di direttiva sull'aliquota delle accise applicabili ai carburanti derivati da prodotti agricoli [17] e nel 1997 nella proposta di direttiva del Consiglio che ristruttura il quadro comunitario per l'imposizione dei prodotti energetici [18], che all'articolo 14, paragrafo 1, lettere b) e c) (biomassa e rifiuti), prevede per gli Stati membri la possibilità di riduzione e/o di esenzione di accise per i biocarburanti. Purtroppo, la proposta del 1992 non è stata adottata dal Consiglio [19] e la proposta del 1997 è sempre sulla tavola del Consiglio [20].[17]  Proposta del 19.2.1992 (COM (92) 36 definitivo, pubblicata nella GU C 73 del 24.3.1992, pag. 6), modificata l'1.7.1994.[18]  COM(97) 30 definitivo del 12 marzo 1997.[19]  La proposta è stata ritirata dalla Commissione nel 1999.[20]  La presente proposta di direttiva non influisce del resto sulla proposta del 1997.La definizione dei biocarburanti contenuta nella proposta del 1997 resta pertinente, a condizione di aggiungere l'acqua, utilizzata ad esempio con alcuni carburanti e additivi ("aquazole").Oltre ai programmi di agevolazione fiscale già condotti da alcuni paesi a favore dei biocarburanti, un esame approfondito dei bilanci recenti degli Stati membri e le discussioni in corso in molti Parlamenti nazionali indicano con chiarezza un aumento di interesse per lo sviluppo dei biocarburanti.I progetti variano a seconda dei prodotti ma integrano in genere elementi fiscali di accompagnamento, in particolare riduzioni di accise.Confrontata alla prospettiva di una pletora di domande individuali di riduzione o di esenzione di accise da parte degli Stati membri ai sensi dell'articolo 8 paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE, la Commissione ritiene che sia nell'interesse comunitario creare un quadro legislativo, sulla base dell'articolo 93 del Trattato, che dia agli operatori economici e agli Stati membri la certezza del diritto indispensabile per garantire lo sviluppo di un vero mercato per questi prodotti. Un quadro comunitario favorisce un migliore funzionamento del mercato interno.La presente proposta di direttiva dà la possibilità agli Stati membri, sotto controllo fiscale, di ridurre le accise proporzionalmente alla percentuale di biocarburante incorporato nel carburante o combustibile finale. Questa riduzione proporzionale di tassa è coerente con l'obiettivo perseguito dalla direttiva di regolamentazione poiché più la percentuale di biocarburante è elevata, più il valore della riduzione potenziale di accise sul prodotto finale aumenta.Tuttavia, per limitare in particolare le perdite di risorse di bilancio degli Stati membri, l'importo effettivo della tassazione del prodotto finale non potrà essere inferiore al 50% dell'aliquota di accisa ordinaria per il carburante corrispondente. Sono previste misure transitorie a favore dei biocarburanti utilizzati allo stato puro che beneficiavano dell'esenzione completa dell'accisa al 1° gennaio 2001. Inoltre, se si verificano circostanze specifiche che le rendono necessarie a livello nazionale, potranno essere autorizzate altre esenzioni o riduzioni, ai sensi della procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE.Per limitare le distorsioni di concorrenza e incentivare i produttori e distributori di biocarburanti a ridurre i costi di produzione, la proposta chiede agli Stati membri di introdurre riduzioni di accise modulate in funzione dell'evoluzione dei corsi delle materie prime, per assicurarsi che, ad esempio in caso di aumento durevole dei prezzi del petrolio greggio, le diminuzioni di tassa non conducano ad una sovracompensazione dei costi addizionali di produzione dei biocarburanti [21].[21]  Ad esempio, il costo di produzione del biodiesel puro (ossia di origine 100% agricola) è superiore a quello del motore diesel fossile di circa 0,35 EUR per litro quando il barile di petrolio greggio costa 20 USD ma di 0,20 EUR quando il barile di petrolio costa 35 USD.La proposta prevede anche una riduzione addizionale facoltativa a favore dei biocarburanti consumati dai trasporti pubblici locali di passeggeri, compresi i taxi, e dai veicoli sotto la responsabilità di un'autorità pubblica, nella misura in cui essi sono considerati come sensibili e esemplari nella comunicazione sui carburanti alternativi destinati al trasporto.In conformità con l'obiettivo della libera circolazione delle merci nel mercato interno, solo i biocarburanti destinati ad essere usati come carburante o combustibile devono rientrare nel campo di applicabilità delle norme prescritte dalla direttiva 92/12/CEE del Consiglio, relativa al regime generale, alla detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa [22]. Sono previste modalità di attuazione che permettano di definire i prodotti "destinati ad essere usati come carburante o combustibile".[22]  GU L 76 del 23.3.1992, pag. 1.Infine, occorre garantire un controllo delle deroghe, in particolare limitandone la durata.4. ConclusioniPur rispondendo all'attuale necessità di ravvicinare i regimi nazionali di tassazione dei biocarburanti, la proposta di direttiva (che modifica la direttiva 92/81/CEE) aiuterà gli Stati membri a creare le condizioni economiche e giuridiche necessarie per conseguire gli obiettivi di limitazione delle emissioni di gas a effetto serra e di sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'Unione europea, indicati anche nella proposta di direttiva che fissa la quota minima dei biocarburanti nei carburanti venduti a partire dal 2005.La proposta di direttiva fiscale permette di creare strumenti flessibili che, nel rispetto del principio di sussidiarietà, potranno essere adattati ai vincoli di bilancio, alle condizioni locali (ad esempio per le colture agricole) e alle scelte tecnologiche di ciascuno Stato membro.2001/0266 (CNS)Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO recante modificazione della direttiva 92/81/CEE riguardo alla facoltà di applicare aliquote di accise ridotte a taluni oli minerali che contengono biocarburanti e ai biocarburantiIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, e in particolare l'articolo 93,vista la proposta della Commissione [23],[23]  GU C ....visto il parere del Parlamento europeo [24],[24]  GU C ....visto il parere del Comitato economico e sociale [25],[25]  GU C ....considerando quanto segue:(1) L'articolo 6 del trattato prevede che le politiche comunitarie integrino la tutela dell'ambiente per promuovere lo sviluppo sostenibile.(2) Come parte della convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, approvata con decisione 94/69/CE del Consiglio [26], la Comunità si è impegnata ad attuare le misure necessarie per stabilizzare le concentrazioni di gas a effetto serra nell'atmosfera ad un livello che eviti perturbazioni pericolose del sistema climatico.[26]  GU L 33 del 7.2.1994, pag. 11.(3) Il Consiglio nella risoluzione dell'8 giugno 1998 [27] ha sostenuto la strategia e il piano di azione comunitario in materia di energia rinnovabile proposto dalla Commissione, chiedendo azioni specifiche a favore dei biocarburanti, cioè carburanti o combustibili che provengono da risorse rinnovabili.[27]  GU C 198 del 24.6.1998, pag. 1.(4) La comunicazione della Commissione "Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile" [28] sottolinea il ruolo significativo dei carburanti alternativi, fra cui i biocarburanti, per la lotta contro il cambiamento climatico e per lo sviluppo delle energie pulite.[28]  COM(2001) 264 definitivo/2 del 15.5.2001.(5) Lo sviluppo dei biocarburanti favorisce la diversità delle fonti energetiche per la Comunità e contribuisce quindi alla sicurezza del suo approvvigionamento energetico a medio e lungo termine.(6) I prezzi relativi dei prodotti energetici sono parametri chiave delle politiche comunitarie in materia di ambiente, energia e trasporti. Poiché i biocarburanti sono soggetti ad imposizione in virtù della direttiva 92/81/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali [29], un'adeguata differenziazione delle aliquote consentirebbe di sviluppare la filiera dei biocarburanti attenuando il sovraccosto di produzione di questi prodotti nei confronti dei carburanti e combustibili fossili.[29]  GU L del 31.10.1992, pag. 12; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 94/74/CE (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 46).(7) Bisogna pertanto istituire un sistema comunitario di riduzioni di accise a favore dei biocarburanti, al fine di favorire un migliore funzionamento del mercato interno e offrire un'adeguata certezza del diritto agli Stati membri e agli operatori economici.(8) Queste misure di differenziazione fiscale devono inserirsi in un dispositivo coerente che combina misure tecniche, regolamentari e economiche. La direttiva [...] del Parlamento europeo e del Consiglio, del [...] 2001 [relativa alla promozione dell'impiego dei biocarburanti nei trasporti] [30] fissa in particolare una percentuale minima obbligatoria di biocarburanti in tutti i carburanti venduti.[30]  GU L ....(9) Occorre che gli Stati membri fruiscano della flessibilità necessaria per definire e attuare politiche adeguate ai contesti nazionali.(10) Occorre limitare le distorsioni di concorrenza e continuare ad incentivare i produttori e distributori di biocarburanti a ridurre i costi di produzione, in particolare ricorrendo negli Stati membri a meccanismi di riduzione delle accise modulati in funzione dell'andamento dei corsi delle materie prime.(11) In alcuni casi è opportuno ammettere aliquote di accisa ridotte, inferiori alle aliquote minime previste dalla direttiva 92/82/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992 relativa al ravvicinamento delle aliquote di accisa sugli oli minerali [31].[31]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 19, direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 94/74/CE.(12) Sono necessarie misure specifiche per i trasporti pubblici locali di passeggeri, compresi i taxi, e per i veicoli sotto la responsabilità di un'autorità pubblica. È inoltre necessario un periodo transitorio per i biocarburanti utilizzati allo stato puro che, al 1° gennaio 2001, beneficiavano di un'esenzione totale.(13) Le misure di differenziazione di accisa attuate sotto controllo fiscale possono essere completate da altre esenzioni e riduzioni secondo la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 92/81/CEE. Entro il 31 dicembre 2007 la Commissione dovrebbe riferire al Consiglio su tali misure complementari.(14) Occorre limitare la durata delle riduzioni delle aliquote di accisa per poterne seguire l'applicazione.(15) Un programma pluriennale di una durata massima di sei anni risponde alle esigenze di pianificazione dei progetti di investimento nei settori in oggetto.(16) Alcuni biocarburanti, quando sono destinati ad essere usati come carburante o come combustibile, e allo scopo di farli rientrare nel campo di applicazione della direttiva 92/12/CEE del 25 febbraio 1992, relativa al regime generale, alla detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa [32], devono essere assimilati agli oli minerali. Le modalità di esecuzione devono permettere di determinare a livello comunitario che cosa s'intenda per prodotti destinati ad essere utilizzati come carburante o come combustibile.[32]  GU L 76 del 23.3.1992, pag. 1, direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2000/47/CE (GU L 193 del 29.7.2000, pag. 73).(17) Le disposizioni della presente direttiva fanno salva l'applicazione dell'articolo 27, paragrafo 1, lettere a) e b) della direttiva 92/83/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sull'alcole e sulle bevande alcoliche [33] per quanto riguarda l'esenzione obbligatoria dell'alcole denaturato ed il suo regime di circolazione, dato che il presente regime d'imposizione deve applicarsi unicamente ai casi specifici di alcole denaturato usato come carburante o come additivo di un carburante, secondo l'articolo 2, paragrafo 3 della direttiva 92/81/CEE.[33]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 21.(18) Le misure necessarie per l'applicazione della presente direttiva costituiscono misure di portata generale, ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [34]. Pertanto esse devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della stessa.[34]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(19) Occorre che gli Stati membri comunichino alla Commissione, a titolo informativo, le misure fiscali nazionali adottate a favore dei biocarburanti. Questo obbligo di comunicazione non libera gli Stati membri dall'obbligo di notificazione di cui all'articolo 88, paragrafo 3 del trattato. La presente direttiva fa salvo l'esito di eventuali procedimenti relativi agli aiuti di Stato avviati a norma degli articoli 87 e 88 del trattato.(20) La direttiva 92/81/CEE deve pertanto essere modificata di conseguenza,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La direttiva 92/81/CEE è così modificata:1) All'articolo 2, paragrafo 1, sono aggiunte le lettere m) e n) seguenti:"m) i prodotti di cui ai codici NC da 1507 a 1518, qualora siano destinati ad essere usati come carburante o combustibile;n) i prodotti di cui al codice NC 2905 11 00 che non sono di origine sintetica, qualora siano destinati ad essere usati come carburante o combustibile."2) All'articolo 2 bis, paragrafo 1, sono aggiunte le lettere f) e g) seguenti:"f) i prodotti di cui ai codici NC da 1507 a 1518, qualora siano destinati ad essere usati come carburante o combustibile;g) i prodotti di cui al codice NC 2905 11 00 che non sono di origine sintetica, qualora siano destinati ad essere usati come carburante o combustibile."3) È inserito l'articolo 2 ter seguente:"Articolo 2 terAi fini dell'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 1, lettere m) e n) e dell'articolo 2 bis, paragrafo 1, lettere f) e g), ciò che s'intende per prodotto destinato ad essere usato come carburante o come combustibile è definito secondo la procedura di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 2."4) È inserito il punto II bis seguente:"II bis. Riduzioni per i biocarburantiArticolo 8 terDurante il periodo dal 1° gennaio 2002 al 31 dicembre 2010, salvo il disposto dell'articolo 8 septies, gli Stati membri possono applicare un'aliquota di accisa ridotta, sotto controllo fiscale, ai prodotti soggetti ad accisa di cui all'articolo 2 quando questi sono costituiti da uno o più dei biocarburanti seguenti o li contengono:a) i prodotti di cui ai codici NC 1507 a 1518, 2207 20 00 e 2905 11 00, 4401 e 4402;b) i prodotti di cui ai codici NC 2207 20 00 e 2905 11 00 che non siano di origine sintetica;c) i prodotti derivati dalla biomassa;d) l'acqua (codici NC 2201 e 2851 00 10).S'intende per "biomassa" la parte biodegradabile dei prodotti, dei rifiuti e dei residui provenienti dall'agricoltura (comprese le sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.Articolo 8 quater1. La riduzione di accisa che deriva dall'applicazione delle aliquote ridotte di cui all'articolo 8 ter non può essere superiore all'importo dell'accisa che sarebbe dovuto sul volume dei biocarburanti presente nei prodotti che possono beneficiare di detta riduzione.2. I livelli d'imposizione che gli Stati membri applicano ai prodotti costituiti dai biocarburanti di cui all'articolo 8 ter o che li contengono, possono essere inferiori a livelli minimi previsti dalla direttiva 92/82/CEE.Tuttavia, qualora tali prodotti siano destinati ad essere utilizzati, messi in vendita o utilizzati come carburante, il loro livello d'imposizione non può essere inferiore al 50% dell'importo dell'accisa normale applicata dallo Stato membro sui carburanti corrispondenti.Per "livello d'imposizione s'intende l'importo totale di imposte indirette, percepito ad eccezione dell'imposta sul valore aggiunto, calcolato direttamente o indirettamente sulla quantità di prodotto consumata.3. Gli Stati membri che, al 1° gennaio 2001, esentavano dall'accisa prodotti costituiti unicamente da biocarburanti possono continuare ad applicare tale esenzione fino al 31 dicembre 2003.Articolo 8 quinquies1. I prodotti che sono costituiti da biocarburanti di cui all'articolo 8 ter o che li contengono possono beneficiare, sotto controllo fiscale, di una riduzione supplementare di un valore equivalente alla riduzione di cui all'articolo 8 ter, quando sono consumati per i trasporti pubblici locali di passeggeri, compresi i taxi, e dai veicoli sotto la responsabilità di un'autorità pubblica.2. La limitazione prevista all'articolo 8 quater, paragrafo 2, secondo comma non si applica alla fattispecie di cui al paragrafo 1.Articolo 8 sextiesLe riduzioni di accise attuate dagli Stati membri sono modulate in funzione dell'evoluzione dei corsi delle materie prime, affinché dette riduzioni non conducano ad una sovracompensazione dei costi addizionali legati alla produzione di biocarburanti, in caso di aumento durevole dei prezzi del petrolio greggio.La modulazione dipende dalle variazioni delle quotazioni del petrolio greggio nei dodici mesi precedenti. Queste variazioni sono valutate applicando il tasso medio mensile del petrolio denominato "Brent datato".Articolo 8 septies1. La riduzione di cui all'articolo 8 ter può essere concessa, nell'ambito di un programma pluriennale, tramite un'autorizzazione rilasciata da un'autorità amministrativa ad un operatore economico per più di un anno civile. La durata della riduzione così autorizzata non può superare sei anni consecutivi. Questo periodo è eventualmente rinnovabile.2. Nell'ambito di un programma pluriennale oggetto di un'autorizzazione rilasciata da un'autorità amministrativa prima del 31 dicembre 2010, gli Stati membri possono applicare la riduzione prevista all'articolo 8 ter dopo il 31 dicembre 2010 e fino al termine del programma pluriennale, senza facoltà di rinnovo.Articolo 8 octiesGli Stati membri comunicano alla Commissione entro il 31 dicembre 2003, e quindi ogni dodici mesi, l'elenco delle riduzioni d'accisa applicate conformemente al presente punto II bis.Articolo 8 noniesEntro il 31 dicembre 2007, la Commissione presenta al Consiglio una relazione sugli aspetti fiscali, economici, agricoli, energetici, industriali ed ambientali delle riduzioni concesse conformemente al presente punto II bis. Saranno oggetto di una relazione anche le esenzioni e le riduzioni complementari concesse a favore dei biocarburanti secondo la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE. La Commissione presenta, se del caso, proposte per sopprimerle, modificarle o estenderne il campo d'applicazione."5) Il punto IV è così modificato:a) Il titolo è sostituito dal seguente:"Disposizioni generali e finali";b) È inserito l'articolo 9 bis seguente:"Articolo 9 bis1. La Commissione è assistita dal comitato delle accise istituito dall'articolo 24, paragrafo 2 della direttiva 92/12/CEE.2. Quando venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE, salvo il disposto dell'articolo 7 della stessa.3. Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi."Articolo 2Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e aministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 2002. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.Articolo 3La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 4Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl Presidente