CELEX: 52000PC0353
Language: it
Date: 2000-06-08
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce alcune misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratori

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52000PC0353

Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce alcune misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratori  /* COM/2000/0353 def. - CNS 2000/0149 */  

Gazzetta ufficiale n. C 337 E del 28/11/2000 pag. 0078 - 0088

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che stabilisce alcune misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratori(presentata dalla Commissione)RELAZIONELa Comunità europea partecipa ad organizzazioni regionali per la pesca che prevedono la cooperazione regionale in materia di conservazione e di gestione di alcuni stock di grandi migratori.Tali stock sono costituiti da una serie di specie ittiche definite nell'allegato I della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Tra i grandi migratori figurano principalmente i tonnidi e alcune specie affini come il pesce spada.Le organizzazioni regionali interessate sono le seguenti:- la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (IACCT), di cui la Comunità è membro dal 14 novembre 1997,- la Commissione per il tonno dell'oceano Indiano (IOTC), di cui la Comunità è membro dal 18 settembre 1995,- la Commissione interamericana per i tonnidi tropicali (IATTC), per la quale la Comunità ha avviato una procedura di adesione.Tali organizzazioni adottano raccomandazioni che prevedono alcune misure tecniche, relative in particolare alle taglie e al peso autorizzati del pesce nonché alle restrizioni in materia di catture in alcune zone o in alcuni periodi oppure con determinati attrezzi.Se non vengono presentate obiezioni, queste raccomandazioni diventano vincolanti per le parti contraenti.Quale parte contraente dell'IACCT e della IOTC la Comunità è pertanto tenuta ad applicare queste raccomandazioni.La Comunità ha inoltre interessi nel campo della pesca nel Pacifico orientale ed ha avviato la procedura di adesione alla Commissione interamericana per i tonnidi tropicali (IATTC) ma, in attesa che la sua adesione diventi effettiva e conformemente all'obbligo derivante dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare di cooperare con le altre parti nella gestione e nella conservazione delle risorse di questa regione, essa ha deciso di applicare le misure tecniche adottate dalla IATTC; occorre pertanto recepire queste misure tecniche nel diritto comunitario.È inoltre necessario prevedere le modalità di attuazione dell'accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini che la Comunità ha deciso di applicare provvisoriamente, in attesa di ratificarlo.Alcune di queste raccomandazioni sono state già recepite in passato, in particolare nel regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio, del 30 marzo 1998, per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame, nel regolamento (CE) n. 1626/94, del 27 giugno 1994, che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca nel Mediterraneo e nel regolamento (CE) n. 2742/1999 del Consiglio, del 17 dicembre 1999, che stabilisce, per il 2000, le possibilità di pesca e le condizioni ad essa associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura e che modifica il regolamento (CE) n. 66/98. Sono state inoltre introdotte nella legislazione comunitaria alcune misure tecniche relative all'impiego di reti da posta derivanti e all'impiego di ciancioli per la pesca di questi stock di grandi migratori.Per motivi di trasparenza e di razionalità è necessario raggruppare in un solo regolamento tutte le misure tecniche applicabili a questi stock di grandi migratori.La pesca, da parte di navi comunitarie, di grandi migratori si svolge infatti nel mondo intero, sia all'interno delle acque comunitarie sia nelle acqua internazionali sia nelle acque di alcuni paesi terzi nell'ambito di accordi bilaterali, e presenta pertanto caratteristiche assai analoghe nei vari oceani; è pertanto necessario garantire un'impostazione globale coerente per tutte le attività di pesca di queste specie.Obiettivo della presente proposta è pertanto quello di recepire e raggruppare le varie misure tecniche applicabili a taluni stock di grandi migratori. Le disposizioni esistenti in regolamenti già adottati sono state riprese senza modifiche sostanziali. Gli articoli che derivano direttamente da raccomandazioni recentemente recepite sono stati sottolineati all'interno del testo.La Commissione propone al Consiglio di adottare il presente regolamento.2000/0149 (CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che stabilisce alcune misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratoriIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C  del , pag. .visto il parere del Parlamento europeo [2],[2]  GU C  del , pag. .considerando quanto segue:(1) La Comunità ha approvato la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare [3],che contiene alcuni principi e norme relative alla conservazione e alla gestione delle risorse acquatiche vive, e partecipa, nell'ambito dei suoi obblighi internazionali più generali, agli sforzi intesi a salvaguardare, nelle acque internazionali, gli stock ittici.[3]   GU L 179 del 23.06.1998, pag. 1.(2) In seguito ad una decisione del Consiglio del 9 giugno 1986 [4] la Comunità è parte contraente, a decorrere dal 14 novembre 1997, della Convenzione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico, qui di seguito denominata "convenzione ICCAT".[4]  GU L 162 del 18.06.1986, pag. 33(3) La convenzione ICCAT prevede un quadro di cooperazione regionale in materia di conservazione e di gestione delle risorse di tonnidi e specie affini dell'oceano Atlantico e dei mari adiacenti, soprattutto mediante la creazione di una commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico, qui di seguito denominata « ICCAT », e l'adozione di raccomandazioni in materia di conservazione e di gestione nella zona della convenzione, che diventano vincolanti per le parti contraenti.(4) L'ICCAT ha raccomandato alcune misure tecniche per taluni stock di grandi migratori nell'Atlantico e nel Mediterraneo, in particolare per quanto concerne la taglia e il peso autorizzati del pesce, le restrizioni in materia di catture in determinate zone e in certi periodi oppure con determinati attrezzi, nonché le restrizioni di capacità. Queste raccomandazioni sono obbligatorie per la Comunità e occorre pertanto attuarle.(5) Alcune misure tecniche adottate dall'ICCAT sono state recepite nel regolamento (CE) n.  1626/94 del Consiglio del 27 giugno 1994 che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca nel Mediterraneo [5] e nel regolamento (CE) n.  850/98 del Consiglio,  del 30 marzo 1998, per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame [6]. Per ragioni di chiarezza è opportuno raggruppare queste misure nel presente regolamento, sopprimendo pertanto i corrispondenti articoli dei regolamenti summenzionati.[5]   GU L 171 del 06.07.1994, pag. 1.[6]   GU L 125 del 27.04.1998, pag. 1.(6) Per tener conto dei metodi di pesca tradizionali in alcune zone occorre adottare disposizioni specifiche relative alla cattura e alla conservazione a bordo di alcune specie di tonnidi.(7) La Comunità ha approvato l'accordo che istituisce la Commissione per il tonno dell'oceano Indiano [7]. Tale accordo fornisce un utile strumento per rafforzare la cooperazione internazionale ai fini della conservazione e dello sfruttamento razionale dei tonni e delle specie affini dell'oceano Indiano mediante la creazione della Commissione per il tonno dell'oceano Indiano, in appresso denominata "IOTC", e l'adozione di raccomandazioni in materia di conservazione e di gestione nella zona di competenza della IOTC, che diventano vincolanti per le parti contraenti.[7]   GU L 236 del 05.10.1995, pag. 24(8) L'IOTC ha adottato una raccomandazione che prevede misure tecniche per taluni stock di grandi migratori nell'oceano Indiano. Tale raccomandazione è vincolante per la Comunità e occorre pertanto attuarla.(9) La Comunità ha firmato l'accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini [8], decidendo di applicarlo provvisoriamente [9] in attesa della sua approvazione. Occorre pertanto che la Comunità applichi le disposizioni previste dall'accordo.[8]   GU L 132 del 27.05.1999, pag. 1.[9]   GU L 147 del 12.06.1999, pag. 23(10) Gli obiettivi di questo accordo includono la riduzione progressiva fino a livelli prossimi allo zero della mortalità accidentale di delfini nella pesca del tonno con reti da circuizione a chiusura nell'oceano Pacifico orientale tramite la fissazione di limiti annui, nonché la sostenibilità a lungo termine degli stock di tonno nella zona dell'accordo.(11) Alcune disposizioni di questo accordo sono state recepite nel regolamento (CE) n.  850/98. È necessario raggrupparle nel presente regolamento.(12) La Comunità ha interessi di pesca nel Pacifico orientale ed ha avviato la procedura per aderire alla Commissione interamericana per il tonno tropicale, in appresso denominata "IATTC". In attesa dell'adesione e in ottemperanza all'obbligo derivante dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare di cooperare con le altre parti interessate nella gestione e nella conservazione delle risorse di questa regione, occorre applicare le misure tecniche adottate dall'IATTC. È quindi necessario recepire queste misure nel diritto comunitario.(13) Per motivi di chiarezza e di razionalità occorre raggruppare in un regolamento del Consiglio tutte le misure tecniche che sono già applicabili o lo saranno in futuro alla pesca di alcuni stock di grandi migratori. È quindi possibile abrogare il regolamento  (CE) n.  894/97, del 29 aprile 1997, che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca [10], modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1239/98, e sopprimere alcuni articoli del regolamento (CE) 850/98.[10]  GU L 132 del 23.05.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1239/98.(14) Le attività di pesca con reti da posta derivanti praticate per catturare tonno, pesce spada e talune altre specie comportano catture accessorie e rischi per le popolazioni di specie diverse da quelle bersaglio.(15) A causa dei rischi di espansione incontrollata nello sforzo di pesca e della mancanza di sufficiente selettività delle reti da posta derivanti deve essere proibito l'uso di questi attrezzi nella pesca del tonno, del pesce spada e di talune altre specie. Tale divieto deve essere applicato rapidamente per evitare eventuali rischi ecologici.(16) Le navi comunitarie che hanno praticato la pesca di queste specie con reti da posta derivanti sono soggette a vincoli economici tali da richiedere un periodo di adeguamento ai nuovi limiti e, pertanto, il divieto di pescare con reti da posta derivanti  per questi pescherecci deve essere applicato progressivamente, entro un periodo di tempo ragionevolmente corto.(17) Il regolamento (CEE) n.  2807/83 della Commissione del 22 settembre 1983 che stabilisce le modalità di registrazione delle informazioni fornite sulle catture di pesci da parte degli Stati membri [11] non riguarda tutte le attività di pesca interessate dall'impiego delle reti da posta derivanti; le disposizioni generali del regolamento (CEE) n.  2847/93 del Consiglio del 12 ottobre 1993, che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca [12], relative ai giornali di bordo e alle dichiarazioni di sbarco non si applicheranno al Mediterraneo anteriormente al 1° gennaio 1999.[11]   GU L 261 del 20.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2846/98 del Consiglio del 17.12.1998 (GU L 358 del 31.12.1998).[12]  GU L 276 del 10.10.1983, pag.1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2945/95 della Commissione (GU L 308 del 21.12.1995, pag. 18).(18) Il controllo della pesca con reti da posta derivanti comporta pertanto particolari difficoltà; occorre quindi definire disposizioni specifiche per quest'attività.(19) Le conseguenze delle attività di pesca praticate con reti da posta derivanti devono essere oggetto di costante valutazione e a tal fine si devono raccogliere i dati pertinenti.(20) Qualora sia necessario adottare modalità d'applicazione del presente regolamento, ciò deve avvenire conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [13],[13]   GU L 184 del 17.07.1999, pag. 23.HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il presente regolamento stabilisce le misure tecniche di conservazione applicabili ai pescherecci battenti bandiera degli Stati membri e immatricolati nella Comunità, in appresso denominati "pescherecci comunitari", e relative alla cattura e allo sbarco di alcuni stock di specie altamente migratorie di cui all'allegato I del presente regolamento che vivono nelle acque marittime situate in una delle zone elencate all'articolo  2.Titolo I - DefinizioniArticolo 2Ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni di acque marittime:a) Zona 1Tutte le acque dell'oceano Atlantico e dei mari adiacenti che fanno parte della zona della convenzione ICCAT, qual è definita all'articolo 1 della convenzione.b) Zona 2Tutte le acque dell'oceano Indiano che fanno parte della zona di competenza dell'accordo che istituisce l'IOTC, qual è definita all'articolo 2 di tale accordo.c) Zona 3Tutte le acque del Pacifico orientale che fanno parte della zona definita all'articolo 3 dell'accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini.d) Zona 4Tutti i mari ed oceani.Titolo II - Misure tecniche applicabili nella zona 1Capitolo 1 - Restrizioni relative all'impiego di alcuni tipi di imbarcazioni e di attrezziArticolo 31. Nel corso del periodo dal 1° novembre al 31 gennaio è fatto divieto, nella zona di cui al paragrafo 2:- di calare in mare oggetti galleggianti- di pescare sotto oggetti artificiali- di pescare sotto oggetti naturali- di pescare con imbarcazioni ausiliarie- di lanciare in mare oggetti galleggianti artificiali con o senza boe- di installare boe su oggetti galleggianti trovati in mare- di ritirare oggetti galleggianti aspettando che il pesce attratto da questi oggetti si raduni sotto il peschereccio- di rimorchiare oggetti galleggianti al di fuori della zona.2. La zona di cui al paragrafo 1 è delimitata nel seguente modo:- Limite sud al parallelo 4° di latitudine sud- Limite nord al parallelo  5° di latitudine nord- Limite ovest al meridiano 20° di longitudine ovest- Limite est: costa africana.3. È vietato iniziare o proseguire un'attività di pesca nella zona e durante il periodo di cui ai paragrafi  1 e 2  qualora non vi sia alcun osservatore a bordo.4. Gli Stati membri prendono le disposizioni necessarie per designare osservatori e assicurarne l'imbarco a bordo di tutte le navi battenti la loro bandiera o immatricolate sul loro territorio che si accingono ad esercitare attività di pesca nella zona di cui al paragrafo 2.5. Gli Stati membri prendono le disposizioni necessarie affinché gli osservatori debitamente designati rimangano a bordo dei pescherecci ai quali sono stati assegnati fino alla loro sostituzione con altri osservatori.6. Il comandante di una nave comunitaria che opera nella zona e durante il periodo di cui ai paragrafi  1 e 2 accoglie l'osservatore e collabora con lui nell'esercizio delle sue funzioni durante il suo soggiorno a bordo.Il comandante di una nave designata per accogliere a bordo un osservatore prende tutte le disposizioni del caso per agevolare l'arrivo e la partenza dell'osservatore. Durante la sua permanenza a bordo, l'osservatore designato dispone di una cabina e di un'attrezzatura di lavoro adeguata.7. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione, entro il 1° maggio di ogni anno, una relazione di sintesi intesa a valutare il contenuto e le conclusioni dei rapporti degli osservatori imbarcati sulle navi battenti la loro bandiera.8. Il periodo di cui al paragrafo 1, la zona di cui al paragrafo 2 e le modalità di assegnazione degli osservatori definite nell'allegato II possono essere modificati dalla Commissione, conformemente  alla procedura prevista dall'articolo  24.Articolo 4In deroga all'articolo 19:- È vietato tenere a bordo qualsiasi quantitativo di tonnetti striati, tonni obesi o albacore catturati con ciancioli nelle acque soggette alla sovranità o giurisdizione del Portogallo nella sottozona CIEM X a nord di 36° 30' latitudine nord e nelle zone COPACE a nord di 31° latitudine nord e a est di 17° 30' longitudine ovest o pescare tali specie nelle suddette acque con i suddetti attrezzi da pesca.- È vietato catturare, trasbordare o tenere a bordo specie altamente migratorie catturate con reti da posta derivanti nelle acque soggette alla sovranità o alla giurisdizione della Spagna o del Portogallo nelle sottozone CIEM VIII, IX o X oppure nelle zone COPACE al largo delle isole Canarie e di Madera o pescare tali specie nelle suddette acque con i suddetti attrezzi da pesca.Articolo 51. La pesca del tonno rosso con reti da circuizione è proibita:- Dal 1° al 31 maggio in tutto il mare Mediterraneo e dal 16 luglio al 15 agosto nel mare Mediterraneo, escluso l'Adriatico, per i pescherecci operanti esclusivamente o prevalentemente nell'Adriatico,- Dal 16 luglio al 15 agosto in tutto il mare Mediterraneo e dal 1° al 31 maggio nell'Adriatico per i pescherecci operanti esclusivamente o prevalentemente nel Mediterraneo, escluso l'Adriatico.Gli Stati membri provvedono affinché i pescherecci battenti la loro bandiera o immatricolati nel loro territorio siano soggetti alle precitate disposizioni.Ai fini del presente regolamento, il limite meridionale del mare Adriatico si situa lungo una linea che collega la frontiera greco-albanese a Capo Santa Maria di Leuca .2. È proibito utilizzare aeromobili o elicotteri per le operazioni di pesca del tonno rosso nel Mediterraneo nel periodo compreso tra il 1° e il 30 giugno.3. È vietata la pesca del tonno rosso nel Mediterraneo con palangari di superficie da parte di navi di oltre 24 m di lunghezza durante il periodo compreso tra il 1° giugno e il 31 luglio di ogni anno. La lunghezza applicabile è quella definita dall'ICCAT che figura nell'allegato III.4. La lunghezza delle navi definita nell'allegato III può essere modificata dalla Commissione, conformemente alla procedura prevista dall'articolo 24.Capitolo 2 - Taglia minimaArticolo 61. Si considera che una specie altamente migratoria non abbia la taglia richiesta qualora le sue dimensioni siano inferiori alle dimensioni minime stabilite nell'allegato IV per le specie corrispondenti.2. Le dimensioni definite nell'allegato IV possono essere modificate dalla Commissione conformemente alla procedura prevista dall'articolo 24.Articolo 7È vietato tenere a bordo, trasbordare, sbarcare, trasportare, immagazzinare, esporre per la vendita, mettere in vendita, vendere e commercializzare specie altamente migratorie che non hanno la taglia richiesta. Queste specie devono essere rigettate immediatamente in mare.È vietato immettere in libera pratica o commercializzare nella Comunità specie altamente migratorie originarie di paesi terzi che non abbiano la taglia richiesta.Articolo 8La taglia di una specie altamente migratoria è misurata conformemente all'articolo 18 del regolamento (CE) n.  850/98.Capitolo 3 - Limitazione del numero di naviArticolo 91. Conformemente alla procedura prevista dall'articolo 24, la Commissione stabilisce il numero e la capacità totale, espressa in tonnellate di stazza lorda (TSL), dei pescherecci comunitari aventi una lunghezza fuori tutto di oltre 24 m che pescano il tonno obeso come specie bersaglio. A tal fine essa si basa sul numero medio e sulla capacità, espressa in tonnellate di stazza lorda (TSL), dei pescherecci comunitari che catturavano questa specie nella zona considerata durante il periodo  1991-1992.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione, entro il 31 gennaio di ogni anno, l'elenco di tutte le navi battenti la loro bandiera e immatricolate nel proprio territorio che intendono pescare il tonno obeso quale specie bersaglio nella zona 1 nel corso dell'anno.3 Gli elenchi riportano il numero interno dello "schedario della flotta" attribuito alla nave, conformemente all'articolo 5 del regolamento (CE) n. 2090/98 della Commissione, del 30 settembre 1998, relativo allo schedario comunitario delle navi da pesca [14].[14]  GU L 266 dell'1.10.1998, pag. 27.4. In base alle informazioni trasmesse dagli Stati membri conformemente ai paragrafi 2 e 3, il Consiglio può ripartire tra gli Stati membri, conformemente alla procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 4, punto ii) del regolamento (CEE) n.  3760/92 che istituisce un regime comunitario della pesca e dell'acquacoltura [15], il numero e la capacità espressa in tonnellate di stazza lorda (TSL), determinati conformemente al paragrafo 1.[15]   GU L 389 del 31.12.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1181/98 (GU L 164 del 9.6.1998, pag. 1).5. Ogni Stato membro trasmette alla Commissione, prima del 15 agosto di ogni anno, l'elenco dei pescherecci battenti la propria bandiera con una lunghezza fuori tutto di oltre 24 m che pescano il tonno obeso quale specie bersaglio. La Commissione trasmette queste informazioni al segretariato dell'ICCAT prima del 31 agosto di ogni anno.6. L'elenco di cui al paragrafo 5 comprende le seguenti informazioni:- Nome della nave, numero di immatricolazione,- Eventuale bandiera precedente,- Eventuale indicativo internazionale di chiamata,- Tipo di nave, lunghezza e tonnellate di stazza lorda (TSL),- Nome e indirizzo dell'armatore o degli armatori.Articolo 101. Conformemente alla procedura prevista dall'articolo 24, la Commissione determina il numero di pescherecci comunitari che pescano l'alalunga come specie bersaglio. Il numero di navi così determinato è pari alla media di pescherecci comunitari che hanno catturato l'alalunga come specie bersaglio durante il periodo 1993-1995.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione, entro il 31 gennaio di ogni anno, l'elenco di tutti i pescherecci battenti la loro bandiera e immatricolati nel loro territorio che hanno intenzione di pescare l'alalunga come specie bersaglio nella zona 1 nel corso dell'anno.3. Gli elenchi riportano il numero interno dello "schedario della flotta" attribuito alla nave, conformemente all'articolo 5 del regolamento  (CE) n.  2090/98.4 In base alle informazioni trasmesse dagli Stati membri conformemente ai paragrafi 2 e 3 il Consiglio può ripartire tra gli Stati membri, secondo la procedura prevista dall'articolo 8, paragrafo 4, punto ii) del regolamento (CEE) n.  3760/92, il numero di navi determinato conformemente al paragrafo 1.5. Ogni Stato membro trasmette alla Commissione, prima del 15 maggio di ogni anno, l'elenco delle navi battenti la sua bandiera che partecipano alla pesca selettiva dell'alalunga. Da questo elenco sono esclusi i pescherecci che partecipano a campagne di pesca sperimentali che impiegano attrezzi diversi dalle reti da posta derivanti. La Commissione trasmette queste informazioni al segretariato dell'ICCAT prima del 30 maggio di ogni anno.Capitolo 4 - Altre misureArticolo 11Gli Stati membri adottano le misure necessarie per incentivare l'impiego di braccioli in monofilamento sui tornichetti, onde consentire che i marlin azzurri e i marlin bianchi vivi vengano rimessi più facilmente in acqua.Articolo 12In deroga all'articolo 31 del regolamento (CE) n. 850/98, è consentito utilizzare corrente elettrica o arpioni scagliati con cannoncini per catturare tonni o squali elefante (Cetorhinus maximus) nello Skagerrak e nel Kattegat.Titolo III - Misure tecniche applicabili nella zona 2Articolo 13Elenco delle navi1. Ogni Stato membro trasmette alla Commissione, prima del 15 giugno di ogni anno, l'elenco dei pescherecci battenti la propria bandiera e con una lunghezz a fuori tutto superiore a 24 m che hanno pescato il tonno obeso, l'albacora e il tonnetto striato durante l'anno precedente nella zona 2. La Commissione trasmette queste informazioni al segretariato dell'IOTC prima del 30 giugno di ogni anno.2. Nell'elenco di cui al paragrafo 1 figurano le seguenti informazioni:- Nome della nave; numero di immatricolazione;- Eventuale bandiera precedente;- Eventuale indicativo internazionale di chiamata;- Tipo di nave, lunghezza e tonnellate di stazza lorda (TSL);- Nome e indirizzo dell'armatore, operatore o noleggiatore.Titolo IV - Misure tecniche applicabili nella zona 3Articolo 14Limiti di mortalità dei delfini (LMD)1. Solamente i pescherecci comunitari che operano secondo le condizioni stabilite dall'accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini e che dispongono di un LMD sono autorizzati a circondare con ciancioli banchi o gruppi di delfini nell'ambito della pesca del tonno albacora nella zona 3.2. Con "LMD" si intende il limite di mortalità dei delfini, così come è definito nell'articolo 5 dell'accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini.Articolo 15Attribuzione dei LMD1. Prima del 15 settembre di ogni anno gli Stati membri notificano alla Commissione:- Un elenco delle navi battenti la loro bandiera e aventi una capacità di carico superiore a  363 t metriche (400 t corte) che hanno chiesto un LMD per tutto l'anno successivo.- Un elenco delle navi battenti la loro bandiera presumibilmente operanti nella zona nel corso dell'anno successivo.- Un elenco delle navi battenti la loro bandiera che hanno chiesto un LMD per il primo o il secondo semestre dell'anno successivo.- Per ogni nave che chiede un LMD, un certificato attestante che la nave dispone di tutti gli attrezzi e equipaggiamenti per la protezione dei delfini e che il suo comandante ha ricevuto una formazione riconosciuta sulle tecniche di liberazione e salvataggio dei delfini.2. Gli Stati membri si accertano che le domande di LMD siano conformi alle condizioni previste dall'accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini e alle misure di conservazione adottate dall'IATTC.3. La Commissione esamina gli elenchi e la loro conformità alle disposizioni dell'accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini e alle misure di conservazione adottate dall'IATTC e li trasmette al direttore dell'IATTC.Qualora, dall'esame della Commissione, emerga che una domanda non soddisfa le condizioni previste dal presente paragrafo, la Commissione informa immediatamente lo Stato membro interessato di non poter trasmettere la domanda, in parte o per intero, al direttore dell'IATTC e gliene comunica i motivi.4. La Commissione trasmette ad ogni Stato membro  il totale di LMD da ripartire tra le navi che battono la bandiera di tale Stato membro.5. Anteriormente al 15 gennaio di ogni anno, gli Stati membri notificano alla Commissione l'avvenuta ripartizione dei LMD tra le navi che battono la loro bandiera.6. Anteriormente al 1° febbraio di ogni anno la Commissione trasmette al direttore dell'IATTC l'elenco e la distribuzione dei LMD tra i pescherecci comunitari.Articolo 16Limitazione della capacità1. La capacità totale dei pescherecci comunitari autorizzati a praticare la pesca dell'albacora (Thunnus albacares) con ciancioli è fissata a 7 885 t metriche.2. Entro il 31 gennaio di ogni anno gli Stati membri comunicano alla Commissione l'elenco di tutti i pescherecci battenti la loro bandiera e immatricolati nel loro territorio che intendono pescare l'albacora  (Thunnus albacares) con ciancioli nella zona 3 nel corso dell'anno.3. Negli elenchi è indicato il numero interno dello "schedario della flotta" assegnato alla nave, conformemente all'articolo 5 del regolamento (CE) n. 2090/98.4. In base alle informazioni trasmesse dagli Stati membri conformemente ai paragrafi 2 e 3 il Consiglio può ripartire la capacità di cui al paragrafo 1 tra gli Stati membri, conformemente alla procedura prevista dall'articolo 8, paragrafo 4, punto ii) del regolamento (CEE) n.  3760/92.Articolo 17Altre misure1. È vietato utilizzare navi ausiliarie a sostegno di navi che pescano con dispositivi che promuovono i raggruppamenti di pesce.2. È vietato effettuare trasbordi di pesce in mare.Titolo V - Misure tecniche applicabili nella zona 4Articolo 18In deroga all'articolo 2, gli articoli 19, 20, 21 e 22 non si applicano alle acque cui si riferisce il regolamento (CE) n. 88/98 del Consiglio del 18 dicembre 1997 che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca nelle acque del mar Baltico, dei Belt e dell'Øresund [16].[16]  GU L 9 del 15.01.1998. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1520/98 (GU L 201 del 17.7.1998, pag. 1).Articolo 19Lunghezza delle reti da posta derivantiÈ vietato a qualsiasi nave tenere a bordo o effettuare attività di pesca con una o più reti da posta derivanti la cui lunghezza individuale o addizionata sia superiore a 2,5 km.Articolo 201. Qualsiasi nave che utilizza una o più reti da posta derivanti destinate alla cattura delle specie che figurano nell'allegato V deve operare nelle seguenti condizioni:- durante l'attività di pesca la rete deve essere mantenuta sotto osservazione visuale costante;- all'estremità di ogni pezza devono essere ormeggiate boe galleggianti dotate di riflettori radar per poterne determinare in qualsiasi momento l'ubicazione. Le boe devono essere contrassegnate in modo permanente con la lettera o le lettere e il numero di immatricolazione della nave a cui appartengono.2. Il comandante di una nave che utilizza una o più reti da posta derivanti di cui al paragrafo 1 tiene un giornale di bordo ed è tenuto a registrare quotidianamente i seguenti dati:- lunghezza addizionata delle reti che si trovano a bordo;- lunghezza addizionata delle reti utilizzate in ciascuna operazione di pesca;- quantitativi di ogni specie catturati nel corso di ciascuna operazione di pesca, comprese le catture accessorie e i rigetti in mare, con particolare riguardo a cetacei, rettili e uccelli marini;- quantitativi di ogni specie conservati a bordo;- data e luogo delle catture.3. Il comandante di cui al paragrafo 2 trasmette alle autorità competenti dello Stato membro in cui ha luogo lo sbarco una dichiarazione che indica almeno i quantitativi sbarcati per ogni specie, le date e le zone di cattura.4. Il comandante di una nave che utilizza una o più reti da posta derivanti di cui al paragrafo 1 e che intende effettuare uno sbarco in un luogo situato in uno Stato membro notifica alle autorità competenti di detto Stato membro, almeno due ore prima del suo arrivo in porto, il luogo di sbarco e l'ora prevista per l'arrivo.5. Qualsiasi nave che utilizza una o più reti da posta derivanti di cui al paragrafo 1 deve recare a bordo l'autorizzazione preventiva di pesca rilasciata dalle autorità competenti dello Stato membro di bandiera.Articolo 21Divieto delle reti da posta derivanti1. Dal 1° gennaio 2002 è vietato tenere a bordo o effettuare attività di pesca con una o più reti da posta derivanti destinate alla cattura di specie elencate nell'allegato V.2. Dal 1° gennaio 2002 è vietato lo sbarco delle specie elencate nell'allegato V pescate con reti da posta derivanti.3. Fino al 31 dicembre 2001, una nave può tenere a bordo o effettuare attività di pesca con una o più reti da posta derivanti di cui al paragrafo 1 soltanto dopo aver ottenuto un'autorizzazione rilasciata dalle autorità competenti dello Stato membro di bandiera. Nel 1998, il numero massimo di navi che possono essere autorizzate da uno Stato membro a tenere a bordo, o a usare per la pesca, una o più reti da posta derivanti non può superare il 60 % delle navi da pesca che hanno usato una o più reti da posta derivanti nel corso del periodo 1995-1997.4. Entro il 30 aprile di ogni anno, gli Stati membri comunicano alla Commissione, per ciascuna specie bersaglio, l'elenco delle navi autorizzate ad effettuare attività di pesca con reti da posta derivanti di cui al paragrafo 3.Articolo 22In caso di inadempimento degli obblighi di cui agli articoli 19 e 20 e 21, le autorità competenti adottano le misure appropriate nei confronti delle navi in questione, a norma dell'articolo 31 del regolamento (CEE) n. 2847/93.Articolo 23Restrizioni per l'impiego di ciancioliÈ vietato circondare con ciancioli banchi o gruppi di mammiferi marini, fatta eccezione per le navi di cui all'articolo 14.Titolo V - Disposizioni finaliArticolo 241. La Commissione è assistita da un Comitato per la pesca e l'acquacoltura (in appresso denominato "il comitato").2. Ogniqualvolta si fa riferimento al presente articolo, si applica la procedura di gestione di cui all'articolo 4 e all'articolo 7 della decisione 1999/468/CE.Il periodo previsto dall'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato ad un mese.3. Il comitato adotta le proprie regole di procedura.Articolo 251. Il regolamento (CE) n. 894/97 è abrogato.2. Gli articoli 24, 33 e 41 del regolamento (CE) n.  850/98, nonché le voci relative al tonno rosso e al pesce spada nell'allegato XII dello stesso regolamento sono abrogati.3. Gli articoli  3bis e 5bis del regolamento (CE) n.  1626/94, nonché le voci relative al tonno rosso nell'allegato IV e l'allegato V dello stesso regolamento sono abrogati.4. I riferimenti al suddetto regolamento, nonché ai suddetti articoli e allegati, si intendono fatti al presente regolamento e vanno letti secondo la tabella di concordanza che figura nell'allegato VI.Articolo 26Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO IElenco delle specie di cui al presente regolamento- Tonno bianco o alalunga: Thunnus alalunga- Tonno rosso: Thunnus thynnus- Tonno obeso: Thunnus obesus- Tonnetto striato: Katsuwonus pelamis- Palamita: Sarda sarda- Tonno albacora:  Thunnus albacares- Tonno pinna nera: Thunnus atlanticus- Tonnetti: Euthynnus spp.- Tonno: Thunnus maccoyii- Tombarelli: Auxis spp.- Pesce castagna: Brama rayi- Aguglie imperiali o marlin: Tetrapturus spp.; Makaira spp.- Pesci vela: Istiophorus spp.- Pesce spada: Xiphias gladius- Costardelle: Scomberesox spp.; Cololabis spp.- Squali: Hexanchus griseus; Cetorhinus maximus; Alopiidae; Carcharhinidae; Sphymidae; Isuridae; Lamnidae- Cefalopodi: tutte le specie»- Cetacei (balene e focene) : Physeteridae ; Belaenopteridae ; Balenidae ; Eschrichtiidae ; Monodontidae ; Ziphiidae ; Delphinidae.ALLEGATO IIModalità di cui all'articolo 31. Ingaggio degli osservatoria) Per adempiere i propri obblighi in materia di osservatori, gli Stati membri assumono personale debitamente qualificato ed esperto. Il personale selezionato deve rispondere al seguente profilo:- esperienza sufficiente per riconoscere le specie ittiche e gli attrezzi da pesca;- competenza in materia di navigazione marittima;- conoscenza soddisfacente delle misure di conservazione dell'ICCAT;- idoneità ad assolvere una serie di mansioni tecniche elementari, come raccogliere campioni ed effettuare le necessarie osservazioni e trascrizioni corrette;- buona conoscenza della lingua dello Stato membro di bandiera della nave osservata.b) Gli Stati membri provvedono affinché gli osservatori possano imbarcarsi a bordo dei pescherecci nel momento e nel luogo convenuti e facilitano la loro partenza al termine del periodo di osservazione.2. Compiti degli osservatoriGli osservatori hanno come primo compito di sorvegliare il rispetto del divieto di cui all'articolo 1. In particolare, gli osservatori designati:a) rilevano le attività di pesca delle navi osservate e ne fanno rapporto.b) trasmettono all'autorità competente dello Stato membro interessato, entro venti giorni a decorrere dalla fine del periodo di osservazione, una relazione che riassume i principali accertamenti effettuati e contiene i dati biologici raccolti.3. Relazioni con i comandanti dei peschereccia) Il comandante è informato a tempo debito della data e del luogo d'imbarco dell'osservatore designato, nonché della durata probabile del periodo di osservazione.b) Il comandante della nave può chiedere una copia del rapporto dell'osservatore.ALLEGATO IIIDefinizione di lunghezza dei pescherecci secondo l'ICCAT:- per qualsiasi peschereccio costruito dopo il 18 luglio 1982, il 96 % della lunghezza fuori tutto sulla linea di galleggiamento all'85 % dell'altezza minima di costruzione misurata a partire dal cielo della chiglia, oppure la distanza dalla parte anteriore della ruota di prora all'asse del manicotto del timone su questa stessa linea di galleggiamento, qualora detta distanza sia superiore. Per le navi munite di un rastrello di chiglia, la linea di galleggiamento sulla quale verrà misurata la lunghezza dovrà essere parallela alla linea di galleggiamento contrattuale;- per qualsiasi peschereccio costruito anteriormente al 18 luglio 1982, la lunghezza immatricolata che figura nei registri nazionali o in qualsiasi altro documento riguardante la nave.ALLEGATO IVTAGLIE MINIMESpecie   //  Taglie minimePesce spada (Xiphias gladius) [17]  [18]  //  25 kg o 125 cm (mandibola inferiore)[17]   Questa taglia minima si applica unicamente per l'oceano Atlantico.[18]  Le norme di cui all'articolo 7 non si applicano tuttavia al pesce, qualora rappresenti un massimo del 15% in numero di individui, di un peso inferiore a 25 kg o di una lunghezza inferiore a 125 cm e  catturato accidentalmente.Tonno rosso (Thunnus Thynnus) [19]  //  6,4 kg o 70 cm[19]   Le norme di cui all'articolo 7 non si applicano tuttavia al pesce, qualora rappresenti un massimo del 15% in numero di individui, avente un peso compreso tra  3,2 kg e 6,4 kg e catturato accidentalmente.Albacora (Thunnus albacares) [20]   //  3,2 kg[20]   Le norme di cui all'articolo 7 non si applicano tuttavia al pesce, qualora rappresenti un massimo del 15% in numero di individui, avente un peso inferiore a  3,2 kg e catturato accidentalmente.Tonno obeso (Thunnus obesus) [21]  //  3,2 kg[21]   Le norme di cui all'articolo 7 non si applicano tuttavia al pesce, qualora rappresenti un massimo del 15% in numero di individui, avente un peso inferiore a  3,2 kg e catturato accidentalmente.ALLEGATO V- Tonno bianco o alalunga: Thunnus alalunga- Tonno rosso: Thunnus thynnus- Tonno obeso: Thunnus obesus- Tonnetto striato: Katsuwonus pelamis- Palamita: Sarda sarda- Tonno albacora:  Thunnus albacares- Tonno pinna nera: Thunnus atlanticus- Tonnetti: Euthynnus spp.- Tonno: Thunnus maccoyii- Tombarelli: Auxis spp.- Pesce castagna: Brama rayi- Aguglie imperiali o marlin: Tetrapturus spp.; Makaira spp.- Pesci vela: Istiophorus spp.- Pesce spada: Xiphias gladius- Costardelle: Scomberesox spp.; Cololabis spp.- Squali: Hexanchus griseus; Cetorhinus maximus; Alopiidae; Carcharhinidae; Sphymidae; Isuridae; Lamnidae- Cefalopodi: tutte le specieALLEGATO VITAVOLA DI CONCORDANZARegolamento (CE) n. 894/97  //  Il presente regolamentoArticolo 11Articolo 11bisArticolo 11terArticolo 11 quarterAllegato VIII  //  Articolo 19Articolo 21Articolo 20 e 22Articolo 2 e 18Allegato VRegolamento (CE) n. 850/98  //  Il presente regolamentoArticolo 24Articolo 33, paragrafo 1Articolo 33, paragrafo 2Articolo 33, paragrafo 3Articolo 41Allegato XII per quanto concerne il tonno rosso e il pesce spada  //  Articolo 4Articolo 23Articolo 2Articolo 14, paragrafo 1Articolo 12Allegato IVRegolamento (CE) n. 1626/94  //  Il presente regolamentoArticolo 3bisArticolo 5bisAnnexe IV per quanto concerne il tonno rossoAllegato V  //  Articolo 5Articolo 5Allegato IVAllegato III