CELEX: 61982CJ0163
Language: it
Date: 1983-10-26 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 26 ottobre 1983. # Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana. # Inadempimento di Stato - Parità di trattamento fra uomini e donne. # Causa 163/82.

Avis juridique important

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61982J0163

SENTENZA DELLA CORTE DEL 26 OTTOBRE 1983.  -  COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE CONTRO REPUBBLICA ITALIANA.  -  INADEMPIMENTO DI STATO - PARITA'DI TRATTAMENTO FRA UOMINI E DONNE.  -  CAUSA 163/82.  

raccolta della giurisprudenza 1983 pagina 03273

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . ATTI DELLE ISTITUZIONI - DIRETTIVE - ATTUAZIONE DA PARTE DEGLI STATI MEMBRI - COMPETENZA DEGLI STATI MEMBRI - FORMA E MEZZI DELL ' ATTUAZIONE - PORTATA  ( TRATTATO CEE , ART . 189 , 3* COMMA )    POLITICA SOCIALE - LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E LAVORATORI DI SESSO FEMMINILE - ACCESSO ALL ' IMPIEGO E CONDIZIONI DI LAVORO - PARITA DI TRATTAMENTO - ATTUAZIONE DA PARTE DEGLI STATI MEMBRI - OBBLIGO - PORTATA   ( DIRETTIVA 76/297/CEE DEL CONSIGLIO , ART . 5 )   2 . POLITICA SOCIALE - LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E LAVORATORI DI SESSO FEMMINILE - ACCESSO ALL ' IMPIEGO E CONDIZIONI DI LAVORO - PARITA DI TRATTAMENTO - DIFFERENZA DI TRATTAMENTO FRA IL PADRE ADOTTIVO E LA MADRE ADOTTIVA PER QUANTO RIGUARDA IL PERMESSO DI MATERNITA - DISCRIMINAZIONE - INSUSSISTENZA   ( DIRETTIVA 76/207/CEE DEL CONSIGLIO , ART . 5 )   3 . POLITICA SOCIALE - LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E LAVORATORI DI SESSO FEMMINILE - ACCESSO ALL ' IMPIEGO E CONDIZIONI DI LAVORO - PARITA DI TRATTAMENTO - POSSIBILITA D ' IMPUGNARE LA TRASGRESSIONE DEL PRINCIPIO - APPLICAZIONE DELLE NORME GENERALI DI PROCEDURA DEL DIRITTO NAZIONALE - AMMISSIBILITA   ( DIRETTIVA 76/207/CEE DEL CONSIGLIO , ART . 6 )    

Massima

1 . IN FORZA DELL ' ART . 189 , 3* COMMA , DEL TRATTATO , LA DIRETTIVA VINCOLA LA STATO MEMBRO CUI E RIVOLTA PER QUANTO RIGUARDA IL RISULTATO DA RAGGIUNGERE , SALVA RESTANDO LA COMPETENZA DEGLI ORGANI NAZIONALI IN MERITO ALLA FORMA  E AI MEZZI . NON SI PUO QUINDI CRITICARE IL LEGISLATORE DI UNO STATO MEMBRO PER AVER ADOTTATO , NEL TRASPORRE NELL ' ORDINAMENTO GIURIDICO NAZIONALE IL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO STABILITO DALL ' ART . 5 DELLA DIRETTIVA       76/207/CEE , UN CERTO NUMERO DI DISPOSIZIONI SPECIFICHE RIGUARDANTI LE CONDIZIONI DI LAVORO PIU SIGNIFICATIVE , LIMITANDOSI , PER QUANTO RIGUARDA LE ALTRE CONDIZIONI DI LAVORO , AD UNA DISPOSIZIONE GENERALE CHE COMPRENDE QUALSIASI ALTRA CONDIZIONE DI LAVORO NON MENZIONATA ESPRESSAMENTE , A MENO CHE NON SIA DIMOSTRATO CHE IL RISULTATO PERSEGUITO DALLA DIRETTIVA NON E STATO EFFETTIVAMENTE RAGGIUNTO .   2 . NON SI PUO CONSIDERARE UNA DISCRIMINAZIONE AI SENSI DELLA DIRETTIVA 76/207/CEE LA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO DERIVANTE DALL ' APPLICAZIONE DI UNA DISPOSIZIONE DEL DIRITTO NAZIONALE SECONDO LA QUALE IL PADRE ADOTTIVO NON GODE DELLA FACOLTA ATTRIBUITA ALLA MADRE ADOTTIVA DI FRUIRE DEL PERMESSO DI MATERNITA DURANTE I TRE PRIMI MESI CHE  SEGUONO L ' ENTRATA EFFETTIVA DEL BAMBINO NELLA FAMIGLIA ADOTTIVA . QUESTA DISTINZIONE E INFATTI GIUSTIFICATA DAL LEGITTIMO INTENTO DI EQUIPARARE PER QUANTO POSSIBILE L ' INGRESSO DEL BAMBINO NELLA FAMIGLIA ADOTTIVA A QUELLO DEL NEONATO NELLA FAMIGLIA , DURANTE QUESTO PERIODO TANTO DELICATO .   3 . NON VI E TRASGRESSIONE DELL ' ART . 6 DELLA DIRETTIVA 76/207/CEE NEL CASO IN CUI LA LEGGE NAZIONALE D ' ATTUAZIONE LIMITI L ' IMPUGNAZIONE IVI CONTEMPLATA ALLE SOLE IPOTESI DI TRASGRESSIONE DI DETERMINATE DISPOSIZIONI DELLA DIRETTIVA , PURCHE LE NORME GENERALI DI PROCEDURA DEL DIRITTO NAZIONALE CONSENTANO A CHIUNQUE DI ADIRE IL GIUDICE IN TUTTI I CAMPI D ' APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA STESSA .    

Parti

NELLA CAUSA 163/82 , COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , RAPPRESENTATA DAL PROPRIO CONSIGLIERE GIURIDICO , SIG . ARMANDO TOLEDANO LAREDO , IN QUALITA DI AGENTE , E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO , PRESSO IL SIG . ORESTE MONTALTO , MEMBRO DEL SERVIZIO GIURIDICO DELLA COMMISSIONE , EDIFICIO JEAN MONNET , KIRCHBERG ,   RICORRENTE ,   CONTRO  REPUBBLICA ITALIANA , RAPPRESENTATA DALL ' AVVOCATO DELLO STATO , SIG . PIER GIORGIO FERRI , E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO , PRESSO LA SEDE DELL ' AMBASCIATA D ' ITALIA ,   CONVENUTA ,    

Oggetto della causa

CAUSA INTESA A FAR DICHIARARE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA , NELL ' OMETTERE DI ADOTTARE ENTRO IL TERMINE PRESCRITTO LE DISPOSIZIONI NECESSARIE PER OTTEMPERARE ALLA DIRETTIVA 76/207/CEE , DEL CONSIGLIO 9 FEBBRAIO 1976 , RELATIVA ALL ' ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO FRA GLI UOMINI E LE DONNE PER QUANTO     RIGUARDA L ' ACCESSO AL LAVORO , ALLA FORMAZIONE E ALLA PROMOZIONE PROFESSIONALI E LE CONDIZIONI DI LAVORO ( GU L 39 , PAG . 40 ), E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI INCOMBENTILE IN FORZA DEL TRATTATO CEE ,  

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO DEPOSITATO NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 1* GIUGNO 1982 , LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE HA PROPOSTO , AI SENSI DELL ' ART . 169 DEL TRATTATO CEE , UN RICORSO INTESO A FAR DICHIARARE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA , NELL ' OMETTERE DI ADOTTARE ENTRO IL TERMINE PRESCRITTO LE DISPOSIZIONI PER OTTEMPERARE ALLA DIRETTIVA 76/207/CEE DEL CONSIGLIO 9 FEBBRAIO 1976 , RELATIVA ALL ' ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO FRA GLI UOMINI E LE DONNE PER QUANTO RIGUARDA L ' ACCESSO AL LAVORO , ALLA FORMAZIONE E ALLA PROMOZIONE PROFESSIONALI E LE CONDIZIONI DI LAVORO ( GU L 39 , PAG . 40 ), E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DAL TRATTATO CEE .  2 GLI ARTT . 5 E 6 DELLA DIRETTIVA - CHE LA COMMISSIONE RITIENE NON SIANO STATI RECEPITI NELL ' ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO IN MISURA E IN MODO CONFORME - RECITANO QUANTO SEGUE :    ' ARTICOLO 5 :   1 . L ' APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO PER QUANTO RIGUARDA LE CONDIZIONI DI LAVORO , COMPRESE LE CONDIZIONI INERENTI AL LICENZIAMENTO , IMPLICA CHE SIANO GARANTITE AGLI UOMINI E ALLE DONNE LE MEDESIME CONDIZIONI , SENZA DISCRIMINAZIONI FONDATE SUL SESSO .   2.A TAL FINE , GLI STATI MEMBRI PRENDONO LE MISURE NECESSARIE AFFINCHE :   A ) SIANO SOPPRESSE LE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE , REGOLAMENTARI ED AMMINISTRATIVE CONTRARIE AL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO ;       B)SIANO NULLE , POSSANO ESSERE DICHIARATE NULLE O POSSANO ESSERE MODIFICATE LE DISPOSIZIONI CONTRARIE AL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO CONTENUTE NEI CONTRATTI COLLETTIVI O NEI CONTRATTI INDIVIDUALI DI LAVORO , NEI REGOLAMENTI INTERNI DELLE IMPRESE NONCHE NEGLI STATUTI DELLE PROFESSIONI INDIPENDENTI ;   C)SIANO RIESAMINATE QUELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE , REGOLAMENTARI ED AMMINISTRATIVE CONTRARIE AL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO , ORIGINARIAMENTE ISPIRATE DA MOTIVI DI PROTEZIONE NON PIU GIUSTIFICATI ; CHE PER LE DISPOSIZIONI CONTRATTUALI DI ANALOGA NATURA , LE PARTI SOCIALI SIANO SOLLECITATE A PROCEDERE ALLE OPPORTUNE REVISIONI ' .   L ' ART . 6 DISPONE PERALTRO CHE :    ' GLI STATI MEMBRI INTRODUCONO NEI RISPETTIVI ORDINAMENTI GIURIDICI INTERNI LE MISURE NECESSARIE PER PERMETTERE A TUTTI COLORO CHE SI RITENGANO LESI DALLA MANCATA APPLICAZIONE NEI LORO CONFRONTI DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO , AI SENSI DEGLI ARTT . 3 , 4 E 5 , DI FAR VALERE I PROPRI DIRITTI PER VIA GIUDIZIARIA , EVENTUALMENTE DOPO AVER FATTO RICORSO AD ALTRE ISTANZE COMPETENTI ' .     3 LA REPUBBLICA ITALIANA HA EMANATO LA LEGGE 9 DICEMBRE 1977 , N . 903 , SULLA PARITA DI TRATTAMENTO FRA UOMINI E DONNE IN MATERIA DI LAVORO . ALL ' ART . 1 , LA SUDDETTA LEGGE DISPONE CHE E VIETATA QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FONDATA SUL SESSO PER QUANTO RIGUARDA L ' ACCESSO AL LAVORO , INDIPENDENTEMENTE DALLE MODALITA DI ASSUNZIONE E QUALUNQUE SIA IL SETTORE O IL RAMO D ' ATTIVITA , A TUTTI I LIVELLI DELLA GERARCHIA PROFESSIONALE . LA DISCRIMINAZIONE IN QUESTIONE E VIETATA ANCHE SE ATTUATA ATTRAVERSO IL RIFERIMENTO ALLO STATO MATRIMONIALE O DI FAMIGLIA O DI GRAVIDANZA , O , IN MODO INDIRETTO , ATTRAVERSO MECCANISMI DI PRESELEZIONE OVVERO A MEZZO STAMPA O CON QUALSIASI ALTRA FORMA PUBBLICITARIA CHE INDICHI COME REQUISITO PROFESSIONALE L ' APPARTENENZA ALL ' UNO O ALL ' ALTRO SESSO . IL DIVIETO SI APPLICA ANCHE ALLE INIZIATIVE IN MATERIA DI ORIENTAMENTO , FORMAZIONE , PERFEZIONAMENTO E AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE , PER QUANTO CONCERNE SIA L ' ACCESSO SIA I CONTENUTI .    4 L ' ART . 2 STABILISCE CHE LA LAVORATRICE HA DIRITTO ALLA STESSA RETRIBUZIONE DEL LAVORATORE QUANDO LE PRESTAZIONI RICHIESTE SIANO UGUALI O DI PARI VALORE . I SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE PROFESSIONALE AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DELLE RETRIBUZIONI DEBBONO ADOTTARE CRITERI COMUNI PER UOMINI E DONNE .        5 L ' ART . 3 VIETA QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FRA UOMINI E DONNE PER QUANTO RIGUARDA L ' ATTRIBUZIONE DELLE QUALIFICHE , DELLE MANSIONI E LA PROGRESSIONE NELLA CARRIERA . LE ASSENZE DAL LAVORO , PREVISTE DAGLI ARTT . 4 E 5 DELLA LEGGE 30 DICEMBRE 1971 , N . 1204 , SONO CONSIDERATE , AI FINI DELLA PROGRESSIONE NELLA CARRIERA , COME ATTIVITA LAVORATIVA , QUANDO I CONTRATTI COLLETTIVI NON RICHIEDANO A TALE SCOPO PARTICOLARI REQUISITI .    6 L ' ART . 4 , 1* COMMA , STABILISCE CHE , ANCHE SE LE LAVORATRICI SONO IN POSSESSO DEI REQUISITI PER AVER DIRITTO ALLA PENSIONE DI VECCHIAIA , ESSE POSSONO OPTARE DI CONTINUARE A PRESTARE LA LORO OPERA SINO AGLI STESSI LIMITI DI ETA PREVISTI PER GLI UOMINI . GLI ALTRI COMMI DEL SUDDETTO ARTICOLO RECANO ALTRE DISPOSIZIONI CHE NON E NECESSARIO RICHIAMARE AI FINI DELLA PRESENTE SENTENZA .    7 LA COMMISSIONE E DEL PARERE , ANZITUTTO , CHE LA LEGGE N . 903 RECEPISCA NELL ' ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO LE DISPOSIZIONI DI CUI ALL ' ART . 5 DELLA DIRETTIVA IN MODO E IN MISURA NON CONFORMI ALLO SPIRITO ED ALLA LETTERA DELLA DIRETTIVA . LA LEGGE CONSIDERA TALUNE CONDIZIONI DI LAVORO , QUALI LA RETRIBUZIONE , L ' ETA DI PENSIONAMENTO E IL DIRITTO DI ASSENTARSI DAL LAVORO IN CASO DI ADOZIONE , MA NON TUTTE LE CONDIZIONI DI LAVORO , MALGRADO IL CARATTERE MOLTO PIU AMPIO DELLE DISPOSIZIONI DI CUI ALL ' ART . 5 DELLA DIRETTIVA .    8 IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA REPLICA CHE , ESAMINANDO LE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE N . 903 SUMMENZIONATA , RISULTA CHE E VIETATA QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FONDATA SUL SESSO PER QUANTO RIGUARDA L ' ACCESSO AL LAVORO , L ' ORIENTAMENTO , LA FORMAZIONE , IL PERFEZIONAMENTO E L ' AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ( ART . 1 ), LA RETRIBUZIONE E I SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE PROFESSIONALE AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DELLE RETRIBUZIONI ( ART . 2 ), L ' ATTRIBUZIONE DELLE QUALIFICHE , DELLE MANSIONI E LA PROGRESSIONE DELLA CARRIERA ( ART . 3 ), L ' ETA DEL PENSIONAMENTO ( ART . 4 ) E IL DIRITTO DI ASTENERSI DAL LAVORO IN DETERMINATI CASI ( ART . 6 ). IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA AGGIUNGE CHE L ' ART . 15 DELLA LEGGE 20 MAGGIO 1970 , N . 300 , E STATO MODIFICATO DALL ' ART . 13 DELLA LEGGE N . 903 DEL 1977 IN MODO DA STABILIRE LA NULLITA DEI PATTI O ATTI DIRETTI A FINI DI DISCRIMINAZIONE DI SESSO IN MATERIA DI LICENZIAMENTO DI UN LAVORATORE O TALI DA RECARGLI ALTRIMENTI PREGIUDIZIO .    9 OCCORRE RICORDARE CHE , AI SENSI DELL ' ART . 189 DEL TRATTATO CEE , LA DIRETTIVA VINCOLA LO STATO MEMBRO CUI E RIVOLTA PER QUANTO RIGUARDA IL RISULTATO DA RAG    GIUNGERE , SALVO RESTANDO LA COMPETENZA DEGLI ORGANI NAZIONALI IN MERITO ALLA FORMA E AI MEZZI . NON SI PUO QUINDI CENSURARE IL LEGISLATORE ITALIANO PER AVER ADOTTATO UN CERTO NUMERO DI DISPOSIZIONI SPECIFICHE RIGUARDANTI LE CONDIZIONI DI LAVORO PIU SIGNIFICATIVE , LIMITANDOSI , PER QUANTO RIGUARDA LE ALTRE CONDIZIONI DI LAVORO , A PREVEDERE UNA DISPOSIZIONE GENERALE , L ' ART . 15 DELLA LEGGE 1970 , MODIFICATA DALL ' ART . 13 DELLA LEGGE 1977 , CHE COMPRENDE QUALSIASI ALTRA CONDIZIONE DI LAVORO NON MENZIONATA ESPRESSAMENTE , SALVO DIMOSTRARE CHE L ' OBIETTIVO VOLUTO DALLA DIRETTIVA NON E STATO EFFETTIVAMENTE RAGGIUNTO .    10 POICHE LA COMMISSIONE NON HA DIMOSTRATO CHE IL COMBINATO DISPOSTO DI QUESTE NORME SPECIFICHE , COMPLETATO DA UNA NORMA GENERALE , LASCIA PERSISTERE LACUNE PER QUANTO RIGUARDA IL CAMPO D ' APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA , IL PRIMO MEZZO DELLA COMMISSIONE NON PUO ESSERE ACCOLTO .    11 LA COMMISSIONE , IN SECONDO LUOGO , SOSTIENE CHE LA LEGGE DEL 1977 PREVEDE PER LA MADRE CHE HA ADOTTATO UN BAMBINO DI ETA INFERIORE AI 6 ANNI AL MOMENTO DELL ' ADOZIONE IL DIRITTO DI BENEFICIARE DEL CONGEDO OBBLIGATORIO DI 3 MESI E DEL RELATIVO TRATTAMENTO ECONOMICO , A DECORRERE DALL ' INGRESSO EFFETTIVO DEL BAMBINO NELLA FAMIGLIA ADOTTIVA , E DEL DIRITTO DI ASSENTARSI DAL LAVORO PER UN DETERMINATO PERIODO , SENZA PERO CONCEDERE GLI STESSI DIRITTI AL PADRE ADOTTIVO . QUESTA DISPARITA DI TRATTAMENTO COSTITUISCE UNA DISCRIMINAZIONE NELLE CONDIZIONI DI LAVORO AI SENSI DELLA DIRETTIVA .    12 L ' ART . 6 DELLA LEGGE N . 903 DEL 1977 STABILISCE CHE LE LAVORATRICI CHE ABBIANO ADOTTATO BAMBINI , O CHE LI ABBIANO OTTENUTI IN AFFIDAMENTO PREADOTTIVO , POSSONO AVVALERSI , SEMPRECHE IN OGNI CASO IL BAMBINO NON ABBIA SUPERATO AL MOMENTO DELL ' ADOZIONE O DELL ' AFFIDAMENTO I 6 ANNI DI ETA , DELL ' ASTENSIONE OBBLIGATORIA DAL LAVORO DI CUI ALL ' ART . 4 , LETT . C ), DELLA LEGGE 30 DICEMBRE 1971 , N . 1204 E DEL TRATTAMENTO ECONOMICO RELATIVO DURANTE I PRIMI 3 MESI SUCCESSIVI ALL ' EFFETTIVO INGRESSO DEL BAMBINO NELLA FAMIGLIA ADOTTIVA O AFFIDATARIA . IL 2* COMMA DEL SUDDETTO ARTICOLO AGGIUNGE CHE LE STESSE LAVORATRICI POSSONO ALTRESI AVVALERSI DEL DIRITTO DI ASSENTARSI DAL LAVORO DI CUI ALL ' ART . 7 , 1* COMMA , DELLA LEGGE DI CUI SOPRA , ENTRO UN ANNO DALL ' EFFETTIVO INGRESSO DEL BAMBINO NELLA FAMIGLIA E SEMPRECHE IL BAMBINO NON ABBIA SUPERATO IL 3* ANNO DI ETA , NONCHE DEL DIRITTO DI ASSENTARSI DAL LAVORO PREVISTO DAL 2* COMMA DELLO STESSO ART . 7 .        13 LA LEGGE 30 DICEMBRE 1971 , N . 1204 , STABILISCE , ALL ' ART . 4 , IL DIVIETO DI ADIBIRE LE DONNE AL LAVORO :   A ) DURANTE I 2 MESI PRECEDENTI LA DATA PRESUNTA DEL PARTO ;   B)SE IL PARTO AVVIENE DOPO QUESTA DATA , DURANTE IL PERIODO TRA LA DATA PRESUNTA E LA DATA EFFETTIVA DEL PARTO ;   C)DURANTE I 3 MESI SUCCESSIVI AL PARTO .     14 L ' ART . 7 DELLA STESSA LEGGE PREVEDE , DOPO IL CONGEDO DI MATERNITA SUMMENZIONATO , IL DIRITTO DELLA LAVORATRICE DI ASSENTARSI DAL LAVORO , PER UN ULTERIORE PERIODO DI 6 MESI ENTRO IL PRIMO ANNO DI VITA DEL BAMBINO , DURANTE IL QUALE LE E CONSERVATO IL SUO POSTO DI LAVORO ( 1* COMMA ). ESSA HA ANCHE IL DIRITTO DI ASSENTARSI DAL LAVORO DURANTE LE MALATTIE DEL BAMBINO DI ETA INFERIORE A 3 ANNI , SU PRESENTAZIONE DI UN CERTIFICATO MEDICO ( 2* COMMA ).    15 L ' ART . 7 DELLA LEGGE N . 903 DEL 1977 STABILISCE CHE IL DIRITTO DI ASSENTARSI DAL LAVORO PREVISTO DALL ' ART . 7 DELLA LEGGE N . 1204 DEL 1971 E RICONOSCIUTO ANCHE AL PADRE LAVORATORE , ANCHE SE ADOTTIVO O AFFIDATARIO AI SENSI DELL ' ART . 314/20 DEL CODICE CIVILE , IN ALTERNATIVA ALLA MADRE LAVORATRICE OVVERO QUANDO I FIGLI SIANO AFFIDATI AL SOLO PADRE .    16 IL PADRE ADOTTIVO NON FRUISCE INVECE DEL DIRITTO CONCESSO ALLA MADRE ADOTTIVA DI BENEFICIARE DEL CONGEDO DI MATERNITA DURANTE I PRIMI 3 MESI SUCCESSIVI ALL ' EFFETTIVO INGRESSO DEL BAMBINO NELLA FAMIGLIA ADOTTIVA . COME AFFERMA CON RAGIONE LA REPUBBLICA ITALIANA , QUESTA DISPARITA E GIUSTIFICATA DALLA LEGITTIMA PREOCCUPAZIONE DI EQUIPARARE PER QUANTO POSSIBILE LE CONDIZIONI D ' INGRESSO DEL BAMBINO NELLA FAMIGLIA ADOTTIVA A QUELLE DELL ' ARRIVO DI UN NEONATO NELLA FAMIGLIA , DURANTE QUESTO PERIODO TANTO DELICATO . PER QUANTO RIGUARDA L ' ASTENSIONE DAL LAVORO DOPO IL PERIODO INIZIALE DI 3 MESI , IL PADRE ADOTTIVO GODE DEGLI STESSI DIRITTI DELLA MADRE ADOTTIVA .    17 CIO PREMESSO , LA DISPARITA DI TRATTAMENTO CENSURATA DALLA COMMISSIONE NON PUO ESSERE CONSIDERATA UNA DISCRIMINAZIONE AI SENSI DELLA DIRETTIVA .        18 L ' ULTIMO ADDEBITO DELLA COMMISSIONE RIGUARDA LA PRESUNTA OMISSIONE DA PARTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA DI ATTUARE L ' ART . 6 DELLA DIRETTIVA . LA COMMISSIONE PRECISA CHE L ' ART . 15 DELLA LEGGE N . 903 DEL 1977 LIMITA IL SISTEMA DI RICORSI IVI PREVISTO ALLE SOLE DISCRIMINAZIONI CHE VIOLANO LE DISPOSIZIONI DI CUI AGLI ARTT . 1 E 5 DELLA STESSA LEGGE , NON PREVEDENDO LA POSSIBILITA DI RICORSO GIURISDIZIONALE PER IL LAVORATORE CHE SI RITENGA LESO DALL ' INOSSERVANZA DI ALTRE DISPOSIZIONI DELLA DIRETTIVA .    19 IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA REPLICA CHE LA PROCEDURA DI CUI ALL ' ART . 15 DELLA LEGGE N . 903 E UNA PROCEDURA D ' URGENZA , MA SOTTOLINEA CHE NELLA DIRETTIVA NESSUNA DISPOSIZIONE PREVEDE LA NECESSITA DI UNA SIFFATTA PROCEDURA PER TUTTI I CASI DI DISCRIMINAZIONE . L ' ART . 700 DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE , NORMA A PORTATA ASSOLUTAMENTE GENERALE , CONSENTE DI OTTENERE D ' URGENZA , PRIMA DI INIZIARE LA CAUSA DI MERITO , I PROVVEDIMENTI NECESSARI PER EVITARE UN PREGIUDIZIO IRREPARABILE . QUESTA NORMA PUO ESSERE FATTA VALERE IN TUTTI I CAMPI D ' APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA NON CONTEMPLATI DALL ' ART . 15 DELLA LEGGE N . 903 .    20 INOLTRE L ' ART . 24 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA STABILISCE CHE TUTTI POSSONO AGIRE IN GIUDIZIO PER LA TUTELA DEI PROPRI DIRITTI ED INTERESSI LEGITTIMI . QUESTO DETTATO COSTITUZIONALE HA UNA DIRETTA APPLICAZIONE , COSTANTE E CONSOLIDATA , NEL SENSO CHE , CONSTATATA L ' ESISTENZA DI UNA NORMA SOSTANZIALE CHE PROTEGGE UN INTERESSE INDIVIDUALE , NON OCCORRE ALCUNA ALTRA SPECIALE STATUIZIONE NORMATIVA CHE MUNISCA DETTO INTERESSE DI TUTELA GIUDIZIARIA , DERIVANDO ESSA , IN MODO GENERALE ED ASSOLUTO , DALL ' ART . 24 DELLA COSTITUZIONE . I LAVORATORI DISCRIMINATI POSSONO QUINDI INVOCARE IL SUDDETTO DETTATO COSTITUZIONALE PER ESIGERE IL RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI DELLA LEGGE N . 903 MEDIANTE RICORSO AL GIUDICE .    21 LA COMMISSIONE NON HA CONTRADDETTO LE SPIEGAZIONI FORNITE DAL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA . CIO PREMESSO , QUESTO MEZZO NON PUO ESSERE ACCOLTO .    22 POICHE NESSUNO DEGLI ADDEBITI MOSSI DALLA COMMISSIONE E STATO ACCOLTO , IL RICORSO DEV ' ESSERE RESPINTO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  23 A NORMA DELL ' ART . 69 , PAR  2 , DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA , LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE .    24 LA COMMISSIONE E RIMASTA SOCCOMBENTE E VA QUINDI CONDANNATA ALLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE  DICHIARA E STATUISCE :   1* IL RICORSO E RESPINTO .   2*LA COMMISSIONE E CONDANNATA ALLE SPESE .