CELEX: 52000PC0634
Language: it
Date: 2000-10-25
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 73/239/CEE per quanto riguarda il margine di solvibilità delle imprese di assicurazione nei rami diversi dall'assicurazione sulla vita

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52000PC0634

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 73/239/CEE per quanto riguarda il margine di solvibilità delle imprese di assicurazione nei rami diversi dall'assicurazione sulla vita  /* COM/2000/0634 def. - COD 2000/0251 */  

Gazzetta ufficiale n. 096 E del 27/03/2001 pag. 0129 - 0134

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 73/239/CEE per quanto riguarda il margine di solvibilità delle imprese di assicurazione nei rami diversi dall'assicurazione sulla vita(presentata dalla Commissione)RELAZIONELa presente direttiva ha la finalità di rafforzare la protezione degli assicurati migliorando le regole riguardanti il margine di solvibilità delle imprese di assicurazione.È stata messa a punto anche una proposta parallela di modifica delle disposizioni relative al margine di solvibilità delle imprese di assicurazione sulla vita. Le due proposte hanno molte disposizioni comuni e andrebbero lette insieme per coerenza.1. Parte A - Presentazione generale1.1. IntroduzioneIl Piano d'azione per i servizi finanziari avallato dai Capi di Stato e di governo ai Consigli europei di Colonia e Lisbona [1] sottolinea l'importanza del settore dei servizi finanziari come motore della crescita e della creazione di occupazione. Gli utenti e i fornitori di servizi finanziari dovrebbero essere in grado di sfruttare liberamente le opportunità commerciali offerte da un mercato finanziario unico che garantisca nel contempo un elevato livello di protezione del consumatore.[1]  COM(1999)232 definitivo dell'11 maggio 1999.Uno dei principali strumenti giuridici per la protezione dei consumatori è l'obbligo imposto alle imprese di assicurazione di costituire un margine di solvibilità adeguato. Quest'ultimo ha un ruolo sia di dispositivo d'allarme che di cuscinetto patrimoniale aggiuntivo a quello strettamente necessario per coprire gli impegni nei confronti degli assicurati. In caso di riduzione dell'attività assicurativa e del rendimento degli investimenti, le imprese potrebbero così disporre di una riserva di fondi propri che protegge gli interessi degli assicurati e garantisce ai dirigenti, alle autorità di vigilanza e alle autorità di regolamentazione un margine di manovra per rimediare alle difficoltà.La modifica delle disposizioni sul margine di solvibilità è iscritta nel piano d'azione per i servizi finanziari che prevede l'adozione di una proposta di direttiva verso la metà del 2000.1.2. CronistoriaGli obblighi esistenti in materia di margine di solvibilità risalgono ad oltre 20 anni fa, quando vengono adottate la prima direttiva non vita [2] (1973) e la prima direttiva vita [3] (1979). Da allora sono rimasti sostanzialmente immutati. In particolare i vari livelli del fondo di garanzia minimo, che corrisponde al patrimonio minimo richiesto ad un'impresa di assicurazione, non sono stati incrementati, nonostante il fatto che negli anni successivi, per via dell'inflazione, gli importi di sinistri e spese siano notevolmente lievitati.[2]  Direttiva 73/239/CEE.[3]  Direttiva 79/267/CEE.La necessità di rivedere il margine di solvibilità richiesto è già avvertita all'epoca dell'adozione delle terze direttive assicurazioni vita e non vita. Tuttavia, per non allungare eccessivamente la procedura di adozione, si include in ciascuna direttiva una disposizione [4] con la quale si impone alla Commissione di presentare al comitato delle assicurazioni una relazione sulla necessità di un'ulteriore armonizzazione del margine di solvibilità.[4]  Articolo 26 della Terza direttiva vita; articolo 25 della Terza direttiva non vita.Nella predetta relazione [5] la Commissione giunge alle seguenti conclusioni:[5]  COM(97) 398 def. del 24 luglio 1997.- il sistema attuale si è rivelato soddisfacente per semplicità e solidità,- la superiorità dei sistemi più sofisticati [6] è ancora da dimostrare,[6]  Ad esempio lo stile USA con l'approccio "Risk-Based-Capital".- esistono spazi di miglioramento,- si deve evitare di addossare agli operatori del settore costi aggiuntivi superflui.Questa relazione della Commissione si basa ampiamente sulla relazione sulla solvibilità delle imprese di assicurazione preparata dalla Conferenza delle autorità di vigilanza assicurativa degli Stati membri dell'Unione europea sotto la presidenza del Dr. Muller, attuale presidente del Bundesaufsichtsamt für das Versicherungswesen (Autorità federale tedesca incaricata della vigilanza del settore assicurativo), e nota con la denominazione di "relazione Muller".Alla luce di queste due relazioni la Commissione ha svolto, nel corso degli ultimi tre anni, un esame approfondito con gli esperti nazionali del gruppo di lavoro sul margine di solvibilità del comitato delle assicurazioni. Anche gli operatori del settore sono stati attivamente coinvolti e consultati. Il risultato di analisi e discussioni approfondite è l'attuale pacchetto di proposte.La presente proposta di direttiva chiarisce, semplifica, migliora e aggiorna sensibilmente le regole esistenti. Globalmente essa rafforza e migliora notevolmente il sistema finora applicato.1.3. Alcuni concetti essenzialiPer una comprensione adeguata della presente direttiva è necessario precisare alcuni concetti essenziali:"Margine di solvibilità richiesto" (MSR): corrisponde al capitale di cui deve disporre un assicuratore per svolgere l'attività assicurativa per la quale è autorizzato."Margine di solvibilità disponibile" (MSD): è costituito dagli elementi patrimoniali che possono essere utilizzati per rispettare il margine di solvibilità richiesto."Fondo di garanzia": corrisponde ad un terzo del margine di solvibilità richiesto. Non può comunque scendere al di sotto di un certo limite, denominato "fondo di garanzia minimo" (FGM). Gli elementi patrimoniali utilizzati per costituire il fondo di garanzia minimo devono essere di qualità superiore.1.4. Sintesi della propostaLa proposta contiene un pacchetto di misure (il cosiddetto pacchetto Solvibilità I) che, considerate nel loro complesso, rafforzano considerevolmente la protezione degli assicurati. Queste misure possono essere raggruppate come segue, in funzione dei loro obiettivi:1.4.1.  Armonizzazione minimaLe regole armonizzate riguardanti il margine di solvibilità (MS) devono essere considerate come un minimo: gli Stati membri sono liberi di stabilire regole più severe per le imprese da essi autorizzate. In passato non era chiaro se le regole esistenti dovessero essere considerate come norme minime o meno. Questa mancanza di precisione viene eliminata con il considerando 14. Questo approccio tiene inoltre conto delle differenze tra i sistemi esistenti e consente alle autorità nazionali di rafforzare ulteriormente l'MSR a seconda delle specificità dei loro mercati nazionali.1.4.2. Indicizzazione dell'FGM e delle soglie per premi e sinistriI diversi FGM sono stati rafforzati e allineati all'inflazione; lo stesso dicasi per le soglie relative all'applicazione delle percentuali dei premi e dei sinistri. Nel ramo non vita, il numero di FGM è stato ridotto da 4 a 2. Sono previste disposizioni transitorie generose (5 anni più 2 dall'entrata in vigore).1.4.3. Maggiori poteri di pronto intervento per le autorità di vigilanzaLa vigilanza è stata rafforzata con una disposizione che assegna espressamente alle autorità competenti il potere di adottare provvedimenti correttivi quando gli interessi degli assicurati sono minacciati. Se, ad esempio, la posizione finanziaria di un'impresa si deteriora rapidamente, le autorità di vigilanza possono intervenire anche se l'impresa di assicurazione rispetta ancora l'MSR.1.4.4. Modifica della riduzione in caso di riassicurazioneLa formula esistente per la riduzione dell'MSR in caso di riassicurazione è stata lievemente migliorata. Essa è basata, nella proposta, su una media di tre anni (anziché di un solo anno). Un elemento più significativo è che viene conferito alle autorità di vigilanza il potere di ridurre l'importo della riduzione dell'MSR qualora la natura o la qualità degli accordi di riassicurazione sia compromessa o non vi sia alcun reale trasferimento del rischio. Quest'ultimo punto tiene inoltre conto dell'importanza crescente della riassicurazione finanziaria nel mercato odierno.1.4.5. Adeguamento in funzione dei rami di assicurazioneL'MSR viene innalzato per i rami di assicurazioni non vita che hanno un profilo di rischio particolarmente volatile. Si tratta dei rami 11, 12 e 13 corrispondenti alla R.C. aeromobili, alla R.C. veicoli marittimi, lacustri e fluviali e alla R.C. generale. La proposta prevede l'aumento del 50% dell'attuale MSR e tenta di adeguare maggiormente l'entità del capitale obbligatorio al profilo di rischio dell'attività.1.4.6. Margine di solvibilità richiesto per le società in fase di cessazione dell'attività (run-off)La precedente formula dell'MSR produceva un risultato insoddisfacente per le imprese di assicurazione in fase di cessazione dell'attività. Questo inconveniente viene corretto con una riduzione dell'MSR proporzionale alla diminuzione dei premi e dei sinistri.1.4.7.  Miglioramenti variI vari elementi patrimoniali che sono ammessi a costituire l'MSD sono stati precisati e classificati in tre gruppi in base alla loro qualità finanziaria. In linea di massima gli elementi del primo gruppo sono ammessi senza limiti, gli elementi del secondo gruppo sono soggetti ad alcune restrizioni, mentre gli elementi del terzo gruppo sono ammissibili solo previa l'approvazione delle autorità di vigilanza nazionali. L'ammissibilità di taluni elementi è stata ulteriormente limitata, in modo tale da rafforzare la qualità finanziaria del margine di solvibilità. Inoltre i diversi approcci contabili e attuariali (valore contabile o di mercato, attualizzazione o meno delle riserve tecniche nell'assicurazione non vita) vengono trattati in modo più coerente e organico.1.5. Provvedimenti futuri della CommissioneNel corso dei lavori preparatori di questo progetto di direttiva è emerso con chiarezza che l'MSR non è che uno dei parametri importanti per la determinazione della posizione finanziaria globale di un'impresa di assicurazione. Una valutazione corretta deve basarsi non soltanto sull'MS di un'impresa di assicurazione ma anche su altri aspetti finanziari quali:- l'adeguatezza delle riserve tecniche,- i rischi legati alle attività e agli investimenti,- l'asset-liability management,- gli accordi di riassicurazione e- le metodologie contabili e attuariali.Vi sono inoltre altre questioni non finanziarie altrettanto importanti come l'applicazione dei criteri di competenza e onorabilità dei dirigenti e la capacità di effettuare ispezioni in loco o di vigilare sull'impresa di assicurazione.L'analisi ha dimostrato che l'attuale sistema dell'MS è stato finora adeguato alle necessità, ma le condizioni in cui le imprese di assicurazione opereranno in futuro saranno probabilmente molto più difficili per una serie di ragioni, tra le quali:- la liberalizzazione delle tariffe a seguito dell'attuazione della terza generazione delle direttive assicurazioni vita e non vita,- l'introduzione dell'euro,- le operazioni di fusione e di acquisizione che aumentano la pressione sulle imprese più piccole,- la pressione degli azionisti a ridurre al minimo il capitale liberamente disponibile,- i nuovi canali e metodi di distribuzione, come Internet e la sottoscrizione diretta, che ridurranno i costi di distribuzione e le barriere all'ingresso sul mercato,- il calo dei proventi degli investimenti (è improbabile che i risultati molto favorevoli ottenuti negli ultimi 20 anni possano ripetersi anche in futuro).Tutti questi fattori indicano un'evoluzione nel senso di una maggiore concorrenza e di minori risorsi finanziarie liberamente disponibili (ovvero meno MSD) per le imprese di assicurazione. Per questa ragione è prevista una revisione fondamentale (Solvibilità II) della situazione finanziaria generale delle imprese di assicurazione, che abbracci tutti questi fattori, nel contesto della relazione sull'applicazione del presente progetto di direttiva previsto dall'articolo 3, paragrafo 4.Tuttavia, in linea con le priorità politiche stabilite nel Piano d'azione per i servizi finanziari, è importante cominciare ad attuare fin d'ora i miglioramenti summenzionati. I lavori "Solvibilità II" consentiranno una revisione di più ampio respiro del quadro complessivo dell'impresa, tenendo conto di tutti i fattori che contribuiscono alla stabilità finanziaria.1.6. Osservazioni conclusiveL'assicurazione è un'attività rischiosa per definizione. Per quanto sia impossibile fornire garanzie assolute, ci si deve impegnare a fondo per assicurare il massimo livello possibile di sicurezza. In questo contesto un margine di solvibilità adeguato costituisce uno strumento essenziale per proteggere gli assicurati in qualunque luogo. La presente direttiva aiuta a raggiungere questo obiettivo fondamentale.2. Parte B - Commento dettagliato di ciascun articolo(Osservazione preliminare: i riferimenti agli articoli esistenti sono in corsivo)2.1. Articolo 1 - Punto 1 - Mutue di piccole dimensioniL'articolo 1 elenca le modifiche da apportare alla direttiva 73/239/CEE.Punto 1. Le attuali direttive non si applicano alle mutue qualora l'importo annuo dei contributi riscossi sia inferiore a 1 milione di euro. Il punto 1 eleva questo importo a 5 milioni di euro (lo stesso per l'assicurazione vita).Vi sono numerose mutue di piccole dimensioni che hanno una vocazione puramente locale o regionale e per le quali pertanto non è di alcun interesse rientrare nel campo di applicazione delle direttive sulle assicurazioni. Le imprese che ricadono sotto le direttive beneficiano del passaporto europeo. Ciò significa che esse hanno il diritto di commercializzare i loro prodotti liberamente in tutta l'UE e che le autorità del paese ospitante devono basarsi sulla vigilanza prudenziale esercitata dalle autorità del paese di origine.Questo diritto è però associato ad un obbligo: le imprese che beneficiano del passaporto sono tenute a rispettare tutte le regole contenute nelle direttive, in particolare quelle riguardanti l'MSR. Tuttavia per non escludere le piccole mutue che rispettano le norme in materia di MSR e che desiderano beneficiare del regime comunitario, una nuova disposizione conferisce loro automaticamente questo diritto, previa semplice notifica alle autorità competenti, anche se si situano al di sotto della predetta soglia di 5 milioni di euro.Si noti che dall'aumento proposto consegue non già che queste imprese non saranno in grado di esercitare la loro attività in futuro, bensì soltanto che non saranno direttamente soggette alle direttive. Esse saranno ovviamente soggette ai requisiti prudenziali nazionali determinati dai loro Stati membri. Queste imprese potranno continuare ad operare in futuro sotto la vigilanza diretta delle loro autorità nazionali, ma senza il passaporto europeo [7]. Considerato che la grande maggioranza di tali imprese ha una vocazione puramente locale o regionale, questa situazione è conforme al principio di sussidiarietà. Inoltre l'articolo 2 della proposta di direttiva prevede disposizioni transitorie generose.[7]  A meno che non siano automaticamente ammissibili, come previsto dalla proposta di modifica.2.2. Articolo 1 - Punto 2 - Margine di solvibilità disponibileViene inserito un articolo 16 modificato (MSD)L'articolo modificato ristruttura, chiarisce e rafforza la definizione degli elementi patrimoniali ammessi alla costituzione dell'MSD delle imprese di assicurazione non vita. Il paragrafo 1 dell'articolo 16 elimina inoltre le anomalie della definizione precedente in ordine all'ammissibilità di taluni elementi ed afferma espressamente che l'impresa deve disporre dell'MSR costantemente (e non soltanto alla data dell'ultimo bilancio).Gli elementi ammissibili sono suddivisi in tre categorie: gli elementi di cui all'articolo 16, paragrafo 2 presentano il livello massimo di sicurezza e possono essere accettati senza limiti, quelli di cui al paragrafo 3 sono soggetti ad alcune restrizioni (ad esempio le azioni preferenziali cumulative e i prestiti subordinati), mentre quelli di cui al paragrafo 4 possono essere accettati solo previa approvazione delle autorità competenti.I miglioramenti più significativi sono i seguenti:Articolo 16, paragrafo 2, lettera c): le perdite riportate e i dividendi da pagare per l'ultimo esercizio finanziario vengono dedotti dall'MSD; le azioni proprie sono escluse (è probabile che in caso di fallimento il loro valore sia pari a zero). Le imprese non avranno più la facoltà di attualizzare le delle riserve tecniche non vita (cfr. più sotto).Articolo 16, punto 3: Nessun cambiamento rilevante.Articolo 16, paragrafo 4, lettera b): i richiami di contributi dei soci delle mutue saranno ammessi solo previa approvazione delle autorità competenti (cfr. più sotto). L'ammissibilità dell'aliquota non versata del capitale sociale o del fondo iniziale è limitata al 50% del margine di solvibilità disponibile o, se inferiore, del margine di solvibilità richiesto e questo elemento viene accettato solo previa approvazione delle autorità competenti.La struttura degli elementi patrimoniali che possono essere ammessi a costituire l'MSD per il ramo non vita è molto simile a quella per il ramo vita. In effetti i due elenchi sono identici ad eccezione dei 5 elementi indicati in appresso.Per ragioni tecniche, gli elementi seguenti sono autorizzati solo nell'assicurazione vita: le riserve di utili (articolo 18, paragrafo 2, lettera d)), gli utili futuri (articolo 18, paragrafo 4, lettera a)) e la differenza di zillmeraggio (articolo 18, paragrafo 4, lettera b)). Essi non figurano nell'elenco di elementi ammissibili nel ramo non vita in quanto non autorizzati.I due elementi che figurano nel ramo non vita ma non in quello vita sono i seguenti:Articolo 16, paragrafo 2: riguarda l'attualizzazione delle riserve tecniche non vita, consentita soltanto in circostanze particolari in conformità con la direttiva sui conti delle assicurazioni [8]. Le imprese che attualizzano le riserve tecniche sono state trattate finora in modo più favorevole, per quanto riguarda l'MS, rispetto alle imprese che non le attualizzano. Il paragrafo proposto annulla il beneficio derivante dall'attualizzazione e stabilisce pertanto parità di trattamento tra le imprese che attualizzano le riserve tecniche e quelle che non lo fanno.[8]  Articolo 60, lettera g) della direttiva 91/674/CEE.In concreto la proposta incrementa l'MSR per le imprese che attualizzano le riserve tecniche.Articolo 16, paragrafo 4, lettera b): riguarda l'ammissibilità dei richiami di contributi ai soci delle mutue. Questi sono sempre stati considerati come un elemento ammissibile per la costituzione dell'MS. In base alla proposta i richiami di contributi continueranno ad essere ammissibili, ma soltanto con l'approvazione delle autorità competenti, le quali potranno valutare la probabilità che questi contributi siano effettivamente disponibili in caso di difficoltà. Questa misura rafforza l'MSR.2.3. Articolo 1 - Punto 3 - Margine di solvibilità richiestoLa formula per il calcolo dell'MSR nel ramo non vita è diversa da quella per il ramo vita. Mentre nel ramo vita tale margine è basato sull'ammontare delle riserve tecniche, nel ramo non vita è pari al risultato più elevato di due formule: una basata sui premi, l'altra basata sui sinistri.Viene inserito un nuovo articolo 16 bis che descrive l'MSR. Vi sono tre miglioramenti al calcolo dell'MSR che sono descritti nelle sezioni seguenti.2.3.1. Articolo 16 bis, paragrafo 3, primo risultato, primo comma e paragrafo 4, primo commaIntroduce l'approccio dell'adeguamento in funzione del ramo che costituisce una delle innovazioni principali contenute nel presente progetto di direttiva. Questo adeguamento mantiene la semplicità della metodologia esistente, incrementando nel contempo il margine richiesto del 50% per taluni rami con un profilo di rischio più volatile, vale a dire i rami 11, 12 e 13 corrispondenti alla R.C. aeromobili, alla R.C. veicoli marittimi, lacustri e fluviali e alla R.C. generale. Questi rischi sono riconosciuti universalmente come più volatili per natura. La proposta di un adeguamento del 50% è basata sull'analisi degli Stati membri e su altre informazioni tecniche del Comitato delle assicurazioni europeo nonché dell'Associazione europea degli attuari.2.3.2. Articolo 16 bis, paragrafo 3, quinto comma e paragrafo 4, sesto commaLa formula esistente distingue due quote alle quali si applicano tassi diversi. In relazione ai premi, tale tasso è pari al 18% sui primi 10 milioni di euro e al 16% al di là di tale importo; in relazione ai sinistri, è pari al 26% sui primi 7 milioni di euro e al 23% al di là di 7 milioni. I paragrafi in oggetto spostano le soglie, in linea con l'inflazione, rispettivamente a 50 e 35 milioni di euro.2.3.3.  Articolo 16 bis, paragrafo 5Pur avendo funzionato finora in modo soddisfacente, il sistema attuale basato su premi e sinistri pone qualche problema quando il volume di attività di un'impresa diminuisce in modo significativo. Nella situazione estrema, quella di un'impresa in via di cessazione dell'attività che non sottoscrive nuovi contratti, la formula esistente può dare luogo ad un MSR pari a zero. Questa deficienza viene corretta con la prescrizione di un MSR minimo basato sull'MSR dell'anno precedente ridotto proporzionalmente alla diminuzione delle riserve tecniche.Il vantaggio di questo metodo è che per le imprese in via di cessazione dell'attività il livello di base dell'MSR è determinato in base al metodo esistente, prima di essere adeguato al livello residuale delle riserve tecniche.2.4. Articolo 1 - Punto 4 - Fondo di garanzia e fondo di garanzia minimo (FGM)Viene inserito un articolo 17 modificato.Articolo 17, paragrafo 1: le regole riguardanti gli elementi ammessi alla costituzione dell'FGM del settore non vita vengono uniformate a quelle del settore vita, ovvero il fondo di garanzia deve essere costituito al 100% da elementi di qualità superiore e per garantire uniformità tra le diverse pratiche contabili (valore contabile e valore di mercato) le riserve latenti del lato attività possono essere incluse nell'FGM.Articolo 17, paragrafo 2: la differenza principale tra vita e non vita è che per il settore vita vi è un unico FGM, mentre in quello non vita l'ammontare del fondo varia a seconda del ramo assicurativo. Finora esistevano quattro livelli di FGM per l'assicurazione non vita. Con la presente proposta vengono ridotti a due.Per i rami da 10 a 15, il nuovo FGM è innalzato a 3 milioni di euro, per tutti gli altri rami a 2 milioni. Questo incremento è ampiamente giustificato dall'aumento del livello dei sinistri e delle spese amministrative verificatosi negli ultimi 25 anni circa. L'incremento che è sostanziale e va effettivamente oltre quello strettamente richiesto dall'inflazione riflette l'aumento reale del livello di rischio ed è in linea con le proposte della relazione Muller.Infine, per alleviare il peso dei requisiti patrimoniali per le piccole mutue, viene confermata la facoltà accordata agli Stati membri di ridurre di un quarto il fondo di garanzia minimo per le mutue e le società a forma mutualistica.2.5. Articolo 1 - Punto 5 - Procedura di aggiornamentoViene inserito un articolo 17 bis completamente nuovo.Articolo 17 bis, paragrafo 1: prevede l'aggiornamento automatico dell'FGM e degli importi dei premi e dei sinistri presi in considerazione per il calcolo dell'MS in funzione dell'evoluzione dell'indice dei prezzi al consumo dell'UE. Questa disposizione rafforzerà l'MSR garantendo il mantenimento del livello reale dei predetti importi. Se una siffatta disposizione fosse esistita in passato, oggi non sarebbe necessario aumentare questi importi in misura così elevata.Per evitare adeguamenti di entità irrilevante, l'indicizzazione ha luogo solo in caso di variazione dell'indice di almeno il 5%.Articolo 17 bis, paragrafo 2: è una disposizione puramente procedurale e stabilisce che la Commissione deve informare ogni anno il Parlamento europeo e il Comitato delle assicurazioni in merito agli adeguamenti apportati.2.6. Articolo 1 - Punto 6 - Modifica tecnica di minore importanzaSi limita a correggere un riferimento all'MSR per tener conto del nuovo articolo 16 bis.2.7. Articolo 1 - Punto 7 - Poteri di pronto intervento delle autorità di vigilanzaViene inserito un articolo 20 bis completamente nuovo.Si tratta di un articolo completamente nuovo, che conferma espressamente il potere delle autorità di vigilanza di intervenire tempestivamente, come auspicato anche dalla relazione Muller.In precedenza, in caso di rapido deterioramento della posizione finanziaria di un'impresa di assicurazione, non era chiaro se le autorità di vigilanza dovessero o meno attendere che l'MSD scendesse al di sotto dell'MSR per poter intervenire a tutela degli interessi degli assicurati. Questo articolo fa chiarezza su questo punto.Articolo 20 bis, paragrafo 1: riconosce alle autorità competenti il potere di richiedere alle imprese di assicurazione la presentazione di un piano di risanamento finanziario, qualora ritengano che i diritti degli assicurati siano a rischio. Definisce inoltre gli elementi che devono essere contemplati da tale piano.Articolo 20 bis, paragrafo 2: assegna alle autorità competenti il potere di imporre ad un'impresa di assicurazione un MSR più elevato, qualora i diritti degli assicurati siano a rischio.Articolo 20 bis, paragrafo 3: i mercati stanno diventando sempre più volatili e il valore di mercato delle attività di copertura del margine di solvibilità può pertanto variare sensibilmente. Se si vuole garantire che il requisito del margine di solvibilità sia rispettato costantemente, occorre riconoscere alle autorità di vigilanza il potere di rivedere al ribasso il valore di tutti gli elementi ammessi a comporre l'MSD. Questo potere delle autorità è fondamentale nei casi in cui l'impresa contabilizza integralmente il valore di mercato delle attività e vi è un calo sensibile di tale valore rispetto alla fine dell'ultimo esercizio finanziario. Questo potere è riconosciuto alle autorità dal presente paragrafo.Articolo 20 bis, paragrafo 4: come indicato nella relazione Muller, le autorità di vigilanza devono poter adottare un approccio più differenziato in materia di riassicurazione, a seconda della qualità e della natura del programma. È particolarmente rilevante sotto questo profilo il caso della riassicurazione finanziaria, dove il trasferimento del rischio è insignificante o addirittura del tutto inesistente. Questa questione viene affrontata in questo paragrafo, che autorizza le autorità di vigilanza in determinate circostanze a diminuire la riduzione dell'MSR in caso di ricorso alla riassicurazione.2.8. Articolo 2 - Periodo transitorioConcede alle imprese un ampio periodo per conformarsi al nuovo MSR. Gli Stati membri possono concedere un periodo transitorio iniziale di cinque anni prorogabile di altri due anni. Considerati i tempi necessari per l'approvazione della presente direttiva, le imprese potrebbero disporre complessivamente di 8-10 anni per adeguarsi ai nuovi requisiti.2.9. Articolo 3 - AttuazioneStabilisce le disposizioni di attuazione usuali in materia. È degno di particolare menzione il paragrafo 4 che impone alla Commissione di presentare al Comitato delle assicurazioni, entro tre anni, una relazione sull'applicazione della direttiva e, se del caso, sulla necessità di un'ulteriore armonizzazione. Questa relazione dovrebbe anche fare il punto dei progressi realizzati con l'esercizio di solvibilità II.2.10. Articoli 4 e 5 - Entrata in vigore e destinatariIl contenuto non necessita spiegazioni.2000/0251 (COD)Proposta diDIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOche modifica la direttiva 73/239/CEE per quanto riguarda il margine di solvibilità delle imprese di assicurazione nei rami diversi dall'assicurazione sulla vitaIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 47, paragrafo 2 e l'articolo 55,vista la proposta della Commissione [9],[9]  GU C ...visto il parere del Comitato economico e sociale [10],[10]  GU C ...deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [11],[11]  GU C ...considerando quanto segue:(1) Il Piano d'azione per i servizi finanziari, approvato dai Capi di Stato e di governo nelle riunioni del Consiglio europeo di Colonia del 3 e 4 giugno 1999 e di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000, riconosce che il margine di solvibilità delle imprese di assicurazione costituisce uno strumento importante per la protezione di coloro che stipulano contratti di assicurazione nel mercato unico, in quanto garantisce che le imprese di assicurazione dispongano di fondi propri adeguati alla natura dei rischi coperti.(2) La prima direttiva 73/239/CEE del Consiglio, del 24 luglio 1973, recante coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di accesso e di esercizio dell'assicurazione diretta diversa dall'assicurazione sulla vita [12] prescrive che le imprese di assicurazione dispongano di margini di solvibilità.[12]  GU L 228 del 16.8.1973, pag. 3. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2000/26/CE (GU L 181 del 20.7.2000, pag. 65).(3) L'obbligo imposto alle imprese di assicurazione di costituire, oltre alle riserve tecniche necessarie per la copertura degli impegni assicurativi contratti, un margine di solvibilità destinato ad ammortizzare gli effetti di eventuali variazioni economiche sfavorevoli costituisce un elemento importante del sistema di vigilanza prudenziale mirante a proteggere gli interessi degli assicurati e degli altri contraenti di assicurazioni.(4) Le regole in materia di margine di solvibilità istituite dalla direttiva 73/239/CEE sono state lasciate sostanzialmente immutate dalla legislazione comunitaria successiva e la direttiva 92/49/CEE del Consiglio, del 18 luglio 1992, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative riguardanti l'assicurazione diretta diversa dall'assicurazione sulla vita e che modifica le direttive 73/239/CEE e 88/357/CEE (Terza direttiva assicurazione non vita) [13] prevede che la Commissione presenti al Comitato delle assicurazioni istituito a norma della direttiva 91/675/CEE [14] una relazione sulla necessità di un'ulteriore armonizzazione del margine di solvibilità.[13]  GU L 228 dell'11.8.1992, pag. 1 (articolo 25). Direttiva modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 95/26/CE (GU L 168 del 18.7.1995, pag. 7).[14]  GU L 374 del 31.12.1991, pag. 32.(5) La Commissione ha elaborato detta relazione [15] alla luce delle raccomandazioni contenute nella relazione sulla solvibilità delle imprese di assicurazione redatta dalla Conferenza delle autorità di vigilanza nel settore delle assicurazioni degli Stati membri dell'Unione europea.[15]  COM(97) 398 def.(6) Le relazione giunge alla conclusione che il sistema attuale, semplice e robusto, ha funzionato in modo soddisfacente e si fonda su principi sani ed un'ampia trasparenza, ma rileva talune lacune in casi specifici, in particolare quando un'attività presenta un profilo di rischio aleatorio.(7) È necessario semplificare ed incrementare i fondi di garanzia minimi attuali, soprattutto per via dell'incremento dell'importo dei sinistri e delle spese di gestione verificatosi dalla fissazione dei predetti fondi minimi. Devono essere innalzate di conseguenza anche le soglie oltre le quali, ai fini del calcolo del margine di solvibilità richiesto in relazione ai premi e ai sinistri, viene applicata un'aliquota ridotta.(8) Per evitare, in futuro, innalzamenti bruschi di notevole entità di dette soglie e dei fondi di garanzia minimi, occorre istituire un meccanismo che preveda il loro adeguamento all'evoluzione dell'indice europeo dei prezzi al consumo.(9) In situazioni particolari, nelle quali i diritti degli assicurati sono a rischio, occorre che le autorità competenti siano abilitate ad intervenire ad uno stadio sufficientemente precoce, pur essendo tenute, nell'esercizio dei loro poteri, ad informare le imprese di assicurazione delle ragioni che motivano il loro intervento, conformemente ai principi di buona amministrazione e di rispetto delle procedure.(10) Tenuto conto dell'evoluzione del mercato per quanto riguarda la copertura di riassicurazione acquistata dagli assicuratori primari, è necessario che le autorità competenti siano abilitate a rendere inferiore, in determinate circostanze, la riduzione del margine di solvibilità richiesto accordata in caso di ricorso alla riassicurazione.(11) Quando un'impresa di assicurazione riduce sensibilmente o cessa la copertura di nuovi rischi, è necessario prevedere un margine di solvibilità adeguato agli impegni derivanti dalla sua attività residua e quali risultano anche dal livello delle sue riserve tecniche.(12) Per taluni rami dell'assicurazione non vita che presentano un profilo di rischio particolarmente volatile, l'attuale margine di solvibilità richiesto deve essere notevolmente innalzato in modo da essere più adeguato ai rischi realmente sostenuti.(13) Per tenere conto dell'incidenza delle differenze tra i metodi contabili e attuariali applicati, è opportuno adeguare di conseguenza le modalità di calcolo del margine di solvibilità richiesto, per garantire la coerenza di questi metodi e pertanto la parità di trattamento tra le imprese di assicurazione.(14) La presente direttiva deve fissare norme minime per il margine di solvibilità e gli Stati membri d'origine devono poter emanare norme più restrittive per le imprese di assicurazione autorizzate dalle autorità nazionali competenti.(15) Occorre modificare di conseguenza la direttiva 73/239/CEE,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1Modifiche della direttiva 73/239/CEELa direttiva 73/239/CEE è modificata come segue:1) All'articolo 3, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"1. La presente direttiva non riguarda le mutue di cui, nel contempoa) lo statuto prevede la possibilità di richiedere contributi aggiuntivi o di ridurre le prestazioni,b) l'attività non copre i rischi di responsabilità civile né i rischi di credito e di cauzione salvo se essi costituiscono una garanzia accessoria ai sensi del punto C dell'allegato,c) l'ammontare annuo dei contributi riscossi in virtù delle attività di cui alla presente direttiva non eccede 5 milioni di euro, ed) la metà almeno dei contributi riscossi in virtù delle attività di cui alla presente direttiva proviene da soci della mutua.Tuttavia, su notifica delle imprese interessate alle autorità competenti dello Stato membro d'origine e previo consenso di dette autorità competenti, alle dette mutue si applica la presente direttiva, purché soddisfino i requisiti di cui agli articoli 16, 16 bis e 17."2) L'articolo 16 è sostituito dal seguente:"Articolo 161. Gli Stati membri stabiliscono che le imprese di assicurazione aventi sede sociale sul loro territorio dispongano costantemente di un margine di solvibilità sufficiente per l'insieme delle loro attività.2. Il margine di solvibilità disponibile è costituito dal patrimonio dell'impresa, libero da qualsiasi impegno prevedibile, al netto degli elementi immateriali. Esso comprende in particolare:a) il capitale sociale versato o, se si tratta di mutue, il fondo iniziale effettivo versato, aumentato dei conti degli iscritti, a condizione che detti conti soddisfino i criteri seguenti:(i) lo statuto dispone che i pagamenti attraverso questi conti a favore degli iscritti possano essere effettuati soltanto nella misura in cui ciò non comporti la riduzione del margine di solvibilità disponibile al di sotto del livello richiesto oppure, dopo lo scioglimento dell'impresa, soltanto nella misura in cui tutti gli altri debiti contratti dall'impresa siano stati pagati;(ii) lo statuto dispone che, per quanto riguarda i pagamenti di cui al punto (i) effettuati per motivi diversi dal recesso individuale degli iscritti, le autorità competenti vengano informate con almeno un mese di anticipo ed entro tale termine possano vietarli;(iii) le pertinenti disposizioni dello statuto possono essere modificate soltanto dopo che le autorità competenti abbiano dichiarato di non opporsi alla modifica, fatti salvi i criteri di cui ai punti i) e ii);b) le riserve (legali e libere) non corrispondenti ad impegni;c) gli utili (le perdite) riportati previa deduzione dei dividendi da pagare per l'ultimo esercizio.Il margine di solvibilità disponibile è diminuito dell'importo delle azioni proprie detenute direttamente dall'impresa di assicurazione.Per le imprese di assicurazione che attualizzano le loro riserve tecniche per sinistri da liquidare o effettuano deduzioni dalle stesse per tenere conto dei proventi dei loro investimenti, come consentito dall'articolo 60, punto 1, lettera g) della direttiva 91/674/CEE, il margine di solvibilità disponibile è ridotto della differenza tra le riserve tecniche prima dell'attualizzazione o della deduzione, quali risultano dall'allegato ai conti, e le riserve tecniche dopo l'attualizzazione o la deduzione. Questo aggiustamento è effettuato per tutti i rischi enumerati al punto A dell'allegato, ad eccezione dei rischi dei rami 1 e 2. Per i rami diversi da 1 e 2, non è necessario alcun aggiustamento in caso di attualizzazione delle rendite incluse nelle riserve tecniche.3) Possono essere ammessi a costituire il margine di solvibilità:a) le azioni preferenziali cumulative e i prestiti subordinati, ma unicamente sino a concorrenza del 50% del margine di solvibilità disponibile o, se inferiore, del margine di solvibilità richiesto, di cui il 25% al massimo comprende prestiti subordinati a scadenza fissa o azioni preferenziali cumulative a durata determinata purché, in caso di fallimento o liquidazione dell'impresa di assicurazione, esistano accordi vincolanti in base a cui i prestiti subordinati o le azioni preferenziali abbiano un grado inferiore rispetto ai crediti di tutti gli altri creditori e vengano rimborsati solo previo pagamento di tutti gli altri debiti in essere a quella data.Inoltre, i prestiti subordinati devono soddisfare le condizioni seguenti:(i) computo dei soli fondi effettivamente versati;(ii) per i prestiti a scadenza fissa, scadenza iniziale non inferiore a cinque anni. Al più tardi un anno prima della scadenza, l'impresa di assicurazione sottopone all'approvazione delle autorità competenti un piano che precisa le modalità per mantenere o portare al livello voluto alla scadenza il margine di solvibilità disponibile, a meno che l'importo a concorrenza del quale il prestito può essere incluso nelle componenti del margine di solvibilità disponibile non sia gradualmente ridotto nel corso degli ultimi cinque anni almeno prima della scadenza. Le autorità competenti possono autorizzare il rimborso anticipato di tali fondi a condizione che la richiesta sia stata fatta dall'impresa di assicurazione emittente e che il margine di solvibilità disponibile della stessa non scenda al di sotto del livello richiesto;(iii) rimborsabilità dei prestiti per i quali non è fissata la scadenza del debito soltanto mediante preavviso di cinque anni, salvo che detti prestiti non siano più considerati come una componente del margine di solvibilità disponibile o che l'accordo preventivo delle autorità competenti sia formalmente richiesto per il rimborso anticipato. In quest'ultimo caso l'impresa di assicurazione informa le autorità competenti, almeno sei mesi prima, della data del rimborso proposta, indicando il margine di solvibilità disponibile e richiesto prima e dopo detto rimborso. Le autorità competenti autorizzano il rimborso soltanto se il margine di solvibilità disponibile dell'impresa di assicurazione non rischia di scendere al di sotto del livello richiesto;(iv) esclusione dal contratto di prestito di clausole in forza delle quali, in determinati casi, diversi dalla liquidazione dell'impresa di assicurazione, il debito debba essere rimborsato prima della scadenza convenuta;(v) possibilità di modificare il contratto solo dopo che le autorità competenti abbiano dichiarato di non opporsi alla modifica.b) i titoli a durata indeterminata e altri strumenti, comprese le azioni preferenziali cumulative diverse da quelle menzionate alla lettera a), sino a concorrenza del 50% del margine di solvibilità disponibile o, se inferiore, del margine di solvibilità richiesto per il totale di detti titoli e dei prestiti subordinati di cui alla lettera a), che soddisfino le condizioni seguenti:(i) non possono essere rimborsati su iniziativa del portatore o senza il preventivo accordo dell'autorità competente;(ii) il contratto di emissione deve dare all'impresa di assicurazione la possibilità di differire il pagamento degli interessi del prestito;(iii) i crediti del prestatore sull'impresa di assicurazione devono essere interamente subordinati a quelli di tutti i creditori non subordinati;(iv) i documenti che disciplinano l'emissione dei titoli devono prevedere la capacità del debito e degli interessi non versati di assorbire le perdite, consentendo nel contempo all'impresa di assicurazione di proseguire le sue attività;(v) computo dei soli importi effettivamente versati.4. Su domanda, debitamente documentata, dell'impresa all'autorità competente dello Stato membro di origine e con l'accordo di detta autorità competente, possono essere ammessi a costituire il margine di solvibilità :a) la metà dell'aliquota non versata del capitale sociale o del fondo iniziale appena la parte versata raggiunge il 25% di questo capitale o fondo, sino a concorrenza del 50% del margine di solvibilità disponibile o, se inferiore, del margine di solvibilità richiesto;b) il richiamo di contributi che le mutue e le società a forma mutua, a contributi variabili, possono esigere dai loro iscritti a titolo dell'esercizio, fino a concorrenza della metà della differenza tra i contributi massimi e i contributi effettivamente richiamati; tuttavia, queste possibilità di richiamo non possono rappresentare più del 50% del margine di solvibilità disponibile o del margine di solvibilità richiesto, se inferiore;c) le plusvalenze latenti risultanti dalla sottovalutazione di elementi dell'attivo, purché tali plusvalenze non abbiano carattere eccezionale.5. Le modifiche ai paragrafi 2, 3 e 4 per tenere conto degli sviluppi che giustificano un adeguamento tecnico degli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità disponibile sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 2 della direttiva 91/675/CEE."3. È inserito il seguente articolo 16 bis:"Articolo 16 bis1. Il margine di solvibilità minimo richiesto è determinato in rapporto all'ammontare annuo dei premi o contributi, oppure in rapporto all'onere medio dei sinistri per i tre ultimi esercizi sociali.Tuttavia, qualora le imprese pratichino essenzialmente soltanto uno o più dei rischi tempesta, grandine, gelo, sono presi in considerazione come periodo di riferimento dell'onere medio dei sinistri gli ultimi sette esercizi sociali.2. Fatto salvo l'articolo 17, l'ammontare del margine di solvibilità minimo richiesto deve essere pari al più elevato dei due risultati di cui ai paragrafi 3 e 4.3. L'ammontare dei premi da utilizzare per il calcolo è il più elevato dei due importi seguenti: l'importo dei premi o contributi lordi emessi o l'importo dei premi o contributi lordi acquisiti.I premi o i contributi per i rami 11, 12 e 13 di cui al punto A dell'allegato sono aumentati del 50%.I premi o contributi (compresi gli oneri accessori a detti premi o contributi) dovuti per gli affari diretti nel corso dell'ultimo esercizio, a valere per tutti gli esercizi, vengono cumulati.Al risultato ottenuto si aggiunge l'importo dei premi accettati in riassicurazione nel corso dell'ultimo esercizio.Dal risultato ottenuto si detrae l'importo totale dei premi o contributi annullati nel corso dell'ultimo esercizio, nonché l'importo totale delle imposte e tasse relative ai premi o contributi compresi nel cumulo.Dopo aver ripartito l'importo così ottenuto in due quote, la prima fino a 50 milioni di euro, la seconda comprendente l'eccedenza, si applicano su tali quote rispettivamente le percentuali del 18% e del 16% e si sommano gli importi così ottenuti.L'ammontare così ottenuto è moltiplicato per il rapporto esistente, per la somma dei tre ultimi esercizi, tra l'ammontare dei sinistri che restano a carico dell'impresa dopo aver dedotto gli importi recuperabili per effetto della cessione in riassicurazione, e l'ammontare dei sinistri lordi; tale rapporto non può in alcun caso essere inferiore al 50%.Con l'approvazione delle autorità competenti, è possibile ricorrere a metodi statistici per assegnare i premi o contributi ai rami 11, 12 e 13.4. Il calcolo sulla base dei sinistri è effettuato nel modo appresso indicato, utilizzando per i rami 11, 12 e 13 classificati al punto A dell'allegato l'ammontare dei sinistri, degli accantonamenti e dei recuperi incrementato del 50%.Gli importi dei sinistri pagati per gli affari diretti nel corso dei periodi di cui al paragrafo 1 vengono cumulati (senza detrarre i sinistri a carico dei cessionari e retrocessionari).Al risultato ottenuto si aggiunge l'importo dei sinistri pagati a titolo di accettazioni in riassicurazione o in retrocessione nel corso degli stessi periodi.Al risultato ottenuto si aggiunge l'ammontare degli accantonamenti per sinistri da pagare, costituiti alla fine dell'ultimo esercizio, sia per gli affari diretti che per le accettazioni in riassicurazione.Dall'importo ottenuto si detrae l'ammontare dei recuperi effettuati durante i periodi di cui al paragrafo 1.Dall'importo rimasto, si detrae l'ammontare degli accantonamenti per sinistri da pagare, costituiti all'inizio del secondo esercizio finanziario precedente l'ultimo esercizio considerato, sia per gli affari diretti che per le accettazioni in riassicurazione. Se il periodo di riferimento determinato conformemente al paragrafo 1 è di 7 anni, si deduce l'ammontare degli accantonamenti per sinistri da pagare costituiti all'inizio del sesto esercizio precedente l'ultimo esercizio considerato.Dopo aver ripartito la terza o la settima parte, a seconda del periodo di riferimento determinato conformemente al paragrafo 1, dell'importo così ottenuto in due quote, la prima fino a 35 milioni di euro, la seconda comprendente l'eccedenza, si applicano su tali quote rispettivamente le percentuali del 26% e del 23% e si sommano gli importi così ottenuti.L'ammontare così ottenuto è moltiplicato per il rapporto esistente, per la somma dei tre ultimi esercizi, tra l'ammontare dei sinistri che restano a carico dell'impresa dopo aver dedotto gli importi recuperabili per effetto della cessione in riassicurazione, e l'ammontare dei sinistri lordi; tale rapporto non può in alcun caso essere inferiore al 50%.Con l'approvazione delle autorità competenti, è possibile ricorrere a metodi statistici per assegnare i sinistri, gli accantonamenti ed i recuperi ai rami 11, 12 e 13. Nel caso dei rischi di cui al ramo 18 del punto A dell'allegato, l'importo dei sinistri liquidati preso in considerazione ai fini del calcolo sulla base dei sinistri è il costo derivante, per l'impresa di assicurazione, dall'intervento d'assistenza effettuato. Tale costo viene calcolato secondo le disposizioni nazionali dello Stato membro di origine.5. Se il margine di solvibilità richiesto calcolato conformemente ai paragrafi 2, 3 e 4 è inferiore al margine di solvibilità richiesto per l'esercizio precedente, il margine di solvibilità richiesto è pari almeno al margine di solvibilità richiesto per l'anno precedente moltiplicato per il rapporto tra l'ammontare delle riserve tecniche per sinistri da liquidare al termine dell'ultimo esercizio finanziario e l'ammontare delle riserve tecniche per sinistri da liquidare all'inizio dell'ultimo esercizio finanziario.6. Le percentuali applicabili alle quote di cui al paragrafo 3, sesto comma e al paragrafo 4, settimo comma sono ridotte ad un terzo per quanto riguarda l'assicurazione malattia gestita secondo una tecnica analoga a quella dell'assicurazione sulla vita, se(a) i premi riscossi sono calcolati in base a tavole di morbilità secondo i metodi matematici applicati in materia di assicurazioni;(b) è costituita una riserva di senescenza o si tratta di un'assicurazione di gruppo;(c) è riscosso un supplemento di premio per costituire un margine di sicurezza adeguato;(d) l'impresa di assicurazione può recedere dal contratto al più tardi entro il termine del terzo anno d'assicurazione;(e) il contratto prevede la possibilità di aumentare i premi o di ridurre le prestazioni anche per i contratti in corso."4) L'articolo 17 è sostituito dal seguente:"Articolo 171. Un terzo del margine minimo di solvibilità richiesto, di cui all'articolo 16 bis, costituisce il fondo di garanzia. Esso è costituito dagli elementi elencati nell'articolo 16, paragrafi 2 e 3 e paragrafo 4, lettera c).2. Il fondo di garanzia non può essere inferiore a 2 milioni di euro. Se sono coperti i rischi o una parte dei rischi compresi in uno dei rami da 10 a 15 classificati al punto A dell'allegato, il fondo di garanzia è di 3 milioni di euro.Ogni Stato membro può prevedere la riduzione di un quarto del fondo di garanzia minimo per le mutue e le società a forma mutualistica."5) È inserito il seguente articolo 17 bis:"Articolo 17 bis1. Gli importi in euro stabiliti nell'articolo 16 bis, paragrafi 3 e 4 e nell'articolo 17, paragrafo 2, sono riesaminati annualmente, e per la prima volta [18 mesi dopo l'entrata in vigore della presente direttiva], per tenere conto delle variazioni dell'indice europeo dei prezzi al consumo per l'insieme degli Stati membri pubblicato da Eurostat.Gli importi sono adeguati automaticamente aumentando l'importo di base in euro della variazione percentuale dell'indice nel periodo tra l'entrata in vigore della presente direttiva e la data di revisione e arrotondandolo ad un multiplo di 100 000 euro.Se la variazione percentuale rispetto all'ultimo adeguamento è inferiore al 5%, non si opera alcun adeguamento.2. La Commissione informa ogni anno il Parlamento europeo e il Comitato delle assicurazioni in merito al riesame degli importi e agli adeguamenti ad essi apportati."6) All'articolo 20, paragrafo 2, il rinvio "articolo 16, paragrafo 3" è sostituito da "articolo 16 bis".7) È inserito il seguente articolo 20 bis:"Articolo 20 bis1. Gli Stati membri dispongono che le autorità competenti possano richiedere alle imprese di assicurazione la presentazione di un piano di risanamento finanziario, qualora dette autorità ritengano che i diritti degli assicurati siano a rischio. Tale piano può comprendere indicazioni particolareggiate o una documentazione sugli elementi seguenti per i tre esercizi successivi:(a) previsioni relative alle spese di gestione, in particolare le spese generali correnti e le provvigioni;(b) un piano che esponga dettagliatamente le previsioni di entrata e di spesa, sia per le operazioni dirette e per le operazioni di riassicurazione attiva che per le operazioni di riassicurazione passiva;(c) la situazione probabile di tesoreria;(d) previsioni relative ai mezzi finanziari destinati alla copertura degli impegni e del margine di solvibilità;(e) la politica di riassicurazione nel suo complesso.2. Qualora i diritti degli assicurati siano a rischio, gli Stati membri dispongono che le autorità competenti possano imporre alle imprese di assicurazione la costituzione di un margine di solvibilità più elevato di quello previsto dalla legislazione nazionale, al fine di garantire che l'impresa di assicurazione sia in grado di soddisfare i requisiti di solvibilità nel breve periodo. Il livello di tale margine di solvibilità più elevato è determinato sulla base di un'analisi del piano di risanamento finanziario di cui al paragrafo 1.3. Gli Stati membri dispongono che le autorità competenti possano rivedere al ribasso il valore di tutti gli elementi che possono rientrare nella composizione del margine di solvibilità disponibile, in particolare se vi è stato un cambiamento sensibile del valore di mercato di questi elementi dalla fine dell'ultimo esercizio finanziario.4. Gli Stati membri dispongono che le autorità competenti possano diminuire il coefficiente di riduzione del margine di solvibilità determinato in conformità all'articolo 16 bis qualora:(a) il contenuto o la qualità del programma di riassicurazione abbia effettivamente subito modifiche sensibili rispetto all'ultimo esercizio,(b) il programma di riassicurazione non preveda alcun trasferimento del rischio o preveda un trasferimento irrilevante."Articolo 2Periodo transitorio1. Gli Stati membri possono concedere un termine di cinque anni per conformarsi alle condizioni di cui all'articolo 1 della presente direttiva, a decorrere dalla data di entrata in vigore della stessa, alle imprese di assicurazione che, alla data dell'entrata in vigore della presente direttiva, svolgono sul loro territorio attività di assicurazione in uno o più rami tra quelli di cui all'allegato della direttiva 73/239/CEE.2. Gli Stati membri possono concedere alle imprese di cui al paragrafo 1 che, alla scadenza del termine di cinque anni, non hanno costituito interamente il margine di solvibilità richiesto, un ulteriore termine, non superiore a due anni, per provvedervi, purché dette imprese, conformemente all'articolo 20 della direttiva 73/239/CEE, abbiano sottoposto all'approvazione delle autorità competenti le misure che intendono prendere a tal fine.Articolo 3Attuazione1. Gli Stati membri adottano entro il [18 mesi a decorrere dall'entrata in vigore della presente direttiva] le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano dette disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di siffatto riferimento all'atto della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.2. Gli Stati membri provvedono affinché le disposizioni di cui al paragrafo 1 si applichino per la prima volta al controllo dei conti degli esercizi aventi inizio il 1° gennaio [dell'anno successivo a quello indicato nel paragrafo 1] o nel corso di tale anno civile.3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel campo disciplinato dalla presente direttiva.4. La Commissione presenta entro il [3 anni dopo la data di cui al paragrafo 2] al Comitato delle assicurazioni una relazione sull'applicazione della presente direttiva e, se del caso, sulla necessità di un'ulteriore armonizzazione.Articolo 4Entrata in vigoreLa presente direttiva entra il vigore il ventesimo giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 5DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo   Per il ConsiglioLa Presidente   Il PresidenteSCHEDA FINANZIARIA1-9. Non applicabile in quanto la commissione non fornisce alcuna assistenza finanziaria10. Spese amministrative (Sezione III, Parte A del bilancio)10.1 Incidenza sul numero dei postiNon è necessario alcun posto supplementare. Le spese amministrative collegate alla presente direttiva potranno essere coperte con le risorse attuali della Commissione. L'unico ricorso alle risorse umane riguarderà il personale necessario all'eventuale indicizzazione annuale degli importi del fondo di garanzia minimo e delle soglie di premi e sinistri, in funzione dell'evoluzione dei prezzi. Questo compito potrà essere assolto con le risorse esistenti.SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO  IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)Denominazione della propostaDirettiva che modifica le regole in materia di margine di solvibilità per le imprese di assicurazione.Numero di riferimento del documentoLa proposta1. In considerazione del principio di sussidiarietà esporre i motivi per i quali è necessaria una normativa comunitaria in questo settore, nonché gli obiettivi principali.Un elemento importante di qualunque sistema di vigilanza prudenziale mirante a proteggere gli assicurati e gli altri contraenti di assicurazioni è l'obbligo imposto alle imprese di assicurazione di costituire un margine di solvibilità destinato ad ammortizzare gli effetti delle fluttuazioni economiche sfavorevoli. In un mercato unico delle assicurazioni che si basa sui principi del passaporto unico, del controllo da parte dello Stato membro di origine e del mutuo riconoscimento dei sistemi nazionali di vigilanza prudenziale, è necessario prevedere un margine di solvibilità richiesto comune. La proposta mira a migliorare le regole attuali in materia di margine di solvibilità per rafforzare la protezione degli assicurati.Conformemente al principio di sussidiarietà, la proposta non si applica alle mutue che incassano contributi totali inferiori ai 5 milioni di euro.L'impatto sulle imprese2. Determinare l'incidenza della proposta:- sui vari settori di attivitàImprese di assicurazione (vita e non vita).- sulle diverse dimensioni di imprese (indicare la concentrazione di piccole e medie imprese)Tutte le imprese di assicurazione costituite sotto la forma di società di capitali e di mutue che incassano contributi il cui totale annuo supera i 5 milioni di euro. Questa soglia è molto più elevata dell'attuale minimo di 1 euro. In ogni caso una buona parte di queste piccole mutue non rispetteranno più i nuovi importi del fondo di garanzia minimo (FGM). Gli importi attuali sono rimasti sostanzialmente immutati dalle direttive del 1973 e del 1979.La Commissione, aiutata dalle autorità nazionali di vigilanza, ha effettuato ampie simulazioni sul probabile impatto di una serie di proposte comprendenti in particolare l'innalzamento dell'FGM. La distribuzione statistica delle imprese di assicurazione e dei premi incassati è molto asimmetrica. in particolare nel settore non vita che conta un gran numero di mutue molto piccole operanti ad un livello puramente locale o nazionale.Gli assicuratori che incassano meno di 2 milioni di euro di premi all'anno costituiscono il 27% delle imprese, ma soltanto lo 0,15% del fatturato totale del settore non vita. Coloro il cui incasso annuale totale si situa tra 2 e 20 milioni di euro rappresentano il 31% delle imprese, ma soltanto il 6,4 % del fatturato totale del settore.La Commissione ha esaminato l'impatto delle proposte sulle PMI che percepiscono meno di 40 milioni di euro all'anno. Su base aggregata, il margine di solvibilità richiesto a questo gruppo di imprese crescerebbe di circa 1,65 miliardi di euro in termini nominali, pari ad un incremento di circa il 50%. Il 83% delle imprese considerate non rispetterebbero più il nuovo margine di solvibilità. In ogni caso molte di queste imprese non soddisferebbero la nuova soglia di 5 milioni di euro di premi incassati. Esse perderebbero il loro passaporto europeo, ma potrebbero ancora operare sul loro mercato nazionale, sotto la vigilanza delle autorità nazionali.- Specificare se esistono particolari aree geografiche della Comunità in cui sono concentrate tali imprese.Vi sono piccole imprese di assicurazione in tutta la Comunità.3. Precisare gli obblighi imposti alle imprese per conformarsi alla proposta.Costituire un margine di solvibilità adeguato. In pratica, l'obbligo principale per le PMI sarà quello di disporre di un fondo di garanzia minimo pari a:- 3 milioni di euro per i rami da 10 a 15- 2 milioni di euro per tutti gli altri rami.4. Definire la prevedibile incidenza economica della proposta- sull'occupazione: globalmente neutra- sugli investimenti e sulla costituzione di nuove imprese: globalmente neutra.Considerato che la proposta innalza il margine di solvibilità richiesto, le imprese di assicurazione avranno bisogno di maggiori fondi propri. Il fondo di garanzia minimo più elevato potrebbe pertanto costituire una barriera all'ingresso per le nuove imprese che desiderano beneficiare del passaporto unico. In pratica, il fondo di garanzia minimo non rischia tuttavia di rivelarsi un ostacolo reale all'insediamento di imprese di assicurazione che desiderino operare su base realmente transfrontaliera. Va inoltre sottolineato che le piccole mutue a vocazione locale o regionale che realizzano un fatturato inferiore a 5 milioni di euro potranno continuare ad operare sul loro mercato nazionale, rispettando soltanto le regole nazionali.-  sulla competitività delle impreseLa presente proposta aumenta i fondi propri obbligatori delle imprese interessate. Questo aumento non corrisponde ad un costo, in quanto non comporta alcuna spesa annuale supplementare. Per contro, giacché il livello dei fondi propri obbligatori delle imprese viene aumentato per proteggere gli assicurati, l'investimento di tali fondi procurerà alle imprese proventi più elevati.5. Indicare se la proposta contiene misure destinate a tenere conto della situazione specifica delle piccole e medie imprese (esigenze più limitate o diverse, ecc.).La proposta prevede un certo numero di misure miranti a tenere conto della situazione specifica delle PMI.In linea di massima solo le mutue di assicurazioni che incassano un importo annuale di contributi superiore a 5 milioni di euro resteranno soggette alle direttive. Tuttavia, anche situandosi al di sotto di questa soglia, qualunque mutua che soddisfi gli obblighi in materia di margine di solvibilità potrà su sua richiesta essere automaticamente assoggettata alla presente direttiva e pertanto beneficiare del passaporto europeo.L'aspetto principale della proposta è l'innalzamento dell'FGM che, come indicato in precedenza, interesserà un gran numero di piccole mutue del settore non vita.In primo luogo queste imprese continueranno ad operare a livello locale o regionale sotto la vigilanza delle loro autorità nazionali, ma senza essere soggette alla direttiva.In secondo luogo le nuove regole non entreranno in vigore dall'oggi al domani. La proposta contiene disposizioni transitorie generose. È previsto infatti un periodo transitorio di cinque anni a decorrere dalla data di entrata in vigore delle regole. Inoltre le autorità competenti possono prorogare questo periodo di adeguamento di 2 anni.In terzo luogo, la proposta lascia sempre agli Stati membri la possibilità di autorizzare una riduzione di un quarto dell'FGM in caso di mutue e società a forma mutualistica.In quarto luogo, previa approvazione delle autorità nazionali competenti, le piccole mutue potranno integrare i richiami di contributi dei loro soci nel margine di solvibilità richiesto fino a concorrenza del 50% di quest'ultimo.Consultazione6. Elencare le organizzazioni consultate in merito alla proposta ed esporre le principali osservazioni.La Commissione ha lavorato in stretta collaborazione con le principali associazioni europee del settore durante tutto il processo di revisione. Globalmente queste associazioni concordano con la filosofia generale della proposta, ma preferirebbero che il campo di applicazione di talune misure fosse ben circoscritto ad un determinato numero di casi.Il CEA approva l'approccio generale, ma desidera che i poteri di intervento precoce delle autorità di vigilanza siano meglio delimitati, che il coefficiente di aggiustamento in funzione del ramo sia ridotto al 25% rispetto al 50% proposto dalla Commissione e che l'incremento dell'FGM e delle soglie dei premi e dei sinistri sia un po' meno forte; ad esempio, il fattore di aggiustamento potrebbe ammontare a 4 anziché a 5.Questo punto di vista è inoltre ampiamente condiviso anche dall'ACME che è particolarmente favorevole al mantenimento della riduzione di un quarto dell'FGM per le mutue.L'AISAM (un'associazione europea di mutue che si occupa in particolare di piccole mutue) era in un primo tempo fortemente contraria ad un consistente innalzamento dell'FGM. Questa associazione considera tuttavia accettabile un FGM più elevato "a livello europeo", purché le piccole mutue possano continuare ad operare con un FGM più modesto "a livello nazionale".Anche il Gruppo consultivo degli attuari europei sostiene globalmente le misure proposte. Ha contribuito ad identificare i rami non vita che presentano il rischio più elevato ai fini dell'adeguamento dell'FGM, ma ritiene preferibile rinviare l'incremento del margine di solvibilità richiesto per questi rami fino alla conclusione dell'esercizio di solvibilità II.