CELEX: 62006CC0329
Language: it
Date: 2008-02-14
Title: Conclusioni riunite dell'avvocato generale Bot del 14 febbraio 2008. # Arthur Wiedemann contro Land Baden-Württemberg (C-329/06) e Peter Funk contro Stadt Chemnitz (C-343/06). # Domande di pronuncia pregiudiziale: Verwaltungsgericht Sigmaringen (C-329/06) e Verwaltungsgericht Chemnitz (C-343/06) - Germania. # Direttiva 91/439/CEE - Reciproco riconoscimento delle patenti di guida - Revoca della patente in uno Stato membro per uso di stupefacenti o di alcol - Nuova patente rilasciata in un altro Stato membro - Rifiuto di riconoscere il diritto di guidare nel primo Stato membro - Residenza non conforme alla direttiva 91/439/CEE. # Cause riunite C-329/06 e C-343/06. # Matthias Zerche (C-334/06) e Manfred Seuke (C-336/06) contro Landkreis Mittweida e Steffen Schubert (C-335/06) contro Landkreis Mittlerer Erzgebirgskreis. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Verwaltungsgericht Chemnitz - Germania. # Direttiva 91/439/CEE - Reciproco riconoscimento delle patenti di guida - Revoca della patente in uno Stato membro per uso di stupefacenti o di alcol - Nuova patente rilasciata in un altro Stato membro - Rifiuto di riconoscere il diritto di guidare nel primo Stato membro -Residenza non conforme alla direttiva 91/439/CEE. # Cause riunite C-334/06 a C-336/06.

CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
      YVES BOT
      presentate il 14 febbraio 2008 1(1)
      
      Cause riunite C‑329/06 e C‑343/06
      Arthur Wiedemann
      contro
      Land Baden‑Württemberg
      
      e
      
      Peter Funk
      contro
      Stadt Chemnitz
      
      
      
      Cause riunite da C‑334/06 a C‑336/06
      
      
      Matthias Zerche
      contro
      Landkreis Mittweida
      
      Steffen Schubert
      contro
      Landkreis Mittlerer Erzgebirgskreis
      
      e
      
      Manfred Seuke
      contro
      Landkreis Mittweida
      [domande di pronuncia pregiudiziale presentate dal Verwaltungsgericht Sigmaringen (Germania) e dal Verwaltungsgericht Chemnitz
         (Germania)]
      
      «Reciproco riconoscimento delle patenti di guida – Ritiro della patente di guida nazionale nello Stato di residenza per consumo di droga e di alcol – Sicurezza stradale – Possibilità che uno Stato membro neghi il riconoscimento di una patente di guida – Art. 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439/CEE»1.        Le controversie sottoposte alla Corte fanno parte del già vasto contenzioso comunitario in materia di reciproco riconoscimento
         delle patenti di guida.
      
      2.        Nelle cinque controversie di cui trattasi si chiede alla Corte di stabilire se uno Stato membro possa negare il riconoscimento
         della validità di una patente di guida rilasciata da un altro Stato membro, qualora il titolare di tale patente sia stato
         oggetto, sul territorio del primo Stato membro, di un provvedimento di revoca corredato dell’obbligo di superare una visita
         medico-psichiatrica finalizzata all’ottenimento di una nuova patente di guida.
      
      3.        Si tratterà di definire la portata degli obblighi che incombono agli Stati membri ai sensi della direttiva del Consiglio 29
         luglio 1991, 91/439/CEE (2), in particolare ai sensi degli artt. 7, n. 1, lett. a) e b), e 8, nn. 2 e 4,della medesima.
      
      4.        Nelle presenti conclusioni proporrò alla Corte di dichiarare che, qualora una persona si sia vista ritirare la patente di
         guida in uno Stato membro per il fatto che guidava sotto l’effetto dell’alcol o della droga e qualora, tenuto conto dello
         stato di pericolosità dell’interessato, il rilascio di una nuova patente di guida venga subordinato al superamento di una
         visita medico-psichiatrica, tale Stato membro può rifiutarsi, ai sensi degli artt. 1, n. 2, e 8, nn. 2 e 4, della direttiva
         91/439, di riconoscere la validità di una patente di guida rilasciata da un altro Stato membro, se non è stata effettuata
         in quest’ultimo Stato membro una visita di livello paragonabile a quello richiesto nel primo Stato membro.
      
      5.        Proporrò anche alla Corte di dichiarare che, qualora il titolare della patente di guida manifesti un comportamento potenzialmente
         pericoloso, in particolare alla luce dei motivi che hanno indotto al ritiro della prima patente, lo Stato membro che ha effettuato
         il controllo ha la possibilità di adottare provvedimenti provvisori, come la sospensione di detta patente, durante l’esame,
         da parte dello Stato membro di rilascio, delle condizioni di ottenimento di tale patente.
      
      6.        Preciso che, poiché tali cinque controversie riguardano la stessa questione giuridica, le esaminerò insieme nelle presenti
         conclusioni.
      
      I –    Contesto normativo
      A –    La disciplina comunitaria
      7.        Allo scopo di agevolare la circolazione delle persone all’interno della Comunità europea o il loro stabilimento in uno Stato
         membro diverso da quello in cui tali persone hanno ottenuto la patente di guida, la direttiva 91/439 ha stabilito il principio
         del reciproco riconoscimento delle patenti di guida (3).
      
      8.        La fissazione, in tale direttiva, dei presupposti minimi in base ai quali la patente può essere rilasciata ha anche per obiettivo
         il miglioramento della sicurezza della circolazione stradale sul territorio dell’Unione europea (4).
      
      9.        L’art. 7, n. 1, lett. a) e b), di detta direttiva recita come segue:
      
      «Il rilascio della patente di guida è subordinato inoltre:
      a)      al superamento di una prova di verifica delle capacità e dei comportamenti e di una prova di controllo delle cognizioni, nonché
         al soddisfacimento di norme mediche, conformemente alle disposizioni degli allegati II e III;
      
      b)      alla residenza normale o alla prova della qualifica di studente per un periodo di almeno 6 mesi nel territorio dello Stato
         membro che rilascia la patente di guida [(5)]».
      
      10.      In particolare, la direttiva 91/439 prevede che la patente di guida non debba essere rilasciata né rinnovata a nessun candidato
         o conducente di autoveicoli che si sia trovato in stato di dipendenza da alcol o da sostanze psicotrope.
      
      11.      Infatti, i punti 14.1 e 15.1 dell’allegato III di tale direttiva così dispongono:
      
      «La patente di guida non deve essere rilasciata né rinnovata al candidato o conducente che si trovi in stato di dipendenza
         nei confronti dell’alcole o che non possa dissociare la guida dal consumo di alcole.
      
      La patente di guida può essere rilasciata o rinnovata al candidato o conducente che si sia trovato in stato di dipendenza
         nei confronti dell’alcole, al termine di un periodo constatato di astinenza e con parere di un medico autorizzato e un controllo
         medico regolare.
      
      (…)
      La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata al candidato o conducente che consumi regolarmente sostanze
         psicotrope, di qualsiasi forma, capaci di compromettere la sua capacità [di] guidare senza pericolo, nel caso in cui la quantità
         assorbita sia tale da avere un’influenza nefasta sulla guida. Lo stesso vale per qualsiasi altro medicinale o associazione
         di medicinali che abbiano influenza sull’idoneità alla guida». 
      
      12.      L’art. 8, n. 2, di tale direttiva prevede che un Stato membro di residenza normale possa applicare al titolare della patente
         di guida rilasciata da un altro Stato membro le proprie disposizioni nazionali riguardanti la restrizione, la sospensione,
         la revoca o l’annullamento del diritto di guidare.
      
      13.      In forza dell’art. 8, n. 4, primo comma, della direttiva 91/439, uno Stato membro può anche negare il riconoscimento della
         validità della patente di guida rilasciata da un altro Stato membro ad una persona che sia oggetto sul territorio di una delle
         misure summenzionate.
      
      14.      Infine, l’art. 12, n. 3, di detta direttiva prevede che «gli Stati membri si assistono reciprocamente nell’applicazione della
         presente direttiva e si scambiano, se occorre, le informazioni sulle patenti che essi hanno registrato».
      
      B –    La disciplina nazionale
      15.      Il regolamento relativo all’accesso delle persone alla circolazione stradale (Verordnung über die Zulassung von Personen zum
         Straßenverkehr; in prosieguo: la «FeV») prevede, all’art. 28, n. 1, che le persone titolari di una patente rilasciata da uno
         Stato membro dell’Unione europea sono autorizzate a guidare sul territorio della Repubblica federale di Germania.
      
      16.      Tuttavia, secondo l’art. 28, n. 4, punto 3, della FeV, tale autorizzazione non si applica alle persone la cui patente di guida
         è stata oggetto, sul territorio tedesco, di un provvedimento provvisorio o definitivo di revoca da parte di un tribunale oppure
         di un provvedimento di revoca immediatamente esecutivo o definitivo adottato da un’autorità amministrativa.
      
      17.      Peraltro, ai sensi dell’art. 28, n. 5, della FeV, il diritto di avvalersi in Germania di una patente ottenuta in uno Stato
         membro dell’Unione dopo essere stati assoggettati ad uno dei provvedimenti di cui all’art. 28, n. 4, punto 3, della FeV viene
         concesso quando sono cessati i motivi che hanno giustificato la revoca del diritto alla guida o il divieto di chiedere tale
         diritto.
      
      18.      L’art. 11 della FeV prevede che le persone che desiderano ottenere la patente di guida devono soddisfare le condizioni fisiche
         e mentali necessarie a tale scopo. Tali condizioni non sono soddisfatte quando, in particolare, dette persone sono sotto l’effetto
         di sostanze stupefacenti o consumano cannabis.
      
      19.      In caso di dubbi quanto alle capacità fisiche o mentali di dette persone, le autorità competenti possono esigere che esse
         presentino una perizia medica al fine di poter decidere circa la concessione o la proroga della patente (6).
      
      20.      La disciplina tedesca prevede due tipi di revoca. Il conducente di autoveicoli può essere oggetto di una revoca amministrativa
         della sua patente di guida. Tale conducente, qualora sia oggetto di detto provvedimento, deve, per vedersi riconoscere il
         diritto alla guida, dimostrare di essere di nuovo idoneo alla guida producendo una perizia medico-psichiatrica. Il Verwaltungsgericht
         Sigmaringen (Germania) precisa che, in tal caso, non è possibile fissare un termine agli effetti della decisione di revoca.
      
      21.      Oltre alla revoca amministrativa, la disciplina tedesca prevede anche la revoca della patente da parte del giudice penale,
         con la possibilità di vietare al titolare della stessa patente ritirata di chiedere una nuova autorizzazione a guidare per
         un periodo che va dai sei mesi ai cinque anni (7).
      
      II – I fatti di cui ai procedimenti principali all’origine delle presenti domande di pronuncia pregiudiziale
      A –    Le controversie C‑329/06 e C‑343/06
      1.      La causa C‑329/06
      22.      Il sig. Wiedemann, cittadino tedesco, si è visto ritirare nell’aprile del 2004 la sua patente per aver guidato sotto l’effetto
         di sostanze stupefacenti (eroina e cannabis). Il ricorso amministrativo proposto contro tale provvedimento dal sig. Wiedemann
         è stato respinto con decisione del 16 agosto 2004, notificata il 18 agosto 2004 e divenuta esecutiva il 20 settembre 2004.
      
      23.      Il 19 settembre 2004, una domenica, il sig. Wiedemann si è visto riconoscere il diritto alla guida dalle autorità ceche competenti.
         La patente di guida, su cui compare un indirizzo in Germania, gli è stata consegnata il 1° ottobre 2004.
      
      24.      L’11 ottobre 2004, il sig. Wiedemann ha causato un incidente sul territorio tedesco e si è visto revocare la patente. Con
         decisione del 27 ottobre 2004, il Landratsamt Ravensburg (Germania) ha dichiarato il sig. Wiedemann decaduto dal diritto di
         guidare sul territorio tedesco, in quanto non era ancora idoneo alla guida a causa del suo consumo di droga. Il Landratsamt
         Ravensburg ha poi restituito tale patente al suo titolare dopo avervi apposto la menzione «la presente patente di guida non
         autorizza la guida degli autoveicoli in Germania».
      
      25.      Dopo l’esito negativo della procedura di reclamo, il sig. Wiedemann ha proposto ricorso dinanzi al Verwaltungsgericht Sigmaringen.
      
      2.      La causa C‑343/06
      26.      Il sig. Funk, un cittadino tedesco che si era già visto vietare la guida per un periodo di nove mesi in seguito ad una condanna
         per guida in stato di ebbrezza, si è nuovamente visto ritirare la patente con decisione amministrativa del Comune di Chemnitz
         (Germania) del 15 luglio 2003, per gli stessi motivi. In seguito alla produzione di una perizia medico-psichiatrica, la domanda
         di restituzione di detta patente presentata dal sig. Funk nel dicembre 2003 è stata respinta.
      
      27.      Il 9 dicembre 2004 il sig. Funk ha ottenuto una patente di guida nella Repubblica ceca, senza avere residenza in tale Stato
         membro.
      
      28.      Le autorità tedesche, informate dell’esistenza di tale patente, hanno constatato che il sig. Funk non aveva ancora dimostrato
         di essere idoneo alla guida. Poiché quest’ultimo si è rifiutato di sottoporsi ad una perizia medico‑psichiatrica, le autorità
         amministrative tedesche hanno minacciato di ritirare la sua patente ceca.
      
      29.      Poiché il suo reclamo è rimasto infruttuoso, il sig. Funk ha proposto ricorso dinanzi al Verwaltungsgericht Chemnitz (Germania).
      
      B –    Le cause da C‑334/06 a C‑336/06
      30.      I sigg. Zerche, Schubert e Seuke, cittadini tedeschi, si sono visti ritirare la patente tedesca mediante ordinanza penale,
         con divieto di ottenere una nuova patente prima della scadenza di un termine di diversi mesi, per aver guidato sotto l’effetto
         dell’alcol.
      
      31.      In seguito, poiché essi non hanno prodotto alcuna perizia medico‑psichiatrica positiva, le domande intese ad ottenere una
         nuova patente proposte dai tre interessati sono state respinte.
      
      32.      Dopo la scadenza del periodo sospensivo, i sigg. Zerche, Schubert e Seuke hanno ottenuto una patente di guida nella Repubblica
         ceca. L’indirizzo che compare su queste tre patenti è, in ciascun caso, un indirizzo in Germania.
      
      33.      Le autorità tedesche, avuta conoscenza dell’esistenza di tali nuove patenti, hanno ingiunto ai tre titolari di presentare
         una perizia medico-psichiatrica. Poiché i tre titolari non si sono conformati a tale richiesta, le autorità amministrative
         tedesche li hanno dichiarati decaduti dal diritto di avvalersi delle loro patenti ceche sul territorio tedesco.
      
      34.      Poiché i procedimenti di reclamo dei sigg. Zerche, Schubert e Seuke sono rimasti infruttuosi, essi hanno proposto ricorso
         dinanzi al Verwaltungsgericht Chemnitz.
      
      III – Le questioni pregiudiziali
      35.      Nella causa C‑329/06, il Verwaltungsgericht Sigmaringen ha deciso di sospendere il giudizio e di sottoporre alla Corte le
         seguenti questioni pregiudiziali:
      
      «1)      Se gli artt. 1, n. 2, e 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439/CEE debbano essere interpretati nel senso che la revoca della
         patente di guida disposta dalle autorità amministrative nello Stato di residenza per inidoneità alla guida non osta al rilascio
         di una patente di guida da parte di un altro Stato membro, e se lo Stato membro di residenza debba, in sostanza, riconoscere
         siffatta patente.
      
      2)      Se gli artt. 1, n. 2, 7, n. 1, lett. a), in combinato disposto con l’allegato III,e l’art. 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439/CEE
         vadano interpretati nel senso che non sussiste in capo allo Stato di residenza alcun obbligo di riconoscere la patente di
         guida che il titolare ha ottenuto, dopo la revoca della patente di guida nel suo Stato di residenza, ingannando le autorità
         amministrative dello Stato di rilascio competenti a rilasciare tale patente e senza dimostrare di avere recuperato l’idoneità
         alla guida, o grazie alla collusione con funzionari dell’amministrazione dello Stato di rilascio. 
      
      3)      Se gli artt. 1, n. 2, e 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439/CEE vadano interpretati nel senso che lo Stato di residenza,
         dopo la revoca della patente di guida da parte delle sue autorità amministrative, può sospendere provvisoriamente il riconoscimento
         di una patente di guida rilasciata da un altro Stato membro, o vietarne l’utilizzo, per il periodo in cui lo Stato di rilascio
         sta valutando se ritirare la patente di guida rilasciata illegittimamente».
      
      36.      Nella causa C‑343/06 il Verwaltungsgericht Chemnitz ha deciso di sospendere il giudizio e di sottoporre alla Corte le seguenti
         questioni pregiudiziali:
      
      «1)      Se uno Stato membro, ai sensi degli artt. 1, n. 2, e 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439/CEE, possa esigere che il titolare
         di una patente di guida rilasciata da un altro Stato membro richieda alle autorità nazionali il riconoscimento del diritto
         di utilizzare la propria abilitazione alla guida all’interno del Paese, qualora al titolare della patente UE straniera sia
         stata in precedenza ritirata o altrimenti annullata, all’interno del Paese, la patente di guida.
      
      In caso di risposta negativa:
      2)      Se l’art. 1, n. 2, in combinato disposto con l’art. 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439/CEE debba essere interpretato nel
         senso che uno Stato membro, nell’ambito del proprio territorio, può rifiutare il riconoscimento dell’abilitazione alla guida
         sulla base di una patente ottenuta in un altro Stato membro, qualora al titolare della patente UE straniera sia stata in precedenza
         ritirata la suddetta patente dalle autorità amministrative [competenti], allorché il diritto del primo Stato membro prevede
         che nel caso di provvedimenti giuridici amministrativi di ritiro o annullamento della patente non sussista alcun periodo di
         sospensione per il relativo riottenimento, e allorché il diritto di ottenere una nuova patente di guida si configura soltanto
         dal momento in cui l’interessato, su ordine delle autorità amministrative, abbia fornito la prova in merito all’idoneità alla
         guida, come presupposto sostanziale per poter riottenere la patente in questione, nella forma di una valutazione medico-psicologica
         dettagliatamente disciplinata da norme nazionali. 
      
      In caso di risposta negativa:
      3)      Se l’art. 1, n. 2, in combinato disposto con l’art. 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439/CEE debba essere interpretato nel
         senso che uno Stato membro, nell’ambito del proprio territorio, può rifiutare il riconoscimento dell’abilitazione alla guida
         sulla base di una patente ottenuta in un altro Stato membro, qualora al titolare della patente UE straniera all’interno del
         Paese sia stata in precedenza ritirata o altrimenti annullata la patente di guida dalle autorità amministrative e qualora
         sulla base di elementi obiettivi (non residenza nello Stato membro che ha rilasciato la patente e tentativo infruttuoso di
         riottenere la patente all’interno del Paese) si debba ritenere che, ottenendo una patente [europea rilasciata da un altro
         Stato membro], si siano soltanto voluti evitare i rigorosi presupposti di fatto per riottenere la patente all’interno del
         Paese, in particolare la valutazione medico‑psicologica».
      
      37.      Nelle cause C‑335/06 e C‑336/06, il Verwaltungsgericht Chemnitz ha deciso di sospendere il giudizio e di sottoporre alla Corte
         le seguenti questioni pregiudiziali:
      
      «1)      Se uno Stato membro, ai sensi dell’art. 1, n. 2, e dell’art. 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439/CEE, possa esigere che il
         titolare di una patente di guida rilasciata da un altro Stato membro richieda alle autorità nazionali il riconoscimento del
         diritto di utilizzare la propria abilitazione alla guida all’interno del paese, qualora il titolare della patente rilasciata
         da un altro Stato membro abbia avuto in precedenza, all’interno del paese, la propria patente di guida ritirata o comunque
         annullata.
      
      In caso di risposta negativa:
      2)      Se l’art. 1, n. 2, in combinato disposto con l’art. 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439/CEE debba essere interpretato nel
         senso che uno Stato membro, nell’ambito del proprio territorio, può rifiutare il riconoscimento dell’abilitazione alla guida
         sulla base della patente ottenuta in un altro Stato membro, qualora il titolare della patente UE straniera abbia avuto in
         precedenza la propria patente ritirata o altrimenti annullata all’interno del paese, nel caso in cui il periodo di sospensione
         prima del rilascio di una nuova patente all’interno del paese previsto nel provvedimento di ritiro fosse spirato prima del
         rilascio della patente in un altro Stato membro, e qualora, sulla base di elementi obiettivi (non residenza nello Stato membro
         che ha rilasciato la patente e tentativo infruttuoso di riottenere la patente all’interno del paese), si debba ritenere che,
         ottenendo una patente UE straniera, si siano soltanto voluti evitare i rigorosi presupposti di fatto per il nuovo rilascio
         della patente all’interno del paese, in particolare la valutazione medico-psicologica». 
      
      38.      La questione presentata dal Verwaltungsgericht Chemnitz nella causa C‑334/06 è identica alla seconda questione presentata
         dallo stesso giudice nelle cause C‑335/06 e C‑336/06.
      
      IV – Analisi
      39.      La questione che si pone nelle cause principali consiste nello stabilire se gli artt. 1, n. 2, e 8, nn. 2 e 4, della direttiva
         91/439 debbano essere interpretati nel senso che ostano a che uno Stato membro rifiuti di riconoscere la validità di una patente
         di guida rilasciata da un altro Stato membro, in quanto il titolare di tale patente è stato oggetto, nel primo Stato, di un
         provvedimento di revoca per guida sotto l’effetto della droga o dell’alcol, provvedimento che può essere corredato o meno
         della fissazione di un periodo sospensivo, e in quanto il rilascio di una nuova patente è subordinato, in tale primo Stato
         membro, al superamento di un esame medico psichiatrico.
      
      40.      La Commissione delle Comunità europee è del parere che lo Stato membro di residenza non sia, in linea di principio, tenuto
         a verificare il rispetto delle condizioni di rilascio della patente concessa da un altro Stato membro se tale patente è stata
         rilasciata in conformità all’art. 1, n. 1, di tale direttiva. Tuttavia, essa aggiunge che, qualora lo Stato di rilascio ritenga
         che la patente sia stata rilasciata in violazione del diritto comunitario, il titolare di tale patente non può, in tal caso,
         far valere il principio del reciproco riconoscimento.
      
      41.      In ogni caso, la Commissione considera che lo Stato membro di residenza disponga di altre misure per opporsi al riconoscimento
         di tale patente. Tale Stato membro potrebbe revocare detta patente in forza dell’art. 8, n. 2, della direttiva, sulla base
         di un comportamento colposo del titolare, successivo al rilascio della seconda patente. Inoltre, lo Stato membro di residenza
         potrebbe informare lo Stato membro di rilascio delle carenze esistenti sulla base dell’art. 12, n. 3, della direttiva 91/439
         oppure, ancora, intraprendere una procedura contro detto Stato membro ai sensi dell’art. 227 CE.
      
      42.      Non condivido il parere della Commissione per i seguenti motivi.
      
      43.      La direttiva 91/439 persegue due obiettivi, cioè quello di garantire la sicurezza e quello di agevolare la circolazione delle
         persone, senza che l’importanza dell’uno prevalga su quella dell’altro, il che non viene contestato da nessuno, essendo inconcepibile
         ammettere che la circolazione delle persone possa essere agevolata a detrimento della loro sicurezza.
      
      44.      Poste in relazione con le presenti controversie, le disposizioni più rilevanti di tale direttiva sono quelle che riguardano
         la prevenzione del rischio che coloro che abusano di alcol e droga, ovvero che ne sono dipendenti, fanno correre agli altri
         utenti della strada.
      
      45.      Le disposizioni di detta direttiva o quelle dei suoi allegati lo dimostrano con particolare chiarezza attraverso il modo in
         cui sono previsti e descritti i provvedimenti destinati alla lotta contro lo stato di pericolosità che tali conducenti manifestano,
         lotta che viene condotta privando gli interessati del diritto di guidare fintantoché non sia cessato il loro stato di pericolosità
         o non siano state attuate o rispettate le misure destinate a prevenirne il manifestarsi o il ripetersi.
      
      46.      Infatti, l’art. 7, n. 1, lett. a), della direttiva 91/439 rinvia all’allegato III della medesima. Orbene, secondo i punti
         14 e 15 di tale allegato, è vietato rilasciare o rinnovare la patente ad una persona che è dipendente dall’alcol o dalla droga
         ovvero che, senza esserne dipendente, ne consuma o ne abusa regolarmente (8).
      
      47.      L’idoneità medica alla guida nella Repubblica ceca è disciplinata dalla legge n. 361/2000, relativa alla circolazione stradale.
         Secondo le disposizioni di tale legge, l’idoneità medica alla guida è l’idoneità fisica e mentale. Tale idoneità viene valutata,
         su domanda del candidato all’ottenimento della patente, da un medico che emette un parere dal punto di vista medico sull’idoneità
         alla guida del richiedente.
      
      48.      Il parere emesso dal medico deve aver preso in considerazione le dichiarazioni del richiedente e l’esame del suo stato di
         salute.
      
      49.      La detta legge n. 361/2000 esclude dal diritto alla guida le persone che soffrono di turbe del comportamento dovute alla dipendenza
         dall’alcol o da sostanze psicotrope.
      
      50.      Nelle cause principali, sembrerebbe dunque che i cinque titolari delle patenti ceche abbiano prodotto alle autorità ceche
         competenti un semplice certificato medico per attestare la loro idoneità alla guida.
      
      51.      A mio avviso, la direttiva 91/439, che fissa condizioni minime ai fini dell’ottenimento della patente, non esige che gli Stati
         membri richiedano al candidato più di un semplice certificato di idoneità alla guida, rilasciato da un medico.
      
      52.      Infatti, non si può ragionevolmente esigere da ciascuno Stato membro che, in assenza di segni particolari rivelati dall’esame
         clinico abituale, le sue autorità competenti controllino sistematicamente ogni candidato, imponendogli, tra l’altro, di sottoporsi
         alle analisi del sangue, al fine di verificare che egli non è sotto l’effetto della droga o dell’alcol.
      
      53.      Per contro, ritengo che un esame più approfondito delle capacità di guida sotto il profilo medico debba essere effettuato
         qualora, ad esempio, oltre al caso precedente, il titolare della patente abbia causato un incidente avendo consumato droga
         o alcol e la patente gli sia stata ritirata per questo motivo, oppure qualora sia notorio, ovvero taluni comportamenti tendano
         a dimostrare, che tale persona è verosimilmente in stato di dipendenza da dette sostanze.
      
      54.      In considerazione dell’obiettivo di migliorare la sicurezza della circolazione stradale, questo è, a mio avviso, il senso
         che il legislatore comunitario ha inteso dare ai punti 14 e 15 dell’allegato III della direttiva 91/439, cioè evitare che
         persone inidonee alla guida, in quanto consumatrici di sostanze pericolose, possano ottenere il diritto di guidare.
      
      55.      Tale direttiva ha organizzato, per raggiungere gli obiettivi che si prefigge, una procedura di rilascio delle patenti comune
         a tutti gli Stati membri ed ha riconosciuto alle patenti così rilasciate il beneficio dell’applicazione del principio del
         reciproco riconoscimento (9).
      
      56.      Tuttavia, tale riconoscimento reciproco tollera una limitazione.
      
      57.      Infatti, l’art. 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439 prevede che, qualora il titolare di una patente sia oggetto di un provvedimento
         restrittivo, di sospensione, di revoca o di annullamento sul territorio di uno Stato membro, quest’ultimo può rifiutare a
         tale titolare il riconoscimento della validità di qualsiasi patente rilasciata da un altro Stato membro.
      
      58.      Tale disposizione mira a conseguire l’obiettivo di migliorare la circolazione stradale fissato dalla direttiva. Essa consente
         ad uno Stato membro di assicurarsi che le persone che egli ritiene inidonee alla guida, perché pericolose, non possano avvalersi
         di una patente rilasciata da un altro Stato membro.
      
      59.      Inoltre, nelle implicazioni del principio del mutuo riconoscimento che essa sancisce, detta direttiva impone anche agli Stati
         membri un obbligo di leale cooperazione, espresso, soprattutto, in due disposizioni particolarmente chiare, contenute all’art. 2,
         n. 2, da un lato, e all’art. 12, n. 3, dall’altro.
      
      60.      L’art. 2, n. 2, della direttiva 91/439 prevede che gli Stati membri adottino tutte le disposizioni utili per evitare la falsificazione
         delle patenti di guida.
      
      61.      L’art. 12, n. 3, di detta direttiva impone agli Stati membri di assistersi reciprocamente nell’applicazione delle disposizioni
         della direttiva scambiandosi, in caso di necessità, le informazioni relative alle patenti da essi registrate.
      
      62.      Adita in passato per risolvere varie questioni, in particolare riguardo al principio del reciproco riconoscimento, la Corte
         ha avuto occasione di sviluppare una giurisprudenza che precisa segnatamente l’obbligatorietà del riconoscimento reciproco,
         che vieta agli Stati membri di residenza di controllare il procedimento seguito dallo Stato di rilascio.
      
      63.      Infatti, a partire dalla sentenza Skanavi e Chryssanthakopoulos (10), la Corte ha dichiarato che il reciproco riconoscimento delle patenti vige senza alcuna formalità, e ha poi confermato questo
         assunto nelle sentenze Awoyemi (11) e Commissione/Paesi Bassi (12).
      
      64.      Peraltro, la Corte ha precisato in tali due sentenze che l’obbligo del reciproco riconoscimento delle patenti contenuto nella
         direttiva 91/439 è un obbligo chiaro e incondizionato e che gli Stati membri non dispongono di alcun margine discrezionale
         per quanto riguarda le modalità da adottare per conformarvisi (13).
      
      65.      La soluzione contraria avrebbe avuto la conseguenza di danneggiare tra gli Stati membri la necessaria fiducia reciproca che
         il principio di reciproco riconoscimento presuppone (14).
      
      66.      Tuttavia, le ipotesi in cui la Corte viene oggi adita sono del tutto diverse da quelle in cui essa ha dovuto finora statuire.
      
      67.      Nella citata sentenza Kapper, la Corte ha certamente ammesso che non spetta allo Stato membro di residenza verificare che
         ricorrano tutte le condizioni richieste per l’ottenimento della patente, in particolare la condizione relativa alla residenza
         normale del titolare della patente. Tale verifica incombe soltanto allo Stato membro di rilascio, che possiede una competenza
         esclusiva ad assicurarsi che le patenti vengano rilasciate nel rispetto delle condizioni richieste (15).
      
      68.      Per quanto riguarda l’art. 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439, la Corte ha giudicato nella citata sentenza Kapper che uno
         Stato membro non può indefinitamente rifiutare ad una persona che è stata oggetto sul suo territorio di un provvedimento di
         revoca o di annullamento di una patente precedentemente rilasciata da detto Stato il riconoscimento della validità di ogni
         patente che possa esserle rilasciata in seguito da un altro Stato membro, dopo il periodo di divieto temporaneo di ottenere
         una nuova patente di guida (16).
      
      69.      Tuttavia, va rilevato che nella citata sentenza Kapper lo Stato membro di residenza aveva rifiutato di riconoscere la patente
         rilasciata da un altro Stato membro per il solo motivo che la condizione di residenza, prevista all’art. 7, n. 1, lett. b),
         della direttiva 91/439 non era stata rispettata.
      
      70.      A mio avviso, tale condizione non può essere posta sullo stesso piano di una condizione relativa ad un’idoneità medica, come
         avviene nelle presenti controversie. La residenza, sia essa sul territorio dello Stato membro di stabilimento oppure su quello
         dello Stato membro di rilascio, non influisce in alcun modo sulla sicurezza degli utenti della strada, contrariamente a comportamenti
         pericolosi come quelli dei cinque interessati nelle presenti controversie.
      
      71.      Si tratta, infatti, oggi, di statuire su ipotesi in cui il titolare di una patente, nell’inosservanza di misure restrittive
         del diritto alla guida adottate a suo carico a causa del suo stato di dipendenza dall’alcol o dalla droga, ha ottenuto da
         uno Stato membro il rilascio di una patente di guida senza che si tenesse conto delle regole fissate dalla direttiva.
      
      72.      L’esame dei fatti nelle controversie principali dimostra senza ambiguità la volontà fraudolenta dei titolari delle patenti
         controverse.
      
      73.      Infatti, sembrerebbe, a prima vista, che, come spiega il sig. Wiedemann nelle sue osservazioni, gli interessati si siano recati
         nella Repubblica ceca perché sapevano che l’esame medico-psichiatrico, richiesto in Germania per il rilascio di una nuova
         patente, non era richiesto nel primo Stato e che essi non dovevano precisare i motivi che avevano condotto alla revoca della
         patente tedesca.
      
      74.      Occorre, al riguardo, osservare che tale informazione è nota a tutti, in quanto esistono siti Internet specializzati che indicano,
         in lingua tedesca, che tale test, definito «Idiotentest», non è necessario per il rilascio della patente di guida nella Repubblica
         ceca (17).
      
      75.      Il sig. Wiedemann spiega, poi, di aver iniziato a partecipare a sedute di gruppi di lavoro finalizzati a risolvere i suoi
         problemi legati alla droga, ma di aver cessato di parteciparvi quando è stato informato che l’esame medico-psichiatrico non
         era richiesto nella Repubblica ceca.
      
      76.      L’insieme di tali elementi rivela che talune disposizioni della direttiva 91/439, che potrebbero apparire come accessorie
         qualora le formalità sostanziali da essa previste all’atto del rilascio del titolo di guida fossero rispettate divengono per
         contro di importanza primaria in un contesto fraudolento e che il fatto di averle eluse ha costituito la condizione indispensabile
         per la realizzazione della frode di cui trattasi.
      
      77.      Altrettanto accade per la disposizione relativa alla competenza dello Stato membro di rilascio espressa all’art. 7, n. 1,
         lett. b), della direttiva 91/439.
      
      78.      Tale condizione di residenza di almeno sei mesi sul territorio dello Stato membro di rilascio prima dell’ottenimento della
         patente si rivela indispensabile perché gli esami medici previsti dalla direttiva possano essere effettuati, allo stesso modo
         delle domande e dei necessari scambi di informazioni, in conformità alle disposizioni di cui all’art. 12, n. 3, di tale direttiva.
      
      79.      Per questi motivi la citata giurisprudenza Kapper non può essere validamente applicata al caso in esame, in quanto le condizioni
         della controversia sono totalmente diverse.
      
      80.      Per questi stessi motivi il principio del reciproco riconoscimento non può ricevere, in queste ipotesi, la sua normale e tradizionale
         applicazione.
      
      81.      Simile applicazione avrebbe, nelle dette ipotesi, la conseguenza di agevolare o di ratificare la frode e di rafforzare così
         la situazione di pericolo potenziale, in diretto contrasto con l’obiettivo perseguito dalla direttiva 91/439, come da essa
         stessa espresso, che è quello di rafforzare la sicurezza stradale.
      
      82.      Non soltanto il diritto, ma anche il semplice buon senso impongono, in una situazione del genere, di osservare che la frode
         elimina la fiducia reciproca e di riconoscere, pertanto, agli Stati membri la facoltà di controllare le condizioni in cui
         il rilascio della patente è stato ottenuto.
      
      83.      Infatti, la natura stessa del dispositivo della direttiva 91/439 impone, affinché l’obiettivo della sicurezza sia raggiunto,
         che, quantomeno nei settori essenziali espressamente considerati dalla direttiva, al reciproco riconoscimento delle patenti
         corrisponda il reciproco riconoscimento delle sospensioni o degli annullamenti di tali patenti o delle altre restrizioni del
         diritto alla guida pronunciate per i motivi per i quali tale direttiva esige dagli Stati membri identiche misure di controllo
         dell’idoneità alla guida.
      
      84.      Tale forma complementare di reciproco riconoscimento è, a mio avviso, un obbligo che grava sugli Stati membri per effetto
         dell’art. 2, n. 2, della direttiva 91/439 che impone loro di adottare tutte le disposizioni utili per evitare i rischi di
         falsificazione delle patenti. Infatti, io non vedo per quale motivo la nozione di falsificazione dovrebbe contemplare soltanto
         l’alterazione materiale di un titolo amministrativo.
      
      85.      Tale nozione, a meno di non essere privata di ogni significato utile, deve essere intesa nel senso che riguarda anche i casi
         in cui una persona scorretta si fa rilasciare in modo fraudolento un titolo amministrativo che, sotto la parvenza dell’autenticità,
         le riconosce apparentemente un diritto di cui essa è, in realtà, priva.
      
      86.      Tale obbligo che grava sugli Stati membri comporta conseguentemente quello dello scambio di informazioni previsto all’art. 12,
         n. 3, della direttiva 91/439, di cui spetta agli Stati membri attuare le condizioni di realizzazione.
      
      87.      In caso contrario, spetta al legislatore comunitario, in forza del principio di sussidiarietà, attuare tali condizioni di
         realizzazione, che non dovrebbero essere affatto più complicate dell’immissione in rete, già realizzata fra taluni Stati membri,
         delle cartelle del casellario giudiziale che, del resto, devono normalmente contenere le informazioni necessarie relative
         alle decisioni giudiziarie riguardanti la restrizione, la sospensione o l’annullamento del diritto alla guida.
      
      88.      Tuttavia, fintantoché tali condizioni armonizzate non saranno effettive, ritengo che, non foss’altro per precauzione, lo Stato
         membro che possa obiettivamente considerare che le norme a tutela dei terzi adottate con direttiva 91/439 non siano state
         applicate abbia il diritto di controllare le condizioni di applicazione del principio di reciproco riconoscimento.
      
      89.      Ciò accade, in particolare, quando la semplice lettura della patente rivela che la condizione della residenza effettiva minima
         richiesta dall’art. 7, n. 1, lett. b), di tale direttiva non è stata soddisfatta mentre l’interessato è stato oggetto, sul
         territorio dello Stato membro che ha effettuato il controllo, di un provvedimento di revoca della patente corredato di un
         obbligo di superamento di un esame medico psichiatrico ai fini del rilascio di una nuova patente.
      
      90.      Ritengo che, in tale contesto, lo Stato membro che effettua il controllo abbia il diritto di rivolgersi, in caso di dubbio,
         allo Stato membro di rilascio affinché quest’ultimo possa statuire, essendo il solo a poterlo fare, sulla validità del titolo
         rilasciato.
      
      91.      Nelle presenti controversie, ciò comporterebbe che lo Stato membro di rilascio verifichi se il titolare della patente di guida
         sia stato sottoposto, alla luce delle circostanze che hanno condotto al ritiro della sua prima patente e alla luce della sua
         pericolosità per gli altri utenti della strada, ad un esame medico di livello paragonabile a quello del test medico psichiatrico.
      
      92.      Se un test di livello paragonabile a quello richiesto nel primo Stato membro, che verifica l’idoneità del titolare della patente
         sotto il profilo medico e, in particolare, la sua dipendenza da alcol e droga, è stato effettuato dallo Stato membro di rilascio,
         ritengo che il primo Stato membro debba riconoscere la patente in tal modo rilasciata in forza dell’art. 1, n. 2, della direttiva
         91/439.
      
      93.      Per contro, se lo Stato membro di rilascio informa il primo Stato membro di non aver avuto conoscenza dei precedenti del titolare
         della patente e, per questo, di non aver effettuato alcun esame medico approfondito atto ad accertare che egli fosse di nuovo
         idoneo alla guida, ritengo che il primo Stato membro abbia eccezionalmente il diritto, ai sensi dell’art. 8, nn. 2 e 4, di
         tale direttiva, di rifiutare di riconoscere la validità di detta patente, tenuto conto della pericolosità accertata del suo
         titolare.
      
      94.      A mio avviso, la possibilità per le autorità competenti di controllare il conducente di autoveicoli dotato di una patente
         rilasciata da un altro Stato membro e di verificare, all’occorrenza, la validità di detta patente presso le autorità dello
         Stato membro di rilascio non contrasta con il principio di reciproco riconoscimento.
      
      95.      Diversa sarebbe la situazione soltanto nel caso in cui lo Stato membro che ha effettuato il controllo non riconoscesse d’ufficio
         la patente o se tale patente non fosse riconosciuta valida neppure qualora il controllo non rivelasse nulla di anormale.
      
      96.      La Commissione stessa ha posto l’accento in una raccomandazione sul fatto che il controllo, in particolare il controllo transfrontaliero,
         è un modo importante ed efficace per prevenire e ridurre il numero di incidenti (18).
      
      97.      Non riconoscere simile possibilità ad uno Stato membro sarebbe, a mio avviso, in contrasto con l’obiettivo di migliorare la
         sicurezza stradale, cui si ispira la direttiva 91/439 e che la Commissione raccomanda (19).
      
      98.      D’altra parte, la Commissione ha ricordato che la mancanza di sicurezza stradale è la prima preoccupazione degli utenti della
         strada e che, fra tutti i mezzi di trasporto, l’automobile è di gran lunga il più pericoloso e quello che costa il maggior
         numero di vite umane (20).
      
      99.      La Commissione precisa anche che spetta agli Stati membri adottare le misure necessarie per raggiungere l’obiettivo fissato
         dal Libro bianco, mirante a ridurre del 50% il numero dei morti sulle strade (21).
      
      100. Al riguardo, il caso del sig. Wiedemann dimostra che lo stato di pericolosità non sembra essere stato escluso, in quanto meno
         di un mese dopo aver ottenuto la patente ceca, egli ha nuovamente causato un incidente sul territorio tedesco.
      
      101. Tale soluzione non appare in contrasto con la giurisprudenza della Corte.
      
      102. Abbiamo visto, infatti, che nella citata sentenza Kapper era in discussione soltanto la condizione della residenza.
      
      103. Si potrebbe anche obiettare che, nella citata ordinanza nella causa Halbritter, la Corte ha nuovamente ammesso che gli Stati
         membri non hanno il diritto di verificare di nuovo il rispetto delle condizioni di rilascio e che, nella fattispecie, si trattava
         della condizione relativa all’idoneità sotto il profilo medico (22).
      
      104. Tuttavia, a differenza delle presenti controversie, le autorità dello Stato membro di rilascio nella causa sfociata nella
         citata sentenza Halbritter avevano già verificato l’idoneità del titolare della patente di guida sotto il profilo medico esaminando,
         per l’esattezza, se quest’ultimo fosse ancora sotto l’effetto della droga (23).
      
      105. Poiché la verifica era già stata effettuata e le autorità austriache avevano ritenuto che il richiedente fosse sotto il profilo
         medico idoneo alla guida, la Repubblica federale di Germania non era più legittimata ad esigere un esame medico psichiatrico
         da parte del titolare della patente e, quindi, a rifiutare il riconoscimento di tale patente.
      
      106. Infine, le presenti controversie si distinguono anche dai fatti della causa Kremer (24), poiché, in quest’ultima, la Repubblica federale di Germania aveva rifiutato d’ufficio il riconoscimento di una patente rilasciata
         dal Regno del Belgio, senza essersi previamente assicurata del fatto che il Regno del Belgio avesse effettuato le necessarie
         verifiche delle idoneità mediche.
      
      107. Il Verwaltungsgericht Sigmaringen chiede, inoltre, alla Corte se, durante l’esame da parte dello Stato membro di rilascio
         delle condizioni di ottenimento della patente, lo Stato membro sul territorio del quale il titolare della patente è stato
         oggetto di un provvedimento di revoca di una prima patente possa adottare provvedimenti provvisori volti a sospendere la seconda
         patente.
      
      108. A mio avviso, in attesa della decisione dello Stato membro di rilascio, lo Stato membro che ha effettuato il controllo può
         validamente revocare la patente controversa con un provvedimento che assume qui un carattere di necessaria tutela dei terzi.
      
      109. Sarebbe infatti inconcepibile, a mio avviso, che si dovesse attendere un nuovo incidente o la commissione di una nuova infrazione
         per autorizzare lo Stato membro che ha effettuato il controllo ad agire.
      
      110. Una posizione diversa comporterebbe in realtà la negazione di qualsiasi politica di prevenzione di cui noi, tuttavia, conosciamo
         il ruolo preminente in materia di sicurezza stradale. Essa sarebbe anche tale da colpire in modo comprensibilmente negativo
         l’opinione pubblica e da gettare dubbi sull’efficacia e sull’utilità delle disposizioni comunitarie.
      
      111. Per tutti questi motivi, ritengo che occorra risolvere le questioni presentate nel modo seguente.
      
      112. Qualora una persona si sia vista ritirare la patente di guida in uno Stato membro perché guidava sotto l’effetto dell’alcol
         o della droga, e qualora, tenuto conto del suo stato di pericolosità, il rilascio di una nuova patente sia subordinato al
         superamento di un esame medico psichiatrico, tale Stato membro ha il diritto, in forza degli artt. 1, n. 2, e 8, nn. 2 e 4,
         della direttiva 91/439, di rifiutare il riconoscimento della validità di una patente rilasciata da un altro Stato membro,
         se, in quest’ultimo Stato, non è stato effettuato un esame di livello paragonabile a quello richiesto nel primo Stato.
      
      113. Peraltro, gli artt. 1, n. 2, e 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439 devono essere interpretati nel senso che non ostano a
         che uno Stato membro adotti provvedimenti provvisori, come la sospensione della patente, durante l’esame, da parte dello Stato
         membro di rilascio, delle condizioni di ottenimento di tale patente, qualora il titolare della patente manifesti un comportamento
         potenzialmente pericoloso.
      
      V –    Conclusione
      114. Alla luce delle considerazioni che precedono, propongo alla Corte di risolvere nel modo seguente le questioni presentate dal
         Verwaltungsgericht Sigmaringen e dal Verwaltungsgericht Chemnitz:
      
      «Gli artt. 1, n. 2, e 8, nn. 2 e 4, della direttiva del Consiglio 29 luglio 1991, 91/439/CEE, concernente la patente di guida,
         devono essere interpretati nel senso che non ostano a che uno Stato membro rifiuti il riconoscimento della validità di una
         patente rilasciata da un altro Stato membro qualora il titolare di tale patente si sia visto ritirare la patente nel primo
         Stato membro perché guidava sotto l’effetto dell’alcol o della droga e qualora, tenuto conto del suo stato di pericolosità,
         il rilascio di una nuova patente venga subordinato al superamento di un esame medico-psichiatrico e nello Stato membro di
         rilascio non sia stato effettuato un esame di livello paragonabile a quello richiesto nel primo Stato.
      
      Peraltro, gli artt. 1, n. 2, e 8, nn. 2 e 4, della direttiva 91/439 devono essere interpretati nel senso che non ostano a
         che uno Stato membro adotti provvedimenti provvisori, come la sospensione della patente, durante l’esame da parte dello Stato
         membro di rilascio, delle condizioni di ottenimento di tale patente, qualora il titolare di detta patente manifesti un comportamento
         potenzialmente pericoloso». 
      
      1 –	Lingua originale: il francese.
      
      2 –	Direttiva 29 luglio 1991, concernente la patente di guida (GU L 237, pag. 1).
      
      3 –	V. art. 1 della detta direttiva. 
      
      4 –	V. quarto ‘considerando’.
      
      5 –      Secondo l’art. 9, primo comma, della direttiva 91/439, la residenza normale è il luogo in cui una persona dimora abitualmente,
         ossia per almeno 185 giorni all’anno. Se il titolare della patente è studente in tale Stato membro, deve fornire la prova
         di essere stabilito da almeno 6 mesi in tale Stato.
      
      6 –	Art. 11, nn. 2 e 3, della FeV.
      
      7 –	Artt. 69 e 69 bis del codice penale tedesco.
      
      8 –	V. punti 14, 14.1, primo comma, 15 e 15.1 di detto allegato III.
      
      9 –	V. art. 1, n. 2, della direttiva 91/439.
      
      10 –	Sentenza 29 febbraio 1996, causa C-193/94 (Racc. pag. I‑929, punto 26).
      
      11 –	Sentenza 29 ottobre 1998, causa C‑230/97 (Racc. pag. I‑6781, punto 41).
      
      12 –	Sentenza 10 luglio 2003, causa C‑246/00 (Racc. pag. I‑7485, punto 60).
      
      13 –	V. citate sentenze Awoyemi (punto 42) e Commissione/Paesi Bassi (punto 61).
      
      14 –	V. punti 35‑40 delle conclusioni dell’avvocato generale Léger nella causa Kapper (sentenza 29 aprile 2004, causa C‑476/01,
         Racc.pag. I‑5205).
      
      15 –	Punti 46‑48 e giurisprudenza ivi citata.
      
      16 –	V. citata sentenza Kapper (punto 76) e ordinanza 6 aprile 2006, causa C‑227/05, Halbritter (punto 37).
      
      17 –	V., in particolare, il sito www.fahrschulvermittlung.com.
      
      18 –	V. raccomandazione della Commissione 6 aprile 2004, relativa all’applicazione della normativa in materia di sicurezza stradale
         (GU L 111, pag. 75).
      
      19 –	V. Libro bianco della Commissione del 12 settembre 2001, intitolato «La politica europea dei trasporti fino al 2010: il
         momento delle scelte» [COM(2001) 370 def.]. Ricordiamo la pubblicazione della Commissione «Salvare 20 000 vite sulle nostre
         strade – Una responsabilità condivisa», disponibile sul sito http://ec.europa.eu/transport/roadsafety_library/rsap/rsap_fr.pdf,
         nell’ambito del programma di azione europeo per la sicurezza stradale – Dimezzare il numero di vittime della strada nell’Unione
         europea entro il 2010: una responsabilità condivisa [COM(2003) 311 def.].
      
      20 –	V. Libro bianco, op. cit. (pag. 70).
      
      21 –	Ibidem (pag. 73).
      
      22 –	V. punto 34 della detta ordinanza.
      
      23 –	V. punto 31 della stessa ordinanza.
      
      24 –	Ordinanza 28 settembre 2006, causa C‑340/05.