CELEX: 62018TN0422
Language: it
Date: 2018-07-06 00:00:00
Title: Causa T-422/18: Ricorso proposto il 6 luglio 2018 — RATP/Commissione

8.10.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 364/14
            
         
      Ricorso proposto il 6 luglio 2018 — RATP/Commissione
      (Causa T-422/18)
      (2018/C 364/15)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Régie autonome des transports parisiens (RATP) (Parigi, Francia) (rappresentanti: E. Morgan de Rivery, P. Delelis e C. Lavin, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare, sulla base dell’articolo 263 TFUE, la decisione della Commissione del 5 marzo 2018 che ha concesso l’accesso a documenti oggetto di una domanda di accesso ai documenti registrata con il codice di riferimento GestDem 2017/7530 ai sensi del regolamento (CE) n 1049/2001 del 30 maggio 2001 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, e
               
            
                  —
               
               
                  in ogni caso, condannare la Commissione a tutte le spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce cinque motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione, da parte della Commissione, dell’articolo 4, paragrafo 4, del regolamento n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU 2001, L 145, pag. 43), nonché dell’articolo 5, paragrafo 3, lettera b), e dell’articolo 5, paragrafo 6, della sezione riguardante le disposizioni di attuazione del regolamento n. 1049/2001 del codice di buona condotta della Commissione allegato al regolamento interno di quest’ultima [C(2000) 3614 (GU 2000, L 308, pag. 26)], poiché la Commissione non poteva in alcun modo fornire i documenti controversi senza informarne la ricorrente.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione, da parte della Commissione, del principio di buona amministrazione sancito dall’articolo 41, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali, del suo dovere di diligenza così come precisato dalla giurisprudenza pertinente, e pertanto, dell’obiettivo del regolamento n. 1049/2001 secondo il quale, ai sensi dell’articolo 1, lettera c), esso mira a «promuovere le buone prassi amministrative sull’accesso ai documenti».
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla violazione, da parte della Commissione, dell’articolo 4, paragrafo 2, primo, secondo e terzo trattino, del regolamento n. 1049/2001, poiché essa avrebbe rifiutato di applicare le eccezioni che purtuttavia la ricorrente aveva invocato. Tale motivo è suddiviso in tre capi:
                  
                              —
                           
                           
                              primo capo, vertente sulla violazione, da parte della Commissione, dell’articolo 4, paragrafo 2, terzo trattino, del regolamento n. 1049/2001, poiché essa avrebbe deliberatamente rifiutato di applicare la presunzione generale di riservatezza, applicabile ai documenti;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              secondo capo, vertente sulla violazione, da parte della Commissione, dell’articolo 4, paragrafo 2, secondo trattino, del regolamento n. 1049/2001, poiché essa avrebbe rifiutato di tenere conto dell’interferenza con procedimenti giurisdizionali resa effettiva dalla trasmissione dei documenti.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              terzo capo, vertente sulla violazione, da parte della Commissione, dell’articolo 4, paragrafo 2, primo trattino, del regolamento n. 1049/2001, dell’articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, dell’articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali, e dell’articolo 339 TFUE, poiché essa non avrebbe tenuto conto degli interessi commerciali, finanziari e strategici della ricorrente.
                           
                        
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sulla violazione, da parte della Commissione, dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), e dell’articolo 8 del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU 2001, L 8, pag. 1), poiché essa si sarebbe rifiutata di nascondere l’identità della persona fisica autrice dei documenti controversi.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sulla violazione, da parte della Commissione, dell’obbligo di motivazione che essa deve rispettare ai sensi dell’articolo 296 del TFUE, poiché non avrebbe in alcun modo informato la ricorrente, né prima né dopo la trasmissione dei documenti, delle ragioni che avrebbero potuto motivare la sua volontà d’inviare i detti documenti.