CELEX: 51991PC0292
Language: it
Date: 1991-11-13
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO a modifica della direttiva 75/129/CEE sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al licenziamenti collettivi

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                COM(91) 292 def.
                                Bruxelles, 13 novembre 1991
                       Proposta di
                DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
         a modifica della direttiva 75/129/CEE
         sul ravvicinamento delle legislazioni
                   degli Stati membri
          relativo ai licenziamenti collettivi
             (presentata dalia Commissione)
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                   M E M O R A N D U M       E S P L I C A T I V O
Introduzione
1. Nel contesto della instaurazione del Mercato Unico Europeo, ì Consigli
europei di Hannover, Rodi e Madrid hanno stabilito che doveva essere
attribuita agli aspetti sociali non minore importanza che a quelli
economici, e che gli uni e gli altri dovevano pertanto essere sviluppali in
maniera equilibrata. Il Parlamento europeo (in numerose risoluzioni di
iniziativa propria) e il Comitato Economico e Sociale (nel parere da esso
espresso il 22 febbraio 1989) hanno anch'essi adottato una posizione
analoga.
2. Sviluppando detto orientamento, la Carta comunitaria dei diritti sociali
fondamentali dei lavoratori ha sancito nel suo paragrafo 7, punto 7, che:
     "La realizzazione del mercato interno deve portare ad un miglioramento
     delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori nella Comunità
     europea...
     Tale miglioramento deve consentire, dove necessario, di sviluppare
     taluni aspetti della regolamentazione del lavoro, come le procedure per
     il li cenz i amento co 11 et t i vo...."
3. Hanno inoltre rilevanza in merito alla questione dei licenziamenti
collettivi anche i punti 17 e 18 della medesima Carta. Essi stabiliscono
che:
     "Occorre     sviluppare      l'informazione,      la   consultazione e la
     partecipazione dei lavoratori, secondo modalità adeguate, tenendo conto
     delle prassi vigenti nei diversi Stati membri.
     Ciò vale in particolare nelle imprese o nei gruppi che hanno
     stabilimenti o imprese situati in più Stati membri della Comunità
     europea.
     L'informazione, la consultazione e la partecipazione devono essere
     realizzate tempestivamente, in particolare... in occasione di procedure
     di licenziamenti collettivi..."
4. Sulla base di tutto ciò il Programma di Azione della Commissione
riguardante la messa in opera della Carta stessa proponeva una revisione
della Direttiva del Consiglio 75/129/CEE del 17 febbraio 1975 sul
ravvicinamento delle leggi degli Stati membri relative ai licenziamenti
collettivi. Il testo del Programma d'Azione affermava che:
     "L'applicazione della direttiva per un certo numero di anni, le
     trasformazioni socio-economiche avvenute e l'instaurazione di un
     mercato europeo unico rendono necessaria una revisione della direttiva
     stessa".
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In particolare     il testo del Programma d'Azione poneva in            rilievo la
necessità     di   conferire    alla   direttiva    esistente    una     dimensione
transnazionale:
     "E' opportuno che la direttiva sui licenziamenti collettivi sia
     completata in modo da comprendere anche i casi nei quali la decisione
     di licenziamento viene presa da un centro decisionale o da un'impresa
     situata in un altro Stato membro.
            Vi saranno sicuramente casi di ristrutturazione riguardanti più
     paesi, i quali, per quanto giustificati essi possano essere, dovranno
     essere accompagnati da un'appropriata informazione e consultazione. Una
     risposta al livello comunitario appare il modo di procedere meglio
     appropriato, soprattutto in considerazione del fatto che la direttiva
     sarebbe applicata in casi nei quali            la decisione in merito a
      licenziamenti collettivi viene presa da un centro decisionale o da
     un'impresa avente la sua sede in un altro Stato membro.
     E' bene che sia posta fine a questa scappatoia legale."
Gli effetti del mercato interno
5. Secondo i termini dell'Articolo 8a del Trattato CEE, il mercato interno
è "un'area senza frontiere interne nella quale è garantita la libera
circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali, in
conformità con       le disposizioni    del Trattato". L'abbattimento delle
frontiere     interne sta già dando        luogo a importanti      operazioni di
riorganizzazione di imprese nell'ambito della Comunità, che si traducono in
un aumento cospicuo del numero delle fusioni, degli assorbimenti di
società, dei passaggi di proprietà e delle associazioni in partecipazione,
e portano ad una sempre più larga concentrazione della proprietà delle
 imprese. Il numero complessivo delle acquisizioni (portafogli maggioritari
o fusioni) effettuate dalle 1.000 imprese industriali più importanti
d'Europa è in costante aumento. Una recente relazione della Commissioned)
 indica che nel corso degli anni Ottanta il numero delle operazioni di cui è
questione è raddoppiato ogni tre anni, salendo dalle 208 del 1984-85 alle
492 del 1988-89.
6. Inoltre, le operazioni di fusione nell'ambito della Comunità hanno in
sempre maggior misura carattere plurinazionale. Nella medesima relazione
 della Commissione si legge che:
      "Nel periodo 1983-1987 sono state ampiamente predominanti le operazioni
      di tipo nazionale (fra due imprese appartenenti ad un medesimo Stato
      membro). Erano basati su detto tipo di operazione quasi due-terzi del
      numero delle acquisizioni avvenute. Successivamente al 1987 si è
      osservato un aumento più rapido del numero delle acquisizioni che
      riguardavano imprese comunitarie appartenenti a due Stati membri
      diversi.
 (1) "Gli effetti del mercato interno per settori       industriali: la posta in
      gioco   per   gli   Stati   membri",    Edizione   speciale    di    "Economia
      europea/l'Europa sociale", 1990
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    Nel 1988-89 le operazioni di quest'ultimo tipo hanno costituito il 40%
    del numero complessivo delle acquisizioni effettuate. Hanno a loro
    volta rappresentato intorno al 15% del numero complessivo delle
    operazioni avvenute le operazioni di tipo internazionale, riguardanti
    un'impresa comunitaria ed una non comunitaria. Queste ultime cifre sono
    rimaste più o meno le stesse nei periodo in esame".
    Nella tabella che segue sono riportate le cifre in dettaglio:
         Fusioni e acquisizioni secondo la nazIonaI ita del le imprese
    Anni         Operazioni nazionali     CE     Operazioni internaziona
    1983-84               101             29                   25
                        (65,2)          (18,7)               (16,1)
    1984-85               146             44                   18
                        (70,2)          (21,2)                (8,7)
    1985-86               145             52                   30
                         (63,7)         (23,0)               (13,3)
    1986-87               211             75                   17
                         (69,6)         (24,8)                (5,6)
    1987-88               214            111                   58
                         (55,9)         (29,0)                (17,8)
    1988-89               233            197                   62
                         (47,4)         (40,0)                (12,6)
    NB: Le cifre entro parentesi indicano la percentuale sul totale delle
         operazioni considerate.
    Fonte: Commissione europea
8. Nel contesto della sempre più rapida ristrutturazione collettiva al di
là delle frontiere di cui si è detto, sarà sempre più grande il numero dei
dipendenti sui quali si faranno sentire gli effetti di dec is ioni-chi ave
delle società da cui essi dipendono, prese ad un livello più alto di quello
del loro datore di lavoro immediato, ossia a livello della direzione
centrale dell'impresa, qualora basata in un altro paese, oppure a livello
di tutto il gruppo, da parte di imprese controllanti aventi le loro sedi
all'interno del paese in cui la loro azienda o la loro impresa è situata,
ovvero, in misura sempre maggiore, fuori di esso. Nonostante la sempre più
grande complessità dell'organizzazione, della proprietà e del controllo
delle società, le procedure In vigore per l'informazione e ia consultazione
dei dipendenti e dei loro rappresentanti continuano ad essere limitate a
livello di impresa (sebbene In alcuni Stati membri vi siano legislazioni in
merito a consigli o ad organi equivalenti degli stabilimenti al livello dei
gruppi nazionali). Inoltre, sebbene i dipendenti possano far parts di
un'impresa la cui direzione centrale è situata in un altro paese, o che fa
parte di un gruppo di imprese la cui impresa controllante ha la sua sede
all'estero, la portata e la validità dei loro diritti all'informazione e
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alla consultazione potrebbero essere posti in pericolo, qualora il centro
decisionale scelga di non fornire al datore di lavoro le informazioni
r ichieste.
9. La direttiva del 1975 sui licenziamenti collettivi fa obbligo ai datori
di lavoro che intendano procedere a licenziamenti di informare e di
consultare i rappresentanti dei lavoratori con l'obiettivo di arrivare ad
un accordo e di darne notifica alle competenti autorità pubbliche.
Tuttavia, il documento in questione non contempla norme specifiche per i
casi in cui i licenziamenti collettivi presso un'impresa siano proposti
dalla relativa impresa controllante, sia nel caso in cui quest'ultima abbia
sede nello stesso Stato membro in cui ha sede l'impresa controllata, cioè
il datore di lavoro, sia nel caso in cui abbia sede in uno Stato diverso.
Non si può tuttavia presumere che "tutte le informazioni utili" (Articolo
2(3)) detenute da una impresa controllante in rapporto ai licenziamenti
proposti, siano sempre trasmesse al datore di lavoro ai fini della
consultazione dei rappresentanti dei lavoratori.
10. Analogamente, qualora l'amministrazione centrale di una impresa con più
sedi di produzione proponga licenziamenti collettivi in una delle sue sedi,
 la direttiva in vigore non stabilisce alcun criterio specifico per la
comunicazione alla direzione locale di tutte le informazioni utili in
possesso dell'amministrazione centrale, ove essa abbia sede al di fuori
dello Stato membro in cui si trova l'impresa in questione.
Applicazione della direttiva in vigore
 11. Nel passare in rassegna l'attuazione della direttiva esistente da parte
degli Stati membri, si noterà il fatto che le disposizioni di taluni di
essi riguardo ai licenziamenti collettivi possono non essere interamente in
armonia con particolari aspetti della direttiva, mentre sono state avviate
o sono in corso di esame presso la Commissione procedure per inadempienza
deglI obblighi.
Cambiamenti proposti alla direttiva
 12.    A    seguito   dell'esame    da    essa    effettuato   della   portata,
dell'applicazione e dell'efficacia della direttiva 1975 nelle circostanze
at tua Ii, la Commiss i one propone una ser i e di amendamenti alla medesi ma.
 (i) Assicurare l'attuazione della direttiva nei casi in cui la decisione di
 licenziamento collettivo è presa da una impresa diversa dal datore di
 lavoro
 13. La direttiva si applica a tutti i Iicenzianienti collettivi in programma
 r i guardanti   i di pendent i ne II'amb i to geograf i co di appIi caz i one de I
 trattato, anche nei casi in cui il datore di lavoro in questione sia una
 Impresa controllata o faccia parte di una impresa multisedi, la cui
 amministrazione centrale è situata in un altro stato e i licenziamenti da
 attuare siano proposti        dall'impresa controllante o, se del          caso,
 dall'amministrazione centrale dell'impresa multisedi.
 14. Le modifiche principali proposte sono volte a realizzare l'obiettivo di
 assicurare l'attuazione della direttiva esistente nei casi di imprese
 transnazionali e delle loro filiali. Pertanto, si è stabilito che le
 esigenze nel campo dell'informazione e della consultazione di cui alia
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direttiva si applichino indipendentemente dal fatto che le decisioni che
comportano licenziamenti collettivi siano prese dal datore di lavoro
stesso, da una impresa controllante o dalla amministrazione centrale di
un'impresa multisedi. Al fine di definire con energia ancora maggiore
questo obbligo fondamentale, si è anche stabilito che qualora un datore di
lavoro violi le norme previste dalla direttiva, non potrà in alcun modo
essere giustificato se l'impresa che ha preso la decisione di licenziamento
collettivo non lo ha informato in tempo debito.
15. Inoltre, i licenziamenti collettivi effettuati senza che siano ^iate
rispettate le norme in materia di informazione, consultazione e notifica
stabilite dalla direttiva, possono essere annullati          dai   tribunali
competenti su richiesta dei rappresentanti dei lavoratori o dei lavoratori
interessati. Questa norma particolare farà si che          le esigenze di
informazione, consultazione e notifica siano rispettate qualunque sia
l'entità dell'impresa che prende le decisioni di licenziamento collettivo.
16. E' opportuno sottolineare che        il testo modificato non       impone
direttamente alcun obbligo alle imprese controllanti in quanto tali. Sono
pertanto evitati i problemi di extraterritorialità. Si deve anche notare
che la Commissione non propone un meccanismo (come preso in considerazione
nella versione originale della direttiva "Vredeling") attraverso il quale i
 lavoratori   avrebbero  il diritto di attuare una consultazione con
 l'amministrazione centrale dell'impresa o con la direzione di un'impresa
controllante (cosiddetto sistema "by-pass").
(i i) Equipaggi di navi marittime
17. Le esigenze dì informazione, consultazione e notifica specificate nella
direttiva sono del tutto compatibili con la natura particolare del
contratto di lavoro o del rapporto di lavoro degli equipaggi delie navi
marittime. La loro esclusione dalla protezione concessa dalla direttiva non
è giustificabile, salvo il caso in cui siano coperti da altre forme di
garanzie equivalenti a quelle fornite dalla direttiva. Non si può
argomentare che la natura temporanea dell'occupazione di alcuni marittimi
non è compatibile con l'applicazione della direttiva, poiché l'articolo
1(2)(a) esclude dal campo di applicazione della direttiva "i licenziamenti
collettivi effettuati nel quadro di contratti di lavoro a tempo determinato
o per un compito determinato, a meno che tali licenziamenti non avvengano
prima della scadenza del termine o dell'espietamento del compito previsto
nei suddetti contratti". Va respinta l'argomentazione in base alla quale la
notifica alle autorità pubbliche e l'osservanza del periodo di 30 giorni
prima che abbiano effetto i licenziamenti collettivi previsti siano
 incompatibili con la necessaria flessibilità e le esigenze del settore di
attuare decisioni immediate. L'articolo 4(1), secondo capoverso, stabilisce
che: "gli Stati membri possonoaccordare alla autorità pubblica competente
 la facoltà di ridurre il termine fissato al primo comma". Poiché la
direttiva non si applica alle imprese che di norma hanno meno di 20
dipendenti e poiché la procedura di consultazione non é imposta alle
 imprese che hanno meno di 50 dipendenti; ciò garantisce un'adeguata
 flessibilità nei confronti di un gran numero di imprese ne! settoro della
pesca. Va osservato che la direttiva del Consiglio 80/987/CEE( 2 ), relativa
alla protezione dei lavoratori in caso di insolvenza del datore di lavoro,
si applica agli equipaggi delle navi marittime salvo il caso in cui godano
 (2) GU n. L 283 del 28.10.1980, pag. 23
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di "altre forme di garanzia che offrano al lavoratore una protezione
equivalente a quella risultante da questa direttiva" (articolo 1(2)). Sono
stati espressamente esclusi dalla Grecia, dall'Irlanda e dal Regno Unito
soltanto I membri dell'equipaggio di un peschereccio nel caso e nella
misura in cui siano retribuiti con una partecipazione al guadagno; questa
esclusione è motivata dalla natura speciale del rapporto di lavoro cui si
riferisce l'articolo 1(2) della direttiva.
(ili) Decisioni giudiziarie
18. L'esclusione in forma generale della direttiva attualmente In vigore
nei casi in cui viene posta fine alle attività di un'azienda per effetto di
una decisione giudiziaria, non sembra più giustificabile. Non vi ò a quel
che sembra alcuna ragione per cui i diritti del personale all'informazione
e alla consultazione (al contrario delle dilazioni imposte per quel che
riguarda l'attuazione dei licenziamenti ai sensi dell'articolo 4 della
direttiva in vigore) non debbano applicarsi in tali casi. La legislazione
destinata all'applicazione della direttiva ò in generale già applicabile ai
 licenziamenti dovuti a decisioni giudiziarie in sei Stati membri (Francia,
Germania, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo).
 (iv) Esigenze per quanto riguarda l'Informazione e la consultazione
 19. Viene proposta una serie di chiarificazioni e di miglioramenti per
quanto riguarda il momento dell'effettuazione e gli obiettivi delle
consultazioni in merito a progetti di licenziamento e alla natura delle
 informazioni da trasmettere ai rappresentanti dei        lavoratori  (e di
 conseguenza alle pubbliche autorità), chiarificazioni e miglioramenti che
 riflettono tra l'altro le disposizioni corrispondenti della direttiva sui
 trasferimenti di imprese, quelle della Convenzione OIL 158 e l'articolo 2
del Protocollo aggiuntivo alla Carta sociale europea del Consiglio
 d'Europa.
 (v) Designazione dei rappresentanti      dei  lavoratori  ai  fini  di  una
 consultazione per un licenziamento
 20. La Direttiva del Consiglio 75/129/CEE impone agli Stati membri
 l'obbligo di far sf che vi siano rappresentanti dei lavoratori nel senso
 stabilito dalle norme di Informazione e di consultazione di cui allo stesso
 documento, tuttavia lascia la definizione dei rappresentanti dei lavoratori
 "alla legislazione e alle prassi nazionali". Per questo motivo e in base
 alla Direttiva, la Commissione ha avviato una procedura d'infrazione nei
 confronti di uno Stato membro. Per alleggerir i vincoli legali imposti
 sulle piccole imprese e per garantire una adeguata flessibilità, ai sensi
 del testo modificato, gli Stati membri non sono obbligati a stabilire che
 visi ano rappresentanti dei lavoratori nelle imprese che di norma impiegano
 meno di 50 persone. Inoltre, qualora si prevedano Mcenziamenti in imprese
 siffatte, il datore di lavoro è tenuto a trasmettere in tempo utile ai
  tavoratori interessati le Informazioni previste dall'articolo 2 (3) della
 direttiva, tuttavia non è imposto alcun obbligo di consultazione in tali
 casi. Questa norma ne rispecchia un'altra analoga stabilita dall'articolo 6
 (4) e (5) della direttiva del Consiglio del 14 febbraio 1977 sulla
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salvaguardia dei diritti dei lavoratori nel caso di trasferimenti di
imprese o di parte di esse ( 3 >. Nella tabella 1 sono indicati i sistemi di
rappresentanza dei lavoratori nei 12 Stati membri.
(vi) Mancato adempimento
21. Anche se      la direttiva é soggetta ai principi generali          della
legislazione comunitaria, tra cui quelli dell'efficacia e della non
discriminazione, la Commissione propone un nuovo articolo che stabilisce
una norma     esplicita destinata     ad assicurare    l'applicabilità della
dirett iva.
Il nuovo articolo ora proposto ha un duplice obiettivo, in quanto
stabilisce che siano poste in atto procedure giudiziarie su richiesta dei
rappresentanti dei lavoratori e dei lavoratori interessati in caso di
mancato adempimento delle norme stabilite dalla direttiva (malgrado il
ricorso eventuale ad altre procedure quali la mediazione, l'arbitraggio o
la conciliazione), mentre tali procedure giudiziarie specifiche possono
annullare I licenziamenti collettivi effettuati in contraddizione con la
dirett ìve.
I licenziamenti collettivi attuati        in violazione degli obblighi di
informazione, consultazione e notifica possono essere annullati nell'ambito
dei sistemi legali esistenti in otto Stati membri (Portogallo, Germania,
Italia, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Francia e Spagna).
(vii) Applicazione per accordo collettivo
22. E' infine proposto, in armonia con altre proposte recenti di direttive
nel settore della legislazione sul lavoro, che sia introdotta nella
direttiva una disposizione che ammetta in termini espliciti la possibilità
dell'applicazione della direttiva stessa per mezzo di accordi collettivi.
Rapporti con altri strumenti comunitari
23. La Commissione si rende conto del fatto che, per molti e importanti
motivi, le ragioni che giustificano la revisione della direttiva sui
 licenziamenti collettivi si applicano anche alia necessità di modificare la
direttiva in vigore sui trasferimenti di imprese. Ciò comporta la necessità
che i datori di lavoro di chi trasferisce e di chi è trasferito informino e
consultino    i rappresentanti dei rispettivi      lavoratori  riguardo alle
 indicazioni del trasferimento e facciano in modo da proteggere i diritti
acquisiti   dei   lavoratori attraverso    il trasferimento automatico dei
rapporti di lavoro dal vecchio al nuovo datore di lavoro. Le due direttive
riflettono pertanto obiettivi similari (p.es. l'esigenza di garantire ai
 lavoratori un grado adeguato di sicurezza occupazionale e di Informazione e
consultazione nei casi in cui l'impresa che li occupa sia sottoposta ad una
ristrutturazione) e si basano su norme che potremmo definire a grandi    lìnee
parallele, sebbene la direttiva sui trasferimenti di imprese differisca da
quella sui licenziamenti collettivi nel senso che essa obbliga gli Stati
membri a riconoscere diritti sostanziali ai lavoratori. Al fine di
garantire un approccio coerente, la Commissione sta anche esaminando se le
(3) GU n. L 61 dei 5.3.1977, pag. 26
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modifiche proposte alla direttiva sui       licenziamenti collettivi debbano
anche essere proposte, se del caso,         in rapporto alla direttiva sui
trasferimenti di imprese.
24. Per quanto riguarda i rapporti tra i cambiamenti proposti alla
direttiva sui licenziamenti collettivi e alle norme della proposta di
direttiva sui Consigli europei del lavoro, sono importanti i seguenti
punti. Mentre la direttiva sui licenziamenti collettivi si applica a tutte
le imprese che occupano più di 20 dipendenti, la proposta di direttiva sui
Consigli europei del lavoro si limita alle imprese o ai "gruppi di imprese
di dimensioni comunitarie", cioè a quelli che contano almeno 1000
dipendenti nell'ambito della Comunità e che hanno almeno 100 dipendenti in
ciascuno di almeno due Stati membri. Inoltre, tra le esigenze minime
stabilite dalla direttiva, le competenze dei Consigli europei del lavoro
sono limitate alle questioni transnazionali, cioè a quelle che riguardano
 le imprese o i gruppi di dimensioni comunitarie nel loro insieme o a quelle
che interessano due o più imprese multisedi o gruppi situati in Stati
membr i diversi.
25. Pertanto, solo qualora i programmi di licenziamento riguardassero le
sedi di un'impresa o di un gruppo in più di uno Stato membro, sarebbero
quindi soggetti alla procedura di consultazione prevista dalla direttiva
dei Consigli europei del lavoro. Inoltre, in tale caso, la portata, il
contenuto e gli obiettivi delle esigenze in materia di informazione e di
consultazione      previste     dai    due    provvedimenti    differirebbero
cons i derevo Imente.
A livello di Consigli europei del lavoro, la consultazione sarebbe
 incentrata sugli aspetti transnazìonali del programma di licenziamento. La
proposta di direttiva sui Consigli europei del lavoro comprende inoltre,
all'Articolo 11 la norma che "nessun aspetto di questa direttiva dovrà
 influire sul funzionamento delle legislazioni o delle prassi degli Stati
membri in rapporto alla trasmissione di informazioni e alla consultazione
degli addetti a livello di gruppo, di impresa e di stabilimento". In
particolare, si afferma che "questa direttiva si applica fatto salvo quanto
disposto    dalla     direttiva  75/129/CEE..."   (cioè   la  direttiva   sui
 licenziamenti collettivi).
26. Nell'ambito della direttiva sui licenziamenti collettivi, le esigenze
nel campo dell'informazione e della consultazione sono imposte al datore di
 lavoro, si riferiscono ai rappresentanti degli addetti designati a livello
 nazionale, hanno un carattere più dettagliato e specifico e dovranno essere
 prese in considerazione "con l'obiettivo di raggiungere un accordo",
 inoltre, la direttiva sui licenziamenti collettivi reca norme relative alla
 notifica alle autorità nazionali competenti e ai problemi attinenti ai
 tempi di notifica del licenziamento, che ovviamente non compaiono nella
 direttiva dei Consigli europei del lavoro. I due documenti suddetti
 svolgono pertanto funzioni diverse e differiscono in maniera sostanziale
 per quanto riguarda la loro portata, i toro limiti, le istituzioni che li
 rappresentano, i livelli e le procedure di applicabilità.
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Fondamento giuridico
27.   Il fondamento giuridico sul quale si basa         la direttiva sui
licenziamenti collettivi attualmente in vigore è fornito dall'Art. 100 del
Trattato CEE, che costituirà quindi il fondamento giuridico anche per le
modifiche proposte. Nella fattispecie non si applica l'Articolo 100 A, che
costituisce una deroga dall'Art. 100, in quanto riguarda l'armonizzazione
delle legislazioni per il raggiungimento degli obiettivi di cui all'Art.
8(a); infatti non è possibile sostenere che la proposta è intesa a
rimuovere gli ostacoli alla realizzazione del mercato interno.
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TABELLA I
SITUAZIONE NEGLI STATI MEMBRI PER QUANTO RIGUARDA L'ESISTENZA DI ORGANISMI
DI RAPPRESENTANZA DEI LAVORATORI NELLE IMPRESE CHE OCCUPANO PIÙ' DI 50
ADDETTI, CHE DEVONO ESSERE RICONOSCIUTI DAL DATORE DI LAVORO A FINI DI
INFORMAZIONE E DI CONSULTAZIONE.
                     PREVISTI DALLA LEGGE        PREVISTI IN BASE AD UNA
                                                 CONVENZIONE COLLETTIVA
BELGIO                       SI
PAESI BASSI                  SI
SPAGNA                       SI
FRANCIA                      SI
GRECIA                       SI
 IRLANDA                     *
DANIMARCA                    -                               SI
 ITALIA                      SI
LUSSEMBURGO                  SI
PORTOGALLO                   SI
GERMANIA                     SI
REGNO UNITO                  *
     I rappresentanti dei lavoratori nominati in base alle norme in vigore
     in Irlanda e nel Regno Unito sono membri dei sindacati indipendenti dei
     lavoratori, che devono però essere riconosciuti volontariamente dal
     datore di lavoro.
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                                  Proposta di
                           DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                    a modifica della direttiva 75/129/CEE
                    sul ravvicinamento del le legislazioni
                              deglI Stat i membri
                     relative ai licenziamenti collettivi
Il Consiglio delle Comunità europee,
Visto   il Trattato   che  istituisce   la Comunità  economica  europea  e  in
particolare l'Articolo 100,
Vista la proposta della Commissione^1*
Visto il parere del Parlamento europeo*2*,
Visto il parere del Comitato economico e soci a let 3),
considerando che la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei
 lavoratori sancisce al punto 7 che "la realizzazione del mercato interno
deve portare ad un miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei
 lavoratori nella Comunità europea         Tale miglioramento deve consentire,
dove necessario, di sviluppare taluni aspetti della regolamentazione del
 lavoro, come le procedure per il licenziamento collettivo       ",
 (1)
 (2)
 (3)
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considerando    che    I paragrafi     17 e    18 della     medesima   Carta    sanciscono
inoltre   che   "Occorre    sviluppare     l'informazione,      la consultazione       e  la
partecipazione dei       lavoratori, secondo modalità         adeguate,     tenendo    conto
delle   prassi    vigenti    nei   diversi    Stati   membri....     L'informazione,      la
consultazione e la partecipazione devono essere realizzate tempestivamente,
in    particolare            in    occasione      di    procedure     di     licenziamenti
col lettivi      ",
considerando    che    la direttiva     75/129/CEE     del   Consigi io*4*    ha   promosso
l'armonizzazione      delle    legislazioni    nazionali     in materia      imponendo    ai
datori   di   lavoro che prevedano        di  effettuare     licenziamenti     collettivi,
 l'obbligo di informare e consultare i rappresentanti dei lavoratori al fine
di   raggiungere      un   accordo,    nonché     notificare     il   relativo     progetto
all'autorità pubblica competente;
considerando che, a causa della crescente concentrazione transnazionale di
 imprese  che sta accompagnando         la realizzazione del        mercato    interno, il
 licenziamento collettivo può essere            deciso    da una    impresa   diversa    dal
datore di lavoro;
considerando che è opportuno che la direttiva 75/129/CEE sia sottoposta a
revisione   per    far si che siano rispettate           le esigenze    di   informazione,
consultazione e notifica, indipendentemente dal fatto che le decisioni di
 licenziamento collettivo siano prese dal            datore di      lavoro,   dall'impresa
controllante o dalla amministrazione            centrale di una       impresa di     cui  fa
parte il datore di lavoro;
considerando     che,    l'esigenza    di   assicurare     l'efficacia     della   presente
direttiva, induce a presumere che non sia tenuto conto dei mezzi di difesa
basati sulla mancata trasmissione delle informazioni da parte dell'impresa
controllante,      che    prende    le   decisioni     determinanti      i   licenziamenti
collettivi, al datore di lavoro;
 (4) GU n. L 48 dei 22.2.1975, pag. 29
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considerando     che     i   diritti     dei    lavoratori    all'informazione      e   alla
consultazione di cui alla direttiva 75/129/CEE, devono essere estesi agli
equipaggi    di    navi    marittime      - salvo    che   godano    di    una   protezione
equivalente -     nei casi      in cui    le attività di uno stabilimento cessino a
seguito di una decisione giudiziaria;
considerando    che sono necessarie talune chiarificazioni                e modifiche     per
quanto riguarda      lo scadenzario e gli obiettivi            delle consultazioni      e la
natura delle informazioni da comunicare ai rappresentanti dei lavoratori e
alle    autorità    pubbliche,      in  particolare     alla    luce  delle    disposizioni
                                                           5
corrispondenti       della     direttiva      77/187/CEE< >      del    Consiglio,     della
Convenzione 158 e delia raccomandazione 166 dell'OIL;
considerando che, per consentire una maggiore flessibilità in rapporto alle
piccole imprese, gli Stati membri non sono tenuti a fare in modo che siano
nominati    rappresentanti        dei   lavoratori    nelle    imprese   con   meno   di   50
dipendenti ;
considerando che è necessario prendere provvedimenti adeguati                   per far si
che    l'attuazione     e   gli    obblighi    stabiliti    da   questa   direttiva    siano
 rispettati e, in particolare, per assicurare che siano stabilite procedure
giudiziarie      destinate       all'annullamento      dei     licenziamenti     collettivi
effettuati    in contrasto con le norme suddette;
 considerando che, la direttiva 75/129/CEE del Consiglio sul ravvicinamento
 delle   legislazioni     nazionali    in materia di     licenziamenti collettivi        deve
 essere modificata in conformità;
 HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
 (5) G.U. n. L 61, del 5.3.1977, pag. 26
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                                    Articolo 1
La direttiva 75/129/CEE è cosi modificata:
1.  All'Articolo 1, paragrafo 1, è aggiunta la seguente lettera e ) :
    "(e)     per datore di lavoro si intende la persona fisica o giuridica
             alla quale il lavoratore sia legato da un rapporto di lavoro.
2.  All'articolo 1, paragrafo 2, lettera e) è aggiunto il seguente periodo:
    e)   "purché la normativa speciale cui sono soggetti assicuri una tutela
         equivalente a quella derivante dalla presente direttiva".
3.  L'Articolo 1, paragrafo 2, lettera d) è soppresso e all'Articolo 1 è
     inserito il seguente nuovo paragrafo:
    "3.      Gli Stati membri non sono tenuti ad applicare l'Articolo 4 ai
              licenziamenti   collettivi   determinati  dalla  cessazione  delle
              attività  di   uno  stabilimento   conseguente  ad  una  decisione
             giudiziaria".
4.  La sezione II e l'Articolo 2 sono sostituiti dal seguente testo:
                                    "SEZIONE II
                           Informazione e consultazione
                                    Articolo 2
     1.  Se    un  datore   di   lavoro,   qualora   intenda  procedere   ad  un
          licenziamento collettivo, avvia consultazioni con i rappresentanti
         dei lavoratori in tempo utile al fine di raggiungere un accordo.
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2.  Tali consultazioni riguardano quanto meno la possibilità di evitare
    il licenziamento o di ridurre al minimo                 il numero dei       lavoratori
    interessati e di alleviare le conseguenze del licenziamento stesso.
3.  Al fine di porre i rappresentanti dei               lavoratori     in condizione di
    formulare proposte costruttive, il datore di                  lavoro dovrà fornire
     loro in tempo utile tutte le informazioni del caso e dovrà comunque
    comunicare per      iscritto le ragioni         del progetto di         licenziamento
    collettivo,     il   numero    dei      lavoratori      impiegati     di   norma,     le
    proposte    del   datore    di     lavoro    in   rapporto      al   numero     e   alle
    categorie di     lavoratori da        licenziare,     i criteri     proposti     per la
    selezione dei      lavoratori     da   licenziare,       la base proposta per il
    pagamento delle      indennità di       licenziamento e il periodo            in cui i
    progettati licenziamenti saranno effettuatI.
     Il datore di     lavoro trasmette alle autorità pubbliche competenti
    una   copia   di   tutte    le comunicazioni         scritte      di   cui   al    comma
    precedente.
4.  Gli   obblighi     di   cui    ai    paragrafi      1,     2,  3   e    5   sussistono
     indipendentemente      dal    fatto      che    le    decisioni      riguardanti      i
     licenziamenti collettivi siano prese dal datore di lavoro o da una
     impresa che lo controlli.
     Nell'esame delle pretese violazioni degli obblighi di informazione,
     consultazione e comunicazione stabiliti dalla presente direttiva,
     non  si  tiene    conto    dei    mezzi    di   difesa      basati    sulla    mancata
     trasmissione    delle   informazioni       necessarie da parte           dell'impresa
     che ha preso la decisione determinante il licenziamento collettivo.
 5.  Ai fini dell'attuazione della presente direttiva, gli Stati membri
     possono astenersi dal prescrivere la rappresentanza dei lavoratori
     nelle imprese in cui siano occupati di norma meno di 50 dipendenti.
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        In tale caso, gli Stati membri         fanno si che    I datori di     lavoro
        siano obbligati a fornire in tempo utile ai lavoratori           interessati
        dai  progetti    di   licenziamento collettivo     le stesse    informazioni
        previste    dall'articolo    2, paragrafo    3 per   I rappresentanti     dei
         lavoratori."
5. Al termine dell'Articolo 5 è inserita la seguente frase:
   "o per promuovere o consentire l'applicazione di accordi collettivi più
   favorevoli ai lavoratori".
6. Dopo l'Articolo 5 è inserito il seguente articolo:
                                    Articolo 5bis
   Gli Stati membri provvedono affinché sussistano procedure giuridiziarie
   ad   istanza dei rappresentanti dei        lavoratori e dei    lavoratori stessi
   per   conseguire    l'adempimento degli     obblighi   previsti   dalla  presente
   direttiva e in particolare l'annullamento dei licenziamenti collettivi;
    indipendentemente dalla esperibilità di altre procedure.
                                      Articolo 2
1. Gli    Stati   membri    mettono    in  vigore    le  disposizioni    legislative
   regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente
   direttiva entro il 31 dicembre 1992 oppure provvedono affinché le parti
   sociali stabiliscano le disposizioni necessarie mediante accordo, fermo
    restando l'obbligo degli Stati membri di prendere tutti i provvedimenti
    necessari   a garantire     in ogni momento    il rispetto delle prescrizioni
   della direttiva stessa.
2. Quando gli Stati membri adottano le disposizioni di cui ai paragrafo 1,
    queste   contengono     un   riferimento   alla   presente   direttiva   o   sono
    corredate    da  un   siffatto    riferimento   all'atto   della   pubblicazione
   ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
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3.  Gli   Stati  membri   comunicano    immediatamente   alla   Commissione
    provvedimenti adottati per conformarsi alla presente Direttiva.
                                 Ar t i co Io 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente Direttiva.
Fatto a Bruxelles, addi
                                                       Per iI Consigi io
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                QUESTIONARIO PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI
              EFFETTI DELLA PROPOSTA CON PARTICOLARE RIFERIMENTO
                      ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)
Proposta di Direttiva del Consiglio a modifica della Direttiva 75/129/CEE
sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relAîjv©___aJ
licenziamenti collettivi.
Proposta
1.   Tener conto del principio di sussidiar ita. Per guaie motivo è
     necessaria una legislazione comunitaria in questo campo e quali ne sono
     gli obiettivi principali?
La proposta tiene conto del presupposto di attuare un processo di
ristrutturazione organica nel quadro della realizzazione del mercato
 interno, in particolare per quanto riguarda la transnazionalizzazione
dell'organizzazione, della proprietà e del controllo delle imprese. In tal
contesto, la direttiva in vigore sui licenziamenti collettivi deve essere
aggiornata in modo da far sì che venga a contemplare anche i casi in cui la
decisione di licenziamento è presa da un centro decisionale che non risulta
essere il datore di lavoro diretto degli addetti             interessati, in
particolare nel caso in cui taie centro decisionale sia situato al di fuori
dello Stato membro in cui ha sede il datore di lavoro. Dato il carattere
transnazionale della questione e considerato il fatto che le procedure di
 licenziamento collettivo sono già regolate dalla legislazione comunitaria,
è chiaro che una risposta a livello comunitario rappresenta la migliore
soluzione per affrontare il problema.
L'obiettivo principale delle modifiche proposte alla direttiva consiste
nel l'assicurare che qualora le decisioni di licenziamento siano prese da
centri decisionali del tipo sopracitato, questi siano obbligati a fornire
tutte le informazioni utili al datore di lavoro in modo da consentirgli di
 informare e consultare i rappresentanti dei lavoratori e di trasmetterne
notifica alle competenti autorità pubbliche. Altre modifiche (p.es.
 l'esigenza di informazione e di consultazione e l'obbligo di designare
rappresentanti dei      lavoratori a fini di consultazione in caso di
 licenziamento) sono proposte alla          luce delle esperienze    raccolte
sull'applicazione e l'attuazione della direttiva del 1975, dal momento
della sua entrata in vigore fino ad oggi.
Effetti sulle Imprese
2.   Çh| sarà coinvolto dai la proposta?
Le modifiche alla direttiva - analogamente alla direttiva in vigore - si
applicano alle imprese che hanno meno di 20 lavoratori e che propongono di
 licenziarne una parte. Le modifiche proposte alta direttiva impongono
 l'obbligo di fornire al datore di lavoro tutte le informazioni utili sulle
 imprese   controllate    e   sull'amministrazione  centrale   di  un'impresa
multisedi, di cui fa parte il datore di lavoro in questione, qualora
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l'amministrazione centrale sia situata al di fuori dello Stato membro in
cui egli si trova, sempre che i licenziamenti in oggetto siano proposti da
questi centri decisionali e non dal datore di lavoro stesso.
3.   Cosa devono fare le imprese per mettersi JJLX^gQIa^con Ia_projml§2
E' proposta tutta una serie di chiarificazioni e di perfezionamenti in
rapporto allo scadenzario e all'obiettivo delle consultazioni riguardo ai
 licenziamenti e alla natura delle informazioni da fornire ai rappresentanti
dei lavoratori e alle autorità pubbliche. Inoltre, è proposta una nuova
norma che prevede che, qualora i licenziamenti non siano proposti dal
datore     di    lavoro  diretto, bensì      da una    impresa controllata   o
dall'amministrazione centrale di una impresa multisedi di cui il datore di
 lavoro fa parte, nel caso in cui l'amministrazione centrale sia situata al
di fuori dello Stato membro in cui egli si trova, i centri decisionali in
questione dovranno trasmettere in tempo utile tutte le informazioni del
caso ai datore di           lavoro, al fine di     informare e consultare i
rappresentanti dei lavoratori e di trasmetterne notifica alle competenti
autorità pubbliche. Si propone di estendere la procedura di informazione e
di consultazione ai licenziamenti determinati dalla chiusura di uno
stabilimento in conseguenza di una decisione giudiziaria, mentre fino ad
oggi i casi di questo tipo erano esclusi dal campo di applicazione della
direttiva.
 4.   Quali saranno gli effetti probabili del la proposta dai punto di vista
      econom i co?
 - sul l'occupazione
 L'obiettivo della procedura di informazione e di consultazione, quale
 espresso nella direttiva attualmente in vigore e modificato dalla proposta
 di revisione, consìste nel I'identif Icare i modi e i mezzi più opportuni per
 evitare i licenziamenti o ridurli al minimo.
 - suoli investimenti e sulla creazione di nuove attività economiche
 Nessuno.
 - sulla competitività delle imprese
 Gli emendamenti proposti alla direttiva sui licenziamenti collettivi
 possono comportare alcune spese indirette per le imprese, a seguito del
 rafforzamento della procedura di informazione e di consultazione. Il loro
 effetto sulla competitività delle imprese della CEE dovrebbe comunque
 rimanere marginale. D'altro canto, il paragrafo 2(5)(b) introduce una
 modifica che consente una maggiore flessibilità per le piccole imprese in
 quanto non saranno più tenute a consultare, bensì unicamente ad informare i
  Iavorator i 1nteressat i.
 5.   La proposta contiene provvedimenti atti a tener conto della situazione
      specifica delle piccole e medie imprese (esigenze ridotte o diverse,
      ecc)?
  In virtù della definizione dei "licenziamenti collettivi" la direttiva in
 vigore e la nuova direttiva modificata non sì applicano alle imprese che
  impiegano 20 o meno di 20 addetti. Inoltre, la proposta prevede che
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l'informazione e la consultazione dei rappresentanti dei lavoratori non
obblighino gli Stati membri a porre in atto procedure per la designazione
di tali rappresentanti in imprese che danno lavoro a meno di 50 addetti.
Qualora non vi siano rappresentanti dei lavoratori in imprese de! genere, i
lavoratori oggetto di proposte di licenziamento devono essere informati
direttamente dal datore di lavoro.
Consultazioni
A. Con I datori di lavoro e i sindacati
19.03.91     UNICE/CEEP - ETUC
05.06.91     UNICE/CEEP - ETUC
22.05.91     Trasporti
23.05.91     Commercio
28.05.91     Pesca
             Settore edile
             Banche e assicurazioni
7.06.91      Agricoltura
B. Con singole organizzazioni
C.G.T. (Francia) (Confederazione generale del lavoro)
CEC (Confederazione europea dei professionisti)
Consultazione delle organizzazioni dei datori di lavoro da parte della DG
XX111 :
    Organizzazioni consultate:
         AECM (Associazione europea delle classi medie)
         Eurochambre
         Eurogroup
         UEAPME (Unione europea degli artigiani e delle PMI)
         UNICE (Unione delle industrie della Comunità europea)
         CEC0P (Comitato europeo delle cooperative di produzione)
         EUR0PMI    (Comitato europeo    delle  piccole   e medie    imprese
         indipendenti)
         EMSU (Unione europea delle classi medie)
         CECD (Confederazione europea del commercio al dettaglio)
         FEW ITA (Federazione delle associazioni europee di commercio
         al I'ingrosso e internazionale
         CEDI (Centro europeo degli indipendenti)
         CCACC    (Comitato di    coordinamento  delle  associazioni   delle
         cooperative della Comunità europea)
 ---pagebreak---                                   - 22 -
Le organizzazioni sindacali sono favorevoli alla revisione della direttiva
75/129 del Consiglio, tuttavia ritengono che la proposta della Commissione
soddisfi solo parzialmente le loro aspettative, in particolare per quanto
riguarda il piano sociale e l'intervento delle autorità pubbliche. Le
organizzazioni dei datori di lavoro in linea generale sono favorevoli
all'obiettivo di applicare la procedura di informazione e di consultazione
anche ai licenziamenti collettivi di dimensione transnazionale, però
pensano che la direttiva attualmente in vigore copra già questo caso; essi
non appoggiano modifiche che introducono nuovi elementi nella proposta,
quali la trasmissione di ulteriori informazioni ai lavoratori.
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                              COM(91)292def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                         06 04
                                          N. di catalogo : CBJCO-91-507-IT-C
                                                             ISBN 92-77-77503-3
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L-2985 Lussemburgo