CELEX: 62007FJ0145
Language: it
Date: 2008-11-25
Title: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) del 25 novembre 2008. # Pierre Bosman contro Consiglio dell'Unione europea. # Pubblico impiego. # Causa F-145/07.

SENTENZA DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA 
      (Prima Sezione)
      25 novembre 2008 
      Causa F‑145/07
      Pierre Bosman
      contro
      Consiglio dell’Unione europea
      «Funzione pubblica – Ex agente contrattuale – Pensione di anzianità – Assegno di famiglia – Art. 109, n. 3, del RAA»
      Oggetto: Ricorso, proposto ai sensi degli artt. 236 CE e 152 EA, con il quale il sig. Bosman chiede l’annullamento della decisione
         del Consiglio 28 febbraio 2007, con cui gli è stato negato, sulla base dell’art. 109, n. 3, del Regime applicabile agli altri
         agenti delle Comunità europee, il riconoscimento del diritto all’assegno di famiglia ai fini del calcolo dei suoi diritti
         alla pensione di anzianità.
      
      Decisione: Il ricorso è respinto. Il ricorrente sopporterà la totalità delle spese, ossia le spese proprie e quelle del Consiglio.
      
      Massime
      1.      Funzionari – Regime applicabile agli altri agenti – Agenti locali – Categoria equivalente a quella degli agenti contrattuali
            – Esclusione
      2.      Funzionari – Regime applicabile agli altri agenti – Parità di trattamento – Differenza di calcolo tra i diritti alla pensione
            di anzianità degli agenti contrattuali e quelli degli agenti locali
      (Regime applicabile agli altri agenti, art. 109, n. 3)
      3.      Funzionari – Pensioni – Pensione di anzianità – Calcolo
      (Regime applicabile agli altri agenti, art. 109, n. 3)
      1.      E’ destituita di fondamento la premessa secondo cui lo status di agente locale avrebbe formato oggetto solo di una mera «trasposizione»
         nell’ambito della nuova categoria degli agenti contrattuali creata nel nuovo Regime applicabile agli altri agenti; infatti,
         anche supponendo che la categoria degli agenti contrattuali sia effettivamente destinata a sostituire nel tempo quella degli
         agenti locali, così come del resto è pure destinata a sostituire la categoria degli agenti ausiliari, nondimeno il legislatore
         comunitario, creando una nuova categoria di agenti, li ha altresì assoggettati ad un regime giuridico e pecuniario diverso
         da quello degli agenti locali e, pertanto, un ex agente locale non può ritenere di aver fatto parte di una categoria di agenti
         equivalente a quella degli agenti contrattuali.
      
      (v. punto 36)
      Riferimento:
      Tribunale della funzione pubblica: 24 aprile 2008, causa F‑61/05, Dalmasso/Commissione (Racc. FP pagg. I-A-1-0000 e II-A-1-0000,
         punto 78)
      
      2.      Il legislatore comunitario è libero di apportare in ogni momento alle norme dello Statuto le modifiche da esso ritenute conformi
         all’interesse del servizio e di adottare, per il futuro, disposizioni statutarie più sfavorevoli per i funzionari o gli agenti
         interessati, purché però le persone specificamente interessate dalla nuova normativa siano trattate in maniera identica.
      
      L’applicazione delle disposizioni chiare e precise dell’art. 109, n. 3, del Regime applicabile agli altri agenti dà luogo
         ad un trattamento identico di tutti gli agenti contrattuali, in quanto tali disposizioni si basano sulla condizione essenziale
         e sine qua non – al fine di beneficiare dell’assegno di famiglia nel calcolo dei diritti alla pensione di anzianità – di essere
         stati impiegati per oltre tre anni in qualità di agenti contrattuali. Qualora, in situazioni marginali, dall’adozione di una
         normativa generale e astratta dovessero derivare casualmente inconvenienti, non può farsi carico al legislatore di essersi
         valso di una classificazione per categorie, dal momento che essa non è di per sé discriminatoria alla luce dello scopo perseguito.
      
      (v. punti 41, 44, 46 e 47)
      Riferimento:
      Corte: 16 ottobre 1980, causa 147/79, Hochstrass/Corte di giustizia (Racc. pag. 3005, punto 14)
      Tribunale della funzione pubblica: Dalmasso/Commissione, cit. (punto 78)
      3.      Il riconoscimento del diritto all’assegno di famiglia per il calcolo della retribuzione di un agente contrattuale non può
         essere considerato come un’assicurazione precisa, incondizionata e concordante quanto al beneficio di tale indennità per il
         calcolo dei suoi diritti a pensione e non attribuisce assolutamente all’agente contrattuale un diritto acquisito al detto
         assegno, dato che la retribuzione e la pensione si ricollegano a situazioni amministrative diverse, soggette a norme diverse.
      
      (v. punti 54 e 55)