CELEX: 52011PC0425
Language: it
Date: 2011-07-13
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alla politica comune della pesca

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		52011PC0425
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alla politica comune della pesca /* COM/2011/0425 definitivo - 2011/0195 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
·      Contesto generale
Nel 2009 la Commissione ha analizzato il
funzionamento della politica comune della pesca (PCP) sulla base del Libro
verde sulla riforma della politica comune della pesca[1], concludendo che, malgrado i
progressi compiuti a partire dalla riforma del 2002, gli obiettivi volti a
conseguire una pesca sostenibile a tutti i livelli (ambientale, economico e
sociale) non sono stati raggiunti. Il Libro verde ha inoltre evidenziato una
serie di carenze strutturali dell'attuale PCP. Il Parlamento europeo e il
Consiglio dei ministri hanno approvato questa conclusione.
I numerosi contributi ricevuti nel corso del
dibattito pubblico tenutosi fra aprile 2009 e novembre 2010, nonché studi e
valutazioni specifiche, hanno a loro volta confermato la valutazione generale
espressa nel Libro verde e hanno contribuito a identificare le carenze a cui la
riforma dovrebbe porre rimedio.
·      Motivazione e obiettivi della proposta
Occorre procedere a una riforma sostanziale
della politica comune della pesca, abrogando l'attuale regolamento (CE) n.
2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e
allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell'ambito della
politica comune della pesca, e sostituendolo a partire dal 1° gennaio 2013 con
una nuova PCP adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio sulla base della
presente proposta. 
La PCP presenta in particolare i seguenti
problemi:
–     
obiettivi che non tengono sufficientemente conto
delle esigenze di sostenibilità ambientale, economica e sociale;
–     
livelli inaccettabilmente elevati di rigetti;
–     
sovraccapacità delle flotte, pesca eccessiva,
fissazione di TAC (totali ammissibili di catture) troppo elevati e scarso
rispetto delle norme, con conseguente sovrasfruttamento della maggior parte
degli stock dell'Unione;
–     
bassa redditività e scarsa resilienza economica di
un numero significativo di flotte;
–     
integrazione insufficiente delle questioni
ambientali nella politica;
–     
assenza di dati affidabili che consentano di
valutare tutti gli stock e tutte le flotte;
–     
finanziamenti pubblici considerevoli a sostegno
della pesca che non contribuiscono al conseguimento degli obiettivi della
politica;
–     
ridotta attrattività delle attività di pesca e
declino di alcune comunità costiere che da essa dipendono;
–     
microgestione "dall'alto verso il basso"
a livello dell'Unione, priva di flessibilità e incapace di adeguarsi alle
condizioni locali e regionali;
–     
sviluppo insufficiente dell'acquacoltura
nell'Unione; 
–     
costi elevati ed estrema complessità della
legislazione e della gestione, che favoriscono l'inosservanza delle norme;
–     
una politica commerciale che deve far fronte alle
sfide derivanti dalla globalizzazione e da una maggiore interdipendenza.
La presente proposta relativa a un nuovo regolamento
di base è giustificata poiché risponde alle seguenti esigenze:
–     
precisare gli obiettivi della PCP;
–     
migliorare la coerenza fra le iniziative politiche
incluse nella PCP;
–     
preservare in modo più adeguato le risorse
biologiche marine, in particolare nel quadro di piani pluriennali per la
gestione della pesca, e mettere fine ai rigetti;
–     
contribuire alle politiche ecosistemiche e
ambientali nell'ambito della PCP;
–     
provvedere alla regionalizzazione delle misure
secondo un approccio fondato sui bacini marittimi nell'ambito del pilastro
"Conservazione";
–     
migliorare la raccolta dei dati e i pareri
scientifici ai fini della costituzione di una base di conoscenze per la
politica di conservazione;
–     
integrare pienamente la politica esterna nella PCP;
–     
promuovere lo sviluppo dell’acquacoltura;
–     
riformare la politica comune dei mercati della PCP;
–     
predisporre entro il 2014 il quadro giuridico per
un nuovo strumento finanziario a sostegno degli obiettivi della PCP e della
strategia Europa 2020;
–     
rafforzare e razionalizzare la partecipazione delle
parti interessate;
–     
integrare nella PCP il nuovo regime di controllo
recentemente adottato.
L'obiettivo generale della proposta è di fare
in modo che le attività di pesca e di acquacoltura creino condizioni ambientali
sostenibili a lungo termine e contribuiscano alla disponibilità
dell'approvvigionamento alimentare. La politica deve essere volta a uno
sfruttamento delle risorse biologiche marine vive che riporti e mantenga le
risorse ittiche a livelli in grado di produrre il rendimento massimo
sostenibile entro il 2015. La PCP applica l'approccio precauzionale ed
ecosistemico alla gestione della pesca. 
Unitamente alla presente proposta, la
Commissione adotterà una comunicazione generale sul futuro della politica
comune della pesca, una proposta di regolamento sull'organizzazione comune dei
mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, una
comunicazione sulla dimensione esterna della PCP e una relazione su parti
specifiche del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20
dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile
delle risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca. 
·      Disposizioni vigenti nel settore della proposta
Regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del
20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile
delle risorse della pesca nell’ambito della politica comune della pesca: si
tratta del quadro normativo generale attualmente in vigore per la PCP. La
presente proposta è volta a sostituire tale regolamento.
Regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio, del
30 marzo 1998, per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure
tecniche per la protezione del novellame[2].
Regolamento (CE) n. 104/2000 del Consiglio,
del 17 dicembre 1999, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel
settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura[3].
Regolamento (CE) n. 2187/2005 del
Consiglio, del 21 dicembre 2005, relativo alla conservazione delle risorse
della pesca attraverso misure tecniche nel Mar Baltico, nei Belt e
nell’Øresund che modifica il regolamento (CE) n. 1434/98 e che abroga il
regolamento (CE) n. 88/98[4].
Regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio,
del 27 luglio 2006, relativo al Fondo europeo per la pesca[5].
Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio,
del 21 dicembre 2006, relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento
sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo e recante modifica
del regolamento (CEE) n. 2847/93 e che abroga il regolamento (CE) n. 1626/94[6].
Regolamento (CE) n. 199/2008 del Consiglio,
del 25 febbraio 2008, che istituisce un quadro comunitario per la raccolta, la
gestione e l’uso di dati nel settore della pesca e un sostegno alla consulenza
scientifica relativa alla politica comune della pesca[7].
Regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio,
del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire,
scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata,
che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n.
601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999[8].
Regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio,
del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per
garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, che
modifica i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004,
(CE) n. 768/2005, (CE) n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE)
n. 509/2007, (CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE)
n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e
(CE) n. 1966/2006[9].
Decisione 2004/585/CE del
Consiglio, del 19 luglio 2004, relativa all'istituzione di consigli consultivi
regionali nell'ambito della politica comune della pesca[10]. 
·      Coerenza con altre politiche e obiettivi dell'Unione
La proposta e i suoi obiettivi sono coerenti
con altre politiche dell'Unione - in particolare quelle riguardanti l'ambiente,
le questioni sociali, le regioni, lo sviluppo, l'agricoltura, il mercato e il
commercio, gli affari finanziari, la ricerca e l'innovazione, la salute e la
protezione dei consumatori - e con i loro obiettivi.
2.           RISULTATI DELLA CONSULTAZIONE DELLE
PARTI INTERESSATE E DELLE VALUTAZIONI D'IMPATTO
·     
Consultazione delle parti interessate 

Metodi di consultazione, principali
settori interessati e profilo generale di quanti hanno risposto
La consultazione condotta nel 2009 e nel 2010
mediante contributi via internet e numerose riunioni di discussione con le
parti interessate ha evidenziato un sostegno generalizzato alla riforma. Il
Parlamento europeo, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle
regioni hanno a loro volta trasmesso pareri sul Libro verde. Il Consiglio dei
ministri ha discusso più volte la riforma. Gli elementi salienti della
consultazione pubblica figurano nel documento Synthesis of the Consultation
on the Reform of the Common Fisheries Policy ("Sintesi della
consultazione sulla riforma della politica comune della pesca")[11]. 
Sintesi delle risposte e modo in cui
sono state prese in considerazione
Le risposte hanno riguardato principalmente la
semplificazione, l'adeguamento del processo decisionale al trattato di Lisbona,
il rafforzamento dell'approccio a lungo termine in materia di conservazione e
gestione delle risorse (inclusa la ricerca di una soluzione al problema dei
rigetti), la regionalizzazione, l'ulteriore coinvolgimento delle parti
interessate e la maggiore responsabilizzazione del settore. I partecipanti, e
in particolare gli Stati membri, hanno in generale ritenuto che la stabilità
relativa costituisse un pilastro centrale della PCP. Le attività di pesca
artigianale e costiera sono considerate importanti, ma l'idea di un regime
differenziato che vada oltre le disposizioni attualmente in vigore ha riscosso
un favore limitato. L'applicazione di approcci maggiormente orientati al
mercato nelle strategie di gestione delle flotte e nella politica di mercato è
stata considerata da molti come un utile incentivo alla sostenibilità. Sul
versante della politica esterna e delle azioni internazionali è stata
riconosciuta l'esigenza di un pieno allineamento ai principi e agli obiettivi
della PCP. Da più parti è stata espressa l'esigenza che il finanziamento
pubblico venga adeguato in modo più rigoroso agli obiettivi politici. Numerosi
contributi hanno riconosciuto l'importanza dell'acquacoltura. 
La Commissione, nell'elaborare la sua
proposta, ha tenuto conto dei contributi emersi dalla consultazione, in
particolare per quanto riguarda la creazione di condizioni ambientali
favorevoli alla sostenibilità e il consolidamento dell'obiettivo del rendimento
massimo sostenibile, il rafforzamento dell'approccio a lungo termine, la
regionalizzazione e un maggiore coinvolgimento delle parti interessate, nonché l'introduzione
di nuovi strumenti basati sul mercato, prendendo in considerazione nel contempo
le caratteristiche specifiche delle flotte artigianali. La proposta rispecchia
inoltre l'importanza dell'acquacoltura.
·      Ricorso al parere di esperti
Per la formulazione delle proposte, oltre che
a una serie di studi e progetti di ricerca si è fatto ricorso a consulenze
esterne nonché alle conoscenze esistenti sulla politica, in particolare i
pareri (annuali) del CIEM e dello CSTEP. I pareri degli esperti e gli studi accessibili
al pubblico sono pubblicati sul sito web della DG MARE.
·      Valutazione d'impatto
Ai fini dell'esercizio di valutazione
dell'impatto sono state identificate varie opzioni relative al pacchetto di
riforma della PCP. Tutte le opzioni considerano la sostenibilità ambientale
come condizione preliminare al conseguimento della sostenibilità globale. Dal
punto di vista metodologico, l'analisi degli impatti si è basata su indicatori
di efficacia volti a misurare gli effetti delle varie opzioni. Tali effetti
sono stati analizzati e confrontati con un'analisi della cosiddetta opzione di status
quo. Ciò ha permesso di identificare le due opzioni preferite secondo
quanto indicato nella relazione sulla valutazione d'impatto. Entrambe le
opzioni mettono l'accento sulla sostenibilità ambientale creando nel contempo
una flessibilità sufficiente per concedere al settore della pesca il tempo di
adattarsi agli ambiziosi obiettivi ambientali definiti. 
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
Base giuridica
Articolo 43, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea.
Principio di sussidiarietà
Le disposizioni della proposta relative alla
conservazione delle risorse biologiche marine sono di competenza esclusiva
dell'Unione; ad esse pertanto non si applica il principio di sussidiarietà. 
Le disposizioni della proposta relative
all'acquacoltura e la necessità di istituire orientamenti strategici
dell'Unione sulle priorità e gli obiettivi specifici comuni per lo sviluppo di
attività di acquacoltura rientrano nella competenza concorrente fra l'Unione e
gli Stati membri. Una serie di orientamenti strategici non vincolanti
dell'Unione sarà alla base dei piani strategici pluriennali, tenuto conto del
fatto che le scelte strategiche effettuate a livello nazionale possono avere un
impatto sullo sviluppo delle attività di acquacoltura negli Stati membri
limitrofi. Le disposizioni della proposta relative all'organizzazione comune
dei mercati rientrano nella competenza concorrente fra l'Unione e gli Stati
membri. Gli obiettivi per l'organizzazione comune dei mercati includono una
maggiore competitività del settore della pesca e dell'acquacoltura dell'Unione,
una migliore trasparenza dei mercati e il contributo ad assicurare condizioni
di equità per tutti i prodotti commercializzati nell'Unione. Per conseguire
questi obiettivi le misure, che includono l'organizzazione del settore grazie
fra l'altro a misure per la stabilizzazione dei mercati e a norme di
commercializzazione, nonché requisiti relativi all'informazione dei
consumatori, devono essere coerenti in tutta l'Unione. La proposta rispetta
pertanto il principio di sussidiarietà. 
Principio di proporzionalità
 La proposta è conforme al principio di proporzionalità per il seguente motivo. 
 La politica comune della pesca è una politica comune e deve pertanto essere attuata tramite un regolamento adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Per conseguire l'obiettivo primario di garantire un settore della pesca e dell'acquacoltura che offra condizioni economiche, ambientali e sociali sostenibili a lungo termine e contribuisca alla disponibilità dell'approvvigionamento alimentare, è necessario e opportuno stabilire norme relative alla conservazione e allo sfruttamento delle risorse biologiche marine. Il presente regolamento si limita a quanto necessario per raggiungere tale obiettivo. Grazie all'approccio regionalizzato proposto, gli Stati membri avranno la facoltà di adottare le misure tecniche e di conservazione necessarie per conseguire gli obiettivi generali e specifici stabiliti nei regolamenti adottati dal legislatore dell'Unione, sulla base dell'insieme di strumenti disponibili nell'ambito della politica di conservazione della PCP. Questo approccio offrirà un margine di flessibilità a livello regionale nell'applicazione della normativa dell'Unione. Gli Stati membri restano inoltre totalmente liberi di ripartire come credono le possibilità di pesca attribuite dal Consiglio fra le regioni o gli operatori e dispongono così di un ampio margine di manovra quanto alla scelta del modello socioeconomico applicabile per sfruttare le possibilità di pesca di cui dispongono. 
4.           ELEMENTI FACOLTATIVI 
·      Spiegazione dettagliata della proposta
La Commissione introduce nella proposta
modifiche significative della PCP. La proposta viene illustrata in dettaglio
nella presente sezione.
Disposizioni generali
L'obiettivo generale della PCP è di garantire
che le attività di pesca e di acquacoltura creino condizioni ambientali
sostenibili a lungo termine, prerequisito essenziale perché il settore della
pesca divenga sostenibile sotto il profilo socioeconomico e contribuisca alla
disponibilità dell'approvvigionamento alimentare. La valutazione d'impatto
indica che la fissazione di obiettivi ambiziosi per le risorse, che rispettino
l'obbligo internazionale dell'Unione di conseguire il rendimento massimo
sostenibile entro il 2015, possono dar luogo a un significativo miglioramento
degli stock che a sua volta comporta miglioramenti sul piano economico e
sociale. Gli esiti incoraggianti della valutazione d'impatto evidenziano il
fatto che la sostenibilità ecologica costituisce il requisito imprescindibile
di una sostenibilità socioeconomica a lungo termine. 
La diminuzione delle catture accidentali,
l'eliminazione dei rigetti e la riduzione al minimo degli effetti negativi
sugli ecosistemi marini, unitamente all'applicazione di un approccio
precauzionale ed ecosistemico, contribuiranno al mantenimento del buono stato
ecologico dei mari nell'ambito della direttiva quadro sulla strategia per
l'ambiente marino. 
Accesso alle acque 
La proposta conferma il principio della parità
di accesso alle acque, estendendo lo stesso trattamento alle navi di paesi
terzi aventi accesso alle acque dell'Unione.
La Commissione propone di prorogare fino al
2022 le attuali restrizioni sul diritto di pesca entro la zona delle 12 miglia
nautiche. Tali restrizioni hanno permesso di ridurre la pressione di pesca
nelle zone maggiormente sensibili sotto il profilo biologico e hanno
contribuito alla stabilità economica delle attività di pesca costiera
artigianale. 
La Commissione propone di introdurre nel
regolamento le restrizioni specifiche applicabili alla zona delle 100 miglia
nautiche intorno alle Azzorre, a Madera e alle Isole Canarie, attualmente
previste dal regolamento (CE) n. 1954/2003 del Consiglio[12]. Si tratta di restrizioni
giustificate dalla necessità di proteggere la situazione biologica sensibile
delle acque che circondano tali isole e, conformemente all'articolo 349 del
trattato, tener conto della situazione strutturale, economica e sociale nonché
della necessità di preservare l'economia locale.
Conservazione delle risorse biologiche
marine 
La conservazione delle risorse biologiche
marine costituisce il pilastro fondamentale per conseguire gli obiettivi della
PCP. 
I piani di gestione pluriennali volti a
gestire le risorse a livelli che consentano di produrre il rendimento massimo
sostenibile costituiscono elementi chiave per la politica di conservazione.
Nella misura del possibile tali piani, attualmente elaborati per singoli tipi
di pesca, devono essere ridotti di numero ed includere un maggior numero di
stock. La gestione degli stock che non rientrano nei piani deve essere
assicurata tramite la fissazione di possibilità di pesca da parte del Consiglio
e l'applicazione di altre misure. 
Un secondo elemento centrale della politica di
conservazione proposta consiste nel mettere fine alla pratica dei rigetti e
ridurre le catture accidentali. La proposta introduce l'obbligo di sbarcare
tutte le catture di stock specificati, con un calendario preciso di attuazione
e in combinato disposto con alcune misure di accompagnamento. 
Le proposte includono inoltre i principi
fondamentali relativi alle misure tecniche di conservazione applicabili alla
pesca.
Con riguardo ai piani pluriennali e alle
misure tecniche di conservazione, la Commissione prevede l'abbandono della
microgestione da parte dei colegislatori. La normativa dell'Unione relativa a
questi piani e misure deve definirne gli aspetti essenziali (campo di
applicazione, obiettivi, indicatori di valutazione e calendari di attuazione).
La Commissione propone un approccio decentrato che possa autorizzare gli Stati
membri ad adottare le misure tecniche e di conservazione necessarie per
conseguire gli obiettivi generali e specifici grazie a un insieme di strumenti
disponibili nell'ambito della politica di conservazione. Questo approccio darà
spazio alla flessibilità regionale consentendo una semplificazione della
politica. La proposta include disposizioni volte a garantire che gli Stati
membri interessati adottino misure compatibili ed efficaci. Viene istituito un
meccanismo alternativo che consente alla Commissione di intervenire nei casi in
cui gli Stati membri non riescano a trovare un accordo, o quando gli obiettivi
non vengono raggiunti. 
Le disposizioni relative alle misure di
emergenza, adottate su richiesta di uno Stato membro o su iniziativa della
Commissione nei casi in cui le risorse marine siano minacciate, vengono
mantenute e viene introdotta una nuova disposizione per le misure relative alla
pesca nell'ambito degli obblighi previsti dalla normativa ambientale
dell'Unione. La disposizione vigente che autorizza gli Stati membri ad adottare
misure di conservazione nella zona delle 12 miglia nautiche e misure
applicabili unicamente ai pescherecci battenti la loro bandiera viene mantenuta
nella proposta. 
Accesso alle risorse
L'introduzione di un sistema di concessioni di
pesca trasferibili costituirà un importante incentivo all'adeguamento della
capacità delle flotte. La valutazione d'impatto indica che tale sistema di
concessioni trasferibili contribuirebbe in modo positivo e significativo ad
eliminare la sovraccapacità e a migliorare i risultati economici del settore
alieutico.
La proposta introduce a partire dal 2014 un
sistema obbligatorio di concessioni di pesca trasferibili (relative alle
possibilità di pesca per gli stock regolamentati) per tutte le navi ad
eccezione di quelle di lunghezza inferiore a 12 metri con attrezzi fissi. Per
tener conto delle caratteristiche specifiche e della vulnerabilità
socioeconomica di alcune flotte artigianali, agli Stati membri viene lasciata
la facoltà di introdurre o meno concessioni di pesca trasferibili per le altre
navi. Gli Stati membri possono regolare le concessioni di pesca trasferibili al
fine di garantire uno stretto collegamento tra queste e le comunità di
pescatori (ad esempio, limitando la trasferibilità all'interno di segmenti della
flotta) nonché di prevenire le speculazioni. Per rispettare e mantenere la
stabilità relativa, la trasferibilità delle suddette concessioni deve essere
limitata alle navi battenti la stessa bandiera. Gli Stati membri possono creare
una riserva e introdurre un canone per le concessioni, che in condizioni
normali possono essere revocate dagli Stati membri solo allo scadere della loro
validità o in caso di allarme rapido. 
Gestione della capacità di pesca
È mantenuto l'obbligo generale per gli Stati
membri di adeguare la capacità delle flotte alle possibilità di pesca. Resta
necessaria una politica di base per la gestione delle flotte per mezzo di
limiti generali di capacità di pesca stabiliti dalla Commissione per ciascuno
Stato membro. Il sistema di concessioni di pesca trasferibili consentirà di
ridurre più rapidamente la capacità delle flotte, il che giustifica la
possibilità per gli Stati membri di escludere dai limiti di capacità le navi
che detengono tali concessioni. Durante il periodo nel corso del quale resta
possibile procedere al disarmo delle navi con aiuti pubblici nell'ambito del
Fondo europeo per la pesca occorre che restino in vigore le disposizioni
relative alle riduzioni di capacità delle flotte. I registri delle flotte degli
Stati membri e della Commissione garantiranno una sorveglianza e una gestione
informata delle flotte.
Basi scientifiche per la gestione della
pesca
Ai fini di un'efficace politica della pesca è
essenziale disporre di dati affidabili e completi sia per la formulazione di
pareri scientifici sia a fini di attuazione e controllo. La proposta istituisce
le norme e gli obblighi fondamentali che incombono agli Stati membri in materia
di raccolta dei dati, gestione e divulgazione dei medesimi, nonché le
disposizioni relative all'accesso della Commissione. È essenzialmente a causa
delle necessità di coordinare la raccolta dei dati fra gli Stati membri in un
contesto decentrato che la Commissione introduce un obbligo di coordinamento
regionale per la raccolta dei dati.
Al fine di migliorare la qualità, la coerenza
e la sinergia degli sforzi intrapresi nel campo delle conoscenze scientifiche
messe al servizio delle politiche, la proposta introduce inoltre disposizioni
che consentono agli Stati membri di adottare programmi nazionali di
innovazione, programmi scientifici e programmi di raccolta dei dati sulla pesca
e di coordinarli tra loro, tenendo conto in particolare del quadro per la
ricerca e l'innovazione dell'Unione. 
Politica esterna 
La politica esterna viene integrata alla PCP
per far sì che i suoi obiettivi siano conformi ai principi e agli obiettivi
generali della politica comune della pesca. L'Unione deve partecipare
attivamente ai lavori delle organizzazioni regionali di gestione della pesca
(ORGP) e degli organi internazionali multilaterali (ONU, FAO) al fine di
rafforzarne l'operato e rendere più efficaci la gestione e la conservazione
degli stock ittici internazionali. L'Unione raccomanderà l'adozione di
posizioni basate sui migliori pareri scientifici, il contributo allo sviluppo
delle conoscenze scientifiche e la cooperazione volta a migliorare il rispetto
delle norme in un contesto internazionale. 
Le relazioni con i paesi terzi nel quadro di
accordi di pesca sostenibile (APS) costituiscono un altro mezzo per promuovere
a livello internazionale i principi e gli obiettivi della PCP. Tali accordi
contribuiranno alla realizzazione di un contesto di governance di elevata
qualità nel paese partner, saranno coerenti con gli obiettivi delle politiche
di sviluppo e saranno incentrati su principi di sostenibilità e trasparenza
nella gestione delle risorse e nelle attività di monitoraggio, sorveglianza e
controllo. Essi consentiranno di garantire che lo sfruttamento delle risorse
alieutiche avvenga sulla base di solidi pareri scientifici e riguardi
unicamente le risorse eccedentarie che il paese partner non può o non intende
pescare. Nell'ambito degli accordi di pesca sostenibile, i paesi partner
riceveranno una compensazione in cambio dell'accesso alle proprie risorse
alieutiche, nonché un sostegno finanziario ai fini dell'attuazione di una
propria politica della pesca sostenibile. 
Acquacoltura
La PCP deve favorire uno sviluppo del settore
acquicolo che risulti sostenibile in termini ambientali e socioeconomici.
L'acquacoltura contribuisce alla sicurezza dell'approvvigionamento alimentare
nonché alla crescita e all'occupazione nelle regioni costiere e rurali.
Progressi considerevoli possono essere ottenuti a condizione che gli Stati
membri elaborino, sulla base di orientamenti strategici dell'Unione, piani
strategici nazionali destinati a promuovere lo sviluppo sostenibile
dell'acquacoltura con riguardo alla sicurezza delle attività, all'accesso alle
acque e al territorio nonché alla semplificazione amministrativa della
concessione di licenze. Lo sviluppo dell'acquacoltura presenta una chiara
dimensione europea: le scelte strategiche effettuate a livello nazionale
possono avere un impatto sullo sviluppo del settore nei paesi limitrofi. È di
fondamentale importanza che ogni Stato membro abbia l'opportunità di sapere ciò
che gli altri Stati membri intendono effettuare per il futuro sviluppo
dell'acquacoltura.
La Commissione ritiene che la natura specifica
dell'acquacoltura richieda la presenza di un organismo specifico per la
consultazione delle parti interessate e propone a tal fine la creazione di un
consiglio consultivo per l'acquacoltura. 
Organizzazione comune dei mercati 
L'organizzazione comune dei mercati deve
contribuire al conseguimento degli obiettivi della PCP, consentire al settore
di applicare la PCP al livello adeguato nonché rafforzare la competitività, in
particolare a livello dei produttori. 
Controllo ed esecuzione
In linea con il nuovo regime di controllo
adottato dai regolamenti (CE) n. 1005/2008 e 1224/2009 del Consiglio[13], la proposta integra gli
elementi fondamentali del regime unionale di controllo ed esecuzione ai fini
del rispetto delle norme della PCP. Tenuto conto del fatto che, nel dispositivo
relativo alla conservazione, è stato introdotto un obbligo di sbarco destinato
a mettere fine ai rigetti in mare, la Commissione propone obblighi di
sorveglianza e controllo, in particolare per quanto riguarda la pesca
pienamente documentata, nonché progetti pilota sulle nuove tecnologie per il
controllo della attività di pesca che contribuiscono alla pratica di una pesca
sostenibile. 
Strumenti finanziari
Al fine di migliorare il rispetto delle norme,
la proposta introduce le condizioni per la concessione di un sostegno
finanziario dell'Unione volto a contribuire al conseguimento degli obiettivi
della PCP. La concessione del sostegno finanziario è subordinata al rispetto
delle norme e questo principio sarà applicabile sia agli Stati membri che agli
operatori. Per gli Stati membri, il mancato rispetto delle norme potrebbe tradursi
nell'interruzione, sospensione o rettifica del sostegno finanziario
dell'Unione. Per gli operatori, le violazioni gravi possono comportare un
divieto di accesso al sostegno finanziario o una riduzione dei finanziamenti.
La proposta introduce inoltre l'obbligo, per gli Stati membri che concedono un
sostegno finanziario, di tener conto del comportamento recente degli operatori
(in particolare l'assenza di infrazioni gravi). 
Consigli consultivi
La Commissione propone di consolidare e, ove
possibile, di estendere l'esperienza con i consigli consultivi regionali
nell'ambito della PCP. Poiché alcuni di essi non presentano alcun carattere o
alcuna limitazione regionale, i sette consigli esistenti devono essere
rinominati consigli consultivi. È inoltre prevista la creazione del consiglio
consultivo per l'acquacoltura. Considerando le caratteristiche specifiche del
Mar Nero, un bacino marittimo senza sbocco esterno condiviso con quattro Stati
che non sono membri dell'Unione, e tenendo conto dei dibattiti attualmente in
corso con tutti i paesi terzi che si affacciano su questo mare per formulare
pareri sulla politica di conservazione e per rafforzare la cooperazione fra la
Romania, la Bulgaria e i loro vicini marittimi, la Commissione intende
istituire entro il 2015 un consiglio consultivo per il Mar Nero. 
Disposizioni finali
La parte finale della proposta definisce gli
ambiti in cui è consentita la delega di poteri alla Commissione, l'esercizio e
la revoca di tale delega nonché le obiezioni che possono essere formulate, e
istituisce un comitato per la pesca e l'acquacoltura in relazione agli atti di
esecuzione. Essa propone inoltre di abrogare e/o modificare la normativa
esistente in materia.
2011/0195 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo alla politica comune della pesca 
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, in particolare l’articolo 43, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione europea[14],
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali, 
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[15],
visto il parere del Comitato delle regioni,
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
Il regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio[16] ha istituito un sistema
comunitario per la conservazione e lo sfruttamento sostenibile delle risorse
della pesca nell'ambito della politica comune della pesca. 
(2)              
Il campo di applicazione della politica comune
della pesca si estende alla conservazione, alla gestione e allo sfruttamento
delle risorse biologiche marine. La politica comune della pesca include inoltre
le misure di mercato e le misure finanziarie a sostegno dei suoi obiettivi, le
risorse biologiche di acqua dolce e l'acquacoltura nonché la trasformazione e
la commercializzazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, purché
tali attività siano realizzate nel territorio degli Stati membri o nelle acque
dell'Unione, anche da parte di pescherecci battenti bandiera di paesi terzi o
in essi immatricolati, o da pescherecci dell'Unione o cittadini degli Stati
membri, fatta salva la responsabilità primaria dello Stato di bandiera e tenuto
conto delle disposizioni dell'articolo 117 della convenzione delle Nazioni
Unite sul diritto del mare. 
(3)              
La politica comune della pesca deve garantire che
le attività di pesca e di acquacoltura contribuiscano alla creazione di
condizioni ambientali, economiche e sociali sostenibili a lungo termine. Essa
deve inoltre contribuire a un aumento della produttività, a un equo tenore di
vita per il settore della pesca e alla stabilità dei mercati, nonché garantire
la disponibilità delle risorse e la fornitura di derrate al consumatore a
prezzi ragionevoli.
(4)              
L'Unione è parte contraente della convenzione delle
Nazioni Unite sul diritto del mare del 10 dicembre 1982 (UNCLOS)[17] e ha ratificato l’accordo
delle Nazioni Unite ai fini dell’applicazione delle disposizioni della
convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, del 10 dicembre 1982,
relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici transzonali e
degli stock ittici altamente migratori del 4 agosto 1995 ("accordo delle
Nazioni Unite sugli stock ittici")[18].
Essa ha inoltre aderito all’accordo dell’Organizzazione per l’alimentazione e
l’agricoltura delle Nazioni Unite inteso a favorire il rispetto delle misure
internazionali di conservazione e di gestione da parte dei pescherecci in alto
mare, del 24 novembre 1993 ("accordo FAO")[19]. Questi accordi internazionali
prevedono in particolare obblighi di conservazione e segnatamente l'obbligo di
adottare misure di conservazione e di gestione intese a mantenere o riportare
le risorse marine a livelli in grado di produrre il rendimento massimo
sostenibile sia nell'ambito delle zone marine soggette alla giurisdizione
nazionale che in alto mare, nonché di cooperare con gli altri Stati a tal fine,
l'obbligo di applicare su base generalizzata l'approccio precauzionale alla
conservazione, alla gestione e allo sfruttamento degli stock ittici, l'obbligo
di garantire la compatibilità delle misure di conservazione e di gestione nei
casi in cui le risorse marine si trovino in zone marine aventi uno statuto
giurisdizionale diverso e l'obbligo di tenere nella debita considerazione gli
altri usi legittimi dei mari. La politica comune della pesca deve contribuire
all'adempimento degli obblighi assunti a livello internazionale dall'Unione nel
quadro di questi strumenti internazionali. Quando gli Stati membri adottano le
misure di conservazione e di gestione per le quali è stata loro conferita
competenza nell'ambito della politica comune della pesca, essi devono anche
agire in modo pienamente coerente con gli obblighi internazionali in materia di
conservazione e di cooperazione previsti dagli strumenti internazionali sopra
indicati.
(5)              
Nell'ambito del vertice sullo sviluppo sostenibile
di Johannesburg del 2002, l'Unione e i suoi Stati membri si sono impegnati a
intervenire contro il costante declino di numerosi stock ittici. L'Unione deve
pertanto migliorare la propria politica comune della pesca al fine di garantire
che, a titolo prioritario, i livelli di sfruttamento degli stock di risorse
biologiche marine siano riportati e mantenuti in condizioni che consentano alle
diverse popolazioni sfruttate di raggiungere il rendimento massimo sostenibile
entro il 2015. Nei casi in cui non si disponga di informazioni scientifiche
sufficienti potrebbe essere necessario servirsi di valori approssimativi per il
rendimento massimo sostenibile.
(6)              
Obiettivi specifici in materia di pesca sono stati
stabiliti nella decisione della Conferenza delle parti della convenzione sulla
diversità biologica sul piano strategico per la biodiversità 2011-2020[20]. La politica comune della
pesca deve garantire la coerenza con gli obiettivi in materia di biodiversità
adottati dal Consiglio europeo[21]
e con gli obiettivi indicati nella comunicazione della Commissione "La
nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: strategia dell'UE
sulla biodiversità fino al 2020"[22],
in particolare al fine di conseguire il rendimento massimo sostenibile entro il
2015.
(7)              
Lo sfruttamento sostenibile delle risorse
biologiche marine deve basarsi sull'approccio precauzionale, a sua volta basato
sul principio precauzionale di cui all'articolo 191, paragrafo 2, primo comma,
del trattato. 
(8)              
La politica comune della pesca deve contribuire
alla protezione dell'ambiente marino e in particolare al conseguimento di un
buono stato ecologico entro il 2020 secondo quanto previsto all'articolo 1,
paragrafo 1, della direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo
della politica per l’ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per
l’ambiente marino)[23].

(9)              
Occorre applicare alla gestione della pesca un
approccio basato sugli ecosistemi, limitare l'impatto ambientale delle attività
di pesca e ridurre al minimo le catture accidentali per giungere alla loro
graduale eliminazione. 
(10)          
È importante che la gestione della politica comune
della pesca sia guidata da principi di buona governance. Tali principi
prevedono un processo decisionale basato sui migliori pareri scientifici
disponibili, un ampio coinvolgimento delle parti interessate e una prospettiva
a lungo termine. Una gestione efficace della politica comune della pesca
dipende anche da una chiara definizione delle responsabilità sia a livello
dell'Unione che a livello nazionale, regionale e locale, nonché dalla
compatibilità e coerenza reciproche delle misure adottate con le altre
politiche dell'Unione. 
(11)          
Ove del caso, la politica comune della pesca deve
tener conto adeguatamente degli aspetti legati alla salute e al benessere degli
animali nonché alla sicurezza degli alimenti e dei mangimi.
(12)          
L'attuazione della politica comune della pesca deve
tener conto delle interazioni con altre questioni marittime quali contemplate
dalla politica marittima integrata[24],
riconoscendo che tutte le questioni connesse agli oceani e ai mari europei sono
legate fra loro, inclusa la pianificazione dello spazio marittimo. È necessario
garantire coerenza e integrazione nella gestione delle diverse politiche
settoriali nell'ambito del Mar Baltico, del Mare del Nord, dei Mari Celtici,
del Golfo di Guascogna nonché della costa iberica e dei bacini del Mediterraneo
e del Mar Nero. 
(13)          
I pescherecci dell'Unione devono avere parità di
accesso alle acque e alle risorse dell'Unione nel rispetto delle norme della
PCP.
(14)          
Le norme in vigore che limitano l'accesso alle
risorse comprese nella zona delle 12 miglia nautiche degli Stati membri
hanno funzionato in maniera soddisfacente, apportando benefici sul piano della
conservazione e limitando lo sforzo di pesca nelle acque maggiormente sensibili
dell'Unione. Tali norme hanno inoltre preservato le attività di pesca
tradizionali da cui in larga misura dipende lo sviluppo sociale ed economico di
alcune comunità costiere. È pertanto opportuno che tali norme continuino ad
essere applicate.
(15)          
Le risorse biologiche marine intorno alle Azzorre,
a Madera e alle Isole Canarie devono continuare a godere di una protezione
speciale poiché contribuiscono alla salvaguardia dell'economia locale di queste
isole, tenuto conto della loro situazione strutturale e socioeconomica. La
limitazione di alcune attività di pesca in tali acque ai pescherecci registrati
nei porti della Azzorre, di Madera e delle Isole Canarie deve essere pertanto
mantenuta.
(16)          
Per conseguire più efficacemente l'obiettivo di uno
sfruttamento sostenibile delle risorse biologiche marine è opportuno adottare
una strategia pluriennale di gestione della pesca, stabilendo in via
prioritaria piani pluriennali che tengano conto delle specificità dei vari tipi
di pesca. 
(17)          
Ove possibile, i piani pluriennali devono
riguardare una molteplicità di stock nei casi in cui tali stock siano oggetto
di una pesca congiunta. I piani pluriennali devono costituire la base per la
fissazione di possibilità di pesca e di obiettivi specifici quantificabili per
lo sviluppo sostenibile degli stock e degli ecosistemi marini interessati,
definendo limiti temporali chiari e meccanismi di salvaguardia in caso di
avvenimenti imprevisti. 
(18)          
Occorrono misure volte a ridurre ed eliminare i
livelli attualmente elevati di catture accidentali e di rigetti in mare. Le
catture accidentali e i rigetti costituiscono di fatto uno spreco considerevole
e incidono negativamente sullo sviluppo sostenibile delle risorse biologiche
marine e sugli ecosistemi marini nonché sulla redditività finanziaria delle
attività alieutiche. Occorre stabilire e attuare progressivamente un obbligo di
sbarco per tutte le catture di stock regolamentati effettuate nell'ambito di
attività di pesca nelle acque dell'Unione o da parte di pescherecci
dell'Unione. 
(19)          
È opportuno che gli operatori non traggano pieno
profitto economico dagli sbarchi di catture accidentali. Qualora vengano
sbarcati esemplari di dimensioni inferiori alla taglia minima di riferimento
per la conservazione, la destinazione di tali catture deve essere limitata ed
escludere la vendita per il consumo umano. 
(20)          
Ai fini della salvaguardia degli stock è opportuno
fissare obiettivi chiari con riguardo a talune misure tecniche. 
(21)          
Per gli stock in relazione ai quali non sono stati
disposti piani pluriennali devono essere garantiti tassi di sfruttamento che
producano il rendimento massimo sostenibile mediante la definizione di limiti
di cattura e/o di sforzo.
(22)          
Considerata la situazione economica precaria del
settore della pesca e il grado di dipendenza dalla pesca di alcune comunità
costiere è necessario garantire la stabilità relativa delle attività di pesca
ripartendo le possibilità di pesca fra gli Stati membri, con l'assegnazione a
ciascuno di essi di una quota prevedibile degli stock. 
(23)          
Tale stabilità relativa delle attività di pesca,
vista la situazione biologica temporanea degli stock, deve tener conto delle
particolari esigenze delle regioni in cui le comunità locali sono
particolarmente dipendenti dalla pesca e dalle attività connesse, conformemente
a quanto deciso dal Consiglio nella risoluzione del 3 novembre 1976,
concernente taluni aspetti esterni dell'istituzione nella Comunità, a decorrere
dal 1° gennaio 1977, di una zona di pesca che si estende fino a 200 miglia[25], in particolare nell'allegato
VII. Il concetto di stabilità relativa deve essere pertanto inteso in tal
senso.
(24)          
Gli Stati membri devono essere in grado di
presentare richieste motivate alla Commissione per elaborare nell'ambito della
politica comune della pesca misure da essi stessi identificate come necessarie
per conformarsi agli obblighi riguardanti le zone di protezione speciali a
norma dell'articolo 4 della direttiva 2009/147/CE del Consiglio, del 30
novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici[26],
le zone di conservazione speciali a norma dell'articolo 6 della direttiva
92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli
habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche[27],
nonché le zone marine protette a norma dell'articolo 13, paragrafo 4, della
direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno
2008, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della
politica per l’ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente
marino)[28].
(25)          
La Commissione deve essere in grado di adottare
misure temporanee qualora le attività di pesca comportino un grave rischio per
la conservazione delle risorse biologiche marine o per l'ecosistema marino,
tale da richiedere un intervento immediato. 
(26)          
Gli Stati membri devono essere in grado di adottare
misure di conservazione e misure tecniche per l'attuazione della politica
comune della pesca affinché quest'ultima risulti maggiormente adeguata alle
realtà e peculiarità dei singoli tipi di pesca e benefici di una maggiore
adesione.
(27)          
È opportuno autorizzare gli Stati membri ad adottare,
nella rispettiva zona delle 12 miglia nautiche, misure di conservazione e
di gestione applicabili a tutti i pescherecci dell'Unione purché le misure
adottate, nei casi in cui si applichino a pescherecci dell'Unione appartenenti
ad altri Stati membri, non siano discriminatorie e siano state oggetto di una
consultazione preliminare fra gli altri Stati membri interessati e purché
l'Unione non abbia adottato misure specifiche di conservazione e di gestione
per tale zona. 
(28)          
È opportuno autorizzare gli Stati membri ad
adottare, per gli stock nelle acque dell'Unione, misure di conservazione e di
gestione applicabili unicamente ai pescherecci dell'Unione battenti la loro
bandiera. 
(29)          
È necessario introdurre entro il 31 dicembre 2013
un sistema di concessioni di pesca trasferibili per la maggior parte degli
stock gestiti nell'ambito della politica comune della pesca, applicabile a
tutte le navi di lunghezza pari o superiore a 12 metri e a tutte le altre navi
che pescano con attrezzi trainati. Gli Stati membri possono escludere
dall'applicazione del sistema di concessioni di pesca trasferibili le navi di
lunghezza fino a 12 metri diverse da quelle che pescano con attrezzi trainati.
Tale sistema deve contribuire al conseguimento di riduzioni della flotta su
iniziativa del settore nonché al miglioramento delle prestazioni economiche,
creando al tempo stesso concessioni di pesca trasferibili giuridicamente sicure
ed esclusive basate sulle possibilità di pesca annuali concesse a uno Stato
membro. Poiché le risorse biologiche marine costituiscono un bene comune, è
opportuno che le concessioni di pesca trasferibili stabiliscano diritti di
utilizzazione solo su una parte delle possibilità di pesca annue di uno Stato
membro, che possono essere revocati sulla base di norme stabilite. 
(30)          
È opportuno che le concessioni di pesca possano
essere trasferite o affittate, al fine di decentrare la gestione delle
possibilità di pesca affidandola al settore e garantire che i pescatori che
abbandonano l'attività non debbano dipendere dall'assistenza pubblica
nell'ambito della politica comune della pesca.
(31)          
Le caratteristiche specifiche e la vulnerabilità
socioeconomica di alcune flotte artigianali giustificano la limitazione del
sistema obbligatorio di concessioni di pesca trasferibili alle imbarcazioni più
grandi. Il sistema di concessioni di pesca trasferibili deve essere applicato
agli stock per i quali sono state assegnate possibilità di pesca.
(32)          
Per i pescherecci dell'Unione che non operano
nell'ambito di un sistema di concessioni di pesca trasferibili devono essere
adottate misure specifiche destinate ad adeguare il numero di pescherecci
dell'Unione alle risorse disponibili. Tali misure devono fissare limiti massimi
obbligatori di capacità delle flotte e stabilire regimi nazionali di entrata/uscita
in relazione agli aiuti per il disarmo concessi nell'ambito del Fondo europeo
per la pesca. 
(33)          
Gli Stati membri devono registrare le informazioni
minime relative alle caratteristiche e alle attività dei pescherecci
dell'Unione battenti la loro bandiera. Tali dati devono essere messi a
disposizione della Commissione affinché possa sorvegliare la dimensione delle
flotte degli Stati membri.
(34)          
Per garantire una gestione della pesca basata sui
migliori pareri scientifici disponibili è necessario poter disporre di serie di
dati armonizzati, affidabili e precisi. Gli Stati membri devono pertanto
raccogliere dati sulle flotte e sulle loro attività di pesca, in particolare
dati biologici sulle catture, inclusi i rigetti, informazioni provenienti da
indagini sugli stock ittici e sull'impatto potenziale delle attività di pesca
sull'ecosistema marino. 
(35)          
La raccolta di dati deve includere informazioni che
facilitino la valutazione economica delle imprese attive nel settore della
pesca, dell'acquacoltura e della trasformazione dei prodotti della pesca e
dell'acquacoltura, nonché delle tendenze occupazionali in questi settori.
(36)          
Gli Stati membri devono gestire e mettere a
disposizione degli utilizzatori finali di dati scientifici le informazioni
raccolte, sulla base di un programma pluriennale dell'Unione. Essi devono
inoltre collaborare fra loro al fine di coordinare le attività di raccolta dei
dati. Con riguardo alla raccolta dei dati, ove necessario gli Stati membri
devono inoltre collaborare con i paesi terzi di uno stesso bacino marino.
(37)          
Le conoscenze scientifiche orientate alla politica
della pesca devono essere rafforzate mediante programmi adottati a livello
nazionale per la raccolta di dati scientifici sulla pesca, la ricerca e
l'innovazione in coordinamento con gli altri Stati membri nonché tramite gli
strumenti del quadro dell'Unione per la ricerca e l'innovazione.
(38)          
L'Unione deve promuovere a livello internazionale
gli obiettivi della politica comune della pesca. A tal fine, essa deve
sforzarsi di migliorare l'operato delle organizzazioni regionali e
internazionali dedite alla conservazione e alla gestione degli stock ittici
internazionali, promuovendo un processo decisionale basato sulle conoscenze
scientifiche e su un maggiore rispetto delle norme nonché una maggiore trasparenza
e partecipazione delle parti interessate, e combattendo le attività di pesca
illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN). 
(39)          
Gli accordi di pesca sostenibile conclusi con i
paesi terzi devono garantire che le attività di pesca dell'Unione nelle acque
dei paesi terzi si basino sui migliori pareri scientifici disponibili al fine
di giungere a uno sfruttamento sostenibile delle risorse biologiche marine.
Tali accordi, che prevedono la concessione di diritti di accesso in cambio di
un contributo finanziario dell'Unione, devono contribuire alla creazione di un
contesto di governance di elevata qualità al fine di garantire in particolare
misure efficienti di monitoraggio, controllo e sorveglianza.
(40)          
L'introduzione di una clausola sui diritti umani
negli accordi di pesca sostenibile deve essere pienamente coerente con gli
obiettivi generali di sviluppo dell'Unione. 
(41)          
Il rispetto dei principi democratici e dei diritti
umani, enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e negli
altri strumenti internazionali sui diritti umani, nonché del principio dello
Stato di diritto, deve costituire un elemento essenziale degli accordi di pesca
sostenibile.
(42)          
L'acquacoltura deve contribuire a salvaguardare il
potenziale di produzione alimentare su basi sostenibili in tutta l'Unione al
fine di garantire a lungo termine la sicurezza dell'approvvigionamento
alimentare per i cittadini europei e contribuire alla crescente domanda
mondiale di alimenti acquatici. 
(43)          
La strategia della Commissione per lo sviluppo sostenibile
dell'acquacoltura europea[29]
adottata nel 2009, accolta favorevolmente e approvata dal Consiglio e
appoggiata dal Parlamento europeo, ha sottolineato la necessità di creare e
promuovere condizioni di equità per l'acquacoltura che servano da base per il
suo sviluppo sostenibile. 
(44)          
La politica comune della pesca deve contribuire
alla realizzazione della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva nonché al conseguimento degli obiettivi ivi definiti[30].
(45)          
Dato che le attività di acquacoltura nell'Unione
risentono delle diverse condizioni esistenti al di là dei confini nazionali,
occorre elaborare orientamenti strategici dell'Unione per piani strategici
nazionali al fine di migliorare la competitività del settore dell'acquacoltura,
sostenerne lo sviluppo e l'innovazione e favorire l'attività economica, la
diversificazione e una migliore qualità della vita nelle zone costiere e
rurali; occorre inoltre elaborare meccanismi di scambio di informazioni e buone
pratiche fra gli Stati membri tramite un metodo aperto per il coordinamento
delle misure nazionali riguardanti la sicurezza delle attività economiche,
l'accesso alle acque e al territorio dell'Unione e la semplificazione
amministrativa della concessione di licenze.
(46)          
La natura specifica dell'acquacoltura rende
necessaria la creazione di un consiglio consultivo per la consultazione delle
parti interessate su elementi delle politiche dell'Unione che potrebbero
incidere sull'acquacoltura. 
(47)          
È necessario rafforzare la competitività del
settore della pesca e dell'acquacoltura dell'Unione e semplificarne il
funzionamento ai fini di una migliore gestione della produzione e delle
attività di mercato; l'organizzazione comune dei mercati nel settore dei
prodotti della pesca e dell'acquacoltura deve garantire condizioni di equità
per tutti i prodotti della pesca e dell'acquacoltura commercializzati
nell'Unione, mettere i consumatori in grado di effettuare scelte più informate
e incoraggiare modelli di consumo responsabili nonché migliorare le conoscenze
economiche e la comprensione dei mercati dell'Unione lungo l'intera catena di
commercializzazione. 
(48)          
L'organizzazione comune dei mercati deve essere
attuata nel rispetto degli impegni internazionali assunti dall'Unione, in
particolare per quanto concerne le disposizioni dell'Organizzazione mondiale
del commercio. Per garantire il successo della politica comune della pesca
occorre un sistema efficace di controllo, ispezione e attuazione che includa la
lotta contro le attività di pesca INN. È necessario istituire un regime
unionale di controllo, ispezione ed esecuzione al fine di garantire il rispetto
delle norme della politica comune della pesca.
(49)          
Nell'ambito del regime unionale di controllo,
ispezione ed esecuzione occorre promuovere l'uso di tecnologie moderne. Gli
Stati membri o la Commissione devono avere la possibilità di condurre progetti
pilota relativi alle nuove tecnologie di controllo e ai sistemi di gestione dei
dati.
(50)          
Per garantire la partecipazione degli operatori
interessati al regime unionale di controllo, ispezione ed esecuzione, gli Stati
membri devono poter chiedere ai titolari di licenze di pesca relative a
pescherecci dell'Unione di lunghezza fuori tutto pari o superiore a 12 metri,
battenti la loro bandiera, di contribuire proporzionalmente ai costi del
sistema. 
(51)          
Gli obiettivi della politica comune della pesca non
possono essere realizzati in modo sufficiente dagli Stati membri, tenuto conto
dei problemi incontrati in materia di sviluppo e gestione del settore alieutico
nonché delle risorse finanziarie limitate degli Stati membri. Occorre pertanto
concedere un sostegno finanziario pluriennale dell'Unione, incentrato sulle
priorità della politica comune della pesca, al fine di contribuire al
conseguimento di questi obiettivi.
(52)          
Il sostegno finanziario dell'Unione deve essere
subordinato al rispetto delle norme della politica comune della pesca da parte
degli Stati membri e degli operatori. Nei casi di mancata osservanza delle
norme della politica comune della pesca da parte degli Stati membri o di
infrazioni gravi di tali norme da parte degli operatori, il suddetto sostegno
finanziario deve essere pertanto interrotto, sospeso o rettificato.
(53)          
Il dialogo con le parti interessate si è rivelato
essenziale ai fini del conseguimento degli obiettivi della politica comune
della pesca. Tenuto conto della diversità di situazioni esistenti nelle acque
dell'Unione e della crescente regionalizzazione della politica comune della
pesca, i consigli consultivi devono permettere a tale politica di beneficiare delle
conoscenze e dell'esperienza di tutte le parti interessate.
(54)          
È opportuno che alla Commissione sia conferito il
potere di adottare atti delegati per creare un nuovo consiglio consultivo e
modificare le zone di competenza dei consigli consultivi esistenti, in
particolare tenuto conto delle caratteristiche specifiche del Mar Nero.
(55)          
Per conseguire gli obiettivi della politica comune
della pesca occorre conferire alla Commissione il potere di adottare atti
delegati conformemente all’articolo 290 del trattato per quanto concerne la
definizione di misure in materia di pesca volte ad alleviare l'impatto delle
attività di pesca nelle zone speciali di conservazione, l'adeguamento
dell'obbligo di sbarcare tutte le catture in conformità agli obblighi
internazionali assunti dall'Unione, l'adozione per difetto di misure di
conservazione nell'ambito dei piani pluriennali o di misure tecniche, il nuovo
calcolo dei limiti di capacità delle flotte, la definizione delle informazioni
relative alle caratteristiche e alle attività dei pescherecci dell'Unione, le
norme per la realizzazione di progetti pilota su nuove tecnologie di controllo
e sistemi di gestione dei dati, le modifiche dell'allegato III in relazione
alle zone di competenza dei consigli consultivi nonché la composizione e il
funzionamento dei consigli medesimi. 
(56)          
È particolarmente importante che la Commissione
svolga consultazioni adeguate nel corso dei lavori preparatori per l'adozione
di atti delegati, anche a livello di esperti. 
(57)          
Nella fase di preparazione e di redazione degli
atti delegati, la Commissione deve garantire una trasmissione simultanea,
tempestiva e adeguata dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al
Consiglio. 
(58)          
È necessario conferire alla Commissione poteri di
esecuzione al fine di garantire l'applicazione di condizioni uniformi
nell'attuazione dei requisiti tecnico-operativi relativi alle modalità di
trasmissione delle informazioni contenute nei registri delle flotte pescherecce
e dei dati richiesti ai fini della gestione della pesca. Tali poteri devono
essere esercitati conformemente alle disposizioni del regolamento (UE)
n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio
2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di
controllo da parte degli Stati membri dell’esercizio delle competenze di
esecuzione attribuite alla Commissione[31].
(59)          
Per conseguire l'obiettivo di base della politica
comune della pesca, che consiste nel creare condizioni economiche, ambientali e
sociali sostenibili a lungo termine per la pesca e l'acquacoltura, nonché nel
contribuire alla disponibilità dell'approvvigionamento alimentare, è necessario
e opportuno definire norme relative alla conservazione e allo sfruttamento
delle risorse biologiche marine. 
(60)          
In ottemperanza al principio di proporzionalità
enunciato all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea, il presente
regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo.
(61)          
La decisione 2004/585/CE del Consiglio, del 19
luglio 2004, relativa all'istituzione di consigli consultivi regionali
nell'ambito della politica comune della pesca[32],
deve essere abrogata in concomitanza con l'entrata in vigore delle disposizioni
corrispondenti a norma del presente regolamento.
(62)          
Il regolamento (CE) n. 199/2008, del 25 febbraio 2008,
che istituisce un quadro comunitario per la raccolta, la gestione e l’uso di
dati nel settore della pesca e un sostegno alla consulenza scientifica relativa
alla politica comune della pesca[33],
deve essere abrogato; occorre tuttavia che esso continui ad applicarsi ai
programmi nazionali di raccolta e gestione di dati adottati per il periodo
2011-2013.
(63)          
Tenuto conto del numero e dell'entità delle
modifiche da apportare, è opportuno abrogare il regolamento (CEE) n. 2371/2002
del Consiglio, 
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
PARTE I
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
Campo di applicazione
1.                      
La politica comune della pesca riguarda:
(a)         
la conservazione, la gestione e lo sfruttamento
delle risorse biologiche marine; e 
(b)         
le risorse biologiche di acqua dolce, l'acquacoltura
nonché la trasformazione e la commercializzazione di prodotti della pesca e
dell'acquacoltura nel quadro di misure di mercato e di misure finanziarie
destinate al sostegno della politica comune della pesca.
2.                      
La politica comune della pesca riguarda le attività
di cui al paragrafo 1 quando esse vengono svolte:
(a)         
nel territorio degli Stati membri, oppure
(b)         
nelle acque dell'Unione, anche da parte di
pescherecci battenti bandiera di paesi terzi e immatricolati in tali paesi,
oppure
(c)         
da pescherecci dell'Unione al di fuori delle acque
dell'Unione, oppure
(d)         
da cittadini degli Stati membri, fatta salva la
responsabilità primaria dello Stato di bandiera.
Articolo 2
Obiettivi generali 
1.                      
La politica comune della pesca garantisce che le
attività di pesca e di acquacoltura creino condizioni ambientali e
socioeconomiche sostenibili a lungo termine e contribuiscano alla disponibilità
dell'approvvigionamento alimentare. 
2.                      
La politica comune della pesca applica alla
gestione della pesca l'approccio precauzionale ed è volta a garantire, entro il
2015, che lo sfruttamento delle risorse biologiche marine vive ricostituisca e
mantenga le popolazioni delle specie pescate al di sopra dei livelli in grado
di produrre il rendimento massimo sostenibile.
3.                      
La politica comune della pesca applica alla
gestione della pesca l'approccio basato sugli ecosistemi al fine di garantire
che le attività di pesca abbiano un impatto limitato sugli ecosistemi marini. 
4.                      
La politica comune della pesca integra i requisiti
previsti dalla normativa ambientale dell'Unione. 
Articolo 3
Obiettivi specifici 
Al fine di conseguire gli obiettivi generali
definiti all'articolo 2, la politica comune della pesca provvede in particolare
a:
(a)         
eliminare le catture accidentali di stock
commerciali e far sì che, progressivamente, tutte le catture provenienti da
tali stock vengano sbarcate;
(b)         
creare le condizioni necessarie per svolgere le
attività di pesca in modo efficiente nell'ambito di un settore economicamente
redditizio e competitivo; 
(c)         
promuovere lo sviluppo delle attività di
acquacoltura dell'Unione per contribuire alla sicurezza alimentare e
all'occupazione nelle zone costiere e rurali; 
(d)         
contribuire ad offrire un equo tenore di vita a
coloro che dipendono dalle attività di pesca;
(e)         
tener conto degli interessi dei consumatori;

(f)           
garantire la raccolta e la gestione sistematiche e
armonizzate dei dati.
Articolo 4
Principi di buona governance
La politica comune della pesca si ispira ai
seguenti principi di buona governance: 
(a)         
chiara definizione delle responsabilità a livello
dell'Unione nonché a livello nazionale, regionale e locale;
(b)         
definizione di misure conformi ai migliori pareri
scientifici disponibili;
(c)         
prospettiva a lungo termine;
(d)         
esteso coinvolgimento delle parti interessate in
tutte le fasi, dalla concezione all'attuazione delle misure;
(e)         
responsabilità primaria dello Stato di bandiera;
(f)           
coerenza con la politica marittima integrata e con
le altre politiche dell'Unione.
Articolo 5
Definizioni
Ai fini del presente regolamento si intende
per: 
–                   
'acque dell'Unione', le acque poste sotto la
sovranità o la giurisdizione degli Stati membri, ad eccezione delle acque
adiacenti ai territori di cui all'allegato II del trattato;
–                   
'risorse biologiche marine', le specie acquatiche
marine vive disponibili e accessibili, comprese le specie anadrome e catadrome
in tutte le fasi del loro ciclo vitale;
–                   
'risorse biologiche di acqua dolce', le specie
acquatiche di acqua dolce vive disponibili e accessibili;
–                   
'peschereccio', qualsiasi nave attrezzata per la
pesca commerciale delle risorse biologiche marine; 
–                   
'peschereccio dell'Unione': un peschereccio
battente bandiera di uno Stato membro e immatricolato nell'Unione;
–                   
'rendimento massimo sostenibile', il quantitativo
massimo di catture che può essere prelevato da uno stock ittico per un tempo
indefinito; 
–                   
'approccio precauzionale in materia di gestione
della pesca', un approccio secondo cui la mancanza di dati scientifici adeguati
non deve giustificare il rinvio o la mancata adozione di misure di gestione per
la conservazione delle specie bersaglio, delle specie associate o dipendenti,
nonché delle specie non bersaglio e del relativo habitat;
–                   
'approccio ecosistemico in materia di gestione
della pesca', un approccio che garantisca che le risorse acquatiche vive
apportino benefici elevati ma che gli impatti diretti e indiretti delle
operazioni di pesca sugli ecosistemi marini siano ridotti e non compromettano
il funzionamento, la diversità e l'integrità futuri di questi ecosistemi; 
–                   
'tasso di mortalità per pesca', la percentuale di
catture di uno stock in un determinato periodo rispetto alla media dello stock
pescabile nel corso di tale periodo;
–                   
'stock', una risorsa biologica marina dotata di
caratteristiche specifiche e presente in una zona di gestione determinata;
–                   
'limite di catture', il limite quantitativo applicabile
agli sbarchi di uno stock o gruppo di stock nel corso di un dato periodo;
–                   
'valore di riferimento per la conservazione', i
valori dei parametri relativi alla popolazione degli stock ittici (quali la
biomassa o il tasso di mortalità per pesca) utilizzati nella gestione della
pesca, ad esempio per quanto concerne un livello accettabile di rischio
biologico o un livello di rendimento auspicato;
–                   
'misura di salvaguardia', una misura precauzionale
intesa a proteggere da eventi indesiderati o ad impedire tali eventi; 
–                   
'misure tecniche', le misure che disciplinano la
composizione delle catture in termini di specie e dimensioni, nonché gli
effetti sugli elementi dell'ecosistema risultanti dalle attività di pesca,
stabilendo condizioni per l'uso e la struttura degli attrezzi da pesca nonché
restrizioni di accesso alle zone di pesca;
–                   
'possibilità di pesca', un diritto di pesca
quantificato, espresso in termini di catture e/o di sforzo di pesca, e le
condizioni ad esso inerenti sul piano funzionale che risultano necessarie per
quantificarlo a un certo livello;
–                   
'sforzo di pesca', il prodotto della capacità di un
peschereccio per la sua attività; per un gruppo di pescherecci, la somma dello
sforzo di pesca di tutti i pescherecci del gruppo;
–                   
'concessioni di pesca trasferibili', diritti
revocabili per l'utilizzo di una parte specifica delle possibilità di pesca
assegnate ad uno Stato membro o stabilite nell'ambito di un piano di gestione
adottato da uno Stato membro conformemente all'articolo 19 del regolamento (CE)
n. 1967/2006[34],
che il titolare può trasferire ad altri titolari ammissibili di tali
concessioni di pesca trasferibili;
–                   
'possibilità di pesca individuali', possibilità di
pesca annue concesse ai titolari di concessioni di pesca trasferibili in uno
Stato membro sulla base della percentuale di possibilità di pesca che spettano
a tale Stato membro;
–                   
'capacità di pesca', la stazza di una nave espressa
in GT (stazza lorda) e la sua potenza motrice espressa in kW (kilowatt), quali
definite agli articoli 4 e 5 del regolamento (CEE) n. 2930/86 del Consiglio[35]; 
–                   
'acquacoltura', l'allevamento o la coltura di
organismi acquatici che comporta l'impiego di tecniche finalizzate ad
aumentare, al di là delle capacità naturali dell'ambiente, la resa degli
organismi in questione; questi ultimi rimangono di proprietà di una persona
fisica o giuridica durante tutta la fase di allevamento o di coltura, compresa
la raccolta;
–                   
'licenza di pesca', la licenza di cui all’articolo
4, paragrafo 9, del regolamento (CE) n. 1224/2009;
–                   
'autorizzazione di pesca', l'autorizzazione di cui
all’articolo 4, paragrafo 10, del regolamento (CE) n. 1224/2009;
–                   
'pesca', la raccolta o la cattura di organismi
acquatici che vivono nel loro ambiente naturale, o l'uso intenzionale di ogni
mezzo che consenta tale raccolta o cattura;
–                   
'prodotti della pesca', gli organismi acquatici
ottenuti da una qualsiasi attività di pesca; 
–                   
'operatore', la persona fisica o giuridica che
gestisce o detiene un’impresa che svolge attività connesse a una qualsiasi
delle fasi di produzione, trasformazione, commercializzazione, distribuzione e
vendita al dettaglio dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura; 
–                   
'infrazione grave', un'infrazione quale definita
all'articolo 42, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio e
all'articolo 90, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1224/2009;
–                   
'utilizzatore finale di dati scientifici', un
organismo avente un interesse di ricerca o di gestione nell’analisi scientifica
dei dati relativi al settore della pesca;
–                   
'surplus di catture ammissibili', la parte di
catture ammissibili che uno Stato costiero non ha la capacità di sfruttare; 
–                   
'prodotti dell'acquacoltura', gli organismi
acquatici, a ogni stadio del loro ciclo vitale, provenienti da qualunque
attività di acquacoltura;
–                   
'biomassa riproduttiva', una stima della massa di
pesci di una risorsa particolare che si riproduce in un momento determinato,
inclusi sia i maschi che le femmine nonché le specie vivipare; 
–                   
'pesca multispecifica', la pesca praticata in zone
in cui è presente più di una specie ittica catturabile con l'attrezzo da pesca
utilizzato
–                   
'accordi di pesca sostenibile', accordi
internazionali conclusi con un altro Stato al fine di ottenere accesso alle
risorse o alle acque di tale Stato in cambio di una compensazione finanziaria
da parte dell'Unione.
PARTE II
ACCESSO ALLE ACQUE 
Articolo 6
Norme generali sull'accesso alle acque
1.                      
I pescherecci dell'Unione hanno pari accesso alle
acque e alle risorse in tutte le acque dell'Unione ad esclusione di quelle di
cui ai paragrafi 2 e 3, fatte salve le misure adottate conformemente alla parte
III. 
2.                      
Dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2022,
nelle acque situate entro 12 miglia nautiche dalle linee di base soggette alla
propria sovranità o giurisdizione, gli Stati membri sono autorizzati a limitare
le attività di pesca alle navi che pescano tradizionalmente in tali acque e
provengono da porti situati sulla costa adiacente, ferme restando le
disposizioni relative ai pescherecci dell'Unione battenti bandiera di altri
Stati membri previste dalle relazioni di vicinato tra Stati membri e le
disposizioni contenute nell'allegato I che stabilisce, per ciascuno Stato
membro, le zone geografiche delle fasce costiere di altri Stati membri in cui
tali attività di pesca vengono esercitate nonché le specie interessate. Gli
Stati membri informano la Commissione delle restrizioni imposte a norma del
presente paragrafo. 
3.                      
Dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2022, nelle
acque situate entro 100 miglia nautiche dalla linea di base delle Azzorre, di
Madera e delle Isole Canarie, gli Stati membri interessati possono limitare
l'esercizio della pesca ai pescherecci immatricolati nei porti di tali isole.
Tali restrizioni non si applicano ai pescherecci dell'Unione che pescano
tradizionalmente in tali acque, a condizione che tali pescherecci non superino
lo sforzo di pesca tradizionalmente messo in atto. Gli Stati membri informano
la Commissione delle restrizioni imposte a norma del presente paragrafo. 
4.                      
Le disposizioni che faranno seguito alle modalità
di cui ai paragrafi 2 e 3 sono adottate entro il 31 dicembre 2022. 
PARTE III
MISURE PER LA CONSERVAZIONE DELLE RISORSE BIOLOGICHE MARINE 
TITOLO I
TIPI DI MISURE
Articolo 7 
Tipi di misure di
conservazione 
Le misure per la conservazione delle risorse
biologiche marine possono riguardare: 
(a)         
l'adozione dei piani pluriennali di cui agli
articoli da 9 a 11; 
(b)         
la definizione di obiettivi specifici per uno
sfruttamento sostenibile degli stock;
(c)         
l'adozione di provvedimenti volti ad adeguare il
numero di pescherecci e/o i tipi di peschereccio alle possibilità di pesca
disponibili; 
(d)         
l'introduzione di incentivi, anche economici, al
fine di promuovere una pesca più selettiva o con scarso impatto;
(e)         
la fissazione di possibilità di pesca; 
(f)           
l'adozione delle misure tecniche di cui
all'articolo 14;
(g)         
l'adozione di misure relative all'obbligo di
sbarcare la totalità delle catture;
(h)         
l'attuazione di progetti pilota su tipi alternativi
di tecniche di gestione della pesca. 
Articolo 8 
Tipi di misure tecniche 
Le misure tecniche possono riguardare:
(a)         
le dimensioni di maglia e le norme relative all'uso
degli attrezzi da pesca;
(b)         
restrizioni relative alla costruzione degli
attrezzi da pesca, comprendenti: 
i) modifiche o dispositivi supplementari volti a
migliorare la selettività o a ridurre l'impatto sulla zona bentonica; 
ii) modifiche o dispositivi speciali volti a
ridurre le catture accidentali di specie in via di estinzione, minacciate e
protette;
(c)         
il divieto di utilizzare determinati attrezzi da
pesca in zone o periodi specifici;
(d)         
il divieto o la restrizione delle attività di pesca
in zone e/o periodi specifici; 
(e)         
l'interruzione delle attività di pesca dei
pescherecci in una zona determinata per un periodo minimo definito al fine di
proteggere un'aggregazione temporanea di una risorsa marina vulnerabile;
(f)           
misure specifiche destinate a ridurre l'impatto
delle attività di pesca sugli ecosistemi marini e sulle specie non bersaglio; 
(g)         
altre misure tecniche intese a proteggere la
biodiversità marina.
TITOLO II
 MISURE A LIVELLO DELL'UNIONE
Articolo 9
Piani pluriennali 
1.                      
Sono istituiti in via prioritaria piani pluriennali
che prevedono misure di conservazione volte a mantenere o ricostituire gli
stock ittici al di sopra di livelli in grado di produrre il rendimento massimo
sostenibile. 
2.                      
I piani pluriennali offrono: 
(a)         
la base per fissare le possibilità di pesca per gli
stock ittici interessati sulla scorta di valori di riferimento per la
conservazione predefiniti; e
(b)         
misure in grado di impedire efficacemente il
superamento dei valori di riferimento per la conservazione. 
3.                      
I piani pluriennali riguardano, ove possibile,
attività di pesca che sfruttano singoli stock ittici o attività di pesca che
sfruttano svariati stock, e tengono in debito conto le interazioni tra stock e
attività di pesca. 
4.                      
I piani pluriennali si basano sull'approccio precauzionale
in materia di gestione della pesca e tengono conto delle limitazioni dei dati
disponibili e dei metodi di valutazione nonché di tutte le fonti quantificate
di incertezza in un modo scientificamente valido. 
Articolo 10
Obiettivi dei piani pluriennali 
1.                      
I piani pluriennali prevedono gli adeguamenti del
tasso di mortalità per pesca da applicare al fine di riportare e mantenere
tutti gli stock al di sopra dei livelli in grado di produrre il rendimento
massimo sostenibile entro il 2015. 
2.                      
Qualora risulti impossibile determinare un tasso di
mortalità per pesca che consenta di riportare e mantenere gli stock al di sopra
dei livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile, i piani
pluriennali prevedono misure precauzionali che garantiscano un livello
comparabile di conservazione degli stock in questione. 
Articolo 11
Contenuto dei piani pluriennali 
I piani pluriennali includono: 
(a)         
il campo di applicazione di ciascun piano in
termini di stock, attività di pesca ed ecosistema;
(b)         
obiettivi coerenti con quelli fissati agli articoli
2 e 3 nonché
(c)         
obiettivi specifici quantificabili espressi in
termini di:
i) tasso di mortalità per la pesca e/o 
ii) biomassa riproduttiva e
ii) stabilità delle catture;
(d)         
scadenze ben definite per conseguire gli obiettivi
specifici quantificabili;
(e)         
misure tecniche comprendenti misure per
l'eliminazione delle catture accidentali;
(f)           
indicatori quantificabili per la sorveglianza e la
valutazione periodiche dei progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi
del piano pluriennale; 
(g)         
misure e obiettivi specifici per la parte del ciclo
vitale in acqua dolce delle specie anadrome e catadrome; 
(h)         
la riduzione al minimo degli impatti della pesca
sull'ecosistema; 
(i)           
misure di salvaguardia e relativi criteri di
attivazione;
(j)           
ogni altra misura adeguata per conseguire gli
obiettivi dei piani pluriennali. 
Articolo 12
Rispetto degli obblighi previsti dalla normativa ambientale dell'Unione 
1.           Nelle zone speciali di
conservazione ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 92/43/CEE, dell'articolo
4 della direttiva 2009/147/CE e dell'articolo 13, paragrafo 4, della direttiva
2008/56/CE, le attività di pesca degli Stati membri devono essere condotte in
modo da alleviarne l'impatto sulle zone medesime.
2.           La Commissione ha il potere
di adottare atti delegati a norma dell'articolo 55 al fine di specificare
misure di accompagnamento in materia di pesca volte ad alleviare l'impatto
delle attività di pesca sulle zone speciali di conservazione. 
Articolo 13
Misure della Commissione in caso di grave minaccia alle risorse biologiche
marine 
1.                      
Qualora venga dimostrata l'esistenza di una grave
minaccia per la conservazione delle risorse biologiche marine o per
l'ecosistema marino che richiede un intervento immediato, la Commissione può,
su richiesta debitamente motivata di uno Stato membro o di propria iniziativa,
decidere l'adozione di misure temporanee volte ad alleviare la minaccia.
2.                      
Lo Stato membro comunica la richiesta motivata di
cui al paragrafo 1 simultaneamente alla Commissione, agli altri Stati membri e
ai consigli consultivi interessati. 
Articolo 14
Quadri di misure tecniche
Vengono stabiliti quadri di misure tecniche
per garantire la protezione delle risorse biologiche marine e la riduzione
dell'impatto delle attività di pesca sugli stock ittici e sugli ecosistemi
marini. I quadri di misure tecniche:
(a)         
contribuiscono a mantenere o a riportare gli stock
ittici al di sopra di livelli in grado di produrre il rendimento massimo
sostenibile migliorando la selezione per taglia e, ove del caso, la selezione
per specie; 
(b)         
riducono le catture di individui sottotaglia dagli
stock ittici;
(c)         
riducono le catture accidentali di organismi
marini;          
(d)         
mitigano l'impatto degli attrezzi da pesca
sull'ecosistema e sull'ambiente, provvedendo in particolare alla protezione
degli stock e degli habitat biologicamente sensibili.
Articolo 15 
Obbligo di sbarcare tutte le catture
1.                      
Tutte le catture dei seguenti stock ittici soggetti
a limiti di cattura effettuate nel corso di attività di pesca nelle acque
dell'Unione o da pescherecci dell'Unione al di fuori delle acque dell'Unione
vengono portate e mantenute a bordo dei pescherecci nonché registrate e
sbarcate, salvo nel caso in cui vengano utilizzate come esche vive, secondo il
seguente calendario:
(a)         
al massimo a partire dal 1° gennaio 2014:
–     
sgombro, aringa, sugarello, melù, pesce tamburo,
acciuga, argentina, alaccia, capelin;
–     
tonno rosso, pesce spada, tonno bianco, tonno
obeso, altri istioforidi;
(b)         
al massimo a partire dal 1° gennaio 2015: merluzzo
bianco, nasello, sogliola;
(c)         
al massimo a partire dal 1° gennaio 2016: eglefino,
merlano, rombo giallo, rana pescatrice, passera di mare, molva, merluzzo
carbonaro, merluzzo dell'Alaska, sogliola limanda, rombo chiodato, rombo
liscio, molva azzurra, pesce sciabola nero, granatiere, pesce specchio atlantico,
ippoglosso nero, brosmio, scorfano e stock demersali del Mediterraneo. 
2.                      
Per gli stock ittici di cui al paragrafo 1 vengono
fissate taglie di riferimento minime per la conservazione basate sui migliori
pareri scientifici disponibili. La vendita delle catture di tali stock ittici
di taglia inferiore alla taglia minima di riferimento per la conservazione è
autorizzata unicamente a fini di trasformazione in farine di pesce o alimenti
per animali.
3.                      
Le norme di commercializzazione per le catture di
pesce effettuate oltre il limite delle possibilità di pesca prestabilite sono
fissate conformemente all'articolo 27 [del regolamento sull'organizzazione
comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura].
4.                      
Gli Stati membri provvedono affinché i pescherecci
dell'Unione battenti la loro bandiera siano attrezzati in modo da poter fornire
una documentazione completa di tutte le attività di pesca e di trasformazione
effettuate che consenta di monitorare il rispetto dell'obbligo di sbarcare tutte
le catture.
5.                      
Il paragrafo 1 si applica senza pregiudizio degli obblighi
internazionali.
6.                      
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati a norma dell'articolo 55 per specificare le misure di cui al paragrafo
1 ai fini del rispetto degli obblighi internazionali dell'Unione.
Articolo 16 
Possibilità di pesca
1.                      
Le possibilità di pesca assegnate agli Stati membri
garantiscono a ciascuno di essi la stabilità relativa delle attività di pesca
per ciascuno stock o ciascun tipo o zona di pesca. Nell'assegnare nuove
possibilità di pesca si tiene conto degli interessi di ciascuno Stato membro. 
2.                      
Nell'ambito delle possibilità di pesca complessive
può essere costituita una riserva di possibilità di pesca per le catture
accessorie.
3.                      
Le possibilità di pesca devono essere conformi agli
obiettivi specifici quantificabili, ai calendari e ai margini stabiliti
conformemente all'articolo 9, paragrafo 2, e all'articolo 11, lettere b), c) e
h).
4.                      
Previa notifica alla Commissione, gli Stati membri
possono procedere allo scambio di una parte o della totalità delle possibilità
di pesca loro assegnate.
TITOLO III 
REGIONALIZZAZIONE
CAPO I
PIANI PLURIENNALI
Articolo 17 
Misure di conservazione
adottate in conformità dei piani pluriennali
1.                      
Nell'ambito di un piano pluriennale stabilito a
norma degli articoli 9, 10 e 11, gli Stati membri possono essere autorizzati ad
adottare misure conformi al piano medesimo che specifichino le misure di
conservazione applicabili alle navi battenti la loro bandiera in relazione agli
stock delle acque dell'Unione per i quali sono state loro assegnate possibilità
di pesca. 
2.                      
Gli Stati membri provvedono affinché le misure di
conservazione adottate a norma del paragrafo 1:
(a)         
siano compatibili con gli obiettivi fissati agli
articoli 2 e 3; 
(b)         
siano compatibili con il campo di applicazione e
con gli obiettivi del piano pluriennale;
(c)         
realizzino in modo efficace gli obiettivi generali
e gli obiettivi specifici quantificabili fissati nell'ambito di un piano
pluriennale e 
(d)         
siano perlomeno altrettanto vincolanti della
normativa vigente nell'Unione.
Articolo 18
Notifica delle misure di
conservazione degli Stati membri

Gli Stati membri che adottano misure di
conservazione a norma dell'articolo 17, paragrafo 1, notificano tali misure
alla Commissione, agli altri Stati membri interessati e ai consigli consultivi
competenti. 
Articolo 19 
Valutazione 
La Commissione può in qualsiasi momento
valutare la compatibilità e l'efficacia delle misure di conservazione adottate
dagli Stati membri a norma dell'articolo 17, paragrafo 1.
Articolo 20 
Misure di conservazione
adottate per difetto nell'ambito di piani pluriennali 
1.                      
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati a norma dell'articolo 55 al fine di specificare le misure di
conservazione applicabili alle attività di pesca oggetto di un piano
pluriennale nel caso in cui gli Stati membri autorizzati ad adottare misure a
norma dell'articolo 17 non notifichino tali misure alla Commissione entro 3
mesi dalla data di entrata in vigore del piano pluriennale. 
2.                      
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati a norma dell'articolo 55 al fine di specificare le misure di
conservazione applicabili alle attività di pesca oggetto di un piano
pluriennale nel caso in cui 
(a)     le misure degli Stati membri non siano
ritenute compatibili con gli obiettivi di un piano pluriennale, sulla base di
una valutazione effettuata a norma dell'articolo 19, oppure 
(b)     le misure degli Stati membri non siano
ritenute adeguate a soddisfare efficacemente gli obiettivi generali e gli
obiettivi specifici quantificabili fissati nei piani pluriennali, sulla base di
una valutazione svolta a norma dell'articolo 19, oppure
c)      vengano attivate le misure di
salvaguardia di cui all'articolo 11, lettera j). 
3.                      
Le misure di conservazione adottate dalla
Commissione sono volte a garantire il conseguimento degli obiettivi generali e
degli obiettivi specifici fissati nel piano pluriennale. A partire dal momento
dell'adozione dell'atto delegato da parte della Commissione, le misure dello
Stato membro cessano di avere effetto.
CAPO II
MISURE TECNICHE
Articolo 21
Misure tecniche
Nell'ambito di un quadro di misure tecniche
stabilito conformemente all'articolo 14, gli Stati membri possono essere
autorizzati ad adottare misure conformi a tale quadro, che specifichino le
misure tecniche applicabili alle navi battenti la loro bandiera in relazione
agli stock presenti nelle acque soggette alla loro giurisdizione per i quali
sono state loro assegnate possibilità di pesca. Gli Stati membri provvedono
affinché tali misure tecniche:
(a)                   
siano compatibili con gli obiettivi fissati agli
articoli 2 e 3;
(b)                   
siano compatibili con gli obiettivi fissati
nell'ambito delle misure adottate conformemente all'articolo 14;
(c)                   
realizzino in modo efficace gli obiettivi fissati
nell'ambito delle misure adottate conformemente all'articolo 14; e
(d)                   
siano perlomeno altrettanto vincolanti della
normativa vigente nell'Unione. 
Articolo 22
Notifica delle misure
tecniche degli Stati membri

Gli Stati membri che adottano misure tecniche
a norma dell'articolo 21 notificano tali misure alla Commissione, agli altri
Stati membri interessati e ai consigli consultivi competenti. 
Articolo 23
Valutazione 
La Commissione può in qualsiasi momento
valutare la compatibilità e l'efficacia delle misure tecniche adottate dagli
Stati membri a norma dell'articolo 21.
Articolo 24 
Misure adottate per difetto
nell'ambito di un quadro di misure tecniche
1.                      
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati a norma dell'articolo 55 al fine di specificare le misure tecniche
oggetto di un quadro di misure tecniche nel caso in cui gli Stati membri
autorizzati ad adottare misure a norma dell'articolo 21 non notifichino tali
misure alla Commissione entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del
quadro di misure tecniche. 
2.                      
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati a norma dell'articolo 55 per la definizione di misure tecniche qualora
le misure degli Stati membri, sulla base di una valutazione effettuata a norma
dell'articolo 23,
a)      non siano ritenute compatibili con gli
obiettivi fissati in un quadro di misure tecniche, oppure
b)      non risultino soddisfare efficacemente
gli obiettivi fissati nel suddetto quadro di misure.
3.                      
Le misure tecniche adottate dalla Commissione sono
volte a garantire il conseguimento degli obiettivi fissati nel quadro di misure
tecniche. Al momento dell'adozione dell'atto delegato da parte della
Commissione, le misure dello Stato membro cessano di avere effetto.
TITOLO IV
 MISURE NAZIONALI
Articolo 25 
Misure degli Stati membri applicabili unicamente alle navi battenti la loro bandiera
Uno Stato membro può adottare misure per la
conservazione degli stock ittici nelle acque dell'Unione a condizione che tali
misure:
(a)         
si applichino unicamente alle navi da pesca
battenti la bandiera dello Stato membro interessato o, nel caso di attività di
pesca non condotte da un peschereccio, a persone stabilite sul territorio di
tale Stato membro,
(b)         
siano compatibili con gli obiettivi fissati agli
articoli 2 e 3 e 
(c)         
siano perlomeno altrettanto vincolanti della
normativa vigente nell'Unione.
Articolo 26 
Misure adottate dagli Stati membri nella zona delle 12 miglia nautiche
1.                      
Uno Stato membro può adottare misure non
discriminatorie per la conservazione e la gestione degli stock ittici e per
ridurre al minimo l'impatto della pesca sulla conservazione degli ecosistemi
marini nella zona delle 12 miglia nautiche dalle proprie linee di base, purché
l'Unione non abbia adottato misure di conservazione e di gestione
specificatamente per questa zona. Le misure degli Stati membri sono compatibili
con gli obiettivi enunciati agli articoli 2 e 3 e perlomeno altrettanto
vincolanti della normativa vigente nell'Unione.
2.                      
Quando le misure di conservazione e di gestione che
uno Stato membro deve adottare rischiano di avere conseguenze sui pescherecci
di altri Stati membri, tali misure vengono adottate solo previa consultazione
della Commissione, degli Stati membri in questione e dei consigli consultivi
interessati, ai quali è presentato il progetto di misure corredato di una
relazione.

PARTE IV 
ACCESSO ALLE RISORSE
Articolo 27
Istituzione di sistemi di
concessioni di pesca trasferibili
1.                      
Entro il 31 dicembre 2013 ogni Stato membro
istituisce un sistema di concessioni di pesca trasferibili per
(a)         
tutti i pescherecci di lunghezza fuori tutto pari o
superiore a 12 metri; e 
(b)         
tutti i pescherecci di lunghezza fuori tutto
inferiore a 12 metri con attrezzi trainati. 
2.                      
Gli Stati membri possono estendere il sistema di
concessioni di pesca trasferibili ai pescherecci di lunghezza fuori tutto
inferiore a 12 metri che impiegano attrezzi da pesca diversi dagli attrezzi
trainati; in tal caso, essi ne informano la Commissione.
Articolo 28
Attribuzione delle
concessioni di pesca trasferibili
1.                      
Una concessione di pesca trasferibile conferisce il
diritto di utilizzare le possibilità di pesca individuali concesse
conformemente all'articolo 29, paragrafo 1. 
2.                      
Ciascuno Stato membro attribuisce concessioni di
pesca trasferibili sulla base di criteri trasparenti, per ciascuno stock o
gruppo di stock per cui sono attribuite possibilità di pesca a norma
dell'articolo 16, escluse le possibilità di pesca ottenute nell'ambito di
accordi di partenariato nel settore della pesca.
3.                      
Per l'attribuzione di concessioni di pesca
trasferibili relative ad attività di pesca multispecifica, gli Stati membri
tengono conto della composizione probabile delle catture effettuate dalle navi
che partecipano a tali attività. 
4.                      
Le concessioni di pesca trasferibili possono essere
assegnate unicamente da uno Stato membro al proprietario di un peschereccio
battente bandiera di tale Stato membro o a persone fisiche o giuridiche al fine
di essere utilizzate su tale peschereccio. Le concessioni di pesca trasferibili
possono essere raggruppate per essere gestite collettivamente da persone
fisiche o giuridiche o da organizzazioni di produttori riconosciute. Gli Stati
membri possono limitare l'ammissibilità all'attribuzione di concessioni di
pesca trasferibili sulla base di criteri trasparenti e obiettivi. 
5.                      
Gli Stati membri possono limitare la durata di
validità delle concessioni di pesca trasferibili a un periodo di almeno 15 anni
ai fini della riattribuzione di tali concessioni. Qualora non abbiano limitato
la durata di validità delle concessioni di pesca trasferibili, gli Stati membri
possono revocarle con un preavviso di almeno 15 anni.
6.                      
Gli Stati membri possono revocare le concessioni di
pesca trasferibili con un preavviso più breve qualora venga accertata
un'infrazione grave commessa dal titolare delle concessioni. Tali revoche
devono essere applicate secondo modalità che diano pieno effetto alla politica
comune della pesca e al principio di proporzionalità e, se necessario, con
effetto immediato.
7.                      
In deroga ai paragrafi 5 e 6, uno Stato membro può
revocare le concessioni di pesca trasferibili che non sono state utilizzate da
un peschereccio per un periodo di tre anni consecutivi.
Articolo 29
Assegnazione di possibilità
di pesca individuali 
1.                      
Gli Stati membri assegnano possibilità di pesca
individuali ai titolari di concessioni di pesca trasferibili, di cui
all'articolo 28, sulla base delle possibilità di pesca assegnate agli Stati
membri o stabilite nei piani di gestione adottati dagli Stati membri a norma
dell'articolo 19 del regolamento (CE) n. 1967/2006.
2.                      
Sulla base dei migliori pareri scientifici
disponibili, gli Stati membri determinano le possibilità di pesca che possono
essere assegnate ai pescherecci battenti la loro bandiera con riguardo alle
specie per le quali il Consiglio non ha fissato possibilità di pesca.
3.                      
I pescherecci intraprendono attività di pesca solo
quando dispongono di possibilità di pesca individuali sufficienti a coprire la
totalità delle loro catture potenziali. 
4.                      
Gli Stati membri possono accantonare fino al 5%
delle possibilità di pesca. Essi fissano obiettivi e criteri trasparenti per
l'assegnazione di tale riserva di possibilità di pesca. Le suddette possibilità
di pesca possono essere assegnate unicamente ai titolari ammissibili di
concessioni di pesca trasferibili secondo quanto stabilito
all'articolo 28, paragrafo 4. 
5.                      
Nell'assegnazione di concessioni di pesca
trasferibili a norma dell'articolo 28 e nell'assegnazione delle possibilità di
pesca a norma del paragrafo 1 del presente articolo, uno Stato membro può
prevedere, nell'ambito delle possibilità di pesca ad esso assegnate, incentivi
per i pescherecci che impiegano attrezzi da pesca selettivi che eliminano le
catture accessorie accidentali.
6.                      
Gli Stati membri possono fissare canoni per
l'utilizzo di possibilità di pesca individuali al fine di contribuire ai costi
inerenti alla gestione della pesca.
Articolo 30
Registro delle concessioni di
pesca trasferibili e delle possibilità di pesca individuali
Gli Stati membri istituiscono e mantengono un
registro delle concessioni di pesca trasferibili e delle possibilità di pesca
individuali.
Articolo 31
Trasferimento di concessioni
di pesca trasferibili
1.                      
Le concessioni di pesca trasferibili possono essere
integralmente o parzialmente trasferite fra i titolari ammissibili di tali
concessioni all'interno di uno Stato membro.
2.                      
Uno Stato membro può autorizzare il trasferimento
di concessioni di pesca trasferibili verso e a partire da altri Stati membri. 
3.                      
Gli Stati membri possono regolare il trasferimento
di concessioni di pesca trasferibili definendo opportune condizioni sulla base
di criteri trasparenti e obiettivi.
Articolo
32
Affitto di possibilità di
pesca individuali
1.                      
Le possibilità di pesca individuali possono essere
integralmente o parzialmente affittate all'interno di uno Stato membro.
2.                      
Uno Stato membro può autorizzare l'affitto di
possibilità di pesca individuali verso e a partire da altri Stati membri. 
Articolo 33 
Assegnazione di possibilità
di pesca non soggette a un sistema di concessioni di pesca trasferibili
1.                      
Ogni Stato membro decide il metodo di ripartizione,
fra le navi battenti la sua bandiera, delle possibilità di pesca ad esso assegnate
a norma dell'articolo 16 e non soggette a un sistema di concessioni
trasferibili. Esso informa la Commissione del metodo di ripartizione
utilizzato. 
PARTE V
GESTIONE DELLA CAPACITÀ DI PESCA

Articolo 34
Adeguamento della
capacità di pesca
1.                      
Gli Stati membri adottano misure per l'adeguamento
della capacità di pesca della propria flotta nell'intento di conseguire un
efficace equilibrio tra questa capacità di pesca e le possibilità di pesca di
cui dispongono.
2.                      
Il ritiro di una nave dalla flotta cofinanziato con
aiuti pubblici concessi nell'ambito del Fondo europeo per la pesca per il
periodo di programmazione 2007-2013 è consentito solo se preceduto dal ritiro
della licenza di pesca e delle autorizzazioni di pesca.
3.                      
La capacità di pesca corrispondente alle navi
ritirate con aiuti pubblici non viene sostituita. 
4.                      
Gli Stati membri provvedono affinché a partire dal
1° gennaio 2013 la capacità di pesca della flotta non superi in alcun momento i
limiti di capacità di pesca istituiti a norma dell'articolo 35. 
Articolo 35
Gestione della
capacità di pesca
1.                      
Tutte le flotte degli Stati membri sono soggette ai
limiti di capacità di pesca di cui all'allegato II. 
2.                      
Gli Stati membri possono chiedere alla Commissione
di escludere dai limiti di capacità di pesca stabiliti a norma del paragrafo 1
i pescherecci soggetti a un sistema di concessioni di pesca trasferibili
stabilito a norma dell'articolo 27. In tal caso, i limiti di capacità di pesca
vengono ricalcolati per tener conto dei pescherecci non soggetti a un sistema
di concessioni di pesca trasferibili.
3.                      
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati a norma dell'articolo 55 con riguardo al nuovo calcolo dei limiti di
capacità di pesca di cui ai paragrafi 1 e 2. 
Articolo 36
Registri della flotta peschereccia
1.                      
Gli Stati membri registrano le informazioni
relative alle caratteristiche e attività dei pescherecci dell'Unione battenti
la loro bandiera necessarie alla gestione delle misure stabilite a norma del
presente regolamento.
2.                      
Gli Stati membri mettono a disposizione della Commissione
le informazioni di cui al paragrafo 1.
3.                      
La Commissione istituisce un registro della flotta
peschereccia dell'Unione contenente le informazioni ricevute in applicazione
del paragrafo 2.
4.                      
Le informazioni contenute nel registro della flotta
peschereccia dell'Unione vengono messe a disposizione di tutti gli Stati
membri. La Commissione ha il potere di adottare atti delegati a norma
dell'articolo 55 con riguardo alla definizione delle informazioni di cui al
paragrafo 1.
5.                      
La Commissione stabilisce requisiti
tecnico-operativi per le modalità di trasmissione delle informazioni di cui ai
paragrafi 2, 3 e 4. Tali atti di esecuzione sono adottati in conformità con la
procedura di esame di cui all’articolo 56.
PARTE VI
BASI SCIENTIFICHE PER LA GESTIONE DELLA PESCA
Articolo 37
Dati richiesti ai fini della gestione della pesca
1.                      
Gli Stati membri raccolgono e gestiscono dati
biologici, tecnici, ambientali e socioeconomici necessari ai fini di una
gestione della pesca basata sugli ecosistemi e li mettono a disposizione degli
utilizzatori finali di dati scientifici, inclusi gli organismi designati dalla
Commissione. Tali dati consentono in particolare di valutare:
(a)         
lo stato delle risorse biologiche marine sfruttate,

(b)         
il livello della pesca e l'impatto delle attività
di pesca sulle risorse biologiche marine e sugli ecosistemi marini, e
(c)         
i risultati socioeconomici ottenuti dai settori
della pesca, dell'acquacoltura e della trasformazione all'interno e all'esterno
delle acque dell'Unione. 
2.                      
Gli Stati membri: 
(a)         
provvedono affinché i dati raccolti siano precisi e
affidabili; 
(b)         
evitano che gli stessi dati siano raccolti più
volte per scopi diversi; 
(c)         
garantiscono la conservazione in condizioni di
sicurezza dei dati raccolti e, ove del caso, l'adeguata protezione e
riservatezza di tali dati;
(d)         
fanno in modo che la Commissione, o gli organismi
da essa designati, abbiano accesso alle banche dati e ai sistemi nazionali
utilizzati per il trattamento dei dati raccolti a fini di verifica
dell'esistenza e qualità dei dati.
3.                      
Gli Stati membri provvedono al coordinamento
nazionale della raccolta e gestione dei dati scientifici per la gestione della
pesca. A tal fine, essi designano un corrispondente nazionale e organizzano
ogni anno una riunione nazionale di coordinamento. La Commissione viene informata
in merito alle attività nazionali di coordinamento ed è invitata alle riunioni
di coordinamento. 
4.                      
Gli Stati membri coordinano le proprie attività di
raccolta dei dati con quelle degli altri Stati membri della stessa regione e si
prodigano per coordinare le proprie azioni con i paesi terzi che esercitano la
sovranità o la giurisdizione su acque della stessa regione. 
5.                      
La raccolta, la gestione e l'uso dei dati vengono
effettuati nell'ambito di un programma pluriennale a partire dal 2014. Il
programma pluriennale include obiettivi specifici relativi alla precisione dei
dati da raccogliere e definisce i livelli di aggregazione per la raccolta, la
gestione e l'uso di tali dati. 
6.                      
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati a norma dell'articolo 55 al fine di indicare gli obiettivi specifici
con riguardo alla precisione dei dati da raccogliere e di definire i livelli di
aggregazione per la raccolta, la gestione e l'uso di tali dati, per il
programma pluriennale di cui al paragrafo 5. 
7.                      
La Commissione stabilisce requisiti
tecnico-operativi per le modalità di trasmissione dei dati raccolti. Tali atti
di esecuzione sono adottati in conformità con la procedura di esame di cui
all’articolo 56. 
Articolo 38 
Programmi di ricerca 
1.                      
Gli Stati membri adottano programmi nazionali di
raccolta di dati scientifici sulla pesca e programmi di ricerca e innovazione.
Essi coordinano le proprie attività di raccolta di dati sulla pesca, di ricerca
e di innovazione con gli altri Stati membri e con i quadri di ricerca e innovazione
dell'Unione. 
2.                      
Gli Stati membri provvedono affinché siano rese
disponibili le competenze e le risorse umane pertinenti da coinvolgere nel
processo di consulenza scientifica.
PARTE VII 
POLITICA ESTERNA

TITOLO I
ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI DELLA PESCA

Articolo 39
Obiettivi 
1.                      
L'Unione partecipa alle attività delle
organizzazioni internazionali che operano nel settore della pesca, incluse le
organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP), in linea con gli
obblighi internazionali e gli obiettivi strategici nonché con gli obiettivi di
cui agli articoli 2 e 3. 
2.                      
Le posizioni dell'Unione nell'ambito delle
organizzazioni internazionali che operano nel settore della pesca e nell'ambito
delle ORGP si basano sui migliori pareri scientifici disponibili al fine di
garantire che le risorse alieutiche siano mantenute o riportate al di sopra dei
livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile.
3.                      
L'Unione contribuisce attivamente e offre il
proprio sostegno allo sviluppo delle conoscenze scientifiche e della consulenza
nell'ambito delle ORGP e delle organizzazioni internazionali.
Articolo 40
Rispetto delle disposizioni
internazionali 
L'Unione collabora con i paesi terzi e con le
organizzazioni internazionali che operano nel settore della pesca, incluse le
ORGP, per rafforzare il rispetto delle misure adottate da tali organizzazioni
internazionali. 
TITOLO II 
ACCORDI DI PESCA SOSTENIBILE
Articolo 41 
Principi e obiettivi degli
accordi di pesca sostenibile 
1.                      
Gli accordi di pesca sostenibile con i paesi terzi
istituiscono un contesto di governance giuridica, economica e ambientale per le
attività di pesca condotte dai pescherecci dell'Unione nelle acque dei paesi
terzi.
2.                      
I pescherecci dell'Unione catturano unicamente il
surplus di catture ammissibili determinato dal paese terzo a norma
dell'articolo 62, paragrafo 2, della convenzione delle Nazioni Unite sul
diritto del mare e identificato sulla base dei migliori pareri scientifici
disponibili e delle informazioni pertinenti scambiate fra l'Unione e il paese
terzo con riguardo allo sforzo totale di pesca degli stock interessati al fine
di garantire che le risorse alieutiche restino al di sopra dei livelli in grado
di produrre il rendimento massimo sostenibile. 
Articolo 42 
Sostegno finanziario 
1.           L'Unione fornisce un sostegno
finanziario ai paesi terzi nell'ambito degli accordi di pesca sostenibile al
fine di: 
(a)                   
prendere in carico una parte dei costi di accesso
alle risorse alieutiche nelle acque dei paesi terzi;
(b)                   
istituire il contesto di governance, inclusi la
creazione e il mantenimento degli istituti scientifici e di ricerca necessari,
le capacità di monitoraggio, controllo e sorveglianza e altri elementi che
consentano di rafforzare le capacità di elaborazione di una politica della
pesca sostenibile da parte del paese terzo. Tale sostegno finanziario è
subordinato al conseguimento di risultati specifici.
PARTE VIII
ACQUACOLTURA
Articolo 43
Promozione dell'acquacoltura 
1.                      
Al fine di promuovere la sostenibilità e di
contribuire alla sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, alla crescita e
all'occupazione, la Commissione deve definire entro il 2013 orientamenti
strategici non vincolanti dell'Unione relativi alle priorità e agli obiettivi
specifici comuni per lo sviluppo delle attività di acquacoltura. Tali
orientamenti strategici tengono conto delle posizioni di partenza rispettive e
delle diverse situazioni all'interno dell'Unione e costituiscono la base di
piani strategici pluriennali volti a:
(a)         
migliorare la competitività del settore
dell'acquacoltura e sostenere lo sviluppo e l'innovazione;
(b)         
favorire l'attività economica;
(c)         
diversificare e migliorare la qualità della vita
nelle zone costiere e rurali;
(d)         
creare condizioni di equità per gli operatori del
settore con riguardo all'accesso alle acque e al territorio.
2.                      
Entro il 2014 gli Stati membri definiscono un piano
strategico nazionale pluriennale per lo sviluppo delle attività di acquacoltura
sul loro territorio.
3.                      
Il piano strategico nazionale pluriennale include
gli obiettivi degli Stati membri e le misure che consentono di realizzarli.
4.                      
I piani strategici nazionali pluriennali intendono
in particolare realizzare le seguenti finalità:
(e)         
semplificazione amministrativa, in particolare per
quanto riguarda le licenze; 
(f)           
certezza per gli operatori del settore con riguardo
all'accesso alle acque e al territorio;
(g)         
fissazione di indicatori di sostenibilità
ambientale, economica e sociale;
(h)         
valutazione di altri possibili effetti
transfrontalieri negli Stati membri limitrofi. 
5.                      
Gli Stati membri provvedono allo scambio di
informazioni e buone pratiche tramite un metodo aperto di coordinamento delle
misure nazionali contenute nei piani strategici pluriennali. 
Articolo 44
Consultazione dei
comitati consultivi
È istituito un consiglio consultivo per
l'acquacoltura conformemente all'articolo 55. 
PARTE IX
 ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI
Articolo 45 
Obiettivi
1.                      
È istituita un'organizzazione comune dei mercati
dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura al fine di:
(a)         
contribuire al conseguimento degli obiettivi
fissati agli articoli 2 e 3;
(b)         
consentire al settore della pesca e
dell'acquacoltura di applicare la politica comune della pesca al livello
adeguato;
(c)         
rafforzare la competitività del settore della pesca
e dell'acquacoltura dell'Unione, in particolare per quanto riguarda i
produttori;
(d)         
migliorare la trasparenza dei mercati, in
particolare per quanto riguarda le conoscenze economiche e la comprensione dei
mercati dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura dell'UE lungo la catena di
approvvigionamento, nonché la consapevolezza dei consumatori;
(e)         
contribuire a garantire condizioni di equità per
tutti i prodotti commercializzati nell'Unione promuovendo uno sfruttamento
sostenibile delle risorse alieutiche. 
2.                      
L'organizzazione comune dei mercati si applica ai
prodotti della pesca e dell'acquacoltura di cui all'allegato I [del regolamento
relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della
pesca e dell'acquacoltura] che sono commercializzati nell'Unione. 
3.                      
L'organizzazione comune dei mercati comprende in
particolare:
(a)         
l'organizzazione del settore, incluse misure di
stabilizzazione dei mercati;
(b)         
norme comuni di commercializzazione.
PARTE X
CONTROLLO ED ESECUZIONE
Articolo 46
Obiettivi

1.                      
Il rispetto delle norme della politica comune della
pesca è garantito grazie a un efficace regime unionale di controllo della pesca
che prevede fra l'altro la lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non
regolamentata (INN).
2.                      
Il regime unionale di controllo della pesca si basa
in particolare su: 
(a)         
un approccio globale e integrato; 
(b)         
l'uso di moderne tecnologie di controllo al fine di
garantire la disponibilità e la qualità dei dati relativi alla pesca; 
(c)         
una strategia basata sul rischio e incentrata su
controlli incrociati sistematici e automatizzati di tutti i dati pertinenti
disponibili;
(d)         
la diffusione di una cultura del rispetto delle
norme fra gli operatori;
(e)         
l'introduzione di sanzioni effettive, proporzionali
e dissuasive.
Articolo 47
Progetti pilota sulle nuove
tecnologie di controllo e sui nuovi sistemi per la gestione dei dati
1.                      
La Commissione e gli Stati membri possono condurre
progetti pilota sulle nuove tecnologie di controllo e sui nuovi sistemi per la
gestione dei dati.
2.                      
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati a norma dell'articolo 55s con riguardo alle modalità di realizzazione
di progetti pilota sulle nuove tecnologie di controllo e i nuovi sistemi per la
gestione dei dati. 
Articolo 48
Contributo ai costi di
controllo, ispezione e attuazione
Gli Stati membri possono chiedere ai titolari di una
licenza di pesca relativa a pescherecci di lunghezza fuori tutto pari o
superiore a 12 metri, battenti la loro bandiera, di contribuire in misura
proporzionale ai costi di attuazione del regime unionale di controllo della
pesca.
PARTE XI
STRUMENTI FINANZIARI
Articolo 49
Obiettivi
L'Unione europea può concedere un sostegno
finanziario per contribuire al conseguimento degli obiettivi fissati agli
articoli 2 e 3. 
Articolo 50
Condizioni per la concessione
di un sostegno finanziario agli Stati membri

1.                      
L'Unione concede un sostegno finanziario agli Stati
membri a condizione che essi rispettino le norme della politica comune della
pesca. 
2.                      
Il mancato rispetto da parte degli Stati membri
delle norme delle politica comune della pesca può comportare l'interruzione o
la sospensione dei pagamenti ovvero l'applicazione di una rettifica finanziaria
al sostegno finanziario erogato dall'Unione nell'ambito della politica comune
della pesca. Tali misure sono proporzionate alla natura, alla portata, alla
durata e alla ripetizione dell'inadempienza.
Articolo 51
Condizioni per la concessione
di un sostegno finanziario agli operatori

1.                      
L'Unione concede un sostegno finanziario agli
operatori a condizione che essi rispettino le norme della politica comune della
pesca. 
2.                      
Le violazioni gravi delle norme della politica
comune della pesca da parte degli operatori danno luogo a divieti temporanei o
permanenti di accesso al sostegno finanziario dell'Unione e/o all'applicazione
di rettifiche finanziarie. Tali misure sono proporzionate alla natura, alla
portata, alla durata e alla ripetizione delle violazioni gravi.
3.                      
Gli Stati membri provvedono affinché il sostegno
finanziario dell'Unione venga concesso solo a condizione che l'operatore
interessato non sia stato oggetto di sanzioni per violazioni gravi nel periodo
di un anno precedente alla data di domanda del sostegno.
PARTE XII
CONSIGLI CONSULTIVI 
Articolo 52
 Consigli consultivi 
1.                      
Vengono istituiti consigli consultivi per ciascuna
delle zone di competenza di cui all'allegato III al fine di promuovere una
rappresentazione equilibrata di tutte le parti interessate nonché di
contribuire al conseguimento degli obiettivi fissati agli articoli 2 e 3. 
2.                      
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati a norma dell'articolo 55 con riguardo alle modifiche da apportare
all'allegato sopra menzionato al fine di modificare le zone di competenza,
creare nuove zone di competenza per i consigli consultivi esistenti o creare
nuovi consigli consultivi. 
3.                      
Ciascun consiglio consultivo stabilisce il proprio
regolamento interno. 
Articolo 53 
Compiti dei comitati consultivi

1.                      
I consigli consultivi possono: 
(a)         
trasmettere alla Commissione o allo Stato membro
interessato raccomandazioni e suggerimenti su questioni relative alla gestione
della pesca e all'acquacoltura;
(b)         
informare la Commissione e gli Stati membri in
merito ai problemi connessi alla gestione della pesca e all'acquacoltura nelle
zone di loro competenza;
(c)         
contribuire, in stretta collaborazione con esperti
scientifici, alla raccolta, fornitura e analisi dei dati necessari per lo
sviluppo di misure di conservazione. 
2.                      
La Commissione e, ove del caso, lo Stato membro
interessato, rispondono entro un termine ragionevole a ogni raccomandazione,
suggerimento o informazione ricevuti a norma del paragrafo 1. 
Articolo 54
Composizione, funzionamento e
finanziamento dei consigli consultivi
1.                      
I consigli consultivi sono composti da
organizzazioni che rappresentano gli operatori del settore della pesca e altri
gruppi di interesse interessati dalla politica comune della pesca.
2.                      
Ciascun consiglio consultivo è composto da
un'assemblea generale e da un comitato esecutivo e adotta le misure necessarie
per provvedere alla sua organizzazione e garantire la trasparenza e il rispetto
di tutte le opinioni espresse. 
3.                      
I consigli consultivi possono chiedere un sostegno
finanziario dell'Unione in quanto organismi che perseguono uno scopo
d'interesse generale europeo. 
4.                      
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati a norma dell'articolo 56 con riguardo alla composizione e al
funzionamento dei consigli consultivi.
PARTE XIII
DISPOSIZIONI PROCEDURALI
Articolo 55
Esercizio della delega
1.                      
Il potere di adottare atti delegati è conferito
alla Commissione fatte salve le condizioni stabilite al presente articolo. 
2.                      
La delega dei poteri di cui all'articolo 12,
paragrafo 2, all'articolo 15, paragrafo 6, all'articolo 20, paragrafi 1 e 2,
all'articolo 24, paragrafi 1 e 2, all'articolo 35, paragrafo 3, all'articolo
36, paragrafo 4, all'articolo 37, paragrafo 6, all'articolo 47, paragrafo 2,
all'articolo 52, paragrafo 2, e all'articolo 54, paragrafo 4, è conferita per
una durata indeterminata a decorrere dal 1° gennaio 2013. 
3.                      
La delega dei poteri di cui all'articolo 12,
paragrafo 2, all'articolo 15, paragrafo 6, all'articolo 20, paragrafi 1 e 2,
all'articolo 24, paragrafi 1 e 2, all'articolo 35, paragrafo 3, all'articolo
36, paragrafo 4, all'articolo 37, paragrafo 6, all'articolo 47, paragrafo 2,
all'articolo 52, paragrafo 2, e all'articolo 54, paragrafo 4, può essere
revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La
decisione di revoca pone fine alla delega dei poteri indicati nella stessa
decisione. Essa prende effetto a decorrere dal giorno successivo a quello della
pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
o da una data successiva ivi precisata. La decisione di revoca non pregiudica
la validità degli atti delegati già in vigore. 
4.                      
Quando adotta un atto delegato, la Commissione lo
notifica simultaneamente al Parlamento europeo e al Consiglio. 
5.                      
Un atto delegato adottato ai sensi dell'articolo
12, paragrafo 2, dell'articolo 15, paragrafo 6, dell'articolo 20, paragrafi 1 e
2, dell'articolo 24, paragrafi 1 e 2, dell'articolo 35, paragrafo 3,
dell'articolo 36, paragrafo 4, all'articolo 37, paragrafo 6, all'articolo 47,
paragrafo 2, all'articolo 52, paragrafo 2, e all'articolo 54, paragrafo 4,
entra in vigore solo se il Parlamento europeo e il Consiglio non hanno
sollevato obiezioni entro due mesi dalla sua notifica a queste due istituzioni
oppure se, prima della scadenza di tale termine, il Parlamento europeo e il
Consiglio hanno entrambi comunicato alla Commissione l'intenzione di non
sollevare obiezioni. Tale termine può essere prorogato di due mesi su
iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio. 
Articolo 56
Esecuzione
Nell'esecuzione delle norme della politica
comune della pesca, la Commissione è assistita da un comitato per la pesca e
l'acquacoltura. Tale comitato è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n.
182/2011. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica
l'articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011. 
Parte XIV
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 57 
Abrogazioni
1.                      
Il regolamento (CE) n. 2371/2002 è abrogato. 
I riferimenti al regolamento abrogato si intendono
fatti al presente regolamento. 
2.                      
La decisione (CE) n. 2004/585 è abrogata con
effetto a decorrere dall'entrata in vigore delle norme adottate conformemente
all'articolo 51, paragrafo 4, e all'articolo 52, paragrafo 4.
3.                      
L'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1954/2003 è
soppresso. 
4.                      
Il regolamento (CE) n. 199/2008 è abrogato. 
5.                      
Il regolamento (CE) n. 639/2004 è abrogato. 
Articolo 58
Misure transitorie
In deroga all'articolo 57, paragrafo 4, il
regolamento (CE) n. 199/2008 continua ad applicarsi ai programmi nazionali
adottati per la raccolta e la gestione dei dati in relazione al periodo
2011-2013. 
Articolo 59
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio
2013. 
Il
presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a 
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il
presidente                                                   Il presidente
ALLEGATO I
ACCESSO ALLE ACQUE COSTIERE AI
SENSI DELL'ARTICOLO 6, PARAGRAFO 2
1. ACQUE COSTIERE DEL REGNO UNITO 
A. ACCESSO PER LA FRANCIA 
 Zona geografica || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Costa del Regno Unito (6-12 miglia nautiche) 
 1. Berwick-upon-Tweed east Coquet Island east || Aringa || Illimitato 
 2. Flamborough Head east Spurn Head east || Aringa || Illimitato 
 3. Lowestoft east Lyme Regis south || Tutte le specie || Illimitato 
 4. Lyme Regis south Eddystone south || Demersali || Illimitato 
 5. Eddystone south Longships south-west         || Demersali Pettinidi Astici Aragoste || Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato 
 6. Longships south-west Hartland Point north-west     || Demersali Aragoste Astici   || Illimitato Illimitato Illimitato 
 7. Da Hartland Point fino ad una linea tracciata dal nord di Lundy Island || Demersali || Illimitato 
 8. Da una linea tracciata da Lundy Island verso ovest fino a Cardigan Harbour || Tutte le specie || Illimitato 
 9. Point Lynas North Morecambe Light Vessel east || Tutte le specie || Illimitato 
 10. County Down || Demersali || Illimitato 
 11. New Island north-east Sanda Island south-west || Tutte le specie || Illimitato 
 12. Port Stewart north Barra Head west || Tutte le specie || Illimitato 
 13. Latitudine 57° 40' N Butt of Lewis west || Tutte le specie, crostacei e molluschi esclusi || Illimitato 
 14. St Kilda, Flannan Islands || Tutte le specie || Illimitato 
 15. Ad ovest della linea che unisce il faro di Butt of Lewis al punto 59° 30' N-5° 45' O || Tutte le specie || Illimitato 
B. ACCESSO PER L'IRLANDA 
 Zona geografica || Specie || Volume o caratteristiche particolari || 
 || Costa del Regno Unito (6-12 miglia nautiche) 
 || 1. Point Lynas north Mull of Galloway south || Demersali Scampi || Illimitato Illimitato 
 || 2. Mull of Oa west Barra Head west || Demersali Scampi || Illimitato Illimitato 
C. ACCESSO PER LA GERMANIA 
 Zona geografica || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Costa del Regno Unito (6-12 miglia nautiche) 
 1. Ad est delle Shetland e Fair Isle entro le linee tracciate verso sud-est dal faro di Sumbrugh Head, verso nord-est dal faro di Skroo e verso sud-ovest dal faro di Skadan || Aringa || Illimitato 
 2. Berwick-upon-Tweed east Whitby High lighthouse east || Aringa || Illimitato 
 3. North Foreland lighthouse east Dungeness new lighthouse south || Aringa || Illimitato 
 4. Zona intorno a St Kilda || Aringa Sgombro || Illimitato Illimitato 
 5. Butt of Lewis lighthouse west fino alla linea che congiunge il faro di Butt of Lewis al punto 59° 30' N-5° 45' O || Aringa || Illimitato 
 6. Zona intorno a Nord Rona e a Sulisker (Sulasgeir) || Aringa || Illimitato 
D. ACCESSO PER I PAESI BASSI 
 Zona geografica || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Costa del Regno Unito (6-12 miglia nautiche) 
 1. Ad est delle Shetland e Fair Isle entro le linee tracciate verso sud-est dal faro di Sumburgh Head, verso nord-est dal faro di Skroo e verso sud-ovest dal faro di Skadan || Aringa || Illimitato 
 2. Berwick upon Tweed east, Flamborough Head east || Aringa || Illimitato 
 3. North Foreland east, Dungeness new lighthouse south || Aringa || Illimitato 
E. ACCESSO PER IL BELGIO 
 Zona geografica || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Costa del Regno Unito (6-12 miglia nautiche) 
 1. Berwick upon Tweed east Coquer Island east || Aringa || Illimitato 
 2. Cromer north North Foreland east || Demersali || Illimitato 
 3. North Foreland east Dungeness new lighthouse south || Demersali Aringa || Illimitato Illimitato 
 4. Dungeness new lighthouse south, Selsey Bill south || Demersali || Illimitato 
 5. Straight Point south-east, South Bishop north-west || Demersali || Illimitato 
2. ACQUE COSTIERE DELL'IRLANDA 
A. ACCESSO PER LA FRANCIA 
 Zona geografica || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Costa dell'Irlanda (6-12 miglia nautiche) 
 1. Erris Head north-west Sybil Point west || Demersali Scampi || Illimitato Illimitato 
 2. Mizen Head south Stags south || Demersali Scampi Sgombro || Illimitato Illimitato Illimitato 
 3. Stags south Cork south || Demersali Scampi Sgombro Aringa || Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato 
 4. Cork south, Carnsore Point south || Tutte le specie || Illimitato 
 5. Carnsore Point south, Haulbowline south-east || Tutte le specie, crostacei e molluschi esclusi || Illimitato 
B. ACCESSO PER IL REGNO UNITO 
 Zona geografica || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Costa dell'Irlanda (6-12 miglia nautiche) 
 1. Mine Head south Hook Point || Demersali Aringa Sgombro || Illimitato Illimitato Illimitato 
 2. Hook Point Carlingford Lough || Demersali Aringa Sgombro Scampi Pettinidi || Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato 
C. ACCESSO PER I PAESI BASSI 
 Zona geografica || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Costa dell'Irlanda (6-12 miglia nautiche) 
 1. Stags south Carnsore Point south || Aringa Sgombro || Illimitato Illimitato 
D. ACCESSO PER LA GERMANIA 
 Zona geografica || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Costa dell'Irlanda (6-12 miglia nautiche) 
 1. Old Head of Kinsale south Carnsore Point south || Aringa || Illimitato 
 2. Cork south Carnsore Point south || Sgombro || Illimitato 
E. ACCESSO PER IL BELGIO 
 Zona geografica || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Costa dell'Irlanda (6-12 miglia nautiche) 
 1. Cork south Carnsore Point south || Demersali || Illimitato 
 2. Wicklow Head east Carlingford Lough south-east || Demersali || Illimitato 
3. ACQUE COSTIERE DEL BELGIO 
 Zona geografica || Stato Membro || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 3-12 miglia nautiche || Paesi Bassi || Tutte le specie || Illimitato 
   || Francia || Aringa || Illimitato 
4. ACQUE COSTIERE DELLA DANIMARCA 
 Zone geografiche || Stato Membro || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Costa del Mare del Nord (Frontiera Danimarca/Germania fino ad Hanstholm) (6-12 miglia nautiche) || Germania   || Pesce piatto Gamberi e gamberetti || Illimitato Illimitato 
 Frontiera Danimarca/Germania fino a Blåvands Huk || Paesi Bassi || Pesce piatto Pesce tondo || Illimitato Illimitato 
 Blåvands Huk fino a Bovbjerk || Belgio || Merluzzo bianco || Illimitato, solo giugno e luglio 
 ||   || Eglefino || Illimitato, solo giugno e luglio 
 || Germania || Pesce piatto || Illimitato 
 || Paesi Bassi || Passera di mare || Illimitato 
 || Sogliola || Illimitato 
 Thyborøron fino a Hanstholm || Belgio || Merlano || Illimitato, solo giugno e luglio 
 ||   || Passera di mare || Illimitato, solo giugno e luglio 
 || Germania || Pesce piatto || Illimitato 
 || Spratto || Illimitato 
 || Merluzzo bianco || Illimitato 
 || Merluzzo carbonaro || Illimitato 
 || Eglefino || Illimitato 
 || Sgombro || Illimitato 
 || Aringa || Illimitato 
 || Merlano || Illimitato 
 || Paesi Bassi || Merluzzo bianco || Illimitato 
 || Passera di mare || Illimitato 
 || Sogliola || Illimitato 
 Skagerrak (Hanstholm fino a Skagen) (4-12 miglia nautiche) || Belgio   Germania               Paesi Bassi || Passera di mare   Pesce piatto Spratto Merluzzo bianco Merluzzo carbonaro Eglefino Sgombro Aringa Merlano Merluzzo bianco Passera di mare Sogliola || Illimitato, solo giugno e luglio Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato 
 Kattegat (3-12 miglia) || Germania || Merluzzo bianco || Illimitato 
 ||   || Pesce piatto || Illimitato 
 || Scampi || Illimitato 
 || Aringa || Illimitato 
 Nord dello Zeeland al parallelo della latitudine che passa per il faro Forsnaes || Germania || Spratto || Illimitato 
 Mar Baltico (inclusi Belts, Sound, Bornholm) 3-12 miglia nautiche || Germania || Pesce piatto || Illimitato 
 ||   || Merluzzo bianco || Illimitato 
 || Aringa || Illimitato 
 || Spratto || Illimitato 
 || Anguilla || Illimitato 
 || Salmone || Illimitato 
 || Merlano || Illimitato 
 || Sgombro || Illimitato 
 Skagerrak (4-12 miglia) || Svezia || Tutte le specie || Illimitato 
 Kattegat (3 (*) - 12 miglia) || Svezia || Tutte le specie || Illimitato 
 Mar Baltico (3-12 miglia) || Svezia || Tutte le specie || Illimitato 
 (*) Misurate dalla linea costiera. 
5. ACQUE COSTIERE DELLA GERMANIA 
 Zona geografica || Stato Membro || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Costa del Mare del Nord (3-12 miglia nautiche) tutta la costa || Danimarca || Demersali || Illimitato || 
 ||   || Spratto || Illimitato 
 || Cicerello || Illimitato 
 || Paesi Bassi || Demersali || Unlimited 
 || Gamberi e gamberetti || Illimitato 
 Frontiera Danimarca/Germania fino alla punta nord di Amrum a 54° 43' N || Danimarca || Gamberi e gamberetti || Illimitato || 
 Zona intorno a Helgoland || Regno Unito || Merluzzo bianco || Illimitato || 
 ||   || Passera di mare || Illimitato 
 Costa del Mar Baltico (3-12 miglia) || Danimarca || Merluzzo bianco || Illimitato || 
 ||   || Passera di mare || Illimitato 
 || Aringa || Illimitato 
 || Spratto || Illimitato 
 || Anguilla || Illimitato 
 || Merlano || Illimitato 
 || Sgombro || Illimitato 
6. ACQUE COSTIERE DELLA FRANCIA E DEI DIPARTIMENTI D'OLTREMARE 
 Zona geografica || Stato Membro || Specie || Volume o caratteristiche particolari || 
 Costa dell'Atlantico nordorientale (6-12 miglia nautiche) || 
 Frontiera Belgio/Francia ad est del dipartimento della Manica (estuario della Vire-Grandcamp les Bains 49° 23' 30" N-1° 2' O direzione nord-nord-est) || Belgio || Demersali || Illimitato || 
 ||   || Pettinidi || Illimitato 
 || Paesi Bassi || Tutte le specie || Illimitato 
 Dunkerque (2° 20' E) fino a Cap d'Antifer (0° 10' E) || Germania || Aringa || Illimitato, solo da ottobre a dicembre || 
 Frontiera Belgio/Francia fino a Cap d'Alprech ovest (50° 42' 30" N — 1° 33' 30" E) || Regno Unito || Aringa || Illimitato || 
 Costa atlantica (6-12 miglia nautiche) || 
 Frontiera Spagna/Francia fino a 46° 08' N || Spagna || Acciughe || Pesca specializzata, illimitato, solo dal 1º marzo al 30 giugno || 
 ||   || Pesca con esca viva, solo dal 1º luglio al 31 ottobre 
 || Sardine || Illimitato, solo dal 1º gennaio al 28 febbraio e dal 1º luglio al 31 dicembre 
 || Inoltre, le attività concernenti le specie sopra indicate sono esercitate in conformità e nei limiti delle attività praticate nel corso del 1984 
 Costa mediterranea (6-12 miglia nautiche) || 
 Frontiera Spagna/Capo Leucate || Spagna || Tutte le specie || Illimitato || 
7. ACQUE COSTIERE DELLA SPAGNA 
 Zona geografica || Stato Membro || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Costa atlantica (6-12 miglia nautiche) 
 Frontiera Francia/Spagna fino al faro del Cap Mayor (3° 47' O) || Francia || Pelagiche || Illimitato, in conformità e nei limiti delle attività praticate nel corso del 1984 
 Costa mediterranea (6-12 miglia nautiche) 
 Frontiera Francia/Capo Creus || Francia || Tutte le specie || Illimitato 
8. ACQUE COSTIERE DEI PAESI BASSI 
 Zona geografica || Stato Membro || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 (3-12 miglia nautiche), tutta la costa || Belgio     || Tutte le specie     || Illimitato 
   || Danimarca || Demersali Spratto Cicerello Suro || Illimitato Illimitato Illimitato Illimitato 
   || Germania || Merluzzo bianco Gamberi e gamberetti || Illimitato Illimitato 
 (6-12 miglia nautiche), tutta la costa || Francia || Tutte le specie || Illimitato 
 Punta sud di Texel, od ovest fino alla frontiera Paesi Bassi/Germania || Regno Unito || Demersali || Illimitato 
9. ACQUE COSTIERE DELLA FINLANDIA 
 Zona geografica || Stato Membro || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Mare Baltico (4-12 miglia) (*) || Svezia || Tutte le specie || Illimitato 
 (*) 3-12 miglia intorno alle isole Bogskär. 
10. ACQUE COSTIERE DELLA SVEZIA 
 Zona geografica || Stato Membro || Specie || Volume o caratteristiche particolari 
 Skagerrak (4-12 miglia nautiche) || Danimarca || Tutte le specie || Illimitato 
 Kattegat (3-(*)12 miglia) || Danimarca || Tutte le specie || Illimitato 
 Mare Baltico (4-12 miglia) || Danimarca || Tutte le specie || Illimitato 
   || Finlandia || Tutte le specie || Illimitato 
 (*) Misurate dalla linea costiera. ||   ||   ||   
ALLEGATO II 
LIMITI DI CAPACITÀ DI PESCA
 Limiti di capacità (basati sulla situazione al 31 dicembre 2010) ||   ||   
 Stato membro || GT || kW 
 Belgio || 18 911 || 51 585 
 Bulgaria || 8 448 || 67 607 
 Danimarca || 88 528 || 313 341 
 Germania || 71 114 || 167 089 
 Estonia || 22 057 || 53 770 
 Irlanda || 77 254 || 210 083 
 Grecia || 91 245 || 514 198 
 Spagna (comprese le regioni ultraperiferiche) || 446 309 || 1 021 154 
 Francia (comprese le regioni ultraperiferiche) || 219 215 || 1 194 360 
 Italia || 192 963 || 1 158 837 
 Cipro || 11 193 || 48 508 
 Lettonia || 49 067 || 65 196 
 Lituania || 73 489 || 73 516 
 Malta || 15 055 || 96 912 
 Paesi Bassi || 166 384 || 350 736 
 Polonia || 38 376 || 92 745 
 Portogallo (comprese le regioni ultraperiferiche) || 115 305 || 388 054 
 Romania || 1 885 || 6 716 
 Slovenia || 1 057 || 10 974 
 Finlandia || 18 187 || 182 385 
 Svezia || 42 612 || 210 744 
 Regno Unito || 235 570 || 924 739 
   ||   ||   
 Regioni ultraperiferiche dell’UE || GT || kW 
 Spagna 
 Isole Canarie: L< 12 m. Acque UE || 2 649 || 21 219 
 Isole Canarie: L> 12 m. Acque UE || 3 059 || 10 364 
 Isole Canarie: L> 12 m. Acque internazionali e di paesi terzi || 28 823 || 45 593 
 Francia 
 Isola della Riunione: specie demersali e pelagiche. L < 12 m || 1 050 || 19 320 
 Isola della Riunione: specie pelagiche L > 12 m || 10 002 || 31 465 
 Guyana francese: specie demersali e pelagiche. L < 12 m || 903 || 11 644 
 Guyana francese: pescherecci per gamberi || 7 560 || 19 726 
 Guyana francese: specie pelagiche. Pescherecci d'altura || 3 500 || 5 000 
 Martinica: specie demersali e pelagiche. L < 12 m || 5 409 || 142 116 
 Martinica: specie pelagiche. L > 12 m || 1 046 || 3 294 
 Guadalupa: specie demersali e pelagiche. L < 12 m || 6 188 || 162 590 
 Guadalupa: specie pelagiche. L > 12 m || 500 || 1 750 
 Portogallo 
 Madera: specie demersali. L < 12 m || 617 || 4 134 
 Madera: specie demersali e pelagiche. L > 12 m || 4 114 || 12 734 
 Madera: specie pelagiche. Pescherecci per sciabica. L > 12 m || 181 || 777 
 Azzorre: specie demersali. L < 12 m || 2 626 || 29 895 
 Azzorre: specie demersali e pelagiche. L > 12 m || 12 979 || 25 721 
 L = lunghezza fuoritutto ||   ||   
ALLEGATO III
CONSIGLI CONSULTIVI
 Nome del consiglio consultivo || Zona di competenza 
 Mar Baltico || Zone CIEM[36] IIIb, IIIc e IIId   
 Mar Mediterraneo || Acque marittime del Mediterraneo ad est del meridiano 5°36' di longitudine ovest 
 Mare del Nord || Zone CIEM IV e IIIa 
 Acque nordoccidentali || Zone CIEM V (eccetto la zona Va e solo le acque UE della zona Vb), VI e VII 
 Acque sudoccidentali || Zone CIEM VIII, IX e X (acque intorno alle Azzorre) e zone COPACE[37] 34.1.1, 34.1.2 e 34.2.0 (acque intorno a Madera e alle isole Canarie) 
 Stock pelagici (melù, sgombri, suri e aringhe) || Tutte le zone (eccetto il Mar Baltico, il Mar Mediterraneo e l'acquacoltura) 
 Flotta d'alto mare/oceanica || Tutte le acque non appartenenti all'Unione 
 Acquacoltura || Acquacoltura quale definita all'articolo 5 
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Denominazione della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settori
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
dell'azione e dell'incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni da presentare 
              2.2.    Sistema
di gestione e di controllo 
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/ INIZIATIVA 
              3.1.    Rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linee di bilancio di spesa interessate 
              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi dell'incidenza prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza
prevista sugli stanziamenti operativi 
              3.2.3. Incidenza
prevista sugli stanziamenti di natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità
con il quadro finanziario pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione
di terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle
entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/ INIZIATIVA 
1.1.        Denominazione della
proposta/iniziativa 
Proposta
di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla politica
comune della pesca
1.2.        Settori interessati nella
struttura ABM/ABB[38]

Settore
11: Affari marittimi e pesca
1.3.        Natura della
proposta/iniziativa 
¨La proposta/iniziativa riguarda una nuova
azione 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto pilota/un'azione
preparatoria[39]

¨ La
proposta/iniziativa riguarda la proroga di un'azione esistente 
ý La
proposta/iniziativa riguarda un'azione riorientata verso una nuova azione 
1.4.        Obiettivi
1.4.1.     Obiettivi strategici
pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa 
Un’Europa
efficiente sotto il profilo delle risorse
1.4.2.     Obiettivi specifici e attività
ABM/ABB interessate 
Obiettivi specifici
Contribuire
al conseguimento degli obiettivi fissati all'articolo 39 del TFUE. 
1.
Migliorare la partecipazione delle parti interessate
2.
Garantire la disponibilità di pareri scientifici
3.
Ammodernare e rafforzare i controlli in tutta l'Unione
4.
Verificare le attività di controllo ed ispezione negli Stati membri
5.
Contribuire a un migliore coordinamento delle attività di controllo degli Stati
membri tramite l'Agenzia comunitaria di controllo della pesca
Attività ABM/ABB interessate
Attività
ABB 11 04 01, 11 07 02, 11 08 01, 11 08 02, 11 08 05
1.4.3.     Risultati ed effetti previsti
Precisare gli effetti
che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi interessati.
La
sostenibilità è al centro della riforma proposta della PCP, che mira a
conseguire entro il 2015 livelli di sfruttamento degli stock ittici atti a
produrre il rendimento massimo sostenibile. Una pesca sostenibile che consenta
di aumentare le catture e i margini di profitto permetterà al settore di
affrancarsi dalla dipendenza dal sostegno pubblico; ciò contribuirebbe inoltre
a garantire la stabilità dei prezzi in condizioni di trasparenza, a vantaggio
dei consumatori. 
1.4.4.     Indicatori di risultato e di
incidenza 
Precisare gli
indicatori che permettono di seguire la realizzazione della
proposta/iniziativa.
Impatti
ambientali: stock ittici a livelli di Fmsy, riduzione della sovraccapacità e
progresso nell'attuazione di quote di pesca trasferibili. 
Impatti
economici: reddito degli operatori del settore delle catture, VAL,
fatturato/fatturato di pareggio e margine di profitto netto.
Impatti
sociali: occupazione (ETP) e retribuzione dell'equipaggio per ETP.
1.5.        Motivazione della
proposta/iniziativa 
1.5.1.     Necessità da coprire nel breve
e lungo termine 
La
PCP deve garantire la sostenibilità ambientale, economica e sociale delle
attività di sfruttamento delle risorse ittiche. Questi obiettivi hanno la
stessa rilevanza giuridica e nessuno di essi può essere conseguito
isolatamente. Tuttavia la valutazione di impatto effettuata in relazione alla
riforma della PCP ha confermato che, in assenza di un netto miglioramento dello
stato degli stock, la sostenibilità economica e sociale della pesca rimarrà
limitata. 
1.5.2.     Valore aggiunto
dell'intervento dell'Unione europea
Conformemente
all'articolo 3, lettera d), del TFUE, la conservazione delle risorse biologiche
marine rientra nella competenza esclusiva dell'Unione. Conformemente
all'articolo 4, paragrafo 2, lettera d), del TFUE, l'Unione e gli Stati membri
hanno una competenza concorrente per tutti gli altri aspetti della PCP. Il
valore aggiunto della partecipazione dell'Unione deriva dal fatto che la PCP
riguarda lo sfruttamento di una fonte comune di risorse. 
1.5.3.     Principali insegnamenti tratti
da esperienze simili
Il
Libro verde sulla riforma della politica comune della pesca[40] afferma che tale politica non
sta portando al conseguimento dei suoi obiettivi principali: gli stock ittici
sono sovrasfruttati, la situazione economica di alcune parti della flotta
rimane precaria nonostante gli elevati sussidi, l'attrattività dei posti di
lavoro nel settore alieutico è assai ridotta e la situazione di molte comunità
costiere che dipendono dalla pesca continua ad essere critica. Questa analisi
ha trovato conferma nei risultati della vasta consultazione che ha fatto
seguito al Libro verde[41].

Il
principale problema dell'attuale PCP è rappresentato dalla scarsa sostenibilità
ambientale della pesca dovuta all'eccessivo sfruttamento delle risorse, al
quale concorrono tutte le altre problematiche. La sovraccapacità della flotta,
la fissazione di totali ammissibili di cattura non conformi ai pareri
scientifici e la mancata gerarchizzazione degli obiettivi costituiscono i
principali fattori responsabili dell'eccessivo sfruttamento delle risorse. Un
secondo problema è rappresentato dalla scarsa sostenibilità economica del
settore delle catture. Molte flotte non sono redditizie e sono vulnerabili a
pressioni esterne quali rincari dei combustibili. Il terzo problema è
rappresentato dalla mancanza di sostenibilità sociale, che interessa
principalmente il settore delle catture e le regioni che dipendono dalla pesca.

1.5.4.     Compatibilità ed eventuale
sinergia con altri strumenti pertinenti
L'obiettivo
di conseguire uno sfruttamento degli stock ittici al livello del rendimento
massimo sostenibile, fissato nella Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto
del mare, è stato adottato in occasione del vertice mondiale sullo sviluppo
sostenibile del 2002 quale obiettivo da conseguire, ove possibile, entro il
2015. Esso consentirà alla PCP di meglio conseguire un buono stato ecologico
dell'ambiente marino, in linea con la direttiva quadro sulla strategia per
l'ambiente marino[42].

1.6.        Durata dell'azione e
dell'incidenza finanziaria 
¨ Proposta/iniziativa di durata limitata

–     
¨  Proposta/iniziativa in vigore a decorrere dal 
–     
¨  Incidenza finanziaria dal AAAA al AAAA 
ý Proposta/iniziativa di durata
illimitata
–     
Attuazione con un periodo di avviamento dal AAAA al
AAAA
–     
seguito da un funzionamento a pieno ritmo.
1.7.        Modalità di gestione previste[43] 
ý Gestione centralizzata diretta da parte della Commissione 
¨ Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a:
–     
¨  agenzie esecutive 
–     
¨  organismi creati dalle Comunità[44]

–     
¨  organismi pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico 
–      ¨  persone
incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V del trattato
sull'Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente atto di base ai
sensi dell'articolo 49 del regolamento finanziario 
ý Gestione concorrente
con gli Stati membri 
¨ Gestione decentrata
con paesi terzi 
¨ Gestione congiunta
con organizzazioni internazionali (specificare)
Se è indicata più di
una modalità, si prega di fornire ulteriori informazioni alla voce
"Osservazioni".
2.           MISURE DI GESTIONE 
2.1.        Disposizioni in materia di
monitoraggio e di relazioni da presentare 
Precisare frequenza e
condizioni.
2.2.        Sistema di gestione e di
controllo 
2.2.1.     Rischi individuati 
2.2.2.     Modalità di controllo previste

2.3.        Misure di prevenzione delle
frodi e delle irregolarità 
Precisare le misure di
prevenzione e protezione esistenti e previste.
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/ INIZIATIVA 
3.1.        Rubriche del quadro
finanziario pluriennale e linee di bilancio di spesa interessate 
·      Linee di bilancio di spesa esistenti 
Secondo l'ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura  della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione…………………...……….] || SD/SND ([45]) || di paesi EFTA[46] || di paesi candidati[47] || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 2 || 11 04 01 Rafforzamento del dialogo con l’industria e gli ambienti interessati dalla politica comune della pesca || SD || No || No || No || No 
 2 || 11 07 02 Supporto per la gestione delle risorse della pesca (miglioramento della consulenza scientifica) || SD || No || No || No || No 
 2 || 11 08 01 Partecipazione finanziaria alle spese sostenute dagli Stati membri nel campo del controllo || SD || No || No || No || No 
 2 || 11 08 02 Ispezione e sorveglianza delle attività di pesca nelle acque dell'Unione e in altre acque || SD || No || No || No || No 
 2 || 11.08.05.01. Agenzia comunitaria di controllo della pesca (ACCP) – Contributo ai titoli 1 e 2 || SD || No || No || No || No 
 2 || 11.08.05.02. Agenzia comunitaria di controllo della pesca (ACCP) – Contributo al titolo 3 || SD || No || No || No || No 
·      Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione 
Secondo l'ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione……………………………………..] || SD/SND || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
   || [XX.YY.YY.YY]   ||   || Sì/No || Sì/No || Sì/No || Sì/No 
3.2.        Incidenza prevista sulle
spese 
3.2.1.     Sintesi dell'incidenza
prevista sulle spese 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 2 || Conservazione e gestione delle risorse naturali 
 DG: MARE ||   ||   || 2013[48] || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || Anno N+7 || Anno N+8 || Anno N+9 || TOTALE 
  Stanziamenti operativi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 11 04 01 || Impegni || (1) || 6.400 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (2) || 5.950 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 11 07 02 || Impegni || (1a) || 4.500 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (2a) || 3.500 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 11 08 01  || Impegni || (1a) || 47.430 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (2a) || 25.200 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 11 08 02  || Impegni || (1a) || 2.300 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (2a) || 2.300 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 11.08.05.01 || Impegni || (1a) || 7.413 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (2a) || 7.413 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 11.08.05.02 || Impegni || (1a) || 1.711 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (2a) || 2.711 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici[49] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   || (3) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la DG MARE || Impegni || =1+1a +3 || 69.754 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || =2+2a +3 || 47.074 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 69.754 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (5) || 47.074 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 2 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 || 69.754 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || =5+ 6 || 47.074 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Se la proposta/iniziativa incide su più rubriche:
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 69.754 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (5) || 47.074 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 4 del quadro finanziario pluriennale (Importo di riferimento) || Impegni || =4+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || =5+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || "Spese amministrative" 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || 2013 || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || Anno N+7 || Anno N+8 || Anno N+9 || TOTALE 
 DG: || 
  Risorse umane || 9.404 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  Altre spese amministrative 11 01 02 11 || 0.210 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE DG || Stanziamenti || 9.614 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 9.614 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno 2013[50] || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || Anno N+7 || Anno N+8 || Anno N+9 || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 79.368 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || 56.688 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.2.2.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti operativi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi 
–     
ý  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi, come spiegato di seguito:
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)
 Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || 2013 || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 RISULTATI 
 Tipo di risultato[51] || Costo medio del risultato || Numero  di risultati || Costo || Numero  di risultati || Costo || Numero  di risultati || Costo || Numero  di risultati || Costo || Numero  di risultati || Costo || Numero  di risultati || Costo || Numero  di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Costo totale 
 OBIETTIVO SPECIFICO 1[52]: || Migliorare la partecipazione delle parti interessate 
 Piena operatività dei CCR || N. || 0.280 || 8 || 2.240 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Nuove sezioni web e aggiornamento dei contenuti dei siti web della DG MARE. || N. || 0.040 || 5 || 0.200 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Produzione e distribuzione della rivista "Pesca e acquacoltura in Europa" in 23 lingue (5 numeri all'anno). || N. || 0.114 || 5 || 0.580 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Produzione e distribuzione di materiale di informazione qualitativa per i media, il grande pubblico e le parti interessate, compresi materiali audiovisivi. Campagna di comunicazione su temi prioritari quali la riforma della PCP. || N. || 0.310 || 6 || 1.860 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Produzione e distribuzione di pubblicazioni multilingue. || N. || 0.025 || 20 || 0.500 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Partecipazione della DG MARE a fiere. || N. || 0.200 || 1 || 0.200 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Organizzazione della Giornata europea del mare a maggio di ogni anno. || N. || 0.400 || 1 || 0.400 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Conferenze e seminari sulla PCP e sulla PMI, riguardanti, ad es., la riforma della PCP. || N. || 0.050 || 4 || 0.200 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altro (materiale promozionale, logo, magazzinaggio e distribuzione da parte dell'Ufficio delle pubblicazioni). || N. || 0.110 || 2 || 0.220 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo 1 ||   || 6.400 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 OBIETTIVO SPECIFICO 2: || Garantire la disponibilità di pareri scientifici 
 Sostegno all’attuazione del quadro per la raccolta dei dati, segnatamente mediante il coordinamento e l’organizzazione delle attività dello CSTEP, la gestione di siti web e il sostegno all’elaborazione della relazione annuale sui risultati economici della flotta peschereccia dell’Unione nell’ambito di un accordo amministrativo tra la Commissione e il CCR. || Disposizioni amministrative || 1.400 || 1 || 1.400 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Presentazione di pareri periodici sullo stato degli stock gestiti nel quadro del regolamento sui TAC e i contingenti e di pareri puntuali quali la valutazione di piani pluriennali o di norme per il controllo delle catture nell’ambito di un memorandum d’intesa tra la Commissione e il CIEM. || Memorandum || 1.500 || 1 || 1.500 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Presentazione di pareri sugli stock ittici con riguardo ad aspetti biologici, tecnici, economici ed ecosistemici da parte di esperti nell’ambito di riunioni dello CSTEP e dei suoi sottogruppi. || N. di riunioni || 0.024 || 25 || 0.6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pareri scientifici ed altri servizi per l’attuazione della politica comune della pesca nel Mediterraneo. ||   || 1.0 || 2 || 1.0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo 2 ||   || 4.500 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 OBIETTIVO SPECIFICO 3: || Ammodernare e rafforzare i controlli in tutta l'Unione 
 Sistemi IT e analisi dei dati. ||   ||   || n.d. || 10.000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Strumenti di tracciabilità e dispositivi per misurare la potenza motrice. ||   ||   || 1600 || 8.000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Progetti pilota (compresi sistemi CCTV a partire dal 2011). ||   ||   || n.d. || 2.000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Dispositivi automatici di localizzazione, sistemi di controllo dei pescherecci /sistemi di identificazione automatica (VMS/IAS). ||   ||   || 3000 || 3.800 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Giornali di bordo elettronici a bordo dei pescherecci. ||   ||   || 3300 || 7.400 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Potenziamento dei centri di controllo della pesca (CCP). ||   ||   || 22 || 11.400 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Investimenti per attrezzature di controllo (tra cui navi e aeromobili di sorveglianza). ||   ||   || n.d. || 3.700 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Corsi di formazione e programmi di scambio per il personale addetto ai controlli. ||   ||   || 30 || 0.600 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Seminari di sensibilizzazione sulla necessità di applicare le norme della PCP. ||   ||   || 5 || 0.530 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo 3 ||   || 47.430 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 OBIETTIVO SPECIFICO 4: || Verificare le attività di controllo ed ispezione negli Stati membri 
 Monitoraggio delle attività di controllo da parte degli Stati membri - Missioni volte a controllare l’applicazione delle norme della PCP - Equipaggiamento degli ispettori ||   ||   || 250 || 0.800 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Agevolare l’attuazione delle norme della PCP. - Riunioni del gruppo di esperti sul controllo della pesca dedicate a questioni connesse al controllo della pesca. - Studi ||   ||   || 30 || 0.400 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Attrezzature e programmi informatici e supporto per l’attività di controllo (dati, controllo incrociato dei dati, manutenzione, accesso alle banche dati, ecc.) ||   ||   || n.d. || 1.100 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo 4 ||   || 2.300 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 OBIETTIVO SPECIFICO 5: || Contribuire a un migliore coordinamento delle attività di controllo degli Stati membri tramite l'Agenzia comunitaria di controllo della pesca 
 Personale in attività ||   ||   || n.d. || 5.634 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre spese relative al personale ||   ||   || n.d. || 0.440 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Spese amministrative ||   ||   || n.d. || 1.320 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Rafforzamento delle capacità ||   ||   || n.d. || 0.720 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Coordinamento operativo (compresi piani di intervento congiunto) ||   ||   || n.d. || 1.010 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo 5 ||   || 9.124 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 COSTO TOTALE ||   || 69.754 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.2.3.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti di natura amministrativa
3.2.3.1.  Sintesi 
–     
¨ La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti di
natura amministrativa 
–     
ý  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti di
natura amministrativa, come spiegato di seguito:
Mio EUR (al terzo
decimale)
   || 2013 [53] || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || … inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 9.404 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre spese amministrative || 0.210 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 9.614 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Esclusa la RUBRICA 5[54] del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre spese di natura amministrativa ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale esclusa la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 9.614 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.2.3.2.  Fabbisogno previsto di risorse
umane 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di risorse umane 
–     
ý  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di risorse umane,
come spiegato di seguito:
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
 ||   || 2013 || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || … inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) 
  Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) || 
 || 11 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 66 ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 11 01 01 02 (nelle delegazioni) || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 11 01 05 01 (ricerca indiretta) || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 01 (ricerca diretta) || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ||  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[55] || 
 || 11 01 02 01 (AC, INT, END della dotazione globale) || 14 ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 11 01 02 02 (AC, INT, JED, AL e END nelle delegazioni) || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 11 01 04 yy [56] || - in sede[57] || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || - nelle delegazioni || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 11 01 05 02 (AC, INT, END – Ricerca indiretta) || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 02 (AC, INT, END – Ricerca diretta) || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || Altre linee di bilancio (specificare) || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || TOTALE || 80 ||   ||   ||   ||   ||   ||   
XX è il settore
o il titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse
umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell'azione
e/o riassegnato all'interno della stessa DG, integrato dall'eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell'ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
Descrizione dei
compiti da svolgere
 Funzionari e agenti temporanei || Gestione degli stanziamenti operativi e delle attività operative di cui sopra nel 2013 
 Personale esterno || Gestione degli stanziamenti operativi e delle attività operative di cui sopra nel 2013 
3.2.4.     Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale 
–     
ý  La proposta/iniziativa è compatibile con la programmazione
finanziaria in vigore.
–     
¨  La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della
corrispondente rubrica del quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
–     
¨  La proposta/iniziativa richiede l'attivazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[58].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
3.2.5.     Partecipazione di terzi al
finanziamento 
–     
ý La proposta/iniziativa non prevede il cofinanziamento da parte di
terzi 
–     
¨ La proposta/iniziativa prevede il cofinanziamento indicato di seguito:
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || … inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || Totale 
 Specificare l'organismo di cofinanziamento ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE stanziamenti cofinanziati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.3.        Incidenza prevista sulle
entrate 
–     
ý  La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle
entrate.
–     
¨  La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
–                   
¨             sulle risorse proprie 
–                   
¨             sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l'esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[59] 
 Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) 
 Articolo…………. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare le linee di spesa
interessate.
Precisare il metodo di
calcolo dell'incidenza sulle entrate.
[1]               COM(2009) 163 definitivo del 22
aprile 2009.
[2]               GU L 125 del 27.4.1998, pag. 1.
[3]               GU L 17 del 21.1.2000, pag. 22.
[4]               GU L 349 del 31.12.2005, pag. 1.
[5]               GU L 223 del 15.8.2006, pag. 1.
[6]               GU L 409 del 30.12.2006, pag. 11.
[7]               GU L 60 del 5.3.2008, pag. 1.
[8]               GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1.
[9]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.
[10]             GU L 256 del 3.8.2004, pag. 17.
[11]             SEC(2010) 428 definitivo del 16
aprile 2010.
[12]             Regolamento (CE) n. 1954/2003 del
Consiglio relativo alla gestione dello sforzo di pesca per talune zone e risorse
di pesca comunitarie che modifica il regolamento (CE) n. 2847/93 e che abroga i
regolamenti (CE) n. 685/95 e (CE) n. 2027/95.
[13]             Regolamento (CE) n. 1005/2008 del
Consiglio che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed
eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, e regolamento
(CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un
regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della
politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96,
(CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004, (CE) n. 768/2005, (CE)
n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE) n. 509/2007,
(CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE)
n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE)
n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006.
[14]             GU [...] del [...], pag. [...].
[15]             GU [...] del [...], pag. [...].
[16]             GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59.
[17]             GU L 179 del 23.6.1998, pag. 1.
[18]             GU L 189 del 3.7.1998, pag. 14.
[19]             GU L 177 del 16.7.1996, pag. 24.
[20]             Decisione COP X/2.
[21]             UE CO 7/10 del 26 marzo 2010.
[22]             COM(2011) 244.
[23]             GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19. 
[24]             Comunicazione della Commissione al
Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al
Comitato delle regioni - Una politica marittima integrata per l'Unione europea
(COM(2007) 574 definitivo).
[25]             GU C 105 del 7.5.1981, pag. 1.
[26]             GU L 103 del 25.4.1979, pag. 1. 
[27]             GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7. 
[28]             GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19.
[29]             COM(2009) 162 definitivo.
[30]             COM(2010) 2020 definitivo.
[31]             GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13. 
[32]             GU L 256 del 3.8.2004, pag. 17.
[33]             GU L 60 del 5.3.2008, pag. 1.
[34]             GU L 409 del 30.12.2006, pag. 11.
[35]             GU L 274 del 25.9.1986, pag. 1. 
[36]             Zone CIEM (Consiglio internazionale per l'esplorazione del
mare) quali definite nel regolamento (CE) n. 218/2009.
[37]             Zone COPACE (Atlantico centro-orientale o zona principale
di pesca FAO 34) quali definite nel regolamento (CE) n. 216/2009. 
[38]             ABM: Activity Based Management – ABB: Activity Based
Budgeting.
[39]             A norma dell'articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b),
del regolamento finanziario.
[40]             COM(2009) 163 definitivo del 22 aprile 2009.
[41]             V. anche SEC(2010) 428 definitivo, del 16 aprile 2010, Synthesis
of the Consultation on the Reform of the Common Fisheries Policy ("Sintesi
della consultazione sulla riforma della politica comune della pesca").
[42]             Direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l’azione
comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino.
[43]             Le spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti
al regolamento finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html
[44]             A norma dell'articolo 185 del regolamento
finanziario.
[45]             SD = Stanziamenti dissociati / SND = Stanziamenti non
dissociati.
[46]             EFTA: Associazione europea di libero scambio. 
[47]             Paesi candidati e, se del caso, paesi candidati potenziali
dei Balcani occidentali.
[48]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[49]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta.
[50]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[51]             I risultati si riferiscono ai prodotti e servizi che
saranno forniti (ad es. numero di scambi di studenti finanziati, numero di km
di strade costruite…).
[52]             Quale descritto nella sezione 1.4.2. "Obiettivi
specifici…".
[53]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[54]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta.
[55]             AC = agente contrattuale; AL = agente locale; END =
esperto nazionale distaccato; INT = intérimaires; JED = giovane esperto
in delegazione (jeune expert en délégation). 
[56]             Sottomassimale per il personale esterno previsto dagli
stanziamenti operativi (ex linee "BA").
[57]             Principalmente per Fondi strutturali, Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e Fondo europeo per la pesca (FEP).
[58]             Cfr. punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.
[59]             Per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi
doganali, contributi zucchero), gli importi indicati devono essere importi
netti, cioè importi lordi da cui viene detratto il 25% per spese di
riscossione.