CELEX: C2001/200/24
Language: it
Date: 2001-07-14 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) 10 maggio 2001 nelle cause riunite C-223/99 e C-260/99 (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia): Agorà Srl contro Ente Autonomo Fiera Internazionale di Milano e Excelsior Snc di Pedrotti Bruna & C. contro Ente Autonomo Fiera Internazionale di Milano Ciftat soc. coop. arl ("Appalti pubblici di servizi — Nozione di amministrazione aggiudicatrice — Organismo di diritto pubblico")

14.7.2001                  IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 200/13
1)     Non avendo adottato le disposizioni legislative, regolamentari           2)   L’art. 7, lett. c), della direttiva 851374 deve essere interpretato
       ed amministrative necessarie per garantire la trasposizione                   nel senso che l’esenzione dalla responsabilità per mancanza di
       completa nell’ordinamento olandese degli artt. 4, n. 2, e 5 della             attività a scopo economico o di attività professionale non si
       direttiva del Consiglio 5 aprile 1993, 93/13/CEE, concernente                 applica al caso di un prodotto difettoso fabbricato ed usato
       le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, il             nell’ambito di una prestazione medica concreta interamente
       Regno dei Paesi Bassi è venuto meno agli obblighi che gli                     finanziata con fondi pubblici e per la quale il paziente non deve
       incombono in forza della suddetta direttiva.                                  versare alcun corrispettivo.
2)     Il Regno dei Paesi Bassi è condannato alle spese.                        3)   L’art. 9 della direttiva deve essere interpretato nel senso che,
                                                                                     fatta eccezione per il danno morale — il cui risarcimento
(1) GU C 226 del 7.8.1999.                                                           dipende esclusivamente dalle norme di diritto interno — e per
                                                                                     le esclusioni risultanti dalle precisazioni apportate da tale
                                                                                     disposizione con riferimento ai danni a cose, uno Stato membro
                                                                                     non può limitare i tipi di danno materiale, derivanti da morte o
                                                                                     da lesioni personali, o di danno cagionato a una cosa o
                                                                                     consistente nella distruzione di una cosa, che saranno risarciti.
                     SENTENZA DELLA CORTE
                                                                                4)   Il giudice nazionale deve, in forza della direttiva 85/374,
                            (Quinta Sezione)                                         esaminare in quale categoria debbano essere ricompresi i fatti
                                                                                     di causa, ossia se si tratti di un danno che rientra nell’ambito di
                             10 maggio 2001                                          applicazione dell’art. 9, primo comma, lett. a) o dell’art. 9,
                                                                                     primo comma, lett. b), della direttiva 85/374, oppure di un
nella causa C-203/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale                             danno morale eventualmente riconducibile all’ambito normativo
proposta dallo Højesteret) Henning Veedfald, contro                                  nazionale. Non gli è invece possibile negare qualsiasi risarci-
                       Århus Amtskommune (1)                                         mento ai sensi di detta direttiva in base al fatto che, essendo
                                                                                     soddisfatti gli altri presupposti per la responsabilità, il danno
(«Ravvicinamento delle legislazioni — Direttiva 85/374/CEE                           subito non sarebbe tale da rientrare in una delle categorie
— Responsabilità per danno da prodotti difettosi — Esonero                           menzionate.
                dalla responsabilità — Presupposti»)
                                                                                (1) GU C 226 del 7.8.1999.
                             (2001/C 200/23)
                       (Lingua processuale: il danese)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                                   SENTENZA DELLA CORTE
Nella causa C-203/99, avente ad oggetto la domanda di
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-                                                  (Quinta Sezione)
l’art. 234 CE, dallo Højesteret (Corte di cassazione) (Danimar-
ca), nella causa dinanzi ad esso pendente tra Henning Veedfald,
e Århus Amtskommune, domanda vertente sull’interpretazio-                                                   10 maggio 2001
ne degli artt. 7, lett. a) e c), nonché 9, primo comma, lett. a) e
b), della direttiva del Consiglio 25 luglio 1985, 85/374/CEE,                   nelle cause riunite C-223/99 e C-260/99 (domande di
relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regola-              pronuncia pregiudiziale proposte dal Tribunale ammini-
mentari ed amministrative degli Stati membri in materia di                      strativo regionale per la Lombardia): Agorà Srl contro
responsabilità per danno da prodotti difettosi (GU L 210,                       Ente Autonomo Fiera Internazionale di Milano e Excelsior
pag. 29), la Corte, composta dai sigg. A La Pergola, presidente                 Snc di Pedrotti Bruna & C. contro Ente Autonomo Fiera
di sezione, M. Wathelet, D.A.O. Edward, P. Jann (relatore) e                          Internazionale di Milano Ciftat soc. coop. arl (1)
L. Sevón, giudici, avvocato generale: D. Ruiz-Jarabo Colomer,
cancelliere: H. von Holstein, cancelliere aggiunto, ha pronun-
ciato il 10 maggio 2001 una sentenza il cui dispositivo è del                   («Appalti pubblici di servizi — Nozione di amministrazione
seguente tenore:                                                                      aggiudicatrice — Organismo di diritto pubblico»)
1)     L’art. 7, lett. a), della direttiva del Consiglio 25 luglio 1985,                                    (2001/C 200/24)
       85/374/CEE, relativa al ravvicinamento delle disposizioni
       legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri
       in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi,
                                                                                                     (Lingua processuale: l’italiano)
       deve essere interpretata nel senso che un prodotto difettoso si
       considera messo in circolazione quando è utilizzato in occasione
       della prestazione concreta di un servizio medico consistente nel         Nelle cause riunite C-223/99 e C-260/99, aventi ad oggetto le
       preparare un organo umano per il suo trapianto ed il danno               domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla Corte, ai
       causato a tale organo è conseguente a detta preparazione.                sensi dell’art. 234 CE, dal Tribunale amministrativo regionale
 ---pagebreak--- C 200/14                  IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              14.7.2001
per la Lombardia nelle cause dinanzi ad esso pendenti tra                       (Tribunale dell’Aia, Paesi Bassi), nella causa dinanzi ad esso
Agorà Srl contro Ente Autonomo Fiera Internazionale di                          pendente tra BASF AG e Bureau voor de Industriële Eigendom
Milano e Excelsior Snc di Pedrotti Bruna & C. contro Ente                       (BIE), domanda vertente sull’interpretazione degli artt. 1 e 3
Autonomo Fiera Internazionale di Milano Ciftat soc. coop. arl,                  del regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio
domande vertenti sull’interpretazione dell’art. 1, lett. b), della              23 luglio 1996, n. 1610, sull’istituzione di un certificato
direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che                          protettivo complementare per i prodotti fitosanitari (GU L 198
coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici                  pag. 30), la Corte, composta dai sigg. C. Gulmann (relatore),
di servizi (GU L 209, pag. 1), la Corte, composta dai sigg. A. La               presidente di sezione, V. Skouris, J.-P. Puissochet, R. Schintgen
Pergola, presidente di sezione, M. Wathelet, D.A.O. Edward,                     e dalla sig.ra F. Macken, giudici, avvocato generale: F. G. Jacobs,
P. Jann (relatore) e L. Sevón, giudici, avvocato generale:                     cancelliere: sig.ra D. Louterman-Hubeau, capodivisione, ha
S. Alber, cancelliere: H.A. Rühl, amministratore principale, ha                 pronunciato il 10 maggio 2001 una sentenza il cui dispositivo
pronunciato il 10 maggio 2001 una sentenza il cui dispositivo                   è del seguente tenore:
è del seguente tenore:
                                                                                1)    La nozione di prodotto ai sensi dell’art. 3 del regolamento (CE)
Un ente                                                                               del Parlamento europeo e del Consiglio 23 luglio 1996,
—     avente ad oggetto lo svolgimento di attività volte all’organizza-               n. 1610, sull’istituzione di un certificato protettivo complemen-
      zione di fiere, di esposizioni e di altre iniziative analoghe,                  tare per i prodotti fitosanitari, comprende gli elementi chimici e
                                                                                      i loro composti allo stato naturale o sotto forma di prodotti
—     che non persegue scopi lucrativi, ma la cui gestione si fonda su                industriali, inclusa qualsiasi impurità derivante inevitabilmente
      criteri di rendimento, di efficacia e di redditività                            dal procedimento di fabbricazione, che esercitino un’azione
                                                                                      generale o specifica sugli organismi nocivi o sui vegetali, parti
—     e che opera in un ambiente concorrenziale                                       di vegetali o prodotti vegetali.
non costituisce un organismo di diritto pubblico ai sensi dell’art. 1,
lett. b), secondo comma, della direttiva del Consiglio 18 giugno
1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli              2)    Due prodotti che differiscono soltanto per la proporzione tra il
appalti pubblici di servizi.                                                          composto chimico attivo e l’impurità che essi contengono, dal
                                                                                      momento che la proporzione di quest’ultima è più elevata in
                                                                                      uno che nell’altro, devono essere considerati come lo stesso
(1) GU C 246 del 28.8.1999.                                                           prodotto ai sensi dell’art. 3 del regolamento n. 1610/96.
                                                                                3)    Il fatto che per il nuovo prodotto fitosanitario, che presenta una
                                                                                      proporzione tra il composto chimico attivo e l’impurità diversa
                                                                                      da quella che caratterizza il vecchio prodotto fitosanitario debba
                                                                                      essere ottenuta un’AIM, non è pertinente per stabilire se vi sia
                                                                                      o meno identità tra i prodotti costitutivi di tali prodotti
                    SENTENZA DELLA CORTE                                              fitosanitari.
                            (Sesta Sezione)
                                                                                4)    Le condizioni enunciate all’art. 3, n. 1, lett. a) e d), del
                           10 maggio 2001                                             regolamento n. 1610/96 non sono, in ogni caso, completamen-
                                                                                      te soddisfatte quando un prodotto, in quanto prodotto fitosani-
                                                                                      tario, ottenuto mediante un procedimento brevettato e per il
nella causa C-258/99 (domande di pronuncia pregiudiziale                              quale è stata rilasciata un’AIM, differisca da un prodotto, in
proposta dall’Arrondissementsrechtbank’s-Gravenhage                                   quanto prodotto fitosanitario, precedentemente autorizzato,
(Tribunale dell’Aia, Paesi Bassi): BASF AG contro Bureau                              soltanto per la proporzione tra il composto chimico attivo e
              voor de Industriële Eigendom (BIE) (1)                                  l’impurità che esso contiene, dal momento che la percentuale di
                                                                                      quest’ultima è più elevata nel primo che nel secondo, e quando
(«Regolamento (CE) n. 1610/96 — Prodotti fitosanitari —                               tale brevetto di procedimento sia stato indicato come brevetto di
              Certificato protettivo complementare»)                                  base.
                            (2001/C 200/25)
                     (Lingua processuale: l’olandese)
                                                                                (1) GU C 265 del 18.9.1999.
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
Nella causa C-258/99, avente ad oggetto la domanda di
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-
l’art. 234 CE, dall’Arrondissementsrechtbank’s-Gravenhage