CELEX: 31989D0229
Language: it
Date: 1988-12-21 00:00:00
Title: 89/229/CEE: Decisione della Commissione del 21 dicembre 1988 relativa ad una misura nazionale intesa a promuovere l'uso del latte per l'alimentazione dei vitelli (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)

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31989D0229

89/229/CEE: Decisione della Commissione del 21 dicembre 1988 relativa ad una misura nazionale intesa a promuovere l'uso del latte per l'alimentazione dei vitelli (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 094 del 07/04/1989 pag. 0043 - 0045

*****DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  del 21 dicembre 1988  relativa ad una misura nazionale intesa a promuovere l'uso del latte per l'alimentazione dei vitelli  (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)  (89/229/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,  visto il regolamento (CEE) n. 805/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 571/89 (2), in particolare l'articolo 24,  dopo aver sollecitato gli interessati, conformemente all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato CEE, a presentare osservazioni (3),  considerando quanto segue:  I  Con lettera del 15 gennaio 1988, il governo francese ha notificato alla Commissione un progetto di aiuto inteso a promuovere l'uso del latte per l'alimentazione dei vitelli.  La misura in parola è così strutturata:  Secondo le informazioni comunicate dalla Francia si tratta di un aiuto dell'importo di 500 FF per ogni vitello nutrito per 3 mesi con latte prodotto nell'azienda. Questi vitelli devono essere nati nell'azienda o essere stati acquistati fra il 1o dicembre 1987 e il 1o marzo 1988. Il numero dei vitelli per i quali può essere concesso l'aiuto è pari  al numero delle vacche facente parte dell'azienda alla  data del 1o gennaio 1988. È previsto un massimale di 10 000 FF per azienda. L'aiuto sarà erogato a condizione che l'allevatore riduca il volume delle consegne di latte di almeno 600 l per ogni vitello che beneficia dell'aiuto.  Secondo informazioni provenienti da varie fonti, vi sarebbe già stato un inizio di versamento dell'aiuto.  Secondo le autorità francesi, il provvedimento mira a ridurre le consegne di latte nel corso dell'ultimo trimestre della campagna 1987/1988.  Il costo complessivo iniziale previsto per detto aiuto è di 100 milioni di FF (14,5 milioni di ECU).  II  1. Con lettera del 19 febbraio 1988, destinata al governo francese, la Commissione ha comunicato che essa aveva deciso di avviare la procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2 del trattato nei confronti del progetto di aiuto.  2. Con la stessa lettera, la Commissione ha informato le autorità francesi che a suo avviso il progetto configura un aiuto al funzionamento che non può avere effetti durevoli sullo sviluppo del settore considerato in quanto i suoi effetti vengono meno con la cessione della misura. La Commissione ritiene che dette misure siano, in linea di massima, incompatibili con il mercato comune.  La normativa comunitaria vigente nel settore delle carni bovine costituisce peraltro un sistema completo ed esauriente che per gli Stati membri esclude qualsiasi possibilità di adottare misure complementari per il sostegno dei redditi dei produttori di carni bovine.  Inoltre, la misura prevista dal governo francese è complementare rispetto alle misure già adottate a livello comunitario. In effetti, il regolamento (CEE) n. 1357/80 del Consiglio (4), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 573/89 (5), prevede già un regime di premi per il mantenimento delle mandrie di vacche nutrici.  L'aiuto previsto costituisce pertanto un'infrazione alle disposizioni comunitarie.  3. Nel quadro della procedura in parola, la Commissione ha sollecitato il governo francese a presentarle osservazioni.  La Commissione ha inoltre sollecitato gli altri Stati membri, nonché gli interessati diversi dagli Stati membri, di presentarle osservazioni.  III  1. Con lettera dell'11 marzo 1988, il governo francese ha risposto alla lettera di sollecito della Commissione.  Secondo le autorità francesi:  - si tratta di una misura adottata in considerazione della situazione delle aziende agricole più vulnerabili che subiscono gravi squilibri a causa degli obblighi vigenti per la produzione di latte;  - in un secondo tempo la misura dovrebbe consentire di avviare un processo di riconversione o di modifica della gestione aziendale o addirittura favorire la cessione definitiva della produzione;  - la misura si ispira in parte al regime comunitario dei premi per la non commercializzazione del latte;  - la misura avrebbe un carattere eccezionale e non sarebbe prorogata;  - il costo previsto sarebbe passato da 100 a 60 milioni di FF.  Le autorità francesi contestano infine che questo regime possa essere considerato come una misura supplementare rispetto al regime comunitario dei premi per il mantenimento delle mandrie di vacche nutrici; la concessione del premio comunitario è infatti subordinata alla sospensione delle consegne di latte durante il periodo dell'impegno. Il regime francese non infrangerebbe pertanto la disciplina dell'organizzazione comune dei mercati delle carni bovine.  IV  Per quanto concerne gli argomenti addotti dalle autorità francesi, va sottolineato quanto segue:  - le autorità non hanno comunicato alla Commissione un programma globale volto a favorire un processo di riconversione o di cessione definitiva della produzione di latte nelle aziende agricole caratterizzate da gravi squilibri;  - l'eccezionalità e l'improrogabilità del provvedimento non escludono che si tratti di un aiuto al funzionamento e non modificano la valutazione del provvedimento in relazione all'articolo 92 del trattato CEE; altrettanto dicasi per la diminuzione del preventivo;  - per eliminare le difficoltà nel settore del latte, le misure necessarie vanno adottate a livello comunitario per evitare segnatamente difficoltà ancora più grandi in seguito all'applicazione di misure nazionali unilaterali nel settore considerato o in altri settori agrari;  - ciò premesso, le giustificazioni addotte dalle autorità francesi non possono essere accolte.  V  1. Gli articoli da 92 a 94 del trattato CEE si applicano alla produzione e agli scambi dei prodotti considerati dal progetto di aiuto in questione, in forza dell'articolo 24 del regolamento (CEE) n. 805/68.  Tale progetto risulterebbe particolarmente vantaggioso per gli allevatori di vitelli francesi produttori di latte. Esso consentirebbe agli allevatori beneficiari di ridurre il costo dell'allevamento dei vitelli e potrebbe quindi alterare le condizioni di concorrenza fra questi allevatori e gli altri allevatori che non ne usufruiscono, siano essi insediati in Francia o in altri Stati membri.  La misura in parola incoraggerebbe la produzione di vitelli in Francia. La produzione francese di vitelli è eccedentaria (autoapprovvigionamento per il 1985: - 108,4 %); 38 000 t di carne di vitello sono state esportate negli altri Stati membri della Comunità, mentre sono state importate solo 7 000 t. L'importo di 60 milioni  di FF, che corrisponde al costo stimato del progetto, rappresenta all'incirca il 50 % del valore totale delle importazioni summenzionate. Su un mercato caratterizzato da eccedenze, questa misura potrebbe favorire le esportazioni e frenare le importazioni ovvero influire negativamente sugli scambi fra Stati membri.  Il progetto in questione integra quindi gli estremi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE; tale disposto prevede l'incompatibilità di massima con il mercato comune degli aiuti che rispondono ai criteri in esso enunciati.  2. Le deroghe all'incompatibilità prevista all'articolo 92, paragrafo 2 non sono manifestamente applicabili al progetto di aiuto considerato. Quelle previste al para-  grafo 3 del citato articolo indicano gli obiettivi perseguiti nell'interesse della Comunità e non solo nell'interesse di settori particolari dell'economia nazionale. Queste deroghe vanno quindi interpretate restrittivamente all'atto dell'esame dei programmi di aiuto a finalità regionale o settoriale o in tutti i casi di applicazione di normative di aiuto generali.  Dette deroghe possono essere concesse solo se la Commissione può stabilire che l'aiuto è necessario per il conseguimento di uno degli obiettivi contemplati in tali disposizioni. Accordare il beneficio di queste deroghe per aiuti che non offrono questa contropartita equivarrebbe a compromettere gli scambi fra Stati membri, a favorire distorsioni della concorrenza ingiustificate rispetto all'interesse comunitario ed a offrire al tempo stesso vantaggi indebiti a taluni Stati membri.  Nella specie, il progetto non consente di rilevare l'esistenza di una simile contropartita. Il governo francese infatti non è stato in grado di fornire - né la Commissione di ravvisare - una giustificazione che consentisse di affermare che il progetto d'aiuto in causa risponda alle condizioni per l'applicazione di una delle deroghe contemplate dall'articolo 92, paragrafo 3 del trattato.  Non si tratta di una misura destinata a promuovere la realizzazione di un importante progetto di interesse comune sul piano europeo, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), in quanto gli effetti che il provvedimento può avere sugli scambi sono contrari all'interesse comune.  Non si tratta neppure di una misura intesa ad eliminare gravi perturbazioni dell'economia dello Stato membro considerato ai sensi della citata disposizione.  Per quanto concerne le deroghe previste nell'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), in ordine agli aiuti nazionali destinati a favorire o ad agevolare lo sviluppo economico di determinate regioni, nonché quello di determinate attività contemplate alla lettera c) precitata, va rilevato che questo progetto - data la sua natura di aiuto - non può migliorare in modo durevole le condizioni del settore economico beneficiario in quanto, nel momento in cui cessasse di esistere, detto settore verrebbe a trovarsi nella stessa situazione strutturale esistente anteriormente all'intervento dello Stato. Pertanto il progetto va considerato come un aiuto al funzionamento, genere di aiuto cui la Commissione si è sempre opposta, in linea di massima, poiché la sua concessione non è legata a condizioni tali da rendere ad esso applicabile una delle deroghe previste nel paragrafo 3, lettere a) e c) dell'articolo 92.  3. Per quanto concerne i prodotti del settore delle carni bovine soggetti ad un'organizzazione comune di mercato, va osservato che esistono dei limiti al potere degli Stati membri di intervenire direttamente nel funzionamento di dette organizzazioni che recano un sistema di prezzi comuni e che sono ormai di esclusiva competenza della Comunità.  La concessione di un aiuto per unità di prodotto è in contrasto con il principio secondo cui gli Stati membri non hanno più il potere di decidere unilateralmente sui redditi degli agricoltori, nel quadro di un'organizzazione comune dei mercati, e ciò mediante la concessione di aiuti di questo genere. La natura illegittima di tale provvedimento è ulteriormente rafforzata dal fatto che lo stesso sarebbe complementare alla misura comunitaria prevista nel quadro dell'organizzazione comune dei mercati.  Esso andrebbe ad aggiungersi alla misura comunitaria attualmente in vigore e prevista dal regolamento (CEE) n. 1357/80.  Il progetto considerato potrebbe determinare un incremento delle consegne all'intervento di carni di vitello e, pertanto, un aumento delle spese a carico del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia. L'aiuto va quindi considerato come una misura contraria all'interesse comune.  Anche se fosse stato possibile ipotizzare una deroga ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato, resterebbe il fatto che il progetto di aiuto costituisce un'infrazione all'organizzazione comune dei mercati, e ciò escluderebbe comunque l'applicazione di una deroga.  4. Da ciò discende che il progetto di aiuto in questione è incompatibile con il mercato comune si sensi dell'articolo 92 del trattato CEE e che l'aiuto non può essere concesso.  5. Se i primi versamenti fossero già stati effettuati, la presente decisione non pregiudica la conseguenze che la Commissione dovrà trarre, se del caso, in relazione al finanziamento della politiva agraria comune da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG),  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  Il progetto di aiuto inteso a promuovere l'uso del latte per l'alimentazione dei vitelli è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE e non può pertanto essere attuato.  Articolo 2  Il governo francese comunica alla Commissione, entro due mesi a decorrere dalla notifica della presente, i provvedimenti che avrà adottato per conformarsi alla presente decisione.  Articolo 3  La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, il 21 dicembre 1988.  Per la Commissione  Frans ANDRIESSEN  Vicepresidente  (1) GU n. L 148 del 28. 6. 1968, pag. 24.  (2) GU n. L 61 del 4. 3. 1989, pag. 43.  (3) GU n. C 57 dell'1. 3. 1988, pag. 4.  (4) GU n. L 140 del 5. 6. 1980, pag. 1.  (5) GU n. L 63 del 7. 3. 1989, pag. 3.