CELEX: 51991PC0525
Language: it
Date: 1992-01-10
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO SULL' IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI

COMMI SSI ONE DELLE COMUN I TA EUROPEE
                                 C0M(91) 525 def. - SYN 376
                                 Bruxelles, 10 gennaio 1992
                       Proposta di
                 DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
           SULL'IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI
             (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                              - 1 -
                                 P R AZIONE
La direttiva del Consiglio 89/397/CEE del 14 giugno 1989 relativa al
controllo ufficiale del prodotti alimentari, che tratta I principi generali
di tale controllo, prevede la possibilità di adottare disposizioni più
specifiche, li presente progetto di direttiva sull'igiene del prodotti
alimentari completa la direttiva 89/397/CEE con norme generali, Intese a
migliorare il livello di igiene alimentare nella Comunità e II control Ilo
dell'osservanza di tali norme e contiene misure precauzionali che
l'Industria alimentare deve prendere per garantire prodotti sicuri e sani.
Alcuni campi critici, quali carne, pesce e pollame sono già coperti da
regolamenti comunitari più specifici ma l'attuale progetto riguarda una
direttiva quadro che funga da rete di sicurezza per tutti gli alimenti
dell'Intera catena, dalla produzione alla vendita, fino al consumatore
finale.
                               Arti coli 1 e 2
Questi articoli contengono definizioni sul campo di applicazione della
direttiva e su alcuni termini tecnici.
                                  Art I co lo 3
Questo articolo può essere considerato come l'articolo chiave della
direttiva. Oltre ad Imporre alle imprese alimentari di attenersi a
determinate norme igieniche, esso asserisce che tutte le fasi, dalla
produzione alla vendita di prodotti alimentari, devono essere effettuate in
modo Igienico e sottolinea l'Importanza di applicare la metodologia HACCP
(Hazard Analyses and Critical Control Points - Analisi di rischio e punti
critici di controllo) In tutta la attività alimentare.
                                  Art ico lo 4
Questo articolo offre la possibilità, appiicando una procedura standard, di
adottare per gli alimenti criteri microbiologici, quali l'assenza di
batteri patogeni a livelli nocivi per la salute umana.
 ---pagebreak---                               - 2 -
                                   Articolo 5
Accanto alle norme giuridiche di applicazione per tutte le Imprese
alimentari, controllate dalle autorità competenti, questi documenti di
corretta prassi Igienica, variabili a seconda dei settori, sono volontari e
sono controllati dalla stessa Industria alimentare. I documenti devono
essere sufficientemente specifici per garantire che ogni imprenditore che
rispetta I regolamenti del l'ai legato e I documenti di corretta prassi
 igienica, applicabili al suo settore, operi In modo Igienico, ai sensi
dell'articolo 3, paragrafo 1. Dato il suo carattere volontario, un
documento di corretta prassi igienica non è applicabile a norma di legge e
 l'Inosservanza di esso non Implica automaticamente che si sia seguita una
prassi non Igienica. Un documento di corretta prassi igienica, inoltre, non
può costituire un ostacolo agli scambi ai sensi dell'articolo 30 del
trattato CEE.
GII organismi europei di normalizzazione sono consigliati come le autorità
competenti ad adottare tali documenti. L'articolo rispecchia inoltre
l'ordine di preferenza di questi documenti.
                                   ArtIcoio 6
Le norme europee EN 29000 fanno riferimento alle serie ISO 9000 sulla
qualità e I sistemi di qualità e forniscono un modello per la garanzia di
qualità, In materia di progettazione e sviluppo, impianti di produzione,
controlli, Ispezione finale e gestione di prove e qualità. L'applicazione
delle norme EN 29000 può facilitare l'attuazione delle norme generali e dei
documenti di corretta prassi alimentare.
                                  Articolo 11
La data di scadenza di tale articolo tiene conto delle procedure
legislative che devono essere completate nel vari Stati! membri.
 ---pagebreak---                                - 3 -
                                 Proposta di
                          PI RETT IVA PEI CONSIGLIO
                     sull'Igiene dei prodotti alimentari
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, In
particolare l'articolo 100a,
vista la proposta della Commissione,
 in cooperazione con il Parlamento europeo,
visto II parere del Comitato economico e sociale,
considerando che la libera circolazione dei prodotti alimentari ò
essenziale per il completamento del mercato interno-, che II principio del
reciproco riconoscimento su cui essa è basata presuppone la fiducia nel
 livello di sicurezza per il consumo umano dei prodotti in libera
circolazione, particolarmente sotto II profilo Igienico, in tutte le fasi,
dalla produzione fino alla vendita al consumatore finale;
considerando che è essenziale tutelare la salute umana; che tale tutela è
già stata oggetto della Direttiva del Consiglio 89/397/CEE relativa al
controllo ufficiale del prodotti alImentarI<1) nonché di norme più
specifiche in questo settore; che un obiettivo Importante di tale controllo
è l'Igiene alimentare; che la direttiva mette l'accento su: ispezione,
prelievo ed analisi di campioni e dovrebbe essere completata da
disposizioni Intese a migliorare II livello di igiene alimentare e ad
aumentare la fiducia nella qualità igienica dei prodotti in libera
circolazione;
considerando che, per tutelare la salute umana, occorre armonizzare le
norme generali di igiene per I prodotti alimentari da rispettare nelle fasi
di produzione, trasformazione, fabbricazione, condizionamento, deposito,
trasporto, distribuzione, manipolazione e vendita al consumatore finale;
considerando che l'uso del metodo HACCP (Hazard Analyses and Critical
Control Points - Analisi di rischio e punti critici di controllo) è
riconosciuto per Individuare I punti critici di controllo e I relativi
requisiti di controllo e sorveglianza;
considerando che, per proteggere la salute umana, si dovrebbero adottare
criteri microbiologici per certi prodotti alimentari, conformemente a
principi generali, scientificamente accettati;
considerando che si dovrebbe raccomandare, nella Comunità, l'uso di
documenti di corretta prassi alimentare, basati su quelli del Codex
Alimentarlus;
(1) GU L 186 del 30.6.1989, pag. 23.
 ---pagebreak---                               - 4 -
considerando, tuttavia, che l'uso di tali documenti che non fanno parte
della legislazione dovrebbe essere volontario, in quanto un imprenditore è
responsabile dell'igiene nella sua Impresa alimentare;
considerando che, al fini dell'attuazione delle norme generali di Igiene
per I prodotti alimentari e del documenti di corretta prassi igienica, si
dovrebbe raccomandare l'applicazione di norme della serie EN 29000;
considerando che l'osservanza delle norme generali di igiene per I prodotti
alimentari dovrebbe essere controllata, conformemente alla direttiva del
Consiglio 89/397/CEE sul controllo ufficiale del prodotti alimentari, dalle
autorità competenti degli Stati membri, per non esporre il consumatore
finale ad eventuali rischi a causa di prodotti non adatti al consumo umano
o potenzialmente pericolosi per la salute umana-,
considerando che ò necessario garantire l'immissione sul mercato unicamente
di prodotti sicuri e che occorre conferire alle competenti autorità
opportune competenze onde proteggere la salute umana;
considerando che occorre anche tutelare I legittimi diritti delle imprese
alImentarI ;
considerando che la Commissione dovrebbe conoscere le autorità competenti
negli Stati membri, responsabili del controllo dell'igiene alimentare,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                 Articolo 1
1.   La presente direttiva stabilisce le norme generali di igiene per l
     prodotti alimentari e la verifica della conformità a tali norme.
2.   La direttiva si applica fatte salve le disposizioni adottate nel
     contesto di norme comunitarie più specifiche.
                                 ArtIcolo 2
Ai fini della presente direttiva si Intende per:
     "Igiene alimentare": tutte le misure necessarie per garantire la
     sicurezza, la validità e l'Integrità degli alimenti In tutte le fasi
     di produzione, trasformazione, fabbricazione, confezionamento,
     deposito, trasporto, distribuzione, manipolazione e vendita al
     consumatore finale;
     "Industria alimentare": ogni Impresa di produzione, trasformazione,
     fabbricazione, confezionamento, deposito, trasporto, distribuzione,
     manipolazione o vendita al consumatore finale;^*)
     "Imprenditore": il proprietario o l'esercente dell'Impresa alimentare
     o II suo rappresentante;
(*)  La definizione comprende istituzioni quali ospedali, pensionati per
     anziani, mense ecc., siano esse pubbliche o private.
 ---pagebreak---                                - 5
                                   Art I co lo 3
1.   La produzione, la trasformazione, la fabbricazione, il
     confezionamento, il deposito, Il trasporto, la distribuzione, la
     manipolazione o la vendita di prodotti alimentari devono essere
     effettuati in modo Igienico.
2.   Gli operatori del settore alimentare devono Individuare ogni processo
     di importanza critica per la sicurezza degli alimenti e garantire che
     siano Individuate, applicate, mantenute e aggiornate le opportune
     procedure di sicurezza (Hazard Analyses and Critical Control Points o
     HACCP).
3.   Le Imprese alimentari devono attenersi alle norme di igiene per I
     prodotti alimentari di cui all'Allegato alla presente direttiva.
                                   Art ico lo 4
I criteri microbiologici per prodotti alimentari possono essere adottati,
conformemente alla procedura di cui all'articolo 10 e previa consultazione
del comitato scientifico per l'alimentazione umana, istituito dalla
decisione 74/234/CEE^ 1 ), oppure secondo qualsiasi altra procedura prevista
In norme comunitarie più specifiche.
                                   Art ico lo 5
     Gli Stati membri raccomandano agli imprenditori dei vari settori
     dell'Industria alimentare di elaborare e applicare documenti di
     corretta prassi Igienica che completino II disposto dell'Allegato e
     siano basati sul principi generali di igiene alimentare del
     Recommended International Code of Practice^2) e/o sulle parti
     pertinenti del più specifici Commodity Standards, da esso derivati.
      In ordine di preferenza, I documenti di corretta prassi igienica
     devono avere la forma seguente:
     a) Norme europee adottate da un organismo europeo di normazione,
         menzionato nell'elenco 1 dell'allegato alla direttiva del Consiglio
         83/189/CEE che prevede una procedura d'Informazione nel settore
         delle norme e delle regolamentazioni tecniche^ 3 ).
     b) Norme nazionali adottate da un organismo nazionale di normazione,
         menzionato nell'elenco 2 dell'allegato alla direttiva 83/189/CEE.
     e) Codici professionali di corretta prassi Igienica.
(1)  GU L 136 dei 20.5.1974, pag. 1.
(2)  Codex Alimentarlus Volume A. Codice Internazionale di prassi
     raccomandato. Principi generali di igiene. Revisione 2 (1985).
     Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura
     Roma, 1988.
(3)  GU L 109 del 26.4.1983, pag. 75.
 ---pagebreak---                                - 6 -
3.    Gli Stati membri notificano alla Commissione I codici professionali di
      corretta prassi Igienica di cui al paragrafo 2, lettera e ) , adottati
      sotto la loro giurisdizione e allegano a tali codici le loro
      osservazioni.
4.    Gli Stati membri e la Commissione valutano 1 documenti di buona
      pratica igienica per determinare in quale misura si può presumere che
      essi siano conformi alle esigenze dell'art. 3. In caso di
      controversia, sarà presa una decisione conformemente alla procedura di
      cui al l'art.10.
5.    Il presente articolo si applica senza pregiudizio della direttiva
      83/189/CEE.
                                   Articolo 6
1.    Gli Stati membri raccomandano agil imprenditori dell'industria
      alimentare di applicare le norme europee della serie EN 29000 onde
      attuare le norme generali di Igiene per I prodotti alimentari e I
      documenti di corretta prassi alimentare.
                                   Articolo 7
Le autorità competenti effettuano controlli, conformemente alla direttiva
89/397/CEE, per garantire che le disposizioni dell'articolo 3, paragrafi 1
e 3, siano rispettate dall'Industria alimentare. A quest'effetto si terrà
il debito conto del documenti di buona pratica Igienica di cui al l'art.5.,
laddove essi esistano.
                                   Articolo 8
1.    Se nel corso del controlli di cui all'articolo 7, le autorità
      competenti constatano che l'inosservanza di tali disposizioni può
      provocare dei rischi per la sanità del prodotti o per la salute umana,
      esse adottano le misure opportune che possono comportare il ritiro e/o
       la distruzione degli alimenti o la chiusura dell'impresa per un
      determinato periodo.
2.    L'impresa  interessata ha diritto ad adire le pertinenti autorità
       legai I.
                                   Ar 11 co Io 9
GII Stati membri designano le autorità competenti e le notificano alla
CommI ss Ione.
                                  Articolo 10
La Commissione ò assistita dal comitato permanente per i prodotti
alimentari Istituito con decisione del Consiglio 69/414/CEE( 1 ).
il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle
misure da adottare. Il comitato, entro un termine che il presidente può
fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, formula il suo
parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione.
(1)   GU L 291 del 19.11.1969, pag. 9.
 ---pagebreak--- Il parere è Iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il
diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
La Commissione tiene In massima considerazione II parere formulato dal
comitato. Essa lo Informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere
                                  Articolo 11
GII Stati membri mettono In vigore le disposizioni legislative,
regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva
entro        Essi ne informano Immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un
riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto
riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del
riferimento sono decise dagli Stati membri.
                                  Articolo 12
GII Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
                                   ALLEGATO 1
                               REQUISITI EDILIZI
      Lo schema dell'edificio, la progettazione e la costruzione degli
      stabili e degli impianti devono:
      a) consentire un'adeguata pulizia e/o dis Infezione;
      b) evitare l'accumulo di sporcizia e II contatto con materiali
         tossici, la penetrazione di particelle nei prodotti alimentari e,
         per quanto fattibile, la formazione di condensa o muffa sulle
         superflei ;
      e) consentire una corretta prassi Igienica evitando anche la
         contaminazione Incrociata tra le operazioni mediante
         apparecchiatura, ricambio d'aria o interventi del personale ed
         escludendo agenti esterni di contaminazione quali parassiti,
          InsettI o animai I ;
      d) fornire adeguate condizioni di temperatura per la lavorazione e
          l'Immagazzinamento Igienici dei prodotti.
      Tutti I locali alimentari devono disporre di un sufficiente numero di
      lavabi e gabinetti, collegati ad un buon sistema di scarico. I
      gabinetti non devono dare direttamente sulle aree di trattamento degli
      alImentI.
 ---pagebreak---                             - 8 -
3. I lavabi devono disporre di acqua corrente fredda e calda, materiale
   per lavarsi le mani e un sistema Igienico di asciugatura.
4. In tutti I locali di trattamento degli alimenti si deve assicurare una
   corretta aerazione, evitando II flusso meccanico di aria da una zona
   contaminata verso una zona pulita. I sistemi di aerazione devono
   essere tali da permettere un accesso agevole al filtri e alle altre
   parti che devono essere puliti o sostituiti.
5. Tutti gli impianti sanitari nel locali dove si lavorano gli alimenti
   devono disporre di un buon sistema di aerazione, naturale o meccanico.
6. In tutti I locali di trattamento degli alimenti deve esserci una buona
   illuminazione, naturale o artificiale.
                                    Il
                         REQUISITI PER I LOCALI
1. Nel locali dove I prodotti alimentari sono preparati, lavorati o
   trasformati (esclusi i locali adibiti a mensa):
   a) I pavimenti devono essere mantenuti puliti e devono essere In
      materiale resistente, non assorbente, lavabile e non tossico; essi
      devono essere mantenuti in buone condizioni, essere facili da
      pulire e da disinfettare.
   b) Le pareti devono essere fatte di materiale resistente, non
      assorbente, lavabile e non tossico-, la superficie deve essere
       liscia e priva di crepe fino ad un'altezza opportuna per le
      operazioni ;
   e) I soffitti devono essere progettati, costruiti e rifiniti In modo
      da evitare l'accumulo di sporcizia e ridurre la condensa, la
      formazione di muffe e lo spargimento di particelle.
   d) Le finestre e le altre aperture devono essere costruite In modo da
      evitare l'accumulo di sporcizia e le aperture verso l'esterno
      devono essere munite di reti antinsetti facilmente amovibili per la
      pu IIzI a.
   e) Le porte devono avere superfici  lisce e non assorbenti.
   f) I plani di lavoro devono essere lisci, privi di fessure e
      giunzioni, lavabili e in materiale non tossico.
2. Se necessario, si devono prevedere opportune disposizioni per la
   pulizia e la dis infezione degli strumenti di lavoro e degli Impianti,
   I quali devono essere In materiale resistente alla corrosione, facili
   da pulire e avere una adeguata erogazione di acqua calda e fredda.
 ---pagebreak--- 3.    Ove opportuno, si devono prevedere adeguate disposizioni per le
      necessarie operazioni di lavaggio degli alimenti. Ogni acquaio o
      impianto analogo deve disporre di un'adeguata erogazione di acqua
      calda e fredda onde poter essere mantenuti puliti.
                                       Ili
                        REQUISITI PER L'APPARECCHIATURA
Senza pregiudizio della direttiva del Consiglio 89/392/CEE sul
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle
macchined), tutto il materiale, l'apparecchiatura, gli Impianti e gli
accessori che vengono a contatto degli alimenti o che possono essere causa
di contaminazione nel corso della lavorazione devono essere mantenuti
pu I i 11 e
a)    essere progettati e costruiti in materiale tale che, se mantenuti in
      buono stato e sottoposti a regolare manutenzione non presentino, per
      quanto è ragionevolmente possibile prevedere, rischi di
      contaminazione degli alimenti-,
b)    ad eccezione del contenitori e degli imballaggi a perdere, devono
      essere progettati e costruiti in materiale tale che, se mantenuti In
      buono stato e sottoposti a regolare manutenzione restino sempre
      assolutamente puliti;
e)    essere Installati In modo da consentire un'adeguata pulizia dell'area
      circostante.
                                        IV
                               RESIDUI ALIMENTARI
1.     I residui alimentari e altri scarti non devono essere depositati o
      ammucchiati nell'area di trattamento degli alimenti tranne se ciò sia
       Inevitabile al fini di un corretto procedimento di lavorazione.
2.    Si devono prevedere opportune disposizioni per la rimozione e II
      deposito dei residui alimentari e di altri scarti. I magazzini di
      deposito del rifiuti devono essere progettati e costruiti in modo da
      poter essere mantenuti facilmente puliti e da Impedire l'accesso di
      agenti nocivi che potrebbero contaminare I prodotti alimentari,
       l'acqua potabile, gli impianti o I locali.
                              RIFORNIMENTO IDRICO
       Il rifornimento Idrico deve essere adeguato, come specificato nella
      direttiva 80/778/CEE concernente la qualità delle acque destinate al
      consumo umano(2).
 (1) GU L 183 del 29.06.1989, p.9.
 (2) GU L 229 del 30.08.1980, p.11.
 ---pagebreak---                             - 10 -
2. Il ghiaccio direttamente a contatto con gli alimenti, deve essere
   prodotto con acqua conforme alle specifiche di cui alla direttiva
   80/778/CEE. Deve essere fabbricato, maneggiato e conservato In modo da
   evitare ogni possibile contaminazione.
3. Il vapore direttamente a contatto con I prodotti alimentari non deve
   contenere alcuna sostanza che presenti un rischio per la salute o
   possa contaminare II prodotto.
4. L'acqua non potabile adoperata per la produzione di vapore, la
   refrigerazione, I sistemi antincendio e altri scopi analoghi non
   concernenti gli alimenti deve passare In condotte separate, facilmente
   Individuabili e prive di alcun raccordo o possibilità di riflusso
   rispetto al sistema di acqua potabile.
                                     VI
                             IGIENE PERSONALE
1. Ogni persona che maneggia prodotti alimentari deve mantenere, durante
   il servizio, uno standard elevato di pulizia personale.
2. Nessuna persona riconosciuta o sospetta di essere affetta da malattia
   o portatrice di malattia trasmlsslbile attraverso gli alimenti o che
   presenti ferite Infette, Infezioni della pelle, piaghe o soffra di
   diarrea può essere autorizzata a lavorare in qualsiasi area di
   trattamento degli alimenti, a qualsiasi titolo qualora esista una
   probabilità, diretta o Indiretta di contaminazione degli alimenti con
   m IcroorganIsmI patogenI.
                                    VII
                           IGIENE DI PRODUZIONE
1. Un'Impresa alimentare non deve accettare materie prime o Ingredienti
   se risultano contaminati da parassiti, microorganismi patogeni o
   tossici, decomposti o sostanze estranee che, anche dopo le normali
   operazioni di cernita e/o le procedure preliminari o di trattamento
   seguite, non siano adatti al consumo umano.
2. Le materie prime e gli Ingredienti Immagazzinati nello stabilimento
   devono essere opportunamente conservati in modo da evitare un
   deterioramento nocivo e la contaminazione.
3. Tutti gli alimenti devono essere mani poi at I, immagazzinati, Imballati
   e trasportati in modo da essere protetti da qualsiasi forma di
   contaminazione atta a renderli inadatti al consumo umano, nocivi per
   la salute o contaminati In modo tale da non poter essere
   ragionevolmente consumati in tali condizioni.
   In particolare, gli alimenti non devono essere collocati In modo da
   comportare qualsiasi rischio di contaminazione incrociata.
 ---pagebreak---                              - 11 -
4.   Malgrado la necessità di requisiti più severi in determinate
     circostanze, nell'interesse della sicurezza degli alimenti, le materie
     prime, gli ingredienti, I prodotti intermedi e quelli finiti,
     eventualmente passibili di moltiplicazione di microorganismi patogeni
     e tossici, devono essere conservati a temperature che Impediscano la
     crescita di tali microorganismi a livelli nocivi per la salute, tranne
     se altrimenti richiesto, per motivi di praticità e durante periodi
     limitati, compatibili con la sicurezza degli alimenti, durante la
     preparazione, Il trasporto, l'immagazzinamento, la collocazione e II
     servizio degli alimenti.
5.   GII alimenti da conservare o servire a bassa temperatura, devono
     essere raffreddati il più rapidamente possibile, al termine
     dell'ultimo trattamento termico o dell'ultima fase di preparazione se
     non ò applicato un trattamento termico ad una temperatura che
     garantisca la sicurezza dei prodotti.
6.   Le sostanze non commestibili devono essere adeguatamente etichettate e
     immagazzinate In contenitori separati e sicuri.
                                    Vili
                                 FORMAZIONE
Gli operatori alimentari devono assicurare che gli addetti abbiano ricevuto
un addestramento o una formazione e siano controllati in relazione al tipo
di attività.
 ---pagebreak---                                  12 -
                       Scheda di valutazione di   impatto
                    Impatto della proposta sulle Imprese e,
                             In partlco lare le PMI
Titolo della proposta:
Progetto di proposta di direttiva del Consiglio sull'Igiene del prodotti
alImentarI.
Numero di riferimento del documento:
1.   Il controllo dei prodotti alimentari è già oggetto di una
     armonizzazione comunitaria (Dir. 89/397/CEE e altre).
     Il presente progetto stabilisce le regole generali dell'Igiene del
     prodotti alimentari e II controllo dell'osservanza di esse. La
     situazione non uniforme negli Stati membri in materia di Igiene
     alimentare (mancanza di regole o regole diverse) costituisce un
     ostacolo alla libera circolazione del prodotti e giustifica pertanto
     l'adozione di regole comuni.
Impatto sulle Imprese
2.   Chi risentirà della proposta?
     - settori Imprenditoriali
     - dimensioni delle Imprese (percentuale di piccole e medie Imprese)
     - eventuale esistenza di aree geografiche di Insediamento di queste
       Imprese nella Comunità
     La normativa sull'igiene alImentare rIguarda II complesso delle
     Imprese agroalimentari, sia le multinazionali che le PMI nonché I
     produttori, le Imprese di trasporto e di commercio. Queste imprese
     sono ripartite in tutte le regioni della Comunità.
3.   Quali misure dovranno prendere le imprese per conformarsi alla
     proposta?
     Le imprese dovranno Individuare I punti critici concernenti l'Igiene e
     Introdurre e rispettare procedure che garantiscano una corretta prassi
     di Igiene.
 ---pagebreak---                               - 13
     Quali effetti economici potrà avere la proposta?
     - sull'occupazione
     - sugli Investimenti e sulla creazione di Imprese
     - sulla competitività delle Imprese
     L'adozione di queste nuove regole dovrebbe consentire di migliorare la
     qualità del prodotti negli scambi intracomunltarI e di quelli
     esportati fuori Comunità, con un conseguente effetto positivo per la
     loro competitività Internazionale.
5.   La proposta contiene delle misure che tengono conto della situazione
     specifica delie piccole e medie imprese (esigenze minori o diverse
     ecc.)?
     No, le misure proposte si applicano sia alle grandi imprese che alle
     PMI.
Consultazione
6.   Elenco delle organizzazioni che sono state consultate sulla proposta e
     punti salienti della loro posizione.
      il Comitato consultivo sui prodotti alimentari che raggruppa II
     commercio, l'Industria, l'agricoltura, I consumatori e I sindacati è
     stato consultato sul progetto. Il Comitato è In generale favorevole al
     progetto, a parte alcune riserve espresse dall'agricoltura e dal
     commercio. Quest'ultimo settore temeva l'Introduzione di nuovi codici
     di corretta prassi igienica, propri dei vari Stati membri e II
     progetto è stato modificato in conseguenza.
 ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                              COM(91) 525 def.
                                                          DOCUMENTI
rr                                                                             10
                                          N. di catalogo : CB-CO-91-574-IT-C
                                                             ISBN 92-77-78577-2
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo