CELEX: 51989PC0282
Language: it
Date: 1989-09-15
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLA RESPONSABILITA CIVILE PER I DANNI CAUSATI DAI RIFIUTI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                              C0MC89) 282 def. - SYN 217
                              Bruxelles, 15 settembre 1989
                     Proposta di
               DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
      relativa alla responsabilità civile per i
              danni causati dai rifiuti
           (presentata dalla Commissione)
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1. Aspetti general I
   La   direttiva  del   Consiglio   del   6  dicembre  1984   relativa   alla
   sorveglianza   e   al   controllo    nella  Comunità   del   trasferimenti
   transfrontal Ieri   di   rifiuti   pericolosi   (84/631/CEE) <1>    prevede
   all'articolo 11, paragrafo 3:
   "Il Consiglio, deliberando secondo la procedura di cui all'articolo
   100 del trattato determina, entro il 30 settembre 1988, le condizioni
   di applicazione della responsabilità civile del produttore In caso di
   danni ovvero della responsabilità di chiunque altro possa essere
   tenuto a rispondere di detti danni e determina altresì un regime di
   assicurazione".
   A seguito dell'Inquinamento causato dall'incidente della          fabbrica
   Sandoz, il Consiglio, con la risoluzione del 24 novembre 1986, ha
    Invitato  la Commissione    a esaminare    I problemi   posti  dal   danni
   causati all'ambiente e a riesaminare le misure comunitarie attuali
   per la prevenzione e la riparazione di tali danni.
   In proposito    la Commissione    sta preparando una comunicazione al
   Consiglio e al Parlamento In cui sono esaminati I problemi connessi
   all'Instaurazione di un regime di responsabilità civile In caso di
   danni all'ambiente.
(1) GU n. L 326 del 13.12.1984, pag. 31.
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2. Obiettivi della direttiva
   La direttiva ha per oggetto l'applicazione del principio secondo cui
    "chi    Inquina paga", In condizioni che contribuirebbero allo svi lupo
   del completamento del mercato interno.
   L'Instaurazione di un regime uniforme di               responsabilità nella CE
   mira, da un       lato, a far si che la vittima dei danni causati dai
   rifiuti percepisca una giusta indennità e, dall'altro, a far si che,
   nel settore del rifiuti, l costi per le Industrie causati dal danni
   all'ambiente si ripercuotano nel prezzo del prodotto o del servizio
   che è all'origine di tali rifiuti.
    Il   fatto   che esistano      disparità    tra  le normative     nazionali   con
   riguardo alla designazione della persona responsabile                (produttore,
   detentore)     ed    il   fatto   che    i concetti   di   «tanno e   di  lesioni
   all'ambiente        non     sono     armonizzati      con     riferimento    alla
   responsabilità,        al   nesso     di   causalità,     alle   limitazioni    di
   responsabilità       ecc.    non    potrebbero    che   creare    condizioni    di
   concorrenza ineguali a livello degli Stati membri e dar quindi luogo
   a flussi artificiali d'Investimento e di rifiuti verso I paesi In cui
   le condizioni sono meno rigorose per gli operatori economici e più
   pregiudizievoli per        la vittima, Il che è contrarlo alla filosofia
   de I r At to un i co, che presuppone un 11ve » io dI protezione: elevato.
   La direttiva ha anche un obiettivo preventivo. La certezza infatti
   che l'Inquinatore dovrà pagare lo stimolerà a promuovere azioni atte
   a minimizzare I rischi non appena possiblle.
3. Campo d'applicazione
   La direttiva riguarda tutti I tipi di rifiuti generati da un'attività
   profess fona le ad eccezione dei          residui  nucleari o del      rifiuti   e
   de 11'Inqu i namènto causât I dag 11 IdrocarburI quando tale InquInamento
   ricade nel campo di applicazione delle convenzioni di in vigore negli
   Stat I membrI.
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    I residui   nucleari    non    rientrano     nel   campo   d'applicazione     della
   direttiva in quanto sono oggetto di convenzioni              internazionali quali
    la convenzione sulla responsabilità civile nel settore dell'energia
   nucleare (Parigi, 29.7.1960) e la convenzione complementare a detta
   convenzione (Bruxelles, 31.1.1963) nonché protocolli relativi a tali
   convenzioni.
   Lo stato attuale dell'applicazione di dette convenzioni è conforme
   agli obiettivi che si Intendono perseguire per gli altri rifiuti con
    la presente direttiva.
   L'azione   comunitaria     in materia       di   gestione   del   rifiuti    mira   a
   minimizzare la produzione e a controllare gli effetti dei rifiuti nel
   corso dell'intero ciclo, dalla produzione alla loro eliminazione. E'
   questa una priorità della politica comunitaria per l'ambiente nella
   misura    In    cui   tale     politica      permetterà     di    determinare      la
   responsabilità civile applicabile durante II ciclo di produzione e il
   periodo di vita e di eliminazione del rifiuti.
4. La responsabilità senza colpa
   Per   l'automaticità della       responsabilità che esso          Implica,    questo
   principio    assicura    di    per    sé    l'Indennizzo     delle    vittime,     la
   ricomposizione dell'ambiente,          la responsabilizzazione degli          attori
   economici   e quindi     l'attuazione      degli    obiettivi    perseguiti    dalla
   presente direttiva.
   La responsabilità senza colpa           in materia di rischi ambientali           sta
   acquistando dovunque terreno. Ricordiamo che In un settore vicino e
   comparabile,     quello    del    prodotti      difettosi,     la   direttiva    del
                                                                  1
   Consiglio    del    25    luglio     1985      (85/374/CEE) < )      segue    questo
   principio,    principio    che   si    ritrova     anche   In un    numero    sempre
   maggiore     di     convenzioni       internazionali        (energia      nefcleare,
   Inquinamento marittimo causato dagli              Idrocarburi).    Il prggetto di
   convenzione relativo ai danni causati durante 11 trasporto di merci
   pericolose per strada, per ferrovia e per via navigabile                    Interna,
   elaborato da UNIDROIT e attualmente oggetto di negoziato nell'ambito
   della Commissione      economica    per    l'Europa    delle Nazioni     Unite, si
   fonda anch'esso sullo stesso principio.
(1) GU n. L 210 del 7.8.1985, pag. 29.
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Analogamente, nel comunicato finale della 8a conferenza del ministri
sulla protezione del Reno dall'Inquinamento, tenuta a Strasburgo il
1° ottobre    1987 alla  quale ha partecipato   la Commissione  delle
Comunità europee si chiede, In materia di responsabilità civile per
danni   causati   da  sostanze  pericolose,  un'armonizzazione  della
legislazione fondata sul principio della responsabilità senza colpa.
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   Anche a livello di legislazioni nazionali comincia a svilupparsi              la
   stessa tendenza. Le legislazioni tedesca e belga hanno già introdotto
    il  principio    della   responsabilità     senza   colpa.   In   Francia   il
   principio è chiaramente fissato dalla giurisprudenza. Nel Paesi Bassi
    la giurisprudenza vi si avvicina ed è in corso di elaborazione una
   proposta di     legge volta ad     introdurre questo principio nel        nuovo
   codice civile, in Spagna II principio ò introdotto nel settore della
   gestione dei rifiuti.
5. il principio di responsabilità
   Secondo    II principio    di responsabilità posto       dalla   direttiva   la
   responsabilità riposa sul produttore del rifiuti che sono all'origine
   di un danno o di lesioni all'ambiente.
    Il principio "chi     Inquina paga" suppone che il costo dei rifiuti,
   considerati    come   problemi    sociali,   si   rifletta   sul   prezzo   dei
   prodotti o del servizi al quali è imputata la produzione di rifiuti.
   Ciò porta ad allontanarsi dal principio, talora difeso, secondo cui
    la responsabilità del danni riposa sul trasportatore. Questo punto di
   vista è In effetti comprensibile nel settore del trasporto di merci
   pericolose ma non potrebbe essere accettato nel caso del               rifiuti,
   essendo questo caso di natura diversa.
    Il  valore   spesso   Incerto   del   rifiuti   spinge   II  produttore    del
   medesimi   a sbarazzarsene. Da un capo all'altro della catena degli
   operatori    economici     che   possono    partecipare    ad    un'operazione
   commerciale    relativa   al rifiuti, esiste      la tentazione    di   gestire
    illegalmente   1 rifiuti    piuttosto che affidarli      ad un ellmlnatore
   idoneo a tale compito.
   Del   resto è    II produttore    del   rifiuti  che dispone     della   chiave
   principale nel presentare misure intese a prevenire rischi per l'uomo
   e l'ambiente: è proprio II produttore che conosce, più di ogni altro,
   la natura, la composizione e le caratteristiche del rifiuti.
   Questa è la ragione per cui II produttore del rifiuti deve conservare
   egli    stesso    la  responsabilità      fintantoché    l'eliminazione     sia
   assicurata In condizioni regolamentari.
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   Niente     si     oppone    inoltre    acche     II   produttore     stabilisca
   contrattualmente che il trasportatore o qualsiasi altro operatore è
    responsabile     nei  suoi   confronti    nel  caso   (n   cui   II   danno  da
    indennizzare o le lesioni da riparare siano stati provocati per colpa
   di quest'ultimo.
    li detentore dovrà essere sempre considerato come responsabile quando
   non sia in grado di designare il produttore.
6. I danni e le altre lesioni contemplati dalla direttiva
    il regime di responsabilità Instaurato copre:
   -    i danni alle persone (lesioni fisiche, decesso);
   -    i danni ai beni (degrado, distruzione);
   -    I danni e le lesioni all'ambiente. E' necessario isolare questi
       danni    in  una   categoria   nuova    rispetto   alle   altre    categorie
       precedent i.
   Le lesioni all'ambiente Interessano Infatti la collettività e non un
    Individuo; esse sono talora difficilmente quantificabili e non si può
   escludere che       il ripristino dell'ambiente nello stato          in cui si
   trovava prima del danno non si traduca            in un costo sproporzionato
   rispetto    al   risultato   voluto.   E' questa     la ragione    per   cui  la
   proposta    di   direttiva,    all'articolo    4,   limita   li  principio    di
   reaponsabllita.
   In primo      luogo, sono presi      in considerazione solo      I pregiudizi
   ambientali rilevanti e persistenti: questa precisazione potrà essere
   di ausilio al giudice nazionale, Il quale non terrà quindi conto dei
   danni trascurabili e temporanei.
   In secondo luogo, occorre che I pregiudizi siano da ricondursi ad
   alterazioni delle condizioni        Idriche, atmosferiche e del suolo con
   pregiudizi anche per le risorse floro-faunistiche proprio per effetto
   delle alterazioni      anzidette.    Infine, non è previsto      II pagamento
  d'Indennità In guisa di sanzioni ("punitive damages"), bensì la sola
   riparazione od il solo rimborso di spese fatte in misura ragionevole.
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7. Le persone abilitate a Intentare l'azione
    Il diritto di agire contro l'autore del danno appartiene            in primo
    luogo alla vittima o, eventualmente, ai suoi eredi.
   Lo stesso diritto è conferito al poteri pubblici, In quanto riguarda
    le   lesioni  all'ambiente,     in quanto queste    ultime   Interessano  la
   collettività. Tale diritto può essere anche riconosciuto a gruppi
   d'Interesse o associazioni riconosciute II cui obiettivo statutario
   sia    la   protezione     dell'ambiente   o  della  salute   pubblica.   Con
   riferimento a tali gruppi la direttiva Instaura un sistema che tiene
   conto del diritto applicabile negli Stati membri che riconoscono la
   possibilità a tali associazioni di agire direttamente (Paesi Bassi,
   Lussemburgo), o che, come la Francia e l'Italia, permettono a tali
   associazioni, quando esse soddisfino alle condizioni           richieste, di
   avviare un'azione civile in occasione di una procedura penale o che
   restano molto esitanti nel confronti di tali Iniziative.
   La direttiva non mira ad un effetto di armonizzazione su questo
   piano. La Comunità ha scelto Infatti una soluzione            intermedia che
   consiste nel non contrariare gli sviluppi In corso e nel non turbare
   gli sviluppi potenziali. Lo stesso ragionamento ò stato impiegato per
   il diritto di agire delle collettività pubbliche.
8. Limitazioni di responsabilità
   a) Limitazioni nel tempo
       La proposta prevede una prescrizione di tre anni a Iniziare dalla
       data   In   cui    II  querelante  ha   avuto  o  avrebbe  dovuto   avere
       conoscenza     del    danno  o   delle   lesioni  all'ambiente,    nonché
       dell'Identità del produttore cosi come ciò é stato previsto nella
       direttiva 85/374/CEE. Sarà pertanto necessaria una certa vigilanza
       da parte del querelante.
       Inoltre, il diritto alla riparazione é prescritto dopo un periodo
       di 30 anni a contare dal fatto generatore del danno. Appare giusto
       limitare nel tempo la possibilità di agire. Tenuto conto inoltre
       degli effetti molto lenti che può avere l'Inquinamento nel suoli,
       Il limite di 30 anni sembra essere un buon compromesso.
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b) Limitazioni finanziarle
   Dal punto di vista delle vittime o dell'ambiente una limitazione
   finanziarla delle responsabilità civili non si giustifica salvo
   nell'Ipotesi prevista all'articolo 4; Inoltre una tale limitazione
   sarebbe contrarla    al principi   del   "chi   inquina paga" e della
   prevenzione   stabiliti    all'articolo    130 R,    paragrafo    2   del
   trattato. La Commissione non presenta dunque proposte In questo
   settore.
e) Limitazioni del contenuto della responsabilità
   1) Forza maggiore. Una simile causa può esonerare II produttore
      purché egli la dimostri.
   2) Concorso di colpa. Nel caso In cui il danno è stato causato
      congiuntamente dal   rifiuti e <ta una colpa della vittima          ie
      circostanze   determineranno    se,  ed    eventual mente-  In   quale
      misura, é opportuno ridurre ovvero sopprimere completamente la
      responsabilità del produttore del rifiuti. Una slmile soluzione
      corrisponde   a  quella   dell'articolo     8,  paragrafo    2   della
      direttiva 85/374/CEE.
   3) Il danno o le lesioni all'ambiente sono stati causati In tutto
      o in parte dall'Intervento di un terzo. La direttiva 85/374/CEE
      prevede che la responsabilità dei produttore di un prodotto
      difettoso non é ridotta quando       II danno o     le lesioni    sono
      causati   congiuntamente     da   un   difetto    del    prodotto    e
      dall'intervento di un terzo (art. 8, primo trattino).
      Questa soluzione si giustifica per II fatto che II produttore
      ha sempre la posslblI ita di esercitare un ricorso- In garanzia
      contro il terzo. Un ragionamento slmile dovrebbe appi(carsi al
      regime di responsabilità per I danni o le lesioni causati dai
      rifiuti.   Si   propone   pertanto    di    seguire    la   filosofia
      dell'articolo 8 della direttiva 85/374/CEE.
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9.  Assicurazioni
    Nonostante    la direttiva 84/631/CEE preveda         l'instaurazione di un
    regime di assicurazioni che copre i danni causati dal rifiuti, la
    Commissione    ritiene   che    in questa     materia   si   debba   agire   con
    prudenza.
    Da un   lato, in un momento        in cui   il mercato delle assicurazioni
    ambiente   é   in pieno sviluppo,       le compagnie    di   assicurazione si
    pronunciano attualmente contro un'assicurazione obbligatoria anche
    se   limitata.   Un   tetto   minimo    (che   sul  plano    politico   non   si
    giustificherebbe al di sotto del 70 Mio di ECU prescritti                  dalla
    direttiva 85/374/CEE) rlsch1erebbe di falsare II mercato. Dall'altro
    taluni responsabili preferiscono altri mezzi aventi uguale efficacia
    tra cui, una cauzione, la cambiale, ecc. cosi come é previsto, per
    esempio, dalla legislazione degli Stati Uniti In materia.
    Pare pertanto preferibile non legiferare per il momento In materia.
10. Danni e lesioni ambientali non recuperabili
    Per disciplinare il caso In cui          il responsabile non possa essere
    identificato oppure non sia In grado di Indennizzare la vittima o di
    riparare le lesioni arrecate all'ambiente, si propone una politica
    comunitaria. Le scelte da fare per quanto riguarda l'Imputazione del
    costi (ai produttori del rifiuti? alla vittima? alla collettività?),
    le norme di pagamento e la gestione dei fondi, se effettuati                  in
    maniera differente negli Stati membri, rischiano infatti di avere
    per effetto distorsioni di concorrenza non giustificate. Dal punto
    di   vista   dell'ambiente      le   scelte    da  fare    dovrebbero    essere
    chiaramente    basate   sui   principi    fissati   dall'articolo 130 R      del
    trattato. Dal punto di vista della vittima non sarebbe giusto che
    casi simili (o lo stesso caso se si tratta di un inquinamento con
    effetto in diversi Stati membri) vengano trattati diversamente.
    Sebbene   taluni   Stati   membri    si occupino già del       danni   e delle
    lesioni   ambientali    non   recuperabili     la Commissione     avrà   ancora
    bisogno di un certo tempo prima di poter fare proposte in questo
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     settore; non soltanto a causa dell'estrema complessità della materia
     da disciplinare ma anche perché non appare logica limitare ti campa
     di applicazione di uno strumento comunitario al soli danni e lesioni
     causâtI da I rifiuti.
     E' per queste ragioni che si propone, per il momento, di continuare
     a studiare    la questione e di dare mandato alla commissione di
     elaborare norme In materia.
11. Base giuridica
    L'articolo 11, paragrafo 3 della direttiva 84/631/CEE prevede che si
    utilizzi    l'articolo 100 come base giuridica per            la direttiva -
     responsabilità civile rifiuti.
    La disparità attuale delle disposizioni           nazionali     relative alla
     responsabilità   civile del     produttore per     I danni     e   le  lesioni
    ambientali    causati   dai   rifiuti  potrebbe falsare      la concorrenza,
    ostacolare la IIbera e Irò I azione del le merci nell'ambito del mercato*
     Interno e comportare differenze nei         livello di protezione della
    salute, del     beni  e dell'ambiente. Questa disparità ha pertanto
    un'Incidenza    diretta   sull'Instaurazione e      sui   funzionamento del
    mercato Interno.
    L'articolo 11, paragrafo 3 della direttiva 84/631/CEE prevede che si
    utilizzi   l'articolo 100 come base giuridica per il ravvicinamento
    del le disposizioni In materia di responsabilità civi le per I danni
    causati dal rifiuti.
    Dopo    l'entrata    In   vigore    dell'Atto   unico,     l'articolo     100 A
    costituisce    al  posto dell'articolo 100       la base appropriata        per
     l'armonizzazione delle disposizioni       nazionali    aventi    un'Incidenza
    sul mercato Interno. SI propone pertanto di scegliere come base
    giuridica l'articolo 100 A.
12. Articoli
    Articolo 1
    Questo articolo, fissa       II campo di applicazione della direttiva
    (cfr. anche II punto 3 ) .
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Viene proposto di escludere dal campo di applicazione della direttiva la
responsabilità     civile   disciplinata   dalle   convenzioni  internazionali
vigenti   e   applicabili    in materia, purché    esse   siano effettivamente
applicate da parte degli Stati membri, nonché la responsabilità civile
per I residui nucleari diversi da quelli contemplati dalla legislazione
comunitaria In materia di rifiuti.
Articolo 2
La definizione di       "produttore" è quella della direttiva      84/631/CEE;
quella di "rifiuto" rinvia alla direttiva 75/442/CEE. Va fatto presente
che la Commissione ha elaborato e trasmesso al Consiglio una modi if Ica
di queste direttive che prevede tra l'altro una nuova definizione della
nozione di "rifiuto".
Sono anche considerati come produttori di rifiuti:
-   I'Importatore nel la Comunità dei rifiuti che provengono da paesi non
   comunitari ;
-   il detentore, sia nel caso del transito dei rifiuti sul territorio
   della    Comunità   che nel   caso   in cui   II vero produttore   non  sia
   conosciuto;
-   l'elIm Inatore se i rifiuti gli sono stati consegnati legalmente.
La definizione di "danno" e di "lesioni all'ambiente" sono Illustrate al
punto 6.
Articolo 3
Questo articolo definisce I principi della responsabilità senza colpa e
della sua canalizzazione sul produttore (cfr. anche I punti 4 e 5 ) .
ArtIcolo 4
Questo articolo disciplina le azioni ammissibili, nonché il legame di
causalità. La Commissione       ha scelto di non     rovesciare  completamente
l'onere della prova, ma di facilitare         la posizione della vittima che
spesso non ha     i mezzi di conoscere ciò che avviene nel corso delle
attività dette "professionali".
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Articolo 5
Questo articolo stabilisce la responsabilità solidale nel caso in cui
più produttori siano coinvolti, alia stessa stregua di quanto dispone
 l'articolo 5 della direttiva 85/374/CEE.
Articolo 6.1
Stabiiscs che la responsabilità del produttore non sussiste qualora il
danno o le lesioni all'ambiente sono da attribuirsi a un caso di forza
maggiore.
Articolo 6.2
L'autorizzazione   del  pubblici  poteri   é considerata   in taluni   Stati
membri come non sufficiente per limitare o escludere la responsabilità
civile per I danni e le lesioni all'ambiente. E' Il caso della Francia e
del Paesi Bassi. Da qualche tempo, nella Repubblica federale di Germania
non si conferiscono più autorizzazioni che limitino I diritti civili del
terzi.
DI   fronte  al   persistere   di  opinioni   divergenti   In  materia,   la
Commissione   ha  preferito   disciplinare   questa  questione   in  materia
espi letta.
Articolo 7
Cfr. il punto 8c, 2 e 3 della motivazione.
Articolo 8
La responsabilità civile non potrà essere considerata come facoltatva né
come   negoziabile.   Non  sarà   pertanto   permesso   prevedere   clausole
contrattuali che deroghino al le disposizioni della direttiva. Cfr. anche
articolo 12 della direttiva 85/374/CEE.
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ArticolI 9 e 10
Cfr. sopra, punto 8a
Articolo 11
Cfr. sopra, punto 10.
Articolo 12
Fissando un regime di responsabilità senza colpa bisogna tener conto di
talune convenzioni in vigore o In corso di preparazione nel settore del
trasporto.
Come è stato osservato precedentemente (cfr. punto 4 ) , nel settore del
trasporto di merci pericolose si mira a canalizzare la responsabilità
sul vettore.
Poiché  si   tratta  anzitutto  di  proteggere   la vittima,   la direttiva
proposta non dovrà limitare le possibilità che le sono state attribuite
altrove.
Talune   convenzioni   internazionali   prevedono   una  limitazione  della
responsabilità. Questo diritto dovrà essere rispettato dalla direttiva.
Articolo 13
Questo articolo toglie alla direttiva ogni effetto retroattivo.
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                      PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                  RELATIVA ALLA RESPONSABILITÀ* CIVILE PER I
                           DANNI CAUSATI DAI RIFIUTI
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto   li trattato che     istituisce     la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 100A;
vista la proposta della Commissione < 1 ) ;
in cooperazione con II Parlamento europeo *2*;
visto il parere del Comitato economico e sociale (3)/
considerando che l'articolo 11, paragrafo 3, della direttiva 84/631/CEE del
Consiglio (4).modificata      da ultimo dalla direttiva 86H7?/CEE (5)
prevede, sulla base d e l l ' a r t i c o l o 100 del  trattato
un'azione comunitaria volta a determinare le condizioni di applicazione
della responsabilità civile del produttori In caso di danni causati dal
rifiuti o della responsabilità di chiunque altro possa essere tenuto a
rispondere di detti danni e determina altresì un regime d assicurazione;
(1)
(2)
(3)
(4) GU n. L 326 del 13.12.1984, pag. 31.
(5) GU n. L 181 del 4.7.1986, pag. 13
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considerando      che     il  programma      d'azione       delle    Comunità      europee
sull'ambiente      del    1987 ( g ) prevede       "Il    completamento      dei    lavori
relativi   alla     responsabilità     e    alle     assicurazioni      in    materia   di
trasferimenti transfrontalierI di rifiuti pericolosi e la presentazione
di  relative proposte" (par. 5.3.6);            che esso prevede        Inoltre che     la
Commissione      "cercherà     di    dare     una     migliore      definizione      della
responsabilità civile in materia di ambiente" (par. 2.5.5);
considerando che le disparità tra le legislazioni degli Stati membri con
riguardo alia responsabilità per danni e                lesioni dell'ambiente      causati
dal rifiuti potrebbero dar luogo a flussi artificiali d'Investimenti e
di  rifiuti;     che    tale  situazione      potrebbe      falsare    la    concorrenza,
ostacolare    la libera circolazione delle merer ne II'ambito del mercato
interno e comportare differenze nel livello di protezione della salute,
dei beni e dell'ambiente; che il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri In materia ò quindi necessario;
considerando     che, dopo     l'entrata    in vigore       dell'Atto   unico     europeo,
l'articolo     100A     costituisce,   In    luogo     dell'articolo      100, la     base
appropriata     nel    trattato    per   il   ravvicinamento       delle     disposizioni
nazionali aventi un'incidenza sul mercato Interno;
considerando che      tale ravvicinamento deve essere basato su un livello
di  protezione     elevato   sia per quanto        riguarda     I danni    e   le  lesioni arrecate
all'ambiente     che possano essere        risarciti sia per       quanto    riguarda    le
condizioni necessarie per poter           proporre l'azione giudiziaria;
considerando che l'articolo 11, paragrafo 1, della direttiva 84/631/CEE
obbliga   il    produttore    a    prendere     tutte     le  misure    necessarie     per
procedere   o    far   procedere    all'eliminazione        del   rifiuti     In modo   da
proteggere la qualità dell'ambiente;
(5) GU C 328 del 7.12.1987, pag. 6.
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  considerando che l'azione comunitaria In materia di gestione dei rifiuti
 mira a ridurre al minimo la produzione e a controllare gli effetti dei
  rifiuti durante l'intero ciclo, dalla produzione               all'eliminazione;
 che essa riguarda tutti l tipi di rifiuti;
 considerando che pertanto il regime comunitario della responsabilità civile
 nel settore non può essere limitato al danni e alle lesioni all'ambiente
 sopravvenuti        durante        I   trasferimenti     transfrontal 1er I     di   residui
 pericolosi ;
 considerando che questo regime presuppone II rischio professionale;
 considerando       che i l principio secondo cui i l risarcimento incombe all'inquinatore
  e i l principio dell'azione preventiva, stabiliti nell'articolo 130 R, paragrafo ^.del trattato
 possono essere                 attuati       per    quanto riguarda      la gestione      dei
 rifiuti,      solo     se     I   costi  del  danni     o delle     lesioni dell' ambiente
 occasionati      dal r i f i u t i si ripercuotono nel costo del beni o del servizi
 che sono a l l ' o r i g i n e di questi r i f i u t i e che, visto I I rischio creato
 dall'esistenza stessa del r i f i u t i ,          la responsabilità      oggettiva      del
 produttore permette di risolvere I I problema nel modo migliore;
 considerando tuttavia che, ss I r i f i u t i sono s t a t i legalmente trasmessi
 ad un eliminators autorizzato In bass a l l ' a r t i c o l o 9 dalla direttiva
 74/319/CEE del Consiglio (7), la responsabilità deve ssssrs trasfsrlta a
 quest'ultimo;
 considerando che, al fins di protsggsrs 1 d i r i t t i                del dameggiato, i l
 detentore del r i f i u t i dsvs poter Identificare I I produttore, altrimenti
 egli stesso sarà considerato come                 produttore;
 considerando che una protezione sff Icacs del danneggiato implica che
 questi possa esigere i l risarcimento integrale da ciascuno dei responsabili
 eventuali del danno o delle lesioni dell'ambiente e ciò indifferentemente
 dalla determinazione delle responsabilità r e l a t i v e dei s i n g o l i ;
(7) GU n. L 84 del 31.3.1978, pag. 43.
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 considerando       tuttavia    che,     al   fini    della    ripartizione     delle
 responsabilità, può essere presa           In considerazione     l'eventuale colpa
del danneggiato                  quando questa abbia contribuito assieme al
 produttore alla realizzazione del danno;
 considerando che la protezione delle persone e dell'ambiente implica che
 la responsabilità del produttore non sia ridotta dall'Intervento di
 altre persone che hanno contribuito a causare II danno o                 le lesioni
dell'ambiente     che tuttavia la colpa concorrente della vittima può essere
 presa     in    considerazione      per    ridurre    o   eliminare      una    tale
 responsabiI ita;
 considerando che la protezione delle persone e dell'ambiente implica il
risarcimento    del danni che abbiano comportato la morte o lesioni fisiche;
 che tale risarcimento sia esteso ai dami causati ai beni nonché alle lesioni
dell'ambiente      che la presente direttiva non pregiudichi il risarcimento
 del pretlum dolor Is e di altri danni morali eventualmente prevista dalla
normativa applicabile nella fattispecie;
considerando che, nell'Interesse sia della vittime che del produttore, è
opportuno prevedere un termine di prescrizione uniforme per l'azione
di risarcimento;
considerando che,per assicurare una protezione efficace delle persone e
dell'ambiente, non         deve    essere    possibile    derogare    con   clausola
contrattuale      alla   responsabilità del      produttore nel     confronti  del
danneggiato;
considerando che le attuali condizioni del mercato non rendono opportuna
l'istituzione di un sistema di assicurazioni obbligatorie;
considerando che dovranno essere elaborate norme a livello comunitario
che permettano di risarcire       I danni o le lesioni dell'ambiente     causati dal
rifiuti quando non possa aver luogo un risarcimento integrale;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
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                                     Articolo 1
1. La presente direttiva si applica alla responsabilità civile per danni
   e   lesioni  dell'ambiente - causati     dal rifiuti     generati     nel corso di
   un'attività     professionale           sin         dal    momento      della    loro
   formazione.
2. La presente direttiva non si applica:
   -al    rifiuti   nucleari    contemplati      dalle   disposizioni       legislative
     nazionali    basate sulla convenzione          In materia di responsabilità
     civile nel campo dell'energia nucleare (Parigi, 29 luglio 1960), sulla
     convenzione     addizionale       alla    detta     convenzione        (Bruxelles,
     31 gennaio 1963), nonché sui protocolli relativi a tali convenzioni;
   - ai rifiuti e all'inquinamento che -formano oggetto delle disposizioni
      legislative nazionali basate sulla convenzione internazionale sulla
     responsabilità civile per I danni dovuti all'Inquinamento
     da    Idrocarburi      (Bruxelles, 29 novembre 1969) e       sulla     convenzione
      Internazionale recante creazione di un fondo                  internazionale di
      Indennizzazlone per i danni dovuti all'inquinamento da Idrocarburi
     (Bruxelles,    18 dicembre 1971).
                                     Articolo 2
1. Al sensi della presente direttiva si Intende per
   a) "produttore": qualunque persona f i s i c a o giuridica la cui           attività
                       professionale abbia creato r i f i u t i nonché qualsiasi
                       persona     chs     abbia     effettuato        operazioni       di
                       pretrattamento, di       miscela     o a l t r e operazioni determi-
                       nanti un cambiamento della natura o della composizione dei r i f i u t i
                        stessi   fino al momento In cui i l danno o le lesioni
                       dell'ambiente   sono stati causati;
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      b) "rifiuto":          qualsiasi sostanza o oggetto         cosi definito
                             nell'articolo 1 della direttiva 74/442/CEE
                              del Consiglio (8)
      e) "danno":           i) Il danno causato dalla morte o dalle lesioni
                                 fisiche;
                          ii) Il danno causato al beni;
     d) "lesioni     del-
           l'ambiente": I pregiudizi rilevanti e persistenti                  relativi
                             all'ambiente dall'alterazione delle condizioni fisiche,
                            chimiche     o  biologiche   dell'acqua,       del   suolo  e/o
                             dell'aria, inquanto      non siano da considerarsi
                            danni al sensi della lettera e)/ punto ii).
 2. Viene considerato come produttore di rifiuti in luogo                    della persona
     definita nel paragrafo 1, lettera a ) ;
     a) la persona che Importa rifiuti nella Comunità, salvo che
          questi       siano stati esportati precedentemente              dalla
         Comunità e non abbiano           indi     subito un cambiamento sostanziale
         di natura o di composizione fino alia loro reimportazione;
     b) la persona che aveva II controllo effettivo del rifiuti quando è
        avvenuto           II    fatto   generatore   del      danno    o   delle   lesioni
        dell'ambiente:
         i)    nel caso in cui questa non sia in grado di identificare entro
               un   c o n g r u o termine, il p r o d u t t o r e ai sensi del p a r a -
                grafo     1;
         li) nel caso in cui I rifiuti transitino attraverso la Comunità senza
                avere ivi         subito un cambiamento sostanziale di natura o
               di composizione prima del sopravvenire del fatto generatore
               del danno o delle lesioni          dell'ambiente;
(3) GU n. L 194 del 25.7.1975, pag.           47
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    e) nel caso In cui I rifiuti siano stati regolarmente consegnati ad
       un     impianto, uno stabilimento o un'impresa che abbia ottenuto
       un'autorizzazione        In   base     al l'articolo 8          della   direttiva
       75/442/CEE,       dell'articolo 6 della direttiva 75/43?/CEE del Consiglio (9)
        o dell'articolo 9 della direttiva 73/319/CEE o che sia stata autorizzata
         in base all'articolo 6 della direttiva 76/403/CEE del Consiglio (10):
         i responsabili dell'impianto, dello stabilimento o dell'impresa.
                                     Articolo 3
 Il produttore dei rifiuti è civilmente responsabile per I danni e le
 lesioni    dell'ambiente causati dai rifiuti stessi; indipendentemente dal l'esi
stenza di una sua colpa.
                                     Articolo 4
1.   L'attore         può esigere davanti a l l ' a u t o r i t à giudiziaria:
    a) I l   divieto o l'arresto del fatto generatore del danno o delle
        lesioni     dell'ambiente;
    b) la rifusione     delle spese occasionate        dalle misure di       prevenzione
       del danno o delle lesioni dell'ambiente;
    e)   la rifusione   delle spese   occasionate dalle misure           prese    per  la
       riparazione      del  danni ai sensi         del l'artIcolo 2,       paragrafo 1 ,
        lettera e, punto i i ;
(9) GU L 194 del      25.7.1975, pag. 31
(10) GU L 108 del 26.4.1976, pag. 4 1 .
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   d) il ripristino dell'ambiente nello stato              in cui esso si trovava
       immediatamente prima del momento in cui le lesioni dell'ambiente si
       sono prodotte o la rifusione     delle spese relative alle misure prese
       a tal fine.
   e) l'Indennizzo dei danni;
2. all'ipotesi del    ripristino     dell'ambiente      prevista dal     paragrafo 1,
   lettera d ) ,    l'attore           può   chiedere,       In   caso    di   lesioni
   dell'ambiente, il          ripristino      o     la rifusione        delle    spese
   corrispondenti,eccetto nel caso in cui:
   - I costi     superino   sostanzialmente       il beneficio      che   deriverebbe
      all'ambiente     dal ripristino;
   - possano     essere    effettuati      altri      Interventi     alternativi    al
      ripristino del l'ambiente, ad un costo sostanzialmente inferiore.
   In quest'ultimo caso il querelante può chiedere l'attuazione di tali
   altri interventi o la rifusione delle spese corrispondenti.
3. I poteri pubblici possono promuovere In giudizio le azioni di cui al
   paragrafo 1,     lettere a ) , b)   e d)   per    quanto    riguarda    le  lesioni
   dell'ambiente.
4. I gruppi di interesse collettivo, ini quanto, secondo il diritto
    degli Stati membri     abbiano diritto di a z i o n e ,
   possono chiedere all'autorità giudiziaria solo il divieto o l'arresto
   del fatto generatore delie lesioni           dell'ambiente . Tuttavia, nel caso
   In cui    abbiano essi stessi preso le misure previste dal paragrafo 1
    lettere b) e d ) , possono chiedere la rifusióne delle spese occasionate
   da queste misure.
5. La presente direttiva non pregiudica             le disposizioni     nazionali   In
   materia di danni Immateriali.
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6. L ' a t t o r e dovrà p r o v a r e       II danno o le lesioni        dell'ambiente e
   dimostrare      la verosimiglianza prevalente           del     legame di    causalità
   tra I r i f i u t i del produttore e , a     seconda dei c a s i , i l danno subito o le
   lesioni dell'ambiente.
                                        Articolo S
Se,           a norma       della      presente   direttiva, più produttori          sono
responsabili di uno stesso danno o delle stesse lesioni dell'ambiente, la
loro     responsabilità    è    solidale/ salve      le  disposizioni       del   diritto
nazionale relative al diritto di regresso.
                                        Articolo 6
1. Il produttore non è responsabile al sensi della presente direttiva
   ove dimostri che II danno o le lesioni dell'ambiente derivano da forza
    maggiore" ai sensi del' diritto               comunitario.
2. Il produttore non è liberato dalla sua responsabilità per
   Il solo fatto di essere munito di un'autorizzazione delle autorità
   pubbli che.
                                        Articolo 7
1. Salve le disposizioni               di diritto n a z i o n a l e   relative
   al diritto di regresso, la responsabilità del produttore non è ridotta
   quando II danno o le lesioni dell'ambiente           sono causati congiuntamente
   dai rifiuti e dall'intervento di un terzo.
2. La responsabilità del produttore può esssre ridotta o soppressa,
   tenuto conto delle circostanze della fattispecie, quando il danno è causato
   congiuntamente       dal rifiuti       e   dal comportamento        colpevole    della
   persona che ha subito II danno o di qualsiasi altra persona di cui
   questa sia responsabile.
 ---pagebreak---                                   - 23 -
                                Articolo 8
La responsabilità del produttore ai sensi della presente direttiva non
può essere limitata o esclusa nei confronti degli attori mediante una
clausola contrattuale limitativa o esclusiva    della responsabilità.
                                Articolo 9
1. Gli Stati membri prevedono nelle loro legislazioni che l'azione di
   risarcimento prevista dalla presente direttiva si prescrive entro il
    termine di tre anni dalla data In cui colui che Intenta l'azione in
    base all'articolo 4, paragrafo 1, ha avuto o avrebbe dovuto aver
    conoscenza del danno o delle lesioni dell'ambiente nonché dell'identità del
    produttore.
 ---pagebreak---                                          - 24 -
2. La presente direttiva non pregiudica              le disposizioni   degli   Stati
    membri   che   disciplinano       la   sospensione   o   l'interruzione    della
    prescr izione.
                                     Articolo 10
 Il diritto di agire In giudizio           a norma   della presente direttiva si
estingue allo scadere di un termine di 30 anni dalla data alla quale II
fatto che ha causato II danno o le lesioni all'ambiente si è prodotto a
meno che durante questo stesso psrlodo non sia stato                  promosso proce-
dimento giudiziario       contro II responsabile del danni.
                                     Articolo 11
Il Consiglio determina, su proposta della Commissione, entro
il 31 dicembre 1992, le condizioni ed i mezzi da appi Icare per             risarcire
I danni e le lesioni dell'ambiente oggetto della presente direttiva nel
caso In cui :
- il   responsabile    a norma della     presente   direttiva   non   possa  essere
   Identificato;
- Il responsabile non risulti In grado di risarcire la totalità dei danni
   e/o delle lesioni causati.
                                     Articolo 12
La presente direttiva non pregiudica:
a) I diritti     che il        legittimato ad agire In giudizio può far valere
    in forza    delle vigenti      convenzioni     Internazionali    sulla
    responsabilità civile per II trasporto di merci pericolose;
b) I    diritti    stabiliti      dalla      convenzione    internazionale    sulla
    limitazione della     responsabilità       In materia   di  crediti   marittimi
    (Londra, 19 novembre 1976).
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                                  Articolo 13
La presente direttiva non si applica al danni o alle lesioni ambientali
 Il cui fatto generatore sia      a v v e n u t o prima d e l l a data alla quale        le
disposizioni della presente direttiva            sono a t t u a t e .
                                  Articolo 14
1. Gli   Stati  membri   pongono    in vigore       le disposizioni         legislative,
    regolamentari   e   amministrative        necessarie    per      conformarsi    alla
    presente direttiva entro     .i l 1 ° gennaio        1 9 9 1 . Essi     ne
    informano immediatamente la Commissione.
2. Le disposizioni     adottate   in    forza dei     paragrafo 1       far.,io espresso
    riferimento     alla presente direttiva.
3. Gli Stati membri provvedono a comunicare alla Commissione                    II testo
    delie disposizioni di diritto Interno da essi adottate nel settore
    disciplinato dalla presente direttiva.
                                  Articolo 15
GII Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì                               Per il Consiglio
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                                                               COM (89) 282 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              I5
                                          N. di catalogo : CB-CO-89-377-IT-C
                                                             ISBN 92-77-52651-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo