CELEX: 52004PC0486(02)
Language: it
Date: 2004-07-14
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi (rifusa) {SEC(2004) 921}

IT
IT    IT
 ---pagebreak---                      COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                        Bruxelles, 14.7.2004
                                                        COM(2004) 486 def.
                                                        2004/0155 (COD)
                                                        2004/0159 (COD)
                                                        Volume II
                                           Proposta di
             DIRETTIVE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
     che rifondono la direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20
      marzo 2000 relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio e la
   direttiva 93/6/CE del Consiglio, del 15 marzo 1993, relativa all'adeguatezza patrimoniale
                      delle imprese di investimento o degli enti creditizi
                                 (presentata dalla Commissione)
                                        {SEC(2004) 921}
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 ---pagebreak---                                                                              93/6/CEE (adattato)
                                                                 2004/0159 (COD)
                                                   Proposta di
          DIRETTIVA ⌦ DEL PARLAMENTO EUROPEO E ⌫ DEL CONSIGLIO
     relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi
                                                     (rifusa)
   ⌦IL PARLAMENTO EUROPEO ED IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA ⌫
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 57 ⌦ 47 ⌫,
   paragrafo 2, prima e terza frase,
   vista la proposta della Commissione1,
   in cooperazione con il Parlamento europeo,2,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo3,
   ⌦visto il parere del Comitato delle regioni4, ⌫
   ⌦deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato5, ⌫
   considerando quanto segue:
                                                                            nuovo
   (1)      La direttiva 93/6/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, relativa all'adeguatezza
            patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi6, ha subito diverse e
            sostanziali modificazioni. Essa deve ora essere nuovamente modificata ed è quindi
            opportuno provvedere, per ragioni di chiarezza, alla sua rifusione.
                                                                             93/6/CEE considerando 1
                                                                         (adattato)
   (2)      considerando che l'obiettivo principale ⌦ Uno degli obiettivi ⌫ della direttiva
            93/22/CEE del Consiglio, del 10 maggio 1993, relativa ai servizi di investimento nel
   1
            GU C […], […], pag. […].
   2
            GU C […], […], pag. […].
   3
            GU C […], […], pag. […].
   4
            GU C […], […], pag. […].
   5
            GU C […], […], pag. […].
   6
            GU L 141 dell’11.6.1993, pag. 1, modificata da ultimo dalla direttiva 2004/xx/CE, GU[…]
IT                                                       2                                           IT
 ---pagebreak---        settore dei valori mobiliari7 ⌦ 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
       del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica le
       direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del
       Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi
       ed al suo esercizio8 e che abroga la direttiva 93/22/CEE del Consiglio9 ⌫ è di
       permettere alle imprese di investimento autorizzate dalle autorità competenti del loro
       Stato membro di origine e sottoposte alla vigilanza delle medesime autorità di stabilire
       succursali e di prestare liberamente servizi negli altri Stati membri;. che quindi dDetta
       direttiva prevede un coordinamento delle norme per quanto riguarda l'autorizzazione e
       la continuazione delle attività delle imprese di investimento;.
                                                                       93/6/CEE considerando 2
                                                                   (adattato)
   (3) considerando che la Detta direttiva, tuttavia, non stabilisce norme comuni per i fondi
       propri delle imprese di investimento né l'entità del capitale iniziale di dette imprese;
       che e non fissa ⌦ neppure ⌫ un quadro comune per l'osservazione dei rischi di
       mercato cui sono esposte le medesime imprese;. che fa riferimento in numerose
       disposizioni ad un'altra iniziativa della Comunità il cui obiettivo sarebbe precisamente
       quello di adottare misure coordinate nei campi menzionati;
                                                                       93/6/CEE considerando 3
                                                                   (adattato)
   (4) considerando che l'impostazione adottata è quella di ⌦ È opportuno ⌫ realizzare
       soltanto l'armonizzazione essenziale necessaria e sufficiente a garantire il reciproco
       riconoscimento dell'autorizzazione e dei sistemi di vigilanza prudenziale;. che
       l'adozione di ⌦ Per la realizzazione del riconoscimento reciproco nel quadro del
       mercato interno finanziario, è opportuno adottare ⌫ misure di coordinamento per
       quanto riguarda la definizione dei fondi propri delle imprese di investimento, la
       fissazione dell'entità del capitale iniziale e la determinazione di un quadro comune per
       l'osservazione dei rischi di mercato delle imprese di investimento sono aspetti
       essenziali dell'armonizzazione necessaria per la realizzazione del riconoscimento
       reciproco e quindi nel quadro del mercato interno finanziario;.
                                                                       nuovo
   (5) Poiché gli obiettivi dell’azione proposta non possono essere sufficientemente realizzati
       dai singoli Stati membri, ma possono, a motivo delle dimensioni e degli effetti
       dell'azione, essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare
       misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato.
       Conformemente al principio di proporzionalità di cui al medesimo articolo, la presente
       direttiva si limita alle disposizioni minime richieste per la realizzazione di tali obiettivi
       e non va al di là di quanto necessario a tal fine.
   7
       GU L 141 dell’11.06.1993, pag. 27, modificata da ultimo dalla direttiva [2004/xx/CE, GU (…)]
   8
       GU L 126 del 26.5.2000, pag. 1
   9
       GU L 145 del 30.04.2004, pag. 1.
IT                                                  3                                                IT
 ---pagebreak---                                                                     93/6/CEE considerando 4
                                                                 (adattato)
   (6)     considerando che È opportuno stabilire importi di capitale iniziale differenti sulla base
           dell'insieme di attività che le imprese di investimento sono autorizzate ad effettuare;.
                                                                    93/6/CEE considerando 5
                                                                 (adattato)
   (7)     considerando che lLe imprese di investimento già esistenti debbono essere autorizzate,
           a talune condizioni, a continuare la loro attività anche se non soddisfano agli importi
           minimi di capitale iniziale fissati per le nuove imprese ⌦ d’investimento ⌫ ;.
                                                                    93/6/CEE considerando 6
                                                                 (adattato)
   (8)     considerando che ⌦ È opportuno che ⌫ gli Stati membri possono anche ⌦ abbiano
           facoltà ⌫ di stabilire norme più severe di quelle previste dalla presente direttiva;.
                                                                    93/6/CEE considerando 7
                                                                 (adattato)
   considerando che la presente direttiva fa parte di una più ampia iniziativa internazionale volta
   a ravvicinare le regole in vigore in materia di vigilanza sulle imprese di investimento e gli enti
   creditizi (in appresso denominati collettivamente «enti»);
                                                                    nuovo
   (9)     Per il buon funzionamento del mercato interno sono necessarie non solo disposizioni
           legislative, ma anche una stretta e regolare cooperazione e una convergenza
           sensibilmente più accentuata delle prassi di regolamentazione e di vigilanza delle
           autorità competenti degli Stati membri.
                                                                    93/6/CEE considerando 8
                                                                 (adattato)
   considerando che le norme comuni di base per i fondi propri degli enti sono un elemento su
   cui fa perno il mercato interno nel settore dei servizi di investimento, poiché i fondi propri
   servono a garantire la sopravvivenza degli enti e a tutelare gli investitori;
                                                                    nuovo
   (10)    Poiché le imprese di investimento corrono, per quanto riguarda il loro portafoglio di
           negoziazione, gli stessi rischi che gli enti creditizi, è opportuno che le pertinenti
           disposizioni della direttiva 2000/12/CE si applichino anche alle imprese di
           investimento.
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 ---pagebreak---                                                                            93/6/CEE considerando 9
                                                                       (adattato)
                                                                           nuovo
   (11)    considerando che in un mercato comune finanziario gli enti, a prescindere dal fatto che
           siano      I fondi propri delle  imprese di investimento o                e degli  enti creditizi
               (in appresso, collettivamente, "enti") possono servire ad assorbire perdite che non
           sono compensate da un volume sufficiente di utili, per assicurare la continuità degli
           enti e tutelare gli investitori. I fondi propri costituiscono inoltre per le autorità
           competenti un importante criterio per valutare, in particolare, la solvibilità degli enti e
           per altri fini prudenziali. Inoltre, nel mercato interno gli enti, siano essi imprese di
           investimento o enti creditizi, sono in  direttamente concorrenzati tra di loro. Di
           conseguenza, per rafforzare il sistema finanziario comunitario e per prevenire
           distorsioni di concorrenza, è opportuno definire norme di base comuni in materia di
           fondi propri. 
                                                                           93/6/EC considerando 10
                                                                       (adattato)
   considerando che è pertanto auspicabile pervenire ad un eguale trattamento degli enti creditizi
   e delle imprese di investimento;
                                                                          nuovo
   (12)    A tal fine è opportuno prendere come base di partenza la definizione di “fondi propri”
           contenuta nella direttiva 2000/12/CE e definire norme specifiche supplementari che
           tengano conto della diversa portata dei requisiti patrimoniali relativi al rischio di
           mercato.
                                                                           93/6/CEE considerando 11
                                                                       (adattato)
   (13)    considerando che, pPer quanto concerne gli enti creditizi, norme comuni per la
           vigilanza e l'osservazione dei rischi creditizi sono già state stabilite nella direttiva
           89/647/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1989, relativa al coefficiente di solvibilità
           degli enti creditizi10 ⌦ dalla direttiva 2000/12/CE ⌫ ;.
                                                                          nuovo
   (14)    Sotto tale profilo, le disposizioni sui requisiti patrimoniali minimi vanno considerate
           unitamente ad altri strumenti specifici intesi anch’essi ad armonizzare le tecniche
           fondamentali di vigilanza sugli enti.
   10
           GU L 386 del 30. 12. 1989, pag. 14. Direttiva modificata dalla direttiva 92/30/CEE (GU L 110 del 28.
           4. 1992, pag. 52).
IT                                                      5                                                       IT
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                                                               (adattato)
   (15) considerando che èÈ necessario sviluppare norme comuni relative ai rischi di mercato
        degli enti creditizi e creare un quadro complementare per la vigilanza dei rischi degli
        enti, in particolare i rischi di mercato, i rischi ⌦ di ⌫ posizione, i rischi ⌦ di ⌫
        regolamento/controparte e i rischi di cambio;.
                                                                  93/6/EC considerando 13
                                                               (adattato)
   (16) considerando che èÈ necessario introdurre ⌦ utilizzare ⌫ il concetto di portafoglio
        di negoziazione, che include le posizioni nei valori mobiliari e in altri strumenti
        finanziari detenuti a scopi di transazione e principalmente soggetti ai rischi di mercato
        e alle esposizioni connesse a taluni servizi finanziari prestati ai clienti;.
                                                                  93/6/CEE considerando 14
                                                               (adattato)
   (17) considerando che è auspicabile che ⌦ Per alleviare gli oneri amministrativi per ⌫
        gli enti con scarse attività di portafoglio di negoziazione, tanto in termini assoluti
        quanto in termini relativi, ⌦ è opportuno che tali enti ⌫ possano applicare la
        direttiva 89/647/CEE ⌦ [2000/12/CEE] ⌫ piuttosto che i requisiti di cui agli allegati
        I e II della presente direttiva;.
                                                                  93/6/EC considerando 15
                                                               (adattato)
   (18) considerando che èÈ importante tener conto, nella vigilanza ⌦ sorveglianza ⌫ del
        rischio regolamento/consegna, dell'esistenza di sistemi che offrono una protezione
        adeguata ⌦ , riducendo ⌫ al fine di diminuire tale rischio;.
                                                                  93/6/CEE considerando 16
                                                               (adattato)
   (19) considerando che cComunque gli enti debbono conformarsi alle disposizioni della
        presente direttiva per quanto riguarda la copertura del loro rischio di cambio sulla loro
        attività totale; ⌦ . ⌫ che Si debbono esigere minori requisiti patrimoniali
        relativamente alle posizioni in valute strettamente correlate, sia confermate
        statisticamente, sia derivanti da intese interstatali vincolanti, segnatamente nella
        prospettiva della creazione dell'Unione monetaria europea;.
                                                                  93/6/EC considerando 17
                                                               (adattato)
   (20) considerando che lL'esistenza, in tutti gli enti, di sistemi interni di osservazione e di
        controllo del rischio tasso d'interesse, in tutte le loro attività ⌦ degli enti ⌫ , è uno
        strumento di particolare rilievo per minimizzare tale rischio;. che dDi conseguenza è
IT                                               6                                                IT
 ---pagebreak---            necessario ⌦ opportuno ⌫ che tali sistemi siano soggetti alla supervisione
           ⌦ vigilanza ⌫ delle autorità competenti;.
                                                                          93/6/CEE considerando 18
                                                                      (adattato)
   (21)    considerando che la direttiva 92/121/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1992,
           relativa alla vigilanza ed al controllo dei grandi fidi degli enti creditizi11 ⌦ Poiché la
           direttiva [2000/12/CE] ⌫ non è intesa a stabilire stabilisce norme comuni in merito
           alla vigilanza ⌦ sorveglianza ⌫ e ⌦ al controllo ⌫ dei grandi fidi relativi ad
           attività soggette principalmente a rischi di mercato; ⌦ , è opportuno provvedere a
           definire dette norme. ⌫ che la suddetta direttiva fa bensì riferimento ad un'altra
           iniziativa della Comunità intesa all'adozione del richiesto coordinamento dei metodi in
           quel settore;.
                                                                          93/6/CEE considerando 19
                                                                      (adattato)
   considerando che è necessario adottare norme comuni per la vigilanza e il controllo dei grandi
   fidi delle imprese di investimento;
                                                                          nuovo)
   (22)    Il rischio operativo è un rischio significativo al quale sono esposti gli enti e che deve
           quindi essere coperto mediante fondi propri. È essenziale tenere conto della diversità
           degli enti nell'UE offrendo soluzioni alternative.
                                                                          93/6/CEE considerando da 20 a
                                                                      22 (adattato)
   considerando che per gli enti creditizi esiste già la definizione di fondi propri nella direttiva
   89/299/CEE del Consiglio, del 17 aprile 1989, concernente i fondi propri degli enti creditizi12;
   considerando che la base per una definizione dei fondi propri per gli enti dovrebbe essere
   detta definizione;
   considerando che non mancano ragioni per giustificare che, ai fini della presente direttiva, la
   definizione possa differire da quella della direttiva suddetta, in modo da tener conto delle
   particolari caratteristiche delle attività svolte da detti enti e che comportano principalmente
   rischi di mercato;
   11
           GU L 29 del 5. 2. 1993, pag. 1.
   12
           GU L 124 del 5. 5. 1989, pag. 16. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 92/30/CEE (GU n. L
           110 del 24. 9. 1992, pag. 52).
IT                                                      7                                                      IT
 ---pagebreak---                                                                  93/6/CEE considerando 23
                                                              (adattato)
   (23) considerando che la direttiva 92/30/CEE del Consiglio, del 6 aprile 1992, relativa alla
        vigilanza su base consolidata degli enti creditizi,13 ⌦ La direttiva [2000/12/CE] ⌫
        stabilisce il principio del consolidamento, ⌦ ma ⌫ non ⌦ definisce ⌫ norme
        comuni in merito al consolidamento di enti finanziari coinvolti in attività
        principalmente soggette a rischi di mercato;. che la suddetta direttiva fa riferimento ad
        un'altra iniziativa della Comunità volta all'adozione di misure coordinate in quel
        settore;
                                                                 nuovo
   (24) Perché sia garantita una adeguata solvibilità degli enti facenti parte di un gruppo è
        essenziale che i requisiti patrimoniali minimi si applichino sulla base della situazione
        finanziaria consolidata del gruppo. Per assicurare che i fondi propri siano
        adeguatamente distribuiti all’interno del gruppo e disponibili per proteggere gli
        investimenti là dove sono necessari, è opportuno che i requisiti patrimoniali minimi si
        applichino ai singoli enti facenti parte del gruppo, a meno che tale obiettivo possa
        essere efficacemente conseguito in altro modo.
                                                                 93/6/CEE considerando 24
                                                              (adattato)
   (25) considerando che La direttiva 92/30/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫ non si applica a gruppi
        che contengono ⌦ comprendono ⌫ imprese d'investimento ma nessun ente
        creditizio;. che tuttavia si è ritenuto auspicabile costituire Occorre quindi definire un
        quadro comune per l'introduzione della vigilanza su base consolidata delle imprese di
        investimento;.
                                                                 nuovo
   (26) Occorre che gli enti dispongano di un capitale interno che, rispetto ai rischi cui sono o
        potrebbero essere esposti, sia adeguato sotto il profilo quantitativo, qualitativo e della
        distribuzione. Di conseguenza, gli enti dovrebbero possedere strategie e processi per
        valutare e mantenere l’adeguatezza del capitale interno.
   (27) È opportuno che le autorità competenti valutino l’adeguatezza dei fondi propri degli
        enti con riferimento ai rischi ai quali questi sono esposti.
   (28) Per l’efficiente funzionamento del mercato interno è essenziale una convergenza
        sensibilmente accentuata del recepimento e dell’applicazione delle disposizioni della
        legislazione comunitaria armonizzata.
   (29) Per lo stesso motivo e per assicurare che gli enti comunitari che operano in più Stati
        membri non debbano sopportare oneri sproporzionati a causa del fatto che le autorità
        dei singoli Stati membri continuano ad essere competenti in materia di autorizzazione
   13
        GU L 110 del 28. 4. 1992, pag. 52.
IT                                                8                                                IT
 ---pagebreak---             e di vigilanza, è essenziale accrescere sensibilmente la cooperazione tra autorità
            competenti. In questo contesto occorre rafforzare il ruolo dell’autorità responsabile
            della vigilanza consolidata.
   (30)     Affinché il mercato interno possa funzionare in modo sempre più efficiente ed i
            cittadini della Comunità possano godere di adeguati livelli di trasparenza è necessario
            che le autorità competenti rendano pubblico, in maniera da consentire un confronto
            significativo, il modo in cui le disposizioni della presente direttiva vengono applicate.
   (31)     Per rafforzare la disciplina di mercato e incoraggiare gli enti a migliorare le loro
            strategie di mercato, il controllo dei rischi e l’organizzazione gestionale interna,
            occorre che essi siano tenuti ad un’opportuna informativa al pubblico.
                                                                      93/6/CEE considerando 25
                                                                   (adattato)
                                                                      nuovo
   (32)     considerando che saltuariamente possono essere necessari adeguamenti tecnici delle
            norme particolareggiate stabilite nella presente direttiva al fine di tener conto di nuovi
            sviluppi nel settore dei servizi di investimento; che la Commissione proporrà di
            conseguenza gli adeguamenti necessari; Le misure di esecuzione della presente
            direttiva devono essere adottate conformemente alla decisione 1999/468/CE del
            Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di
            esecuzione conferite alla Commissione14. 
                                                                      93/6/CEE considerando 26
                                                                   (adattato)
   considerando che il Consiglio dovrebbe adottare, in una fase successiva, disposizioni volte ad
   adeguare la presente direttiva al progresso tecnico, conformemente alla decisione 87/373/CEE
   del Consiglio, del 13 luglio 1987, che stabilisce le modalità per l'esercizio delle competenze di
   esecuzione conferite alla Commissione15; che nel frattempo il Consiglio stesso effettua tali
   adeguamenti su proposta della Commissione;
                                                                      93/6/CEE considerando 27
                                                                   (adattato)
   considerando che è opportuno prevedere un riesame della presente direttiva entro tre anni
   dalla sua data di attuazione alla luce dell'esperienza, degli sviluppi sui mercati finanziari e dei
   lavori nelle sedi di cooperazione internazionale fra autorità competenti in materia di
   regolamentazione; che detto riesame deve inoltre prevedere una revisione dell'elenco dei
   settori suscettibili un adeguamento tecnico;
   14
            GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
   15
            GU L 197 del 18. 7. 1987, pag. 33.
IT                                                   9                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                       93/6/CEE considerando 28
   considerando che la presente direttiva e la direttiva 93/22/CEE sono così intimamente
   correlate che la loro entrata in vigore in date diverse potrebbe indurre una distorsione di
   concorrenza,
                                                                      nuovo
   (33)    Per evitare perturbazioni dei mercati ed assicurare la continuità dei livelli generali dei
           fondi propri, è opportuno prevedere specifiche disposizioni transitorie.
   (34)    La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti,
           segnatamente nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, come principi
           generali del diritto comunitario.
   (35)    L'obbligo di attuare la presente direttiva nel diritto interno deve essere limitato alle
           disposizioni che costituiscono modificazioni sostanziali delle direttive precedenti.
           L'obbligo d'attuazione delle disposizioni rimaste immutate nella sostanza discende
           dalle direttive precedenti.
   (36)    La presente direttiva deve far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini
           d'attuazione nel diritto interno delle direttive indicati nell'allegato VIII, parte B.
                                                                      93/6/CEE (adattato)
   HA HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                          ⌦CAPO I ⌫
                ⌦Oggetto, campo d'applicazione e definizioni ⌫
                                           ⌦SEZIONE 1 ⌫
                          ⌦OGGETTO E CAMPO D’APPLICAZIONE ⌫
                                                                      93/6/CEE (adattato)
                                                Articolo 1
   1.      ⌦La presente direttiva stabilisce i requisiti di adeguatezza patrimoniale che si
   applicano alle imprese d’investimento e agli enti creditizi, le regole per calcolarli e le regole
   per la loro vigilanza prudenziale. ⌫ Gli Stati membri applicano le prescrizioni della presente
   direttiva alle imprese di investimento e agli enti creditizi definiti all'articolo 2.
IT                                                   10                                               IT
 ---pagebreak---    2.      Gli Stati membri hanno facoltà di imporre prescrizioni supplementari o più rigorose
   alle imprese di investimento e agli enti creditizi da essi autorizzati.
                                                                      nuovo
                                                  Articolo 2
   1.      Subordinatamente agli articoli 18, 20, da 28 a 32, 34 e 39 della presente direttiva, gli
   articoli da 68 a 73 della direttiva [2000/12/CE] si applicano mutatis mutandis alle imprese
   d'investimento.
             Inoltre, gli articoli da 71 a 73 della direttiva [2000/12/CE] si applicano nelle seguenti
             situazioni:
             a)    l’impresa madre di un’impresa d’investimento in uno Stato membro è un ente
                   creditizio impresa madre in uno Stato membro;
             b)    l’impresa madre di un ente creditizio in uno Stato membro è un’impresa
                   d’investimento madre in uno Stato membro.
             Quando una società di partecipazione finanziaria controlla sia un ente creditizio, sia
             un'impresa d'investimento, i requisiti basati sulla situazione finanziaria consolidata
             della società di partecipazione finanziaria si applicano all'ente creditizio.
                                                                      93/6/CEE articolo 7, paragrafi 1
                                                                   e 2 (adattato)
                                                  Articolo 7
                                              Principi generali
   1.      La copertura patrimoniale prevista agli articoli 4 e 4 bis per gli enti che non sono né
   imprese madri né imprese figlie si applica su base individuale.
   2.      I requisiti previsti agli articoli 4 e 5
   –         per gli enti che hanno come impresa figlia un ente creditizio ai sensi della direttiva
             92/30/CEE, un'impresa di investimento o un altro ente finanziario o che detengono
             una partecipazione in siffatte entità e
   –         per gli enti la cui impresa madre è una società di partecipazione finanziaria
   si applicano su base consolidata secondo i metodi fissati in detta direttiva e nei paragrafi da 7
   a 14 del presente articolo.
IT                                                    11                                               IT
 ---pagebreak---                                                                    93/6/CEE articolo 7, paragrafo
                                                                3 (adattato)
                                                                   1 2004/xx/CE articolo 1
                                                                   nuovo
   2.     Se un gruppo di cui al paragrafo 2 ⌦ 1 ⌫ non comprende enti creditizi, la direttiva
   92/30/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫ si applica con i seguenti adeguamenti:
   –       società di partecipazione finanziaria: un ente finanziario le cui imprese figlie sono,
           esclusivamente o principalmente, imprese di investimento o altri enti finanziari,
           quando almeno una di esse è un'impresa di investimento, e che non sia una società di
           partecipazione finanziaria mista ai sensi della direttiva 2002/87/CE del Parlamento
           europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, relativa alla vigilanza supplementare
           sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento
           appartenenti ad un conglomerato finanziario16;
   –       società di partecipazione mista: un'impresa madre, diversa da una società di
           partecipazione finanziaria o da un'impresa di investimento o da una società di
           partecipazione finanziaria mista ai sensi della direttiva 2002/87/CE, tra le cui
           imprese figlie figura almeno una impresa di investimento;
   –       -      «autorità competenti»: le autorità nazionali preposte, in forza di legge o
           regolamento, all'esercizio della vigilanza sulle imprese d'investimento;
   –       l'articolo 3, paragrafo 5, secondo comma non è d'applicazione;
              a) tutti i riferimenti a «enti creditizi» sono considerati come riferimenti a
                  «imprese d'investimento»; 
           b)     all'articolo ⌦ 125 ⌫ 4, paragrafi 1 e 2 e all'articolo ⌦ 140, paragrafo 2 ⌫
                  7, paragrafo 5 della direttiva ⌦ [2000/12/CE] ⌫ 92/30/CEE, i riferimenti alla
                  ⌦ ad altri articoli della ⌫ direttiva ⌦ [2000/12/CE] ⌫ 77/780/CEE sono
                  sostituiti da ⌦ considerati come ⌫ riferimenti alla direttiva
                  ⌦ 2004/39/CE ⌫ 93/22/CEE;
           c)     ai sensi ⌦ fini ⌫ dell'articolo 3, paragrafo 9 e dell'articolo 8, paragrafo 3
                  ⌦ 39, paragrafo 3 ⌫ della direttiva 92/30/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫ viene
                  fatto riferimento alla procedura di cui all'articolo 10 della presente direttiva i
                  riferimenti al        1 Comitato bancario europeo  sono considerati come
                  riferimenti al Consiglio e alla Commissione;
           d)     ⌦in deroga all'articolo 140, paragrafo 1 della direttiva [2000/12/CE], quando
                  un gruppo non comprende un ente creditizio, ⌫ la prima frase ⌦ dell’articolo
                  stesso ⌫ è sostituita dal seguente testo: «Qualora un'impresa d'investimento,
                  una società di partecipazione finanziaria o una società di partecipazione mista
                  controllino una o più imprese figlie che siano imprese di assicurazione, le
                  autorità competenti e le autorità alle quali è demandata la pubblica funzione di
                  vigilanza sulle imprese di assicurazione cooperano strettamente.»
   16
          GU L 35 dell'11.2.2003, pag. 1
IT                                                 12                                                IT
 ---pagebreak---                                                                       93/6/CEE articolo 7, paragrafo
                                                                  4
   4. Le autorità competenti tenute a o incaricate di esercitare la vigilanza su base consolidata di
   gruppi di cui al paragrafo 3 possono, in attesa di un ulteriore coordinamento sulla vigilanza
   consolidata di tali gruppi e laddove le circostanze lo giustifichino, derogare a tale obbligo a
   condizioni che ciascuna impresa di investimento di tale gruppo:
   i)       utilizzi la definizione di fondi propri contenuta nel punto 9 dell'allegato V;
   ii)      rispetti individualmente i requisiti di cui agli articoli 4 e 5;
   iii)     elabori sistemi di verifica e controllo delle fonti di capitale e di finanziamento di tutti
            gli altri enti finanziari all'interno del gruppo.
                                                                      93/6/CEE articolo 7, paragrafi 5
                                                                  e 6 (adattato)
   5. Le autorità competenti esigono che le imprese di investimento che fanno parte di un gruppo
   e beneficiano della deroga di cui al punto 4 notifichino loro i rischi, compresi quelli connessi
   alla composizione e alle fonti di capitale e finanziamento, che potrebbero ledere la situazione
   finanziaria di dette imprese. Se le autorità competenti ritengono che la situazione finanziaria
   delle suddette imprese non sia sufficientemente tutelata, prescrivono che queste ultime
   adottino opportune misure, ivi comprese, se necessario, limitazioni nei trasferimenti di
   capitale da tali imprese alle entità del gruppo.
   6. Qualora le autorità competenti deroghino agli obblighi di vigilanza su base consolidata
   previsti al paragrafo 4, esse adottano altre misure adeguate per il controllo dei rischi,
   segnatamente i grandi fidi, in tutto il gruppo, incluse le imprese che non sono localizzate in
   nessuno degli Stati membri.
                                                                      93/6/CEE (adattato)
                                             ⌦SEZIONE 2 ⌫
                                              DEFINIZIONI
                                                                      93/6/CEE articolo 2, primo
                                                                  comma (adattato)
                                                  Articolo 3
   1.      Ai fini della presente direttiva si applicano le ⌦ seguenti ⌫ definizioni in appresso:
            1.a) «Ente creditizio»: ⌦ gli enti creditizi secondo la definizione di cui all’articolo
                   4, paragrafo 1 della direttiva [2000/12/CE]. ⌫ tutti gli enti rispondenti alla
                   definizione dell'articolo 1, primo trattino della prima direttiva, del 12 dicembre
IT                                                    13                                                IT
 ---pagebreak---                1977, relativa al coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e
               amministrative riguardanti l'accesso all'attività degli enti creditizi e il suo
               esercizio17 e soggetti alle prescrizioni della direttiva 89/647/CEE.
                                                                      2004/39/CE articolo 67, punto 2
                                                                  (adattato)
                                                                      nuovo
       b)      «Impresa di investimento»: tutti gli enti ⌦ definiti all’articolo 4, paragrafo
               1 ⌫ rispondenti alla definizione dell'articolo 1, secondo trattino della direttiva
               ⌦ 2004/39/CE ⌫ del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai mercati
               degli strumenti finanziari, soggetti agli obblighi derivanti da detta direttiva, ad
               eccezione:
               a) i) degli enti creditizi precedentemente definiti,
               b) ii) delle imprese locali definite in appresso al punto 20) ⌦ alla lettera p) del
                       paragrafo 1 del presente articolo; ⌫ e
               c) iii) delle imprese che si limitano sono autorizzate unicamente a prestare
                       servizi di consulenza in materia di investimenti e/o  a ricevere e
                       trasmettere ordini di investitori senza detenere fondi e/o titoli
                       appartenenti ai loro clienti e che, per questo motivo, non possono mai
                       trovarsi in situazione di debito con i loro clienti.
                                                                      93/6/CEE articolo 2, punti 3 e 4
                                                                  (adattato)
       3. c) «Ente»: gli enti creditizi e le imprese di investimento.
       4. d) «Impresa di investimento riconosciuta di un paese terzo»: ⌦ le imprese che
               soddisfano i seguenti requisiti: ⌫
               ⌦i) sono imprese ⌫ che, qualora fossero stabilite nella Comunità,
                       rientrerebbero nella definizione di «impresa di investimento» di cui al
                       punto 2),
               ⌦ii) sono imprese ⌫ che siano autorizzate in un paese terzo e
               ⌦iii) sono imprese ⌫ che siano soggette e rispondenti a norme prudenziali
                       giudicate dalle autorità competenti di livello almeno equivalente a quelle
                       prescritte nella presente direttiva.
   17
      GU L 322 del 17. 12. 1977, pag. 1. 30. Direttiva modificata dalla direttiva 89/646/CEE (GU L 386 del
      30. 12. 1989, pag. 1).
IT                                                 14                                                      IT
 ---pagebreak---                                                                 93/6/CEE (adattato)
                                                                nuovo
      5. e) «Strumentio finanziario»: gli strumenti definiti nella sezione B dell'allegato
            della direttiva 93/22/CEE qualsiasi contratto che dia origine, per una parte,
            ad un’attività finanziaria e, per un’altra, ad una passività finanziaria o ad uno
            strumento di capitale  .
                                                                93/6/CEE articolo 2, punti 6 e 7
                                                             (nuovo)
   6. «Portafoglio di negoziazione» («trading book») di un ente: il portafoglio che
      comprende:
      a)    le posizioni detenute in proprietà da tale ente in strumenti finanziari, merci e
            strumenti derivati su merci destinati a successiva vendita e/o acquisiti dall'ente
            al fine di beneficiare a breve termine di differenze effettive e/o previste tra i
            prezzi di acquisto e di vendita o di altre variazioni di prezzo o di interesse,
            nonché posizioni in strumenti finanziari, merci e strumenti derivati su merci
            derivanti da operazioni di «matched principal broking», oppure posizioni
            destinate a coprire il rischio inerente ad altri elementi del portafoglio;
      b)    le esposizioni dovute a transazioni non liquidate, consegne differite e titoli
            derivati negoziati fuori borsa, di cui ai punti 1, 2, 3 e 5 dell'allegato II, le
            esposizioni dovute a operazioni di vendita con patto di riacquisto e concessione
            di titoli e di merci in prestito, basati su titoli o su merci compresi nel
            portafoglio di negoziazione di cui alla lettera a) contemplati nel punto 4
            dell'allegato II e, previa approvazione delle autorità competenti, le esposizioni
            dovute ad operazioni di vendita con patto di riacquisto e ad assunzione di titoli
            e di merci in prestito, contemplati nello stesso punto, che soddisfano le
            condizioni previste ai successivi punti i), ii), iii e v) oppure le condizioni
            previste ai successivi punti iv) e v):
            i)     le esposizioni sono valutate quotidianamente rispetto ai prezzi di mercato
                   secondo le procedure previste all'allegato II;
            ii)    la garanzia è adattata per tener conto di variazioni sostanziali del valore
                   dei titoli o delle merci oggetto del contratto o della transazione in
                   questione, secondo norme approvate dalle autorità competenti;
            iii)   il contratto o la transazione prevede la compensazione autonomica e
                   immediata dei crediti dell'ente con i crediti della controparte in caso di
                   inadempienza di quest'ultima;
            iv)    il contratto o la transazione in questione sono conclusi a livello di
                   operatori del settore;
            v)     siffatti contratti e transazioni sono circoscritti agli usi appropriati e
                   comunemente accettati dagli stessi, con esclusione quindi delle
                   transazioni artificiali, in particolare diverse da quelle a breve termine e
IT                                              15                                               IT
 ---pagebreak---       c)    Le esposizioni in forma di diritti, commissioni, interessi, dividendi e depositi di
            garanzia su titoli derivati negoziati in borsa direttamente connesse con le voci
            incluse nel portafoglio di cui al punto 6 dell'allegato II.
      L'inclusione di voci particolari nel portafoglio di negoziazione o l'esclusione dallo
      stesso deve rispettare procedure oggettive, compresi all'occorrenza i criteri di
      contabilità dell'ente interessato; le procedure in questione e la loro applicazione
      uniforme sono soggette all'esame delle autorità competenti.
                                                              93/6/CEE articolo 2, punto 7
                                                           (adattato)
   7. «Impresa madre», «impresa figlia» e «ente finanziario»: questi termini sono definiti
      conformemente all'articolo 1 della direttiva 92/30/CEE;
                                                              93/6/CEE articolo 2, punto 8
                                                           (adattato)
   8. «Società di partecipazione finanziaria»: un ente finanziario le cui imprese figlie siano
      esclusivamente o principalmente enti creditizi, imprese di investimento o altri enti
      finanziari e di cui almeno una di tali imprese figlie sia un ente creditizio o un'impresa
      di investimento.
                                                              nuovo
      f)    «impresa d’investimento madre in uno Stato membro»: un’impresa
            d’investimento che ha come impresa figlia un ente o un altro ente finanziario o
            che detiene una partecipazione in siffatte entità e che non è essa stessa
            un’impresa figlia di un altro ente autorizzato nel medesimo Stato membro, o di
            una società di partecipazione finanziaria costituita nel medesimo Stato
            membro, e nella quale nessun altro ente autorizzato nel medesimo Stato
            membro detiene una partecipazione;
      g)    «impresa d’investimento madre nell’UE»: un’impresa di investimento madre in
            uno Stato membro che non è un’impresa figlia di un altro ente autorizzato in
            uno Stato membro o di una società di partecipazione finanziaria costituita in
            uno Stato membro, e nella quale nessun altro ente autorizzato in uno Stato
            membro detiene una partecipazione;
                                                              93/6/CEE articolo 2, punto 9
                                                           (adattato)
   9. «Ponderazione dei rischi»: i livelli di rischio di credito applicabili alle pertinenti
      controparti ai sensi della direttiva 89/647/CEE. Tuttavia per attività in forma di
      crediti e altre esposizioni nei confronti di imprese di investimento o di imprese di
      investimento riconosciute di paesi terzi nonché esposizioni nei confronti di stanze di
      compensazione e borse riconosciute, si applica la stessa ponderazione attribuita
      qualora la pertinente controparte sia un ente creditizio.
IT                                           16                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                  98/33/EC articolo 3 punto 1
                                                              (adattato)
       10h) «Strumenti derivati negoziati fuori borsa (OTC)»: le voci fuori bilancio
              ⌦ comprese nell’elenco all'allegato IV della direttiva [2000/12/CE] diverse
              dalle voci per le quali il valore di esposizione viene considerato pari a zero ai
              sensi del punto 2 dell’allegato III di detta direttiva; ⌫ alle quali a norma
              dell'articolo 6, paragrafo 3, della direttiva 89/647/CEE si applicano i metodi di
              cui all'allegato II della predetta direttiva.
                                                                 93/6/CEE (adattato)
       11.i) «Mercato regolamentato»: un mercato corrispondente alla definizione di cui
              all'articolo 1, punto 13 della direttiva 93/22/CEE; ⌦secondo la definizione di
              cui all’articolo 4, punto 14 della direttiva 2004/39/CE ⌫;
                                                                 93/6/CEE (adattato)
   12. «Voci qualificate»: le posizioni long e short in attività di cui all'articolo 6, paragrafo
       1, lettera b) della direttiva 89/647/CEE e in titoli di debito emessi da imprese di
       investimento o da imprese di investimento riconosciute di paesi terzi. i titoli devono
       essere quotati almeno su un mercato regolamentato di uno Stato membro, o in una
       borsa di un paese terzo se quest'ultima è riconosciuta dalle autorità competenti dello
       Stato membro in questione e devono, secondo l'ente interessato, presentare un
       sufficiente livello di liquidità nonché, in considerazione della solvibilità
       dell'emittente, un rischio di oscillazione del prezzo analogo o inferiore a quello delle
       voci dell'attivo di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 89/647/CEE.
       Le modalità con cui tali valori mobiliari vengono valutati sono soggette alla
       vigilanza delle autorità competenti, che rifiutano la valutazione dell'ente qualora
       ritengano che i titoli in questione presentino un rischio di oscillazione del prezzo
       troppo elevato per poter essere definiti voci qualificate.
       Tuttavia, in deroga a quanto disposto al precedente capoverso, e in attesa di ulteriore
       coordinamento, le autorità competenti hanno il potere discrezionale di riconoscere
       come voci qualificate i valori mobiliari che presentino un sufficiente livello di
       liquidità e che, in considerazione della solvibilità dell'emittente, presentino un rischio
       di oscillazione del prezzo analogo o inferiore a quello delle voci dell'attivo di cui
       all'articolo 6, paragrafo 1 lettera b) della direttiva 89/647/CEE. Il rischio di
       oscillazione del prezzo connesso con tali valori mobiliari deve essere stato valutato a
       siffatto livello da almeno due agenzie per la valutazione dei crediti riconosciute dalle
       autorità competenti, ovvero da una sola di dette agenzie, purché i valori mobiliari in
       questione non vengano valutati al di sotto di tale livello da un'altra agenzia
       riconosciuta dalle dette autorità.
       Tuttavia le autorità competenti possono prevedere una deroga alla condizione di cui
       al precedente capoverso qualora non la giudichino appropriata in considerazione, ad
       esempio, delle caratteristiche del mercato o dell'emittente o dell'emissione oppure di
       una combinazione delle stesse.
IT                                              17                                                 IT
 ---pagebreak---        Inoltre le autorità competenti impongono agli enti di applicare la ponderazione
       massima di cui all'allegato I, punto 14, tabella 1, ai valori mobiliari che presentino un
       particolare rischio a motivo dell'insufficiente solvibilità dell'emittente e/o
       dell'insufficiente liquidità.
       Le autorità competenti di ciascuno Stato membro informano regolarmente il
       Consiglio e la Commissione in merito ai metodi applicati per valutare le voci
       qualificate, in particolare per quanto riguarda i metodi utilizzati per valutare il grado
       di liquidità dei titoli e la solvibilità dell'emittente.
   13. «Voci connesse con le amministrazioni centrali»: le posizioni long e short in attività
       di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a) della direttiva 89/647/CEE e quelle per le
       quali l'articolo 7 della direttiva 89/647/CEE prevede una ponderazione dello 0 %.
                                                                   93/6/CEE articolo 2, punto 14
                                                                (adattato)
       14.j) «Titolo convertibile»: un valore mobiliare che a scelta del detentore può essere
              convertito in un altro valore mobiliare, di regola il titolo di capitale
              dell'emittente.
                                                                   98/31/EC articolo 1, punto 1,
                                                                lettera b) (adattato)
       15.k) «Warrant»: un titolo che attribuisce al detentore il diritto di acquistare un titolo
              o una merce sottostante ad un prezzo convenuto fino alla data o alla data di
              scadenza del warrant stesso ⌦ e che ⌫ può essere liquidato mediante
              consegna dei titoli o della merce sottostanti o in contanti.
       16. l) «Finanziamento delle scorte»: la posizione che risulta quando una scorta di
              merce è venduta a termine ed il costo del finanziamento è bloccato fino alla
              data di consegna.
                                                                   98/31/EC articolo 1, punto 1,
                                                                lettera c) (adattato)
       17.m)«Operazione di vendita con patto di riacquisto»: la transazione
              ⌦ l’operazione ⌫ con la quale un ente o la sua controparte trasferisce valori
              mobiliari o merci o diritti garantiti relativi alla proprietà di valori mobiliari o
              merci, laddove la garanzia sia emessa da una borsa valori riconosciuta che
              detenga i diritti sui valori mobiliari o sulle merci e il contratto non consenta
              all'ente di trasferire o costituire in pegno ⌦ garanzia ⌫ un particolare titolo o
              merce contemporaneamente presso più controparti, con l'obbligo di
              riacquistarli - (o di riacquistare titoli o merci della stessa specie) -ad un
              determinato prezzo e ad una data stabilita o da stabilire da parte di chi effettua
              il trasferimento; essa costituisce un'operazione di vendita con patto di
              riacquisto per l'ente che trasferisce i titoli o le merci e per chi li riceve.
IT                                               18                                               IT
 ---pagebreak---                                                               93/6/CEE articolo 2, punto 17,
                                                           secondo comma
   Un'operazione di vendita con patto di riacquisto è considerata transazione a livello di
   operatori del settore se la controparte è soggetta ad un coordinamento prudenziale in
   ambito comunitario o è un ente creditizio della zona A ai sensi della direttiva
   89/647/CEE o un'impresa di investimento riconosciuta di un paese terzo o se la
   transazione è conclusa con una stanza di compensazione o una borsa riconosciuta.
                                                              98/31/EC articolo 1, punto 1,
                                                           lettera d)
   18.n) «Concessione e assunzione di titoli o merci in prestito»: la transazione con la
         quale un ente o la sua controparte trasferisce titoli o merci contro adeguata
         garanzia con l'impegno per chi riceve il prestito di restituire titoli o merci
         equivalenti ad una data da stabilirsi o quando richiesto dal concedente il
         prestito, costituisce una concessione di titoli o merci in prestito per l'ente che
         trasferisce i titoli o le merci e un'assunzione di titoli o merci in prestito per
         l'ente a cui tali titoli o merci sono trasferiti.
                                                              98/31/EC articolo 1 punto 1,
                                                           lettera d)
   Un'assunzione di titoli o merci in prestito è considerata contratto a livello di operatori
   del settore se la controparte è soggetta ad un coordinamento prudenziale in un ambito
   comunitario o è un ente creditizio della zona A a norma della direttiva 89/647/CEE o
   un'impresa d'investimento riconosciuta di un paese terzo e/o se il contratto è concluso
   con una stanza di compensazione o una borsa riconosciuta.
                                                              93/6/CEE articolo 2, punto 19
                                                           (adattato)
   19.o) «Membro della stanza di compensazione»: il membro di una borsa e/o di una
         stanza di compensazione, che abbia un rapporto contrattuale diretto con la
         controparte centrale (garante del mercato). Le transazioni di quanti non sono
         membri della stanza di compensazione devono essere effettuate tramite un
         membro della stessa.
                                                              93/6/CEE articolo 2, punto 20
                                                           (adattato)
                                                              nuovo
   20.p) «Impresa locale»: un'impresa che operi in una borsa dei contratti «financial
         futures» o a premio unicamente per conto proprio sui mercati dei financial
         futures o dei contratti a premio o di altri strumenti derivati e sui mercati a
         pronti al solo scopo di coprire posizioni sui mercati degli strumenti derivati o
         che operi  per conto di altri membri della stessa borsa dei medesimi
         mercati  o stabilisca prezzi per questi ultimi, e che goda della garanzia di
         un a condizione che l'esecuzione dei contratti sia garantita dai  membrio
IT                                          19                                                IT
 ---pagebreak---                    della stanza di compensazione dei mercati medesimi  della stessa borsa.e i
                   contratti in questione vanno computati nella determinazione della copertura
                   patrimoniale complessiva del membro della stanza di compensazione,
                   supponendo che le posizioni dell'impresa locale siano del tutto distinte da
                   quelle del suddetto membro.
                                                                     93/6/CEE articolo 2, punto 21
                                                                  (adattato)
            21.q) «Coefficiente delta»: il rapporto fra la variazione prevista del prezzo di un
                   contratto a premio e una piccola variazione di prezzo del titolo ⌦ dello
                   strumento ⌫ sottostante.
                                                                     93/6/CEE articolo 2, punto 22
                                                                  (adattato)
   22.      «Posizione long» ai fini dell'allegato I, punto 4: la posizione in cui l'ente ha fissato il
            tasso d'interesse che riceverà ad una data futura, e «posizione short»: la posizione in
            cui l'ente ha fissato il tasso di interesse che pagherà ad una data futura.
                                                                     93/6/CEE articolo 2, punto 23
                                                                  (adattato)
            23. r) «Fondi propri»: i fondi propri ai sensi della direttiva 89/299/CEE
                   ⌦ [2000/12/CE] ⌫ .Tale definizione è tuttavia modificabile quando ricorrano
                   le circostanze di cui all'allegato V.
                                                                     93/6/EC articolo 2, punti 24 e
                                                                  25 (adattato)
   24.     «Capitale iniziale»: gli elementi 1) e 2) dell'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva
   89/299/CEE.
   25      «Fondi propri originari»: gli elementi 1), 2) e 3) meno 9), 10) e 11) di cui all'articolo
   2, paragrafo 1 della direttiva 89/299/CEE.
                                                                     93/6/CEE articolo 2, punto 26
            26.s) «Capitale»: i fondi propri.
                                                                     93/6/CEE articolo 2, punto 27
                                                                  (adattato)
            27. «Duration modificata»: la duration calcolata secondo la formula riportata al
            punto 26 dell'allegato I.
IT                                                    20                                                IT
 ---pagebreak---                                                                    nuovo
             Ai fini dell’esercizio della vigilanza su base consolidata, il termine impresa
             d’investimento include le imprese d’investimento riconosciute di paesi terzi.
             Ai fini della lettera e) del primo comma, gli strumenti finanziari includono sia gli
             strumenti finanziari primari o strumenti a pronti, sia gli strumenti finanziari derivati
             il cui valore è derivato dal prezzo di uno strumento finanziario sottostante o da un
             tasso o da un indice o dal prezzo di un altro elemento sottostante e includono come
             minimo gli strumenti indicati nella sezione C dell’allegato I della direttiva
             2004/39/CE.
                                                                   93/6/CEE articolo 2, punti 7 e 8
                                                                (adattato)
   2.      «Impresa madre», «impresa figlia» ⌦ «società di gestione patrimoniale» ⌫ e «ente
   finanziario»: questi termini sono ⌦ includono le imprese ⌫ definitei ⌦ come tali
   nell’articolo 4 della direttiva [2000/12/CE]. ⌫ conformemente all'articolo 1 della direttiva
   92/30/CEE;
   ⌦I termini ⌫ «società di partecipazione finanziaria», ⌦ «società di partecipazione
   finanziaria madre in uno Stato membro», «società di partecipazione finanziaria madre
   nell’UE» e «impresa di servizi ausiliari» ⌫ : un ente finanziario le cui imprese figlie sono,
   esclusivamente o principalmente, imprese di investimento o altri enti finanziari, quando
   almeno una di esse è un'impresa di investimento ⌦ includono le imprese definite come tali
   nell’articolo 4 della direttiva [2000/12/CE], fermo restando che qualsiasi riferimento agli enti
   creditizi va interpretato come un riferimento agli enti. ⌫
                                                                   nuovo
   3.      Ai fini dell’applicazione della direttiva [2000/12/CE] ai gruppi di cui all’articolo 2,
   paragrafo 1 che non comprendono un ente creditizio si applicano le seguenti definizioni:
                                                                   2002/87/CE articolo 26
                                                                (adattato)
             1.a) «società di partecipazione finanziaria»: un ente finanziario le cui imprese figlie
                    sono, esclusivamente o principalmente, imprese di investimento o altri enti
                    finanziari, quando almeno una di esse è un'impresa di investimento, e che non
                    sia una società di partecipazione finanziaria mista ai sensi della direttiva
                    2002/87/CE18 del Parlamento europeo e del Consiglio.
             2. b) «società di partecipazione mista»: un'impresa madre, diversa da una società di
                    partecipazione finanziaria o da un'impresa di investimento o da una società di
                    partecipazione finanziaria mista ai sensi della direttiva 2002/87/CE, tra le cui
                    imprese figlie figura almeno una impresa di investimento;
   18
           GU L 35 dell'11.2.2003, pag. 1
IT                                                 21                                                 IT
 ---pagebreak---             3. c) «autorità competenti»: le autorità nazionali preposte, in forza di legge o
                  regolamento, all'esercizio della vigilanza sulle imprese d'investimento;
                                                                    93/6/CEE (adattato)
                                         ⌦CAPO II ⌫
                                   CAPITALE INIZIALE
                                                                    93/6/CEE articolo 2, punto 24
                                                                 (adattato)
                                               Articolo 4
   1. «Capitale iniziale»: gli elementi 1) e 2) ⌦ di cui alle lettere a) e b) ⌫ dell'articolo 2,
   paragrafo 1 ⌦ 57 ⌫ della direttiva 89/299/CEE ⌦[2000/12/CE]⌫.
                                                                    93/6/CEE articolo 3, paragrafi 1
                                                                 e 2 (adattato)
                                               Articolo 5
   1.     È richiesto un capitale iniziale di 125 000 ECU ⌦ EUR ⌫ per le imprese di
   investimento che ⌦ non trattino strumenti finanziari per conto proprio e non si impegnino
   irrevocabilmente all'acquisto di strumenti finanziari ma ⌫ che detengono denaro e/o valori
   mobiliari dei clienti e che offrono uno o più dei seguenti servizi:
            a)    la raccolta e la trasmissione degli ordini degli investitori su strumenti
                  finanziari,
            b)    l'esecuzione degli ordini degli investitori su strumenti finanziari,
            c)    la gestione di portafogli individuali d'investimento in strumenti finanziari.
            purché non trattino strumenti finanziari per conto proprio e non si impegnino
            irrevocabilmente all'acquisto di strumenti finanziari.
            La detenzione di posizioni fuori portafoglio di negoziazione in strumenti finanziari a
            scopo di investimento di fondi propri non è considerata attività di negoziazione ai
            sensi del primo comma o nel contesto del paragrafo 2.
   2.     Le autorità competenti possono tuttavia autorizzare imprese d'investimento che
   eseguono ordini degli investitori su strumenti finanziari a detenere detti strumenti in proprio a
   condizione che:
            a)    siffatte posizioni derivino esclusivamente dall'impossibilità dell'impresa di
                  garantire la copertura esatta dell'ordine ricevuto,
IT                                                 22                                                IT
 ---pagebreak---              b)     il valore totale di mercato di tali posizioni non superi il 15 % del capitale
                    iniziale dell'impresa,
             c)     l'impresa soddisfi i requisiti di cui agli articoli 18, 20 e 28, e
             d)     siffatte posizioni siano occasionali e provvisorie nonché rigorosamente limitate
                    al tempo necessario per effettuare l'operazione in questione.
             La detenzione di posizioni fuori portafoglio di negoziazione in strumenti finanziari a
             scopo di investimento di fondi propri non è considerata attività di negoziazione ai
             sensi del primo comma o nel contesto del paragrafo 3.
   3.2     Gli Stati membri hanno facoltà di ridurre l'importo di cui al paragrafo 1 a 50 000 ECU
   ⌦ EUR ⌫ qualora l'impresa non sia autorizzata a detenere denaro o valori mobiliari della
   clientela, né a trattare per conto proprio, né ad impegnarsi irrevocabilmente all'acquisto di
   titoli.
                                                                        93/6/CEE articolo 3, paragrafo
                                                                     3 (adattato)
   3. Il capitale iniziale delle altre imprese di investimento è pari a 730 000 ECU.
                                                                        2004/39/CE articolo 67, punto 2
                                                                     (adattato)
                                                  Articolo 6
   4. Il capitale iniziale delle imprese di cui all'articolo 2, punto 2), secondo e terzo trattino
   ⌦ locali ⌫ è pari a 50 000 EUR se si tratta di imprese che beneficiano della libertà di
   stabilimento e/o prestano servizi ai sensi degli articoli 31 e/o 32 della direttiva 2004/39/CEE .
                                                                        2004/39/CE articolo 67, punto 3
                                                                     (adattato)
                                                  Articolo 7
   In attesa della revisione della direttiva 93/6/CEE, Le imprese di cui all'articolo 2, punto 2,
   ⌦ 3, punto 1 ⌫ , lettera c) ⌦ b), iii) ⌫ della stessa:
   a)        hanno un capitale iniziale di 50 000 EUR o
   b)        hanno un'assicurazione della responsabilità civile professionale estesa all'intero
             territorio comunitario o una garanzia comparabile contro la responsabilità derivante
             da negligenza professionale, che assicuri una copertura di almeno 1 000 000 EUR
             per ciascuna richiesta di indennizzo e di 1 500 000 EUR all'anno per l'importo totale
             delle richieste di indennizzo o
IT                                                    23                                                IT
 ---pagebreak---    c)        dispongono di una combinazione di capitale iniziale e di assicurazione della
             responsabilità civile professionale in una forma che comporti un livello di copertura
             equivalente a quella di cui alla lettera a) o alla lettera b).
   Gli importi di cui al presente paragrafo sono periodicamente soggetti a revisione ad opera
   della Commissione per tenere conto delle variazioni dell'indice europeo dei prezzi al consumo
   pubblicato da Eurostat in linea e contemporaneamente con gli aggiustamenti effettuati a
   norma dell'articolo 4, paragrafo 7 della direttiva 2002/92/CE del Parlamento europeo e del
   Consiglio19 (*).
                                              ⌦Articolo 8 ⌫
   Quando un'impresa di investimento di cui all'articolo 2, punto 2, lettera c) ⌦ 3, punto 1),
   lettera b) iii) ⌫ è registrata anche a titolo ⌦ ai sensi ⌫ della direttiva 2002/92/CE, essa
   deve soddisfare i requisiti di cui all'articolo 4, paragrafo 3 di tale direttiva e deve inoltre:
   a)        avere un capitale iniziale di 25 000 EUR;
   b)        sottoscrivere un'assicurazione della responsabilità civile professionale estesa
             all'intero territorio comunitario o una garanzia comparabile contro la responsabilità
             derivante da negligenza professionale, che assicuri una copertura di almeno 500 000
             EUR per ciascuna richiesta di indennizzo e di 750 000 EUR all'anno per l'importo
             totale delle richieste di indennizzo;
   c)        disporre di una combinazione di capitale iniziale e di assicurazione della
             responsabilità civile professionale in una forma che comporti un livello di copertura
             equivalente a quella di cui alla lettera a) o alla lettera b).
                                                                       93/6/CEE articolo 3, paragrafo
                                                                    3 (adattato)
                                                  Articolo 9
   Il capitale iniziale delle altre imprese di investimento è pari a 730 000 ECU ⌦ EUR ⌫ .
                                                                       93/6/CEE articolo 3, paragrafi
                                                                    da 5 a 8 (adattato)
                                                 Articolo 10
   1.       ⌦ In deroga all’articolo 5, paragrafi 1 e 3, e agli articoli 6 e 9, ⌫ Fatti salvi i
   paragrafi da 1 a 4 gli Stati membri possono confermare l'autorizzazione delle imprese di
   investimento e delle imprese di cui al paragrafo 4 ⌦ all’articolo 6 ⌫ esistenti prima
   dell'attuazione della presente direttiva ⌦ del 31 dicembre 1995 ⌫ i cui fondi propri siano
   inferiori ai livelli di capitale iniziale per esse indicati nei paragrafi da 1 a 4 ⌦ all’articolo 5,
   paragrafi 1 e 3, e agli articoli 6 e 9 ⌫ .
   19
            GU L 9 del 15.1.2003, pag. 3.
IT                                                    24                                                IT
 ---pagebreak---    I fondi propri di tali imprese non devono scendere al di sotto del livello di riferimento più
   elevato calcolato dopo la data di notifica della presente direttiva ⌦ 93/6/CEE ⌫ . Il livello
   di riferimento è il livello medio giornaliero dei fondi propri calcolato sul semestre precedente
   la data del calcolo; il livello di riferimento sarà calcolato su detto periodo con frequenza
   semestrale.
   2.       Qualora il controllo di un'impresa di investimento contemplata dal paragrafo 5
   ⌦ 1 ⌫ sia assunto da una persona fisica o giuridica diversa da quella che lo esercitava
   anteriormente, i fondi propri dell'impresa devono raggiungere almeno il livello indicato ai
   paragrafi da 1 a 4 ⌦ all’articolo 5, paragrafi 1 e 3, e agli articoli 6 e 9 ⌫ , tranne nei casi
   seguenti:         ⌦ in caso di ⌫ primo trasferimento per successione dopo l'entrata in vigore
   della presente direttiva ⌦ il 31 dicembre 1995 ⌫ , previa approvazione delle autorità
   competenti, e per un periodo massimo di 10 anni a decorrere dalla data del trasferimento.;
   ii)        cambiamento di un socio in una partnership, purché almeno uno dei soci della stessa
              alla data di attuazione della presente direttiva continui a farne parte, e per un periodo
              massimo di 10 anni a decorrere dalla data d'entrata in vigore della presente direttiva.
   3.       Tuttavia, In presenza di determinate circostanze particolari e con il consenso delle
   autorità competenti, in caso di fusione di due o più imprese di investimento e/o imprese di cui
   al paragrafo 4 all’articolo 6, non è necessario che i fondi propri dell'impresa risultante dalla
   fusione raggiungano il relativo livello indicato nei paragrafi da 1 a 4 ⌦ all’articolo 5,
   paragrafi 1 e 3, e agli articoli 6 e 9 ⌫ . Per il periodo in cui il livello previsto dai paragrafi da
   1 a 4 ⌦ all’articolo 5, paragrafi 1 e 3, e agli articoli 6 e 9 ⌫ non è ancora stato raggiunto,
   fondi propri della nuova impresa non possono però scendere al di sotto dell'importo
   complessivo dei fondi propri delle imprese fuse alla data della fusione.
   4.       I fondi propri delle imprese di investimento e delle imprese di cui al paragrafo 4
   ⌦ all’articolo 6 ⌫ non possono scendere al di sotto del livello previsto ai paragrafi da 1 a 5
   e 7 all’articolo 5, paragrafi 1 e 3, all’articolo 6, all’articolo 9 e all’articolo 10, paragrafi 1 e 3.
   Tuttavia, se ciò si verificasse, le autorità competenti hanno facoltà di concedere a tali imprese,
   laddove le circostanze lo giustifichino, un periodo limitato per rettificare la loro situazione o
   cessare la loro attività.
                                                                        nuovo
                                                CAPO III
                         PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE
                                                 Articolo 11
   1.       Il portafoglio di negoziazione di un ente consiste nell’insieme delle posizioni in
   strumenti finanziari e su merci, detenute per la negoziazione o la copertura del rischio inerente
   ad altri elementi dello stesso portafoglio, strumenti che devono essere esenti da ogni clausola
   che ne limiti la negoziabilità o, in alternativa, poter essere coperti integralmente.
IT                                                    25                                                   IT
 ---pagebreak---    2.      Le posizioni detenute a fini di negoziazione sono quelle intenzionalmente destinate a
   una successiva vendita a breve termine e/o assunte allo scopo di beneficiare a breve termine di
   differenze effettive o attese di prezzo tra prezzi di acquisto e di vendita, o di altre variazioni di
   prezzo o di tasso d’interesse. Per posizioni si intendono le posizioni in proprio (proprietary
   positions) e le posizioni derivanti da servizi alla clientela (client servicing) o di supporto agli
   scambi (market making).
   3.      La destinazione alla negoziazione è dimostrata facendo riferimento alle strategie, alle
   politiche e alle procedure stabilite dall’ente per gestire la posizione o il portafoglio
   conformemente all’allegato VII, parte A.
   4.      Gli enti istituiscono e mantengono sistemi e controlli per la gestione del loro
   portafoglio di negoziazione conformemente all’allegato VII, parte B.
   5.      Le coperture interne possono essere incluse nel portafoglio di negoziazione; in tal caso
   si applica l'allegato VII, parte C.
                                                                    nuovo
                                              CAPO IV
                                          FONDI PROPRI
                                                                     93/6/CEE articolo 2, punto 25
                                                                 (adattato)
                                                Articolo 12
   Per «fondi propri originari ⌦ di base ⌫ »: gli ⌦ si intende la somma degli ⌫ elementi 1),
   2) e 4) di cui alle lettere a), b) e c) meno 9), 10) e 11) ⌦ la somma degli elementi di cui alle
   lettere i), j) e k) ⌫ all'articolo 2, paragrafo 1 ⌦ dell’articolo 57 ⌫ della direttiva
   89/299/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫.
                                                                    nuovo
   La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il 1° gennaio 2009,
   un’opportuna proposta di modifica del presente capo.
IT                                                   26                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                       93/6/CEE allegato V, punto 1,
                                                                   primo e secondo comma (adattato)
                                                                      nuovo
                                                 Articolo 13
   1.         Fatti salvi i paragrafi da 2 a 5 del presente articolo e gli articoli da 14 a 17 , i fondi
   propri delle imprese di investimento e degli enti creditizi sono definiti determinati in
   conformità della direttiva 89/299/CEE del Consiglio ⌦ [2000/12/CE] ⌫.
             Il primo comma si applica, inoltre, alle imprese d'investimento che non hanno una
             delle forme giuridiche di cui all'articolo 1, paragrafo 1 della quarta direttiva del
             Consiglio 78/660/CEE.
                                                                      93/6/CEE allegato V, punti 1,
                                                                   secondo comma e da 2 a 5
                                                                   (adattato)
                                                                      1 98/31/EC articolo 1, punto 7 e
                                                                   allegato, punto 4, lettere a) e b)
                                                                      nuovo
   2.          1 In deroga al punto ⌦ paragrafo ⌫ 1, le autorità competenti possono consentire
   agli enti tenuti a soddisfare i requisiti patrimoniali ⌦ di cui all’articolo 21 e agli articoli da
   28 a 32 ⌫ e agli allegati I , II, III, IV, VI, VII e VIII ⌦ e da III a VI ⌫ di usare una
   definizione ⌦ determinare i fondi propri, per questi soli fini, secondo una modalità ⌫
   alternativa unicamente nell'ambito di detti requisiti. Nessuna parte dei fondi propri
    ⌦ utilizzati a tal fine ⌫ così costituiti può essere utilizzata contemporaneamente per
   soddisfare altri requisiti patrimoniali.
             La ⌦ modalità di determinazione ⌫ definizione alternativa comprende ⌦ consiste
             nel sommare ⌫ gli elementi di cui alle lettere ⌦ da ⌫ a), b) e ⌦ a ⌫ c) meno
             ⌦ e detrarre ⌫ l'elemento di cui alla lettera d); la detrazione di tale elemento è
             lasciata alla discrezione delle autorità competenti.
             a)     i fondi propri quali sono definiti nella direttiva 89/299/CEE
                    ⌦ [2000/12/CE] ⌫, ad esclusione, dei punti 12) e 13) ⌦ delle lettere da l) a
                    p) ⌫ dell'articolo 2, paragrafo 1 ⌦ 57 ⌫ di detta direttiva per le imprese di
                    investimento tenute a detrarre dal totale degli elementi di cui alle lettere a), b) e
                    c) l'elemento di cui alla lettera d);
             b)     gli utili netti del portafoglio di negoziazione dell'ente, al netto di prevedibili
                    oneri o dividendi meno le perdite nette sulle loro altre attività, sempreché
                    nessuno di tali importi sia già stato incluso nell'elemento di cui alla lettera a)
                    ⌦ del presente paragrafo in quanto compreso fra gli elementi di cui alle lettere
                    b) ⌫ o k) a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, elementi 2) o 11) ⌦ 57 ⌫
                    della direttiva 89/299/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫ ;
IT                                                    27                                                  IT
 ---pagebreak---               c)    i prestiti postergati e/o gli elementi di cui al punto ⌦ paragrafo ⌫ 5, fatte
                    salve le condizioni di cui ai punti da 3 a 7 ⌦ paragrafi 3 e 4 e all’articolo
                    14 ⌫ ;
              d)    le attività non liquide quali definite al punto 8 ⌦ specificate all’articolo
                    15 ⌫.
   3.       I prestiti postergati di cui al punto 2, lettera c) hanno una durata iniziale di almeno due
   anni. Essi sono interamente versati e nel contratto di prestito non è prevista alcuna clausola
   che ne disponga, in presenza di particolari circostanze diverse dalla liquidazione dell'ente, il
   rimborso prima della scadenza convenuta, tranne qualora le autorità competenti vi
   acconsentano. Né il capitale né gli interessi del prestito postergato possono essere rimborsati
   se il rimborso riduce i fondi propri dell'ente in questione ad un livello inferiore al 100 % della
   copertura complessiva dell'ente ⌦ stesso ⌫ .
              Inoltre, l'ente notifica alle autorità competenti qualsiasi rimborso del prestito
              postergato non appena i suoi fondi propri scendono ad un livello inferiore al 120 %
              della copertura ⌦ patrimoniale ⌫ complessiva ad esso richiesta.
   4.       I prestiti postergati di cui al punto 2, lettera c), non possono superare il limite massimo
   del 150 % dei fondi propri originari ⌦ di base ⌫ destinati a soddisfare ⌦ i requisiti di cui
   all’articolo 21 e agli articoli da 28 a 32 nonché agli ⌫ gli obblighi di cui agli allegati I, II, III,
   IV, VI, VII e VIII ⌦ da I a VI ⌫ e possono avvicinarsi a questo limite massimo soltanto in
   particolari circostanze considerate accettabili dalle autorità competenti.
   5.       Le autorità competenti possono permettere agli enti di sostituire i prestiti postergati di
   cui ai punti 3 e 4 al punto 2), lettera c) con gli elementi 3), 5), 6), 7) e 8) del paragrafo 1 di cui
   alle lettere da d) ad h) dell'articolo 2 ⌦ 57 ⌫ della direttiva 89/299/CEE
   ⌦ [2000/12/CE] ⌫ .
                                                                        98/31/CE allegato, punto 4,
                                                                     lettera c) (adattato)
                                                 Articolo 14
   1.       Le autorità competenti possono permettere alle imprese d'investimento di superare il
   limite massimo per i prestiti postergati di cui al punto ⌦ all’articolo 13, paragrafo ⌫ 4
   qualora ritengano che ciò sia compatibile con norme prudenziali e a condizione che il totale di
   tali prestiti postergati e degli elementi di cui al punto ⌦ all’articolo 13, paragrafo ⌫ 5 non
   superi il 200 % dei fondi propri originari ⌦ di base ⌫ destinati a soddisfare gli obblighi
   ⌦ i requisiti ⌫ di cui ⌦ all’articolo 21, agli articoli da 28 a 32 nonché all’allegato I ⌫ e
   agli allegati I, II, III, IV, VI, VII e VIII ⌦ da III a VI ⌫ oppure il 250 % di detto importo,
   laddove le imprese d'investimento detraggano l'elemento di cui al punto ⌦ all’articolo 13,
   paragrafo ⌫ 2, lettera d), nel computo dei fondi propri.
   2.       Le autorità competenti possono permettere agli enti creditizi di superare il limite
   massimo per i prestiti postergati di cui al punto ⌦ all’articolo 13, paragrafo ⌫ 4 qualora
   ritengano che ciò sia compatibile con norme prudenziali e a condizione che il totale di tali
   prestiti postergati e degli elementi di cui al punto 5 ⌦ alle lettere da d) ad h) della direttiva
   [2000/12/EC] ⌫ non superi il 250 % dei fondi propri originari ⌦ di base ⌫ destinati a
IT                                                     28                                                 IT
 ---pagebreak---    soddisfare gli obblighi ⌦ i requisiti ⌫ di cui ⌦ agli articoli da 28 a 32 nonché all’allegato I
   e agli ⌫ allegati I, II, III, VI, VII e VIII ⌦ da III a VI ⌫ .
                                                                      93/6/CEE allegato V, punto 8
                                                                   (adattato)
                                                Articolo 15
   Le attività non liquide ⌦ di cui alla lettera d) dell’articolo 12, paragrafo 2 comprendono: ⌫
             a)    ⌦ le ⌫ immobilizzazioni materiali, (tranne qualora terreni e fabbricati
                   possano figurare come contropartita dei prestiti di cui costituiscono garanzia);
             b)    partecipazioni, compresi i crediti subordinati, in enti creditizi o enti finanziari,
                   facenti parte dei fondi propri di tali enti, salvo se detratti a norma dell'articolo
                   2, paragrafo 1, elementi 12) e 13) ⌦ delle lettere da l) a p) dell’articolo 57 ⌫
                   della direttiva 89/299/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫ o del punto 15 iv) del
                   presente allegato ⌦ dell’articolo 15, lettera d) della presente direttiva ⌫.
             c)    partecipazioni e altri investimenti in imprese diverse dagli enti creditizi e dagli
                   altri enti finanziari, non prontamente negoziabili;
             d)    perdite di esercizio in società controllate;
             e)    depositi effettuati, esclusi quelli rimborsabili entro 90 giorni, ed esclusi anche
                   pagamenti connessi con contratti futures per i quali è previsto un deposito di
                   garanzia o contratti a premio;
             f)    prestiti e altri importi dovuti, non rimborsabili entro 90 giorni;
             g)    giacenze in natura, a meno che esse siano ⌦ già ⌫ soggette agli obblighi di
                   copertura patrimoniale stabiliti nell'articolo 4, paragrafo 2, e purché tali
                   obblighi siano non meno ⌦ almeno altrettanto ⌫ rigorosi di quelli stabiliti in
                   conformità dell'articolo 4, paragrafo 1, punto iii) ⌦ negli articoli da 18 a
                   20 ⌫ .
                                                                      93/6/CEE allegato V, punto 8,
                                                                   secondo trattino, secondo comma
                                                                   (adattato)
             Laddove ⌦ Ai fini della lettera b), qualora ⌫ azioni o quote siano detenute
             temporaneamente in un ente creditizio o ente finanziario in connessione con un
             intervento finanziario finalizzato alla ristrutturazione e al salvataggio di detto ente, le
             autorità competenti possono esentare da tale obbligo. Esse possono parimenti
             concedere una dispensa laddove si tratti di partecipazioni contenute nel portafoglio di
             negoziazione dell'impresa di investimento,.
IT                                                   29                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                     93/6/CEE allegato V, punto 9
                                                                 (adattato)
                                                   Articolo 16
   9. Le imprese di investimento che fanno parte di un gruppo e ⌦ che ⌫ beneficiano della
   deroga di cui all'articolo 7, paragrafo 4, ⌦ 22 ⌫ calcolano i loro fondi propri
   conformemente ai precedenti punti da 1 a 8 ⌦ agli articoli da 13 a 15 ⌫, fatte salve le
   seguenti modifiche ⌦ rettifiche ⌫:
             a) i) le attività non liquide di cui al punto 2, ⌦ all’articolo 13, paragrafo 2, ⌫
                     lettera d) sono detratte;
             b) ii) l'esclusione di cui al punto 2, ⌦ all’articolo 12, paragrafo 2, ⌫ lettera a) non
                     comprende le componenti dei punti 12 e 13 ⌦ di cui alle lettere da l) a p) ⌫
                     dell'articolo 2, paragrafo 1 ⌦ 57 ⌫ della direttiva 89/299/CEE
                     ⌦ [2000/12/CE] ⌫ che l'impresa di investimento detiene nei confronti di
                     imprese incluse nel consolidamento quale definito all'articolo 7 ⌦ 2 ⌫,
                     paragrafo 2 ⌦ 1 ⌫ della presente direttiva;
             c) iii) i limiti di cui all'articolo 6 ⌦ 66 ⌫, paragrafo 1, lettere a) e b) della direttiva
                     89/299/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫ sono calcolati in riferimento ai fondi propri
                     originari ⌦ di base ⌫ con detrazione delle componenti degli elementi 12) e
                     13) ⌦ di cui alle lettere da l) a p) ⌫ dell'articolo 2, paragrafo 1 ⌦ 57 ⌫
                     della direttiva 89/299/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫ di cui alla precedente punto
                     ii) ⌦ lettera b) ⌫ che costituiscono elementi dei fondi propri originari ⌦ di
                     base ⌫ delle imprese in questione;
             d)iv) le componenti degli elementi 12) e 13) ⌦ di cui alle lettere da l) a p) ⌫
                     dell'articolo 2, paragrafo 1 ⌦ 57 ⌫ della direttiva 89/299/CEE
                     ⌦ [2000/12/CE] ⌫ di cui alla precedente punto iii) ⌦ lettera c) ⌫ sono
                     detratte dai fondi propri originari ⌦ di base ⌫ anziché dal totale di tutti gli
                     elementi, come prescritto ⌦ stabilito ⌫ all'articolo 6 ⌦ 66 ⌫, paragrafo 1,
                     lettera c) della medesima direttiva, ⌦ in particolare ⌫ ai fini dei punti da 4 a
                     7 ⌦ dell’articolo 13, paragrafi 4 e 5, e dell’articolo 14 ⌫ della presente
                     allegato ⌦ direttiva ⌫.
                                                                    nuovo
                                                   Articolo 17
   1.      Quando un ente calcola gli importi dell’esposizione ponderati per il rischio ai fini
   dell’allegato II conformemente alle disposizioni degli articoli da 84 a 89 della direttiva
   [2000/12/CE], ai fini del calcolo di cui alla direttiva [2000/12/CE], allegato VII, parte 1,
   sottoparte 4 si applicano le disposizioni seguenti:
IT                                                     30                                                IT
 ---pagebreak---             a)     le rettifiche di valore compiute per tener conto della qualità creditizia della
                   controparte possono essere incluse nella somma delle rettifiche di valore e
                   degli accantonamenti effettuati per le esposizioni di cui all’allegato II;
            b)     previa approvazione delle autorità competenti, se il rischio di credito della
                   controparte è preso adeguatamente in considerazione nella valutazione di una
                   posizione compresa nel portafoglio di negoziazione, l’ammontare della perdita
                   attesa per l’esposizione al rischio di controparte è pari a zero.
            Ai fini della lettera a), per gli enti in questione, tali rettifiche di valore non sono
            incluse nei fondi propri a fini diversi da quelli previsti nel presente comma.
   2.     Ai fini del presente articolo, si applicano gli articoli 153 e 154 della direttiva
   [2000/12/CE].
                                                                      93/6/CEE (adattato)
                                            ⌦CAPO V ⌫
                                            ⌦SEZIONE 1 ⌫
                               COPERTURA ⌦ DEI ⌫ RISCHI
                                                                      93/6/CEE articolo 4, paragrafo
                                                                   1 (adattato)
                                                                      nuovo
                                                 Articolo 18
   1.     Le autorità competenti impongono agli ⌦ Gli ⌫ enti di costituire               detengono 
   fondi propri che siano costantemente superiori o pari alla somma dei seguenti elementi:
                                                                      98/31/CE articolo 1, punto 2
                                                                   (adattato)
            a) i) copertura patrimoniale, calcolata a norma ⌦ secondo i metodi e le opzioni di
                   cui agli articoli da 28 a 32 e ⌫ deagli allegati I, II e VI e, se del caso,
                   deall'allegato VIII, per il loro portafoglio di negoziazione;
            b) ii) copertura patrimoniale, calcolata a norma ⌦ secondo i metodi e le opzioni di
                   cui ⌫ deagli allegati III e VII ⌦ IV ⌫ e, se del caso, deall'allegato VIII, per
                   tutte le loro attività;.
IT                                                   31                                              IT
 ---pagebreak---                                                                       93/6/CEE articolo 4, paragrafo
                                                                   1, punti iii) e iv) (adattato)
   iii)       copertura patrimoniale prescritta nella direttiva 89/647/CEE per tutte le loro attività,
              esclusi il portafoglio di negoziazione e le attività non liquide dedotte dai fondi propri
              in conformità del punto 2), lettera d) dell'allegato V;
   iv)        copertura patrimoniale prevista al paragrafo 2.
                                                                      93/6/CEE articolo 4, paragrafo
                                                                   1, punto iv), secondo comma
   Indipendentemente dall'entità della copertura patrimoniale di cui ai punti da i) a iv) i fondi
   propri prescritti alle imprese di investimento non devono essere mai inferiori alla copertura di
   cui all'allegato IV.
                                                                      93/6/CEE articolo 4, paragrafi
                                                                   da 2 a 5
   2. Le autorità competenti impongono agli enti di costituire fondi propri adeguati per coprire i
   rischi occasionati da attività non contemplate né dalla presente direttiva né dalla direttiva
   89/647/CEE e che rivestano la stessa natura dei rischi contemplati da tali direttive.
   3. Se i fondi propri di un ente scendono al di sotto dell'ammontare dei fondi propri prescritti,
   calcolati a norma del paragrafo 1, le autorità competenti assicurano che l'ente in questione
   prenda adeguati provvedimenti per rettificare quanto prima la sua situazione.
   4. Le autorità competenti impongono agli enti di istituire sistemi di osservazione e di
   controllo del rischio tasso di interesse per tutte le loro attività, sistemi soggetti alla
   supervisione dalle autorità stesse.
   5. Gli enti sono tenuti a provare alle loro autorità competenti che dispongono di sistemi
   adeguati per calcolare con ragionevole precisione, in qualsiasi momento, la loro posizione
   finanziaria.
                                                                      93/6/CEE articolo 4, paragrafo
                                                                   6 (adattato)
   2.       In deroga al paragrafo 1 le autorità competenti possono permettere agli enti di
   calcolare la copertura patrimoniale per il loro portafoglio di negoziazione secondo la direttiva
   89/647/CEE ⌦ l’articolo 75, lettera a) della direttiva [2000/12/CE] e i punti 6, 7, 8 e 10
   dell’allegato II della presente direttiva, ⌫ piuttosto che in conformità degli allegati I e II
   della presente direttiva, sempreché ⌦ a condizione che ⌫:
              a) i) le operazioni attinenti al portafoglio di negoziazione degli enti in questione non
                     superino di norma il 5% dell'insieme delle loro operazioni, e
              b) ii) l'insieme delle loro posizioni in portafoglio di negoziazione non superi di
                     norma l'importo di 15 milioni di ECU ⌦ EUR ⌫, e
IT                                                   32                                                 IT
 ---pagebreak---              c) iii) le operazioni attinenti al portafoglio di negoziazione degli enti in questione non
                     superino in nessun momento il 6% dell'insieme delle loro operazioni e
                     l'insieme delle loro posizioni in portafoglio di negoziazione non superi in
                     nessun momento l'importo di 20 milioni di ECU ⌦ EUR ⌫ .
                                                                      93/6/CEE articolo 4, paragrafo
                                                                   7 (adattato)
   3.       Per calcolare la parte rappresentata dal portafoglio di negoziazione rispetto al totale
   delle attività ai sensi del paragrafo 6, punti i) e iii) ⌦ 2, lettere a) e c) ⌫ , le autorità
   competenti possono riferirsi al totale delle operazioni in bilancio e fuori bilancio, al conto
   «profitti e perdite» o ai fondi propri dell'ente in questione, o a una combinazione di questi
   importi. Nella valutazione dell'entità delle operazioni in e fuori bilancio, i titoli ⌦ gli
   strumenti ⌫ di debito sono valutati al loro prezzo di mercato o al loro valore nominale, i
   titoli ⌦ gli strumenti ⌫ di capitale al prezzo di mercato e i prodotti derivati al valore
   nominale o di mercato degli strumenti sottostanti. Si sommano le posizioni long e short
   ⌦ lunghe e corte ⌫, indipendentemente dal loro segno.
                                                                      93/6/CEE articolo 4, paragrafo
                                                                   8 (adattato)
   4.       Se un ente dovesse superare per più di un breve periodo uno o entrambi i limiti di cui
   al paragrafo 6, punti i) e ii) ⌦ 2, lettere a) e b) ⌫ o supera uno o entrambi i limiti di cui al
   paragrafo 6, punto iii) ⌦ 2, lettera c) ⌫, ha l'obbligo di soddisfare i requisiti fissati
   all'articolo 4, paragrafo 1, punto i) ⌦ lettera a) ⌫ e non quelli della direttiva 89/647/CEE
   ⌦ dell’articolo 75, lettera a) della direttiva [2000/12/CE] ⌫, per quanto riguarda il suo
   portafoglio di negoziazione, e di darne notifica all'autorità competente.
                                                                      nuovo
                                                  Articolo 19
   1.       Ai fini del punto 14 dell’allegato I, a discrezione delle autorità nazionali, una
   ponderazione dello 0% può essere applicata agli strumenti di debito emessi dalle stesse entità
   e denominati e finanziati in valuta locale.
                                                                      93/6/CEE articolo 11, paragrafo
                                                                   2 (adattato)
   2.       In deroga ali puntoi ⌦ 13 e ⌫ 14 dell'allegato I, gli Stati membri possono stabilire,
   per le obbligazioni cui è attribuito un coefficiente di ponderazione del 10 % a norma
   dell'articolo 11, paragrafo 2 della direttiva 89/647/CEE ⌦ di cui all'allegato VI, parte 1, punti
   da 65 e 67 della direttiva [2000/12/CE] ⌫, una copertura patrimoniale per rischio specifico
   pari alla metà della copertura fissata, a fronte di detto rischio, per un voce qualificata con la
   stessa durata residua di tali obbligazioni ⌦, ridotta applicando le percentuali indicate
   nell’allegato VI, parte 1, punto 68 della direttiva [2000/12/CE] ⌫ .
IT                                                    33                                                IT
 ---pagebreak---                                                                        nuovo
   3.      Se, come previsto al punto 52 dell’allegato I, un’autorità competente riconosce come
   ammissibile un organismo d’investimento collettivo di un paese terzo, un’autorità competente
   di un altro Stato membro può far proprio tale riconoscimento senza procedere essa stessa ad
   una valutazione.
                                                  Articolo 20
   1.      Fatti salvi i paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo e l’articolo 34 della presente
   direttiva, i requisiti di cui all’articolo 75 della direttiva [2000/12/CE] si applicano alle imprese
   di investimento.
   2.      In deroga al paragrafo 1, le autorità competenti possono consentire alle imprese di
   investimento che non sono autorizzate a prestare i servizi di investimento che figurano al
   punto 3 e al punto 6 dell'allegato I, sezione A della direttiva 2004/39/CE di detenere fondi
   propri che siano costantemente superiori o pari alla somma dei seguenti elementi:
             a)    la somma dei requisiti patrimoniali indicati nelle lettere da a) a c) dell’articolo
                   75 della direttiva [200/12/CE];
             b)    l’importo stabilito all’articolo 21 della presente direttiva.
   3.      In deroga al paragrafo 1, le autorità competenti possono consentire alle imprese di
   investimento che detengono un capitale iniziale conforme alle disposizioni dell’articolo 9, ma
   che rientrano nelle categorie che seguono, di detenere fondi propri che siano costantemente
   superiori o pari alla somma dei requisiti patrimoniali calcolati secondo le disposizioni delle
   lettere da a) a c) della direttiva [2000/12/CE] e dell’importo prescritto nell’articolo 21 della
   presente direttiva.
             a)     imprese di investimento che negoziano per conto proprio allo scopo di eseguire
                   ordini dei clienti o allo scopo di essere ammessi ad un sistema di
                   compensazione e regolamento o a una borsa valori riconosciuta quando
                   operano in qualità di agenti o eseguono ordini di clienti;
             b)    imprese di investimento:
                   i)      che non detengono denaro o valori mobiliari della clientela;
                   ii)     che effettuano solo negoziazioni per conto proprio;
                   iii)    che non hanno clienti esterni;
                   iv)     per le quali l’esecuzione e il regolamento delle operazioni vengono
                           effettuati sotto la responsabilità di un organismo di compensazione e
                           sono garantiti dal medesimo organismo.
   4.      Le imprese di investimento di cui ai paragrafi 2 e 3 rimangono soggette a tutte le altre
   disposizioni relative al rischio operativo contenute nell’allegato V della direttiva
   [2000/12/CE].
IT                                                    34                                                IT
 ---pagebreak---                                                                      93/6/CEE allegato IV (adattato)
                                                Articolo 21
   Alle imprese di investimento è prescritto di detenere fondi propri pari a un quarto delle loro
   spese fisse generali dell'esercizio precedente.
   Le competenti autorità ⌦ competenti ⌫ hanno facoltà di adattare tale obbligo in caso di
   modifica sostanziale dell'attività di un'impresa rispetto all'esercizio precedente.
   Quando il precedente periodo di attività dell'impresa è inferiore a un anno intero, compreso il
   giorno d'inizio dell'attività, tale copertura sarà pari a un quarto delle spese fisse generali del
   piano di attività preventivo, salvo eventuale adattamento prescritto dalle autorità competenti.
                                                                     93/6/CEE (adattato)
                                              ⌦SEZIONE 2
        APPLICAZIONE DEI REQUISITI PATRIMONIALI SU BASE CONSOLIDATA ⌫
                                                                     nuovo
                                                Articolo 22
   1.      Le autorità competenti tenute a o incaricate di esercitare la vigilanza su base
   consolidata di gruppi di cui all’articolo 2 possono, caso per caso, derogare all’applicazione
   dei requisiti patrimoniali su base consolidata a condizione che:
            a)     ciascuna impresa di investimento del gruppo utilizzi la definizione di fondi
                   propri contenuta nell’articolo 16;
            b)     tutte le imprese di investimento del gruppo rientrino nelle categorie di cui ai
                   paragrafi 2 e 3 dell’articolo 20;
            c)     ciascuna impresa di investimento del gruppo soddisfi i requisiti prescritti negli
                   articoli 18 e 20 su base individuale e deduca al tempo stesso dai suoi fondi
                   propri ogni passività potenziale nei confronti di imprese di investimento, enti
                   finanziari, società di gestione patrimoniale e imprese di servizi ausiliari che
                   verrebbero altrimenti consolidati;
            d)     ciascuna società di partecipazione finanziaria che sia l’impresa madre di
                   un'impresa di investimento facente parte del gruppo detenga un capitale,
                   definito ai fini della presente disposizione come la somma degli elementi di cui
                   alle lettere da a) ad h) dell’articolo 57 della direttiva [2000/12/CE], di entità
                   almeno pari alla somma del valore contabile integrale delle partecipazioni, dei
                   crediti subordinati e degli strumenti di cui all’articolo 57 della direttiva
                   [2000/12/CE] in imprese di investimento, enti finanziari, società di gestione
                   patrimoniale e imprese di servizi ausiliari che verrebbero altrimenti consolidati,
IT                                                   35                                               IT
 ---pagebreak---                    e dell’importo totale di ogni passività potenziale nei confronti di imprese di
                   investimento, istituti finanziari, società di gestione patrimoniale e imprese di
                   servizi ausiliari che verrebbero altrimenti consolidati.
             Quando i criteri di cui al primo comma sono soddisfatti, ciascuna impresa di
             investimento deve disporre di sistemi di verifica e controllo delle fonti di capitale e
             di finanziamento di tutte le società di partecipazione finanziaria, imprese di
             investimento, enti finanziari, società di gestione patrimoniale e imprese di servizi
             ausiliari facenti parte del gruppo.
   2.       In deroga al paragrafo 1, le autorità competenti possono consentire alle società di
   partecipazione finanziaria che sono imprese madri di un'impresa di investimento del gruppo di
   utilizzare un valore inferiore al valore calcolato conformemente alla lettera d) del paragrafo 1,
   purché non sia inferiore anche alla somma dei requisiti prescritti negli articoli 18 e 20 su base
   individuale alle imprese di investimento, agli enti finanziari, alle società di gestione
   patrimoniale e alle imprese di servizi ausiliari che verrebbero altrimenti consolidati e
   all'importo totale di ogni passività eventuale nei confronti di imprese di investimento, istituti
   finanziari, società di gestione patrimoniale e imprese di servizi ausiliari che verrebbero
   altrimenti consolidati. Ai fini del presente paragrafo il requisito patrimoniale per gli enti
   finanziari, le società di gestione patrimoniale e le imprese di servizi ausiliari è un requisito
   patrimoniale nozionale.
                                                                    93/6/CEE articolo 7, paragrafi 5
                                                                 e 6 (adattato)
                                                 Articolo 23
   Le autorità competenti esigono che le imprese di investimento che fanno parte di un gruppo e
   ⌦ che ⌫ beneficiano della deroga di cui al punto 20 ⌦ all’articolo 22 ⌫ notifichino loro i
   rischi, compresi quelli connessi alla composizione e alle fonti di capitale e finanziamento, che
   potrebbero ledere la situazione finanziaria di dette imprese. Se le autorità competenti
   ritengono che la situazione finanziaria delle suddette imprese ⌦ di investimento ⌫ non sia
   sufficientemente tutelata, prescrivono che queste ultime adottino opportune misure, ivi
   comprese, se necessario, limitazioni nei trasferimenti di capitale da tali imprese alle entità del
   gruppo.
   Qualora le autorità competenti deroghino agli obblighi di vigilanza su base consolidata
   previsti al paragrafo 4 ⌦ all’articolo 22 ⌫, esse adottano altre misure adeguate per il
   controllo dei rischi, segnatamente i grandi fidi, in tutto il gruppo, incluse le imprese che non
   sono localizzate in nessuno degli Stati membri.
                                                                    nuovo
   Quando le autorità competenti derogano all’obbligo di vigilanza su base consolidata previsto
   dall’articolo 22, i requisiti di cui al titolo V, capo 5 della direttiva [2000/12/CE] continuano
   ad applicarsi su base individuale e i requisiti di cui all’articolo 124 della direttiva
   [2000/12/CE] continuano ad applicarsi alla vigilanza delle imprese di investimento su base
   individuale.
IT                                                   36                                               IT
 ---pagebreak---                                                                     93/6/CEE articolo 7, paragrafi
                                                                 da 7 a 9
   7. Gli Stati membri possono non esigere l'applicazione, su base individuale o subconsolidata,
   delle coperture patrimoniali di cui agli articoli 4 e 5 ad un ente che, in quanto impresa madre,
   sia soggetto a vigilanza su base consolidata e alle imprese figlie di un siffatto ente che siano
   soggette alla loro autorizzazione e vigilanza e rientrino nella vigilanza su base consolidata
   dell'ente che è la loro impresa madre.
   Analoga deroga è concessa qualora l'impresa madre sia una società di partecipazione
   finanziaria con sede nello stesso Stato membro dell'ente, a condizione che ad essa si
   applichino la stessa vigilanza cui sono soggetti gli enti creditizi o le imprese d'investimento e
   in particolare i requisiti stabiliti dagli articoli 4 e 5.
   Nei due casi suddetti, ove si applichi siffatta deroga, dovranno essere adottate misure volte a
   garantire una ripartizione adeguata di fondi propri all'interno del gruppo.
   8. Quando un ente, impresa figlia di un'impresa madre che sia un ente, è stato autorizzato ed è
   situato in un altro Stato membro, le autorità competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione
   applicano a tale ente le norme di cui agli articoli 4 e 5 su base individuale o, se del caso,
   subconsolidata.
   9. In deroga al disposto del paragrafo 8, le autorità competenti che hanno rilasciato
   l'autorizzazione all'impresa figlia di un'impresa madre che sia un ente possono, mediante un
   accordo bilaterale, delegare la propria responsabilità di vigilanza sull'adeguatezza
   patrimoniale e sui grandi fidi alle autorità competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione
   all'impresa madre e che esercitano la vigilanza su di essa. La Commissione deve essere
   informata dell'esistenza e del tenore di tali accordi. Essa trasmette queste informazioni alle
   autorità competenti degli altri Stati membri, al Comitato consultivo bancario e al Consiglio
   salvo si tratti di gruppi contemplati dal paragrafo 3.
                                                                   nuovo
                                                  Articolo 24
   In deroga all’articolo 2, paragrafo 2, le autorità competenti possono esentare le imprese di
   investimento dai requisiti patrimoniali consolidati ivi stabiliti, a condizione che tutte le
   imprese di investimento del gruppo rientrino tra le imprese di investimento di cui all’articolo
   20, paragrafo 2 e il gruppo non comprenda enti creditizi.
   Quando le condizioni di cui al primo comma sono soddisfatte, l’impresa di investimento
   madre è tenuta a detenere fondi propri che siano costantemente superiori o pari al più elevato
   dei due seguenti requisiti consolidati, calcolati secondo le disposizioni contenute nella sezione
   3 del presente capo:
             a)     la somma dei requisiti patrimoniali indicati nelle lettere da a) a c) dell’articolo
                    75 della direttiva [2000/12/CE];
             b)     l’importo prescritto all’articolo 21.
IT                                                     37                                               IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 25
   In deroga all’articolo 2, paragrafo 2, le autorità competenti possono esentare le imprese di
   investimento dai requisiti patrimoniali consolidati ivi stabiliti, a condizione che tutte le
   imprese di investimento del gruppo rientrino tra le imprese di investimento di cui all’articolo
   20, paragrafi 2 e 3, e il gruppo non comprenda enti creditizi.
   Quando le condizioni di cui al primo comma sono soddisfatte, l’impresa di investimento
   madre è tenuta a detenere fondi propri che siano costantemente superiori o pari al più elevato
   della somma dei requisiti consolidati, calcolati secondo le disposizioni contenute nella sezione
   3 del presente capo, dei requisiti patrimoniali indicati nelle lettere da a) a c) dell’articolo 75
   della direttiva [2000/12/CE] e dell’importo stabilito all’articolo 21 della presente direttiva.
                                                                     93/6/CEE (adattato)
                                           ⌦SEZIONE 3 ⌫
          CALCOLO DELLA COPERTURA PATRIMONIALE SU BASE CONSOLIDATA
                                                                     98/31/CE articolo 1, punto 4
                                                                  (adattato)
                                               Articolo 26
   1.       Qualora non sia applicata la deroga di cui ai paragrafi 20 e ⌦ all’articolo 22 ⌫ , le
   autorità competenti possono, ai fini del calcolo della copertura patrimoniale di cui agli allegati
   I e VIII e delle esposizioni verso i clienti di cui ⌦ agli articoli da 28 a 31 e ⌫ all'allegato
   VI, su base consolidata, consentire la compensazione di posizioni del portafoglio di
   negoziazione di ⌦ un ente con posizioni che ⌫ un altro ente ⌦ detenga nel proprio
   portafoglio di negoziazione ⌫ in conformità ⌦ delle disposizioni degli articoli da 28 a
   32 ⌫ e degli allegati I, VI e VIII.
             Inoltre esse possono consentire la compensazione di posizioni in cambi detenute da
             un ente con posizioni in cambi detenute da un altro ente, a norma dell'allegato III e/o
             dell'allegato VIII. Esse possono altresì consentire la compensazione di posizioni in
             merci detenute da un ente con le posizioni in merci detenute da un altro ente, a norma
             dell'allegato VII ⌦ IV ⌫ e/o dell'allegato VIII.
                                                                     93/6/CEE articolo 7, paragrafo
                                                                  11 (adattato)
   2.       Le autorità competenti possono altresì consentire la compensazione relativamente al
   portafoglio di negoziazione e alle posizioni in cambi e in merci, rispettivamente, di imprese
   stabilite in paesi terzi, se sono contemporaneamente soddisfatte le seguenti condizioni:
             a) i) le imprese in questione sono state autorizzate in un paese terzo e rispondono
                    alla definizione di un ente creditizio di cui al primo trattino dell' all’articolo 1
IT                                                  38                                                   IT
 ---pagebreak---                      ⌦ 4, paragrafo 1 ⌫ della direttiva 77/780/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫, o sono
                     imprese di investimento riconosciute di paesi terzi;
             b) ii) dette imprese soddisfano, su base individuale, norme sull'adeguatezza
                     patrimoniale equivalenti a quelle della presente direttiva;
             c) iii) nei paesi in questione non esistono normative che possano incidere
                     sostanzialmente sul trasferimento di fondi all'interno del gruppo.
                                                                        93/6/CEE articolo 7, paragrafo
                                                                     12 (adattato)
   3.      Le autorità competenti possono inoltre consentire la compensazione descritta nel
   paragrafo 10 ⌦ 1 ⌫ fra enti che fanno parte di un gruppo e che sono stati autorizzati dallo
   Stato membro in questione, a condizione che:
             a) i) all'interno del gruppo esista una ripartizione adeguata dei fondi propri;
             b) ii) il contesto normativo, giuridico e/o contrattuale in cui operano gli enti sia tale
                     da garantire solidarietà finanziaria all'interno del gruppo.
                                                                        93/6/CEE articolo 7, paragrafo
                                                                     13 (adattato)
   4.      Inoltre, le autorità competenti possono consentire la compensazione descritta nel
   paragrafo 10 ⌦ 1 ⌫ fra enti che fanno parte di un gruppo e soddisfano i requisiti di cui al
   paragrafo 12 ⌦ 3 ⌫ ed altri enti che fanno parte dello stesso gruppo e che sono stati
   autorizzati in un altro Stato membro, a condizione che l'ente sia tenuto a rispettare
   individualmente i requisiti patrimoniali previsti dagli articoli 4 e 5 ⌦ 18, 20 e 28 ⌫.
                                                                        93/6/CEE articolo 7, paragrafi
                                                                     14 e 15 (adattato)
                                                 Articolo 27
   1.      Ai fini del calcolo dei fondi propri su base consolidata si applica l'articolo 5 ⌦ 65 ⌫
   della direttiva 89/299/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫.
   2.      Le autorità competenti incaricate della vigilanza su base consolidata possono
   riconoscere la validità delle definizioni specifiche di fondi propri applicabili agli enti
   interessati ai sensi dell'allegato V ⌦ del capo IV ⌫ ai fini del calcolo dei loro fondi propri
   su base consolidata.
IT                                                    39                                               IT
 ---pagebreak---                                                                       93/6/CEE (adattato)
                                           ⌦SEZIONE 4 ⌫
            ⌦SORVEGLIANZA E CONTROLLO DEI GRANDI FIDI ⌫
                                                                      93/6/CEE articolo 5, paragrafo
                                                                   1 (adattato)
                                                Articolo 28
   1.      Gli enti effettuano la vigilanza ⌦ sorveglianza ⌫ e il controllo deI loro grandi fidi
   conformemente alla direttiva 92/121/CEE ⌦ agli articoli da 106 a 118 della direttiva
   [2000/12/CE] ⌫.
                                                                      98/31/CE articolo 1, punto 3
                                                                   (adattato)
   2.      In deroga al paragrafo 1, gli enti che calcolano la copertura patrimoniale per il
   portafoglio di negoziazione a norma degli allegati I e II e, se del caso, all'allegato VIII,
   effettuano la vigilanza ⌦ sorveglianza ⌫ e il controllo dei loro grandi fidi a norma della
   direttiva 92/121/CEE ⌦ degli articoli da 106 a 118 della direttiva [2000/12/CE] ⌫ , fatte
   salve le modifiche di cui all'allegato VI ⌦ degli articoli da 29 a 32 ⌫ della presente
   direttiva.
                                                                      nuovo
   3.      Entro il 31 dicembre 2007, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al
   Consiglio una relazione sul funzionamento della presente sezione, corredata, se del caso, di
   opportune proposte.
                                                                      93/6/CEE allegato VI , punto 2
                                                                   (adattato)
                                                                      nuovo
                                                Articolo 29
   1.      Le esposizioni verso singoli clienti risultanti dal portafoglio di negoziazione sono
   calcolate sommando gli elementi ⌦ seguenti ⌫ da i), ii) ed iii) in appresso:
             a) i) la differenza - se positiva - tra le posizioni long ⌦ lunghe ⌫ dell'ente rispetto
                   alle posizioni short ⌦ corte ⌫ in tutti gli strumenti finanziari emessi dal
                   cliente in questione ⌦,calcolando ⌫ (la posizione netta in ciascuno dei vari
                   strumenti è calcolata conformemente ai metodi di cui all'allegato I);
IT                                                    40                                             IT
 ---pagebreak---             b) ii) in caso di sottoscrizione di titoli ⌦ strumenti ⌫ di debito o di capitale,
                    l'esposizione dell'ente è la sua esposizione netta; (calcolata deducendo le
                    posizioni in impegni irrevocabili di acquisto sottoscritte o risottoscritte da terzi
                    in base a un contratto formale) con applicazione dei coefficienti di riduzione di
                    cui al punto 39 dell'allegato I.
            c) iii) le esposizioni dovute a transazioni, accordi e contratti di cui all'allegato II, con
                    il cliente in questione, calcolate come stabilito nel suddetto allegato ai fini
                    del calcolo dei valori delle esposizioni stesse senza applicazione delle
                    ponderazioni per il rischio di controparte.
            ⌦Ai fini della lettera b) l’esposizione netta è calcolata deducendo le posizioni in
            impegni irrevocabili di acquisto sottoscritte o risottoscritte da terzi in base a un
            contratto formale, applicandovi i coefficienti di riduzione di cui al punto 41
            dell'allegato I. ⌫
            ⌦Ai fini della lettera b), ⌫ in attesa di ulteriore coordinamento, le autorità
            competenti impongono agli enti di istituire sistemi di vigilanza ⌦ sorveglianza ⌫ e
            controllo delle loro esposizioni in impegni irrevocabili di acquisto tra il momento
            dell'impegno iniziale ed il giorno lavorativo 1 tenendo conto dei rischi sui mercati in
            questione.
              Ai fini della lettera c), gli articoli da 84 a 89 della direttiva [2000/12/CE] sono
            esclusi dal rinvio contenuto nel punto 5 dell’allegato II della presente direttiva. 
                                                                    93/6/CEE allegato VI, punto 3
                                                                 (adattato)
   2.     Inoltre, le ⌦ Le ⌫ esposizioni verso gruppi di clienti collegati comprese nel
   portafoglio di negoziazione sono calcolate sommando le esposizioni verso i singoli clienti in
   un gruppo, secondo le modalità di cui al punto 12 ⌦ 1 ⌫ .
                                                                    93/6/CEE allegato VI, punto 4
                                                                 (adattato)
                                                Articolo 30
   1.     Le esposizioni totali verso singoli clienti o gruppi di clienti collegati sono calcolate
   sommando le esposizioni risultanti dal portafoglio di negoziazione e le esposizioni fuori
   portafoglio di negoziazione ⌦ non incluse in questo, ⌫ tenuto conto dell'articolo 4,
   paragrafi da 6 a 12 ⌦ degli articoli da 112 a 117 ⌫ della direttiva 92/121/CEE («grandi
   fidi») ⌦ [2000/12/CE] ⌫.
            Per calcolare l'esposizione fuori portafoglio di negoziazione, gli enti considerano pari
            a zero l'esposizione derivante da attività detratte dai loro fondi propri ai sensi della
            punto 2, lettera d) dell'allegato V ⌦ dell’articolo 13, paragrafo 2 ⌫.
IT                                                   41                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                     93/6/CEE allegato VI, punto 5
                                                                 (adattato)
                                                                    nuovo
   2.       Le esposizioni totali degli enti verso singoli clienti e gruppi di clienti collegati,
   calcolate secondo il punto ⌦ paragrafo ⌫ 4, sono segnalate conformemente all'articolo 3
   ⌦ 110 ⌫ della direttiva 92/121/CEE («grandi fidi») ⌦ [2000/12/CE] ⌫ .
                Per le operazioni diverse dalle operazioni di vendita con patto di riacquisto e di
             concessione e assunzione di titoli o merci in prestito, il calcolo dei grandi fidi verso
             clienti e gruppi di clienti collegati a fini di notifica non include il riconoscimento
             dell’attenuazione del rischio di credito. 
                                                                    93/6/CEE allegato VI, punto 6
                                                                 (adattato)
   3.       La somma delle esposizioni verso un singolo cliente o un gruppo di clienti collegati
   ⌦ di cui al paragrafo 1 ⌫ è limitata conformemente all'articolo 4 ⌦ agli articoli da 111 a
   117 ⌫ della direttiva 92/121/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫ fatte salve le disposizioni transitorie
   dell'articolo 6 della stessa direttiva.
                                                                    93/6/CEE allegato VI, punto 7
                                                                 (adattato)
   4.       In deroga al punto ⌦ paragrafo ⌫ 3 le autorità competenti possono consentire che le
   attività costituite da crediti e altre esposizioni verso imprese di investimento, imprese di
   investimento riconosciute di paesi terzi e stanze di compensazione o borse ⌦ di strumenti
   finanziari ⌫ riconosciute siano soggette allo stesso trattamento riservato alle esposizioni
   verso enti creditizi ⌦ di cui all'articolo 113, paragrafo 2, punto i), all’articolo 115, paragrafo
   2 e all’articolo 116 ⌫ 4, paragrafo 7, lettera i) e paragrafi 9 e 10 della direttiva 92/121/CEE
   ⌦ [2000/12/CE] ⌫ .
                                                                    93/6/CEE allegato VI, punto 8
                                                                 (adattato)Articolo 31
   Le autorità competenti possono autorizzare un superamento dei limiti fissati all'articolo 4
   ⌦ agli articoli da 111 a 117 ⌫ della direttiva 92/121/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫, sempreché
   siano contemporaneamente ⌦ se sono ⌫ soddisfatte le seguenti condizioni:
   1. a)     l'esposizione fuori portafoglio di negoziazione verso il cliente o il gruppo di clienti in
             questione non supera i limiti fissati nella ⌦ negli articoli da 111 a 117 della ⌫
             direttiva 92/121/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫, calcolati in riferimento ai fondi propri ai
             sensi della ⌦ di cui alla ⌫ direttiva 89/299/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫, in modo
             che il superamento risulti interamente dal portafoglio di negoziazione;
   b)        l'impresa ⌦ l’ente ⌫ dispone di una copertura patrimoniale aggiuntiva per detto
             superamento rispetto ai limiti indicati nei paragrafi 1 e 2 dell'articolo 4 ⌦ 111 ⌫
IT                                                  42                                                  IT
 ---pagebreak---              della direttiva 92/121/CEE ⌦ [2000/12/CE], calcolata conformemente all’allegato
             VI della presente direttiva;⌫
   c)        qualora siano trascorsi al massimo 10 giorni dal momento in cui si è verificato il
             superamento, l'esposizione che risulta dal portafoglio di negoziazione verso il cliente
             o il gruppo di clienti collegati di cui trattasi non supera il 500 % dei fondi propri
             dell'ente;
   d)        qualsiasi superamento protrattosi per oltre 10 giorni non supera, nel complesso, il
             600 % dei fondi propri dell'ente;
   5. e)     l'ente comunica ogni tre mesi alle autorità competenti tutti i casi di superamento dei
             limiti di cui all'articolo 4 ⌦ 111 ⌫, paragrafi 1 e 2 della direttiva 92/121/CEE
             («grandi fidi») ⌦ [2000/12/CE] ⌫ verificatisi nel trimestre precedente.
   Per ⌦ quanto riguarda la lettera e), per ⌫ ogni caso di superamento sono indicati il relativo
   importo e il nome del cliente in questione.
                                                                    93/6/CEE allegato VI, punti 9 e
                                                                 12 (adattato)
                                               Articolo 32
   1.       Le autorità competenti stabiliscono le procedure che esse provvedono a notificare al
   Consiglio e alla Commissione per impedire che gli enti si sottraggano intenzionalmente alle
   coperture patrimoniali aggiuntive cui sarebbero tenuti per esposizioni superiori ai limiti di cui
   all'articolo 4 ⌦ 111 ⌫ , paragrafi 1 e 2 della direttiva 92/121/CEE («grandi fidi»)
   ⌦ [2000/12/CE] ⌫ qualora tali esposizioni fossero ⌦ siano ⌫ di durata superiore a 10
   giorni, trasferendo temporaneamente le esposizioni in questione ad un'altra società,
   appartenente o meno allo stesso gruppo, e/o effettuando transazioni artificiali al fine di
   chiudere l'esposizione nel periodo di 10 giorni e crearne una nuova. Gli enti applicano sistemi
   atti a garantire che qualsiasi trasferimento effettuato a tal fine sia immediatamente segnalato
   alle autorità competenti.
             ⌦ Le autorità competenti notificano dette procedure al Consiglio e alla
             Commissione. ⌫
             Gli enti applicano sistemi atti a garantire che qualsiasi trasferimento effettuato a tal
             fine ⌦ al fine di cui al primo comma ⌫ sia immediatamente segnalato alle autorità
             competenti.
   2.       Le autorità competenti possono consentire agli enti autorizzati a ricorrere alla
   definizione ⌦ modalità ⌫ alternativa di ⌦ determinazione dei ⌫ fondi propri di cui al
   punto 2 dell'allegato V, ⌦ all’articolo 13, paragrafo 2, ⌫ di applicare tale definizione
   ⌦ modalità di determinazione ⌫ ai fini dei punti 5, 6 e 8 ⌦ dell’articolo 30, paragrafi 2 e
   3, e dell’articolo 31 ⌫, purché gli enti interessati siano tenuti, in aggiunta, a soddisfare tutti
   gli obblighi fissati agli articoli 3 e 4 ⌦ da 110 a 117 ⌫ della direttiva 92/121/CEE («grandi
   fidi») ⌦ [2000/12/CE] ⌫, per quanto riguarda le esposizioni fuori portafoglio di
   negoziazione, utilizzando fondi propri ai sensi della direttiva 89/299/CEE
   ⌦ [2000/12/CE] ⌫.
IT                                                 43                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                     93/6/CEE (adattato)
                                         ⌦SEZIONE 5 ⌫
        VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI A FINI DI SEGNALAZIONE
                                        ⌦ NOTIFICA ⌫
                                              Articolo 33
                                                                    nuovo
   1.       Tutte le posizioni del portafoglio di negoziazione sono valutate secondo regole di
   valutazione prudenti conformemente all’allegato VII, parte B. Dette regole obbligano gli enti
   ad assicurare che il valore indicato per ciascuna delle posizioni del portafoglio di
   negoziazione rispecchi correttamente il valore di mercato corrente. Detto valore comporta un
   grado di certezza adeguato, tenuto conto della natura dinamica delle posizioni del portafoglio
   di negoziazione, delle esigenze di solidità prudenziale e delle modalità di funzionamento e
   dello scopo dei requisiti patrimoniali per le posizioni del portafoglio di negoziazione.
   2.       Le posizioni sono oggetto di una nuova valutazione almeno quotidianamente.
                                                                    93/6/CEE articolo 6 (adattato)
   1. Gli enti valutano quotidianamente ai prezzi di mercato i loro portafogli di negoziazione,
   salvo che siano soggetti alle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 6.
   23.      In assenza di prezzi di mercato disponibili nell'immediato, ad esempio nel caso in cui
   si trattino nuove emissioni sui mercati primari, le autorità competenti hanno facoltà di non
   applicare l'obbligo di cui ali paragrafoi 1 ⌦ e 2 ⌫ del presente articolo, ⌦; in tal caso
   impongono ⌫ e di imporre agli enti l'uso di metodi di valutazione alternativi, a condizione
   che questi siano sufficientemente prudenti e siano stati approvati dalle competenti autorità
   ⌦ competenti ⌫ .
IT                                                 44                                              IT
 ---pagebreak---                                                                     93/6/CEE
                            VIGILANZA SU BASE CONSOLIDATA
                                                                   nuovo
                                  CAMPO DI APPLICAZIONE
                                                                    96/3/CEE
                                                  Articolo 7
                                              Principi generali
                                                                    98/31/CE articolo 1, punto 4
   10. Qualora non sia applicata la deroga di cui ai paragrafi 7 e 9, le autorità competenti
   possono, ai fini del calcolo della copertura patrimoniale di cui agli allegati I e VIII e delle
   esposizioni verso i clienti di cui all'allegato VI, su base consolidata, consentire la
   compensazione di posizioni del portafoglio di negoziazione di un altro ente in conformità
   degli allegati I, VI e VIII.
   Inoltre esse possono consentire la compensazione di posizioni in cambi detenute da un ente
   con posizioni in cambi detenute da un altro ente, a norma dell'allegato III e/o dell'allegato
   VIII. Esse possono altresì consentire la compensazione di posizioni in merci detenute da un
   ente con le posizioni in merci detenute da un altro ente, a norma dell'allegato VII e/o
   dell'allegato VIII.
                                                                   nuovo
                                                 SEZIONE 6
    GESTIONE DEL RISCHIO E VALUTAZIONE DELL’ADEGUATEZZA PATRIMONIALE
                                                 Articolo 34
   Le autorità competenti esigono che ciascuna impresa di investimento, oltre a soddisfare i
   requisiti di cui all'articolo 13 della direttiva 2004/39/CE, soddisfi i requisiti di cui agli articoli
   22 e 123 della direttiva [2000/12/CE].
IT                                                    45                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                        93/6/CEE (adattato)
                                            ⌦SEZIONE 7 ⌫
                   OBBLIGHI DI SEGNALAZIONE ⌦ NOTIFICA ⌫
                                                                       93/6/CEE articolo 8 (adattato)
                                                 Articolo 35
   1.       Gli Stati membri prescrivono che le imprese d'investimento e gli enti creditizi
   comunichino alle autorità competenti dello Stato membro d'origine tutte le informazioni
   necessarie per accertare che le disposizioni adottate in conformità della presente direttiva
   siano rispettate. Gli Stati membri garantiscono altresì che i meccanismi ⌦ processi ⌫
   interni di controllo e le procedure amministrative e contabili degli enti consentano di
   verificare in ogni momento il rispetto di tali disposizioni.
   2.       Le imprese di investimento sono tenute a trasmettere le segnalazioni ⌦ trasmettono
   le notifiche ⌫ alle autorità competenti nei modi specificati da queste ultime, almeno
   mensilmente nel caso delle imprese di cui all'articolo 3, paragrafo 3 ⌦ 9 ⌫, almeno
   trimestralmente nel caso delle imprese di cui all'articolo 3 ⌦ 5 ⌫, paragrafo 1 e almeno
   semestralmente nel caso delle imprese di cui all'articolo 3 ⌦ 5 ⌫, paragrafo 2.
   3.       In deroga al paragrafo 2, le imprese di investimento di cui all'articolo 3 ⌦ 5 ⌫ ,
   paragrafio 1 e 3 ⌦ all’articolo 9 ⌫ sono tenute a fornire informazioni su base consolidata o
   subconsolidata soltanto semestralmente.
   4.       Gli enti creditizi sono tenuti a trasmettere le segnalazioni ⌦ notifiche ⌫ alle autorità
   competenti, nei modi specificati da queste ultime, con la medesima frequenza stabilita per tali
   obblighi nella direttiva 89/647/CEE ⌦ [2000/12/CE] ⌫.
                                                                       98/31/CE articolo 1, punto 5
                                                                    (adattato)
   5.       Le autorità competenti impongono agli enti di segnalare ⌦ notificare ⌫
   immediatamente i casi in cui le loro controparti in operazioni di vendita con patto di
   riacquisto o di concessione e assunzione di titoli e merci in prestito non adempiono i loro
   obblighi. La Commissione riferisce al Consiglio in merito a detti casi e alle relative
   implicazioni in ordine al trattamento delle operazioni stesse nella presente direttiva, entro un
   termine di tre anni dalla data di cui all'articolo 12. La segnalazione contiene inoltre precise
   indicazioni sulla rispondenza degli enti a ciascuna delle condizioni loro applicabili di cui
   all'articolo 2, punto 6), lettera b), punti da i) a v), in particolare quelle di cui al punto v). Essa
   specifica inoltre le eventuali variazioni intervenute nel volume relativo delle operazioni
   tradizionali di prestito dell'ente nonché l'entità delle relative operazioni di vendita con patto di
   riacquisto e concessione e assunzione di titoli o merci in prestito. Laddove, sulla base di tale
   relazione e di altre informazioni, la Commissione constati la necessità di ulteriori misure di
   salvaguardia per prevenire irregolarità, essa presenta adeguate proposte.
IT                                                    46                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                       93/6/CEE (adattato)
                                         ⌦CAPO VI ⌫
                                          ⌦SEZIONE 1 ⌫
                                  AUTORITÀ COMPETENTI
                                                                      93/6/CEE articolo 9 (adattato)
                                                Articolo 36
   1.      Gli Stati membri designano le autorità cui compete ⌦ competenti per ⌫
   l'assolvimento delle funzioni previste nella presente direttiva. Essi ne informano la
   Commissione indicando l'eventuale ripartizione delle funzioni stesse.
   2.      Le autorità di cui al paragrafo 1 ⌦ competenti ⌫ devono essere pubbliche autorità
   oppure enti ufficialmente riconosciuti dalla legislazione nazionale o dalle pubbliche autorità
   come soggetti appartenenti al sistema di vigilanza in vigore in ciascuno Stato membro.
   3.      Le ⌦ Alle ⌫ autorità ⌦ competenti ⌫ interessate devono disporre di ⌦ sono
   attribuiti ⌫ tutti i poteri necessari all'assolvimento delle loro funzioni, ⌦ e ⌫ in
   particolarie ai fini di controllare ⌦ per verificare ⌫ la composizione del portafoglio di
   negoziazione.
   1.        4. Le autorità competenti degli Stati membri collaborano strettamente per assolvere
             le funzioni previste dalla presente direttiva, segnatamente nel caso in cui i servizi di
             investimento siano espletati in regime di prestazione di servizi o mediante creazione
             di succursali in uno o più Stati membri. Esse si comunicano, a richiesta, tutte le
             informazioni atte a facilitare la vigilanza sull'adeguatezza patrimoniale delle imprese
             di investimento e degli enti creditizi e, in particolare, il controllo del rispetto da parte
             di questi delle norme della presente direttiva. Tutte le informazioni scambiate tra
             autorità competenti ai sensi della presente direttiva riguardo alle imprese di
             investimento sono tutelate dal segreto d'ufficio come disposto nell'articolo 25 della
             direttiva 93/22/CEE; quelle riguardo agli enti creditizi sono soggette all'obbligo di
             cui all'articolo 12 della direttiva 77/780/CEE, come modificata dalla direttiva
             89/646/CEE.
IT                                                   47                                                   IT
 ---pagebreak---                                                                      nuovo
                                                SEZIONE 2
                                               VIGILANZA
                                                Articolo 37
   1.      Gli articoli da 124 a 132, 136 e 144 della direttiva [2000/12/CE] si applicano mutatis
   mutandis alla vigilanza delle imprese di investimento, con i seguenti adattamenti:
            a)     i riferimenti all’articolo 6 della direttiva [2000/12/CE] si intendono come
                   riferimenti all’articolo 5 della direttiva 2004/39/CE;
            b)     i riferimenti agli articoli 22 e 123 della direttiva [2000/12/CE] si intendono
                   come riferimenti all’articolo 34 della presente direttiva;
            c)     i riferimenti agli articoli da 44 a 52 della direttiva [2000/12/CE] si intendono
                   come riferimenti agli articoli 54 e 58 della direttiva 2004/39/CE.
            Se una società di partecipazione finanziaria madre nell’UE ha tra le sue imprese
            figlie tanto un ente creditizio quanto un’impresa di investimento, un’autorità
            competente responsabile della vigilanza dell’ente creditizio è designata come
            responsabile della vigilanza consolidata delle entità controllate da quella società di
            partecipazione finanziaria madre.
   2.      Le disposizioni di cui all’articolo 129, paragrafo 2 della direttiva [2000/12/CE] si
   applicano anche al riconoscimento dei modelli interni degli enti a norma dell’allegato V della
   presente direttiva.
            La durata del riconoscimento di cui al comma precedente è di sei mesi.
                                                                     93/6/CEE articolo 9, paragrafo
                                                                  4 (adattato)
                                                Articolo 38
   1.      Le autorità competenti degli Stati membri collaborano ⌦ cooperano ⌫ strettamente
   per assolvere le funzioni previste dalla presente direttiva, segnatamente nel caso in cui
   ⌦ quando ⌫ i servizi di investimento siano ⌦ sono ⌫ espletati in regime di prestazione
   di servizi o mediante creazione di succursali in uno o più Stati membri.
            Esse si comunicano, a richiesta, tutte le informazioni atte a facilitare la vigilanza
            sull'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi e, in
            particolare, il controllo del rispetto da parte di questi delle norme della presente
            direttiva.
IT                                                   48                                              IT
 ---pagebreak---    2.      Tutte le informazioni scambiate tra autorità competenti ai sensi della presente direttiva
   riguardo alle imprese di investimento sono tutelate dal segreto d'ufficio ⌦ a norma delle
   disposizioni seguenti ⌫ :
            a)     ⌦per le imprese di investimento, quelle di cui ⌫ come disposto nell'articolo
                   25 ⌦ agli articoli 54 e 58 ⌫ della direttiva 93/22/CEE ⌦ 2004/39/CE;⌫
            b)     quelle riguardo agli ⌦ per gli ⌫ enti creditizi sono soggette all'obbligo
                   ⌦ quelle ⌫ di cui all'articolo 12 ⌦ agli articoli da 44 a 52 ⌫ della direttiva
                   77/780/CEE, come modificata dalla direttiva 89/646/CEE [2000/12/CE].
                                                                     nuovo
                                               Capo VII
                          Requisiti in materia di informativa
                                                Articolo 39
   Si applicano alle imprese di investimento i requisiti di cui al titolo V, capo 5 della direttiva
   [2000/12/CE].
                                                                     93/6/CEE (adattato)
                                        ⌦CAPO VIII ⌫
                                           ⌦SEZIONE 1 ⌫
                                                                     nuovo
                                                Articolo 40
   Ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali minimi per il rischio di controparte ai sensi della
   presente direttiva e per il rischio di credito ai sensi della direttiva [2000/12/CE], e fatte salve
   le disposizioni dei punti da 2 a 6 dell’allegato III della direttiva [2000/12/CE], le esposizioni
   verso imprese di investimento riconosciute di paesi terzi e le esposizioni verso stanze di
   compensazione o borse riconosciute sono equiparate alle esposizioni verso enti.
                                                Articolo 41
   Entro il 31 dicembre 2008, la Commissione riesamina e, se del caso, rivede il trattamento del
   rischio di controparte stabilito nell'allegato II.
IT                                                    49                                               IT
 ---pagebreak---                                                                       93/6/CEE (adattato)
                                          ⌦SEZIONE 2 ⌫
                                  ⌦POTERI DI ESECUZIONE ⌫
                                                                      93/6/CEE articolo 10 (adattato)
                                                                      nuovo
                                               Articolo 42
   1.      Nell'attesa dell'adozione di un'ulteriore direttiva che stabilisca le disposizioni di
   adeguamento della presente direttiva al progresso tecnico nei settori sotto specificati, il
   Consiglio, conformemente alla decisione del Consiglio 87/373/CEE, adotta gli adeguamenti
   che si dimostrassero necessari, decidendo a maggioranza qualificata su proposta della
   Commissione: ⌦La Commissione delibera sulle eventuali modifiche da apportare ai seguenti
   punti secondo la procedura di cui all’articolo 43, paragrafo 2: ⌫
            a)     precisazione delle definizioni dell'articolo 2 ⌦ 3 ⌫ per                  garantire
                   l'applicazione uniforme della presente direttiva in tutta la Comunità;
            b)     precisazione delle definizioni dell'articolo 2 ⌦ 3 ⌫ per tener conto degli
                   sviluppi dei mercati finanziari;
            c)     modifica degli importi del capitale iniziale prescritto all'articolo 3 ⌦ negli
                   articoli da 5 a 9 ⌫ e dell'importo di cui all'articolo 4 ⌦ 18 ⌫, paragrafo 6
                   ⌦ 2 ⌫, per tener conto degli sviluppi del settore ⌦ in campo ⌫ economico
                   e monetario;
               d) modifica della classificazione delle imprese di investimento di cui all’articolo
                   20, paragrafi 2 e 3, per tener conto degli sviluppi dei mercati finanziari; 
               e) precisazione del requisito di cui all'articolo 21 per garantire l'applicazione
                   uniforme della presente direttiva in tutta la Comunità; 
            f)     uniformazione della terminologia e formulazione delle definizioni in
                   conformità degli atti successivi riguardanti gli enti creditizi e le imprese di
                   investimento e argomenti connessi.;
               g) modifica delle disposizioni tecniche degli allegati da I a VII per tener conto
                   degli sviluppi dei mercati finanziari, delle tecniche di misurazione del rischio,
                   delle norme contabili o dei requisiti stabiliti dalla legislazione comunitaria. 
IT                                                  50                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                         nuovo
                                                  Articolo 43
   1.       La Commissione è assistita da un comitato.
   2.       Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di cui
   all’articolo 5 della decisione 1999/468/CE, conformemente all'articolo 7, paragrafo 3, e
   all'articolo 8 della stessa.
             Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a
             tre mesi.
                                                                        93/6/CEE (adattato)
                                            ⌦SEZIONE 3 ⌫
                                 DISPOSIZIONI TRANSITORIE
                                                                        93/6/CEE articolo 11
                                                  Articolo 11
   1. Gli Stati membri possono concedere l'autorizzazione alle imprese di investimento
   contemplate all'articolo 30, paragrafo 1, lettera a) della direttiva 93/22/CEE (relativa ai servizi
   nel campo degli investimenti) i cui fondi propri, alla data di entrata in vigore della presente
   direttiva, siano inferiori ai livelli prescritti a norma dell'articolo 3, paragrafi 1, 2 e 3. Tuttavia i
   fondi propri di tali imprese devono successivamente soddisfare le condizioni stabilite ai
   paragrafi da 4 a 7 di detto articolo 3.
   2. In deroga al punto 14 dell'allegato I, gli Stati membri possono stabilire, per le obbligazioni
   cui è attribuito un coefficiente di ponderazione del 10 % a norma dell'articolo 11, paragrafo 2
   della direttiva 89/647/CEE, una copertura patrimoniale per rischio specifico pari alla metà
   della copertura fissata, a fronte di detto rischio, per un voce qualificata con la stessa durata
   residua di tali obbligazioni.
                                                                        98/31/CE articolo 1, punto 6
                                                                     (adattato)
                                                   Articolo 1
   Fino al 31 dicembre 2006 gli Stati membri possono autorizzare i loro enti ad utilizzare i
   coefficienti minimi di spread, di riporto e secchi riportati nella seguente tabella anziché quelli
   indicati ai punti 13, 24, 27 e 28 dell'allegato VII, a condizione che gli enti, a parere delle loro
   autorità competenti:
IT                                                     51                                                   IT
 ---pagebreak---    i)         effettuino transazioni su merci di notevole entità,
   ii)        abbiano un portafoglio merci diversificato, e
   iii)       non siano ancora in grado di usare modelli interni per il calcolo del requisito
              patrimoniale a fronte del rischio di posizione in merci a norma dell'allegato VIII.
                                                  Tabella
                        Metalli preziosi      Metalli       Prodotti agricoli      Altri, compresi i
                         (eccetto l'oro)      comuni            («softs»)         prodotti energetici
       Coefficienti 1.0                      1.2          1.5                   1.5
         spread %
       Coefficienti 0.3                      0.5          0.6                   0.6
         di riporto
       Coefficienti 8                        10           12                    15
             secchi
   Gli Stati membri informano la Commissione in merito all'applicazione del presente articolo.
                                                                     nuovo
                                                Articolo 44
   L’articolo 152, paragrafi da 1 a 6 della direttiva [2000/12/CE] si applica, conformemente
   all’articolo 2 e al capo V, sezioni 2 e 3 della presente direttiva, alle imprese di investimento
   che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio, ai fini dell’allegato II della
   presente direttiva, conformemente agli articoli da 84 a 89 della direttiva [2000/12/CE], o che
   utilizzano un metodo avanzato di misurazione di cui all’articolo 105 di detta direttiva ai fini
   del calcolo dei requisiti patrimoniali relativi al rischio operativo.
                                                Articolo 45
   Fino al 31 dicembre 2012, per le imprese di investimento il cui indicatore pertinente per l’area
   di attività "Negoziazioni e vendite" rappresenti almeno il 50% del totale degli indicatori
   pertinenti per tutte le sue aree di attività, calcolati conformemente all'allegato X, parte 2,
   paragrafi da 1 a 8, della direttiva [2000/12/CE], gli Stati membri possono applicare una
   percentuale del 15% all’area di attività “Negoziazioni e vendite”.
IT                                                  52                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                      93/6/CEE articolo 12 (adattato)
                                                                     nuovo
                                             ⌦SEZIONE 4 ⌫
                                      DISPOSIZIONI FINALI
                                                 Articolo 46
   1.       Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed
   amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva al più tardi alla data di cui
   all'articolo 31, secondo comma della direttiva 93/22/CEE. Gli Stati membri ne informano
   immediatamente la Commissione.
   1.       Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 dicembre 2006, le disposizioni
   legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi agli articoli 2, 3, 11,
   13, 17, 18, 19, 20, 22, 23, 24, 25, 29, 30, 33, 34, 35, 37, 39, 40, 42, 44, 45, 47 e agli allegati I,
   II, III, V e VII. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali
   disposizioni nonché una tavola da cui risulti la concordanza tra quest'ultime e quelle della
   presente direttiva.
             Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 31 dicembre 2006.
             Tali disposizioni, quando vengono adottate dagli Stati membri, contengono un
             riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto
             della pubblicazione ufficiale. ⌦Esse recano altresì l'indicazione che i riferimenti
             alle direttive abrogate dalla presente direttiva, contenuti nelle disposizioni legislative,
             regolamentari e amministrative vigenti, devono essere intesi come riferimenti fatti
             alla presente direttiva. ⌫ Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati
             membri.
   2.       Gli Stati membri comunicano alla Commissione le principali ⌦ il testo delle ⌫
   disposizioni ⌦ essenziali ⌫ di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla
   presente direttiva.
                                                                     nuovo
                                                 Articolo 47
   1.       L’articolo 152, paragrafi da 7 a 12 della direttiva [2000/12/CE] si applica mutatis
   mutandis ai fini della presente direttiva, fatte salve le seguenti disposizioni che si applicano
   qualora venga esercitata la facoltà di cui all’articolo 152, paragrafo 7 della direttiva
   [2000/12/CE]:
             a)     i riferimenti contenuti nell’allegato II, punto 6 della direttiva [2000/12/CE]
                    sono intesi come riferimenti alla direttiva 2000/12/CE nel testo in vigore prima
                    della data di cui all’articolo 46;
IT                                                    53                                                 IT
 ---pagebreak---              b)    L’allegato II, punto 4.1., si applica nel testo in vigore prima della data di cui
                   all’articolo 46.
   2.      L’articolo 157, paragrafo 2 della direttiva [2000/12/CE] si applica mutatis mutandis ai
   fini degli articoli 18 e 30.
                                                                    93/6/CEE articolo 13
                                                Articolo 13
   La Commissione presenta quanto prima al Consiglio proposte concernenti i requisiti
   patrimoniali per le transazioni in prodotti di base e relativi strumenti derivati nonché le quote
   di organismi di investimento collettivo.
   Il Consiglio dovrà pronunciarsi sulle proposte della Commissione al più tardi sei mesi prima
   dell'applicazione della presente direttiva.
                                                                    nuovo
                                                Articolo 48
   La direttiva 93/6/CEE, modificata dalle direttive menzionate nell'allegato VIII, parte A, è
   abrogata, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini d'attuazione nel diritto
   interno delle direttive indicati nell'allegato VIII, parte B.
   I riferimenti alle direttive abrogate s'intendono fatti alla presente direttiva e si leggono
   secondo la tavola di concordanza contenuta nell'allegato IX.
                                                Articolo 49
   La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
   Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
                                                                    93/6/CEE articolo 14
                                  CLAUSOLA DI REVISIONE
                                                Articolo 14
   Entro tre anni dalla data citata nell'articolo 12, il Consiglio, deliberando su proposta della
   Commissione, esamina e, se necessario, modifica la presente direttiva in base all'esperienza
   acquisita nella sua applicazione e tenendo conto dell'evoluzione del mercato, con particolare
   riferimento agli sviluppi nell'ambito delle sedi di cooperazione internazionale fra autorità
   competenti in materia di regolamentazione.
IT                                                  54                                                IT
 ---pagebreak---                                                                        93/6/CEE articolo 15
                                                Articolo 50
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
   Fatto a Bruxelles, […]
   Per il Parlamento europeo                       Per il Consiglio
   Il Presidente                                   Il Presidente
   […]                                             […]
                                                                       93/6/CEE (adattato)
                                                                       nuovo
                                              ALLEGATO I
         CALCOLO DEI REQUISITI PATRIMONIALI PER IL  RISCHIO ⌦ DI ⌫
                                               POSIZIONE
   INTRODUZIONE ⌦ DISPOSIZIONI GENERALI ⌫
   Compensazione
   1. La differenza (positiva) tra la posizione long (short) ⌦ lunga (corta) ⌫ dell'ente rispetto
   alle sue posizioni short (long) ⌦ corte (lunghe) ⌫ nello stesso titolo ⌦ strumento
   finanziario ⌫ , sia esso ⌦ uno strumento ⌫ di capitale, di debito o un titolo convertibile, e
   in identici contratti, siano essi contratti financial futures, contratti a premio, warrant e
   warrant coperti, sarà la sua posizione netta in ciascuno dei vari strumenti. Nel calcolare la
   posizione netta le autorità competenti possono consentire che le posizioni in titoli
   ⌦ strumenti ⌫ derivati siano equiparate, con le modalità specificate ai successivi paragrafi
   da 4 a 7, a posizioni nel titolo/nei titoli sottostante(i) (o di riferimento). Le posizioni detenute
   dagli enti in titoli ⌦ strumenti ⌫ di debito propri non sono computate nel calcolo del rischio
   specifico di cui al punto 14.
   2. Non è consentita alcuna compensazione tra titoli convertibili e posizioni nel titolo
   sottostante, salvo che le autorità competenti adottino una strategia che prenda in
   considerazione la probabilità di conversione di un particolare titolo convertibile oppure
   prevedano una copertura patrimoniale atta ad assorbire eventuali perdite potenziali che
   possono manifestarsi in sede di conversione.
   3. Tutte le posizioni nette, indipendentemente dal segno, prima di essere aggregate devono
   essere convertite quotidianamente nella valuta ⌦ di notifica ⌫ dell'ente tenuto a procedere
   alle segnalazioni, al tasso di cambio a vista prevalente sul mercato.
IT                                                   55                                                 IT
 ---pagebreak---    Strumenti particolari
                                                                    93/6/CEE (adattato)
                                                                    1 98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                 allegato, punto 1, lettera a)
   4. I contratti standardizzati a termine (contratti futures) sui tassi d'interesse, i contratti
   differenziali a termine sul tasso d'interesse (FRA) e gli impegni a termine di acquisto o
   vendita di strumenti di debito sono equiparati a combinazioni di posizioni long ⌦ lunghe ⌫
   e short ⌦ corte ⌫ . Una posizione long ⌦ lunga ⌫ su contratti futures sui tassi di
   interesse equivale pertanto ad una combinazione di un debito con scadenza alla data di
   consegna prevista nel contratto futures e di una disponibilità in un'attività con scadenza alla
   data di scadenza del titolo o della posizione di riferimento sottostante al contratto futures in
   questione. Analogamente un FRA venduto equivale a una posizione long ⌦ lunga ⌫ con
   scandenza alla data di liquidazione più il periodo di riferimento e ad una posizione short
   ⌦ corta ⌫ con scadenza identica alla data di liquidazione. Sia il debito che la disponibilità
   in attività sono inclusi nella colonna «Amministrazione centrale» ⌦ prima categoria
   indicata ⌫ dnella tabella 1, ⌦ al ⌫ punto 13 ⌦ 14, ⌫ per il calcolo del capitale richiesto
   a fronte del rischio specifico di contratti standardizzati a termine sui tassi d'interesse e FRA.
   Un impegno a termine di acquisto d'uno strumento di debito equivale ad una combinazione di
   un debito, con scadenza alla data di consegna, e di una posizione long ⌦ lunga ⌫ (a pronti)
   nello strumento di debito stesso. Il debito è incluso nella colonna «Amministrazione centrale»
   ⌦ prima categoria indicata ⌫ dnella tabella 1, ⌦ al punto 14,⌫ ai fini del rischio
   specifico, e lo strumento di debito è incluso nella colonna appropriata della medesima tabella.
      1 --- 
                                                                    98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                 allegato, punto 1, lettera a)
                                                                 (adattato)
   Le autorità competenti possono consentire che la copertura patrimoniale richiesta per un
   future negoziato in borsa sia uguale alla garanzia richiesta dalla borsa se ritengono che essa
   fornisca una misura precisa del rischio connesso con il future e sia almeno uguale alla
   copertura patrimoniale richiesta per un future, ottenuta utilizzando il metodo di calcolo
   esposto nel presente allegato o impiegando il metodo dei modelli interni illustrato nell'allegato
   VIII.
   Fino al 31 dicembre 2006 lLe autorità competenti possono altresì consentire che la copertura
   patrimoniale di un contratto derivato negoziato fuori borsa del tipo cui si fa riferimento nel
   presente punto, regolato da una stanza di compensazione ufficiale, sia uguale alla garanzia
   richiesta dalla stanza di compensazione se hanno la certezza che essa fornisce una misura
   precisa del rischio connesso con il contratto derivato ed è almeno uguale alla copertura
   patrimoniale richiesta per il contratto in questione, ottenuta utilizzando il metodo di calcolo
   esposto nel presente allegato o impiegando i modelli interni illustrati nell'allegato VIII.
                                                                    93/6/CEE articolo 2, punto 22
                                                                 (adattato)
   ⌦ Per ⌫ «Pposizione long ⌦ lunga ⌫» ai fini dell'allegato I, punto 4: del presente punto
   ⌦ si intende ⌫ la posizione in cui l'ente ha fissato il tasso d'interesse che riceverà ad una
IT                                                 56                                                IT
 ---pagebreak---    data futura, e ⌦ per ⌫ «posizione short ⌦ corta ⌫ »: la posizione in cui l'ente ha fissato il
   tasso di interesse che pagherà ad una data futura.
                                                                    93/6/CEE (adattato)
   5. I contratti a premio su tassi d'interesse, titoli ⌦ strumenti ⌫ di debito, titoli
   ⌦ strumenti ⌫ di capitale, indici di borsa, financial futures, swaps e divise estere sono
   equiparati, ai fini del presente allegato, a posizioni di valore pari a quello dello strumento
   sottostante a cui il contratto a premio si riferisce moltiplicato per il suo coefficiente delta.
   Queste ultime posizioni possono essere compensate con eventuali posizioni di segno opposto
   in identici titoli ⌦ strumenti ⌫ sottostanti o prodotti derivati. Il coefficiente delta applicato
   è quello della borsa valori dell'operazione o quello calcolato dalle autorità competenti oppure,
   laddove non sia disponibile o per i contratti a premio ⌦ negoziati ⌫ fuori borsa, quello
   calcolato dall'ente stesso purché il modello che esso usa sia considerato accettabile dalle
   autorità competenti.
   Tuttavia, le autorità competenti possono anche disporre che gli enti calcolino i propri
   coefficienti delta ricorrendo ad un metodo da esse prescritto.
                                                                    98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                 allegato, punto 1, lettera b)
                                                                 (adattato)
   Le autorità competenti impongono l'adozione di garanzie ⌦ È predisposta una copertura ⌫
   contro gli altri rischi, diversi dal rischio delta, connessi con i contratti a premio. Le autorità
   competenti possono consentire che la copertura patrimoniale richiesta per un contratto a
   premio venduto, negoziato in borsa, sia uguale alla garanzia richiesta dalla borsa, se ritengono
   che essa fornisca una misura precisa del rischio connesso con il contratto a premio e sia
   almeno uguale alla copertura patrimoniale richiesta per un contratto a premio, ottenuta
   utilizzando il metodo di calcolo esposto nel presente allegato o impiegando i modelli interni
   illustrati nell'allegato VIII. Fino al 31 dicembre 2006 lLe autorità competenti possono altresì
   consentire che la copertura patrimoniale di un contratto a premio su merci negoziato OTC
   ⌦ fuori borsa ⌫ , regolato da una stanza di compensazione ufficiale, sia uguale alla
   garanzia richiesta dalla stanza di compensazione se ritengono che essa fornisca una misura
   precisa del rischio connesso con il contratto a premio e sia almeno uguale alla copertura
   patrimoniale richiesta per un contratto a premio negoziato OTC ⌦ fuori borsa ⌫ ottenuta
   utilizzando il metodo di calcolo esposto nel presente allegato o impiegando i modelli interni
   illustrati nell'allegato VIII. Inoltre esse possono permettere che la copertura richiesta per un
   contratto a premio acquistato, negoziato in borsa oppure fuori borsa, sia pari a quella per il
   titolo ⌦ lo strumento ⌫ sottostante, a condizione che la copertura risultante non superi il
   valore di mercato del contratto stesso. La copertura per un contratto a premio venduto fuori
   borsa è fissata in relazione al titolo ⌦ allo strumento ⌫ sottostante.
                                                                    98/31/EC articolo 1, punto 7 e
                                                                 allegato, punto 1, lettera c)
                                                                 (adattato)
   6. Per i warrant su titoli ⌦ strumenti ⌫ di debito e su azioni ⌦ strumenti di capitale ⌫
   valgono le norme previste al punto 5 per i contratti a premio.
IT                                                  57                                                IT
 ---pagebreak---                                                                    93/6/CEE (adattato)
   7. Ai fini del rischio tasso d'interesse gli swaps sono equiparati a titoli ⌦ strumenti ⌫ in
   bilancio. Perciò uno swap sul tasso d'interesse in base al quale un ente riceve un tasso
   d'interesse variabile e paga un tasso d'interesse fisso è equiparato ad una posizione long
   ⌦ lunga ⌫ in un titolo ⌦ uno strumento ⌫ a tasso variabile di durata pari al periodo che
   va fino alla successiva revisione del tasso d'interesse e a una posizione short ⌦ corta ⌫ in
   un titolo ⌦ uno strumento ⌫ a tasso fisso con la stessa scadenza dello swap.
                                                                   nuovo
   8. Per i derivati su crediti, salvo disposizioni contrarie, va utilizzato l’ammontare nozionale
   del contratto derivato sul credito. Nel calcolo della copertura patrimoniale richiesta per il
   rischio di mercato della parte che assume il rischio di credito (il “venditore della protezione”),
   le posizioni sono determinate come segue:
   Un total return swap dà origine a una posizione lunga nel rischio generale di mercato
   dell’obbligazione di riferimento e una posizione corta nel rischio generale di mercato di un
   titolo di Stato al quale è assegnata una ponderazione del rischio dello 0% ai sensi dell’allegato
   VI della direttiva [2000/12/CE]. Esso dà inoltre origine a una posizione lunga nel rischio
   specifico dell’obbligazione di riferimento.
   Un credit default swap non dà origine ad una posizione per il rischio generale di mercato. Ai
   fini del rischio specifico, l’ente deve registrare una posizione lunga sintetica in una
   obbligazione dell’entità di riferimento. Se il prodotto comporta il pagamento di premi o di
   interessi, i flussi di cassa corrispondenti vanno rappresentati come posizioni nozionali in un
   titolo di Stato con un corrispondente tasso fisso o variabile.
   Una credit linked note (strumento collegato al merito di credito) dà origine a una posizione
   lunga nel rischio generale di mercato della note stessa, come un prodotto derivato su interessi.
   Ai fini del rischio specifico, nasce una posizione lunga sintetica in una obbligazione
   dell’entità di riferimento. Inoltre, nasce una posizione lunga nel rischio specifico
   dell'emittente della note.
   Un paniere first-asset-to-default dà origine a una posizione pari all’ammontare nozionale in
   una obbligazione di ciascuna entità di riferimento. Se l’ammontare del pagamento massimo
   dovuto al verificarsi di un evento creditizio è minore del requisito patrimoniale calcolato
   secondo il metodo di cui alla prima frase del presente comma, l’importo del pagamento
   massimo può essere preso come requisito patrimoniale per il rischio specifico.
   Un paniere second-asset-to-default dà origine a una posizione pari all’ammontare nozionale
   in una obbligazione di ciascuna entità di riferimento meno una (quella con il requisito
   patrimoniale più basso per il rischio specifico). Se l’ammontare del pagamento massimo
   dovuto al verificarsi di un evento creditizio è minore del requisito patrimoniale calcolato
   secondo il metodo di cui alla prima frase del presente comma, detto ammontare può essere
   preso come requisito patrimoniale per il rischio specifico.
   Se un paniere credit linked note ha un rating esterno e soddisfa le condizioni per essere
   considerato una voce di debito qualificata, può essere registrata un’unica posizione lunga con
IT                                                 58                                                 IT
 ---pagebreak---    il rischio specifico dell’emittente della note invece delle posizioni di rischio specifiche per
   tutte le entità di riferimento.
   Un prodotto basato su un paniere che garantisce una protezione proporzionale dà origine ad
   una posizione in ciascuna entità di riferimento ai fini del rischio specifico: l'ammontare
   nozionale totale del contratto è ripartito tra le posizioni secondo la proporzione
   dell’ammontare nozionale totale che è rappresentata da ciascuna esposizione verso un’entità
   di riferimento. Se può essere scelta più di una obbligazione di una entità di riferimento, il
   rischio specifico è determinato dall’obbligazione con la ponderazione per il rischio più
   elevata. Invece della scadenza dell’obbligazione si applica la scadenza del contratto derivato
   su crediti.
   Per la parte che trasferisce il rischio di credito (il “compratore della protezione”), le posizioni
   sono determinate in modo speculare rispetto al venditore della protezione, eccetto che per una
   credit linked note (che non comporta una posizione corta nell’emittente). Se ad un
   determinato momento si ha un’opzione call abbinata ad uno step-up, detto momento è trattato
   come la scadenza della protezione. Nel caso dei derivati su crediti nth to default, i compratori
   della protezione possono compensare il rischio specifico per n-1 delle attività sottostanti
   (ossia le attività n-1 con il requisito più basso per il rischio specifico).
                                                                      93/6/CEE (adattato)
   89. Tuttavia, gGli enti che valutano ai prezzi giornalieri di mercato e gestiscono il rischio di
   tasso d'interesse sui titoli ⌦ sugli strumenti ⌫ derivati, contemplati nei paragrafi ⌦ ai
   punti ⌫ da 4 a 7, sulla base del flusso di cassa attualizzato hanno la facoltà di utilizzare
   modelli di sensibilità per calcolare le posizioni di cui sopra, e potranno utilizzarli per qualsiasi
   titolo obbligazionario ammortizzato nell'arco della sua durata residua anziché mediante
   rimborso finale del capitale in un'unica soluzione. Sia il modello che il suo impiego da parte
   dell'ente devono essere approvati dalle autorità competenti. Tali modelli dovrebbero generare
   posizioni aventi, nei confronti delle variazioni del tasso d'interesse, la stessa sensibilità del
   flusso di cassa sottostante. La sensibilità deve essere valutata con riferimento ai movimenti
   indipendenti nell'ambito di tassi campione lungo la curva di rendimento, con almeno un punto
   di sensibilità in ciascuna delle fasce di scadenza riportate nella tabella 2 (cfr. punto 18
   ⌦ 20 ⌫). Le posizioni sono incluse nel calcolo della copertura patrimoniale in base alle
   disposizioni enunciate nei paragrafi da 15 a 30 ⌦ ai punti da 17 a 32 ⌫.
   910. Gli enti che non utilizzano modelli di cui al punto 8 ⌦ 9 ⌫ possono in alternativa,
   previa approvazione delle autorità competenti, trattare come posizioni compensate le
   posizioni in titoli ⌦ strumenti ⌫ derivati di cui ai punti da 4 a 7 che soddisfino le seguenti
   condizioni minime:
             ia)    le posizioni sono di pari importo e sono denominate nella stessa valuta;
             iib) il tasso di riferimento (per le posizioni a tasso variabile) o il tasso d'interesse
                    nominale (per le posizioni a tasso fisso) è strettamente allineato;
             iiic) la successiva data di fissazione del tasso di interesse o, per le posizioni a tasso
                    fisso, la durata residua corrispondono ai seguenti limiti:
                    i)     termine inferiore a un mese: stesso giorno;
IT                                                   59                                                 IT
 ---pagebreak---                     ii)   termine compreso tra un mese e un anno: entro 7 giorni;
                    iii)  termine superiore ad un anno: entro 30 giorni.
   1011. L'ente che trasferisce valori mobiliari o diritti garantiti relativi alla proprietà di valori
   mobiliari in un contratto di riporto e l'ente che trasferisce valori mobiliari nell'ambito di un
   concessionario di titoli in prestito include detti valori mobiliari nel calcolo della sua copertura
   patrimoniale in conformità del presente allegato, purché i valori stessi soddisfino i criteri di
   cui all'articolo 2, punto 6, lettera a) ⌦ 11 ⌫.
                                                                     93/6/CEE (adattato)
   11. Le posizioni in quote di organismi di investimento collettivo sono soggette ai requisiti
   patrimoniali di cui alla direttiva 89/647/CEE anziché agli obblighi di copertura per il rischio
   posizione di cui al presente allegato.
   Rischio specifico e rischio generale
   12. Il rischio di posizione su un titolo ⌦ uno strumento ⌫ di debito o su un titolo ⌦ uno
   strumento ⌫ di capitale (o un derivato di un titolo ⌦ uno strumento ⌫ di debito o di
   capitale) negoziato va ripartito in due componenti per calcolare la copertura patrimoniale
   relativa. La prima componente sarà l'elemento rischio specifico, cioè il rischio di una
   variazione del prezzo del titolo ⌦ dello strumento ⌫ interessato dovuta a fattori connessi
   con l'emittente oppure, nel caso di un derivato, con l'emittente del titolo ⌦ dello
   strumento ⌫ sottostante. La seconda componente riguarda il rischio generale, vale a dire il
   rischio di una variazione di prezzo dello strumento dovuta (nel caso di un titolo ⌦ uno
   strumento ⌫ di debito negoziato o di un derivato di un titolo ⌦ uno strumento ⌫ di debito)
   ad una variazione del livello dei tassi d'interesse, oppure (nel caso di un titolo ⌦ uno
   strumento ⌫ di capitale o di un derivato di un titolo ⌦ uno strumento ⌫ di capitale) a un
   movimento generale sul mercato dei titoli ⌦ degli strumenti ⌫ di capitale non connesso con
   le caratteristiche specifiche dei titoli individuali ⌦ singoli strumenti ⌫ .
   TITOLI ⌦ STRUMENTI ⌫ DI DEBITO NEGOZIATI
   13.      L'ente classifica lLe proprie posizioni nette ⌦ sono classificate ⌫ in relazione alla
   valuta in cui sono denominate e calcola la copertura patrimoniale per il rischio generale e il
   rischio specifico ⌦ è calcolata ⌫ separatamente in ciascuna valuta.
   Rischi specifici
                                                                     93/6/CEE (adattato)
                                                                     nuovo
   14. L'ente imputa le sue posizioni nette, calcolate conformemente al punto 1, alle categorie
   appropriate della tabella 1 in funzione delle loro durate residue e quindi le moltiplica per le
   ponderazioni indicate. Esso addiziona le sue posizioni ponderate (a prescindere dal fatto che
   siano long o short) per calcolare la sua copertura patrimoniale per il rischio specifico.       nel
   portafoglio di negoziazione, calcolate conformemente al punto 1, alle categorie appropriate
   della tabella 1 in funzione dell’emittente/obbligato, della valutazione esterna o interna del
   merito di credito e delle durate residue e quindi le moltiplica per le ponderazioni indicate.
IT                                                   60                                                IT
 ---pagebreak---    Esso addiziona le sue posizioni ponderate (a prescindere dal fatto che siano lunghe o corte)
   per calcolare la sua copertura patrimoniale per il rischio specifico. 
                                                                      93/6/CEE
   Tabella 1
             Voci                                  Voci qualificate                        Altre voci
      amministrazione
           centrale
                                 0-6 mesi       + di 6 mesi e fino a 24     + di 24 mesi
                                                          mesi
   0,00 %                     0,25 %            1,00 %                     1,60 %         8,00 %
                                                                      nuovo
   Tabella 1
   Voci                                                 Copertura patrimoniale del rischio specifico
   Titoli di debito emessi o garantiti da 0%
   amministrazioni centrali, emessi da banche
   centrali,     organizzazioni        internazionali,
   banche        multilaterali      di      sviluppo,
   amministrazioni regionali o autorità locali
   degli Stati membri ai quali sarebbe attribuita
   una ponderazione di rischio dello 0% secondo
   l’approccio RSA o IRB.
   Titoli di debito emessi o garantiti da               0,25% (durata residua inferiore o pari a sei
   amministrazioni centrali, emessi da banche           mesi)
   centrali,     organizzazioni        internazionali,
   banche        multilaterali      di      sviluppo,   1,00% (durata residua maggiore di sei mesi e
   amministrazioni regionali o autorità locali          inferiore o pari a 24 mesi)
   degli Stati membri ai quali sarebbe attribuita
   una ponderazione di rischio del 20% o del
   50% secondo l’approccio RSA o IRB.                   1,60% (durata residua superiore a 24 mesi)
   Altre voci qualificate secondo la definizione
   di cui al punto 15.
   Tutte le altre voci                                  8,00%
   15.     Ai fini del punto 14 le “voci qualificate” comprendono:
             a)    le posizioni lunghe e corte in attività che soddisfano i requisiti per
                   l’attribuzione di un grado della scala di valutazione della qualità creditizia pari
IT                                                    61                                               IT
 ---pagebreak---                     almeno a investment grade (qualità elevata) nel processo di classificazione di
                    cui al titolo V, capo 2, sezione 3, sottosezione 1 della direttiva [2000/12/CE];
             b)     posizioni lunghe e corte in attività che, considerando la solvibilità
                    dell’emittente, hanno una PD (probabilità di inadempimento) non superiore a
                    quella delle attività di cui alla precedente lettera a), secondo l’approccio di cui
                    al titolo V, capo 2, sezione 3, sottosezione 2 della direttiva [2000/12/CE].
             c)     posizioni lunghe e corte in attività per le quali non è disponibile una
                    valutazione del merito di credito fatta da un’agenzia esterna di valutazione del
                    merito di credito prescelta e che soddisfano le seguenti condizioni:
                    i)     sono considerate sufficientemente liquide dagli enti interessati;
                    ii)    la loro qualità d’investimento è, a giudizio dell’ente, almeno equivalente
                           a quella delle attività di cui alla lettera a);
                    iii)   sono quotate almeno su un mercato regolamentato di uno Stato membro,
                           o in una borsa di un paese terzo se quest'ultima è riconosciuta dalle
                           autorità competenti dello Stato membro in questione;
             d)     sono posizioni lunghe e corte in attività emesse da enti che, secondo quanto
                    stabilito discrezionalmente dalle autorità competenti, sono soggetti ai requisiti
                    di adeguatezza patrimoniale stabiliti nella direttiva [2000/12/CE].
   Le modalità con cui gli strumenti di debito vengono valutati sono soggette alla verifica delle
   autorità competenti, che rifiutano la valutazione dell'ente qualora ritengano che gli strumenti
   in questione presentino un rischio specifico troppo elevato per poter essere definiti voci
   qualificate.
   16. Le autorità competenti impongono agli enti di applicare la ponderazione massima di cui
   alla tabella 1 agli strumenti che presentino un particolare rischio a motivo dell'insufficiente
   solvibilità dell'emittente o liquidità.
                                                                          93/6/CEE
   Rischi generali
   a) in funzione della scadenza
                                                                          93/6/CEE (adattato)
   1517. La procedura per il calcolo della copertura patrimoniale per il rischio generale comporta
   due fasi fondamentali. In primo luogo tutte le posizioni sono ponderate in funzione della
   scadenza (come si spiegato al punto 16 ⌦ 18 ⌫ ), per calcolare l'entità della copertura
   patrimoniale richiesta. Successivamente è ammessa una riduzione di tale copertura quando
   una posizione ponderata è detenuta parallelamente ad una posizione ponderata opposta nella
   stessa fascia di scadenza. È parimenti ammissibile una riduzione della copertura quando le
   posizioni ponderate opposte rientrano in fasce di scadenza diverse; l'entità della riduzione
   dipende in tal caso dall'appartenenza o meno delle due posizioni alla medesima zona e dalle
IT                                                     62                                               IT
 ---pagebreak---    zone specifiche in cui esse rientrano. Le zone (gruppi di fasce di scadenza) sono
   complessivamente tre.
   1618. L'ente imputa le sue posizioni nette alle opportune fasce di scadenza della colonna 2 o 3
   della tabella 2 (cfr. punto 18 ⌦ 20 ⌫). A tale scopo si fa riferimento alla durata residua nel
   caso dei titoli ⌦ degli strumenti ⌫ a tasso fisso e al periodo di tempo fino alla successiva
   revisione del tasso d'interesse nel caso di titoli ⌦ strumenti ⌫ a tasso d'interesse variabile.
   Va operata una distinzione tra titoli ⌦ strumenti ⌫ di debito con una cedola minima del 3
   % e titoli ⌦ strumenti ⌫ con una cedola inferiore al 3 %, assegnandoli quindi alla colonna 2
   o 3 della tabella 2. In seguito sSi applica ⌦ poi ⌫ a ciascuna posizione la ponderazione
   indicata per la relativa fascia di scadenza nella colonna 4 della tabella 2.
                                                                    93/6/CEE (adattato)
   1719. Successivamente, si calcola la somma delle posizioni ponderate long ⌦ lunghe ⌫ e la
   somma delle posizioni ponderate short ⌦ corte ⌫ in ciascuna fascia di scadenza. L'entità
   del primo valore che è compensato dal secondo in una determinata fascia di scadenza
   costituisce la posizione ponderata compensata nella predetta fascia mentre la posizione
   residua long o short ⌦ lunga o corta ⌫ è la posizione ponderata non compensata per la
   medesima fascia. In seguito è calcolato il totale delle posizioni ponderate compensate in tutte
   le fasce.
   1820. Si calcolano i totali delle posizioni long ⌦ lunghe ⌫ ponderate non compensate per le
   fasce comprese in ciascuna delle zone di cui alla tabella 2 per determinare la posizione long
   ⌦ lunga ⌫ ponderata non compensata per ciascuna zona. Analogamente, le posizioni short
   ⌦ corte ⌫ ponderate non compensate per ciascuna fascia in una particolare zona sono
   sommate per calcolare la posizione short ⌦ corta ⌫ ponderata non compensata per detta
   zona. La parte della posizione long ⌦ lunga ⌫ ponderata non compensata di una
   determinata zona che è compensata dalla posizione short ⌦ corta ⌫ ponderata non
   compensata della medesima zona costituisce la posizione ponderata compensata di tale zona.
   La parte della posizione long ⌦ lunga ⌫ ponderata non compensata o della posizione short
   ⌦ corta ⌫ ponderata non compensata per una zona che non può quindi essere compensata
   ⌦ in tal modo ⌫ costituisce la posizione ponderata non compensata della zona in questione.
   Tabella 2
    Zone                  Fasce di scadenza               Ponderazioni        Variazione ipotizzata
                                                               (%)            del tasso di interesse
              Cedola del 3 % o      Cedola inferiore al                                (%)
                      più                   3%
   Uno        0 ≤ 1 mesi            0 ≤ 1 mesi                       0,00                           —
              > 1 ≤ 3 mesi          > 1 ≤ 3 mesi                     0,20                         1,00
              > 3 ≤ 6 mesi          > 3 ≤ 6 mesi                     0,40                         1,00
              > 6 ≤ 12 mesi         > 6 ≤ 12 mesi                    0,70                         1,00
   Due        > 1 ≤ 2 anni          > 1,0 ≤ 1,9 anni                 1,25                         0,90
IT                                                   63                                                IT
 ---pagebreak---               > 2 ≤ 3 anni        > 1,9 ≤ 2,8 anni                     1,75                   0,80
              > 3 ≤ 4 anni        > 2,8 ≤ 3,6 anni                     2,25                   0,75
   Tre        > 4 ≤ 5 anni        > 3,6 ≤ 4,3 anni                     2,75                   0,75
              > 5 ≤ 7 anni        > 4,3 ≤ 5,7 anni                     3,25                   0,70
              > 7 ≤ 10 anni       > 5,7 ≤ 7,3 anni                     3,75                   0,65
              > 10 ≤ 15 anni      > 7,3 ≤ 9,3 anni                     4,50                   0,60
              > 15 ≤ 20 anni      > 9,3 ≤ 10,6 anni                    5,25                   0,60
              > 20 anni           > 10,6 ≤ 12,0 anni                   6,00                   0,60
                                  > 12,0 ≤ 20,0 anni                   8,00                   0,60
                                  > 20 anni                          12,50                    0,60
                                                                     93/6/CEE (adattato)
   1921. 19. È quindi calcolata l'entità della posizione ponderata non compensata long (short)
   ⌦ lunga (corta) ⌫ della zona 1 che è compensata dalla posizione ponderata non compensata
   short (long) ⌦ corta (lunga) ⌫ della zona 2. Tale valore figura ⌦ è indicato ⌫ al punto 23
   ⌦ 25 ⌫ come ⌦ la ⌫ posizione ponderata compensata tra la zona 1 e la zona 2. Il
   medesimo calcolo è quindi effettuato per la parte residua della posizione ponderata non
   compensata della zona 2 e la posizione ponderata non compensata della zona 3 onde calcolare
   la posizione ponderata compensata tra la zona 2 e la zona 3.
   2022. L'ente ha facoltà di invertire l'ordine dei calcoli di cui al punto 19 ⌦ 21 ⌫ se desidera
   calcolare la posizione ponderata compensata fra la zona 2 e la zona 3 prima di calcolare quella
   fra la zona 1 e la zona 2.
                                                                     93/6/CEE (adattato)
   2123. La parte residua della posizione ponderata non compensata nella zona 1 è quindi
   compensata con la parte residua di quella della zona 3 dopo la compensazione di tale zona con
   la zona 2, per determinare la posizione ponderata compensata fra la zona 1 e la zona 3.
   2224. Le posizioni residue dopo i tre distinti calcoli di compensazione presentati ai punti 19,
   20 e 21 ⌦ 21, 22 e 23 ⌫ sono sommate.
   2325. La copertura patrimoniale dell'ente risulta dalla somma:
   a)        del 10 % del totale delle posizioni ponderate compensate in tutte le fasce di
             scadenza;
   b)        del 40 % della posizione ponderata compensata della zona 1;
   c)        del 30 % della posizione ponderata compensata della zona 2;
IT                                                 64                                              IT
 ---pagebreak---    d)       del 30 % della posizione ponderata compensata della zona 3;
   e)        del 40 % della posizione ponderata compensata tra le zone 1 e 2 e tra le zone 2 e 3
            (cfr. punto 19 ⌦ 21 ⌫ );
   f)       del 150 % della posizione ponderata compensata tra le zone 1 e 3;
   g)       del 100 % delle posizioni residue ponderate non compensate.
   b)in funzione della duration ⌦ durata finanziaria ⌫
   2426. In luogo del sistema di cui ai punti da 15 a 23 ⌦ 17 a 25 ⌫ le autorità competenti di
   uno Stato membro possono in via generale o a titolo individuale, permettere agli enti di
   ricorrere a un sistema di calcolo della copertura patrimoniale per il rischio generale sui titoli
   ⌦ sugli strumenti ⌫ di debito negoziati che tenga conto della duration ⌦ durata
   finanziaria ⌫ dei titoli ⌦ degli strumenti ⌫ in questione, purché ciò avvenga in via
   continuativa.
                                                                      93/6/CEE (adattato)
   2527. Con questo ⌦ Nel ⌫ sistema ⌦ di cui al punto 26 ⌫ l'ente prende il valore di
   mercato di ciascuno titolo ⌦ strumento ⌫ di debito a tasso fisso e calcola quindi il suo
   rendimento alla scadenza, che rappresenta il tasso di sconto implicito del titolo ⌦ dello
   strumento ⌫ . In caso di titoli ⌦ strumenti ⌫ a tasso variabile l'ente prende il valore di
   mercato di ciascuno titolo ⌦ strumento ⌫ e calcola quindi il suo rendimento supponendo
   che il capitale sia dovuto a decorrere dal momento in cui il tasso d'interesse può essere
   modificato per il periodo successivo.
                                                                      93/6/CEE (adattato)
   2628. Successivamente l'ente calcola la durata ⌦ finanziaria ⌫ modificata di ciascuno titolo
   ⌦ strumento ⌫ di debito servendosi della formula: durata ⌦ finanziaria ⌫ modificata =
   ((durata ⌦ finanziaria ⌫ (D))/(1 + r)) in cui:
                              D     =    ((∑t = 1m((t Ct)/((1 + r)t)))/(∑t =
                                          m               t
                                         1 ((Ct)/((1 + r) ))))
                           dove:
                           R      =   rendimento alla scadenza (cfr. punto
                                      25);
                           Ct     =   pagamento in contanti al momento t;
                           M      =   scadenza finale (cfr. punto 25).
   2729. Si classifica ciascuno titolo ⌦ strumento ⌫ di debito nella zona appropriata della
   tabella 3 in base alla duration ⌦ durata finanziaria ⌫ modificata del titolo stesso.
IT                                                 65                                                IT
 ---pagebreak---    Tabella 3
               Zone       Durata ⌦ finanziaria ⌫          Interesse presunto (variazione
                                  modificata                           in %)
                                   (in anni)
              Uno       > 0 ≤ 1,0                                                     1,0
              Due       > 1,0 ≤ 3,6                                                  0,85
              Tre       > 3,6                                                         0,7
   2830. Si calcola quindi la posizione ponderata in base alla duration ⌦ durata finanziaria ⌫
   del titolo dello ⌦ strumento ⌫ moltiplicando il suo valore di mercato per la duration
   ⌦ durata finanziaria ⌫ modificata e per la variazione presunta del tasso d'interesse riferita
   ad uno strumento con quella duration ⌦ durata finanziaria ⌫ modificata specifica (cfr.
   colonna 3 della tabella 3).
   2931. Si determina rispettivamente la sua posizione long ⌦ lunga ⌫ ponderata in base alla
   duration ⌦ durata finanziaria ⌫ e la sua posizione short ⌦ corta ⌫ ponderata in base alla
   duration ⌦ durata finanziaria ⌫ all'interno di ciascuna zona. In ciascuna zona, la parte della
   prima posizione che è compensata dalla seconda rappresenta la relativa posizione compensata
   ponderata in base alla duration ⌦ durata finanziaria ⌫ .
                                                                    93/6/CEE (adattato)
   Si calcolano quindi per ciascuna zona le posizioni non compensate ponderate in base alla
   duration ⌦ durata finanziaria ⌫ seguendo le procedure indicate ai punti da 19 a 22 ⌦ 21 a
   24 ⌫ per le posizioni ponderate non compensate.
                                                                    93/6/CEE (adattato)
   3032. La copertura patrimoniale richiesta all'ente risulta dalla somma dei seguenti elementi:
   a)       2 % della posizione compensata ponderata in base alla duration ⌦ durata
            finanziaria ⌫ in ciascuna zona;
   b)       40 % delle posizioni compensate ponderate in base alla duration ⌦ durata
            finanziaria ⌫ tra la zona 1 e la zona 2 e tra la zona 2 e la zona 3;
   c)       150 % della posizione compensata ponderata in base alla duration ⌦ durata
            finanziaria ⌫ tra la zona 1 e la zona 3;
   d)       100 % delle posizioni residue non compensate ponderate in base alla duration
            ⌦ durata finanziaria ⌫ .
IT                                                66                                              IT
 ---pagebreak---    TITOLI ⌦ STRUMENTI ⌫ DI CAPITALE
   3133. L'ente addiziona ⌦ in conformità con il punto 1 ⌫ tutte le posizioni nette long
   ⌦ lunghe ⌫ - in conformità con il punto 1 - e tutte le posizioni nette short ⌦ corte ⌫ . La
   somma dei due dati fornisce la posizione lorda generale. La differenza di ⌦ dell’ ⌫ una
   rispetto all'altra costituisce la posizione netta generale.
   Rischi specifici
                                                                   93/6/CEE (adattato)
   32.34 L'ente addiziona ⌦ in conformità con il punto 1 ⌫ tutte le posizioni nette long
   ⌦ lunghe ⌫ - in conformità con il punto 1 - e tutte le posizioni nette short ⌦ corte ⌫ .
   L'ente moltiplica la posizione lorda generale per il coefficiente del 4 % al fine di calcolare la
   copertura patrimoniale per rischi specifici.
                                                                   93/6/CEE (adattato)
   3335. In deroga al punto 35 ⌦ 34 ⌫ , le autorità competenti hanno facoltà di consentire che
   la copertura patrimoniale per rischi specifici sia ridotta dal 4% al 2% della posizione lorda
   generale per i portafogli titoli ⌦ di strumenti di capitale ⌫ detenuti da un ente che
   soddisfano le seguenti condizioni:
                                                                   98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                allegato, punto 1, lettera d)
                                                                (adattato)
   ia)       i titoli ⌦ gli strumenti ⌫ di capitale non devono essere quelli di emittenti che
             hanno emesso solo titoli ⌦ strumenti ⌫ di debito negoziati per i quali è al
             momento prevista, nella tabella 1, riportata al punto 14, la ponderazione dell'8 % o ai
             quali si applica un coefficiente di ponderazione inferiore solo perché sono coperti da
             garanzia o da fideiussione;
                                                                   93/6/CEE(adattato)
   iib)      i titoli ⌦ gli strumenti ⌫ di capitale debbono essere considerati titoli
             ⌦ strumenti ⌫ di elevata liquidità dalle autorità competenti in base a criteri
             obiettivi;
                                                                   93/6/CEE (adattato)
   iiic)     nessuna posizione individuale deve rappresentare più del 5 % del valore del
             portafoglio titoli complessivo ⌦ di strumenti di capitale ⌫ dell'ente. Tuttavia
             ⌦ Ai fini della lettera c) ⌫ le autorità competenti possono autorizzare posizioni
             individuali fino ad un massimo del 10 % purché il loro totale non superi il 50 % del
             portafoglio.
IT                                                   67                                              IT
 ---pagebreak---                                                                      93/6/CEE
   Rischi generali
   3436. La copertura patrimoniale per rischi generali sarà pari alla posizione netta generale
   dell'ente moltiplicata per il coefficiente dell'8 %.
   Contratti futures su indici di borsa
                                                                     93/6/CEE (adattato)
   3537. I contratti futures su indici di borsa, gli equivalenti, ponderati con il coefficiente delta,
   di contratti a premio relativi a futures su indici di borsa e indici di borsa definiti in appresso
   collettivamente «contratti futures su indici di borsa», possono essere scomposti in posizioni in
   ciascuno dei titoli ⌦ degli strumenti ⌫ di capitale che li costituiscono. Queste posizioni
   possono essere trattate come posizioni sottostanti negli stessi titoli ⌦ strumenti ⌫ di
   capitale; e,fatta salva l'approvazione delle autorità competenti, esse sono pertanto ⌦ possono
   essere ⌫ compensate con le posizioni opposte negli stessi titoli ⌦ strumenti ⌫ di capitale
   sottostanti.
                                                                     93/6/CEE (adattato)
   3638. Le autorità competenti provvedono affinché gli enti che hanno effettuato
   compensazioni delle loro posizioni in uno o più dei titoli ⌦ degli strumenti ⌫ di capitale
   che costituiscono un contratto futures su indici di borsa con posizioni opposte del contratto
   stesso dispongano di capitali sufficienti per coprire il rischio di perdite derivanti da variazioni
   non parallele del valore del futures rispetto a quelle del valore dei titoli ⌦ degli strumenti ⌫
   di capitale che lo compongono; le stesse regole si applicano, quando un ente detiene posizioni
   opposte in contratti futures su indici di borsa la cui scadenza e/o composizione non siano
   identiche.
                                                                     93/6/CEE (adattato)
   3739. In deroga alle disposizioni dei punti 35 e 36 ⌦ 37 e 38 ⌫ , per i contratti futures su
   indici di borsa che sono trattati in borsa e rappresentano, secondo le autorità competenti,
   indici ampiamente diversificati è prevista una copertura patrimoniale dell'8 % per i rischi
   generali, mentre non è obbligatoria alcuna copertura per i rischi specifici. Detti contratti
   futures su indici di borsa sono inclusi nel calcolo della posizione netta generale di cui al punto
   31 ⌦ 33 ⌫ , ma non sono presi in considerazione per il calcolo della posizione lorda
   generale di cui allo stesso punto.
                                                                     93/6/CEE (adattato)
   3840. Qualora un contratto futures su indici di borsa non sia scomposto nelle posizioni
   sottostanti, è trattato come singolo titolo ⌦ strumento ⌫ di capitale. Tuttavia si può non
   tener conto del rischio specifico su questo singolo titolo ⌦ strumento ⌫ di capitale, se il
   contratto futures su indici di borsa di cui trattasi è negoziato in borsa e rappresenta, a giudizio
   delle autorità competenti, un indice ampiamente diversificato.
IT                                                   68                                                IT
 ---pagebreak---    IMPEGNO IRREVOCABILE DI ACQUISTO
                                                                    93/6/CEE (adattato)
   3941. In caso di impegno irrevocabile di acquisto di titoli ⌦ strumenti ⌫ di debito e di
   capitale, le autorità competenti possono autorizzare un ente ad applicare la procedura indicata
   in appresso per calcolare la copertura patrimoniale. In primo luogo, esso calcola le posizioni
   nette deducendo le posizioni in impegni irrevocabili di acquisto sottoscritte o risottoscritte da
   terzi in base ad un contratto formale;. iIn secondo luogo, esso riduce le posizioni nette
   applicando i seguenti coefficienti di riduzione indicati nella tabella 4:
   Tabella 4
                                     - giorno lavorativo 0:   100 %
                                     - giorno lavorativo 1:   90 %
                                     - giorni lavorativi 2-3: 75 %
                                     - giorno lavorativo 4:   50 %
                                     - giorno lavorativo 5:   25 %
                                     - dopo il giorno         0 %.
                                     lavorativo 5:
                                                                    93/6/CEE
   Il giorno lavorativo 0 è il giorno lavorativo in cui l'ente si impegna irrevocabilmente ad
   accettare un quantitativo conosciuto di titoli ad un prezzo convenuto.
   In terzo luogo, l'ente calcola la copertura patrimoniale utilizzando le posizioni ridotte in
   impegni irrevocabili di acquisto.
   Le autorità competenti vigilano affinché gli enti detengano un capitale sufficiente a fronte del
   rischio di perdita esistente tra il momento dell'impegno iniziale e il giorno lavorativo 1.
                                                                    nuovo
   COPERTURA PATRIMONIALE DEL RISCHIO SPECIFICO PER LE POSIZIONI
   DEL PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE COPERTE DA STRUMENTI DERIVATI
   SU CREDITI
   42. Viene riconosciuta una riduzione per la protezione fornita da derivati su crediti
   conformemente ai principi esposti ai punti da 43 a 46.
   43. Viene riconosciuta una riduzione integrale quando i valori dei due elementi dello
   strumento si muovono sempre in senso opposto e pressoché nella stessa misura. Ciò si
   verifica in una delle seguenti situazioni:
             a)    i due elementi consistono di strumenti esattamente identici;
IT                                                   69                                              IT
 ---pagebreak---              b)    una posizione lunga per cassa è coperta da un total rate of return swap (o
                   viceversa) e vi è una esatta corrispondenza tra l’obbligazione di riferimento e
                   l’esposizione sottostante (cioè, la posizione per cassa). La scadenza dello swap
                   stesso può essere diversa da quella dell’esposizione sottostante.
   In questi casi, non va applicato un requisito patrimoniale per nessuno dei due lati della
   posizione.
   44. Viene applicata una riduzione dell’80% quando i valori dei due elementi si muovono
   sempre in senso opposto e quando esiste una perfetta corrispondenza in termini di
   obbligazione di riferimento, di scadenza tanto dell’obbligazione di riferimento quanto del
   derivato su crediti e della valuta in cui è espressa l’esposizione sottostante. Inoltre le
   caratteristiche essenziali del contratto derivato su crediti non devono far sì che le oscillazioni
   del prezzo del derivato si discostino sostanzialmente da quelle della posizione per cassa. Nella
   misura in cui l’operazione trasferisce il rischio, si applica una riduzione dell’80% del rischio
   specifico al lato dell’operazione con il coefficiente patrimoniale più elevato, mentre il
   requisito per l’altro lato è pari a zero.
   45. Viene riconosciuta una riduzione parziale quando i valori dei due elementi si muovono
   solitamente in senso opposto. Ciò si verifica nelle seguenti situazioni:
             a)    la posizione risponde alle condizioni di cui al punto 43, lettera b), ma vi è un
                   disallineamento tra l’obbligazione di riferimento e l'obbligazione sottostante.
                   Tuttavia le posizioni soddisfano i seguenti requisiti:
                   i)     l’obbligazione di riferimento ha rango pari o subordinato rispetto a quello
                          dell’obbligazione sottostante;
                   ii)    l’obbligazione sottostante e l’obbligazione di riferimento hanno il
                          medesimo debitore e sono presenti clausole di cross-default o cross-
                          acceleration giuridicamente opponibili;
             b)    la posizione risponde alle condizioni di cui al punto 43, lettera a) o del punto
                   44, ma vi è un disallineamento di valuta o di scadenza tra la protezione
                   creditizia e l’attività sottostante (i disallineamenti di valuta vanno inclusi nel
                   normale rischio di cambio da notificare di cui all’allegato III);
             c)    la posizione risponde alle condizioni di cui al punto 44, ma vi è un
                   disallineamento tra la posizione per cassa e il derivato su crediti. Tuttavia
                   l’attività sottostante figura fra le obbligazioni (consegnabili) nella
                   documentazione contrattuale dello strumento derivato su crediti.
   In ciascuno di questi casi, invece di addizionare i requisiti patrimoniali per il rischio specifico
   per ciascuno dei lati dell’operazione, si applica soltanto il più elevato dei due requisiti
   patrimoniali.
   46. In tutti i casi che non rientrano nel punto 45, si calcola un requisito patrimoniale per il
   rischio specifico per ciascuno dei due lati della posizione.
   REQUISITI PATRIMONIALI PER LE QUOTE DI              ORGANISMI DI INVESTIMENTO COLLETTIVO
   (OIC) NEL PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE
IT                                                   70                                                IT
 ---pagebreak---    47. I requisiti patrimoniali per le posizioni in quote di organismi di investimento collettivo
   (OIC) che soddisfano le condizioni indicate all’articolo 11 per essere incluse nel portafoglio
   di negoziazione sono calcolati conformemente ai metodi di cui a punti da 48 a 56.
   48. Fatte salve le altre disposizioni della presente sezione, le posizioni in quote di OIC sono
   soggette ad un requisito patrimoniale in relazione al rischio di posizione (specifico e generale)
   del 32%. Fatte salve le disposizioni dell’allegato III, punto 3, i) o dell’allegato V, punto 13,
   v), quando viene applicato il trattamento modificato per l'oro secondo dette disposizioni, le
   posizioni in quote di OIC sono soggette ad un requisito patrimoniale per il rischio di
   posizione (specifico e generale) e per il rischio di cambio non superiore al 40%.
   49. Gli enti possono determinare il requisito patrimoniale per le posizioni in quote di OIC che
   soddisfano i criteri di cui al punto 51 con i metodi di cui ai punti da 53 a 56.
   50. Salvo disposizione contraria, non è consentita alcuna compensazione tra gli investimenti
   sottostanti di un OIC e altre posizioni detenute dall’ente.
   CRITERI GENERALI
   51. I criteri generali di ammissibilità dell’uso dei metodi di cui ai punti da 53 a 56, per le
   quote di OIC emesse da società soggette a vigilanza o costituite all'interno della Comunità,
   sono i seguenti:
             a)    il prospetto dell’OIC o il documento a questo equivalente specifica:
                   i)     le categorie di attività nelle quali l’OIC è autorizzato ad investire;
                   ii)    se sono prescritti limiti agli investimenti, i relativi limiti e i metodi per
                          determinarli;
                   iii)   se è ammessa la leva finanziaria, il grado massimo di leva finanziaria;
                   iv)    se sono ammessi gli investimenti in derivati finanziari negoziati fuori
                          borsa o operazioni del tipo pronti contro termine, una politica per limitare
                          il rischio di controparte derivante da queste operazioni;
             b)    l’attività dell’OIC è oggetto di relazioni semestrali e annuali che consentano di
                   valutare le attività e le passività, i redditi e le operazioni dell'OIC nel periodo di
                   riferimento delle relazioni stesse.
             c)    le quote/azioni dell’OIC sono liquidabili in contanti, a carico delle attività
                   dell’impresa, su base giornaliera su richiesta del detentore;
             d)    gli investimenti dell’OIC sono separati dalle attività del gestore dell'OIC;
             e)    l’ente che effettua l’investimento sottopone l'OIC ad una adeguata valutazione
                   dei rischi.
   52. Gli OIC di paesi terzi possono essere ammissibili se sono soddisfatti i requisiti di cui alle
   lettere da a) ad e) del punto 51, previa approvazione dell'autorità competente per l'ente.
   METODI SPECIFICI
IT                                                    71                                                  IT
 ---pagebreak---    53. Se l’ente è al corrente degli investimenti sottostanti dell’OIC su base giornaliera, può
   prendere direttamente in considerazione tali investimenti sottostanti per calcolare i requisiti
   patrimoniali per il rischio di posizione (generale e specifico) relativo a tali posizioni
   conformemente ai metodi di cui al presente allegato o, previa autorizzazione, conformemente
   ai metodi di cui all’allegato V. Quando si applica questo trattamento (look-through), le
   posizioni in quote di OIC sono trattate come posizioni negli investimenti sottostanti dell'OIC.
   È consentita la compensazione tra posizioni negli investimenti sottostanti dell’OIC e altre
   posizioni detenute dall’ente, a condizione che l’ente detenga un numero di quote sufficiente
   da consentirne la liquidazione ovvero la creazione in cambio degli investimenti sottostanti.
   54. Gli enti possono calcolare i requisiti patrimoniali per il rischio di posizione (generale e
   specifico) relativo alle posizioni in quote di OIC conformemente ai metodi di cui al presente
   allegato o, previa autorizzazione, conformemente ai metodi di cui all’allegato V, in
   riferimento a posizioni ipotetiche che rappresentano quelle necessarie per riprodurre la
   composizione e l’andamento dell’indice esterno o del paniere fisso di strumenti di capitale o
   di debito di cui alla lettera a), purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:
            a)     secondo il mandato di gestione, l’OIC ha lo scopo di riprodurre la
                   composizione e l’andamento di un indice esterno o di un paniere fisso di
                   strumenti di capitale o di debito;
            b)     è constatabile inequivocabilmente una correlazione minima di 0,9 tra le
                   variazioni giornaliere di prezzo delle quote dell'OIC e dell'indice o del paniere
                   fisso di strumenti di capitale o di debito che riproduce per una durata minima di
                   sei mesi. Per correlazione si intende nel presente contesto il coefficiente di
                   correlazione tra i rendimenti giornalieri del fondo negoziato in borsa e
                   dell’indice o del paniere fisso di strumenti di capitale o di debito.
   55. Se l’ente non è al corrente degli investimenti sottostanti dell’OIC su base giornaliera, può
   calcolare i requisiti patrimoniali per il rischio di posizione (generale e specifico)
   conformemente ai metodi di cui al presente allegato, purché siano soddisfatte le seguenti
   condizioni:
            a)     si ipotizza che l’OIC investa in primo luogo, nella misura massima consentita
                   dal mandato di gestione, nelle classi di attività soggette al requisito
                   patrimoniale più elevato per il rischio di posizione (generale e specifico) e
                   continui successivamente ad investire in ordine discendente finché non sia
                   raggiunto il limite massimo complessivo per gli investimenti. La posizione
                   nelle quote dell’OIC è trattata come il possesso diretto della posizione
                   ipotetica.
            b)     gli enti, per tenere conto dell’esposizione indiretta massima che potrebbero
                   raggiungere assumendo posizioni con effetto leva attraverso l’OIC nel
                   calcolare il loro requisito patrimoniale per il rischio di posizione, aumentano
                   proporzionalmente la posizione nelle quote dell’OIC fino all’esposizione
                   massima agli elementi degli investimenti sottostanti che consegue dal mandato
                   di gestione del fondo;
            c)     se il requisito patrimoniale per il rischio di posizione (generale e specifico)
                   ottenuto con questo metodo è superiore a quello stabilito al punto 48, il
                   requisito patrimoniale è limitato a quest’ultimo livello.
IT                                                  72                                               IT
 ---pagebreak---    56. Gli enti possono affidare ad un terzo il calcolo e la notifica dei requisiti patrimoniali per il
   rischio di posizione (generale e specifico) relativo a posizioni in quote di OIC contemplate ai
   punti 53 e 55, conformemente ai metodi di cui al presente allegato, purché sia adeguatamente
   garantita la correttezza del calcolo e della notifica.
IT                                                  73                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                     93/6/CEE (adattato)
                                           ALLEGATO II
      ⌦CALCOLO DEI REQUISITI PATRIMONIALI PER IL ⌫ RISCHIO ⌦ DI ⌫
                         REGOLAMENTO ⌦ E DI ⌫ CONTROPARTE
   RISCHIO ⌦ DI ⌫ REGOLAMENTO/CONSEGNA
                                                                    98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                allegato, punto 2, lettera a)
                                                                (adattato)
   1. Per le transazioni su obbligazioni, azioni ⌦ strumenti di debito, strumenti di capitale ⌫ e
   merci (ad esclusione dei contratti di vendita con patto di riacquisto e di concessione e
   assunzione di titoli o merci in prestito) che risultano non liquidate dopo lo scadere delle
   relative date di consegna, va calcolata la differenza di prezzo alla quale l'ente si trova esposto.
   Si tratta della differenza tra il prezzo di liquidazione convenuto per l'obbligazione, l'azione
   ⌦ lo strumento di debito, lo strumento di capitale ⌫ o la merce in questione e il suo valore
   corrente di mercato, quando tale differenza può comportare una perdita per l'ente. Al fine di
   calcolare la copertura patrimoniale richiesta, occorre moltiplicare la differenza per il fattore
   appropriato, quale risulta dalla colonna A della tabella di cui al punto 2.
                                                                    93/6/CEE (adattato)
   2. In deroga alle disposizioni del punto 1, un ente può, con l'accordo delle autorità competenti,
   calcolare la copertura patrimoniale richiesta moltiplicando il prezzo di liquidazione convenuto
   per ogni transazione ⌦ operazione ⌫ che risulta non liquidata in un periodo compreso fra 5
   e 45 giorni lavorativi dopo la data di scadenza, per il fattore appropriato quale risulta dalla
   colonna B della tabella ⌦ 1 ⌫ in appresso. A decorrere da 46 giorni lavorativi dopo la data
   di scadenza, la copertura patrimoniale deve essere pari al 100 % della differenza di prezzo alla
   quale l'ente si trova esposto, come risulta dalla colonna A ⌦ della tabella 1 ⌫ .
   ⌦Tabella 1 ⌫
           Numero di giorni lavorativi dopo la data di           Colonna A           Colonna B
                           liquidazione
                                                                     (%)                 (%)
      5 — 15                                                                  8                 0.5
      16 — 30                                                               50                  4.0
      31 — 45                                                               75                  9.0
      46 o più                                                             100 cfr. punto 2
IT                                                  74                                                 IT
 ---pagebreak---    RISCHIO ⌦ DI ⌫ CONTROPARTE
                                                                      nuovo
   3. Un ente è tenuto a detenere una copertura per il rischio di controparte relativo ad
   esposizioni dovute a:
             a)     operazioni rimaste inadempiute;
             b)     strumenti derivati negoziati fuori borsa e derivati su crediti;
             c)     operazioni di vendita con patto di riacquisto, operazioni di prestito attivo o
                    passivo di titoli o merci basate su titoli o su merci compresi nel portafoglio di
                    negoziazione;
             d)     esposizioni in forma di diritti, commissioni, interessi, dividendi e depositi di
                    garanzia inerenti a contratti derivati negoziati in borsa, non contemplate nel
                    presente allegato o nell'allegato I né detratte dai fondi propri ai sensi
                    dell'articolo 13, punto 2, lettera d) direttamente connesse con voci comprese
                    nel portafoglio di negoziazione.
   4. Ai fini di cui sopra si considera che un’operazione è rimasta inadempiuta se l’ente ha
   effettuato esborsi per titoli o merci prima di riceverli o ha consegnato titoli o merci prima di
   riceverne il corrispettivo e, se si tratta di un’operazione transfrontaliera, sono trascorsi uno o
   più giorni dal pagamento o dalla consegna.
   5. Fatti salvi i punti da 6 a 9, i valori delle esposizioni e gli importi dell’esposizione ponderati
   per il rischio sono calcolati conformemente alle disposizioni del titolo V, capo 2, sezione 3
   della direttiva [2000/12/CE], intendendo i riferimenti contenuti in detta sezione agli “enti
   creditizi” come riferimenti ad “enti” e quelli agli “enti creditizi imprese madri” come
   riferimenti a “imprese madri” e intendendo coerentemente ogni termine concomitante.
   6. Ai fini del punto 5:
   si considera l’allegato IV della direttiva [2000/12/CE] modificato in modo che, dopo il punto
   3), lettera d), si leggano i termini “e derivati su crediti”;
   si considera l’allegato III della direttiva [2000/12/CE] modificato in modo che, dopo la tabella
   1 bis, siano inserite le disposizioni seguenti:
             Per determinare il valore dell’esposizione creditizia potenziale futura per un contratto
             derivato total return swap o credit default swap, si moltiplica il valore nominale del
             contratto per le percentuali seguenti:
             se l’obbligazione di riferimento è tale che, se desse luogo ad un’esposizione diretta
             dell’ente, costituirebbe una voce qualificata ai fini dell’allegato I – 5%;
             se l’obbligazione di riferimento è tale che, se desse luogo ad un’esposizione diretta
             dell’ente, non costituirebbe una voce qualificata ai fini dell’allegato I – 10%.
             Tuttavia, nel caso di un credit default swap, un ente la cui esposizione dovuta allo
             swap rappresenta una posizione lunga nel sottostante può considerare pari allo 0%
IT                                                    75                                                IT
 ---pagebreak---              l'esposizione creditizia potenziale futura, a meno che il credit default swap sia
             soggetto a liquidazione per inadempimento in caso di insolvenza dell’ente la cui
             esposizione dovuta allo swap rappresenta una posizione corta nel sottostante, anche
             qualora il sottostante non si trovi in stato di inadempimento.
   Se il derivato su crediti assicura una protezione con riferimento allo “nth to default” di una
   serie di obbligazioni sottostanti, si determina quale delle percentuali indicate sopra sia
   applicabile sulla base del fatto che l’obbligazione con l’nesima più bassa qualità creditizia sia
   un’esposizione che, se fosse un’esposizione dell’ente, costituirebbe una voce qualificata ai
   fini dell'allegato I.
   7. Ai fini del punto 5, nel calcolare gli importi dell’esposizione ponderati per il rischio gli enti
   non possono impiegare il metodo semplificato per il trattamento delle garanzie reali
   finanziarie esposto nell’allegato VIII, parte 3, punti da 25 a 30 della direttiva [2000/12/CE]
   per il riconoscimento degli effetti delle garanzie reali finanziarie.
   8. Ai fini del punto 5, nel caso delle operazioni di vendita con patto di riacquisto e di
   concessione e assunzione di titoli o merci in prestito, tutti gli strumenti finanziari e tutte le
   merci che possono essere incluse nel portafoglio di negoziazione possono essere riconosciuti
   come garanzie reali ammissibili. Per le esposizioni dovute a strumenti derivati negoziati fuori
   borsa contabilizzati nel portafoglio di negoziazione, le merci che possono essere incluse nel
   portafoglio di negoziazione possono anche essere riconosciute come garanzie reali
   ammissibili. Ai fini del calcolo delle correzioni di volatilità, quando gli strumenti finanziari o
   le merci sono concessi in prestito, venduti o messi a disposizione, o presi in prestito,
   acquistati o ricevuti a titolo di garanzia o ad altro titolo nel quadro di una simile operazione,
   gli strumenti e le merci in questione sono trattati allo stesso modo degli strumenti di capitale
   non inclusi in un indice principale quotati in una borsa riconosciuta.
   9. Ai fini del punto 5, in relazione al riconoscimento di accordi quadro di compensazione
   relativi a contratti di vendita con patto di riacquisto e di concessione e assunzione di titoli o
   merci in prestito e/o ad altre operazioni correlate ai mercati finanziari, la compensazione tra
   posizioni comprese nel portafoglio di negoziazione e posizioni non comprese in tale
   portafoglio è riconosciuta solo se le operazioni compensate soddisfano i seguenti requisiti:
             a)     tutte le operazioni sono valutate quotidianamente in base ai prezzi di mercato;
             b)     tutti gli elementi concessi in prestito, venduti o messi a disposizione, o presi in
                    prestito, acquistati o ricevuti nel quadro dell’operazione possono essere
                    riconosciuti come garanzie finanziarie ammissibili ai sensi delle disposizioni
                    del titolo V, capo 2, sezione 3, sottosezione 3 della direttiva [2000/12/CE]
                    senza che venga applicato il punto 8 del presente allegato.
   10. Se un derivato su crediti compreso nel portafoglio di negoziazione fa parte di una
   copertura interna e la protezione del credito è riconosciuta ai sensi della direttiva
   [2000/12/CE], si considera che la posizione nel derivato su crediti non comporta un rischio di
   controparte.
   11. Il requisito patrimoniale è pari all’8% del totale degli importi delle esposizioni ponderati
   per il rischio.
IT                                                   76                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                      93/6/CEE
   Transazioni rimaste inadempiute
                                                                     98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                  allegato, punto 2, lettera b)
   3.1. Un ente è tenuto a detenere una copertura per il rischio di controparte se:
   i)        ha effettuato esborsi per titoli o merci prima di riceverli o ha consegnato titoli o
             merci prima di riceverne il corrispettivo, e
             e
   ii)       in caso di transazioni transfrontaliere, è passato un giorno o più dalla data del
             pagamento o della consegna.
   3.2. La copertura patrimoniale è pari all'8 % del valore dei titoli o delle merci o della somma
   liquida di spettanza dell'ente moltiplicato per la ponderazione del rischio applicabile alla
   pertinente controparte.
                                                                     98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                  allegato, punto 2, lettera c)
   Operazioni di vendita con patto di riacquisto nonché concessione e assunzione di titoli o
             merci in prestito
   4.1. Per le operazioni di vendita con patto di riacquisto e le concessioni di titoli o merci in
   prestito in cui i titoli o le merci trasferite costituiscono elementi del portafoglio di
   negoziazione, l'ente calcola la differenza tra il valore di mercato dei titoli o delle merci e il
   finanziamento ottenuto dall'ente o il valore di mercato della garanzia, qualora tale differenza
   sia positiva. Per le operazioni di vendita con patto di riacquisto e l'assunzione di titoli o merci
   in prestito, l'ente calcola la differenza tra il finanziamento concesso dall'ente stesso o il valore
   di mercato della garanzia e il valore di mercato dei titoli o delle merci ricevute, qualora tale
   differenza sia positiva.
                                                                     93/6/CEE
   Le autorità competenti verificano che l'eccesso di garanzia prestata sia accettabile.
   Inoltre le autorità competenti possono autorizzare gli enti a non includere nei calcoli descritti
   nel primo comma del presente punto l'importo dell'eccesso di garanzia laddove esso sia
   garantito in modo tale che l'ente che trasferisce abbia sempre la certezza della restituzione
   dell'eccesso di garanzia in caso di inadempimento della controparte.
   Gli interessi maturati sono da includere nel calcolo del valore di mercato del finanziamento
   dato o ottenuto e della garanzia.
   4.2. La copertura patrimoniale è pari all'8 % dell'ammontare risultante dal punto 4.1
   moltiplicato per la ponderazione del rischio applicabile alla pertinente controparte.
IT                                                    77                                                IT
 ---pagebreak---    Titoli derivati fuori borsa
                                                                    98/33/CE articolo 3, punto 2
   5. Per calcolare la copertura patrimoniale relativa ai titoli derivati negoziati fuori borsa da
   esso detenuti, l'ente applica l'allegato II della direttiva 89/647/CEE. La ponderazione del
   rischio da applicare alle pertinenti controparti è determinata a norma dell'articolo 2, punto 9,
   della presente direttiva.
   Fino al 31 dicembre 2006 le autorità competenti degli Stati membri possono esentare
   dall'applicazione dei metodi elencati nell'allegato II i contratti OTC regolati da una stanza di
   compensazione per i quali la stanza di compensazione agisca come controparte legale e tutti i
   partecipanti garantiscono integralmente su base giornaliera l'esposizione che presentano nei
   confronti della stanza di compensazione, fornendo una copertura dell'esposizione corrente e di
   quella potenziale futura. Le autorità competenti devono accertarsi che la garanzia fornita
   assicuri lo stesso livello di copertura di quella di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a),
   punto 7, della direttiva 89/647/CEE e che sia eliminato il rischio di un accumulo delle
   esposizioni nei confronti della stanza di compensazione che oltrepassi il valore di mercato
   della garanzia fornita. Gli Stati membri informano la Commissione dell'uso che essi fanno di
   tale facoltà.
                                                                    93/6/CEE
   ALTRI
   6. I requisiti patrimoniali di cui alla direttiva 89/647/CEE si applicano alle esposizioni in
   forma di diritti, commissioni, interessi, dividendi e depositi di garanzia inerenti a contratti
   futures o contratti a premio negoziati in borsa, non contemplate nel presente allegato o
   nell'allegato I né detratte dai fondi propri ai sensi dell'allegato V, punto 2 d) direttamente
   connesse con voci comprese nel portafoglio di negoziazione.
   La ponderazione del rischio da applicare alle pertinenti controparti è determinata
   conformemente all'articolo 2, punto 9 della presente direttiva.
IT                                                 78                                                IT
 ---pagebreak---                                                                     93/6/CEE (adattato)
                                             ALLEGATO III
    ⌦CALCOLO DEI REQUISITI PATRIMONIALI PER IL ⌫ RISCHIO DI CAMBIO
                                                                    98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                 allegato, punto 3, lettera a)
                                                                 (adattato)
   1. Se la somma della posizione complessiva netta in cambi e della posizione netta in oro di un
   ente, calcolata in base al metodo indicato in appresso ⌦ al punto 2 ⌫, rappresenta più del 2
   % del totale dei fondi propri del medesimo, per calcolare la copertura patrimoniale per il
   rischio di cambio si moltiplica tale somma per l'8 %.
   Sino al 31 dicembre 2004 le autorità competenti possono consentire agli enti di calcolare la
   copertura patrimoniale moltiplicando per l'8 % l'importo costituito dalla somma della
   posizione complessiva netta in cambi e della posizione netta in oro che eccede il 2 % del
   totale dei fondi propri.
                                                                    93/6/CEE (adattato)
   2. ⌦ Per determinare il requisito patrimoniale per il rischio di cambio ⌫ l'ente utilizza un
   metodo di calcolo in due fasi.
                                                                    98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                 allegato, punto 3, lettera b)
                                                                 (adattato)
   32.1. L'ente calcola dapprima la posizione aperta netta in ciascuna divisa (compresa quella
   utilizzata nella segnalazione ⌦ per la notifica ⌫ ) e in oro.
   La posizione ⌦ aperta netta ⌫ consiste nella somma dei seguenti elementi (positivi o
   negativi):
             - a)  la posizione netta a pronti (ossia tutte le voci dell'attivo meno tutte le voci del
                   passivo compresi i ratei d'interesse maturati, nella divisa in questione e, per
                   l'oro, la posizione netta a pronti in oro);
             - b) la posizione netta a termine (ossia tutti gli importi da ricevere meno tutti gli
                   importi da versare nell'ambito di operazioni a termine su divise e oro, compresi
                   i future su valuta e oro e il capitale di swap su valuta non inclusi nella
                   posizione a pronti);
             - c)  garanzie irrevocabili (e titoli ⌦ strumenti ⌫ analoghi) di cui è certa
                   l'escussione e che risulteranno presumibilmente irrecuperabili;
             - d) entrate/uscite nette future non ancora maturate ma già integralmente coperte (a
                   discrezione dell'ente che effettua la segnalazione ⌦ notifica ⌫ e con
                   l'accordo preventivo delle autorità competenti, le entrate/uscite nette future non
IT                                                   79                                                IT
 ---pagebreak---                    ancora contabilizzate, ma già integralmente coperte da transazioni su cambi
                   esteri a termine possono essere comprese in tale voce). L'ente deve attenersi in
                   via continuativa a questo metodo;
            - e)   l'equivalente netto delta (o su base delta) del portafoglio totale dei contratti a
                   premio in valuta estera e in oro;
            - f)   il valore di mercato di altri contratti a premio (cioè non in valuta estera e non in
                   oro);.
            lLe posizioni che un ente detiene al fine specifico di salvaguardarsi dagli effetti
            negativi dei tassi di cambio sul coefficiente di capitale possono essere escluse dal
            calcolo delle posizioni aperte nette in divisa. Tali posizioni dovrebbero essere di
            natura non negoziabile o strutturale e la loro esclusione, nonché qualsiasi modifica
            delle condizioni della loro esclusione, è subordinata all'accordo delle autorità
            competenti. Lo stesso trattamento, fatte salve le condizioni sopra indicate, può essere
            applicato alle posizioni detenute da un ente in relazione a voci già detratte nel calcolo
            dei fondi propri.
                                                                     nuovo
            Ai fini del calcolo di cui al primo comma, per le quote di OIC vengono computate le
            posizioni effettive in valuta estera dell’OIC. Gli enti possono utilizzare informazioni
            relative alle posizioni in valuta dell’OIC fornite da terzi, se l’esattezza di dette
            informazioni è adeguatamente garantita. Se l’ente non è al corrente delle posizioni in
            valuta estera dell’OIC, si presume che l’OIC sia investito in valuta fino al limite
            massimo consentito per la valuta estera dal mandato d’investimento dell’OIC stesso e
            l’ente, per le posizioni del portafoglio di negoziazione, computa l’esposizione
            indiretta massima che potrebbe raggiungere assumendo posizioni con effetto leva
            attraverso l'OIC nel calcolare il proprio requisito patrimoniale per il rischio di
            cambio. A tal fine aumenta proporzionalmente la posizione nelle quote dell’OIC fino
            all’esposizione massima agli elementi degli investimenti sottostanti che consegue dal
            mandato di gestione del fondo. La posizione ipotetica dell’OIC in valuta estera è
            trattata come una valuta distinta secondo il trattamento degli investimenti in oro, con
            la differenza che, se è nota la direzione degli investimenti dell’OIC, la posizione
            lunga complessiva può essere sommata alla posizione complessiva aperta lunga in
            valuta e la posizione corta complessiva può essere sommata con la posizione
            complessiva aperta corta in valuta. Non sarebbe consentita alcuna compensazione tra
            dette posizioni prima del calcolo.
                                                                     98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                  allegato, punto 3, lettera b)
   Le autorità competenti hanno facoltà di consentire agli enti di usare il valore netto attualizzato
   nel calcolo della posizione aperta netta in ciascuna valuta e in oro.
IT                                                  80                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                      93/6/CEE (adattato)
                                                                     1 98/31/EC articolo 1, punto 7 e
                                                                 allegato, punto 3, lettera c)
      1 42.2. Successivamente, le posizioni corte e lunghe nette in ciascuna valuta diversa da
   quella di segnalazione ⌦ notifica ⌫ e la posizione netta, corta o lunga, in oro sono
   convertite nella valuta di segnalazione ⌦ notifica ⌫ ai tassi di cambio e alla quotazione a
   pronti.  Esse sono poi sommate separatamente per formare, rispettivamente, il totale delle
   posizioni short ⌦ corte ⌫ nette e il totale delle posizioni long ⌦ lunghe ⌫ nette. Il più
   elevato di questi due totali rappresenta la posizione netta generale in valuta estera dell'ente.
                                                                     93/6/CEE (adattato)
   53.
   In deroga ai precedenti punti da 1 a 4 ⌦ e 2 ⌫ , e in attesa di un ulteriore coordinamento, le
   autorità competenti possono disporre o consentire il ricorso a procedure alternative, da parte
   deagli enti ⌦ di utilizzare ⌫, ai fini del presente allegato ⌦ , le procedure indicate qui di
   seguito ⌫.
                                                                     93/6/CEE (adattato)
   63.1. In primo luogo, lLe autorità competenti possono autorizzare gli enti a costituire una
   copertura patrimoniale a fronte di posizioni in valute strettamente correlate inferiore a quella
   che deriverebbe dall'applicazione dei punti da 1 a 4 ⌦ e 2 ⌫ . Le autorità competenti
   possono considerare strettamente correlate due valute soltanto qualora le probabilità di una
   perdita - calcolata sulla base dei dati dei tassi di cambio giornalieri dei 3 o 5 anni precedenti -
   su posizioni uguali e contrarie in tali valute nei dieci giorni lavorativi successivi, che non
   superi il 4 % del valore della posizione compensata in questione (espressa nella valuta
   utilizzata nella segnalazione), siano pari ad almeno il 99 % dei casi, se il periodo di
   osservazione è di 3 anni, ovvero al 95 %, se il periodo di osservazione è di 5 anni. I fondi
   propri prescritti per la posizione compensata in due valute strettamente correlate
   corrispondono al 4 % moltiplicato per il valore della posizione compensata. La copertura
   patrimoniale per le posizioni non compensate in valute strettamente correlate, e per tutte le
   posizioni in altre valute, corrisponde all'8 % moltiplicato per la somma più elevata delle
   posizioni «short» o «long» ⌦ corte o lunghe ⌫ nette in tali divise, previa deduzione delle
   posizioni compensate nelle valute strettamente correlate.
                                                                     98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                 allegato, punto 3, lettera d)
                                                                 (adattato)
   7. In secondo luogo, sino al 31 dicembre 2004, le autorità competenti possono consentire agli
   enti di applicare un metodo diverso da quelli previsti ai punti da 1 a 6 ai fini del presente
   allegato. La copertura patrimoniale risultante da tale metodo deve essere di entità superiore al
   2 % della posizione aperta netta calcolata secondo il punto 4 e, sulla base di un'analisi dei
   movimenti dei tassi di cambio durante tutti i cicli operativi continui di dieci giorni lavorativi
   nell'arco degli ultimi tre anni, superiore alle perdite probabili per il 99 % o più dei casi.
   Il metodo alternativo descritto nel primo comma può essere impiegato solo alle seguenti
   condizioni:
IT                                                   81                                                IT
 ---pagebreak---    i)        la formula per il calcolo e i coefficienti di correlazione sono definiti dalle autorità
             competenti in base alla loro analisi dei movimenti dei tassi di cambio;
   ii)       i coefficienti di correlazione sono regolarmente riveduti dalle autorità competenti alla
             luce degli sviluppi sui mercati dei cambi.
                                                                   93/6/CEE (adattato)
   83.2. In terzo luogo, lLe autorità competenti possono consentire agli enti di escludere dai
   metodi di computo di cui ai precedenti punti da 1 ⌦ , 2 e 3.1 ⌫ a 7 le posizioni in valute
   contemplate in un accordo tra Stati giuridicamente vincolante, inteso a limitare la loro
   oscillazione rispetto ad altre valute contemplate dallo stesso accordo. Gli enti calcolano le
   loro posizioni compensate in tali valute e costituiscono a fronte delle stesse una copertura
   patrimoniale non inferiore alla metà della variazione massima consentita per le valute in
   questione nell'accordo intergovernativo di cui trattasi. Le posizioni non compensate in queste
   valute sono trattate analogamente alle altre valute.
   In deroga al primo comma, le autorità competenti possono consentire che la copertura
   patrimoniale per le posizioni compensate nelle valute degli Stati membri che partecipano alla
   seconda fase dell’Uunione monetaria europea sia dell'1,6 % moltiplicato per il valore di dette
   posizioni compensate.
                                                                   93/6/CEE (adattato)
   9. Le autorità competenti notificano al Consiglio e alla Commissione gli eventuali metodi che
   fissano, o autorizzano, ai fini dei punti da 6 a 8.
   10. La Commissione riferisce al Consiglio sui metodi di cui al punto 9 e, se necessario, in
   considerazione degli sviluppi internazionali, propone un trattamento più armonizzato dei
   rischi di cambio.
                                                                   93/6/CEE
   114. Le posizioni nette in valute composite possono venire scomposte nelle valute
   componenti secondo le quote in vigore.
IT                                                  82                                                IT
 ---pagebreak---                                                                      98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                  allegato, punto 5 (adattato)
                                      ALLEGATO VIII ⌦ IV ⌫
        ⌦CALCOLO DEI REQUISITI PATRIMONIALI PER IL ⌫ RISCHIO SULLE
                                       POSIZIONI IN MERCI
                                                                     98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                  allegato, punto 5
   1. Ciascuna posizione in merci o in prodotti derivati su merci è espressa in unità di misura
   standard. Il prezzo a pronti in ciascuna merce è espresso nella moneta di segnalazione.
                                                                     98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                  allegato, punto 5 (adattato)
   2. Le posizioni in oro o in strumenti derivati sull'oro sono ritenute soggette al rischio di
   cambio e sono pertanto trattate in base all'allegato III o, se del caso, all'allegato VIII ai fini del
   calcolo del rischio di mercato.
   3. Ai fini del presente allegato, è possibile escludere dal calcolo del rischio sulle posizioni in
   merci le posizioni che abbiano solo valore di finanziamento delle scorte.
   4. Il rischio di tasso d'interesse ed il rischio di cambio non coperti da altre disposizioni del
   presente allegato sono inclusi nel calcolo del rischio generale su titoli ⌦ strumenti ⌫ di
   debito negoziati e nel calcolo del rischio di cambio.
   5. Quando la posizione corta ha scadenza anteriore a quella della posizione lunga, gli enti
   devono cautelarsi anche nei confronti del rischio di carenza di liquidità che potrebbe essere
   presente in taluni mercati.
   6. Ai fini del punto 19, la differenza positiva tra la posizione lunga (corta) dell'ente rispetto
   alla sua posizione corta (lunga) nelle stesse merci e in contratti derivati nell'identica merce,
   siano essi futures, contratti a premio o warrant, è la sua posizione netta in ciascuna merce.
   Le autorità competenti consentono che le posizioni in strumenti derivati siano equiparate, con
   le modalità specificate ai successivi punti 8, 9 e 10, a posizioni nella merce sottostante.
                                                                     98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                  allegato, punto 5
   7. Le autorità competenti possono considerare le seguenti posizioni quali posizioni nella
   stessa merce:
   - a)      posizioni in diverse sottocategorie di merci ove queste siano consegnabili l'una per
             l'altra,
             e
IT                                                  83                                                    IT
 ---pagebreak---    - b)     posizioni in merci simili nel caso in cui tra esse vi sia uno stretto rapporto di
            sostituibilità e possa essere inequivocabilmente comprovata una correlazione minima
            dello 0,9 tra i movimenti di prezzo per un periodo minimo di un anno.
                                                                  98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                               allegato, punto 5
   STRUMENTI PARTICOLARI
                                                                  98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                               allegato, punto 5 (adattato)
   8. I futures su merci e gli impegni a termine di acquisto o vendita di singole merci sono
   incorporati nel sistema di misurazione sotto forma di importi nozionali nell'unità di misura
   standard; viene loro assegnata una scadenza in funzione della data di consegna.
   Le autorità competenti possono consentire che la copertura patrimoniale richiesta per un
   futures negoziato in borsa sia uguale alla garanzia richiesta dalla borsa se ritengono che essa
   fornisca una misura precisa del rischio connesso con il futures e sia almeno uguale alla
   copertura patrimoniale richiesta per un futures, ottenuta utilizzando il metodo di calcolo
   esposto nel presente allegato o impiegando il metodo dei modelli interni illustrato nell'allegato
   VIII.
   Fino al 31 dicembre 2006 lLe autorità competenti possono altresì consentire che la copertura
   patrimoniale di un contratto derivato negoziato fuori borsa del tipo cui si fa riferimento nel
   presente punto, regolato da una stanza di compensazione ufficiale, sia uguale alla garanzia
   richiesta dalla stanza di compensazione se hanno la certezza che essa fornisce una misura
   precisa del rischio connesso con il contratto derivato ed è almeno uguale alla copertura
   patrimoniale richiesta per il contratto in questione, ottenuta utilizzando il metodo di calcolo
   esposto nel presente allegato o impiegando i modelli interni illustrati nell'allegato VIII.
                                                                  98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                               allegato, punto 5 (adattato)
   9. Gli swap su merci le cui componenti siano, da un lato, un prezzo fisso e, dall'altro, il prezzo
   corrente di mercato sono incorporati nel metodo basato sulle fasce di scadenza ⌦ illustrato ai
   punti da 13 a 18 ⌫ sotto forma di una serie di posizioni equivalenti all'importo nozionale del
   contratto; a ciascun pagamento dello swap deve corrispondere una posizione iscritta nella
   pertinente casella dello scadenzario (cfr. tabella riportata al punto 13) ⌦ riportato come
   tabella 1 ⌫ . Le posizioni dovrebbero essere ⌦ saranno ⌫ posizioni lunghe se l'ente
   corrisponde un prezzo fisso e riceve un prezzo variabile e corte se l'ente riceve un prezzo fisso
   e corrisponde un prezzo variabile.
   Gli swap su merci le cui componenti siano costituite da merci diverse sono riportati nel
   pertinente prospetto di segnalazione ⌦ notifica ⌫ ai fini dell'applicazione del metodo
   basato sulle fasce di scadenza.
IT                                                84                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                        98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                   allegato, punto 5 (adattato)
   10. I contratti a premio su merci o su strumenti derivati su merci sono equiparati, ai fini del
   presente allegato, a posizioni di valore pari a quelle dello strumento sottostante a cui il
   contratto a premio si riferisce moltiplicato per il suo coefficiente delta ai fini deil presente
   allegato. Queste ultime posizioni possono essere compensate con eventuali posizioni di segno
   opposto nelle identiche merci o negli identici strumenti derivati su merci sottostanti. Il
   coefficiente delta applicato è quello della borsa valori dell'operazione o quello calcolato dalle
   autorità competenti oppure, laddove non sia disponibile né l'uno né l'altro o per i contratti a
   premio OTC ⌦ negoziati fuori borsa ⌫ , quello calcolato dall'ente stesso purché il modello
   che esso usa sia considerato accettabile dalle autorità competenti.
   Tuttavia, le autorità competenti possono anche disporre che gli enti calcolino i propri
   coefficienti delta ricorrendo ad un metodo da esse prescritto.
   Le autorità competenti impongono l'adozione di garanzie ⌦ È predisposta una copertura ⌫
   contro gli altri rischi, diversi dal rischio delta, connessi con i contratti a premio su merci.
   Le autorità competenti possono consentire che la copertura patrimoniale richiesta per un
   contratto a premio su merci negoziato in borsa sia uguale alla garanzia richiesta dalla borsa, se
   ritengono che essa fornisca una misura precisa del rischio connesso con il contratto a premio e
   sia almeno uguale alla copertura patrimoniale richiesta per un contratto a premio, ottenuta
   utilizzando il metodo di calcolo esposto nel presente allegato o impiegando il metodo dei
   modelli interni illustrato nell'allegato VIII.
   Fino al 31 dicembre 2006 lLe autorità competenti possono altresì consentire che la copertura
   patrimoniale di un contratto a premio su merci negoziato OTC ⌦ fuori borsa ⌫ , regolato
   da una stanza di compensazione ufficiale, sia uguale alla garanzia richiesta dalla stanza di
   compensazione se ritengono che essa fornisca una misura precisa del rischio connesso con il
   contratto a premio e sia almeno uguale alla copertura patrimoniale richiesta per un contratto a
   premio negoziato OTC ⌦ fuori borsa ⌫ ottenuta utilizzando il metodo di calcolo esposto
   nel presente allegato o impiegando i modelli interni illustrati nell'allegato VIII.
   Inoltre, esse possono consentire che la copertura richiesta per un contratto a premio su merci,
   negoziato in borsa oppure OTC ⌦ fuori borsa ⌫ , sia pari a quella per la merce sottostante,
   a condizione che la copertura risultante non superi il valore di mercato del contratto stesso. La
   copertura per un contratto a premio venduto OTC ⌦ fuori borsa ⌫ è fissata in relazione alla
   merce sottostante.
                                                                       98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                   allegato, punto 5
   11. Per i warrant su merci valgono le stesse norme esposte sopra al punto 10 per i contratti a
   premio su merci.
IT                                                    85                                              IT
 ---pagebreak---                                                                       98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                   allegato, punto 5
   12. L'ente che trasferisce merci o diritti garantiti relativi alla proprietà di merci in
   un'operazione di vendita con patto di riacquisto e l'ente che trasferisce merci nell'ambito di un
   accordo di concessione di merci in prestito include dette merci nel calcolo della sua copertura
   patrimoniale a norma del presente allegato.
                                                                      98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                   allegato, punto 5 (adattato)
   a) Metodo basato sulle fasce di scadenza
   13. L'ente usa una fascia di scadenza separata, di cui alla successiva tabella ⌦ 1 ⌫, per
   ciascuna merce. Tutte le posizioni in detta merce, nonché le posizioni considerate tali, a
   norma del precedente punto 7, sono imputate alle pertinenti fasce di scadenza. Le scorte sono
   imputate alla prima fascia.
   ⌦Tabella 1 ⌫
                              Fasce di scadenza         Coefficiente di
                                                             spread
                                      (1)
                                                             (in %)
                                                               (2)
                              0 ≤ 1 mesi                                1,50
                              > 1 ≤ 3 mesi                              1,50
                              > 3 ≤ 6 mesi                              1,50
                              > 6 ≤ 12 mesi                             1,50
                              > 1 ≤ 2 anni                              1,50
                              > 2 ≤ 3 anni                              1,50
                              > 3 anni                                  1,50
   14. Le autorità competenti possono permettere che le posizioni nella stessa merce o
   considerate tali, a norma del precedente punto 7, siano compensate tra loro e imputate alla
   pertinente fascia di scadenza su base netta per quanto concerne:
   - a)   le posizioni in contratti aventi la stessa data di scadenza;
   e
IT                                                  86                                               IT
 ---pagebreak---    - b)      le posizioni in contratti aventi date di scadenza distanti tra loro non più di dieci
             giorni, qualora tali contratti siano negoziati su mercati con date di consegna
             giornaliere.
                                                                    98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                 allegato, punto 5 (adattato)
   15. L'ente calcola quindi la somma delle posizioni lunghe e di quelle corte in ciascuna fascia
   di scadenza. L'entità del primo (secondo) valore che è compensato dal secondo (primo) in una
   determinata fascia di scadenza costituisce la posizione compensata nella predetta fascia,
   mentre la posizione residua lunga o corta costituisce la posizione non compensata per la
   medesima fascia.
   16. La parte della posizione lunga (corta) non compensata di una determinata fascia di
   scadenza che è compensata dalla posizione corta (lunga) non compensata di una fascia di
   scadenza successiva costituisce la posizione compensata di due fasce di scadenza. La parte
   della posizione lunga non compensata o della posizione corta non compensata che non può
   essere compensata in questo modo costituisce la posizione non compensata.
   17. Il requisito patrimoniale dell'ente per ciascuna merce risulta, in base alla pertinente fascia
   di scadenza, dalla somma dei seguenti elementi:
   ia)       la somma delle posizioni lunghe e corte compensate moltiplicate per il relativo
             coefficiente di spread per ciascuna fascia di scadenza di cui alla colonna 2 della
             tabella riportata al punto 13 ⌦ 1 ⌫ e per il prezzo a pronti della merce;
   iib)      la posizione compensata fra due diverse fasce di scadenza per ciascuna fascia in cui
             venga riportata una posizione non compensata, moltiplicata per lo 0,6 % (coefficiente
             di riporto) e per il prezzo a pronti della merce;
   iiic)     le posizioni non compensate residue, moltiplicate per il 15 % (coefficiente secco) e
             per il prezzo a pronti della merce in questione.
   18. I requisiti patrimoniali complessivi dell'ente per i rischi inerenti alle merci risultano dalla
   somma dei requisiti patrimoniali calcolati per ciascuna merce in base al punto 17.
   b) Metodo semplificato
   19. Il requisito patrimoniale dell'ente per ogni merce risulta dalla somma dei seguenti
   elementi:
   ia)       il 15% della posizione netta, lunga o corta, moltiplicata per il prezzo a pronti di tale
             merce;
   iib)      il 3% della posizione lorda, lunga più corta, moltiplicata per il prezzo a pronti di tale
             merce.
   20. I requisiti patrimoniali complessivi dell'ente per i rischi inerenti alle merci risultano dalla
   somma dei requisiti patrimoniali calcolati per ciascuna merce in base al punto 19.
IT                                                   87                                                IT
 ---pagebreak---                                                                      93/6/CEE articolo 11bis
                                                                  (adattato)
   ⌦c) Metodo basato sulle fasce di scadenza ampliato ⌫
   Fino al 31 dicembre 2006 gli Stati membri ⌦ Le autorità competenti ⌫ possono autorizzare
   i loro enti ad utilizzare i coefficienti minimi di spread, di riporto e secchi riportati nella
   seguente tabella anziché quelli indicati ai punti 13, 24, 27 e 28 ⌦ 14, 17 e 18 ⌫ dell'allegato
   VII, a condizione che gli enti, a parere delle loro autorità competenti ⌦ medesime ⌫ :
             a)    effettuino transazioni ⌦ operazioni ⌫ su merci di notevole entità,
             b)    abbiano un portafoglio merci diversificato, e
             c)    non siano ancora in grado di usare modelli interni per il calcolo del requisito
                   patrimoniale a fronte del rischio di posizione in merci a norma dell'allegato
                   VIII.
   Tabella 2
                       Metalli preziosi      Metalli      Prodotti agricoli       Altri, compresi i
                        (eccetto l'oro)     comuni             («softs»)         prodotti energetici
      Coefficienti 1,0                     1,2          1,5                    1,5
        spread %
      Coefficienti 0,3                     0,5          0,6                    0,6
        di riporto
      Coefficienti 8                       10           12                     15
            secchi
IT                                                  88                                               IT
 ---pagebreak---                                                                         98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                     allegato, punto 5 (adattato)
                                              ALLEGATO VIII
     ⌦IMPIEGO DI ⌫ MODELLI INTERNI ⌦ PER IL CALCOLO DEI REQUISITI
                                             PATRIMONIALI ⌫
   1. Ferme restando le condizioni stabilite nel presente allegato, le autorità competenti possono
   consentire agli enti di calcolare i loro requisiti patrimoniali in relazione al rischio di
   posizione, al rischio di cambio e/o al rischio di posizione in merci utilizzando i propri sistemi
   interni di gestione del rischio in sostituzione o in combinazione con i metodi descritti negli
   allegati I, III e VII ⌦ IV ⌫ . L'impiego di un modello ai fini della vigilanza sull'adeguatezza
   patrimoniale è in ogni caso subordinato all'esplicito riconoscimento delle autorità competenti.
   2. Il riconoscimento delle autorità competenti è concesso soltanto a condizione che il sistema
   di gestione del rischio dell'ente sia concettualmente corretto ed applicato con integrità e che
   siano rispettati, in particolare, i seguenti criteri qualitativi:
             ia)     il modello interno di misurazione dei rischi deve essere strettamente integrato
                     nel processo quotidiano di gestione dei rischi dell'ente e fornire i dati sulla base
                     dei quali gli alti dirigenti sono informati delle esposizioni al rischio dell'ente;
             iib) l'ente deve disporre di un'unità autonoma di controllo dei rischi, che sia
                     indipendente dalle unità di negoziazione e risponda direttamente agli alti
                     dirigenti dell'ente. L'unità deve essere responsabile della progettazione e della
                     messa in atto del sistema di gestione dei rischi dell'ente ed elaborare e
                     analizzare rapporti quotidiani sui risultati del modello di misurazione dei rischi
                     e sulle opportune misure da prendere in termini di limiti operativi;
             iiic) il consiglio di amministrazione e gli alti dirigenti dell'ente devono partecipare
                     attivamente al processo di controllo dei rischi ed i rapporti quotidiani dell'unità
                     di controllo dei rischi devono essere esaminati da dirigenti il cui livello
                     gerarchico dia loro la facoltà di imporre riduzioni sia delle posizioni assunte
                     dai singoli operatori sia dell'esposizione complessiva al rischio dell'ente;
             ivd) l'ente deve disporre di sufficiente personale specializzato nell'impiego di
                     modelli sofisticati nell'area della negoziazione, del controllo dei rischi, della
                     revisione e dei servizi di back-office;
             ve)     l'ente deve aver stabilito procedure per verificare e imporre l'osservanza di una
                     serie documentata di politiche e controlli interni sull'insieme del
                     funzionamento del sistema di misurazione dei rischi;
             vif) i modelli dell'ente devono aver dato prova, sulla base di riscontri storici, di
                     misurare i rischi con soddisfacente precisione;
             viig) l'ente mette ⌦ deve mettere ⌫ in atto frequentemente un rigoroso
                     programma di prove di stress, il cui esito viene valutato dagli alti dirigenti e
                     rispecchiato nelle politiche e nei limiti da essi stabiliti;
IT                                                      89                                                IT
 ---pagebreak---              viiih) l'ente deve mettere regolarmente in atto, nell'ambito del processo di revisione
                    interna, una verifica indipendente del proprio sistema di misurazione dei rischi.
             Detta ⌦ La ⌫ verifica ⌦ di cui alla lettera h) del primo comma ⌫ deve
             comprendere sia l'attività delle unità di negoziazione sia quella dell'unità
             indipendente di controllo dei rischi. Almeno una volta l'anno l'ente deve procedere ad
             un riesame dell'intero processo di gestione dei rischi.
             Detto riesame deve valutare:
             - a)   l'adeguatezza della documentazione del sistema e del processo di gestione dei
                    rischi e dell'organizzazione dell'unità di controllo dei rischi,;
             - b) l'integrazione delle misure del rischio di mercato nella gestione quotidiana dei
                    rischi e l'integrità del sistema di informazione dei dirigenti,;
             - c)   le modalità seguite dall'ente per approvare i modelli di quantificazione dei
                    rischi ed i sistemi di valutazione che sono utilizzati dagli addetti al front-office
                    e al back-office,;
             - d) la portata dei rischi di mercato rilevati dal modello di misurazione dei rischi e
                    la convalida di eventuali modifiche rilevanti del processo di misurazione dei
                    rischi,;
             - e)   l'accuratezza e la completezza dei dati sulla posizione, l'accuratezza e la
                    congruità delle ipotesi di volatilità e di correlazione e l'accuratezza dei calcoli
                    di valutazione e di sensibilità del rischio,;
             - f)   il processo di verifica che l'ente impiega per valutare la coerenza, la
                    tempestività e l'affidabilità delle fonti dei dati utilizzati per i modelli interni,
                    anche sotto il profilo dell'indipendenza delle fonti stesse;
                    e
             - g) il processo di verifica che l'ente impiega per valutare i test retrospettivi che
                    vengono effettuati per verificare l'accuratezza del modello.
   3. L'ente controlla l'accuratezza e i risultati del modello impiegato mediante un programma di
   test retrospettivi. Questi ultimi devono fornire, per ogni giorno lavorativo, il raffronto tra la
   misura giornaliera del valore a rischio generata dal modello dell'ente per le posizioni del
   portafoglio alla chiusura e la variazione giornaliera del valore del portafoglio alla fine del
   giorno lavorativo successivo.
   Le autorità competenti esaminano la capacità dell'ente di effettuare test retrospettivi sulle
   variazioni, reali e ipotetiche, del portafoglio. I test retrospettivi sulle variazioni ipotetiche del
   valore del portafoglio si basano sul raffronto tra il valore del portafoglio alla chiusura e, posto
   che le posizioni rimangano immutate, il suo valore alla chiusura del giorno successivo. Le
   autorità competenti impongono agli enti di prendere le misure appropriate per migliorare il
   loro programma di test retrospettivi, qualora sia ritenuto carente.
   4. Allo scopo di calcolare i requisiti patrimoniali per il rischio specifico associato alle
   posizioni in titoli ⌦ strumenti ⌫ di debito e titoli ⌦ strumenti ⌫ di capitale, le autorità
IT                                                    90                                                 IT
 ---pagebreak---    competenti possono riconoscere l'impiego del modello interno di un ente qualora il modello,
   oltre a soddisfare le condizioni previste nel presente allegato ⌦ , soddisfi le seguenti
   condizioni: ⌫
             - a)  spieghi la variazione storica dei prezzi nel portafoglio;
             - b) rifletta la concentrazione in termini di importanza e di variazioni nella
                   composizione del portafoglio;
             - c)  sia resistente ad un ambiente sfavorevole;
             - d) sia convalidato mediante test retrospettivi volti a valutare se il rischio specifico
                   venga riflesso in modo adeguato. Se le competenti autorità consentono lo
                   svolgimento di detti test retrospettivi in base a subportafogli significativi,
                   questi ultimi devono essere scelti in modo coerente.
                                                                      98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                   allegato, punto 5
   5. Gli enti che utilizzano modelli interni non riconosciuti a norma del punto 4 sono soggetti ad
   un coefficiente patrimoniale distinto per il rischio specifico calcolato in base all'allegato I.
   6. Ai fini del punto 10, ii) i valori calcolati dall'ente stesso sono rettificati mediante un fattore
   moltiplicativo di almeno 3.
                                                                      98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                   allegato, punto 5 (adattato)
   7. Il fattore moltiplicativo è aumentato di un fattore di maggiorazione compreso fra 0 e 1
   secondo quanto indicato nella successiva tabella ⌦ 1 ⌫ sulla base del numero degli
   scostamenti degli ultimi 250 giorni lavorativi evidenziati dai test retrospettivi dell'ente. Le
   autorità competenti esigono che gli enti facciano un calcolo coerente degli scostamenti sulla
   base dei test retrospettivi effettuati sulle variazioni reali o ipotetiche del valore del
   portafoglio. Lo scostamento è costituito dalla variazione giornaliera del valore del portafoglio
   che superi la corrispondente misura giornaliera del valore a rischio generata dal modello
   dell'ente. Per determinare il fattore di maggiorazione occorre una valutazione, almeno
   trimestrale, del numero degli scostamenti.
   ⌦Tabella 1 ⌫
                                  Numero di scostamenti          Fattore di
                                                                maggiorazio
                                                                     ne
                               Meno di 5                                0,00
                               5                                        0,40
                               6                                        0,50
                               7                                        0,65
IT                                                   91                                                  IT
 ---pagebreak---                                 8                                       0,75
                                9                                       0,85
                                10 o più                                1,00
   Le autorità competenti, in singoli casi e in situazioni eccezionali, possono esimere l'ente
   dall'aumentare il fattore moltiplicativo del fattore di maggiorazione di cui alla precedente
   tabella ⌦ 1 ⌫ se l'ente ha dimostrato, con piena soddisfazione delle autorità, che l'aumento
   è ingiustificato e che il modello è fondamentalmente corretto.
   Se numerosi scostamenti dimostrano l'insufficiente accuratezza del modello, le autorità
   competenti revocano il riconoscimento di quest'ultimo o impongono le misure necessarie per
   assicurarne il tempestivo miglioramento.
   Per consentire alle autorità competenti di controllare costantemente la correttezza del fattore
   di maggiorazione, l'ente notifica loro tempestivamente, e comunque non oltre cinque giorni
   lavorativi, gli scostamenti che il programma di test retrospettivi ha rilevato e che, in base alla
   precedente tabella, determinano l'aumento del fattore di maggiorazione.
   8. 8. Se il modello dell'ente è riconosciuto dalle autorità competenti a norma del punto 4 ai
   fini del calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio specifico, l'ente aumenta i suoi requisiti
   patrimoniali calcolati a norma dei punti 6, 7 e 10 mediante una maggiorazione dell'importo
   pari ⌦ ad uno dei seguenti fattori: ⌫
   ia)       alla parte di rischio specifico della misura del valore a rischio che dovrebbe essere
             isolata in base alle norme di vigilanza; oppure, a scelta dell'ente,
   iib)      alle misure del valore a rischio di subportafogli di debito o di posizioni in titoli
             ⌦ strumenti ⌫ di capitale che contengono un rischio specifico.
   Gli enti che utilizzano l'opzione ii) ⌦ b) ⌫ devono individuare la loro struttura di
   subportafogli in anticipo e non devono cambiarla senza il consenso delle autorità competenti.
                                                                      98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                  allegato, punto 5 (adattato)
   9. Le autorità competenti possono esimere l'ente dalla maggiorazione di cui al punto 8,
   qualora l'ente dimostri che, in base alle norme internazionalmente riconosciute, il suo modello
   riflette anche il rischio d'evento e quello di inadempienza per le sue posizioni in titoli
   ⌦ strumenti ⌫ di debito e titoli ⌦ strumenti ⌫ di capitale.
                                                                      98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                  allegato, punto 5 (adattato)
   10. Ciascun ente deve soddisfare un requisito patrimoniale corrispondente al maggiore dei
   due importi seguenti:
   ia)       la misura del valore a rischio del giorno precedente calcolata in base ai parametri
             indicati nel presente allegato, e;
IT                                                  92                                                   IT
 ---pagebreak---    iib)      la media delle misure del valore a rischio giornaliero nei sessanta giorni operativi
             precedenti, moltiplicata per il fattore di cui al punto 6 e rettificata applicando il
             fattore di cui al punto 7.
                                                                      98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                   allegato, punto 5
   11. Il calcolo del valore a rischio è soggetto ai seguenti requisiti minimi:
   ia)       calcolo del valore a rischio su base almeno giornaliera;
   iib)      intervallo di confidenza unilaterale del 99 %;
   iiic)     periodo di detenzione rapportato a dieci giorni;
   ivd)      periodo storico di osservazione di almeno un anno, tranne nel caso in cui in periodo
             di osservazione più breve sia giustificato da un aumento improvviso e significativo
             delle volatilità dei prezzi;
   ve)       serie di dati aggiornate con frequenza trimestrale.
   12. Le autorità competenti devono esigere che il modello rifletta accuratamente tutti i rischi di
   prezzo sostanziali dei contratti a premio e delle posizioni assimilabili a contratti a premio e
   che gli altri rischi non evidenziati dal modello siano adeguatamente coperti con fondi propri.
                                                                      98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                   allegato, punto 5 (adattato)
   13. Le autorità competenti devono esigere che iIl modello di misurazione del rischio tenga
   ⌦ deve tenere ⌫ conto di un numero sufficiente di fattori di rischio, a seconda del livello di
   attività dell'ente nei rispettivi mercati ⌦ , e in particolare di quelli seguenti ⌫ .
   Devono essere rispettate le seguenti disposizioni minime:
   ⌦Rischio di tasso di interesse ⌫
   i)       per quanto riguarda il rischio di tasso di interesse, iIl sistema di misurazione del
   rischio incorpora taluni fattori di rischio relativi ai tassi di interesse di ciascuna valuta nella
   quale l'ente detenga posizioni, iscritte in bilancio o fuori bilancio, che costituiscano
   un'esposizione al tasso di interesse. L'ente modella le curve di rendimento servendosi di uno
   dei modelli generalmente accettati. Per esposizioni sostanziali al rischio di tasso d'interesse
   nelle valute e nei mercati principali, la curva di rendimento è divisa in almeno sei segmenti di
   scadenza per tener conto delle variazioni di volatilità dei tassi lungo la curva di rendimento. Il
   sistema di misurazione del rischio deve inoltre tener conto del rischio di movimenti non
   perfettamente correlati fra curve di rendimento diverse;.
   ⌦Rischio di cambio ⌫
   ii)      per quanto riguarda il rischio di cambio, iIl sistema di misurazione del rischio
   incorpora i fattori di rischio corrispondenti all'oro e alle singole valute in cui sono denominate
   le posizioni dell'ente;.
IT                                                   93                                                IT
 ---pagebreak---                                                                    nuovo
   Per le quote di OIC vengono computate le posizioni attuali in valuta estera dell’OIC. Gli enti
   possono utilizzare informazioni relative alle posizioni in valuta dell’OIC fornite da terzi, se
   l’esattezza di dette informazioni è adeguatamente garantita. Se l’ente non è al corrente delle
   posizioni in valuta estera dell’OIC, si presume che l’OIC sia investito in valuta fino al limite
   massimo consentito per la valuta estera dal mandato d’investimento dell’OIC stesso e l’ente,
   per le posizioni del portafoglio di negoziazione, computa l’esposizione indiretta massima che
   potrebbe raggiungere assumendo posizioni con effetto leva attraverso l'OIC nel calcolare il
   proprio requisito patrimoniale per il rischio di cambio. A tal fine aumenta proporzionalmente
   la posizione nelle quote dell’OIC fino all’esposizione massima agli elementi degli
   investimenti sottostanti che consegue dal mandato di gestione del fondo. La posizione
   ipotetica dell’OIC in valuta estera è trattata come una valuta distinta secondo il trattamento
   degli investimenti in oro. Se invece è nota la direzione degli investimenti dell’OIC, la
   posizione lunga complessiva può essere sommata alla posizione complessiva aperta lunga in
   valuta e la posizione corta complessiva può essere sommata con la posizione complessiva
   aperta corta in valuta. Non sarebbe consentita alcuna compensazione tra dette posizioni prima
   del calcolo.
                                                                   98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                allegato, punto 5 (adattato)
   ⌦Rischio sugli strumenti di capitale ⌫
   iii)     per quanto riguarda il rischio sui titoli di capitale, iIl sistema di misurazione del
   rischio impiega un fattore di rischio distinto almeno per ciascuno dei mercati mobiliari nei
   quali l'ente detiene posizioni significative;.
   ⌦Rischio sulle posizioni in merci ⌫
   iv)      per quanto riguarda il rischio sulle posizioni in merci, iIl sistema di misurazione del
   rischio impiega un fattore di rischio distinto almeno per ciascuna merce nella quale l'ente
   detiene posizioni significative. II sistema di misurazione del rischio deve riflettere anche il
   rischio di movimenti non perfettamente correlati tra merci simili, ma non identiche e
   l'esposizione alle variazioni dei prezzi a termine risultante da scadenze non congruenti. Esso
   deve inoltre tener conto delle caratteristiche dei mercati, in particolare delle date di consegna
   e del margine di cui dispongono gli operatori per liquidare le posizioni.
                                                                   98/31/CE articolo 1, punto 7 e
                                                                allegato, punto 5
   14. Le autorità competenti possono consentire agli enti di utilizzare correlazioni empiriche
   nell'ambito della stessa categoria di rischio e fra categorie di rischio distinte a condizione di
   essersi sincerate che il metodo di misurazione delle correlazioni dell'ente è corretto ed
   applicato correttamente.
IT                                                 94                                                IT
 ---pagebreak---                                                                     93/6/CEE allegato VI, punto 8,
                                                                 dal numero 2), seconda frase
                                                                 (adattato)
                                            ALLEGATO VI
           ⌦CALCOLO DEI REQUISITI PATRIMONIALI PER I ⌫ GRANDI FIDI
   1. Essa ⌦ La copertura patrimoniale aggiuntiva di cui all’articolo 31, lettera b) ⌫ è
   calcolata selezionando le componenti dell'esposizione totale verso il cliente o il gruppo di
   clienti in questione cui si applicano le più elevate coperture per rischio specifico previste
   all'allegato I e/o le coperture previste all'allegato II, e la cui somma è pari all'importo del
   superamento indicato al punto 29); ⌦ di cui all’articolo 31, lettera a) ⌫ .
   2. Se il superamento non si è protratto per più di 10 giorni, la copertura patrimoniale
   aggiuntiva è pari al 200 % della copertura prevista nella frase precedente ⌦ punto 1 ⌫ per
   le componenti in questione.
   3. Dieci giorni dopo che si è verificato il superamento, le componenti di quest'ultimo,
   selezionate secondo i criteri di cui sopra, sono imputate alla riga appropriata nella colonna 1
   della tabella 1 in ordine ascendente rispetto alle coperture per rischio specifico di cui
   all'allegato I e/o alle coperture di cui all'allegato II. L'ente deve inoltre disporre di una
   ⌦ La ⌫ copertura patrimoniale aggiuntiva ⌦ è ⌫ pari alla somma delle coperture per
   rischio specifico previste all'allegato I e/o delle coperture di cui all'allegato II per dette
   componenti, moltiplicata per il corrispondente coefficiente della colonna 2 ⌦ della tabella
   1 ⌫ ;.
   ⌦Tabella 1 ⌫
                                Superamento rispetto ai limiti                    Coeffici
                                                                                    enti
                        (sulla base di una percentuale di fondi propri)
             Fino al 40 %                                                         200 %
             Tra l'40 % e il 60 %                                                 300 %
             Tra il 60 % e il l’80 %                                              400 %
             Tra l'80 % e il 100 %                                                500 %
             Tra il 100 % e il 250 %                                              600 %
             Oltre il 250 %                                                       900 %
IT                                                 95                                              IT
 ---pagebreak---                                                                        nuovo
                                              ALLEGATO VII
                                             NEGOZIAZIONE
                                  PARTE A - FINI DI NEGOZIAZIONE
   1. Alle posizioni e ai portafogli detenuti a fini di negoziazione si applicano i seguenti
   requisiti:
             a)     deve esistere una strategia di negoziazione chiaramente documentata per
                    posizione/strumento o portafoglio, approvata dall’alta direzione e
                    comprendente l’orizzonte temporale atteso di detenzione;
             b)     devono esistere politiche e procedure chiaramente definite per una gestione
                    attiva delle posizioni, che prevedano le seguenti condizioni:
                    i)     le posizioni sono assunte da un’apposita unità di negoziazione (“trading
                           desk”);
                    ii)    vengono fissati limiti di posizione la cui adeguatezza è sottoposta a
                           verifiche nel tempo;
                    iii)   i negoziatori (“dealers”) hanno facoltà di aprire/gestire una posizione
                           all’interno dei limiti concordati e nel rispetto delle strategie stabilite;
                    iv)    le posizioni sono oggetto di segnalazione all’alta direzione come parte
                           integrante del processo di gestione del rischio aziendale;
                    v)     le posizioni sono attivamente sorvegliate sulla base di informazioni
                           provenienti da fonti di mercato e ne viene valutata la negoziabilità o la
                           possibilità di copertura, loro o dei rischi che le compongono, stimando in
                           particolare la qualità e la disponibilità dei dati di mercato per il processo
                           di valutazione, il livello degli scambi nel mercato stesso, la dimensione
                           delle posizioni negoziate sul mercato;
             c)     devono esistere politiche e procedure chiaramente definite per sorvegliare le
                    posizioni alla luce della strategia di negoziazione dell’ente, inclusa la
                    sorveglianza sulla rotazione e sulle posizioni di vendita del portafoglio di
                    negoziazione dell’ente.
                                   PARTE B - SISTEMI E CONTROLLI
   1. Gli enti istituiscono e mantengono sistemi e controlli sufficienti per assicurare che le loro
   stime di valutazione siano prudenti e affidabili.
   2. I sistemi e i controlli comportano almeno i seguenti elementi:
IT                                                    96                                                 IT
 ---pagebreak---             a)     politiche e procedure documentate per il processo di valutazione. Queste
                   devono prevedere responsabilità chiaramente definite delle varie aree coinvolte
                   nella determinazione della valutazione, fonti delle informazioni di mercato e
                   verifica della relativa affidabilità, frequenza delle valutazioni indipendenti,
                   orario di determinazione dei prezzi di chiusura, procedure per la correzione
                   delle valutazioni, procedure per le riconciliazioni di fine mese e per quelle ad
                   hoc;
            b)     linee di segnalazione gerarchica chiare e indipendenti (nella fattispecie,
                   indipendenti dal front office) per l’unità responsabile del processo di
                   valutazione.
   La linea di segnalazione gerarchica dovrebbe risalire fino a uno dei principali componenti
   esecutivi del consiglio di amministrazione.
   Metodi di valutazione prudenti
   3. La valutazione in base ai prezzi di mercato implica una valutazione almeno giornaliera
   delle posizioni in base a prezzi di chiusura prontamente disponibili forniti da fonti
   indipendenti. Ne sono esempi i prezzi di borsa, le quotazioni a video o quelle fornite da
   diversi broker indipendenti di elevata reputazione.
   4. Ai fini della valutazione in base ai prezzi di mercato deve essere utilizzato il corso più
   prudente tra denaro e lettera, a meno che l’ente non sia esso stesso un importante market
   maker per il particolare tipo di strumento finanziario o di merce in questione e possa quotare
   un prezzo medio.
   5. Quando non è possibile una valutazione in base ai prezzi di mercato, gli enti devono
   valutare le loro posizioni e i loro portafogli in base ad un modello prima di applicare le
   disposizioni sui requisiti patrimoniali al portafoglio di negoziazione. Per valutazione in base
   ad un modello si intende qualsiasi valutazione basata su un parametro di riferimento
   (benchmark) o estrapolata o altrimenti calcolata a partire da un dato di mercato.
   6. In caso di valutazione in base ad un modello, vanno rispettati i seguenti requisiti:
   a)       l’alta direzione deve essere a conoscenza degli elementi del portafoglio di
            negoziazione che vengono valutati in base ad un modello e consapevole di quanto sia
            rilevante l’incertezza che ciò crea nelle segnalazioni sul rischio e sull’andamento
            dell’attività;
   b)       i dati di mercato provengono da una fonte informativa che sia, per quanto possibile,
            in linea con i prezzi di mercato; la correttezza dei dati di mercato per la specifica
            posizione oggetto di valutazione e i parametri del modello vanno verificati
            quotidianamente;
   c)       se disponibili, vanno impiegate metodologie di valutazione correntemente accettate
            sul mercato per strumenti finanziari o merci specifici;
   d)       qualora il modello sia elaborato internamente all’ente, esso deve fondarsi su ipotesi
            appropriate, valutate e verificate da interlocutori adeguatamente qualificati che non
            abbiano partecipato alla sua elaborazione;
IT                                                 97                                               IT
 ---pagebreak---    e)        vanno previste formali procedure di controllo sulle modifiche apportate e va
             conservata una copia protetta del modello, che deve essere utilizzata per le
             periodiche verifiche delle valutazioni effettuate;
   f)        i responsabili della gestione del rischio devono essere a conoscenza di eventuali
             carenze dei modelli impiegati e del modo più adeguato di tenerne conto nei risultati
             della valutazione;
   g)        il modello deve essere periodicamente riesaminato per determinare l’accuratezza dei
             suoi risultati (ad esempio, attraverso una valutazione della sussistenza della validità
             delle ipotesi sottostanti, l’analisi dei profitti e delle perdite a fronte dei fattori di
             rischio, il raffronto dei valori effettivi di chiusura con le risultanze del modello).
             Ai fini della lettera d), il modello deve essere elaborato o approvato
             indipendentemente dal front office. Esso deve essere collaudato da soggetti
             indipendenti che confermino la validità della struttura matematica, delle ipotesi e del
             software applicativo.
   7. Accanto alla valutazione giornaliera in base ai prezzi di mercato o ad un modello, va
   effettuata una verifica indipendente dei prezzi. Per verifica indipendente dei prezzi si intende
   una procedura di verifica regolare dell’esattezza e dell'indipendenza dei prezzi di mercato o
   dei dati immessi nei modelli. Mentre la valutazione giornaliera in base ai prezzi di mercato
   può essere effettuata dai negoziatori (dealers), la verifica dei prezzi di mercato o dei dati del
   modello dovrebbe essere condotta da una unità indipendente dalla dealing room e almeno con
   cadenza mensile (o più frequentemente, a seconda della natura dell’attività di mercato o di
   negoziazione svolta). Se non sono disponibili fonti indipendenti per l'accertamento dei prezzi
   o le fonti dei prezzi hanno carattere troppo soggettivo, può essere opportuno adottare
   comportamenti prudenti, ad esempio aggiustamenti della valutazione.
   Aggiustamenti di valutazione o riserve
   8. Gli enti istituiscono mantengono procedure che prevedano aggiustamenti di valutazione o
   riserve.
   Regole generali
   9. Le autorità competenti esigono che vengano formalmente presi in considerazione i seguenti
   aggiustamenti di valutazione o riserve: differenziali creditizi non realizzati, costi di chiusura,
   rischi operativi, chiusure anticipate delle posizioni, costi di investimento e di finanziamento,
   costi amministrativi futuri e, se del caso, rischi del modello.
   Regole per le posizioni scarsamente liquide
   10. Posizioni scarsamente liquide possono determinarsi sia a seguito di eventi di mercato, sia
   per situazioni particolari dell’ente; ne sono esempi le posizioni concentrate e/o ristagnanti.
   11. Per decidere se sia necessaria una riserva di valutazione per posizioni scarsamente liquide
   gli enti prendono in considerazione diversi fattori. Tra di essi figurano il tempo necessario per
   coprire la posizione o i suoi rischi, lo scarto medio denaro/lettera e la sua volatilità, la
   disponibilità di quotazioni di mercato (numero e identità dei market maker), la media dei
   volumi trattati e la loro volatilità.
IT                                                    98                                               IT
 ---pagebreak---    12. Quando ricorrono a valutazioni di terzi o alla valutazione in base ad un modello, gli enti
   considerano se sia opportuno applicare aggiustamenti di valutazione. Inoltre gli enti
   esaminano se sia necessario costituire riserve per posizioni scarsamente liquide e verificano
   su base continuativa che esse continuino ad essere adeguate.
   13. Quando gli aggiustamenti di valutazione e le riserve danno origine a perdite rilevanti
   dell'esercizio in corso, queste sono dedotte dai fondi propri di base dell’ente a norma della
   lettera k) dell’articolo 57 della direttiva [2000/12/CE].
   14. Gli importi degli altri utili o delle altre perdite derivanti dagli aggiustamenti di valutazione
   e dalle riserve sono inclusi nel calcolo degli “utili netti del portafoglio di negoziazione” di cui
   all’articolo 13, punto 2), lettera b) e sommati ovvero detratti dai fondi propri supplementari
   ammissibili per la copertura del rischio di mercato conformemente a dette disposizioni.
                                  PARTE C – COPERTURE INTERNE
   1. Una copertura interna è una posizione che compensa in misura sostanziale o integrale le
   componenti di rischio di un’altra posizione non compresa nel portafoglio di negoziazione o di
   un insieme di posizioni. Le posizioni derivanti da coperture interne sono ammissibili ad essere
   trattate come posizioni del portafoglio di negoziazione, a condizione che siano detenute a fini
   di negoziazione e che siano soddisfatti i criteri generali in materia di fini di negoziazione e di
   valutazione prudente indicati nelle parti A e B. In particolare:
              a)    le coperture interne non devono avere come scopo principale quello di evitare o
                    ridurre i requisiti patrimoniali;
              b)    le coperture interne devono essere correttamente documentate ed essere
                    assoggettate a specifiche procedure interne di approvazione e di revisione;
              c)    l’operazione interna va realizzata alle condizioni di mercato;
              d)    la massima parte del rischio di mercato generato dalla copertura interna deve
                    essere gestito dinamicamente nel portafoglio di negoziazione nell’ambito dei
                    limiti autorizzati;
              e)    le operazioni interne devono essere attentamente sorvegliate.
   La sorveglianza deve essere assicurata mediante procedure adeguate.
   2. Il trattamento di cui al punto 1 si applica fermi restando i requisiti patrimoniali applicabili
   all’elemento fuori portafoglio di negoziazione della copertura interna.
IT                                                    99                                                IT
 ---pagebreak---                                          ALLEGATO VIII
                                      DIRETTIVE ABROGATE
   PARTE A
   DIRETTIVE ABROGATE INSIEME ALLE LORO MODIFICHE SUCCESSIVE
   (di cui all’articolo 48)
   Direttiva 93/6/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, relativa all'adeguatezza patrimoniale
   delle imprese di investimento e degli enti creditizi.
   Direttiva 98/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998 che modifica
   la direttiva 93/6/CEE del Consiglio relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di
   investimento e degli enti creditizi.
   Direttiva 98/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998 che modifica
   l'articolo 12 della direttiva 77/780/CEE del Consiglio relativa all'accesso all'attività degli enti
   creditizi e al suo esercizio, gli articoli 2, 5, 6, 7, 8 e gli allegati II e III della direttiva
   89/647/CEE relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi e l'articolo 2 e l'allegato II
   della direttiva 93/6/CEE del Consiglio relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di
   investimento e degli enti creditizi.
   Direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, relativa
   alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese
   di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario e che modifica le direttive
   73/239/CEE, 79/267/CEE, 92/49/CEE, 92/96/CEE, 93/6/CEE e 93/22/CEE del Consiglio e le
   direttive 98/78/CE e 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.
             Solo l’articolo 26.
   Direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 relativa ai
   mercati degli strumenti finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del
   Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la
   direttiva 93/22/CEE del Consiglio.
             Solo l’articolo 67.
   PARTE B
   TERMINI DI ATTUAZIONE
   (di cui all’articolo 48)
                     Direttiva                                           Termini di attuazione
     Direttiva 93/6/CEE del Consiglio                                             1.7.1995
     Direttiva 98/31/CE                                                          21.7.2000
IT                                                100                                                     IT
 ---pagebreak---    Direttiva 98/33/CE             21.7.2000
   Direttiva 2002/87/CE           11.8.2004
   Direttiva 2004/39/CE     Non ancora disponibile
   Direttiva 2004/xx/CE     Non ancora disponibile
IT                      101                        IT
 ---pagebreak---                                                                                  nuovo
                                                      ALLEGATO IX
                                           TAVOLA DI CONCORDANZA
    Presente direttiva  Direttiva 93/6/CEE   Direttiva 98/31/CE  Direttiva 98/33/CE     Direttiva     Direttiva
                                                                                       2002/87/CE   2004/39/CE
   Articolo          1,
   paragrafo         1,
   prima frase
   Articolo          1, Articolo 1
   paragrafo         1,
   seconda frase e
   paragrafo 2
   Articolo          2,
   paragrafo 1
   Articolo          2, Articolo          7,
   paragrafo 2          paragrafo 3
   Articolo          3, Articolo 2, punto 1
   paragrafo         1,
   lettera a)
   Articolo          3, Articolo 2, punto 2                                                       Articolo      67,
   paragrafo         1,                                                                           punto 1
   lettera b)
   Articolo          3, Articolo 2, punti
   paragrafo         1, da 3 a 5
   lettere da c) ad e)
   Articolo          3,
   paragrafo         1,
   lettere f) e g)
   Articolo          3, Articolo 2, punto
   paragrafo         1, 10
   lettera h)
   Articolo          3, Articolo 2, punto                        Articolo 3, punto 1
   paragrafo         1, 11
   lettera i)
   Articolo          3, Articolo 2, punto
   paragrafo         1, 14
   lettera j)
   Articolo          3, Articolo 2, punti    Articolo 1, punto
   paragrafo         1, 15 e 16              1, lettera b
   lettere k) e l)
   Articolo          3, Articolo 2, punto    Articolo 1, punto
   paragrafo         1, 17                   1, lettera c)
   lettera m)
   Articolo          3, Articolo 2, punto    Articolo 1, punto
IT                                                           102                                                    IT
 ---pagebreak---     Presente direttiva   Direttiva 93/6/CEE    Direttiva 98/31/CE  Direttiva 98/33/CE      Direttiva     Direttiva
                                                                                          2002/87/CE   2004/39/CE
   paragrafo          1, 18                    1, lettera d)
   lettera n)
   Articolo           3, Articolo 2, punti
   paragrafo          1, da 19 a 21
   lettere da o) a q)
   Articolo           3, Articolo 2, punto
   paragrafo          1, 23
   lettera r)
   Articolo           3, Articolo 2, punto
   paragrafo          1, 26
   lettera s)
   Articolo           3, Articolo 2, punti 7
   paragrafo 2)          e8
   Articolo           3, Articolo           7,                                        Articolo 26
   paragrafo          3, paragrafo 3
   lettere a) e b)
   Articolo           3, Articolo           7,
   paragrafo          3, paragrafo 3
   lettera c)
   Articolo 4            Articolo 2, punto
                         24
   Articolo 5            Articolo           3
                         paragrafi 1 e 2
   Articolo 6            Articolo           3,                                                       Articolo      67,
                         paragrafo 4                                                                 punto 2
   Articolo 7            Articolo           3,                                                       Articolo      67,
                         paragrafo 4, lettera                                                        punto 3
                         a)
   Articolo 8            Articolo           3,                                                       Articolo      67,
                         paragrafo 4, lettera                                                        punto 3
                         b)
   Articolo 9            Articolo           3,
                         paragrafo 3
   Articolo 10           Articolo           3,
                         paragrafi da 5 a 8
   Articolo 11           Articolo           2,
                         paragrafo 6
   Articolo         12,  Articolo 2, punto
   primo comma           25
   Articolo         12,
   secondo comma
IT                                                             103                                                     IT
 ---pagebreak---     Presente direttiva  Direttiva 93/6/CEE    Direttiva 98/31/CE   Direttiva 98/33/CE  Direttiva  Direttiva
                                                                                      2002/87/CE 2004/39/CE
   Articolo         13, Allegato V, punto
   paragrafo         1, 1, primo comma
   primo comma
   Articolo         13, Allegato V, punto     Articolo 1, punto 7
   paragrafo         1, 1, secondo comma      e allegato, punto 4,
   secondo comma e      e punti da 2 a 5      lettere a) e b)
   paragrafi da 2 a 5
   Articolo 14          Allegato V, punti 6   Allegato, punto 4,
                        e7                    lettera c)
   Articolo 15          Allegato V, punto
                        8
   Articolo 16          Allegato V, punto
                        9
   Articolo 17
   Articolo         18, Articolo           4,
   paragrafo         1, paragrafo 1, primo
   primo comma          comma
   Articolo         18, Articolo           4, Articolo 1, punto 2
   paragrafo         1, paragrafo 1, punti
   lettere a) e b)      i) e ii)
   Articolo         18, Articolo           4,
   paragrafi da 2 a 4   paragrafi da 6 a 8
   Articolo         19,
   paragrafo 1
   Articolo         19, Articolo         11,
   paragrafo 2          paragrafo 2
   Articolo         19,
   paragrafo 3
   Articolo 20
   Articolo 21          Allegato IV
   Articolo 22
   Articolo         23, Articolo           7
   primo e secondo      paragrafi 5 e 6
   comma
   Articolo 23, terzo
   comma
   Articolo 24
   Articolo 25
   Articolo         26, Articolo           7, Articolo 1, punto 4
   paragrafo 1          paragrafo 10
IT                                                             104                                          IT
 ---pagebreak---     Presente direttiva   Direttiva 93/6/CEE    Direttiva 98/31/CE  Direttiva 98/33/CE  Direttiva  Direttiva
                                                                                      2002/87/CE 2004/39/CE
   Articolo         26,  Articolo           7,
   paragrafi da 2 a 4    paragrafi da 11 a
                         13
   Articolo 27           Articolo           7,
                         paragrafi 14 e 15
   Articolo         28,  Articolo           5,
   paragrafo 1           paragrafo 1
   Articolo         28,  Articolo           5, Articolo 1, punto 3
   paragrafo 2           paragrafo 2
   Articolo         28,
   paragrafo 3
   Articolo         29,  Allegato VI, punto
   paragrafo          1, 2
   lettera da a) a c) e
   i due commi
   successivi
   Articolo         29,
   paragrafo          1,
   ultimo comma
   Articolo          29  Allegato VI, punto
   paragrafo 2           3
   Articolo      30(1)   Allegato VI, punti
   and     (2)     first 4e5
   comma
   Articolo      30(2)
   secondo comma
   Articolo      30(3)   Allegato VI, punti
   and (4)               6e7
   Articolo 31           Allegato VI, punto
                         8, numeri 1), 2)
                         prima frase, da 3) a
                         5)
   Articolo 32           Allegato VI, punti
                         9 e 10
   Articolo          33
   paragrafi 1 e 2
   Articolo 33(3)        Articolo           6,
                         paragrafo 2
   Articolo 34
   Articolo         35,  Articolo           8
   paragrafi da 1 a 4    paragrafi da 1 a 4
   Articolo         35,  Articolo           8, Articolo 1, punto 5
                         paragrafo 5, prima
IT                                                             105                                          IT
 ---pagebreak---     Presente direttiva   Direttiva 93/6/CEE    Direttiva 98/31/CE  Direttiva 98/33/CE  Direttiva  Direttiva
                                                                                      2002/87/CE 2004/39/CE
   paragrafo 5           frase
   Articolo 36           Articolo           9,
                         paragrafi da 1 a 3
   Articolo 37
   Articolo 38           Articolo           9,
                         paragrafo 4
   Articolo 39
   Articolo 40           Articolo 2, punto 9
   Articolo 41
   Articolo         42,  Articolo 10, primo,
   paragrafo          1, secondo e terzo
   lettere da a) a c)    trattino
   Articolo         42,
   paragrafo          1,
   lettere d) e (e)
   Articolo         42,  Articolo 10, quarto
   paragrafo          1, trattino
   lettera f)
   Articolo          42
   paragrafo          1,
   lettera g)
   Articolo 43
   Articolo 44
   Articolo 45
   Articolo 46           Articolo 12
   Articolo 47
   Articolo 48
   Articolo 49
   Articolo 50           Articolo 15
   Allegato I, punti     Allegato I, punti da
   da 1 a 4              1a4
   Allegato I, punto     Articolo 2, punto
   4, ultimo comma       22
   Allegato I, punti     Allegato I, punti da
   da 5 a 7              5a7
IT                                                             106                                          IT
 ---pagebreak---    Presente direttiva   Direttiva 93/6/CEE   Direttiva 98/31/CE   Direttiva 98/33/CE  Direttiva  Direttiva
                                                                                     2002/87/CE 2004/39/CE
   Allegato I, punto
   8
   Allegato I, punti    Allegato I, punti da
   da 9 a 11            8 a 10
   Allegato I, punti    Allegato I, punti da
   da 12 a 14           12 a 14
   Allegato I, punti    Articolo 2, punto
   15 e 16              12
   Allegato I, punti    Allegato I, punti da
   da 17 a 41           15 a 39
   Allegato I, punti
   da 42 a 56
   Allegato II, punti   Allegato II, punti 1
   1e2                  e2
   Allegato II, punti
   da 3 a 11
   Allegato        III, Allegato III, punto  Articolo 1, punto 7
   punto 1              1, primo comma       e allegato, punto 3,
                                             lettera a)
   Allegato        III, Allegato III, punto
   punto 2              2
   Allegato        III, Allegato III, punto  Articolo 1, punto 7
   punto 2.1, dal       3.1                  e allegato, punto 3,
   primo al terzo                            lettera b)
   comma
   Allegato        III,
   punto 2.1, quarto
   comma
   Allegato        III, Allegato III, punto  Articolo 1, punto 7
   punto 2.1, quinto    3.2                  e allegato, punto 3,
   comma                                     lettera b)
   Allegato III, punti  Allegato III, punti  Articolo 1, punto 7
   2.2, 3, 3.1          da 4 a 6             e allegato, punto 3,
                                             lettera c)
   Allegato        III, Allegato III, punto
   punto 3.2            8
   Allegato        III, Allegato III, punto
   punto 4              11
   Allegato IV, punti   Allegato VII, punti  Articolo 1, punto 7
   da 1 a 20            da 1 a 20            e allegato, punto 5
   Allegato        IV,  Articolo 11 bis      Articolo 1, punto 6
   punto 21
IT                                                            107                                          IT
 ---pagebreak---    Presente direttiva Direttiva 93/6/CEE   Direttiva 98/31/CE   Direttiva 98/33/CE  Direttiva  Direttiva
                                                                                   2002/87/CE 2004/39/CE
   Allegato V, punti  Allegato       VIII, Articolo 1, punto 7
   da 1 a 13, terzo   punti da 1 a 13, ii) e allegato, punto 5
   comma
   Allegato V, punto
   13, quarto comma
   Allegato V, dal    Allegato       VIII, Articolo 1, punto 7
   punto 13, quinto   punti da 13, iii) a  e allegato, punto 5
   comma al punto     14
   14
   Allegato VI        Allegato VI, punto
                      8, numero 2, dopo
                      la prima frase
   Allegato VII
   Allegato VIII
   Allegato IX
IT                                                          108                                          IT