CELEX: 62016TN0336
Language: it
Date: 2016-06-22 00:00:00
Title: Causa T-336/16: Ricorso proposto il 22 giugno 2016 — Versace 19.69 Abbigliamento Sportivo/EUIPO — Gianni Versace (VERSACE 19.69 ABBIGLIAMENTO SPORTIVO)

16.8.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 296/35
            
         Ricorso proposto il 22 giugno 2016 — Versace 19.69 Abbigliamento Sportivo/EUIPO — Gianni Versace (VERSACE 19.69 ABBIGLIAMENTO SPORTIVO)
   (Causa T-336/16)
   (2016/C 296/45)
   Lingua in cui è redatto il ricorso: l’italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Versace 19.69 Abbigliamento Sportivo Srl (Busto Arsizio, Italia) (rappresentante: F. Caricato, avvocato)
   
      Convenuto: Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)
   
      Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso: Gianni Versace SpA (Milano, Italia)
   
      Dati relativi al procedimento dinanzi all’EUIPO
   
   
      Richiedente del marchio controverso: Ricorrente
   
      Marchio controverso interessato: Marchio dell’Unione europea figurativo contenente gli elementi denominativi «VERSACE 19.69 ABBIGLIAMENTO SPORTIVO» — Domanda di registrazione n. 11 992 435
   
      Procedimento dinanzi all’ EUIPO: Opposizione
   
      Decisione impugnata: Decisione della Prima commissione di ricorso dell’EUIPO del 6 aprile 2016 nel procedimento R 1005/2015-1
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               Accogliere il presente ricorso;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione impugnata e conseguentemente registrare il marchio n. 11992435 per tutti i prodotti rivendicati impregiudicati quelli già concessi;
            
         
               —
            
            
               condannare controparte alle spese.
            
         
      Motivo invocato
   
   
               —
            
            
               La Ricorrente ritiene che la decisione del 6 aprile 2016 sia viziata sotto il profilo dello scarso esame delle prove che dimostrerebbero l’insufficiente uso dei marchi azionati da controparte, oltre a non aver valutato con attenzione alla luce di tutti i fattori pertinenti il rischio di confusione tra i marchi e tra i prodotti.