CELEX: 51965PC0240
Language: it
Date: 1965-07-22
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO PER IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI RELATIVE AI DISPOSITIVI INDICATORI DI DIREZIONE DEI VEICOLI A MOTORE (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (65) 240
Vol. 1965/0050
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMUNITÀ                   ECONOMICA                       EU ROPEÀ
                      C OMMISSIONE
                                  IV/III/COM(65)240 def.
                                  Bruxelles , 22 luglio 1965
                                 Proposta di
                          DIRETTIVA'' DEL CONSIGLIO
              PER IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI RELATIVE
               AI DISPOSITIVI INDICATORI DI DIREZIONE DEI VEICOLI
                                  A MOTORE
                ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
  IV/III /COM( 65 ) 240 def .
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      •               * ·                                         ■   ·.            μ
 CESTITI G3NERALI
                                            ï
 1.        1 II ravvicinamento delle disposizioni legislative , regolamentari ed
 amministrative che discipliano l' attività nei settori dell' industria e del
 commercio , ed in particolare di quelle che , per motivi diversi ( di pubblica
 sicurezza, sanità pubblica, sicurezza del lavoro , •••) pongono limiti e con­
 dizioni alla fabbricazione , alla vendita ed all' uso di determinati prodotti ,
 costituisce una parte molto importante del campo d' applicazione dell' arti­
 colo 100 del Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea»
             Nei diversi Stati della Comunità, queste disposizioni sono concepite
 in modo minuzioso e preciso , ed hanno spesso un carattere tecnico » Frale
 varie legislazioni nazionali sussistono numerosissime divergenze soprattutto
 per quanto riguarda la composizione , la qualità, il condizionamento7, l' i,m–
 ballaggio ed il controllo dei vari prodotti ; avendo diretta incidenza sullo
 stabilimento o stxl funzionamento del Mercato comune , queste divergenze giu­
 stificano l 'applicazione dèlló disposizioni -dell 'articolo 100 ,
             L' eliminazione di queste divergenze , e , quindi , di ogni ostacolo- agli
 scambi all' inteirnò d'ella Comunità , può' essere reali zzata soltanto mediante
 una regolamentazione concreta e dettagliata che imporìga l' uniformità, per lo
 meno parziale , delle disposizioni applicate dagli Stati della Comunità in
 questo, .campo »       -                      1
 2.     ' . Ad epoche diverse , le 'organizzazioni interna-zionali costituite per
 realizzare in particolare una certa liberalizzazione degli scambi si serio
.preoccupate della necessità di norme tecniche uniformi .
        , Le esperienze fatte presso queste organizzazioni dimostrano quanto
 sia difficili® "realizzare questa uniformità in una matèria che gli Stati ;
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continuano a disciplinare unilateralmente mediante leggi e regolamenti
soggetti a continue modifiche.
      Si constata    la rapida evoluzione dalle disposizioni nazionali per
cui vengono messi in vigore testi sempre più numerosi volti a disciplinare
la fabbricazione , la vendita e l' uso dei diversi prodotti , ed i pochi ri­
sultati parziali ottenuti sul piano internazionale . E' cosi' che un accordo
firmato a Ginevra nel 1958 da numerosi Stati membri della Commissione Econo­
mica delle Nazioni Unite per l' Europa , prevedo l' emanazione di regolamenti
bilaterali o multilaterali in materia di equipaggiamenti e parti staccate
di veicoli a motore al fino di realizzare nei vari Stati l' uniformità del­
le condizioni di omologazione »
3.    L' esistenza di questo accordo di Ginevra non esclude la necessità di
un intervento delle istituzioni comunitarie al fine di eliminare gli ostaco­
li agli scambi di veicoli e di loro parti fra gli Stati membri .
      Tutti gli Stati della Comunità , eccettuato il Lussemburgo , hanno ade­
rito a quest' accordo di Ginevra. iSsso contiene le norme di procedura per la
formazione di regolamenti bilaterali o multilaterali per i vari equipaggia­
menti e parti staccate di veicoli , norme in virtù dello quali ogni Stato ,
anche dopo aver accettato un regolamento , può' sottrarvisi unilateralmente o
denunciare l' accordo stesso .
      All' interno della Comunità , invece , è necessario un complesso di rego­
le valide p9r tutti gli Stati . E' altrettanto necessario cho queste regole
siano omanate al fine di realizzare l' uniformità delle condizioni non sola­
mente in sede di approvazione per gli equipaggiamenti e le parti staccate
di veicoli a motore , ma anche di omologaziono dei veicoli stessi . In queste
condizioni la Commissione è stata anch' essa indotta a preoccuparsi del pro­
blema» Nel 1961 nel corso della sua prima riunione , il gruppo centrale "In­
                                                                       • • •/ • • «
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tralci agli scambi risultanti da disposizioni eli ordine tecnico - Prodotti
diversi " ha deciso la creazione di un gruppo di lavoro speciale per veicoli
a motore . Altri gruppi sono stati d' altra parte creati in seguito ( trattrici
agricolo , strumonti di misura , ecc .).
4.     La precedenza concessa al ravvicinamento delle prescrizioni tecniche
concernenti i veicoli a motore è giustificata dall' importanza che la fabbri­
cazione ed il commercio di questi veicoli rivestono all' interno della Comunità .
                                                           «
       I lavori intrapresi in questo settore debbono condurre alla definizione
di un tipo europeo di veicolo e di un tipo euiopeo per ogni equipaggiamento
o parte di veicolo soggetti ad omologazione . Questa definizione sarà il ri­
sultato di una serie di prescrizioni tecniche concernenti la costruzione ed il
montaggio dei    veicoli a motore e dolle loro parti . Cosi 1 a titolo di esempio ,
oltre all' allegato progetto di direttiva sono attualmente in corso di elabo­
razione alcune direttive relative alla posizione delle targhe di immatricola­
zione posteriori , alla frenatura , ai vetri di siourezza , ai dispositivi di
illuminazione e di segnalazione luminosa , alla rumorosità ed alla soppressio­
ne delle perturbazioni radio-elettriche ( eliminazione degli effetti delle
correnti parassite ).
       Nel sistema che sarà realizzato da queste direttive , gli Stati membri
non potranno rifiutare l' approvazione degli equipaggiamenti e delle parti
staccate né l' omologazione dei veicoli a motore conformi alle prescrizioni
tecniche comunitarie . Inoltre , l' approvazione o l' omologazione concessa dal­
le autorità competenti di uno Stato sarà valida in tutti gli altri Stati della
Comunità .
       In tal modo , i fabbricanti e costruttori interessati avranno la possibi­
lità , adattando la loro produzioneal tipo europeo , di realizzare prodotti am­
                                                                          • • •/ • • •
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messi con certezza alla fabbricazione , alla vendita ed all' uso su tutto il
territorio della Comunità europea.
       Non è sembrato necessario imporre per il momento ai costruttori ed ai
fabbricanti l' obbligo assoluto di adattare la loro produzione alle prescri­
zioni comunitarie . E' stato dunque giudicato opportuno lasciare agli Stati
la possibilità di ammettere la fabbricazione , la vendita e l' uso di prodotti
che , pur non essendo conformi alle norme comunitarie , rispondono alle esigen­
ze locali o speciali .
5.     Procedendo col metodo di lavoro qui sopra descritto , analogo d' altron­
de a quello seguito in altre riunioni internazionali , e traendo profitto
dall' esperienza già acquisita nel quadro del predetto accordo di Ginevra , gli
esperti nazionali sono giunti ad un accordo unanime su un progetto di diret­
tiva che contiene norme tecniche uniformi per tutti gli Stati della Comunità
in materia di costruzione e montaggio dei dispositivi indicatori di direzione
per veicoli a motore .
       La scelta di questa prima direttiva nel settore considerato si giusti­
fica per il fatto cho essa disciplina al tempo stesso l' approvazione dei di­
spositivi indicatori di direzione e l' omologazione dei veicoli ti. motore muniti
di tali dispositivi .
       Per talune direttive concernenti altri parti del veicolo , sono essenzia­
li le prescrizioni di montaggio e controllo , e le divergenze esistenti fra le
varie legislazioni nazionali possono essere superate soltanto in sede di omolo­
gazione del veicolo stosso ( ad esempio ^ por quanto riguarda la frenatura).
       Si è tenuto conto anche delle osservazioni formulate dal Comitato di
collegamento dell' industria automobilistica della C.iS.E. , dal Comitato di col­
                                                                          • • •/ • • •
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      legamento dei costruttori di accessori e pezzi di ricambio e dal gruppo di
      lavoro di Bruxelles ( G.T.B. ), organismo che dipende dalla Commissione elet­
      trotecnica internazionale e dall' Organizzazione internazionale di miormaliz-
      eazione .
     6.      Si deve far rilevare in modo particolare l' interesse che riveste per
     la sicurezza stradale il lavoro di armonizzazione intrapreso in questo cam­
     po . Un primo risultato in questo senso sarà ottenuto dall' allineamento gene­
     rale della produzione comunitaria su caratteristiche tecniche che garantisca­
     no un altissimo livello di sicurezza » Questo è esatto in particolare per
     quanto riguarda gli impianti di segnalazione . dei veicoli a motore »
             La Commissione ha potuto in tal modo procedere all' elaborazione dell' al­
     legata proposta di direttiva »
II . COMMENTO DELLA DIRETTIVA
    '7 » '   Questa direttiva è basata sui seguenti principi :
     - divieto agli Stati membri di opporsi alla vendita' di dispositivi indicato­
        ri di direzione , o di rifiutare la, vendita , l' immatricolazione , l' immissio­
        ne nel traffico o l' uso dei veicoli per motivi attinenti ai dispositivi di
        cui essi sono   mvzl'Xì , quando tali dispositivi rispondono alle presorizio-
        ni tecniche stabilite in allegato a questa direttiva »
     - Obbligo per tutti gli Stati membri di approvare i dispositivi-tipo conformi a
        queste prescrizioni , e di rilasciare al richiedente un marchio di approva­
         zione europeo che questi potrà apporre ai dispositivi conformi al tipo appro­
        vato .
     - Divieto fatto agli Stati membri di rifiutare , per motivi attinenti ai dispo­
         sitivi indicatori di direzione , l' omologazione di veicoli a motore qualora
         detti dispositivi , muniti del marchio C.3.E. , siano conformi alle prescri­
         zioni comunitarie di montaggio .
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- Riconoscimento , da parte degli Stati membri , delle approvazioni ed omo­
   logazioni effettuate da uno di essi alle condizioni stabilite dalla diret­
   tiva . L' attuazione di questo sistema avviene mediante lo scambio di schede
   di approvazione o di omologazione .
8.      Taluni articoli richiedono un commento speciale . L' obbligo degli Sta­
ti a procedere all' approvazione dei dispositivi tipo o ad omologare i vei­
coli è subordinato alle seguenti condizioni ( art . 3 e 9 ) *
- i dispositivi debbono essere conformi alle prescrizioni tecniche comunitarie ;
- il fabbricante o il costruttore non stabilito personalmente nello Stato
   membro in cui chiede l' approvazione o l' omologazione dove avere un rappresen-
   tanto st'abilito in questo Stato o debitamente autorizzato da quest' ultimo ;
- le oonpetonti autorità dello Stato che concede l' approvazione o l' omologa­
   zione debbono essere messe in grado di verificare la conformità della pro­
   duzione al tipo approvato oppure omologato »
        Cosi' concepita , questa procedura permette ai costruttori e fabbricanti
dei Paesi terzi di ottenere l' approvazione o l' omologazione di un tipo di dispo­
sitivo o di veicolo e , pertanto , di beneficiare per la loro produzione , salve
restando le condizioni fissato dalla direttiva , del riconoscimento reciproco dei
controlli all' interno della Comunità »
        Questa soluzione ha incontrato nel gruppo di lavoro competente alcione
obiezioni cui si deve faro aocenno »
a ) In primo luogo , è stato rilevato che sarebbe molto difficile verificare
    la conformità della produzione al tipo approvato qualora detta produzione
    avesse luogo in uno Stato diverso da quello che accorda l' approvazione »
    Si tratta , pero' , soltanto di una difficoltà che certi paesi hanno potuto
    in pratica superare e non di una impossibilità assoluta »
    Pur riconoscendo la portata dell' obiezione formulata la Commissione ha
    ritenuto di non dover modificare il testo del progetto , considerando che
                                                                     » • ♦/ • • •
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     spetterà allo amministrazioni nazionali rifiutare l' approvazione nei casi
     di impossibilità pratica di controllare seriamente la conformità della
     produzione al tipo approvato . Questo considerazioni sono vali.de anche in
     ordine all' omologazione dei veicoli »
b ) Taluni esporti hanno affermato che l' estensione del beneficio della diret­
     tiva ai prodotti in provenienza dai paesi terzi è concepibile unicamente
     nel quadro di accordi di reciprocità da negoziare con tali paesi . In altri
     termini , si tratterebbe di un aspetto particolare della politica commercia­
     le comune »
     A giudizio della Commissione , le prescrizioni tecniche fissate nella diret­
     tiva sono dirette a garantire la sicurezza della circolazione stradale e
     non possono , pertanto , costituire ossuto di negoziati commerciali »
     Quanto al riconoscimento reciproco dei controlli , escludere dal suo bene­
     ficio i prodotti in libera pratica in provenienza dai Paesi terzi condur­
     rebbe a perpetuare nella Comunità l' esistenza di controlli sugli scambi
     fra Stati membri , cosa che è direttamente contraria alla nozione di Mer­
     cato comune »
9.      Per quanto riguarda il marchio di approvazione è sorto un problema per
il fatto che anche gli Stati firmatari dell' accordo di Ginevra concedono un
marchio di approvazione ai prodotti conformi al regolamento approvato *
        Por le ragioni già illustrate al capitolo I non è sembrato né opportuno
né possibile adottare lo stesso marchio per la Comunità »
10 .    Gli articoli 7 , 3° comma e 12 , 3° comma , prevedono una formula d' arbi­
trato atta a risolvere i conflitti di ordine tecnico che potrebbero sorgere
fra lo Stato membro che concede l' air /* jazicne o l' omologazione e gli altri
                                                                       • • •/ « # •
 ---pagebreak--- Stati membri in ordino alla conformità fra la produzione dei disposi­
tivi o dei veicoli muniti di questi dispositivi ed il tipo approvato
od omologato »
        Questa procedura di arbitrato è tale da facilitare la soluzione
di certi conflitti , salva restando la possibilità di applicare gli
articoli 169 e 170 , come è precisato nei " considerando ".
11 ,    L' articolo 13 tende ad imporro determinate garanzie di procedu­
ra e di giurisdizione per la corretta applicazione dello norme comuni­
tarie in ogni Stato della Comunità »
        Gli obblighi previsti non hanno alcuna incidenza sui vari si­
stemi giurisdizionali ; è infatti soltanto precisato che determinati
atti amministrativi che comportano un rifiuto 0 , in generale , una mi­
sura sfavorevole ad un soggetto determinato , debbono essere motivati
all' interessato con l' indicazione dei mezzi di ricorso previsti dalla
legislazione nazionale in vigore »
12 .  L' articolo 14 vuol dare alla Commissione la possibilità di una
sollecita informazione circa ogni progetto elaborato dagli Stati
membri nel campo di applicazione della presente' direttiva , onde
permetterle di formulare eventualmente lo sue osservazioni in ma­
teria »
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       Dato il sistema instaurato da questa direttiva , il quale praticaraonte
permette agli Stati membri di mantonero in vigoro fino a nuovo ordine la lo­
ro propria legislazione in certo qual modo parallelamente       alle prescrizioni
comunitario , è stato giudicato opportuno introdurre un articolo speciale ( ar­
ticolo 15 ) per precisare "bene che la direttiva lascia assolutamente immutata
1 'applicazione degli articoli 31 e 32 del Trattato ai prodotti che non rispon­
dano alle presorizioni stabilite dall' allegato I * Gli Stati mombri non posso­
no infatti rifiutare l' importazione sul loro territorio di dispositivi indi­
catori . di direzione che , pur non essendo conformi alle prescrizioni comunita­
rie , rispondano alle prescri'zioni nazionali »
13 *   L' articolo 16 , secondo periodo , provede , su richiesta unanime degli
esperti , un termine di tre anni , allo scader» del quale gli Stati mombri han­
no il diritto di sostituire alla loro propria legislazione nazionale lo pre­
scrizioni comunitario . Vione cosi' soddisfatto il desiderio , osprosso a varie
riprese dai produttori , di disporre di un lasso di tempo sufficiente ad adat­
tare il loro programma di produzione a medio termine alle prescrizioni conte­
nuto nella direttiva .
       L' attualo formulazione dell' articolo 17 , seconda frase , dà anche soddi­
sfazione agli Stati membri la cui logislazione sarà in corso di modifica al
momento della pubblicazione della direttiva»
14 »   Per quanto riguarda le prescrizioni tecniche contenuto nell' allegato I ,
non è stato possibile superare certe divergenze fra gli esperti , sui punti
seguenti t
- la prima riguarda uno degli schemi di disposizione dei dispostivi indicatori
   di direzione , più precisamente quello che è designato , al punto 13 di questo
   stesso Allogato al progetto di direttiva , come tipo D ( due apparecchi ante­
   riori e posteriori ). Questa disposizione è valida soltanto per i veicoli nei
                                                                           • • •/0 « C
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  quali la distanza fra gli apparecchi anteriori e posteriori sul piano
  orizzontale è inferiore a. m . 6 . Una delegazione ha formulato una riser­
  va su questo punto , ritenendo ittfioffi ci mitemente riep®ttata le condi aioni
  di sicurezza nella circolazione stradale »
- La seconda riserva , formulata da un' altra delegazione , riguarda il punto
  4 dell' Allegato I , a norma del quale quando il conducente non può 1 vedere
  dirottamente almeno un apparecchio por ogni lato del veicolo ò obbligato­
  rio .un dispositivo spia a segnalazione ottica od acustica » La delegazione
  di cui sopra vorrebbe che in questa ipotesi il non funzionamento dell' indi­
  catore di direzione sia segnalato per ciascun indicatore .
Consultazione del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale
       Si ravvisa la necessità di richiedere il parere dol Parlamento , confor­
memente allo disposizioni dell' articolo 100 , secondo comma» L' attuazione del­
le prescrizioni previste dalla direttiva richiede infatti , por taluni Stati
membri , una modifica delle loro disposizioni legislative#
 ---pagebreak---                           PROPOSTA DI     DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
          P^R IL- RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI
          RELATIVE AI DISPOSITIVI INDICATORI DI DIREZIONA DEI VEICOLI
                                       A MOTORE
         .      . m( p-rfe-s^otata, dalla Cornai Seion« ài- Consiglio') –~
IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ » ECONOMICA ETOOPIA.,
VISTE la disposizioni dol Trattato cho istituisco la Comunità Economica
Europea , in particolare l' articolo 1 00 ;
VISTA la proposta della Commissione ;
VISTO il paroro del Parlamento ;
VISTO il parare dol Comitato Economico o Sociale ;
CONSIDERANDO cho in ogni Stato membro i veicoli a motore destinati al tra­
sporto di merci o persone dobbono soddisfare a determinato caratteristiche
tocnicho fissate da norme, tassative ; cho lo prescrizioni in materia differì–
scotìo - "da ubo Stato membro all' altro ; che per la loro disparità esso osta­
colano gli scambi e possono croaro delle condizioni disuguali di concorren­
za all' intorno dolla          Comunità Economica -àuropea ;
CONSID IRANDO che questi ostacoli allo stabilimento ed al funzionamento del
Mercato Comuno possono esser© ridotti o , addirittura , eliminati so vengono
omanate da tutti gli Stati membri proscrizioni identiche sia a complemento ,
sia in sostituzione delle rispettivo legislazioni attuali .
                                  >
CONSIDERANDO che , anche se esse non si sostituiscono alle disposizioni mono
rigorose vigenti in taluni Stati membri ,, le prescrizioni cornimi offrono alle
imprese la possibilità di avere una produzione con caratteristiche' tocnicho
conformi alla legislazione di ciascuno dagli Stati membri o che , quindi , tale
produzione può' ossero commerciali zzata ed utilizzata all' intorno di tutta la
pomunità ; cho. è ragionevole attendersi , in un settore in cui le - economie di
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 scala hanno un' importanza notevole , che lo improse applichino sompre più
sposso lo proscrizioni comuni ;
 CONSIDERANDO cho le norme comuni da definire sono quello nocossario o suffi­
cienti por garantirò la sicurezza della circolazione stradale in tutto il
territorio dolla Comunità ;
CONSIDERANDO che le prescrizioni tecniche allo quali devono soddisfare i
veicoli a motore a mento delle legislazioni nazionali hanno por oggetto nume­
rosi olomanti di questi veicoli ; cho , data la diversità dol loro contonuto ,
osse formeranno oggotto di una serie di direttive che si seguiranno noi tempo ;;
che esse riguardano in particolare i dispositivi indicatori di direziono ;
CONSIDERANDO che una regolamentazione relativa ai dispositivi indicatori di di­
reziono comporta prescrizioni concernenti non soltanto la loro costruzione , ma
altresì® il loro montaggio sul veicolo ; che un controllo dol rispetto dolle
prescrizioni tocniche è tradizionalmonte effettuato dagli Stati membri prima
della commercializzazione dei veicoli o dello parti staccato cho ne sono og­
getto ; cho il controllo riguarda taluni tipi di veicoli od elementi di veicoli ;
che per quanto riguarda le norme comuni , un controllo del genero ed il ricono­
scimento da parte di ciascuno Stato membro del controllo effettuato dagli alti:
Stati membri richiedono il ricorso a due procedure , 1 'una di approvaziono
por i dispositivi indicatori di direzione , l' altra di omologazione per i vei­
coli }
CONSIDERANDO cho istituendo una procedura por l' approvazione ogni Stato membro
ha il mezzo di constatare cho un tipo di dispositivo indicatore di direziono
è conformo alle proscrizioni comuni di costruziono , si trova in grado di infoi*
mare gli altri Stati membri della constatazione fatta, e può' infine , prendend:
lo opportune disposizioni a seconda che la fabbricazione sia fatta sul suo
territorio o fuori di esso , prevedere 1 'apposi ziono di un marchio di approva­
zione su tutti i dispositivi simili al modello approvato cho , apposto su di ur.
apparecchio di origino nazionale , comunitaria o straniera , dotto marchio fa Pr '
sumere la sua conformità alle proscrizioni comuni recepito nella legislazione
di ogni Stato membro , e ronde inutile un controllo tocnico al momento doll'iB'
pi rtazione ;
CONSIDERANDO che in ogni Stato membro , l' omologazione di un tipo di veicolo
risulta dalla constatazione di conformità dei diversi elemonti del veicolo ali
                                                                         • · «/ · β β
 ---pagebreak---                                         - y ->
  norme emanato per ciascuno di essi $ che , su domanda degli interessati ,,.e ssa.
  deve poter essere effettuata sulla base delle norme comuni man mano che esse
  entrano in vigore , e per il resto sulla "base delle norme nazionali ; che è inu-
" tile por rgli accertainónti fatti da - uno Stato membro , sulla -basa delle prime ,
  siano rifatti da altri , quando sia richiesta anohe la loro omologazionej che
  saranno in seguito precisate per i veicoli le modalità da seguire per un rico-
  noscimetìto reciproco dei controlli compioto come quello organizzato per gli
  elementi di questi veicoli .    /                  ■  '
  CONSIDERANDO che , salvi restando gli articoli 1 69 e 170 del Trattato , è oppor­
  tuno prevedere , nel quadro della collaborazione fra le competenti autorità de- .
  gli Stati membri , disposizioni atte a facilitare la soluzione di conflitti di
  carattere tecnico - relativi alla conformità di . una produzione al tipo approvato
  od omologatoj                                                     ^
  HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA $. . . .        f ■        .
                           CAPITOLO I - ^Definizione e principio    .
                                     - Articolo 1 ;                ;.
        .. Ai fini della presente direttiva, si considerano veiooli tutti i veicoli
  a motore che circolano su strada , con o senza carrozzeria , aventi almeno 4 ruote
                                                                      »    t ,
  o 3 ruote simmetriche od una velocità massima di costruzione superióre ai 25
  km/ora, nonché i loro rimorchi »
           Sono esclusi i veicoli ad uso . agricolo od industrialo , come le trattrici
  agricolo , le macchino agricole automotrici , le macchine por cantieri odili e
  costruzioni stradali , anche se stilizzate, eccezionalmente por il trasporto »
                                       Articolo 2
     , . Gli Stati membri non possono vietare la vendita dei dispositivi indicato­
  ri di direzione per motivi cóncornenti là loro fabbricazióne ò il loro'funziona-
  mento so tali apparecchi sonò conformi alle norme costruttive stabilite ali 'alle
  gato I della prosonto direttiva »                                         - V. '•••■'-
           Sssi non possono rifiutare né vietare la vendita, l' immatricolazione , l' ir,
  missione nel traffico o l' utilizzazione dei veicoli por motivi connessi con i
* lòfrb' dispositivi indicatori di direzione , se questi ultimi sono oonformi alle
                                                                                         • • •/ • • :
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norme ai costruzione e di montaggio previste dall' allegato I della presente
direttiva .
              CAPITOLO II - Approvazione di dispositivi indicatori di direzione
                                  Articolo 3
       Gli Stati membri approvano , a richiesta , qualsiasi tipo di dispositivo
indicatore di direzione per veicolo , quando *
a ) il dispositivo è conforme alle norme costruttive e supera i controlli pre­
    visti all' Allegato I della presente direttiva ,
b ) il fabbricante che non sia personalmente stabilito nello Stato membro in cui
    chiede l' approvazione ha un rappresentante stabilito in questo Stato ed auto­
    rizzato da quest' ultimo ;      '   ' '
c ) lo Stato che concede l' approvazione è messo in grado di sorvegliare la con­
    formità della produzione al tipo' approvato .
                                  Articolo 4 •
       Gli Stati membri concedono al richiedente un marchio di approvazione com-
forme al modello previsto all' allegato I della presente direttiva per ogni tipo
di dispositivo indicatore di direzione che essi approvano a norma dell' artico­
lo precedente .
       Gli Stati membri prendono tutte le disposizioni utili per impedire l' uti­
lizzazione di marchi che possono creare confusione fra i dispositivi indicatori
di direzione del tipo approvato a mente dell' articolo 3 ed altri dispositivi .
                                  Articolo 5
       Per quanto riguarda la costruzione ed il funzionamento , ciascuno Stato
membro considera conformi alla sua legislazione i dispositivi muniti di un
marchio di approvazione che soddisfi alle norme fissate ai punti 18 , 19 e 20
dell' allegato I della presente direttiva , e qui di seguito denominato marchio
C.
 ---pagebreak---                              i    Articolo 6 •             .
       Le competenti autorità di ciascuno Stato membro inviano immediatamente
a quelle degli altri Stati membri una scheda conforme al modello previsto al­
l' allegato II delia presente direttiva , per ciascun tipo di dispositivo indica­
tore di direzione che esse approvano o rifiutano di approvare .
       Le competenti autorità dei vari Stati membri s' informano reciprocamente
circa la revoca di un' approvazione in precedenza concessa, nonché dei motivi
di questa misura»
                                  Articolo 7                           ■         ,
       Qualora accertino che vari dispositivi indicatori di direzione muniti
dello stesso marchio C.E.Bé non cono conformi al tipo da esse approvato a nor­
ma dell' articolo 3 , le competenti autorità di uno Stato membro prendono le mi­
sure necessarie per ristabilire la conformità della fabbricazione al tipo ap­
provato » Bsse avvertono le competenti' autorità degli altri Stati membri circa .;,
le misure attuate al riguardo , misure che eventualmente possono andare : fino - al
ritiro dell' approvazione .          •                       .. .
       Esse attuano le stesse disposizioni se vengono informate di una taló man­
canza di conformità dalle competenti autorità di un altro Stato membro#
       Se le competenti autorità dello Stato membro che ha concesso l 'approvaziO'
ne contestano la mancanza di conformità di cui esse sono state informate , il .
caso viene prospettato alla Commissione che convoca gli esperti designati da ci
scuno Stato membro * Se necessario , essa raccomanda agli Stati membri interes­
sati le misure atte a risolvere la controversia ! essa può' preventivamente in­
caricare le competenti autorità di uno o più Stati membri di procedere ad una
perizia»
 ---pagebreak---                                     - 6 -
         CAPITOLO HI - Omologazione dei veicoli a motore
                                   Articolo 8
        Ai fini del presento capitolo , s' intende per omologazione , l' atto ammi­
nistrativo denominato <
- Agreation par type et aanneming            nella legislazione belga ,
- Allgemeine Betriebserlaubnis               nella legislazione tedesca ,
– Reception par type                         nella legislazione francese ,
- Omologazione o    approvazione del tipo    nella legislazione italiana ,
- Agreation                                  nella legislazione lussemburghese »
- Typegoedkeuring                            nella legislazione olandese»
                                   Articolo 9
        Gli Stati membri non possono rifiutare l' omologazione di un veicolo per
motivi connessi con i dispositivi indicatori di direzione di cui esso è munito ,
quando x
a ) i dispositivi portano un marchio C.E.E. o sono conformi alle norme di montag­
   gio di cui all' allegato I della presente direttiva»
b ) il costruttore che non sia personalmente stabilito nel paese in cui chiede
    l' omologazione vi ha un rappresentante regolarmente stabilito ed autorizzato
    da tale Stato ,
c ) lo Stato cho concede l' omologazione è messo in grado di sorvegliare la con­
    formità della produzione al tipo omologato »
                                   Articolo 10
        Per quanto riguarda 1 'appayqcohiatur# di dispositivi indicatori di dire­
zione , ciascuno Stato membro considera lotiformi alla propria legislazione i vei­
coli muniti del certificato previsto all' articolo 11 , § 1 , secondo comma»
                                                                            • • •/
 ---pagebreak---                                   Artfcolo 11
1»     Lo competenti autorità di ciascuno Stato membro inviano lii&nodiatamente
a quelle degli altri Stati membri oopia delle schede compilate per ogni tipo
di veicolo che esso omologano o rifiutano di omologare , particolarmente sulla
base delle prescrizioni tecniche previste all' allegato I della presente diret­
tiva »
                    •         •                          ,  • • . ■       ■ 1
       Per ciascun veicolo costruito conformemente al tipo omologato , viene
compilato un certificato di conformità da colui che ha presentato la domanda
di omologazione*
                          ' > '    •! ■ 1 I. ' .. . '• *              .
       Lo competenti autorità dogli Stati membri si informano reciprocamente
circa la rèvoca di un 'omologazione' in precedenza concessa,' nonché dei motivi   >
di auesta misurai
       Le modalità di applicazione della procedura prevista ai commi precedenti ?
con particolare riguardo ai modelli di schede e certificati saranno in seguito
definite mediante una direttiva »
2»     Qualora un veicolo sia omologato a norma dell' art * 9 da uno Stato membro
prima ohe la direttiva prevista al paragrafo precedente sia entrata in appli­
cazione , questo Stato rilascia su richiesta di colui che ha presentato la domar ^
da di omologazione , un documento che identifichi il veicolo omologato e comprovi
che    i dispositivi indicatori di direzione di cui è munito , portino il marchio
C.E.E.e siano conformi alle norme di montaggio di cui all' allogato I della pre­
sente direttiva»
       Quasto documento vinoola gli altri Stati membri ai quali è richiesta
l' omologazione di un veicolo appartenente allo stesso tipo »
                                Articolo 12
       Qualora constatino che vari veicoli muniti di certificato di conformità
ad uno stosso tipo non sono conformi , per quanto riguarda i loro dispositivi
indicatori di direzione , al tipo che esse hanno omologato a norma dell' arti­
colo 9 » ls competenti autorità di tino Stato membro prendono le misure necessa­
rie per ristabilire la conformità dolla fabbricazione al tipo omologato »
 ---pagebreak---                                   - 8 -
         Esso informano lo competenti autorità degli altri Stati mem­
  bri circa lo misuro attuate al riguardo , misure che possono even­
  tualmente andare fino al ritiro dell' omologazione .
         asse attuano le stesse disposizioni se vengono informate di
  una talo mancanza di conformità dalle competenti autorità di un'
. altro Stato membro a
        So le competenti autorità dello Stato membro che ha proceduto
 all' omologazione contestano la mancanza di conformità di cui osse
                                              r
 sono state informate , il caso viene prospettato alla Commissione che
 convoca gli esperti designati da oiascuno Stato membro » Se necessario ,
 essa raccomanda agli Stati membri interessati le misure atte a risol­
 vere la controversia ; essa può 1 preventivamente incaricare le competen­
 ti autorità di urto o più Stati membri <31 procedere ad un a perizia»
                   CAPITOLO IV - Disposizioni gonorali e finali
                               Articolo 13
         Ogni atto individuale deciso in applicazione della presente
  direttiva , il quale sancisce il rifiuto o la revoca dell' approva­
   zione o dell' omologazione , o il divieto di vendita o di utilizza­
   zione deve essere motivato in modo preciso » Esso è notificato al­
  l' interessato che 1 'indicazione dei mozzi di ricorso previsti dal­
  la legislazione in vigore negli Stati membri , e del termine per
  avvalersene#
                               Articolo 14
          Gli Stati membri informano la Commissione , in tempo utile , af­
   finché quest' ultima possa presentare lo sue osservazioni , di ogni
   ulteriore progetto di disposizioni legislative , regolamentari o am­
   ministrative che ossi intondono emanare su materie disciplinate dal­
   la presente direttiva»
                                                                       • • •/ • • •
 ---pagebreak---                               Articolo 15
       La presente direttiva lascia salva l' applicazione degli arti­
coli 31 e 32 del Trattato ai prodotti che non rispondono alle pre­
scrizioni contenute nell' allegato !•
                                                             ri ' • • .
                              Artioolo 16
       Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislati­
ve , regolamentari o amministrative necessarie per conformarsi alla
presente direttiva entro un termine di 18 mesi a partite dalla sua
notifica e ne informano immediatamente la Commissione * Tali disposi­
zioni nondimeno , non potranno sostituirsi al precedente regime prima
che siano trascorsi tre anni dalla pubblicazione della presente di­
rettiva sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee»
                              Articolo 17
       La presente direttiva è destinata agli Stati membri »
 ---pagebreak---                       ALLEGATO I ALLA PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
              RELATIVA AI DISPOSITIVI INDICATORI DI DIREZIONE      -
                 .   DEI VEICOLI A MOTORE E LORO RIMORCHI
1.    Gli apparecchi indicatoTi di direzione hanno la funzione di segnalare -un
cambiamento della traiettoria del veicolo .
Tali apparecchi rispondono alle prescrizioni seguenti t
PRESCRIZIONI DI COSTRUZIONE
2.    Gli apparecchi sono a posizione fissa ed a luce lampeggiante ( non sono
ammessi apparecchi a "braco io mobile , fisso od oscillante in posizione di fun­
zionamento , nonché gli apparecchi retrattili ).
3.    La frequenza del lampeggiamento dev' essere di 90 periodi al minuto pri­
mo con una tolleranza di - 30 § tale prescrizione dev' essere rispettata , quan­
do gli apparecchi sono alimentati da una tensione compresa fra il -5$ . ed il
+ 10$ di quella nominale .
4*    Nel caso in . cui il conducente non possa vedere direttamente almeno un ap-
parécchio per ogni lato del veicolo , l' azionamento del dispositivo deve esse­
re segnalato a mezzo di una segnalazione ottica o acustica.
5.    Gli apparecchi montati da tino stesso lato devono essere azionati od arre­
stati con lo stesso comando . '
6.    Caratteristi che fotometriche degli indicato.yft di direzione ad un solo li¬
vello di intensità .
L' intensità della luce emessa deve raggiungere , all' interno dei settori indica­
ti ai punti 13 , 14 e 15 » almeno i seguenti valori t
 ---pagebreak---                                       - 2 -
 - Per gli apparecchi posteriori e per quelli anteriori di cui alle figure
    4 - 5 - 6 - 7* 8
    - 30 candele nel campo                       £ 5° in verticale
                                                 + 5° in orizzontale
    - 10 candele nel campo                       + 5° in verticale
                                                 + 20° in orizzontale
    - 0 , 30 candele in tutto il campo di visibilità prescritto .
 - Pér gli apparecchi antero-laterali di cui alla figura 4
    - 30 candele nel campo                       + 5° in verticale
                                                 + 5° in orizzontale (verso 1 * avanti )
    - 10 candele nel campo                       + 5° in verticale ed in orizzonta­
                                                      le .
                                                      20° verso l' esterno del vei­
                                                            colo
                                                      10° verso l' interno ( verso
                                                            l 1 avanti )
    - 0,30 candele in tutto il campo di visibilità prescritto .
 - Per gli apparecchi laterali oomplementari di cui alla figura 5
    - 0,30 candele in tutto il campo di visibilità prescritto
                                                                         v
 ** Per gli apparecchi laterali di cui alla figura 3
    - 30 candele nel campo                       + 5° in verticale
                                                 + 5° in orizzontalo
    - 10 candele nel campo                       + 5° in verticale ed in orizzon-
                                                      taie
                                                      5® verso l' interno del vei­
                                                           colo e
                                                     20° verso 1' esterno .
    - 0 , 30 candel in tutto il campo di visibilità prescritto .
             L' intenistà della luoe emessa non deve superare in alcuna direzione
il valore di 200 candele .
             Le intensità di cui sopra devono essere misurate a lampada perma­
nentemente accesa .
 ---pagebreak---               Tuttavia , in sede di eventuali controlli effettuati sul luogo di
  fabbricazione da parte dello Stato membro d' omologazione , la conformità al
  tipo omologato degli indicatori di direzione di produzione corrente si .. con­
  sidera acquisita , per quanto riguarda i valori minimi sopra indicati , quando
  un numero limitato di esemplari raggiunge , alla prova , valori che siano al
 massimo del 20io inferiori a tali minimi .
                        « '
  7.          I valori indicati al punto 6 sono riferiti ad un flusso di prova ,
 fornito da una lampada campione , in sede d' approvazione del tipo d' appareo-
  chio .
              La lampada campione è fornita dal fabbricante è dev' essere confor­
 me al tipo normalizzato in imo dei Paesi della Comunità od alle lampade S.A.E
- 1073 ad 1 o 2 filamenti . Per misurare l' intensità luminosa , si misura l' illu­
 minazione su uno schermo situato a ^|ÌÒ m dalla luce , a mezzo di una cellula
  fotometrica . Il diametro del diaframma d' entrata dell' apparecchio di control­
  lo è di 50 mm . L' intensità luminosa si ricava dall' illuminazione con la for­
 mula abituale .                                                 ■ <
 8.           Colore - Il colore della ltioe dev' essere , in tutte le direzioni ,
  " giallo-auto" rispondente alla definizione seguente :
  il dispositivo munito di sorgente di luce bianca , a temperatura di colore di
  2848° K , deve emettere una luce avente le seguenti coordinate colorimetriche
 - limite verso il rosso     s X 55.0,398        -        „•
  - limite verso il giallo : Yt^^.0,429
 - limite verso il bianco : Z       0,007
 PRESCRIZIONI DI MONTAGGIO
  9*          Gli apparecchi sono montati in maniera tale che l' asse di riferi­
 mento indicato dal costruttore sia orizzontale e parallelo al piano longitu­
  dinale di simmetria del veicolo .
  10 ..    ;  Gli indicatori sono disposti simmetricamente rispetto al piano -,
  longitudinale di simmetria del veicolo .
  11 . '      Ogni apparecchio deve essere , installato più vicino possibile alla
  estremità della larghezza fuori tutrt-o del veicolo.- In ogni caso , la distan­
  za tra il bordo esterno della , superficie, luminosa di . ciascun apparecchio e
  l' estremità della larghezza fuori tutto del veicolo non deve superare m 0,40 |
  inoltre , la distanza tra i bordi interni delle superfici luminose di due ap­
  parecchi corrispondenti non deve essere inferiore a m 0,60 ( cfr . fi^u.-a l ).
 ---pagebreak---                                      - 4 -
12 .      La distanza dal suolo del punto più alto della superficie luminosa
degli apparecchi non deve superare m 1,50 ( possono essere tollerati valori
maggiori per i veicoli per i quali è praticamente impossibile rispettare det­
to limite | comunque , tali valori non possono superare m 2,10 per gli appa­
recchi applicati anteriormente e posteriormente e m 2,30 per gli apparecchi
laterali ) .
          La distanza dal suolo del punto più "basso della superficie luminosa
non dev' essere inferiore a n 0,40 per gli apparecchi applicati anteriormente
e posteriormente , nè inferiore a m 0,50 per gli apparecchi laterali .
          Le summenzionate distanze devono essere misurate sul veicolo a vuoto
( cfr . figure 1 e 2 ).
13 .      Per i veicoli senza rimorchio , il numero , la posizione e la visibili­
tà degli indicatori devono essere tali da poter dare delle indicazioni che cor­
rispondano almeno ad uno degli schemi in appresso considerati .
          Gli angoli di visibilità sono quelli tratteggiati negli schemi . I va­
lori indicati per gli angoli sono dei valori minimi e possono esser superati .
Tutti gli angoli di visibilità sono misurati a partire dal centro della su­
perficie luminosa degli apparecchi .
          La condizione di visibilità negli angoli di visibilità impone che sia­
no soddisfatte almeno le seguenti condizioni :
- per tutte le direzioni comprese nel campo di visibilità , limiti inclusi , la
   superficie apparente della luce dev' essere di almeno 1 cm2 \
- non devono esservi ostacoli alla propagaaione della luce fra la superficie
   luminósa e l' oochio di un osservatore situato nella parte comune ai due an­
   goli diedri ortogonali seguenti , i cui spigoli passano per il centro della
   superficie luminosa s
   a ) un diedro a spigolo verticale , i cui piani formano , con il piano longitu­
       dinale di simmetria del veicolo , degli angoli di valore determinato ? l' a­
       pertura di tale diedro costituisce l' angolo criraontale di visibilità geo­
       metrica .
   b ) un diedro a spigolo orizzontai® i cui piani formano con il piano orizzon­
       tale degli angoli di valore determinato ; l' apertura di tale diedro costi­
       tuisce l' angolo verticale di visibilità geometrica . In generale , il piano
       bisettore di tale diedro è orizzontale .
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Tipo A - ( cfr. figura n° 3 ) - soltanto due apparecchi , uno per lato.
           Questa disposizione è valida soltanto per veiooli che non hanno più
           di m 1)60 di larghezza e m 4 >00 di lunghezza*
Tipo B - ( cfr. figura n° 4 ) - due apparecchi posteriori e due apparecchi
           antero-laterali .
Tipo G - ( cfr. figura n° 5 ) - due apparecchi anteriori , due apparecchi poste­
         ; riori e due apparecchi laterali.
Tipo D - ( cfr. figura n° 8 ) - due apparecchi anteriori e due apparecchi
           posteriori . .
           Questa disposizione è valida soltanto per i veicoli nei quali la
           distanza orizzontale fra i centri della superficie luminosa degli
           apparecchi anteriori e posteriori è inferiore a m , 6 , .
    Per il tipo B e par il tipo C la distanza -d-non dev' essere superiore a
m 1,80. Il valore di 5° indicato per l' angolo morto di visibilità verso 1' in­
dietro rappresenta un massimoj tuttavia , tale limite è alimentato a 10° in ca­
so di pratica impossibilità di rispettare il limite precedente .
14 . Gli angoli di visibilità degli indicatori di direzione , misurati a partire
dal centro della superficie luminosa , non debbono essere inferiori à 15° al
dieopra e al disotto dell' orizzontale ( cfr. figura n° 2 ).
     Tuttavia , quando il bordo superiore della superficie luminosa degli indi­
catori laterali è situato ad una distanza dal suolo non superiore a m 1>20 ,
non si richiede più l' angolo di visibilità di 15° al disopra dell' orizzontale .
15 » Se la distanza fra i bordi della superficie luminosa di un indicatore di
direzione e di quella dei fari anabbaglianti è inferiore a 10 om i valori mi­
nimi indicati al punto 6 potranno essere aumentati .
16 . I complessi costituiti da un veicolo trattore e da un rimorchio o un semi­
rimorchio debbono essere muniti di indicatori di direzione disposti simmetri­
camente rispetto al piano longitudinale di simmetria del veicolo in conformità
alle seguenti prescrizioni »
 - il rimorchio od il semi-rimorchio dev' essere munito posteriormente di due
    apparecchi rispondenti alle condizioni fissate ai punti 9 e 10 » nonché al­
    le condizioni di visibilità orizzontale indicate nella figura 6 ed alle con­
    dizioni di visibilità verticale fissate al punto 14 ( cfr. figura n° 7 )«
                    /                                             1
 ---pagebreak---                                      - 6 -
 - il veicolo trattore dev' essere munito degli indicatori di direzione pre­
     scritti per i veicoli isolati .
PROVE DI OMOLOGAZIONE
17 .      Le prove di omologazione saranno effettuate su due campioni per ogni
tipo che il fabbricante o eventualmente il suo rappresentante , presenterà
ali ' omologazione 5 i due campioni saranno scttopceti a tutte le prove e do­
vranno essere conformi alle prescrizioni tecniche di cui al presente allegato
MARCHIO DI OMOLOGAZIONE
18 .      Il marchio di omologazione è costituito da un rettangolo , all' inter­
no del quale si trova la lettera " e " minuscola seguita dal numero distintivo
del paese che ha concesso l' omologazione (l per la R.F. di Germania , 2 per la
Francia , 3 per l' Italia , 4 per i Paesi Bassi , 6 per il Belgio e 12 per il
Lussemburgo ) e da un numero di omologazione , corrispondente al numero della
scheda di omologazione del prototipo , posto in prossimità del rettangolo in
una posizione qualsiasi rispetto ad esso ( cfr . schema l ).
19.       Il marchio di omologazione ( simbolo e numero ) dev * essere apposto sul
la parte essenziale dell' indicatore di direzione , in maniera che il marchio
sia ben visibile dall' esterno , quando l' indicatore di direzione è montato sul
veicolo .
20 .      I diversi marchi devono essere ben leggibili ed indelebili .
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       Le dimensioni del marchio di omologazione riprodotto qui di seguito
sono date in millimetri ? tali dimensioni oostituisoono dei minimi . I rap­
porti fra tali dimensioni devono essere rispettati .
       Il numero isoritto al disotto del marchio corrisponde al numero della
scheda di omologazione f esso è situato in prossimità del rettangolo , in una
qualunque posizione rispetto ad esso .
                         •        .   .
         .  1 Jι. 2,5        1 NL   1 <5  :   i ^
               Γ           Τ                Ψ   π
                                                    2,5
                                                  *
           C]     //J
                                    /
                                    v,   (1)
                       J
                    'li
                           feri
                                                                    ( schema l )
( l ) Le cifre indicate sullo schema sono date unicamente a titolo esemplifica­
tivo .
 ---pagebreak---                                                            ALLEGATO II
                                 SCHEDA DI OMO LOGAZ IOIJE
 Nome dell' Amministrazione competente
             Commi caz ione concernente l' omologazione o il ritiro della omolo~
             gazione di un tipo di dispositivo indicatore di direzione
 e
                         n . d' omologazione
1.   Marchio di fabbrica o di commercio
2.   Simbolo del tipo
3.   Nome del fabbricante
4.    Indirizzo                    •
5»   Eventualmente , nome del suo rappresentante
6.   Indirizzo
7.   "Presentato all' omologazione il
8.   Laboratorio di prova
9.   Data e numero del verbale del laboratorio
10 . Data dell' omologazione                       •
11 . Data del ritiro dell' omologazione
12 . Omologazione per essere utilizzato nella segnalazione :
         a ) anteriore
             latérale
             posteriore
         b ) dello schema A , B , C , D
13 . Tipo di lampada oampione impiegata per l' omologazione
14 .  Tipo e potenza della lampada normalizzata , per l' impiego .
15 . Luofi.o
16 . Data
17 »  Osservazioni
                                                                   Firma
 ---pagebreak---     i          i                      .   ..                                                 n
    \          !                         •'">                                                1           . h»** 0.<?O
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                                                                                                 8 ...,
                                                                                                 *, »
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                                                                                                                    L„-.i                  V4L-1 –-- f
                                                                                                                                                   /I % , |»«*
                                                                                                                                                   I 1  ... ». Lal _
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                                                                                                     .
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              ' I           v" ""               I I J I.                                   * H !                                            \J \! Ji
                                                                                                                                                                       ~fîQ °2
                                                                                                                          I I l lll I IHH" I ' ■■■•" ■■      l ,'f~~*^"'"ll 'l ,*<<aM'W'W','*a<>**^
                                                  '     ,| W rn m m i –" rirrr –if
                   r               Srrrrr- |
                                                                                                                                                                     ^
                   h
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                                                    'r •                    I w» o w ■
                                                                                                             -/SW-®
                                                                                                                 /          \                           Y»                            **      –
                                                                                                                                                                     fin - 2
 ---pagebreak---                                                                                                                           _Ζ_!                     ·
                                                                                                                                                        Y           ^
                                                                                                                                                                         £>
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                                                                                  8           ■       r,n         n          p >
                                                                                  5             * 1 \ : \\ \ \ \ \ m \\ v \\ W \ V
                         VV\S.W\\\
                                 v OW"- v'" JN \ •>• v \v»,
                                                         v >.\vXXi
                                                              \\\ '■••i
                                                                    V
                                                                                  «                ^•lW\\\\\wA
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                                                                                                                                                           \
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