CELEX: 52012PC0690
Language: it
Date: 2012-11-22
Title: Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento di esecuzione (UE) n. 1138/2011 che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito sulle importazioni di determinati alcoli grassi e loro miscele originari dell'India, dell'Indonesia e della Malaysia

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		52012PC0690
		
			Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento di esecuzione (UE) n. 1138/2011 che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito sulle importazioni di determinati alcoli grassi e loro miscele originari dell'India, dell'Indonesia e della Malaysia /* COM/2012/0690 final - 2012/0325 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.         CONTESTO DELLA PROPOSTA
Motivazione e obiettivi della proposta
La presente proposta riguarda l'applicazione
del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo
alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non
membri della Comunità europea ("il regolamento di base") nel
procedimento antidumping relativo alle importazioni di determinati alcoli
grassi e loro miscele originari dell'India, dell'Indonesia e della Malaysia.
Contesto generale
La presente proposta viene presentata nel
contesto dell'attuazione del regolamento di base ed è il risultato di
un'inchiesta svolta in conformità agli obblighi sostanziali e procedurali di
tale regolamento.
Disposizioni vigenti nel settore della
proposta
Misure definitive sono state istituite con il
regolamento di esecuzione (UE) n. 1138/2011 del Consiglio (GU L 293
dell'11.11.2011, pag. 1).
Coerenza con altri obiettivi e politiche
dell'Unione
Non pertinente.
2.         CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
Consultazione delle parti interessate
Conformemente alle disposizioni del
regolamento di base, le parti interessate dal procedimento hanno avuto la
possibilità di difendere i propri interessi nel corso dell'inchiesta.
Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario consultare esperti
esterni.
Valutazione d'impatto
La presente proposta è il risultato
dell'applicazione del regolamento di base.
Il regolamento di base non contiene
disposizioni sulla valutazione generale d'impatto, ma comprende un elenco
completo delle condizioni da valutare.
3.         ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Sintesi delle misure proposte
L'allegata proposta di regolamento del
Consiglio si basa su una recente sentenza pronunciata dalla Corte di giustizia
europea in merito a un ricorso presentato dal Consiglio, la quale chiarisce
l'interpretazione di una specifica questione di diritto. In seguito a tale
sentenza, si ritiene prudente ricalcolare il margine di dumping per una società
indonesiana che aveva adito la Corte in merito alla stessa questione di diritto
e la cui situazione di fatto è analoga a quella della società di cui alla causa
succitata. 
Base giuridica
Regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni
oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea.
Principio di sussidiarietà
La proposta è di competenza esclusiva
dell'Unione Europea. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica.
Principio di proporzionalità
La proposta rispetta il principio di
proporzionalità per le seguenti ragioni:
il tipo di intervento è descritto nel
regolamento di base summenzionato, senza che vi siano margini per l'adozione di
decisioni a livello nazionale.
Non sono necessarie indicazioni su come ridurre
al minimo e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere
finanziario e amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli
enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini.
Scelta dello strumento
Strumento proposto: regolamento.
Altri strumenti non sarebbero adeguati per il
seguente motivo:
il regolamento di base non prevede opzioni
alternative.
4.         INCIDENZA SUL BILANCIO 
Nessuna.
2012/0325 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
recante modifica del regolamento di
esecuzione (UE) n. 1138/2011 che istituisce un dazio antidumping definitivo e
dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito sulle
importazioni di determinati alcoli grassi e loro miscele originari dell'India,
dell'Indonesia e della Malaysia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009
del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea[1]
("il regolamento di base"), in particolare l'articolo 9,
paragrafo 4, 
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
(1)       Nell'agosto 2010 la
Commissione, con un avviso di apertura pubblicato il 13 agosto 2010[2], ha avviato un
procedimento relativo alle importazioni di determinati alcoli grassi e loro
miscele ("FOH") originari dell'India, dell'Indonesia e della Malaysia
("paesi interessati"). 
(2)       Nel maggio 2011 la
Commissione, con il regolamento (UE) n. 446/2011[3]
("il regolamento provvisorio"), ha istituito un dazio antidumping
provvisorio sulle importazioni di FOH originari dell'India, dell'Indonesia e
della Malaysia; sulle stesse importazioni è stato istituito un dazio
antidumping definitivo nel novembre 2011 con il regolamento di esecuzione (UE)
n. 1138/2011 del Consiglio[4]
("il regolamento definitivo").
(3)       Il 21 gennaio 2012, PT
Ecogreen Oleochemicals, un produttore esportatore indonesiano di FOH, Ecogreen
Oleochemicals (Singapore) Pte. Ltd e Ecogreen Oleochemicals GmbH (nel seguito
denominati congiuntamente "Ecogreen") hanno presentato un ricorso
(causa T-28/12) dinanzi al Tribunale chiedendo l'annullamento del regolamento
definitivo relativamente al dazio antidumping applicato a Ecogreen. Ecogreen
contestava l'adeguamento del suo prezzo all'esportazione, effettuato sulla base
dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera i), del regolamento di base, ai fini del
confronto tra tale prezzo all'esportazione e il valore normale della società.
(4)       Il 16 febbraio 2012 la Corte
di giustizia ha emesso una sentenza nelle cause riunite C‑191/09 P e C‑200/09 P
Consiglio dell'Unione europea e Commissione europea/Interpipe Nikopolsky
Seamless Tubes Plant Niko Tube ZAT (Interpipe Niko Tube ZAT) e Interpipe
Nizhnedneprovsky Tube Rolling Plant VAT (Interpipe NTRP VAT). La Corte di
giustizia ha respinto le impugnazioni principali e le impugnazioni incidentali
proposte contro la sentenza pronunciata dal Tribunale nella causa T-249/06
Interpipe Nikopolsky Seamless Tubes Plant Niko Tube ZAT (Interpipe Niko Tube
ZAT) e Interpipe Nizhnedneprovsky Tube Rolling Plant VAT (Interpipe NTRP
VAT)/Consiglio dell'Unione europea. Il Tribunale aveva annullato l'articolo 1
del regolamento (CE) n. 954/2006 per la parte relativa alla Interpipe NTRP VAT,
a causa tra l'altro di un errore manifesto di valutazione nell'applicazione
dell'adeguamento di cui all'articolo 2, paragrafo 10, lettera i), e per la parte
relativa alla Interpipe Niko Tube ZAT per altri motivi. 
(5)       Dato che le circostanze di
fatto di Ecogreen sono analoghe a quelle di Interpipe NTRP VAT per quanto
riguarda l'adeguamento a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera i), del
regolamento di base, in particolare se si considera l'insieme dei seguenti
fattori: volume delle vendite dirette ai paesi terzi inferiore all'8% [1-5%]
del totale delle vendite all'esportazione, esistenza di una relazione di
proprietà/controllo comune tra l'operatore commerciale e il produttore
esportatore, natura delle funzioni dell'operatore commerciale e del produttore
esportatore, si ritiene opportuno ricalcolare il margine di dumping di Ecogreen
senza operare un adeguamento a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera i),
e modificare di conseguenza il regolamento definitivo.
B. NUOVA VALUTAZIONE DELLE CONCLUSIONI
SULLA BASE DELLA SENTENZA DEL TRIBUNALE
(6)       Dopo l'eliminazione
dell'adeguamento di cui all'articolo 2, paragrafo 10, lettera i), il margine di
dumping stabilito per Ecogreen, espresso in percentuale del prezzo
all'importazione CIF franco frontiera dell'Unione, dazio non corrisposto,
risulta inferiore al 2% ed è quindi considerato de minimis conformemente
all'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento di base. Alla luce di quanto
precede, occorre chiudere l'inchiesta per quanto riguarda Ecogreen senza
l'istituzione di misure. 
(7)       Il margine di dumping per
tutte le società in Indonesia, tranne per l'altro produttore esportatore per il
quale è stato stabilito un margine individuale, che era stato calcolato in base
al margine di dumping più elevato fra i produttori esportatori indonesiani che
hanno collaborato, deve essere modificato per tener conto del nuovo margine di
dumping calcolato per Ecogreen.
C. INFORMAZIONE DELLE PARTI
(8)       Le parti interessate sono
state informate della proposta di rivedere le aliquote del dazio antidumping in
due comunicazioni, la prima inviata in data 13 giugno 2012 e la seconda in data
25 settembre. A tutte le parti è stato inoltre concesso un termine entro il
quale presentare le loro osservazioni dopo ciascuna di queste comunicazioni,
conformemente alle disposizioni del regolamento di base.
(9)       Osservazioni sulla
comunicazione inviata il 13 giugno sono pervenute da P.T. Musim Mas (PTMM), il
secondo produttore esportatore dell'Indonesia, da un produttore dell'Unione e
da un produttore esportatore della Malaysia. PTMM ha chiesto inoltre di poter
essere sentito dai servizi della Commissione e ha ottenuto un'audizione.
(10)     PTMM, anch'esso oggetto di un
adeguamento a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera i), ha sostenuto che
la sentenza della Corte nelle cause riunite C‑191/09 P e C‑200/09 P
doveva comportare un nuovo calcolo del suo margine di dumping, analogamente a
quanto avvenuto per Ecogreen, senza applicazione di un adeguamento a norma
dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera i), dato che, quando è stabilita
un'entità economica unica composta dal produttore esportatore e dall'operatore
commerciale, non si può procedere ad un adeguamento a norma dell'articolo 2,
paragrafo 10, lettera i). La società ha inoltre affermato che spettava alle
istituzioni provare la necessità di applicare un adeguamento, cosa che non
avevano fatto nel caso di PTMM. Ha inoltre asserito che la sua situazione era
identica a quella di Ecogreen e che qualsiasi differenza di trattamento
costituiva quindi una discriminazione. 
(11)     Per quanto riguarda le
osservazioni formulate da PTMM, va osservato che la sentenza della Corte nelle
cause riunite C‑191/09 P e C‑200/09 P non
permette di concludere che, una volta stabilita l'esistenza di un'entità
economica unica, non si possa applicare un adeguamento a norma dell'articolo 2,
paragrafo 10, lettera i), del regolamento di base. L'adeguamento di cui
all'articolo 2, paragrafo 10, lettera i), è considerato giustificato nel caso
di PTMM, come spiegato nel regolamento definitivo, nelle comunicazioni con la
società e in appresso. 
(12)     Le circostanze dei due
produttori esportatori indonesiani sono notevolmente diverse, in particolare se
si considera la combinazione dei seguenti fattori: il livello delle vendite
dirette all'esportazione effettuate dal produttore, l'importanza delle attività
e delle funzioni dell'operatore commerciale per quanto riguarda i prodotti
acquistati da società non collegate, l'esistenza di un contratto tra il
produttore e l'operatore commerciale, che stabiliva il versamento a
quest'ultimo di una commissione per le vendite all'esportazione. Date le
diverse circostanze delle due società, l'affermazione secondo cui vi sarebbe
discriminazione non può essere accolta. 
(13)     Si osserva che PTMM ha inoltre
presentato un ricorso dinanzi al Tribunale (causa T-26/12) per chiedere
l'annullamento del regolamento definitivo nella parte riguardante il dazio
antidumping istituito nei suoi riguardi.
(14)     Un produttore esportatore
della Malaysia ha affermato che il calcolo di un nuovo margine per Ecogreen,
senza applicazione di un adeguamento ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10,
lettera i), non era giustificato dalla sentenza nelle cause riunite C‑191/09 P
e C‑200/09 P né dai fatti ivi esposti. Tale produttore
esportatore ha sottolineato che il Tribunale, nella causa T-249/06,
aveva rilevato un errore manifesto di valutazione nell'applicazione
dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera i), del regolamento di base, nella
misura in cui il Consiglio aveva operato un adeguamento sul prezzo
all'esportazione praticato da Sepco nell'ambito di transazioni aventi ad
oggetto tubi fabbricati da Interpipe NTRP VAT, ma non i tubi fabbricati da
Interpipe Niko Tube ZAT. La situazione di fatto di Ecogreen non poteva quindi
essere simile, nel contempo, a quella di Interpipe NTRP VAT e a quella di
Interpipe Niko Tube ZAT, dal momento che queste due società si trovano in
situazioni diverse. 
(15)     Tale argomentazione è stata
accolta. La situazione di Ecogreen, in effetti, è simile a quella di Interpipe
NTRP VAT e tale constatazione giustifica la necessità di adottare provvedimenti
appropriati per ricalcolare il margine di dumping per Ecogreen senza
l'adeguamento di cui all'articolo 2, paragrafo 10, lettera i).
(16)     Il produttore esportatore
della Malaysia ha inoltre sostenuto che la situazione di Ecogreen, come
descritta nel regolamento definitivo, non è neppure simile a quella di
Interpipe NTRP VAT. Dopo aver nuovamente valutato le specifiche circostanze di
fatto di Ecogreen, si ritiene tuttavia che siano sufficientemente simili a
quelle di Interpipe NTRP VAT: il tipo di controllo rilevato dal Tribunale per
Interpipe NTRP VAT nel valutare se la società che effettua le attività di
vendita sia sotto il controllo del produttore esportatore o se esista un
controllo comune è stato infatti constatato anche per Ecogreen. Questo
elemento, insieme a diversi altri fattori, come indicato al considerando 4,
permette di concludere che l'adeguamento di cui all'articolo 2, paragrafo 10,
lettera i), del regolamento di base non avrebbe dovuto essere applicato. 
(17)     Lo stesso produttore
esportatore della Malaysia, in alternativa all'argomentazione sulle analogie tra
la situazione di Ecogreen e la causa T-249/06, ha sostenuto che la
comunicazione inviata in data 13 giugno non era sufficiente e che avrebbero
dovuto essere comunicati anche i fatti e le considerazioni essenziali in base
ai quali era giustificato effettuare un nuovo calcolo per Ecogreen. Un
produttore dell'Unione ha altresì osservato che entrambe le comunicazioni di
cui al considerando 8 erano insufficienti e ha sostenuto di essere stato
privato dei propri diritti di difesa.
(18)     A questo proposito si ricorda
che determinate informazioni di natura riservata relative a società specifiche
non possono essere divulgate a terzi. Tuttavia, gli elementi della situazione
di fatto di Ecogreen che risultano simili a quelli di Interpipe NTRP VAT, come
indicato al considerando 5, sono stati comunicati il 13 giugno e il 25
settembre alle parti interessate, alle quali è stato concesso un termine entro
il quale presentare osservazioni dopo ciascuna di queste comunicazioni,
conformemente alle disposizioni del regolamento di base.
(19)     In risposta alla seconda
comunicazione inviata il 25 settembre, le parti hanno essenzialmente ripetuto
le affermazioni contenute nelle loro risposte alla prima comunicazione del 13
giugno. 
(20)     PTMM ha sviluppato le proprie
osservazioni sulla base della sua principale obiezione, ossia che l'esistenza
di un'entità economica unica costituita da PTMM e dal suo operatore commerciale
esclude un adeguamento a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera i), del
regolamento di base e che le istituzioni si allontanerebbero dalla dottrina in
materia di entità economica unica stabilita dalla giurisprudenza per adottare
un approccio funzionale che richiederebbe un'analisi delle funzioni
dell'operatore commerciale collegato.
(21)     Va osservato che la questione
riguarda un punto di diritto oggetto di una causa pendente.
(22)     PTMM ha inoltre sostenuto che
le argomentazioni di cui al considerando 12 non risultano convincenti e non
sono sufficienti per stabilire una distinzione tra le circostanze di Ecogreen e
quelle di PTMM.
(23)     A tale riguardo è sufficiente
osservare che, secondo una giurisprudenza costante, l'applicazione di un
trattamento diverso a società che non si trovano in una situazione identica non
configura alcuna discriminazione[5].
In tale contesto ogni singolo caso è stato valutato in base alle circostanze
specifiche in rapporto alle sentenze pronunciate nella causa T-249/09 e nelle
cause riunite C‑191/09 P e C‑200/09 P.
(24)     Primo argomento: livello
delle vendite dirette all'esportazione effettuate dal produttore. PTMM ha
dichiarato di non disporre di un servizio marketing e vendite e ha affermato
che tutte le vendite effettuate direttamente dal produttore in Indonesia (e non
dall'operatore commerciale collegato) erano avvenute nel pieno rispetto degli
obblighi di legge. Le funzioni di marketing e vendita erano svolte dal suo
operatore commerciale a Singapore. Per questo motivo PTMM ha affermato che tale
argomento non giustificava l'adeguamento a norma dell'articolo 2, paragrafo 10,
lettera i), del regolamento di base, né la distinzione stabilita tra PTMM e
Interpipe NTRP VAT.
(25)     L'articolo 2, paragrafo 10,
del regolamento di base dispone che tra il valore normale e il prezzo
all'esportazione sia effettuato un confronto equo, allo stesso stadio commerciale
e tenendo debitamente conto delle differenze che incidono sulla comparabilità
dei prezzi. Se il valore normale e il prezzo all'esportazione determinati non
si trovano in tale situazione comparabile, si tiene debitamente conto, in forma
di adeguamenti, valutando tutti gli aspetti dei singoli casi, delle differenze
tra i fattori che, secondo quanto viene affermato e dimostrato, influiscono sui
prezzi e quindi sulla loro comparabilità. 
(26)     Su tale base, e come
illustrato al considerando 38 del regolamento provvisorio, gli adeguamenti
applicati per tener conto, tra l'altro, delle differenze nelle commissioni tra
i prezzi di vendita all'esportazione e i prezzi di vendita sul mercato interno
nel corso delle inchieste iniziali sono stati ritenuti giustificati a causa
delle differenze nei canali di vendita tra le vendite all'esportazione verso
l'Unione europea e le vendite sul mercato interno.
(27)     Le argomentazioni avanzate da
PTMM non sono in contrasto con il primo argomento, vale a dire che il livello delle
vendite dirette all'esportazione effettuate da PTMM è più elevato di quello di
Interpipe NTRP e che ciò distingue PTMM da Ecogreen. In effetti, dato il
livello delle vendite dirette all'esportazione, si può solo concludere che le
vendite all'esportazione di PTMM non sono solo effettuate dal suo operatore
commerciale collegato a Singapore, ma anche a partire dall'Indonesia. 
(28)     Secondo argomento: importanza
delle attività e delle funzioni dell'operatore commerciale per quanto riguarda
i prodotti acquistati da società non collegate. Pur ammettendo che le attività
del suo operatore commerciale collegato riguardavano vari prodotti a base di
olio di palma, PTMM ha sostenuto che tale argomento non era valido in quanto
teneva conto di attività che non rientravano nell'ambito dell'inchiesta
iniziale.
(29)     Per determinare se le funzioni
di un operatore commerciale differiscano da quelle di un ufficio vendite
interno e siano comparabili a quelle di un agente che opera sulla base di
commissioni ai sensi della sentenza del Tribunale nella causa T-249/06,
occorre valutare le sue attività alla luce della realtà economica. Esistono
delle analogie per quanto riguarda le funzioni dell'operatore commerciale
in relazione al prodotto in esame e agli altri prodotti commercializzati.
Questo è confermato dal fatto che, come indicato nei considerando 30 e 31, la
relazione tra PTMM e il suo operatore commerciale collegato, comprese le
funzioni di quest'ultimo, per la maggior parte dei prodotti, se non per tutti -
compreso il prodotto in esame - è disciplinata da un contratto unico che non
opera alcuna distinzione fra i prodotti. Va osservato che le attività globali
dell'operatore commerciale erano basate in larga misura su forniture
provenienti da società non collegate. Le funzioni dell'operatore
commerciale sono pertanto simili a quelle di un agente che opera sulla base di
commissioni.
(30)     Terzo argomento: esistenza di
un contratto tra il produttore e l'operatore commerciale, che stabiliva il
versamento a quest'ultimo di una commissione per le vendite all'esportazione.
PTMM ha affermato che tale contratto era un accordo quadro destinato a
regolamentare i prezzi di trasferimento tra parti collegate nel rispetto degli
orientamenti fiscali di Indonesia/Singapore e degli orientamenti riconosciuti a
livello internazionale in materia di prezzi di trasferimento.
(31)     Benché tale accordo possa
anche servire a calcolare prezzi di piena concorrenza conformemente agli
orientamenti fiscali applicabili, resta il fatto che, a norma del medesimo,
l'operatore commerciale riceveva una commissione sotto forma di una
maggiorazione fissa applicabile unicamente alle sue attività internazionali di
marketing e vendita. In effetti, il nome stesso e le modalità dell'accordo
giustificano la conclusione secondo cui il contratto era destinato a
disciplinare la relazione tra PTMM e l'operatore commerciale e non riguardava
solamente i prezzi di trasferimento o le questioni fiscali. Il contratto
costituisce quindi una prova indiziaria del fatto che le funzioni dell'operatore
commerciale sono simili a quelle di un agente che opera sulla base di
commissioni. 
(32)     Alla luce degli argomenti
esposti sopra, le istituzioni hanno soddisfatto l'onere della prova come
richiesto dalla giurisprudenza costante[6]:
esse hanno infatti basato le proprie conclusioni su prove o quanto meno su
indizi. Per quanto riguarda PTMM, e per le ragioni sopraesposte, l'adeguamento
applicato ai prezzi all'esportazione a norma dell'articolo 2, paragrafo 10,
lettera i), del regolamento di base è giustificato e il livello attuale del
dazio antidumping va quindi mantenuto.
D. CONCLUSIONE
(33)     Sulla base di quanto precede,
occorre modificare le aliquote dei dazi applicabili a Ecogreen e a tutte le
altre società in Indonesia (ad eccezione di P.T. Musim Mas). Le aliquote
modificate vanno applicate con effetto retroattivo a decorrere dalla data di
entrata in vigore del regolamento di esecuzione (UE) n. 1138/2011, anche per le
importazioni soggette a dazi provvisori tra il 12 maggio 2011 e l'11 novembre 2011.
Di conseguenza, i dazi antidumping definitivi corrisposti o contabilizzati a
norma dell'articolo 1 del regolamento di esecuzione (UE) n. 1138/2011, nella
sua versione iniziale, e i dazi antidumping provvisori riscossi in via
definitiva ai sensi dell'articolo 2 dello stesso regolamento, nella sua
versione iniziale, che superano l'aliquota del dazio di cui all'articolo 1,
paragrafo 2, del regolamento di esecuzione (UE) n. 1138/2011 come modificato
dal presente regolamento vanno rimborsati o sgravati. Conformemente alla
normativa doganale applicabile, le domande di rimborso o di sgravio devono
essere presentate alle autorità doganali nazionali,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
La voce relativa all'Indonesia nella tabella
dell'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento di esecuzione (UE) n. 1138/2011
del Consiglio è sostituita dalla seguente:
 "Paese || Società || Dazio antidumping definitivo (EUR/t netta) || Codice addizionale TARIC 
 Indonesia || P.T. Ecogreen Oleochemicals Batam, Kabil, Batam P.T. Musim Mas, Tanjung Mulia, Medan, Sumatera Utara ||   0,00   45,63 ||   B111   B112 
 Tutte le altre società || 45,63 || B999" 
Articolo 2
Gli importi dei dazi corrisposti o
contabilizzati, a norma dell'articolo 1 del regolamento di esecuzione (UE) n.
1138/2011 del Consiglio, nella sua versione iniziale, e gli importi dei dazi
provvisori riscossi in via definitiva a norma dell'articolo 2 dello stesso
regolamento, nella sua versione iniziale, che superano quelli stabiliti
all'articolo 1 del presente regolamento, sono rimborsati o sgravati.
Conformemente alla normativa doganale applicabile, le domande di rimborso o di
sgravio devono essere presentate alle autorità doganali nazionali.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale
dell’Unione europea. 
Esso si applica a decorrere dal 12 novembre
2011.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
                                                                       […]
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51.
[2]               GU C 219 del 13.8.2010, pag. 12.
[3]               GU L 122 dell'11.5.2011, pag. 47.
[4]               GU L 293 dell'11.11.2011, pag. 1.
[5]               Causa C-248/04, Koninklijke Cooperatie Cosun, Raccolta
2006, pag. I-10211, punto 72, e causa C-303/05 Advocaten voor de Wereld,
Raccolta 2007, pag. I-3633, punto 56. Causa C-372/06 Asda Stores
Ltd/Commissioners of Her Majesty’s Revenue and Customs, Raccolta 2007, pag.
I-11223, punto 62.
[6]               T 249/06, punti 180 e 181.