CELEX: 52013DC0356
Language: it
Date: 2013-05-29 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 dell'Estonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dell'Estonia 2012-2017

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		52013DC0356
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 dell'Estonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dell'Estonia 2012-2017 /* COM/2013/0356 final - 2013/ () */
			
				
		
		
			
			   	 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2013
dell'Estonia
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dell'Estonia
2012-2017
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[3],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
previa consultazione del comitato economico e
finanziario,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010 il Consiglio
europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una
nuova strategia per la crescita e l'occupazione, basata su un maggiore
coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui
occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
competitività dell'Europa.
(2)       Sulla base delle proposte
della Commissione, il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010, una
raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli
Stati membri e dell'Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione
sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione[4], che insieme formano gli "orientamenti
integrati". Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli
orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e di
occupazione.
(3)       Il 29 giugno 2012 i
capi di Stato e di governo hanno convenuto un patto per la crescita e l'occupazione
che offre un quadro coerente per l'adozione di misure a livello nazionale, dell'UE
e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche
possibili. Hanno convenuto le misure da adottare a livello degli Stati membri,
in particolare affermando l'impegno pieno verso il conseguimento degli
obiettivi della strategia Europa 2020 e l'attuazione delle raccomandazioni
specifiche per paese.
(4)       Il 6 luglio 2012 il Consiglio
ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2012 dell'Estonia
e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità aggiornato dell'Estonia
2011-2015.
(5)       Il 28 novembre 2012 la
Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita[5], segnando l'inizio del semestre
europeo di coordinamento delle politiche economiche 2013. Sempre il 28
novembre 2012 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011
sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici, la relazione
sul meccanismo di allerta[6],
in cui annoverava l'Estonia tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di
un esame approfondito.
(6)       Il 14 marzo 2013 il Consiglio
europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il
risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando la
necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e
favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l'erogazione
di prestiti all'economia, di promuovere la crescita e la competitività, di
contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di
modernizzare la pubblica amministrazione.
(7)       Il 30 aprile 2013 l'Estonia
ha presentato il suo programma di stabilità 2013 relativo al periodo 2012-2017
e il suo programma nazionale di riforma 2013. I due programmi sono stati
valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
(8)       Sulla base della valutazione
del programma di stabilità 2013 a norma del regolamento (CE) n. 1466/97,
il Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico su cui si fondano le
proiezioni di bilancio nel programma sia plausibile per il biennio 2013-2014,
periodo in cui la crescita del PIL reale dovrebbe attestarsi in media intorno
al 3,3%. Le previsioni di primavera 2013 della Commissione prevedono una
crescita del 3,5% nel 2013-2014. Nel 2012 l'Estonia ha conseguito un disavanzo
di bilancio nominale pari allo 0,3% del PIL. Il programma conferma il precedente
obiettivo a medio termine di un avanzo strutturale, che è più ambizioso di
quanto richiesto dal patto di stabilità e crescita. Poiché il saldo strutturale
estone era in avanzo nel 2012, il paese ha raggiunto l'obiettivo a medio
termine un anno prima di quanto previsto nel programma precedente. L'obiettivo
della strategia di bilancio delineata nel programma di stabilità è garantire la
sostenibilità della politica di bilancio a sostegno di una crescita
equilibrata, mantenendosi sull'obiettivo a medio termine da un lato, dall'altro
prevedendo riserve di bilancio sufficienti e riducendo l'onere fiscale sul
lavoro. In base alle previsioni, il disavanzo nominale programmato, pari allo 0,5%
del PIL nel 2013, dovrebbe migliorare nel periodo oggetto di previsione,
raggiungendo il pareggio nel 2014 per spostarsi successivamente su valori
positivi. Secondo la valutazione globale del saldo strutturale ricalcolato,
compresa l'analisi del parametro di riferimento della spesa, l'Estonia non si
discosta molto dall'obiettivo a medio termine nel 2013, e tornerà all'avanzo
strutturale nel 2014. Il rapporto debito/PIL è nettamente inferiore al 60% e,
secondo il programma, dopo il 2013 dovrebbe diminuire a circa il 9% nel periodo
2015-2016. L'Estonia intende introdurre nel 2013 la regola sul pareggio
strutturale di bilancio, in linea con i requisiti del trattato sulla stabilità,
sul coordinamento e sulla governance. Una volta adottata, la regola di
bilancio dovrebbe essere completata da un rafforzamento della natura cogente
degli obiettivi di spesa pluriennali.
(9)       Per quanto riguarda il
mercato del lavoro, l'occupazione continua a crescere ma sussistono alcune
strozzature alla crescita, tra le quali il persistere della disoccupazione
giovanile e di lunga durata, un disallineamento fra domanda e offerta di
competenze, crescente carenza di forza lavoro, compresa la perdita di forza
lavoro dovuta a problemi di salute di lunga durata. Occorre rendere il sistema
previdenziale più flessibile e mirato, in modo da offrire servizi di assistenza
e incentivi ai disoccupati e alle persone inattive che potrebbero essere
nuovamente impiegate, ed è altresì necessario rafforzare le misure di
attivazione per far sì che raggiungano le persone che più ne hanno bisogno. L'efficacia
economica della spesa per la politica della famiglia potrebbe essere migliorata
a bilancio invariato, ad esempio riassegnando finanziamenti dalla prestazione
parentale a misure più efficienti, quali le strutture per l'infanzia da cui si
attende un impatto positivo sull'occupazione femminile. Lo sviluppo
economico nelle regioni deve essere affrontato in modo più coordinato per
ottenere risultati più visibili.
(10)     Per quanto riguarda istruzione
e formazione, l'Estonia ha attuato in parte le raccomandazioni del 2012; la
riforma dell'istruzione superiore è stata adottata nel 2012 e nel 2013 è
prevista l'adozione di una nuova riforma globale del sistema di istruzione e
formazione professionale. Particolare attenzione dovrà essere prestata nell'assicurare
un'adeguata partecipazione delle parti sociali, in modo da ottenere un numero
sufficiente di apprendistati nella formazione professionale. L'offerta
razionalizzata di istruzione secondaria rimane un impegno importante non ancora
assolto. La disoccupazione giovanile, ancora relativamente alta, va
affrontata alla luce dell'elevata percentuale di persone senza istruzione o
formazione professionale. La questione dell'accesso all'apprendimento
permanente per i lavoratori poco qualificati è trattata in modo ancora
insufficiente e le misure adottate a favore dei giovani disoccupati non sempre
sono concretamente allineate alle esigenze del mercato del lavoro. L'attuale
scostamento tra il settore della ricerca pubblica e l'economia continua a
frenare la crescita della produttività ripercuotendosi sulla competitività dell'Estonia.
Inoltre, l'internazionalizzazione e la fissazione delle priorità nel sistema di
ricerca e innovazione restano problematiche, data l'esiguità delle dimensioni
dell'economia.
(11)     L'intensità energetica dell'Estonia
continua ad essere molto elevata. Il governo ha adottato determinate misure, ma
occorre proseguire e aumentare gli sforzi profusi, ponendo maggiormente l'accento
sulla ristrutturazione degli edifici residenziali. Il parco di veicoli
nuovi dell'Estonia è quello con la più alta intensità energetica dell'UE e le
abitudini dei consumatori non cambiano nonostante l'aumento delle accise sul
carburante. Senza ulteriori misure, l'Estonia difficilmente riuscirà a
raggiungere l'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra,
soprattutto se non verranno prese disposizioni nel settore dei trasporti e dell'edilizia
abitativa. Il mercato dell'energia estone resta relativamente isolato, in
quanto le connessioni transfrontaliere sono insufficienti.
(12)     I servizi che le
amministrazioni locali sono tenute a fornire per legge sono inefficienti nella
maggior parte dei settori, segnatamente l'assistenza di lunga durata, i servizi
di sostegno alle famiglie, l'assistenza sanitaria, l'istruzione e i trasporti.
Le cause sono da cercare nella scarsa capacità amministrativa delle
amministrazioni locali e nel divario tra le loro entrate e le competenze loro
delegate. Non è stato fissato ancora alcun programma sostenibile per migliorare
l'amministrazione locale.
(13)     Nell'ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica
economica dell'Estonia e ha valutato il programma di stabilità e il programma
nazionale di riforma. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro
pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della
politica socioeconomica dell'Estonia, ma anche della loro conformità alle norme
e agli orientamenti dell'UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance
economica dell'Unione europea nel suo insieme, offrendo un contributo a livello
dell'UE per le future decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell'ambito
del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da
1 a 5.
(14)     Alla luce di tale valutazione,
il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità dell'Estonia e il suo
parere[7]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
(15)     Nell'ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato inoltre un'analisi della politica economica
della zona euro nel suo complesso, in base alla quale il Consiglio ha formulato
raccomandazioni specifiche rivolte agli Stati membri la cui moneta è l'euro. L'Estonia
dovrebbe assicurare anche l'attuazione piena e tempestiva di tali
raccomandazioni,
RACCOMANDA che l'Estonia adotti
provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di:
1.       perseguire una politica di bilancio
favorevole alla crescita e mantenere una posizione di bilancio solida in linea
con le previsioni, conformandosi all'obiettivo di bilancio a medio termine nel
periodo oggetto del programma; integrare la regola di bilancio programmata con
regole di spesa pluriennali più vincolanti nell'ambito del quadro di bilancio a
medio termine e continuare ad aumentare l'efficienza della spesa pubblica;
2.       migliorare gli incentivi al lavoro
rendendo più coerenti i vari sistemi previdenziali vigenti e rendendo l'assegnazione
delle prestazioni più flessibile e mirata; migliorare le prestazioni dei
servizi sociali, comprese le strutture per l'infanzia, aumentando
contemporaneamente l'efficienza e l'efficacia sotto il profilo dei costi della
politica della famiglia; rafforzare le misure di attivazione per agevolare il
rientro nel mercato dei disoccupati di lunga durata e dei beneficiari delle
indennità di disabilità e di inabilità al lavoro; stabilire una strategia
coordinata volta a stimolare lo sviluppo economico nelle regioni colpite da un
elevato tasso di disoccupazione;
3.       proseguire gli sforzi intesi a migliorare
la pertinenza dei sistemi scolastici e formativi rispetto al mercato del
lavoro, anche coinvolgendo maggiormente le parti sociali e attuando misure
mirate di lotta contro la disoccupazione giovanile; aumentare sensibilmente la
partecipazione dei lavoratori poco qualificati all'apprendimento permanente;
intensificare l'impegno all'internazionalizzazione e alla fissazione delle
priorità nei sistemi di ricerca ed innovazione, e aumentare la collaborazione
tra imprese, istituti di istruzione superiore e istituti di ricerca;
4.       migliorare l'efficienza energetica, in
particolare dell'edilizia e dei trasporti, e rafforzare gli incentivi
ambientali per quanto riguarda i veicoli e i rifiuti, anche valutando l'eventualità
di tassare gli autoveicoli e/o imporre accise più elevate sui carburanti;
intensificare lo sviluppo delle connessioni energetiche transfrontaliere per
diversificare le fonti di energia e promuovere la concorrenza nel mercato dell'energia;
5.       commisurare le entrate delle
amministrazioni locali alle competenze loro delegate; migliorare l'efficienza
delle amministrazioni locali e assicurare servizi pubblici locali di qualità.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               COM(2013) 356 final.
[3]               P7_TA(2013)0052 e P7_TA(2013)0053.
[4]               Decisione 2013/208/UE del Consiglio, del 22 aprile 2013.
[5]               COM(2012) 750 final.
[6]               COM(2012) 751 final.
[7]               A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.