CELEX: C2005/182/16
Language: it
Date: 2005-07-23 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Terza sezione), 26 maggio 2005, nella causa C-332/03, Commissione delle Comunità europee contro Repubblica portoghese (Inadempimento di uno Stato — Pesca — Conservazione e gestione delle risorse — Regolamenti [CEE] nn. 3760/92 e 2847/93 — Misure di controllo delle attività ittiche)

23.7.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 182/8
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Terza sezione)
   26 maggio 2005
   nella causa C-332/03, Commissione delle Comunità europee contro Repubblica portoghese (1)
   
   (Inadempimento di uno Stato - Pesca - Conservazione e gestione delle risorse - Regolamenti [CEE] nn. 3760/92 e 2847/93 - Misure di controllo delle attività ittiche)
   (2005/C 182/16)
   Lingua processuale: il portoghese
   Nella causa C-332/03, avente ad oggetto un ricorso per inadempimento ai sensi dell'art. 226 CE, proposto il 29 luglio 2003, Commissione delle Comunità europee (agenti: sig. T. van Rjin e sig.ra A.-M. Alves Vieira) contro Repubblica portoghese (agenti: sig. L. Fernandes e sig.ra M.J. Policarpo), la Corte (Terza sezione), composta dai sigg. A. Rosas, presidente di sezione, J.-P. Puissochet (relatore), S. von Bahr, J. Malenovský e U. Lõhmus, giudici; avvocato generale: sig.ra C. Stix-Hackl, cancelliere: sig. R. Grass, ha pronunciato, il 26 maggio 2005, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1.
            
            
               Avendo omesso, per le campagne di pesca 1994-1996,
               
                           —
                        
                        
                           di stabilire modalità appropriate di utilizzo dei contingenti che le erano stati assegnati;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           di curare l'osservanza della legislazione comunitaria in materia di conservazione tramite un controllo delle attività di pesca e un'ispezione della flotta ittica adeguati, ma anche controllando gli sbarchi ed il registro delle catture;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           di proibire provvisoriamente la pesca praticata dai pescherecci battenti la sua bandiera o registrati nel suo territorio, dove il contingente assegnato era presuntivamente esaurito, proibendola definitivamente solo allorché il contingente era già stato ampiamente superato;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           di assicurare il funzionamento effettivo di un sistema di convalida implicante, in particolare, controlli incrociati e verifiche dei dati per mezzo di una base di dati informatizzata,
                        
                     la Repubblica portoghese è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in materia di gestione e di controllo dei contingenti di pesca summenzionati, relativi agli anni 1994, 1995 e 1996, in forza dell'art. 9, n. 2, del regolamento (CEE) del Consiglio 20 dicembre 1992, n. 3760, che istituisce un regime comunitario della pesca e dell'acquicoltura, nonché degli artt. 2, 19, nn. 1 e 2, e 21, nn. 1 e 2, del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1993, no 2847, che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca.
            
         
               2.
            
            
               Quanto al resto, il ricorso è respinto.
            
         
               3.
            
            
               La Repubblica portoghese è condannata alle spese.
            
         
      (1)  GU C 135 del 7.6.2003