CELEX: C2004/071/15
Language: it
Date: 2004-03-20 00:00:00
Title: Causa C-23/04: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Dioikitiko Protodikeio Athinas (Tribunale amministrativo di primo grado di Atene, Sezione diciassettesima monocratica; Grecia), con ordinanza 30 settembre 2003, nella causa SFAKIANAKIS A.E.B.E contro Stato ellenico

C 71/10                IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            20.3.2004
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da Bun-                         Motivi e principali argomenti
desgerichthof, con ordinanza 27 novembre 2003, nel
procedimento di dichiarazione dello stato di insolvenza:
                   Susanne Staubitz-Schreiber                               Il termine prescritto per l’attuazione della direttiva è scaduto il
                                                                            30 giugno 1996. La Repubblica di Finlandia non ha trasposto
                                                                            nella legislazione nazionale l’art. 7, n. 1, secondo comma, della
                          (Causa C-1/04)                                    direttiva del Consiglio 94/62/CE, in modo da assicurare la
                                                                            certezza e la chiarezza del diritto e non ha garantito che
                          (2004/C 71/13)                                    l’obbligo summenzionato fosse osservato in pratica.
                                                                            (1) GU L 365 del 31.12.1994, pag. 10.
Con ordinanza 27 novembre 2003, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 2 gennaio 2004, nel procedimento di dichiara-
zione dello stato di insolvenza: Susanne Staubitz-Schreiber, il
Bundesgerichthof ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
Comunità europee la seguente questione pregiudiziale:
                                                                            Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Dioiki-
«Se il giudice dello Stato membro, nel quale sia stata proposta
                                                                            tiko Protodikeio Athinas (Tribunale amministrativo di
la domanda di avvio del procedimento di insolvenza, resti
                                                                            primo grado di Atene, Sezione diciassettesima monocrati-
competente a decidere in merito all’apertura del procedimento
                                                                            ca; Grecia), con ordinanza 30 settembre 2003, nella causa
di insolvenza quando il debitore, successivamente alla proposi-
                                                                                     SFAKIANAKIS A.E.B.E contro Stato ellenico
zione della domanda ma anteriormente all’apertura del proce-
dimento stesso abbia trasferito il centro dei propri interessi
principali nel territorio dell’altro Stato membro, ovvero se la                                        (Causa C-23/04)
competenza venga invece trasferita al giudice di un altro Stato
membro».
                                                                                                        (2004/C 71/15)
                                                                            Con ordinanza 30 settembre 2003, pervenuta nella cancelleria
                                                                            della Corte il 26 gennaio 2004, nella causa SFAKIANAKIS
                                                                            A.E.B.E contro Stato ellenico, il Dioikitiko Protodikeio Athinas
                                                                            (Tribunale amministrativo di primo grado di Atene, Sezione
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                       diciassettesima monocratica; Grecia) ha sottoposto alla Corte
tro la Repubblica finlandese, proposto il 16 gennaio 2004                   di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
                                                                            pregiudiziali:
                         (Causa C-13/04)
                                                                            1)    Se l’obbligo di reciproca assistenza sancito dall’art. 31,
                                                                                  n. 2, del Protocollo n. 4, allegato all’Accordo europeo di
                          (2004/C 71/14)                                          associazione tra le Comunità europee e i loro Stati
                                                                                  membri, da una parte, e la Repubblica d’Ungheria,
                                                                                  dall’altra, imponga alle autorità doganali dello Stato
                                                                                  membro di importazione di prendere in considerazione
Il 16 gennaio 2004 la Commissione delle Comunità europee,                         le sentenze dei giudici ungheresi relative alla validità dei
rappresentata dai sigg. M. Konstantinidis e P. Aalto, con                         controlli effettuati dalle autorità dello Stato di esportazio-
domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla                         ne sull’esattezza dei certificati di esportazione EUR.1, nel
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la                    caso in cui:
Repubblica di Finlandia.
                                                                                  a)    le autorità doganali ungheresi abbiano informato,
                                                                                        per competenza, le autorità doganali dello Stato
La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte                               di importazione dei risultati del controllo svolto
voglia:                                                                                 inizialmente in ordine all’esattezza di determinati
                                                                                        certificati di esportazione, sottolineando tuttavia che
1)    dichiarare che la Repubblica di Finlandia non ha trasposto                        la validità del controllo era oggetto di controversie
      nella legislazione nazionale l’art. 7, n. 1, secondo comma,                       giudiziarie pendenti dinanzi ai giudici ungheresi;
      della direttiva del Consiglio 94/62/CE (1), in modo da
      assicurare la certezza e la chiarezza del diritto e non ha                  b)    le autorità ungheresi abbiano comunicato ufficial-
      garantito che l’obbligo summenzionato fosse osservato                             mente alle autorità doganali dello Stato di importa-
      in pratica;                                                                       zione l’esito di tali procedimenti, vale a dire le
                                                                                        sentenze dei citati giudici, che hanno infine confer-
2)    condannare la Repubblica di Finlandia alle spese.                                 mato l’esattezza di una serie di certificati EUR.1.
 ---pagebreak--- 20.3.2004               IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 71/11
2)   Se l’art. 32 del citato Protocollo n. 4 debba essere                  Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Dioiki-
     interpretato nel senso che le autorità doganali dello Stato           tiko Protodikeio di Atene con sentenza 30 settembre
     membro di importazione sono tenute a prendere in                      2003, nella causa SFAKIANAKIS A.E.B.E. contro Stato
     considerazione le sentenze dei giudici dello Stato di                                                  greco
     esportazione che abbiano sovvertito i risultati dei control-
     li disposti ed effettuati dalle autorità ungheresi successiva-
                                                                                                     (Causa C-24/04)
     mente all’esportazione, nel caso in cui:
                                                                                                      (2004/C 71/16)
     a)    le autorità dello Stato di importazione siano state
           informate, per competenza, tanto della litispendenza
           dinanzi ai giudici ungheresi quando dell’esito dei
           relativi procedimenti, e
                                                                           Con sentenza 30 settembre 2003, pervenuta nella cancelleria
                                                                           della Corte il 26 gennaio 2004, nella causa SFAKIANAKIS
     b)    le stesse autorità non abbiano mai chiesto, da parte            contro Stato greco, il Dioikitiko Protodikeio di Atene ha
           loro, lo svolgimento del controllo.                             sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
                                                                           seguenti questioni pregiudiziali:
3)   In caso di risposta affermativa ad una delle suesposte
     questioni, se le citate disposizioni di diritto comunitario           Le questioni pregiudiziali nella presente causa sono identiche
     debbano essere interpretate nel senso che non consentono              a quelle della causa C-23/04.
     l’adozione di provvedimenti amministrativi di imposizio-
     ne di dazi aggiuntivi, imposte e ammende, da parte delle
     autorità nazionali dello Stato di importazione, dopo la
     comunicazione da parte delle autorità ungheresi dei
     risultati del controllo da esse svolto ma prima della
     notifica del contenuto delle sentenze con le quali tali
     risultati sono stati sovvertiti, in modo che sia salvaguarda-
     to l’effetto utile del divieto di imposizione di dazi sancito         Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     dall’Accordo europeo di associazione CEE-Ungheria, con-                   tro il Regno di Spagna, proposto il 27 gennaio 2004
     siderato il fatto che, in conclusione, i certificati EUR.1
     rilasciati si sono rivelati esatti.
                                                                                                     (Causa C-26/04)
4)   Se incida sulla soluzione delle suesposte questioni il fatto
     che né le autorità doganali elleniche e né quelle ungheresi                                      (2004/C 71/17)
     abbiano chiesto la convocazione del comitato di associa-
     zione previsto dall’art. 33 del citato Protocollo n. 4
     affinché decidesse in merito, situazione questa che indica
     come nessuna delle due autorità ritenesse che la pronun-              Il 27 gennaio 2004 la Commissione delle Comunità europee,
     cia delle sentenze dei giudici ungheresi costituisse tra di           rappresentata dal sig. Gregorio Valero Jordana, membro del
     esse materia controversa, da sottoporre al giudizio del               suo servizio giuridico, con domicilio eletto in Lussemburgo,
     detto comitato.                                                       ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                           europee un ricorso contro il Regno di Spagna.
5)   In subordine, in caso di risposta negativa alle suesposte
     questioni, qualora cioè le autorità doganali elleniche                La ricorrente chiede che la Corte voglia:
     non abbiano violato le citate disposizioni di diritto
     comunitario allorché hanno applicato un dazio aggiunti-               —     dichiarare che, non avendo designato ufficialmente come
     vo, l’IVA e un’ammenda, se si possa ritenere che una                        zone di balneazione le spiagge «A Videira», «Niño do
     contabilizzazione a posteriori dei dazi a carico dell’impor-                Corvo» e «Canabal», situate a Moaña, Ría de Vigo, nella
     tatore sia inammissibile ai sensi dell’art. 220, n. 2, del                  Comunità autonoma di Galizia, il Regno di Spagna è
     codice doganale comunitario, essendosi trattato di un                       venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza
     errore da parte delle autorità doganali stesse, dello Stato                 dell’art. 4, n. 1 della direttiva del Consiglio 8 dicembre
     di importazione o di quello di esportazione, ove si prenda                  1975, 76/160/CEE, concernente la qualità delle acque di
     in considerazione in particolare il fatto che le autorità                   balneazione (1);
     doganali dello Stato di esportazione disponevano di tutti
     i dati di fatto relativi all’origine dei veicoli da esportare,        —     dichiarare che, non avendo adottato alcun programma di
     sulla base dei quali non avrebbero dovuto emettere il                       riduzione dell’inquinamento per la Ría de Vigo , il Regno
     certificato EUR.1, cosicché le autorità dello Stato di                      di Spagna è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti
     importazione sarebbero state fin dall’inizio in grado di                    in forza dell’ art. 5 della direttiva del Consiglio 30 ottobre
     contabilizzare il dazio legalmente dovuto.                                  1979, 79/923/CEE, relativa ai requisiti di qualità delle
                                                                                 acque destinate alla molluschicoltura (2).
                                                                           —     condannare il Regno di Spagna alle spese.