CELEX: 61983CJ0108
Language: it
Date: 1984-04-10
Title: Sentenza della Corte del 10 aprile 1984. # Granducato del Lussemburgo contro Parlamento europeo. # Luoghi di lavoro del Parlamento: personale ivi assegnato. # Causa 108/83.

Avis juridique important

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61983J0108

SENTENZA DELLA CORTE DEL 10 APRILE 1984.  -  GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO CONTRO PARLAMENTO EUROPEO.  -  LUOGHI DI LAVORO DEL PARLAMENTO : PERSONALE IVI ASSEGNATO.  -  CAUSA 108/83.  

raccolta della giurisprudenza 1984 pagina 01945 edizione speciale spagnola pagina 00541 edizione speciale svedese pagina 00591 edizione speciale finlandese pagina 00571

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . RICORSO D ' ANNULLAMENTO - ATTI IMPUGNABILI - RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO - NECESSITA DEL CARATTERE DECISIONALE  ( TRATTATO CECA , ART . 38 )   2.PARLAMENTO - ORGANIZZAZIONE INTERNA - COMPETENZA PER STABILIRE I LUOGHI D ' INSEDIAMENTO DEI SUOI UFFICI - LIMITI   ( DECISIONE DEGLI STATI MEMBRI DELL ' 8 APRILE 1965 , ART . 4 ; RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO DEL 20 MAGGIO 1983 )    

Massima

1 . UNA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO AVENTE UN PRECISO CARATTERE DECISIONALE E CONCRETO , CHE PRODUCA EFFETTI GIURIDICI , PUO COSTITUIRE OGGETTO DI UN RICORSO D ' ANNULLAMENTO .    2 . ADOTTANDO , NELL ' ESERCIZIO DELLA PROPRIA COMPETENZA IN FATTO DI ORGANIZZAZIONE INTERNA , PROVVEDIMENTI RELATIVI AI LUOGHI D ' INSEDIAMENTO DEI SUOI UFFICI , IL PARLAMENTO DEVE OSSERVARE I LIMITI ASSEGNATI DALLA DECISIONE DEGLI STATI MEMBRI 8 APRILE 1965 .    

Parti

NELLA CAUSA 108/83 , GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO , RAPPRESENTATO DAL SUO AGENTE JULIEN ALEX , DIRETTORE DELLE RELAZIONI ECONOMICHE INTERNAZIONALI PRESSO IL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI , CON L ' AVVOCATO DOMICILIATARIO ANDRE ELVINGER , DEL FORO DI LUSSEMBURGO ,   RICORRENTE ,   CONTRO       PARLAMENTO EUROPEO , RAPPRESENTATO DAL SUO DIRETTORE GENERALE FRANCESCO PASETTI-BOMBARDELLA E DAL CONSIGLIERE GIURIDICO ROLAND BIEBER , IN QUALITA DI AGENTI , E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO LA SEGRETERIA DEL PARLAMENTO EUROPEO , LUSSEMBURGO , KIRCHBERG ,   CONVENUTO ,    

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L ' ANNULLAMENTO DELLA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO 20 MAGGIO 1983 ' SULLE CONSEGUENZE DA TRARRE DALL ' APPROVAZIONE DA PARTE DEL PARLAMENTO EUROPEO , IL 7 LUGLIO 1981 , DELLA RELAZIONE ZAGARI '  ( GU C 161 , PAG . 155 ),  

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO DEPOSITATO NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 10 GIUGNO 1983 , IL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO HA PROPOSTO , A NORMA DEGLI ARTT . 31 E 38 DEL TRATTATO CECA E , IN SUBORDINE , DEGLI ARTT . 173 DEL TRATTATO CEE E 146 DEL TRATTATO CECA , UN RICORSO MIRANTE ALL ' ANNULLAMENTO DELLA ' RISOLUZIONE SULLE CONSEGUENZE DA TRARRE DALL ' APPROVAZIONE DA PARTE DEL PARLAMENTO EUROPEO , IL  7 LUGLIO 1981 , DELLA RELAZIONE ZAGARI ' , RIPRODOTTA NEL PROCESSO VERBALE DELLA SEDUTA DEL PARLAMENTO EUROPEO DEL 20 MAGGIO 1983 ( GU C 161 , DEL  20 . 7 . 1983 , PAG . 155 ).    2 OCCORRE RICORDARE CHE LA RISOLUZIONE 7 LUGLIO 1981 DEL PARLAMENTO , CON LA QUALE E STATA APPROVATA LA ' RELAZIONE ZAGARI ' , HA COSTITUITO OGGETTO DI UN     RICORSO PER ANNULLAMENTO DA PARTE DEL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO , SUL QUALE LA CORTE HA STATUITO CON LA SENTENZA 10 FEBBRAIO 1983 ( CAUSA 230/81 , RACC . PAG . 255 ).    3 NELLA RISOLUZIONE IMPUGNATA IL PARLAMENTO , CONSIDERANDO ' IL PROPRIO DIRITTO DI PRENDERE , PER QUANTO RIGUARDA L ' ORGANIZZAZIONE DEL SUO LAVORO , TUTTE LE DECISIONI UTILI CHE NON ESIGANO LA PARTECIPAZIONE O L ' APPROVAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ' , CHE ' IN ATTUAZIONE DELLE DECISIONI DEL 7 LUGLIO 1981 , TUTTE LE SEDUTE PLENARIE SI TERRANNO A STRASBURGO , LUOGO DI LAVORO UFFICIALE DEL PARLAMENTO EUROPEO ' , CHE ' LE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI E DEI GRUPPI POLITICI SI TENGONO GENERALMENTE A BRUXELLES '  E CHE ' LA VOCAZIONE DI LUSSEMBURGO E DI RIMANERE LA SEDE DELLE ISTITUZIONI GIUDIZIARIE E FINANZIARIE ' ,    ' 1 . DECIDE :   A ) DI TRARRE , NELL ' AMBITO DEL BILANCIO 1983 E DEI BILANCI SUCCESSIVI , LE CONCLUSIONI DELLE DECISIONI DEL 7 LUGLIO 1981 ;   B)DI PROCEDERE ALLA RIPARTIZIONE PIU RAZIONALE DEL PERSONALE DEL SEGRETARIATO GENERALE TRA I LUOGHI DI LAVORO ,   - PREVEDENDO CHE I SERVIZI CHE CONCORRONO PRINCIPALMENTE AL FUNZIONAMENTO DELLE SEDUTE PLENARIE VENGANO INSEDIATI IN PERMANENZA NEL LUOGO IN CUI IL PARLAMENTO TIENE LE SUE SEDUTE , VALE A DIRE A STRASBURGO ,   -PREVEDENDO CHE I SERVIZI CHE CONCORRONO PRINCIPALMENTE AL FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI SIANO INSEDIATI A BRUXELLES ;   C)DI TENER CONTO D ' ORA IN POI DI TALE RIPARTIZIONE NEL PROCEDERE A NUOVE ASSUNZIONI ;   D)DI TENER CONTO DEI LEGITTIMI INTERESSI DEL PERSONALE MEDIANTE L ' APPLICAZIONE PIU VASTA POSSIBILE DEL PRINCIPIO DEL VOLONTARIATO E DI ASSOCIARE PIENAMENTE I RAPPRESENTANTI DEL PERSONALE ALL ' ELABORAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DA PRENDERE IN ESECUZIONE DELLA PRESENTE RISOLUZIONE ;    2.INCARICA L ' UFFICIO DI PRESIDENZA DI PROCEDERE , NELL ' AMMINISTRAZIONE , A MODIFICHE STRUTTURALI TALI CHE CONSENTANO UN RITMO DI LAVORO PIU DUTTILE , PER ESEMPIO L ' ORGANIZZAZIONE RAPIDA DI TORNATE SPECIALI DEL PARLAMENTO ;    3.INCARICA IL SEGRETARIO GENERALE DI PREPARARE SENZA INDUGIO I PROVVEDIMENTI DI RIORGANIZZAZIONE IMPOSTI DALLA PRESENTE RISOLUZIONE ' .       LO SVOLGIMENTO DELL ' ITER PARLAMENTARE   4 LA RISOLUZIONE IMPUGNATA E STATA ADOTTATA SENZA DIBATTITO E SENZA VOTAZIONE , SECONDO IL PROCEDIMENTO SCRITTO CONTEMPLATO DALL ' ART . 49 DEL REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO , NELLA VERSIONE IN VIGORE AL MOMENTO DEI FATTI DI CAUSA .    5 COME RISULTA DAL PROCESSO VERBALE DELLA SEDUTA DEL 10 MARZO 1983 ( GU C 96 , DELL ' 11 . 4 . 1983 , PAG . 45 ) IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO INFORMAVA L ' ASSEMBLEA PLENARIA CHE LA PROPOSTA DELLA RISOLUZIONE CONTROVERSA ' E STATA FIRMATA DA OLTRE LA META DEI DEPUTATI CHE COMPONGONO IL PARLAMENTO ' . EGLI DICHIARAVA INOLTRE CHE ' A TALE PROPOSTA DI RISOLUZIONE , CHE E STATA PRESENTATA CON TUTTE LE FIRME , NON SI E POTUTA APPLICARE LA PROCEDURA PREVISTA AI PARAGRAFI 2 E 3 DELL ' ART . 49 , IN PARTICOLARE PER QUANTO CONCERNE IL DIRITTO DEI DEPUTATI DI PRESENTARE EMENDAMENTI ' . IL PRESIDENTE RITENEVA CHE ' STANDO COSI LE COSE , QUESTA PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEBBA RESTARE AFFISSA PER ALMENO 30 GIORNI PRIMA DI ESSERE EVENTUALMENTE TRASMESSA AGLI ORGANI COMPETENTI DEL PARLAMENTO , CHE ESAMINERANNO IL SEGUITO DA DARE A TALE TESTO , IN PARTICOLARE ALLA LUCE DELLA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA COMUNITA EUROPEA NELLA CAUSA 230/81 CHE HA OPPOSTO I GOVERNO DEL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO AL PARLAMENTO EUROPEO , COSI COME ALLA LUCE DELLE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO DEL PERSONALE ' .    6 CON LETTERA 21 MARZO 1983 IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO CHIEDEVA ALLA COMMISSIONE PER IL REGOLAMENTO E LE PETIZIONI UN PARERE SULLA QUESTIONE ' SE LA PROCEDURA CONTEMPLATA ALL ' ART . 49 SIA APPLICABILE ALLE MATERIE CHE RIENTRANO NELL ' ORGANIZZAZIONE INTERNA DEL PARLAMENTO EUROPEO '  E , IN CASO AFFERMATIVO , CHE COSA RIMANGA ' DEL MANDATO CONFERITO ALL ' UFFICIO DI PRESIDENZA MEDIANTE LA RISOLUZIONE DEL 7 LUGLIO 1981 '  ( DOCUMENTO DI LAVORO 18 . 5 . 1983 DELLA COMMISSIONE , PE 84.980 ).    7 CON LETTERA 23 MARZO 1983 VENIVA SOTTOPOSTA ALLA SUDDETTA COMMISSIONE UNA SECONDA QUESTIONE RIGUARDANTE ' LE POSSIBILITA DI EMENDAMENTO ED I TERMINI DI DEPOSITO DEGLI EMENDAMENTI '  ( STESSO DOCUMENTO PE 84.980 ).    8 DOPO L ' ANNUNCIO IN SEDUTA DEL DEPOSITO DELLA RISOLUZIONE , UNA FIRMA VENIVA RITIRATA MENTRE NE VENIVANO AGGIUNTE ALTRE QUATTRO ( PROCESSO VERBALE DELLA SEDUTA DEL 20 . 5 . 1983 , GU C 161 , 20 . 6 . 1983 , PAG . 155 ).        9 NELLA SEDUTA DEL 20 MAGGIO 1983 IL PRESIDENTE DI SEDUTA DICHIARAVA ALL ' ASSEMBLEA PLENARIA CHE , ' CONFORMEMENTE ALLE DICHIARAZIONI FATTE DAL PRESIDENTE NELLA SEDUTA DEL 10 MARZO 1983 LA PROPOSTA DI RISOLUZIONE . . . E STATA TRASMESSA AI MEMBRI DELL ' UFFICIO DI PRESIDENZA E AL ' SEGRETARIO GENERALE , FERMO RESTANDO CHE DETTA TRASMISSIONE NON PREGIUDICA IN ALCUN MODO IL RISULTATO DELLE RELATIVE DELIBERAZIONI DELLA COMMISSIONE PER IL REGOLAMENTO E LE PETIZIONI ' . NELLO STESSO PUNTO 5 DEL PROCESSO VERBALE DI QUESTA SEDUTA VENIVA INSERITO , A SEGUITO DELLA SUCCITATA DICHIARAZIONE , IL TESTO DELLA RISOLUZIONE CONTROVERSA ACCOMPAGNATO DAI NOMI DEI FIRMATARI .    10 IL 2 GIUGNO 1983 VENIVA TRASMESSO AL PRESIDENTE IL PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL REGOLAMENTO E LE PETIZIONI , DATATO 18 MAGGIO 1983 . IN DETTO PARERE LA COMMISSIONE CONSTATA CHE , POICHE LA PROPOSTA DELLA RISOLUZIONE CONTROVERSA HA RACCOLTO LA META DELLE FIRME ' E DIVENTATA UNA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO COME LE ALTRE ' . ESSA CONCLUDE PER L ' INAPPLICABILITA DEL PROCEDIMENTO EX ART . 49 NEI CASI IN CUI ' IL PARLAMENTO SIA CONSULTATO O DEBBA ASSUMERE UN COMPITO PARTICOLARE ALLE REGOLE DELLA SUA ORGANIZZAZIONE INTERNA '  ( DOC . PE 84.980 DEL 18 . 5 . 1983 , CITATO ).    11 A SEGUITO DI UN ' OPPOSIZIONE FATTA IN BASE ALL ' ART . 111 , N . 4 DEL REGOLAMENTO E CHE CONTESTAVA QUESTA INTERPRETAZIONE ( PROCESSO VERBALE DELLA SEDUTA DEL 17 . 6 . 1983 , DOC . PE 95.065 , GU C 184 DELL ' 11 . 7 . 1983 , PAG . 17 ), IL PARLAMENTO APPROVAVA NELLA SEDUTA DEL 9 GIUGNO 1983 ' LA RICHIESTA DI RINVIO IN COMMISSIONE DI QUESTA INTERPRETAZIONE '  ( PROCESSO VERBALE DELLA SEDUTA DEL 9 . 6 . 1983 , DOC . PE 85.067 , GU C 184 DELL ' 11 . 7 . 1983 , PAG . 104 ).    12 L ' INDOMANI , 10 GIUGNO 1983 , IL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO PROPONEVA IL PRESENTE RICORSO PER L ' ANNULLAMENTO DELLA RISOLUZIONE DE QUA .    13 NELLA SEDUTA DEL 10 OTTOBRE 1983 , IL PRESIDENTE INFORMAVA IL PARLAMENTO CHE IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PER IL REGOLAMENTO E LE PETIZIONI GLI AVEVA COMUNICATO IL PROPRIO PARERE , SECONDO CUI , ' IN SEGUITO ALLA REIEZIONE DA PARTE DELL ' ASSEMBLEA , NELLA SEDUTA DEL 9 GIUGNO 1983 , DI UN ' INTERPRETAZIONE FORNITA DALLA COMMISSIONE PER IL REGOLAMENTO E LE PETIZIONI , QUEST ' ULTIMA RITIENE NECESSARIO PRESENTARE PROSSIMAMENTE ALL ' ASSEMBLEA UNA MODIFICA DELL ' ART . 49 DEL REGOLAMENTO . . . TALE MODIFICA DELL ' ART . 49 NON AVRA IN ALCUN CASO EFFETTO RETROATTIVO ' . IL PRESIDENTE CONSIDERAVA , ' QUINDI , CHE LE RISERVE IN MATERIA DI RICE    VIBILITA DELLA PROPOSTA DI RISOLUZIONE . . .  SONO TOLTE ' . RICORDAVA POI , ' PER QUANTO ATTIENE E ALLA SOSTANZA E AL CONTENUTO DELLA PROPOSTA DI RISOLUZIONE , QUANTO EGLI AVEVA AFFERMATO NELLA SEDUTA DEL 10 MARZO 1983 , VALE A DIRE CHE GLI ORGANI COMPETENTI DEL PARLAMENTO ESAMINERANNO IL SEGUITO DA DARE A TALE TESTO , IN PARTICOLARE ALLA LUCE DELLA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE NELLA CAUSA 230/81 CHE HA OPPOSTO IL GOVERNO DEL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO AL PARLAMENTO EUROPEO , COSI COME ALLA LUCE DELLE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO DEL PERSONALE '  ( GU C 307 , 14 . 11 . 1983 , PAG . 3 ).    14 NELLA RELAZIONE 28 OTTOBRE 1983 ( DOC . DI SEDUTA DEL PARLAMENTO 1-975 , DEL 9 . 11 . 1983 , PE 86.280 DEF .), LA COMMISSIONE PER IL REGOLAMENTO E LE PETIZIONI CONSTATAVA , IN ORDINE ALLA PROPRIA INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 49 , CHE ' FIN DALLA SEDUTA PLENARIA DEL 9 GIUGNO 1983 , IL PARLAMENTO EUROPEO HA RESPINTO TALE INTERPRETAZIONE '  E PROPONEVA DI MODIFICARE IL SUDDETTO ARTICOLO .    15 A QUANTO RISULTA , NE L ' UFFICIO DI PRESIDENZA NE LA SEGRETERIA GENERALE HANNO FINORA ADOTTATO PROVVEDIMENTI A SEGUITO DELLA RISOLUZIONE CONTROVERSA .   SULLA RICEVIBILITA   16 IL PARLAMENTO HA DEDOTTO DUE MEZZI DI IRRICEVIBILITA : IN PRIMO LUOGO IL RICORSO SAREBBE PREMATURO ; IN SECONDO LUOGO LA RISOLUZIONE IMPUGNATA AVREBBE CARATTERE ' NON DECISORIO ' .    17 QUANTO AL PRIMO MEZZO , IL PARLAMENTO HA SOSTENUTO NEL CONTRORICORSO CHE LA RISOLUZIONE NON ERA IMPUGNABILE POICHE NON ERA ANCORA UN ATTO DEFINITIVO ALLA DATA DELLA PROPOSIZIONE DEL RICORSO .    18 RISULTA TUTTAVIA , SIA DALLA CONTROREPLICA SIA DALLE DICHIARAZIONI RESE DAL CONVENUTO ALL ' UDIENZA CHE ESSO HA RINUNCIATO A QUESTO MEZZO . DI CONSEGUENZA NON OCCORRE PRENDERLO IN ESAME .    19 QUANTO AL SECONDO MEZZO DI IRRICEVIBILITA , LA RISOLUZIONE CONTROVERSA COSTITUISCE , SECONDO IL PARLAMENTO , UN SEMPLICE INVITO AD AGIRE RIVOLTO AGLI ORGANI     COMPETENTI , NEL CASO SPECIFICO ALL ' UFFICIO DI PRESIDENZA E ALLA SEGRETERIA GENERALE DEL PARLAMENTO , ED HA SOLO LO SCOPO DI PROPORRE A QUESTI ORGANI EVENTUALI DECISIONI E , SE DEL CASO , FORNIRE L ' ORIENTAMENTO POLITICO , SENZA CHE IL CONTENUTO DI QUESTE DECISIONI SIA DETERMINATO DALLA RISOLUZIONE . SI TRATTEREBBE PERCIO DI UN ATTO CHE RIENTRA NELLA SFERA AMMINISTRATIVA E RIGUARDA L ' ORGANIZZAZIONE INTERNA DEL PARLAMENTO , IL QUALE NON PRODUCE DI PER SE SOLO EFFETTI GIURIDICI , AVENDO LA STESSA NATURA DELLA RISOLUZIONE SU CUI VERTEVA LA CAUSA 230/81 .    20 IL GOVERNO LUSSEMBURGHESE SOSTIENE CHE IL CARATTERE DECISORIO DELLA RISOLUZIONE E DIMOSTRATO TANTO DALLA SUA LETTERA QUANTO DAL SUO CONTENUTO ; ESSA INFATTI CONTEMPLEREBBE PROVVEDIMENTI CONCRETI , CHE SI RIFERISCONO SEGNATAMENTE ALLA RIPARTIZIONE DEL PERSONALE E CHE RICHIEDONO PRECISE MISURE DI ATTUAZIONE .    21 A QUESTO RIGUARDO OCCORRE OSSERVARE , SENZA ATTRIBUIRE UNA ECCESSIVA IMPORTANZA ALL ' USO DEL VERBO ' DECIDE '  NEL TESTO DELLA RISOLUZIONE CONTROVERSA , CHE DALLA STESSA LETTERA RISULTA COME ESSA CONTEMPLI PROVVEDIMENTI CONCRETI , CHE CONSISTONO NELLA DEFINITIVA RIPARTIZIONE DEGLI UFFICI E DEL PERSONALE DELLA SEGRETERIA GENERALE TRA STRASBURGO E BRUXELLES .    22 IL PARLAMENTO , ANCHE SE AI PUNTI 2 E 3 DELLA RISOLUZIONE DI CUI TRATTASI , INCARICA L ' UFFICIO DI PRESIDENZA E LA SEGRETERIA GENERALE DI PROCEDERE A MODIFICHE STRUTTURALI ED A PREPARARE I PROVVEDIMENTI DI RIORGANIZZAZIONE , LO FA PERCHE ESSO STESSO HA DECISO QUESTE MODIFICHE E QUESTA RIORGANIZZAZIONE ED ESIGE CHE ALLA RIPARTIZIONE DECISA FACCIANO SEGUITO MISURE DI ATTUAZIONE .    23 DALL ' ESAME DEL CONTENUTO DELLA RISOLUZIONE CONTROVERSA EMERGE QUINDI CHE ESSA HA UN CARATTERE DECISORIO PRECISO E CONCRETO E PRODUCE EFFETTI GIURIDICI .    24 DI CONSEGUENZA , QUESTO SECONDO MEZZO DI IRRICEVIBILITA VA RESPINTO .       NEL MERITO   25 IL GOVERNO LUSSEMBURGHESE SOSTIENE CHE IL PARLAMENTO , ADOTTANDO LA RISOLUZIONE IMPUGNATA , HA ESORBITATO DALLE COMPETENZE ATTRIBUITEGLI DAL TRATTATO . ESSO DEDUCE CHE IL PARLAMENTO , ANCHE SE HA IL DIRITTO DI ADOTTARE ADEGUATI PROVVEDIMENTI PER GARANTIRE IL BUON FUNZIONAMENTO NEI PROPRI UFFICI DEVE PERO FARLO RISPETTANDO LA COMPETENZA ATTRIBUITA AGLI STATI MEMBRI , A FISSARE LA SEDE DELLE ISTITUZIONI , COMPETENZA CHE ESSI AVREBBERO ESERCITATO CON DECISIONI PROVVISORIE , COME LA CORTE HA RICONOSCIUTO NELLA SUMMENZIONATA SENTENZA LA CORTE AVREBBE DICHIARATO CHE SOLO L ' INFRASTRUTTURA INDISPENSABILE PER L ' ADEMPIMENTO DEI COMPITI DEL PARLAMENTO DEVE ESSERE CONSERVATA NEI VARI LUOGHI DI LAVORO ; OGNI ALTRA DECISIONE DI TRASFERIMENTO , TOTALE O PARZIALE , DELLA SEGRETERIA GENERALE COSTITUIREBBE UNA TRASGRESSIONE DELL ' ART . 4 DELLA DECISIONE 8 APRILE 1965 DEGLI STATI MEMBRI , RELATIVA ALL ' INSEDIAMENTO PROVVISORIO DI TALUNE ISTITUZIONI E TALUNI SERVIZI DELLA COMUNITA . ORA , NEL DECIDERE ' LA RIPARTIZIONE PIU RAZIONALE DEL PERSONALE DEL SEGRETARIATO GENERALE '  FRA STRASBURGO E BRUXELLES SOLTANTO , PROVVEDIMENTO CHE RIGUARDEREBBE L ' INTERA SEGRETERIA , IL PARLAMENTO NON AVREBBE TENUTO CONTO DEI LIMITI INDICATI DALLA SUDDETTA SENTENZA DELLA CORTE .    26 SECONDO IL CONVENUTO , COME E STATO RIBADITO DALLA CORTE NELLA CAUSA 230/81 ( PUNTO 39 DELLA SENTENZA ), LA COMPETENZA SPECIFICA DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI NON SCALFISCE LA COMPETENZA SPECIFICA DEL PARLAMENTO A DELIBERARE SU QUALSIASI QUESTIONE CONCERNENTE LE COMUNITA , E AD ADOTTARE RISOLUZIONI SU DETTE QUESTIONI . NE CONSEGUE CHE IL SOLO FATTO DI ADOTTARE UNA RISOLUZIONE IN UNA MATERIA CHE POTREBBE INTERESSARE GLI STATI MEMBRI , NON PUO COSTITUIRE MISCONOSCIMENTO DELLE COMPETENZE DEGLI STATI MEMBRI .    27 IL PARLAMENTO SOTTOLINEA CHE IL CONTENUTO DELLA RISOLUZIONE IN OGGETTO DEVE ESSERE GIUDICATO TENENDO CONTO DELLE DICHIARAZIONI FATTE DAL SUO PRESIDENTE IL 10 MARZO ED IL 10 OTTOBRE 1983 , SECONDO LE QUALI L ' UFFICIO DI PRESIDENZA E LA SEGRETERIA GENERALE DEVONO TRARRE DA DETTA RISOLUZIONE LE NECESSARIE CONSEGUENZE ALLA LUCE DELLA SENTENZA DELLA CORTE NELLA SUMMENZIONATA CAUSA E DELLE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO DEL PERSONALE , E CHE , CONSIDERATE QUESTE DICHIARAZIONI - CUI IL PARLAMENTO HA ADERITO - LA RISOLUZIONE NON MIRA A MODIFICARE LA SITUAZIONE ESISTENTE IN SENSO CONTRARIO ALLA SENTENZA DELLA CORTE .        28 IN PRIMO LUOGO OCCORRE NOTARE CHE , ANCHE SE E VERO CHE LA RISOLUZIONE LITIGIOSA DOVEVA , DOPO L ' APPROVAZIONE , ESSERE TRASMESSA ALL ' UFFICIO DI PRESIDENZA E CHE IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO HA DICHIARATO CHE GLI ORGANI COMPETENTI DEL PARLAMENTO ' ESAMINERANNO IL SEGUITO DA DARE A TALE TESTO , IN PARTICOLARE ALLA LUCE DELLA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE NELLA CAUSA 230/81 ' , NON E MEN VERO CHE IL PARLAMENTO , ADOTTANDO QUESTA RISOLUZIONE , HA , DA UN LATO , AFFERMATO LA PROPRIA COMPETENZA AD ADOTTARE I PROVVEDIMENTI DI CUI TRATTASI E , DALL ' ALTRO , HA VOLUTO METTERE IN ATTO LA SUA INTENZIONE DI RIPARTIRE I SUOI UFFICI E IL SUO PERSONALE TRA LUOGHI DIVERSI DAL LUSSEMBURGO . DI CONSEGUENZA , LA CONFORMITA DI DETTA RISOLUZIONE ALLA DECISIONE 8 APRILE 1965 DEGLI STATI MEMBRI DEVE ESSERE VALUTATA CONSIDERANDO LA RISOLUZIONE IN SE E PER SE .    29 IN SECONDO LUOGO OCCORRE RICORDARE CHE L ' ART . 4 DELLA DECISIONE 8 APRILE 1965 RELATIVA ALL ' INSTALLAZIONE PROVVISORIA DI TALUNE ISTITUZIONI E DI TALUNI SERVIZI DELLE COMUNITA ( GU 152 DEL 13 . 7 . 1967 , PAG . 18 ), DISPONE CHE ' IL SEGRETARIATO GENERALE DEL PARLAMENTO EUROPEO ED I RELATIVI SERVIZI RIMANGONO INSTALLATI A LUSSEMBURGO ' . OCCORRE PURE SOTTOLINEARE CHE LA CORTE , NELLA PRECITATA SENTENZA , HA PRECISATO CHE IL PARLAMENTO ' DEVE ESSERE IN GRADO DI MANTENERE , NELLE VARIE SEDI DI LAVORO , DIVERSE DAL LUOGO IN CUI E INSEDIATA LA SEGRETERIA , L ' INFRASTRUTTURA INDISPENSABILE PER GARANTIRE L ' ESPLETAMENTO , IN TUTTI QUESTI LUOGHI , DEI COMPITI AFFIDATIGLI DAI TRATTATI ' .    30 TUTTAVIA LA CORTE HA AGGIUNTO CHE GLI SPOSTAMENTI DI PERSONALE NON POSSONO SUPERARE I LIMITI INDICATI , POICHE OGNI DECISIONE DI TRASFERIRE , IN TUTTO O IN PARTE , DI DIRITTO O DI FATTO , LA SEGRETERIA GENERALE DEL PARLAMENTO O I SUOI UFFICI COSTITUIREBBE UNA TRASGRESSIONE DELL ' ART . 4 DELLA DECISIONE 8 APRILE 1965 E DELLE GARANZIE CHE QUESTA DECISIONE DOVEVA FORNIRE AL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO IN FORZA DELL ' ART . 37 DEL TRATTATO CHE ISTITUISCE UN CONSIGLIO UNICO E UNA COMMISSIONE UNICA DELLE COMUNITA EUROPEE .    31 DALL ' ESAME DEL CONTENUTO DELLA RISOLUZIONE CONTROVERSA RISULTA CHE QUESTI LIMITI NON SONO STATI RISPETTATI . INFATTI ESSA CONTEMPLA ESPRESSAMENTE LA RIPARTIZIONI DEL PERSONALE DELLA SEGRETERIA GENERALE TRA STRASBURGO E BRUXELLES ED IL SUO DEFINITIVO INSEDIAMENTO IN QUESTI LUOGHI . LA RISOLUZIONE , COME E DICHIARATO NELL ' ULTIMO CONSIDERANDO , ATTRIBUISCE A LUSSEMBURGO ' LA VOCAZIONE DI RIMANERE LA SEDE DELLE ISTITUZIONI GIUDIZIARIE E FINANZIARIE ' . LUSSEMBURGO CESSEREBBE PERTANTO DI ESSERE LA SEDE DELLA SEGRETERIA .        32 DA QUANTO PRECEDE CONSEGUE CHE IL PARLAMENTO HA OLTREPASSATO I LIMITI DELLA PROPRIA COMPETENZA E CHE , PERTANTO , LA RISOLUZIONE IMPUGNATA DEV ' ESSERE ANNULLATA .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  33 A TERMINI DELL ' ART . 69 , PAR  2 , DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA , LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE .    34 IL PARLAMENTO E RIMASTO SOCCOMBENTE E VA QUINDI CONDANNATO ALLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE  DICHIARA E STATUISCE :   1* LA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO ' SULLE CONSEGUENZE DA TRARRE DALL ' APPROVAZIONE DA PARTE DEL PARLAMENTO EUROPEO , IL 7 LUGLIO 1981 , DELLA RELAZIONE ZAGARI '  ( GU C 161 DEL 20 . 6 . 1983 , PAG . 155 ) E ANNULLATA .   2*IL PARLAMENTO EUROPEO E CONDANNATO ALLE SPESE .