CELEX: 52005SC0834
Language: it
Date: 2005-06-22 00:00:00
Title: Raccomandazione di parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma aggiornato di stabilità del Portogallo 2005-2009

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52005SC0834

Raccomandazione di parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma aggiornato di stabilità del Portogallo 2005-2009  /* SEC/2005/0834 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 22.6.2005SEC (2005) 834 definitivoRaccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma aggiornato di stabilità del Portogallo 2005-2009(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIl regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1] stabilisce che gli Stati membri partecipanti, ossia quelli che hanno adottato la moneta unica, devono presentare al Consiglio e alla Commissione un programma di stabilità entro il 1º marzo 1999. Ai sensi dell'articolo 5 del regolamento, il Consiglio esamina i programmi di stabilità sulla base delle valutazioni della Commissione e del comitato di cui all'articolo 114 del trattato (il comitato economico e finanziario). Su raccomandazione della Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario, il Consiglio procede all'esame del programma e formula un parere. A norma del regolamento, gli Stati membri devono presentare aggiornamenti annuali dei rispettivi programmi di stabilità, che il Consiglio può esaminare secondo le medesime procedure. Il primo programma di stabilità del Portogallo, relativo al periodo 1999-2002, è stato presentato il 30 dicembre 1998 e esaminato dal Consiglio l’8 febbraio 1999. Sono stati poi presentati aggiornamenti ogni anno.Le autorità portoghesi hanno presentato l'aggiornamento più recente del programma di stabilità il 9 giugno 2005. L’aggiornamento relativo al periodo 2005-2009 è stato presentato dal governo insediatosi dopo le elezioni politiche del 20 febbraio 2005, che lo ha approvato il 2 giugno conformemente alle procedure nazionali (legge sulla stabilità di bilancio). Il documento è stato discusso dal Parlamento il 9 giugno 2005. I servizi della Commissione hanno proceduto alla valutazione tecnica dell'aggiornamento, tenendo conto delle loro previsioni economiche dell’autunno 2005 e sulla scorta del codice di condotta[2], della metodologia concordata per la stima del prodotto potenziale e dei saldi di bilancio corretti per il ciclo, delle raccomandazioni contenute negli indirizzi di massima per le politiche economiche per il periodo 2003-2005 e della relazione del Consiglio Ecofin del 20 marzo 2005 “Migliorare l'attuazione del Patto di stabilità e crescita”, approvata dal Consiglio europeo il 22 marzo 2005[3]. Tale analisi porta alla valutazione che segue.-  L’aggiornamento risponde alle prescrizioni in materia di dati previste nel “codice di condotta sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e di convergenza”[4]. Tuttavia, non presenta proiezioni sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche e si limita a riferire circa l’istituzione di una task force incaricata dal governo di valutare la sostenibilità del sistema di sicurezza sociale.-  L’aggiornamento del programma di stabilità è imperniato sulla necessità di correggere un disavanzo pubblico che, attestatosi al 6,2% del PIL nel 2005, dovrebbe superare nettamente la soglia del 3%. Tale valore, che segue a un disavanzo per gli anni 2002-2004 del 2,9% del PIL secondo il dato comunicato di recente dalle autorità portoghesi in seguito a discussioni con Eurostat, denota un notevole peggioramento rispetto all’obiettivo del 2,2% del PIL per il 2005 fissato nel precedente aggiornamento. Le ragioni di tale deterioramento sono una crescita più debole del previsto, una rivalutazione della crescita della spesa, ripetuti sforamenti del bilancio, la non introduzione delle misure una tantum preventivate nel precedente aggiornamento[5] e un pacchetto di misure correttive pari a circa lo 0,6% del PIL, adottato dal nuovo governo nel giugno 2005. Per ridurre il disavanzo, l’aggiornamento delinea una strategia che, anziché ricorrere a consistenti misure temporanee e una tantum, prevede di attuare misure strutturali, denotando con ciò un cambiamento rispetto alla strategia di bilancio prospettata nei precedenti aggiornamenti. Stando alle previsioni, il disavanzo pubblico dovrebbe migliorare costantemente nei prossimi anni ma resterà superiore al valore di riferimento del 3% del PIL almeno fino al 2007.-  Lo scenario macroeconomico presentato nel programma ipotizza un incremento della crescita del PIL reale dall’1% nel 2004 e dallo 0,8% nel 2005 all’1,4% nel 2006, al 2,2% nel 2007, al 2,6% nel 2008 e al 3% nel 2009, che trarrebbe impulso da una domanda interna in accelerazione. Il contributo esterno dovrebbe discostarsi appena da una posizione neutra, in senso positivo o negativo. Le previsioni di crescita per il 2005 e il 2006 sono leggermente inferiori alle previsioni dei servizi della Commissione e rispecchiano gli sviluppi più recenti. Per gli anni successivi, la crescita del PIL prevista è nettamente superiore al trend calcolato dai servizi della Commissione applicando la metodologia concordata; l'output gap si ridurrà nel periodo di riferimento e dovrebbe riassorbirsi entro la fine del programma. Non è tuttavia escluso che gli sforzi di risanamento dei conti pubblici incidano sulla crescita più di quanto non assuma implicitamente il programma. D’altro canto, la percezione che si stia cercando di correggere una situazione di bilancio insostenibile può generare effetti favorevoli in termini di fiducia. Inoltre, la debole competitività in un contesto di più intensa concorrenza sui mercati portoghesi dell’export rischia di compromettere il contributo netto alla crescita del settore esterno. La prospettata accelerazione dell’attività economica dipende pertanto dalla capacità di correggere le carenze strutturali che penalizzano la produttività e la competitività e di ripristinare la fiducia. Tutto sommato e alla luce dell’esperienza degli anni passati, le previsioni di crescita per il periodo 2007-2009 sembrano riflettere ipotesi ottimistiche e non sono quindi prive di rischio. Anche i tassi d'inflazione previsti dal programma per il 2005 e il 2006 sembrano stimati per difetto, visto l’aumento programmato delle imposte indirette.-  Secondo le previsioni dell’aggiornamento il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dovrebbe raggiungere il 6,2% del PIL nel 2005, dopo un rapporto disavanzo/PIL, sia per il 2003 che per il 2004[6], del 2,9% (che, senza le misure temporanee e una tantum, avrebbe raggiunto rispettivamente il 5,4% e 5,2% del PIL). Sempre stando alle proiezioni, il disavanzo dovrebbe scendere al 4,8% del PIL nel 2006, al 3,9% nel 2007 e al 2,8% nel 2008. Per il 2009 è previsto un ulteriore calo del rapporto disavanzo/PIL all’1,6%. Il saldo primario dovrebbe seguire una tendenza analoga: -3,3% nel 2005, -1,6% nel 2006 e -0,5% del PIL nel 2007. Sono previsti avanzi primari dello 0,7 e dell’1,8% del PIL per il 2008 e il 2009. Per migliorare il saldo di bilancio il programma si affida a misure con impatto a medio termine anziché ricorrere a consistenti misure temporanee. Di conseguenza, l’opera di risanamento si protrarrà per l’intero periodo di riferimento ma lo sforzo principale sarà prodotto all'inizio, nel 2006. Stando ai calcoli effettuati dai servizi della Commissione applicando la metodologia concordata alle informazioni contenute nel programma, il disavanzo corretto per il ciclo dovrebbe aumentare sostanzialmente al 5,3% del PIL nel 2005, per poi ridursi gradualmente all’1,4% del PIL nel 2009. Le proiezioni dettagliate delle entrate e delle spese fino al 2009 indicano che l’opera di risanamento sarà sostenuta sia dal lato delle entrate fiscali che da quello della spesa primaria, con un graduale spostamento di importanza su quest’ultima. Nella fase iniziale del programma, il risanamento dipenderà soprattutto da un incremento del gettito conseguente a un aumento della pressione fiscale (in particolare con l’aliquota IVA standard che passerà dal 19% al 21%), a una diminuzione dei crediti d’imposta e a una migliore riscossione delle imposte, che compenseranno in parte i minori introiti da misure una tantum. Per gli anni successivi, l’accresciuto contributo proveniente dal contenimento della spesa dovrebbe risultare da misure a carattere permanente, come la riforma della pubblica amministrazione, il contenimento della spesa per retribuzioni e la modifica dei fondi di previdenza sociale, i cui effetti sul bilancio saranno significativi soprattutto nel medio periodo. Anche la quota degli investimenti sulla spesa pubblica totale dovrebbe diminuire leggermente nel periodo di riferimento del programma.-  Le proiezioni di bilancio sono esposte a diversi elementi di rischio. Anzitutto, l’accelerazione dell’attività economica, in particolare dal 2007 in poi, rischia di essere più debole del previsto. In secondo luogo, la traiettoria delle entrate e delle spese potrebbe essere meno favorevole rispetto alle previsioni. In effetti, con l’aumento della pressione fiscale cresce anche il rischio di evasione e molte delle misure annunciate per il contenimento della spesa devono essere ancora tradotte in norme specifiche. Per il 2005 il governo prevede di presentare un bilancio correttivo entro la fine di giugno. Riguardo agli ultimi anni del periodo,l’attuazione delle riforme dal lato della spesa potrebbe prendere più tempo del previsto, con il rischio che nel medio e breve periodo gli effetti possano risultare meno significativi di quanto anticipato. Se così fosse, al governo potrebbe essere chiesto di onorare i suoi impegni e adottare misure aggiuntive affinché il disavanzo non superi la soglia del 3% del PIL per periodi più lunghi del previsto. Anche attenendosi al percorso previsto, per il 2008 e il 2009 gli orientamenti di bilancio del programma non forniscono un margine di sicurezza sufficiente contro il superamento della soglia stabilita per il disavanzo nell'ambito delle normali fluttuazioni macroeconomiche. Né permettono di garantire che sia conseguito, entro la fine del periodo di riferimento, l'obiettivo a medio termine del Patto di stabilità e crescita di un saldo di bilancio prossimo al pareggio.-  Il rapporto debito/PIL ha superato nel 2003 il valore di riferimento del 60% stabilito dal trattato, per salire al 61,9% nel 2004. Secondo l’aggiornamento, raggiunto il 66,5% del PIL nel 2005, culminerà al 67,8% del PIL nel 2007 per scendere in seguito al 64,5% nel 2009. L'andamento del debito lordo potrebbe rivelarsi meno favorevole del previsto, considerati i rischi che gravano sull’attività economica e gli obiettivi del disavanzo pubblico, e la probabilità, basata su esperienze passate, che gli aggiustamenti stock-flussi aggravino il debito, in particolare l’accumulo di attività finanziarie.-  Per quanto riguarda la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, il Portogallo è esposto ai rischi inerenti al costo previsto a carico del bilancio dell'invecchiamento demografico. In assenza di ulteriori misure, l’elevato disavanzo e il peggioramento del rapporto debito/PIL finiranno per compromettere la sostenibilità delle finanze pubbliche, ragion per cui è imperativo giungere al più presto a una situazione di bilancio prossima al pareggio. Le riforme strutturali attuate sino a oggi, specie in relazione al sistema pensionistico e sanitario, dovrebbero alleviare l'impatto sul bilancio dell'invecchiamento. Comunque, non sembrano sufficienti per garantire la sostenibilità. In effetti, le riforme delineate nell’aggiornamento, prima fra tutte la riforma delle pensioni dei pubblici dipendenti, potrebbero contribuire a quel fine solo se attuate integralmente.-  Nel complesso, le politiche economiche descritte nel programma aggiornato sono in parte conformi agli indirizzi di massima per le politiche economiche specifici per il paese nel settore delle finanze pubbliche. Come raccomandato, il programma prevede un risanamento dei conti pubblici imperniato essenzialmente sul lato della spesa e rifugge, sebbene in misura progressiva, da consistenti misure temporanee e una tantum. Inoltre, se confermate, le proiezioni del programma implicano un miglioramento del saldo corretto per il ciclo (al netto delle misure temporanee e una tantum) di oltre lo 0,5% del PIL l’anno. Il programma non si prefigge però di ridurre il disavanzo al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL prima del 2008, e il contenimento programmato della spesa non basterà per raggiungere l'obiettivo di medio termine fissato dal patto di stabilità e crescita di una posizione di bilancio prossima al pareggio entro la fine del periodo di riferimento.-  Visti i dati sul disavanzo e sul debito per il 2005 e gli anni successivi presentati nel programma di stabilità aggiornato, il 22 giugno la Commissione ha avviato nei confronti del Portogallo la procedura per i disavanzi eccessivi. Il Consiglio, nel decidere se esiste un disavanzo eccessivo in Portogallo, formulerà una raccomandazione per la sua correzione; tale raccomandazione disporrà un termine per la correzione del disavanzo eccessivo.Sulla base della valutazione che precede, è opportuno che il Portogallo: i) limiti il deterioramento della posizione di bilancio nel 2005, provvedendo all’attuazione rigorosa delle misure correttive annunciate; ii) avvii quanto prima un processo duraturo di correzione del disavanzo eccessivo, muovendo un primo passo sostanziale nel 2006 seguito da diminuzioni significative ogni anno, e attuando con determinazione le misure previste per ridurre la spesa pubblica; colga tutte le opportunità per accelerare la riduzione del disavanzo, in modo soprattutto da creare il margine necessario per assorbire l’impatto sui conti pubblici di un’eventuale crescita economica inferiore alle aspettative; iii) costringa il rapporto debito lordo/PIL a un deciso andamento al ribasso, provvedendo affinché l’evoluzione del debito rispecchi i progressi conseguiti nella riduzione del disavanzo e evitando operazioni finanziarie che aggravano il debito; iv) tenga sotto controllo l’andamento della spesa, eventualmente fissando massimali obbligatori per specifiche categorie di spesa, nell’ambito di un vasto programma di riforma che migliori la qualità e garantisca la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche; v) migliori ancora il trattamento dei dati delle amministrazioni pubbliche.In base a questa sua valutazione, la Commissione ha adottato e trasmette al Consiglio l’allegata raccomandazione di parere del Consiglio sul programma aggiornato di stabilità del Portogallo.Raccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma aggiornato di stabilità 2005-2009 del PortogalloIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce le Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[7], in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del comitato economico e finanziario,HA ADOTTATO IL PRESENTE PARERE:1.  In data [...] il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità aggiornato del Portogallo per il periodo 2005-2009. Il programma risponde alle prescrizioni in materia di dati indicate nel “codice di condotta sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e di convergenza”[8]; tuttavia, non presenta proiezioni sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche. Di conseguenza, il Portogallo è invitato a conformarsi integralmente ai requisiti del codice di condotta.2.  L’aggiornamento del programma di stabilità è imperniato sulla necessità di correggere un disavanzo pubblico che, attestatosi al 6,2% del PIL nel 2005, dovrebbe superare nettamente la soglia del 3%. Tale valore, che segue a un disavanzo per gli anni 2002-2004 del 2,9% del PIL secondo il dato comunicato di recente dalle autorità portoghesi in seguito a discussioni con Eurostat, denota un notevole peggioramento rispetto all’obiettivo del 2,2% del PIL per il 2005 fissato nel precedente aggiornamento. Le ragioni di tale deterioramento sono una crescita più debole del previsto, una rivalutazione della crescita della spesa, ripetuti sforamenti del bilancio, la non introduzione delle misure una tantum preventivate nel precedente aggiornamento e un pacchetto di misure correttive pari a circa lo 0,6% circa del PIL, adottato dal nuovo governo nel giugno 2005. Per ridurre il disavanzo, l’aggiornamento delinea una strategia che, anziché ricorrere a consistenti misure temporanee e una tantum, prevede di attuare misure strutturali, denotando con ciò un cambiamento rispetto alla strategia di bilancio prospettata nei precedenti aggiornamenti. Stando alle previsioni, il disavanzo pubblico dovrebbe migliorare costantemente nei prossimi anni ma resterà superiore al valore di riferimento del 3% del PIL almeno fino al 2007.3.  Lo scenario macroeconomico che sottende il programma prevede un'accelerazione progressiva della crescita del PIL reale dallo 0,8% nel 2005 al 3% nel 2009, con tassi di crescita successivi dell’1,4%, 2,2% e 2,6% negli anni intermedi. Stando alle informazioni attualmente disponibili, le previsioni di crescita per la prima parte del periodo di riferimento sono plausibili, mentre maggiori sono i rischi per gli ultimi anni del programma. Per poter conseguire i livelli di crescita previsti occorrono interventi strutturali diretti a sanare i problemi di produttività e competitività e a ripristinare la fiducia. I tassi d'inflazione previsti dal programma per il 2005 e il 2006 sembrano stimati per difetto, visto l’aumento programmato delle imposte indirette.4.  Il programma mira a raggiungere un disavanzo pubblico inferiore al valore di riferimento del 3% del PIL entro il 2008. Il rapporto disavanzo pubblico/PIL dovrebbe ridursi dal 6,2% nel 2005 al 4,8% nel 2006, al 3,9% nel 2007, al 2,8% nel 2008 e all’1,6% nel 2009. Stando ai calcoli effettuati dai servizi della Commissione applicando la metodologia concordata alle informazioni contenute nel programma, il disavanzo corretto per il ciclo aumenterà dapprima al 5,3% del PIL nel 2005, poi scenderà gradualmente all’1,4% nel 2009. L’opera di risanamento si protrarrà per l’intero periodo di riferimento ma lo sforzo principale sarà prodotto all'inizio, nel 2006. Nella fase iniziale del programma, il risanamento dipenderà soprattutto da un incremento del gettito conseguente a un aumento della pressione fiscale (in particolare con l’aliquota IVA standard che passerà dal 19% al 21%), a una diminuzione dei crediti d’imposta e a una migliore riscossione delle imposte, che compenseranno in parte i minori introiti da misure una tantum. Per gli anni successivi, l’accresciuto contributo proveniente dal contenimento della spesa dovrebbe risultare da misure a carattere permanente, come la riforma della pubblica amministrazione, il contenimento della spesa per retribuzioni e la modifica dei fondi di previdenza sociale, i cui effetti sul bilancio saranno significativi soprattutto nel medio periodo. La quota degli investimenti sulla spesa pubblica totale dovrebbe diminuire leggermente nel periodo di riferimento del programma.5.  I risultati di bilancio prospettati dal programma comportano diversi rischi. Anzitutto, l’accelerazione dell’attività economica rischia di essere più debole del previsto in quanto subordinata all’efficacia del risanamento dei conti pubblici e visto l’atteso aumento della concorrenza internazionale sui mercati portoghesi dell’export. In secondo luogo, le misure volte a incrementare il gettito e a contenere la spesa potrebbero risultare meno efficaci rispetto alle previsioni o chiedere più tempo prima di dare i frutti sperati. Con l’aumento della pressione fiscale cresce anche il rischio di evasione e molte delle misure annunciate per il contenimento della spesa devono essere ancora tradotte in norme specifiche. Alla luce di questa valutazione, al governo potrebbe essere chiesto di onorare i suoi impegni e assumere misure aggiuntive affinché il disavanzo non superi la soglia del 3% del PIL per periodi più lunghi del previsto. Inoltre, anche attenendosi al percorso previsto, gli orientamenti di bilancio del programma non forniscono un margine di sicurezza sufficiente contro il superamento della soglia stabilita per il disavanzo nell'ambito delle normali fluttuazioni macroeconomiche almeno fino al 2009. Né permettono di garantire che sia conseguito, entro la fine del programma, l'obiettivo a medio termine del patto di stabilità e crescita di un saldo di bilancio prossimo al pareggio. L’analisi di sensitività indica che nel 2009 il disavanzo sarà ancora al 3%, o molto vicino, in caso di sviluppi macroeconomici sfavorevoli.6.  Il rapporto debito/PIL ha superato nel 2003 il valore di riferimento del 60% stabilito dal trattato, per salire al 61,9% nel 2004. Secondo l’aggiornamento, raggiunto il 66,5% del PIL nel 2005, culminerà al 67,8% nel 2007 per calare in seguito fino a attestarsi al 64,5% nel 2009. Anche l'andamento del rapporto debito lordo/PIL potrebbe rivelarsi meno favorevole del previsto, considerati i rischi inerenti all’attività economica, gli obiettivi di bilancio e la probabilità, basata su esperienze passate, che gli aggiustamenti stock-flussi aggravino il debito, in particolare l’accumulo di attività finanziarie.7.  Per quanto riguarda la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, il Portogallo è esposto ai rischi inerenti al costo previsto a carico del bilancio dell'invecchiamento demografico. Le riforme strutturali attuate sino a oggi, specie in relazione al sistema pensionistico e sanitario, dovrebbero alleviare l'impatto finanziario dell'invecchiamento. Comunque, non sembrano sufficienti per garantire la sostenibilità. In effetti, le riforme delineate nell’aggiornamento, prima fra tutte la riforma delle pensioni dei pubblici dipendenti, potrebbero contribuire a quel fine solo se attuate integralmente. Il governo ha commissionato un rapporto che valuti la sostenibilità a lungo termine del sistema di sicurezza sociale.8.  Nel complesso, le politiche economiche descritte nel programma aggiornato sono in parte conformi agli indirizzi di massima per le politiche economiche specifici per il paese nel settore delle finanze pubbliche. Come raccomandato, il programma prevede un risanamento dei conti pubblici imperniato essenzialmente sul lato della spesa e rifugge da consistenti misure temporanee e una tantum. Se confermate, le proiezioni del programma implicano un miglioramento del saldo corretto per il ciclo (al netto delle misure temporanee e una tantum) di oltre lo 0,5% del PIL l’anno. Il programma non si prefigge però di ridurre il disavanzo al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL prima del 2008, e il contenimento programmato della spesa non basterà per raggiungere l'obiettivo di medio termine fissato dal patto di stabilità e crescita di una posizione di bilancio prossima al pareggio entro la fine del periodo di riferimento.9.  Visti i dati sul disavanzo e sul debito per il 2005 e gli anni successivi presentati nel programma di stabilità aggiornato, il 22 giugno la Commissione ha avviato nei confronti del Portogallo la procedura per i disavanzi eccessivi. Il Consiglio, nel decidere se esiste un disavanzo eccessivo in Portogallo, formulerà una raccomandazione per la sua correzione; tale raccomandazione disporrà un termine per la correzione del disavanzo eccessivo.* * *Sulla base della valutazione che precede, il Consiglio reputa opportuno che il Portogallo:i) limiti il deterioramento dei conti pubblici nel 2005, provvedendo all’attuazione rigorosa delle misure correttive annunciate;ii) avvii quanto prima un processo duraturo di correzione del disavanzo eccessivo, muovendo un primo passo sostanziale nel 2006 seguito da diminuzioni significative ogni anno, e attuando con determinazione le misure previste per ridurre la spesa pubblica; colga tutte le opportunità per accelerare la riduzione del disavanzo, in modo soprattutto da creare il margine necessario per assorbire l’impatto sui conti pubblici di un’eventuale crescita economica inferiore alle aspettative;iii) costringa il rapporto debito lordo/PIL a un deciso andamento al ribasso, provvedendo affinché l’evoluzione del debito rispecchi i progressi conseguiti nella riduzione del disavanzo e evitando operazioni finanziarie che aggravano il debito;iv) tenga sotto controllo l’andamento della spesa, eventualmente fissando massimali obbligatori per specifiche categorie di spesa, nell’ambito di un vasto programma di riforma che migliori la qualità e garantisca la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche;v) migliori ancora il trattamento dei dati delle amministrazioni pubbliche.Raffronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 |[1] GU L 209 del 2.8.1997. I documenti citati nel presente testo possono essere consultati all’indirizzo:{0><}100{>http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[2] Parere riveduto del comitato economico e finanziario sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e convergenza, approvato dal Consiglio Ecofin in data 10.7.2001.[3] Cfr. le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles del 22 e 23 marzo 2005 (7619/05) e la relazione del Consiglio (Ecofin) al Consiglio europeo del 20 marzo 2005 (7423/05).[4] Le autorità portoghesi avevano presentato un programma aggiornato nel dicembre 2004, rispettando quindi formalmente il requisito del termine per la presentazione. Considerata però l’imminenza delle elezioni politiche portoghesi, si era deciso di non procedere alla valutazione del programma e di aspettare l’aggiornamento presentato dal nuovo governo.[5] Il governo insediatosi nel marzo 2005 ha incaricato una commissione ad hoc, sotto la responsabilità del governatore della Banca centrale, di valutare lo stato delle finanze pubbliche per il 2005. A metà maggio la commissione ha riferito sui lavori prevedendo per il 2005 un disavanzo del 6,8% del PIL, a politiche invariate.[6] Nel comunicato stampa n. 34/2005 del 18 marzo 2005 Eurostat informa che sono in corso discussioni con il Portogallo sulla coerenza fra i dati basati sulla contabilità per cassa e quelli basati sulla contabilità per competenza, forniti dal Portogallo per il periodo 2001-2004. Da informazioni successive delle autorità portoghesi risultano essere stati apportati lievi ritocchi al rialzo per il 2000, il 2002 e il 2003, da cui il rapporto disavanzo/PIL del 2,9% calcolato per ciascuno di quegli anni. Eurostat sta ancora esaminando l’operazione.[7] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. I documenti menzionati nel presente testo sono disponibili su Internet al seguente indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm.[8] Le autorità portoghesi avevano presentato un programma aggiornato nel dicembre 2004, rispettando quindi formalmente il requisito del termine per la presentazione. Considerata però l’imminenza delle elezioni politiche portoghesi, si era deciso di non procedere alla valutazione del programma e di aspettare l’aggiornamento presentato dal nuovo governo.