CELEX: C2006/022/37
Language: it
Date: 2006-01-28 00:00:00
Title: Causa T-415/05: Ricorso prοposto il  25 novembre 2005  — Repubblica ellenica/Commissione delle Comunità europee

28.1.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 22/19
            
         Ricorso prοposto il 25 novembre 2005 — Repubblica ellenica/Commissione delle Comunità europee
   (Causa T-415/05)
   (2006/C 22/37)
   Lingua processuale: il greco
   Parti
   
      Ricorrente: Repubblica ellenica [Rappresentanti: Aik. Samoni, P. Mylonopoulos]
   
      Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               annullare, in tutto o in parte, la decisione della Commissione 14.9.05, E(2005) 2706 def.
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Nell'ambito della privatizzazione della compagnia aerea nazionale greca «Olympiaki Aeroporia» ha cominciato ad operare una nuova impresa, la «Olympiakes Aerogrammes» («NOA»), incaricata delle attività di volo, mentre alla «Olympiaki Aeroporia-Ypiresies A.E» («OA»), nuova denominazione della società precedente, rimanevano le altre attività, in particolare i servizi a terra, la manutenzione e la riparazione degli aeromobili. Con la decisione impugnata la Commissione ha dichiarato incompatibili con il Trattato taluni aiuti corrisposti alla NOA e alla OA in ragione:
   
               —
            
            
               del pagamento da parte della NOA, per il subaffitto di aeromobili, di canoni di locazione inferiori a quelli pagati per leasing finanziari propri, a danno dello Stato greco e dell'OA,
            
         
               —
            
            
               della sopravvalutazione del valore degli elementi dell'attivo della NOA durante il periodo della sua costituzione,
            
         
               —
            
            
               della fornitura di contanti all'OA da parte dello Stato greco e del pagamento, da parte di quest'ultimo, invece che dell'OA, di determinate rate di prestito e di canoni di leasing finanziari,
            
         
               —
            
            
               della dimostrazione da parte dello Stato greco all'OA di una persistente tolleranza rispetto a quanto dovuto a titolo di tasse e di contributi previdenziali.
            
         Con il suo ricorso la Grecia contesta anzitutto la parte della decisione che si riferisce ai canoni di affitto degli aeromobili pagati dalla NOA. Essa sostiene che non si tratta di un aiuto di Stato e che, di conseguenza, la decisione impugnata viola l'art. 87, n. 1, CE. Secondo la Grecia, tanto l'OA quanto lo Stato greco hanno operato come avrebbe operato qualsiasi imprenditore assennato, mentre del resto i canoni di affitto che paga la NOA corrispondono ai prezzi di mercato. Nello stesso ambito, la Grecia invoca una violazione dell'obbligo di motivazione della decisione impugnata.
   Per quanto riguarda la parte della decisione che si riferisce al valore degli elementi dell'attivo della NOA, la Grecia ritiene che la Commissione abbia effettuato una valutazione manifestamente errata in relazione alla quantificazione degli elementi dell'attivo dell'OA che sono stati trasferiti alla NOA e che le relative conclusioni della Commissione siano viziate da una carenza di motivazione. In ogni caso la Grecia sostiene che esiste una carenza di motivazione anche con riferimento alla parte della decisione impugnata che riguarda la non sussistenza dei presupposti degli aiuti per il salvataggio e di applicazione dell'art. 87, n. 3, CE e invoca inoltre un'errata valutazione giuridica della Commissione su tale punto.
   Per quanto riguarda il pagamento da parte dello Stato greco di determinate rate di mutuo e di canoni di affitto di leasing finanziari, la Grecia afferma di aver effettuato tali pagamenti a causa della sua responsabilità come garante, fondata su garanzie che erano state fornite prima dell'adozione della summenzionata decisione della Commissione nella quale sono parimenti comprese. Secondo la Grecia, dopo il pagamento dei canoni in parola è stata seguita la procedura prevista dal diritto greco la loro riscossione forzata da parte dell'OA. Sulla base di tali argomenti, la Grecia invoca una carenza di sufficiente motivazione nella decisione impugnata che, a suo dire, comporta una valutazione giuridica manifestamente errata.
   In merito alla parte della decisione in cui si conclude che la NOA è l'erede dell'OA, la Grecia elenca una serie di argomenti per respingere il giudizio della Commissione e invoca, su tale fondamento, la violazione degli artt. 87, n.1, e 88, n. 2, CE, nonché una carenza di motivazione.
   La Grecia invoca altresì una violazione del diritto di essere sentita nonché del principio della corretta amministrazione in quanto ritiene che non le sia stata data la possibilità di esporre i propri punti di vista sulla relazione dei periti indipendenti incaricati dalla Commissione. Infine invoca una violazione del principio di proporzionalità e una carenza di motivazione, poiché, con la decisione impugnata, si chiede il recupero degli aiuti, per il periodo compreso tra il 2002 e il 2004, anche dalla NOA, la quale però ha cominciato ad operare solo l'11/12/2003.