CELEX: 52004PC0765
Language: it
Date: 2004-11-29
Title: Proposta di regolamento del Consiglioche proroga la sospensione del dazio antidumping istituito con decisione n. 2730/2000/CECA della Commissione sulle importazioni di coke di carbone in pezzi di diametro superiore a 80 mm originario della Repubblica popolare cinese

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52004PC0765

Proposta di regolamento del Consiglioche proroga la sospensione del dazio antidumping istituito con decisione n. 2730/2000/CECA della Commissione sulle importazioni di coke di carbone in pezzi di diametro superiore a 80 mm originario della Repubblica popolare cinese  /* COM/2004/0765 def. */  

	Bruxelles, 29.11.2004COM(2004) 765 definitivoProposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche proroga la sospensione del dazio antidumping istituito con decisione n. 2730/2000/CECA della Commissione sulle importazioni di coke di carbone in pezzi di diametro superiore a 80 mm originario della Repubblica popolare cinese(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Nel dicembre 2000 è stato istituito un dazio antidumping di 32,6 euro per tonnellata sulle importazioni di coke di carbone in pezzi di diametro superiore a 80 mm (“coke 80+”) originario della Repubblica popolare cinese (di seguito denominata “RPC”).2. In seguito a un’inchiesta avviata nel dicembre 2002 ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 3 del regolamento di base, volta a potenziare le misure antidumping in vigore, nel maggio 2004 il Consiglio ha deciso di chiudere il riesame intermedio e la Commissione ha deciso di sospendere il dazio antidumping per un periodo di nove mesi, tenuto conto della situazione del mercato in quel momento.3. Successivamente alla sospensione del dazio, la Commissione ha sorvegliato la situazione del mercato per il prodotto in questione. Dall’inchiesta è emerso che, nonostante un notevole aumento della produzione e delle vendite dell’industria comunitaria sul mercato della Comunità, il coke cinese non era disponibile in quantità tali da soddisfare la domanda degli utilizzatori, ossia l’industria produttrice di lana di roccia e le fonderie. Inoltre, il prezzo del coke 80+ è nettamente aumentato e l’industria comunitaria è riuscita a riprendersi in parte dagli effetti delle pratiche pregiudizievoli di dumping. Dalla sorveglianza del mercato emerge che nelle attuali circostanze è improbabile il riemergere del pregiudizio causato all’industria comunitaria dalle importazioni di coke 80+ dalla RPC. Alla luce di quanto precede, si ritiene che la sospensione continui ad essere giustificata come misura temporanea.4. Si propone di prorogare ulteriormente per un periodo di un anno, ossia fino al 15 dicembre 2005, l’applicazione del dazio antidumping definitivo sulle importazioni di coke di carbone in pezzi di diametro superiore a 80 mm. A tale data, il dazio antidumping sarà scaduto, a meno che non sia stata presentata una domanda di riesame in previsione della scadenza, contenente elementi sufficienti per dimostrare che la scadenza delle misure potrebbe comportare il rischio del persistere o della reiterazione del dumping e del pregiudizio.Si propone pertanto al Consiglio di adottare l’allegata proposta di regolamento, da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale entro il 18 dicembre 2004.Proposta diREG OLAMENTO DEL CONSIGLIOche proroga la sospensione del dazio antidumping istituito con decisione n. 2730/2000/CECA della Commissione sulle importazioni di coke di carbone in pezzi di diametro superiore a 80 mm originario della Repubblica popolare cineseIL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea[1] (il “regolamento di base”), in particolare l’articolo 14, paragrafo 4,vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo,considerando quanto segue:A. PROCEDURA(1) Con decisione n. 2730/2000/CECA[2], la Commissione ha istituito un dazio antidumping definitivo di 32,6 euro per tonnellata sulle importazioni di coke di carbone in pezzi di diametro superiore a 80 mm (“coke 80+”) originario della Repubblica popolare cinese (“RPC”) e classificato al codice NC ex 2704 00 19 (codice TARIC 2704 00 19 10).(2) Con decisione 2004/264/CE[3] (la “decisione”), la Commissione ha sospeso il dazio antidumping definitivo per un periodo di nove mesi, a decorrere dal 20 marzo 2004.B. MOTIVI DELLA PROROGA DELLA SOSPENSIONE(3) L’articolo 14, paragrafo 4, del regolamento di base prevede che le misure antidumping possano essere sospese nell’interesse della Comunità qualora si sia riscontrata una modifica temporanea delle condizioni di mercato tale da rendere improbabile il riemergere del pregiudizio a seguito della sospensione. Le misure antidumping possono essere sospese con decisone della Commissione per un periodo di nove mesi. L’articolo 14, paragrafo 4, del regolamento di base specifica inoltre che la sospensione può essere estesa per un periodo ulteriore, non superiore all’anno, se il Consiglio, su proposta della Commissione, decide in tal senso.(4) In seguito alla sospensione, mediante la decisione, del dazio antidumping definitivo, la Commissione ha continuato a sorvegliare, ai sensi del considerando (15) della decisione, la situazione del mercato del “coke 80+”. Oltre ad esaminare le importazioni dalla RPC, è stato inviato a tutte le parti interessate un questionario per ottenere informazioni su produzione, volume e prezzi delle vendite sul mercato comunitario, nonché redditività per il 2003 e la prima metà del 2004.(5) Tanto il denunziante quanto l’industria utilizzatrice hanno risposto al questionario. Hanno collaborato quattro produttori comunitari, tre dei quali appartenenti all’UE-15 (industria denunziante) ed uno polacco. Hanno altresì collaborato dodici società che rappresentano l’industria produttrice di lana di roccia e il settore della fonderia.Importazioni della PRC(6) Per quanto riguarda il volume delle importazioni nella Comunità del prodotto in esame originario della RPC, si è riscontrato che durante i primi sei mesi del 2004 esso era diminuito del 4% rispetto allo stesso periodo del 2003. Tenuto conto dell’andamento degli anni precedenti, sembra tuttavia che le importazioni siano di norma più elevate nella seconda metà dell’anno. In questo caso, in realtà, dal confronto tra il volume delle importazioni registrato nel periodo gennaio - giugno 2004 e quello degli ultimi sei mesi del 2003 risulta un calo dell’11%.(7) Quanto ai prezzi, il prezzo medio del coke 80+ è aumentato del 107% nei primi sei mesi del 2004 rispetto al prezzo medio del 2003. In media, il prezzo unitario è stato pari a 124 euro/t nel 2003 e a 256 euro/t nei primi sei mesi del 2004. Si osservi che durante i primi cinque mesi del 2004 il prezzo ha registrato un lieve aumento, passando da 110 a 140 euro, e che nel mese di giugno esso è balzato a 403 euro.Importazioni da altri paesi(8) Nel corso dell’inchiesta iniziale, i principali concorrenti della RPC erano la Polonia e la Repubblica ceca. Sulla base dei dati Eurostat, nel 2003 le importazioni da tali paesi ammontavano complessivamente a 924 602 t rispetto alle 318 005 t provenienti dalla RPC. Detti paesi fanno ormai parte dell’industria comunitaria e si è tenuto conto dei loro dati.Situazione dei produttori comunitari(9) La produzione dei produttori comunitari (UE-15) è salita da 442 397 t nel 2003 a 543 920 t - secondo le stime - nel 2004, con un incremento del 23%. Contemporaneamente, il volume delle vendite è aumentato del 35% e i prezzi sono saliti dell’8%. L’industria comunitaria sembra riprendersi relativamente bene dalla precedente situazione critica, dato che l’utile medio è stato pari all’8,5% nel 2003 e al 12,4% alla fine di giugno 2004.(10) Quanto ai nuovi Stati membri dell’UE, la produzione di coke 80+ è concentrata essenzialmente in Polonia e nella Repubblica ceca. Un produttore polacco ha collaborato al presente procedimento. La produzione delle società dell’UE-25 che hanno collaborato è aumentata del 30% dal 2003 al 2004. Contemporaneamente, il volume delle vendite è cresciuto del 39% e i loro prezzi sono aumentati del 12%. I produttori dell’UE-25 hanno registrato un utile medio del 13% nel 2003 e del 19,1% nel 2004.Situazione dell’industria utilizzatrice (industria produttrice di lana di roccia e fonderie)(11) I prezzi del coke 80+ importato dalla RPC dall’industria utilizzatrice sono saliti da 143 euro/t nel 2003 a 255 euro/t nel 2004 (aprile-giugno), con un aumento del 78%. Il volume del coke cinese acquistato da tale industria è passato da 158 730 t nel 2003 ad un volume di 65 114 t, secondo le stime, nel 2004, registrando un calo del 59%.(12) Gli utilizzatori continuano a sostenere che l’offerta di coke 80+ non soddisfa la domanda del mercato comunitario, nonostante l’aumento significativo della produzione e delle vendite registrato dall’industria comunitaria. Essi affermano inoltre che il coke 80+ cinese non è disponibile in quantitativi sufficienti e può comunque essere acquistato solo a prezzi elevatissimi.C. CONCLUSIONI(13) Da quanto precede, risulta che il mercato si trova nella stessa situazione riscontrata al momento della sospensione delle misure. In effetti, tenuto conto del carattere temporaneo della modifica delle condizioni di mercato e, in particolare, dell’elevato livello dei prezzi del prodotto in esame, notevolmente superiore al livello pregiudizievole riscontrato nell’inchiesta originaria, unitamente alla scarsissima offerta di coke 80+, si considera improbabile, nelle attuali circostanze, il riemergere del pregiudizio causato all’industria comunitaria dalle importazioni di coke 80+ dalla RPC, e si ritiene che sia nell’interesse della Comunità prorogare la sospensione delle misure. Le condizioni che giustificano la sospensione restano pertanto soddisfatte.(14) Sulla base di tali conclusioni, si propone di prorogare ulteriormente, per un periodo di un anno, la sospensione del dazio antidumping sulle importazioni di coke di carbone in pezzi di diametro superiore a 80 mm, ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 4 del regolamento di base.(15) Si osservi che allo scadere del periodo di proroga della sospensione sarà scaduto anche il dazio antidumping in vigore, a meno che non sia stata presentata una domanda di riesame in previsione della scadenza.(16) Tutte l e parti interessate sono state informate dei fatti e delle considerazioni principali che hanno portato a tale conclusione. Sostenendo che il mercato del coke è soggetto a forti oscillazioni, l’industria comunitaria ha chiesto di limitare a 9 mesi la proroga della sospensione del dazio antidumping. Si è ritenuto che un periodo più breve non fosse adeguato nella fattispecie poiché, ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 4 del regolamento di base, l e misure possono divenire nuovamente efficaci in qualsiasi momento, previa consultazione, se i motivi che giustificavano la sospensione non sono più validi .(17) La Commissione continuerà a sorvegliare l’andamento delle importazioni di coke 80+ nella Comunità durante il periodo della sospensione,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1La sospensione del dazio antidumping definitivo istituito con decisione n. 2730/2000/CECA della Commissione è prorogata fino al 15 dicembre 2005.Articolo 2Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl Presidente [1] GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 (GU L 77 del 13.3.2004, pag. 12).[2] GU L 316 del 15.12.2000, pag. 30.[3] GU L 81 del 19.3.2004, pag. 89.