CELEX: 51964PC0533
Language: it
Date: 1964-12-21
Title: PROPOSTA DI Regolamento del Consiglio relativo alla definizione comune della nozione di origine delle merci (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (64) 533
Vol. 1964/0117
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMUNITA'                     ECONOMICA EUROPEA
                          COMMISSIONE
                                           III/I/COM(64)533   def .
                                           Bruxelles , 21 dicembre 1964
                                   PROPOSTA DI
          Regolamento del Consiglio relativo alla definizione
              comune della nozione di origine delle merci
               ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
III/l/C0M(6if ) 533 def .
 ---pagebreak---                      RELAZIONE
Oggetto e portata di una nozione comune dell' origine .
1,     Malgrado il progresso realizzato verso la normalizzazione e
la liberalizzazione delle relazioni commerciali fra le nazioni , do­
vuto , principalmente , all' azione svolta dal GATT e dall' OECE , si
constata come nessun paese nel mondo conceda un trattamento uni­
forme alle merci importate da altri paesi . Le politiche commercia­
li nazionali conducono o a una differenziazione della protezione
tariffaria ( dazi autonomi , convenzionali o preferenziali , dazi della
tariffa generale ) o all' applicazione selettiva di altre misure ,
quali , ad esempio , i divieti , i contingentamenti , le restrizioni
alle esportazioni divise , ecc ...
       Queste misure di politica commerciale concernono i prodotti
dell' economia di un paese o di un determinato gruppo di paesi . Per
essere efficaci , queste misure debbono essere applicabili a tutte
le merci che ne sono oggetto ed a esse sole . La loro applicazione
dipende quindi dalla determinazione esatta dell' origine 'delle
merci importate . Questa determinazione é ugualmente necessaria per
l' esecuzione di altre misure all' importazione quali , ad esempio ,
quelle relative . alla protezione della salute delle personè e degli
animali e alla compilazione delle statistiche dèi commercio estero ,
2»     Non esiste ancora , a livello internazionale , una definizione
dell' origine delle merci , e ciò' malgrado gli sforzi compiuti in
materia da varie organizzazioni internazionali . Gli stessi Stati
membri della Comunità applicano tuttora delle regolamentazioni: na-
zipnali sensibilmente differenti , concepite secondo le specifiche
necessità e seguendo l' orientamento della lcro politica in materia
di scambi commerciali con i paesi terzi .
                                                       »
3»     La Comunità si e accinta a stabilire una politica commerciale
comune , lavori che , sul piano tariffario , hanno già come risultato
il fatto che ai dazi autonomi della tariffa doganale comune vengono
aggiunti dei dazi convenzionati . E' evidente che questa politica
 ---pagebreak---                            - 2 -
 comunitaria non dara i risultati attesi se la sua applicazione
venisse effettuata mediante strumenti nazionali differenti a
seconda dei singoli Stati membri . E ciò' ha già mostrato , l' utili­
 tà di norme comuni in materia d' origine nel caso concreto dell' ap­
plicazione di dispositivi decisi dal Consiglio ( per e$ .: i dirit­
 ti di ritorsione ). E' quindi necessario instaurare fin d' ora una
definizione comune dell' origine che sostituisca le definizioni
nazionali in vigore presso i singoli Stati membri . Questa defini-
 zione-comune si applichérebbe anche all' esportazióni di merci dal­
la Comunità , permettendo la compilazione dei certificati d' origine
 frequentemente richiesti da quei paesi terzi che applicano , essi
stessi , delle misure selettive all' importazióne , certificati che
dovranno essere stabiliti in modo uniforme per tutti gli esporta­
tori della Comunità . Ne consegue che é auspicabile prendere le di­
sposizioni necessarie per il raggiungimento . di una nozione comune
dell' origine ai sensi dell' articolo 111 del Trattato .
*f ..   Sarebbe infine possibile introdurre queste regole comuni
negli eventuali trattati oommerciali che la CEE stipulerà con i
paesi terzi , in modo da ottenere che l' esecuzione di questi accor­
di avvenga , per quanto possibile , sulla base di norme d' origine
comunitaria , ciò che assicurerebbe agli esportatori della Comunità
la conoscenza esatta del trattamento riservato ai loro prodotti
nel paese importatore .    , . .
 ---pagebreak--- La definizione dell' origine delle merci .
5.     I prodotti ottenuti interamente in un solo paese , senza ele­
menti  importati dall' estero , provengono nella loro totalità dall' eco­
nomia  di questo paese e ne sono naturalmente originari . L' articolo
   del presente progetto precisa , al suo paragrafo 2 , ciò 1 che bi­
sogna  intendere qualndo si parla di "prodotti ottenuti interamente in
un paese ".           i
       Questa prima norma coprirà una parte importante degli scambi
con i paesi terzi .
6.     Ma la difficoltà di definire l' origine risiede soprattutto in
una seconda categoria di merci : quelle ottenute in..un dato paese
a partire da materie prime , da semilavorati o da articoli finiti
importati da altri paesi . Questa categoria di merci si estende sempre
più' col progredire della divisione internazionale del lavoro e
della specializzazione dei paesi industriali in produzioni ohe ri­
chiedono l' intervento di mano d' opera altamente qualificata .
Succede quindi di frequente che determinate merci vengano trasfor­
mate o lavorate in fasi successive che si svolgono     in due o più'
paesi differenti .
       E' giustificato considerare tali merci come originarie del
paese nel quale i beni esteri , utilizzati per la loro produzione
sono stati sottoposti ad una trasformazione o ad una lavorazione
di tale importanza da permettere di considerarli come integrati
nella sua economia . In altri termini deve trattarsi di trasforma­
zioni o lavorazioni talmente importanti da portare alla fabbrica­
zione di un prodotto interamente nuovo o che rappresenti una fase
importante della fabbricazione di cui trattasi e . che , per conseguen­
za , non possono aver luogo se non in aziende " attrezzate a tal fine ".
 ---pagebreak---                             - k -
         Questa regola che forma oggetto dell' articolo 5 | paragrafo
1 del progetto , ha il vantaggio di essere sufficientemente duttile
per adattarsi a tutte le condizioni di produzione che possano pre­
sentarsi nei vari settori dell' economia . Per converso , la sua for­
mulazione , necessariamente molto generica , presenta un doppio ri­
schio : essa potrebbe portare , in alcuni òasi , a-' differenze d' in­
terpretazione e cosi' pregiudicare l' applicazione uniforme in se­
no . alla Comunità delia norma stessa . Potrebbe inoltre far si che
gli . èsportatori dei paesi terzi siano tentati di abusare della
duttilità - della norma per aggirare le disp'o:..izioni prese dalla
Comunità in materia di politica commerciale o tariffaria . Questa
regola deve quindi essere precisata per tener conto dei casi " mar­
ginali " che potranno presentarsi . Essa dovrà quindi essere comple­
tata da una clausola che permette di porre rimedio agli abusi .
7.       Una simile precisazione può' poggiare su due criteri :
         - quello che fa dipendere l' acquisizione dell' origine per
i prodotti importati in ' provenienza da paesi terzi da un determi­
nato margine minimo di valore aggiunto nel corso delle fasi di
trasformazione ,
         - quello ohe consiste nello stabilire degli elenchi di tra.
sformazioni considerate come sufficienti per conferire o meno
l' origine .
         L' utilità di questi criteri , nei casi di cui all' articolo
5 del progetto , non consente dubbi .
         Ma la loro consacrazione in una regolamentazione comunitaria
presenterebbe gravi inconvenienti :
         - la definizione ■ di liste di trasformazioni come pure la
determinazione delle percentuali adeguate di attribuzione di valore
per ogni attività industriale richiederebbero lunghi studi , senza ,
tuttavia , la certezza che lé soluzioni adottate coprano tutte le
eventualità ;
         - per quanto concerne il criterio di attribuzione di valo­
re , calcolato sulla base del costo dei prodotti stranieri utilizza­
ti , esso favorisce l' acquisizione dell' origine in un dato paese per
dei beni prodotti mediante l' acquisto di semi-lavorati a prezzi
anormalmente bassi .
                                                            • • •/• • •
 ---pagebreak---          Questo criterio , presenta , d 1 altra parte , xl rischio di por­
 tare a soluzioni opposte a quelle volute dalla regola principa– -
•le , e ciò' soprattutto quando ■:        valore aggiunto sono compresi
 elementi' estranei al processo' di fabbricazione ," quali margini
 commerciali , i costi dei trasporti , ecc . In questi casi grande-
 é . il pericolo che la regola principale vanga scartata in favore - ■
 della regola sussidiaria che é di applicazione più 1 categorica .
 8,      Ciò' essendo , é apparso' più' prudente e più' efficace pre­
 cisare la regola generale dell' articolo 5 » paragrafo 1y mediante
 testi comuni di applicazione per tutti quei casi nei quali ciò 1
 si avverasse esse,re necessario.. Tale é . l' oggetto della , procedura
 del Comitato dell' Origini previsto dagli articoli da 9 à 11 del
 presente progetto .,
"9 .     Il disposto dell' articolo 5 , paragrafo terzo , frase seconda ,
 mira ad assicurare l' auspicabile omògeneità delle disposizioni di
 applicazione 'e a garantire che queste ultime non compromettano gli
 obiettivi delle, disposizioni comunitarie prese nel campo ' degli
 scambi commerciali con i paesi terzi . Il riferimento al crite­
 rio di attribuzione di valore che appare in questa disposizione
 sottolinea chiaramente il suo carattere , sussidiario e non formale ,
 ma obbliga il Comitato a riferirvisi quando gli altri criteri
 della regola principale , nón permettono (ili . arrivare ad una soluzio­
 ne comune soddisfacente .
 10 *    La clausola di cui all' articolo 5 t paragrafo. 2 , concerne i
 casi in- cui , quando determinate merci Bono, colpite da misure par­
 ticolari all' importazione nella Comunità , gli esportatori, dei
 paesi terzi possono esser e ;.tentati di modificarne l' origine primis
 tiva mediante trasformazioni che , benché sufficienti ai sensi
 della norma del paragrafo 1 , verrebbero fatte al solo scopo di
 far approfittare queste merci di un regime più' favorevole e ag- ;
 girare , in questo modo , le disposizioni prese dalla Comunità in
 materia di politica commerciale e tariffaria .
 ---pagebreak---                               - 6 -
  Il Comitato dell'Origine ,
  11 »     Questo Comitato ha veste puramente consultiva . Esso emette
  dei pareri in tutti quei casi che presentino il rischio di appli­
  cazione differenziata nei vari Stati membri . Ciò' facendo . esso
  elabora progressivamente una dottrina comune dell' " origine " adat­
  tata alla realtà economica ed alle circostanze ,         <
  12 . "■  La procedura proposta salvaguarda " , nell' interesse della
  Comunità , l' elasticità della definizione prevista all' articolo 5 *
  Ma essa permette altresì' di apportare tutte le precisazioni neces­
  sarie nei termini utili ed assicura , in tal modo , in qualsiasi
  momento , l' applicazione uniforme della definizione . Le soluzioni
  comunitarie sono poste in vigore dalla Commissione , udito il parere
  espresso dal Comitato , ma la decisione definitiva rimane di compe­
  tenza del Consiglio in tutti quei casi nei quali uno Stato membro
  domandasse il suo arbitrato su problemi di principio .
  Limiti del campo di applicazione della definizione .
  13 .     E' necessario di escludere dal campo di applicazione della
  presente definizione gli scambi commerciali preferenziali fra la
  'Comunità 0 gli Stati membri e , dall' altro lato , gli stati ad essa
  o ad essi legati da accordi speciali che comportino deroga alla ,
  clausola della nazione più' preferita . Ciò' si applica particolar­
  mente al caso degli scambi preferenziali all' interno di una unio­
  ne doganale o. di una zona di libero scambio o che esistano in base
  all' articolo XXV o in virtù' dell' articolo 1 paragrafo. 2 , capoverso
  b ) del GATT . In effetti , le norme circa l' origine in queste varie
• zone preferenziali rispondono ad obbiettivi molto differenti da
  quelli cui tende la nozione di origine' definita nel presente pro­
  getto . Nel primo caso si tratta di determinare in modo molto pre­
  ciso quali siano i prodotti che possano beneficiare dell 1 elimina­
  zione totale dei dazi doganali e delle restrizioni quantitative .
  La definizione ed i metodi di controllo sono stabiliti di comune
  accordo fra le Parti , che si prestano l' assistenza necessaria .
  Per quanto concerne le relazioni con i Paesi terzi , le regole relati­
  ve ali '.origine costituiscono uno strumento autonomo della politica
  doganale il cui scopo é analizzato al primo punto della presente
  relazione .
 ---pagebreak--- 1 *t#  Per quanto concerne i prodotti petroliferi enumerati alUartico-
10 3 del " progetto , la definizione dell' origine costituisce 'un elemento *
importante della politica commerciale ed energetica comune attualmente
in fase di elaborazione . Per non pregiudicare l' orientamento di questa
politica , è necessario escludere provvisoriamente questo settore dal cani'
po di applicazióne del presente regolamento .                       .... .
11 certificato d' origine
15 .   La giustificazione delllorigine delle . merci si effettua , quando
essa è richiesta all' importazione , mediante l' esibizione di un certifi­
cato d' origine , Se si eccettua la Convenzione Internazionale per la ,
Semplificazione delleFoxflialità Doganali , firmata a Ginevra il 3 novem­
bre 1923 , e che disciplina praticamente solo il riconoscimento recipro­
co delle autorità e degli organismi abilitati al rilascio dei certifica­
ti , non esistono , sul piano internazionale , disposizioni di sorta che
determinino il contenuto e la forma dei certificati di origine . Si è
quindi reso necessario , sia nell' interesse degli esportatori dei paesi
terzi come pure per facilitare il controllo dell' origine , stabilire
delle condizioni minime alle quali debbano rispondere questi certifica­
ti onde poter essere considerati elementi probanti . E' questo lo sco­
po delle disposizioni di cui all' articolo 7 « Le medesime condizioni si
applicano altresì' ai certificati che verranno stabiliti all' interno
della C.E.E , ( vedi articolo 8 ).
       E' d' uopo sottolineare che i certificati rispondenti a queste
condizioni non impegnano il potere di apprezzamento delle autorità
doganali , che mantengono inalterato ogni diritto di controllo per
quanto concerne l' origine reale delle merci e , pertanto , il diritto
di esigere ogni altra giustificazione che esse ritengano necessaria .
Questa libertà di valutazione si impone per il semplice motivo che i
certificati sono emessi seconde le regole sull' origine valide nei paesi
esportatori , laddove le autorità doganali basano i loro controlli sul­
la specifica normativa nazionale .
 ---pagebreak---                                 - 8 -
16 .    L' articolò 8 , paragrafo 2 , dispone che i certificati concernenti
le merci originarie di uno Stato membro della Comunità debbono attesta­
re " l' origine C.E.E. ". Non si tratta tuttavia di una regola assoluta .
Rimane possibile garantire l' origine di uno Stato membro allorché l' ori
gine C.E.E. non sia riconosciuta dalle autorità del paese di „ . desti­
nazione ( caso di quei paesi che non riconoscono la C.E.E. come enti­
tà o quando motivi particolari l' impongono ). Ciò può anche rendersi ne­
cessario qualora il cliente straniero desideri avere la certezza che le
merci considerate provengano da una determinata regione di produz'rne
della, C.E.E. . In questi casi il certificato di origine serve anche co­
me certificato di controllo della qualità o del marchio *
         L' articolo 8 , paragrafo 3 } obbliga i servizi che , in seno alla
Comunità , sono abilitati alla emissione dei certificati di origine ad
allindarsi sul modello uniforme allegato al progetto di regolamento e '
che deve , in linea di massima , essere utilizzato esclusivamente a par­
tire dalla fine del periodo transitorio .
 ---pagebreak---                                Proposta dx
            Regolamento del Consiglio relativo alla definizione
            comune della nozione di origine delle merci
            ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
IL CONSIGLIO,
VISTO il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e in
particolare gli articoli 111 e 155 ». • .
VISTA la proposta delia Commissione ;
CONSIDERANDO che spetta a tutti gli Stati membri di determinare e
controllare 1 1 origine delle merci , quando l' applicazione della Tariffa
doganale , delle restrizioni quantitative e di tutte le altre misure
applicabili agli scambi commerciali lo esige 5
CONSIDERANDO che , a loro volta , incombe a tutti gli Stati membri di
certificare l' origine delle merci da essi esportate in tutti i casi in
cui questa certificazione è richiesta dalle autorità dei paesi d' impor­
tazione e in particolare quando da tale certificazione derivano dei
vantaggi ;
CONSIDERANDO che , nell' uno e nell' altro caso , gli Stati membri applicano
attualmente delle regole proprie per la determinazione , il controllo e
la certificazione dell' origine e che le differenze esistenti tra le re­
gole mazionali sono di natura da provocare disparità nell' applicazione
della Tariffa doganale , delle restrizioni quantitative e delle altre mi­
sure sopra citate 5
CONSIDERANDO che , di conseguenza, occorre elaborare , in materia, delle
regole comuni a tutti gli Stati membri ;
CONSIDERANDO che le merci interamente ottenute in un paese determinato ,
senza apporto di prodotti importati da un altro paese , sono originarie
di detto paese , ma che occorre tuttavia precisare quali sono le merci
che fanno parte di tale categoria ;
CONSIDERANDO, d' altronde , che lo sviluppo degli scambi internazionali e i
progressi della divisione internazionale del lavoro , hanno per conseguenza
che le diverse fasi di fabbricazione di una merce sono sempre più effet­
tuate da imprese stabilite in più paesi , e che occorre determinare quale
di detti paesi deve essere considerato come paese d' origine ;
CONSIDERANDO che è giustificato ritenere come paese d' origine quello in
cui è avvenuta l' ultima trasformazione o lavorazione sostanziale economi- 1
camente giustificata ; che tale regola merita tuttavia di essere completata
ed accompagnata da talune condizioni ;
 ---pagebreak--- CONSIDERALO che per quanto riguarda i prodotti petroliferi e in corso
di elaborazione una politica energetica comune , e che , di conseguenza,
occorre definire le regole di origine applicabili a tali prodotti nel
quadro dell' attuazione di detta politica energetica comune f
CONSIDERANDO che le regole comuni dell' origine fissate nel presente
regolamento hanno uno scopo e un campo di applicazione diversi da quelli
riguardanti la regolamentazione dell' origine ai fini dell' esecuzione
degli accordi che comportano , in materia di scambi commerciali , una
deroga alla clausola della nazione più favorita , dei quali accordi fanno
parte sia gli Stati membri che la Comunità, e che occorre , di conseguenza,
precisare che le regole del presente regolamento non arrecano pregiudizio
alle regolamentazioni sopra citate ;
CONSIDERANDO che generalmente la dimostrazione dell' origine di una merce
determinata è resa mediante un certificato di origine emesso da un' auto­
rità ufficiale o da un organismo debitamente autorizzato a tale effetto
e che è necessario determinare le condizioni alle quali devono rispondere
i certificati per poter essere ritenuti come mezzi di prova$
CONSIDERANDO che occorre prevedere fin da ora un certificato di origine
comunitario destinato a sostituirsi progressivamente ai certificati ri­
lasciati in ciascuno degli Stati membri ^
CONSIDERANDO che occorre garantire l' applicazione uniforme delle disposi­
zioni del presente regolamento e che , salvo i casi in cui tale applica­
zione uniforme è preventivamente assicurata da decisioni particolari in
materia di politica commerciale , è necessario prevedere una procedura co­
munitaria accelerata allo scopo di precisare i principi stabiliti dal pre­
sente regolamento ,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
 ---pagebreak---                            Articolo   1
     La definizione dell' origine delle marci e stabilita dal pre­
sente regolamento ai fini dell' applicazione uniforme
     a ) della Tariffa doganale comune e delle restrizioni quantita­
          tive , nonché di tutte le altre misure adottate , all' importa­
          zione delle merci , dalla Comunità o dagli Stati membri ,
     "b ) di tutte le misure adottate , all' esportazione delle merci ,
          dalla Comunità o dagli . Stati membri ,
nonché ai fini della certificazione dell ' origine .
                           Articolo   2
     Le disposizioni del presente regolamento non arrecano pregiudizio
alle regole particolari applicabili agli scambi commerciali tra la
Comunità o gli Stati membri da un lato e , dall' altro , i paesi con i
quali la Comunità o gli Stati membri sono legati in virtù di accordi
che comportano una deroga alla clausola della nazione più favorita,
specie quelli sotto forma di unione doganale o di zona di libero
scambio .
                           Articolo   3
     La definizione dell' origine dei prodotti di cui alle voci della
Tariffa doganale comune n.ri
27.07 B, 27-09, 27.10, 27.11 , 27.12 , 27.13 , 27.14, 27.15, 27.16,
29.01 A, 29.01 B II, 29.01 D I, 34.03 A, ex 34*04 ( cere fabbricate
con prodotti della voce n.ro 27.13 B ), 38.14 B I, 38.19 E,
sarà stabilita nel quadro dell' attuazione della politica energetica
comune .
 ---pagebreak---                              - 4 -
                           Articolo 4
      Le merci interamonte ottenute in un solo paese sono originarie
di tale paese .
       Sono considerate come merci interamente ottenute in un solo
paese    s
a ) i prodotti minerali estratti dal suo suolo 5
b ) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti ;
c ) gli animali vivi , ivi nati ed allevati ;
d ) i prodotti che provengono da animali vivi che ivi sono allevati ;
e ) i prodotti della pesca e della caccia ivi praticate ;
f ) i prodotti marini estratti dal mare da navi immatricolate o regi
 _ strat e in tale paese e battenti la bandiera del medesimo paese ;
g ) le merci ottenute a bordo di una "nave-officina " immatricolata 0
    registrata nel detto paese e battente la bandiera del medesimo
    paese , a pattire da prodotti marini originari dello stesso paese ;
h ) gli scarti ed i residui provenienti da operazioni manufat tubiere ,
    nonché gli articoli fuori uso , sempre che essi siano stati ivi
    raccolti e possano servire soltanto al recupero di materie prime ;
i ) le merci ivi ottenute esclusivamente a partire da animali o da
    prodotti indicati alle lettere da a)ad h ) di cui sopra o dai loro
    derivati .
                           Articolo  5
(l)     Una merce , nella cui produzione sono intervenuti due o più
paesi , è originaria del paese nel quale è avvenuta l' ultima tra­
sformazione o lavorazione sostanziale economicamente giustificata
effettuata in una impresa attrezzata a tale effetto , che ha come
risultato la fabbricazione di un prodotto interamente nuovo 0 che
rappresenta una fase importante della fabbricazione .
                                                              • • •I» • •
 ---pagebreak---                                - 5 -
 ( 2)    Le trasformazioni o lavorazioni che hanno per oggetto l' elu­
sione delle disposizioni applicabili , nella Comunità o negli Stati
membri , nei confronti di merci originarie da paesi determinati, non
possono , in alcun caso , essere considerate , ai sensi del presente
articolo , come conferenti a dette merci l' origine del paese di tra­
sformazione o di lavorazione .
(3)      Le regole e i criteri fissati dal presente articolo sono,
all' occorrenza, precisati da disposizioni di applicazione in confor­
mità alla procedura prevista dagli articoli 9 a H del presente re­
golamento . A tale effetto , si tiene conto della valorizzazione ap­
portata ai prodotti dalla loro trasformazione o lavorazione , nonché
degli obiettivi previsti dalle misure comunitarie adottate nel campo
degli scambi commerciali .
( 4)     Le misure di politica commerciale adottate dalla Comunità pos­
sono derogare alle regole e ai criteri fissati dal presente articolo
o precisarne la portata .
                            Articolo  6
        Gli accessori , i pezzi di ricambio e l' attrezzatura che accompa­
gnano un materiale , una macchina , un apparecchio o un veicolo e che
fanno parte della sua dotazione normale sono reputati avere la stessa
origine della merce che essi accompagnano .
                            Articolo  7
(l)      Quando l' origine delle merci deve essere dimostrata all' impor­
tazione mediante la produzione di un certificato di origine , tale
certificato deve rispondere alle condizioni di cui appresso s
a ) essere emesso da un' autorità ufficiale , oppure da un organismo del
   . paese di emissione che sia debitamente autorizzato a tale effetto
      e presenti le necessarie garanzie 5
b ) contenere tutte le indicazioni necessarie per l' identificazione delle
      merci alle quali esso si riferisce ed in particolare :
      - la quantità, la natura , le marche ed i numeri dei colli ,
      - la qualità, i pesi lordo e netto delle merci ,
      - il nominativo dello speditore ;
c ) attestare in maniera precìsa che le merci alle quali esso si rife­
      risce sono originarie di un paese determinato .
                                                                • • •/ • • •
 ---pagebreak---  ( 2)   Il certificato di origine non vincola tuttavia la valutazione
 delle autorità competenti , le quali , in caso di dubbio , possono
 esigere delle prove complementari allo scopo di assicurarsi che
 l' origine indicata risponde esattamente alle regole stabilite dal
 presente regolamento o dalle disposizioni adottate per la sua
 applicazione .
                          Articolo   8
 (1)    I certificati di origine relativi alle merci esportate dalla
 Comunità devono rispondere alle condizioni determinate all' articolo J,
paragrafo 1 , lettere a ) e b ) di cui sopra .
 ( 2)   Il certificato di origine attesta che le merci sono originarie
della Comunità Economica Europea .     Tuttavia , all' occorrenza , esso
può attestare che tali merci sono inoltre originarie di uno Stato
membro determinato .
        Quando le condizioni determinate all' articolo 5 del presento
regolamento sono riunite soltanto dal cumulo di operazioni effettuate
■in più Stati membri , solamente la certificazione dell' origine CEE
è ammessa .
 (3)    Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie affinchè ,
al più tardi alla fine del periodo di transizione , i certificati di
origine rilasciati dalle loro autorità ufficiali o dai loro organismi
autorizzati , siano , nella misura del possibile , istituiti in confor­
mità alle prescrizioni allegate al presente regolamento .
                          Articolo   9
        E' istituito un Comitato dell' origine , appresso denominato
" Comitato ", composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto
da un rappresentante della Commissione .
 ---pagebreak---                               - 7 -
                           Articolo 10
(1)     Il Comitato è competente per l' esame di ogni problema ohe .
pone l' applicazione delle disposizioni degli articoli da 4 a 8
del presente regolamento .
( 2)    Il Comitato è adito dal suo presidente o da uno Stato membro .
Esso si riunisce su convocazione del suo presidente .     Se un caso
di urgenza è invocato da uno Stato membro , la riunione è tenuta
entro due settimane a partire dalla data di presentazione della
domanda da parte dello Stato membro .
        Gli Stati membri sottopongono al Comitato , in particolare ,
i casi per i quali il carattere delle trasformazioni o delle lavora­
zioni , avuto riguardo alle dispozioni dell' articolo 5? paragrafi
1 e 2 del presente regolamento , non si presenta chiaramente definito o
per i . quali si pQne il problema dell' applicazione delle disposizioni
dell' articolo precitato .
(3)     Gli Stati membri informano il Comitato delle misure che le
loro amministrazioni centrali adottano nel quadro dell' applicazione
del presente regolamento .
                           Articolo 11
(1 )    I pareri espressi in seno al Comitato sono , dal suo presidente ,
comunicati alla Commissione nella settimana successiva alla chiusura
della riunione del Comitato .
        La Commissione , tenuto conto di tali pareri , decide sulla solu­
zione da apportare al problema in causa entro il termine di due set­
timane a decorrere dalla data nella quale essa ne è stata informata .
( 2)    Le disposizioni adottate dalla Commissione entrano in vigore
due settimane dopo la loro notifica agli Stati membri, a meno che ,
entro una settimana a datare da tale notifica , uno Stato membro non
abbia introdotto presso la Commissione una domanda di rinvio dinanzi
al Consiglio che sia fondata su considerazioni di principio .     Detta
domanda deve essere motivata nel più breve tempo possibile .
                                                                 •••/•••
 ---pagebreak---                             - 8 -
( 3)   In tal caso il Consiglio , tenuto conto dei pareri espressi
in seno al ; Comitato e dei motivi sulla base dei quali la Commissione
ha deciso , adotta le disposizioni applicatili conformemente alle
disposizioni dell' articolo 111 del Trattato .
( 4)   Se , entro due mesi a decorrere dalla data d' introduzione della
domanda di rinvio ,   il Consiglio non si è pronunciato conformemente
al paragrafo 3 , le misure adottate dalla Commissione entrano in
vigore due settimane dopo la scadenza di tale termine .
                          Articolo 12
      Ai fini dell' applicazione delle disposizioni degli articoli
da 4 a 6 del presente regolamento , gli Stati membri sono considerati
come costituenti una sola entità territoriale .
      Parimenti , per la determinazione dell' origine delle merci all' im­
portazione nella Comunità , i paesi facenti parte di una stessa
unione doganale , ai sensi dell' articolo XXIV del GATT, possono essere
considerati come costituenti una sola entità territoriale .
                          Articolo 13
      Il presente regolamento entra in vigore il
ed è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile
in ciascuno degli Stati membri .
     Fatto a Bruxelles , il              .
                                            Per il Consiglio
                                            Il Présidente
 ---pagebreak---                                                     ALLEGATO
                        Il certificato d' origine
     Il certificato d' origine dev' essere stabilito in conformità
al modello imito al presente allegato .     Esso è compilato a macchina
o a mano .   In quest' ultimo caso , deve farsi uso dell' inchiostro
e della scrittura a stampatello .
     Il certificato deve avere - il formato di cm , 21 per 30 . ed
essere stampato su carta collata per scrittura non contenente ipssta
meccanica del peso minimo di 64 grammi al metro quadrato .      Esso
deve avere un fondo arabescato di colore bistro , in modo da far
apparire qualsiasi falsificazione operata con mezzi meccanici o
chimici .
     Gli Stati membri possono riservarsi la stampa dei certificati
oppure affidarne il compito a delle tipografie da essi autorizzate .
In quest' ultimo caso , su ogni stampato , deve esserne fatto riferimento
Inoltre , ogni certificato deve portare il segno distintivo attribuito
alla tipografia autorizzata , nonché il numero di serie destinato a
contraddistinguerlo.'
 ---pagebreak---  Comünit'ä 'Ecoriömica 'Europea                  Communauté Economique Européenne
 Europäische Wirtschaftgemeinschaft             Europe se Economische Gemeenschap
                            CERTIFICATO D' ORIGIÏÏE
 Speditore
 Destinatário
 Paese di destinazione
         COLLI                                            |  Peso        Peso netto l
                                                          i                                I
! Marchi     i  Numéro      Denominazione delle merci     !  lordo j     ( kg o altre
    e             6                                                        misure     3
  numeri        natura                                       ( kg)         hi , m3 , ecc .
                                                                                           i
                                                                                           i
       \
                       i                                 II
 Osservazioni
 Si certifica che le merci sopra indicate sono originarie di
                                     Fatto a                        il
               o , .                 ( Autorità competente o organismo autorizzato
                                                               ( firma )
 ---pagebreak--- Comunita Economica Europea                      Communauté Economique Européenne
Europäische Wirtschaftgsnieinsohaft             Eurcpese Economische Gemeenschap
                                      DOMAJTOA DI
                        CERTIFICATO             D" ORIGINE
Io sottoscritto ( l )
Speditore delle merci qui appresso indicate ,
destinatela ( 2 )
Paese di destinazione       :
          COIiLI         I|                                  Peso      Peso netto
  Marchi     !|
              I
                 Numéro   I   Denominazione delle merci j    lordo     ( kg o altre
     e        I    0                                                     misure t
  numeri         natura                                      ( kg)       hl,m3,ecc .)
                   /
                          I                                          I
Osservazioni ;
Dichiaro che dette merci sono originarie ( 3 ) di                                   e
chiedo il rilascio di un certificato di origine .
                                    ifeto a                      il
                                                           ( Pirma )
( 1 ) Nome e cognome o ragione sociale , indirizzo completo .
( 2 ) Nome e cognome o ragione sociale , indirizzo completo del destinatario ,
( 3 ) Indicare sul retro , all' occorrenza, i fatti che provano l' origine-.,
       dichiarata .