CELEX: 51966PC0416
Language: it
Date: 1966-10-25
Title: Proposta DI DIRRETIVA DEL CONSIGLIO relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (66) 416
Vol. 1966/0106
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---  COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA
                          COMMISSIONE
                                                        COM(66)416 def.
                                                        Bruxelles , 25 ottobre i960
                                     Proposta
                            DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
               relativa alla commercializzazione dei materiali di
                      moltiplicazione vegetativa della vite
                  ( presentata dalla Commissione al Consiglio)
COM(66) 416 def«
 ---pagebreak---                                                      RELAZIONE
            -V                 ' •♦. V? *' - ' -o 1 < f', 'y.'-  i-'X'i y; F;"''                  I
       La '^fcoduzione vegetale è uno dei* r#fciVi6i'^Ìi*''-faitto:fi dell ' agricoltura . Il                                  -
       suo incremento qualitativo e quantitativo' ei uno : degli 'Obiettivi dell »4
       tica agrafia- della Comunità .                     1 • •*           ••        ■' ' ■•"■ •- •          . i
       Une dei mezzi per conseguire tale obiettivo consiste nell' utilizzazione d'i
       sementi e piante di alta qualità il cui valore genetico , rappresentato dalla
       varietà , e la qualità esterna rispondono alle condizioni più elevate .
       ,-^r garantire l' approvvigionamento,, di sementi e piante , adeguate ;e,Ai ]?:uona •
       qualità , vari Stati , hanno instaurato dei sistemi aventi lo scopo di control-
    .. lare , e rso.rvegliare. ufficialmente 1ja. qualità delle varietà e^delle . sedenti
       e piante provenienti da tali varietà »                                                              i - '.,i
       S990 . stati . elaborati secondo lq , stesso principio par un dato., numero idi
       specie vdi. piante sistemi internazionali concernenti , in particolars^la , certifi­
       cazione ^ varietale .                                   ;                ,                   • < V.                   ,
    ■-iSi<'iàlè " ;proposit'.o*' il Consigliò - dèi Ministri » hÀ- già' adottato del lé rdi rettive
       ieiative 'sÉlla commerciali zzaziohò dolio ' somenti di barbàbiètòlé , di- piante
                                                                                                      :      '      r - . - »,
       foraggere e di cereali , nonché di tuberi-seme di patate e dei materiali                                              ^
...... forestali -. di moltiplicazione ... ( l.)»                    „            .,      . .    -, v:
                                        •*
       ( l ) G.U. N. 125 del 11 , luglio 1966 *
 ---pagebreak---                                      - 2 -
La Commissione ritiene che è necessario stabilire una regolamentazione anar-
Xoga per le talee , marze e barbatelle di viti , vale a dire per i .materiali
di Lioltiplicazione vegetativa della vite . Tale regolamentazione deve, appli­
carsi a tutte le viti destinate alla produzione di vino, e di uve da tavo­
la ; non sono prese in considerazione le viti ornamentali ». In questo setto­
re , esistono attualmente nella Repubblica federale di Germania e in Francia
sistemi obbligatori secondo i quali é autorizzata esclusivamente la commer­
cializzazione di talee , marze e barbatelle di viti controllate . Secondo
l' esperienza acquisita , in particolare mediante tali sistemi , gli esperti
governativi degli Stati membri hanno elaborato le basi di un progetto di
direttiva relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazio­
ne vegetativa della vite .
Tale direttiva deve , nel contempo , ravvicinare le disposizioni legislative ,
regolamentari e amministrative divergenti di questi due Stati membri allo
scopo di abolire in futuro gli ostacoli agli scambi intracomunita.ri di ta.-
lee , marze e barbatelle di viti . Tale armonizzazione ha. carattere impellen­
te se si tiene conto del crescente volume degli scambi int rac ornimi tari dei
materiali di moltiplicazione della vite .
                                                               5
Il principio di base di tale progetto di direttiva e che , in futuro , all' in­
terno della Comunità , potranno essere commercializzati solo i materiali di
moltiplicazione della vite aventi l' identità e la purezza varietali ; queste
proprietà , nonché la qualità esterna devono essere ufficialmente controllate .
Per questi materiali di moltiplicazione controllati devono essere previste
tre categorie ; si tratta dei materiali di moltiplicazione di base , dei ma­
teriali di moltiplicazione certificati , da un lato , e dei materiali di mol­
tiplicazione standard , dall' altro » Viene aocordata la preferenza alle prime
due categorie dato che nei loro confronti è riohieàta una selezione clonale .
Tale selezione garantisce che i materiali di moltiplicazione provengono da
un' unica pianta di base , le cui caratteristiche sono riprodotte , in vasta
misura , dalla moltiplicazione vegetativa .
                                                                          • • •/ • • •
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    .Tale garanzia non è altrettanto grande per, i materiali di moltiplicazione
     standard sebbene l' identità e la purezza varietali siano altresì' richie­
     ste per tale categoria » Occorre nondimeno accettare provvisoriamente l' am­
     missione di tsCLi materiali dato che i fabbisogni della Comunità in materia­
     li di base e materiali certificati potranno essere coperti solo a lungo ter­
     mine . Ocoorre tuttavia fare osservare ohe la Commissione e gli Stati membri
     potranno limitare progressivamente la commercializzazione ai materiali di
     moltiplicazione de,Ila vite provenienti da una selezione clonale tramite al­
                                     » . *                                   i
     cune clausole particolari ( articolo 3 , paragrafo 3 , punto b ) e articolo 12 ,
     paragrafo 2 , punto a)»
     La varietà : costituisca la base dei sistemi di certificazione e di controllo ;
     la sua ammissione nei vari Stati membri è subordinata ad esami ufficiali o
     uffioralmente controllati aventi l' oggetto di determinare la differenziali­
. . tà di tals varietà rispetto ad altre varietà e di stabilire che possiede
    una omogeneità e stabilità sufficienti .
     Come nelle altre direttive , gli Stati membri conserveranno provvisoriamente
     la, facoltà di . stabilire elenchi restrittivi di varietà . Tali elenchi indi­
     cano le varietà per le quali possono essere commercializzati nello Stato
                        v                     »
    membro di cui trattasi solo i materiali di moltiplicazione . Esse si basano
     sul criterio supplementare del valore agronomiche d' utilizzazione . A tale
    proposito , occorre far osservare i lavori della Commissione concernenti
                                                     ■ ■■ •• - r.   "■       J.i
                                                                             -
     l' elaborazione di un catalogo CEE delle varietà . Tali lavori sono in corso
     da Vario tempo* e mirano soprattutto a definire criteri comunitari di ammis­
     sione al catalogo . In questo contesto , la vite è un caso particolare , da
    un lato , poiché si tratta di uria pianta perenne , dall' altro e soprattutto ,
     poiché la qualità di Vino ottenuto ha tuia funzione' preponderante nella va­
     lutazione della maggior parte delle varietà.
     Quest' ultimo fattore ha altresì * un' importante funzione nell' ambito di una
     organizzazione comune dei mercati nel settore vitivinicolo .
  . Prescrizioni relative al mantenimento delia merce in partite separate ,
     all' imballaggio , alla chiusura e al contrassegno , nonché al controllo devo­
    no assicurare l' identità dei materiali di moltiplicazione della vite con­
     trollati dal produttore all' utilizzatore finale .
   .1 materiali di moltiplicazione che sono conformi a tutti i requisiti della
     presente direttiva devono poter circolare liberamente nell' ambito degli
     scambi intracomunitari - a prescindere da alcune eccezioni .
                                                                        • • •/• • •
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  Come prevedono gli altri progetti di direttiva , la regolamentazione comu-
' hitarìa esclude tutti i materiali di moltiplicazione per i quali è prova­
  to che sono destinati all' esportazione verso Paesi terzi . Infatti , non è
  possibile prendere in considerazione nella regolamentazione comunitaria
  tutti i requisiti divergenti esistenti eventualmente nei Paesi terzi »
  Chiunque desideri esportare i materiali di moltiplicazione vèrso i Paesi
  terzi deve osservare i requisiti imposti di questi paesi . La formula "per
  i quali è provato " é volta ad obbligare gli Stati membri a vigilare seve­
  ramente affinché sia evitato qualsiasi abuso .
  Per quanto concerne i materiali di moltiplicazione originari di Paesi ter­
  zi , il progetto prevede la possibilità di constatare l' equivalenza dei si­
  stemi di controllo e di certificazione di tali paesi con quello della Comu­
  nità a condizione che tali materiali di moltiplicazione offrano le stesse
  garanzie dei materiali di moltiplicazione valutati e certificati o control­
  lati nei Paesi della Comunità .
  Come nelle direttive già adottate , il progetto comporta una clausola di
  salvaguardia che , in caso di difficoltà di approvsrigionamento , consente
  l' ammissione di categorie di materiale di moltiplicazione soggette a requi­
  siti ridotti . In questi casi precisi , bisognerà essere molto prudenti per
  quanto concerne l' identità e la purezza varietali , ma non è d' altro lato
  possibile rinunciare a tale clausola .
                                                             altresì'
  Per i materiali di moltiplicazione della vite bisognerà /prevedere , fin
  dall' inizio , delle prove comunitarie volte ad armonizzare i metodi tecnici
  di certificazione e . di controllo . Contrariamente ad altre specie di piante
  per le quali sono previsti sistemi di certificazione , per quanto concerne
  le viti , non sarà necessario che lo sforzo principale in materia di prove
  verta sui campi comparativi .
  Da questa direttiva risultano alcune disposizioni d' applicazione aventi
  carattere tecnico e sarebbe opportuno incaricarne la Comissione . Nondimeno ,
  si propone di fare intervenire in questo campo il Comitato permanente delle
  sementi e piante agricole , orticole e forestali per assicurare una stretta
  cooperazione con gli Stati membri .
 ---pagebreak---                ..... ,       PROPOSTA PI DIRETTIVA
   ... PEL CONSIGLIO RELATIVA ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI MATERIALI
               PI MOLTIPLICAZIONE VEGETATIVA PELLA VITE
                     (presentata dalla Commissiono al Consiglio)
IL CONSIGLIO PELLA COMUNITÀ* ECONOMICA EUROPEA,
Visto il Trattato ohe istituisce la Comunità Economica Europea , e in pai>-
ticolare l' articolo 43 ,
Vista la proposta della Commissione , .
Visto il parere del Parlamento Europeo ,
Considerando che la produzione di vino e di uve da tavola occupa ùn posto
importante nell' agricoltura della Comunità Economica Europea ,
Considerando che i risultati soddisfacenti della coltura della vite dipen­
dono in vasta misura dall' utilizzazione di piante di vite adeguate ? che
alcuni Stati membri hanno pertanto limitato , da qualche tempo , la comme as­
ciali zzazione dei materiali di moltiplicazione vegètativa della vite a
quella delle talee , marze e barbatelle di alta qualità } che essi hanno "be­
neficiato del risultato dei lavori di selezione sistematica dellé piante
effettuati da vari decenni e che hanno portato ad ottenere varietà di viti
stabili e omogenee , le cui caratteristiche consentono di prevedere sostan­
ziali vantaggi per gli impieghi previsti }
Considerando che una maggiore produttività in materia di coltura della vi­
te nella Comunità sarà ottenuta con l' applicazione da parte degli ., Stati
membri di norme unificate e il più possibile rigorose circa la scelta delle
varietà ammesse alla commercializzazione }
Considerando , tuttala, che una limitazione della commercializzazione ad
alcune varietà non è giustificata §e non in quanto esista al tempo smesso
la garanzia per il viticoltore che otterrà effettivamente talee , marze e
barbatelle di queste stesse varietà }
Considerando che a . tal. fine alcuni Stati membri applicano sistemi di cer-
tifioazione aventi lo scopo di garantire l' identità e la purezza delle
varietà mediante un controllo ufficiale ; ohe tali sistemi possono pertanto
costituire ^ una delle basi di un sistema di certificazione uriifioato nella
Comunità }
 ---pagebreak--- Considerando che è opportuno che tale sistema sia applicabile tanto agli
scambi tra gli Stati membri quanto alla commercializzazione sui mercati
nazionali ;
Considerando che , per regola generale , le talee , marze e barbatelle di viti
destinate alla produzione di uve o alla produzione di materiali di moltipli­
cazione di queste stesse talee , marze e barbatelle di viti possono essere
commercializzate solo se Bono state ufficialmente esaminate e certificate
in quanto materiali di moltiplicazione di base o materiali di moltiplicazio­
ne certificati , secondo le norme di certificazione $ che la scelta dei ter­
mini tecnici di "materiali di moltiplicazione di base 11 e di "materiali di
moltiplicazione certificati " è basata sulla terminologia internazionale
già esistente e sui sistemi comunitari previsti per gli altri generi e spe­
cie di piante |
Considerando che sarebbe auspicabile limitare la commercializzazione ai ma­
teriali di moltiplicazione certificati della vite ottenuti per selezione
clonale ; che , tuttavia , è attualmente impossibile conseguire tale obiettivo
dato che i fabbisogni della Comunità non potrebbero essere in tal caso co­
perti totalmente ; che occorre pertanto ammettere provvisoriamente la com­
mercializzazione di materiali standard controllati che devono possedere
altresì' l' identità e la purezza varietali , ma che non offrono sempre la
stessa garanzia delle talee , marze e barbatelle di viti ottenute per sele­
zione clonale ; che , nondimeno , tale categoria deve scomparire progressiva­
mente ;
Considerando ohe é opportuno che le talee , marze e barbatelle di viti non
commercializzate siano escluse dal campo d' applicazione delle norme comu­
nitarie data la loro scarsa importanza economica ; che non deve essere pre­
giudicato il diritto degli Stati membri di sottoporle a particolari pre­
scrizioni ;
Considerando che è opportuno non applicare le norme comunitarie ai materia­
li di moltiplicazione per i quali sia provato che sono destinati all' espor­
tazione in paesi terzi ;
Considerando che per migliorare , oltre il valore genetico , la qualità este­
riore dei materiali di moltiplicazione della vite nella Comunità, devono
essere previste alcune condizioni per quanto concerne la purezza tecnica ,
la qualità e la calibrazione ;
Considerando che per garantire l' individualità dei materiali di moltipli­
cazione , devono essere stabilite norme comunitarie relative alla separazione
 ---pagebreak---  dei lotti , l' imballaggio , la chiusura e il contrassegno 5 .che , a questo sco­
 po , le etichette devono recare le indicazioni necessarie all' esercizio del
 controllo uffioiale nonché all' informazione del viticoltore e porre in evi­
 denza il carattere comunitario del sistema ?
 Considerando che per garantire , in fase di c omme re ializz azione , il rispet­
 to sia delle condizioni relative alla qualità dei materiali di moltiplica^
 zione sia delle disposizioni intese a garantirne l' identità, gli Stati , mem­
 bri devono prevedere disposizioni di oontrollo adeguate j
 Considerando che i materiali di moltiplicazione rispondenti a tali condizio­
 ni non devono essere soggetti se non alle restrizioni di commercializzazione
 previste dalle norme comunitarie , fatta salva l' applicazione dell' articolo
 36 del Trattato ?
 Considerando che occorre che , in un primo tempo , fino all' elaborazione di
 un catalogo oomune delle varietà , tali restrizioni comprendano , in partico­
 lare , il diritto degli Stati membri di limitare la commercializzazione dei
.materiali di moltiplicazione a varietà aventi per il rispettivo territorio
 un valore agronomico e d' utilizzazione ;
 Considerando che , d' altro lato , occorre prevedere che immateriali di molti­
 plicazione raccolti in paesi terzi possano essere commercializzati nella
 Comunità soltanto se offrano le stesse garanzie dei materiali di moltipli­
 cazione ufficialmente certificati o ufficialmente controllati in quanto
 materiali di moltiplicazione standard nella Comunità ?
 Considerando che , per dei periodi nei quali l' approvvigionamento di materia­
 li di moltiplicazione certificati delle diverse categorie o di materiali
 di moltiplio azione standard' incontri difficoltà, occorre ammettere provvi­
 soriamente materiali di moltiplicazione soggetti a requisiti ridotti ?
 Considerando che al fine di armonizzare i metodi tecnici per la certifica­
 zione e il controllo dei materiali di moltiplicazione standard dei vari
 Stati membri e per avere , in futuro ,     possibilità di raffronto tra i ma­
 teriali di tooltiplicazione certificati o controllati all' interno della Co­
 munità e quelli provenienti dai paesi terzi , é opportuno stabilire negli
 Stati membri esami comunitari per valutare la qualità dei materiali di mol­
 tiplicazione delle varie categorie 5
 ---pagebreak--- Considerando che è indicato affidare alla Commissione la cura di adottare
talune misure d 1 applicazione ; che , per facilitare l' attuazione delle dispo­
sizioni previste , è opportuno prevedere una procedura che instauri una
stretta cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione , in
mitato permanente per le sementi e i materiali di moltiplicazione/ ortico­
li e forestali ?
HA JUX)TTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                 Articolo 1                                   *
La presente direttiva riguarda i materiali di moltiplicazione vegetativa
della vite , in appresso denominati " materiali di moltiplicazione ", commer­
cializzati all' interno della Comunità .
                                 Articolo' 2
Ai sensi della presente direttiva s' intende per t
A• Vite ; le piante del genere *ritis ( L ) destinate alla produzione di uve ,
            nonché di materiali di moltiplicazione per queste stesse piante .
B. Materiali di moltiplicazione
   1 * Piante di vite
       a) barbatelle franche       t frazioni di sarmenti di vite radicati
                                       e non innestati , destinati ad essere
                                       piantati franchi o ad essere impiegati
                                       come portinnesto
       b ) barbatelle innestate    : frazioni di sarmenti di vite uniti me­
                                       diante innesto la cui parte sotterranea
                                       è radicata *
 ---pagebreak---                                       - 5' -
   2 . Parti di piante di vite          -                          .............
       à) sarmenti :                  rami di un anno
       b ) talee di portinnesto :     frazioni di sarmenti di vite destinate
                                      a formare la parte sotterranea nella
                                      preparazione delle "barbatelle innestate
       c ) nesti :                    frazioni di sarmenti di vite destinate
                                      a formare la parte aerea nella prepara­
                                      zione delle "barbatelle innestate o per
                                      gli innesti sul posto
       d ) talee di vivaio t          frazioni di sarmenti di vite destinate
                                      alla produzione di "barbatelle franche
C. Vigneti di viti-madri
 . Colture di , viti destinate alla= produzione d,i . t.alèe „dl; portinnesto ,,'.di
   talee di vivaio o di nesti .
D. Vivai di viti
   Colture di viti destinate alla produzione di "barbatelle franche o di
   barbatelle innestate .
E. Materiali di moltiplicazione di base t i materiali di moltiplicazione
   a) prodotti sotto la responsabilità del costitutore secondo metodi di
       selezione per la conservazione della varietà *
                                                 .            • .•                   '      !
   b ) previsti per la produzione di materiali di moltiplicazione ?
   c ) conformi alle condizioni degli allegati I é IL. per i- fflàterltìl-i --di-
       moltiplicazione di base e                                                 i          !; 1 ■
   ti) per i quali , all' atto di un esame' ufficiale/ -'feia Btiatà constatata
       la rispondenza alle condizioni summenzionatè .»
            •. 1          V  '*                           "* J                     •• •/ • • •
 ---pagebreak---                                        - 6 -
F. Materiali di moltiplicazione certificati :       i materiali di moltiplicazione
     a) provenienti direttamente da materiali di moltiplicazione di base }
    "b ) previsti per
         - la produzione di piante o parti di piante die servono alla produ­
           zione di uve ?
         - la produzione di uve }
    c ) conformi alle condizioni degli allegati I e II per i materiali di
         moltiplicazione certificati e
    d) per i quali , all' atto di un esame ufficiale , sia stata constatata
         la rispondenza alle condizioni summenzionate •
C. Materiali di moltiplicazione standard :       i materiali di moltiplicazione
    a) che presentano l' identità e la purezza varietali }
    b ) previsti per
         - la produzione di piante o parti di piante che servono alla produ­
           zione di uve }
         - la produzione di uve }
    c ) conformi alle condizioni degli allegati I e II per i materiali di
         moltiplicazione standard e
    d ) per i quali , all' atto di un esame ufficiale , sia stata constatata
         la rispondenza alle condizioni summenzionate »
H , Disposizioni ufficiali :      le disposizioni che sono state adottate
    a) dall' autorità di uno Stato membro , o
    b ) sotto la responsabilità dello Stato , da persone giuridiche di diritto
         pubblico o privato , o
    c ) per attività ausiliarie , sempre sótto il controllo dello Stato , da
         persone fisiche vincolate da giuramento ,
                                                                    • •♦/ • • •
 ---pagebreak--- a condizione ohe le persone indicate sub- b ) e c ) non traggano un profitto
particolare dal risultato di detta disposizione .
                                          Articolo 3
1 . Gli Stati membri prescrivono che i materiali di moltiplicazione della :
     vite possono essere commeroializzati soltanto se sono stati ufficial­
     mente certificati " materiali di moltiplicazione di base " o " materiali
   - di moltiplicazione certificati " o se si tratta di materiali di moltipli­
     cazione standard ufficialmente controllati e rispóndenti alle condizioni
 -   dell' allegato , 11 .             • .«/                   .•   -        '
                        *          ·    \      λ     » ·'         ι
2 . Oli Stati membri possono prevedere deroghe al paragrafo 1
     a) per materiali di moltiplicazione di generazioni precedenti ai mate­
         riali di base ,
     b ) per prove sperimentali o a scopi scientifici ,
     c ) per lavori di selezione .
3 « Secondo la procedura prevista nell' articolo 17 ," la Commissione può'
     a) autorizzare gli Stati membri , in deroga alle disposizioni dell' alle-
                      parte d ,
         gato , II ,./punto 1 , a classificare le .barbatelle innestate proveniènti
         da combinazioni di materiali di moltiplicazione certificati su ma­
         teriali di moltiplicazione standard come materiali di moltiplica­
         zione certificati . Tale autorizzazione deve essere concessa solo
         per un periodo transitorio , a determinarsi dalla Commissione , sino
         al momento in cui i nuovi impianti negli Stati membri in questione
         siano sufficientemente approvvigionati di materiali di moltipli­
         cazione di base e materiali di moltiplicazione certificati ;
     b ) prescrivere che i materiali di moltiplicazione di talune varietà del­
         la vite' pos&ono essere commercializzate a decorrere da determinate
         date soltanto se siano stati ufficialmente certificati come "materia­
         li di moltiplicazione di base M o " materiali di moltiplicazione cexv
         tificato ".
 ---pagebreak---                                   Articolo 4
Gli Stati membri , per la propria produzione , possono stabilire , per quan­
to si riferisce agli allegati I e II , condizioni supplementari o più ri­
gorose per la certificazione nonché per il controllo dei materiali di mol­
tiplicazione standard .
                                  Articolo 5
1 . Ogni Stato membro stabilisce un registro delle varietà della vite am­
    messe ufficialmente alla certificazione nonché al controllo dei materiar­
    li di moltiplicazione standard nel proprio territorio . Il registro in­
    dica le principali caratteristiche morfologiche e fisiologiche che
    consentono di distinguere fra di loro le varietà .
2 . Una varietà è ammessa alla certificazione o al controllo solo quando
    sia stato accertato mediante esami ufficiali o ufficialmente controlla­
    ti , effettuati particolarmente in coltura , che la varietà sia suffi-
    cientemente omogenea e stabile .
    Se è noto che la varietà è commercializzata in un altro paese sotto
    un' altra designazione , tale designazione deve essere pure registrata .
3 . Le varietà ammesse sono regolarmente ed ufficialmente controllate . Se
, una delle condizioni per l' ammissione alla certificazione o al controllo
    non è più. soddisfatta , l' ammissione è revocata e la varietà è soppressa
    dal registro .
4 . Il registro e le sue varie modificazioni sono immediatamente notificati
    alla Commissione che ne dà comunicazione agli altri Stati membri .
 ---pagebreak---                                             - 9 -
                                         ÂTtl'CÎ'ôl'd'ê
Gli Stati membri prescrivono che durante la procedura di controllo delle
varietà i campioni siano prelevati ufficialmente secondo metodi adeguati .
                                         Articolo 7
Oli Stati membri prescrivono che i materiali di moltiplicazione , durante
la raccolta , il condizionamento , l' immagazzinamento , il trasporto e l' alle­
vamento , siano tenuti in lotti separati e identificati secondo le varietà
s , eventualmente , per i materiali di moltiplicazione di base e i materiali
di moitiplicazione certificati , secondo il clone .
                                         Articolo 8
1 . Oli Stati membri prescrivono che i materiali di moltiplicazione possono
   - essere commercializzati solo in partite sufficientemente omogenee e in
     imballaggi o mazzi chiusi , muniti , conformemente agli articoli 9 ® 10 »
     di un sistema di chiusura e di contrassegno . Il condizionamento ha luo-^
  . go .conformemente' allò disposizioni dell' allegato III .
                 Y I
2 . Gli Stati membri possono prevedere deroghe alle disposizioni del para­
     grafo 1 per la commercializzazione di piccoli quantitativi al consuma­
     tore diretto , nonché per le viti in vasi , casse o cartoni , per quanto
     riguarda il condizionamento , l' imballaggio , il sistema di chiusura e il
     contrassegno .                                                            '   '
                                         Articolo 9
Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi e i mazzi - di materiali di
moltiplicazione siano chiusii dal responsabile della chiusura di modo che
l' apertura dell' imballaggio comporti il deterioramento del sistema di chiu­
sura e l' impossibilità di ricostituirlo .
             i                                                            . ,
           *   •                                                              * v'
                            • u' * " : •
                                                                    . . ./. . •
 ---pagebreak---                                        10 -
                                  Articolo  10
1 « Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi e i mazzi di materiali
    di moltiplicazione siano muniti , all' esterno , dal responsabile della
    chiusura , di un' etichetta conforme all' allegato IV, in tuia delle lingue
    ufficiali della Comunità } l' applicazione è assicurata a mezzo del siste­
    ma di chiusura . Il colore dell' etichetta è bianco per i materiali di
    moltiplicazione di base , azzurro per i materiali di moltiplicazione
    certificati e marrone per i materiali di moltiplicazione standard ,
2 . Gli Stati membri possono prescrivere che ogni consegna sia altresì ac­
    compagnata da un documento in cui figurano le indicazioni dell' etichetta .
                                  Articolo 11
Gli Stati membri vigilano affinché l' individualità dei materiali di molti­
plicazione sia garantita dalla raccolta alla consegna al consumatore di­
retto mediante un sistema di controllo ufficiale prescritto e approvato
da essi . Essi adottano disposizioni opportune per consentire              il controllo
ufficiale , durante la commercializzazione ,       effettuato almeno mediante
sondaggio , affinché i materiali di moltiplicazione soddisfino alle condi­
zioni previste nella presente direttiva .
                                  Articolo 12
1 . Gli Stati membri vigilano affinché i materiali di moltiplicazione di
    base , i materiali di moltiplicazione certificati che sono stati uffi­
    cialmente certificati e il cui imballaggio è stato chiuso e contrasse­
    gnato conformemente alla presente direttiva , nonché i materiali di
    moltiplicazione standard il cui imballaggio è stato chiuso e contras­
    segnato conformemente alla presente direttiva non siano soggetti se non
    alle restrizioni di commercializzazione previste nella presente diret­
    tiva per quanto riguarda le loro caratteristiche , le disposizioni re­
    lative all' esame , il contrassegno e la chiusura .
2 . Gli Stati membri possono :
    a) prescrivÈre , in quanto non siano entrate in vigore disposizioni
       della Commissione a norma dell' articolo 3 , paragrafo 3 , lettera b ),
                                                                • I •/ • • *
 ---pagebreak---    • eh©' i materiali - di moltiplicazione di alcune varietà della vite pos­
         sono essere . commercializzati- a decorrere da determinate date soltanto
         se siano stati ufficialmente certificati come "materiali - di moltiplir-
       ' cazione di base ^ o "materiali di moltiplicazione certificati" } -,
b ) limitare là cómmercializzazione dei materiali di moltiplicazione ai
         materiali di - moltiplicazione delle varietà iscritte in un registro
      ; nazionale che si basi sul valore agronomico è sul valore di utilizza­
         zione per il rispettivo territorio , fino al momento in cui potrà en­
         trare in applicazione un catalogò comune delle varietà, applicazione
„.<• che dpvrà intervenire "non oltre il 1° gennaio 1970 ? le condizioni
... ..d' iscrizione in detto registro , per le varietà provenienti da altri
         Stati membri , sono identiche a quelle per le varietà nazionali *
                                         Articolo 13
                                                                                     - ί : .»   .1 -
l.-'Su proposta della Commissione il Consiglio , deliberando a maggioranza
         qualificata , constata se materiali di moltiplicazione r raccolti ; i$ un
         paese terzo e che offrano le stesse garanzie quanto alle loro carat-
         Veristiche nonché ali© disposizioni adottate per il loro esame , per
         assicurarne l' identità, per- i contrassegni e per il controllo , siano
         per questi aspetti equivalenti ai- materiali di moltiplicazione di
    . ..base , ai materiali di moltiplicazione certificati o ai materiali di
         moltiplicazione standard raccolti all' interno della Comunità e confort
                                                                              kV " !          •
     . mi alle disposizioni della presente direttiva »
                                    »
 2 * Sino a quando il Consiglio non si sia pronunciato conformemente al pa­
         ragrafo 1 , gli Stati membri stessi possono procedere alle constatazioni
         previste' in quiel paràgrafo •-» Tale
                                           •
                                                  diritto
                                               i -;.* . ' J ■
                                                              si estingue
                                                                 '
                                                                          il 1° luglio 1969 »
           f e-                s. •                                                     j
                   ■"v                   Articolò' 14                                           ..
 1 . Al fine di eliminare difficoltà temporanee di approvvigionamento di
         material^. W . njoltiplicazione di base , di materiali di moltiplicazione
         certificati o di materiali di moltiplicazione standard , che si mani­
         festino almeno in uno Stato membro non possono essere superate all' in­
         terno della Comunità, la Commissione autorizza, secondo la procedura
         prevista nell' articolo 17 , uno o più Stati membri ad ammettere alla
 ---pagebreak---                                          - 12
      commercializzazione , per un periodo da essa determinato , materiali di
      moltiplicazione di una categoria soggettaa requisiti ridotti »
2 . Quando si tratti di una categoria di materiali di moltiplicazione di
      una data varietà, il colore dell' etichetta ufficiale è quello previ­
      sto per la categoria corrispondente e , in tutti gli altri casi , è di
      color giallo scuro » L' etichetta indica sempre che si tratta di mate­
      riali di moltiplicazione di una categoria so^tta a requisiti ridotti .
                                    Articolo 15
La presente direttiva non si applica ai materiali di moltiplicazione del­
la vite per i quali sia provata la destinazione all' esportazione in paesi
terzi .
                                    Articolo 16
1 . All' interno della Comunità sono effettuati esami comunitari , per va­
      lutare la qualità del materiale di moltiplicazione j essi sono sotto­
      posti all' esame del Comitato di cui all' articolo 17 *
2 . In \zna prima fase , gli esami servono ad armonizzare i metodi tecnici
      di certificazione dei materiali di moltiplicazione certificati e del
      controllo dei materiali di moltiplicazione standard per ottenere l' equi­
      valenza dei risultati-» Conseguito tale obiettivo , gli esami formeranno
      oggetto di una relazione annuale di attività, da notificarsi in via ri­
      servata agli Stati membri e alla Commissione . La Commissione determina,
      secondo la procedura prevista nell' articolo 17 » la data alla quale la
    - relazione è redatta per la prima volta »
3 » La Commissione adotta , secondo la procedura prevista nell' articolo 17 ,
      le disposizioni necessarie per effettuare gli esami » Possono essere
      compresi negli esami materiali di moltiplicazione della vite prodotti
      in paesi terzi »
 ---pagebreak---                                          Articolo  17
1 . Nei oasi in cui si fa riferimento- alla procedura definita nel presente
     articolo , il Comitato- permanente per le sementi e- i materiali di molti­
     plicazione agricoli , orticoli e forestali istituito cori decisione àel
     Consiglio del 14 giugno 1966             denominato in appresso il -"Comitato",
                 :           • . • ' ■ >  - '
     è chiamato a pronunciarsi dal suo Presidente , sia su iniziativa di'
     quest' ultimo , sia a richiesta del rappresentante di Tino Stato - membro »
2 . Uel ; Comitato , ai voti degli Stati membri è attribuita la ponderazione
     di cui all' artioolo 148 , paragrafo 2 , del Trattato . Il Presidente non
     partecipa al voto »
3 » Il rappresentante della Commissione, presenta un progetto'dellé misiìre " ' *
     da adottare . Il Comitato formula il suo parere in merito a tali misure
     nel termine che il Presidente può * stabilire in relazione all' urgenza
     dei problemi in esame . Il Comitato .si pronuncia a maggioranza di dodici
     voti »
4 » La Commissione adotta misure che sono di immediata applicazione » Tutta­
     via , qualora esse non siano conformi al parere formulato dal Comitato ,
     sono immediatamente comunicate dalla Commissione al Consiglio » In tal
     caso , la Commissione può' rinviare l' applicazione delle misure da essa
     decise di un mese al massimo , a decorrere da tale comunicazione »
     Il Consiglio , deliberando a maggioranza qualificata , può' prendere una
     decisione diversa nel termine di un mese .
                                         Articolo 18
La presente direttiva non pregiudica le disposizioni delle legislazioni
nazionali giustificate da motivi di tutela della sanità e della vita
delle persone e degli animali o di preservazione dei vegetali o di pro­
tezione della proprietà industriale e commerciale »
                                                                         • • •/ • • •
( l ) G.U. N» 125 del 11 luglio 1966 , pag» 2289/ 66
 ---pagebreak---                                    - 14 -
                                Articolo  19
Gli Stati membri mettono in vigore le misure necessarie per conformarsi
alla presente direttiva ( non oltre il 1° luglio 19^9 ) e ne informano
immediatamente la Commissione »
A decorrere dalla notificazione della presente direttiva , gli Stati mem­
bri provvedono a trasmettere alla Commissione , in tempo utile affinché
quest' ultima possa presentare le sue osservazioni , ogni altro progetto
di disposizioni legislative , regolamentari o amministrative che essi in­
tendano adottare nel settore disciplinato dalla presente direttiva .
                                Articolo 20
La prepente direttiva è destinata agli Stati membri .
                                     Bruxelles ,
                                     Per il Consiglio
                                     Il Présidente
 ---pagebreak---                                                                ALLEGATO I
                        CONDIZIONI RELATIVE ALLA COLTURA.
 I. Disposizioni generali
     1 , La coltura deve possedere identità e purezza varietali »
     2 » Lo stato colturale del campo di produzione e lo stato di sviluppo
         della coltura devono consentire un controllo sufficiente dell' iden­
         tità e della purezza varietali .
     3 . Deve esistere una garanzia massimale che il suolo non è stato in­
         fettato da organismi nocivi , in particolare da virus , al momento
         in cui sono piantati i vivai di viti e viti madri destinati alla
         produzione di materiali di moltiplicazione di base e di materiali di
         moltiplicazione certificati »
     4 » La presenza di organismi nocivi che riducono il valore di utilizza­
         zione dei materiali di moltiplicazione è tollerata solo entro limiti
         il più possibili ridotti »
     5 » Bisogna mantenere la coltura priva di piante che presentino sìntomi
         dì malattie da virus »
     6 » La proporzione dei ceppi mancanti nei vigneti di viti madri destina­
         ti alla produzione di materiali di moltiplicazione di base e di ma­
         teriali di moltiplicazione certificati , non deve superare il 5 Ì°!
         non deve superare il 10 $ nei vigneti di viti madri destinati alla
         produzione di materiali di moltiplicazione standard »
     7 » Ogni anno si procede ad almeno una ispezione in campo 5 in caso di
         oontestazione , che può * essere composta senza pregiudicare la qua­
         lità del materiale , ha luogo una seconda ispezione in campo »
II » Disposizioni particolari
     1 » Non devono essere collocati vivai all' interno o ad alcuni metri di
         un vigneto a frutto .
     2 » Le parti di piante di vite utilizzate per la produzione delle bar­
         batelle franche e delle barbatelle innestate devono provenire da
         viti madri che sono state considerate conformi al momento del cort-
         trollo .
                                                                   • • •/• • *
 ---pagebreak---                                                                           ALLEGATO n
           . . 1 a*' **.       t*
                              CONDIZIONI RELATIVE AI MATERIALI DI MOLTIPLICAZIONE
   I * Disposizioni generali                                          ■ J- ■
        1 . I materiali di moltiplicazione devono possedere l' identità e la
                 purezza varietali » E * ammessa ima aberrazione dell' I - $> all' atto
                 della commercializzazione dei materiali di moltiplicazione standard »
         2 » Purezza tecnica minimale : $6 tfo, '           •■•<*■■ ;
                  Sono considerate impurità tecniche -r
                  a) i matériali di moltiplicazione disseccati 'totalmente o in parte
                         anche quando sono stati immersi nell' acqua dopo il loro dissec­
                         camento },         '   i.
            . b ) i materiali di moltiplicazione , avariati , contorti o con lesioni ,
j. ;              ''•■•■in particolare danneggiati dalla grandine o dal gelo , schiaccia­
     ■., ,v : . ,■ ti o rotti . .
        3 . La presenza di organismi nocivi che riducono il valore di utilizza­
                  zione dei materiali di moltiplicazione è tollerato nel limite il
                 più possibile ridotto »
II . Disposizioni particolari
                                                                        • /
        1 . Barbatelle innestate :
                 Le barbatelle innestate provenienti da combinazioni di materiali
                 di moltiplicazione di base su materiali di moltiplicazione di base
                 nonché di materiali di base su materiali certificati sono olassi-
                 ficate* nella categoria 'materiali di moltiplicazione di base . Le
                 barbatelle innestate provenienti da materiali da moltiplicazione
                  certificati su materiali di base nonché da materiali di moltiplicazione
                    certificati su materiali di moltiplicazione certificati sono clas­
                   sificate nella categoria materiali di moltiplicazione certificati .
                 Tutte le altre canjihinazioni sono classificate come materiali di
                 moltiplicazione standard .
         2 . Parti di piante di vite t                  .           .
                                                                                            /
                  I sarmenti devono essere giunti ad uno stato di maturità sufficien-
             • te del legno . Il rapporto "legno-midollo" à normale per la varietà .
                                                                                  •••/• • •
 ---pagebreak---                                          2                    Allegato li
III . Calibrazione
      1 . Talee di portinnesto , talee di vivaio e nesti t
          A. Diametro
              Si tratta del diametro maggiore della sezione più piccola-.
              a) talee di portinnesto e nesti t
                  aa ) diametro alla estremità più picoola *
                       i ) per vitis rupestris e suoi incroci con vitis vinife­
                           ra da 6 a 12 mm }
                      ii ) per le altre varietà da 6,5 a 12 mmj
                       la percentuale dei sarmenti aventi un diametro inferio­
                       re o uguale a 7 mm per vitis rupestris e suoi incroci
                       con vitis vinifera e inferiore o uguale a 7 » 5 mm per
                       le altre varietà non deve superare il 25 Ì° del lotto ;
                 fot ) diametro massimo all' estremità più grossa 14 mm . Il
                                                            t
                       taglio e effettuato a 2 cm come minimo dalla "base della
                       gemma inferiore .
             b ) Talee di vivaio :
                 diametro minimo all' estremità più piccola » 3,5 mm *
          B. Lunghezza
             La lunghezza è misurata a partire dalla base del nodo inferio­
             re ; il meritallo superiore deve essere conservato .
             a) talee di portinnesto : lunghezza minimale 1,05 m
             b ) talee di vivaio t lunghezza minimale 50 cmj per vitis vini­
                 fera 30 cm
             c ) nesti s lunghezza minimale 50 cm .
      2 . Barbatelle franche :
          A. Diametro
             Il diametro misurato al centro del meritallo , sotto la caccia­
             ta superiore e secondo il grande asse è per lo meno uguale a
 ■ -         5 mm .
 ---pagebreak---                                                          Annexe II
    B. Lunghezza
        La distanza dal punto inferiore di inserzione delle radici al­
        la giuntura della cacciata superiore è per lo meno uguale
        a ) per i soggetti a 30 cm
        "b ) per le altre barbatelle franche a 22 cm.
    C , Radici
        Ogni pianta deve aveye per lo meno tre radici "bene sviluppate .
3 . Barbatelle innestate :
    a) il gambo deve avere - per lo '•meno 20 cm di lunghezza
                                                  )
    b ) radici s ogni pianta deve avere almeno tre radici bene svilup­
        pate .
 ---pagebreak---                                                     ALLEGATO III
                    CONDIZIONAMENTO
        Composizione degli imballaggi o mazzi :
       Natura                                   Numero
1 * Barbatelle innestate                          25
2 * Barbatelle franche                            50
3 . Nesti                                        200
4 » Talee di portinnesto                         200
5 . Talee di vivaio dei portinnesti e
    di vitis vinifera                            500
6 . Altre talee di vivaio                        200
 ---pagebreak---                                                     ■ ALLEGATO IV
                               ETICHETTA
Indicazioni prescritte
a) Per i materiali di moltiplicazione di "base e i materiali di molti­
    plicazione certificati t
    1 . " materiali di moltiplicazione certificati secondo le prescrizio­
        ni della Comunità Economioa Europea".
    2 . Nome e indirizzo del produttore o sua marca di identificazione .
                                                            i
    3 » Home e indirizzo del responsabile dell' ultima chiusura dell' imbal­
        laggio o mazzo .
    4 . Servizio di certificazione e Stato membro .
    5# Numero di riferimento della partita
    6 . Varietà e eventualmente il clone .
    7 . Categoria .
    8 . Paese di produzione .
    9 * Quantità .
b ) Per i materiali di moltiplicazione standard :
    1 » " Materiali di moltiplicazione standard seoondo le prescrizioni
        della Cccunità Economica Europea »"
    2 » Home e indirizzo del produttore o sua marca di identificazione .
    3 . Nome e indirizzo del responsabile dell' ultima chiusura dell' imbal­
        laggio o del mazzo .
    4 . Servizio di controllo e Stato membro .
    5 . Numero di riferimento della partita .
    6 . Varietà .
    7 . Paese di produzione »
    8 . Quantità
Dimensioni minimali
110 min    x   61 mm .