CELEX: C2003/135/06
Language: it
Date: 2003-06-07 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 8 aprile 2003 nelle cause riunite C-53/01, C-54/01 e C-55/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale del Bundesgerichtshof): Linde Ag (C-53/01), Winward Industries Inc. (C-54/01) e Rado Uhren AG (C-55/01) ("Ravvicinamento delle legislazioni — Marchi d'impresa — Direttiva 89/104/CEE — Impedimenti alla registrazione — Art. 3, n. 1, lett. b), c) ed e) — Marchio tridimensionale costituito dalla forma del prodotto — Carattere distintivo — Interesse generale al mantenimento della disponibilità di taluni segni")

C 135/4                    IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                   7.6.2003
                      SENTENZA DELLA CORTE                                              re se, in circostanze particolari, caratterizzate dall’importanza
                                                                                        del marchio nella scelta dell’acquirente nonché dalla rilevante
                                                                                        differenza, in termini di notorietà, tra i rispettivi marchi dei
                               8 aprile 2003                                            prodotti confrontati, l’omissione del marchio più rinomato
                                                                                        possa risultare ingannevole.
nella causa C-44/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale
dell’Oberster Gerichtshof): Pippig Augenoptik GmbH &                              3)    L’art. 3 bis, n. 1, della direttiva 84/450, modificata, non osta
Co. KG contro Hartlauer Handelsgesellschaft mbH, Verlas-                                a che i prodotti confrontati siano acquistati attraverso canali
senschaft nach dem verstorbenen Franz Josef Hartlauer (1)                               distributivi diversi.
                                                                                  4)    L’art. 3 bis della direttiva 84/450, modificata, non osta
(«Ravvicinamento delle legislazioni — Direttive 84/450/                                 alla realizzazione da parte dell’operatore pubblicitario di un
CEE e 97/55/CE — Pubblicità ingannevole — Condizioni di                                 «acquisto-test» presso un concorrente ancor prima del lancio
                 liceità della pubblicità comparativa»)                                 della propria offerta, purché le condizioni di liceità della
                                                                                        pubblicità comparativa ivi enunciate siano rispettate.
                             (2003/C 135/05)                                      5)    Un confronto di prezzo non causa il discredito di un concorrente
                                                                                        ai sensi dell’art. 3 bis, n. 1, lett. e), della direttiva 84/450,
                       (Lingua processuale: il tedesco)                                 modificata, né ove la differenza di prezzo tra i prodotti
                                                                                        confrontati sia superiore alla differenza media di prezzo, né in
                                                                                        ragione del numero di confronti effettuati. L’art. 3 bis, n. 1,
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella                 lett. e), della direttiva 84/450, modificata, non osta a che una
                «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                            pubblicità comparativa riproduca, oltre al nome del concorrente,
                                                                                        il suo logotipo e un’immagine della facciata del suo negozio, se
                                                                                        tale pubblicità rispetta le condizioni di liceità stabilite dal diritto
                                                                                        comunitario.
Nel procedimento C-44/01, avente ad oggetto la domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                           (1 ) GU C 118 del 21.04.2001.
dell’art. 234 CE, dall’Oberster Gerichtshof (Austria), nella causa
dinanzi ad esso pendente tra Pippig Augenoptik GmbH & Co.
KGe Hartlauer Handelsgesellschaft mbH, Verlassenschaft nach
dem verstorbenen Franz Josef Hartlauer, domanda vertente
sull’interpretazione della direttiva del Consiglio 10 settembre
1984, 84/450/CEE, concernente la pubblicità ingannevole e
comparativa (GU L 250, pag. 17), come modificata dalla
direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 6 ottobre                                             SENTENZA DELLA CORTE
1997, 97/55/CE (GU L 290, pag. 18), la Corte, composta dai
sigg. G.C. Rodríguez Iglesias, presidente, J.-P. Puissochet,                                                     8 aprile 2003
M. Wathelet e C.W.A. Timmermans, presidenti di sezione,
D.A.O. Edward e V. Skouris, dalle sig.re F. Macken e N. Colne-
                                                                                  nelle cause riunite C-53/01, C-54/01 e C-55/01 (domanda
ric, dai sigg. S. von Bahr, J.N. Cunha Rodrigues (relatore) e
A. Rosas, giudici, avvocato generale: sig. A. Tizzano, cancellie-                 di pronuncia pregiudiziale del Bundesgerichtshof): Linde
                                                                                  Ag (C-53/01), Winward Industries Inc. (C-54/01) e Rado
re: sig.ra M.-F. Contet, amministratore principale, ha pronun-
                                                                                                          Uhren AG (C-55/01) (1)
ciato il 8 aprile 2003 una sentenza il cui dispositivo è del
seguente tenore:
                                                                                  («Ravvicinamento delle legislazioni — Marchi d’impresa —
                                                                                  Direttiva 89/104/CEE — Impedimenti alla registrazione —
1)     L’art. 7, n. 2, della direttiva del Consiglio 10 settembre                 Art. 3, n. 1, lett. b), c) ed e) — Marchio tridimensionale
       1984, 84/450/CEE, concernente la pubblicità ingannevole e                  costituito dalla forma del prodotto — Carattere distintivo —
       comparativa, come modificata dalla direttiva del Parlamento                Interesse generale al mantenimento della disponibilità di
       europeo e del Consiglio 6 ottobre 1997, 97/55/CE, osta                                                    taluni segni»)
       all’applicazione alla pubblicità comparativa di disposizioni
       nazionali più restrittive in materia di tutela contro la pubblicità
       ingannevole per quanto concerne la forma ed il contenuto del                                            (2003/C 135/06)
       confronto, senza che si debbano effettuare distinzioni in ordine
       ai diversi elementi del confronto, ossia le indicazioni relative                                 (Lingua processuale: il tedesco)
       all’offerta dell’operatore pubblicitario, le indicazioni relative
       all’offerta del concorrente e il rapporto tra tali offerte.
                                                                                  (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                                 «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
2)     L’art. 3 bis, n. 1, lett. a), della direttiva 84/450, modificata,
       dev’essere interpretato nel senso che, pur essendo l’operatore
       pubblicitario in linea di principio libero di indicare o meno,
       nell’ambito di una pubblicità comparativa, il marchio dei                  Nei procedimenti riuniti C-53/01-C-55/01, aventi ad oggetto
       prodotti concorrenti, spetta tuttavia al giudice nazionale verifica-       la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a
 ---pagebreak--- 7.6.2003                    IT                              Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 135/5
norma dell’art. 234 CE dal Bundesgerichtshof (Germania), nella                                         SENTENZA DELLA CORTE
causa dinanzi ad esso pendente tra Linde Ag (C-53/01),
Winward Industries Inc. (C-54/01) e Rado Uhren AG (C-55/
01) e domanda vertente sull’interpretazione dell’art. 3, n. 1,                                                 (Sesta Sezione)
lett. b), c) ed e), della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre
1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati Membri in materia di marchi d’impresa (GU 1989, L 40,
pag. 1), la Corte, composta dai sigg. G.C. Rodríguez Iglesias,                                                 10 aprile 2003
presidente, signori J.-P. Puissochet, R. Schintgen e C.W.A. Tim-
mermans, presidenti di sezione, sigg. C. Gulmann,
D.A.O. Edward, A. La Pergola e V. Skouris, sig.ra F. Macken                         nella causa C-65/01: Commissione delle Comunità euro-
(relatore), sigg. J.N. Cunha Rodrigues e A. Rosas, giudici,                                        pee contro Repubblica italiana (1)
avvocato generale: sig. D. Ruíz-Jarabo Colomer, cancelliere:
sig. H. von Holstein, cancelliere aggiunto, ha pronunciato il
8 aprile 2003 una sentenza il cui dispositivo è del seguente
tenore:                                                                             («Inadempimento di uno Stato — Direttiva 89/655/CEE —
                                                                                                        Trasposizione incompleta»)
                                                                                                              (2003/C 135/07)
1)     Ai fini della valutazione del carattere distintivo, ai sensi
       dell’art. 3, n. 1, lett. b), della prima direttiva del Consiglio                                  (Lingua processuale: l’italiano)
       21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle
       legislazioni degli Stati membri in materia di marchi di impresa,
       di un marchio tridimensionale costituito dalla forma del
       prodotto, non occorre applicare criteri più severi rispetto a quelli
       utilizzati per altri tipi di marchi.
                                                                                    Nella causa C-65/01, Commissione delle Comunità europee
                                                                                    (agente: signor A. Aresu) contro Repubblica italiana (agente:
                                                                                    signor U. Leanza, assistito dal signor D. Del Gaizo, avvocato
                                                                                    dello Stato), avente ad oggetto il ricorso diretto a far constatare
                                                                                    che, non adottando le disposizioni legislative e regolamentari
2)     Oltre all’art. 3, n. 1, lett. e), della direttiva, anche il disposto di      necessarie per recepire nell’ordinamento interno i requisiti
       cui alla lett. c) del medesimo n. 1 dell’art. 3 rileva con riguardo          minimi vincolanti e, quindi, non garantendo la protezione dei
       ai marchi tridimensionali costituiti dalla forma del prodotto.               lavoratori, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi
                                                                                    ad essa incombenti ai sensi dell’art. 4, n. 1, e dell’allegato I,
                                                                                    punti 2.1, sesta frase, 2.2, seconda frase, 2.3, dalla seconda alla
                                                                                    quarta frase, e 2.8, seconda frase, dal secondo al quinto
       Nell’ambito dell’esame, caso per caso, del motivo di impedimen-              trattino, della direttiva del Consiglio 30 novembre 1989, 89/
       to alla registrazione previsto dall’art. 3, n. 1, lett. c), si deve          655/CEE, relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute
       tener conto dell’interesse generale sotteso a tale disposizione,             per l’uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori
       vale a dire che tutti i marchi tridimensionali costituiti dalla              durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai sensi dell’arti-
       forma di un prodotto composti esclusivamente da segni o                      colo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE) (GU L 393,
       indicazioni che possono servire a designare le caratteristiche di            pag. 13), come modificata dalla direttiva del Consiglio
       un prodotto o di un servizio ai sensi della disposizione medesima            5 dicembre 1995, 95/63/CE (GU L 335, pag. 28), la Corte
       siano liberamente disponibili per tutti e non possano costituire             (Sesta Sezione), composta dai sigg. J.-P. Puissochet, presidente
       oggetto di registrazione, fatta salva l’applicazione dell’art. 3,            di sezione, C. Gulmann, dalle sig.re F. Macken e N. Colneric
       n. 3, della direttiva.                                                       (relatore), e dal sig. J.N. Cunha Rodrigues, giudici, avvocato
                                                                                    generale: sig. J. Mischo, cancelliere: sig. R. Grass, ha pronuncia-
                                                                                    to il 10 aprile 2003 una sentenza il cui dispositivo è del
                                                                                    seguente tenore:
( 1) GU C 150 del 19.05.2001.                                                       1)    Non adottando le disposizioni legislative e regolamentari
                                                                                          necessarie per recepire nell’ordinamento interno taluni requisiti
                                                                                          minimi vincolanti della direttiva del Consiglio 30 novembre
                                                                                          1989, 89/655/CEE, relativa ai requisiti minimi di sicurezza e
                                                                                          di salute per l’uso di attrezzature di lavoro da parte dei
                                                                                          lavoratori durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai
                                                                                          sensi dell’articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/
                                                                                          CEE), come modificata dalla direttiva del Consiglio 5 dicembre
                                                                                          1995, 95/63/CE, la Repubblica italiana è venuta meno agli
                                                                                          obblighi ad essa incombenti ai sensi dell’art. 4, n. 1, e