CELEX: 51993PC0698
Language: it
Date: 1994-01-07
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che modifica e aggiorna la direttiva 64/432/CEE relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina

COMMISSIONE DELLE CCMUNITA EUROPEE
                                        C0M(93) 698 def.
                                        Bruxelles, 7 gennaio 1994
                          Proposta di
                    PIPETUVA PEI CON? I Ql tQ
      che modifica e aggiorna la direttiva 64/432/CEE
          relativa a problemi di polizia sanitaria
             in materia di scambi intracomunitarI
           di animali delle specie bovina e suina
                (presentata dalla Commissione)
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                                            RELAZIONE
 Ê stata recentemente adottata         la legislazione comunitaria        in materia di     lotta
 contro l'afta epizootica, le malattie esotiche e la peste suina africana. Non è
 quindi opportuno che le disposizioni           relative alla      lotta contro tali malattie
 continuino    a   figurare    nella   direttiva    64/432/CEE,     che  riguarda   gli   scambi
  intracomunitari    di   animali    vivi   delle    specie    suina   e  bovina.   Ê   pertanto
 necessario     eliminare     queste    sezioni    dalla    direttiva    64/432/CEE,     facendo
 riferimento alla direttiva in materia.
 Nell'ambito del mercato unico è inoltre necessario abolire la condizione secondo
 la quale gli animali debbono restare per un periodo minimo di sei mesi                   in uno
 Stato   membro   prima    di   essere   trasportati.    Occorre     poi  estendere   il   campo
 d'applicazione della direttiva anche ai vitelli              di meno di 15 giorni d'età e
 sopprimere i riferimenti ai posti di frontiera.
Anche    l'obbligo di eseguire, prima della spedizione, determinate prove                  sugli
animali provenienti da paesi o regioni riconosciuti come indenni da tubercolosi,
brucellosi e Ieucosi bovina enzootica e di effettuare prove sulle vacche da latte
per quanto concerne       la mastite dovrebbe essere abolito, quale ulteriore passo
sulla via del mercato unico.
Dal 1964 in poi, la direttiva 64/432 è stata modificata più di 40 volte ed ò
ormai necessario procedere all'aggiornamento della direttiva. Si è voluto inoltre
cogliere l'occasione per semplificare e chiarire le disposizioni della direttiva
stessa.
Sono questi gli obiettivi della proposta allegata.
Essa   non  comporta    alcun    impatto   finanziarlo    per    il bilancio   delle   Comunità
europee.
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                                             Proposta di
                                    Direttiva del Consiglio
                                                 del
                      che modifica e aggiorna la direttiva 64/432/CEE
                          relativa a problemi di polizia sanitaria
                             in materia di scambi intracomunltari
                           di animali delle specie bovina e suina
  IL CONSIGLIO DELL' UNIONE EUROPEA.
 visto il trattato che istituisce           la Comunità              europea,    in particolare
 l'articolo 43,
 vista la proposta della Commissione ( D ,
visto il parere del Parlamento europeo (2) (
visto il parere del Comitato economico e sociale             O),
considerando      che   l'armonizzazione delle disposizioni         in campo    veterinario ha
registrato notevoli progressi; che il Consiglio ha adottato, in particolare, la
direttiva 90/425/CEE, dei         26 giugno     1990, relativa ai controlli        veterinari    e
zootecnici     applicabili    negli   scambi    intracomunltari   di  taluni  animali      vivi e
prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato
         (4)
 interno     ,   la direttiva 91/496/CEE, del 15 luglio 1991, che fissa              i principi
relativi    all'organizzazione       dei    controlli    veterinari   per   gli    animali     che
                                  (5)
provengono dai paesi        terzi     ,   la direttiva 85/511/CEE, del      18 novembre 1985,
                                                                                      (6
che stabilisce misure comunitarie di             lotta contro    l'afta epizootica       ^   e la
direttiva 92/119/CEE, del         17 dicembre     1992, che    introduce misure generali di
lotta   contro     alcune  malattie     degli   animali   nonché  misure  specifiche      per   la
                                        7
malattia vescicolare dei suini < >;
(1)  GU n. C
(2)  GU n. C
(3)  GU n. C
(4)  GU n. L   224 del 18.8.1990, pag. 29.
(5)  GU n. L   268 del 24.9.1991, pag. 56.
(6)  GU n. L   315 del 26.11.1985, pag. 11.
(7)  GU n. L   62 del 15.3.1993, pag. 69.
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considerando che, vista questa situazione, è necessario modificare la direttiva
                            (8)
64/432/CEE del Consiglio        , del 26 giugno 1964, relativa a problemi di polizia
sanitaria in materia di scambi       intracomunltarI di animali delle specie bovina e
suina, modificata da ultimo dalla direttiva 92/102/CEE del Consiglio < 9 ) , del
5 dicembre 1992, in particolare per quanto concerne il periodo di permanenza in
uno Stato membro prima del trasporto, le norme relative agli animali di meno di
 15 giorni e le norme di     lotta contro determinate malattie; considerando che la
direttiva 64/432/CEE è stata sostanzialmente modificata          in numerose occasioni;
che,   per   maggior  chiarezza    è   necessario   procedere  all'aggiornamento  della
direttiva 64/432/CEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                        Articolo 1
La direttiva 64/432/CEE è sostituita dal         testo che figura nell'allegato della
presente dirett iva.
                                        ArtIcolo 2
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni        legislative, regolamentari ed
amministrative necessarie per conformarsi        alla presente direttiva entro e non
oltre i l i ' luglio 1994. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando   gli   Stati  membri    adottano   tali  disposizioni,   queste  contengono  un
riferimento    alla presente direttiva o sono corredate        da siffatto  riferimento
all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise
dagli Stat i membri.
                                        Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
(8) GU n. L 121 del 29.7.1964, 1977/64
(9) GU n. L 355 del 5.12.1992, pag. 32.
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                                       ALLEGATO I
                                       Articolo 1
La presente direttiva riguarda gli scambi intracomunltar! di animali delle specie
bovina e suina.
                                       Articolo 2
Ai sensi della presente direttiva s'intende per:
(a) azienda:
          un'azienda guai é definita all'articolo 2 della direttiva 90/425/CEE del
          Cons i g I io:
(b) animale da macello:
          un animale delle specie bovina (compresa la specie Bubaius bubalus) o
         suina destinato ad essere condotto ad un macello o ad un mercato, dal
         quale potrà essere avviato solamente alla macellazione:
(e) animali da allevamento o da produzione:
         gli animali delle specie bovina (compresa la specie Bubalus bubalus) e
         suina diversi      da quelli  di cui   alla   lettera b ) , ed   in particolare
         quelli     destinati  all'allevamento,    alla   produzione   di   latte  o   di
         carne, oppure al lavoro;
(d) azienda d'allevamento bovino ufficialmente indenne da tubercolosi:
         un'azienda d'allevamento bovino che risponde alle condizioni           indicate
         nell'allegato A, parte I, punti 1. 2 e 3:
(e) Stato membro o parte di Stato membro ufficialmente indenne da tubercolosi:
         uno   Stato    membro  o  una  parte  di   Stato  membro   che   risponde   alle
         condizioni indicate nell'allegato A. parte I. punti 4. 5 e 6:
(f) azienda d'allevamento bovino ufficialmente indenne da brucellosi:
         un'azienda d'allevamento bovino che risponde alle condizioni           indicate
         nell'allegato A, parte II, punti 1. 2 e 3:
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  (g) reolone ufficialmente Indenne da brucellosi:
           una parte di uno punti membro che risponde alle condizioni          Indicate
            nell'allegato A. parte li. punti 7. 8 e 9:
  (h) Stato membro ufficialmente Indenne da brucellosi:
           uno Stato membro che risponde alle condizioni Indicate nell'allegato A.
           parte II. punti 10. 11 e 12:
 (i) azienda d'allevamento bovino indenne da brucellosi:
           un'azienda d'allevamento bovino che risponde alle condizioni        indicate
           nell'allegato A, parte II, punti 4. 5 e 6:
 (j) azienda indenne da Ieucosi bovina enzootica:
           un'azienda   che  risponde  alle   condizioni   indicate  nell'allegato   D,
           capitolo I. sezioni A e B:
 (k) stato membro o regione indenne da Ieucosi bovina enzootica:
           una regione o uno Stato membro che risponde alle condizioni        indicate
           nell'allegato D. capitolo I. sezioni E. F e G:
 (l) veterinario ufficiale:
           il veterinario designato dall'autorità centrale competente dello Stato
          membro.
                                      Articolo 3
1.   Ogni Stato membro vigila affinché dal suo territorio vengano spediti verso il
     territorio di un altro Stato membro soltanto animali che rispondono alle
     condizioni   stabilite   dalla  presente   direttiva,   nei  casi   in cui   sono
     applicabili.
2.   Gli animali delle specie bovina e suina oggetto della presente direttiva
     debbono :
     (a) essere sottoposti ad un esame clinico e ad un controllo d'Identità da
          parte di un veterinario ufficiale e non presentare segni clinici di
          malattia;
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    (b)  provenire     da un'azienda o da una zona non soggette, per motivi                di
         polizia    sanitaria,    a divieto    per    le specie   considerate    secondo   la
          legislazione comunitaria o nazionale ;
    (e)  essere identificati secondo le disposizioni della direttiva 92/102/CEE
         de I Cons i g Ii o;
    (d)  non essere      destinati   alla macellazione      nell'ambito  di   un   programma
         nazionale per reradicazione di malattie contagiose o infettive;
    (e)  essere conformi alle disposizioni degli articoli 4 e 5.
                                        Art I co lo 4
1• Dal   momento    in    cui  lasciano   l'azienda     di   origine  fino   all'arrivo     a
   destinazione    In un altro Stato membro, gli animali delle specie bovina e
   suina oggetto della presente direttiva non debbono mai entrare in contatto
   con animali     biungulati    diversi  da quelli     che   rispondono  alle   condizioni
   previste per gli scambi intracomunltari.
2. Gli animali    delle specie bovina e suina oggetto della presente direttiva
   devono essere trasportati mediante mezzi di trasporto previamente puliti e
   disinfettati    con    un  disinfettante    ufficialmente    autorizzato    dallo   Stato
   membro di origine. I veicoli di trasporto debbono essere costruiti                in modo
   tale che il letame, lo strame o il foraggio degli animali non possano scolare
   o fuoriuscire dal veicolo durante il trasporto.
3. Le modalità per      l'autorizzazione del centri dove P U Ò essere effettuata la
   disinfezione e le procedure necessarie per garantire e verificare 11 rispetto
   delle disposizioni di cui al precedente paragrafo 2 sono stabilite secondo la
   procedura di cui all'articolo 12.
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                                             Articolo 5
 1.  GII animali     delle specie bovina e suina oggetto della presente direttiva
     debbono    essere     accompagnati,      durante     li   trasporto     verso     li    luogo  di
     destinazione,      da   un   certificato     sanitario      conforme    all'allegato       F.   Il
     certificato é costituito da un unico fog Ilo ed è provvisto di un numero di
     serie. Esso viene rilasciato il giorno dell'esame sanitario, perlomeno in una
     delle   lingue ufficiali       del   paese di destinazione.          Il certificato       ha una
     validità di 10 giorni a decorrere dalla data dell'esame sanitario. Qualora
     Quest'ultimo     venga     eseguito     dopo    che   l'animale     ha   lasciato       l'azienda
     d'origine, come prevede il successivo paragrafo 2. Il certificato è valido
     per i 10 giorni successivi, ali'uscita dall'azienda di origine.
 2.  L'esame sanitario ed il rilascio del certificato sanitario per uni
     animali possono essere effettuati nell'azienda di origine o presso il luogo
     di  carico.     In Quest'ultimo       caso    il   veterinario     ufficiale     addetto     alia
     certificazione      deve    essere     In   possesso     del   documento      rilasciato      dal
     veterinario ufficiale responsabile dell'azienda di origine, che consiste In
    un   documento     ufficiale    contenente      le   informazioni     necessarie      oppure   nel
    certificato di cui all'allegato F. con le sezioni A e B debitamente compilate
    e certificate. Il veterinario ufficiale responsabile dell'azienda d'origine
    deve    inoltre      indicare    l'indirizzo       di   eventuali      luoghi    di     soggiorno
    temporaneo, come ad esempio un mercato o un centro di raccolta autorizzati
    (parte C ) .
3.   Il veterinario ufficiale          responsabile del        luogo di     soggiorno      temporaneo
    certifica     l'arrivo degli      animali    e. se del      caso, compila       II certificato
     Intracomunltario definitivo (allegato F. parte D ) . Qualora gli animali non
    facciano     soggiorni     temporanei,     il    certificato     comunitario      definitivo     è
    compilato dal veterinario ufficiale responsabile dell'azienda d'origine.
4.  il veterinario       ufficiale    che compila       l'allegato    F. parte      D è     tenuto a
    registrare i movimenti nei sistema ANIMO.
5.  I luoghi di soggiorno temporaneo utilizzati                 negli  scambi     intracomunltarI.
    come ad esemplo mercati o centri di raccolta, debbono:
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    a)   essere sotto II controllo di un veterinario ufficiale che garantisce. In
         particolare, il rispetto delle disposizioni dell'articolo 4. paragrafi 1
         e 2 e che provvede alla certificazione di cui sopra. Le mansioni del
         veterinario ufficiale possono essere ulteriormente specificate mediante
         una decisione adottata secondo la procedura di cui all'articolo 12;
   b)    essere    situati   In   una    zona    non   soggetta    a   divieto  secondo   la
          legislazione comunitaria:
   e)    essere puliti e disinfettati prima dell'uso, secondo le disposizioni del
         veterinario ufficiale responsabile del locali:
   d)    essere stati designati dallo Stato membro di origine quali mercati e
         centri di raccolta autorizzati. Tale autorizzazione P U Ò limitarsi ad una
         determinata specie o agli animali da al levamento e da produzione oppure
         agli animali da macello. Lo Stato membro comunica alle autorità centrali
         competenti   degli altri Stati membri e alla Commissione quali              sono I
         mercati o i centri di raccolta autorizzati.
6. Il luogo di soggiorno temporaneo P U Ò essere costituito anche da un mercato
   ufficialmente autorizzato e situato In uno Stato membro diverso dallo Stato
   membro di destinazione.      In tal caso il certificato di cui all'allegato F
   (compresa    la sezione D) deve essere compilato            dal   veterinario  ufficiale
   responsabile    dello   Stato   membro     dal   quale   provengono    gii  animai I. Il
   veterinario ufficiale      responsabile     del   mercato   certifica    la destinazione
   degli    animali    compilando     un    secondocertificato.          come   specificato
   nell'allegato F. annotandovi il numero di serie dell'originale e allegandolo
   all'originale oppure ad una copia del certificato originale.
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                                        Articolo 6
 1. Gli   animali   d'allevamento o    da   produzione  debbono   rispondere, oltre al
     requisiti di cui agli articoli 3. 4 e 5. alle seguenti condizioni:
           debbono essere rimasti nell'azienda d'origine        negli ultimi 30 giorni
           prima del carico o sin dalla nascita, se hanno meno di 30 giorni d'età.
           Il veterinario ufficiale deve accertarsi. In base all'identificazione
          ufficiale di cui all'articolo 3. paragrafo 2. lettera e) ed ai documenti
          ufficiali, che gli animali soddisfano tale condizione e. inoltre, che
          gli animali provengono dalla Comunità o sono stati importati da un paese
          terzo conformemente alla legislazione veterinaria comunitaria:
          gli animali    importati da un paese terzo in uno Stato membro che non
          costituisce la destinazione definitiva devono essere trasportati nello
          Stato membro di destinazione quanto prima, accompagnati dal certificato
          rilasciato   ai  sensi   dell'articolo 7 della     direttiva   91/496/CEE del
          Consiglio. Arrivati a destinazione, questi animali sono soggetti, per
          quanto concerne ulteriori movimenti, alle disposizioni delia presente
          direttiva ed in particolare alla disposizione di cui al primo trattino.
2.  I bovini d'allevamento o da produzione debbono rispondere, oltre ai requisiti
    di cui agli articoli 3. 4 e 5. alle seguenti condizioni :
    a)    provenire da un'azienda d'allevamento bovino ufficialmente indenne da
          tubercolosi   e, qualora si tratti di animali di età superiore a sei
          settimane,              aver            reagito             negativamente   ad
          un'intradermotubercolinizzazione effettuata nei trenta giorni precedenti
          l'uscita   dall'allevamento d'origine,     conformemente   alle   disposizioni
          dell'allegato B, punto 32 d ) .
         L'intradermotubercolinizzazione non é necessaria qualora gli            animali
         provengano da uno Stato membro o da una parte di uno Stato membro
         riconosciuti ufficialmente indenni da tubercolosi.
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     b)    Nel caso di animali non castrati, provenire da un'azienda d'allevamento
           bovino ufficialmente indenne da brucellosi e, se sono di età superiore a
           12    mesi,    presentare     un     tasso   bruceIlare     inferiore    a    30   unità
            internazionali (Ul) agglutinanti per millimetro alla sieroagglut inazione
           praticata nei 30 giorni precedenti l'uscita dall'allevamento di origine,
           conformemente alle disposizioni dell'allegato C, paragrafo A.
           La sIeroagglut inazione non é necessaria se gli animali provengono da uno
           Stato membro o da una parte di Stato membro riconosciuti ufflclalmente
            Indenni da brucellosi.
     e)    provenire da un'azienda          indenne da    Ieucosi bovina enzootica ai sensi
           del l'articolo 2, lettera j ) .
     d)    non entrare mai       in contatto, dal momento in cui         lasciano l'azienda di
          origine      sino   all'arrivo     a destinazione,     con  animali    che    soddisfano
           solamente le condizioni di cui al seguente paragrafo 3.
 3.  I bovini da macello debbono, oltre a rispondere al requisiti                    d I cu I ag 11
     articoli     3.   4  e   5.   provenire     da  allevamenti    ufficialmente      indenni   da
     tubercolosi, indenni da Ieucosi bovina enzootica e. se si tratta di bovini
    non castrati, ufficialmente indenni da brucellosi.
                                             Articolo 7
Gli animali da macello che, non appena arrivati nel paese di destinazione, sono
stati   condotti      in un   macello,    devono    esservi   macellati    il  più    rapidamente
possibile, conformemente ai requisiti di polizia sanitaria.
Gli   animali     da   macello    che,   non    appena    arrivati   nello    Stato    membro   di
destinazione, sono stati condotti          in un mercato la cui regolamentazione prevede,
ai  termine    del     mercato,    l'uscita    di   tutti   gli   animali    verso   un    macello
autorizzato     a    tal   fine   dall'autorità      centrale   competente,     debbono     essere
macellati    in detto macello al massimo cinque giorni              dopo   il  loro arrivo sul
mercato.__
 ---pagebreak---                                           - 10 -
                                       Articolo 9
Chiunque sospetti     la presenza di una delle malattie elencate nell'allegato E.
parte I ne     Informa  quanto  prima   l'autorità   competente    e.  se  del  caso,  il
proorietarlo o l'al lavatore deal I animali.
Ciascuno Stato membro comunica annualmente alla Commissione, entro il 31 marzo,
 le informazioni dettagliate relative alla presenza di tubercolosi, brucellosi e
Ieucosi   bovina   enzootica  sul  suo   territorio   durante    il precedente   anno di
calendario nonché, per ogni malattia. Il numero di allevamenti che rientrano In
ciascuna categoria di qualifica e le informazioni sul programmi di monitoraggio o
di eradicazione in corso nelle singole regioni. Il contenuto e la forma delie
informazioni richieste sono stabiliti dalla Commissione. La Commissione presenta
queste   informazioni    agli Stati   membri   nell'ambito   del   comitato   veterinario
permanente e P U Ò servirsene in particolare per quanto concerne le decisioni di
cui agi I al legati A e D.
                                       Art icolo 9
1.  Qualora uno Stato membro proponga, per tutto il suo territorio o parte di
    esso, un programma nazionale obbligatorio di lotta contro una delle malattie
    contagiose elencate nell'allegato E. parte          II. esso può sottoporre alla
    Commissione il suddetto programma, precisando in particolare:
          la distribuzione della malattia sul suo territorio,
          la motivazione del programma, in base alla gravità della malattia e al
          probabile rapporto cost I/benefici del programma stesso,
          la zona geografica in cui il programma sarà applicato,
          le varie categorie di qualifica applicabili alle aziende, gli standard
         da conseguire per ciascuna categoria e i metodi di prova da utilizzare,
 ---pagebreak---                                          - 11 -
          le procedure di monitoraggio del programma,        I cui  risultati  debbono
          essere trasmessi perlomeno annualmente alla Commissione.
          le misure da adottare qualora, per un qualsiasi motivo, un'azienda perda
          la propria qualIf Ica,
          le misure da adottare qualora       le prove effettuate conformemente alle
         disposizioni del programma diano risultati positivi.
2. La Commissione esamina i programmi comunicati dagli Stati membri. I programmi
   di cui al paragrafo 1 possono essere approvati, In osservanza dei criteri
    indicati al paragrafo 1, secondo       la procedura di cui all'articolo 12. Al
   tempo stesso o al più tardi tre mesi dopo l'approvazione dei programmi sono
   precisate, secondo la stessa procedura, le garanzie complementari, generali o
    limitate, che possono essere richieste negli scambi         intracomunltari. Tali
   garanzie debbono essere ai massimo equivalenti a quelle che lo Stato membro
   prevede nell'ambito nazionale.
3.  I programmi     presentati  dagli   Stati   membri possono  essere  modificati   o
   completati    secondo la procedura di cui all'articolo 12. Secondo       la stessa
   procedura possono essere approvate modifiche o integrazioni dei programmi già
   approvati o delle garanzie definite conformemente al paragrafo 2.
                                      Articolo 10
1. Se uno Stato membro ritiene che il proprio territorio sia indenne, totalmente
   o in parte, da una delle malattie elencate nell'allegato E. parte li. esso
   presenta    alla   Commissione   la  documentazione  giustificativa   appropriata,
   precisando in particolare:
         la natura della malattia e la cronistoria della sua comparsa sul proprio
         territor io,
 ---pagebreak---                                           - 12 -
          I risultati delle prove di controllo basate su indagini sierologiche,
          microbiologiche,    patologiche   o   epidemiologiche   e  sul   fatto  che   la
          malattia   deve   essere    obbligatoriamente    dichiarata   alle   competenti
          autorità,
          il periodo durante il quale é stato effettuato il controllo,
          eventualmente    il   periodo   durante    il  quale   é   stata   vietata    la
          vaccinazione contro la malattia e la zona geografica           interessata dal
          divieto,
          le misure previste per controllare l'assenza della malattia.
 2. La Commissione esamina la documentazione presentata dagli Stati membri. Le
    garanzie complementari, generali o        limitate, che possono essere richieste
    negli scambi   intracomunltari, possono essere precisate secondo la procedura
    di cui all'articolo 12. Tali garanzie devono essere al massimo equivalenti a
    quelle applicate dallo Stato membro nell'ambito nazionale.
3.  Lo Stato membro interessato comunica alla Commissione qualsiasi cambiamento
    nelle   informazioni   relative    alla  malattia   di   cui  al  paragrafo    1,  in
    particolare per quanto concerne nuovi focolai della malattia. Alla luce di
    tali comunicazioni, le garanzie definite conformemente al paragrafo 2 possono
    essere modificate o soppresse secondo la procedura di cui all'articolo 12.
                                       Articolo 11
Gli  allegati  della   presente    direttiva possono essere modificati       secondo   la
procedura di cui all'articolo 12.
In deroga alle disposizioni       del la presente direttiva é possibile stabilire,
secondo la procedura di cui all'articolo 12. condizioni specifiche per gli scambi
di animali destinati a fini speciali. In particolare a mostre.
 ---pagebreak---                                            - 13 -
                                        Articolo 12
 1.  Nei   casi   in cui   si  fa riferimento alla procedura definita nel         presente
     articolo,     Il comitato veterinario permanente       istituito con decisione del
     Consiglio     del  15   ottobre  1968,   in   appresso    denominato  "comitato",   é
      immediatamente consultato dal presidente, su iniziativa di quest'ultimo o su
     richiesta di uno Stato membro.
 2.  In seno al comitato, ai voti degli Stati membri é attribuita la ponderazione
     di   cui   all'articolo   148, paragrafo    2 del    trattato.    Il presidente   non
     partecipa alla votazione.
3.   Il rappresentante della Commissione presenta un progetto delle misure da
     adottare.    Il comitato esprime    il proprio parere su tali misure entro un
     termine che il presidente può fissare in base all'urgenza dei problemi in
    esame. Esso si pronuncia alla maggioranza di 54 voti.
4.  La Commissione adotta le misure e ne assicura l'immediata applicazione, se
    sono conformi al parere del comitato. Se non sono conformi al parere del
    comitato o in mancanza di un parere, la Commissione presenta senza indugio al
    Consiglio una proposta relativa alle misure da adottare.
Il Consiglio adotta dette misure a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non procede all'adozione di misure entro tre mesi dalla data di
presentazione del la suddetta proposta, la Commissione adotta le misure proposte
e ne assicura l'immediata applicazione.
                                       Articolo 13
1.  Nei   casi   in cui   si  fa riferimento alla procedura definita nel         presente
    articolo,     il comitato veterinario permanente       istituito con decisione del
    Consiglio     del  15   ottobre  1968,   in   appresso    denominato  "comitato",   é
    immediatamente consultato dal presidente, su iniziativa di quest'ultimo o su
    richiesta di uno Stato membro.
 ---pagebreak---                                               - 14 -
  2.   In seno al comitato, ai voti degli Stati membri é attribuita la ponderazione
      di   cui   all'articolo    148,   paragrafo   2   del  trattato.     Il   presidente    non
      partecipa alla votazione.
  3.   Il rappresentante della Commissione         presenta un progetto delle misure da
      adottare.    Il comitato esprime      II proprio parere su tali misure entro due
      giorni. Esso si pronuncia alla maggioranza di 54 voti.
 4.   La Commissione adotta       le misure e ne assicura     l'immediata applicazione, se
      sono conformi     al parere del comitato. Se non sono conformi              al parere del
      comitato o in mancanza di un parere, la Commissione presenta senza indugio ai
      Consiglio una proposta relativa alle misure da adottare.
  Il Consiglio adotta dette misure a maggioranza qualificata. Se il Consiglio non
 procede all'adozione di misure entro 15 giorni dalla data di presentazione della
 suddetta    proposta,    la Commissione     adotta   le misure   proposte      e   ne  assicura
 l'immediata applicazione.
                                          Articolo 14
 Le norme stabilite dalla direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990,
 relativa    ai   controlli     veterinari    e   zootecnici   applicabili        negli   scambi
 intracomunltari     di  taluni   animali   vivi  e prodotti   di origine      animale, nella
prospettiva della realizzazione del mercato interno, modificata da ultimo dalla
direttiva    92/60/CEE    del  Consiglio, del     30 giugno   1992 < 10 >,   si    applicano  in
particolare ai controlli all'origine, all'organizzazione e alle conseguenze dei
controlli a carico del paese di destinazione, nonché alle misure di salvaguardia
da attuare.
                                          Articolo 15
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
(10) GU n. L 268 del 24.9.1992, pag. 75.
 ---pagebreak---                                              AS -
                                        ALLEGATO A
 I. AZIENDA DI ALLEVAMENTO BOVINO UFFICIALMENTE INDENNE DA TUBERCOLOSI
1.  E'    considerata    ufficialmente      Indenne    da    tubercolosi    un'azienda    di
    allevamento bovino nella quale:
    a) nessun animale presenta sintomi clinici di tubercolosi:
    b) tutti   gli   animali   di   età   superiore    a   sei   settimane   hanno   reagito
       negativamente     ad   almeno    due   intradermotubercolinizzazioni        ufficiaii
       praticate secondo le disposizioni dell'allegato B. la prima sei mesi dopo
        I'eradicazione di qualsiasi eventuale infezione dall'azienda e la seconda
       sei mesi più tardi: qualora l'allevamento sia stato creato solamente con
       animali provenienti da allevamenti ufficialmente indenni da tubercolosi,
        la prima intradermotubercolinizzazione ha luogo perlomeno 60 giorni dopo
        la creazione dell'allevamento e la seconda non è richiesta;
    e) dopo l'esecuzione della prima prova di cui alla precedente lettera b).non
       é   stato  introdotto nell'azienda       alcun bovino di      età superiore a sei
       settimane.     salvo     qualora     abbia     reagito     negativamente     ad   una
       IntradermotubercolInizzazione         praticata      e     valutata    secondo     le
       disposizioni    del l'ai legato B   ed   eseguita    nei   30 giorni   precedenti   o
       nei 30     giorni    successivi      alla    data    d'introduzione     dell'animale
       nel l'azienda.
       Questa prova non è richiesta negli Stati membri              in cui  la percentuale
       delle aziende d'allevamento bovino           Infette da tubercolosi     é   inferiore
       al lo 0.2% oppure quando      l'animale    proviene da un'azienda ufficialmente
       indenne da tubercolosi.
2
  • Un'azienda    di   allevamento     bovino     mantiene    la   qualifica    di   azienda
    ufficialmente indenne da tubercolosi se:
    a) continuano ad essere soddisfatte          le condizioni    di cui al paragrafo 1.
       lettere a) e e ) :
 ---pagebreak---    b) tutti    gli    animali    che   entrano   nell'azienda   provengono   da   aziende
      ufficialmente indenni da tubercolosi:
   e) tutti gli animali dell'azienda, ad eccezione dei vitelli di meno di sei
      settimane        d'età      nati      nell'azienda.     sono     sottoposti      ad
       intradermotubercolinizzazioni di routine, praticate annualmente secondo
       ledi spos i z i on i de 11'a 11egato B.
      Se. In uno Stato membro o in una parte di Stato membro, tutte le aziende
      di allevamento bovino sono sottoposte alle operazioni ufficiali di lotta
      contro la tubercolosi la Commissione P U Ò tuttavia modificare, secondo la
      procedura di cui all'articolo 12 . la frequenza delle prove di routine
      secondo le seguenti modalità;
      qualora    la percentuale delle aziende d'allevamento bovino            infette da
      tubercolosi non risulti, in media superiore all'1%. in occasione degli
      ultimi due controlli annuali. l'Intervallo tra le tubercolInizzazioni di
      routine P U Ò essere portato a due anni:
      qualora     la percentuale      di  aziende   d'allevamento bovine    Infette   non
      risulti    superiore, in media allo 0.2%.         in occasione degli ultimi     due
      controlli biennali, l'intervallo tra le tubercolinizzazioni di routine
      P U Ò essere portato a tre anni;
      qualora     la percentuale      di  aziende   d'allevamento bovino    infette   non
      risulti,     in media superiore allo 0.1%.        in occasione degli ultimi     due
      controlli triennali, l'intervallo tra le tubercolinizzazioni di routine
      P U Ò essere portato a quattro anni e/o l'età degli animali sottoposti a
      queste prove P U Ò essere portata a 24 mesi.
      Sempre in base all'articolo 13. la Commissione P U Ò inoltre decidere di
      aumentare     la  frequenza    delle   tubercolinizzazioni   di  routine   qualora
      cresca il livello di diffusione della malattia.
3. La qualifica di azienda ufficialmente Indenne da tubercolosi è sospesa se:
   a) non sono soddisfatte le condizioni di cui al precedente paragrafo 2:
   b) la reazione di un animale ad una tubercol inizzazione di routine sia
      considerata positiva o venga diagnosticato un caso di tubercolosi nel
      corso dell'ispezione post mortem di routine:
 ---pagebreak---                                             - -V f -
                                            - 3 -
      In tale caso la qualifica di "ufficialmente indenne" dev'essere sospesa
      fintanto    che   tu11 i    i rimanenti       animali,    di    età   superiore     alle sei
      settimane.       abbiano         reagito        negativamente         ad       almeno     due
      intradermotubercolinizzazioni               ufficiali       effettuati         conformemente
      all'ai legato B. la prima delle quali almeno due mesi dopo l'eliminazione
      dell'animale     dall'allevamento         e   la  seconda     ad   almeno      42 giorni   di
      distanza.
      Qualora    la   prova   di     routine     specificata     al    precedente     paragrafo 2.
      lettera e) non sia stata effettuata nei termini previsti, la qualifica
      dell'azienda non é sospesa a condizione che tale prova sia effettuata
      entro i 60 giorni successivi alla scadenza inizialmente prevista e che le
      prove successive avvengano secondo il calendario iniziale.
   e) l'azienda contiene animali aventi una qualifica                    indeterminata, secondo
      quanto specificato ali'al legato B. punto 32. In tal caso                       la qualifica
      dell'azienda     rimarrà     sospesa     fino a    quando     non   si   sarà    chiarita  la
      s i tuaz i one dea li an i ma Ii.
4. Uno Stato membro o una parte di Stato membro possono essere dichiarati. In
   base   alla   procedura     di    cui    al l'articolo 12.      ufficialmente        Indenni  da
   tubercolosi qualora soddisfino le seguenti condizioni:
   a) la   percentuale     delle      aziende      d'allevamento      bovino     infette    non  ha
      superato, per      sei   anni     consecutivi,      lo 0.01% e     almeno     il 99.9% delle
      aziende     sono    state       dichiarate.      durante      un    periodo       di 10 anni,
      ufficialmente indenni da tubercolosi:
   b) esiste un sistema di          Identificazione che consente di             identificare gli
      allevamenti di origine e di transito per ciascun bovino;
   e) tutti   i bovini    macellati      sono sottoposti       ad un'ispezione         post mortem
      effettuata da un veterinario ufficiale:
   d) tutti   i casi    sospetti     di   tubercolosi     vengono opportunamente          indagati,
      avendo cura di risa lire e di controllare gli eventuali                      allevamenti di
      origine o di      transito e di effettuare tutti gli esami                   di   laboratorio
      necessari.    In attesa      dei    risultati    di   questi     esami,    la qualifica di
      ufficialmente     indenne da tubercolosi          degli    allevamenti      d'origine o di
      transito    è  sospesa     sino    al   momento    in cui      gli   esami    clinici   o di
      laboratorio oppure        le tubercolinizzazioni         abbiano escluso         la presenza
      della tubercolosi dei bovini.
 ---pagebreak---                                            - v>
5. Lo Stato membro o una parte dello Stato membro mantengono la qualifica di
   ufficialmente indenni da tubercolosi se:
   a) continuano ad essere rispettate le condizioni del precedente paragrafo
       lettere a ) , b ) . e) e d ) :
   b) in presenza di un caso di tubercolosi              confermato, viene ritirata    la
      qualifica di ufficialmente Indenne da tubercolosi all'azienda di origine
      e di transito:
   e) la qualifica di ufficialmente Indenne da tubercolosi delle aziende nelle
      quali é stata confermata tale malattia é ritirata sin quando:
      - tutti gli animali considerati infetti siano stati macellati
      - siano stati disinfettati I locali e gli attrezzi di lavoro
      - tutti   i restanti bovini di età superiore alle sei settimane abbiano
         reagito    negativamente      ad   almeno   due   intradermotubercolinizzazioni
         ufficiali praticate secondo le disposizioni del l'ai legato B. la prima
         almeno sei mesi dopo la rimozione degli animaiiinfetti e la seconda a
         sei mesi di distanza.
6. Qualora sussista motivo di ritenere che, per quanto concerne la tubercolosi,
   vi siano cambiamenti significativi nella situazione di uno Stato membro o di
   una parte di Stato membro riconosciuti ufficialmente indenni da tubercolosi
   la Commissione P U Ò decidere. In base alla procedura di cui all'articolo 13.
   di sospendere o di revocare tale qualifica e chiedere che vengano eseguite
   tubercolinizzazioni       di    routine   secondo   quanto   prevede   II  precedente
   paragrafo 2. lettera e ) .
 ---pagebreak---                                          - A^ -
I I• AZIENDE DI ALLEVAMENTO BOVINO UFFICIALMENTE INDENNI DA BRUCELLOSI E
     INDENNI DA BRUCELLOSI
Ai fini del presente allegato A. Il si         Intende per "bovini" tutti gli animali
della specie bovina, ad eccezione del maschi castrati prima dei quattro mesi
d'età.
1•  Un'azienda di allevamento bovino è ufficialmente indenne da brucellosi se:
    a) non contiene bovini       vaccinati    contro   la brucellosi, salvo qualora si
        tratti di femmine vaccinate almeno tre anni prima:
    b) tutti i bovini sono immuni da sintomi clinici di brucoIossi da almeno sei
        mes i :
    e) tutti    i bovini di età superiore ai 12 mesi sono stati sottoposti, con
        esito    negativo^    ad  una   delle    seguenti    serie  di   prove,    eseguite
        conformemente all'allegato C;
        i)     due sieroagglut inazioni. praticate ad un intervallo superiore a tre
              mesi e inferiore a dodici mesi
        i i)   tre   prove   dell'anello    (ring   test),   effettuate   a   tre   mesi   di
              intervallo    eseguite   non    meno   di  sei   settimane   dopo,    da   una
              sieroagglut inazione
        Iii) due   prove   all'antigene    di   Brucella   tamponato,  ad   un   intervallo
              superiore a tre mesi ed inferiore a dodici mesi
        iv)   due prove di mlcroagglutInazione, ad un intervallo superiore a tre
              mesi e inferiore a dodici mesi.
2.  Un'azienda    di   allevamento bovino mantiene       la qualifica   di ufficialmente
     Indenne da bruce11os i se :
    a) viene effettuata      annualmente, con esito negativo, una          delle seguenti
        serie di prove, conformemente alle disposizioni dell'allegato C:
        i)    tre prove dell'anello, effettuate ad intervalli di almeno tre mesi.
 ---pagebreak---                                       -£o
    1
      1)   tre saggi ELISA sul     latte, effettuati ad intervalli di almeno tre
          mesi.
    H i ) due prove dell'anello, effettuate ad un           Intervallo di almeno tre
          mesi   e seguite, non meno       di  sei   settimane   dopo,   da una     prova
          sierologica
    j
      v)  due saggi ELISA sul latte effettuati ad un Intervallo di almeno tre
          mesi   e seguiti, non meno       di  sei   settimane   dopo,   da una     prova
          sierologica
   v)     due prove sierologiche, effettuate ad un intervallo non Inferiore a
          tre mesi e non superiore a sei mesi.
   Per uno Stato membro o per una parte di Stato membro non ufficialmente
    indenni da brucellosi, ma in cui tutte le aziende di allevamento bovino
   sono sottoposte ad operazioni ufficiali di lotta contro la brucellosi, la
   Commissione     P U Ò tuttavia   modificare,    in base    alla   procedura   di   cui
   all'articolo 12 . la frequenza delle prove di routine secondo le modalità
   sequent i:
   - se     le percentuale delle aziende      infette non supera l'1%. P U Ò essere
       sufficiente effettuare annualmente due prove dell'anello o due saggi
       ELISA sul latte ad un Intervallo di almeno tre mesi, oppure una prova
       sierologica;
   - se    almeno    il 99.8% delle   aziende   di   allevamento    bovino  sono    state
       riconosciute, per un periodo minimo di           quattro anni, ufficialmente
       indenni da brucellosi, l'intervallo tra i controlli può essere portato
       a due anni ed i controlli debbono essere effettuati ricorrendo ad una
       delle prove sierologiche di cui al successivo paragrafo 7. lettera a ) .
b) tutti      i  bovini    che   entrano    nell'azienda     provengono    da   aziende
   riconosciute     come ufficialmente     indenni   da brucellosi     e. nel  caso di
   bovini di età superiore ai 12 mesi, essi presentano un tasso brucellare
   infer lore    a 30 ui    agglutinati   per  millilitro     se   sottoposti   ad    una
   sieroagglut inazione praticata, secondo le disposizioni dell'allegato C.
   nei 30 giorni precedenti l'Introduzione nell'azienda.
 ---pagebreak---                                         -&.A
      La sieroagglutinazione summenzionata non é tuttavia richiesta negli Stati
      membri. o nel le regioni di Stati membri in cui la percentuale di aziende
      di allevamento bovino       infette da brucellosi      non supera, da almeno due
      anni,    lo 0.2% oppure     qualora   gli   animali    provengano     da    un'azienda
      riconosciuta ufficialmente Indenne da brucellosi all'Interno dello stesso
      Stato membro o della stessa regione e non siano entrati                  in contatto,
      durante il trasporto, con bovini aventi una Qualifica inferiore.
   e) In deroga al precedente paragrafo 2 . lettera b ) . i bovini provenienti da
      un'azienda      ufficialmente      Indenne    da    brucellosi      purché     abbiano
      perlomeno 18 mesi di età e siano stati vaccinati contro la brucellosi da
      più di un anno.
      Questi      animali     debbono      presentare.      nei 30 giorni         precedenti
      all'introduzione, un tasso brucellare inferiore a 30 ui agglutinati per
      millilitro    ed   una  reazione    negativa    di  fissazione     del   complemento,
      entrambe le prove effettuate secondo le disposizioni dell'allegato C.
      Nel   caso    in  cui,    in  base   alle   suddette     disposizioni,     un   bovino
      proveniente    da   un'azienda    indenne  da   brucellosi    venga     introdotto  in
      un'azienda     ufficialmente     indenne   da    brucellosi,     quest'ultima     sarà
      tuttavia considerata come indenne da brucellosi per i due anni successivi
      al la data d'introduzione dell'animale in questione.
3. La qualifica di ufficialmente indenne da brucellosi di un'azienda è sospesa
   o ritirata se:
   a) non     sono     rispettate     le    condizioni      di     cui     ai    precedenti
      paragrafi 1 e 2 oppure
   b) si sospetta, in base a prove di laboratorio o per motivi clinici, che uno
      o più animali siano malati di brucellosi.
   Se si sospetta che uno o più animali di un'azienda ufficialmente indenne da
   brucellosi siano malati di brucellosi, la qualifica dell'azienda può essere
   sospesa   piuttosto    che  ritirata, purché      l'animale   o   gli  animali    vengano
   immediatamente distrutti o isolât i.
 ---pagebreak---                                          -U'ì
   Se l'animale é stato distrutto, la sospensione P U Ò essere revocata purché
   tutti i bovini dell'azienda con un'età superiore a 12 mesi, sottoposti a due
   sieroagglutinazioni effettuate conformemente alle disposizioni dell'allegato
   C   presentino     un   tasso   brucellare      inferiore   a 30 ui    agglutinanti    per
   millilitro. La prima prova é effettuata non prima di 30 giorni                    dopo la
   rimozione dell'animai e e la seconda perlomeno           60 giorni dopo.
   Se l'animale é stato isolato, esso P U Ò essere reintrodotto nell'azienda, con
   il   r ipr ist ino   del la  qualifica    dell'azienda,     purché    presenti,    ad   una
   successiva      sieroagglutinazione,     un    tasso   brucellare     inferiore    a 30 ul
   agglutinanti per millilitro ed abbia reagito negativamente alla prova di
   fissazione del complemento: le prove debbono essere eseguite secondo le
   disposizioni dell'al legato C.
   Se.   in seguito a prove di         laboratorio o a       indagini epidemiologiche, é
   confermata     la presenza di brucellosi        in un'azienda, la qualifica di tale
   azienda non sarà ripristinata fin quando tutte le bovine gravide al momento
   della comparsa della malattia non abbiano reagito negativamente alle prove
   summenzionate, l'ultima delle quali eseguita non prima di 21 giorni dopo il
   parto.
4. Un'azienda di allevamento bovino é considerata               indenne da brucellosi       se
   soddisfa le condizioni di cui al paragrafo 1. lettera a) b) e e ) , tranne per
   il fatto che:
   i)    le femmine possono essere vaccinate:
         -   entro i primi sei mesi d'età con vaccino vivo (ceppo 19) o con altri
             vaccini       autorizzati        secondo      la      procedura      di      cui
             all 'art ico io 12 oppure
         -   entro    i primi 15 mesi di età, con vaccino ucciso con adluvante
             45/20. controllato e riconosciuto ufficialmente;
   ii)     i bovini     di età    inferiore a 30 mesi      che sono stati      vaccinati    con
         vaccino vivo (ceppo 19) possono presentare, alla sieroagglutinazione,
         un tasso brucellare superiore a 30 ui agglutinanti per millilitro, ma
         inferiore a 80 ui agglutinanti          per millilitro, sempreché presentino.
         al la   reazione    di  fissazione     del   complemento,    un   tasso   inferiore
         a 30 unità CEE, se si tratta di femmine vaccinate da meno di 12 mesi, o
         un tasso inferiore a 20 unità CEE in tutti gli altri casi.
 ---pagebreak---                                          -ï \
   N I ) oltre al le prove e lencate al paragrafo 1. lettera e) sono autorizzate
         anche le sequent i serie di prove, al fine di conseguire la qualifica di
         "indenne da brucellosi":
         a) due   prove   all'antigene      di    Brucella    tamponato    eseguite     ad   un
            intervallo superiore a tre mesi e inferiore a 12 mesi
         b) due prove di mieroagglut Inazione eseguite ad un intervallo superiore
            a tre mesi e inferiore a 12 mesi.
         Le prove sono eseguite secondo le disposizioni dell'allagato C.
5. Un'azienda   di   allevamento     bovino    mantiene     la qualifica     di    indenne   da
   brucellosi se:
   i)     é  sottoposta    a   una  delle    serie    di   prove   elencate     al   precedente
         paragrafo 2. lettera a)
   •i)   i bovini che arrivano nell'azienda soddisfano ai requisiti elencati al
         precedente paragrafo 2. lettera b) oppure
         -  provengono da aziende        Indenni da brucellosi         e. se si     tratta di
            bovini    di   età    superiore     a 12 mesi,     presentano,      nei 30 giorni
            precedent i     I'in troduzione      nell'azienda.      un    tasso     brucellare
            inferiore        a 30 ui       agglutinanti        per       millilitro        alla
            sieroagglutinazione       e  una    reazi one   negativa    di    fissazione    del
            complemento, conformemente alle disposizioni dell'allegato C oppure.
         -  provengono da aziende indenni da brucellosi, hanno un'età inferiore
            a 30 mesi e sono stati vaccinati con vaccino vivo (ceppo 19); essi
            possono     presentare      un    tasso      brucellare     superiore      a 30 ui
            agglutinanti per millilitro, ma inferiore a 80 ui agglutinanti per
            millilitro, sempreché presentino, alla reazione di fissazione del
            complemento, un tasso        inferiore a 30 unità CEE se si             tratta di
            femmine    vaccinate     da   meno    di 12 mesi     ed   un    tasso    inferiore
            a 20 unità CEE in tutti gli altri casi.
 ---pagebreak--- 6. La qualifica di azienda indenne da brucellosi P U Ò essere sospesa o ritirata
   se:
   a) non sono rispettate le condizioni di cui ai precedenti paragrafi 4 e 5
   b) si sospetta, in seguito a prove di laboratorio o per motivi clinici, che
       uno o più bovini di età superiore al 30 mesi siano malati di brucellosi.
   Se. in un'azienda qualificata Indenne da brucellòsi, si sospetta che uno o
   più bovini siano malati di brucellosi, la qualifica dell'azienda P U Ò essere
   sospesa,    invece    che   ritirata,    purché    l'animale  o   gli   animali    siano
    immediatamente distrutti o Isolati.
   Nel caso in cui      l'animale sia stato distrutto, la sospensione può essere
   revocata se tutti i bovini dell'azienda con più di 12 mesi d'età, sottoposti
   a    due  sieroagglutinazioni       secondo     le   disposizioni    del l'ai legato C .
   presentano    un    tasso     brucellare     inferiore   a 30 ui    agglutinanti     per
   millilitro. La prima prova dev'essere eseguita non prima di             30 giorni dopo
   la rimozione dell'animale e Ia seconda ad almeno 60 giorni di distanza.
   Nel caso in cui l'animale sia stato isolatp. esso può essere re introdotto
   nell'azienda,    con    il   ripristino   della    qualifica   dell'azienda,     con  il
   ripristino della qualifica dell'azienda stessa, purché ad una successiva
   sieroagglutinazione       presenti    un    tasso    brucellare    inferiore     a 30 ui
   agglutinanti    per   millilitro    e  reagisca    negativamente    ad  una    prova  di
   fissazione del complemento: le prove debbono esse re eseguite conformemente
   alle disposizioni dell'allegato C.
   Se. in seguito a prove di laboratorio o a indagini epidemiologiche, viene
   confermata   la brucellosi      in un'azienda, la Qualifica di tale azienda non
   sarà   ripristinata sin quando tutte          le bovine gravide al momento della
   comparsa della malattia abbiano reagito negativamente alle prove suddette,
   l'ultima delle quali eseguita non prima di 21 giorni dopo il parto.
 ---pagebreak--- 7.  Una regione di uno Stato membro P U Ò essere dichiarata ufficialmente Indenne
    da brucellosi secondo la procedura di cui all'articolo 12 se soddisfa le
    seguenti condizioni:
    a) non si é verificato, da almeno tre anni, alcun caso di aborto dovuto alla
       brucellosi   e perlomeno    II 99.8% delle aziende    sono state dichiarate,
       da 10 anni. uff lei a Imente Indenni da brucellosi;
    b) esiste un sistema d'identificazione che consente di          identificare gli
       allevamenti di origine e di transito per ogni bovino.
8.  Fatte salve le disposizioni di cui al seguente paragrafo 9. una regione
    dichiarata ufficialmente indenne da brucellosi mantiene tale qualifica se
    tutti i bovini di età superiore al 24 mesi sono sottoposti, oonl tre anni, a
    due prove dell'anello oppure ad una prova sierologica. In caso di reazione
    positiva si applicano le disposizioni del precedente paragrafo 6.
9.  Una regione dichiarata ufficialmente indenne da brucellosi deve notificare
    tutti i casi di brucellosi alla Commissione.
    Quest'ultima P U Ò , in base alla procedura di cui all'articolo 13 . proporre
    di sospendere o di revocare la Qualifica e chiedere che vengano effettuate
    le prove di   routine relative alla brucellosi       secondo uno dei    programmi
    esposti al precedente paragrafo 2.
10. Uno stato membro P U Ò essere dichiarato.       In base alla procedura di cui
    all'articolo 12. ufficialmente      Indenne  da   brucellosi  se  risponde   alle
    seguenti condizioni:
    a) non si é verificato, da almeno tre anni, alcun caso di aborto dovuto a
       brucellosi e almeno il 99.8% delle aziende sono state dichiarate, da 10
       anni, ufficialmente Indenni da brucellosi;
    b) esiste un sistema d'identificazione che consente di          identificare gli
       allevamenti di origine e di transito per ogni bovino.
 ---pagebreak---                                            -^é
11. Uno Stato membro dichiarato ufficialmente             indenne da brucellosi       mantiene
    tale qualifica se:
    -  ogni   bovino   sospetto    di    aver   contratto    la   brucellosi    é   not I ficaio
       all'autorità    competente      e   sottoposto     agli   esami   ufficiali     per   la
       brucellosi,    che   devono    includere     almeno   due   prove   sierologiche     del
       sangue, compresa la prova di fissazione del complemento, nonché un esame
       microbiologico dei campioni necessari prelevati in caso di aborto:
    -  sino a quando permane       il sospetto d'infezione. ossia sino a quando le
       prove di cui     al primo trattino abbiano          fornito risultati      negativi, é
       sospesa     la    qualifica      di    ufficialmente       indenne    da     brucellosi
       dell'allevamento di origine o di transito dell'animale sospetto;
    -   in caso di reazione positiva si applicano le disposizioni del precedente
       paragrafo 6.
12. Uno Stato membro dichiarato ufficialmente             indenne da brucellosi       notifica
    tutti  i casi di brucellosi alla Commissione. La Commissione può, in base
    alla procedura di cui al l'arti colo 13 . proporre I a sospensione o la revoca
    della qualifica e chiedere che vengano eseguite le prove di routine per la
    brucellosi,    confermemente     a    uno   dei   programmi     esposti   al    precedente
    paragrafo 2.
13. a) Al fini del presente allegato A. Il si intende per prova sierologica una
       prova    di  sieroagglutinazione,        una    prova   all'antigene     di    Brucella
       tamponato,    una   prova   di    flssazione     del   complemento,    una    prova   di
       plasmoagglut inazione, una prova dell'anello di latte su plasma sanguigno,
       una   prova  di   microagglutinazione       o  saggio    s ingoio  ELISA    su  sangue,
       secondo la descrizione di cui all'allegato C.
    b) Se le prove dell'anello vengono effettuate su campioni di latte sfuso, il
       numero delle prove indicato nel presente allegato dev'essere raddoppiato
       e gli intervalli tra le prove dimezzati.
 ---pagebreak---                                               -A/
                                          ALLEGATO B
    (Norme per la fabbricazione e l'utilizzazione delle tubercolIne bovine ed
                                           aviarle)
 1.   Le tubercolinizzazioni controllate ufficialmente devono essere effettuate
      mediante    tubercolIne    PPD    o    tubercoline   preparate    sinteticamente     e
      concentrate a caldo ("tubercoline sintetiche").
 2.   Gli   standard  di  fabbricazione      per   II controllo   delle   tubercoline PPD
      bovine e delle tubercoline cosiddette "sintetiche" devono essere titolati
      in   unità   tubercolIniche     comunitarie    (UTC)   mediante   prove    biologiche
      secondo le norme CEE per la tubercolIna standard CEE.
 3.  Gli standard di fabbricazione per          il controllo delle tubercoline aviarie
      devono   essere   espressi     in  unità    internazionali    e  titolati    per  via
     biologica, secondo lo standard CEE della tubercolina PPD aviaria.
4.   Lo standard CEE per       la tubercol ina PPD bovina é fornito dal           "Centraal
     Diergeneeskundig Instituut", Afde ling Rotterdam, Paesi Bassi.
5.   Lo    standard   CEE   per    la   tubercolina     "sintetica"   bovina    é   fornito
     dal I'"Institut Pasteur" di Parigi, Francia.
6.   Lo   standard   CEE   per   la   tubercolina    aviaria   é   fornito   dal   "Central
     Veterinary Laboratory", Weybridge, Surrey, Regno Unito.
7.   Le   tubercoline   bovine    devono    essere   preparate   con  uno   dei   ceppi  di
     Mycobacterium bovi s indicati qui di seguito:
     a)   AN5;
     b)   Vallée.
8.   Le   tubercoline   aviarie    devono   essere   preparate   con  uno   dei   ceppi  di
     Mycobacterium avium indicati qui di seguito:
     a)   D4ER;
    b)    TB56.
 ---pagebreak--- 9.    11 pH delle tubercoline deve essere compreso fra 6,5 e 7,5.
 10. Per    quanto   concerne    l'aggiunta    alle   tubercolIne    di    conservanti
     antimicrobici o di altre sostanze, deve risultare dimostrato, a giudizio
     dell'istituto    statale    responsabile    del   controllo    ufficiale    della
      tubercolina, che tale aggiunta non altera l'innocuità né l'efficacia del
     prodotto.
     Le concentrazioni massime consentite per il fenolo e la glicerina sono le
     seguentI :
     a)   fenolo: 0,5% M/v;
     b)   gìicerina: 10% v/v.
11. Superata con esito favorevole l'ultima prova di attività, le tubercoline,
     conservate a temperature comprese fra 2*C e 8*C ed al riparo dalla luce,
     rimangono valide per tutta la durata dei periodi sotto indicati:
     a)   tubercoline PPD liquide: due anni,
          tubercoline PPD liofilizzate: otto anni;
     b)   tubercoline "sintetiche" diluite: due anni.
12. Nei rispettivi paesi, gli istituti statali sono incaricati del controllo
    ufficiale delle tubercoline:
    a) Germania:       Paul-Ehrlich Institut, Frankfurt/Main;
    b) Belgio:         Institut d'hygiène et d'épidémlologie, rue J. Wytsman 14,
                       B-1050 Bruxelles;
    c) Francia:        Laboratoire    national    des   médicaments     vétérinaires,
                       Fougères;
    d) Granducato
         del
         Lussemburgo: Istituto del paese fornitore;
    e) Italia:         Istituto superiore di sanità, Roma;
 ---pagebreak---     f) Paesi Bassi:  Centraal Diergeneeskundig Instituut, Af de ling Rotterdam-,
    g) Danimarca:    Statens Veterinaere Serum laboratorium, Kobenhavn V;
    h) Irlanda:       Istituto del paese fornitore;
    i) Regno Unito:  The Central Veterinary Laboratory, Weybrldge, Surrey;
    j) Grecia:       KxnVlQTplKÓV     IVOTITOÓTOV   AOIUWOÓV    K ai  flQpQOlTlKt&V
                     NoonuQTttv. lepâ oôoç 75. AfiiWai 301.
    k) Spagna        Laboratorio de Sani dad y Produce!òn Animal de Granada;
    I) Portogallo:   Laboratório Nacional de Investigaçâo Veterinâria, Lisboa.
13. Ciascuna partita di tubercoline    infialate e pronte per l'uso     dev'essere
    oggetto di un controllo ufficiale.
14. Le tubercoline devono essere controllate con metodi biologici e chimici.
15. Le tubercoline devono essere sterili. Le prove di sterilità devono essere
    effettuate secondo le norme della farmacopea europea.
16. Le tubercoline devono risultare esenti da proprietà tossiche od irritanti
    in base a una prova effettuata secondo le norme della farmacopea europea.
17. Le  tubercoline   devono   essere   sottoposte  a   un'analisi   chimica    per
    determinare l'esatta concentrazione della glicerina e/o del fenolo, nonché
    la concentrazione di altri eventuali conservanti.
18. Una prova di non sensibilizzazione alla tubercolina deve essere effettuata
    secondo le norme della farmacopea europea.
 ---pagebreak---                                        - V;
 19. L'attività delle tubercoline deve essere valutata con metodi biologici,
      applicabili  alle tubercolIne PPD e a quelle       "sintetiche" e basati sul
      confronto delle tubercoline in esame con tubercoline standard.
 20. Il contenuto proteico delle tubercoline PPD (tubercoioproteina) si ottiene
      secondo il metodo di Kjeldahl. Il fattore di conversione dell'azoto in
      tubercoloproteine è 6,25.
 21. Lo standard CEE per la tubercolina "sintetica" bovina ha un'attività di
     65.000 unità tubercoliniche comunitarie (UTC) provvisorie per mi, e viene
     distribuito in fiale da 5 mi.
22. Lo standard CEE per la tubercolina PPD bovina ha un'attività di 50.000 UTC
     per mg di PPD, e viene distribuito allo stato            liofilizzato   in fiale
     contenenti 1,8 mg di PPD (0,00002 mg di PPD corrispondono cioè ad 1 unità
     tubercolinica comunitaria di attività).
23. La tubercolina PPD aviaria della norma CEE ha un'attività di 50.000 unità
      internazionali  (UI) per mg di derivato proteico purificato essiccato e
     viene distribuita allo stato liofilizzato in fiale contenenti 10 mg di PPD
     più 26,3 mg di sali (0,0000726 mg dello standard corrispondono cioè ad 1
     unità internazionale di attività).
24. Le tubercoline che i fabbricanti presentano per il controllo agli istituti
     statali di cui al paragrafo 12    devono essere state oggetto di una prova
     biologica di attività in paragone con gli opportuni standard elencati ai
     paragrafi 2 e 3.
25. a)    Prove di attività su cavie
          La   prova   dev'essere   effettuata    su    cavie     albine    di   peso
          fra 400 e 600 g. Tali cavie devono essere in buona salute al momento
         dell'inoculazione    della  tubercolina.    Per    ciascuna    prova   vanno
          impiegate non meno di otto cavie. La prova dev'essere effettuata a non
         meno di un mese di distanza dalla sensibilizzazione.
 ---pagebreak---                                   -HA-
aa) Per il controllo delle tubercoline bovine, le cavie devono essere
     sensibilizzate con un dei metodi seguenti:
         1.     iniezione di Mycobacterium bovi s del ceppo AN5, ucciso
                col calore, in coadiuvante oleoso;
         2.     iniezione di Mycobacterium bovis del ceppo AN5 vivo in
                emulsione salina fisiologica;
         3.     Iniezione di vaccino BCG.
bb) Per il controllo delle tubercoline aviarie, le cavie devono essere
     sensibilizzate      mediante     inoculazione     di 2 mg    di   micobatteri
     tubercolari del tipo aviario, uccisi col calore, sospesi in 0,5 mi
    di    paraffina    liquida  sterile, ovvero mediante          inoculazione di
    micobatteri tubercolari vivi del tipo aviario in emulsione salina
    fisiologica. Il ceppo da impiegare è quello del tipo aviario DA.
ce) Qualunque     tubercolina     esaminata     dev'essere     titolata   mediante
     inoculazione intradermica in paragone con l'opportuna tubercolina
    standard,        impiegando       gruppi      di     cavie     oppurtunamente
    sens ibi 11 zzate.
    Le cavie devono essere          tosate sui     due fianchi. La prova       deve
    essere effettuata confrontando le reazioni indotte da una serie di
     inoculazioni      intracutanee     di   dosi    da 0,2 mi   al   massimo    di
    diluizioni      della    tubercolina      standard    in   soluzione     salina
     I soton Ica tamponata     contenente     lo 0,0005% di    Tween 80, con una
    corrispondente serie di inoculazioni della tubercolina in esame.
    Le   diluizioni     devono  essere     preparate    in serie geometrica      ed
    essere iniettate nelle cavie secondo una distribuzione Irregolare
    in quadrato latino (otto iniezioni, da praticarsi in quattro punti
    su ciascun lato). Il diametro delle aree di reazione su ciascun
    lato deve essere misurato e registrato dopo 24-28 ore.
    Per    ciascun   campione    di   tubercolina     sotto  prova   deve    essere
    effettuata     una   valutazione     dell'attività    relativa   e   dei   suoi
    limiti di affidabilità, basata su metodi statistici,                impiegando
    come metametri      I diametri delle aree di reazione ed I logaritmi
    delle    dosi.   L'attività     della    tubercolina    bovina   in   esame   è
    accettabile se, in base alla valutazione, ogni dose destinata ai
    bovini risulta contenere 2000 UTC (±25). L'attività di qualunque
    tubercolina in
 ---pagebreak---                esame,    deve    essere   espressa,      secondo     I    casi,    in   unità
               tubercolini che comunitarie o in Ul/ml.
     b)   Controllo dell'attività sui bovini
          Un   controllo    dell'attività    delle    tubercoline      bovine    può   essere
          effettuato periodicamente su bovini          infetti   da tubercolosi      per via
         naturale o artificiale. Dette prove di attività, da praticarsi                    su
         gruppi    di    bovini    tubercolIt Ici,    devono    essere      effettuate    per
          inoculazione intradermica della tubercolina in esame in 4 o 6 punti,
          In paragone con      l'opportuno standard;      l'attività della       tubercolina
         deve essere valutata con metodi statistici come nella prova su cavie.
26. Per l'etichettatura dei contenitori e degli            imballaggi delle tubercoline
     devono essere rispettate le seguenti norme:
    L'etichetta del contenitore e quella dell'imballaggio devono indicare:
          il nome del preparato,
         per I preparati liquidi, il volume totale del contenitore,
          il numero di unità comunitarie o di unità internazionali per ml o per
         mg,
         il nome del fabbricante,
         il numero della partita
         per i preparati liofilizzati, la natura e la quantità del liquido di
         ricosituzione.
    L'etichetta del contenitore o dell'imballaggio deve indicare:
         data di scadenza,
         condizioni di conservazione,
         denominazione e, se possibile, proporzione di ogni sostanza aggiunta,
         tipo di bacillo dal quale è stata ricavata la tubercolina.
27. Dei   laboratori comunitari designati conformemente alla procedura di cui
    all'articolo    12   verranno    incaricati   di   controlli    complementari      delle
    tubercoline utilizzate nei vari Stati membri per assicurare che l'attività
    di   ciascuna     di   queste    tubercoline     sia   conforme      a    quella   della
    corrispondente     tubercolina    standard   comunitaria.      Tali    analisi    devono
    essere    effettuate    su   bovini   tubercolit ici,    su    cavie     opportunamente
    sensibilizzate e mediante appropriate reazioni chimiche.
 ---pagebreak---                                              •-VS--
 28. Sono       riconosciute      ufficialmente       le     seguenti     tecniche      di
      intradermotubercolinizzazione:
     a)    intradermotubercolinizzazione        unica:     inoculazione     singola     di
           tubercolina bovina;
     b)    intradermotubercolinizzazione       comparativa:    inoculazione    simultanea
           delle due tubercoline (aviaria e bovina).
29. La dose di tubercolina inoculata non deve essere inferiore:
     1.    2.000 UCT di tubercolina bovina;
     2.    2.000 UI di tubercolina aviaria.
      Il volume di ciascuna dose non deve superare 0,2 mi.
30. La tubercolinizzazione deve essere effettuata inoculando la tubercolina, o
     le tubercoline, nella pelle del collo.           I punti di    inoculazione devono
     trovarsi al limite tra il terzo anteriore ed il terzo mediano del collo.
     Quando nello stesso animale vengono inoculate ambedue            le tubercoline il
     punto di Inoculazione della tubercol Ina bovina a 12,5 cm al di sotto di
     una    linea  approssimativamente    parallela    a quella    della  spalla, o    su
     diversi punti del collo; negli animali giovani, sul cui collo non vi è
     abbastanza     spazio   per   effettuare     le   due   inoculazioni    a   distanza
     sufficiente sullo stesso lato, ciascuna inoculazione va praticata su uno
     dei due lati del collo, in punti identici, al centro del terzo mediano del
     collo.
31. Tecnica ed interpretazione delle reazioni di tubercolinizzazione:
     a)   Tecnica:
          Tosare e pulire i punti di        inoculazione. Prendere fra II pollice e
          l'indice una piega di pelle in ciascuna delle zone depilate, misurarne
          lo spessore    con   un   calibro   e  annotarne    il  risultato.    Introdure
          obliquamente negli strati più profondi della pelle, tenendo il taglio
          trasversale della punta rivolto verso l'esterno, un ago corto sterile,
          col legato ad
 ---pagebreak---                                         - Vi-
         una siringa graduata caricata con la tubercolina in esame. Iniettare
         la dose di tubercolina. L'inoculazione è avvenuta in modo corretto se
         la palpazione   rivela un piccolo gonfiore, delle dimensioni       di un
         pisello,  in ciascun punto di di     inoculazione. A distanza di 72 ore
         dall'inoculazione, misurare nuovamente lo spessore della piega cutanea
         in ciascun punto di inoculazione e annotarne il risultato.
b)       Interpretazione delle reazioni
         L'interpretazione delle reazioni deve essere fondata su osservazioni
         cliniche e sulla registrazione dell'aumento, o degli aumenti, dello
        spessore   della  piega  cutanea nei    punti  di  inoculazione, 72   dopo
         l'inoculazione della tubercolina o delle tubercoline.
        ba) Reazione negativa: si osserva solo un gonfiore circoscritto con
             aumento di   spessore della piega cutanea non superiore a 2 mm,
             senza segni clinici, quali edema diffuso od esteso, essudazione,
             necrosi, dolore o infiammazione dei doti linfatici della regione o
             dei linfonodi.
        bb) Reazione dubbia: non si osservano segni clinici del tipo di quelli
             menzionati al punto b a ) , e l'aumento dello spessore della piega
             cutanea è superiore a 2 mm ed inferiore a 4 mm.
        be) Reazione positiva: si osservano segni clinici del tipo di quelli
             menzionati al punto b a ) , o si riscontra un aumento di 4 mm o più
             dello spessore della piega cutanea nel punto di Iniezione.
32. interpretazione del le intradermotubercolinizzazioni ufficiali:
    a)  intradermotubercolinizzazione singola:
        Positiva: reazione secondo la definizione del paragrafo 31 b b ) ;
        Dubbia: reazione secondo la definizione del paragrafo 31 b b ) ;
        Negativa: reazione secondo la definizione del paragrafo 31 b a ) .
 ---pagebreak---                                    ~'%^-
    Gli animali per I quali     la intradermotubercolInizzazione singola non
    dà esito conclusivo devono essere        sottoposti  ad un'altra   prova a
    distanza di almeno 42 giorni.
   Gli animali che non risultano negativi a questa seconda prova devono
   essere ritenuti positivi.
   Gli animali che risultano positivi al I'intradermotubercolInizzazione
    singola possono essere sottoposti ad un'intradermotubercolIinizzazione
   comparativa.
b)  Intradermotubercolinizzazione comparativa per il riconoscimento degli
   allevamenti ufficialmente indenni da tubercolosi e per il mantenimento
   di tal qualif Ica:
   Positiva:     reazione bovina positiva, superiore di oltre 4 mm alla
                 reazione   alla    tubercolina aviaria, ovvero    presenza di
                 segnI clinici;
   Dubbia:       reazione bovina positiva o dubbia, superiore da 1 a 4 mm
                 alla reazione alla tubercolina aviaria, ed assenza di
                 segni clinici.
   Negativa:     reazione bovina negativa, ovvero reazione bovina positiva
                 o   dubbia,   ma   di  intensità  pari  o   inferiore  ad  una
                 reazione positiva o dubbia alla tuebrcolina aviaria ed
                 assenza di segni clinici in ambedue i casi.
   Gli animali   per   i quali    I'intradermotubercolinizzazione comparativa
   non dà esito conclusivo devono essere sottoposti ad un'altra prova a
   distanza di almeno 42 giorni. Gli animali che non risultano negativi a
   questa seconda prova devono essere ritenuti positivi.
e) Per gli allevamenti dove siano presenti animali per i quali si ritenga
   che:
   1.   abbiano      avuto       una      reazione      dubbia      ad     una
        intradermotubercolinizzazione singola,
 ---pagebreak---                                        *>6
      2.  siano     risultati    positivi      al I'IntradermotubercolInizzazione
          singola,   ma   che sono    in   attesa   di  un   nuovo controllo  per
           intradermotubercolinizzazione ,
     3.   abbiano       avuto      una       reazione       dubbia     ad     una
          Intradermotubercolinizzazione comparativa,
          la qualifica di "allevamento ufficialmente indenne da tubercolosi"
          può essere sospesa e gli animali dell'azienda esclusi dagli scambi
          intracomunltari fino al momento in cui sia chiarito lo stato degli
          animai I di cui sopra.
  d) Se gli animali devono essere sottopost            in base alla  legislazione
     comunitaria, a intradermotubercolinizzazione prima del trasporto, la
     prova deve essere interpretata in modo tale da escludere dagli scambi
     Intracomunltari    tutti  gli   animali   che   mostrano   un aumento  dello
     spessore della piega cutanea superiore a 2 mm o la presenza di segni
     ci inicl.
/
 ---pagebreak---                                            -"Vf
                                        ALLEGATO C
                                        BRUCELLOSI
A.  S i ero-aggI ut i naz i one
    1.    Il siero agglutinante tipo deve essere conforme          al Siro  campione
         preparato dal Veterinary Laboratory Weybridge/Surrey, Inghilterra.
         L'ampolla deve contenere 1000 unità Internazionali (UI) agglutinanti
         provenienti dalla liofilizzazione di 1 mi di siero bovino.
   2.    La    fornitura      del    siero   tipo   deve   essere   assicurata   dal
         BundesgesundheItsamt Ber 11no.
   3.     Il tasso delle agglutine brucellar! di un siero deve essere espresso
          in unità internazionali per mi (ad esempio:siero X - 80 UI per m i ) .
   4.    La lettura della siero-agglutinazione lenta in tubi deve avvenire al
         50% o al 75% di agglutinazione;         l'antigene utilizzato dovrà essere
         stato titolato nelle identiche condizioni in presenza di siero tipo.
   5.    L'agglutinabiI ita dei vari antigeni nei confronti del siero tipo deve
         essere compresa entro I seguenti limiti:
              Se la lettura è fatta al 50%: tra 1/600 e 1/1.000.
              Se la lettura è fatta al 75%: tra 1/500 e 1/750.
   6.    Per la preparazione dell'antigene destinato alla siero-agglutinazione
         in tubi    (metodo    lento) devono essere utilizzati    i ceppi  Weybridge
         n. 99 e USDA 1119 o qualsiasi altro ceppo di sensibilità equivalente.
   7.    I terreni di coltura utilizzati sia per la conservazione del ceppo nel
         laboratorio che per la produzione dell'antigene devono essere scelti
         in modo da non favorire la dissociazione batterica (S-R); si dovrà
         impiegare di preferenza I'agarpatata.
 ---pagebreak---                                  - ->H
8.  L'emulsione batterica deve essere effettuata con soluzione fisiologica
    (NaCI 8,5%) fenicato allo 0,5%. Non deve essere usato II formolo.
9.  Si devono incaricare del control lo ufficlale degli antigeni I seguenti
    istituti ufficiaii:
    a)  Germania:     Bundesgesundheitsamt, Berlino;
    b)  Belgio:       Institut    national    de    recherches     vétérinaires,
                      Bruxelles;
    e)  Francia:      Laboratoire    central   de    recherches    vétérinaires,
                      Alfort;
    d)  Granducato del Lussemburgo: Istituto del paese fornitore;
    e)  Italia:       Istituto superiore di sanità, Roma;
    f)  Paesi Bassi: Centraal      Diergeneeskundig      Instituut,     Afde ling
                      Rotterdam;
    g)  Danimarca:    Statens Veterinaere Serumlaboratorlum, Kobenhavn V.;
    h)  Irlanda:      The Veterinary    Research   Laboratory,    Department  of
                      Agriculture and Fisheries, Dublin;
    i)  Regno Unito:
        -  Gran Bretagna:             The   Central    Veterinary    Laboratory,
                                     Weybridge, Surrey, England,
            Irlanda del Nord:        The   Veterinary    Research    Laboratory,
                                     Stormont, Belfast;
    j)  Grecia:       KTHVIQTPIKOV    IVOTITOÛTOV   Aoiuwôwv   KQI   nopooiiiKÓv
                      NoonuQTwv. I epa oôoç 75. A8iWai 301.
    k)  Spagna:       Centro Nacional de Bruce I os is de Mure la;
    I)  Portogallo:   Laboratòrio   Nacional   de   Investigaçâo    Veterinària,
                      L i sboa.
10. Gli antigeni possono essere forniti concentrati purché il coefficiente
    di diluizione richiesto sia indicato sull'etichetta del flacone.
 ---pagebreak---                                            ^S
    11. Per effettuare una s I ero-aggi ut inazione occorre preparare almeno tre
         diluizioni   per ogni siero. Le diluizioni        del siero sospetto devono
         essere effettuate    in modo che      la lettura delia reazione ai        limite
         d'infezione avvenga nel tubo mediano. In caso di reazione positiva in
         questo tubo il siero sospetto conterrà quindi almeno la quantità di 30
         UI agglutinati per millilitro.
B.  Reazione di fissazione del complemento
    1.  Come    siero  standard    vale   lo stesso    substandard   del   siero    della
        brucellosi di cui al punto A 1 del presente allegato. Oltre alle unità
        di agglutinazione internazionali (UAI), devono essere presenti              in un
        mililitro di questo siero della brucellosi            liofilizzato 1000 unità
        sensibilizzanti      che     fissano     il    complemento.     Queste      unità
        sensibilizzanti sono denominate unità sensibilizzanti CEE ( U S O .
   2.   La     fornitura    del     siero    standardizzato      è    assicurata      dal
        BundesgesundheItsmat di Berlino.
   3.    Il tenore di anticorpi che fissano         II complemento,   in un siero, va
        espresso    in unità    sensibilizzanti    CEE   (USO   (esempio:   siero    X -
        USC/mI).
   4.   Un siero contenente       in 1/ml   20 unità sensibilizzanti      CEE   (il   che
        corrisponde    ad  un'attività     del   20%   dell'attività    del   siero    di
        riferimento) o più, deve essere considerato positivo.
   5.   I sieri devono essere inattivati come segue:
        a)   bovini: entre 56* - 60'C per 30 - 50 minuti;
        b)   suini: 60'C per 30-50 minuti.
   6.   Per la produzione dell'antigene si devono usare I ceppi Weybridge n.
       99 o USDA 1119. L'antigene è costituito da un'emulsione batterica in
        soluzione fisiologica allo 0,85% o In soluzione tampone veronal.
   7.  Per la reazione si deve usare una dose di complemento che sia maggiore
       della dose minima necessaria per una emolisi totale.
 ---pagebreak---                                              <(o
    8.   Nell'esecuzione della        reazione, si    devono effettuare   ogni   volta I
         seguenti control li:
         a)   controllo dell'effetto anticomplementare del siero;
         b)   control lo del l'antigene;
         e)   controllo delle emazie sensibilizzate;
         d)   controllo del complemento;
         e)   controllo di sensibilità della reazione con t'aiuto di un siero
              posItIvo;
         f)   controllo della specificità della reazione con l'aiuto di un siero
              negativo.
    9.   La sorveglianza e il controllo ufficiale dei sieri standard e degli
         antigeni sono affidati agli organismi di cui al punto A 9 del presente
         al legato.
    10. Gli    antigeni   possono    essere   forniti   in forma   concentrata,    purché
         sull'etichetta sia indicato il coefficiente di diluizione necessario.
C. Prova dell'anello (Ring Test)
   1.   La prova dell'anello deve essere effettuata            sul  contenuto di ogni
        bidone     di   latte   o    sul   contenuto    di  ogni   grande   contenitore
        del l'aienda.
   2.   L'antigene tipo da        Impiegare deve provenire da uno degli         Istituti
        elencati al punto A.9, lettere da a) a J ) . Si raccomanda di impiegare
        antigeni standardizzati secondo le raccomandazioni del l'OMS/FAO.
   3.   L'antigene    può essere colorato       solo con ematossiI ina o     tetrazolo;
        occorre dare la preferenza al l'ematossiI ina.
   4.   Se non sono utilizzati metodi           di conservazione,    la reazione     deve
        essere effettuata tra la 18a e la 24a ora successiva alla mungitura.
        Qualora la prova sul latte debba essere effettuata oltre 24 ore dopo
        il prelievo del campione, si devono adottare sistemi di conservazione.
        Come    conservanti   si    possono   utilizzare   il  formolo  o   il   cloruro
       mercurico;     in tal   caso,     la prova deve essere effettuata       entro   14
        giorni successivi al giorno in cui è stato prelevato II campione.
 ---pagebreak---                                      q-i
     In caso di utilizzazione del formolo, la concentrazione finale nel
    campione    di  latte deve essere    dello 0,2%;   la proporzione   tra   la
    quantità di latte e la soluzione di formolo da aggiungere deve essere
    almeno di 10 a 1. Al posto del formolo si può utilizzare il cloruro
    mercuri co; anche in tal caso la concentrazione finale nel latte deve
    essere   dello   0,2% e   la proporzione   tra  quantità  di  latte   e   la
    soluzione del cloruro mercurio da aggiungere, di 10 a 1.
5. La reazione deve essere effettuata secondo uno dei seguenti metodi:
         su una colonna di latte di almeno 25 mm di altezza e su un volume
        di   latte di 1 mi cui sono stati aggiunti 0,03 mi di uno degli
        antigeni standardizzati colorati;
        su una colonna di latte di almeno 25 mm di altezza e su un volume
        di   latte di 1 mi cui sono stati aggiunti 0,05 mi di uno degli
        antigeni standardizzati colorati;
        su un volume di latte di 8 mi cui sono stati aggiunti 0,008 mi di
        uno degli antigeni standardizzati colorati;
        su una colonna di latte di almeno 25 mm di altezza e su un volume
        di latte di 2 mi cui sono aggiunti 0,05 mi di uno degli antigeni
        3tandardizzatI colorati.
6. La miscela di latte e di antigeni deve essere tenuta in termostato a
   37'C per almeno 45 e al massimo 60 minuti. La prova deve essere
   valutata     entro   15 minuti   dalla   rimozione   della  soluzione    dal
   termostato.
7. La reazione deve essere valutata secondo II seguente criterio:
   a)   reazione negativa: latte colorato, crema decolorata;
   b)   reazione positiva: latte e crema colorati in modo identico o latte
        decolorato e crema colorata.
 ---pagebreak--- D. Prova all'antigene di Brucella tamponato
   La prova all'antigene di Brucella tamponato può essere effettuata secondo
   uno dei seguenti metodi:
   A.  Metodo manuale
       1.   Come siero standard è impiegato          il secondo siero internazionale
            standard   anti-Brucella abortus, fornito dal            Central    Veterinary
            Laboratory, Weybrldge, Surrey, Inghilterra.
       2.  L'antigene è preparato senza riferimento alla concentrazione delle
           cellule, ma la sua sensibilità deve essere standardizzata rispetto
           al secondo siero internazionale standard anti-Brucella abortus, In
           modo   tale   che    l'antigene dia     reazione    positiva    con    un   siero
           diluito 1 : 47,5 e reazione negativa con un siero diluito 1 : 55.
       3.  L'antigene deve essere         sospeso    in diluente     per   l'antigene di
           Brucella tamponato a pH 3,65 ± 0,5, e può essere stato colorato
           mediante rosa Bengala.
       4.  Per   la preparazione       dell'antigene    devono   essere utilizzati        II
           ceppo Weybridge n. 99 oppure l'USDA 1119 o qualunque altro ceppo
           d i sens i b11i té equI va I ente.
       5.   I terreni di coltura impiegati per la conservazione del ceppo in
            laboratorio e per la produzione dell'antigene devono essere tali
           da   non   provocare     la   dissociazione     batterica    (S  -    R ) ; sono
           raccomandabili     il terreno agarpatata oppure         I metodi di coltura
           cont inua.
      6.   L'antigene    deve    essere    controllato   nei    confronti    di    8  sieri
           liofilizzati riconosciuti rispettivamente posit ivi e negativi.
      7.   La   sorveglianza     e   il  controllo    ufficiale    dei   sieri    e   degli
           antigeni    standard     sono    effettuati    dagli   organismi     ufficiali
           elencati nell'allegato C, punto A 9.
      8.   L'antigene deve essere fornito pronto per l'uso.
 ---pagebreak---     9.   La prova all'antigene di Brucella tamponato deve essere effettuata nel
         modo seguente:
         a)   porre una goccia (0,03 mi) di antigene a fianco di una goccia
              (0,03 mi) del siero su una piastra bianca;
         b)   mescolare con un agitatore, prima In linea retta, poi tracciando
              del cerchi del diametro di 10-12 mm circa;
         e)   agitare   la piastra   alternativamente    per   4   minuti   (circa   30
              movimenti al minuto);
         d)   effettuare   la    lettura    della   prova    in     buone   condizioni
              d'illuminazione;   in mancanza    di  agglutinazione      la prova   sarà
              considerata   negativa;    qualsiasi   grado   di    agglutinazione    va
             considerato   positivo,   salvo   quando  appare    chiara   un'eccessiva
            . essiccazione intorno ai margini.
B. Metodo automatizzato
    Il metodo automatizzato deve essere sensibile ed esatto almeno quanto il
   metodo manuale.
E. Prova dell'anello di latte, effettuata su Plasma sanguigno
   A.   Prelievo del plasma sanguigno
        Le provette con il sangue reso non coagulabile mediante aggiunta di
        EDTA sono centrifugate per 3 minuti         a 3000 giri      al minuto e poi
        conservate per 12-24 ore a 37'C.
   B.   Impostazione diagnostica
        Si versano 0,2 mi di plasma stabilizzato in una provetta contenente 1
        mi di latte crudo. Dopo aver agitato, si aggiunge una goccia (0,05 mi)
        di antigene ABR e si agita nuovamente. L'antigene è standardizzato
        rispetto ad un antigene standard messo a disposizione dall'istituto
       menzionato al punto A 9 a ) .
 ---pagebreak---                                               -H4-
         Dopo aver lasciato riposare per 45 minuti ad una temperatura di 37'C,
         si esamina      il risultato entro          15 minuti. La prova      è    considerata
         positiva    se    l'anello     di    latte    ha   la  stessa   colorazione    o   una
         colorazione più pronunciata di quella della colonna di latte.
F.  Agglutinazione del Plasma sanguigno
    Il plasma sanguigno ottenuto conformemente al metodo di cui alla sezione
    E, punto A, può essere utilizzato                immediatamente    dopo centrJfugazione
    senza che sia necessario procedere alla stabilizzazione termica.
    Si   mescolano     0,05    mi    di     plasma     con   1  mi   di   antigene    per    la
    sieroagglut inazione al 50%, il che corrisponde ad un titolo di diluizione
    1:20 nel caso della sieroagglutinazione. Si esamina il risultato dopo aver
    lasciato riposare per        18-24 ore alla temperatura           di  37'C. La prova è
   considerata positiva se l'agglutinazione è uguale o superiore al 50%.
G. Prova di mieroagglut inazione
   1.    Il diluente è costituito da una soluzione salina                  fisiologia    0,85%
         fenicata al lo 0,5%;
   2.   L'antigene     è   preparato       nel   modo     descritto  nei   punti    6,7   e   8
        dell'allegato C, punto A          e titolato nel modo descritto al punto A. 5
        dell'allegato      C.   Al    momento      dell'uso    dell'antigene    si   aggiunge
        safranina 0 allo 0,02% (diluizione finale).
   3.    Il   siero   standard     è    lo    stesso     siero   di  cui   al  punto    A.   1
        del l'al legato C.
   4.   La fornitura del siero standard è assicurata dal Bundesgesundhe!tsamt
        di Berlin.
   5.   La prova di microagglutinazione utilizza piastre fornite di pozzetti a
        fondo conico e della capacità di 0,250 mi. La prova viene eseguita
        nella maniera seguente:
        a)   Prediluizioni     dei    sieri:     a    ciascun   pozzetto   di  una    piastra
             contenente 0,075 mi di diluente si aggiungono 0,050 mi di ogni
             siero in esame. Le mescolanze vengono agitate per 30 secondi.
 ---pagebreak---                                       -'/s,
        b)  Diluizioni scalari dei sieri: per ogni siero preparare almeno tre
            diluizioni. A tale scopo a partire dalle prediluizioni (1:2,5) si
            prelevano 0,025 mi di ciascun siero e si trasferiscono su una
            piastra contenente 0,025 mi di diluente.       In tal modo    la prima
            diluizione viene portata al valore di 1:5 e le successive vengono
            eseguite per raddoppio.
        e)  Aggiunta dell'antigene: nei singoli pozzetti contenenti le diverse
            diluizioni dei sieri   in esame si aggiunge antigene In volume di
            0,025 mi. Previa agitazione per 30 secondi        le piastre    vengono
            chiuse con i rispettivi coperchi e poste a 37'C per 20-24 ore in
            atmosfera umidificata.
        d)  Lettura dei risultati: si valuta     il quadro della sedimentazione
            dell'antigene mediante esame del fondo del pozzetto riflesso da
            uno specchio concavo posto al di sotto di esso.
            Nel caso di prova negativa l'antigene sedimenta sotto forma di un
            bottone compatto, a margini netti e di colore rosso intenso. In
            caso di positività si forma invece un velo diffuso, di colorito
            rosa   ed uniformemente   distribuito.   Le  diverse  percentuali    di
           agglutinazione vengono determinate      per  raffronto  con   controlli
           dell'antigene indicatni 0, 25,50,75 e 100% di agglutinazione. Il
            titolo di ciascun siero viene espresso in UIA/ml. Nella prova è
           opportuno inserire controlli costituiti da siero negativo e siero
           positivo diluito in modo da contenere 30 UIA/ml.
H. Saggio  di   immunoassorbimento  enzimatico   (ELISA) per    la ricerca    della
   brucailosl bovina
   1.  Per procedere al saggio ELISA occorrono le attrezzature ed I reattivi
       qui indicati:
       a)  micropiastre, cuvette o qualsiasi      altro recipiente per     la fase
           so Ii da ;
       b)  l'antigene è fissato sulla fase solida con o senza        l'ausilio di
           anticorpi leganti policlonali o monocIona11 ;
       e)  il fluido biologico da esaminare;
       d)  controlli positivi e controlli negativi corrispondenti;
 ---pagebreak---                                    k6
    e)   iI coniugato;
    f)  un substrato adatto all'ensIma Impiegato;
    g)  una soluzione di arresto, se necessario;
    h)   soluzioni per la diluizione dei campioni per la preparazione dei
         reattivi e per II lavaggio;
     I) un sistema di lettura corrispondente al substrato Impiegato.
2.  Standardizzazione e sensibilità della prova:
    1.   I campioni di latte sfuso vengono classificati negativi se danno
        una reazione inferiore al 50% di quella data da una diluizione:
        1:10000 del secondo siero standard internazionale della brucellosi
        diluito in latte negativo-,
2.  I campioni singoli di siero vengono classificati negativi se danno una
   reazione inferiore al 10% di quella data da una diluizione di 1:200
   del secondo siero standard internazionale della brucellosi diluito in
   soluzione salina o qualsiasi altra soluzione riconosciuta secondo la
   procedura    prevista   all'articolo  12   previo  parere   del    comitato
   scientifico veterinario.
   Gli standard ELISA della brucellosi devono essere quelli specificati
   nell'allegato C, punti A.1 e A.2 (da usare alle diluizioni         indicate
   sull'etichetta).
3. Condizioni di impiego del saggio ELISA per la ricerca della brucellosi
   bov i na:
    Il metodo ELISA può essere utilizzato su un campione di        latte o di
   siero prelevato dal latte proveniente da un'azienda in cui almeno il
   30% delle vacche da latte sono in lattazione.
   Se si utilizza tale metodo, devono essere prese misure per assicurare
   una corrispondenza    tra  i campioni  prelevati  e gli   animali   da cui
   provengono il latte o i sieri esaminati.
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO D
                                       CAPITOLO I
                       AZIENDE. STATI MEMBRI E REGIONI INDENNI
                              DA LEUCOSI BOVINA ENZOOTICA
A. E' considerata indenne da Ieucosi bovina enzootica un'azienda nella quale:
    i)    non è stato constatato, in base ad osservazioni cliniche o in seguito
          a esami di laboratorio, alcun caso di Ieucosi bovina enzootica, né si
          è avuta conferma di alcun caso nel corso degli ultimi due anni e
    il)   tutti gli animali di età superiore ai 24 mesi hanno, nel corso degli
          ultimi    12   mesi,    reagito    negativamente      a    due  prove     eseguite
          conformemente    al   presente   allegato,    ad    un    intervallo   di   almeno
          quattro mesi oppure
    N i ) sono   soddisfatti     i requisiti    di  cui    al    precedente    punto   I) e
           l'azienda è situata in uno Stato membro o in una regione Indenne da
           Ieucosi bovina enzootica.
B. Un'azienda mantiene la qualifica di Indenne da Ieucosi bovina enzootica
   SSL-
    i)    continuano ad essere soddisfatte le condizioni di cui al paragrafo A,
          punto I);
    il)   tutti gli animali      introdotti nell'azienda provengono da un'azienda
          indenne da Ieucosi bovina enzootica;
   N i ) tutti gli animali di età superiore ai 24 mesi continuano a reagire
          negativamente ad una prova eseguita ogni tre anni conformemente al
          capitolo 11.
C. La    qualifica   di   azienda    Indenne   da  Ieucosi     è   sospesa   se   non   sono
   rispettate le condizioni di cui al precedente paragrafo B.
D. La guallflca rimane sospesa sino a quando saranno soddisfatte la...aaguj%ntj_
   condizioni :
   1.     Se un unico animale dell'azienda indenne da Ieucosi bovina enzootica
          ha reagito positivamente ad una delle prove di cui al capitolo II:
 ---pagebreak---                                            -48-
            I) l'animale che ha reagito positivamente e, qualora si tratti di una
                vacca, gli eventuali vitelli da essa partoriti, debbono essere
               destinati alla macellazione, sotto il controllo delle autorità
               veterinarie;
            il)    I restanti animali debbono aver reagito negativamente ad una
                  prova sierologica eseguita conformemente al capitolo II non prima
                  di tre mesi dopo la rimozione dell'animale risultato positivo e
                  della sua possibile progenie;
            ili) dev'essere condotta un'Indagine epidemiologica e le aziende
                  epidem io logicamente col legate a quella infetta debbono essere
                  soggette alle misure di cui al punto li).
           L'autorità competente può tuttavia concedere una deroga all'obbligo di
           macellare il vitello di una vacca infetta qualora sia stato separato
           dalla madre dopo la nascita. In tal caso il vitello deve soddisfare le
           condizioni stabilite al seguente punto 2, ili).
        2. Se più animai I di un'azienda indenne da Ieucosi bovina enzootica hanno
           reagito positivamente o se l'infezione è stata confermata in
           un'azienda:
           I) gli animali che hanno reagito positivamente e i relativi vitelli,
              qualora si tratti di vacche, debbono essere destinati alla
              macellazione sotto il controllo delle autorità veterinarie;
           ii) tutti gli animali di età superiore ai 24 mesi debbono aver
                 reagito negativamente a due prove eseguite conformemente al
   • -•
                 capitolo II ad un intervallo di almeno 4 mesi e inferiore a 12
tS               mesi;
           ili) tutti gli altri animali possono, una volta identificati, rimanere
                 nell'azienda sino ad aver raggiunto l'età di 24 mesi e devono
                 superare le prove di cui al precedente punto il);
           iv) dev'essere condotta un'indagine epidemiologica e le aziende
                 epidem io logicamente col legate a quella infetta debbono essere
                 soggette alle misure stabilite al precedente punto ii).
 ---pagebreak---                                            -H<b-
     L'autorità    competente   può  tuttavia  concedere una    deroga  all'obbligo di
    macellare II vitello di una vacca infetta purché sia stato separato dalia
    madre dopo la nascita. In tal caso il vitello deve soddisfare le condizioni
    stabilite al precedente punto N i ) .
     3.    Se la qualifica di azienda indenne da Ieucosi bovina enzootica è stata
           sospesa per un qualsiasi altro motivo, tutti gli animali dell'azienda
           di età superiore al 24 mesi debbono reagire negativamente ad una prova
           sierologica eseguita conformemente al capitolo II.
 E. La Commissione P U Ò proporre, in base alla procedura di cui airartlcolo 12.
    che uno Stato membro o una regione di uno Stato membro siano riconosciuti
     indenni    da   Ieucosi   bovina   enzootica   purché   soddisfino    le   seguenti
    condizioni :
    a)    perlomeno     il   99,8%   delle   aziende   di  allevamento    bovino    sono
          considerate aziende indenni da Ieucosi bovina enzootica ai sensi del
          precedente paragrafo A.
          oppure
    b)    nessun caso di Ieucosi bovina enzootica è stato confermato nello Stato
          membro o nella regione in questione negli ultimi tre anni e
          nel caso di uno Stato membro, tutti gli animali di età superiore al 24
          mesi   in almeno   il 10% degli allevamenti, scelti a caso, sono stati
          sottoposti, con esito negativo, alle prove di cui al capitolo II nei
          24 mesi precedent i
          oppure
          nel caso di una regione di uno Stato membro, tutti gli animali di età
          superiore ai 24 mesi sono stati sottoposti, con esito negativo, ad una
          delle prove di cui al capitolo II.
F. Uno Stato membro o una regione di Stato membro          mantiene la qualifica di
    indenne da Ieucosi bovina enzootica se:
    i)    si   è   annualmente   provveduto   ad  accertare,   mediante   un   campione
          aleatorio con un tasso di affidabilità del 99%, che le aziende infette
          sono   meno   dello   0,2%  oppure   a  sottoporre,   con  esito    negativo,
          perlomeno il 20% dei bovini di età superiore ai due anni ad una prova
         eseguita conformemente al capitolo II;
         oppure
 ---pagebreak---     II)  qualora non si sia registrato, per almeno tre anni, nessun caso di
          Ieucosi bovina enzootica nello Stato membro o nella regione              in una
         proporzione     di   un'azienda    su   10000    si  può   decidere,   in   base
         all'articolo     12, di    interrompere    le prove sierologiche di     routine
         purché:
         -    tutti gli animali macellati nel territorio dello Stato membro o
             della   regione    in questione siano soggetti       ad un'ispezione post
             mortem da parte di un veterinario ufficiale, che deve notificare
             tutti i tumori ai fini degli esami di laboratorio;
         -    lo Stato membro notifichi tutti I casi di Ieucosi bovina enzootica
             che si    verificano nella zona       interessata  dalla decisione della
             Commissione. La Commissione può decidere, in base alla procedura di
             cui   all'articolo    12, di   sospendere o di     revocare   la decisione
             d'interrompere le prove sierologiche di routine;
        -    tutti gli animali       che reagiscono positivamente ad una prova di
             immunodiffusione vengano macellati e l'azienda resti soggetta alle
             restrizioni    sino   a quando    verrà   ripristinata   la sua   qualifica
             conformemente all'allegato D, capitolo I, paragrafo D.
G. i)   La qualifica di "Indenne da         Ieucosi bovina enzootica" di uno Stato
        membro o di una regione di uno Stato membro é sospesa, secondo la
        procedura di cui all'articolo 12. qualora            I casi di   Ieucosi bovina
        enzootica     registrati    e  confermati    riguardino  oltre   lo 0.2% delle
        aziende della regione o dello Stato membro.
   I ')  La qualifica di       "Indenne da    Ieucosi bovina enzootica" P U Ò ,    essere
        ripristinata, secondo la procedura di cui all'articolo 12. qualora
        a) oltre alle misure di cui al precedente paragrafo D, punti 1 e 2,
            perlomeno il 20% delle altre aziende della regione o dello Stato
            membro, selezionate a caso, siano state soggette, entro un periodo
            di 12 mesi, ad una delle prove di cui al capitolo II;
        b) I risultati di queste prove consentano di stabilire, con un tasso
            di affidabilità del 99%, che le aziende           infette sono meno dello
            0,2%.
 ---pagebreak---                                       ALLEGATO D
                                     CAPITOLO II
                 ESAMI PER LA RICERCA DELLA LEUCOSI BOVINA ENZOOTICA
La ricerca della Ieucosi bovina enzootica è effettuata mediante un esame di
 immunodiffusions come descritto nelle lettere A e B o mediante un saggio di
immunoassoblmento enzimatico (ELISA) come descritto nella lettera C. L'esame di
immunodiffusione è effettuato solo In esami individuali. In caso di
contestazione debitamente motivata dei risultati degli esami, si effettua un
controllo complementare mediante un esame di immunodiffusione.
A. Reazione di Immunodiffusione su gel di agar
    1. L'antigene da impiegare nella prova deve contenere glicoproteine del virus
       della Ieucosi bovina. Esso va standardizzato rispetto a un siero di
       riferimento (siero E 1) fornito dal laboratorio sierologico veterinario
       statale danese di Copenaghen.
   2. La responsabilità della standardizzazione degli antigeni di laboratorio
       rispetto al siero ufficiale CEE di riferimento (siero E 1) fornito dal
        laboratorio sierologico veterinario di Stato di Copenaghen è affidata ai
       seguenti istituti:
       a) Germania:   Bundesforschungsanstalt fUr Viruskrankheiten der Tiere,
                      TUb i ngen;
       b) Belgio:     Institut National de recherches vétérinaires, Bruxelles;
       e) Francia:    Laboratoire national de pathologie bovine, Lyon;
       d) Gran Ducato del Luxemburgo:   —
 ---pagebreak---                                     -'Vi
    e) Italia:                 Istituto Zooprofilattico Sperimentale, Perugia;
    f) Paesi Bassi :          Central Diergeneeskundig Instituut, Afde ling
                              Rotterdam;
    g) Danimarca:             Statens VeterInaere Serum Laboratorium,
                              Kobenhavn;
    h) Irlanda                Veterinary Research Laboratory, Abbotstown,
                              Dublin;
    i) Regno Unito:
        1.  Gran Bretagna:    The Central Veterinary Laboratory, Weybridge,
                              England;
        2.  Irlanda del Nord: The Veterinary Research Laboratory, Stormont,
                              Belfast;
    J) Spagna:                Subdirecciòn general de sanidad animal,
                              Laboratorio de sanidad y produceiòn animal de
                              ALGETE (Madrid);
   k) Portogallo:             Laboratorio Nacional de Investigaçao
                              Veterinària, Lisboa;
    I) Grecia:
3. Gli antigeni standard di laboratorio devono essere presentati almeno una
   volta all'anno ai laboratori di riferimento CEE elencati al paragrafo 2
   per essere esaminati in rapporto al siero CEE. Indipendentemente da detta
   standard!zzi azione, l'antigene in uso può essere standardizzato secondo
   la tecnica descritta alla lettera B.
4. I reattivi da impiegare sono i seguenti:
   a) antigene: esso dovrà contenere le glicoproteine specifiche del virus
       della Ieucosi bovina enzootica standardizzato rispetto al siero
       ufficiale CEE;
   b) siero in esame;
   e) siero di controllo riconosciuto positivo;
 ---pagebreak---                                  -sv-
   d) gel dl agar:
      0,8% dl agar,
      8,5% di NaCI,
      tampone Tris 0,05 M, a pH 7,2;
      versare 15 ml di questo terreno in una scatola Petri del diametro di
      85 mm, in modo da ottenere uno strato di agar dello spessore di
      2,6 mm.
5. Nell'agar sul fondo della scatola ricavare sette pozzetti, esenti da
   umidità e distribuiti come segue: un pozzetto centrale e 6 pozzetti
   disposti In cerchio attorno ad esso;
   diametro del pozzetto centrale: 4 mm;
   diametro dei pozzetti periferici: 6 mm;
   distanza fra il pozzetto centrale e I pozzetti periferici: 3 mm.
6. Riempire il pozzetto centrale con l'antigene standard, i pozzetti
   periferici 1 e 4 (vedi lo schema) con un siero riconosciuto come positivo
   e I pozzetti 2, 3, 5 e 6 con i sieri in esame. Il riempimento va
   effettuato fino a scomparsa del menisco.
                                   i
                                  O
                         6O                O2
                                  o
                         5O                O3
                                  o
                                   4
 ---pagebreak--- 7.   Le quantità ottenute sono le seguenti:
     antigene:                 32 microlitrl,
     siero di controllo:       73 microlItri,
     sieri in esame:           73 microlItrI.
8.   Incubare per 72 ore a temperatura ambiente (20-27'C), In atmosfera
    confinata ed umida.
9.  La lettura può essere effettuata dopo 24 e 48 ore, ma non è possibile
    ottenere il risultato finale prima di 72 ore:
    a) Il siero in esame è positivo se forma una linea specifica di
        precipitazione con l'antigene del virus della LBE e una linea completa
        di identità con il siero di riferimento;
    b) il siero in esame è negativo se non forma una linea specifica di
        precipitazione con l'antigene della LBE e se non provoca
        l'incurvamento della linea del siero di riferimento;
    e) la reazione è considerata non conclusiva:
        i)  se la linea del siero di riferimento si incurva verso l'antigene
            della LBE senza formare con l'antigene una linea di precipitazione
            vis ibi le, ovvero
        II) se non può essere Interpretata come negativa o positiva.
    Quando la reazione non è conclusiva, la prova può essere ripetuta e può
    essere impiegato siero concentrato.
10. Può essere utilizzata qualsiasi altra distribuzione o disposizione dei
    pozzetti purché II siero E 4 diluito 1:10 In siero negativo risulti
    PQSitivQ.
 ---pagebreak--- B. Metodo per la standardazzlone dell'antigene
   Soluzioni e materiali necessari:
    1.  40 mi di agarosio ali'1,6% in tampone Tris/HCI 0,05 a pH 7,2, contenente
         I'8,5% di NaCI;
   2.   15 mi di siero della Ieucosi bovina, contenente anticorpi delle sole
        glicoproteine del virus della Ieucosi bovina, diluito 1:10 in tampone
        Tris/HCI 0,05 M a pH 7,2, contenente 8,5% di NaCI;
   3.   15 mi di siero della Ieucosi bovina, contenente anticorpi delle sole
        glicoproteine del virus della Ieucosi bovina, diluito  1:5 in tampone
        Tris 0,05 M de pH 7,2, contenente I'8,5% di NaCI;
   4.  quattro scatole Petri in plastica, del diametro di 85 mm;
   5.  un punzone del diametro di 4-6 mm;
   6.  antigene di riferimento;
   7.  antigene da standardizzare;
   8.  bagnomaria (56*C).
       Modo di operare:
       Sciogliere I'agarosio (1,6%) nel tempone   Tris/HCI, riscaldando
       cautamente a 100'C. Mettere in bagnomaria a 56'C per circa 1 ora. Porre
        in bagnomaria a 56'C anche le diluizioni dl siero della Ieucosi bovina.
       Mescolare 15 mi della soluzione di agarosio a 56'C con 15 mi di siero
       della Ieucosi bovina (1:10), agitare rapidamente e versare due porzioni
       da 15 mi della miscela in due scatole Petri.
       Ripetere il procedimento con il siero della Ieucosi bovina diluito 1:5.
       Quando ragarosio si è solidificato, praticare i pozzetti secondo il
       seguente schema:
 ---pagebreak---                                                            ç-fc-
 Scatola Petri n. 1                             Scatola Petri n. 2
 Siero 1:10                                     Siero 1:10
Scatola Petri n. 3                             Scatola Petri n. 4
Siero 1:5                                      Siero 1:5
                    Adiciòn del antigene-:
                    i   Scatole Petr i 1 e 3:
                        pozzetto A -          antigene di riferimento non diluito,
                        pozzetto B -          antigene di riferimento, diluito 1:2,
                      » pozzettoes C y E -    antigene di riferimento,
                        pozzetto D -          antigene da controllare, non diluito.
                    i i Scatole Petr i 2 e 4:
                        pozzetto A -          antigene in esame, non diluito,
                        pozzetto B -          antigene in esame, diluito 1:2,
                        pozzetto C -          antigene in esame, diluito 1:4,
                       pozzetto D -           antigene in esame, diluito 1:8.
 ---pagebreak---             Istruzioni      complementari
                                                  %r
            1. Per realizzare una precipitazione ottimale, l'esperimento va
               effettuato        con due diluizioni di siero (1:5 e 1:10).
            2. Se il diametro di precipitazione è troppo piccolo ad ambedue le
               diluizioni, il siero va ulteriormente diluito.
            3. Se la precipitazione per ambedue le diluizioni è indistinta e il
               diametro è troppo grande, per II siero va scelta una diluizione
                infer lore.
            4. La concentrazione finale dell'agarosio deve essere dello 0,8%; quella
               dei sieri deve essere rispettivamente del 5% e del 10%.
            5. Riportare i diametri misurati sul l'accluso sistema di assi coordinati
               La diluizione di lavoro deve corrispondere alla diluizione
               dell'antigene sotto prova che ha lo stesso diametro dell'antigene di
               r i f e r imento.
   Diametro
 13      -
12       -
11       -
10      -
  9     -
  8     -
 7      -
 6
5      -
4     -
3     -
2     -
1
                                        7        1:3           1:5  1:6  1:7
              1:1                      1:2                1:4                    1:8
                                                                            Diluizione dell'antigene
 ---pagebreak---                                        ~ «
C  Saggio di Immunoassorblmento enzimatico (ELISA) per la ricerca della Ieucosi
   bovina enzootica.
   1.   Per procedere al saggio ELISA occorrono le attrezzature e I reattivi qui
        Indicati:
        a) micropiastre, cuvette o qualsiasi altro recipiente per la fase solida;
       b) l'antigene è fissato sulla fase solida con o senza l'ausilio di
           anticorpi leganti policlonali o monoclonali. Se la fase solida è
           rivestita direttamente dall'antigene, tutti i campioni in esame che
           presentano reazione positiva devono essere riesaminati facendo
           riferimento all'antigene di controllo nel caso di LBE. Quest'ultimo
           deve essere identico all'antigene in questione, salvo nel caso di
           antigeni dei virus della Ieucosi bovina. Se gli anticorpi leganti sono
           distribuiti sulla fase solida, gli anticorpi non devono reagire ad
           antigeni diversi da quelli del virus della Ieucosi bovina;
       e) il fluido biologico da esaminare;
       d) un controllo positivo e negativo corrispondente;
       e) iI coniugato;
       f) un substrato adatto all'enzima impiegato;
       g) una soluzione di arresto, se necessario;
       h) soluzioni per la diluizione dei campioni per la preparazione dei
           reattivi e per il lavaggio;
       i) un sistema di lettura appropriato per il substrato impiegato.
  2.  Standardizzazione e sensibilità della prova
      La sensibilità del saggio ELISA deve essere di livello tale che il siero
      E 4 risulti positivo quando è diluito 10 volte (campioni di siero) o 250
      volte (campioni di latte) più della diluizione ottenuta da singoli
      campioni presi congiuntamente. Nelle prove in cui i campioni (siero e
       latte) sono esaminati individualmente, il siero E4 diluito nella
      proporzione di 1:10 (nel siero negativo) o di 1:250 (nel latte negativo)
      deve presentare una reazione positiva quando è esaminato in una
      diluizione di prova uguale a quella impiegata per le prove individuali.
 ---pagebreak---                                  -SA-
   Agli Istituti ufficiali elencati al punto A2 incombe la responsabilità di
   controllare la qualità del metodo ELISA e dl determinare In particolare,
   per ogni partita di produzione, Il numero di campioni da raggruppare, in
   base al tasso dl siero E4.
    Il siero E4 è fornito dal laboratorio veterinario nazionale di
   Copenaghen.
3. Condizioni di utilizzazione del saggio ELISA
   Il metodo ELISA può essere utilizzato su un campione di latte o dl siero
   prelevato dal latte proveniente da un'azienda In cui almeno il 30% delle
   vacche da latte sono in lattazione.
   Se si ricorre a tale metodo, si devono prendere misure per garantire la
   corrispondenza tra i campioni prelevati e gli animali da cui provengono
   il latte esaminato o i sieri.
 ---pagebreak---                                  ALLEGATO E d )
a) Ma I attle dei bovini :
        rabbia.
   -     tubercolosi.
        brucellosl.
   -    Pleuropolmonlte contagiosa bovina.
        Ieucosi bovina enzootica.
b) Malattie dei suini :
        rabbia.
       brucellosl.
                                ALLEGATO Efll)
       Malattia dl AuJeszkv.
       Rlnotrachelte Infettiva bovina.
       Infezione da Brucella suis.
 ---pagebreak---                                                                     <c>o .-
         CERT N*                SPECIE bovina/suina                                        per mace 11 azione/
                                                                                           al levamento/produzione
         STATO MEMBRO di origine                                                           REGIONE DI ORIGINE
A.
   AZIENDA DI ORIGINI
                                                         indirizzo
    Nane
   N* di riferimento
    L'azienda di origine è:                             GII animali in appresso elencati sono stati sottoposti
    ufficialmente indenne da tubercolosi    sf/no       alle seguenti prove, conformemente alla direttiva 64/432/ŒE:
    ufficialmente indenne da brucellosi     sf/no                                                                DATA DELLA FROVA
    Indenne da brucellosi                   sf/no       tubercol inizzazione                   sforni richiesta    . .
    indenne da Ieucosi                      sf/no       sieroagglutinazione brucellosi         sf/non richiesta    . .
                                                        test per la Ieucosi                    sf/non richiesto    . .
   DATA DI SPEDIZIONE
   Firma                                                veterinario ufficiale, azienda di origine
B.
    IDENTIFICAZIO£ DEGLI ANIMALI                        NJM3© TOTALE DI ANIMAI
   Razza               Tipo              Età            Identificazione ufficiale
C.
 WEFCATO AUTORIZZATO                                           LUOGO DI SPEDIZICNE/feAOOOLTA
   Ubicazione                                                  Ubicazione
   Indirizzo                                                    Indirizzo
   data            n. r l f .                                  data                n. rlf.
   Firma/timbro
  DESTINATARIO                                                 SOUBI INTRACCMJNITARI
   Indirizzo
                                                               Mezzi di trasporto
                                                               Identificazione
                                                               Fatti gli opportuni accertamenti, il sottoscritto certi
                                                               fica che: 1) sono state rispettate tutte le disposlzio-
                                                               zloni vigenti della direttiva 64/432/CEE del Consiglio;
                                                               2) i l trasporto previsto è stato registrato In ANM);
                                                               3) l'animale/gli animali surmenzionati rispondono al le
  garanzie supplementari per                      (malattia) per                             (specie/tipo) destinati
  a               _____ (Decisione   /    /SEEdel la Gannissi orai)/
                                                               Firma                                 Data
  data del resane sanitario
  data di scadenza del certificato                 .      Nome in stampateI lo
 ---pagebreak---                                 ALLEGATO I I
                         TABELLA Dl CONCORDANZA
 Direttiva aggiornata                Direttiva 64/432/CEE
Art ico   1                               Articolo 1
Art ico   2.(a)
Art Ico   2.(b)                          Articolo 2.(b)
Art ico   2.(e)                          Articolo 2.(e)
Art ico   2.(d)                          Articolo 2.(d)
Art 1 co  2.(e)
Art ico   2.(f)                          Articolo 2.(e)
Art Ico   2.(g)
Art ico   2.(h)
Art ico   2.(i)                          Articolo 2.(f)
Art ico   2.(j)                          Articolo 2.(s)
Art ico   2.(k)                          Articolo 2.(t)
Art ico   2.(1)                          Articolo 2.(1)
Art ico   3.1.                           Art icolo 3.1.
Art Ico   3.2.(a)                        Articolo 3.2.(a)
Art Ico   3.2.(b)                        Articolo 3.2.(b)
Art Ico   3.2.(e)                        Art icolo 3.2.(e)
Art ico   3.2.(d)                        Ar t i co Io 3.5.
Art ico   3.2.(e)
Artico    4.1.                           Articolo 3.2.(f)(i)
Art ico   4.2.                           Articolo 3.2.(g)
Art ico   4.3.
Art ico   5
Art ico   6.1, pr imo tratt ino          Articolo 3.2.(d)
Ar t i co 6.1, secondo trattino
Ar 11 co  6.2.(a), pr imo comma          Art icolo 3.3.(a)
ArtIco    6.2.(a), secondo
comma
Ar 11 co  6.2.(b), primo comma           Articolo 3.3.(b)
Art ico   6.2.(b), secondo
comma
Art ico   6.2.(e)                        Art icolo 3.3.(d)
Art ico   6.2.(d)                        Articolo 3.2.(f)(i i)
Art ico   6.3.
Art ico   7                              Art icolo 6
Art ico   8
Art ico   9                              Art icolo 9
Art ico   10                             Articolo 10
Art ico   11
Artico    12.1.                          Articolo 12.1
Art ico   12.2.                          Art icolo 12.2
Art ico   12.3.                          Articolo 12.3
 ---pagebreak---                                 —<o ^
Dirett iva aggiornata           Direttiva 64/432/CEE
Art icolo 12.4 p r i mo comma       Articolo 12.4, primo comma
Art icolo 12.4 secondo comma        Articolo 12.4, secondo comma
Art icolo 12.4 terzo comma
Art icolo 13.1                      Art icolo 13.1
Art icolo 13.2                      Articolo  13.2
Art icolo 13.3                      Articolo  13.3
Art icoio 13.4, pr imo comma        Articolo  13.4, primo comma
Art icolo 13.4, secondo comma
Art icolo 13
Art icolo 14                        Articolo 14
Art icolo 15                        Articolo 16
   legato A
   legato B.1. - B.26.                legato  B.1 - B.26.
   legato B.27,                       legato  B.27.
   legato B.28. - B.31.               legato  B.28. - B.31
   legato B.32.                       legato  B.32.
   legato C.A.                        legato  C.A.
  legato                              legato  C.B.
   legato                             legato  C.C.
  legato  CD.                         legato  CD.
   legato CE.                         legato  CE.
   legato CF.                         legato  CF.
  legato  C.C                         legato  C.G.
  legato  CH.                         legato  G. I I . C
  legato  D                           legato  G.I.
  legato        A.1. - D.II.A.9       legato  G.Il.A.1. - G.Il.A.9
  legato        A.10.
  legato        B.                    legato G.I I.B
  legato        C                     legato G.I I.C
  legato
  legato
  legato
 ---pagebreak---                                                     <&'*>
                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM(93) 698 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                          10 03
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-750-IT-C
                                                             ISBN 92-77-63143-0
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo