CELEX: 51991PC0118
Language: it
Date: 1991-04-12
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO CHE ISTITUISCE UN DAZIO ANTIDUMPING DEFINITIVO SULLE IMPORTAZIONI DI NASTRI AUDIO IN CASSETTE ORIGINARI DEL GIAPPONE E DELLA REPUBBLICA DI COREA, CHE DECIDE LA RISCOSSIONE DEFINITIVA DEL DAZIO PROVVISORIO E CHE CHIUDE LA PROCEDURA ANTIDUMPING RELATIVA A HONG KONG

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ1 EUROPEE
                                      C0M(91) 118 def.
                                      Bruxelles, 12 aprile 1991
                             Proposta di
                  REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
                    di nastri audio in cassette
        originari del Giappone e della Repubblica di Corea,
    che decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio
    e che chiude la procedura antidumping relativa a Hong Kong
                   (Presentata dalla Commissione)
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                             R E L A Z I O N E
1)  Con    II   regolamento   (CEE)   n.   3262/90 <1>     la   Commissione    ha
     Istituito un dazio antidumping provvisorio sulle Importazioni nella
    Comunità    di  nastri   audio   In   cassette    (In  seguito     denominati
    audiocassette), originari del Giappone, della Repubblica di Corea e
    di Hong Kong. Il dazio è stato prorogato per un periodo massimo di
    due mesi dal regolamento (CEE) n. 578/91        del Consiglio^).
2)  Nelle    risultanze  provvisorie     la Commissione     ha  accertato    che,
    benché esistano diversi modelli di audiocassette, con differenze
     Inerenti alla qualità, alla lunghezza e al rivestimento del nastro,
    nonché    alia  forma   dell'Involucro,     I prodotti     In   esame   hanno
    caratteristiche     fisiche,   applicazioni,      Impieghi    e   canali   di
    distribuzione sostanzialmente       Identici. Si propone di confermare
    tale risultanza provvisoria.
3) Al    fini delle risultanze definitive,       Il valore normale é stato
    determinato In linea di massima con gli stessi metodi applicati per
     la determinazione    provvisoria    del  dumping,    dopo aver     preso  in
    considerazione     I  nuovi    elementi    e   le   nuove    argomentazioni
    presentate dalle parti.
         Come si rileva dalle risultanze provvisorie, la Commissione ha
         considerato che 1 prodotti gratuiti, che di per se stessi non
         sono collegati al prodotto In esame, non Implicano la riduzione
         del prezzo delle audiocassette vendute sul mercato             Interno e
         che I relativi costi rientrano nelle spese promozionali per le
         quali non possono essere effettuate detrazioni.
(1) GU L 313 del 13.11.1990, pag. 5.
(2) GU L 65 del IÎ.3.1991, Pag. 20
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       Per un esportatore è stato accertato che sul mercato Interno
       non erano state effettuate vendite sufficienti di modelli
       direttamente comparabili a quelli venduti all'esportazione
       nella Comunità e che i prezzi di vendita non permettevano II
       recupero di tutti I costi adeguatamente ripartiti. Nei
       confronti di ta Se esportatore il valore normale è stato
       pertanto determinato In base al valore costruito di ciascun
       modello in questione.
       Un esportatore ha riaffermato che I prezzi non erano
       comparabili, sostenendo di non aver effettuato vendite a
       clienti OEM sul mercato interno, ma di aver esportato nella
       Comunità In base a contratti OEM.
       Ai fini della determinazione definitiva, la Commissione ha
       considerato    che,    dati    I     costi    ridotti sostenuti
       dall'importatore (per esempio        l'assenza del servizi di
       assistenza), il tasso di profitto delle vendite effettuate con
        la marca del produttore, Impiegato per costruire II valore
       normale, debba essere ridotto del 50%.
       Si propone di confermare tali risultanze.
4) Dall'esame definitivo dei fatti è emersa l'esistenza di pratiche di
   dumping relative alle audiocassette originarie del Giappone, della
   Repubblica di Corea e di Hong Kong da parte di otto esportatori
   soggetti all'inchiesta.
   Il margine di dumping varia secondo l'esportatore, con la seguente
   media ponderata:
       Esportatori giapponesi:
           Fuji                       64,2%
           TDK                        48,2%
           Maxell                     47 %
           Denon Columbia             44,5%
       Esportatori coreani:
           Goldstar                      9,2%
           Sunkyong Magnetics            2,6%
       Esportatori di Hong Kong:
           Yee Keung                  •'. 2,4%
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   Non sono state accertate pratiche di dumping per quanto riguarda le
   società Saehan Media, Sungham, Keum Sahn Electronics (Corea), Tornei
   Magnetics, Swire, Magnetic Enterprise e Forward Electronics (Hong
   Kong).
5) Nelle   risultanze provvisorie        la Commissione    ha ritenuto che, al
   fini    della    valutazione      del   pregiudizio,     gli    effetti   delle
   importazioni    dal Giappone, dalla Corea e da Hong Kong              dovessero
   essere   esaminati    cumulativamente. SI       propone   di  confermare   tale
   risultanza, fatta eccezione per le audiocassette             importate da Hong
   Kong, la cui incidenza sull'Industria comunitaria è irrilevante.
6) Si   ritiene    inoltre     che    l'Industria   comunitaria     abbia   subito
   pregiudizio sostanziale, che si é manifestato tra               l'altro con la
   perdita della quota di mercato, l'erosione del prezzi, un tasso di
   redditività      Insufficiente      e   il   calo   dell'occupazione.      Tale
   risultanza si basa sui seguenti elementi:
        le  importazioni     di   audiocassette   dal  Giappone e dalla      Corea
        sono aumentate più rapidamente del consumo comunitario-,
        tra  II 1985 e     II 1988 la quota di mercato complessiva           delie
        importazioni    in dumping dalla Corea e dal Giappone ò aumentata
        del 3%, passando dal 43,5% al 46,4%, mentre la quota di mercato
        dei prodotti originari di Hong Kong ò rimasta stabile (1,5% nel
        1985 e 1,6% nel 1988);
        I prezzi    di vendita del produttori        ricorrenti    nella Comunità
        hanno subito una rilevante erosione tra II 1985 e II 1988;
        nello stesso periodo I produttori          comunitari non hanno potuto
        incrementare sostanzialmente         la  loro produzione e      le vendite
        sono scese deli'8,5%, nonostante l'aumento del 30% do\ consum-
        compI ess i vo;
        tra   il 1985 e     il   1988   l'utile  sulle  vendite    dell'Industria
        comunitaria ha avuto un andamento costantemente negativo;
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        sul mercato tedesco, dove l'Industria comunitaria aveva ancora
        una quota di mercato sostanziale, sono stati accertati margini
        rilevanti     di    sottoquotazIone      dei    prezzi    da    parte   degli
        esportatori     coreani   e,   In misura     lievemente   inferiore, degli
        esportatori giapponesi.
    Per  quanto   riguarda    le   Importazioni    da Hong     Kong,   Il Consiglio
    ritiene che,     in considerazione del       volume non     rilevante di     tali
    importazioni    e della mancanza       di  riconoscimento della marca sul
   mercato comunitario, tali         Importazioni non possano aver provocato
   pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria.
7) Si propone    infine di confermare che I'industrla comunitarla non è
   stata In grado di difendere i propri prezzi, l'Immagine di marca e
    Il volume delle vendite nei confronti degli esportatori giapponesi,
   che hanno potuto finanziare          Ingenti spese di vendita grazie agli
   elevati profitti realizzati sul mercato Interno. SI ritiene Inoltre
   che l'industria comunitaria abbia dovuto affrontare le Importazioni
    In dumping   dalla    Corea   e non     abbia   potuto   adeguarsi     ai  prezzi
   eccessivamente bassi di tali prodotti.
   Le    Importazioni      dalla     Corea    e    dal    Giappone,      considerate
    isolatamente, hanno quindi provocato pregiudizio sostanziale.
8) Nelle risultanze provvisorie la Commissione ha esaminato e valutato
   gli   interessi   dell'industria comunitaria, dei consumatori              e delle
   altre    industrie     e   settori     di   attività     e   ha    concluso    che
   nell'interesse dei la Comunità era necessario tutelare                 l'Industria
   comunitaria    nei    confronti    della   concorrenza     sleale    dovuta   alle
    importazioni   in dumping. Si propone di confermare tale risultanza.
9) Le risultanze provvisorie della Commissione relative al calcolo del
   dazio sono state confermate.
   SI   ritiene    inoltre    che,    per   determinare     l'aliquota     dei   dazi
   definitivi    da     Istituire,      i  singoli     margini     di    pregiudizio
   determinati     a   titolo    provvisorio     debbano    essere     espressi    in
   percentuale del valore CIF delle Importazioni.
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E' stato   cosi calcolato   l'Incremento   del  prezzo  alla   frontiera
comunitaria  necessario per eliminare    il pregiudizio provocato da
ciascun esportatore.
L'aliquota del dazi da Istituire corrisponde quindi al margine di
dumping, ad eccezione degli esportatori      I cui margini   di  dumping
superano il margine di pregiudizio:
(a) 27,4%   per   le  audiocassette   originarle    del  Giappone,    ad
    eccezione dei prodotti delie seguenti società:
    Sony                             23,4%
    MaxelI                           21,8%
    Denon                            18,7%
    Fuji                             15,2%
(b) 9,2% per le audiocassette originarie della Repubblica di Corea,
    ad eccezione dei prodotti della seguente società:
    Sunkyong Magnetics Ltd (SKM): 2,6% (codice addizionale Taric:
    8489).
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                                   Proposta di
                        REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
      che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
                          di nastri audio in cassette
              originari del Giappone e della Repubblica di Corea,
          che decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio
          e che chiude la procedura antidumping relativa a Hong Kong
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
 visto ii trattato che istituisce la Comunità europea,
 visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988,
 relativo alla difesa    contro   le  importazioni   oggetto di   dumping o di
sovvenzioni    da  parte  di   paesi  non   membri   della  Comunità   economica
europea ( D , in particolare gli articoli 9 e 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione, previa consultazione in
seno al comitato consultativo istituito a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
                             A. MISURE PROVVISORIE
                                              (2
1)     Con il regolamento (CEE) n. 3262/90       > la Commissione ha istituito
       un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità
       di nastri audio in cassette (in seguito denominati audiocassette)
       originari del Giappone, della Repubblica di Corea e di Hong Kong, di
       cui al codice NC 8523 11 00. Il dazio è stato prorogato per un
       periodo massimo di due mesi dal       regolamento   (CEE) n. 578/91 del
                   3
      Consigi io ( >.
(1)   GU L 209 del 2. 8.1988, pag. 1.
(2)   GU L 313 del 13.11.1990, pag. 5.
(3)   GU L 65 del 12.03.1991, pag. 20
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                          B. SEGUITO DELLA PROCEDURA
2) Dopo    l'istituzione     del    dazio   antidumping     provvisorio       tutti   gli
   esportatori     citati    nel    regolamento      (CEE)    n. 3262/90,      nonché   ì
   rappresentanti     dei   ricorrenti, hanno chiesto e ottenuto di essere
   sentiti    dalla   Commissione.     Gli   esportatori,       i rappresentanti      dei
   ricorrenti    e un    importatore     hanno    inoltre presentato       osservazioni
   scritte sulle risultanze della Commissione.
3) La Commissione ha continuato a raccogliere e a verificare tutte le
    informazioni ritenute necessarie ai fini delle sue conclusioni. Per
   questo    scopo   é  stata    svolta    un'inchiesta     presso    la sede      di  un
   esportatore, la società Hitachi Maxell, Tokyo, Giappone.
4) Le parti che lo hanno chiesto sono state informate in merito ai fatti
   e   alle considerazioni        principali     in base    ai   quali    si    intendeva
   raccomandare     l'istituzione      di   dazi    definitivi     e   la    riscossione
   definitiva degli importi depositati a titolo di dazio provvisorio. E'
   stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti, dopo aver
   ricevuto tali informazioni, potevano presentare le loro osservazioni.
   Sì é tenuto conto delle osservazioni               presentate     oralmente e      per
    iscritto   e   la Commissione       ha   debitamente     modificato      le   proprie
   risultanze.
5) Data    la   complessità      della    procedura,     in    particolare      a   causa
   dell'analisi particolareggiata dei numerosi dati in questione e delle
   argomentazioni      presentate,       non    é    stato     possibile      concludere
   l'inchiesta entro il termine fissato nell'articolo 7, paragrafo 9,
    lettera a) del regolamento (CEE) n          2423/88.
                   C. PRODOTTO IN ESAME, PRODOTTO SIMILE
                            E INDUSTRIA COMUNITARIA
6) Nelle    risultanze    provvisorie      (punti    9-12   del    regolamento      (CEE)
   n. 3262/90) la Commissione ha accertato che, benché esistano diversi
   modelli di audiocassette, con differenze inerenti alla lunghezza e al
   rivestimento del nastro, nonché alla forma dell'involucro, tutti i
   tipi di audiocassette hanno caratteristiche fisiche, applicazioni,
   impieghi e circuiti di distribuzione sostanzialmente identici.
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7)  Tale risultanza é stata contestata da un esportatore che ha chiesto
    di   escludere     dal   campo    di    applicazione       del    procedimento       le
    audiocassette i cui nastri sono rivestiti di un pigmento metallico
    (in   seguito   denominate    audiocassette        "metal").    L'esportatore        ha
    affermato   che    le audiocassette       "metal",     di   qualità    estremamente
    elevata, sono acquistate da consumatori aventi esigenze specifiche e
    che é necessario disporre di un apparecchio dotato di                    un'apposita
    funzione chiave per apprezzarne          l'effettiva qualità. Una           richiesta
    analoga é stata presentata         da un     importatore,     che ha chiesto di
    escludere dal campo di applicazione del procedimento le audiocassette
    per segreterie telefoniche.
8)  La Commissione, pur ammettendo         l'esistenza di differenze secondarie
    relative alla qualità o all'impiego delle audiocassette, ritiene che
    tali differenze siano effettivamente compensate dall'analogia delle
   caratteristiche      e   delle    funzioni,      che    rende    le    audiocassette
   praticamente      intercambiabili.      La    Commissione      osserva      a    questo
   proposito che      le audiocassette metal         possono essere utilizzate           in
   apparecchi privi della funzione chiave specifica (con prestazioni di
   qualita inferiore) e che le cassette per               le segreterie     telefoniche
   possono essere impiegate in qualsiasi altro registratore o lettore di
   cassette    per   registrare    o    riprodurre      qualunque    suono.      In   tali
   circostanze    la Commissione conclude che le audiocassette metal e le
   normali cassette per segreterie telefoniche non devono essere escluse
   dal presente procedimento.
9)  Il Consiglio conferma dette conclusioni e che le audiocassette aventi
   differenze fisiche rilevanti per dimensioni, parti e impieghi, come
    le microcassette,      le  cassette     a   nastro    continuo     per    segreterie
   telefoniche,     le cassette     per   elaboratori       elettronici     oppure     per
   registrazioni digitali (DAT) non rientrano nel campo di applicazione
   del    presente    procedimento.      Il    Consiglio      conferma     inoltre      le
   risultanze     della    Commissione      relative      al    prodotto      simile      e
   all'industria     comunitaria    esposte      nei   punti    15   e   16    (sul    cui
   contenuto     le    parti    interessate        non    hanno    espresso        alcuna
   osservazione) del regolamento (CEE) n. 3262/90.
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                               D. VALORE NORMALE
10) Ai   fini   delle   risultanze   definitive,    il valore   normale    é   stato
    determinato in linea di massima con gli stessi metodi applicati per
     l'accertamento     provvisorio     del   dumping,    dopo   aver    preso    in
    considerazione i nuovi elementi e le argomentazioni presentati dalle
    parti.
    1) Valore normale basato sui prezzi nel paese esportatore
11) Nel punto 20 del       regolamento    (CEE) n. 3262/90 non si era         tenuto
    conto, ai fini delle conclusioni provvisorie, del valore di alcuni
    prodotti     gratuiti   (quali   schede    e  fotografie)    offerti    da   due
    esportatori e pertanto l'importo corrispondente non era stato dedotto
    dai prezzi di vendita sul mercato interno per determinare il valore
    normale. Gli esportatori       interessati hanno contestato le risultanze
    provvisorie della Commissione e hanno affermato che il valore di tali
    prodotti gratuiti dovrebbe essere considerato come una riduzione ed
    essere    quindi dedotto dal prezzo di vendita sul mercato interno.
    Come si rileva dalle conclusioni provvisorie, la Commissione ritiene
    che tali prodotti gratuiti, non essendo di per se stessi collegati al
    prodotto in esame, non abbiano l'effetto di ridurre il prezzo delle
    audiocassette vendute sul mercato          interno e che pertanto       il  loro
    costo   rientri    nelle   spese   promozionali   per    le quali   non    viene
    effettuata alcuna deduzione ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3,
    lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88. Il Consiglio conferma
    tale tesi.
    2) Valore normale basato sui valore costruito
         a)   Modelli riuniti in serie
12) Come risulta dal       punto 22 del     regolamento    (CEE) n.   3262/90, la
    Commissione ha determinato a titolo provvisorio            il valore normale
    relativo ad un esportatore in base alla media pondeiata dei prezzi di
    una serie di modelli di audiocassette. Dopo aver svolto un'inchiesta,
    la Commissione ha concluso che tale prezzo medio non forniva dati
    sufficientemente precisi per determinare il valore normale.
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13)  Poiché dall'inchiesta é emerso che sul mercato interno non sono state
    effettuate     vendite     sufficienti        di    modelli      di     audiocassette
     direttamente    comparabili      a  quelli    venduti     all'esportazione       nella
     Comunità e che i prezzi di vendita non permettevano                  il recupero di
     tutti  i costi opportunamente ripartiti,            il valore normale é stato
     determinato   in   base   al     valore   costruito      di   ciascun     modello    in
     questione.   Il   valore    costruito     é  stato    calcolato      con    il  metodo
    esposto nel punto 23 del regolamento (CEE) n. 3262/90.
         b)  Vendite OEM
14) Un   esportatore    ha   nuovamente      affermato    che     i prezzi      non   erano
    comparabili, sostenendo di non aver effettuato vendite a clienti OEM
    sul   mercato    interno   e   di   aver    invece   venduto      i prodotti      nella
    Comunità   su base OEM.        Tale esportatore       ha pertanto       chiesto    alla
    Commissione   di determinare        il valore costruito con un margine di
    profitto    ridotto    ai     fini    del    confronto      con    le    sue    vendite
    all'esportazione     effettuate      su   base    OEM    e   ha   presentato      nuovi
    elementi a sostegno di tale richiesta.
    Alla luce dei nuovi elementi di prova, la Commissione ritiene che gli
    scambi   dell'esportatore       coreano   con gli     acquirenti       comunitari    si
    svolgano   su  base OEM.       Le   società    comunitarie      acquistano      infatti
    audiocassette fabbricate appositamente per              loro (secondo specifiche
    che per alcuni aspetti differiscono da quelle del produttore coreano)
    al fine di integrare la propria produzione e le rivendono assumendo
    l'intera   responsabilità      del   produttore.     La    pretesa    differenza     si
    rifletteva inoltre chiaramente nei quantitativi venduti e in termini
    di prezzi praticati.
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    Ai fini della determinazione definitiva, la Commissione ritiene che,
    poiché    l'importatore     ha assunto una piccola parte dei             costi    (per
    esempio sono esclusi       i servizi di assistenza), l'indice di profitto
    delle vendite effettuate dal produttore con il proprio marchio, che é
    utilizzato per calcolare          il valore normale costruito, debba essere
    ridotto del 50%. Tale percentuale rappresenta               infatti   la differenza
    esistente    tra    I profitti      realizzati    con   le vendite    dei    prodotti
    recanti    il marchio     del    produttore    e    I profitti   realizzati     sulle
    vendite    OEM,   qualora    queste     ultime    fossero  state    effettuate     sul
    mercato coreano. Alla          luce delle considerazioni        della    Commissione
    sopra enunciate, il Consiglio conferma le risultanze e le conclusioni
    de 11 a Comm i ss i one.
         e)   Profitto
15) Come risulta dal punto 30 del regolamento (CEE) n. 3262/90, quando le
    vendite redditizie di determinati modelli sul mercato interno erano
     insufficienti,      il  profitto     da   inserire    nel   calcolo    del    valore
    costruito    é   stato   determinato      in base     alla  media    ponderata     dei
    profitti realizzati dagli altri esportatori sulle vendite redditizie
    effettuate sul mercato interno.
16) Due esportatori di Hong Kong hanno contestato i dati concernenti il
    profitto impiegati dalla Commissione, sostenendo che essi si basavano
    sui profitti      realizzati     da un produttore       di Hong Kong      pienamente
     integrato, mentre la loro attività non era integrata e si                   limitava
    all'assemblaggio delle audiocassette.
    Essi   hanno pertanto      chiesto     di  applicare un margins        ii    profitto
     inferiore per tener conto di tale differenza.
     In tali circostanze       il Consiglio ritiene ragionevole           calcolare     il
    margine di profitto relativo ai suddetti esportatori di Hong Kong in
    base all'indice del profitto determinato per la fabbricazione di un
    prodotto    che    rientra    nello    stesso    settore   commerciale,      come   le
    videocassette,      nel   quale    tali   esportatori     hanno   svolto     attività
                                                                           (1)
    analoghe (v. regolamento (CEE) n. 1768/89 del Consiglio)                   .
(1) GU L 174 del 22. 6.1989, pag. 1.
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                          E. PREZZO ALL'ESPORTAZIONE
17)  Il   Consiglio    conferma    le    risultanze    e   le   conclusioni    della
    Commissione, nonché      le considerazioni esposte nei punti          31-39 del
    regolamento (CEE) n. 3262/90, sul cui contenuto le parti             interessate
    non hanno espresso osservazioni sostanziali.
                                  F. CONFRONTO
18) Un esportatore ha contestato l'importo dei costi di credito dedotto
    dai prezzi di vendita interni ai fini della determinazione del valore
    normale ed ha affermato che          tale costo era      inferiore   alle spese
    effettive.
    La   Commissione    ritiene   che    le presunte     spese   di  credito   siano
    col legate in parte a vendite di prodotti diversi dalle audiocassette
    e che pertanto debbano essere ridotte proporzionalmente alle vendite
    di audiocassette, in conformità delle disposizioni dell'articolo 2,
    paragrafo 11 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
                            G. MARGINE DI DUMPING
19)  I valori    normali   relativi    ai   modelli   dei   produttori/esportatori
    soggetti    all'inchiesta     venduti    sul   mercato    interno   sono   stati
    confrontati    con   i prezzi   all'esportazione di modelli        comparabili,
    prendendo in esame le singole transazioni. Dall'esame definitivo dei
    fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping per quanto riguarda
     le audiocassette originarie del Giappone, della Repubblica di Corea e
    di Hong Kong da parte di otto esportatori interessati, con un margine
    pari   all'importo del    quale    il valore normale accertato supera         il
    prezzo all'esportazione nella Comunità.
20) La media ponderata dei margini di dumping, espressa             in percentuale
    dei prezzi CIF frontiera comunitaria, varia secondo l'esportatore:
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         espor t a tor I g i apportes i :
              Fuji                           64,2%
              TDK                            48,2%
         -     Maxell                        47    %
              Denon Columbia                 44,5%
         espor t a tor I coreanI :
              Goldstar                         9,2%
              Sunkyong Magnetics               2,6%
         esportatori di Hong Kong:
              Yee Keung                        2,4%
21) Non sono state accertate pratiche di                dumping  nei confronti   degli
    esportatori coreani Saehan Media, Sungman, Keum Sahn Electronics, né
    degli    esportatori      di  Hong    Kong   Tornei  Magnetics, Swire,    Magnetic
    Enterprise e Forward Electronics.
22) Per    gli    esportatori      che    non    si    sono  manifestati   nel    corso
    dell'inchiesta oppure che non hanno collaborato pienamente                  con  la
    Commissione,      il margine di dumping é stato determinato           in base ai
    dati   disponibili, come        risulta nei      punti  50 e 51  del  regolamento
    n. 3262/90. Si é ritenuto opportuno applicare a tali esportatori il
    margine di dumping massimo accertato, pari rispettivamente al 64,2%
    per il Giappone, al 9,2% per la Coroa e al 2,4% per Hong Kong.
    Il Consiglio conferma tali risultanze e conclusioni.
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                                 H. PREGIUDIZIO
    1.  CumuIo
23) Nelle   risultanze provvisorie,        la Commissione    ha   ritenuto    che gli
    effetti delle importazioni dal Giappone, dalla Corea e da Hong Kong
    dovessero   essere esaminati       cumulativamente. Gli      esportatori      hanno
    contestato ampiamente      le risultanze provvisorie della          Commissione,
    sostenendo che    le differenze      in materia di riconoscimento da parte
    dei  consumatori, segmento       di mercato e determinazione dei            prezzi
    accertate nelle risultanze provvisorie tra le esportazioni giapponesi
    e quelle coreane avrebbero dovuto indurre le Commissione a eliminare
    il cumulo delle importazioni dal Giappone, dalla Corea e da Hong Kong
    ai fini della valutazione del pregiudizio.
24) La  Commissione    conferma     le   risultanze    di  cui   al   punto    78   del
    regolamento    (CEE)   n. 3262/90,      secondo    le  quali   gli   esportatori
    coreani sono concorrenziali principalmente in termini di prezzi, con
    prodotti   di   tecnologìa     standard     che   non   presentano     differenze
    significative per caratteristiche e qualità, mentre gli esportatori
    giapponesi   applicano attualmente        una   strategia   commerciale     basata
    principalmente su elementi non legati al prezzo, come il marchio, le
    caratteristiche e gli aspetti estetici dei prodotti.
    Le  istituzioni   comunitarie      tuttavia   ricorrono di     norma   al   cumulo
    delle importazioni da diversi paesi quando i prodotti             importati e II
    prodotto   simile   dell'industria      comunitaria    soddisfano     i seguenti
    criteri :
        sono ben i fung i b iIi,
        sono   venduti    o   offerti      in   vendita    negli    stessi    mercati
        geografici,
        utilizzano canali di distribuzione comuni o simili,
        sono presenti simultaneamente sul mercato,
        non sono trascurabili in quanto tali.
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25) L'applicazione di tali criteri non permette di tracciare una linea di
    demarcazione     netta     che   separi     le   audiocassette     originarie   del
    Giappone     o   della      Corea.    Le     audiocassette,       indipendentemente
    dall'origine, sono       infatti    identiche     in termini di caratteristiche
    fisiche essenziali, applicazioni e impieghi e i diversi modelli sono
     in gran parte intercambiabili e concorrenziali sul piano commerciale.
    Tale    osservazione     é   confermata      dal    fatto   che   gli   esportatori
    giapponesi vendono nella Comunità audiocassette fabbricate tanto in
    Giappone quanto      in Corea, senza alcuna differenza nella percezione
    che    i consumatori      hanno    di  tali    prodotti    a  causa    dell'origine
    diversa.
    Le   importazioni     da   Hong   Kong,    dato    il  quantitativo    limitato di
    audiocassette oggetto di dumping, non hanno invece avuto un'incidenza
    percepibile sull'industria comunitaria. Nel 1988 le importazioni                 in
    dumping da Hong Kong rappresentavano effettivamente una quota minima
    del    mercato    comunitario      e   il    riconoscimento      della   marca  era
    praticamente inesistente. E' quindi opportuno escludere dal cumulo le
     importazioni da Hong Kong, che non hanno contribuito al pregiudizio
    notevole.
     Il Consiglio conferma        tali   risultanze e conclude che gli          effetti
    delle importazioni dal Giappone e dalla Corea devono essere esaminati
    cumulât ivamente.
    2)   Conseguenze delle importazioni oggetto di dumping
26) Nelle    risultanze      provvisorie      la   Commissione      ha   concluso   che
    l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio notevole che si é
    manifestato, tra       l'altro, con     la perdita della quota di          mercato,
    l'erosione     dei   prezzi,      l'insufficiente       redditività    e   il  calo
    dell'occupazione. Tali risultanze si basavano sui seguenti elementi:
    -     le importazioni di audiocassette dal Giappone e dalla Corea sono
         aumentate più rapidamente del consumo comunitario, passando da
         149 milioni di unità nel 1985 a 205 milioni di unità nel 1988,
         con un incremento del 38%. Nello stesso periodo le importazioni
         dal Giappone sono passate da 142 milioni di unità a 154 milioni
         di unità, mentre le importazioni            dalla Corea sono aumentate da
         7 milioni di unità a 51 milioni di unità;
 ---pagebreak---                               - 17 -
 tra il 1985 e il 1988 le importazioni di audiocassette da Hong
Kong sono aumentate da 4,9 milioni di unità a 7 milioni di unità;
 tra  il 1985 e    il 1988     la quota di mercato delle      importazioni
dalla    Corea  e   dal   Giappone,     considerate   complessivamente    é
aumentata del 3%, passando dal 43,5% al 46,4%, mentre la quota di
mercato delle importazioni da Hong Kong é rimasta stabile (1,5%
nel 1985 e 1,6% nel 1988);
nel   periodo  1985-1988     I prezzi    di  vendita  nella Comunità    dei
produttori denunzianti sono sensibilmente diminuiti;
tra il 1985 e il 1988 I produttori comunitari non hanno potuto
 incrementare in misura significativa la loro produzione e le loro
vendite sono diminuite dell'8,5%, benché nello stesso periodo il
consumo complessivo fosse aumentato del 30%;
 l'utile sulle    vendite    dell'industria    comunitaria   ha   avuto  un
andamento costantemente negativo tra il 1985 e il 1988 e il lieve
miglioramento     registrato     in   quest'ultimo   anno  sembra    essere
dovuto al ritiro dei modelli venduti in perdita, che a sua volta
ha   implicato   un'ulteriore      contrazione   delle  vendite    e  della
presenza sul mercato;
 in seguito all'attuazione di interventi volti a ridurre i costi
la forza lavoro occupata nella produzione di audiocassette nella
Comunità é diminuita del 23% circa tra il 1985 e il 1988;
é stato accertato che       in un gran numero di scambi       sul mercato
tedesco, dove l'industria comunitaria aveva ancora una quota di
mercato    rilevante,    gli     esportatori    coreani   e,    in   misura
lievemente minore, gli esportatori          giapponesi, hanno applicato
prezzi nettamente inferiori a quelli dell'industria comunitaria.
 ---pagebreak---                                        - 18 -
27) La Commissione      non  ha    ricevuto   nuovi   elementi    di   prova, ma    gli
    esportatori      interessati      hanno    contestato      alcuni    punti   delle
    risultanze in materia di pregiudizio.
28) Un esportatore ha sostenuto che l'Impiego di cifre medie per l'intera
     industria   comunitaria      era    fuorviante    in   quanto    dissimulava     le
    tendenze contradditorie dei due principali produttori comunitari, che
    avrebbero giustificato       la determinazione del pregiudizio relativo a
    ciascun     produttore.       Il    Consiglio     non     può    accettare     tale
    argomentazione, poiché, ai fini della determinazione dell'eventuale
    pregiudizio notevole, in conformità del'articolo 4, paragrafo 5 del
    regolamento (CEE) n. 2423/88 per          industria comunitaria s'intende        la
    produzione comunitaria nel suo complesso.
29) Un esportatore ha inoltre sostenuto che uno dei produttori comunitari
    non subiva pregiudizio notevole e che pertanto avrebbe dovuto essere
    escluso    dalla    valutazione      del   pregiudizio,      in   quanto   avrebbe
    realizzato utili soddisfacenti. Il Consiglio non può accettare tale
    argomentazione     e,   come    risulta   nel   punto    26,   riafferma   che   il
    pregiudizio      subito     dall'industria       comunitaria      é    determinato
    globalmente, in funzione dei dati economici relativi alla situazione
    dell'industria nel suo complesso.
     Il  Consìglio    rileva    inoltre    che   numerosi     elementi    relativi   al
    produttore comunitario in questione mettevano chiaramente in evidenza
     l'esistenza di un notevole pregiudizio : il tasso di profitto era in
    effetti   inferiore alla media e         la modesta redditività globale era
    stato ottenuta     con   il ritiro dal      mercato dei      modelli   venduti   in
    perdita.
30) E' stato    inoltre sostenuto che        le risultanze della Commissione         in
    materia   dì   produzione,      capacità,   utilizzazione      degli   impianti    e
    vendite non si riferivano unicamente alla produzione nella Comunità,
    ma  comprendevano     anche    le audiocassette      fabbricate     dall'industria
    comunitaria    in impianti situati nei paesi          terzi, e successivamente
    vendute nella Comunità.
 ---pagebreak---                                         - 19 -
     Come si rileva nelle risultanze provvisorie della Commissione, tale
     attività   é    completamente      cessata    nel   1988   e    la   decisione    di
     interrompere     la produzione      nei   paesi   terzi   é un'ulteriore       prova
     dell'esistenza      del   pregiudizio      notevole.    Nel     1985    l'industria
    comunitaria operava effettivamente in condizioni di piena capacità e,
    per soddisfare      la domanda, aveva deciso di potenziare             la struttura
    produttiva nella Comunità e al tempo stesso di vendere sul mercato
    comunitario     i prodotti     fabbricati      in  impianti    situati    nei  paesi
    terzi.
     In seguito     alla    successiva    diminuzione     delle    vendite,    in  netto
    contrasto con il buon andamento del mercato, l'industria comunitaria
    ha deciso di chiudere tali impianti e ha dovuto subire i costi della
    mancata utilizzazione di una parte crescente degli impianti.
31) Numerosi esportatori hanno contestato l'analisi della sottoquotazione
    dei prezzi effettuata dalla Commissione.
    Un esportatore ha sostenuto che l'analisi della sottoquotazione dei
    prezzi relativa al mercato tedesco si basava su dati comprendenti la
    rivendita, da parte della sua società consociata, di audiocassette in
    altri mercati comunitari e al termine del procedimento ha presentato
    nuovi dati.
    La Commissione      ritiene tuttavia che non si debba             tener   conto dei
    nuovi   dati,     che    hanno   rivelato     alcune    discrepanze      quando    la
    Commissione      li    ha   confrontati      con    gli    altri    dati     forniti
    dall'esportatore,       mentre    i   dati    impiegati    per    l'analisi    della
    sottoquotazione,       secondo      l'esportatore      stesso,     si    riferivano
    inequivocabilmente ed esclusivamente al mercato tedesco e erano stati
    verificati    presso     la sede della società. Dai          nuovi    dati   risulta
    inoltre   che    la sottoquotazione       dei   prezzi   é   stata    semplicemente
    trasferita    in altri mercati geografici nella Comunità. I nuovi dati
    avrebbero inoltre dovuto essere controllati e tale operazione avrebbe
    provocato un ritardo inammissibile al corso del procedimento.
    Il Consiglio conferma tale risultanza della Commissione.
 ---pagebreak---                                         - 20 -
32) Un    altro    esportatore       ha     affermato     che     nell'analisi     della
    sottoquotazione dei prezzi si sarebbe dovuto tener conto del mercato
     italiano, nel quale aveva venduto il maggior volume di audiocassette.
    Occorre rilevare che, come risulta dal punto 66 del regolamento (CEE)
    n. 3262/90,      la   Commissione      ha    selezionato     tre   grandi    mercati
    comunitari    nei quali é stato effettuato oltre             il 70% delle vendite
    più   rappresentative       di  tutte     le  vendite    di   audiocassette    nella
    Comunità. La Commissione         ha   invece accertato      che   il volume    delle
    vendite e l'andamento dei prezzi degli esportatori e dei produttori
    comunitari       in     altri     mercati       non     erano     sufficientemente
    rappresentativi del mercato comunitario nel suo complesso.
33) Alla   luce di tale conclusione e delle risultanze della Commissione
    esposte    nei    punti    55-77    del    regolamento     (CEE)   n. 3262/90,    il
    Consiglio ritiene che l'industria comunitaria subisca un pregiudizio
    notevole ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE)
    n. 2423/88.
    3)   Causa del pregiudizio
         a)   Conseguenze delle importazioni oggetto di dumping
34) Nelle    risultanze      provvisorie      la   Commissione     ha   accertato    che
     l'incremento delle       importazioni    oggetto di dumping      ha coinciso con
    una perdita     rilevante della quota di mercato e con               il calo della
    redditività dell'industria comunitaria, nonché con                l'erosione e    la
    sottoquotazione        dei      prezzi       delle     audiocassette        prodotte
    dall'industria comunitaria.
    E' stato tra      l'altro    rilevato e-       I ' industi la comunitaria     é stata
    sottoposta simultaneamente alla duplice pressione delle                 importazioni
    giapponesi    nella   fascia più alta del mercato e delle               importazioni
    dalla Corea nel segmento di mercato più basso, dove la concorrenza si
    effettua    principalmente      in   termini    di  prezzi.    La  Commissione    ha
    pertanto concluso che le importazioni oggetto di dumping, considerate
    isolatamente,        avevano       provocato       pregiudizio        all'industria
    comunitar ia.
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35)  Il Consiglio ritiene che           le importazioni        da Hong Kong non abbiano
    provocato       pregiudizio        notevole      all'industria        comunitaria,        in
    considerazione       del    volume     limitato di       tali   importazioni      e   della
    mancanza di riconoscimento del             marchio sul mercato comunitario.
36) Riguardo alle        importazioni      dal Giappone e dalla Corea sono state
    presentate      numerose     argomentazioni,        principalmente       da   esportatori
    giapponesi, che hanno contestato                la conclusione       provvisoria      della
    Commissione, sostenendo che le loro esportazioni non potevano essere
    considerate responsabili del pregiudizio, in quanto tra il 1985 e il
    1988 la corrispondente quota di mercato era diminuita dai 42% al 35%
    e   che    le esportazioni         erano    state    essenzialmente       sostituite     da
    prodotti fabbricati dalle società consociate nella Comunità. Secondo
    gli   esportatori,        il   pregiudizio       notevole     avrebbe     potuto     essere
    attribuito unicamente alle importazioni                in dumping dalla Corea oppure
    agli    effetti     delle    vendite     non   oggetto      di   dumping     sul   mercato
    comunitario di cui         la Commissione non aveva tenuto conto, quali le
    vendite     di   audiocassette       fabbricate      dalle     loro   consociate      nella
    Comunità.
37)  Il   Consiglio       non    può    accettare       tali     argomentazioni.        Se   le
    esportazioni      in dumping dal Giappone sono considerate                   isolatamente
    rispetto       alle     altre      esportazioni         oggetto     di     dumping,      le
    argomentazioni presentate non sono confermate dai fatti. In effetti,
    nonostante      una    lieve    diminuzione       della     quota   di    mercato     delle
    esportazioni       oggetto      di    dumping      dal    Giappone,     nel     1988    gli
    esportatori giapponesi avevano ancora una rilevante quota di mercato
    nella    Comunità      (35%,    quasi     il   doppio     di   quella     dell'industria
    comunitaria) e        il volume delle        importazioni      in dumping      in termini
    assoluti é aumentato dell'8%.
    Inoltre, per      i motivi enunciati nel punto 27, il Consiglio ritiene
    che gli effetti delle importazioni                in dumping dal Giappone e dalla
    Corea    debbano    essere     analizzati     cumulativamente.        Da    tale   analisi
    risulta che le importazioni oggetto di dumping sono aumentate del 38%
    in volume e che la quota di mercato é aumentata del 3%.
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38) Gli effetti delle esportazioni            in dumping dal Giappone non potevano
     infine essere esaminati senza tener conto dell'incidenza effettiva di
     tali esportazioni sul mercato comunitario. Occorre rilevare che, come
     risulta dal punto 81 del regolamento n. 3262/90, tra                 il 1985 e il
     1988   gli   esportatori     giapponoesi      hanno  mantenuto    una   quota   del
    mercato comuniario del 70% circa, se si considerano le audiocassette
    prodotte     neiia Comunità     e    in Corea    dalle società    consociate. Gli
    esportatori      giapponesi     hanno      diversificato    le    loro    fonti    di
    approvvigionamento, tra l'altro aumentando             la produzione delle      loro
    consociate nella Comunità, ma le importazioni oggetto di dumping dal
    Giappone sono rimaste        la fonte di approvvigionamento principale. A
    questo proposito il Consiglio rileva che le importazioni oggetto di
    dumping     e  le   vendite   delle     cassette   provenienti    da   altre   fonti
    rientrano      nella     stessa      strategia     commerciale     che    si    basa
    essenzialmente sulle pratiche di dumping.
         b)   Effetti di altri fattori
39) Un   esportatore     ha   sostenuto     che  nelle   risultanze    provvisorie     la
    Commissione      non   ha   preso     in   considerazione    gli    effetti    delle
    esportazioni       in    paesi     terzi     delle    audiocassette      fabbricate
    dall'industria comunitaria. La Commissione rileva che tra il 1985 e
     ii 1988, mentre le vendite nella Comunità sono scese da 94 milioni di
    unità a 86 milioni di unità,            lo vendite di audiocassette       destinate
    ai l'esportazione sono aumentate da 11 milioni di unità a 21 milioni
    di   unità.     Taie    situazione,      tuttavia,    dimostra    unicamente     che
    l'industria     comunitaria    ha    reagito efficacemente agli        effetti   del
    dumping    con   l'espansione     di   nuovi   mercati  che   non   erano   colpiti
    dalla concorrenza sleale. Un'ulteriore prova del pregiudizio emerge
    dal   fatto   che   nei   periodo     in esame    la produzione     dell'industria
    comunitaria, se si esclude la produzione destinata all'esportazione,
    é effettivamente diminuita.
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40) E' stato     inoltre sostenuto che            il pregiudizio subito da uno dei
    ricorrenti era dovuto ad una decisione commerciale errata, in quanto
    tale produttore aveva          ridotto     i prezzi       tentando di      inserirsi   nel
    segmento più basso del mercato.
     Il Consiglio non può accettare tale argomentazione, poiché                        i buoni
    risultati    ottenuti      dal    produttore       comunitario      in    altri    settori
    dimostrano     che,    in mancanza      di    prova     contraria,     la sua    politica
    commerciale     era     corretta      per   quanto       riguarda    la    decisione    di
    diminuire    i prezzi nel tentativo di salvaguardare                   la sua quota di
    mercato contro la pressione delle importazioni oggetto di dumping.
41)  In conclusione,      il Consiglio riconosce che altri fattori, quali                    le
    vendite   delle consociate          degli    esportatori      giapponesi,      potrebbero
    aver   prodotto      effetti     negativi       sulla     situazione      dell'industria
    comunitaria. L'eventuale          incidenza di altri fattori            lascia tuttavia
     impregiudicato      il   fatto    che    le    importazioni      oggetto     di   dumping
    abbiano    avuto    effetti      incontestabilmente          negativi     sull'industria
    comunitaria     e   che    tali    effetti,      esaminati      isolatamente,      debbano
    essere considerati sostanziali.
    Alla   luce degli      elementi     enunciati      nei   punti   30-32,     il Consiglio
    conferma le risultanze della Commissione secondo le quali                     l'industria
    comunitaria non era in grado di salvaguardare i prezzi, l'immagine di
    marchio e     il volume delle vendite nei confronti degli esportatori
    giapponesi. Questi ultimi hanno potuto finanziare ingenti spese di
    vendita grazie agli elevati profitti realizzati sul mercato                        interno
    in essenza     di   concorrenza      dall'estero e all'elevato             volume    delle
    vendite   risultante       dal    dumping,      e   pertanto     erano     in   grado   di
    costringere       l'industria       comunitaria        a    ridurre     i    prezzi,    in
    particolare     sul    mercato     nazionale      più     importante,     dove   é   stata
    accertata una sottoquotazione significativa.
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      Il Consiglio ritiene inoltre che l'industria comunitaria abbia dovuto
     affrontare le conseguenze delle importazioni oggetto di dumping dalla
     Corea e che non abbia potuto adeguarsi ai prezzi nettamente inferiori
     di tali importazioni senza pregiudicare definitivamente             l'andamento
     dei propri profitti e privarsi della possibilità di concorrere con i
     prodotti giapponesi nel segmento più alto del mercato.
      Il Consiglio adotta pertanto le risultanze della Commissione esposte
     nei punti 78-94 del regolamento (CEE) n. 3262/90 e               inerenti alle
      importazioni   dalla    Corea  e   dal  Giappone     e   conclude    che  tali
      importazioni,     considerate    isolatamente,       hanno     provocato    un
     pregiudizio notevole.
                          I. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
42)  Nelle risultanze provvisorie, la Commissione ha preso              in esame e
     valutato gli    interessi dell'industria comunitaria, dei consumatori,
     nonché delle altre      industrie e settori di attività. Per           i motivi
     esposti nei punti 95-104 del regolamento (CEE)          n. 3262/90 risultanze
     provvisorie,    la Commissione ha concluso che nell'interesse della
     Comunità    occorre    tutelare    l'industria     comunitaria      contro   la
     concorrenza sleale dovuta alle importazioni oggetto di dumping.
43)  Un esportatore     ha affermato che nel       1990   il ritiro di      uno dei
     denunzianti, la società AGFA, le cui attività sono state rilevate da
    un altro ricorrente, la BASF, implica una riduzione dei costi e un
     processo di    razionalizzazione che     indubbiamente contribuiranno al
     risanamento   della    reddività   dell'industria     comunitaria,     rendendo
     pertanto superflue le misure di difesa, che in tal caso sarebbero
     contrarie   all'interesse della Comunità. Lo stesso esportatore              ha
     sostenuto che la creazione di impianti di produzione nella Comunità
     da   parte   di   alcuni    esportatori    giapponesi      ha   effettivamente
     compensato   la perdita     dei posti   di   lavoro subita nell'industria
    comunitar ia.
44)  Il Consiglio ritiene al contrario che tali elementi giustifichino
     I'adozione di misure di difesa per evitare            la scomparsa di altri
    produttori comunitari e che la creazione di posti di lavoro da parte
    di consociate degli esportatori giapponesi, non integrate, non possa
    essere considerata una compensazione adeguata per              il calo globale
    del l'cccupazione nel I'in&astria di produzione pienamente integrata.
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     Il  Consiglio     conferma   pertanto     le   risultanze    della   Commissione
    secondo    le quali     nell'interesse    della    Comunità   occorre    istituire
    misure   antidumping      per  eliminare     il  pregiudizio    provocato    dalle
     importazioni originarie del Giappone e della Corea.
                                     J. DAZIO
45) Numerosi    esportatori     hanno   contestato     il  metodo   applicato    dalla
    Commissione per determinare il margine di pregiudizio attribuibile ai
    singoli esportatori, sostenendo che la determinazione dell'incremento
    del prezzo dell'industria comunitaria aveva l'obiettivo di compensare
     le  perdite    della   quota   di   mercato    subite   in  passato   e   non  di
    eliminare I'attuale pregiudizio.
     Inoltre, essi hanno sostenuto che tale determinazione non ha tenuto
    conto degli altri fattori che possono aver contribuito all'attuale,
     insoddisfacente stato dell'industria comunitaria.
    La Commissione non può che rifiutare tali argomentazioni.
     In primo   luogo,    la Commissione    sottolinea che      lo scopo essenziale
    della legislazione antidumping é di controbilanciare il dumping ed il
    pregiudizio notovale che ne deriva. Le            istituzioni comunitarie sono
     investite    del    potere   di    istituire     dazi   anti-dumping     fino   a
    concorrenza    del   dumping  trovato.    Incombe tut tari a alle     istituzioni
     l'ulteriore responsabilità di evitare misure che possano dar luogo ad
    eccessive    conseguenze.     Infatti,    l'articolo    13(3)   del  Regolamento
    (CEE) n" 2423/88 stabilisce che le misure dovebbero essere inferiori
    al margine del dumping "se un dazio inferiore risultasse sufficiente
    ad eliminare     il pregiudizio". Tale disposto implica un apprezzamento
    accompagnato da previsioni        sui  futuri effetti     a carico del mercato
    comunitario di qualsiasi misura anti-dumpping che per sua natura é
    discrezionale. L'apprezzamento, su cui la legislazione non dà guida,
    deve essere sensato ee tenere conto delle particolarità di ciascum
    caso.
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     Nel l'adempiere questa responsabilità la Commissione, in questo caso,
     ha  stimato     ragionevole     che   l'eliminazione      dell'intero     margine    di
     dumping   per    certi    esportatori     sarebbe    probabilmente     um   eccessivo
     poiché    il    relativo     incremento      di   prezzo     sarebbe     punitivo     o
    addirittura li eliminerebbe dal mercato.
    La Commissione       di fronte al grave pregiudizio inflitto all'industria
    comunitaria nel corso degli anni e alla              presente vulnerabilità della
    stessa industria ha quindi concluso che il minimo necessario alla sua
    ripresa     dagi     effetti    pregiudizievoli        del    dumping    sarebbe     di
    assicurargli      un    margine    di    profitto     ragionevole     legato    ad   un
    ragionevole volume di vendite.
46) La Commissione, nelle sue conclusioni             preliminari, he stabilito in
    proposito che un margine di profitto del 12% è ragionevole.
    Un esportatore ha contestato il tasso del profitto traguardo del 12%
    determinato      dalla    Commissione,      sostenendo     che   le   audiocassette,
    essendo prodotti       maturi, non      implicano costi elevati        di   ricerca e
    sviluppo che debbano essere finanziati dai profitti. La Commissione
    ritiene invece che, data la rilevanza delle spese di marketing e di
    promozione      sul    mercato    comunitario      e    in   considerazione      della
    necessità     di   migliorare     costantemente       le   caratteristiche     e    gli
    aspetti estetici delle audiocassette per attirare                 i consumatori, un
    tasso di profitto del 12% sia adeguato.
    Tale considerazione é confermata dal fatto che I profitti realizzati
    da   numerosi      esportatori      interessati      sul   mercato     interno     sono
    nettamente      superiori     al    tasso     di   profitto     determinato      dalla
    Commissione. Il Consiglio conferma l'opinione della Commissione.
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     Per   quanto    attiene    al    volume     di   affari      la   Commissione,      come
     illustrato nelle sue conclusion preliminari, giudica che le vendite
     dell'industria comunitaria durante il periodo di riferimento (l'anno
     1988) non sia no un       parametro equo in quanto gravemente               influenzato
     dalle pratiiche di dumping trovate.             I calcoli dei        livelli di dazio
    necessari sono stati quindi basati sul volume delle vendite raggiunto
    dall'industria       comunitaria      nel    1985;    un    anno     che    può   essere
    considerato più rappresentativo di una situazione normale anche se il
    volume    delle     vendite     in    quel    periodo     può     già    essere    stato
    condizionato sfavorevolmente da            importazioni      in dumping o da altri
    fattori e monostante        il mercato si sia evoluto con               la presenza di
    muovi forni tor i.
47) Numerosi    esportatori      hanno     inoltre    contestato       l'adeguamento      del
    margine di pregiudizio attribuibile a ciascun esportatore in funzione
    del   volume    relativo    delle     importazioni      in   dumping      dei   prodotti
    esportati     dalle     singoli     società     rispetto       a   tutti     gli   altri
    esportatori.      E'   stato    sostenuto     che    il   volume      comparato    delle
     importazioni    in dumping      non   ha alcun     rapporto     con    il  pregiudizio
    subito dall'industria comunitaria e che l'adeguamento si basava su un
    fattore arbitrario che non corrisponde alla posizione effettiva di
    ciascun esportatore.
48)  Il Consiglio non può accettare questa argomentazione. Come si rileva
    dai punti 56-61 e 80-87 del regolamento (CEE) n. 3262/90, il volume
    delle   importazioni     in dumping, ritenuto uno dei principali                 fattori
    del   pregiudizio,     è stato     preso    in considerazione         per   determinare
    l'aliquota    del    dazio   che,     pur   essendo     inferiore      al   margine    di
    dumping,    fosse     sufficiente       per    eliminare       il    pregiudizio,      in
    conformità    dell'articolo       13,   paragrafo     3,   del     regolamento     (CEE)
    n. 2423/88.    Il fattore      impiegato per      l'adeguamento, una          variazione
    del 20% del margine di pregiudizio al di sopra e al sotto del valore
    medio secondo il volume delle esportazioni delle singole società, non
    è    assolutamente       inadeguato,      essendo      stato      determinato      dalla
    Commissione    in base alle risultanze in materia di pregiudizio (quali
    l'andamento del volume e della quota di mercato delle esportazioni in
    dumping    e     dell'industria        comunitaria)       come      una     valutazione
    ragionevole     delle    conseguenze      del   volume     delle      importazioni     in
    dumping sul pregiudizio subito.
 ---pagebreak---                                        - 28 -
49) E' stato    affermato      che   l'adeguamento     avrebbe   dovuto     basarsi   sul
    volume delle vendite delle audiocassette oggetto di                   dumping   nella
    Comunità invece che sul volume delle importazioni oggetto di dumping.
     Il Consiglio ritiene tuttavia che l'adeguamento debba essere basato
    unicamente    sul    volume delle      importazioni,    poiché    il volume     delle
    vendite nella Comunità delle importazioni stesse può variare entro un
    determinato periodo secondo l'andamento delle scorte oppure a causa
    di trasferimenti tra società consociate e quindi potrebbe non essere
    rappresentativo        del    pregiudizio      provocato     dal     volume     delle
     importazioni   in dumping.
50) La Commissione       ritiene   infine che, per determinare           l'aliquota dei
    dazi   definitivi      da   istituire,    i singoli     margini    di     pregiudizio
    determinati     a     titolo    provvisorio      debbano    essere     espressi     in
    percentuale del valore CIF delle importazioni.
    Per ciascun esportatore        la media ponderata del prezzo di vendita al
    primo acquirente        indipendente    é stata     convertita    nella media     del
    valore CIF di tali vendite. Il singolo margine di pregiudizio é stato
    quindi espresso       in percentuale della media ponderata dei prezzi di
    rivendita di ciascun esportatore a livello CIF. Da tale calcolo é
    stato ottenuto       l'incremento    del   prezzo alla     frontiera     comunitaria
    necessario     per    eliminare     il   pregiudìzio     provocato     dai    singoli
    esportator i.
51) Il Consiglio conferma tali         risultanze della Commissione e conclude
    che,   in  base     al   metodo   impiegato     per   calcolare     il   pregiudizio
    descritto nei punti 105-109 del regolamento (CEE) n. 3262/90, nonché
    alla   luce degli      elementi   sopra    esposti,    l'aliquota     del   dazio  da
    istituire deve essere pari al margine di dumping relativo a tutti gli
    esportatori citati nel punto 21, fatta eccezione per gli esportatori
    i cui margini      dì dumping superano        il livello del pregiudizio, nei
    confronti    dei     quali    devono    essere    applicati     i   seguenti     dazi
    antidumping per eliminare il pregiudizio subito:
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    Fuji                              15,2%
    Denon Columbia                    18,7%
    Maxell                            21,8%
    Sony                              23,4%
    TDK                               27,4%
52) Nei   confronti    delle   altre    società   che   non   hanno   risposto   al
    questionario della Commissione e non si sono manifestate altrimenti,
    oppure   che  hanno    rifiutato    l'accesso   alle   informazioni   ritenute
    necessarie dalla Commissione per         il controllo della documentazione
    contabile della società, il Consiglio ritiene opportuno istituire il
    margine di dumping massimo determinato, corrispondente al 27,4% per I
    prodotti originari del Giappone e al          9,2% per   i prodotti originari
    della Corea. Si premierebbe        infatti  la mancata collaborazione se i
    dazi   relativi   a  tali   produttori/esportatorI     fossero   inferiori   ai
    margini di dumping massimi accertati.
     Il dazio da    istituire si deve applicare        a tutte   le audiocassette
    originarie del Giappone e della Corea.
                     K. RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
53)  In considerazione dei margini di dumping accertati e della gravità
    del   pregiudizio    subito   dall'industria     comunitaria,    il  Consiglio
    ritiene   necessario    che  gli    importi  depositati    a  titolo  di   dazi
    antidumping    provvisori    siano    riscossi   definitivamente    fino   alla
    concorrenza dell'importo del dazio definitivo istituito.
54) Per quanto riguarda gli esportatori         le cui pratiche di dumping non
    hanno provocato un notevole pregiudizio, i dazi provvisori riscossi
    devono essere     interamente   liberati.    I dazi   antidumping   provvisori
    riscossi   oppure   le garanzie     costituite    per   le audiocassette    non
    soggette ai dazi antidumping definitivi devono essere liberati.
 ---pagebreak---                                       - 30 -
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                   Articolo 1
(1)   E' istituito un dazio antidumping definitivo sulle          importazioni di
      nastri audio in cassette di cui al codice NC ex 8523 11 00 (codice
      Tari e 8523 11 00 *10), originari del Giappone e della Repubblica di
      Corea.
(2)   L'aliquota del dazio applicabile al prezzo netto franco              frontiera
      comunitaria, dazio non corrisposto, é la seguente:
      (a) 27,4% per     i nastri  audio    in cassette originari      del   Giappone
           (codice  addizionate   Taric:    8487),   ad  eccezione    dei   prodotti
           fabbricati   e venduti   per   l'esportazione nella     Comunità    dalle
           società  qui   di seguito elencate, alle quali        si   applicano   le
           seguenti aliquote del dazio:
          Sony                         23,4% (codice addizionale Taric: 8483)
          MaxelI                       21,8% (codice addizionale Taric: 8484)
          Denon Columbia               18,7% (codice addizionale Taric: 8486)
           Fuji                        15,2% (codice addizionale Taric: 8485)
      (b) 9.2% per i nastri audio in cassette originari della Repubblica di
          Corea (codice addizionale Taric: 8488), ad eccezione dei prodotti
           fabbricati   e venduti   per   l'esportazione nella     Comunità    dalla
          società   qui  di  seguito menzionata,      alla  quale   si  applica   la
          seguente aliquota del dazio:
          Sunkyong Magnetics Ltd (SKM)        : 2,6% (codice addizionale Taric:
                                                8489)
(3)   Non sono soggette ai dazi      le importazioni dei prodotti      indicati nel
      paragrafo 1, che sono fabbricati e venduti per l'esportazione dalle
      seguenti società coreane:
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                                     - 31 -
          Saehan Media Co. Seul (codice addizionale Taric: 8490)
          Sungnam Ltd. Seul        (codice addizionale Taric: 8490)
          Keum   Sahn  Electronics   Co. Ltd, Kyung      Do (codice    addizionale
          Taric: 8490)
(4)   Ai fini   del presente   regolamento    si  intende per nastri       audio in
      cassette le audiocassette aventi una lunghezza di 100 mm, un'altezza
      di 64 mm e uno spessore di 12 mm, con una tolleranza di circa 2 mm.
(5)   Quando la società esportatrice non é la stessa che ha fabbricato il
      prodotto, si applica l'aliquota del dazio relativa a quest'ultima.
(6)   Si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
                                   Articolo 2
Gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio in forza
del  regolamento    (CEE) n. 3262/90     sono   riscossi    definitivamente           sino
all'importo   dell'aliquota   del   dazio   definitivo.    Vengono   liberati          gli
importi depositati che eccedono il dazio definitivo.
                                   Art ico lo 3
E' chiusa   ia procedura antidumping     relativa alle    importazioni  di nastri
audio in cassette originari di Hong Kong. Gli importi depositati a titolo
di dazio antidumping provvisorio in forza dei regolamento (CEE) n. 3262/90
sono liberati.
                                   Articolo 4
Il  presente   regolamento   entra    in  vigore   il  giorno    successivo           alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
 ---pagebreak---                                    - 32 -
Il  presente  regolamento  é  obbligatorio   in  tutti   i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                          Per iI Consigi io
                                          II Presidente
 ---pagebreak---                                                - 33 -
                                                                                   ISSN 0254-1505
                                                                    COM(91)118def.
                                                           DOCUMENTI
l i                                                                                           02
                                            N. di catalogo : CB-CO-9M48-IT-C
                                                                  ISBN 92-77-71040-3
PREZZO DI VENDITA          fino a 30 pagine: 3,50 ECU        ogni 10 pagine in pia: 1,25 ECU
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo