CELEX: 51997PC0003
Language: it
Date: 1997-01-17
Title: Proposta riesaminata di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO CONCERNENTE TALUNE AZIONI REALIZZATE NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO NEL SETTORE DELL'AMBIENTE NEL CONTESTO DELLO SVILUPPO DUREVOLE

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                           Bruxelles, 17.01.1997
                                           COM(97)3 def.
                                           95/0161 (SYN)
                     Proposta riesaminata di
            REGOLAMENTO (CEÌ DEL CONSIGLIO
     CONCERNENTE TALUNE AZIONI REALIZZATE NEI PAESI
       IN VIA DI SVILUPPO NEL SETTORE DELL'AMBIENTE
           NEL CONTESTO DELLO SVILUPPO DUREVOLE
(presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 C,
                    lettera d) del trattato CE)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                             RELAZIONE
 Il regolamento proposto definisce gli obiettivi e le modalità delle azioni finanziate sulla
 linea di bilancio B7-6200 (ex B7-5050) denominata "Azioni realizzate nei paesi in via di
sviluppo nel settore dell'ambiente nel quadro dello sviluppo sostenibile".
La proposta di regolamento iniziale era stata presentata dalla Commissione il 27 giugno
 1995 (GUn. C 20/1996).
Il Consiglio ha adottato la posizione comune il 27 giugno 1996 (GU n. C 264/1996). Il
Parlamento ha annunciato di averla ricevuta il 19 luglio 1996.
Basandosi sulla relazione dell'on. Taubira-Delannon, il 12 novembre 1996 il Parlamento
ha adottato all'unanimità, in seconda lettura, 43 emendamenti.
A norma dell'articolo 189 C, lettera d) del trattato CE, la Commissione deve riesaminare
la sua proposta in base a detti emendamenti.
Gli emendamenti da inserire integralmente nella proposta riesaminata tendono
sostanzialmente a precisare o ad ampliare il campo di applicazione del regolamento in
questione (nn. 13, 15, 17, 18, 21-24, 26 e 39). Altri sottolineano invece l'importanza
delle azioni da svolgere in materia di ambiente e di sviluppo durevole (nn. 1 e 4). Infine,
numerosi emendamenti mirano a ripristinare la posizione iniziale della Comunità in
merito a determinate questioni orizzontali concernenti la durata illimitata e un importo di
riferimento per la dotazione della linea di bilancio (nn. 5, 34 e 44).
La Commissione integra gli emendamenti seguenti, con alcune modifiche di natura
redazionale:
N. 2          (Disponibilità insufficiente della linea di bilancio)
N. 8          (Iniziative pilota che combinano le campagne di informazione con il
              miglioramento della gestione dell'ambiente)
NN. 9, 10
e 12          (Modifiche redazionali riguardanti la promozione delle iniziative locali)
N. 11         (Obiettivi supplementari della sistemazione del territorio e dei progetti
              riguardanti i trasporti e l'acqua potabile)
N. 14         (Evitando le ripetizioni)
N. 16         (Campagne di informazione sulle sostanze pericolose)
e, in parte, gli emendamenti:
N. 7          (Senza riprendere la definizione giuridica del termine "paesi in via di
              sviluppo")
N.   19       (Accettato per quanto riguarda gli "strumenti operativi")
N.  31        (Senza sopprimere il finanziamento degli studi)
N.  32        (Senza il riferimento alla moneta locale)
N.  35        (Senza modificare la soglia di 2 MECU oltre la quale occorre consultare il
              comitato)
N. 40         (Senza modificare le regole applicabili al comitato consultivo)
               mmmmmmmmmmmmm
 ---pagebreak--- N. 41        (Senza fissare un termine per la presentazione della relazione annuale e senza
             l'obbligo di passare in rassegna tutti i progetti proposti)
N. 42        (Distribuzione della guida del finanziamento da parte delle delegazioni
             anziché pubblicazione dei criteri di selezione nella Gazzetta ufficiale)
Per garantire la coerenza e la chiarezza delle disposizioni del regolamento, la
Commissione non riprende gli emendamenti 25, 30, 37 e 43 il cui contenuto figura già in
gran parte nella posizione comune o in altri emendamenti.
Per quanto riguarda i problemi relativi al merito, la Commissione non può riprendere gli
emendamenti seguenti:
N. 3     (Aumento degli stanziamenti fino a 50 MECU entro il 2000, in quanto ciò non è
         previsto nelle prospettive concesse dalle autorità di bilancio)
N. 20    (Soppressione della possibilità difinanziarestudi d'impatto e di valutazione)
N. 28    (Esclusione dei cofinanziamenti)
N. 29    (Per quanto riguarda l'esigenza supplementare delle relazioni. L'aspetto
         "partecipazione della popolazione locale" è già coperto dall'emendamento n. 24)
N. 38    (Istituzione di una "unità di vigilanza ecologica").
L'elenco degli emendamenti non ripresi dalla Commissione figura in allegato.
                       mmmmmmmmmmm
 ---pagebreak---                                       Proposta riesaminata di
                           REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
                   CONCERNENTE TALUNE AZIONI REALIZZATE NEI PAESI
                       IN VIA DI SVILUPPO NEL SETTORE DELL'AMBIENTE
                          NEL CONTESTO DELLO SVILUPPO DUREVOLE
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 130 S e
130 W,
vista la proposta della Commissione1,
visto il parere del Comitato economico e sociale2,
deliberando     secondo      la   procedura   di    cui  all'articolo     189    C    del    trattato3,
1
  GU n. C 20 del 24.1.1996, pag. 4.
2
  GU n. C 82 del 19.3.1996, pag. 18.
3
  Parere del Parlamento europeo del 9 maggio 1996 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale),
    posizione comune del Consiglio del            (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e
    decisione del Parlamento europeo del         (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale).
 ---pagebreak---  1) considerando che occorre attuare uno sviluppo durevole contribuendo ad una reale
    integrazione della dimensione ambientale nel processo di sviluppo;
2) considerando che la creazione di strumenti idonei e l'attuazione di azioni
    sperimentali costituiranno gli elementi fondamentali di tale integrazione in tutti i
    settori interessati;
3) considerando che il Parlamento europeo ha adottato la risoluzione del 14 maggio
    1992 sull'ambiente e sulla cooperazione allo sviluppo;
4) considerando che la Comunità e i suoi Stati membri hanno adottato la dichiarazione
    di Rio e il programma d'azione "Agenda 21";
5) considerando che la Comunità e i suoi Stati membri hanno ratificato le convenzioni
    sulla diversità biologica e sui cambiamenti climatici e hanno firmato quelle contro la
    desertificazione; che si sono quindi impegnati a tener conto delle responsabilità
    comuni ma differenziate delle parti sviluppate e delle parti in via di sviluppo per
    quanto riguarda tale materia;
6) considerando che la risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti permanenti dei
    governi degli Stati membri, del 1° febbraio 1993, concerne un programma
    comunitario di politica e d'azione in materia di ambiente e di sviluppo durevole;
7) considerando che, tenuto conto delle risorse limitate, le azioni di informazione e i
    progetti pilota condotti in stretta cooperazione con gli esperti locali promettono il
    massimo effetto moltiplicatore;
8) considerando che è opportuno integrare gli aspetti interni ed esterni della politica
    comunitaria in materia di ambiente al fine di avere una risposta coerente ai problemi
    posti dalla conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (CNUED), in
    particolare quelli riguardanti gli effetti dei cambiamenti globali dell'ambiente sulla
    situazione ambientale nella Comunità;
9) considerandoche, nell'ambito della gestione del ciclo di un progetto, ogni proposta di
    progetto nel settore della cooperazione dello sviluppo deve essere valutata, in termini
    di impatto ambientale, mediante procedure specifiche appropriate;
 ---pagebreak---  10) considerando che, in particolare per quanto riguarda i cambiamenti climatici e la
     preservazione della diversità e delle risorse biologiche e genetiche (comprese quelle
     dei mari, delle coste e del suolo), un effetto locale ha conseguenze innegabili
     sull'intero pianeta e sulle generazioni future, e quindi sul benessere, sulla salute e
     sulla sicurezza dei cittadini della Comunità, in particolare per quanto riguarda
     l'accesso allerisorsegenetiche;
11) considerando che gli strumenti finanziari dei quali dispone attualmente la Comunità
     in materia di conservazione e di sviluppo durevole dovrebbero essere utilmente
     completati mediante uno strumento rivolto ai progetti ambientali esclusivamente nei
     paesi in via di sviluppo:
12) considerando che le richieste di realizzazioni utili e estremamente necessarie nei
     paesi in via di sviluppo superano ampiamente le disponibilità della linea di bilancio
     destinata alfinanziamentodei progetti ai sensi del presente regolamento:
13) considerando che, a causa delle dimensioni degli imminenti problemi ambientali, è
    necessaria la concertazione di tutti gli strumenti di finanziamento dell'Unione
    europea per garantire la durevolezza dello sviluppo:
14) considerando che dovrebbero essere presi provvedimenti al fine di finanziare le
    azioni di cui al presente regolamento;
15) considerando che è opportuno definire le modalità d'esecuzione, e in particolare la
    forma dell'azione, i beneficiari dell'aiuto e le procedure di decisione,
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                           Articolo 1
1. La Comunità apporta il suo aiuto finanziario e le sue competenze tecniche alle azioni
   svolte nei paesi in via di sviluppo che aiutano la popolazione di questi paesi a recepire
   nella loro vita quotidiana la protezione dell'ambiente e i concetti dello sviluppo
   durevole.
2. L'assistenza fornita ai sensi del presente regolamento integra e rafforza quella prevista
   da altri strumenti di cooperazione allo sviluppo, onde tenere pienamente conto delle
   considerazioni di carattere ambientale nei programmi comunitari.
3. Ai fini dell'applicazione del presente regolamento, si intende per "sviluppo durevole"
   il miglioramento della qualità della vita umana entro i limiti della capacità degli
   ecosistemi di supporto.
                                           Articolo 2
1. Le azioni da attuare ai sensi del presente regolamento riguardano prioritariamente i
seguenti settori:
- l'assistenza ai paesi in via di sviluppo per l'elaborazione e l'attuazione di strategie
   nazionali volte ad uno sviluppo durevole ed equo, comprese questioni e strategie
   ambientali di portata mondiale derivanti da convenzioni internazionali;
- il rafforzamento di politiche e pratiche finalizzate alla gestione ed alla preservazione
   di ecosistemi, allo sfruttamento durevole di risorse naturali rinnovabili, nonché
   all'utilizzo ecologicamente corretto di risorse naturali non rinnovabili;
- la preservazione della diversità biologica:
       = mediante la promozione e lo sviluppo di metodi miranti ad un utilizzo durevole
           ed equo delle risorse di biodiversità;
 ---pagebreak---     = mediante la conservazione degli ecosistemi e degli habitat necessari al
        mantenimento della diversità delle specie e alla sopravvivenza delle specie in via
        di estinzione;
    = mediante l'identificazione e la valutazione delle risorse di biodiversità;
la preservazione di aree sottoposte a forti pressioni ambientali e/o di ecosistemi
transregionali quali gli ecosistemi marini e le zone costiere, gli spartiacque, i bacini
fluviali/lacustri e le acque sotterranee, mediante la prevenzione dell'inquinamento e la
riduzione delle fonti di inquinamento ed il sostegno ad iniziative finalizzate alla loro
gestione durevole;
il miglioramento delle pratiche di difesa dei suoli e di gestione agropastorale e dei
pascoli nei settori della protezione delle foreste, del miglioramento dei metodi di
allevamento, dell'ottimizzazione delle tecniche di allevamento della fauna selvatica,
dell'agricoltura, del turismo e della lotta contro la desertificazione;
il miglioramento dell'ambiente e della sistemazione del territorio tramite la
pianificazione urbanistica e l'attuazione di piani e progetti pilota tecnologicamente
avanzati concernenti i trasporti, i rifiuti, le acque reflue, l'adduzione di acqua potabile
e l'inquinamento atmosferico;
l'utilizzo e il trasferimento di tecnologie compatibili con i vincoli e le esigenze
ambientali locali, in particolare nel settore dell'energia, e segnatamente delle energie
rinnovabili,     tenendo   conto    dell'impatto    ambientale     di   lungo   termine   e
dell'adeguamento allo stile di vita tradizionale delle regioni interessate:
le azioni miranti a prevenire le emissioni nocive per il clima quali, per esempio, la
sostituzione di fonti energetiche particolarmente nocive con altre che lo sono di meno:
l'adattamento dei processi di produzione nei paesi in via di sviluppo e la
sensibilizzazione di tutti gli operatori economici e degli operatori sociali per quanto
attiene ai vincoli in materia ambientale che possono influire sugli scambi commerciali
con i paesi in via di sviluppo (ad esempio norme, marchi, certificazioni);
 ---pagebreak--- - la sensibilizzazione delle popolazioni locali al concetto di sviluppo durevole, in
   particolare per quanto riguarda i problemi connessi con la crescita demografica le»
   politiche di sanità pubblica, i metodi di produzione non sostenibili, l'utilizzo di
   prodotti chimici pericolosi e la disseminazione di rifiuti tossici nell'ambiente:
- le iniziative per la protezione degli ecosistemi e degli habitat nonché per la
   preservazione della biodiversità.
2. Possono accedere all'aiuto i seguenti tipi di azione:
- azioni pilota condotte in loco, comprendenti lo scambio di informazioni, in grado di
   contribuire allo sviluppo durevole, al risveglio di una coscienza ecologica.
   all'istruzione, alla protezione dell'ambiente, come pure alla gestione durevole delle
   risorse naturali;
- elaborazione di orientamenti e di strumenti operativi atti a promuovere lo sviluppo
   durevole e l'integrazione dell'ambiente, segnatamente sotto forma di progetti e di
   programmi di gestione integrati e di strumenti economici;
- analisi dell'impatto ambientale di progetti, programmi, strategie e politiche di sviluppo
   durevole e valutazione delle loro ripercussioni sullo sviluppo sociale ed economico;
- sviluppo di sistemi nazionali di contabilità verde:
- inventari e lavori statistici, allo scopo di migliorare gli indicatori e i dati ambientali;
- inserimento nei progetti di cooperazione allo sviluppo di una componente ambiente
   che caratterizzi, identifichi e valuti la dimensione durevole di tali azioni.
3. Un'attenzione particolare sarà dedicata:
- ai progetti derivanti da iniziative locali e a quelli finalizzati alla gestione sostenibile
   sotto forma di misure innovative e poco onerose:
- alle azioni di sviluppo delle capacità istituzionali e operative dei paesi in via di
   sviluppo tanto a livello nazionale quanto a livello regionale o locale, compreso il
   sostegno alle organizzazioni non governative (ONG);
      ti*
 ---pagebreak--- - all'informazione preventiva delle popolazioni locali e quindi alla loro partecipazione e
    adesione, a livello di identificazione, pianificazione ed esecuzione delle azioni. In
    particolare, saranno presi in considerazione il ruolo e la situazione specifici delle
    donne;
- alle azioni di carattere regionale o che contribuiscono a rafforzare la cooperazione
    regionale nel settore dello sviluppo durevole.
                                           Articolo 3
Tra i beneficiari dell'aiuto e i partner della cooperazione si annovereranno non solo Stati
e regioni, ma anche servizi decentrati, organizzazioni regionali, agenzie pubbliche,
comunità tradizionali o locali, operatori e industrie private, comprese cooperative e ONG
e associazioni di rappresentanza delle popolazioni locali.
                                           Articolo 4
 1. I mezzi che possono essere impiegati nel quadro delle azioni di cui all'articolo 2
comprendono       in particolare     studi, assistenza tecnica, istruzione,     formazione,
riqualificazione o altri servizi, forniture e lavori, audit e missioni di valutazione e di
controllo.
2. Il finanziamento comunitario può coprire sia spese d'investimento, ad esclusione
dell'acquisto di beni immobili, che, tenuto conto del fatto che il progetto deve, per quanto
possibile, perseguire un obiettivo di efficienza economica a medio termine, spese correnti
(ossia spese di amministrazione, di manutenzione e di funzionamento).
Tuttavia, dette spese possono di norma essere coperte solo per la fase di avvio delle
azioni, ad eccezione dei programmi di formazione e di ricerca, e tale copertura decresce
gradualmente.
Nell'ambito di progetti volti alla preservazione della diversità biologica o alla
conservazione degli ecosistemi è consentito un contributo alle spese di acquisto di
immobili.
            WÊÊÊÊÊmÊÊÊÉÊÊïÊÊÊÊÊmmÊËmmmKÊmmmmm
 ---pagebreak--- 3. Per ciascuna azione di cooperazione è richiesto un contributo dei partner di cui
all'articolo 3. Tale contributo sarà richiesto entro i limiti delle possibilità dei partner
interessati ed in funzione delle caratteristiche di ciascuna azione.
4. Potranno essere ricercate possibilità di cofinanziamento con altri finanziatori, in
particolare gli Stati membri e gli organismi internazionali interessati, come il Fondo
mondiale per V ambiente.
5. Sono prese le misure necessarie per contraddistinguere il carattere comunitario degli
aiuti forniti nell'ambito del presente regolamento.
6. Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità previsti dal trattato e
garantire la massima efficacia di queste azioni nel loro insieme, la Commissione può
prendere tutte le misure necessarie per il coordinamento, in particolare:
a) la creazione di un sistema per lo scambio e l'analisi costante di informazioni sulle
     azioni già finanziate e quelle per cui è previsto il finanziamento da parte della
     Comunità e degli Stati membri;
b) il coordinamento in loco delle azioni, nell'ambito di incontri periodici e scambi
     d'informazioni tra i rappresentanti della Commissione e degli Stati membri, degli
     Stati beneficiari e dei partner locali (ONG. comunità di base. associazioniV
7. Per ottenere il maggiore impatto possibile a livello mondiale e nazionale, la
Commissione, in consultazione con gli Stati membri, prende tutte le iniziative necessarie
per assicurare un buon coordinamento ed una stretta collaborazione sia con i paesi
beneficiari sia con i finanziatori e gli altri organismi internazionali interessati, in
particolare con quelli del sistema delle Nazioni Unite.
                                           Articolo 5
Il sostegno finanziario ai sensi del presente regolamento è costituito da aiuti non
rimborsabili.
 ---pagebreak---                                          Articolo 6
Soppresso
                                         Articolo 7
 1. In conformità dell'articolo 205 del trattato, la Commissione è incaricata di istruire,
decidere e gestire le azioni di cui al presente regolamento secondo le procedure di
bilancio e le altre procedure in vigore, in particolare quelle previste dal regolamento
finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità.
2. Le decisioni riguardanti le azioni il cui finanziamento ai sensi del presente
regolamento supera il valore di 2 milioni di ECU per azione sono adottate secondo la
procedura di cui all'articolo 8.
3. La Commissione è autorizzata ad approvare, senza chiedere il parere del comitato di
cui all'articolo 8, gli impegni supplementari necessari per coprire gli eventuali
superamenti previsti o constatati a titolo delle azioni, purché il superamento o il
fabbisogno supplementare sia inferiore o uguale al 20 % dell'impegno inizialmente
fissato nella decisione di finanziamento.
4. Qualsiasi convenzione o contratto di finanziamento concluso ai sensi del presente
regolamento prevede in particolare che la Commissione e la Corte dei conti possano
effettuare controlli in loco secondo le modalità consuete definite dalla Commissione nel
quadro delle disposizioni in vigore, in particolare quelle del regolamento finanziario
applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.
5. Quando le azioni comportano convenzioni difinanziamentotra la Comunità e il paese
beneficiario, esse prevedono che i pagamenti di tasse, dazi e oneri non siano a carico
della Comunità.
                                                                                     io
 ---pagebreak--- 6. La partecipazione alle gare e ai contratti d'appalto è aperta, a parità di condizioni, a
tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri, dei paesi beneficiari e di altri
paesi in via di sviluppo-
7. Le forniture sono originarie degli Stati membri, dello Stato beneficiario o di altri paesi
in sviluppo. In casi eccezionali, debitamente giustificati, le forniture possono provenire
da altri paesi.
8. Un'attenzione particolare sarà rivolta:
- alla ricerca della miglior redditività e di un impatto durevole nella concezione dei
    progetti;
- alla definizione chiara ed al monitoraggio degli obiettivi e degli indicatori di
    realizzazione per tutti i progetti;
- alla diminuzione dei flussi inversi di capitali, in particolare nel settore dei servizi, per
    il miglioramento delle capacità istituzionali e operative dei PVS.
                                             Articolo 8
1. La Commissione è assistita dal comitato geografico consultivo competente per lo
sviluppo.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da
adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente
può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, eventualmente procedendo
a votazione.
Il parere è iscritto a verbale: inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la
sua posizione figuri nel verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa
lo informa del modo in cui ha tenuto conto di tale parere.
 ---pagebreak---                                            Articolo 9
 Una volta l'anno si procederà ad uno scambio di opinioni sulla base degli orientamenti
generali per le azioni da attuare nel corso dell'anno seguente presentati dal rappresentante
della Commissione nel quadro di una riunione congiunta dei comitati di cui all'articolo 8,
paragrafo 1.
                                          Articolo 10
 1. Alla fine di ogni esercizio finanziario la Commissione sottopone al Parlamento
europeo e al Consiglio una relazione annuale comprendente l'elenco dei partner delle
azioni cofinanziate nonché la percentuale del cofinanziamento. la sintesi delle azioni
finanziate nel corso dell'esercizio e una valutazione in cifre sull'esecuzione del presente
regolamento durante lo stesso esercizio.
La sintesi contiene in particolare informazioni sia sulla qualità che sulla quantità dei
progetti finanziati, sui risultati conseguiti nell'ambito dei progetti e sugli operatori con i
quali sono stati conclusi i contratti d'appalto o di esecuzione d'opera. La relazione
comprende inoltre un riassunto quantificato delle valutazioni esterne effettuate, se del
caso, a livello di singole azioni.
2. La Commissione effettua una valutazione periodica delle azioni finanziate dalla
Comunità per stabilire se i loro obiettivi siano stati conseguiti e fornire linee direttrici per
migliorare l'efficacia delle azioni future. La Commissione presenta una sintesi delle
valutazioni effettuate al comitato di cui all'articolo 8, che potrebbe eventualmente
esaminarle. Le relazioni di valutazione sono a disposizione degli Stati membri che ne
fanno richiesta.
3. La Commissione comunica agli Stati membri, entro e non oltre un mese dalla
decisione, le azioni e i progetti approvati, indicandone l'importo, le caratteristiche, il
paese beneficiario e i partner.
                                                                                            12
 ---pagebreak--- 4. La guida del finanziamento contenente gli orientamenti e i criteri per la selezione dei
progetti viene pubblicata e distribuita alle parti interessate dagli uffici della
Commissione, comprese le delegazioni della Commissione nei paesi beneficiari.
                                        Articolo 11
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì. .
                                                                             Per il Consiglio
                                                                                Il Presidente
                                                       li                                n
 ---pagebreak---               EMENDAMENTI NON RIPRESI DALLA COMMISSIONE
N. Posizione comune del Consiglio              Emendamenti del Parlamento
   Considerando 11 ter (nuovo)
                                               (11 ter) considerando che gli stanziamenti
                                               destinati a tale linea di bilancio devono
                                               essere portati a 50.000.000 di ECU entro
                                               il 2000;
20  Articolo 2, paragrafo 2, terzo trattino
   - analisi dell'impatto ambientale di soppresso
   progetti, programmi, strategie e politiche
   di sviluppo durevole e valutazione delle
   loro ripercussioni sullo sviluppo sociale
   ed economico:
25 Articolo 2, paragrafo 3, trattino secondo bis (nuovo)
                                               - alle azioni connesse con gli obiettivi di
                                               protezione del clima, quali la promozione
                                               delle energie rinnovabili, il potenziamento
                                               dell'efficienza energetica e le misure di
                                               risparmio energetico;
28  Articolo 2, paragrafo 3 bis (nuovo)
                                               3 bis. Sono esclusi dagli aiuti i progetti
                                               che         prevedono        misure      di
                                               ammortizzamento ambientale per progetti
                                               dell'Unione finanziati da altri programmi
                                               o progetti degli Stati membri (compresi
                                               gli studi e le valutazioni dell'impatto
                                               ambientaleì:
                                                                                           AH
 ---pagebreak--- 29 Articolo 2, paragrafo ter (nuovo
                                                3 ter. Le azioni pilota sul campo da
                                                realizzare a titolo del               presente
                                                regolamento formeranno oggetto di
                                                relazioni preliminari sul loro impatto
                                                ecologico, sociale, economico e culturale,
                                                in cui saranno menzionati i loro obiettivi
                                                specifici, qualitativi o quantitativi. Tali
                                                azioni saranno valutate, se del casor con la
                                                partecipazione della popolazione locale-
                                                Se tali azioni hanno un impatto sui
                                                territori e lo stile di vita tradizionali delle
                                                popolazioni indigene, occorre che queste
                                                ultime diano il loro assenso con piena
                                                cognizione di causa.
30 Articolo 3
   Tra i beneficiari dell'aiuto e i partner     Tra i beneficiari dell'aiuto e i partner della
   della cooperazione si annovereranno non      cooperazione si annovereranno non solo
   solo Stati e regioni, ma anche servizi       Stati e regioni, ma anche i servizi
   decentrati, organizzazioni       regionali,  decentrati,     organizzazioni       regionali,
   agenzie pubbliche, comunità tradizionali     agenzie pubbliche, comunità tradizionali o
   o locali, operatori e industrie private,     locali, operatori e industrie private,
   comprese cooperative e ONG e                 comprese cooperative e ONG e
   associazioni di rappresentanza delle         associazioni di rappresentanza delle
   popolazioni locali.                          popolazioni locali, regioni e Stati.
                                                L'autorità di bilancio ne riceverà
                                                comunicazione.
37 Articolo 7, paragrafo 7
   7. Le forniture sono originarie degli Stati  7. Le forniture dovrebbero provenire dagli
   membri o dello Stato beneficiario o di       Stati membri, dallo Stato beneficiario o da
   altri paesi in via di sviluppo. In casi      altri paesi in via di sviluppo, in particolare
   eccezionali e debitamente giustificati, le   dai paesi della regione. Eccezioni sono
   forniture possono essere originarie di altri possibili previo accordo con il servizio
   paesi.                                       competente, in particolare allorché in caso
                                                contrario insorgano costi maggiori ovvero
                                                un dispendio sproporzionato per gli
                                                interessati.
                                                                                                AC
 ---pagebreak--- 38 Articolo 7, paragrafo 7 bis (nuovo)
                                       7 bis. Il carattere trasversale delle azioni a
                                       titolo del presente regolamento comporta
                                        l'istituzione di una "unità di vigilanza
                                       ecologica" che assicuri le funzioni di
                                       coordinamento, di interconnessione e di
                                        integrazione delle varie dimensioni dei
                                       progetti di cooperazione allo sviluppo al
                                       fine di ottimizzarne 'esecuzione e la
                                       verifica.
43 Articolo 10 ter (nuovo)
                                       Articolo 10 ter
                                       Al presente regolamento è data attuazione
                                       secondo un approccio coerente, che tenga
                                       altresì conto dei principi generali enunciati
                                       nel regolamento (CEE) n, 443/92
                                       riguardante l'aiuto finanziario e tecnico
                                       per i paesi in via di sviluppo dell'America
                                       latina e dell'Asia nonché la cooperazione
                                       economica con tali paesi (\\ nella
                                       Convenzione ACP-CEE nonché negli
                                       accordi con i paesi del Mediterraneo
                                       meridionale attualmente in vigore,
                                       rispettando i criteri comuni a tutte le tappe
                                       del ciclo dei progetti, dall'individuazione
                                       alla valutazione, criteri orientati verso lo
                                       scambio            delle         conoscenze.
                                       l'armonizzazione dei metodi di lavoro e la
                                       cooperazione reciproca in tutte le fasi del
                                       progetto.
                                       GUL 52 del 27.2.93. p. 1
                                                                                      AL
 ---pagebreak---                                  SCHEDA FINANZIARIA
Voce: B7-6200 Ambiente nei paesi in via di sviluppo
1. Denominazione dell'azione
   Ambiente nei PVS
2. Linea di bilancio
   B7-6200
3. Base giuridica
   - Trattato sull'Unione europea, Articoli 130 R e S (Ambiente) e 130 U e W
      (Sviluppo).
   - Proposta (giugno 1995) di regolamento del Consiglio concernente talune azioni
      realizzate nei PVS nel settore dell'ambiente.
4. Descrizione dell'azione
   4.1 Obiettivo generale dell'azione
        Gli stanziamenti di questa linea di bilancio sono destinati a finanziare azioni
        volte all'integrazione della dimensione ambientale nel processo di sviluppo
        nell'ambito della promozione dello sviluppo economico e sociale durevole dei
        paesi in via di sviluppo: si tratta quindi di avviare nuove politiche e di provocare
        un effetto catalizzatore per attuare programmi d'azione.
        Le azioni, che consistono in progetti e strumenti, interessano principalmente i
        seguenti settori:
        -  Elaborazione/attuazione delle strategie nazionali di sviluppo durevole
        -  Gestione degli ecosi stemi /Uso sostenibile delle risorse naturali
        -  Preservazione della diversità biologica
        -  Preservazione delle zone con una forte influenza ambientale/degli ecosistemi
           transregionali
        -  Miglioramento delle pratiche di conservazione dei suoli e di gestione nei
           settori connessi allo sviluppo durevole
        -  Miglioramento dell'ambiente urbano
        -  Trasferimento di tecnologie
        -  Mutamenti climatici
        -  Commercio e ambiente
        -  Sensibilizzazione al concetto di sviluppo durevole
                                                                                             *ï
 ---pagebreak---    4.2 Periodo previsto per l'azione e modalità di rinnovo
       La politica in questione ha carattere indefinito. Le singole azioni hanno una
       durata annuale, rinnovabile fino all'approvazione del presente regolamento.
5. Classificazione della spesa
   Spesa non obbligatoria/Stanziamenti dissociati
6. Natura della spesa
   Sovvenzione che può andare fino al 100% dei costi. Tuttavia:
   - si cerca sistematicamente di convincere i beneficiari del progetto a dare un
      contributo, soprattutto finanziario;
   - si cercano possibilità di cofinanziamento con gli Stati membri e con le
      organizzazioni multilaterali, regionali o di altro tipo.
7. Incidenza finanziaria
   7.1 Metodo di calcolo del costo dell'azione
       Il contributo CE a ciascuna operazione all'interno della presente azione
       supererà, in media, i 500 000 ECU in base agli elementi seguenti:
       - Prestazione di servizi (prezzo unitario)
       - Fornitura di attrezzature (prezzo di costo)
       - Spese di funzionamento (prezzo globale)
   7.2 Ripartizione per elementi del costo dell'azione
       Si mira ad un'equa ripartizione tra regioni geografiche ammissibili, che può
       variare a seconda della domanda e/o delle priorità.
               Ripartizione          |         1996            |      1997
         Strumenti                               4                      4
         Progetti                                11                    11
                                                                                     yig
 ---pagebreak---    7.3 Ripartizione indicativa per argomenti nel 1997
                                    ARGOMENTI                              I    %
          Elaborazione/attuazione delle strategie nazionali di sviluppo          5
          durevole
          Gestione degli ecosistemi/Uso sostenibile delle risorse               15
          naturali
          Preservazione della diversità biologica                               15
          Preservazione delle zone con una forte influenza                      15
          ambientale/degli ecosistemi transregionali
          Miglioramento delle pratiche di conservazione dei suoli e di          15
          gestione nei settori connessi allo sviluppo durevole
          Miglioramento dell'ambiente urbano                                    15
          Trasferimento di tecnologie                                            5
          Mutamenti climatici                                                    5
          Commercio e ambiente                                                   5
          Sensibilizzazione al concetto di sviluppo durevole                     5
   7.4 Scadenzario indicativo degli stanziamenti d'impegno
                                                             (milioni di ECU)
                                  I            1996          1       PPB1997
                B7-6200                         15                       15
8. Disposizioni antifrode previste nella proposta d'azione
   Controlli tecnici da parte dei funzionari della Commissione, coadiuvati da esperti
   indipendenti.
   La verifica delle sovvenzioni o della ricezione delle prestazioni e degli studi
   preparatori, di fattibilità e di valutazione richiesti è effettuata dai servizi della
   Commissione prima del pagamento, tenendo conto degli obblighi contrattuali e dei
   principi di economia e di buona gestionefinanziariao globale.
   Disposizioni antifrode (controllo, presentazione di relazioni, ecc.) sono incluse in
   tutti gli accordi o contratti conclusi tra la Commissione e i beneficiari dei pagamenti.
                                                                                            At
 ---pagebreak--- 9. Elementi dell'analisi costo-efficacia
   9.1 Obiettivi specifici quantificabili; beneficiari
       a. Aiutare le organizzazioni governative e le istituzioni comunitarie nel
          processo decisionale sull'integrazione dell'ambiente nelle politiche e nei
          programmi di cooperazione allo sviluppo. Tale sostegno si concreta
          nell'elaborazione di studi d'impatto ambientale, di orientamenti strategici e
          di direttrici nonché in valutazioni dell'adeguatezza delle politiche e dei
          programmi rispetto agli obiettivi di sviluppo durevole.
       b. Promuovere una gestione razionale e prudente delle risorse naturali onde
          contribuire al miglioramento delle condizioni di vita socioeconomiche della
          popolazione locale nei PVS. A tal fine, si sosterranno i progetti attuati
          direttamente dalla popolazione locale (comunità locali, indigeni, ONG, ecc.)
          o si fornirà assistenza tecnica. Nel 1995 è stata pubblicata una guida dei
          finanziamenti, distribuita fra i partner potenziali, che spiega gli obiettivi
          perseguiti, le diverse procedure e i criteri adottati.
          Un comitato tecnico interservizi partecipa dal 1994 alla preselezione dei
          progetti.
       e. Tipi di azioni finanziati per contribuire al conseguimento degli obiettivi
          generali della linea di bilancio:
          Elaborazione e attuazione delle strategie nazionali di sviluppo durevole
          Attività :
          - Formazione ambientale
          - Assistenza tecnica all'amministrazione nazionale nei paesi in via di
              sviluppo
          Gestione sostenibile degli ecosistemi/Uso sostenibile delle risorse naturali
          Attività :
          - Sensibilizzazione e formazione
          - Attività pilota per una gestione sostenibile delle risorse naturali.
          Preservazione della diversità biologica
          Attività:
          - Protezione e/o uso sostenibile della fauna e della flora
          - Creazione di strumenti decisionali (basi di dati, piani              d'azione,
              studi-ricerche, seminari, ecc.)
                                                                                           Ubo
 ---pagebreak--- Preservazione delle zone con una forte influenza ambientale e degli
ecosistemi transregionali.
Attività :
- Elaborazione e attuazione di piani per la gestione dei bacini imbriferi
Miglioramento delle pratiche di conservazione dei suoli e di gestione in
diversi settori.
Attività :
- Lotta contro la desertificazione
- Miglioramento delle pratiche di conservazione e di gestione dei suoli,
   compreso lo sviluppo di attività agricole innovative sostenibili.
Miglioramento dell 'ambiente urbano
Attività :
- Elaborazione di piani per la gestione dei rifiuti domestici, ospedalieri e
   tossici e delle acque reflue
Trasferimento di tecnologie
Attività:
- Azioni dimostrative per la promozione di tecnologie pulite
Mutamenti climatici
Attività :
- Azioni dimostrative volte a promuovere l'uso dell'energia solare
( "ommercio e ambiente
Attività :
- Azioni informative sulla legislazione comunitaria in materia di ambiente
- Promozione dei marchi verdi
Sensibilizzazione al concetto di sviluppo durevole
Attività :
- Campagne d'informazione, seminari di formazione
                                     mm                                   *
                                                                             òtA
 ---pagebreak--- 9.2 Giustificazione dell'azione
    a. Necessità dell'intervento finanziario comunitario.
       La linea di bilancio B7-6200 (ex B7-5040) è stata creata nel 1982 su
       iniziativa del Parlamento europeo che, come il Consiglio, ha ricordato in
       numerose risoluzioni la necessità di integrare l'ambiente nelle azioni di
       sviluppo.
       Quest'integrazione è stata confermata nelle dichiarazioni e nelle
       convenzioni elaborate in occasione della conferenza di Rio (giugno 1992)
       (Agenda 21, convenzioni sulla biodiversità, sui mutamenti climatici, ecc.) e
       adottate dalla Comunità.
       Le azioni svolte a titolo della linea B7-6200 mirano a facilitare questo
       processo d'integrazione creando strumenti e avviando progetti pilota
       concreti con un effetto moltiplicatore in linea con le azioni più vaste
       intraprese mediantefinanziamentiALA, MED e FES.
       Tale linea migliorerà la coerenza e la complementarità fra gli interventi
       finanziati dalla Comunità e quelli finanziati dagli Stati membri nel settore
       dell'ambiente.
       I risultati delle azioni pilota agevoleranno, a lungo termine, interventi di
       maggiore entità nei settori in questione.
    b. Scelta delle modalità d'intervento:
       contrattuale, direttamente (ONG), oppure
       contrattuale mediante gara d'appalto (prestazione di servizi, attrezzature)
9.3 Controllo e valutazione dell'azione
       il "quadro logico" è integrato nella preparazione, nel controllo e nella
       valutazione dei progetti;
       nell'ambito di ciascuna azione, Sono definiti e utilizzati indicatori di
       controllo e di valutazione; per determinati progetti, si procede ad una
       valutazione specifica;
       nel corso dei progetti, è richiesta la presentazione di numerose relazioni
       intermedie. In molti casi, le delegazioni della Commissione europea
       provvedono ad un controllo in loco;
                                      mm
                                                                                    &
 ---pagebreak---               si sta procedendo alla valutazione globale delle operazioni finanziate dal
               1990 in poi su questa linea di bilancio in collaborazione con l'unità
              Valutazione (VIII/A/2) secondo il metodo "quadro logico". Ci si servirà poi
              dei risultati della valutazione per confermare gli indicatori applicabili in
              sede di valutazione e di controllo dei progetti.
    9.4 Coerenza con la programmazione finanziaria
         9.4.1 L'azione è prevista nella programmazione finanziaria della DG per gli
                 esercizi di cui trattasi?
                 Sì
         9.4.2 Indicare a quale obiettivo di carattere più generale definito nella
                 programmazione finanziaria della DG corrisponde l'obiettivo
                 dell'azione proposta
                 L'obiettivo dell'azione s'inserisce nella politica della cooperazione allo
                 sviluppo definita nel trattato sull'Unione europea (Articolo 130 U)
10. Spese amministrative
    L'effettiva mobilitazione delle risorse amministrative necessarie dipenderà dalla
    decisione annuale della Commissione riguardo all'assegnazione delle risorse, che
    terrà conto del personale e delle risorse supplementari autorizzati dall'autorità di
    bilancio.
    10.1     Ripercussioni sul numero di posti
         Tipo di             Personale da destinare alla              di cui        Durata/anno
         impiego             gestione dell'azione
                             Impieghi        Impieghi    Mediante le  Mediante      indefinita
                             permanenti      temporanei  risorse      risorse
                                                         esistenti    supplementari
                                                         nella DG o
                                                         nel servizio
         Funzionari    A           1              1            3
         o agenti      B          1/2             1           1 1/2           -
         temporanei    C          1/2                        1/2 C
         TOTALE                    3              2            5              -                -
    10.2     Incidenza finanziaria globale delle risorse umane supplementari
             Le spese relative alle risorse umane necessarie per la realizzazione di
             quest'azione saranno coperte utilizzando le risorse esistenti: 3 funzionari +
             2 agenti temporanei (gradi Al, A2, A4 e A5): 500 000 ECU all'anno.
                                                                                                 *3
 ---pagebreak--- 10.3 Aumento di altre spese di funzionamento a seguito dell'azione
     Per finanziare quest'azione si ricorrerà alle risorse esistenti. Il costo
     dell'azione ammonta in totale a 42 400 ECU/anno (articolo A/130: Missioni:
     12 000 ECU all'anno per ogni funzionario/agente temporaneo A = 36 000
     ECU. Articolo A/250: Riunioni: 2 riunioni di 4 esperti all'anno - costo per
     esperto per riunione: 800 ECU = 6 400 ECU).
                                                                                 £(/
 ---pagebreak---                                                                   ISSN 0254-1505
                                                              COM(97) 3 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                  11 14 01
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-003-IT-C
                                                             ISBN 92-78-14217-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                                                 ^