CELEX: C2005/093/14
Language: it
Date: 2005-04-16 00:00:00
Title: Causa C-35/05: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte Suprema di Cassazione con ordinanza 23 giugno 2004 e 10 novembre 2004, nella causa dinanzi ad essa pendente tra Reemtsma Cigarettenfabriken Gmbh e Ministero delle Finanze

16.4.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 93/8
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte Suprema di Cassazione con ordinanza 23 giugno 2004 e 10 novembre 2004, nella causa dinanzi ad essa pendente tra Reemtsma Cigarettenfabriken Gmbh e Ministero delle Finanze
   (Causa C-35/05)
   (2005/C 93/14)
   Lingua di procedura: l'italiano
   Con ordinanza 23 giugno 2004 e 10 novembre 2004, pervenuta nella cancelleria della Corte di giustizia delle Comunità europee il 31 gennaio 2005, nella causa dinanzi ad essa pendente tra Reemtsma Cigarettenfabriken Gmbh e Ministero delle Finanze, la Corte Suprema di Cassazione ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
   
               1)
            
            
               se gli articoli 2 e 5 dell'ottava direttiva del Consiglio 79/1072/CEE (1) del 6 dicembre 1979, nella parte in cui subordinano il rimborso a favore del cessionario o committente non residente all'utilizzazione dei beni e servizi per il compimento di operazioni soggette ad imposta, debbano essere interpretati nel senso che anche l'i.v.a. non dovuta ed erroneamente addebitata in rivalsa e versata all'erario sia rimborsabile; in caso di risposta affermativa, se sia contraria alle citate disposizioni della direttiva una norma nazionale che escluda il rimborso del cessionario/ committente non residente in considerazione della non detraibilità dell'imposta addebitata e versata benchè non dovuta;
            
         
               2)
            
            
               se, in generale, possa ricavarsi dalla disciplina comunitaria uniforme la qualità di debitore di imposta, nei confronti dell'erario, del cessionario/committente; se sia compatibile con tale disciplina, e in particolare coi principi di neutralità dell'i.v.a, di effettività e di non discriminazione, la mancata attribuzione, nel diritto interno, al cessionario/committente che sia soggetto i.v.a., e che la legislazione nazionale considera come destinatario degli obblighi di fatturazione e di pagamento dell'imposta, di un diritto al rimborso nei confronti dell'erario nel caso di addebito e di versamento di imposta non dovuti; se sia contraria ai principi di effettività e di non discriminazione, in tema di rimborso di i.v.a. riscossa in violazione del diritto comunitario, una disciplina nazionale - ricavata dall'interpretazione datane dai giudici nazionali - che consente al cessionario/committente di agire solo nei confronti del cedente/prestatore del servizio, e non nei confronti dell'erario, pur nell'esistenza nell'ordinamento nazionale di un caso simile, costituito dalla sostituzione nel campo delle imposte dirette, nel quale entrambi i soggetti (sostituto e sostituito) sono legittimati a chiedere il rimborso all'erario.
            
         
      (1)  G.U. n. L 331 del 27/12/1979, p. 11.