CELEX: 52012PC0005
Language: it
Date: 2012-01-11 00:00:00
Title: Raccomandazione di DECISIONE DEL CONSIGLIO che stabilisce che l'Ungheria non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 7 luglio 2009

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		52012PC0005
		
			Raccomandazione di DECISIONE DEL CONSIGLIO che stabilisce che l'Ungheria non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 7 luglio 2009 /* COM/2012/05 final - 2012/ () */
			
				
		
		
			
			   	Raccomandazione di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che stabilisce che l'Ungheria non ha dato
seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 7 luglio 2009 
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 126, paragrafo 8,
vista la raccomandazione della Commissione
europea,
considerando quanto segue:
(1)              
A norma dell’articolo 126 del trattato, gli Stati
membri devono evitare disavanzi pubblici eccessivi.
(2)              
Il patto di stabilità e crescita è basato
sull’obiettivo di finanze pubbliche sane come mezzo per rafforzare le
condizioni per la stabilità dei prezzi e per una crescita forte e sostenibile
che favorisca la creazione di posti di lavoro. Il patto di stabilità e crescita
include il regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per
l’accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura
per i disavanzi eccessivi[1],
adottato al fine di favorire la tempestiva correzione di disavanzi pubblici
eccessivi.
(3)              
Il 5 luglio 2004 il Consiglio, deliberando sulla
base di una raccomandazione della Commissione, ha deciso, a norma dell’articolo
104, paragrafo 6, del trattato, che in Ungheria esiste un disavanzo eccessivo[2]. Il medesimo giorno, sempre
sulla base di una raccomandazione della Commissione, il Consiglio ha adottato,
conformemente all’articolo 104, paragrafo 2 delle raccomandazioni in cui
invitava le autorità ungheresi a prendere provvedimenti in una prospettiva a
medio termine per portare il disavanzo al di sotto del 3% del PIL entro il 2008.
(4)              
Nel gennaio 2005, in conformità dell'articolo 104,
paragrafo 8, del TCE, il Consiglio ha ritenuto che l’Ungheria non avesse dato
seguito effettivo alla sua raccomandazione e nel marzo 2005 ha formulato
un'altra raccomandazione basata sull'articolo 104, paragrafo 7, del TCE,
confermando il termine del 2008 per la correzione del disavanzo eccessivo. Dopo
un consistente peggioramento delle prospettive di bilancio in Ungheria, nel
novembre 2005 il Consiglio ha stabilito che l'Ungheria per la seconda volta non
si era conformata alle raccomandazioni formulate a norma dell'articolo 104,
paragrafo 7, del TCE. Di conseguenza, nell'ottobre 2006 il Consiglio ha rivolto
all’Ungheria una terza raccomandazione a norma dell'articolo 104, paragrafo 7,
del TCE, posticipando al 2009 il termine per la correzione del disavanzo
eccessivo. Nel luglio 2009 il Consiglio ha concluso che si potesse ritenere che
le autorità ungheresi avessero adottato misure efficaci in risposta alle
raccomandazioni dell’ottobre 2006. In considerazione della grave recessione
verificatasi nel quadro della crisi economica e finanziaria, il Consiglio ha
emesso raccomandazioni riviste (per la terza volta) a norma dell'articolo 104,
paragrafo 7, del TCE.
(5)              
Nella raccomandazione del luglio 2009 il Consiglio
ha invitato le autorità ungheresi a porre fine alla situazione di disavanzo
eccessivo al più tardi entro il 2011. In particolare, all'Ungheria è stato
raccomandato di contenere il deterioramento della posizione di bilancio nel 2009
garantendo una rigorosa attuazione delle misure correttive adottate e
annunciate al fine di rispettare l’obiettivo del 3,9% del PIL. Inoltre, a
partire dal 2010 le è stato raccomandato anche di mettere in atto in modo
rigoroso le misure di risanamento necessarie a garantire una continua riduzione
del disavanzo strutturale e una nuova diminuzione del disavanzo nominale,
facendo maggior ricorso alle misure strutturali per assicurare un miglioramento
duraturo delle finanze pubbliche. Il Consiglio ha inoltre raccomandato di
definire ed adottare tempestivamente le misure di risanamento necessarie a
correggere il disavanzo eccessivo entro il 2011 e a garantire almeno uno sforzo
di bilancio complessivo pari allo 0,5% del PIL per il periodo 2010-2011. Si è
inoltre raccomandato alle autorità ungheresi di fare in modo che il rapporto
tra debito pubblico lordo e PIL venisse incanalato con decisione su una
traiettoria discendente. 
(6)              
Il 27 gennaio 2010 la Commissione ha indirizzato
una comunicazione al Consiglio nella quale giungeva alla conclusione che, sulla
base delle informazioni disponibili in quel momento, si riteneva che l'Ungheria
avesse dato seguito effettivo alle raccomandazioni del Consiglio del luglio 2009,
in particolare tenendo conto delle misure di risanamento pari all’1½% del PIL per
raggiungere l'obiettivo del 3,9% del PIL per il disavanzo 2009, delle riforme
strutturali in ambito pensionistico e del sistema previdenziale sociale per conseguire
l'obiettivo del 3,8% del PIL per il disavanzo 2010 e dei progressi compiuti sul
fronte dell'attuazione del nuovo quadro fiscale, ma ha richiamato l'attenzione
sulla presenza di rischi significativi.
(7)              
Una nuova valutazione delle azioni avviate
dall’Ungheria per correggere il disavanzo eccessivo entro il 2011, in risposta
alla raccomandazione del Consiglio a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, del
trattato, sulla base, tra l’altro, della nona relazione intermedia sui
progressi realizzati nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi
presentata alla Commissione e al Consiglio il 15 dicembre 2011, ha portato alle
seguenti conclusioni: 
–     
Nel 2010 il disavanzo di bilancio effettivo era
dello 0,4% del PIL superiore all'obiettivo, mentre nel 2010 la crescita
economica è stata più forte di quanto stimato nelle previsioni della primavera 2009
dei servizi della Commissione, su cui sono state basate le raccomandazioni del
Consiglio del luglio 2009. Per il 2011, si prevede che il saldo delle
amministrazioni pubbliche (in base sia alle previsioni del governo, sia alle
previsioni dell'autunno 2011 dei servizi della Commissione) torni in attivo, ma
solo grazie alle entrate una tantum connesse al trasferimento di attivi da
regimi pensionistici privati allo Stato, pari al 9¾% del PIL, e a prelievi
settoriali (settori delle telecomunicazioni, dell'energia, del commercio al
dettaglio e finanziario), pari allo 0,9% del PIL. Senza misure una tantum il
disavanzo sarebbe stato pari a circa il 6% del PIL e ampiamente superiore al
valore di riferimento del 3% stabilito nel trattato. Nella loro comunicazione
dell'autunno 2011 nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi, le
autorità ungheresi hanno previsto un avanzo di bilancio del 3,9% del PIL. Nelle
previsioni dell'autunno 2011, i servizi della Commissione hanno ipotizzato un
avanzo lievemente più contenuto (3,6% del PIL), dovuto soprattutto
all'assunzione di una parte del debito delle società pubbliche di trasporto (0,2%
del PIL). In base a informazioni recenti su misure una tantum pervenute dopo la
data limite fissata per le previsioni dell'autunno 2011, l'avanzo potrebbe
essere ancora più contenuto. Il disavanzo strutturale si è ridotto dell'1½% nel
2010 e dell'1¼% nel 2011, con una percentuale cumulativa del 2¾% del PIL, in
contrasto con la raccomandazione del Consiglio di garantire almeno uno sforzo
di bilancio complessivo dello 0,5% del PIL in questi due anni al fine di
correggere il disavanzo in modo sostenibile entro il 2011. Tale deterioramento
strutturale è una conseguenza del fatto che gli sgravi fiscali, pari a oltre il
2% del PIL, non sono stati sufficientemente compensati da misure strutturali.
–     
Per il 2012 il progetto di bilancio fissa un
obiettivo di disavanzo pari al 2,5% del PIL, in linea con l’aggiornamento 2011
del programma di convergenza (PC). Al fine di raggiungere questo obiettivo, la
proposta di bilancio prevede varie misure che secondo le autorità
corrisponderebbero complessivamente a circa il 4% del PIL, con un
accantonamento dello 0,7% del PIL come riserva straordinaria. Le previsioni
dell'autunno 2011 dei servizi della Commissione prevedono invece per il 2012 un
disavanzo pubblico pari al 2,8% del PIL. Rispetto al progetto di bilancio, tale
disavanzo più elevato riflette, tra l'altro, una previsione di crescita
economica più bassa di 1 punto percentuale per il 2012, nonché una valutazione
più prudente delle entrate e delle spese. Allo stesso tempo, in linea con la
posizione della relativa legislazione, esso lascia supporre che la riserva
speciale non sarà utilizzata. Tuttavia, la soglia del 3% del PIL è rispettata
solo grazie ad un apporto pari allo 0,9% del PIL costituito dalle entrate una
tantum dei suddetti prelievi straordinari.
–     
Conformemente alle previsioni dell'autunno 2011 dei
servizi della Commissione, e sempre sulla base dell'ipotesi che le politiche
rimangano invariate, nel 2013 il disavanzo pubblico dovrebbe ulteriormente
indebolirsi, attestandosi al 3,7% del PIL. Ciò è dovuto principalmente alla
previsione che la progressiva soppressione dei prelievi straordinari, pari a
circa lo 0,9% del PIL, non sia compensata dai risparmi supplementari realizzati
grazie al programma di riforme strutturali per tale anno.
–     
In base all'andamento del bilancio osservato dopo
la pubblicazione delle previsioni dell'autunno 2011, il disavanzo pubblico del 2,8%
del PIL previsto per il 2012 appare tuttora plausibile (senza tenere conto del
recente deterioramento del contesto macroeconomico). Ciò è dovuto al fatto che
l'incidenza delle nuove misure di risanamento (0,4% del PIL) adottate dal
governo il 15 dicembre 2011, che comportano la riduzione del disavanzo, è
ampiamente compensata dagli emendamenti al progetto di bilancio, che
incrementano il disavanzo, come pure dai costi di bilancio netti dell'accordo
con il settore bancario concluso il 15 dicembre 2011, non ancora adeguatamente
compensati da ulteriori misure di risanamento.
–     
Per il 2013, tenendo conto di alcune ulteriori
precisazioni del programma di riforme strutturali (le decisioni del governo e
del parlamento in materia sono indicate in dettaglio nella relazione intermedia
sui progressi realizzati di dicembre 2011), dell'effetto base positivo del 2012
e dei costi netti derivanti dall'accordo con il settore bancario, le proiezioni
sul disavanzo per il 2013 contenute nelle previsioni di autunno 2011 potrebbero
essere riviste al ribasso, passando dal 3,7% del PIL al 3¼% del PIL, un
risultato ancora ben al di sopra della soglia del 3% del PIL. Lo scarto tra
tale valutazione aggiornata e l’obiettivo ufficiale (2,2% del PIL) è dovuto in
particolare al fatto che, vista l'assenza di un calendario procedure specifico,
non è stato possibile prendere in considerazione circa la metà del programma di
riforme strutturali. La restante parte dello scostamento rispetto all’obiettivo
ufficiale è ascrivibile a una previsione di spesa più elevata, in particolare
nel settore delle imprese di trasporto statali e alla manutenzione delle
strade, così come ad alcune differenze nelle ipotesi di crescita.
–     
Queste previsioni aggiornate per il medio termine,
rischiano di dover essere rivedute al ribasso. Vi è un certo rischio positivo,
derivante in particolare dal mantenimento di flussi in entrata superiori alle
attese per il 2012 e 2013, che appare tuttavia più che controbilanciato dai
rischi negativi. In particolare, dopo la pubblicazione, il 10 novembre 2011,
delle previsioni d'autunno 2011, i tassi di interesse sono aumentati per tutte
le scadenze, il tasso di cambio si è indebolito e le prospettive economiche a
medio termine sembrano essersi deteriorate. Nel complesso, tenendo conto di
questi fattori, le proiezioni sul disavanzo per il 2012 e per il 2013
risulterebbero maggiorate di un ulteriore ½% del PIL, cosa che comporterebbe un
disavanzo lievemente superiore al 3% del PIL nel 2012 e al 3¾% del PIL nel 2013.
–     
Secondo le previsioni dell'autunno 2011, il debito
pubblico lordo, visti sia il disavanzo previsto, sia le ipotesi sul tasso di
cambio, dovrebbe aumentare nuovamente, raggiungendo quasi il 77% del PIL entro
il 2013, dopo un calo temporaneo nel 2011 dovuto all'acquisizione degli attivi
dei regimi pensionistici privati. Se le proiezioni di bilancio a medio termine
fossero aggiornate solo sulla base dei nuovi provvedimenti adottati dopo la
data limite per le previsioni, il rapporto tra debito e PIL previsto per il 2012
rimarrebbe in larga misura invariato e migliorerebbe solo leggermente nel 2013.
Tuttavia, eventuali ulteriori revisioni delle proiezioni di bilancio, che
tengano conto in particolare dell'aumento dei rendimenti, del tasso di cambio
HUF/EUR di fine 2011 pari a 311 (circa il 12% più debole rispetto all'ipotesi
tecnica utilizzata per le previsioni d'autunno), nonché del contesto
macroeconomico più debole, comporterebbe un rapporto tra debito e PIL pari a
circa l'80% nel 2011, che dovrebbe stabilizzarsi intorno al 78,5% sia nel 2012,
sia nel 2013, considerato che il Consiglio ha raccomandato che il rapporto tra
debito lordo e PIL dovrebbe essere incanalato con decisione su una traiettoria
discendente. 
(8)              
La conclusione generale è che l'Ungheria
formalmente rispetta sì il valore di riferimento del 3% del PIL entro il 2011,
ma che tale risultato non è fondato su una correzione strutturale e
sostenibile. L’eccedenza di bilancio del 2011 si basa su entrate una tantum
significative, ossia pari a oltre il 10% del PIL, in un contesto di
deterioramento strutturale cumulativo del 2¾% del PIL nel 2010 e nel 2011, a
fronte di un miglioramento cumulativo del saldo di bilancio pari allo 0,5% del
PIL. Inoltre, benché nel 2012 le autorità prevedano di attuare misure
strutturali sostanziali, il valore di
riferimento del 3% del PIL resterà rispettato solo grazie a misure una tantum
pari a quasi l'1% del PIL. Infine, nel 2013 il disavanzo (al 3¼% del PIL)
dovrebbe nuovamente superare il valore di riferimento stabilito nel trattato
anche tenendo conto di ulteriori misure annunciate dopo le previsioni
dell'autunno 2011 dei servizi della Commissione). L' aumento del disavanzo nel 2013
è dovuto principalmente al fatto che le entrate una tantum sono, come previsto,
in fase di graduale eliminazione, mentre non tutte le riforme strutturali
previste sono strutturate in modo sufficientemente dettagliato. Nel complesso,
ciò consente di concludere che le risposte delle autorità ungheresi alla
raccomandazione del Consiglio a norma dell' articolo 104, paragrafo 7, del
trattato, del 7 luglio 2009, sono state insufficienti,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
L'Ungheria non ha dato seguito effettivo alla
raccomandazione del Consiglio a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, del
trattato, del 7 luglio 2009.
Articolo 2
L'Ungheria è
destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 11.1.2012
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6.
[2]               GU L 389 del 30.12.2004, pag. 27. Per tutti i documenti
connessi alla procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti dell'Ungheria
si rinvia al seguente sito: http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/sgp/deficit/index_it.htm.