CELEX: 51968PC0161
Language: it
Date: 1968-03-27
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO sul transito comunitario (Presentato dalla Commissione al Consiglia)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (68) 161
Vol. 1968/0040
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMMISSiONE DELLE COMUWITA EUROPEE
                                               COM(68)161 def.
                                               Bruxelles , 27 marzo 1968
                             Proposta di
                      REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
                      sul  transito comunitario
             ( Presentato dalla Commissione al Consiglia)
  C0M($8 ) 161 def .
 ---pagebreak---                                       RELAZIONE
 Introduzione              . . • » .               ...     r-              ■ •'
1.   ■ L' Unione doganale , la cui attuazione è prevista per il 1° luglio 1968 ,
presenterà una molteplicità di aspetti .
       Essa sarà anzitutto contraddistinta dall' applicazione integrale della
tariffa doganale comune e , per quanto attiene ai prodotti agricoli non sog­
getti a dazi doganali , dall' applicazione di un regime d' importazione unifor­
me nei confronti dei paesi terzi , ad eccezione di un numero limitato di pro­
dotti in ordine ai quali l' applicazione di tale regime avrà luogo in un se–
condo momento .                                                 ° * /
       Il processo di ravvicinamento delle disposizioni legislative , regola­
mentari ed amministrative si tradurrà , in secondo luogo , nella riscossione
dei dazi doganali e nell' applicazione dei regimi d' importazione sulla "base
di regole comunitarie o armonizzate , in guisa da assicurare una protezione
uniforme alle frontiere esterne della      Comunità .
       L' applicazione di tale complesso di misure doganali nei confronti dei
paesi terzi sarà controbilanciata dalla soppressione , negli scambi intraco-
munitari , dei dazi doganali , delle restrizioni quantitative e delle altre
                                                              ,          J
misure di effetto equivalente . Ove si astragga da alcune eccezióni , tale sop­
pressione * desigantà nel Trattato di Roma dalla nozione di libera circola^'
zione delle merci , costituirà una realtà "a decorrere dal 1° luglio 1968 .
2.     Tuttavia , l' attuazione dell' Unione doganale non significa che le merci
potranno circolare ormai nella Comunità secondo modalità analoghe a quelle
applicabili alle merci circolanti all' interno di uno Stato membro considera­
to isolatamente .,                               ...   . .            . < • • , ;
       In realtà , in attesa dell' armonizzazione di tutte le misure applicabi­
li all' importazione , all' esportazione ed al transitò delle merci in ciascun
Stato membro , la circolazione delle merci tra gli Stati membri continueranno
ad applicarsi le misure di carattere nazionale .
 ---pagebreak---        Tali misure si traducono non soltanto nelle servita di ordine materia­
le quali , ad esempio , il pagamento di tasse , l' obbligo di conformarsi a nor­
me tecniche , sanitarie , ecc ., ma altresì' nell' applicazione di procedure na­
zionali ai fini del controllo sull' osservanza delle regolamentazioni in que­
 stione . A meno che non si siano adottate disposizioni comunitarie appropria­
te , tali procedure continuerebbero ad applicarsi in ciascuno Stato membro ,
anche se gli interessi da tutelare fossero protetti da misure divenute co­
munitarie .
       A tal riguardo giova ricordare che la nota informativa della Commis­
sione al Consiglio sul programma di azione della Comunità in materia di le­
gislazione doganale del 31 luglio 1963 ( doc . IIl/C0M(63)26l def . Ili parte )
aveva già insistito sull' opportunità di adottare talune misure nel settore
delle procedure doganali nazionali intese a facilitare al massimo l' attra­
versamento delle frontiere .
       "E ' apparso pertanto indispensabile istituire una procedura che con­
senta l' applicazione di. tutte le misure , sia a carattere nazionale che co­
munitario , da osservare in occasione del movimento di merci tra due luoghi
situati nella Comunità .
       Tale è la finalità della presente proposta di regolamento che isti­
tuisce un regime di transito comunitario , i cui principali effetti e dispo­
sizioni verranno analizzati nelle pagine che seguono .
Effetti del régime
3.     Caratteristica precipua del regime e quella di evitare , secondo le
modalità appresso indicate , il ripetersi della procedura di controllo all' at
to dell' attraversamento di ciascuna frontiera intracomunitaria .
 ---pagebreak---                                         - 3 -
 4.     Per quanto attiene alle merci originarie dei paesi terzi , le formalità
da adempiere implicano attualmente l' applicazione successiva di . regimi di
 transito nazionali , con conseguente presa in carico e scarico delle merci
all' entrata e all' uscita di ciascun Stato membro il cui territorio siarsta-
to attraversato . L' assoggettamento di tali merci al regime di transito co­
munitario sin dalla loro introduzione nel territorio della Comunità ne per­
metterà l' inoltro sino al luogo ài sdoganamento e le formalità da adempiere
all' atto dell' attraversamento delle frontiere interne si limiteranno di mas­
sima ad un controllo dell' integrità dei sigilli presso l' ufficio doganale
di entrata ed al deposito , da parte del vettore , di una scheda dalla quale
risulti il passaggio dall' ufficio in questione .
5.     Per quanto attiene alle merci comunitarie , il trasporto di merci ren­
de necessaria , allo stato attuale , l' applicazione del regime di transito
nello Stato membro intermedio con conseguente presa in carico all' entrata
e scarico all' uscita , astrazion fatta dai percorsi situati tra ia frontiera
e l' ufficio doganale all' interno dello Stato membro esportatore o importa­
tore che , a loro volta, vanno effettuati in regime doganale nazionale .
       L' utilizzazione del ; regime di transito comunitario , che presuppone
unicamente la .presa in carico alla partenza ed un controllo nello Stato
membro di destinazione , implica vantaggi considerevoli qualora lo scambio
tra due Stati membri dia luogo ad un trasporto di merci attraverso il ter­
ritorio di un terzo Stato membro o quandq , trattandosi di scambio di merci
tra due Stati membri confinanti , 1 'assolvimento delle formalità ai fini del­
l' esportazione o per l' immissione in consumo abbia luogo presso un ufficio
doganale situato all' interno deL territorio .
6.     Un' ulteriore semplificazione si avrà allorquando , come è stato previ­
sto dalla proposta , verrà adottata una forpiula unica per l' assolvimento
delle formalità per l' esportazione nonché di quelle richieste per la spe­
dizione delle merci, fino all|ufficio di destinazione ( l.)..
                                                                         •    • • •
(l ) Per semplificare la redazióne dèi regolamento il termine "transito" è
     stato assunto., quale nozione generale che. comprende il trasporto di. ,
     merci tra due uffici doganali situati sulla frontiera esterna della
     Comunità o all' interno del territorio comunitario .
 ---pagebreak---  7.    L' istituzione del regime di transito comunitario non comporterà sol­
 tanto una sensibile riduzione dei controlli doganali , all' atto dell' attra­
versamento delle frontiere interne , sulle merci soggette a detto regime , ma
 favorirà altresì 1 in generale il processo di graduale soppressione delle
frontiere stesse . In effetti , snellendo le formalità di attraversamento del­
 le frontiere , il regime in questione indurrà gli utenti ad assolvere le for­
malità necessarie per l' esportazione e l' immissione in consumo presso gli
uffici doganali situati all' interno dello Stato membro esportatore ed impor­
tatore , in prossimità degli stabilimenti dello speditore e del destinatario
o persino negli stabilimenti stessi . Inoltre , in tutti gli Stati membri , sia
pure in grado diverso , si è manifestata una tendenza alla riforma della pras­
si dello sdoganamento in tal senso , per effetto dei molteplici vantaggi ri­
sultanti sia per le amministrazioni doganali che per gli utenti , dallo sdo­
ganamento delle merci nella fase iniziale e terminale del trasporto . Le am­
ministrazioni doganali potranno infatti procedere ad una più funzionale ri­
partizione dei loro effettivi su l' intero territorio , anziché esser costret­
ti ad una loro concentrazione in un numero limitato di uffici di frontiera .
Inoltre , la vicinanza della sede dell' impresa interessata è atta a facili­
tare le operazioni di controllo , sia che esse assumono la forma di un esa­
me fisico delle merci o di un esame dei documenti . A prescindere dal ri­
sparmio di tempo risultante dall' acceleramento delle operazioni doganali ,
il vantaggio per gli utenti risiede nella riduzione delle spese originate
da un eventuale scarico o sballatura delle merci ai fini di un loro esame .
Sotto il profilo della tecnica dei trasporti , giova infine rilevare che lo
sdoganamento antecedente al carico delle merci sul mezzo di trasporto o suc­
cessivo al loro scarico consente una rotazione accelerata dei mezzi di tra­
sporto .
8.     A tal proposito va rilevato che qualsiasi incoraggiamento all' immis­
sione in consumo delle merci provenienti dai paesi terzi in un ufficio in­
terno situato in prossimità del luogo di consumo delle merci stesse , invece
di un loro sdoganamento alla frontiera esterna della Comunità , permette di
ovviare alle deviazioni di introiti doganali . Va rilevato in proposito che
nella risoluzione dell '11 maggio 1966 relativa alla perequazione degli in­
troiti doganali , il Consiglio ha riconosciuto implicitamente l' interesse che
 ---pagebreak--- assume in materia il regime di transito comunitario .
 9«     Sul piano del funzionamento del regime preferenziale della Comunità ,
il regime di transito comunitario permetterà di rinunciare alla maggior.-
parte dei vigenti metodi di cooperazione amministrativa.. A tal -riguardo ••• ' .
il regime di transito comunitario prevede tuia procedura interna ed una pro­
cedura esterna , secondo il carattere comunitario a no delle merci trasp.oiS-
tate , procedure che si basano sull' utilizzazione di documenti, distinti .
10 . ' La circostanza che , salvo eccezioni espressamente previste , le merci
che non soddisfino ai presupposti di cui agli articoli 9 » paragrafo 2 ,. e 10 ,
paragrafo 1 , del Trattato e spedite da uno Stato membro ad uh altro1 saranno
assoggettate obbligatoriamente al regime di transito comunitario {procedur-
ra esterna) prima di lasciare il territorio del primo Stato membro , consen­
te in effetti di identificare le merci originarie dei paesi terzi , Pertàn-'
to , le merci introdotte in uno Stato membro determinato attraverso " una fron­
tiera interna vèrranno considerate quali merci comunitarie , sempre --che - esse
non risultino esser originarie dei paesi terzi in conseguenza dell^utiliz^
zaziòrie della procedura esterna .
11 .   È' vero che l' istituzione di due procedure distinte secondo la natura
delle merci comporterà talune complicazioni in quanto i dichiaranti non po­
tranno più menzionare nella medesima dichiarazione sia le merci originarie
dei paesi terzi che quelle comunitàrie .
       Tali complicazioni avranno tuttavia un' importanza circoscritta , in
                           '¥        *
quanto la maggior parte delle spedizioni di merci non presentano carattere
misto . Per contro , ì 1 istituzione del regime di transito renderà possibile* '
sopprimere il sistema dèi certificati di circolazione DD 1 e DD 4 e , di con­
seguenza , un sensibile snellimento delle formalità , in quanto la maggior
parte dei prodotti oggetto di trasporto tra Stati membri sono comunitari .
 ---pagebreak---        Contrariamente agli attuali metodi di cooperazione , il nuovo regime
 istituirà legami diretti tra le amministrazioni doganali , senza alcuna in­
termediazione degli utenti e pertanto offrirà maggiori garanzie contro ta­
lune pratiche fraudolenti dirette ad ottenere il beneficio del regime co­
munitario per prodotti provenienti dai paesi terzi o prodotti agricoli che
abbiano beneficiato di una restituzione .
12 .   Avendo il regime di transito comunitario portata generale , la sua ap­
plicazione permetterà altresì' di evitare il ricorso a procedure speciali
per l' attuazione dei controlli necessari ai fini di una regolamentazione co­
munitaria applicabile in un settore determinato . A titolo di esempio possono
essere citate le disposizioni comunitarie concernenti la concessione di re­
stituzioni all' esportazione di prodotti agricoli per i quali è già stato
realizzato il mercato unico . Poiché la restituzione è esigibile solo al mo­
mento dell' uscita dei prodotti dalla Comunità , è stato necessario istituire
la procedura del certificato di uscita per venire incontro alle esigenze
delle autorità competenti dello Stato membro esportatore chiamato a pagare
l' importo della restituzione ( cfr . regolamento della Commissione n . 1041/67 ).
Orbene , poiché il documento di transito comunitario deve essere rinviato dal­
l' ufficio doganale di uscita all' ufficio di partenza dello Stato membro espor
tatore , non sarà più necessario fornire la prova dell' uscita delle merci dal­
la Comunità mediante produzione del certificato di uscita .
13 •   Nel medesimo ordine di idee , potranno essere soppresse , grazie all' ap­
plicazione del regime di transito comunitario , la procedura istituita per
il controllo sulla destinazione dei cascami di metalli non ferrosi e quella
prevista per il controllo relativo alla destinazione del materiale strategico
 ---pagebreak---  14 .   Sebbene sia da prevedere che il regime s' imponga di massima liberamen­
 te , a causa'delle maggiori facilitazioni che esso comporta rispetto ai vi­
 genti regimi , si è dovuto nondimeno tener conto del fatto che solo le moda­
 lità di applicazione del regime di transito comunitario .permetteranno di ac­
 certare le merci comunitarie allorquando    saranno stati aboliti i certifica­
 ti di circolazione . Pertanto , e salvo eccezioni espressamente previste , il
regime di transito comunitario assumerà carattere obbligatorio .
15 .    Tra le suddette eccezioni , va menzionata la. facoltà di ricorrere a ta­
luni regimi di transito basati su convenzióni internazionali . Trattasi segna­
tamente dell' applicazione del regime dei trasporti internazionali su strada ,
di quello di transito internazionale per ferrovia e di quello del manifesto
renano applicabile alla navigazione sul Reno e sulle vie fluviali renane .
16 .    Per quanto attiene ai trasporti effettuati esclusivamente all' interno
della Comunità - eccezione fatta di alcune disposizioni di ordine transito­
rio - non si è ritenuto opportuno lasciare agli utenti la facoltà di sceglie­
re tra i regimi esistenti ed il nuovo regime . Là rigorosa oservanza di abi­
tudini consolidate potrebbe in effetti comportare la contestuale applica­
zione per lungo tempo di regimi differenti , il che si tradurrebbe in un ag­
gravio dei compiti delle amministrazioni doganali , senza che il mantenimen­
to dei "precedenti regimi " presenti peraltro un interesse effettivo per gli
utenti . Poiché il territorio della Comunità può esser considerato , sul pia­
no doganale , come un territorio unico , la soluzione adottata nel progetto
non contraddice gli impegni assunti dagli Stati membri con la. loro adesio­
ne alle , succitate convenzioni .
 ---pagebreak---  17 .  Per contro , qualora i trasporti considerati abbiano avuto inizio o
debbano concludersi all' esterno del territorio comunitario , l' osservanza
delle convenzioni conclusa implica la necessità di prevedere una deroga ,
 la quale è , d' altra parte , giustificata dal fatto che gli utenti medesimi
hanno spesso interesse ad avvalersi dei vigenti regimi internazionali al
 fine di evitare che le merci trasportate vengano assoggettate a diversi re­
gimi , secondo che si tratti del percorso comunitario o della parte di per­
corso da effettuare sul territorio degli Stati terzi . Il disposto dell' ar­
ticolo 7 del progetto deroga al carattere obbligatorio del transito per i
trasporti diversi da quelli effettuati esclusivamente all' interno della Co­
munità .
18 .   I trasporti di merci all' interno della Comunità che comportano l' at­
traversamento del territorio di un paese terzo pongono un problema parti­
colare . Se l' attraversamento del territorio di un paese terzo non osta al­
l' applicazione del regime di transito comunitario ai trasporti interessati ,
è tuttavia evidente che gli effetti del regime stesso resteranno sospesi
durante detto attraversamento , in quanto le autorità doganali del paese ter­
zo esigeranno l' applicazione sul loro territorio del regime di transito na­
zionale o internazionale .
       Per motivi analoghi a quelli testé richiamati , le disposizioni del
progetto permettono l' applicazione di un regime internazionale per l' intero
percorso , introducendo pertanto una nuova deroga al carattere obbligatorio
del regime di transito .
       Tuttavia , poiché una parte considerevole degli scambi tra Stati mem­
bri ha luogo attraverso i territori di paesi terzi quali , ad esempio , la
Svizzera e l' Austria , appare opportuno avviare trattative con ,i paesi ter­
zi interessati per esaminare la possibilità di un' estensione del regime di
transito comunitario ai paesi suddetti . Va rilevato che i primi contatti
con le autorità doganali dei paesi terzi interessati lasciano lecitamente
sperare che i negoziati in questione portino al raggiungimento dello scopo
voluto .
 ---pagebreak---  19 .   Il Titolo XI del Regolamento sul transito comunitario contiene una
 serie di disposizioni concernenti la statistica . La necessità di prevedere
 disposizioni siffatte emerge dal fatto che il regime di transito comunitarie
 influenza direttamente La rilevazione etati etica .del transito a delie -espor*-"'
 tazioni .
        Nella totalità degli Stati membri , la statistica relativa al transito
 è attualmente elaborata sulla base sia di dichiarazioni doganali ^nazijnali ,
 sia di documenti internazionali di trasporto * L' applicazione del regimo di
 transito comunitario , che mira tra l' altro a semplificare le formalità al­
la frontiera interna , comporta la soppressione di tale documentazione di ba­
 se per una parte non trascurabile delle operazioni di transito . Affinché le
 statistiche siano esaurienti e di elevata qualità , sarebbe quindi necesear-
rio ricercare una soddisfacente soluzione di ricambio . La soluzione - più sem­
plice consisterebbe certamente nel basare la rilevazione /statistica sulla di­
chiarazione di transito comunitario . Per tale motivo tutti gli elementi ne­
cessari all' elaborazione della, statistica del transito sono stati menzionati
sulla dichiarazione in questione . Era inoltre necessario vigilare a che nessun
ostacolo intralciasse la trasmissione dei dati relativi all' uècita delle mer­
ci . In effetti , la statistica del transito si basa attualmente sui documen­
ti controllati dagli uffici doganali di uscita , mentre in generale' il regi­
me dì transito comunitario fa intervenire soltanto gli uffici doganali di
entrata . Le disposizioni del regplamento concernenti la statistica tengono
conto di tale duplice esigenza , senza tuttavia rimettere in questione , per
motivi di ordine statistico , lo snellimento della formalità al momento del­
l 'attraversamento della, frontiera .
       Quanto alla rilevazione statistica delle esportazioni , essa si fonda
attualmente su documenti doganali nazionali o - come nel caso della Germa­
nia - su un documento statistico di carattere nazionale . Il regolamento sul
transito comunitario dispone che a partire dall '1 .1 . 1970 al più tardi la di­
chiarazione di transito comunitario costituirà , nella maggior parte dei casi ,
l' unico documento di esportazione . Nella dichiarazione di transito comunita­
rio è stato quindi previsto uno spazio in cui potranno esser menzionati tut­
ti i dati concernenti l' esportazione necessari agli Stati membri . Le disposi­
zioni statistiche disciplinano altresì' la trasmissione dei documenti ai ser­
vizi competenti per l' elaborazione dei dati statistici concernenti le espor­
tazioni .
       Il regime di transito comunitario comporta una considerevole semplifi­
cazione della dichiarazione statistica , in quanto , grazie a particolari com­
binazioni di formulari , gli utenti potranno , a decorrere dall '1 .1 . 1970 al
più tardi , redigere simultaneamente le loro dichiarazioni di esportazione e
di transito .                                                                 ,
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20 .   Il funzionamento del regime di transito comunitario necessiterà non
soltanto l' adozione di talune disposizioni d' applicazione ma anche , al fine
di tener conto dello sviluppo dell' unione economica , degli adattamenti da
apportare alle procedure ed ai modelli di dichiarazione . Inoltre , il regime
porrà problemi di gestione . Allo scopo di garantire una rapida ed efficace
azione sul piano comunitario , sembra necessario conferire alla Commissione
un potere di decisione in tale materia . Prima di deliberare , la Commissione
dovrà tuttavia sollecitare il parere di un Comitato del transito comunita­
rio istituito a tale effetto .
21 .   Per quanto riguarda le merci formanti oggetto dei Trattanti che isti­
tuiscono la Comunità Europea del Carbone e dell' Acciaio ( CECA) e la Comunità
Europea dell' Energia Atomica ( CESA), esse saranno ugualmente disciplinate
dalle disposizioni del regolamento . I due Trattati summenzionati non preve­
dono , né esplicitamente , né implicitamente , disposizioni concernenti l' uni-
formazione della legislazione doganale . Tale uniformazione non comporta nes­
suna modifica in confronto al Trattato che istituisce la CECA , il quale non
limita la competenza degli Stati membri in materia e non deroga neanche al­
le stipulazioni del Trattato CEEA . E' dunque lecito concludere , in virtù
dell' articolo 232 del Trattato CEE , che le disposizioni in materia , interi­
nate in base a tale Trattato , sono valide per le merci in questione .
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 Base giuridica del regolamento
 22 .  L' instaurazione dell' unione doganale , su cui si fonda la Comunità E­
 conomica Europea, è disciplinata nelle sue linee fondamentali dal capito­
 lo del Trattato ad essa dedicato . In tale capitolo del Trattato figurano
 prescrizioni precise per quanto attiene all' abolizione dei dazi doganali in-
 tracomunitari , all' instaurazione progressiva della tariffa doganale , nonché
alle modificazioni o alle sospensioni dei dazi della tariffa doganale comu­
ne . Per contro , per quanto attiene alle disposizioni nazionali legislative ,
regolamentari ed amministrative in materia doganale , l' articolo 27 del Trat­
tato prevede soltanto che entro la fine della prima tappa gli Stati membri
procederanno , nella misura necessaria, al ravvicinamento delle disposizioni
in questione . Tale articolo non conferisce alle istituzioni della Comunità il
potere di adottare disposizioni obbligatorie .
23 .   La presente proposta ha per oggetto l' istituzione di un regime di tran­
sito comunitario il quale , fatte salve le eccezioni espressamente previste ,
dovrà subentrare ai vigenti regimi nazionali ed internazionali in materia di
transito . Essa si iscrive nel quadro dell' azione da intraprendere ai fini
della fusione dei territori doganali degli Stati membri in un territorio
unico dell' unione doganale . Trattandosi dell' instaurazione di un regime co­
munitario il cui retto funzionamento è condizionato da un' uniforme applica­
zione in tutti gli Stati membri , è indispensabile che il regime venga in­
staurato mediante l' adozione di un regolamento . In mancanza di un potere di
azione conferito alle istituzioni comunitarie nel capitolo del Trattato
relativo all' unione doganale , la Commissione ritiene che tale atto non pos­
sa basarsi che sull' articolo 235 del Trattato .
                                                                         • •/ • • •
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                            ANALISI; DELLE DISPOSIZIONI _       ^     '•     _ . ..
TITOLO I - Disposizioni generali                                                    • -
Campô'1 d' applicazione ( articolo 1 )
        Fatte salve le deroghe previste , il regime di transito comunitario , si
applica a qualsiasi movimento di merci tra due punti del territorio dogana­
le situati all' interno della Cornimità qualora, avuto riguardo alla loro si­
tuazione rispetto alle misure òhe disciplinano' gli scambi , dette merci siano
                                          , , , ,                                    •*
assoggettate a formalità e controlli in conseguenza della loro circolazione .
        Mentre 1 vigenti regimi di transito differiscono sovente secondo il
modo di trasporto utilizzato , il regime di transito comunitario si applica
indistintamente a tutti i modi di trasporto .
        La portata generale del regime emerge altresì' dal fatto che le for­
malità ed i controlli di cui sopra possono avere la loro origine in qual­
siasi regolamentazione afferenti agli scambi , sia essa di natura doganale ,
fiscale , economica e statistica, sia di altra natura.
       Dato" che 'Tè merci scambiate tra Stati mèmbri"''continueranno a figurare
nelle statistiche nazionali del commercio estero , è lecito rilevare che
qualsiasi movimento di merci da uno Stato membro all' altro rientra nel cam­
po d' applicazione del regime di transito comunitario .
        La fissazione di procedure distinte secondo il carattere comunitario
                   «■  *                                                   »
o no delle merci deve permettere , in linea di massima, di assicurare la
corretta applicazione del regime comunitario , senza che sia necessario ri­
correre ad un sistema di attestazione quale quello attualmente rappresentato
dai certificati di circolazione (modelli DD 1 e DD 4)»
                                                                         • •i » • •
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Movimento di merci nel quadro di una procedura d' importazione temporanea
 ( art . 2 )
          La concessione del regime d' importazione temporanea , che permette l' u­
 tilizzazione di una determinata merce nel territorio doganale , comporta un
controllo , da parte dei servizi doganali , delle condizioni reali di det­
ta utilizzazione , nonché della riesportazione nel termine fissato .
          Fin tanto che le merci considerate si trovano assoggettate , durante
il loro soggiorno nella Comunità , alla procedura summenzionata , non è neces­
sario applicare la procedura di transito comunitario nel caso di eventuale
movimento tra due punti del territorio . L' articolo 2 prevede le disposizioni
necessarie a tale effetto .
          Va notato che le procedure d' importazione temporanea sono sovente
procedure nazionali . In tal caso , l' articolo 4 prevede le condizioni nelle
quali si effettua il trasporto ulteriore qualora questi comporti l' attra­
versamento di una frontiera interna .
Movimento di merci all' interno del territorio di uno Stato membro ( art . 3 )
          Se sotto il profilo amministrativo è opportuno prevedere un regime
unico applicabile a tutti i movimenti di merci , in alcuni casi può' rive­
larsi più vantaggioso per gli utenti ricorrere ad un regime nazionale . A tal
proposito il disposto dell' articolo 3 consente agli Stati membri di prevedere
una soluzione alternativa che consente cigli utenti di scegliere tra il re­
gime di transito comunitario ed il regime nazionale per un dato trasporto
da effettuarsi tra due luoghi situati all' interno del territorio dello Sta­
to membro interessato , sempre che il trasporto in questione non abiia luogo
attraverso il territorio di un altro paese .
          Il paragrafo 3 consente agli Stati aderenti all' Unione economica del
Benelux di mantenere il sistema di formalità applicabili ai loro scambi
interni .
                                                                          9 9 mI« • •
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Attraversamento di una frontiera interna da merci che si trovano assoggetta­
te ad una procedura nazionale ( art . 4 )
       Le disposizioni dell' articolo 4 » paragrafo 1 , prevedono che , qualora
le merci trasportate , in virtù di una delle deroghe di cui agli articoli 2
e 3 , mediante un regime nazionale siano costrette ad attraversare una fron­
tiera interna durante il loro trasporto ulteriore , esse devono essere as­
soggettate al regime di transito comunitario al più. tardi all' atto della
loro presentazione all' ufficio di uscita .
       In virtù del paragrafo 2 , altre eccezioni possono essere previste nei
confronti di talune merci importate temporaneamente . Tale paragrafo potreb­
be , ad esempio , essere applicato ai mezzi di trasporto di cui , nella mag­
gior parte degli Stati membri , è autorizzata l' importazione temporanea sen­
za la minima formalità .
Traffico frontaliero ( art . 5 )
       La deroga di cui all' articolo 5 è volta a mantenere alcuni regimi
semplificati quali .ad esempio , quello applicabile ai beni limitrofi . _
Traffici particolari ( art . 6 )
       Per salvaguardare la sufficiente elasticità del regime di transito
comunitario , l' articolo 6 prevede la possibilità di mantenere o di istitui­
re procedure semplificate per alcuni movimenti di merci che interessano uni­
camente due Stati membri .
                                                                         O • •I 9 • •
 ---pagebreak---         A titolo illustrativo, va rilevato che l' asse stradale che passa per la
 vallata della Roya attraversa in più punti la frontiera franco-italiana . La
 rigida applicazione della procedura di transito comunitaria comporterebbe il
 deposito di un avviso di passaggio in occasione di ciascun attraversamento
della frontiera . Orbene è evidente che il deposito continuato dell' avviso in
 questione non risponderebbe ad alcun imperativo di carattere amministrativo .
        Nello stesso ordine di idee   è concepibile che i movimenti continui di
merci tra stabilimenti appartenenti alla medesima impresa , ma situati in due
Stati membri differenti , siano controllati globalmente , dato che le dichiara­
 zioni di transito comunitario sono compilate periodicamente per tutte le spe­
dizioni effettuate durante un periodo determinato .
        Nell' ipotesi di movimenti di merci eventualmente assai importanti ,
l' articolo 6 prevede che le semplificazioni , da convenire sul piano bilatera­
le , debbano iscriversi nel quadro della regolamentazione sul transito comu­
nitario .
Coesistenza
i/ oesisxenza dei
               aei regimi
                   reg    internazionali di transito e del regime di transito
comunitario ( art . 7 )
Par.l L' utilizzazione dei regimi internazionali di transito applicabili ai
trasporti su strada , per ferrovia , nonché alla navigazione sul Reno , concepiti
per semplificare i trasporti di merci che comportino l' attraversamento di una
o più frontiere doganali , presuppone formalità ed altre servitù che non hanno
più alcuna ragione d' essere per i trasporti effettuati all' interno dell' Unio­
ne doganale .
        Dal momento che si instaura un?, stretta collaborazione tra le amministra­
zioni doganali , non è più necessario , ad esempio , prevedere la presa in carico
e lo scarico delle merci da parte di ciascuno Stato membro il cui territorio
sia attraversato da un trasporto determinato . La mera applicazione dei regimi
internazionali di cui sopra non consente d' altra parte di operare una distin­
 zione tra merci originarie dei paesi terzi e merci comunitarie .
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        La presente proposta di regolamento non prevede quindi una deroga ge­
 nerale alla obbligatorietà del regime di transito comunitario per i traspor-
rti che abbiano luogo conformemente aduno dei regimi internazionali summen-
 zionati .. Per contro , tale deroga è prevista per quei trasporti che abbiano
 inizio o prendano termine in un paese terzo , al fine di evitare che i vet­
 tori siano costretti ad avvalersi di due distinti regimi , secondo che si
 tratti della parte comunitaria del percorso o di quella da effettuarsi at­
 traverso il territorio di un paese terzo .
        In alcuni Stati membri le amministrazioni ferroviarie esercitano la
 sorveglianza sui trasporti ferroviari per conto dell' amministrazione dogana­
 le . Nell' ipotesi in cui il trasporto che' abbia avuto inizio o debba prender
 termine in un paese terzo attraversi esclusivamente il territorio di uno o
 più Stati membri i quali applicano il sistema summenzionato , è possibile con­
 siderare tale trasporto come effettuato in regime di transito internazionale
 per ferrovia . Tale assimilazione è sancita al secondo comma del paragrafo 1 .
        Nel caso in cui si continuerà ad applicare i regimi internazionali su
                                                      • *                 • r •
 percorsi comunitari,' sara opportuno esaminarle le modalità d' applicazione .
 onde tener conto della instaurazione dell' Unione doganale tra gli Stati mem­
 bri .
Par . 2 Il paragrafo 2 prevede la facoltà degli utenti di continuare ad av­
valersi , per un periodo di un anno , del regime di trasporto internazionale di
merci su strada per quanto riguarda i trasporti all' interno della 'Comunità.
 Tale clausola transitoria trova la sua giustificazione nel fatto che il si­
 stema, di . garanzia istituito nel quadro del regime considerato sarà altresì'
utilizzato:. ai fini dell' applicazione del regime di transito comunitario
 ( cfr. art . 9 )». Si è ritenuto che , 1 'adeguamento di tale sistema alle esigenze
 del nuovo regime , potrà .essere attuato dalle organizzazioni professionali di
 vettori prima del decorso del termine di un anno .
                                                                                • • •/ • • •
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 Par . 3 Poiché i documenti doganali utilizzati nel quadro dei vigenti regi­
mi. internazionali non precisano relativamente agli articoli 9 e 10 del Trat­
 tato , quale sia la situazione delle merci trasportate , è necessario prevedere
 a tal fine una formalità supplementare nell' ipotesi in cui le merci comuni­
 tarie vengano immesse in consumo in uno Stato membro . Sebbene tale situazione
non possa presentarsi che a titolo eccezionale per quanto concerne i traspor­
ti di cui al paragrafo 1 - ipotesi di cambio di destinazione - lo stesso non
può' affermarsi nei casi contemplati al paragrafo 2 ed in quelli considerati
all' articolo 0 , paragrafo 1 . Poiché i certificati di circolazione sono desti­
nati ad esser soppressi , il paragrafo 3 precisa che la prova del carattere
comunitario delle merci dev' essere fornita dal documento di transito comuni­
tario rilasciato a tal uopo dall' ufficio doganale nel quale ha preso inizio
il regime internazionale .
Attraversamento del territorio di un paese terzo ( art . 8 )
Par . 1    Poiché la maggior parte degli scambi tra le regioni settentrionali
e meridionali della Comunità dà luogo a trasporti che attraversano il terri­
torio di un paese terzo , quale ad esempio la Svizzera e l' Austria , è neces­
sario prevedere misure particolari applicabili a detti trasporti .
        Fatta salva l' ipotesi contemplata al punto 19 » e cioè la conclusione
di un accordo con i suddetti paesi terzi mirante all' estensione , nelle con­
dizioni da convenir^., del campo di applicazione del regime di transito comu­
nitario , si è previsto che l' attraversamento di un paese terzo non impedisce
il trasporto delle merci nel quadro del nuovo regime dall' ufficio di parten­
za a quello di destinazione . L' applicazione del regime è tuttavia subordinata
al presupposto che il tratto di trasporto effettuato sul territorio del paese
terzo venga coperto senza alcuna interruzione . S' intende che in tal caso
1 'attraversamento del territorio del paese terzo comporta l' applicazione del­
le norme nazionali di detto paese in materia di transito .
Par . 2 Le disposizioni di cui al paragrafo 2 permettono un 'ulteriore appli­
cazione dei vigenti regimi internazionali ai trasporti in questione fin quan­
do non sarà stato concluso un accordo con il paese terzo interessato .
                                                                          • • •/ • • «
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 Rilascio a posteriori di documenti di transito comunitario ( art . 9)
        Come già esposto ( cfr . art . 7) la prova del carattere comunitario
 delle merci che circolano con procedura diversa da quella del transito co­
 munitario , dev' essere fornita all' occorrenza , da un titolo giustificativo
 spècialé , cioè un documento dì transito comunitario interno rilasciato a
 tal fine .                                                                v
        Orbene , in alcuni casi , può' aocadere ohe l' interessato ha omesso di
 farsi rilasciare tale documento alla partenza , sia perché le merci avevano
 inizialmente una destinazione diversa dalla loro immissione in consumo in
 uno- Stato membro , sia per dimenticanza. La presente disposizione è volta a
 permettere all' interessato , mediante alcune condizioni , di procurarsi il
 documento a posteriori .
 Prodotti esclusi dal regime di transito comunitario ( art . 10)
        In attesa dell' armonizzazione delle disposizioni in materia, le merci
 non ammesse al transito in uno stato membro determinato in virtù della le-
 la legislazione in vigore in detto Stato , sono altresì' escluse dal regime
 di transito comunitario in tale Stato membro .
"Définizioni ( art . Il )
        L' articolo definisce .una serie di nozioni destinate a snellire la re­
 dazione dei vari articoli del regolamento .
 TITOLO II - Procedura di transito comunitario esterno
                                                      /
        Il titolo in questione contiene le disposizioni relative alla proce­
 dura di transito per quei prodotti che non soddisfano alle condizioni di
 cui agli articoli 9 paragrafo 2 e 10 paragrafo 1 del Trattato .
 Articolo 12
 Par . 1 II disposto dell' articolo 12 concerne il modello della redigenda
 dichiarazione di transito comunitario , nonché gli elementi ohe dovranno fi­
 gurarvi . Nell' articolo considerato si ricorda che , redigendo la dichiara­
 zione di transito comunitario , il dichiarante si assume la responsabilità
 della regolare attuazione dell' operazione di transito , conformemente alle
 disposizioni del presente regolamento ed a quelle applicabili al transito in
 ciascuno Stato membro interessato dall' operazione in questione . Tale impegno
 riguarda in particolare il pagamento dei dazi e delle altre imposizioni even­
 tualmente dovute all' amministrazione competente dello Stato membro nel quale
 tali tributi siano divenuti esigibili .
 Par . 4 . Al fine di facilitare i controlli che , se del caso , dovranno essere
 effettuati dai servizi doganali durante il trasporto , si è stabilito che le
 merci dovranno essere accompagnate dal documento commerciale di trasporto .
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Articolo 13
        L' articolo elenca, le "persone txhe possono corti» sCTivfere--l a dichiarazione di
transito comunitario . Tra di esse' figurano TTDn" solo il vettore , ma altresì *
l' esportatore , lo speditore ed il destinatario , nonché lo spedizioniere .
Articolo 14
Par . 1    Qualora le merci da spedire m regime di transito esterno si trovi­
no vincolate al regime di deposito doganale 0 di importazione temporanea ,
esse devono essere sdoganate per essere esportate 0 riesportate . Le dispo­
sizioni di cui al paragrafo 1 prevedono che la àichiarazione richiesta per
l' esportazione o la riesportazione delle merci è redatta sul medesimo mo­
dello utilizzato per la dichiarazione di transito »
        Affinché gli Stati membri possano adottare sul piano nazionale le di­
sposizioni necessarie a tal riguardo , si è previsto che essi potranno con­
tinuare a richiedere , fino al 31 dicembre 1969 , i modelli nazionali richie­
sti per l' esportazione 0 la riesportazione delle merci .
Par . 2    Poiché le regolamentazioni degli Stati membri, applicabili all' espor­
tazione e le formalità ohe esse comportano differiscono tuttora tra di loro
per molti aspetti , gli Stati membri hanno facoltà di prevedere indicazioni
supplementari sul modello TI .
Articoli 15 ~ 21
        Tali articoli concernono l' obbligo dell '"obbligato invia principale "
di potenziare , mediante prestazione di una garanzia , gli impegni da esso
assunti nei confronti delle amministrazioni nazionali interessate .
                                                                                    • » • I• • •
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Seguito articoli 15 - 21
        In mancanza di una convenzione tra gli Stati membri che consenta la
riscossione coattiva di un credito doganale, o fiscale in uno Stato membro
diverso dallo Stato membro creditore , è necessario che la garanzia possa
esser fatta valere sul territorio di quest' ultimo Stato . Per tale ragione
è apparso necessàrio prevedere che la garanzìa venga prestata sotto forma
di garanzia personale ; il garante si obbliga solidalmente con l' obbligato
in via principale nei confronti delle amministrazioni competenti di tutti
gli Stati membri interessati . La garanzia può' esser prestata non soltanto
dalle banche i?. dalle compagnie di assicurazioni , ma' altresì 1 dalle organiz­
zazioni professionali o anche: dalle persone fisiche , purché riconosciute
dallo . Stato membro.-,nel quale - la garanzia è prestata e in esso domiciliate ,
    - - In virtù dèlie 1 disposizioni dèli' articolo 16 , paragrafo 1 , il garante
è tenuto inóltre a costituire ungi sorta di "catena di garanzie " e cioè a
designare ih ciascuno Stato membro diverso da quello in cui esso è domici­
liato un corrispondente che si obbliga solidalmente e congiunt aniente nei
confronti dell' amministrazione nazionale .                      r
   - ■  Sebbene tale sistema 'consenta àgli Stati membri di riscuotere i loro
crediti nelle condizioni più favorevoli , non può' negarsi che , astrazione
fatta dàilè complié'azioni amministrative ché comporterebbe il' sistema , esso
implicherebbe un auménto del costo della garanzia stessa.
        Consapevole della necessità di facilitare i movimenti di meroi           al­
l' interno della Comunità e di ridurre nella misura del possibile le spese
gravanti su detti trasporti , la Commissione , di, concerto . con le amministra­
zioni doganali della maggioranza degli Stati membri ha ritenuto che una
prudente valutazione dei' rischi insiti nel sistema della cauzione unica
giustifichi prowisoriamènte la rinuncia alla responsabilità solidale dei
corrispondenti .      '
        L' articolo 16 paragrafo 2 contiene le disposizioni necessarie a tale
effetto .                                                                   .        ..
                                                                         • • • • /• •
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Seguito articoli 15 - 21
       Tali disposizioni stabiliscono la procedura da seguire per l' appli­
cazione integrale delle " catene di garanzie " previste dal paragrafo 1 ,
qualora il sistema della cauzione unica dovesse rilevarsi insoddisfacente .
       L' articolo 17 prevede che gli obblighi che il garante unico è te­
nuto a sottoscrivere , obblighi la cui precisa formulazione può' essere
adattata al diritto e agli usi vigenti in ciascuno Stato membro , devono
corrispondere a quelli previsti nel modello che figura nell' allegato II ,
       Va rilevato che nell' atto di impegno il garante deve eleggere do­
micilio in ciascuno degli Stati membri interessati e sottoporsi alla
giurisdizione dello Stato cui , per effetto del ricorso alla garanzia ,
spetta procedere alla riscossione del credito . La disposizione in parola
è volta ad impedire che lo Stato membro creditore sia costretto ad in­
tentare processo dinanzi a un tribunale straniero , nell' ipotesi in cui
il garante persista nel proprio rifiuto di adempiere agli impegni sotto­
scritti .
       La garanzia può' essere prestata per ogni singola operazione o
globalmente per più operazioni di transito . Nel primo caso , la garanzia
è prestata presso l' ufficio di partenza . Per contro , la garanzia globale
può' essere prestata presso un ufficio doganale qualsiasi , a scelta del­
l' obbligato in via principale . Scopo dell' articolo 19 è quello di assicu­
rare il retto funzionamento della garanzia globale . Fatte salve le limi­
tazioni previste nell' atto d' impegno , la garanzia globale consente al­
l' obbligato in via principale di effettuare le operazioni di transito
negli uffici doganali competenti di tutti gli Stati membri .
       Per quanto attiene all' importo della garanzia , la relativa deter­
minazione verrà effettuata dall' ufficio doganale presso il quale la ga­
ranzia deve essere prestata , tenuto conto della natura e dell' entità
delle operazioni da effettuare , nonché dei dazi e delle altre imposi­
zioni eventualmente esigibili . La decisione a tal uopo adottata , vin­
cola gli uffici doganali degli altri Stati membri interessati dalle ope­
razioni considerate .
                                                                    • • •/ • • *
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Seguito articoli 15 - 21
        Per quanto attiene alla determinazione dell' importo delle cauzioni
globali | non è apparso opportuno prevedere criteri più o meno preoisi in
materia. Presentando ciascun caso aspetti particolari , qualsiasi preci­
sazione rischierebbe di introdurre una certa rigidità nel sistema* Tut­
tavia , scambi periodici d' informazioni tra le amministrazioni competenti
in ordine alle pratiche seguite potrebbero consentire la progressiva
adozione di tabelle comuni in materia .
        Quanto alla determinazione dell' importo della cauzione singola ,
l' artìcolo 20 , paragrafo 2 , prevede un importo forfettario di 2.500 U.C.
per ciascuna di chi strazi ohe di transito comunitario . Tale determinazione
a carattere forfettario : è volta soprattutto a consentire alle organizza­
zioni professionali dei vettori di prestar garanzia nei confronti dei .
loro membri , seconda jjiodalità analoghe a quelle attualmente vigenti nel
quadro del "TIR". ?' ovvijO che qualora l' importo dei dazi e delle altre
imposizioni cui possono essere assoggettate le merci trasportate lo ^.
giustifichi , l' ufficio dipartenza può' accettare una garanzia riguardan­
te un importo inferiore a 2.500 U.C. ., Viceversa, . quando le merci che .
debbono essere sottoposte       regime di transito comunitario sono soggette
in . uno o più Stati membri a accise o altre tasse speciali e l' impprto
forfettario è manifestamente insufficiente a coprire il rischio del man­
cato pagamento dei dazi e delle tasse , l' ufficio di partenza può' esigere
unsi^garanzia più elevata ..
Articoli 22 -r- 24 ' !
        Tali articoli fissano le condizioni da soddisfare nella compila­
zione delle dichiarazioni di transito comunitario .
                                                                     • • • /• • •
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Articolo 25
      Le merci poste in regime di transito comunitario possono esser tra
sbordate senza che ciò' implichi necessariamente la conclusione dell' ope
razione di transito in corso e il sorgere di una nuova operazione . Deve
tuttavia procedersi alla compilazione di una nuova dichiarazione di tran
sito quando il carico del mezzo di trasporto iniziale sia ripartito tra
vari altri mezzi di trasporto .
Articolo 26
      A titolo di garanzia di portata generale , l' articolo 26 prevede
che i mezzi di trasporto utilizzati nel quadro del regime di transito co­
munitario debbano di regola esser muniti di sigilli . L' applicazione dei
sigilli ha luogo per collo qualora il mezzo di trasporto non sia ricono­
sciuto atto alla cosiddetta sigillatura " per capienza".
      Il regolamento prescinde dalla fissazione di criteri tecnici rigo­
rosi cui il mezzo di trasporto dovrebbe soddisfare prima di esser rico­
nosciuto atto alla sigillatura per capienza. Spetta ai singoli uffici do
ganali di partenza valutare l' idoneità del mezzo di trasporto alla sigil
latura per capienza , valutazione che vincola le amministrazioni doganali
degli altri Stati membri il cui territorio è attraversato dal trasporto
in questione . Se tale regola contribuisce in notevole misura a snellire
il funzionamento del regime , essa può' privare gli utenti che utilizzino
mezzi di trasporto muniti di un dispositivo di chiusura riconosciuto nel
quadro di altri regimi doganali del beneficio consistente nella loro am­
missione di ufficio al regime dei trasporti sotto sigillo doganale . Le
disposizioni del paragrafo 4 mirano a conservare tale beneficio nel qua­
dro del nuovo regime .
       Infine , il servizio doganale dell' ufficio di partenza può' aste­
nersi dall' apporre i sigilli ove il riconoscimento dell' identità delle
merci sia assicurato da altri mezzi quali , ad esempio , la descrizione
dettagliata delle loro caratteristiche , marchi di identificazione , ecc .
                                                                 • • I* • •
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 Articoli 27 - 31 a 35 ~
           Anche i suddetti articoli contengono talune precisazioni circa le con­
 dizioni . da assolvere per la . realizzazione delle operazioni di transito .
           Avendo gli introiti' doganali e la fiscalità conservato per il momento
 il- loro carattere nazionale , . è opportuno strutturare il regime di transito
-comunitario in maniera tale da render possibile , nell' ipotesi di scomparsa
 delle merci , l' individuazione dello Stato membro in cui è avvenuta . 1 'immisr
 sione in consumo . Infatti , gli introiti in questione costituiscono un credito
 di tale Stato .                                                                       ......
       * ; A tal fine , l' articolo 27 prevede che i . trasporti , attraversino le fron­
 tiere interne passando per gli uffici doganali indicati nella dichiarazione
 di transito comunitario . Il passaggio di ciascuna frontiera interna comporta
un controllo sull' integrità del trasporto stesso . E' inoltre previsto il de­
posito di una scheda denominata "avviso di passaggio", che permette ulteriori
 accertamenti .
           Mediante tale sistema è possibile ottenere informazioni sulle quali
 fondare un certo numero di presunzioni relative alla " localizzazione " delle
 infrazioni o irregolarità commesse nel quadro del regime . Le presunzioni
 in questione sono elencate all' articolo 35 della proposta .
           Va rilevato che il regime di transito comunitario quale è stato fin qui
 tratteggiato può limitarsi ad un solo intervento doganale all' atto dell' at­
 traversamento di una frontiera . 'Tenuto conto della definizione dell' ufficio
 di passaggio di cui all' articolo 11 , il progetto prevede quindi all' artico­
 lo 29 solo la sosta del trasporto all' ufficio di entrata           situato sulla fron­
 tiera interna .
                                                                                • • • /• • •
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Articolo 32
Par . 1    In tale paragrafo si precisa che la responsabilità, solidale del
garante relativamente ad un' operazione di transito determinata cessa allor­
quando , sulla scorta dell' esemplare del documento rimessogli , l' ufficio di
partenza abbia accertato il regolare svolgimento dell' operazione in questione .
        L' eventuale responsabilità dell' obbligato principale in caso di accer­
tamento d' irregolarità dopo la conclusione dell' operazione è disciplinata dal­
la legislazione nazionale dei singoli Stati membri .
Par . 2 II paragrafo in oggetto precisa i casi in cui non si procede alla
riscossione dei dazi e delle altre imposizioni gravanti le merci trasportate
che sono andate distrutte per forza maggiore o caso fortuito o la cui perdi­
ta sia da imputarsi alla natura stessa della merce , quali ad esempio l' evapo­
razione , l' essiccazione , ecc .
Articolo 33 e 34
        I due suddetti articoli prevedono le procedure da seguire in caso di
mutamento dell' itinerario o dell' ufficio di destinazione inizialmente pre­
visti , nonché nell' ipotesi di incidente intervenuto durante il trasporto ,
quale ad esempio la rottura involontaria dei sigilli , il trasbordo a seguito
d' incidente , ecc .
Articolo 36
        Mancando un' amministrazione doga-naie integrata è indispensabile che gli
atti compiuti dai servizi doganali di uno Stato membro nel quadro del regime
di transito comunitario siano rieonosciuti in tutti gli altri Stati membri .
        Tenuto conto delle disparità legislative , l' articolo 36 prevede che in
ciascuno Stato membro la portata guridica di un atto compiuto da un' ammini­
strazione straniera è identica a quella attribuita al medesimo atto ove esso
fosse stato compiuto dall' amministrazione nazionale .
                                                                        • • •J • • •
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Articolo 37
      Per il retto funzionamento del regime di transito comunitario e ne ce s-
sazio che le amministrazioni doganali possano comunicarsi tutte le informa­
zioni di cui esse dispongono riguardo all' applicazione del regime nei loro
rispettivi territori .
TITOLO III
Procedura di transito comunitario interno
Articolo 38
      Tale articolo pone il principio che la procedura di transito comunita­
rio è disciplinata da disposizioni analoghe a quelle applicatili alla proce­
dura esterna , fatte salve talune eccezioni .
ArtlCOiO 39                              .  r ;
      L' utilizzazione di un modello distinto per la dichiarazione di transito
comunitario prevista all' articolo 39 va ricercata nel fatto che il regime deve
consentire la distinzione tra le merci c&e soddisfano alle condizioni di cui
agli articoli 9 » paragrafo 2 , e 10 , paragrafo 1 , del Trattato e le merci che "
non soddisfano viceversa a tali condizioni . D' altra parte , ove si eccettui
la sigla del modello e. ij rinvio alla posizione doganale delle merci cui si ,
riferisce , il modello utilizzato nel quadro della procedura . interna è rigo­
rosamente identico a quello previsto per la procedura esterna .
                                                                          • • • /• • •
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Ârticolo 40
       L' articolo prevede che per quella parte di percorso compresa tra 1-' uf­
ficio di partenza e la frontiera del paese esportatore non è necessario pre­
stare alcuna ga.ranzia , sempreché ciò non sia prescritto dalla regolamentazio­
ne nazionale , ad esempio nell' ipotesi di trasporto di merce soggetta ad ac­
cise .
       Tale deroga non presenta alcun interesse quando il trasporto oltre fron­
tiera debba effettuarsi in regime di garanzia . Per contro , essa presenta un
indubbio vantaggio quando le merci sono destinate ad essere immesse in consu­
mo nell' ufficio di transito o quando l' ulteriore trasporto non implica la
prestazione di una garanzia .
Articolo 41
       Contrariamente all' ipotesi contemplata dall' articolo 40 > il presente
articolo prende in considerazione il caso in cui l' assolvimento nello Stato ■
membro esportatore delle formalità relative all' esportazione abbia luogo
presso un ufficio di frontiera .
       Sebbene ai termini dell' articolo , paragrafo 1 , le merci spedite da
uno Stato membro ad altro Stato membro siano obbligatoriamente poste in re­
gime di transito comunitario prima dell' attraversamento della frontiera ( in­
terna ), l' articolo 40 prevede tuttavia una deroga in materia , in quanto am­
mette che le merci comunitarie sono soggette nello Stato membro esportatore
soltanto alle formalità di esportazione .
       Tale deroga può rivelarsi utile nel caso in cui le merci siano immesse
in consumo già presso l' ufficio di frontiera del vicino Stato membro . Infatti ,
in mancanza di movimento di transito - quando la distanza tra due uffici di
frontiera sia trascurabile , o addirittura inesistente , in taluni casi - l' ap­
plicazione del regime di transito comunitario non trova alcuna giustificazio­
ne . Un secondo vantaggio va ricercato nel fatto che il disposto dell' artico­
lo 41 consente ali 'esporta/tore di non impegnare la propria responsabilità
per il regolare svolgimento di un' operazione di transito successivo che può
non concernerlo , ad esempio quando le merci sono consegnate franco frontiera .
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•    ' ~ • " rticolo AI
         In mancanza di una misura particolare , il prevedere una deroga al prin­
cipio di cui all' articolo 4 avrebbe come conseguenza che l' ufficio doganale
di frontiera del secondo Stato membro non disporrebbe di alcuna informazione
sulle merci in questione .
        Per stabilire un legame tra gli interventi doganali da ambe " le parti
della frontiera interna , si è previsto che le merci saranno accompagnate
dalla parte " transito" del modello T2 di cui vanno compilate solo le casel­
le riservate alle caratteristiche della merce ; un esemplare è vistato dall' uf­
ficio doganale dello Stato membro esportatore . Se tale documento è opportuno
in quanto consente di snellire se non di sopprimere del tutto i controlli
doganali effettuati attualmente presso l' ufficio di entrata , esso è addirit­
tura necessario affinché gli Stati membri possano effettivamente rinunciare
ai controlli all' uscita delle merci in regime di transito comunitario ( cfr .
art . 11 e 29 ). In effetti , poiché tutte le merci che entrano attraverso una
frontiera interna nel territorio di uno Stato membro determinato devono es­
sere accompagnate da un documento , tale Stato membro è in grado di controlla­
re se una determinata spedizione è stata esportata regolarmente dallo Stato
membro limitrofo .
        Durante il periodo transitorio previsto all' articolo 14 , paragrafo 1 ,
secondo comma , l' utilizzazione del modello T2 come documento di accompagna­
mento delle merci non è obbligatoria , qualora le merci debbano esser sdoga­
nate presso l' ufficio di entrata dello Stato membro limitrofo . In tal caso   a
una copia del titolo di esportazione ( modello nazionale ) sostituisce il do­
cumento T2 .
        Gli esemplari del documento da utilizzare per le operazioni di transito
- di cui un esemplare , vistato dall' ufficio di esportazione , avrà carattere
di titolo giustificativo ( cfr . comma precedente ) - accompagneranno le merci
fino all' ufficio di entrata dello Stato membro limitrofo ovvero potranno
esser utilizzati , dopo essere stati debitamente completati , per un' operazione
di transito che prenda inizio in tale ufficio .
        Giova rilevare che la deroga di cui all' articolo 41 non si applica alle
merci soggette a misure comunitarie che comportino un controllo quanto alla
loro utilizzazione o destinazione , il che rende necessario un ininterrotto
controllo amministrativo dal luogo di spedizione fino al luogo di destinazio­
ne .
TITOLI IV-X
        Sebbene le procedure di transito comunitario esterno ed interno si ap­
plichino a tutti i modi di trasporto , è a,pparso nondimeno opportuno prevedere
disposizioni particolari applicabili ad un determinato modo di trasporto .
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Trasporti per ferrovia ( art . 42-43 ;
      Per quanto attiene alla garanzia , le amministrazioni ferroviarie degli
Stati membri sono esentate da tale obbligo .
      Inoltre , nessuna formalità deve esser assolta all' atto del passaggio
delle frontiere , in quanto la " localizzazione " di eventuali irregolarità po­
trà esser effettuata sulla base delle scritture tenute dalle compagnie fer­
roviarie . Nello stesso ordine d' idee , i trasporti per ferrovia non devono
necessariamente seguire un itinerario prestabilito .
Trasporti per via marittima ( art . 44 )
      Poiché le merci esportate o importate per via marittima sono soggette
a formalità doganali globali che si estendono all' intero carico di una nave
determinata , l' applicazione del regime di transito comunitario presenta un
interesse limitato per il trasporto marittimo anche se questo sia preceduto
e seguito da un percorso terrestre . L' articolo 44- dispone pertanto che le
procedure di transito comunitario esterno ed interno non hanno carattere ob­
bligatorio , eccezione fatta della procedura interna , qurmdo trattasi di merci
soggette a misure comunitarie che implicano il controllo della loro utilizza­
zione o destinazione .
      Se necessario , la prova del carattere comunitario delle merci non sog*-
gette a regime di transito comunitario è fornita dal modello T2 .
      Il paragrafo 2 dell' articolo 44 precisa, che non è richiesta alcuna ga­
ranzia a copertura del percorso marittimo .
Trasporti per via aerea ( art . 45 )
      Le dispocizioni particolari previste in materia sono identiche a quelle
applicabili ai trasporti marittimi , fermo restando che la dispensa dalla ga­
ranzia è   valida unicamente per i trasporti effettuati in tale settore per
conto di una delle compagnie aeree menzionate in un elenco da stabilirsi di
comune accordo tra gli Stati membri .
                                                                        • • • I• • •
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Trasporti per vie navignbili fart , 46 )
        Il disposto dell' articolo 46 prevede la dispensa dalla garanzia per i
trasporti sulle vie fluviali sul Reno , nonché la facoltà per gli Stati membri
di estendere il beneficio di tale facilitazione ai trasporti su altre vie
navigabili .
Trasporti mediante canalizzazioni ( art . 47 )
        Tenuto conto delle caratteristiche precipue dei trasporti mediante
canal izzaz ioni , non è apparso opportuno prevedere in tale settore l' applica­
zione obbligatoria del regime di traiiBito comunitario .
        Se necessario , la prova del carattere comunitario delle merci non sog­
gette al regime in questione è fornita dal modello T 2 .
        Il paragrafo 3 dell' articolo 47 precisa che non è richiesta alcuna
garanzia a copertura del percorso mediante canalizzazione .
Spedizioni postali ( art . 48 )
        L' articolo 48 dispone che il regime di transito comunitario non si
applica alle spedizioni postali ( compresi i pacchi postali ).
        Per quanto concerne la procedura seguita per l' applicazione del regime ,
comunitario , va rilevato che il paragrafo 2 riprende testualmente le regole
attualmente previste nella decisione del 5 dicembre i960 adottata dalla Com­
missione in virtù dell' articolo 10 , paragrafo 2 del Trattato .
Oggetti che accompagnano i viaggiatori o che sono contenuti nei loro bagagli
( art . 49 )
    L' articolo 49 paragrafo 1 deroga al carattere obbligatorio del regime di
transito comunitario per quanto concerne gli oggetti che accompagnano i viag­
giatori o che sono contenuti nei loro bagagli , sempre che essi non siano de­
stinati ai fini commerciali .
        I presupposti per 1 'ammissione di detti oggetti al beneficio del regime
comunitario sono precisati al paragrafo 2 . Va rilevato che essi sono analoghi
a quelli attualmente in vigore in virtù dell' articolo 9 della sopracitata de­
cisione del 5 dicembre i960 .
                                                                         # • • /• • •
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 TITOLO XI - Disposizioni relative alla statistica
 Articolo *30
        La rilevazione statistica del transito si basa attualmente sia sui re­
 gimi nazionali di transito , sia sui regimi internazionali di trasporto , quali
ad esempio , i regimi TIR , TIF e del manifesto renano . Detti regimi saranno
parzialmente sostituiti dal regime di transito comunitario ... Si trattava pertan­
 to di assicurare la base della rilevazione statistica del transito e di evi­
tare , in pari tempo , che il progettato snellimento dei controlli alle fron­
tiere interne venisse compromesso per motivi di ordine statistico . Per il
conseguimento di detti obiettivi era necessario che il regime di transito
comunitario costituisse , unitamente ai vigenti regimi internazionali di tra­
sporto , la base della rilevazione statistica del transito .
       In virtù dell' articolo 14 , il regime di transito comunitario sosti­
tuirà , almeno in parte , i regimi nazionali di esportazione e di riesporta­
zione , a decorrere dal 1° gennaio 1970 » Per i motivi già esposti , la rile­
vazione statistica delle esportazioni e delle riesportazioni si baserà per­
tanto , di regola , sul regime di transito comunitario .
Articolo 51
       Tale articolo contiene disposizioni dettagliate concernenti la base
dell' informazione statistica . In generale , la dichiarazione di transito co­
stituisce la base dell' informazione statistica per il transito e per le
esportazioni . Quando il transito dà luogo al deposito di un documento inter­
nazionale di trasporto e di una dichiarazione di transito comunitario , il
documento internazionale di trasporto costituisce la base dell' informazione
statistica : esso contiene in effetti tutti i dati statistici necessari , men­
tre la dichiarazione di transito comunitario è destinata in tal caso , in virtù
                                                                         • • •/ • •
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dell' articolo 7i paragrafo 3 » unicamente a fornire la prova del carattere
comunitario delle merci . Per contro., qualora vengano compilati congiuntamente
un documento nazionale di transito e una dichiarazione di transito comunita­
rio , quest' ultima costituisce la sola base dell' informazione statistica : si
assicura cosi * l' uniformità del trattamento statistico .
Articoli 52 e 53
       Gli utenti esigono soprattutto    che la statistica del commercio estero
sia attuale . E' pertanto necessario vigilare a che l' elaborazione statistica
non venga ritardata dall' applicazione del regime di transito comunitario . Gli
articoli 52 e 53 disciplinano pertanto dettagliatamente la trasmissione dei
documenti .
Articolo 54
       I controlli che comporta l' elaborazione statistica consentono di consta­
tare regolarmente le omissioni o gli errori , cui è possibile porre rimedio
ponendo domande supplementari all' obbligato in via principale . L' articolo 54
definisce gli obblighi dell' obbligato in via principale in materia d' infor­
mazioni .
Articolo 55
       Pino alla fine del 1969 » l' elaborazione della statistica del transito
sarà di competenza di ciascuno Stato membro . Disposizioni di carattere tran­
sitorio regolano la trasmissione dei documenti a tal fine necessari .
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 TITOLO XII - Disposizioni relative al Comitato del transito comunitario
 Articoli 56 e 57
         Dato che il funzionamento del regime di    transito comunitario pone
 diversi problemi di gestione , è sembrato opportuno istituire un Comitato del
 transito comunitario allo scopo di organizzare una stretta ed efficace colla­
 borazione tra gli Stati membri e la Commissione .
       . Tale collaborazione si rivela ugualmente auspicabile allo stadio del­
 l' elaborazione delle disposizioni di applicazione previste dai diversi arti­
 coli del regolamento ed in particolare dall' articolo 57 » poiché l' imperativo
 di interventi rapidi necessita l' attribuzione di competenze in materia alla
 Commissione .
         Le disposizioni d' applicazione verranno fissate secondo le disposizioni
dell' articolo 57 » tenuto conto del parere favorevole del Comitato , espresso
alla maggioranza qualificata , fermo restando che il Consiglio delibera per
ultimo , qualora il Comitato non abbia emesso parere favorevole sulle proposte
formulate dalla Commissione .
TITOLO XIII - Disposizioni finali
Articolo 5°
         La disposizione del paragrafo 1 precisa la portata giuridica dei model­
li allegati alla presente proposta .
         In virtù delle disposizioni del paragrafo 2 , i modelli potranno essere
adattati , secondo la procedura prevista dall' articolo 57 » per tener conto
dell' evoluzione della tecnica amministrativa o di nuove esigenze afferenti
alla regolamentazione degli scambi .
         Secondo la stessa procedura , modelli particolari potranno essere isti­
tuiti per prodotti determinati , quali , ad esempio , quelli soggetti ad accise ,
mediante adattamento dei modelli alle esigenze particolari delle regolamenta­
zioni ad esse applicabili .
Articolo 59
        L' articolo in parola precisa che il regolamento sul transito comunita­
rio si applica soltanto alle merci il cui movimento abbia preso inizio dopo
la messa in applicazione del regolamento .
Articolo 60
        Il regolamento sul transito comunitario è applicabile a decorrere dal
1° luglio 1968 .
                                         ©
                                    O         O
 ---pagebreak---                                       n':CPOSTA
                                         DI
                       REGOLAMENTO SUL TRANSITO COMUNITARIO
                  (presentata dalla Commissione al Consiglio )
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ 1 EUROPEE,                     • '    -"
Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e in partico­
lare l' articolo 235 ?
Vista la proposta della Commissione ;
                                                                            i
Visto il parere del Parlamento Europeo ?
Visto il parere del Comitato economico e sociale ;
Considerando che la Comunità Economica Europea è fondata su di una unione
doganale , la cui attuazione è disciplinata , per l' essenziale , dalle disposi­
zioni del Titolò I , Capitolo 1 del Trattato ;
Considerando che tale Capitolo del Trattato comporta un insieme di prescri­
zioni precise , per quanto attiene , in particolare , all' abolizione dei dazi
doganali tra gli Stati membri , all' instaurazione e all' instaurazione progres­
siva della tariffa doganale comune , nonché alle modifiche e alle sospensioni
autonome dei dazi di essa ; che , per contro , se il predetto capitolo contiene ,
nel suo articolo 27 , una disposizione in virtù della quale gli Stati membri
procedono , prima della fine della prima tappa, e nella misura^ necessaria, al
ravvicinamento delle loro disposizioni legièlative , regolamentari e ammini­
strative in matèria doganale', esso non conferisce alle istituzioni della Co­
munità il potere di statuire delle disposizioni obbligatorie in tale materia ;
che l' adozione di regolamenti comunitari in materia doganale non ha automa­
                                                                              - '
ticamenté per conseguenza di evitare la successione di procedure nazionali
da uno Stato membro ali 'altro , 1 per quanto riguarda i meccanismi' doganali che
permettono il movimento di merci cui si applicano misure di ordine doganale ,
fiscale o di altra natura ; che un esame approfondito cui si è proceduto , uni­
tamente con gli Stati membri , ha però messo in liice la necessità di istituire ,
mediante un regolamento , un regime comunitario in materia di transito ;
 ---pagebreak--- Considerando che l' attuazione di tale regime - qui di ssguito denominato re­
gime di transito comunitario - con il quale le merci potranno circolare da
un punto ad un altro del territorio della Comunità è di natura a facilitare
i trasporti all' interno di detto territorio , ed in particolare a snellire
le formalità da assolvere all' atto dell' attraversamento delle frontiere in­
terne ;
Considerando che , per quanto concerne le merci scambiate tra Stati membri ,
il regime di transito comunitario deve permettere il loro trasporto dal luo­
go d' introduzione nella Comunità fino al luogo di destinazione o , nel caso
di attraversamento integrale del territorio , fino all' ufficio di uscita , senza
ripetizione delle formalità doganali all' atto del passaggio da uno Stato mem­
bro all' altro ;
Considerando che le facilitazioni che è lecito attendersi dall' utilizzazione
del nuovo regime sono di natura ad incrementare la fluidità dei movimenti
di merci ; che difatti esse indurranno gli utenti ad assolvere le formalità
d' immissione in consumo in prossimità del luogo di consumo anziché alla fron­
tiera esterna ; che sarà cosi' resa possibile un' utilizzazione più razionale
delle infrastrutture nei luoghi d' introduzione , nonché una migliore riparti­
zione del personale doganale sull' intero territorio ; che per le stesse ragio­
ni l' adozione del regime di transito comunitario è da considerarsi come una
misura atta ad evitare le deviazioni di introiti doganali ;
Considerando che , per quanto concerne le merci scambiate tra Stati membri ,
la soppressione dei dazi doganali , delle restrizioni quantitative e di qualsia­
si altra misura di effetto equivalente previste in principio per il 1° lu­
glio 1968 non è sufficiente ad assicurare la circolazione all' interno della
Comunità in condizioni analoghe a quelle che presiedono alla circolazione
all' interno di uno Stato membro , in quanto i regimi fiscali e varie altre
regolamentazioni applicabili nei settori di cui all' articolo 36 del Trattato
conservano provvisoriamente il loro carattere nazionale ;
 ---pagebreak---  Considerando che , offrendo , durante un periodo iniziale , facilitazioni non
 inferiori a quelle di cui beneficierà il movimento delle merci originarie di
paesi terzi,.il regime di transito comunitario applicato alle merci comuni­
 tarie permetterà , mediante modificazioni successive delle modalità di appli­
 cazione , semplificazioni ulteriori e di conseguenza la realizzazione , via
via che si procederà al ravvicinamento delle differenti regolamentazioni na­
zionali , della completa, libertà di circolazione delle merci all' interno del­
la Comunità ;
Considerando che , in particolare , importa prevedere sin d' ora l' uso facolta­
tivo e , a decorrere dal 1° luglio 1970 » l' uso obbligatorio del documento di
transito comunitario per l' assolvimento delle formalità di esportazione nel­
lo Stato membro esportatore ;                                   ,
Considerando che è opportuno , nell' interesse degli utenti ed allo scopo di
gravare il meno possibile il compito delle amministrazioni nazionali incari­
cate del controllo dei movimenti di merci , evitare l' applicazione concomi­
tante di varie procedure amministrative ; che , per tale motivo , è necessario
prevedere in particolare l' utilizzazione del regime di transito comunitario
in tutti i casi in cui gli scambi di merci determinate necessitano un control
lo in ordine alla loro utilizzazione o destinazione ;
Considerando che il regime di transito comunitario , pur avendo vocazione di
applicarsi all' insieme dei movimenti di merci tra due punti della Comunità ,
non implica la disparizione di altre procedure che abbiano effetti analoghi e
di cui si rivela necessario o utile il mantenimento ;
Considerando che , allo scopo di snellire le formalità amministrative , il re­
gime di transito comunitario deve essere atto a servire di base alle rileva­
zioni statistiche relative ai movimenti di merci che si effettuano con tale
regime , senza pertanto nuocere all' esattezza e alla qualità delle statistiché
che a tal fine è necessario che la cooperazione amministrativa tra gli Stati
membri sia garantita e che i documenti di transito comunitario contengano le
necessarie informazioni ;
 ---pagebreak---                                       - 4 -
Considerando che e opportuno garantire l' applicazione uniforme delle dispo­
sizioni del presente regolamento e di prevedere a tal fine una procedura co­
munitaria che consenta di precisarne la portata e di fissarne le modalità
d' applicazione negli adeguati termini ; che è necessario istituire un Gomita-
to del transito comunitario allo scopo di organizzare una stretta ed effica­
ce cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione in tale materia ;
Considerando che il Trattato non ha previsto i poteri d' azione a tal uopo
richiesti ,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
                                                                          •A
 ---pagebreak---                                        TITOLO I
                                 Disposizioni generali
                                     - Articolo 1
 1.     Patte salve le deroghe' di cui appresso , -è istituito un regime di tran­
 sito comunitario , -che déve applicarsi obbligatoriamente alla circolazJionè , tra
 due pxinti del territorio doganale della Comunità , delle merci previste qui di
 seguito .                              .  ..
 2.     Le merci che non soddisfano alle condizioni stabilite agli articoli 9
 e 10 del Trattato circoleranno in regime di transito comunitario esterno .
 3.     Le merci che , pur soddisfacendo alle condizioni previste agli artico­
 li 9 e 10 <*el Trattato , sono soggette a disposizioni doganali , fiscali , eco­
 nomiche o statistiche , o a qualsiasi altra disciplina degli scambi , circole­
 ranno in regime di transito comunitario interno .
 4.     Sono considerate merci corminitarie , ài fini delle disposizioni del Trat­
 tato riguardanti la libera circolazione delle merci , e sotto riserva dell' ap­
 plicazione delle disposizioni previste all' articolo 2 paragrafo 2 , articolo 7
 paragrafo 3 » articolo 8 paragrafo 2 , articolo 44 paragrafo 1 , articolo 45 pa­
 ragrafo 1 , artic9lo47 paragrafo 2 , articolo 48 paragrafo 2, e articolo 49 pa­
 ragrafo 2 , le merci che sono introdotte sul territorio di uno Stato membro
 determinato attraverso una frontièra interna , a meno che sia presentato un
"documento dì transito comunitario esterno per 'quanto li riguarda.
                                       Articolo 2
 Ir   ■ In deroga alle disposizioni dell' articolo l r. il regime di transito co­
munitario non si applica alla circolazione delle merci fino a quando questa
 è   effettuata , nell' ambito di un regime d' importazione temporanea.
 2.     Le merci che circolano nell' ambito di un regime internazionale d' importa­
 zione temporanea sono ammesse al beneficio delle . disposizioni del Trattato
 riguardanti la libera circolazione delle merci , mediante presentazione di un
 documento di transito comunitario interno , in vista della giustificazione del
 carattere comunitario delle merci .
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       Tuttavia , nelle condizioni da determinare secondo la procedura prevista
all' articolo 7 » le merci summenzionate possono essere considerate come merci
comunitarie senza che sia necessario produrre un documento di transito comu­
nitario interno .
                                     Articolo 3
1.     In deroga alle disposizioni di cui all' articolo 1 , ogni Stato membro
ha la facoltà di prevedere , in vece e al posto della procedura del transito
comunitario interno od esterno , l' applicazione di lina procedura nazionale
nei confronti delle merci previste all' articolo 1 , durante il trasporto at­
traverso il proprio territorio , da un porto nazionale ad un altro , se il tra­
sporto si effettua per via marittima .
2.     Lo Stato membro che si avvale della facoltà contemplata dal paragrafo 1
del presente articolo vigila affinché venga garantita l' applicazione delle
misure attinenti alle merci considerate .
3.     Ai fini dell' applicazione del paragrafo 1 , il territorio dell' Unione
economica del Benelux è considerato come territorio di un unico Stato membro .
                                     Articolo 4
1.     Quando l' ulteriore trasporto delle merci vincolate , in virtù del para­
grafo 1 , ad una procedura nazionale , comporta l' attraversamento di una fron­
tiera interna , dette merci devono , nello Stato membro in cui esse circolano
vincolate ad una procedura nazionale , essere vincolate al regime di transito
comunitario prima di entrare nel territorio del secondo Stato membro .
2.     Le condizioni nelle quali le disposizioni del paragrafo 1 possono non
applicarsi alle merci che hanno formato oggetto di un' importazione tempora­
nea sono determinate secondo la procedura prevista all' articolo 57 «
                                                                         • • • j« « *
 ---pagebreak---                                     Articolo 5
     ' In deroga alle disposizioni di cui all' articolo 1 , gli Stati membri
hanno la facoltà di prevedere tra loro , mediante accordi bilaterali , dispo­
sizioni particolari per il traffico frontaliero .
                                    Articolo 6
       Ferma restando l' applicazione delle misure comunitarie che disciplina­
no gli scambi , gli Stati membri hanno la facoltà d' instaurare ,- mediante ac­
cordi bilaterali e nel quadro della disciplina del transito comunitario , proce­
dure semplificate applicabili a taluni traffici .
       Tali accordi vengono comunicati alla Commissione ed agli si tri Stati'
membri preventivamente alla loro conclusione .
                                    Articolo 7
1.     In deroga alle disposizioni di cui all' articolo 1 , il regime di tran­
sito comunitario non si applica ai trasporti di merci su strada , per ferro­
via e per vie navigabili , sempreché essi vengano effettuati in regime di tra­
sporto internazionale di merci su strada , in regime di transito internaziona­
le per ferrovia , o in quello relativo al manifesto renano , e a condizionè che
il trasporto abbia inizio ó prenda termine fuori del territorio della Comuni­
tà.                '                                              :      :
       Ai fini dell' applicazione del comma precedente , si considerarlo effet­
tuati in regime di transitò internazionale per ferrovia i trasporti di merci
per ferrovia per i quali 1 'amministrazione doganale di ciascuno Stato membro
cui venga attraversato il territorio abbia rinunciato al controllo doganale ,
in virtù di un accordo intervenuto con l' amministrazione delle ferrovie na­
zionali .
2.     Pino al 30 giugno 1969 incluso , i trasporti di merci potranno essere
effettuati in regime di trasporto internazionale di merci su strada anche se
essi hanno preso inizio e devono terminarsi ali * interno - della Comunità.
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3.     Le merci che circolano vincolate ad uno dei regimi internazionali in­
dicati al paragrafo 1 possono essere ammesse al "beneficio delle disposizioni
del Trattato riguardanti la libera circolazione delle merci soltanto a condi­
zione di essere accompagnate , oltre ai documenti relativi al regime utilizza­
to , di un certificato di transito comunitario interno , in vista della prova
del carattere comunitario delle merci stesse .
       Il documento di transito comunitario interno , utilizzato nelle condi­
zioni summenzionate , deve contenere , nella parte superiore del formulario ,
secondo i casi , la menzione "TIR " o "TIF" o "Manifesto renano ", seguita dal­
l' indicazione della data di rilascio e del numero del documento utilizzato
per il trasporto delle merci .
                                     Articolo 8
1.     In mancanza di un accordo concluso tra un paese terzo , da un lato , e
la Comunità , dall' altro , mirante a rendere applicabile il regime di transito
comunitario all' attraversamento di tale paese , da parte di merci che circo­
lano tra due punti della Comunità , tale regime si applica ai movimenti di
merci che toccano il territorio del paese terzo considerato soltanto nel ca­
so in cui l' attraversamento di tale paese si effettua sotto il vincolo di un
titolo di trasporto unico stabilito in uno Stato membro . L' effetto di tale
regime resta tuttavia sospeso sul territorio del paese terzo .
2.     Nella situazione prevista al paragrafo 1 , le disposizioni dell' artico­
lo 7 , paragrafi 1 e 3 , sono applicabili ai trasporti che attraversano il ter­
ritorio di un paese terzo , anche se essi prendono inizio o termine all' in­
terno della Comunità .
                                     Articolo 9
       Quando , conformemente alle disposizioni del presente regolamento , le
merci possono essere ammesse al beneficio delle disposizioni del Trattato
concernenti la libera circolazione delle merci soltanto su presentazione di
un documento di transito comunitario interno , in vista della giustificazione
del loro carattere comunitario , tale documento , nel caso in cui non fosse
ottenuto a tempo in seguito ad un errore o ad un' omissione involontaria , può
essere ottenuto a posteriori dalle autorità competenti dello Stato membro da
cui sono partite le merci .
                                                                         • • • J• * •
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                                       Articolo 10
        Sono escluse dal regime di transito comunitario , sul territorio di uno
Stato membro , le merci il cui transito , conformemente alle disposizioni di
diritto comunitario ed in particolare dell' articolo 36 del Trattato , è vieta­
to dalla legislazione in vigore in detto Stato .
                                      Articolo 11
        Ai fini del presente regolamento , s' intende :
a) per "obbligato principale ":
    la persona che , per il fatto di avere sottoscritta una dichiarazione di
    transito comunitario , anche facendo eventualmente ricorso al proprio rap­
    presentante , risponde , nei confronti delle amministrazioni doganali , della
    regolare esecuzione delle operazioni di transito ;
b) per "mezzo di trasporto ":
    qualsiasi veicolo stradale , rimorchio , semirimorchio , nave , battello , vago­
    ne ferroviario o aeromobile , nonché i "containers" di cui alla relativa
    Convenzione doganale del 18 maggio 1956 ;
c ) per "ufficio di partenza":
    l' ufficio doganale da cui ha inizio l' operazione di transito :
d) per "ufficio di passaggio":
    l' ufficio doganale di entrata situato in uno Stato membro diverso da quello
    in cui prende inizio l' operazione di transito ; quando il trasporto attra­
    versa il territorio di un paese terzo , anche l' ufficio di uscita dal ter­
    ritorio della Comunità e considerato come ufficio di passaggio ;
e ) per "ufficio di destinazione":
    l' ufficio doganale al quale vengono ripresentate le merci per dare termine
    all' operazione di transito ;
f) per "frontiera interna":
    la frontiera comune a due Stati membri .
                                                                           • • • /• • •
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                                      TITOLO II
                      Procedura ai transito comunitario esterno
                                      Articolo 12
1.      Qualsiasi merce , per poter circolare in regime di transito comunitario
esterno , dovrà formare oggetto di una dichiarazione modello T 1 , quale figura
all' allegato I al presente regolamento , e che sarà compilata conformemente
alle modalità fissate agli articoli da 22 a 24 di cui appresso .
        Tale dichiarazione è redatta nella lingua o in ima delle lingue della
Comunità designate dalle autorità competenti dello Stato membro in cui è si­
tuato l' ufficio di partenza. Le autorità competenti degli Stati membri inte­
ressati all' operazione di transito possono eventualmente chiedere la traduzio­
ne in una delle lingue nazionali .
        Detta dichiarazione impegna l' obbligato principale a ripresentare là
merce intatta all' ufficio di destinazione , entro i termini assegnati è - nel­
l' osservanza delle misure di identificazione adottate alla parténza. -Il de­
posito della dichiarazione implica , inoltre , da parte dell' obbligato princi­
pale , l' impegno a rispettare le disposizioni che disciplinano il transito
comunitario , nonché le disposizioni applicabili al transito in ciascuno dei
paesi di cui venga attraversato il territorio durante il trasporto , segnata­
mente quelle concernenti l' esigibilità ed il pagamento dei dazi e delle altre
imposizioni riguardanti le merci trasportate .
2.      La dichiarazione di transito comunitario esterno può , alle condizioni
fissate da uno o più Stati membri , contenere , oltre alle indicazioni figuran­
ti nel modello TI , delle indicazioni complementari .
3.      La dichiarazione di transito comunitario esterno è accompagnata dal do­
cumento commerciale di trasporto .
        Tuttavia , l' ufficio di partenza può , se . necessario , dispensare il di­
chiarante dal produrre tale documento all' atto della registrazione 4ella di­
chiarazione . Il documento di trasporto deve comunque essere esibito , durante
il trasporto , ad ogni richiesta dei- servizi doganali . Se le merci sono già
state ; vincolate nello Stato membro di partenza' ad un' regime doganàle , la di­
chiarazione di . transito comunitario esterno fa menzione di détto regime ,
nonché dei relativi documenti doganali , oppure' è corredata da tali documenti .
 ---pagebreak---                                        Articolo 13
1.     La dichiarazione di transito comunitario esterno è sottoscritta dal­
l' obbligato principale o dal suo rappresentante autorizzato . Possono agire da
obbligato principale le seguenti persone :
- 1 'esportatore
- il destinatário
- lo speditore
- il trasportatore
- qualsiasi altra persona autorizzata ad adempiere le formalità doganali
   per conto di terzi .
2.     La dichiarazione è compilata in triplice copia .
3.     Le note dettagliate o altri documenti complementari allegati alla di­
chiarazione di transito comunitario fanno parte integrante di quest' ultima
ed hanno il medesimo valore giuridico .
                                     Articolo 14
1.     Se le merci , prima di poter essere vincolate al regime di transito co­
munitario esterno , devono formare oggetto di una dichiarazione d' esportazio­
ne o di riesportazione ai fini doganali e fiscali , quest' ultima e quella di
transito comunitario sono riunite in un solo documento di cui al modello T 1 .
       Tuttavia , per la durata di un periodo transitorio che prende termine
il 31 dicembre 1969 » a richiesta di ciascuno Stato membro potranno essere u­
tilizzati congiuntamente i documenti nazionali d' esportazione e i documenti
del modello T 1 .
2.     Ai fini dell' applicazione della propria regolamentazione nazionale , cia­
scuno Stato membro stabilisce le indicazioni che , diverse da quelle previste
sul modello T 1 , debbono figurare nelle apposite caselle della dichiarazione
d' esportazione o di riesportazione , nonché il numero delle copie da compilare .
                                    Articolo 15
1.     Al fine di assicurare il pagamento dei dazi e delle altre imposizioni
che gravano sulle merci trasportate e spettanti ad uno qualsiasi degli Stati
membri il cui territorio è attraversato durante la o le operazioni di tran­
sito , l' obbligato principale dovrà , salvo disposizioni contrarie del presen­
te regolamento , prestare una garanzia.
 ---pagebreak---   2.        Patte salve le disposizioni di cui all' articolo 21 , la garanzia con-
  sìste in un impegno solidale mediante il quale un terzo , persona fisica o
  giuridica riconosciuta dallo Stato membro nel quale la garanzia è' prestata,
  e in esso domiciliata , si rende garante principale ,             J
  3.        La garanzia può' essere prestata per ogni singola operazione o glo­
  balmente per più operazioni di transito .
                                       Articolo 16                                     ,   •
- 1 *-      La persona fisica o giuridica che si rende garante nelle condizioni
  di cui all' articolo 15 , è tenuta ad avere corrispondenti che, assumono la
  qualità di garanti solidali negli altri Stati membri di cui viene attra­
 versato il territorio .
       (i , Gli impegni che il garante principale ed i corrispondenti sono te­
 nuti ad assumere vengono determinati secondo la procedura prevista all' ar­
  ticolo 57 »
 2.         L' applicazione del paragrafo 1 è tuttavia subordinata ad una decisio­
 ne del Consiglio , che delibera a maggioranza qualificata in seguito ad un
  esame delle condizioni in cui gli Stati membri hanno potuto , in applicazio­
 ne dell' articolo 35 » esercitare il loro diritto di ricupero dei dazi e al­
  tre imposizioni eventualmente esigibili . Il Consiglio procede a tale esame
  su richiesta di uno Stato membro .
                                       Articolo 17
            In assenza della decisione del Consiglio prevista all' articolo 16 ,
 paragrafo 2 , gli impégni che deve assumere il garante principale saranno
 redatti conformemente al modello figurantè all' allegato II al presente
 regolamento , l'ali impegni possono tuttavia essere assunti , sotto forma di­
 versa ,- sempreché i diritti ed usi in vigore in ciascuno - S(tato membro lo
 richiedano e òhe tali impegni, comportino effetti analoghi , a, quelli degli
  impegni previsti nel modello .           ; ■     r     " " •. . • • . , • / . . . , . ■. <.
                                       Articolo 18          v.u;-)                     "j ••
  1.        Qualora la garanzia sia forni ta-globalmente , essa è costituita in un
'ufficia doganale , detta- "ufficio di. garanzia"..     . ,.t .
 ---pagebreak---                                       - Q _
 2.      L' ufficio di garanzia stabilisce l' importo della garanzia , riceve
 l' atto di costituzione della cauzione e rilascia un' autorizzazione pre­
 ventiva che consente all' obbligato principale , nei limiti degli impegni
 sottoscritti nella garanzia , di svolgere ogni operazione di transito
 comunitario esterno qualunque sia l' ufficio doganale degli Stati membri
 interessati dove prende inizio tale operazione . L' ufficio di garanzia
può' revocare l' autorizzazione preventiva quando le condizioni stabilite
all' atto del suo rilascio non sussistono più .
        L' autorizzazione preventiva dovrà essere menzionata su ogni singola
dichiarazione .
                                   Articolo 19
1.      Ciascuno Stato membro notifica agli altri Stati membri interessati
l' elenco delle persone che hanno ottenuto una garanzia globale , precisando
la persona fisica o giuridica a tal fine responsabile , nonché l' ammontare
della garanzia . Anche la revoca dell' autorizzazione preventiva è soggetta
a notifica .
2.      Su richiesta di chiunque abbia ottenuto un' autorizzazione preventiva ,
sarà rilasciato^ in uno o più esemplari , alle condizioni determinate dalle
autorità competenti di ciascuno Stato membro , un certificato attestante
l' avvenuta concessione , dell' autorizzazione preventiva conformemente
al modello figurante all' allegato III al presente regolamento .
                                  Articolo 20
1.      Quando la garanzia si riferisce ad una singola operazione , essa e
prestata presso l' ufficio di partenza .
2.      La garanzia prestata per una singola operazione può' riguardare un
importo forfettario di 2.500 unità di conto per ogni dichiarazione , a meno
che la somma non sia manifestamente insufficiente a garantire l' importo
di cui all' articolo 12 , paragrafo 1 , nel qual caso dovrà essere prestata ,
all' ufficio doganale di partenza , una garanzia di un ammontare superiore .
                                  Articolo 21
        La garanzia prestata per una singola operazione può' essere deposi­
tata in contanti presso l' ufficio di partenza . In tal caso , essa dev' essere
rinnovata in ciascun ufficio di passaggio . Le autorità nazionali competenti
fissano l' importo di tale garanzia .
 ---pagebreak---                                          - 10 -
                                    " Articolo 22
   1.      Uno stesso mezzo di trasporto può' essere utilizzato sia per il. ;
   carico di merci in più uffici di partenza , sia per il lorò scarico in
   più uffici di destinazione .
   2.      La dichiarazione di transito comunitario deve riferirsi "unicamente
, alle merci caricate o destinate ad essere caricate su 'uno stesso mezzo
  di trasporto .
          Sono considerati come costituenti un unico mezzo di trasporto : un
  convoglio di vagoni , un autocarro con relativo rimorchio , un trattore
  con relativo semirimorchio , le navi facenti parte di un insieme unico ,
  a condizione che trasportino merci da trasportare insieme , nonché
  i " containers" caricati su tali mezzi di trasporto .
  3.      Possono figurare in un' unica dichiarazione soltanto le merci che ,
  presentate ad un ufficio doganale di partenza ; sono dirette verso il
  medesimo ufficio di destinazione . Quando le operazione di carico vengono
  effettuate ih vari uffici di partenza , devesi compilare almeno una di­
  chiarazione in ciascuno di essi . Quando le merci caricate sul medesimo
 mezzo di trasporto sono dirette verso più uffici di destinazione , si deve
  compilare almeno una dichiarazione per ognuno di essi .
                                    Articolo 23
                                                                        )
          Il servizio doganale dell' ufficio di partenza ove e presentato
  il carico per la verifica registra la dichiarazione di transito comunitario ,
  conserva l' originale del documento e dopo aver fissato il termine entro
  il quale il trasporto deve essere effettuato e aver proceduto , se del caso ,
 ali r apposizione dei sigilli , rimette gli altri esemplari al dichiarante .
 Esso appone una menzione in tal senso sulle copie della dichiarazione .
                                    Articolo 24                        ■ -
       .. In caso di carico o scarico presso un ufficio intermedio , i do­
 cumenti consegnati al dichiarante nei vari uffici di partenza sono, pre­
 sentati a tale ufficio .
 ---pagebreak---                                        - 11 -
                                    Articolo 25
 1.      Le merci indicate in un documento di transito comunitario , possono
 essere trasbordate su altro mezzo di trasporto , sotto la sorveglianza
 dei servizi doganali , senza che sia necessario rinnovare la dichiara­
 zione . Il servizio doganale annota in conformità gli esemplari del docu­
 mento che accompagnano le merci .
 2.      In deroga alle disposizioni del paragrafo 1 , il servizio della do­
 gana territorialmente competente può' , alle condizioni da esso stabili­
 te , autorizzare il trasbordo anche senza la propria sorveglianza . In
 tal caso , sulle copie del documento che accompagna le merci dovrà venire
apposta una menzione in tal senso , a cura dello stesso trasportatore t
che ha quindi l' obbligo di informare i servizi dell' ufficio di transito
immediatamente successivo , al fine di ottenere da questi ultimi il visto
necessario .
                                   Articolo 26
1.      Patte salve le disposizioni di cui al paragrafo 5 » l' applicazione
dei sigilli può' avvenire anche " per capienza", sempreché il mezzo di
trasporto sia riconosciuto idoneo a tal fine dal primo ufficio doganale
incaricato del controllo del carico .
2.      Con la medesima riserva , negli altri casi l' applicazione dei si­
gilli avviene collo per collo .
3.      Si considerano atti al suggellamento "per capienza " i mezzi di
trasporto che possono essere suggellati in modo semplice ed efficace ,
che sono stati costruiti in modo tale che le merci trasportate non pos­
sono essere manomesse senza lasciar tracce visibili di effrazione o senza
rottura dei sigilli , che non presentino vani che permettano l' occulta­
mento delle merci e che consentano di accedere agevolmente alle merci
importate ai fini della loro verifica .
4.      Sono ammessi d' ufficio all' applicazione dei sigilli "per capienza"
i mezzi di trasporto già autorizzati nell' ambito di altri regimi doganali .
5.      Il servizio doganale incaricato di controllare il carico può' aste­
nersi dall 'apporre o sigilli . In tal caso , la dichiarazione o i documenti
allegati devono contenere una descrizione idonea a consentire l' identifi­
cazione delle merci , avuto riguardo alle altre misure d' identificazione
eventualmente prese .
 ---pagebreak---                                      - 12 -
                                 Articolo 27
  1.     Il trasporto delle merci e effettuato sotto la scorta degli esemplari
 del documento di transito comunitario corrispondente consegnato al traspor-
 tatore dal servizio delle dogane , ed eventualmente dei documenti supple­
 mentari che accompagnano il documento di transito comunitario .
 2.     Il trasporto si effettua attraverso i vari uffici di passaggio
 indicati nella dichiarazione . Tuttavia , ove circostanze particolari
 lo giustifichino , il trasporto può' effettuarsi attraverso uffici di pas­
 saggio diversi da quelli inizialmente previsti . Ai fini della sorveglianza ,
 la regolamentazione di uno Stato membro può' prevedere la fissazione
 di itinerari di transito .
 3.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione l' elenco degli uffi­
 ci doganali competenti per le operazioni relative al transito comu­
nitario , nonché le ore di àpertura degli uffici stessi .
                                 Articolo 28
        Gli esemplari dei documenti di transito comunitàrie? e gli altri
documenti supplementari che accompagnano il mezzo di trasporto sono ,
in ogni Stato membro , esibiti al servigio doganale che ne faccia richiesta ,
il quale può' controllare l' integrità dei sigilli . Salvo sospetto di
abusi , non si procede , in tali casi , alla verifica delle merci .
                                Articolo 29
       In ogni ufficio di passaggio , l' invio è presentato all' autorità
doganale , insieme ai relativi documenti di transito comunitario .
                                Articolo 30
1.     Ad ogni ufficio di passaggio è rimesso un avviso di passaggio , stac­
cato da un libretto , a matrice e figlia , conforme al modello che figura
all' allegato' IV al presente regolamento .
2.     Salvo sospetto di abusi , i servizi doganali degli uffici di passaggio
dei singoli Siati membri non procedono alla verifica delle merci .
                                Articolo 31
       L' ufficio di destinazione , dopo averlo annotato , in base ai risultati
dei controlli effettuati , rispedisce uno degli esemplari del documento di
transito comunitario presentato , insieme ai documenti supplementari ad esso
allegati , all' ufficio di partenza . Esso conserva l' altro esemplare .
                                                                         • • •/ • • •
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                                   Articolo 32
 1.    Quando l' originale del documento di transito comunitario conservato
nell' ufficio di partenza è stato appurato , il garante è liberato dai suoi
 impegni nei confronti degli Stati membri attraversati dal trasporto .
2.     Quando è stabilito che talune merci sono andate distrutte per causa di
forza maggiore o caso fortuito , le autorità competenti potranno dispensare l' ob­
bligato in via principale dal pagamento dei dazi e delle altre imposizioni
afferenti a tali merci .
       La dispensa di pagamento è accordata altresì' per i quantitativi di
merce che risultanto mancanti e la cui disparizione sia attribuita a cause
attinenti alla natura della merce .
                                   Articolo 33
1.     L'obbligato principale pùo porre termine al trasporto in un ufficio do­
ganale diversa da quello indicato nel documento di transito comunitario . In
tal caso , l' ultimo ufficio doganale verrà considerato come ufficio di desti­
nazione e sul documento verrà apposta una menzione in tal senso .
2.     Se , conformemente alle disposizioni del paragrafo 2 dell' articolo 27 ,
il trasporto si svolge attraverso un ufficio diverso da quello indicato nel
documento di transito • comunitario , l' ufficio effettivamente utilizzato tra­
smette immediatamente l' avviso di passaggio all' ufficio attraverso il quale
avrebbe dovuto essere effettuato il trasporto .
                                   Articolo 34
1.     In caso di rottura involontaria dei contrassegni durante il percorso ,
deve essere proceduto senza indugio alla compilazione di un verbale di
constatazione a cura dell' autorità doganale , se questa si trova in prossimi­
tà , o da parte di qualsiasi altra autorità competente del paese in cui si
trova il veicolo . L' autorità intervenuta procederà , eventualemente , all' ap­
posizione di nuovi sigilli .
2.     In caso di indicente che renda necessario il trasbordo delle merci su
altro mezzo di trasporto , si applicano le disposizioni dell' articolo 25 ed
il trasbordo potrà essere effettuato sotto il controllo di autorità diverse
da quelle doganali indicate al paragrafo 1 .                                   .
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3.      Nell' ipotesi di pericolo incombente , che renda necessario lo scarico
immediato , parziale o totale , il trasportatore può ricorrere , di propria
iniziativa , a qualsiasi provvedimento , senza attendere l' intervento delle
autorità di cui al paragrafo 1 . In tal caso , egli' menziona tale circostanza
sul documento dì transito e ne avverte immediat?mente le suddette autorità
affinché provvedano alla stesura di un verbale di conBtatazione e procedano
all' applicazione di nuovi sigilli .
4*     Quando , a séguito d' infortunio o di altro incidente stradale , il tra-
sportatore non è in grado' di osservare il termine di cui all' articolo 23 ,
egli deve darne comunicazione alle autorità di cui al paragrafo 1 , prima del­
lo scadere del termine . Dette autorità annotano in conformità il o i docu­
menti di transito comunitario .                   ■ ' "*■ >
                                  ; Articolo 35 '
1.     Patte salve le azioni penali , nel caso in cui . si è constatato che nel
corso o in 'occasione di un' operazione di transito comunitario è stata com­
messa un' infrazione in un determinato Stato membro , l' azione per la riscos­
sione dei dazi e delle altre imposizioni eventualmente esigibili è proposta
dallo Stato membro in cui è stata commessa l' infrazione , in conformità alle
disposizioni legislative ivi vigenti .
2.     Se il luogo dèli 'infrazione non può essere accertato , essa è conside­
rata come compiuta :
- nell' ultimo Stato membro attraversato dal mezzo di trasporto , quando , nel
   corso dell' operazione di transito , l' infrazione è stata accertata in un
   ufficio di passaggio ;
- nello Stato membro che ha effettuato l' accertamento , quando , nel corso del­
   le operazioni di transito , l' infrazione è stata accertata sul territorio
   di uno Stato membro ma non in un ufficio di passaggio ;
- nell' ultimo Stato membro sul cui territorio è stato accertato , in base agli
   avvisi rilasciati agli uffici di passaggio , il passaggio del mezzo di tra­
   sporto , quando l' invio non è stato presentato all' ufficio di destinazione ;
- nello Stato membro dove l' accertamento è stato effettuato quando l' infra­
   zione è stata accertata dopo l' espletamento delle operazioni di transito .
                                                                         • # • /• • •
 ---pagebreak---                                   Articolo 36
1.    I documenti di transito comunitario regolarmente rilasciati e i con­
trassegni di identificazione apposti dalle autorità competenti di uno Stato
membro hanno , in ciascuno degli altri Stati membri   medesima effrcacia giuri­
dica attribuita ai documenti rilasciati ed ai marchi di identificazione
apposti dalle autorità nazionali di tali Stati membri .
2.    Analogamente , gli accertamenti fatti dalle autorità competenti di
uno Stato membro in sede di controllo , ai sensi del regime di transito
comunitario , hanno , in ciascuno degli altri Stati membri , la stessa for­
za probante attribuita agli accertamenti operati dalle autorità naziona­
li di tali Stati membri .
                                  Artioolo 37
      Le amministrazioni doganali degli Stati membri provvedono , se ne­
cessario , alla reciproca comunicazione degli accertamenti , dei documenti ,
dei rapporti , dei processi verbali e di qualsiasi altra informazione ri­
guardante i trasporti effettuati in regime di transito comunitario , non­
ché delle irregolarità ed infrazioni a tale regime .
 ---pagebreak---                                   TÏTOLO' III
                  Procedura di transito   comunitario interno
                                  Articolo 3°
      Patte salve le disposizioni contrarie di cui agli artiooli da 39
a 41 inplusoj.le disposizioni di cui al Titolo II si applicano alla pro­
cedura di transito comunitario interno .
            ■ :                   Articolo 39
      Qualsiasi merce , per poter circolare in regime di transito comuni­
tario interno , dovrà formare oggetto di una dichiarazione sul modello T2 ,
che figura all' allegato V al presente regolamento ;
                                  Articolo 40
      Una garanzia deve essere prestata a copertura della parte del tra­
sporto che si effettua tra l' ufficio di partenza ed il primo ufficio di
passaggio , soltanto nel caso in cui essa sia richiesta dalla regolamenta­
zione dello Stato membro ove l' ufficio di partenza è situato .
                                  Articolo 41
1.    Le merci per le quali le formalità di esportazione vengono compiute
in un ufficio di frontiera dello Stato membro esportatore possono non es­
sere assoggettate al regime di transito comunitario in tale ufficio quando
si tratta di merci soggette a misure comunitarie che comportano il con­
trollo della loro utilizzazione o destinazione .
      In tal caso , le dichiarazioni del documento del modello T2 possono
essere limitate a quelle richieste per l' esportazione dalla legislazione
dello Stato membro di partenza.
2.    L' uffioio doganale che procede al controllo dell' esportazione
rende all' esportatore gli esemplari del documento del modello T2 che non
sono stati utilizzati ai fini dell' esportazione . Tali esemplari , di cui
uno è vistato dal detto ufficio , devono essere resi all' ufficio d' entrata
nello Stato membro limitrofo .
 ---pagebreak---                                      - 17 -
                              Seguito articolo   41
       In tal caso , un' operazione di transito comunitario interno può'
avere inizio in detto ufficio d' entrata , che viene quindi considerato
quale ufficio di partenza .
3.     Durante il periodo transitorio , che spira il 31 dicembre 1969 »
nello Stato membro di partenza non può' essere fatto uso del documento
del modello T2 , quando le merci sono destinate ad essere immesse in
consumo all' ufficio d' entrata nello Start 9 membro limitrofo . In tal
caso , un esemplare del documento nazionale d' esportazione , vistato dal­
l' ufficio doganale , sostituisce gli esemplari del documento di cui al
paragrafo 2 .
                                                                     • • • /• • •
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                                  . TITOLO TV
         Disposizioni particolari applicabili ai trasporti di merci
                        ... per ferrovia                  - ■ ;
                                   Articolo 42
       In deroga all' articolo 15 , le amministrazioni ferroviarie degli
Stati membri sono esentate dal l 'obbligo "di prestare garanzia.
                                   Articolo 43
1.  " Le disposizioni di cui agli articoli 27 , paragrafo 2 , 29 e 30 . non
si applicano ai trasporti di merci per ferrovia .
2.    Ài fini dell' applicazione dell' articolo 35 , paragrafo 2 , terzo
trattino,' le scritture tenute dalle amministrazioni ferroviarie sosti­
tuiscono gli " aiw    di passaggio .
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                                   TITOLO V
                    Disposizioni particolari applicatili ai
                     trasporti di merci   per via marittima
                                 Articolo   44
1.     In deroga alle disposizioni di cui all' articolo Is
- la procedura di transito comunitario esterno non è obbligatoria per i
   trasporti per via marittima ;
- la procedura di transito comunitario interno non è obbligatoria per
   detti trasporti , quando le merci sono soggette a misure comunitarie
   che comportano il controllo della loro utilizzazione o destinazione .
   Le disposizioni del Trattato concernenti la libera circolazione delle
   merci ai applicano alle merci ammesse al beneficio di tale deroga so­
   lo se accompagnate da un documento di transito comunitario interno ai
   fini della giustificazione del carattere comunitario delle merci .
2.     Quando , per un trasporto effettuato in tutto o in parte per via
marittima , si ricorre alla procedura di transito comunitario , non è ri­
chiesta , in deroga alle disposizioni di cui all' articolo 15 > la presta­
zione di una garanzia a copertura del percorso marittimo .
                                                                     • •J• ♦ •
 ---pagebreak---                                        TITOLQ - VI
                Disposizioni -particolari -applicabili ai. trasporti
                               di merci per via aerea , .
                                     Articolo      45
1.     In derogà. alle disposizioni di cui all' articolo ls
- la procedura di transito comunitario esterno non è obbligatoria per i
   trasporti per via aereaf "      . f -, • ? ' ■      • ■>' . v\.--   > . ►,
                      ' *.      ■        "  f" 4              . Hi-. . • r
- la procedura di transito comunitario interno non è obbligatoria . . per
   detti , trasporti , quando le merci' sono - soggette a misure comunitarie
   che comportano il controllo della loro utilizzazione o destinazione .
   Le merci circolanti in virtù di questa deroga non possono essere am­
   messe al beneficio delle disposizioni del Trattato riguardanti la li­
   bera circolazione delle merci ss non a condizioni che esse siano ac­
   compagnate da un documento di transito comunitario interno in vista
   dèlia giustificazione del carattere comunitario delle merci .
2.     Nel caso in cui è fatta utilizzazione della procedura di transito
comunitario , in tutto o in parte , pervia aerea , non occorre , in deroga
alle disposizioni del precedente articolo 15# alcuna garanzia a copertu­
ra del percorso aereo dei trasporti effettuati sotto la responsabilità
diretta delle compagnie aeree menzionate in un elenco da stabilire se­
condo la procedura prevista all' articolo 57 •
 ---pagebreak---                                    - 21 -
                                 TITOLO VIT
                    Disposizioni particolari applicabili
                  ai trasporti di merci per vie navigabili
                                Articolo   46
1.    In deroga alle disposizioni di cui all' articolo 15 j non devesi for­
nire alcuna garanzia per i trasporti sul "Reno e sulle vie renane .
2.    Per il trasporto di merci su altre vie navigabili situate sul pro­
prio territorio , ciascuno Stato membro può' non richiedere la prestazio­
ne della garanzia di cui all' articolo 15 . Gli Stati membri comunicano al­
la Commissione le misure da essi a tal effetto adottate . (Questa ne in­
forma gli altri Stati membri .
                                                                   • « •/ • • •
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                                   TITOLO VIII
                    Disposizioni-, particolari , applicabili
                ai trasporti di merci mediante canalizzazioni
                                   Articolo 47
1.     In deroga alle disposizioni di cui all' articolo 1 la procedura di
transito comunitario non è obbligatoria per i trasporti mediante cana­
lizzazioni . , . ;
2. :   Le disposizioni del Trattato - concernenti la libera circolazione
delle merci si . applicano, alle merci ammesse al beneficio di tale dero­
ga solo ove venga esibito un documento di transito, comunitario interno
in viata' della giustificazione doL carattere comunitario delle merci .
3.     In deroga alle disposizioni dell' articolo 15 » non devesi. fornire
alcuna garanzia per i trasporti mediante canalizzazioni .
 ---pagebreak---                                    - 23 -
                                  TITOLO IX
                    Disposizioni particolari  applicabili
                           alle spedizioni postali
                                 Articolo 4°
1.    In deroga alle disposizioni di cui all' articolo 1 la procedura di
transito comunitario non si applica alle spedizioni postali ( compresi i
pacchi postali ).
2.    Le merci contenute negli invii spediti da un ufficio postale si­
tuato nella Comunità sono ammesse al beneficio delle disposizioni del
Trattato riguardanti la libera circolazione delle merci , sempreché su­
gli imballaggi o sui documenti di accompagnamento non figuri un' etichet­
ta gialla del modello figurante all' allegato VI al presente regolamento .
Le autorità competenti dello Stato membro di spedizione sono tenute ad
apporre tale etichetta sugli imballaggi o i documenti che accompagnano
tali merci qualora queste ultime non rispondino alle condizioni richie­
ste per l' applicazione delle summenzionate disposizioni del Trattato .
 ---pagebreak---                                           24
                                       ΤΙΤ010 χ
                         Disposizioni particolari applicabili
        agli oggetti che accompagnano i viaggiatori o che sono contenuti
                                   nei loro "bagagli
                                     Articolo   49
   1.     In deroga alle disposizioni di cui all' articolo 1 la procedura , di
   transito comunitario non è óbbligatoria per i trasporti di oggetti che
   accompagnano i viaggiatori o che sono contenuti nei loro bagagli , sem-
„ preché non si tratti di oggetti destinati a fini commerciali .    .     *
   2.     Le disposizioni del Trattato riguardanti la libera circolazione
.. delle, merci si applicano agli oggetti ammessi al beneficio di tale de­
 . roga, qualora dalla dichiarazione risulti che essi soddisfano alle con­
   dizioni richieste ai fini dell' applicazione delle suddette disposizioni
   e non vi sia motivo di dubitare sulla veridicità della dichiarazione
   stessa e sempreché il loro valore complessivo non superi 200 U.C. Negli
   altri casi l' applicazione delle summenzionate disposizioni del- Trattato
   è subordinata alla presentazione di undocutnento dì transito comunita­
   rio interno in vista della giustificazione' del carattere comunitario
   delle merci .     "T-                        ; •
 ---pagebreak---                                      - 25 -
                                    TITOLO XI
                     Disposizioni relative alla statistica
                                   Articolo 50
       Quando si applica il regime di transito comunitario , esso serve di
"base per le rilevazioni statistiche del transito e dell' esportazione .
                                   Articolo 51
1.     I. documenti dei modelli T 1 e T 2 sono "basilari ai fini dell' in­
formazione statistica relativa ai movimenti di merci effettuati con re­
gime di transito comunitario .
2.     Tuttavia , ove si applichino i regimi di cui all' articolo 7 , para­
grafo 1 , i documenti corrispóndenti costituiscono la "base della rileva­
 zione statistica , fatta eccezione per i documenti del modello T 2 che
eventualmente li accompagnano.'
       Nella situazione prevista- all' articolo 7 , paragrafo 1 , secondo com­
ma , spetta a ciascuno Stato membro di adottare le misure che garanti­
 scano la rilevazione statistica .
 3.    Qualora lo stesso movimento di merci dia luogo alla compilazione
di un documento nazionale di trs.nsito e di un documento del modello
T 1 o T 2 , soltanto quest' ultimo costituisce la base della rilevazione
 statistica .
                                   Articolo 52
       Ai fini dell' elaborazione della statistica del transito , lo Stato
membro ove è situato l' ufficio di partenza vigila affinché , appena con­
 trollata l' operazione di transito comunitario , i servizi nazionali com­
 petenti per le statistiche del commercio estero dispongano di un esem­
 plare del documento di transito comunitario conforme a quello rinviato ,
 come previsto dalle disposizioni dell' articolo 31 , dall' ufficio di de­
 stinazione .
                                                                     • • •/• * •
 ---pagebreak---                                       Articolo 53
          Ai fini . della statistica dell' esportazione ogni Stato membro vi­
gila affinché l' esemplare del dooumento d' esportazione o di riesporta­
zione destinato ai servizi nazionali competenti per la statistica del
commercio estero venga immediatamente trasmesso a quest' ultimo dall' uf­
ficio doganale competente.'         '
                                      Articolo 54
          Su richiesta dei servizi nazionali competenti per la statistica
del commercio estero , l' obbligato in via principale o il suo rappresen­
tante autorizzato è tenuto' a fornirei qualsiasi informazione necessaria ,
all' elaborazione della statistica ."       '
                                      Articolo 55
          Durante il periodo transitorio , che spira il 31 dioembre 1969 » un
esemplare supplementare del documento di transito comunitario è trasmes­
so ad" ogni ufficiò di passaggio,' ad eccezione del primo , nonohé all'uf­
ficio di destinazione , quando questo è quello di usoita della Comunità ,
oppure all' ufficio in cui le merci sono immagazzinate in regime doga­
nale ... ... r , . ,   .
     .... Secondo le regole da fissar© conformemente alla procedura previ­
sta all' articolo 57 , l' ufficio di passaggio trasmette immediatamente
detto esemplare ai servizi - nazionali' competenti per la 'statistica del
coimercio estero dello" Stato' inembrio dal quale1 è partito il mezzo di tra­
sporto .                     : –       "•=- "  ■■
          Ciascuno Stato membro vigila affinohé l' ufficio di destinazione
trasmetta immediatamente ài propri servizi nazionali competenti per la
statistici del commercio estòrci- i' esemplare loro destinato ..
 ---pagebreak---                                    - 27 -
                                 TITOLO XII
         Disposizioni relative al Comitato del transito comunitario
                                \rticolo  56
1*     J? istituito il Comitato del transito comunitario 9 qui appresso
denominato il " Comitato ", composto da rappresentanti degli Stati membri
e presieduto da un rappresentante della Commissione .
       Il Comitato stabilisce il proprio regolamento interno .
2.     Il Comitato è competente per l' esame di ogni problema sollevato
dall' applicazione del presente regolamento .
3.     In seno al Comitato , i voti degli Stati membri sono soggetti alla
ponderazione prevista all' articolo 148 , paragrafo 2 del Trattato . Il
presidente non partecipa alla votazione .
4.     Il Comitato è convocato dal presidente , di sua iniziativa o su ri­
chiesta di uno Stato membro .
                                Articolo  57
1.     Le misure di cui la Commissione ritenga necessaria l' adozione :
- per determinare la portata delle disposizioni del presente regolamento ;
- per adattare il regime di transito comunitario ai fini della sua utiliz­
   zazione per l' applicazione di alcune misure comunitarie che comportino
   il controllo dell' utilizzazione o destinazione delle merci che ne for­
   mano oggetto ;
- per prolungare la durata del periodò alla fine del quale le disposi­
   zioni transitorie previste dagli articoli 7 , paragrafo 2 , 14 , para­
   grafo 1 e 41 , paragrafo 3 non sono più applicabili , non potendo tale
   durata oltrepassare quella che risulta dai precitati articoli ;
- per snellire le formalità afferenti alla procedura di transito comu­
   nitario , ed in particolare il transito interno , o per adattarle alle
   esigenze proprie a merci determinate ,
sono adottate secondo la procedura prevista dai paragrafi da 2 a 4 .
 ---pagebreak---                                          - 28 -
2.       Il rappresentante della Commi ssiojne sottopone al Comitato un pro­
getto sulle misure da adottare .» Il Comitato esprime il proprio parere su
dette misure entro un termine ohe il presidente può 1 stabilire secondo
l' urgenza del problema . Il Comitato delibera a maggioranza di dodici vo­
ti .  -•
                                            f
3.       La Commissione adotta le misure e dà loro applicazione quando sono
conformi al parere del Comitato . Se non sono conformi al parere del Co­
mitato o se'il Comitato non ha espresso il parere , la Commissione sotto­
pone immediatamente al Consiglio una proposta sui provvedimenti da adot­
tare .
4.       Qualora ,, allo scadere del "tèrmine di un mese , il Consiglio , deli­
berando a maggioranza qualificata , non abbia preso alcun provvedimento ,
la Commissione adotta le misure proposte dando loro applicazione .
 ---pagebreak---                                     - 29 -
                                  TITOLO XIII
                              Disposizioni finali
                                  Articolo 5°
1.     Gli allegati al presente regolamento ne fanno parte integrante e
hanno lo stesso valore giuridico .
2.     I modelli previsti in tali allegati possono essere adattati , te­
nendo conto delle esigenze tecniche o di esigenze particolari a merci
determinate , secondo la procedura prevista all' articolo 57 »
                                  Articolo 59
       Le disposizioni del presente regolamento non si applicano alle
merci il cui . trasporto ha preso inizio prima del 1° luglio 1968 .
                                  Articolo 60
1.     Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno seguente
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità .
2.     Esso è applicabile a decorrere dal 1° luglio 1968 , fatta eccezio­
ne degli articoli da 15 a 19 , che sono immediatamente applicabili .
       Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno Stato membro .
                                      Patto a Bruxelles ,
                                       Per il Consiglio
                                       Il Présidente
 ---pagebreak---                                                                                                                                                  ÀLLEOATO                                I
T 1 Dichiarazione di spedizione                                  1 Goronzk)                                                                       Numéro di rtgitlroiiont •totiatieo
Muret che nw soddlsfano                       eandl - |
zionl priviate dagli articoli 9 , $ 2 .
          e 10 , $ 1 del Trattato.^                                                                                        Untcio di (Hxltnso
      COPIA DESTINATA ALL' UFFICIO 01 PARTENZA
f Alioooti
                                                                        /////////
                                                                       Rlservato at b 1 sogn 1 nazlonalt                /
| Rogimo procodonto                          « Ntmers         i                                                            Bollano omotto il
                                             de 1 f«gl 1
                                            Intercalarl
                                                                mm                                                         N.
/////// /                                               Rlservat » alla dichiarazione
                                                                                dlenlarazlonc dell      * esportai ore
                                                                                                  dell'esportatore                '     ////////
//////////////////77Z////////
M OICHIARAZIONE DI SPEDIZIONE : Il aottoaerltto (eognomo o kvdlrixio)-
    ogonto por conto di (eognomo o Indkizxo)
   s'impogno o protontoro ,ontro lo doto fittala ,air ufficio di dottinoxiono-
   • eon I tlgUH Intottl lo morti dttcrlttt qui 41 toguito.
11 Dtttinotorlo (coanomt • indirlzxoj-
                                                                 Iservato at blsognl statlstlcl nazlonalt
SI Ouonlili notura, moreho o numorl dot coUl                     31 Dotcriziono dollo morel
A
                                                                 19 Pooto dl provonionxo                  M Poto lordo                            37 Prozzo
7                                                      "7–/////                                 //           /–7–7~7
                                                                Riservato al bisogni statistici nazionali
M Quantità, naturo, morcho 0 mimori òti colli                    31 Ootcrixiono dollo merci
B
                                                                  31 Potto dl provonionxo                 31 Poto lordo                           37 Prozxo
                                                                                              I
 ///////                                         /        '      '                          /                            //       //             //             //               //           /
'     / / / / / / / s                                           Rlservato al blsognl statlstl «! nazi anal I                     /             /        / / / / /                           /
m     uffici di
  poesogio prtmti
       (+pcoti)
41    Uffici di
pottogio tfftWM
      (+poot«)     1
          M                          Luogo                         Modo dl trosporlo    CT      Idontito dol vtieolo     «       Nationalité /Bondi onî      91 Poooo dl ultimo provonionxo
Entroto nollo
 Comunitd
                                         .          I
 Corico /                                                                                                                                                    (11 La firma de*a attera monescritta
 Trotbordo                                                                                                                                                   fwetld dal procuratore dava hmti
                                                                                                                                                             «•«ulto dot cagnoni» por astato a in
                                                                                                                                                             lettera maiuscola .
 Trotbordo
 Trotbordo /
 Scorico
                      -
                                                                                                                                                             « Ρ«6$· 41 ργ!Μ
 Utcito dollo                                                                                                                                                        ιΙβιϋιιβζΙοΜ
 Comuniti
                                                                               LJ                                                                                                    I
 ---pagebreak---                                                                                    CONTROLLO      ALLA PARTENZA
Risultato d«l controllo :                                                                                Sigilli applicati :
                                                                                                         Tarmine ( doto limita )
                                                                                                         Ossarvozionr
                                                                                                                                                            firmo • tlmbfó
                                                              I TRASBORDI E INCIDENTI DURANTE IL TRASPORTO
                      RAPPORTO DE ! FATTI E DELLE MISURE PRESE ( 1 )                                                                  VISTO DELLE AUTORITÀ COMPETENTI
            (11 t>«voA« HMn Indicati , In porticolort , Il cognome • l' indlriuo d«l nuovo tro«portat©ff
                                                                                        CONTROLLO ALL' ARRIVO
Doto aorrivo :
Controllo dti sigillé :
OtMrvoiioni :
                                                                                                          A                      , 11
                                                                                                                                                             firmo • timbro
                                                              ( Stazlt rfstrvaU per bfttgnl dtatrtl )
 ---pagebreak---                                                                      ALLEGATO II
                      KODELLO DELL ' IMPEGNO DELLA GARANZIA
Il ( la) sottoscritto ( a)                                     ».
domiciliato ( a) a                         via
dichiara di assumere garanzia solidale nei confronti ed a beneficio dello
Stato belga, della Repubblica francese , della Repubblica italiana, della
Repubblica federale di Germania, del Granducato del Lussemburgo e del Regno
dei Paesi Bassi , ai fini della sicurezza e del ricupero di quanto ( obbligato
in via principale )                                     (è o) diverrà debitore
nei confronti delle amministrazioni competenti degli Stati summenzionati ,
tanto in via principale e addizionale che per spese ed accessori , a titolo
di dazi , tasse , prelievi , retribuzioni ed altri tributi diversi dalle pena­
lità comminate per infrazioni o irregolarità accertate nelle operazioni di
trasporto di merci che egli ha effettuato in regime di transito comunitario ,
e sino a concorrenza di un importo massimo di
       Egli ( ella) si impegna ad effettuare , alla prima richiesta scritta
dell' amministrazione competente di uno dei paesi suddetti , senza differire
il pagamento o sollevare contestazioni di sorta , il versamento delle somme
richieste da tali amministrazioni , sino a concorrenza di un importo massimo
di
       L' impegno di cui sopra è valido a decorrere dal giorno in cui è esso
stato sottoscritto . Il ( la) sottoscritto ( a) ed egualmente lo Stato in cui
è situato l' ufficio di garanzia possono , in qualsiasi momento , rispettivamen­
te revocare o rifiutare tale impegno .
       La revoca avrà tuttavia effetto soltanto allo spirare del termine di
15 giorni a decorrere dalla sua notifica all' altra parte .
 ---pagebreak---                                          - 2 -                          ALLEGATO II
                                                                          ( segue )
        Il ( la) sottoscritto ( a) resterà responsabile del versamento di qual­
siasi somma il cui pagamento diverrà esigibile in seguito alle operazioni di
transito comunitario disciplinato dal presente impegno , non appurate e che
hanno preso inizio anteriormente allo spirare del termine sopra menzionato ,
anche se il pagamento ne è richiesto successivamente .
        Ai fini del presente impegno , il ( la) sottoscritto ( a) elegge il pro­
prio domicilio a                         via                   n                non­
ché nei singoli paesi precedentemente indicati , presso :
        Il ( la ) sottoscritto ( a) riconosce espressamente come notificate a lui
( lei ) personalmente qualsiasi azione , comunicazione , notifica e , più in ge~
nerale , qualsiasi formalità o procedura relativa al presente impegno e com­
piuta per iscritto presso uno dei predetti domicili .
        Il ( la) sottoscritto ( a) accetta che l' ammontare massimo di cui sopra
sia diminuito delle somme già da lui ( ella) versate ( in virtù della presente
garanzia) soltanto quando la garanzia è prestata in seguito ad un' operazio­
ne di transito comunitario che abbia preso inizio prima del 30° giorno se­
guente quello in cui la ( le) domanda ( e ) precedente ( i ) è ( sono ) stato ( e )
ricevuta ( e ) sia dal ( la) sottoscritto ( a) stesso ( a), sia ad uno dei do­
micili da lui ( ella ) eletto .
        Per tutte le conseguenze derivanti dal presente impegno , egli ( ella)
si sottopone alla giurisdizione del paese che chiede la prestazione della gar-
ranzia .
        Il ( la) sottoscritto ( a) s' impegna a mantenere le suddette elezioni di
domicilio ed a non modificarle senza averne preventivamente informato l' uf­
ficio di garanzia .
                                                  Fatto a
                                                  Il
                                                  Buono a titolo di garanzia + somma
                                                     ( indicazioni scritte a mano )
 ---pagebreak--- Recto                                                                   ALLEGATO III
                             CERTIFICATO DI GARANZIA
                         (previsto all' articolo 19 , § 2 )
La ditta                                                          ( cognome e nome )
                                                         .        ( indirizzo )
per la quale si e costituito garante
                                                                  ( cognome e nome )
                                                                  ( indirizzo )
Sino a concorrenza di un ammontare massimo di
in data                                      ha ottenuto
un' autorizzazione preventiva che consente di svolgere operazioni di transi­
to comunitario in garanzia
( l ) in tutti gli Stati membri
( l ) nei                                 ( 2) Stati membri seguenti :
                                          A                     addi
                                                      ( Timbro , firma)
N.B. In caso di revoca della garanzia , il presente certificato deve essere
       restituito immediatamente all' ufficio doganale di
( l ) Cancellare le menzioni inutili
(2 ) Numéro in tutte le lettere
 ---pagebreak---  Verso                                            ( segue c^rtificato di ga-
                                                    ranzia)
                Elenco delle persone autorizzate a firmare
           dichiarazioni di transito comunitario per conto della
             ditta beneficiaria dell' autorizzazione preventiva
         Cognome e nome                                 Fïrma
                                         Per accordo
                                         A •••••••••••••••• StCLcLi. •••••••••••«
                                         ( firma della ditta beneficiaria del­
                                           l' autorizzazione preventiva )
N.B. Sbarrare lo spazio non utilizzato dell' elenco
 ---pagebreak---                                                                     ALLEGATO IV
                               AWISO DI TRANSITO ,
                          ( previsto all' articolo 30 )
 Immatricolazione del mezzo di trasporto
         DICHIARAZIOFE DI TRANSIT0                Parte riservata all' ammini­
                                                  strazione doganale
        (1)          Ufficio dove e stata
Natura e numéro      rilasciata la dichia­        Ufficio di passaggio :
                     razione
                                                  Data del passaggio »
                                                  A
                                                  n
                   i
                                                         ( Timbro e firma )
( l ) modello T 1 io T 2
                                               !
 ---pagebreak---                                                                                                                                                   ALLEQATO                                V
T Sk Dichiarazione di spedizione                                1 Garoniio                                                                         Wumtn» di rvglstrazton* «totitfico
      Merci che seddltfaM al 1 • t•■di­
   zioni previste dagli articoli 9 , k 2
             e 10 . 9 1 del Trattata                                                                                       Uffieto di portmio
       COPIA OESTINATA AUiUFFICIO Dt PARTENZA
I AHogoti
                                                                  //////////
S Rtoimo pwciwnli                                « Nuatro                                                                  Bollotto omotto H
                                                 det fogli                                                                 N.
                                                 Intercalart
                                                        Riservato alia dichiarazione dell' esportatore
te DICHIARAZIONE DI SPEDIZIONE : Il tottotcrttto (eognomt • indirisio)-
    ogonte por conto      (economo o tatfirtzxo)
    t'Impegno a pr«Nn(ori|Wtm la doto meato, olrufflcto di dottinozlono-
    0 con I tigiNI intatti lo morti dotermo «il di «Multo.                                                           II-
11 Dtstlnotario (eognoma • indirluoi-
                                 ^                        ^ SB Pa«M di dootlnoziona
3S Quantité, nature, marcha a iHimori    doi eottl              SI Daoeriilono
                                                                    Dooeriiiono dotlo
                                                                                (Mta marei
                                                                                      iMr
A
                                                                M Pomc di pfovanivnia                    M Pato tordo                              ST Presto
                                                      –/       7      7
                                                                      7–7–7   7       7"~ 7    /      7     ^       7
M OuanNtè, natura, marctM a numeri dal calli                  i 31 Dotcriziona delta moral
B
                                                                 31 Paota di provenlenzo                 3S Poto lordo                             97 Pratto
                                                                                             I
//////////                                                            S       /       7    7   7      7      7      S    ///////////
     / / // /
    //////                                           y
                                                        RIy«errata     al blsegnl atatlatlel aailonall
                                                                  sssssy                               /       /     /
                                                                                                                        ' / / / // // // // // // //                                            y
m utfid di
  poeeogio provitti
        (+poeei)
                     i
*      Uffiei di
pottogio affetttvi
       (+poet0       i
          »                           Luogo                       Modo di tratporto    SI      Identità dol vticoK)      c       Nozloftolltè /Bondiera       11 Poaaa di ultime provinimn
Entroto noHa
 Comunità
                                                                                                                                                                                      1
 Corteo/                                                                                                                                                      (1) Lo firma deve iiun monoecriH^
 Trasbordo                                                                                                                                                    quatta del procuratore deve itwf
                                                                                                                                                              eeguita dal cognome per ««taso « In
                                                                                                                                                              tetterà maiuscola.
 Trotbordo
                                                                        _J
 Trotbordo/         I
 Scorieo
                       -
                                                                                                                                                              wPaese di priaa
 Utetto dodo                                                                                                                                                        destfRftzIOM
 Comunitè
                                                      |__                                                                                                                             i
 ---pagebreak---                                                                                      CONTROLLO       A L1_A PARTENZA
Rieultoto del controllo :                                                                                  Sigilli applicati .
                                                                                                           Termine ( doto limite )
                                                                                                           Osservazioni
                                                                                                                                                              firma • timbro
                                                             M TRASBORDI E INCIDENTI DURANTE IL TRASPORTO
                     RAPPORTO DEI FATTI E DELLE MISURE PRESE                          1)                                                VISTO DELLE AUTORITA COMPETENTI
                                                                                                                                                                              I
                                                                                                                                                                              !
                                                                                                                                                                              i
            (1) Devono «Mere indicati , In particolare , Il cognome e l' Indirizzo del nuovo trotportotore.
                                                                                          CONTROLLO A LL ARRIVO
Dota tfarrlvo :
Controllo del elgMIi :
OeeervozionJ :
                                                                                                            A                      . Il
                                                                                                                                                               firmo • timbro
                                                               ( S»*ift rlsimtt per bisign ! dlversf )
 ---pagebreak---                                                       ALLFOATO VI '
            MODELLO   DALL' ETICHETTA GIALLA
              ( prevista all' articolo 48 )
           CE                               EG
Merci che non soddisfano alle condizioni previste
agli articoli 9 » paragrafo 2 e 10 , paragrafo 1 , del
Trattato CEE .
( art . 48 del Regolamento sul transito comunitario )