CELEX: C1999/314/30
Language: it
Date: 1999-10-30 00:00:00
Title: Causa T-208/99: Ricorso del dr. Martin Bangemann contro il Consiglio dell'Unione europea, proposto il 17 settembre 1999

C 314/14                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         30.10.1999
Ricorso di Léon Rappe contro Commissione delle Comu-                            Ricorso del dr. Martin Bangemann contro il Consiglio
        nità europee, presentato il 10 settembre 1999                             dell’Unione europea, proposto il 17 settembre 1999
                          (Causa T-202/99)                                                              (Causa T-208/99)
                           (1999/C 314/29)                                                               (1999/C 314/30)
                    (Lingua processuale: il francese)
                                                                                                   (Lingua processuale: il tedesco)
Il 10 settembre 1999, il signor Léon Rappe, domiciliato a
Orp-Jauche (Belgio) con gli avv. Jean-Noël Louis, Greta-                      Il 17 settembre 1999, il dr. Martin Bangemann, residente in
Françoise Parmentier e Véronique Peere, del foro di Bruxelles,                Melle (Francia), con gli avv.ti dr. Wolfgang Knapp e dr. Till
con domicilio eletto in Lussemburgo presso la Fiduciaire                      Müller-Ibold, Cleary, Gottlieb, dello studio legale Steen &
Myson SARL, 30, rue de Cessange, ha presentato dinanzi al                     Hamilton, 23, rue de la Loi, Bruxelles, ha proposto dinanzi al
Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso                    Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
contro la Commissione delle Comunità europee.                                 contro il Consiglio dell’Unione europea.
Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                                 Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
— annullare la decisione della Commissione di non promuo-                     a) annullare la decisione del Consiglio 9 luglio 1999 su un
     vere il ricorrente al grado A6 per l’esercizio di promozione                  ricorso dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
     1998;                                                                         europee ai sensi dell’art. 213, n. 2, terzo comma, del
                                                                                   Trattato CE relativamente al suo caso, e
— condannare la convenuta a risarcire il ricorrente per i danni
     materiali e morali subiti, valutabili ex aequo et bono fatte             b) condannare il convenuto alle spese del giudizio.
     salve le misure che l’istituzione dovrà adottare in forza
     dell’art. 233 del Trattato CE;
— condannare la Commissione alle spese.                                       Motivi e principali argomenti
                                                                              Il 9 luglio 1999 il Consiglio dell’Unione europea (in prosieguo:
Motivi e principali argomenti                                                 il «convenuto») ha emanato la decisione affinché la Corte di
                                                                              giustizia delle Comunità europee si occupi del signor Bange-
Il ricorrente invoca, in primo luogo, la violazione degli artt. 43            mann (in prosieguo: il «ricorrente»), ai sensi dell’art. 213, n. 2,
e 45 dello Statuto del personale, facendo valere che il suo                   terzo comma, ultime frase, del Trattato che istituisce la
fascicolo personale non conteneva, alla data dello scrutinio per              Comunità europea e delle disposizioni corrispondenti dei
merito comparativo dei candidati, alcun rapporto definitivo                   Trattati CECA e CEEA (1). Tale decisione è stata comunicata al
relativo alle prestazioni svolte in qualità di amministratore per             ricorrente con lettera del convenuto di pari data.
il periodo 1995-1997, il che implica che né il comitato di
promozione, né l’autorità che ha il potere di nomina (APN)                    Secondo il parere del ricorrente
sono stati in grado di procedere in modo utile ad un’effettiva
valutazione comparativa dei meriti del ricorrente rispetto a                  — la contestata decisione del convenuto non avrebbe potuto
quelli degli altri funzionari aventi vocazione alla promozione.                    essere emanata senza una previa audizione del ricorrente;
Egli sostiene anche che l’APN, adottando la decisione impugna-
ta e procedendo al rigetto esplicito del suo reclamo, non gli ha
fornito gli elementi che gli consentissero di comprenderne la                 — la contestata decisione si basa su una violazione del-
fondatezza, il che pone in non cale gli artt. 25 e 26 dello                        l’art. 213, n. 2, del Trattato CE, pur se egli non ha accettato
Statuto, nonché i diritti della difesa ed i principi di parità di                  l’attività lavorativa offerta dalla società «Telefonica»;
trattamento e di sana amministrazione.
                                                                              — egli non avrebbe violato il suo dovere di delicatezza cui è
                                                                                   tenuto ex art. 213 del Trattato CE;
Inoltre il ricorrente sottolinea che la convenuta aveva l’obbligo
di compilare un rapporto sui suoi meriti, per il periodo
1995-1997, prima del 31 dicembre 1997; ciononostante il                       — a causa della contestata decisione, soprattutto dell’enorme
rapporto definitivo non è stato ancora adottato. Egli ne                           pubblicità data al suo caso, egli ha subito danni morali e la
inferisce che, in ragione di tale illecito amministrativo, che                     sua reputazione è stata rovinata a causa dell’anticipata
pone in essere un inadempimento del dovere di assistenza e                         condanna da parte del convenuto;
lealtà dell’amministrazione, ha subito un danno materiale,
giacché egli è stato privato delle sue opportunità di promozio-               — come conseguenza della contestata decisione gli è anche
ne, nonché un danno morale relativo allo stato di incertezza e                     derivato un danno sostanziale.
inquietudine circa il suo avvenire professionale ed il riconosci-
mento dei suoi meriti e che, pertanto, la convenuta va
condannata a risarcirlo.                                                      (1) GU L 192 del 24.7.1999, pag. 55.