CELEX: 31993R3030
Language: it
Date: 1993-10-12 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 3030/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, relativo al regime comune da applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari dei paesi terzi

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31993R3030

Regolamento (CEE) n. 3030/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, relativo al regime comune da applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari dei paesi terzi  

Gazzetta ufficiale n. L 275 del 08/11/1993 pag. 0001 - 0106 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 23 pag. 0062  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 23 pag. 0062 

REGOLAMENTO (CEE) N. 3030/93 DEL CONSIGLIO del 12 ottobre 1993 relativo al regime comune da applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari dei paesi terzi IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 113,vista la proposta della Commissione,considerando che la Comunità ha accettato la proroga dell'accordo sul commercio internazionale dei tessili, alle condizioni stabilite nel protocollo che proroga l'accordo, nonché nelle conclusioni approvate il 9 dicembre 1992 dal comitato dei tessili del GATT allegate a detto protocollo;considerando che la Comunità ha negoziato la proroga di tre anni degli accordi esistenti relativi al commercio di prodotti tessili con una serie di paesi fornitori;considerando che gli accordi in questione istituiscono dei limiti quantitativi comunitari per il 1993, il 1994 e il 1995;considerando che la Comunità ha negoziato nuovi accordi bilaterali ed altre intese con una serie di paesi fornitori;considerando che la Comunità ha negoziato accordi in forma di protocolli aggiuntivi degli accordi europei e/o degli accordi interinali relativi al commercio dei prodotti tessili con una serie di paesi fornitori;considerando che occorre assicurare che gli obiettivi dei singoli accordi, protocolli e altre intese non vengano elusi mediante deviazioni degli scambi; che occorre quindi fissare le modalità di controllo dell'origine dei prodotti e gli appropriati metodi di cooperazione amministrativa;considerando che l'osservanza dei limiti quantitativi all'esportazione stabiliti in questi accordi e protocolli è garantita da un sistema di duplice controllo; che l'efficacia di queste misure dipende dall'istituzione sul piano comunitario di un regime di limiti quantitativi comunitari, da applicare alle importazioni di tutti i prodotti originari dei paesi fornitori la cui esportazione sia soggetta a limiti quantitativi;considerando che i prodotti introdotti in zona franca o ammessi in regime di deposito doganale, d'importazione temporanea o di perfezionamento attivo (sistema di sospensione) non devono essere soggetti a questi limiti quantitativi comunitari;considerando che gli accordi conclusi dalla Comunità con taluni paesi terzi contengono speciali disposizioni relative alle importazioni nella Comunità dei prodotti del folclore e artigianali e che è pertanto necessario stabilire adeguate procedure per l'applicazione di tali disposizioni;considerando che si devono prevedere norme speciali per i prodotti reimportati in regime di perfezionamento passivo economico e per la gestione dei relativi limiti quantitativi comunitari;considerando che, per garantire che i limiti quantitativi comunitari non siano superati, è necessario stabilire una speciale procedura di gestione in base alla quale le competenti autorità degli Stati membri non rilasceranno licenze d'importazione prima di ottenere la conferma da parte della Commissione che vi sono ancora quantità disponibili nell'ambito dei limiti quantitativi in causa;considerando che occorre parimenti stabilire procedure efficaci e rapide per modificare i limiti quantitativi comunitari e la loro ripartizione per tener conto dell'evoluzione delle correnti di scambio, di ulteriori necessità di importazione e degli obblighi della Comunità a norma degli accordi negoziati con i paesi fornitori;considerando che, per i prodotti non soggetti a limitazioni quantitative, gli accordi stabiliscono una procedura di consultazione per giungere ad un accordo con il paese fornitore interessato sull'applicazione dei limiti quantitativi, ogniqualvolta, per una categoria di prodotti, il volume delle importazioni nella Comunità abbia superato un certo limite; che i paesi fornitori si impegnano inoltre a sospendere o a limitare le loro esportazioni a decorrere dalla richiesta di consultazione, sino al livello indicato dalla Comunità; che, in mancanza di accordo con il paese fornitore entro i termini fissati, la Comunità può instaurare limiti quantitativi per un determinato livello annuo o pluriennale;considerando che, in talune circostanze eccezionali, può essere appropriato applicare detti limiti quantitativi a livello regionale anziché comunitario e che è necessario pertanto stabilire procedure efficaci per decidere in merito ad adeguate misure che non perturbino il funzionamento del mercato interno;considerando che gli accordi, i protocolli e le intese con taluni paesi prevedono la possibilità, da parte della Comunità, di sottoporre le importazioni dei prodotti tessili e dell'abbigliamento ad un sistema di sorveglianza e che, di conseguenza, è necessario stabilire le procedure amministrative per l'introduzione e l'applicazione di tali misure di sorveglianza;considerando che, dopo il completamento, il 1° gennaio 1993, del mercato interno per i prodotti tessili e dell'abbigliamento i limiti quantitativi comunitari non sono più suddivisi in quote per ciascuno Stato membro; che gli accordi con i paesi terzi prevedono consultazioni nel caso in cui sorgano problemi come conseguenza della concentrazione regionale delle importazioni dirette nella Comunità e che è necessario stabilire un'efficace procedura per l'applicazione di tali disposizioni;considerando che gli accordi, i protocolli e le altre intese con taluni paesi terzi istituiscono un sistema di cooperazione tra la Comunità e i paesi fornitori per evitare che gli accordi sui limiti quantitativi vengano elusi mediante operazioni di trasbordo, deviazione o altre; che è stata stabilita una procedura di consultazione secondo la quale si può concordare con il paese fornitore interessato un adeguamento equivalente al limite quantitativo in causa quando risulti che le disposizioni dell'accordo stesso sono state eluse; che i paesi fornitori si sono inoltre impegnati ad attuare le misure necessarie per garantire la rapida applicazione di qualsiasi adeguamento; che in mancanza di un accordo con il paese fornitore entro il limite di tempo previsto, nei casi in cui le disposizioni sono state palesemente eluse, la Comunità può applicare l'adeguamento equivalente;considerando che, in particolare per poter rispettare i termini stabiliti nell'accordo, è opportuno instaurare una procedura rapida ed efficace per introdurre tali limiti quantitativi e per concludere tali accordi con i paesi fornitori;considerando che le disposizioni del presente regolamento devono essere applicate in conformità degli obblighi internazionali della Comunità, in particolare di quelli derivanti dai suddetti accordi conclusi con i paesi fornitori,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Campo di applicazione1. Il presente regolamento si applica alle importazioni nella Comunità dei prodotti tessili elencati nell'allegato I originari dei paesi terzi con i quali la Comunità ha concluso accordi bilaterali, protocolli e altre intese elencati nell'allegato II.2. Ai fini del paragrafo 1, i prodotti tessili compresí nella sezione XI della nomenclatura combinata sono suddivisi in categorie, come indicato nell'allegato I.3. La classificazione dei prodotti di cui all'allegato I si basa sulla nomenclatura combinata (NC), fatto salvo l'articolo 2, paragrafo 6. Le procedure per l'applicazione del presente paragrafo sono definite nell'allegato III.4. Fatto salvo il presente regolamento, l'importazione nella Comunità dei prodotti tessili di cui al paragrafo 1 non è soggetta a restrizioni quantitative o a misure di effetto equivalente.5. L'origine dei prodotti di cui al paragrafo 1 viene determinata conformemente alle disposizioni vigenti nella Comunità.6. Le modalità di prova e di controllo dell'origine dei prodotti di cui al paragrafo 1 sono definite dalla normativa comunitaria vigente e dalle disposizioni degli allegati III e IV.Articolo 2Limiti quantitativi1. L'importazione nella Comunità dei prodotti tessili di cui all'allegato V, originari di uno dei paesi fornitori ivi elencati e spediti nel periodo dal 1° gennaio 1993 al 31 dicembre 1995, è soggetta ai limiti quantitativi annuali fissati in detto allegato.2. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti la cui importazione è soggetta ai limiti quantitativi di cui all'allegato V è subordinata alla presentazione di un'autorizzazione d'importazione rilasciata dalle autorità degli Stati membri conformemente all'articolo 12.3. Le importazioni autorizzate vengono imputate ai limiti quantitativi stabiliti per l'anno durante il quale i prodotti sono stati spediti dal paese fornitore interessato. A norma del presente regolamento, le merci s'intendono spedite dal momento in cui vengono caricate sul mezzo di trasporto.4. Le importazioni dei prodotti non soggetti a limiti quantitativi anteriormente al 1° gennaio 1993, che prima di tale data si trovavano in corso di spedizione nella Comunità, sono esonerate dalle limitazioni quantitative di cui al presente articolo, purché siano state effettivamente spedite dal paese fornitore di cui sono originarie prima del 1° gennaio 1993.5. L'immissione in libera pratica dei prodotti la cui importazione era soggetta a limiti quantitativi prima del 1° gennaio 1993 e spediti prima di tale data, continua, a decorrere dalla data medesima, ad essere soggetta alla presentazione degli stessi documenti d'importazione ed è subordinata alle stesse condizioni d'importazione vigenti anteriormente al 1° gennaio 1993.6. La definizione dei limiti quantitativi di cui all'allegato V e delle categorie di prodotti cui essi si applicano viene adeguata conformemente alla procedura prevista all'articolo 17, quando ciò si riveli necessario per evitare che qualsiasi successiva modifica alla nomenclatura combinata (NC) o qualsiasi decisione che modifichi la classificazione di tali prodotti determini una riduzione dei suddetti limiti quantitativi.7. Per assicurare che le quantità per le quali vengono emesse autorizzazioni d'importazione non superino in nessun momento i limiti quantitativi complessivi della Comunità per ciascuna categoria di prodotti tessili e per ciascun paese terzo interessato, le competenti autorità rilasciano autorizzazioni d'importazione solo previa conferma, da parte della Commissione, che vi sono ancora quantitativi disponibili entro i limiti quantitativi comunitari complessivi per le categorie di prodotti tessili e per i paesi terzi interessati, per i quali l'importatore o gli importatori hanno presentato domanda alle suddette autorità.Articolo 3Prodotti del folclore e artigianali1. I limiti quantitativi di cui all'allegato V non si applicano ai prodotti artigianali e del folclore di cui agli allegati VI e VIa, che sono accompagnati all'importazione da un certificato rilasciato dalle autorità competenti del paese d'origine conformemente agli allegati VI e VIa e soddisfano le altre condizioni ivi definite.2. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti tessili di cui al paragrafo 1 viene autorizzata, sempreché i prodotti analoghi fatti a macchina siano soggetti a limiti quantitativi, soltanto per i prodotti coperti da un documento d'importazione rilasciato dalle autorità competenti degli Stati membri.Detto documento d'importazione viene rilasciato automaticamente entro un termine massimo di cinque giorni lavorativi dal giorno della presentazione da parte dell'importatore del certificato di cui al paragrafo 1, rilasciato dalle autorità competenti del paese fornitore.Il documento d'importazione ha una validità di sei mesi e indica il motivo dell'esenzione quale figura nel certificato di cui al paragrafo 1.3. I paragrafi 1 e 2 non si applicano al Brasile, a Hong Kong, a Macao e al Vietnam.4. Se le esportazioni dalla Cina dei prodotti di cui al paragrafo 1 raggiungono il 15 % di un qualsivoglia limite quantitativo comunitario stabilito nell'allegato V, la Cina si astiene dall'emettere ulteriori certificati.Articolo 4Importazioni temporanee1. I limiti quantitativi di cui all'allegato V non si applicano ai prodotti introdotti in zona franca o ammessi in regime di deposito doganale, d'importazione temporanea o di perfezionamento attivo (sistema di sospensione) (1).Se i prodotti di cui al primo comma vengono successivamente immessi in libera pratica, tali e quali oppure dopo lavorazione o trasformazione, si applica l'articolo 2, paragrafo 2 e i quantitativi immessi in libera pratica vengono imputati sui limiti quantitativi fissati per l'anno a cui si riferisce la licenza d'esportazione.2. Se le autorità degli Stati membri accertano che importazioni di prodotti tessili sono state imputate su un limite quantitativo fissato in applicazione dell'allegato V e che questi prodotti sono stati successivamente riesportati al di fuori del territorio doganale della Comunità, esse segnalano alla Commissione, entro quattro settimane, i quantitativi in causa, che sono riportati sui limiti quantitativi di cui all'allegato V e utilizzati conformemente alle disposizioni stabilite all'articolo 12.Articolo 5Perfezionamento passivoFerme restando le condizioni di cui all'allegato VII, le reimportazioni nella Comunità dei prodotti tessili ottenuti dopo perfezionamento nei paesi elencati nel suddetto allegato non sono soggette ai limiti quantitativi di cui all'allegato V, sempreché siano state effettuate conformemente alla normativa sul traffico di perfezionamento passivo economico in vigore nella Comunità.Articolo 6Prezzi1. Conformemente alle pertinenti disposizioni degli accordi bilaterali con i paesi fornitori interessati, qualora le importazioni nella Comunità di prodotti tessili elencati nell'allegato I siano effettuate a prezzi anormalmente bassi, la Commissione può, di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro, chiedere consultazioni con le autorità del paese fornitore in questione conformemente all'articolo 16.2. Conformemente alla procedura stabilita all'articolo 17 si adottano misure per ovviare a questa situazione, nel rispetto delle clausole e condizioni contenute nei pertinenti accordi bilaterali.Articolo 7FlessibilitàPrevia notifica alla Commissione, i paesi fornitori possono effettuare trasferimenti tra i limiti quantitativi di cui all'allegato V nella misura e alle condizioni di cui all'allegato VIII.Articolo 8Importazioni supplementariIn deroga all'allegato V, qualora in circostanze particolari si manifestassero esigenze di importazioni supplementari, la Commissione può decidere l'apertura di possibilità supplementari di importazione nel corso di un determinato anno di contingentamento. Tali possibilità supplementari di importazione non sono prese in considerazione ai fini dell'applicazione dell'articolo 7.In casi urgenti, la Commissione apre la consultazione in seno al comitato di cui all'articolo 17 entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data di ricezione della richiesta dello Stato membro interessato e delibera entro quindici giorni lavorativi a decorrere dalla stessa data.Le misure previste dal presente articolo sono prese in conformità della procedura stabilita nell'articolo 17.Articolo 9Concentrazione regionale1. Nel caso di improvviso e pregiudizievole cambiamento dei flussi tradizionali di commercio dei prodotti soggetti a limiti quantitativi o a vigilanza da parte di un paese fornitore, che provochi una concentrazione regionale delle importazioni dirette nella Comunità, la Commissione cercherà una soluzione a tali problemi conformemente alle procedure stabilite nell'articolo 17 e ai principi del mercato interno.2. Le consultazioni con il paese fornitore interessato si svolgeranno conformemente alle procedure stabilite dall'articolo 16. Le misure necessarie per porre rimedio alla situazione descritta al paragrafo 1 sono adottate in conformità della procedura stabilita nell'articolo 17.Articolo 10Misure di salvaguardia1. Se le importazioni nella Comunità dei prodotti di una determinata categoria non soggetti ai limiti quantitativi fissati nell'allegato V, originari di uno dei paesi di cui all'allegato IX superano, rispetto al totale delle importazioni nella Comunità di prodotti della stessa categoria durante l'anno civile precedente, le percentuali riportate nella tabella dell'allegato IX, esse possono essere subordinate a limiti quantitativi alle condizioni fissate nel presente articolo.2. Il paragrafo 1 non si applica quando le percentuali ivi contemplate sono raggiunte in seguito al calo delle importazioni totali nella Comunità e non in seguito ad un incremento delle esportazioni dei prodotti originari del paese fornitore interessato.3. Quando la Commissione constata, di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro, che sono soddisfatte le condizioni di cui al paragrafo 1 e ritiene opportuno subordinare una determinata categoria di prodotti a un limite quantitativo, essa:a) avvia consultazioni con il paese fornitore interessato secondo la procedura di cui all'articolo 16, per giungere ad un accordo o a conclusioni comuni su un livello adeguato di limitazione per la categoria di prodotti in questione;b) in attesa di una soluzione reciprocamente soddisfacente, la Commissione chiede di norma al paese fornitore interessato di limitare le esportazioni nella Comunità dei prodotti della categoria in questione per un periodo provvisorio di tre mesi dalla data di richiesta delle consultazioni. Detto limite provvisorio viene fissato al 25 % del livello delle importazioni raggiunto durante l'anno civile precedente oppure, se più elevato, al 25 % del livello risultante dall'applicazione della formula di cui al paragrafo 1.c) in attesa della conclusione delle consultazioni richieste, essa può subordinare le importazioni dei prodotti della categoria in questione a limiti quantitativi identici a quelli richiesti al paese fornitore in virtù della lettera b). Queste misure non pregiudicano le disposizioni definitive che saranno adottate dalla Comunità sulla base del risultato delle consultazioni.Le misure prese in applicazione del presente paragrafo saranno oggetto di una comunicazione della Commissione pubblicata quanto prima nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Nei casi urgenti la Commissione si rivolge al comitato dell'articolo 17, di sua iniziativa o entro cinque giorni lavorativi dalla data di ricezione della richiesta di uno Stato o degli Stati membri interessati, in cui sono esposti i motivi dell'urgenza, e prende una decisione entro cinque giorni lavorativi dalla data in cui si sono concluse le deliberazioni del comitato.4. Le consultazioni con il paese fornitore di cui al paragrafo 3 possono dar luogo alla conclusione di un accordo tra detto paese e la Comunità sull'introduzione e sul livello dei limiti quantitativi.Questi accordi o conclusioni comuni stabiliscono che i limiti quantitativi decisi vengano gestiti secondo un sistema di duplice controllo.5. Se entro un mese dall'avvio delle consultazioni e al massimo entro due mesi dalla notifica della richiesta di consultazioni, le parti non raggiungono una soluzione soddisfacente, la Comunità ha il diritto di istituire un limite quantitativo definitivo ad un livello annuo non inferiore al livello derivante dall'applicazione della formula di cui al paragrafo 1, oppure, se più elevato, al 106 % del livello delle importazioni raggiunto durante l'anno civile precedente quello in cui le importazioni hanno superato il livello derivante dall'applicazione della formula di cui al paragrafo 1 e hanno provocato la richiesta di consultazioni.6. Il livello annuo dei limiti quantitativi fissati in virtù dei paragrafi da 3 a 5 non può essere inferiore al livello delle importazioni dei prodotti della stessa categoria originari dello stesso paese fornitore, effettuate nella Comunità, nel 1985, per l'Argentina, il Brasile, Hong Kong, il Pakistan, il Perù, lo Sri Lanka e l'Uruguay e, nel 1986, per il Bangladesh, l'India, l'Indonesia, la Malaysia, Macao, le Filippine, Singapore, la Corea del Sud e la Tailandia.7. a) Qualora le importazioni nella Comunità di prodotti tessili originari della Bulgaria, della Repubblica ceca, dell'Ungheria, della Polonia, della Romania o della Repubblica slovacca avvenissero in quantità così aumentate o in condizioni tali da causare grave danno o rappresentare un'effettiva minaccia per la produzione comunitaria di prodotti analoghi o in diretta concorrenza, tali importazioni possono essere assoggettate a limiti quantitativi alle condizioni stabilite nei protocolli aggiuntivi con detti paesi.b) In tali casi si applicano parimenti le disposizioni dei paragrafi 3, 4 e 5 con le seguenti modifiche:- il limite provvisorio di cui al paragrafo 3, lettera b) è fissato almeno al 25 % delle importazioni effettuate nel periodo di dodici mesi che termina due mesi prima o, qualora i dati non siano disponibili, tre mesi prima del mese in cui è effettuata la richiesta di consultazione;- il livello di cui al paragrafo 5 non dev'essere inferiore al 110 % delle importazioni effettuate nel periodo di dodici mesi che termina due mesi prima o, qualora i dati non siano disponibili, tre mesi prima del mese in cui è effettuata la richiesta di consultazione;- in deroga al paragrafo 5, la Comunità può decidere di prorogare il limite provvisorio per un ulteriore periodo di tre mesi in attesa di ulteriori consultazioni con il paese fornitore.8. I limiti quantitativi fissati in virtù dei paragrafi da 5 a 7 non si applicano ai prodotti già inoltrati verso la Comunità, a condizione che siano stati spediti dal paese fornitore di cui sono originari per essere esportati verso la Comunità prima della data di notifica della domanda di consultazione.9. Le misure previste dai paragrafi 3, 5 e 7 e gli accordi di cui al paragrafo 4 sono applicati secondo la procedura di cui all'articolo 17.Articolo 11Misure di salvaguardia regionale1. L'articolo 10 non impedisce alla Comunità, qualora sussistano le necessarie condizioni, di applicare le misure di salvaguardia per una o più regioni, conformemente ai principi del mercato interno.2. Dette misure sono prese a titolo eccezionale e temporaneo e interferiscono il meno possibile nel funzionamento del mercato interno e sono adottate soltanto dopo aver esaminato soluzioni alternative.3. Le misure previste dal presente articolo sono prese in conformità della procedura stabilita nell'articolo 17.Articolo 12Norme specifiche per la gestione dei limiti quantitativi comunitari1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 2, prima di rilasciare le autorizzazioni di importazione, le autorità competenti degli Stati membri notificano alla Commissione delle Comunità europee i quantitativi delle domande di autorizzazione all'importazione, corredate dei certificati originari di esportazione, da esse ricevute. A giro di posta la Commissione trasmette conferma che i quantitativi richiesti sono disponibili per l'importazione nell'ordine cronologico in cui sono state ricevute le notifiche degli Stati membri (criterio «chi arriva primo ha la precedenza»). Tuttavia, in casi eccezionali in cui vi è ragione di credere che le domande anticipate di autorizzazione all'importazione rischino di eccedere i limiti quantitativi, la Commissione, in conformità della procedura fissata all'articolo 17, può limitare l'importo da assegnare secondo il criterio «chi arriva primo ha la precedenza» al 90 % dei limiti quantitativi in questione. In questo caso, una volta raggiunto tale livello, l'assegnazione del resto sarà decisa conformemente alla procedura di cui all'articolo 17.2. Le richieste incluse nelle notifiche trasmesse alla Commissione sono valide se indicano chiaramente per ogni caso il paese terzo fornitore, la categoria dei prodotti tessili interessata, i quantitativi da importare, il numero della licenza d'esportazione, l'anno di contingentamento e lo Stato membro in cui i prodotti sono destinati ad essere immessi in libera pratica.3. Di norma le notifiche di cui ai paragrafi precedenti del presente articolo sono comunicate per via elettronica nell'ambito della rete integrata a tal fine istituita, a meno che motivi tecnici imperativi non rendano necessario il ricorso provvisorio ad altri mezzi di comunicazione.4. Per quanto possibile, la Commissione conferma alle autorità l'intero quantitativo indicato nella richiesta notificata per ciascuna categoria di prodotti e per ciascun paese terzo interessato. Le notifiche presentate dagli Stati membri, per le quali non è possibile dare conferma perché i quantitativi richiesti non sono più disponibili all'interno dei limiti comunitari, sono messe da parte dalla Commissione nell'ordine cronologico in cui sono state ricevute e sono confermate nel medesimo ordine non appena si rendano disponibili ulteriori quantitativi ad esempio tramite l'applicazione delle flessibilità previste all'articolo 7. Inoltre, la Commissione prende immediatamente contatto con le autorità del paese fornitore interessato nei casi in cui le richieste notificate superino i limiti quantitativi, al fine di ottenere chiarimenti e trovare rapidamente una soluzione.5. Le competenti autorità avvisano la Commissione immediatamente dopo essere state informate di qualsiasi quantitativo non utilizzato nel periodo di validità dell'autorizzazione all'importazione. Detti quantitativi non utilizzati sono automaticamente trasferiti nei quantitativi restanti del limite quantitativo comunitario globale all'importazione per ciascuna categoria di prodotti e per ciascun paese terzo interessato.6. Le autorizzazioni all'importazione o i documenti equivalenti sono rilasciati conformemente all'allegato III.7. Le competenti autorità degli Stati membri notificano alla Commissione qualsiasi revoca di autorizzazioni all'importazione o di documenti equivalenti già emessi, nei casi in cui le corrispondenti licenze d'esportazione siano state revocate o annullate dalle competenti autorità dei paesi fornitori. Tuttavia, se la Commissione o le competenti autorità di uno Stato membro sono state informate dalle competenti autorità di un paese fornitore della revoca o dell'annullamento di una licenza di esportazione dopo che i relativi prodotti sono stati importati nella Comunità, i quantitativi in questione sono imputati al limite quantitativo dell'anno durante il quale i prodotti in questione sono stati spediti.8. La Commissione, conformemente alla procedura stabilita nell'articolo 17, può adottare qualsiasi misura necessaria ai fini dell'esecuzione del presente articolo.Articolo 13Sorveglianza1. Quando, conformemente alle pertinenti disposizioni di un accordo, un protocollo o un'altra intesa tra la Comunità e un paese terzo, viene introdotto un sistema di sorveglianza a priori o a posteriori su una categoria di prodotti di cui all'allegato I, non soggetta ai limiti quantitativi elencati nell'allegato V, le procedure e le formalità relative al semplice e al duplice controllo, al regime economico di perfezionamento passivo, alla classificazione e alla certificazione dell'origine sono quelle stabilite negli allegati III e IV.2. Le categorie di prodotti e i paesi terzi attualmente soggetti a sorveglianza, conformemente al paragrafo 1, sono elencati nelle tabelle dell'allegato III.3. La decisione di imporre un sistema di sorveglianza sulle categorie di prodotti o sui paesi fornitori non elencati nelle tabelle dell'allegato III è presa in conformità delle pertinenti disposizioni in materia di consultazioni contenute nell'accordo, protocollo o altra intesa con il paese in questione.Dette decisioni di imporre un sistema di sorveglianza ed ogni misura addizionale necessaria per attuare il sistema di sorveglianza sono adottate conformemente alla procedura stabilita nell'articolo 17.Articolo 14Statistiche1. Per i prodotti tessili di cui all'allegato I, gli Stati membri notificano alla Commissione, entro un mese dalla fine di ciascun mese, i quantitativi totali importati nel mese in questione, ripartiti secondo le procedure statistiche in vigore, indicando il codice della nomenclatura combinata e le unità, incluse le eventuali unità supplementari del codice stesso.2. Per poter seguire l'andamento del mercato dei prodotti contemplati dal presente regolamento, gli Stati membri trasmettono alla Commissione, prima del 31 marzo di ogni anno, i dati statistici relativi alle esportazioni. I dati statistici per prodotto relativi alla produzione e al consumo verranno trasmessi secondo modalità da stabilire successivamente in applicazione della procedura di cui all'articolo 17.3. Quando la natura dei prodotti o speciali situazioni lo rendano necessario, su richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, la Commissione può modificare la periodicità delle informazioni di cui sopra, secondo la procedura prevista all'articolo 17.4. Gli Stati membri notificano alla Commissione, alle condizioni stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 17, qualsiasi altro dato ritenuto necessario secondo la stessa procedura, per garantire l'osservanza degli impegni concordati tra la Comunità e i paesi fornitori.5. Nei casi urgenti di cui all'articolo 10, paragrafo 3, ultimo comma, lo Stato membro o gli Stati membri interessati trasmettono alla Commissione e agli Stati membri, via telex, telefax o con altri mezzi di comunicazione elettronici o telematici, le statistiche relative alle importazioni e i dati economici ritenuti necessari.Articolo 15Elusione1. Quando, a seguito di un'indagine svolta conformemente alla procedura di cui all'allegato IV, la Commissione constata che le informazioni di cui dispone provano che alcuni prodotti originari di un paese fornitore di cui all'allegato V, subordinati ai limiti quantitativi di cui all'articolo 2 oppure introdotti secondo la procedura di cui all'articolo 9 sono stati trasbordati, deviati o importati in altro modo nella Comunità eludendo le disposizioni riguardanti i limiti quantitativi e che occorre procedere ai necessari adeguamenti, essa chiede l'apertura di consultazioni conformemente alla procedura di cui all'articolo 16, al fine di pervenire ad un accordo su un adeguamento equivalente ai corrispondenti limiti quantitativi.2. In attesa dei risultati delle consultazioni di cui al paragrafo 1, la Commissione può chiedere al paese fornitore interessato di prendere a titolo precauzionale le misure necessarie onde garantire che gli adeguamenti dei limiti quantitativi concordati a seguito delle consultazioni suddette possano essere operati nell'anno della richiesta di consultazione oppure nell'anno successivo, quando il limite quantitativo per l'anno in corso è esaurito, sempreché i fatti siano comprovati.3. Se, entro il termine indicato nell'articolo 16, la Comunità e il paese fornitore non giungono ad una soluzione soddisfacente, la Commissione, quando i fatti sono comprovati, deduce dai limiti quantitativi, conformemente alla procedura stabilita all'articolo 17, un equivalente volume di prodotti originari del paese fornitore interessato.4. A norma dei protocolli e di taluni accordi bilaterali conclusi con i paesi terzi, quando vi siano prove sufficienti che è stata effettuata una dichiarazione falsa relativamente al tenore in fibre, alle quantità, alla descrizione o alla classificazione dei prodotti originari dei paesi interessati, le autorità comunitarie possono rifiutare l'importazione dei prodotti in questione.Se dovesse inoltre risultare che il territorio di uno dei paesi in questione è coinvolto nel trasbordo o nella deviazione di prodotti non originari nel medesimo, la Commissione può introdurre limiti quantitativi nei confronti degli stessi prodotti originari dello stesso territorio, qualora non siano già soggetti a limiti quantitativi, o può adottare qualsiasi altra misura adeguata.Articolo 16Consultazioni1. La Commissione, conformemente alla procedura stabilita all'articolo 17, conduce le consultazioni di cui al presente regolamento secondo le seguenti modalità:- la Commissione notifica la richiesta di consultazioni al paese fornitore interessato;- la richiesta di consultazioni è seguita entro un termine ragionevole (comunque non oltre quindici giorni dalla notifica) da una relazione sui motivi e sulle circostanze che, a parere della Comunità, giustificano la presentazione di siffatta richiesta;- la Commissione avvia le consultazioni al più tardi un mese dopo la notifica della richiesta per giungere, entro il termine massimo di un mese, ad un accordo o a conclusioni di reciproca soddisfazione.2. Tuttavia, le consultazioni con Hong Kong sono disciplinate dalle seguenti norme:- la Commissione notifica ad Hong Kong la richiesta di consultazioni, corredandola di una relazione sui motivi e sulle circostanze che, a parere della Comunità, giustificano la presentazione di siffatta richiesta;- la Commissione avvia le consultazioni al più tardi entro quindici giorni dalla notifica della richiesta per giungere, entro il termine massimo di quindici giorni, ad un accordo o a conclusioni di reciproca soddisfazione.Articolo 17Funzionamento del comitato dei tessili1. È istituito un comitato dei tessili, in seguito denominato «comitato», composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.2. Il comitato stabilisce il proprio regolamento interno.3. Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nel presente articolo, il presidente di propria iniziativa o su richiesta del rappresentante di uno Stato membro, riferisce al comitato.4. Il presidente presenta al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere in merito a tali misure nel termine che il presidente può stabilire in relazione all'urgenza dei problemi in esame. Esso si pronuncia alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato che istituisce la Comunità economica europea per l'adozione delle decisioni che il Consiglio è invitato a prendere su proposta della Comunità. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione definita all'articolo suddetto. Il presidente non partecipa al voto.La Commissione adotta le misure proposte quando sono conformi al parere del comitato.Quando le misure proposte non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione presenta senza indugio al Consiglio una proposta relativa alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.Se, entro un mese dalla consultazione del Consiglio, quest'ultimo non ha deliberato, le misure proposte vengono adottate dalla Commissione.5. Il presidente può, di sua iniziativa o su richiesta di un rappresentante degli Stati membri, consultare il comitato per ogni questione relativa all'esecuzione o all'applicazione del presente regolamento.Disposizioni finali Articolo 18Gli Stati membri comunicano senza indugio alla Commissione le misure prese in applicazione del presente regolamento, nonché ogni altra disposizione legislativa, regolamentare e amministrativa relativa al regime d'importazione dei prodotti contemplati dal presente regolamento.Articolo 19Le modifiche degli allegati del presente regolamento, necessarie per tener conto della conclusione, della modifica o della scadenza di accordi, protocolli o intese con paesi terzi o degli emendamenti apportati alla normativa comunitaria in materia di statistiche, di regimi doganali o di regimi comuni all'importazione, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 17.Articolo 20Il presente regolamento non costituisce in alcun modo una deroga alle disposizioni degli accordi, protocolli o intese bilaterali sul commercio dei tessili conclusi dalla Comunità con i paesi terzi elencati nell'allegato II, che hanno la prevalenza in caso di conflitto.Articolo 21Il regolamento (CEE) n. 958/93 è abrogato, escluse le disposizioni transitorie applicabili fino al 31 marzo 1993.Articolo 22Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 1993.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Lussemburgo, addì 12 ottobre 1993.Per il ConsiglioIl PresidenteM. SMET(1) Vedi tuttavia l'allegato V, appendice A concernente i prodotti della categoria 33 importati dalla Cina, per i quali è richiesta un'autorizzazione di importazione.Elenco degli allegati I Elenco dei prodotti tessiliII Elenco dei paesi esportatoriIII Procedure di classificazione, origine, sistema di duplice controllo, sorveglianzaIV Cooperazione amministrativaV Elenco dei limiti quantitativi comunitariVI Prodotti del folclore e artigianaliVII Limiti quantitativi comunitari per reimportazioni in regime economico di perfezionamento passivoVIII FlessibilitàIX Clausole di salvaguardia; soglie di uscita dal paniereALLEGATO I ELENCO DEI PRODOTTI DI CUI ALL'ARTICOLO 1 (1)1. Non disponendo di elementi precisi circa la materia costitutiva dei prodotti delle categorie 1-114, si considera che essi siano costituiti esclusivamente di lana o di peli fini, di cotone o di fibre sintetiche o artificiali (2).2. Gli oggetti di vestiario che non siano riconoscibili come per uomo o per ragazzo o come per donna o per ragazza sono classificati come per donna o per ragazza.3. L'espressione «indumenti per bambini piccoli ("bébés")» comprende gli indumenti sino alla misura commerciale 86 compresa.>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>(1) Copre soltanto le categorie da 1 a 114, ad eccezione del Vietnam, per il quale sono coperte le categorie da 1 a 161, e della Polonia, dell'Ungheria, della Repubblica ceca e della Repubblica slovacca, della Bulgaria e della Romania, per le quali sono coperte le categorie da 1 a 123. Per la Polonia, l'Ungheria, la Repubblica ceca, la Repubblica slovacca, la Bulgaria e la Romania, le categorie da 115 a 123 sono comprese nel gruppo III B.(2) Per il Vietnam, i prodotti coperti da ciascuna categoria sono determinati dai codici della nomenclatura combinata (NC). Il simbolo «x» a fronte di un codice NC indica che i prodotti coperti in ciascuna categoria sono determinati dal campo di applicazione del codice NC nonché da quello della descrizione corrispondente.ALLEGATO I A >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO II Paesi esportatori di cui all'articolo 1 ArgentinaBangladeshBrasileBulgariaCinaColombiaRepubblica cecaEgittoGuatemalaHong KongUngheriaIndiaIndonesiaCorea del SudMacaoMalaysiaMaltaMessicoMaroccoPakistanPerùFilippinePoloniaRomaniaSingaporeRepubblica slovaccaSri LankaTaiwanTailandiaTunisiaTurchiaUruguayVietnam ALLEGATO III di cui agli articoli 1, 12 e 13PARTE I Classificazione Articolo 1La classificazione dei prodotti tessili di cui all'articolo 1, paragrafo 1 del presente regolamento si basa sulla nomenclatura combinata (NC).Articolo 2Su iniziativa della Commissione o di uno Stato membro, il comitato per la nomenclatura istituito dal regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio (1), esamina senza indugio, e conformemente al regolamento succitato, tutte le questioni riguardanti la classificazione dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1 del regolamento nella nomenclatura combinata (NC) onde classificarli nelle opportune categorie.Articolo 3La Commissione informa i paesi fornitori di qualsiasi cambiamento intervenuto nella nomenclatura combinata (NC) al momento dell'adozione da parte delle competenti autorità comunitarie.Articolo 4La Commissione informa le competenti autorità dei paesi fornitori di qualsiasi decisione presa conformemente alle procedure in vigore nella Comunità in materia di classificazione dei prodotti oggetto del presente regolamento, al più tardi entro un mese dall'adozione. Tale comunicazione comprende:a) una descrizione dei prodotti interessati;b) la relativa categoria e il codice della nomenclatura combinata (codice NC);c) le ragioni che hanno motivato la suddetta decisione.Articolo 51. Se una decisione di classificazione adottata conformemente alle procedure comunitarie vigenti, determina un cambiamento nella classificazione precedente oppure una modifica di categoria per qualsiasi prodotto oggetto del presente regolamento, le competenti autorità degli Stati membri concedono un preavviso di trenta giorni, a decorrere dalla data della notifica della Comunità, per la messa in vigore della decisione.2. I prodotti spediti anteriormente alla data di entrata in vigore della decisione rimangono subordinati alla precedente classificazione, sempreché le merci in oggetto siano presentate all'importazione entro sessanta giorni a decorrere da tale data. Articolo 6Qualora una decisione di classificazione, adottata conformemente alle procedure comunitarie di cui all'articolo 5 del presente allegato, riguardi una categoria di prodotti subordinata a un limite quantitativo, la Commissione avvia senza indugio consultazioni conformemente all'articolo 16 del regolamento al fine di raggiungere un accordo sugli adeguamenti necessari dei limiti quantitativi di cui all'allegato II.Articolo 71. Fatta salva qualsiasi altra disposizione in materia, in caso di divergenza tra la classificazione indicata nella documentazione necessaria per l'importazione dei prodotti oggetto del presente regolamento e la classificazione assegnata dalle competenti autorità dello Stato membro importatore, le merci in causa sono provvisoriamente subordinate al regime di importazione che ad esse si applica conformemente al presente regolamento sulla base della classificazione stabilita dalle suddette autorità.2. Le autorità competenti degli Stati membri informano la Commissione dei casi di cui al paragrafo 1 indicando in particolare:- i quantitativi dei prodotti interessati;- la categoria figurante nella documentazione d'importazione e quella registrata dalle autorità competenti;- qualora sia emessa una licenza di esportazione, il numero della licenza e la categoria indicata.3. Le competenti autorità degli Stati membri non rilasciano alcuna nuova autorizzazione d'importazione per i prodotti tessili soggetti ad un limite quantitativo comunitario figuranti nell'allegato V a seguito della riclassificazione prima di aver ottenuto conferma dalla Commissione che i quantitativi da importare sono disponibili conformemente alla procedura di cui all'articolo 12 del regolamento.4. La Commissione notifica ai paesi fornitori interessati i casi di cui al presente articolo.Articolo 8Nei casi di cui all'articolo 7 del presente allegato nonché in circostanze analoghe rese note dalle competenti autorità dei paesi fornitori, la Commissione, conformemente alla procedura di cui all'articolo 16 del regolamento, intraprende, se necessario, consultazioni con il paese o i paesi fornitori, al fine di raggiungere un accordo sulla classificazione definitiva dei prodotti oggetto della divergenza.Articolo 9Di concerto con le competenti autorità dello Stato o degli Stati membri importatori nonché del paese o dei paesi fornitori, nei casi di cui all'articolo 8, la Commissione determina la classificazione definitiva per i prodotti oggetto della divergenza.Articolo 10Quando un caso di divergenza di cui all'articolo 7 non può essere risolto conformemente all'articolo 9 del presente allegato, il comitato della nomenclatura della tariffa doganale comune è invitato, nell'ambito delle sue competenze e a norma del regolamento che lo istituisce, a stabilire la classificazione definitiva delle merci interessate.PARTE II Sistema di duplice controllo (per la gestione dei limiti quantitativi) Articolo 111. Le competenti autorità dei paesi fornitori rilasciano una licenza d'esportazione per tutte le spedizioni di prodotti tessili soggetti a limiti quantitativi di cui all'allegato V fino a concorrenza dei suddetti limiti.2. L'originale della licenza d'esportazione deve essere presentato dall'importatore ai fini del rilascio dell'autorizzazione di cui all'articolo 14.Articolo 121. La licenza di esportazione per i limiti quantitativi è conforme al modello accluso al presente allegato e può figurarvi, eventualmente, anche la traduzione in un'altra lingua. Essa deve attestare, tra l'altro, che il quantitativo del prodotto in questione è stato imputato al limite quantitativo fissato per la categoria cui il prodotto appartiene.2. Nel caso di Hong Kong, la licenza di esportazione è conforme al modello accluso al presente allegato, recante la dicitura «Hong Kong».3. Nel caso dell'India, la licenza di esportazione è conforme al modello accluso al presente allegato, in cui figurano le parole «export certificate/certificat d'exportation».4. Ciascuna licenza d'esportazione copre soltanto una delle categorie di prodotti elencate nell'allegato V.Articolo 13Le esportazioni vengono imputate ai limiti quantitativi fissati per l'anno in cui i prodotti contemplati dalla licenza di esportazione sono stati spediti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento.Articolo 141. Nella misura in cui la Commissione, in conformità dell'articolo 12 del presente regolamento, ha confermato che il quantitativo è disponibile entro il limite in questione, le autorità degli Stati membri indicati sulla licenza d'esportazione rilasciano un'autorizzazione d'importazione al più tardi entro cinque giorni lavorativi dal giorno in cui l'importatore ha presentato l'originale della licenza d'esportazione corrispondente. Ciò deve avvenire non oltre il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui sono state spedite le merci oggetto della licenza d'esportazione.2. Le autorizzazioni d'importazione valgono per un periodo di sei mesi a decorrere dalla data del loro rilascio. Su richiesta debitamente motivata dell'importatore, le competenti autorità di uno Stato membro possono estendere la durata di validità di un ulteriore periodo di tre mesi. Tali proroghe sono notificate alla Commissione. In circostanze eccezionali, l'importatore può richiedere una seconda proroga. Dette richieste eccezionali possono venir accolte solo con decisione presa in conformità della procedura di cui all'articolo 17 del regolamento.3. Le autorizzazioni d'importazione sono valide solo nello Stato membro che le ha rilasciate.4. La dichiarazione dell'importatore o la sua richiesta di un'autorizzazione d'importazione deve contenere:a) i nomi dell'importatore e dell'esportatore;b) il paese d'origine o, se diverso, il paese d'esportazione o il paese d'acquisto;c) la descrizione dei prodotti indicante:- la denominazione commerciale,- la designazione delle merci secondo il codice della nomenclatura combinata (codice NC);d) la categoria e il quantitativo nell'unità appropriata, come indicato nell'allegato V per i prodotti interessati;e) il valore, come riportato nella casella 12 della licenza di esportazione;f) eventualmente, la data di pagamento e di consegna e una copia della polizza di carico e del contratto di acquisto;g) la data e il numero della licenza d'esportazione;h) qualsiasi codice interno utilizzato a fini amministrativi;i) la data e la firma dell'importatore.5. Gli importatori non sono obbligati a importare in un'unica spedizione il quantitativo totale coperto da un'autorizzazione d'importazione.Articolo 15La validità delle autorizzazioni di importazione rilasciate dalle autorità degli Stati membri è subordinata alla validità e ai quantitativi indicati nelle licenze d'esportazione emesse dalle autorità competenti dei paesi fornitori, in base alle quali sono state rilasciate le suddette autorizzazioni d'importazione.Articolo 16Le autorizzazioni d'importazione o i documenti equivalenti sono rilasciati dalle competenti autorità degli Stati membri conformemente all'articolo 2, paragrafo 2 e senza discriminazione a ogni importatore della Comunità, indipendentemente dal luogo in cui è stabilito nella Comunità, fatta salva l'osservanza delle altre condizioni imposte dalle norme vigenti.Articolo 171. Se la Commissione constata che il volume totale coperto dalle licenze d'esportazione rilasciate da un paese fornitore per una determinata categoria in un anno qualsiasi dell'accordo supera il limite quantitativo fissato per detta categoria, le autorità che rilasciano la licenza negli Stati membri devono essere informate senza indugio di sospendere l'ulteriore rilascio di autorizzazioni d'importazione o di documenti d'importazione. In tal caso, si avvia immediatamente la speciale procedura di consultazione di cui all'articolo 16 del presente regolamento.2. Le competenti autorità di uno Stato membro rifiutano il rilascio di autorizzazioni d'esportazione per i prodotti originari di un paese fornitore non coperti da licenze d'esportazione rilasciate conformemente alle disposizioni del presente allegato.PARTE III Sistema di duplice controllo (per i prodotti sottoposti a sorveglianza) Articolo 181. Le autorità competenti dei paesi fornitori elencati nella tabella A rilasciano una licenza di esportazione o un documento d'informazione d'esportazione per tutti i prodotti tessili soggetti a procedure di sorveglianza secondo il sistema del duplice controllo.2. Nel caso della Turchia, il documento d'informazione d'esportazione per i prodotti tessili è rilasciato dalle associazioni turche degli esportatori di prodotti tessili e dell'abbigliamento di Istanbul, Akdeniz (Cukurova), Ege (Izmir), Uludag (Bursa), Antalya, Guneydogu. Nel caso dell'Egitto, le licenze d'esportazione sono rilasciate e vistate dal «Cotton Textile Consolidation Fund».3. L'originale della licenza d'esportazione deve essere presentato dall'importatore, ai fini del rilascio dell'autorizzazione all'importazione di cui all'articolo 21.Articolo 191. La licenza d'esportazione è conforme al modello accluso al presente allegato e può inoltre contenere la traduzione in un'altra lingua.2. Tuttavia, nel caso della Turchia, dell'Egitto e di Malta, la licenza d'esportazione è conforme ai modelli acclusi al presente allegato.3. Ciascuna licenza d'esportazione copre soltanto una delle categorie dei prodotti elencati nella tabella A.Articolo 20Le esportazioni sono registrate in base all'anno nel corso del quale i prodotti coperti dalla licenza d'esportazione sono stati spediti.Articolo 211. Le autorità dello Stato membro indicato sulla licenza d'esportazione rilasciano un'autorizzazione d'importazione al più tardi entro 5 giorni lavorativi dal giorno in cui l'importatore ha presentato l'originale della licenza d'esportazione corrispondente. Ciò deve avvenire non oltre il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui sono state spedite le merci oggetto della licenza d'esportazione. Tale scadenza non si applica nel caso dell'Egitto e di Malta; nel caso della Turchia, tutti i documenti d'informazione d'esportazione devono essere presentati alle autorità competenti degli Stati membri entro un termine di tre mesi a decorrere dalla data del rilascio.2. Le autorizzazioni d'importazione valgono per un periodo di sei mesi a decorrere dalla data del loro rilascio con la possibilità di una ulteriore proroga di tre mesi. Nel caso della Turchia, tale scadenza è di due mesi e, in circostanze eccezionali, può essere prorogata di un mese.3. La dichiarazione dell'importatore o la sua richiesta di un'autorizzazione d'importazione deve contenere:a) i nomi dell'importatore e dell'esportatore;b) il paese d'origine o, se diverso, il paese d'esportazione o il paese d'acquisto; quest'ultimo obbligo non si applica per la Turchia, l'Egitto e Malta;c) la descrizione dei prodotti indicante:- la denominazione commerciale,- la designazione delle merci secondo il codice della nomenclatura combinata (NC);d) la categoria e il quantitativo nell'unità appropriata, come indicato nella tabella A per i prodotti interessati;e) il valore, come indicato nella licenza d'esportazione;f) eventualmente, la data di pagamento e di consegna e una copia della polizza di carico e del contratto d'acquisto;g) la data e il numero della licenza d'esportazione;h) qualsiasi codice interno utilizzato a fini amministrativi;i) la data e la firma dell'importatore.4. Gli importatori non sono obbligati a importare in un'unica spedizione il quantitativo totale coperto da un'autorizzazione.Articolo 22La validità delle autorizzazioni d'importazione rilasciate dalle autorità degli Stati membri è subordinata alla validità delle licenze d'esportazione emesse dalle autorità competenti dei paesi fornitori, in base alle quali sono state rilasciate le suddette autorizzazioni d'importazione.Articolo 23Le autorizzazioni d'importazione o i documenti equivalenti sono rilasciati senza discriminazione a ogni importatore della Comunità stessa, indipendentemente dal luogo in cui è stabilito nella Comunità, fatta salva l'osservanza delle altre condizioni imposte dalle norme vigenti.Articolo 24Le competenti autorità di uno Stato membro rifiutano il rilascio di autorizzazioni d'importazione per i prodotti elencati nella tabella A originari di un paese fornitore non coperti da licenze d'esportazione rilasciate conformemente alle disposizioni del presente allegato.PARTE IV Sistema di controllo semplice (per i prodotti soggetti a sorveglianza) Articolo 251. I prodotti tessili provenienti dai paesi fornitori elencati nella tabella B sono soggetti a un sistema di sorveglianza semplice «a priori».2. L'immissione in libera pratica dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla presentazione di un documento di sorveglianza.3. Le autorità competenti degli Stati membri rilasciano i documenti di sorveglianza entro un termine di cinque giorni lavorativi a decorrere dal giorno della presentazione di una domanda da parte dell'importatore.4. I documenti di sorveglianza sono validi solo nello Stato membro che li ha rilasciati.Articolo 26La dichiarazione o la domanda presentata dall'importatore all'autorità competente dello Stato membro di immissione in libera pratica ai fini del rilascio di un documento di sorveglianza deve contenere:- il nome e l'indirizzo dell'importatore, dell'esportatore e del dichiarante,- il paese d'origine,- la descrizione delle merci,- il codice della nomenclatura combinata,- la categoria tessile,- la quantità dei prodotti nell'unità indicata nella tabella C per la categoria interessata,- la data e il luogo previsto per l'importazione, qualora siano noti,- il valore cif alla frontiera CEE.Essa è accompagnata da una copia conforme del titolo di trasporto, della lettera di credito, del contratto o di qualsiasi altro documento commerciale attestante l'intenzione di effettuare l'importazione.PARTE V Sorveglianza a posteriori Articolo 27I prodotti tessili provenienti dai paesi fornitori elencati nelle tabelle C e D sono soggetti ad un sistema di sorveglianza statistica a posteriori. In seguito all'immissione in libera pratica dei prodotti, le autorità competenti degli Stati membri notificano alla Commissione, mensilmente entro un mese dalla fine di ogni mese, le quantità totali importate in quel mese, specificando il codice di nomenclatura combinata e utilizzando le unità, e all'occorrenza le unità supplementari, utilizzate in quel codice. Le importazioni sono ripartite conformemente alle procedure statistiche in vigore.PARTE VI Disposizioni comuni Articolo 281. La licenza d'esportazione di cui agli articoli 11 e 19, nonché il certificato d'origine possono comprendere copie supplementari debitamente indicate come tali. Essi sono redatti in inglese, in francese o in spagnolo.2. Se i documenti in questione sono compilati a mano, le informazioni devono figurarvi ad inchiostro e in carattere stampatello.3. Il formato delle licenze d'esportazione o dei documenti equivalenti e dei certificati d'origine è di 210 × 297 mm. La carta è bianca, trattata con turapori, del peso minimo di 25 grammi al m² e senza pasta meccanica (2). I documenti hanno un fondo arabescato, in modo da far risaltare qualsiasi falsificazione con mezzi meccanici o chimici (3) (4).4. Le competenti autorità comunitarie accettano soltanto l'originale quale documento valido ai fini dell'esportazione, conformemente al presente regolamento.5. Ciascuna licenza d'esportazione o documento equivalente ovvero il certificato d'origine deve recare un numero di serie, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo (5).6. Detto numero si compone dei seguenti elementi (6):- due lettere che identificano il paese esportatore come segue:- Argentina = AR- Bangladesh = BD- Brasile = BR- Bulgaria = BG- Cina = CN- Corea del Sud = KR- Egitto = EG- Hong Kong = HK- Ungheria = HU- India = IN- Indonesia = ID- Macao = MO- Malaysia = MY- Malta = MT- Pakistan = PK- Perù = PE- Filippine = PH- Polonia = PL- Romania = RO- Singapore = SG- Sri Lanka = LK- Repubblica slovacca = SK- Repubblica ceca = CZ- Taiwan = TW- Tailandia = TH- Turchia = TR- Uruguay = UY- Vietnam = VNe - due lettere che identificano lo Stato membro di destinazione come segue:BL = BeneluxDE = GermaniaDK = DanimarcaEL = GreciaES = SpagnaFR = FranciaGB = Regno UnitoIE = IrlandaIT = ItaliaPT = Portogallo- un numero ad una cifra che identifica l'anno del contingente o l'anno di registrazione nel caso di prodotti di cui alla tabella A dell'allegato III, corrispondente all'ultima cifra dell'anno in questione, ad esempio 3 per il 1993,- un numero a due cifre che identifica l'ufficio del paese esportatore che ha rilasciato il documento,- un numero a cinque cifre compreso tra 00001 e 99999 assegnato allo Stato membro di destinazione.Articolo 29Le licenze d'esportazione e i certificati d'origine possono essere rilasciati dopo la spedizione delle merci cui si riferiscono. In questi casi essi devono recare la dicitura «délivré a posteriori» o «issued retrospectively» o «expedido con posterioridad».Articolo 30In caso di furto, perdita o distruzione di una licenza d'esportazione o di un certificato d'origine, l'esportatore può rivolgersi alle competenti autorità che hanno rilasciato il documento per ottenere un duplicato in base ai documenti di esportazione in possesso di tali autorità. La licenza o il certificato rilasciato in sostituzione dell'originale devono recare la dicitura «duplicata» o «duplicate» o «duplicado».Il duplicato deve indicare la data della licenza o del certificato originali.>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>(1) GU n. L 256 del 7. 9. 1987, pag.1.(2) Tali disposizioni non sono obbligatorie per Hong Kong.(3) Tali disposizioni non sono obbligatorie per Hong Kong.(4) Tali disposizioni non sono obbligatorie per la Turchia, l'Egitto e Malta.(5) Nel caso di Hong Kong, tale disposizione è obbligatoria unicamente per la licenza d'esportazione.(6) Nel caso del Perù, di Singapore, della Turchia, dell'Egitto e di Malta, tale disposizione entrerà in vigore successivamente.ALLEGATO IV di cui all'articolo 1Cooperazione amministrativa Articolo 1La Commissione comunica alle autorità degli Stati membri i nomi e gli indirizzi delle autorità dei paesi fornitori competenti a rilasciare i certificati d'origine e le licenze d'esportazione, nonché i modelli dei timbri utilizzati da dette autorità.Articolo 2Per i prodotti tessili subordinati ai limiti quantitativi di cui all'articolo 2 o alle misure di sorveglianza con sistema di duplice controllo di cui all'allegato III, gli Stati membri notificano alla Commissione, entro i primi dieci giorni di ciascun mese, i quantitativi totali per i quali sono state rilasciate durante il mese precedente autorizzazioni d'importazione, nell'unità appropriata, per ciascun paese di origine e ciascuna categoria di prodotti.Articolo 31. A titolo di sondaggio o qualora le autorità competenti della Comunità nutrano fondati dubbi sull'autenticità del certificato d'origine o sull'esattezza delle informazioni relative all'origine reale dei prodotti in questione, vengono effettuati controlli a posteriori dei certificati d'origine o delle licenze di esportazione.In questi casi le autorità comunitarie competenti rinviano il certificato di origine o la licenza di esportazione o una copia all'autorità governativa competente del paese fornitore interessato indicando, eventualmente, i motivi di fondo o di forma che giustificano un'indagine. Esse allegano al certificato di origine o alla licenza di esportazione la fattura eventualmente emessa o una copia della medesima e forniscono tutte le informazioni riunite che inducono a ritenere inesatte le diciture che figurano nel certificato o nella licenza di cui trattasi.2. Il paragrafo 1 si applica altresì ai controlli a posteriori delle dichiarazioni di origine.3. I risultati dei controlli a posteriori, effettuati a norma dei paragrafi 1 e 2, vengono portati a conoscenza delle autorità comunitarie competenti entro il termine massimo di tre mesi.Le informazioni comunicate indicano se il certificato, la licenza o la dichiarazione oggetto della contestazione si applicano alle merci effettivamente esportate e se queste ultime sono ammissibili all'esportazione nella Comunità a norma del presente regolamento. Le autorità comunitarie competenti possono inoltre esigere copie di tutta la documentazione necessaria per determinare l'esattezza dei fatti, in particolare l'effettiva origine delle merci stesse (1).4. Se da questi controlli emergono abusi o gravi irregolarità nell'uso delle dichiarazioni di origine, lo Stato membro interessato ne informa la Commissione che comunica queste informazioni agli altri Stati membri.Su richieste di uno Stato membro o su iniziativa della Commissione, il comitato dell'origine esamina quanto prima, conformemente alla procedura di cui all'articolo 13 del regolamento (CEE) n. 802/68, l'opportunità di esigere, per i prodotti interessati e nei confronti del paese fornitore in questione, la presentazione di un certificato di origine.La decisione viene presa conformemente alla procedura stabilita nell'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 802/68.5. Il ricorso alla procedura di cui al presente articolo, a titolo di sondaggio, non può ostare alla commercializzazione dei prodotti in questione.Articolo 41. Se dalla procedura di verifica di cui all'articolo 2, oppure se dalle informazioni di cui dispongono le autorità comunitarie competenti emerge che sono state trasgredite le disposizioni del presente regolamento, le suddette autorità chiedono al paese o ai paesi fornitori interessati di svolgere le indagini del caso o di prendere disposizioni in tal senso riguardo alle operazioni che sono o sembrano essere incompatibili con il presente regolamento. I risultati di tali indagini vengono comunicati alle autorità competenti della Comunità insieme a eventuali altre informazioni pertinenti che consentano di stabilire l'autentica origine delle merci.2. A seguito delle azioni attuate a norma del presente allegato, le autorità comunitarie competenti possono scambiare con le autorità governative competenti del paese fornitore qualsiasi informazione ritenuta utile per prevenire infrazioni al presente regolamento.3. Qualora si accerti l'infrazione al presente regolamento, la Commissione, che agisce conformemente alla procedura di cui all'articolo 17, può concordare con il paese o con i paesi fornitori le misure necessarie a prevenire il ripetersi di tali infrazioni.Articolo 5La Commissione coordina le azioni intraprese dalle competenti autorità degli Stati membri in base alle disposizioni del presente allegato. Le competenti autorità degli Stati membri informano la Commissione e gli altri Stati membri delle azioni da essi intraprese e dei risultati ottenuti.(1) Ai fini dei controlli a posteriori dei certificati di origine, l'autorità governativa competente del paese fornitore deve conservare per almeno due anni le copie dei certificati nonché, eventualmente, i relativi documenti d'esportazione.ALLEGATO V >SPAZIO PER TABELLA>Appendice A dell'allegato V >SPAZIO PER TABELLA>Appendice B dell'allegato V >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VI di cui all'articolo 3Prodotti artigianali e del folclore 1. L'eccezione di cui all'articolo 3 per i prodotti di fabbricazione artigianale si applica soltanto ai seguenti tipi di prodotti:a) tessuti ottenuti sui telai azionati esclusivamente a mano o a pedale, che siano prodotti tradizionali dell'artigianato di ciascun paese fornitore;b) indumenti o altri articoli tessili fabbricati tradizionalmente in ciascun paese fornitore, ottenuti a mano coi tessuti specificati al precedente comma e cuciti esclusivamente a mano senza l'aiuto di una macchina. Nel caso del Pakistan questa eccezione si applica ai prodotti dell'artigianato fatti a mano con i prodotti di cui alla lettera a). Nel caso dell'India questa esclusione si applica ai prodotti dell'artigianato fatti a mano con i prodotti di cui alla lettera a), diversi dagli indumenti. Per gli indumenti si applicano le disposizioni specifiche dell'allegato VIa;c) prodotti del folclore tradizionale di ciascun paese fornitore, fatti a mano ed enumerati in un elenco allegato agli accordi bilaterali interessati;d) nel caso del Bangladesh, dell'Indonesia, della Malaysia, dello Sri Lanka e della Tailandia, tessuti artigianali tradizionali batik e articoli tessili fabbricati con siffatti tessuti batik, cuciti a mano oppure con una macchina azionata a mano o a pedale. Il batik viene definito come segue:Il batik artigianale è fabbricato mediante un procedimento tradizionale con il quale si aggiungono colori e sfumature su un tessuto bianco o greggio. Il procedimento è manuale e si articola in tre fasi:i) applicazione a mano di cera sul tessuto;ii) tintura o pittura (applicazione di colore con il metodo tradizionale artigianale di tintura ovvero pittura a mano);iii) rimozione della cera facendo bollire il tessuto.Queste tre fasi vengono ripetute sul tessuto per ciascuno dei colori o delle sfumature del disegno.2. Questa eccezione è concessa soltanto ai prodotti contemplati in un certificato conforme al modello accluso al presente allegato che viene rilasciato dalle autorità competenti del paese fornitore.Tuttavia, nel caso della Turchia, il documento contenente le informazioni relative all'esportazione deve essere conforme al modello accluso al presente allegato.Nel caso del Bangladesh, dell'Indonesia, della Malaysia, dello Sri Lanka e della Tailandia, nella casella n. 11 del certificato vengono aggiunte le seguenti diciture:«(d) traditional handicraft batik fabrics and textile articles made from such batik fabrics»e«(d) tissus artisanaux traditionnels "batik" et articles textiles fabriqués à partir de tels tissus "batik"».Nel caso dell'India il certificato avrà il seguente titolo:«Certificate in regard to handloom fabrics, products of the cottage industry and traditional folklore products, issued in conformity with and under the conditions regulating trade in textile products with the European Economic Community».«Certificat relatif aux tissus tissés sur métier à main et aux produits faits avec ces tissus de fabrication artisanale et aux produits relevant du folklore traditionnel délivré en conformité avec et sous les conditions régissant les échanges de produits textiles avec la Communauté Economique Européenne».e nella casella n. 11, il paragrafo b) sarà così redatto:«(b) hand-made cottage industry products made of the fabrics described under (a)»e«(b) produits de fabrication artisanale faits à la main avec les tissus décrits sous (a)».Nel caso della Turchia, i documenti di esportazione devono riportare, ben visibile, la dicitura «FOLKLORE». Per quanto riguarda l'Ungheria, i certificati relativi ai prodotti di cui al punto c) devono riportare chiaramente la dicitura «FOLKLORE». Qualora si verifichino divergenze di opinione tra la Comunità e l'Ungheria sull'esatta natura dei prodotti, vengono avviate consultazioni entro un mese per risolvere tali differenze.Nei suddetti certificati si precisano i motivi per i quali viene concessa l'eccezione.3. Se le importazioni di uno dei prodotti di cui sopra raggiungono un volume tale da rischiare di creare difficoltà all'interno della Comunità, vengono avviate quanto prima consultazioni con i paesi fornitori al fine di risolvere il problema introducendo un limite quantitativo conformemente agli articoli 10 e 13 del presente regolamento.Le disposizioni della parte III dell'allegato III si applicano «mutatis mutandis» ai prodotti di cui al paragrafo 1 del presente allegato.ALLEGATO VIa INDIA 1. Le esportazioni di indumenti dell'artigianato indiano confezionati a mano con i tessuti di cui al paragrafo 1 dell'allegato VI (categorie dei prodotti dei gruppi IB, IIB e IIIB, all'allegato I) sono compresi nei limiti quantitativi fissati nell'allegato V. I prodotti in questione sono accompagnati da un certificato di esportazione.2. Per i prodotti delle categorie 6, 8, 15 e 27 sono stati fissati quantitativi supplementari, indicati nella tabella acclusa al presente allegato.3. Per tutte le spedizioni di indumenti soggetti ai limiti quantitativi figuranti nella tabella di cui al paragrafo 2, la licenza di esportazione prevista all'articolo 11, paragrafo 1 della parte II dell'allegato III è sostituita da un certificato conforme al modello accluso all'allegato VI.PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 393R3030.14. Il certificato di cui al paragrafo 3 deve obbligatoriamente indicare nella casella n. 7 i seguenti dati:- il numero della categoria cui appartengono i prodotti,- l'anno di contingentamento,- la dicitura «indumenti confezionati a mano».5. Le disposizioni degli articoli da 11 a 30 dell'allegato III, nonché le disposizioni dell'allegato IV relative alla cooperazione amministrativa sono applicabili anche alle spedizioni dei prodotti indicati nella tabella che segue e al certificato di cui al paragrafo 3.6. Le disposizioni dell'articolo 7 del regolamento sono applicabili ai quantitativi elencati nella tabella A, tuttavia, non sono ammessi trasferimenti da una categoria all'altra, tra detti limiti quantitativi e i limiti quantitativi fissati nell'allegato V.>SPAZIO PER TABELLA>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>ALLEGATO VII di cui all'articolo 5Traffico di perfezionamento passivo Articolo 1Le reimportazioni nella Comunità dei prodotti tessili di cui alla colonna 2 della tabella annessa al presente allegato, effettuate conformemente ai regolamenti sul perfezionamento passivo economico in vigore nella Comunità non sono subordinate alle limitazioni quantitative di cui all'articolo 2 del regolamento quando sono soggette ai limiti quantitativi specifici di cui alla colonna 4 della tabella e sono state reintrodotte nello Stato membro interessato previo perfezionamento nel paese terzo corrispondente, elencato nella colonna 1 della medesima tabella per ciascuno dei limiti quantitativi ivi indicati.Articolo 2Le reimportazioni non incluse nel presente allegato possono essere soggette a limiti quantitativi specifici conformemente alla procedura indicata all'articolo 17 del regolamento, sempreché i prodotti in questione siano soggetti ai limiti quantitativi indicati all'articolo 2 del presente regolamento.Articolo 31. I trasferimenti tra categorie e l'utilizzazione anticipata o riporto di determinate quote di limiti quantitativi specifici da un anno all'altro sono autorizzati conformemente alla procedura di cui all'articolo 17 del regolamento.2. Tuttavia, è possibile procedere a trasferimenti automatici, in conformità del paragrafo 1, nei limiti seguenti:- trasferimento tra categorie fino a concorrenza del 20 % del limite quantitativo della categoria verso cui viene effettuato il trasferimento, con l'eccezione delle reimportazioni dalla Bulgaria, dalla Repubblica ceca, dall'Ungheria, dalla Polonia, dalla Romania e dalla Repubblica slovacca, che sono autorizzate a trasferire fino al 25 %,- riporto di un limite quantitativo specifico da un anno all'altro fino a concorrenza del 10,5 % della quota dell'anno di effettiva utilizzazione, con l'eccezione della Bulgaria, della Repubblica ceca, dell'Ungheria, della Polonia, della Romania e della Repubblica slovacca, che sono autorizzate a riportare fino al 13,5 %,- utilizzazione anticipata di limiti quantitativi specifici fino a concorrenza del 7,5 % della quota dell'anno di effettiva utilizzazione.3. Ove si constati il fabbisogno di importazioni aggiuntive è autorizzato l'aggiustamento dei limiti quantitativi specifici conformemente alla procedura indicata all'articolo 17 del regolamento.4. La Commissione informa il paese terzo o i paesi interessati delle misure prese a norma dei precedenti paragrafi.Articolo 41. Allo scopo di applicare l'articolo 1, le autorità competenti degli Stati membri, prima di rilasciare autorizzazioni preventive in conformità dei regolamenti sul perfezionamento passivo economico vigente nella Comunità, notificano alla Commissione la quantità di richieste di autorizzazioni ricevute. Conformemente alla procedura di cui all'articolo 17 del presente regolamento, la Commissione trasmette conferma che i quantitativi richiesti sono disponibili per la reimportazione entro i rispettivi limiti comunitari.2. Le richieste incluse nelle notifiche trasmesse alla Commissione sono valide se indicano chiaramente per ogni caso:a) il paese terzo nel quale le merci saranno lavorate;b) la categoria dei prodotti tessili in questione;c) il quantitativo da reimportare;d) lo Stato membro nel quale i prodotti reimportati saranno immessi in libera pratica.3. Di norma, le notifiche di cui ai paragrafi precedenti del presente articolo sono comunicate per via elettronica nell'ambito della rete integrata istituita a tale scopo, a meno che motivi tecnici imperativi non rendano necessario il ricorso provvisorio ad altri mezzi di comunicazione.4. Per quanto possibile, la Commissione conferma alle autorità l'intero quantitativo indicato nella richiesta notificata per ciascuna categoria di prodotti e per ciascun paese terzo interessato. Le notifiche presentate dagli Stati membri, per le quali non è possibile dare conferma perché i quantitativi richiesti non sono più disponibili all'interno dei limiti comunitari, sono messe da parte dalla Commissione nell'ordine cronologico in cui sono state ricevute e sono confermate nel medesimo ordine non appena si rendano disponibili ulteriori quantitativi tramite l'applicazione delle flessibilità previste all'articolo 3.5. Le competenti autorità avvisano la Commissione immediatamente dopo essere state informate di qualsiasi quantitativo non utilizzato nel periodo di validità dell'autorizzazione all'importazione. Detti quantitativi non utilizzati sono automaticamente trasferiti nei quantitativi restanti del limite quantitativo comunitario o globale all'importazione per ciascuna categoria di prodotti e per ciascun paese terzo interessato.Articolo 5Il certificato di origine viene rilasciato dalle autorità governative competenti nel paese fornitore interessato, conformemente alla legislazione comunitaria in vigore e alle disposizioni dell'allegato III per tutti i prodotti contemplati dal presente allegato.Articolo 6Le autorità competenti degli Stati membri informano la Commissione dei nomi e degli indirizzi delle autorità competenti per il rilascio delle autorizzazioni preventive di cui all'articolo 4, nonché dei modelli dei timbri da esse utilizzati.>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VIII di cui all'articolo 7Flessibilità La tabella in appresso indica, per ciascun paese fornitore figurante nella colonna 1, le quantità massime che, previa notifica alla Commissione, esso può trasferire entro i limiti quantitativi corrispondenti indicati nell'allegato V, conformemente alle disposizioni seguenti:- l'utilizzazione anticipata del limite quantitativo per una particolare categoria stabilita per l'anno di contingente successivo è autorizzata fino alla percentuale del limite quantitativo per l'anno corrente indicata nella colonna 2;- le quantità non utilizzate in un dato anno possono essere riportate al limite quantitativo corrispondente dell'anno successivo fino alla percentuale del limite per l'anno di utilizzazione effettiva indicata nella colonna 3;- i trasferimenti dalla categoria 1 alle categorie 2 e 3 sono autorizzati fino alle percentuali del limite quantitativo verso cui è effettuato il trasferimento indicate nella colonna 4;- i trasferimenti tra le categorie 2 e 3 sono autorizzati fino alle percentuali del limite quantitativo verso cui è effettuato il trasferimento indicate nella colonna 5;- i trasferimenti tra le categorie 4, 5, 6, 7 e 8 sono autorizzati fino alle percentuali del limite quantitativo verso cui è effettuato il trasferimento indicate nella colonna 6;- i trasferimenti a qualsiasi categoria dei gruppi II o III (e, ove applicabile, del gruppo IV), da qualsiasi categoria dei gruppi I, II o III sono autorizzati fino alle percentuali del limite quantitativo verso cui è effettuato il trasferimento indicate nella colonna 7.Dall'applicazione cumulativa delle disposizioni sulla flessibilità di cui sopra non risulta alcun aumento del limite quantitativo comunitario per un dato anno superiore alla percentuale indicata nella colonna 8.La tabella delle equivalenze applicabile ai trasferimenti soprammenzionati figura nell'allegato I.Nella colonna 9 della tabella sono riportate condizioni supplementari, possibilità di trasferimenti e osservazioni.>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IX di cui all'articolo 10Clausole di salvaguardia; soglie di uscita dal paniere >SPAZIO PER TABELLA>