CELEX: 51965PC0142
Language: it
Date: 1965-05-05
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO RELATIVO ALLA DIFESA CONTRO LE PRATICHE DI DUMPING, PREMI O SOVVENZIONI DA PARTE DI PAESI NON MEMBRI DELLA C.E.E. (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (65) 142
Vol. 1965/0032
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA
                            COMMISSIONE
                                         I /III/COM(65 ) 142 def *
                                         Bruxelles , 5 maggio 1965
                                    PROPOSTA DI
              REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO RELATIVO ALLA DIFESA CONTRO
               LE PRATICHE DI DUMPING , PREMI O SOVVEZIONI DA
                       PARTE DI PAESI NON MEMBRI DELLA C.E.E .
                 ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
I/III /COM ( 65 ) 1^2 def .
                                             /
 ---pagebreak---                              HSLAZIONE
                          IHTRŒDUZIOHE
1.     A norma dell' articolo 113 òLel Trattato di Roma , dopo
l' espirazione del periodo transitorio , la politica commer­
ciale comune della CEE è fondata su principi uniformi , spe­
cialmente per quanto riguarda le misure di difesa commerciale ,
tra cui quelle da adottarsi in caso di dumping e di sovven­
zioni .
       Le condizioni richieste per l' attuazione di una politica
comune in questo settore devono essere riunite durante il
periodo transitorio .      La Commissione è tenuta a presentare le
proposte necessarie .
2.     Conformemente a questo mandato , la Commissione ha presen­
tato al Consiglio, che l' ha approvato il 25 settembre 1962,.
un programma di azione in materia di politica commerciale co­
mune che tratta, fra l' altro , dell' uniformazione delle misure
di difesa commerciale , in particolare contro le pratiche di
dumping, premi o sovvenzioni ( l ).
3.     In esecuzione di questo programma d' azione, la Commis­
sione ha presentato al Consiglio, nel mese di novembre 1963 »
la proposta di portata generale         d*un regolamento
del Consiglio che stabilisce dei principi comuni ed una procedura
comunitaria per la difesa commerciale della CEE contro pratiche
anormali da parte dei Paesi terzi ( 2 ).
       pino ad oggi , il Consiglio non ha ancora preso una deci­
sione su tale proposta .
                                 o
                           a           o
                                                            • • •/ • • •
( l ) Cfr . Gazzetta Ufficiale delle Comunità n . 90 dell' 5 ottobre 1962
( 2 ) Cfr . doc . I/C0M( 63)321 finale
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4.    La Commissione e tuttavia convinta della necessità di tuia
rapida messa in atto di strumenti di difesa commerciale efficaci - sul
piano comunitario .    Essa vi annette capitale importanza per quanto
concerne le pratiche di dumping, premi o sovvenzioni , che sono i
più ricorrenti tra le pratiche anormali i
a)    In questo settore le legislazioni degli Stati membri diffe­
riscono sensibilmente . In tre Stati membri esse non contemplano
neppure disposizioni antidumping propriamente dette , ma soltanto
clausole di salvaguardia di portata del tutto generale . La Comunità, in
quanto tale , non dispone delle basi giuridiche indispensabili per
l' adozione , se necessaria , immediata di efficaci misure di difesa .
Dato lo stato avanzato di realizzazione della libera circolazione
delle merci all' interno della Comunità, gli effetti di questa si­
tuazione non possono essere che nocivi alla Comunità stessa ,
quando è seriamente minacciata da pratiche di dumping, premi o
sovvenzioni .   L' importazione da parte di uno Stato membro di pro­
dotti che siano oggetto di tali pratiche potrebbe , in questo caso ,
aggirare le misure di difesa nazionale adottate da un altro Stato
membro . Evidentemente , il ricorso
 . degli Stati membri all' articolo 115 potrebbe , in una certa mi­
sura , ovviare a tale situazione . Tuttavia , ogni ricorso a questa
disposizione costituisce un regresso nella realizzazione del Mer­
cato comune , che mette in causa l' integrazione armonio­
sa e progressiva delle economie nazionali .
      Ciò non significa necessariamente che queste basi giuridiche
uniformi , una volta stabilite , troveranno un' applicazione
frequente .   In realtà, i diritti antidumping o compensativi sono
di applicazione sempre più rara .    L' importanza di una legislazione
antidumping    sta sopra tutto in una sua efficacia preventiva , che
di per sè costituisce un mezzo di salvaguardia efficace per. i produttori
della Comunità .    Non vi è quindi dubbio che la realizzazione di
un regolamento in questa materia sarà "già un elemento moderatore nella
condotta delle relazioni commerciali tra la CEE e i paesi terzi .
                                                             • « •I• • •
 ---pagebreak--- b)    I negoziati multilaterali nel quadro del "Kennedy Round"
annettono particolare importanza a questa esigenza di disposizioni
comunitarie .   Tutto le grandi potenze economiche che partecipano
ai negoziati in questione sono dotate di una legislazione anti-
dumping, la cui efficacia è in generale confermata da lunghi anni
di applicazione .   Soltanto la Comunità non dispone degli strumenti
indispensabili per un' azione efficace ed immediata .    He consegue che
le  riduzioni tariffarie da essa auspicate a      livello mondiale
possono accrescere la svia sensibilità agli effetti delle pratiche
di dumping, premi o sovvenzioni .    Di qui l' urgenza di dotare
la Comunità, in questo settore , dei meccanismi adeguati per una
azione uniforme
c)    Inoltre , le légisìeioni antidumping delle varie parti con­
traenti del GATT saranno , in quanto tali , oggetto dei negoziati
nel quadro del "Kennedy Round ",    Anche sotto questo profilo ,
sembra indispensabile stabilire lina posizione comunitaria in
tale settore .   Infatti, la Comunità dovrebbe poter dare l' esempio
e incoraggiare le sue controparti commerciali , mediante l' adozione
di una legislazione antidumping conforme ai principi del . GATT,
a modificare le loro legislazioni in parte superate e dannose„per
le esportazioni della Comunità .
5,    Queste considerazioni della Commissione sono state appoggiate
a più riprese da varie parti .   Sin dal 1963» il Comitato speciale
dell' articolo 111 ha auspicato la creazione sul piano comunitario
di meccanismi efficaci che consentissero l' adozione immediata di
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contromisure m caso di azione arbitraria da parte di Paesi terzi .
 Gli industriali della Comunità hanno espresso il desiderio di vedere
 la Conunità dotata degli stessi strumenti di difesa di cui dis­
pongono le sue controparti commerciali .        L' Unione delle Industrie
della Comunità europea ha ribadito recentemente il suo appello
insistente affinchè la Comunità disponga, entro breve termine ,
di principi comuni e di una procedura comunitaria per la salva­
guardia degli interessi comunitari contro le pratiche di dumping,
premi o sovvenzioni .     Le delegazioni degli Stati membri hanno con­
diviso in larga misura il parere della Commissione sulla necessità
di un atteggiamento comune in questo settore , in occasione della
discussione sulla sua proposta iniziale del novembre 1963 in ma­
teria di difesa commerciale .       Di conseguenza , il Comitato dei Rap­
presentanti permanenti ha espresso , nella sua riunione del 23 luglio
1964> il desiderio che la Commissione proceda all' elaborazione di
proposte concernenti ì
- un' armonizzazione accelerata delle legislazioni nazionali ?
- la creazione di una procedura di consultazione rafforzata ,
- l' applicabilità immediata di decisioni comunitarie da parto delle
autorità nazionali ( 3 )»
6.     La Commissione ha cercato di trovare una soluzione che rispon­
desse a tale desiderio .      I suoi servizi hanno tenuto numerose riu­
nioni con l' intervento di esperti degli Stati membri , e sono per­
venuti alle attuali proposte , sulla maggior parte delle quali le
amministrazioni nazionali competenti hanno già dato parere favore­
vole .   Tenendo conto dei risultati di tali riunioni , la Commissione
ha previsto delle disposizioni antidumping comuni che creino per
tutti gli Stati membri , una legislazione armonizzata nella misura
necessaria, nonché le basi giuridiche indispensabili par la difesa
della Comunità , in quanto ta3e , contro le pratiche di dumping,
                                                                • • • I• • •
( 3 ) Cfr . doc. n . S/564/64 ( COMER 59 ) àel 24 luglio 1964 .
 ---pagebreak--- proni o sovvenzioni . Un' intensificazione delle consultazioni
è alla "base delle norme procedurali elaborate . Infine , la forma
giuridica proposta , quella cioè del regolamento , che consenta
anche atti esecutivi sotto forma di regolamenti , tiene conto
della preoccupazione del Comitato dei Rappresentanti permanenti
di assicurare che ogni decisione concreta sull' istituzione di
un diritto antidumping o compensativo da parte della Comunità
possa essere immediatamente applicata dalle autorità nazionali .
7.    La Commissione sottolinea che essa non intende pregiudicare
con l' attuale proposta gli ulteriori sviluppi della proposta da
essa presentata al Consiglio , nel novembre 1963 , sulla difesa
commerciale della CEE contro pratiche anormali da parte dei Paesi
terzi .  Essa ritiene che la presonte proposta sulle misure di
difesa contro le pratiche di dumping, premi o sovvenzioni , costi­
tuisca la norma speciale rispetto alla proposta più generale sulla
difesa commerciale .
                            o       a
                     Campo di applicazione
8.    Il campo d' applicazione del regolamento proposto riguarda
unicamente le pratiche di dumping, premi o sovvenzioni , quando
emanino da un Paese non membro della CEE (articolo 1 , § 1 ).
Viene cosi' fatta una netta distinzione tra il campo d' applioa-
zione del presente regolamento e quello dell • artioolo $1 del Trat­
tato , che riguarda le pratiche di dumping all' interno della Comu­
nità . Inoltre , la Commissione ha voluto rispettare gli obblighi
particolari che , in materia , possono derivare da accordi tra la
Comunità e Paesi terzi , in particolare da accordi di associazione .
Di conseguenza, essa ha sottolineato che il regolamento non osta­
cola l' applicazione delle norme speciali previste da accordi con­
clusi tra la Comunità e Paesi non membri .
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9.    Le disposizioni materiali del regolamento proposto , conte­
nenti la definizione del dumping, dei premi o sovvenzioni e
delle contromisure permesse ( Titolo l ), corrispondono alle ri­
gide norme dell' articolo VT dell' Accordo Generale ( cfr . punto 10 ).
In linea di massima gli Stati membri sono vincolati da queste
ultime soltanto nei confronti delle Parti Contraenti del GATT .
L' articolo I, § 2 della proposta stabilisce quindi che le dispo­
sizioni del Titolo I non ostacolano l' adozione di misure parti­
colari , quando le pratiche in questione emanino da Paesi non
membri dell' Accordo Generale ,    La Comunità e , a norma dell' ar­
ticolo 24 della proposta , i suoi Stati membri , mantengono quindi
la loro attuale libertà d' azione t essi possono , per quanto ri­
guarda le condizioni per l' adozione di misure di difesa , nonché
la natura di esse e le modalità della loro applicazione , decidere
di non applicare il Titolo 1$ essi tuttavia possono anche atte­
nersi a tale Titolo applicando le rigide norme che esso impone .
Questa libertà di azione , bene inteso , ha i suoi limiti nelle in­
tese eventualmente convenute con Paesi terzi non membri del GATT
che comportino l' impegno di applicare le disposizioni del Titolo I ,
Tali intese potrebbero , a giudizio della Commissione , costituire
un elemento moderatore nella condotta delle relazioni commerciali
tra la CEE e i Paesi terzi .    Essa le ritiene quindi auspicabili
in linea di massima .
                                 0
                         0               0
                                                           • • •!m • •
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          Il dumping di prezzo e i diritti antidumping
10 .   Le disposizioni contenute negli articoli 2-7 costituiscono
le basi legali che giustificano il ricorso a misure di difesa contro pra­
tiche di dumping, premi o sovvenzioni riguardanti prodotti importati
nella Comunità .
      Esse costituiscono , come è già stato sottolineato ( cfr . punto 9 ),
una fedele trasposizione delle norme dell' articolo VI del GATT e
degli addenda al suo allegato I. Ne deriva di conseguenza che i
poteri delle istanze nazionali e comunitarie si esercita nell' as­
soluto rispetto degli obblighi derivanti dall' Accordo Generale
sulle Tariffe doganali e il Commercio .
11 .   Ciò signfica che non è possibile ricorrere a dazi antidum-
ping se non quando un prodotto determinato è oggetto di dumping
di prezzo , ossia quando il suo prezzo è il risultato di una mani­
polazione manifesta o occulta , ed in cui l' introduzione di tale
prodotto nella Comunità arreca pregiudizio ai produttori di questa .
12 .   Il valore normale da prendere in considerazione ai fini del­
l' accertamento del dumping di prezzo è il prezzo commerciale per
un prodotto simile nel paese di esportazione o d' origine | quando
non è possibile stabilire tale prezzo nel detto Paese , la compara­
zione deve effettuarsi partendo dal prezzo praticato all' esporta­
zione , oppure con riferimento al costo di produzione ( art . 3 § l )«
      Ne deriva che comunque non esiste alcuna possibilità di cac-
colare il margine di dumping assumendo come "valore normale " il
prezzo della merce simile prodotta o fabbricata in questo o quello
  ν
Stato membro della Comunità, o in quest' ultima considerata nel
suo insieme ,
                                                   ♦ • • • •
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13 .     Il ricorso ai diritti antidumping e altresì * possibile
 ( art . 3 § 2 ) quando il dumping di prezzo , anziché manifestarsi
al momento dell' importazione , si rivela successivamente , cioè
al momento in cui l' importatore procede alla "rivendita " del
prodotto in questione ad un prezzo inferiore al contempo a quello pra­
ticato nel paese estero e a quello fatturato dall' esportatore .
Si tratta del dumping di prezzo " occulto " previsto de»l pari dal
GATT nel suo addendum all' articolo VI .     Prevedendo espressa­
mente i due casi più frequenti attualmente , e precisamente sia
la rivendita in perdita, per la quale l' esportatore accorda ali 1 im­
portatore una qualsiasi compensazione , sia la rivendita in per­
dita , realizzata da un importatore associato con l' esportatore ,
la Commissione ha inteso scartare tutti gli altri casi che non
rientrano nel quadro ordinario del dumping di prezzo occulto ,
quali le vendite a "basso prezzo di fine stagione , di fine di
serie , di fine di scorte , di articoli fuori moda .
14 .     Un prodotto oggetto di dumping , si tratti di dumping di
prezzo rilevato all' atto dell' importazione , o di dumping cosid­
detto occulto , non può quindi essere sottoposto a un diritto anti-
dumping se non quando l' effetto del dumping sia tale da arrecare
o minacciare di arrecare un pregiudizio importante ad una produ­
zione esistente nella Comunità , o vi ritardi sensibilmente il
sorgere di una produzione ( art . 2, comma a ).
15 .     Per quanto concerne la portata del termine " produzione "
resta inteso che essa comprende settori di attività quali l' agri­
coltura, l' attività forestale , le aziende minerarie , ecc ., nonché
l' industria propriamente detta secondo l' interpretazione data dal
GATT stesso ( 4 ) .
                                                             • • •I • • •
( 4 ) Cfr . " Indice analitico dell' Accordo Generale ", Ed . 1959 *
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16 .   Per quanto riguarda . il "pregiudizio importante ", spetterà
alla Commissione , assistita dal Comitato consultivo , previsto
all' articolo 14, procedere caso per caso all' analisi di tutti
gli elementi e fattori in gioco e di valutarne la portata .
Certo , è auspicabile che a un dato momento la Commissione e il
Comitato sopracitato , basandosi sull' esperienza acquisita e
ispirandosi alle conclusioni generali cui sono pervenuti gli
esperti del . GATT, fissino dei criteri generali ai fini della vaè
lutazione del pregiudizio rilevante di cui trattasi . E' da
rilevare , d' altra parte , che è molto difficile e , in molti casi,
impossibile stabilire delle definizioni o delle regole precise
per la nozione del pregiudizio 'importante
                                à
                           0         0
         I premi , le sovvenzioni e i diritti compensativi
17 .   Le basi giuridiche per l' applicazione dei diritti compensa­
tivi sono fissate dagli articoli 2 e 5 della proposta , ^nche in
questo settore la Commissione si è attenuta alle norme dell' arti­
colo VI del GATT .   Sebbene alcune legislazioni estere non subordi­
nino la riscossione dei diritti compensativi all' accertamento di
un pregiudizio importante per una produzione , la Commissione ha
ritenuto che , come previsto espressamente dall' articolo VI § 6
lettera a ) del GATT, debba sussistere la condizione del pregiu­
dizio' importante per l' imposizione di diritti compensativi , allo
stesso titolo che per l' istituzione di diritti antidumping .
 ---pagebreak---                              - 10 -
18 .    Per quanto concerne la natura dei premi o sovvenzioni
la Commissione è del parere che l' articolo 5 copra non soltanto
le varie pratiche conosciute , ma anche quelle che potrebbero
essere immaginate in avvenire . Infatti , si evince da detto
articolo che i "premi " e le " sovvenzioni " da considerare ai
fini dell' applicazione dei diritti compensativi sono quelli
conoessi direttamente o indirettamente nel Paese di esportazione
o di origine , a qualsiasi titolo , e qualunque sia la natura o
il modo di attribuzione di essi , alla produzione , alla fabbrica­
zione , all' esportazione o al trasporto del prodotto in questione .
Vale a dire che la Commissione , pur ispirandosi alle conclusioni
cui è giunto in proposito il GATT ( 5 )> ritiene che i termini
"premi " e " sovvenzioni " non coprano unicamente i contributi ef­
fettivi , ma si riferiscano anche a pratiche di effetto equiva­
lente quali il ricorso a tassi di cambio multipli che , in alcuni
casi , possono essere considerati come sovvenzioni indirette ac­
cordate per garantire ad un prodotto nazionale esportato una situazione
privilegiata nei confronti della concorrenza estera .
                                0
                          Ο           ο
19 ,    La Commissione non ritiene che le disposizioni contenute
negli articoli 6 e 7 richiedano commenti particolari . Si tratta
di norme riprese dalle disposizioni del GATT .
                                                      • • •/ • • *
( 5 ) Cfr."I Diritti antidumping e i diritti compensativi "
      Relazione del Gruppo di esperti - Ginevra - marzo 1961 .
 ---pagebreak---                              - 11 -
      Quindi l' ammontare del diritto antidumping non potrà essere
superiore al margine del dumping, e l' ammontare del diritto com­
pensativo all' importo accordato a titolo di premio o sovvenzione »
      Inoltre viene precisato ( art . 7 ) che in nessun caso un pro­
dotto sarà soggetto contemporaneamente a diritti antidumping
e a diritti compensativi per ovviare ad una stessa situazione
provocata dal dumping o da premi o sovvenzioni .
20 .   Ne consegue che il Titolo I della proposta crea per la
Comunità una serie di obblighi che confermano la sua intenzione
di rispettare la regola del gioco degli scambi internazionali
quale è stata fissata dal GATT .    Negoziando ulteriori concessioni
tariffarie , essa sarà quindi in grado di richiedere ai Paesi
terzi lo stesso atteggiamento , e di ottenere garanzie affinché
le riduzioni di dazi negoziate non siano snaturate da misure di
protezionismo presentate come norme di difesa commerciale •
                                                       • • •/ • « t
 ---pagebreak---                 Denuncia ed esame dei fatti        ■
21 .   Il titolo II della proposta fissa le norme di procedura .
In linea di massima , quest' ultima inizia con una denuncia .
Detta denuncia può essere effettuata da qualsiasi persona fisica
o giuridica che si ritenga lesa o minacciata da pratiche di
dumping, premi o sovvenzioni ( art . 8 § l ).   Inoltre possono
esercitare il diritto di denuncia , in qualità di rappresentanti ,
le organizzazioni o raggruppamenti professionali di cui fanno
parte le persone in questione .
22 .  La denuncia deve essere rivolta all' autorità compotente
dello Stato membro in cui l' interessato eseroita la sua attività,
qualunque sia lo Stato membro dove le pratiche denunciate possono
produrre i loro effetti ( art , 8 § 2 ). E' sembrato alla Commis­
sione che attualmente questa procedura sia la più efficace , tenuto
conto delle esperienze pratiche acquisite dalle amministrazioni
degli Stati membri in merito all' esame dei fatti, nonohè della
loro conoscenza diretta degli ambienti interessati .
     E' stata prevista un' eccezione unicamente per gli organismi
o raggruppamenti professionali organizzati a livello della Comunità
dato che questi ultimi sono creati, in generale , per rappresentare
gli interessi dei loro iscritti presso la Commissione , e nella
maggior parte dei casi la loro sede si trova in prossimità di
quella delle Istituzioni europee , non sembrava opportuno un     rin­
vio alle autorità nazionali .   Le denuncio provenienti da tali
organismi o raggruppamenti possono quindi essere presentate di­
rettamente presso la Commissione .   Quest' ultima - da notare -
deve darne comunicazione agli Stati membri ( art . 8 § 3 )«
 ---pagebreak---                               - 13 -
23 .    Affinchè possa essere presa in considerazione dalle auto­
rità degli Stati membri o dalla Commissione , la denuncia deve
soddisfare determinate condizioni . In base a queste ultime ,
l' interessato deve fornire indicazioni quanto possibile complete
comunicando tutte le informazioni di cui dispone ( art . 9 ).
       Quando una denuncia introdotta presso uno Stato membro con­
tiene degli elementi previsti all' articolo 9» la Commissione
deve esserne informata 5 deve inoltre venirgli comunicato il
risultato dell' esame dei fatti , eventualmente effettuato sul
piano nazionale ( art . 10 § 1 - 3 ). La Commissione deve pure
essere informata quando uno Stato membro , indipendentemente da
ima denuncia , è convinto dell' esistenza di pratiche di dumping,
premi o sovvenzioni , pregiudizievoli ad una produzione della
Comunità .     E' apparso alla Commissione che in tal caso un diritto
d' iniziativa non potrebbe essere rifiutato agli Stati membri ,
tanto meno che esso esiste attualmente in parecchi ed è riconos­
ciuto , alle condizioni previste all' articolo 10, § 2, dal Gruppo
di esperti del GATT ( 6 ).
24 .    Sul piano comunitario , l' esame dei fatti è effettuato
dalla Commissione , la quale , in collaborazione con gli Stati
membri e senza indugio , raccoglie ogni informazione utile e pro­
cede a tutte le verifiche opportune ( art . 11 ).
       Per l' adempimento di questi compiti , in conformità all' ar­
ticolo 213/CEE, sono state previste per la Commissione determi­
nate competenze . Essa può udire le parti interessate . La Com­
missione può inoltre raccogliere ogni informazione appropriata
e domandare alle autorità competenti degli Stati membri di pro­
cedere alle verifiche necessarie . Essa può infine esigere che
all' atto dell' importazione di prodotti di cui si sospetti che
facciano oggetto di pratiche di dumping, premi o sovvenzioni ,
vengano fornite determinate informazioni , particolarmente ai fini
della comparazione dei prezzi di cui all' articolo 3 <lel regolamento
                                                            ê • •/• • •
( 6 ) Cfr . " Eapporto del Gruppo di esperti " - Ginevra 1961 , pagina 15 -
 ---pagebreak---                              - 14 -
La Commissione , nel proporre quest' ultima disposizione , si e
ispirata all' esempio di un gran numero di Paesi terzi , che ri*-
chiedono , nei loro formulari d' importazione , l' indicazione del prezzo
del prodotto in questione sul mercato del Paese d' asportazione .
25 .      procedura può essere oggetto di una certa pubblicità
mediante l' inserzione di un avviso nella Gazzetta Ufficiale delle
Comunità ( articolo 11 ),    Detto avviso mira a prevenire gli
esportatori esteri e gli importatori della Comunità in merito
all' eventuale instaurazione di misure di difesa .    Inoltre ,
esso consente di accelerare la procedura , incoraggiando gli
interessati a comunicare alla Commissione le informazioni che
essi posseggono sul caso di cui trattasi .
                                                                m
      La Commissione e consapevole degli effetti che può produrre
tale pubblicità.                                          '
                             ì
      In determinate circostanze la pubblicità può frenare o addi­
rittura arrestare ogni ulteriore importazione .     Di conseguenza,
essa è subordinata ad una condizione s la Commissione deve essere
convinta , in base alle informazioni raccolte , che a seguito di
pratiche di dumping, premi o sovvenzioni , potrebbe risultare
necessaria l' adozione di misure di difesa .
      In altre circostanze , la pubblicazione può produrre l' effetto
contrario : essa può incoraggiare un aumento delle importazioni
degli stessi prodotti prima che siano istituiti i diritti anti-
dumping 0 compensativi . La Commissione ha quindi dato a questa
disposizione un carattere non obbligatorio t quando lo ritiene
necessario , essa può rinunciare ad ogni pubblicazione .
                               O
                          O          Ù
 ---pagebreak---                           Consultazioni
26 .    Conformemente ai voti espressi dai Bappresentanti Permanenti
degli Stati membri ( vedi punto 5) una parte rilevante della pro­
cedura è costituita dalle oonsultazioni . Queste ultime permet­
tono alla Commissione e ai Governi degli Stati membri di esami­
nare , di concerto , i problemi che si pongono nel corso della pro­
cedura s esistenza di pratiche denunciate , margine del dumping
o ammontare del premio o della sovvenzione , realtà e importanza
del pregiudizio , misure di difesa idonee ed appropriate ( art . 15)*
Per tale ragione , le consultazioni dovranno iniziare immediata­
mente , qualunque sia lo stadio dell' esame dei fatti, non appena
uno Stato membro lo richieda o la Commissione lo reputi necessario
( art . 13 ). Le consultazioni si svolgono in seno a un Comitato
consultivo , composto dei rappresentanti di tutti gli Stati membri
e presieduto da un rappresentante della Commissione ( art . 14).
              Istituzione delle misure di difesa
       Dato che la procedura può portare a risultati differenti ,
la Commissione si è adoperata per tener conto di tutte le even­
tualità :
27 »    Il risultato definitivo della procedura può essere negativo :
tenuto oonto dell' esame dei fatti , effettuato sul piano comuni­
tario e dei pareri espressi in sede di consultazione , la Commis­
sione può trarre la conclusione che non sia necessaria alcuna
misura di difesa .    In tal caso , essa trasmette al Consiglio ima
relazione sull' esito delle consultazioni .    La Commissione prov­
vederà a pubblicare nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità, nel
caso in cui sia stato pubblicato un avviso ai sensi dell' articolo 12,
là chiusura della procedura di consultazione ( art . 16 ).
 ---pagebreak---                                 - 16 -
28 .    Per contro , ove il risultato definitivo dell' accertamento
dei fatti sia positivo , la Commissione presenta una proposta
al Consiglio .      In generale , detta proposta mira ad istituire
un diritto antidumping o compensativo , come stabilito dall' ar­
ticolo 2 ( art . 18 ).    Tuttavia , non è escluso che vengano pro­
poste misure particolari , ove le pratiche accertate siano state
messe in atto da Paesi che non sono parti contraenti del GATT
( art . 1 , § 2 ) .
29 »    Tuttavia, l' esperienza dimostra che l' accertamento defini­
tivo dei fatti può richiedere parecchio tempo .        Tale considera­
zione , già importante sul piano nazionale , lo è a maggior ragione
su quello comunitario , ove ogni decisione implica un accordo tra
Stati sovrani .      Qualora , durante tale periodo , la Comunità fosse
privata di ogni possibilità di azione , la sua difesa sarebbe , in
ampia misure , del tutto inefficace . Per tale ragione , la Commis­
sione si è ispirata alle legislazioni straniere .        Essa ha previsto
quindi , misure provvisorie , sotto forma di diritti provvisori ,
applicabili quando , prima dell' accertamento definitivo di tutti
i fatti , gli interessi della Comunità esigono una difesa immediata
        Per quanto concerne dette misure provvisorie , la procedura
normale , che presupporrebbe una proposta della Commissione ed una
decisione del Consiglio , è apparsa poco adatta .       In realtà, gli
inevitabili ritardi renderebbero illusoria una difesa efficace .
30 .    La proposta prevede quindi l' adozione delle misure provvi­
sorie da parte della Commissione ( art . 17 ).     L' azione di quest' ul­
tima è soggetta tuttavia a limiti ben precisi s
 ---pagebreak---                            - 17 -
a)      Prima della determinazione del diritto provvisorio,
dovranno sussistere alcune condizioni t la Commissione deve
avere la convinzione che le pratiche di dumping, premi o sor»,
venzioni esistono e minacciano di causare un pregiudizio ri­
levante ed imminente ad una produzione esistente nella Comu­
nità , Besterà solo da determinare il margine esatto del dum­
ping o l' ammontare effettivo del premio o della sovvenzione .
accordati . Inoltre , la Commissione dovrà tener conto di tutti
gli interessi in causa ,
b)      Le misure progettate sono limitate dalla loro natura e
dalla loro portata . E' possibile soltanto l' istituzione di un
diritto antidumping o compensativo provvisorio . L' ammontare
di tale diritto non può essere superiore al margine del dumping
provvisoriamente accertato , ovvero ali ' ammontare valutato del
premio o della sovvenzione »
c)      Quanto alla durata, l' applicazione delle misure provvi­
sorie è limitata a tre mesi , :
d)      Infine si è adottato il principio' secondo il quale spetta
al Consiglio stabilire l' atteggiamento definitivo della Comunità
e decidere sull ^. sorte delle somme riscosse a titolo di diritti
provvisori (art . 18, § 2), In linea di massima, le somme riscosse
sono definitivamente introitate fino alla concorrenza dei diritti
antidumping o compensativi, istituiti in via definitiva dal
Consiglio t le eventuali differenze verranno rimborsate . Ove
il Consiglio decida di non applicare un diritto antidumping o
compensativo, le somme in questione vengono interamente resti­
tuite ,  Tuttavia, il Consiglio può , su proposta della Commissione ,
adottare altre disposizioni .   In tal modo Esso potrà tener conto
di dati di fatto particolari , in presenza dei quali sarebbe in­
dotto , ad esempio , ad approvare , per il passato , le misure prov­
visorie , ma ad istituire per il futuro un diritto inferiore
a quello previsto da queste ultime .
                                                      • • •/• • •
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31 .    Per quanto concerne le misure provvisorie , la Commissione
è convinta che la proposta avanzata corrisponda alle preoccupa­
zioni ed ai voti espressi , in tale contesto , dagli Stati membri
e dagli interessati all' interno ed all' esterno della Comunità .
       'In realtà, le condizioni per l' istituzione di ciascun
diritto provvisorio offrono un massimo di garanzie perchè la
relativa applicazione sia giustificata sul piano internazionale
e conforme all' ordinamento giuridico degli Stati membri .
        Inoltre , la competenza della Commissione permette un' azione
rapida , garantita da una procedura d' urgenza .      Su richiesta dello
Stato membro , la Commissione , con riserva delle condizioni di
cui all' articolo 17 , deve istituire i diritti provvisori al mas­
simo entro i 4 giorni utili che seguono la ricezione della sud­
detta richiesta .
        Infine , il sistema proposto ha un carattere estremamente
duttile i durante il periodo di applicazione dei diritti prov­
visori , il Comitato ne esamina gli effetti e verifica periodi­
camente se le condizioni per la loro applicazione sono ancora
soddisfatte ( art . 19 )»   Se , ad esempio , la situazione ha subito
delle modifiche per effetto dei diritti provvisori , la Commis­
sione abroga o modifica i diritti istituiti .        In caso di ridu­
zione o di abrogazione retroattiva dei diritti in vigore , le
somme indebitamente riscosse vengono restituite .        Ove l' abrogazione
non abbia effetto retroattivo , le somme riscosse si consideranno come
definitivamente acquisite .      Per motivi pratici e per un caso
cosi' eccezionale , la Commissione ritiene che sia possibile dero­
gare al principio della competenza del Consiglio , cui spetta de­
cidere sul pagamento definitivo o sul rimborso delle somme riscosse
a titolo di diritti provvisori .      E' prevista la medesima solu­
zione , se al termine dei tre mesi di applicazione dei diritti
provvisori la Commissione non li abroga ed il Consiglio non sta­
bilisce l' atteggiamento definitivo della Comunità ( art . 17 , § 3 ).
 ---pagebreak---                               - 19 -
        La percezione dei diritti antidumping e - compensativi
32 .    Gli articoli' 21 e 22 della proposta rappresentano , in
certo qual modo , il corollario delle disposizioni precedenti .
In realtà, dopo aver' precisato le norme sostanziali e proce­
durali , è stato necessario prevedere delle precise disposizioni
per la corretta percezione dei diritti in questione . A tale
scopo , sono state proposte alcune regole generali ,       si è previsto
ugualmente la possibilità di stabilire disposizioni , particolari ,
che potranno essere necessarie all' atto dell' istituzione di un
diritto antidumping o compensativo .
33 . Sul piano delle "regole generali ", è stato precisato ( art . 21 ,
§ l ) che le misure adottate devono indicare tutti gli elementi
essenziali in ordine alla applicazione del diritto antidumping
o compensativo , quale ad esempio la voce doganale , la denomina­
zione commerciale e , secondo i casi , il paese d' esportazione o
di origine , l' impresa straniera che ha fabbricato e venduto il
prodotto , il tipo di diritto ( ad valorem o specifico ), il tasso , ecc .
34 .    Ai fini della determinazione dell' origine del prodotto , si
è stabilito che , in mancanza di disposizioni particolari adottate
al momento dell' istituzione dei diritti in questione , si appli­
cano le disposizioni del regolamento relativo alla definizione
comune della nozione di origine , che è stato presentato , sotto
forma di proposta, all' approvazione del Consiglio il 29 dicembre
1964 ( 7 ).
                                                   ■ « •I• • •
( 7 ) Vedi doc . IIl/l/COM(64)533 definitivo
 ---pagebreak---                            - 20 -
     Giova rilevare che i paesi il cui prodotto sia colpito da
un diritto antidumping o compensativo ( cfr . art . 21 , § 1 , c ),
non potranno avvalersi della clausola del trattamento generale
della nazione più favorita . Infatti , l' applicazione dei diritti
antidumping e compensativi è una eccezione a detta clausola .
35 . L 'articolo 22 § 1 fissa la regola generale secondo cui i
diritti antidumping o compensativi sono riscossi indipendentemente
dai dazi doganali e dalle altre imposizioni normalmente esigi­
bili all' importazione . Tale articolo mette in rilievo che la
percezione dai diritti antidumping o compensativi può avvenire
in deroga alle regole e procedure fissate dalla legislazione do­
ganale . Poiché la natura e la funzione dei diritti antidumping
e compensativi non consente la loro assimilazione ai dazi doganali
ed alle altre imposizioni esigibili all' importazione , è stato
necessario scostarsi da quelle regole e da quelle procedure .
Era necessario discostarsi dalle suddette regole e procedure
anche per risolvere il problema delle competenze amministrative
nazionali . In realtà, in tre Stati membri la percezione dei di­
ritti antidumping o compensativi viene effettuata dalle Amministra­
zioni degli Affari Economici , in una fase che precede la dichia­
razione doganale dei prodotti in oggetto , mentre negli altri Stati
la percezione viene effettuata dall' Amministrazione delle Dogane ,
in linea generale , al momento dello sdoganamento dei prodotti
medesimi .  Infine si doveva permettere l' applicazione dei diritti
antidumping in una data successiva a quella della percezione dei
diritti e delle tasse normalmente esigibili all' importazione .
                                                  • • •/ • • •
 ---pagebreak---                               - 21 -
In realta, si trattava di prevedere , in particolare , la possi­
bilità di riscuotere i suddetti diritti nel caso in cui il
Consiglio decidesse di applicare le misure in questione ai pro­
dotti che formano oggetto di dumping "occulto " ( art . 3 § 2) .
36 .   Sul piano dell' "applicazione eventuale di disposizioni
particolari all' atto dell' istituzione di un diritto antidumping
o compensativo , è stata prevista la possibilità di pettere in
opera disposizioni diverse da quelle previste dal regolamento
del Consiglio relativo alla definizione comune della . nozione di
origine (art . 21 § 2 ). In realtà, detto regolamento potrebbe
avverarsi insufficiente per far fronte a casi particolari .
37 .   Su questo stesso piano, ammesso che i diritti antidumping
o compensativi saranno , di regola, applicati nei confronti di
prodotti destinati alla libera pratica, la Commissione ha voluto
lasciare aperta la possibilità di applicare tali diritti anche
nei confronti di prodotti che . potrebbero beneficiare di un regime
sospensivo al momento della loro introduzione nella Comunità
(art . 22 § 2).
       L' introduzione , in regime sospensivo di dazi , di un prodotto
facente oggetto di pratiche di dumping, premi o sovvenzioni può,
a parere della Commissione , causare un pregiudizio all' economia
della Comunità . I>o stesso potrebbe avvenire , ad esempio , quando
un prodotto importato in dumping di prezzo è destinato alla tra­
sformazione ovvero alla lavorazione in regime di traffico di per­
fezionamento , In tal caso , il produttore , vittima di una concor­
renza sleale , per il fatto che i propri clienti trasformatori so­
stituiscono i suoi prodotti con altri prodotti stranieri acqui­
stati a prezzi "anormali ", non può essere privato del diritto
di ricorso , né tanto meno la Comunità del diritto di difesa, a
condizione che sia stato o potrebbe essere causato un pregiudizio
                                                         • • •/ • » •
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importante ad una branca di produzione della Comunità .
Tale precauzione è apparsa ad ogni modo necessaria , allo stato
attuale dei fatti , dato che la Comunità non ha ancora definito
la propria politica futura nel settore del traffico di perfezio­
namento .
       Gli stessi rischi possono presentarsi nel caso in cui i
prodotti di cui si tratta vengono introdotti in deposito doga­
nale .    In realtà, quantità notevoli di prodotti acquistati a
prezzi anormali possono avere un' influenza nefasta sul livello
dei prezzi dei prodotti simili fabbricati sul mercato interno
in quanto sfuggono , grazie all' immagazzinamento nei depositi
doganali , all' applicazione dei diritti antidumping o compensativi .
38 .   L' articolo 23 del regolamento tiene conto dell' interesse le­
gittimo delle parti interessate a che non siano divulgati i se­
greti relativi ai loro affari ,     Per tale ragione , le informazioni
raccolte , in quanto coperte dal segreto professionale , non devono ,
di massima , essere rese di dominio pubblico .
 ---pagebreak---                              - 23 -
                  Disposizioni transitorie
39 .   L' articolo 24 fissa la procedura da seguire fino al momento
dell' applicazione integrale dol regolamento .
       A   tal proposito , la Commissione ha preso le mosse dal
principio secondo cui, allo stato attuale del periodo transitorio,
potrebbe esser mantenuto , in linea di massima, lo statu quo .
Salvo un' eventuale azione comur.itaria, gli Stati membri possono
quindi adottare le misure nazionali che essi ritengono idonse
per la tutela dei , loro interessi .  Essi sono tanuti soltanto
all' osservanza delle norme del Titolo I, fondate su principi
già accettati dagli Stati membri , in virtù dell' articolo VI del
GATT, nonché a seguire la procedura di consultazione rafforzata
corrispondente ai voti espressi in tal senso dal Comitato dei
Rappresentanti Permanenti ( vedi punto 5) •
40 ,   Tuttavia, il mantenimento dello statu quo non è più giusti­
ficabile in quei settori in cui la realizzazione di un mercato
unico ha fatto progressi tali da rendere necessaria una politica
comunitaria non solo in materia di dazi doganali o prelievi agri­
coli , ma anche per quanto riguarda i diritti antidumping o compen­
sativi -:
a)     Nel settore agricolo , – peraltro soggetto in tutti i paesi,
per quanto concerne la difesa contro il dumping, i premi o le sov­
venzioni, alla 6tessa disciplina del settore industriale - più
dell '85 Ì« dei prodotti Ricade sotto la sfera di applicazione delle
organizzazioni comuni di mercato .    Quindi una procedura antidumping
il cui unico elemento comunitario sia costituito da consultazioni ,
sembrerebbe anacronistica . Per contro, la Commissione è convinta
che sia opportuno mettere sin da ora in vigore , per i suddetti
prodotti , una politica comunitaria in materia di diritti antidum-
ping o compensativi allo scopo di completare , su un piano generale ,
le disposizioni attualmente applicabili nel settore agricolo .
 ---pagebreak---                            - 24 -
In tal modo si potrebbe evitare che la Comunità faccia ricorso
caso per caso , a soluzioni particolari , poco soddisfacenti , come
hanno dimostrato le difficoltà recentemente sorte in ordine
all' applicazione differonziata di importi supplementari nel set­
tore delle uova .
b)     Per quanto riguarda il settore industriale , la soppres­
sione degli ostacoli tariffari all' interno della Comunità e il
ravvicinamento dei dazi nazionali alla tariffa doganale comune
hanno fatto progressi tali da indurre la Commissione a pronun­
ciarsi per la realizzazione completa dell' unione doganale in un
prossimo avvenire .   Quindi , una procedura antidumping, ancora
ampiamente nazionale , non sembra nemmeno giustificata per i pro­
dotti industriali per i quali la tariffa doganale comune è appli­
cata .
41 .   Ai sensi dell' articolo finale , gli Stati membri hanno
l' obbligo di assicurare , senza indugio , l' applicazione corretta
del regolamento proposto .    A tale effetto , essi devono , al più
tardi 6 mesi dopo la relativa entrata in vigore , adottare tutte
le misure di carattere generale o particolare ohe si rendano ne­
cessarie , segnatamente per la applicazione degli articoli 8 e 11 .
                               O
                      O                O
 ---pagebreak---       PROPOSTA DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO RELATIVO ALLA
                   DIFESA CONTRO LE PRATICHE DI
             DUMPING , PREMI 0 SOVVENZIONI DA PARTS DI
      PASSI NON MEMBRI DELLA COMUNITÀ'     ECONOMICA EUROPEA
         (presentata dalla Commissione al Consiglio )
      IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ 1 ECONOMICA EUROPEA,
      VISTO il Trattato che istituisce la Comunità Economica
      Europea, ed in particolare gli articoli 111 , 113 ;
      VISTA la sua decisione in data 25 settembre 1962 relativa
      ad un programma di azione in materia di politica commer­
      ciale ( l)j
      VISTA la proposta della Commissione $                  v
      CONSIDERANDO che , dopo lo spirare del periodo transitorio ,
     la politica commerciale della Comunità deve essere fondata
      su principi uniformi , e che l' attuazione di questa politica
     dopo lo spirare del periodo    transitorio presuppone la sua :
     progressiva instaurazione nel corso di tale periodo j
      CONSIDERANDO che le misure di difesa contro le pratiche
     di dumping, premi o sovvenzioni da parte di paesi non membri
     della CEE ne costituiscono tino degli elementi importanti ?
     CONSIDERANDO che le disposizioni degli Stati membri diffe­
     riscono sensibilmente in tale campo e che la Comunità - come
     tale - non dispone delle basi legali necessarie per l' ado­
     zione di efficaci misure di difesa :
                                                        J
     CONSIDERANDO che per lo sviluppo armonico degli scambi     esterni
     della Comunità è tuttavia indispensabile possedere dai mezzi
     di difesa uniformi, suscettibili di porre rimedio , con imme­
     diatezza ed efficacia, alle difficoltà create da pratiche
     di dumping, premi o sovvenzioni , e che tali mezzi possono
     costituire - per il solo fatto della loro esistenza - un elemen­
     to   moderatore per la condotta delle relazioni commerciali
     tra la CEE ed i Paesi non membri :
(l ) di G,U. delle Comunità Europee n . $0 del 5 ottobre 1962- p . 23537
 ---pagebreak--- CONSIDERANDO che , in conseguenza , conviene istituire sin d' ora
delle disposizioni comuni in materia ;
CONSIDERANDO che tenuto conto degli impegni internazionali che
vincolano già la Comunità e gli Stati membri , il presente rego­
lamento deve essere stabilito nel rispetto delle regole fissate
dall' articolo VI del GATT ;
CONSIDERANDO tuttavia che la Comunità e gli Stati membri , nelle
loro rispettive sfere di azione , devono conservare la loro at­
tuale libertà di adottare misure particolari nei confronti dei
Paesi con i quali non esiste un impegno contrattuale di appli­
care norme restrittive e conformi ai principi dell' articolo VI
del GATT ;
CONSIDERANDO che deve essere data una possibilità ad ogni per­
sona fisica o giuridica , che si ritiene danneggiata o minacciata
da pratiche di dumping, premi o sovvenzioni , di presentare una
denuncia e che questa denuncia deve rispondere a talune condi­
zioni che permettano di procedere all' esame dei fatti il più
rapidamente possibile ;
CONSIDERANDO che , nell' interesse della Comunità , conviene porre
in essere un' informazione reciproca   più completa possibile
tra gli Stati membri e la Commissione per quanto riguarda sia
le denunce   sia le iniziative delle competenti autorità contro
le pratiche in causa ;
CONSIDERANDO che sul piano comunitario l' esame dei fatti deve
essere effettuato dalla Commissione che , in stratta e costante
collaborazione con gli Stati membri e senza indugi , raccoglie
tutte le informazioni utili e procede a tutte le necessari
verifiche ;
 ---pagebreak--- CONSIDERANDO che può esser necessario dare una certa pubbli­
cità alla procedura mediante l' inserzione di un avviso sulla
Gazzetta Ufficiale delle Comunità, con lo scopo , da un lato di
 prevenire gli esportatori esteri e gli importatori della Co­
munità sull' eventuale instaurazione di misure di difesa, e
dall' altro d' incoraggiare la comuni oaa ione alla Commissione
d' informazioni utilij
CONSIDERANDO che , sulla base delle informazioni scambiate , è
essenziale procedere all' esame , sul piano comunitario , nel­
l' ambito di un Comitato consultivo , delle misure di difesa
idonee e che spetta alla Commissione sottoporre al Consiglio
le proposte necessarie ;
CONSIDERANDO che l' esperienza dimostra che per le pratiche di
dumping, premi o sovvenzioni, può , in certi casi , essere neces­
saria una procedura accelerata per l' istituzione di un diritto
antidumping o compensativo , e che qualora si presenti tale si­
tuazione per la Comunità, questa non deve essere sprovvista
di mezzi equivalenti durante i periodi relativamente lunghi
che possono essere necessari ai fini della constatazione defi­
nitiva dei fatti ;
CONSIDERANDO, quindi , che bisogna prevedere una procedura più
rapida di quella normale , a titolo cautelativo , per far fronte
a delle pratiche imprevedibili , e che le esigenze di rapidità
ed efficacia giustificano , a titolo eccezionale e senza pregiu­
dizio dell' azione successiva del Consiglio , che la Commissione
sia autorizzata a istituire , con una procedura di urgenza , a
iniziativa propria o in seguito a domanda di uno Stato membro ,
dei diritti antidumping o compensativi provvisori ;
 ---pagebreak---                             - 4 -
CONSIDERANDO che in caso di estrema urgenza e quando uno Stato
membro lo richiede , il termine entro il quale la Commissione
dovrà istituire con la procedura d' urgenza, i diritti provvisori ,
sempre che le condizioni per la loro applicazione siano riunite ,
deve essere limitato a quattro giorni feriali , a far data dalla
ricezione dèlia suddetta domandai
CONSIDERANDO che è indispensabile stabilire regole comuni per
l' applicazione dei diritti antidumping o compensativi al fine
di assicurarne la percezione esatta ed uniforme e ch9 dette re­
gole , data la natura e la portata di tali diritti , possono dif­
ferire dalle regole di percezione dei dazi d' importazione nor­
malmente esigibili ;
CONSIDERANDO che durante il periodo transitorio gli Stati membri
hanno il potere di stabilire misure nazionali idonne alla pro­
tezione dei loro interessi, ma che è necessario il ricorso ad
una procedura di consultazione rafforzata , e di applicare regole
comuni per quanto riguarda le condizioni sostanziali per l' ado­
zione di misure di difesa ;
CONSIDERANDO che però si giustifica l' applicazione dell' intera
regolamentazione comunitaria per i prodotti per i quali , prima
dello spirare del periodo transitorio , la Tariffa doganale comune
è integralmente applicata o per i quali esiste una organizzazione
comune di mercato ;
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
                                                   • • • /• • •
 ---pagebreak---                           Articolo 1
 1.    Le disposizioni del presente regolamento sono applicabili
 ai fini della difesa contro le pratiche di dumping, premi o
 sovvenzioni , da parte di Paesi non membri della Comunità , senza
 pregiudizio delle regole speciali previste in accordi conclusi
 tra la Comunità e tali Paesi .
 2.    Quando tali pratiche provengono da Paesi non Parti Contra­
 enti al GATT, le disposizioni del Titolo I non fanno ostacolo
 all' adozione di misure particolari .
 3.    Il presente regolamento si applica a tutti i prodotti .
 Tuttavia , esso non può fare ostacolo alla esecuzione delle
 regolamentazioni comunitarie in materia di politica agricola .
                           TITOLO   I   ,
                          Articolo    2
 Possono esser© soggetti s
 a ) a un diritto antidumping, i prodotti che formano oggetto
     di dumping di prezzo ai sensi dell' articolo 3 ;
 b ) a un diritto compensativo , i prodotti che beneficiano nel
     Paese d' origine o di esportazione di un premio o di una
     sovvenzione ai sensi dell' articolo 5»
 quando la loro introduzione causa o minaccia di causare un
 pregiudizio importante ad una branca di produzione esistente
 nella Comunità o vi ritarda sensibilmente la creazione di una
.branca di produzione .
 ---pagebreak---                             Articolo  3
1.      Un prodotto e considerato come introdotto in dumping di
prezzo nella Comunità quando il prezzo di tale prodotto è j
a ) inferiore al prezzo comparatile praticato nel corso di
    operazioni commercial ; normali per un prodotto simile desti­
    nato al consumo nel Paese d' esportazione o d' origine j
b ) o , in assenza di un tale prezzo in detto Paese , inferiore >
    - al prezzo comparabile più elevato praticato nel corso di
        operazioni commerciali normali per un prodotto simile
       esportato verso un altro Paese ,
    - o al costo di produzione di tale prodotto nel Paese
       d' origine , tenuto conto delle spese di vendita e del
       "beneficio .
2.     E' parimente considerato come introdotto in dumping dì
prezzo nella Comunità qualsiasi prodotto rivenduto da un impor­
tatore ad un prezzo inferiore , al contempo , a quello praticato ,
nel Paese di esportazione o d' origine e al prezzo fatturato
dall' esportatore :
a ) se detto esportatore accorda all' importatore un qualsiasi
    compenso per la perdita subita ;
b ) o se l' importatore a l' esportatore sono associati .
 ---pagebreak---                            Articolo 4
      All' atto della comparazione dei prezzi prevista all' arti­
colo 3 » è debitamente tenuto conto , in ogni caso t
a ) degli aggiustamenti da operare in funzione del volume e
    dello stadio delle transazioni commerciali ;
b ) delle differenze nelle condizioni di vendita ;
c ) delle differenze di tassazione ;
d ) delle altre differenze che influiscono sulla comparabilità
    dei prezzi .
                           Articolo 5
      Un prodotto è consderato come   aver  "beneficiato di premi
o di sovvenzioni , quando questi sono stati accordati, diretta­
mente o indirettamente , nel Paese d' esportazione o d' origine ,
a qualsiasi titolo e quale ne sia la natura o il modo di attri­
buzione , alla produzione , alla fabbricazione , all' esportazione
o al trasporto di tale prodotto .
 ---pagebreak---                           Articolo 6
1,   L' ammontare del diritto antidumping da percepire su ogni
prodotto che forma oggetto di dumping di prezzo non può essere
superiore al margine di dumping riguardante tale prodotto .
     Bisogna intendere per margine di dumping la differenza
di prezzo determinata conformemente alle disposizioni degli
articoli 3 e 4 .
     Nei casi previsti all' articolo 3 § 2, il margine di
dumping è calcolato partendo dal prezzo al quale il prodotto
è rivenduto dall' importatore .
2.   L' ammontare del diritto compensativo da percepire su:
ogni prodotto che forma oggetto di premi o sovvenzioni non
può essere superiore all' ammontale valutato dei premi o sov­
venzioni previsti all' articolo 5 «
                         Articolo 7
1.   Nessun prodotto sarà assoggettato al tempo stesso a diritti
antidumping e a diritti compensativi nell' intento di porre rimedio
ad una medesima situazione risultante dal dumping o da premi o
sovvenzioni .
2.   In nessun caso , un prodotto sarà assoggettato a diritti
antidumping o compensativi per il fatto che esso è esonerato
da dazi doganali o tasse che colpiscono il prodotto simile al­
lorché esso è destinato ad essere consumato nel Paese d' espor­
tazione o d' origine , oppure per il fatto che tali dazi o tasse
sono rimborsati .
 ---pagebreak---                            TITOLO II
                           Articolo 8
1.      Ogni persona fisica o giuridica che si ritiene lesa o
minacciata da pratiche di dumping, premi o sovvenzioni può
presentare una denuncia contro tali pratiche nelle condizioni
appresso indicate .
2.      La denuncia è presentata per iscritto all' autorità compe­
tente dello Stato membro nel quale il denunciante esercita
la sua attività, qualunque sia , per altro , lo Stato membro
in cui le pratiche denunciate possano produrre i loro effetti .
3.      Tuttavia, quando essa proviene da un organismo ò raggrup­
pamento professionale organizzato sul piano della Comunità, la
denuncia può essere presentata alla Commission, la quale ne
da comunicazione agli Stati membri .
                           Articolo 9
La denuncia deve contenere s
a ) l' indicazione del prodotto di cui il denunciante ritiene
     che esso forma oggetto d' un dumping o beneficia di premi
     o sovvenzioni !
b ) l' indicazione del Paese d' esportazione e , quando è possi­
     bile , del Paese d' origine del prodotto considerato ;
c ) elementi che permettono all' autorità competente dello Stato
     membro adito o alla Commissione di accertare se le pratiche
     di dumping, premi o sovvenzioni esistono e causano o minac-
.  -.ciano di causare un pregiudizio importante ad una branca di
    produzione esistente nella Comunità o vi ritardano sensibil­
    mente la creazione di -una branca di produzione ,
 ---pagebreak---                             - 10 -
                        Articolo    10
1.    Quando la denuncia introdotta presso uno Stato membro
contiene gli elementi previsti all' articolo 9 > 1° Stato membro
interessato ne informa immediatamente la Commissione .
2.   E * parimenti quando , nell' assenza di una denuncia , uno
Stato membro ritiene che delle pratiche di dumping , premi
o sovvenzioni esistono e causano o minacciano di causare un
pregiudizio importante ad una produzione esistente nella Comu­
nità o vi ritardano sensibilmente la creazione di una produzione .
3.   Quando lo Stato membro interessato ha proceduto , sul piano
nazionale , ad un esame dei fatti , i risultati di tale esame
sono comunicati alla Commissione .
4.   La Sommissione trasmette , senza indugio , le informazioni
di cui sopra agli altri Stati membri .
 ---pagebreak---                             Articolo 11
1.      In vista di un esame immediato dei fatti sul piano comu­
nitario , la Commissione , in collaborazione con gli Stati membri
e subito dopo la ricezione delle comunicazioni previste al­
l' articolo 10 o di una denuncia in virtù dell' articolo 8 § 3>
raccoglie tutte le informazioni utili e procede ad ogni idonea
verificazione .
2.      Nell' adempimento di tali compiti , la Commissione , quando
essa lo ritiene necessario , può in ispecial modo :
- sentire le Parti interessate }
- raccogliere informazioni presso le autorità compententi degli
 . Stati membri , nonché presso ogni persona fisica o giuridica,
   ivi compresi gli importatori , i commercianti , i produttori ,
   i raggruppamenti e organismi professionali !
- domandare alle autorità competenti degli Stati membri di pro­
   cedere a tutte le verifiche utili, specialemente presso gli
   importatori , commercianti o produttori della Comunità }
- decidere che , all' atto dell' introduzione di prodotti sospetti
   di . formare oggetto di dumping, premi o sovvenzioni , gli impor­
   tatori siano tenuti a fornire informazioni controllabili in
   merito a tali prodotti, in vista, in particolar modo , della
   comparazione dei prezzi di cui all' articolo 3 .
3 . . Gli agenti delegati dalla Commissione, su domanda di quest' ul­
   tima o dell' autorità competente dello Stato membro sul territorio
   del quale la verifica prevista dal paragrafo precedente deve
   essere effettuata, possono prestare assistenza agli agenti di
   detta autorità nell' adempimento dei loro compiti .
 ---pagebreak---                         Articolo 12
       Qaando le informazioni raccolte fanno apparire che delle
misure di difesa contro delle pratiche di dumping , premi o
sovvenzioni potrebbero essere necessarie , la Commissione può
decidere la pubblicazione di un avviso nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunità .   Tale avviso indica i prodotti in causa , nonché
il loro Paese di esportazione o di origine .    Esso precisa
al contempo che tutte le informazioni relative all' affare
possono essere comunicate alla Commissione .
                        Articolo 13
       piando uno Stato membro ne fa richiesta , delle consulta­
zioni sono immediatamente aperte .   Esse possono ugualmente
aver luogo per iniziativa della Commissione .
                        Articolo 14
1.    Le consultazioni previste all' articolo 13 si svolgono
in seno a un Comitato consultivo , appresso denominato il
" Comitato ", composto da rappresentanti di ogni Stato membro
e presieduto da un rappresentante della Commissione .
2.    Il Comitato si riunisce su convocazione del suo presidente .
Quest 'ul timo comunica agli Stati membri tutti gli elementi
d' informazione utili .
 ---pagebreak---                           Articolo 15
Le consultazioni vertono speoialment© t
a ) sull' esistenza delle pratiche denunciate ,
b ) sul margine di dumping o sull' ammontare del premio o della
    sovvenzione accordati ,
o ) sulla realtà e l' importanza del pregiudizio che è stato
    causato , o che minaccia di esserlo , ad una produzione
    esistente nella Comunità ,
d ) sul rischio che la creazione di una produzione nella Comu­
    nità sia sensibilmente ritardata ,
e ) sulle misure idonee , avuto riguardo all' insieme delle cir­
    costanze , per rimediare agli effetti di dumping, del premio
    o delle sovvenzioni , nonché sulle modalità della loro appli­
    cazione .
                          Articolo 16
      Qaando la Commissione , tenuto conto dei pareri espressi
in seno al Comitato , ritiene che non si rende necessaria alcuna
misura di difesa , essa trasmette al Consiglio una relazione
sull' esito delle consultazioni .
      In questo caso , la Commissione pubblica , senza indugio , sulla
Gazzetta Ufficiale delle Comunità, la chiusura della procedura!,
qualora un avviso sia stato pubblicato in virtù dell' articolo 12 .
 ---pagebreak---                            - 14 -
                          Articolo 17
1.    Quando la Commissione ritiene che le pratiche denunciate
minacciano di causare un pregiudizio importante e imminente
ad una produzione esistente nella Comunità e che gli interessi
di questa necessitano un' azione immediata , essa instaura , con
procedura di urgenza e , se le circostanze lo permettono ,
dopo aver sentito il Comitato , un diritto antidumping o com­
pensativo provvisorio , nell' attesa della determinazione defi­
nitiva del margine di dumping o della valutazione esatta del­
l' ammontare del premio o della sovvenzione accordati .
      Nel caso in cui tale azione è stata richiesta da uno Stato
membro , la procedura di urgenza sopraprevista non deve oltre­
passare il termine massimo di 4 giorni feriali a datare dalla
ricezione della domanda .
2.    In nessun caso l' ammontare del diritto provvisorio può
oltrepassare il margine di dumping provvisoriamente determi­
nato 0 l' ammontare valutato del premio o della sovvenzione .
3.    Senza pregiudizio delle disposizioni dell' articolo 19,
le misure adottate in virtù del paragrafo primo rimangono
applicabili fino all' entrata in vigore di una decisione del
Consiglio ai termini dell' articolo 18 e al più tardi durante
3 mesi ;  allo spirare di tale tennine le somme percepite a
titolo di diritto provvisorio si considerano come definitiva­
 mente acquisite .
 ---pagebreak---                             - 15 -
                         Articolo 18
1»    Quando, dopo constatazione definitiva dei fatti , la Com­
missione ritiene , tenuto conto dei pareri espressi in seno al
Comitato, che gli interessi della Comunità necessitano delle
misure di difesa contro pratiche di dumping, premi o sovven­
zioni , essa sottopone una proposta al Consiglio ,
2.    Allorquando è stata fatta applicazione dell' articolo 17, ■
le somme percepite a titolo di diritti provvisori sono defini­
tivamente acquisite a concorrenza dell' ammontare dei diritti
antidumping o compensativi istituiti dal Consiglio in virtù
del paragrafo primo del presente artioolo .   Le differenze
eventuali sono restituite .   Nel caso in cui il Consiglio decide
che non occorre applicare un diritto antidumping o compensativo,
dette somme sono totalmente restituite •   Tuttavia , per tener
conto di' situazioni particolari , il Consiglio può , su proposta
della Commissione , adottare altre disposizioni per quanto
riguarda l' introito definitivo o il rimborso delle somme per­
cepite a titolo di diritti provvisori .
                                                 • • •/ • • •
 ---pagebreak---                                - 16 -
                            Articolo  19
1.    Durante il periodo ài applicazione delle misure previste
agli articoli 17 e 18 , il Comitato esamina i loro effetti e
verifica periodicamente se le condizioni per la loro applica­
zione sono ancora riunite .
2.     Quando , tenuto conto dei pareri espressi in seno al Comitato ,
la Commissione ritiene che l' abrogazione o la modificazione di
tali misure s' impone , essa s
- propone al Consiglio , senza indugio , l' abrogazione o la modi­
   ficazione delle misure adottate in virtù dell' articolo 18 .
   In caso di riduzione o di abrogazione retroattiva di un diritto
   in vigore , le somme indebitamente percepite sono restituite ;
- abroga o modifica essa stessa, senza indugio , 19 misure che sono
   state applicate in virtù dell' articolo 17 .  In caso di riduzione
   o di abrogazione retroattiva dei diritti provvisori in vigore ,
   le somme indebitamente percepite sono restituite .   Qiando l' abro­
   gazione non ha effetto retroattivo , le somme percepite sono
   considerate come definitivamente acquisite .
                            Articolo  20
      Le misure adottate dal Consiglio o dalla Commissione ai
termini del presente regolamento sono immediatamente applicabili
a partire dalla data fissata o , in difetto , dal terzo giorno dopo
la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità .
 ---pagebreak---                                                                    ? * rlT - ■
                                                             ^TITOLÒ -^ ÌII
 ebani ai i *                            orto» Ivi                          zji.ìq,mòi'tnji ir fi-x^l 1 , » I
     -•iort Ifíoi^iôoqai. &zti& p ©«aa? ^ i^ufr^oij is«â Jtai> ôtóoiMtoqiiiMti:
                                ^¿tíoW£í&*4£ f-*Bóom ít om"t' ** **»«»•*• ***** 0 .'
                                           . ©fíoiaiííiíei cioí ell&b oy;b8 ' XXjs JtJâasií ©fio a
       a ) la loro classificazione tariffaria ;
aes *) 'li^br^^rtorfiWiioW^^e^fai©1 ^ tlt                                                                                   „S   ..
        ih *).£fwin i»v ;> mo i r, mi &<?$& * L efrulzz® naà iTiofi^ia© 4j/a»ffiX««iofS .
       c) il loro Paese d' esportazione o d' origine e , all' occorrenza,                                                           '
        étjsttQhn íaois¡'soqac,D o i \ lvXt»B¡\ffqmoo o ¡$¿s /q¿uíi>l 3fi.fi ¿ i'-;1
                 la ragione sociale delle, ditte straniere, ohe. li, hanno fabbricati
 «sI.SJ/p f.i: , fc'?3 ofifiaX0«*Xvì . lt4'X3.iÌ> Hai i.h                                       4>i '           t.J'J'ii' aàJ3..
             11 o venduti .
                         . iXljVI-ítJ&OTfKt Ò11OÔ0O ôíi.UioÊ ÍÍRí.ig QlitlpQ&jBí ■ o «f«exa
                              ,    V .
       2*             In difetto di disposizioni particolari stabilite all' atto
       dell' istituzione di un diritto . antidumping o compensativo, si
                                                                     cXoùiS'ïk
       applicano le disposizioni deX"régólàmento del Consiglio del . • . »
       relativo alla definizione comune della ^nozione dell' origine, '■
              •" don otr íÍ'I'.iíí'^ííí         ¿ y ¿ i ^ o *n"oX&¿A£'.-<ioCj ¿í 1,                         vu              »£
       nonché X|e disposizioni
       O:                       ™ i'-'j Ci
                                                         adottate in applicazione,
                                              X j ii.'1. ò --} Oi'iGJÌs        *.* i'XJ.iv -™1
                                                                                                      di tale
                                                                                                  «- \t>
                                                                                                                       regola-»
                                                                                                            ^ ^ i - Jv X 1 ^ ^
       mento /                                                            .                    ....                      .....
            . «sínaiaôtq; Xels okoIs.soÍ: Xqq;ji aí o.fXc>yo&'í onnaií &do xfi&ism^Xnx'
 ~ea . Inh âJ-astrçoo o«6e                                       o'*oX si *s<3<t tíl&úp ®X '* cmíatfale^'*
        :           .                                                                    » alicia «íçíloTq o d 0*23'
 ~iu.rç *X£â &ft«àqo . ifi îiûii où^rtq. ■çiïm%&î:sq' J»& é'hc£^iàc>qei& ■»£ ■ ♦ § '■
     <21 o Xc&iírtji' X&^lííJtfS&jt fB .                                      Jfiols^olVíi vli encdíjaiolXíf.
       e;toicí(is;>i;Xf2qâ íti ®<í &Í ? oÍ>a - ©^i/ ars? èllols &aciSitr2íea » XXs£ ! êíÍ0KC>ít
       otóóo 'zm&t mêb giíoissj3ôiWííi/<t etóD , oí«íiS?isXo^£>t ©iffteeèt^ X&h
    "• ih ô"xeí>ev <io« « ©íijaRSíc^ífti ia^^i ô,tíoi>' ©8»««âí«i--oinf/íl'áeí XeA
          ,                                               ,           vHtâl&tb - iíst-íB®® oaoX x . iá-e^íí/V'
                                                                                                      ♦ • •/ •««
                       *
                 » * » \» » »
 ---pagebreak---                                 - 18 -
                            . Articolo 22
1.    I diritti antidumping o compensativi sono percipiti in modo
indipendente dai dazi doganali , tasse e altre imposizioni nor­
malmente esigibili all' importazione , secondo la forma , il tasso
o altri elementi ohe permettono di determinare l' ammontare che
sono fissati all' atto della loro istituzione .
2.    L' importazione in regime sospensivo, di dazi doganali e tasse
normalmente esigibili non esclude l' applicazione eventuale di
diritti antidumping o compensativi ^      le disposizioni adottate
ali 'atto dell ' istituzione di tali diritti precisano se , in quale
misura e secondo quali modalità occorre percepirgli .
                             Articolo 23
1»    Il Consiglio , la Commissione e gli Stati membri , nonché i
loro funzionari e altri agenti , sono tenuti a non divulgare le
informazioni che hanno raccolte in applicazione del presente
regolamento e le quali , per la loro natura , sono coperte dal se­
greto professionale .
2.    La disposizione del paragrafo primo non si oppone alla pub­
blicazione d' informazioni generali ai termini dell' articolo 12 ,
nonché della motivazione delle misure adottate in applicazione
del presente regolamento .     Tale pubblicazione deve tener conto
del legittimo interesse delle parti interessate a non vedere di­
vulgati i loro segreti d' affari .
                                                         ♦ • •/ • • •
 ---pagebreak---                              - 19 -
                           TITOLO   IV
                          Articolo   24
1.     Durante il periodo di transizione e al più tardi fino
all' applicazione integrale della tariffa doganale comune o
all' entrata in vigore di un' organizzazione comune di mercato ,
per il prodotto in causa , ogni Stato membro può prendere , in
conformità alle regole previste dal Titolo I, le misure nazio­
nali idonee alla salvaguardia dei suoi interessi .
2.     Quando è prospettata l' applicazione di una tale misura
nazionale e preliminarmente a qualsiasi azione , lo Stato membro
ne informa la Commissione e gli altri Stati membri , comunicando
loro i risultati dell' esame dei fatti al quale esso ha proceduto
sul piano nazionale .     Delle consultazioni sono immediatamente
aperte su richiesta di uno Stato membro o per iniziativa della
Commissione .     Oli articoli 14 e 23 sono di applicazione .
3.    Le consultazioni hanno specialmente lo scopo s
a ) di permettere agli altri Stati membri e alla Commissione di
    esprimere il loro parere in merito ai punti previsti all' ar­
    ticolo 1 55
b ) di vigilare affinchè le misure nazionali apportino il meno
    possibile di perturbazione al funzionamento del Mercato
    comune ;
c ) di permettere agli altri Stati membri di adottare , da parte
    loro, delle misure corrispondenti , nonché alla Commissione
    di sottoporre al Consiglio una proposta sulla base dell' ar­
    ticolo 111 del Trattato .
4.    Durante il periodo di applicazione delle misure prese in
virtù del presente articolo , il Comitato esamina i loro effetti
e verifica periodicamente se le condizioni per la loro applica­
zione sono riunite .
       Quando , tenuto conto dei pareri espressi in seno al Comitato ,
la Commissione ritiene che l' abrogazione o la modificazione di tali
misure s' impone , essa propone senza indugio al Consiglio l' abroga­
zione o la modificazione delle misure prese .
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                           Articolo 25
      Gli Stati membri adottano , al più tardi 6 mesi dopo
l' entrata in vigore del presente regolamento , tutte le misure
necessarie di carattere generale o particolare atte ad assi­
curarne l' applicazione . Essi ne informano immediatamente la
Commissione e gli altri Stati membri .
                           Articolo 26
      Il presente regolamento entra in vigore il 1® luglio 1965 *
      Il presente regolamento è obbligatorio in utti i suoi ele­
menti e direttemente applicabile in ciascuno degli Stati membri .
 ---pagebreak---                             ALLEGATO
Dichiarazione del Consiglio riguardante il regolamento relativo
             alla difesa contro lo pratiche di dumping.
                    premi o sovvenzioni da parte di
                        paesi non membri della CES
1.    Quando l' importazione nella Comunità di un prodotto che forma
oggetto di pratiche di dumping, premi o sovvenzioni causa o minaccia
di causare un pregiudizio importante a una "branca di produzione
esistente in un paese non membro della Comunità la quale esporta
il prodotto in argomento a destinazione della Comunità, la Commis­
sione , su domanda di questo paese , e dopo esame dei fatti sul piano
comunitario , può aprire le consultazioni previste dal regolamento
sopracitato , e proporre al Consiglio l' istituzione di un diritto
antidumping o compensativo sul piano comunitario ai sensi di detto
regolamento , fatta riserva delle obbligazioni che derivano dall' Ac­
cordo Generale sulle Tariffe doganali e il Commercio ,
 «
2.    Quando l' importazione in un paese non membro della Comunità
di un prodotto che forma oggetto di pratiche di dumping, premi
o sovvenzioni causa o minaccia di causare un pregiudizio importante
a una branca di produzione esistente nella Comunità la quale esporta
il prodotto in argomento a destinazione del territorio di detto
paese importatore , le consultazioni soprapreviste possono essere
aperte al fine di esaminare in quale modo vi sia possibilità di
rimediare a questa situazione e di permettere alla Commissione di
presentare una proposta al Consiglio .