CELEX: 52012PC0164
Language: it
Date: 2012-04-04
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante norme per la semplificazione del trasferimento all'interno del mercato unico dei veicoli a motore immatricolati in un altro Stato membro

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		52012PC0164
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante norme per la semplificazione del trasferimento all'interno del mercato unico dei veicoli a motore immatricolati in un altro Stato membro /* COM/2012/0164 final - 2012/0082 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Nonostante la sempre maggiore integrazione del
mercato unico, i problemi di immatricolazione dei veicoli a motore restano un
ostacolo frequente nel mercato interno, per le imprese ma anche per i
cittadini. Costituiscono una delle venti principali preoccupazioni nei riguardi
del mercato unico elencate dalla Commissione. Nella relazione 2010 sulla
cittadinanza dell'Unione "Eliminare gli ostacoli all'esercizio dei diritti
dei cittadini dell'Unione"[1], la Commissione ha indicato
nei problemi di immatricolazione dei veicoli uno dei principali ostacoli
incontrati dai cittadini nell'esercizio nella vita quotidiana dei diritti loro
riconosciuti dalla legislazione dell'Unione e ha preannunciato, tra le azioni
previste per eliminare tali ostacoli, la semplificazione delle formalità e
delle condizioni di immatricolazione dei veicoli immatricolati in un altro
Stato membro (azione 6 della relazione sulla cittadinanza dell'Unione).
L'obbligo di immatricolare nello Stato membro
ospitante un veicolo immatricolato nello Stato membro di origine è da molti
anni motivo di reclami e di azioni giudiziarie. I cittadini e le imprese che
acquistano un veicolo in un altro paese e vogliono trasferirlo nel paese in cui
risiedono devono affrontare complesse e onerose procedure di immatricolazione e
sottostare a formalità burocratiche supplementari, con perdite di tempo. 
I problemi di immatricolazione dei veicoli hanno
quindi effetti negativi sulla libera circolazione delle merci, una libertà
fondamentale che costituisce una pietra angolare dell'Unione europea. Lo ha
messo in luce la strategia Europa 2020 per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva[2], in cui si rileva che le
imprese e i cittadini, nonostante l'esistenza giuridica del mercato unico, si
scontrano quotidianamente con la realtà di ostacoli alle attività
transfrontaliere. 
Nel suo parere dell'11 marzo 2011, il gruppo di
alto livello di esperti indipendenti sugli oneri amministrativi si è pronunciato
a favore di un'iniziativa della Commissione per semplificare le condizioni e le
formalità la immatricolazione. Il gruppo ha anche invitato le autorità
nazionali ad adoperarsi per migliorare quanto prima possibile le procedure di
immatricolazione, in particolare per quanto riguarda il riconoscimento
reciproco della documentazione necessaria, e ad astenersi da onerose richieste
di documenti supplementari.
In tutti gli Stati membri esiste un sistema di
immatricolazione dei veicoli che rilascia l'autorizzazione amministrativa per
la loro messa in circolazione, il che implica la loro identificazione e l'attribuzione
di un numero di immatricolazione. I dati dell'immatricolazione sono utilizzati
per la tassazione dei veicoli. Al termine della procedura di immatricolazione
gli Stati membri rilasciano una carta di circolazione che certifica che il
veicolo è immatricolato in uno Stato membro. La carta di circolazione contiene
il nome e l'indirizzo della persona a nome del quale è immatricolato il veicolo
(il "titolare" della carta di circolazione, che non è necessariamente
il proprietario dell'autoveicolo). 
Tuttavia, quando il veicolo è immatricolato in uno
Stato membro e utilizzato frequentemente in un altro, si pongono regolarmente
due principali problemi: 
(1)         
I cittadini che si trasferiscono in un altro Stato
membro, i lavoratori transfrontalieri, le imprese di autonoleggio e le persone
che hanno acquisito in leasing un veicolo in un altro Stato membro sono spesso
obbligati a immatricolare il veicolo nel paese in cui soggiornano o in cui il
veicolo è utilizzato, anche se è già immatricolato in un altro Stato membro.
Questo succede, per esempio, quando l'intestatario della carta di circolazione
cambia residenza e si trasferire in via permanente in un altro Stato membro con
un veicolo. Si tratta di un problema fastidioso per i cittadini che vivono
parte dell'anno in uno Stato membro e parte in un altro e per i pendolari
transfrontalieri che utilizzano, nel proprio Stato membro, un veicolo
immatricolato dal proprio datore di lavoro in un altro Stato membro. In questo
caso, il veicolo è immatricolato in uno degli Stati membri, ma al titolare è
spesso chiesto dall'altro Stato membro di immatricolarlo in quello Stato
membro. Anche le società di leasing devono far fronte a problemi di
immatricolazione, almeno quando sono titolari della carta di circolazione e il
veicolo è utilizzato da una persona stabilita in un altro Stato membro. Infine,
le imprese di autonoleggio che desiderano trasferire una parte della flotta in
un altro Stato membro per un breve periodo per rispondere alla domanda
stagionale sono solitamente obbligate a reimmatricolare i veicoli in questione
in quello Stato membro. 
(2)         
Le formalità di reimmatricolazione di un veicolo
trasferito da uno Stato membro a un altro sono spesso molto onerose e lunghe.
Il trasferimento di un veicolo per un lungo periodo in un altro Stato membro
comporta nuove formalità nello Stato membro di destinazione e, di solito, anche
formalità per cancellare l'immatricolazione del veicolo nello Stato membro di
origine. L'onere aggiuntivo è dovuto principalmente al fatto che le autorità
dello Stato membro di destinazione dispongono di poche informazioni – o non ne
hanno alcuna –sul veicolo, a parte quelle che figurano nella carta di
circolazione. Se il veicolo dovesse essere reimmatricolato nello stesso Stato
membro, le autorità di immatricolazione potrebbero basarsi sulle informazioni
delle banche dati nazionali. 
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E
VALUTAZIONI D'IMPATTO
La proposta è accompagnata da una sintesi della
valutazione d'impatto e da una valutazione di impatto, una bozza della quale è
stata esaminata dal comitato per la valutazione d'impatto della Commissione,
che ha emesso il proprio parere il 16 dicembre 2011. La versione finale della
valutazione d'impatto è stata modificata di conseguenza.
Il regolamento proposto consentirà una sostanziale
semplificazione amministrativa per le imprese, i cittadini e gli enti preposti
all'immatricolazione dei veicoli. La riduzione dell'onere amministrativo
dovrebbe permettere un risparmio pari almeno a 1.445 milioni di euro all'anno.
Da marzo a maggio 2011 si è svolta una
consultazione pubblica delle parti interessate, per mezzo di questionari
destinati ai cittadini, agli operatori economici e alle autorità pubbliche, nel
quadro del sistema "Interactive Policy Making" (La vostra voce in
Europa). Una sintesi dei risultati della consultazione pubblica si trova
nell'allegato 1 della valutazione d'impatto ed è disponibile sul sito web
Europa[3].
Gli standard minimi della Commissione sono stati tutti rispettati. Una
conferenza è stata organizzata il 21 giugno 2011 per presentare i risultati
preliminari della consultazione pubblica e offrire un'ulteriore occasione di
dibattito e di scambio di informazioni tra le diverse parti interessate, in
particolare alle autorità pubbliche preposte all'immatricolazione negli Stati
membri.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
3.1         Obiettivi della proposta
L'obiettivo generale di questa iniziativa è quello
di migliorare il funzionamento del mercato unico eliminando gli ostacoli
amministrativi connessi con la procedura di reimmatricolazione dei veicoli, che
attualmente costituiscono un impedimento alla libera circolazione delle merci.
Gli obiettivi specifici dell'iniziativa sono
l'armonizzazione e la semplificazione delle procedure di reimmatricolazione dei
veicoli immatricolati in un altro Stato membro, a beneficio dei cittadini, dei
lavoratori, dei datori di lavoro, delle società di noleggio e leasing e degli
enti preposti all'immatricolazione. Inoltre, questa iniziativa mira a ridurre
gli oneri amministrativi per tutti i soggetti interessati, senza compromettere
la sicurezza stradale o la prevenzione dei reati e delle frodi.
Gli obiettivi operativi che questa iniziativa
persegue sono i seguenti:
–              
determinare in quale Stato membro un veicolo
trasferito da uno Stato membro a un altro deve essere immatricolato;
–              
ridurre i tempi delle procedure di
reimmatricolazione; 
–              
ridurre l'onere amministrativo per i cittadini e le
imprese, limitando il numero dei documenti necessari per la procedura di
reimmatricolazione e facilitando lo scambio di dati tra gli enti nazionali preposti
all'immatricolazione.
3.2.        Base giuridica, forma
dell'atto giuridico
Attualmente, i problemi e le differenze nelle
norme amministrative nazionali per quanto riguarda la reimmatricolazione dei
veicoli immatricolati in un altro Stato membro ostacolano la libera
circolazione di tali veicoli all'interno dell'UE. L'UE ha quindi il diritto di
agire sulla base dell'articolo 114 del TFUE per assicurare il buon
funzionamento del mercato unico dei veicoli usati acquistati in un altro Stato
membro. Inoltre, questa proposta arrecherà benefici anche ai cittadini che
trasferiscono un veicolo in un altro Stato membro di residenza o che utilizzano
un veicolo immatricolato nello Stato membro in cui lavorano e per le imprese di
autonoleggio (e, in misura minore, per le imprese di leasing) che, a causa
degli obblighi di immatricolazione per sé o per i loro clienti, incontrano
ostacoli nell'uso transfrontaliero di tali veicoli. 
Lo strumento giuridico proposto è un regolamento
per i motivi seguenti. Un regolamento è direttamente applicabile negli Stati
membri, senza necessità di recepimento negli ordinamenti nazionali. Poiché lo
strumento legislativo si applica solo in contesti transfrontalieri all'interno
dell'UE, il regolamento garantisce la certezza giuridica e la semplificazione
nell'ambito del mercato interno. Inoltre, un regolamento è uno strumento più
efficace per organizzare lo scambio elettronico di informazioni tra le autorità
nazionali di immatricolazione. Infine, il rischio che gli Stati membri
introducano regole aggiuntive non esiste nel caso di un atto giuridico che ha
la forma di regolamento.
3.3         Contenuto della proposta
L'articolo 1 conferma
il principio secondo cui gli Stati membri sono autorizzati ad esentare alcune
categorie di veicoli a motore dall'obbligo di immatricolazione. Il fatto che un
veicolo sia stato immatricolato in un altro Stato membro non implica che sia
soggetto a obblighi di immatricolazione nello Stato membro in cui è stato
trasferito. L'articolo 1 specifica espressamente che i veicoli immatricolati in
paesi terzi non rientrano nel campo di applicazione del regolamento. Inoltre,
la proposta esclude l'immatricolazione dei veicoli immatricolati nello stesso
Stato membro. Le reimmatricolazioni dei veicoli all'interno dello stesso Stato
membro restano quindi soggette alla normativa nazionale dello Stato membro e
non sono interessate dalla proposta. Gli Stati membri restano liberi di
stabilire il regime fiscale a cui sono assoggettati i veicoli, nel rispetto del
diritto dell'Unione.
L'articolo 2 contiene
le definizioni che rispecchiano fedelmente le definizioni stabilite nella
legislazione dell'Unione, in particolare nella direttiva 1999/37/CE del 29
aprile 1999, relativa ai documenti di immatricolazione dei veicoli[4].
Questa direttiva si applica ai veicoli a motore che sono oggetto della
direttiva quadro 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5
settembre 2007, che istituisce un quadro per l'omologazione dei veicoli a
motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche
destinati a tali veicoli[5] e della direttiva
2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, relativa
all'omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote e che abroga la
direttiva 92/61/CEE[6], e non ai trattori
agricoli o forestali Tuttavia, secondo una recente sentenza della Corte di
giustizia, la direttiva 1999/37/CE non ha operato un'armonizzazione esaustiva[7].

L'articolo 3 dispone
che uno Stato membro può chiedere l'immatricolazione nel suo territorio di un
veicolo immatricolato in un altro Stato membro solo se l'intestatario del carta
di circolazione ha la sua residenza normale nel suo territorio. L'articolo 3
propone una serie di criteri per determinare la residenza normale. Per le
persone fisiche che non agiscono nel quadro della loro attività professionale,
i criteri proposti sono quelli fissati dall'articolo 7 della direttiva
83/182/CEE, del 28 marzo 1983, relativa alle franchigie fiscali applicabili
all'interno della Comunità in materia di importazione temporanea di taluni
mezzi di trasporto[8]. Per le imprese, i
criteri proposti si riferiscono al luogo di stabilimento o di attività, il che
significa che per i veicoli immatricolati a nome di un'impresa nello Stato
membro in cui essa è stabilita e utilizzati da dipendenti che hanno la loro
residenza normale in un altro Stato membro, quest'ultimo non può esigere
l'immatricolazione nel suo territorio. Questo evita la necessità di una
valutazione caso per caso nello Stato membro di residenza normale del
lavoratore per determinare se il veicolo di un'impresa è utilizzato
principalmente per motivi privati o professionali, e se il tragitto
domicilio-lavoro è da considerare uso professionale o privato.
L'articolo 4
stabilisce una regola chiara e semplice: se l'intestatario della carta di
circolazione trasferisce la sua residenza normale in un altro Stato membro,
deve chiedere l'immatricolazione del suo veicolo entro i sei mesi seguenti il
suo arrivo. Durante tale periodo, l'uso del veicolo non può essere limitato
dallo Stato membro di arrivo. L'articolo 4 prevede inoltre una drastica
semplificazione delle procedure di immatricolazione dei veicoli già
immatricolati in un altro Stato membro. È applicata la giurisprudenza costante
della Corte di giustizia in materia di libera circolazione delle merci, secondo
cui gli Stati membri devono facilitare gli scambi all'interno dell'UE
riconoscendo il documento rilasciato in un altro Stato membro da cui risulta,
per esempio, che un veicolo immatricolato nel territorio di tale Stato membro
ha superato un controllo tecnico. La Corte di giustizia ha anche indicato che
il principio del reciproco riconoscimento delle informazioni sull'immatricolazione
e sui controlli tecnici deve essere integrato dalla cooperazione tra le
autorità degli Stati membri per quanto riguarda i dati eventualmente mancanti[9].
L'articolo 4 prevede che la cooperazione avvenga in forma elettronica: l'ente
preposto all'immatricolazione dovrà cercare i dati nel registro dei veicoli
dello Stato membro in cui è stato immatricolato il veicolo, utilizzando
l'applicazione software di cui all'articolo 7 e all'allegato II. Questo
principio di cooperazione amministrativa con mezzi elettronici si applica anche
nell'altra direzione: quando uno Stato membro immatricola un veicolo che è
stato immatricolato in un altro Stato membro, l'articolo 4 impone all'ente preposto
all'immatricolazione dello Stato membro di destinazione del veicolo di informare
l'ente omologo dello Stato membro in cui il veicolo era stato immatricolato in
precedenza. Infine, l'articolo 4 autorizza ulteriori controlli del veicolo in
alcuni casi specifici. 
L'articolo 5 definisce
esattamente in quali casi gli enti preposti all'immatricolazione hanno il
diritto di rifiutare l'immatricolazione di un veicolo che è stato immatricolato
in un altro Stato membro. Il disposto dell'articolo 5 ha principalmente lo
scopo di prevenire le frodi e garantire la sicurezza stradale, in quanto la
reimmatricolazione di un veicolo immatricolato in un altro Stato membro è
talvolta utilizzata per legalizzare veicoli o documenti rubati. I veicoli
rubati sono spesso venduti con un cambiamento di identità, ad esempio mediante
una "clonazione" (pratica che consiste nell'eliminare i segni
distintivi dell'identità di un veicolo rubato e nel sostituirli con altri
corrispondenti all'identità di un veicolo legalmente in circolazione, cosicché
il veicolo rubato assume l'identità del veicolo in regola e due veicoli sono
utilizzati con lo stesso numero di immatricolazione) o sostituendo l'identità
di un veicolo rubato con quella di un veicolo gravemente sinistrato. Solo una
stretta cooperazione tra gli enti preposti all'immatricolazione può impedire
queste pratiche. Questo articolo dovrebbe quindi anche contribuire
all'applicazione:
·              
della direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa ai veicoli fuori uso[10],
che impone agli Stati membri, tra l'altro, di adottare le misure necessarie
affinché tutti i veicoli fuori uso siano consegnati ad impianti di trattamento
autorizzati. Gli Stati membri devono istituire un sistema che renda necessaria
la presentazione di un certificato di rottamazione per la cancellazione del veicolo
fuori uso dal registro automobilistico. Il certificato è rilasciato al
detentore e/o al proprietario del veicolo quando il veicolo fuori uso è
consegnato a un impianto di trattamento. 
·              
della decisione 2004/919/CE del Consiglio, del 22
dicembre 2004, relativa alla lotta contro la criminalità connessa con veicoli e
avente implicazioni transfrontaliere[11], che mira a instaurare
una migliore cooperazione all'interno dell'Unione europea al fine di prevenire
e combattere la criminalità transfrontaliera in relazione ai veicoli, con
particolare attenzione per i rapporti tra furto e traffico di veicoli. La
decisione impone agli Stati membri di provvedere affinché le sue autorità
competenti adottino le misure necessarie per prevenire l'uso fraudolento e il
furto di documenti di immatricolazione di veicoli. Le autorità di polizia sono
tenute a informare gli enti nazionali preposti all'immatricolazione dei veicoli
nel caso in cui un veicolo di cui è chiesta l'immatricolazione risulti rubato.
La decisione mira inoltre a prevenire l'uso fraudolento delle carte di
circolazione: gli Stati membri devono imporre alle rispettive autorità
competenti di adottare le misure necessarie per farsi restituire dal
proprietario o dall'intestatario del veicolo la carta di circolazione nel caso
in cui il veicolo sia stato gravemente danneggiato in un incidente (sinistro
totale). La carta di circolazione deve anche essere restituita quando, nel
corso di un controllo operato dalle autorità di polizia, sorga il sospetto di
una frode riguardante i contrassegni identificativi del veicolo, come il numero
di identificazione del veicolo. 
L'articolo 6,
introducendo regole armonizzate per l'immatricolazione temporanea dei veicoli,
mira ad agevolare il commercio intra-UE dei veicoli usati. Queste regole sono
necessarie in primo luogo perché le persone che acquistano un veicolo in un
altro Stato membro possano trasferirlo nel proprio paese per farlo
reimmatricolare. Quando un veicolo già immatricolato in uno Stato membro è
venduto a una persona stabilita in un altro Stato membro, il venditore in
genere cancella l'immatricolazione al momento della vendita, il che non permette
all'acquirente di guidare il veicolo con il vecchio numero di immatricolazione.
È perciò indispensabile un sistema di immatricolazione temporanea per
migliorare il funzionamento del mercato dell'usato e per colmare il vuoto tra
l'immatricolazione nel primo Stato membro e la reimmatricolazione nel secondo.
Un sistema di immatricolazione temporanea permette anche agli enti preposti
all'immatricolazione di salvaguardare la qualità dei dati di immatricolazione
contenuti nei loro registri in modo da poterli facilmente scambiare mediante il
software di cui all'articolo 7. L'articolo 6 limita la validità
dell'immatricolazione temporanea a 30 giorni ed è quindi compatibile con
l'articolo 15 della direttiva 2009/103/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 16 settembre 2009, concernente l'assicurazione della
responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il
controllo dell'obbligo di assicurare tale responsabilità[12].
L'articolo 15 della direttiva 2009/103/CE disciplina la copertura assicurativa
dei veicoli spediti da uno Stato membro in un altro, specificando che in tali
casi si considera Stato membro nel quale cui è situato il rischio lo Stato
membro di destinazione, a decorrere dall'accettazione della consegna da parte
dell'acquirente e per un periodo di 30 giorni, anche se il veicolo non è stato
formalmente immatricolato nello Stato membro di destinazione. Nel caso in cui
il veicolo risulti coinvolto in un sinistro durante tale periodo e sia privo di
assicurazione, l'organismo incaricato del risarcimento nello Stato membro di
destinazione è responsabile dell'indennizzo previsto dall'articolo 10 della
direttiva 2009/103/CE.
L'articolo 7 riguarda
lo scambio elettronico dei dati di immatricolazione dei veicoli tra gli Stati
membri ai fini della reimmatricolazione di un veicolo. La Commissione è
abilitata ad adottare atti di esecuzione per fissare le procedure e le
specifiche comuni per l'applicazione software (formato dei dati da scambiare,
procedure tecniche per la consultazione elettronica dei registri elettronici
nazionali, procedure di accesso e meccanismi di sicurezza). Lo scambio
elettronico dei dati di immatricolazione tra gli Stati membri deve avvenire in
conformità al quadro europeo di interoperabilità (QEI)[13].
L'articolo 8 mira a
facilitare il commercio intra-UE di veicoli usati da parte delle imprese,
grazie a regole armonizzate sulla "immatricolazione professionale"
dei veicoli. Attualmente, nella maggior parte degli Stati membri esistono
sistemi di "immatricolazione professionale" per permettere ai
rivenditori al dettaglio di far circolare veicoli sulle strade pubbliche per
brevi periodi senza obbligarli a un'immatricolazione formale. I sistemi di
"immatricolazione professionale" sono riservati a costruttori,
assemblatori, distributori e commercianti per gli autoveicoli che possiedono o
per l'effettuazione di prove. La maggior parte degli Stati membri non rilascia
carte di circolazione professionali in quanto tali, comprendenti
l'identificazione del veicolo. Spesso viene rilasciato un altro tipo di
documento, che collega le targhe di immatricolazione e il loro detentore, e/o è
chiesto al titolare di tenere un registro nel quale sono annotati gli
spostamenti effettuati con la targa. In pratica, tuttavia, nella maggior parte
dei casi le "immatricolazioni professionali" non sono riconosciute
dagli altri Stati membri, di solito a causa dell'assenza di una carta di
circolazione ufficiale, cosicché i distributori e gli operatori professionali
per lo più si astengono dall'utilizzare "immatricolazioni
professionali" al di fuori del territorio nazionale. L'articolo 8 intende
porre fine a questi ostacoli al commercio intra-UE dei veicoli usati, per mezzo
di un sistema comune grazie al quale le "immatricolazioni
professionali" concesse a costruttori, assemblatori, distributori e
commercianti stabiliti in uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati
membri. L'articolo 8 autorizza la Commissione ad adottare atti di esecuzione
per definire il formato e il modello della carta di circolazione professionale.
L'articolo 9 prescrive
agli Stati membri di comunicare alla Commissione i nomi e le coordinate degli
enti preposti all'immatricolazione dei veicoli responsabili della gestione del
registri ufficiali dei veicoli sul loro territorio e dell'applicazione del
regolamento. La Commissione successivamente pubblicherà sul proprio sito web un
elenco degli enti preposti all'immatricolazione dei veicoli e i relativi
aggiornamenti. Inoltre, l'articolo 9 dispone che gli enti preposti
all'immatricolazione dei veicoli rendano facilmente accessibili al pubblico le
informazioni relative all'immatricolazione dei veicoli nei rispettivi Stati membri
nonché il nome e le coordinate degli enti stessi.
Gli articoli 10 e 11
delegano alla Commissione il potere di adottare modifiche degli allegati I e II
in funzione del progresso tecnico, in particolare per tener conto delle
modifiche della direttiva 1999/37/CE o delle modifiche di altri atti
dell'Unione direttamente pertinenti per l'aggiornamento degli allegati I e II.
Questi articoli delegano alla Commissione anche il potere di stabilire le
condizioni che devono soddisfare le imprese che utilizzano carte di
circolazione professionali per rispondere ai requisiti di buona reputazione e
di competenza professionale e di specificare la durata della validità delle
carte di circolazione professionali: 
–              
L'allegato I deve corrispondere al contenuto della
carta di circolazione armonizzata prevista dalla direttiva 1999/37/CE per
quanto riguarda i dati del veicolo. Poiché né i dati personali del titolare della
precedente carta di circolazione né i dati personali di ogni altra persona
menzionata in essa (proprietario, utilizzatore ecc.) sono necessari per la
reimmatricolazione, tali dati non figurano nell'allegato I anche se fanno parte
delle informazioni obbligatorie riportate nella carta di circolazione
armonizzata prevista dalla direttiva 1999/37/CE. Non è però da escludere che in
futuro siano apportati cambiamenti, ad esempio al contenuto del certificato di
conformità che serve da base per la prima immatricolazione. Tali cambiamenti
possono essere la conseguenza, ad esempio, di una modifica della direttiva
quadro 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007,
che istituisce un quadro per l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro
rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali
veicoli. La delega di poteri deve permettere alla Commissione di adattare
l'allegato I a tali modifiche.
–              
L'allegato II si riferisce espressamente
all'applicazione software che in futuro richiederà probabilmente diversi
aggiornamenti tecnici per tener conto dell'evoluzione delle tecnologie dell'informazione.
La delega di poteri deve consentire alla Commissione di adattare l'allegato II
di conseguenza.
–              
La delega di poteri deve permettere alla
Commissione di stabilire le condizioni che devono soddisfare le imprese che
utilizzano carte di circolazione professionali per rispondere ai requisiti di
buona reputazione e competenza professionale di cui all'articolo 8, paragrafo
1, lettera c), e di specificare la durata della validità delle carte di
circolazione professionali. 
L'articolo 12
definisce la procedura di comitato per l'applicazione degli articoli 7 e 8,
ossia gli atti di esecuzione per le procedure e le specifiche comuni per l'applicazione
software di cui all'articolo 7 (formato dei dati scambiati, procedure tecniche
per la consultazione elettronica e l'accesso ai registri elettronici nazionali,
procedure di accesso e meccanismi di sicurezza) e gli atti di esecuzione che
stabiliscono il formato e il modello del certificato di immatricolazione
professionale. Tali atti di esecuzione hanno portata generale, per cui deve
applicarsi la procedura di esame, come previsto dall'articolo 2, paragrafo 2,
lettera a), del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 16 febbraio 2011 che stabilisce le regole e i principi generali
relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio
delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione[14].
L'articolo 13 precisa
le modalità di valutazione del regolamento: quattro anni dopo la sua entrata in
vigore, la Commissione presenterà una relazione al Parlamento europeo e al
Consiglio. La valutazione dovrà individuare eventuali problemi e carenze del
regolamento e potrà essere il punto di partenza di nuove azioni, ad esempio di
una proposta di modifica del regolamento mirante a un'ulteriore semplificazione
amministrativa per i cittadini e per le imprese e a una maggiore integrazione
del mercato unico dei veicoli usati. 
L'articolo 14
specifica che il regolamento si applicherà un anno dopo la sua entrata in
vigore.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
L'incidenza sul bilancio della proposta è indicata
nella scheda finanziaria allegata alla proposta. Sono previsti solo
stanziamenti amministrativi e non stanziamenti operativi.
2012/0082 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
recante norme per la semplificazione del
trasferimento all'interno del mercato unico dei veicoli a motore immatricolati
in un altro Stato membro
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[15], 
sentito il Garante europeo della protezione
dei dati,
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)       In tutti gli Stati membri
esiste un sistema di immatricolazione dei veicoli a motore che costituisce
l'autorizzazione amministrativa per la loro messa in circolazione, comportante
l'identificazione dei veicoli e l'attribuzione ad essi di un numero di
immatricolazione. Molte delle norme nazionali in materia di immatricolazione
dei veicoli sono però in conflitto tra loro, complesse e onerose. I problemi di
immatricolazione dei veicoli creano quindi ostacoli nel mercato interno e
pregiudicano la libera circolazione all'interno dell'Unione dei veicoli
immatricolati in un altro Stato membro.
(2)       La relazione 2010 sulla
cittadinanza dell'Unione "Eliminare gli ostacoli all'esercizio dei diritti
dei cittadini dell'Unione"[16] ha indicato nei problemi
di immatricolazione dei veicoli uno dei principali ostacoli incontrati dai
cittadini nell'esercizio nella vita quotidiana dei diritti loro riconosciuti
dalla legislazione dell'Unione. In tale relazione, la Commissione ha
sottolineato la necessità di eliminare questo ostacolo, semplificando le
formalità e le condizioni di immatricolazione dei veicoli immatricolati in un
altro Stato membro.
(3)       La direttiva 1999/37/CE del
Consiglio, del 29 aprile 1999, relativa ai documenti di immatricolazione dei
veicoli[17] armonizza la forma e il
contenuto della carta di circolazione al fine di facilitarne la comprensione e
agevolare in tal modo la libera circolazione stradale dei veicoli immatricolati
in uno Stato membro nel territorio degli altri Stati membri. In forza di tale
direttiva, la carta di circolazione
rilasciata da uno Stato membro è riconosciuta dagli altri Stati membri ai fini
dell'identificazione del veicolo nella circolazione internazionale o della sua
nuova immatricolazione in un altro Stato membro. La direttiva 1999/37/CE, tuttavia, non contiene disposizioni relative
alla determinazione dello Stato membro competente per l'immatricolazione e
delle relative formalità e procedure. Di conseguenza, è necessario, al fine di
eliminare gli ostacoli alla libera circolazione dei veicoli nel mercato
interno, stabilire distinte norme armonizzate sulla determinazione dello Stato
membro in cui i veicoli devono essere immatricolati e sulle procedure
semplificate per la reimmatricolazione dei veicoli immatricolati in un altro
Stato membro. 
(4)       Le norme nazionali degli
Stati membri spesso impongono alle imprese e ai cittadini stabiliti nel loro
territorio di immatricolarvi un veicolo immatricolato da un terzo stabilito in
un altro Stato membro, anche quando il veicolo non è, né è destinato a esserlo,
principalmente utilizzato in via permanente nello Stato membro che ne richiede
l'immatricolazione. È pertanto necessario stabilire in quale Stato membro un
veicolo deve essere immatricolato se è utilizzato da una persona stabilita o
residente in uno Stato membro diverso da quello nel quale è stabilito o risiede
il proprietario. In queste circostanze, è opportuno che gli Stati membri riconoscano
reciprocamente la validità dell'immatricolazione in un altro Stato membro.
(5)       L'immatricolazione dei
veicoli immatricolati in un altro Stato membro è ostacolata negli Stati membri da
gravose formalità di immatricolazione, in particolare dall'obbligo di
sottoporre tali veicoli a controlli supplementari per valutare la loro
condizione generale prima dell'immatricolazione o per identificarli. È quindi
necessario ridurre queste formalità per garantire la libera circolazione dei
veicoli e ridurre gli oneri amministrativi per i cittadini, le imprese e gli
enti preposti all'immatricolazione. Specie per i cittadini e le imprese che
acquistano un veicolo immatricolato in un altro Stato membro, è opportuno introdurre
una procedura semplificata di immatricolazione che comprenda il riconoscimento
dei documenti rilasciati e del controllo tecnico effettuato in un altro Stato
membro e possa avvalersi della cooperazione amministrativa tra le autorità
competenti per lo scambio di dati mancanti. 
(6)       Il presente regolamento deve
tener conto della decisione 2004/919/CE del Consiglio, del 22 dicembre 2004,
relativa alla lotta contro la criminalità connessa con veicoli e avente
implicazioni transfrontaliere[18], che mira a rafforzare
la cooperazione all'interno dell'Unione al fine di prevenire e combattere la
criminalità transfrontaliera connessa con i veicoli. In forza di tale
decisione, ogni Stato membro impone alle proprie autorità competenti di
adottare le misure necessarie per prevenire l'uso fraudolento e il furto di
documenti di immatricolazione di veicoli. Il presente regolamento deve pertanto
prevedere la possibilità per gli Stati membri di rifiutare l'immatricolazione
di un veicolo immatricolato in un altro Stato membro nel caso in cui siano
stati commessi reati in relazione a tale veicolo, compresi l'uso fraudolento e
il furto di documenti di immatricolazione.
(7)       Il presente regolamento
persegue una semplificazione amministrativa a vantaggio dei cittadini, delle
imprese e degli enti preposti all'immatricolazione, in particolare attraverso
lo scambio elettronico dei dati relativi all'immatricolazione dei veicoli. È
quindi necessario che gli Stati membri, per semplificare le formalità di
immatricolazione, si concedano reciprocamente il diritto di accesso ai propri
dati di immatricolazione per migliorare lo scambio di informazioni e accelerare
le procedure di immatricolazione. 
(8)       Il trattamento dei dati
personali in applicazione del presente regolamento è disciplinato dalla
direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995,
relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati
personali, nonché alla libera circolazione di tali dati[19].
Il regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18
dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al
trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi
comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati[20]
si applica al trattamento dei dati personali da parte della Commissione nel
contesto del presente regolamento. 
(9)       Quando un veicolo
immatricolato in uno Stato membro è trasferito in un altro Stato membro per
esservi immatricolato, è necessaria un'immatricolazione temporanea, ampiamente
accessibile, per motivi di sicurezza stradale e per consentire la trasmissione
per via elettronica di dati attendibili relativi all'immatricolazione. È quindi
necessario creare un sistema che permetta l'immatricolazione temporanea dei
veicoli.
(10)     Quando trasferiscono veicoli
in un altro Stato membro, le imprese di distribuzione di veicoli e le imprese
che forniscono servizi di collaudo o di riparazione e manutenzione di veicoli utilizzano
generalmente numeri nazionali di immatricolazione professionale. Questi numeri
però spesso non sono riconosciuti in altri Stati membri, il che ostacola il
commercio transfrontaliero di veicoli usati, in particolare nelle regioni
frontaliere. È dunque necessario adottare un sistema che permetta alle imprese
di distribuzione di veicoli e alle imprese che forniscono servizi di collaudo o
di riparazione e manutenzione di veicoli di trasferire tali veicoli in un altro
Stato membro con un numero di immatricolazione professionale.
(11)     Poiché gli obiettivi del
presente regolamento, ossia la riduzione delle formalità di immatricolazione
per assicurare la libera circolazione dei veicoli immatricolati in un altro
Stato membro e la riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini, le
imprese e gli enti preposti all'immatricolazione non possono essere
sufficientemente realizzati dagli Stati membri data l'esistenza di regole
nazionali confliggenti e possono quindi, a motivo delle loro dimensioni e dei
loro effetti, essere realizzati meglio a livello dell'Unione, questa può
adottare misure, conformemente al principio di sussidiarietà di cui
all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si
limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi, secondo il
principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(12)     Il presente regolamento
rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi sanciti dalla Carta dei
diritti fondamentali dell'Unione europea.
(13)     Per realizzare l'obiettivo
dello scambio di informazioni tra Stati membri attraverso mezzi interoperabili
deve essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti, a norma
dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, per
modificare gli allegati I e II del presente regolamento in funzione del
progresso tecnico, in particolare per tener conto delle modifiche della
direttiva 1999/37/CE o delle modifiche di altri atti dell'Unione direttamente
pertinenti per l'aggiornamento degli allegati I e II del presente regolamento,
per quanto riguarda le condizioni che le imprese che utilizzano carte di
circolazione professionali devono soddisfare per rispondere ai requisiti di
buona reputazione e di competenza professionale e per quanto riguarda la durata
della validità delle carte di circolazione professionali. È di particolare
importanza che durante i lavori preparatori la Commissione proceda alle
opportune consultazioni, anche di esperti. Quando predispone atti delegati, la
Commissione deve trasmettere simultaneamente al Parlamento europeo e al Consiglio,
nei modi e nei tempi appropriati, i relativi documenti.
(14)     Per garantire condizioni
uniformi per l'applicazione del presente regolamento, devono essere conferite
alla Commissione competenze di esecuzione per definire procedure e specifiche
comuni per l'applicazione software necessaria per lo scambio elettronico di
dati relativi all'immatricolazione dei veicoli, in particolare il formato dei
dati scambiati, le procedure tecniche per l'accesso ai registri elettronici
nazionali e la loro consultazione, le procedure di accesso e i meccanismi di
sicurezza, e per stabilire il formato e il modello della carta di circolazione
professionale. Tali competenze devono essere esercitate nei modi previsti dal
regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle
modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle
competenze di esecuzione attribuite alla Commissione[21],

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Campo d'applicazione
1.           Il presente regolamento si
applica ai seguenti veicoli:
(a)         
i veicoli a motore e i rimorchi di cui all'articolo
3 della direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio[22];

(b)         
i veicoli a motore a due o tre ruote, gemellate o
no, destinati a circolare su strada, di cui all'articolo 1 della direttiva
2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio[23].

2.           Il presente regolamento non
si applica all'immatricolazione dei veicoli a motore immatricolati in un paese
terzo.
3.           Il presente regolamento non
pregiudica il diritto degli Stati membri di esentare i veicoli a motore dall'immatricolazione
conformemente alla direttiva 1999/37/CE.
Articolo 2
Definizioni
Ai fini del presente regolamento, si intende
per:
(1)          "immatricolazione",
l'autorizzazione amministrativa per l'immissione in circolazione di un veicolo,
comportante la sua identificazione e l'attribuzione di un numero di serie,
detto numero di immatricolazione;
(2)          "veicolo immatricolato
in un altro Stato membro", un veicolo che dispone di una carta di
circolazione valida rilasciata da un altro Stato membro; 
(3)          "intestatario della
carta di circolazione", la persona a nome della quale un veicolo è
immatricolato in uno Stato membro;
(4)          "immatricolazione
professionale di veicoli", l'autorizzazione amministrativa per
l'immissione in circolazione di veicoli, comportante la loro identificazione e
l'attribuzione di un numero di serie, detto numero di immatricolazione
professionale, che può essere utilizzato da più veicoli.
Articolo 3
Luogo di immatricolazione dei veicoli immatricolati in un altro Stato membro
1.           Uno Stato membro può esigere
l'immatricolazione nel suo territorio di un veicolo immatricolato in un altro
Stato membro solo se l'intestatario della carta di circolazione ha la propria residenza
normale nel suo territorio.
2.           Lo Stato membro in cui l'intestatario
della carta di circolazione ha la propria residenza normale è:
(a)         
per una società o altro organismo, con o senza
personalità giuridica, lo Stato membro in cui è situata la sua amministrazione
centrale;
(b)         
per una filiale, agenzia o altro stabilimento di
una società o altro organismo, lo Stato membro in cui è situata la filiale,
agenzia o altro stabilimento; 
(c)         
per una persona fisica che agisce nell'esercizio
della sua attività professionale, lo Stato membro in cui esercita la sua
attività principale;
(d)         
per ogni altra persona fisica:
i)        il luogo in cui la
persona dimora abitualmente, ossia per almeno 185 giorni all'anno, a motivo di
legami personali e professionali oppure, nel caso di una persona senza legami
professionali, a motivo di legami personali indicanti l'esistenza di uno
stretto rapporto tra la persona in questione e il luogo in cui dimora; 
ii)       nel caso di una
persona i cui legami professionali sono situati in un luogo diverso da quello
dei suoi legami personali e che di conseguenza dimori alternativamente in
luoghi diversi situati in due o più Stati membri, il luogo dei suoi legami
personali, purché essa vi ritorni regolarmente. 
La condizione di cui al punto ii) non si applica quando la persona dimora in uno
Stato membro per esercitarvi un'attività di durata determinata. La frequenza di
un'università o di una scuola non implica il trasferimento della residenza
normale. 
Articolo 4
Procedura di immatricolazione dei veicoli immatricolati in un altro Stato
membro
1.           Quando l'intestatario della
carta di circolazione trasferisce la sua residenza normale in un altro Stato
membro, chiede l'immatricolazione di un veicolo immatricolato in un altro Stato
membro entro sei mesi dal suo arrivo.
Durante il periodo di cui al primo comma, l'uso
del veicolo non è oggetto di restrizioni.
2.           La domanda di
immatricolazione di un veicolo immatricolato in un altro Stato membro è
presentata a un ente preposto all'immatricolazione dei veicoli e comprende le
parti pertinenti della carta di circolazione di cui all'articolo 5, paragrafo
2, della direttiva 1999/37/CE od ogni altro documento attestante la precedente
immatricolazione in un altro Stato membro.
3.           Quando riceve una domanda di
immatricolazione di un veicolo immatricolato in un altro Stato membro, l'ente
preposto all'immatricolazione dei veicoli raccoglie immediatamente i dati relativi
alle voci elencate nell'allegato I direttamente dall'ente preposto
all'immatricolazione dei veicoli dello Stato membro in cui il veicolo è
immatricolato, conformemente all'articolo 7, e trasferisce tali dati nel
proprio registro.
4.           Gli enti preposti
all'immatricolazione dei veicoli possono effettuare controlli fisici del
veicolo immatricolato in un altro Stato membro prima della sua immatricolazione
solo nei seguenti casi:
(a)         
se le informazioni fornite dal richiedente nel
corso della procedura di immatricolazione non figurano nel registro dei veicoli
dello Stato membro in cui si suppone sia stato immatricolato il veicolo; 
(b)         
se le informazioni fornite dal richiedente nel
corso della procedura di immatricolazione differiscono da quelle che figurano
nel registro dei veicoli dello Stato membro in cui il veicolo è immatricolato;
(c)         
se gli enti preposti all'immatricolazione dei
veicoli hanno ragionevoli motivi di ritenere che le disposizioni tecniche in
base alle quali il veicolo è stato omologato a norma dell'articolo 23 o 24
della direttiva 2007/46/CE o dell'articolo 15 della direttiva 2002/24/CE non
siano equivalenti alle proprie;
(d)         
se è richiesto un controllo tecnico in caso di
trasferimento della proprietà del veicolo o per i veicoli gravemente
danneggiati.
5.           Quando immatricola un veicolo
immatricolato in un altro Stato membro, l'ente preposto all'immatricolazione dei
veicoli ne informa immediatamente l'ente omologo dello Stato membro in cui il
veicolo è stato immatricolato da ultimo, nei modi previsti dall'articolo 7. 
Articolo 5
Rifiuto di immatricolare un veicolo immatricolato in un altro Stato membro
1.           Gli enti preposti
all'immatricolazione dei veicoli possono rifiutare di immatricolare un veicolo
immatricolato in un altro Stato membro solo nei seguenti casi:
(a)         
quando non sono soddisfatte le condizioni di cui
all'articolo 4, paragrafo 2;
(b)         
se del caso, quando non sono stati pagati i
contributi o le tasse imposti da tale Stato per l'immatricolazione di cui
all'articolo 4;
(c)         
quando i controlli fisici di cui all'articolo 4,
paragrafo 4, non sono stati superati;
(d)         
quando dalle informazioni raccolte nei modi
previsti dall'articolo 7 risulta che:
i)        il veicolo è gravemente danneggiato,
rubato o rottamato;
ii)       i documenti di immatricolazione del
veicolo sono stati rubati, a meno che l'intestatario della carta di
circolazione possa dimostrare di essere il proprietario del veicolo;
(iii)     il certificato del controllo tecnico
obbligatorio è scaduto.
2.           Ogni decisione di un ente
preposto all'immatricolazione dei veicoli di rifiutare l'immatricolazione di un
veicolo immatricolato in un altro Stato membro è debitamente motivata. L'interessato
può, entro un mese dalla data in cui gli è notificata la decisione negativa,
chiedere al competente ente preposto all'immatricolazione dei veicoli di
riesaminare la sua decisione. Nella richiesta sono specificati i motivi che
giustificano tale riesame. Entro un mese dal ricevimento della richiesta,
l'ente preposto all'immatricolazione dei veicoli competente conferma o revoca
la propria decisione.
Articolo 6
Immatricolazioni temporanee per trasferimenti in un altro Stato membro 
1.           Chiunque abbia acquistato in
un altro Stato membro un veicolo sprovvisto di carta di circolazione può
chiedere all'ente preposto all'immatricolazione dei veicoli il rilascio di una
carta di circolazione temporanea che gli consenta di trasferire tale veicolo in
un altro Stato membro. La carta di circolazione temporanea è valida trenta
giorni.
2.           Quando riceve una richiesta
di carta di circolazione temporanea di cui al paragrafo 1, l'ente preposto
all'immatricolazione dei veicoli raccoglie immediatamente i dati relativi alle
voci elencate nell'allegato I direttamente dall'ente preposto
all'immatricolazione dei veicoli dello Stato membro in cui il veicolo è
immatricolato, nei modi previsti dall'articolo 7, e trasferisce tali dati nel
proprio registro.
3.           Gli enti preposti all'immatricolazione
dei veicoli possono rifiutare di rilasciare la carta di circolazione temporanea
di cui al paragrafo 1 nei seguenti casi:
(a)         
se del caso, quando non sono stati pagati i
contributi o le tasse imposti da tale Stato per l'immatricolazione temporanea;
(b)         
quando dalle informazioni raccolte nei modi
previsti dall'articolo 7 o dalle informazioni figuranti nei registri ufficiali
nazionali dei veicoli risulta che:
i)        il veicolo è gravemente danneggiato,
rubato o rottamato;
ii)       i documenti di immatricolazione del
veicolo sono stati rubati, a meno che l'intestatario del carta di circolazione
possa dimostrare di essere il proprietario del veicolo;
iii)      il certificato del controllo tecnico
obbligatorio è scaduto.
Articolo 7
Scambio di informazioni sui dati di immatricolazione dei veicoli
1.           Ai fini dell'immatricolazione
di un veicolo immatricolato in un altro Stato membro, gli enti preposti
all'immatricolazione dei veicoli concedono agli enti omologhi degli altri Stati
membri l'accesso ai dati figuranti nei registri ufficiali dei veicoli relativi
alle voci elencate nell'allegato I.
2.           Ai fini di cui al paragrafo
1, gli enti preposti all'immatricolazione dei veicoli utilizzano l'applicazione
software di cui all'allegato II. 
Soltanto gli enti preposti all'immatricolazione
dei veicoli possono accedere direttamente ai dati conservati e utilizzabili
mediante l'applicazione software. Gli enti preposti all'immatricolazione dei
veicoli adottano le misure necessarie per evitare che:
(a)         
persone non autorizzate accedano al sistema di
trattamento dei dati; 
(b)         
informazioni siano lette, copiate, modificate o
cancellate da persone non autorizzate;
(c)         
informazioni siano ricercate o trasmesse senza
autorizzazione;
(d)         
informazioni siano lette o copiate senza
autorizzazione durante la trasmissione.
3.           Gli enti preposti
all'immatricolazione dei veicoli negli Stati membri trattano i dati personali
in conformità alla direttiva 95/46/CE e sotto la sorveglianza dell'autorità
pubblica indipendente dello Stato membro di cui all'articolo 28 di tale direttiva.

Gli enti preposti all'immatricolazione dei veicoli
utilizzano le informazioni trasmesse in conformità al presente regolamento
soltanto ai fini dell'immatricolazione di veicoli immatricolati in un altro
Stato membro. 
Quando gli enti preposti all'immatricolazione dei
veicoli si scambiano informazioni in conformità al presente regolamento, l'ente
che fornisce le informazioni è informato, se ne fa richiesta, dell'uso cui sono
destinate le informazioni fornite e delle misure successivamente adottate.
L'ente preposto all'immatricolazione dei veicoli
che fornisce le informazioni si assicura che queste siano esatte, necessarie e
commisurate allo scopo per il quale sono fornite. Esso si attiene alle norme
vigenti in materia di protezione dei dati personali. 
Qualora risulti che sono state fornite
informazioni inesatte o che non avrebbero dovuto essere fornite, l'ente
preposto all'immatricolazione dei veicoli che riceve le informazioni ne è
immediatamente informato e provvede a sopprimerle o a correggerle.
4.           La Commissione adotta atti di
esecuzione per stabilire le procedure e le specifiche comuni relative
all'applicazione software di cui al paragrafo 2, in particolare il formato dei
dati scambiati, le procedure tecniche per la consultazione dei registri elettronici
nazionali, le procedure di accesso e i meccanismi di sicurezza. Tali atti di
esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 12,
paragrafo 2. 
Articolo 8
Immatricolazioni professionali di veicoli
1.           Gli enti preposti all'immatricolazione
dei veicoli possono rilasciare una o più carte di circolazione professionali a
imprese che:
(a)         
siano stabilite nel loro territorio;
(b)         
distribuiscano veicoli o prestino servizi di
riparazione, manutenzione o collaudo di veicoli;
(c)         
godano di buona reputazione e dispongano della
competenza professionale richiesta.
2.           Gli enti preposti
all'immatricolazione dei veicoli provvedono a iscrivere nei propri registri,
per ogni immatricolazione professionale, i dati relativi al veicolo di cui
all'allegato I.
3.           I veicoli provvisti di una
carta di circolazione professionale possono essere utilizzati soltanto se non
costituiscono un rischio diretto e immediato per la sicurezza stradale. Tali
veicoli non possono essere utilizzati per il trasporto commerciale di persone o
merci.
4.           Gli Stati membri non possono
impedire, per ragioni inerenti all'immatricolazione dei veicoli, la libera
circolazione dei veicoli provvisti di una carta di circolazione professionale. 
5.           La Commissione adotta atti di
esecuzione per stabilire il formato e il modello della carta di circolazione
professionale.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 12, paragrafo 2. 
Articolo 9
Enti preposti all'immatricolazione dei veicoli
1.           Gli Stati membri comunicano
alla Commissione il nome e le coordinate degli enti preposti
all'immatricolazione dei veicoli responsabili della gestione dei registri
ufficiali dei veicoli nel loro territorio e dell'applicazione del presente
regolamento.
La Commissione pubblica sul proprio sito web un
elenco degli enti preposti all'immatricolazione dei veicoli e i relativi
aggiornamenti.
2.           Gli enti preposti
all'immatricolazione dei veicoli provvedono a rendere facilmente accessibili al
pubblico le seguenti informazioni:
(a)         
informazioni sull'immatricolazione dei veicoli nel
rispettivo Stato membro;
(b)         
nome e coordinate dell'ente, di modo che possa
essere direttamente contattato.
Articolo 10
Atti delegati
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati ai sensi dell'articolo 11 per quanto riguarda:
(1)          le modifiche degli allegati I
e II del presente regolamento per adattarli al progresso tecnico, in
particolare per tener conto delle pertinenti modifiche della direttiva
1999/37/CE o di altri atti dell'Unione aventi una rilevanza diretta per
l'aggiornamento degli allegati I e II del presente regolamento;
(2)          le condizioni che le imprese
devono soddisfare per rispondere ai requisiti di cui all'articolo 8, paragrafo
1, lettera c);
(3)          la durata della validità
delle carte di circolazione professionali di cui all'articolo 8, paragrafo 1.
Articolo 11
Esercizio della delega
1.           Il potere di adottare atti
delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente
articolo.
2.           La delega di potere di cui
all'articolo 10 è conferita alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere
dall'entrata in vigore del presente regolamento.
3.           La delega di potere di cui
all'articolo 10 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo
o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata.
Essa prende effetto il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea o a una data successiva ivi specificata. Essa
non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
4.           Non appena adotta un atto
delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e
al Consiglio.
5.           L'atto delegato adottato ai
sensi dell'articolo 10 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il
Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi]dalla data in
cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine,
sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che
non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su
iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Articolo 12
 Procedura di comitato
1.           La Commissione è assistita da
un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
2.           Nei casi in cui è fatto
riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE)
n. 182/2011.
3.           Se il parere del comitato
deve essere ottenuto tramite procedura scritta, la procedura si conclude senza
risultati qualora, entro il termine per la presentazione del parere, il
presidente lo decida o la maggioranza semplice dei membri del comitato lo
richieda.
Articolo 13
Valutazione
La Commissione presenta una relazione sulla
valutazione del presente regolamento al Parlamento europeo e al Consiglio entro
[quattro anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento]. La
Commissione presenta, se necessario, opportune proposte di modifica del
presente regolamento e di adattamento di altri atti dell'Unione, tenendo conto
in particolare delle possibilità di semplificare ulteriormente le formalità
amministrative per i cittadini e le imprese.
Articolo 14
Entrata in vigore e applicabilità
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea.
Esso si applica a decorrere dal xxxx [inserire
la data: un anno dopo l'entrata in vigore del presente regolamento].
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 4.4.2012
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
ALLEGATO I 
Elenco delle voci per la ricerca
automatizzata dei dati relativi all'immatricolazione dei veicoli di cui
all'articolo 7, paragrafo 1
 Voce || Codici armonizzati direttiva 1999/37/CE 
 1. Paese di immatricolazione || -- 
 2. Numero di immatricolazione || (A) 
 3. Data della prima immatricolazione del veicolo || (B) 
 4. Numero(i) di identificazione della carta di circolazione || -- 
 5. Nome dell'ente che rilascia la carta di circolazione || -- 
 6. Veicolo: marca || (D.1) 
 7. Veicolo: tipo - variante (se disponibile); - versione (se disponibile) || (D.2) 
 8. Veicolo: denominazione/i commerciale/i || (D.3) 
 9. Numero di identificazione del veicolo (VIN) || (E) 
 10. Massa: massa massima a carico tecnicamente ammissibile, ad eccezione dei motocicli || (F.1) 
 11. Massa: massa massima a carico ammissibile del veicolo in servizio nello Stato membro di immatricolazione || (F.2) 
 12. Massa del veicolo in servizio carrozzato e munito del dispositivo di attacco per i veicoli trattori di categoria diversa dalla categoria M1 || (G) 
 13. Durata di validità, se non è illimitata || (H) 
 14. Data di immatricolazione alla quale si riferisce la carta di circolazione || (I) 
 15. Numero di omologazione (se disponibile) || (K) 
 16. Numero di assi || (L) 
 17. Interasse (mm) || (M) 
 18. Per i veicoli con massa totale superiore a 3500 kg, ripartizione tra gli assi della massa massima a carico tecnicamente ammissibile: asse 1 (kg) || (N.1) 
 19. Per i veicoli con massa totale superiore a 3500 kg, ripartizione tra gli assi della massa massima a carico tecnicamente ammissibile: asse 2 (kg), se del caso || (N.2) 
 20. Per i veicoli con massa totale superiore a 3500 kg, ripartizione tra gli assi della massa massima a carico tecnicamente ammissibile: asse 3 (kg), se del caso || (N.3) 
 21. Per i veicoli con massa totale superiore a 3500 kg, ripartizione tra gli assi della massa massima a carico tecnicamente ammissibile: asse 4 (kg), se del caso || (N.4) 
 22. Per i veicoli con massa totale superiore a 3500 kg, ripartizione tra gli assi della massa massima a carico tecnicamente ammissibile: asse 5 (kg), se del caso || (N.5) 
 23. Massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile: rimorchio frenato (kg) || (O.1) 
 24. Massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile: rimorchio non frenato (kg) || (O.2) 
 25. Motore: cilindrata (cm3) || (P.1) 
 26. Motore: potenza netta massima (kW) (se disponibile) || (P.2) 
 27. Motore: tipo di combustibile o di alimentazione || (P.3) 
 28. Motore: regime nominale (giri/min -1) || (P.4) 
 29. Numero di identificazione del motore || (P.5) 
 30. Rapporto potenza/massa in kW/kg (solo per i motocicli) || (Q) 
 31. Colore del veicolo || (R) 
 32. Capacità: numero di posti a sedere, compreso quello del conducente || (S.1) 
 33. Capacità: numero di posti in piedi (se del caso) || (S.2) 
 34. Velocità massima (km/h) || (T) 
 35. Livello sonoro: veicolo fermo [dB(A)] || (U.1) 
 36. Livello sonoro: regime del motore (giri/min -1) || (U.2) 
 37. Livello sonoro: veicolo in marcia [dB(A)] || (U.3) 
 38. Emissioni gas di scarico: CO (g/km o g/kWh) || (V.1) 
 39. Emissioni gas di scarico: HC (g/km o g/kWh) || (V.2) 
 40. Emissioni gas di scarico: NOx (g/km o g/kWh) || (V.3) 
 41. Emissioni gas di scarico: HC + NOx (g/km) || (V.4) 
 42. Emissioni gas di scarico: particolato per i motori diesel (g/km o g/kWh) || (V.5) 
 43. Emissioni gas di scarico: coefficiente di assorbimento corretto per i motori diesel (giri/min -1) || (V.6) 
 44. Emissioni gas di scarico: CO2 (in g/km) || (V.7) 
 45. Emissioni gas di scarico: consumo di combustibile in ciclo misto (l/100 km) || (V.8) 
 46. Emissioni gas di scarico: indicazione della classe ambientale di omologazione CE; dicitura recante la versione applicabile in virtù della direttiva 70/220/CEE o della direttiva 88/77/CEE || (V.9) 
 47. Capacità del serbatoio o dei serbatoi di carburante (in litri) || (W) 
 48. Data dell'ultimo controllo tecnico || -- 
 49. Data del prossimo controllo tecnico || -- 
 50. Chilometraggio (se disponibile) || -- 
 51. Veicolo rottamato (sì/no) || -- 
 52. Data di rilascio del certificato di rottamazione.[24] || -- 
 53. Stabilimento o impresa che rilascia il certificato di rottamazione || -- 
 54. Motivo della rottamazione || -- 
 55. Veicolo rubato (sì/no) || -- 
 56. Carta di circolazione e/o targhe rubati (sì/no) || -- 
 57. Immatricolazione inattiva || -- 
 58. Immatricolazione sospesa || -- 
 59. Modifica del numero di immatricolazione || -- 
 60. Controllo tecnico richiesto dopo un incidente con danni gravi || -- 
 61. Prove supplementari richieste dopo la modifica di una delle voci da 9 a 47 ||   
ALLEGATO II 
Uso dell'applicazione software di
cui all'articolo 7
1.           Lo scambio di informazioni
avviene con mezzi elettronici interoperabili senza scambio di dati che implichi
altre basi di dati. Lo scambio di informazioni è effettuato in modo efficiente
in rapporto al costo e sicuro e garantisce la sicurezza e la protezione dei
dati trasmessi, utilizzando per quanto possibile applicazioni software
esistenti. 
2.           Ai fini del presente
regolamento, l'applicazione software prevede un modo di scambio in tempo reale
on line e/o un modo di scambio mediante procedura batch. Quest'ultimo permette
di trasmettere in un solo messaggio richieste o risposte multiple. 
3.           Ogni Stato membro sostiene i
costi della gestione, dell'utilizzo e della manutenzione dell'applicazione
software di cui al punto 1.
4.           Gli enti preposti
all'immatricolazione utilizzano le procedure automatizzate di cui ai punti 1 e
2 per acquisire le informazioni relative alle voci elencate nell'allegato I
ricavandole dai registri elettronici dei veicoli di uno o più altri Stati
membri.
5.           L'applicazione software
consente una comunicazione sicura con gli altri Stati membri e comunica con i
sistemi back end preesistenti degli Stati membri utilizzando il linguaggio XML.
Gli Stati membri scambiano messaggi inviandoli direttamente al
destinatario. 
7.           I messaggi XML inviati
attraverso la rete sono cifrati. 
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni 
              2.2.    Sistema
di gestione e di controllo 
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa
interessate 
              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi dell'incidenza prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza
prevista sugli stanziamenti operativi 
              3.2.3. Incidenza
prevista sugli stanziamenti di natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità con il quadro finanziario
pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione
di terzi al finanziamento 
              3.3     Incidenza prevista sulle
entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
1.1.        Titolo della
proposta/iniziativa 
Proposta
di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme per la
semplificazione del trasferimento all'interno del mercato unico dei veicoli a
motore immatricolati in un altro Stato membro 
1.2.        Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB[25] 
Titolo
2 – Imprese - Capitolo 02 03: Mercato interno dei beni e politiche settoriali
1.3.        Natura
della proposta/iniziativa 
La proposta/iniziativa
riguarda una nuova azione 
1.4.        Obiettivi
1.4.1.     Obiettivo/obiettivi strategici
pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa 
1a.
Competitività per la crescita e l'occupazione
1.4.2.     Obiettivo/obiettivi specifici
e attività ABM/ABB interessate 
Obiettivo specifico n. 1: Riesame
permanente della normativa del mercato interno e, se del caso, proposte di
nuove misure legislative e no.
1.4.3.     Risultati e incidenza previsti
Precisare gli effetti
che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi interessati.
Questa
iniziativa si propone di migliorare il funzionamento del mercato unico
eliminando gli ostacoli amministrativi alla reimmatricolazione dei veicoli a
motore, che attualmente ne limitano la libera circolazione. La proposta è
intesa ad armonizzare e a semplificare le procedure di reimmatricolazione dei
veicoli immatricolati in un altro Stato membro per i cittadini, i lavoratori, i
datori di lavoro, le società di noleggio e leasing e gli enti preposti
all'immatricolazione. Il regolamento proposto dovrebbe anche ridurre gli oneri
amministrativi per tutti i soggetti interessati, senza pregiudicare la
sicurezza stradale né la lotta contro la criminalità e le frodi.
La
proposta avrà effetti per i cittadini che si trasferiscono da un paese
all'altro o che possiedono un'abitazione secondaria in un altro Stato membro e
per le persone che vivono in uno Stato membro e che utilizzano un veicolo
immatricolato dal proprio datore di lavoro in un altro Stato membro. I
cittadini sono anche i principali clienti del mercato intra-UE dei veicoli
usati. La proposta interessa direttamente anche i commercianti di veicoli
usati, le società di noleggio e di leasing di veicoli e gli enti preposti
all'immatricolazione. Gli effetti specifici sono indicati in dettaglio nella
valutazione d'impatto allegata. 
1.4.4.     Indicatori di risultato e di
incidenza 
Precisare gli
indicatori che permettono di seguire l'attuazione della proposta/iniziativa.
- Numero di denunce;
- numero di casi SOLVIT;
- numero di cause;
- numero di domande rivolte ai centri europei dei
consumatori;
- numero di reimmatricolazioni e di cancellazioni;
- consultazione pubblica, in particolare sugli oneri
amministrativi;
- indagine riguardante in modo specifico questo settore;
- indagine riguardante in modo specifico gli enti nazionali
preposti all'immatricolazione;
- statistiche Eucaris.
1.5.        Motivazione
della proposta/iniziativa 
1.5.1.     Necessità da coprire nel breve
e lungo termine 
L'obiettivo
generale dell'iniziativa è quello di migliorare il funzionamento del mercato
unico eliminando gli ostacoli amministrativi alla reimmatricolazione dei
veicoli a motore, che attualmente ne limitano la libera circolazione. 
1.5.2.     Valore aggiunto
dell'intervento dell'Unione europea
Gli
aspetti transfrontalieri dell'immatricolazione dei veicoli continuano a essere
una fonte di problemi nel mercato interno. Ad esempio, ci sono state dal 2000
17 tra sentenze e ordinanze della Corte di giustizia riguardanti gli ostacoli
alla libera circolazione di merci, servizi e persone causati da problemi di
immatricolazione dei veicoli. Le differenze tra le regole amministrative
nazionali relative alla reimmatricolazione dei veicoli immatricolati in un
altro Stato membro ostacolano la libera circolazione di tali veicoli
all'interno dell'UE. L'UE ha quindi il diritto di agire sulla base
dell'articolo 114 del TFUE per assicurare il buon funzionamento del mercato
unico dei veicoli usati acquistati in un altro Stato membro, per i cittadini
che trasferiscono un veicolo in un altro Stato membro di residenza, i cittadini
che utilizzano un veicolo immatricolato nello Stato membro in cui lavorano e
per le imprese di noleggio di veicoli (e, in misura minore, di leasing) che, a
causa degli obblighi di immatricolazione cui esse stesse o i loro clienti sono
soggetti, incontrano ostacoli nell'uso transfrontaliero di tali veicoli.
Tuttavia, nel rispetto del principio di sussidiarietà, la proposta non riguarda
le reimmatricolazioni né i trasferimenti di veicoli all'interno dello stesso
Stato membro. 
1.5.3.     Insegnamenti tratti da
esperienze analoghe
Oltre
ad aver promosso procedimenti per infrazione, la Commissione ha pubblicato
comunicazioni interpretative che sintetizzano la legislazione dell'UE in
materia. La legislazione dell'UE e la giurisprudenza della Corte di giustizia
sono però in costante evoluzione, per cui le comunicazioni interpretative
sull'immatricolazione dei veicoli, compresa quella pubblicata nel 2007,
risultano molto rapidamente superate. Inoltre, le comunicazioni interpretative
non sono vincolanti e finora non hanno fornito orientamenti efficaci od
obbligatori agli Stati membri. Sebbene la Commissione abbia già pubblicato
diverse comunicazioni interpretative, non si può dire che esse abbiano ridotto
sensibilmente il numero di problemi. Gli enti nazionali preposti
all'immatricolazione sono, o dovrebbero essere, a conoscenza dell'ultima
comunicazione interpretativa, ma solitamente applicano le norme nazionale in
caso di conflitto tra queste e la comunicazione interpretativa. Niente lascia
supporre che i cittadini e le imprese siano a conoscenza dell'esistenza della
comunicazione e sembra irrealistico pensare che la comunicazione, che espone
gli elementi principali della legislazione dell'UE e della giurisprudenza della
Corte di giustizia, sarebbe loro di grande utilità in caso di conflitto.
1.5.4.     Coerenza ed eventuale sinergia
con altri strumenti pertinenti
L'iniziativa
è pienamente coerente con gli altri strumenti pertinenti, in particolare con la
direttiva 1999/37/CE, del 29 aprile 1999, relativa ai documenti di
immatricolazione dei veicoli, la direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa ai veicoli fuori uso, la direttiva
2009/103/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009,
concernente l'assicurazione della responsabilità civile risultante dalla
circolazione di autoveicoli e il controllo dell'obbligo di assicurare tale
responsabilità, la decisione 2004/919/CE del Consiglio, del 22 dicembre 2004,
relativa alla lotta contro la criminalità connessa con veicoli e avente
implicazioni transfrontaliere, la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23
giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto
nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera e decisione del
Consiglio 2008/616/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, relativa
all'attuazione della decisione 2008/615/GAI sul potenziamento della
cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla
criminalità transfrontaliera.
1.6.        Durata e
incidenza finanziaria 
Proposta/iniziativa di durata illimitata
1.7.        Modalità
di gestione prevista 
Gestione centralizzata diretta da parte della Commissione 
2.           MISURE DI GESTIONE 
2.1.        Disposizioni in materia di
monitoraggio e di relazioni 
Precisare frequenza e
condizioni.
L'articolo
13 precisa le modalità di valutazione del regolamento: quattro anni dopo la sua
entrata in vigore, la Commissione presenterà una relazione al Parlamento
europeo e al Consiglio. La valutazione dovrà individuare eventuali problemi e
carenze del regolamento e potrà essere il punto di partenza di nuove azioni, ad
esempio di una proposta di modifica del regolamento mirante a un'ulteriore
semplificazione amministrativa per i cittadini e per le imprese e a una
maggiore integrazione del mercato unico dei veicoli usati. 
2.2.        Sistema
di gestione e di controllo 
2.2.1.     Rischi individuati 
Non
sono stati individuati rischi finanziari.
2.2.2.     Modalità di controllo previste

I
metodi di controllo previsti sono quelli stabiliti dal regolamento finanziario
e dal regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002.
2.3.        Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
Precisare le misure di
prevenzione e tutela in vigore o previste.
La
Commissione deve garantire che gli interessi finanziari dell'Unione siano
protetti mediante l'applicazione di misure preventive contro la frode, la
corruzione e altre attività illegali, mediante controlli efficaci e il recupero
degli importi indebitamente versati e, qualora siano accertate irregolarità,
mediante sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, in conformità ai
regolamenti (CE, Euratom) n. 2988/95, (CE, Euratom) n. 2185/96 e (CE) n.
1073/1999.
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA
DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.        Rubrica/rubriche del quadro
finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate 
·      Linee di bilancio di spesa esistenti 
Secondo l'ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione…...………………………] || Diss./Non diss. ([26]) || di paesi EFTA[27] || di paesi candidati[28] || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 1a. Competitività per la crescita e l'occupazione || [XX.YY.YY.YY]   || Diss./non-diss. || SÌ || NO || NO || NO 
3.2.        Incidenza
prevista sulle spese 
3.2.1.     Sintesi dell'incidenza
prevista sulle spese 
Milioni di EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || Numero || 1a. Competitività per la crescita e l'occupazione || 
 || DG: ENTR ||   ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || TOTALE 
 ||  Stanziamenti operativi || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 || TOTALE degli stanziamenti per la DG ENTR || Impegni || =1+1a +3 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 || Pagamenti || =2+2a +3 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
   || 
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || " Spese amministrative " || 
 || DG ENTR ||   ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || TOTALE 
 ||  Risorse umane || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 1,0 
 ||  Altre spese amministrative || 0,1 || 0,1 || 0,1 || 0,1 || 0,1 || 0,5 
 || TOTALE DG ENTR || Stanziamenti || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 1,5 
 || TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 1,5 
 || TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 1,5 
 || Pagamenti || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 0.3 || 1.5 
3.2.2.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti operativi 
La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzo di
stanziamenti operativi 
3.2.3.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti di natura amministrativa
3.2.3.1.  Sintesi 
La proposta/iniziativa comporta l'utilizzo di
stanziamenti amministrativi, come spiegato di seguito:
Milioni di EUR (al
terzo decimale)
   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 1,0 
 Altre spese amministrative || 0,1 || 0,1 || 0,1 || 0,1 || 0,1 || 0,5 
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 1,5 
 Esclusa la RUBRICA 5[29] del quadro finanziario pluriennale   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 Altre spese di natura amministrativa || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 Totale parziale esclusa la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 TOTALE || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 0,3 || 1,5 
3.2.3.2.  Fabbisogno previsto di risorse
umane 
La proposta/iniziativa comporta l'utilizzo di
risorse umane, come spiegato di seguito:
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
 ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 
  Posti della tabella dell'organico (funzionari e agenti temporanei) || 
 || 02 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 
 || ETP = 1,5 || ETP = 1,5 || ETP = 1,5 || ETP = 1,5 || ETP = 1,5 
 || XX 01 01 02 (nelle delegazioni) || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 || XX 01 05 01 (ricerca indiretta) || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 || 10 01 05 01 (ricerca diretta) || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 ||  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[30] || 
 || XX 01 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 || XX 01 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 || XX 01 04 yy [31] || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 ||   
 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 ||   
 || XX 01 05 02 (AC, END e INT – ricerca indiretta) || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 || 10 01 05 02 (AC, END e INT – ricerca diretta) || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 || Altre linee di bilancio (specificare) || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 || TOTALE || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 
 || ETP = 1,5 || ETP = 1,5 || ETP = 1,5 || ETP = 1,5 || ETP = 1,5 
Il fabbisogno di risorse
umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell'azione
e/o riassegnato all'interno della stessa DG, integrato dall'eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell'ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
Descrizione dei
compiti da svolgere:
 Funzionari e agenti temporanei || Gestire l'attuazione del regolamento, tra l'altro predisponendo gli atti di esecuzione ed eventualmente gli atti delegati e procedendo alla valutazione 
3.2.4.     Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale 
La proposta/iniziativa è compatibile con il quadro
finanziario pluriennale attuale.
3.2.5.     Partecipazione di terzi al
finanziamento 
La proposta/iniziativa non prevede il
cofinanziamento da parte di terzi. 
3.3.        Incidenza
prevista sulle entrate 
La proposta/iniziativa non ha incidenza
finanziaria sulle entrate.
[1]               COM (2010) 603 del 27.10.2010.
[2]               COM (2010) 2020 del 3.3.2010.
[3]               http://ec.europa.eu/enterprise/policies/single-market-goods/free-movement-non-harmonised-sectors/car-registration/view_contributions_en.htm
[4]               GU L 138 dell'1.6.1999, pag.
57. 
[5]               GU L 263 del 9.10.2007, pag. 1.
[6]               GU L 124 del 9.5.2002, pag. 1.
[7]               Sentenza della Corte di giustizia del 6 ottobre 2011, Philippe
Bonnarde contro Agence de Services et de Paiement, causa C-443/10.
[8]               GU L 105 del 23.4.1993, pag. 59.
[9]               Sentenza del 20 settembre 2007, Commissione delle
Comunità europee contro Regno dei Paesi Bassi, causa C-297/05.
[10]             GU L 269 del 21.10.2000, pag. 34.
[11]             GU L 389 del 30.12.2004, pag. 28.
[12]             GU L 263 del 7.10.2009, pag. 11.
[13]             COM (2010) 744 del 16.12.2010.
[14]             GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13. 
[15]             GU C […] del […], pag. […].
[16]             COM (2010) 603 del 27.10.2010.
[17]             GU L 138 dell'1.6.1999, pag. 57.
[18]             GU L 389 del 30.12.2004, pag. 28.
[19]             GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
[20]             GU L 8 del 12.01.2001, pag. 1.
[21]             GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
[22]             GU L 263 del 9.10.2007, pag. 1.
[23]             GU L 124 del 9.5.2002, pag. 1.
[24]             Direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa ai veicoli fuori uso (GU L 269 del
21.10.2000, pag. 34) come modificata. 
[25]             ABM: Activity Based Management (gestione per
attività) – ABB: Activity Based Budgeting (bilancio per attività).
[26]             Diss. = stanziamenti dissociati / Non diss. = stanziamenti
non dissociati.
[27]             EFTA: Associazione europea di libero scambio. 
[28]             Paesi candidati e, se del caso, paesi potenziali candidati
dei Balcani occidentali.
[29]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta.
[30]             AC = agente contrattuale; AL = agente locale; END =
esperto nazionale distaccato; INT = personale interinale (intérimaire); JED
= giovane esperto in delegazione (jeune expert en délégation).
[31]             Sottomassimale per il personale esterno previsto dagli
stanziamenti operativi (ex linee "BA").