CELEX: 51994PC0053
Language: it
Date: 1994-02-25
Title: Progetto di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione, da parte della Commissione, del protocollo 2 relativo all' accordo tra la Comunità europea dell' energia atomica, il governo del Giappone, il governo della Federazione della Russia e il governo degli Stati Uniti di America sulla cooperazione alle attività di progettazione ingegneristiica (EDA) del reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                            C0M(94) 53 def.
                                                            Bruxelles, 25.02.1994
                                            Progetto di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla conclusione, da parte della Commissione, del protocollo 2 relativo all'accordo tra la
Comunità europea dell'energia atomica, il governo del Giappone, il governo della Federazione
delia Russia e il governo degli Stati Uniti di America sulla cooperazione alle attività di
progettazione ingegneristica (EDA) del reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)
                                 (presentato dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                     RELAZIONE
1. L'accordo tra la Comunità europea dell'energia atomica, il governo del Giappone, il
   governo della Federazione della Russia e il governo degli Stati Uniti di America ("le
   parti") sulla cooperazione alle attività di progettazione ingegneristica (EDA) del
   reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER) ("l'accordo ITER EDA"),
   sotto gli auspici dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), concluso
   tra le parti il 21 luglio 1992 (per quanto concerne la Comunità, conformemente alla
   decisione della Commissione del 22.4.1992 \ a seguito di una decisione del
   Consiglio del 6 aprile 1992), resterà in vigore per sei anni.
   Conformemente all'articolo 3 dell'accordo ITER EDA, le EDA vengono attuate
   tramite due o eventualmente più protocolli, a seconda dell'opportunità, in base
   all'avanzamento dei lavori. La validità del protocollo 1 relativo all'accordo ITER EDA
   ("protocollo 1"), ugualmente concluso tra le parti il 21 luglio 1992, cesserà al
   momento dell'entrata in vigore del protocollo 2, ma comunque non oltre il
   20 marzo 1994.
2. Conformemente alla sezione 4 del protocollo 1, un progetto di protocollo 2 relativo
   all'accordo ITER EDA ("protocollo 2") nonché un progetto di documenti di
   accompagnamento sono stati elaborati, tenendo in considerazione i punti stabiliti in
   questa disposizione, e sottoposti al consiglio ITER da un gruppo speciale di lavoro
   (SWG), istituito conformemente alla sezione 1 del protocollo 1. Il 22 aprile 1993,
   il consiglio ITER ha accettato per presentazione alle autorità delle parti il progetto di
   protocollo 2 e il progetto di documenti di accompagnamento elaborati dal gruppo di
   lavoro speciale per il completamento delle EDA nell'ambito del protocollo 2, in vista
   di negoziare e concludere il protocollo 2 il più presto possibile.
    1
       GU n .     L 244 d e l 2 6 . 8 . 1 9 9 2 , pag. 13.
 ---pagebreak--- 3. Nella decisione del 10 dicembre 1993 il Consiglio:
          ha autorizzato la Commissione a condurre i negoziati sul protocollo 2 sulla
          base del progetto di protocollo 2 e sul progetto di documenti di
          accompagnamento di cui al precedente punto 2, fermo restando che il
          suddetto progetto di documenti di accompagnamento ha lo scopo di
          specificare nei dettagli, tra l'altro, le misure di applicazione ritenute necessarie
          dalle parti per portare congiuntamente a compimento le attività individuate
          dall'articolo 2 dell'accordo; inoltre il suddetto progetto di documenti di
          accompagnamento deve essere completato dalla relazione "schema di
          progettazione" approvata dal Consiglio dell'UER e da un allegato redatto
          secondo le indicazioni stabilite dall'allegato 4 alle direttive per la
          Commissione;
          ha deciso che non è opportuno che venga presentata una proposta di
          decisione che autorizzi la firma del protocollo 2 fin quando la Commissione,
          dopo aver inviato la relazione "schema di progettazione" al Consiglio
          dell'Unione europea e al Comitato consultivo per il programma fusione (CCFP)
          non appena disponibile in modo da assicurare l'accettabilità dello "schema di
          progettazione", non abbia ricevuto il parere del Consiglio e del CCFP e
          l'approvazione del Consiglio ITER all'adozione della suddetta relazione in
          qualità di documento di accompagnamento al protocollo 2.
4. Alla luce del precedente punto 3:
          nel parere espresso il 19 gennaio 1994 sulla relazione relativa allo "schema
          di progettazione", il CCFP ha raccomandato che i rappresentanti della
          Comunità nel Consiglio ITER sostengano l'approvazione da parte di
          quest'ultimo della suddetta relazione, che costituirà                un documento
          d'accompagnamento al protocollo 2;
          il 28 gennaio 1994 il Consiglio ITER ha ritenuto che la relazione sullo "schema
          di progettazione" costituisca una base che le parti possono validamente
          utilizzare per procedere verso la conclusione del protocollo 2;
          il 21 febbraio 1994 il Consiglio dell'Unione europea ha ritenuto che la
          relazione sullo "schema di progettazione" constituisca una valida base per le
          attività future che può essere inserita come documento di accompagnamento
          al protocollo 2.
                                                                                               1
 ---pagebreak--- 5. I negoziati quadrilaterali hanno prodotto i seguenti documenti (allegati nell'acclusa
   proposta di decisione del Consiglio): il progetto di protocollo 2 (ALLEGATO I) e la
   sintesi redatta dai copresidenti della riunione di negoziato (28 gennaio 1994)
   (ALLEGATO II):
           il progetto di protocollo 2 è identico a quello allegato alle direttive di
           negoziato;
           la sintesi redatta dai copresidenti comprende, oltre al progetto di protocollo
           2 (ALLEGATO I), i pareri condivisi dai negoziatori (ALLEGATO II) che ricalcano
           il progetto di documenti di accompagnamento allegato alle direttive di
           negoziato eccezione fatta per le seguenti modifiche (richieste dai negoziatori
           CEEA per rispettare le direttive del Consiglio):
                     è stato aggiunto un punto "5. Monitoraggio dell'UER EDA" (di cui al
                     precedente punto 3);
                     è stato aggiunto un punto "6. Schema di progettazione (di cui ai
                     precedenti punti 3 e 4) accompagnato dall'allegato pertinente
                     "Appendice 4";
                     l'Appendice   1 (obiettivi tecnici particolareggiati ITER) è stato
                     modificato in maniera non rilevante;
                     (gli Appendici 2 e 3 non sono stati modificati).
6. La Commissione considera che la Comunità dovrà continuare ad apportare il suo
   contributo all'UER EDA nel contesto delle sue attività generali di R&S per il Next
   Step onde mantenere la sua piena capacità a procedere alla costruzione di un
   dispositivo Next Step, nel quadro di un programma di collaborazione internazionale,
   oppure per proprio conto.
7. Le previste attività di cooperazione sono tecnicamente compatibili con gli
   orientamenti in materia di obiettivi specifici per la fusione termonucleare controllata
   stabiliti dagli orientamenti politici del Consiglio del 22 dicembre 1993 relativamente
   al progetto di decisione concernente un programma quadro di attività comunitarie
   nel campo della ricerca e della formazione per la CEEA (1994-1998) e sono
   compatibili dal punto di vista finanziario con la quota comunitaria di partecipazione
   nel campo della fusione termonucleare controllata prevista dal progetto di decisione.
                                                                                           3
 ---pagebreak--- 8. Il protocollo 2 dovrà essere concluso dalla Commissione in conformità con quanto
   previsto dall'articolo 101, secondo comma, del trattato che istituisce la CEEA.
9. La Commissione propone che il Consiglio adotti, in forza dell'articolo 101, secondo
   comma, seconda frase, del trattato che istituisce la CEEA, la decisione del Consiglio
   allegata al presente documento riguardante la conclusione, da parte della
   Commissione, del protocollo 2.
                                                                                         4-
 ---pagebreak---                                             PROGETTO
                                 DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                      del
relativa alla conclusione, da parte della Commissione, del protocollo 2 relativo all'accordo tra la
Comunità europea dell'energia atomica, il governo del Giappone, il governo della Federazione
della Russia e il governo degli Stati Uniti di America sulla cooperazione alle attività di
progettazione ingegneristica (EDA) del reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare
l'articolo 101, secondo comma,
visto il progetto di decisione presentato dalla Commissione,
considerando che la Commissione, in conformità delle direttive del 10 dicembre 1993, ha
condotto negoziati sul protocollo 2 relativo all'accordo tra la Comunità europea dell'energia
atomica, il governo del Giappone, il governo della Federazione della Russia e il governo degli Stati
Uniti di America sulla cooperazione alle attività di progettazione ingegneristica del reattore
sperimentale termonucleare internazionale;
considerando che occorre approvare la conclusione, da parte della Commissione, del protocollo 2,
DECIDE QUANTO SEGUE:
                                            Articolo unico
La conclusione, da parte della Commissione, a nome della Comunità, del protocollo 2 relativo
all'accordo tra la Comunità europea dell'energia atomica, il governo del Giappone, il governo della
 Federazione della Russia e il governo degli Stati Uniti di America sulla cooperazione alle attività
di progettazione ingegneristica del reattore sperimentale termonucleare internazionale è
approvata.
Il testo del protocollo 2 è allegato alla presente decisione, assieme al testo della sintesi redatta
dai copresidenti della riunione di negoziato.
Fatto a         ,                                            Per il Consiglio
                                                             Il Presidente                           f
 ---pagebreak---                                                                               ALLEGATO I
                                          PROGETTO DI
                                         PROTOCOLLO 2
RELATIVO ALL'ACCORDO TRA LA COMUNITÀ' EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA, IL
GOVERNO DEL GIAPPONE, IL GOVERNO DELLA FEDERAZIONE DELLA RUSSIA E IL
GOVERNO DEGLI STATI UNITI D'AMERICA SULLA COOPERAZIONE ALLE ATTIVITÀ' DI
PROGETTAZIONE INGEGNERISTICA DEL REATTORE SPERIMENTALE TERMONUCLEARE
INTERNAZIONALE
La Comunità europea dell'energia atomica (Euratom), il governo del Giappone, il governo della
Federazione della Russia e il governo degli Stati Uniti d'America ("le parti"),
visto l'accordo sulla cooperazione alle attività di progettazione ingegneristica (EDA) del reattore
sperimentale termonucleare internazionale (ITER) concluso tra le parti il 21 luglio 1992
("l'accordo"), in particolare l'articolo 3,
avendo iniziato le EDA in virtù del protocollo 1 all'accordo, anche esso concluso tra le parti il
21 luglio 1992 e determinati a portare s termine congiuntamente le EDA nel quadro del
protocollo 2,
HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:
Sezione 1 - Campo di attività
Le parti portano a termine congiuntamente le attività di cui all'articolo 2 dell'accordo. Tali
attività sono realizzate conformemente agli obiettivi tecnici specifici di ITER approvati in base
alle disposizioni dell'accordo.
lezione 2 - Qrgppo speciale djjavoro
E' istituito un gruppo speciale di lavoro che, con l'assistenza del direttore, ha il compito di
presentare al consiglio proposte di approccio alla realizzazione congiunta per decisioni delle
parti circa la costruzione, il funzionamento, l'utilizzazione e lo smantellamento futuri di ITER,
secondo il disposto dell'articolo 2, lettera e) dell'accordo.
                                                                                                    é
 ---pagebreak--- Sezione 3 - Attuazione del programma di lavoro
(1)    Il direttore dà esecuzione al programma di lavoro e ai relativi aggiornamenti, dopo
       approvazione del consiglio, in base alle scadenze ivi fissate per i vari compiti.
(2)    La descrizione tecnica di un compito, la sua assegnazione nonché i termini e le
       condizioni della sua esecuzione, elaborati conformemente alle direttive fissate dal
      consiglio per l'esecuzione dei compiti, costituiscono l'oggetto di un accordo relativo al
       compito in questione ("Task Agreement"). Tale accordo viene elaborato dal direttore
       e firmato da quest'ultimo e dal capo del gruppo nazionale (o comunitario) cui è stato
      assegnato il compito in questione. Gli accordi relativi ai compiti sono conclusi in
       conformità al programma di lavoro e ai suoi aggiornamenti entrambi come approvati.
(3)    Ciascun capo dei gruppi nazionali (o comunitario) garantisce che al direttore o ai membri
      del gruppo centrale congiunto autorizzati dal direttore non venga rifiutato senza validi
       motivi l'accesso, per fini d'interazione, verifica dei lavori in corso e valutazione del
       controllo di qualità, ai siti e ai locali in cui viene eseguito un compito assegnato ad un
       gruppo nazionale (o comunitario), nonché l'accesso al personale che eseguisce, e ai
       documenti che riguardano, il compito in questione. Il capo del gruppo nazionale (o
       comunitario) interessato è tempestivamente informato del progettato accesso . Le
       disposizioni particolareggiate per tale accesso vengono specificate nell'accordo relativo
       ai compiti.
Sezione 4 - Accordi relativi al distacco di personale
(1)    Ai fini della presente sezione,
       per "parte distaccante" s'intende la parte che mette una persona a disposizione del
       gruppo centrale congiunto in conformità dell'articolo 8, paragrafo 2 dell'accordo,
       indipendentemente dal fatto che detta parte sia o meno il datore di lavoro di quella
       persona;
       per "persona distaccata" o "personale distaccato" s'intende una o più persone messe
       a disposizione del gruppo centrale congiunto dalla parte distaccante.
(2)    Dopo la scelta di una persona conformemente all'articolo 8, paragrafo 2 dell'accordo,
       il datore di lavoro di quella persona la distacca, senza ritardo ingiustificato, presso il
       gruppo centrale congiunto. Il direttore appronta un accordo specifico di distacco per
       ciascuna persona distaccata; detto accordo viene sottoscritto dal direttore, dalla
       persona distaccata, dal datore di lavoro di quest'ultima e dall'ente che gestisce il sito
       di lavoro congiunto presso il quale la persona è distaccata. Qualora il datore di lavoro
       e la parte distaccante siano enti differenti, la parte distaccante approva l'(gli) accordo(i)
       relativo(i) al distacco per indicare che essa ha messo il personale distaccato a
       disposizione del gruppo centrale congiunto come specificato all'articolo 8, paragrafo 2
       dell'accordo. L'accordo relativo al distacco del direttore deve essere firmato anche dal
       presidente del consiglio.
                                                                                                     1
 ---pagebreak---         Nell'accordo relativo al distacco sono specificati i lavori e il sito di lavoro congiunto
        presso cui è distaccata la persona in questione, le sue responsabilità di rendere conto
        del proprio operato, l'impegno della persona distaccata e del datore di lavoro a
        conformarsi alle disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 2 e dell'articolo 15 dell'accordo
        e del presente paragrafo, nella misura in cui esse concernono il distacco nonché
        l'impegno della persona distaccata a conformarsi alle norme interne relative alla
        sicurezza vigenti presso il sito di lavoro congiunto. Il periodo del distacco previsto dal
        relativo accordo non può essere superiore al periodo di validità del presente protocollo.
Sezione 5 - Conclusione dei lavori e relazione finale
Allorché approva il programma di lavoro e i relativi aggiornamenti annuali il consiglio, assistito
dal direttore, provvede al completamento coordinato e tempestivo dei lavori previsti
dall'accordo, nonché della relazione finale; qualora occorra che le parti intraprendano delle
azioni o se le circostanze lo richiedono, il consiglio, assistito del direttore, formula opportune
proposte in merito.
Sezione 6 - Risorse
Le parti rendono disponibili le risorse necessarie all'esecuzione del presente protocollo, in
conformità delle relative disposizioni dell'accordo.
Sezione 7 - Durata
Il presente protocollo entra in vigore alla data della firma delle parti ed ha validità per tutta la
durata dell'accordo.
Fatto a                        , il                   in quadruplice copia
Per la Comunità europea dell'energia atomica:
Per il governo del Giappone:
Per il governo della Federazione della Russia:
Per il governo degli Stati Uniti d'America:
 ---pagebreak---                                                                              ALLEQATQ II
           SINTESI REDATTA DAI COPRESIDENTI DELLA RIUNIONE DI NEGOZIATO
Le quattro delegazioni ITER, avendo preso nota con compiacimento delle dichiarazioni di
tutte le parti in merito alla rispettiva disponibilità a concludere il negoziato, hanno
convenuto di presentare alle loro autorità i due documenti allegati in vista di concludere i
protocollo 2 dell'accordo ITER EDA il più presto possibile.
Iniziali dei negoziatori
         JD     TO
         PF     EV
Data       28 gennaio 1994
Luogo       Garching
                                                                                             3
 ---pagebreak---                                   ALLEGATO I
 PROGETTO DI PROTOCOLLO 2 RELATIVO
        ALL'ACCORDO ITER EDA
    QUALE FIGURA NELL'ALLEGATO
ALLA PRESENTE DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                             0
 ---pagebreak---                                                                              ALLEGATO II
                               PARERI CONDIVISI DAI NEGOZIATORI
In data odierna, al termine dei lavori relativi al progetto finale del protocollo 2, i partecipanti
al negoziato concordano su quanto segue:
1.      Obiettivi tecnici particolareggiati
        Le parti approvano, attraverso il consiglio, gli obiettivi tecnici particolareggiati di ITER
indicati alla sezione 1 del protocollo 2, . Il consiglio ha approvato i suddetti obiettivi tecnici il
15-16 dicembre 1992 (appendice 1).
2.      Orientamenti per l'assegnazione dei compiti
        Gli orientamenti per l'assegnazione dei compiti riferiti alla sezione 3 del protocollo 2
sono stati approvati dal consiglio il 22 aprile 1993 (appendice 2).
3.      Accordi relativi al distacco di personale
        Gli accordi relativi al distacco di personale, di cui alla sezione 4 del protocollo 2,
dovranno essere il più possibile uniformi e rispecchiare gli orientamenti per gli accordi relativi
al distacco di personale definiti nell'allegato al presente documento (appendice 3).
        Qualora la parte distaccante sia un ente diverso dal datore di lavoro della persona
distaccata, questa si impegna affinché il datore di lavoro della persona distaccata in questione
ottemperi alle disposizioni stabilite alla sezione 4 del protocollo 2 e agli orientamenti di cui
sopra.
4.       Finanziamento
Per quanto riguarda la sezione 6 del protocollo 2:
(1)     ciascuna parte si assume l'onere delle proprie spese inerenti:
        a)       alla partecipazione dei suoi membri ed esperti ai lavori e alle riunioni del
                 consiglio, del TAC, del MAC e dei SWG, ivi incluse le spese di trasferta;
        b)       al proprio personale distaccato presso i siti di lavoro congiunto;
        e)       all'esecuzione dei compiti assegnati al proprio gruppo nazionale (o comunitario)
                 conformemente alla sezione 3 del protocollo 2, e
        d)       all'organizzazione di riunioni di lavoro aventi luogo sul proprio territorio e alla
                 partecipazione dei propri membri del gruppo nazionale (o comunitario) a riunioni
                 di lavoro, ivi incluse le spese di trasferta;
(2)     nell'applicare l'articolo 14 dell'accordo, il consiglio tiene conto del livello complessivo
        delle risorse che ciascuna parte ospitante si è offerta di mettere a disposizione al suo
        sito di lavoro congiunto;
(3)     le altre spese, ritenute necessarie a giudizio del consiglio ai fini di una favorevole
        conclusione del protocollo 2, sono finanziate mediante il fondo comune.
 ---pagebreak--- 5.      Monitoraggio di ITER EDA
        La coerenza fra i limiti generali definiti nella Sezione 1 dell'Appendice 1 e l'avanzamento
dei lavori verrà controllata su base annuale, secondo l'Articolo 16 dell'Accordo. In particolare,
gli approcci tecnici e l'accuratezza della valutazione dei costi di costruzione di ITER verranno
verificati, come previsto dal punto 1(f) dell'Allegato A all'Accordo, anche in base a dati
nazionali relativi alle componenti principali dell'impianto. Queste valutazioni potranno indurre
il Consiglio a ridefinire, se necessario, i limiti o le soluzioni tecniche.
6.      Schema di Progettazione
        Il Consiglio ha approvato la risposta del TAC-4 secondo cui lo Schema di Progettazione
[Appendice 4] fornirà una solida base per il proseguimento del lavoro di progettazione
ingegneristica in seguito (1 ) ad una ulteriore modesta ottimizzazione dei parametri fondamentali
della macchina per premunirsi contro una crescita dei costi, (2) una modifica dell'approccio
ingegneristico in certe aree e (3) un ampliamento delle possibilità tecniche in modo da
conseguire una maggiore flessibilità operativa.
                                                                                                    0
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                        OBIETTIVI TECNICI PARTICOLAREGGIATI DI ITER
1.      Limiti generali
Gli obiettivi tecnici particolareggiati e gli approcci tecnici di ITER, tenendo conto di adeguati
margini, dovranno essere compatibili con l'intento di contenere i costi del dispositivo
nell'ambito di limiti dell'ordine di quelli indicati nel rapporto conclusivo sulle CDA di ITER
nonché di assicurare il suo impatto sulla ricerca e lo sviluppo fusione a lungo termine.
ITER dovrà essere progettato in modo da funzionare in condizioni di sicurezza e da dimostrare
i potenziali vantaggi di sicurezza e sotto il profilo ambientale dell'energia di fusione.
2.      Prestazioni e prove
- Prestazioni del plasma
ITER dovrà avere una capacità di confinamento tale da permettere di raggiungere l'ignizione
controllata. Le stime della capacità di confinamento di ITER dovranno basarsi, analogamente
alla procedura adottata per le CDA, su accertati modi favorevoli accertate di funzionamento.
ITER dovrà
        dimostrare l'ignizione controllata e la combustione prolungata per una durata sufficiente
        a raggiungere un regime stazionario rispetto a tutte le scale temporali caratteristiche
        dei processi del plasma e delle interazioni plasma-parete, nonché sufficiente a
        raggiungere un regime stazionario per le prove nucleari sui componenti del mantello.
        Ciò può essere raggiunto con impulsi caratterizzati da una durata del pianoro dell'ordine
        di 1000s. Per le prove relative a particolari modelli di mantello sono desiderabili impulsi
        di circa 2000s.
        tendere a dimostrare il funzionamento in regime stazionario mediante generazione non
        induttiva di corrente in plasmi rilevanti ad un reattore.
                                                                                                    i
 ---pagebreak--- - Prestazioni ingegneristiche e prove
ITER dovrà
         dimostrare la disponibilità di tecnologie indispensabili per i reattori a fusione (quali
         magneti superconduttori e telemanutenzione);
         svolgere prove su componenti destinati ai reattori (quali sistemi per rimuovere potenza
         e particelle dal plasma);
         verificare soluzioni progettuali di mantelli autofertilizzanti per la produzione di tritio
         applicabili a reattori. Le prove previste per i moduli comprendono la dimostrazione di
         una capacità di autofertilizzazione che permetterebbe di giungere
         all'autoapprovigionamento di tritio in un reattore, all'estrazione di calore in condizioni
         adatte ad un ciclo termico ad alto rendimento e alla produzione di energia elettrica.
3.       Requisiti progettuali
I parametri scelti per la macchina di base dovranno rimanere entro margini che permettono di
considerare con fiducia il raggiungimento delle prestazioni ingegneristiche e del plasma
richieste. Il progetto dovrà essere sufficientemente flessibile da permettere l'integrazione di
funzioni avanzate e nuove potenzialità, nonché da consentire di ottimizzare le prestazioni del
plasma durante il funzionamento. Il progetto dovrà essere convalidato dalla base-dati scientifica
e tecnologica costituitasi al termine delle EDA.
 Si dovranno ottenere, in condizioni di ig^ione, impulsi induttivi con pianori di circa 1000s. In
 prospettiva dell'obiettivo finale ai funzionamento in regime stazionario, ITER dovrà essere
 progettato in modo da essere compatibile con una generazione non induttiva di corrente, e il
sistema di riscaldamento necessario per l'ignizione nella prima fase di funzionamento dovrà
essere potenzialmente in grado di generare corrente.
 Per l'esecuzione di prove su componenti nucleari e ad elevato flusso di calore in condizioni
 rilevanti ad un reattore a fusione
         il carico neutronico medio della parete dovrà essere di circa 1 MW/m2;
         la macchina dovrà essere progettata in modo da essere capace di raggiungere almeno
          1 MWa/m2 per effettuare prove di più lunga durata totale e prove su materiali.
 E' auspicabile un funzionamento a livelli di flusso e di fluenza più elevati. Nell'ambito dei
 margini ingegneristici stabiliti, i progettisti di ITER dovranno studiare le implicazioni e le
 possibilità di sfruttare una più ampia gamma di regimi operativi. Il progetto dei componenti
 permanenti della macchina non dovrà precludere il raggiungimento di livelli di fluenza fino a
 3 MWa/m2. Per la seconda fase di funzionamento, il progetto dovrà prevedere anche la
 possibilità di sostituire lo schermo con un mantello autofertilizzante.
                                                                                                   M
 ---pagebreak--- 4.     Reouisiti di funzionamento
Il funzionamento di ITER dovrà essere articolato in due fasi:
         la prima fase (Basic Performance Phase) dovrà verosimilmente durare un decennio e
         comprendere alcune migliaia di ore di funzionamento a pieno regime DT (deuterio-tritio).
         In questa fase dovranno essere studiati l'ignizione controllata, la combustione
         prolungata, il funzionamento in regime stazionario, e dovranno essere effettuate prove
         su moduli di mantello. Si presume che per questa fase vi sarà un adeguato
         approvvigionamento esterno di tritio.
                Gli esperimenti relativi all'ignizione controllata effettuati nel dispositivo ITER
                avranno per oggetto il confinamento, la stabilità ed il controllo di impurità dei
                plasmi riscaldati dalle particelle alfa. Gli esperimenti relativi alla combustione
                prolungata riguarderanno inoltre il controllo della potenza generata dalle reazioni
                di fusione e dei profili del plasma, nonché la rimozione dell'elio.
                Gli esperimenti relativi alla generazione non induttiva di corrente effettuati in
                questa fase dovranno essere tesi a dimostrare il funzionamento in regime
                stazionario di plasmi aventi una potenza di riscaldamento da particelle alfa almeno
                pari alla potenza applicata esternamente. Utilizzando i sistemi di riscaldamento
                in modo da generare corrente, tale generazione non induttiva di corrente dovrà
                essere impiegata per il controllo del profilo e della combustione, per raggiungere
                regimi di migliore confinamento, nonché per valutare le condizioni e il fabbisogno
                di potenza necessari per il tipo di funzionamento in regime stazionario
                sopraindicato. In funzione dei risultati di questi esperimenti, potrebbe rendersi
                necessario incrementare la potenza disponibile per la generazione non induttiva
                di corrente.
                In parallelo al programma relativo alla fisica, le prove funzionali effettuate sui
                moduli del mantello in questa fase dovranno consistere in alcune migliaia di ore
                di durata totale di combustione, e comprendere campagne di prove continue di
                3 - 6 giorni con un carico neutronico sulla parete di circa 1 MW/m 2 .
          La seconda fase (Enhanced Perfomance Phase) dovrà verosimilmente anch'essa durare
          un decennio, e essere dedicata principalmente a migliorare le prestazioni complessive
          nonché ad attuare un programma di prove a fluenza più elevata di componenti e di
          materiali. Questa fase dovrà essere dedicata al funzionamento ad alta disponibilità della
          macchina e ad avanzati regimi operativi; potrebbe esservi inclusa la dimostrazione di
          segmenti di mantello rilevanti al reattore. In questa fase, il funzionamento dovrebbe
          comprendere campagne di prove continue di una durata di 1 - 2 settimane e dovrebbe
          accumulare una fluenza di almeno 1 MWa/m2.
          Una decisione circa l'eventuale inclusione in questa fase della autofertilizzazione dovrà
          basarsi sulla disponibilità di fonti esterne per il tritio, sui risultati delle prove relative al
          mantello autofertilizzante, nonché sulle prestazioni ottenute per il plasma e per la
          macchina.
 L'esecuzione della seconda fase dovrà aver luogo dopo un esame dei risultati emersi dalla
 prima fase e una valutazione del valore relativo degli elementi proposti nel programma.
                                                                                                            T
 ---pagebreak---                                                                                    Appendice 2
                                          ORIENTAMENTI PER
                                   L'ASSEGNAZIONE DEI COMPITI
A.     Approvazione e revisione degli accordi relativi ai compiti
(1 )     Qualsiasi accordo relativo ad un compito di valore superiore a 300 lUA ('ITER Units of
       Account'- unità di conto ITER) può essere concluso solo previa approvazione da parte
       del consiglio ITER della descrizione tecnica del compito medesimo e della sua
        assegnazione ad una parte.
(2)     Gli accordi relativi a compiti di valore equivalente o inferiore a 300 lUA possono essere
       stipulati direttamente tra il direttore ed il capo del gruppo nazionale (o comunitario)
       interessato. Il direttore notifica immediatamente tali accordi ai capi degli altri tre gruppi
        nazionali (o comunitario).
(3)     La somma complessiva degli accordi relativi ai compiti di valore equivalente od inferiore
        a 300 lUA, assegnati mediante la procedura indicata al punto 2, non dovrà superare le
        3000 lUA in qualsiasi periodo tra due riunioni successive del MAC.
(4)     Le revisioni degli accordi relativi ai compiti, tese ad includere modifiche tecniche
        secondarie nell'ambito delle attività già approvate dal consiglio, possono essere
        effettuate d'intesa tra il direttore ed il capo del gruppo nazionale (o comunitario)
        interessato. Modifiche alla portata dei compiti sino a 300 lUA o al 20% del valore -
        prendendo a riferimento tra i due il valore minore - possono ugualmente essere effettuate
        d'intesa tra il direttore ed il capo dui gruppo nazionale (o comunitario). I compiti relativi
        ad attività di cui non interessa più conoscere l'esito possono essere interrotti d'intesa
        tra il direttore e il capo del gruppo nazionale (o comunitario) interessato; i crediti ITER
        relativi a tali compiti devono essere opportunamente rivisti. Tutte le revisioni diverse da:
        1 ) modifiche tecniche secondarie, 2) modifiche alla portata dei compiti non superiori alle
        300 lUA, e 3) l'interruzione di cui sopra, devono essere approvate dal consiglio mediante
        le procedure previste dall'accordo per l'assegnazione di nuovi compiti; in tali casi, il
        direttore adegua convenientemente i crediti ITER.
(5)     Gli accordi relativi ai compiti e le revisioni che non richiedono l'approvazione del consiglio
        dovranno non dimeno essergli notificati.
B.      Individuazione, definizione e valutazione dei compiti
Per l'individuazione e la definizione dei compiti sono applicabili le seguenti direttive:
(1 )     Operando in stretta collaborazione con i capi dei gruppi nazionali (o comunitario) al fine
        di individuare i compiti, il direttore fissa i crediti ITER attribuiti alle parti che eseguiranno
        tali compiti. Questi contatti dovranno permettere di giungere, per quanto possibile, ad
        un'intesa su approcci concreti ed efficaci per individuare, definire e valutare i compiti.
                                                                                                          \i
 ---pagebreak--- #
 (2)  Prima che l'elenco di questi compiti sia trasmesso ai capi dei gruppi nazionali (o
      comunitario) affinché diano formalmente una risposta, il direttore deve rendere loro noto
      l'elenco dei singoli compiti e dei relativi crediti che verranno attribuiti assegnati alla parte
      incaricata della loro esecuzione; le parti aventi interesse ad effettuare un compito devono
      informarne tempestivamente il direttore affinché, qualora più parti manifestino interesse
      per un medesimo compito, egli possa stabilire in stretta collaborazione con i capi dei
      gruppi nazionali (o comunitario) il modo migliore per tener conto dell'interesse
      manifestato da più parti, sia procedendo a una suddivisione dei compiti, sia assegnando
      incarichi paralleli o congiunti.
  (3) Entro due mesi dalla ricezione dell'elenco e della descrizione tecnica dei compiti,
      ciascuna parte invia al direttore una risposta formale, dichiarando a quali compiti è
      interessata e fornendo al riguardo le seguenti informazioni:
      (a)      una descrizione delle sue capacità di soddisfare le specifiche e le scadenze
               nonché la disponibilità delle risorse, attrezzature e conoscenze necessarie;
      (b)      l'indicazione dei luoghi in cui verrebbero eseguiti i lavori; tuttavia qualora, a causa
               del carattere iterativo delle procedure seguite dalla parte per l'aggiudicazione dei
               contratti, questa non possa fornire tale informazione, essa indicherà al direttore
               il tipo di organismi esecutori che verosimilmente saranno coinvolti
               nell'esecuzione, ed invierà una notifica definitiva non appena avvenuta la
               selezione di tali organismi;
      (e)      una valutazione dei rischi tecnici e, in caso di rischi elevati, eventuali proposte
               di attività parallele.
  (4) In base a quanto sopra indicato, ai principi orientativi specificati all'allegato B, punto 1,
      lettera C dell'accordo e alle presenti direttive, il direttore formula nel progetto di
      programma di lavoro che presenta periodicamente al consiglio a norma dell'articolo 11
      dell'accordo le sue proposte circa l'assegnazione dei compiti ai gruppi nazionali (o
      comunitario).
  (5) Allorché si concludono accordi relativi a determinati compiti, il direttore darà debita
      considerazione all'inclusione nel credito ITER dell'attività inerente ad essi iniziata dalla
       parte dopo la firma dell'accordo relativo alle EDA di ITER e del protocollo 1.
  (6) Vi dovrà essere una ripartizione ragionevolmente equilibrata tra le parti dei compiti
      assegnati nell'ambito di ogni gruppo sistematico di compiti. Nel determinare tale
      equilibrio, si dovrebbe tener conto delle caratteristiche qualitative dei compiti da
      assegnare come, ad esempio, natura delle attrezzature per le prove e livello di
      tecnologia.
  (7)  Nel caso nessuna parte manifesti interesse a effettuare un determinato compito, il
      direttore, in stretta collaborazione con i capi dei gruppi nazionali (o comunitario), cerca
      di suscitare l'interesse di almeno una delle parti. Qualora non riesca in tale intento, egli
       può rivolgersi al consiglio ITER, conformemente all'articolo 2 1 , punto 1.
  (8)  Per taluni compiti, anticipati elevati rischi tecnici o incertezze possono giustificare uno
      svolgimento in parallelo da più parti delle attività per le quali si può perciò ricorrere ad
      una assegnazione per fasi.
                                                                                                       I?
 ---pagebreak--- é
(9)    Operando in stretta collaborazione con i capi dei gruppi nazionali (o comunitario), il
       direttore di ITER si accerterà che la disgregazione dell'attività in compiti oggetto di
       singoli accordi sia limitata al necessario per assicurare un'efficiente esecuzione
       dell'attività medesima, tenuto conto della necessità di garantire una ragionevole
       ripartizione dei lavori tra le parti. Ciascun accordo relativo ad un compito descriverà un
       campo di attività ragionevole, delimitato e coerente, in se stesso completo, e con
       interfacce ben definite.
(10) La distribuzione del lavoro di progettazione tra il JCT e i gruppi nazionali (o comunitario)
       dovrà, in generale, rispettare il principio secondo il quale il JCT dovrà eseguire soltanto
       quei lavori che possono essere eseguiti più appropriatamente da un gruppo centrale. E
       inteso che il totale dei crediti ITER per i compiti progettuali attribuiti ai gruppi nazionali
       (o comunitario) sia dell'ordine di circa 500 anni-uomo (livello di quadro).
C       Criteri di selezione
(1)    Ai fini della selezione dovranno essere prese in considerazione solo le dichiarazioni di
       interesse relative all'esecuzione di un compito che documentino la capacità di soddisfare
       le specifiche tecniche e le scadenze di realizzazione, nonché la disponibilità delle
       attrezzature e conoscenze necessarie.
       Prima di scartare qualsiasi dichiarazione di interesse in ragione della sua non conformità
       ai requisiti tecnici, il direttore di ITER contatterà il capo del gruppo nazionale
        (comunitario) in causa, accordandogli un breve lasso di tempo per rettificare la proposta
        presentata dalla parte.
(2)     Le dichiarazioni di interesse che rispondono ai requisiti tecnici fissati saranno selezionate
        principalmente in base ai seguenti criteri:
        (a)     esperienza e capacità tecniche degli organismi proposti per l'esecuzione,
        (b)     rischio tecnico dell'approccio proposto, e
        (e)     dimostrata comprensione dei requisiti tecnici e manageriali.
Si dovrà tener conto, come appropriato, di altri fattori, quali la necessità di mantenere una
ripartizione ragionevolmente equilibrata dei compiti nei gruppi sistematici di compiti, la priorità
attribuita all'attività dalle parti o la qualità dell'approccio proposto.
D.      Ruolo del MAC
Le riunioni del MAC si svolgeranno con una frequenza tale da assicurare un tempestivo seguito
alle proposte del direttore, negli intervalli fra le riunioni del consiglio. Per garantire la rapida
approvazione da parte del consiglio delle raccomandazioni approvate all'unanimità dal MAC ci
si dovrà avvalere di mezzi di comunicazione elettronici o di altro tipo; negli altri casi, il consiglio
procede all'approvazione mediante la normale prassi prevista dal suo regolamento.
                                                                                                        U
 ---pagebreak--- E.   Esecuzione inadeguata di una delle parti dei compiti progettuali e di R & S
(1 )  Per esecuzione inadeguata di un compito affidato ad una parte si intende l'incapacità di
     un gruppo nazionale (o comunitario) di registrare adeguati progressi nel portare a buon
     fine il compito specificato nell'accordo o l'incapacità da parte del gruppo nazionale (o
     comunitario) di raggiungere un livello adeguato di progetto o di qualità nell'esecuzione
     del compito.
     In ciascun accordo relativo a compiti dovrà essere incluso un articolo standard che fissi
     i principi generali in materia di esecuzione inadeguata.
(2)  Non appena il capo del gruppo nazionale (o comunitario) si rende conto dell'eventualità
     di esecuzione inadeguata del compito affidato alla sua parte, informa il direttore di
     questa evenienza.
(3)  Qualora il direttore ritenga probabile che un compito venga eseguito in modo inadeguato,
     egli trasmette al capo del gruppo nazionale (o comunitario) in questione un "avviso di
     esecuzione inadeguata" in cui specifica:
              gli elementi su cui basa la sua presunzione di esecuzione inadeguata del compito;
              e
              una scadenza ragionevole entro cui il gruppo nazionale (o comunitario) interessato
              dovrebbe dimostrare - in modo convincente a giudizio del direttore - che una
              prestazione adeguata possa essere raggiunta.
     Nel caso si tratti di compiti per i quali è stato stabilito un credito equivalente o inferiore
     a 300 lUA, il direttore potrà quindi procedere direttamente a riassegnare il compito ad
     un'altra parte.
(4)  Nel caso si tratti di compiti per i quali è stato stabilito un credito superiore a 300 lUA,
     una copia dell'avviso di esecuzione inadeguata è trasmessa per conoscenza al consiglio.
     Se, decorso il termine stabilito nell'avviso, non è stato possibile dimostrare un'adeguata
     esecuzione del compito, il direttore presenta al consiglio una proposta circa il futuro del
     compito.
(5)  Qualora, al termine della procedura indicata al punto 4, il direttore proponga di
     riassegnare parzialmente o interamente il compito ad un'altra parte, nella proposta che
     sottopone al consiglio specificherà quanto segue:
              il lavoro da riassegnare e la sua attinenza al compito originario;
              la parte cui il lavoro in questione è riassegnato;
              l'entità dei crediti ITER da riassegnare;
              le informazioni, i manufatti, le apparecchiature relative al lavoro completato che
              la parte che non ha eseguito adeguatamente il compito deve fornire; le
              informazioni commerciali riservate già comunicate al JCT con l'obbligo di non
              divulgarle saranno trasmesse alla parte che si sostituisce nell'esecuzione del
              compito; le informazioni commerciali riservate non trasmesse al JCT non
              debbono essere necessariamente comunicate alla nuova parte cui è stato
              assegnato il compito.
                                                                                                    e
 ---pagebreak--- (6)    Qualora un compito sia interamente o in parte riassegnato o soppresso a causa di
       un'esecuzione inadeguata, il direttore si adopererà affinché i restanti compiti ITER siano
       assegnati in conformità al principio di una equa ripartizione dei compiti, come stabilito
       all'allegato B. Non si può però revocare il compito assegnato ad una parte che stia
       eseguendo quel lavoro in modo soddisfacente.
F.      Reimoieoo delle attrezzature e altre risorse frutto dell'esecuzione di un compito oggetto
       di un accordo
Nell'invito alle parti di manifestare il proprio interesse all'esecuzione di un compito, il direttore
includerà, quando appropriato, un riferimento al reimpiego di attrezzature e altri attivi frutto
dell'esecuzione, nell'ambito delle EDA, di un analogo accordo relativo a un compito. Ogni
articolo specifico figurante nell'accordo relativo al compito formerà oggetto di negoziato tra
il Direttore e il capo(i) del(i) gruppo(i) nazionale(i) (o comunitario) interessatoti).
Terminologia
Le seguenti definizioni si riferiscono a termini utilizzati nello stabilire gli orientamenti per
l'assegnazione dei compiti.
Compito - L'attività svolta dal gruppo centrale congiunto (JCT - Joint Central Team) o da un
gruppo nazionale (o comunitario). Il compito assegnato ad un gruppo nazionale (o comunitario)
forma oggetto di un accordo; ve ne possono essere centinaia. Il compito assegnato ad un
gruppo nazionale (o comunitario) può coinvolgere altri gruppi nazionali (o comunitario).
Gruppo sistematico di compiti - gruppo di compiti relativi ad un sistema naturale di ITER; ve
ne possono essere decine.
Assegnazione dei compiti - processo CÙO cui si assegnano i compiti a ciascuno dei gruppi
nazionali (o comunitario) e al gruppo centrale congiunto (JCT).
Accordo relativo a un compito - il documento relativo ad un accordo contenente la descrizione
tecnica del compito stesso, l'esito del suo processo di assegnazione nonché i termini e le
condizioni della sua esecuzione.
Assegnazione per fasi - approccio adottato per l'assegnazione di quei compiti che, per la loro
complessità tecnica o per i rischi che essi comportano, richiedono che l'assegnazione sia
articolata per gradi, per cui l'elaborazione concettuale, la progettazione, lo sviluppo, le prove
(o altre attività) possono essere assegnate successivamente alla medesima parte o a più parti
o a un insieme sempre più ristretto di parti. In quest'ultimo caso, i compiti iniziali coinvolgono
più parti ma i compiti seguenti sono definiti così da coinvolgere un più ristretto numero di parti.
Compiti progettuali - compiti necessari per la realizzazione delle attività progettuali
(progettazione ingegneristica della macchina e definizione dei suoi parametri) assegnati sia al
JCT sia ai gruppi nazionali (o comunitario), i cui costi preventivati rientrano nei 250 Mio di
dollari USA, al valore di gennaio del 1989, indicati nel rapporto conclusivo sulle attività di
progettazione di massima (CDA) di ITER.
Compiti di ricerca e di sviluppo tecnologico - compiti di supporto alle attività progettuali che
abbracciano la ricerca e lo sviluppo tecnologico di base nonché la ricerca e lo sviluppo
ingegneristico specifico definiti nel rapporto conclusivo sopraindicato, e il cui costo
complessivo è stato stimato in tale documento a circa 750 Mio di dollari USA, al valore di
gennaio del 1989 (rispettivamente a 400 e 350 Mio di dollari USA).
                                                                                                      20
 ---pagebreak--- Programma di lavoro - Documento menzionato all'articolo 11, e supposto evolvere grazie a
regolari aggiornamenti nel corso delle EDA.
Crediti ITER - Il valore espresso in unità di conto ITER (lUA) [pari a 1000 dollari USA al valore
di gennaio del 1989] attribuito a un particolare compito sia progettuale sia di ricerca o sviluppo
tecnologico, fissato dal direttore di ITER al momento in cui il compito è da lui invito ai capi dei
gruppi nazionali (o comunitario) per invitarli a manifestare il loro interesse. Le uniche modifiche
ammesse a tale valore saranno quelle determinate dalle variazioni della portata del compito
medesimo. Il totale di tali crediti dovrà essere conforme alle stime figuranti nel rapporto
conclusivo sulla CDA.
22 Aprile 1993                                                   Approvato dal consiglio
 ---pagebreak---                                                                           Appendice 3
       ORIENTAMENTI PER GLI ACCORDI RELATIVI AL DISTACCO DI PERSONALE
(a) Il personale distaccato continua ad essere dipendente del suo rispettivo datore di lavoro;
    il contratto di lavoro tra il personale distaccato e il suo datore di lavoro continua a
    sussistere durante il periodo del distacco. Il datore di lavoro continua a pagare al proprio
    personale distaccato le rispettive retribuzioni unitamente agli altri versamenti connessi
    quali oneri sociali, indennità, onorari e rimborsi conformemente alle norme e alle
    legislazioni applicabili al datore di lavoro.
(b) Il datore di lavoro garantisce che l'assicurazione malattia e infortuni e le altre previdenze
    a favore del personale distaccato previste dalle condizioni di lavoro continuino a
    sussistere durante il periodo del distacco presso il Gruppo Centrale Congiunto. Il datore
    di lavoro informerà immediatamente del distacco i suoi uffici responsabili e le compagnie
    assicuratrici. Qualora venga meno una protezione assicurativa della persona distaccata,
    il suo datore di lavoro curerà di ristabilire nei suoi confronti un'equivalente protezione
    assicurativa.
(e) Durante il periodo del distacco continueranno ad essere valide le norme relative ai
    congedi vigenti presso il datore di lavoro; tali norme saranno comunicate al direttore. Le
    date e i periodi dei congedi durante il distacco vengono concordati con il direttore il
    quale li comunica al datore di k-voro. Conformemente alla precedente lettera (b), le
    norme vigenti presso il datore di lavoro riguardanti i congedi per malattia rimangono
    valide durante il periodo del distacco.
(d) Il datore di lavoro tiene in debita considerazione le prestazioni del proprio personale
    distaccato ai fini della carriera di quest'ultimo, durante il periodo di distacco presso il
    Gruppo Centrale Congiunto.
                                                                                                  m
 ---pagebreak---                                                                             Appendice 4
                                SCHEMA DI PROGETTAZIONE
Il Consiglio ha preso nota del Rapporto TAC in merito allo Schema di Progettazione e,
approvando una raccomandazione fatta dal TAC, ha ritenuto che tale Rapporto costituisce una
base accettabile perché le Parti decidano di procedere verso la conclusione del Protocollo 2,
pur ammettendo che il progetto tecnico particolareggiato dovrà evolvere in modo tale da tener
conto delle preoccupazioni espresse dal TAC.
Di conseguenza, il Consiglio chiede al Direttore di tener conto di tutte le raccomandazioni sullo
Schema di Progettazione contenute nel Rapporto TAC.
In particolare, come raccomandato dal TAC, il Consiglio chiede al Direttore e al JCT di
condurre un'analisi per determinare quale sia il modo migliore per ottenere una riduzione dei
costi che influisca il meno possibile sulla gamma di prestazioni.
                                                                                                  r>
 ---pagebreak---                                 SCHEMA DI PROGETTAZIONE DI ITER
I. INTRODUZIONE
        Questo rapporto descrive lo Schema di Progettazione di ITER realizzato nel corso dei primi
diciotto mesi di ITER EDA. E' stato sviluppato un progetto coerente che soddisfa con appropriati
margini di sicurezza gli obbiettivi programmatici e tecnici particolareggiati decisi per ITER. La stima
del costo della costruzione di ITER per la 'Basic Performance Phase' si mantiene entro limiti
dell'ordine di quelli indicati nel rapporto finale di ITER CDA.
        Lo Schema di Progettazione fornisce ora una base per il proseguimento del lavoro di
progettazione ingegneristica, per focalizzare laricercae sviluppo di ITER e per altre attività' connesse
con l'Accordo ITER EDA.
H. OBIETTIVI PROGRAMMATICI E TECNICI
        L'obiettivo programmatico globale di ITER, come definito nell'Accordo ITER EDA, consiste
nel dimostrare l'attuabilità scientifica e tecnologica dell'energia di fusione per scopi pacifici. ITER
dovrebbe raggiungere questo obiettivo dimostrando l'ignizione controllata e la combustione prolungata
di plasmi di deuterio-trizio, per giungere ad uno stato stazionario come obbiettivo finale, dimostrando
inoltre tecnologie essenziali di un reattore in un sistema integrato ed effettuando prove integrate dei
componenti soggetti ad alto flusso di calore e dei componenti nucleari necessari per sfruttare l'energia
di fusione per scopi pratici.
        Il Consiglio di ITER, secondo i termini del Protocollo 1 dell'Accordo di ITER EDA, ha
adottato gli obbiettivi tecnici particolareggiati e gli approcci tecnici per la determinazione del modo
migliore per raggiungere l'obiettivo programmatico di ITER.
        Le caratteristiche e i parametri fondamentali dello Schema di Progettazione di ITER seguono
dagli obiettivi programmatici e tecnici particolareggiati concordati. Negli obiettivi tecnici
particolareggiati si individuano due fasi operative come necessarie per il raggiungimento dell'obiettivo
programmatico, la prima fase 'Basic Performance Phase' e la seconda fase 'Enhanced Performance
Phase'. Lo Schema di Progettazione precisa il progetto per la 'Basic Performance Phase' e pone le basi
per una futura inserzione di aspetti che potrebbero rivelarsi necessari per il raggiungimento degli
obiettivi della 'Enhanced Performance Phase'.
        Le dimensioni, la configurazione e la prestazione del plasma fissate nello Schema di
Progettazione dovrebbero permettere di dimostrare l'ignizione controllata con una scarica induttiva
massima costante, in condizioni di ignizione, di approssimativamente 1000 s. Le caratteristiche delle
componenti all'interno della camera a vuoto e le dimensioni globali del Tokamak sono una
conseguenza di questo obiettivo e degli obiettivi di progettazione fissati per l'attuazione di prove sui
componenti nucleari e ad elevato flusso termico in condizioni simili a quelle di un reattore a fusione.
        Lo Schema di Progettazione contiene margini tecnici e di sicurezza coerenti con questo
fondamentale passo in avanti verso lo sviluppo della Fusione.
                                                                                                        24
 ---pagebreak--- m . ELEMENTI PRINCIPALI DELLO SCHEMA DI PROGETTAZIONE
        111.1 Parametri Principali
        I parametri principali dello Schema di Progettazione di ITER sono elencati nella Tavola 1:
                Tavola 1 . Parametri Principali dello Schema di Progettazione di ITER
                Potenza di Fusione (nominale)                        1.5 GW
                Tempo di Combustione (nominale)                      1000 secondi
                Corrente di Plasma                                   24 MA
                Raggio Maggiore (nominale)*                          7.7 m
                Raggio Minore del Plasma (massimo)                   3.0 m
                Elongazione                                           1.6
                Configurazione di Divertore                          Single Nuli
                Campo Toroidale (al Raggio maggiore nominale)        6 Tesla
                Ripple del Campo Toroidale al bordo del plasma       ±2%
                (massimo)
                * Il raggio maggiore nominale è il baricentro della configurazione di plasma
standard.
        Le caratteristiche principali dello Schema di Progettazione sono mostrate in sezione e in 3-D
nelle Figure 1 e 2.
        111.2 Fondamenti Fisici
        Studi di fìsica sulla zona centrale del plasma, basati su analisi statistiche e sull'estrapolazione
dirisultatidegli esperimenti di fusione più avanzati, indicano che lo Schema di Progettazione assicura
il sostenimento e il controllo dell'ignizione in un intervallo di condizioni e scenari operativi. Le
condizioni di ignizione dipendono da parametri fisici chiave: - il livello raggiungibile di confinamento
del plasma, i livelli di impurezze nel plasma e l'eliminazione dell'elio termico. I parametri globali della
macchina sono quelli minimirichiestiper garantire ragionevoli margini di sicurezza ed evitare il rischio
di danni da instabilità o disgregazione del plasma.
        111.3 Bobine Superconduttrici e Struttura Meccanica
        Gli obiettivi di ITER impongono il ricorso a magneti superconduttori. Il progetto del sistema
magnetico generale e quello della struttura meccanica si integrano in modo da minimizzare le tensioni
in condizioni operative. Il sistema consta di 24 bobine di campo magnetico toroidale, di un solenoide
centrale e di sei bobine esterne di campo magnetico poloidale. Le bobine toroidali sono sistemate sul
solenoide centrale in modo da produrre il maggior la massima potenza possibile e garantire l'equilibrio
delle forze elettromeccaniche. Le bobine di campo magnetico toroidale hanno una struttura a strati che
permette alle piastre di acciaio incurvate, poste fra ciascuno strato conduttore, di fornire rigidità
strutturale. Anche il solenoide centrale ha una struttura a strati ma in questo caso è un conduttore
schermato che fornisce la necessaria solidità strutturale. Il sistema di bobine poloidali è
sufficientemente flessibile e adattabile ad un'ampia varietà di configurazioni di plasma che potrebbero
essere di interesse durante la 'Enhanced Performance Phase'.
 ---pagebreak---                                          FIGURA     1
                -5A
              -101
              -/5
                                            METRI
1. Solenoide Centrale CS                        10.   Camera a Vuoto
2. Bobina di Campo Poloidale PF2                11.   Bobina di Campo Poloidale   PF4
3. Bobina di Campo Toroidale                    12.   Divertore
4. Portello Superiore                           13.   Bobina di Campo Poloidale   PF5
5. Bobina di Campo Poloidale PF3                14.   Bobina di Campo Poloidale   PF6
6. Schermatura                                  15.   Struttura di Supporto della Macchina
7. Struttura Meccanica                          16.   Bobina di Campo Poloidale   PF7
8. Schermatura Removibile per Accesso RH        17.   Cilindro di Supporto
9. Modulo di schermatura Removibile
                                                                                           U
 ---pagebreak--- FIGURA 2 ---pagebreak---         111.4 Camera a Vuoto
        La camera a vuoto è una struttura con una doppia parete costituita da 24 segmenti toroidali
continui, saldati tra i portelli e riempiti di palle metalliche e di refrigerante. Essa fugge anche da
schermatura e da struttura di contenimento. I portelli di accesso sono presenti su tre piani, superiore
(per l'installazione e rimozione di schermatura/mantello), equatoriale (per il riscaldamento e la
generazione di corrente, per prove sui moduli del mantello, per la telemanipolazione e per le
diagnostiche) e inferiore (per le operazioni di di vertere e per il pompaggio).
        IH. 5     Prima Parete e Schermatura-Mantello
         La prima parete è una schermatura-mantello a bassa temperatura (<. 200° C), raffreddata ad
acqua è realizzata con materiali strutturali convenzionali. Il materiale principale è acciaio inossidabile;
il rame viene invece utilizzato per le superfici ad elevato flusso termico in modo tale da assicurare un
buon margine di sicurezza ai carichi sulla parete diriferimentoper la 'Basic Performance Phase'. La
schermatura-mantello è distinta in componenti interni ed esterni ed è suddivisa toroidalmente in modo
da permetterne operazioni di installazione e di sostituzione attraverso i portelli di accesso superiori.
La prima parete èricopertada uno strato di materiale a basso Z.
         I moduli del mantello di prova vengono installati attraverso il portello esterno. Vengono azionati
separatamente dalla schermatura-mantello e potrebbero essere rimossi indipendentemente.
         Lo Schema di Progettazione consente la eventuale introduzione di un mantello fertilizzante che
potrebbe essere necessario per raggiungere gli obiettivi della 'Enhanced Performance Phase'. La
schermatura e il mantello sono entrambi componenti autoportanti e indipendenti.
         111.6 Divertore
         Lo Schema di Progettazione prevede un divertore di nuova concezione: la potenza viene
trasferita dal bordo del plasma alle pareti della camera del divertore prima che essa raggiunga le piastre
del divertore. Il divertore consta di una struttura modulare in cui ogni modulo contiene una schiera di
deflettori raffreddati su cui si scarica la potenza. Il refrigerante utilizzato è compatibile con quello del
mantello di schermatura.
         ///. 7 Riscaldamento e Generazione di Corrente
         Nello Schema di Progettazione è previsto un riscaldamento addizionale di circa 50 MW
realizzato mediante onde a Radio Frequenza Ciclotronica Ionica (ICRF) ma sono possibili altre forme
diriscaldamentoe di generazione di corrente, quali le onde ciclotroniche elettroniche e l'Iniezione di
Neutri. Il Progetto della ICRF è tale che l'antenna è in grado di lanciare un'onda con capacità di
generazione di corrente (onda veloce). La potenza totale potrebbe essere aumentata fino a 100 MW
o più senza dover cambiare l'antenna.
         III. 8   Criostato
         II criostato è una struttura d'acciaio piena, a doppia parete, che funge anche da componente di
schermatura e da struttura di contenimento.
                                                                                                           22
 ---pagebreak---         111.9 Sicurezza e Ambiente
        La macchina sperimentale ITER sarà il primo impianto di fusione a possedere alcune
caratteristiche fondamentali di un reattore termonucleare. ITER è progettato in modo tale da operare
in condizioni di sicurezza e dimostrare i potenziali vantaggi di sicurezza e rispetto dell'ambiente
dell'energia di fusione.
Alcuni degli aspetti specifici dello Schema di Progettazione sono:
                 - il rapidoriciclaggiodel combustibile per minimizzare il contenuto di trizio;
                 - le diverse barriere di confinamento per i materiali radioattivi, compreso il
                    mantello-schermatura, la camera a vuoto e il criostato;
                 - l'imposizione di limiti tecnici e fisici.
Fino ad ora le analisi mostrano che lo Schema di Progettazione è conforme con i limiti normativi
previsti per l'esposizione della popolazione in funzionamento normale e in caso di incidente.
IV      STIMA DEI COSTI DI COSTRUZIONE
        Sulla base del lavoro finora eseguito, si valuta che i costi di costruzione di ITER , secondo lo
Schema di Progettazione, saranno di 5.6 miliardi di dollari (ai valori del Gennaio 1989). Una prima
ripartizione dei costi dei componenti principali è elencato nella Tavola 2.
              Tavola 2. Schema di Progettazione di ITER - Stima dei Costi di Costruzione
                          in milioni di Dollari USA (ai valori del Gennaio 1989)
             Sistemi di Magneti Superconduttori                                 1733
             Camera a Vuoto, mantello, divertore                                 495
             Criostato, crio-impianto, vuoto e trasporto                         580
             del calore
             Riscaldamento, combustibile, sorgente di potenza e                  799
             altri impianti
             Edifici e Strutture                                                 590
             Attrezzature di Assemblaggio e Assemblaggio                         470
             Totale parziale                                                     4667
             Riserva (20%)                                                       933
             Totale                                                            5600
La stima dei costi si basa sulle caratteristiche specifiche del progetto che soddisfa gli obiettivi tecnici
della 'Basic Performance Phase' ma non comprende il Team di ITER. Le stime sono indicative in
questa fase preliminare del Progetto e verranno aggiornate secondo i progressi del lavoro di EDA. I
dati inerenti ai costi di costruzione possono essere determinati soltanto a fase completa del progetto
particolareggiato, comprendente le stime dei costi industriali.
                                                                                                         29
 ---pagebreak---                                           SCHEDA PMI
                         Impatto sulle piccole e medie imprese (PMI)
Il contributo R&S della Comunità, previsto in base al protocollo 2, avrà luogo sotto forma
di attività svolte nell'ambito di contratti di associazione e dell'accordo NET, come previsto
nella proposta di decisione della Commissione concernente l'attuazione del programma
fusione.
Nei casi in cui l'industria deve fornire apparecchiature e servizi necessari per l'attuazione
dei contratti di associazione o dell'accordo NET, le associazioni e NET hanno procedure per
i bandi di gara destinati alle ditte europee interessate a concorrere per tali forniture. Per i
grandi contratti, le ditte di tutti gli Stati membri (più la Svezia e la Svizzera), sono invitate
a presentare offerte e la scelta del contraente avverrà in base all'offerta con i costi più
bassi, rispondente alla specifica tecnica.
I bandi di gara non contengono di norma disposizioni specifiche per le PMI in quanto le PMI
tecnicamente competenti sono invitate a partecipare ad ogni bando di gara, ove opportuno.
Recentemente tuttavia, nel sistema di qualificazione delle imprese europee attive in
tecnologie specifiche per la fusione ed essenziali per la ricerca sulla fusione del Next Step
(GU n. C 68 dello 11.3.1993, pag. 15), è stato convenuto di tener debito conto delle PMI
nel redigere l'elenco delle imprese o gruppi di imprese da invitare a partecipare a bandi di
gara concernenti le tecnologie di Next Step.
La Commissione sta istituendo ir: Comitato Industria-Fusione, composto di rappresentanti
del programma fusione e dell'industria europea che fungerà da punto di contatto tra il
programma e l'industria e consiglierà la Commissione attraverso il comitato consultivo per
il programma fusione su questioni attinenti alla fusione e all'industria. Gli interessi delle PMI
saranno rappresentati nell'ambito di questo comitato.
                                                                                                  lo
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM(94) 53 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                     11 12 14
                                          N. di catalogo : CB-CO-94-061-IT-C
                                                             ISBN 92-77-65626-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                                                    z\