CELEX: E2003C0097
Language: it
Date: 2003-06-19 00:00:00
Title: Raccomandazione dell'Autorità di vigilanza EFTA n. 97/03/COL, del 19 giugno 2003, relativa ad un programma comunitario coordinato di controlli da effettuare nel 2003 per garantire il rispetto delle quantità massime consentite di residui di antiparassitari sui e nei cereali e su e in alcuni altri prodotti di origine vegetale

Avis juridique important

|

E2003C0097

Raccomandazione dell'Autorità di vigilanza EFTA n. 97/03/COL, del 19 giugno 2003, relativa ad un programma comunitario coordinato di controlli da effettuare nel 2003 per garantire il rispetto delle quantità massime consentite di residui di antiparassitari sui e nei cereali e su e in alcuni altri prodotti di origine vegetale  

Gazzetta ufficiale n. L 227 del 11/09/2003 pag. 0045 - 0049

Raccomandazione dell'Autorità di vigilanza EFTAn. 97/03/COLdel 19 giugno 2003relativa ad un programma comunitario coordinato di controlli da effettuare nel 2003 per garantire il rispetto delle quantità massime consentite di residui di antiparassitari sui e nei cereali e su e in alcuni altri prodotti di origine vegetaleL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,visto l'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE), in particolare l'articolo 109 e il protocollo 1,visto l'accordo fra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia, in particolare l'articolo 5, paragrafo 2, lettera b), e il protocollo 1,visto l'atto di cui al punto 38 del capitolo XII dell'allegato II dell'accordo SEE [direttiva 86/362/CEE del Consiglio, del 24 luglio 1986, che fissa le quantità massime di residui antiparassitari sui e nei cereali(1)], come da ultimo modificata e adattata all'accordo SEE dal protocollo 1, in particolare l'articolo 7, paragrafo 2, lettera b),visto l'atto di cui al punto 54 del capitolo XII dell'allegato II dell'accordo SEE [direttiva 90/642/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1990, che fissa le quantità massime di residui antiparassitari su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli(2)], come da ultimo modificata e adattata all'accordo SEE dal protocollo 1, in particolare l'articolo 4, paragrafo 2, lettera b),previa consultazione del comitato EFTA dei prodotti alimentari che assiste l'Autorità di vigilanza EFTA,considerando quanto segue:(1) In forza dell'articolo 7, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 86/362/CEE e dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 90/642/CEE, l'Autorità di vigilanza EFTA presenta ogni anno al comitato EFTA dei prodotti alimentari, entro il 31 dicembre, una raccomandazione relativa a un programma coordinato di controlli, inteso a garantire il rispetto delle quantità massime di residui di antiparassitari fissate nell'allegato II delle suddette direttive. L'articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 645/2000 della Commissione(3) prevede che tali raccomandazioni possano coprire periodi compresi fra uno e cinque anni.(2) L'autorità di vigilanza EFTA dovrebbe avviarsi progressivamente ad introdurre un sistema che consenta di calcolare l'esposizione attuale agli antiparassitari attraverso la dieta, come previsto all'articolo 7, paragrafo 3, secondo comma, della direttiva 86/362/CEE e all'articolo 4, paragrafo 3, secondo comma, della direttiva 90/642/CEE. Per poter determinare se simili calcoli siano realizzabili, si dovrebbe disporre di dati sul controllo dei residui di antiparassitari in una serie di prodotti alimentari che costituiscono i principali componenti delle diete europee. È generalmente riconosciuto che i principali componenti delle diete europee siano costituiti da circa 20-30 prodotti alimentari. Viste le risorse disponibili a livello nazionale per il controllo dei residui di antiparassitari, gli Stati EFTA sono in grado di analizzare annualmente, nel quadro di un programma coordinato di controlli, solo campioni di otto prodotti. L'impiego di antiparassitari presenta variazioni nell'arco di un programma rotatorio di tre anni. Ciascun composto antiparassitario dovrebbe essere dunque controllato, in generale, in 20-30 prodotti alimentari nell'arco di vari cicli triennali.(3) Nel 2003 dovrebbero essere controllati i residui degli antiparassitari acefato, gruppo benomil, clorpirifos, iprodione, metamidofos, diazinone, metalaxil, metidation, tiabendazolo, triazofos, clorpirifosmetile, deltametrin, endosulfan, imazalil, kresoxim-metile, lambdacialotrin, gruppo maneb, mecarbam, permetrin, pirimifosmetile, vinclozolina, azinfosmetile, captan, clorotalonil, diclofluanid, dicofol, dimetoato, folpet, malation, ometoato, ossidemetonmetile, forato, procimidone, propizamide, azossistrobina, aldicarb, bromopropilato, cipermetrin, metiocarb, metomil, paration e tolilfluanid, poiché ciò consentirà di utilizzare i relativi dati ai fini della stima dell'esposizione effettiva a questi antiparassitari attraverso la dieta, in quanto questi composti vengono già sottoposti a controllo dal 2001.(4) È necessario un approccio statistico sistematico per quanto riguarda il numero di campioni da prelevare nell'ambito di ciascuna azione specifica coordinata. Tale approccio è stato definito dalla Commissione del Codex Alimentarius(4). Secondo una distribuzione binomica delle probabilità, è possibile calcolare che l'esame di 459 campioni fornisce un livello di fiducia del 99 % per l'individuazione di 1 campione contenente residui di antiparassitari in misura superiore al limite di rilevazione dove l'1 % dei prodotti di origine vegetale contenga residui che superino tale limite. Nello Spazio economico europeo si dovrebbero pertanto prendere 459 campioni, mentre per gli Stati EFTA si raccomanda, sulla base della popolazione e del numero di consumatori, di prendere un minimo di 12 campioni per prodotto all'anno.(5) Le linee direttrici concernenti le procedure di controllo di qualità per l'analisi dei residui di antiparassitari sono state pubblicate, allo stato di progetto, dalla Commissione(5). Tali linee direttrici dovrebbero essere applicate per quanto possibile dai laboratori di analisi degli Stati EFTA ed essere continuamente riesaminate alla luce dell'esperienza acquisita nell'ambito dei programmi di controllo.(6) Ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 90/642/CEE e dell'articolo 7, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 86/362/CEE, gli Stati EFTA, quando trasmettono all'Autorità di vigilanza EFTA le informazioni relative all'applicazione dei loro programmi nazionali di controllo nel corso dell'anno successivo, sono tenuti a precisare i criteri che hanno presieduto alla loro elaborazione. Tali informazioni devono comprendere i criteri applicati per stabilire il numero di campioni da prelevare e di analisi da effettuare, le soglie di notificazione e i criteri secondo i quali esse sono state fissate. Dovrebbero essere indicati, per i laboratori che eseguono le analisi, le informazioni relative al loro riconoscimento ai sensi della direttiva 93/99/CEE del Consiglio, del 29 ottobre 1993, riguardante misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari(6).(7) Le informazioni sui risultati dei programmi di controllo si prestano particolarmente ad essere trattate, memorizzate e trasmesse per via elettronica/informatica. Sono stati approntati gli opportuni formati per la fornitura su dischetti dei dati che gli Stati membri dell'Unione devono inviare alla Commissione. Gli Stati EFTA potrebbero utilizzare lo stesso formato e dovrebbero quindi essere in grado di trasmettere all'Autorità di vigilanza EFTA le loro relazioni secondo il formato standard. Per un efficace sviluppo di tale formato standard è opportuno mettere a punto apposite linee direttrici,RACCOMANDA AGLI STATI EFTA:1. Di campionare e analizzare le combinazioni prodotto/residuo di antiparassitario indicate nell'allegato alla presente raccomandazione, prendendo un minimo di 12 campioni per ciascun prodotto, in proporzione tale da rispecchiare la ripartizione nazionale, SEE e a livello di paesi terzi sul mercato dello Stato EFTA e di verificare inoltre con particolare attenzione la combinazione nitrofene/frumento con la stessa frequenza di prelievo dei campioni.Per gli antiparassitari che presentano un rischio acuto, quali gli esteri organofosfati, l'endosulfan e gli N-metilcarbammati, dieci campioni dei prodotti uve, pepe e cetrioli devono essere sottoposti a un'analisi distinta dei singoli componenti del campione multiplo qualora vengano rinvenute tracce di tali antiparassitari. Vengono prelevati due campioni di un congruo numero di componenti, se possibile da un unico produttore; se nel primo campione multiplo viene riscontrato un livello rilevabile dell'antiparassitario, i componenti del secondo campione vengono analizzati separatamente.2. Di comunicare, entro il 31 agosto 2004, i risultati, i metodi analitici applicati e le soglie di notificazione raggiunte per la parte dell'azione specifica corrispondente al 2003 nell'allegato alla presente raccomandazione, in conformità con le procedure di controllo della qualità per l'analisi dei residui di antiparassitari.La relazione deve essere redatta nel formato, compreso quello elettronico, indicato negli allegati II e III alla raccomandazione dell'Autorità di vigilanza EFTA per l'anno 1999(7).3. Di trasmettere all'Autorità di vigilanza EFTA e agli Stati EFTA, entro il 31 agosto 2003, tutte le informazioni di cui all'articolo 7, paragrafo 3, della direttiva 86/362/CEE e all'articolo 4, paragrafo 3, della direttiva 90/642/CEE riguardanti il programma di controlli del 2002, in modo da garantire, almeno attraverso controlli per campione, l'osservanza delle quantità massime consentite di residui di antiparassitari, compresi:a) i risultati dei loro programmi nazionali sugli antiparassitari elencati nell'allegato II della direttiva 86/362/CEE e della direttiva 90/642/CEE, relativamente ai limiti armonizzati e, dove questi non fossero ancora fissati a livello del SEE, relativamente ai limiti stabiliti dalla vigente normativa nazionale;b) informazioni sulle procedure di controllo della qualità applicate dai loro laboratori e, in particolare, sugli aspetti delle linee direttrici concernenti le procedure di controllo della qualità per l'analisi dei residui di antiparassitari che non sono stati in grado di applicare o la cui applicazione ha suscitato particolari difficoltà;c) dati relativi al riconoscimento, ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 93/99/CEE, dei laboratori che effettuano le analisi, con indicazione del tipo di riconoscimento e dell'organismo che lo ha rilasciato, unitamente ad una copia dell'atto di riconoscimento;d) dati relativi alle prove di competenza e alle prove dell'anello a cui ha partecipato il laboratorio.4. Di trasmettere all'Autorità di vigilanza EFTA, entro il 30 settembre 2003, i programmi nazionali previsti di controllo delle quantità massime consentite di residui di antiparassitari fissate dalle direttive 90/642/CEE e 86/362/CEE per l'anno 2004.Islanda, Liechtenstein e Norvegia sono destinatari della presente raccomandazione.Fatto a Bruxelles, il 19 giugno 2003.Per l'Autorità di vigilanza EFTANiels FengerDirettore(1) GU L 221 del 7.8.1986, pag. 37.(2) GU L 350 del 14.12.1990, pag. 71.(3) GU L 78 del 29.3.2000, pag. 7.(4) Codex Alimentarius, Residui di antiparassitari negli alimenti, Roma 1994, ISBN 92-5-203271-1; Vol. 2, pag. 372.(5) Documento SANCO/3103/2000 (http://europa.eu.int/comm/food/ fs/ph_ps/pest/index_en.htm)(6) GU L 290 del 24.11.1993, pag. 14.(7) GU L 74 del 23.3.2000, allegato II (Procedure di controllo della qualità), pag. 25 e allegato III (Documento di lavoro/Formato delle comunicazioni) pag. 38.ALLEGATOCombinazioni antiparassitario/prodotto da controllare nel quadro dell'azione specifica di cui al punto 1 della presente raccomandazione>SPAZIO PER TABELLA>