CELEX: 52002PC0121
Language: it
Date: 2002-03-08
Title: Proposta di Decisione del Consiglio che autorizza la Germania ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari

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52002PC0121

Proposta di Decisione del Consiglio che autorizza la Germania ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari  /* COM/2002/0121 def. */  

Gazzetta ufficiale n. 151 E del 25/06/2002 pag. 0264 - 0265

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Germania ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari(presentata dalla Commissione)RELAZIONEINTRODUZIONECon una domanda, presentata sotto forma di due comunicazioni trasmesse alla Commissione, registrata presso il Segretariato generale della Commissione il 9 gennaio 2002, il governo della Repubblica federale tedesca ha chiesto, in base all'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari - sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme [1] (qui di seguito denominata "la sesta direttiva"), l'autorizzazione ad applicare una misura di deroga all'articolo 21, paragrafo 1, punto a) della summenzionata direttiva, nella versione della direttiva 2000/65/CE del 17 ottobre 2000. L'obiettivo della misura di deroga richiesta è designare come debitore dell'imposta il destinatario della cessione di beni per le vendite realizzate all'interno del paese e in casi determinati, se il cedente si trova in difficoltà finanziarie.[1]  GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1, direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2001/115/CE (GU L 15 del 17.1.2002, pag. 24).OBIETTIVO DELLE MISURE DI DEROGA RICHIESTELe autorità tedesche fanno notare che, in due casi, il debitore legale dell'imposta, che si trovi in difficoltà finanziarie, non è spesso in grado di versare l'IVA fatturata mentre il beneficiario della cessione può dedurre l'IVA che gli è stata fatturata ma che non è stata corrisposta. Questi due casi sono, da un lato, il trasferimento al di fuori della procedura di insolvenza di beni ceduti a titolo di garanzia da un soggetto passivo IVA ad un altro soggetto passivo IVA in esecuzione di questa garanzia e, dall'altro, la cessione di terreni edificabili venduti in aste pubbliche ad un altro soggetto passivo IVA nel quadro della procedura di insolvenza della società che ne era proprietaria. Questa possibilità verificarsi sia nei casi di fallimento fraudolento, sia nei casi in cui non c'è stata frode.Naturalmente come consentito dall'articolo 21, paragrafo 3 della sesta direttiva, la vigente normativa tedesca prevede la responsabilità solidale di pagamento di chi acquista il bene ceduto. Tuttavia, questa non è una soluzione soddisfacente nei confronti dei terzi che hanno acquistato i beni della società in difficoltà e che possono trovarsi nella situazione di dover versare due volte l'IVA fatturata:- l'importo della fattura pagata alla società in difficoltà include l'IVA;- l'IVA è versata una seconda volta a titolo dell'obbligazione solidale di pagamento dell'IVA che non è stata corrisposta dalla società che ha effettuato la cessione.Invece, il beneficiario della cessione può esercitare il diritto di deduzione soltanto una volta.DESCRIZIONE DELLE MISURE DI DEROGA RICHIESTELa misura di deroga riguarda i casi seguenti:- da un lato, il trasferimento, al di fuori della procedura di insolvenza, di beni ceduti a titolo di garanzia da un soggetto passivo IVA ad un altro soggetto passivo IVA in esecuzione di questa garanzia;- dall'altro, la cessione di terreni edificabili venduti in aste pubbliche ad un altro soggetto passivo IVA nel quadro della procedura di insolvenza della società che ne era proprietaria;- la misura di deroga non dovrebbe riguardare le cessioni ad acquirenti non soggetti ad IVA.In queste due ipotesi, la misura di deroga chiesta dalla Germania permetterà di designare come debitore dell'imposta il destinatario della cessione dei beni, in deroga all'articolo 21, paragrafo 1, punto a) della sesta direttiva, e non la persona che effettua la cessione.In pratica, la misura riguardà i trasferimenti realizzati all'interno del paese di beni cedutu a titolo di garanzia. Per le vendite intracomunitarie, l'acquirente è infatti già il debitore dell'imposta sull'acquisto intracomunitario in applicazione dell'articolo 21, paragrafo 1, punto e) della sesta direttiva.Per quanto riguarda i terreni, la misura riguarderà le cessioni di terreni situati in Germania, nella misura in cui l'articolo 8, paragrafo 1, punto a) della sesta direttiva prevede che il luogo d'imposizione delle cessione di beni che non vengono spediti o trasportati è il luogo in cui il bene si trova al momento della cessione.Nel contempo, la Germania abrogherà la normativa nazionale vigente, che prevede la responsabilità solidale dell'acquirente del bene ceduto per il pagamento dell'IVA dovuta dal venditore.PARERE DELLA COMMISSIONELa possibilità di una deroga alla sesta direttiva è prevista all'articolo 27 della medesima direttiva allo scopo di semplificare la riscossione dell'imposta o evitare alcune frodi o evasioni fiscali.La misura prevista dalla Germania rientra nel campo delle misure intese a semplificare la riscossione dell'IVA nella misura in cui l'amministrazione fiscale incontra molto spesso difficoltà nel riscuotere l'imposta presso debitori che si trovano in gravi difficoltà finanziarie.Indubbiamente l'applicazione delle norme relative alla determinazione del debitore dell'imposta, in particolare l'obbligo per l'acquirente di versare due volte l'importo della tassa, se il debitore dell'imposta si trova in una situazione finanziaria difficile che compromette la sua possibilità di saldare il debito fiscale pone dei problemi.Peraltro, la misura proposta dalla Germania risulta proporzionata all'obiettivo perseguito: il suo campo d'applicazione deroga ai principi generali dell'articolo 21 della sesta direttiva soltanto nei limiti strettamente necessari per raggiungere tale obiettivo.Quindi, la domanda formulata dalla Germania non mira a derogare globalmente e sistematicamente ai principi dell'articolo 21, ma si limita a prevedere una misura di deroga in due casi, d'importanza limitata in cui l'applicazione delle norme vigenti comporterebbe dei problemi.In questo modo, la misura prevista dalla Germania permetterebbe di eliminare, nei due casi a cui si riferisce la deroga, gli inconvenienti summenzionati:- la società in difficoltà che effettua la cessione dei beni a cui si applica la deroga non dovrebbe più versare l'imposta. In questo modo, sarebbe eliminato il rischio di non pagamento dell'imposta a causa di difficoltà finanziarie. Allo stesso modo, e di conseguenza, si eliminerebbe anche il rischio per l'acquirente di dover versare due volte l'IVA fatturata;- l'acquirente procederebbe all'autoliquidazione dell'imposta dovuta. Da un lato, tasserebbe la cessione dei beni di cui è destinatario, dall'altro, eserciterebbe simultaneamente il diritto a dedurre l'imposta alle normali condizioni.Infine, occorre insistere sul fatto che la deroga proposta non inciderebbe in alcun modo sull'importo dell'imposta dovuta. Quindi, l'importo dell'IVA dovuto in applicazione della misura di deroga corrisponderebbe esattamente a quello che sarebbe dovuto se fossero applicate le norme previste all'articolo 21 della sesta direttiva.Per questo motivo, la Commissione propone al Consiglio di autorizzare la Germania ad applicare, nei due casi indicati, la misura di deroga all'articolo 21, paragrafo 1, punto a) richiesta.La Commissione ritiene tuttavia che sarebbe opportuno limitare la validità della deroga al 31 dicembre 2006. In questo modo sarà possibile valutare l'opportunità di mantenere o meno la misura di deroga, tenendo conto dell'esperienza che la Germania avrà maturato durante cinque anni di applicazione.Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOche autorizza la Germania ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1997, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari - sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme [2], in particolare l'articolo 27, paragrafo 1,[2]  GU L 145 del 13.6.1977, p. 1, direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2001/115/CE (GU L 15 del 17.1.2002, pag. 24).vista la proposta della Commissione [3],[3]  GU C...considerando quanto segue:(1) Con una domanda, presentata sotto forma di due comunicazioni trasmesse alla Commissione, registrata presso il Segretariato generale della Commissione, il 9 gennaio 2002, la Germania ha chiesto l'autorizzazione ad applicare una misura di deroga all'articolo 21, paragrafo 1, punto a) della direttiva 77/388/CEE.(2) Gli altri Stati membri sono stati informati della domanda della Germania con lettera del 16 gennaio 2002.(3) L'articolo 21, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, nella versione dell'articolo 28 octies di detta direttiva, prevede che in regime interno l'imposta sul valore aggiunto è sempre dovuta dal soggetto passivo che effettua una cessioni di beni o una prestazione di servizi imponibile.(4) La misura di deroga chiesta dalla Germania mira a designare come debitore dell'imposta sul valore aggiunto il destinatario della cessione dei beni per i trasferimenti le cessioni, al di fuori della procedura di insolvenza, di beni ceduta a titolo di garanzia da un soggetto passivo IVA ad un altro soggetto passivo IVA in esecuzione di questa garanzia e per le cessioni di terreni edificabili venduti in aste pubbliche ad un altro soggetto passivo IVA nel quadro del fallimento della società che ne era proprietaria.(5) La deroga è destinata a semplificare la riscossione dell'imposta nella misura in cui spesso il debitore dell'imposta, nei casi indicati dalla domanda di deroga, non è in grado di versare l'IVA fatturata a causa delle difficoltà finanziarie in cui si trova.(6) Questa situazione è pregiudizievole per le finanze pubbliche perché il beneficiario della cessione dei beni può comunque dedurre l'imposta sul valore aggiunto che gli è stata fatturata, anche se questa non è stata versata dal soggetto passivo che effettua la cessione dei beni.(7) La deroga, designando il beneficiario della cessione dei beni come debitore dell'imposta sul valore aggiunto, permette di superare i problemi incontrati senza modificare l'importo dell'imposta dovuto.(8) È pertanto opportuno concedere l'autorizzazione fino al 31 dicembre 2006, in modo da consentire di valutare l'opportunità della deroga, alla luce dell'esperienza maturata.(9) La misura di deroga non incide negativamente sulle risorse proprie delle Comunità provenienti dall'IVA,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1In deroga all'articolo 21, paragrafo 1, punto a) della direttiva 77/388/CEE, nella versione del suo articolo 28 octies, la Repubblica federale tedesca è autorizzata a designare come debitore dell'imposta sul valore aggiunto il destinatario della cessione di beni di cui all'articolo 2 della presente decisione.Articolo 2Il destinatario della cessione di beni può essere designato come debitore dell'IVA nei casi seguenti:1. I trasferimenti, al di fuori della procedura di insolvenza, di beni ceduti a titolo di garanzia da un soggetto passivo IVA ad un altro soggetto passivo IVA in esecuzione di questa garanzia.2. Le cessioni di terreni edificabili venduti in aste pubbliche ad un altro soggetto passivo IVA nel quadro del fallimento della società che ne era proprietaria.Articolo 3La presente decisione scade il 31 dicembre 2006.Articolo 4La Repubblica federale tedesca è destinataria della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl Presidente[...]