CELEX: 51996PC0712
Language: it
Date: 1996-12-18
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO relativo ad alcune procedure di applicazione dell'accordo interinale sugli scambi commerciali e sulle questioni connesse tra le Comunità europee, la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, e la Comunità europea dell'energia atomica da una parte, e la Repubblica slovena, dall'altra

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
   •ir   *
                                                  Bruxelles, 18.12.1996
                                                  COM(96) 712 def.
                                                  96/0316 (ACC)
                                      Proposta di
                     REGOLAMENTO (CEÌ DEL CONSIGLIO
relativo ad alcune procedure di applicazione dell'accordo interinale sugli scambi
commerciali e sulle questioni connesse tra le Comunità europee, la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, e la Comunità europea dell'energia atomica da una parte, e la
Repubblica slovena, dall'altra
                            (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                      MOTIVAZIONI
In data 10 giugno 1996, la Comunità e i suoi Stati membri hanno firmato l'accordo
europeo con la Repubblica slovena. In attesa della sua ratifica da parte dei parlamenti
nazionali, le disposizioni in materia di scambi commerciali contenute nell'accordo
saranno regolate dall'accordo interinale sugli scambi commerciali e sulle questioni
connesse tra le Comunità europee, la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, e la
Comunità europea dell'energia atomica da una parte, e la Repubblica slovena, dall'altra.
L'accordo interinale, firmato a Bruxelles I'll novembre 1996, sarà applicato
provvisoriamente a decorrere dal 1° gennaio 1997.
Le modalità di applicazione delle disposizioni dell'accordo interinale sulla gestione dei
contingenti e dei massimali tariffari e la salvaguardia delle misure di protezione*dei
commercio saranno stabilite in un regolamento. La proposta allegata, sottoposta al
Consiglio, mira a stabilire tali modalità.
La Commissione chiede al Consiglio di adottare il regolamento proposto.
 ---pagebreak---                    REGOLAMENTO (CE) N.              /96 DEL CONSIGLIO
                                            del
relativo ad alcune procedure di applicazione dell'accordo interinale sugli scambi
commerciali e sulle questioni connesse tra le Comunità europee, la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, e la Comunità europea dell'energia atomica da una parte, e la
Repubblica slovena, dall'altra
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione,
considerando che II 10 giugno 1996 è stato firmato a Lussemburgo un accordo europeo
che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte,
e la Repubblica slovena, dall'altra, in appresso denominato "raccordo";
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo, le disposizioni di
quest'ultimo in merito al commercio e alle questioni connesse sono state messe in vigore,
a decorrere dal 1 ° gennaio 1997, da un accordo interinale sul commercio e sulle questioni
connesse tra la Comunità economica europea, la Comunità europea del carbone e
dell'acciaio, e la Comunità europea dell'energia atomica da una parte, e la Repubblica
slovena, dall'altra, firmato a Bruxelles I'll novembre 1996, attuato provvisoriamente a
decorrere dal 1° gennaio 19971;
considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione di alcune disposizioni
dell'accordo;
considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale, occorre,
 nella misura in cui ciò è richiesto dalle disposizioni dell'accordo, stabilire le disposizioni
 specifiche relative alle norme generali previste, in particolare, dai regolamento (CE) n.
 3285/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo al regime comune applicabile alle
 importazioni 2, e dal regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995,
 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi terzi non
 membri della Comunità europea3;
 considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di salvaguardia, si
 dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo;
 considerando che si applicano anche le procedure relative alle clausole di salvaguardia
 previste dal trattato che istituisce la Comunità europea;
 considerando che sono state stabilite norme specifiche per quanto riguarda le misure di
 salvaguardia per i prodotti tessili, oggetto del protocollo n. 1 dell'accordo;
  1
      GUn. L       del . .199., pag. .
  2
      GUn. L 349 del 31.12.1994, pag.53.
  3
      GUn. L 56 del 6.3.1996, pag. 1.
                                                                                                1 b
 ---pagebreak--- considerando che occorre introdurre alcune disposizioni per l'applicazione dei contingenti
e dei massimali tariffari,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                            TITOLO I
                                 Contingenti e massimali tariffari
                                         ' Articolo 1
Per i prodotti agricoli di cui all'allegato II del trattato soggetti a un'organizzazione
comune di mercato, nonché per i prodotti di cui ai codici NC 0711 90 50 e 2003 10 10, le
disposizioni d'applicazione dell'articolo 15, paragrafo 2, dell'accordo sono adottate
secondo la procedura prevista all'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 1766/924 o nelle
disposizioni corrispondenti degli altri regolamenti relativi all'organizzazione comune dei
mercati agricoli.
                                            Articolo 2
1. La Commissione, assistita dal comitato del codice doganale istituito dall'articolo 247
del regolamento (CEE) n. 2913/925 del Consiglio, adotta, in conformità della procedura
stabilita nel paragrafo 2, le disposizioni per l'applicazione dei contingenti e massimali
tariffari previsti negli allegati II, VI (ad eccezione di quelli coperti dall'articolo 1), e
Villa dell'accordo, e nell'allegato I del protocollo 1 dell'accordo, comprese le modifiche
e gli adattamenti tecnici resi necessari da modifiche della nomenclatura combinata e dei
codici Tarie, o conseguenti alla conclusione, da parte del Consiglio, di accordi,
protocolli, o scambi di lettere tra la Comunità e la Slovenia
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da
adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente
può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla
maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle
decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni
in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la
ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali
misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica
immediatamente al Consiglio. In tal caso:
- La Commissione può differire di tre mesi al massimo, a decorrere da tale
    comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise.
4
     GU n. L 181 dell' 1.7.1992, pag.21.
 5
     GU n. L 302 del 14.10.1992, pag. 1.
 ---pagebreak--- - Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione
     diversa entro il termine di cui al comma precedente.
3. Il comitato può esaminare qualsiasi questione concernente l'applicazione dei
contingenti tariffari e dei massimali tariffari sollevata dal suo presidente, su iniziativa di
quest'ultimo o su richiesta di un Stato membro.
4. Al raggiungimento di un massimale tariffario, la Commissione può adottare un
regolamento che ristabilisce, fino alla fine dell'anno civile considerato, i dazi doganali
applicabili ai paesi terzi.
                                            TITOLO II
                                       Misure di protezione
                                             Articolo 3
 Il Consiglio può decidere, secondo la procedura prevista all'articolo 113 del trattato, di
adire il consiglio di associazione istituito dall'accordo in merito alle misure di cui agli
articoli 23 e 45, paragrafo 2, dell'accordo. Se necessario, il Consiglio adotta le misure
 secondo la stessa procedura.
 La Commissione può presentare le proposte all'uopo necessarie, di propria iniziativa o su
 richiesta di uno Stato membro.
                                             Articolo 4
  1. Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità
 delle misure previste all'articolo 33 dell'accordo, la Commissione, dopo aver esaminato il
 caso di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro, si pronuncia sulla
 compatibilità di tali pratiche con l'accordo. Se necessario, essa propone l'adozione di
 misure di salvaguardia al Consiglio, che delibera secondo la procedura prevista
 all'articolo 113 del trattato, fatta eccezione per gli aiuti cui si applica il regolamento (CE)
 n. 3284/946 quando queste misure vengono prese secondo le procedure stabilite in detto
 regolamento. Le misure vengono prese unicamente nelle condizioni di cui all'articolo 33,
 paragrafo 6 dell'accordo.
 2. Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a misure prese dalla Repubblica
 slovena conformemente all'articolo 33 dell'accordo, dopo aver esaminato la questione la
  Commissione si pronuncia sulla loro compatibilità con i principi che figurano
  nell'accordo. Se del caso, essa prende le opportune decisioni in base ai criteri che
  risultano dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del trattato.
                                             Articolo 5
  Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità delle
  misure previste all'articolo 24 dell'accordo, l'istituzione di misure antidumping viene
  6
       GUn. L 349 del 31.12.1994, pag.22.
 ---pagebreak--- decisa nel rispetto delle modalità stabilite dai regolamento (CE) n. 384/967 e secondo la
procedura prevista all'articolo 28, paragrafo 2 e paragrafo 3, lettere b) o d) dell'accordo.
                                             Articolo 6
1. Se uno Stato membro chiede alla Commissione di applicare misure di salvaguardia
conformemente agli articoli 25 o 26 dell'accordo, esso fornisce alla Commissione le
informazioni necessarie per giustificare la sua richiesta. Se la Commissione decide di non
applicare le misure di salvaguardia, essa ne informa il Consiglio e gli Stati membri entro
cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta dello
Stato membro.
Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro dieci
giorni lavorativi dalla comunicazione della stessa.
Qualora, deliberando a maggioranza qualificata, il Consiglio dichiari di voler prendere
una decisione diversa, la Commissione ne informa immediatamente la Slovenia e le
notifica l'avvio di consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione conformemente
all'articolo 28, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa
entro venti giorni lavorativi dalla conclusione delle consultazioni con la Slovenia
nell'ambito di detto consiglio di associazione.
2. La Commissione è assistita dal comitato istituito dal regolamento (CE) n. 3491/938 (in
appresso denominato "il comitato").
Il comitato si riunisce su convocazione del presidente. Quest'ultimo comunica quanto
prima agli Stati membri tutti gli elementi di informazione utili.
 3. Quando la Commissione decide, di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato
 membro, che devono essere applicate le misure di salvaguardia previste agli articoli 25 e
 26 dell'accordo:
    - essa ne informa immediatamente gli Stati membri se agisce di propria iniziativa,
     oppure, se agisce su richiesta di uno Stato membro, entro cinque giorni lavorativi a
     decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta;
    - consulta il comitato;
    - informa simultaneamente la Slovenia e notifica al consiglio di associazione l'avvio
      delle consultazioni di cui all'articolo 28. paragrafi 2 e 3 dell'accordo;
    - comunica simultaneamente al consiglio di associazione le informazioni necessarie a
    tali consultazioni.
 4. Le consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione si considerano comunque
 concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere dalla notifica di cui ai paragrafi 1 e 3.
 7
      GUn. L 56 del 6.3.1996, pag.l.
 8
      GUn. L 319 del 21.12.1993, pag. 1.
 ---pagebreak--- Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei trenta giorni, e se non è
stato possibile pervenire ad un accordo, la Commissione può, previa consultazione del
comitato, prendere le misure necessarie per l'applicazione degli articoli 25 e 26
dell'accordo.
5. La decisione di cui al paragrafo 4 viene immediatamente comunicata al Consiglio, agli
Stati membri e alla Slovenia; essa è altresì notificata al consiglio di associazione.
La decisione è immediatamente applicabile.
6. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di cui al
paragrafo 4 entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data di comunicazione della
decisione stessa.
7. Se la Commissione non prende una decisione ai sensi del paragrafo 4, secondo comma,
entro dieci giorni lavorativi dal termine delle consultazioni nell'ambito del consiglio di
associazione oppure, eventualmente, allo scadere del termine di trenta giorni, lo Stato
membro che ha adito la Commissione conformemente al paragrafo 3 può adire il
Consiglio.
8. Nei casi di cui ai paragrafi 6 e 7, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata,
può prendere una decisione diversa entro un termine di due mesi.
                                           Articolo 7
 1. Nel caso di circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 28, paragrafo 3, lettera d)
dell'accordo, la Commissione può prendere misure di salvaguardia immediate nei casi di
cui agli articoli 25 e 26 dell'accordo.
2. Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa prende una decisione
in merito entro un termine di cinque giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta.
 La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli Stati membri.
3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione secondo
 la procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 6.
Si applica la procedura prevista all'articolo 6, paragrafi 7 e 8.
 Se la Commissione non prende una decisione entro il termine di cui al paragrafo 2, lo
 Stato membro che ha adito la Commissione può adire il Consiglio secondo la procedura
 prevista al primo ed al secondo comma del presente paragrafo.
                                            Articolo 8
 Le procedure previste agli articoli 6 e 7 non si applicano ai prodotti oggetto del
 protocollo n. 1 dell'accordo.
                                            Articolo 9
 In deroga agli articoli 6 e 7, qualora le circostanze richiedano l'adozione di misure
 relative ai prodotti agricoli ai sensi degli articoli 16 o 25 dell'accordo o delle disposizioni
 degli allegati attinenti a tali prodotti, le suddette misure sono adottate secondo le
                                                     5
 ---pagebreak--- procedure previste nei regolamenti recanti organizzazione comune dei mercati agricoli,
nonché degli specifici regolamenti approvati a norma dell'articolo 235 del trattato e
applicabili alle merci risultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli, purché siano
rispettate le condizioni previste all'articolo 16 o all'articolo 28, paragrafi 2 e 3
dell'accordo.
                                         Articolo 10
La Commissione procede, a nome della Comunità, alle notifiche al consiglio di
associazione previste dall'accordo.
                                         Articolo 11
Le disposizioni del presente regolamento lasciano impregiudicata l'applicazione delle
misure di salvaguardia previste dal trattato che istituisce la Comunità europea, in
particolare gli articoli 109 H e 1091, secondo le procedure ivi previste.
                                         Articolo 12
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 1997.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                                             Per il Consiglio
                                                                                Il Presidente
 ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(96) 712 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                             11
                                            N. di catalogo : CB-C0-96-726-IT-C
                                                              ISBN 92-78-13983-1
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                              7