CELEX: 51996PC0001
Language: it
Date: 1996-01-11
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CEE) n. 2455/93, istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di glutammato monosodico originario dell' Indonesia, della Repubblica di Corea e di Taiwan, decide la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti e chiude il procedimento relativo alla Thailandia

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                             Bruxelles, 11.01.1996
                                             COM(96) 1 def.
                                 Proposta di
                   REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
    che modifica il regolamento (CEE) n. 2 4 5 5 / 9 3 , istituisce un dazio
  antidumping definitivo sulle importazioni di glutammato monosodico
originario dell'Indonesia, della Repubblica di Corea e di Taiwan, decide la
       riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti e chiude il
                   procedimento relativo alla Thailandia
                       (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                       RELAZIONE
1. Con il regolamento (CEE) n. 1798/90, modificato dal regolamento (CEE) n. 2966/92 e
   dal regolamento (CEE) n. 2455/93, il Consiglio ha istituito dazi antidumping definitivi
   sulle importazioni di glutammato monosodico originario dell'Indonesia, della
   Repubblica di Corea, di Taiwan e della Thailandia, ad eccezione delle importazioni di
   alcuni produttori di tali paesi dai quali la Commissione ha accettato impegni.
2. Nel luglio 1994 la Commissione ha avviato il riesame delle misure antidumping in
   vigore, in seguito ad una domanda presentata dall'industria comunitaria. Nella
   domanda si sosteneva, tra l'altro, che gli impegni erano stati violati e che l'industria
   comunitaria aveva nuovamente subito perdite finanziarie e di conseguenza un
   pregiudizio ancora più grave.
3. Durante l'inchiesta di riesame la Commissione ha accertato che vi era motivo di
   ritenere che gli impegni fossero stati violati e, di conseguenza, con il regolamento
   (CE) n. 1754/95 del 18 luglio 1995, ha ritirato gli impegni delle società Cheil Foods &
   Chemicals Inc., Miwon Co. Ltd., Ve Wong Corporation, Tung Hai Fermentation Ind.
   Corp., PT Indomiwon Citra Inti e Thai Fermentation Industry Corporation che erano
   stati accettati nel procedimento precedente e li ha sostituiti con un dazio antidumping
   provvisorio.
4. I margini di dumping accertati, espressi in media ponderata, erano compresi tra il
   14,1% e il 32,7% per la Repubblica di Corea e tra il 44,2% e il 52,4% per Taiwan,
   mentre per l'Indonesia e la Thailandia è stato stabilito un margine medio ponderato del
   64,7%.
5. Per quanto riguarda Indonesia, Corea e Taiwan è stato stabilito che le importazioni
   causavano pregiudizio all'industria comunitaria e che l'imposizione di misure era
   nell'interesse della Comunità. Per quanto riguarda la Thailandia è stato stabilito che
   l'incidenza delle importazioni corrispondenti era irrilevante e che non vi era motivo di
   prevedere una ripresa delle importazioni oggetto di dumping. Le misure nei confronti
   della Thailandia dovevano pertanto essere abrogate.
 ---pagebreak--- 6. Il livello del dazio definitivo, ad eccezione di un paese, è stato stabilito in base ai
   margini di pregiudizio, che erano inferiori ai margini di dumping. Gli importi dei dazi
   sono compresi tra 0,131 ECU/kg e 0,334 ECU/kg.
7. Si propone pertanto che il Consiglio adotti il regolamento allegato che modifica il
   regolamento (CEE) n. 2455/93, istituisce un dazio antidumping definitivo sulle
   importazioni di glutammato monosodico originario dell'Indonesia, della Repubblica di
   Corea e di Taiwan, decide la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti e
   chiude il procedimento relativo alla Thailandia.
                                       4*-
 ---pagebreak---                      REGOLAMENTO (CE) N. ... DEL CONSIGLIO
                                           del...
     che modifica il regolamento (CEE) n. 2 4 5 5 / 9 3 , istituisce un dazio
   antidumping definitivo sulle importazioni di glutammato monosodico
 originario dell'Indonesia, della Repubblica di Corea e di Taiwan, decide la
          riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti e chiude il
                         procedimento relativo alla Thailandia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 3283/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo
alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri
della Comunità europea , modificato dal regolamento (CE) n. 1251/95 , in
particolare l'articolo 23,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dellll luglio 1988, relativo
alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di
                                                          o
paesi non membri della Comunità economica europea , modificato da ultimo dal
regolamento (CE) n. 522/94 , in particolare gli articoli 12, 14 e 15,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
        Gu n. L 349 del 31.12.1994, pag.l.
        GU n. L 122 del 2.6.1995, pag. 1.
        GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
        GU n. L 66 del 10.3.1994, pag. 10.
                                                                                 1&-
 ---pagebreak---                             I. PROCEDIMENTO PRECEDENTE
(1) Con il regolamento (CEE) n. 1798/90 5 , modificato dal regolamento (CEE)
    n. 2966V926 e dal regolamento (CEE) n. 2455/93 7 , il Consiglio ha istituito dazi
    antidumping definitivi sulle importazioni di glutammato monosodico originario
    dell'Indonesia, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della Thailandia, ad
    eccezione delle importazioni di alcuni produttori di tali paesi dai quali la
    Commissione ha accettato impegni con il regolamento (CEE) n. 547/90° e con le
    decisioni 92/493/CEE 9 e 93/479/CÉE 10 .
                        II. INCHIESTA RELATIVA AL RIESAME
(2) Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee , la
    Commissione, sentito il comitato consultivo e conformemente all'articolo 14 del
    regolamento (CEE) n. 2423/88 (in appresso denominato "regolamento di base"),
    ha avviato il riesame delle misure antidumping in vigore, in seguito ad una
    domanda presentata dall'industria comunitaria.
    Nella domanda si sosteneva, tra l'altro, che nel corso del 1993 i valori normali
    determinati originariamente erano generalmente aumentati, mentre i prezzi
    all'esportazione del glutammato monosodico originario di quasi tutti i paesi
    interessati erano sensibilmente diminuiti, con il conseguente aumento del
    margine di dumping rispetto alle risultanze originali. È stato inoltre affermato
    che il glutammato monosodico originario dei paesi interessati era stato
    importato nella Comunità a prezzi inferiori a quelli fissati dagli impegni in
    vigore e che pertanto questi ultimi non erano misure adeguate nel presente
    procedimento. La domanda sosteneva infine che, nelle circostanze suesposte,
    l'industria comunitaria ha nuovamente subito perdite finanziarie e di
    conseguenza un pregiudizio ancora più grave. Gli elementi di prova relativi alla
    modifica delle circostanze contenuti nella domanda sono stati considerati
    sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta di riesame.
5
        Gu n. L 167 del 30.6.1990, pag. 1.
6
       GU n. L 299 del 15.10.1992, pag. 1.
7
       Gu n. L 225 del 4.9.1993, pag. 1.
8
        GU n. L 56 del 3.3.1990, pag. 23.
9
        GU n. L 299 del 15.10.1992, pag. 40.
10
       GU n. L 225 del 4.9.1993, pag. 35.
11     GU n. C 187 del 9.7.1994, pag. 13.
 ---pagebreak--- (3) La Commissione ha ufficialmente informato l'industria comunitaria
    denunziante, gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati e i
    rappresentanti dei paesi esportatori e ha dato alle parti direttamente
    interessate la possibilità di comunicare osservazioni scritte e di chiedere di
    essere sentite.
(4) La Commissione ha inviato questionari alle parti notoriamente interessate e ha
    ricevuto risposte dall'industria comunitaria denunziante, da un produttore
    indonesiano e dalla sua società di vendita collegata, da due produttori coreani e
    due produttori di Taiwan, nonché da un produttore thailandese e da due
    importatori nella Comunità.
(5) Un esportatore coreano e uno indonesiano, nonché un importante consumatore
    di glutammato monosodico e la Fédération des Associations de l'Industrie des
    Bouillons et Potages de la CEE hanno chiesto e ottenuto di essere sentiti.
(6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute
    necessarie ai fini delle decisioni preliminari, ed ha svolto inchieste in loco
    presso le sedi delle seguenti società:
    (a)  produttore comunitario denunziante
         Orsan S.A - Francia,
    (b)  produttori/esportatori
         Indonesia:
       - PT Indomiwon Citra Inti,
       - PT Jico Argung (società di vendita collegata della PT Indomiwon Citra
         Inti).
         Repubblica di Corea:
              Cheil Foods & Chemicals Inc.,
              Miwon Co. Ltd.,
             Miwon Trading & Shipping Co. Ltd. (società di vendita collegata della
             Miwon Co. Ltd.).
 ---pagebreak---           Taiwan:
               Ve Wong Corporation,
               Tung Hai Fermentation Ind.
          Thailandia:
          -    Thai Fermentation Industry Corporation.
       (e) importatori
           GMS-Chemie-Handelsgesellschaft mbH (Germania)
(7) Poiché la Thai Fermentation Industry Corporation ha presentato una risposta
    incompleta al questionario della Commissione e ha rifiutato di collaborare alla
    verifica delle informazioni presentate, le risultanze sono state elaborate in
    funzione dei dati disponibili, a norma dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del
    regolamento di base.
(8) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra
    il 1° maggio 1993 e il 30 aprile 1994 ("periodo dell'inchiesta").
                 m . CONTINUAZIONE DELLE MISURE IN VIGORE
(9) Poiché l'inchiesta di riesame era ancora in corso oltre il termine normalmente
    previsto per la scadenza delle misure, la Commissione, in conformità
    dell'articolo 15, paragrafo 3 del regolamento di base, ha pubblicato un avviso
    per comunicare che le misure relative importazioni di glutammato monosodico
    originario dell'Indonesia, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della
    Thailandia rimanevano in vigore dopo la fine del relativo periodo di cinque
    anni, in attesa del risultato del riesame.
        GU n. C 164 del 30.6.1995, pag. 7.
 ---pagebreak---                                  IV. MISURE PROVVISORIE
(10)     Durante l'inchiesta di riesame la Commissione ha accertato che vi era motivo
     di ritenere che gli impegni di cui al punto 1 fossero stati violati e, di
     conseguenza, con il regolamento (CE) n. 1754/95 del 18 luglio 1995 , ha
     ritirato l'accettazione degli impegni precedentemente offerti dalle società Cheil
     Foods & Chemicals Inc., Miwon Co. Ltd., Ve Wong Corporation, Tung Hai
     Fermentation Ind. Corp., PT Indomiwon Citra Inti e Thai Fermentation
     Industry Corporation e ha imposto un dazio antidumping provvisorio.
(11)     Con il regolamento (CE) n. 2678/95     il Consiglio ha prorogato la validità dei
     dazi per un periodo di due mesi.
                     V. FASE SUCCESSIVA DEL PROCEDIMENTO
(12)     Dopo l'imposizione dei dazi antidumping provvisori, le società Cheil Foods &
     Chemicals Inc., Miwon Co. Ltd., PT Indomiwon Citra Inti e Tung Hai
     Fermentation Ind. Corp hanno comunicato osservazioni scritte. Le parti che ne
     hanno fatto richiesta sono state sentite dalla Commissione.
(13)     La Commissione ha nuovamente chiesto e verificato tutte le informazioni
     ritenute necessarie ai fini delle conclusioni definitive. Sono state tra l'atro
     svolte nuove inchieste presso le sedi dei seguenti importatori:
     DCT Chemie B.V. (Paesi Bassi)
     Henry Lamotte GmbH (Germania)
     Quimidroga S.A. (Spagna)
     Scanchem Ltd. (Regno Unito)
     Superfos Chemicals A/S (Danimarca)
     Tang Frères (Francia)
     VOS B.V. (Paesi Bassi)
         GU n. L 170 del 20.7.1995, pag. 4.
         GU n. L 275 del 18.11.1995, pag. 22.
 ---pagebreak--- (14)    Le parti sono state informate per iscritto dei fatti e delle considerazioni
     principali in base ai quali si intendeva raccomandare l'imposizione di dazi
     antidumping definitivi e la riscossione degli importi delle garanzie costituite a
     titolo del dazio provvisorio. E stato inoltre fissato un termine adeguato entro il
     quale le parti potevano presentare le loro osservazioni sulle informazioni così
     comunicate.
     Le osservazioni scritte e orali presentate dalle parti sono state prese in
     considerazione e le risultanze della Commissione sono state debitamente
     modificate per tenerne conto.
(15)    A causa della complessità del caso e della necessità di chiedere e di verificare
     informazioni supplementari emersa sola in una fase avanzata del
     procedimento, l'inchiesta ha superato il termine di un anno previsto all'articolo
     7, paragrafo 9, lettera a) del regolamento di base.
     Come specificato sopra, visite di verifica sono state condotte presso sette
     importatori.
                 VI. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1. Descrizione del prodotto in esame
(16)     Il prodotto oggetto della denuncia e per il quale è stata avviata l'inchiesta di
     riesame è il glutammato monosodico prodotto in forma di cristalli di varie
     dimensioni e classificato nel codice NC ex 2922 42 10. Il prodotto è utilizzato
     principalmente come esaltatore di sapidità in minestre, brodi, piatti di pesce e
     di carne e cibi pronti. Il prodotto è identico a quello del regolamento in corso di
     riesame.
(17)     Il glutammato monosodico è disponibile in imballaggi di diverse dimensioni,
     dalle confezioni di 0,5 grammi per il consumo ai sacchi di 1000 chilogrammi. Le
     confezioni di piccole dimensioni sono vendute ai consumatori privati attraverso
     i dettaglianti, mentre gli imballaggi più grandi, a partire da 25 chilogrammi,
     sono destinati agli utilizzatori industriali. Le caratteristiche del prodotto
     rimangono       tuttavia    invariate    indipendentemente      dalle    dimensioni
     dell'imballaggio.
 ---pagebreak--- 2 . Prodotto simile
(18)    È stato stabilito che le conclusioni del regolamento oggetto del riesame sono
     tuttora valide e che il glutammato monosodico prodotto e venduto nella
     Comunità dall'industria comunitaria è simile a quello prodotto nei quattro
     paesi interessati ed esportato nella Comunità.
                                     VH. DUMPING
 1. Osservazione preliminare
(19)    Occorre precisare che la Thai Fermentation Industry Corporation, l'unico
     produttore thailandese che abbia comunicato informazioni, anche se
     incomplete, in risposta al questionario della Commissione, ha rifiutato di
     collaborare alla verifica di tali informazioni. Questa società, inoltre, non
     figurava tra i fornitori degli importatori che hanno collaborato. In tali
     circostanze non è stato possibile elaborare conclusioni specifiche per questa
     società e le risultanze relative alla Thailandia sono state basate sui dati
     disponibili, come risulta nel punto 33.
2 . Valore normale
a) Osservazioni generali
(20)    Per tutti i paesi esportatori interessati i valori normali sono stati stabiliti
     per i corrispondenti tipi di prodotti esportati nella Comunità durante il periodo
     dell'inchiesta, in base ad imballaggi di 25 chilogrammi.
b) Indonesia
(21)    Il valore normale relativo al produttore indonesiano che ha collaborato è
     stato costruito in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del
     regolamento di base, poiché durante il periodo dell'inchiesta quasi tutte le
    vendite sul mercato interno sono state realizzate in perdita.
 ---pagebreak--- (22)    Il valore normale costruito è stato stabilito in base ai costi di produzione
     sostenuti dalla società durante il periodo dell'inchiesta, in conformità
     dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento di base. Ai costi
     suddetti è stato aggiunto un importo corrispondente alle spese generali,
     amministrative e di vendita della società. In mancanza di informazioni sui
     profitti realizzati da altri produttori indonesiani del prodotto simile oppure in
     settori commerciali simili, è stato considerato che il profitto medio realizzato
     nel periodo dell'inchiesta da tutti gli altri esportatori che hanno collaborato
     sulle vendite del prodotto simile effettuate sul rispettivo mercato interno nel
     corso di normali operazioni commerciali costituiva la base più adatta per
     stabilire il profitto, poiché la struttura di tali mercati era in gran parte simile a
     quella del mercato indonesiano.
e) Repubblica di Corea
(23)    Il valore normale relativo ai due produttori coreani che hanno risposto al
     questionario della Commissione è stato stabilito, in conformità dell'articolo 2,
     paragrafo 3, lettera a) del regolamento di base, in funzione al prezzo
     effettivamente pagato nel corso di normali operazioni commerciali per le
     vendite del prodotto simile sul mercato interno, che erano realizzate in
     quantitativi sufficienti ai fini di un equo confronto.
d) Taiwan
(24)    Il valore normale relativo ai due produttori taiwanesi che hanno risposto al
     questionario della Commissione è stato stabilito, in conformità dell'articolo 2,
     paragrafo 3, lettera a) del regolamento di base, in funzione al prezzo
     effettivamente pagato nel corso di normali operazioni commerciali per le
     vendite del prodotto simile sul mercato interno, che erano realizzate in
     quantitativi sufficienti ai fini di un equo confronto.
 ---pagebreak--- 2 . Prezzo all'esportazione
(25)     I prezzi all'esportazione indicati nelle risposte al questionario della
     Commissione da tutti i produttori indonesiani, coreani e taiwanesi che hanno
     collaborato corrispondevano ai livelli <\ei prezzi fissati negli impegni. La
    verifica dei prezzi all'esportazione ha tuttavia confermato l'affermazione della
     domanda di riesame, secondo la quale gli impegni erano stati violati e i prezzi
     all'esportazione indicati non erano attendibili.
(26)     Questa conclusione è stata raggiunta in considerazione di alcuni fatti. La
     Commissione ha chiesto informazioni sui prezzi di rivendita del prodotto in
     questione, nonché sui costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita a tutti gli
     importatori che hanno acquistato glutammato monosodico fornito dagli
     esportatori che hanno collaborato al presente procedimento di riesame.
     Alcuni importatori hanno comunicato le informazioni richieste sui prezzi di
     rivendita e sui costi, che sono state verificate presso le sedi degli importatori
     che hanno accettato di collaborare alla fase successiva dell'inchiesta. È stato
     accertato che nel periodo oggetto dell'inchiesta questi ultimi importatori, che
     avevano acquistato il prodotto in questione presso gli esportatori coreani,
     indonesiani e taiwanesi che hanno collaborato, avevano tutti venduto in perdita
     sul mercato comunitario e che in alcuni casi il prezzo di rivendita era persino
     inferiore al prezzo d'acquisto.
     Per questa costante tendenza della determinazione dei prezzi che abbraccia
     l'intero periodo d'inchiesta non è stata proposta alcuna giustificazione
     convincente, se non l'esistenza di alcune forme di compensazione. Durante le
     visite di verifica presso alcuni importatori sono stati trovati elementi di prova
     inequivocabili del fatto che gli impegni offerti dalle società Miwon Co. Ltd.
     (Corea) e PT Indomiwon Citra Inti (Indonesia) ed accettati dalla Commissione
     erano stati violati, ovvero che i prezzi all'importazione non corrispondevano a
     quelli fissati negli impegni.     Per la società indonesiana la violazione era
     provata dall'emissione di note di accredito relative alle vendite del prodotto in
     questione e per la società coreana dall'esistenza di lettere indicanti prezzi
     nettamente inferiori a quelli fissati negli impegni. I fatti suesposti sono
     sufficienti per dimostrare che i prezzi all'esportazione effettivi per le
     transazioni in questione erano sensibilmente inferiori a quelli indicati come
     corrispondenti al livello degli impegni.
 ---pagebreak---      In tali circostanze, che confermano l'esistenza di forme di compensazione e
     l'inattendibilità dei prezzi all'esportazione dichiarati, è stato concluso che i
     prezzi all'esportazione indicati dagli esportatori che hanno collaborato devono
     essere ricostruiti in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) del
     regolamento di base, in funzione dei prezzi ai quali il prodotto importato è stato
     rivenduto per la prima volta ad acquirenti indipendenti, tenendo conto di tutti
     i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita e di un congruo margine di
     profitto per gli importatori interessati.
(27)     I prezzi all'esportazione relativi agli esportatori coreani, indonesiani e
     taiwanesi che hanno collaborato sono stati costruiti deducendo dalla media
     ponderata dei prezzi di rivendita dei singoli importatori che hanno collaborato
     al primo acquirente indipendente un importo corrispondente ai costi sostenuti
     dagli importatori tra- l'importazione e la rivendita, maggiorati di un margine di
     profitto del 5%. Questo margine di profitto, considerato equo in quanto
     conforme al profitto ritenuto adeguato nelle precedenti inchieste, non è stato
     contestato. Per stabilire il prezzo franco fabbrica nel paese di origine sono stati
     inoltre dedotti il dazio doganale e altri costi, quali il nolo marittimo e
     l'assicurazione.
(28)     Per le transazioni svolte dai produttori che hanno collaborato per le quali
     non sono state ottenute informazioni relative alla rivendita da parte degli
     importatori, si é concluso che, alla luce dei fatti emersi dall'esame dei prezzi di
     revendita di MSG esportato da quei produttori, esame effettuato presso i sette
     importatori di cui sopra, i prezzi all'esportazione indicati dagli esportatori
     hanno dovuto essere disattesi per le stesse ragioni di cui sopra. Pertanto, Il
     prezzo all'esportazione, in conformità dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del
     regolamento di base, è stato stabilito in base ai dati disponibili; in questi casi è
     stato considerato che i prezzi all'esportazione effettivi corrispondessero a quelli
     ricostruiti con il metodo di cui ai punti 25-27.
                                                                                       10
 ---pagebreak--- 3.    Confronto
(29)    La media ponderata del valore normale relativo ai sacchi di 25 chilogrammi,
     per ciascun esportatore che ha collaborato, è stata confrontata con i prezzi
     all'esportazione stabiliti con il metodo esposto nei punti 25-28 allo stesso stadio
     commerciale e a livello franco fabbrica. Ai fini di un equo confronto sono stati
     applicati adeguamenti per tener conto delle differenze relative alle spese di
     vendita che assertivamente incidevano sulla comparabilità dei prezzi, quando
     sono stati presentati elementi di prova sufficienti. Sono stati applicati
     adeguamenti, tra l'altro, riguardo alle spese di trasporto, assicurazione,
     movimentazione e carico, nonché per costi accessori, imballaggio, credito e
     remunerazioni dei venditori.
4 . Margini di dumping
(30)    Dal confronto è emersa l'esistenza di margini di dumping, pari all'importo di
     cui il valore normale determinato superava il prezzo all'esportazione nella
     Comunità.
(31)    La media ponderata del margine di dumping per ciascun produttore,
     espressa in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, è la seguente:
    Indonesia:
     - PT Indomiwon Citra Inti            64.7%
    Repubblica di Corea:
     - Cheil Foods & Chemicals Inc.       13.3%
     - Miwon Co. Ltd.                     32.7%
                                                                                      11
 ---pagebreak---      Taiwan:
     - Tung Hai Fermentation Ind.         43.8%
     - Ve Wong Corporation                 52.7%
(32)    Nei confronti dei produttori indonesiani, coreani e taiwanesi che non hanno
     risposto al questionario della Commissione, né si sono altrimenti manifestati, il
     margine di dumping è stato determinato in base ai dati disponibili, in
     conformità dell'articolo 7, paragrafo 7 lettera b) del regolamento di base. A
     questo proposito, vista la percentuale delle importazioni complessive nella
     Comunità realizzata dai produttori dei tre paesi interessati che hanno
     collaborato, è stato considerato che le risultanze relative a tali società
     costituivano i dati più idonei per la determinazione dei margini di dumping.
     È stato pertanto concluso che, per evitare di premiare l'omessa collaborazione e
     di agevolare l'elusione di eventuali misure antidumping, era opportuno
     considerare che i produttori in questione avessero fatto ricorso a pratiche di
     dumping a livelli non inferiori al margine di dumping più elevato stabilito nei
     confronti di un produttore del relativo paese esportatore che aveva collaborato.
     È stato quindi considerato opportuno attribuire ai produttori che non hanno
     collaborato il margine di dumping più elevato stabilito per un produttore che
     aveva collaborato nel rispettivo paese, pari a 64,7% per l'Indonesia, 32,7% per
     la Corea e 52,4% per Taiwan.
(33)    Riguardo alla Thailandia, per i motivi esposti nel punto 19, è stato
     considerato appropriato, in mancanza di collaborazione da parte dei produttori,
     di calcolare il margine di dumping per tutte le importazioni originarie della
     Thailandia in base al margine di dumping più elevato stabilito per un
     produttore degli altri paesi che aveva collaborato, pari al 64,7%.
                                                                                    12
 ---pagebreak---                                     V m . PREGIUDIZIO
     Osservazione preliminare
(34)    In conformità dell'articolo 14 del regolamento di base, l'inchiesta aveva
     l'obiettivo di determinare la portata delle modifiche delle circostanze che erano
     state stabilite nel regolamento oggetto del riesame riguardo al comportamento
     degli esportatori sul mercato comunitario oppure alla situazione dell'industria
     comunitaria. Poiché il normale periodo di validità delle misure oggetto del
     riesame sarebbe dovuto scadere, è stata esaminata la probabilità della
     reiterazione del pregiudizio in mancanza di misure.
     L'inchiesta relativa agli aspetti del pregiudizio riguardava il periodo compreso
     tra il 1991 e il 1993 e il periodo dell'inchiesta.
                                A. Industria comunitaria
(35)    Il produttore comunitario denunziante è l'unico produttore di glutammato
     monosodico nella Comunità e, di conseguenza, rappresenta la produzione
     comunitaria complessiva del prodotto in questione. La società denunziante
     costituisce quindi l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del
     regolamento di base.
                       B. Situazione dell'industria comunitaria
(36)    Poiché l'industria comunitaria del prodotto in questione è costituita da un
     solo produttore e in considerazione del carattere riservato delle informazioni
     relative agli indicatori del pregiudizio, le cifre concernenti andamento della
     produzione, capacità, utilizzazione degli impianti, consumo comunitario,
     volume delle vendite, quote di mercato, andamento dei prezzi e redditività sono
     espresse in forma di indici, in base ad un indice 100 per le cifre relative al 1991.
    Produzione, capacità e utilizzazione degli impianti
(37)    La produzione di glutammato monosodico da parte dell'industria
     comunitaria nel 1992 è scesa a 97,58 e nel 1993 è lievemente aumentata sino a
     98,58. Nel periodo dell'inchiesta la produzione comunitaria era di 101,08.
                                                                                       13
 ---pagebreak---      La capacità di produzione dell'industria comunitaria per il prodotto in
     questione è rimasta generalmente stabile. La capacità è diminuita a 99.8 nel
     1992, aumentando successivamente a 101,76 nel 1993 e a 103,72 nel periodo
     dell'inchiesta. Tra il 1991 e il periodo dell'inchiesta il coefficiente di
     utilizzazione degli impianti ha avuto variazioni comprese tra 100 e 96,88.
     Consumo comunitario
(38)    Nel periodo in esame il consumo comunitario è rimasto stabile. In base ad un
     indice 100 nel 1991, il consumo è sceso a 96,83 nel 1992, è aumentato sino a
     101,08 nel 1993 ed è nuovamente diminuito a ... nel periodo dell'inchiesta.
     Vendite e quota di mercato
(39)    Il volume delle vendite dell'industria comunitaria in tonnellate è sceso da
     100 nel 1991 a 93,21 nel 1992; nel 1993 il quantitativo delle vendite era pari a
     107,36 e nel periodo dell'inchiesta a 106,12.
     La quota di mercato del produttore comunitario denunziante, sempre in forma
     indicizzata, dopo essere scesa da 100 nel 1991 a 92,43 nel 1992, è aumentata a
     102,73 nel 1993 ed è nuovamente scesa a 102,28 nel periodo dell'inchiesta.
     Occorre tuttavia precisare che la sua quota di mercato é stata per tutto il
     periodo in esame molto considerevole.
    Andamento dei prezzi
(40)    I prezzi dell'industria comunitaria, che erano lievemente aumentati a 101,66
     nel 1992, nell'anno successivo hanno subito una netta diminuzione sino a 95,13.
     La situazione è lievemente migliorata nel periodo dell'inchiesta, quando i prezzi
     sono tornati al livello di 95,91.
                                                                                    14
 ---pagebreak---     Redditività
(41)    In primo luogo occorre rilevare che, nonostante le misure antidumping in
     vigore, la redditività delle vendite dell'industria comunitaria per il prodotto in
     questione nel periodo esaminato non ha mai raggiunto un livello soddisfacente,
     benché l'industria comunitaria abbia ridotto i costi di produzione. L'effettivo
     livello di redditività dell'industria comunitaria, oltre ad essere inferiore a
     quello considerato appropriato dal regolamento oggetto del riesame, come
     messo in rilievo dalla richiesta di riesame degli impegni di prezzo presentata
     dall'industria comunitaria nel 1992 è rimasto eccessivamente basso per un
     periodo di tempo prolungato, minacciando la sopravvivenza dell'industria. Il
     livello già basso del 1991 ha subito un ulteriore calo nel 1992. Nel 1993 si è
     manifestata la stessa tendenza alla diminuzione e l'industria comunitaria non
     realizzava praticamente alcun profitto. Nel periodo dell'inchiesta la redditività
     è lievemente migliorata, senza tuttavia raggiungere il livello del 1991. A questo
     proposito occorre ricordare che, come risulta da quanto precede, il calo della
     redditività sarebbe stato ancora più significativo se il produttore comunitario
     non avesse ridotto i suoi costi di produzione.
     Conclusione
(42)    Dall'esame degli indicatori suddetti risulta che, nonostante alcuni effetti
     positivi delle misure antidumping attualmente in vigore, la situazione
     finanziaria dell'industria comunitaria rimane precaria. Mentre il regolamento
     sottoposto al riesame aveva stabilito l'esistenza di un grave pregiudizio per il
     periodo compreso tra gennaio 1989 e il settembre 1992, dall'esame dei fatti
     stabiliti nel presente procedimento risulta la persistenza del grave pregiudizio
     nel periodo successivo. Il pregiudizio si manifesta in particolare con l'ulteriore
     calo nei prezzi e il livello ancora estremamente basso della redditività.
                                                                                     15
 ---pagebreak---                  B.. Comportamento degli esportatori interessati
     Volume delle importazioni
(43)    Il volume delle importazioni dai quattro paesi interessati, dopo essere
     passato da 11228 tonnellate nel 1991 a 12871 tonnellate nel 1992, è
     successivamente sceso a 7921 tonnellate nel 1993 e a 7478 tonnellate nel
     periodo dell'inchiesta. Fatta eccezione per la Thailandia, le importazioni del
     prodotto in questione ripartite per i quattro paesi interessati seguono
     generalmente un andamento analogo a quello delle importazioni complessive di
     glutammato monosodico dall'Indonesia, dalla Repubblica di Corea, da Taiwan e
     dalla Thailandia. Le corrispondenti quote di mercato erano le seguenti:
                        1991            1992             1993         periodo
                                                                      dell'inchiesta
        Indonesia       2,99%           3,55%           3,21%         2,34%
        Corea           9,94%           12,34%          6,78%         7,39%
        Taiwan          7,56%           8,55%           4,61%         4,24%
        Thailandia      0,70%           0,64%           0,18%         0,10%
     La quota di mercato complessiva delle importazioni in questione è passata dal
     21,18% nel 1991 al 25,07% nel 1992 ed è successivamente scesa al 14,78% nel
     1993 e al 14,07% nel periodo dell'inchiesta.
    Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
(44)    È stato esaminato se nel periodo dell'inchiesta i produttori/esportatori
     avessero applicato prezzi inferiori a quelli dell'industria comunitaria. È stato
     pertanto fatto un confronto, in base alla media ponderata, tra il prezzo
     all'esportazione costruito (CIF frontiera comunitaria, dazio corrisposto) che è
     stato stabilito con il metodo esposto nei punti 25-28 e il prezzo di vendita
     dell'industria comunitaria a livello franco fabbrica per il glutammato
     monosodico venduto nella Comunità.
                                                                                     16
 ---pagebreak---      È stato stabilito che il livello di sottoquotazione rispetto ai prezzi dell'industria
     comunitaria era compreso tra il 20% e il 22% per le importazioni da Taiwan e
     tra il 9% e l ' l l % per le importazioni dalla Repubblica di Corea, mentre per le
     importazioni dall'Indonesia il margine di sottoquotazione corrispondeva al 26%.
     Nei confronti dell'esportatore thailandese non è stato possibile calcolare il
     margine di sottoquotazione poiché, come risulta dal punto 19, nessuna società
     thailandese ha collaborato all'inchiesta. Alla luce della conclusione relativa
     all'esistenza di forme di compensazione (cfr. punto 26), anche i dati
     EUROSTAT relativi alle importazioni dalla Thailandia non possono essere
     considerati attendibili.
     Conclusione
(45)     Anche se la penetrazione delle importazioni dai paesi interessati è
     sensibilmente diminuita, la quota di mercato è rimasta rilevante e i prezzi sono
     stati inequivocabilmente inferiori a quelli dell'industria comunitaria.
                                  C. Causa del pregiudizio
1. Cumulo
(46)     È stato concluso che non era opportuno analizzare le importazioni dalla
     Thailandia, la cui quota di mercato nel periodo dell'inchiesta era scesa allo
     0,1%, cumulativamente con le importazioni dagli altri paesi interessati al fine
     della determinazione dei loro effetti sulla situazione dell'industria comunitaria,
     poiché un volume di importazioni talmente basso non poteva avere un'incidenza
     rilevante.
     Come era stato stabilito nell'inchiesta originale e nei riesami svolti prima del
     presente procedimento, è stato deciso che gli effetti delle importazioni dalla
     Corea,     da       Taiwan     e dall'Indonesia     dovevano     essere   analizzati
     cumulativamente, poiché i prodotti in questione originari di ciascun paese
     erano simili sotto tutti gli aspetti e intercambiabili ed erano commercializzati
     secondo la stessa politica dei prezzi. I prodotti importati erano in concorrenza
     tra loro e con i prodotti simili fabbricati dall'industria comunitaria.
                                                                                        17
 ---pagebreak--- 2 . Effetti delle importazioni oggetto di dumping dai paesi interessati
(47)    Per determinare l'esistenza di eventuali modifiche riguardo al nesso di
     causalità tra le importazioni oggetto di dumping e il grave pregiudizio che era
     stato stabilito dal regolamento e dalla decisione della Commissione oggetto del
     riesame, sono stati esaminati i fatti successivi a tali risultanze. Mentre alcuni
     indicatori della situazione dell'industria comunitaria sono migliorati, le
     condizioni sono rimaste insoddisfacenti per quanto riguarda il livello dei prezzi,
     che sono ancora diminuiti dopo l'imposizione delle misure e l'indice di
     redditività. Queste circostanze possono essere chiaramente collegate alla
     politica dei prezzi seguita dagli esportatori, i quali, come risulta dai punti 25-
     28, ricorrendo alla sottoquotazione dei prezzi in un mercato sensibile, hanno
     esercitato una costante pressione sui prezzi dell'industria comunitaria.
(48)    In considerazione di tali elementi e del fatto che il volume delle importazioni
     dai tre paesi interessati è rimasto sostanziale, non si può ragionevolmente
     dubitare che le importazioni in questione siano state una causa determinante
     delle costanti difficoltà finanziarie dell'industria comunitaria.
     In conclusione l'industria comunitaria, nonostante alcuni miglioramenti,
     subisce complessivamente un grave pregiudizio a causa del comportamento
     degli esportatori indonesiani, coreani e taiwanesi, in particolare per la
     sottoquotazione dei prezzi, che ha avuto conseguenze particolarmente dannose
     in un periodo in cui l'industria comunitaria stava superando gli effetti di
     precedenti pratiche di dumping,
3 . Effetti di altri fattori
(49)    È stata esaminata anche l'incidenza esercitata sull'industria comunitaria da
     altri fattori, oltre alla importazioni oggetto di dumping.
                                                                                     18
 ---pagebreak---      Importazioni dal Brasile
(50)    È stato affermato che il produttore comunitario ha importato rilevanti
     quantitativi del prodotto in questione dal Brasile a prezzi con i quali gli
     esportatori dei quattro paesi suddetti non potevano competere. È stato
     accertato che il produttore comunitario ha importato durante il periodo
     dell'inchiesta glutammato monosodico dal Brasile per far fronte ad un
     improvviso aumento della domanda e per neutralizzare gli effetti di un conflitto
     industriale. Le importazioni del produttore communitario hanno comunque
     rappresentato una parte minima della sua produzione.                Con queste
     importazioni il produttore comunitario intendeva quindi difendere la sua
     posizione concorrenziale e salvaguardare la quota di mercato. Inoltre,
     contrariamente a quanto è stato affermato, i prodotti sono stati importati e
     rivenduti a prezzi rispettivamente comparabili ai costi di produzione e di
    vendita del produttore comunitario.
(51)    Alcune parti interessate hanno affermato che le difficoltà dell'industria
     comunitaria erano causate dalle importazioni di glutammato monosodico dal
     Brasile.
     È stato riscontrato che le importazioni dal Brasile sono aumentate
     sensibilmente nel periodo in esame (da 1076 tonnellate nel 1991 a 4376
     tonnellate nel periodo dell'inchiesta) e che i prezzi corrispondenti, in base ai
    dati EUROSTAT, sono leggermente aumentati. L'eventualità che le
    importazioni dal Brasile abbiano contribuito al pregiudizio subito dall'industria
     comunitaria lascia comunque impregiudicato il fatto che le importazioni oggetto
    di dumping in questione, considerate isolatamente, hanno causato un
     pregiudizio grave.
                                                                                   19
 ---pagebreak---      Importazioni dagli Stati Uniti d'America
(52)    Una parte ha affermato che le difficoltà dell'industria comunitaria erano
     causate dalle importazioni di glutammato monosodico dagli Stati Uniti
     d'America.
        È stato tuttavia stabilito che nel periodo in esame le importazioni dagli Stati
     Uniti d'America sono rimaste a livelli irrilevanti (23 tonnellate nel 1991 e 27
     tonnellate nel 1993, con quote di mercato dello 0,04% nel 1991 e dello 0,05% nel
     1993) e che i corrispondenti prezzi di vendita erano nettamente superiori a
     quelli delle importazioni oggetto di dumping. Il denunziante ha inoltre
     affermato che le importazioni del prodotto in questione originario degli Stati
     Uniti d'America sono aumentate nei mesi di luglio e agosto 1994.
     Questo aumento era tuttavia successivo al periodo dell'inchiesta e quindi,
     secondo la prassi normalmente seguita dalle istituzioni comunitarie, non è
     stato preso in considerazione ai fini dell'accertamento del pregiudizio. La
     determinazione finale dei fatti nelle inchieste si riferisce infatti sempre al
     periodo dell'inchiesta. Non è possibile prendere in considerazione i fatti
     successivi alla fine del periodo, poiché, in caso contrario, l'inchiesta sarebbe
     praticamente permanente e gli operatori interessati potrebbero manipolare i
     risultati modificando a breve termine la politica di determinazione dei prezzi.
     Infine né il regolamento di base né l'Accordo sull'applicazione dell'articolo VI
     del GATT del 1994 autorizzano un metodo alternativo.
     Le importazioni dagli Stati Uniti d'America non possono quindi aver avuto
     alcuna conseguenza significativa sulla situazione dell'industria comunitaria nel
     periodo in esame, che si è concluso nell'aprile 1994.
     Importazioni da altri paesi
(53)    Sono stati inoltre esaminati, in base ai dati EUROSTAT, gli effetti esercitati
     dalle importazioni da altri paesi oltre il Brasile, gli Stati Uniti e i quattro paesi
     soggetti all'inchiesta sulla situazione dell'industria comunitaria.           Queste
     importazioni, provenienti principalmente da Svizzera, Austria, Cina, Giappone
     e Hong Kong, erano generalmente vendute, ad eccezione dei prodotti originari
     di Hong Kong, a prezzi nettamente superiori a quelli dei prodotti importati dai
     quattro paesi interessati. I quantitativi importati da Hong Kong non erano
     comunque rilevanti. A questo proposito è interessate rilevare che Svizzera,
                                                                                        20
 ---pagebreak---      Austria e Hong Kong non dispongono di impianti di produzione di glutammato
     monosodico.
     In tali circostanze si può escludere che le importazioni da altri paesi abbiano
     avuto effetti significativi sulla situazione dell'industria comunitaria.
     Cattiva gestione dell 'industria comunitaria
(54)    Un importatore e la Fédération des Associations de l'Industrie des Bouillons
     et Potages de la CEE hanno affermato che l'industria comunitaria utilizzava
     una tecnologia superata per la produzione del prodotto in questione. È stato
     inoltre affermato che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria era
     dovuto, almeno in parte, alle carenze dell'industria comunitaria in termini di
     gestione e di know-how.
     Queste affermazioni non erano tuttavia sostenute da elementi di prova e quindi
     sono state respinte. Queste affermazioni erano inoltre in contraddizione con le
     conclusioni delle Commissione sulla produttività e sull'efficienza dell'industria
     comunitaria, come risulta dai buoni risultati ottenuti con i programmi di
     razionalizzazione.
4.   Conclusione
(55)    In tali circostanze è stato concluso che, anche ammettendo che i fattori
     succitati abbiano avuto effetti negativi sulla situazione dell'industria
     comunitaria, le importazioni oggetto di dumping dall'Indonesia, dalla Corea e
     da Taiwan, considerate isolatamente, hanno continuato a causare un grave
     pregiudizio all'industria comunitaria.
                           D.. Reiterazione del pregiudizio
(56)    Alla luce dell'analisi suesposta e per esaminare l'effetto della scadenza delle
     misure in vigore, sono stati presi in considerazione i seguenti elementi.
(57) - Per quanto riguarda la Thailandia, come risulta nel punto 46, l'incidenza
     delle importazioni corrispondenti è irrilevante e non vi è motivo di prevedere
     una ripresa delle importazioni oggetto di dumping. Le misure devono pertanto
     essere abrogate.
                                                                                    21
 ---pagebreak---      - Il glutammato monosodico è un prodotto di base, il cui prezzo è un elemento
     essenziale ai fini della scelta degli acquirenti, i quali sono sempre utilizzatori
     industriali. Le vendite a basso prezzo hanno quindi un inevitabile effetto di
     sostituzione in quanto alcuni acquirenti scelgono di approvvigionarsi ai prezzi
     più bassi tra quelli offerti.
     - Sono stati stabiliti margini di sottoquotazione sino al 26%. Questi prezzi
     pregiudizievoli continuerebbe probabilmente anche in futuro e impedirebbe
     all'industria comunitaria di riprendersi dal pregiudizio subito; la situazione
     dell'industria comunitaria subirebbe quindi un ulteriore deterioramento se le
     misure attualmente in vigore dovessero scadere.
     - È inoltre necessario continuare a difendere l'industria comunitaria contro le
     pratiche di dumping che hanno causato il pregiudizio, in considerazione del
     comportamento degli esportatori, in seguito al quale la Commissione ha deciso
     di ritirare gli impegni. I prezzi all'esportazione dichiarati dagli esportatori
     sono stati considerati inattendibili a causa dei bassi prezzi di rivendita sul
     mercato comunitario, la cui sola giustificazione è l'esistenza di forme di
     compensazione. La probabilità della reiterazione di pratiche di dumping causa
     di pregiudizio è inoltre confermata dalle informazioni ricevute dalla
     Commissione riguardo alle esportazioni di glutammato monosodico originario
     dei paesi interessati che sono state effettuate in tre nuovi Stati membri prima
     dell'adesione. Il fatto che queste esportazioni siano state realizzate a prezzi
     sensibilmente inferiori a quelli applicati nella Comunità dimostra la tendenza
     dei paesi interessati a fare ricorso a pratiche di dumping.
(58)     In tali circostanze è stato concluso che il pregiudizio già subito dall'industria
     comunitaria e causato dalle importazioni oggetto di dumping dalla Corea, da
     Taiwan e dall'Indonesia sarebbe ulteriormente aggravato se le misure
     dovessero scadere.
                          IX. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(59)     Con il regolamento (CEE) n. 2455/93, il Consiglio ha concluso che
     nell'interesse della Comunità era opportuno istituire misure sulle importazioni
     di glutammato monosodico originario dei quattro paesi in questione. È stato
     stabilito che la conclusione sull'interesse della Comunità esposta nel
     regolamento sottoposto al riesame è sempre valida, poiché nel periodo
     successivo l'andamento dei fatti in base ai quali era stata elaborata questa
                                                                                        22
 ---pagebreak---      conclusione ha ulteriormente rafforzato le            argomentazioni     a    favore
     dell'opportunità di lasciare in vigore le misure.
(60)    Si deve rilevare che la produzione di glutammato monosodico é soggetta a
     rigorose norme in materia di tutela ambientale il cui adeguamento costante può
     richiedere rilevanti investimenti.
     La capacita dell'industria comunitaria di intraprendere tutti gli investimenti
     necessari sarebbe pregiudicata se non si rimediasse alla sua difficile situazione
     finanziaria causata dalle pratiche di dumping e se non fosse ripristinata una
     situazione di concorrenza effettiva, lasciando in vigore le misure antidumping
     debitamente modificate alla luce delle risultanze più recenti.
(61)    Una parte interessata ha osservato che la decisione di lasciare in vigore le
     misure antidumping al livello attuale rafforzerebbe la posizione dell'industria
     comunitaria sul mercato della Comunità a detrimento degli utilizzatori di
     glutammato monosodico. A questo proposito occorre osservare che, nonostante
     la significativa quota di mercato dell'industria comunitaria, il mercato è
     sufficientemente competitivo, come risulta dalla presenza di importazioni da
     altri sette paesi durante il periodo dell'inchiesta, pari in volume a quelle dai
     paesi interessati. Per quanto riguarda l'incidenza delle misure antidumping
     sulla situazione degli utilizzatori comunitari di glutammato monosodico è stato
     riconosciuto che un eventuale aumento del prezzo dei fattori produttivi avrebbe
     conseguenze non irrilevanti. Tuttavia l'industria utilizzatrice, pur rifiutando di
     indicare la percentuale dei costi complessivi attribuibili al glutammato
     monosodico, ha ammesso che il prezzo di questo fattore, come è stato
     confermato dall'inchiesta, ha effetti secondari sui costi dei prodotti per i quali è
     utilizzato.
(62)    Alla luce di quanto precede, si considera che nell'interesse della Comunità è
     opportuno lasciare in vigore le misure antidumping, debitamente modificate,
     affinché l'industria comunitaria possa continuare a risanare la sua precaria
     situazione finanziaria.
                                                                                       23
 ---pagebreak---                       X. MODIFICA DELLE MISURE IN VIGORE
1. Esportatori c h e hanno collaborato
(63)     Gli esportatori che hanno collaborato, dopo essere stati informati dei
     risultati dell'inchiesta, hanno offerto nuovi impegni sui prezzi minimi relativi
     alle esportazioni nella Comunità del prodotto in questione. Tuttavia, per i
     motivi esposti nei punti 25-28, è stato considerato che gli impegni non erano
     misure idonee ad eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria. Gli
     impegni precedentemente accettati sono stati infatti ritirati a causa delle
     violazioni e gli esportatori non hanno dato garanzie adeguate relative ai livelli
     dei prezzi oppure alla loro applicazione tali da giustificare l'accettazione degli
     impegni. La Commissione, previa consultazione, non ha quindi accettato gli
     impegni offerti.
(64)     Per determinare il livello del dazio da imporre, è stato tenuto conto dei
     margini di dumping accertati e dell'importo del dazio necessario per eliminare
     il restante pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
     Poiché il pregiudizio restante si manifestava principalmente con la depressione
     dei prezzi e con un margine eccessivamente basso di redditività, per eliminare
     il pregiudizio era necessario che l'industria potesse aumentare i prezzi sino a
     un livello remunerativo. A tal fine i prezzi all'esportazione dovevano aumentare
     in misura corrispondente. Per calcolare l'aumento dei prezzi necessario, è stato
     considerato che i prezzi delle importazioni oggetto di dumping dovevano essere
     confrontati con il costo di produzione dell'industria comunitaria, maggiorati di
     un margine di profitto sufficiente affinché l'industria possa continuare ad
     operare efficacemente.
     La media ponderata dei prezzi all'esportazione relativi al periodo dell'inchiesta,
     a livello franco frontiera comunitaria, dazio corrisposto, è stata
     opportunamente confrontata con il costo di produzione del produttore
     comunitario interessato, maggiorato di un margine di profitto. Il margine di
     profitto utilizzato, che non può essere pubblicato per tutelare il carattere
     riservato delle informazioni, era inferiore al livello dei profitti realizzati dal
     produttore prima dell'incidenza delle importazioni in questione ed è considerato
     realistico in assenza di importazioni oggetto di dumping, oltre ad essere
     conforme al livello che la Commissione ha considerato equo nell'inchiesta
     originale.
                                                                                     24
 ---pagebreak---      Dal confronto sono risultati margini di dumping che, espressi in media
     ponderata in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, erano
     compresi tra il 25.4% e il 35.7%.
(65)     Per un esportatore il margine di dumping accertato era inferiore al
     corrispondente aumento dei prezzi all'esportazione necessario per eliminare il
     pregiudizio calcolato con il metodo suesposto. Nei confronti di questa società
     deve quindi essere imposto un dazio equivalente al margine di dumping
     stabilito. Per gli altri esportatori che hanno collaborato, poiché i margini di
     dumping accertati erano superiori al rispettivo aumento dei prezzi
     all'esportazione necessario per eliminare il pregiudizio, calcolato con il metodo
     suesposto, devono essere imposti dazi corrispondenti ai margini di pregiudizio
     stabiliti.
(66)     Poiché l'effetto di un dazio antidumping ad valorem potrebbe essere
     assorbito e in considerazione dell'accertata violazione degli impegni, è
     opportuno imporre un dazio in forma di dazio specifico, ovvero di un importo
     fisso espresso in ECU per chilogrammo.
2. Altri produttori dei paesi esportatori interessati
(67)     Gli esportatori che hanno collaborato effettuavano una percentuale molto
     alta delle esportazioni complessive del prodotto in questione nella Comunità.
     Nei confronti dei produttori dei paesi interessati che non hanno risposto al
     questionario della Commissione, né si sono manifestati altrimenti, è stato
     considerato opportuno stabilire un dazio equivalente all'importo del dazio più
     elevato determinato per un esportatore del rispettivo paese.
3.   Conclusione
(68)    Il regolamento sottoposto al riesame deve pertanto essere modificato in
     conformità delle risultanze suesposte.
                                                                                    25
 ---pagebreak---                    X n . RISCOSSIONE DEL DAZIO PROVVISORIO
(69)    In considerazione dei margini di dumping stabiliti, della violazione degli
     impegni e della gravità del pregiudizio causato all'industria comunitaria, è
     considerato necessario che gli importi delle garanzie costituite a titolo di dazio
     antidumping provvisorio siano riscossi definitivamente, ad eccezione dei dazi
     relativi alle importazioni dalla Thailandia, per i motivi esposti nel punto 57.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                          Articolo 1
Il testo dell'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 2455/93 del Consiglio è sostituito
dal testo seguente:
                                          'Articolo 1
1. Sono imposti dazi antidumping definitivi sulle importazioni di glutammato
   monosodico, di cui al codice NC 2922 42 10, originario dell'Indonesia, della
   Repubblica di Corea e di Taiwan.
2. Le aliquota del dazio applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria,
   dazio non corrisposto, sono le seguenti:
Paese               Prodotti fabbricati da             Importo del dazio    codice
                                                       (ECU per            addizionale
                                                       chilogrammo)        Taric
Indonesia           Tutte le società                   0,334
Repubblica di       - Cheil Foods & Chemicals Ltd     0.129
   Corea                                                                   88 43
                    - Tutte le altre società          0.286                88 76
Taiwan              Tutte le società                  0.289
3. Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme vigenti in materia di dazi
   doganali."
                                                                                     26
 ---pagebreak---                                        Articolo 2
Gli importi delle garanzie costituite a titolo di dazio antidumping provvisorio ai
sensi del regolamento (CE) n. 1754/95 sono definitivamente riscossi per intero. Le
garanzie costituite a titolo di dazio provvisorio per le importazioni dalla Thailandia
sono liberate.
                                       Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il.... 1995                         Per il Consiglio
                                                                                    27
 ---pagebreak---                                                                   ISSN 0254-1505
                                                              COM(96) 1 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                       02 11
                                            N. di catalogo : CB-CO-96-001-IT-C
                                                             ISBN 92-77-99422-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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