CELEX: 51988PC0144
Language: it
Date: 1988-03-23
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO relativo alle missioni dei Fondi a finalità strutturale, alla loro efficacia e al coordinamento dei relativi interventi, fra di essi e quelli della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti ((Versione modificata a norma dell'articolo 149, terzo comma, del Trattato CEE)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 144
Vol. 1988/0043
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
lieu par le règlement (UE) 2015/496 du Conseil du 17 mars 2015 (JO L79 du 25. 3.2015, p. 1), ce
dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents classifiés présents dans ce dossier
ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit règlement ou sont considérés déclassifiés
conformément aux articles 26(3) et 59(2) de la décision (UE, Euratom) 2015/444 de la
Commission du 13 mars 2015 concernant les règles de sécurité aux fins de la protection des
informations classifiées de l'Union européenne.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983 concerning
the opening to the public of the historical archives of the European Economic Community and the
European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as last amended by Council
Regulation (EU) 2015/496 of 17 March 2015 (OJ L 79, 27.3.2015, p. 1), this file is open to the
public. Where necessary, classified documents in this file have been declassified in conformity
with Article 5 of the aforementioned regulation or are considered declassified in conformity with
Articles (26.3) and 59(2) of the Commission Decision (EU, Euratom) 2015/444 of 13 March 2015
on the security rules for protecting EU classified information.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
Verordnung (EU) Nr. 2015/496 vom 17. März 2015 (ABI. L 79 vom 25.3.2015, S. 1), ist dieser Akt
der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit erforderlich, wurden die Verschlusssachen in diesem Akt in
Übereinstimmung mit Artikel 5 der genannten Verordnung freigegeben; beziehungsweise werden
sie auf Grundlage von Artikel 26(3) und 59(2) der Entscheidung der Kommission (EU, Euratom)
2015/444 vom      13.   März 2015     über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                 COM(88 ) 144 def .
                                                 Bruxelles , 25 aprile 1988
                            Proposta di
                 REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO
    relativo alle missioni dei Fondi a finalità strutturale ,
alla loro efficacia e al coordinamento dei relativi interventi ,
 fra di essi e quelli della Banca europea per gli investimenti
           e degli altri strumenti finanziari esistenti
 (( Versione modificata a norma dell' articolo 149 , terzo comma ,
                         del Trattato CEE )
                                isi . '                ^
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 ---pagebreak---                                    INDICE
I.       OBIETTIVI E MISSIONI DEI FONDI A FINALITÀ' STRUTTURALE
Articolo   1     obiettivi
Articolo   2     strumenti
Articolo   3     missione dei Fondi
II .     METODO DEGLI INTERVENTI STRUTTURALI
Articolo   4     complementarità , partnership , assistenza
Articolo   5      forme d 1 intervento
Articolo   6     misure di accompagnamento e valutazione
Articolo   7     compatibilità e controllo
III .    DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI OBIETTIVI SPECIFICI
Articolo 8 8     obiettivo    n. 1
Articolo     9   obiettivo    n. 2
Articolo 10      obiettivi    n. 3 e 4
Articolo 11      obiettivo    n. 5
IV .     DISPOSIZIONI FINANZIARIE
Articolo   12 :  risorse dei Fondi e concentrazione
Articolo   13 :   diversificazione dei tassi d' intervento
V.       ALTRE DISPOSIZIONI
Articolo   14     cumulo e sovrapposizione
Articolo   15     disposizioni transitorie
Articolo   16     relazioni
Articolo   17     comitati
VI .     DISPOSIZIONI FINALI
Articolo   18 :   attuazione
Articolo   19 :   entrata in vigore
         ALLEGATO   1
         ALLEGATO   2
                                                                X
 ---pagebreak--- IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , in particolare
l' articolo 130 D ,
vista la proposta della Commissione ,
visto il parere del Parlamento europeo ,
visto il parere del Comitato economico e sociale ,
considerando che l' articolo 130 A del Trattato dispone che la Comunità
sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento
della sua coesione economica e sociale e che in particolare la Comunità
mira a ridurre il divario tra le diverse regioni ed il ritardo di quelle
meno favorite ;
considerando che ai sensi dell' articolo 130 C , il Fondo europeo di sviluppo
regionale ( " FESR " ) è destinato a contribuire alla correzione dei principali
squilibri regionali esistenti nella Comunità , partecipando allo sviluppo e
all' adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo nonché alla
riconversione delle regioni industriali in declino ;
considerando che l' articolo 130 D del Trattato prevede a tal fine che la
Commissione presenti una proposta d' insieme intesa ad apportare alla strut¬
tura e alle regole di funzionamento del Fondo europeo agricolo di orienta¬
mento e di garanzia , sezione " orientamento" (" FEAOG Orientamento"), del
Fondo sociale europeo (" FSE ") e del FESR le modifiche necessarie per precisare
e razionalizzare le loro missioni al fine di contribuire alla realizzazione
degli obiettivi enunciati negli articoli 130 A e 130 D del Trattato , nonché a
rafforzare l' efficacia ed a coordinare gli interventi fra di loro e con quelli
degli strumenti finanziari esistenti ;
considerando che l' azione che la Comunità conduce attraverso i Fondi a fina ¬
lità strutturale , la Banca europea per gli investimenti (" BEI ") e gli altri
strumenti finanziari deve agevolare il conseguimento degli obiettivi di cui
agli articoli 130 A e 130 C ;
considerando che l' azione condotta per il tramite dei Fondi a finalità strut¬
turale , della BEI e degli altri strumenti finanziari esistenti , nonché il
coordinamento delle politiche economiche e sociali degli Stati membri , il
coordinamento delle politiche regionali e nazionali e delle politiche di
pianificazione territoriale , il coordinamento dei regimi di aiuto nazionali
e delle altre misure connesse con l' attuazione delle politiche comuni e del
mercato interno rientrano in una serie di iniziative volte a rafforzare la
coesione socio-economica e che spetta alla Commissione il compito di fare
proposte adeguate in tal senso ;
 ---pagebreak---                                        2
considerando che per conseguire il fine enunciato dall' articolo 130 D è
opportuno orientare l' insieme dell' azione comunitaria verso obiettivi
prioritari e chiaramente definiti in funzione di tale fine ;
considerando che per rafforzare l' impatto dell' azione strutturale della
Comunità il Consiglio europeo intende aumentare , nel periodo 1989-92 , gli
stanziamenti di impegno di tutti i Fondi a finalità strutturale e precisa-
mente di 1.300 Mio di ECU all' anno ( prezzi 1988 ) rispetto all' esercizio 1988
( 7.700 Mio di ECU ), con l' obiettivo di raggiungere i 12.900 Mio di ECU ( prez¬
zi 1988 ) nel 1992 );
considerando che , da un lato , è opportuno precisare quali Fondi devono con¬
tribuire al conseguimento di ciascuno degli obiettivi prioritari , nonché in
quale misura e a quali condizioni , e che dall' altro è opportuno stabilire i
presupposti che devono sussistere perché la BEI e gli altri strumenti finan¬
ziari comunitari già esistenti possano intervenire per apportare il loro
contributo segnatamente in concomitanza con l' intervento dei Fondi ;
considerando che il FESR costituisce il principale strumento finalizzato al
conseguimento dell' obiettivo dello sviluppo e dell ' adegumanto strutturali
delle regioni in ritardo in termini di crescita economica e che esso svolge
un ruolo centrale nella riconversione delle regioni , regioni frontaliere o
parti di regioni ( compresi bacini d' occupazione e comunità urbane ) gravemente
colpite dal declino industriale ;
considerando che con la sua azione di sostegno a favore della coesione
economica e sociale il FSE costituisce uno strumento decisivo nel portare
avanti una coerente politica occupazionale negli Stati membri e nella
Comunità ;
considerando che il FEA0G - sezione orientamento , costituisce nell' ambito
della riforma della PAC , lo strumento principale per finanziare l' adeguamen¬
to delle strutture agrarie e lo sviluppo delle zone rurali ;
considerando che l' intervento dei Fondi , della BEI e degli altri strumenti
finanziari esistenti deve servire per attuare una politica di sviluppo rurale ;
considerando che occorre definire le principali missioni dei Fondi al fine
di precisare le grandi categorie di compiti ad essi rispettivamente affidati
nel conseguimento degli obiettivi prioritari ; che occorre in particolare
definire i nuovi compiti del FSE ;
 ---pagebreak--- considerando che il conseguimento dell' obiettivo prioritario che consiste
nel provvedere all' adeguamento strutturale delle regioni il cui sviluppo è
in ritardo postula che una parte significativa delle risorse dei Fondi
comunitari a finalità strutturale venga assegnata ai fini del conseguimento
di tale obiettivo ;
considerando che occorre precisare le regioni e le persone che nella Comunità
possono beneficiare degli interventi strutturali in funzione dei diversi
obiettivi prioritari ;
considerando che occorre redigere un primo elenco delle regioni in ritardo
in termini di crescita economica ; che occorre a tal fine individuare le
regioni che rientrano nel livello amministrativo NUTS II ed il cui PIL prò
capite è inferiore , a parità di potere d' acquisto , al 75% della media comu¬
nitaria , nonché le altre regioni per le quali l' inclusione nell' elenco è
giustificata da una situazione particolare ;
considerando che occorre fissare criteri per la definizione delle zone in¬
dustriali in declino ; che se si vogliono veramente concentrare gli inter¬
venti l' azione comunitaria potrà interessare , al di fuori delle regioni in
ritardo in termini di sviluppo , una fetta di popolazione pari al 12 - 15%
della popolazione della Comunità ;
considerando che l' azione comunitaria è complementare a quella condotta dai
singoli Stati membri e che per conferire un valore aggiunto alle iniziative
che questi ultimi intraprendono al livello territoriale ritenuto più oppor¬
tuno , occorre porre in essere una stretta concertazione tra la Commissione ,
le autorità nazionali e le autorità competenti designate dallo Stato membro
a livello regionale , locale o altro , che agiscono in qualità di partner nel
perseguire un obiettivo comune ;
considerando che è opportuno precisare le principali forme d' intervento
strutturale della Comunità in favore degli obiettivi enunciati dagli arti ¬
coli 130 A e 130 C del Trattato ; che questi interventi devono potenziare
l' efficacia dell' azione comunitaria e permettere al tempo stesso di far
fronte alle varie circostanze che possono presentarsi ;
considerando che si deve annettere un' importanza preponderante agli inter¬
venti sotto forma di programmi operativi pluriennali ;
 ---pagebreak---                                      4
considerando che per agevolare l' azione congiunta di uno o più Fondi , della
BEI e di uno o più altri strumenti finanziari esistenti , tali programmi
potranno essere predisposti e attuati seguendo un approccio integrato con
riferimento agli interventi da essi previsti ;
considerando che è opportuno porre in essere i meccanismi che consentono di
modulare gli interventi comunitari sia in funzione delle caratteristiche
degli interventi da promuovere , sia in funzione del contesto in cui questi
ultimi devono trovare pratica attuazione e della capacità finanziaria dello
Stato membro di cui trattasi ;
considerando che ai fini dell' attuazione del presente regolamento è oppor¬
tuno stabilire le modalità che permettano di provvedere alla più stretta
associazione della Commissione e delle autorità nazionali , regionali e
locali degli Stati membri ;
considerando che occorre definire sulla base di criteri obiettivi efficaci
metodi di accompagnamento e di valutazione degli interventi strutturali
della Comunità , che siano in particolare adeguati alle missioni dei diversi
Fondi quali precisate dal presente regolamento ;
considerando che è opportuno stabilire in dettaglio nei successivi provve¬
dimenti di attuazione le norme che disciplineranno i singoli Fondi , stabi ¬
liranno le modalità del coordinamento e dell' utilizzazione congiunta dei
diversi Fondi e strumenti comunitari a finalità strutturale e fisseranno
inoltre le necessarie disposizioni transitorie ;
considerando che la BEI , pur continuando ad assolvere le missioni ad essa
affidate dagli articoli 129 e 130 del Trattato , contribuirà al conseguimento
degli obiettivi del presente regolamento secondo le modalità stabilite dal
proprio statuto ;
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
 ---pagebreak---           I. OBIETTIVI E MISSIONI DEI FONDI A FINALITÀ' STRUTTURALE
                                     Articolo 1
                                     Obiettivi
L' azione che la Comunità conduce attraverso i Fondi a finalità strutturale ,
attraverso la Banca Europea per gli investimenti , in appresso denomiata
" BEI " e attraverso altri strumenti finanziari esistenti va a sostegno del
conseguimento degli obiettivi generali di cui agli articoli 130 A e 130 C
del Trattato CEE onde contribuire al conseguimento dei seguenti cinque
obiettivi prioritari :
1 . promuovere lo sviluppo e l' adeguamento strutturale delle regioni il
    cui sviluppo è in ritardo ( in appresso denominato " obiettivo n . 1 ");
2 . riconvertire le regioni , regioni frontaliere o parti di regioni ( compre¬
    si ì bacini d' occupazione e le comunità urbane ) gravemente colpite dal
    declino industriale ( in appresso denominato " obiettivo n . 2 ");
3 . lottare contro la disoccupazione di lunga durata ( in appresso denominato
    " obiettivo n . 3 ");
4 . facilitare l' inserimento professionale dei giovani ( in appresso denomi ¬
    nato " obiettivo n . 4");
5 . nella prospettiva della riforma della politica agraria comune
    a ) accelerare l' adeguamento delle strutture agrarie
    b ) promuovere lo sviluppo delle zone rurali
    ( in appresso denominati rispettivamente " obiettivo n . 5a e obiettivo
    n . 5 b ").
                                     Articolo 2
                                     Strumenti
1 . I Fondi a finalità strutturale ( Fondo europeo agricolo di orientamento
    e di garanzia , sezione " orientamento ", in appresso denominato " FEA0G-
    Orientamento " ; Fondo sociale europeo , in appresso denominato " FSE " e
    Fondo europeo di sviluppo regionale , in appresso denominato " FESR " )
    contribuiscono , ciascuno secondo le norme spedifiche che li disciplina¬
    no , al conseguimento degli obiettivi 1-5 secondo lo schema d' intervento
    qui appresso .
    -  obiettivo n.   1 : FESR , FSE , FEAOG-Orientamento
    -  obiettivo n.   2 : FESR , FSE
    -  obiettivo n.   3  : FSE
    -  obiettivo n.   4  : FSE
    -  obiettivo n.   5a ) : FEAOG-Orientamento
                      5b ) : FEAOG-Orientamento , FSE , FESR
 ---pagebreak--- 2 . La BEI , pur continuando ad assolvere le missioni ad essa affidate dagli
    articoli 129 e 130 del trattato contribuisce al conseguimento degli
    obiettivi di cui all' articolo 1 conformemente alle modalità stabilite
    dal proprio statuto .
3 . Gli altri strumenti finanziari esistenti possono intervenire , ciascuno
    secondo le specifiche disposizioni che li disciplinano , in favore di
    qualsiasi azione sostenuta da uno o più Fondi a finalità strutturale ai
    fini del conseguimento di uno degli obiettivi 1-5 . Se del caso , la Com¬
    missione adotta le disposizioni necessarie per rendere questi strumenti
    più efficaci .
                                  Articolo 3
                             Missione dei Fondi
1 . Il FESR assolve i compiti ad esso affidati dall' articolo 130 C del Trat¬
    tato contribuendo segnatamente a sostenere :
    a ) investimenti produttivi
    b ) la creazione o l' ammodernamento di infrastrutture essenziali allo
        sviluppo o alla riconversione delle regioni , regioni frontaliere o
        parti di regioni ( compresi i bacini d' occupazione e le comunità
        urbane ) ;
    c ) iniziative intese a sviluppare il potenziale endogeno delle regioni ,
        regioni frontaliere o parti di regioni ( compresi i bacini d' occupa¬
        zione e le comunità urbane );
    d ) studi od esperimenti pilota ai fini della sistemazione del territorio
        a livello comunitario , segnatamente allorché si tratti di zone fron¬
        taliere degli Stati membri .
2 . In assolvimento del mandato ad esso affidato dall' articolo 123 del Trat¬
    tato , il Fondo sociale europeo sostiene , in particolare mediante la
    formazione professionale e gli incentivi a favore dell' occupazione , le
    iniziative volte a :
    a ; inserire i giovani nella vita professionale e lottare contro la di¬
        soccupazione di lunga durata ;
    b ) fornire alla manodopera la qualificazione professionale necessaria a
        stabilizzare il livello occupazionale ;
    c ) sviluppare possibilità di occupazione .
    Il sostegno del FSE tiene conto delle esigenze che si fanno sentire sui
    mercati del lavoro , come pure di una selezione coerente e in linea con
    le priorità stabilite nelle politiche comunitaria e nazionali in mate¬
    ria d' occupazione .
 ---pagebreak--- 3 . Nel rispetto del principi enunciati dall' articolo 39 del Trattato , gli
    interventi del FEAOG-Orientamento mirano in particolare al conseguimen¬
    to dei seguenti obiettivi :
    a ) potenziare e riorganizzare le strutture agrarie , comprese quelle della
        commercializzazione e della trasformazione dei prodotti agricoli e
        della pesca , segnatamente nella prospettiva della riforma della poli ¬
        tica agraria comune ,
    b ) provvedere alla riconversione delle attività agricole e promuovere
        la ricerca di attività complementari per gli agricoltori nelle zone
        rurali ;
    c ) garantire un equo tenore di vita agli agricoltori rimasti nel settore ;
    d ) contribuire allo sviluppo del tessuto sociale delle zone rurali , alla
        difesa dell' ambiente ad al mantenimento dello spazio rurale nonché
        alla compensazione degli effetti negativi di cui l' agricoltura che
        include la difesa delle risorse naturali dell' agricoltura risente a
        causa di svantaggi naturali .
4 . Le disposizioni specifiche che disciplinano l' azione di ciascun Fondo a
    finalità strutturale sono quelle stabilite dalle decisioni di applicazio¬
    ne prese a norma degli articoli 43 , 127 o 130 E del Trattato . In partico¬
    lare esse stabiliscono le modalità d' intervento di ciascun Fondo in una
    delle forme stabilite dall' articolo 5 , paragrafo 2 , le condizioni di
    finanziabilità e l' aliquota dei contributi . Senza pregiudizio di quanto
    dispone il paragrafo 5 , esse stabiliscono inoltre le modalità di accom¬
    pagnamento , di valutazione , di gestione finanziaria e di controllo delle
    azioni nonché le necessarie disposizioni transitorie rispetto alla nor¬
    mativa vigente .
5 . Il Consiglio , deliberando a norma degli articoli 43 , 127 o 103 F del trat¬
    tato , stabilisce le disposizioni necessarie per provvedere al coordina¬
    mento tra gli interventi dei singoli Fondi , da un lato , e tra gli inter¬
    venti di questi ultimi quelli della BEI e degli altri strumenti finan¬
    ziari esistenti dall' altro . La Commissione e la BEI stabiliscono di
    comune accordo le modalità pratiche ai fini del coordinamento dei loro
    interventi .
    Le decisioni d' applicazione cui si fa riferimento nel presente articolo
    stabiliscono inoltre le disposizioni transitorie relative alle imposta¬
    zioni integrate decise nell' ambito della normativa vigente .
6 . Le decisioni d' applicazione di cui ai paragrafi 4 e 5 possono prevedere
    che la Comunità finanzi sia azioni che permettano la diffusione di espe¬
    rienze tra gli Stati membri sulla base della valutazione di programmi
    operativi , sia azioni innovative che interessino più Stati membri .
 ---pagebreak---                                      - 8
                  II . METODO DEGLI INTERVENTI STRUTTURALI
                                   Articolo 4
                  Complementarità , partnership , assistenza
1 . L' azione comunitaria è complementare alle azioni nazionali corrispondenti .
    La complementarietà è il risultato della stretta concertazione tra la
    Commissione , lo Stato membro interessato e le autorità regionali , locali
    o altre designate da quest' ultimo , i quali agiscono in qualità di partner
    che perseguono un obiettivo comune . Tale concertazione sarà in appresso
    denominata " partnership " . La partnership è operante in fatto di prepara¬
    zione , finanziamento , misure di accompagnamento e valutazione delle
    azioni .
2 . In forza delle disposizioni del presente regolamento e delle disposizioni
    di cui all' articolo 3 , paragrafo 4 e 5 la Commissione prende le iniziati¬
    ve e le misure d' esecuzione necessarie affinché l' azione comunitaria
    concorra al conseguimento degli obiettivi di cui all' articolo 1 e appor¬
    ti il voluto valore aggiunto alle iniziative nazionali .
3 . Nel quadro della partnership , la Commissione può contribuire , secondo le
    modalità di cui all' articolo 3 , paragrafo 4 , alla preparazione , all' ese¬
    cuzione e all' adeguamento degli interventi finanziando studi preparatori
    ed iniziative di assistenza tecnica sul terreno , di concerto con lo Stato
    interessato e con le autorità di cui al paragrafo 1 .
4 . Nel corso della fase preparatoria degli interventi la divisione dei com¬
    piti tra la Commissione e gli Stati membri è quella stabilita , per cia¬
    scun obiettivo , dagli articoli 8-11 .
                                   Articolo 5
                               Forme d ' intervento
1 . L' intervento finanziario dei Fondi a finalità strutturale , della BEI e
    degli altri strumenti finanziari esistenti a livello comunitario avrà
    luogo secondo forme di finanziamento diversificate in funzione della
    natura delle operazioni .
2 . Quanto ai fondi a finalità strutturale l' intervento finanziario assume
    una delle seguenti forme :
    a ) cofinanziamento di programmi operativi ;
    b ) cofinanziamento di un regime di aiuti ;
                                                                                  40
 ---pagebreak---     c ) concessione di sovvenzioni globali , gestite in genere da un interme¬
        diario ( società di sviluppo regionale o altri ) e da esso suddivise
        in singole sovvenzioni da erogarsi ai beneficiari finali ;
    d ) cofinanziamento di grandi progetti
    e ) sussidi all' assistenza tecnica e agli studi preparatori all' appresta¬
        mento degli interventi .
    Deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione e di
    concerto con il Parlamento europeo il Consiglio può decidere altre forme
    d' intervento .
3 . L' intervento finanziario della BEI e degli altri strumenti finanziari
    esistenti ha luogo in particolare in una delle seguenti forme e nel ri ¬
    spetto delle specifiche disposizioni che disciplinano il funzionamento
    di questi strumenti :
    . prestiti o altre forme di cofinanziamento di investimenti determinati ;
    . prestiti globali ;
    . cofinanziamento dell' assistenza tecnica o
       di studi preparatori all' elaborazione delle azioni ;
    . garanzie
4 . I contributi comunitari si articolano in modo appropriato , alle sovven¬
    zioni e ai prestiti di cui ai precedenti paragrafi 2 e 3 nell' intento
    di rendere ottimale l' effetto trainante delle risorse di bilancio ricor ¬
    rendo alle tecniche dell' ingegneria finanziaria .
5 . Un programma operativo ai sensi del paragrafo 2 , lettera a ), è un insieme
    organico di azioni pluriennali per la cui esecuzione si può far ricorso
    a uno o più Fondi , ad uno o più degli altri strumenti finanziari esisten¬
    ti ed alla BEI .
    All' attuazione di un programma operativo che implichi l' intervento di
    più Fondi e / o di più altri strumenti finanziari si può dar luogo attra¬
    verso un approccio integrato secondo le modalità stabilite dalle dispo¬
    sizioni di cui all' articolo 3 , paragrafo 5 .
    I programmi operativi sono intrapresi su iniziativa degli Stati membri
    o della Commissione ; di concerto con lo Stato membro interessato .
 ---pagebreak---                                        10
                                  Articolo 6
                Misure di accompagnamento e valutazione
1 . L' azione comunitaria è oggetto di misure volte ad assicurare la realiz¬
    zazione effettiva degli impegni presi nel quadro degli obiettivi defi¬
    niti dagli articoli 130 A e 130 C del Trattato . Tali misure permettono
    se necessario di riorientare l' azione a partire dalle necessità emerse
    nel corso dell' esecuzione .
2 . Al fine di valutare l' efficacia degli interventi strutturali , l' azione
    comunitaria è oggetto di una valutazione ex–ante e ex–post volta a ve¬
    rificare il suo impatto economico e analizzare le sue incidenze su
    problemi strutturali specifici .
3 . Le modalità delle misure di accompagnamento e della valutazione dell' a¬
    zione comunitaria sono fissate dalle disposizioni di cui all' articolo 3 ,
    paragrafi 4 e 5 e , per quanto concerne la BEI , dalle disposizioni sta¬
    tutarie che ne regolano il funzionamento .
                                  Articolo 7
                         Compatibilità e controllo
1 . Le azioni che sono oggetto di un finanziamento da parte dei Fondi a
    finalità strutturale o di un intervento della BEI o di un altro stru¬
    mento finanziario esistente debbono essere conformi alle disposizioni
    dei trattati e degli atti emanati in base a questi ultimi nonché agli
    obiettivi delle politiche comunitarie , in particolare per quanto riguar¬
    da le regole di concorrenza , la stipulazione di contratti di appalti
    pubblici e la protezione dell' ambiente .
2 . Fatte salve le disposizioni del regolamento finanziario , le disposizioni
    di cui all' articolo 3 , paragrafi 4 e 5 , precisano le regole armonizzate
    volte a rafforzare i controlli degli interventi strutturali . Tali dispo¬
    sizioni sono adattate alla natura particolare delle operazioni finanzia¬
    rie in questione . Le procedure di controllo relative alle operazioni
    della BEI sono precisate dal suo statuto .
 ---pagebreak---                                        11
            III . DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI OBIETTIVI SPECIFICI
                                   Articolo 8
                                Obiettivo n . 1
1 . Le regioni interessate dalla realizzazione dell' obiettivo n . 1 sono regio¬
    ni NUTS ( 1 ) del livello II , il cui PIL prò capite risulta , in base ai
    dati degli ultimi tre anni , inferiore al 75% della media comunitaria .
    Rientrano tra queste regioni anche 1' Irlanda del Nord , i dipartimenti
    francesi d' Oltremare ed altre regioni il cui PIL prò capite è dello stes¬
    so ordine di grandezza di quello delle regioni indicate al primo comma
    e che vanno inserite , per motivi particolari , nell' elenco relativo al¬
    l' obiettivo n . 1 .
2 . Un primo elenco delle regioni interessate dalla realizzazione dell' obiet¬
    tivo n . 1 è contenuto nell' allegato 1 .
3 . Il Consiglio deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Com¬
    missione e di concerto con il Parlamento europeo , provvede a riesaminare
    l' elenco entro un termine di cinque anni a decorrere dall' entrata in
    vigore del presente regolamento .
4 . Gli Stati membri interessati dall' elenco di cui al paragrafo 1 presentano
    alla Commissione i loro programmi di sviluppo regionale . Tali programmi
    contengono in particolare :
    - la descrizione delle linee principali scelte per lo sviluppo regionale e
       delle relative azioni ;
    - indicazioni sull' utilizzazione dei contributi dei Fondi , della BEI e
       degli altri strumenti finanziari prevista nella realizzazione dei
       programmi .
    I programmi di sviluppo regionale sono all 'occorrenza completati , su
    richiesta della Commissione o su iniziativa degli Stati membri , da altri
    elementi pertinenti , relativi , in particolare , ad azioni da condurre a
    livello nazionale , settoriale o interregionale .
    Gli Stati membri presentano per le regioni in questione anche i program¬
    mi di cui all' articolo 10 , paragrafo 2 , e le iniziative previste dall' ar¬
    ticolo 11 , paragrafo 1 , includendo inoltre i dati relativi alle azioni
    di cui all' articolo 11 , paragrafo 1 , che costituiscono , ai sensi della
    normativa comunitaria , un diritto per i beneficiari .
1 ) Nomenclatura delle unità territoriali statistiche ( NUTS ) .
    Cfr . EUROSTAT " Statistiche Rapide, oer le regioni " del 25.8.86 .
 ---pagebreak---                                       12
5 . La Commissione valuta i programmi e le azioni proposte nonché gli altri
    elementi di cui al paragrafo 4 in funzione della loro coerenza con gli
    obiettivi del presente regolamento e con le disposizioni e le politiche
    menzionate agli articoli 6 e 7 . Essa definisce , sulla base di tutti i
    programmi e di tutte le azioni di cui al paragrafo 4 , nell' ambito della
    partnership prevista dall' articolo 4 , paragrafo 1 del presente regola¬
    mento e di concerto con lo Stato membro interessato , il quadro comunita¬
    rio di sostegno per gli interventi strutturali comunitari , avendo cura
    di seguire le procedure di cui all' articolo 17 .
    Il quadro comunitario di sostegno comprende in particolare :
    - le linee prioritarie scelte per l' intervento comunitario ;
    - le forme d' intervento ;
    - il programma di finanziamento con l' indicazione dell' importo degli
      interventi e della loro provenienza ;
    - la durata di tali interventi .
    Il quadro comunitario di sostegno garantisce , all' interno di una regione
    determinata , il coordinamento di tutti gli interventi strutturali comu¬
    nitari previsti per La realizzazione da vari obiettivi di cui all' arti ¬
    colo 1 .
    Il quadro comunitario di sostegno può , all 'occorrenza , essere modificato
    e adattato su iniziativa dello Stato membro o della Commissione , in fun¬
    zione di nuove informazioni pertinenti e dei risultati osservati nel
    corso della realizzazione delle azioni in questione .
6 . Le modalità relative alla preparazione e alla presentazione dei progetti
    di sviluppo regionale nonché ai quadri comunitari di sostegno sono pre¬
    cisate dalle disposizioni di cui all' articolo 3 , paragrafi 4 e 5 .
7 . Gli interventi relativi all' obiettivo n . 1 assumono , prevalentemente ,
    la forma di programmi operativi .
8 . Al fine di facilitare la programmazione degli interventi nelle regioni
    in questione , la Commissione stabilisce , per un periodo di cinque anni
    e a titolo indicativo , la ripartizione per Stato membro di 75% degli
    stanziamenti d' impegno del FESR destinati all' obiettivo n . 1
    Tale ripartizione è basata su criteri socio-economici che caratterizzano
    il ritardo strutturale delle regioni .
    Le risorse che non figurano nella ripartizione indicativa sono utilizza¬
    te dalla Commissione a favore della realizzazione dell' obiettivo n . 1
    per promuovere interventi che presentano un interesse comunitario par¬
    ticolare .
 ---pagebreak---                                         13
    Lo Stato membro interessato e la Commissione si assicurano , nel quadro
    della loro concertazione , della qualità e del ritmo di realizzazione
    delle azioni proposte .
9 . Le azioni finanziabili col contributo dei diversi fondi che debbono con¬
    tribuire all' obiettivo n . 1 sono precisate nelle disposizioni di cui
    all' articolo 3 , paragrafo 4 .
                                    Articolo 9
                                Obiettivo n . 2
1 . Le zone industriali in declino interessate dalla realizzazione dell' obiet¬
    tivo n . 2 riguardano alcune regioni , regioni frontaliere o parti di re¬
    gioni ( compresi bacini di occupazione e comunità urbane ).
2 . Le zone di cui al paragrafo 1 debbono corrispondere o appartenere ad una
    unità territoriale del livello NUTS III che soddisfi a ciascuno dei cti -
    teri seguenti :
    a ) il tasso medio di disoccupazione dev' essere superiore di almeno il
        15% alla media comunitaria registrata negli ultimi tre anni ;
    b ) rispetto all' occupazione complessiva il tasso di occupazione nel set¬
        tore industriale dev' essere superiore alla media comunitaria per qual¬
        siasi anno di riferimento nello scorso decennio ;
    c ) il livello occupazionale nel settore industriale rispetto all' anno
        di riferimento di cui al punto b ) deve risultare in regresso .
    L' intervento comunitario può estendersi a zone contigue che soddisfino
    i suddetti criteri a ), b ) e c ).
3 . Possono inoltre beneficiare dell' intervento comunitario :
    a ) le zone che hanno registrato , nel corso degli ultimi tre anni , per¬
        dite occupazionali di rilievo in settori industriali specifici ;
    b ) le zone che rischiano di subire perdite occupazionali gravi in seguito
        ad un piano di ristrutturazione in settori industriali specifici .
    Queste perdite devono rappresentare un forte aggravamento della disoccu¬
    pazione .
    I settori industriali specifici cui si è fatto riferimento sono l' indu¬
    stria carbonifera , siderurgica , dei tessili e dell' abbigliamento nonché
    la cantieristica . E' possibile che , sulla base della loro evoluzione
    generale a livello comunitario , la Commissione decida di prendere in
    considerazione anche altri settori industriali .
                                                                                ЛГ
 ---pagebreak---                                          14 -
 4 . Al momento dell' entrata in vigore del presente regolamento la Commissione
      adotta un primo elenco delle zone di cui al paragrafo 1 , conformemente
      alla procedura prevista dall' articolo 17 e sulla base delle disposizioni
      contenute nei precedenti paragrafi 2 e 3 .
      Nel redigere l' elenco e nel definire il quadro comunitario di sostegno
      di cui al precedente paragrafo 8 la Commissione provvede a garantire una
      reale concentrazione degli interventi sulle zone più gravemente colpite
      e nell' ambito geografico più appropriato .
      Una volta adottato il presente regolamento , gli Stati membri comunicano
      alla Commissione le informazioni che potrebbero essere utili per la com¬
     pilazione dell' elenco .
5 . La Commissione rivede l' elenco delle zone beneficiarie ogni anno , ma i
     contributi concessi dalla Comunità nell' ambito dell' obiettivo n . 2 a
     favore delle varie zone contenute nell' elenco sono programmati ed ero¬
     gati su base triennale .
6 . Entro tre anni dall' entrata in vigore del presente regolamento il Consi¬
     glio provvede , deliberando a maggioranza qualificata su proposta della
     Commissione e di concerto con il Parlamento europeo , a riesaminare i
     criteri contemplati dai paragrafi 2 e 3 .
7 . Gli Stati membri interessati dall' elenco di cui al paragrafo 4 e dalle
     iniziative di cui al paragrafo 3 , presentano alla Commisisone i loro
     programmi di riconversione regionale e sociale che contengono in parti¬
     colare :
     - la descrizione delle linee principali scelte per la riconversione delle
        zone in questione e delle relative misure ;
     - indicazioni sull' utilizzazione dei contributi dei Fondi , della BEI e
        degli altri strumenti finanziari prevista nella realizzazione dei
        programmi .
     All ' occorrenza i programmi di riconversione sono completati , su richie¬
     sta della Commissione o su iniziativa degli Stati membri , da altri ele¬
     menti pertinenti relativi in particolare ad azioni da condurre a livello
     nazionale , settoriale o interregionale .
8 . La Commissione valuta i programmi proposti in funzione della loro coeren¬
     za con gli obiettivi del presente regolamento e con le disposizioni e le
     politiche menzionate agli articoli 6 e 7 . Essa definisce , nell' ambito
     della partnership prevista dall' articolo 4 , paragrafo 1 e di concerto
     con lo Stato membro interessato , il quadro comunitario di sostegno alla
     riconversione per gli interventi comunitari , avendo cura di seguire le
     procedure di cui all' articolo 17 .
 ---pagebreak---                                        15
     Il quadro comunitario di sostegno comprende in particolare :
     - le linee prioritarie scelte per l' intervento comunitario ;
     - le forme d' intervento ;
     - il programma di finanziamento con l' indicazione dell' importo degli
        interventi e della loro provenienza ;
     - la durata di tali interventi .
     Il quadro comunitario di sostegno può , all 'occorrenza , essere modificato
     e adattato su iniziativa dello Stato membro interessato o dalla Commis ¬
     sione in funzione di nuove informazioni pertinenti e dei risultati osser¬
     vati nel corso della realizzazione delle azioni in questione .
 9 . Le modalità relative alla preparazione e alla presentazione dei programmi
     di riconversione regionale e sociale , nonché ai quadri comunitari di so¬
     stegno , sono precisate dalle disposizioni di cui all' articolo 3 , paragra¬
     fi 4 e 5 .
10 . Gli interventi decisi in relazione all' obiettivo n . 2 assumono , perlopiù
     la forma di programmi operativi .
11 . Le attività che i Fondi dovranno svolgere in vista del conseguimento
     dell' obiettivo n . 2 sono precisate nelle disposizioni cui fa riferimento
     l' articolo 3 , paragrafo 4 .
12 . In deroga alle disposizioni del precedente paragrafo 4 e onde facilitare
     i processi di ristrutturazione dei settori industriali in declino che la
     Comunità ritiene necessari , il FSE è autorizzato ad intervenire a favore
     dei lavoratori direttamente colpiti da queste ristrutturazioni in zone
     diverse da quelle che soddisfano i criteri di cui ai precedenti paragra¬
     fi 2 e 3 .
                                   Articolo 10
                              Gli obiettivi n . 3 e 4
 1 . La Commissione fissa , nel quadro delle disposizioni esecutive del pre¬
     sente regolamento , orientamenti d' insieme per un periodo pluriennale
     che contengono e precisano le scelte e i criteri comunitari relativi
     alla lotta contro la disoccupazione di lunga durata ( obiettivo n . 3 ) e
     all' inserimento dei giovani ( obiettivo n . 4 ).
 ---pagebreak---                                        16
2 . Gli Stati membri sottopongono alla Commissione i loro programmi per la
    lotta contro la disoccupazione di lunga durata ( obiettivo n . 3 ) e per
    l' inserimento professionale dei giovani ( obiettivo n . 4 ). Tali program¬
    mi contengono in particolare :
    - informazioni sulla politica dell' occupazione e del mercato del lavoro
       attuata a livello nazionale ;
    - una indicazione delle azioni prioritarie condotte per un periodo plu¬
       riennale determinato , a favore della popolazione interessata dagli
       obiettivi n . 3 e n . 4 e che risultano dagli orientamenti d' insieme
       definiti dalla Commissione ;
    - un' indicazione sull' utilizzazione prevista nell' ambito della realizza¬
       zione dei programmi e relativa ai contributi del FSE o di altri stru¬
       menti finanziari comunitari .
3 . La  Commissione valuta proposti i programmi in funzione della loro coeren¬
    za  con gli obiettivi del presente regolamento , gli orientamenti d' insieme
    da  essa definiti e le disposizioni e politiche di cui agli articoli 6 e
    7.   Essa fissa per ciascun Stato membro , nell' ambito della partnership
    di  cui all' articolo 4 , paragragrafo 1 e di concerto con lo Stato membro
    interessato , il quadro comunitario di sostegno alla realizzazione degli
    obiettivi n . 3 e n . 4 , avendo cura di seguire le procedure previste dal ¬
    l' articolo 17 .
    Il quadro comunitario di sostegno indica in particolare :
    - le linee prioritarie specifiche scelte per l' intervento comunitario a
       favore della popolazione interessata dagli obiettivi n . 3 e n . 4 ;
    - le forme dell' intervento ;
    - il programma di finanziamento con l' indicazione dell’importo degli
       interventi e della loro provenienza ;
    - la durata di tali interventi .
    Il quadro comunitario di sostegno può all ' occorrenza essere modificato
    e adattato , su iniziativa dello Stato membro o della Commissione , in
    corso della realizzazione delle azioni in questione .
4 . Le modalità relative alla preparazione e alla presentazione dei program¬
    mi di lotta contro la disoccupazione di lunga durata e per l' inserimento
    professionale dei giovani nonché ai quadri comunitari di sostegno sono
    precisate dalle disposizioni di cui all' articolo 3 , paragrafi 4 e 5 .
 ---pagebreak---                                         17 -
5 . Gli interventi relativi agli obiettivi n . 3 e n . 4 assumono , prevalente¬
    mente , la forma di programmi operativi .
6 . Le azioni che possono beneficiare del contributo del FSE in esecuzione
    degli obiettivi n . 3 e n . 4 sono precisate nelle disposizioni di cui
    all' articolo 3 , paragrafo 4 .
                                    Articolo 11
                                Obiettivo n . 5
1 . Le modalità di attuazione delle azioni connesse all' accelerazione del ¬
    l' adattamento delle strutture agricole ( obiettivo 5a ) sono decise nel
    quadro delle disposizioni emanate ai sensi dell' articolo 3 , paragrafi
    4 e 5.
2 . I criteri per la scelta delle zone rurali interessate dalla realizzazione
    dell' obiettivo n . 5b sono decisi nel quadro delle disposizioni emanate
    ai sensi dell' articolo 3 , paragrafi 4 e 5 .
3 . Gli Stati membri interessati dalla realizzazione dell' obiettivo n . 5b
    presentano alla Commissione i loro programmi di sviluppo delle zone
    rurali , che contengono in particolare :
    - la descrizione delle principali linee riguardanti lo sviluppo delle
       zone rurali e delle relative misure ;
    - una indicazione dell' utilizzazione dei contributi dei diversi Fondi ,
       della BEI e degli altri strumenti finanziari , prevista nell' ambito
       della realizzazione dei programmi .
    La Commissione valuta i programmi proposti in funzione della loro coe¬
    renza con gli obiettivi del presente regolamento nonché con le disposi ¬
    zioni e le politiche di cui agli articoli 6 e 7 . Essa stabilisce , nel ¬
    l' ambito della partneship di cui all' articolo 4 , paragrafo 1 e di concer¬
    to con lo Stato membro interessato , il quadro comunitario di sostegno
    allo sviluppo rurale , avendo cura di seguire le procedure previste
    dall' articolo 17 del presente regolamento .
    Il quadro comunitario di sostegno comprende in particolare :
    - le linee prioritarie di sviluppo scelte per l' intervento comunitario ;
    - le forme di intervento ;
    - il programma di finanziamento con l' indicazione dell' importo degli
       interventi e della loro provenienza ;
    - la durata di questi interventi .
 ---pagebreak---                                        18
    Il quadro comunitario di sostegno può , all ' occorrenza , essere modificato
    e adattato , su iniziativa dello Stato membro o della Commissione , in
    funzione di nuove informazioni pertinenti e dei risultati osservati nel
    corso della realizzazione delle azioni in questione .
    Le modalità relative alla preparazione e alla presentazione dei program¬
    mi di sviluppo rurale nonché ai quadri comunitari di sostegno sono pre¬
    cisate da disposizioni di cui all' articolo 3 , paragrafi 4 e 5 .
4 . Il cofinanziamento degli aiuti nazionali e dei programmi operativi
    costituiscono forme d' intervento privilegiate .
5 . Le azioni finanziabili col concorso dei diversi Fondi che debbono con¬
    tribuire all' obiettivo n . 5 sono precisate nelle disposizioni di cui
    all' articolo 3 , paragrafo 4 . Per quanto riguarda il FEAOG-Orientamento ,
    tali disposizioni distinguono , da un lato , le misure da finanziare ai
    fini dell' adattamento delle strutture agricole ( obiettivo 5a ) e , dal¬
    l' altro , ai fini dello sviluppo delle zone rurali ( obiettivo 5b ).
                          IV . DISPOSIZIONI FINANZIARIE
                                   Articolo 12
                      Risorse dei Fondi e concentrazione
1 . Nel quadro delle previsioni pluriennali di bilancio la Commissione pre¬
    senta , ogni anno , una proiezione su cinque anni degli stanziamenti neces¬
    sari per l' insieme dei tre Fondi strutturali . Tale proiezione è accompa¬
    gnata da una ripartizione indicativa , per obiettivo , degli stanziamenti
    d' impegno . Al momento dell' elaborazione di ciascun progetto preliminare
    di bilancio , la Commissione tiene conto , per la dotazione dei Fondi
    strutturali , della ripartizione indicativa per obiettivo .
2 . Gli stanziamenti d' impegno dell' insieme dei Fondi a finalità strutturale
    saranno raddoppiati in termini reali tra il 1987 e il 1993 .
3 . Sarà fatto uno sforzo significativo di concentrazione delle risorse di
    bilancio a favore delle regioni in ritardo in termini di sviluppo econo¬
    mico che sono interessate dalla realizzazione dell' obiettivo n . 1 . I
    contributi dei Fondi strutturali a favore di queste regioni verranno rad¬
    doppiati , in termini reali , entro il 1992 .
4 . La Commissione si adopererà affinché , nell' ambito degli stanziamenti com¬
    plementari a favore delle regioni interessate dalla realizzazione del¬
    l’obiettivo n . 1 , venga fatto uno sforzo particolare per le regioni meno
    favorite .
 ---pagebreak---                                       19 -
5 . Il FESR potrà destinare all' obiettivo n . 1 fino all' 80% delle proprie
    risorse .
                                  Articolo 13
                    Diversificazione dei tassi d' intervento
1 . I tassi del concorso comunitario al finanziamento delle azioni variano
    in funzione delle seguenti considerazioni :
    - la gravità dei problemi specifici , in particolare regionali , cui le
      azioni si riferiscono ;
    - la capacità finanziaria dello Stato membro interessato ;
    - l' interesse particolare che le azioni rivestono dal punto di vista
      comunitario ;
    - l' interesse particolare che le azioni rivestono dal punto di vista
      regionale e settoriale ;
    - le caratteristiche proprie ai tipi d' azione in questione .
2 . Questa diversificazione tiene conto dell' articolazione prevista tra le
    sovvenzioni e prestiti mobilitati di cui all' articolo 5 , paragrafo 4 .
3. I   contributi comunitari concessi nell' ambito dei vari Fondi per la rea¬
    lizzazione degli obiettivi enunciati all' articolo 1 del presente regola¬
    mento dovranno rispettare i seguenti limiti :
    - il 75% al massimo del costo complessivo e , in genere , perlomeno il 50%
      della spesa a carico di autorità pubbliche per le misure a favore di
      regioni che possono beneficiare di un intervento legato all' obiettivo
      n. 1 ;
    - il 50% massimo del costo complessivo e , in genere , perlomeno il 25%
      della spesa a carico delle autorità pubbliche per le misure a favore
      di altre regioni .
    I tassi d' intervento minimi summenzionati non valgono per gli investi ¬
    menti che costituiscono fonte di introiti .
4 . Gli studi preparatori e gli interventi di assistenza tecnica decisi su
    iniziativa della Commissione possono beneficiare di un contributo comuni ¬
    tario pari al 100% del costo complessivo .
5 . Le modalità di applicazione delle disposizioni previste dal presente
    articolo sono precisate nelle decisioni di applicazione di cui all' arti ¬
    colo 3 , paragrafi 4 e 5 .
 ---pagebreak---                                      - 20 -
                           V. ALTRE DISPOSIZIONI
                                  Articolo 14
                           Cumulo e sovrapposizione
1 . Una misura o un' azione individuale può beneficiare ogni volta , per un
    periodo determinato , soltanto del contributo di un Fondo .
2 . Una misura o un' azione individuale può beneficiare ogni volta del con¬
    tributo di un Fondo o di un altro strumento finanziario solo per l' ese¬
    cuzione di uno degli obiettivi dell' articolo 1 .
3 . Quando sono attuate all' interno delle regioni in ritardo in termini di
    sviluppo , le azioni relative a vari obiettivi indicati all' articolo 1
    del presente regolamento sono contabilizzate nell' ambito dell' obietti¬
    vo n . 1 .
4 . te disposizioni relative al cumulo e alla sovrapposizione sono precisate
    nelle disposizioni di cui all' articolo 3 , paragrafi 4 e 5 .
                                                   £
                                  Articolo 15
                           Disposizioni   transitorie
1 . L' adozione del presente regolamento non pregiudica il proseguimento delle
    azioni pluriennali approvate dal Consiglio o dalla Commissione sulla ba¬
    se della normativa vigente dei Fondi prima dell' adozione del regolamento
    stesso .
2 . Le richieste di contributi a favore di un' azione pluriennale presentate
    dopo l' adozione del presente regolamento e prima dell' entrata in vigore
    delle disposizioni di cui all' articolo 3 , paragrafi 4 e 5 , vengono esa¬
    minate sulla base delle disposizioni del regolamento stesso . L' eventuale
    concessione del contributo comunitario avviene secondo le modalità e ie
    procedure previste dalla normativa in vigore al momento dell' approvazio¬
    ne della domanda .
3 . Le disposizioni del presente regolamento relative alla definizione , da
    parte degli Stati membri , di piani e di programmi operativi sono attuate
    progressivamente , secondo le disposizioni transitorie di cui all' artico¬
    lo 3 , paragrafi 4 e 5 . La Commissione coadiuva quest' opera di attuazione ,
    in particolare mediante le misure di assistenza tecnica di cui all' arti¬
    colo 4 , paragrafo 3 .
                                                                                  2^
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4 . Le decisioni di applicazione di cui all' articolo 3 , paragrafi 4 e 5 pre ¬
    cisano le disposizioni transitorie necessarie rispetto alla normativa
    v i gen te .
                                  Articolo 16
                                   Relazioni
Anteriormente al 1° novembre di ogni anno la Commissione presente al Consi ¬
glio , al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale una relazione
sull' applicazione che il presente regolamento ha ricevuto nel corso del ¬
l' anno precedente .
Nella relazione la Commissione indica in particolare i progressi conseguiti
nel conseguimento degli obiettivi di cui all' articolo 1 e nella concentra¬
zione degli interventi ai sensi dell' articolo 12 .
                                  Articolo 17
                                   Comitati
1 . Nell' attuazione del presente regolamento la Commissione è assistita da
    tre comitati aventi carattere consultivo e rispettivamente per gli
    obiettivi    :
    - n. 1 e n. 2
    - n . 3 e n. 4
    - n . 5a e n . 5b
2 . Le disposizioni che precisano le modalità relative al funzionamento dei
    comitati di cui al paragrafo 1 nonché le misure transitorie relative ai
    comitati esistenti nel quadro della gestione dei Fondi , sono emanate in
    conformità delle disposizioni dell' articolo 3 , paragrafi 4 e 5 .
                          VI . DISPOSIZIONI FINALI
                                  Articolo 18
                                  Attuazione
L' attuazione del presente regolamente compete alla Commissione .
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                                 Articolo 19
                              Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1989 .
Fatte salve le disposizioni transitorie di cui all' atticolo 15 , paragrafi
2 e 3 , il regolamento è d' applicazione alla stessa data .
Tale data può essere prorogata dal Consiglio che statuisce a maggioranza
qualificata su proposta della Commissione al fine di tener conto dell' en¬
trata in vigore delle disposizioni previste all' articolo 3 , paragrafi
4 e 5.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e diretta-
mente applicabile in ciascun Stato membro .
Fatto a
                                                     Per il Consiglio
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        REGIONI INTERESSATE DALLA REALIZZAZIONE DELL'OBIETTIVO N. 1
SPAGNA        :   Andalucía
                  Asturias
                  Castilla-León
                  Cas till a- la-Mancha
                  Ceuta y Melilla
                  Comunidad Valenciana
                  Extremadura
                  Galicia
                  Canarias
                  Murcia
FRANCIA       :   Dipartimenti francesi d' Oltremare ( DOM )
                  Corsica
GRECIA        :   1 ' intero paese
IRLANDA       :   1 ' intero paese
ITALIA         :  Abruzzi
                  Basilicata
                  Calabria
                  Campania
                  Molise
                  Puglia
                  Sardegna
                  Sicilia
PORTOGALLO    :   1 ' intero paese
REGNO UNITO   :   Irlanda del Nord
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                  DICHIARAZIONE DELLA COMMISSIONE
La Commissione dichiara che il PIL prò capite degli Stati membri costitui¬
rà , assieme al PIL della regione di cui trattasi , uno dei criteri per
stabilire quali sono le regioni meno prospere che meritano un impegno
particolare e precisa inoltre che 1' Irlanda sarà inclusa tra queste regioni .