CELEX: 31995R2022
Language: it
Date: 1995-08-16 00:00:00
Title: Regolamento (CE) n. 2022/95 del Consiglio, del 16 agosto 1995, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia

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31995R2022

Regolamento (CE) n. 2022/95 del Consiglio, del 16 agosto 1995, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia  

Gazzetta ufficiale n. L 198 del 23/08/1995 pag. 0001 - 0014

REGOLAMENTO (CE) N. 2022/95 DEL CONSIGLIO del 16 agosto 1995 che istituisce un dazio  antidumping definitivo sulle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, visto il regolamento (CE) n. 3283/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo alla difesa  contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea  (1),  in particolare l'articolo 23 che stabilische che il regolamento (CEE) n. 2423/88, dell'11 luglio  1988, relativo alla protezione contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte  di paesi non membri della Comunità economica europea  (2), continua ad applicarsi ai procedimenti  in cui un'inchiesta in corso al 1° settembre 1994 non sia ancora stata conclusa al momento  dell'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 3283/94, vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione in seno al comitato  consultivo, considerando quanto segue: A.  PROCEDIMENTO (1)  Nel giugno 1994, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle  Comunità europee (3), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping  relativo alle importazioni di nitrato di ammonio originario della Lituania e della Russia, e ha  avviato un'inchiesta. (2)  In seguito a un procedimento antidumping regionale  (4), a partire dal maggio 1994 sono in  vigore misure antidumping relative alle importazioni nel Regno Unito di nitrato di ammonio  originario della Lituania e della Russia. Tali misure consistono nell'accettazione di impegni che  limitano le esportazioni da ciascuno dei due paesi nel Regno Unito a 100  000 tonnellate l'anno. (3)  Il procedimento è stato avviato in seguito alla denuncia presentata dalla European Fertilizer  Manufacturer's Association (EFMA) in nome dei produttori che, secondo la denuncia, nell'insieme  rappresentano una parte importante della produzione comunitaria. (4)  La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping sul  prodotto suindicato originario della Lituania e della Russia, e dal conseguente notevole  pregiudizio, che sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura del procedimento. (5)  La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura del procedimento i produttori, gli  esportatori e gli importatori notevolmente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori e il  denunciante, e ha offerto alle parti direttamente interessate le possibilità di comunicare le loro  informazioni per iscritto e di chiedere un'audizione. (6)  L'esportatore lituano, alcuni esportatori russi, alcuni importatori e tutti i produttori  denunzianti hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto. Alcune parti, tra cui le autorità  russe e lituane, hanno chiesto e ottenuto un'audizione. Anche la European Fertilizer Importer's  Association (EFIA) ha presentato le proprie osservazioni per iscritto ed ha ottenuto un'audizione. (7)  La Commissione ha inviato questionari alle parti notoriamente interessate e ha ricevuto  risposte dettagliate dai produttori comunitari denunzianti, dall'unico produttore ed esportatore  lituano e da alcuni degli importatori comunitari. La Commissione ha ricevuto una risposta  dettagliata anche da un produttore comunitario che non fa parte dei denunzianti, mentre alcuni  produttori russi hanno inviato risposte parziali. (8)  La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni necessarie ai fini della  determinazione del dumping e del pregiudizio, ed ha svolto inchieste in loco presso le sedi delle  seguenti società: a)  produttori comunitari denunzianti: -  Grande Paroisse SA, Paris-La-Défense, Francia -  Hydro-Agri-France SA, Neuilly-sur-Seine, Francia -  Hydro-Agri (UK) Ltd, Immingham, Regno Unito -  Hydro-Agri , Sluiskil BV, Paesi Bassi b)  importatori comunitari non collegati: -  Noortrade GmbH, Viernheim, Germania -  Schweizerhall Fertilizer GmbH, Hamburg, Germania -  Unifert France SA, Sète, Francia -  Conagra Resources Europe Ltd, Tiverton, Devon, Regno Unito c)  produttore nel paese analogo: -  Zaklady Azotawe «  Pulawy  », Pulawy, Polonia (9)  L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1° aprile  1993 e il 31 marzo 1994 («  periodo dell'inchiesta  »). (10)  La Commissione ha comunicato le conclusioni preliminari a tutte le parti interessate, molte  delle quali hanno presentato i propri commenti per iscritto, mentre altre hanno chiesto e ottenuto  di essere sentite. (11)  La Commissione ha continuato a ricercare tutte le informazioni da essa ritenute necessarie ai  fini delle conclusioni definitive. La parti sono state informate dei fatti essenziali e delle  considerazioni in base alle quali si intendeva raccomandare l'imposizione di dazi antidumping  definitivi, ed è stato concesso un periodo durante il quale le parti potevano presentare le loro  osservazioni in merito alle informazioni comunicate. (12)  La Commissione ha tenuto conto dei commenti delle parti ed ha modificato le proprie  conclusioni ove giustificato. B.  PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE (13)  Il prodotto in esame è il nitrato di ammonio, un  fertilizzante prodotto sotto forma di prill o di granuli, con un tenore di elemento fertilizzante  azotato compreso tra il 33 e il 35  %. (14)  Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche e tecniche, il nitrato di ammonio prodotto  dall'industria comunitaria è un prodotto simile al nitrato di ammonio esportato nella Comunità  dalla Russia e dalla Lituania, e al nitrato di ammonio prodotto e venduto in Polonia, paese che è  stato scelto come paese analogo (punti da 22 a 24). C.  INDUSTRIA COMUNITARIA (15)  I produttori denunzianti rappresentano il 94  % della produzione  comunitaria di nitrato di ammonio, e costituiscono pertanto l'industria comunitaria ai sensi  dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88. (16)  Secondo l'EFIA, che rappresenta gli importatori comunitari, la Hydro Fertilizers Ltd (UK)  doveva essere esclusa dall'industria comunitaria in quanto importerebbe nitrato di ammonio tramite  una società collegata, la Fertrachem UK. Si è potuto tuttavia stabilire che nel corso del periodo  d'inchiesta la Fertrachem non ha effettuato importazioni di questo tipo. È stato affermato inoltre  che un altro produttore denunziante, la BASF, doveva essere esclusa per motivi analoghi, dal  momento che avrebbe importato nitrato di ammonio dalla Russia e dalla Lituania tramite una società  collegata, la Kali (UK) Ltd. È stato verificato che la Kali (UK) Ltd ha importato nitrato di  ammonio dalla Lituania e dalla Russia durante il periodo d'inchiesta, ma non era collegata alla  BASF né direttamente né tramite una filiale durante tale periodo, e non esisteva nessun accordo tra  la suddetta società e un'altra società collegata alla BASF per quanto riguarda l'acquisto di  nitrato di ammonio. Pertanto l'esclusione della Hydro Fertilizers Ltd (UK) o della BASF dall'industria comunitaria non  risulta giustificata. D.  DUMPING a)  Valore normale I.  Scelta del paese analogo (17)  Poiché nessun dei due paesi interessati è retto da un'economia di mercato, il valore normale  è stato calcolato sulla base dei prezzi o dei costi in un paese analogo, ai sensi dell'articolo 2,  paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88. A)  PROPOSTA DEL DENUNZIANTE: UNGHERIA (18)  Secondo il denunziante l'Ungheria, che era stata scelta come paese analogo nel caso del  procedimento regionale per il Regno Unito di cui al punto 2, è un paese analogo adeguato allo scopo  della presente inchiesta. Sono stati presi contatti con la Nitrogenmuvek, Varpalota, Ungheria. La  Commissione non disponeva dei dati relativi al secondo produttore ungherese. La Nitrogenmuvek ha  risposto al questionario della Commissione. Secondo i dati forniti nelle risposte, il volume delle  vendite della Nitrogenmuvek sul mercato interno durante il periodo d'inchiesta era rilevante  rispetto al volume delle importazioni nella Comunità dalla Russia e dalla Lituania. L'80  % delle  vendite riguardava il prodotto imballato in sacchi. Il produttore ungherese utilizza gas nazionale  o importato acquistato a prezzi di mercato. (19)  La Nitrogenmuvek non ha però risposto alla richiesta della Commissione di svolgere una visita  di verifica. Date le circostanze non è quindi stato possibile un valore normale affidabile sulla  base dei dati disponibili relativi all'Ungheria. Inoltre in Ungheria ci sono solo due produttori di  nitrato di ammonio, ma le importazioni sono limitate da un dazio del 15  % e, dal 1993, da un  contingente annuale d'importazione contro i paesi CIS di 50  000 tonnellate di nitrato di ammonio e  di nitrati di calcio e di ammonio mescolati. Pertanto, la concorrenza è alquanto limitata, e per le  ragioni di cui sopra l'Ungheria non è un paese analogo adeguato. B)  ALTRI PAESI (20)  La Commissione ha scritto anche a tutti i produttori noti di nitrato di ammonio in Australia,  Bulgaria, Canada, Egitto, Messico, Polonia, Turchia e Stati Uniti. L'EFIA ha proposto l'Algeria e  la Romania come paesi analoghi, e la Commissione ha scritto ai produttori noti di questi paesi. I seguenti produttori hanno collaborato ed hanno risposto ai questionari inviati dalla  Commissione: -  Abu Qir Fertilizers Co., Alessandria, Egitto -  Zaklady Azotawe «  Pulawy  », Pulawy, Polonia i)  Egitto (21)  Durante il periodo d'inchiesta, il volume delle vendite sul mercato interno di nitrato di  ammonio in Egitto era superiore al volume totale delle importazioni nella Comunità dalla Russia e  dalla Lituania. Il 100  % del prodotto venduto sul mercato interno era imballato in sacchi, al pari  del prodotto esportato dalla Russia e dalla Lituania. Tuttavia, benché esistono tre produttori nazionali e non ci siano restrizioni formali alle  importazioni, il dazio doganale del 30  % applicato alle importazioni di nitrato di ammonio in  Egitto ha determinato l'assenza di penetrazione delle importazioni; pertanto, la concorrenza sul  mercato è limitata. ii)  Polonia (22)  Durante il periodo d'inchiesta il volume delle vendite interne di nitrato di ammonio della  Pulawy corrispondeva all'incirca al volume totale delle importazioni nella Comunità dalla Russia e  dalla Lituania. Pulawy produce il nitrato di ammonio in prill, e la totalità del prodotto venduto  sul mercato interno è imballato in sacchi. Pulawy utilizza gas importato dalla Russia al prezzo di  mercato espresso in valuta convertibile. Ci sono quattro produttori nazionali di nitrato di ammonio. Durante il periodo d'inchiesta non  esistevano restrizioni all'importazione e la quota di mercato delle importazioni corrispondeva al  18,2  %. La Polonia è risulta quindi essere un mercato aperto e competitivo per il nitrato di ammonio. C)  SCELTA DEL PAESE ANALOGO (23)  Alla luce delle conclusioni di cui al punto 19, l'Ungheria non può essere scelta come paese  analogo. Per quanto riguarda gli altri paesi i cui produttori hanno collaborato in misura sufficiente con la  Commissione, anche se il volume delle vendite interne delle società che hanno collaborato sia in  Egitto che in Polonia è rilevante rispetto al volume delle importazioni dalla Russia e dalla  Lituania, e le condizioni di accesso alle materie prime sono simili, il mercato polacco per la sua  natura più aperta risulta più appropriato ai fini della presente inchiesta e pertanto la Polonia è  stata scelta quale paese analogo. II.  Determinazione del valore normale (24)  In base agli elementi di cui al punto 22, le vendite sul mercato interno della Pulawy in  Polonia possono essere considerate rappresentative. I prezzi medi ponderati delle vendite interne del produttore polacco ad acquirenti indipendenti  durante il periodo d'inchiesta sono risultati remunerativi, in quanto coprivano tutti i costi  sostenuti, che in questo caso sono risultati rappresentativi della normale struttura dei costi di  una società operante in un'economia di mercato. (25)  L'EFMA ha affermato che i prezzi interni in base ai quali è stato calcolato il valore normale  non erano corretti, poiché erano inferiori al livello dei prezzi riscontrati sul mercato polacco.  Inoltre, secondo l'EFMA i prezzi interni dal valore normale non potevano coprire i costi di  produzione in Polonia. L'EFMA ha fornito una documentazione a sostegno di quanto affermato. (26)  Al fine di chiarire la situazione di prezzi e costi in Polonia, sono stati presi ulteriori  contatti con il produttore polacco. La maggior parte delle informazioni pertinenti fornite dalla  società era già stata verificata dalla Commissione. (27)  La società polacca ha chiarito la situazione ed ha fornito elementi di prova per dimostrare  che i dati sui prezzi forniti dalla EFMA erano basati sui prezzi praticati dai distributori agli  agricoltori, ed erano pertanto molto al di sopra dei prezzi netti franco fabbrica pagati dai  distributori stessi. Per quanto riguarda i costi, sono stati forniti ulteriori elementi di prova a  sostegno dei dati relativi ai costi verificati dalla Commissione, per dimostrare che tali dati  coprivano i costi sostenuti dalla società per la produzione di nitrato di ammonio, e per dimostrare  che essi acquistavano gas al prezzo di mercato. Tuttavia, la Commissione ha potuto avere conferma  del fatto che un costo normalmente sostenuto dal produttore era stato eliminato per errore dal  calcolo del valore normale della società. Il valore normale è stato pertanto aumentato per tener  conto del fatto che questo costo non avrebbe dovuto essere dedotto dal prezzo di vendita interno  nel calcolo del valore normale. (28)  Dopo un riesame di tutti i dati, si è potuto concludere che il prezzo netto franco fabbrica  comunicato dal produttore polacco, con gli adeguamenti di cui al punto 27, era corretto, e che tale  prezzo era remunerativo, poiché copriva tutti i costi sostenuti dal produttore a questo stadio  della produzione. Il valore normale è stato pertanto calcolato in base al prezzo netto franco fabbrica praticato  dalla Pulawy agli acquirenti in Polonia. b)  Prezzi all'esportazione (29)  Il prezzo all'esportazione del nitrato di ammonio originario della Russia e della Lituania è  stato calcolato in base al prezzo pagato agli esportatori per il prodotto venduto per esportazione  nella Comunità, che corrisponde al prezzo FOB franco frontiera praticato dall'esportatore a un  agente o a un importatore nella Comunità. c)  Confronto (30)  Il confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione (entrambi franco frontiera) è  stato fatto su base media ponderata allo stesso stadio commerciale. Per tutte le transazioni il  prezzo all'esportazione è risultato più basso rispetto al valore normale (entrambi adeguati ai fini  del confronto). Il prezzo di vendita interna franco fabbrica è stato aumentato per tener conto dei  normali costi di trasporto e di movimentazione tra lo stabilimento e il porto di spedizione in  Polonia durante il periodo dell'inchiesta. L'aumento è stato calcolato in base ai costi di  trasporto e movimentazione effettivamente sostenuti dal produttore polacco in questione, tenendo  conto inoltre delle informazioni fornite da altri operatori in Polonia in merito ai costi di  movimentazione per altri tipi di imballaggi. (31)  Il valore normale e il prezzo all'esportazione sono stati adeguati per tener conto di alcune  spese di vendita specificate all'articolo 2, paragrafo 10, lettera c) del regolamento (CEE) n.  2423/88. Il costo dei sacchi utilizzati dal produttore polacco per le vendite sul mercato interno  era inferiore al prezzo dei sacchi utilizzati per imballare il prodotto esportato dalla Russia,  pertanto sia il valore normale che il prezzo all'esportazione sono stati abbassati in  considerazione di questi costi di imballaggio direttamente collegati. Nel caso delle esportazioni  dalla Lituania, il costo dei sacchi per l'imballaggio era superiore a quello sostenuto dal  produttore polacco; tuttavia, poiché una proporzione notevole delle esportazioni lituane nella  Comunità durante il periodo d'inchiesta era effettuato allo stato sfuso, non vi erano spese di  imballaggio. Pertanto sono stati apportati alcuni adeguamenti solo per quanto riguarda la parte di  esportazioni relativa al prodotto imballato. Le autorità russe hanno affermato che il valore normale dovesse essere ridotto per tener conto del  minor costo per il trasporto del gas agli impianti russi rispetto all'impianto polacco. Va rilevato  in proposito che non sono stati forniti dati precisi in merito alle distanze, e che i costi e i  prezzi del gas e della sua distribuzione in Russia non sono determinati su una base di mercato.  Tali richieste di riduzione del valore normale per tener conto di presunti vantaggi naturali devono  comunque essere considerate globalmente. Pertanto, anche qualora si stabilisse che i produttori  russi hanno un vantaggio rispetto ai produttori polacchi per quanto riguarda la vicinanza alle  forniture di gas, tale vantaggio risulterebbe comunque compensato dalla distanza molto maggiore tra  i loro stabilimenti e i porti baltici, che comporta un maggior costo di trasporto. Pertanto gli  adeguamenti richiesti non possono essere concessi. Le autorità russe hanno affermato inoltre che il valore normale deve essere ridotto per tener conto  delle dimensioni maggiori e della maggior efficienza delle unità di produzione russe. A tal  proposito, non è stato fornito alcun elemento di prova a dimostrazione che le industrie che  vendevano nitrato di ammonio alla Comunità durante il periodo dell'inchiesta funzionassero più  efficacemente rispetto a quelli del produttore polacco. Pertanto, anche tale richiesta è stata  respinta. d)  Margini di dumping (32)  I margini di dumping, espressi in percentuale del prezzo cif franco frontiera comunitaria,  corrispondevano al 41,6  % per la Russia e al 27,4  % per le importazioni dalla Lituania; espressi  in ecu per tonnellata, i margini erano pari a 31,3 per la Russia e 21 per la Lituania. E.  PREGIUDIZIO a)  Analisi di mercato (33)  L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1° aprile  1993 e il 31 marzo 1994. Per assicurare una giusta valutazione dello sviluppo dei fattori relativi  al pregiudizio, i dati relativi al periodo suddetto sono confrontati ai dati relativi ai periodi  corrispondenti negli anni precedenti. Per facilitare la lettura i periodi in questione sono  indicati nel teso come segue: 1° aprile 1990 - 31 marzo 1991: «  1990/1991  », 1° aprile 1991 - 31 marzo 1992: «  1991/1992  », 1° aprile 1992 - 31 marzo 1993: «  1992/1993  ». i)  Consumo comunitario totale (34)  Il consumo comunitario (ovvero le vendite nella Comunità dei produttori comunitari sommate  alle importazioni) è diminuito da 4,76 milioni di tonnellate nel 1990/1991 a 4,65 milioni di  tonnellate nel periodo dell'inchiesta, con una riduzione complessiva del 2,3  %. Durante il periodo  d'inchiesta, tuttavia, il consumo comunitario era superiore del 3,1  % rispetto al livello del  1992/1993, periodo nel quale il consumo di nitrato di ammonio si era ridotto bruscamente a 4,5  milioni di tonnelate. ii)  Volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping (35)  Il totale delle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia e della Lituania è  salito da 26  000 tonnellate nel 1990/1991 a 489  000 tonnellate nel periodo d'inchiesta. I dati  Eurostat non forniscono totali distinti per le importazioni dalla Russia e dalla Lituania nel  periodo 1990/1991, bensì un unico totale relativo all'ex Unione Sovietica. Tuttavia, poiché è noto  che sono state effettuate esportazioni da entrambi i paesi nel periodo in oggetto, la soluzione più  ragionevole, in base ai dati disponibili forniti dagli esportatori, consiste nell'assegnare il 50   % della cifra riferita all'ex Unione Sovietica a ciascun paese. In tal modo, il totale relativo  alle importazioni dalla Russia è passato da 13  000 a 341  000 tonnellate, e le importazioni dalla  Lituania da 13  000 a 148  000 tonnellate. (Una diversa distribuzione del volume di importazioni  tra Russia e Lituania per il 1990/1991 non avrebbe comunque influito in modo significativo sulle  conclusioni cui si è giunti successivamente con il presente regolamento.) (36)  Il totale delle quote di mercato delle importazioni russe e lituane è cresciuto passando  dallo 0,5  % nel 1990/1991 al 10,5  % durante il periodo dell'inchiesta. La quota di mercato delle  importazioni russe è passata da un livello appena inferiore allo 0,3  % al 7,3  %; la quota di  mercato delle importazioni dalla Lituania è passata da un livello appena inferiore allo 0,3  % al  3,2  %  (1). iii)  Prezzi delle importazioni oggetto di dumping (37)  I prezzi medi ponderati di vendita delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania sono  stati confrontati con i prezzi medi ponderati di vendita dei produttori comunitari nella Comunità a  livello franco deposito, tenuto conto di un adeguamento per le materie importate. Tutti i prezzi  sono stati confrontati al netto, previa deduzione di sconti e riduzioni. È stato effettuato un  adeguamento per il fatto che la maggior parte delle vendite dei produttori comunitari, soprattutto  nel mercato francese, vengono effettuate allo stato sfuso, mentre il prodotto importato era quasi  interamente imballato; pertanto, ai fini del confronto, il prezzo dell'industria comunitaria è  stato aumentato. Nel calcolare il prezzo medio ponderato delle importazioni oggetto di dumping, si è tenuto conto  della qualità scadente di una parte del prodotto russo. Su tale base, si è rilevato che, durante il periodo dell'inchiesta, le importazioni lituane e russe  venivano vendute rispettivamente a 14,7 e 16,2 ECU per tonnellata in meno rispetto al prezzo dei  produttori comunitari (pari a 12,6  % e 13,9  % del prezzo dei produttori comunitari). (38)  L'inchiesta ha tuttavia dimostrato che il mercato comunitario richiede che le importazioni,  anche in condizioni di normale concorrenza, siano sempre offerte ad un prezzo inferiore a quello  del prodotto nazionale per poter essere vendute. Secondo gli agricoltori il nitrato di ammonio di  origine russa e lituana è qualitativamente inferiore a quello prodotto nella Comunità, opinione che  viene rafforzata dalle campagne condotte a tal fine da alcuni produttori comunitari. Inoltre, gli  importatori non possono garantire la stessa sicurezza per le forniture dei prodotti nazionali, né  lo stesso servizio alla clientela. Infine, la maggior parte della produzione comunitaria di nitrato  di ammonio è in granuli, mentre il prodotto importato da Russia e Lituania è in prill, e il  prodotto in granuli determina di solito un prezzo più elevato. In base alle informazioni raccolte  nel corso dell'inchiesta, questa differenza di qualità è considerata pari a 10 ECU per tonnellata,  importo calcolato in base all'importo di 8 Lire sterline per tonnellata (10,4 ECU) impiegato nel  procedimento regionale per il Regno Unito, con una leggera riduzione per tener conto di una  generale diminuzione dei prezzi sul mercato durante il periodo della presente inchiesta. (39)  Pertanto, tenuto conto del premio normalmente disponibile sulle importazioni per i produttori  comunitari, i prezzi delle importazioni lituane e russe determinavano una sottoquotazione rispetto  ai prezzi comunitari pari a 4,7 e 6,2 ECU per tonnellata rispettivamente durante il periodo  dell'inchiesta (rispettivamente del 4,4  % e del 5,8  % inferiore al prezzo dei produttori  comunitari). (40)  L'EFIA ha affermato che la differenza qualitativa pari a 10 ECU per tonnellata concessa per  la differenza tra il prezzo di vendita del prodotto comunitario e le importazioni oggetto di  dumping era troppo bassa, essendo basata sul caso regionale del Regno Unito. Nel contesto di un  caso di dimensioni comunitarie la differenza qualitativa nell'altro mercato principale, quello  francese, dovrebbe essere maggiore a causa della natura tradizionalmente protetta di questo mercato  e del conseguente sospetto di importazioni da parte degli agricoltori. In altri termini, secondo  l'EFIA le importazioni dovevano avere un prezzo inferiore a quello stimato dalla Commissione per  poter superare le evidenti differenze qualitative ed entrare nel mercato. Questa argomentazione deve essere respinta. In primo luogo, è risultato che il prezzo delle  importazioni oggetto di dumping era più alto in Francia che nel Regno Unito, e che il livello di  sottoquotazione rispetto ai prezzi del prodotto nazionale era più basso in Francia. In secondo  luogo, il livello assoluto dei prezzi sul mercato era più basso durante il periodo d'inchiesta per  il caso comunitario che per il caso regionale. Pertanto, non c'è motivo di aumentare l'importo  fissato per la differenza di qualità oltre i 10 ECU, e non sono stati presentati altri elementi di  prova a favore di tale aumento. iv)  Cumulo delle importazioni oggetto di dumping (41)  Per determinare l'impatto delle importazioni oggetto di dumping sull'inchiesta comunitaria,  si deve verificare se l'effetto delle importazioni oggetto di dumping dalla Russia e dalla Lituania  debba essere valutato cumulativamente. (42)  Ad un primo esame diversi fattori sembrano sostenere il cumulo -  il volume delle importazioni originarie della Russia e della Lituania è significativo. Durante  il periodo d'inchiesta, le quote di mercato di tali importazioni erano pari rispettivamente a 7,3   % e 3,2  %; -  le caratteristiche fisiche del nitrato di ammonio di qualità media importato da entrambi i paesi  sono grosso modo simili; -  i prodotti russi e lituani sono in concorrenza uno con l'altro nel mercato comunitario e con il  prodotto simile prodotto dall'industria comunitaria; -  i prodotti russi e lituani si servono dello stesso tipo di canali di distribuzione nella  Comunità, e il prezzo di vendita del nitrato di ammonio di buona qualità di entrambi i paesi è  grosso modo simile. (43)  In questo caso particolare, tuttavia, si è dovuto tener conto di altri fattori; Sebbene il volume totale delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania sia aumentato nel periodo  dell'inchiesta, il volume delle importazioni russe è aumentato del 55  % durante tale periodo  rispetto al 1992/1993, mentre le importazioni dalla Lituania sono diminuite del 28  % per lo stesso  periodo, nonostante una crescita globale del 3  % della domanda del mercato comunitario. La quota  di mercato della Russia è salita dal 4,9  % al 7,3  %, mentre la quota della Lituania è scesa dal  4,6  % al 3,2  %. Pertanto la situazione delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania, che  erano ad un livello di parità nel 1992/1993, durante il periodo d'inchiesta è variata al punto che  le importazioni lituane in questo periodo erano pari solo al 40  % delle importazioni russe. Anche se i prezzi di vendita praticati dagli importatori nella Comunità per il prodotto russo e  lituano di qualità media non sono molto diversi, il prodotto lituano beneficia di un piccolo premio  in termini di prezzo. Il prezzo medio cif all'importazione del prodotto lituano era di 89 ECU per  tonnellata nel periodo dell'inchiesta, contro un prezzo di 75 ECU per tonnellata del prodotto  russo. Anche il prezzo fob all'esportazione del nitrato di ammonio originario della Lituania è  molto superiore a quello del prodotto russo. Questa differenza di prezzo medio si spiega con il  fatto che una parte del prodotto spedito dalla Russia era di qualità scadente; questo tipo di  prodotto beneficiava di prezzi eccezionalmente bassi all'immissione sul mercato comunitario e  serviva a rinforzare l'immagine del prodotto russo come prodotto di qualità inferiore e meno  affidabile rispetto al nitrato di ammonio proveniente dalla Lituania, che arrivava per la quasi  totalità in buone condizioni alla frontiera comunitaria. Inoltre, un elemento specifico di questo caso è la precedente inchiesta regionale nel Regno Unito,  che ha portato all'istituzione di misure volte ad eliminare il pregiudizio dal mercato britannico.  Fino al 1993 le importazioni russe e lituane erano concentrate nel Regno Unito. Durante il periodo  d'inchiesta, la maggior parte delle importazioni lituane nella CE erano dirette verso il Regno  Unito; l'elevata concentrazione in questo paese significa che la quota di mercato della Lituania  per i restanti paesi della Comunità era di appena il 2  %, contro il 4  % nel Regno Unito. Per  quanto riguarda le importazioni russe, invece, meno del 40  % delle importazioni da questo paese  nella Comunità era destinato al Regno Unito, e la quota di mercato del prodotto russo era più  uniforme in tutta la Comunità rispetto a quella del prodotto lituano. Nel resto del mercato comunitario, escluso il Regno Unito, le importazioni russe sono aumentate in  modo significativo durante il periodo dell'inchiesta, il che indica un allontanamento dal mercato  britannico, mentre per le importazioni lituane la tendenza era al ribasso. Le importazioni dalla  Lituania nella Comunità europea (escluso il Regno Unito) sono passate da 33  153 tonnellate  (trimestre con scadenza a marzo 1993) a 28  676 tonnellate (trimestre con scadenza a marzo 1994),  con una diminuzione pari al 13,5  %, mentre le esportazioni dalla Russia con la stessa destinazione  e per lo stesso periodo hanno avuto un incremento da 22  768 tonnellate a 105  830 tonnellate, pari  al 364  %. v)  Conclusione (44)  Alla luce dell'andamento differenziato delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania in  termini di volume totale e di quota di mercato nella Comunità, della loro diversa concentrazione  sul mercato del Regno Unito e della differenza di prezzo, si ritiene che data la situazione di  concorrenza tra i due paesi il cumulo non risulti appropriato. b)  Situazione dell'industria comunitaria i)  Produzione (45)  La produzione di nitrato di ammonio dell'industria comunitaria è scesa da 4,68 milioni di  tonnellate nel 1990/1991 a 3,69 milioni di tonnellate durante il periodo dell'inchiesta, con un  declino del 21  %. Durante tale periodo comunque la produzione è stata del 6,7  % superiore al  livello raggiunto nel 1992/1993, periodo durante il quale era scesa a 3,46 milioni di tonnellate. ii)  Utilizzazione degli impianti (46)  La capacità produttiva dell'industria comunitaria è scesa da 9,12 milioni di tonnellate nel  1990/1991 a 8,58 milioni di tonnellate nel periodo dell'inchiesta, con una diminuzione del 6  %.  Nello stesso periodo l'utilizzazione degli impianti è passata dal 51  % al 43  %. iii)  Scorte (47)  Le scorte dell'industria comunitaria sono diminuite da 363  000 tonnellate alla fine del  1990/1991 a 201  000 tonnellate alla fine del periodo dell'inchiesta. iv)  Vendite nella Comunità (48)  Tra il 1990/1991 e il 1992/1993 le vendite dell'industria comunitaria nella Comunità sono  passate da 3,85 a 3,16 milioni di tonnellate. Nonostante una ripresa delle vendite, salite a 3,40  milioni di tonnellate durante il periodo d'inchiesta, il volume totale era ancora inferiore del 12   % rispetto al livello del 1990/1991. v)  Quota di mercato (49)  La quota di mercato dell'industria comunitaria è scesa dall'81  % nel 1990/1991 al 69  % nel  1992/1993, con un leggero incremento fino al 73  % nel periodo dell'inchiesta. vi)  Prezzi (50)  I prezzi netti di vendita medi ponderati dell'industria comunitaria sono passati da 145,4 ECU  per tonnellata nel 1990/1991 a 117,1 ECU per tonnellata nel 1992/1993, con un ulteriore calo nel  periodo dell'inchiesta fino a 106,9 ECU per tonnellata. Pertanto, i prezzi durante il periodo  dell'inchiesta erano inferiori del 26,5  % rispetto al livello del 1990/1991. vii)  Redditività (51)  Il profitto dell'industria comunitaria sulle vendite nel 1990/1991, su base media ponderata,  era del 15,6  %. Nel 1992/1993 si è registrata una perdita del 2,7  %, e nel periodo dell'inchiesta  la perdita è ancora aumentata sino al 6,8  % sulle vendite. viii)  Occupazione (52)  Il numero delle persone direttamente occupate dall'industria comunitaria nel settore del  nitrato di ammonio è sceso da 2  444 nel 1990/1991 a 1  810 nel periodo dell'inchiesta, con una  perdita di 634 posti di lavoro pari al 26  %. A tal proposito l'occupazione è quindi scesa in linea  con la produzione, che è diminuita di poco più del 21  %. c)  Conclusione (53)  È evidente che la situazione dell'industria comunitaria è peggiorata tra il 1990/1991 e la  fine del periodo dell'inchiesta. L'andamento della maggior parte degli indicatori principali era  negativo. Durante tale periodo, si è verificato un calo per quanto riguarda la produzione, l'utilizzazione  degli impianti, le vendite sul mercato interno e la quota di mercato, mentre i prezzi sono scesi  del 26  % e il rendimento finanziario dell'industria è passato da una situazione di sano profitto  nel 1990/1991 a una di grave perdita nel periodo dell'inchiesta. Anche se la produzione dell'industria comunitaria e il volume delle vendite hanno avuto un  miglioramento nel periodo dell'inchiesta rispetto al periodo 1992/1993, ciò rifletteva un generale  miglioramento della domanda totale e della capacità di penetrazione nel mercato, dato che la quota  di mercato dell'industria comunitaria è aumentata di soli 4 punti percentuali, mentre il volume  delle vendite è salito di quasi 8 punti percentuali. Al tempo stesso l'industria ha dovuto  abbassare ulteriormente i prezzi nel periodo d'inchiesta, subendo una perdita più grave che nel  periodo 1992/1993. Inoltre, gli effetti sommati di un volume di vendite in calo e della riduzione dei prezzi hanno  determinato una diminuzione del volume d'affari dell'industria comunitaria per il nitrato di  ammonio nel periodo d'inchiesta, sceso ad un livello pari al 65  % del livello raggiunto nel  1990/1991. (54)  In vista dei fattori suelencati, si conclude che l'industria comunitaria ha subito un  pregiudizio notevole. F.  CAUSA a)  Pregiudizio causato dalle importazioni di prodotto originario della Russia i)  Vendite (55)  Tra il 1990/1991 e il periodo d'inchiesta, le vendite dell'industria comunitaria sono  diminuite di 452  000 tonnellate, mentre le importazioni dalla Russia sono aumentate di 328  000  tonnellate. Anche se un quantitativo ridotto del prodotto russo era di qualità inferiore e veniva  venduto a basso prezzo per essere utilizzato nelle soluzioni, è evidente che la maggior parte delle  perdite sulle vendite interne dell'industria comunitaria possono essere attribuite alle  importazioni oggetto di dumping dalla Russia, che hanno sostituito tali vendite. ii)  Quota di mercato (56)  Tra il 1990/1991 e il periodo dell'inchiesta la quota di mercato delle importazioni oggetto  di dumping provenienti dalla Russia è cresciuta dallo 0,3  % al 7,3  %. Durante lo stesso periodo,  la quota di mercato dell'industria comunitaria è scesa di 8 punti percentuali, passando dall'81  %  al 73  %. (57)  La quota di mercato dell'industria comunitaria è aumentata dal 69  % al 73  % tra il  1992/1993 e il periodo dell'inchiesta, ma tale incremento è stato ottenuto a spese delle  importazioni da altre fonti (ivi compresa la Lituania), diminuite di 7 punti percentuali, cioè al  livello del 1990/1991. La quota di mercato delle importazioni russe ha continuato a crescere tra il  1992/1993 e il periodo dell'inchiesta. In tali circostanze, è evidente che la diminuzione della  quota di mercato dell'industria comunitaria tra il 1990/1991 e il periodo dell'inchiesta era dovuta  principalmente all'aumento delle importazioni oggetto di dumping provenienti dalla Russia. iii)  Produzione (58)  La produzione di nitrato di ammonio è diminuita di circa 1 milione di tonnellate tra il  1990/1991 e il periodo d'inchiesta. L'aumento di 328  000 tonnellate del volume delle importazioni  oggetto di dumping dalla Russia ha contribuito significativamente a tale declino della produzione,  e in modo corrispondente alla riduzione dell'utilizzazione degli impianti, pur tenendo conto della  quantità di prodotto di qualità scadente, di cui al punto 56. iv)  Prezzi e redditività (59)  Tra il 1990/1991 e il periodo dell'inchiesta, il prezzo medio netto di vendita dell'industria  comunitaria è sceso da 145 a 107 ECU per tonnellata. Al tempo stesso, il volume delle importazioni  oggetto di dumping dalla Russia è aumentato di 328  000 tonnellate, sostituendo un volume  equivalente di vendite dei produttori comunitari. Dal 1990/1991 le importazioni oggetto di dumping  erano offerte in quantitativi consistenti a prezzi che, pur tenendo conto della differenza  qualitativa tra il prodotto comunitario e il prodotto importato, erano sostanzialmente inferiori al  costo di produzione dell'industria comunitaria. L'inchiesta ha stabilito, in base a prove documentate, che molti acquirenti sono passati dal  prodotto comunitario al prodotto russo esclusivamente per motivi di prezzo. (60)  Si conclude pertanto che i produttori comunitari hanno dovuto abbassare i prezzi fino a un  livello molto inferiore ai costi per poter mantenere un certo volume di vendite, a causa dei prezzi  bassi delle importazioni oggetto di dumping dalla Russia. Pertanto il livello modesto di  sottoquotazione dei prezzi causato dalle importazioni russe durante il periodo dell'inchiesta, come  già indicato al punto 39, previo un adeguamento per tener conto della qualità, riflette soltanto il  livello al quale l'industria comunitaria è stata costretta ad abbassare i propri prezzi per poter  competere, al punto che i prezzi risultavano inferiori ai costi del 7  %. Le importazioni oggetto di dumping dalla Russia sono state quindi una causa importante della  diminuzione dei prezzi dell'industria comunitaria, ed hanno avuto un ruolo primario nel declino da  una situazione di redditività a una di notevole perdita. b)  Pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping dalla Lituania i)  Vendite (61)  Tra il 1990/1991 e il periodo dell'inchiesta, le vendite dell'industria comunitaria sono  diminuite di 452  000 tonnellate, mentre il volume delle importazioni dalla Lituania è aumentato di  135  000 tonnellate. Il calo delle vendite sul mercato interno sembra quindi essere dovuto in parte  alle importazioni oggetto di dumping dalla Lituania. Tuttavia nel periodo d'inchiesta le vendite  dell'industria comunitaria sono aumentate di 287  000 tonnellate rispetto al periodo 1992/1993,  mentre le importazioni dalla Lituania sono diminuite di 58  000 tonnellate; pertanto, l'impatto  globale delle importazioni dalla Lituania sembra essere stato piuttosto limitato. ii)  Quota di mercato (62)  Tra il 1990/1991 e il periodo dell'inchiesta la quota di mercato delle importazioni oggetto  di dumping dalla Lituania è aumentata dallo 0,3  % al 3,2  %. Durante tale periodo, la quota di  mercato dell'industria comunitaria, come già detto, è scesa di 8 punti percentuali, dall'81  % al  73  %. (63)  In tali circostanze, è evidente quindi che la perdita di quota di mercato dell'industria  comunitaria è in parte legata all'aumento delle importazioni oggetto di dumping dalla Lituania. Va  tuttavia ricordato che tra il 1992/1993 e il periodo dell'inchiesta la quota di mercato delle  importazioni dalla Lituania è scesa dal 4,6  % al 3,2  %. Si conclude perciò che nel complesso le  importazioni dalla Lituania abbiano contribuito solo in minima parte al declino della quota di  mercato dell'industria comunitaria. iii)  Produzione (64)  La produzione di nitrato di ammonio è diminuita di circa 1 milione di tonnellate tra il  1990/1991 e il periodo dell'inchiesta. Si ritiene che l'aumento di 135  000 tonnellate del volume  delle importazioni oggetto di dumping abbia avuto un ruolo minore in questo calo della produzione e  nella riduzione dell'utilizzazione degli impianti. Durante il periodo dell'inchiesta, la produzione  comunitaria è aumentata di 232  000 tonnellate e le importazioni dalla Lituania sono diminuite di  58  000 tonnellate. iv)  Prezzi e redditività (65)  Il prezzo delle importazioni lituane è superiore a quello delle importazioni russe, e solo un  volume limitato di produzione comunitaria sembra essere stato sostituito dalle importazioni  lituane. Inoltre, il prezzo dei produttori comunitari è diminuito del 9  % durante il periodo  dell'inchiesta, mentre al tempo stesso il volume delle importazioni del prodotto lituano è sceso  del 28  %, e il prezzo cif è aumentato del 9  %. (66)  Considerando quanto sopra, si conclude che le importazioni dalla Lituania non hanno avuto un  impatto significativo sui prezzi e sulla redditività dei produttori comunitari. c)  Pregiudizio causato da altri fattori i)  Importazioni da altre fonti (67)  Tra il 1990/1991 e il periodo dell'inchiesta il volume delle importazioni da altri paesi,  escluse la Russia e la Lituania, è diminuito da 629  000 a 537  000 tonnellate, con una diminuzione  di 92  000 tonnellate, equivalente al 15  %. Durante tale periodo la quota di mercato di queste  importazioni, provenienti principalmente dall'Europa dell'est e dal Nordafrica, sono diminuite dal  13,2  % all'11,6  %. Inoltre, nonostante queste importazioni avessero prezzi più bassi di quelli  praticati dai produttori comunitari, erano vendute in buona parte a prezzi superiori a quelli delle  importazioni provenienti dalla Russia o dalla Lituania. (68)  Si conclude pertanto che le importazioni da altre fonti non abbiano contribuito in modo  sensibile al pregiudizio subito dall'industria comunitaria durante il periodo dell'inchiesta. ii)  Calo della domanda generale (69)  Il consumo comunitario totale di nitrato di ammonio è diminuito di 109  000 tonnellate tra il  1990/1991 e il periodo dell'inchiesta. Durante lo stesso periodo le vendite dell'industria  comunitaria sono diminuite di 452  000 tonnellate, mentre le importazioni dalla Russia e dalla  Lituania hanno registrato un aumento di 463  000 tonnellate. Alla luce di quanto sopra, si conclude  che il calo della domanda globale comunitaria abbia avuto un ruolo marginale nella diminuzione  delle vendite dell'industria comunitaria. iii)  Strategia dei produttori comunitari (70)  Dal momento che il volume della produzione comunitaria è diminuito di 1 milione di tonnellate  tra il 1990/1991 e il periodo dell'inchiesta, mentre le importazioni oggetto di dumping sono  aumentate di 463  000 tonnellate, è evidente che altri fattori devono essere intervenuti nel  determinare il declino della produzione e conseguentemente dell'utilizzazione degli impianti e  dell'occupazione. L'inchiesta ha stabilito che due fattori sono intervenuti in questo senso: i)  una riduzione delle scorte dell'industria comunitaria (vedere punto 47), ii)  una diminuzione nella quantità di nitrato di ammonio utilizzata per il consumo interno da  parte dei produttori comunitari, principalmente per aggiungerlo a fertilizzanti composti. È chiaro che questi due fattori hanno contribuito al declino della produzione dell'industria  comunitaria. (71)  L'inchiesta ha stabilito inoltre che tra il 1990/1991 e il periodo dell'inchiesta l'industria  comunitaria ha mantenuto un livello di produzione in eccesso rispetto alla domanda di mercato.  Mentre è assodato che in alcuni stabilimenti una parte della capacità dichiarata di produzione di  nitrato di ammonio può essere impiegata per produrre anche altri prodotti azotati, e che pertanto  la capacità globale risulta ridotta del 6  %, è chiaro che in generale la capacità dell'industria  comunitaria sarebbe comunque eccedente rispetto alla domanda, anche in assenza delle importazioni  oggetto di dumping dalla Russia e dalla Lituania. Questo stato di cose sembra aver contribuito a  mantenere un livello di costi fissi più elevato del necessario per questo prodotto. d)  Conclusione (72)  Gli altri fattori sopra identificati (punti da 67 a 71) hanno contribuito al declino della  produzione dell'industria comunitaria, dell'utilizzazione degli impianti e dell'occupazione, e il  mantenimento di un livello di sovrapproduzione può aver contribuito a determinare costi di  produzione più elevati del necessario, con un conseguente impatto sui profitti. Ciononostante, va  notato che tra il 1990/1991 e il periodo dell'inchiesta l'industria comunitaria ha potuto ridurre i  costi medi di produzione da 126 a 115 ECU per tonnellata, e nonostante questo sforzo non era in  grado di competere con le importazioni oggetto di dumping. (73)  Le importazioni oggetto di dumping dalla Lituania hanno avuto un certo impatto sulle vendite  e sulle quote di mercato dell'industria comunitaria, e un ruolo minore nella diminuzione della  produzione e dell'utilizzo degli impianti (punti 61-66). Tuttavia, dato il volume ridotto delle  importazioni dalla Lituania e il loro notevole calo durante il periodo dell'inchiesta, il  contributo di queste importazioni al pregiudizio subito dall'industria comunitaria nel suo insieme  deve essere considerato di minore entità. Come già detto, le importazioni lituane hanno avuto una  penetrazione significativa solo nel mercato del Regno Unito, dove restano in vigore misure  antidumping regionali relative al nitrato di ammonio lituano. (74)  Il rimanente pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping dalla Russia consiste  in buona parte nella diminuzione delle vendite e della quota di mercato, e soprattutto nella caduta  dei prezzi e dei profitti dell'industria comunitaria. Le importazioni russe hanno avuto un impatto  significativo anche sulla produzione e sull'utilizzazione degli impianti, nonché sull'occupazione  (punti da 55 a 60). L'impatto delle importazioni russe è stato subito dall'industria comunitaria  nel suo insieme, dal momento che la penetrazione di tali importazioni nel mercato era consistente e  in aumento in tutta la Comunità. (75)  In conclusione, è stato stabilito che una parte del pregiudizio subito dall'industria  comunitaria è stato causato da altri fattori oltre alle importazioni oggetto di dumping. La parte  di pregiudizio attribuite alle importazioni oggetto di dumping dalla Lituania non può essere  considerata rilevante. Tuttavia, vista la gravità del pregiudizio complessivo in questo caso, si  deve concludere che il restante pregiudizio, causato dalle importazioni oggetto di dumping dalla  Russia, considerato isolatamente, è notevole. G.  INTERESSE DELLA COMUNITÀ 1.  Considerazioni generali (76)  Nel considerare se l'interesse della Comunità richieda l'adozione di misure antidumping,  viene data particolare attenzione all'obiettivo di eliminare le distorsioni degli scambi provocate  dal dumping causa del pregiudizio e di ripristinare una concorrenza leale. 2.  Conseguenze per l'industria comunitaria (77)  Per quanto riguarda il presente procedimento, in mancanza di misure atte a correggere gli  effetti delle importazioni oggetto di dumping, alcuni produttori comunitari potrebbero essere  costretti a chiudere alcuni impianti o a cessare completamente l'attività, soprattutto a causa del  volume elevato di sovrapproduzione in Russia, e delle pratiche di dumping riscontrate durante il  periodo dell'inchiesta. Ciò recherebbe una notevole perdita occupazionale nella Comunità e  ridurrebbe la concorrenza sul mercato. (78)  L'EFIA ha affermato che non c'è sovrapproduzione in Russia; tale affermazione è tuttavia  contraddetta dalle risposte degli esportatori che hanno collaborato, i quali nell'insieme hanno una  capacità di produzione inutilizzata di oltre 1 milione di tonnellate durante il periodo  dell'inchiesta, e che inoltre rappresentano solo una parte minore della produzione di nitrato di  ammonio in Russia. Uno studio indipendente pubblicato nel gennaio 1995 è giunto a concludere che la  sovrapproduzione di nitrato di ammonio in Russia era pari a 5 milioni di tonnellate. 3.  Impatto sugli utilizzatori (79)  Gli agricoltori nella Comunità hanno beneficiato, nel breve termine, dei prezzi bassi delle  importazioni oggetto di dumping; va ricordato tuttavia che i fertilizzanti costituiscono solo il 12   % dei costi totali di produzione degli agricoltori nella Comunità, dato che il prezzo dei  fertilizzanti è sceso considerevole negli ultimi anni. Pertanto, è improbabile che gli adeguamenti di prezzo risultanti dall'imposizione di misure  antidumping abbiano un impatto significativo sul bilancio degli agricoltori, soprattutto a causa  della misura modesta delle misure necessarie ad eliminare il dumping causa di pregiudizio; nel  complesso, questa non può essere una ragione sufficiente per non adottare misure di legittima  protezione dei produttori comunitari. 4.  Impatto sugli scambi con la Russia (80)  Nel verificare l'interesse della Comunità e nel formulare proposte, si deve tener conto  dell'impegno espresso dalla Comunità di incoraggiare gli scambi con la Russia per agevolarne il  passaggio verso un'economia di mercato. Questo non significa naturalmente che non si debbano  prendere misure antidumping dove necessario, bensì che le soluzioni proposte devono cercare di  ridurre al minimo il possibile conflitto tra l'esigenza di eliminare il pregiudizio causato dalle  importazioni oggetto di dumping all'industria comunitaria e la necessità di incoraggiare scambi  continuativi e in continuo aumento con la Russia. 5.  Conclusione (81)  Si è concluso che l'adozione di misure antidumping è nell'interesse della Comunità; si dovrà  comunque tener conto delle considerazioni esposte al punto 80 nel determinare le misure da  adottare. H.  CONCLUSIONE 1.  Chiusura del procedimento a livello comunitario nei confronti della Lituania (82)  Poiché si è concluso che le importazioni dalla Lituania non hanno causato pregiudizio  notevole all'industria comunitaria, il procedimento nei confronti di questo paese è stato chiuso  con la decisione 95/344/CE della Commissione  (1). 2.  Misure in vigore relative al mercato del Regno Unito (83)  L'attuale inchiesta a livello comunitario relativa alle importazioni di nitrato d'ammonio  dalla Lituania e dalla Russia ha determinato che, nel caso della Russia, l'adozione di misure  antidumping è giustificata. Inoltre, dal maggio 1994 sono in vigore misure antidumping relative  alle importazioni di nitrato di ammonio dalla Russia e dalla Lituania nel Regno Unito, a  conclusione dell'inchiesta regionale di cui al punto 2. Le misure suddette consistono di impegni quantitativi che limitano le importazioni annuali dalla  Lituania e dalla Russia nel Regno Unito a 100  000 tonnellate l'anno per ciascun paese. (84)  Per quanto riguarda le importazioni dalla Russia, le misure regionali non forniscono una  protezione adeguata per l'industria comunitaria nel suo insieme, dal momento che durante il periodo  dell'inchiesta il 60  % delle importazioni comunitarie di nitrato di ammonio dalla Russia erano  dirette a paesi diversi dal Regno Unito. In termini di volume, questo significa più di 200  000  tonnellate, con un netto incremento rispetto al 1992/1993. Durante tale periodo, inoltre, gli Stati membri, ad esclusione del Regno Unito, rappresentavano il  55  % della produzione comunitaria e il 60  % della domanda, e i produttori in questione hanno  subito perdite più forti per quanto riguarda i prezzi e la redditività rispetto ai produttori del  Regno Unito. 3.  Misure definitive a livello Comunitario per le importazioni dalla Russia (85)  Per le importazioni dalla Russia le misure antidumping a livello comunitario risultano  giustificate, pertanto devono essere abrogate le misure regionali relative al Regno Unito su questa  importazioni, per evitare che il Regno Unito usufruisca contemporaneamente di due diverse misure  protettive. Il procedimento regionale relativo alle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia  è stato quindi chiuso con la decisione 95/345/CE della Commissione  (2). (86)  Diverse parti hanno affermato che i prezzi del nitrato di ammonio nella Comunità, e di  conseguenza la situazione dei produttori comunitari, sono migliorati dalla fine del periodo  dell'inchiesta, e che pertanto le misure di protezione non sono più necessarie. Non è stata svolta un'inchiesta formale, ma sembra che effettivamente il mercato del nitrato di  ammonio, come il mercato dei fertilizzanti azotati nel suo insieme, abbia avuto un miglioramento  dopo la fine del periodo dell'inchiesta. Tuttavia ciò non elimina la necessità di eliminare il  dumping causa di pregiudizio, anche se nel determinare il tipo di misure da adottare si dovrà tener  conto di questa situazione. 4.  Tipo di misure (87)  Si è deciso di imporre misure antidumping definitive sulle importazioni di nitrato di ammonio  originario della Russia, sotto forma di un dazio variabile; tale dazio avrebbe il vantaggio di  aumentare i prezzi all'esportazione ad un livello sufficiente ad eliminare il dumping causa di  pregiudizio, evitando al tempo stesso di imporre un carico eccessivo agli esportatori che li porti  ad aumentare i prezzi fino ad un livello eccessivo rispetto al necessario. Tale approccio concilia al meglio la necessità di eliminare il dumping causa di pregiudizio con le  considerazioni esposte ai punti 80 e 86. (88)  L'EFIA ha espresso il timore che un dazio a prezzo minimo possa rendere difficoltose le  esportazioni nella Comunità nel caso di una caduta dei prezzi di mercato o di una variazione del  tasso di cambio del dollaro USA. Per ovviare a tali eventualità, il Consiglio rileva che la  Commissione è disposta a prendere in considerazione un rapido riesame delle misure nel caso vengano  fornite prove sufficienti in questo senso, anche prima dello scadere di un anno dalla data di  imposizione delle misure. 5.  Aliquota del dazio a)  Prezzo indicativo per l'industria comunitaria (89)  Per determinare l'aumento di prezzo delle importazioni oggetto di dumping necessario ad  eliminare il pregiudizio per l'industria comunitaria, è stato calcolato il costo medio ponderato  per tonnellata della produzione dell'industria comunitaria per il nitrato di ammonio in sacchi, cui  è stato sommato un profitto del 5  % per arrivare a un prezzo che garantisca l'eliminazione del  pregiudizio. In recenti procedimenti antidumping relativi alle soluzioni di urea e nitrato di ammonio (UAN) è  stato calcolato un profitto del 5  % sui costi, e lo stesso margine di profitto è stato considerato  adeguato per i fertilizzanti azotati nei procedimenti antidumping. (90)  L'EFMA ha affermato che il margine di profitto indicativo del 10  % sui costi, utilizzato nel  caso regionale del Regno Unito, sarebbe più adeguato. (91)  Tale margine di profitto, di cui si è tenuto conto per il procedimento regionale, non è stato  applicato ai reali costi di produzione dell'industria britannica, bensì ai costi adeguati per  escludere l'impatto di fattori diversi dalle importazioni oggetto di dumping. In ogni caso,  l'industria britannica rappresenta solo una parte minore della produzione comunitaria di nitrato di  ammonio, ed ha costi inferiori rispetto agli altri produttori comunitari. Pertanto la struttura dei  costi dell'industria britannica sembra prestarsi quindi ad un ragionevole aspettativa di profitti  più elevati, in normali condizioni di mercato, rispetto all'industria comunitaria nell'insieme. Si  è stabilito inoltre che i costi fissi dell'industria comunitaria sono leggermente gonfiati dal  mantenimento di un livello di sovrapproduzione (punto 71). L'EFMA ha affermato altresì che sarebbe  opportuno tener conto di un margine di profitto maggiore a causa di alcuni costi legati alla  produzione di nitrato di ammonio, che non sono presenti per la produzione di soluzioni di urea o di  UAN. L'EFMA non ha però fornito prove sufficienti a sostenere questa affermazione. Considerando i  fattori sopra esposti, e dopo attento esame della questione, si conclude che il margine di 5  %  rispetto ai costi reali rimane un livello di profitto adeguato. (92)  Calcolando un profitto del 5  %, e tenendo conto dei 10 milioni per la differenza di qualità  di cui al punto 38, l'aumento di prezzo delle importazioni oggetto di dumping necessario ad  eliminare il pregiudizio è di 20,4 ECU per tonnellata per le importazioni dalla Russia. b)  Dazio basato sull'eliminazione del pregiudizio (93)  I margini di dumping per quanto riguarda il nitrato di ammonio originario della Russia  ammonta a 31,3 ECU per tonnellata. Dal momento che il margine di dumping è superiore all'aumento di prezzo necessario ad eliminare il  pregiudizio («  margine di pregiudizio  ») l'aliquota del dazio antidumping verrà stabilita in base  al margine di pregiudizio pari a 20,4 ECU per tonnellata. c)  Calcolo del prezzo minimo per la determinazione di un dazio variabile (94)  La soglia del prezzo minimo è calcolata in base al prezzo all'esportazione (franco frontiera)  cui vengono sommati il margine di pregiudizio e i costi di trasporto e assicurazione, nonché il  margine per i distributori, per arrivare al prezzo cif franco frontiera comunitaria a dazio non  corrisposto. Il dazio antidumping verrà riscosso solamente se il prezzo cif all'importazione scende  al di sotto di questo livello. (95)  Per calcolare i costi sostenuti tra esportazione e importazione, non è sufficiente calcolare  la differenza tra i prezzi all'esportazione franco frontiera russa e i prezzi cif Eurostat, dal  momento che il prezzo cif medio delle importazioni russe risulta ridotta da una parte di prodotto  al di sotto degli standard qualitativi, mentre il prezzo all'esportazione si basa unicamente sul  nitrato di ammonio di buona qualità. Il confronto di cui sopra non terrebbe debito conto dei costi  sostenuti e darebbe come risultato un prezzo minimo che non eliminerebbe completamente il  pregiudizio. In mancanza della piena collaborazione da parte degli importatori ed esportatori russi di nitrato  di ammonio, il metodo più adeguato consisterebbe nel calcolare i costi sostenuti tra esportazione  ed importazione nella Comunità del prodotto lituano, stabiliti in base ai dati verificati nel corso  dell'inchiesta. Il prodotto lituano è un prodotto di qualità buona ed uniforme, spedito all'incirca  dalla stessa distanza e alle stesse condizioni del nitrato di ammonio russo. Il ministero russo per le relazioni economiche esterne ha affermato che l'importo di 24,7 ECU per  tonnellata, calcolato con il metodo di cui sopra, è troppo elevato, ed ha comunicato alcuni dati  forniti dagli esportatori che indicano costi di trasporto più bassi. Questi dati non possono essere accettati, dal momento che sono stati presentati molto tardi durante  lo svolgimento del procedimento e non sono stati verificati; essi si riferivano inoltre solo a una  piccola parte delle esportazioni totali e omettevano gli elementi di costo relativi ad agenti o  altri intermediari che comprano e vendono il prodotto nello stadio intermedio tra lo stadio fob e  lo stadio cif nella Comunità. Secondo le informazioni comunicate nel corso delle verifiche, questo  è infatti il normale percorso di vendita del nitrato di ammonio russo. Applicando quanto sopra al nitrato di ammonio russo, si ha il calcolo seguente: >SPAZIO PER TABELLA> (96)  Il prezzo minimo per le importazioni di prodotto imballato in sacchi dalla Russia dovrebbe  essere pertanto 102,9 ECU per tonnellata. (97)  L'EFIA ha affermato che il prezzo minimo deve essere ridotto nel caso il nitrato di ammonio  venga importato allo stato sfuso. A questo proposito si ritiene che l'esistenza di un prezzo minimo  più basso per il prodotto sfuso aprirebbe inevitabilmente la possibilità di evitare il dazio  antidumping sulle importazioni in sacchi, mediante adeguamenti compensatori per il costo  dell'imballaggio. Si conclude pertanto che per mantenere l'efficacia delle misure è necessario imporre lo stesso  prezzo di 102,9 ECU per tonnellata sia sul prodotto in sacchi che per il prodotto sfuso.6.  Impegno (98)  Il ministero russo per le relazioni economiche esterne ha proposto di limitare le  esportazioni nella Comunità a 300  000 tonnellate l'anno e di rilasciare licenze solo per un prezzo  pari o superiore a un prezzo indicativo che rispecchi il «  prezzo di mercato  » della Comunità.  L'impegno non è accettabile, dal momento che il limite di 100  000 tonnellate fissato con gli  impegni quantitativi per il mercato britannico, accettati con la decisione 94/293/CE, è già stato  superato a febbraio 1995, nonostante il fatto che le autorità russe si erano impegnate a limitare  le esportazioni a 100  000 tonnellate per il periodo di 12 mesi con scadenza 21 maggio 1995. Alla luce di quanto sopra, le autorità russe non hanno dimostrato in modo adeguato la loro capacità  di soddisfare i requisiti di controllo degli impegni relativi alle esportazioni di nitrato di  ammonio. Inoltre: (99)  L'importo di 300  000 tonnellate è troppo elevato, e rappresenta una riduzione pari soltanto  al 27  % del volume delle importazioni rispetto al periodo dell'inchiesta, anche tenendo conto  delle 70  000 tonnellate di nitrato di ammonio importate in Austria, Finlandia e Svezia. Tale  riduzione non è sufficiente ad eliminare il pregiudizio causato all'industria comunitaria. (100)  In ogni caso, dato che è ancora in vigore il limite di 100  000 tonnellate per le  importazioni dalla Lituania nel Regno Unito, il fatto di accettare un limite più alto per le  importazioni russe nell'intera Comunità darebbe la possibilità alla Russia di esportare più di 100   000 tonnellate nel Regno Unito, costituendo quindi un premio per gli esportatori russi che hanno  causato pregiudizio nel passato, soprattutto per il fatto che hanno superato i limiti fissati con  il procedimento regionale. (101)  Il «  prezzo indicativo  », pur riflettendo i prezzi più alti dell'offerta, non sarebbe  sempre uguale o superiore al prezzo minimo necessario ad eliminare il dumping causa di pregiudizio:  le autorità russe richiedono una certa flessibilità legata al mercato. Ad ogni modo, il ministero  non sarebbe in grado di controllare in pratica il prezzo reale pagato. 7.  Conclusione (102)  Si è concluso pertanto che l'impegno di cui sopra non può essere accettato, e che è  necessario imporre il dazio antidumping variabile, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 1.  È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni  di nitrato di ammonio originario della Russia che rientra nei codici NC 3102  30  90 e 3102  40   90. 2.  L'aliquota del dazio definitivo è pari alla differenza tra 102,90 ECU per tonnellata netta di  prodotto e il prezzo netto cif, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, qualora  quest'ultimo sia inferiore. 3.  Salvo altrimenti specificato, si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi  doganali. Articolo 2 Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, addì 16 agosto 1995. Per il Consiglio Il Presidente J. SOLANA (1)  A causa degli arrotondamenti le somme delle cifre indicate nel testo  possono dar luogo a totali non sempre esatti.  (1)  Vedi pagina 0 della presente Gazzetta ufficiale.  (2)  Vedi pagina 0 della presente Gazzetta ufficiale.  (1)    (2)    (3)  GU n. C 158 del 9. 6. 1994, pag. 3.  (4)    (1)    (1)  Vedi pagina 0 della presente Gazzetta ufficiale.  (2)  Vedi pagina 0 della presente Gazzetta ufficiale.  (1)  Vedi pagina 27 della presente Gazzetta ufficiale.  (2)  Vedi pagina 29 della presente Gazzetta ufficiale.