CELEX: 61980CJ0027
Language: it
Date: 1980-12-16
Title: Sentenza della Corte del 16 dicembre 1980. # Procedimento penale a carico di Anton Adriaan Fietje. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Arrondissementsrechtbank Assen - Paesi Bassi. # Denominazione obbligatoria di bevande alcoliche. # Causa 27/80.

Avis juridique important

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61980J0027

SENTENZA DELLA CORTE DEL 16 DICEMBRE 1980.  -  PROCEDIMENTO PENALE A CARICO DI ANTON ADRIAAN FIETJE.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALL'ARRONDISSEMENTSRECHTBANK DI ASSEN).  -  DENOMINAZIONE OBBLIGATORIA DI BEVANDE ALCOLICHE.  -  CAUSA 27/80.  

raccolta della giurisprudenza 1980 pagina 03839 edizione speciale greca pagina 00517

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - RESTRIZIONI QUANTITATIVE - MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE - NORMATIVA IN FATTO DI DISTRIBUZIONE DI UN PRODOTTO - DENOMINAZIONE ED ETICHETTATURA - AMMISSIBILITA - PRESUPPOSTI E LIMITI 2 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - RESTRIZIONI QUANTITATIVE - MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE - DENOMINAZIONE OBBLIGATORIA DI BEVANDE ALCOOLICHE - ESTENSIONE AI PRODOTTI IMPORTATI - DIVIETO - CRITERI - VALUTAZIONE DA PARTE DEL GIUDICE NAZIONALE   ( TRATTATO CEE , ART . 30 )   3 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - RESTRIZIONI QUANTITATIVE - MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE - POTERE D ' ESENZIONE DELL ' AMMINISTRAZIONE NAZIONALE - IRRILEVANZA PAR LA QUALIFICAZIONE DI UN PROVVEDIMENTO VIETATO - AMMISSIBILITA IN CASO DI PROVVEDIMENTO GIUSTIFICATO DA RAGIONI AMMESSE DAL TRATTATO - LIMITI   ( TRATTATO CEE , ARTT . 30 E 36 )    

Massima

1 . IN MANCANZA DI UNA NORMATIVA COMUNE PER LA PRODUZIONE E PER IL COMMERCIO DI UNA MERCE , SPETTA , IN LINEA DI PRINCIPIO , AGLI STATI MEMBRI IL DISCIPLINARE , CIASCUNO NEL PROPRIO TERRITORIO , TUTTO CIO CHE RIGUARDA LA DISTRIBUZIONE DI DETTA MERCE , IVI COMPRESE LA DENOMINAZIONE E L ' ETICHETTATURA , SALVO RESTANDO QUALSIASI PROVVEDIMENTO COMUNITARIO ADOTTATO AL FINE DI RAVVICINARE LE LEGISLAZIONI NAZIONALI IN QUESTE MATERIE .   CIONONDIMENO , ONDE ACCERTARE LA COMPATIBILITA COL DIRITTO COMUNITARIO DI UNA NORMATIVA NAZIONALE CHE IMPONGA L ' USO DI UNA DETERMINATA DENOMINAZIONE PER MERCI NAZIONALI E IMPORTATE , OCCORRE STABILIRE SE TALE NORMATIVA POSSA OSTACOLARE LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI TRA GLI STATI MEM    BRI E , EVENTUALMENTE , IN QUALE MISURA UN OSTACOLO DEL GENERE SIA GIUSTIFICATO DA MOTIVI D ' INTERESSE GENERALE CHE SONO ALLA BASE DELLA NORMATIVA NAZIONALE .   2 . L ' ESTENSIONE , DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO , DI UNA DISPOSIZIONE CHE VIETI LA VENDITA DI DETERMINATE BEVANDE ALCOOLICHE SOTTO UNA DENOMINAZIONE DIVERSA DA QUELLA PRESCRITTA DALLE LEGGI NAZIONALI ALLE BEVANDE IMPORTATE DA ALTRI STATI MEMBRI , IN MODO DA RENDERE NECESSARIA LA MODIFICA DELL ' ETICHETTA CON LA QUALE LA BEVANDA IMPORTATA E LEGALMENTE DISTRIBUITA NELLO STATO MEMBRO ESPORTATORE , VA CONSIDERATA COME UNA MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , VIETATA DALL ' ART . 30 DEL TRATTATO CEE E NON GIUSTIFICATA DA RAGIONI D ' INTERESSE GENERALE ATTINENTI ALLA DIFESA DEI CONSUMATORI , QUALORA LE INDICAZIONI CHE SI TROVANO SULL ' ETICHETTA ORIGINALE ABBIANO , PER I CONSUMATORI STESSI E PER QUANTO RIGUARDA LA NATURA DEL PRODOTTO , UN CONTENUTO INFORMATIVO EQUIVALENTE A QUELLO DELLA DENOMINAZIONE LEGALMENTE PRESCRITTA .   LE VALUTAZIONI DI FATTO OCCORRENTI PER ACCERTARE L ' ESTISTENZA DI UNA SIFFATTA EQUIVALENZA SPETTANO AL GIUDICE NAZIONALE .   3 . UN PROVVEDIMENTO CHE RICADA SOTTO IL DIVIETO DI CUI ALL ' ART . 30 DEL TRATTATO CEE NON SFUGGE A DETTO DIVIETO PER IL SOLO FATTO CHE L ' AUTORITA COMPETENTE SIA AUTORIZZATA A CONCEDERE ESENZIONI , NEMMENO SE DI QUESTA FACOLTA CI SI VALGA AMPIAMENTE A FAVORE DEI PRODOTTI IMPORTATI . PER CONTRO , NEL CASO DI PROVVEDIMENTI GIUSTIFICATI DA MOTIVI AMMESSI DAL TRATTATO , QUESTO NON VIETA , IN LINEA DI PRINCIPIO , DI CONTEMPLARE LA POSSIBILITA DI DEROGHE MEDIANTE PROVVEDIMENTI INDIVIDUALI DA ADOTTARSI DISCREZIONALMENTE DALL ' AMMINISTRAZIONE . TALI DEROGHE NON DEVONO PERO RISOLVERSI NEL FAVORIRE I PRODOTTI NAZIONALI , POICHE CIO COSTITUIREBBE UNA DISCRIMINAZIONE ARBITRARIA O UNA RESTRIZIONE DISSIMULATA A CARICO DEI PRODOTTI IMPORTATI DA ALTRI STATI MEMBRI .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 27/80 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DALL ' ECONOMISCHE POLITIERECHTER ( GIUDICE DI POLIZIA IN MATERIA ECONOMICA ) PRESSO L ' ARRONDISSEMENTSRECHTBANK DI ASSEN , NEL PROCEDIMENTO PENALE DINANZI AD ESSO PENDENTE A CARICO DI  ANTON ADRIAAN FIETJE ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 30 DEL TRATTATO CEE , ONDE CONSENTIRE AL GIUDICE DI RINVIO DI STATUIRE SULLA COMPATIBILITA CON DETTO ARTICOLO DEL TRATTATO DELL ' OBBLIGO DI USARE LA PAROLA ' LIKEUR ' , CHE FIGURA ALL ' ART . 1 DEL ' LIKEURBESLUIT '  ( DECRETO OLANDESE SUI LIQUORI ) 11 SETTEMBRE 1953  ( STAATSBLAD 466 ), PER LE MERCI IVI INDICATE ,  

Motivazione della sentenza

1 CON SENTENZA 19 DICEMBRE 1979 , PERVENUTA IN CANCELLERIA IL 18 GENNAIO 1980 , L ' ECONOMISCHE POLITIERECHTER ( GIUDICE DI POLIZIA IN MATERIA ECONOMICA ) PRESSO L ' ARRONDISSEMENTSRECHTBANK DI ASSEN HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE RELATIVA ALL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 30 DELLO STESSO TRATTATO , ONDE VALUTARE LA COMPATIBILITA , COL DIRITTO COMUNITARIO , DELL ' ART . 1 DEL ' LIKEURBESLUIT '  ( DECRETO SUI LIQUORI )     OLANDESE , IN QUANTO DETTO ARTICOLO PRESCRIVE L ' OBBLIGO DI USARE LA PAROLA ' LIKEUR '  PER LE BEVANDE IVI DEFINITE .    2 LA QUESTIONE E STATA SOLLEVATA NELL ' AMBITO DI UN PROCEDIMENTO PENALE A CARICO DI UN COMMERCIANTE DI BEVANDE IMPUTATO DI AVER VENDUTO UNA BEVANDA , IMPORTATA DALLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA E DENOMINATA ' BERENTZEN APPEL - AUS APFEL MIT WEIZENKORN 25 VOL.% ' , LA QUALE NON RECAVA LA DENOMINAZIONE ' LIKEUR '  PUR RIENTRANDO NELLA SFERA D ' APPLICAZIONE DELLA SUDDETTA DISPOSIZIONE .    3 IL ' LIKEURBESLUIT '  E STATO EMANATO IN BASE AGLI ARTT . 14 E 15 DELLA ' WARENWET '  ( LEGGE SULLE MERCI ) OLANDESE DEL 28 DICEMBRE 1935 ( STAATSBLAD 793 ). DETTI ARTICOLI DISPONGONO , FRA L ' ALTRO , CHE , ALLO SCOPO DI TUTELARE LA SALUTE PUBBLICA O DI PROMUOVERE LA LEALTA DEI NEGOZI COMMERCIALI , POSSONO ESSERE STABILITE , CON REGOLAMENTO AMMINISTRATIVO GENERALE , LE DENOMINAZIONI CHE VANNO USATE NEGLI SCAMBI DELLE MERCI QUALORA QUESTE SIANO DI UN TIPO O ABBIANO UNA COMPOSIZIONE CONTEMPLATI DAL REGOLAMENTO .    4 L ' ART . 1 , N . 1 , DEL ' LIKEURBESLUIT '  11 SETTEMBRE 1953 ( STAATSBLAD 466 ), NELLA VERSIONE ATTUALMENTE VIGENTE RECITA :    ' QUALSIASI PRODOTTO AVENTE COME INGREDIENTI CARATTERISTICI ALCOOL ETILICO , ZUCCHERO , SOSTANZE AROMATICHE E/O SUCCO DI FRUTTA , PURCHE SIA CONFORME ALLE DISPOSIZIONI DI CUI ALL ' ART . 3 , PUO E DEVE ESSERE ESCLUSIVAMENTE DESIGNATO CON UNO DEI SEGUENTI TERMINI : ' ' LIKEUR ' ' , ' ' TUSSENLIKEUR ' ' , ' ' VERLOFLIKEUR ' '  ( IL TERMINE ' ' LIKEUR ' '  PUO , EVENTUALMENTE , ESSERE SCRITTO ' ' LIQUEUR ' '  O ' ' LIKORETTE ' ' ; QUEST ' ULTIMO TERMINE DEV ' ESSERE IMMEDIATAMENTE SEGUITO DALL ' INDICAZIONE DEL CONTENUTO DI ALCOOL IN PERCENTUALE DI VOLUME A 15 OC ). DETTE DESIGNAZIONI POSSONO USARSI UNITAMENTE CON TERMINI CHE PRECISINO IL GUSTO O L ' AROMA ' .   L ' ART . 3 DEL ' LIKEURBESLUIT '  DISPONE CHE QUALSIASI PRODOTTO DENOMINATO IN CONFORMITA ALL ' ART . 1 , N . 1 , DEVE AVERE UN DETERMINATO CONTENUTO MINIMO DI ZUCCHERO . ESSO STABILISCE PURE CHE IL PRODOTTO DENOMINATO ' LIKEUR '  DEVE AVERE UN CONTENUTO D ' ALCOOL DI ALMENO 22 % IN VOLUME E FISSA CONTENUTI D ' ALCOOL DIVERSI , INFERIORI A QUESTO LIMITE , PER GLI ALTRI PRODOTTI IVI INDICATI . INOLTRE , L ' ART . 3 CONTIENE VARIE ALTRE DISPOSIZIONI SULLA COMPOSIZIONE E LA QUALITA DEI     PRODOTTI . A NORMA DELL ' ART . 6 , IL NOME STABILITO PER IL PRODOTTO DEVE FIGURARE SU QUALSIASI IMBALLAGGIO DESTINATO O IDONEO AD ESSERE CONSEGNATO ASSIEME AL PRODOTTO AL CONSUMATORE .    5 L ' ART . 2 DEL ' LIKEURBESLUIT '  CONTEMPLA TALUNE DEROGHE ALL ' OBBLIGO D ' USARE LE DENOMINAZIONI DI CUI ALL ' ART . 1 . UNA DI TALI DEROGHE RIGUARDA I PRODOTTI ' DESIGNATI CON UNA DENOMINAZIONE GENERALMENTE IN USO NELLA PRASSI COMMERCIALE CORRENTE PER INDICARE UN LIQUORE ' , CHE ABBIANO UN CONTENUTO D ' ALCOOL DI ALMENO 24 % IN VOLUME ER PER I QUALI IL DIRETTORE DELL ' UFFICIO COMPETENTE ABBIA CONCESSO L ' AUTORIZZAZIONE . ALTRE DEROGHE CONCERNONO BEVANDE ENUMERATE NELLO STESSO ARTICOLO E DESIGNATE CON DENOMINAZIONI LA MAGGIOR PARTE DELLE QUALI SONO TIPICAMENTE OLANDESI . INFINE , L ' ART . 14 , N . 4 , DELLA ' WARENWET '  CONFERISCE AI MINISTRI COMPETENTI IL POTERE DI CONCEDERE DEROGHE , FRA L ' ALTRO , ALLE NORME DEL ' LIKEURBESLUIT ' .    6 POICHE L ' IMPUTATO HA DEDOTTO L ' INCOMPATIBILITA DI DETTA NORMATIVA NAZIONALE CON L ' ART . 30 DEL TRATTATO CEE , L ' ECONOMISCHE POLITIERECHTER HA RITENUTO NECESSARIO , PRIMA DI PRONUNZIARSI NEL PROCEDIMENTO PENALE , CHE LA CORTE DI GIUSTIZIA SI PRONUNZI SULLA SEGUENTE QUESTIONE :    ' SE LA NOZIONE DI ' ' MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE ALLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' IMPORTAZIONE ' '  DI CUI ALL ' ART . 30 DEL TRATTATO CEE COMPRENDA QUANTO DISPONE L ' ART . 1 DEL LIKEURBESLUIT ( DECRETO SUI LIQUORI ) OLANDESE , IL QUALE PRESCRIVE L ' OBBLIGO DI USARE LA PAROLA ' ' LIKEUR ' '  PER LE BEVANDE IVI INDICATE , E IN CONSEGUENZA DEL QUALE I PRODOTTI DI ALTRI STATI MEMBRI , CHE POSSIEDANO LE CARATTERISTICHE INDICATE IN DETTO ART . 1 , MA PER I QUALI NEGLI STATI MEMBRI NON SUSSISTE L ' OBBLIGO DI USARE DETTA PAROLA , VANNO ETICHETTATI IN MODO DIVERSO PER ESSERE IMPORTATI NEI PAESI BASSI ' .    7 PRIMA DI RISOLVERE LA QUESTIONE SOLLEVATA , E OPPORTUNO RILEVARE CHE , IN MANCANZA DI UNA NORMATIVA COMUNE IN MATERIA DI PRODUZIONE E DI COMMERCIO DELL ' ALCOOL , SPETTA , IN LINEA DI PRINCIPIO , AGLI STATI MEMBRI DISCIPLINARE , CIASCUNO NELL ' AMBITO DEL PROPRIO TERRITORIO , TUTTO CIO CHE RIGUARDA IL COMMERCIO DELLE BEVANDE ALCOLICHE , COMPRESE LA DENOMINAZIONE E L ' ETICHETTATURA DI DETTE     BEVANDE , FATTO SALVO QUALSIASI PROVVEDIMENTO COMUNITARIO ADOTTATO AL FINE DI RAVVICINARE LE LEGISLAZIONI NAZIONALI IN QUESTE MATERIE .    8 NELLO STADIO ATTUALE DEL DIRITTO COMUNITARIO , GLI ELEMENTI INTERPRETATIVI DI CUI IL GIUDICE NAZIONALE NECESSITA NON RIGUARDANO QUINDI LA COMPATIBILITA , CON DETTO DIRITTO , DELL ' OBBLIGO D ' USARE UNA DETERMINATA DENOMINAZIONE NEL COMMERCIO DI DETERMINATE BEVANDE ALCOLICHE . COME LO STESSO GIUDICE HA FATTO CAPIRE CON LA FORMULAZIONE DELLA QUESTIONE PREGIUDIZIALE , TRATTASI DI ACCERTARE SE L ' ESTENSIONE D ' UN OBBLIGO DEL GENERE ALLE BEVANDE IMPORTATE DA ALTRI STATI MEMBRI , IN MANIERA DA RENDERE IMPOSSIBILE IL COMMERCIO DEL PRODOTTO IMPORTATO SENZA MODIFICARE L ' ETICHETTA SOTTO LA QUALE LA BEVANDA E LEGALMENTE DISTRIBUITA NELLO STATO MEMBRO ESPORTATORE , VADA CONSIDERATA COME UNA MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , VIETATA DALL ' ART . 30 DEL TRATTATO .    9 ONDE RISOLVERE LA SUDDETTA QUESTIONE , OCCORRE ACCERTARE SE L ' ESTENSIONE DELLA NORMATIVA NAZIONALE SIA ATTA AD OSTACOLARE LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI FRA GLI STATI MEMBRI E , SE DEL CASO , IN QUAL MISURA UN OSTACOLO DEL GENERE SIA GIUSTIFICATO DAI MOTIVI D ' INTERESSE GENERALE CHE SONO ALLA BASE DELLA NORMATIVA NAZIONALE .    10 L ' ESTENSIONE AI PRODOTTI IMPORTATI DELL ' OBBLIGO DI USARE UNA DETERMINATA DENOMINAZIONE SULL ' ETICHETTA , SEBBENE NON ESCLUDA , IN MANIERA ASSOLUTA , L ' IMPORTAZIONE NELLO STATO MEMBRO DI CUI TRATTASI DI PRODOTTI ORIGINARI DI ALTRI STATI MEMBRI O CHE SI TROVINO IVI IN LIBERA PRATICA , PUO CIONONDIMENO RENDERE IL LORO SMERCIO PIU DIFFICILE , SOPRATTUTTO IN CASO D ' IMPORTAZIONE PARALLELA . COME AMMETTE LO STESSO GOVERNO DEI PAESI BASSI NELLE SUE OSSERVAZIONI , ESSA E QUINDI ATTA AD OSTACOLARE , ALMENO INDIRETTAMENTE , GLI SCAMBI FRA GLI STATI MEMBRI . OCCORRE QUINDI ACCERTARE SE ESSA POSSA ESSERE GIUSTIFICATA DA MOTIVI D ' INTERESSE GENERALE RELATIVI ALLA TUTELA DEI CONSUMATORI , MOTIVI CHE , SECONDO LE OSSERVAZIONI DEL GOVERNO DEI PAESI BASSI E COME RISULTA DALLA ' WARENWET ' , SONO A FONDAMENTO DELLA NORMATIVA DI CUI E CAUSA .    11 OVE UNA NORMATIVA NAZIONALE CONCERNENTE UN DETERMINATO PRODOTTO STABILISCA L ' OBBLIGO D ' USARE UNA DENOMINAZIONE SUFFICIENTEMENTE PRECISA PER CONSENTIRE     ALL ' ACQUIRENTE DI CONOSCERE LA NATURA DEL PRODOTTO E DI DISTINGUERLO DAI PRODOTTI COI QUALI POTREBBE ESSER CONFUSO , PUO CERTAMENTE ESSER NECESSARIO , ONDE FORNIRE AI CONSUMATORI UNA TUTELA EFFICACE , ESTENDERE QUEST ' OBBLIGO ANCHE AI PRODOTTI IMPORTATI , ANCHE SE CIO RENDE NECESSARIA LA MODIFICA DELLE ETICHETTE ORIGINARIE DI TALUNI DI QUESTI PRODOTTI . NELL ' AMBITO DELLA NORMATIVA COMUNITARIA , QUEST ' EVENTUALITA VIENE AMMESSA DA NUMEROSE DIRETTIVE RELATIVE AL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI CONCERNENTI TALUNI PRODOTTI ALIMENTARI , NONCHE DALLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 18 DICEMBRE 1978 , N . 79/112 , RELATIVA AL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI CONCERNENTI L ' ETICHETTATURA E LA PRESENTAZIONE DEI PRODOTTI ALIMENTARI DESTINATI AL CONSUMATORE FINALE , NONCHE LA RELATIVA PUBBLICITA ( GU N . L 33 , PAG . 1 ).    12 TUTTAVIA , LA NECESSITA D ' UNA SIFFATTA TUTELA NON ESISTE PIU QUALORA LE INDICAZIONI FIGURANTI SULL ' ETICHETTA ORIGINARIA DEL PRODOTTO IMPORTATO ABBIANO UN CONTENUTO INFORMATIVO QUANTO ALLA NATURA DEL PRODOTTO , CHE COMPRENDA ALMENO LE STESSE INFORMAZIONI FORNITE DALLA DENOMINAZIONE PRESCRITTA DALLA NORMATIVA DELLO STATO IMPORTATORE E SIA ALTRETTANTO COMPRENSIBILE PER I CONSUMATORI DI QUESTO STATO . NELL ' AMBITO DEL PROCEDIMENTO EX . ART . 177 DEL TRATTATO , LE VALUTAZIONI DI FATTO NECESSARIE ONDE ACCERTARE SE SUSSISTA O NO TALE EQUIVALENZA RIENTRANO NELLA COMPETENZA DEL GIUDICE NAZIONALE .    13 NELLE LORO OSSERVAZIONI , TANTO LA COMMISSIONE QUANTO IL GOVERNO DEI PAESI BASSI SVOLGONO ARGOMENTI BASATI SULL ' ESISTENZA , NELLA NORMATIVA OLANDESE , DI NUMEROSE DISPOSIZIONI CHE CONTEMPLANO DEROGHE . IL GOVERNO OLANDESE SOTTOLINEA LA POSSIBILITA , A NORMA DELL ' ART . 2 DEL ' LIKEURBESLUIT ' , DI CONSENTIRE L ' USO DI DENOMINAZIONI GENERALMENTE UN USO NELLA PRASSI COMMERCIALE PER DESIGNARE I LIQUORI , E FA NOTARE CHE L ' ART . 14 , N . 4 DELLA ' WARENWET '  CONTEMPLA LA POSSIBILITA DI CONCEDERE DEROGHE A QUALSIASI NORMA ADOTTATA IN FORZA DELLO STESSO ARTICOLO . LA COMMISSIONE , AL CONTRARIO , SOSTIENE CHE LE DEROGHE DI CUI ALL ' ART . 2 DEL ' LIKEURBESLUIT '  HANNO L ' EFFETTO DI OPERARE UNA DISCRIMINAZIONE NEI CONFRONTI DEI PRODOTTI IMPORTATI E RELATIVAMENTE POCO SUL MERCATO OLANDESE .    14 DI FRONTE A QUESTI ARGOMENTI , OCCORRE RICORDARE CHE UN PROVVEDIMENTO CHE RICADA SOTTO IL DIVIETO DI CUI ALL ' ART . 30 DEL TRATTATO NON SFUGGE A DETTO DIVIETO PER IL SOLO FATTO CHE L ' AUTORITA COMPETENTE SIA AUTORIZZATA A CONCEDERE ESEN    ZIONI , NEMMENO SE ESSA SI AVVALGA AMPIAMENTE DI TALE AUTORIZZAZIONE A FAVORE DEI PRODOTTI IMPORTATI . PER CONTRO , NEL CASO DI PROVVEDIMENTI GIUSTIFICATI DA MOTIVI AMMESSI DAL TRATTATO , QUEST ' ULTIMO NON VIETA , IN VIA DI PRINCIPIO , DI PREVEDERE EVENTUALI DEROGHE DA STABILIRSI MEDIANTE PROVVEDIMENTI INDIVIDUALI LASCIATI ALLA DISCREZIONE DELL ' AMMINISTRAZIONE . TALI DEROGHE NON DEVONO PERO CONDURRE A FAVORIRE I PRODOTTI NAZIONALI , POICHE CIO COSTITUIREBBE UNA DISCRIMINAZIONE ARBITRARIA OD UNA RESTRIZIONE DISSIMULATA NEI CONFRONTI DEI PRODOTTI IMPORTATI DA ALTRI STATI MEMBRI . FERMA RESTANDO QUEST ' ULTIMA RISERVA , NON SEMBRA CHE LE ESENZIONI CONTEMPLATE DALLA NORMATIVA OLANDESE APPORTINO ELEMENTI NUOVI IN RELAZIONE ALLA QUESTIONE SOLLEVATA DAL GIUDICE NAZIONALE .    15 OCCORRE QUINDI RISOLVERE LA QUESTIONE PREGIUDIZIALE SOLLEVATA NEL SENSO CHE L ' ESTENSIONE , DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO , DI UNA DISPOSIZIONE CHE VIETI LA VENDITA DI DETERMINATE BEVANDE ALCOLICHE SOTTO UNA DENOMINAZIONE DIVERSA DA QUELLA PRESCRITTA DALLE LEGGI NAZIONALI , ALLE BEVANDE IMPORTATE DA ALTRI STATI MEMBRI IN MODO DA RENDERE NECESSARIA LA MODIFICA DELL ' ETICHETTA SOTTO LA QUALE LA BEVANDA IMPORTATA E LEGALMENTE DISTRIBUITA NELLO STATO MEMBRO ESPORTATORE , VA CONSIDERATA COME UNA MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , VIETATA DALL ' ART . 30 DEL TRATTATO , QUALORA LE INDICAZIONI CHE SI TROVANO SULL ' ETICHETTA ORIGINALE ABBIANO PER I CONSUMATORI , PER QUANTO RIGUARDA LA NATURA DEL PRODOTTO , UN CONTENUTO INFORMATIVO EQUIVALENTE A QUELLO DELLA DENOMINAZIONE LEGALMENTE PRESCRITTA . LE VALUTAZIONI DI FATTO OCCORRENTI PER ACCERTARE L ' ESISTENZA DI UNA SIFFATTA EQUIVALENZA SPETTANO AL GIUDICE NAZIONALE .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  16 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO DEI PAESI BASSI E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE ; NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE , IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , AL QUALE SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ,   PRONUNZIANDOSI SULLA QUESTIONE SOTTOPOSTALE CON SENTENZA 19 DICEMBRE 1979 DALL ' ECONOMISCHE POLITIERECHTER PRESSO L ' ARRONDISSEMENTSRECHTBANK DI ASSEN , DICHIARA :   1* L ' ESTENSIONE , DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO , DI UNA DISPOSIZIONE CHE VIETI LA VENDITA DI DETERMINATE BEVANDE ALCOLICHE SOTTO UNA DENOMINAZIONE DIVERSA DA QUELLA PRESCRITTA DALLE LEGGI NAZIONALI , ALLE BEVANDE IMPORTATE DA ALTRI STATI MEMBRI IN MODO DA RENDERE NECESSARIA LA MODIFICA DELL ' ETICHETTA SOTTO LA QUALE LA BEVANDA IMPORTATA E LEGALMENTE DISTRIBUITA NELLO STATO MEMBRO ESPORTATORE , VA CONSIDERATA COME UNA MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , VIETATA DALL ' ART . 30 DEL TRATTATO , QUALORA LE INDICAZIONI CHE SI TROVANO SULL ' ETICHETTA ORIGINALE ABBIANO PER I CONSUMATORI , PER QUANTO RIGUARDA LA NATURA DEL PRODOTTO , UN CONTENUTO INFORMATIVO EQUIVALENTE A QUELLO DELLA DENOMINAZIONE LEGAMENTE PRESCRITTA .   2*LE VALUTAZIONI DI FATTO OCCORRENTI PER ACCERTARE L ' ESISTENZA DI UNA SIFFATTA EQUIVALENZA SPETTANO AL GIUDICE NAZIONALE .