CELEX: 62012TN0336
Language: it
Date: 2012-08-01 00:00:00
Title: Causa T-336/12: Ricorso proposto il 1 °agosto 2012 — Klizli/Consiglio

22.9.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 287/37
            
         Ricorso proposto il 1o agosto 2012 — Klizli/Consiglio
   (Causa T-336/12)
   2012/C 287/67
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Yousef Klizli (Damasco, Siria) (rappresentante: avv. Z. Garkova-Lyutskanova)
   
      Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione di esecuzione 2012/256/PESC del Consiglio, del 14 maggio 2012, che attua la decisione 2011/782/PESC, relativa a misure restrittive nei confronti della Siria (GU L 126, pag. 9), nella parte in cui riguarda il ricorrente;
            
         
               —
            
            
               annullare il regolamento di esecuzione (UE) n. 410/2012 del Consiglio, del 14 maggio 2012, che attua l’articolo 32, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 36/2012, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria (GU L 126, pag. 3), nella parte in cui riguarda il ricorrente; e
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce due motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo, con il quale il ricorrente
               
                           —
                        
                        
                           sostiene di essere stato erroneamente iscritto, quale persona che fornisce sostegno finanziario al regime.
                        
                     
         
               2)
            
            
               Secondo motivo, con il quale il ricorrente
               
                           —
                        
                        
                           sostiene che i controversi atti del Consiglio sono stati adottati in assenza di qualsiasi fondamento giuridico e violano l’obbligo di motivazione, i diritti della difesa, il diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva ed il diritto di proprietà; inoltre essi violano il principio di proporzionalità e pregiudicano la reputazione del ricorrente.