CELEX: 31977H0534
Language: it
Date: 1977-07-25 00:00:00
Title: 77/534/CEE: Raccomandazione della Commissione del 25 luglio 1977, di un codice di condotta europeo concernente le transazioni sui valori mobiliari

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31977H0534

77/534/CEE: Raccomandazione della Commissione del 25 luglio 1977, di un codice di condotta europeo concernente le transazioni sui valori mobiliari  

Gazzetta ufficiale n. L 212 del 20/08/1977 pag. 0037 - 0043 edizione speciale spagnola: capitolo 06 tomo 2 pag. 0015  edizione speciale portoghese: capitolo 06 tomo 2 pag. 0015 

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 25 luglio 1977 di un codice di condotta europeo concernente le transazioni sui valori mobiliari(77/534/CEE) RELAZIONE 1. La realizzazione degli obiettivi enunciati all'articolo 2 del Trattato di Roma, ed in particolare lo sviluppo armonioso delle attività economiche della Comunità, richiede che i capitali siano sufficientemente disponibili e le fonti dei medesimi  abbastanza diversificate per poter finanziare nel modo più razionale gli investimenti nel Mercato comune.  I mercati dei valori mobiliari dovrebbero rendere possibile, in ogni momento, un confronto molto ampio dell'offerta e della domanda di capitali. Il buon funzionamento e l'interpenetrazione di detti mercati devono essere pertanto considerati essenziali  per l'instaurazione di un « mercato comune » dei capitali.  2. Anche se le disparità esistenti fra i vari mercati finanziari dei nove Stati membri non sono state finora un ostacolo insormontabile alla realizzazione di alcune transazioni internazionali, difficilmente si può contestare che l'incompletezza delle  informazioni sui valori stessi e l'ignoranza delle regole in vigore sui vari mercati abbiano contribuito a limitare gli investimenti della grande maggioranza dei risparmiatori ai mercati dei paesi di residenza o a qualche grande titolo internazionale di  indiscussa notorietà.  È pertanto evidente che la riduzione di tali disparità potrebbe favorire l'interpenetrazione dei mercati dei paesi membri, soprattutto se parallelamente si migliorassero le garanzie offerte ai risparmiatori.  I. Il posto del codice di condotta europeo nei lavori di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri 3. Basandosi sulla sua decisione del 1968 relativa all'informazione del pubblico sui valori mobiliari e sulle relative condizioni di transazione, la Commissione ha già proceduto a vari lavori d'armonizzazione concernenti alcuni punti precisi come « il  contenuto, il controllo e la diffusione del prospetto da pubblicare all'atto dell'ammissione alla quotazione ufficiale di una borsa valori dei titoli emessi da società » (1) o « il coordinamento delle condizioni per l'ammissione di valori mobiliari alla  quotazione ufficiale di una borsa valori » (2).  4. Parallelamente a questi lavori di armonizzazione, che danno luogo a direttive, e senza rinunciare a questa forma d'armonizzazione che sola consente di conseguire l'obiettivo voluto, cioè una vera e propria integrazione europea, la Commissione ritiene  necessario raccomandare agli Stati, in un documento che tratta un insieme di problemi relativi alle transazioni sui valori mobiliari, di vigilare sul rispetto di un certo numero di principi, che sono già molto largamente ammessi nell'insieme dei paesi  europei, ma che vanno ribaditi e attuati al fine di contribuire a creare in un settore in perpetua evoluzione, un'etica comune che agevolerà considerevolmente i lavori di armonizzazione in corso mediante l'elaborazione di una direttiva, indicando già  sin d'ora lo spirito con il quale la Commissione intende portarli a termine.  5. Il presente codice di condotta, adottato sotto forma di raccomandazione, merita dunque un posto a sè stante nei lavori d'armonizzazione della Commissione - a motivo del primato riconosciuto all'aspetto deontologico sull'aspetto regolamentare;  - a motivo della sua preoccupazione di rispettare la dinamica del mercato finanziario e della vita degli affari, collocandosi deliberatamente in una prospettiva positiva di miglioramento dei meccanismi del mercato e dell'efficacia di coloro che vi  operano;  - a motivo del fatto che certi soggetti affrontati nel codice in maniera molto generale potranno essere (e in certi casi lo sono già) oggetto di proposte di direttive, non appena si ravviserà la necessità di un quadro giuridico più rigoroso.  II. La portata giuridica della raccomandazione della Commissione 6. La presente raccomandazione è indirizzata agli Stati membri affinchè vigilino sul rispetto, da parte di coloro che sono in grado di esercitare un'influenza sul funzionamento dei mercati dei valori mobiliari, dei principi contenuti nel codice di  condotta; la Commissione ha potuto altresì constatare, dopo aver consultato gli ambienti interessati, che presso quest'ultimi esiste un ampio consenso sui principi del codice.  7. Sul piano del controllo del rispetto di tali principi, è ovvio che se in tutti gli Stati si può osservare che gli ambienti interessati sono consapevoli della necessità di controllare i mercati finanziari, sussistono tuttavia grandi divergenze sul  modo di procedere a tale controllo.  La raccomandazione, tenendo conto di tali divergenze, non chiede a ciascuno Stato membro che crei organismi specializzati, ma soltanto che coordini sul piano nazionale l'azione delle varie associazioni e degli enti interessati.  8. Bisogna tuttavia ricordare che l'attuazione di un codice di condotta relativo alle transazioni sui valori mobiliari mediante raccomandazione non pregiudica minimamente la successiva adozione di direttive o di regolamenti nell'una o nell'altra delle  materie trattate nel presente codice. Del resto, certi atti sono già in preparazione.  9. Analogamente, non è escluso che certi Stati ritengano opportuno, per conformarsi alla raccomandazione, legiferare nell'insieme dei settori o su uno dei soggetti trattati nel codice.  III. Il contenuto del codice 10. Il codice enuncia un obiettivo fondamentale, corredato di alcuni principi generali e di un certo numero di disposizioni complementari.  11. I principi generali sono le disposizioni essenziali del codice e rivestono un'importanza primordiale. Essi prevalgono largamente sulle disposizioni più particolareggiate che seguono e che ne sono solamente una illustrazione.  Sono infatti i principi generali che devono permettere di rispettare l'obiettivo fondamentale del codice: è alla luce di essi e senza limitarsi alla lettera delle disposizioni complementari che il contenuto del codice deve essere compreso ed  interpretato.  A) Il primo principio generale pone l'accento su tale aspetto dell'interpretazione del codice. Esso ricorda che ogni operazione sul mercato dei valori mobiliari deve effettuarsi rispettando le regole e gli usi esistenti in ogni Stato membro, per  assicurare il buon funzionamento dei mercati, regole ed usi cui si aggiungono o che ribadiscono i principi del codice di condotta europeo.  B) Il secondo principio generale tende all'informazione completa e corretta dei risparmiatori perché l'ignoranza è sempre fonte d'imperfezioni in un mercato, qualunque esso sia.  Se l'informazione non è data o se è incomprensibile o male interpretata da coloro cui è destinata, se è volontariamente manipolata o alterata, il corso dei valori può divenire completamente artificiale e il mercato non può più adempiere alla sua  funzione. Per questa ragione, numerose regole previste nella seconda parte trattano questo problema (disposizioni complementari da 7 a 15). Questa necessità di un'informazione diffusa in maniera corretta concerne situazioni estremamente differenti, come  l'emissione o la negoziazione di valori mobiliarï. Perciò, sono state elaborate in questo settore alcune proposte di direttiva (concernenti in particolare l'ammissione in borsa).  C) Il terzo principio generale concerne l'uguaglianza degli azionisti. Malgrado le critiche, la Commissione ha ritenuto di dover mantenere il principio della uguaglianza di trattamento, illustrandone l'applicazione con due regole complementari e ponendo  soprattuto l'accento su un obbligo concreto di pubblicità.  La disposizione complementare n. 17 menziona l'uguaglianza di trattamento che in caso di trasferimento di una partecipazione di controllo deve essere offerta agli altri azionisti, ma ammette che la protezione di tali azionisti si potrebbe realizzare in  modi diversi per tener conto del fatto che in Germania esiste una norma che limita i poteri dell'azionista dominante.  Deve essere del tutto chiaro che il principio fondamentale dell'uguaglianza degli azionisti trascende largamente la sfera d'applicazione del codice. Esso non si limita, nel codice, alle cessioni di pacchetti azionari o ad alcune regole complementari che  figurano nella seconda parte e che possono riferirvisi, quali lo sfruttamento d'informazioni non pubblicate, che pone in condizioni svantaggiose quanti non dispongano di tali informazioni, o la compartimentazione dei mercati che può favorire alcuni  compratori o venditori di valori mobiliari rispetto ad altri.  È ovvio che è possibile menzionare soltanto alcune delle situazioni in cui tale principio può applicarsi; difficilmente può essere completato in modo più preciso nella sfera d'applicazione del codice, senza rischiare omissioni che sarebbero  probabilmente subito sfruttate. Il principio indica un cammino da seguire e lo spirito con il quale talune operazioni devono essere condotte.  D) I principi generali 4, 5 e 6 riguardano più precisamente alcune categorie di persone che incontestabilmente possono esercitare un ruolo importante nella realizzazione degli obiettivi del codice: i membri degli organi di vigilanza, di amministrazione  e di direzione di una società (principio 4), gli intermediari finanziari e i professionisti in materia di operazioni su valori mobiliari (principi 5 e 6).  Il quarto principio generale, dopo aver ricordato che il codice si applica in modo particolare ai membri degli organi di vigilanza, di amministrazione e di direzione delle società, menziona specialmente il loro dovere di astenersi da qualunque azione  che possa ostacolare il buon funzionamento del mercato dei loro titoli e ledere gli altri azionisti.  Sarebbe stato necessario poter aggiungere a ciò che l'intervento dei responsabili sociali sul mercato dei titoli della loro società non può sempre essere una « azione » nel senso stretto del termine, in quanto possono esserci inerzia o omissione,  altrettanto e talvolta anche più colpevoli di un'azione.  Il quinto principio generale raccomanda ai professionisti o almeno a tutti « coloro che operano abitualmente sui mercati di valori mobiliari » di non compromettere, ricercando un profitto immediato e sleale, la credibilità e l'efficacia del mercato che  è loro stesso interesse promuovere.  I conflitti d'interesse che possono sorgere, ad esempio nei diversi servizi di una banca, a causa della diversità dei ruoli che un funzionario di banca può svolgere presso la clientela, sono all'origine del sesto principio generale.  Pur ammettendo la difficoltà di precisare i limiti di un obbligo di discrezione, è opportuno mettere in rilievo il fatto che devono essere ricercati i mezzi per evitare questo genere di conflitti.  Un esempio consentirà di comprendere la difficoltà di precisare la portata esatta di tale norma: il carattere confidenziale di un'informazione all'interno di un istituto finanziario deve essere così assoluto da non poter sconsigliare un investimento  (senza peraltro precisare le ragioni di una siffatta diffidenza) dal momento che non si tratta d'ottenere un utile ma di evitare una perdita ? In tal caso occorrebbe poter dare al cliente un consiglio illuminato, il che è effettivamente  un'interpretazione ragionevole del principio; soltanto la pratica tuttavia potrà indicare se questa interpretazione della regola complementare n. 8 può diventare una fonte di abusi e se la raccomandazione della Commissione dovrà essere rafforzata su  questo punto preciso.  12. Le disposizioni complementari Come indica il loro nome, hanno il compito di completare i principi generali precisandoli e illustrandoli. Non essendo esaurienti, potranno essere completate, in funzione di situazioni concrete osservate sui vari mercati europei, in occasione delle  riunioni di un comitato di contatto incaricato dell'applicazione del codice. Le regole complementari si possono suddividere in due parti.  A) Le prime regole complementari precisano alcuni elementi di ciò che si deve intendere per « comportamento leale » degli intermediari finanziari.  Oltre all'osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari e degli usi in vigore, le regole da 1 a 6 descrivono alcune norme di condotta specifiche per gli intermediari. La principale riguarda evidentemente la raccomandazione di eseguire gli  ordini su un mercato organizzato e i limiti posti alla controparte e alla compensazione, che non sono sconsigliate formalmente dal codice, ma che sarebbe molto opportuno sottopore alla vigilanza delle autorità di controllo, sempreché siano in grado di  assumerne l'onere.  B) Le regole complementari successive, a partire dalla regola 7 sino alla fine, si riferiscono alla necessità dell'informazione.  È chiaro che si eviterebbero molte irregolarità se un'informazione corretta fosse resa pubblica molto rapidamente, riducendo così al minimo il tempo in cui un'informazione importante non è diffusa.  Le regole relative all'informazione possono suddividersi in più parti secondo che si riferiscano:  a) alla creazione di un mercato artificiale (disposizione n. 7);  b) allo sfruttamento illecito di un'informazione che non è stata resa pubblica ma che se lo fosse (o quando lo sarà) influenzerebbe il corso di uno o più valori in modo sensibile (disposizioni n. 8 - 10);  c) alle informazioni che le autorità del mercato e le società devono fornire al pubblico (disposizioni n. 11 - 14);  d) all'eguaglianza di informazione di cui tutti gli investitori devono poter beneficiare (disposizioni n. 15 e 16) e infine e) all'informazione che dev'essere fornita in caso di acquisto o eventualmente di cessione di una partecipazione che consente di controllare de jure o de facto una società (disposizioni n. 17 e 18).  IV. L'applicazione del codice di condotta europeo 13. Promulgando un codice di condotta europeo sotto forma di raccomandazione indirizzata agli Stati membri, la Commissione è conscia del fatto che la raccomandazione non vincola gli Stati in ordine ai risultati da raggiungere; l'applicazione del codice  di condotta dipenderà dunque in larghissima misura dall'attiva cooperazione di coloro che dovranno rispettarlo, e soprattutto dall'autorità dell'ente o degli enti che vigileranno sulla sua applicazione.  14. È assolutamente essenziale che, tenendo conto delle strutture esistenti, in ciascuno Stato membro almeno un organismo (autorità di controllo, organizzazione professionale, ecc.), sia incaricato di verificare l'applicazione del codice di condotta sul  piano nazionale. La designazione di questo o di questi organismi è un problema interno di ciascuno Stato.  Non è necessario, nello spirito del codice, che gli organismi di vigilanza dispongano di poteri propri delle pubbliche autorità, poiché non si tratta di una regolamentazione che implica sanzioni penali.  15. Tuttavia, dato che il codice di condotta dovrà essere rispettato nell'insieme della Comunità, sarà necessario che rappresentanti di ciascuno degli organismi di vigilanza possano riunirsi in un comitato di contatto.  La Commissione potrà ispirarsi ai lavori di questo comitato di contatto per aggiornare il presente codice di condotta, tenuto conto delle difficoltà incontrate o della prassi seguita nella sua applicazione.  Per questi motivi, a norma delle disposizioni del trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare dell'articolo 155, la Commissione raccomanda agli Stati membri, fatte salve le disposizioni regolamentari o amministrative già  esistenti:  1) di vigilare a che coloro che operano sui mercati dei valori mobiliari o sono in grado di esercitare un'influenza sul funzionamento di tali mercati rispettino l'obiettivo fondamentale, i principi generali e le disposizioni complementari contenute nel  codice di condotta europeo che figura in allegato;  2) di coordinare, a tale scopo, l'azione delle associazioni professionali e degli enti nazionali che, in ciascuno Stato, esercitano il controllo del buon funzionamento del mercato e del comportamento degli operatori;  3) di designare uno o più rappresentanti di tali associazioni ed enti, incaricati d'informare ogni anno la Commissione, e per la prima volta un anno dopo l'invio della presente raccomandazione, delle misure adottate per attuarla, nonché della loro  applicazione, delle difficoltà incontrate e dei suggerimenti che risultassero opportuni per completare o modificare il codice di condotta europeo;  4) di adottare ogni altra misura da essi ritenuta necessaria per promuovere i principi contenuti nel codice e controllarne l'applicazione.  Fatto a Bruxelles, il 25 luglio 1977.  Per la Commissione Christofer TUGENDHAT Membro della Commissione   (1) GU n. C 131 del 13. 12. 1972.(2) GU n. C 56 del 10. 3. 1976.     ALLEGATO   CODICE DI CONDOTTA EUROPEO CONCERNENTE LE TRANSAZIONI SUI VALORI MOBILIARI Obiettivo fondamentale Nell'ambito dello sviluppo e dell'integrazione dei mercati dei valori mobiliari nella Comunità europea, il presente codice di condotta raccomanda l'osservanza di alcuni principi generali, corredati da disposizioni complementari. L'obiettivo del presente  codice è di formulare, sul piano europeo, le norme di un comportamento leale che contribuiscano al funzionamento efficace dei mercati di valori mobiliari (ossia all'incontro dell'offerta e della domanda di capitali in condizioni ottimali) garantendo  un'efficace protezione degli interessi del pubblico.  Definizioni Ai sensi del presente codice si intendono:  - per valori mobiliari: tutti i titoli negoziati o negoziabili su un mercato organizzato;  - per intermediari finanziari: ogni persona che, at titolo professionale, interviene nelle operazioni relative a valori mobiliari;  - per datori d'ordine: ogni persona che, rispetto ad un titolo o al suo mercato, si trovi in posizione strategica (per esempio gli amministratori ed i dirigenti di società, chi detiene od acquista grosse partecipazioni) e tutti coloro che sono in grado  di influenzare l'opinione pubblica (per esempio gli esperti di analisi finanziaria, giornalisti);  - per mercati di valori mobiliari: le borse valori e tutti i mercati organizzati dalle autorità competenti o sotto il loro controllo, nonché tutte le transazioni su valori mobiliari comprese le transazioni a trattativa privata aventi come oggetto valori  mobiliari, come quelli qui sopra definiti; il termine mercato (al singolare) è riservato alla borsa valori o ai mercati organizzati;  - per autorità competenti: quelle che hanno il compito di vigilare sul buon funzionamento e sull'informazione del mercato sul piano nazionale, ed in primo luogo le autorità di borsa e le commissioni di controllo.  Principi generali 1. L'obiettivo del presente codice e i principi generali dovrebbero essere rispettati anche nei casi non espressamente contemplati da una disposizione complementare.  Ogni operazione sui mercati di valori mobiliari implica il rispetto non soltanto della lettera ma anche dello spirito delle disposizioni legislative o regolamentari vigenti in ciascuno Stato nonché dei principi di buona condotta in uso su detti mercati  o raccomandati dal presente codice.  2. Il pubblico deve disporre di un'informazione leale, corretta, chiara, sufficiente e diffusa in tempo utile. L'informazione sarà presentata in modo da poterne facilmente comprendere il significato e la portata. Spetta soprattuto a coloro che, a motivo  della loro professione o delle loro funzioni, hanno il dovere o il potere di informare il pubblico, di vigilare a che ciò avvenga effettivamente e a che non sia favorita nessuna categoria di persone.  3. Dovrebbe essere garantita l'uguaglianza di trattamento ad ogni detentore di valori mobiliari dello stesso tipo, emessi dalla stessa società; in particolare, ogni atto che implichi, direttamente o indirettamente, il trasferimento di una partecipazione  che consenta di controllare, de jure o de facto, una società i cui titoli sono negoziati sul mercato, terrà conto del diritto di tutti gli azionisti ad essere trattati allo stesso modo.  4. I membri degli organi di vigilanza, di amministrazione e di direzione di una società i cui titoli sono negoziati sul mercato, nonché coloro che la controllano de jure o de facto, si comportano lealmente per realizzare l'obiettivo fondamentale del  presente codice di condotta. Pertanto, si astengono da ogni azione che possa ostacolare il funzionamento normale del mercato dei titoli della loro società e ledere gli altri azionisti.  5. Coloro che operano abitualmente sui mercati dei valori mobiliari hanno il dovere di tenere un comportamento leale conforme all'obiettivo del presente codice anche se ciò può privarli, in taluni casi, di vantaggi finanziari immediati.  6. Gli intermediari finanziari si adoperano per evitare ogni conflitto d'interessi sia tra essi stessi e i loro clienti o altre persone con le quali sono in rapporto d'affari, sia tra queste ultime due categorie di persone.  Se tuttavia sorge un conflitto del genere, devono adoperarsi per non trarre da tale situazione un vantaggio personale, diretto o indiretto, e per evitare ogni pregiudizio ai loro clienti o alle altre persone con le quali sono in rapporti d'affari.  Disposizioni complementari 1. Tutti coloro che operano abitualmente sui mercati di valori mobiliari hanno il dovere di rafforzare la fiducia degli investitori nella lealtà del mercato, comportandosi con grande correttezza commerciale e rispettando la deontologia professionale.  2. Gli intermediari finanziari hanno il dovere di vigilare con particolare attenzione sul rispetto dell'obiettivo fondamentale e dei principi generali del presente codice di condotta.  In particolare, rifiutano di associarsi con quanti tentassero di derogare alle disposizioni e ai principi contenuti nel comma 2 del principio generale n. 1 e non si prestano a manovre che potrebbero alterare il funzionamento normale del mercato.  3. Nessuno può incitare una persona, intermediario o meno, a violare le disposizioni e i principi di cui al comma 2 del principio generale n. 1 né esercitare pressioni per ottenere:  1) informazioni che non sono state rese pubbliche e non possono essere divulgate senza violare le norme relative a dette informazioni,  2) la realizzazione di un'operazione irregolare o disonesta.  4. Gli intermediari finanziari cercano e consigliano ai loro clienti le condizioni migliori per l'esecuzione degli ordini loro affidati, rispettando l'obiettivo fondamentale e i principi generali del codice.  Eseguono gli ordini ricevuti su un mercato organizzato a meno che il datore d'ordine non abbia espressamente impartito un'istruzione contraria.  Tuttavia, se le condizioni della negoziazione o la natura dei titoli rendono molto difficile o addirittura impossibile l'esecuzione degli ordini su un mercato organizzato, gli intermediari finanziari possono divenire controparte dei loro clienti o  compensare ordini al di fuori di tale mercato, vigilando tuttavia a che ciò non rechi nessun pregiudizio al loro cliente ed essendo in grado di rispondere a qualunque domanda delle autorità competenti sulla giustificazione, il numero e le condizioni  delle operazioni così trattate.  5. Gli intermediari finanziari si astengono dell'indurre i loro clienti a procedere a vendite o ad acquisti al solo scopo di percepire commissioni.  6. Gli intermediari finanziari non rivelano l'identità dei loro datori d'ordine, eccetto quando ciò sia richiesto dalla normativa nazionale o dalle autorità di controllo (ed eventualmente quando si tratta di accertare eventuali reati perseguibili  penalmente).  7. Sono contrari all'obiettivo del presente codice ogni tentativo o manovra di persone che, agendo individualmente o di concerto, tentino di realizzare o realizzino, con qualunque mezzo fraudolento, l'aumento o il ribasso del prezzo dei valori  mobiliari.  Sono considerati mezzi fraudolenti, in particolare, la pubblicazione o la diffusione di informazioni false, esagerate o tendenziose, nonché l'uso di altri artifici aventi lo scopo di perturbare il funzionamento normale dei mercati.  Gli intermediari, nonché i membri degli organi di vigilanza, di amministrazione e di direzione delle società i cui titoli sono negoziati sui mercati dei valori mobiliari, che fossero a conoscenza di tentativi del genere o constatassero manovre in tal  senso, si adoperano per prendere le misure necessarie per neutralizzarle, informandone immediatamente le autorità competenti e le società interessate.  8. Gli intermediari finanziari procurano di conservare, anche fra i vari dipartimenti o servizi dei loro istituti, la segretezza delle informazioni di cui dispongono in virtù delle loro funzioni, che non sono ancora pubbliche e che, se lo fossero,  potrebbero influenzare sensibilmente il corso di un valore mobiliare.  In particolare, gli intermediari finanziari non possono utilizzare dette informazioni né nelle operazioni che effettuano per proprio conto sui mercati di valori mobiliari, né nelle operazioni che consigliano o effettuano per conto dei loro clienti.  9. Chiunque, disponendo nell'esercizio della sua professione o funzione di un'informazione che non è stata resa pubblica, su una società o sul mercato dei suoi titoli o su ogni avvenimento riguardante il mercato in generale, informazione che se fosse  pubblicata potrebbe influenzare sensibilmente il corso di uno o più valori mobiliari, si astiene dall'effettuare, direttamente o indirettamente, qualsiasi operazione utilizzando detta informazione, nonché dal comunicarla ad un terzo affinché ne tragga  un utile prima che sia resa pubblica.  10. I mercati dei valori mobiliari devono essere sufficientemente aperti per evitare la compartimentazione che potrebbe consentire di negoziare uno stesso titolo contemporaneamente su mercati diversi a prezzi diversi.  11. Quando un valore mobiliare è negoziato sul mercato, il pubblico viene informato, indipendentemente dai vari corsi delle transazioni, del volume delle transazioni, a meno che l'organizzazione del mercato gli dia la possibilità di valutare, con altri  mezzi, la liquidità del suo investimento.  12. Qualunque società i cui titoli siano negoziati sui « mercati di valori mobiliari » deve pubblicare periodicamente, ed almeno ogni sei mesi, un'informazione chiara, precisa, completa e aggiornata, sulla sua attività, i suoi risultati e la sua  situazione finanziaria. Anche ogni fatto o decisione importante che possa influenzare sensibilmente il corso dei valori mobiliari dovrebbero essere resi pubblici immediatamente.  13. Qualora un fatto o una decisione importante, di cui alla disposizione precedente, non possano essere resi pubblici immediatamente, ad esempio poiché può risultarne un pregiudizio grave alla società o poiché alcune formalità non sono ancora state  espletate, ma la società ritenga esservi un rischio che siano fatti trapelare, essa ne informa le autorità competenti che adottano le misure necessarie per salvaguardare il buon funzionamento del mercato fino a che il fatto o la decisione possa essere  resa pubblica. Dette autorità in particolare, se ciò risultasse indispensabile, possono sospendere le negoziazioni per tutto il periodo necessario.  14. È auspicabile che l'emissione pubblica di titoli sia preceduta dalla pubblicazione di un prospetto.  L'esistenza del prospetto e il luogo o i luoghi dove è possibile procurarselo sono menzionati nella pubblicità di qualsiasi genere concernente l'emissione.  15. Nessun investitore o gruppo di investitori può essere trattato, sul piano dell'informazione, più favorevolmente di altri o del pubblico. L'accesso all'informazione è aperto senza restrizioni a tutti gli investitori.  16. All'atto di ciascuna emissione di titoli della stessa categoria che sono o possono essere negoziati simultaneamente su più mercati, l'emittente deve adoperarsi per evitare di favorire l'uno di essi.  17. Ogni operazione che implichi il trasferimento di una partecipazione di controllo ai sensi del principio generale n. 3 non dovrebbe avvenire clandestinamente, senza che gli altri azionisti e le autorità di controllo del mercato ne siano informati.  È auspicabile che la facoltà di cedere i propri titoli alle medesime condizioni sia offerta a tutti gli azionisti della società il cui controllo è stato trasferito, salvo che beneficino di una protezione che si consideri equivalente.  18. Ogni acquisto o tentativo di acquisto sul mercato, di una partecipazione di controllo ai sensi del principio generale n. 3, effettuato isolatamente o mediante azione concertata, senza che il pubblico ne sia informato, è contrario all'obiettivo e  allo spirito del presente codice.