CELEX: 12006E/PRO/29
Language: it
Date: 2006-12-29 00:00:00
Title: Trattato che istituisce la Comunità Europea (Versione consolidata)#D. Protocolli allegati al trattato che istituisce la Comunità europea #Protocollo (n. 29) sull'asilo per i cittadini degli Stati membri dell'Unione europea (1997)

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12006E/PRO/29

Trattato che istituisce la Comunità Europea (Versione consolidata) - D. Protocolli allegati al trattato che istituisce la Comunità europea  - Protocollo (n. 29) sull'asilo per i cittadini degli Stati membri dell'Unione europea (1997)  

Gazzetta ufficiale n. C 321 E del 29/12/2006 pag. 0306 - 0307

		Protocollo (n. 29)sull’asilo per i cittadini degli Stati membri dell’Unione europea (1997)LE ALTE PARTI CONTRAENTI,CONSIDERANDO che, in base alle disposizioni dell’articolo 6, paragrafo 2 del trattato sull’Unione europea, l’Unione rispetta i diritti fondamentali quali sono garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950;CONSIDERANDO che la Corte di giustizia delle Comunità europee è competente ad assicurare il rispetto del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione dell’articolo 6, paragrafo 2, del trattato sull’Unione europea da parte della Comunità europea;CONSIDERANDO che, a norma dell’articolo 49 del trattato sull’Unione europea, per domandare di diventare membri dell’Unione tutti gli Stati europei devono rispettare i principi sanciti nell’articolo 6, paragrafo 1, del trattato sull’Unione europea;TENENDO PRESENTE che l’articolo 309 del trattato che istituisce la Comunità europea instaura un meccanismo per la sospensione di taluni diritti in caso di una violazione grave e persistente di tali principi da parte di uno Stato membro;RAMMENTANDO che ogni cittadino di uno Stato membro, quale cittadino dell’Unione, gode di uno status e di una tutela speciali che sono garantiti dagli Stati membri a norma delle disposizioni della parte seconda del trattato che istituisce la Comunità europea;TENENDO PRESENTE che il trattato che istituisce la Comunità europea istituisce uno spazio senza frontiere interne e conferisce ad ogni cittadino dell’Unione il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri;RAMMENTANDO che la questione dell’estradizione dei cittadini degli Stati membri dell’Unione è disciplinata dalla Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957 e dalla Convenzione del 27 settembre 1996, stabilita sulla base dell’articolo 31 del trattato sull’Unione europea, relativa all’estradizione tra gli Stati membri dell’Unione europea;INTENZIONATE ad evitare che l’istituto dell’asilo sia travisato per conseguire finalità diverse da quelle cui tende;CONSIDERANDO che il presente protocollo rispetta la finalità e gli obiettivi della Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 relativa allo status dei rifugiati;HANNO CONVENUTO le disposizioni seguenti, che sono allegate al trattato che istituisce la Comunità europea:Articolo unicoGli Stati membri dell’Unione europea, dato il livello di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali da essi garantito, si considerano reciprocamente paesi d’origine sicuri a tutti i fini giuridici e pratici connessi a questioni inerenti l’asilo. Pertanto, la domanda d’asilo presentata da un cittadino di uno Stato membro può essere presa in esame o dichiarata ammissibile all’esame in un altro Stato membro unicamente nei seguenti casi:a) se lo Stato membro di cui il richiedente è cittadino procede, dopo l’entrata in vigore del trattato di Amsterdam, avvalendosi dell’articolo 15 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, all’adozione di misure che derogano, nel suo territorio, agli obblighi previsti da detta Convenzione;b) se è stata avviata la procedura di cui all’articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull’Unione europea e finché il Consiglio non prende una decisione in merito;c) se il Consiglio, deliberando a norma dell’articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull’Unione europea, ha constatato riguardo allo Stato membro di cui il richiedente è cittadino una violazione grave e persistente, ad opera di detto Stato, dei principi menzionati all’articolo 6, paragrafo 1;d) se uno Stato membro così decide unilateralmente per la domanda di un cittadino di un altro Stato membro; in tal caso il Consiglio ne è immediatamente informato; la domanda è esaminata partendo dal presupposto che sia manifestamente infondata senza che ciò pregiudichi, in alcun caso, il potere decisionale dello Stato membro.--------------------------------------------------