CELEX: 51993PC0554(01)
Language: it
Date: 1993-11-15
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO relativo ad alcune modalità di applicazione dell' accordo europeo che istituisce un' associazione tra le Comunità europe e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Ungheria, dall' altra

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                            COM(93) 554 def.
                                                            Bruxelles, '5 novembre 1993
                                   Proposta di
                REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
     relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
            che istituisce un'associazione tra le Comunità europe
                     e i loro Stati membri, da una parte, e
                      la Repubblica di Ungheria, dall'altra
                                   Proposta di
                REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
     relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
            che istituisce un'associazione tra le Comunità europe
                     e i loro Stati membri, da una parte, e
                       la Repubblica di Polonia, dall'altra
                         (Presentate dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                   RELAZIONE
I regolamenti proposti definiscono le modalità di applicazione di
determinate misure di salvaguardia e di protezione commerciale contenute
negli accordi europei e forniscono alla Commissione una base giuridica per
attuare le disposizioni degli accordi europei in materia di prodotti
agricoli.
II 16 dicembre 1991, la Comunità ha firmato gli accordi europei con
l'Ungheria e la Polonia. Lo stesso giorno, sono stati firmati gli accordi
interinali sugli scambi e sulle questioni commerciali, entrati in vigore il
1* marzo 1992, per consentire di applicare quanto prima le disposizioni
commerciali.
I regolamenti proposti hanno lo scopo di introdurre norme specifiche
relative alle disposizioni generali del regime d'importazione della comunità
(comprese le disposizioni che instaurano una difesa contro le sovvenzioni e
le pratiche di dumping in relazione alle importazioni provenienti da paesi
terzi), per rispettare gli impegni assunti nel quadro degli accordi europei.
Sono stati adottati regolamenti analoghi per l'applicazione di queste misure
nel quadro degli accordi interinali (regolamenti (CEE) nn. 518/92 e 519/92,
GU L 56 del 29.2.1992, pagg. 3 e 6).
La Commissione chiede al Consiglio di adottare i regolamenti proposti in
previsione dell'entrata in vigore degli accordi europei.
 ---pagebreak---                                            Proposta di
                        REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
             relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                    che istituisce un'associazione tra le Comunità europe
                             e i loro Stati membri, da una parte, e
                              la Repubblica di Ungheria, dall'altra
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione,
considerando che il 16 dicembre 1991 è stato firmato a Bruxelles un accordo
europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati
membri, da una parte, e la Repubblica di Ungheria, dall'altra, in appresso
denominato "accordo";
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo, le
disposizioni di quest'ultimo in merito al commercio e alle misure di
accompagnamento sono state messe in vigore a decorrere dal 1* marzo 1992 da
un accordo intermedio sul commercio e le misure di accompagnamento tra la
Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
da una parte, e la Repubblica di Ungheria, dall'altra, firmato a Bruxelles il
16 dicembre 1991 i1) ;
considerando che, in seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di
Copenaghen del 21 e 22 giugno 1993 in merito a nuove concessioni commerciali
a favore dei paesi dell'Europa centrale e orientale, un protocollo aggiuntavo
agli accordi europei e intermedi è stato firmato il                        1993 tra la
Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
da una parte, e l'Ungheria, dall'altra ed è in vigore a decorrere dal 1*
luglio 1993 <2>;
considerando che il regolamento (CEE) n. 519/92 (•*) del Consiglio relativo a
talune modalità di applicazione dell'accordo intermedio sul commercio e le
misure di accompagnamento tra la comunità economica europea e la comunità
europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e l'Ungheria, dall'altra,
modificato dal regolamento (CEE) n. 2234/93 ( 4 ), stabilisce le procedure per
l'applicazione di detto accordo intermedio;
(1)  GU L 116 del 30.4.1992, pag. 2.
(2)  GU L
(3)  GU L 56 del 29.2.1992, pag. 6.
(4)  GU L 200 del 10.8.1993, pag. 4.
 ---pagebreak--- considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione delle varie
disposizioni dell'accordo rifacendosi alle disposizioni contenute nel
regolamento n. 519/92;
considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale,
occorre, nella misura in cui ciò è reso necessario dalle disposizioni
dell'accordo, stabilire le disposizioni specifiche relative alle norme
generali previste, in particolare, dal regolamento (CEE) n. 288/82 del
Consiglio, del 5 febbraio 1982, relativo al regime comune applicabile alle
importazioni<5), e dal regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11
luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o
di sovvenzioni da parte di paesi terzi non membri della Comunità economica
europea( 6 );
considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di
protezione, si dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo;
considerando che sono altresì applicabili le procedure relative alle clausole
di salvaguardia previste dal trattato;
considerando che sono state stabilite norme specifiche per quanto riguarda le
misure di salvaguardia per i prodotti tessili, oggetto del protocollo n. 1
dell'accordo.
considerando che occorre introdurre alcune procedure specifiche per
l'applicazione delle misure di salvaguardia nei settori agricoli;
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                   TITOLO I
                              Prodotti agricoli
                                  Articolo 1
Per i prodotti agricoli di cui all'allegato II del trattato e soggetti,
nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati, al regime dei prelievi,
nonché per i prodotti di cui ai codici NC 0711 90 50 e 2003 10 10, le
disposizioni d'applicazione dell'articolo 20, paragrafi 2 e 4 dell'accordo
sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 23 del regolamento
(CEE) n. 1766/92 (7) o nelle disposizioni corrispondenti degli altri
regolamenti relativi all'organizzazione comune dei mercati. Dette
disposizioni possono prevedere l'introduzione di un regime di certificati
d'importazione nei settori per i quali tali certificati non sono previsti
dall'organizzazione comune di mercato.
(5)  GU L 35 del 9.2.1982, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo da
     regolamento (CEE) n. 2978/91 (GU L 284 del 12.10.1991, pag. 1 ) .
(6)  GU L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
(7)  Regolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio, dell•1.7.1992, GU L 181
     pag. 21.
 ---pagebreak---                                       S"
                                  TITOLO II
                             Misure di protezione
                                  Articolo 2
Il Consiglio può decidere, secondo la procedura prevista all'articolo 113 del
trattato, di adire il consiglio di associazione istituito dall'accordo in
merito alle misure di cui agli articoli 28 e all'articolo 117, paragrafo 2,
dell'accordo stesso. Se necessario, il Consiglio adotta le misure secondo la
stessa procedura.
La Commissione può presentare le proposte all'uopo necessarie, di propria
iniziativa o su richiesta di uno Stato membro.
                                  Articolo 3
1.    Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte
      della Comunità delle misure previste all'articolo 62 dell'accordo, la
      Commissione, dopo aver costituito il fascicolo, di propria iniziativa o
      su richiesta di uno stato membro, si pronuncia sulla compatibilità di
      tali pratiche con l'accordo. Se necessario, essa propone l'adozione di
      misure di salvaguardia al Consiglio, che delibera secondo la procedura
      prevista all'articolo 113 del trattato, fatta eccezione per le
      sovvenzioni a cui si applica il regolamento (CEE) n. 2423/88; queste
      misure vengono prese secondo le procedure stabilite in detto
      regolamento. Le misure vengono prese unicamente nelle condizioni di cui
      all'articolo 62, paragrafo 6 dell'accordo.
2.    Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a subire misure
      prese dall'Ungheria conformemente all'articolo 62 dell'accordo, dopo
      aver costituito il fascicolo la Commissione si pronuncia sulla loro
      compatibilità con i principi che figurano nell'accordo. Se del caso,
      essa prende le opportune decisioni, in base ai criteri che risultano
      dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del trattato
                                  Articolo 4
Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione, da parte della
Comunità delle misure previste all'articolo 29 dell'accordo, l'istituzione di
misure antidumping viene decisa nel rispetto delle modalità stabilite dal
regolamento (CEE) n. 2423/88 e secondo la procedura prevista all'articolo 33,
paragrafo 2 e paragrafo 3, lettere b) o d ) dell'accordo.
                                  Articolo 5
      Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di
      salvaguardia conformemente agli articoli 30 o 31 dell'accordo, esso
      fornisce alla Commissione le informazioni necessarie per giustificare
      la sua richiesta di applicazione.
 ---pagebreak---                                    V
   Se la Commissione decide di non applicare le misure di salvaguardia,
   essa ne informa il Consiglio e gli stati membri entro cinque giorni
   lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta
   dello Stato membro.
   Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
   Commissione entro dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della
   stessa.
   Qualora, deliberando a maggioranza qualificata, il Consiglio dichiari
   di voler prendere una decisione diversa, la Commissione ne informa
   immediatamente l'Ungheria e le notifica l'avvio di consultazioni
   nell'ambito del consiglio di associazione conformemente all'articolo
   33, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
   Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una
   decisione diversa entro venti giorni lavorativi dalla conclusione delle
   consultazioni con l'Ungheria nell'ambito di detto consiglio di
   associazione.
2. La Commissione è assistita da un comitato composto di rappresentanti
   degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione,
   in appresso denominato "comitato". Il comitato si riunisce su
   convocazione del presidente. Quest'ultimo comunica quanto prima agli
   Stati membri tutti gli elementi di informazione utili.
   Il comitato si riunisce su convocazione del presidente. Quest'ultimo
   comunica quanto prima agli Stati membri tutti gli elementi di
   informazione utili.
3. Quando la Commissione constata di propria iniziativa o a richiesta di
   uno Stato membro che sono da applicare misure di salvaguardia
   conformemente agli articoli 30 o 31 dell'accordo:
       essa ne informa gli Stati membri immediatamente se agisce di
       propria iniziativa, oppure, se agisce su richiesta di uno Stato
       membro, entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data in
       cui è stata ricevuta la richiesta;
   -   consulta il comitato;
       informa simultaneamente l'Ungheria e notifica al consiglio di
       associazione l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 33,
       paragrafi 2 e 3 dell'accordo;
       comunica simultaneamente al consiglio di associazione le
       informazioni necessarie a tali consultazioni.
4. Le consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione si
   considerano comunque concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere
   dalla notifica di cui al paragrafo 1, quarto comma, o al paragrafo 3.
   Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei
   trenta giorni, e se non è stato possibile pervenire ad un accordo, la
   Commissione può, previa consultazione del comitato, prendere le misure
   necessarie per l'applicazione degli articoli 30 o 31 dell'accordo.
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5.    La decisione di cui al paragrafo 4 viene immediatamente comunicata al
      Consiglio, agli stati membri e all'Ungheria; essa è altresì notificata
      al consiglio di associazione.
      La decisione è immediatamente applicabile.
6.    Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
      Commissione di cui al paragrafo 4 entro dieci giorni lavorativi a
      decorrere dalla data di comunicazione della decisione stessa.
7.    In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo
      4, secondo comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle
      consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione oppure,
      eventualmente, allo scadere del termine di trenta giorni, lo Stato
      membro che ha adito la Commissione conformemente al paragrafo 3 può
      adire il Consiglio.
8.    Nei casi di cui ai paragrafi 6 e 7, il Consiglio, deliberando a
      maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro un
      termine di due mesi.
                                  Articolo 6
1.    Nel caso di circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 33,
      paragrafo 3, lettera d) dell'accordo, la Commissione può prendere
      misure di salvaguardia immediate nei casi di cui agli articoli 30 o 31
      dell'accordo.
2.    Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa prende
      una decisione in merito entro un termine di cinque giorni lavorativi
      dal ricevimento della richiesta.
      La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli
      Stati membri.
3.    Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
      Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 5, paragrafo 6.
      Si applica la procedura prevista all'articolo 5, paragrafi 7 e 8.
      In mancanza di una decisione della commissione entro il termine di cui
      al paragrafo 2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire
      il consiglio secondo la procedura prevista al primo ed al secondo comma
      del presente paragrafo.
                                  Articolo 7
Le procedure previste agli articoli 5 e 6 non si applicano ai prodotti
oggetto del protocollo n. 1 dell'accordo.
 ---pagebreak---                                      s
                                  Articolo 8
In deroga agli articoli 5 e 6, qualora le circostanze richiedano l'adozione
di misure relative ai prodotti agricoli ai sensi degli articoli 21 o 30
dell'accordo o delle disposizioni degli allegati attinenti a tali prodotti,
le suddette misure sono adottate secondo le procedure previste nei
regolamenti recanti organizzazione comune dei mercati agricoli, nonché degli
specifici regolamenti approvati a norma dell'articolo 235 del trattato e
applicabili alle merci risultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli,
fatto salvo il rispetto delle condizioni previste all'articolo 15 o
all'articolo 21 o all'articolo 33, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
                                  Articolo 9
La Commissione procede, a nome della Comunità   alle notificheal consiglio di
associazione previste dall'accordo.
                                 Articolo 10
Le disposizioni del presente regolamento lasciano impregiudicata
l'applicazione delle clausole di salvaguardia previste dal trattato che
istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 109h e 109 i,
secondo le procedure ivi previste.
                                 Articolo 11
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo europeo.
Fatto a Bruxelles, addi
                                          Per il Consiglio
                                          Il Presidente
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                                         Proposta di
                     REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
           relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                  che istituisce un'associazione tra le Comunità europe
                           e i loro Stati membri, da una parte, e
                             la Repubblica di Polonia, dall'altra
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione,
considerando che il 16 dicembre 1991 è stato firmato a Bruxelles un accordò
europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati
membri, da una parte, e la Repubblica di Polonia, dall'altra, in appresso
denominato "accordo";
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo, le
disposizioni di quest'ultimo in merito al commercio e alle misure di
accompagnamento sono state messe in vigore a decorrere dal 1* marzo 1992 da
un accordo intermedio sul commercio e le misure di accompagnamento tra la
Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
da una parte, e la Repubblica di Polonia, dall'altra, firmato a Bruxelles il
16 dicembre 1991 t 1 ) ;
considerando che, in seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di
Copenaghen del 21 e 22 giugno 1993 in merito a nuove concessioni commerciali
a favore dei paesi dell'Europa centrale e orientale, un protocollo aggiuntivo
agli accordi europei e intermedi è stato firmato il                         1993 tra la
Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
da una parte, e la Polonia, dall'altra ed è in vigore a decorrere dal 1*
luglio 1993 (2).
considerando che il regolamento (CEE) n. 518/92 (3) del Consiglio relativo a
talune modalità di applicazione dell'accordo intermedio sul commercio e le
misure di accompagnamento tra la comunità economica europea e la Comunità
europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Polonia, dall'altra,
modificato dal regolamento (CEE) n. 2233/93 (4>, stabilisce le procedure per
l'applicazione di detto accordo intermedio;
(1)  GU L 116 del 30.4.1992, pag. 2.
 (2) GU L
 (3) GU L 56 del 29.2.1992, pag. 3.
 (4) GU L 200 del 10.8.1993, pag. 3.
 ---pagebreak---                                    .Ax>
considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione delle varie
disposizioni dell'accordo rifacendosi alle disposizioni contenute nel
regolamento n. 518/92;
considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale,
occorre, nella misura in cui ciò è reso necessario dalle disposizioni
dell'accordo, stabilire le disposizioni specifiche relative alle norme
generali previste, in particolare, dal regolamento (CEE) n. 288/82 del
Consiglio, del 5 febbraio 1982, relativo al regime comune applicabile alle
importazioni^5), e dal regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11
luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o
di sovvenzioni da parte di paesi terzi non membri della Comunità economica
europea ( ° ) ;
considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di
protezione, si dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo;
considerando che sono altresì applicabili le procedure relative alle clausole
di salvaguardia previste dal trattato;
considerando che sono state stabilite norme specifiche per quanto riguarda le
misure di salvaguardia per i prodotti tessili, oggetto del protocollo n. 1
dell'accordo.
considerando che occorre introdurre alcune procedure specifiche per
l'applicazione delle misure di salvaguardia nei settori agricoli;
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                   TITOLO I
                              Prodotti agricoli
                                  Articolo 1
Per i prodotti agricoli di cui all'allegato II del trattato e soggetti,
nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati, al regime dei prelievi,
nonché per i prodotti di cui ai codici NC 0711 90 50 e 2003 10 10, le
disposizioni d'applicazione dell'articolo 20, paragrafi 2 e 4 dell'accordo
sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 23 del regolamento
(CEE) n. 1766/92 (7) o nelle disposizioni corrispondenti degli altri
regolamenti relativi all'organizzazione comune dei mercati. Dette
disposizioni possono prevedere l'introduzione di un regime di certificati
d'importazione nei settori per i quali tali certificati non sono previsti
dall'organizzazione comune di mercato.
(5)  GU L 35 del 9.2.1982, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo da
     regolamento (CEE) n. 2978/91 (GU L 284 del 12.10.1991, pag. 1 ) .
(6)  GU L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
(7)  Regolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio, dell'1.7.1992, GU L 181
     pag. 21.
 ---pagebreak---                                       ^H
                                   TITOLO II
                             Misure di protezione
                                  Articolo 2
Il Consiglio può decidere, secondo la procedura prevista all'articolo 113 del
trattato, di adire il consiglio di associazione istituito dall'accordo in
merito alle misure di cui agli articoli 28 e all'articolo 115, paragrafo 2,
dell'accordo stesso. Se necessario, il consiglio adotta le misure secondo la
stessa procedura.
La Commissione può presentare le proposte all'uopo necessarie, di propria
iniziativa o su richiesta di uno Stato membro.
                                  Articolo 3
1.    Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte
      della Comunità delle misure previste all'articolo 63 dell'accordo, la
      Commissione, dopo aver costituito il fascicolo, di propria iniziativa o
      su richiesta di uno Stato membro, si pronuncia sulla compatibilità di
      tali pratiche con l'accordo. Se necessario, essa propone l'adozione di
      misure di salvaguardia al Consiglio, che delibera secondo la procedura
      prevista all'articolo 113 del trattato, fatta eccezione per le
      sovvenzioni a cui si applica il regolamento (CEE) n. 2423/88; in quanto
      queste misure vengono prese secondo le procedure stabilite in detto
      regolamento. Le misure vengono prese unicamente nelle condizioni di cui
      all'articolo 63, paragrafo 6 dell'accordo.
2.    Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a subire misure
      prese dalla Polonia conformemente all'articolo 63 dell'accordo, dopo
      aver costituito il fascicolo la Commissione si pronuncia sulla loro
      compatibilità con i principi che figurano nell'accordo. Se del caso,
      essa prende le opportune decisioni, in base ai criteri che risultano
      dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del trattato
                                  Articolo 4
Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione, da parte della
Comunità, delle misure previste all'articolo 29 dell'accordo, l'istituzione
di misure antidumping viene decisa nel rispetto delle modalità stabilite dal
regolamento (CEE) n. 2423/88 e secondo la procedura di cui all'articolo 33,
paragrafo 2 e paragrafo 3, lettere b) o d ) dell'accordo.
                                  Articolo 5
      Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di
      salvaguardia conformemente agli articoli 30 o 31 dell'accordo, esso
      fornisce alla Commissione le informazioni necessarie per giustificare
      la sua richiesta di applicazione.
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   Se la Commissione decide di non applicare le misure di salvaguardia,
   essa ne informa il Consiglio e gli Stati membri entro cinque giorni
   lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta
   dello Stato membro.
   Ogni Stato membro può deferire al consiglio la decisione della
   commissione entro dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della
   stessa.
   Qualora, deliberando a maggioranza qualificata, il consiglio dichiari
   di voler prendere una decisione diversa, la Commissione ne informa
   immediatamente la Polonia e le notifica l'avvio di consultazioni
   nell'ambito del consiglio di associazione conformemente all'articolo
   33, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
   Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una
   decisione diversa entro venti giorni lavorativi dalla conclusione delle
   consultazioni con la Polonia nell'ambito di detto consiglio di
   associazione.
2. La Commissione è assistita da un comitato composto di rappresentanti
   degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione,
   in appresso denominato "comitato". Il comitato si riunisce su
   convocazione del presidente. Quest'ultimo comunica quanto prima agli
   Stati membri tutti gli elementi di informazione utili.
   Il comitato si riunisce su convocazione del presidente. Quest'ultimo
   comunica quanto prima agli Stati membri tutti gli elementi di
   informazione utili.
3. Quando la commissione constati, di propria iniziativa o a richiesta di
   uno Stato membro che sono da applicare misure di salvaguardia
   conformemente agli articoli 30 o 31 dell'accordo:
   -   essa ne informa gli Stati membri immediatamente se agisce di
       propria iniziativa, oppure, se agisce su richiesta di uno Stato
       membro, entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data in
       cui è stata ricevuta la richiesta;
   -   consulta il comitato;
       informa simultaneamente la Polonia e notifica al consiglio di
       associazione l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 33,
       paragrafi 2 e 3 dell'accordo;
   -   comunica simultaneamente al consiglio di associazione le
       informazioni necessarie a tali consultazioni.
4. Le consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione si
   considerano comunque concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere
   dalla notifica di cui al paragrafo 1, quarto comma, o al paragrafo 3.
   Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei
   trenta giorni, e se non è stato possibile pervenire ad un accordo, la
   Commissione può, previa consultazione del comitato, prendere le misure
   necessarie per l'applicazione degli articoli 30 o 31 dell'accordo.
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5.    La decisione di cui al paragrafo 4 viene immediatamente comunicata al
      Consiglio, agli Stati membri e alla Polonia; essa è altresì notificata
      al consiglio di associazione.
      La decisione è immediatamente applicabile.
6.    Ogni stato membro può deferire al consiglio la decisione della
      Commissione di cui al paragrafo 4 entro dieci giorni lavorativi a
      decorrere dalla data di comunicazione della decisione stessa.
7.    in mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo
      4, secondo comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle
      consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione oppure,
      eventualmente, allo scadere del termine di trenta giorni, lo stato
      membro che ha adito la commissione conformemente al paragrafo 3 può
      adire il Consiglio.
8.    Nei casi di cui ai paragrafi 6 e 7, il Consiglio, deliberando a
      maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro un
      termine di due mesi.
                                  Articolo 6
1.    Nel caso di circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 33,
      paragrafo 3, lettera d) dell'accordo, la Commissione può prendere
      misure di salvaguardia immediate nei casi di cui agli articoli 30 o 31
      dell'accordo.
2.    Se la commissione riceve la richiesta di uno stato membro, essa prende
      una decisione in merito entro un termine di cinque giorni lavorativi
      dal ricevimento della richiesta.
      La decisione della commissione viene comunicata al Consiglio e agli
      Stati membri.
3.    Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
      Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 5, paragrafo 6.
      si applica la procedura prevista all'articolo 5, paragrafi 7 e 8.
      In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui
      al paragrafo 2, lo stato membro che ha adito la commissione può adire
      il consiglio secondo la procedura prevista al primo ed al secondo comma
      del presente paragrafo.
                                  Articolo 7
Le procedure previste agli articoli 5 e 6 non si applicano ai prodotti
oggetto del protocollo n. 1 dell'accordo.
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                                  Articolo 8
In deroga agli articoli 5 e 6, qualora le circostanze richiedano l'adozione
di misure relative ai prodotti agricoli ai sensi degli articoli 21 o 30
dell'accordo o delle disposizioni degli allegati attinenti a tali prodotti,
le suddette misure sono adottate secondo le procedure previste nei
regolamenti recanti organizzazione comune dei mercati agricoli, nonché degli
specifici regolamenti approvati a norma dell'articolo 235 del trattato e
applicabili alle merci risultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli,
fatto salvo il rispetto delle condizioni previste all'articolo 15 o
all'articolo 21 o all'articolo 33, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
                                  Articolo 9
La Commissione procede, a nome della Comunità, alle notifiche al consiglio di
associazione previste dall'accordo.
                                 Articolo 10
Le disposizioni del presente regolamento lasciano impregiudicata
l'applicazione delle clausole di salvaguardia previste dal trattato che
istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 109h e 109 i,
secondo le procedure ivi previste.
                                 Articolo 11
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo europeo,
Fatto a Bruxelles, addi
                                          Per il Consiglio
                                          Il Presidente
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                                                                     ISSN 0254-1505
                                                               COM(93) 554 def.
                                                          DOCUMENTI
rr                                                                         02 ii
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-592-IT-C
                                                             ISBN 92-77-60767-X
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo