CELEX: 52011PC0671
Language: it
Date: 2011-10-24
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che l'Unione europea deve adottare in seno al Comitato misto istituito nel quadro dell'accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone in merito alla sostituzione dell'allegato II di detto accordo riguardante il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale

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		52011PC0671
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che l'Unione europea deve adottare in seno al Comitato misto istituito nel quadro dell'accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone in merito alla sostituzione dell'allegato II di detto accordo riguardante il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale /* COM/2011/0671 definitivo - 2011/0291 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Il 1° giugno 2002 è entrato in vigore
l'accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la
Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone.
L'allegato II di tale accordo prevede il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale.
In base all'articolo 18 dell'accordo, il
Comitato misto UE-Svizzera sulla libera circolazione delle persone può adottare
modifiche dell'allegato II dell'accordo. L'articolo 2 della decisione 2002/309/CE,
Euratom del Consiglio e, per quanto riguarda l'Accordo sulla cooperazione
scientifica e tecnologica, della Commissione del 4 aprile 2002 relativa alla
conclusione di sette accordi con la Confederazione svizzera prevede che il
Consiglio, su proposta della Commissione, stabilisca la posizione che l'Unione
deve assumere per quanto riguarda le decisioni del Comitato misto.
Per assicurare un'applicazione coerente e
corretta della legislazione dell'UE ed evitare difficoltà amministrative o
eventualmente giuridiche, l'allegato II dell'accordo dovrebbe contenere
riferimenti a tutta la pertinente legislazione dell'UE nonché alle decisioni
della Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale. Occorre pertanto aggiornare l'allegato II dell'accordo, in particolare
al fine di integrare il sistema modernizzato per il coordinamento dei sistemi
di sicurezza sociale divenuto applicabile nell'UE dal 1° maggio 2010, vale a
dire il regolamento (CE) n. 883/2004 modificato dal regolamento (CE) n.
988/2009, il relativo regolamento di applicazione (CE) n. 987/2009 e le
decisioni e le raccomandazioni della Commissione amministrativa. I regolamenti
(CE) n. 883/2004, (CE) n. 988/2009 e (CE) n. 987/2009
stabiliscono che il loro testo è rilevante per la Svizzera.
A tal fine, il 28 giugno 2010 la Commissione
ha presentato una proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione
che l'Unione deve adottare nell'ambito del Comitato misto istituito
dall'accordo. La proposta della Commissione è stata successivamente modificata,
così da avere come base giuridica l'articolo 48 del TFUE (coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale) in combinato disposto con l'articolo 218,
paragrafo 9, del TFUE.
Il Consiglio ha adottato la decisione il 6
dicembre 2010. La decisione del Consiglio è stata adottata ai sensi
dell'articolo 79 del TFUE in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo
9, del TFUE. La Commissione ha emesso una dichiarazione secondo cui la corretta
base giuridica è l'articolo 48 del TFUE. La Commissione ha ricordato, in
particolare, che l'articolo 48 del TFUE permette di estendere l'acquis dell'UE
in materia di sicurezza sociale ai cittadini di paesi terzi e che gli obiettivi
e le disposizioni dell'accordo sulla libera circolazione delle persone mirano
ad estendere la normativa dell'UE, in particolare le disposizioni relative alla
libera circolazione dei lavoratori, ai cittadini svizzeri nell'UE.
L'articolo 79 del TFUE rientra nel titolo V
(spazio di libertà, sicurezza e giustizia) e implica l'applicabilità dei
protocolli nn. 21 e 22. Di conseguenza, la decisione del Consiglio non è
vincolante per il Regno Unito, l'Irlanda e la Danimarca. 
L'Irlanda e la Danimarca si sono
successivamente allineate alla posizione dell'Unione, ma non il Regno Unito. I
rappresentanti dell'UE nell'ambito del Comitato misto hanno proposto alla
Svizzera l'adozione del progetto di decisione del Comitato misto sulla base
della posizione adottata dal Consiglio, a nome dell'UE e dei suoi Stati membri,
comprese l'Irlanda e la Danimarca (che si erano allineate alla posizione
dell'Unione), ma ad esclusione del Regno Unito. Il Regno Unito ha presentato la
propria posizione specifica. Il Regno Unito ha proposto, più concretamente, la
non applicabilità delle norme sul coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale alle persone economicamente non attive alle quali, nelle relazioni tra
Svizzera e Regno Unito, si applicano le norme dell'UE sul coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale dall'entrata in vigore del regolamento n.
883/2004.
Con lettera datata 2 settembre 2011, la
Svizzera ha informato il rappresentante dell'UE nel Comitato misto che la
decisione del Comitato misto proposta e la proposta del Regno Unito non sono
accettabili per la Svizzera nella loro forma attuale. In primo luogo, la
Svizzera si rammarica che l'UE non abbia approvato il testo già approvato dal
governo svizzero nel marzo 2011. Tale testo corrisponde alla proposta originale
della Commissione. In secondo luogo, la Svizzera ha affermato di poter accettare
le riserve previste per il Regno Unito solo se fossero inserite ulteriori
deroghe in relazione alle persone non attive applicabili a tutti gli Stati
membri.
Il rifiuto della Svizzera rende necessaria una
nuova decisione del Consiglio circa la posizione che l'UE deve adottare nel
Comitato misto riguardo alla revisione dell'allegato II. Questa proposta di
nuova decisione del Consiglio si basa sull'articolo 48 del TFUE in combinato
disposto con l'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE, poiché la Commissione resta
convinta che sia questa la corretta base giuridica. Inoltre, la proposta tiene
conto del testo del progetto di decisione del Comitato misto, approvato dal
governo svizzero nel marzo 2011, che inoltre assicura più efficacemente il
conseguimento dell'obiettivo di un'applicazione coerente e omogenea della
legislazione dell'UE in materia di coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale nelle relazioni tra l'UE e la Svizzera.
2.           RISULTATI DELLE
CONSULTAZIONI CON LE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
La versione aggiornata dell'allegato II
prevista dalla proposta qui acclusa è il risultato di discussioni tecniche cui
hanno partecipato esperti di sicurezza sociale provenienti in particolare
dall'ente previdenziale svizzero e dall'Unione europea. Il risultato è stato
presentato per informazione alla 318a riunione della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale del 16
dicembre 2009, nel cui ambito le delegazioni hanno accolto con favore la
presente proposta. L'aggiornamento dell'allegato II dell'accordo consentirà di
semplificare e di modernizzare il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale tra la Svizzera e gli Stati membri dell'UE introducendo in particolare
il nuovo regolamento (CE) n. 883/2004 modificato dal regolamento (CE) n.
988/2009 e dal regolamento (CE) n. 987/2009. Ne conseguiranno effetti positivi
rispetto alla normativa esistente e un miglioramento delle procedure
amministrative per tutti gli utilizzatori dei regolamenti, fra cui le autorità
nazionali competenti in materia di sicurezza sociale, i datori di lavoro (in
particolare le piccole e medie imprese) e i singoli cittadini. 
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
SEZIONE A: ATTI CUI È FATTO RIFERIMENTO
Regolamento (CE) n. 883/2004: i motivi relativi alle voci inserite negli allegati riguardo alla
Svizzera sono i seguenti:
–     
allegato I, punto I, del regolamento (CE) n.
883/2004 ("anticipi sugli assegni
alimentari"): la Svizzera si avvale dell'opportunità di esentare gli
anticipi sugli assegni alimentari dall'applicazione del regolamento (CE) n.
883/2004 formulando una voce specifica; 
–     
allegato I, punto II, del regolamento (CE) n.
883/2004 ("assegni speciali di nascita e di
adozione"): non vi sono modifiche sostanziali e questa voce corrisponde a
quella attuale presente nell'allegato II, sezione II, del regolamento (CEE) n.
1408/71; 
–     
allegato II del regolamento (CE) n. 883/2004 ("disposizioni di convenzioni mantenute in vigore…"):
le voci che corrispondono all'allegato III,
parte A e parte B, del regolamento (CEE) n. 1408/71 e che riguardano il
pagamento di prestazioni in denaro a persone residenti in un paese terzo non
figurano più nel presente allegato. I cittadini dell'Unione europea che
risiedono in un paese terzo possono far ricorso all'articolo 4 del regolamento
(CE) n. 883/2004 in quanto la clausola relativa alla parità di trattamento non
fa più riferimento alla "residenza nell'UE" (che corrisponde
all'articolo 3, paragrafo 1 modificato dal regolamento (CE) n. 647/2005).
La Svizzera dovrà esportare le pensioni sulla
base dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 883/2004 (parità di trattamento),
in quanto la sua normativa nazionale garantisce il pagamento di pensioni
svizzere a cittadini svizzeri in tutto il mondo.
Vi sarà un miglioramento dei diritti per i
cittadini dell'UE che attualmente non rientrano nel campo di applicazione di un
accordo bilaterale, come ad esempio i cittadini di Estonia, Lettonia, Lituania,
Ungheria, Malta, Polonia, Romania e Slovacchia, in quanto la Svizzera dovrà
esportare le pensioni per i cittadini di tutti gli Stati membri dell'UE in
paesi terzi con le stesse modalità previste per i cittadini svizzeri.
In merito alla voce riguardante Germania-Svizzera,
esistono due convenzioni già figuranti nell'attuale allegato III del regolamento
(CEE) n. 1408/71: 
la convenzione di cui alla lettera a) offre ai
residenti non attivi di Büsingen non altrimenti assicurati in Germania la
possibilità di iscriversi al regime di assicurazione malattia svizzero (punto
i) e facilita l'accesso al regime di assicurazione malattia tedesco per i
lavoratori che ritornano in Germania (punto ii).
La convenzione di cui alla lettera b) riguarda
l'assicurazione contro la disoccupazione e consente ai lavoratori frontalieri
di Büsingen di ricevere, a determinate condizioni, le indennità di
disoccupazione come se fossero residenti in Svizzera. L'articolo 8, paragrafo
5, di tale convenzione prevede che la Germania (comune di Büsingen) partecipi,
per un importo pari al contributo cantonale secondo il diritto svizzero, al
costo dei posti effettivi di misure relative al mercato del lavoro occupati da
lavoratori soggetti a tale disposizione. La voce relativa a Spagna-Svizzera
corrisponde alla voce attuale presente nell'allegato III del regolamento (CEE)
n. 1408/71. La voce fa riferimento alla "Convenio especial" spagnola,
vale a dire i lavoratori stranieri che ritornano in Spagna possono iscriversi
al regime di assicurazione contro le malattie spagnolo e pertanto non hanno più
l'obbligo di essere assicurati come pensionati in base al regime di
assicurazione contro le malattie svizzero.
La voce relativa a Italia-Svizzera
riguarda il cumulo di periodi compiuti in paesi terzi e consente di tenere
conto dei periodi di assicurazione di cittadini svizzeri o italiani in paesi terzi
per soddisfare le condizioni previste per il diritto alle pensioni italiane
(disposizione unilaterale). Questa voce è necessaria poiché la Svizzera non è
nella posizione di applicare la raccomandazione P1 riguardante la sentenza
Gottardo che è direttamente basata sul TFUE (ex trattato CE).
–     
Allegato III del regolamento (CE) n. 883/2004 ("restrizione del diritto dei familiari di lavoratori frontalieri
a prestazioni in natura"): non esiste alcuna voce relativa alla Svizzera;
–     
allegato IV del regolamento (CE) n. 883/2004 ("diritti supplementari per i pensionati che ritornano nello
Stato membro competente"): la Svizzera viene aggiunta all'elenco;
–     
allegati V, VI e VII del regolamento (CE) n.
883/2004: non esiste alcuna voce relativa alla
Svizzera;
–     
allegato VIII, parte 1, del regolamento (CE) n.
883/2004 ("casi in cui non si procede al calcolo
pro rata ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 4"): la Svizzera è elencata
in relazione al suo sistema già menzionato nell'allegato IV, sezione C, del
regolamento (CEE) n. 1408/71, ossia il calcolo delle pensioni secondo il
diritto svizzero conformemente all'articolo 52, paragrafo, 1, lettera a)
comporta una prestazione pari o superiore alla prestazione pro rata calcolata
ai sensi dell'articolo 52, paragrafo, 1, lettera b); 
–     
allegato VIII, parte 2, del regolamento (CE) n.
883/2004 ("casi in cui si applica l'articolo 52,
paragrafo 5"): vi figurano le rendite di vecchiaia, reversibilità e
invalidità svizzere nell'ambito del regime di previdenza professionale
obbligatorio. Tale regime figura attualmente nell'allegato IV, sezione C, del
regolamento (CEE) n. 1408/71. Il regime è incluso nella parte 2, dell'allegato
VIII, del regolamento (CE) n. 883/2004 in quanto le pensioni dallo stesso
previste sono calcolate a partire da singoli risparmi accumulati e
capitalizzati, ossia i periodi di tempo non sono rilevanti ai fini del calcolo;
–     
allegato IX, parte II, del regolamento (CE) n.
883/2004 ("prestazioni di cui all'articolo 54,
paragrafo 2, lettera b) del regolamento, il cui importo è determinato in
funzione di un periodo fittizio considerato maturato tra la data in cui si è
verificato il rischio e una data successiva"): è presente una voce
relativa alle pensioni di reversibilità e di invalidità svizzere nell'ambito
del regime di previdenza professionale obbligatorio. Tale voce corrisponde alla
voce attuale contenuta nell'allegato IV, sezione D, parte 2, del regolamento
(CEE) n. 1408/71;
–     
allegato X del regolamento (CE) n. 883/2004 ("prestazioni speciali in denaro di carattere non contributivo"):
le voci n. 1, 2 e 3 corrispondono alle voci attuali dell'allegato II bis.
Tenendo conto tuttavia che tali voci sono state inserite prima che i criteri
più rigorosi dell'allegato II bis del regolamento (CEE) n. 1408/71
fossero introdotti dal regolamento (CE) n. 647/2005 (che corrispondono ai
criteri dell'allegato X del regolamento (CE) n. 883/2004), il mantenimento
degli inserimenti nell'allegato X richiede che tali voci siano conformi ai
requisiti di cui all'allegato X. A questo proposito, le voci in questione
possono essere giustificate nel seguente modo: 
per quanto riguarda la voce n. 1
relativa alle prestazioni complementari (legge federale del 19 marzo 1965 sulle
prestazioni complementari) e a prestazioni simili previste in base alla
normativa cantonale:
tenuto conto del
regolamento (CE) n. 883/2004, la delegazione svizzera ha richiesto il
mantenimento delle prestazioni complementari che figurano nell'attuale allegato
II bis del regolamento (CEE) n. 1408/71 nell'elenco delle prestazioni
speciali in denaro di carattere non contributivo fornendo la giustificazione di
seguito riportata:
1. Descrizione della prestazione
Le prestazioni
federali sono concesse quando le pensioni di vecchiaia, invalidità o
reversibilità non riescono a sopperire alle necessità di base. Le condizioni
per la concessione delle prestazioni sono quelle di seguito specificate. Il
richiedente deve:
–     
avere un reddito inferiore a quello minimo
stabilito per sopperire alle necessità di base (alloggio, assicurazione
sanitaria, alimentazione);
–     
avere diritto a una pensione di vecchiaia, di
invalidità o di reversibilità;
–     
essere domiciliato e residente in Svizzera.
Le prestazioni sono pari alla differenza tra
il reddito minimo stabilito e il reddito effettivo della persona interessata
(pensioni, reddito del partner, proprietà). Le prestazioni sono finanziate
esclusivamente da imposte generali della Confederazione e dei cantoni.
Importi attuali fissati per il reddito minimo:
–     
persona singola: 18 720 CHF all'anno
–     
coppia: 28 080 CHF all'anno
Per quanto riguarda
le prestazioni cantonali, i cantoni possono concedere prestazioni complementari
supplementari simili per pensioni di vecchiaia, invalidità o reversibilità ad
integrazione delle prestazioni complementari federali. 
Attualmente otto
cantoni dispongono di un tale sistema parallelo di prestazioni complementari
per le pensioni di vecchiaia, invalidità o reversibilità. Di norma, la persona
deve percepire prestazioni complementari federali per avere diritto alle
prestazioni cantonali.
2. Qualificazione
come prestazione speciale di carattere non contributivo
Le prestazioni
complementari federali e cantonali soddisfano tutti i criteri necessari per
essere considerate prestazioni speciali di carattere non contributivo ai sensi
dell'articolo 70, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 883/2004, tenendo conto
di tutta la giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia europea
riguardante le prestazioni speciali di carattere non contributivo:
a)           si tratta di prestazioni
speciali (di tipo misto): da un lato, hanno caratteristiche previdenziali in
quanto le persone interessate hanno un diritto giuridico chiaramente definito a
percepirle. Sono intese a integrare le pensioni per garantire un reddito minimo
di sussistenza e sono pertanto legate alle pensioni di base e ai rischi di
vecchiaia o di invalidità. Dall'altro lato, hanno caratteristiche di assistenza
sociale in quanto sono concesse unicamente a pensionati il cui reddito totale
non raggiunge il minimo fissato dalla normativa. Sono strettamente legate alla
situazione socioeconomica esistente in Svizzera in quanto corrispondono alle
necessità di base minime in Svizzera. Non dipendono dai periodi di lavoro o di
contribuzione;
b)           sono non contributive:
sono finanziate esclusivamente da imposte e non dipendono da alcun contributo.
Per quanto riguarda la voce n. 2
relativa alle rendite per casi di rigore dell'assicurazione per l'invalidità
(articolo 28, paragrafo 1, lettera a, della legge federale del 19 giugno 1959
sull'assicurazione per l'invalidità modificata il 7 ottobre 1994), la
delegazione svizzera ha richiesto che la voce sia mantenuta come figura
nell'attuale allegato II bis del regolamento (CEE) n. 1408/7 per i
motivi di seguito specificati.
1. Descrizione della prestazione
La rendita per casi
di rigore è stata abolita il 1° gennaio 2004. È stata sostituita dalle
prestazioni complementari, tuttavia viene ancora concessa in alcuni casi sulla
base di disposizioni transitorie (circa 500 beneficiari attuali) e pertanto
deve essere inclusa nell'allegato X del regolamento (CE) n. 883/2004. 
La rendita per casi di rigore è un importo
supplementare concesso a persone che hanno diritto a un quarto di una pensione
di invalidità (grado di invalidità compreso tra 40% e 49%) la cui situazione
personale è difficile e non consente di avere un reddito minimo di sussistenza
dignitoso ("casi di rigore"). Il supplemento per casi di rigore
corrisponde a un quarto di una pensione. Ne consegue che il beneficiario
ottiene l'equivalente di mezza pensione. La rendita per casi di rigore viene
erogata soltanto in Svizzera.
Le condizioni per
la concessione delle prestazioni sono i seguenti. I richiedenti devono:
–     
avere diritto alla pensione di invalidità;
–     
non disporre di mezzi sufficienti;
–     
essere domiciliati e residenti in Svizzera.
2.
Qualificazione come prestazione speciale di carattere non contributivo
La pensione di
invalidità in caso di rigore soddisfa tutti i criteri necessari per essere
considerata una prestazione speciale di carattere non contributivo ai sensi
dell'articolo 70, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 883/2004, tenendo conto
di tutta la giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia europea
riguardante le prestazioni di carattere non contributivo, con particolare
riferimento alla sentenza della Corte di giustizia del 29 aprile 2004 nella
causa C-160/02, Skalka:
a)           si tratta di una prestazione
speciale (di tipo misto): da un lato, ha caratteristiche previdenziali in
quanto le persone interessate hanno un diritto giuridico chiaramente definito a
percepirla. È intesa a integrare le pensioni ordinarie per garantire un reddito
minimo di sussistenza. È legata alle pensioni di invalidità di base e al
rischio di invalidità. Dall'altro lato, ha caratteristiche di assistenza
sociale in quanto è concessa unicamente a pensionati in una situazione di
difficoltà economica. È strettamente legata alla situazione socioeconomica
esistente in Svizzera in quanto il suo importo è basato sulla pensione
ordinaria. Non dipende dai periodi di lavoro o di contribuzione;
b)           la prestazione è non
contributiva, in quanto è finanziata da imposte e non dipende dai
contributi.
Per quanto riguarda la voce n. 3
relativa alle prestazioni miste di carattere non contributivo in caso di
disoccupazione, come previsto dalla normativa cantonale, sono stati addotti i
motivi di seguito specificati.
1. Descrizione della prestazione
Otto cantoni hanno
introdotto le prestazioni in questione: Basilea Città, Ginevra, Giura,
Neuchâtel, Sciaffusa, Ticino, Uri, Zugo. Tali prestazioni sono concesse alle
persone in cerca di lavoro per le quali sono cessati i diritti alle indennità
di disoccupazione federali, allo scopo di reinserirle nel mondo del lavoro e di
evitare l'assistenza sociale e l'esclusione sociale.
Le condizioni per
averne diritto sono che i richiedenti devono: 
–     
avere un reddito inferiore a quello minimo
stabilito dal cantone;
–     
non avere diritto ad altre prestazioni di
disoccupazione federali;
–     
cercare un lavoro e rendersi disponibili per un
lavoro;
–     
essere domiciliati e residenti nel cantone.
I tipi di prestazioni sono: indennità
giornaliere e/o indennità per varie misure di reintegrazione (corsi di
formazione e così via).
Sono finanziate esclusivamente da imposte.
2.
Qualificazione come prestazione speciale di carattere non contributivo
Le misure di
sostegno cantonali per le persone in cerca di lavoro soddisfano tutti i criteri
necessari per essere considerate prestazioni speciali di carattere non
contributivo ai sensi dell'articolo 70, paragrafo 2, del regolamento (CE) n.
883/2004, tenendo conto di tutta la giurisprudenza pertinente della Corte di
giustizia europea riguardante le prestazioni speciali di carattere non
contributivo:
a)           si tratta di prestazioni
speciali (di tipo misto): da un lato, hanno caratteristiche previdenziali
in quanto le persone interessate hanno un diritto giuridico chiaramente
definito a percepirle. Sono intese a integrare le prestazioni di disoccupazione
federali per garantire un reddito minimo e sono chiaramente legate al rischio
di disoccupazione. Dall'altro lato, hanno caratteristiche di assistenza sociale
in quanto sono concesse unicamente a persone in cerca di lavoro il cui reddito
totale non raggiunge il minimo fissato dalla normativa. Sono strettamente
legate alla situazione socioeconomica esistente in Svizzera in quanto fanno riferimento
al reddito minimo nel cantone di residenza e sono correlate al mercato del
lavoro locale. Non dipendono dai periodi di contribuzione;
b)           sono non contributive:
sono finanziate esclusivamente da imposte e non dipendono da alcun contributo.
La voce n 4 relativa alle rendite di
invalidità straordinarie di carattere non contributivo per giovani disabili
(articolo 39 della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per
l'invalidità) è stata giustificata dalla Svizzera nel modo di seguito specificato.
Tenuto conto del regolamento (CE) n. 883/2004,
che si applica anche alle persone non attive, la delegazione svizzera ha
richiesto l'inclusione di pensioni straordinarie per le persone disabili non
attive nell'elenco delle prestazioni speciali in denaro di carattere non
contributivo con la giustificazione di seguito indicata.
1. Descrizione della prestazione
Per avere diritto a una pensione di invalidità
svizzera ordinaria, le persone assicurate devono aver versato contributi per
almeno tre anni al momento dell'inabilità al lavoro (invalidità). Le persone
disabili dalla nascita o dall'infanzia non possono soddisfare questa condizione
in quanto sono inabili al lavoro prima di raggiungere l'età a partire dalla
quale i contributi vengono prelevati. 
Tali persone hanno diritto a una prestazione
speciale corrispondente all'importo della pensione di invalidità minima
ordinaria. La prestazione viene concessa a persone di età superiore ai 18 anni
a condizione che vivano in Svizzera.
Poiché non viene calcolata sulla base di
contributi, questa prestazione viene definita "pensione di invalidità
straordinaria".
2. Qualificazione come prestazione speciale
di carattere non contributivo
La pensione di invalidità straordinaria
soddisfa tutti i criteri necessari per essere considerata una prestazione
speciale di carattere non contributivo ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2 bis,
del regolamento (CEE) n. 1408/71, tenendo conto di tutta la giurisprudenza
pertinente della Corte di giustizia europea riguardante le prestazioni speciali
in denaro di carattere non contributivo:
a)           si tratta di una prestazione
ibrida (di tipo misto): da un lato, possiede caratteristiche previdenziali
in quanto le persone interessate hanno un diritto giuridico chiaramente
definito a percepirla e copre il rischio di invalidità. Dall'altro lato, è
assimilabile all'assistenza sociale nel senso che non dipende dai periodi di
lavoro o di contribuzione ed è intesa a soddisfare le necessità garantendo un
reddito minimo di sussistenza a un gruppo socialmente svantaggiato (giovani
disabili);
b)           è una prestazione speciale:
è un'indennità sostitutiva destinata a coloro che non soddisfano le condizioni
di assicurazione per ottenere una pensione di invalidità ordinaria. È
strettamente legata alla situazione socioeconomica della Svizzera in quanto
corrisponde alla pensione minima in Svizzera;
c)           è non contributiva:
non è finanziata da contributi. Il governo federale prende a suo carico tutti i
costi di questa prestazione.
Nella causa C-154/05 Kersbergen-Lap e Dams-Schipper,
la Corte di giustizia delle Comunità europee ha ritenuto che la prestazione
prevista dalla olandese Wajong fosse una prestazione speciale di carattere non
contributivo. La Corte di giustizia ha confermato questa sentenza nella causa
C-287/05 Hendrix. Al pari della pensione di invalidità straordinaria svizzera,
la olandese Wajong prevede il pagamento di una prestazione ai giovani con
inabilità al lavoro di lunga durata, ma che non soddisfano le condizioni per
ottenere una pensione di invalidità ordinaria. 
Per non creare una situazione meno favorevole
rispetto allo status quo, la voce proposta dalla Svizzera deve essere limitata
alle persone che non sono state soggette, prima della loro inabilità al lavoro,
alla normativa svizzera sulla base di un'attività come lavoratore subordinato
(ad esempio, come apprendista) o lavoratore autonomo.
–     
Allegato XI del regolamento (CE) n. 883/2004
("modalità particolari di applicazione delle legislazioni degli Stati
membri"):
–     
per quanto riguarda le voci n. 1 e 2, la
Svizzera ha giustificato le sue proposte nel modo di seguito specificato.
La Svizzera propone di mantenere le due voci
che figurano nell'allegato VI del regolamento (CEE) n. 1408/71 in relazione
all'ammissione all'assicurazione volontaria contro la vecchiaia svizzera (punto
1) e all'assicurazione facoltativa continuata (punto 2) per persone che vivono
al di fuori dell'ambito territoriale dell'accordo Svizzera-UE sulla libera
circolazione delle persone. Queste voci saranno inserite nell'allegato XI del regolamento
(CE) n. 883/2004. I motivi sono quelli di seguito riportati.
Voce n. 1 (assicurazione
volontaria)
I cittadini della Svizzera e degli Stati
membri dell'Unione europea possono richiedere, a titolo volontario,
l'affiliazione ai regimi di assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l'invalidità.
Poiché l'assicurazione volontaria è in parte
finanziata dalle entrate dello Stato svizzero, a tale regime di assicurazione
possono essere iscritte soltanto le persone con uno stretto legame con la
Svizzera. Pertanto, è necessario essere assicurati per cinque anni nel regime
svizzero di assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità prima
di richiedere l'affiliazione. Questo requisito si applica allo stesso modo ai
cittadini svizzeri e a quelli dell'UE residenti al di fuori dell'ambito
territoriale dell'accordo sulla libera circolazione delle persone.
Voce n. 2 (assicurazione
continuata quando si lavora per un datore di lavoro svizzero all'estero)
Le persone che lavorano per un datore di
lavoro svizzero all'estero possono continuare a versare i contributi
assicurativi per i regimi per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità. Il
datore di lavoro, che paga metà dei contributi, deve tuttavia accordare il
proprio consenso al riguardo. Poiché l'assicurazione continuata è in parte
finanziata dalle entrate dello Stato svizzero, soltanto le persone con uno
stretto legame con la Svizzera possono essere iscritte a questo regime
assicurativo. Occorre pertanto essere stati assicurati per cinque anni nel regime
svizzero per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità prima di chiederne
l'iscrizione. Questa disposizione si applica allo stesso modo ai cittadini
svizzeri e a quelli dell'UE residenti al di fuori dell'ambito territoriale
dell'accordo sulla libera circolazione delle persone.
La voce n. 3 corrisponde alla voce n. 3
esistente nell'allegato VI del regolamento (CEE) n. 1408/71. Questo diritto di
opzione conferisce maggiori diritti ai lavoratori migranti e ai loro familiari.
Tale diritto è stato invocato dai lavoratori migranti in quanto possono evitare
di pagare in Svizzera contributi sanitari più elevati di quanto farebbero nei
rispettivi Stati membri.
Voce n. 4: la
Svizzera propone di mantenere questa voce, che corrisponde al punto 3 bis
dell'allegato VI del regolamento (CEE) n. 1408/71 riguardante gli infortuni non
professionali. Questa voce sarà inserita nell'allegato XI del regolamento (CE)
n. 883/2004.
Le persone che lavorano in Svizzera e vivono
in Austria, Germania, Francia o Italia possono scegliere di essere assicurate
contro le malattie nel proprio Stato di residenza anziché in Svizzera (non
obbligatorietà; punto 3, lettera b), dell'allegato VI, Svizzera, del
regolamento (CEE) n. 1408/71).
In tali casi, potrebbe derivare una
responsabilità simultanea in caso di infortuni non lavorativi tra l'istituto
svizzero per l'assicurazione contro gli infortuni e l'istituto per
l'assicurazione contro le malattie dello Stato di residenza. In effetti, gli
infortuni non lavorativi sono trattati come infortuni professionali e infortuni
industriali in base alla normativa svizzera, mentre sono trattati come
prestazioni di malattia in natura in base alla normativa degli Stati membri
dell'Unione europea interessati. 
È necessaria una chiara disposizione sulla
distribuzione dei costi. 
La voce n. 5 corrisponde alla voce n. 3
ter esistente dell'allegato VI del regolamento (CEE) n. 1408/71.
Riguarda la situazione in cui una persona che lavora in Svizzera e risiede in
un altro Stato membro ha scelto di essere assicurata nel paese di residenza. In
questa situazione, la voce in questione garantisce che l'articolo 19 del
regolamento (CE) n. 883/2004 si applichi in modo che la persona interessata
riceva l'assistenza medica necessaria durante un soggiorno in Svizzera (non
finanziariamente competente). 
La formulazione è stata migliorata allo scopo
di assicurare che in essa rientrino anche i familiari.
Le voci 4 e 6 dell'allegato VI del
regolamento (CEE) n. 1408/71 non sono più necessarie
in quanto tali situazioni rientrano nell'ambito dell'articolo 18 e
dell'articolo 27, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 883/2004.
La voce n. 6 corrisponde alla voce n. 5
attuale dell'allegato VI del regolamento (CEE) n. 1408/71. Essa stabilisce,
conformemente all'articolo 62, paragrafo 1, del nuovo regolamento di
applicazione (CE) n. 987/2009, che l'istituzione competente rimborsa
all'istituzione che ha erogato le prestazioni in Svizzera l'importo effettivo
quale risulta dalla contabilità di quest'ultima istituzione. Ciò si applica
inoltre alle prestazioni erogate in Svizzera a persone che hanno scelto di
essere assicurate nel paese di residenza ai sensi della voce n. 3, lettera a)
dell'allegato XI.
La voce n.7 corrisponde alla voce n. 7
attuale dell'allegato VI del regolamento (CEE) n. 1408/71 e la Svizzera propone
di mantenere il punto 7 dell'allegato VI del regolamento (CEE) n. 1408/71
riguardante le prestazioni di malattia in denaro. 
In Svizzera, l'assicurazione per le
prestazioni di malattia in denaro è facoltativa. Chiunque sia assicurato in Svizzera
per le prestazioni di malattia in natura ha diritto all'iscrizione a questo
regime assicurativo aggiuntivo. 
Le persone assicurate hanno la facoltà di
cambiare la compagnia assicurativa in qualsiasi momento. In questo caso, il
nuovo assicuratore può escludere il pagamento per i rischi e le malattie già
esistenti prima dell'iscrizione della persona interessata.
Se è stata costretta a cambiare assicuratore
per il fatto di aver intrapreso un nuovo lavoro o essersi trasferita in un
luogo in cui l'assicuratore precedente non opera, la persona interessata deve
essere accettata dal nuovo assicuratore senza altre limitazioni. In tali casi,
l'assicuratore precedente deve rilasciare un certificato da cui risulti che il
cambiamento di istituzione è stato involontario. Il nuovo assicuratore è
vincolato da questo documento che è valido per un periodo di tre mesi. Finché
non rilascia il certificato alla persona interessata, l'assicuratore precedente
resta responsabile di qualsiasi prestazione in denaro non coperta dal nuovo
assicuratore.
Se una persona in precedenza era assicurata da
un'istituzione di uno Stato membro dell'Unione europea, non può ottenere un
certificato da cui risulti che sono soddisfatte le condizioni per l'ammissione
senza riserve. Per tutelare tali persone, sono presi in considerazione i
periodi di assicurazione malattia precedenti in un altro Stato membro e non si
applica l'esclusione della copertura per malattie o rischi preesistenti. Come
in Svizzera, il cambiamento di istituzione deve avvenire entro tre mesi.
Il punto 8, dell'allegato VI, del
regolamento (CEE) n. 1408/71 non viene ripreso
nell'allegato XI del regolamento (CE) n. 883/2004. In Svizzera, la copertura
dell'assicurazione per l'invalidità dipende dalla residenza o dall'attività
lucrativa in Svizzera. Le persone che vivono al di fuori della Svizzera (ad
esempio, i lavoratori frontalieri), che hanno cessato l'attività lucrativa a
seguito di malattia o infortunio, non sono più assicurate e non possono versare
contributi. Se hanno lavorato in Svizzera per un periodo inferiore a un anno,
tali persone non hanno diritto a una pensione di invalidità, in quanto non
soddisfano il periodo minimo di contribuzione. Fino alla fine del 2007, il
periodo di contribuzione minimo era di appena un anno. Per consentire agli ex
lavoratori frontalieri di completare il periodo minimo di contribuzione, il
punto 8 dell'allegato VI li obbliga a versare contributi al regime svizzero di
assicurazione contro la vecchiaia per un anno dall'inizio dell'inabilità al lavoro,
a condizione che non siano soggetti alla normativa di un altro Stato membro a
seguito di una nuova attività.
Il 1° gennaio 2008 il periodo minimo di
contribuzione per le pensioni di invalidità svizzere è stato aumentato a tre
anni. Adesso questa voce è superflua: mantenere una persona assicurata e
costringerla a versare contributi non è più giustificato in quanto in molti
casi l'anno supplementare non avrebbe alcuna influenza sul diritto e non è
compatibile con le disposizioni relative alla competenza di cui all'allegato II
del regolamento (CE) n. 883/2004.
La voce n. 8 corrisponde alla voce n. 9
dell'allegato VI del regolamento (CEE) n. 1408/71 e i motivi relativi a questa
voce sono i seguenti: in base alla normativa svizzera sull'assicurazione per
l'invalidità, i provvedimenti di integrazione sono concessi soltanto a
condizione che la persona interessata sia assicurata. La copertura assicurativa
dipende dalla residenza o dall'attività lucrativa in Svizzera. Le persone che
vivono al di fuori della Svizzera (ad esempio, i lavoratori frontalieri), che
cessano l'attività lucrativa a seguito di malattia o infortunio, non sono più
assicurate. La voce contenuta nell'allegato XI garantisce che tali persone
possano ancora beneficiare di provvedimenti di integrazione, sebbene la
Svizzera non sia più lo Stato competente. Riguarda perlopiù misure di
formazione professionale intese a reinserire le persone nel mondo del lavoro.
La continuazione dell'assicurazione per tutta la durata dei provvedimenti può
anche consentire alla persona interessata di raggiungere il periodo minimo di
assicurazione per una pensione di invalidità, se necessario. 
La voce esistente è stata modificata in quanto
deve essere definita in maniera più precisa la situazione alla quale questa
disposizione si applica. Coprirà soltanto il periodo immediatamente successivo
alla cessazione dell'attività lavorativa in Svizzera, pertanto è stata inserita
la frase "fino al pagamento di una pensione di invalidità"; i
pensionati non avranno quindi diritto a queste prestazioni.
Applicazione del regolamento (CE) n.
987/2009: le voci degli allegati riguardanti la
Svizzera sono giustificate per i motivi di seguito specificati.
–     
Allegato 1 del regolamento (CE) n. 987/2009 ("disposizioni di applicazione di accordi bilaterali…"): sono
inclusi gli accordi bilaterali con Francia e Italia che fissano procedure
speciali per il rimborso dei crediti in materia di assistenza sanitaria,
–     
Allegati 3 e 5 del regolamento (CE) n. 987/2009:
non vi sono voci relative alla Svizzera.
SEZIONE B: ATTI DI CUI LE PARTI
CONTRAENTI TENGONO DEBITO CONTO
Questa sezione contiene la nuova serie di
decisioni adottate dalla Commissione amministrativa per il coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale.
SEZIONE C: ATTI DI CUI LE PARTI
CONTRAENTI PRENDONO ATTO
Questa sezione contiene la serie di
raccomandazioni adottate dalla Commissione amministrativa per il coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale. 
PROTOCOLLO
Il protocollo dell'allegato II riguarda 3
aspetti.
Primo, per quanto riguarda l'assicurazione
contro la disoccupazione relativa ai lavoratori in possesso di un permesso
di soggiorno in Svizzera per un periodo inferiore a un anno, questo punto è
stato aggiornato in relazione ai cittadini dell'UE-8 e dell'UE-2, ai quali
continua ad applicarsi l'attuale sistema di rimborso. Il sistema di rimborso si
applica per quanto riguarda i cittadini dell'UE-8 fino al 30 aprile 2011 (cfr.
l'attuale punto 4 del protocollo dell'allegato II dell'accordo UE-Svizzera) e
per quanto riguarda i cittadini dell'UE-2 fino al 31 maggio 2016 (cfr. il punto
5 dell'allegato II del protocollo dell'accordo UE-Svizzera relativo alla
partecipazione di Bulgaria e Romania). 
Secondo, riguardo agli assegni svizzeri per
i grandi invalidi (legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per
l'invalidità e legge federale del 20 dicembre 1946 sulle pensioni di vecchiaia
e di reversibilità modificata l'8 ottobre 1999), tali prestazioni non possono
essere incluse nell'allegato X del regolamento (CE) n. 883/2004 in quanto non soddisfano
le condizioni più restrittive stabilite dal regolamento (CE) n. 647/2005.
Tenendo conto che diversi anni prima dell'entrata in vigore del regolamento
(CE) n. 647/2005 era stato deciso di includere queste prestazioni nell'allegato
II bis del regolamento (CEE) n. 1408/71, tenendo conto che la Svizzera
richiede lo status quo riguardo a questa prestazione in riferimento alla natura
statica dell'accordo e che accetta in generale le disposizioni più rigorose
riguardanti l'allegato X del regolamento (CE) n. 883/2004, la non esportazione
di questa prestazione viene trattata come punto separato nel protocollo
dell'accordo. 
Terzo, per quanto riguarda la voce relativa
alle prestazioni previste dal regime di previdenza professionale per le
pensioni di vecchiaia, reversibilità e invalidità: il regolamento transitorio è
scaduto il 31 maggio 2007, cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo. È
tuttavia possibile che esistano casi precedenti coperti da questo regolamento
(persone che hanno lasciato la Svizzera prima del 31 maggio 2007, ma che non
hanno ancora richiesto la prestazione), e per questo motivo la voce in
questione viene mantenuta.
In questo contesto, l'articolo 3, paragrafo 1
è stato adattato ("cittadini di taluni Stati membri") in
quanto le disposizioni transitorie relative all'assicurazione contro la
disoccupazione per le persone in possesso di un titolo di soggiorno svizzero di
durata inferiore a un anno si applicano soltanto ai cittadini degli Stati
membri dell'UE-8 e dell'UE-2; cfr. i protocolli degli allargamenti: protocollo
del 26 ottobre 2004 all'accordo (GU L 89 del 28.3.2006, pag. 30) e protocollo
del 27 maggio 2008 (GU L 124 del 20.5.2009, pag. 53). 
Anche l'articolo 3, paragrafo 1 è stato
adattato a fini di completamento introducendo un riferimento al protocollo ai
punti già menzionati nel protocollo riguardante gli assegni svizzeri per i
grandi invalidi e le prestazioni previste dalla previdenza professionale.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
La proposta non ha incidenza sul bilancio
dell'Unione europea
2011/0291 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla posizione che l'Unione europea
deve adottare in seno al Comitato misto istituito nel quadro dell'accordo tra
la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione
svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone in merito alla
sostituzione dell'allegato II di detto accordo riguardante il coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 48, in combinato disposto con
l'articolo 218, paragrafo 9,
vista la decisione 2002/309/CE, Euratom del
Consiglio e, per quanto riguarda l'accordo sulla cooperazione scientifica e
tecnologica, della Commissione del 4 aprile 2002 relativa alla conclusione di
sette accordi con la Confederazione svizzera[1],
in particolare l'articolo 2,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)              
Il 1° giugno 2002 è entrato in vigore l'accordo tra
la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione
svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (in prosieguo
"l'accordo").
(2)              
L'articolo 18 dell'accordo prevede che il Comitato
misto possa decidere eventuali modifiche all'accordo, tra cui modifiche
all'allegato II riguardante il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.
(3)              
Al fine di garantire un'applicazione coerente e
corretta della normativa dell'UE e di evitare difficoltà amministrative ed
eventualmente giuridiche, l'allegato II dell'accordo deve essere modificato per
integrare i nuovi atti giuridici dell'Unione a cui l'accordo attualmente non fa
riferimento.
(4)              
A fini di chiarezza e di razionalità, occorre
procedere alla codificazione dell'allegato II e del protocollo di tale
allegato, 
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La posizione che l'Unione deve adottare in
seno al Comitato misto istituito nel quadro dell'articolo 14 dell'accordo del
21 giugno 1999 tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e
la Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone
deve essere basata sul progetto di decisione del Comitato misto riportata
all'allegato I della presente decisione.
Articolo 2
La dichiarazione di cui all'allegato II della
presente decisione è approvata e deve essere formulata a nome dell'Unione in
sede di Comitato misto quando tale Comitato misto adotta la decisione di cui
all'articolo 1.
Fatto a Bruxelles,
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO I
Progetto
di
DECISIONE
N. …/… DEL COMITATO MISTO
istituito
nel quadro dell'accordo tra
la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte,
e la Confederazione svizzera, dall'altra,
sulla libera circolazione delle persone
del ……..
che
sostituisce l'allegato II di detto accordo riguardante il coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale
IL COMITATO MISTO,
visto l'accordo
del 21 giugno 1999 tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte,
e la Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle
persone (in prosieguo "l'accordo"), in particolare l'articolo 18,
considerando quanto segue:
1)           L'accordo è stato firmato il
21 giugno 1999 ed è entrato in vigore il 1° giugno 2002.
2)           L'allegato II dell'accordo
che riguarda il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale deve essere
aggiornato per tenere conto dei nuovi atti giuridici dell'Unione europea, in
particolare del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di
sicurezza sociale[2]
e delle misure adottate per la sua applicazione.
3)           Il regolamento (CE) n.
883/2004 ha sostituito il regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14
giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai
lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si
spostano all'interno della Comunità[3].

4)           A fini di chiarezza e
razionalità, l'allegato II e il protocollo di tale allegato devono essere
consolidati in una versione giuridicamente vincolante.
5)           L'allegato II dell'accordo
deve essere mantenuto in linea con l'evoluzione dei pertinenti atti giuridici
dell'Unione europea, 
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo
1
L'allegato II
dell'accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la
Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone
(in prosieguo "l'accordo") è sostituito dall'allegato della presente
decisione.
Articolo
2
La presente
decisione è redatta nelle lingue bulgara, ceca, danese, estone, finlandese,
francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, olandese,
polacca, portoghese, rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca e
ungherese e il testo in ciascuna di queste lingue fa ugualmente fede.
Articolo
3
La decisione
entra in vigore il giorno successivo alla sua adozione.
Fatto a …, …
Per il Comitato misto
Il presidente
I segretari
ALLEGATO
"ALLEGATO
II
Coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale
Articolo
1
1)           Le parti contraenti
convengono di applicare tra di esse, nel campo del coordinamento dei sistemi di
sicurezza sociale, gli atti dell'Unione europea cui è fatto riferimento nella
sezione A del presente allegato, o che sono da essa modificati, o regole ad
essi equivalenti.
2)           I termini "Stato
membro" o "Stati membri" che figurano negli atti cui è fatto
riferimento nella sezione A del presente allegato comprendono, oltre al
significato che hanno nei pertinenti atti dell'Unione europea, la Svizzera.
Articolo
2
1)           Ai fini dell'applicazione del
presente allegato le parti contraenti tengono in debita considerazione gli atti
dell'Unione europea cui è fatto riferimento nella sezione B del presente
allegato.
2)           Ai fini dell'applicazione del
presente allegato, le parti contraenti prendono atto degli atti dell'Unione europea
cui è fatto riferimento nella sezione C del presente allegato.
Articolo
3
1)           Nel protocollo del presente
allegato sono stabilite modalità particolari relative alle disposizioni
transitorie riguardanti l'assicurazione contro la disoccupazione per i cittadini
di taluni Stati membri dell'UE in possesso di un titolo di soggiorno svizzero
di durata inferiore a un anno, agli assegni svizzeri per i grandi invalidi e
alle prestazioni previste dal regime di previdenza professionale riguardanti le
pensioni di vecchiaia, reversibilità e invalidità.
2)           Il protocollo costituisce
parte integrante del presente allegato.
SEZIONE A: ATTI CUI È FATTO RIFERIMENTO
1.           Regolamento (CE)
n. 883/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale[4]
(GU L 166 del 30.4.2004), modificato dal regolamento (CE) n. 988/2009 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 che modifica il
regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di
sicurezza sociale e determina il contenuto dei relativi allegati.[5] 
Ai fini del presente accordo, il regolamento
(CE) n. 883/2004 è modificato nel seguente modo:
a)         Nell'allegato I, sezione I, è
aggiunto il testo seguente
"Svizzera
Legislazione cantonale riguardante gli
anticipi sugli assegni alimentari basata sull'articolo 131, paragrafo 2, e
sull'articolo 293, paragrafo 2, del diritto civile federale."
b)         Nell'allegato I, sezione II è
aggiunto il testo seguente
"Svizzera
Gli assegni di nascita o di adozione in
applicazione della legislazione cantonale pertinente sulla base dell'articolo
3, paragrafo 2, della legge federale sugli assegni familiari."
c)         Nell'allegato II è aggiunto il
testo seguente
"Germania-Svizzera
a)         Per quanto concerne la convenzione
di sicurezza sociale del 25 febbraio 1964, modificata dagli accordi completivi
n. 1, del 9 settembre 1975, e n. 2, del 2 marzo 1989:
i)        il punto 9 b, paragrafo 1, punti da 1 a
4, del protocollo finale (legislazione applicabile e diritto alle prestazioni
di malattia in natura per i residenti dell'exclave tedesca di Büsingen);
ii)       il punto 9 e, paragrafo 1, lettera b,
frasi 1, 2 e 4 del protocollo finale (accesso all'assicurazione volontaria
contro le malattie in Germania con un trasferimento in Germania).
b)         Per quanto concerne l'Accordo di
assicurazione disoccupazione del 20 ottobre 1982, modificato dal protocollo
addizionale del 22 dicembre 1992:
i)        l'articolo 8, paragrafo 5. La Germania
(comune di Büsingen) partecipa, per un importo pari al contributo cantonale
secondo il diritto svizzero, al costo dei posti effettivi di misure relative al
mercato del lavoro occupati da lavoratori soggetti a tale disposizione.
Spagna-Svizzera
Il
punto 17 del protocollo finale della convenzione di sicurezza sociale del 13
ottobre 1969 modificata dall'accordo aggiuntivo dell'11 giugno 1982; le persone
assicurate nell'ambito dell'assicurazione spagnola in applicazione di tale
disposizione sono esentate dall'affiliazione all'assicurazione malattie
svizzera.
Italia-Svizzera
Articolo 9, paragrafo 1, della convenzione di
sicurezza sociale del 14 dicembre 1962, modificata dall'accordo complementare
del 18 dicembre 1963, l'accordo aggiuntivo n. 1, del 4 luglio 1969, il
protocollo aggiuntivo del 25 febbraio 1974 e l'accordo aggiuntivo n. 2, del 2
aprile 1980."
d)         Nell'allegato IV è aggiunto il
testo seguente
"Svizzera"
e)         Nell'allegato VIII, parte 1, è
aggiunto il testo seguente
"Svizzera
Tutte le domande di rendite di vecchiaia,
superstiti e invalidità del regime di base (legge federale sull'assicurazione
per la vecchiaia e per i superstiti e legge federale sull'assicurazione contro
l'invalidità) e di rendite di vecchiaia del regime di previdenza professionale
(legge federale sulla previdenza professionale per l'assicurazione per la vecchiaia,
i superstiti e l'invalidità)."
f)         Nell'allegato VIII, parte 2 è
aggiunto il testo seguente
"Svizzera
Rendite di vecchiaia, superstiti e invalidità
del regime di previdenza professionale (legge federale sul regime di previdenza
professionale per l'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l'invalidità)."
g)         Nell'allegato IX, parte II è
aggiunto il testo seguente
"Svizzera
Rendite di reversibilità e invalidità del
regime di previdenza professionale (legge federale sul regime di previdenza
professionale per l'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l'invalidità)."
h)         Nell'allegato X è aggiunto il testo
seguente
"1. Le prestazioni complementari (legge
federale sulle prestazioni complementari del 19 marzo 1965) e le prestazioni
analoghe previste dalle legislazioni cantonali.
2. Le rendite per casi di rigore
dell'assicurazione invalidità (articolo 28, paragrafo 1, lettera a), della
legge federale sull'assicurazione per l'invalidità del 19 giugno 1959 sulla
versione riveduta del 7 ottobre 1994).
3. Le prestazioni non contributive di tipo
misto in caso di disoccupazione, previste dalle legislazioni cantonali.
4. Le rendite di invalidità straordinarie non
contributive per le persone disabili (articolo 39 della legge federale del 19
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità) che non sono state soggette,
prima della loro inabilità al lavoro, alla legislazione svizzera sulla base di
un'attività come lavoratore subordinato o lavoratore autonomo."
i)          Nell'allegato XI è aggiunto il
testo seguente
"Svizzera
1.           L'articolo 2 della legge
federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti come anche
l'articolo primo della legge federale sull'assicurazione invalidità, che
disciplinano l'assicurazione facoltativa per questi ambiti assicurativi per i
cittadini svizzeri che risiedono in uno Stato in cui il presente accordo non si
applica, si applicano alle persone che risiedono fuori dalla Svizzera e che
sono cittadini degli altri Stati cui si applica il presente accordo nonché ai
rifugiati e agli apolidi residenti sul territorio di tali Stati allorché tali
persone dichiarano la loro adesione all'assicurazione facoltativa entro e non
oltre un anno a decorrere dal giorno in cui esse hanno cessato di essere
assicurate nell'ambito dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i
superstiti e l'invalidità dopo un periodo assicurativo ininterrotto di almeno
cinque anni.
2.           Quando una persona cessa di
essere assicurata nell'ambito dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i
superstiti e l'invalidità dopo un periodo assicurativo ininterrotto di almeno
cinque anni, essa ha diritto a continuare l'assicurazione con l'accordo del
datore di lavoro qualora essa lavori in uno Stato in cui il presente accordo
non si applica per conto di un datore di lavoro in Svizzera e qualora essa ne
faccia domanda entro un termine di sei mesi a decorrere dal giorno in cui ha
cessato di essere assicurata.
3.           Assicurazione obbligatoria
nell'ambito dell'assicurazione malattia svizzera e possibilità di esenzione
a)      Le disposizioni giuridiche svizzere che
disciplinano l'assicurazione malattia obbligatoria si applicano alle seguenti
persone non residenti in Svizzera: 
i)       le persone soggette alle disposizioni
legali svizzere in virtù del titolo II del regolamento;
ii)      le persone per le quali la Svizzera si
fa carico dei costi delle prestazioni ai sensi degli articoli 24, 25 e 26 del
regolamento; 
iii)     le persone che beneficiano delle
prestazioni di disoccupazione dell'assicurazione svizzera;
iv)     i familiari delle persone di cui ai punti
i) e iii) o di un lavoratore subordinato o di un lavoratore autonomo che
risiede in Svizzera ed è assicurato nell'ambito dell'assicurazione malattie
svizzera, allorché tali familiari non risiedono in uno dei seguenti Stati:
Danimarca, Spagna, Ungheria, Portogallo, Svezia o Regno Unito;
v)      i familiari delle persone di cui al punto
ii) o di un pensionato che risiede in Svizzera ed è assicurato nell'ambito
dell'assicurazione malattie svizzera, allorché tali familiari non risiedono in
uno dei seguenti Stati: Danimarca, Portogallo, Svezia o Regno Unito.
Sono considerati familiari le persone che sono
definite familiari ai sensi della legislazione dello Stato di residenza.
b)      Le persone menzionate alla lettera a)
possono, a richiesta, essere esentate dall'assicurazione obbligatoria se e
finché risiedono in uno dei seguenti Stati e possono dimostrare che vi
beneficiano di copertura in caso di malattia: Germania, Francia, Italia,
Austria, e, nei casi contemplati alla lettera a) iv) e v), Finlandia e, nei
casi contemplati alla lettera a) ii), Portogallo.
Detta richiesta
aa)     dev'essere depositata entro i tre mesi
successivi all'insorgenza dell'obbligo di assicurarsi in Svizzera; se, in casi
giustificati, la richiesta è depositata dopo tale termine, l'esenzione prende
effetto dall'inizio dell'obbligo di assicurazione;
bb)    vale per tutti i familiari che risiedono
nello stesso Stato.
4.           Quando
una persona sottoposta alle disposizioni giuridiche svizzere in virtù del
titolo II del regolamento, è assoggettata ai fini dell'assicurazione malattia
alle disposizioni giuridiche di un altro Stato che fa parte del presente
accordo in applicazione del punto 3, lettera b), i costi delle prestazioni in
natura in caso di infortunio non professionale sono suddivisi al 50% tra
l'assicuratore svizzero contro gli infortuni professionali e non professionali
e le malattie professionali e l'istituzione di assicurazione malattia
dell'altro Stato, quando esiste un diritto a prestazioni da parte dei due
organismi. L'assicuratore svizzero contro gli infortuni professionali e non
professionali e le malattie professionali prende a suo carico l'integralità dei
costi in caso di infortunio professionale, di incidente durante il percorso
verso il luogo di lavoro o di malattia professionale anche se esiste un diritto
a prestazioni da parte di un organismo di assicurazione malattia del paese di
residenza.
5.           Le persone che lavorano ma
non risiedono in Svizzera e che sono coperte da un'assicurazione obbligatoria
nel loro Stato di residenza in virtù del paragrafo 3, lettera b), e i loro
familiari, beneficeranno delle disposizioni dell'articolo 19 del regolamento
durante un soggiorno in Svizzera.
6.           Ai fini dell'applicazione
degli articoli 18, 19, 20 e 27 del regolamento in Svizzera, l'assicuratore
competente prende a suo carico la totalità dei costi fatturati.
7.           I
periodi di assicurazione d'indennità giornaliera compiuti presso
l'assicurazione di un altro Stato cui si applica il presente accordo sono
conteggiati per ridurre o togliere un'eventuale riserva sull'assicurazione di
indennità giornaliera in caso di maternità o di malattia, allorché la persona
si assicura presso un assicuratore svizzero entro tre mesi dall'uscita
dall'assicurazione straniera.
8.           Quando una persona che
esercita in Svizzera un'attività lucrativa autonoma o dipendente che copre i
fabbisogni vitali, ha dovuto cessare la sua attività in seguito a infortunio o
malattia non è più sottoposta alla legislazione svizzera sull'assicurazione
invalidità, si considera assicurata da questa assicurazione per la concessione
di misure di integrazione fino all'erogazione di una pensione di invalidità e
nel periodo durante il quale essa beneficia di tali provvedimenti, purché non
abbia ripreso una nuova attività al di fuori della Svizzera."      
 
2.           Regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 16 settembre 2009 che stabilisce le modalità di applicazione
del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di
sicurezza sociale[6]

Ai fini del presente accordo, il regolamento
(CE) n. 987/2009 è adattato nel seguente modo:
a)         Nell'allegato 1 è aggiunto
il testo seguente
"Accordo tra la Svizzera e la Francia del
26 ottobre 2004 che stabilisce le procedure speciali per il rimborso dei
crediti in materia di assistenza sanitaria 
Accordo tra la Svizzera e l'Italia del 17
novembre 2005 che stabilisce le procedure speciali per il rimborso dei crediti
in materia di assistenza sanitaria"
3.           Regolamento (CEE) n.
1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo
all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati e ai
loro familiari che si spostano all'interno della Comunità, modificato da ultimo
dal regolamento (CE) n. 592/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17
giugno 2008[7],
quando vi si fa riferimento nel regolamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento
(CE) n. 987/2009 o quando si tratta di casi verificatisi in passato.
4.           Regolamento (CEE) n.
574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 che stabilisce
le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71 relativo
all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati e ai
loro familiari che si spostano all'interno della Comunità, modificato da ultimo
dal regolamento (CE) n. 120/2009 della Commissione del 9 febbraio 2009[8], quando vi si fa
riferimento nel regolamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009
o quando si tratta di casi verificatisi in passato.
5.           398 L 49: direttiva
98/49/CE del Consiglio del 29 giugno 1998[9] relativa alla
salvaguardia dei diritti a pensione complementare dei lavoratori subordinati e
dei lavoratori autonomi che si spostano all'interno della Comunità europea.
SEZIONE B: ATTI DI CUI LE PARTI CONTRAENTI
TENGONO DEBITO CONTO
1)           Decisione A1 della
Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, del 12 giugno 2009, relativa all'introduzione di una procedura di
dialogo e di conciliazione riguardante la validità di documenti, la
determinazione della legislazione applicabile e i benefici concessi ai sensi
del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio[10].
2)           Decisione A2 della
Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, del 12 giugno 2009, riguardante l'interpretazione dell'articolo 12 del
regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla
legislazione applicabile ai lavoratori distaccati e ai lavoratori autonomi che
lavorano temporaneamente al di fuori dello Stato di competenza[11].
3)           Decisione
A3 della Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di
sicurezza sociale, del 17 dicembre 2009, relativa
all'aggregazione dei periodi di distacco ininterrotti maturati a norma dei
regolamenti (CEE) n. 1408/71 e (CE) n. 883//2004[12].
4)           Decisione E1 della
Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, del 12 giugno 2009, riguardante le disposizioni pratiche per il
periodo transitorio previsto per lo scambio dei dati con mezzi elettronici di
cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e
del Consiglio[13].
5)           Decisione F1 della
Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, del 12 giugno 2009, relativa all'interpretazione dell'articolo 68 del
regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio riguardo
alle regole di priorità in caso di cumulo delle prestazioni familiari[14].
6)           Decisione H1 della
Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, del 12 giugno 2009, riguardante la transizione dai regolamenti del
Consiglio (CEE) n. 1408/71 e (CEE) n. 574/72 ai regolamenti del Parlamento
europeo e del Consiglio (CE) n. 883/2004 e (CE) n. 987/2009 nonché
l'applicazione delle decisioni e delle raccomandazioni della Commissione
amministrativa per il coordinamento di sistemi di sicurezza sociale[15].
7)           Decisione H2 della
Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, del 12 giugno 2009, riguardante le modalità di funzionamento e la
composizione della Commissione tecnica per l'elaborazione elettronica dei dati
presso la Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di
sicurezza sociale[16].
8)           Decisione H3 della
Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, del 15 ottobre 2009, riguardante la data da prendere in considerazione
per determinare il tasso di cambio di cui all'articolo 90 del regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio[17]. 
9)           Decisione H4 della
Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, del 22 dicembre 2009, relativa alla composizione e ai metodi di lavoro
della Commissione di controllo dei conti della Commissione amministrativa per
il coordinamento dei regimi di sicurezza sociale[18].
10)         Decisione H5 della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del 18
marzo 2010, concernente la cooperazione nella lotta alla frode e agli errori
nel quadro dei regolamenti (CE) n. 883/2004 e (CE) n. 987/2009 relativi al
coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale[19].
11)         Decisione P1 della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del 12
giugno 2009, relativa all'interpretazione dell'articolo 50, paragrafo 4,
dell'articolo 58 e dell'articolo 87, paragrafo 5 del regolamento (CE) n.
883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, che riguardano le pensioni di
invalidità, di vecchiaia e ai superstiti[20].
12)         Decisione S1 della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del 12
giugno 2009, riguardante la tessera europea di assicurazione malattia[21].
13)         Decisione S2 della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del 12
giugno 2009, riguardante la tessera europea di assicurazione malattia[22].
14)         Decisione S3 della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del 12
giugno 2009, che definisce le prestazioni di cui all'articolo 19, paragrafo 1,
e all'articolo 27, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento
europeo e del Consiglio nonché all'articolo 25, lettera A), paragrafo 3, del
regolamento (CE) n. 987/2009[23].
15)         Decisione S4 della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del 2
ottobre 2009, riguardante le procedure di rimborso relative all'applicazione
degli articoli 35 e 41 del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo
e del Consiglio[24].
16)         Decisione S5 della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del 2
ottobre 2009, relativa all'interpretazione della nozione di "prestazioni
in natura" definita all'articolo 1, lettera v bis), del regolamento (CE)
n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio in caso di malattia o
maternità di cui agli articoli 17, 19, 20 e 22, all'articolo 24, paragrafo 1,
agli articoli 25 e 26, all'articolo 27, paragrafi 1, 3, 4 e 5, agli articoli 28
e 34 e all'articolo 36, paragrafi 1 e 2, del regolamento (CE) n. 883/2004
nonché alla determinazione degli importi da rimborsare ai sensi degli articoli
62, 63 e 64 del regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del
Consiglio[25].
17)         Decisione S6 della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del 22
dicembre 2009, concernente l'iscrizione nello Stato membro di residenza ai
sensi dell'articolo 24 del regolamento (CE) n. 987/2009 e la compilazione degli
inventari di cui all'articolo 64, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 987/2009[26].
18)         Decisione S7 della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del 22
dicembre 2009, relativa al passaggio dai regolamenti (CEE) n. 1408/71 e (CEE)
n. 574/72 ai regolamenti (CE) n. 883/2004 e (CE) n. 987/2009 e all'applicazione
delle procedure di rimborso[27].
19)         Decisione U1 della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del 12
giugno 2009, riguardante l'articolo 54, paragrafo 3, del regolamento (CE) n.
987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente gli aumenti delle
indennità di disoccupazione per familiari a carico[28].
20)         Decisione U2 della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del 12
giugno 2009, riguardante il campo d'applicazione dell'articolo 65, paragrafo 2,
del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio
relativo al diritto all'indennità di disoccupazione per persone in
disoccupazione completa, diverse dai lavoratori frontalieri, residenti nel
corso della loro ultima attività subordinata o autonoma sul territorio di uno
Stato membro diverso da quello competente[29].
21)         Decisione U3 della Commissione
amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del 12
giugno 2009, riguardante la portata del concetto di "disoccupazione
parziale" applicabile ai disoccupati di cui all'articolo 65, paragrafo 1,
del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio[30].
SEZIONE C: ATTI DI CUI LE PARTI CONTRAENTI
PRENDONO ATTO
1            Raccomandazione U1 della
Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale del 12 giugno 2009 riguardante la legislazione applicabile a
disoccupati che esercitano un'attività professionale o commerciale a tempo
parziale in uno Stato membro diverso dallo Stato di residenza[31].
2            Raccomandazione U2 della
Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale del 12 giugno 2009 riguardante l'applicazione dell'articolo 64,
paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo
e del Consiglio a persone disoccupate che accompagnano il coniuge o il partner
che esercita un'attività professionale o commerciale in uno Stato membro
diverso dallo Stato competente[32].
PROTOCOLLO
DELL'ALLEGATO II DELL'ACCORDO
I.          Assicurazione contro la
disoccupazione
Le seguenti disposizioni si applicano ai
lavoratori che sono cittadini della Repubblica ceca, della Repubblica di
Estonia, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della
Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di
Slovenia e della Repubblica slovacca fino al 30 aprile 2011 e ai lavoratori che
sono cittadini della Repubblica di Bulgaria e della Romania fino al 31 maggio
2016.
1.         Per quanto concerne l'assicurazione
contro la disoccupazione dei lavoratori subordinati che beneficiano di un
titolo di soggiorno di durata inferiore a un anno, si applica il seguente
regime:
1.1       Soltanto i lavoratori che hanno
versato i loro contributi in Svizzera per il periodo minimo prescritto dalla
legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e
l'indennità per insolvenza (LADI)[33]
e che soddisfano inoltre le altre condizioni che danno diritto all'indennità di
disoccupazione hanno diritto alle prestazioni dell'assicurazione contro la
disoccupazione alle condizioni previste dalla legge.
1.2       Una parte del prodotto dei
contributi ricevuti per i lavoratori che hanno versato contributi per un
periodo troppo breve per aver diritto all'indennità di disoccupazione in
Svizzera conformemente al punto 1.1 è retrocessa al loro Stato di origine
secondo le modalità previste al punto 1.3 a titolo di contributo ai costi delle
prestazioni versate a detti lavoratori in caso di disoccupazione completa;
detti lavoratori non hanno d'altronde diritto alle prestazioni dell'assicurazione
contro la disoccupazione in caso di disoccupazione completa in Svizzera.
Tuttavia, essi hanno diritto alle indennità in caso di intemperie e di
insolvenza del datore di lavoro. Delle prestazioni in caso di disoccupazione
completa si fa carico lo Stato d'origine a condizione che i lavoratori si
mettano a disposizione dei servizi dell'occupazione in detto Stato. I periodi
di assicurazione completati in Svizzera sono conteggiati come se fossero stati
completati nello Stato d'origine.
1.3       La parte dei contributi ricevuti per
i lavoratori secondo il punto 1.2 è rimborsata annualmente conformemente alle
disposizioni legali menzionate qui di seguito:
a)         Il prodotto dei contributi di
questi lavoratori è calcolato, per paese, sulla base del numero annuale dei
lavoratori occupati e della media dei contributi annuali versati per ciascun
lavoratore (contributi del datore di lavoro e del lavoratore).
b)         Dell'importo così calcolato, una
parte corrispondente alla percentuale delle indennità di disoccupazione
rispetto a tutti gli altri tipi di indennità menzionate al punto 1.2 sarà
rimborsata agli Stati di origine dei lavoratori e una riserva per le
prestazioni ulteriori verrà mantenuta dalla Svizzera.[34]
c)         La Svizzera trasmette annualmente
il conteggio dei contributi retrocessi. Essa indica agli Stati di origine, se
questi ne fanno richiesta, le basi di calcolo e l'importo delle retrocessioni.
Gli Stati di origine comunicano annualmente alla Svizzera il numero dei
beneficiari di prestazioni di disoccupazione secondo il punto 1.2.
2.         In caso di difficoltà per uno Stato
membro con la fine del sistema delle retrocessioni o per la Svizzera con il
sistema della totalizzazione, il Comitato misto può essere adito da una delle
parti contraenti.
II.        Assegni per grandi invalidi
Gli assegni per grandi invalidi previsti dalla
legge federale svizzera del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità
(LAI) e della legge federale del 20 dicembre 1946 sull’assicurazione per la
vecchiaia e per i superstiti (LAVS), modificata l'8 ottobre 1999 sono concessi
esclusivamente se la persona interessata risiede in Svizzera.
III.       Previdenza professionale per la
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità
Fatto salvo l'articolo 10, paragrafo 2 del
regolamento (CEE) n. 1408/71, la prestazione di uscita prevista dalla legge
federale svizzera sul libero passaggio nella previdenza professionale per la
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, del 17 dicembre 1993, sarà versata a
richiesta a un lavoratore dipendente o indipendente che intenda lasciare
definitivamente la Svizzera e che non sarà più soggetto alla legislazione
svizzera secondo le disposizioni del titolo II del regolamento, a condizione
che detta persona lasci la Svizzera entro cinque anni dall'entrata in vigore
del presente Accordo."
ALLEGATO II
DICHIARAZIONE 
riguardante la dichiarazione relativa alla partecipazione della
Svizzera ai comitati
La Commissione amministrativa per la sicurezza sociale dei lavoratori
migranti, di cui al secondo trattino della dichiarazione relativa alla partecipazione
della Svizzera ai comitati (GU L 114 del 30.4.2002, pag.72), è stata rinominata
Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale dall'articolo 71 del regolamento (CE) n. 883/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio.
[1]               GU L 114 del 30.4.2002, pag. 1.
[2]               GU L 166 del 30.4.2004, pag. 1.
[3]               GU L 149 del 5.7.1971, pag. 2.
[4]               GU L 166 del 30.4.2004, pag. 1.
[5]               GU L 284 del 30.10.2009, pag. 43.
[6]               GU L 284 del 30.10.2009, pag. 1.
[7]               GU L 177 del 4.7.2008, pag. 1.
[8]               GU L 39 del 10.2.2009, pag. 29.
[9]               GU L 209 del 25.7.1998, pag. 46.
[10]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 1.
[11]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 5.
[12]             GU C 149 dell'8.6.2010 pag. 3.
[13]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 9.
[14]             GU C 106 del 24.4.2010, pag.11.
[15]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 13.
[16]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 17.
[17]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 56.
[18]             GU C 107 del 27.4.2010, pag. 3.
[19]             GU C 149 dell'8.6.2010, pag. 5.
[20]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 21.
[21]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 23.
[22]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 26.
[23]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 40.
[24]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 52.
[25]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 54.
[26]             GU C 107 del 27.4.2010, pag. 6.
[27]             GU C 107 del 27.4.2010, pag. 8.
[28]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 42.
[29]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 43.
[30]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 45.
[31]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 49.
[32]             GU C 106 del 24.4.2010, pag. 51.
[33]             Attualmente 12 mesi.
[34]             Contributi retrocessi per lavoratori che eserciteranno il
loro diritto all'assicurazione contro la disoccupazione in Svizzera dopo aver
versato contribuzioni per un periodo di almeno 12 mesi - durante soggiorni
ripetuti – nell'arco di due anni.