CELEX: 52001PC0519
Language: it
Date: 2001-09-19
Title: Proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione 1999/733/CE del Consiglio, relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia

Avis juridique important

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52001PC0519

Proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione 1999/733/CE del Consiglio, relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia  /* COM/2001/0519 def. - CNS 2001/0213 */  

Gazzetta ufficiale n. 332 E del 27/11/2001 pag. 0299 - 0299

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO recante modifica della decisione 1999/733/CE del Consiglio, relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. AntefattiL'8 novembre 1999 il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di concedere all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia (FYROM)) un'assistenza finanziaria supplementare per un importo massimo di 80 milioni di euro, comprendente un prestito per un importo massimo di 50 milioni di euro e un contributo a fondo perduto per un importo massimo di 30 milioni di euro(decisione 1999/733/CE del Consiglio).Tale assistenza era stata decisa in considerazione della crisi del Kosovo e degli ingenti oneri economici da essa derivanti. Obiettivo dell'assistenza era sostenere la bilancia dei pagamenti e contribuire ad alleviare i vincoli finanziari del paese nei confronti dell'estero, sussidiando l'attuazione di riforme strutturali e aiutando a mitigare le ripercussioni sociali degli sconvolgimenti economici causati dal conflitto nel Kosovo. La concessione dell'assistenza era subordinata a risultati soddisfacenti nell'attuazione del programma di aggiustamento e di riforme della FYROM approvato nell'ambito di un accordo stand-by con il Fondo monetario internazionale (FMI).L'erogazione dell'assistenza è stata ritardata a causa di difficoltà nel definire un nuovo accordo stand-by tra le autorità e l'FMI, accordo che il comitato direttivo dell'FMI ha infine approvato nel novembre 2000. Previa consultazione del Comitato economico e finanziario (CEF), il 19 dicembre 2000 è stato firmato un memorandum d'intesa (MI), indicante le condizioni di politica economica a cui è subordinato il versamento della seconda quota dell'assistenza. Nello stesso dicembre 2000 è stata versata la prima rata, di 30 milioni di euro(20 milioni di euro a titolo di contributo e 10 milioni di euro a titolo di prestito).2. Recenti sviluppi economiciNel 2000 l'andamento macroeconomico è stato, a grandi linee, soddisfacente. Il PIL si è accresciuto del 5,1%, ma la crescita economica ha cominciato a ridursi nella seconda metà dell'anno. L'inflazione ha registrato un forte aumento nel 2000: l'IPC è salito del 5,8% (al 6,1% a fine periodo), rispetto a un calo dell'1,1% nel 1999. Le finanze statali sono state particolarmente solide: il bilancio del governo centrale si è chiuso con un'eccedenza pari a circa il 3,5% del PIL, in particolare grazie a entrate fiscali molto superiori al previsto. Il saldo delle partite correnti ha accusato un disavanzo pari al 3,4% del PIL (inclusa l'assistenza in forma di contributi), con scarse variazioni rispetto all'esercizio precedente. La copertura delle importazioni ha continuato ad aumentare, giungendo a fine 2000 a circa 3,5 mesi, ma è salito anche l'indice del debito estero, arrivando al 45,7% del PIL.All'inizio del 2001 proseguiva, e si è anzi accentuato, il rallentamento delle attività economiche, a causa dell'ulteriore aggravarsi della crisi politica e di sicurezza che ha travolto il paese in febbraio, con gli scontri armati tra le forze di sicurezza e gruppi etnici albanesi. La crisi ha contribuito in misura rilevante all'insoddisfacente andamento macroeconomico riscontrato nella prima metà dell'anno, tra l'altro perturbando il commercio estero. Secondo dati preliminari, nel primo trimestre del 2001 il PIL si è ridotto del 3,8% in termini reali da un anno all'altro.Le pressioni inflazionistiche si sono attenuate nei primi mesi dell'anno: in aprile l'inflazione annuale dell'IPC era del 3,2%. Dall'inizio della crisi, la Banca nazionale è intervenuta a più riprese a difesa del dinaro, che è agganciato al DM/EUR. Per scoraggiare la speculazione sul dinaro, la Banca ha anche reso più rigorosa la politica monetaria, così da ridurre la liquidità. Difendere il tasso di cambio del dinaro ha implicato il ridursi delle riserve valutarie nel primo semestre dell'anno. D'altro canto, la recente vendita della telecom nazionale alla società ungherese MATAV ha fruttato circa 320 milioni di dollari USA.Le finanze statali hanno subito un grave deterioramento in seguito alla crisi e anche a causa dell'aumento delle spese verso fine dicembre 2000. Come conseguenza della crisi del marzo 2001, le spese del governo centrale in "merci e altri servizi" sono salite del 120% da un anno all'altro (le cifre mensili sono soggette peraltro a fluttuazioni). La crisi e il correlato grave calo delle attività economiche hanno inciso anche sulle entrate fiscali: in marzo le entrate fiscali del governo centrale sono risultate inferiori dell'11% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. Non si verificherà il previsto passaggio della situazione fiscale da una rassicurante eccedenza nel 2000 a un molto controllabile disavanzo di circa l'1,2% del PIL nel 2001: vi sono piuttosto indizi di una variazione del PIL dell'ordine di 10 punti percentuali, da un'eccedenza più che considerevole nel 2000 a un disavanzo di circa il 6% nel 2001.Le importazioni e le esportazioni si situano entrambe a livelli alquanto inferiori rispetto a un anno fa: nel periodo gennaio-aprile le esportazioni sono state inferiori dell'11% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente e le importazioni erano diminuite del 28% da un anno all'altro. Il grave calo delle importazioni nei primi quattro mesi dell'anno rispetto al medesimo periodo nel 2000 è dovuto in gran parte agli effetti di base derivanti da importazioni insolitamente ingenti nei mesi corrispondenti dell'anno precedente, prima dell'introduzione dell'IVA. Poiché le importazioni sono calate in misura maggiore delle esportazioni, la bilancia commerciale è migliorata rispetto al medesimo periodo del 2000, ma per l'intero esercizio 2001 si prevede il deteriorarsi della bilancia commerciale e del saldo delle partite correnti rispetto al 2000: le stime non sono ancora definitive, ma di recente l'FMI ha indicato che nel 2001 il fa bisogno finanzario residuo esterno potrebbe essere dell'ordine di 85 milioni di dollari USA.Le autorità hanno compiuto progressi nelle riforme economiche, anche se la crisi ne ha provocato un rallentamento. In particolare, nel gennaio 2001 si è introdotta una riforma tributaria che ha abbassato le aliquote dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. Si sono avuti progressi anche nell'introdurre il sistema del tesoro, che è ormai vicino al compimento. Grandi progressi si sono compiuti nella riforma del settore finanziario, tra l'altro imponendo l'applicazione delle linee direttive sulla vigilanza, rafforzando il corpus giuridico relativo alle banche e applicando un programma d'azione correttiva per le banche in difficoltà. Inoltre si sono prese iniziative per la riforma della pubblica amministrazione, tra cui l'adozione nel maggio 2001 della legge sui dipendenti pubblici. Nel settore delle privatizzazioni i progressi sono stati più moderati, il che si può attribuire in parte alla situazione di crisi. Le autorità permangono nel loro impegno a proseguire nella stabilizzazione e nelle riforme economiche e sono in stretta consultazione con l'FMI e con la Banca mondiale riguardo alle prossime iniziative da prendere.3. Estensione della base giuridica oltre l'esercizio 2000L'ex Repubblica iugoslava di Macedonia necessita di ulteriore sostegno finanziario da parte della Comunità e di altri donatori bilaterali, inteso a favorirne la stabilizzazione economica e le iniziative di riforma. Tuttavia, il Consiglio aveva approvato la decisione a favore della FYROM (1999/733/CE, dell'8 novembre 1999) subito dopo la crisi del Kosovo, dando per imminente l'accordo su un programma stand-by. Di conseguenza, all'articolo 1, paragrafo 3 di tale decisione era previsto che "la componente «contributi a fondo perduto» della presente assistenza consiste in un importo massimo di 30 milioni di euro per il periodo 1999-2000", mentre mancava un'analoga indicazione temporale per la componente costituita dal prestito.In tali circostanze, si palesa ora la necessità di modificare l'attuale base giuridica, ossia la decisione 1999/733/CE del Consiglio, così da poter proseguire al di là del 2000 l'attuazione dell'assistenza, in particolare l'erogazione del rimanente contributo di 10 milioni di euro. In funzione delle esigenze di bilancio, nella decisione modificata del Consiglio si dovrà stabilire la scadenza dei finanziamenti al 31 dicembre 2002.2001/0213 (CNS)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO recante modifica della decisione 1999/733/CE del Consiglio, relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore dell'ex Repubblica iugoslava di MacedoniaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 308,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C [...] del [...], p. [...].visto il parere del Parlamento europeo [2],[2]  GU C [...] del [...], p. [...].considerando quanto segue:(1) La decisione 1999/733/CE del Consiglio [3] prevede la concessione all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia di un'assistenza macrofinanziaria supplementare costituita da una componente di prestito dell'importo massimo in conto capitale di 50 milioni di euro e da una componente di contributi a fondo perduto dell'importo massimo di 30 milioni di euro.[3]  GU L 294 del 16.11.1999, pp. 31 32.(2) L'erogazione dell'assistenza è stata ritardata a causa delle difficoltà nel definire un nuovo accordo stand-by tra l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e il Fondo monetario internazionale (FMI).(3) L'ex Repubblica iugoslava di Macedonia si è impegnata a proseguire sulla via della stabilizzazione e delle riforme economiche e continua a necessitare di sostegno finanziario esterno in aggiunta a quello che possono fornirle gli istituti finanziari internazionali.(4) Nel suo testo attuale, la decisione 1999/733/CE del Consiglio non consente d'impegnare stanziamenti per contributi a fondo perduto al di là dell'esercizio 2000.(5) Prima di presentare la sua proposta, la Commissione ha consultato il Comitato economico e finanziario,DECIDE:Articolo unicoLa decisione 1999/733/CE è così modificata:1. Il paragrafo 3 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente: "La componente «contributi a fondo perduto» della presente assistenza consiste in un importo massimo di 30 milioni di euro."2. È aggiunto un nuovo articolo 6: "La presente decisione scade il 31 dicembre 2002."Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA1. Denominazione dell'azioneAssistenza macrofinanziaria supplementare a favore della ex Repubblica iugoslava di Macedonia.2. Linea di bilancioComponente "contributi a fondo perduto"B7-548: Assistenza macroeconomica a favore dei paesi dei Balcani occidentali.Componente "prestito"B0-211: garanzia della Comunità europea sui programmi di prestiti contratti dalla Comunità per concedere un'assistenza finanziaria a favore di paesi terzi dell'Europa centrale e orientale.3. base giuridicaL'articolo 308 del trattato.4. Descrizione e motivazione dell'azionea) Descrizione dell'azioneConcessione all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia di un prestito comunitario (da finanziarsi contraendo prestiti sui mercati internazionali dei capitali) per l'importo massimo di 50 milioni di euro e di contributi a fondo perduto (da finanziarsi mediante il bilancio generale) per l'importo massimo di 30 milioni di euro, allo scopo di sostenere le iniziative di riforma delle autorità e di mitigare le ripercussioni sociali degli sconvolgimenti economici causati dal conflitto nel Kosovo.Nel dicembre 2000 è già stata versata una prima quota di 20 milioni di euro a titolo di contributi a fondo perduto e di 10 milioni di euro a titolo di prestito.b) Motivazione dell'azioneLa sostenibilità della posizione dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia nei confronti dell'estero dipende dall'assistenza finanziaria esterna di fonti ufficiali.5. Classificazione della spesaComponente "contributi a fondo perduto": spesa non obbligatoria, stanziamenti dissociati.Componente "prestito": spesa obbligatoria.6. Natura della spesaContributi a fondo perduto (sovvenzione al 100%), da erogare in almeno due rata successive.Attivazione potenziale della garanzia di bilancio per un debito contratto dalla Comunità allo scopo di finanziare il prestito all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia.7. Incidenza finanziariaa) Metodo di calcoloLa valutazione dell'importo dell'assistenza ritenuta necessaria è basata sulle stime del fabbisogno residuo di finanziamento estero dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia.Per la componente "prestito" si propone un'iscrizione "per memoria", poiché si suppone che non si dovrà ricorrere alla garanzia di bilancio e poiché, in ogni caso, non è possibile determinare in anticipo l'importo e il momento di un eventuale ricorso a questa linea di bilancio.b) Incidenza dell'azione sugli stanziamenti d'interventoLa linea di bilancio relativa alla componente "contributi a fondo perduto" sarà attivata se verranno soddisfatte alcune condizioni politiche da concordarsi con le autorità dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia.La linea di bilancio relativa alla garanzia di bilancio per la componente "prestito" verrà attivata solo in caso di effettivo ricorso alla garanzia.c) Finanziamento della spesa d'intervento(i) Contributi a fondo perduto- Gli stanziamenti necessari per tale spesa sono disponibili nella voce di bilancio B7-548.Si propone il seguente scadenzario degli stanziamenti (in milioni di euro):&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;In caso di ricorso alla garanzia di bilancio:- ricorso al fondo di garanzia istituito dal regolamento (CE, Euratom) n. 2728/94 del Consiglio, del 31 ottobre 1994;- ove le risorse del fondo di garanzia non fossero sufficienti, si procederebbe a finanziare i pagamenti supplementari a carico del bilancio mediante storno:- degli eventuali importi ancora rimanenti nella riserva per garanzie;- degli eventuali pagamenti tardivi al bilancio per i quali sia stata attivata la garanzia di bilancio (ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 3 del regolamento finanziario);- degli importi disponibili nel rispetto del massimale previsto per la categoria 4 delle prospettive finanziarie o relativa ridistribuzione.- Per adempiere ai suoi obblighi, la Commissione può provvedere in via provvisoria al servizio del debito mediante fondi di tesoreria. In tal caso si applicherà l'articolo 12 del regolamento (CEE, Euratom) n. 1552/89 del Consiglio, del 29 maggio 1989.8. Misure antifrode previsteI versamenti verranno effettuati direttamente alla Banca centrale del paese beneficiario solo dopo che i servizi della Commissione avranno verificato, in consultazione con il Comitato economico e finanziario e di concerto con i servizi dell'FMI e della Banca mondiale, i risultati soddisfacenti delle politiche macroeconomiche attuate nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia ed il rispetto delle condizioni specifiche alle quali è subordinata l'assistenza in oggetto.9. Elementi di analisi costo-efficaciaa) Giustificazione dell'azione e obiettivi specificiSostenendo le iniziative di riforme macroeconomiche dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia ed integrando i finanziamenti concessi dalla comunità internazionale nell'ambito del programma concordato con l'FMI, l'assistenza in oggetto allevierà i vincoli di finanziamento estero del paese, migliorerà le sue prospettive di crescita e contribuirà ad affrontare le conseguenze economiche e sociali del conflitto nella regione.b) Monitoraggio e valutazioneL'assistenza in oggetto ha carattere macroeconomico. Il suo monitoraggio e valutazione si effettuano nell'ambito del programma di aggiustamento e di riforme che l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia sta attuando con il sostegno dell'FMI.I servizi della Commissione controlleranno l'azione mediante un valido sistema d'indicatori macroeconomici e strutturali, da stabilire di concerto con le autorità del paese beneficiario. Inoltre, i servizi della Commissione si terranno in stretto contatto con i servizi dell'FMI e della Banca mondiale, per beneficiare della loro valutazione sui risultati ottenuti dall'ex Repubblica iugoslava di Macedonia con le riforme.La proposta di decisione del Consiglio prevede la presentazione al Parlamento europeo di una relazione annuale, nella quale verrà valutata l'attuazione dell'operazione in oggetto.10. Spese amministrativeSi tratta di un'azione a carattere eccezionale, che non comporterà un aumento del personale della Commissione.