CELEX: 31982D0829
Language: it
Date: 1982-10-27 00:00:00
Title: 82/829/CEE: Decisione della Commissione, del 27 ottobre 1982, relativa ad una proposta di aiuti del governo belga a favore di determinati investimenti effettuati da un'impresa petrolifera nella propria raffineria di Anversa (Il testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede)

Avis juridique important

|

31982D0829

82/829/CEE: Decisione della Commissione, del 27 ottobre 1982, relativa ad una proposta di aiuti del governo belga a favore di determinati investimenti effettuati da un'impresa petrolifera nella propria raffineria di Anversa (Il testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 350 del 10/12/1982 pag. 0036 - 0038

*****DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  del 27 ottobre 1982  relativa ad una proposta di aiuti del governo belga a favore di determinati investimenti effettuati da un'impresa petrolifera nella propria raffineria di Anversa  (I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede)  (82/829/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,  dopo aver invitato, ai sensi dell'articolo 93, i terzi interessati a presentare le loro osservazioni e dopo aver preso atto di tali osservazioni,  in considerazione di quanto segue:  I  La legge belga del 17 luglio 1959 e la relativa ordinanza reale di esecuzione del 17 agosto 1959 (1) hanno introdotto misure generali a favore dell'economia belga e in particolare abbuoni del tasso d'interesse sui prestiti contratti per effettuare investimenti, garanzie statali su prestiti contratti da imprese presso banche che concedono determinati abbuoni di interesse, nonché l'esenzione quinquennale da talune imposte sugli immobili.  Nell'esaminare la legge belga, in applicazione della procedura definita dall'articolo 93, paragrafi 1 e 2, del trattato CEE, la Commissione aveva sottolineato che la suddetta legge, non contenendo obiettivi industriali o regionali e consentendo la concessione di aiuti a favore di investimenti operati da qualsiasi impresa e in qualsiasi settore geografico o industriale, costituiva un regime generale di aiuto che non poteva in quanto tale beneficiare dell'esenzione ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) o c). Mancando questi elementi specifici, la Commissione non era in grado di valutare gli effetti del regime stesso sul commercio fra Stati membri o sulla concorrenza e non poteva di conseguenza pronunciarsi sulla sua compatibilità con il mercato comune.  È una politica ormai consacrata della Commissione accettare siffatti regimi generali di aiuti a condizione che soddisfino ad almeno una di queste due condizioni, ossia che lo Stato membro interessato comunichi alla Commissione un piano regionale o settoriale di applicazione, ovvero, quando ciò non sia possibile, che notifichi casi individuali significativi di applicazione.  Con la decisione 75/397/CEE della Commissione (2), il governo belga era stato invitato a notificare alla Commissione, con sufficiente anticipo, i casi significativi di applicazione della legge belga del 17 luglio 1959 recante misure intese a promuovere l'espansione economica e la creazione di nuove industrie, onde consentire alla Commissione di accertare la compatibilità degli aiuti proposti con il mercato comune.  II  Conformemente alla procedura predisposta dalla suddetta decisione, con lettera in data 3 febbraio 1982 il governo belga ha comunicato alla Commissione la propria intenzione di erogare gli aiuti previsti dalla legge in questione a favore di investimenti da effettuarsi in una raffineria di Anversa.  La società beneficiaria è l'impresa comune di uno dei principali gruppi petroliferi mondiali e di una società petrolifera nazionale.  Il progetto che si propone di sovvenzionare consiste in investimenti destinati alla trasformazione di una colonna di distillazione in un'unità di conversione, con un conseguente incremento della produzione di frazioni leggere pari, secondo le stime, a 827 000 tonnellate annue, nonché nella costruzione di una nuova unità che produrrà annualmente 100 000 tonnellate di « eteri metilicitert. butilici », prodotto  destinato a sostituire gli additivi a base di piombo nelle benzine ad elevato numero di ottani. Questo nuovo additivo renderà meno nocivo il gas di scarico degli autoveicoli a benzina.  Quest'ultimo investimento fornirà, come prodotto secondario 30 000 tonnellate annue di benzine per motori. Secondo le stime, in seguito alla conversione la capacità globale annua di produzione della raffineria verrà a ridursi dagli attuali 17 milioni di tonnellate a 15 milioni.  Attualmente, gli impianti vengono utilizzati al 78 %. Su una produzione effettiva di 13,3 milioni di tonnellate 5,4 vengono esportate, di cui 3,5 milioni in altri paesi della CEE. Si stima che la conversione comporterà un incremento del 2-3 % su base annua nell'utilizzazione delle capacità produttive, nonché un aumento delle esportazioni della raffineria negli altri Stati membri dalle attuali 3 522 000 tonnellate a 3 900 000 all'anno.  I costi di investimento, pari a 4 093 milioni di FB, sono finanziati interamente dall'impresa con fondi propri. L'aiuto consiste in un premio al capitale equivalente ad una sovvenzione di conto interessi del 3 % per cinque anni su un prestito fittizio di 2 046,5 milioni di FB. L'aiuto ammonta pertanto a 306 750 000 FB, che rappresentano un equivalente sovvenzione netto (al netto delle tasse) del 3,43 % dell'investimento complessivo.  III  Il 23 marzo 1982 la Commissione ha avviato la procedura ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE nei confronti della proposta belga. Nell'ambito di questa procedura la Commissione ha ricevuto ulteriori informazioni ed osservazioni dal governo belga e dall'ENI, che non avevano obiezioni alla concessione dell'aiuto, nonché dai governi della Repubblica federale di Germania, del Regno di Danimarca e del Regno Unito, secondo i quali l'aiuto non doveva essere concesso.  IV  In una serie di comunicazioni presentate al Consiglio negli ultimi anni, la Commissione ha sottolineato le difficoltà in cui versa l'industria della raffinazione del petrolio nella Comunità in causa, da un lato, delle notevoli eccedenze di capacità primarie di distillazione, e dall'altro, della carenza di impianti di conversione per poter far fronte alla domanda futura dei vari prodotti.  La domanda di prodotti pesanti ha registrato un calo superiore a quella delle frazioni più leggere. Contemporaneamente alla riduzione della capacità primaria di raffinazione, il settore ha dovuto pertanto investire in impianti per poter accrescere la produzione delle frazioni leggere. In generale, negli ultimi anni le differenze di prezzo fra i distillati leggeri e gli oli residui pesanti hanno costituito per le imprese un incentivo sufficiente ad indurle ad effettuare i necessari investimenti.  Già in due altre occasioni il governo belga aveva proposto, per finalità identiche o analoghe la concessione di aiuti ad altre raffinerie di petrolio ad Anversa. Poiché tali aiuti erano incompatibili con il mercato comune, soprattutto in considerazione della situazione nel settore della raffinazione, entrambe la proposte sono state respinte dalla Commissione con decisione negativa (1).  V  L'aiuto proposto dal governo belga rischia pertanto di incidere sul commercio fra Stati membri e di distorcere la concorrenza favorendo le imprese beneficiarie o la loro produzione ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE.  Secondo le disposizioni del trattato, gli aiuti per i quali ricorrono le condizioni previste dall'articolo 92, paragrafo 1, sono incompatibili con il mercato comune. Le deroghe a questa incompatibilità, contenute nell'articolo 92, paragrafo 3, presuppongono il perseguimento di obiettivi che siano nell'interesse della Comunità e non in quello del singolo beneficiario. Queste deroghe vanno accuratamente vagliate nell'esame tanto di regimi regionali o settoriali di aiuto quanto di singoli casi di applicazione dei sistemi generali. In particolare, esse possono essere ammesse soltanto se la Commissione è in grado di accertare che in tal modo si contribuirà alla realizzazione degli obiettivi in esse precisati, obiettivi che le imprese beneficiarie non sarebbero in grado di realizzare con i propri mezzi in normali condizioni di mercato.  Ammettere un'esenzione senza che ciò sia giustificato da una contropartita equivarebbe a consetire che il commercio tra Stati membri venga alterato e la concorrenza falsata senza alcun beneficio per l'interesse comunitario mentre determinati Stati membri verrebbero ad essere indebitamente avvantaggiati.  Nell'applicare i principi esposti più sopra, esaminando i singoli casi di applicazione di regimi generali di aiuto, la Commissione deve accertare che da parte dell'impresa beneficiaria esista una contropartita che giustifichi l'aiuto stesso, nel senso che quest'ultimo deve essere destinato a promuovere la realizzazione di uno degli obiettivi menzionati dall'articolo 92, paragrafo 3. Se ciò non può essere comprovato, in partico  lare se l'investimento che si intende sovvenzionare verrebbe comunque effettuato anche senza l'aiuto, è chiaro che quest'ultimo non contribuisce alla realizzazione degli obiettivi perseguiti con le esenzioni ma serve a migliorare la situazione finanziaria dell'impresa beneficiaria.  Nel caso di specie non risulta esservi una siffatta contropartita da parte dell'impresa beneficiaria.  Il governo belga non è stato in grado di fornire né la Commissione ha potuto accertare alcuna prova che l'aiuto prospettato soddisfa alle condizioni previste per poter beneficiare di una delle esenzioni dell'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE.  Inoltre, benché il Belgio debba attualmente far fronte ad un elevato tasso di disoccupazione, al punto che la Commissione ha concesso un'esenzione a favore di un regime di aiuti a favore dell'occupazione giustificandola con la grave situazione in cui versa l'economia belga, non ne consegue necessariamente che qualsiasi aiuto, di qualsivoglia natura, proposto dal governo belga possa automaticamente beneficiare di una delle esenzioni previste dall'articolo 92, paragrafo 3, dato che ogni caso notificato deve essere valutato in base alle proprie caratteristiche specifiche alla luce dei criteri stabiliti.  Relativamente alle esenzioni previste dagli articoli 92, paragrafo 3, lettere a) e c), in relazione ad aiuti destinati a promuovere o a facilitare lo sviluppo di determinate regioni, va osservato che la zona di Anversa continua a godere di una situazione socio-economica migliore di quella di altre regioni in Belgio; nella misura in cui anche questa regione è afflitta dal problema generale della disoccupazione, a tal fine già esiste il regime generale di aiuti a favore dell'occupazione e non vi è pertanto ragione di concedere una ulteriore esenzione per l'aiuto in questione per il fatto che esso promuoverà o agevolerà lo sviluppo di detta zona, finalità del resto che con questo aiuto non si vuole neppure perseguire.  Per quanto riguarda le esenzioni previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), dato che la produzione di distillati leggeri non soffre dell'eccesso di capacità che caratterizza gli altri sottosettori della raffinazione, l'investimento in questione verrebbe comunque effettuato in ottemperanza alle normali leggi del mercato. Questo investimento non presenta infatti caratteristiche tali da poter essere considerato come un progetto destinato a promuovere la realizzazione di un progetto di comune interesse europeo e neppure a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, ciò che giustificherebbe, ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3, lettera b), una deroga alle disposizioni dell'articolo 92, paragrafo 1, sull'incompatibilità degli aiuti. Per quanto riguarda infine la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CEE a favore di « auiti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche », dall'esame del progetto che si intende sovvenzionare risulta che gli investimenti possono essere effettuati dall'impresa utilizzando fondi propri. Tenendo presente questo fatto, nonché la situazione generale della raffinazione dei prodotti leggeri, è evidente che l'aiuto non è necessario per promuovere lo sviluppo dell'attività economica di cui trattasi. Se si considera inoltre che secondo i piani l'ammodernamento degli impianti della raffineria dovrebbe accrescere le sue esportazioni verso altri Stati membri di 378 000 tonnellate annue, la concessione dell'aiuto in questione rischia di incidere sugli scambi tra Stati membri in misura contraria al comune interesse.  In base a queste considerazioni, la proposta di aiuti del governo belga non soddisfa a nessuno dei requisiti necessari per poter beneficiare delle esenzioni previste dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  Il Belgio non dovrà dare esecuzione alla propria proposta, notificata alla Commissione il 3 febbraio 1982, di concedere aiuti a favore di determinati investimenti previsti in una raffineria di Anversa in applicazione della legge del 17 luglio 1959 per la promozione dello sviluppo economico e la creazione di nuove industrie.  Articolo 2  Il Belgio comunicherà alla Commissione, entro due mesi dalla data della notifica della presente decisione, le misure che esso ha adottato per conformarvisi.  Articolo 3  Il Regno del Belgio è destinatario della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, il 27 ottobre 1982.  Per la Commissione  Frans ANDRIESSEN  Membro della Commissione  (1) Moniteur belge del 29. 8. 1959.  (2) GU n. L 177 dell'8. 7. 1975, pag. 13.  (1) GU n. L 343 del 18. 12. 1980, pag. 38; GU n. L 361 del 16. 12. 1981, pag. 24.