CELEX: 51990PC0601
Language: it
Date: 1990-12-13
Title: PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO E DEI MINISTRI DELLA SANITA DEGLI STATI MEMBRI RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO RIGUARDANTE L' ADOZIONE D' UN PIANO D' AZIONE NEL QUADRO DEL PROGRAMMA 1991-1993 " L' EUROPA CONTRO L' AIDS "

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                 COM(90) 601 def.
                                 Bruxelles, 13dicembre 1990
                   PROPOSTA DI DECISIONE
       DEL CONSIGLIO E DEI MINISTRI DELLA SANITÀ'
                    DEGLI STATI MEMBRI
               RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
       RIGUARDANTE L'ADOZIONE D'UN PIANO D'AZIONE
           NEL QUADRO DEL PROGRAMMA 1991-1993
                 "L'EUROPA CONTRO L'AIDS"
             (presentata dalla Commissione)
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         L'affezione    che   va   sotto    il  nome   di    Aids    (sindrome    da
 Immunodeficienza acquisita) è sostenuta da un retrovirus (Hlv), contro II
quale non esistono attualmente né vaccini né trattamenti efficaci. L'unica
possibilità di combattere la malattia risiede quindi               in un'adeguata
prevenzione.
          Il rapido e costante Incremento dei casi di malattia e del soggetti
sieropositivi ha destato e suscita tuttora gravi preoccupazioni in tutta la
Comunità europea in considerazione degli effetti a carico sia degli individui
che della società nel suo Insieme. Particolarmente preoccupante é l'aumento
del casi di malattia fra I soggetti eterosessuali ed i tossicodipendenti. In
base alle statistiche sulla casistica di morbilità raccolte dal Centro
europeo con sede a Parigi, si prevede che entro la fine del 1992 sul
territorio comunitario vi sarà un totale di 150.000 persone affette da Aids,
mentre più incerte - per ie difficoltà tecniche legate alla registrazione del
soggetti aslntomatlcl ed I problemi etici posti dal rispetto dei segreto
medico e dell'anonimato - sono le previsioni sul numero dei sieropositivi: le
stime correnti oscillano fra li mezzo milione e I due milioni di soggetti
sieropositivi ali'Hlv nell'intera Comunità.
         Per contrastare la diffusione del morbo e lenirne le conseguenze gli
Stati membri hanno messo in atto una serie di programmi, che tuttavia
differiscono da paese a paese per contenuti ed impostazione. L'assunzione di
Iniziative a livello comunitario può' contribuire a potenziare l'efficacia di
questi programmi, mediante lo scambio di Informazioni e di iniziative nei
campi elencati di seguito:
     informazione e educazione sanitaria,
     terapia, assistenza sociale e consulenza,
     rilevamento In continuo della situazione epidemiologica,
     formazione e disponibilità di personale.
         Il Consiglio e I ministri della sanità riuniti in sede di Consiglio
hanno concordato alcuni        criteri generali    nei    riguardi    dell'Aids e
dell'infezione da Hiv, I quali sono esposti. In una serie di risoluzioni e
conclusioni adottate fra il 1986 e il 1989 (si veda l'Allegato A ) . Nella
risoluzione più recente in tema di lotta contro l'Aids, approvata il 22
dicembre 1989, si riconosce l'esigenza di potenziare II coordinamento dei
progetti nazionali e comunitari e di Impostare attività d'Interesse comune.
         Da parte sua, la Commissione delle Comunità europee, sin dal momento
in cui ha Inoltrato al Consiglio la propria comunicazione del 1987
(COM/87/63), si è impegnata nella realizzazione di Iniziative specifiche
mirate      alla   prevenzione    dell'Aids    e    concentrate     nei     settori
dell'informazione, dell'educazione sanitaria e nel coordinamento degli
interventi di prevenzione.
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          Sempre nel 1987 é stato avviato, con bilancio preventivo triennale.il
 Programma di controllo dell'Aids lanciato dalla Commissione a favore del
 paesi In via di sviluppo ed In particolare di tutti gli Stati africani,
 caraibici e del Pacifico (ACP) firmatari dalla Convenzione di Lomé. Altre
  iniziative sono state intraprese anche In paesi non appartenenti al gruppo
 ACP, con speciale riguardo a quelli dell'America latina e del Sud-est
 asiat ico.
           Inoltre li programma di medicina e di ricerca medica, In fase
 d'attuazione nell'ambito del Programma della Commissione per la ricerca e lo
 sviluppo, comprende un'estesa gamma di attività sulla problematica dell'Aids,
 con particolare riguardo al vaccino europeo contro l'Aids (EVA) ed alla
 ricerca vlro-immunologica.
          Nel quadro del secondo programma di ricerca "Scienza e tecnica al
servizio dello sviluppo, 1987-1991", sottoprogramma "Medicina, sanità ed
alimentazione nelle zone tropicali e subtropicali", sono stati sottoscritti
dodici contratti concernenti gli aspetti biologici e la trasmissione di Hiv1
e Hiv2, con particolare riguardo alla trasmissione verticale e all'impatto
del    virus    dell'immunodeficienza    umana  sulla   rapida  diffusione   della
tubercolosi nel continente africano.
          Il presente programma "L'Europa contro l'Aids" riporta l'elenco delle
 iniziative alle quali si deve dare attuazione in applicazione del documenti
approvati dal Consiglio e delle quali           la Commissione ha ravvisato la
necessità ai fine di porre un freno all'epidemia di Aids: esso riprende,
potenzia ed integra iniziative che la Commissione ha già lanciato, tenendo
conto del notevole lavoro finora svolto negli Stati membri.
         Affinché possano riuscire, gli interventi andranno preparati in
stretta collaborazione con tutti coloro che all'Interno del paesi membri si
occupano dei la problematica. In più occorrerà Intensificare la cooperazlone
con gli organismi internazionali, In particolare con l'OMS (sede centrale ed
ufficio regionale per l'Europa) nel quadro del programma globale per l'Aids,
e col Consiglio d'Europa sul plano del diritti umani e di altre attività
connesse con l'Aids. Innestando ogni Iniziativa sul lavoro già svolto, la
Commissione garantirà che I risultati di questa attività vadano a beneficio
di tutti.
         Se    avrà   gli   effetti    sperati, il    programma  contribuirà    al
contenimento della malattia e delie sue conseguenze , con vantaggio non solo
del singolo cittadino, ma anche dell'intera società.
         A giudizio delia Commissione, l'esecuzione del programma richiederà
uno stanziamento di 3 milioni di ecu all'anno per un triennio Iniziale.
         La presente proposta di decisione è trasmessa dalla Commissione delle
Comunità europee al Parlamento europeo ed al Comitato economico e sociale per
parere ed ai Consiglio ed al ministri della sanità degli Stati membri riuniti
in sede di Consiglio per l'approvazione.
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ALLEGATO A
    Risoluzione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti In
    sede di Consiglio, del 29 maggio 1986 sull'Aids (GU C 184 dei 23 luglio
    1986, p. 2 1 ) .
    Conclusioni del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati
    membri, riuniti in sede di Consiglio, del 15 maggio 1987 relative
    all'Aids (GU C 178 del 7 luglio 1987, p. 1 ) .
    Conclusioni del Consiglio e del rappresentanti dei governi degli Stati
    membri, riuniti In sede di Consiglio, del 31 maggio 1988 sull'Aids (GU C
    197 del 27 luglio 1988, p. 8 ) .
    Risoluzione del Consiglio e del Ministri della pubblica Istruzione,
    riuniti In sede di Consiglio del 23 novembre 1988 sull'educazione alla
    salute nelle scuole (GU C 3 del 5 gennaio 1989, p. 1)
    Conclusioni del Consiglio e del ministri della sanità degli Stati membri,
    riuniti in sede di Consiglio, del 15 dicembre 1988 In materia di Aids (GU
    C 28 del 3 febbraio 1989, p. 1 ) .
    Conclusioni del Consiglio e dei ministri della sanità degli Stati membri,
    riuniti in sede di Consiglio, del 15 dicembre 1988 In materia di Aids e
    luogo di lavoro (GU C 28 del 3 febbraio 1989, p. 2 ) .
    Risoluzione del Parlamento europeo del 30 marzo 1989 sulla   lotta contro
    l'AIDS (GU C 158 del 26 giugno 1989, p. 4 7 7 ) .
    Conclusioni dei Consiglio e dei ministri della sanità degli Stati membri,
    riuniti In sede di Consiglio, del 16 maggio 1989 sulla prevenzione
    dell'Aids nel tossicodipendenti per via parenterale (GU C 185 del 22
    luglio 1989, p. 3 ) .
    Conclusioni del Consiglio e dei ministri della sanità degli Stati membri,
    riuniti   in sede di Consiglio, del 16 maggio 1989 concernenti la
    sensibilizzazione del personale sanitario (GU C 185 del 22 luglio 1989,
    p. 6 ) .
    Conclusioni del Consiglio e del ministri della sanità degli Stati membri,
    riuniti   in sede di Consiglio, del         16 maggio  1989 relative al
    miglioramento del sistema generale di raccolta di dati epidemiologici,
    compresa l'applicazione della nuova definizione dell'Aids (GU C 185 del
    22 luglio 1989, p. 7 ) .
    Conclusioni del Consiglio e del ministri della sanità degli Stati membri,
    riuniti in sede di Consiglio, del 16 maggio 1989 concernenti le future
    attività di prevenzione e di controllo dell'Aids a livello comunitario
    (GU C 185 del 22 luglio 1989, p. 8 ) .
    Risoluzione del Consiglio e dei ministri della sanità degli Stati membri,
    riuniti in sede di Consiglio, del 22 dicembre 1989 relativa alla lotta
    contro l'Aids (GU C 10 del 16 gennaio 1990, p. 3 ) .
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                             PROPOSTA DI DECISIONE
                  DEL CONSIGLIO E DEI MINISTRI DELLA SANITÀ'
                              DEGLI STATI MEMBRI
                         RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
                  RIGUARDANTE L'ADOZIONE D'UN PIANO D'AZIONE
                      NEL QUADRO DEL PROGRAMMA 1991-1993
                           "L'EUROPA CONTRO L'AIDS"
 IL CONSIGLIO E I MINISTRI DELLA SANITÀ' DEGLI STATI MEMBRI, RIUNITI   IN SEDE
DI CONSIGLIO,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea;
vista la proposta di risoluzione presentata dalla Commissione;
visto II parere del Parlamento europeo;
visto il parere del Comitato economico e sociale;
considerando che la diffusione del l'epidemia di Aids costituisce un motivo di
grave preoccupazione per gli Stati membri e la Comunità;
considerando che la risoluzione del Parlamento europeo del 30 marzo 1989
sulla lotta contro l'Aids sollecita la Commissione ad assumere iniziative, in
particolare nei settori dell'informazione e della formazione del personale
sanltar io;
considerando che nella risoluzione dei rappresentanti dei governi degli Stati
membri, riuniti in sede di Consiglio, del 29 maggio 1986 sull'Aids si invita
la Commissione ad organizzare uno scambio di informazioni e di esperienze;
considerando che nella risoluzione del Consiglio e del Ministri della
pubblica Istruzione, riuniti in sede di Consiglio, del 23 novembre 1988
sull'educazione alla salute nelle scuole si esprime preoccupazione per
l'elevata Incidenza dell'Aids e si invita la Commissione ad intraprendere una
serie di azioni a livello comunitario,
visto che nelle conclusioni del Consiglio e dei ministri della sanità degli
Stati membri, riuniti In sede di Consiglio, del 16 maggio 1989 sulla
prevenzione dell'Aids nei tossicodipendenti che assumono droghe per via
endovenosa si invita la Commissione ad elaborare ed a presentare al Consiglio
un programma di lavoro In questo settore;
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visto che nelle conclusioni del Consiglio e del ministri della sanità degli
Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 16 maggio 1989 relative al
miglioramento del sistema generale di raccolta di dati epidemiologici,
compresa l'applicazione della nuova definizione dell'Aids, si chiede alla
Commissione di comparare II sistema di dichiarazione del casi di Aids a
 livello nazionale e comunitario, per Individuare gli aspetti suscettibili di
miglioramento per quanto riguarda la copertura garantita dal sistema e
l'affidabilità e la comparabilità del dati utilizzati;
considerando che nelle conclusioni dei Consiglio e dei ministri della sanità
degli Stati membri, riuniti      In sede di Consiglio, del 16 maggio 1989
concernenti le future attività di prevenzione e di controllo dell'Aids a
livello comunitario si dà       incarico alla Commissione di esaminare         la
possibilità di armonizzare i requisiti di qualità dei profilattici e del
materiale per l'autod lagnosi dell'infezione da Hiv;
considerando che nella risoluzione del Consiglio e dei ministri della sanità
degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 22 dicembre 1989
relativa alla lotta contro l'Aids si Invita la Commissione a sviluppare gli
scambi di informazioni e di esperienze ed a definire prioritariamente
modalità e contenuto d'un plano d'azione che integri           idonee azioni di
prevenzione e di controllo dell'Aids;
considerando che nelle conclusioni del Consiglio e dei ministri della sanità
degli Stati membri, riuniti In sede di Consiglio, del 17 maggio 1990 sui
servizi di assistenza medica e psico-sociale in rapporto all'epidemia di Aids
si chiede alla Commissione di studiare la possibilità della messa a punto
d'una metodica coerente per stimare II costo dei servizi d'assistenza a
favore dei soggetti con sieropositivltà ail'Hiv;
considerando che il presente piano d'azione nel quadro del              programma
"L'Europa contro l'Aids" risponde alle richieste sopra riportate e che esso
contiene anche altre misure Intese a contenere l'epidemia di Aids,
DECIDE:
                                   MLLÊQXXL1
1.   La Commissione, in stretto coordinamento con le competenti autorità degli
     Stati    membri, dà attuazione al plano d'azione         1991-1993   esposto
     al l'Al legato 1.
2.   La Commissione collaborerà con le organizzazioni    internazionali operanti
     nel settore quali l'OMS e il Consiglio d'Europa.
3.   La Commissione pubblicherà ad intervalli   regolari   informazioni  tecniche
     sull'andamento del plano d'azione.
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                                 ARTICOLO 2
   L'ammontare delle spese comunitarie per la realizzazione dell'azione
   prevista dalla presente decisione é fissato dall'autorità di bilancio
   nell'ambito degli stanziamenti disponibili per ciascun esercizio.
                                 ABXl£ÛLfiU3
1. La Commissione procederà ad una valutazione permanente dell'azione
   intrapresa e dell'ordine delle priorità, tenendo conto delle urgenze che
   potranno presentarsi.
2. Il Consiglio e i ministri della sanità degli Stati membri riuniti In sede
   di Consiglio procederanno ad una valutazione dell'efficacia delle
   iniziative intraprese. A tale scopo la Commissione, nella seconda metà
   del 1992, presenterà una relazione sul temi In oggetto.
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                                   ALLEGATO 1
CAPITOLO 1       INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE     SANITARIA   PER  LA  PREVENZIONE
                DELL'INFEZIONE DA HIV
         Se si considera che contro la malattia non esistono né vaccini né
terapie efficaci, si comprende come la prevenzione acquisti un'importanza
assoluta. Già da anni gli Stati membri operano per curare l'informazione e
l'educazione sanitaria del pubblico In questo settore: per la riuscita degli
sforzi di prevenzione é essenziale che tale attività continui.
         Negli Stati membri si applicano differenti          impostazioni nella
strategia di prevenzione e sono in fase di studio e di esame vari metodi di
intervento preventivo. Poiché da tale varietà di impostazioni può ottenersi
il massimo di benefici solo se sussiste una conoscenza reciproca di quanto si
fa nel vari paesi, é necessario praticare ed incoraggiare lo scambio di
informazioni.
         Una parte Importantissima che la Comunità può svolgere é quella di
agevolare gli scambi di esperienze, valutare I risultati e stimolare la messa
a punto di nuove Impostazioni, nell'Intento di promuovere le metodiche che si
riveleranno più efficaci in rapporto alle esigenze ed alle caratteristiche
locai I.
         L'educazione alla salute nelle scuole é parte essenziale della
promozione della sanità e, entro i limiti delle politiche nazionali
specifiche e delle strutture nel campo dell'istruzione, si dovrebbero
prendere adeguate disposizioni per coordinare le misure a sostegno della
salute di modo che l'educazione alla salute possa essere considerata dal
bambini parte integrante delle loro vite.
         Affinché il pubblico In genere e I vari gruppi interessati in I spec le
recepiscano I messaggi di prevenzione, si richiede un impegno insistente:
aiutando il pubblico a comprendere la reale problematica dell'Aids e delle
sue conseguenze, si contribuirà a mod if I carne gì I atteggiamenti.
         Con messaggi semplici é possibile sensibilizzare l'opinione pubblica
e potenziare - in particolare mediante un codice europeo contro l'Aids -
l'efficacia d'una campagna informativa di prevenzione della malattia che
terrà conto del lavori del Consiglio d'Europa*1*.
(1) In particolare la raccomandazione R(87) 25 del Comitato del
    Ministri riguardante una politica comune europea In materia di
    sanità pubblica volta a combattere l'Aids, adottata II 26 novmebre
    1987, e la raccomandazione R(89) 14 del Comitato dei Ministri sul
    problemi etici sollevati dall'infezione da Hiv In relazione
    all'assistenza sanitaria e al contesto sociale, adottata dal
    Comitato dei Ministri il 24 ottobre 1989.
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 ObiOttlVj.:
          contrastare la diffusione dell'epidemia mediante la disseminazione di
           Informazioni sui fattori di rischio per II contagio da Hlv,
          prevenendo In tal modo la discriminazione e l'emarginazione del
          soggetti sieropositivi;
          seguire l'andamento degli atteggiamenti nei confronti dell'Aids tra
           la popolazione generale della Comunità.
 Azione n. 1 :     Informazione del pubblico sulle campagne di prevenzione anti-
                  Aids
          Visto che gli Stati membri hanno già maturato valide esperienze
 nell'impiego delle campagne pubblicitarie per informare il pubblico sulla
 tematica dell'Aids, ci si propone di condurre una rassegna delle campagne
 anti-Aids attualmente in corso, nell'intento di migliorare le campagne già in
 atto e di progettarne altre più efficaci per II futuro.
          Se si vuole che la campagna pubblicitaria che sarà organizzata a
 livello comunitario consegua II massimo effetto sul pubblico in genere,
suscitandone un'efficace presa di coscienza, andranno prese In considerazione
 le esperienze acquisite dagli Stati membri. Accanto agli altri obiettivi, la
campagna dovrà anche servire alla diffusione di informazioni dirette a
prevenire la discriminazione del soggetti sieropositivi al l'Hiv e dei malati
di Aids.
          Alla preparazione ed alla realizzazione di questa iniziativa saranno
strettamente associati gli organismi pubblici e privati che partecipano alla
 lotta contro l'Aids e si darà larga diffusione al risultati dei singoli
 intervent I.
         Con l'assistenza di esperti del settore, la Commissione si propone di
elaborare un Codice europeo contro l'Aids, del quale si curerà dapprima la
formulazione in un linguaggio accessibile al pubblico non esperto e si
organizzerà quindi la diffusione in tutte le sedi opportune, compresi scuole
e post i di lavoro.
Azione n. 2:      Prevenzione dell'Infezione da Hiv ed educazione alla salute
                  nel le scuole
         Saranno incoraggiati e promossi gli scambi di informazioni nel
contesto dell'educazione alla salute nelle scuole. Seminari particolari
indirizzati     agli    insegnanti degli Stati membri      forniranno non solo
un'opportunità di scambiare esperienze e conoscenze, ma porranno anche le
basi per una più ampia cooperazione.
         Se del caso, si promuoveranno e sosterranno gli scambi di materiali
didattici prodotti negli Stati membri aventi per oggetto l'educazione alla
salute con particolare riferimento all'Aids e all'infezione da Hlv.
AzJjojmJX*_J|:    Indagini del l'Eurobarometro sull'Aids e sulla sua prevenzione
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         Per valutare l'efficacia delle attività di prevenzione, occorre
effettuare ripetuti rilevamenti delle opinioni e degli atteggiamenti del
pubblico.
        Di conseguenza, in stretta coopcrazione con specialisti europei del
settore,     si    curerà  il   periodico    aggiornamento   delle    Inchieste
dell'Eurobarometro per accertare fino a che punto I cittadini siano al
corrente della problematica dell'Aids e dei metodi di prevenzione della
malattla.
CAPITOLO 2      PREVENZIONE E TERAPIA, ASSISTENZA SOCIALE E CONSULENZA
        La sperimentazione clinica ha rivelato che I trattamenti disponibili
non guariscono la malattia, per quanto sembra che siano in grado di
ritardarne l'inizio. Nuove metodiche sono attualmente allo studio e sotto
esame. I malati di Aids hanno bisogno di assistenza specifica, diretta in
particolare al trattamento tempestivo delle infezioni multiple dovute
all'immunodeficienza. Un elemento di grande importanza sia dell'assistenza
medica che delle strategie di prevenzione é la consulenza. Un gruppo a
rischio elevato, per II quale c'è particolare bisogno di cure e di assistenza
sociale, è quello del tossicodipendenti che si inettano la droga per via
intravenosa.
QblOttiVl:
        migliorare il sostegno medico e psico-sociale ai soggetti          Hiv-
        positivi ed ai tossicodipendenti con sintomatologia da Aids;
        facilitare l'accesso ai servizi di consulenza per tutti     i soggetti
        H i v-pos itivi;
        frenare la diffusione dell'Infezione da Hlv fra I tossicodipendenti,
        i loro partner sessuali e la prole;
        ridurre la trasmissione dell'HIV nel sangue e negli emoderi vati.
Azione n. 4:    Scambi di esperienze sul servizi di consulenza e di cura
        Per assistere I soggetti sieropositivi ed i pazienti affetti da Aids
bisognerà garantire la facile accessibilità ai servizi di consulenza, alle
guide telefoniche e ad altri servizi di informazione per telefono.
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          mgtt    Stati membri sî va diffondendo la disponili lt& di linee
 telefoniche per II soeoorso di emergenza, di cui, nella prima Conferenza
europea sufi'argomento, tenutasi ad Amsterdam nell'aprile dei 7989. è stata
 Illustrata l'efficacia non so!© in furatone di mezzi di intervento In caao di
crisi oa anche di etrudenti anonimi e nello stesso tempo personaHzzati di
 Informas Tone.
          Lo «fe©*?oo detta tendenza In atte potrebbe essere la compilazione df
una gufai a livello europeo delle linee di soccorso, con un'operazione da
realizzare! eventualmente In stretta ceoperazlene con le linee di soccorso
per le tose food {pendenze» vieto ohe ambedue i sistemi sono utilizzati sia dai
soggetti sieropositivi ali'Hlv ohe dai toesicodipendenti con sfntematoiogla
da Aide.
          Con l'auisento della mobilità delle persone all'interno della Comunità
si pone l'esigenza di favorire lo scambio di esperienze In tema di servizi di
terapia e di metodi di cura fra il perdonale specializzato dell'assistenza
sanitaria, Il QUAle deve poter far fronte eon adeguate conoscenze al problema
costituito dai costante aumento del pazienti che provengono da ambienti
culturali diversi.
          Ci et propone di creare gli strumenti adatti per lo «cambio di
esperienze e per la definizione di efficaci protocolli di cura» eventualmente
realizzando alia fine una guida europea dei centri di assistenza medica e di
trattamento» la quale potrà servire agtl stati membri ed alla Commissione per
l'organizzazione di visite di scambio.
AzlffTft n» 5-    Elaborazione di modelli per la determinazione del costi della
                  gestione A I D S *
          Se si considera che, stando alle previsioni, nel 1992 sul territorio
della comunità potrebbero esservi 150.0ÛÛ persone affette da Aids e che un
malato tft Aids costa m màdia, secondo talune stime, 20.000 ecu all'anno p^r
cure mediche, ricoveri ospedalieri* assistenza domiciliare e sostegno psico-
sactaie, nel 19à2 si arriverà        ad una spesa globale presumibile di 3 miliardi
di ecu, la duale potrebbe aumentare ancora di anno In anno con l'incremento
dei numero del pazienti.
          La Csmmlsslone étudiera se sta fattibile elaborare modelli di sistemi
per la determinazione del costi dell'assistenza ai malati di Aids,
utilizzando a tal fine I risultati della relazione dell'OMS sul costi e le
conclusioni del Comitato europeo per (a Sanità In tema di ripercussioni
dell'Aide sul sistemi sanitari.
 ---pagebreak---           In passato una delle fonti di contagio da Aids era rappresentata
dalla trasmissione dell'HIV attraverso il sangue e gli emoderi vati. Diverse
misure hanno ridotto ora notevolmente II rischio di trasmissione.
         La selezione del donatori di sangue e plasma e il monitoraggio di
tali doni onde determinare la presenza di anticorpi da Hiv ha ora carattere
sistematico, conformemente alle raccomandazioni del Consiglio d'Europa.
 Inoltre, la direttiva 89/381/CEE relativa ai medicinali derivati dal sangue o
dal plasma umani fissa per I processi di produzione e di purificazione
prescrizioni atte a garantire, per quanto consentito dagli sviluppi della
tecnica, l'assenza di contaminanti virali specifici.
         Tuttavia il rischio di trasmissione può essere ulteriormente ridotto.
Il conseguimento di un'autosufficienza europea per quanto concerne il sangue
e I suol derivati è diventato un obiettivo comunitario, con la promozione
delle donazioni volontarie di sangue a titolo gratuito. La Commissione
esaminerà attentamente la situazione attuale e valuterà quale sia il modo
migliore per raggiungere tali obiettivi, nel contesto della cooperazlone in
corso nel settore con il Consiglio d'Europa.
CAPITOLO 3i     VALUTAZIONI EPIDEMIOLOGICHE
         Benché esistano statistiche sulla casistica da Aids, non si hanno
dati sulla prevalenza della sieropositivltà ali'Hiv.
         Presupposto Indispensabile per la corretta impostazione di una
strategia di prevenzione, trattamento e riduzione del rischio e la razionale
utilizzazione delle risorse è la conoscenza dell'andamento e della tendenza
del l'epidemia di Aids.
Obiettivi:
         garantire e migliorare la disponibilità e la comparabilità dei dati
         sull'Aids e sulla prevalenza della sieropositI vita al l'Hiv;
         ricavare dagli studi epidemiologici su Alds/Hiv una messe          di
         Informazioni utilizzabili per l'impostazione di una politica       di
         prevenzione.
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 Azione n. 7:    Miglioramento del sistema di raccolta del dati sull'Aids.
          Il Centro europeo di sorveglianza epidemiologica dell'Aids (istituito
 in collaborazione fra l'OMS e la CE e con sede a Parigi) svolge un lavoro
 importantissimo di raccolta e di spoglio del dati epidemiologici sulla
malattla.
         Per migliorare la qualità dei dati, si fornirà il necessario sostegno
ai sistemi nazionali di rilevamento ed al conseguimento del seguenti
obiettivi: accessibilità della base dati del Centro di Parigi; miglioramento
dell'informazione epidemiologica sulla malattia.
         Saranno avanzate proposte per l'impianto di un sistema a raggio
comunitario destinato ad agevolare lo scambio di informazioni.
Azione n. 8:     Armonizzazione delle metodiche per garantire la disponibilità
                 e la comparabilità del dati epidemiologici sulla prevalenza
                 della sieroposit!vita ali'Hlv.
         La prevalenza della sieropositivita ali'Hiv sta            acquistando
un'importanza centrale per la messa in atto di strategie di prevenzione e
d'assistenza. L'attuale mancanza di conoscenze su questo punto rappresenta
una lacuna grave ai fini dell'impostazione di una razionale politica
sanltarla.
         Come primo passo, si propone di trovare un accordo su una metodologia
comune a livello comunitario.
         Si effettuerà una rassegna delle metodiche attualmente in uso nella
Comunità per la determinazione della sieropositIvita, al fine di raccogliere
informazioni sulla situazione epidemiologica con riguardo alla trasmissione
dell'Hiv.
CAPITOLO 4       FORMAZIONE E DISPONIBILITÀ' DEL PERSONALE
        Per dare attuazione pratica alle iniziative previste nel presente
programma ed interessanti la prevenzione, la terapia, la riduzione del
rischio, l'integrazione socio-economica ed altresì la raccolta e lo spoglio
dei dati epidemiologici, occorre disporre di personale con formazione
professionale adeguata.
        La formazione e la riqualificazione di personale specializzato
addetto all'assistenza socio-sanitaria possono conseguirsi mediante lo
scambio di esperienze.
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Obiettivi:
        fornire al personale dell'assistenza sanitaria e sociale le
        necessarie conoscenze in fatto di prevenzione dell'Aids e di
        assistenza di primo livello dei pazienti affetti da Aids e dei
        soggetti sieropositivi all'HIV;
        costituire un nucleo di adeguata consistenza di specialisti nella
        prevenzione dell'Aids e nel trattamento e nell'assistenza psico-
        sociale di soggetti sieropositivi o affetti da Aids.
Azione n. 9;   Modelli di formazione universitaria per gli operatori
               dell'assistenza sanitaria; mobilità degli studenti di medicina
               e degli allievi Infermieri
        Le Università e gli enti preposti alla formazione professionale del
personale dell'assistenza sociale e sanitaria dovranno partecipare più
direttamente alle campagne anti-Aids, fornendo agli studenti un'adeguata
informazione e preparazione sulla malattia.
        Per agevolare il processo di preparazione e di formazione permanente
dei personale, occorrerà Ideare adeguati sussidi didattici.
        Sarà condotta un'indagine sui contenuti della preparazione e della
formazione impartite nel corsi universitari di laurea e di addestramento
professionale e sul tema saranno organizzati scambi di esperienze. Se del
caso, si considererà la possibilità di finanziare corsi di formazione
attraverso il Fondo sociale europeo.
        Si effettuerà un'inchiesta sui sussidi didattici attualmente In uso
e, se necessario, si favoriranno lo scambio dei sussidi esistenti e
l'ideazione di nuovo materiale didattico.
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                                   ALLEGATO 2
1. Voce di bilancio cui andranno Imputate le spese: B. 3-4301: Misure per la
    lotta contro l'Aids e altre malattie trasmissibili.
2. Fondamenti giuridici:
   Risoluzione del rappresentanti del governi degli Stati membri, riuniti in
   sede di Consiglio, del 29 maggio 1986 sull'Aids (GU C 184 del 23 luglio
   1986, p. 21).
   Conclusioni del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati
   membri, riuniti In sede di Consiglio, del 15 maggio 1987 relative
   all'Aids (GU C 178 del 7 luglio 1987, p. 1 ) .
   Conclusioni del Consiglio e del rappresentanti dei governi degli Stati
   membri, riuniti in sede di Consiglio, del 31 maggio 1988 sull'Aids (GU C
   197 del 27 luglio 1988, p. 8 ) .
   Risoluzione del Consiglio e dei Ministri della pubblica Istruzione,
   riuniti in sede di Consiglio, del 23 novembre 1988 sull'educazione alla
   salute nelle scuole (GU C 3 del 5 gennaio 1989, p. 1 ) .
   Conclusioni del Consiglio e dei ministri della sanità degli Stati membri,
   riuniti in sede di Consiglio, del 15 dicembre 1988 in materia di Aids (GU
   C 28 del 3 febbraio 1989, p. 1 ) .
   Conclusioni del Consiglio e dei ministri della sanità degli Stati membri,
   riuniti in sede di Consiglio, del 15 dicembre 1988 in materia di Aids e
   luogo di lavoro (GU C 28 del 3 febbraio 1989, p. 2 ) .
   Risoluzione del Parlamento europeo del 30 marzo 1989 sulla lotta contro
   l'Aids (GU C 158 del 26 giugno 1989, p. 477).
   Conclusioni del Consiglio e dei ministri della sanità degli Stati membri,
   riuniti In sede di Consiglio, del 16 maggio 1989 sulla prevenzione
   dell'Aids nei tossicodipendenti per via parenterale (GU C 185 del 22
   lugi io 1989, p. 3 ) .
   Conclusioni del Consiglio e del ministri della sanità degli Stati membri,
   riuniti   In sede di Consiglio, del 16 maggio 1989 concernenti la
   sensibilizzazione del personale sanitario (GU C 185 del 22 luglio 1989,
   p. 6 ) .
   Conclusioni del Consiglio e dei ministri della sanità degli Stati membri,
   riuniti   In sede di Consiglio, del 16 maggio 1989 relative al
   miglioramento del sistema generale di raccolta di dati epidemiologici,
   compresa l'applicazione della nuova definizione dell'Aids (GU C 185 del
   22 lugilo 1989, p. 7 ) .
   Conclusioni del Consiglio e del ministri della sanità degli Stati membri,
   riuniti in sede di Consiglio, del 16 maggio 1989 concernenti le future
   attività di prevenzione e di controllo dell'Aids a livello comunitario
   (GU C 185 del 22 luglio 1989, p. 8 ) .
   Risoluzione del Consiglio e dei ministri della sanità degli Stati membri,
   riuniti in sede di Consiglio, del 22 dicembre 1989 relativa alla lotta
   contro l'Aids (GU C 10 del 16 gennaio 1990, p. 3 ) .
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3. Proposta di classificazione in spesa obbiIgator la/non obbligatoria:
                                   Non obbiIgatorla
4. Descrizione e motivazione dell'azione
   4.1    PeserIzione: si veda l'Allegato 1 della proposta di decisione
          riguardante   l'adozione di un plano d'azione         1991-1993
          "L'Europa contro l'Aids".
   4.2    Motivazione:
          Il   programma    "L'Europa   contro    l'Aids"   richiede   la
          mobilitazione di tutti gli sforzi. La presente proposta di
          decisione tiene conto delle iniziative avviate nel 1988 e nel
          1989 e si propone di potenziare gli interventi a livello
          europeo nei settori dell'informazione, della prevenzione,
          dell'educazione sanitaria, della formazione del personale e di
          tutte le altre misure dirette a combattere la malattia.
5. Natura delle spese
          La Commissione ritiene che, al termine della procedura di
          bilancio 1991, gli importi disponibili per queste azioni
          potrebbero ammontare a 2 milioni di ecu. Per la realizzazione
          dell'insieme del programma proposto sarebbe          necessario
          disporre di 3 milioni di ecu nel 1992 e di 4 milioni di ecu
          nel 1993. L'insieme di tali stanziamenti sarebbe ripartito
          come segue:
          capitolo 1 (35%), capitolo 2 (25%), capitolo 3 (20%), capitolo
          4 (20%).
          Considerate le attuali prospettive finanziarie per l'esercizio
          1992 e considerata l'assenza di decisioni concernenti gli
          esercizi successivi, non vi è alcuna certezza quanto alla
          possibilità di liberare tali importi che dovrebbero essere
          definiti nell'ambito delle successive procedure annuali.
6. Incidenza finanziarla dell'azione sugli stanziamenti di intervento
          La quota di finanziamento a carico della Commissione per le
          attività previste nella presente proposta di decisione sarà
          del 100%.
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7.  Incidenza finanziarla sugli stanziamenti per il personale
   7.1     Personale    da destinare  In  via  esclusiva alla   conduzione
           del l'azione
           A partire dal 1991, due funzionari di cat. A, un funzionario
           di cat. B e uno di cat. C. Le risorse necessarie saranno
           reperite    sia mediante    l'assegnazione di    posti   e   lo
           stanziamento di fondi     in bilancio, nel contesto della
           decisione della Commissione sulla programmazione delle
           risorse, sia mediante ridistribuzioni interne e la mobilità
           del personale.
   7.2     Stanziamenti occorrenti per II personale
           Gli stanziamenti per II personale sono stimati in 400.000 ecu
           all'anno a decorrere dal 1991.
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                                                                    COM(90) 601 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                                            05
                                           N. di catalogo : CB-CO-90-63MT-C
                                                                  ISBN 92-77-67023-1
PREZZO DI VENDITA       fino   a 30 pagine: 3,50 ECU         ogni 10 pagine in più: 1,25 ECU
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo