CELEX: 21987D1231(03)
Language: it
Date: 1987-11-13 00:00:00
Title: Decisione n. 2/87 del Comitato misto CEE-Austria, del 13 novembre 1987, che completa e modifica il protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa, al fine di semplificare ulteriormente la documentazione per la prova dell'origine

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21987D1231(03)

Decisione n. 2/87 del Comitato misto CEE-Austria, del 13 novembre 1987, che completa e modifica il protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa, al fine di semplificare ulteriormente la documentazione per la prova dell'origine  

Gazzetta ufficiale n. L 388 del 31/12/1987 pag. 0014 - 0017

DECISIONE N. 2/87 DEL COMITATO MISTO CEE-AUSTRIA del 13 novembre 1987 che completa e modifica il protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa, al fine di semplificare ulteriormente la documentazione per la prova dell'origineIL COMITATO MISTO,visto l'accordo tra la Comunità economica europea ela Repubblica d'Austria, firmato a Bruxelles il 22 luglio 1972,visto il protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa, in particolare l'articolo 28,considerando che, nel contesto delle procedure semplificate, è possibile semplificare ulteriormente la documentazione che serve di base per la prova del carattere originario delle merci nel caso degli esportatori autorizzati di cui all'articolo 13, paragrafo 2 del protocollo n. 3, consentendo loro di presentare, invece del certificato di circolazione delle merci EUR. 1, una dichiarazione dell'origine delle merci riportata sulla fattura;considerando che lo sviluppo dell'impiego di sistemi informatici e di trasmissione delle fatture tramite le telecomunicazioni rende inadeguata la firma a mano delle dichiarazioni d'origine riportate sulle fatture suddette;considerando che, per non ostacolare lo sviluppo dell'impiego di simili sistemi moderni di compilazione e/o trasmissione delle fatture, si deve prevedere, nel contesto delle autorizzazioni loro accordate, che gli esportatori autorizzati che si avvalgano di tali sistemi possano essere dispensati dalla firma a mano della dichiarazione d'origine; che tuttavia gli esportatori i quali hanno ricevuto una simile autorizzazione sono tenuti ad ottemperare alle condizioni stabilite a tale scopo dalle autorità doganali dello Stato d'esportazione;considerando che si devono prevedere le condizioni e le modalità di questa semplificazione,DECIDE:Articolo 1Il protocollo n. 3 dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria è modificato come segue:1.  il testo dell'articolo 8, paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:«1.  I prodotti originari ai sensi del presente protocollo sono ammessi, all'importazione nella Comunità o in Austria, al beneficio dell'accordo, su presentazione:a)  o di un certificato di circolazione delle merci EUR. 1 denominato qui di seguito ''certificato EUR. 1'', o di un certificato EUR. 1 valido a lungo termine e delle fatture contenenti gli estremi di tale certificato compilato conformemente all'articolo 13. Il modello del certificato EUR. 1 figura all'allegato V del presente protocollo;b)  o di una fattura contenente la dichiarazione dell'esportatore di cui all'allegato VI del presente protocollo, compilata conformemente all'articolo 13;c)  o di una fattura contenente la dichiarazione dell'esportatore di cui all'allegato VI del presente protocollo, compilata da qualsiasi esportatore, a condizione che la spedizione, composta da uno o più colli, contenga prodotti originari di valore complessivo non superiore a 4 400 ECU.»;2.  il testo dell'articolo 13 è sostituito dal testo seguente:«Articolo 131.  In deroga all'articolo 9, paragrafi da 1 a 7 e all'articolo 10, paragrafi 1, 4 e 5 del presente protocollo, è applicabile secondo le disposizioni seguenti una procedura semplificata riguardante la redazione della documentazione relativa alla prova dell'origine.2.  Le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono autorizzare qualsiasi esportatore, qui di seguito denominato ''esportatore autorizzato'', che effettui frequenti esportazioni di merci per le quali possono essere rilasciati certificati EUR. 1 e che offra alle autorità doganali ogni garanzia per controllare il carattere originario dei prodotti, a non presentare all'ufficio doganale dello Stato esportatore, all'atto dell'esportazione, né la merce, né la domanda di un certificato EUR. 1 relativo alla merce, allo scopo di consentire il rilascio di un certificato EUR. 1 alle condizioni previste all'articolo 9, paragrafi da 1 a 4 del presente protocollo.3.  Inoltre, le autorità doganali possono autorizzare un esportatore autorizzato a redigere certificati EUR. 1 validi per un periodo massimo di un anno a decorrere dalla data di emissione, denominati qui di seguito ''certificati LT''. L'autorizzazione è accordata solo quando si ritiene che il carattere originario delle merci rimanga costante durante il periodo di validità del certificato LT. Se una o più merci non sono più coperte dal certificato LT, l'esportatore autorizzato deve informarne immediatamente le autorità doganali che hanno rilasciato l'autorizzazione.Nel caso della procedura semplificata, le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono prescrivere l'utilizzazione di certificati EUR. 1 muniti di un segno distintivo destinato a contraddistinguerli.4.  L'autorizzazione di cui ai paragrafi 2 e 3 specifica, a scelta delle autorità doganali, che la casella n. 11 ''Visto della dogana'' del certificato EUR. 1 deve:a)  essere munita preventivamente dell'impronta del timbro dell'ufficio doganale competente dello Stato d'esportazione nonché della firma, a mano o no, di un funzionario del predetto ufficio;b)  oppure essere stampigliata dall'esportatore autorizzato con l'impronta di un timbro speciale ammesso dalle autorità doganali dello Stato di esportazione e conforme al modello che figura nell'allegato VII del presente protocollo; questa impronta può essere anche già stampata sui moduli.La casella n. 11 ''Visto della dogana'' del certificato EUR. 1 viene eventualmente compilata dall'esportatore autorizzato.5.  Nei casi di cui al paragrafo 4, lettera a), la casella n. 7 ''Osservazioni'' del certificato EUR. 1 reca una delle seguenti diciture: ''Procédure simplifiée'', ''Forenklet procedure'', ''Vereinfachtes Verfahren'', ''Aplozstezménh diadikasía'', ''Simplified procedure'', ''Procedura semplificata'', ''Vereenvoudigde procedure'', ''Procedimiento simplificado'', ''Yksinkertaistettu menettely'', ''Einfoeldud afgreidsla'', ''Forenklet prosedyre'', ''Procedimento simplificado'', ''Foerenklad procedur''. L'esportatore autorizzato indica, all'occorrenza, nella casella n. 13 ''Richiesta di controllo'' del certificato EUR. 1, il nome e l'indirizzo dell'autorità doganale competente ad effettuare il controllo del certificato EUR. 1.6.  Nel caso di cui al paragrafo 3, l'esportatore autorizzato indica inoltre nella casella n. 7 del certificato EUR. 1 una delle seguenti diciture:''certificat LT valable jusqu'au . . . '' (con la data in cifre arabe)''LT-Certifikat gyldigt indtil . . . .'',''LT-Certificat gueltig bis . . . '',''Ðéueôïðïéçôéêueí LT éó÷ýïí ìÝ÷ñé^.^.^.'',''LT certificate valid until . . .'',''certificato LT valido fino a . . . '',''LT-skírteini gildir til . . . '',''certificado LT válido hasta el . . . .'',''LT-certificaat geldig tot en met . . .'',''LT-sertifikat gyldig til . . . .'',''LT-todistus voimassa . . . saakka'',''LT-certifikat giltigt till . . .'',''certificado LT valido até . . . ''nonché il riferimento dell'autorizzazione di rilascio del certificato LT.L'esportatore autorizzato non è tenuto ad indicare nelle caselle nn. 8 e 9 del ''certificato LT'' marche e numeri, numero e natura dei colli, peso lordo (kg) o altre misure(l, m3, ecc.). La casella n. 8 deve tuttavia comportare una descrizione e designazione delle merci abbastanza precisa in modo da permetterne l'identificazione.7.  In deroga all'articolo 12, paragrafi 1 e 3 il certificato LT deve essere presentato all'ufficio doganale d'importazione al più tardi al momento della prima importazione delle merci a cui il certificato si riferisce. Se l'importatore effettua le operazioni di sdoganamento presso più uffici doganali dello Stato d'importazione, le autorità doganali possono chiedergli di fornire una copia del certificato LT a ciascuno di tali uffici.8.  Quando alle autorità doganali è stato presentato un certificato LT, la prova del carattere originario delle merci importate è fornita, per tutta la durata di validità del suddetto certificato, da fatture rispondenti ai seguenti requisiti:a)  nel caso che in una fattura figurino prodotti originari della Comunità o di uno dei paesi di cui all'articolo 2, paragrafo 1 del presente protocollo e prodotti non originari, l'esportatore è tenuto ad effettuare una chiara distinzione tra questa due categorie;b)  l'esportatore è tenuto ad indicare su ogni fattura il numero del certificato LT al quale le merci si riferiscono nonché la data limite di validità del suddetto certificato ed a menzionare il o i paesi di cui le merci sono originarie.L'apposizione sulla fattura, da parte dell'esportatore, del numero del certificato LT nonché dell'indicazione del paese di origine equivalgono alla dichiarazione che le merci rispondono ai requisiti fissati dal presente protocollo per l'ottenimento dell'origine preferenziale negli scambi tra la Comunità e l'Austria.Le autorità doganali del paese d'esportazione possono esigere che le diciture suddette da apporre sulla fattura siano convalidate dalla firma a mano seguita dall'indicazione per esteso del nome e cognome della persona che firma;c)  la descrizione e la designazione delle merci sulle fatture devono essere abbastanza precise da far chiaramente apparire che le merci figurano anche sul certificato LT al quale le fatture si riferiscono;d)  le fatture possono essere redatte soltanto per merci esportate durante il periodo di validità del certificato LT a cui si riferiscono. Esse possono tuttavia essere presentate all'ufficio doganale del luogo d'importazione entro un termine di quattro mesi a decorrere dalla data di emissione da parte dell'esportatore.9.  Nell'ambito delle procedure semplificate, le fatture conformi alle condizioni di cui al presente articolo possono essere redatte e/o trasmesse mediante sistemi di telecomunicazione o elaboratori elettronici. Tali fatture sono accettate dalle dogane del paese d'importazione quale prova del carattere originario delle merci importate, secondo le modalità fissate dalle autorità doganali di tale paese.10.  Quando le autorità doganali del paese d'esportazione constatino che un certificato e/o una fattura redatti in conformità del presente articolo non sono validi per le merci fornite, esse ne informano immediatamente le autorità doganali del paese d'importazione.11.  Le autorità doganali possono accordare a un esportatore autorizzato la facoltá di compilare, invece del certificato EUR. 1, fatture comportanti la dichiarazione di cui all'allegato VI del presente proto-collo.La dichiarazione fatta dall'esportatore autorizzato sulla fattura è firmata a mano e deve:a)  recare come riferimento il numero dell'autorizzazione di esportatore autorizzato;b)  oppure essere munita, dall'esportatore autorizzato, dell'impronta del timbro speciale di cui al paragra-fo 4, lettera b), ammesso dalle autoritá doganali del paese d'esportazione. Tale impronta può essere già stampata sulla fattura.12.  Tuttavia, le autorità doganali del paese d'esportazione possono concedere ad un esportatore autorizzato la facoltá di non firmare a mano le diciture di cui al paragrafo 8, lettera b) o la dichiarazione di cui al paragrafo 11 figuranti sulla fattura, se questa viene compilata e/o trasmessa mediante sistemi di telecomunicazione o elaboratori elettronici.Le medesime autorità doganali stabiliscono le condizioni per l'applicazione del presente paragrafo, prevedendo se necessario l'impegno scritto dell'esportatore autorizzato ad accettare la piena responsabilità riguardo a tali diciture e dichiarazioni, come se fossero firmate di sua mano.13.  Nelle autorizzazioni di cui ai paragrafi 2, 3 e 11, le autorità doganali precisano in particolare:a)  le condizioni alle quali sono redatte le domande di certificati EUR. 1 o di certificati LT o alle quali é apposta sulla fattura la dichiarazione relativa all'origine delle merci;b)  le condizioni alle quali tali domande vengono conservate per almeno due anni, nonché una copia delle fatture contenenti gli estremi del certificato LT e delle fatture contenenti la dichiarazione dell'esportatore. Nel caso dei certificati LT o delle fatture contenenti gli estremi del certificato LT, tale periodo decorre dalla data di scadenza del termine di validità del certificato LT. Queste disposizioni si applicano anche ai certificati EUR 1 o ai certificati LT e alle fatture contenenti gli estremi del certificato LT, nonché alle fatture contenenti la dichiarazione dell'esportatore che sia servita a fornire altre prove dell'origine, utilizzati alle condizioni di cui all'articolo 9, paragrafo 3, secondo comma del presente protocollo.14.  Le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono escludere alcune categorie di merci dalle facilitazioni previste ai paragrafi 2, 3 e 11.15.  Le autorità doganali rifiutano le autorizzazioni di cui ai paragrafi 2, 3 e 11 all'esportatore che non offra tutte le garanzie che esse ritengano utili.Le autorità doganali possono ritirare l'autorizzazione in ogni momento. Esse devono farlo se non siano più soddisfatte le condizioni dell'autorizzazione o se l'esportatore autorizzato non offra più le garanzie suddette.16.  L'esportatore autorizzato può essere tenuto ad informare le autorità doganali, secondo le modalità da esse determinate, delle spedizioni che prevede di effettuare, per consentire all'ufficio doganale competente di procedere ad un eventuale controllo prima della spedizione della merce.17.  Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano l'applicazione delle normative della Comunità, degli Stati membri e dell'Austria relative alle formalità doganali e all'uso dei documenti doganali.»;3.  all'articolo 14, prima e seconda riga, i termini «articolo 8, paragrafo 1, lettera b)» sono stostituiti dai termini «articolo 8, paragrafo 1, lettera c)»;4.  alla fine dell'articolo 15 bis, paragrafo 3, i termini «della dichiarazione di cui all'articolo 8, paragrafo 1, lettera b)» sono sostituiti dai termini «delle dichiarazioni di cui all'articolo 8, paragrafo 1, lettere b) e c)»;5.  l'allegato VI è sostituito dall'allegato della presente decisione.Articolo 2I formulari EUR. 2 che soddisfano alle condizioni previste all'articolo 8, paragrafo 1, lettera b) e all'articolo 14 del protocollo n. 3 dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria in vigore al 30 giugno 1987 possono continuare ad essere compilati ed accettati fino al 30 giugno 1988.Le disposizioni dell'articolo 17 del suddetto protocollo, relative al controllo a posteriori, si applicano anche ai formulari EUR. 2 di cui al primo comma del presente articolo.Articolo 3La presente decisione entra in vigore il 1g gennaio 1988.Fatto a Bruxelles, addì 13 novembre 1987.Per il Comitato mistoIl PresidenteG. WAASALLEGATO   «ALLEGATO VI  Dichiarazione prevista all'articolo 8, paragrafo 1, lettere b) e c)Io sottoscritto, esportatore delle merci formanti oggetto del presente documento, dichiaro che, salvo indicazione contraria (;), le merci rispondono alle condizioni fissate per ottenere il carattere originario negli scambi preferenziali con ............................................ ($) es sono originarie di ............................................ ($) (=).  .(Luogo e datal).(Firma)(La firma deve essere seguita dall'indicazione per esteso del nome e cognome della persona che firma la dichiarazione)(;) Se sulla fattura figurano anche prodotti non originari della Comunità, dell'Austria, della Finlandia, dell'Islanda, della Norvegia, della Svezia o della Svizzera, l'esportatore è tenuto ad indicarli chiaramente.Nel caso che sulla fattura figurino anche prodotti aventi il carattere di prodotti originari della Spagna a norma dell'articolo 24 o delle isole Canarie, die Ceuta e di Melilla a norma dell'articolo 25 ter del protocollo, l'esportatore è tenuto, sino al 31 dicembre 1992, a indicarli con chiarezza, rispettivamente con la sigla ''ES'' o ''CCM''.($) La Comunità, l'Austria, la Finlandia, l'Islanda, la Norvegia, la Svezia, la Svizzera.(=) Si può fare riferimento ad una colonna specifica della fattura nella quale è indicato il paese di origine di ogni prodotto.»