CELEX: C2001/186/23
Language: it
Date: 2001-06-30 00:00:00
Title: Causa T-92/01: Ricorso della sig.ra Marie-Claude Girardot contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 27 aprile 2001

30.6.2001               IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 186/15
—     in subordine, annullare l’art. 1 della decisione 19 luglio            —     l’errore manifesto nel calcolare l’intensità dell’aiuto totale.
      2000 in quanto stabilisce che l’istituzione di prezzi fissi                 La ricorrente rileva che sono stati lasciati fuori dal calcolo
      garantiti da parte dello Stato federato del Burgenland al                   gli aiuti a finalità ambientale e altri costi sovvenzionabili,
      fine di mettere a disposizione una serie di risorse di base                 nonché gli aiuti esistenti. D’altra parte la convenuta
      e la messa a disposizione di un aiuto di importo                            avrebbe dovuto esaminare non solo se sia stata rispettata
      sconosciuto per la creazione di infrastrutture adeguate                     la soglia stabilita nel regime, ma anche se gli aiuti,
      alle esigenze specifiche dell’impresa non rappresentano                     pur essendo diretti ad un fine distinto, coprano costi
      un aiuto di Stato ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE;                          sovvenzionabili comuni, secondo quanto stabiliscono gli
                                                                                  orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità
                                                                                  regionale.
—     condannare la Commissione europea a pagare tutte le
      spese.
                                                                            Infine, la ricorrente adduce l’illegittimità dell’applicazione delle
                                                                            eccezioni previste dall’art. 87, n. 3, CE e la violazione delle
                                                                            norme procedurali di cui all’art. 88, n. 3, CE.
Motivi e principali argomenti
                                                                            (1) GU L 38 del 08.02.2001, pag. 33.
Il presente ricorso è diretto contro la decisione della Commis-
sione 19 luglio 2000, 2001/102/CE, relativa all’aiuto di Stato
al quale l’Austria ha dato esecuzione in favore di Lenzing
Lyocell GmbH & Co. KG (in prosieguo: la «LLG»), notificata
con il numero C(2000) 2454 (1). Il detto aiuto è vincolato ad
un progetto di costruzione di un nuovo impianto per la
produzione di Lyocell, un nuovo tipo di fibra sintetica prodotta
a partire dalla cellulosa naturale.                                         Ricorso della sig.ra Marie-Claude Girardot contro la
                                                                            Commissione delle Comunità europee, proposto il
                                                                                                        27 aprile 2001
A sostegno delle sue domande la ricorrente deduce:
                                                                                                       (Causa T-92/01)
—     l’errore di diritto consistente nella mancata presa in
      considerazione degli effetti settoriali degli aiuti concessi                                     (2001/C 186/23)
      alla LLG. La ricorrente afferma che nella decisione
      impugnata la Commissione ha anteposto l’aspetto regio-
      nale all’aspetto settoriale degli aiuti, per quanto riguarda                              (Lingua processuale: il francese)
      sia le norme di compatibilità sia le norme procedurali. In
      concreto, la ricorrente si chiede come la convenuta abbia
      potuto autorizzare aiuti statali alla LLG per la creazione            Il 27 aprile 2001 la sig.ra Marie-Claude Girardot, residente in
      nel Burgenland di nuova capacità produttiva, pur sapendo              Bruxelles, rappresentata dagli avv.ti Jean-Noël Louis e Véroni-
      dell’eccesso di capacità che affligge il mercato delle fibre.         que Peere, avocats, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
      La ricorrente ritiene inoltre che la Commissione non abbia            proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità
      tenuto conto dell’esistenza di provvedimenti specifici                europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità
      applicabili al settore delle fibre sintetiche;                        europee.
—     l’errore manifesto nella valutazione del carattere innovati-          La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
      vo del prodotto. La ricorrente osserva che uno dei
      requisiti presi in considerazione dalla Commissione per               —     annullare la decisione del Comitato di selezione
      autorizzare alcuni dei provvedimenti controversi è quello                   COM/R/A/01/1999 di attribuire alla ricorrente una vota-
      del carattere innovativo del prodotto e del processo di                     zione insufficiente ad iscriverla nell’elenco di riserva,
      fabbricazione. Stando alla ricorrente, il Lyocell non è
      innovativo né come prodotto né come processo di                       —     condannare la convenuta alle spese.
      fabbricazione. Conseguentemente, non esisterebbero due
      mercati distinti tali da limitare le ripercussioni sulla
      concorrenza;
                                                                            Motivi e principali argomenti
—     la violazione del dovere di motivazione, in quanto la
      Commissione non avrebbe spiegato perché gli investi-                  La ricorrente nella causa in esame si oppone alla sua mancata
      menti di cui trattasi incidono solo limitatamente sulla               iscrizione nell’elenco di riserva del concorso COM/R/A/
      concorrenza;                                                          01/1999.
 ---pagebreak--- C 186/16                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        30.6.2001
A sostegno di quanto sostenuto la ricorrente deduce:                         Motivi e principali argomenti
—     la violazione dell’avviso di selezione, delle forme prescritte
      ad substantiam e delle norme che disciplinano il funziona-             La ricorrente chiede l’annullamento della decisione della BCE
      mento delle commissioni giudicatrici (principio dell’indi-             25 settembre 2000 con cui le è stata negata la concessione
      pendenza);                                                             dell’indennità scolastica, nonché delle decisioni della Banca
                                                                             medesima 21 dicembre 2000, recante rigetto del proprio
—     l’esistenza, nel caso specifico, di un manifesto errore di             reclamo amministrativo, e 20 febbraio 2000, recante rigetto
      valutazione;                                                           della domanda della ricorrente stessa.
—     la violazione dell’obbligo di motivazione;
                                                                             L’indennità scolastica è stata negata alla ricorrente in base al
—     la violazione del principio di trasparenza;                            disposto dell’art. 19 delle condizioni di assunzione del persona-
                                                                             le della BCE. Ai sensi di tale articolo, i dipendenti della BCE
—     la violazione del principio di parità di trattamento.                  che abbiano diritto all’indennità di dislocazione del 16 %
                                                                             hanno parimenti diritto all’indennità scolastica sino a quando
                                                                             non sarà istituita nell’area di Francoforte una scuola europea.
                                                                             La ricorrente è di nazionalità tedesca e non ha quindi diritto
                                                                             all’indennità di dislocazione. Secondo la BCE, per tale motivo
                                                                             non ha parimenti diritto all’indennità scolastica per il più
                                                                             anziano dei figli.
Ricorso della sig.ra Astrid Hirsch contro Banca Centrale                     La ricorrente sostiene:
              Europea, presentato il 27 aprile 2001
                                                                             —     che tale differenza di trattamento dei dipendenti a seconda
                                                                                   che beneficino o meno dell’indennità di dislocazione non
                          (Causa T-94/01)                                          sarebbe giustificata e costituirebbe, quindi, violazione del
                                                                                   principio di non discriminazione;
                         (2001/C 186/24)                                     —     che l’amministrazione sarebbe venuta meno al proprio
                                                                                   obbligo di sollecitudine, non avendo preso in considera-
                                                                                   zione la situazione della ricorrente.
                    (Lingua processuale: l’inglese)
Il 27 aprile 2001, la sig.ra Astrid Hirsch, residente in Germania,
rappresentata dagli avv.ti Georges Vandersanden e Laure Levi,
dello studio DeBacker Association, con sede in Bruxelles
(Belgio), ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado
delle Comunità europee un ricorso contro la Banca Centrale
Europea.                                                                     Ricorso dei sigg. Gérard Goget, Pierre Huge e Emmanuel
                                                                             Gabolde contro la Corte dei conti delle Comunità europee,
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                                                 presentato il 4 maggio 2001
—     annullare la decisione della Banca Centrale Europea
      25 settembre 2000 con cui è stata negata alla ricorrente                                         (Causa T-95/01)
      la concessione dell’indennità scolastica e, conseguente-
      mente, il rimborso della retta che la ricorrente versa per                                       (2001/C 186/25)
      la frequenza del proprio figlio presso la Internationale
      Schule Frankfurt e, all’occorrenza, annullare le decisioni
      della Banca Centrale Europea 21 dicembre 2000, recante                                     (Lingua processuale: il francese)
      rigetto del reclamo amministrativo, e 20 febbraio 2000,
      recante rigetto della domanda della ricorrente;
                                                                             Il 4 maggio 2001 i sigg. Gérard Goget, residente in Hettange-
—     condannare la Banca Centrale Europea a rimborsare alla                 Grande (Francia), Pierre Huge, residente in Bonnevoie (Grandu-
      ricorrente l’importo delle rette scolastiche in ragione di             cato del Lussemburgo) e Emmanuel Gabolde, residente in Metz
      EUR 11 370 con riguardo all’anno scolastico 2000-2001                  (Francia), rappresentati dall’avv. André Soulier, avocat, con
      nonché l’importo delle future rette scolastiche relative               domicilio eletto in Lussemburgo, hanno proposto dinanzi al
      agli anni scolastici venturi, oltre interessi di mora in               Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
      ragione dell’8 % annuo a decorrere dal 1o settembre di                 contro la Corte dei conti delle Comunità europee.
      ogni anno sino al giorno del saldo effettivo, condannando,
      inoltre, la Banca Centrale Europea a rimborsare alla                   I ricorrenti concludono che il Tribunale voglia:
      ricorrente le spese di prima sistemazione in ragione di
      euro 5 922 , oltre interessi dell’8 % annuo a decorrere dal            —     annullare la decisione 22 febbraio 2001 con tutte le
      1o settembre 2001;                                                           relative conseguenze sul piano giuridico;
—     condannare la Banca Centrale Europea alle spese.                       —     condannare la convenuta alle spese.