CELEX: 52000PC0388
Language: it
Date: 2000-07-06
Title: Proposta di decisione del Consiglio in vista di fornire al Consiglio di cooperazione tutte le informazioni rilevanti per un esame approfondito della situazione relativa al divieto di importazione istituito dalla Federazione russa nei confronti delle uova fresche destinate al consumo umano originarie della Comunità europea

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52000PC0388

Proposta di decisione del Consiglio in vista di fornire al Consiglio di cooperazione tutte le informazioni rilevanti per un esame approfondito della situazione relativa al divieto di importazione istituito dalla Federazione russa nei confronti delle uova fresche destinate al consumo umano originarie della Comunità europea  /* COM/2000/0388 def. - ACC 2000/0166 */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO in vista di fornire al Consiglio di cooperazione tutte le informazioni rilevanti per un esame approfondito della situazione relativa al divieto di importazione istituito dalla Federazione russa nei confronti delle uova fresche destinate al consumo umano originarie della Comunità europea(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Nel maggio 1996 le autorità russe hanno informato la Finlandia, senza fornire alcuna spiegazione, che le importazioni in Russia di uova fresche destinate al consumo umano (CN 0407 00 30) erano proibite.2. Successivamente, le autorità russe hanno spiegato che il divieto era esteso a tutti gli Stati terzi (erga omnes) e che si basava su considerazioni legate alla tutela della salute umana, conformemente all'articolo 19 dell'accordo di partenariato e di cooperazione. La Russia non è stata in grado, tuttavia, di fornire prove del rischio per la salute e le importazioni russe di uova fresche originarie degli Stati Uniti sono sostanzialmente aumentate dall'introduzione del divieto.3. In mancanza di prove dell'esistenza di problemi per la salute umana, il divieto costituisce una restrizione dissimulata al commercio tra le parti dell'accordo. In quanto tale, esso viola le disposizioni dell'articolo 15, paragrafo 2 dell'accordo citato, ai sensi del quale le merci originarie della Comunità vengono importate in Russia in esenzione da restrizioni quantitative.4. Conformemente all'articolo 102 dell'accordo si sono svolte diverse consultazioni in merito al divieto di importazione russo nei confronti delle uova originarie della Comunità (ad esempio durante il primo Consiglio di cooperazione del 27 gennaio 1998, il primo comitato di cooperazione del 22 aprile 1998, le consultazioni tecniche del 15 settembre 1998, il secondo comitato di cooperazione del dicembre 1998, il primo sottocomitato dell'agricoltura dell'8 e del 9 febbraio 1999, il terzo comitato di cooperazione dell'ottobre 1999 e le riunioni del sottocomitato del commercio e dell'industria). La Commissione ha inoltre trasmesso alle autorità russe un certo numero di promemoria in proposito, senza ottenere una risposta adeguata. Malgrado l'accordo raggiunto nel quadro dei negoziati del memorandum d'intesa sulle consegne gratuite di prodotti alimentari comunitari alla Russia, volto a far avanzare le consultazioni ufficiali sul divieto russo d'importazione delle uova per risolvere rapidamente il problema, la soluzione non è stata trovata.5. L'entrata in vigore del divieto d'importazione russo ha prodotto gravi perdite economiche per gli operatori comunitari, poiché essi non sono più in grado di esportare uova fresche in Russia. Al fine di tutelare gli interessi della Comunità, la Commissione propone di adottare misure di ritorsione al divieto imposto dalla Federazione russa sulle importazioni di uova.6. La Commissione europea considera che la Federazione russa non abbia adempiuto gli obblighi dell'accordo di partenariato e di cooperazione in materia di scambi di uova fresche. L'articolo 107, paragrafo 2 di detto accordo stabilisce infatti che se una delle parti ritiene che l'altra sia venuta meno ad uno degli obblighi previsti dall'accordo può prendere le misure del caso. Prima di procedere, essa fornisce al Consiglio di cooperazione tutte le informazioni pertinenti necessarie per un esauriente esame della situazione ai fini della ricerca di una soluzione accettabile per le parti. La lettera allegata presenta il contesto della problematica e descrive in particolare i notevoli e vani sforzi realizzati per tentare di trovare una soluzione nel quadro di una consultazione tra le parti. Stabilisce che, qualora entro un mese dalla data della lettera non sia stata trovata una soluzione accettabile, la Comunità adotterà misure adeguate e proporzionate per sanzionare l'inadempimento, da parte della Federazione russa, degli obblighi previsti dall'accordo di partenariato e di cooperazione.7. Il Consiglio è invitato:- ad adottare la proposta di decisione in vista di fornire al Consiglio di cooperazione tutte le informazioni pertinenti necessarie per un esame approfondito della situazione relativa al divieto di importazione istituito dalla Federazione russa nei confronti delle uova fresche destinate al consumo umano originarie della Comunità europea onde trovare una soluzione accettabile per le parti;- a firmare il progetto di lettera al presidente del Consiglio di cooperazione allegato.2000/0166 (ACC)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO in vista di fornire al Consiglio di cooperazione tutte le informazioni rilevanti per un esame approfondito della situazione relativa al divieto di importazione istituito dalla Federazione russa nei confronti delle uova fresche destinate al consumo umano originarie della Comunità europeaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,vista la decisione del Consiglio e della Commissione 97/800/CE, CECA, Euratom del 30 ottobre 1997 relativa alla conclusione dell'accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall'altra [1],[1]  GU L 327 del 28.11.1997, pag. 1.vista la proposta della Commissione [2],[2]   GU C ...considerando quanto segue:(1) L'accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall'altra [3] (in prosieguo l'accordo), fissa tra i suoi obiettivi principali lo sviluppo di scambi ed investimenti e di relazioni economiche armoniose tra le parti.[3]  GU L 327 del 28.11.1997, pag. 3.(2) Tale obiettivo è seriamente messo a repentaglio dal divieto di importazione istituito nel maggio 1996 dalla Federazione russa nei confronti delle uova originarie della Comunità.(3) La Federazione russa ha giustificato il divieto adducendo la necessità di tutelare la salute e la vita delle persone, degli animali o delle piante conformemente all'articolo 19 dell'accordo di partenariato e di cooperazione, ai sensi del quale l'accordo lascia impregiudicati i divieti o le restrizioni, in particolare all'importazione, giustificati da detti motivi. L'articolo 19 stabilisce tuttavia che tali divieti o restrizioni non devono costituire un mezzo di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le parti.(4) Le autorità russe non hanno fornito alcuna prova del fatto che il divieto di importazione di uova originarie della Comunità sia giustificato dalla necessità di tutelare la salute e la vita delle persone, degli animali o delle piante. Il divieto russo di importazione delle uova costituisce pertanto una restrizione dissimulata al commercio tra le parti, con un considerevole impatto economico negativo sulla comunità. In quanto tale, esso viola le disposizioni dell'articolo 15, paragrafo 2 dell'accordo di partenariato e di cooperazione, ai sensi del quale le merci originarie della Comunità vengono importate in Russia in esenzione da restrizioni quantitative.(5) Le consultazioni tra le parti tenutesi su richiesta della Comunità, conformemente all'articolo 102 dell'accordo, per discutere dell'interpretazione e dell'applicazione dell'accordo e in particolare degli articoli 19 e 15, paragrafo 2, hanno permesso alle parti di trovare una soluzione adeguata.(6) Ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 2 dell'accordo devono essere adottate adeguate misure se una delle parti ritiene che l'altra sia venuta meno ad uno degli obblighi previsti dall'accordo. La Comunità ritiene che la Federazione russa non abbia adempiuto gli obblighi derivanti dall'accordo, limitando gravemente le esportazioni comunitarie di uova fresche. Si devono pertanto adottare misure adeguate.(7) Ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 2, salvo in casi particolarmente urgenti, al Consiglio di cooperazione devono essere comunque fornite tutte le informazioni rilevanti per un esauriente esame della situazione che consenta di trovare una soluzione accettabile per le parti, prima di procedere all'adozione di adeguate misure. L'inadempimento, da parte della Federazione russa, degli obblighi previsti dall'accordo in materia di scambi di uova fresche non costituisce un caso di particolare urgenza ai sensi della dichiarazione comune relativa all'articolo 107 nonché della dichiarazione comune relativa all'articolo 107, paragrafo 2, allegate all'atto finale dell'accordo,DECIDE:Articolo unicoLa Comunità fornisce al Consiglio di cooperazione tutte le informazioni rilevanti per un esame approfondito della situazione relativa all'inadempimento, da parte della Federazione russa, degli obblighi ad essa derivanti dall'accordo di partenariato e di cooperazione che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall'altra, per quanto riguarda gli scambi di uova fresche destinate al consumo umano, a mezzo della lettera al Presidente del Consiglio di cooperazione di cui all'allegato.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOProgetto di lettera della Comunità al presidente del Consiglio di cooperazione  con la Federazione russaSignor Presidente,Oggetto: Inadempimento da parte della Federazione russa degli obblighi previsti dall'accordo di partenariato e di cooperazione in materia di scambi di uova fresche destinate al consumo umanoL'accordo di partenariato e di cooperazione (APC) che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall'altra [4], fissa tra i suoi obiettivi principali lo sviluppo di scambi ed investimenti e di relazioni economiche armoniose tra le parti. Tale obiettivo è messo a repentaglio dal divieto di importazione istituito nel maggio 1996 dalla Federazione russa nei confronti delle uova originarie della Comunità.[4]  GU L 327 del 28.11.1997, pag. 1.La Federazione russa ha giustificato il divieto adducendo la necessità di tutelare la salute e la vita delle persone, degli animali o delle piante conformemente all'articolo 19 dell'APC, ai sensi del quale l'accordo lascia impregiudicati i divieti o le restrizioni, in particolare all'importazione, giustificati da tali motivi. L'articolo 19 stabilisce tuttavia che tali divieti o restrizioni non devono costituire un mezzo di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le parti.Le autorità russe non hanno fornito alcuna prova del fatto che il divieto di importazione di uova originarie della Comunità sia giustificato dalla necessità di tutelare la salute e la vita delle persone, degli animali o delle piante. Si considera pertanto che il divieto di importazione russo costituisca una restrizione dissimulata al commercio tra le parti. In quanto tale, esso viola le disposizioni dell'articolo 15, paragrafo 2 dell'APC, ai sensi del quale le merci originarie della Comunità vengono importate in Russia in esenzione da restrizioni quantitative.La misura adottata dalla Federazione russa ha prodotto una forte limitazione delle esportazioni comunitarie di uova fresche, con un considerevole impatto economico negativo sugli operatori della Comunità.Nel tentativo di trovare una soluzione, la Comunità ha più volte espresso le proprie preoccupazioni alle autorità russe, in particolare nell'ambito di riunioni del Consiglio di cooperazione e del comitato di cooperazione e di riunioni del sottocomitatio del commercio e l'industria e del sottocomitato dell'agricoltura. Inoltre si sono tenute consultazioni tra le parti su richiesta della Comunità conformemente all'articolo 102 dell'APC per discutere dell'interpretazione e dell'applicazione dell'accordo e in particolare degli articoli 19 e 15, paragrafo 2. Tali consultazioni non hanno permesso alle parti di trovare una soluzione adeguata.La Comunità ritiene che la Federazione russa non abbia adempiuto gli obblighi derivanti dall'accordo in materia di scambi di uova fresche. L'articolo 107, paragrafo 2 dell'APC stabilisce che se una delle parti ritiene che l'altra sia venuta meno ad uno degli obblighi previsti dall'accordo può prendere le misure del caso. Prima di procedere, fatta eccezione per i casi particolarmente urgenti, essa fornisce al Consiglio di cooperazione tutte le informazioni pertinenti necessarie per un esauriente esame della situazione onde trovare una soluzione accettabile per le parti. L'inadempimento, da parte della Federazione russa, degli obblighi previsti dall'accordo di partenariato e di cooperazione in materia di scambi di uova fresche non costituisce un caso di particolare urgenza ai sensi delle due dichiarazioni congiunte allegate all'atto finale dell'APC.La Comunità intende con la presente lettera fornire al Consiglio di cooperazione le informazioni necessarie per la definizione di una soluzione accettabile per le parti, conformemente all'articolo 107, paragrafo 2 dell'accordo.La Comunità invita pertanto le autorità russe a revocare senza indugio il divieto di importazione nella Federazione russa di uova fresche originarie della Comunità, che costituisce una violazione dell'APC, o di presentare prove scientifiche convincenti che tale divieto sia giustificato sotto il profilo sanitario.La Comunità coglie altresì l'occasione per informare il Consiglio di cooperazione della propria intenzione di adottare misure adeguate e proporzionate in ritorsione all'inadempimento, da parte della Federazione russa, degli obblighi previsti dall'APC qualora, entro un mese dalla data della presente lettera, non sia trovata una soluzione accettabile, ossia la revoca del divieto di importazione che costituisce una violazione dell'accordo o la presentazione, da parte delle autorità russe, di prove scientifiche convincenti che tale divieto sia giustificato sotto il profilo sanitario.Si prega di trasmettere la presente lettera ai membri del Consiglio di cooperazione, conformemente all'articolo 7 del regolamento interno.Voglia gradire, Signor Presidente, l'espressione della nostra più alta stima.Per il Consiglio dell'Unione europea   Per la Commissione europeaIl Presidente      Il Commissario per le relazioni esterne