CELEX: 62014CN0220
Language: it
Date: 2014-05-05 00:00:00
Title: Causa C-220/14 P: Impugnazione proposta il 5 maggio 2014 da Ahmed Abdelaziz Ezz, Abla Mohammed Fawzi Ali Ahmed, Khadiga Ahmed Ahmed Kamel Yassin, Shahinaz Abdel Azizabdel Wahab Al Naggar avverso la sentenza del Tribunale (Terza Sezione) del 27 febbraio 2014 , causa T-256/11, Ahmed Abdelaziz Ezz, Abla Mohammed Fawzi Ali Ahmed, Khadiga Ahmed Ahmed Kamel Yassin, Shahinaz Abdel Azizabdel Wahab Al Naggar/Consiglio dell’Unione europea

21.7.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 235/6
            
         Impugnazione proposta il 5 maggio 2014 da Ahmed Abdelaziz Ezz, Abla Mohammed Fawzi Ali Ahmed, Khadiga Ahmed Ahmed Kamel Yassin, Shahinaz Abdel Azizabdel Wahab Al Naggar avverso la sentenza del Tribunale (Terza Sezione) del 27 febbraio 2014, causa T-256/11, Ahmed Abdelaziz Ezz, Abla Mohammed Fawzi Ali Ahmed, Khadiga Ahmed Ahmed Kamel Yassin, Shahinaz Abdel Azizabdel Wahab Al Naggar/Consiglio dell’Unione europea
   (Causa C-220/14 P)
   2014/C 235/09
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Ahmed Abdelaziz Ezz, Abla Mohammed Fawzi Ali Ahmed, Khadiga Ahmed Ahmed Kamel Yassin, Shahinaz Abdel Azizabdel Wahab Al Naggar (rappresentanti: I. Burton, J. Binns, solicitors, J. Lewis QC, B. Kennelly e J. Pobjoy, barristers)
   
      Altra parte nel procedimento: Consiglio dell’Unione europea
   
      Conclusioni dei ricorrenti
   
   I ricorrenti chiedono che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale del 28 febbraio 2014, nella causa T-256/11;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione 2011/172/PESC (1) del 21 marzo 2011 e il regolamento n. 270/2011 (2) del 21 marzo 2011, nella parte in cui riguardano i ricorrenti;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio al pagamento delle spese inerenti all’impugnazione nonché di quelle sostenute nel procedimento dinanzi al Tribunale; e
            
         
               —
            
            
               adottare qualunque altro provvedimento che la Corte giudichi opportuno.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Il 20 maggio 2011 i ricorrenti hanno proposto ricorso dinanzi al Tribunale chiedendo l’annullamento della decisione e del regolamento summenzionati, nella parte in cui riguardano i ricorrenti (in prosieguo: il «ricorso»). Il Tribunale ha respinto tale ricorso. I ricorrenti affermano che, così facendo, il Tribunale è incorso in errori di diritto per i seguenti motivi:
   
               1)
            
            
               Primo motivo d’impugnazione: il Tribunale ha erroneamente dichiarato che la decisione era stata adottata legittimamente ai sensi dell’articolo 29 TUE.
            
         
               2)
            
            
               Secondo motivo d’impugnazione: il Tribunale ha erroneamente dichiarato che i motivi per cui sono state imposte misure restrittive a ciascuno dei ricorrenti erano fondati e/o rispondevano ai criteri normativi stabiliti per l’iscrizione nell’elenco dall’articolo 1, paragrafo 1, della citata decisione e dall’articolo 2, paragrafo 1, del citato regolamento.
            
         
               3)
            
            
               Terzo motivo d’impugnazione: il Tribunale ha erroneamente dichiarato che il Consiglio aveva osservato il proprio obbligo di motivazione.
            
         
               4)
            
            
               Quarto motivo d’impugnazione: il Tribunale è incorso in errore nel valutare i motivi dedotti dai ricorrenti relativamente alla violazione dei diritti della difesa e del diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva.
            
         
               5)
            
            
               Quinto motivo d’impugnazione: il Tribunale ha erroneamente dichiarato che la violazione del diritto di proprietà e/o della libertà d’impresa dei ricorrenti era proporzionata.
            
         
               6)
            
            
               Sesto motivo d’impugnazione: il Tribunale ha erroneamente dichiarato che il Consiglio non fosse incorso in un «errore manifesto di valutazione».
            
         
      (1)  GU L 76, pag. 63
   
   
      (2)  GU L 76, pag. 4