CELEX: C1997/357/30
Language: it
Date: 1997-11-22 00:00:00
Title: Ricorso del 26 settembre 1997 contro la Repubblica italiana presentato dalla Commissione delle Comunità europee (Causa C-336/97)

22 . 11 . 97           LJT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        C 357/17
 1 ) Si chiede alla Corte di giustizia delle Comunità euro­                    affermare che non spetta al giudice nazionale disappli­
      pee una pronuncia pregiudiziale sulle seguenti que­                      care espresse e tassative norme legislative nazionali per
       stioni d'interpretazione in base alle citate disposizioni               evitare le conseguenze pregiudizievoli derivanti
       e ad ogni altra norma che la Corte ritenga applicabile
       al riguardo :
                                                                               — dalla loro applicazione per i lavoratori migranti
                                                                                   che si siano avvalsi del diritto alla libera circola­
                                                                                   zione dei lavoratori,
       Se sia compatibile con il diritto comunitario, in parti­
      colare con gli artt. 5, 48 e 51 del Trattato 25 marzo
       1957 che istituisce la Comunità economica europea, e                    — dalla mancanza di coordinamento tra i sistemi di
      più precisamente con il principio della libera circola­                      previdenza sociale dei vari Stati membri .
      zione dei lavoratori e con la leale collaborazione delle
      autorità competenti, l'affermare che il giudice nazio­
      nale il quale dichiara che una norma nazionale appli­
      cabile [come l'art. 3 , n . 1 , della legge 20 luglio 1990,
      che, nel caso in cui il coniuge di un lavoratore
      migrante goda di una pensione di vecchiaia o di una
      prestazione sostitutiva ai sensi della normativa di un              Ricorso del 26 settembre 1997 contro la Repubblica ita­
      altro paese, fa obbligo di attribuire un importo di pen­            liana presentato dalla Commissione delle Comunità euro­
      sione inferiore ( importo per celibi — 60% — e non                                                   pee
      l'importo per coniugati — 75% —)] obbliga a ridurre
      la pensione del lavoratore migrante e il quale dichiara                                     ( Causa C-336/97)
      che non è possible alcuna interpretazione della detta
                                                                                                     ( 97/C 357/30 )
      norma nazionale idonea ad evitare, nell'interesse della
      libera circolazione dei lavoratori, le impreviste riper­
      cussioni pregiudizievoli della mancanza di coordina­
      mento tra i sistemi di previdenza sociale, o statuisce             Il 26 settembre 1997, la Commissione delle Comunità
      che l'applicazione che è stata fatta della norma pre­              europee, rappresentata dal Sig. Paolo Stancanelli, membro
      detta produce effetti ostativi alla libera circolazione            del suo servizio giuridico, assistito dall'avvocato Claudio
      dei lavoratori, non può disapplicare tale normativa                Tesauro, del Foro di Napoli, in qualità di agenti, elettiva­
      belga .                                                            mente domiciliata presso il sig. Carlos Gómez de la Cruz,
                                                                         Centre Wagner, Kirchberg, a Lussemburgo, ha presentato
                                                                         alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso
2 ) Si chiede alla Corte di giustizia delle Comunità euro­               contro la Repubblica italiana .
     pee un'interpretazione relativamente alla portata della
     sentenza emessa dalla stessa Corte il 5 ottobre 1994
     nella causa C-165/91 , S.J.M. van Munster/Rijksdienst               La ricorrente conclude che la Corte voglia :
     voor Pensioenen, alla luce delle medesime norme di
     diritto europeo:
                                                                         — constatare che la Repubblica italiana :
     a ) Se le considerazioni formulate a motivazione della
           detta sentenza relativamente alla seconda questione                — non vigilando affinché vengano predisposti i piani
           ( punti 21-31 ) debbano riassumersi nei termini:                       di emergenza da applicare all'esterno degli
            « impreviste ripercussioni pregiudizievoli della man­                 impianti, la cui attività industriale sia stata notifi­
           canza di coordinamento tra i sistemi di previdenza                     cata ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 82/501 /
           sociale ».                                                             CEE ('), in violazione dell'articolo 7, primo para­
                                                                                  grafo, terzo trattino della medesima direttiva,
     b ) Se il punto 2 del dispositivo della detta sentenza,
           alla   luce   delle  considerazioni    formulate   nei             — non organizzando ispezioni o altre misure di con­
           punti 32-34, debba essere interpretato nel senso                       trollo, secondo il tipo di attività industriale, in vio­
           che, qualora non sia possibile dare ad una norma                       lazione dell'articolo 7, secondo paragrafo della
           nazionale applicabile un'interpretazione che eviti le                  direttiva 82/501 /CEE, è venuta meno agli obblighi
           conseguenze pregiudizievoli, per la libera circola­                    che le incombono in virtù del trattato CE;
           zione dei lavoratori, della sua applicazione in un
           determinato caso, il giudice nazionale deve appli­
          care integralmente la detta norma, oppure nel                  — condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
           senso che il giudice nazionale deve disapplicare                   spese processuali .
           tale norma nazionale .
                                                                         Motivi e principali argomenti
3 ) Se, alla luce del punto 2 del dispositivo della predetta
     sentenza 5 ottobre 1994 e della giurisprudenza della
     Corte, sia compatibile con il diritto comunitario, e più            L'articolo 7, primo paragrafo della direttiva stabilisce che
    precisamente con gli artt. 5 , 48 e 51 del Trattato,                gli Stati membri istituiscano o designino le autorità com­
 ---pagebreak---  C 357/18            LIT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        22 . 11 . 97
petenti incaricate tra l'altro di vigilare sull'effettiva predi­       Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal College
 sposizione dei piani di emergenza e di intervento da appli­           van beroep studiefinanciering, con decisione 26 settembre
care all'esterno degli impianti la cui attività industriale sia        1997, nel procedimento C.P.M. Meeusen contro Hoof­
 notificata . Le autorità competenti, inoltre, sono tenute, ai                      directie van de Informatie Beeher Groep
 sensi del secondo paragrafo dello stesso articolo, ad orga­                                     ( Causa C-337/97)
 nizzare, nel quadro delle regolamentazioni nazionali, ispe­
 zioni o altre misure di controllo, secondo il tipo, di attività                                    ( 97/C 357/31 )
 considerata . E evidente che la corretta attuazione di questa
 disposizione comporta che gli Stati membri non solo desi­
 gnino le autorità competenti, ma anche assicurino l'effet­            Con decisione 26 settembre 1997, pervenuta nella cancel­
 tiva predisposizione dei piani di emergenza e di intervento,          leria della Corte il 29 settembre 1997, nel procedimento
 nonché i controlli sulla potenziale operatività di tali piani,        C.P.M. Meeusen contro Hoofdirectie van de Informatie
 nei termini previsti dalla direttiva .                                Beeher Groep, il College van beroep studiefinanciering ha
                                                                       sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                       le seguenti questioni pregiudiziali :
Il D.P.R. n. 175/88 prevedeva nella sua formulazione origi­
naria che i prefetti dovessero predisporre i piani di emer­            1 . a ) Se una situazione, come quella qui considerata, nella
genza esterni agli impianti notificati ai sensi dell'articolo 4                 quale la madre della ricorrente presta attività lavora­
del DPR, sulla scorta delle informazioni fornite dai fab­                       tiva alle dipendenze di una società a responsabilità
 bricanti e di un'istruttoria specificamente svolta in sede                     limitata di cui il marito è direttore generale ed unico
ministeriale. Esso inoltre demandava le funzioni ispettive                      socio, osti a che essa sia considerata lavoratore
a funzionari nominati dal Ministero dell' Ambiente e dal                        migrante, secondo l'accezione dell'art. 48 del Trat­
Ministero della Sanità, nell'ambito del personale di ammi­                     tato CE e del regolamento n. 1612/68 (').
nistrazioni o organismi pubblici competenti .
                                                                               In caso di soluzione negativa della questione sub 1 . a ):
La Commissione aveva sostenuto che se per un verso tale                1 . b ) Premesso che nella causa Bernini ( sentenza 26 febraio
disciplina poteva sembrare formalmente in grado di soddi­                       1992, causa 3/90 ) la Corte di giustizia ha dichiarato
sfare le esigenze dell'articolo 7 della direttiva 82/501/CEE,                  che un sussidio per gli studi concesso da uno Stato
per altro verso essa si rivelava in pratica del tutto insuffi­                 membro ai figli dei lavoratori costituisce, per un
ciente, in quanto, dopo alcuni anni di applicazione, essa                      lavoratore migrante, un vantaggio sociale ai sensi
aveva condotto alla realizzazione di ben pochi piani di                        dell'art. 7, n. 2, del regolamento ( CEE ) n. 1612/68
emergenza e di intervento, nonché ad una carente attività                      quando il lavoratore continua a provvedere al sosten­
di ispezione e di controllo.                                                   tamento del figlio e che in tal caso il figlio può avva­
                                                                               lersi dell'art. 7, n. 2, per ottenere un sussidio per gli
                                                                               studi alle stesse condizioni che valgono per i figli dei
Le successive modifiche legislative annunciate dalle auto­                     lavoratori nazionali, ed in particolare senza che
rità italiane non sono poi valse a rimediare agli inadempi­                    possa essergli imposta un'ulteriore condizione rela­
menti e dunque a porre fine alle infrazioni contestate.                        tiva alla residenza, se tale regola valga senza limita­
                                                                               zioni di sorta qualora il lavoratore migrante debba
                                                                               essere considerato lavoratore frontaliero .
La Commissione desidera aggiungere che le ulteriori modi­
fiche apportate alla normativa di recepimento della diret­            1 . c ) Se la regola tratta dalla sentenza Bernini, quale espo­
tiva, tramite l'adozione della legge n . 137/97, non consen­                   sta nella questione sopra formulata , valga anche qua­
tono di concludere che sia stato posto un termine agli ina­                    lora il figlio del lavoratore migrante non abbia mai
dempimenti contestati .
                                                                               risieduto nei Paesi Bassi, come nel caso di specie.
                                                                      2.       Se l'art. 52 del Trattato CE debba essere interpretato
La Commissione continua a ritenere che, da un lato, l'alle­
                                                                               nel senso che la garanzia che emerge dalla regola
                                                                               posta dalla sentenza Bernini, quale citata nella que­
stimento dei piani di emergenza e di intervento da appli­
                                                                               stione sub 1 . b ), vale anche per il figlio di un citta­
care all'esterno degli impianti e, d' altro lato l'organizza­
                                                                               dino di uno Stato membro che svolge in un altro
zione di ispezioni o di altre misure di controllo sulle atti­                  Stato membro un' attività lavorativa non subordinata .
vità industriali non siano ad oggi ancora compiutamente
                                                                               In quale misura siano allo stesso tempo determinanti
attuati . La Commissione considera dunque che la Repub­
                                                                               in proposito la circostanza che il figlio non ha mai
blica italiana sia venuta meno ai relativi obblighi che le
incombono ai sensi del diritto comunitario .
                                                                               risieduto nei Paesi Bassi e la circostanza che i genitori
                                                                               non risiedono nel paese dove viene svolta l'attività
                                                                               lavorativa non subordinata .
(') GU L 230 del 5 . 8 . 1982 , pag . 1 .
                                                                      (') GU L 257 del 19 . 10 . 1968 , pag. 2 .