CELEX: 51998PC0804
Language: it
Date: 1999-01-11
Title: Proposta di regolamento (Euratom) del Consiglio che definisce i progetti di investimento che devono essere comunicati alla Commissione in base all'articolo 41 del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                 Bruxelles, 11.01.1999
                                                 COM(1998) 804 def.
                                     Proposta di
                 REGOLAMENTO (Euratom) PEL CONSIGLIO
    che definisce i progetti di investimento che devono essere comunicati alla
    Commissione in base all'articolo 41 del trattato che istituisce la Comunità
                           europea dell'energia atomica
                          (presentata dalla Commissione)
K
U'm
 ---pagebreak---  ---pagebreak--- Relazione
Il capo 4 del trattato EURATOM concerne gli investimenti nell'industria nucleare.
In particolare, l'articolo 41 del trattato stabilisce l'obbligo di comunicare alla Commissione i
progetti di investimenti. L'allegato II del trattato elenca i settori industriali per i quali vige
l'obbligo di questo tipo di comunicazione. L'articolo 43 del trattato stabilisce che la
Commissione comunica il suo "punto di vista" su ogni progetto agli investitori ed allo Stato
membro interessato.
Per attuare queste disposizioni del capo 4 del trattato, sono stati adottati due regolamenti, il
primo del Consiglio (regolamento n. 4 del 15.09.1958) ed il secondo della Commissione per
attuare il regolamento del Consiglio (regolamento n. 1 del 05.11.1958).
Il regolamento n. 4 del Consiglio contiene una tabella con un elenco di settori industriali ed a
ciascun settore corrispondono due valori limite (massimali) espressi in unità monetarie.
 Un massimale si riferisce ai nuovi impianti ed il secondo alle trasformazioni. Ogni investimento
nell'ambito di ciascuno dei settori industriali elencati, di entità superiore al massimale
corrispondente per tale settore, deve essere dichiarato.
L'unità monetaria usata nel regolamento n. 4 è l'U.E.P. (unità europea di pagamento),
introdotta nel 1958 e che ha scarsa rilevanza rispetto alle attuali valute nazionali europee o
rispetto all'euro che dovrebbe essere introdotto il 1° gennaio 1999.
Questo problema ha indotto la Commissione a cercare un metodo di revisione dei massimali per
esprimerli in euro. Ciò ha fornito lo spunto per esaminare l'opportunità di apportare chiarimenti
al regolamento e prendere eventualmente una decisione al riguardo. Anche se il regolamento ha
quasi 40 anni ed ha finora funzionato bene, la situazione e le esigenze dell'industria nucleare di
 oggi sono però diverse rispetto a 40 anni fa. È stata quindi colta l'occasione di "ammodernare"
 il regolamento.
 Principali elementi proposti per aggiornamento o chiarimenti:
 •    Aggiornamento dei massimali per esprimerli in euro in modo che corrispondano
      maggiormente all'attuale situazione dell'industria.
 •    Precisazione della portata di alcuni settori industriali nel regolamento.
 •    Proposte per consentire la pubblicazione da parte della Commissione di informazioni
      generali sui pareri espressi.
 1.1 massimali:
 a) Metodo usato per adeguare i massimali dall'U.E.P. all'euro
 La conversione aritmetica presuppone due cose:
 •    una serie di indici dei prezzi per l'industria nucleare europea,
 •    il rapporto U.E.P. - euro.
 Nessuna di essa è disponibile. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che la
 definizione dell'U.E.P. è cambiata con gli anni rendendo impossibile un'applicazione concreta.
 La definizione dell'U.E.P. risale al 1957, sulla base di una quantità fissa di oro pari
 a 1 dollaro USA ($) che a sua volta era definito nella stessa maniera. Si può pensare che ciò
 non comporti differenze qualora i prezzi pagati per gli investimenti nell'industria nucleare
 fossero espressi in dollari USA o U.E.P. del 1958, in quanto il tasso di cambio tra essi era
 fissato a 1:1. La stessa ipotesi può essere formulata per il dollaro USA 1997 e l'ECU 1997,
 anche se in quest'ultimo caso il tasso di cambio è diverso. Di conseguenza, è possibile
 esprimere l'U.E.P del 1958 in ECU 1997 attraverso la loro equivalenza in dollari.
 L'equivalenza negli anni intermedi non harilevanzae può essere trascurata ai fini di modificare
 i massimali nei regolamenti. Questa soluzione presenta anche il vantaggio che la serie di indici
                                             a
 ---pagebreak--- dei prezzi per l'industria nucleare può essere espressa in dollari USA e come tale può essere
usata per la trasformazione finale dei massimali nei regolamenti di oggi. Per questa seconda
parte del problema, si può ricorrere ad una combinazione ponderata di serie di indici dei prezzi
della produzione di elettricità, delle industrie chimiche e del mercato di approvvigionamento
dell'uranio. Ciò non si è rivelato possibile. In alternativa, come ultima ratio si può usare la
sene generale e ben nota di indici dei prezzi per il dollaro. Chiaramente si può far valere che
l'evoluzione degli indici dei prezzi negli Stati Uniti è stata diversa rispetto all'Europa, ma che il
dollaro USA è stato la valuta "mondiale" dopo la seconda guerra mondiale e qualsiasi
variazione evolutiva è almeno in parte rispecchiata nei tassi di cambio.
Schematicamente, per collegare l'U.E.P. del 1958 all'ECU del 1997, si propone di
partire dall'U.E.P. del 1958, passare al dollaro del 1958, usare la serie di indici
dei prezzi in dollari USA per passare al dollaro USA del 1997 e operare una
conversione all'ECU del 1997. L'equivalenza dell'euro rispetto all'ECU è stata
fissata ad un tasso 1:1 dall'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento (CE)
n. 1103/97 (GU L 162 del 16.9.1997. pag. 1).
Calcolo dell'equivalenza tra l'U.E.P. 1958 e l'ECU 1997.
Ipotesi:
I.        I cambiamenti dell'indice di prezzi si rispecchiano equamente nell'indice generale di
          prezzi al consumo (consumer price index - CPI) degli Stati Uniti e nell'indice dei
          prezzi specifico per l'industria nucleare dell'Europa (che non esiste).
          Più specificamente, si parte dall'ipotesi che il CPI rispecchi in maniera accettabile
          l'indice dei prezzi dell'industria nucleare degli Stati Uniti che non dovrebbe essere
          significativamente diverso dall'indice dei prezzi europeo per la stessa industria.
II.       Gli effetti dei tassi di cambio intraeuropei non possono essere calcolati con una
          precisione accettabile in quanto le definizioni del paniere sono cambiate più volte,
          nuovi paesi hanno aderito all'Unione e i tassi di cambio sono cambiati più volte in
          questo periodo.
Il CPI-U (CPI per consumatori urbani, ossia il CPI più corrente) è:
           160,1 perii 1997(1° maggio)
          28,9 per il 1958 (media annua)
           1 per il 1913 (anno di inizio dei dati sul dollaro USA)
Nota: Il CPI per il consumo di elettricità nel 1958 è 29,1 e per il 1997 è 130,6, ossia una
variazione del 18% rispetto al CPI-U generale. (Tutti i valori CPI sono stati ripresi dal
 "Bureau of Labour Statistics " del governo USA).
 1 U.E.P.i958= 1 $1958 (entrambi basati su un importo fisso dell'oro, 0,88867088 grammi)
 1 $1958 = 160,1/28,9 $1997= 5,5397 $1997 quindi 1 $1997= 0,180512 $,958
 1 $1997= 1/1,2485 ECU1997= 0,80096 ECU1997
Di conseguenza, 0,180512 $i958 = 0,80096 ECUi997 e sulla base di un'inflazione annua del 3%,
si ha:
1 U.E.P.19S8 = 4,4371 ECU1997=4,71 ECU(31.U.1998)= 4,71 EUR1999
Una semplice moltiplicazione per 5 sarà sufficiente per trasformare l'U.E.P. del 1958 nell'euro
1999.
b) Altri elementi in relazione ai massimali
Un importante fattore per la revisione dei massimali nel regolamento sono i cambiamenti a
livello di dimensioni, struttura e tecnologia degli impianti nucleari. Chiaramente, il regolamento
 ---pagebreak--- vigente mira ad ottenere dichiarazioni di investimento relative a progetti di dimensioni non
ridotte, bensì significative. Senza questo filtro, si avrebbe un considerevole onere burocratico
per l'industria e per la Commissione senza avere vantaggi concreti. I massimali per i reattori
nucleari, si riferiscono ad esempio a reattori di ogni tipo (compresi i reattori di ricerca) le cui
dimensioni erano negli ultimi due decenni nettamente inferiori a quelle dei reattori di potenza.
Dopo uno scambio informale di vedute con rappresentanti dell'industria ed un breve esame
delle recenti dichiarazioni di investimento è stato concluso che i massimali devono essere
aumentati di un fattore superiore a "5", sulla base unicamente di considerazioni di indici dei
prezzi-tasso di cambio per poter mantenere un equilibrio tra la "necessità di essere informata"
della Commissione e l'utilità dell'informazione notificata. I massimali non devono però essere
eccessivamente aumentati perché ciò porterebbe ad escludere impianti di piccole dimensioni ma
importanti (ad esempio reattori prototipo).
e) La tabella dell'articolo 1 del progetto di regolamento del Consiglio in allegato contiene i
nuovi massimali proposti
2. Chiarimenti sulle attività che bisogna dichiarare concernenti il trattamento e/o
l'immagazzinamento/smaltimento dei residui radioattivi e la disattivazione
(decommissioning) degli impianti.
Testo del punto 12 dell'allegato II del trattato EURATOM: "Impianti di trattamento industriale
dei residui radioattivi, stabiliti in collegamento con uno o più impianti definiti nel presente
elenco".
L'interpretazione di questo testo ha provocato in passato "discordanze" nei casi in cui
l'impianto era stabilito in maniera indipendente da qualsiasi altro impianto per il
trattamento/immagazzinamento/smaltimento dei residui radioattivi o del combustibile esaurito.
L'importanza di questi due tipi di investimento per la sicurezza operativa e l'ambiente è
evidente. Dato che questi impianti costituiscono una parte integrale e sempre più importante del
ciclo del combustibile nucleare, sia da un punto di vista commerciale-finanziario che
dell'opinione pubblica, si ritiene più sicuro per l'investitore potenziale precisare che questi
investimenti devono essere dichiarati alla Commissione ai sensi delle disposizioni degli articoli
41-43 del trattato.
Nel 1958 la manipolazione, rimmagazzinamento e lo smaltimento dei residui e la disattivazione
degli impianti non erano oggetto di discussioni politiche o commerciali in un momento in cui
l'industria nucleare era ancora agli inizi. È certo però che questi aspetti assumeranno
un'importanza crescente ed eventualmente dominante per lo sviluppo ed il futuro dell'energia
nucleare.
a) Trattamento dei residui e del combustibile esaurito, immagazzinamento, deposito ad
interim o smaltimento
Lo smaltimento a lungo termine dei residui radioattivi è probabilmente l'attività umana per la
quale occorre prevedere gli effetti a lunghissimo termine e come tale essa assume
un'importanza eccezionale. Si tratta inoltre di un settore oggetto di crescenti ricerche che
potranno fornire soluzioni tecniche ad un problema considerato molto difficile e grave.
E estremamente importante per uno sviluppo coordinato che la Commissione possa seguire le
attività e lo sviluppo in questo settore. Il progetto di un nuovo regolamento contiene all'articolo
 1 il riferimento al "deposito ad interim o definitivo dei combustibili esauriti o dei residui
radioattivi" e chiarisce quindi che queste attività rientrano nel campo generale di applicazione
del regolamento. È stato inoltre precisato che "gli impianti di trattamento, immagazzinamento,
deposito ad interim o definitivo dei residui radioattivi o dei combustibili esauriti rientrano nel
settore n. 12.
b) Disattivazione degli impianti nucleari
 ---pagebreak--- Lo stesso tipo di argomenti vale per i progetti di investimento sulla disattivazione degli impianti
nucleari, una questione che dominerà probabilmente la "politica" e ifinanziamentidell'industria
del ciclo del combustibile nell'immediato futuro e in seguito. Le attività di disattivazione non
sono espressamente menzionate nell'elenco di settori industriali ed anche se la disattivazione
rientra logicamente nella categoria della "trasformazione" per la sua stessa natura, l'allegato II
fa riferimento ad "attività industriali" lasciando aperta l'interpretazione se la disattivazione di
un reattore sia una "trasformazione" di un reattore, ad esempio in un campo vuoto. Finora non
sono state notificate attività di disattivazione. Il progetto di nuovo regolamento contiene
all'articolo 1 ilriferimentoespresso all'attività generale di "smantellare gli impianti".
La Commissione sta seguendo le attività nel settore della gestione dei residui radioattivi nella
sua quarta "Relazione sulla situazione" che contiene tuttavia informazioni più di tipo tecnico
che finanziario. I due tipi di informazione (la quarta "Relazione sulla situazione" e
l'informazione da comunicare ai sensi del disposto dell'articolo 41) possono essere considerati
complementari.
3. Altri chiarimenti
I seguenti chiarimenti hanno lo scopo di evitare eventuali interpretazioni discordanti::
 I   Qualsiasi trattamento mediante metodi fisici o chimici di materie sorgenti o materie fìssili
     speciali rientra nel settore 4 del regolamento.
2. La de-fluorurazione degli effluenti/residui rientra in uno dei settori 4, 6, 8 e 12.
3. I progetti di investimento al di sotto di 5 milioni di euro non devono essere comunicati
     ufficialmente secondo la procedura di cui all'articolo 43 del trattato ed è sufficiente una
     comunicazione semplificata contenente soltanto le caratteristiche di base essenziali.
4. Pubblicazione di informazioni limitate da parte della Commissione
Le dichiarazioni fornite sulla base del disposto degli articoli 41-43 del trattato costituiscono
una base di dati probabilmente unica che oltre ad un valore storico può essere anche utile per
gli studi nel campo della pianificazione energetica. La libertà di pubblicare questi dati darà alla
Commissione la possibilità di comunicare al pubblico il suo punto di vista su ciascun
investimento. Ciò può rilevarsi positivo per gli investitori che operano in un settore molto
dibattuto tra i cittadini. Queste pubblicazioni non conterranno dati "sensibili" e dati che
possano incidere sulla concorrenza. L'articolo 4 nel progetto di nuovo regolamento è stato
aggiunto per consentire alla Commissione di pubblicare il suo "punto di vista".
5. Tenendo conto degli aggiornamenti e dei chiarimenti proposti sopra
menzionati, la Commissione propone al Consiglio di:
- adottare l'unita proposta di regolamento EURATOM del Consiglio - abrogare al tempo stesso
il regolamento EURATOM n. 4 del Consiglio del 15 settembre 1958
- trasmettere la presente proposta al Parlamento europeo.
                                              5"
 ---pagebreak---                            PROPOSTA DI REGOLAMENTO
                      REGOLAMENTO (Euratom) DEL CONSIGLIO
                                          del
      che definisce i progetti di investimento che devono essere comunicati alla
     Commissione in base all'articolo 41 del trattato che istituisce la Comunità
                               europea dell'energia atomica
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
Viste le disposizioni del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica
(CEEA), in particolare l'articolo 41,
vista la proposta della Commissione,
considerando che per raggiungere gli obiettivi previsti dal trattato che istituisce la
CEEA, la Commissione deve ricevere comunicazione dei progetti di investimento
concernenti i nuovi impianti come pure le sostituzioni o le trasformazioni concernenti i
settori industriali enumerati all'allegato II del trattato, quando tali progetti abbiano una
certa importanza e possano influire direttamente sulla produzione, sulla produttività o
sulla sicurezza nucleare;
considerando che spetta alla Commissione facilitare uno sviluppo coordinato di questi
investimenti e rendere noto il suo punto di vista al riguardo;
considerando che la piena realizzazione del mercato interno presuppone la
soppressione degli ostacoli tecnici, l'armonizzazione della costruzione e la sicurezza;
considerando che gli investimenti effettuati in tutto il ciclo del combustibile, comprese
la gestione dei residui e la disattivazione, sono essenziali per lo sviluppo dell'energia
nucleare e aifinidi un funzionamento corretto e responsabile dell'industria nucleare,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                          Articolo 1
Le persone o imprese impegnate nelle attività industriali enumerate all'allegato II del
trattato che istituisce la CEEA comunicano alla Commissione, nei termini previsti
dall'articolo 42 del trattato, i loro progetti di investimento che hanno lo scopo di:
- creare una capacità di produzione;
- conservare quantitativamente e qualitativamente la capacità di produzione;
- aumentare direttamente la capacità di produzione;
- aumentare direttamente la produttività;
- migliorare la qualità della produzione;
- smantellare gli impianti;
- gestire il combustibile esaurito o i residui radioattivi (comprese le operazioni di
    trattamento, deposito ad interim o definitivo e/o smaltimento) allorché nelle attività
    industriali elencate nella colonna I i costi superano i valori corrispondenti della
 ---pagebreak---      colonna li per i nuovi impianti e quelli della colonna III per le sostituzioni e le
     trasformazioni.
                                                                       Milioni di euro
1     ~~                                                               II                   Tlii
 Settori                                                               Nuovi impianti        Sostituzioni e
                                                                                             trasformazioni
  1.   Sostituzione dei minerali di uranio e di torio                          30                    15
 2.    Concentrazione di questi minerali                                       30                    15
 3.    Trattamento chimico e raffinazione dei concentrati di uranio e          30                    15
       di torio
 4.    Preparazione di combustibili nucleari in qualsiasi forma                10                    5
 5.    Fabbricazione di dementi di combustibili nucleari                       10                     5
 6.    Produzione di esafluoruro di uranio                                     10                    5
 7.    Produzione di uranio arricchito                                         80                   40
 8.    Trattamento di combustibili irradiati ai fini della separazione         80                    40
       totale o parziale degli elementi in essi contenuti
 9.    Produzione di moderatori di reattori                                    30                    15
  10. Produzione di zirconio esente da afhio o di composti di                  15                   7,5
       zirconio esenti da afhio
  11. Reattori nucleari di tutti i tipi e per tutti gli usi                    50                    25
  12. Impianti di trattamento industriale dei residui radioattivi,             20                    10
       stabiliti in collegamento con uno o piu impianti definiti nel
       presente elenco
  13. Impianti semi-industriali destinati a preparare la costruzione           10                     5
       di stabilimenti che rientrino in uno dei settori da 3 a 10
 La preparazione di combustibili nucleari in qualsiasi forma (settore n. 4) comprende il
 trattamento chimico e la trasformazione di materie grezze o di materie fissili speciali.
 I processi di de-fluorurazione per gli effluenti e i residui dopo arricchimento si
 riferiscono ai settori n. 4, 6, 8 e 12.
 Gli impianti di trattamento, immagazzinamento o smaltimento dei residui radioattivi o
 dei combustibili esauriti si riferiscono al settore n. 12, anche se questi impianti non
 sono situati sul sito di qualsiasi altro impianto nucleare industriale menzionato
 nell'allegato II del trattato EURATOM.
 La disattivazione di qualsiasi tipo di impianto è considerata una trasformazione.
 I progetti relativi a nuovi impianti di reattori nucleari di tutti i tipi e per tutti gli usi e i
 progetti concernenti la sostituzione, la trasformazione, l'ammodernamento o l'aumento
 di potenza di tali impianti il cui costo non supera 5 milioni di euro possono essere
 notificati mediante una semplice dichiarazione che specifichi soltanto le loro
 caratteristiche essenziali e non è necessario applicare la procedure di cui all'articolo 43
 del trattato che istituisce la CEEA.
                                                 r
 ---pagebreak---                                            Articolo 2
Per il calcolo dei costi di cui all'articolo 1, si deve tener conto di ogni spesa derivante
direttamente dall'esecuzione dei progetti di investimento, qualunque sia il tempo in cui
tali spese sono effettuate.
                                           Articolo 3
I progetti comunicati in base al presente regolamento devono comprendere tutte le
indicazioni necessarie alla discussione prevista all'articolo 43 del trattato che istituisce
la CEEA, in particolare tutte le informazioni relative a:
 1. il tipo di prodotti o attività e la produzione o capacità di immagazzinamento,
2. l'importo totale della spesa direttamente attribuibile al progetto considerato e la
    percentuale delle sue componenti essenziali,
3. la durata probabile dell'esecuzione del progetto,
4 le prospettive di approvvigionamento e di funzionamento degli impianti.
                                            Articolo 4
Fatto salvo il disposto dell'articolo 44 del trattato che istituisce la CEEA, la
Commissione può pubblicare gli elementi essenziali di natura generale del suo parere e
le principali caratteristiche che consentono l'identificazione del progetto, ad eccezione
degli elementi di natura commerciale, legati alla proprietà intellettuale oppure atti ad
incidere sulla concorrenza.
                                            Articolo 5
II presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1999.
Esso è pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è vincolante in ogni sua parte e direttamente applicabile in tutti
gli Stati membri.
                                            Articolo 6
Il regolamento n. 4 del Consiglio della Comunità europea dell'energia atomica
del 15 settembre 1958 è abrogato.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                            Per il Consiglio
                                                                               Il Presidente
                                            E
 ---pagebreak---                                                                   ISSN 0254-1505
                                                             COM(98) 804 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                             12 09 01 10
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-807-IT-C
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                5