CELEX: 
Language: it
Date: 1003-03-03
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che modifica la decisione 90/424/CEE del Consiglio relativa a talune spese nel settore veterinario

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                     Bruxelles, 28.4.2005
                                                     COM(2005) 171 definitivo
                                                     2005/0062 (CNS)
                                                     2005/0063 (CNS)
                                         Proposta di
                             DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
             relativa a misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria
                                         Proposta di
                             DECISIONE DEL CONSIGLIO
   che modifica la decisione 90/424/CEE del Consiglio relativa a talune spese nel settore
                                         veterinario
                               (presentate dalla Commissione)
                                      {SEC(2005)549}
IT                                                                                        IT
 ---pagebreak---                                       RELAZIONE
   1. Contesto della proposta
      y    Ragioni e obiettivi della proposta
           La Commissione intende aggiornare le attuali misure comunitarie in materia di
           influenza aviaria previste dalla direttiva 92/40/CEE, e ciò al fine di migliorare
           la prevenzione e il controllo dei focolai e ridurre i rischi per la salute, i costi, le
           perdite e le conseguenze negative per la società nel suo complesso ascrivibili a
           tale malattia. Le proposte modifiche della legislazione comunitaria in materia
           di lotta contro l'influenza aviaria dovrebbero essere parallelamente
           accompagnate da modifiche della decisione 90/424/CEE relativa a talune spese
           nel settore veterinario, in modo da adeguare quest'ultima alla proposta in esame
           e garantire un adeguato sostegno finanziario agli Stati membri (SM) in
           rapporto ad alcune delle nuove misure di lotta previste.
      y    Contesto generale
           L'influenza aviaria, malattia del pollame e di altri volatili grave ed
           estremamente contagiosa, è provocata da vari tipi di virus appartenenti alla
           famiglia virale molto numerosa denominata Influenzaviridae. I virus
           dell'influenza aviaria possono passare ad altri animali e all'uomo, di solito a
           seguito di un contatto diretto con volatili infetti. Nell'ospite umano la malattia
           può manifestarsi in forme che vanno da una congiuntivite leggera a una
           patologia grave, talora mortale; durante l'epidemia di influenza aviaria tuttora
           in corso in alcuni paesi asiatici il tasso di letalità nell'uomo è stato molto
           elevato.
           A causa delle continue mutazioni genetiche degli agenti della malattia e del
           loro possibile "adattamento" all'ospite animale o umano appena infettato, i
           rischi rappresentati per la salute pubblica e degli animali dai vari virus
           dell'influenza aviaria sono variabili e in larga misura imprevedibili. Dalle
           conoscenze attuali si trae tuttavia l'indicazione che i rischi per la salute
           derivanti dai virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità (LPAI) sono
           inferiori rispetto ai rischi causati dai virus dell'influenza aviaria ad alta
           patogenicità (HPAI); questi ultimi sono il prodotto di una mutazione di alcuni
           virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità, in particolare quelli dei tipi H5
           e H7, e possono provocare nel pollame una malattia con un tasso di mortalità
           che può raggiungere il 90%.
           Per quanto concerne la salute pubblica, dai dati disponibili emerge che ai virus
           dell'HPAI dei tipi H5 e H7 è imputabile la maggior parte dei casi di influenza
           aviaria registrati nell'uomo, nonché tutti i decessi umani dovuti ai virus
           dell'influenza aviaria.
IT                                          2                                                      IT
 ---pagebreak---    In genere nelle popolazioni di pollame domestico non sono presenti i virus
   dell'influenza aviaria. Tuttavia alcuni volatili selvatici (in particolare gli uccelli
   acquatici migratori come anatre e oche) fungono da "serbatoio" permanente dei
   virus dell'LPAI e talvolta da essi avviene la trasmissione dell'infezione al
   pollame domestico. Attualmente non esistono né sono ipotizzabili interventi in
   grado di bloccare o ridurre la circolazione del virus tra i volatili selvatici che
   vivono liberi in natura; ciò comporta l'esistenza di un rischio permanente di
   trasmissione di virus dell'influenza aviaria potenzialmente molto pericolosi dai
   volatili selvatici a quelli domestici e quindi ad altri animali e all'uomo.
   Negli ultimi anni si è, per motivi non chiari, assistito a un aumento dei focolai
   di influenza aviaria. Di recente in molte e diverse specie di volatili, compreso il
   pollame domestico allevato secondo varie pratiche di allevamento e di
   gestione, sono stati segnalati alcuni gravi focolai di influenza aviaria (HPAI)
   che hanno interessato numerose zone del mondo in tutti i continenti. Questi
   focolai hanno provocato la morte o l'abbattimento a fini profilattici di centinaia
   di milioni di volatili, con perdite molti gravi per il settore avicolo in tutto il
   mondo. In relazione ai suddetti focolai sono stati inoltre segnalati vari casi di
   infezione nell'uomo, alcuni dei quali letali.
   Negli ultimi cinque anni, gravi focolai di HPAI si sono verificati nell'UE, e
   precisamente in Italia (1999-2000) e nei Paesi Bassi, con diffusione secondaria
   in Belgio e in Germania (2003). Questi focolai hanno avuto conseguenze
   devastanti sul settore avicolo e un impatto negativo sulla società nel suo
   complesso, soprattutto nei Paesi Bassi dove sono stati anche registrati vari casi
   di malattia nell'uomo. Ciò è avvenuto nonostante misure draconiane di lotta
   attuate dagli Stati membri – misure che hanno comportato tra l'altro
   l'abbattimento in massa e la distruzione di pollame e altri volatili nelle zone
   colpite e che spesso sono andate al di là delle prescrizioni minime della
   direttiva 92/40/CEE.
   Negli SM questi focolai, verificatisi dopo precedenti emergenze zoosanitarie
   che hanno colpito l'UE, hanno provocato ulteriori critiche nei confronti della
   macellazione in massa degli animali: si tratta di critiche fondate su ragioni
   etiche, sociali, economiche, ambientali e di benessere degli animali.
   L'attuazione di questo provvedimento ha avuto un impatto molto negativo
   sull'opinione pubblica e suscitato aspre critiche soprattutto in relazione a
   particolari categorie di volatili, quali specie o razze minacciate, o agli animali
   da compagnia. Anche la Corte dei conti ha spesso criticato la Commissione
   dato l'impatto economico che la macellazione in massa ha sul bilancio
   comunitario.
   Secondo gli scienziati, i focolai non contrastati di influenza aviaria, soprattutto
   quelli causati da determinati tipi di virus, possono in ultima analisi provocare, a
   seguito della trasmissione del virus dai volatili o da altri animali all'uomo, la
   comparsa di un virus che si adatta pienamente all'uomo e che è in grado di
   causare una pandemia influenzale come la "spagnola" del 1917-1919. Una tale
   pandemia potrebbe determinare la morte di milioni di persone ed avere gravi
   conseguenze socioeconomiche in tutto il mondo.
IT                                   3                                                    IT
 ---pagebreak---           La direttiva 92/40/CEE stabilisce misure di lotta obbligatoria solo nel caso
          della malattia del pollame provocata dall'HPAI. Insegnamenti sono stati
          ricavati da epidemie recenti. Conseguenze devastanti sono state provocate da
          focolai di influenza aviaria dovuti ai virus dell'LPAI dei tipi H5 e H7,
          successivamente mutati in virus dell'HPAI; una volta verificatasi la mutazione,
          diventa estremamente difficile combattere il virus.
          Vista la maggiore conoscenza dei rischi che i virus dell'influenza aviaria
          rappresentano per la salute dell'uomo, considerati i pareri del comitato
          scientifico e le acquisizioni più recenti in tema di patogenesi, epidemiologia e
          distribuzione dell'influenza aviaria, è ormai evidente che occorre rivedere e
          aggiornare la legislazione vigente in funzione di questi ultimi progressi e
          dell'esperienza maturata e migliorare in futuro la lotta sia contro l'LPAI sia
          contro l'HPAI. Ciò produrrà un beneficio diretto per la salute degli animali ed
          anche un beneficio indiretto per la salute dell'uomo.
      y   Disposizioni vigenti nella materia oggetto della proposta
          Direttiva 92/40/CEE del Consiglio, decisione 2002/649/CE della
          Commissione, decisione 2002/673/CE della Commissione. La decisione
          2002/649/CE della Commissione ha stabilito linee guida relative a indagini
          sull'influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici negli Stati membri.
          Con le decisioni 2002/673/CE e 2004/630/CE della Commissione sono stati
          approvati i programmi, attualmente in corso, relativi all'effettuazione negli
          Stati membri di indagini sull'influenza aviaria nel pollame e nei volatili
          selvatici.
          La decisione 90/424/CEE relativa a talune spese nel settore veterinario prevede
          che gli SM possano ricevere un contributo finanziario dalla Comunità per
          alcune delle misure attuate in materia di lotta e di eradicazione dell'influenza
          aviaria (HPAI).
      y   Coerenza con altre politiche
          Dato che il pollame vivo figura nell'elenco di cui all'allegato I del trattato, uno
          dei compiti della Comunità in ambito veterinario consiste nel migliorare lo
          stato sanitario del pollame, in modo da agevolare così gli scambi di pollame e
          prodotti a base di pollame e garantire lo sviluppo di tale settore. Inoltre nella
          definizione e nell'attuazione di tutte le politiche e attività della Comunità deve
          essere garantito un livello elevato di protezione della salute umana.
   2. Consultazione delle parti interessate e valutazione di impatto
      y   Consultazione delle parti interessate
          Nel periodo luglio-ottobre 2004 gli Stati membri sono stati consultati su un
          progetto di proposta nell'ambito di gruppi di lavoro e attraverso uno scambio in
          forma elettronica.
          Ad ottobre 2004 si è svolta una consultazione di ONG europee su un progetto
          di proposta.
IT                                         4                                                  IT
 ---pagebreak---             Alcuni articoli e allegati del progetto di proposta sono stati oggetto di
            modifiche migliorative apportate sulla base dei suggerimenti emersi in sede di
            consultazione.
      y     Raccolta e impiego dei pareri di esperti
            1.     Nel 2000 il comitato scientifico ha formulato un parere in merito
                   all'influenza aviaria e ha raccomandato di modificare la definizione
                   contemplata dalla direttiva 92/40/CEE in modo da prevedere l'adozione
                   di misure di lotta contro la malattia anche in presenza dell'infezione da
                   ceppi del virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità.
            2.     Nel 2003 è stato espresso un altro parere scientifico sulle tecniche
                   diagnostiche più recenti e sull'impiego della vaccinazione contro
                   l'influenza aviaria.
            3.     I pareri del comitato scientifico sono pubblicati alla pagina:
                   http://europa.eu.int/comm/food/fs/sc/scah/outcome_en.html.
                   Nell'elaborazione della proposta si è tenuto conto di tali pareri.
      y     Valutazione di impatto
            Sono state valutate le tre alternative delineate dal comitato scientifico nella
            relazione del 2000 ed è stata elaborata una valutazione di impatto1.
            I risultati possono essere così sintetizzati:
            Alternativa 1: non prevede alcuna modifica della definizione dell'influenza
                   aviaria e delle misure di lotta previste dalla direttiva 92/40/CEE e
                   contiene una raccomandazione affinché gli SM impongano restrizioni per
                   contenere la diffusione dell'LPAI.
                   Il mantenimento dello status quo non ridurrebbe per la Comunità il
                   rischio di futuri focolai di HPAI dovuti alla circolazione incontrollata di
                   virus dell'LPAI nelle aziende avicole. La semplice raccomandazione
                   rivolta agli SM relativa all'adozione di misure nazionali di lotta contro
                   l'LPAI non offrirebbe garanzie sufficienti di una migliore lotta contro la
                   malattia e di una riduzione dei rischi per la salute associati a tale
                   patologia, soprattutto se si tiene conto che gli operatori sono restii nei
                   confronti di misure di lotta più rigorose che potrebbero non essere
                   imposte con lo stesso rigore ai concorrenti in altri SM. L'attuazione da
                   parte dei singoli SM di misure nazionali di sorveglianza e lotta contro
                   l'LPAI potrebbe quindi essere all'origine di gravi distorsioni degli scambi
                   di pollame e di prodotti a base di pollame e determinare una concorrenza
                   sleale tra i produttori avicoli su un mercato altamente competitivo.
   1
     SEC(2005)549.
IT                                             5                                               IT
 ---pagebreak---           Alternativa 2: modifica della definizione attuale dell'influenza aviaria in modo
                 che essa comprenda anche l'LPAI, con conseguente fissazione di
                 identiche misure di lotta sia per l'LPAI sia per l'HPAI.
                 L'applicazione delle misure di lotta attualmente previste contro l'HPAI
                 anche per combattere l'LPAI sarebbe sproporzionata rispetto ai rischi che
                 l'LPAI comporta per la salute pubblica e degli animali. Tale alternativa
                 potrebbe inoltre comportare l'abbattimento in massa di animali con gravi
                 conseguenze negative sul benessere degli animali e costi di lotta contro la
                 malattia molto elevati, in circostanze in cui tali operazioni di
                 abbattimento in massa e tali costi potrebbero risultare ingiustificati o non
                 sostenibili. Per quanto concerne l'LPAI, non appare necessaria
                 l'attuazione di una politica di stamping out obbligatorio e sistematico con
                 conseguente abbattimento in massa e distruzione degli animali, anche se
                 in alcuni casi si tratta comunque di un'alternativa valida se si raffrontano
                 i costi e i rischi con i vantaggi che essa comporta. A fronte dell'LPAI
                 dovrebbero inoltre essere applicate in modo più flessibile numerose altre
                 misure complementari di lotta contro la malattia, che risultano necessarie
                 per contrastare l'LPAI.
          Alternativa 3: modifica della definizione dell'influenza aviaria, in modo che
                 essa comprenda l'LPAI – modifica – accompagnata, però, dalla
                 previsione di misure di controllo che tengano conto dei vari tipi di virus e
                 di ospiti animali interessati.
                 Il principale beneficio che l'alternativa 3 dovrebbe produrre sarebbe una
                 riduzione del rischio di focolai di HPAI nel pollame e in altri volatili
                 realizzata attraverso una lotta più efficace nei confronti dell'LPAI e
                 l'applicazione di una metodologia proporzionata al rischio associato alle
                 due diverse patologie. Questa metodologia sarebbe inoltre l'unica a
                 risultare conforme al nuovo capitolo del codice dell'Ufficio
                 internazionale delle epizoozie, la cui adozione finale è prevista per
                 maggio 2005; in tal modo le misure comunitarie di lotta contro la
                 malattia non produrrebbero un impatto negativo sul commercio
                 internazionale.
   3. Elementi giuridici della proposta
      y   Sintesi dell'intervento proposto
          La direttiva 92/40/CEE sarebbe sostituita da una nuova direttiva che
          aggiornerebbe le disposizioni vigenti al fine di garantire una lotta più efficace
          nei confronti dell'influenza aviaria, tenendo conto dell'esigenza di ridurre
          quanto più possibile la necessità di una macellazione in massa dei volatili.
          Nel quadro dell'alternativa 3 le disposizioni vigenti in materia di lotta contro
          l'influenza aviaria sarebbero modificate principalmente sotto i seguenti profili:
IT                                           6                                                IT
 ---pagebreak---      1.     modifica della definizione di influenza aviaria in modo da estendere la
            portata delle misure di lotta anche nei confronti di quei virus dell'LPAI
            che potrebbero potenzialmente mutare in virus dell'HPAI. Verrebbe
            comunque operata una distinzione tra le due condizioni in modo da
            consentire l'applicazione di misure di lotta specifiche correlate ai diversi
            rischi che questi virus comportano;
     2.    introduzione della sorveglianza obbligatoria nei confronti dell'LPAI in
           tutti gli Stati membri;
     3.    nuove disposizioni più flessibili in materia di vaccinazione;
     4.    nuove disposizioni più flessibili in materia di lotta contro l'LPAI e
           l'HPAI nei volatili domestici diversi dal pollame, come i volatili tenuti
           negli zoo o le specie minacciate;
     5.    nuove disposizioni per garantire la cooperazione tra le autorità sanitarie e
           veterinarie degli SM qualora venga riscontrata l'influenza aviaria, e ciò al
           fine di tutelare la salute dell'uomo;
     6.    attribuzione alla Commissione, attraverso le procedure di comitatologia,
           del potere di adottare ulteriori e più specifiche misure di lotta contro
           l'influenza aviaria e di istituire una banca di vaccini contro l'influenza
           aviaria.
   y Base giuridica
     Articolo 37 del trattato che istituisce la Comunità europea.
   y Principio di sussidiarietà
     Le misure di polizia sanitaria contenute nella presente proposta rientrano nei
     settori di competenza di regolamentazione esclusiva della Comunità. La
     proposta contiene pochissime misure connesse alla salute pubblica; si tratta di
     misure coerenti con il principio di sussidiarietà giacché agli SM compete la
     piena responsabilità di stabilire le misure di prevenzione della malattia per il
     personale a contatto con pollame colpito dall'infezione da influenza aviaria o
     che si sospetta essere infetto.
   y Principio di proporzionalità
     La proposta stabilisce le misure minime applicabili in caso di comparsa di un
     focolaio di influenza aviaria nel pollame e in altri volatili. Gli Stati membri
     restano liberi di adottare interventi amministrativi e sanitari più rigorosi nel
     settore oggetto della direttiva proposta. Sono inoltre fissate disposizioni che
     consentono alle autorità degli SM di applicare misure proporzionate ai diversi
     contesti di insorgenza della zoonosi.
   y Scelta degli strumenti
     Lo strumento proposto è una direttiva.
IT                                      7                                                IT
 ---pagebreak---              Altri strumenti non sarebbero idonei per le seguenti ragioni:
             l'esperienza acquisita fin dal 1964 con una normativa comunitaria armonizzata
             in ambito veterinario ha dimostrato che una direttiva offre agli SM una
             flessibilità tale da consentire l'applicazione della normativa nel quadro dei
             rispettivi sistemi legislativi e amministrativi. Si rinvia anche alle osservazioni
             precedenti in merito al principio di proporzionalità.
   4. Incidenza sul bilancio
      L'incidenza che la presente proposta e la proposta correlata di modifica della
      decisione 90/424/CEE avrebbero sul bilancio è descritta nella valutazione di impatto
      e può essere sintetizzata come segue:
      il costo annuo aggiuntivo per il bilancio comunitario attribuibile all'adozione e
      attuazione delle misure di cui sopra sarebbe di 3-8 milioni di euro, ovvero in media
      5,5 milioni di euro. Questi costi dovrebbero essere in larga misura compensati dai
      risparmi connessi ai minori rischi di future epidemie di HPAI. Ovviamente è
      impossibile precisare in quale misura la nuova legislazione determinerebbe una
      riduzione del numero di future epidemie di HPAI, la cui insorgenza resta comunque
      largamente imprevedibile e non può mai essere del tutto esclusa vista la natura del
      rischio in questione. Tuttavia se queste misure fossero già state in vigore e attuate
      nell'UE negli ultimi cinque anni, si sarebbe con ogni probabilità potuta evitare una
      delle due principali epidemie verificatesi nella Comunità. Su queste basi si può
      pertanto ipotizzare che l'attuazione delle misure proposte potrebbe servire a prevenire
      due gravi epidemie di HPAI nei prossimi dieci anni.
      In relazione alle due principali epidemie verificatesi recentemente nell'UE, gli SM
      interessati hanno sostenuto spese comprese tra 101 e 174 milioni di euro per
      l'indennizzo degli allevatori, per le misure di stamping out e per le operazioni di
      pulizia e disinfezione (spese che in linea di massima possono beneficiare di un
      cofinanziamento comunitario nella misura del 50% conformemente alle disposizioni
      vigenti della decisione 90/424/CEE). Ai costi attuali si può pertanto stimare in
      almeno 100 milioni di euro il risparmio per il bilancio comunitario su un arco di dieci
      anni derivante dalla prevenzione di due gravi epidemie. Si tratta di una somma di
      gran lunga superiore rispetto ai costi aggiuntivi previsti in relazione alle nuove
      misure di lotta e sorveglianza dell'LPAI (circa 55 milioni di euro in dieci anni).
      Grazie all'adozione delle altre misure di lotta previste dalla presente proposta, tra cui
      la vaccinazione, altri risparmi dovrebbero inoltre derivare dalle proporzioni
      prevedibilmente ridotte di future epidemie di influenza aviaria. Risulta tuttavia molto
      difficile quantificare questi risparmi.
IT                                             8                                                IT
 ---pagebreak---    5. Ulteriori informazioni
      y    Abrogazione della normativa vigente
           L'adozione della proposta comporterà l'abrogazione della normativa vigente.
      y    Spazio economico europeo
           L'atto proposto riguarda un settore contemplato dall'accordo SEE ed è quindi
           opportuno estenderlo al SEE.
IT                                        9                                             IT
 ---pagebreak---                                                                   2005/0062 (CNS)
                                                    Proposta di
                                     DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                   relativa a misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,
   vista la proposta della Commissione2,
   visto il parere del Parlamento europeo3,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo 4,
   visto il parere del Comitato delle regioni5,
   considerando quanto segue:
   (1)      L'influenza aviaria è una grave malattia del pollame e di altri volatili estremamente
            contagiosa, causata da vari tipi di virus influenzali, che possono anche infettare i
            mammiferi, compresi i suini e l'uomo.
   (2)      Dato che il pollame vivo figura nell'elenco di cui all'allegato I del trattato, uno dei
            compiti della Comunità in ambito veterinario consiste nel migliorare lo stato sanitario
            del pollame, in modo da agevolare così gli scambi di pollame e prodotti a base di
            pollame e garantire lo sviluppo di tale settore. Inoltre nella definizione e attuazione
            delle politiche e delle attività comunitarie deve essere garantito un livello elevato di
            protezione della salute umana.
   (3)      Misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria sono state introdotte dalla
            direttiva 92/40/CEE del Consiglio, del 19 maggio 1992, che istituisce delle misure
            comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria6, allo scopo di garantire la protezione
            sanitaria degli animali e contribuire allo sviluppo del settore avicolo.
   (4)      Alla luce di recenti acquisizioni scientifiche sui rischi che l'influenza aviaria comporta
            per la salute pubblica e degli animali, a seguito dello sviluppo di nuovi esami di
            laboratorio e di nuovi vaccini e sulla base degli insegnamenti ricavati nel corso di
   2
            GU C del , pag. .
   3
            GU C del , pag. .
   4
            GU C del , pag. .
   5
            GU C del , pag. .
   6
            GU L 167 del 22.6.1992, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dall'Atto di adesione del 2003.
IT                                                      10                                                 IT
 ---pagebreak---         focolai della malattia scoppiati di recente nella Comunità e in paesi terzi, è opportuno
        procedere a una profonda revisione delle misure previste dalla direttiva 92/40/CEE.
   (5)  Le nuove misure comunitarie dovrebbero inoltre tener conto degli ultimi pareri
        formulati dal comitato scientifico della salute e del benessere degli animali, nonché
        delle modifiche apportate – in materia di influenza aviaria – al codice sanitario degli
        animali terrestri (Terrestrial Animal Health Code) e al manuale dei test diagnostici e
        dei vaccini per animali terrestri (Manual of Diagnostic Tests and Vaccines for
        Terrestrial Animals) dell'Ufficio internazionale delle epizoozie.
   (6)  I virus influenzali comprendono un vasto numero di ceppi virali diversi, che
        presentano rischi estremamente variabili e in qualche misura imprevedibili per la
        salute pubblica e degli animali, e ciò a causa della rapidità di mutazione dei virus e
        della possibile ricombinazione del materiale genico tra i vari ceppi.
   (7)  L'infezione sostenuta da alcuni ceppi di virus influenzali aviari può dar luogo, tra i
        volatili domestici, a focolai a carattere epizootico, provocando mortalità e turbative di
        portata tale da poter compromettere, in particolare, la redditività dell'avicoltura in
        generale. I virus dell'influenza aviaria possono anche interessare l'uomo e costituire un
        grave rischio per la salute pubblica.
   (8)  Dalle conoscenze attuali si trae l'indicazione che i rischi per la salute derivanti dai
        virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità sono inferiori rispetto ai rischi
        derivanti dai virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità, che sono il prodotto di
        una mutazione di alcuni virus a bassa patogenicità.
   (9)  La legislazione comunitaria in tema di lotta contro l'influenza aviaria dovrebbe
        consentire agli Stati membri di adottare misure di contenimento della malattia
        proporzionate e flessibili, in modo da tener conto del diverso grado di rischio associato
        ai vari ceppi virali, delle probabili ricadute economiche e sociali dei provvedimenti
        adottati sul settore agricolo e sugli altri settori interessati e garantire nel contempo la
        massima adeguatezza delle misure adottate in rapporto a ciascuna manifestazione
        dell'infezione.
   (10) Per evitare e prevenire i problemi che l'influenza aviaria può provocare per la salute
        pubblica, è opportuno stabilire comunicazioni efficaci e una stretta cooperazione tra i
        servizi di sanità pubblica e polizia sanitaria degli Stati membri, in modo che le autorità
        competenti possano, ove necessario, adottare misure adeguate a salvaguardia della
        salute umana.
   (11) Considerato che i virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità possono mutare in
        virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità, è opportuno assicurare
        un'individuazione precoce dell'infezione nel pollame ai fini di una risposta rapida e
        prevedere l'adozione di misure adeguate, tra cui dovrebbe figurare un sistema di
        sorveglianza attiva affidata agli Stati membri. La sorveglianza dovrebbe seguire
        orientamenti generali suscettibili di adattamento in funzione di ulteriori conoscenze e
        sviluppi nel settore.
   (12) A fronte di qualsiasi sospetto di infezione da influenza aviaria derivante da
        accertamenti clinici o di laboratorio o in qualsiasi altra circostanza che determini il
        sospetto della presenza dell'infezione si dovrebbero immediatamente attivare indagini
IT                                               11                                                 IT
 ---pagebreak---         ufficiali in modo da consentire l'adozione, laddove necessario, di interventi tempestivi
        ed efficaci. Non appena sia confermata la presenza dell'infezione, tali misure
        dovrebbero essere rafforzate tra l'altro mediante il depopolamento delle aziende infette
        e di quelle esposte a rischio di infezione.
   (13) Nel caso in cui venga rilevata l'infezione da virus dell'influenza aviaria a bassa
        patogenicità, oppure nel caso di evidenza sierologica di infezione, laddove la presenza
        del virus non possa essere confermata da prove di isolamento del virus, le misure di
        lotta possono essere diverse da quelle che dovrebbero essere applicate a seguito
        dell'individuazione di un virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità, e ciò in
        funzione del diverso grado di rischio associato a queste due situazioni.
   (14) È inoltre opportuno modulare le misure di contenimento della malattia, in particolare
        l'istituzione di zone soggette a restrizioni, tenendo conto della densità della
        popolazione avicola e di altri fattori di rischio nella zona in cui sia stata riscontrata
        l'infezione.
   (15) Laddove si manifesti un focolaio, occorre anche impedire qualsiasi ulteriore diffusione
        dell'infezione mediante una limitazione e un controllo attenti della circolazione del
        pollame e dell'impiego dei prodotti che rischiano di essere contaminati, mediante un
        rafforzamento delle misure di biosicurezza in ogni fase della produzione avicola,
        mediante la pulizia e la disinfezione dei fabbricati infetti, la creazione di zone di
        protezione e sorveglianza intorno al focolaio e, ove del caso, facendo ricorso alla
        vaccinazione.
   (16) Le misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità
        dovrebbero essere in primo luogo incentrate sul depopolamento degli allevamenti
        infetti, conformemente alla legislazione comunitaria in materia di benessere degli
        animali.
   (17) La vaccinazione contro l'influenza aviaria può costituire uno strumento efficace ad
        integrazione delle misure di lotta contro l'infezione, per evitare anche l'abbattimento in
        massa e la distruzione del pollame e dei volatili. In base alle conoscenze attuali,
        sembrerebbe che la vaccinazione possa essere utile non solo in situazioni di
        emergenza, ma anche per prevenire la malattia in contesti caratterizzati da un più
        elevato rischio di introduzione dei virus dell'influenza aviaria da animali selvatici o da
        altre fonti. È quindi opportuno introdurre disposizioni in materia di vaccinazione
        d'urgenza e profilattica.
   (18) Il pollame vaccinato, pur protetto dalle manifestazioni cliniche della malattia, può
        essere infettato e contribuire quindi all'ulteriore diffusione dell'infezione. La
        vaccinazione deve di conseguenza essere accompagnata da un'adeguata sorveglianza e
        da opportune misure restrittive istituite a livello comunitario. La strategia di
        vaccinazione dovrebbe pertanto consentire di distinguere tra animali infetti e animali
        vaccinati. I prodotti del pollame vaccinato, quali ad esempio carne e uova da tavola,
        dovrebbero quindi essere commercializzati conformemente alla legislazione
        comunitaria pertinente, compresa la presente direttiva.
   (19) Alla Comunità e agli Stati membri dovrebbe essere anche data la possibilità di
        costituire riserve di vaccino contro l'influenza aviaria da utilizzare sui polli e su altri
        volatili in caso di emergenza.
IT                                               12                                                 IT
 ---pagebreak---    (20) Occorrono disposizioni intese a garantire l'impiego di procedure e di metodi
        armonizzati per la diagnosi dell'influenza aviaria, compreso il funzionamento di un
        laboratorio comunitario di riferimento e di laboratori di riferimento negli Stati membri.
   (21) Sono opportune disposizioni atte a garantire che gli Stati membri dispongano del
        grado di preparazione necessario per fronteggiare efficacemente le situazioni di
        emergenza provocate dalla comparsa di uno o più focolai di influenza aviaria, in
        particolare mediante l'elaborazione di piani di emergenza e l'istituzione di centri di
        controllo. I piani di emergenza dovrebbero tener contro del rischio per la salute
        pubblica che l'influenza aviaria costituisce per i lavoratori del settore avicolo e per altri
        addetti.
   (22) L'influenza aviaria eventualmente riscontrata – in fase di importazione – in un
        impianto o stazione di quarantena, di cui alla decisione 2000/666/CE della
        Commissione, del 16 ottobre 2000, relativa alle condizioni di polizia sanitaria, alla
        certificazione veterinaria e alle condizioni di quarantena per l'importazione di volatili
        diversi dal pollame7 dovrebbe essere oggetto di notifica alla Commissione. Nel caso di
        focolai negli Stati membri non sarebbe tuttavia opportuna una comunicazione
        conforme a quanto disposto dalla direttiva 82/894/CEE del Consiglio, del
        21 dicembre 1982, concernente la notifica delle malattie degli animali nella
        Comunità8.
   (23) Le operazioni di pulizia e disinfezione dovrebbero costituire parte integrante della
        politica comunitaria di lotta contro l'influenza aviaria. I disinfettanti dovrebbero essere
        impiegati conformemente alla direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del
        Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi9.
   (24) Il regolamento (CE) n. 1774/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
        3 ottobre 2002, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non
        destinati al consumo umano10, stabilisce norme in materia di raccolta, trasporto,
        magazzinaggio, manipolazione, trasformazione, uso o eliminazione dei sottoprodotti
        di origine animale, compresi gli animali abbattuti nel quadro dell'eradicazione di una
        malattia epizootica, e ciò al fine di evitare che tali sottoprodotti possano comportare
        rischi per la salute pubblica o degli animali. Il citato regolamento e le relative misure
        di attuazione offrono un quadro generale entro il quale procedere all'eliminazione
        degli animali morti. È necessario prevedere l'adozione – mediante la procedura di
        comitatologia – di misure specifiche, aggiuntive o alternative, laddove esse risultino
        necessarie per rafforzare ulteriormente le misure di lotta contro l'influenza aviaria.
   (25) Il regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
        29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di
   7
        GU L 278 del 31.10.2000, pag. 26. Decisione modificata da ultimo dalla decisione 2002/279/CE
        (GU L 99 del 16.4.2002, pag. 17).
   8
        GU L 378 del 31.12.1982, pag. 58. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 2004/216/CE della
        Commissione (GU L 67 del 5.3.2004, pag. 27).
   9
        GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1822/2003
        (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
   10
        GU L 273 del 10.10.2002, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 668/2004
        della Commissione (GU L 112 del 19.4.2004, pag. 1).
IT                                                 13                                                      IT
 ---pagebreak---         origine animale11, e il regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del
        Consiglio, del 29 aprile 2004, sull'igiene dei prodotti alimentari12, sono in determinate
        condizioni applicabili alle uova di aziende in cui sia tenuto pollame con sospetta
        infezione da influenza aviaria.
   (26) È opportuno che gli Stati membri stabiliscano norme relative alle sanzioni da irrogare
        in caso di violazione delle disposizioni della presente direttiva e ne garantiscano
        l'applicazione. Le sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.
   (27) Occorre prevedere la possibilità di modificare tempestivamente, laddove necessario,
        gli allegati della presente direttiva in modo da tener conto degli sviluppi delle
        conoscenze scientifiche e tecniche.
   (28) Considerata l'imprevedibilità dei virus influenzali, è necessario garantire anche
        l'esistenza di una procedura snella che consenta – ogniqualvolta ciò si renda
        necessario - di adottare rapidamente a livello comunitario misure aggiuntive o più
        specifiche di lotta contro qualsiasi infezione del pollame, di altri volatili o altri
        animali, provocata da virus dell'influenza aviaria, che rappresentino una grave
        minaccia per la salute pubblica o degli animali.
   (29) La presente direttiva stabilisce le misure minime di lotta applicabili in caso di
        comparsa di un focolaio di influenza aviaria nel pollame e in altri volatili. Gli Stati
        membri restano comunque liberi di adottare interventi amministrativi e sanitari più
        rigorosi nel settore oggetto della presente direttiva, la quale prevede inoltre che le
        autorità degli Stati membri possano adottare misure proporzionate al rischio per la
        salute connesso ai diversi contesti di insorgenza della zoonosi.
   (30) In ossequio al principio di proporzionalità, per il conseguimento dell'obiettivo
        fondamentale che consiste nel garantire lo sviluppo del settore avicolo e contribuire
        alla protezione della salute degli animali, è necessario e opportuno stabilire norme
        relative a misure specifiche e a misure minime di prevenzione e lotta contro l'influenza
        aviaria. Conformemente all'articolo 5, terzo comma, del trattato, la presente direttiva
        non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi perseguiti.
   (31) È opportuno che le misure necessarie all'attuazione della presente direttiva siano
        adottate conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, del
        28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione
        conferite alla Commissione13.
   (32) A fini di chiarezza e razionalità della legislazione comunitaria, è opportuno abrogare
        la direttiva 92/40/CEE e sostituirla con la presente direttiva,
   11
        GU L 226 del 25.6.2004, pag. 22.
   12
        GU L 139 del 30.4.2004, pag. 7.
   13
        GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
IT                                               14                                               IT
 ---pagebreak---    HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                 CAPO I
                   OGGETTO, CAMPO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI
                                                Articolo 1
                                   Oggetto e campo di applicazione
   1.       La presente direttiva stabilisce:
            a)     talune misure preventive, le cui finalità sono la sorveglianza, l'individuazione
                   precoce dell'influenza aviaria, nonché la sensibilizzazione delle autorità
                   competenti e degli allevatori e una loro maggiore preparazione ai rischi che tale
                   malattia comporta;
            b)     le misure minime di lotta da applicare in caso di comparsa di un focolaio di
                   influenza aviaria nel pollame e in altri volatili, nonché in caso di possibile
                   trasmissione dei virus dell'influenza aviaria ai mammiferi;
            c)     altre misure da applicare in presenza di una minaccia grave per salute pubblica
                   o degli animali derivante da una qualsivoglia infezione da virus influenzali
                   aviari nei volatili o nei mammiferi e atte a prevenire la trasmissione
                   dell'infezione da tali animali all'uomo.
   2.       Gli Stati membri restano liberi di adottare misure più rigorose nel settore oggetto
            della presente direttiva.
                                                Articolo 2
   Definizioni di influenza aviaria, influenza aviaria ad alta patogenicità e influenza aviaria
                                           a bassa patogenicità
   Ai fini della presente direttiva si intende per:
   1.       "influenza aviaria": un'infezione del pollame o altri volatili causata da qualsiasi virus
            influenzale A:
            a)     dei sottotipi H5 o H7; oppure
            b)     avente un indice di patogenicità intravenosa superiore a 1,2 nei polli di sei
                   settimane;
IT                                                   15                                               IT
 ---pagebreak---    2.       "influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI)": un'infezione del pollame o altri
            volatili causata da:
            a)     virus dell'influenza aviaria dei sottotipi H5 o H7 con una sequenza genomica
                   che codifica per molteplici amminoacidi basici a livello del sito di clivaggio
                   dell'emoagglutinina, analoga a quella osservata per altri virus dell'HPAI,
                   indicativa del fatto che l'emoagglutinina può essere clivata da una proteasi
                   ubiquitaria dell'ospite; oppure
            b)     virus dell'influenza aviaria aventi un indice di patogenicità intravenosa
                   superiore a 1,2 nei polli di sei settimane;
   3.       "influenza aviaria a bassa patogenicità (LPAI)": un'infezione del pollame o altri
            volatili causata da virus dell'influenza aviaria dei sottotipi H5 e H7, non rientrante
            nella definizione di cui al punto 2.
                                                 Articolo 3
                                             Altre definizioni
   Ai fini della presente direttiva si intende per:
   1.       "pollame": tutti i volatili allevati o tenuti in cattività per la produzione di carne, uova
            da cova e uova destinate al consumo, e di altri prodotti commerciali, nonché per il
            ripopolamento faunistico o per la riproduzione di queste categorie di volatili;
   2.       "volatile selvatico": un volatile libero non tenuto in alcuna azienda così come definita
            al punto 5;
   3.       "altro volatile": qualsiasi volatile diverso dal pollame, tenuto in cattività per mostre,
            gare, esposizioni e concorsi, come volatili ornamentali e colombi viaggiatori, o
            tenuto in cattività per qualsiasi ragione diversa da quelle di cui al punto 1;
   4.       "razze rare di pollame o altri volatili ufficialmente registrate": pollame o altri volatili
            riconosciuti ufficialmente come tali dall'autorità competente nell'ambito del piano di
            emergenza di cui all'articolo 63;
   5.       "azienda": una struttura agricola o di altro tipo, quali incubatoi, circhi, zoo, negozi di
            uccelli da compagnia, mercati di volatili e uccelliere, nella quale il pollame o gli altri
            volatili vengono allevati o tenuti a titolo permanente o provvisorio, ad eccezione di:
            a)     macelli, mezzi di trasporto, impianti e stazioni di quarantena, posti d'ispezione
                   frontalieri e laboratori;
            b)     spazi riservati all'abitazione umana all'interno di dette strutture, ai fini
                   dell'applicazione dell'articolo 11, paragrafo 9, secondo comma, dell'articolo 19,
                   lettera e), dell'articolo 30, lettera f), dell'articolo 39, paragrafo 5, lettera g) e
                   dell'articolo 44, paragrafo 1, lettera h), salvo nel caso in cui il pollame o gli
                   altri volatili vengano tenuti a titolo permanente al loro interno;
   6.       "azienda avicola commerciale": un'azienda nella quale il pollame è tenuto a fini
            commerciali;
IT                                                   16                                                  IT
 ---pagebreak---    7.  "struttura non commerciale/struttura per uccelli da compagnia": una struttura nella
       quale il pollame o gli altri volatili sono tenuti dai proprietari:
       a)     per autoconsumo del pollame o degli altri volatili o dei loro prodotti; oppure
       b)     come animali da compagnia;
   8.  "compartimento avicolo" o "compartimento di altri volatili": una o più aziende di
       pollame o di altri volatili sottoposte a un medesimo sistema di gestione della
       biosicurezza, contenenti una sottopopolazione di pollame o altri volatili caratterizzata
       da un proprio stato sanitario nei confronti dell'influenza aviaria e sottoposta ad
       adeguate misure di sorveglianza, lotta e biosicurezza;
   9.  "allevamento (flock)": tutto il pollame o gli altri volatili all'interno di una singola
       unità produttiva;
   10. "unità produttiva": un'unità aziendale della quale il veterinario ufficiale constata la
       totale indipendenza da qualsiasi altra unità della stessa azienda sia in termini di
       ubicazione sia in termini di gestione corrente del pollame o degli altri volatili ivi
       tenuti;
   11. "pollame pronto per la deposizione di uova": pollame prima dello stadio di
       produzione delle uova;
   12. "uova da cova": uova deposte dal pollame, destinate all'incubazione;
   13. "pulcini di un giorno": tutto il pollame di meno di 72 ore, non ancora nutrito; tuttavia
       le anatre di Barberia (Cairina moschata) o i rispettivi ibridi possono essere nutriti;
   14. " manuale diagnostico": il manuale diagnostico di cui all'articolo 51, paragrafo 1;
   15. "pollame infetto" e "altri volatili infetti": pollame o altri volatili:
       a)     nei quali la presenza dell'influenza aviaria sia stata confermata secondo il
              manuale diagnostico; oppure
       b)     nei quali – laddove si tratti del secondo e dei successivi focolai di influenza
              aviaria – i segni clinici, le lesioni post mortem o le reazioni agli esami di
              laboratorio effettuati in laboratori riconosciuti a norma dell'articolo 51,
              paragrafo 3, primo comma ("laboratori riconosciuti"), siano compatibili con la
              diagnosi di influenza aviaria secondo quanto descritto nel manuale diagnostico;
   16. "pollame o altri volatili con sospetta infezione": pollame o altri volatili che
       presentino segni clinici o lesioni post mortem o reazioni a esami di laboratorio tali da
       non consentire di escludere la presenza dell'influenza aviaria;
   17. "periodo di incubazione": periodo massimo di 21 giorni che intercorre tra la data
       probabile di infezione e la comparsa dei segni clinici dell'influenza aviaria;
   18. "titolare": qualsiasi persona, fisica o giuridica, che sia proprietaria di pollame o altri
       volatili, o che li detenga o ne sia altrimenti responsabile dietro o senza corrispettivo
       economico;
IT                                              17                                                IT
 ---pagebreak---    19.  "autorità competente": l'autorità di uno Stato membro competente a effettuare i
        controlli veterinari o gli interventi amministrativi a norma della presente direttiva o
        qualsiasi autorità cui sia stata delegata tale competenza;
   20.  "controllo veterinario": qualsiasi controllo fisico e/o formalità amministrativa
        espletati dall'autorità competente;
   21.  "veterinario ufficiale": il veterinario designato dall'autorità competente;
   22.  "sorveglianza ufficiale" l'azione di attento controllo da parte dell'autorità competente
        della situazione sanitaria in relazione all'influenza aviaria – azione a seguito della
        quale possono essere disposti ulteriori accertamenti;
   23.  "controllo ufficiale": le azioni intraprese dall'autorità competente per controllare e
        verificare che un soggetto rispetti o abbia rispettato le istruzioni in materia di
        influenza aviaria impartite da detta autorità;
   24.  "abbattimento": qualsiasi procedimento diverso dalla macellazione che provochi la
        morte di un animale o volatile;
   25.  "macellazione": qualsiasi procedimento che provochi la morte di un animale o
        volatile mediante dissanguamento;
   26.  "eliminazione": la raccolta, il trasporto, il magazzinaggio, la manipolazione, la
        trasformazione e l'uso o lo smaltimento dei sottoprodotti di origine animale in
        conformità:
        a)     al regolamento (CE) n. 1774/2002; oppure
        b)     alle norme di dettaglio di cui all'articolo 64, paragrafo 1, della presente
               direttiva;
   27.  "banca comunitaria di vaccini": una struttura designata a norma dell'articolo 59,
        paragrafo 1, della presente direttiva per la conservazione di riserve comunitarie di
        vaccini      contro      l'influenza       aviaria,      autorizzati       conformemente   alla
        direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio14 e al
        regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio15;
   28.  "azienda che ha avuto contatto": un'azienda in cui l'influenza aviaria potrebbe essere
        stata introdotta a causa della sua ubicazione, oppure a seguito della circolazione di
        persone, pollame o altri volatili, veicoli oppure in qualsiasi altro modo;
   29.  "focolaio sospetto": un'azienda nella quale siano tenuti pollame o altri volatili e nella
        quale l'autorità competente sospetti la presenza dell'influenza aviaria,
   30.  "focolaio": un'azienda nella quale l'influenza aviaria sia stata confermata dall'autorità
        competente;
   14
       GU L 311 del 28.11.2001, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/28/CE.
   15
       GU L 136 del 30.4.2004, pag. 1.
IT                                                  18                                                  IT
 ---pagebreak---    31.  "focolaio primario": un focolaio privo di collegamento epidemiologico con un
        focolaio manifestatosi in precedenza nella stessa regione di uno Stato membro,
        secondo la definizione di cui all'articolo 2 della direttiva 64/432/CEE del Consiglio16,
        oppure il primo focolaio in un'altra regione dello stesso Stato membro;
   32.  "distinzione degli animali infetti dagli animali vaccinati (strategia DIVA)": strategia
        di vaccinazione che, attraverso un test diagnostico finalizzato all'individuazione di
        anticorpi contro il virus di campo e mediante l'impiego di volatili sentinella non
        vaccinati, consente di distinguere tra animali vaccinati/infetti e animali vaccinati/non
        infetti;
   33.  "depopolamento": la rimozione di tutto il pollame o degli altri volatili da un'azienda,
        un compartimento avicolo, un compartimento di altri volatili o un'unità produttiva;
   34.  "mammifero": un animale della classe Mammalia;
   35.  "carcasse": pollame o altri volatili deceduti o abbattuti.
   16
       GU L 121 del 29.7.1964, pag. 1977. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1/2005
       (GU L 3 del 5.1.2005, pag. 1).
IT                                               19                                                     IT
 ---pagebreak---                                           CAPO II
      SORVEGLIANZA, NOTIFICHE E INDAGINI EPIDEMIOLOGICHIE
                                          Articolo 4
                             Programmi di sorveglianza annuali
   1. Gli Stati membri garantiscono l'adozione, su base annua, di programmi di
      sorveglianza conformi all'allegato I con l'obiettivo di:
      a)     individuare il tasso di prevalenza delle infezioni causate dai sottotipi H5 e H7
             del virus dell'influenza aviaria in diverse specie di pollame;
      b)     contribuire a far conoscere le minacce costituite dalla fauna selvatica in
             rapporto ai virus influenzali aviari nei volatili.
   2. Gli Stati membri trasmettono i programmi di sorveglianza annuali alla Commissione
      per approvazione la prima volta entro il 15 giugno 2007 e successivamente entro il
      15 giugno di ogni anno, conformemente alla procedura di cui all'articolo 65,
      paragrafo 2.
   3. Ogni anno gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione
      sull'esecuzione dei programmi di sorveglianza annuali, e ciò entro il 15 marzo
      dell'anno successivo a quello di attuazione.
                                          Articolo 5
                                 Comunicazioni e notifiche
   1. Gli Stati membri assicurano l'immediata comunicazione all'autorità competente di
      ogni caso di pollame infetto, di altri volatili infetti, oppure di pollame o altri volatili
      con sospetta infezione.
   2. Oltre a quanto prescritto dalla legislazione comunitaria relativa alla notifica dei
      focolai di malattie degli animali, gli Stati membri - in forza dell'allegato II -
      notificano alla Commissione:
      a)     ogni eventuale positività all'influenza aviaria confermata dall'autorità
             competente in macelli, mezzi di trasporto, posti d'ispezione frontalieri e altri
             luoghi alle frontiere comunitarie e in impianti o stazioni di quarantena operanti
             a norma della legislazione comunitaria in materia di importazioni di pollame o
             altri volatili;
      b)     i risultati della sorveglianza ufficiale dell'influenza aviaria condotta sul
             pollame, su altri volatili o altri animali, compresa la positività riscontrata nei
             volatili selvatici;
IT                                             20                                                 IT
 ---pagebreak---       c)     qualsiasi infezione del pollame, di altri volatili o altri animali provocata da
             qualsivoglia virus influenzale aviario diverso da quelli di cui all'articolo 2,
             punto 1, suscettibile di costituire una grave minaccia per la salute pubblica o
             degli animali.
                                           Articolo 6
                                  Indagine epidemiologica
   1. Gli Stati membri garantiscono l'esecuzione di indagini epidemiologiche attraverso
      questionari predisposti nell'ambito dei piani di emergenza di cui all'articolo 63.
   2. Nell'indagine epidemiologica vengono presi in considerazione i seguenti aspetti:
      a)     la durata della possibile presenza dell'influenza aviaria nell'azienda o in altre
             strutture o in mezzi di trasporto;
      b)     la possibile origine dell'influenza aviaria nell'azienda, nel macello o nei mezzi
             di trasporto;
      c)     l'individuazione di eventuali aziende che hanno avuto contatto;
      d)     la circolazione di pollame o altri volatili, di persone, veicoli o qualsiasi
             materiale o sostanza, cui possa essere probabilmente imputata la diffusione del
             virus dell'influenza aviaria.
   3. L'autorità competente tiene conto dell'indagine epidemiologica nel:
      a)     decidere in merito alla necessità di applicare misure aggiuntive di lotta contro
             la malattia, secondo quanto previsto dalla presente direttiva;
      b)     concedere deroghe secondo quanto previsto dalla presente direttiva.
   4. Qualora l'indagine epidemiologica indichi che l'influenza aviaria potrebbe essersi
      diffusa da altri Stati membri o in altri Stati membri, la Commissione e gli altri Stati
      membri interessati sono immediatamente informati in merito a tutti i risultati
      dell'indagine.
IT                                             21                                              IT
 ---pagebreak---                                            CAPO III
          MISURE DA APPLICARE IN CASO DI FOCOLAI SOSPETTI
                                           Articolo 7
                             Misure da applicare nelle aziende
   1. In presenza di un focolaio sospetto l'autorità competente avvia immediatamente
      un'indagine volta a confermare o escludere la presenza dell'influenza aviaria e
      sottopone l'azienda a sorveglianza ufficiale. L'autorità competente garantisce altresì il
      rispetto delle misure di cui ai paragrafi 2 e 3.
   2. L'autorità competente garantisce l'applicazione nell'azienda delle misure di seguito
      elencate:
      a)     si procede al censimento del pollame e degli altri volatili e di tutti i mammiferi
             di specie domestiche o eventualmente alla loro stima in base alla categoria di
             appartenenza;
      b)     viene compilato un elenco, distinto per categoria di appartenenza, del numero
             indicativo dei capi di pollame e degli altri volatili e di tutti i mammiferi di
             specie domestiche già malati, deceduti o probabilmente infetti nell'azienda.
             L'elenco, aggiornato quotidianamente nel corso del focolaio sospetto per tener
             conto delle schiuse e dei decessi, viene presentato all'autorità competente che
             ne faccia richiesta;
      c)     il pollame e gli altri volatili devono essere trattenuti nei locali in cui sono
             allevati o essere confinati in altro luogo in cui possano essere tenuti in
             isolamento in modo da evitare contatti con altro pollame, altri volatili o volatili
             selvatici;
      d)     non sono consentiti l'ingresso o l'uscita dall'azienda di pollame e altri volatili;
      e)     non possono uscire dall'azienda, senza autorizzazione dell'autorità competente,
             carcasse, carni di pollame o altri volatili, comprese le frattaglie ("carni"),
             mangimi per animali, utensili, materiali, rifiuti, deiezioni, pollina o concime
             naturale di altri volatili ("concime"), strame usato o qualsiasi cosa suscettibile
             di trasmettere l'influenza aviaria;
      f)     non possono uscire dall'azienda uova, fatta eccezione per le uova – comprese
             quelle da cova – di cui l'autorità competente abbia autorizzato l'invio diretto a
             uno stabilimento per la produzione di ovoprodotti, secondo quanto previsto
             dall'allegato III, sezione X, capitolo II, del regolamento (CE) n. 853/2004, e la
             manipolazione e il trattamento conformemente all'allegato II, capitolo IX, del
             regolamento (CE) n. 852/2004. L'autorizzazione eventualmente concessa
             dall'autorità competente è subordinata alle condizioni stabilite nell'allegato III
             della presente direttiva;
IT                                             22                                                IT
 ---pagebreak---             g)     la circolazione, in entrata e in uscita dall'azienda, di persone, di mammiferi
                   delle specie domestiche, di veicoli e di attrezzature è assoggettata alle
                   condizioni imposte dall'autorità competente e all'autorizzazione della
                   medesima;
            h)     mezzi di disinfezione appropriati sono impiegati agli ingressi e alle uscite dei
                   fabbricati che ospitano il pollame e gli altri volatili, come pure presso gli
                   ingressi e le uscite dell'azienda, conformemente alle istruzioni dell'autorità
                   competente.
   3.       L'autorità competente assicura l'esecuzione di un'indagine epidemiologica secondo
            quanto prescritto dall'articolo 6 ("indagine epidemiologica").
                                                Articolo 8
                     Deroghe ad alcune delle misure da applicare nelle aziende
   In base a una valutazione del rischio e tenuto conto delle precauzioni adottate e della
   destinazione dei volatili e dei prodotti da movimentare, l'autorità competente può concedere
   deroghe alle misure di cui all'articolo 7, paragrafo 2, lettere da c) a f).
                                                Articolo 9
                           Durata delle misure da applicare nelle aziende
   Le misure da applicare, secondo quanto contemplato dall'articolo 7, nelle aziende in presenza
   di focolai sospetti continuano ad essere applicate finché l'autorità competente non abbia
   escluso la presenza di influenza aviaria.
                                               Articolo 10
                      Misure aggiuntive fondate sull'indagine epidemiologica
   1.       Sulla base dei risultati preliminari dell'indagine epidemiologica l'autorità competente
            può applicare le misure di cui ai paragrafi 2, 3 e 4, soprattutto laddove l'azienda sia
            ubicata in una zona ad alta densità di pollame.
   2.       È ammessa una limitazione temporanea della circolazione del pollame, degli altri
            volatili e delle uova, nonché dei veicoli utilizzati nel settore avicolo in un'ampia zona
            o in tutto lo Stato membro interessato.
            Tale limitazione può essere estesa alla circolazione di mammiferi di specie
            domestiche senza però superare le 72 ore, a meno che circostanze eccezionali non la
            giustifichino.
IT                                                  23                                                IT
 ---pagebreak---    3. Possono essere applicate nell'azienda le misure previste dall'articolo 11.
      Tuttavia, qualora le condizioni lo consentano, l'applicazione di tali misure può essere
      limitata unicamente al pollame con sospetta infezione e alle relative unità produttive.
      Al momento dell'abbattimento, per poter confermare o escludere il rischio di un
      focolaio sospetto, dal pollame o dagli altri volatili vengono prelevati campioni
      conformemente a quanto descritto nel manuale diagnostico.
   4. È ammessa l'istituzione di una zona di controllo temporaneo intorno all'azienda e le
      misure di cui all'articolo 7, paragrafo 2, sono applicate in tutto o in parte, in funzione
      della necessità, alle aziende ubicate all'interno di detta zona.
IT                                           24                                                  IT
 ---pagebreak---                                                 CAPO IV
      MISURE DA APPPLICARE IN PRESENZA DI UN FOCOLAIO DI INFLUENZA
                          AVIARIA AD ALTA PATOGENICITÀ (HPAI)
                                              SEZIONE 1
                             MISURE DA APPLICARE NELLE AZIENDE
                                               Articolo 11
                          Misure che deve applicare l'autorità competente
   1.     In presenza di un focolaio di HPAI, l'autorità competente garantisce l'applicazione
          delle misure previste dall'articolo 7, paragrafi 2 e 3, e dal presente articolo, paragrafi
          da 2 a 10.
   2.     Sono immediatamente abbattuti sotto controllo ufficiale tutto il pollame e gli altri
          volatili delle specie nelle quali sia stata confermata l'HPAI all'interno dell'azienda.
          L'abbattimento avviene in modo da evitare il rischio di diffusione dell'influenza
          aviaria, soprattutto durante il trasporto o l'abbattimento medesimo, e in conformità
          alla direttiva 93/119/CE del Consiglio17.
          L'abbattimento può essere esteso ad altre specie di volatili dell'azienda, sulla base di
          una valutazione del rischio di un'ulteriore diffusione dell'influenza aviaria.
   3.     Il pollame e gli altri volatili deceduti o abbattuti e le uova da cova e da tavola
          presenti nell'azienda vengono eliminati sotto controllo ufficiale.
   4.     Il pollame già nato da uova raccolte nell'azienda nel periodo compreso tra la
          probabile data di introduzione dell'HPAI nell'azienda e l'applicazione delle misure di
          cui all'articolo 7, paragrafo 2, viene sottoposto a controllo ufficiale e accertamenti
          vengono condotti conformemente al manuale diagnostico.
   5.     Le carni del pollame macellato e le uova da cova e da tavola raccolte nell'azienda nel
          periodo compreso tra la probabile data di introduzione dell'HPAI nell'azienda e
          l'applicazione delle misure di cui all'articolo 7, paragrafo 2, vengono - per quanto
          possibile - rintracciate ed eliminate sotto controllo ufficiale.
          L'autorità competente può, tuttavia, concedere autorizzazioni per l'invio diretto delle
          uova da tavola a uno stabilimento per la produzione di ovoprodotti, secondo quanto
          previsto dall'allegato III, sezione X, capitolo II, del regolamento (CE) n. 853/2004, e
          per la loro manipolazione e il loro trattamento conformemente all'allegato II,
          capitolo XI, del regolamento (CE) n. 852/2004. Tali autorizzazioni sono subordinate
          alle condizioni stabilite nell'allegato III della presente direttiva.
   17
         GU L 340 del 31.12.1993, pag. 21. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 806/2003 (GU L 122
         del 16.5.2003, pag. 1).
IT                                                   25                                                    IT
 ---pagebreak---    6.  Tutte le sostanze e i rifiuti potenzialmente contaminati, come il mangime per pollame
       ("mangime"), sono distrutti o sottoposti a un trattamento atto a distruggere i virus
       dell'influenza aviaria, secondo le istruzioni impartite dal veterinario ufficiale.
   7.  Il concime, i liquami e le lettiere potenzialmente contaminati sono trattati
       conformemente a quanto disposto dall'articolo 49.
   8.  Successivamente all'eliminazione delle carcasse, gli edifici utilizzati per ospitarle, le
       attrezzature potenzialmente contaminate e i veicoli utilizzati per trasportare il
       pollame o gli altri volatili, le carcasse, le carni, il mangime, il concime, i liquami, le
       lettiere e qualsivoglia altro materiale o sostanza potenzialmente contaminati sono
       puliti, disinfettati o trattati conformemente a quanto disposto dall'articolo 49.
   9.  Non sono ammessi l'ingresso o l'uscita dall'azienda di altri volatili domestici o di
       mammiferi di specie domestiche senza l'autorizzazione dell'autorità competente.
       La limitazione non si applica ai mammiferi delle specie domestiche che abbiano
       accesso unicamente agli spazi riservati all'abitazione umana.
   10. In presenza di un focolaio primario l'isolato virale è sottoposto alla procedura di
       laboratorio di cui al manuale diagnostico per l'individuazione del sottotipo genetico.
       L'isolato virale viene inviato prima possibile al laboratorio comunitario di
       riferimento di cui all'articolo 52, paragrafo 1.
                                            Articolo 12
                Deroghe ad alcune delle misure da applicare nelle aziende
   1.  Gli Stati membri stabiliscono le norme di dettaglio per la concessione delle deroghe
       di cui agli articoli 13 e 14, comprese misure e condizioni alternative adeguate.
   2.  Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione eventuali deroghe
       concesse a norma dell'articolo 13, paragrafo 1, e a norma dell'articolo 14.
   3.  In caso di concessione di una deroga, secondo quanto previsto dall'articolo 13,
       paragrafo 1, e dall'articolo 14, la Commissione esamina immediatamente la
       situazione con lo Stato membro interessato e quanto prima in sede di comitato
       permanente per la catena alimentare e la salute degli animali ("comitato").
   4.  Tenuto conto di eventuali deroghe concesse a norma dell'articolo 13, paragrafo 1, e
       dell'articolo 14, è possibile adottare misure atte a impedire la diffusione
       dell'influenza aviaria secondo la procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 3.
IT                                              26                                                IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 13
                                   Deroghe relative a talune aziende
   1.        In presenza di un focolaio di HPAI in una struttura non commerciale/struttura per
             uccelli da compagnia, un circo, uno zoo, un negozio di uccelli da compagnia, un
             parco naturale, un'area recintata in cui il pollame o gli altri volatili siano tenuti a
             scopi scientifici o per scopi connessi con la conservazione di specie minacciate o di
             razze rare di pollame o altri volatili ufficialmente registrate, l'autorità competente
             può concedere deroghe alle misure previste dall'articolo 11, paragrafo 2, primo
             comma, purché tali deroghe non compromettano la lotta contro l'epizoozia e non
             pregiudichino interessi fondamentali della Comunità.
   2.        Laddove venga concessa una deroga di cui al paragrafo 1, l'autorità competente
             garantisce che il pollame e gli altri volatili oggetto della deroga:
             a)    siano tenuti totalmente isolati da altro pollame o altri volatili e, se del caso, dai
                   volatili selvatici;
             b)    siano sottoposti a ulteriore sorveglianza e ad esami conformemente al manuale
                   diagnostico finché dagli esami di laboratorio non risulti che essi non
                   comportano più un rischio significativo di ulteriore diffusione dell'HPAI;
             c)    non vengano allontanati dall'azienda di origine, salvo a fini di macellazione o
                   di trasferimento in un'altra azienda:
                   i)     ubicata nello stesso Stato membro, nel rispetto delle istruzioni impartite
                          dall'autorità competente; oppure
                   ii)    in un altro Stato membro, previo accordo dello Stato membro di
                          destinazione.
                                               SEZIONE 2
       MISURE DA APPLICARE IN UNITÀ PRODUTTIVE DISTINTE E IN AZIENDE CHE
                                       HANNO AVUTO CONTATTO
                                                Articolo 14
         Misure da applicare in presenza di focolai di HPAI in unità produttive distinte
   In presenza di un focolaio di HPAI in un'azienda comprendente due o più unità produttive
   distinte, l'autorità competente può concedere deroghe alle misure di cui all'articolo 11,
   paragrafo 2, primo comma, per le unità produttive in cui sia presente pollame sano, purché tali
   deroghe non compromettano le misure di lotta contro l'epizoozia e non pregiudichino interessi
   fondamentali della Comunità.
IT                                                   27                                                  IT
 ---pagebreak---    Tali deroghe sono concesse in rapporto a due o più unità produttive distinte soltanto laddove
   il veterinario ufficiale – tenendo conto della struttura, delle dimensioni, del funzionamento,
   del tipo di ricovero, dell'alimentazione, della fonte di approvvigionamento idrico, delle
   attrezzature, del personale e dei visitatori della struttura – constati la totale indipendenza da
   altre unità produttive sia in termini di ubicazione sia in termini di gestione corrente del
   pollame ivi tenuto.
                                                Articolo 15
                     Misure da applicare nelle aziende che hanno avuto contatto
   1.        L'autorità competente decide, in base all'indagine epidemiologica, se un'azienda
             debba essere considerata quale azienda che ha avuto contatto.
             L'autorità competente garantisce l'applicazione delle misure di cui all'articolo 7,
             paragrafo 2, alle aziende che hanno avuto contatto fino a quando non sia stata
             esclusa la presenza dell'HPAI in conformità al manuale diagnostico.
   2.        Sulla base dell'indagine epidemiologica l'autorità competente applica le misure di cui
             all'articolo 11 alle aziende che hanno avuto contatto, soprattutto laddove l'azienda
             che ha avuto contatto sia ubicata in una zona ad alta densità di pollame.
             L'allegato IV stabilisce i criteri principali da considerare per l'applicazione delle
             misure di cui all'articolo 11 alle aziende che hanno avuto contatto.
   3.        L'autorità competente garantisce che, all'atto dell'abbattimento, dal pollame vengano
             prelevati campioni per confermare o escludere – conformemente al manuale
             diagnostico - la presenza del virus dell'HPAI in quelle aziende che hanno avuto
             contatto.
                                                SEZIONE 3
         ZONE DI PROTEZIONE E SORVEGLIANZA E ULTERIORI ZONE SOGGETTE A
                                              RESTRIZIONI
                                                Articolo 16
     Istituzione di zone di protezione e sorveglianza e di ulteriori zone soggette a restrizioni
                                     in presenza di focolai di HPAI
   1.        Immediatamente dopo la comparsa di un focolaio di HPAI, l'autorità competente
             istituisce:
             a)     una zona di protezione con un raggio di almeno tre chilometri intorno
                    all'azienda;
             b)     una zona di sorveglianza con un raggio di almeno 10 chilometri intorno
                    all'azienda, comprendente la zona di protezione.
IT                                                   28                                              IT
 ---pagebreak---    2. Nell'istituire le zone di protezione e sorveglianza di cui al paragrafo 1, l'autorità
      competente tiene conto perlomeno dei criteri di seguito elencati:
      a)     l'indagine epidemiologica;
      b)     la situazione geografica, con particolare riferimento alle frontiere naturali;
      c)     l'ubicazione e la vicinanza delle aziende;
      d)     i flussi della circolazione e degli scambi di pollame e altri volatili e i macelli
             disponibili;
      e)     le strutture e il personale disponibili per controllare l'eventuale circolazione,
             all'interno delle zone di protezione e sorveglianza, del pollame e degli altri
             volatili, delle loro carcasse, del concime, delle lettiere o dello strame usato,
             soprattutto nel caso in cui il pollame o gli altri volatili da abbattere e da
             eliminare debbano essere spostati dall'azienda d'origine.
   3. L'autorità competente può istituire ulteriori zone soggette a restrizioni intorno alle
      zone di protezione e sorveglianza o nelle loro adiacenze, tenendo conto dei criteri di
      cui al paragrafo 2.
   4. Se una zona di protezione o sorveglianza o un'ulteriore zona soggetta a restrizioni
      comprende parti del territorio di vari Stati membri, le autorità competenti degli Stati
      membri interessati collaborano all'istituzione della zona.
                                         Articolo 17
               Misure da applicare nelle zone di protezione e sorveglianza
   1. L'autorità competente garantisce l'applicazione delle misure seguenti nelle zone di
      protezione e sorveglianza:
      a)     sono predisposti dispositivi che consentano la rintracciabilità degli spostamenti
             del pollame o degli altri volatili, delle carni, delle uova, delle carcasse e del
             mangime;
      b)     i titolari sono tenuti a fornire all'autorità competente, laddove richieste, le
             informazioni pertinenti sul pollame o sugli altri volatili e sulle uova che
             entrano o escono dall'azienda.
   2. L'autorità competente assicura che tutte le persone interessate siano pienamente
      informate in merito alle restrizioni in vigore nelle zone di protezione e sorveglianza.
      L'informazione può essere comunicata attraverso cartelli informativi, mezzi di
      comunicazione quali la stampa e la televisione o qualsiasi altro mezzo ritenuto
      adeguato.
IT                                           29                                                 IT
 ---pagebreak---                                                 SEZIONE 4
                     MISURE DA APPLICARE NELLA ZONA DI PROTEZIONE
                                                Articolo 18
                 Censimento, visite a cura del veterinario ufficiale e sorveglianza
   L'autorità competente garantisce l'applicazione delle misure di seguito elencate nelle zone di
   protezione:
   a)       viene effettuato con la massima tempestività un censimento di tutte le aziende;
   b)       entro sette giorni dalla data di istituzione della zona di protezione un veterinario
            ufficiale visita tutte le aziende per sottoporre a esame clinico il pollame e gli altri
            volatili, e procedere – laddove necessario – alla raccolta di campioni da sottoporre a
            esami di laboratorio. Viene tenuto un registro delle visite e dei relativi risultati;
   c)       viene immediatamente attuata un'ulteriore sorveglianza conformemente al manuale
            diagnostico, in modo da individuare l'eventuale ulteriore diffusione dell'influenza
            aviaria nelle aziende ubicate nella zona di protezione.
                                                Articolo 19
                                    Misure da applicare nelle aziende
   L'autorità competente garantisce l'applicazione delle misure di seguito elencate nelle aziende
   ubicate nelle zone di protezione:
   a)       il pollame e gli altri volatili devono essere trattenuti nei locali in cui sono allevati o
            essere confinati in altro luogo in cui possano essere tenuti in isolamento in modo da
            evitare contatti con altro pollame, altri volatili o volatili selvatici;
   b)       le carcasse vengono eliminate;
   c)       i veicoli e le attrezzature utilizzati per trasportare pollame o altri volatili vivi, carne,
            mangime, concime, liquami e lettiere, nonché qualsiasi altro materiale o sostanza
            potenzialmente contaminati sono puliti, disinfettati o trattati con la massima
            tempestività dopo la contaminazione, conformemente a quanto disposto
            dall'articolo 49;
   d)       tutti i veicoli, utilizzati dal personale o da altre persone, che entrano o escono dalle
            aziende e che potrebbero essere stati contaminati vengono puliti, disinfettati o trattati
            con la massima tempestività dopo la contaminazione, conformemente a quanto
            disposto dall'articolo 49;
   e)       non sono ammessi, senza l'autorizzazione dell'autorità competente, l'ingresso o
            l'uscita di pollame, altri volatili o altri animali domestici da un'azienda in cui sia
            tenuto pollame. Questa limitazione non si applica agli animali che nell'azienda
            abbiano accesso unicamente agli spazi riservati all'abitazione umana, purché si possa
            escludere ogni contatto con il pollame o gli altri volatili;
IT                                                   30                                                  IT
 ---pagebreak---    f)        aumenti della morbilità o della mortalità o cali significativi dei dati di produzione
             nelle aziende sono segnalati immediatamente all'autorità competente che svolge gli
             opportuni accertamenti secondo il manuale diagnostico;
   g)        chiunque entri o esca dalle aziende rispetta opportune misure di biosicurezza volte a
             impedire la diffusione dell'influenza aviaria;
   h)        il titolare tiene un registro di tutti i visitatori dell'azienda, in modo da agevolare la
             sorveglianza e la lotta contro la malattia. Tale registro deve essere messo a
             disposizione dell'autorità competente che lo richieda.
                                                Articolo 20
     Divieto di rimozione o spargimento dello strame usato o del concime provenienti dalle
                                                  aziende
   L'autorità competente vigila affinché siano vietati – salvo sua autorizzazione – la rimozione o
   lo spargimento dello strame usato o del concime provenienti dalle aziende ubicate nelle zone
   di protezione.
   Può tuttavia essere autorizzato il trasporto di concime da aziende sottoposte a misure di
   biosicurezza a un impianto riconosciuto per il trattamento o l'immagazzinamento temporaneo
   in vista di un successivo trattamento destinato a distruggere i virus dell'influenza aviaria
   eventualmente presenti, secondo quanto disposto dal regolamento (CE) n. 1774/2002 o dalle
   norme di dettaglio di cui all'articolo 64, paragrafo 1.
                                                Articolo 21
                        Fiere, mercati o altri raduni e ripopolamento faunistico
   L'autorità competente vigila affinché nelle zone di protezione siano vietate fiere, mercati,
   esposizioni o altri raduni di pollame o altri volatili.
   L'autorità competente garantisce che nelle zone di protezione non vengano rilasciati pollame o
   altri volatili destinati al ripopolamento faunistico.
                                                Articolo 22
                  Divieto di circolazione e trasporto di pollame e altri volatili e uova
   L'autorità competente garantisce che all'interno delle zone di protezione siano vietati la
   circolazione e il trasporto su strada, salvo che sulle strade private delle aziende, o su rotaia di
   pollame e altri volatili, di pollame pronto per la deposizione di uova, di pulcini di un giorno,
   di uova da cova e da tavola, e di carcasse.
   Tale divieto non si applica tuttavia al transito su strada o rotaia nella zona protetta che non
   comporti operazioni di scarico o soste.
IT                                                    31                                               IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 23
       Deroghe per il trasporto diretto di pollame destinato alla macellazione immediata
   In deroga a quanto disposto dall'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto
   diretto del pollame destinato alla macellazione immediata, a condizione che:
   a)       il veterinario ufficiale esegua un esame clinico del pollame nell'azienda di origine, al
            fine di evitare che venga avviato alla macellazione pollame nel quale siano stati
            riscontrati segni clinici di HPAI;
   b)       laddove opportuno, il pollame sia stato sottoposto nell'azienda d'origine a esami di
            laboratorio con esito negativo, conformemente al manuale diagnostico;
   c)       il pollame sia trasportato in veicoli sigillati dall'autorità competente a un macello da
            essa designato ("macello designato") ubicato all'interno della zona di protezione o di
            sorveglianza o eccezionalmente al di fuori delle medesime;
   d)       l'autorità competente responsabile del macello designato venga informata prima della
            spedizione del pollame e informi a sua volta l'autorità competente responsabile del
            luogo di spedizione in merito all'arrivo del pollame presso il macello designato;
   e)       nel macello designato il pollame proveniente dalla zona di protezione venga tenuto
            separato da altro pollame e sia macellato separatamente o in momenti diversi rispetto
            all'altro pollame, preferibilmente al termine di una giornata lavorativa. Prima della
            macellazione di altro pollame dovranno poi essere effettuate operazioni di pulizia e
            disinfezione;
   f)       nel corso delle ispezioni ante e post mortem effettuate presso il macello designato il
            veterinario ufficiale tenga conto di eventuali segni connessi alla presenza di influenza
            aviaria;
   g)       le carni non siano ammesse al commercio intracomunitario o internazionale e rechino
            la bollatura sanitaria prevista per le carni fresche a norma dell'allegato II della
            direttiva 2002/99CE18, salvo quanto diversamente disposto in base alla procedura di
            cui all'articolo 65, paragrafo 3, della presente direttiva;
   h)       le carni siano ottenute, trasportate e immagazzinate separatamente dalle carni
            destinate al commercio intracomunitario e internazionale e siano utilizzate in modo
            da evitarne l'impiego in prodotti a base di carne destinati al commercio
            intracomunitario o internazionale, salvo che:
            i)      non siano state sottoposte a un trattamento contemplato dall'allegato III della
                    direttiva 2002/99/CE; oppure
            ii)     non sia diversamente disposto conformemente alla procedura di cui
                    all'articolo 65, paragrafo 3.
   18
           GU L 18 del 23.1.2003, pag. 11.
IT                                                   32                                              IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 24
                        Deroghe per il trasporto diretto di pulcini di un giorno
   1.       In deroga all'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto diretto di
            pulcini di un giorno a un'azienda o a un capannone di quell'azienda nei quali non sia
            presente altro pollame e che siano ubicati nello stesso Stato membro, preferibilmente
            al di fuori delle zone di protezione e sorveglianza, a condizione che:
            a)     il trasporto sia effettuato con veicoli sigillati dall'autorità competente;
            b)     vengano applicate idonee misure di biosicurezza nel corso del trasporto e
                   nell'azienda di destinazione;
            c)     l'azienda di destinazione sia sottoposta a                    sorveglianza  ufficiale
                   successivamente all'arrivo dei pulcini di un giorno.
   2.       In deroga all'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto diretto di
            pulcini di un giorno nati da uova da cova di aziende ubicate al di fuori delle zone di
            protezione e sorveglianza a una qualsiasi altra azienda dello stesso Stato membro,
            purché l'incubatoio di partenza sia in grado di garantire, attraverso la propria
            organizzazione logistica e le condizioni igieniche di lavoro, che dette uova non
            abbiano avuto alcun contatto con altre uova da cova o pulcini di un giorno di
            allevamenti avicoli delle citate zone, caratterizzati quindi da un diverso stato
            sanitario.
                                                Articolo 25
         Deroghe per il trasporto diretto di pollame pronto per la deposizione di uova
   In deroga all'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto diretto di pollame
   pronto per la deposizione di uova a un'azienda o a un capannone di quell'azienda nei quali non
   sia presente altro pollame e che siano ubicati all'interno della zona di protezione o
   sorveglianza, a condizione che:
   a)       il veterinario ufficiale effettui un esame clinico del pollame e degli altri volatili
            dell'azienda d'origine ed in particolare di quelli da trasportare;
   b)       laddove opportuno, il pollame sia stato sottoposto nell'azienda d'origine a esami di
            laboratorio con esito negativo, conformemente al manuale diagnostico;
   c)       il pollame pronto per la deposizione di uova sia trasportato in veicoli sigillati
            dall'autorità competente;
   d)       l'azienda o il capannone di destinazione siano sottoposti a sorveglianza ufficiale
            successivamente all'arrivo del pollame pronto per la deposizione di uova.
IT                                                   33                                                  IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 26
                           Deroga per il trasporto di uova da cova e da tavola
   1.        In deroga all'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto diretto di
             uova da cova a un incubatoio da essa designato ("incubatoio designato"), ubicato
             preferibilmente all'interno della zona di protezione o sorveglianza, a condizione che:
             a)     l'allevamento di origine da cui provengono le uova da cova sia stato esaminato
                    con esito favorevole, conformemente al manuale diagnostico;
             b)     le uova da cova e i relativi imballaggi siano stati disinfettati prima della
                    spedizione e sia garantita la rintracciabilità delle uova;
             c)     le uova da cova siano trasportate in veicoli sigillati dall'autorità competente;
             d)     nell'incubatoio designato vengano applicate misure di biosicurezza conformi
                    alle istruzioni impartite dall'autorità competente.
   2.        In deroga all'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto diretto di
             uova da tavola a un centro di imballaggio designato dall'autorità competente ("centro
             di imballaggio designato") purché le uova siano confezionate in imballaggi a perdere
             e siano applicate tutte le misure di biosicurezza prescritte dall'autorità competente.
                                                 Articolo 27
                  Deroghe per il trasporto diretto di pollame o altri volatili deceduti
   In deroga all'articolo 22, l'autorità competente può autorizzare il trasporto diretto di pollame o
   altri volatili deceduti, purché il trasporto avvenga ai fini della loro eliminazione.
                                                 Articolo 28
                               Pulizia e disinfezione dei mezzi di trasporto
   1.        L'autorità competente garantisce che i veicoli e le attrezzature utilizzati per il
             trasporto di cui agli articoli da 23 a 27 o per il trasporto delle carni vengano quanto
             prima puliti e disinfettati al termine del trasporto, conformemente a quanto previsto
             dall'articolo 49.
   2.        L'autorità competente garantisce l'applicazione di misure di biosicurezza per
             prevenire la diffusione dell'influenza aviaria dovuta alla circolazione di veicoli – in
             particolare quelli che trasportano mangime – diretti alle aziende ubicate all'interno
             della zona di protezione o da esse provenienti.
IT                                                    34                                              IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 29
                                         Durata delle misure
   1.       Le misure di cui alla presente sezione sono mantenute per almeno 21 giorni dalla
            data del completamento delle operazioni preliminari di pulizia e disinfezione
            nell'azienda infetta eseguite secondo quanto prescritto dall'articolo 49 e finché tutto il
            pollame e gli altri volatili delle aziende ubicate nella zona di protezione non siano
            stati sottoposti a esami di laboratorio per individuare l'eventuale presenza
            dell'influenza aviaria secondo quanto indicato nel manuale diagnostico.
   2.       Nel momento in cui, secondo quanto stabilito al paragrafo 1 del presente articolo,
            non occorra più mantenere in vigore le misure di cui alla presente sezione, nell'ex
            zona di protezione si applicano le misure previste dall'articolo 30, finché la loro
            applicazione non sia più necessaria in base a quanto contemplato dall'articolo 31.
                                              SEZIONE 5
                   MISURE DA APPLICARE NELLA ZONA DI SORVEGLIANZA
                                               Articolo 30
                           Misure da applicare nella zona di sorveglianza
   L'autorità competente garantisce l'applicazione delle misure di seguito elencate nelle zone di
   sorveglianza:
   a)       viene effettuato con la massima tempestività un censimento di tutte le aziende di
            pollame;
   b)       è vietata la circolazione di pollame, pollame pronto per la deposizione di uova,
            pulcini di un giorno, uova da cova e uova da tavola all'interno della zona di
            sorveglianza salvo il rilascio di un'autorizzazione ad opera dell'autorità competente la
            quale assicura l'applicazione di opportune misure di biosicurezza volte a impedire la
            diffusione dell'influenza aviaria. Tale divieto non si applica al transito su strada o
            rotaia nella zona di sorveglianza che non comporti operazioni di scarico o soste;
   c)       è vietata la circolazione di pollame, pollame pronto per la deposizione di uova,
            pulcini di un giorno, uova da cova e da tavola, a destinazione di aziende, macelli o
            centri di imballaggio ubicati all'esterno della zona di sorveglianza. L'autorità
            competente può tuttavia autorizzare il trasporto diretto di:
            i)     pollame da macellazione a un macello designato per la macellazione
                   immediata, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 23, lettera a);
            ii)    pollame pronto per la deposizione di uova a un'azienda in cui non sia presente
                   altro pollame e che sia ubicata nello stesso Stato membro. L'azienda è
                   sottoposta a sorveglianza ufficiale successivamente all'arrivo del pollame
                   pronto per la deposizione di uova;
IT                                                 35                                                  IT
 ---pagebreak---       iii)   pulcini di un giorno:
             –     in un'azienda o un capannone di tale azienda ubicati nello stesso Stato
                   membro e nei quali non sia presente altro pollame, purché vengano
                   applicate opportune misure di biosicurezza e l'azienda sia sottoposta a
                   sorveglianza ufficiale dopo il trasporto; oppure
             –     in una qualsiasi altra azienda nel caso in cui si tratti di pulcini di un
                   giorno nati da uova da cova di aziende di pollame ubicate al di fuori delle
                   zone di protezione e sorveglianza, purché l'incubatoio di partenza sia in
                   grado di garantire, attraverso la propria organizzazione logistica e le
                   condizioni operative in materia di biosicurezza, che dette uova non
                   abbiano avuto alcun contatto con altre uova da cova o pulcini di un
                   giorno di allevamenti avicoli delle citate zone, caratterizzati quindi da un
                   diverso stato sanitario;
      iv)    uova da cova a un incubatoio designato. Le uova e i relativi imballaggi sono
             disinfettati prima della spedizione e deve essere garantita la rintracciabilità
             delle uova;
      v)     uova da tavola a un centro di imballaggio designato, purché confezionate in
             imballaggi a perdere seguendo le misure di biosicurezza conformemente alle
             istruzioni impartite dall'autorità competente;
   d) chiunque entri o esca dalle aziende site nella zona di sorveglianza rispetta opportune
      misure di biosicurezza volte a impedire la diffusione dell'influenza aviaria;
   e) i veicoli e le attrezzature utilizzati per trasportare pollame o altri volatili vivi,
      carcasse, mangime, concime, liquami e lettiere, nonché qualsiasi altro materiale o
      sostanza potenzialmente contaminati sono puliti e disinfettati con la massima
      tempestività dopo la contaminazione, conformemente a quanto disposto
      dall'articolo 49;
   f) non sono ammessi, senza l'autorizzazione dell'autorità competente, l'ingresso o
      l'uscita di pollame, altri volatili o altri animali domestici da un'azienda in cui sia
      tenuto pollame. Questa limitazione non si applica agli animali che nell'azienda
      abbiano accesso unicamente agli spazi riservati all'abitazione umana, purché si possa
      escludere ogni contatto con il pollame o gli altri volatili;
   g) aumenti della morbilità o della mortalità o cali significativi dei dati di produzione
      nelle aziende sono segnalati immediatamente all'autorità competente che svolge gli
      opportuni accertamenti secondo il manuale diagnostico;
   h) non sono consentiti la rimozione o lo spargimento dello strame usato o del concime,
      salvo autorizzazione dell'autorità competente. Può essere autorizzato il trasporto di
      concime da un'azienda ubicata nella zona di sorveglianza e sottoposta a misure di
      biosicurezza a un impianto riconosciuto per il trattamento o l'immagazzinamento
      temporaneo in vista di un successivo trattamento destinato a distruggere i virus
      dell'influenza aviaria eventualmente presenti, secondo quanto disposto dal
      regolamento (CE) n. 1774/2002 o dalle norme di dettaglio di cui all'articolo 64,
      paragrafo 1;
IT                                             36                                               IT
 ---pagebreak---    i)       sono vietati fiere, mercati, esposizioni o altri raduni di pollame o altri volatili;
   j)       non viene rilasciato pollame per il ripopolamento faunistico.
                                               Articolo 31
                                          Durata delle misure
   Le misure di cui alla presente sezione sono mantenute per almeno 30 giorni dalla data del
   completamento delle operazioni preliminari di pulizia e disinfezione nell'azienda infetta
   eseguite secondo quanto prescritto dall'articolo 49 e finché nelle aziende ubicate nella zona di
   sorveglianza non siano stati eseguiti esami di laboratorio secondo il manuale diagnostico per
   individuare l'eventuale presenza dell'influenza aviaria.
                                              SEZIONE 6
         MISURE DA APPLICARE IN ULTERIORI ZONE SOGGETTE A RESTRIZIONI
                                               Articolo 32
                     Misure da applicare in ulteriori zone soggette a restrizioni
   1.       L'autorità competente può disporre l'applicazione parziale o totale delle misure di cui
            alle sezioni 4 e 5 all'interno delle ulteriori zone soggette a restrizioni previste
            dall'articolo 16, paragrafo 3 ("ulteriori zone soggette a restrizioni").
   2.       In aziende e aree a rischio ubicate nelle ulteriori zone soggette a restrizioni, l'autorità
            competente può disporre il depopolamento preventivo mediante macellazione o
            abbattimento del pollame o degli altri volatili conformemente alla
            direttiva 93/119/CEE del Consiglio.
            Il ripopolamento di tali aziende avviene conformemente alle istruzioni impartite
            dall'autorità competente.
   3.       Gli Stati membri che applicano le misure di cui ai paragrafi 1 e 2 ne informano
            immediatamente la Commissione.
   4.       La Commissione esamina quanto prima la situazione con gli Stati membri interessati
            e in sede di comitato.
   5.       Fatte salve le decisioni da adottare a norma della decisione 90/424/CEE del
            Consiglio, è possibile adottare ulteriori misure di sorveglianza, di biosicurezza e di
            lotta contro la diffusione dell'influenza aviaria secondo la procedura di cui
            all'articolo 65, paragrafo 3.
IT                                                  37                                                  IT
 ---pagebreak---                                          SEZIONE 7
                       DEROGHE E MISURE DI BIOSICUREZZA
                                          Articolo 33
                                           Deroghe
   1. L'autorità competente può, in base a una valutazione del rischio, concedere deroghe
      alle misure di cui alle sezioni 4 e 5 laddove si abbia conferma dell'HPAI in un
      incubatoio.
   2. In presenza di un focolaio di HPAI in una struttura non commerciale/struttura per
      uccelli da compagnia, un circo, uno zoo, un parco naturale, un'area recintata in cui il
      pollame o gli altri volatili siano tenuti a scopi scientifici o per scopi connessi con la
      conservazione di specie minacciate o di razze rare di pollame o altri volatili
      ufficialmente registrate, l'autorità competente può concedere deroghe alle misure
      previste dall'articolo 18, lettere b) e c), dall'articolo 22 e dall'articolo 30, lettere b), c)
      e f).
   3. In deroga alle sezioni 4 e 5, in presenza di focolai di HPAI gli Stati membri possono,
      sulla base di una valutazione del rischio, introdurre misure specifiche in materia di
      circolazione dei colombi viaggiatori in entrata e in uscita dalle zone di protezione e
      sorveglianza e all'interno delle medesime.
   4. Le deroghe di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 sono concesse soltanto purché esse non
      compromettano le misure di lotta contro l'epizoozia e non pregiudichino interessi
      fondamentali della Comunità.
   5. Gli Stati membri che concedono le deroghe di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 ne informano
      immediatamente la Commissione.
   6. In ogni caso la Commissione esamina con la massima tempestività la situazione con
      lo Stato membro interessato e in sede di comitato.
      Tenuto conto di eventuali deroghe concesse a norma dei paragrafi 1, 2 e 3, è
      possibile adottare misure atte a impedire la diffusione dell'influenza aviaria secondo
      la procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 3.
                                          Articolo 34
                                   Misure di biosicurezza
   1. Per impedire la diffusione dell'influenza aviaria, oltre alle misure di cui alle
      sezioni 4, 5 e 6 l'autorità competente può imporre l'attuazione di ulteriori misure di
      biosicurezza nelle aziende ubicate nelle zone di protezione e sorveglianza e nelle
      ulteriori zone soggette a restrizioni, nonché in specifici compartimenti avicoli e in
      compartimenti di altri volatili dello Stato membro interessato.
IT                                             38                                                     IT
 ---pagebreak---              Queste misure possono comprendere restrizioni alla circolazione dei veicoli o delle
             persone impiegati nell'approvvigionamento del mangime, nella raccolta delle uova,
             nel trasporto del pollame ai macelli, nella raccolta delle carcasse in vista della loro
             eliminazione, nonché restrizioni di altri movimenti del personale, dei veterinari o di
             coloro che effettuano consegne di forniture agricole.
   2.        Gli Stati membri che adottano le misure di cui al paragrafo 1 ne informano
             immediatamente la Commissione.
   3.        La Commissione esamina quanto prima la situazione con lo Stato membro
             interessato e in sede di comitato.
   4.        Fatte salve le decisioni da adottare a norma della decisione 90/424/CEE, è possibile
             adottare ulteriori misure di sorveglianza, biosicurezza e di lotta contro la diffusione
             dell'influenza aviaria secondo la procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 3.
                                                SEZIONE 8
              MISURE DA APPLICARE IN PRESENZA DI SOSPETTO E CONFERMA
         DELL'INFLUENZA AVIARIA AD ALTA PATOGENICITÀ (HPAI) IN TALUNE
             STRUTTURE DIVERSE DALLE AZIENDE E NEI MEZZI DI TRASPORTO
                                                 Articolo 35
   Accertamenti per sospetta presenza dell'HPAI in talune strutture diverse dalle aziende e
                                           nei mezzi di trasporto
   In presenza di un sospetto o di una conferma dell'HPAI nei macelli, nei mezzi di trasporto o ai
   posti d'ispezione frontalieri, l'autorità competente avvia immediatamente un'indagine volta a
   confermarne o escluderne la presenza conformemente al manuale diagnostico.
                                                 Articolo 36
                                     Misure da applicare nei macelli
   1.        In presenza di un sospetto o di una conferma dell'HPAI in un macello, l'autorità
             competente garantisce che sulla base di una valutazione del rischio tutto il pollame
             presente nel macello venga abbattuto o macellato quanto prima sotto controllo
             ufficiale.
             In caso di macellazione la carne del pollame è tenuta separata sotto controllo
             ufficiale fino al completamento di ulteriori accertamenti svolti, parallelamente a
             quelli previsti dall'articolo 35, per confermare o escludere la presenza dell'HPAI.
   2.        Qualora l'HPAI sia confermata, le carni del pollame infetto o degli altri volatili infetti
             e le carni potenzialmente contaminate sono eliminate sotto controllo ufficiale.
IT                                                   39                                                 IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 37
          Misure da applicare nei posti d'ispezione frontalieri o nei mezzi di trasporto
   1.        In presenza di un sospetto o di una conferma della presenza dell'HPAI in un posto
             d'ispezione frontaliero o in un mezzo di trasporto, l'autorità competente garantisce
             che sulla base di una valutazione del rischio tutto il pollame e gli altri volatili
             presenti nel posto d'ispezione frontaliero o nel mezzo di trasporto vengano trasferiti
             in un luogo idoneo per essere quanto prima abbattuti o macellati sotto controllo
             ufficiale.
             L'autorità competente può tuttavia decidere di non abbattere o macellare quel
             pollame e gli altri volatili presenti nel posto di ispezione frontaliero che non abbiano
             avuto contatto con il pollame o con gli altri volatili di cui si sospetta l'infezione.
             In caso di macellazione la carne del pollame è tenuta separata sotto controllo
             ufficiale fino al completamento di ulteriori accertamenti svolti, parallelamente a
             quelli previsti dall'articolo 35, per confermare o escludere la presenza dell'HPAI.
   2.        Qualora l'HPAI sia confermata, le carcasse del pollame infetto o degli altri volatili
             infetti e le carni potenzialmente contaminate sono eliminate quanto prima sotto
             controllo ufficiale.
                                                 Articolo 38
    Ulteriori misure da applicare nei macelli, nei posti d'ispezione frontalieri o nei mezzi di
                                                 trasporto
   Qualora in un macello, in un posto d'ispezione frontaliero o nei mezzi di trasporto sia
   sospettata o confermata la presenza dell'HPAI, l'autorità competente garantisce l'applicazione
   delle ulteriori misure di seguito elencate:
   a)        nel macello, nel posto d'ispezione frontaliero o nei mezzi di trasporto non vengono
             ammessi pollame o altri volatili perlomeno finché non siano trascorse 24 ore dal
             completamento delle operazioni di pulizia e disinfezione di cui alla lettera b),
             espletate conformemente all'articolo 49. Per quanto riguarda i posti d'ispezione
             frontalieri, il divieto di ammissione può essere esteso ad altri animali;
   b)        le operazioni di pulizia e di disinfezione degli edifici, delle attrezzature e dei veicoli
             vengono effettuate sotto il controllo del veterinario ufficiale in conformità
             all'articolo 49;
   c)        viene svolta un'analisi epidemiologica;
   d)        le misure di cui all'articolo 7, paragrafo 2, sono applicate nell'azienda di origine del
             pollame o delle carcasse infetti e nelle aziende che hanno avuto contatto;
IT                                                   40                                                 IT
 ---pagebreak---    e) salvo diversa indicazione risultante dall'indagine epidemiologica e dagli ulteriori
      accertamenti di cui all'articolo 35, nell'azienda d'origine sono applicate le misure
      previste dall'articolo 11;
   f) l'isolato del virus dell'influenza aviaria è sottoposto alla procedura di laboratorio di
      cui al manuale diagnostico ai fini dell'identificazione del sottotipo virale.
IT                                           41                                                IT
 ---pagebreak---                                              CAPO V
      MISURE DA APPLICARE IN PRESENZA DI UN FOCOLAIO DI INFLUENZA
                        AVIARIA A BASSA PATOGENICITÀ (LPAI)
                                            SEZIONE 1
                         MISURE DA APPLICARE NELLE AZIENDE
                                            Articolo 39
                       Misure che deve applicare l'autorità competente
   1.    Fatte salve le misure di cui all'articolo 7, paragrafo 2, lettere a), b), c), e), g) e h),
         l'autorità competente garantisce che in presenza di focolai di LPAI le misure previste
         ai paragrafi da 2 a 6 del presente articolo vengano adottate sulla base di una
         valutazione del rischio, tenendo conto almeno dei criteri stabiliti nell'allegato V.
   2.    L'autorità competente garantisce che venga praticato, sotto controllo ufficiale, il
         depopolamento di tutto il pollame presente nell'azienda e di tutti gli altri volatili delle
         specie nelle quali sia stata confermata l'LPAI, così da impedire la diffusione
         dell'influenza aviaria.
         Il depopolamento può essere esteso ad altri volatili dell'azienda in funzione del
         rischio di ulteriore diffusione dell'influenza aviaria posto da tali volatili e può essere
         esteso ad altre aziende che possono essere considerate aziende che hanno avuto
         contatto sulla base dell'indagine epidemiologica.
         Prima del depopolamento non sono consentiti l'ingresso o l'uscita dall'azienda di
         pollame o altri volatili, salvo autorizzazione dell'autorità competente.
   3.    Ai fini del paragrafo 2 il depopolamento viene condotto conformemente alla
         direttiva 93/119/CEE e l'autorità competente decide che il pollame o gli altri volatili
         vengano:
         a)     abbattuti il prima possibile oppure
         b)     macellati in un macello designato, purché siano applicate misure di
                biosicurezza.
   4.    L'autorità competente garantisce che vengano eliminate sotto controllo ufficiale:
         a)     le carcasse;
         b)     le uova da cova presenti nell'azienda.
IT                                               42                                                  IT
 ---pagebreak---    5. L'autorità competente garantisce l'adozione delle misure di seguito elencate:
      a)    le uova da cova raccolte nell'azienda nel periodo compreso tra la probabile data
            di introduzione dell'LPAI nell'azienda e l'adozione delle misure di cui alla
            presente direttiva vengono – per quanto possibile – rintracciate e la loro schiusa
            avviene sotto sorveglianza ufficiale;
      b)    il pollame già nato da uova raccolte nell'azienda nel periodo compreso tra la
            probabile data di introduzione dell'LPAI nell'azienda e l'adozione delle misure
            di cui alla presente direttiva viene sottoposto a sorveglianza ufficiale e vengono
            condotti accertamenti conformemente al manuale diagnostico;
      c)    le uova da tavola presenti nell'azienda e quelle successivamente prodotte
            nell'azienda prima del depopolamento previsto dal paragrafo 2 sono trasportate
            a un centro di imballaggio designato, oppure trattate oppure eliminate;
      d)    materiali o sostanze potenzialmente contaminati sono trattati secondo le
            istruzioni impartite dal veterinario ufficiale oppure eliminati;
      e)    il concime, i liquami e le lettiere potenzialmente contaminati sono trattati
            conformemente a quanto disposto dall'articolo 49;
      f)    successivamente al depopolamento, gli edifici utilizzati per ospitare il pollame
            e gli altri volatili, le attrezzature potenzialmente contaminate e i veicoli
            impiegati per trasportare le carcasse, il mangime, il concime, i liquami e le
            lettiere o qualsivoglia materiale o sostanza potenzialmente contaminati sono
            quanto prima puliti, disinfettati o trattati, conformemente a quanto disposto
            dall'articolo 49;
      g)    senza autorizzazione dell'autorità competente non sono consentiti l'ingresso o
            l'uscita dall'azienda degli animali domestici, ad eccezione di quelli che hanno
            accesso unicamente agli spazi riservati all'abitazione umana;
      h)    in presenza di un focolaio primario di LPAI, l'isolato virale è sottoposto agli
            esami di laboratorio di cui al manuale diagnostico ai fini dell'identificazione
            del sottotipo virale. L'isolato virale viene inviato prima possibile al laboratorio
            comunitario di riferimento di cui all'articolo 52, paragrafo 1.
      i)    viene completata l'indagine epidemiologica.
   6. L'autorità competente può adottare ulteriori misure precauzionali atte a impedire la
      diffusione dell'LPAI, compreso l'obbligo di precisare la destinazione e il trattamento
      delle uova e i trattamenti delle carni ottenute, purché sia rispettata la procedura di cui
      al paragrafo 3, lettera b).
   7. Gli Stati membri che applicano le misure di cui ai paragrafi 2, 4 e 5 le comunicano
      immediatamente alla Commissione.
IT                                            43                                                 IT
 ---pagebreak---                                            Articolo 40
                                Deroghe per talune strutture
   1. In presenza di un focolaio di LPAI in una struttura non commerciale/struttura per
      uccelli da compagnia, un circo, uno zoo, un negozio di uccelli da compagnia, un
      parco naturale, un'area recintata in cui il pollame o gli altri volatili siano tenuti a
      scopi scientifici o per scopi connessi con la conservazione di specie minacciate o di
      razze rare di pollame o altri volatili ufficialmente registrate, l'autorità competente
      può concedere deroghe alle misure previste dall'articolo 39, paragrafo 2, e
      dall'articolo 39, paragrafo 4, lettera b), purché tali deroghe non compromettano la
      lotta contro l'epizoozia e non pregiudichino interessi fondamentali della Comunità.
   2. Laddove venga concessa una deroga di cui al paragrafo 1, l'autorità competente
      garantisce che il pollame e gli altri volatili oggetto della deroga:
      a)     siano mantenuti totalmente isolati da altro pollame o da altri volatili e, se del
             caso, dai volatili selvatici;
      b)     siano sottoposti a ulteriore sorveglianza e ad esami conformemente al manuale
             diagnostico finché dagli esami di laboratorio non risulti che essi non
             comportano più un rischio significativo di ulteriore diffusione dell'LPAI;
      c)     non vengano allontanati dall'azienda di origine, salvo a fini di macellazione o
             di trasferimento in un'altra azienda:
             i)     ubicata nello stesso Stato membro, conformemente alle istruzioni
                    impartite dall'autorità competente; oppure
             ii)    in un altro Stato membro, previo accordo dello Stato membro di
                    destinazione.
   3. In presenza di focolai di LPAI in incubatoi l'autorità competente può, in base a una
      valutazione del rischio, concedere deroghe parziali o totali alle misure di cui
      all'articolo 39.
   4. Gli Stati membri fissano le norme di dettaglio per l'applicazione delle deroghe di cui
      ai paragrafi 1 e 3, tenendo conto delle garanzie ottenibili in materia di polizia
      sanitaria e stabiliscono le opportune misure alternative.
   5. Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione eventuali deroghe
      concesse a norma dei paragrafi 1 e 3.
   6. La Commissione esamina quanto prima la situazione con lo Stato membro
      interessato e in sede di comitato.
   7. Tenuto conto di eventuali deroghe concesse a norma del paragrafo 1, è possibile
      adottare misure atte a impedire la diffusione dell'influenza aviaria secondo la
      procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 3.
IT                                             44                                              IT
 ---pagebreak---                                           SEZIONE 2
   MISURE DA APPLICARE IN PRESENZA DI FOCOLAI DI LPAI IN UNITÀ PRODUTTIVE
                DISTINTE E IN AZIENDE CHE HANNO AVUTO CONTATTO
                                           Articolo 41
      Misure da applicare in presenza di focolai di LPAI in unità produttive distinte
   1.   In presenza di un focolaio di LPAI in un'azienda comprendente due o più unità
        produttive distinte, l'autorità competente può concedere deroghe alle misure di cui
        all'articolo 39, paragrafo 2, per le unità produttive in cui sia presente pollame sano,
        purché tali deroghe non compromettano le misure di lotta contro l'epizoozia e non
        pregiudichino interessi fondamentali della Comunità.
   2.   Gli Stati membri fissano le norme di dettaglio per l'applicazione delle deroghe di cui
        al paragrafo 1, tenendo conto delle garanzie ottenibili in materia di polizia sanitaria, e
        stabiliscono le opportune misure alternative.
   3.   Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione eventuali deroghe
        concesse a norma del paragrafo 1.
   4.   La Commissione esamina quanto prima la situazione con lo Stato membro
        interessato e in sede di comitato.
   5.   Tenuto conto di eventuali deroghe concesse a norma del paragrafo 1, è possibile
        adottare misure atte a impedire la diffusione dell'influenza aviaria secondo la
        procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 3.
                                           Articolo 42
                Misure da applicare nelle aziende che hanno avuto contatto
   1.   L'autorità competente decide, in base all'indagine epidemiologica, se un'azienda
        debba essere considerata azienda che ha avuto contatto.
        L'autorità competente garantisce che alle aziende che hanno avuto contatto vengano
        applicate le misure di cui all'articolo 7, paragrafo 2, fino a quando non sia stata
        esclusa – in conformità al manuale diagnostico – la presenza dell'LPAI.
   2.   Sulla base dell'indagine epidemiologica l'autorità competente applica le misure di cui
        all'articolo 39 alle aziende che hanno avuto contatto, soprattutto laddove l'azienda
        che ha avuto contatto sia ubicata in una zona ad alta densità di pollame.
        L'allegato IV stabilisce i criteri principali da considerare per l'applicazione, alle
        aziende che hanno avuto contatto, delle misure di cui all'articolo 39.
   3.   L'autorità competente garantisce che, all'atto dell'abbattimento, dal pollame vengano
        prelevati campioni per confermare o escludere – conformemente al manuale
        diagnostico - la presenza del virus dell'LPAI in quelle aziende cha hanno avuto
        contatto.
IT                                             45                                                  IT
 ---pagebreak---                                                 SEZIONE 3
                         ISTITUZIONE DI ZONE SOGGETTE A RESTRIZIONI
                                                Articolo 43
             Istituzione di zone soggette a restrizioni in presenza di focolai di LPAI
   Immediatamente dopo la comparsa di un focolaio di LPAI l'autorità competente istituisce
   intorno all'azienda una zona soggetta a restrizioni con un raggio di almeno tre chilometri.
                                                Articolo 44
                          Misure da applicare nella zona soggetta a restrizioni
   1.       L'autorità competente garantisce l'applicazione delle misure di seguito elencate nella
            zona soggetta a restrizioni:
            a)     viene effettuato con la massima tempestività un censimento di tutte le aziende
                   di pollame;
            b)     vengono effettuati – conformemente al manuale diagnostico – esami di
                   laboratorio nelle aziende di pollame ubicate entro un raggio di almeno un
                   chilometro dall'azienda;
            c)     ogni spostamento di pollame e altri volatili, di pollame pronto per la
                   deposizione di uova, di pulcini di un giorno, nonché di uova da cova e da
                   tavola all'interno della zona soggetta a restrizioni è subordinato ad
                   autorizzazione e alle altre misure di lotta che l'autorità competente ritenga
                   opportune. Tale restrizione non si applica al transito su strada o rotaia nella
                   zona soggetta a restrizioni che non comporti operazioni di scarico o soste;
            d)     nei primi quindici giorni successivi all'istituzione della zona soggetta a
                   restrizioni è vietata la circolazione di pollame e altri volatili, di pollame pronto
                   per la deposizione di uova, di pulcini di un giorno, nonché di uova da cova e da
                   tavola in uscita dalla zona, salvo nel caso in cui l'autorità competente autorizzi
                   il trasporto diretto di:
                   i)      pollame da macellazione a un macello ubicato nello stesso Stato
                           membro;
                   ii)     pollame pronto per la deposizione di uova a un'azienda posta sotto
                           sorveglianza ufficiale, ubicata nello stesso Stato membro e nella quale
                           non sia presente altro pollame. L'azienda è sottoposta a sorveglianza
                           ufficiale successivamente all'arrivo del pollame pronto per la deposizione
                           di uova;
IT                                                   46                                                 IT
 ---pagebreak---       iii)   pulcini di un giorno:
             –      a un'azienda o a un capannone di tale azienda ubicati nello stesso
                    Stato membro e nei quali non sia presente altro pollame, purché
                    vengano applicate opportune misure di biosicurezza e l'azienda sia
                    sottoposta a sorveglianza ufficiale dopo il trasporto; oppure
             –      in una qualsiasi altra azienda nel caso in cui si tratti di pulcini di un
                    giorno nati da uova da cova di aziende di pollame ubicate al di
                    fuori della zona soggetta a restrizioni, purché l'incubatoio sia in
                    grado di garantire, attraverso la propria organizzazione logistica e
                    le condizioni operative in materia di biosicurezza, l'assenza di
                    contatto con uova da cova o pulcini di un giorno di allevamenti
                    avicoli della zona soggetta a restrizioni, caratterizzati quindi da un
                    diverso stato sanitario;
      iv)    uova da cova a un incubatoio designato. Le uova da cova e i relativi
             imballaggi sono disinfettati prima della spedizione e deve essere garantita
             la rintracciabilità delle uova;
      v)     uova da tavola a un centro di imballaggio, purché confezionate in
             imballaggi a perdere seguendo le misure di biosicurezza conformemente
             alle istruzioni impartite dall'autorità competente;
   e) le carcasse vengono eliminate;
   f) chiunque entri o esca dalle aziende ubicate nella zona soggetta a restrizioni
      rispetta opportune misure di biosicurezza volte a impedire la diffusione
      dell'influenza aviaria;
   g) i veicoli e le attrezzature utilizzati per trasportare pollame o altri volatili vivi,
      mangime, concime, liquami e lettiere, nonché qualsiasi altro materiale o
      sostanza potenzialmente contaminati sono puliti e disinfettati con la massima
      tempestività dopo la contaminazione, conformemente a quanto disposto
      dall'articolo 49;
   h) non sono ammessi, senza l'autorizzazione dell'autorità competente, l'ingresso o
      l'uscita di pollame, altri volatili o mammiferi di specie domestiche da
      un'azienda in cui sia tenuto pollame. Questa limitazione non si applica ai
      mammiferi delle specie domestiche che nell'azienda abbiano accesso
      unicamente agli spazi riservati all'abitazione umana, purché si possa escludere
      ogni contatto con il pollame o gli altri volatili;
   i) aumenti della morbilità o della mortalità o cali significativi dei dati di
      produzione nelle aziende sono segnalati immediatamente all'autorità
      competente che svolge gli opportuni accertamenti secondo il manuale
      diagnostico;
IT                                       47                                                   IT
 ---pagebreak---            j)      non sono consentiti la rimozione o lo spargimento dello strame usato o del
                  concime, salvo autorizzazione dell'autorità competente. Può tuttavia essere
                  autorizzato il trasporto di concime da un'azienda ubicata in una zona soggetta a
                  restrizioni e sottoposta a misure di biosicurezza a un impianto riconosciuto per
                  il trattamento o per l'immagazzinamento temporaneo in vista di un successivo
                  trattamento destinato a distruggere i virus dell'influenza aviaria eventualmente
                  presenti, secondo quanto disposto dal regolamento (CE) n. 1774/2002 o dalle
                  norme di dettaglio di cui all'articolo 64, paragrafo 1;
           k)     sono vietati fiere, mercati, esposizioni o altri raduni di pollame o altri volatili,
                  salvo autorizzazione da parte dell'autorità competente;
           l)     non vengono rilasciati pollame o altri volatili per il ripopolamento faunistico.
   2.      In base a una valutazione del rischio l'autorità competente può introdurre, oltre a
           quelle previste nella presente sezione, ulteriori misure e le comunica alla
           Commissione.
   3.      Tenuto conto delle misure di cui al paragrafo 2, ulteriori misure atte a impedire la
           diffusione dell'influenza aviaria possono essere adottate secondo la procedura di cui
           all'articolo 65, paragrafo 3.
                                               Articolo 45
                                         Durata delle misure
   Le misure di cui alla presente sezione sono mantenute:
   a)      per almeno 21 giorni dalla data del completamento delle operazioni preliminari di
           pulizia e disinfezione nell'azienda infetta eseguite secondo quanto prescritto
           dall'articolo 49 e finché le autorità competenti – a seguito degli accertamenti e degli
           esami di laboratorio condotti nella zona soggetta a restrizioni secondo il manuale
           diagnostico e in base alla valutazione del rischio – non ritengano trascurabile il
           rischio di diffusione dell'LPAI; oppure
   b)      per almeno 42 giorni dalla conferma del focolaio e finché le autorità competenti – a
           seguito degli accertamenti e degli esami di laboratorio condotti nella zona soggetta a
           restrizioni secondo il manuale diagnostico e in base alla valutazione del rischio – non
           ritengano trascurabile il rischio di diffusione dell'LPAI.
                                               Articolo 46
                                                Deroghe
   1.      Qualora in un incubatoio sia confermata la presenza dell'LPAI, l'autorità competente
           può, in base a una valutazione del rischio, derogare in tutto o in parte alle misure di
           cui agli articoli 43 e 44.
IT                                                  48                                                 IT
 ---pagebreak---    2. In presenza di un focolaio di LPAI in una struttura non commerciale/struttura per
      uccelli da compagnia, un circo, uno zoo, un negozio di uccelli da compagnia, un
      parco naturale, un'area recintata in cui il pollame o gli altri volatili siano tenuti a
      scopi scientifici o per scopi connessi con la conservazione di specie minacciate o di
      razze rare di pollame o altri volatili ufficialmente registrate, l'autorità competente
      può concedere deroghe alle misure previste dall'articolo 43, e dall'articolo 44,
      lettere c), d), h) e i), purché tali deroghe non compromettano la lotta contro
      l'epizoozia e non pregiudichino interessi fondamentali della Comunità.
   3. Gli Stati membri che concedono le deroghe di cui ai paragrafi 1 e 2 ne informano
      immediatamente la Commissione.
   4. La Commissione esamina quanto prima la situazione con lo Stato membro
      interessato e in sede di comitato.
   5. Tenuto conto di eventuali deroghe concesse a norma dei paragrafi 1 e 2, è possibile
      adottare misure atte a impedire la diffusione dell'influenza aviaria secondo la
      procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 3.
IT                                           49                                               IT
 ---pagebreak---                                            CAPO VI
   MISURE RIGUARDANTI LA SALUTE PUBBLICA E GLI ANIMALI DIVERSI DAL
                         POLLAME O DAGLI ALTRI VOLATILI
                                           Articolo 47
                            Misure riguardanti la salute pubblica
   1.   In presenza di focolai o altro riscontro confermato di virus influenzali aviari nel
        pollame e in altri volatili o nei mammiferi suscettibili di comportare un rischio per la
        salute pubblica, gli Stati membri provvedono affinché l'autorità competente contatti
        quanto prima l'autorità nazionale competente in materia di salute pubblica per
        decidere in merito all'adozione tempestiva di opportune misure precauzionali atte a
        prevenire infezioni influenzali nei lavoratori del settore avicolo e in altre persone a
        rischio.
   2.   Laddove venga individuato un rischio per la salute pubblica così come descritto al
        paragrafo 1, lo Stato membro interessato ne dà immediata comunicazione alla
        Commissione e agli altri Stati membri.
   3.   La situazione è esaminata quanto prima in sede di comitato.
   4.   Conformemente alla procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 3, possono essere
        adottate ulteriori misure di polizia sanitaria atte a prevenire la trasmissione
        dell'influenza aviaria all'uomo dal pollame, da altri volatili o dai mammiferi.
                                           Articolo 48
          Esami di laboratorio e altre misure riguardanti i suini e altri animali
   1.   A seguito della comparsa di un focolaio, l'autorità competente garantisce che
        vengano effettuati sui suini presenti nell'azienda esami di laboratorio volti a
        confermare o escludere la presenza dell'influenza aviaria.
        In attesa del risultato di questi esami è assolutamente vietato far uscire suini
        dall'azienda.
   2.   Qualora gli esami di laboratorio di cui al paragrafo 1 confermino la positività ai virus
        dell'influenza aviaria nei suini, l'autorità competente può autorizzare la circolazione
        di detti suini a destinazione di altre aziende suinicole o di macelli designati, purché
        opportune prove successive abbiano dimostrato che il rischio di diffusione
        dell'influenza aviaria è trascurabile.
   3.   Laddove gli esami di laboratorio di cui al paragrafo 1 confermino l'esistenza di una
        grave minaccia per la salute, l'autorità competente garantisce il tempestivo
        abbattimento dei suini sotto controllo ufficiale, in modo da impedire la diffusione
        dell'influenza aviaria, in particolare durante il trasporto, e conformemente a quanto
        prescritto dalla direttiva 93/119/CEE.
IT                                              50                                               IT
 ---pagebreak---    4. In presenza di un focolaio o della conferma di un riscontro positivo per l'influenza
      aviaria nei suini di un'azienda e in base a una valutazione del rischio, l'autorità
      competente applica le misure di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 a qualsiasi altro animale
      presente nell'azienda e può estendere tali misure alle aziende che hanno avuto
      contatto.
   5. Gli Stati membri comunicano alla Commissione, nell'ambito del comitato, i risultati
      degli esami e le misure applicate a norma dei paragrafi da 1 a 4.
   6. Conformemente alla procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 3, possono essere
      adottate ulteriori misure atte a impedire la diffusione dell'influenza aviaria nei suini e
      in altri animali.
   7. Le modalità di applicazione del presente articolo possono essere adottate secondo la
      procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2.
IT                                           51                                                  IT
 ---pagebreak---                                                  CAPO VII
              OPERAZIONI DI PULIZIA, DISINFEZIONE E RIPOPOLAMENTO
                                                 Articolo 49
                            Operazioni di pulizia, disinfezione e trattamento
   Gli Stati membri provvedono affinché:
   a)        le operazioni di pulizia, disinfezione e trattamento dei luoghi, dei veicoli e di
             eventuali materiali o sostanze contaminati o potenzialmente contaminati dai virus
             dell'influenza aviaria siano condotte sotto controllo ufficiale secondo:
             i)     le istruzioni impartite dal veterinario ufficiale:
             ii)    i principi e le procedure in materia di pulizia, disinfezione e trattamento
                    stabiliti nell'allegato VI;
   b)        i disinfettanti da utilizzare e le relative concentrazioni siano approvati dall'autorità
             competente.
                                                 Articolo 50
                                        Ripopolamento delle aziende
   1.        Gli Stati membri garantiscono il rispetto dei paragrafi da 2 a 6 del presente articolo,
             un volta applicate le misure di cui agli articoli 11 e 39.
   2.        Il ripopolamento con pollame di un'azienda avicola commerciale non può essere
             effettuato prima che siano trascorsi 21 giorni dalla data di completamento delle
             operazioni finali di pulizia e disinfezione di cui all'articolo 49.
   3.        Per un periodo di 21 giorni dalla data di ripopolamento dell'azienda avicola
             commerciale vengono attuati i seguenti provvedimenti:
             a)     il pollame è sottoposto settimanalmente a esame clinico condotto dal
                    veterinario ufficiale;
             b)     vengono eseguiti esami di laboratorio conformemente al manuale diagnostico;
             c)     il pollame che muore in fase di ripopolamento è sottoposto a esami
                    conformemente al manuale diagnostico;
             d)     chiunque entri o esca dall'azienda avicola commerciale rispetta opportune
                    misure di biosicurezza volte a impedire la diffusione dell'influenza aviaria;
             e)     durante la fase di ripopolamento non è ammessa l'uscita dall'azienda avicola
                    commerciale del pollame senza l'autorizzazione dell'autorità competente;
IT                                                    52                                              IT
 ---pagebreak---       f)    il titolare tiene un registro dei dati relativi alla produzione e lo aggiorna
            regolarmente;
      g)    qualsiasi variazione dei dati relativi alla produzione di cui alla lettera f) e altre
            anomalie sono immediatamente comunicate all'autorità competente.
   4. Il ripopolamento con pollame o altri volatili di una struttura non
      commerciale/struttura per uccelli da compagnia, un circo, uno zoo, un negozio di
      uccelli da compagnia, un mercato di volatili, un'uccelliera, un parco naturale o
      un'area recintata in cui il pollame o gli altri volatili siano tenuti a scopi scientifici o
      per scopi connessi con la conservazione di specie minacciate o di razze rare di
      pollame o altri volatili ufficialmente registrate avviene conformemente alle istruzioni
      impartite dall'autorità competente.
   5. Il ripopolamento con pollame delle aziende che hanno avuto contatto avviene
      conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente.
   6. In base a una valutazione del rischio l'autorità competente può disporre l'applicazione
      delle procedure di cui al paragrafo 3 ad aziende diverse dalle aziende avicole
      commerciali.
IT                                           53                                                   IT
 ---pagebreak---                                              CAPO VIII
    PROCEDURE DIAGNOSTICHE, MANUALE DIAGNOSTICO E LABORATORI DI
                                          RIFERIMENTO
                                             Articolo 51
                       Procedure diagnostiche e manuale di riferimento
   1.   Gli Stati membri provvedono affinché le procedure diagnostiche, il prelievo di
        campioni e gli esami di laboratorio volti a individuare la presenza dell'influenza
        aviaria siano effettuati secondo il manuale diagnostico in modo da garantire
        l'uniformità delle procedure di diagnosi dell'influenza aviaria.
        Il manuale è adottato secondo la procedura prevista dall'articolo 65, paragrafo 2,
        entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva. Eventuali successive
        modifiche del manuale sono adottate secondo la medesima procedura.
   2.   Il manuale diagnostico di cui al paragrafo 1 stabilisce perlomeno:
        a)     i requisiti minimi in materia di biosicurezza e le norme minime di qualità;
               i)     che devono essere osservati dai laboratori riconosciuti che effettuano gli
                      esami per la diagnosi dell'influenza aviaria;
               ii)    da osservare per il trasporto dei campioni;
        b)     i criteri e le procedure da seguire nell'esecuzione degli esami clinici o post
               mortem intesi a confermare o escludere la presenza dell'influenza aviaria;
        c)     i criteri e le procedure da seguire nella raccolta di campioni da pollame o altri
               volatili per l'esecuzione degli esami di laboratorio intesi a confermare o
               escludere la presenza dell'influenza aviaria, compresi i metodi di
               campionamento per lo screening sierologico o virologico effettuato
               conformemente a quanto disposto dalla presente direttiva;
        d)     gli esami di laboratorio da utilizzare per la diagnosi dell'influenza aviaria,
               compresi:
               i)     gli esami per la diagnosi differenziale;
               ii)    gli esami di discriminazione dei virus dell'HPAI da quelli dell'LPAI;
               iii)   esami che consentano di distinguere i volatili vaccinati da quelli infettati
                      da un ceppo di campo dell'influenza aviaria;
               iv)    i criteri di valutazione dei risultati degli esami di laboratorio;
        e)     le tecniche di laboratorio per la tipizzazione degli isolati del virus dell'influenza
               aviaria.
IT                                               54                                                  IT
 ---pagebreak---    3. Gli Stati membri provvedono affinché i virus dell'influenza aviaria, il loro genoma e
      gli antigeni virali, nonché i vaccini sviluppati a fini di ricerca, diagnosi o produzione
      di vaccini siano manipolati o utilizzati esclusivamente in luoghi, stabilimenti o
      laboratori riconosciuti dall'autorità competente, nei quali siano soddisfatti gli
      opportuni requisiti in materia di biosicurezza.
      L'elenco dei luoghi, stabilimenti o laboratori riconosciuti è trasmesso alla
      Commissione entro il 1° luglio 2006, e viene in seguito tenuto aggiornato.
                                          Articolo 52
                                 Laboratori di riferimento
   1. Il laboratorio previsto dall'allegato VII costituisce il laboratorio comunitario di
      riferimento per l'influenza aviaria ("laboratorio comunitario di riferimento").
      Fatta salva la decisione 90/424/CEEE il laboratorio comunitario di riferimento
      esercita le funzioni e i compiti elencati al punto 2 del suddetto allegato.
   2. I laboratori elencati al punto 1 dell'allegato VIII costituiscono i laboratori nazionali
      di riferimento per l'influenza aviaria ("laboratori nazionali di riferimento").
      Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri eventuali
      modifiche concernenti i rispettivi laboratori nazionali di riferimento elencati al
      punto 1 del citato allegato.
   3. Gli Stati membri provvedono affinché i laboratori nazionali di riferimento:
      a)     esercitino le funzioni e i compiti delineati al punto 2 dell'allegato VIII;
      b)     garantiscano il coordinamento delle norme e dei metodi di diagnosi sul proprio
             territorio conformemente all'allegato VIII e il collegamento con il laboratorio
             comunitario di riferimento.
IT                                            55                                                IT
 ---pagebreak---                                            CAPO IX
                                      VACCINAZIONE
                                          SEZIONE 1
                        DIVIETO GENERALE DI VACCINAZIONE
                                          Articolo 53
          Produzione, vendita e impiego di vaccini contro l'influenza aviaria
   1. Gli Stati membri provvedono affinché:
      a)     sul proprio territorio sia vietata la vaccinazione contro l'influenza aviaria, salvo
             quanto disposto nelle sezioni 2 e 3;
      b)     sul proprio territorio la manipolazione, la produzione, la conservazione, la
             fornitura, la distribuzione e la vendita dei vaccini contro l'influenza aviaria
             siano effettuate sotto controllo ufficiale;
      c)     vengano impiegati unicamente vaccini autorizzati                 a   norma     della
             direttiva 2001/82/CE e del regolamento (CE) n. 726/2004.
   2. In conformità alla procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2, possono essere
      adottate disposizioni concernenti le condizioni di fornitura e conservazione delle
      scorte di vaccini contro l'influenza aviaria nella Comunità.
                                          SEZIONE 2
                              VACCINAZIONE D'URGENZA
                                          Articolo 54
                  Vaccinazione d'urgenza del pollame o di altri volatili
   1. Gli Stati membri possono introdurre la vaccinazione d'urgenza del pollame o di altri
      volatili secondo quanto disposto dalla presente sezione, in presenza di un focolaio e
      del rischio di una possibile diffusione dell'influenza aviaria.
   2. Lo Stato membro che intenda introdurre la vaccinazione d'urgenza di cui al
      paragrafo 1 sottopone il piano di vaccinazione d'urgenza alla Commissione per
      approvazione.
      Il piano deve essere conforme a una strategia DIVA e contiene perlomeno le seguenti
      informazioni:
      a)     la situazione della malattia che ha portato alla richiesta della vaccinazione
             d'urgenza;
IT                                             56                                                 IT
 ---pagebreak---       b)     la zona geografica in cui deve essere attuata la vaccinazione d'urgenza e il
             numero di aziende ivi ubicate;
      c)     le specie e le categorie di pollame o altri volatili oppure, se del caso, il
             compartimento avicolo o di altri volatili da vaccinare;
      d)     il numero approssimativo dei capi di pollame o di altri volatili da vaccinare;
      e)     una sintesi delle caratteristiche del vaccino;
      f)     la durata prevista della campagna di vaccinazione d'urgenza;
      g)     misure relative alla circolazione del pollame o degli altri volatili e dei loro
             prodotti conformemente alle prescrizioni generali dell'allegato IX, salvo
             qualora lo Stato membro interessato non motivi misure difformi dalle citate
             prescrizioni generali;
      h)     i criteri per decidere se la vaccinazione d'urgenza debba essere applicata alle
             aziende che hanno avuto contatto;
      i)     la registrazione del pollame e degli altri volatili vaccinati;
      j)     gli esami clinici e di laboratorio da eseguire nelle aziende interessate dalla
             vaccinazione d'urgenza e nelle altre aziende ubicate nella zona di vaccinazione
             d'urgenza, in modo da monitorare la situazione epidemiologica, l'efficacia della
             campagna di vaccinazione d'urgenza e controllare la circolazione del pollame e
             degli altri volatili vaccinati.
   3. Norme di dettaglio in materia di vaccinazione d'urgenza possono essere stabilite
      conformemente alla procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2.
                                           Articolo 55
                    Approvazione dei piani di vaccinazione d'urgenza
   1. La Commissione analizza immediatamente, di concerto con lo Stato membro
      interessato, il piano di vaccinazione d'urgenza di cui all'articolo 54, paragrafo 2, ed
      esamina quanto prima la situazione in sede di comitato.
   2. Il piano di vaccinazione d'urgenza è approvato conformemente alla procedura di cui
      all'articolo 65, paragrafo 3.
      L'approvazione del piano di vaccinazione d'urgenza può essere accompagnata da
      misure che limitano la circolazione del pollame o degli altri volatili e dei loro
      prodotti. Dette misure possono comprendere restrizioni applicabili a specifici
      compartimenti avicoli e a compartimenti di altri volatili, nonché l'istituzione di zone
      soggette a restrizioni.
IT                                             57                                             IT
 ---pagebreak---                                         Articolo 56
                                         Deroghe
   1. In deroga all'articolo 54, gli Stati membri possono applicare la vaccinazione
      d'urgenza intorno al focolaio prima dell'approvazione del piano di vaccinazione
      d'urgenza, a condizione che:
      a)     il piano di vaccinazione d'urgenza e la decisione di applicare la vaccinazione
             d'urgenza siano comunicati alla Commissione prima dell'inizio della
             vaccinazione medesima;
      b)     lo Stato membro interessato applichi le prescrizioni generali concernenti la
             circolazione di pollame e prodotti avicoli stabilite nell'allegato IX;
      c)     la decisione di applicare la vaccinazione d'urgenza non comprometta la lotta
             contro l'epizoozia e non pregiudichi interessi fondamentali della Comunità.
   2. Qualora uno Stato membro applichi la deroga di cui al paragrafo 1, la situazione
      della malattia e il piano di vaccinazione d'urgenza sono esaminati quanto prima in
      sede di comitato.
   3. Ulteriori misure possono essere adottate secondo la procedura di cui all'articolo 65,
      paragrafo 3.
                                        SEZIONE 3
                           VACCINAZIONE PROFILATTICA
                                        Articolo 57
                 Vaccinazione profilattica del pollame o di altri volatili
   1. Gli Stati membri possono introdurre la vaccinazione profilattica del pollame o di altri
      volatili prevista dalla presente sezione, laddove ritengano che determinate zone del
      loro territorio, taluni aspetti della loro produzione avicola o talune categorie di
      pollame o altri volatili siano esposti a un rischio particolarmente elevato di
      introduzione e diffusione dell'influenza aviaria.
   2. Lo Stato membro che intenda introdurre la vaccinazione profilattica di cui al
      paragrafo 1 sottopone il piano di vaccinazione profilattica alla Commissione per
      approvazione.
      Il piano deve essere conforme a una strategia DIVA e contiene perlomeno le seguenti
      informazioni:
      a)     una descrizione chiara dei motivi alla base della vaccinazione profilattica,
             compresi i precedenti della malattia;
      b)     la zona geografica in cui deve essere attuata la vaccinazione profilattica e il
             numero di aziende ivi ubicate;
IT                                          58                                                IT
 ---pagebreak---       c)      le specie e le categorie di pollame o altri volatili oppure, se del caso, il
             compartimento avicolo o di altri volatili da vaccinare;
      d)     il numero approssimativo dei capi di pollame o di altri volatili da vaccinare;
      e)     una sintesi delle caratteristiche del vaccino;
      f)     la durata prevista della campagna di vaccinazione profilattica;
      g)     le disposizioni specifiche in materia di circolazione del pollame e degli altri
             volatili vaccinati, fatte salve le misure di cui al capo IV, sezioni 4, 5 e 6, e al
             capo V, sezione 3;
      h)     la registrazione del pollame e degli altri volatili vaccinati;
      i)     gli esami di laboratorio da eseguire nelle aziende interessate dalla vaccinazione
             profilattica e nelle altre aziende ubicate nella zona di vaccinazione, in modo da
             monitorare la situazione epidemiologica, l'efficacia della campagna di
             vaccinazione profilattica e controllare la circolazione del pollame e degli altri
             volatili vaccinati.
   3. Norme di dettaglio in materia di vaccinazione profilattica possono essere stabilite
      conformemente alla procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2.
                                           Articolo 58
                   Approvazione del piano di vaccinazione profilattica
   1. La Commissione analizza immediatamente, di concerto con lo Stato membro
      interessato, il piano di vaccinazione profilattica di cui all'articolo 57, paragrafo 2, ed
      esamina quanto prima la situazione in sede di comitato.
   2. Il piano di vaccinazione profilattica è approvato conformemente alla procedura di cui
      all'articolo 65, paragrafo 3.
      L'approvazione del piano di vaccinazione profilattica può essere accompagnata da
      misure che limitano la circolazione del pollame o degli altri volatili e dei loro
      prodotti. Dette misure possono comprendere restrizioni applicabili a specifici
      compartimenti avicoli e a compartimenti di altri volatili, nonché l'istituzione di zone
      soggette a restrizioni.
                                          SEZIONE 4
                                    BANCHE DI VACCINI
                                           Articolo 59
                                Banca comunitaria di vaccini
   1. Può essere istituita una banca comunitaria di vaccini secondo la procedura di cui
      all'articolo 65, paragrafo 2.
IT                                             59                                                IT
 ---pagebreak---    2. Gli Stati membri hanno accesso alla banca comunitaria di vaccini facendone richiesta
      alla Commissione.
   3. La Commissione può fornire vaccini a paesi terzi, laddove ciò sia nell'interesse della
      Comunità.
      Fatti salvi gli accordi conclusi tra la Comunità e i paesi terzi, l'accesso di paesi terzi
      alla banca comunitaria di vaccini è autorizzato conformemente alla procedura di cui
      all'articolo 65, paragrafo 3, fatte salve le modalità di dettaglio in materia di
      cooperazione finanziaria e tecnica che la Commissione e il paese terzo interessato
      adottano nel rispetto della citata procedura.
                                         Articolo 60
                               Banche nazionali di vaccini
   1. Nell'ambito del piano d'emergenza di cui all'articolo 63 gli Stati membri possono
      istituire o mantenere una banca nazionale di vaccini per la conservazione di riserve di
      vaccini contro l'influenza aviaria autorizzati a norma degli articoli da 5 a 15 della
      direttiva 2001/82/CE, da utilizzare per la vaccinazione d'urgenza o profilattica.
   2. Gli Stati membri che mantengono una banca nazionale di vaccini informano la
      Commissione in merito ai quantitativi e alle tipologie di vaccini da essi conservati.
IT                                            60                                                 IT
 ---pagebreak---                                                   CAPO X
             CONTROLLI, SANZIONI E PIANI DI EMERGENZA COMUNITARI
                                                 Articolo 61
                                            Controlli comunitari
   Gli esperti della Commissione possono effettuare controlli in loco in collaborazione con
   l'autorità competente nella misura in cui ciò sia necessario ai fini di un'applicazione uniforme
   della presente direttiva conformemente alla decisione 98/139/CE della Commissione19 e
   all'articolo 45 del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio20.
                                                 Articolo 62
                                                  Sanzioni
   Gli Stati membri determinano le sanzioni da irrogare in caso di violazione delle norme
   nazionali di attuazione della presente direttiva e prendono tutti i provvedimenti necessari per
   la loro applicazione. Le sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati
   membri notificano le relative disposizioni alla Commissione entro il 31 dicembre 2006 e
   provvedono poi a notificare immediatamente le eventuali modificazioni.
                                                 Articolo 63
                                            Piani di emergenza
   1.        Gli Stati membri redigono un piano d'emergenza conforme all'allegato X nel quale
             vengono specificate le misure nazionali da applicare in presenza di un focolaio e
             sottopongono tale piano all'approvazione della Commissione.
   2.        Il piano di emergenza consente di avere accesso alle strutture, alle attrezzature, al
             personale e a tutti gli altri materiali necessari per un'eradicazione rapida ed efficiente
             del focolaio. Il piano fornisce un'indicazione precisa del numero, dell'ubicazione e
             della consistenza di tutte aziende avicole, nonché del fabbisogno di vaccino che
             ciascuno Stato membro interessato ritiene necessario nell'eventualità di una
             vaccinazione d'urgenza.
   3.        La Commissione esamina i piani di emergenza allo scopo di determinare se essi
             consentano di raggiungere l'obiettivo perseguito e propone allo Stato membro
             interessato le eventuali modifiche necessarie, in particolare per garantire la
             compatibilità del piano con quelli degli altri Stati membri.
             I piani di emergenza sono approvati conformemente alla procedura di cui
             all'articolo 65, paragrafo 2. Eventuali successive modifiche del piano sono adottate
             secondo la medesima procedura.
   19
            GU L 38 del 12.2.1998, pag. 10.
   20
            GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1.
IT                                                    61                                                IT
 ---pagebreak---    4. Gli Stati membri aggiornano il proprio piano d'emergenza almeno ogni cinque anni e
      lo sottopongono alla Commissione per approvazione secondo la procedura di cui
      all'articolo 65, paragrafo 2.
   5. Oltre alle misure di cui ai paragrafi da 1 a 4, possono essere adottate ulteriori norme
      – conformemente alla procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2 – volte a garantire
      un'eradicazione rapida ed efficiente dell'influenza aviaria, comprese disposizioni sui
      centri di lotta contro la malattia, sui gruppi di esperti e sulle esercitazioni di
      emergenza in tempo reale.
IT                                          62                                                IT
 ---pagebreak---                                               CAPO XI
                COMPETENZE DI ESECUZIONE E COMITATOLOGIA
                                             Articolo 64
                                   Competenze di esecuzione
   1.  Sono adottate conformemente alla procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2, le
       norme di dettaglio necessarie all'attuazione della direttiva, ed in particolare norme
       specifiche concernenti:
       a)      l'eliminazione delle carcasse;
       b)      la circolazione e il trattamento del mangime, delle lettiere, dello strame usato,
               del concime e dei liquami contaminati o di cui si sospetta la contaminazione.
   2.  Le modifiche necessarie per adeguare gli allegati al progresso tecnico sono adottate
       conformemente alla procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2.
   3.  Sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 65, paragrafo 3, le norme di
       dettaglio imposte dalla situazione epidemiologica ad integrazione delle misure
       minime di lotta previste dalla presente direttiva.
   4.  Fatte salve le misure di salvaguardia di cui all'articolo 9 della direttiva 89/662/CEE
       del Consiglio21 o all'articolo 10 della direttiva 90/425/CEE22, sono adottate secondo
       la procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 3, le misure temporanee di emergenza
       rese necessarie da una grave minaccia per la salute causata da virus influenzali aviari
       diversi da quelli di cui articolo 2, punto 1.
                                             Articolo 65
                                          Comitatologia
   1.  La Commissione è assistita dal comitato.
   2.  Ove si faccia riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della
       decisione 1999/468/CE.
       Il termine di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a
       tre mesi.
   21
      GU L 395 del 30.12.1989, pag. 13. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/41/CE
      (GU L 157 del 30.4.2004, pag. 33).
   22
      GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2002/33/CE (GU L 315
      del 19.11.2002, pag. 14).
IT                                                63                                                       IT
 ---pagebreak---    3. Ove si faccia riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della
      decisione 1999/468/CE.
      Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della suddetta decisione è fissato a
      15 giorni.
   4. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
IT                                          64                                               IT
 ---pagebreak---                                                CAPO XII
                             DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
                                               Articolo 66
                                              Abrogazioni
   La direttiva 92/40/CE è abrogata con effetto dal 31°dicembre 2006. I riferimenti alla direttiva
   92/40/CEE si intendono come riferimenti alla presente direttiva e vanno letti secondo la tavola
   di concordanza di cui all'allegato XI.
                                               Articolo 67
                                        Disposizioni transitorie
   1.       I piani di emergenza per la lotta contro l'influenza aviaria approvati in forza
            dell'articolo 17, paragrafo 4, della direttiva 92/40/CEE e in vigore alla data del
            31 dicembre 2006 restano applicabili ai fini della presente direttiva.
            Entro il 31 dicembre 2006 gli Stati membri presentano in ogni caso alla
            Commissione modifiche dei suddetti piani di emergenza, al fine di renderli conformi
            alla presente direttiva.
            I piani modificati sono approvati conformemente alla procedura di cui all'articolo 65,
            paragrafo 2.
   2.       Fino al momento dell'applicazione della presente direttiva, ulteriori disposizioni
            transitorie per la lotta contro l'influenza aviaria possono essere adottate secondo la
            procedura di cui all'articolo 65, paragrafo 2.
                                               Articolo 68
                                               Attuazione
   1.       Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 dicembre 2006, le disposizioni
            legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente
            direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali
            disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente
            direttiva.
            Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° gennaio 2007.
            Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento
            alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della
            pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
   2.       Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali
            di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.
IT                                                  65                                             IT
 ---pagebreak---                                              Articolo 69
                                         Entrata in vigore
   La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
   Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
                                             Articolo 70
                                             Destinatari
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                Per il Consiglio
                                                Il Presidente
IT                                                66                                             IT
 ---pagebreak---                       ALLEGATO I di cui all'articolo 4, paragrafo 1
          REQUISITI DEI PROGRAMMI DI SORVEGLIANZA ANNUALI
      DELL'INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME E IN ALTRI VOLATILI
   A.  PRESCRIZIONI GENERALI PER LE INDAGINI EFFETTUATE SUL
       POLLAME
       1.   Il campionamento deve coprire il periodo invernale, dato che in molti Stati
            membri la macellazione di una grande quantità di pollame, in particolare
            tacchini e oche, avviene a dicembre-gennaio.
       2.   Le analisi dei campioni sono effettuate presso i laboratori nazionali di
            riferimento per l'influenza aviaria degli Stati membri o da altri laboratori
            riconosciuti dalle autorità competenti e operanti sotto il controllo del citato
            laboratorio nazionale di riferimento.
       3.   Tutti i risultati sierologici e virologici sono inviati per un raffronto al
            laboratorio comunitario di riferimento. Il laboratorio comunitario di riferimento
            fornisce assistenza tecnica e detiene un'ampia scorta di reagenti diagnostici.
       4.   Tutti gli isolati del virus dell'influenza aviaria sono inviati al laboratorio
            comunitario di riferimento. I virus dei sottotipi H5 e H7 sono sottoposti ai test
            di caratterizzazione conformemente al manuale diagnostico.
       5.   Tutti i risultati positivi devono sono esaminati retrospettivamente nell'azienda e
            le conclusioni di tale esame devono essere trasmesse alla Commissione e al
            laboratorio comunitario di riferimento.
       6.   L'invio del materiale al laboratorio comunitario di riferimento è accompagnato
            da protocolli specifici.
       7.   La raccolta dei dati dell'indagine avviene seguendo le tabelle fornite dal
            laboratorio comunitario di riferimento, nelle quali sono indicati i metodi
            utilizzati per gli esami di laboratorio.
       8.   Vengono raccolti campioni di sangue per esami sierologici da un numero
            minimo compreso tra 5 e 10 capi di ogni specie di pollame (ad eccezione delle
            anatre e delle oche) in ciascuna azienda e nei diversi capannoni, se l'azienda è
            costituita da più di un capannone.
       9.   Il campionamento è stratificato su tutto il territorio dello Stato membro, in
            modo che i campioni possano essere considerati rappresentativi dell'intero
            Stato membro, tenendo conto:
            a)     del numero di aziende da sottoporre a campionamento. Il numero è
                   stabilito - in base alle tabelle 1 e 2 - in modo da assicurare
                   l'individuazione di almeno un'azienda infetta se la prevalenza di aziende
                   infette è di almeno il 5%, con un intervallo di confidenza del 95%;
IT                                            67                                               IT
 ---pagebreak---              b)      del numero di volatili da sottoporre a campionamento in ciascuna
                     azienda. Tale numero è stabilito in modo da assicurare, con una
                     probabilità del 95%, l'individuazione di almeno un capo positivo se la
                     prevalenza di volatili sieropositivi è pari o superiore al 30%.
       10.   Il disegno di campionamento deve inoltre tener presente:
             a)      i tipi di produzione e i rischi specifici che questi presentano, come
                     l'allevamento all'aperto o in spazi liberi, le ovaiole di età diverse,
                     l'utilizzazione di acque superficiali, una durata della vita relativamente
                     più lunga, la presenza di diverse specie all'interno dell'azienda, ecc.;
             b)      il numero di aziende per l'allevamento di tacchini da sottoporre a
                     campionamento – numero che deve essere definito in modo da assicurare
                     l'individuazione di almeno un'azienda infetta se la prevalenza delle
                     aziende infette è pari almeno al 5%, con un intervallo di confidenza
                     del 99%;
             c)      la presenza in uno Stato membro di aziende per l'allevamento di ratiti e
                     quaglie, che in tal caso devono essere incluse nel programma di
                     sorveglianza annuale;
             d)      il periodo: se necessario il campionamento deve essere adattato ed
                     effettuato in determinati periodi nei quali la presenza di altro pollame in
                     un'azienda potrebbe comportare un rischio più grave di introduzione
                     della malattia;
             e)      che gli Stati membri tenuti ad effettuare un campionamento per la
                     malattia di Newcastle al fine di mantenere lo status di zona di non
                     vaccinazione contro tale malattia (decisione 94/327/CE della
                     Commissione23) possono utilizzare questi campioni prelevati da
                     allevamenti da riproduzione per la sorveglianza degli anticorpi anti-
                     H5/H7.
   23
      GU L 146 dell'11.6.1994, pag. 17.
IT                                              68                                               IT
 ---pagebreak---    Tabella 1: numero di aziende da sottoporre a campionamento per ciascuna categoria di
                        pollame (ad eccezione delle aziende di tacchini)
                     Numero di aziende per            Numero di aziende da
                    categoria di pollame (ad                sottoporre a
                     eccezione delle aziende             campionamento
                            di tacchini)
                              Fino a 34                         Tutte
                                35-50                            35
                                51-80                            42
                               81-250                            53
                                >250                             60
          Tabella 2: Numero di aziende di tacchini da sottoporre a campionamento
                      Numero di aziende di            Numero di aziende da
                              tacchini                      sottoporre a
                                                         campionamento
                              Fino a 46                         Tutte
                                47-60                            47
                               61-100                            59
                              101-350                            80
                                >350                             90
   B.     REQUISITI SPECIFICI PER L'INDIVIDUAZIONE DELLE INFEZIONI
          CAUSATE DAI SOTTOTIPI H5 E H7 DEL VIRUS DELL'INFLUENZA
          AVIARIA NELLE ANATRE E NELLE OCHE.
          1.    I campioni di sangue da utilizzare per i test sierologici devono essere raccolti di
                preferenza da volatili allevati all'aperto.
          2.    Per i test sierologici devono essere raccolti 40-50 campioni di sangue da ogni
                azienda selezionata.
IT                                               69                                                 IT
 ---pagebreak---    C. REQUISITI SPECIFICI PER L'INDIVIDUAZIONE DELL'INFEZIONE NEI
      VOLATILI SELVATICI
                            Disegno e attuazione dell'indagine
      1.    Per garantire l'adeguatezza del campionamento, sia in termini di disegno che di
            effettuazione del medesimo, gli Stati membri assicurano la collaborazione tra
            le autorità veterinarie, i biologi specializzati nella fauna selvatica, le
            associazioni ornitologiche che si occupano di osservazione e inanellamento
            degli uccelli, e i cacciatori.
      2.    Il campionamento deve concentrarsi sui volatili selvatici che migrano verso sud
            nel corso dell'autunno e all'inizio dell'inverno.
       Procedure di campionamento, conservazione e trasporto dei campioni
      3.    Vanno prelevati tamponi cloacali per gli esami virologici, soprattutto da specie
            ad elevata suscettibilità e più esposte al contatto con il pollame, ad esempio il
            germano reale.
      4.    La distribuzione tra le diverse specie deve, se possibile, essere la seguente:
            70% uccelli acquatici; 20% uccelli limicoli; 10% altri uccelli allo stato libero.
      5.    I tamponi contenenti feci o le feci fresche raccolte con cura vanno prelevati da
            volatili selvatici presi in trappola, cacciati e rinvenuti appena morti.
      6.    È possibile mettere insieme fino a cinque campioni della stessa specie.
      7.    Occorre prestare particolare attenzione alla conservazione e al trasporto dei
            campioni. I campioni, qualora non sia possibile garantirne il trasporto al
            laboratorio entro 48 ore in un terreno di trasporto a 4 °C, devono essere
            conservati e poi trasportati in ghiaccio secco a -70 °C.
   D. ESAMI DI LABORATORIO
      Gli esami di laboratorio vengono eseguiti conformemente al manuale diagnostico.
      Gli Stati membri che intendano scegliere prove diverse sono tenuti a fornire alla
      Commissione e al laboratorio comunitario di riferimento i dati pertinenti in tema di
      validazione.
IT                                            70                                              IT
 ---pagebreak---                      ALLEGATO II di cui all'articolo 5, paragrafo 2
         NOTIFICA DELLA MALATTIA E ULTERIORI INFORMAZIONI
       EPIDEMIOLOGICHE CHE GLI STATI MEMBRI SONO TENUTI A
                                      TRASMETTERE
   1. Entro 24 ore dalla conferma di un focolaio primario o dall'individuazione
      dell'influenza aviaria in un macello o in mezzi di trasporto, lo Stato membro
      interessato è tenuto a notificare le seguenti informazioni conformemente alla
      procedura di cui all'articolo 5 della direttiva 82/894/CEE:
      a)     la data della notifica;
      b)     l'ora della notifica;
      c)     il nome dello Stato membro interessato;
      d)     il nome della malattia;
      e)     il numero di focolai o dei riscontri positivi per l'influenza aviaria in un macello
             o in un mezzo di trasporto;
      f)     la data in cui si è avuto il primo sospetto della malattia;
      g)     la data della conferma;
      h)     i metodi impiegati per la conferma;
      i)     l'eventuale conferma della malattia in un'azienda, in un macello o nei mezzi di
             trasporto;
      j)     la localizzazione geografica del focolaio o dei riscontri positivi per l'influenza
             aviaria in un macello o in un mezzo di trasporto;
      k)     le misure di lotta applicate contro la malattia.
   2. In presenza di riscontri positivi per l'influenza aviaria nei macelli o nei mezzi di
      trasporto lo Stato membro interessato, oltre ai dati elencati al punto 1, deve
      trasmettere le seguenti informazioni:
      a)     il numero di capi di pollame o di altri volatili suscettibili alla malattia presenti
             nel macello o nei mezzi di trasporto;
      b)     per ciascuna categoria il numero di capi di pollame o di altri volatili deceduti
             nel macello o nei mezzi di trasporto;
      c)     per ciascuna categoria di pollame o altri volatili il grado di morbilità riscontrato
             e il numero di capi di pollame nei quali l'influenza aviaria è stata confermata;
      d)     il numero di capi di pollame o di altri volatili abbattuti o macellati nel macello
             o nei mezzi di trasporto;
IT                                             71                                                 IT
 ---pagebreak---       e)     il numero dei capi di pollame o altri volatili eliminati;
      f)     nel caso di un macello, la distanza dalla più vicina azienda di pollame o di altri
             volatili;
      g)     l'ubicazione dell'azienda o delle aziende d'origine del pollame o delle carcasse
             infetti.
   3. In caso di comparsa di focolai secondari, le informazioni di cui ai punti 1 e 2 devono
      essere trasmesse entro il termine previsto dall'articolo 4, paragrafo 1, della
      direttiva 82/894/CEE.
   4. Lo Stato membro interessato provvede affinché alle informazioni, che devono essere
      fornite – conformemente ai punti 1, 2 e 3 – in merito a qualsiasi focolaio o a qualsiasi
      riscontro positivo per l'influenza aviaria in un macello o in mezzi di trasporto, faccia
      seguito con la massima tempestività una relazione scritta destinata alla Commissione
      e agli altri Stati membri. La relazione deve contenere almeno le seguenti indicazioni:
      a)     la data in cui il pollame o gli altri volatili presenti nell'azienda, nel macello o
             nei mezzi di trasporto sono stati abbattuti con eliminazione o macellazione
             delle relative carcasse;
      b)     informazioni relative alla presunta origine della malattia o alla sua effettiva
             origine, laddove essa sia accertata;
      c)     informazioni sul sistema di controllo istituito in modo da garantire
             l'applicazione efficace delle misure predisposte in materia di controllo della
             circolazione degli animali;
      d)     il tipo genetico del virus responsabile, nel caso di individuazione dell'influenza
             aviaria in un macello o in un mezzo di trasporto;
      e)     qualora il pollame o gli altri volatili siano stati abbattuti o macellati in aziende
             che hanno avuto contatto o in aziende in cui sono presenti pollame o altri
             volatili con sospetta infezione da influenza aviaria, le seguenti informazioni:
             i)     la data dell'abbattimento o della macellazione e, per ogni categoria, il
                    numero dei capi di pollame o altri volatili abbattuti o macellati in
                    ciascuna azienda;
             ii)    la correlazione epidemiologica esistente tra la fonte dell'infezione e
                    ciascuna azienda che ha avuto contatto o le altre ragioni che hanno
                    portato a sospettare la presenza dell'influenza aviaria in ogni azienda
                    sospetta di infezione;
             iii)   nel caso in cui il pollame o gli altri volatili presenti nelle aziende che
                    hanno avuto contatto non siano stati abbattuti o macellati, le motivazioni
                    alla base di tale decisione.
IT                                             72                                                 IT
 ---pagebreak---    5. Qualora presso le frontiere comunitarie, i posti di ispezione frontalieri o gli impianti
      o le stazioni di quarantena operanti a norma della legislazione comunitaria in materia
      di importazioni venga confermata l'influenza aviaria nel pollame vivo o nei prodotti a
      base di pollame, importati o introdotti, l'autorità competente deve darne notifica
      tempestiva alla Commissione e comunicare le misure adottate.
   6. I risultati della sorveglianza dell'influenza aviaria condotta sul pollame o sugli altri
      volatili devono essere comunicati ogni anno alla Commissione. Tuttavia, se a seguito
      della sorveglianza viene individuata una grave minaccia per salute pubblica o degli
      animali, la Commissione e gli altri Stati membri devono essere informati
      entro 24 ore.
   7. Devono essere comunicati ogni anno alla Commissione eventuali risultati positivi di
      esami di laboratorio per la ricerca di virus influenzali aviari diversi da quelli di cui
      all'articolo 2, punto 1. Tuttavia, se a seguito della sorveglianza viene individuata una
      grave minaccia per salute pubblica o degli animali, la Commissione e gli altri Stati
      membri devono essere informati entro 24 ore.
IT                                            73                                               IT
 ---pagebreak---         ALLEGATO III di cui all'articolo 7, paragrafo 2, e all'articolo 11, paragrafo 5
       AUTORIZZAZIONE A FAR USCIRE DA UN'AZIENDA UOVA DA TAVOLA
        CONFORMEMENTE ALL'ARTICOLO 7, PARAGRAFO 2, LETTERA F) E
                                 ALL'ARTICOLO 11, PARAGRAFO 5
   Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 7, paragrafo 2, lettera f) e dall'articolo 11,
   paragrafo 5, della presente direttiva, l'autorità competente può autorizzare il trasporto di uova
   da un'azienda a uno stabilimento riconosciuto per la fabbricazione di ovoprodotti a norma del
   regolamento (CE) n. 853/2004 ("stabilimento riconosciuto"), alle seguenti condizioni:
   1.       le uova, per poter uscire dall'azienda d'origine, dovranno:
            a)     essere conformi ai requisiti stabiliti nell'allegato III, sezione X, del regolamento
                   (CE) n. 853/2004;
            b)     essere inviate direttamente dall'azienda sospetta di infezione allo stabilimento
                   riconosciuto. Ogni spedizione deve essere sigillata prima della partenza dal
                   veterinario ufficiale responsabile dell'azienda sospetta di infezione e deve
                   restare sigillata per tutta la durata del trasporto fino allo stabilimento designato;
   2.       il veterinario ufficiale responsabile dell'azienda d'origine delle uova informa
            l'autorità competente dello stabilimento designato dell'intenzione di inviare ad esso le
            uova;
   3.       l'autorità competente responsabile dello stabilimento designato provvede affinché:
            a)     le uova di cui al punto 1, lettera b) siano mantenute isolate dalle altre uova dal
                   momento del loro arrivo fino al momento della trasformazione;
            b)     i gusci di tali uova siano eliminati;
            c)     l'imballaggio delle uova sia distrutto oppure pulito e disinfettato in modo da
                   distruggere tutti i virus dell'influenza aviaria;
            d)     le uova di cui al punto 1, lettera b), siano trasportate in veicoli puliti e
                   disinfettati.
IT                                                    74                                                 IT
 ---pagebreak---          ALLEGATO IV di cui all'articolo 15, paragrafo 2, e all'articolo 42, paragrafo 2
       PRINCIPALI CRITERI E FATTORI DI RISCHIO DA CONSIDERARE AI FINI
        DELLA DECISIONE DI ABBATTERE IL POLLAME NELLE AZIENDE CHE
                 HANNO AVUTO CONTATTO O NELLE AZIENDE A RISCHIO
   L'autorità competente è tenuta a tener conto dei criteri di seguito elencati quando decide se
   abbattere il pollame nelle aziende che hanno avuto contatto o nelle aziende a rischio.
                Criteri                                      Decisione
                                           A favore                Contro l'abbattimento
                                      dell'abbattimento
   Segni       clinici     indicativi          Sì                            No
   dell'influenza aviaria nelle
   aziende che hanno avuto
   contatto
   Elevata suscettibilità delle                Sì                            No
   specie di pollame prevalenti
   Movimenti di pollame o altri                Sì                            No
   volatili, dal focolaio alle
   aziende che hanno avuto
   contatto,      successivi     alla
   probabile           data        di
   introduzione        del      virus
   nell'azienda infetta
   Ubicazione delle aziende che                Sì                            No
   hanno avuto contatto in una
   zona ad elevata densità di
   pollame
   Probabile diffusione del virus       Elevata/ignota                     Limitata
   dal        focolaio         prima
   dell'attuazione di misure di
   eradicazione
   Ubicazione delle aziende che                Sì                            No
   hanno avuto contatto entro un
   raggio di 500 metri(1) dal
   focolaio
   Vicinanza delle aziende che                 Sì                            No
   hanno avuto contatto a più di
   un focolaio
   Numero dei capi di pollame o             Elevato                         Basso
   di altri volatili presenti nel
   focolaio e/o nelle aziende che
   hanno avuto contatto
   (1)
             In caso di una densità del pollame molto elevata occorre prevedere una distanza
             maggiore.
IT                                                75                                             IT
 ---pagebreak---                           ALLEGATO V di cui all'articolo 39, paragrafo 1
            CRITERI DA CONSIDERARE AI FINI DELLA DECISIONE SULLA
    DESTINAZIONE DELLE UOVA E SUL DEPOPOLAMENTO DELLE AZIENDE IN
                                               CASO DI LPAI
   Nell'assumere una decisione in merito alla destinazione delle uova e al depopolamento delle
   aziende conformemente all'articolo 39, paragrafo 1, l'autorità competente deve considerare
   perlomeno i criteri seguenti:
   a)       le specie interessate;
   b)       il tipo di virus e il relativo rischio di mutazione dello stesso;
   c)       la densità delle aziende;
   d)       l'ubicazione dei macelli e dei centri di imballaggio;
   e)       l'itinerario del trasporto;
   f)       le prove di diffusione dell'infezione;
   g)       l'eventuale rischio per la salute pubblica;
   h)       gli ulteriori trattamenti dei prodotti interessati;
   i)       l'impatto socioeconomico e altre ricadute.
IT                                                    76                                       IT
 ---pagebreak---                               ALLEGATO VI di cui all'articolo 49
    PRINCIPI E PROCEDURE PER LE OPERAZIONI DI PULIZIA, DISINFEZIONE E
                                         TRATTAMENTO
   1.    Per le operazioni di pulizia, disinfezione e trattamento di cui all'articolo 49 devono
         essere applicati i principi generali e le procedure di seguito elencati:
         a)    le operazioni di pulizia e disinfezione e, se del caso, le misure volte alla
               distruzione dei roditori e degli insetti sono effettuate sotto controllo ufficiale e
               conformemente alle istruzioni impartite dal veterinario ufficiale;
         b)    i disinfettanti da utilizzare e le relative concentrazioni sono ufficialmente
               approvati dall'autorità competente in modo da assicurare la distruzione del
               virus dell'influenza aviaria;
         c)    prima dell'uso si verifica l'efficacia dei disinfettanti, giacché in taluni casi essa
               può diminuire a seguito di un immagazzinamento prolungato;
         d)    la scelta dei disinfettanti e delle procedure di disinfezione è effettuata tenendo
               conto della natura dei locali, dei veicoli e degli oggetti da trattare;
         e)    le condizioni di utilizzo dei prodotti sgrassanti e dei disinfettanti devono essere
               tali da non alterarne l'efficacia; occorre, in particolare, rispettare i parametri
               tecnici indicati dal fabbricante, quali la pressione, la temperatura minima e il
               tempo di contatto necessario;
         f)    a prescindere dal disinfettante utilizzato, si applicano i seguenti principi
               generali:
               i)     lettiere, strame e materie fecali devono essere abbondantemente aspersi
                      di disinfettante,
               ii)    il suolo, i pavimenti, le rampe e le pareti devono essere accuratamente
                      lavati e puliti tramite spazzatura e spazzolatura, avendo cura di rimuovere
                      o smontare, ove possibile, gli attrezzi o le apparecchiature che potrebbero
                      altrimenti ostacolare l'efficace esecuzione delle operazioni di pulizia e
                      disinfezione,
               iii)   occorre quindi procedere ad un'ulteriore applicazione del disinfettante
                      rispettando il tempo minimo di contatto raccomandato dal fabbricante;
         g)    se il lavaggio è effettuato con liquidi applicati a pressione, occorre evitare la
               ricontaminazione delle parti già pulite;
         h)    occorre prevedere la pulizia, la disinfezione o la distruzione di apparecchiature,
               impianti, attrezzi o box che potrebbero essere contaminati;
         i)    una volta effettuate le operazioni di disinfezione occorre evitare qualsiasi
               ricontaminazione;
IT                                               77                                                  IT
 ---pagebreak---       j)   le operazioni di pulizia e di disinfezione prescritte dalla presente direttiva
           devono essere documentate nel registro dell'azienda o del veicolo e, laddove ne
           sia richiesto il riconoscimento ufficiale, certificate dal veterinario ufficiale
           responsabile dei controlli;
      k)   sono previste la pulizia e la disinfezione dei veicoli utilizzati per il trasporto e
           dal personale.
   2. Le operazioni di pulizia e disinfezione delle aziende infette devono essere condotte
      secondo i principi e le procedure di seguito elencati:
      a)   pulizia e disinfezione preliminari:
           i)     durante le operazioni di abbattimento del pollame e degli altri volatili
                  devono essere adottate tutte le misure necessarie per evitare o limitare al
                  massimo la dispersione del virus dell'influenza aviaria. Tali misure
                  comprendono, tra l'altro, l'installazione di docce e di attrezzature
                  provvisorie di disinfezione, la fornitura di indumenti protettivi, la
                  decontaminazione delle attrezzature, degli strumenti e dei dispositivi
                  utilizzati e l'interruzione dell'alimentazione del sistema di ventilazione;
           ii)   il pollame o gli altri volatili abbattuti devono essere irrorati con un
                  disinfettante;
           iii)   se il pollame o gli altri volatili abbattuti devono essere fatti uscire
                  dall'azienda per essere eliminati, si utilizzano contenitori coperti e a
                  tenuta;
           iv)    non appena il pollame o gli altri volatili abbattuti siano stati rimossi per
                  essere eliminati, le parti dell'azienda in cui tali animali erano tenuti e
                  qualsiasi parte di altri edifici, cortili, ecc., contaminati durante
                  l'abbattimento o l'ispezione post mortem, devono essere irrorati con
                  disinfettanti approvati conformemente all'articolo 49;
           v)     qualsiasi tessuto o traccia di sangue occasionati dall'abbattimento o dalla
                  macellazione o dall'ispezione post mortem o elementi evidentemente
                  contaminati di fabbricati, cortili, utensili, ecc., devono essere
                  accuratamente raccolti ed eliminati con il pollame o gli altri volatili
                  abbattuti;
           vi)    il disinfettante utilizzato deve rimanere sulla superficie trattata per
                  almeno 24 ore;
      b)   pulizia e disinfezione finali:
           i)     il concime e le lettiere usate devono essere rimossi e sottoposti al
                  trattamento di cui al punto 3, lettera a);
           ii)    il grasso e lo sporco devono essere eliminati da tutte le superfici con
                  l'applicazione di un prodotto sgrassante e le superfici devono essere
                  successivamente lavate con acqua;
IT                                            78                                                IT
 ---pagebreak---              iii)   una volta lavate con acqua fredda, le superfici vengono nuovamente
                    irrorate con un disinfettante;
             iv)    dopo sette giorni, i locali devono essere trattati con un prodotto
                    sgrassante, sciacquati con acqua, irrorati con un disinfettante e
                    nuovamente sciacquati con acqua.
   3. Le operazioni di disinfezione delle lettiere, del concime e dei liquami contaminati
      devono essere condotte secondo i principi e le procedure di seguito elencati:
      a)     il concime e le lettiere usate devono alternativamente:
             i)     essere sottoposti a un trattamento a vapore ad una temperatura minima di
                    70° C;
             ii)    essere distrutti mediante incenerimento;
             iii)   essere interrati ad una profondità tale da impedire agli uccelli selvatici e
                    agli altri animali di avervi accesso;
             iv)    essere ammassati per fermentare, irrorati con disinfettante e lasciati in tali
                    condizioni per almeno 42 giorni;
      b)     i liquami devono essere immagazzinati per almeno 60 giorni dopo l'ultima
             aggiunta di materiale infettante, salvo nel caso in cui l'autorità competente non
             autorizzi un periodo di immagazzinamento più breve per i liquami trattati
             efficacemente secondo le istruzioni impartite dal veterinario ufficiale tali da
             garantire la distruzione del virus.
      L'autorità competente può autorizzare il trasporto del concime, dello strame e delle
      lettiere potenzialmente contaminati a un impianto riconosciuto per il trattamento del
      concime dove venga effettuato un trattamento per distruggere i virus influenzali
      oppure ne può autorizzare il trasporto ai fini di un immagazzinamento temporaneo
      prima della distruzione o del trattamento, conformemente al regolamento (CE)
      n. 1774/2002 o alle norme di dettaglio di cui all'articolo 64, paragrafo 1. Il trasporto
      deve essere effettuato in veicoli o contenitori chiusi a tenuta sotto controllo ufficiale
      in modo da impedire la diffusione del virus dell'influenza aviaria.
   4. Tuttavia, in deroga ai punti 1 e 2, nel caso di aziende nelle quali i volatili siano
      allevati all'aperto, l'autorità competente può stabilire procedure specifiche di pulizia e
      disinfezione, tenendo conto del tipo di azienda e delle condizioni climatiche.
IT                                             79                                                  IT
 ---pagebreak---                      ALLEGATO VII di cui all'articolo 52, paragrafo 1
      LABORATORIO COMUNITARIO DI RIFERIMENTO PER L'INFLUENZA
                                             AVIARIA
   1.   Il laboratorio comunitario di riferimento per l'influenza aviaria è il seguente:
        Veterinary Laboratories Agency (VLA), New Haw, Weybridge, Surrey KT 15 3NB,
        Regno Unito.
   2.   Il laboratorio comunitario di riferimento ha le funzioni e i compiti seguenti:
        a)     coordinare, in consultazione con la Commissione, i metodi di diagnosi
               dell'influenza aviaria utilizzati negli Stati membri, segnatamente mediante:
               i)     la tipizzazione, la conservazione e la fornitura di ceppi del virus
                      dell'influenza aviaria per gli esami sierologici e la preparazione degli
                      antisieri;
               ii)    la fornitura dei sieri standard e degli altri reagenti di riferimento ai
                      laboratori nazionali di riferimento, al fine di standardizzare gli esami e i
                      reagenti utilizzati negli Stati membri;
               iii)   la creazione e la conservazione di una raccolta di ceppi e di isolati del
                      virus dell'influenza aviaria;
               iv)    l'organizzazione periodica, a livello comunitario, di prove comparative
                      delle procedure diagnostiche;
               v)     la raccolta e il confronto dei dati e delle informazioni concernenti i
                      metodi diagnostici utilizzati e i risultati degli esami effettuati nella
                      Comunità;
               vi)    la caratterizzazione, mediante i più avanzati metodi disponibili, degli
                      isolati dei virus dell'influenza aviaria per meglio comprendere
                      l'epidemiologia dell'influenza aviaria e del virus, e studiare la comparsa
                      di virus ad alta patogenicità e potenzialmente patogeni;
               vii) l'aggiornamento sugli sviluppi, a livello internazionale, in materia di
                      sorveglianza, epidemiologia e prevenzione dell'influenza aviaria;
               viii) il mantenimento di competenze sul virus dell'influenza aviaria e su altri
                      virus affini, in modo tale da consentire una rapida diagnosi differenziale;
               ix)    l'acquisizione di conoscenze approfondite sulla preparazione e
                      sull'impiego dei prodotti di immunologia veterinaria utilizzati per
                      l'eradicazione e la lotta contro l'influenza aviaria;
IT                                               80                                                IT
 ---pagebreak---    b) contribuire attivamente alla diagnosi di focolai nella Comunità mediante lo
      studio degli isolati dei virus influenzali aviari ad esso inviati per la conferma
      della diagnosi, per la caratterizzazione e per studi epidemiologici; ricevere gli
      isolati virali relativi a focolai primari, che devono essere inviati dai paesi terzi
      autorizzati a importare pollame vivo e carni nella Comunità a norma della
      pertinente legislazione comunitaria. Sugli isolati virali ricevuti il laboratorio
      comunitario di riferimento è tenuto a effettuare:
      i)     lo studio della sequenza nucleotidica per la determinazione della
             sequenza di amminoacidi corrispondente al sito di clivaggio
             dell'emoagglutinina;
      ii)    la determinazione dell'indice di patogenicità intravenosa (IVPI);
      iii)   la tipizzazione degli antigeni;
      iv)    l'analisi filogenetica a sostegno delle indagini epidemiologiche;
   c) agevolare la formazione o l'aggiornamento degli esperti in diagnosi di
      laboratorio in vista dell'armonizzazione delle tecniche diagnostiche in tutta la
      Comunità;
   d) preparare il programma e i documenti di lavoro della conferenza annuale dei
      laboratori nazionali di riferimento;
   e) sostegno alle indagini condotte dagli Stati membri sull'influenza aviaria nel
      pollame e nei volatili selvatici mediante la fornitura di antigeni nel quadro del
      programma e delle procedure di analisi accreditate, e redazione di una
      relazione sintetica sui risultati delle indagini;
   f) tenere sotto controllo il possibile impatto che i virus dell'influenza aviaria
      possono produrre in termini di zoonosi e collaborare con laboratori riconosciuti
      a livello internazionale che si occupano di influenza umana.
IT                                       81                                                IT
 ---pagebreak---                    ALLEGATO VIII di cui all'articolo 52, paragrafo 2
   ELENCO DEI LABORATORI NAZIONALI DI RIFERIMENTO PER L'INFLUENZA
                      AVIARIA, LORO MANSIONI E COMPITI
   1.   I laboratori nazionali di riferimento per l'influenza aviaria sono quelli di seguito
        elencati:
        Belgio e
        Lussemburgo:      Centrum voor Onderzoek in Diergeneeskunde en Agrochemie
                          (CODA)
                          Centre d’Etudes et de Recherches Vétérinaires et Agrochimiques,
                          (CERVA)
                          Groeselenbergstraat 99/ 99, Rue Groeselenberg
                          B-1180 Brussel/Bruxelles
        Repubblica
        ceca:             National Reference Laboratory for Newcastle Disease and highly
                          pathogenic
                          Avian Influenza, Statni veterinarni ustav Praha
                          Sidlistni 136/24
                          165 03 Praha 6-Lysolaje
        Danimarca:        Statens Veterinære Serumlaboratorium
                          Hangøvej 2
                          DK-8200 Århus N.
        Germania:         Friedrich-Löffler-Institut, Bundesforschungsanstalt für
                          Tiergesundheit (FLI)
                          Boddenblick 5a
                          D-17493 Greifswald - Insel Riems
        Estonia:          Estonian Veterinary and Food Laboratory, Tallinn laboratory
                          Väike-Paala 3
                          11415 Tallinn
        Grecia:           National Reference Laboratory, (NRL) Center of Veterinary
                          Institutes
                          80, 26th October Str
                          GR-54627 Thessaloniki
        Spagna:           Laboratorio Central de Veterinaria (L.C.V.)
                          Carretera de Algete, Km. 8
                          E-28110 Algete, Madrid
        Francia:          Laboratoire d'Etudes de Recherches Avicoles et Porcines
                          B.P. 53, AFFSA Ploufragan (Agence Française de Securité
                          Sanitaire
                          des Aliments)
                          F-22440 Ploufragan
IT                                           82                                              IT
 ---pagebreak---    Irlanda:     Poultry Virology, Veterinary Research Laboratory
                Abbotstown, Castleknock
                Dublin 15
   Italia e
   San Marino:  Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZS-VE)
                Via Romea 14/A
                I-35020-Legnaro – Padova
   Cipro:       Veterinary Services, National Reference Laboratory for Newcastle
                Disease
                and Avian Influenza
                1417 Nicosia
   Lettonia:    State Veterinary Medicine Diagnostic Centre (SVMDC)
                Lejupes str. 3
                LV-1076 Riga
   Lituania:    National Veterinary Laboratory
                J.Kairiukscio 10
                LT-2021 Vilnius
   Ungheria:    Central Veterinary Institute
                Tábornok u.2
                149 Budapest
   Malta:       Food and Veterinary Division
                Laboratory Civil Abbatoir
                Albertown
   Paesi Bassi: CIDC-Lelystad, Central Institute for Animal Disease Control,
                Lelystad
                Postbox 2004
                NL-8203 AA Lelystad
   Austria:     Österreichische Agentur für Gesundheit und Ernährungssicherheit
                (AGES)
                Veterinärmedizinische Untersuchungen Mödling, Robert Koch
                Gasse 17
                A-2340 Mödling
   Polonia:     State Veterinary Institute in Puławy- Poultry Disease Department
                Al. Partyzantów 57
                24-100 Puławy
   Portogallo:  Laboratório Nacional de Investigação Veterinária (LNIV)
                Estrada de Bemfica 701
                P-1549-011 Lisboa
IT                                 83                                            IT
 ---pagebreak---       Slovenia:            National Veterinary Laboratory
                           Gerbiceva 60
                           1000 Ljubljana
      Slovacchia:          State Veterinary Institute, Reference Laboratory for Newcastle
                           Disease and Avian influenza
                           Pod Dráhami 918
                           96086 Zvolen
      Finlandia:           Eläinlääkintä ja elintarviketutkimuslaitos (EELA)
                           Helsinki, Anstalten för veterinärmedicin och livsmedel
                           Helsingfors PL 45
                           FIN-00581 Helsinki
      Svezia:              Statens Veterinärmedicinska Anstalt
                           Uppsala (SVA)
                           S-75189 Uppsala
      Regno
      Unito:               Veterinary Laboratory Agency (VLA) Weybridge
                           Avian Virology, Woodham Lane
                           New Haw, Addlestone
                           Surrey KT 15 3NB
                           Disease Surveillance and Investigation Department
                           Veterinary Sciences Division
                           Soney Road
                           Belfast BT4 3SD
   2. I laboratori nazionali di riferimento hanno le funzioni e i compiti seguenti:
      a)    ai laboratori nazionali di riferimento spetta garantire che in ogni Stato membro
            gli esami di laboratorio per l'individuazione della presenza dell'influenza
            aviaria e l'identificazione del tipo genetico degli isolati virali siano effettuati in
            conformità al manuale diagnostico. A tal fine essi possono stipulare accordi
            speciali con il laboratorio comunitario di riferimento o con altri laboratori
            nazionali;
      b)    ai fini di una caratterizzazione completa i laboratori nazionali di riferimento
            trasmettono senza indugio al laboratorio comunitario di riferimento gli isolati
            del virus dell'influenza aviaria:
            i)     relativi a tutti i focolai primari di influenza aviaria;
            ii)    relativi - nel caso di focolai secondari - a un numero rappresentativo di
                   focolai;
            iii)   qualora nel pollame, negli altri volatili o in altri animali vengano
                   individuati virus influenzali diversi da quelli indicati all'articolo 2,
                   punto 1, lettera a), che costituiscano una grave minaccia per la salute
                   pubblica o degli animali.
IT                                              84                                                 IT
 ---pagebreak---    c) Il laboratorio nazionale di riferimento di ciascuno Stato membro è responsabile
      del coordinamento delle norme e dei metodi diagnostici di ogni laboratorio di
      diagnosi dell'influenza aviaria dello Stato membro interessato. A tal fine i
      laboratori nazionali di riferimento:
      i)     possono fornire reagenti diagnostici ai singoli laboratori;
      ii)    controllano la qualità di tutti i reagenti diagnostici utilizzati in detto Stato
             membro;
      iii)   organizzano periodicamente prove comparative;
      iv)    conservano isolati del virus dell'influenza aviaria provenienti da focolai e
             isolati di qualsiasi altro virus influenzale aviario riscontrato in detto Stato
             membro;
      v)     collaborano con i laboratori che a livello nazionale si occupano di
             influenza umana.
IT                                       85                                                   IT
 ---pagebreak---         ALLEGATO IX di cui all'articolo 54, paragrafo 2, lettera g) e all'articolo 56,
                                            paragrafo 1
     PRESCRIZIONI GENERALI IN MATERIA DI CIRCOLAZIONE DI POLLAME E
    PRODOTTI AVICOLI APPLICABILI IN CASO DI VACCINAZIONE D'URGENZA
   1.    Gli Stati membri provvedono affinché alla circolazione di pollame e volatili vaccinati
         secondo quanto disposto dagli articoli 54 e 56, e alla circolazione dei relativi prodotti
         vengano applicati i controlli di cui ai punti da 2 a 7.
   2.    Alla circolazione di pollame vivo, uova da cova e da tavola all'interno della zona di
         vaccinazione si applicano le seguenti disposizioni:
         a)    le uova da cova:
               i)     devono provenire da un allevamento da riproduzione sottoposto o non
                      sottoposto a vaccinazione, che sia stato periodicamente esaminato con
                      esito favorevole secondo il protocollo di monitoraggio di cui
                      all'articolo 54, paragrafo 2, lettera j);
               ii)    devono essere state disinfettate prima della spedizione conformemente a
                      un metodo approvato dall'autorità competente;
               iii)   devono essere trasportate direttamente all'incubatoio di destinazione in
                      imballaggi a perdere oppure utilizzando materiali di imballaggio che
                      possono essere adeguatamente lavati e disinfettati;
               iv)    se ne deve assicurare la rintracciabilità nell'incubatoio;
         b)    i pulcini di un giorno devono:
               i)     essere nati da uova da cova che soddisfino le condizioni di cui alla
                      lettera a);
               ii)    essere trasportati in imballaggi a perdere oppure utilizzando materiali di
                      imballaggio che possono essere adeguatamente lavati e disinfettati;
               iii)   essere collocati in un pollaio o in un capannone in cui:
                      –      non sia tenuto pollame da almeno tre settimane;
                      –      le operazioni di pulizia e disinfezione siano state condotte
                             conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente;
         c)    il pollame pronto per la deposizione di uova deve:
               i)     essere stato regolarmente vaccinato contro l'influenza aviaria, laddove lo
                      preveda il programma di vaccinazione;
               ii)    essere stato periodicamente esaminato con esito favorevole, secondo il
                      protocollo di monitoraggio di cui all'articolo 54, paragrafo 2, lettera j);
IT                                               86                                                IT
 ---pagebreak---             iii)   essere collocato in un pollaio o capannone in cui da almeno tre settimane
                   non sia tenuto pollame e nel quale siano state effettuate le operazioni di
                   pulizia e disinfezione;
      d)    il pollame da macellazione deve:
            i)     essere periodicamente esaminato con esito favorevole, secondo il
                   protocollo di monitoraggio di cui all'articolo 54, paragrafo 2, lettera j);
            ii)    essere inviato direttamente a un macello ai fini di una macellazione
                   immediata;
            iii)   essere trasportato in veicoli puliti e disinfettati sotto controllo ufficiale
                   prima e dopo ciascun trasporto;
      e)    le uova da tavola devono:
            i)     provenire da un allevamento di ovaiole sottoposto o non sottoposto a
                   vaccinazione, che sia stato periodicamente esaminato con esito
                   favorevole secondo il protocollo di monitoraggio di cui all'articolo 54,
                   paragrafo 2, lettera j);
            ii)    essere inviate direttamente a un centro di imballaggio o a un impianto di
                   trattamento termico;
            iii)   essere trasportate utilizzando imballaggi a perdere oppure materiali di
                   imballaggio che possono essere adeguatamente lavati e disinfettati.
   3. Alla circolazione di pollame vivo, uova da cova e da tavola non originari della zona
      di vaccinazione e diretti alla zona di vaccinazione si applicano le seguenti
      disposizioni:
      a)    le uova da cova:
            i)     devono essere trasportate direttamente all'incubatoio di destinazione in
                   imballaggi a perdere oppure utilizzando materiali di imballaggio che
                   possono essere adeguatamente lavati e disinfettati;
            ii)    se ne deve assicurare la rintracciabilità nell'incubatoio;
      b)    i pulcini di un giorno devono:
            i)     essere trasportati in imballaggi a perdere;
            ii)    essere collocati in un pollaio o in un capannone in cui:
                   –     non sia tenuto pollame da almeno tre settimane;
                   –     le operazioni di pulizia e disinfezione siano state condotte
                         conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente;
IT                                            87                                                 IT
 ---pagebreak---       c)    il pollame pronto per la deposizione di uova deve:
            i)     essere collocato in un pollaio o capannone in cui da almeno tre settimane
                   non sia tenuto pollame e nel quale siano state effettuate le operazioni di
                   pulizia e disinfezione;
            ii)    essere vaccinato nell'azienda di destinazione, laddove ciò sia previsto dal
                   programma di vaccinazione;
      d)    il pollame da macellazione deve:
            i)     essere inviato direttamente a un macello ai fini di una macellazione
                   immediata;
            ii)    essere trasportato in veicoli puliti e disinfettati sotto controllo ufficiale
                   prima e dopo ciascun trasporto;
      e)    le uova da tavola devono:
            i)     essere inviate direttamente a un centro di imballaggio o a un impianto di
                   trattamento termico;
            ii)    essere trasportate utilizzando imballaggi a perdere oppure materiali di
                   imballaggio che possono essere adeguatamente lavati e disinfettati.
   4. Alla circolazione di pollame vivo, uova da cova e da tavola originari della zona di
      vaccinazione, provenienti dalla medesima e diretti all'esterno della zona di
      vaccinazione si applicano le seguenti disposizioni:
      a)    le uova da cova:
            i)     devono provenire da un allevamento da riproduzione sottoposto o non
                   sottoposto a vaccinazione, che sia stato periodicamente esaminato con
                   esito favorevole secondo il protocollo di monitoraggio di cui
                   all'articolo 54, paragrafo 2, lettera j);
            ii)    devono essere state disinfettate prima della spedizione conformemente a
                   un metodo approvato dall'autorità competente;
            iii)   devono essere trasportate direttamente all'incubatoio di destinazione in
                   imballaggi a perdere oppure utilizzando materiali di imballaggio che
                   possono essere adeguatamente lavati e disinfettati;
            iv)    se ne deve assicurare la rintracciabilità nell'incubatoio;
      b)    i pulcini di un giorno devono:
            i)     essere nati da uova da cova che soddisfino le condizioni enunciate al
                   punto 2, lettera a), al punto 3, lettera a) o al punto 4, lettera a);
IT                                            88                                                 IT
 ---pagebreak---             ii)    essere trasportati utilizzando materiale da imballaggio a perdere;
            iii)   essere collocati in un pollaio o in un capannone in cui:
                   –      non sia tenuto pollame da almeno tre settimane;
                   –      le operazioni di pulizia e disinfezione siano state condotte
                          conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente;
      c)    il pollame pronto per la deposizione di uova:
            i)     non deve essere stato vaccinato;
            ii)    deve essere stato periodicamente esaminato con esito favorevole secondo
                   il protocollo di monitoraggio di cui all'articolo 54, paragrafo 2, lettera j);
            iii)   essere collocato in un pollaio o capannone in cui da almeno tre settimane
                   non sia tenuto pollame e nel quale siano state effettuate le operazioni di
                   pulizia e disinfezione;
      d)    il pollame da macellazione deve:
            i)     essere esaminato con esito favorevole secondo il protocollo di
                   monitoraggio di cui all'articolo 54, paragrafo 2, lettera j) prima di essere
                   caricato;
            ii)    essere inviato direttamente a un macello ai fini di una macellazione
                   immediata;
            iii)   essere trasportato in veicoli puliti e disinfettati sotto controllo ufficiale
                   prima e dopo ciascun trasporto;
      e)    le uova da tavola devono:
            i)     provenire da un allevamento di ovaiole sottoposto o non sottoposto a
                   vaccinazione, che sia stato periodicamente esaminato con esito
                   favorevole secondo il protocollo di monitoraggio di cui all'articolo 54,
                   paragrafo 2, lettera j);
            ii)    essere inviate direttamente a un centro di imballaggio o a un impianto di
                   trattamento termico;
            iii)   essere trasportate utilizzando imballaggi a perdere oppure materiali di
                   imballaggio che possono essere adeguatamente lavati e disinfettati.
   5. Per le carni ottenute da pollame tenuto nella zona di vaccinazione si applicano le
      seguenti disposizioni:
      a)    per quanto concerne le carni ottenute da capi vaccinati, il pollame:
            i)     deve essere stato vaccinato con un vaccino di sottotipo eterologo;
IT                                            89                                                  IT
 ---pagebreak---              ii)    deve essere stato sottoposto a ispezioni periodiche e ad esami risultati
                    negativi conformemente alle disposizioni del programma di
                    vaccinazione, nel quadro di una strategia DIVA;
            iii)    deve essere stato sottoposto a esame clinico da parte di un veterinario
                    ufficiale nelle 48 ore precedenti il carico. Particolare attenzione deve
                    essere dedicata all'esame dei volatili sentinella;
            iv)     deve essere stato inviato direttamente a un macello designato ai fini di
                    una macellazione immediata;
      b)     per quanto concerne le carni ottenute da pollame non vaccinato, il pollame
             deve essere sottoposto a controlli secondo il protocollo di monitoraggio di cui
             all'articolo 54, paragrafo 2, lettera j).
   6. Le operazioni di pulizia e disinfezione di cui al presente allegato devono essere
      effettuate conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente.
   7. Gli esami prescritti prima del carico, secondo quanto contemplato ai punti 2, 3 e 4,
      devono essere effettuati conformemente al manuale diagnostico.
IT                                             90                                            IT
 ---pagebreak---                            ALLEGATO X di cui all'articolo 63, paragrafo 1
                        CRITERI APPLICABILI AI PIANI DI EMERGENZA
   I piani di emergenza devono perlomeno prevedere:
   1.        l'istituzione di un'unità di crisi a livello nazionale incaricata del coordinamento di
             tutte le misure di lotta adottate dallo Stato membro;
   2.        un elenco dei centri locali di lotta contro la malattia che dispongano di strutture
             adeguate per il coordinamento delle misure di lotta a livello locale;
   3.        informazioni particolareggiate sul personale coinvolto nelle misure di controllo, sulle
             loro competenze, sulle loro responsabilità e sulle istruzioni ad esso impartite, tenendo
             conto dell'esigenza di protezione delle persone e del rischio potenziale che l'influenza
             aviaria rappresenta per la salute dell'uomo;
   4.        centri locali di controllo in grado di contattare rapidamente le persone e gli organismi
             direttamente o indirettamente interessati da un focolaio;
   5.        disponibilità di attrezzature e materiale adatti per la corretta esecuzione delle misure
             di lotta contro la malattia;
   6.        istruzioni dettagliate sulle azioni da adottare in caso di sospetto e conferma
             dell'infezione o della contaminazione, comprese le modalità proposte per la
             distruzione delle carcasse;
   7.        programmi di formazione per l'aggiornamento e lo sviluppo delle competenze
             relative alle procedure operative e amministrative;
   8.        laboratori diagnostici dotati di un servizio per gli esami post mortem, dei mezzi
             necessari per gli esami sierologici ed istologici, ecc. e in possesso di competenze
             aggiornate per la diagnosi rapida (a tal fine occorre prevedere modalità di trasporto
             rapido dei campioni);
   9.        disposizioni applicabili in caso di vaccinazione contro l'influenza aviaria, riguardanti
             i diversi scenari operativi, un piano di vaccinazione completo, le popolazioni di
             pollame e volatili da includere nel programma, una stima della quantità di vaccino
             necessaria, gli aspetti logistici dell'intervento, in particolare la possibile disponibilità
             di vaccino, la capacità di conservazione e distribuzione, ed infine la disponibilità di
             personale incaricato della gestione della vaccinazione;
   10.       disposizioni che consentano di disporre di dati relativi alla registrazione delle aziende
             avicole commerciali sul proprio territorio, fatte salve le altre disposizioni pertinenti
             previste dalla legislazione comunitaria in questo settore;
   11.       disposizioni per il riconoscimento di razze rare di pollame o altri volatili
             ufficialmente registrate;
IT                                                    91                                                  IT
 ---pagebreak---    12. disposizioni per l'individuazione di zone ad alta densità di pollame;
   13. disposizioni per una stretta collaborazione tra le autorità competenti in campo
       veterinario, ambientale e in quello della salute pubblica;
   14. disposizioni che attribuiscano le competenze giuridiche necessarie all'attuazione dei
       piani di emergenza.
IT                                           92                                              IT
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO XI
                                   TAVOLA DI CONCORDANZA
                  Presente direttiva                             Direttiva 92/40/CEE
   Articolo 1, paragrafo 1, lettere a) e c)        -
   Articolo 1, paragrafo 1, lettera b)             Articolo 1, primo comma
   Articolo 1, paragrafo 2                         -
   Articolo 1, paragrafo 3                         Articolo 1, secondo comma
   Articolo 2, punto 1                             Allegato III, secondo capoverso
   Articolo 2, punti 2 e 3                         -
   Articolo 3, paragrafi da 1 a l4, paragrafi 17, -
   18, 20, paragrafi da 22 a 33
   Articolo 3, paragrafo 15                        Articolo 2, lettera a)
   Articolo 3, paragrafo 16                        Articolo 2, lettera b)
   Articolo 3, paragrafo 19                        Articolo 2, lettera d)
   Articolo 3, paragrafo 21                        Articolo 2, lettera e)
   Articolo 4                                      -
   Articolo 5, paragrafo 1                         Articolo 3
   Articolo 5, paragrafo 2                         -
   Articolo 6, paragrafo 1                         -
   Articolo 6, paragrafo 2                         Articolo 7, paragrafo 1
   Articolo 6, paragrafi 3 e 4                     -
   Articolo 7, paragrafo 1                         Articolo 4, paragrafo 1
   Articolo 7, paragrafo 2, lettere a) e b)        Articolo 4, paragrafo 2, lettera a)
   Articolo 7, paragrafo 2, lettera c)             Articolo 4, paragrafo 2, lettera b)
   Articolo 7, paragrafo 2, lettera d)             Articolo 4, paragrafo 2, lettera c)
   Articolo 7, paragrafo 2, lettere e) e g)        Articolo 4, paragrafo 2, lettera d)
IT                                               93                                    IT
 ---pagebreak---    Articolo 7, paragrafo 2, lettera f)   Articolo 4, paragrafo 2, lettera e)
   Articolo 7, paragrafo 2, lettera h)   Articolo 4, paragrafo 2, lettera f)
   Articolo 7, paragrafo 3               Articolo 4, paragrafo 2, lettera g)
   Articolo 8                            -
   Articolo 9                            Articolo 4, paragrafo 5
   Articolo 10                           -
   Articolo 11, paragrafo 1
   Articolo 11, paragrafi 2 e 3          Articolo 5, paragrafo 1, lettera a)
   Articolo 11, paragrafo 4              Articolo 5, paragrafo 1, lettera d)
   Articolo 11, paragrafo 5              Articolo 5, paragrafo 1, lettera c)
   Articolo 11, paragrafi 6 e 7          Articolo 5, paragrafo 1, lettera b)
   Articolo 11, paragrafo 8              Articolo 5, paragrafo 1, lett. e)
   Articolo 11, paragrafi 9 e 10         -
   Articolo 12                           -
   Articolo 13                           -
   Articolo 14                           Articolo 6
   Articolo 15                           Articolo 8
   Articolo 16, paragrafi 1 e 2          Articolo 9, paragrafo 1
   Articolo 16, paragrafo 3              -
   Articolo 16, paragrafo 4              Articolo 9, paragrafo 6
   Articolo 17, paragrafo 1              Articolo 10
   Articolo 17, paragrafo 2              Articolo 13
   Articolo 18, lettera a)               Articolo 9, paragrafo 2, lettera a)
   Articolo 18, lettera b)               Articolo 9, paragrafo 2, lettera b)
   Articolo 18, lettera c)               -
   Articolo 19, lettera a)               Articolo 9, paragrafo 2, lettera c)
IT                                     94                                    IT
 ---pagebreak---    Articolo 19, lettere b), c) e d)       Articolo 9, paragrafo 2, lettere d) ed e)
   Articolo 19, lettera e)                Articolo 9, paragrafo 2, lettera f), primo
                                          comma;
   Articolo 19, lettere f), g) e h)       -
   Articolo 20                            Articolo 9, paragrafo 2, lettera g)
   Articolo 21                            Articolo 9, paragrafo 2, lettera h)
   Articolo 22                            Articolo 9, paragrafo 2, lettera e)
   Articolo 23                            Articolo 9, paragrafo 2, lettera f), punto i)
   Articolo 24                            Articolo 9, paragrafo 2, lettera f), punto ii)
   Articolo 25                            -
   Articolo 26, paragrafo 1               Articolo 9, paragrafo 2, lettera f), punto iii)
   Articolo 26, paragrafo 2               -
   Articolo 27                            Articolo 9, paragrafo 2, lettera e)
   Articolo 28                            -
   Articolo 29                            Articolo 9, paragrafo 3
   Articolo 30, lettera a)                Articolo 9, paragrafo 4, lettera a)
   Articolo 30, lettere b) e c)           Articolo 9, paragrafo 4, lettere b), c) e d)
   Articolo 30, lettere d), e), g) e j)   -
   Articolo 30, lettera f)                Articolo 9, paragrafo 4, lettera b)
   Articolo 30, lettera h)                Articolo 9, paragrafo 4, lettera e)
   Articolo 30, lettera i)                Articolo 9, paragrafo 4, lettera f)
   Articolo 31                            Articolo 9, paragrafo 5
   Articolo 32                            -
   Articolo 33                            -
   Articolo 34                            -
   Articolo 35                            -
   Articolo 36                            -
IT                                      95                                                IT
 ---pagebreak---    Articolo 37                    -
   Articolo 38                    -
   Articolo 39                    -
   Articolo 40                    -
   Articolo 41                    -
   Articolo 42                    -
   Articolo 43                    -
   Articolo 44                    -
   Articolo 45                    -
   Articolo 46                    -
   Articolo 47                    -
   Articolo 48                    -
   Articolo 49                    Articolo 11
   Articolo 50                    -
   Articolo 51                    -
   Articolo 52, paragrafo 1       Articolo 15
   Articolo 52, paragrafi 2 e 3   Articolo 14
   Articolo 53                    -
   Articolo 54                    Articolo 16, lettera a), primo comma
   Articolo 55                    Articolo 16, lettera a), primo comma
   Articolo 56                    Articolo 16, lettera a), secondo comma
   Articolo 57                    -
   Articolo 58                    -
   Articolo 59                    -
   Articolo 60                    -
   Articolo 61                    Articolo 18
IT                              96                                       IT
 ---pagebreak---    Articolo 62                       -
   Articolo 63                       Articolo 17
   Articolo 64, paragrafi 1, 2 e 4   -
   Articolo 64, paragrafo 3          Articolo 20
   Articolo 65                       Articolo 21
   Articolo 66                       -
   Articolo 67                       -
   Articolo 68                       Articolo 22
   Articolo 69                       -
   Articolo 70                       Articolo 23
   Allegato I                        -
   Allegato II                       -
   Allegato III                      Allegato I
   Allegato IV                       -
   Allegato V                        -
   Allegato VI                       Allegato II
   Allegato VII                      Allegato V
   Allegato VIII                     Allegato IV
   Allegato IX                       -
   Allegato X                        Allegato VI
   Allegato XI
IT                                 97            IT
 ---pagebreak---                           LEGISLATIVE FINANCIAL STATEMENT
   Policy area(s): Health and Consumers Protection
   Activity: Food safety, animal health, animal welfare and plant health
   TITLE  OF ACTION: PROPOSAL FOR A COUNCIL          DIRECTIVE     ON  COMMUNITY    MEASURES FOR
           THE CONTROL OF AVIAN INFLUENZA
   1.      BUDGET LINE(S) + HEADING(S)
           17 01: Administrative expenditure of health and consumer protection policy area
           17 04 02: Other measures in the veterinary, animal welfare and public-health field
           17 04 03: Emergency fund for veterinary complaints and other animal
                  contaminations which are a risk to public health
   2.      OVERALL FIGURES
   2.1.    Total allocation for action (Part B): 18,810 € million for commitment
   2.2.    Period of application:
           Action is open ended
   2.3.    Overall multiannual estimate of expenditure:
   (a)     Schedule of commitment appropriations/payment               appropriations   (financial
           intervention) (see point 6.1.1)
                                                       € million (to three decimal places)
                                                                            [n+5
                                                                             and
                               Year     [n+1]   [n+2]   [n+3]     [n+4]             Total
                                                                            subs.
                              [2006]
                                                                           Years
                                                                              ]
          Commitments         3.135     3.135 3.135     3.135    3.135     3.135   18.810
            Payments          3.135     3.135 3.135     3.135    3.135     3.135   18.810
   (b)     Technical and administrative assistance and support expenditure (see point 6.1.2)
          Commitments                  0.000   0.000    0.000    0.000     0.000   0.000
            Payments                   0.000   0.000    0.000    0.000     0.000   0.000
IT                                               98                                                IT
 ---pagebreak---            Subtotal a+b
       Commitments                3.135      3.135      3.135      3.135   3.135   3.135    18.810
       Payments                   3.135      3.135      3.135      3.135   3.135   3.135    18.810
   (c)      Overall financial impact of human resources and other administrative expenditure
            (see points 7.2 and 7.3)
          Commitments/            0.195      0.195      0.195      0.195   01195   01195    1.170
            payments
         TOTAL a+b+c
       Commitments                3.330      3.330      3.330      3.330   3.330   3.330    19.980
       Payments                   3.330      3.330      3.330      3.330   3.330   3.330    19.980
   2.4.     Compatibility with financial programming and financial perspective
            Proposal is compatible with existing financial programming.
   2.5.     Financial impact on revenue:24
            Proposal has no financial implications (involves technical aspects regarding
                    implementation of a measure)
   3.       BUDGET CHARACTERISTICS
      Type of expenditure              New            EFTA             Contributions     Heading in
                                                  contribution        form applicant      financial
                                                                         countries       perspective
       Comp           Non-diff          NO              NO                  NO            No 5 – 1a
   4.       LEGAL BASIS
   Council Decision 90/424/EEC
   24
           For further information, see separate explanatory note.
IT                                                       99                                          IT
 ---pagebreak---    5.        DESCRIPTION AND GROUNDS
   5.1.      Need for Community intervention 25
   5.1.1.    Objectives pursued
   It is envisaged to update current Community legislation on avian influenza laid down in
   Council Directive 92/40/EEC, with the objective to achieve better prevention and control of
   outbreaks and to reduce the health risks, the costs and losses and the negative impact to the
   whole of society due to Avian Influenza.
   Since live poultry is listed in Annex II of the Treaty, one of the Community's tasks in the
   veterinary field is to improve the health status of poultry, thereby facilitating trade in poultry
   and poultry products to ensure the development of this sector. Furthermore, a high level of
   human health protection is to be ensured in the definition and implementation of all
   Community policies and activities.
   Furthermore, thanks to the adoption of other disease control measures envisaged under the
   current proposal, including vaccination, other savings should result from the expected reduced
   size of future AI epidemics. It is, however, extremely difficult to quantify these savings.
   Results would be achieved by means of surveillance and control measures targeted to the low
   pathogenic form of disease - to prevent virus mutation into its highly pathogenic form- by
   means of vaccination where appropriate and by other measures that take into account the most
   recent scientific knowledge on this disease, the lessons learned during recent outbreaks and
   the need to avoid massive killing and destruction of animals as much as possible. As
   mentioned already, these actions as such have no financial implications for the EU-budget.
   However, in combination with Council Decision 90/424/EC the following actions, as it is
   already the case with existing avian influenza legislation, have financial consequences:
   Objective 1: emergency fund eradication of the disease
   Objective 2: surveillance
   Objective 3: establishment of a vaccine bank
   Objective 4: establishment of a Community Reference Laboratory for avian influenza
   5.1.2.    Measures taken in connection with ex ante evaluation
             In view of the increased knowledge on the risks for human health posed by AI
             viruses, (which, particularly in the context of the ongoing outbreak in certain Asian
             countries, have prompted several actions by International organisations such the
             FAO, the WHO and the OIE), the opinions of the Scientific Committee and the most
             recent knowledge on the pathogenesis, the epidemiology and the distribution of AI,
             there is now a clear need to revise and update current legislation to reflect these new
             advances and experience and to improve disease control of both LPAI and HPAI in
   25
           For further information, see separate explanatory note.
IT                                                       100                                          IT
 ---pagebreak---              future. This will be of direct benefit to animal health and indirectly also human
             health.26
   5.1.3.    Measures taken following ex post evaluation
   Not applicable
   5.2.      Action envisaged and budget intervention arrangements
   Not applicable
   5.3.      Methods of implementation
   Not applicable
   6.        FINANCIAL IMPACT
   6.1.      Total financial impact on Part B - (over the entire programming period)
   (The method of calculating the total amounts set out in the table below must be explained by
   the breakdown in Table 6.2.)
   6.1.1.    Financial intervention
                                                        Commitments (in € million to three decimal places)
           Breakdown             [2006]           [n+1]          [n+2]          [n+3]           [n+4]             [n+5           Total
                                                                                                                   and
                                                                                                                 subs.
                                                                                                                Years]
   Operational objective Nr 1  It is impossible to predict when and where there will be an outbreak of the disease and the relative costs..
                               The impact assessment annexed to the proposal has considered various scenarios from which it results that
                               the new disease eradication measures should not lead to higher costs than the current ones.
   Operational objective Nr 2  1.500           1.500           1.500          1.500           1.500            1.500         9.000
   Operational objective Nr 3  1.500           1.500           1.500          1.500           1.500            1.500         9.000
   Operational objective Nr 4  0.135           0.135           0.135          0.135           0.135            0.135         0.810
                       TOTAL   3.135           3.135           3.135         3.135            3.135            3.135         18.810
   26
            For minimum information requirements relating to new initiatives, see SEC 2000 (1051)
IT                                                          101                                                                             IT
 ---pagebreak---     6.1.2.    Technical and administrative assistance, support expenditure and IT expenditure
              (commitment appropriations)
                                  [Year  [n+1]     [n+2]     [n+3]     [n+4]     [n+5      Total
                                    n]                                            and
                                                                                 subs.
                                                                                years]
   1)       Technical         and
   administrative assistance
   a) Technical        assistance
   offices
   b) Other technical and
   administrative assistance:
   - intra muros:
   - extra muros:
   of which for construction
   and      maintenance        of
   computerised management
   systems
                      Subtotal 1
   2) Support expenditure
   a) Studies
   b) Meetings of experts
   c) Information and
   publications
                      Subtotal 2
                        TOTAL
IT                                              102                                              IT
 ---pagebreak---    6.2.       Calculation of costs by measure envisaged in Part B (over the entire
              programming period)27
                                                          Commitments (in € million to three decimal places)
                Breakdown                         Type              Number of           Average unit          Total cost
                                               of outputs             outputs              cost
                                                                                                           (total for years
                                            (projects, files )
                                                                  (total for years                              1…n)
                                                                       1…n)
                                                   1                      2                  3                4=(2X3)
   Action 1
   - Measure 1
   - Measure 2
   Action 2
   - Measure 1
   - Measure 2
   - Measure 3
   etc.
              TOTAL COST
   7.         IMPACT ON STAFF AND ADMINISTRATIVE EXPENDITURE
   7.1.       Impact on human resources
                               Staff to be assigned to management of the
                                                                                           Description of tasks deriving from the
                                 action using existing and/or additional
                                                                                                           action
                                                resources
        Types of post                                                             Total
                                   Number of                 Number of
                                permanent posts           temporary posts
                         A               1                       -                 1
   Officials        or
                         B               -                       -                  -
   temporary staff
                         C               -                       -                  -
   Other human resources                                         -                  -
   Total                                 1                        -                1
   27
             For further information, see separate explanatory note.
IT                                                            103                                                             IT
 ---pagebreak---    7.2.      Overall financial impact of human resources
                  Type of human resources                  Amount (€)           Method of calculation *
   Officials                                                108,000            1 full time official per year
   Temporary staff
   Other human resources
                                     (specify budget line)
                                                    Total   108,000
   The amounts are total expenditure for twelve months.
   7.3.      Other administrative expenditure deriving from the action
   Budget line
                                                            Amount €               Method of calculation
   Overall allocation (Title A7)
   1701021101 – Missions                                     35,000       Based on 5 missions per year at an
                                                                          average of 7000 Euro per mission
   1701021102 – Meetings                                        -                              -
   A07031 – Compulsory committees 1                          52,000       1meeting of the Standing committee on
                                                                          Food Chain and Animal Health only on
   A07032 – Non-compulsory committees    1                      -         the subject of avian influenza
   A07040 – Conferences                                         -                              -
   A0705 – Studies and consultations                            -                              -
   Other expenditure (specify)                                  -                              -
   Information systems (A-5001/A-4300)                          -                              -
   Other expenditure - Part A (specify)                         -                              -
                                                    Total    87,000
   The amounts are total expenditure for twelve months.
   1
      Specify the type of committee and the group to which it belongs.
   I.       Annual total (7.2 + 7.3)                          195,000 €
   II.      Duration of action                                6 years
   III.     Total cost of action (I x II)                     1,170,000 €
   8.        FOLLOW-UP AND EVALUATION
   8.1.      Follow-up arrangements
   The Commission will have at its disposal several ways to evaluate the impact of the proposal:
             – the occurrence of future HPAI epidemics giving an overall indication on the
                effectiveness of the new measures,
             – results of the surveillance programmes,
             – control measures on LPAI outbreaks.
IT                                                     104                                                   IT
 ---pagebreak---    Already at this stage the Commission has the basic tools to monitor, such as the Standing
   Committee for the Food Chain and animal health and the network of Community and national
   reference laboratories.
   8.2.     Arrangements and schedule for the planned evaluation
   As mentioned above, the Commission has at its disposal tools, such as the Standing
   Committee for the Food Chain and animal health and the network of Community and national
   reference laboratories; these instruments will allow
   9.       ANTI-FRAUD MEASURES
   Not relevant
IT                                                105                                        IT
 ---pagebreak---                                          RELAZIONE
   1.  Contenuto della proposta
       •     Ragioni e obiettivi della proposta
             –      La Commissione intende aggiornare le procedure vigenti relative alla
                    partecipazione finanziaria della Comunità alle misure veterinarie stabilite
                    dalla decisione 90/424/CEE28 del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa
                    a talune spese nel settore veterinario.
             –      Finalità : raggiungere nel modo più efficace gli obiettivi delle misure
                    veterinarie specifiche in materia di influenza aviaria.
       •     Contesto generale
             –      La presente proposta di modifica della decisione 90/424/CEE riguarda
                    solo l’influenza aviaria.
             –      Con la proposta di nuova direttiva del Consiglio relativa a misure
                    comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria (COM(2005)171), la
                    Commissione intende aggiornare le disposizioni in vigore previste dalla
                    direttiva 92/40/CEE del Consiglio29, al fine di migliorare la prevenzione
                    e il controllo degli episodi infettivi e di ridurre i rischi per la salute, i
                    costi e le perdite, nonché l’impatto negativo dell’influenza aviaria sulla
                    società nel suo insieme. Tali obiettivi possono essere raggiunti tramite
                    misure di monitoraggio e di controllo mirate alla forma a bassa
                    patogenicità, per prevenire la mutazione del virus nella forma ad alta
                    patogenicità, tramite misure di vaccinazione, ove adeguate, o altre misure
                    che tengano conto delle più recenti conoscenze scientifiche sulla
                    malattia, degli insegnamenti tratti nelle epidemie più recenti e della
                    necessità di evitare nella misura del possibile gli abbattimenti in massa
                    degli animali.
             –      Le modifiche della legislazione comunitaria proposte per la lotta contro
                    l’influenza aviaria devono essere apportate parallelamente alle modifiche
                    della decisione 90/424/CEE del Consiglio relativa a talune spese nel
                    settore veterinario, per allinearla alla nuova direttiva e garantire un
                    sostegno finanziario adeguato alle iniziative degli Stati membri relative
                    ad alcune delle nuove misure di lotta contro l’influenza aviaria.
   28
      GU L 224 del 18.8.1990, pag. 19; decisione modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003
      (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 1).
   29
      GU L 167 del 22.6.1992, pag. 1.
IT                                              106                                                    IT
 ---pagebreak---                –       Attualmente, l’articolo 3 della decisione 90/424/CEE del Consiglio
                       dispone che agli Stati membri sia concesso un contributo finanziario
                       (50%) della Comunità per coprire parte delle spese sostenute per
                       l’eradicazione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI)30, in
                       particolare per indennizzare gli allevatori i cui volatili sono stati abbattuti
                       e distrutti per eradicare la malattia, per il rimborso di azioni di pulizia e
                       disinfezione e la distruzione di uova, alimenti contaminati o materiali
                       contaminati. In conformità del succitato articolo, la Comunità può inoltre
                       rimborsare al 100% le forniture di vaccino e al 50 % le spese sostenute
                       per l’esecuzione della vaccinazione (attualmente, a norma della direttiva
                       92/40/CEE è autorizzata la vaccinazione di emergenza ma non la
                       vaccinazione preventiva).
        •      Coerenza con altre misure
               –       È in corso una discussione sulla prevenzione delle crisi sanitarie e sui
                       modi per reagirvi. La Commissione ha già pubblicato uno studio
                       preliminare31 su uno strumento di finanziamento dei rischi di epidemia
                       nel bestiame nell’Unione e uno studio complementare è previsto nel
                       2005. La Commissione ha inoltre avviato un processo di valutazione
                       della politica zoosanitaria della Comunità nel suo insieme, che
                       comprenderà questioni relative al rapporto costo/efficacia degli strumenti
                       finanziari esistenti per sorvegliare, combattere ed eradicare le zoonosi e
                       ai modi per indurre gli allevatori a prendere tutti i provvedimenti del caso
                       per ridurre il rischio di contagio nei loro allevamenti. In questo contesto
                       saranno considerati i principali fattori di rischio, quali la densità della
                       popolazione animale e i rischi biologici delle aziende agricole, nonché le
                       misure per attenuarli e le conseguenze per il bilancio dell’Unione.
               –       In funzione dei risultati di questi studi e della valutazione potranno essere
                       proposte alternative alle attuali forme di sostegno finanziario della
                       Comunità agli Stati membri; tuttavia, appare opportuno adottare la
                       presente proposta senza attendere la fine di questa procedura, in
                       considerazione dell'urgente necessità di rivedere la legislazione vigente
                       relativa a questo importante rischio sanitario.
   30
      La decisione 90/424/EEC impiega una terminologia obsoleta: “peste avicola” in luogo di “influenza
      aviaria ad alta patogenicità”.
   31
      http://europa.eu.int/comm/food/animal/diseases/financial/risk_financing_model_10-04_en.pdf.
IT                                                107                                                   IT
 ---pagebreak---    2. Consultazione delle parti interessate e valutazione di impatto
      •   Consultazione delle parti interessate
          –      Tra il luglio e l’ottobre 2004 gli Stati membri sono stati consultati, in
                 seno al gruppo di lavoro della Commissione e per via elettronica, sul
                 progetto di proposta per la nuova direttiva sulle misure comunitarie di
                 lotta all’influenza aviaria. Nell’ottobre 2004 sono state consultate sullo
                 stesso progetto di proposta le ONG europee. Dalle consultazioni sono
                 emersi suggerimenti per il miglioramento di taluni articoli e allegati del
                 progetto di proposta, che sono stati tenuti nella debita considerazione.
          Raccolta e utilizzazione dei pareri degli esperti
          –      Per quanto riguarda l’influenza aviaria: le misure proposte di recente
                 sono state approvate tenendo nella debita considerazione i pareri
                 formulati nel 2000 e 2003 dal comitato scientifico per l’influenza aviaria.
      •   Valutazione dell'impatto
          –      Sono state valutate le opzioni politiche identificate dal Comitato
                 scientifico, sezione Salute e benessere degli animali nella relazione del
                 2000 "Definizione dell’influenza aviaria – Ricorso alla vaccinazione per
                 contrastare l’influenza aviaria"; sono state esaminate tre possibili opzioni
                 per la lotta contro la malattia e quella che prevede la modifica della
                 definizione dell’influenza aviaria per includervi l’influenza aviaria a
                 bassa patogenicità (LPAI) e per prevedere misure di controllo che
                 tengano conto dei diversi tipi di virus e dell’animale interessato è stata
                 considerata la più adeguata.
          –      È stata effettuata una valutazione dell’impatto delle nuove misure di lotta
                 all’influenza aviaria e delle modifiche proposte dalla decisione
                 90/424/CEE del Consiglio (SEC(2005)549).
   3. Elementi giuridici della proposta
      •   Sintesi delle azioni proposte
          –      La proposta intende principalmente apportare alla decisione 90/424/CEE
                 le modifiche seguenti:
                 –      un contributo finanziario (fino al 50%) per i programmi di
                        sorveglianza che gli Stati membri devono attuare annualmente.
IT                                         108                                                IT
 ---pagebreak---            –      un contributo finanziario (30%) agli Stati membri per l’indennizzo
                  delle spese sostenute per l’attuazione di provvedimenti di
                  abbattimento in caso di epidemie di influenza aviaria a bassa
                  patogenicità. Il fatto che il contributo sia ridotto rispetto a quello
                  previsto per le epidemie di influenza aviaria ad alta patogenicità è
                  giustificato dal fatto che gli Stati membri devono poter scegliere di
                  non attuare una politica di abbattimento in caso di influenza aviaria
                  a bassa patogenicità, e un contributo finanziario comunitario più
                  elevato potrebbe indurli a non a fare debito uso di questa
                  possibilità. D’altro canto, il programma di monitoraggio
                  cofinanziato dalla Comunità dovrebbe permettere di individuare
                  tempestivamente l’influenza aviaria a bassa patogenicità, riducendo
                  di conseguenza la necessità di abbattimenti estesi, con conseguenza
                  positive per il bilancio degli Stati membri.
           –      Per quanto riguarda la vaccinazione, il sostegno finanziario della
                  Comunità, come specificato sopra, continuerebbe ad essere
                  garantito solo in caso di vaccinazioni di emergenza. Allo stesso
                  modo, non verrebbero apportate modifiche alle disposizioni vigenti
                  in materia di cofinanziamento delle misure di lotta all’influenza
                  aviaria ad alta patogenicità.
           Sono inoltre previsti le modifiche e i chiarimenti necessari.
   • Base giuridica
     –     Trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37.
   • Principio di sussidiarietà
     –     Le misure previste nella presente proposta rientrano nelle competenza
           della Comunità.
   • Principio di proporzionalità
     –     La proposta prevede un aiuto finanziario della Comunità agli Stati
           membri per le misure minime da attuare in caso di epidemia di influenza
           aviaria nel pollame e altri volatili e per le misure minime destinate a
           permettere l’attuazione di efficaci programmi pluriennali di eradicazione,
           di lotta e di monitoraggio per le malattie degli animali e le zoonosi.
   • Scelta degli strumenti
     –     Lo strumento proposto è una decisione. La proposta riguarda le
           modifiche da apportare alle disposizioni vigenti relative a talune spese
           nel settore veterinario di una decisione del Consiglio. Lo strumento
           giuridico scelto per modificare tali disposizioni è pertanto un’altra
           decisione del Consiglio.
IT                                     109                                               IT
 ---pagebreak---    4. Incidenza sul bilancio
      La proposta genera costi addizionali per gli Stati membri e per il bilancio
      comunitario, in quanto introduce misure di monitoraggio e di lotta contro l’influenza
      aviaria a bassa patogenicità. Di seguito una stima approssimativa delle spese a carico
      del bilancio comunitario :
      a)     monitoraggio dell’influenza aviaria a bassa patogenicità: 1-2 milioni di euro
             l’anno. La cifra tiene conto del costo dei programmi per il monitoraggio
             dell’influenza aviaria attuati negli Stati membri nel 2003 e nel 2004. Si ritiene
             tuttavia che in futuro potrebbe essere opportuno rafforzare tali programmi, con
             un conseguente incremento dei costi;
      b)     lotta all’influenza aviaria a bassa patogenicità tramite abbattimenti: ~1-4
             milioni di euro l’anno. Questa cifra si basa sugli elementi seguenti:
             –      i risultati del monitoraggio dell’influenza aviaria negli Stati membri nel
                    2003 e i dati preliminari disponibili sul monitoraggio dell’influenza
                    aviaria a bassa patogenicità nel 2004;
             –      il costo medio di ogni epidemia di influenza aviaria alla quale, in anni
                    recenti e nella Comunità, si è reagito con una politica di abbattimenti
                    (~150.000 € per allevamento di volatili);
             –      il costo delle epidemie per il bilancio comunitario (30% di
                    cofinanziamento, ossia 50.000€ per allevamento).
      Ipotizzando che ogni anno si verifichino tra gli 80 e i 320 episodi di influenza aviaria
      a bassa patogenicità nell’insieme dell'Unione, si può pensare che sarà necessario
      mettere in atto una politica di abbattimenti in un numero di allevamenti infetti
      compreso tra 20 e 80, il che rappresenta il 25% degli allevamenti nei quali
      l’influenza aviaria a bassa patogenicità sarà stata individuata.
             Inoltre, se si deciderà di creare una banca dei vaccini contro l'influenza aviaria,
             il costo della creazione e della manutenzione della banca sarà compreso tra uno
             e due milioni di euro l’anno. Questa stima tiene conto del costo dell'attuale
             banca di antigeni dell’afta epizootica per la formulazione del vaccino. A questo
             proposito, tuttavia, è opportuno sottolineare che:
             –      conformemente alle vigenti disposizioni dell'articolo 7 della decisione
                    90/424/CEE, le banche comunitarie di vaccini possono già essere
                    finanziate dal bilancio comunitario;
             –      la direttiva proposta non fa obbligo alla Comunità di creare una banca dei
                    vaccini contro l'influenza aviaria, ma si limita a stabilire la base giuridica
                    che permetta alla Comunità di farlo.
IT                                            110                                                  IT
 ---pagebreak---    Pertanto, l'attuale proposta di modifica della decisione 90/424/CEE non prende in
   considerazione questo aspetto particolare. Come indicato nella valutazione
   dell'impatto che accompagna le due proposte della Commissione sull'influenza
   aviaria, il costo annuale supplementare per il bilancio comunitario derivante
   dall'adozione e dall'attuazione delle misure di cui sopra (inclusa l'eventuale creazione
   di una banca dei vaccini) sarebbe compreso tra i 3 e gli 8 milioni di euro, ossia in
   media tra i 5 e i 6 milioni di euro.
   Si prevede tuttavia che i costi di cui sopra saranno compensati dai risparmi realizzati
   riducendo il rischio di future epidemie di influenza aviaria ad alta patogenicità. Non
   è evidentemente possibile precisare in che misura i provvedimenti proposti
   porteranno in futuro ad un calo del numero di epidemie di influenza aviaria ad alta
   patogenicità, il verificarsi delle quali è ancora in larga misura imprevedibile e non
   può mai essere totalmente escluso, considerata la natura del rischio in questione.
   Tuttavia, se le misure proposte fossero già state adottate e attuate nell’UE negli
   ultimi cinque anni, una delle epidemie più estese verificatesi nella Comunità sarebbe
   stata con ogni probabilità evitata. Si può pertanto affermare, su questa base, che
   l'attuazione delle misure proposte potrebbe efficacemente prevenire il verificarsi di
   due grandi epidemie di influenza aviaria ad alta patogenicità nei prossimi dieci anni.
IT                                       111                                                IT
 ---pagebreak---                                                                   2005/0063 (CNS)
                                                    Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
      che modifica la decisione 90/424/CEE del Consiglio relativa a talune spese nel settore
                                                    veterinario
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,
   vista la proposta della Commissione32,
   visto il parere del Parlamento europeo33,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo 34,
   considerando quanto segue:
   (1)      L'influenza aviaria, in passato denominata “peste avicola”, è una malattia infettiva dei
            volatili molto grave, che comporta seri rischi per la salute degli animali. Il virus
            dell'influenza di origine aviaria può anche rappresentare un rischio per la salute
            umana.
   (2)      La decisione 90/424/CEE35 relativa a talune spese nel settore veterinario prevede la
            possibilità di un contributo finanziario della Comunità agli Stati membri per
            l’eradicazione di talune malattie degli animali. Attualmente, la decisione prevede la
            possibilità di concedere tale contributo per l’eradicazione dell'influenza aviaria causata
            da ceppi di virus detti altamente patogeni.
   (3)      Le recenti epidemie di influenza aviaria causate da virus a bassa patogenicità
            successivamente mutati in virus ad alta patogenicità hanno avuto conseguenze
            devastanti e ha comportato rischi per la salute pubblica. Una volta avvenuta la
            mutazione, diventa estremamente difficile contrastare il virus. La direttiva xxx relativa
            alle misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria36 stabilisce misure di
            sorveglianza e di lotta anche nei confronti dei virus a bassa patogenicità, al fine di
            prevenire gli episodi di influenza aviaria ad alta patogenicità.
   32
            GU C del , pag. .
   33
            GU C del , pag. .
   34
            GU C del , pag. .
   35
            GU L 224 del 18.8.1990, pag. 19; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/99/CE (GU L 325,
            12.12.2003, pag. 1)
   36
            COM(2005)171.
IT                                                      112                                                       IT
 ---pagebreak---    (4)    Tenendo conto dell’adozione della direttiva xxx5 è opportuno modificare la decisione
          90/424/CEE per rendere possibile la concessione di aiuti finanziari anche alle misure
          di eradicazione attuate dagli Stati membri per combattere i ceppi di virus a bassa
          patogenicità che possono mutare in virus ad alta patogenicità.
   (5)    Il riferimento all’articolo 40 nell’articolo 3, paragrafo 4 della decisione 90/424/CEE
          del Consiglio è errato, in quanto la procedura in questione è menzionata
          nell’articolo 41,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                                 Articolo 1
   La decisione 90/424/CEE del Consiglio è così modificata:
   1.       L'articolo 3 è così modificato:
            a)     al paragrafo 1 il sesto trattino è soppresso;
            b)     al paragrafo 2 il primo trattino è sostituito dal seguente:
                   –      “l'abbattimento degli animali delle specie sensibili, colpiti o contaminati
                          o sospetti di essere colpiti o contaminati e la loro distruzione e, nel caso
                          dell’influenza aviaria, la distruzione delle uova;”
            c)     Il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:
                   “Se, a causa dell'evoluzione della situazione nella Comunità, dovesse risultare
                   opportuno continuare l'azione di cui al paragrafo 2, può essere adottata,
                   secondo la procedura prevista all'articolo 41, una nuova decisione relativa al
                   contributo finanziario della Comunità, che potrà essere superiore al 50 %
                   previsto al paragrafo 5, primo trattino. Al momento dell'adozione della
                   suddetta decisione, possono essere adottate tutte le misure necessarie che lo
                   Stato membro interessato deve applicare per assicurare il successo dell'azione
                   e, in particolare, misure diverse da quelle citate al paragrafo 2.”
   2.       È inserito il seguente articolo 3 bis:
                                              “Articolo 3 bis
            1.     Il presente articolo si applica nel caso in cui l’influenza aviaria si manifesti nel
                   territorio di uno Stato membro.
            2.     Lo Stato membro interessato ottiene un contributo finanziario della Comunità
                   per l’eradicazione dell’influenza aviaria se sono state applicate in modo
                   completo ed efficace, in ottemperanza della legislazione comunitaria in
                   materia, le misure minime di lotta previste dalla direttiva xxx5 e se, nel caso
                   della soppressione di animali di specie sensibili colpiti o contaminati o che si
                   suppone che siano stati colpiti o contaminati, i proprietari del bestiame sono
                   stati indennizzati in modo rapido ed adeguato.
IT                                                   113                                                IT
 ---pagebreak---              3.    Il contributo finanziario della Comunità ripartito, se del caso, in più quote,
                   deve ammontare:
                   –     nel caso dell’influenza aviaria ad alta patogenicità al 50% e nel caso
                         dell’influenza aviaria a bassa patogenicità al 30% delle spese sostenute
                         dallo Stato membro per l’indennizzo dei proprietari per i costi di
                         abbattimento e distruzione degli animali e dei loro prodotti, pulizia e
                         disinfezione dell’azienda e del materiale, distruzione degli alimenti e dei
                         materiali contaminati, qualora questi non possano essere disinfettati,
                   –     nel caso in cui la vaccinazione di emergenza sia stata decisa
                         conformemente all’articolo 55 della direttiva xxx5, al 100 % delle
                         forniture di vaccino e al 50 % delle spese sostenute per l’esecuzione della
                         vaccinazione stessa.”
   3.        Nell’allegato, nel gruppo 1, è aggiunto il seguente trattino:
             –     influenza aviaria
                                               Articolo 2
   Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                  Per il Consiglio
                                                  Il Presidente
IT                                                 114                                               IT
 ---pagebreak---                           LEGISLATIVE FINANCIAL STATEMENT
   Policy area(s): Health and Consumers Protection
   Activity: Food safety, animal health, animal welfare and plant health
   TITLE  OF ACTION:    PROPOSAL FOR A COUNCIL DECISION AMENDING COUNCIL DECISION
           90/424/EEC ON EXPENDITURE IN THE VETERINARY FIELD
   1.      BUDGET LINE(S) + HEADING(S)
           17 04 01: Animal disease eradication and monitoring programmes and monitoring of
           the physical conditions of animals that could pose a public-health risk linked to an
           external factor
           17 04 02: Other measures in the veterinary, animal welfare and public-health field
           17 04 03: Emergency fund for veterinary complaints and other animal
           contaminations which are a risk to public health
   2.      OVERALL FIGURES
   2.1.    Total allocation for action (Part B): 33 € million for commitment
   2.2.    Period of application:
           Action is open ended
   2.3.    Overall multiannual estimate of expenditure:
   (a)     Schedule of commitment appropriations/payment              appropriations   (financial
           intervention) (see point 6.1.1)
                                                      € million (to three decimal places)
                                                                           [n+5
                                                                            and
                               Year     [n+1]  [n+2]    [n+3]    [n+4]             Total
                                                                           subs.
                              [2006]
                                                                          Years
                                                                             ]
          Commitments         5.5       5.5    5.5      5.5     5.5       5.5     33.0
            Payments          5.5       5.5    5.5      5.5     5.5       5.5     33.0
IT                                              115                                               IT
 ---pagebreak---    (b)      Technical and administrative assistance and support expenditure (see point 6.1.2)
          Commitments                        0.000      0.000      0.000 0.000 0.000 0.000
            Payments                         0.000      0.000      0.000 0.000 0.000 0.000
           Subtotal a+b
       Commitments                5.5        5.5        5.5        5.5   5.5   5.5   33.0
       Payments                   5.5        5.5        5.5        5.5   5.5   5.5   33.0
   (c)      Overall financial impact of human resources and other administrative expenditure
            (see points 7.2 and 7.3)
          Commitments/            0.216      0.216      0.216      0.216 0.216 0.216 1.296
            payments
         TOTAL a+b+c
       Commitments                5.716      5.716      5.716      5.716 5.716 5.716 34.296
       Payments                   5.716      5.716      5.716      5.716 5.716 5.716 34.296
   2.4.     Compatibility with financial programming and financial perspective
                    Proposal is compatible with existing financial programming.
   2.5.     Financial impact on revenue:37
                    Proposal has no financial implications (involves technical aspects regarding
                    implementation of a measure)
   37
           For further information, see separate explanatory note.
IT                                                       116                                     IT
 ---pagebreak---    3.       BUDGET CHARACTERISTICS
      Type of expenditure              New            EFTA          Contributions Heading in
                                                  contribution     form applicant  financial
                                                                      countries   perspective
      Comp            Non-diff         YES              NO               NO          No 1a
      Comp            Non-diff         YES              NO               NO          No 1a
      Comp            Non-diff          NO              NO               NO          No 1a
   4.       LEGAL BASIS
            Council Decision 90/424/EEC
   5.       DESCRIPTION AND GROUNDS
   5.1.     Need for Community intervention 38
   5.1.1.   Objectives pursued
            Objective 1: EXTENSION of the surveillance programmes to avian influenza
            Objective 2: EXTENSION of emergency measures (Article 3 of Decision
            90/424/EEC) to low pathogenic avian influenza stamping out
            Objective 3: POSSIBILITY to establish of an avian influenza vaccine bank
            ONLY THE REALIZATION OF OBJECTIVE 2 LEADS TO AN ADDITIONAL
            DIRECT COST FOR THE EU-BUDGET. HOWEVER, THE STAMPING OUT OF
            LPAI COULD, COMPARED TO THE EXISTING SITUATION, LEAD TO AN
            OVERALL ECONOMY BECAUSE THE AIM IS TO PREVENT/REDUCE
            MUTATION FROM LPAI INTO HPAI.
   5.1.1.1. Compulsory surveillance and control measures for LPAI.
            Very often LPAI viruses do not cause any clinical signs in domestic poultry and
            therefore circulate unnoticed in the poultry population, due to direct or indirect
            contact between poultry farms or movements of poultry. Spread of LPAI viruses in
            domestic poultry is a major risk factor for their mutation into HPAI viruses, which
            then cause devastating disease outbreaks. The compulsory surveillance is needed so
            that disease control measures can be rapidly applied and mutation of LPAI into HPAI
            is prevented. The prevention of HPAI will protect the EU budget against high costs
            for its eradication.
   38
           For further information, see separate explanatory note.
IT                                                       117                                    IT
 ---pagebreak---    5.1.1.2. Possible establishment of an avian influenza vaccine bank
             In some cases, it might be necessary to proceed to a rapid vaccination which again
             will protect the EU budget against high costs for its eradication.
   5.1.2.    Measures taken in connection with ex ante evaluation
             AI is a serious, highly contagious disease of poultry and other birds caused by
             different types of viruses included in the very large virus family called
             Influenzaviridae. AI viruses may also spread to mammals, including humans, usually
             following direct contact with infected birds. In the human host, the disease may vary
             from mild conjunctivitis to serious disease, sometimes fatal; during the still ongoing
             AI epidemic in certain Asian countries, the case fatality rate in humans has been very
             high.
             Due to continuous genetic changes of the disease agents and their possible
             “adaptation” to newly infected animal or human hosts, the risks posed by the
             different AI viruses to animal and public health is variable and to a large extent
             unpredictable. However, current knowledge indicates that the health risks posed by
             the so-called Low Pathogenic AI (LPAI) viruses - are inferior to the one posed by
             Highly Pathogenic AI (HPAI) viruses, which originate from a mutation of certain
             LPAI viruses, namely those of types H5 and H7, and which can cause a disease in
             poultry with a mortality rate as high as 90%.
             As regards public health, data available indicate that HPAI viruses of types H5 and
             H7 have been responsible for the vast majority of the cases of AI reported in humans,
             and of all cases of human deaths due to AI viruses.
             In general, domestic poultry populations are free from AI viruses. However, certain
             wild birds (particularly migratory waterfowl, such as ducks and geese) act as a
             permanent “reservoir” of LPAI viruses, from which they occasionally spread to
             domestic poultry. No measures are currently available or can be envisaged to stop or
             reduce virus circulation in wild birds living in nature; this means that there is a
             permanent risk of introduction of potentially very dangerous AI viruses from wild to
             domestic birds, and ultimately to other animals and humans.
             For unclear reasons, an increase of AI outbreaks has occurred in recent years. Serious
             AI outbreaks (HPAI) have been recently reported in many different species of birds –
             including domestic poultry, kept under different husbandry and management
             practices - in several different areas of the world, and across all continents. These
             outbreaks have caused the death or killing for disease control purposes of hundreds
             of millions of birds and very serious losses to the poultry industry worldwide. In
             connection with these outbreaks, several human cases of infection were also
             reported, some of them fatal.
             In the EU, in the last five years, major outbreaks of HPAI have occurred in Italy
             (1999-2000) and the Netherlands, with secondary spread to Belgium and Germany
             (2003). These outbreaks had devastating consequences on the poultry sector and a
             negative impact on the society as a whole - particularly in the Netherlands, where
             several human cases of disease also occurred. This was despite the draconian control
             measures applied by the Member States (MSs) including massive killing and
IT                                                 118                                              IT
 ---pagebreak---    destruction of poultry and other birds in the affected areas, which often went far
   beyond the minimum requirements of Council Directive 92/40/EEC on Community
   control measures for the control of AI. These outbreaks have also entailed significant
   costs for the Community budget, in the framework of existing rules laid down in
   Council decision 90/424/EEC.
   After previous EU animal health crises (classical swine fever, 1997-1998; foot and
   mouth disease, 2001) these outbreaks have prompted further criticisms in the MSs
   against massive slaughter of animals, due to animal welfare, ethical, social, economic
   and environmental reasons. The implementation of this measure has had a very
   negative impact on public opinion, and raised serious criticisms in particular in
   relation to special categories of birds, such as endangered species or breeds, or pets.
   The Court of Auditors has also often criticised the Commission due to the economic
   impact of massive slaughter on the Community budget.
   Scientists deem that uncontrolled AI outbreaks, particularly those caused by certain
   virus types may, following transmission of the virus from birds or other animals into
   humans, eventually lead to the emergence of a virus fully adapted to humans and
   able to cause an Influenza pandemic, like the “Spanish flu” of 1917-1919. Such a
   pandemic could cause millions of human deaths and major socio-economic
   consequences all over the world.
   Directive 92/40/EEC establishes compulsory disease control measures only in case
   of disease in poultry caused by HPAI. Lessons have been learnt during the recent
   epidemics. Outbreaks of AI caused by LPAI viruses of types H5 and H7, that
   subsequently mutated into HPAI viruses have caused devastating consequences.
   Once mutation has occurred, the virus is extremely difficult to control.
   Council Decision 90/424/EEC provides for a Community financial contribution
   (50%) to be granted to the MSs for some of the expenditure which they may incur
   when eradicating HPAI (Decision 90/424/EEC currently uses the old terminology
   “avian plague” for HPAI), namely for reimbursement to farmers who have had their
   birds slaughtered and destroyed to eradicate the disease, for cleansing and
   disinfection, and for the destruction of eggs, feedingstuff and other materials likely to
   be contaminated. The Community may also reimburse 100% of vaccine costs.
   In view of the increased knowledge on the risks for human health posed by AI
   viruses, the opinions of the Scientific Committee and the most recent knowledge on
   the pathogenesis, the epidemiology and the distribution of AI, there is now a clear
   need to revise and update current legislation to reflect these new advances and
   experience and to improve disease control of both LPAI and HPAI in future. This
   will be of direct benefit to animal health and indirectly also human health.
   The current proposal envisages the following changes to Decision 90/424/EEC:
   –      to foresee a financial contribution (30%) to MSs, for the costs which they
          incurred in case of a stamping out policy being applied following LPAI
          outbreaks. The reduced contribution compared with HPAI outbreaks is justified
          by the fact that MSs should keep the option not to apply a stamping-out policy
          in case of LPAI, and a higher Community contribution might induce them not
          to make adequate use of this option. On the other hand, the Community co-
IT                                       119                                                 IT
 ---pagebreak---           financed surveillance programme should allow the detection of LPAI in a
          timely manner and thus the need for extensive stamping out should be reduced,
          with a positive impact also on MSs budgets;
   –      to foresee a financial contribution (up to 50%) for the MSs surveillance
          programmes to be implemented annually in accordance with the first proposal
          (see also footnote 8).
   The current proposal would therefore entail additional costs for the MSs and the
   Community budget, due to the measures being introduced for the surveillance and
   control of LPAI.
   However, it is expected that the above costs will be counterbalanced by the savings
   related to the reduced risks for future HPAI epidemics. Of course, it cannot be
   precisely indicated to what extent the proposed measures would lead to a decrease in
   the number of future HPAI epidemics, the occurrence of which is still largely
   unpredictable and can never be totally excluded, given the nature of the risk in
   question. However, if the envisaged measures had been already in place and
   implemented in the EU in the last five years, one of the two major epidemics which
   have occurred in the Community would have been most likely prevented. Based on
   this, it may therefore be estimated that the implementation of the proposed measures
   could successfully prevent two major epidemics of HPAI in the next ten years.
   The expenditure incurred by the MSs concerned for compensating farmers, for
   stamping out measures and for cleansing and disinfection (expenditure that are in
   principle eligible for a 50% Community co-financing in accordance with current
   provisions of Decision 90/424/EEC) in relation to the two major epidemics which
   recently occurred in the EU has been between 101 and 174 M€. It can therefore be
   estimated that at the current costs the prevention of two major epidemics would lead
   to savings for the Community budget of 100 M€ or more over a ten year period. This
   would largely outweigh the additional costs foreseen for the new LPAI surveillance
   and control measures (~50-60 M€ in ten years).
   As seen above in this document, a decrease in the AI risk in poultry and other birds
   in the Community is bound to indirectly but significantly reduce the public health
   risks posed by AI viruses, including the one of an Influenza pandemic, since the
   circulation of AI viruses in domestic birds is the main source of the AI risk for
   humans. The implementation of regular surveillance would also have the positive
   effect that circulation of any AI virus in domestic poultry having a potential impact
   on public health could be rapidly detected, so allowing the adoption of any
   appropriate preventive measures, by both animal and public health authorities.
   However, it is not possible to quantify more precisely the benefit of the proposed
   measures on public health.
   As regards the prevention of an Influenza pandemic, this event may have its origin in
   any country in the world and may then spread into the Community due to human-to-
   human transmission of virus via movements of people. In this case, animal health
   control measures in place in the Community would have no effect in reducing that
   risk. However, the cost and the impact of an Influenza pandemic would be so serious
   that even a slight reduction of the overall risk stemming from the proposed measures
IT                                       120                                             IT
 ---pagebreak---              should not be disregarded in the overall cost/benefit evaluation of such measures.
             Furthermore, if such a catastrophic event originated in the EU in the absence of
             appropriate and scientifically updated Community legislation on animal health, the
             Community, as well as MSs, would be exposed to very serious criticisms, probably
             not inferior to the ones made in the past in relation to the emergence and spread of
             Bovine Spongiform Encephalopathy.
             From all the data above, it emerges that both the Community as a whole and the MSs
             have a clear interest in the updating of Community policy on AI control, and to
             allocate appropriate resources for the prevention and control of disease.
   5.1.3.    Measures taken following ex post evaluation
             Not applicable
   5.2.      Action envisaged and budget intervention arrangements
             Not applicable
   5.3.      Methods of implementation
             Not applicable
   6.        FINANCIAL IMPACT
   6.1.      Total financial impact on Part B - (over the entire programming period)
   (The method of calculating the total amounts set out in the table below must be explained by
   the breakdown in Table 6.2.)
   6.1.1.    Financial intervention
                                                Commitments (in € million to three decimal places)
           Breakdown            [2006]      [n+1]      [n+2]     [n+3]      [n+4]       [n+5   Total
                                                                                         and
                                                                                       subs.
                                                                                      Years]
   Operational objective Nr 1  1.500      1.500      1.500     1.500      1.500      1.500         9.000
   Operational objective Nr 2  2.500      2.500      2.500     2.500      2.500      2.500      15.000
   Operational objective Nr 3  1.500      1.500      1.500     1.500      1.500      1.500       9.000
                       TOTAL   5.500      5.500      5.500     5.500      5.500      5.500      33.000
IT                                                121                                                    IT
 ---pagebreak---     6.1.2.    Technical and administrative assistance, support expenditure and IT expenditure
              (commitment appropriations)
                                  [Year  [n+1]     [n+2]     [n+3]     [n+4]     [n+5      Total
                                    n]                                            and
                                                                                 subs.
                                                                                years]
   1)       Technical         and
   administrative assistance
   a) Technical        assistance
   offices
   b) Other technical and
   administrative assistance:
   - intra muros:
   - extra muros:
   of which for construction
   and      maintenance        of
   computerised management
   systems
                      Subtotal 1
   2) Support expenditure
   a) Studies
   b) Meetings of experts
   c) Information and
   publications
                      Subtotal 2
                        TOTAL
IT                                              122                                              IT
 ---pagebreak---    6.2.       Calculation of costs by measure envisaged in Part B (over the entire
              programming period)39
                                                          Commitments (in € million to three decimal places)
                Breakdown                         Type              Number of           Average unit          Total cost
                                               of outputs             outputs              cost
                                                                                                           (total for years
                                            (projects, files )
                                                                  (total for years                              1…n)
                                                                       1…n)
                                                   1                      2                  3                4=(2X3)
   Action 1
   - Measure 1
   - Measure 2
   Action 2
   - Measure 1
   - Measure 2
   - Measure 3
   etc.
              TOTAL COST
   7.         IMPACT ON STAFF AND ADMINISTRATIVE EXPENDITURE
   7.1.       Impact on human resources
                               Staff to be assigned to management of the
                                                                                           Description of tasks deriving from the
                                 action using existing and/or additional
                                                                                                           action
                                                resources
        Types of post                                                             Total
                                   Number of                 Number of
                                permanent posts           temporary posts
                         A               2                       -                 2
   Officials        or
                         B               -                       -                  -
   temporary staff
                         C               -                       -                  -
   Other human resources                                         -                  -
   Total                                 2                        -                2
   39
             For further information, see separate explanatory note.
IT                                                            123                                                             IT
 ---pagebreak---    7.2.      Overall financial impact of human resources
                  Type of human resources                  Amount (€)         Method of calculation *
   Officials                                                216,000          1 full time official per year
   Temporary staff
   Other human resources
                                     (specify budget line)
                                                    Total   216,000
   The amounts are total expenditure for twelve months.
   7.3.      Other administrative expenditure deriving from the action
   Budget line
                                                            Amount €             Method of calculation
   Overall allocation (Title A7)
   1701021101 – Missions
   1701021102 – Meetings
   A07031 – Compulsory committees 1
   A07032 – Non-compulsory committees 1
   A07040 – Conferences
   A0705 – Studies and consultations
   Other expenditure (specify)
   Information systems (A-5001/A-4300)
   Other expenditure - Part A (specify)
                                                    Total
   The amounts are total expenditure for twelve months.
   1
      Specify the type of committee and the group to which it belongs.
   I.       Annual total (7.2 + 7.3)                          216,000 €
   II.      Duration of action                                6 years
   III.     Total cost of action (I x II)                     1,296,000 €
   8.        FOLLOW-UP AND EVALUATION
   8.1.      Follow-up arrangements
             The Commission will have at its disposal several ways to evaluate the future impact
             of the proposals:
             –      from the occurrence of future HPAI epidemics on poultry, it will be evident
                    whether the measures put in place have been effective to prevent and control
                    those epidemics;
IT                                                     124                                                 IT
 ---pagebreak---             –      from the results of the regular LPAI surveillance programmes, future
                   programmes could be better modulated to ensure that the resources allocated
                   are proportionate to the risks posed by LPAI; this would prevent under- or
                   over-expenditure both for the Community and MSs in connection with
                   surveillance;
            –      from the control measures applied by the MSs in relation to future LPAI
                   outbreaks and related costs, it will be more clear what the real impact of the
                   new financial measures introduced in relation to LPAI control will be.
            The Commission has already in place the necessary basic tools to gather and analyse
            this information in the proper manner, such as the Standing Committee for the Food
            Chain and Animal Health, the inspectors of the Food and Veterinary Office and the
            network of Community and National Reference Laboratories, whose role will be
            confirmed and strengthened by the current proposal. However, in the future new
            scientific opinions could also be useful to assist the Commission for policy
            formulation and fine tuning of legislation, as well as for MSs when implementing
            disease control measures.
            The Commission has also started a process of evaluation of the whole Community
            Animal Health Policy, which will include questions on the cost/effectiveness of the
            current financial instruments to cope with animal disease surveillance, control and
            eradication and on ways in which producers should be induced to take all appropriate
            measures to reduce the risk of disease introduction onto their farms. In this context
            major risk factors such as density of animal populations and on-farm biohazards will
            be considered, together with mitigating measures and consequences on the EU
            budget. Based on the outcome of these studies and evaluation, alternatives to the
            current way Community financial support is granted to the MSs might be proposed.
   8.2.     Arrangements and schedule for the planned evaluation
   As mentioned above, the Commission has at its disposal tools, such as the Standing
   Committee for the Food Chain and animal health and the network of Community and national
   reference laboratories; these instruments will allow
   9.       ANTI-FRAUD MEASURES
   Not relevant
IT                                                125                                             IT