CELEX: 52008PC0701
Language: it
Date: 2008-11-06
Title: Proposta di Regolamento (CE) n. .../.. del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti sulle importazioni di acido citrico originarie della Repubblica popolare cinese

IT
IT    IT
 ---pagebreak---                       COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                         Bruxelles, 6.11.2008
                                                         COM(2008) 701 definitivo
                                             Proposta di
                       REGOLAMENTO (CE) N. .../.. DEL CONSIGLIO
   che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi
       provvisori istituiti sulle importazioni di acido citrico originarie della Repubblica
                                          popolare cinese
                                   (presentata dalla Commissione)
IT                                                                                             IT
 ---pagebreak---                                           RELAZIONE
   1.    CONTESTO DELLA PROPOSTA
       • Motivazione e obiettivi della proposta
   110
       La presente proposta riguarda l'applicazione del regolamento (CE) n. 384/96 del
       Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di
       dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea, modificato da ultimo
       dal regolamento (CE) n. 2117/2005 del Consiglio, del 23 dicembre 2005 ("regolamento
       di base"), al procedimento relativo alle importazioni di acido citrico originarie della
       Repubblica popolare cinese.
       • Contesto generale
   120
       La proposta è presentata nel quadro dell'attuazione del regolamento di base ed è il
       risultato di un'inchiesta svolta in conformità ai requisiti sostanziali e procedurali di cui
       al regolamento di base.
       • Disposizioni vigenti nel settore della proposta
   139
       Non vi sono disposizioni vigenti nel settore della proposta.
       • Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione
   141
       Non pertinente.
   2.    CONSULTAZIONE            DELLE      PARTI      INTERESSATE         E    VALUTAZIONE
         DELL'IMPATTO
       • Consultazione delle parti interessate
   219
       In conformità alle disposizioni del regolamento di base, le parti interessate coinvolte
       nel procedimento hanno già avuto la possibilità di difendere i propri interessi nel corso
       dell'inchiesta.
       • Ricorso al parere di esperti
   229
       Non è stato necessario consultare esperti esterni.
       • Valutazione dell'impatto
   230
       La presente proposta è il risultato dell'attuazione del regolamento di base.
       Il regolamento di base non prevede una valutazione dell'impatto generale, ma l'obbligo
       che le misure non siano contrarie all'interesse della Comunità significa che la
       valutazione del loro impatto più ampio costituisce parte integrante dell'inchiesta.
   3.    ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
       • Sintesi delle misure proposte
   305
IT                                               2                                                  IT
 ---pagebreak---        Il 4 settembre 2007 la Commissione ha annunciato, mediante un avviso ("avviso di
       apertura"') pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, l'apertura di un
       procedimento antidumping relativo alle importazioni di acido citrico originarie della
       Repubblica popolare cinese.
       Il procedimento antidumping è stato avviato in seguito a una denuncia presentata il
       23 luglio 2007 dal Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC)
       per conto del produttore comunitario che rappresenta una percentuale maggioritaria
       della produzione comunitaria di acido citrico, contenente elementi di prova
       dell'esistenza del dumping e del grave pregiudizio da esso derivante.
       Il 3 giugno 2008 la Commissione ha istituito, con il regolamento (CE) n. 488/2008, un
       dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di acido citrico
       originarie della Repubblica popolare cinese.
       L'allegata proposta della Commissione di regolamento del Consiglio contiene le
       conclusioni definitive relative al dumping, al pregiudizio, al rapporto di causalità e
       all'interesse comunitario.
       Gli Stati membri sono stati consultati durante la riunione del comitato antidumping del
       14 ottobre 2008. 12 Stati membri si sono espressi a favore della linea di azione
       proposta, 5 hanno espresso un parere contrario e 10 si sono astenuti.
       Si propone pertanto che il Consiglio adotti la proposta di regolamento allegata, che sarà
       pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 3 dicembre 2008.
       • Base giuridica
   310
       Regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa
       contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
       Comunità europea, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 del
       Consiglio, del 23 dicembre 2005.
       • Principio di sussidiarietà
   329
       La proposta è di competenza esclusiva della Comunità. Pertanto, il principio di
       sussidiarietà non si applica.
       • Principio di proporzionalità
       La proposta è conforme al principio di proporzionalità per il seguente motivo.
   331
       Il tipo di intervento è descritto nel citato regolamento di base e non consente l'adozione
       di decisioni a livello nazionale.
   332
       Non sono necessarie indicazioni su come ridurre al minimo e rendere commisurato
       all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e amministrativo a carico della
       Comunità, dei governi nazionali, degli enti regionali e locali, degli operatori economici
       e dei cittadini.
       • Scelta dello strumento
IT                                                3                                               IT
 ---pagebreak---    341
       Strumento proposto: regolamento.
   342
       Altri strumenti sarebbero inadeguati per il seguente motivo.
       Il citato regolamento di base non prevede altre opzioni.
   4.    INCIDENZA SUL BILANCIO
   409
       La proposta non ha alcuna incidenza sul bilancio comunitario.
IT                                            4                      IT
 ---pagebreak---                                                   Proposta di
                          REGOLAMENTO (CE) N. .../.. DEL CONSIGLIO
    che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi
        provvisori istituiti sulle importazioni di acido citrico originarie della Repubblica
                                                popolare cinese
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
   visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa
   contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
   europea1 ("regolamento di base"), in particolare l'articolo 9,
   vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
   considerando quanto segue:
                                       A. MISURE PROVVISIORIE
   (1)      Il 4 settembre 2007 la Commissione ha pubblicato un avviso di apertura di un
            procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di acido citrico
            originarie della Repubblica popolare cinese2. Il 3 giugno 2008 la Commissione ha
            istituito, con il regolamento (CE) n. 488/20083 ("regolamento provvisorio"), un dazio
            antidumping provvisorio sulle importazioni di acido citrico originarie della RPC.
   (2)      Va notato che il procedimento è stato avviato in seguito a una denuncia presentata dal
            Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC) ("il denunziante")
            per conto di un produttore comunitario che rappresenta una percentuale maggioritaria
            della produzione comunitaria totale di acido citrico, in questo caso più del 25%.
   (3)      Come indicato nel considerando 14 del regolamento provvisorio, l'inchiesta relativa al
            dumping e al pregiudizio ha riguardato il periodo tra il 1° luglio 2006 e il
            30 giugno 2007 ("periodo dell'inchiesta" o "PI"). Per quanto riguarda l'analisi delle
            tendenze pertinenti ai fini della valutazione del pregiudizio, la Commissione ha
            esaminato i dati relativi al periodo compreso tra il 1º gennaio 2004 e la fine del
            periodo dell'inchiesta ("periodo considerato").
   1
            GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005
            (GU L 340 del 23.12.2005, pag. 17).
   2
            GU C 205 del 4.9.2007, pag. 14.
   3
            GU L 143 del 3.6.2008, pag. 13.
IT                                                    5                                                      IT
 ---pagebreak---                       B. FASE SUCCESSIVA DEL PROCEDIMENTO
   (4) A seguito dell'istituzione di dazi antidumping provvisori sulle importazioni di acido
       citrico originarie della RPC, varie parti interessate hanno presentato per iscritto le loro
       osservazioni. Le parti che ne hanno fatto richiesta hanno anche avuto l'opportunità di
       essere sentite.
   (5) La Commissione ha proseguito la raccolta e la verifica di tutte le informazioni ritenute
       necessarie ai fini delle conclusioni definitive. Essa ha approfondito l'inchiesta in
       particolare per quanto riguarda gli aspetti attinenti all'interesse della Comunità. In tale
       contesto, dopo l'istituzione delle misure provvisorie, è stato effettuato un ulteriore
       sopralluogo di verifica presso la sede del seguente utilizzatore di acido citrico nell'UE:
         –      Reckitt-Benckiser Corporate Services Ltd, Slough, Regno Unito e Nowy Dwor,
                Polonia
         Inoltre, come spiegato dettagliatamente nel considerando 11 seguente, sono stati
         effettuati sopralluoghi di verifica nelle sedi dei seguenti produttori esportatori:
         –      Laiwu Taihe Biochemistry Co. Ltd. ("Laiwu Taihe"), Laiwu City, Shandong
                Province
         –      Weifang Ensign Industry Co. Ltd. ("Weifang Ensign"), Changle City,
                Shandong Province
   (6) Tutte le parti sono state informate dei fatti e delle considerazioni principali in base a
       cui si intendeva raccomandare l'istituzione di un dazio antidumping definitivo sulle
       importazioni di acido citrico originarie della RPC e la riscossione definitiva degli
       importi depositati a titolo di dazio provvisorio. È stato inoltre fissato un termine entro
       il quale le parti potevano presentare osservazioni relative a tale comunicazione.
   (7) Le osservazioni comunicate oralmente e per iscritto dalle parti interessate sono state
       esaminate e, se necessario, le conclusioni sono state modificate di conseguenza.
                             C. APERTURA DELL'INCHIESTA,
                      PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
   (8) Un produttore esportatore ha ribadito che la versione pubblica della denuncia non
       conteneva alcun elemento di prova prima facie di un grave pregiudizio all'industria
       comunitaria che impedisse alle parti interessate di esercitare il proprio diritto di difesa.
       Secondo tale produttore esportatore l'inchiesta non avrebbe dovuto essere avviata
       poiché la denuncia non conteneva elementi di prova sufficienti. A tale riguardo va
       rilevato che la versione pubblica della denuncia conteneva tutti i principali elementi di
       prova e sintesi non riservate dei dati trasmessi in via riservata, affinché le parti
       interessate potessero esercitare il loro diritto di difesa nel corso del procedimento.
       Quest'argomentazione è pertanto respinta.
   (9) Alcune parti interessate hanno sostenuto che il prodotto in esame di cui al
       considerando 16 del regolamento provvisorio e il prodotto simile non sono simili,
       come affermato nel considerando 18 di tale regolamento, poiché non presentano le
       stesse caratteristiche fisiche e chimiche e non sono destinati agli stessi impieghi.
       Secondo tali parti interessate l'affermazione del considerando 18 del regolamento
IT                                               6                                                  IT
 ---pagebreak---         provvisorio non tiene conto degli argomenti presentati durante l'inchiesta ed è in
        contraddizione con l'adeguamento effettuato dalla Commissione nei calcoli della
        sottoquotazione per tener conto della disagglomerazione di certi volumi del prodotto
        in esame dopo il suo arrivo nell'UE. In primo luogo va notato che l'inchiesta ha
        rilevato che il prodotto in esame e il prodotto simile sono utilizzati entrambi per gli
        stessi impieghi di base, cioè soprattutto la pulizia della casa (detersivi per
        lavastoviglie, detergenti, addolcitori d'acqua) e come additivi in alimenti e bevande,
        ma anche in prodotti per l'igiene personale e cosmetici. L'asserzione che il prodotto in
        esame non sia di fatto utilizzato da certi utilizzatori nel settore dei detergenti e degli
        alimentari a causa del suo odore e/o colore non è stata confermata da elementi di
        prova. L'inchiesta ha dimostrato che solo in un settore, quello farmaceutico, si
        utilizzava effettivamente solo l'acido citrico europeo a causa del costo del test di
        conformità speciale richiesto. Dato che il settore farmaceutico rappresenta solo una
        piccola parte del commercio totale degli utilizzatori, si è ritenuto che la decisione di
        procedere a un test di conformità non fosse giustificata sul piano economico. In
        secondo luogo non vi è alcuna contraddizione tra l'adeguamento effettuato nel calcolo
        della sottoquotazione per tenere conto della disagglomerazione del prodotto in esame
        dopo l'importazione, come menzionato nel considerando 64 del regolamento
        provvisorio, e l'affermazione che i due prodotti sono simili, poiché è sufficiente che il
        prodotto in esame e il prodotto simile presentino le stesse caratteristiche chimiche,
        fisiche e tecniche fondamentali ed abbiano gli stessi impieghi di base, come nel caso
        in questione. Va inoltre notato che l'agglomerazione stessa non avviene a causa delle
        caratteristiche specifiche del prodotto cinese, ma perché qualsiasi acido citrico,
        indipendentemente dalla sua origine, presenta, per la sua composizione chimica, una
        tendenza ad agglomerarsi se esposta a umidità e cambiamenti di temperatura. Dato
        che, ovviamente, solo il prodotto in esame è esposto a umidità e cambiamenti di
        temperatura per un lungo periodo durante il trasporto verso l'UE, il problema si pone
        essenzialmente, ma non esclusivamente, per il prodotto in esame. Quindi
        l'adeguamento tiene semplicemente conto del fatto che la disagglomerazione comporta
        costi supplementari soprattutto per il prodotto in esame, poiché i volumi aggregati
        sono disagglomerati (mediante frantumazione e setacciatura o liquefazione del
        prodotto agglomerato) prima della rivendita o sono venduti a prezzo ridotto.
        Quest'argomentazione è pertanto respinta.
   (10) In considerazione di quanto precede, si conclude a titolo definitivo che il prodotto in
        esame e l'acido citrico prodotto e venduto nel paese di riferimento, il Canada, e quello
        prodotto e venduto dall'industria comunitaria sul mercato della Comunità sono simili,
        ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento di base, e si confermano quindi i
        considerando 15 e 17 del regolamento provvisorio.
                                          D. DUMPING
          1.    Aspetti generali
   (11) Nella fase provvisoria dell'inchiesta sono state esaminate le domande di trattamento
        riservato alle società operanti in economia di mercato (TEM) o di trattamento
        individuale (TI) presentate da tutti i produttori esportatori noti. Solo alcuni produttori
        esportatori sono stati inclusi nel campione e a una società è stato accordato un esame
        individuale. Nelle loro osservazioni sul regolamento provvisorio, varie parti hanno
        sostenuto che quest'approccio presenta carenze. La questione è stata quindi
        riesaminata ed è stato deciso di non ricorrere al campionamento, anche in
IT                                               7                                                 IT
 ---pagebreak---         considerazione del fatto che, grazie a circostanze quali la disponibilità di risorse, è
        diventato possibile aumentare il numero di società che possono ragionevolmente
        essere sottoposte ad un'inchiesta. Dato che a tutte le società cooperanti all'inchiesta è
        stato accordato almeno il TI nella fase provvisoria, occorre fissare un'aliquota del
        dazio individuale per ciascuna di esse. Di conseguenza è stato chiesto a tre società non
        incluse nel campione o non esaminate individualmente nella fase provvisoria di
        rispondere a un questionario. Soltanto due di esse hanno risposto al questionario. La
        terza società, non avendo risposto, è stata esclusa dall'inchiesta.
          2. Trattamento riservato alle società operanti in condizioni di economia di
                 mercato (TEM)
   (12) La società di cui al considerando 27 del regolamento provvisorio ha sostenuto che il
        sussidio ivi menzionato non era destinato al prodotto in esame e che il mancato
        pagamento degli affitti era giustificato da accordi privati conclusi tra i gruppi per
        compensare i profitti con gli affitti dovuti. Tuttavia, in mancanza di nuovi elementi o
        informazioni sulla questione e visti gli effetti di distorsione sulla contabilità delle
        pratiche menzionate relative agli affitti, le conclusioni concernenti questa società
        restano invariate e sono confermate.
   (13) In seguito alla comunicazione delle conclusioni provvisorie, un gruppo di società
        menzionate nel considerando 25 del regolamento provvisorio ha sostenuto di aver
        ricevuto prestiti da una delle banche in seguito a un'analisi finanziaria dettagliata e
        all'ottenimento di un'elevata classificazione creditizia. Il fatto che una banca abbia
        effettuato ufficialmente un'analisi e concesso un'elevata classificazione creditizia non
        esclude però che la società in questione abbia offerto garanzie ad altre società,
        nonostante avesse ipotecato la maggior parte dei suoi attivi non correnti, e che i
        prestiti alla società in questione siano stati concessi da una banca risultante sotto il
        controllo dello Stato. Le conclusioni concernenti questa società restano quindi
        invariate e sono confermate.
   (14) Una delle società di cui al considerando 26 del regolamento provvisorio ha sostenuto
        di essere penalizzata poiché il suo azionista maggioritario aveva acquisito i diritti di
        utilizzo di terreni a buon prezzo e li aveva rivalutati correttamente secondo
        l'evoluzione dei prezzi di mercato. L'enorme differenza tra il prezzo di acquisto e le
        valutazioni successive (1000-2000%) non ha però potuto essere spiegata. Pertanto, in
        mancanza di nuovi elementi o informazioni in merito all'acquisto e alla successiva
        rivalutazione dei diritti di utilizzo dei terreni e in considerazione dei vantaggi di cui la
        società ha beneficiato nell'acquisizione di attivi a prezzi notevolmente inferiori al
        valore di mercato, le conclusioni concernenti questa società restano invariate e sono
        confermate.
   (15) In assenza di altre osservazioni relative al TEM, si confermano i considerando da 25 a
        30 del regolamento provvisorio.
          3. Trattamento individuale (TI)
   (16) Le cinque società o gruppi di società cui non è stato concesso il TEM hanno tutte
        soddisfatto i criteri di cui all'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento di base ed hanno
        ottenuto il TI. Una società cui era stato concesso il TI a titolo provvisorio ha interrotto
IT                                                  8                                                IT
 ---pagebreak---         la collaborazione e quindi non ha ottenuto infine un trattamento individuale (v.
        considerando 11 e 34).
          4. Valore normale
   (17) Come indicato nel considerando 11, in seguito alle osservazioni sul regolamento
        provvisorio è stato deciso di non procedere al campionamento ed è stato chiesto alle
        tre società non incluse nel campione o esaminate individualmente nella fase
        provvisoria di rispondere a un questionario. Il valore normale è stato stabilito per una
        di queste società (Laiwu Taihe), che ha ottenuto il TEM e ha risposto al questionario.
          4.1. Società o gruppi di società cui è stato possibile concedere il TEM
   (18) Dato che l'unica società che ha potuto ottenere il TEM ed è stata esaminata
        individualmente nella fase provvisoria non ha presentato alcuna osservazione in merito
        al valore normale, le conclusioni figuranti nei considerando 35 e 39 del regolamento
        provvisorio sono confermate.
   (19) Per quanto riguarda l'altra società (Laiwu Taihe) che ha ottenuto il TEM ed è stata
        esaminata ulteriormente per i motivi spiegati nel considerando 11, è stato verificato
        innanzitutto se le sue vendite totali del prodotto simile fossero rappresentative ai sensi
        dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base. Le vendite sul mercato interno del
        prodotto in esame erano leggermente inferiori al 5% delle esportazioni del prodotto
        simile verso la Comunità. Benché esigua, questa quota consente un confronto
        adeguato e i prezzi interni del prodotto simile sono considerati rappresentativi tenuto
        anche conto del totale delle vendite interne della società in questione. Essi sono stati
        quindi utilizzati per determinare il valore normale.
   (20) Per ciascun tipo di prodotto venduto all'esportazione verso la Comunità dalla Laiwu
        Taihe è stato verificato se un tipo di prodotto direttamente comparabile era venduto sul
        mercato interno. I tipi di prodotti sono stati considerati direttamente comparabili se
        appartenevano allo stesso tipo di prodotto (definito dalla composizione chimica) e se
        presentavano una granulazione e un imballaggio comparabili. È emerso che per un
        solo tipo di prodotto venduto all'esportazione verso la Comunità esisteva un tipo di
        prodotto direttamente comparabile venduto sul mercato interno.
   (21) Successivamente è stato esaminato se le vendite sul mercato interno potevano essere
        considerate eseguite nell'ambito di normali operazioni commerciali ai sensi
        dell'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento di base. È stato constatato che nel PI
        questo tipo di prodotto è stato venduto con un profitto sul mercato interno a clienti
        indipendenti e che tali vendite sono state effettuate nel corso di normali operazioni
        commerciali.
   (22) Poiché il volume delle vendite redditizie di questo tipo di prodotto rappresentava
        l'80% o meno del volume complessivo delle vendite di tale tipo, il valore normale è
        stato determinato in base al prezzo effettivo sul mercato interno, calcolato come media
        ponderata delle sole vendite redditizie di questo tipo di prodotto.
   (23) Dato che i prezzi praticati dalla Laiwu Taihe sul mercato interno non potevano essere
        utilizzati per stabilire il valore normale degli altri tipi di prodotti, questo è stato
        calcolato conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base.
IT                                               9                                                 IT
 ---pagebreak---    (24) Per calcolare il valore normale in conformità all'articolo 2, paragrafo 3, del
        regolamento di base, gli importi relativi alle spese generali, amministrative e di
        vendita e ai profitti sono stati basati, come disposto dall'articolo 2, paragrafo 6, del
        regolamento di base, sui dati effettivi attinenti alla produzione e alla vendita del
        prodotto simile, nel corso di normali operazioni commerciali, da parte della Laiwu
        Taihe.
          4.2. Società o gruppi di società cui non è stato possibile concedere il TEM
   (25) Nelle loro osservazioni sul regolamento provvisorio alcune parti hanno sostenuto che
        il Canada non è un paese di riferimento appropriato, perché gli USA hanno
        recentemente avviato un procedimento antidumping contro le importazioni di acido
        citrico originarie, tra l'altro, del Canada. La Thailandia è stata perciò proposta
        nuovamente come paese di riferimento sostitutivo. L'analisi ha tuttavia rivelato che le
        importazioni di acido citrico originarie del Canada non erano soggette a misure
        antidumping nel PI, mentre lo erano quelle originarie della Thailandia . Queste misure,
        istituite dall'India, consistevano in dazi antidumping sostanziali di 374,36 USD per
        tonnellata e sono scadute solo nell'agosto 2007, vale a dire due mesi dopo la fine del
        PI. Quindi, anche in considerazione degli argomenti già menzionati nei considerando
        42 e 43 del regolamento provvisorio e del fatto che l'inchiesta degli USA sulle
        importazioni di acido citrico originarie del Canada era ancora in corso al momento
        della conclusione dell'inchiesta, è stato stabilito che non vi sono motivi per preferire la
        Thailandia al Canada come paese di riferimento.
   (26) Conformemente all'articolo 2, paragrafo 7, lettera a) del regolamento di base, nel caso
        dei produttori esportatori menzionati nel considerando 11 cui non è stato concesso il
        TEM, il valore normale va determinato in base al prezzo o al valore costruito in un
        paese di riferimento.
          5.     Prezzo all'esportazione
   (27) Nel caso delle due società sottoposte a un'inchiesta più approfondita per le ragioni
        esposte nel considerando 11, il prezzo all'esportazione è stato stabilito seguendo lo
        stesso metodo illustrato nei considerando 45 e 47 del regolamento provvisorio.
   (28) Dato che nessuna società ha presentato osservazioni sui prezzi all'esportazione, le
        conclusioni figuranti nei considerando 45 e 47 del regolamento provvisorio sono
        confermate.
          6.     Confronto
   (29) Un gruppo di società ha contestato, nelle sue osservazioni sul regolamento provvisorio
        e sulla comunicazione definitiva, la detrazione di una commissione figurativa per le
        vendite effettuate nella RPC tramite un commerciante, dato che questi faceva parte
        integrante del gruppo. È stato tuttavia rilevato che la società commerciale aveva
        effettivamente svolto funzioni di commerciante indipendente e che il risultato
        economico della relazione tra le due società era analogo a quella di un agente che
        opera per un mandante. È stato constatato che il commerciante non vendeva solo i
        prodotti di società collegate, ma anche quelli di produttori indipendenti. Inoltre, la
        società in questione vendeva anche direttamente a clienti indipendenti.
        L'argomentazione è stata perciò respinta e, conformemente all'articolo 2, paragrafo 10,
IT                                               10                                                 IT
 ---pagebreak---         lettera i) del regolamento di base, è stato applicato un adeguamento basato sulle spese
        generali, amministrative e di vendita e sui profitti degli importatori indipendenti.
   (30) Nelle sue osservazioni sul regolamento provvisorio, un produttore esportatore ha
        affermato che il costo della conversione valutaria non andava preso in considerazione,
        perché, conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, lettera j) del regolamento di base,
        gli esportatori dispongono di un termine di 60 giorni per modificare i propri prezzi in
        funzione di sensibili variazioni dei cambi nel periodo dell'inchiesta.
        Quest'affermazione ha potuto essere accettata e il margine di dumping del produttore
        esportatore è stato adeguato di conseguenza.
   (31) Nel regolamento provvisorio dal prezzo all'esportazione è stata detratta l'imposta non
        rimborsabile che grava sulle vendite all'esportazione, in conformità all'articolo 2,
        paragrafo 10, lettera b) del regolamento di base. Un produttore esportatore ha
        affermato nelle sue osservazioni sul regolamento provvisorio che tale adeguamento del
        prezzo all'esportazione non avrebbe dovuto essere effettuato, poiché l'articolo 2,
        paragrafo 10, lettera b) del regolamento di base concerne solo il valore normale. Si
        riconosce che l'adeguamento di cui all'articolo 2, paragrafo 10, lettera b) del
        regolamento di base si riferisce solo al calcolo del valore normale. In effetti, la
        detrazione sopramenzionata applicata al prezzo all'esportazione è regolare e va
        effettuata a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera k) del regolamento di base.
        Esaminando quest'affermazione è stato constatato un errore materiale nel calcolo
        dell'adeguamento per la società in questione, che è stato commesso anche per altre
        società. Queste imprecisioni sono state rettificate e i margini di dumping calcolati in
        precedenza per le società hanno subito una leggera correzione verso il basso.
   (32) Nell'esaminare l'osservazione di cui al precedente considerando è stato constatato che
        non era stato eseguito l'adeguamento necessario nel caso di una società cui è stato
        concesso il trattamento individuale. È stata effettuata una rettifica, che ha comportato
        un leggero aumento del margine di dumping per tale società.
   (33) In mancanza di ulteriori osservazioni riguardo al confronto e con l'eccezione delle
        rettifiche di cui ai considerando 30, 31 e 32, si confermano i considerando 48 e 50 del
        regolamento provvisorio.
          7.     Margine di dumping
   (34) Nel caso delle due società sottoposte a un'inchiesta più approfondita per le ragioni
        esposte nel considerando 11, il margine di dumping è stato stabilito seguendo lo stesso
        metodo indicato nel considerando 51 del regolamento provvisorio. Per quanto riguarda
        la società che non ha risposto al questionario e non è stata sottoposta a un'ulteriore
        inchiesta, come indicato nel considerando 11, si considera che non abbia collaborato e
        le conclusioni sono basate sui dati disponibili in conformità all'articolo 18, paragrafo
        1, del regolamento di base. In questo caso, in considerazione dell'alto livello di
        cooperazione menzionato nel considerando 19 del regolamento provvisorio, è stato
        attribuito alla società il margine di dumping più elevato rispetto a tutte le altre società.
   (35) I margini di dumping di tutte le società già sottoposte a un'inchiesta individuale nella
        fase provvisoria sono stati ricalcolati per correggere le imprecisioni menzionate nei
        considerando 30, 31 e 32. Il nuovo calcolo ha comportato leggere correzioni dei
        margini di dumping.
IT                                               11                                                  IT
 ---pagebreak---    (36) In mancanza di nuovi elementi, le conclusioni figuranti nel considerando 53 del
        regolamento provvisorio, che concerne il livello di cooperazione, sono confermate.
   (37) In base a quanto precede, i margini di dumping definitivi, espressi in percentuale del
        prezzo CIF frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sono i seguenti:
                                                                                  Margine di
                                       Società
                                                                                   dumping
                                                                                  definitivo
          Anhui BBCA Biochemical Co., Ltd                                          58,1 %
          DSM Citric Acid (Wuxi) Ltd                                               19,1 %
          RZBC Co. Ltd                                                             59,8 %
          RZBC (Juxian) Co. Ltd                                                    59,8 %
          TTCA Co., Ltd                                                            57,1 %
          Yixing Union Biochemical Co. Ltd                                         55,7 %
          Laiwu Taihe Biochemistry Co. Ltd                                          6,6 %
          Weifang Ensign Industry Co. Ltd                                          53,5 %
          Tutte le altre società                                                   59,8 %
                                      E. PREGIUDIZIO
          1.    Produzione comunitaria e industria comunitaria
   (38) Alcune parti interessate hanno sostenuto che la S.A. Citrique Belge N.V. aveva cessato
        di produrre dopo il PI e vendeva solo il prodotto in esame importato dalla sua società
        collegata cinese (DSM Wuxi) e che quindi non dovrebbe far parte dell'industria
        comunitaria. Quest'affermazione non è tuttavia confermata da elementi di prova e in
        base ai dati presentati dalla Citrique Belge risulta che essa ha continuato la
        produzione.
   (39) Una parte interessata si è lamentata che il considerando 56 del regolamento
        provvisorio menzioni una sola serie di prodotti importati nel PI dalla Citrique Belge e
        provenienti dalla sua società collegata cinese. Tale parte ha sostenuto che occorre
        indicare la tendenza di tutte le importazioni dell'industria comunitaria provenienti da
        società collegate e società indipendenti per l'intero periodo considerato, poiché le
        importazioni costituiscono un fattore importante per la valutazione della produzione
        comunitaria e di conseguenza per la determinazione dell'esistenza di un pregiudizio.
        L'inchiesta ha effettivamente dimostrato che durante tutto il periodo considerato le
        importazioni dell'industria comunitaria erano insignificanti, vale a dire che variavano
        tra l'1% e il 6% della produzione, una variazione indicata per ragioni di riservatezza.
        Quest'argomentazione è respinta e i considerando da 55 a 58 del regolamento
        provvisorio sono definitivamente confermati.
IT                                             12                                               IT
 ---pagebreak---           2.    Consumo comunitario
   (40) In mancanza di nuove informazioni documentate in merito al consumo comunitario, i
        considerando 59 e 60 del regolamento provvisorio sono confermati.
          3.    Importazioni dal paese in esame
          a) Volume, quota di mercato e prezzi delle importazioni in esame
   (41) Per quanto riguarda il volume, la quota di mercato e i prezzi delle importazioni non
        sono stato trovate o fornite nuove informazioni documentate. Quindi, non avendo le
        parti interessate sollevato obiezioni quanto al volume e ai prezzi delle importazioni in
        esame, i considerando da 61 a 63 del regolamento provvisorio sono confermati.
          b) Sottoquotazione dei prezzi
   (42) Durante la fase provvisoria dell'inchiesta, per confrontare il prodotto in esame e l'acido
        citrico prodotto dall'industria comunitaria allo stesso stadio commerciale, è stato
        eseguito un adeguamento per il margine (comprese le spese generali, amministrative e
        di vendita) degli importatori indipendenti nel calcolo della sottoquotazione dei prezzi
        e, in aggiunta, un adeguamento per i costi del trattamento speciale sostenuti dagli
        importatori nella Comunità per disagglomerare certi volumi del prodotto in esame
        prima della rivendita. Tuttavia, in seguito a una lieve correzione dei dati
        sull'adeguamento relativo allo stadio commerciale, la media ponderata del margine di
        sottoquotazione dei prezzi, calcolata e stabilita al 17,42%, è stata ribassata al 16,54%.
   (43) Dopo la comunicazione delle conclusioni finali, un produttore comunitario ha
        sostenuto che gli adeguamenti relativi allo stadio commerciale dovrebbero essere
        effettuati anche per quanto riguarda le vendite dell'industria comunitaria, ossia che
        dovrebbero essere prese in considerazione le vendite eseguite tramite commercianti. A
        tale riguardo va notato che un adeguamento dello stadio commerciale è stato
        effettivamente effettuato per i prezzi di vendita dell'industria comunitaria prima di
        confrontarli con i prezzi all'esportazione del prodotto in esame.
   (44) Lo stesso produttore comunitario ha chiesto inoltre che l'adeguamento relativo ai costi
        del trattamento speciale per disagglomerare certi volumi del prodotto in esame sia
        applicato anche al prodotto simile. Questa richiesta non era però giustificata in base a
        dati sui costi specifici sostenuti dal produttore comunitario e non ha quindi potuto
        essere accettata. Sulla base di quanto precede, il considerando 64 del regolamento
        provvisorio è confermato.
          4. Situazione dell'industria comunitaria
          a) Aspetti generali
   (45) Alcune parti interessate hanno sostenuto che la Commissione non ha analizzato in
        modo approfondito tutti gli indicatori di pregiudizio e quindi non è stato possibile
        stabilire in modo appropriato e completo un legame tra la situazione dell'industria
        comunitaria e le importazioni cinesi. In particolare, è stato sostenuto che non è stata
        valutata l'evoluzione positiva di determinati indicatori di pregiudizio. Va notato che
        anche se alcuni indicatori di pregiudizio hanno registrato un andamento positivo,
        riconosciuto nel considerando 79 del regolamento provvisorio, il quadro generale
        indica un deterioramento della situazione dell'industria comunitaria. Il moderato
IT                                               13                                                IT
 ---pagebreak---         miglioramento della produzione, della capacità produttiva, dell'utilizzo delle capacità,
        del volume delle vendite e del livello dei prezzi unitari, e i progressi in termini di
        costo-efficacia descritti nel considerando 76 del regolamento provvisorio riflettono gli
        sforzi compiuti dai produttori comunitari per restare competitivi nel corso del periodo
        considerato e per trarre beneficio dall'aumento dei consumi. Tuttavia, come risulta nel
        considerando 68 del regolamento provvisorio, malgrado questi sforzi l'industria
        comunitaria ha perso 5 punti percentuali della sua quota di mercato, scesa dal 54% al
        49%, principalmente a profitto delle importazioni a basso prezzo cinesi, oggetto di
        dumping. Come circostanza aggravante, va notato anche che l'industria comunitaria
        avrebbe potuto recuperare parte della quota di mercato detenuta dai tre produttori
        comunitari di acido citrico che hanno chiuso gli impianti nel 2004. Ma, al contrario,
        l'industria comunitaria non ha potuto né recuperare i clienti dei tre produttori
        comunitari né beneficiare dell'aumento dei consumi. Questa perdita di una
        significativa quota di mercato, associata a indicatori finanziari in netto deterioramento,
        come la redditività, gli utili sul capitale investito e il flusso di cassa, indicano che la
        situazione generale dell'industria comunitaria si è deteriorata nel periodo considerato,
        raggiungendo il momento peggiore nel PI. Inoltre, in questo caso il calo delle azioni
        non può essere valutato come un'evoluzione positiva della situazione dell'industria
        comunitaria, poiché non può essere considerato un indicatore significativo a causa
        della natura del prodotto, che non permette uno stoccaggio di lunga durata.
          b) Investimenti e capacità di ottenere capitali
   (46) Una parte interessata ha sostenuto che gli investimenti in questo settore non sono
        costanti, ma seguono determinati cicli di investimento. Sebbene anche in condizioni di
        mercato normali non siano certamente previsti ogni anno investimenti cospicui, il fatto
        che in tutto il periodo nessuno dei due produttori comunitari restanti abbia effettuato
        investimenti significativi è considerato un segno che la bassa redditività (tradottasi in
        perdite dal 2006) ha impedito che venissero effettuati importanti investimenti. Gli
        investimenti sono quindi ritenuti un indicatore di pregiudizio particolarmente
        significativo in questo caso.
   (47) Infine, deve essere considerata la capacità dei produttori comunitari di ottenere
        capitali. A tale riguardo, l'inchiesta ha messo in luce le difficoltà incontrate dai due
        produttori comunitari di acido citrico a causa del deterioramento della situazione
        economica.
   (48) Una delle parti interessate ha sostenuto che il denunziante è stato almeno in grado di
        ottenere capitali per altri prodotti, poiché ha annunciato, nel febbraio 2007, la
        costruzione di un nuovo impianto per la fabbricazione di glucosio. Va notato, al
        riguardo, che l'inchiesta è limitata alla capacità di ottenere capitali in relazione al
        prodotto in questione, cioè all'acido citrico, capacità su cui sembra aver inciso
        negativamente la situazione finanziaria dell'industria comunitaria.
   (49) In base a quanto precede, la conclusione enunciata nel considerando 72 del
        regolamento provvisorio sugli investimenti dell'industria comunitaria è confermata.
          c) Redditività e utile sul capitale investito
   (50) Una delle parti interessate ha sostenuto che le conclusioni enunciate nel considerando
        73 del regolamento provvisorio non erano compatibili con i conti dei due produttori
IT                                                14                                                IT
 ---pagebreak---         comunitari, in particolare perché in nessuno di essi erano indicati i costi di
        ristrutturazione straordinari menzionati. A tale riguardo, si nota che, nel corso del
        periodo considerato, il risultato straordinario di un produttore comunitario è stato in
        larga misura influenzato dagli sforzi di ristrutturazione, presentati nei conti o come un
        costo o come un'entrata, a seconda che si tratti della costituzione o dell'utilizzo di un
        accantonamento, e dalle royalties pagate alla società madre in Svizzera. È stato di
        conseguenza giudicato più appropriato utilizzare come base dell'analisi del pregiudizio
        il risultato operativo piuttosto che l'utile netto.
   (51) La stessa parte ha affermato che l'ammenda inflitta nel 2005 alle due società madri dei
        produttori comunitari per comportamento anticoncorrenziale può avere influenzato la
        redditività dell'industria comunitaria. Gli effetti derivanti dall'ammenda (costituzione e
        utilizzo di accantonamenti) sono stati registrati come utile straordinario. Come
        indicato nel considerando precedente, in questo procedimento è stato utilizzato come
        indicatore di pregiudizio il risultato operativo. Di conseguenza, l'ammenda che è stata
        inflitta ai produttori comunitari non ha potuto influire sulla redditività utilizzata
        nell'analisi del pregiudizio. Occorre inoltre notare che l'industria comunitaria è stata
        deficitaria dal 2006 alla fine del PI. Pertanto, sono confermate in via definitiva le
        tendenze presentate nel regolamento provvisorio.
   (52) Varie parti interessate hanno rilevato alcune incoerenze tra la tendenza riguardante la
        redditività e l'utile sul capitale investito. Infatti, contrariamente alla redditività, che è
        stata determinata esprimendo l'utile operativo sulle vendite del prodotto simile a clienti
        indipendenti in percentuale dal fatturato di tali vendite, l'utile sul capitale investito è
        stato calcolato come utile netto in percentuale del valore contabile netto degli
        investimenti. Per assicurare la coerenza nel calcolo di tutti gli indicatori di pregiudizio,
        il calcolo dell'utile sul capitale investito è stato riveduto sulla base dell'utile operativo
        espresso in percentuale del valore contabile netto degli investimenti. Le cifre rivedute
        sono le seguenti:
                                        2004             2005             2006               PI
           Utile sul totale del          100              148             -147             -207
            capitale investito
                 (indice)
   (53) Le cifre corrette seguono tuttavia la stessa tendenza e quindi non modificano la
        conclusione tratta nel considerando 74 del regolamento provvisorio, che è confermata.
          5. Conclusione sul pregiudizio
   (54) In mancanza di informazioni o argomentazioni nuove e confortate da prove riguardanti
        la produzione, il volume delle vendite, le quote di mercato, il prezzo di vendita
        unitario, le scorte, il flusso di cassa, l'occupazione, la produttività, le retribuzioni e
        l'entità del margine di dumping, le conclusioni dei considerando da 66 a 71, 73 e da 75
        a 78 del regolamento provvisorio sono confermate in via definitiva. Inoltre, le cifre
        corrette relative all'utile sul capitale investito non modificano le tendenze esposte nei
        considerando 73 e 74 del regolamento provvisorio. Di conseguenza, tenuto conto degli
        indicatori finanziari in netto deterioramento, come la redditività, l'utile sul capitale
        investito e il flusso di cassa, associati alla consistente riduzione della quota di mercato,
        la conclusione enunciata nel considerando 81 del regolamento provvisorio, secondo la
IT                                                 15                                                 IT
 ---pagebreak---         quale l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio notevole, è confermata in via
        definitiva.
                                 F.     NESSO DI CAUSALITÀ
          1. Effetto delle importazioni oggetto di dumping
   (55) Come si è indicato nel considerando 42, si è concluso in via definitiva che, durante il
        PI, i prezzi medi delle importazioni dalla RPC sono stati inferiori ai prezzi medi
        dell'industria comunitaria. In seguito a una lieve correzione dei calcoli, il margine
        medio di sottoquotazione è risultato del 16,54 %. Questa leggera revisione in ribasso
        non può modificare le conclusioni sull'effetto delle importazioni in dumping enunciate
        nei considerando da 83 a 85 del regolamento provvisorio, che sono quindi confermate.
          2. Effetto di altri fattori
          a) Pregiudizio autoinflitto
   (56) Alcuni importatori hanno sostenuto che l'industria comunitaria si è autoinflitta il
        pregiudizio poiché ha seguito una strategia consistente nel privilegiare il prezzo
        rispetto al volume, cioè nel rivolgersi soltanto al settore superiore del mercato,
        astenendosi dal produrre e dal vendere prodotti di bassa gamma. Secondo questi stessi
        importatori, l'industria comunitaria non avrebbe pertanto potuto trarre vantaggio
        dall'aumento della domanda di acido citrico di gamma inferiore e avrebbe quindi
        subito una perdita di quota di mercato, con un deterioramento dei suoi risultati
        finanziari. L'inchiesta ha però dimostrato che il prodotto in esame e il prodotto simile
        sono entrambi utilizzati nelle stesse applicazioni e sono in concorrenza principalmente
        negli stessi segmenti (si veda il considerando 9), con l'eccezione di un mercato di
        nicchia che costituisce una piccola parte della quota del mercato europeo dell'acido
        citrico, finora esclusivamente rifornito dall'industria comunitaria. L'inchiesta ha
        stabilito che l'industria comunitaria era presente nel segmento di mercato di bassa
        gamma. Di conseguenza, l'argomento deve essere respinto.
   (57) Inoltre, alcune parti interessate hanno sostenuto che l'assenza di investimenti nel corso
        del periodo considerato, e in particolare nel corso degli anni in cui l'industria
        comunitaria ha ottenuto migliori risultati, cioè nel 2004 e nel 2005, costituisce un
        fattore che ha contribuito alla perdita di quote di mercato e quindi al deterioramento
        della situazione. L'inchiesta ha rivelato che l'industria comunitaria non ha utilizzato
        interamente le sue capacità e che la quota di utilizzo delle capacità si è mantenuta
        stabile nel corso del periodo considerato. Quindi, se la domanda fosse stata più
        sostenuta, sarebbe stato possibile un aumento della produzione anche senza nuovi
        investimenti Inoltre, poiché la redditività dell'industria comunitaria nel corso del
        periodo considerato era insufficiente, ossia inferiore al livello di profitto posto come
        obiettivo, ed è stata anche negativa, la decisione di non compiere investimenti rilevanti
        nella produzione del prodotto simile è da considerarsi giustificata sul piano
        economico. L'argomento non è quindi convincente e deve essere respinto.
          b)    Aumento dei costi delle materie prime e dei prezzi dell'energia
   (58) Quasi tutte le parti interessate hanno ribadito la tesi secondo cui ogni pregiudizio
        constatato sarebbe dovuto alla riforma del mercato dello zucchero e alla conseguente
IT                                               16                                               IT
 ---pagebreak---         abolizione delle restituzioni alla produzione nel 2006 e/o all'aumento dei prezzi
        dell'energia.
   (59) Una delle parti interessate ha sostenuto che nella relazione annuale per il 2007 di un
        produttore comunitario si rileva che la disponibilità di materie prime è stata limitata a
        causa del regime europeo per lo zucchero, che ha avuto come conseguenza un
        aumento dei costi. A tale riguardo, si nota che il produttore comunitario in questione
        non utilizza come principale materia prima lo zucchero, ma le melasse, e, come è
        spiegato nel considerando 89 del regolamento provvisorio, non è quindi mai stato
        soggetto a restituzioni alla produzione. L'aumento del costo delle melasse non è stato
        però rilevante, ma corrispondente all'aumento dei prezzi dello zucchero sul mercato
        mondiale. Per quanto riguarda la situazione dell'altro produttore comunitario che è
        stata descritta in dettaglio nei considerando da 90 a 94 del regolamento provvisorio,
        non sono stati ricevuti informazioni o argomenti nuovi o suffragati da prove. La
        conclusione generale enunciata nel considerando 93, secondo cui la riforma del
        mercato dello zucchero non ha avuto effetti rilevanti sui costi dell'industria
        comunitaria, è confermata.
   (60) La stessa parte interessata ha sostenuto che esisterebbe un nesso tra i prezzi dello
        zucchero e la produzione di biocarburanti, come è stato riconosciuto da uno studio
        della Commissione sulle cause della crisi dei prezzi dei prodotti alimentari4. A tale
        riguardo, si nota che la Commissione ha avuto accesso, come rilevato nel
        considerando 98 del regolamento provvisorio, ai dati relativi ai costi dei due produttori
        comunitari e ha quindi potuto analizzare il costo effettivo delle materie prime per i due
        produttori comunitari per quanto riguarda la produzione di acido citrico. Gli eventuali
        legami tra i prezzi dello zucchero e la produzione di biocarburanti sono stati quindi
        esaminati e presi in considerazione nella valutazione dell'impatto della riforma del
        mercato europeo dello zucchero e della produzione crescente di biocarburanti. Su
        questa base, si è potuto concludere e definitivamente si conferma che questi fattori non
        hanno avuto un effetto significativo sul pregiudizio constatato e subito dall'industria
        comunitaria.
   (61) Inoltre, va rilevato che gli aumenti dei costi riguardanti le melasse, lo zucchero o il
        glucosio o l'energia riconosciuti nel regolamento provvisorio (considerando 93 e 96)
        non sono la fonte del pregiudizio subito dall'industria comunitaria dato che in una
        situazione di mercato normale l'industria comunitaria avrebbe potuto ripercuotere,
        almeno in una certa misura, l'aumento dei costi sui suoi clienti. L'inchiesta tuttavia ha
        dimostrato la crescente presenza di importazioni in dumping a prezzi notevolmente
        inferiori a quelli dell'industria comunitaria. Come indicato nel considerando 84 del
        regolamento provvisorio, i prezzi sono quindi scesi e l'industria comunitaria ha potuto
        ripercuotere soltanto una parte dell'aumento dei costi sui suoi clienti, il che ha portato
        a un deterioramento della sua situazione finanziaria e a un'ulteriore riduzione della
        quota di mercato.
   (62) Infine, va ricordato che l'inchiesta ha dimostrato che anche i costi di produzione
        dell'acido citrico cinese sono aumentati. Questi aumenti dei costi non si sono però
        tradotti in un aumento dei prezzi di vendita; al contrario, i prezzi di vendita unitari
   4
        Commissione europea, "The Causes of the Food Price Crisis: Sugar", 20 maggio 2008,
        http://ec.europa.eu/agriculture/analysis/perspevct/foodprice/sugar_en.pdf."
IT                                                     17                                          IT
 ---pagebreak---         sono diminuiti di 6 punti percentuali nel corso del periodo considerato, come indicato
        nel considerando 63 del regolamento provvisorio.
   (63) Stante quanto precede, le obiezioni sono respinte e si confermano le conclusioni di cui
        ai considerando da 88 a 99 del regolamento provvisorio.
          c)     Intesa sui prezzi dell'industria comunitaria
   (64) Alcune delle parti interessate hanno riaffermato la tesi secondo cui la perdita di quota
        di mercato subita dai produttori europei sarebbe da imputare a questi stessi produttori,
        a causa dell'intesa sull'acido citrico (1991-1995) a cui hanno partecipato sia il
        denunziante che l'altro produttore europeo e che sarebbe all'origine dell'espansione
        delle importazioni cinesi di acido citrico. Questa tesi non è stata suffragata da nuovi
        elementi e non ha quindi modificato la conclusione enunciata nel considerando 100 del
        regolamento provvisorio, secondo cui la forte espansione delle importazioni in
        dumping ha avuto luogo vari anni dopo la fine dell'intesa.
   (65) Sulla base di quanto precede, si conclude in via definitiva che le conseguenze delle
        pratiche anticoncorrenziali alle quali l'industria comunitaria ha partecipato non hanno
        contribuito al notevole pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
          d)     Fluttuazioni monetarie
   (66) Alcune delle parti interessate hanno ribadito la tesi secondo cui il calo dei prezzi
        dell'acido citrico cinese nel corso del PI è stato principalmente dovuto al tasso di
        cambio sfavorevole del dollaro statunitense rispetto all'euro, al fatto che i prezzi
        dell'acido citrico sono generalmente espressi in dollari sui mercati mondiali e alla
        difficoltà di adeguare i prezzi, generalmente negoziati annualmente, alla nuova
        situazione monetaria.
   (67) Si ricorda che nel considerando 104 del regolamento provvisorio l'impatto delle
        fluttuazioni monetarie è considerato trascurabile perché anche se la svalutazione del
        dollaro rispetto all'euro tra il 2004 e il PI, che è risultata del 4,97 % dopo una verifica
        dei calcoli provvisori, fosse stata del tutto ignorata, la sottoquotazione resterebbe
        comunque superiore al 10 %.
   (68) Di conseguenza, si conferma in via definitiva che l'apprezzamento dell'euro rispetto al
        dollaro non è stato tale da invalidare il nesso di causalità tra il pregiudizio accertato
        subito dall'industria comunitaria e le importazioni in questione e che, pertanto, questo
        argomento deve essere respinto.
          3.     Conclusione sul nesso di causalità
   (69) In mancanza di altre informazioni o argomentazioni in grado di apportare elementi
        sostanzialmente nuovi a questo proposito, sono confermate le conclusioni di cui ai
        considerando 82-110 del regolamento provvisorio.
   (70) In considerazione di quanto precede, è confermata la conclusione provvisoria circa
        l'esistenza di un nesso di causalità tra il notevole pregiudizio subito dall'industria
        comunitaria e le importazioni in dumping dalla Cina.
                           G.      INTERESSE DELLA COMUNITÀ
IT                                                18                                                IT
 ---pagebreak---           1.     Sviluppi successivi al periodo dell'inchiesta
   (71) Commenti relativi alla necessità di prendere in considerazione taluni sviluppi
        importanti successivi al PI sono stati ricevuti da parte sia di alcuni produttori
        dell'industria comunitaria, sia dei produttori esportatori e degli importatori che hanno
        cooperato. Si nota che, conformemente all'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento di
        base, di norma non sono prese in considerazione informazioni sul dumping e il
        pregiudizio relative a un periodo successivo al periodo d'inchiesta. Tuttavia, in
        considerazione di quanto affermato nei considerando 119 e 129 del regolamento
        provvisorio, si è in via eccezionale ritenuto necessario raccogliere dati e informazioni
        relativi al periodo dal giugno 2007 al luglio 2008.
   (72) Alcune delle parti interessate hanno sostenuto che l'istituzione di misure sarebbe
        inutile perché la redditività dell'industria comunitaria ha raggiunto alti livelli dopo il PI
        a causa del forte aumento dei prezzi e dell'autoregolazione del mercato. Nel corso del
        PI è stata dimostrata l'esistenza del dumping e del pregiudizio e quest'ultimo è stato
        dovuto, in misura rilevante, al calo dei prezzi determinato dalle importazioni in
        dumping. Le statistiche delle importazioni indicano un aumento medio dei prezzi di
        vendita cinesi del 12% soltanto dopo il PI. Comparato al livello di sottoquotazione del
        16,54% constatato durante il PI, questo aumento è manifestamente insufficiente in
        quanto non permetterebbe all'industria comunitaria di aumentare i suoi prezzi di
        vendita a un livello sostenibile senza rischiare di perdere ulteriori clienti in mancanza
        di misure antidumping. Per quanto riguarda il livello dei prezzi dell'industria
        comunitaria, si è constatato che quest'ultima è riuscita ad aumentare moderatamente i
        suoi prezzi fin dal primo trimestre 2008, il che sembra avere migliorato la sua
        situazione finanziaria. Questi aumenti di prezzo, tuttavia, sono in stretta correlazione
        temporale con all'apertura del presente procedimento e sembra quindi possibile che la
        situazione dell'industria comunitaria sia migliorata per effetto delle potenziali misure
        antidumping imposte sulle importazioni dalla RPC. Si è quindi concluso che vi è stata
        autoregolazione del mercato o che l'autoregolazione non è stata sufficiente a rendere
        inutile l'istituzione delle misure. L'argomento deve pertanto essere respinto.
          2.     Interesse dell’industria comunitaria
   (73) In assenza di informazioni o argomenti nuovi e confortati da prove circa l'interesse
        dell'industria comunitaria, la conclusione enunciata nei considerando da 112 a 115 del
        regolamento provvisorio sull'interesse dell'industria comunitaria è confermata.
          3. Concorrenza e sicurezza dell'approvvigionamento
   (74) Molte delle parti interessate hanno riaffermato che l'istituzione di misure ridurrebbe in
        modo rilevante la concorrenza sul mercato europeo e creerebbe una situazione di
        mercato duopolistica. Si ritiene tuttavia che, data la forte posizione di mercato
        conquistata dai produttori esportatori cinesi in questi ultimi anni, l'istituzione di misure
        non li escluderebbe dal mercato comunitario, ma ristabilirebbe semplicemente
        condizioni di parità che permetterebbero all'industria comunitaria e ai produttori
        esportatori cinesi di competere in condizioni eque. Inoltre, un aumento ragionevole dei
        prezzi praticati sul mercato comunitario potrebbe attrarre maggiori importazioni da
        altri paesi terzi con una propria produzione, come Israele e i paesi del Sudamerica,
        probabilmente poco interessati ad esportare verso un mercato in cui i prezzi sono in
        calo.
IT                                                19                                                  IT
 ---pagebreak---    (75) D'altra parte, non si può escludere che, se non fossero istituite misure antidumping,
        l'industria comunitaria debba cessare le proprie attività di fabbricazione di questo
        particolare prodotto, il che avrebbe come conseguenza lo scenario opposto, ossia una
        posizione dominante delle importazioni cinesi.
   (76) Molte delle parti interessate hanno inoltre sostenuto che se le importazioni cinesi
        dovessero cessare a causa dell'istituzione di misure, la sicurezza
        dell'approvvigionamento sarebbe messa in forse perché l'industria comunitaria non
        potrebbe soddisfare la domanda del mercato europeo anche se i due produttori
        producessero al 100% della loro capacità. Questa situazione sarebbe aggravata dal
        fatto che, secondo le previsioni, la domanda di acido citrico dovrebbe aumentare per
        effetto del regolamento n. 648/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai
        detergenti5. In questo regolamento la Commissione si impegna a realizzare un esame
        dell'utilizzo dei fosfati nei detergenti e, sulla base dei risultati di questo esame, a
        proporre un'azione idonea. Conformemente a quest'impegno, la Commissione ha
        presentato una relazione, ma non ha ancora proposto un'azione. Tuttavia, anche se
        l'uso dei fosfati fosse completamente vietato nel settore dei detergenti, i loro principali
        sostituti sono le zeoliti e solo in piccola misura l'acido citrico.
   (77) Inoltre, numerosi elementi contraddicono l'ipotesi secondo cui quale le importazioni
        cinesi verrebbero a cessare.
          –      Le statistiche delle importazioni indicano che le importazioni cinesi sono
                 aumentate del 17% nei dodici mesi seguenti il PI, mentre dopo l'istituzione
                 delle misure provvisorie si sono mantenute a un livello elevato, che sembra
                 sufficiente a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento nell'UE.
          –      L'inchiesta ha rivelato l'esistenza di una sovraccapacità presso alcuni produttori
                 esportatori cinesi, il che lascia supporre che le importazioni cinesi sul mercato
                 dell'UE non cesseranno, soprattutto se gli Stati Uniti imporranno misure contro
                 la RPC nel quadro della loro azione antidumping.
   (78) L'industria comunitaria ha annunciato l'intenzione di adottare misure destinate ad
        aumentare la sua capacità di produzione. Il denunziante ha annunciato che aumenterà
        in misura rilevante la sua capacità di produzione. Secondo un comunicato stampa
        pubblicato nel luglio 2008, queste capacità supplementari dovrebbero essere
        pienamente disponibili dalla metà 2009 e un primo aumento dovrebbe aversi nel
        gennaio 2009. Questo dovrebbe contribuire a soddisfare la domanda nell'UE. Va anche
        notato che l'altro produttore comunitario ha annunciato nell'agosto 2008 che chiuderà
        il suo impianto di produzione in Cina entro il primo trimestre 2009 e che si
        concentrerà sul suo impianto di produzione nella Comunità.
   (79) Un prezzo più attraente sul mercato dell'UE permetterebbe probabilmente di
        aumentare le importazioni da paesi terzi e, con queste fonti alternative,
        l'approvvigionamento sembra meglio garantito di quanto lo sarebbe se gli utilizzatori
        fossero interamente dipendenti dall'acido citrico cinese. Nel corso dei dodici mesi
        seguenti il PI, le importazioni da Israele, ad esempio, sono aumentate del 30 %.
   5
        GU L 104 dell'8.4.2004, pagg. 1-35.
IT                                                 20                                               IT
 ---pagebreak---    (80) Sembra quindi che l'istituzione di misure non avrebbe per effetto di escludere i
        produttori esportatori cinesi dal mercato, ma ristabilirebbe condizioni di parità che
        garantirebbero fonti d'approvvigionamento alternative.
          3.    Interesse degli importatori indipendenti
   (81) Alcune delle parti interessate hanno sostenuto che, avendo fatto ricorso al
        campionamento, la Commissione ha ottenuto dati relativi soltanto ai maggiori
        importatori europei e non dispone quindi di informazioni sugli effetti dei dazi sulla
        grande maggioranza dei piccoli e medi importatori. Nessuna delle parti ha però
        sollevato obiezioni nei riguardi del campione scelto, che è quindi da considerarsi
        rappresentativo di tutti gli importatori.
   (82) Dato che l'acido citrico costituisce, in media, soltanto l'1% del totale delle entrate degli
        importatori, gli effetti di un dazio antidumping dovrebbero essere irrilevanti in
        rapporto ai risultati complessivi delle società.
   (83) In assenza di altre osservazioni da parte degli importatori, si confermano le
        conclusioni esposte nei considerando da 116 a 120 del regolamento provvisorio.
          4.    Interesse degli utilizzatori
   (84) Dopo la fase provvisoria, la Commissione ha intensificato l'inchiesta per quanto
        riguarda le possibili conseguenze delle misure per gli utenti. A questo scopo, sono
        state chieste informazioni supplementari agli utilizzatori e alle associazioni nazionali e
        un'ulteriore visita di verifica è stata effettuata nella sede di un utilizzatore comunitario.
   (85) Le informazioni ricevute confermano la conclusione provvisoria, stabilita sulla base
        delle risposte incomplete al questionario inviato agli utilizzatori ed enunciata nei
        considerando 121 e 122 del regolamento provvisorio, secondo cui l'acido citrico incide
        in misura relativamente modesta sul costo di produzione complessivo degli
        utilizzatori. La quota rappresentata dall'acido citrico nel costo di produzione degli
        utilizzatori dipende dal prodotto, ma è risultata in generale compresa tra meno dell'1%
        e il 20 %. Le informazioni supplementari hanno anche confermato le conclusioni
        provvisorie secondo cui un dazio fissato al livello del margine di vendita sottocosto
        avrebbe un effetto molto limitato sul costo di produzione degli utilizzatori che hanno
        collaborato. A seguito della comunicazione delle conclusioni definitive, due dei
        principali utilizzatori industriali di acido citrico hanno sostenuto che l'acido citrico
        interviene per una quota elevata in alcuni dei loro prodotti, per i quali quindi l'effetto
        dei dazi sarebbe rilevante. In primo luogo, va notato che gli utilizzatori producono
        entrambi un'ampia gamma di prodotti nei quali l'acido citrico è utilizzato in diverse
        proporzioni. In secondo luogo, non è stato possibile stabilire, in base alle informazioni
        fornite, che questi due utenti vendono soprattutto i prodotti per i quali il costo
        dell'acido citrico incide in misura maggiore. Infine, l'argomentazione non è stata
        suffragata da nuove informazioni e non ha quindi potuto essere accettata.
          5.    Conclusione sull'interesse della Comunità
   (86) L’ulteriore analisi di cui sopra concernente gli interessi degli importatori e degli
        utilizzatori nella Comunità non ha modificato le conclusioni provvisorie tratte a questo
        riguardo. Anche se in certi casi l’onere dovesse essere interamente sostenuto
IT                                                 21                                                 IT
 ---pagebreak---         dall'importatore/utilizzatore, l’eventuale impatto finanziario negativo su quest'ultimo
        sarebbe trascurabile. Su questa base, si ritiene che restino valide le conclusioni relative
        all’interesse della Comunità esposte nel regolamento provvisorio. In assenza di altre
        osservazioni, esse sono quindi confermate in via definitiva.
                                    H. MISURE DEFINITIVE
          1. Livello di eliminazione del pregiudizio
   (87) Alcune delle parti interessate hanno contestato il livello del margine di profitto
        utilizzato provvisoriamente e hanno sostenuto che un profitto del 9% sarebbe
        eccessivo, basandosi sul fatto che l'industria comunitaria non ha mai raggiunto tale
        livello di profitto nel corso del periodo considerato. In effetti, solo un produttore
        comunitario ha raggiunto questo livello di profitto in assenza di dumping, nel 2001,
        mentre l'altro no. Il metodo utilizzato per determinare il livello di eliminazione del
        pregiudizio è stato riesaminato ed è stato ritenuto più opportuno utilizzare il margine
        di profitto medio ponderato realizzato dai due produttori europei nel 2001, pari al 6 %.
   (88) In base a quanto precede, si è concluso che l'industria comunitaria potrebbe
        ragionevolmente attendersi di realizzare, in assenza di importazioni in dumping, un
        margine di profitto al lordo delle imposte del 6%; a questo margine di profitto si fa
        riferimento nelle conclusioni definitive.
   (89) I prezzi delle importazioni cinesi sono stati comparati, per il PI, con il prezzo non
        pregiudizievole del prodotto simile venduto dall'industria comunitaria sul mercato
        comunitario. Il prezzo non pregiudizievole è stato ottenuto adeguando il prezzo delle
        vendite dell'industria comunitaria in modo da riflettere il margine di profitto riveduto.
        La differenza risultante da questo confronto, espressa in percentuale del valore totale
        cif, varia per le singole società dall'8,3% al 42,7% ed è quindi inferiore, tranne che per
        una società, al margine di dumping accertato.
          2.    Misure definitive
   (90) In base alle conclusioni raggiunte per quanto riguarda il dumping, il pregiudizio, il
        nesso di causalità e l'interesse della Comunità e a norma dell'articolo 9, paragrafo 4,
        del regolamento di base, deve essere istituito un dazio antidumping definitivo al livello
        corrispondente al più basso tra i margini di dumping e di pregiudizio accertati,
        secondo la regola del dazio inferiore. In tutti i casi tranne uno l'aliquota del dazio deve
        pertanto essere fissata al livello del pregiudizio accertato.
   (91) Sulla base di quanto precede, i dazi antidumping definitivi devono essere i seguenti:
                    Produttore/esportatore                      Dazio antidumping proposto
          Anhui BBCA Biochemical Co., Ltd                                             35,7 %
          DSM Citric Acid (Wuxi) Ltd                                                   8,3 %
          RZBC Co.                                                                    36,8 %
          RZBC (Juxian) Co. Ltd.                                                      36,8 %
IT                                                22                                                IT
 ---pagebreak---           TTCA Co., Ltd                                                              42,7 %
          Yixing Union Biochemical                                                   32,6 %
          Laiwu Taihe Biochemistry Co. Ltd                                            6,6 %
          Weifang Ensign Industry Co. Ltd                                            33,8 %
          Tutte le altre società                                                     42,7 %
          3.     Forma delle misure
   (92) Nel corso dell'inchiesta sei produttori esportatori della RPC hanno offerto impegni di
        prezzo accettabile ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento di base.
   (93) Con decisione [INSERIRE]6 la Commissione ha accettato tali offerte d’impegno. Il
        Consiglio riconosce che le offerte d'impegno eliminano gli effetti pregiudizievoli del
        dumping e limitano in misura sufficiente il rischio di elusione.
   (94) Per consentire alla Commissione e alle autorità doganali di verificare efficacemente il
        rispetto degli impegni da parte delle imprese, quando la richiesta d'immissione in
        libera pratica è presentata all'autorità doganale competente, l'esenzione dal dazio
        antidumping è subordinata i) alla presentazione di una fattura d'impegno, costituita da
        una fattura commerciale contenente almeno le informazioni elencate e la dichiarazione
        riportata nell'allegato; ii) al fatto che le merci importate siano prodotte, spedite e
        fatturate direttamente da tali società al primo acquirente indipendente della Comunità e
        iii) al fatto che le merci dichiarate e presentate in dogana corrispondano esattamente
        alla descrizione riportata nella fattura corrispondente all'impegno. Qualora tali
        condizioni non siano rispettate, al momento dell'accettazione della dichiarazione
        d'immissione in libera pratica è imposto il dazio antidumping appropriato.
   (95) Qualora la Commissione, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 9, del regolamento di base,
        ritiri la propria accettazione di un impegno a seguito della violazione dello stesso in
        relazione a transazioni particolari e dichiari non conformi le fatture corrispondenti, al
        momento dell'accettazione della dichiarazione d'immissione in libera pratica nasce
        un'obbligazione doganale.
   (96) Gli importatori devono essere consapevoli del fatto che al momento dell'accettazione
        della dichiarazione d'immissione in libera pratica potrebbe sorgere, quale normale
        rischio commerciale, un'obbligazione doganale, come indicato nei considerando […] e
        […], anche se un impegno offerto dal fabbricante dal quale acquistano, direttamente o
        indirettamente, è stato accettato dalla Commissione.
   (97) A norma dell'articolo 14, paragrafo 7, del regolamento di base le autorità doganali
        informano immediatamente la Commissione ogniqualvolta rilevino indicazioni di una
        violazione dell'impegno.
   6
IT                                                23                                              IT
 ---pagebreak---    (98)   Per le ragioni sopra esposte la Commissione giudica pertanto accettabili gli impegni
          proposti dai produttori esportatori e ha informato le società interessate dei fatti, delle
          considerazioni e degli obblighi essenziali sui quali è basata l'accettazione.
   (99)   In caso di violazione o di revoca dell'impegno, o di revoca dell'accettazione
          dell'impegno da parte della Commissione, il dazio antidumping istituito dal Consiglio
          a norma dell'articolo 9, paragrafo 4, si applica automaticamente, come disposto
          dall'articolo 8, paragrafo 9, del regolamento di base.
                 I. RISCOSSIONE DEFINITIVA DEL DAZIO PROVVISORIO
   (100) In considerazione dell'entità del margine di dumping accertato e dato il livello del
          pregiudizio causato all'industria comunitaria, si ritiene necessario che gli importi
          depositati a titolo dei dazi antidumping provvisori istituiti dal regolamento provvisorio
          siano definitivamente riscossi in ragione dell'aliquota dei dazi istituiti in via definitiva.
          Poiché i dazi definitivi sono inferiori a quelli provvisori, gli importi depositati in via
          provvisoria sono svincolati nella parte eccedente l'aliquota del dazio definitivo,
   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                Articolo 1
   1.       È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di acido citrico e di
            citrato trisodico biidrato, rientranti nei codici NC 2918 14 00 e ex 2918 15 00 (codice
            TARIC 2918 15 00 10), originari della Repubblica popolare cinese.
   2.       Le aliquote del dazio antidumping definitivo applicabile al prezzo netto franco
            frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, dei prodotti descritti al paragrafo 1 e
            fabbricati dalle società sotto elencate, sono le seguenti
                                                                             Dazio          Codice
                                                                         antidumping      addizional
    Società                                                                   (%)          e TARIC
    Anhui BBCA Biochemical Co., Ltd - N° 73, Daqing Road,                     35,7           A874
    Bengbu City 233010, Anhui Province, RPC
    DSM Citric Acid (Wuxi) Ltd - West Side of Jincheng Bridge,                 8,3           A875
    Wuxi 214024, Jiangsu province, RPC
    RZBC Co., Ltd - N° 9 Xinghai West Road, Rizhao, Shandong                  36,8           A876
    Province, RPC
    RZBC (Juxian) Co. Ltd, West Wing, Chenyang North Road, Ju                 36,8           A877
    County, Rizhao, Shandong Province, RPC
    TTCA Co., Ltd. – West, Wenhe Bridge North, Anqiu City,                    42,7           A878
    Shandong Province, RPC
    Yixing Union Biochemical Co., Ltd – Economic Development                  32,6           A879
    Zone Yixing City 214203, Jiangsu Province, RPC
IT                                                   24                                                 IT
 ---pagebreak---      Laiwu Taihe Biochemistry Co. Ltd, No. 106 Luzhong Large                    6,6          A880
     East Street, Laiwu, Shandong Province, RPC
     Weifang Ensign Industry Co. Ltd, The West End, Limin Road,                33,8          A882
     Changle City, Shandong Province, RPC
     Tutte le altre società                                                    42,7          A999
   3.        In deroga al paragrafo 1, il dazio antidumping definitivo non si applica alle
             importazioni immesse in libera pratica a norma dell'articolo 2.
   4.        Salvo diverse indicazioni, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
                                                 Articolo 2
   1.        Le importazioni dichiarate per l'immissione in libera pratica e fatturate dalle società i
             cui impegni sono accettati dalla Commissione e che sono elencate nella decisione
             2008/…/CE della Commissione, periodicamente modificata, sono esenti dal dazio
             antidumping istituito dall'articolo 1, a condizione che:
             –      le merci siano prodotte, spedite e fatturate direttamente da tali società al primo
                    acquirente indipendente della Comunità;
             –      le importazioni siano accompagnate da una fattura corrispondente all’impegno,
                    ossia da una fattura commerciale contenente almeno le informazioni e la
                    dichiarazione di cui all’allegato del presente regolamento;
             –      le merci dichiarate e presentate in dogana corrispondano esattamente alla
                    descrizione riportata nella fattura corrispondente all'impegno.
   2.        Al momento dell'accettazione della dichiarazione d'immissione in libera pratica sorge
             un'obbligazione doganale:
             –      ogniqualvolta sia accertata, relativamente alle importazioni di cui al paragrafo
                    1, l'inosservanza di una o più delle condizioni elencate in tale paragrafo; o
             –      quando la Commissione ritira l’accettazione dell’impegno, in conformità
                    dell’articolo 8, paragrafo 9, del regolamento di base, con un regolamento o una
                    decisione che si riferisce a transazioni particolari e dichiara invalide le
                    pertinenti fatture corrispondenti all’impegno.
                                                 Articolo 3
   Gli importi depositati a titolo dei dazi provvisori ai sensi del regolamento (CE) n. 488/2008,
   che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di acido citrico originarie
   della Repubblica popolare cinese sono definitivamente riscossi all'aliquota del dazio
   definitivo di cui all’articolo 1. Gli importi depositati sono svincolati nella parte eccedente
   l'aliquota del dazio antidumping definitivo.
IT                                                   25                                                IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 4
   Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta
   ufficiale dell'Unione europea.
   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
   ciascuno degli Stati membri.
   Fatto a Bruxelles, il […]
                                                Per il Consiglio
                                                Il Presidente
                                                […]
IT                                                26                                              IT
 ---pagebreak---                                               ALLEGATO
   Nella fattura commerciale che accompagna le vendite nella Comunità da parte della società di
   merci soggette all'impegno devono figurare le indicazioni seguenti:
   1.       L'intestazione "FATTURA COMMERCIALE CHE ACCOMPAGNA MERCI
            ASSOGGETTATE AD UN IMPEGNO".
   2.       Il nome della società che emette la fattura.
   3.       Il numero della fattura commerciale.
   4.       La data di emissione della fattura commerciale.
   5.       Il codice addizionale TARIC con il quale le merci figuranti sulla fattura devono
            essere sdoganate alla frontiera comunitaria.
   6.       La descrizione esatta delle merci, compresi:
            –      il numero di codice del prodotto utilizzato ai fini dell'impegno;
            –      una descrizione chiara delle merci corrispondenti al numero di codice del
                   prodotto in questione;
            –      il numero di codice del prodotto della società;
            –      il codice TARIC;
            –      la quantità (in tonnellate).
   7.       La descrizione delle condizioni di vendita, compresi:
            –      il prezzo per tonnellata,
            –      le condizioni di pagamento applicabili,
            –      le condizioni di consegna applicabili,
            –      sconti e riduzioni complessivi.
   8.       Il nome della società che funge da importatore nella Comunità a cui la fattura
            commerciale che accompagna le merci soggette a un impegno viene rilasciata
            direttamente dalla società.
   9.       Il nome del funzionario della società che ha emesso la fattura commerciale e la
            seguente dichiarazione firmata:
            "Il sottoscritto attesta che la vendita per l'esportazione diretta nella Comunità europea
            delle merci oggetto della presente fattura avviene nell'ambito e alle condizioni
            dell'impegno offerto dalla [società] e accettato dalla Commissione europea con
            decisione [decisione 2008/XXXX/CE]. Il sottoscritto dichiara inoltre che le
            informazioni contenute nella presente fattura sono complete ed esatte."
IT                                                  27                                                IT