CELEX: 51972PC0981
Language: it
Date: 1972-09-15
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO PER IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI CONCERNENTI I VETRI DI SICUREZZA DESTINATI AD ESSERE MONTATI SUI VEICOLI A MOTORE

16. 11.72                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                            N. C 119/21
              Proposta di direttiva del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
              membri concernenti i vetri di sicurezza destinati ad essere montati sui veicoli a motore
                            (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 20 settembre 1972)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                              collisioni, sia in caso di colpi ricevuti dall'esterno
                                                                  e possono così essere all'origine di gravi incidenti
                                                                  corporali ; che la soluzione da preferire, oltre a
visto il trattato che istituisce la Comunità economica            tendere al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
europea, in particolare l'articolo 100,                           membri la cui disparità crea ostacoli agli scambi,
                                                                  dovrà tener conto delle esigenze della sicurezza della
vista la proposta della Commissione,                              circolazione stradale e della necessità di migliorarla ;
visto il parere del Parlamento europeo,                           considerando che il raffronto sul piano della sicurezza
                                                                  fra i vari tipi di vetro attualmente impiegato per la
visto il parere del Comitato economico e sociale,                 fabbricazione del parabrezza ha mostrato che i para-
                                                                  brezza di vetro stratificato presentano un grado di
considerando che le prescrizioni tecniche cui deb-                sicurezza superiore a quello dei parabrezza di vetro
bono soddisfare i veicoli a motore ai sensi delle                 temprato ;
legislazioni nazionali riguardano, fra l'altro, i vetri
di sicurezza (parabrezza ed altri vetri) ;                        considerando che conviene pertanto di imporre, per
                                                                  la procedura comunitaria di omologazione dei veicoli
considerando che queste prescrizioni differiscono da              a motore, l'impiego di parabrezza di vetro stratificato
uno Stato membro all'altro ; che, per tale loro dispa-            per i veicoli a motore a decorrere da una data quanto
rità, ostacolano gli scambi all'interno della Comunità            mai prossima ; che a decorre della stessa data conviene
economica europea ; che ne risulta la necessità di                che gli Stati membri possano procedere solamente
adottare, in tutti gli Stati membri, disposizioni iden-           all'omologazione CEE dei parabrezza di vetro strati-
tiche sia a complemento, sia in sostituzione delle                ficato,
loro normative attuali segnatamente al fine di per-
mettere l'applicazione, per ogni tipo di veicolo, della
procedura di omologazione CEE che forma oggetto
della direttiva del Consiglio del 6 febbraio 1970, con-           HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
cernente il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative all'omologazione dei veicoli
a motore e loro rimorchi (1) ;                                                           Articolo  1
considerando che, grazie ad una procedura d'omolo-
                                                                  1. Ogni Stato membro procede all'omologazione
gazione armonizzata dei vetri di sicurezza, ogni Stato
                                                                  CEE di ogni tipo di parabrezza definito all'allegato I,
membro è in grado di constatare l'osservanza delle
                                                                  punto 4, e di ogni fabbricazione di vetri diversa dai
disposizioni comuni di fabbricazione e di collaudo
e di informare gli altri Stati membri della constata-             parabrezza quale è definita nell'allegato I, punto 5,
zione fatta mediante invio di una copia della scheda              se rispettivamente il tipo o la fabbricazione presen-
d'omologazione redatta per ciascun tipo e ciascuna                tati per l'omologazione è conforme alle disposizioni
fabbricazione di vetri di sicurezza che l'apposizione             ad esse relative, che figurano agli allegati I—IX.
di un marchio d'omologazione CEE su tutti i vetri
di sicurezza in conformità del tipo o della fabbrica-             2. Tuttavia, per quanto riguarda i parabrezza, gli
zione omologata rende inutile un controllo tecnico                Stati membri, a decorrere dal 1° ottobre 1976, pro-
di questi vetri negli altri Stati membri ;                        cedono all'omologazione CEE dei soli tipi di para-
                                                                  brezza conformi alle prescrizioni stabilite negli alle-
                                                                  gati IV, VI o VII punti 1, 2.1, 2.3 o 2.4.
considerando che, per quanto riguarda i parabrezza,
l'aspetto sicurezza presenta un'importanza del tutto
particolare in quanto questi vetri, più di ogni altro,            3. Lo Stato che ha proceduto all'omologazione CEE
sono esposti al rischio di urti violenti sia in caso di           prende le misure necessarie per sorvegliare, se
                                                                  occorre, la conformità della produzione in serie al
                                                                  tipo o alla fabbricazione omologati, se necessario in
(!) GU n. L 42 del 23. 2. 1970, pag. 1.                           collaborazione con le competenti autorità degli altri
 ---pagebreak--- N. C 119/22                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  16. 11.72
Stati membri. Questa sorveglianza si limita all'esecu-           hanno omologato, prende ogni utile provvedimento
zione di sondaggi.                                               atto a garantire la conformità della produzione in
                                                                 serie al tipo o alla fabbricazione omologati. Le auto-
Per ogni tipo o fabbricazione di vetri di sicurezza che          rità competenti di questo Stato avvisano quelle degli
omologa, lo Stato membro compila la scheda cor-                  altri Stati membri dei provvedimenti adottati che
rispondente di approvazione il cui modello figura                possono comportare eventualmente la revoca dell'
all'allegato XI.                                                  omologazione CEE. Dette autorità adottano le stesse
                                                                 disposizioni e sono informate dalle autorità competenti
                                                                 di un altro Stato membro dell'esistenza di tale
                        Articolo 2                                difetto di conformità.
Gli Stati membri assegnano al fabbricante o al suo                2. Le autorità competenti degli Stati membri si in-
mandatario un marchio di omologazione CEE con-                    formano reciprocamente, nel termine di un mese, del
forme al modello stabilito all'allegato X per ciascun             ritiro di una omologazione CEE già concessa, nonché
tipo o fabbricazione di vetri di sicurezza che essi               dei motivi che sono all'origine del provvedimento.
omologano a norma dell'articolo 1.
Gli Stati membri prendono tutte le disposizioni utili             3. Se lo Stato membro che ha proceduto all'omolo-
per impedire l'utilizzazione di marchi che possano                gazione CEE contesta il difetto di conformità di cui
dar luogo a confusione tra il vetro di sicurezza il cui           è stato informato, gli Stati membri interessati si
tipo e la cui fabbricazione sono stati omologati ai               adoprano per comporre la controversia. La Com-
sensi dell'articolo 1, ed altri dispositivi.                      missione viene tenuta informata. Essa procede, qua-
                                                                  lora occorra, alle consultazioni necessarie per la
                                                                  composizione.
                         Articolo 3
1. Gli Stati membri non possono vietare l'introdu-                                         Articolo 6
zione nel mercato di vetri di sicurezza per motivi
riguardanti la loro costruzione o il loro comporta-
mento, quando essi sono provvisti del marchio d'ap-               Ogni decisione che disponga il rifiuto o il ritiro del-
provazione CEE.                                                   l'omologazione o il divieto di introduzione nel mer-
                                                                  cato o d'uso, emessa in conformità delle disposizioni
 2. Tuttavia, questa disposizione fa salva la facoltà di          emanate in esecuzione della presente direttiva, dovrà
 uno Stato membro di mettere in atto siffatte misure              essere esattamente motivata. Essa è notificata al-
 per quei vetri di sicurezza recanti il marchio di                l'interessato con l'indicazione dei mezzi di ricorso
 approvazione CEE che non siano conformi al tipo                  offerti dalla legislazione in vigore negli Stati membri
 o alla fabbricazione approvati.                                  e dei termini in cui tali ricorsi possono essere presen-
                                                                  tati.
 Questo Stato informa immediatamente gli altri Stati
 membri e la Commissione delle misure attuate,
 precisando i motivi della decisione. Sono altresì
                                                                                           Articolo 7
 applicabili le disposizioni dell'articolo 5.
                                                                   Fatte salve le disposizioni dell'articolo 9, gli Stati
                         Articolo 4                                membri non possono rifiutare dal 1° ottobre 1974
                                                                   né l'omologazione CEE né l'omologazione di por-
 Le autorità competenti di ogni Stato membro inviano               tata nazionale di un tipo di veicolo per motivi con-
 a quelle degli altri Stati membri, entro un mese, copia           cernenti i vetri se il parabrezza e gli altri vetri recano
 delle schede di omologazione e di estensione del-                 il marchio d'omologazione CEE.
 l'omologazione redatte per ciascun tipo e ciascuna
 fabbricazione di vetri di sicurezza che esse approvano
 o rifiutano di approvare.                                                                 Articolo 8
                         Articolo 5                                Fatte salve le disposizioni dell'articolo 9, gli Stati
                                                                   membri non possono rifiutare o vietare la vendita,
 1. Se lo Stato membro che ha proceduto all'omolo-                 l'immatricolazione, il permesso di circolazione e l'uso
 gazione CEE constata che, pur recando lo stesso                   dei veicoli per motivi concernenti i vetri se il para-
 marchio d'approvazione, diversi vetri di sicurezza                brezza e gli altri vetri recano il marchio d'omologa-
 non sono conformi al tipo o alla fabbricazione che                zione CEE.
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                        Articolo 9                                                      Articolo  11
Per il rilascio di una omologazione CEE e per l'ap-              Le modifiche necessarie per adattare al progresso
plicazione dell'articolo 10, paragrafo 1, della direttiva        tecnico le disposizioni contenute negli allegati I—IX
del 6 febbraio 1970, una omologazione CEE relativa               sono emanate conformemente alla procedura pre-
ad un parabrezza temprato ha efficacia se la velocità            vista all'articolo 13 della direttiva del Consiglio del
massima per costruzione del veicolo non supera                   6 febbraio 1970, concernente il ravvicinamento delle
i 130 km orari. Essa cessa d'aver efficacia :                    legislazioni degli Stati membri relative all'omologa-
                                                                 zione dei veicoli a motore e loro rimorchi.
— a decorrere dal 1° ottobre 1976, per tutti gli Stati
     membri,
                                                                                        Articolo  12
— prima del 1° ottobre 1976, per uno Stato membro
     a decorrere dal momento in cui tale Stato vieta              1. Fatte salve le disposizioni degli articoli 7 e 8 gli
     il montaggio di parabrezza temprati sulla cate-             Stati membri mettono in vigore le disposizioni neces-
     goria dei veicoli alla quale appartiene il veicolo          sarie per conformarsi alla presente direttiva prima
     per il quale l'omologazione CEE o il beneficio              del 1° marzo 1974 e ne informano immediatamente
     dell'articolo 10, paragrafo 1, della direttiva del          la Commissione.
     6 febbraio 1970, è stato richiesto.
                                                                 2. N o n appena notificata la presente direttiva, gli
                                                                  Stati membri provvedono inoltre a comunicare alla
                        Articolo  10                              Commissione in tempo utile, per permetterle di pre-
                                                                 sentare le sue osservazioni, ogni progetto ulteriore
Ai sensi della presente direttiva si intende per veicolo          di disposizione di ordine legislativo, regolamentare
 ogni veicolo a motore destinato a circolare su strada,           o amministrativo che essi prospettano di adottare nel
 con o senza carrozzeria, che abbia almeno quattro                settore disciplinato dalla presente direttiva.
ruote ed una velocità massima per costruzione su-
 periore a 25 km orari, come pure i suoi rimorchi, ad
esclusione dei veicoli che si spostano su binari, delle                                  Articolo  13
 trattrici e macchine agricole, nonché degli attrezzi
 a ruote utilizzati per i lavori pubblici.                        La presente direttiva è destinata agli Stati membri.
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                                                        ALLEGATO     I
            REQUISITI GENERALI DEI VETRI DI SICUREZZA E CONDIZIONI DI OMOLOGAZIONE
            1.      DEFINIZIONE DELLE CATEGORIE DEI VETRI DI SICUREZZA
            1.1.    Vetro temperato
                    Vetro costituito da una singola lastra di vetro che ha subito un trattamento speciale per
                    aumentare la resistenza meccanica e condizionare la frammentazione dopo la rottura.
            1.2.    Vetro stratificato
                    Vetro costituito da due o più lastre di vetro, mantenute assieme da uno o più inter-
                    calari di materia plastica. Si fa la seguente distinzione:
            1.2.1.  i vetri stratificati ordinari nei quali nessuna lastra di vetro, di cui sono costituiti, è stata
                    trattata ;
            1.2.2.  i vetri stratificati trattati nei quali una almeno delle lastre di vetro di cui sono costituiti
                    ha subito un trattamento speciale per aumentare la resistenza meccanica e condizionare
                    la frammentazione dopo la rottura.
            2.      REQUISITI GENERALI
            2.1.    Tutti i vetri, compresi quelli del parabrezza, devono essere di natura tale da ridurre nella
                    misura del possibile il pericolo di lesioni corporali in caso di rottura. Essi devono essere
                    sufficientemente resistenti agli incidenti prevedibili in una circolazione normale, agli
                    agenti atmosferici e termici, agli agenti chimici ed all'abrasione.
            2.2.    I vetri del parabrezza devono inoltre avere una trasparenza sufficiente, non devono pro-
                    vocare alcuna deformazione notevole degli oggetti visti in trasparenza né alcuna con-
                    fusione fra i colori impiegati nella segnaletica stradale. In caso di rottura essi devono
                    permettere al conducente di continuare a vedere chiaramente la strada per frenare
                    e fermare il suo veicolo con sicurezza.
            3.       PROVE PRESCRITTE
                    I requisiti generali del punto 2 vengono controllati mediante le seguenti prove:
            3.1.     Frammentazione
                     Questa prova ha per scopo di verificare l'innocuità delle schegge prodotte dalla fram-
                     mentazione ed inoltre, nel caso dei parabrezza, la visibilità dopo la rottura.
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         3.2.    Resistenza meccanica
                 Prova con la sfera
                 Questa prova ha per scopo di verificare la resistenza meccanica dei vetri all'urto di un
                 corpo contundente di dimensioni medie. Essa permette inoltre di verificare l'aderenza
                 dell'intercalare dei vetri stratificati ed in particolare la resistenza alla perforazione
                 dei vetri stratificati che non sono parabrezza.
         3.3.    Comportamento all'urto della testa
                 Prova con manichino
                 Questa prova permette di verificare le condizioni inerenti alla limitazione del pericolo
                 in caso di urto della testa contro il parabrezza.
         3.4.    Resistenza al calore e alla luce
         3.4.1.  Prova d'ebollizione
         3.4.2.  Prova di stabilità alla luce
         3.5.    Qualità ottiche
         3.5.1.   Trasmissione luminosa
         3.5.2.   Distorsione ottica
         3.5.3.  Identificazione dei colori
         3.6.     Prove prescritte per le varie categorie di vetri
                 I vetri di sicurezza vengono suddivsi in base al loro impiego in parabrezza vetri che
                  non sono parabrezza. Secondo il loro impiego e la loro categoria essi devono essere
                  conformi alle esigenze indicate nelle seguenti tabelle:
         3.6.1.   Vetri temperati
                                                                                            Vetri che
                                                                     Parabrezza             non sono
                                                                                           parabrezza
                  Frammentazione                                         +                     +
                  Resistenza meccanica                                   +                     +
                  Comportamento all'urto
                  della testa                                            +
                  Qualità ottiche                                        +
          3.6.2.  Vetri stratificati
                                                                      Parabrezza                Vetri che
                                                            ordinari             trattati      parabrezza
                  Frammentazione                                                    +
                  Resistenza meccanica                         +                    +              +
                  Comportamento all'urto
                  della testa                                  +                    +
                   Qualità ottiche                             ~b                   +
                  Resistenza al calore e alla luce             +                    +               +
 ---pagebreak--- N. C 119/26                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   16. 11. 72
            3.6.3.    Ad eccezione dell'omologazione ridotta per i parabrezza fabbricati in piccola serie e che
                      è regolamentata all'allegato VII, un tipo di parabrezza o una fabbricazione di vetri
                      che non sono parabrezza è omologato quando l'insieme delle prove previste nelle due
                      tabelle suddette per tale parabrezza e per tale vetro che non è un parabrezza hanno dato
                      i risultati previsti, e cioè:
            3.6.3.1.  per i parabrezza temperati ai risultati prescritti:
                      all'allegatoli:       punto 2.6.2. (frammentazione)
                                            punto 3.4.2. (resistenza meccanica)
                                            punto 4.4.2. (comportamento all'urto della testa)
                      all'allegato Vili: punto 6.1.7. j
                                            punto 6.2.4. /       (qualità ottiche)
                                            punto 6.3.     )
            3.6.3.2.  per i vetri temperati che non sono parabrezza ai risultati prescritti:
                      all'allegato III:     punto 1.5.3. (frammentazione)
                                            punto 2.4.2. (resistenza meccanica)
            3.6.3.3.  per i parabrezza stratificati ordinari ai risultati prescritti:
                      all'allegato IV:      punto 3.4.2. (comportamento all'urto della testa)
                                            punto 4.4.2. (resistenza meccanica)
                      all'allegato VIII: punto      4.3.3. (resistenza al calore)
                                            punto   5.3.2. (resistenza alla luce)
                                            punto  6.1.7.   )
                                            punto  6.2.4.   I (qualità ottiche)
                                            punto   6.3.   J
             3.6.3.4.  Per i vetri stratificati ordinari che non sono parabrezza ai risultati prescritti:
                      all'allegato V :      punto 2.3.2. (resistenza meccanica)
                       all'allegato VIII : punto 4.3.3. (resistenza al calore)
                                            punto 5.3.2. (resistenza alla luce)
             3.6.3.5.   Per i parabrezza stratificati trattati ai risultati prescritti :
                       all'allegato IV :     punto 3.4.2. (comportamento all'urto della testa)
                                            punto 4.4.2. (resistenza meccanica)
                       all'allegato VI:     punto 3.5.2. (frammentazione)
                       all'allegato VIII: punto     4.3.3.  (resistenza al calore)
                                            punto   5.3.2. (resistenza alla luce)
                                            punto   6.1.7.
                                            punto   6.2.4. 1}   (qualità ottiche)
                                            punto   6.3.   J
            4.         OMOLOGAZIONE DEI PARABREZZA
            4.1.       Un modello di parabrezza viene definito dalle sue caratteristiche principali e secondarie.
                       Queste sono fissate nel punto 1 dell'allegato II (parabrezza temperati), dell'allegato
                       IV (parabrezza stratificati ordinari) e dell'allegato VI (parabrezza stratificati trattati).
            4.2.       Ogni fabbricante deve richiedere l'omologazione per ciascuno dei modelli di parabrezza
                       che egli vuole produrre. Quando l'omologazione viene concessa ad un modello di para-
                       brezza, gli viene attribuito un numero di omologazione,
            4.3.       Il numero di omologazione attribuito ad un modello di parabrezza può essere attribuito
                       anche ad un altro modello di parabrezza con le stesse caratteristiche principali ma con
                       caratteristiche secondarie diverse, con le seguenti riserve:
            4.3.1.     determinate prove verranno rinnovate su campioni del nuovo modello se ciò è previsto
                       espressamente nelle condizioni di prova;
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              4.3.2.   sul nuovo modello di parabrezza si procede al rinnovo delle prove per la queli questo
                       presenta un indice di difficoltà superiore a quello del parabrezza con le stesse carat-
                       teristiche principali omologato inizialmente o che ha già formato l'oggetto di una
                       estensione di omologazione.
              4.4.     Omologazione delle piccole serie di parabrezza
                       Quando la produzione annuale di un tipo di parabrezza è inferiore a 5 000 unità, il
                       fabbricante può. chiedere di beneficare di una omologazione ridotta alle condizioni
                       stabilite dall'allegato VII.
              5.       OMOLOGAZIONE DELLE FABBRICAZIONI DI VETRI                             CHE N O N SONO
                       PARABREZZA
              5.1.     Per quanto concerne i vetri che non sono parabrezza, non si procede all'omologazione
                       dei modelli di vetri, bensì delle fabbricazioni. Tali fabbricazioni sono contraddistinte
                       da caratteristiche principali e da caratteristiche secondarie.
              5.2.     Ogni fabbricante deve chiedere l'omologazione per ciascuna fabbricazione. Quando
                       l'omologazione viene concessa a una fabbricazione, gli viene attribuito un numero di
                       omologazione.
              5.3.     Il numero di omologazione attribuito ad una fabbricazione può essere attribuito anche
                       ad un'altra fabbricazione con le stesse caratteristiche principali, ma con caratteristiche
                       secondarie diverse con le seguenti riserve:
              5.3.1.   determinate prove verranno rinnovate su campioni e/o provette della nuova fabbrica-
                       zione se ciò è previsto espressamente nelle condizioni di prova;
              5.3.2.   sui campioni e/o provette della nuova fabbricazione si procede al rinnovo delle prove
                       per le quali questa presenta un indice di difficoltà superiore a quello della fabbricazione
                       con le stesse caratteristiche principali omologata inizialmente o che ha già formato
                       l'oggetto di una estensione di omologazione.
              5.4.     Le fabbricazioni di vetro temperato sono contraddistinte dalle seguenti caratteristiche
                       principali e secondarie:
              5.4.1.   caratteristiche   principali
              5.4.1.1. natura della tempera (termica o chimica)
              5.4.1.2. speci di vetri più difficili da produrre. Si distinguono quattro speci :
                       a) vetri piani che hanno la superficie più grande,
                       b) vetri piani in cui due lati adiacenti formano tra loro l'angolo minore,
                        c) vetri cilindrici, la cui base presenta, in un punto, il minor raggio di curvatura,
                        d) vetri a doppia curvatura che presentano, in un punto, il minor raggio di curvatura
                            medio.
              5.4.1.3. categoria di spessore definita dallo spessore reale « e » del vetro, essendo ammessa
                       una tolleranza di fabbricazione di ± 0,2 mm rispetto al valore nominale:
                        categoria I                     e < 3,5 mm
                        categoria II      3,5 mm < e < 4,5 mm
                        categoria III     4,5 mm < e < 6,5 mm
                        categoria IV      6,5 mm < e
              5.4.2.    caratteristiche  secondarie
              5.4.2.1.  natura del materiale (cristallo, « float-glass », vetro tirato)
              4.5.2.2.  colorazione (incolore o colorato)
              5.4.2.3.  presenza o meno di conduttori.
 ---pagebreak--- N. C 119/28                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  16.11.72
            5.5.      Le fabbricazioni di vetro stratificato sono contraddistinte dalie seguenti caratteristiche
                      principali e secondarie:
            5.5 1.    Caratteristiche principali
            5.5.1.1.  categoria di spessore del vetro, definita dallo spessore nominale « e » del vetro, essendo
                      ammessa una tolleranza di fabbricazione di ± 0,2 n mm del valore nominale, dove n
                      è il numero delle lastre del vetro:
                      categoria I                       e < 5,5 mm
                      categoria II        5,5 mm <      e < 6,5 mm
                      categoria III       6,5 mm <      e
             5.5.1.2.  spessore nominale dell'intercalare,
            5.5.1.3.  trattamento speciale al quale una delle lastre di vetro sia stata sottoposta.
            5,5.2     caratteristiche secondarie
            5.5.2.1.   natura del materiale (cristallo, « float-glass », vetro tirato),
            5.5.2.2.   colorazione dell'intercalare (incolore o colorato),
             5.5.2.3.  colorazione del vetro (incolore o colorato).
             6.       ISCRIZIONI
            6.1.       Qualsiasi parabrezza conforme a un tipo omologato ai sensi della presente direttiva e
                       qualsiasi altro vetro appartenente ad una fabbricazione omologata ai sensi della pre-
                       sente direttiva devono recare le seguenti iscrizioni:
             6.1.1.   il marchio commerciale o di fabbrica del beneficiario dell'omologazione,
             6.1.2.   un marchio d'omologazione conforme al modello che figura all'allegato X,
             6.1.3.    eventualmente il seguente simbolo addizionale:
                      P.T.     se si tratta di un parabrezza temperato,
                      P.F.     se si tratta di un parabrezza stratificato,
                       P.F.T. se si tratta di un parabrezza stratificato trattato.
 ---pagebreak--- 16.11. 72                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  N. C 119/29
                                                  ALLEGATO       li
                                          PARABREZZA TEMPERATI
          1      DEFINIZIONE DEL TIPO
                 Si considera che dei parabrezza temperati appartengono a tipi diversi se differiscono
                 in almeno una delle caratteristiche principali o in almeno una delle caratteristiche
                 secondarie seguenti:
          1.1.   Le caratteristiche principali sono:
          1.1.1. il fabbricante,
          1.1.2. la forma e le dimensioni (lunghezza, larghezza),
          1.1.3. la categoria di spessore definita dallo spesso nominale «e», essendo ammessa una
                 tolleranza di fabbricazione di ± 0>2 mm sul valore nominale.
          1.2.   Le caratteristiche secondarie sono:
          1.2.1. la natura del materiale (cristallo, « float-glass», vetro tirato),
          1.2.2. la colorazione (incolore o colorato),
          1.2.3. la presenza o meno di conduttori,
          1.2.4.  tipo del veicolo al quale è destinato.
          2.      FRAMMENTAZIONE
          2.1.    Indice di difficoltà delle caratteristiche secondarie
          2.1.1.  Conta soltanto la natura del materiale.
          2.1.2.  Si considera che il «float-glass» ed il vetro tirato hanno lo stesso indice di difficoltà.
          2.1.3.  Le prove di frammentazione devono essere ripetute quando si passa dal cristallo al
                  «float-glass» o al vetro tirato e viceversa.
          2.2.    Numero di campioni
                  Sottoporre alla prova otto campioni.
          2.3.     Varie zone del vetro
                   Un parabrezza comprende le due zone principali I e II. Inoltre può comprendere 1
                  zona intermedia III.
 ---pagebreak--- N. C 119/30                                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                    16. 11. 72
            2.3.1.    Z o n a I':       zona periferica a f r a m m e n t a z i o n e fine la cui larghezza è di a l m e n o 7 cm
                                        su t u t t o il perimetro del parabrezza e che c o m p r e n d e una b a n d a esterna
                                        di 2 cm n o n sottoposta a verifica;
            2.3.2.    Z o n a II:       zona di visibilità a f r a m m e n t a z i o n e differenziata che include sempre u n a
                                        p a r t e rettangolare di altezza minima di 20 cm e di lunghezza m i n i m a di
                                        50 cm centrata approssimativamente davanti al conducente. Per i p a r a -
                                        brezza di altezza inferiore a 44 cm l'altezza di questo r e t t a n g o l o p u ò essere
                                        ridotta a 15 c m ;
            2.3.3.    Z o n a III': zona intermedia di larghezza massima di 5 cm situata fra la z o n a I e la
                                        zona II.
            2.4.       Metodo di prova
                      Il m e t o d o utilizzato è quello descritto al p u n t o 1 dell'allegato VIII.
            2.5.      Punti d'impatto
            2.5.1.    I punti d ' i m p a t t o vengono scelti nel m o d o seguente (allegato IX, fig. 1) :
                      Punti l e i ' :               parte centrale della zona II. Questi punti sono situati l ' u n o in
                                                    un grosso f r a m m e n t o , l'altro tra grossi f r a m m e n t i e il più vicino
                                                    possibile al centro della zona II;
                      Punto 2:                       nella zona III il più vicino possibile al p i a n o di simmetria verticale
                                                    della zona II;
                      Punti 3 e 3 ' :               a 3 cm dai bordi su u n a mediana del c a m p i o n e . Q u a n d o esiste
                                                    l ' i m p r o n t a delle pinze, u n o dei p u n t i di r o t t u r a si troverà vicino
                                                     al b o r d o che reca l ' i m p r o n t a e l'altro vicino al b o r d o o p p o s t o ;
                      Punto 4:                      nel p u n t o di curvatura massima, sulla mediana più l u n g a ;
                      P u n t o 5:                  a 3 cm dal b o r d o del c a m p i o n e nel p u n t o dove il raggio di curva-
                                                    tura del c o n t o r n o è minimo, a sinistra o p p u r e a d e s t r a ;
                      P u n t o 6:                  sulla mediana più g r a n d e nella zona II, il più vicino possibile alla
                                                    zona III e dal lato o p p o s t o al p u n t o 4.
            2.5.2.    Si procede ad una r o t t u r a in ciascuno dei punti 1, 1', 2, 3, 3', 4, 5 e 6.
            2.5.3.    I punti 1, 1' e 6 vengono preventivamente individuati, per esempio per mezzo de
                      polariscopio.
           2.6.       Interpretazione dei risultati
           2.6.1.     U n a p r o v a viene considerata positiva se la f r a m m e n t a z i o n e soddisfa le seguenti con-
                      dizioni :
           2.6.1.1.   Zona I
           2.6.1.1.1. il n u m e r o dei f r a m m e n t i compresi in qualsiasi q u a d r a t o di 5 cm X 5 cm tracciato sul
                      vetro è n o n inferiore a 50 e n o n superiore a 300;
           2.6.1.1.2. per l'applicazione della regola di cui sopra, i f r a m m e n t i tagliati dai lati dei q u a d r a t i
                      sono contati per m e t à ;
           2.6.1.1.3. la f r a m m e n t a z i o n e n o n viene verificata su u n a striscia perimetrale larga 2 cm che
                      rappresenta l'incastro del vetro, né su una zona con un raggio di 7,5 cm a t t o r n o al
                      punto d'impatto;
           2.6.1.1.4. i f r a m m e n t i con superficie superiore a 3 cm 2 sono ammessi unicamente nelle zone
                      definite al p u n t o 2.6.1.1.3;
           2.6.1.1.5. sono ammessi alcuni f r a m m e n t i di f o r m a allungata p u r c h é n o n siano più lunghi di
                      6 cm e le loro estremità n o n presentino u n a f o r m a tagliente. Se raggiungono il b o r d o
                      del vetro, questi f r a m m e n t i di f o r m a allungata n o n p o s s o n o f o r m a r e con esso un
                      angolo superiore a 45°.
           2.6.1.2.   Z o n a II
           2.6.1.2.1. la visibilità residua d o p o la r o t t u r a è controllata entro la p a r t e rettangolare definita
                      al p u n t o 2.3.2. In questo rettangolo, la superficie cumulata dei pezzi la cui superficie
                      è superiore a 3 cm 2 deve rappresentare almeno il 15 % della superficie del rettangolo
                      stesso. Questi pezzi vengono chiamati f r a m m e n t i utili;
 ---pagebreak--- 16. 11.72                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               N. C 119/31
          2.6.1.2.2. nella zona II nessun pezzo deve avere una superficie superiore a 16 em 2 :                            ;
                                                                                                      2
          2.6.1.2.3. si a m m e t t o n o tre f r a m m e n t i di superfìcie superiore a 16 cm , ma n o n superiore a
                     25 cm 2 in un raggio di 10 cm i n t o r n o al p u n t o d ' i m p a t t o e nella sola p a r t e del cerchio
                     inclusa nella zona II;
          2.6.1.2.4. i f r a m m e n t i utili devono avere f o r m a abbastanza regolare e n o n devono presentare
                     p u n t e considerevoli;
          2.6.1.2.5. eccezionalmente sono ammessi nel complesso della zona II, alcuni f r a m m e n t i di f o r m a
                     allungata purché la loro lunghezza n o n superi 7,5 cm.
          2.6.1.3.   Z o n a III
                     la f r a m m e n t a z i o n e in questa zona deve avere caratteristiche intermedie f r a quelle
                     delle f r a m m e n t a z i o n i ammesse per le due zone vicine (zone I e II).
          2.6.2.     Un parabrezza presentato per l'omologazione viene considerato soddisfacente dal
                     p u n t o di vista della f r a m m e n t a z i o n e se è soddisfatta almeno una delle seguenti con-
                     dizioni:
          2.6.2.1.   T u t t e le prove effettuate utilizzando i punti d ' i m p a t t o prescritti al p u n t o 2.5.1 h a n n o
                     d a t o risultato positivo.
          2.6.2.2.   Una prova fra tutte le prove effettuate utilizzando i punti d ' i m p a t t o prescritti al p u n t o
                     2.5.1 ha dato risultato negativo. Questa prova, ripetuta con lo stesso p u n t o d ' i m p a t t o ,
                     ha d a t o risultato positivo.
          2.6.2.3.   D u e prove fra tutte le prove effettuate utilizzando i punti d ' i m p a t t o prescritti al p u n t o
                     2.5.1 h a n n o d a t o un risultato negativo. Una n u o v a serie di prove effettuate su una
                     n u o v a serie di campioni n o n ha dato alcun risultato negativo.
          2.6.3.     Possono venire ammessi degli scarti leggeri in materia di f r a m m e n t a z i o n e purché
                     vengano indicati nel verbale e la fotografia delle parti incriminate del parabrezza venga
                     allegata allo stesso.
          3.         RESISTENZA MECCANICA
          3.1.        Indice di difficoltà delle caratteristische secondarie
                                                       Ind.                            Ind.                                  Ind.
                              Materiale                diff.        Colorazione        diff.         Conduttore              diff.
                      cristallo                         2           incolore             1          senza                     1
                                                                                                     conduttore
                      « float-glass »                    1         co o r a t o         2           con condut-               2
                                                                                                    tore
                      vetro tirato                       1
          3.2.        Numero di campioni
                      Sottoporre q u a t t r o campioni alla prova,
          3.3.        Metodo di prova
          3.3.1.      Il m e t o d o utilizzato è quello descritto al p u n t o 2 dell'allegato VIII. La sfera utilizzata
                      è quella da 227 g.
          3.3.2.      L'altezza di caduta (dalla p a r t e inferiore della sfera sulla p a r t e superiore del campione)
                      è di 2,5 m.
          3.4.        Interpretazione dei risultati
          3.4.1.      La prova con la sfera è considerata positiva se:
 ---pagebreak--- N . C 119/32                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 16.11.72
             3.4.1.1.  si è rotto al massimo un campione,
             3.4.1.2.  essendosi rotti due campioni, non avviene nessuna rottura durante la ripetizione della
                       prova su una nuova serie di quattro campioni.
             3.4.2.    Una serie di campioni presentata all'omologazione viene considerata soddisfacente
                       dal punto di vista della resistenza meccanica se la prova con la sfera ha dato risultato
                       positivo.
             4.        C O M P O R T A M E N T O ALL'URTO DELLA TESTA
             4.1.      Indice di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                       Non compare nessuna caratteristica secondaria.
             4.2.      Numero di campioni
                       Sottoporre quattro campioni alla prova.
             4.3.       Metodo di prova
             4.3.1.    Il metodo utilizzato è quello descritto al punto 3 dell'allegato Vili.
             4.3.2.     L'altezza di caduta è di 1,50 m.
             4.4.       Interpretazioni dei risultati
              4.4.1.    La prova con manichino viene considerata positiva se il parabrezza si rompe.
              4.4.2.    Una serie di campioni presentata all'omologazione è considerata soddisfacente dal
                        punto di vista del comportamento della testa se soddisfa una delle due condizioni
                        seguenti :
              4.4.2.1.  tutte le prove hanno dato risultato positivo;
              4.4.2.2.  se una prova ha dato risultato negativo, una nuova serie di prove effettuata su una
                        nuova serie di campioni non ha dato nessun risultato negativo.
              5.        QUALITÀ O T T I C H E
                        Sono d'applicazione le prescrizioni relative alle qualità ottiche di cui al punto 6 del-
                        l'allegato VIII.
 ---pagebreak--- 16. 11. 72                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  N . C 119/33
                                                     ALLEGATO     III
                            VETRI TEMPERATI CHE N O N SONO PARABREZZA
           1.     FRAMMENTAZIONE
           1.1.   Indice di difficoltà delle caratteristiche secondarie
           1.1.1. Conta soltanto la natura del materiale.
           1.1.2. Si considera che il «float-glass» ed il vetro tirato abbiano lo stesso indice di'difficoltà.
           1.1.3. La prova di frammentazione dev'essere ripetuta quando si passa dal cristallo al « float-
                  glass » o al vetro tirato e viceversa.
           1.2.   Numero di campioni
           1.2.1. Il fabbricante deve presentare al laboratorio, per ciascuna categoria di spessore a nor-
                  ma del punto 5.4.1.3 dell'allegato I, una o più serie di campioni rappresentative delle
                  speci di vetri più difficili da produrre in serie di cui al punto 5.4.1.2 dell'allegato I,
                  scelti fra le specie effettivamente prodotte o che il fabbricante prevede di produrre.
           1.2.2. In ciascuna serie deve figurare il seguente numero di campioni in funzione delle speci
                  definite al punto 5.4.1.2 dell'allegato I.
                                                Specie                Numero dei campioni
                                                  a)                           5
                                                  b)                           5
                                                  c)                           6
                                                 d)                            6
           1.3.   Metodo di prova
                  Il metodo utilizzato è quello descritto al punto 1 dell'allegato Vili.
           1.4.   Punti d'impatto
           1.4.1. Per i vetri piani curvi (cilindrici e a doppia curvatura), i punti di impatto rappresentati
                  rispettivamente sulle figure 2 e 3 (allegato IX) e 4 (allegato IX) sono i seguenti:
                  Punto 1 : A 3 cm dal bordo del vetro nella parte dove il raggio di curvatura del contor-
                              no è minore;
                  Punto 2: A 10 cm dal bordo su una delle mediane. Si deve scegliere il lato del vetro
                              che porta le impronte delle pinze, quando esse esistono ;
                  Punto 3: Al centro geometrico del vetro;
                  Punto 4: Unicamente per i vetri curvi. Questo punto viene scelto sulla mediana più
                              lunga nella parte del vetro dove il raggio di curvatura è minore.
           1.4.2. Si deve effettuare una sola prova per punto di impatto prescritto.
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             15.      Interpretazioni dei risultati
             1.5.1.   Una prova viene considerata positiva se la frammentazione soddisfa le seguenti con-
                      dizioni :
             1.5.1.1. il numero di frammenti compreso in qualsiasi quadrato di cm 5 X 5            tracciato sul
                      vetro deve essere non inferiore a 50 e non superiore a 300;
             1.5.1.2. per l'applicazione della regola di cui sopra, i frammenti tagliati dai lati dei quadrati
                      sono contati per metà;
             1.5.1.3. la frammentazione non viene verificata su una striscia perimetrale larga 2 cm che rap-
                      presenta l'incastro della lastra, né su una zona con raggio di 7,5 cm attorno al punto
                      d'impatto ;
             1.5.1.4. i frammenti con superficie superiore a 3 cm 2 sono ammessi unicamente nelle zone
                      definite al punto 1.5.1.3;
             1.5.1.5. sono ammessi alcuni frammenti di forma allungata purché non siano più lunghi di
                      6 cm e le loro estremità non presentino una forma tagliente. Se raggiungono il bordo
                      del vetro questi frammenti di forma allungata non possono formare con esso un angolo
                      superiore a 45°.
             1.5.2.   Una serie di campioni presentata per l'omologazione viene considerata soddisfacente
                      dal punto di vista della frammentazione se è soddisfatta almeno una delle seguenti
                      condizioni :
             1.5.2 1  tutte le prove effettuate utilizzando i punti d'impatto prescritti al punto 1.4.1 hanno
                      dato risultati positivi;
             1.5.2.2. una prova, fra tutte le prove effettuate utilizzando i punti d'impatto prescritti al punto
                       1.4.1 ha dato risultato negativo. Questa prova ripetuta con lo stesso punto d'impatto,
                      ha dato risultato positivo;
             1.5.2.3. almeno due ed al massimo tre fra tutte le prove effettuate utilizzando i punti d'impatto
                      prescritti al punto 1.4.1 hanno dato risultato negativo. Una nuova serie di prove effet-
                      tuate su una nuova serie di campioni non ha dato alcun risultato negativo.
             1.5.3.   Per quanto concerne la frammentazione, l'omologazione viene concessa per la fabbrica-
                      zione di vetri delle categorie di spessore e delle specie di vetro presentati, in applica-
                      zione del punto 1.2, per tutte le serie di campioni considerate soddisfacenti.
             1.5.4     In materia di frammentazione possono venire ammessi leggeri scarti purché vengano
                       indicati nel verbale e la fotografìa delle parti incriminate del vetro venga allegata allo
                       stesso.
             2.        RESISTENZA MECCANICA
             2.1.     Indice di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                                                           Ind.                                       Ind.
                                 Materiale                 diff.              Colorazione             diff.
                       cristallo                            2                 incolore                 1
                       « float-glass »                       1                colorato                 2
                       vetro tirato                          1
             2.2.      Numero di provette
                       Per ciascuna categoria di spessore definita al punto 5.4.1.3 dell'allegato I sottoporre
                       alla prova sei provette di 30 cm X 30 cm.
 ---pagebreak--- 16. 1 1 . 7 2                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   N . C 119/35
              2.3.     Metodo di prova
              2.3.1.   Il metodo di prova utilizzato è quello descritto al punto 2 dell'allegato Vili. La sfera
                       utilizzata è quella da 227 g.
              2.3.2.   L'altezza di caduta (dalla parte inferiore della sfera alla parte superiore della provetta)
                       è indicata nella seguente tabella in funzione dello spessore:
                                               Spessori                                  Altezza  di c a d u t a
                                              e < 3,5 mm                                      2,00 m
                                   3,5 mm < e < 4,5 mm                                        2,50 m
                                   4,5 mm < e < 6,5 mm                                        2,50 m
                                    6,5 mm < e                                                2,50 m
              2.4.      Interpretazione dei risultati
              2.4.1.   La prova con la sfera viene considerata positiva se la provetta non si rompe.
              2.4.2.   Una serie di provette presentate all'omologazione viene considerata soddisfacente dal
                       punto di vista della resistenza meccanica se sussiste almeno una delle seguenti con-
                        dizioni:
              2.4.2.1. una prova al massimo ha dato risultato negativo;
              2.4.2.2. se due prove hanno dato risultato negativo, una nuova serie di prove effettuate su una
                        nuova serie di sei provette non ha dato nessun risultato negativo.
 ---pagebreak--- N. C 119/36                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   16.11.72
                                                   ALLEGATO       IV
                                   PARABREZZA STRATIFICATI ORDINARI
            1.     DEFINIZIONE DEL TIPO
                   Si considera che i parabrezza stratificati ordinari appartengono a tipi diversi se differi-
                   scono in almeno una delle caratteristiche principali o in almeno una delle caratteristiche
                   secondarie seguenti:
            1.1.   Le caratteristiche principali sono:
            1.1.1. il fabbricante,
            1.1.2. la forma e le dimensioni (lunghezza, larghezza),
            1.1.3. il numero delle lastre di vetro,
            1.1.4.  lo spessore nominale «e» del parabrezza, essendo ammessa una tolleranza di fabbrica-
                    zione di i 2,0 n mm sul valore nominale, dove n è il numero delle lastre di vetro del
                   parabrezza,
            1.1.5. lo spessore nominale del o degli intercalari.
            1.2.    Le caratteristiche secondarie sono le seguenti:
            1.2.1.  la natura del materiale (cristallo, «float-glass», vetro tirato),
            1.2.2.  la colorazione del o degli intercalari (incolore o colorato),
            1.2.3.  la colorazione del vetro (incolore o colorato),
            1.2.4.  la presenza o meno di conduttori,
            1.2.5.  il tipo di veicolo al quale il parabrezza è destinato.
            2.      CONDIZIONE GENERALE DI PROVA
                     Prima di ciascuna prova i campioni dei parabrezza stratificati devono essere lasciati
                     almeno per 4 ore ad una temperatura di 23 ± 2 °C. Le prove devono aver luogo il
                     più rapidamente possibile dopo che i campioni sono stati tolti dal luogo di deposito.
             3.      COMPORTAMENTO ALL'URTO DELLA TESTA
             3.1.    Indice di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                      Non compare nessuna caratteristica secondaria.
 ---pagebreak--- 16. 11.72                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  N. C 119/37
          3.2.       Numero di campioni
                     Sottoporre quattro campioni alla prova.
          3.3.       Metodo di prova
          3.3.1.     Il metodo utilizzato è quello descritto al punto 3 dell'allegato Vili.
          3.3.2.     L'altezza di caduta è di 1,50 m.
          3.4.       Interpretazione dei risultati
          3.4.1.      La prova viene considerata positiva se sono soddisfatte le seguenti condizioni:
          3.4.1.1.   il campione si rompe presentando numerose fessurazioni circolari centrate approssi-
                     mativamente sul punto d'impatto mentre le fessurazioni più vicine si trovano al mas-
                     simo a 80 mm dal punto d'impatto ;
          3.4.1.2.   le lastre di vetro devono rimanere aderenti all'intercalare in plastica. Si ammettono
                     uno o più scollamenti in un cerchio di 60 mm di diametro centrato sul punto d'im-
                     patto, però i frammenti devono rimanere attaccati all'intercalare;
          3.4.1.3.   dal lato dell'impatto,
          3.4.1.3.1. l'intercalare non deve essere messo a nudo,
          3.4.1.3.2. il peso totale delle schegge che si staccano non deve superare 20 g;
          3.4.1.4.   viene ammessa una strappatura dell'intercalare della lunghezza di 30 mm#
          3.4.2.      Una serie di campioni presentata all'omologazione viene considerata soddisfacente
                     dal punto di vista del comportamento all'urto della testa se sussiste una delle seguenti
                     condizioni :
          3.4.2.1.   tutte le prove hanno dato risultato positivo,
          3.4.2.2.   se una prova ha dato risultato negativo, una nuova serie di prove effettuata su una
                     nuova serie di campioni non ha dato nessun risultato negativo.
          4.         RESISTENZA MECCANICA
          4.1.        Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                     Non interviene nessuna caratteristica secondaria.
          4.2.        Numero di campioni
                     Sottoporre quattro campioni alla prova.
          4.3.       Metodi di prova
          4.3.1.     Il metodo utilizzato è quello descritto al punto 2 dell'allegato Vili. La sfera utilizzata
                     è quella da 2,260 kg.
          4.3.2.      L'altezza di caduta (dalla parte inferiore della sfera alla parte superiore del campione)
                      è di 3,50 m.
          4.4.        Interpretazione dei risultati
          4.4.1.      Il risultato della prova con la sfera è considerato positivo se la sfera non attraversa
                      il vetro entro 5 secondi dall'istante dell'impatto.
 ---pagebreak--- N. C 119/38          .                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  16. 1 1 . 7 2
            4.4.2.     Una serie di campioni presentata all'omologazione è considerata soddisfacente dal
                       punto di vista della resistenza meccanica se è soddisfatta une delle due condizioni
                       seguenti :
            4.4.2.1.   tutte le prove hanno dato risultato positivo,
            4.4.2.2.   se una prova ha dato risultato negativo, una nuova serie di prove effettuate su una
                       nuova serie di campioni non ha dato nessun risultato negativo.
            5.         RESISTENZA AL CALORE E ALLA LUCE
            5.1.       Prova d'ebollizione
            5.1.1.     Numero di provette o di campioni
                       Sottoporre alla prova tre campioni o tre provette di almeno cm 30 X 30 prelevate
                       dal laboratorio su tre parabrezza e limitate su un lato dal bordo superiore del para-
                       brezza.
            5.1.2.     Indici di difficoltà, metodo di prova e interpretazione   dei risultati
                       Sono d'applicazione le prescrizioni di cui al punto 4 dell'allegato Vili.
            5.2.       Prova di stabilità alla luce
            5.2.1.     Prescrizione generale
                       La prova è effettuata soltanto se il laboratorio la ritiene utile, tenuto conto delle infor-
                       mazioni che possiede sull'intercalare.
            5.2.2.     Numero di provette o di campioni
                       Sottoporre tre campioni o tre provette da cm 30 X 30, tagliati dal laboratorio nella
                       parte superiore di 3 parabrezza, in modo che il bordo superiore della provetta sia
                       costituito dalla curva che determina la parte superiore della zona nella quale si deve
                       controllare e determinare la trasmissione regolare al punto 6.1 dell'allegato Vili.
            5.2.3.     Indici di difficoltà, metodo di prova e interpretazione      dei risultati
                       Sono d'applicazione le prescrizioni di cui al punto 5 dell'allegato Vili.
            6.         QUALITÀ OTTICHE
                       Sono d'applicazione le prescrizioni relative alle qualità ottiche di cui al punto 6 del-
                       l'allegato Vili.
 ---pagebreak--- 16. 11. 72                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 N. C 119/39
                                                      ALLEGATO    V
                      VETRI STATIFICATI ORDINARI CHE NON SONO PARABREZZA
           1.       CONDIZIONE GENERALE PER LA PROVA
                    Prima di ciascuna prova, le provette o i campioni di vetri stratificati devono essere
                    lasciati per quattro ore almeno ad una temperatura di 23 ± 2 °C. Le prove devono
                    avere luogo il più rapidamente possibile dopo che i campioni sono stati tolti dal luogo
                    di deposito.
           2.       RESISTENZA MECCANICA
           2.1,     Indice di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                    Non interviene nessuna caratteristica secondaria.
           2,1.1.   Numero di provette e campioni
                    Sottoporre alla prova quattro provette piane di 30 cm X 30 cm o quattro campioni
                    di dimensioni minime di 30 cm X 30 cm per categoria di spessore del vetro e per spes-
                    sore dell'intercalare.
           2.2.     Metodo di prova
           2.2.1.   Il metodo utilizzato è quello descritto al punto 2 dell'allegato Vili. La sfera utilizzata
                    è quella da 227 g.
           2.2.2.   L'altezza di caduta (dalla parte inferiore della sfera alla parte superiore della provetta
                    o del campione) è indicata nella seguente tabella in funzione dello spessore nominale :
                                         Spessori nominali                            Altezze di caduta
                                              e < 5,5 mm                                    5m
                                  5,5 m m < e < 6,5 mm                                      6m
                                  6,5 m m < e                                               7m
           2.3.     Interpretazione dei risultati
           2.3.1.   La prova viene considerata positiva se è soddisfatta almeno una delle seguenti condi-
                    zioni:
           2.3.1.1. la sfera non attraversa la provetta oppure il campione,
           2.3.1.2. il peso totale delle schegge che possono prodursi sul lato opposto al punto di impatto
                    non deve^superare i 15 g.
           2.3.2    Una serie di provette e di campioni presentata all'omologazione è considerata soddisfa-
                     cente dal punto di vista della resistenza meccanica se è soddisfatta una delle| due
                     condizioni seguenti;
 ---pagebreak--- N. C 119/40                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                16. 11.72
            2.3.2.1.  tutte le prove hanno dato risultato positivo;
            2.3.2.2.  se una prova ha dato risultato negativo, una nuova serie di prove effettuata su una nuova
                      serie di provette o di campioni non ha dato nessun risultato negativo.
            3.       RESISTENZA AL CALORE E ALLA LUCE
            3.1.     Prova d'ebollizione
            3.1.1.   Numero     di provette
                      Sottoporre ad esame tre provette piane di 30 X 30 cm per categoria di spessore dei
                      vetri e per spessore degli intercalari.
            3.1.2.   Indice di difficoltà, metodo di prova e interpretazione   dei risultati
                      Sono d'applicazione le prescrizioni di cui al punto 4 dell'allegato Vili.
            3.2.     Prova di stabilità alla luce
            3.2.1.   Numero     di provette
                      Sottoporre ad esame tre provette piane da 30 X 30 cm per categoria di spessore dei
                      vetri e per spessore degli intercalari.
            3.2.2.    Ìndici di difficoltà, metodo di prova e interpretazione dei risultati
                       Sono d'applicazione le prescrizioni di cui al punto 5 dell'allegato Vili.
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                                                  ALLEGATO       VI
                                 PARABREZZA STRATIFICATI TRATTATI
         1.     DEFINIZIONE DEL TIPO
                Si considera che i parabrezza stratificati trattati appartengono a tipi diversi se differi-
                scono in almeno una delle caratteristiche principali oppure in almeno una delle carat-
                teristiche secondarie seguenti:
         1.1.   Le caratteristiche principali sono:
         1.1.1. il fabbricante,
         1.1.2.  la forma e le dimensioni (lunghezza, larghezza),
         1.1.3. il numero delle lastre di vetro,
         1.1.4.  lo spessore nominale «e» del parabrezza con una tolleranza di fabbricazione ammessa
                 di ± 0,2 n mm, dove n indica il numero di lastre di vetro del parabrezza,
         1.1.5.  il trattamento speciale al quale una o più lastre di vetro siano state sottoposte,
         1.1.6.  lo spessore nominale dello o degli intercalari.
         1.2.    La caratteristiche secondarie sono:
         1.2.1.  la natura del materiale (cristallo, «float-glass», vetro tirato),
         1.2.2.  la colorazione del o degli intercalari (incolore o colorato),
         1.2.3.  la colorazione del vetro (incolore o colorato),
         1.2.4. la presenza o meno di conduttori,
         1.2.5.  il tipo di veicolo al quale il parabrezza è destinato.
         2.      PROVE PRESCRITTE
                  I parabrezza stratificati trattati vengono sottoposti:
         2.1.     alle prove prescritte all'allegato IV per i parabrezza stratificati ordinari;
         2.2.     alla prova di frammentazione descritta al punto 3 seguente.
         3.      FRAMMENTAZIONE
         3.1.     Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                  Interviene soltanto la natura del materiale delle lastre di vetro trattate e quella degli
                  intercalari.
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             3.1.1.   Natura del materiale delle lastre trattate:
             3.1.1.1. si considera che il «float-glass» e il vetro tirato abbiano lo stesso indice di difficoltà;
             3.1.1.2. la prova di frammentazione deve essere ripetuta quando si passa dal cristallo al «float-
                      glass» oppure al vetro tirato e viceversa.
             3.2.     Numero di campioni
                      Sottoporre a prova un campione per punto di impatto.
             3.3.     Metodo di prova
                      Il metodo utilizzato è quello descritto al punto 1 dell'allegato Vili.
             3.4.     Punto d'impatto (punti d'impatto)
                      Il vetro deve essere colpito su ciascuna delle lastre trattate esterne, nella parte centrale
                      della zona II del parabrezza, definita al punto 2.3.2. dell'allegato II.
             3.5.     Interpretazione dei risultati
             3.5.1.   Per ciascun punto d'impatto, il risultato della prova di frammentazione si considera
                      positivo se la superficie cumulata dei pezzi la cui superficie è superiore a 3 cm 2 rappre-
                      senta almeno il 15 % della superficie del rettangolo definito al punto 2.3.2 dell'allegato II.
             3.5.2.   Il campione o i campioni presentati all'omologazione sono considerati soddisfacenti
                      dal punto di vista della frammentazione se è soddisfatta una delle seguenti condizioni:
             3.5.2.1. per ciascun punto d'impatto la prova ha dato risultato positivo,
             3.5.2.2. nei punti di impatto in cui la prova ha dato risultato negativo, la prova viene ripetuta
                      su una nuova serie di quattro campioni, nello stesso punto d'impatto e tutte le quattro
                      prove hanno dato un risultato positivo.
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                                                               ALLEGATO        VII
                                          PARABREZZA FABBRICATI I N PICCOLE SERIE
           1.        GENERALITÀ
                     L ' o m o l o g a z i o n e ridotta definita al p u n t o 4.4 dell'allegato I è soggetta alle seguenti
                     condizioni generali:
           1.1.      Le condizioni generali di omologazione sono quelle dei punti 4.1 — 4.3 dell'allegato I
           1.2.      Il f a b b r i c a n t e deve già possedere l'omologazione completa per un tipo di parabrezza
                     le cui caratteristiche principali sono analoghe a quelle del tipo di parabrezza per il
                     quale è richiesta l'omologazione ridotta.
           1.3.       Q u a n d o il tipo di parabrezza è p r o d o t t o in quantità inferiore a 400 unità annue,
                     l'amministrazione che accorda l'omologazione p u ò designare come laboratorio di
                     p r o v a autorizzato il l a b o r a t o r i o del fabbricante.
            1.3.1.    Q u e s t ' u l t i m o deve allora presentare all'amministrazione a cui richiede l'omologazione
                      un verbale di prova c o m p r e n d e n t e le fotografìe dei parabrezza sottoposti all'esame di
                      f r a m m e n t a z i o n e . Se l'amministrazione alla quale è stata richiesta l'omologazione n o n
                      ritiene sufficientemente p r o b a n t i i risultati del verbale di prova, essa p u ò subordinare
                      l'omologazione all'esecuzione delle prove in un laboratorio di sua scelta.
           1.4.      La prove prescritte sono definite al p u n t o 2 seguente.
           2.        P R O V E P R E S C R I T T E PER L ' O M O L O G A Z I O N E R I D O T T A
           2.1.      Definizione
                      Nell'applicazione del p u n t o 2, viene designata con P la p r o d u z i o n e a n n u a del tipo
                      di parabrezza ai sensi del p u n t o 1 degli allegati II, IV e VI.
           2.2.      Parabrezza temperati
            2.2.1.     Se 2 000 < P < 5 000, le prove prescritte sono quelle ottiche definite al p u n t o 6 del-
                       l'allegato Vili e la prova di f r a m m e n t a z i o n e definita al p u n t o 2 dell'allegato II.
           2.2.2.     Se P < 2 000, le prove prescritte sono quelle ottiche definite al p u n t o 6 dell'allegato
                       Vili e la prova di f r a m m e n t a z i o n e semplificata definita al p u n t o 2.2.3 seguente:
           2.2.3.    Prova di frammentazione                semplificata
           2.2.3.1.   Per questa prova si applicano le condizioni dei p u n t i 2.1, 2.3 e 2.4 dell'allegato II.
           2.2.3.2.  Sottoporre a prova due campioni.
            2.2.3.3.  I punti d ' i m p a t t o sono i punti l e i '      definiti ai punti 2.5.1 e 2.5.3 dell'allegato II.
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            2.2.3.4.   Il risultato di una prova è considerato positivo se sono soddisfatte le condizioni di
                       frammentazione prescritte ai punti 2.6.1 e 2.6.3 dell'allegato II.
            2.2.3.5,   Un parabrezza presentato all'omologazione è considerato soddisfacente dal punto
                       di vista della frammentazione se è soddisfatta almeno una delle seguente condizioni:
            2.2.3.5.1. le due prove effettuate utilizzando i punti d'impatto l e i '     hanno dato risultato
                       positivo,
            2.2.3.5.2. se una delle due prove ha dato risultato negativo, la ripetizione della prova nello stesso
                       punto d'impatto ha dato un risultato positivo.
            2.3.       Parabrezza stratificati ordinari
                       Se P <L 5 000, le prove prescritte sono le prove ottiche definite al punto 6 dell'allegato
                       Vili e la prova con la sfera definita al punto 4 dell'allegato IV.
            2.4.       Parabrezza stratificati trattati
                       Se P < 5 000, le prove prescritte sono le prove ottiche definite al punto 6 dell'allegato
                       Vili, la prova con la sfera definita al punto 3 dell'allegato VI.
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                                                 ALLEGATO       Vili
                                     CONDIZIONI GENERALI DI PROVA
                 FRAMMENTAZIONE
          1.1.   Il vetro da sottoporre alla prova non deve essere stretto da telai; può tuttavia essere
                 fissato su un vetro uguale per mezzo di un nastro! adesivo incollato lungo tutto il peri-
                 metro.
          1.2.   Per ottenere la frammentazione si deve utilizzare un martello a punta del peso di circa
                 75 g od altro apparecchio che dia risultati equivalenti. Il raggio di curvatura della punta
                 deve essere di 0,2 ± 0,05 mm.
          1.3.   Si deve effetuare un'unica prova per ogni punto d'impatto prescritto.
          1.4.   Effettuare l'esame dei frammenti in base alla rilevazione su carta fotografica di con-
                 tatto fatta subito dopo la rottura. Sono prese in considerazione unicamente le linee più
                 marcate che rappresentano la rottura iniziale. Il laboratorio deve conservare le ripro-
                 duzioni fotografiche delle frammentazioni ottenute.
                 PROVA CON LA SFERA
          2.1.   Effettuare la prova con una sfera piena in acciaio temperato il cui peso è definito per
                 le varie categorie di vetro e che cade a meno di 25 mm dal centro della provetta o del
                 campione.
          2.2.   La sfera deve essere lasciata cadere senza imprimerle alcun impulso (per esempio uti-
                 lizzando un'elettrocalamita).
          2.3.   Supporti per provette
          2.3.1. Fissare il campione su un apparecchio (allegato IX, figura 5) composto da due cornici
                 d'acciaio i cui bordi lavorati, larghi 15 mm, si adattano uno sull'altro e sono muniti
                 di guarnizioni di gomma di circa 3 mm di spessore o 15 mm di larghezza e di durezza
                  Shore A 50.
          2.3.2.  La cornice inferiore posa su una cassa di acciaio di circa 15 cm di altezza.
          2.3.3.  Il vetro viene mantenuto fisso dalla cornice superiore il cui peso è di circa 3 kg. L'appa-
                  recchio è fissato su una lastra di acciaio di 12 mm di spessore che posa sul suolo me-
                  diante una piastra di gomma di circa 3 mm di spessore e durezza Shore A 5 0 ,
          2.4.    Supporti per campioni
          2.4.1.  Il campione è poggiato liberamente su un supporto con l'intermediario di un foglio di
                  gomma di durezza Shore A 50 e dello spessore di circa 3 mm, la larghezza del contatto
                  perimetrale essendo di circa 15 mm.
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            2.4.2.   Il supporto è costituito da un pezzo rigido riproducente la forma del campione in modo
                     che la sfera colpisca la faccia esterna.
            2.4.3.   Il supporto riposa su uno zoccolo rigido con l'intermediario di un foglio di gomma di
                     durezza Shore 50 e dello spessore di circa 3 mm.
            3.      PROVA AL MANICHINO
            3.1.    Supporto
            3.1.1.  Il campione è poggiato liberamente su un supporto con l'intermediario di un foglio di
                    gomma di durezza Shore A 50 e dello spessore di circa 3 mm, essendo la larghezza del
                    contatto perimetrale di circa 15 mm.
            3.1.2.  Il supporto è costituito da un pezzo rigido riproducente la forma del campione in modo
                    che il manichino descritto al punto 3.2 seguente colpisca la faccia interna.
            3.1.3.  Il supporto posa su uno zoccolo rigido per l'intermediario di un foglio di gomma di
                    durezza Shore A 50 e dello spessore di circa 3 mm.
           3.2.     Manichino
           3.2.1.   Il manichino (allegato IX, figura 6) è composto:
           3.2.1.1. di una testa sferica in legno duro pieno con un diametro di 190 mm i 2 mm. L'emisfero
                    inferiore della testa è ricoperto di un feltro di 5 mm di spessore,
           3.2.1.2. di un cono cilindrico rigido di legno duro di 70 mm di altezza e di 100 mm di diametro,
           3.2.1.3.  di un pezzo di legno che rappresenta le spalle, della lunghezza di circa 500 mm e della
                    larghezza di circa 100 mm. Lo spessore del pezzo è determinato in modo che il peso totale
                     del manichino sia di 10 kg ± 0,2 kg,
           3.2.1.4. di un supporto di lunghezza compresa fra 500 mm e 1000 mm e di massa inferiore a
                    0,5 kg.
           3.2.2.   Il manichino deve essere liberato senza che gli sia dato alcun impulso (ad esempio,
                    con una elettrocalamita).
           4.       PROVA DI EBOLLIZIONE
           4.1.     Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                                                               incolore        colorato
                    colorazione dell'intercalare                   1               2
                    Le altre caratteristiche secondarie non intevengono.
           4.2.     Metodo di prova
           4.2.1.   Le provette o i campioni vengono immersi verticalmente per 3 minuti nell'acqua a
                    66 °C, poi vengono immersi rapidamente nello stesso modo nell'acqua bollente e vi
                    vengono mantenuti per 2 ore.
           4.2.2.   Se la prova è effettuata su un campione di parabrezza, la superfìcie del campione dev'es-
                    sere almeno di 30 X 30 cm, limitata da un lato dal bordo superiore del parabrezza.
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           4.3.     Interpretazione dei risultati
           4.3.1.   Il risultato della prova di ebollizione è considerato positivo se non si manifestano
                    bolle o altri difetti a più di 13 mm di distanza dal bordo esterno della provetta o del
                    campione, o incrinature eventualmente prodottesi nel corso della prova.
           4.3.2.   Non si tiene conto delle bolle o dei difetti situati a meno di 25 mm da un bordo tagliato
                     della provette.
           4.3.3.   Una serie di provette o di campioni presentata all'omologazione è considerata soddi-
                    sfacente dal punto di vista della prova di ebollizione se è soddisfatta una delle seguenti
                    condizioni:
           4.3.3.1. tutte le prove hanno dato risultato positivo,
           4.3.3.2. se una prova ha dato risultato negativo, una nuova serie di prove effettuata su una nuova
                    serie di provette o di campioni non ha dato nessun risultato negativo.
           5.       PROVA DI STABILITÀ ALLA LUCE
           5.1.     Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                                                                incolore          colorato
                    colorazione del vetro                           2                1
                    colorazione dell'intercalare                    1                2
                    Le altre caratteristiche secondarie non intervengono.
           5.2.     Metodo di prova
           5.2.1.   Ciascuna provetta o campione viene sottoposto a radiazioni elettromagnetiche tali da
                    produrre in ciascun punto della provetta o del campione sull'intercalare utilizzato lo
                    stesso effetto di una radiazione solare di 1 400 W/m 2 per 100 ore.
           5.2.2.   Durante la prova la temperatura della lastra di vetro più vicina alla sorgente non deve
                    superare i 50 °C.
           5.3.     Interpretazione dei risultati
           5.3.1.   Il risultato della prova di stabilità alla luce è considerato positivo se sono soddisfatte
                    Le seguenti condizioni:
           5.3.1.1. il fattore totale di trasmissione luminosa ai sensi del punto 8 dell'allegato Vili non scenda
                    al di sotto del 95% del valore iniziale prima dell'irraggiamento;
           5.3.1.2. se la prova è effettuata su una provetta tagliata in un parabrezza o in un campione di
                    parabrezza, il fattore totale di trasmissione resti superiore a 70% nella zona in cui si
                    deve controllare la trasmissione regolare, definita al punto 6.1.2 dell'allegato Vili.
           5.3.1.3. Si può tuttavia tollerare una leggera colorazione quando si esamina dopo l'irraggia-
                    mento la provetta o il campione su fondo bianco, ma non deve apparire nessun altro
                    difetto,
           5.3.2.   Una serie di provette o di campioni presentata all'omologazione è considerata soddi-
                    sfacente dal punto di vista della stabilità se è soddisfatta una delle seguenti condizioni:
           5.3.2.1. tutte le prove hanno dato risultato positivo;
           5.3.2.2. se una prova ha dato risultato negativo, una nuova serie di prove effettuata su una
                    nuova serie di provette o di campioni non ha dato nessun risultato negativo.
 ---pagebreak--- N . C 1 1 9 /4 8                              Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee                                16.11.72
                 6.        QUALITÀ O T T I C H E
                 6.1.      Trasmissione luminosa
                           Il fattore di trasmissione regolare dei parabrezza, cioè il r a p p o r t o fra il flusso luminoso
                           incidente Fo ed il flusso modificato dal parabrezza F (t = F /Fo) , è soggetta alle se-
                                                                                        R
                           guenti prescrizioni:
                 6.1.1.    Indici di difficoltà   delle caratteristiche    secondarie
                                                                        incolore     colorato
                           colorazione del vetro                             1          2
                           Colorazione dell'intercalare                     1           2
                           (caso dei parabrezza stratificati)
                           Le altre caratteristiche secondarie n o n intervengono.
                 6.1.2.    La trasmissione regolare viene controllata nella zona situata al di sotto di un piano
                           orizzontale P determinato nel seguente m o d o :
                 6.1.2.1.  si suppone che il parabrezza sia in posizione di utilizzazione sul veicolo e si determina
                           l'intersezione AB del parabrezza sul piano longitudinale mediano del veicolo, A è il
                           p u n t o superiore dell'intersezione. Si tracci il segmento AB e su tale segmento si deter-
                           mini il p u n t o K, tale che AK — 0,1 AB (vedasi fig. 7 all'allegato IX) ;
                 6.1.2.2.  il piano P è il piano orizzontale che passa attraverso il p u n t o K di cui sopra.
                 6.1.3.     La fonte d'irradiazione è a l a m p a d a incandescente con una temperatura di colore di
                            2 854 °K che rappresenta l'illuminante A della commissione internazionale dell'illu-
                            minazione (CIE).
                 6.1.4.     Il ricevitore ha una sensibilità spettrale relativa conforme alla curva di efficacia luminosa
                            relativa fotopica V (A) dell'osservatore di riferimento CIE 1931.
                  6.1.5.    L'angolo d'incidenza del fascio luminoso incidente è nullo.
                  6.1.6.    La sezione del fascio luminoso attraverso il parabrezza deve rientrare in un q u a d r a t o
                            di 20 m m di lato.
                 6.1.7.     Nella zona definita al p u n t o 6.1.2 la trasmissione regolare n o n deve essere inferiore
                            al 7 0 % .
                  6.2.      Distorsione ottica
                            La prova è effettuata su parabrezza in posizione di impiego.
                  6.2.1.    Indici di difficoltà    delle caratteristiche    secondarie
                  6.2.1.1.  natura del materiale
                                     cristallo                float-glass                 vetro tirato
                                         1                          1                           2
                  6.2.1.2.  tipo di veicolo
                            la prova deve essere ripetuta, se il parabrezza deve essere m o n t a t o su un veicolo il
                            cui tipo, per ciò che riguarda il campo di visione anteriore, è diverso dal tipo di veicoli
                            per il quale il parabrezza è già stato omologato.
                  6.2.1.3.  altre caratteristiche secondarie
                            N o n intervengono.
                  6.2.2.    Numero      di campioni
                            Sottoporre a prova quattro campioni.
                  6.2.3.     Definizioni   (vedi figura 8 dell'allegato IX)
                             Ai fini dell'applicazione del presente p u n t o 6.2 dell'allegato VIII si designa con
 ---pagebreak--- 16. 11. 72                                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 N. C 119/49
           6.2.3.1.     punto oculare : il punto situato a 625 millimetri sulla verticale del punto H nel piano
                        verticale parallelo al piano longitudinale mediano del veicolo al quale il parabrezza è
                        destinato, passante per l'asse del volante. Questo punto è designato qui di seguito
                        con O ;
           6.2.3.2.      retta A : la retta che passa per il punto oculare O e perpendicolare al piano longi-
                        tudinale mediano del veicolo;
           6.2.3.3.     zone del parabrezza
           6.2.3.3.1. zona I — la zona del parabrezza delimitata dall'intersezione del parabrezza con i
                                          quattro piani qui sotto definiti:
                                               — un piano verticale formante un angolo di 15° verso sinistra;
                                          P 2 — un piano verticale formante un angolo di 30° verso destra;
                                          P 3 •— un piano che passi per la retta A e formante un angolo di 10°
                                                  verso l'alto;
                                          P 4 —• un piano che passi per la retta A e formante un angolo di 8° verso
                                                  il basso;
           6.2.3.3.2. zona II •— la zona del parabrezza fra la zone I ed una linea parallela al contorno e
                                          situata a 5 era da quest'ultimo
           6.2.3.4.     deviazione       in un punto M della superficie interna del parabrezza: a
           6.2.3.4.1. M si trova tra i piani Px e P 2 .
                        a è l'angolo formato dalla direzione del raggio incidente parallelo all'asse longitudinale
                        del veicolo che passa per M e il raggio rifratto del parabrezza.
           6.2.3.4.2. M situata a sinistra del piano Px (rispettivamente a destra del piano P 2 ).
                        D x (rispettivamente D 2 ) sono le direzioni di un raggio che passa per O e per il centro
                        della sezione della zona considerata del parabrezza con il piano orizzontale che passa
                        per O.
                        a è l'angolo tra il raggio parallelo a D x (rispettivamente D2) che passa per M e il raggio
                        rifratto dal parabrezza;
           6.2.3.5.     distorsione       ottica nel punto M nella direzione M M ' :
                        Per la determinazione di D                ,, M ' è situato a 4 mm da M.
                                                             MM
                        A a è la differenza tra le deviazioni in M e in M ' ;                              — A a
           6.2.3.6.     distorsione      ottica nel punto M:
                        D      è il valore massimo di D              per tutte le direzione M M ' situate nel piano tangente
                           M                                  MM
                        in M alla superficie interna del parabrezza.
           6.2.3.7.     distorsione       ottica di una zona del parabrezza : è il valore massimo di                       quando M
                        percorre detta zona.
           6.2.4.       Interpretazione        dei risultati
                        Un tipo di parabrezza è considerato come soddisfacente per quanto riguarda la distor-
                        sione ottica, quando, su quattro campioni sottoposti alle prove, la distorsione ottica
                        non supera in ciascuna zona i valori massimi sotto indicati:
                                                                                                   Valori massimi della
                                                  Zone                                              distorsione ottica (*)
                                                   I                                                       1,4'
                                                  II                                                       4,2'
                        La precisione di misura deve essere inferiore a 10%.
           (1) A priori n o n è stato fissato alcun grado di precisione per le misure. Tuttavia, il metodo impiegato deve permettere di
               garantire che la distorsione ottica dei parabrezza omologati rientri nei limiti di cui sopra.
 ---pagebreak--- N . C 119/50                       Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à e u r o p e e                   1 6 . 1 1 . 72
             6.3. Identificazioni dei colori
                  Quando un parabrezza è colorato nella zona definita al punto 6.1.2. dell'allegato Vili,
                  si verifica su quattro parabrezza la possibilità di identificazione dei seguenti colori :
                  bianco
                  giallo selettivo
                  rosso
                  verde
                  blu
                  giallo auto.
 ---pagebreak--- 16. 1 1 . 7 2  G a z z e t t a ufficiale delle C o m u n i t à e u r o p e e N . C 119/51
                                    ALLEGATO       IX
                                        FIGURE
              Figura 1 — Ad Allegato II,                punto 2.5.1
              Figura 2 — Ad Allegato III,               punto 1.4.1
              Figura 3 — Ad Allegato III,               punto 1.4.1
              Figura 4 — Ad Allegato III,               punto 1.4.1
              Figura 5 — Ad Allegato VIII,              punto 2.3.1
              Figura 6 — Ad Allegato Vili,              punto 3.2.1
              Figura 7 — Ad Allegato Vili,              punto 6.1.2.1
              Figura 8 — Ad Allegato Vili,              punto 6.2.3
 ---pagebreak--- N. C 119/52                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                16. 11. 72
                                                 O-
             3cm                                                                                         3cm
                    3 cm
                                                         Figura 1
            I punti 3 della figura 1 costituiscono degli esempi di determinazione dei punti 3 e 3' indicati al
            punto 2.5 dell'allegato II.
 ---pagebreak--- 16. 1 1 . 7 2                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      N . C 119/53
                                  Figura 2: vetro piano
                                      Figura 3: vetro piano
                                                                                                                o -
                                                      Figura 4: vetro convesso
              I punti 2 , 3 e 4 sono degli esempi di determinazione dei punti 2 prescritti dell'allegato III, punto 1.4 1.
              1.4.1.
 ---pagebreak--- N. C 119/54 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 16. 11.72
                          290 mm
                          260 mm
                                                            i II
              Gomma di durezza Shore A 50
                              Figura  5
 ---pagebreak--- 16. 11. 72       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee       N. C 119/55
                    ©
                                                           100 mm
           500 mm
                         100 mm 0
                          5 mm
                                    Figura 6
 ---pagebreak--- N. C 119/56   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 16. 11.72
                                          AK = 0,1 AB
            B
                                Figura  7
 ---pagebreak--- 16. 11. 72     Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee             N . C 119/57
                            Distorsione ottica
                                         5cm
                                             Sezione ortogonale al piano P
           5cm
                         5 cm
                                                        Sezione nel piano P
                           5cm
                                 Figura 8
 ---pagebreak--- N. C 119/58                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                              16. 11. 72
                                                      ALLEGATO       X
                                                      MARCATURA
            1. Il marchio di omologazione è costituito da un rettangolo all'interno del quale si trova la
               lettera « e » minuscola seguita dal numero o dalla lettera distintivi del paese che ha concesso
               l'omologazione:
               1       per la Germania
               2       per la Francia
               3       per l'Italia
               4       per i Paesi Bassi
                6      per il Belgio
                11     per il Regno Unito
                13     per il Lussemburgo
                DK      per la Danimarca
                IRL    per l'Irlanda
                N      per la Norvegia
                e da un numero di omologazione corrispondente al numero della scheda di omologazione del
                prototipo di parabrezza o della fabbricazione di un vetro che non è un parabrezza, posto in
                prossimità del rettangolo in una posizione qualsiasi rispetto ad esso.
            2. Il marchio di omologazione dei parabrezza può essere completato da uno dei seguenti simboli
                 addizionali, posti in prossimità del rettangolo, in una posizione qualsiasi rispetto ad esso:
                 P.T.   se si tratta di un parabrezza temperato (pare-brise trempé)
                 P.F.   se si tratta di un parabrezza stratificato ordinario (pare-brise feuilleté ordinaire)
                 P.F.T. se si tratta di un parabrezza stratificato trattato (pare-brise feuilleté traité).
             3. Le iscrizione di cui sopra devono essere apposte in modo da essere indelebili e ben leggibili.
                 Devono essere ben visibili quando il vetro è chiuso.
 ---pagebreak--- 16. 11. 72                                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                                          N. C 119/59
                                        ESEMPIO DI MARCHIO D'OMOLOGAZIONE CEE (J)
                                                                                                                                         a ss 15 mm
           Didascalia:
           Il vetro rivestito del marchio d'omologazione CEE di cui sopra è un parabrezza stratificato (P.F.)
           omologato in Germania (e 1) col n. 1471.
            ( l ) Il simbolo P.F., il n u m e r o 1 p o s t o d o p o la lettera «e» ed il n u m e r o della scheda di o m o l o g a z i o n e (1471) sono dati unica-
                  mente a titolo indicativo.
 ---pagebreak--- N. C 119/60                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                       16.11. 72
                                                    ALLEGATO      XI
                                 MODELLI DI SCHEDE DI OMOLOGAZIONE
            concernente l'omologazione, il rifiuto, il ritiro oppure l'estensione di omologazione
            relativi a:
            — un tipo di parabrezza temperato,
            — un tipo di parabrezza stratificato ordinario,
            — un tipo di parabrezza stratificato trattato,
            — una fabbricazione di vetri temperati che non siano parabrezza,
            — una fabbricazione di vetri stratificati che non siano parabrezza.
 ---pagebreak--- 16. 11.72                                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                         N. C 119/61
                                             MODELLO DI SCHEDA DI O M O L O G A Z I O N E
      Nome dell'amministrazione competente:
      Comunicazione concernente l'omologazione, il rifiuto, il ritiro oppure l'estensione dell'omologazione di un
      tipo di parabrezza temperato
                                                                                             N. di omologazione
                                                                                                                                     estensione (x)
        1.      Marchio di fabbrica o di commercio:
        2.      Nome e indirizzo del fabbricante:
        3.     Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante:
        4.      Caratteristiche principali:
        4.1.    Forma e dimensioni (lunghezza, larghezza):
        4.2.    Categoria di spessore (come definita all'allegato II, punto 1.1.3):
        5.      Caratteristiche secondarie:
        5.1.    Natura del materiale: cristallo/ «float-glass»/ vetro tirato (2)
        5.2.    Colorazione: incolore / colorato (2)
        5.3.    Presenza di conduttori: sì / no (-)
         5.4.   Tipo del veicolo al quale è destinato:
         6.     Estensione dell'omologazione a un tipo dalle caratteristiche secondarie seguenti:
         6.1.   Natura del materiale:
         6.2.    Colorazione:
         6.3.   Presenza di conduttori:
         6.4    Tipo del veicolo al quale è destinato:
         7.      Casi di omologazione di un tipo prodotto in piccola serie: (2)
         7.1.    Produzione annua: P < 400
         7.2.    Produzione annua: 2 000 < P < 5 000
         7.3.    Produzione annua: P < 2 000 (3)
         8.      Presentato all'omologazione il:
         9.      Laboratorio di prova:
       10.       Data e numero del verbale del laboratorio :
       11.       Data dell'omologazione / del rifiuto / del ritiro / dell'omologazione (2) :
       12.       Data dell'estensione dell'omologazione / del rifiuto / del ritiro dell'estensione dell'omologazione (2) :
       13.       Luogo:
       14.       Data :
       15.       Alla presente scheda e allegata la seguente documentazione tecnica con il numero di omologazione
                  succitato :
       16.       Eventuali osservazioni:
                                                                                                                                Firma
        (x) Indicare eventualmente se si tratta di una prima, seconda, ecc. estensione in r a p p o r t o all'omologazione iniziale.
        (-) Cancellare la menzione inutile.
        (3) Vedasi definizione all'allegato VII, p u n t o 2.1.
 ---pagebreak--- N . C 119/62                                      Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee                                    16. 11. 72
                                              MODELLO DI SCHEDA DI OMOLOGAZIONE
       Nome dell'amministrazione competente
       Comunicazione concernente l'omologazione, il rifiuto, il ritiro oppure l'estensione dell'omologazione di un
       tipo di parabrezza stratificato ordinario
                                                                                       N. d'omologazione
                                                                                                                            estensione (*)
         1.     Marchio di fabbrica o di commercio:
         2.     Nome e indirizzo del fabbricante:
         3.     Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario:
         4.     Caratteristiche principali:
        4.1.    Forma e dimensioni (lunghezza, larghezza) :
         4.2.   Numero delle lastre di vetro:
         4.3.   Categoria di spessore del parabrezza (come definita all'allegato IV, punto 1.1.4):
        4.4.    Spessore nominale del (degli) intercalare :
        5.      Caratteristiche secondarie:
        5.1.    Natura del materiale: cristallo / « float-glass » / vetro tirato (2)
        5.2.    Colorazione dell'intercalare: incolore / colorato (2)
        5.3.    Colorazione del vetro: incolore / colorato (2)
        5.4.   Presenza di conduttori: si / no (2)
        5.5.   Tipo del veicolo al quale è destinato:
        6.     Estensione dell'omologazione a un tipo dalle caratteristiche secondarie seguenti:
        6.1.   Natura del materiale:
        6.2.    Colorazione dell'intercalare:
        6.3.    Colorazione del vetro:
        6.4.   Presenza di conduttori :
        6.5.   Tipo del veicolo al quale è destinato:
        7.      Casi di omologazione di un tipo prodotto in piccola serie (2) :
        7.1.   Produzione annua: P < 400
        7.2.   Produzione annua: P < 5000 (3)
         8.     Presentato all'omologazione il
         9.     Laboratorio di prova:
       10.      Data e numero del verbale del laboratorio:
      11.      Data dell'omologazione/ del rifiuto/ del ritiro dell'omologazione ( 2 ):
       12.      Data dell'estensione dell'omologazione / del rifiuto / del ritiro dell'estensione dell'omologazione (2) :
      13.      Luogo:                                                              1
      14.      Data:
      15.      Alla presente scheda è allegata la seguente documentazione tecnica con il numero di omologazione
               succitato :
      16.      Eventuali osservazioni:
                                                                                          Firma:
      J1) Indicare eventualmente se si tratta di una prima, seconda, ecc. estensione in rapporto all'omologazione iniziale.
      (2) Cancellare la menzione inutile.
      (a) Vedasi definizione all'allegato VII, punto 2.1.
 ---pagebreak--- 16. 11. 72                                        Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee                                                 N. C 119/63
                                                M O D E L L O DI SCHEDA DI O M O L O G A Z I O N E
       N o m e dell'amministrazione competente:
       Comunicazione concernente l'omologazione, il rifiuto, il ritiro oppure l'estensione dell'omologazione di un
       tipo di parabrezza stratificato trattato
                                                                                                   N. di omologazione
                                                                                                                                          estensione (x)
          1.     Marchio di fabbrica o di commercio:
         2.      N o m e e indirizzo del fabbricante:
         3.      N o m e e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante:
         4.      Caratteristiche principali:
         4.1.     Forma e dimensioni (lunghezza, larghezza) :
         4.2.    N u m e r o delle lastre di vetro:
         4.3.    Categoria di spessore del parabrezza (come definita all'allegato VI, punto 1.1.4) :
         4.4.    T r a t t a m e n t o speciale per le lastre di vetro:
         4.5.    Spessore nominale del (degli) intercalare (i) :
         5.      Caratteristiche secondarie:
          5.1.   N a t u r a del materiale: cristallo / float-glass / vetro tirato (2)
          5.2.   Colorazione degli intercalari: incolore / colorato (2)
          5.3.   Colorazione del vetro: incolore / colorato (2)
          5.4.   Presenza di conduttori: sì ! no (2)
         5.5.    Tipo del veicolo al quale è destinato:
          6.     Estensione dell'omologazione a un tipo dalle caratteristiche secondarie seguenti:
          6.1.   N a t u r a del materiale:
          6.2.   Colorazione degli intercalari:
          6.3.   Colorazione del vetro:
          6.4.   Presenza di conduttori:
          6.5.   Tipo del veicolo al quale è destinato:
          7.     Casi di omologazione di un tipo prodotto in piccola serie ( 2 ):
          7.1.   Produzione a n n u a : P < 400
          7.2.   Produzione a n n u a : P < 5 000 (3)
          8.     Presentato all'omologazione il
          9.     Laboratorio di p r o v a :
       10.       Data e numero del verbale del laboratorio:
       11.       Data dell'omologazione / del rifiuto / del ritiro dell'omologazione (2) :
       12.       Data dell'estensione dell'omologazione / del rifiuto / del ritiro dell'estensione dell'omologazione (2) :
        13.      Luogo:
        14.      Data:
        15.      Alla presente scheda è allegata la seguente documentazione tecnica con il numero di omologazione
                  succitato:
        16.      Eventuali osservazioni:
                                                                                               Firma
        (') Indicare eventualmente se si tratta di una p r i m a , seconda, ecc. estensione in r a p p o r t o all'omologazione iniziale.
        (2) Cancellare la menzione inutile.
        (1) Vedasi definizione all'allegato VII, p u n t o 2.1.
 ---pagebreak--- N . C 119/64                                       Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee                                             16. 11. 72
                                               MODELLO DI SCHEDA DI OMOLOGAZIONE
       Nome dell'amministrazione competente
       Comunicazione concernente l'omologazione, il rifiuto, il ritiro oppure l'estensione dell'omologazione di una
       fabbricazione di vetro temperato che non sia parabrezza
                                                                                        N. di omologazione
                                                                                                                                     estensione (])
          1.        Marchio di fabbrica o di commercio:
         2.         Nome e indirizzo del fabbricante:
         3.         Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario:
         4.         Caratteristiche principali:
         4.1.       Natura della tempera: termica / chimica (2)
          4.2.      Specie di vetri (2) :
          4.2.1.    — vetri piani che hanno la superficie più grande
          4.2.2.    — vetri piani in cui due lati adiacenti formano tra di loro l'angolo minore
          4.2 3.    •— vetri cilindrici, la cui base presenta, in un punto, il minor raggio di curvatura
          4.2.4.    — vetri a doppia curvatura che presentano, in un punto, il minor raggio di curvatura media
          4.3.      Categoria di spessore (come definita all'allegato I, punto 5.4.1.3) :
          5.        Caratteristiche secondarie:
          5.1.      Natura del materiale: cristallo / « float-glass » / vetro tirato (2)
          5.2.      Colorazione: incolore / colorato (2)
          5.3.      Presenza di conduttori: sì / no (2)
          6.        Estensione dell'omologazione a una fabbricazione dalle caratteristiche secondatie seguenti:
          6.1.      Natura del materiale:
          6.2.      Colorazione:
          6.3.      Presenza di conduttori:
          7.        Presentato all'omologazione il
          8.        Laboratorio di prova:
          9.         Data e numero del verbale del laboratorio:
       10.          Data dell'omologazione / del rifiuto / del ritiro dell'omologazione (2) :
       11.          Data dell'estensione dell'omologazione / del rifiuto / del ritiro dell'omologazione (2) :
        12.         Luogo:
        13.         Data:
        14.         Alla presente scheda è allegata la seguente documentazione tecnica con il numero di omologazione
                     succitato :
        15.          Eventuali osservazioni:
                                                                                        Firma
        (*) Indicare eventualmente se si tratta di una prima, seconda, ecc. estensione in r a p p o r t o all'omologazione iniziale.
        (2) Cancellare la menzione inutile.
 ---pagebreak--- 16. 11. 72                                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                           N. C 119/65
                                             MODELLO DI SCHEDA DI OMOLOGAZIONE
       Nome dell'amministrazione competente:
      Comunicazione concernente l'omologazione il rifiuto, il ritiro oppure l'estensione dell'omologazione di una
      fabbricazione di vetro stratificato che non sia parabrezza
                                                                                             N. di omologazione
                                                                                                                                     estensione (])
         1.     Marchio di fabbrica o di commercio:
         2.     Nome e indirizzo del fabbricante:
         3.     Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario:
         4.     Caratteristiche principali:
         4.1.   Categoria di spessore del vetro (come definita all'allegato I, punto 5.4.1.1):
         4.2.   Spessore nominale dell'intercalare:
         4.3.   Trattamento speciale per le lastre di vetro:
         5.     Caratteristiche secondarie:
         5.1.   Natura del materiale: cristallo / « float-glass » / vetro tirato (2)
         5.2.   Colorazione dell'intercalare: incolore / colorato (2)
         5.3.   Colorazione del vetro: incolore / colorato (2)
         6.     Estensione dell'omologazione a una fabbricazione dalle caratteristiche secondarie seguenti:
         6.1.   Natura del materiale:
         6.2.   Colorazione dell'intercalare:
         6.3.    Colorazione del vetro:
         7.     Presentato all'omologazione il:
         8.     Laboratorio di prova:
         9.      Data e numero del verbale del laboratorio:
       10.       Data dell'omologazione / del rifiuto / del ritiro dell'omologazione (2)
       11.       Data dell'estensione dell'omologazione / del rifiuto / del ritiro dell'estensione dell'omologazione (2) :
       12.       Luogo:
       13.       Data:
       14.       Alla presente scheda è allegata la seguente documentazione tecnica con il numero di omologazione
                 succitato :
       15.       Eventuali osservazioni:
                                                                                                                               Firma
        (x) Indicare eventualmente se si tratta di una prima, seconda, ecc. estensione in r a p p o r t o all'omologazione iniziale.
        (2) Cancellare la menzione inutile.