CELEX: 52015DC0272
Language: it
Date: 2015-05-13 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2015 della Romania e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2015 della Romania

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 13.5.2015
            COM(2015) 272 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di riforma 2015 della Romaniae che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2015 della Romania
            
               
         
         
            
            
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sul programma nazionale di riforma 2015 della Romania
               
                  e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2015 della Romania
            
            
               IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
            
            
               visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici
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               , in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea
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               ,
            
            
               viste le risoluzioni del Parlamento europeo
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               ,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato per l’occupazione,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato per la protezione sociale,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per la crescita e l’occupazione basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche. incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
            
            
               (2)Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla base delle proposte della Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione. che insieme formano gli “orientamenti integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tenerne conto nelle proprie politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
            
         
         
            
               (3)L’8 luglio 2014 il Consiglio ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2014 della Romania e ha formulato il suo parere sul programma di convergenza aggiornato della Romania per il 2014.
            
            
               (4)Il 28 novembre 2014 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita
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               , segnando l’inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche 2015. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta
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               , in cui la Romania è stata annoverata tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di un esame approfondito.
            
            
               (5)Il 18 dicembre 2014 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per stimolare gli investimenti, accelerare le riforme strutturali e perseguire un responsabile risanamento di bilancio favorevole alla crescita.
            
            
               (6)Il 26 febbraio 2015 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2015 relativa alla Romania
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               , nella quale valuta i progressi compiuti dalla Romania nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate l’8 luglio 2014. La relazione include anche i risultati dell’analisi approfondita, a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011. Sulla base dell’analisi svolta, la Commissione è giunta alla conclusione che la Romania presenta squilibri macroeconomici che richiedono un’azione politica e un monitoraggio. Nei tre programmi UE-FMI consecutivi gli squilibri interni ed esterni sono stati notevolmente ridotti. Occorre tuttavia prestare attenzione ai rischi derivanti dalla relativa consistenza della posizione patrimoniale netta sull’estero negativa e da una scarsa capacità di esportazione a medio termine. Il settore bancario presenta ancora vulnerabilità esterne e interne.
            
            
               (7)Il 30 aprile 2015 la Romania ha presentato il programma nazionale di riforma 2015 e il programma di convergenza 2015. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
            
               (8)Il 22 ottobre 2013 il Consiglio ha adottato la decisione 2013/531/UE
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               , con la quale si è impegnato a fornire alla Romania assistenza finanziaria a medio termine per un massimo di 2 miliardi di EUR fino a settembre 2015. Tale assistenza è subordinata all’attuazione di una vasta politica economica. Sebbene nelle attuali condizioni di mercato la Romania non intenda chiedere l’erogazione delle rate, il sostegno finanziario concesso a titolo precauzionale dovrebbe contribuire a consolidare la stabilità a livello macroeconomico, finanziario e di bilancio e, mediante l’attuazione delle riforme strutturali, ad aumentare la resilienza dell’economia e il potenziale di crescita. Quando sarà uscita dal programma, la Romania sarà pienamente reintegrata nel quadro del semestre europeo. 
            
            
               (9)La Romania è attualmente soggetta al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita. Nel suo programma di convergenza la Romania ha chiesto una deviazione temporanea dello 0,5% del PIL rispetto al percorso di aggiustamento verso l’obiettivo a medio termine per le riforme strutturali previste. Poiché il programma non fornisce informazioni sufficientemente dettagliate sulle riforme strutturali previste, il Consiglio non è in grado di valutarne la plausibilità. Inoltre, la Romania ha richiesto l’applicazione della clausola sulla riforma delle pensioni, la cui ammissibilità è subordinata alla conferma da parte di Eurostat. Sulla base delle previsioni di primavera 2015 della Commissione, il disavanzo strutturale previsto al 3,4% del PIL nel 2016 non consentirebbe di garantire un opportuno margine di sicurezza rispetto al valore di riferimento del 3% del PIL stabilito dal trattato. Pertanto, il Consiglio è del parere che la Romania non soddisfi i requisiti necessari per beneficiare della richiesta deviazione temporanea nel 2016. 
            
            
               (10)Nel suo programma di convergenza 2015, il governo prevede di mantenere il disavanzo nominale all’1,5% del PIL nel 2015 e di ridurlo allo 0,8% del PIL nel 2018. Il governo prevede di soddisfare l’obiettivo a medio termine – ossia un disavanzo strutturale dell’1,0% del PIL – a partire dal 2016. Secondo il programma di convergenza, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe raggiungere un picco del 40,1% nel 2015 e scendere progressivamente, fino a raggiungere il 37,1% nel 2018. Lo scenario macroeconomico alla base di queste previsioni è notevolmente favorevole. Significative misure, a incremento del disavanzo, approvate dal governo il 25 marzo e dal Senato il 27 aprile
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               , che sono state prese in considerazione nelle previsioni di primavera 2015 della Commissione, non sono incluse nel programma di convergenza, contrariamente a quanto disposto dal codice di condotta. Le misure necessarie per sostenere i previsti obiettivi di disavanzo dal 2016 in poi non sono sufficientemente specificate. Sulla base delle previsioni di primavera 2015 della Commissione, nel 2015 il saldo strutturale dovrebbe scostarsi dello 0,3% del PIL rispetto all’obiettivo a medio temine. Ciò supera di poco la deviazione dello 0,25% del PIL concessa nell’ambito del programma di sostegno alla bilancia dei pagamenti, a condizione che i progetti cofinanziati dall’UE siano coerenti con quanto era stato previsto nel bilancio. La deviazione è destinata a diventare significativa nel 2016 quando raggiungerà il 2,4% del PIL, mentre è richiesto un adeguamento dello 0,3% del PIL. Pertanto, nel 2015 e nel 2016 si dovranno adottare misure supplementari. Sulla base della sua valutazione del programma di convergenza e tenendo conto delle previsioni di primavera 2015 della Commissione, il Consiglio è del parere che sussista il rischio che la Romania non rispetti le disposizioni del patto di stabilità e crescita.
            
            
               (11)Il quadro di bilancio della Romania è sostanzialmente solido ma non effettivamente applicato. Le tendenze demografiche e il basso livello di sviluppo del mercato del lavoro a medio e lungo termine possono compromettere la sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico. La riforma del sistema pensionistico, avviata nel 2010, ha già prodotto alcuni miglioramenti, ma la legge che equipara l’età pensionabile obbligatoria per gli uomini e le donne a decorrere dal 2035, proposta dal governo nel dicembre 2013, non è stata ancora approvata dalla Camera bassa del Parlamento.
            
            
               (12)La recente riduzione dei contributi sociali dei datori di lavoro ha ridotto il cuneo fiscale sul lavoro, ma in un modo non mirato. Il cuneo fiscale per i redditi più bassi rimane elevato (40%) rispetto ad altri paesi europei. La frode fiscale e l’evasione fiscale continuano a rappresentare un fenomeno significativo che incide sulle entrate fiscali. Sono stati compiuti i primi passi in quella che sembra essere una riorganizzazione permanente dell’amministrazione fiscale romena. Un progetto pilota sulla legalità in materia di lavoro nero, salari parzialmente dichiarati ed evasione fiscale è stato attuato in due regioni nel 2014, e deve essere ulteriormente sviluppato nel 2015. Il livello di tassazione ambientale è stato aumentato nel 2014 e ora si avvicina alla media dell’UE.
            
            
               (13)Benché siano stati registrati alcuni miglioramenti nel 2014, i tassi di occupazione e di attività continuano a essere particolarmente bassi tra le donne, i giovani, i lavoratori più anziani e i Rom. Le politiche attive del mercato del lavoro sono state riviste, ma la partecipazione e il finanziamento di misure attive per il mercato del lavoro rimangono modesti, in particolare per quanto riguarda la formazione professionale, i sistemi di riconoscimento delle formazioni precedenti, gli incentivi alla mobilità, e le misure destinate ai disoccupati di lungo periodo. La Romania ha adottato misure per combattere la disoccupazione giovanile, in particolare attraverso i sistemi di garanzia per i giovani, ma vi sono stati ritardi nell’attuazione. Non sono stati compiuti progressi nell’elaborazione di orientamenti trasparenti per la fissazione del salario minimo. Per fornire servizi personalizzati e più omogenei tra i gruppi di destinatari, il servizio pubblico per l’occupazione richiederebbe una maggiore capacità, in particolare in termini di organico, e un quadro integrato per la realizzazione delle misure cofinanziato dai Fondi strutturali e d’investimento europei.
            
            
               (14)La Romania deve affrontare numerose sfide nel settore dell’istruzione: il tasso di abbandono scolastico rimane nettamente al di sopra della media UE; la disponibilità e l’accesso ai servizi di educazione e cura della prima infanzia sono limitati, in particolare nelle zone rurali e per la comunità Rom; la partecipazione all’apprendimento permanente resta molto al di sotto della media dell’UE; la qualità e la pertinenza dell’istruzione superiore rispetto al mercato del lavoro è insufficiente; e il tasso di istruzione terziaria rimane al penultimo posto nell’UE. La Romania ha cominciato ad affrontare tali problematiche, con vari gradi di progresso nei diversi settori, e finora con effetti finali poco visibili. Vi sono stati notevoli ritardi nell’adozione della strategia nazionale per ridurre il fenomeno dell’abbandono scolastico precoce. Un programma nazionale per l’educazione e la cura della prima infanzia è stato ideato per il periodo 2014-2019 e entrerà in vigore all’inizio del nuovo anno scolastico, 2015-2016. La strategia nazionale per l’apprendimento permanente ha subito ritardi. È stata elaborata una strategia per l’istruzione terziaria, il cui scopo è accrescere la pertinenza dell’istruzione superiore, allineandola maggiormente alle esigenze del mercato del lavoro e migliorare l’accessibilità all’istruzione superiore per i gruppi svantaggiati. Sono state attuate misure per migliorare l’istruzione e la formazione professionale così come i programmi di apprendistato.
            
            
               (15)Il sistema sanitario rumeno è caratterizzato da scarsi risultati nei trattamenti, scarsa accessibilità geografica e finanziaria, scarsi finanziamenti e uso inefficiente delle risorse. Il sistema si basa fortemente sui servizi per pazienti ricoverati e soffre di una vasta rete ospedaliera inefficiente, reti di riferimento fragili e frammentate e bassa percentuale della spesa destinata all’assistenza sanitaria di base. Inoltre, il ricorso diffuso a compensi informali nel settore della sanità pubblica riduce ulteriormente l’accessibilità, l’efficienza e la qualità del sistema. Le varie misure e riforme sanitarie che sono state introdotte hanno ridotto il deficit di finanziamento e migliorato gli standard e l’efficienza dei servizi. La strategia nazionale in materia di sanità 20142020, che definisce la base strategica per le riforme nel settore sanitario, è stata approvata nel dicembre 2014 e deve ora essere attuata. Il Ministero della salute e l’Assicurazione sanitaria nazionale (National Health Insurance House) stanno prendendo in considerazione varie misure per migliorare il sistema di finanziamento dell’assistenza sanitaria.
            
            
               (16)Ridurre la povertà e l’esclusione sociale resta una sfida importante per la Romania. Sebbene in calo, il tasso di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale resta elevato, attestandosi al 40% nel 2013, molto al di sopra della media dell’UE. L’efficacia dei trasferimenti sociali (pensioni escluse) sulla riduzione della povertà, appare limitata, e particolarmente inadeguata nel caso dei minori. I trasferimenti sociali non sono adeguatamente correlati a misure di attivazione. L’attuazione della riforma dell’assistenza sociale del 2011 è ancora in ritardo rispetto al calendario previsto. L’adozione della strategia per l’inclusione sociale e la lotta contro la povertà e i relativi piani d’azione è stata rinviata. Progressi limitati sono stati compiuti verso l’introduzione del reddito minimo di inserimento, che semplificherebbe l’assistenza sociale attraverso la combinazione dei tre trasferimenti sociali esistenti. Una legge sull’economia sociale volta a rafforzare il collegamento tra i trasferimenti sociali e le misure di attivazione è stata adottata dal governo nel 2013, ma è ancora in fase di discussione in Parlamento. Poche misure efficaci sono state prese per integrare la popolazione Rom. Una strategia riveduta per l’integrazione dei Rom, tuttavia, è stata adottata con un certo ritardo nel gennaio 2015, ma l’attuazione è in ritardo rispetto al calendario previsto. [La capacità amministrativa della Romania è modesta, frammentata e caratterizzata da una mancanza di chiarezza nella delega di responsabilità, con la conseguenza che essa costituisce un freno per la competitività dell’economia.
            
            
               (17)[La capacità amministrativa della Romania è modesta, frammentata e caratterizzata da una mancanza di chiarezza nella delega di responsabilità, con la conseguenza che essa costituisce un freno per la competitività dell’economia. Le cause di fondo delle debolezze strutturali sono state individuate, e una strategia per affrontare le sfide nella pubblica amministrazione e nella definizione delle priorità politiche e di coordinamento è stata adottata nell’ottobre 2014, unitamente a un piano di azione per la sua attuazione nel periodo 2014-2020. L’attuazione, tuttavia, è stata notevolmente ritardata. Irregolarità nelle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici hanno comportato notevoli ritardi nell’attuazione dei programmi finanziati dall’UE. Esse hanno un impatto negativo sul contesto imprenditoriale e ritardano gli indispensabili investimenti in infrastrutture.]
            
            
               (18)Irregolarità nelle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici hanno comportato notevoli ritardi nell’attuazione dei programmi finanziati dall’UE. Esse hanno un impatto negativo sul contesto imprenditoriale e ritardano gli indispensabili investimenti in infrastrutture. Alcuni progressi sono stati compiuti nel migliorare l’indipendenza, la qualità e l’efficienza del sistema giudiziario, contrastare la corruzione a tutti i livelli e garantire un’efficace esecuzione delle decisioni degli organi giurisdizionali. Tuttavia, l’esecuzione delle decisioni degli organi giurisdizionali rimane insufficiente in molti casi e progressi ancora più limitati si sono registrati in materia di prevenzione e lotta contro la piccola corruzione. Questi importanti settori politici saranno coperti dal meccanismo di cooperazione e verifica.
            
            
               (19)Le imprese di proprietà statale soffrono di produttività insufficiente, contribuiscono all’illiquidità nell’economia, costituiscono un onere per il bilancio delle amministrazioni pubbliche — come passività potenziali —, e rappresentano il 50% delle imposte arretrate dell’intero comparto imprenditoriale. Il governo societario è un fattore critico per determinare la prestazione delle imprese di proprietà statale. La loro attuale struttura di governo societario non esclude interferenze politiche nella gestione quotidiana delle società, né garantisce la separazione tra la proprietà delle autorità e le loro funzioni di elaborazione delle politiche. Norme specifiche per le imprese di proprietà dello Stato non sono state sistematicamente introdotte fino all’adozione dell’ordinanza governativa di emergenza n. 109/2011. Vari ambiti rimangono scoperti e, nella pratica, le regole non sono sempre rispettate. Non è stato compiuto alcun progresso per quanto riguarda la riforma del governo societario delle imprese di Stato nei settori dell’energia e dei trasporti. 
            
            
               (20)Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Romania, che è stata pubblicata nella sua relazione per paese 2015. Essa ha anche valutato il programma di convergenza e il programma nazionale di riforma nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Romania negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Romania, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali. Le raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 4.
            
            
               (21)Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza della Romania e il suo parere
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                trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
            
            
               (22)Alla luce dell’analisi approfondita della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di convergenza. Le sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 4.
            
         
         
            
               RACCOMANDA che la Romania adotti provvedimenti nel 2015 e nel 2016 al fine di:
            
            
               1.Adottare tutte le misure necessarie per portare a termine il programma di assistenza finanziaria.
            
            
               2.Limitare lo scostamento dall’obiettivo a medio termine nel 2015 a un massimo dello 0,25% del PIL nel periodo 2013-15 come specificato nel quadro del programma di sostegno alla bilancia dei pagamenti e raggiungere nuovamente l’obiettivo a medio termine nel 2016; attuare la vasta strategia di lotta all’evasione fiscale, potenziare la verifica dei sistemi di controllo al fine di contrastare il lavoro nero e far avanzare l’equiparazione dell’età pensionabile per uomini e donne. 
            
            
               3.Rafforzare l’offerta di misure per il mercato del lavoro, in particolare per i giovani non iscritti né a un corso di formazione, né alle liste di collocamento e i disoccupati di lungo periodo; garantire che l’Agenzia nazionale per l’occupazione disponga di un organico adeguato; stabilire, in consultazione con le parti sociali e conformemente alle prassi nazionali, orientamenti chiari per determinare il salario minimo in modo trasparente; introdurre il reddito minimo di inserimento; aumentare l’offerta e la qualità dell’educazione e cura della prima infanzia, in particolare per i Rom; adottare la strategia nazionale per ridurre il fenomeno dell’abbandono scolastico precoce; proseguire la strategia nazionale in materia di sanità 2014-2020 per sopperire alle lacune in termini di scarsa accessibilità geografica e finanziaria, scarsi finanziamenti e uso inefficiente delle risorse.
            
            
               4.Adottare la legge di riforma del governo societario delle imprese di Stato.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
               
               
                  
                     (3)
                  COM(2015) 272.
               
               
                  
                     (4)
                  P8_TA(2015)0067, P8_TA(2015)0068, P8_TA(2015)0069.
               
               
                  
                     (5)
                  COM(2014) 902.
               
               
                  
                     (6)
                  COM(2014) 904.
               
               
                  
                     (7)
                  SWD(2015) 42 final.
               
               
                  
                     (8)
                  Decisione 2013/531/UE del Consiglio, del 22 ottobre 2013, relativa alla concessione a titolo precauzionale di un sostegno finanziario a medio termine dell’Unione a favore della Romania (GU L 286 del 29.10.2013, pag. 1).
               
               
                  
                     (9)
                  Riduzioni delle tasse inserite nel nuovo progetto di codice tributario.
               
               
                  
                     (10)
                  A norma dell’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.