CELEX: C2003/044/30
Language: it
Date: 2003-02-22 00:00:00
Title: Causa C-469/02: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno del Belgio, proposto il 23 dicembre 2002

C 44/16                 IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            22.2.2003
In base alla «circolare modificata» (v. la comunicazione del              ostacoli posti all’offerta di tale uso da parte del datore di lavoro
Ministro dei Trasporti del giugno 1999 sull’immatricolazione              faranno sì che i lavoratori residenti in Danimarca — a
e sull’omologazione degli autoveicoli) i lavoratori danesi                differenza delle persone residenti al di fuori della Danimarca
residenti in Danimarca possono usare in Danimarca un veicolo              — saranno dissuasi dal cercare occupazione in un’impresa
immatricolato all’estero senza che esso sia immatricolato in              straniera che offra tale uso privato accessorio di un’automobile
Danimarca, purché il lavoro per l’impresa o il centro di attività         della società.
svolta al di fuori della Danimarca costituissero la principale
attività professionale della persona interessata. Pertanto, l’intera
tassa d’immatricolazione non deve essere versata nella misura
                                                                          Il governo danese ha fatto valere quattro motivi principali di
in cui non è necessaria l’immatricolazione. D’altro lato, in base         giustificazione: vale a dire, l’interesse relativo ai controlli
alla legge sulla tassa d’immatricolazione, va versata una tassa,          (l’interesse della sicurezza stradale e la sorveglianza e il
definita come un versamento d’installazione stabilito sulla
                                                                          controllo sugli utenti della strada), l’interesse di prevenire
base dell’intera tassa d’immatricolazione o — a seguito di                l’erosione del gettito tributario in Danimarca, il fatto che si
autorizzazione e purché inoltre l’automobile sia usata soltanto
                                                                          debbano accettare alcuni ostacoli risultanti dalle differenze di
per fini di lavoro — come pagamento corrente di un importo
                                                                          livelli di tassazione e l’interesse di ottenere condizioni di
fisso.                                                                    concorrenza equivalenti fra imprese danesi e non danesi.
                                                                          Nessuna di queste considerazioni può giustificare le norme
                                                                          danesi, sia per quanto riguarda le deroghe ex art. 39 CE
                                                                          autorizzate dal Trattato, sia per quanto attiene la giurispruden-
                                                                          za secondo cui a talune condizioni si possono ammettere
Sia la «prima circolare» sia la «circolare modificata» creano             misure nazionali che possono limitare l’esercizio delle libertà
ostacoli alla libera circolazione dei lavoratori in contrasto con         fondamentali garantite dal Trattato o che possono rendere più
l’art. 39 CE, in combinato disposto con l’art. 10 CE. E’ in               difficile l’esercizio di tali libertà.
contrasto con l’art. 39 CE introdurre o mettere in vigore
disposizioni nazionali che creano ostacoli alla libera circolazio-
ne dei lavoratori, indipendentemente dal fatto se le disposizioni         Infine, la Commissione nega che la direttiva del Consiglio 83/
nazionali si applichino indistintamente, purché tali disposizio-          182/CEE ( 2) possa essere interpretata nel senso che le norme
ni incidano sull’accesso dei lavoratori al mercato del lavoro.            danesi devono essere considerate lecite, indipendentemente dal
Le norme danesi presentano per l’appunto tale natura. Un                  fatto che le disposizioni del diritto comunitario derivato non
lavoratore residente al di fuori della Danimarca sicuramente              possono esentare uno Stato membro dai suoi obblighi ai sensi
vuole poter usare in Danimarca un’automobile di una società               dell’art. 39 CE, in combinato disposto con l’art. 10 CE.
straniera, senza dover ottenere un’autorizzazione o versare
una tassa. Vi è così una notevole discriminazione a danno di
una persona residente in Danimarca rispetto a una persona                 (1 ) Sentenza 18 gennaio 2001 (Racc. pag. I-590).
residente al di fuori della Danimarca quanto appunto allo                 (2 ) Direttiva del 28 marzo 1983, relativa alle franchigie fiscali
stesso uso in Danimarca di un’automobile di una società                        applicabili all’interno della Comunità in materia d’importazione
immatricolata all’estero. In definitiva, un lavoratore che non                 temporanea di taluni mezzi di trasporto (GU L 105 del 23.4.1983,
svolge il suo «lavoro principale» nella società straniera — il che             pag. 59).
può appunto comportare un uso estremamente limitato delle
automobili della società — subisce il divieto di usare tale
automobile in Danimarca. Appare evidente che così si impedi-
sce al datore di lavoro di occupare una persona residente in
Danimarca rispetto a un lavoratore residente al di fuori della
Danimarca, poiché gli ostacoli di cui sopra si applicano anche
a un uso meramente commerciale. Al riguardo, è un punto
secondario la questione se le norme danesi possano essere
considerate un ostacolo al diritto del lavoratore di cercare
lavoro al di fuori della Danimarca o un ostacolo alle possibilità         Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
del datore di lavoro di trovare lavoratori residenti in Danimar-              tro il Regno del Belgio, proposto il 23 dicembre 2002
ca. Vi sarà un ostacolo indipendentemente dal se è il datore di
lavoro o è il lavoratore che deve sostenere costi e anche
ottenere l’autorizzazione o effettuare l’immatricolazione.                                            (Causa C-469/02)
                                                                                                       (2003/C 44/30)
Quanto allo specifico riferimento all’uso privato accessorio, si
può osservare innanzi tutto che il trasporto dal luogo di
residenza alla sede di lavoro non può essere considerato un               Il 23 dicembre 2002 la Commissione delle Comunità europee,
«uso privato»; ciò discende dalla sentenza C-297/99, Skills               rappresentata dalla sig.ra H. Michard, in qualità di agente, con
Motor Coaches Ltd ( 1). La possibilità di tale uso privato                domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla
accessorio di un’automobile di una società costituisce un                 Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro il
evidente incentivo per i lavoratori in cerca di occupazione;              Regno del Belgio.
 ---pagebreak--- 22.2.2003                 IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                 C 44/17
La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte                   Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour
voglia:                                                                     d’appel de Bruxelles, 9ème chambre, con ordinanza
                                                                            20 dicembre 2002, nella causa SIOMAB SA contro Institut
—      Dichiarare che il Regno del Belgio, avendo subordinato la            bruxellois pour la gestion de l’environnement, in prosie-
       concessione ed il pagamento di un assegno nell’ambito                                               guo IBGE
       della disciplina dell’interruzione di carriera ..., alla condi-
       zione che la persona interessata abbia la sua residenza o
       il suo domicilio in Belgio, è venuto meno agli obblighi ad
                                                                                                       (Causa C-472/02)
       esso incombenti in forza dell’art. 39 del Trattato CE,
       dell’art. 7 del regolamento del Consiglio 15 ottobre 1968,
       n. 1612, relativo alla libera circolazione dei lavoratori
       all’interno della Comunità ( 1), nonché, più specificamente,                                     (2003/C 44/31)
       per quanto riguarda l’interruzione di carriera nell’ambito
       di un congedo parentale, dell’art. 73 del regolamento del
       Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all’applica-
       zione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordi-
       nati e ai loro familiari che si spostano all’interno della
       Comunità (2);
                                                                            Con ordinanza 20 dicembre 2002, pervenuta nella cancelleria
—      Condannare il Regno del Belgio alle spese.                           della Corte il 27 dicembre 2002, nella causa SIOMAB SA
                                                                            contro Institut bruxellois pour la gestion de l’environnement,
                                                                            in prosieguo IBGE, la Cour d’appel de Bruxelles, 9ème chambre
                                                                            ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee la
                                                                            seguente questione pregiudiziale:
Motivi e principali argomenti
In merito alla clausola di residenza: Le autorità belghe annun-
ciano la soppressione della clausola di residenza, e riconoscono            Nel caso in cui uno Stato membro ricorra al sistema di notifica
così la fondatezza dell’argomento della Commissione. Tuttavia               del documento di accompagnamento da parte dell’autorità
l’attività di adeguamento non è ancora conclusa.                            competente di spedizione ai sensi degli artt. 3, n. 8, e 6, n. 8,
                                                                            del regolamento del Consiglio 1febbraio 1993, n. 1259,
                                                                            relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di
                                                                            rifiuti all’interno della Comunità europea, nonché in entrata e
In merito alle clausole di pagamento in Belgio: Il requisito in             in uscita dal suo territorio (1), se gli artt. 3, n. 8, 4, n. 3, 6, n. 8,
base al quale la persona interessata all’assegno deve disporre di           7, n. 4, e 26 del regolamento debbano essere interpretati nel
un conto bancario in Belgio è tale che, in determinati casi,                senso che
rimette semplicemente in discussione gli effetti della modifica
della normativa in questione. Infatti, accade che determinati
istituti bancari, per l’apertura di un conto o per il suo
mantenimento, richiedono un’attestazione di residenza.                      a)    l’autorità competente di spedizione ai sensi di tale regola-
                                                                                  mento, legittimata a verificare se un progetto di spedizio-
                                                                                  ne classificato nella notifica come «spedizione di rifiuti
                                                                                  a fini di recupero» corrisponda effettivamente a tale
In merito alla sorte delle vecchie decisioni di rigetto: Ai fini                  classificazione, può, qualora la ritenga errata,
della certezza del diritto, è essenziale che i diritti esistenti dei
singoli vengano tutelati dalle conseguenze pregiudizievoli di
un comportamento della pubblica autorità che sarebbe fondato
                                                                                  1)     rifiutare la trasmissione del documento che accom-
su norme incompatibili con il diritto comunitario. L’inadempi-
                                                                                         pagna lo svolgimento della pratica a causa di
mento di uno Stato membro non dovrebbe,in ogni caso,
                                                                                         tale classificazione errata invitando il notificatore a
trasformarsi in un vantaggio finanziario per quest’ultimo. Ora,
                                                                                         trasmetterle un nuovo documento di accompagna-
se le autorità belghe precisano che ogni persona che si è vista
                                                                                         mento,
rifiutare assegni per l’interruzione di carriera in base alla
vecchia normativa può presentare una nuova domanda in base
alla nuova normativa, ciò non implica un riesame automatico
dei fascicoli relativi e non è data alcuna precisazione in merito                 2)     procedere alla trasmissione del documento di
alle condizioni d’informazione e alle modalità di pagamento                              accompagnamento previa riclassificazione del pro-
retroattivo delle prestazioni alle persone che ne sono state                             getto di spedizione come «trasferimento di rifiuti a
private in quanto non risiedevano nel territorio nazionale.                              fini di smaltimento»,
( 1) GU L 257, pag. 2.                                                            3)     procedere alla trasmissione del documento di
( 2) GU L 149, pag. 2.                                                                   accompagnamento contenente la classificazione
                                                                                         errata accompagnando immediatamente tale tra-
                                                                                         smissione con un’obiezione basata su tale errore di
                                                                                         classificazione;