CELEX: 32021X0222(01)
Language: it
Date: 2020-12-16 00:00:00
Title: Decisione (UE) 2021/272 dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati del 16 dicembre 2020 di imporre nuovamente alle persone fisiche o giuridiche che detengono posizioni corte nette in relazione al capitale azionario emesso da società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato, l’obbligo temporaneo di notifica alle autorità competenti in caso di superamento di una determinata soglia temporaneamente ridotta, ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 236/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio

22.2.2021   
               
               
                  IT
               
               
                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
               
               
                  L 61/7
               
            
         DECISIONE (UE) 2021/272 DELL’AUTORITÀ EUROPEA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI E DEI MERCATI
         del 16 dicembre 2020
         di imporre nuovamente alle persone fisiche o giuridiche che detengono posizioni corte nette in relazione al capitale azionario emesso da società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato, l’obbligo temporaneo di notifica alle autorità competenti in caso di superamento di una determinata soglia temporaneamente ridotta, ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 236/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio
         IL CONSIGLIO DELLE AUTORITÀ DI VIGILANZA DELL’AUTORITÀ EUROPEA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI E DEI MERCATI
         visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
         visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’allegato IX,
         visto il regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l’Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/77/CE della Commissione (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 5, l’articolo 43, paragrafo 1, e l’articolo 44, paragrafo 1,
         visto il regolamento (UE) n. 236/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2012, relativo alle vendite allo scoperto e a taluni aspetti dei contratti derivati aventi ad oggetto la copertura del rischio di inadempimento dell’emittente (credit default swap) (2), in particolare l’articolo 28, paragrafo 1,
         visto il regolamento delegato (UE) n. 918/2012 della Commissione, del 5 luglio 2012, che integra il regolamento (UE) n. 236/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alle vendite allo scoperto e a taluni aspetti dei contratti derivati aventi ad oggetto la copertura del rischio di inadempimento dell’emittente (credit default swap), per quanto riguarda le definizioni, il calcolo delle posizioni corte nette, le posizioni coperte in credit default swap su emittenti sovrani, le soglie di notifica, le soglie di liquidità per la sospensione delle limitazioni, le diminuzioni significative del valore degli strumenti finanziari e gli eventi sfavorevoli (3), in particolare l’articolo 24,
         vista la decisione (UE) 2020/525 dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, del 16 marzo 2020, di imporre alle persone fisiche o giuridiche che detengono posizioni corte nette in relazione al capitale azionario emesso da società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato, l’obbligo di notifica alle autorità competenti in caso di superamento di una determinata soglia temporaneamente ridotta, ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 236/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (4),
         viste la decisione (UE) 2020/1123 dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, del 10 giugno 2020, di imporre nuovamente alle persone fisiche o giuridiche che detengono posizioni corte nette in relazione al capitale azionario emesso da società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato, l’obbligo di notifica alle autorità competenti in caso di superamento di una determinata soglia temporaneamente ridotta, ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 236/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (5), e la decisione (UE) 2020/1689 dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati del 16 settembre 2020 di imporre nuovamente alle persone fisiche o giuridiche che detengono posizioni corte nette in relazione al capitale azionario emesso da società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato, l’obbligo di notifica alle autorità competenti in caso di superamento di una determinata soglia temporaneamente ridotta, ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 236/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (6),
         considerando quanto segue:
         1.   INTRODUZIONE
         
         
                     (1)
                  
                  
                     Con la decisione (UE) 2020/525, l’ESMA ha imposto alle persone fisiche o giuridiche con posizioni corte nette in relazione al capitale azionario emesso da società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato l’obbligo di notificare alle autorità competenti i dettagli di tali posizioni che raggiungono, superano o scendono al di sotto dello 0,1 % del capitale azionario emesso ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 236/2012.
                  
               
                     (2)
                  
                  
                     La misura imposta dalla decisione (UE) 2020/525 dell’ESMA riguardava la necessità, per le autorità nazionali competenti e per l’ESMA stessa, di poter monitorare le posizioni corte nette assunte dai partecipanti al mercato in relazione a titoli azionari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato, tenuto conto delle circostanze eccezionali presenti nei mercati finanziari.
                  
               
                     (3)
                  
                  
                     Con la decisione (UE) 2020/1123 e la decisione (UE) 2020/1689, l’ESMA ha imposto nuovamente l’obbligo temporaneo dal momento che, nonostante una parziale ripresa dei mercati finanziari dell’UE dalle perdite registrate dallo scoppio della pandemia, le prospettive di una ripresa futura sono rimaste incerte, sussistevano ancora minacce all’ordinato funzionamento e all’integrità dei mercati finanziari e alla stabilità del sistema finanziario e si sono verificate conseguenze a livello paneuropeo.
                  
               
                     (4)
                  
                  
                     In conformità dell’articolo 28, paragrafo 10, del regolamento (UE) n. 236/2012, l’ESMA è tenuta a riesaminare tale misura a intervalli regolari e almeno ogni tre mesi.
                  
               
                     (5)
                  
                  
                     L’ESMA ha svolto tale riesame sulla base di un’analisi degli indicatori di prestazione, tra cui prezzi, volatilità, indici del differenziale sul contratto derivato avente ad oggetto la copertura del rischio di inadempimento dell’emittente (credit default swap) ed evoluzione delle posizioni corte nette, in particolare quelle comprese tra lo 0,1 e lo 0,2 %. In seguito all’analisi condotta, l’ESMA ha deciso di rinnovare la misura per ulteriori tre mesi.
                  
               2.   CAPACITÀ DELLA MISURA DI AFFRONTARE MINACCE E IMPLICAZIONI TRANSFRONTALIERE [ARTICOLO 28, PARAGRAFO 2, LETTERA A), DEL REGOLAMENTO (UE) N. 236/2012]
         
         a)   Minaccia all’ordinato funzionamento e all’integrità dei mercati finanziari
         
         
                     (6)
                  
                  
                     L’ESMA ritiene che nel contesto attuale, su cui incidono pesantemente gli sviluppi della pandemia di COVID-19 e la relativa incertezza, l’individuazione dei rischi per l’ordinato funzionamento e l’integrità dei mercati finanziari dell’UE debba basarsi sull’analisi della combinazione tra le condizioni macroeconomiche generali e l’evoluzione dei mercati finanziari.
                  
               
                     (7)
                  
                  
                     Per quanto riguarda il contesto macroeconomico, la pandemia di COVID-19 continua ad avere un impatto negativo sull’economia reale e, nel complesso, le prospettive di una ripresa futura rimangono incerte, nonostante i recenti sviluppi positivi nell’UE e altrove in relazione ai vaccini. Le preoccupazioni espresse dall’ESMA nella sua precedente decisione in merito al possibile aumento del numero di casi di COVID-19 si sono concretizzate, con una conseguente seconda ondata di contagi. I dati relativi ai nuovi casi, ai ricoveri, ai tassi di occupazione dei reparti di terapia intensiva e ai decessi sono paragonabili a quelli del periodo di marzo e aprile, se non addirittura peggiori.
                  
               
                     (8)
                  
                  
                     Sono state di conseguenza adottate alcune misure di contenimento in tutta l’UE, dalle chiusure locali e dai coprifuoco ai confinamenti nazionali. Come nel caso della prima ondata di contagi della pandemia, si prevede che tali misure incideranno sulle economie nazionali sia nel breve che nel lungo termine.
                  
               
                     (9)
                  
                  
                     A questo proposito, le previsioni economiche europee di autunno della Commissione europea (CE) (7) indicano che il PIL reale annuo nella zona euro è destinato a scendere del 7,8 % nel 2020, con variazioni significative tra gli Stati membri. Una ripresa del PIL nella zona euro e nell’UE non è attesa prima della fine del 2022 (8).
                  
               
                     (10)
                  
                  
                     Si prevede inoltre che il tasso di disoccupazione raggiungerà l’8,3 % nella zona euro nel 2020 (7,7 % nell’UE) e aumenterà ulteriormente nel 2021 (9).
                  
               
                     (11)
                  
                  
                     In merito all’evoluzione dei mercati finanziari, molto recentemente le notizie positive riportate sugli sviluppi e sull’efficienza dei vaccini hanno contribuito a migliorare considerevolmente le valutazioni di mercato e altri parametri correlati: tra il 6 novembre — il giorno di contrattazione che ha preceduto il primo annuncio ottimistico riguardante un vaccino sperimentale (10) — e il 2 dicembre 2020, gli indici STOXX EUROPE 800 ex. Svizzera ed Eurostoxx 50 hanno guadagnato rispettivamente l’8,7 % e il 9,9 %, una tendenza seguita dai principali indici nazionali, che hanno registrato in media un aumento del 10 %.
                  
               
                     (12)
                  
                  
                     Tuttavia, se si prende come riferimento la performance dell’Eurostoxx 50 Index, la ripresa dei suoi prezzi (-8 % rispetto a febbraio) è sensibilmente più debole in confronto a quella di altri indici, come il NIKKEI 225 (+14,1 % rispetto a febbraio), l’S&P 500 (+8,6 % rispetto a febbraio) o il CSI 300 (+22,3 % rispetto a febbraio) [figura 1].
                  
               
                     (13)
                  
                  
                     Se si esamina nello specifico il settore bancario, il 2 dicembre 2020 le perdite subite dallo STOXX Europe Total Market Banks (rif. banche europee) erano pari al 22 % rispetto al 20 febbraio, denotando un miglioramento in confronto al calo del 37 % registrato a settembre [figura 1]. Dall’analisi dei prezzi delle azioni di alcuni dei principali enti creditizi europei (tedeschi, spagnoli, italiani e francesi) emergono perdite di quotazione variabili tra il 3,41 % e il 42,62 %. Nonostante il miglioramento rispetto ai cali di prezzo riscontrati nel periodo da febbraio a settembre (variabili tra il 10 % e il 59 %), questi dati denotano tuttora una debolezza nel settore bancario.
                  
               
                     (14)
                  
                  
                     In aggiunta, permane il rischio di un disaccoppiamento tra le valutazioni delle attività e i fondamentali economici, sollevando dubbi sulla sostenibilità futura del rimbalzo del mercat (11). Come indica il quadro operativo dei rischi dell’ESMA dell’11novembre 2020 (12), il grado in cui tali rischi si concretizzeranno ulteriormente dipenderà in misura cruciale da tre fattori: l’impatto economico della pandemia, le previsioni dei mercati relative alle misure di sostegno monetario e fiscale e il verificarsi di altri eventi esterni in un contesto globale già fragile.
                  
               
                     (15)
                  
                  
                     Contestualmente, sono presenti altri segnali positivi nei mercati finanziari: la fiducia alimentata dagli sviluppi dei vaccini si riflette anche nell’evoluzione dei differenziali sul credit default swap (CDS), nella volatilità e nei rendimenti delle obbligazioni sovrane.
                  
               
                     (16)
                  
                  
                     I differenziali sul CDS per i titoli societari europei rimangono di cinque punti base al di sopra dei livelli riscontrati nel febbraio 2020 [si tratta di valori analoghi a quelli considerati ai fini della decisione (UE) 2020/1689 dell’ESMA], mentre i differenziali sul CDS per i titoli europei ad alto rendimento, per quelli finanziari europei e quelli finanziari subordinati europei registrano cali di 39, 6 e 25 punti base rispettivamente in confronto ai valori all’origine della decisione (UE) 2020/1689 dell’ESMA [figura 1].
                  
               
                     (17)
                  
                  
                     Analogamente, sembra che i rendimenti delle obbligazioni di Stato a 10 anni siano diminuiti: quelli tedeschi, spagnoli, francesi e italiani accusano in media un calo di 14 punti base rispetto al 20 febbraio [figura 1].
                  
               
                     (18)
                  
                  
                     Per quanto concerne la volatilità implicita, essa è in costante diminuzione, ma si conferma molto sensibile alle notizie di mercato. La volatilità misurata dal VSTOXX (13) resta elevata rispetto al febbraio 2020 (+8 %) e il 2 dicembre 2020 anche il VIX (14) indicava comunque un aumento del +5 % rispetto al mese suddetto [figura 1].
                  
               
                     (19)
                  
                  
                     La percentuale di titoli azionari con una posizione corta netta tra lo 0,1 e lo 0,2 % non è scesa significativamente dal marzo 2020 a questa parte e si mantiene su una media del 12 % rispetto al totale delle posizioni corte nette, analogamente alla situazione riscontrata a settembre (15) (mese in cui tale percentuale era del 13 %) [figura 6].
                  
               
                     (20)
                  
                  
                     Come già indicato nelle precedenti decisioni dell’ESMA, la soglia di comunicazione più bassa ha dimostrato che, in alcuni paesi, le posizioni corte nette tra lo 0,1 % e lo 0,2 % rappresentano una quota considerevole del totale delle posizioni corte nette notificate. In conclusione, la percentuale di posizioni corte nette tra lo 0,1 e lo 0,2 %, che doveva essere notificata in virtù del superamento di una determinata soglia temporaneamente ridotta, rappresenta ancora una parte rilevante del totale e ha un forte valore informativo per le autorità di regolamentazione nel contesto attuale.
                  
               
                     (21)
                  
                  
                     Nel complesso, nonostante i recenti aumenti di prezzo nei settori chiave, il contesto resta comunque fragile, dal momento che persistono numerose incertezze relative all’evoluzione della pandemia di COVID-19 e al suo impatto sullo scenario macroeconomico generale.
                  
               
                     (22)
                  
                  
                     L’ESMA osserva che il rischio di disaccoppiamento tra il valore delle attività e i fondamentali economici sottostanti potrebbe presentarsi non solo quando i prezzi delle azioni aumentano in assenza di prospettive chiare di crescita economica sottostanti, ma anche nel caso in cui i mercati reagiscano in modo eccessivo alle notizie innescando spirali al ribasso ingiustificate.
                  
               
                     (23)
                  
                  
                     Nonostante gli sviluppi recenti, gli impatti a lungo termine della crisi COVID-19 sull’economia e in generale perdurano tuttora. In particolare, le previsioni economiche di autunno della CE elaborano due scenari alternativi (16) («scenario ottimistico» e «scenario pessimistico») motivati dal grado eccezionale di incertezza che avvolge l’evolversi della pandemia e le misure adottate per limitarne la diffusione.
                  
               
                     (24)
                  
                  
                     Come precedentemente indicato, le posizioni corte nette non sono particolarmente diminuite e la volatilità implicita, pur essendo inferiore a quella analizzata ai fini della decisione (UE) 2020/1689, si è dimostrata sensibile ai nuovi eventi.
                  
               
                     (25)
                  
                  
                     Nello specifico, un ambiente economico e di mercato così fragile aumenta le probabilità che le pressioni alle vendite allo scoperto possano avviare o esacerbare potenziali sviluppi negativi nei prossimi mesi che, a loro volta, potrebbero influire negativamente sulla fiducia dei mercati o sull’integrità del meccanismo di determinazione dei prezzi. L’ESMA ritiene che la combinazione di circostanze appena descritta rappresenti una grave minaccia all’ordinato funzionamento e all’integrità dei mercati finanziari.
                  
               b)   Minaccia alla stabilità di tutto o di parte del sistema finanziario dell’Unione
         
         
                     (26)
                  
                  
                     Come ha spiegato la BCE nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria (17), quest’ultima è una condizione in cui il sistema finanziario, che comprende intermediari finanziari, mercati e infrastrutture del mercato, è in grado di resistere agli shock e alla brusca correzione degli squilibri finanziari.
                  
               
                     (27)
                  
                  
                     La pandemia di COVID-19 continua ad avere un forte impatto sull’economia reale dell’Unione. Come precedentemente riportato, nel suo quadro operativo dei rischi dell’11 novembre 2020, l’ESMA ha dichiarato che, «sebbene la loro ripresa sia proseguita nel terzo trimestre del 2020, i mercati finanziari dell’UE rimangono estremamente sensibili […] il rischio principale che paventiamo attualmente per tali mercati è la possibilità di un’inversione improvvisa nella valutazione dei rischi per gli investitori, ragion per cui confermiamo la nostra valutazione dei rischi».
                  
               
                     (28)
                  
                  
                     La precedente sezione 2.a contiene ulteriori informazioni sull’andamento del settore bancario e dei mercati finanziari in generale.
                  
               
                     (29)
                  
                  
                     L’impatto della COVID-19 ha posto l’economia dell’UE e i suoi mercati finanziari in una situazione di fragilità, in cui ulteriori diminuzioni di prezzo innescate o amplificate da strategie di vendita allo scoperto potrebbero avere conseguenze estremamente dannose.
                  
               
                     (30)
                  
                  
                     In questa situazione di incertezza ancora vigente, l’ESMA ritiene che una sostanziale pressione alla vendita e un’insolita volatilità del prezzo dei titoli azionari potrebbero essere intensificate da diversi fattori, tra cui un numero crescente di partecipanti al mercato impegnati in vendite allo scoperto e nell’accumulo di importanti posizioni corte nette.
                  
               
                     (31)
                  
                  
                     Come indicato in precedenza, la percentuale di titoli azionari con posizioni corte nette tra lo 0,1 e lo 0,2 % non è scesa significativamente dal marzo 2020 a questa parte [figura 6].
                  
               
                     (32)
                  
                  
                     I diffusi cali di prezzo per gli enti creditizi, che hanno rappresentato uno dei parametri per la decisione di rinnovo adottata a giugno e a settembre, hanno registrato un miglioramento rispetto a settembre, ma sono ancora pari al –22 % in confronto al febbraio 2020 [figura 1]. Ciò indica che alcuni enti creditizi, che in determinati casi sono importanti dal punto di vista sistemico, restano potenzialmente vulnerabili alle strategie di vendita allo scoperto e all’accumulo di importanti posizioni corte nette, indipendentemente dal fatto che tali strategie e posizioni siano supportate da informazioni fondamentali.
                  
               
                     (33)
                  
                  
                     Rimane il rischio che l’accumulo di strategie di vendita allo scoperto e di importanti posizioni corte nette possa portare a spirali di prezzi al ribasso disordinate per determinati emittenti, con potenziali effetti di ricaduta all’interno dello stesso Stato membro o nell’Unione, che a loro volta potrebbero alla fine mettere a rischio il sistema finanziario di uno o più Stati membri.
                  
               
                     (34)
                  
                  
                     Nonostante la ripresa parziale osservata sui mercati finanziari di alcuni Stati membri dell’UE, le suddette incertezze in merito all’evoluzione della COVID-19 e al suo impatto sull’economia dell’Unione permangono e aggravano le preoccupazioni summenzionate relative a un potenziale disaccoppiamento tra la valutazione delle attività e i fondamentali economici e alla sostenibilità del recente rimbalzo sui mercati finanziari.
                  
               
                     (35)
                  
                  
                     Pertanto, l’ESMA ritiene che le attuali circostanze di mercato continuino a minacciare seriamente la stabilità del sistema finanziario dell’Unione.
                  
               c)   Implicazioni transfrontaliere
         
         
                     (36)
                  
                  
                     Un’altra condizione necessaria affinché l’ESMA possa adottare questa misura è che le minacce individuate abbiano implicazioni transfrontaliere.
                  
               
                     (37)
                  
                  
                     Come descritto in precedenza, i mercati azionari di tutta l’UE, considerando sia gli indici nazionali che quelli paneuropei, non si sono completamente ripresi dalle forti diminuzioni dei prezzi osservate a marzo.
                  
               
                     (38)
                  
                  
                     Poiché i mercati finanziari della maggior parte degli Stati membri dell’UE sono interessati da questi rischi, sebbene in misura diversa, le implicazioni transfrontaliere restano particolarmente gravi in quanto l’interconnessione dei mercati finanziari dell’UE aumenta la probabilità di potenziali effetti di ricaduta o di contagio sui mercati in caso di pressioni alle vendite allo scoperto.
                  
               
                     (39)
                  
                  
                     Pertanto, l’ESMA ritiene che le minacce all’integrità, all’ordinato funzionamento e alla stabilità finanziaria dei mercati descritte sopra hanno implicazioni transfrontaliere. A causa della natura della crisi COVID-19, esse hanno a tutti gli effetti un carattere paneuropeo.
                  
               3.   NESSUNA AUTORITÀ COMPETENTE HA ADOTTATO MISURE PER AFFRONTARE LA MINACCIA OVVERO UNA O PIÙ AUTORITÀ COMPETENTI HANNO ADOTTATO MISURE NON ADEGUATE A FAR FRONTE ALLA MINACCIA IN QUESTIONE [ARTICOLO 28, PARAGRAFO 2, LETTERA B), DEL REGOLAMENTO (UE) N. 236/2012]
         
         
                     (40)
                  
                  
                     Un’altra condizione necessaria affinché l’ESMA possa adottare la misura di cui alla presente decisione è che un’autorità competente o le autorità competenti non abbiano adottato misure per affrontare la minaccia o le misure adottate non siano sufficienti per farvi fronte.
                  
               
                     (41)
                  
                  
                     Le preoccupazioni relative all’integrità, all’ordinato funzionamento e alla stabilità finanziaria dei mercati descritte nella decisione (UE) 2020/525 dell’ESMA hanno indotto alcune autorità nazionali competenti ad attuare provvedimenti nazionali volti a limitare le vendite allo scoperto di titoli azionari in Spagna, Francia, Austria, Belgio, Grecia e Italia (18), i quali scadevano il 18 maggio.
                  
               
                     (42)
                  
                  
                     In seguito alla scadenza o alla revoca di tali misure provvisorie, nell’UE non sono stati adottati ulteriori provvedimenti ai sensi del regolamento (UE) n. 236/2012 e, alla data della presente decisione, non sono in vigore misure di questo tipo.
                  
               
                     (43)
                  
                  
                     Al momento in cui si adotta la presente decisione, nessuna autorità competente ha attuato misure per aumentare la propria visibilità sull’evoluzione delle posizioni corte nette definendo soglie di comunicazione più basse, poiché dette autorità possono fare affidamento sulla decisione (UE) 2020/1123.
                  
               
                     (44)
                  
                  
                     La necessità di avere una maggiore visibilità delle posizioni corte nette rimane acuta in un contesto in cui le suddette limitazioni imposte ai sensi dell’articolo 20 del regolamento (UE) n. 236/2012 non sono più in vigore e permane l’incertezza circa l’impatto prolungato della COVID-19. Poiché le vendite allo scoperto e le operazioni con effetto equivalente non sono più soggette ad altri vincoli esterni, le autorità nazionali competenti in tutta l’UE devono essere in grado di individuare in anticipo se le posizioni corte nette vengono accumulate in misura tale da far sì che i rischi per i mercati finanziari e la stabilità finanziaria sopra descritti si manifestino e siano esacerbati dalle pressioni alla vendita allo scoperto.
                  
               
                     (45)
                  
                  
                     Alla luce dei suddetti rischi paneuropei, resta evidente che le informazioni ricevute dalle autorità nazionali competenti secondo la soglia di segnalazione ordinaria di cui all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 236/2012 non sono sufficienti nelle attuali condizioni di stress del mercato. L’ESMA ritiene che il mantenimento di soglie di comunicazione più basse dovrebbe garantire che tutte le autorità nazionali competenti dell’UE e la stessa ESMA dispongano dei migliori insiemi di dati disponibili per monitorare le tendenze del mercato e siano pronte ad adottare ulteriori provvedimenti, se necessario.
                  
               4.   LA MISURA AFFRONTA IN MODO SIGNIFICATIVO LA MINACCIA O MIGLIORA LA CAPACITÀ DELLE AUTORITÀ COMPETENTI DI MONITORARE LA MINACCIA [ARTICOLO 28, PARAGRAFO 3, LETTERA A), DEL REGOLAMENTO (UE) N. 236/2012]
         
         
                     (46)
                  
                  
                     L’ESMA deve inoltre tenere conto del grado in cui il rinnovo della misura affronta in modo significativo la minaccia individuata.
                  
               
                     (47)
                  
                  
                     In particolare, l’ESMA ha analizzato di seguito se il rinnovo della misura affronti in modo significativo la minaccia all’ordinato funzionamento e all’integrità dei mercati finanziari, alla stabilità finanziaria dell’Unione e se migliori la capacità delle autorità competenti di monitorare la minaccia.
                  
               a)   La misura affronta in modo significativo la minaccia all’ordinato funzionamento e all’integrità dei mercati finanziari
         
         
                     (48)
                  
                  
                     Nelle circostanze sopra descritte, qualsiasi aumento improvviso della pressione alla vendita e della volatilità del mercato dovuto alla vendita allo scoperto e all’accumulo di posizioni corte può amplificare le tendenze al ribasso dei mercati finanziari. Benché in altri periodi la vendita allo scoperto possa svolgere un ruolo positivo nel determinare la corretta valutazione degli emittenti, nelle attuali condizioni del mercato può rappresentare una minaccia supplementare all’ordinato funzionamento e all’integrità dei mercati.
                  
               
                     (49)
                  
                  
                     In particolare, considerando l’impatto orizzontale della situazione di emergenza perdurante, che incide su un vasto numero di titoli azionari nell’Unione, qualsiasi calo improvviso dei loro prezzi può essere esacerbato da un’ulteriore pressione alla vendita causata dalla vendita allo scoperto e dall’aumento di posizioni corte nette che, se inferiori alle soglie normali per la notifica alle autorità nazionali competenti ai sensi dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 236/2012, senza il rinnovo della misura non verrebbero rilevate.
                  
               
                     (50)
                  
                  
                     Per i motivi summenzionati, è opportuno che le autorità nazionali competenti e l’ESMA siano messe al corrente il prima possibile dell’avvio di vendite allo scoperto e dell’accumulazione di importanti posizioni corte nette da parte dei partecipanti al mercato per impedire, se necessario, che tali posizioni diano inizio a una cascata di ordini di vendita e alla conseguente diminuzione significativa dei prezzi.
                  
               
                     (51)
                  
                  
                     Il rinnovo della misura affronta tale necessità disponendo, per le persone fisiche e giuridiche che detengono una posizione corta netta in titoli azionari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato, la conferma dell’obbligo di comunicazione alle autorità nazionali competenti a una soglia inferiore a quella stabilita dall’articolo 5 del regolamento (UE) n. 236/2012.
                  
               
                     (52)
                  
                  
                     Pertanto, le autorità nazionali competenti e l’ESMA potranno valutare adeguatamente l’evoluzione della situazione, differenziando i movimenti di mercato guidati da informazioni fondamentali da quelli che potrebbero essere avviati o esacerbati da vendite allo scoperto, e reagire qualora l’integrità e l’ordinato funzionamento dei mercati richiedano azioni più rigorose.
                  
               
                     (53)
                  
                  
                     L’ESMA ritiene che, senza il rinnovo di questa misura per altri tre mesi, le autorità nazionali competenti e l’ESMA avrebbero una capacità limitata di monitorare adeguatamente il mercato nell’attuale contesto di incertezza e fragilità. Ciò è accentuato dall’apparente disaccoppiamento tra l’andamento dei mercati finanziari e l’attività economica sottostante, unitamente alla natura evolutiva della pandemia di COVID-19. Tali fattori potrebbero innescare un’improvvisa e significativa pressione alla vendita e un’inusuale volatilità aggiuntiva del prezzo delle azioni dell’Unione che, a sua volta, potrebbero essere ulteriormente amplificate dall’accumulo di posizioni corte.
                  
               
                     (54)
                  
                  
                     Allo stesso tempo, l’ESMA ritiene opportuno mantenere la soglia di comunicazione di cui all’articolo 6 del regolamento (UE) n. 236/2012, che è pari allo 0,5 % del capitale sociale emesso della società, in quanto l’abbassamento di tale soglia non sembra essere necessario dal punto di vista del mantenimento dell’ordine dei mercati e della gestione dei rischi per la stabilità finanziaria. Le autorità nazionali competenti e l’ESMA continueranno a monitorare costantemente le condizioni di mercato e, se necessario, adotteranno ulteriori misure.
                  
               b)   La misura affronta in modo significativo la minaccia alla stabilità di tutto o di parte del sistema finanziario dell’Unione
         
         
                     (55)
                  
                  
                     Come indicato sopra, nonostante le notizie incoraggianti sugli sviluppi dei vaccini abbiano recentemente determinato un miglioramento della performance dei mercati, in alcuni paesi il calo degli indici azionari rispetto al 20 febbraio 2020 si mantiene tuttora su livelli analoghi a quelli registrati a giugno o a settembre 2020. Inoltre, la ripresa dei prezzi nell’UE è sensibilmente più debole in confronto all’andamento delle altre economie globali, per esempio nel caso del NIKKEI 225, dell’S&P 500 o del CSI 300. Vari fattori di rischio continuano a incidere su molti settori: per esempio la performance dei titoli azionari del settore finanziario rimane debole e presenta una forte dispersione tra i principali enti creditizi dell’UE. In questo contesto, l’avvio di vendite allo scoperto e l’accumulo di importanti posizioni corte nette possono amplificare la pressione alla vendita e le tendenze al ribasso che, a loro volta, possono aggravare una minaccia in grado di produrre effetti particolarmente nocivi per la stabilità finanziaria degli istituti finanziari e delle società di altri settori.
                  
               
                     (56)
                  
                  
                     In tale contesto, senza il rinnovo di questa misura per altri tre mesi, le autorità nazionali competenti e l’ESMA si troverebbero alle prese con limitazioni sui dati che ridurrebbero la loro capacità di far fronte a potenziali effetti negativi per l’economia e, in ultima analisi, per la stabilità finanziaria dell’Unione nel suo complesso.
                  
               
                     (57)
                  
                  
                     Pertanto, il rinnovo della misura dell’ESMA volta ad abbassare temporaneamente le soglie di comunicazione delle posizioni corte nette alle autorità nazionali competenti affronta in modo efficace questa minaccia alla stabilità di parti o, in ultima analisi, dell’intero sistema finanziario dell’Unione, riducendo le limitazioni dei dati e rafforzando la capacità delle autorità nazionali competenti di affrontare i rischi imminenti in una fase precoce.
                  
               c)   Miglioramento della capacità delle autorità competenti di monitorare la minaccia
         
         
                     (58)
                  
                  
                     In condizioni di mercato normali, le autorità nazionali competenti monitorano qualsiasi minaccia che possa derivare dalle vendite allo scoperto e dall’accumulo di posizioni corte nette con strumenti di vigilanza stabiliti dalla legislazione dell’Unione, in particolare con gli obblighi di comunicazione riguardanti dette posizioni previsti dal regolamento (UE) n. 236/2012 (19).
                  
               
                     (59)
                  
                  
                     Tuttavia, le condizioni attuali del mercato impongono di intensificare l’attività di monitoraggio delle autorità nazionali competenti e dell’ESMA in merito alle posizioni corte nette aggregate in titoli azionari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati. A tal fine, e data la perdurante incertezza legata all’evoluzione della pandemia di COVID-19, è ancora importante che le autorità nazionali competenti continuino a ricevere informazioni sull’accumulo di posizioni corte nette il prima possibile, prima che queste ultime raggiungano il livello dello 0,2 % del capitale azionario emesso come stabilito nell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 236/2012.
                  
               
                     (60)
                  
                  
                     Ciò è evidenziato dal fatto che, nonostante gli aumenti di prezzo rilevati dal novembre 2020, la percentuale di titoli azionari con una posizione corta netta tra lo 0,1 e lo 0,2 % non è scesa significativamente dal marzo 2020 a questa parte (20) e si mantiene su una media del 12 % rispetto al totale delle posizioni corte nette, analogamente alla situazione riscontrata a settembre. Pertanto, si può concludere che la percentuale di posizioni corte nette tra lo 0,1 e lo 0,2 %, che ha dovuto essere segnalata a causa della riduzione della soglia di notifica imposta dall’ESMA, rimane una parte consistente del totale delle posizioni corte nette.
                  
               
                     (61)
                  
                  
                     Pertanto, il rinnovo della misura dell’ESMA manterrà la capacità potenziata delle autorità nazionali competenti di affrontare le minacce individuate in una fase precoce, consentendo a dette autorità e all’ESMA di gestire tempestivamente le minacce all’ordinato funzionamento dei mercati e alla stabilità finanziaria nel caso in cui dovessero manifestarsi segnali di tensione del mercato.
                  
               5.   LE MISURE NON CREANO UN RISCHIO DI ARBITRAGGIO NORMATIVO [ARTICOLO 28, PARAGRAFO 3, LETTERA B), DEL REGOLAMENTO (UE) N. 236/2012]
         
         
                     (62)
                  
                  
                     Al fine di adottare o rinnovare una misura ai sensi dell’articolo 28 del regolamento (UE) n. 236/2012, l’ESMA deve valutare se la misura crei un rischio di arbitraggio normativo.
                  
               
                     (63)
                  
                  
                     Il rinnovo della misura dell’ESMA verte sugli obblighi di comunicazione dei partecipanti al mercato in relazione a tutti i titoli azionari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati dell’Unione e garantirà una soglia di comunicazione unica per tutte le autorità nazionali competenti, assicurando condizioni di parità per tutti i partecipanti al mercato all’interno e all’esterno dell’UE in merito alla contrattazione di titoli azionari ammessi alla negoziazione nei mercati regolamentati dell’Unione.
                  
               6.   LA MISURA DELL’ESMA NON PRODUCE EFFETTI NEGATIVI SULL’EFFICIENZA DEI MERCATI FINANZIARI, COME LA RIDUZIONE DELLA LIQUIDITÀ SU DETTI MERCATI O LA CREAZIONE DI INCERTEZZA PER I PARTECIPANTI AL MERCATO, CHE RISULTINO SPROPORZIONATI RISPETTO AI BENEFICI [ARTICOLO 28, PARAGRAFO 3, LETTERA C), DEL REGOLAMENTO (UE) N. 236/2012]
         
         
                     (64)
                  
                  
                     L’ESMA deve valutare se la misura produce effetti negativi che si possano ritenere sproporzionati rispetto ai suoi benefici.
                  
               
                     (65)
                  
                  
                     L’ESMA ritiene opportuno che le autorità nazionali competenti monitorino da vicino l’evoluzione delle posizioni corte nette prima di considerare l’adozione di eventuali misure maggiormente invasive. L’ESMA osserva che la soglia di comunicazione normale (0,2 % del capitale azionario emesso) potrebbe essere inadeguata nelle perduranti condizioni di mercato eccezionali per individuare tempestivamente le tendenze e le minacce che stanno emergendo.
                  
               
                     (66)
                  
                  
                     Sebbene l’introduzione di un obbligo di comunicazione rafforzato possa aver aggiunto un onere aggiuntivo per i soggetti segnalanti, attualmente questi ultimi hanno già adattato i loro sistemi interni in seguito all’applicazione delle decisioni (UE) 2020/525, (UE) 2020/1123 e (UE) 2020/1689; pertanto il rinnovo di questa misura non dovrebbe avere un ulteriore impatto sui costi di adempimento dei soggetti segnalanti. Inoltre, non limiterà la capacità dei partecipanti al mercato di assumere o incrementare le loro posizioni corte in titoli azionari e, di conseguenza, l’efficienza del mercato non ne risentirà.
                  
               
                     (67)
                  
                  
                     Rispetto ad altri potenziali provvedimenti maggiormente invasivi, questo rinnovo della misura non dovrebbe incidere sulla liquidità nel mercato, poiché un obbligo di comunicazione più rigoroso per un numero ristretto di partecipanti al mercato non dovrebbe modificarne le strategie di negoziazione né, conseguentemente, la partecipazione al mercato. Inoltre, il mantenimento dell’eccezione prevista per le attività di supporto agli scambi (market making) e i programmi di stabilizzazione è volto a non aumentare l’onere per i soggetti che offrono servizi importanti in termini di fornitura di liquidità e riduzione della volatilità, il che è particolarmente opportuno nella situazione attuale.
                  
               
                     (68)
                  
                  
                     Per quanto riguarda l’ambito di applicazione del rinnovo della misura, l’ESMA ritiene che limitarlo a uno o più settori o a un sottoinsieme di emittenti potrebbe non raggiungere il risultato desiderato. L’entità delle diminuzioni di prezzo registrate dopo la diffusione della pandemia di COVID-19, l’ampia gamma di titoli azionari (e di settori) colpiti e il grado di interconnessione tra le economie dell’UE e le sedi di negoziazione indicano che una misura di portata europea sarà probabilmente più efficace rispetto a misure settoriali nel fornire tempestivamente informazioni di mercato alle autorità nazionali competenti.
                  
               
                     (69)
                  
                  
                     Per quanto riguarda il rischio di generare incertezza sul mercato, la misura non introduce nuovi obblighi normativi poiché, abbassando la soglia prevista, si limita a modificare il normale obbligo di comunicazione in vigore dal 2012. L’ESMA sottolinea inoltre che il rinnovo della misura riguarda esclusivamente la comunicazione relativa a titoli azionari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato dell’Unione per acquisire contezza di posizioni per cui risulta particolarmente opportuna una segnalazione supplementare.
                  
               
                     (70)
                  
                  
                     Pertanto, l’ESMA ritiene che un tale obbligo di trasparenza più stringente non dovrebbe avere effetti negativi sull’efficienza dei mercati finanziari o sugli investitori che risultino sproporzionati rispetto ai benefici e non dovrebbe generare incertezza sui mercati finanziari.
                  
               
                     (71)
                  
                  
                     In termini di durata della misura, l’ESMA ritiene che un rinnovo della misura per tre mesi sia giustificato alla luce delle informazioni disponibili in questo momento e delle prospettive ancora complessivamente incerte nel contesto della pandemia di COVID-19. L’ESMA intende ripristinare il normale obbligo di comunicazione non appena la situazione migliorerà, ma al tempo stesso non può scartare la possibilità di prorogare la misura qualora la situazione peggiori o i mercati rimangano in uno stato di fragilità.
                  
               
                     (72)
                  
                  
                     Su tale base e a partire da questa data, l’ESMA ritiene che la presente decisione di rinnovare la misura temporanea di maggiore trasparenza sulle posizioni corte nette sia proporzionata alle perduranti circostanze avverse.
                  
               7.   CONSULTAZIONE E COMUNICAZIONE [ARTICOLO 28, PARAGRAFI 4 E 5, DEL REGOLAMENTO (UE) N. 236/2012]
         
         
                     (73)
                  
                  
                     L’ESMA si è consultata con il CERS, che non ha sollevato alcuna obiezione all’adozione della decisione proposta.
                  
               
                     (74)
                  
                  
                     L’ESMA ha notificato alle autorità nazionali competenti la decisione prevista.
                  
               
                     (75)
                  
                  
                     Il rinnovo della misura dell’ESMA sarà in vigore a partire dal 19 dicembre 2020.
                  
               HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
         
            Articolo 1
            Definizione
            Ai fini della presente decisione, per «mercato regolamentato» si intende un mercato regolamentato secondo la definizione di cui all’articolo 4, paragrafo 1, punto 21, della direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (21).
         
         
            Articolo 2
            Obblighi di trasparenza temporanei supplementari
            
               1.   Una persona fisica o giuridica che abbia una posizione corta netta in relazione al capitale azionario emesso da una società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato notifica all’autorità competente interessata, a norma degli articoli 5 e 9 del regolamento (UE) n. 236/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, se tale posizione raggiunge o scende al di sotto della pertinente soglia di notifica di cui al paragrafo 2 del presente articolo.
            
            
               2.   La soglia di notifica consiste nella percentuale pari allo 0,1 % del capitale azionario emesso dalla società interessata e ad ogni 0,1 % al di sopra di tale soglia.
            
         
         
            Articolo 3
            Esenzioni
            
               1.   Ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (UE) n. 236/2012, gli obblighi di trasparenza temporanei supplementari di cui all’articolo 2 non si applicano ai titoli azionari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato quando la sede principale di negoziazione dei titoli si trova in un paese terzo.
            
            
               2.   Ai sensi dell’articolo 17 del regolamento (UE) n. 236/2012, gli obblighi di trasparenza temporanei supplementari di cui all’articolo 2 non si applicano alle operazioni effettuate a causa di attività di supporto agli scambi.
            
            
               3.   Gli obblighi di trasparenza temporanei supplementari di cui all’articolo 2 non si applicano nei confronti di una posizione corta netta nell’ambito di un’operazione di stabilizzazione a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli abusi di mercato (22).
            
         
         
            Articolo 4
            Entrata in vigore e applicazione
            La presente decisione entra in vigore il 19 dicembre 2020.
            Essa si applica a decorrere dalla relativa data di entrata in vigore per un periodo di tre mesi.
         
         
            Fatto a Parigi, il 16 dicembre 2020
            
               Per il consiglio delle autorità di vigilanza
               Steven MAIJOOR
               Il presidente
            
         
         
            (1)  GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84.
         
            (2)  GU L 86 del 24.3.2012, pag. 1.
         
            (3)  GU L 274 del 9.10.2012, pag. 1.
         
            (4)  GU L 116 del 15.4.2020, pag. 5.
         
            (5)  GU L 245 del 30.7.2020, pag. 17.
         
            (6)  GU L 379 del 13.11.2020, pag. 60.
         
            (7)  Disponibili a questo link: https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/autumn_20_forecast.pdf.
         
            (8)  Previsioni economiche europee, pag. 40.
         
            (9)  Previsioni economiche europee, pag. 49.
         
            (10)  Disponibile a questo link: https://www.pfizer.com/news/press-release/press-release-detail/pfizer-and-biontech-announce-vaccine-candidate-against.
         
            (11)  Disponibile a questo link: https://www.esma.europa.eu/sites/default/files/library/esma50-165-1371_risk_dashboard_no_2_2020.pdf.
         
            (12)  Disponibile a questo link: https://www.esma.europa.eu/sites/default/files/library/esma50-165-1371_risk_dashboard_no_2_2020.pdf.
         
            (13)  L’indice VSTOXX misura la volatilità implicita basata sui prezzi delle opzioni EURO STOXX 50.
         
            (14)  L’indice VIX è calcolato utilizzando il punto medio delle quotazioni di bid (denaro) e ask (lettera) delle opzioni dell’indice S&P 500 (SPX) in tempo reale.
         
            (15)  Cfr. anche la sezione 4, punto c.
         
            (16)  Previsioni economiche europee, pag. 61.
         
            (17)  https://www.ecb.europa.eu/pub/financial-stability/fsr/html/ecb.fsr201911~facad0251f.en.html
         
            (18)  () In Italia il provvedimento è stato revocato il 18 maggio.
         
            (19)  () Cfr. l’articolo 5 del regolamento (UE) n. 236/2012.
         
            (20)  () Le segnalazioni delle posizioni corte nette giornaliere della Danimarca mancano nel periodo fra il 31 agosto e il 4 settembre a causa di un problema tecnico.
         
            (21)  Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 349).
         
            (22)  Regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014 , relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e le direttive 2003/124/CE, 2003/125/CE e 2004/72/CE della Commissione (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 1).
      
      
         
            ALLEGATO
            Nel presente allegato, la «decisione dell’ESMA» si riferisce alla decisione dell’ESMA del 16 marzo 2020 di imporre alle persone fisiche o giuridiche che detengono posizioni corte nette in relazione al capitale azionario emesso da società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato, l’obbligo di notifica alle autorità competenti in caso di superamento di una determinata soglia temporaneamente ridotta, ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 236/2012.
            
               Figura 1
            
            
               Indicatori finanziari
            
            
                        Performance del mercato azionario
                     
                     
                        Cambiamenti dal 20.2.2020 al 2.12.2020
                     
                     
                        Livello dell’indice al 2.12.2020
                     
                     
                        Cambiamenti dal 20.2.2020 al 3.9.2020
                     
                     
                        Livello dell’indice al 3.9.2020
                     
                     
                        Cambiamenti dal 20.2.2020 al 4.6.2020
                     
                     
                        Livello dell’indice al 4.6.2020
                     
                  
                        STOXX EUROPE 800 ex. Svizzera
                     
                     
                        –10 %
                     
                     
                        125 
                     
                     
                        –17 %
                     
                     
                        116 
                     
                     
                        –16 %
                     
                     
                        117 
                     
                  
                        EURO STOXX INDEX
                     
                     
                        –6 %
                     
                     
                        392 
                     
                     
                        –13 %
                     
                     
                        362 
                     
                     
                        –13 %
                     
                     
                        364 
                     
                  
                        EURO STOXX 50
                     
                     
                        –8 %
                     
                     
                        3 521 
                     
                     
                        –14 %
                     
                     
                        3 304 
                     
                     
                        –13 %
                     
                     
                        3 323 
                     
                  
                        US S&P500
                     
                     
                        9 %
                     
                     
                        3 663 
                     
                     
                        2 %
                     
                     
                        3 451 
                     
                     
                        –8 %
                     
                     
                        3 112 
                     
                  
                        CSI 300
                     
                     
                        22 %
                     
                     
                        5 067 
                     
                     
                        16 %
                     
                     
                        4 817 
                     
                     
                        –4 %
                     
                     
                        3 982 
                     
                  
                        JP Nikkei
                     
                     
                        14 %
                     
                     
                        26 801 
                     
                     
                        0 %
                     
                     
                        23 466 
                     
                     
                        –3 %
                     
                     
                        22 864 
                     
                  
                        Globale
                     
                     
                        8 %
                     
                     
                        248 
                     
                     
                        –1 %
                     
                     
                        228 
                     
                     
                        –9 %
                     
                     
                        211 
                     
                  
                        Banche europee
                     
                     
                        –22 %
                     
                     
                        115 
                     
                     
                        –37 %
                     
                     
                        93 
                     
                     
                        –30 %
                     
                     
                        104 
                     
                  
                        Titoli finanziari italiani
                     
                     
                        –24 %
                     
                     
                        29 
                     
                     
                        –30 %
                     
                     
                        27 
                     
                     
                        –29 %
                     
                     
                        28 
                     
                  
                        Titoli finanziari spagnoli
                     
                     
                        –24 %
                     
                     
                        50 
                     
                     
                        –48 %
                     
                     
                        34 
                     
                     
                        –35 %
                     
                     
                        42 
                     
                  
                        Titoli finanziari tedeschi
                     
                     
                        –7 %
                     
                     
                        132 
                     
                     
                        –13 %
                     
                     
                        123 
                     
                     
                        –11 %
                     
                     
                        126 
                     
                  
                        Titoli finanziari francesi
                     
                     
                        –21 %
                     
                     
                        141 
                     
                     
                        –34 %
                     
                     
                        118 
                     
                     
                        –28 %
                     
                     
                        130 
                     
                  
                        Volatilità
                     
                     
                        Cambiamenti dal 20.2.2020 al 2.12.2020
                     
                     
                        Livello dell’indice al
                        2.12.2020
                     
                     
                        Cambiamenti dal 20.2.2020 al 3.9.2020
                     
                     
                        Livello dell’indice al
                        3.9.2020
                     
                     
                        Cambiamenti dal 20.2.2020 al 4.6.2020
                     
                     
                        Livello dell’indice al
                        4.6.2020
                     
                  
                        VSTOXX
                     
                     
                        8 %
                     
                     
                        22
                     
                     
                        15 %
                     
                     
                        29
                     
                     
                        13 %
                     
                     
                        28
                     
                  
                        VIX
                     
                     
                        5 %
                     
                     
                        21
                     
                     
                        18 %
                     
                     
                        33
                     
                     
                        9 %
                     
                     
                        25
                     
                  
                        Credit default swap
                     
                     
                        Cambiamenti in punti base dal 20.2.2020 al 2.12.2020
                     
                     
                        Differenziali sul CDS in punti base al 2.12.2020
                     
                     
                        Cambiamenti in punti base dal 20.2.2020 al 3.9.2020
                     
                     
                        Differenziali sul CDS in punti base al 3.9.2020
                     
                     
                        Cambiamenti in punti base dal 20.2.2020 al 4.6.2020
                     
                     
                        Differenziali sul CDS in punti base al 4.6.2020
                     
                  
                        Titoli societari europei
                     
                     
                        5
                     
                     
                        45
                     
                     
                        5
                     
                     
                        45
                     
                     
                        22
                     
                     
                        62
                     
                  
                        Titoli ad alto rendimento europei
                     
                     
                        53
                     
                     
                        251
                     
                     
                        92
                     
                     
                        290
                     
                     
                        157
                     
                     
                        355
                     
                  
                        Titoli finanziari europei
                     
                     
                        9
                     
                     
                        53
                     
                     
                        15
                     
                     
                        59
                     
                     
                        29
                     
                     
                        73
                     
                  
                        Titoli finanziari subordinati europei
                     
                     
                        13
                     
                     
                        100
                     
                     
                        38
                     
                     
                        124
                     
                     
                        62
                     
                     
                        149
                     
                  
                        Obbligazioni di Stato a 10 anni
                     
                     
                        Cambiamenti in punti base dal 20.2.2020 al 2.12.2020
                     
                     
                        Rendimenti delle obbligazioni in % al 2.12.2020
                     
                     
                        Cambiamenti in punti base dal 20.2.2020 al 3.9.2020
                     
                     
                        Rendimenti delle obbligazioni in % al 3.9.2020
                     
                     
                        Cambiamenti in punti base dal 20.2.2020 al 4.6.2020
                     
                     
                        Rendimenti delle obbligazioni in % al 4.6.2020
                     
                  
                        Titoli tedeschi a 10 anni
                     
                     
                        –8
                     
                     
                        –0,52
                     
                     
                        –5
                     
                     
                        –0,49
                     
                     
                        15
                     
                     
                        –0,29
                     
                  
                        Titoli spagnoli a 10 anni
                     
                     
                        –13
                     
                     
                        0,11
                     
                     
                        9
                     
                     
                        0,33
                     
                     
                        32
                     
                     
                        0,55
                     
                  
                        Titoli francesi a 10 anni
                     
                     
                        –7
                     
                     
                        –0,29
                     
                     
                        2
                     
                     
                        –0,19
                     
                     
                        23
                     
                     
                        0,01
                     
                  
                        Titoli italiani a 10 anni
                     
                     
                        –31
                     
                     
                        0,60
                     
                     
                        15
                     
                     
                        1,06
                     
                     
                        51
                     
                     
                        1,42
                     
                  
                        Titoli statunitensi a 10 anni
                     
                     
                        –57
                     
                     
                        0,95
                     
                     
                        –90
                     
                     
                        0,62
                     
                     
                        –67
                     
                     
                        0,86
                     
                  
                        Titoli britannici a 10 anni
                     
                     
                        –22
                     
                     
                        0,36
                     
                     
                        –34
                     
                     
                        0,24
                     
                     
                        –24
                     
                     
                        0,34
                     
                  
                        Titoli giapponesi a 10 anni
                     
                     
                        7
                     
                     
                        0,03
                     
                     
                        8
                     
                     
                        0,04
                     
                     
                        9
                     
                     
                        0,05
                     
                  
                        NB: cambiamenti dei mercati azionari espressi in termini relativi, altri cambiamenti espressi in termini assoluti.
                        Fonti: Refinitiv EIKON; ESMA.
                     
                  
               
            NB: volatilità implicite di EURO STOXX 50 (VSTOXX) e S&P 500 (VIX), in %.
            Fonti: Refinitiv Datastream; ESMA.
            
               
            NB: prezzi di strumenti rappresentativi di capitale. 2020-02-20 = 100.
            Fonti: Refinitiv Datastream; ESMA.
            
               
            NB: prezzi di strumenti rappresentativi di capitale. 2020-02-20 = 100.
            Fonti: Refinitiv Datastream; ESMA.
            
               
            NB: prezzi di strumenti rappresentativi di capitale. 2020-02-20 = 100.
            Fonti: Refinitiv Datastream; ESMA.
            
               
            NB: differenziali sul credit default swap negli indici IG corporate europei (iTraxx Europe), European HY corporates (iTraxx Europe Crossover) e European Financials, in punti base.
            Fonti: Refinitiv EIKON; ESMA
            
               Figura 5
            
            
               Performance degli indici azionari europei per paese
            
            
                         
                     
                     
                        
                           Cambiamento in percentuale dal 6 nov. 2020 al 2 dic. 2020
                        
                     
                     
                        
                           Cambiamento in percentuale dal 20 feb. 2020 al 2 dic. 2020
                        
                     
                     
                        
                           Cambiamento in percentuale dal 20 feb. 2020 al 3 set. 2020
                        
                     
                     
                        
                           Cambiamento in percentuale dal 20 feb. 2020 al 4 giu. 2020
                        
                     
                  
                        
                           STOXX EUROPE 800 ex. Svizzera
                        
                     
                     
                        8,67 %
                     
                     
                        –9,74 %
                     
                     
                        –16,67 %
                     
                     
                        –15,78 %
                     
                  
                        
                           EURO STOXX INDEX
                        
                     
                     
                        9,41 %
                     
                     
                        –6,06 %
                     
                     
                        –13,22 %
                     
                     
                        –12,72 %
                     
                  
                        
                           EURO STOXX 50
                        
                     
                     
                        9,90 %
                     
                     
                        –7,89 %
                     
                     
                        –13,57 %
                     
                     
                        –13,07 %
                     
                  
                        
                           AT
                        
                     
                     
                        21,10 %
                     
                     
                        –17,84 %
                     
                     
                        –30,21 %
                     
                     
                        –23,30 %
                     
                  
                        
                           BE
                        
                     
                     
                        16,24 %
                     
                     
                        –9,94 %
                     
                     
                        –19,22 %
                     
                     
                        –14,86 %
                     
                  
                        
                           BG
                        
                     
                     
                        0,55 %
                     
                     
                        –22,03 %
                     
                     
                        –20,67 %
                     
                     
                        –15,69 %
                     
                  
                        
                           CY
                        
                     
                     
                        25,10 %
                     
                     
                        –27,80 %
                     
                     
                        –39,52 %
                     
                     
                        –34,73 %
                     
                  
                        
                           CZ
                        
                     
                     
                        11,15 %
                     
                     
                        –12,35 %
                     
                     
                        –17,81 %
                     
                     
                        –13,94 %
                     
                  
                        
                           DE
                        
                     
                     
                        6,68 %
                     
                     
                        –2,57 %
                     
                     
                        –4,44 %
                     
                     
                        –7,32 %
                     
                  
                        
                           DK
                        
                     
                     
                        –1,90 %
                     
                     
                        10,16 %
                     
                     
                        4,24 %
                     
                     
                        –2,48 %
                     
                  
                        
                           EE
                        
                     
                     
                        11,25 %
                     
                     
                        –4,72 %
                     
                     
                        –13,55 %
                     
                     
                        –13,16 %
                     
                  
                        
                           ES
                        
                     
                     
                        19,66 %
                     
                     
                        –17,22 %
                     
                     
                        –29,45 %
                     
                     
                        –21,88 %
                     
                  
                        
                           FI
                        
                     
                     
                        6,38 %
                     
                     
                        1,96 %
                     
                     
                        –5,35 %
                     
                     
                        –8,66 %
                     
                  
                        
                           FR
                        
                     
                     
                        12,54 %
                     
                     
                        –7,91 %
                     
                     
                        –17,37 %
                     
                     
                        –15,91 %
                     
                  
                        
                           GB
                        
                     
                     
                        9,36 %
                     
                     
                        –13,09 %
                     
                     
                        –21,32 %
                     
                     
                        –13,93 %
                     
                  
                        
                           GR
                        
                     
                     
                        29,14 %
                     
                     
                        –16,82 %
                     
                     
                        –29,24 %
                     
                     
                        –26,64 %
                     
                  
                        
                           HR
                        
                     
                     
                        10,22 %
                     
                     
                        –13,43 %
                     
                     
                        –19,61 %
                     
                     
                        –17,16 %
                     
                  
                        
                           HU
                        
                     
                     
                        10,74 %
                     
                     
                        –14,42 %
                     
                     
                        –24,05 %
                     
                     
                        –17,83 %
                     
                  
                        
                           IE
                        
                     
                     
                        5,56 %
                     
                     
                        –0,58 %
                     
                     
                        –13,00 %
                     
                     
                        –12,90 %
                     
                  
                        
                           IS
                        
                     
                     
                        5,78 %
                     
                     
                        10,90 %
                     
                     
                        –1,50 %
                     
                     
                        –4,44 %
                     
                  
                        
                           IT
                        
                     
                     
                        11,64 %
                     
                     
                        –12,39 %
                     
                     
                        –22,04 %
                     
                     
                        –20,01 %
                     
                  
                        
                           LT
                        
                     
                     
                        4,44 %
                     
                     
                        3,84 %
                     
                     
                        5,06 %
                     
                     
                        –1,98 %
                     
                  
                        
                           LU
                        
                     
                     
                        14,85 %
                     
                     
                        –7,78 %
                     
                     
                        –25,92 %
                     
                     
                        –21,60 %
                     
                  
                        
                           LV
                        
                     
                     
                        –0,47 %
                     
                     
                        6,81 %
                     
                     
                        5,53 %
                     
                     
                        –1,81 %
                     
                  
                        
                           MT
                        
                     
                     
                        15,14 %
                     
                     
                        –13,86 %
                     
                     
                        –20,80 %
                     
                     
                        –12,92 %
                     
                  
                        
                           NL
                        
                     
                     
                        6,64 %
                     
                     
                        –1,80 %
                     
                     
                        –11,66 %
                     
                     
                        –9,17 %
                     
                  
                        
                           NO
                        
                     
                     
                        11,02 %
                     
                     
                        –3,37 %
                     
                     
                        –11,80 %
                     
                     
                        –10,22 %
                     
                  
                        
                           PL
                        
                     
                     
                        11,81 %
                     
                     
                        –9,62 %
                     
                     
                        –15,75 %
                     
                     
                        –13,47 %
                     
                  
                        
                           PT
                        
                     
                     
                        14,45 %
                     
                     
                        –14,54 %
                     
                     
                        –20,09 %
                     
                     
                        –13,64 %
                     
                  
                        
                           RO
                        
                     
                     
                        6,43 %
                     
                     
                        –7,58 %
                     
                     
                        –10,73 %
                     
                     
                        –11,45 %
                     
                  
                        
                           SE
                        
                     
                     
                        5,47 %
                     
                     
                        1,06 %
                     
                     
                        –7,28 %
                     
                     
                        –9,47 %
                     
                  
                        
                           SI
                        
                     
                     
                        8,13 %
                     
                     
                        –9,57 %
                     
                     
                        –13,01 %
                     
                     
                        –10,83 %
                     
                  
                        
                           SK
                        
                     
                     
                        –0,99 %
                     
                     
                        –3,02 %
                     
                     
                        –7,05 %
                     
                     
                        0,07 %
                     
                  
                        Fonti: Refinitiv EIKON; ESMA.
                     
                  
               
            Fonti: ESMA