CELEX: 21987A0312(01)
Language: it
Date: 1986-08-01 00:00:00
Title: Accordo internazionale sul cacao del 1986

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21987A0312(01)

Accordo internazionale sul cacao del 1986  

Gazzetta ufficiale n. L 069 del 12/03/1987 pag. 0026 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 11 pag. 0406  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 11 pag. 0406 

TRADUZIONE ACCORDO INTERNAZIONALE  SUL CACAO DEL 1986CAPITOLO I OBIETTIVI Articolo 1 Obiettivi Gli obiettivi dell'Accordo internazionale sul cacao del 1986 (appresso denominato « il presente  accordo » tenuto conto delle risoluzioni 93 (IV) e 124 (V) adottate dalla Conferenza delle Nazioni  Unite sul commercio e sullo sviluppo in merito al programma integrato per i prodotti di base, sono  i seguenti : a)promuovere lo sviluppo ed il rafforzamento della cooperazione internazionale in tutti i settori  dell'economia mondiale del cacao ; b)contribuire alla stabilizzazione del mercato mondiale del cacao nell'interesse di tutti i membri  cercando, in particolare, di : iii)impedire eccessive fluttuazioni del prezzo del cacao, che ledono le prospettive di una rapida  crescita economica e di un rapido sviluppo sociale nei paesi membri, nonché gli interessi a lungo  termine dei produttori e dei consumatori ; vii)attenuare le gravi difficoltà economiche che persisterebbero qualora l'adeguamento della  produzione al consumo di cacao non potesse attuarsi con la rapidità richesta dalle circostanze  attraverso il normale gioco delle forze del mercato ; iii)garantire un approvvigionamento sufficiente a prezzi ragionevoli, che siano equi per produttori  e consumatori ; iv)facilitare l'incremento del consumo e, all'occorrente e per quanto possibile, l'adeguamento della  produzione, in modo da equilibrare a lungo termine l'offerta e la domanda ; c)facilitare l'espansione del commercio internazionale di cacao ; d)fornire un appropriato forum di discussione per tutte le questioni relative all'economia mondiale  del cacao. CAPITOLO II DEFINIZIONI Articolo 2 Definizioni Agli effetti del presente accordo :  1)per cacao s'intende il cacao in grani e i prodotti derivati dal cacao ;  2)per prodotti derivati del cacao s'intendono i prodotti fabbricati esclusivamente a partire dal  cacao in grani, come la pasta, il liquore di cacao, il burro di cacao, la polvere di cacao senza  aggiunta di zucchero, la pasta di cacao sgrassata e le mandorle decorticate, nonché ogni altro  prodotto contenente cacao che il Consiglio può all'occorrenza designare ;  3)per anno cacao s'intende il periodo di dodici mesi compreso fa il 1o ottobre e il 30 settembre  ;  4)per parte contraente s'intende un governo o un'organizzazione intergovernativa si sensi  dell'articolo 4, che ha accettato di essere vincolato dal presente accordo a titolo provvisorio o  definitivo ;  5)per Consiglio s'intende il Consiglio internazionale del cacao di cui all'articolo 6 ;  6)per prezzo giornaliero s'intende il prezzo definito al paragrafo 2 dell'articolo 26  7)per entrata in vigore s'intende, salvo precisazione contraria la data in cui il presente accordo  entra in vigore a titolo provvisorio oppure a titolo definitivo ;  8)per paese esportatore oppure membro esportatore s'intende rispettivamente un paese o un membro  le cui esportazioni di cacao, convertite in equivalente cacao in grani, superano le importazioni.  Tuttavia, un paese le cui importazioni di cacao convertite in equivalente cacao in grani, superano  le esportazioni, ma la cui produzione supera le importazioni, può, se lo desidera, essere membro  esportatore ;  9)per esportazioni di cacao s'intende tutto il cacao che esce dal territorio doganale di un paese,  e per importazioni di cacao tutto il cacao che entra nel territorio doganale di un paese, rimanendo  inteso che qualora un membro comprenda più di un territorio doganale, per territorio doganale deve  intendersi il complesso dei territori doganali di detto membro ; 10)per cacao fine (« fine » o « flavour ») s'intende il cacao prodotto nei paesi di cui all'allegato C, entro i limiti ivi indicati ; 11)per paese importatore oppure membro importatore s'intende rispettivamente un paese o un membro  le cui importazioni di cacao, convertite in equivalente cacao in grani, superano le esportazioni ; 12)per prezzo indicativo s'intende il prezzo definito al paragrafo 3 dell'articolo 26 ; 13)per membro s'intende una parte contraente secondo la definizione di cui sopra ; 14)per Organizzazione s'intende l'Organizzazione internazionale del cacao di cui all'articolo 5 ; 15)per paese produttore oppure membro produttore s'intende rispettivamente un paese o un membro che  produce cacao in quantità commercialmente rilevanti ; 16)per maggioranza semplice ripartita s'intende la maggioranza dei suffragi espressi dai membri  esportatori e la maggioranza dei suffragi espressi dai membri importatori, conteggiati  separatamente ; 17)per diritti speciali di prelievo (DSP) s'intendono i diritti speciali di prelievo del Fondo  monetario internazionale ; 18)per votazione speciale s'intendono i due terzi dei suffragi espressi dai membri esportatori e i  due terzi del suffragi espressi dai membri importatori, conteggiati separatamente, purché il numero  dei suffragi rappresenti almeno la metà dei membri presenti e votanti ; 19)per tonnellata s'intende la tonnellata metrica di 1 000 chilogrammi, pari a 2 204,6 libbre adp.,  e per libbra la libbra adp., pari a 453,597 grammi. CAPITOLO III MEMBRI Articolo 3 Membri dell'Organizzazione 1.  Ciascuna parte contraente è membro dell'Organizzazione. 2.  Nell'Organizzazione vi sono due categorie di membri, segnatamente : a)i membri esportatori e b)i membri importatori. 3.  Un membro può cambiare categoria, alle condizioni stabilite dal Consiglio. Articolo 4 Partecipazione di organizzazioni intergovernative 1.  Ogni riferimento fatto nel presente accordo a « governo » o « governi » vale anche per la  Comunità economica europea e per qualsiasi organizzazione intergovernativa avente responsabilità in  materia di negoziazione, conclusione ed applicazione di accordi internazionali, in particolare di  accordi riguardanti prodotti di base. Di conseguenza, ogniqualvolta nel presente accordo si parla  di firma, di ratifica, di accettazione o di approvazione, oppure di notifica dell'applicazione  dell'accordo a titolo provvisorio o di adesione, l'espressione vale anche per la firma, la  ratifica, l'accettazione o l'approvazione, o per la notifica dell'applicazione a titolo  provvisorio, o per l'adesione di dette organizzazione intergovernative. 2.  In caso di votazione su problemi di loro competenza, le suddette organizzazioni dispongono di  un numero di voti pari al numero complessivo dei voti attribuiti ai loro Stati membri conformemente  all'articolo 10. In questi casi, gli Stati membri di tali organizzazioni intergovernative non  esercitano il loro diritto di voto individuale. 3.  Le organizzazioni di cui sopra possono prendere parte ai lavori del comitato esecutivo  concernenti questioni di loro competenza. CAPITOLO IV ORGANIZZAZIONE E AMMINISTRAZIONE Articolo 5 Creazione, sede e struttura dell'Organizzazione internazionale del cacao 1.  L'Organizzazione internazionale del cacao, creata dall'accordo internazionale sul cacao del  1972, continua ad esistere. Essa provvede all'attuazione delle disposizioni del presente accordo e  ne controlla l'applicazione. 2.  L'Organizzazione esplica le sue funzioni tramite i seguenti organi : a)il Consiglio internazionale del cacao ed il comitato esecutivo ; b)il direttore esecutivo, il direttore della scorta stabilizzatrice e il personale. 3.  La sede dell'Organizzazione è a Londra, salvo che il Consiglio decida diversamente con  votazione speciale. Articolo 6 Composizione del Consiglio internazionale del cacao 1.  L'autorità dell'Organizzazione è il Consiglio internazionale del cacao, che si compone di tutti  i membri dell'Organizzazione. 2.  Ciascun membro è rappresentato nel Consiglio da un rappresentante e, se lo desidera, da uno o  più supplenti. Ogni membro può inoltre far assistere il proprio rappresentanto o i propri supplenti  da uno o più consiglieri. Articolo 7 Poteri e attribuzioni del Consiglio 1.  Il Consiglio esercita tutti i poteri ed espleta o vigila all'espletamento di tutte le funzioni  che sono indispensabili per l'esecuzione delle disposizioni esplicite del presente accordo. 2.  Il Consiglio non è abilitato a contrarre obbligazioni che esulano dal campo di applicazione del  presente accordo e non si può considerare che vi sia stato autorizzato dai membri ; in particolare,  non può contrarre prestiti, senza tuttavia limitare l'applicazione dell'articolo 33, né può  concludere contratti commerciali per il cacao al di fuori di quelli previsti dal presente accordo.  Nell'esercitare la sua capacità contrattuale, il Consiglio includerà nei suoi contratti i termini  della presente disposizione ed il paragrafo 5 dell'articolo 22 in modo da portarli a conoscenza  delle altre parti ai contratti ; tuttavia, l'omissione dell'inclusione di questi termini non rende  nullo il contratto e non si considera che il Consiglio sia andato al di là dei poteri che gli sono conferiti. 3.  Il Consiglio adotta, con votazione speciale, i regolamenti necessari per l'applicazione delle  disposizioni del presente accordo e che sono compatibili con le medesime, in particolare il  regolamento interno del Consiglio e dei suoi comitati, il regolamento finanziario ed il regolamento  del personale dell'Organizzazione, nonché le norme relative alla gestione ed al funzionamento della  scorta stabilizzatrice. Nel regolamento interno, il Consiglio può definire una procedura che gli  consenta di prendere delle decisioni su questioni specifiche senza riunirsi. 4.  Il Consiglio tiene i registri necessari all'espletamento delle funzioni assegnategli dal  presente accordo e ogni altro registro che esso ritenga appropriato. Articolo 8 Presidente e vicepresidenti del Consiglio 1.  Il Consiglio elegge per ogni anno cacao un presidente, nonché un primo ed un secondo  vicepresidente, che non sono retribuiti dall'Organizzazione. 2.  Il presidente ed il primo vicepresidente vengono eletti entrambi fra i rappresentanti dei  membri esportatori, o fra i rappresentanti dei membri importatori, ed il secondo vicepresidente fra  i rappresentanti dell'altra categoria. Ogni anno cacao queste categorie si alternano. 3.  In caso di assenza temporanea e simultanea del presidente e dei due vicepresidenti, oppure in  caso di assenza permanente di uno o più di essi, il Consiglio può eleggere, fra i rappresentanti  dei membri esportatori o fra i rappresentanti dei membri importatori, in base alle esigenze del  momento, i nuovi titolari di queste funzioni, temporanei o permanenti a seconda dei casi. 4.  Né il presidente, né alcun altro membro dell'ufficio di presidenza che presieda una riunione  del Consiglio, prende parte alla votazione. Il suo supplente può esercitare il diritto di voto del  membro che rappresenta. Articolo 9 Sessioni del Consiglio 1.  Di regola, il Consiglio si riunisce in sessione ordinaria una volta ogni semestre dell'anno  cacao. 2.  Oltre alle riunioni che tiene nelle altre circostanze espressamente previste dal presente  accordo, il Consiglio si riunisce in sessione straordinaria di propria iniziativa o qualora ne sia  fatta richiesta : a)da cinque membri, oppure b)da un membro o da più membri che detengono almeno 200 voti, oppure c)dal comitato esecutivo, oppure d)dal direttore esecutivo, ai fini degli articoli 27, 31, 39 e 40. 3.  Le sessioni del Consiglio vengono annunciate con almeno trenta giorni di anticipo, salvo nei  casi urgenti o quando le disposizioni del presente accordo prevedano un altro termine. 4.  Le sessioni si svolgono presso la sede dell'Organizzazione salvo che il Consiglio decida  diversamente con votazione speciale. Se, per invito di un membro, il Consiglio si riunisce in um  luogo diverso dalla sede dell'Organizzazione, le spese supplementari che ne derivano sono a carico  del predetto membro. Articolo 10 Ripartizione dei voti 1.  I membri esportatori detengono globalmente 1 000 voti ; 1 000 voti sono parimenti detenuti dai  membri importatori. Questi voti sono ripartiti nell'ambito di ogni categoria di membri, cioè di  quella dei membri esportatori e di quella dei membri importatori, conformemente alle disposizioni  dei paragrafi seguenti. 2.  Per ogni anno cacao i voti dei membri esportatori sono ripartiti come segue : ogni membro  esportatore dispone di cinque voti. I voti restanti sono suddivisi fra tutti i membri esportatori  in base alla media delle loro rispettive esportazioni di cacao nei tre precedenti anni cacao, e i  cui dati sono stati pubblicati dall'Organizzazione nell'ultimo Bollettino trimestrale delle  statistische per il cacao. A tal fine le esportazioni sono calcolate sommando le esportazioni nette  di cacao in grani alle esportazioni nette di prodotti derivati dal cacao, convertite in equivalente  cacao in grani mediante i coefficienti di cui all'articolo 28. 3.  Per ogni anno cacao i voti dei membri importatori sono ripartiti come segue : 100 voti sono  suddivisi in modo uguale fra tutti i membri importatori, arrotondati per difetto o per eccesso nei  confronti di ciascun membro ; i voti restanti sono suddivisi fra i membri importatori secondo la  percentuale che la media delle importazioni annue di ciascun membro importatore nei tre anni cacao  precedenti, per i quali l'Organizzazione disponga di statistiche definitive, rappresenta rispetto  al totale delle medie di tutti i membri importatori. A tal fine le importazioni sono calcolate  sommando le importazioni nette di cacao in grani alle importazioni lorde di prodotti derivati dal  cacao, convertite in equivalente cacao in grani mediante i coefficienti di cui all'articolo 28. 4.  Nessun membro può detenere più di 400 voti. I voti superiori a questa cifra, risultanti dai  calcoli indicati nei paragrafi 2 e 3, vengono ridistribuiti fra gli altri membri conformemente alle  disposizioni degli stessi paragrafi. 5.  Quando la composizione dell'Organizzazione subisce una modifica oppure quando i diritti di voto  di un membro sono sospesi o ristabiliti in applicazione di una disposizione del presente accordo,  il Consiglio procede alla ridistribuzione dei voti in conformità del presente articolo. 6.  I voti non possono essere frazionati. Articolo 11 Procedura di votazione del Consiglio 1.  Per la votazione ciascun membro dispone del numero di voti che detiene ; nessun membro può  dividere i suoi voti. Un membro non è tuttavia tenuto ad esprimere nello stesso senso dei propri i  voti di cui è autorizzato a disporre in virtù del paragrafo 2. 2.  Con notifica scritta al presidente del Consiglio ogni membro esportatore può autorizzare un  altro membro esportatore, ed ogni membro importatore può autorizzare un altro membro importatore, a  rappresentare i suoi interessi e a disporre dei suoi voti nelle riunioni del Consiglio ; in questo  caso non si applica la limitazione di cui all'articolo 10, paragrafo 4. 3.  Un membro autorizzato da un altro membro a disporre dei voti che quest'ultimo detiene a norma  dell'articolo 10 utilizza detti voti conformemente alle istruzioni previste da tale membro. 4.  I membri esportatori che producono unicamente cacao fine (« fine » oppure « flavour ») non  prendono parte alla votazione sulle questioni riguardanti la gestione ed il funzionamento della  scorta stabilizzatrice. Articolo 12 Decisioni del Consiglio 1.  Il Consiglio adotta tutte le sue decisioni e formula tutte le sue raccomandazioni mediante  votazione a maggioranza semplice ripartita, a meno che il presente accordo non preveda una  votazione speciale. 2.  Nel computo dei voti necessari per una decisione o una raccomandazione del Consiglio non  vengono presi in considerazione i voti dei membri che si astengono. 3.  Per le decisioni che il Consiglio deve adottare a norma del presente accordo, mediante  votazione speciale, viene applicata la seguente procedura : a)qualora la proposta non ottenga la maggioranza richiesta a causa del voto negativo di uno, due o  tre membri esportatori o di uno, due o tre membri importatori, essa viene rimessa ai voti entro  quarantotto ore se il Consiglio decide in questo senso con votazione a maggioranza semplice  ripartita ; b)qualora la proposta non ottenga, neppure nel secondo scrutinio, la maggioranza a causa del voto  negativo di uno o due membri esportatori o di uno o due voti entro ventiquattro ore se il Consiglio  decide in questo senso con votazione a maggioranza semplice ripartita ; c)se nel terzo scrutinio la proposta non ottiene la maggioranza richiesta a causa del voto negativo  di un membro esportatore o di un membro importatore, essa è considerata approvata ; d)se il Consiglio non rimette ai voti la proposta, essa è considerata respinta. 4.  I membri si impegnano a considerarsi vincolati dalle decisioni che il Consiglio adotta in  applicazione delle disposizioni del presente accordo. Articolo 13 Cooperazione con altre organizzazioni 1.  Il Consiglio prende gli opportuni provvedimenti per procedere a consultazioni o per cooperare  con l'Organizzazione delle Nazioni Unite ed i suoi organi, in particolare con la Conferenza delle  Nazioni Unite sul commercio e sullo sviluppo e con l'Organizzazione delle Nazioni Unite per  l'alimentazione e l'agricoltura, con le altre istituzioni specializzate delle Nazioni Unite e con  le organizzazioni intergovernative appropriate. 2.  In considerazione del ruolo particolare assegnato alla Conferenza delle Nazioni Unite sul  commercio e sullo sviluppo nel commercio internazionale dei prodotti di base, il Consiglio tiene  questa organizzazione adeguatamente informata sulle sue attività e sui suoi programmi di lavoro. 3.  Il Consiglio può prendere tutte le misure necessarie per mantenere proficui contatti con le  organizzazioni internazionali dei produttori, dei commercianti e dei fabbricanti di cacao. Articolo 14 Ammissione di osservatori 1.  Il Consiglio può invitare qualsiasi Stato non membro ad assistere alle sue riunioni in qualità  di osservatore. 2.  Il Consiglio può anche invitare ad assistere alle sue riunioni in qualità di osservatore una  qualsiasi delle organizzazioni di cui all'articolo 13. Articolo 15 Composizione del comitato esecutivo 1.  Il comitato esecutivo si compone di dieci membri esportatori e di dieci membri importatori,  salvo restando che, se il numero dei membri esportatori o quello dei membri importatori  dell'Organizzazione è pari o inferiore a dieci, il Consiglio può, mantenendo la parità fra le due  categorie di membri, decidere, mediante votazione speciale, del numero complessivo dei membri del  comitato esecutivo. I membri del comitato esecutivo vengono eletti per ogni anno cacao  conformemente alle disposizioni dell'articolo 16 e sono rieleggibili. 2.  Ogni membro eletto è rappresentato nel comitato esecutivo da un rappresentante e, se lo  desidera, da uno o più supplenti. Egli può inoltre far assistere il proprio rappresentante o i  propri supplenti da uno o più consiglieri. 3.  Il presidente ed il vicepresidente del comitato esecutivo vengono eletti per ogni anno cacao  del Consiglio e sono scelti entrambi sia fra le delegazioni dei membri esportatori, sia fra le  delegazioni dei membri importatori. Ogni anno cacao le due categorie dei membri si alternano. In  caso di assenza temporanea o permanente del presidente e del vicepresidente, il comitato esecutivo  può eleggere fra i rappresentanti dei membri esportatori o fra i rappresentanti dei membri  importatori, in base alle esigenze del momento, i nuovi titolari di queste funzioni, temporanei o  permanenti a seconda dei casi. Né il presidente, né alcun altro membro dell'ufficio di presidenza  che presieda una riunione del comitato esecutivo, prende parte alla votazione. Il suo supplente può  esercitare il diritto di voto del membro che rappresenta. 4.  Il comitato esecutivo si riunisce presso la sede dell'Organizzazione, a meno che non si decida  diversamente con votazione speciale. Se, per invito di un membro, il comitato esecutivo si riunisce  in un luogo diverso dalla sede dell'Organizzazione, le spese supplementari che ne derivano sono a  carico del predetto membro. Articolo 16 Elezione del comitato esecutivo 1.  I membri esportatori e i membri importatori del comitato esecutivo sono eletti in seno al  Consiglio rispettivamente dai membri esportatori e dai membri importatori. L'elezione in ogni  categoria avviene secondo le disposizioni dei paragrafi 2 e 3 del presente articolo. 2.  Ogni membro fa convergere su un unico candidato tutti i voti di cui dispone a norma  dell'articolo 10. Un membro può dare ad un altro candidato i voti di cui è autorizzato a disporre a  norma dell'articolo 11, paragrafo 2. 3.  Vengono eletti i candidati che ottengono il maggior numero di suffragi. Articolo 17 Competenza del comitato esecutivo 1.  Il comitato esecutivo è responsabile dinanzi al Consiglio ed espleta le sue funzioni sotto la  direzione generale di quest'ultimo. 2.  Il comitato esecutivo segue costantemente l'evoluzione del mercato e raccomanda al Consiglio i  provvedimenti che ritiene opportuni. 3.  Salvo restando il diritto di esercitare uno qualsiasi dei suoi poteri, il Consiglio può, con  votazione a maggioranza semplice ripartita oppure con votazione speciale, a seconda che la  decisione del Consiglio stesso in materia richieda una votazione a maggioranza semplice ripartita o  una votazione speciale, delegare al comitato esecutivo uno qualsiasi dei suoi poteri, esclusi i  seguenti : a)ridistribuzione dei voti in conformità dell'articolo 10 ; b)approvazione del bilancio amministrativo e fissazione dei contributi in conformità dell'articolo 23 ; c)revisione dei prezzi conformemente all'articolo 27 ; d)revisione dell'allegato C, conformemente all'articolo 29, paragrafo 3 ; e)decisione relativa alle misure complementari in conformità dell'articolo 39 ; f)dispensa dagli obblighi in conformità dell'articolo 59 ; g)composizione delle vertenze in conformità dell'articolo 62 ; h)sospensione dei diritti in conformità dell'articolo 63, paragrafo 3 ; i)determinazione delle condizioni di adesione in conformità dell'articolo 68 ; j)espulsione di un membro in conformità dell'articolo 73 ; k)proroga o estinzione del presente accordo in conformità dell'articolo 75 ; l)raccomandazione di emendamenti ai membri in conformità dell'articolo 76. 4.  Il Consiglio può in ogni momento revocare qualsiasi delega di poteri al comitato esecutivo, con  votazione a maggioranza semplice ripartita. Articolo 18 Procedura di votazione e decisioni del comitato esecutivo 1.  Ciascun membro del comitato esecutivo è autorizzato ad utilizzare per la votazione il numero di  voti assegnatogli a norma dell'articolo 16 ; nessun membro del comitato esecutivo può dividere i  suoi voti. 2.  Salve restando le disposizioni del paragrafo 1, ogni membro esportatore o importatore che non  sia membro del comitato esecutivo e che non abbia dato i suoi voti, in conformità dell'articolo 16,  paragrafo 2, ad uno dei membri eletti, può, con notifica scritta al presidente, autorizzare un  altro membro esportatore o importatore del comitato esecutivo, secondo il caso, a rappresentare i  suoi interessi e a disporre dei suoi voti nel comitato esecutivo. 3.  Nel corso di un anno cacao qualsiasi membro può, previa consultazione del membro del comitato  esecutivo per il quale ha votato in conformità dell'articolo 16, ritirare i voti dati a  quest'ultimo. I voti ritirati possono essere dati ad un altro membro del comitato esecutivo, ma non possono  venirgli tolti per il resto dell'anno cacao. Il membro del comitato esecutivo al quale sono stati  tolti i voti conserva nondimeno il seggio nel comitato esecutivo per il resto dell'anno cacao.  Qualsiasi decisione presa in applicazione delle disposizioni del presente paragrafo produce i suoi  effetti dopo che il presidente ne è stato informato per iscritto. 4.  La maggioranza richiesta per le decisioni del comitato esecutivo è la stessa di quella  richiesta per le decisioni del Consiglio. 5.  Ogni membro ha il diritto di adire il Consiglio per qualsiasi decisione del comitato esecutivo.  Il Consiglio stabilisce nel proprio regolamento interno le condizioni alle quali è possibile tale  ricorso. Articolo 19 Quorum per le riunioni del Consiglio e del comitato esecutivo 1.  Il quorum richiesto per la riunione di apertura di una sessione del Consiglio è raggiunto con  la presenza della maggioranza dei membri esportatori e della maggioranza dei membri importatori,  purché i totale dei voti dei membri, appartenenti alla categoria. 2.  Se il quorum di cui al paragrafo 1 non viene raggiunto il giorno fissato per la riunione di  apertura della sessione, né l'indomani, esso si ritiene raggiunto, a decorrere dal terzo giorno e  per il resto della sessione, con la presenza della maggioranza dei membri esportatori e della  maggioranza dei membri importatori, purché i membri di ciascuna categoria totale dei voti dei  membri appartenenti alla categoria. 3.  Il quorum richiesto per le riunioni successive alla riunione di apertura di una sessione  conformemente al paragrafo 1, è quello prescritto al paragrafo 2. 4.  Ogni membro rappresentato in conformità dell'articolo 11, paragrafo 2, viene considerato presente. 5.  Il quorum richiesto per le riunioni del comitato esecutivo viene fissato dal Consiglio nel  regolamento interno del comitato esecutivo. Articolo 20 Personale dell'Organizzazione 1.  Il Consiglio nomina il direttore esecutivo mediante votazione speciale previa consultazione del  comitato esecutivo. Esso stabilisce le condizioni di assunzione del direttore esecutivo in base a  quelle vigenti per i funzionari omologhi di organizzazioni intergovernative analoghe. 2.  Il direttore esecutivo è il più alto funzionario dell'Organizzazione ; egli è responsabile  dinanzi al Consiglio della gestione e del funzionamento del presente accordo in conformità delle  decisioni del Consiglio stesso. 3.  Il Consiglio previa consultazione del comitato esecutivo nomina con votazione speciale il  direttore della scorte stabilizzatrice. Le condizioni di assunzione del direttore della scorta  stabilizzatrice sono stabilite del Consiglio. 4.  Il direttore della scorta stabilizzatrice è responsabile dinanzi a Consiglio dell'espletamento  delle funzioni assegnetegli del presente accordo, nonché di ogni altra funzione che il Consiglio  può determinare. La responsabilità inerente a dette funzioni viene esercitata di concerto con il  direttore esecutivo. Il direttore della scorta stabilizzatrice informa il direttore esecutivo in  merito alle operazioni generali della scorta che essa risponda efficacemente agli obiettivi del  presente accordo. 5.  Salve restando le disposizioni del paragrafo 4, il personale dell'Organizzazione è responsabile  dinanzi al direttore esecutivo il quale a sua volta è responsabile dinanzi al Consiglio. 6.  Il direttore esecutivo nomina il personale in conformità del regolamento adottato dal  Consiglio. Per l'elaborazione di questo regolamento, il Consiglio si base sui regolamenti applicati  al personale di analoghe organizzazioni intergovernative. I funzionari vengono scelti per quanto è  possibile fra i cittadini dei membri esportatori e dei membri importatori. 7.  Né il direttore esecutivo, né il direttore della scorta stabilizzatrice, né gli altri membri  del personale devono avere interessi finanziari nell'industria, nel commercio, nel trasporto o  nella pubblicità del cacao. 8.  Nell'adempimento dei loro doveri, il direttore esecutivo, il direttore della scorta  stabilizzatrice e gli altri membri del personale non sollecitano né accettano istruzioni da alcun  membro, né da alcuna autorità esterna all'Organizzazione. Essi si astengono da ogni atto  incompatibile con la loro posizione di funzionari internazionali responsabili soltanto nei  confronti dell'organizzazione. Ciascun membro si impegne a rispettare il carattere esclusivamente  internazionale delle funzioni del direttore esecutivo, del direttore delle scorte stabilizzatrice e  del personale, ed a non cercare di influenzarli nell'esercizio delle loro funzioni. 9.  Il direttore esecutivo, il direttore della scorta stabilizzatrice ed i membri del personale  dell'Organizzazione non devono divulgare alcuna informazione relativa al funzionamento o alla  gestione del presente accordo, salvo che il Consiglio ve li abbia autorizzati o sia richiesto dal  buon esercizio delle loro funzioni ai termini del presente accordo. CAPITOLO V PRIVILEGI ED IMMUNITÀ Articolo 21 Privilegi ed immunità 1.  L'Organizzazione ha personalità giuridica. Essa può, in particolare, stipulare contratti,  aquistare e cedere beni mobili ed immobili e stare in giudizio. 2.  Lo statuto, i privilegi e le immunità dell'Organizzazione, del suo direttore esecutivo, del suo  personale e dei suoi esperti, nonché dei rappresentanti dei membri che si trovano nel territorio  del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord per esercitare le loro funzioni, continuano ad  essere disciplinati dall'accordo relativo alla sede, concluso a Londra il 26 marzo 1975 fra il  governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (appreso chiamato « il governo  ospitante ») e l'Organizzazione internazionale del cacao, con emendamenti che possono essere  necessari per la buona applicazione del presente accordo. 3.  Se la sede dell'Organizzazione è spostata in un altro paese, il governo ospitante conclude, il  più presto possibile, un accordo di sede con l'Organizzazione soggetto all'approvazione del  Consiglio. 4.  L'accordo relativo alla sede di cui al paragrafo 2 è indipendente dal presente accordo. Esso  cessa tuttavia di avere vigore nei seguenti casi : a)mutuo consenso del governo ospitante e dell'Organizzazione, b)se la sede dell'Organizzazione è trasferita fuori dal territorio del governo ospitante, oppure c)se l'Organizzazione cessa di esistere. 5.  L'Organizzazione può concludere, con uno o più altri membri, accordi riguardanti i privilegi e  le immunità che possono essere necessari per la buona applicazione del presente accordo ; tali  accordi devono essere approvati dal Consiglio. CAPITOLO VI DISPOSIZIONI FINANZIARIE Articolo 22 Disposizioni finanziarie e responsabilità dei membri 1.  Per le gestione ed il funzionamento del presente accordo, vengono tenuti due conti : il conto  amministrativo ed il conto della scorta stabilizzatrice. 2.  Le spese necessarie per la gestione e per il funzionamento del presente accordo, eccettuate  quelle derivanti dal funzionamento e dalla conservazione della scorte stabilizzatrice costituite in  conformità dell'articolo 30, vengono imputate sul conto amministrativo e sono coperte dai  contributi annui dei membri, come indicato dall'articolo 23. Se un membro chiede dei servizi particolari, il Consiglio può decidere di approvar detta  domanda e sollecitare in seguito il pagamento di detti servizi. 3.  Le spese derivanti dal funzionamento e dalla conservazione della scorta stabilizzatrice a norma  dell'articolo 34 sono imputate sul conto di detta scorta. Il Consiglio decide se una spesa diversa  da quelle specificate all'articolo 34 possa essere imputata sul conto della scorta stabilizzatrice. 4.  L'esercizio finanziario dell'Organizzazione coincide con l'anno cacao. 5.  La responsabilità di un membro nei confronti del Consiglio e degli altri membri rimane entro i  limiti dei suoi obblighi relativi ai contributi al bilancio amministrativo ed al finanziamento  della scorta stabilizzatrice, secondo i termini del presente accordo. Si considera che i terzi che  intraprendono rapporti con il Consiglio abbiano avuto conoscenza delle disposizioni del presente  accordo relative ai poteri del Consiglio e agli obblighi dei membri, ed in particolare del  paragrafo 2 dell'articolo 7 e della prima frase del presente paragrafo. 6.  Le spese delle delegazioni presso il Consiglio, presso il comitato esecutivo o presso qualsiasi  altro comitato del Consiglio o del comitato esecutivo sono a carico dei membri interessati. Articolo 23 Approvazione del bilancio amministrativo e fissazione dei contributi 1.  Nel corso del secondo semestre di ciascun esercizio finanziario, il Consiglio adotta il  bilancio amministrativo dell'Organizzazione per l'esercizio successivo e fissa il contributo di  ciascun membro a detto bilancio. 2.  Per ogni esercizio, il contributo di ciascun membro è proporzionale al rapporto esistente, al  momento dell'adozione del bilancio amministrativo di questo esercizio, fra il numero di voti di  questo membro ed il numero di voti di tutti i membri. Per fissare i contributi, i voti di ciascun  membro vengono calcolati senza tener conto della eventuale sospensione dei diritti di voto di un  membro, né della ridistribuzione dei voti che può risultarne. 3.  Il Consiglio fissa il contributo iniziale di ogni membro che entra nell'Organizzazione dopo  l'entrata in vigore del presente accordo sulla base del numero di voti assegnato a questo membro e  della rimanente frazione dell'esercizio in corso ; tuttavia i contributi fissati per gli altri  membri per l'esercizio in corso rimangono invariati. 4.  Qualora il presente accordo entri in vigore prima dell'inizio del primo esercizio intero, il  Consiglio, nella sua prima sessione, adotta un bilancio amministrativo per il periodo che va fino  all'inizio di questo primo esercizio intero. Articolo 24 Versamento dei contributi al bilancio amministrativo 1.  I contributi al bilancio amministrativo di ciascun esercizio finanziario possono essere pagati  con valute liberamente convertibili ; essi non sono soggetti a restrizioni di cambio e sono  esigibili fin dal primo giorno dell'esercizio. I contributi dei membri per l'esercizio nel corso  del quale diventano membri dell'Organizzazione sono esigibili alla data in cui diventano membri. 2.  I contributi al bilancio amministrativo adottato a norma dell'articolo 23, paragrafo 4, sono  esigibili nei tre mesi successivi alla data in cui sono stati fissati. 3.  Se alla fine dei primi cinque mesi dell'esercizio o, nel caso di un nuovo membro, cinque mesi  dopo che il Consiglio ha fissato la sua quota, un membro non ha versato integralmente il suo  contributo al bilancio amministrativo, il direttore esecutivo gli chiede di effettuare al più  presto il pagamento. Se, trascorsi due mesi dalla data della richiesta del direttore esecutivo, il  contributo non è stato versato, il membro in questione viene sospeso dal diritto di voto al  Consiglio ed al comitato esecutivo fino al versamento integrale del contributo. 4.  Un membro che sia stato sospeso dal diritto di voto in conformità del paragrafo 3 non può  essere privato di altri diritti, né dispensato dagli obblighi impostigli dal presente accordo,  salvo che il Consiglio decida diversamente con votazione speciale. Egli è tenuto a versare il suo  contributo e a far fronte a tutti gli altri obblighi finanziari derivanti dal presente accordo. Articolo 25 Verifica e pubblicazione dei conti 1.  Entro il più breve termine, e comunque non oltre sei mesi dopo la chiusura di ciascun esercizio  finanziario, si procede alla verifica dell'estratto conto dell'Organizzazione per l'esercizio e del  consuntivo di chiusura di detto esercizio, per ciascuno dei conti di cui all'articolo 22, paragrafo  1. La verifica viene effettuata da un revisore di conti indipendente di provata competenza, in  collaborazione con due revisioni qualificati dei governi membri, di cui uno rappresenta i membri  esportatori e l'altro i membri importatori e che sono eletti dal Consiglio per ciascun esercizio. I  revisori dei governi membri non sono retribuiti dall'Organizzazione per i loro servizi  professionali. Tuttavia le spese di viaggio e di trasferta possono essere rimborsate  dall'Organizzazione secondo i termini e le condizioni previsti dal Consiglio. 2.  Le condizioni di assunzione del revisore dei conti indipendente e di provata competenza, nonché  gli intendimenti e gli scopi della verifica, vengono definiti nel regolamento finanziario  dell'organizzazione. L'estratto conto ed il consuntivo verificati dall'Organizzazione vengono  sottoposti al Consiglio per approvazione nella sessione ordinaria successiva. verificati. CAPITOLO VII PREZZI, SCORTA, STABILIZZATRICE E MISURE COMPLEMENTARI Articolo 26 Prezzo giornaliero e prezzo indicativo 1.  Agli effetti del presente accordo, il prezzo del cacao in grani viene determinato in relazione  ad un prezzo giornaliero e ad un prezzo indicativo, espressi entrambi per tonnellata nei diritti  speciali di prelievo (DSP). 2.  Il prezzo giornaliero, soggetto al paragrafo 4 del presente articolo, è dato dalla media  calcolata giornalmente delle quotazioni del cacao in grani sul mercato a termine, registrate nei  tre mesi attivi più vicini alla borsa del cacao di Londra e alla borsa del caffè, zucchero e cacao  di New York al momento della chiusura di Londra. Le quotazioni di Londra vengono convertite in  dollari statunitensi per tonnellata, al tasso di cambio giornaliero a sei mesi stabilito a Londra  alle chiusura. La media delle quotazioni di Londra e di New York espressa in dollari statunitensi  viene converitta nel suo equivalente DSP al tasso di cambio ufficiale più appropriato dollaro  statunitense/DSP stabilito dal Fondo monetario internazionale. Il Consiglio decide quale  procedimento di calcolo debba applicarsi qualora siano disponibili soltanto le quotazioni su uno  dei due mercati del cacao o se la borsa di Londra è chiusa. Il passaggio al successivo periodo di  tre mesi viene effettuato il 15 del mese che precede immediatamente il mese attivo più vicino in  cui scadono i contratti. 3.  Il prezzo indicativo è dato dalle media dei prezzi giornalieri, calcolata su un periodi di  dieci giorni di borsa consecutivi. Quando nel presente accordo si parla di prezzo indicativo pari,  inferiore o superiore ad una cifra qualsiasi, si deve intendere che le media dei prezzi giornalieri  dei dieci giorni di borsa consecutivi precedenti è stata pari, inferiore o superiore a questa  cifra. 4.  Il Consiglio può decidere, con votazione speciale, di applicare per la determinazione del  prezzo giornaliero e del prezzo indicativo un qualsiasi altro procedimento di calcolo da esso  ritenuto più soddisfacente di quelli indicati nel presente articolo. Articolo 27 Prezzi A.Struttura dei prezzi 1.  Agli effetti del presente accordo, vengono fissati i seguenti prezzi : a)un prezzo superiore di intervento di 2 270 DSP per tonnellata ; b)un prezzo di vendita possibile di 2 215 DSP per tonnellata ; c)un prezzo medio di 1 935 DSP per tonnellata ; d)un prezzo di acquisto possibile di 1 655 DSP per tonnellata ; e)un prezzo inferiore di intervento di 1 600 DSP per tonnellata. B.Revisione annuale e formula di ricorso 2.  Ogni anno cacao il Consiglio rivede, nel periodo più vicino possibile alla fine dell'anno  cacao, i prezzi indicati al paragrafo 1 del presente articolo. Nell'effettuare tale revisione il  Consiglio prende in considerazione, secondo il caso, la tendenza dei prezzi del cacao, del consumo,  della produzione e delle scorte di cacao, l'influenza dell'evoluzione della situazione economica o  monetaria mondiale, la posizione finanziaria della scorte stabilizzatrice, il volume delle  operazioni nette della scorta stabilizzatrice, le disposizioni pertinenti della risoluzione UNCTAD  93 (IV) relativa al programma integrato per i prodotti di base nonché ogni altro fattore che possa  influire sulla realizzazione degli obiettivi definiti nel presente accordo. Il direttore esecutivo  fornisce i dati necessari al Consiglio per l'esame degli elementi sopra indicati. 3.  Il Consiglio può, con votazione speciale, rivedere i prezzi indicati al paragrafo 1 del  presente articolo. 4.  Se, dopo dieci giorni dall'inizio della sessione, il Consiglio non è in grado di stabilire la  necessità di e/o i limiti della revisione dei prezzi e se, al momento della revisione, le media dei  prezzi indicativi negli ultimi due mesi è stata superiore al prezzo superiore di intervento o  inferiore al prezzo inferiore di intervento, mentre : a)la media dei prezzi indicativi dei dodici mesi precedenti è stata superiore al prezzo superiore  di intervento, o inferiore al prezzo inferiore di intervento, e b)le transazioni della scorta stabilizzatrice e/o le misure supplementari indicate agli articoli 39  e 40 non sono state sospese durante i dodici mesi precedenti, fatta salva la sospensione realizzate  secondo il paragrafo 7 o il paragrafo 8 del presente articolo, i prezzi indicati al paragrafo 1 del presente articolo vengono opportunamente modificati verso  l'alto o verso il basso, per inserire la media dei prezzi indicativi sui precedenti dodici mesi con  un margine di 55 DSP per tonnellata, nella serie modificata dei prezzi superiori/prezzi inferiori  di intervento, tranne se ciò dovesso implicare una revisione di più di 115 DSP per tonnellata, nel  qual caso la revisione è di 115 DSP per tonnellata. Tale revisione, se è necessario, entra in  vigore immediatamente. 5.  Nel caso la media dei prezzi indicativi durante i due mesi indicati al paragrafo 4 del presente  articolo risulta inferiore al prezzo superiore di intervento o superiore al prezzo inferiore di intervento, i prezzi indicati al paragrafo 1 del presente articolo non vengono modificati. 6.  Le disposizioni dell'articolo 76 non sono applicabili alla revisione dei prezzi effettuata a  norma del presente articolo. C.Revisione speciale e modifica dei prezzi 7.  Ogniqualvolta gli acquisti netti di 75 000 tonnellate per la scorta stabilizzatrice sono  avvenuti durante un periodo qualsiasi non superiore a sei mesi consecutivi a decorrere dalla data  di entrata in vigore del presente accordo o, nel caso in cui i prezzi siano stati sottoposti a  revisione, a decorrere dalla data della loro ultima revisione, gli acquisti per la scorta  stabilizzatrice vengono sospesi ad il Consiglio si riunisce in sessione straordinaria nel termine  di venti giorni lavorativi. Salvo che il Consiglio decida altrimenti con votazione speciale, o se  dopo cinque giorni lavorativi non è stata raggiunta una decisione ed il prezzo indicativo è al di  sotto del prezzo inferiore di intervento, i prezzi indicati al paragrafo 1 del presente articolo  vengono ridotti di 115 DSP per tonnellate e gli acquisti per la scorta stabilizzatrice possono  essere rintrodotti. 8.  Ogniqualvolta le vendite nette di 75 000 tonnellate delle scorta stabilizzatrice sono avvenute  durante un periodo qualsiasi non superiore si asi mesi consecutivi a decorrere dalla data di  entrata in vigore del presente accordo o, nel caso in cui i prezzi siano stati sottoposti a  revisione, a decorrere dalla data della loro ultima revisione, le vendite della scorta  stabilizzatrice vengono sospese ed il Consiglio si riunisce in sessione straordinaria nel termine  di venti giorni lavorativi. Salvo che il Consiglio decida altrimenti con votazione apeciale, o se  dope cinque giorni lavorativi non è stata raggiunta una decisione ed il prezzo indicativo è  superiore al prezzo superiore di intervento, i prezzi indicati al paragrafo 1 del presente articolo  vengono sumentati di 115 DSP per tonnellata e le vendite della scorta stabilizzatrice possono  assere rintrodotte. 9.  Se una revisione o delle revisioni vengono decise in base alle disposizioni del paragrafo 7 o  del paragrafo 8 del presente articolo, la revisione indicata al paragrafo 4 del presente articolo  non viene applicata, ma il Consiglio si riunisce in sessione straordinaria dodici mesi dopo la data  dell'ultima revisione e rivede i prezzi indicati al paragrafo 1 del presente articolo. Durante tale  revisione sono applicabili i paragrifi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo. 10.  Le disposizioni dell'articolo 76 non sono applicabili alla revisione dei prezzi effettuata a  norma del presente articolo. Articolo 28 Coefficienti di conversione 1.  Per determinare l'equivalente cacao in grani dei prodotti derivati da cacao si applicano i  seguenti coefficienti di conversione : 1,33 per il burro di cacao, 1,18 per la pasta di cacao  agrassata e per la polvere di cacao e 1,25 per la pasta/liquore di cacao e per le mandorle  decorticate. Il Consiglio può all'occorrenza decidere che altri prodotti contenenti cacao siano da  considerarsi come prodotti derivati dal cacao. I coefficienti di conversione applicabili ai  prodotti derivati dal cacao diversi da quelli per i quali i coefficienti di conversione sono  indicati nel presente paragrafo vengono fissati dal Consiglio. 2.  Il Consiglio può, con votazione speciale, sottoporre a revisione i coefficienti di conversione  di cui al paragrafo 1. Articolo 29 Cacao fine (« fine » o « flavour ») 1.  Nonostante l'articolo 32, le disposizioni del presente accordo relative ai contributi destinati  al finanziamento della scorte stabilizzatrice non si applicano al cacao fine (« fine » o « flavour  ») dei membri esportatori elencati nell'allegato C, paragrafo 1, la cui produzione consiste  esclusivamente in cacao fine (« fine » o « flavour »). 2.  Il paragrafo 1 del presente articolo si applica anche nei confronti dei membri esportatori  elencati nell'allegato C, paragrafo 2, la cui produzione consiste parzialmente in cacao fine («  fine » o « flavour »), sino a concorrenza della percentuale della produzione indicata nell'allegato  C, paragrafo 2. Le disposizioni del presente accordo relative ai contributi destinati al  finanziamento della scorta stabilizzatrice e le altre limitazioni in esso previste si applicano  alla percentuale residua. 3.  Il Consiglio può, con votazione speciale, sottoporre a revisione l'allegato C. 4.  Qualora constati che la produzione o le esportazioni dei paesi elencati nell'allegato C sono  fortemente aumentate, il Consiglio attua i provvedimenti necessari affinché le disposizioni del  presente accordo non vengano applicate abusivamente oppure ignorate di proposito. 5.  Ogni membro si impegna ad esigere la presentazione di un documento di controllo approvato dal  Consiglio prima di autorizzare l'esportazione di cacao fine (« fine » o « flavour ») dal proprio  territorio. Ogni membro s'impegna ad esigere la presentazione di un documento di controllo  approvato dal Consiglio prima di autorizzare l'importazione di cacao fine (« fine » o « flavour »)  nel proprio territorio. Il Consiglio può, con votazione speciale, sospendere l'applicazione di  tutte o di parte delle disposizioni del presente paragrafo. Articolo 30 Costituzione, capacità ed ubicazione della scorta stabilizzatrice 1.  Per raggiungere gli obiettivi del presente accordo, viene stabilita una scorta stabilizzatrice internazionale. La capacità totale di tale scorta è di  250 000 tonnellate, incluse le scorte eventualmente riportate relative all'accordo internazionale  del cacao del 1980 che ammontano a 100 000 tonnellate secondo l'articolo 27. Se, ai termini  dell'articolo 75, il Consiglio decide di prorogare il presente accordo per un periodo superiore ad  un anno, il Consiglio può, con votazione speciale, aumentare la capacità della scorta  stabilizzatrice per un totale non superiore a 100 000 tonnellate di equivalente cacao in grani. 2.  Il direttore della scorta stabilizzatrice acquista e conserva in magazzino cacao in grani, ma  può anche acquistare e conservare in magazzino, alle condizioni che saranno stabilite dal  Consiglio, pasta/liquore di cacao, sino a concorrenza di 10 000 tonnellate. Qualora le transazioni  commerciali sulla pasta/liquore di cacao o sul suo immagazzinamento creino problemi, il Consiglio  sospende l'applicazione delle disposizioni del presente paragrafo e procede al loro esame nella  sessione ordinaria successiva. 3.  Secondo le norme della scorta stabilizzatrice stabilite dal Consiglio, il direttore è  responsabile del funzionamento delle scorta stabilizzatrice, nonché dell'acquisto di caco, della  vendita e della conservazione in buono stato delle scorte di cacao e, senza esporsi ai rischi di  mercato, del rinnovo dei lotti di cacao conformemente alle pertinenti disposizioni del presente  accordo. 4.  Il direttore non opera sui mercati a termine di merci. 5.  Il cacao della scorta stabilizzatrice viene immagazzinato nei paesi membri in luoghi che  facilitino la consegna immediata del cacao in deposito agli acquiranti dei paesi membri, ma  principalmente ai paesi membri importatori impegnati nel commercio o nella lavorazione del cacao. Articolo 31 Finanziamento della scorta stabilizzatrice 1.  Per finanziare le operazioni della scorta stabilizzatrice, il conto della scorta  stabilizzatrice è alimentato regolamente con versamenti corrispondenti ai prelievi imposti  sull'esportazione ed importazione di cacao conformemente alle disposizioni dell'articolo 32. 2.  Se la situazione finanziaria della scorta stabilizzatrice non permette o rischia di essere tale  da non permettere il finanziamento delle sue operazioni, il direttore della scorta stabilizzatrice  ne informa il direttore esecutivo. Il direttore esecutivo può, dopo aver preso in considerazioni i  fattori relativi all'istituzione di misure complementari previste nell'articolo 39, convocare una  sessione straordinaria del Consiglio entro 20 giorni lavorativi, a meno che non sia già previsto  che il Consiglio si riunisca entro 30 giorni civili. Il Consiglio può, con votazione speciale,  prendere qualunque disposizione, tranne i prestiti, che ritiene appropriata per integrare le  risorse della scorta stabilizzatrice, senza tuttavia che vi siano delle garanzie o contributi  governativi obbligatori oltre a quelli che potrebbero derivare dall'associazione con il Fondo  comune per i prodotti di base. 3.  Le spese relative a tali disposizioni vengono assegnate al conto della scorta stabilizzatrice. 4.  Il direttore della scorta stabilizzatrice tiene informato il direttore esecutivo ed il  Consiglio della situazione finanziaria della scorta stabilizzatrice. Articolo 32 Prelievi per il finanziamento della scorta stabilizzatrice 1.  Il prelievo riscosso sul cacao al momento della prima esportazione da parte di un membro oppure  della prima importazione da parte di un membro è di 45 dollari statunitensi per tonnellata di cacao  in grani e viene fissato in proporzione per i prodotti derivati dal cacao conformemente ai  coefficienti di conversione fissati all'articolo 28 o a successiva decisione del Consiglio  raggiunta con votazione speciale. In ogni caso il prelievo viene imposto un'unica volta. A questo  effetto il cacao che un membro importa da un non membro viene considerato originario di  quest'ultimo, a meno che non venga provato che il cacao in questione è originario di un membro. 2.  Il Consiglio riesamina ogni anno il prelievo per la scorta stabilizzatrice e, tenendo conto  delle risorse e degli impegni finanziari dell'Organizzazione per quanto riguarda la scorta  stabilizzatrice, può, con votazione speciale, fissare una diversa aliquota di prelievo o decidere  di sospendere il prelievo stesso. 3.  I certificati di pagamento del prelievo vengono rilasciati dal Consiglio in base alle norme da  esso stabilite. Queste norme tengono conto degli interessi del commercio del cacao e disciplinano  in particolare l'eventuale ricorso ad agenti ed il versamento del prelievo entro un dato termine. 4.  I prelievi riscossi conformemente alle disposizioni del presente articolo sono pagabili in  valuta liberamente convertibile e non sono soggetti al controllo dei cambi. 5.  Il presente articolo lascia salvo i diritto degli acquirenti e dei venditori di fissare di  comune accordo le condizioni di pagamento delle forniture di cacao. Articolo 33 Rapporti con il Fondo comune per i prodotti di base Quando il Fondo comune per i prodotti di base sarà divenuto operativo, il Consiglio avrà il potere  di negoziare le modalità di associazione con il medesimo e di attuare, mediante decisione adottata  con votazione speciale, i provvedimenti necessari ai fini di tale associazione, conformemente ai  principi fissati dall'accordo che istituisce il Fondo comune per i prodotti di base, per utilizzare  pienamente le possibilità finanziarie offerte dal Fondo. Articolo 34 Spese da imputare al conto della scorta stabilizzatrice 1.  Le spese di funzionamento e di conservazione della scorta stabilizzatrice, ivi comprese : a)la retribuzione del direttore della scorta stabilizzatrice e dei membri del personale che  gestiscono e conservano la scorta stessa e le spese sostenute dall'Organizzazione per amministrare  e controllare la riscossione dei prelievi ; b)le altre spese relative al programma della scorta stabilizzatrice, quali le spese di trasporto e  di assicurazione a partire dal luogo di consegna fob fino al luogo di deposito della scorta  stabilizzatrice, il deposito, ivi compresa la fumigazione, le spese di manutenzione, di  assicurazione, di gestione e di ispezione e qualsiasi spesa collegata con il rinnovo dei lotti di  cacao onde conservarli e mantenere inalterato il loro valore, sono coperte dalle entrate ordinarie previste dall'articolo 31, o dal ricavato della rivendita di cacao. 2.  Le spese relative al programma di ritiro previsto all'articolo 40 vengono imputate al conto  della scorta stabilizzatrice. 3.  Il Consiglio può, con votazione speciale, decidere di imputare al conto della scorta  stabilizzatrice le spese relative alle misure complementari, diverse dal programma di ritiro, che  possono essere istituite secondo l'articolo 39. Articolo 35 Impiego dei fondi eccedenti della scorta stabilizzatrice 1.  I fondi della scorta stabilizzatrice temporaneamente eccedenti l'importo richiesto per il  finanziamento delle operazioni possono essere depositati adeguatamente nei paesi membri importatori  ed esportatori, conformemente alle norme stabilite dal Consiglio. 2.  Queste norme tengono conto in particolare della liquidità necessaria al funzionamento integrale  della scorta stabilizzatrice e dell'interesse di preservare il valore reale dei fondi. Articolo 36 Acquisti della scorta stabilizzatrice 1.  Quando il prezzo indicativo è superiore al prezzo di « acquisti possibili », il direttore della  scorta stabilizzatrice acquista cacao solo nella misura in cui è necessario rinnovare il cacao che  già si trova nella scorta stabilizzatrice, per preservarne la qualità, a meno che il Consiglio  decida diversamente con votazione speciale. Il direttore della scorta stabilizzatrice presenta al  Consiglio, per approvazione, il programma di rinnovo. 2.  Quando il prezzo indicativo è pari o inferiore al prezzo di « acquisti possibili », ma  superiore al prezzo inferiore d'intervento, il direttore della scorta stabilizzatrice può  acquistare quantitativi di cacao in difesa del prezzo inferiore d'intervento, a meno che gli  acquisti siano stati sospesi conformemente alle disposizioni del paragrafo 7 dell'articolo 27. 3.  Quando il prezzo indicativo è pari o inferiore al prezzo indicativo d'intervento, il direttore  della scorta stabilizzatrice acquista i quantitativi di cacao necessari per far risalire il prezzo  indicativo al di sopra del prezzo inferiore d'intervento, a meno che gli acquisti siano stati  sospesi conformemente alle disposizioni del paragrafo 7 dell'articolo 27. 4.  Il direttore della scorta stabilizzatrice acquista sui mercati d'origine e sui mercati di  seconda mano. Nel procedere agli acquisti dà la precedenza ai venditori dei paesi membri  esportatori, conformemente alle norme stabilite dal Consiglio, allo scopo di assicurare una  precedenza effettiva. 5.  Il direttore della scorta stabilizzatrice acquista unicamente cacao di qualità commerciale  corrente riconosciuta, in quantitativi di almeno 100 tonnellate. Questo cacao appartiene  all'Organizzazione e viene da essa controllato. 6.  Il direttore della scorta stabilizzatrice acquista il cacao ai prezzi correnti di mercato,  conformemente alle norme stabilite dal Consiglio. Tali norme tengono conto delle pratiche del  commercio. 7.  Il direttore della scorta stabilizzatrice tiene i registri che gli consentono di espletare le  funzioni assegnategli dal presente accordo. Articolo 37 Vendite della scorta stabilizzatrice 1.  Quando il prezzo indicativo è inferiore al prezzo di « vendite possibili », il direttore della  scorta stabilizzatrice vende cacao nelle misura in cui è necessario rinnovare il cacao che già si  trova nella scorta, per preservarne la qualità, a meno che il Consiglio decida diversamente con  votazione speciale. Il direttore della scorta stabilizzatrice presenta al Consiglio, per  approvazione, il programma di rinnovo. 2.  Quando il prezzo indicativo è pari o superiore al prezzo di « vendite possibili », ma inferiore  al prezzo superiore d'intervento, il direttore della scorta stabilizzatrice può vendere cacao in  difesa del prezzo superiore d'intervento, a meno che le vendite siano state sospese conformemente  alle disposizioni del paragrafo 8 dell'articolo 27. 3.  Quando il prezzo indicativo è pari o superiore al prezzo superiore d'intervento, il direttore  della scorta stabilizzatrice, soggetto alle disposizioni del paragrafo 4 dell'articolo 41, vende i quantitativi di cacao necessari per far scendere il prezzo indicativo al di sotto  del prezzo superiore d'intervento, a meno che le vendite siano state sospese conformemente alle  disposizioni del paragrafo 8 dell'articolo 27. 4.  Il direttore della scorta stabilizzatrice vende il cacao ai prezzi correnti di mercato  conformemente alle norme stabilite dal Consiglio. Tali norme tengono conto delle pratiche del  commercio. 5.  Quando effettua le vendite, il direttore della scorta stabilizzatrice vende attraverso i  normali circuiti commerciali a imprese e organizzazioni situate nei paesi membri, ma soprattutto  nei paesi membri importatori, che esercitano il commercio o effettuano la trasformazione del  cacao.  Articolo 38 Liquidazione della scorta stabilizzatrice 1.  Se il presente accordo deve essere sostituito da un nuovo accordo contenente disposizioni  relative alla scorta stabilizzatrice, il Consiglio prende le misure necessarie perché la scorta  stabilizzatrice possa continuare a funzionare. 2.  Se il presente accordo viene a scadenza senza essere stato sostituito da un nuovo accordo  contenente disposizioni relative alla scorta stabilizzatrice, si applicano le seguenti disposizioni: a)non vengono conclusi nuovi contratti per l'acquisto del cacao destinato alla scorta  stabilizzatrice. Il direttore della scorta stabilizzatrice, tenendo conto delle condizioni correnti  del mercato, smaltisce la scorta conformemente alle norme stabilite dal Consiglio, con votazione  speciale, al momento dell'entrata in vigore del presente accordo, salvo che prima della scadenza  del presente accordo il Consiglio sottoponga a revisione queste norme con votazione speciale. Il  direttore della scorta stabilizzatrice conserva il diritto di vendere il cacao in qualsiasi momento  nel corso della liquidazione per coprire le spese che ne derivano; b)il ricavato della vendita e le somme che figurano ancora nel conto della scorta stabilizzatrice  servono a pagare, secondo il seguente ordine di precedenza: i)le spese di liquidazione ; ii)qualsiasi debito insoluto, maggiorato degli interessi, contratto dall'Organizzazione o a suo  nome per la scorta stabilizzatrice ; c)l'importo eventualmente rimanente una volta effettuati i pagamenti di cui alla lettera b) viene  diviso in parti attribuibili agli accordi del 1972 e 1975, all'accordo del 1980 ed al presente  accordo, proporzionalmente ai contributi o prelievi riscossi conformemente al relativo accordo : i)i fondi collettivamente attribuibili agli accordi del 1972 e 1975 vengono pagati ai membri  esportatori interessati proporzionalmente si contributi riscossi sulle loro esportazioni ;PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 287A0312(01).1ii)i fondi attribuibili all'accordo del 1980 ed al presente accordo vengono divisi in fondi  riscossi sulle esportazioni e fondi riscossi sulle importazioni. I fondi riscossi sulle  esportazioni vengono distribuiti tra i membri esportatori interessati, proporzionalmente si  contributi o prelievi riscossi sulle loro esportazioni. I fondi riscossi sulle importazioni vengono  distribuiti tra i membri importatori interessati secondo le importazioni sulle quali è stato  riscosso il contributo o il prelievo. La Comunità economica europea viene stabilita da detti Stati  secondo i criteri da essi definiti. 3.a)Il cacao rimanente nella scorta stabilizzatrice al momento della liquidazione viene venduto  conformemente alle regole stabilite dal Consiglio prima del termine del presente accordo. Queste  regole devono assicurare un'ordinata effettuazione della liquidazione in un periodo di tempo  sufficiente. Le regole devono prevedere un'adeguata e regolare supervisione, durante il periodo  della liquidazione, delle vendite della scorte stabilizzatrice da parte del Consiglio o di  qualunque gruppo ad hoc istituito dal Consiglio a questo scopo. b)Se, al termine del presente accordo, il Consiglio non è stato in grado di giungere ad una  decisione sulle regole di cui alla lettera a) e/o sulla durata del periodo di liquidazione, le  scorta stabilizzatrice di cacao viene venduta al miglior prezzo possibile tenendo conto delle  condizioni correnti di mercato e le normali pratiche del commercio di cacao, senza disturbare il  normale andamento del mercato del cacao, puntando ciò nondimeno alla realizzazione della  liquidazione in un periodo non superiore ai tre anni, a meno che non si debba liquidare una  quantità superiore a 150 000 tonnellate, nel qual caso tale periodo viene esteso a quattro anni e  mezzo, fatte salve eventuali modifiche decise dal Consiglio nel corso della liquidazione. Articolo 39 Misure complementari 1.  Quando il prezzo indicativo è pari o al di sotto del prezzo inferiore d'intervento ed è rimasto  tale per cinque giorni di mercato consecutivi, e : a)l'80 % delle capacità massima della scorta stabilizzatrice è stato raggiunto, oppure b)le risorse finanziarie nette della scorta stabilizzatrice sono solo sufficienti per acquistare 30  000 tonnellate di cacao, il Consiglio si riunisce in sessione straordinaria entro 20 giorni lavorativi. 2.  Il Consiglio può, con votazione speciale, adottare le misure complementari che ritiene  necessarie per mantenere gli obiettivi di stabilizzazione dei prezzi fissati dal presente accordo. 3.  Se il Consiglio adotta una o più misure oltre al programma di ritiro di cui all'articolo 40, il  Consiglio decide durante la stessa sessione sull'entrata in vigore o meno di tale programma di  ritiro nel caso la misura o misure adottate si rivelino inadeguate per sostenere il prezzo  inferiore d'intervento. Se il Consiglio decide l'entrata in vigore del programma di ritiro, deve  anche determinare le condizioni di tale entrata in vigore. 4.  Se, dopo 5 giorni di mercato a decorrere dall'inizio della sessione straordinaria, il Consiglio  non è giunto ad una decisione secondo il paragrafo 2 del presente articolo ed il prezzo indicativo  è stato pari o al di sotto del prezzo inferiore d'intervento durante i precedenti 15 giorni di  mercato, il programma di ritiro previsto dall'articolo 40 è ritenuto applicabile. 5.  Il programma di ritiro entra in vigore se, in quel determinato momento od in seguito, il prezzo  indicativo è stato pari o al di sotto del prezzo inferiore d'intervento durante il precedente  periodo di 15 giorni di mercato consecutivi, a condizione che in quel momento la scorta  stabilizzatrice non effettui acquisti sul mercato. Gli acquisti della scorta stabilizzatrice  vengono sospesi solamente quando si è raggiunta la massima capacità della scorta stabilizzatrice o  l'esaurimento delle risorse finanziarie di tale scorta. 6.  Se le condizioni di cui al paragrafo 5 non sono state raggiunte al momento della successiva  sessione straordinaria del Consiglio, la decisione relativa all'applicazione del programma di  ritiro viene riesaminata. Il programma di ritiro continua ad essere applicabile, a meno che il  Consiglio decida diversamente. Articolo 40 Programma di ritiro 1.  Il volume totale di cacao ritirato in un qualunque momento, conformemente al programma di  ritiro non supera le 120 000 tonnellate. 2.  Se vengono raggiunte le condizioni di cui all'articolo 39, i membri esportatori elencati nell'allegato A si impegnano a ritirare collettivamente dal  mercato una prima frazione di 30 000 tonnellate di cacao in grani, a meno che il Consiglio decida  diversamente con votazione speciale. 3.  A meno che il Consiglio decida diversamente con votazione speciale e secondo i paragrafi 1 e 4  del presente articolo, successive ulteriori frazioni di 30 000 tonnellate di cacao in grani vengono  ritirate dai paesi membri esportatori interessati, qualora il prezzo indicativo sia pari o al di  sotto del prezzo inferiore d'intervento e sia rimasto tale per un periodo di 20 giorni di mercato  consecutivi. 4.  A meno che il Consiglio decida diversamente con votazione speciale ed in seguito all'avvio del  ritiro di una frazione su due, e se le condizioni di cui al paragrafo 1 dell'articolo 39 sono state  raggiunte, il Consiglio si riunisce in sessione straordinaria nel termine di 20 giorni lavorativi.  Se non viene presa alcuna decisione, ulteriori frazioni vengono successivamente ritirate ai termini  del paragrafo 3 del presente articolo. 5.  Ogni frazione di cacao ritirata viene distribuita tra i paesi membri esportatori interessati,  proporzionalmente alla media delle loro esportazioni annue degli ultimi tre anni cacao i cui dati  sono stati pubblicati dall'Organizzazione nel Bollettino trimestrale delle statistiche del cacao. 6.  Il Consiglio può in qualunque momento riesaminare la distribuzione tra i membri esportatori e,  su richiesta dei membri esportatori interessati, modificare tale distribuzione. 7.  Il cacao ritirato secondo il presente programma viene depositato in magazzini approvati della  scorta stabilizzatrice conformemente alle regole di detta scorta, entro un periodo stipulato dal  Consiglio in conformità del programma di ritiro e non superiore a sei mesi civili. 8.  La qualità del cacao ritirato secondo il presente programma, nonché le condizioni di  immagazzinamento e rinnovo, devono essere conformi ai requisiti di qualità previsti dalle regole  della scorta stabilizzatrice. 9.  Il cacao ritirato rimane di proprietà dei membri esportatori interessati. 10.  Il direttore della scorta stabilizzatrice è responsabile della sorveglianza per il ritiro,  l'immagazzinamento ed il rinnovo del cacao secondo il programma. Il cacao rimane sotto l'autorità  del direttore. 11.  Le spese amministrative per la sorveglianza dei ritiri e per il controllo del rinnovo e  immagazzinamento vengono imputati al conto della scorta stabilizzatrice. 12.  Le spese di trasporto, immagazzinamento e rinnovo per il cacao ritirato destinato ai depositi  approvati della scorta stabilizzatrice vengono imputati al conto della scorta stabilizzatrice  conformemente alle seguenti condizioni : a)le spese di trasporto e di assicurazione vengono anticipate dal conto della scorta  stabilizzatrice e rimborsate dal membro produttore interessato, se il suo cacao ritirato è  rilasciato conformemente all'articolo 41 ; b)un contributo alle spese di immagazzinamento e rinnovo per il periodo che intercorre tra il  momento dell'immagazzinamento del cacao ritirato ed il momento del rilascio, viene prelevato dal  conto della scorta stabilizzatrice. Questo pagamento non supera, per tonnellata, il costo medio di  immagazzinamento e rinnovo del cacao assunto dalla scorta stabilizzatrice, ed il suo ammontare  viene fissato annualmente dal Consiglio nella sua seconda sessione ordinaria. 13.  Durante l'attuazione del programma di ritiro, i membri importatori cercano di limitare le loro  importazioni di cacao ordinario da non membri alla quantità annua media importata da non membri  durante i tre anni precedenti l'entrata in vigore del programma di ritiro. Articolo 41 Rilascio del cacao ritirato 1.  Qualora in un qualunque momento dopo l'entrata in vigore del programma di ritiro, il prezzo  indicativo sia pari o superiore al prezzo medio, per 10 giorni di mercato consecutivi, vengono  rilasciate 15 000 tonnellate di cacao ritirato a favore dei paesi membri esportatori interessati e  cessa il loro obbligo di conservare tale cacao. 2.  Se, dopo il rilascio, il prezzo indicativo è pari o superiore al prezzo medio per 10 giorni di  mercato consecutivi, viene rilasciato ancora uno stesso quantitativo di cacao. Tali quantitativi di  cacao continuano ad essere rilasciati fino a quando : a)il prezzo indicativo è sceso al di sotto del prezzo medio, oppure b)tutto il cacao ritirato è stato rilasciato. 3.  Se il prezzo indicativo è pari o superiore al prezzo delle « vendite possibili », il  quantitativo di cacao da rilasciare secondo il paragrafo 2 del presente articolo viene  raddoppiato. 4.  Tutto il cacao ritirato viene rilasciato prima delle vendite regolari della scorta  stabilizzatrice. 5.  Il Consiglio può, con votazione speciale, modificare il quantitativo di cacao da rilasciare e  la frequenza di tali rilasci. Articolo 42 Conformità al programma di ritiro 1.  I membri prendono tutte le misure necessarie per conformarsi pienamente agli obblighi relativi  al programma di ritiro da loro assunti secondo il presente accordo. Il Consiglio può, se  necessario, domandare ai membri di adottare ulteriori misure per l'adempimento dei loro obblighi. 2.  I membri esportatori elencati nell'allegato A s'impegnano a regolare le loro vendite in modo  tale da favorire un ordinato svolgimento delle operazioni di mercato, e da essere nella posizione  di conformarsi in qualunque momento al programma di ritiro, non appena esso entri in vigore. A  questo effetto, il Consiglio, prima dell'inizio di ogni anno cacao, valuta ed indica il numero di  tonnellate massimo che, entro i limiti previsti dal paragrafo 1 dell'articolo 40, può essere  ritirato nel corso del successivo anno in base alle previsioni delle statistiche di domanda e  offerta, tenendo conto della rimanente capacità della scorta stabilizzatrice e delle risorse  disponibili. Sulla base del numero di tonnellate massimo, il Consiglio stabilisce il numero di  tonnellate indicativo soggetto a ritiro per ogni membro esportatore interessato. Il Consiglio  stabilisce le regole per il calcolo delle tonnellate indicativo soggette a ritiro, nonché le  modalità della loro applicazione allo scopo di assistere i membri esportatori interessati  nell'adempimento dei loro obblighi relativi al ritiro del cacao. 3.  Il Consiglio stabilisce, con votazione speciale, il più presto possibile ed in ogni caso prima  del termine del primo anno successivo all'entrata in vigore del presente accordo, le regole per il  funzionamento, l'adempimento ed il controllo, al fine di garantire l'efficacia del programma di  ritiro secondo gli obiettivi del presente accordo, senza interferire nell'esecuzione dei contratti  bona fide conclusi prima dell'entrata in vigore del programma di ritiro. Articolo 43 Ripristino dei regolari acquisti della scorta stabilizzatrice 1.  Se, in un qualunque momento durante l'applicazione del programma di ritiro, le disposizioni  finanziarie della scorta stabilizzatrice migliorano al punto da permettere al direttore della  scorta stabilizzatrice di acquistare una quantità di cacao di almeno 30 000 tonnellate, non si  procede ad ulteriori ritiri. Il direttore riprende i regolari acquisti della scorta  stabilizzatrice, fino a quando si è raggiunta la capacità massima della scorta stabilizzatrice o si  sono essaurite le risorse finanziarie di detta scorta. 2.  Per i membri esportatori interessati, rimane l'obbligo di adempiere ai loro impegni relativi  alle precedenti frazioni ritirate. 3.  Salvo diversa decisione del Consiglio, il programma di ritiro viene automaticamente riattivato  qualora il prezzo indicativo sia pari o al di sotto del prezzo inferiore d'intervento per un  periodo di cinque giorni di mercato consecutivi, se : a)la capacità della scorta stabilizzatrice è stata raggiunta, oppure b)le risorse finanziarie della scorta stabilizzatrice sono esaurite, e non si è raggiunto il  quantitativo di tonnellate soggetto a ritiro. Articolo 44 Riesame 1.  Durante tutto il periodo del presente accordo, il Consiglio può in qualsiasi momento  riesaminare e, con votazione speciale, modificare qualunque disposizione relativa al programma di  ritiro, fatta salva quella indicata al paragrafo 1 dell'articolo 40. 2.  Qualora il prezzo indicativo continui a scendere una volta che il volume totale soggetto a  ritiro sia stato raggiunto conformemente al paragrafo 1 dell'articolo 40, il Consiglio si riunisce  in sessione straordinaria per riesaminare la situazione e considerare ulteriori misure. Articolo 45 Consultazione e cooperazione nell'ambito dell'economia del cacao 1.  Il Consiglio incoraggia i membri a consultarsi con gli esperti in materia di cacao. 2.  In adempimento degli obblighi derivanti dal presente accordo i membri rispettano, nello  svolgimento della loro attività, i circuiti commerciali esistenti e tengono debitamente conto degli  interessi legittimi di tutti i settori dell'economia del cacao. 3.  I membri non intervengono nel giudizio arbitrale sulle vertenze commerciali tra acquirenti e  venditori di cacao, se i contratti non possono venire eseguiti in base ai regolamenti emanati per  l'applicazione del presente accordo, e non frappongono ostacoli alla conclusione dei procedimenti  arbitrali. In questi casi, il fatto che i membri siano tenuti a conformarsi alle disposizioni del  presente accordo non viene accettato quale motivo della mancata esecuzione di un contratto o come  argomento a difesa. CAPITOLO VIII AVVISI DI IMPORTAZIONE, DI ESPORTAZIONE E MISURE DI CONTROLLO Articolo 46 Avvisi di importazione e di esportazione 1.  Conformemente alle norme stabilite dal Consiglio, il direttore esecutivo tiene un registro  delle importazioni e delle esportazioni dei membri. 2.  A tal fine ogni membro comunica al direttore esecutivo, ad intervalli che il Consiglio può  fissare, il volume complessivo delle sue esportazioni di cacao per paese di destinazione e il  volume complessivo delle sue importazioni di cacao per paese di origine, allegando ogni altra  informazione che il Consiglio può richiedere. 3.  Il direttore esecutivo tiene un registro dei quantitativi di cacao ritirati e rilasciati da  ogni membro esportatore secondo le disposizioni degli articoli 40 e 41. 4. Ogni membro esportatore interessato comunica mensilmente, o ad intervalli che il Consiglio può  fissare, al direttore esecutivo il volume totale di cacao ritirato, nonché altri dati che il  Consiglio può richiedere. 5.  Il Consiglio, stabilisce le regole che ritiene necessarie per far fronte al mancato adempimento  delle disposizioni del presente articolo. Articolo 47 Misure di controllo 1.  Ogni membro che esporta cacao esige la presentazione di un documento di controllo riconosciuto  dal Consiglio e, all'occorrenza, di un certificato valido di pagamento del prelievo, prima di  autorizzare la spedizione di cacao dal proprio territorio doganale. Ogni membro che importa cacao  esige la presentazione di un documento di controllo riconosciuto dal Consiglio e, all'occorrenza,  di un certificato valido di pagamento del prelievo, prima di autorizzare l'importazione sul proprio  territorio doganale di cacao proveniente da un membro o da un non membro. 2.  Non è richiesto un certificato di pagamento del prelievo per il cacao esportato dai paesi  membri esportatori per scopi umanitari o non commerciali, purché ne sia fornita la giustificazione  al Consiglio. Il Consiglio provede al rilascio dei documenti di controllo necessari per queste spedizioni. 3.  Il Consiglio stabilisce, con votazione speciale, le norme necessarie per quanto riguarda i  certificati di pagamento del prelievo e gli altri documenti di controllo da esso riconosciuti. 4.  Per il cacao fine (« fine » o « flavour ») il Consiglio stabilisce le norme necessarie per la  semplificazione della procedura riguardante i documenti di controllo da esso riconosciuti, tenendo  conto di tutti i dati pertinenti. 5.  Il Consiglio può, con votazione speciale, sospendere l'applicazione di tutte o di parte delle  disposizioni del presente articolo. CAPITOLO IX OFFERTA E DOMANDA Articolo 48 Cooperazione tra i membri 1.  I membri riconoscono la necessità di sviluppare il più possibile l'economia del cacao e quindi  di coordinare i loro sforzi intesi a promuovere l'incremento dinamico della produzione e del  consumo, onde realizzare il migliore equilibrio tra offerta e domanda. Essi collaborano pienamente  con il Consiglio per conseguire tali obiettivi. 2.  Il Consiglio individua gli ostacoli allo sviluppo armonioso e all'incremento dinamico  dell'economia del cacao e studia quali provvedimenti reciprocamente accettabili potrebbero venir  attuati in pratica per eliminare detti ostacoli. I membri si adoperano per attuare i provvedimenti  elaborati e raccomandati dal Consiglio. 3.  L'Organizzazione raccoglie e tiene aggiornate le informazioni disponibili necessarie per  stabilire, nel modo più attendibile possibile, la capacità mondiale attuale e potenziale di  produzione e di consumo. I membri collaborano pienamente con l'Organizzazione nella preparazione di  detti studi. Articolo 49 Produzione e scorte 1.  Ogni membro esportatore può stabilire un piano di adeguamento della propria produzione in modo  che possa essere raggiunto l'obiettivo enunciato all'articolo 48. Ogni membro esportatore  interessato è responsabile della politica e dei metodi che applica per conseguire questo obiettivo  e si adopera per informare il Consiglio in merito con la maggiore regolarità possibile. 2.  Sulla base di una relazione dettagliata presentata dal direttore esecutivo almeno una volta  all'anno, il Consiglio passa in rassegna la situazione generale delle produzione di cacao,  valutando in particolare l'evoluzione dell'offerta complessiva, tenuto conto delle disposizioni del  presente articolo. Il Consiglio rivolge ai membri raccomandazioni basate su tale valutazione. Il  Consiglio può istituire un comitato incaricato di assisterlo per quanto riguarda il presente  articolo. 3.  Il Consiglio esamina ogni anno il livello delle scorte nel mondo e formula le raccomadanzioni  che s'impongono in seguito a questo esame. A questo effetto, i membri forniscono al Consiglio le  necessarie informazioni in merito. Articolo 50 Garanzie di approvvigionamento e accesso ai mercati 1.  I membri svolgono la loro politica commerciale tenendo in considerazione gli obiettivi del  presente accordo, in modo da poter realizzare detti obiettivi. In particolare essi riconoscono che  l'approvvigionamento regolare di cacao e l'accesso regolare di tale prodotto ai loro mercati sono  essenziali tanto per i membri importatori quanto per i membri esportatori. 2.  I membri esportatori cercano di seguire, conformemente alle disposizioni del presente accordo e  per quanto lo consenta il loro sviluppo, politiche di vendita e di esportazione che non abbiano la  conseguenza di limitare artificialmente l'offerta alla vendita del cacao disponibile e che  garantiscano il regolare approvvigionamento degli importatori nei paesi membri importatori. 3.  I membri importatori cercano di seguire, conformemente alle disposizioni del presente accordo e  per quanto lo consentano i loro impegni internazionali, politiche che non abbiano la conseguenza di  limitare artificialmente la domanda di cacao e che garantiscano agli esportatori un accesso  regolare ai loro mercati. 4.  I membri informano il Consiglio di tutti i provvedimenti attuati per rendere operanti le  disposizioni del presente articolo. 5.  Il Consiglio può rivolgere ai membri raccomandazioni ai fini del presente articolo ed esamina  periodicamente i risultati ottenuti. Articolo 51 Consumo e promozione 1.  Tutti i membri cercano di favorire l'incremento del consumo di cacao, secondo i mezzi e i  metodi di cui dispongono. 2.  Tutti i membri si adoperano per comunicare al Consiglio, con la maggiore regolarità possibile,  le regolamentazioni interne e i dati pertinenti relativi al consumo di cacao. 3.  Sulla base di una relazione dettagliata presentata dal direttore esecutivo, il Consiglio passa  in rassegna la situazione generale del consumo di cacao, valutando in particolare l'evoluzione  della domanda complessiva, tenuto conto delle disposizioni del presente articolo. Il Consiglio può  rivolgere ai membri raccomandazioni basate su tale valutazione. 4.  Il Consiglio può istituire un comitato con l'obiettivo di stimolare il consumo di cacao  contemporaneamente nei paesi membri esportatori e nei paesi membri importatori. La composizione del  comitato è limitata ai membri che contribuiscono al programma di promozione. Tali programmi di  promozione sono finanziati mediante contributi dei membri esportatori. Anche i membri importatori  possono contribuire finanziariamente ai programmi. Prima di dare l'avvio ad una campagna sul  territorio di un membro, il comitato chiede il benestare di quest'ultimo. Articolo 52 Succedanei del cacao 1.  I membri riconoscono che l'impiego di succedanei può nuocere all'incremento del consumo di  cacao. Essi convengono perciò di adottare una regolamentazione relativa ai prodotti derivati dal  cacao ed al cioccolato o di adeguare, se necessario, la regolamentazione esistente in modo da  impedire che materie non provenienti dal cacao vengano utilizzate in luogo del cacao per indurre in  errore il consumatore. 2.  Al momento della definzione o della revisione di qualsiasi regolamentazione basata sui principi  di cui al paragrafo 1, i membri tengono pienamente conto delle raccomandazioni e delle decisioni dei competenti  organismi internazionali, quali il Consiglio e il comitato del Codex sui prodotti contenenti cacao  e il cioccolato. 3.  Il Consiglio può raccomandare ad un membro di attuare i provvedimenti ritenuti opportuni dal  Consiglio stesso per garantire l'osservanza delle disposizioni del presente articolo. 4.  Il direttore esecutivo presenta al Consiglio una relazione annuale sull'evoluzione della  situazione nel settore e sul modo in cui vengono rispettate le disposizioni del presente articolo. Articolo 53 Ricerca-sviluppo scientifico 1.  Il Consiglio può incoraggiare e favorire la ricerca-sviluppo scientifico nei settori della  produzione, della fabbricazione e del consumo di cacao, nonché la divulgazione e l'applicazione  pratica dei risultati ottenuti in materia. A tal fine può cooperare con organizzazioni  internazionali e istituti di ricerca. CAPITOLO X CACAO TRASFORMATO Articolo 54 Cacao trasformato 1.  Si riconosce che i paesi in via di sviluppo hanno bisogno di ampliare le basi della loro  economia, in particolare mediante l'industrializzazione e l'esportazione di articoli manufatti, ivi  compresa la trasformazione del cacao e l'esportazione di prodotti derivati dal cacao e di  cioccolato. Si riconosce inoltre la necessità di vigilare affinché non venga danneggiata gravemente  l'economia del cacao dei membri esportatori e dei membri importatori. 2.  Qualora ravvisi un rischio di danno ai propri interessi in uno qualsiasi di questi settori, un  membro può avviare consultazioni con l'altro membro interessato al fine di raggiungere un'interesa  soddisfacente per le parti in causa, in mancanza della quale il membro può riferire al Consiglio,  che interpone a tal fine i suoi buoni uffici. CAPITOLO XI RELAZIONI FRA MEMBRI E NON MEMBRI Articolo 55 Operazioni commerciali con non membri 1.  I membri esportatori si impegnano a non vendere cacao a non membri a condizioni commerciali più  favorevoli di quelle che sono disposti ad offrire nello stesso momento ai membri importatori, sulla  base delle normali pratiche commerciali. 2.  I membri importatori si impegnano a non acquistare cacao da non membri a condizioni commerciali  più favorevoli di quelle che sono disposti ad accettare nello stesso momento dai membri  esportatori, sulla base delle normali pratiche commerciali. 3.  Il Consiglio procede periodicamente all'esame dell'applicazione dei paragrafi 1 e 2 e può  chiedere ai membri di comunicare le appropriate informazioni in conformità dell'articolo 56. 4.  Ogni membro che abbia motivo di ritenere che un altro membro ha mancato agli obblighi di cui al  paragrafo 1 o al paragrafo 2 del presente articolo, può informare il direttore esecutivo e chiedere  consultazioni in applicazione dell'articolo 61 o riferirne al Consiglio in conformità all'articolo 63. CAPITOLO XII INFORMAZIONE E STUDI Articolo 56 Informazione1.  L'Organizzazione serve da centro di raccolta, di scambio e di pubblicazione : a)delle informazioni statistiche sulla produzione, le vendite, i prezzi, le esportazioni ed  importazioni, il consumo e le scorte di cacao nel mondo, nonché, b)qualora lo ritenga necessario, delle informazioni tecniche sulla coltura, il trattamento e  l'impiego del cacao. 2.  Oltre alle informazioni che i membri sono tenuti a comunicare a norma di altri articoli del  presente accordo, il Consiglio può chiedere ai membri di fornirgli i dati che ritiene necessari per  l'espletamento delle sue funzioni, in particolare relazioni periodiche sulle politiche di  produzione e consumo, i prezzi, le esportazioni e le importazioni, le scorte ed i provvedimenti di  natura fiscale. 3.  Se un membro non fornisce o ha difficoltà a fornire entro un termine ragionevole le  informazioni statistiche o di altro genere necessarie al Consiglio per il buon funzionamento  dell'Organizzazione, il Consiglio può chiedere al membro in questione di spiegarne i motivi.  Qualora sia necessaria un'assistenza tecnica a questo proposito, il Consiglio può attuare gli  opportuni provvedimenti. 4.  Alle date opportune, e comunque non meno di due volte l'anno, il Consiglio pubblica delle stime  sulla produzione del cacao in grani e sulle frantumazioni per l'anno cacao in corso. Articolo 57 Studi Il Consiglio incoraggia, ove lo ritenga necessario, gli studi sulle condizioni economiche della  produzione e della distribuzione del cacao, ivi comprese le tendenze e le proiezioni, l'incidenza  sulla produzione e sul consumo di cacao dei provvedimenti attuati dai governi dei paesi  importatori, la possibilità di aumentare il consumo di cacao negli impieghi tradizionali e  eventualmente in nuovi, nonché le conseguenze dell'applicazione del presente accordo sugli  esportatori e sugli importatori di cacao, in particolare per quanto riguarda le ragioni di scambio,  e può rivolgere ai membri raccomandazioni sui temi da studiare. Al fine di incoraggiare questi  studi il Consiglio può cooperare con le organizzazioni internazionali ed altre istituzioni  appropriate. Articolo 58 Esame annuo e relazione annuale 1.  Entro il più breve termine dopo la fine di ciascun anno cacao, il Consiglio esamina il  funzionamento del presente accordo ed il modo in cui i membri si conformano ai principi del  medesimo e cercano di realizzarne gli obiettivi. In tale occasione può rivolgere ai membri  raccomandazioni riguardanti i mezzi per migliorare il funzionamento del presente accordo. 2.  Il Consiglio pubblica una relazione annuale, comprendente una sezione relativa all'esame annuo  di cui al paragrafo 1. 3.  Il Consiglio può inoltre pubblicare qualsiasi altra informazione da esso giudicata appropriata. CAPITOLO XIII DISPENSA DAGLI OBBLIGHI, E MISURE DIFFERENZIATE E CORRETTIVE Articolo 59 Dispensa dagli obblighi in circostanze eccezionali 1.  Il Consiglio può, con votazione speciale, dispensare un membro da un obbligo a motivo di  circostanze eccezionali o critiche, in caso di forza maggiore o di obblighi internazionali  stabiliti nello statuto delle Nazioni Unite nei confronti dei territori in amministrazione  fiduciaria. 2.  Quando accorda una dispensa ad un membro a norma del paragrafo 1, il Consiglio precisa  esplicitamente secondo quali modalità, a quali condizioni e per quanto tempo il membro è dispensato  dall'obbligo, nonché i motivi della dispensa. 3.  Nonostante le precedenti disposizioni del presente articolo, il Consiglio non accorda si membri  dispense per quanto riguarda : a)l'obbligo dell'articolo 24 di versare il loro contributo o le conseguenze del mancato versamento  ; b)l'obbligo di esigere il pagamento di qualsiasi prelievo riscosso a termine dell'articolo 32. Articolo 60 Misure differenziate e correttive I membri esportatori in via di sviluppo nonché i paesi membri meno progrediti possono, qualora i  loro interessi siano lesi da misure prese in applicazione del presente accordo, chiedere al  Consiglio misure differenziate e correttive appropriate. Il Consiglio prende le misure suddette in  conformità della sezione III, paragrafo 3, della risoluzione 93 (IV) adottata dalla Conferenza  delle Nazioni Unite sul commercio e sullo sviluppo. CAPITOLO XIV CONSULTAZIONI, VERTENZE E DENUNCE Articolo 61 Consultazioni Ogni membro accoglie favorevolmente le osservazioni che un altro membro può formulare in merito  all'interpretazione o all'applicazione del presente accordo e fornisce al medesimo adeguate  possibilità di consultazione. Durante queste consultazioni, a richiesta di una delle parti e con il  consenso dell'altra, il direttore esecutivo stabilisce un'adeguata procedura di conciliazione. Le  spese di detta procedura non sono imputabili al bilancio dell'Organizzazione. Se la procedura porta  ad una soluzione, ne viene reso conto al direttore esecutivo. Nel caso contrario la questione può,  a richiesta di una delle parti, essere deferita al Consiglio in conformità dell'articolo 62. Articolo 62 Vertenze 1.  Le vertenze relative all'interpretazione o all'applicazione del presente accordo che non siano  risolte dalle parti in causa vengono deferite, a richiesta di una delle parti, al Consiglio per  decisione. 2.  Quando una vertenza viene deferita al Consiglio a norma del paragrafo 1 ed ha formato oggetto  di un dibattito, un numero di membri tale da assicurare almeno un terzo dei voti oppure cinque  membri qualsiasi possono chiedere al Consiglio di sentire, prima di pronunciare una decisione, l'opinione sui punti controversi, di un gruppo consultivo speciale costituito come  indicato al paragrafo 3. 3.a)Salvo che il Consiglio decida diversamente all'unanimità, il gruppo consultivo speciale è  composto nel modo seguente : iii)due persone, designate dai membri esportatori, di cui una possiede grande esperienza dei  problemi analoghi a quello in discussione, e l'altra è un giurista qualificato e sperimentato ; iii)due persone, designate dai membri importatori, di cui una possiede grande esperienza dei  problemi analoghi a quello in discussione, e l'altra è un giurista qualificato e sperimentato ; iii)un presidente scelto all'unanimità dalle quattro persone designate a norma dei punti i) e ii)  oppure, in caso di disaccordo tra di loro, dal presidente del Consiglio. b)I cittadini delle parti contraenti possono far parte del gruppo consultivo speciale. c)I membri del gruppo consultivo speciale agiscono a titolo personale e non ricevono istruzioni da  parte di alcun governo. d)Le spese del gruppo consultivo speciale sono a carico dell'Organizzazione. 4.  L'opinione motivata del gruppo consultivo speciale è sottoposta al Consiglio, il quale compone  la vertenza dopo aver preso in considerazione tutti i dati pertinenti. Articolo 63 Azioni del Consiglio in caso di denuncia 1.  Qualsiasi denuncia per mancato adempimento da parte di un membro degli obblighi derivanti dal  presente accordo viene deferita a richiesta del membro che la presenta al Consiglio, che l'esamina  e delibera in merito. 2.  La decisione mediante la quale il Consiglio conclude che il membro si trova in infrazione degli  obblighi derivanti dal presente accordo viene presa a maggioranza semplice ripartita e deve  specificare la natura dell'infrazione. 3.  Ogniqualvolta accerta in seguito a denuncia o in altro modo che un membro si trova in  infrazione degli obblighi derivanti dal presente accordo, il Consiglio può, con votazione speciale,  salvi restando i provvedimenti previsti esplicitamente in altri articoli del presente accordo, ivi  compreso l'articolo 73 : a)sospendere questo membro dal diritto di voto al Consiglio e al comitato esecutivo e, b)se lo ritiene necessario, sospenderlo da altri diritti, in particolare dalla eleggibilità ad una  funzione al Consiglio o presso uno dei suoi diversi comitati, oppure dal diritto di esercitare tale  funzione fintantoché non avrà adempiuto i suoi obblighi. 4.  Un membro che sia stato sospeso dal diritto di voto in conformità del paragrafo 3 deve  adempiere i suoi obblighi finanziari e gli altri obblighi derivanti dal presente accordo. CAPITOLO XV EQUE NORME DI LAVORO Articolo 64 Eque norme di lavoro I membri dichiarano che, ai fini del miglioramento del tenore di vita delle popolazioni e della  piena occupazione, essi cercheranno di mantenere nei vari settori della produzione del cacao dei  paesi interessati, proporzionalmente al loro grado di sviluppo, eque norme e condizioni di lavoro,  sia per la manodopera agricola che per quella industriale. CAPITOLO XVI DISPOSIZIONI FINALI Articolo 65 Firma Dal 1 settembre 1986 al 30 settembre 1986 incluso il presente accordo sarà aperto, presso la sede  dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, alla firma delle parti dell'accordo internazionale sul  cacao del 1980 e dei governi invitati alla Conferenza delle Nazioni Unite sul cacao del 1984. Articolo 66 Depositario Il segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite è depositario del presente accordo. Articolo 67 Ratifica, accettazione, approvazione 1.  Il presente accordo è soggetto a ratifica, accettazione o approvazione da parte dei governi  firmatari, conformemente alla loro procedura costituzionale. 2.  Gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione verranno depositati presso il  depositario entro il 31 dicembre 1986. Tuttavia il Consiglio istituito a termini dell'accordo  internazionale sul cacao del 1980 o il Consiglio istituito a termine del presente accordo potrà  concedere proroghe ai governi firmatari che non avranno potuto depositare il loro strumento a tale  data. 3.  Ogni governo che deposita uno strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione indica,  al momento del deposito, se è membro esportatore o membro importatore. Articolo 68 Adesione 1.  Il presente accordo è aperto all'adesione del governo di qualunque Stato alle condizioni  stabilite dal Consiglio. 2.  Il Consiglio istituito a termine dell'accordo internazionale sul cacao del 1980 può, in attesa  dell'entrata in vigore del presente accordo, stabilire le condizioni di cui al paragrafo 1 con  riserva di conferma da parte del Consiglio istituito a termine del presente accordo. 3.  Nello stabilire le condizioni di cui al paragrafo 1 il Consiglio indica in quale allegato del  presente accordo è da considerarsi compreso lo Stato che ad esso aderisce, nel caso in cui non  figuri in nessuno di detti allegati. 4.  L'adesione avviene con il deposito di apposito strumento presso il depositario. Articolo 69 Notifica di applicazione a titolo provvisorio 1.  Un governo firmatario che intende ratificare, accettare o approvare il presente accordo o un  governo per il quale il Consiglio ha stabilito le condizioni di adesione, ma che non ha ancora  potuto depositare il proprio strumento, può, in qualsiasi momento, notificare al depositario che  conformemente alla propria procedura costituzionale applicherà il presente accordo a titolo  provvisorio quando quest'ultimo entrerà in vigore in conformità dell'articolo 70 oppure, se è già  in vigore, a una data specificata. Ogni governo che effettua questa notifica dichiara, al momento  della stessa, se è membro esportatore o membro importatore. 2.  Un governo che ha notificato, in conformità del paragrafo 1, che applicherà il presente accordo  quando quest'ultimo entrerà in vigore, oppure a una data specificata, è pertanto membro a titolo  provvisorio e lo rimarrà fintantoché non avrà depositato il proprio strumento di ratifica, di  accettazione, di approvazione o di adesione. Articolo 70 Entrata in vigore 1.  Il presente articolo entrerà in vigore a titolo definitivo il 1° ottobre 1986 o ad una data  qualsiasi successiva, se a tale data i governi rappresentanti almeno cinque paesi esportatori che  raggruppano almeno l'80 % delle esportazioni totali dei paesi elencati nell'allegato D e i governi  rappresentanti paesi importatori che raggruppano almeno il 65 % delle importazioni totali, quali  sono indicate all'allegato E, avranno depositato il loro strumento di ratifica, di accettazione, di  approvazione o di adesione presso il depositario. Esso entrerà inoltre in vigore a titolo  definitivo dopo essere entrato in vigore a titolo provvisorio e quando saranno state raggiunte le  percentuali di cui sopra, in seguito al deposito degli strumenti di ratifica, di accettazione, di  approvazione o di adesione. 2.  Se il presente accordo non entra in vigore a titolo definitivo in conformità del paragrafo 1,  esso entrerà in vigore a titolo provvisorio il 1° ottobre 1986 se a tale data i governi  rappresentanti cinque paesi esportatori che raggruppano almeno l'80 % delle esportazioni totali dei  paesi elencati all'allegato D e i governi rappresentanti paesi importatori che raggruppano almeno  il 60 % delle importazioni totali, quali sono indicate nell'allegato E, avranno depositato il loro  strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, oppure avranno notificato al  depositario che applicheranno il presente accordo a titolo provvisorio quando entrerà in vigore.  Questi governi saranno membri a titolo provvisorio. 3.  Se le condizioni di entrata in vigore di cui al paragrafo 1 e al paragrafo 2 non saranno riunite entro il 1o ottobre 1986, il segretario generale  dell'Organizzazione delle Nazioni Unite convocherà, entro il più breve termine, una riunione dei  governi che hanno depositato uno strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di  adesione oppure che hanno reso noto al depositario la decisione di applicare il presente accordo a  titolo provvisorio. I governi suddetti potranno decidere di mettere in vigore il presente accordo  fra di loro a titolo provvisorio o definitivo, interamente o parzialmente, a partire da una data  che potranno determinare, o adottare qualunque altra decisione che riterranno necessaria. Tuttavia,  le condizioni del presente accordo relative alle misure d'intervento sul mercato non entreranno in  vigore a meno che i governi rappresentanti almeno cinque paesi esportatori che raggruppano almeno  l'80 % delle esportazioni totali dei paesi indicati nell'allegato D abbiano depositato il loro  strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, oppure abbiano notificato al  depositario la loro decisione di applicare il presente accordo a titolo provvisorio quando entrerà  in vigore. 4.  Per il governo a cui nome è stato depositato uno strumento di ratifica, di accettazione, di  approvazione o di adesione o una notifica di applicazione provvisoria dopo l'entrata in vigore del  presente accordo conformemento ai paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo, lo strumento o la  notifica producono effetti alla data di tale deposito e, per quanto concerne la notifica di  applicazione provvisoria, secondo le disposizioni del paragrafo 1, dell'articolo 69. Articolo 71 Riserve Nessuna disposizione del presente accordo può formare oggetto di riserve. Articolo 72 Recesso 1.  In qualsiasi momento dopo l'entrata in vigore del presente accordo un membro può recedere dal  medesimo mediante notifica scritta al depositario. Il membro informa immediatamente il Consiglio  della sua decisione. 2.  Il recesso produce i suoi effetti novanta giorni dopo che il depositario ha ricevuto la  notifica. Se a seguito del recesso, i membri del presente accordo risultano in numero inferiore  rispetto alle disposizioni previste al paragrafo 1 dell'articolo 70 per l'entrata in vigore del  presente accordo, il Consiglio si riunisce in sessione straordinaria per riesaminare la situazione  e prendere decisioni appropriate che, con votazione speciale, possono includere la sospensione  delle disposizioni relative alle misure d'intervento sul mercato. Articolo 73 Espulsione Se il Consiglio conclude, conformemente alle disposizioni dell'articolo 63, paragrafo 3, che un  membro si trova in infrazione degli obblighi derivanti dal presente accordo e se decide inoltre che  questa infrazione ostacola seriamente il funzionamento dell'accordo, può, con votazione speciale,  espellere il membro in questione dall'Organizzazione. Il Consiglio notifica immediatamente  l'espulsione al depositario. Novanta giorni dopo la data della decisione del Consiglio il membro  cessa di appartenere all'organizzazione. Articolo 74 Liquidazione dei conti in caso di recesso o di espulsione 1.  In caso di recesso o di espulsione di un membro, il Consiglio procede alla liquidazione dei  conti del medesimo. L'Organizzazione conserva le somme già versate da detto membro, che d'altra  parte è tenuto a pagarle qualsiasi somma dovuta alla data effettiva del recesso o d'ell'espulsione  ; nondimeno, se si tratta di una parte contraente che non può accettare un emendamento e che per  questo motivo cessa di partecipare al presente accordo ai temini dell'articolo 76, paragrafo 2, il  Consiglio può liquidare il conto nel modo che gli sembra più equo. 2.  Salve restando le disposizioni del paragrafo 1, un membro che receda dal presente accordo, che  ne sia espulso o che cessi in altro modo di parteciparvi, non ha diritto ad alcuna parte del  ricavato della liquidazione della scorta stabilizzatrice conformemente alle disposizioni dell'articolo 38, né degli altri averi dell'Organizzazione, a meno che non si tratti di un membro le cui  esportazioni sono soggette alle disposizioni dell'articolo 32, paragrafo 1. In tal caso il membro  ha diritto alla parte che gli spetta dei fondi della scorta stabilizzatrice al momento della  liquidazione di quest'ultima conformemente alle disposizioni dell'articolo 38, rimanendo inteso che  detto membro notificherà il suo recesso con almeno dodici mesi di anticipo e in nessun caso prima  che sia trascorso un anno dall'entrata in vigore del presente accordo. Articolo 75 Durata, proroga ed estinzione 1.  Il presente accordo rimarrà in vigore sino alla fine del terzo anno cacao intero successivo  alla sua entrata in vigore, salvo proroga in applicazione del paragrafo 3 o estinzione anticipata  in applicazione del paragrafo 4. 2.  Fintantoché il presente accordo sarà in vigore il Consiglio potrà, con votazione speciale,  decidere che formi oggetto di nuove trattative affinchè il nuovo accordo negoziato possa entrare in  vigore alla fine del terzo anno cacao di cui al paragrafo 1 o alla fine del periodo di proroga  deciso dal Consiglio conformemente al paragrafo 3. 3.  Prima della fine del terzo anno cacao di cui al paragrafo 1 il Consiglio portà, con votazione speciale, prorogare il presente accordo, in tutto o in  parte, per due anni cacao. Prima del termine di questo periodo di due anni, il Consiglio può, con  votazione speciale, prorogare il presente accordo, in tutto o in parte, per un ulterioe anno cacao.  Il Consiglio notificherà al depositario la proroga o le proroghe. 4.  In qualsiasi momento il Consiglio può decidere, con votazione speciale, di porre fine al  presente accordo, il quale cessa allora di esistere alla data fissata dal Consiglio, rimanendo  inteso che gli obblighi assunti dai membri a norma del paragrafo 1 dell'articolo 31 e a norma  dell'articolo 32 sussistono finché non siano stati adempiuti gli impegni finanziari relativi alla  scorta stabilizzatrice. Il Consiglio notifica la decisione al depositario. 5.  Il Consiglio resterà in funzione anche dopo l'estinzione del presente accordo per il tempo  necessario a liquidare l'Organizzazione, a verificarne definitivamente i conti e a suddividerne gli  averi ; durante questo periodo avrà i poteri ed eserciterà le funzioni necessarie a tale scopo. 6.  Nonostante le disposizioni dell'articolo 72, paragrafo 2, un membro che non desideri partecipare al presente accordo, nella forma in cui è prorogato  a norma del presente articolo, ne informa il Consiglio. Questo membro cessa di far parte del  presente accordo a partire dall'inizio del periodo di proroga. Articolo 76 Emendamenti 1.  Il Consiglio può, con votazione speciale, raccomandare alle parti contraenti un emendamento al  presente accordo. L'emendamento ha efficacia cento giorni dopo che il depositario ha ricevuto le  notifiche di accettazione delle parti contraenti rappresentanti almeno il 75 % dei membri  esportatori che detengono almeno l'85 % dei voti dei membri esportatori, e delle parti contraenti  rappresentanti almeno il 75 % dei membri importatori che detengono almeno l'85 % dei voti dei  membri importatori, oppure ad una data successiva che il Consiglio può fissare con votazione  speciale. Il Consiglio può stabilire un termine entro il quale le parti contraenti devono  notificare al depositario l'accettazione dell'emendamento ; se alla scadenza del termine  l'emendamento non è entrato in vigore, lo si considera revocato. 2.  I membri a nome dei quali non è stata fatta alcuna notifica di accettazione di un emendamento  alla data in cui quest'ultimo entra in vigore, cessano alla stessa data di partecipare al presente  accordo, a meno che il Consiglio non decida di prorogare per detti membri il termine di  accettazione per permettere loro di completare le loro procedure interne. I membri in questione non  sono vincolati dall'emendamento finché non ne abbiano notificato l'accettazione. 3.  Una volta adottata una raccomandazione di emendamento, il Consiglio trasmette copia  dell'emendamento al depositario. Il Consiglio fornisce al depositario le informazioni necessarie  per stabilire se il numero delle notifiche di accettazione ricevute è sufficiente perché  l'emendamento produca i suoi effetti. Articolo 77 Disposizioni supplementari e transitorie 1.  Il presente accordo viene considerato come sostitutivo dell'accordo internazionale sul cacao  del 1980. 2.  Tutte le disposizioni adottate in virtù dell'accordo internazionale sul cacao del 1980, sia  dall'Organizzazione o da uno dei suoi organi, sia a loro nome, che saranno in vigore alla data di  entrata in vigore del presente accordo e di cui non venga specificato che scadano a tale data,  rimarranno in vigore a meno che non siano modificate dalle disposizioni del presente accordo. 3.  I fondi della scorta stabilizzatrice accumulati nel corso della durata dell'accordo  internazionale sul cacao del 1972, dell'accordo internazionale sul cacao del 1975 e dell'accordo  internazionale sul cacao del 1980 saranno trasferiti sul conto della scorta stabilizzatrice a  titolo del presente accordo. In fede di che, i rappresentanti sottoscritti, debitamente autorizzati a tale  scopo, hanno apposto le loro firme in calce al presente accordo alle date indicate. Fatto a Ginevra, il primo ottobre millenovecentottantasei, i testi del presente accordo in lingua  araba, francese, inglese, russa e spagnola facenti tutti ugualmente fede. Il testo autentico in  cinese del presente accordo sarà stabilito dal depositario e sottoposto per approvazione a tutti i  firmatari e governi che hanno aderito al presente accordo.  ALLEGATO A Paesi produttori che esportano annualmente 10 000 tonnellate o più di cacao  ordinario Brasile Malaysia Camerun Messico Costa d'Avorio Nigeria Repubblica dominicana Togo Gana ALLEGATO B Paesi che esportano annualmente meno di 10 000 tonnellate di cacao ordinario Angola India Benin Liberia Bolivia Nicaragua Colombia Papuasia-Nuova Guinea Congo Perù Costa Rica Filippine Cuba São Tomé e Príncipe Guinea equatoriale Sierra Leone Figi Isole Salomone Gabon Uganda Guatemala Repubblica Unita di Tanzania Haiti Vanuatu Honduras Zaire ALLEGATO C Produttori di cacao fine (« fine » o « flavour ») 1. Paesi produttori che esportano esclusivamente cacao fine (« fine » o « flavour ») Dominica   Saint Lucia Equatore   Saint-Vincent e Grenadine Grenada   Samoa Indonesia   Sri Lanka Giamaica   Suriname Madagascar   Trinità e Tobago Panama   Venezuela 2. Paesi produttori che esportano, ma non esclusivamente, cacao fine (« fine » o « flavour ») Costa Rica   (25 %) São Tomé e Príncipe   (50 %) Papuasia-Nuova Guinea   (75 %)   ALLEGATO D Esportazioni di cacao calcolate ai fini dell'articolo 70 (a) >SPAZIO PER TABELLA>  ALLEGATO E Importazioni di cacao calcolate ai fini dell'articolo 70 (a) >SPAZIO PER TABELLA>