CELEX: 52000PC0721
Language: it
Date: 2000-11-08
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 393/98 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di elementi di fissaggio di acciaio inossidabile e di loro parti originari, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese

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52000PC0721

Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 393/98 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di elementi di fissaggio di acciaio inossidabile e di loro parti originari, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese  /* COM/2000/0721 def. */  

Proposta di  REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CE) n. 393/98 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di elementi di fissaggio di acciaio inossidabile e di loro parti originari, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIl presente riesame è stato avviato con regolamento (CE) n. 59/2000 della Commissione pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L7 del 12 gennaio 2000. Tutte le parti interessate hanno avuto la possibilità di presentare le proprie osservazioni in tempo utile.I controlli effettuati presso le sedi del produttore esportatore interessato hanno permesso di dimostrare l'esistenza di un margine di dumping pari al 18,5%.Per questo motivo, si propone di apportare le opportune modifiche al regolamento del Consiglio in vigore.Gli Stati membri sono stati consultati e la maggior parte si è espressa a favore dell'istituzione di dazi antidumping individuali.Si propone pertanto al Consiglio di approvare l'allegata proposta di regolamento che modifica il regolamento (CE) n. 393/98 del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di elementi di fissaggio di acciaio inossidabile e di loro parti originari, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese.Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CE) n. 393/98 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di elementi di fissaggio di acciaio inossidabile e di loro parti originari, tra l'altro, della Repubblica popolare cineseIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea [1], in particolare l'articolo 11, paragrafi 3 e 4,[1]  GU L 56, del 6.3.1996, pag. 1; regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2238/2000 (GU L 257 dell'11.10.2000, pag. 2).vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,considerando quanto segue:A. Procedimento precedente(1) Con il regolamento (CE) n. 393/98 [2], il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo del 74,7% sulle importazioni di elementi di fissaggio di acciaio inossidabile e di loro parti (qui di seguito denominati "il prodotto in questione") originari, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese. Il prodotto è attualmente classificabile ai codici NC 7318 12 10, 7318 14 10, 7318 15 30, 7318 15 51, 7318 15 61, 7318 15 70 e 7318 16 30.[2]  GU L 50, del 20.2.1998, pag. 1.B. Procedimento attuale(2) In seguito, la Commissione ha ricevuto una richiesta di riesame delle misure attualmente in vigore, presentata dalla Bulten Fasteners Co Ltd (Repubblica popolare cinese) (qui di seguito denominata "la società interessata"), vale a dire una richiesta di avvio di un riesame relativo ai "nuovi esportatori" del regolamento (CE) n. 393/98, conformemente all'articolo 11, paragrafi 3 e 4 del regolamento (CE) n. 384/96 (qui di seguito denominato "Regolamento di base"). La società ha sostenuto di operare in condizioni di economia di mercato ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera c) del regolamento di base e di non essere collegata ad alcuno dei produttori esportatori della Repubblica popolare cinese oggetto delle misure antidumping in vigore sul prodotto in questione. Inoltre, la società ha affermato di non aver esportato tale prodotto durante l'inchiesta iniziale (1° gennaio 1996 - 30 novembre 1996), ma di averlo esportato nella Comunità successivamente.(3) Il prodotto contemplato dal presente riesame è lo stesso descritto nel regolamento (CE) n. 393/98.(4) La Commissione ha esaminato le prove presentate dal produttore esportatore cinese interessato e le ha ritenute sufficienti per giustificare l'avvio di un riesame ai sensi dell'articolo 11, paragrafi 3 e 4 del regolamento di base. Dopo aver sentito il comitato consultivo e dopo aver dato all'industria comunitaria interessata l'opportunità di presentare osservazioni, la Commissione ha avviato, con il regolamento (CE) n. 59/2000 [3], un riesame del regolamento (CE) n. 393/98 per quanto riguarda la società interessata e ha aperto un'inchiesta.[3]  GU L 7, del 12.1.2000, pag. 1.(5) Con il regolamento che ha avviato il riesame la Commissione ha abrogato anche il dazio antidumping istituito dal regolamento (CE) n. 393/98 per quanto riguarda le importazioni del prodotto in questione, fabbricato ed esportato nella Comunità dalla società interessata e ha chiesto alle autorità doganali di prendere le opportune disposizioni per registrare tali importazioni, conformemente all'articolo 14, paragrafo 5 del regolamento di base.(6) La Commissione ha ufficialmente informato la società interessata e i rappresentanti del paese esportatore. Ha inoltre fornito alle altre parti direttamente interessate la possibilità di presentare osservazioni per iscritto e di chiedere di essere sentite. Nessuna richiesta in tal senso è stata presentata alla Commissione.(7) I servizi della Commissione hanno inviato un questionario alla società interessata e alle sue due società collegate in Svezia (Bulten Micro Fasteners AB e Bulten Stainless Industry AB) che vendono il suo prodotto e hanno ricevuto risposte esaurienti nei termini stabiliti. Hanno raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini dell'inchiesta e hanno effettuato visite di controllo presso le sedi delle società.(8) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso fra il 1° gennaio 1999 e il 31 dicembre 1999 (qui di seguito denominato "periodo dell'inchiesta").(9) Durante l'inchiesta è stato applicato lo stesso metodo utilizzato durante l'inchiesta iniziale.C. Campo di applicazione del riesame(10) Dato che non sono state presentate richieste di riesame delle risultanze sul pregiudizio, il riesame si è limitato al dumping.D. Risultati dell'inchiesta1. Qualifica di nuovo esportatore(11) L'inchiesta ha confermato che società interessata non aveva esportato il prodotto in questione durante il periodo dell'inchiesta iniziale e che le esportazioni nella Comunità erano iniziate in un momento successivo.Inoltre, la società ha fornito prove documentali sufficienti del fatto di non essere collegata, direttamente o indirettamente, ai produttori esportatori cinesi oggetto delle misure antidumping in vigore sul prodotto in questione.Di conseguenza, si conferma che la società interessata deve essere considerata un nuovo esportatore ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 4 del regolamento di base e pertanto deve essere determinato un margine di dumping individuale.2. Dumpinga) Status di economia di mercato(12) Dato che la società interessata ha chiesto di beneficiare dello status di economia di mercato, sono state richieste informazioni particolareggiate sulla proprietà, il controllo della gestione e la determinazione delle politiche commerciali.(13) L'inchiesta svolta presso le sedi della società ha dimostrato che le cinque condizioni di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c) del regolamento di base relative alla concessione dello standard di economia di mercato sono state soddisfatte.(14) I risultati dell'inchiesta sono stati comunicati ai membri del comitato consultivo il 23 marzo 2000. Gli Stati membri hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni ma non sono state mosse obiezioni alle conclusioni dei servizi della Commissione.b) Valore normale(15) Conformemente all'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base, è stato valutato se il volume di vendite della società sul mercato interno relativo al prodotto in questione corrispondesse ad almeno il 5% del volume delle esportazioni del prodotto simile nella Comunità. È stato accertato che il volume delle vendite del prodotto simile sul mercato interno era notevolmente superiore alla soglia del 5% summenzionata. Per ciascun tipo di elemento di fissaggio esportato nella Comunità, è stato poi accertato se sul mercato interno fossero realizzate vendite rappresentative di tipi identici o direttamente comparabili. È stato dimostrato che non era questo il caso e che infatti i tipi di elementi di fissaggio venduti sul mercato interno non erano affatto comparabili a quelli esportati nella Comunità, soprattutto perché i tipi di acciaio utilizzati sul mercato interno, anche se si trattava in ogni caso di acciaio inossidabile, erano diversi da quelli impiegati per l'esportazione.(16) Di conseguenza, il valore normale di ciascun tipo di elemento di fissaggio esportato nella Comunità è stato calcolato in base al costo di produzione sostenuto da questo produttore maggiorato di un congruo importo, per le spese generali, amministrative e di vendita e per i profitti conformemente all'articolo 2, paragrafi 3 e 6 del regolamento di base, perché non è stato possibile utilizzare i prezzi di un altro produttore esportatore. Le spese generali, amministrative e di vendita e il margine di profitto sulle vendite interne nel corso di normali operazioni commerciali erano quelle del produttore in questione.c) Prezzo all'esportazione(17) Tutte le esportazioni della società interessata sono state destinate ad una società collegata con sede nell'UE. Tale società ha venduto i prodotti a clienti indipendenti della Comunità e in parte ad un'altra società collegata, avente anch'essa sede nell'UE, che a sua volta ha venduto il prodotto in questione ed altri prodotti simili forniti da altri esportatori a clienti indipendenti.(18) Per determinare in maniera corretta il prezzo all'esportazione del prodotto in questione riferito soltanto alla società esportatrice, tale prezzo è stato costruito conformemente all'articolo 2, paragrafo 9 del regolamento di base a partire dal prezzo al quale il prodotto esportato è stato rivenduto per la prima volta ad un acquirente indipendente nella Comunità dalla prima società collegata. Tale prezzo è stato adeguato per tenere conto di tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita e dei profitti.(19) È stato utilizzato un margine di profitto del 5%, conforme alle conclusioni relative agli esportatori non collegati durante il periodo dell'inchiesta iniziale.d) Confronto(20) Conformemente all'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento di base, la media ponderata del valore normale per tipo di prodotto è stata confrontata, allo stadio franco fabbrica, con una media ponderata dei prezzi all'esportazione allo stesso stadio commerciale.(21) Ai fini di un equo confronto, sono stati effettuati adeguamenti per tenere debitamente conto delle differenze rilevate e risultati tali da influire sui prezzi e sulla comparabilità dei prezzi. Gli adeguamenti effettuati ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento di base riguardano gli oneri all'importazione, conti e riduzioni, trasporto, movimentazione e costi accessori e credito.e) Margine di dumping(22) Dal confronto è emerso che le esportazioni verso la Comunità del prodotto in questione effettuate durante il periodo dell'inchiesta erano oggetto di dumping.(23) La media ponderata del margine di dumping calcolata per la società interessata, espressa in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, è pari al 18,5%.E. Modifica delle misure soggette a riesame(24) In base ai risultati dell'inchiesta, si ritiene che le importazioni nella Comunità di elementi di fissaggio di acciaio inossidabile e di loro parti prodotti ed esportati dalla Bulten Fasteners Co Ltd (Repubblica popolare cinese) debbano essere oggetto di un dazio antidumping corrispondente al margine di dumping calcolato per la società. Si propone pertanto di modificare opportunamente il regolamento (CE) n. 393/98 del Consiglio.F. Riscossione retroattiva del dazio antidumping(25) Poiché nell'ambito del riesame sono state riscontrate pratiche di dumping in rapporto alla Bulten Fasteners Co Ltd (Repubblica popolare cinese), il dazio antidumping applicabile alla società deve essere riscosso anche retroattivamente a decorrere dalla data di avvio del presente riesame sulle importazioni che sono state registrate a norma dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 59/2000.G. Comunicazione e durata delle misure(26) La società in questione è stata informata dei fatti e delle considerazioni in base ai quali si intendeva istituire un dazio antidumping definitivo sulle sue importazioni nella Comunità.(27) Il presente riesame non incide sulla scadenza del regolamento (CE) n. 393/98 conformemente all'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento di base.HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. La tabella di cui all'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 393/98 è sostituita, per quanto riguarda la Repubblica popolare cinese, dalla tabella seguente:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;2. Il dazio istituito viene riscosso anche retroattivamente sulle importazioni del prodotto in questione registrate a norma dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 59/2000.3. Salvo indicazione contraria, si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.Articolo 2Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl presidente