CELEX: C2000/176/28
Language: it
Date: 2000-06-24 00:00:00
Title: Causa C-157/00: Ricorso della Repubblica ellenica contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 27 aprile 2000

C 176/16                IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          24.6.2000
Ricorso del 26 aprile 2000 contro la Repubblica italiana,                 Ricorso della Repubblica ellenica contro la Commissione
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee                        delle Comunità europee, presentato il 27 aprile 2000
                         (Causa C-155/00)                                                          (Causa C-157/00)
                          (2000/C 176/27)                                                           (2000/C 176/28)
Il 26 aprile 2000, la Commissione delle Comunità europee,                 Il 27 aprile 2000 la Repubblica ellenica, rappresentata dai
rappresentata dal sig. Michel Nolin, membro del suo servizio              signori Basileios Contolaimos e Ioannis-Constantinos Xalchias,
giuridico, in qualità di agente, assistito dall’avv. Massimo              rispettivamente consigliere giuridico e referendario del Consi-
Moretto, del foro di Venezia, elettivamente domiciliata presso            glio giuridico di Stato, con l’assistenza della signora Chrousoula
il sig. Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, a             Tsiabou, rappresentante processuale del Consiglio giuridico di
Lussemburgo, ha presentato alla Corte di giustizia delle                  Stato, con domicilio eletto in Lussemburgo presso l’ambasciata
Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.                di Grecia, 177, Val Ste Croix, ha proposto dinanzi alla Corte
                                                                          di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                               Commissione delle Comunità europee.
— constatare che la Repubblica italiana, avendo adottato la
     legge della Regione Lombardia n. 21 del 1o luglio 1993               La ricorrente chiede che la Corte di giustizia voglia:
     che consente alle amministrazioni aggiudicatrici di affidare
     concessioni di lavori, senza il rispetto delle regole di             — dichiarare ammissibile il ricorso,
     pubblicità, o appalti pubblici di lavori, senza previo
     esperimento di una gara ad evidenza pubblica, alle imprese           — annullare o modificare la decisione della Commissione
     che abbiano presentato dei progetti, è venuta meno agli                  1o marzo 2000, C/2000/488 def., «che esclude dal finan-
     obblighi incombenti in virtù della direttiva 93/37/CEE del               ziamento comunitario alcune spese effettuate dagli Stati
     Consiglio del 14 giugno 1993 (1) che coordina le procedure               membri a titolo del Fondo europeo di orientamento e di
     di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori e, segnata-           garanzia (FEAOG), sezione garanzia», pubblicata sulla
     mente, degli artt. 3 e 7;                                                Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee L 67 del 13 marzo
                                                                              2000, pag. 37, con il n. 2000/216/CE, negli specifici capi
— condannare la Repubblica italiana alle spese del giudizio.                  impugnati relativi alle correzioni finanziarie a carico della
                                                                              Repubblica ellenica.
Motivi e principali argomenti
                                                                          Motivi e principali argomenti
L’art. 32 della legge regionale consente alle amministrazioni
aggiudicatrici, da un lato, di concludere concessioni di lavori
                                                                          — Errata interpretazione ed applicazione dell’art. 5 del regola-
di valore pari o superiore a 5 milioni di ecu senza il rispetto
                                                                              mento n. 2221/95, o errata valutazione degli elementi di
delle regole di pubblicità, dall’altro, di attribuire appalti
                                                                              fatto.
pubblici di lavori il cui importo sia pari o superiore alla
medesima soglia senza previa pubblicazione di un bando di
gara, ossia mediante procedura negoziata, in circostanze                  — Violazione dell’art. 5, n. 2, lett. c), del regolamento
diverse da quelle eccezionali tassativamente elencate dalla                   (CEE) n. 729/70 e superamento dei limiti della facoltà
direttiva. La correttezza di tale interpretazione è dimostrata dal            discrezionale della Commissione.
modo in cui l’art. 32 è stato applicato da parte del comune di
Monza nel quadro di una procedura per la realizzazione di un              — Mancanza di fondamento giuridico per l’imposizione della
impianto di smaltimento di rifiuti solidi urbani.                             correzione finanziaria contestata e violazione del principio
                                                                              della certezza del diritto.
Peraltro, anche nel caso in cui dovesse ritenersi che il comune di
Monza abbia erroneamente interpretato ed applicato l’art. 32              — Riguardo all’impegno a non effettuare il reimpianto: errata
ritenendo che esso consentisse di derogare alle normali regole                interpretazione dell’art. 2, n. 1, lett. a), del regolamento
di pubblicità, la Commissione rileva che tale circostanza                     n. 2505/95 e degli artt. 3 e 4, n. 3, del regolamento
dimostrerebbe che la formulazione dell’art. 32 non soddisfa i                 n. 2684/95.
requisiti di chiarezza, univocità e certezza del diritto imposti
agli Stati membri dalla costante giurisprudenza della Corte in
materia di recepimento delle direttive.                                   — Riguardo alla mancata riproduzione della data sui certifica-
                                                                              ti: errata interpretazione dell’art. 4 del regolamento
                                                                              n. 2684/95 — errata valutazione degli elementi di fatto.
(1) GU L 199, del 9.8.1993, pag. 54.
                                                                          — Riguardo alla mancata preventiva comunicazione della
                                                                              data prevista per l’estirpazione: errata interpretazione
                                                                              dell’art. 5 del regolamento (CE) n. 2684/95.
 ---pagebreak--- 24.6.2000               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 176/17
— Riguardo all’estensione della particella su cui effettuare l’e-              sione n. 296/96 (3) per un periodo massimo di 24 mesi
     stirpazione: errata interpretazione ed applicazione del-                  precedenti la data di ricezione ufficiale di tale comunicazio-
     l’art. 2 del regolamento n. 2505/95 e del regolamento                     ne. Ne risulterebbe che un rifiuto di finanziamento non
     n. 2684/95.                                                               potrebbe riferirsi a spese effettuate prima del 26 maggio
                                                                               1996.
— Riguardo alla bolla di consegna e alle registrazioni del
     peso: errata interpretazione dell’art. 15 del regolamento            — Motivazione errata in quanto la decisione non terrebbe
     (CEE) n. 1558/91 ed errata valutazione degli elementi di                  conto degli elementi di prova forniti dal Granducato di
     fatto.                                                                    Lussemburgo al fine di valutare correttamente le conse-
                                                                               guenze finanziarie provocate dalle irregolarità constatate:
— Riguardo alle invocate gravi omissioni nel sistema di
     controllo (artt. 15 e 16 del regolamento n. 1558/91:
     mancanza di relazioni e di controlli): errata interpretazione             — La Commissione generalizzerebbe i vizi riscontrati
     dell’art. 16 del regolamento (CEE) n. 1558/91 ed errata                        chiamando in causa l’intero sistema di controllo ammi-
     valutazione degli elementi di fatto.                                           nistrativo e in loco.
                                                                               — I vizi dovrebbero essere collocati in una prospettiva
                                                                                    globale e nel loro contesto reale per valutarne le
                                                                                    proporzioni (infatti, le correzioni finanziarie proposte
                                                                                    non avrebbero alcuna relazione con gli interessi finan-
                                                                                    ziari coinvolti).
Ricorso del Granducato di Lussemburgo contro la Com-
missione delle Comunità europee, proposto il 27 aprile                         — La Commissione avrebbe omesso di tenere in conto e
                                2000                                                di apprezzare i molteplici sforzi di miglioramento e
                                                                                    perfezionamento fatti dopo l’instaurazione del sistema
                                                                                    integrato (sia per la gestione e per il controllo informa-
                         (Causa C-158/00)                                           tico delle domande sia per la formazione degli agenti
                                                                                    controllori e per il miglioramento dei documenti di
                          (2000/C 176/29)                                           controllo e di istruzione). La ricorrente ritiene di avere
                                                                                    apportato la prova che, quanto alle conseguenze
Il 27 aprile 2000 il Granducato di Lussemburgo, rappresentato                       finanziarie derivanti dalle irregolarità constatate, la
dal signor Ferdinand Hoffstetter, in qualità di agente, assistitito                 Commissione avrebbe commesso un errore manifesto
dall’avv. Roger Nothar, del foro di Lussemburgo, con domicilio                      di valutazione rifiutando di tenere conto degli elementi
eletto in Lussemburgo, presso lo studio dell’avv. R. Nothar,                        di prova prodotti.
99, avenue du Bois, ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia
delle Comunità europee, un ricorso contro la Commissione                  — Violazione degli orientamenti contenuti nel documento
delle Comunità europee.                                                        VI/5330/97 e dei principio di proporzionalità: la circostan-
                                                                               za attenuante citata a difesa dal Granducato di Lussembur-
Il ricorrente conclude che la Corte voglia:                                    go, proposta dall’Organo di conciliazione e prevista dal
                                                                               documento di orientamento, è stata rigettata dalla Com-
— annullare la decisione della Commissione 1o marzo 2000,                      missione, con la motivazione che il Parlamento europeo
     C(2000)488, che esclude dal finanziamento comunitario                     insisterebbe a che la Commissione applichi i tassi di
     alcune spese effettuate dal Granducato di Lussemburgo a                   rettifica fino all’eliminazione delle irregolarità constatate.
     titolo del Fondo europeo agricolo di orientamento e                       Tale rigore, tuttavia, contraddirebbe in pieno la finalità del
     garanzia (FEAOG), sezione garanzia, per gli esercizi finan-               documento di orientamento che mirerebbe a modulare i
     ziari 1996-1998 in quanto essa, a conclusione del procedi-                tassi di rettifica in funzione delle circostanze concrete. A
     mento di verifica, non ha riconosciuto a carico del FEAOG                 ciò si aggiunga che l’applicazione di un tasso di rettifica
     la somma di LUF 56 106 800 a titolo di spese relative ai                  del 5 % sarebbe assolutamente sproporzionata rispetto al
     seminativi;                                                               rischio di perdite per il FEAOG, che sarebbe in realtà
                                                                               inesistente.
— condannare la Commissione alle spese del procedimento.
                                                                          (1) GU L 125 dell’8.6.1995, pag. 1.
Motivi e principali argomenti                                             (2) GU L 94 del 28.4.1970, pag. 13.
                                                                          (3) Regolamento (CE) della Commissione 16 febbraio 1996, n. 296,
                                                                              relativo ai dati che devono essere forniti dagli Stati membri ed alla
— Violazione dell’art. 1 del regolamento (CE) del Consiglio
                                                                              contabilizzazione mensile delle spese finanziate dalla sezione
     22 maggio 1995, n. 1287 (1), che modifica il regolamento                 garanzia del Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia
     (CEE) n. 729/70 (2) relativo al finanziamento della politica             (FEAOG) e che abroga il regolamento (CEE) n. 2776/88 (GU L 39
     agricola comune: con comunicazione 26 maggio 1998 la                     del 17.2.1996, pag. 5).
     DG Agricoltura ha reso nota al Granducato di Lussembur-
     go l’intenzione di proporre l’esclusione dal finanziamento
     comunitario di una parte delle spese dichiarate in applica-
     zion dell’art. 7, n. 1, del regolamento (CE) della Commis-