CELEX: 62020CA0372
Language: it
Date: 2021-11-25 00:00:00
Title: Causa C-372/20: Sentenza della Corte (Ottava Sezione) del 25 novembre 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesfinanzgericht — Austria) — QY / Finanzamt Österreich, già Finanzamt Wien für den 8., 16. und 17. Bezirk [Rinvio pregiudiziale – Articoli 45 e 48 TFUE – Libera circolazione dei lavoratori – Parità di trattamento – Prestazioni familiari erogate ai cooperanti che portano con sé i propri familiari nel paese terzo cui sono stati assegnati in servizio – Soppressione – Articolo 288, secondo comma, TFUE – Atti giuridici dell’Unione – Portata dei regolamenti – Normativa nazionale il cui ambito di applicazione ratione personae è più ampio di quello di un regolamento – Presupposti – Regolamento (CE) n. 883/2004 – Articolo 11, paragrafo 3, lettere a) ed e) – Ambito di applicazione – Lavoratrice subordinata cittadina di uno Stato membro impiegata in qualità di cooperante da un datore di lavoro stabilito in altro Stato membro e inviata in missione in un paese terzo – Articolo 68, paragrafo 3 – Diritto del richiedente prestazioni familiari di depositare una domanda unica presso l’istituzione dello Stato membro competente in via prioritaria o presso l’istituzione dello Stato membro competente in via subordinata]

31.1.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 51/11
            
         
      Sentenza della Corte (Ottava Sezione) del 25 novembre 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesfinanzgericht — Austria) — QY / Finanzamt Österreich, già Finanzamt Wien für den 8., 16. und 17. Bezirk
      (Causa C-372/20) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Articoli 45 e 48 TFUE - Libera circolazione dei lavoratori - Parità di trattamento - Prestazioni familiari erogate ai cooperanti che portano con sé i propri familiari nel paese terzo cui sono stati assegnati in servizio - Soppressione - Articolo 288, secondo comma, TFUE - Atti giuridici dell’Unione - Portata dei regolamenti - Normativa nazionale il cui ambito di applicazione ratione personae è più ampio di quello di un regolamento - Presupposti - Regolamento (CE) n. 883/2004 - Articolo 11, paragrafo 3, lettere a) ed e) - Ambito di applicazione - Lavoratrice subordinata cittadina di uno Stato membro impiegata in qualità di cooperante da un datore di lavoro stabilito in altro Stato membro e inviata in missione in un paese terzo - Articolo 68, paragrafo 3 - Diritto del richiedente prestazioni familiari di depositare una domanda unica presso l’istituzione dello Stato membro competente in via prioritaria o presso l’istituzione dello Stato membro competente in via subordinata)
      (2022/C 51/14)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Giudice del rinvio
      
      Bundesfinanzgericht
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrente: QY
      
         Resistente: Finanzamt Österreich, già Finanzamt Wien für den 8., 16. und 17. Bezirk
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 11, paragrafo 3, lettera a), del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, deve essere interpretato nel senso che una lavoratrice subordinata avente la cittadinanza di uno Stato membro in cui essa stessa e i suoi figli sono residenti, assunta da un datore di lavoro avente la propria sede sociale in un altro Stato membro con un contratto di lavoro in qualità di cooperante, il quale, in forza della legislazione di tale altro Stato membro, ricade nel regime obbligatorio di previdenza sociale di quest’ultimo, e che viene assegnata in servizio in un paese terzo non già immediatamente dopo la sua assunzione, bensì al termine di un tirocinio in quest’altro Stato membro e vi rientra in seguito per una fase di reinserimento, deve essere considerata una persona che esercita un’attività subordinata in quest’ultimo, ai sensi di tale disposizione.
               
            
                  2)
               
               
                  L’articolo 288, secondo comma, TFUE deve essere interpretato nel senso che esso non osta all’adozione, da parte di uno Stato membro, di una normativa nazionale il cui ambito di applicazione ratione personae sia più ampio di quello del regolamento n. 883/2004, in quanto prevede un’equiparazione dei cittadini degli Stati parti dell’Accordo sullo Spazio economico europeo, del 2 maggio 1992, ai propri cittadini, a condizione che tale normativa sia interpretata in modo conforme al suddetto regolamento e che il primato di quest’ultimo non sia rimesso in discussione.
               
            
                  3)
               
               
                  L’articolo 68, paragrafo 3, lettera a), del regolamento n. 883/2004 e l’articolo 60, paragrafi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento n. 883/2004, devono essere interpretati nel senso che essi vincolano reciprocamente l’istituzione dello Stato membro competente in via prioritaria e l’istituzione dello Stato membro competente in via subordinata, sicché il richiedente prestazioni familiari deve depositare una sola domanda presso una di tali istituzioni e spetta poi a queste due istituzioni trattare congiuntamente detta domanda.
               
            
                  4)
               
               
                  Gli articoli 45 e 48 TFUE devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a che uno Stato membro sopprima, in via generale, le prestazioni familiari che erogava fino a quel momento ai cooperanti che portano con sé i propri familiari nel paese terzo in cui sono stati assegnati in servizio, purché, da un lato, tale soppressione sia applicata in modo indifferenziato sia ai beneficiari aventi la cittadinanza di tale Stato membro sia ai beneficiari aventi la cittadinanza degli altri Stati membri e, dall’altro, detta soppressione comporti una differenza di trattamento tra i cooperanti interessati non già a seconda del fatto che abbiano o meno esercitato il proprio diritto alla libera circolazione prima o dopo la stessa, bensì a seconda del fatto che i loro figli risiedano con loro in uno Stato membro oppure in un paese terzo.
               
            
         (1)  GU C 433 del 14.12.2020.