CELEX: 31994L0067
Language: it
Date: 1994-12-16 00:00:00
Title: Direttiva 94/67/CE del Consiglio, del 16 dicembre 1994, sull'incenerimento dei rifiuti pericolosi

Avis juridique important

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31994L0067

Direttiva 94/67/CE del Consiglio, del 16 dicembre 1994, sull'incenerimento dei rifiuti pericolosi  

Gazzetta ufficiale n. L 365 del 31/12/1994 pag. 0034 - 0045 edizione speciale finlandese: capitolo 15 tomo 14 pag. 0186  edizione speciale svedese/ capitolo 15 tomo 14 pag. 0186 

DIRETTIVA 94/67/CE DEL CONSIGLIO del 16 dicembre 1994  sull'incenerimento dei rifiuti pericolosiIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 S, paragrafo  1, vista la proposta della Commissione (1), visto il parere del Comitato economico e sociale (2), deliberando conformemente alla procedura di cui all'articolo 189 C del trattato (3), considerando che gli obiettivi ed i principi della politica ambientale della Comunità definiti  all'articolo 130 R del trattato sono intesi in particolare a prevenire e a ridurre l'inquinamento  intervenendo prioritariamente alla fonte ed applicando il principio «chi inquina paga»; considerando che con la risoluzione del 7 maggio 1990 sulla politica dei rifiuti (4) il Consiglio  invitava la Commissione a completare le sue proposte sugli inceneritori per rifiuti industriali, in  quanto problema urgente; considerando che l'incenerimento dei rifiuti pericolosi provoca emissioni che possono produrre  inquinamento e quindi, laddove manchi un controllo adeguato, nuocere alla salute umana e  all'ambiente; che in taluni casi può verificarsi un inquinamento transfrontaliero; considerando che è pertanto necessaria un'azione preventiva per proteggere l'ambiente contro le  emissioni pericolose dovute all'incenerimento dei rifiuti pericolosi; considerando che le attuali divergenze tra le normative nazionali sull'incenerimento dei rifiuti  pericolosi e, in alcuni casi, l'assenza di disposizioni in materia, giustificano un intervento a  livello comunitario; considerando che, in conformità dell'articolo 130 T del trattato, l'adozione della presente  direttiva non impedisce ai singoli Stati membri di mantenere o di prendere provvedimenti che siano  compatibili con il trattato, per una protezione ancora maggiore dell'ambiente; considerando che l'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1975,  relativa ai rifiuti (5), impone agli Stati membri di adottare le misure necessarie al fine di  garantire che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza mettere in pericolo la salute umana e  senza danneggiare l'ambiente; che a tal fine l'articolo 9 di tale direttiva prescrive che qualsiasi  impianto o impresa di trattamento dei rifiuti deve formare oggetto di un'autorizzazione  dell'autorità competente, che indichi segnatamente le precauzioni da adottare; considerando che gli articoli 3 e 4 della direttiva 84/360/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1984,  concernente la lotta contro l'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali (6),  stabiliscono che deve essere richiesta un'autorizzazione preliminare per la gestione degli impianti  industriali, appartenenti alle categorie elencate in allegato, tra cui gli impianti di  incenerimento dei rifiuti; considerando che gli impianti di incenerimento installati e mantenuti in esercizio a norma della  presente direttiva sono destinati a ridurre, mediante un processo di ossidazione, i rischi connessi  all'inquinamento derivante da rifiuti pericolosi, a diminuire la quantità e il volume dei rifiuti e  a produrre residui che possano essere riutilizzati o eliminati in maniera sicura; considerando che l'attuazione di un'elevata protezione ambientale presuppone l'adozione e  l'osservanza di opportune condizioni di esercizio e valori limite delle emissioni degli impianti di  incenerimento dei rifiuti pericolosi nella Comunità; che sono necessarie disposizioni specifiche  per le emissioni di diossine e furani che è indispensabile ridurre utilizzando la tecnologia più  avanzata; considerando che sono necessarie tecniche di misurazione di grande precisione per controllare che  le emissioni siano conformi ai valori limite di emissione e ai valori guida delle sostanze  inquinanti; considerando che è necessaria una protezione integrata dell'ambiente contro le emissioni causate  dall'incenerimento di rifiuti pericolosi; che pertanto gli scarichi acquosi prodotti durante la  depurazione dei gas di scarico possono essere evacuati solo dopo aver subito un trattamento  separato, al fine di limitare il trasferimento dell'inquinamento da un vettore ambientale ad un  altro; che i valori limite di emissione specifici per le sostanze inquinanti presenti nei suddetti  scarichi acquosi dovrebbero essere fissati entro due anni a decorrere dalla data di entrata in  vigore della presente direttiva; considerando che devono essere previste disposizioni per i casi in cui sono superati i valori  limite di emissione, nonché per i casi, tecnicamente inevitabili, di arresto, di cattivo  funzionamento o di guasto dei dispositivi di depurazione; considerando che il coincenerimento di rifiuti pericolosi in impianti non destinati principalmente  all'incenerimento di rifiuti pericolosi non deve causare maggiori emissioni di sostanze inquinanti  in quella parte del volume di gas di scarico dovuto a detto coincenerimento e che deve pertanto  essere assoggettato ad adeguate limitazioni; considerando che, per tutelare maggiormente la salute umana e l'ambiente è necessario adeguare  rapidamente gli impianti di incenerimento esistenti ai valori limite di emissione stabiliti nella  presente direttiva, onde evitare un aumento del trasferimento di rifiuti pericolosi in tali  impianti; considerando che è opportuno istituire un comitato incaricato di assistere la Commissione  nell'esecuzione della presente direttiva e nel suo adeguamento al progresso scientifico e tecnico; considerando che le relazioni in merito all'attuazione della presente direttiva costituiscono un  importante elemento per informare la Commissione e gli Stati membri sui progressi compiuti nelle  tecniche di controllo delle emissioni; considerando che entro il 31 dicembre 2000 dovrebbero essere presentate al Consiglio proposte per  rivedere i valori limite di emissione e le relative disposizioni della presente direttiva sulla  scorta dei progressi tecnologici previsti, dell'esperienza nella gestione degli impianti di  incenerimento e dei requisiti ambientali, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1 1.  La presente direttiva ha lo scopo di stabilire misure e  procedure finalizzate a prevenire o, qualora ciò non sia attuabile, a ridurre per quanto possibile  gli effetti negativi dell'incenerimento dei rifiuti pericolosi sull'ambiente, in particolare  l'inquinamento atmosferico, del suolo, delle acque superficiali e sotterranee, nonché i rischi per  la salute umana che ne risultino, istituendo e mantenendo a tale scopo condizioni di esercizio e  valori limite di emissione adeguati per gli impianti di incenerimento dei rifiuti pericolosi nella  Comunità. 2.  La presente direttiva lascia impregiudicate le altre normative comunitarie pertinenti, in  particolare quelle sui rifiuti e sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori  degli impianti di incenerimento. Articolo 2 Ai fini della presente direttiva s'intende per: 1) «Rifiuto pericoloso»: qualsiasi rifiuto solido o liquido quale definito all'articolo 1,  paragrafo 4 della direttiva 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti  pericolosi (1). I seguenti rifiuti pericolosi sono tuttavia esclusi dal campo di applicazione della presente  direttiva: - i rifiuti liquidi combustibili, ivi compresi gli oli usati come definiti all'articolo 1 della  direttiva 75/439/CEE del Consiglio, del 16 giugno 1975, concernente l'eliminazione degli oli usati  (2), a condizione che siano soddisfatti i tre criteri seguenti: i) il tenore di massa degli idrocarburi aromatici policlorurati, per esempio bifenili policlorurati  (PCB) o fenolo pentaclorurato (PCP) ammonti a concentrazioni non superiori a quelle fissate nella  pertinente legislazione comunitaria, ii) questi rifiuti non siano resi pericolosi per il fatto di contenere altri costituenti elencati  nell'allegato II della direttiva 91/689/CEE in quantità o concentrazioni incompatibili con gli  obiettivi previsti all'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE (3), e iii) il potere calorifico netto ammonti ad almeno 30 MJ per chilogrammo; - qualsiasi rifiuto liquido combustibile che non può causare, nei gas derivanti dalla sua  combustione, emissioni diverse da quelle causate dal gasolio come definito nell'articolo 1,  paragrafo 1 della direttiva 75/716/CEE (4), oppure una concentrazione delle emissioni più elevata  di quella risultante dalla combustione del gasolio così definito; - rifiuti pericolosi derivanti dalle prospezioni e dallo sfruttamento di giacimenti petroliferi o  di gas attraverso impianti off-shore, che vengano inceneriti a bordo; - rifiuti urbani contemplati dalle direttive 89/369/CEE (1) e 89/429/CEE (2); - fanghi di fogna derivanti dal trattamento di acque reflue urbane che non siano resi pericolosi  per il fatto di contenere costituenti elencati nell'allegato II della direttiva 91/689/CEE in  quantità o in concentrazioni, che saranno definite dagli Stati membri finché non sarà stato  elaborato l'elenco di rifiuti pericolosi di cui all'articolo 1, paragrafo 4 di detta direttiva,  incompatibili con gli obiettivi previsti dall'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE. Tale  esclusione lascia impregiudicate le disposizioni della direttiva 86/278/CEE (3). 2) «Impianto di incenerimento»: qualsiasi impianto tecnico utilizzato per l'incenerimento di  rifiuti pericolosi mediante ossidazione con o senza recupero del calore prodotto dalla combustione,  compreso il pretrattamento, nonché la pirolisi o altri procedimenti di trattamento termico, per  esempio il procedimento del plasma, sempreché i relativi prodotti siano successivamente inceneriti.  In questa definizione sono inclusi gli impianti che bruciano tali rifiuti come combustibile normale  o addizionale per qualsiasi procedimento industriale. La definizione include il sito e l'insieme della installazioni compresi i luoghi di ricezione e di  immagazzinamento dei rifiuti, l'impianto di pretrattamento, l'inceneritore ed i rifiuti da esso  prodotti, il combustibile e i sistemi di aerazione, gli impianti di trattamento dei gas e delle  acque di scarico nonché i dispositivi e i sistemi di controllo delle operazioni di incenerimento,  di registrazione continua e di sorveglianza delle condizioni di incenerimento. La definizione non si applica ai seguenti impianti: - inceneritori per carcasse o resti di animali; - inceneritori per rifiuti contagiosi di origine ospedaliera, purché non siano resi pericolosi  dalla presenza di altri costituenti elencati nell'allegato II della direttiva 91/689/CEE o - inceneritori per rifiuti urbani che trattino anche rifiuti contagiosi di origine ospedaliera non  mescolati con altri rifiuti resi pericolosi a causa di una delle altre caratteristiche elencate  nell'allegato III della direttiva 91/689/CEE. 3) «Nuovo impianto di incenerimento»: un impianto per il quale l'autorizzazione d'esercizio è stata  rilasciata a decorrere dalla data di cui all'articolo 18, paragrafo 1. 4) «Impianto di incenerimento preesistente»: un impianto per il quale la prima autorizzazione  d'esercizio è stata rilasciata anteriormente alla data di cui all'articolo 18, paragrafo 1. 5) «Valore limite delle emissioni»: la concentrazione di massa delle sostanze inquinanti che non  deve essere superata nelle emissioni degli impianti durante un periodo specificato. 6) «Gestore»: qualsiasi persona fisica o giuridica che gestisce l'impianto di incenerimento oppure  che abbia, o abbia ricevuto per delega, il potere decisionale economico sull'impianto. Articolo 3 1.  L'autorizzazione di cui agli articoli 9 e 10 della direttiva 75/442/CEE,  all'articolo 11 di tale direttiva, completato dall'articolo 3 della direttiva 91/689/CEE, e  all'articolo 3 della direttiva 84/360/CEE è rilasciata soltanto se dalla domanda risulta che la  progettazione, l'attrezzatura e la gestione dell'impianto di incenerimento sono tali di garantire  che siano state prese adeguate misure preventive contro l'inquinamento ambientale e che siano  osservati i requisiti degli articoli da 5 a 12 della presente direttiva. 2.  Nell'autorizzazione rilasciata dalle autorità competenti sono esplicitamente indicati i tipi e  le quantità di rifiuti pericolosi che possono essere trattati nell'impianto di incenerimento,  nonché la capacità totale dell'inceneritore. 3.  Se un impianto non destinato principalmente all'incenerimento di rifiuti pericolosi viene  alimentato con rifiuti pericolosi (coincenerimento) il cui calore prodotto non eccede il 40 % del  calore totale prodotto dall'impianto in qualsiasi fase di funzionamento, si applicano per lo meno i  seguenti articoli: - articoli da 1 a 5; - articolo 6, paragrafi 1 e 5; - articolo 7, ivi comprese le disposizioni di misurazione di cui agli articoli 10 e 11; - articolo 9; - articoli 12, 13 e 14. 4.  L'autorizzazione per il coincenerimento, quale definito al paragrafo 3, è rilasciata soltanto  se dalla domanda risulta comprovato che: - i bruciatori dei rifiuti pericolosi sono installati e i rifiuti stessi sono aggiunti in modo tale  da garantire il più completo livello di incenerimento possibile e, - applicando i calcoli stabiliti nell'allegato II, le disposizioni dell'articolo 7 risultino  osservate. In detta autorizzazione sono esplicitamente indicati i tipi e le quantità di rifiuti pericolosi che  possono essere coinceneriti nell'impianto. Inoltre sono specificati le quantità minime e massime di  tali rifiuti pericolosi, i loro valori calorifici, minimi e massimi, e il loro contenuto massimo di  agenti inquinanti, per esempio PCB, PCP, cloruro, fluoruro, zolfo, metalli pesanti. Dal confronto dei risultati delle misurazioni effettuate entro sei mesi dall'inizio del  funzionamento, nelle condizioni più sfavorevoli previste, deve risultare che le disposizioni  dell'articolo 7 sono soddisfatte. Per questo periodo, l'autorità competente può concedere deroghe  rispetto alla percentuale di cui al paragrafo 3. Articolo 4 Le domande di autorizzazione e le relative decisioni dell'autorità competente nonché  il risultato dei controlli previsti dall'articolo 11 della presente direttiva sono resi accessibili  al pubblico secondo le procedure stabilite dalla direttiva 90/313/CEE del Consiglio, del 7 giugno  1990, concernente la libertà di accesso all'informazione in materia di ambiente (1). Articolo 5 1.  Il gestore prende tutte le misure relative alla consegna e alla ricezione dei  rifiuti, necessarie per prevenire o, laddove ciò non sia attuabile, ridurre al minimo gli effetti  negativi sull'ambiente, in particolare l'inquinamento dell'aria, del suolo, delle acque  superficiali e sotterranee, e i rischi per la salute umana. Tali misure devono perlomeno soddisfare  i requisiti di cui ai paragrafi 2 e 3. 2.  Prima di accettare i rifiuti nell'impianto di incenerimento, il gestore deve disporre di una  descrizione dei rifiuti in cui siano specificati i seguenti elementi: - composizione fisica e, se possibile, chimica, dei rifiuti e tutte le informazioni necessarie per  valutare l'idoneità del processo previsto per l'incenerimento di tali rifiuti; - le caratteristiche pericolose dei rifiuti, le sostanze con le quali non possono essere mescolati  e le precauzioni da adottare nella gestione dei rifiuti. 3.  Prima dell'ammissione dei rifiuti nell'impianto di incenerimento, vengono applicate dal gestore  perlomeno le seguenti procedure di ricezione: - deve essere determinata la massa dei rifiuti; - devono essere controllati i documenti prescritti dalla direttiva 91/689/CEE del Consiglio e, se  del caso, quelli prescritti dal regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, del 1° febbraio 1993,  relativo alla sorveglianza ed al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità  europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio (2) e dai regolamenti sul trasporto di  merci pericolose; - a meno che ciò non risultasse inopportuno devono essere prelevati campioni rappresentativi, per  quanto possibile prima dello scarico, per verificarne mediante controlli la conformità alla  descrizione di cui al paragrafo 2, e per consentire alle autorità competenti di determinare la  natura dei rifiuti trattati. I campioni sono conservati per almeno 1 mese dopo l'incenerimento. 4.  Le autorità competenti possono concedere esenzioni dai paragrafi 2 e 3 agli impianti  industriali ed alle imprese che inceneriscano unicamente i propri rifiuti nel luogo in cui sono  prodotti, sempreché venga soddisfatto lo stesso livello di sicurezza. Articolo 6 1.  Gli impianti di incenerimento di rifiuti pericolosi sono gestiti in modo da  ottenere il più completo livello di incenerimento possibile. Ciò può implicare l'utilizzazione di  adeguate tecniche di pretrattamento dei rifiuti. 2.  Tutti gli impianti di incenerimento sono progettati, attrezzati e gestiti in modo che i gas  prodotti dall'incenerimento di rifiuti pericolosi siano portati, dopo l'ultima immissione di aria  di combustione, in modo controllato e omogeneo e anche nelle condizioni più sfavorevoli previste,  ad una temperatura di almeno 850  °C, raggiunta nella parete interna della camera di combustione o  vicino ad essa, per almeno due secondi in presenza di almeno il 6 % di ossigeno; se vengono  inceneriti rifiuti pericolosi contenenti oltre l'1 % di sostanze organiche alogenate, espresse in  cloro, la temperatura è portata ad almeno 1 100  °C. Quando la camera di combustione è alimentata soltanto con rifiuti pericolosi liquidi o con una  miscela di sostanze gassose e solide polverizzate, ottenute con un pretrattamento termico di  rifiuti pericolosi in carenza di ossigeno, e quando la componente gassosa produce più del 50 % del  calore totale emesso, il tenore di ossigeno dopo l'ultima immissione di aria di combustione deve  raggiungere almeno il 3 %. 3.  Tutti gli impianti di incenerimento sono muniti di bruciatori che entrano in funzione  automaticamente non appena la temperatura dei gas di combustione, dopo l'ultima immissione di aria  di combustione, scende al di sotto della temperatura minima stabilita al paragrafo 2. Tali  bruciatori vengono inoltre utilizzati nelle fasi di avvio e di arresto dell'impianto per garantire  in permanenza la temperatura minima stabilita fintantoché vi siano rifiuti nella camera di  combustione. Durante le operazioni di avvio o di arresto o quando la temperatura dei gas di combustione scende  al di sotto della temperatura minima stabilita al paragrafo 2, i bruciatori non devono essere  alimentati con combustibili che possano causare emissioni superiori a quelle derivanti dalla  combustione di gasolio, quale definito dall'articolo 1, paragrafo 1 della direttiva 75/716/CEE, di  gas liquefatto o di gas naturale. L'impianto è obbligatoriamente dotato di un sistema funzionante, che impedisce l'alimentazione con  rifiuti pericolosi nei seguenti casi: - all'avvio, finché sia stata raggiunta la temperatura minima prescritta per l'incenerimento; - ogni volta che la temperatura è inferiore alla temperatura minima prescritta per  l'incenerimento; - ogni volta che le misurazioni continue previste dall'articolo 11, paragrafo 1, lettera a)  indicano che uno qualsiasi dei valori limite di emissione è superato a causa del cattivo  funzionamento o di un guasto dei dispositivi di depurazione. 4.  Le autorità competenti possono consentire l'applicazione di prescrizioni diverse da quelle di  cui al paragrafo 2 specificandole nell'autorizzazione per determinati rifiuti pericolosi. Tale  autorizzazione è subordinata alla condizione che siano osservate almeno le prescrizioni di cui  all'articolo 7 e che i livelli di diossine e furani emessi siano inferiori o equivalenti a quelli  ottenuti applicando le disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo. Tutte le condizioni di funzionamento determinate dalle disposizioni del presente paragrafo e i  risultati delle verifiche effettuate sono comunicati alla Commissione quale parte delle  informazioni fornite in conformità dell'articolo 17. 5.  Durante il funzionamento degli impianti di incenerimento non devono essere superati nei gas di  combustione i seguenti valori limite per le concentrazioni di monossido di carbonio (CO): a) 50 mg/m³ di gas di combustione determinati come valore medio giornaliero; b) 150 mg/m³ di gas di combustione in almeno il 95 % di tutte le misurazioni determinati come  valori medi su 10 minuti, o 100 mg/m³ di gas di combustione di tutte le misurazioni determinati  come valori medi su 30 minuti, in un periodo qualsiasi di 24 ore. 6.  Tutti gli impianti di incenerimento sono progettati, attrezzati e gestiti in modo da impedire  che le emissioni nell'atmosfera causino un inquinamento atmosferico significativo a livello del  suolo; in particolare, i gas di scarico sono evacuati in modo controllato mediante una ciminiera. L'altezza della ciminiera è determinata in modo da salvaguardare la salute umana e l'ambiente. Articolo 7 1.  Gli impianti di incenerimento sono progettati, attrezzati e gestiti in modo che  nei gas di scarico non siano superati almeno i seguenti valori limite per le emissioni: a) Valori medi giornalieri: >SPAZIO PER TABELLA>b) Valori medi su trenta minuti: >SPAZIO PER TABELLA>c) Tutti i valori medi durante il periodo di campionamento di 30 minuti come  minimo e di 8 ore come massimo >SPAZIO PER TABELLA>Questi valori medi si applicano anche alle forme di vapore e di gas delle  emissioni dei relativi metalli pesanti e dei loro composti. 2.  L'emissione di diossine e furani è ridotta mediante le tecniche più avanzate. Al più tardi a  decorrere dal 1° gennaio 1997 tutti i valori medi misurati durante il periodo di campionamento di 6  ore come minimo e di 8 ore come massimo non devono superare il valore limite di 0,1 ng/m³ a meno  che, almeno sei mesi prima di tale data, la Commissione, in conformità della procedura di cui  all'articolo 16, non abbia stabilito la disponibilità a livello comunitario di metodi di  misurazione armonizzati. Questo valore è costituito dalla somma delle concentrazioni delle singole  diossine e dei singoli furani valutate in conformità dell'allegato I. Fino alla data di  applicazione di tale valore limite, gli Stati membri dovrebbero utilizzare detto valore almeno  quale valore guida. 3.  I risultati delle misurazioni effettuate per verificare l'osservanza dei valori limite e dei  valori guida stabiliti dall'articolo 6 e dal presente articolo sono normalizzati in base alle  condizioni stabilite dall'articolo 11, paragrafo 2. 4.  Se i rifiuti pericolosi sono coinceneriti come definito all'articolo 3, paragrafo 3 le  disposizioni dell'articolo 6, paragrafo 5 e dei paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo si  applicano soltanto a quella parte del volume dei gas di scarico che è prodotta dall'incenerimento  dei rifiuti pericolosi, conformemente ai criteri definiti nell'allegato II. Devono essere stabiliti adeguati valori guida e valori limite di emissione per le sostanze  inquinanti emesse con i gas di scarico degli impianti di cui all'articolo 3, paragrafo 3, secondo  quanto indicato nell'allegato II. Devono essere stabiliti adeguati valori guida e valori limite di emissione per le sostanze  inquinanti emesse con i gas di scarico di tali impianti, secondo quanto indicato nell'allegato II. Articolo 8 1.  Gli scarichi di tutte le acque reflue degli impianti di incenerimento sono  subordinati ad autorizzazione dell'autorità competente. 2.  L'evacuazione in ambiente acquatico di scarichi acquosi provenienti dal lavaggio dei gas di  scarico è limitata per quanto possibile. Purché previsto in una specifica disposizione contenuta nell'autorizzazione, gli scarichi acquosi  possono essere evacuati dopo essere stati trattati separatamente, a condizione che: - siano soddisfatti i requisiti delle pertinenti disposizioni comunitarie, nazionali e locali  espressi come valori limite di emissione e - la massa di metalli pesanti, diossine e furani contenuti negli scarichi acquosi in proporzione  alla quantità di rifiuti pericolosi trattata sia ridotta in modo tale che la massa di cui è  consentito lo scarico in acqua sia inferiore a quella di cui è consentito lo scarico nell'aria. 3.  Fatto salvo il paragrafo 2 il Consiglio, su proposta della Commissione, definisce entro 2 anni  dall'entrata in vigore della presente direttiva una serie di valori limite specifici per gli  inquinanti contenuti negli effluenti da scaricare provenienti dal lavaggio dei gas di scarico. 4.  L'area dell'impianto di incenerimento, ivi comprese le aree di immagazzinamento dei rifiuti  pericolosi, è progettata e gestita in modo da prevenire l'immissione di qualsiasi sostanza  inquinante nel suolo e nelle acque sotterranee, conformemente alla direttiva 80/68/CEE del  Consiglio, del 17 dicembre 1979, concernente la protezione delle acque sotterranee  dall'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose (1). Inoltre, deve essere predisposta una  capacità di deposito delle acque meteoriche provenienti dall'area dell'impianto di incenerimento o  dell'acqua contaminata che si è sparsa a causa di rovesciamenti o di operazioni di estinzione di  incendi. Tale capacità deve essere sufficiente per garantire che tali acque possano essere  analizzate e, se necessario, trattate prima dello scarico. Articolo 9 1.  I residui prodotti durante il funzionamento dell'impianto di incenerimento sono  recuperati o smaltiti in conformità delle direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE. A tal fine può essere  necessario un trattamento preventivo dei residui. Siffatti residui dovrebbero essere tenuti  separati durante la valutazione della possibilità di recupero o smaltimento; al fine di facilitarne  ancor più il recupero o lo smaltimento, dovrebbero essere trattati con tecnologie adeguate. 2.  Per il trasporto e l'immagazzinamento intermedio di residui secchi, sotto forma di polvere, ad  esempio polvere delle caldaie e residui secchi prodotti dal trattamento dei gas di scarico, devono  essere utilizzati contenitori chiusi. 3.  Qualsiasi calore generato dai processi di incenerimento dovrebbe essere sfruttato nella maggior  misura possibile. 4.  Prima di determinare le modalità per lo smaltimento o il recupero dei residui risultanti  dall'incenerimento, devono essere effettuate opportune prove per stabilire le caratteristiche  fisiche e chimiche nonché il potenziale inquinante dei vari residui di incenerimento. L'analisi  concerne segnatamente la frazione solubile e i metalli pesanti. Articolo 10 1.  Al fine di tenere sotto osservazione, in conformità dell'articolo 11, i  parametri, le condizioni e le concentrazioni di massa degli inquinanti relativi al processo di  incenerimento, sono fissate prescrizioni riguardanti le misurazioni nell'autorizzazione rilasciata  dall'autorità competente o nelle condizioni ad essa allegate oppure nelle pertinenti norme generali  vincolanti sui requisiti per le misurazioni. 2.  L'autorizzazione è rilasciata soltanto se dalla domanda risulta che le tecniche di misurazione  proposte sono conformi all'allegato III. I valori dell'intervallo di fiducia (95 %) rispetto ai  valori limite di emissione di cui all'articolo 6, paragrafo 5, lettera a) e all'articolo 7,  paragrafo 1, lettera a), punti 1, 2, 3 e 5, non devono superare i valori riportati nell'allegato  III, punto 4. L'adeguata installazione e il funzionamento del dispositivo automatico di sorveglianza sono  sottoposti a verifiche e a un collaudo annuale. 3.  Le procedure di campionamento e di misurazione applicate per adempiere gli obblighi imposti per  le misurazioni periodiche di ciascun inquinante atmosferico, nonché la localizzazione dei punti di  campionamento o di misurazione sono stabilite nell'autorizzazione rilasciata dall'autorità  competente o nelle condizioni ad essa allegate oppure nelle pertinenti norme generali vincolanti  sui requisiti per il campionamento e le misurazioni. Le prescrizioni per le misurazioni periodiche sono stabilite dall'autorità competente conformemente  all'allegato III. Articolo 11 1.  Negli impianti di incenerimento sono eseguite le seguenti misurazioni,  conformemente all'allegato III: a) misurazioni continue delle sostanze di cui all'articolo 6, paragrafo 5, e all'articolo 7,  paragrafo 1, lettera a) e b); b) misurazioni continue dei seguenti parametri di funzionamento: - temperatura come specificato all'articolo 6, paragrafi 2 e 4, - concentrazione dell'ossigeno, pressione, temperatura e tenore di vapore acqueo del gas di  scarico; c) almeno due misurazioni all'anno delle sostanze di cui all'articolo 7, paragrafo 7, lettera c) e  paragrafo 2; per i primi 12 mesi di funzionamento deve tuttavia essere effettuata una misurazione  ogni due mesi; d) il tempo di permanenza, la temperatura minima stabilita e il tenore di ossigeno dei gas di  scarico, come specificato all'articolo 6, paragrafi 2 e 4, sono adeguatamente verificati almeno una  volta quando l'impianto di incenerimento viene messo in funzione e nelle condizioni di esercizio  più sfavorevoli previste. La misurazione continua di HF può essere omessa se vengono utilizzate fasi di trattamento per HCl  che garantiscono che il valore limite di emissione di cui all'articolo 7, paragrafo 1, lettera a),  punto 3 e paragrafo 1, lettera b), punto 3 non venga superato. In questo caso le emissioni di HF  sono soggette a misurazioni periodiche. La misurazione continua del tenore di vapore acqueo non è necessaria, purché i gas di scarico  campionati siano essiccati prima dell'analisi delle emissioni. Le misurazioni degli inquinanti elencati all'articolo 7, paragrafo 1 non sono necessarie, purché  l'autorizzazione permetta l'incenerimento soltanto di quei rifiuti pericolosi che non possono  causare valori medi di tali inquinanti superiori al 10 % dei valori limite di emissione stabiliti  al paragrafo 1 di tale articolo. La Commissione, conformemente alla procedura stabilita all'articolo 16, decide non appena siano  disponibili nella Comunità adeguate tecniche di misurazione, la data e decorrere dalla quale sono  effettuate, conformemente all'allegato III, misurazioni continue delle sostanze di cui all'articolo  7, paragrafo 1, lettera c) e paragrafo 2. 2.  I risultati delle misurazioni effettuate per verificare l'osservanza dei valori limite di  emissione e dei valori guida stabiliti dagli articoli 6 e 7 sono normalizzati in base alle seguenti  condizioni: - temperatura 273 K, pressione 101,3 kPa, 11 % ossigeno, gas secco; - temperatura 273 K, pressione 101,3 kPa, 3 % ossigeno, gas secco, in caso di incenerimento di olio  usato soltanto come definito nella direttiva 75/439/CEE. Se i rifiuti pericolosi sono inceneriti in un'atmosfera arricchita di ossigeno, i risultati delle  misurazioni possono essere normalizzati con un tenore di ossigeno, stabilito dall'autorità  competente, che rifletta le speciali circostanze del singolo caso. Nel caso di cui all'articolo 3,  paragrafo 3 i risultati delle misurazioni sono normalizzati in base al tenore totale di ossigeno  calcolato a norma dell'allegato II. Se le emissioni di inquinanti sono ridotte mediante trattamento dei gas di scarico, la  normalizzazione riguardo ai tenori di ossigeno di cui al primo comma deve essere applicata soltanto  se il tenore di ossigeno misurato durante lo stesso periodo che per l'inquinante in questione  supera il tenore di ossigeno normalizzato. 3.  I valori limite di emissione sono rispettati: - se tutti i valori medi giornalieri non superano i valori limite di emissione stabiliti  all'articolo 6, paragrafo 5, lettera a) e all'articolo 7, paragrafo 1, lettera a) e tutti i valori medi su 30 minuti rilevati nel corso dell'anno non superano i valori limite di  emissione di cui alla colonna A dell'articolo 7, paragrafo 1 lettera b) ovvero il 97 % dei valori medi su 30 minuti rilevati nel corso dell'anno non superano i valori limite di  emissione di cui alla colonna B dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera b), - se tutti i valori medi rilevati nel periodo di campionamento di cui all'articolo 7, paragrafo 1,  lettera c), non superano i valori limite di emissione stabiliti in tale capoverso, - se è rispettata la disposizione dell'articolo 6, paragrafo 5, lettera b). I valori medi rilevati nei periodi di cui all'articolo 12, paragrafo 2 sono esclusi dalla  valutazione di conformità. I valori medi su 30 minuti e le medie su 10 minuti sono determinati durante il periodo di effettivo  funzionamento (ivi inclusi i periodi di avvio e di arresto, se sono inceneriti rifiuti pericolosi)  in base ai valori misurati, previa sottrazione del valore rilevato nell'intervallo di fiducia  specificato nell'allegato III, punto 4. I valori medi giornalieri sono determinati in base a questi  valori medi convalidati. I valori medi durante il periodo di campionamento e, in caso di misurazioni periodiche di HF, i  valori medi di HF sono determinati secondo le prescrizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 3. Articolo 12 1.  Qualora dalle misurazioni eseguite risulti che i valori limite di emissione  stabiliti dalla presente direttiva sono superati si provvede ad informarne senza indugio l'autorità  competente. L'impianto in questione non deve continuare ad essere alimentato con rifiuti pericolosi  mentre non è conforme ai valori limite di emissione, finché l'autorità competente non permette la  ripresa del rifornimento di tali rifiuti. 2.  Le autorità competenti stabiliscono il periodo massimo durante il quale, a causa di arresti, di  cattivo funzionamento o di guasti dei dispositivi di depurazione o di misurazione tecnicamente  inevitabili, le concentrazioni nei gas scaricati nell'atmosfera delle sostanze disciplinate possono  superare i valori limite di emissione stabiliti. Per nessun motivo l'impianto può continuare ad  incenerire rifiuti pericolosi ininterrottamente per un tempo superiore a quattro ore; inoltre, la  durata cumulativa del funzionamento in tali condizioni in un anno deve essere inferiore a 60 ore. In caso di guasto, il gestore deve ridurre o fermare le operazioni appena possibile, finché sia  ristabilito il normale funzionamento. Negli impianti di cui all'articolo 3, paragrafo 3  l'alimentazione con rifiuti pericolosi deve cessare. Il tenore totale di polvere nei gas scaricati non deve superare per nessun motivo 150 mg/m³  espressi come media su 30 minuti; inoltre non deve essere superato il valore limite di emissione  stabilito all'articolo 7, paragrafo 1, lettera a), punto 2 e paragrafo 1, lettera b), punto 2.  Tutte le altre condizioni di cui all'articolo 6 devono essere rispettate. Articolo 13 1.  Le disposizioni della presente direttiva si applicano agli impianti di  incenerimento preesistenti entro tre anni e sei mesi dalla data specificata all'articolo 18,  paragrafo 1. 2.  Tuttavia il gestore dell'impianto può notificare all'autorità competente entro sei mesi a  decorrere dalla data specificata dall'articolo 18, paragrafo 1 che l'impianto esistente, prima di  essere definitivamente chiuso, funzionerà per non più di 20 000 ore in un periodo massimo di 5 anni  a decorrere dalla data di notifica del gestore. In questo caso non si applicano le disposizioni del  paragrafo 1. Articolo 14 Entro il 31 dicembre 2000 la Commissione, in particolare sulla scorta degli sviluppi  tecnologici previsti, dell'esperienza relativa al funzionamento degli impianti e dei requisiti  ambientali, presenta al Consiglio una relazione basata sulle esperienze nell'applicazione della  direttiva e sui progressi compiuti nelle tecniche di controllo delle emissioni, corredata di  proposte di revisione dei valori limite di emissione e delle relative disposizioni contemplati  nella presente direttiva. I valori limite di emissione eventualmente fissati in seguito a detta revisione non si applicano  agli impianti di incenerimento preesistenti prima del 31 dicembre 2006. Articolo 15 La Commissione adotta, conformemente alla procedura di cui all'articolo 16, le  modifiche necessarie per adeguare al progresso tecnico le disposizioni degli articoli 10, 11 e 12 e  degli allegati I, II e III. Articolo 16 1.  La Commissione è assistita da un comitato composto dei rappresentanti degli Stati  membri e presieduto dal rappresentante della Commissione. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il  comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in  funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista  dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve  prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni al comitato, viene attribuita ai voti dei  rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente  non partecipa alla votazione. 2. a) La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato. b) Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la  Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il  Consiglio delibera a maggioranza qualificata. Se il Consiglio non ha deliberato entro il termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è  stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte, salvo che il Consiglio  abbia deliberato contro di esse a maggioranza semplice. Articolo 17 Le relazioni sull'applicazione della presente direttiva sono redatte conformemente  alla procedura di cui all'articolo 5 della direttiva 91/692/CEE del Consiglio. La prima relazione  riguarda il primo periodo completo dei tre anni successivi all'entrata in vigore della presente  direttiva. Articolo 18 1.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed  amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 1996. Essi  ne informano immediatamente la Commissione. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente  direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le  modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri. 2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che  essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. Articolo 19 La presente direttiva entra in vigore alla data della sua pubblicazione nella  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Articolo 20 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Bruxelles, addì 16 dicembre 1994. Per il Consiglio Il Presidente A. MERKEL (1) GU n. C 130 del 21. 5. 1992, pag. 1. (2) GU n. C 332 del 16. 12. 1992, pag. 49. (3) Parere del Parlamento europeo del 10 marzo 1993 (GU n. C 115 del 26. 4. 1993, pag. 90),  posizione comune del Consiglio dell'11 luglio 1994 (GU n. C 232 del 20. 8. 1994, pag. 35) e del  Parlamento europeo del 17 novembre 1994 (GU n. C 341 del 5. 12. 1994). (4) GU n. C 122 del 18. 5. 1990, pag. 2. (5) GU n. L 194 del 25. 7. 1975, pag. 39; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 91/692/CEE  (GU n. L 377 del 31. 12. 1991, pag. 48). (6) GU n. L 188 del 16. 7. 1984, pag. 20; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva  91/692/CEE. (1) GU n. L 377 del 31. 12. 1991, pag. 20. (2) GU n. L 194 del 25. 7. 1975, pag. 31; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva  91/692/CEE. (3) GU n. L 194 del 25. 7. 1975. (4) Direttiva 75/716/CEE del Consiglio, del 24 novembre 1975, concernente il ravvicinamento delle  legislazioni degli Stati membri relative al tenore di zolfo di taluni combustibili liquidi, GU n. L  307 del 27. 11. 1975; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 91/692/CEE. (1) Direttiva 89/369/CEE del Consiglio, dell'8 giugno 1989, concernente la prevenzione  dell'inquinamento atmosferico provocato dai nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, GU  n. L 163 del 14. 6. 1989, pag. 32. (2) Direttiva 89/429/CEE del Consiglio, del 21 giugno 1989, concernente la riduzione  dall'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti esistenti di incenerimento dei rifiuti  urbani, GU n. L 203 del 15. 7. 1989, pag. 50. (3) Direttiva 86/278/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, concernente la protezione  dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in  agricoltura, GU n. L 181 del 4. 7. 1986, pag. 6; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva  91/692/CEE. (1) GU n. L 158 del 23. 6. 1990, pag. 56. (2) GU n. L 30 del 6. 2. 1993, pag. 1. (*) Nuovi impianti. (**) Impianti preesistenti. (1) GU n. L 20 del 26. 1. 1980, pag. 43; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva  91/692/CEE.  ALLEGATO I FATTORI DI EQUIVALENZA PER LE DIOSSINE E I DIBENZOFURANI Per la  determinazione del valore della somma stabilito all'articolo 7, paragrafo 2 le concentrazioni di  massa delle seguenti diossine e dibenzofurani devono essere moltiplicate per i seguenti fattori di  equivalenza, prima di eseguire la somma (applicando il concetto di equivalenti tossici). >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO II DETERMINAZIONE DEI VALORI LIMITE E DEI VALORI GUIDA PER LE EMISSIONI DOVUTE  AL COINCENERIMENTO DI RIFIUTI PERICOLOSI Il valore limite o il valore guida per ciascun agente  inquinante e per il monossido di carbonio presenti nei gas di scarico risultanti dal  coincenerimento di rifiuti pericolosi devono essere calcolati come segue: Vrifiuti × Crifiuti + Vprocesso × Cprocesso Vrifiuti + Vprocesso  = C Vrifiuti: volume dei gas emessi derivanti dall'incenerimento dei soli rifiuti pericolosi,  determinato in base ai rifiuti che hanno il più basso potere calorifico specificato  nell'autorizzazione e normalizzato alle condizioni di cui all'articolo 11, paragrafo 2. Se il calore prodotto risultante dall'incenerimento di rifiuti pericolosi è inferiore al 10 % del  calore totale prodotto dall'impianto, Vrifiuti va calcolato dalla quantità (fittizia) di rifiuti  che, inceneriti, equivalgono ad un calore prodotto del 10 %, a calore totale dell'impianto  costante. Crifiuti: valori limite di emissione stabiliti per gli impianti destinati ad incenerire soltanto  rifiuti pericolosi (almeno i valori limite e i valori guida delle emissioni per gli agenti  inquinanti e per il monossido di carbonio come specificato all'articolo 7, paragrafi 1 e 2, e  all'articolo 6, paragrafo 5. Vprocesso: volume dei gas emessi derivanti dall'attività dell'impianto, inclusa la combustione di  combustibili autorizzati, normalmente utilizzati nell'impianto (esclusi i rifiuti pericolosi),  determinato sulla base dei tenori di ossigeno, ai quali le emissioni devono essere normalizzate  come stabilito nei regolamenti comunitari o nazionali. In assenza di regolamenti per questo tipo di  impianti, si deve utilizzare il tenore reale di ossigeno dei gas emessi non diluiti con l'aggiunta  di aria non indispensabile per il processo. La normalizzazione delle altre condizioni è specificata  all'articolo 11, paragrafo 2. Cprocesso: valori limite di emissione dei relativi agenti inquinanti e del monossido di carbonio  nei gas emessi degli impianti conformi alle disposizioni nazionali legislative, regolamentari e  amministrative, quando vengono bruciati i combustibili normalmente autorizzati (esclusi i rifiuti  pericolosi). In mancanza di tali disposizioni si applicano i valori limite di emissione che  figurano nell'autorizzazione. Se in questa non sono menzionati tali valori, si ricorre alle  concentrazioni reali di massa. C: valore limite totale delle emissioni o valore guida totali per CO e relativi inquinanti,  sostituendo il valore limite e il valore guida per le emissioni come stabilito all'articolo 6,  paragrafo 5, e all'articolo 7, paragrafi 1 e 2. Il tenore totale di ossigeno con cui sostituire il  tenore di ossigeno per la normalizzazione di cui agli articoli 6 e 7, è calcolto sulla base del  tenore suindicato rispettando i volumi parziali. Non si deve tener conto degli agenti inquinanti e di CO che non derivano direttamente  dall'incenerimento di rifiuti pericolosi o dalla combustione di combustibili (ad es. materiali  necessari per la produzione oppure prodotti), come pure di CO derivante direttamente da tale  incenerimento se - maggiori concentrazioni di CO nel gas di combustione sono richieste dal processo di produzione e - il valore Crifiuti (come precedentemente definito) per le diossine e i furani è rispettato. In ogni caso, tenuto conto dei rifiuti pericolosi di cui è stato autorizzato il coincenerimento, il  valore limite totale delle emissioni (C) deve essere calcolato in modo da ridurre al minimo le  emissioni nell'ambiente.  ALLEGATO III TECNICHE DI MISURAZIONE 1. Le misurazioni per la determinazione delle  concentrazioni di agenti inquinanti atmosferici nelle condutture dei gas devono essere in modo  rappresentativo. 2. Il campionamento e l'analisi di tutti gli agenti inquinanti, ivi compresi le diossine e i  furani, nonché la calibratura dei sistemi automatici di misurazione in base ai metodi di  misurazione di riferimento devono essere eseguiti in conformità delle norme CEN, elaborate in base  alle disposizioni stabilite dalla Commissione. In attesa dell'elaborazione di norme CEN, si  applicano le norme nazionali. 3. La procedura per sorvegliare le diossine e i furani può essere autorizzata soltanto se il limite  di rilevamento per il campionamento e l'analisi delle singole diossine e dei singoli furani è  sufficientemente basso da permettere la determinazione di un risultato significativo in termini di  equivalenti di tossicità. 4. I valori degli intervalli di fiducia al 95 % determinati ai valori limite di emissione non  devono superare le seguenti percentuali dei valori limite di emissione: >SPAZIO PER TABELLA>