CELEX: 62000CC0276
Language: it
Date: 2001-09-11
Title: Conclusioni dell'avvocato generale Mischo del 11 settembre 2001. # Turbon International GmbH contro Oberfinanzdirektion Koblenz. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Hessisches Finanzgericht, Kassel - Germania. # Tariffa doganale comune - Voci doganali - Classificazione nella nomenclatura combinata delle cartucce di inchiostro compatibili con le stampanti della marca Epson Stylus Color - Inchiostri (voce 3215) - Parti ed accessori di macchine della voce 8471 (voce 8473). # Causa C-276/00.

Avviso legale importante

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62000C0276

Conclusioni dell'avvocato generale Mischo dell'11 settembre 2001.  -  Turbon International GmbH contro Oberfinanzdirektion Koblenz.  -  Domanda di pronuncia pregiudiziale: Hessisches Finanzgericht, Kassel - Germania.  -  Tariffa doganale comune - Voci doganali - Classificazione nella nomenclatura combinata delle cartucce di inchiostro compatibili con le stampanti della marca Epson Stylus Color - Inchiostri (voce 3215) - Parti ed accessori di macchine della voce 8471 (voce 8473).  -  Causa C-276/00.  

raccolta della giurisprudenza 2002 pagina I-01389

Conclusioni dell avvocato generale

1. La società Turbon International GmbH, già Kores Nordic Deutschland (in prosieguo: la «Turbon»), impugna davanti allo Hessisches Finanzgericht (in prosieguo: il «Finanzgericht») la decisione delle autorità doganali tedesche, rappresentate dall'Oberfinanzdirektion Koblenz (intendenza di finanza di Coblenza, in prosieguo: l'«Oberfinanzdirektion»), di classificare nella voce 3215 «Inchiostri da stampa, inchiostri per scrivere o da disegno e altri inchiostri, anche concentrati o in forme solide» della nomenclatura combinata (in prosieguo: la «NC») cartucce d'inchiostro senza testina di stampa integrata, da inserire in una stampante a getto d'inchiostro Epson Stylus Color. La detta merce è composta di una capsula (costituita, a sua volta, da un involucro di plastica a forma di parallelepipedo di cm 2,7 x 6,4 x 4,2 circa, da resina espansa, da una griglia metallica, da guarnizioni, da una pellicola sigillante e da un adesivo, per un valore complessivo che si avvicina a DEM 4), d'inchiostro (circa ml. 35) valutato a DEM 0,35 e di un imballaggio consistente in una scatola di cartone contenente una busta di plastica grigia sigillata. Essa può essere utilizzata solo nelle stampanti a getto d'inchiostro della marca predetta, poiché la cartuccia e l'inchiostro sono specificamente studiati per questo tipo di stampanti.2. Secondo la Turbon, infatti, le suddette cartucce rientrerebbero nella voce 8473 «Parti e accessori (diversi dai cofanetti, dagli involucri e simili) riconoscibili come destinati esclusivamente o principalmente alle macchine o apparecchi delle voci da 8469 a 8472» della NC, poiché esse costituirebbero una parte o un accessorio di una stampante la cui classificazione nella voce 8471 non è contestata.3. Ritenendo che la causa ponga questioni d'interpretazione del diritto comunitario e preoccupato di tutelare l'uniformità di questo diritto, tenuto conto, specialmente, dell'esistenza di informazioni tariffarie vincolanti emesse da altri Stati membri, il Finanzgericht ha deciso, con ordinanza del 21 febbraio 2000, di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:«Se una cartuccia di inchiostro compatibile, costituita da una cartuccia d'inchiostro (involucro di plastica, resina espansa, griglia metallica, guarnizioni, pellicola sigillante ed etichetta), dall'inchiostro e dal confezionamento, la quale, per il tipo di cartuccia e di inchiostro, può essere inserita esclusivamente in una stampante Epson Stylus Color,- debba essere classificata sotto il codice 3215 90 80, in quanto cartuccia usa e getta riempita di inchiostro (senza testina di stampa integrata) destinata a stampanti a getto d'inchiostro,oppure- se tale cartuccia di inchiostro compatibile costituisca una parte o un accessorio di una stampante, appartenente alla voce della nomenclatura combinata 8471 in quanto unità essenziale di un sistema per l'elaborazione delle informazioni, e debba pertanto essere ricompresa nella voce 8473 della nomenclatura combinata».4. Nella versione della nomenclatura combinata in vigore all'epoca in cui è sorta la controversia, quale risultava dal regolamento (CE) della Commissione 9 settembre 1996, n. 1734, che modifica l'allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica e alla tariffa doganale comune , la voce 3215, inserita nel capitolo 32 («Estratti per concia o per tinta; tannini e loro derivati; pigmenti e altre sostanze coloranti; pitture e vernici; mastici; inchiostri») della sezione VI si presenta come segue:«3215 Inchiostri da stampa, inchiostri per scrivere o da disegno e altri inchiostri, anche concentrati o in forme solide:- Inchiostri da stampa:3215 11 00 - - neri3215 19 00 - - altri3215 90 - altri:3215 90 10 - - Inchiostri per scrivere o da disegno3215 90 80 - - altri».5. Le voci 8471 e 8473, inserite nel capitolo 84 («Reattori nucleari, caldaie, macchine, apparecchi e congegni meccanici; parti di queste macchine o apparecchi») della sezione XVI si presentano come segue:«8471 Macchine automatiche per l'elaborazione dell'informazione e loro unità; lettori magnetici ed ottici, macchine per l'inserimento di informazioni su supporto in forma codificata e macchine per l'elaborazione di queste informazioni, non nominate né comprese altrove:(...)8471 60 - Unità di entrata o di uscita, che possono comportare, in uno stesso involucro, delle unità di memoria:8471 60 10 - - destinate ad aereomobili civili- - altre:8471 60 40 - - - Stampanti8471 60 50 - - - Tastiere8471 60 90 - - - altre(...)8473 Parti e accessori (diversi dai cofanetti, dagli involucri e simili) riconoscibili come destinati esclusivamente o principalmente alle macchine ed apparecchi delle voci da 8469 a 8472:(...)8473 30 - Parti e accessori di macchine della voce 8471:8473 30 10 - - Assiemaggi elettronici8473 30 90 - - altri».6. E' evidente che le cartucce di inchiostro per stampante non sono menzionate in quanto tali né nella voce 3215 né nella voce 8473.7. Per stabilire tuttavia se occorra classificarle in una di queste voci, occorre applicare, da una parte, le regole generali per l'interpretazione della nomenclatura combinata e, dall'altra, le note esplicative del sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci, elaborate dal Consiglio di cooperazione doganale, divenuto Organizzazione mondiale delle dogane.8. Fra le regole generali per l'interpretazione della nomenclatura combinata, riguardo alla questione che ci è posta, meritano un'attenzione speciale le regole 3 e 5.9. Secondo la regola 3:«Qualora per il dispositivo della regola 2 b) o per qualsiasi altra ragione una merce sia ritenuta classificabile in due o più voci, la classificazione è effettuata in base ai seguenti principi:a) La voce più specifica deve avere la priorità sulle voci di portata più generale. Tuttavia quando due o più voci si riferiscono ciascuna a una parte solamente delle materie che costituiscono un prodotto misto o ad un oggetto composito o una parte solamente degli oggetti, nel caso di merci presentate in assortimenti condizionati per la vendita al minuto, queste voci sono da considerare, rispetto a questo prodotto od oggetto, come ugualmente specifiche anche se una di esse, peraltro, ne dà una descrizione più precisa o completa.b) I prodotti misti, i lavori composti di materie differenti o costituiti dall'assemblaggio di oggetti differenti e le merci presentate in assortimenti condizionati per la vendita al minuto, la cui classificazione non può essere effettuata in applicazione della regola 3 a), sono classificati, quando è possibile operare questa determinazione, secondo la materia o l'oggetto che conferisce agli stessi il loro carattere essenziale».10. Ai sensi della regola 5:«Oltre le disposizioni precedenti, le regole seguenti sono applicabili alle merci previste qui di seguito:a) Gli astucci per apparecchi fotografici, per strumenti musicali, per armi, per strumenti da disegno, gli scrigni e i contenitori simili, appositamente costruiti per ricevere un oggetto determinato o un assortimento, suscettibili di un uso prolungato e presentati con gli oggetti ai quali sono destinati sono classificati con questi oggetti quando essi sono del tipo normalmente messo in vendita con questi ultimi. Questa regola, tuttavia, non riguarda i contenitori che conferiscono all'insieme il suo carattere essenziale.b) Con riserva delle disposizioni della precedente regola 5 a) gli imballaggi (1) che contengono merci sono da classificare con queste ultime quando sono del tipo normalmente utilizzato per questo genere di merci. Tuttavia, questa disposizione non è obbligatoria quando gli imballaggi sono suscettibili di essere utilizzati validamente più volte».11. La nota 1 a piè di pagina precisa: «Il termine "imballaggi" comprende tutti i recipienti esterni o interni, condizionamenti, involucri e supporti, ad eccezione degli strumenti da trasporto - in particolare le casse mobili (containers) - nonché dei copertoni, degli attrezzi e del materiale accessorio occorrente per il trasporto stesso. Tale termine non comprende i contenitori di cui alla regola generale 5 a)».12. Fra le note esplicative del sistema armonizzato, si distinguono quelle relative alle regole generali e quelle relative a voci particolari. Fra le prime figura, innanzi tutto, quella relativa alla regola 3 b), ai sensi della quale «il fattore che determina il carattere essenziale varia da merce a merce. Esso può ad esempio essere rappresentato dalla natura della materia costitutiva o degli elementi che compongono l'oggetto in esame, dal loro volume, dalla loro quantità, dal loro peso, dal loro valore, dalla importanza di una delle materie costitutive, avuto riguardo alla utilizzazione delle merci» e quella relativa alla regola 5 a) che enuncia che:«Questa regola è esclusivamente applicata ai contenitori che, al tempo stesso:1) sono specialmente sistemati per ricevere un oggetto determinato o un assortimento, cioè disposti in modo tale che l'oggetto contenuto trovi esattamente il suo posto. Certi contenitori possono, inoltre, avere la forma dell'oggetto da contenere;2) sono suscettibili d'un uso prolungato, cioè essi sono costruiti, specialmente sul piano della resistenza e della rifinitura, per avere una durata d'uso in rapporto con quella del contenuto. Questi contenitori servono il più delle volte a proteggere l'oggetto in questione quando non viene utilizzato (per esempio durante il trasporto o la sua sistemazione). Questi criteri, in particolare, permettono di distinguerli dai semplici imballaggi;3) sono presentati con gli oggetti a cui si riferiscono, siano o no imballati separatamente per ragioni di trasporto. I contenitori presentati separatamente seguono il loro proprio regime;4) essi sono del tipo normalmente messo in vendita con i relativi oggetti;5) essi non conferiscono all'insieme il suo carattere essenziale».13. Fra le note relative alle regole generali figura poi quella che si riferisce alla regola 5 b), secondo la quale:«Questa regola determina la classificazione degli imballaggi del tipo normalmente usato per le merci che essi contengono. Tuttavia, questa disposizione non è obbligatoria quando tali imballaggi sono suscettibili di essere utilizzati più volte, per esempio nei casi di certi fusti metallici o di recipienti di ferro o acciaio per gas compressi o liquefatti».14. Fra le note relative a voci particolari, sono pertinenti, riguardo alla questione sottoposta dalla Corte, quella relativa alla voce 3215, secondo la quale:«Questa voce non comprende:(...)b) le punte di penne a sfera unite alla riserva d'inchiostro (n. 9608). Sono, invece, comprese in questa voce, le semplici cartucce ripiene d'inchiostro per penne ordinarie;c) i nastri impregnati per macchina da scrivere e i tamponi inchiostranti (n. 96.12)».e quella relativa alla voce 8473, che dispone che «gli accessori di questa voce possono consistere sia in organi di attrezzatura intercambiabili che rendono le macchine atte a un particolare lavoro, sia in meccanismi che conferiscono loro delle possibilità supplementari, sia ancora in dispositivi di natura tale da assicurare un servizio particolare in relazione alla funzione principale della macchina».15. A sostegno della classificazione delle cartucce in causa nella voce 8473, la Turbon ha dedotto una serie di argomenti, tanto davanti al giudice nazionale che davanti alla Corte.16. Il primo verte sulle caratteristiche delle cartucce. Queste si presentano sotto forma di un involucro di plastica appositamente studiato per le stampanti Epson Stylus Color. Detto involucro comprende un pezzo di materia plastica espansa che, una volta riempito, assorbe l'inchiostro nel suo sistema di capillari, il cui diametro è specificamente calcolato in funzione della cartuccia e della tensione superficiale dell'inchiostro utilizzato al fine di impedire fuoriuscite e di garantire che la testina di stampa disponga della quantità d'inchiostro necessaria a stampare.- L'interno dell'involucro di plastica è provvisto, a monte dell'apertura di uscita, di una griglia metallica che consente di evitare che i grumi d'inchiostro giungano alla testina di stampa e la incrostino.- All'esterno dell'involucro di plastica, il foro di uscita è munito di una guarnizione che impedisce qualsiasi accesso d'aria dopo l'inserimento della cartuccia. Questo dispositivo evita il disseccarsi dell'inchiostro mentre ne garantisce un'appropriata distribuzione dalla cartuccia verso la testina di stampa.- Infine, il coperchio che chiude il retro della cartuccia è dotato di un sistema di ventilazione e di compensazione della pressione specificamente adattato alla cartuccia, all'inchiostro e alla stampante in questione. A questo riguardo, la Turbon osserva che l'alimentazione regolare della testina di stampa sarebbe compromessa in caso di compensazione troppo debole della pressione, mentre una compensazione troppo forte produrrebbe, al contrario, una fuoriuscita d'inchiostro.17. Viste queste caratteristiche non si può, secondo la Turbon, ritenere di essere in presenza di un semplice imballaggio. E' evidente che le cartucce non si limitano a contenere l'inchiostro ma sono concepite e congegnate per assicurare il rifornimento ottimale d'inchiostro del meccanismo di stampa e sono studiate in funzione delle caratteristiche di quest'ultimo, cosicché devono essere considerate come una parte della stampante.18. Benché esse non contengano una testina di stampa, sarebbero del tutto paragonabili alle cartucce che ne sono munite e che l'amministrazione doganale considera come parti di stampante.19. Ad ogni modo, la classificazione come parte di stampante delle cartucce d'inchiostro dotate di una testina di stampa renderebbe inoperante l'obiezione alla classificazione delle cartucce in questione come parte di stampante fondata sul fatto che un liquido non può essere qualificato come parte di stampante.20. Ma anche se questa qualificazione come parte di una stampante dovesse essere esclusa, la classificazione nella voce 8473 si imporrebbe comunque perché dovrebbe, per lo meno, essere accolta la qualifica di accessorio di stampante.21. Infatti, si sarebbe proprio in presenza di un pezzo di attrezzatura sostituibile che permette di adattare una macchina ad un lavoro particolare, nella fattispecie la stampa, ai sensi della nota esplicativa del sistema armonizzato relativa alla voce 8473 della NC.22. Il secondo argomento della Turbon verte sulla classificazione, non contestata, delle cartucce del toner delle fotocopiatrici nella stessa voce delle fotocopiatrici. Secondo la Turbon, le cartucce d'inchiostro in causa hanno esattamente lo stesso ruolo in una stampante di quello delle cartucce di toner in una fotocopiatrice.23. Il terzo argomento si fonda sul fatto che, anche supponendo, quod non, che le cartucce in causa possano, prima facie, essere classificate tanto nella voce 3215 che in quella 8473, la regola generale 3 a) d'interpretazione della NC, che impone di dare la priorità alla voce più specifica, imporrebbe la classificazione nella voce 8473.24. A questo riguardo, la Turbon intende fondarsi sulle sentenze 14 luglio 1981, causa 205/80, ELBA , nella quale la voce che prendeva in considerazione la destinazione di una merce sarebbe prevalsa, in quanto più specifica, su una voce fondata sulla materia di cui era costituita la merce, 1° giugno 1995, causa C-459/93, Thyssen Haniel Logistic , nella quale la destinazione sarebbe stata ugualmente considerata come determinante, e 20 giugno 1996, causa C-121/95, VOBIS Microcomputer , nella quale il carattere essenziale sarebbe stato determinato in funzione del valore e dell'importanza delle materie costitutive per l'utilizzazione della merce. Alla luce di quest'ultima sentenza, il rapporto di 10 a 1 fra il valore dell'involucro e quello dell'inchiostro contenuto escluderebbe la classificazione delle cartucce come inchiostro.25. Il quarto argomento si riferisce alla nozione di parte di stampante. Secondo la Turbon, non si può riservare questa qualificazione agli elementi di una stampante che assicurano funzioni essenziali nel funzionamento di una tale macchina, vale a dire nel processo di stampa, poiché, così facendo, si negherebbe la qualità di parte di una stampante a numerosi elementi di questa, per esempio al suo coperchio, che non sono affatto necessari al processo di stampa propriamente detto.26. Questo argomento tendente alla classificazione delle cartucce importate dalla Turbon nella voce 8473 non ha lasciato indifferente il giudice a quo, che nota una serie di elementi che gli sembrano tali da escludere che l'involucro di plastica, sotto la cui forma si presenta la cartuccia, sia considerato come un semplice imballaggio dell'inchiostro.27. In primo luogo, il giudice constata che la cartuccia non è specificamente costruita per ricevere l'inchiostro, ma, al contrario, per essere inserita nella stampante cui è destinata.28. In secondo luogo, egli osserva che le cartucce di cui trattasi sono ricaricabili.29. In terzo luogo, egli constata che il contenitore, cioè l'involucro, e il suo contenuto, vale a dire l'inchiostro, non sono separabili rispetto alla funzione assegnata alla cartuccia.30. Al giudice del rinvio sembra quindi che la qualificazione dell'involucro di plastica come semplice imballaggio non si accordi né con la regola generale 5 a), poiché è proprio l'involucro che conferisce all'insieme il suo carattere essenziale, né con la regola 5 b), poiché l'involucro non è chiaramente un imballaggio del tipo generalmente utilizzato per contenere l'inchiostro da stampa.31. D'altronde, il Finanzgericht non ravvisa nel fatto che l'inchiostro contenuto nella cartuccia venga consumato un ostacolo alla classificazione come parte di stampante, considerato che la cartuccia, presa nel suo insieme, viene più utilizzata che consumata nel processo di stampa.32. Certo, la cartuccia ha una durata di utilizzazione inferiore a quella della stampante, anche quando la si ricarica, ma il giudice nazionale osserva che lo stesso si può dire di altre parti di una tale macchina.33. A queste considerazioni, l'Oberfinanzdirektion oppone, oltre a una circolare dell'amministrazione delle dogane tedesche, tre argomenti a sostegno di una classificazione nella voce 3215. Essa fa valere, innanzitutto, che il prodotto da classificare è l'inchiostro contenuto nella cartuccia, prodotto indispensabile al funzionamento della stampante, e non la cartuccia stessa, che costituisce soltanto un contenitore necessario, trattandosi di un liquido. Essa sottolinea poi che, considerato che si tratta di un prodotto liquido e che la stampante è completa anche senza la cartuccia d'inchiostro, le cartucce in causa difficilmente possono essere considerate come parti di stampante.34. In effetti, costituiscono parti di una macchina, ai sensi della nota 2 b), della sezione XVI della NC, solo le merci necessarie al suo montaggio o che appaiono al momento dello smontaggio. Essa respinge poi il carattere di accessorio, facendo notare che le cartucce d'inchiostro non consentono alla stampante di svolgere un lavoro specifico o particolare, poiché la stampa che esse rendono possibile è, per definizione, la normale funzione di una stampante.35. L'Oberfinanzdirektion respinge, infine, il richiamo al rapporto di valore tra l'involucro e l'inchiostro per operare la classificazione, potendo detto rapporto risultare pertinente solo se le caratteristiche oggettive della merce da classificare non fornissero, contrariamente al caso di specie, alcuna soluzione.36. Queste considerazioni sono ampiamente condivise, nelle proprie osservazioni, dalla Commissione, secondo la quale la classificazione nella voce 8473, come parte o accessorio di stampante, è esclusa.37. Infatti, come la Corte ha stabilito nella sentenza Peacock , il termine «parte» implica la presenza di un insieme «per il cui funzionamento questa è indispensabile», e non è quanto avviene nella fattispecie, poiché la stampante Epson Stylus Color potrebbe funzionare perfettamente, tanto dal punto di vista meccanico che elettronico, senza la cartuccia d'inchiostro in questione.38. Anche senza cartuccia, la stampante può ricevere i segnali inviati da un computer, convertirli e trasmetterli a una testina di stampa.39. La sola conseguenza della mancanza di cartuccia risiede nell'impossibilità di visualizzare il risultato della stampa. Ma questa impossibilità non deriva dall'assenza di una cartuccia, bensì dalla mancanza d'inchiostro, tant'è vero che la presenza di una cartuccia vuota nella stampante condurrà allo stesso risultato.40. La Commissione ricorda anche che la qualificazione di una merce come parte di un'altra non è legata al fatto che la prima sia stata concepita per rispondere alle particolarità tecniche della seconda.41. Non è perciò pertinente il fatto che le cartucce controverse siano dotate di un'apertura destinata ad assicurare l'equilibrio della pressione, specificamente studiata per la stampante Epson Stylus Color, non più di quanto non lo sia la loro concezione tecnica complessa, dovuta al sistema di capillari e alla forma del coperchio.42. La classificazione nella voce 8473 a titolo di accessorio è ugualmente esclusa, secondo la Commissione, in base alla nota esplicativa del sistema armonizzato relativa a questa voce, poiché le cartucce d'inchiostro non consentono alla stampante di realizzare un lavoro particolare né le conferiscono possibilità supplementari.43. Secondo la Commissione, è la voce 3215 che si impone alla luce della regola generale 5 b) d'interpretazione della NC, dal momento che, presentata separatamente dalla stampante, la cartuccia d'inchiostro non ha altre funzioni che quelle di avvolgere, di immagazzinare e di conservare il liquido che contiene.44. Non c'è, secondo la Commissione, alcuna ragione di trattare le cartucce da stampante diversamente dalle cartucce per stilografica, che sono anch'esse concepite per adattarsi ciascuna ad una penna particolare, venduta sotto un marchio preciso e che rientrano indubbiamente, in virtù della nota esplicativa del sistema armonizzato relativa a questa voce, nella voce 3215.45. La Commissione pone tuttavia una riserva, in quanto essa spiega che, se la griglia metallica della cartuccia in questione, la cui funzione non è precisata nell'ordinanza di rinvio, costituisce un elemento meccanico o elettronico indispensabile al processo di stampa, la classificazione nella voce 8473, come parte di stampante, dovrebbe essere presa in considerazione.46. Le osservazioni della Commissione mi sembrano particolarmente pertinenti sia per quanto riguarda l'impossibilità di qualificare come parte o come accessorio di stampante le cartucce in questione, sia per quanto concerne le ragioni che giustificano la loro classificazione nella voce 3215.47. Rilevo, innanzi tutto, che la Commissione e l'Oberfinanzdirektion hanno manifestamente ragione quando negano alle cartucce in causa la qualità di accessorio di stampante. Infatti è chiaro che, quando s'inserisce una cartuccia d'inchiostro in una stampante, non si adatta quest'ultima a un lavoro particolare, non le si attribuiscono possibilità supplementari e non la si pone in grado di svolgere un compito particolare in relazione con la sua funzione principale, come espongono le note esplicative del predetto sistema armonizzato, relative alla voce 8473. Non le si consente che di adempiere la funzione cui è specificamente destinata, cioè stampare su carta i dati inviati sotto forma di segnali da un computer.48. Più paradossali, ma comunque esatte, sono le osservazioni della Commissione sulla qualificazione come parte di stampante. E' prima facie sorprendente leggere che una stampante funziona perfettamente senza cartuccia d'inchiostro, col solo problema che questa modalità di funzionamento fa emergere l'impossibilità di visualizzare il risultato del lavoro effettuato dalla macchina cioè, in termini più semplici, che dalla stampante esce un foglio che non è stampato.49. Si immagini la reazione del felice proprietario di una tale macchina, nel caso in cui un tecnico, chiamato per rimediare all'assenza di stampa, assicuri che, nonostante il fatto che nulla viene stampato, la macchina funziona perfettamente.50. La Commissione ha tuttavia ragione, perchè, come essa sottolinea, quest'assenza di stampa non è la conseguenza della mancanza di cartuccia nella sede prevista dal costruttore, ma deriva dalla mancanza d'inchiostro erogato dalla cartuccia. Occorre dunque convenire che l'elemento essenziale ai sensi della regola generale 3 b), precitata, delle cartucce controverse è l'inchiostro che esse contengono. Il ricorso all'involucro di plastica appare allora come il mezzo migliore che si sia potuto immaginare per alimentare la stampante con un liquido indispensabile al suo funzionamento e che deve necessariamente essere imballato.51. Osservo anche che l'ideatore e il fabbricante della stampante di cui trattasi avrebbero potuto operare una scelta tecnica diversa da quella che hanno adottato. Suppongo che sia possibile costruire stampanti dotate di un serbatoio d'inchiostro, che spetterebbe all'utilizzatore riempire periodicamente. In questo caso, il serbatoio sarebbe certamente consegnato insieme alla stampante e, manifestamente, ne costituirebbe una parte; l'inchiostro sarebbe fornito in imballaggi il cui formato sarebbe indifferente purchè il riempimento del serbatoio risulti agevole. Così non è nel caso delle stampanti Epson Stylus Color, che devono essere rifornite d'inchiostro per mezzo di cartucce che sono vendute separatamente e che, una volta vuote, devono essere sostituite.52. Certamente, come fa notare il Finanzgericht, le cartucce possono essere ricaricate. Non mi sembra tuttavia che ciò costituisca un elemento determinante. Infatti questa ricarica è un'operazione complessa, che non consiste semplicemente nel travasare l'inchiostro da una bottiglia nell'involucro, come se si travasasse del vino da una bottiglia in una caraffa, e dubito fortemente che gli utilizzatori delle stampanti in causa siano incoraggiati dal produttore a procedere sistematicamente a questa ricarica, che può riservare molte noie se non è praticata correttamente. Questo è d'altronde il motivo per cui, quando c'è una ricarica, essa è operata prevalentemente da un tecnico, il cui intervento potrebbe ben essere qualificato più come riutilizzazione o riciclaggio d'imballaggi vuoti che come ricarica. In altri termini, non è perché la ricarica è possibile che le cartucce d'inchiostro non possono essere caratterizzate come prodotti consumabili, di cui la stampante, come per la carta, deve essere alimentata per fornire i servizi che si ha il diritto di attendersi.53. Dalle osservazioni di Turbon si dedurrà d'altronde, che le stampanti Epson Stylus Color dispongono di una sola sede per cartucce d'inchiostro e che, di conseguenza, se l'utilizzatore desidera passare da un colore di stampa a un altro dovrà cambiare cartuccia per far arrivare alla testina di stampa l'elemento essenziale per ottenere il risultato desiderato, cioè l'inchiostro del colore scelto. Non si può evidenziare meglio che ciò che la cartuccia apporta di essenziale, e quindi ciò che la caratterizza, è l'inchiostro che essa contiene e assolutamente non l'involucro di plastica nel quale quest'ultimo è contenuto.54. Certo, ci è stato spiegato che la cartuccia è più complessa di quanto si possa credere, poiché è congegnata in modo da assicurare esattamente l'erogazione d'inchiostro corrispondente ai bisogni della stampante. Non ne dubito affatto, ma mi sembra che ci siano molti altri imballaggi specificamente concepiti per assicurare un certo dosaggio quando erogano il prodotto che contengono.55. E' quanto già avviene, mi sembra, nel caso delle semplici bottiglie, il cui collo è sicuramente calibrato in modo che il flusso della bevanda sia tale rendere possibile riempire un bicchiere senza traboccare. E' ancor di più il caso dei flaconi contenenti spezie, che sono studiati in modo diverso a seconda che siano destinati a contenere timo o pepe di Cayenna, poiché la casalinga che condisce un piatto non desidera che il secondo esca dal flacone nella stessa quantità del primo. E' anche il caso, e chiuderò qui con gli esempi, dei contenitori di succedanei dello zucchero, che sono concepiti per rilasciare, su semplice pressione, una sola dose alla volta. Non si deve dunque ritenere che le cartucce in questione o, più esattamente, gli involucri contenenti l'inchiostro da stampa, non possano, in alcun caso, essere qualificati come imballaggi in ragione della loro struttura.56. Non è tuttavia evidente che questi involucri costituiscono imballaggi ai sensi della regola generale 5 b), precitata. Infatti, come fa rimarcare il Finanzgericht, essi non sono del tipo normalmente utilizzato per contenere inchiostro da stampa, anche solo perché, in effetti, non contengono che poco inchiostro. Si potrebbe tuttavia obiettare che, trattandosi della vendita al minuto d'inchiostro da stampa agli utilizzatori di stampante, l'imballaggio dell'inchiostro sotto forma di cartuccia, che può essere direttamente inserita nella sede prevista a questo scopo dal fabbricante dell'apparecchio, costituisce un modo comune di commercializzazione, essendo la vendita d'inchiostro in confezioni di maggior volume idonea a interessare solo gli utilizzatori, verosimilmente minoritari, pratici della ricarica di dette cartucce.57. D'altronde, quanto al rapporto di valore fra l'inchiostro e l'involucro, osservo che esistono certamente tanti altri prodotti che - essendo confezionati in un formato corrispondente al gusto dei consumatori che desiderano poterli utilizzare immediatamente, senza doversi affidare a interventi manuali e senza dover trasportare un contenitore ingombrante e pesante - sono venduti in piccola quantità, con la conseguenza che il valore del prodotto contenuto nell'imballaggio può essere inferiore al valore di quest'ultimo, restando tuttavia applicabile la stessa classificazione doganale del contenuto.58. Da parte mia, per giustificare la classificazione delle cartucce in questione nella voce 3215, preferisco fondarmi sulla regola generale 3 b), di cui non è necessario forzare il senso per constatare che ciò che nelle cartucce è essenziale, considerata la loro destinazione, cioè concorrere al processo di stampa, è l'inchiostro che esse contengono. La classificazione nella voce 3215 non pone, a mio parere, alcun problema. Siamo proprio in presenza d' inchiostro da stampa, prodotto liquido contenuto in un recipiente corrispondente alle aspettative del consumatore, che non comporta alcun elemento meccanico o elettronico che intervenga nel processo di stampa e la cui presenza potrebbe far perdere al contenuto il suo carattere essenziale riguardo alla caratterizzazione della merce.59. Il fatto di classificare le cartucce di cui trattasi in questa voce non appare contraddittorio rispetto alla classificazione in un'altra voce dei toner di fotocopiatrice, che comportano un elemento meccanico, delle cartucce da stampante comprendenti una testina di stampa, elemento essenziale nel funzionamento di una stampante, o delle punte di penna a sfera unite al loro serbatoio, assicurando esse stesse la funzione di scrittura, poiché permettono di tracciare segni sulla carta servendosi dell'inchiostro contenuto nel serbatoio. Questo fatto si accorda perfettamente con la presenza, nella stessa voce, delle cartucce d'inchiostro da stilografica, che sono rispetto a queste penne ciò che la cartuccia controversa è rispetto alla stampante, poiché hanno nello stesso tempo la funzione di contenere l'inchiostro e di rilasciarne, in maniera regolare, il flusso necessario all'utilizzazione di uno strumento che permetta di tracciare segni sulla carta e hanno un formato, variabile secondo le marche, che consente loro di prendere posto all'interno della penna cui sono destinate, come fa giustamente notare la Commissione.60. Aggiungo che non posso che fare mia la riserva della Commisione riguardo alle conseguenze che occorrerebbe trarre per ciò che concerne la classificazione delle cartucce, se si fosse indotti a constatare che la griglia metallica costituisce, di fatto, un elemento meccanico o elettronico indispensabile al processo di stampa. Questa constatazione infatti demolirebbe il ragionamento seguito sopra per escludere la classificazione quale parte di stampante e implicherebbe la classificazione nella voce 8473, rivendicata dalla Turbon.Conclusione61. Tenuto conto delle conclusioni cui sono giunto dopo avere esaminato la questione pregiudiziale alla luce degli elementi di valutazione che ci sono stati forniti, propongo alla Corte di risolvere la questione del Finanzgericht nei seguenti termini:«Occorre interpretare l'allegato I del regolamento (CEE) del Consiglio n. 2658/87 relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica e alla tariffa dognale comune, come modificato dal regolamento (CE) n. 866/97, nel senso che a una cartuccia di inchiostro comprendente un involucro di plastica, resina espansa, una griglia metallica, guarnizioni, una pellicola sigillante e un adesivo, inchiostro e materiale d'imballaggio senza testina di stampa integrata, che può essere utilizzata unicamente in una stampante Epson Stylus Color, classificata nella voce 8471 della NC, deve, in linea di massima, essere attribuita la voce 3215 della nomenclatura combinata. Un'altra classificazione può essere presa in considerazione solo nel caso in cui la griglia metallica contenuta nella predetta cartuccia d'inchiostro assuma una funzione meccanica o elettronica specifica nella detta stampante; in questo caso, si dovrebbe qualificare la cartuccia d'inchiostro come parte o come accessorio di stampante e classificarla nella voce 8473 della nomenclatura combinata».