CELEX: 31953D0030
Language: it
Date: 1953-05-02 00:00:00
Title: CECA Alta Autorità: Décisione n. 30-53 del 2 maggio 1953 relativa alle pratiche vietate dall'articolo 60 § 1 del Trattato nel mercato comune del carbone e dell'acciaio

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31953D0030

CECA Alta Autorità: Décisione n. 30-53 del 2 maggio 1953 relativa alle pratiche vietate dall'articolo 60 § 1 del Trattato nel mercato comune del carbone e dell'acciaio  

Gazzetta ufficiale n. 006 del 04/05/1953 pag. 0109 - 0110 edizione speciale danese: serie I capitolo 1952-1958 pag. 0009  edizione speciale inglese: serie I capitolo 1952-1958 pag. 0009  edizione speciale greca: capitolo 08 tomo 1 pag. 0005  edizione speciale spagnola: capitolo 08 tomo 1 pag. 0005  edizione speciale portoghese: capitolo 08 tomo 1 pag. 0005  edizione speciale finlandese: capitolo 12 tomo 3 pag. 0003  edizione speciale svedese/ capitolo 12 tomo 3 pag. 0003 

ALTA AUTORITÀ  DECISIONI  DECISIONE Nº 30-53 del 2 maggio 1953  relativa alle pratiche vietate dall'articolo 60 § 1 del Trattato nel mercato comune del carbone e dell'acciaio.L'ALTA AUTORITÀ Visto l'articolo 60 e l'articolo 63 § 2 del Trattato, Considerando che l'osservanza degli obblighi di non discriminazione richiede l'uniforme applicazione da parte delle imprese delle condizioni previste nei loro listini, senza altre maggiorazioni o ribassi, senza altresì che tali obblighi possano essere esclusi dalla concessione, senza relativo compenso, di termini eccezionali di pagamento, Considerando che l'eccezione a questa regola, costituita dalla possibilità di allineare un'offerta sul listino di un concorrente, non può avere l'effetto di portare tale offerta al disotto del prezzo franco consegna che risulta dalle condicioni del listino sul quale l'offerta stessa è allineata; Considerando che l'inclusione nel prezzo dell'ammontare di imposte e tasse di cui l'operazione ottiene lo sgravio costituisce una maggiorazione delle condizioni applicabili da parte del venditore a una stessa operazione effetivamente imponibile; Considerando che a parte le differenziazioni connesse ai valori o ai tonnellaggi trattati dall'acquirente con il venditore stesso, l'applicazione di condizioni disuguali ad acquirenti comparabili è incompatibile con l'unità della Comunità; Considerando che l'efficacia delle regole di non discriminazione per il funzionamento del mercato comune ne richiede l'applicazione sia alla rivendita senza trasformazione, sia alla vendita da parte dei produttori; Dopo consultazione del Comitato Consultivo e del Consiglio, DECIDE:Articolo 1La presente decisione è applicabile alle imprese della Comunità per le loro operazioni all'interno del mercato comune riguardanti i prodotti specificati dall'allegato I del Trattato, ad esclusione del rottame. Articolo 2Costituisce pratica vietata dall'articolo 60 § 1 del Trattato l'applicazione, da parte di un venditore, di maggiorazioni o ribassi rispetto alle condizioni risultanti, per l'operazione in questione, dal suo listino di prezzi e condizioni di vendita. Il presente articolo non osta all'applicazione delle disposizioni dell'articolo 60 § 2 b) del Trattato e dell'articolo 4 qui in appresso, nè alla concessione, da parte delle imprese delle industrie carboniere, di premi di quantità o di premi di fedeltà non menzionati nei listini in virtù del disposto dell'articolo 2 numero 3 della decisione Nº 4-53 del 12 febbraio 1953.  Articolo 3Quando un venditore, in virtù dell'articolo 60 § 2 b) del Trattato, allinea la sua offerta sul listino di un concorrente, costituisce pratica vietata dall'articolo 60 § 1 del Trattato l'applicazione da parte del venditore di condizioni che assicurino all'acquirente dei prezzi effettivi franco consegna destino inferiori a quelli risultanti dal listino dei prezzi e condizioni di vendita del concorrente stesso. Tali prezzi franco consegna destino sono ottenuti aggiungendo alle condizioni del listino le spese di trasporto, maggiorazioni del listino le spese di trasporto, maggiorazioni o tasse a carico dell'acquirente, con deduzione degli sconti o ristorni di cui lo stesso beneficia. Il presente articolo non osta all'applicazione nelle industrie carboniere delle dispozioni della decisione Nº 3-53 del 12 febbraio 1953, nè all'applicazione nelle industrie siderurgiche delle disposizioni dell'ultimo capoverso dell'articolo 60 del Trattato e del paragrafo 30, numero 2 della Convenzione. Articolo 4Costituisce pratica vietata dall'articolo 60 § 1 del Trattato la concessione da parte di un venditore, senza una corrispondente maggiorazione di prezzo, di termini di pagamento più favorevoli di quelli risultanti dalle disposizioni del listino di prezzi e condizioni di vendita in base al quale il venditore stesso stabilisce la sua offerta. La maggiorazione deve corrispondere agli usi commerciali in materia di credito nella regione in cui il venditore risiede, o, nel caso che allinei la sua offerta al listino di un concorrente, nella regione in cui risiede tale concorrente. Articolo 5Costituisce pratica vietata dall'articolo 60 § 1 del Trattato l'inclusione nel prezzo richiesto all'acquirente dell'importo di imposte o tasse per le quali il venditore ha diritto a esonero o ristorno. Articolo 6Costituisce pratica vietata dall'articolo 60 § 1 del Trattato ogni differenziazione nelle condizioni di vendita tra gli acquirenti residenti all'interno della Comunità effettuata in base alla loro nazionalità o al loro luogo di residenza. Inoltre, nel caso in cui le condizioni di vendita mutino in funzione del totale dei tonnellaggi o dei valori trattati durante un periodo determinato dall'acquirente con un insieme di fornitori per il prodotto o per la categoria di prodotti in questione, costituisce pratica vietata dall'articolo 60 § 1 del Trattato ogni differenziazione in queste condizioni di vendita effettuata a seconda dei fornitori presso i quali l'acquirente si è approvvigionato all'interno del mercato comune, o a seconda del mercato sul quale ha rivenduto la merce. Il capoverso precedente non osta a una differenziazione nelle condizioni di vendita effettuata a seconda dei tonnellaggi o dei valori trattati dagli acquirenti presso il venditore stesso o presso un venditore al quale è subentrato. Articolo 7Le imprese dovranno stabilire le loro condizioni di vendita in maniera tale che i loro acquirenti, le loro organizzazioni di vendita e i loro commissionari si obblighino, per la rivendita di merce non trasformata, ad eccezione delle vendite da magazzino per l'acciaio e delle vendite al minuto per il carbone, a conformarsi alle norme fissate dai precedenti articoli da 2 a 6. Le imprese sono rese responsabili delle infrazioni all'obbligo sopra previsto, commesse dai loro agenti diretti, dalle loro organizzazioni di vendita o dai loro commissionari. Articolo 8La presente decisione entrerà in vigore all'interno della Comunità il 4 maggio 1953.La presente decisione è stata deliberata e adottata dall'Alta Autorità durante la sua seduta del 2 maggio 1953. Dall'Alta Autorità Il Presidente Jean MONNET