CELEX: 52004PC0779
Language: it
Date: 2004-12-09
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che estende il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento (CE) n. 769/2002 relativo alle importazioni di cumarina originarie della Repubblica popolare cinese alle importazioni di cumarina spedita dall'India o dalla Thailandia, indipendentemente dal fatto che sia dichiarata o meno originaria dell'India o della Thailandia

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52004PC0779

Proposta di regolamento del Consiglio che estende il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento (CE) n. 769/2002 relativo alle importazioni di cumarina originarie della Repubblica popolare cinese alle importazioni di cumarina spedita dall'India o dalla Thailandia, indipendentemente dal fatto che sia dichiarata o meno originaria dell'India o della Thailandia  /* COM/2004/0779 def. */  

	Bruxelles, 8.12.2004COM(2004) 779 definitivoProposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche estende il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento (CE) n. 769/2002 relativo alle importazioni di cumarina originarie della Repubblica popolare cinese alle importazioni di cumarina spedita dall'India o dalla Thailandia, indipendentemente dal fatto che sia dichiarata o meno originaria dell'India o della Thailandia(presentata dalla Commissione)RELAZIONECon il regolamento (CE) n. 769/2002, nel maggio 2002 il Consiglio ha istituito un dazio antidumping di 3 479 EUR/t sulle importazioni di cumarina originarie della Repubblica popolare cinese (RPC).A seguito di una domanda presentata dal Consiglio europeo dell'industria chimica (CEFIC) per conto dell'unico produttore comunitario, nell'aprile 2004 la Commissione ha aperto un'inchiesta sulla presunta elusione delle misure istituite sulle importazioni di cumarina originarie della RPC con le importazioni di cumarina spedita dall'India o dalla Thailandia.L'inchiesta ha accertato un considerevole aumento delle importazioni comunitarie di cumarina esportata dall'India e dalla Thailandia. Per queste pratiche non è stato possibile individuare motivazioni o giustificazioni sufficienti diverse dall'elusione del dazio antidumping sulla cumarina.Si propone pertanto al Consiglio di adottare l'allegata proposta di regolamento che estende il dazio antidumping definitivo di 3 479 EUR/t istituito sulle importazioni di cumarina originarie della RPC alle importazioni di cumarina spedita dall'India o dalla Thailandia, indipendentemente dal fatto che sia dichiarata originaria o meno dell'India o della Thailandia, fatta eccezione per le importazioni di cumarina effettivamente prodotte e vendute da Atlas Fine Chemicals Pvt. Ltd. Il regolamento dovrebbe essere pubblicato al più tardi nella Gazzetta ufficiale del 7 gennaio 2005.Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche estende il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento (CE) n. 769/2002 relativo alle importazioni di cumarina originarie della Repubblica popolare cinese alle importazioni di cumarina spedita dall'India o dalla Thailandia, indipendentemente dal fatto che sia dichiarata o meno originaria dell'India o della ThailandiaIL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea[1] (di seguito denominato “il regolamento di base”), in particolare l'articolo 13,vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,considerando quanto segue:A. PROCEDURA1. Misure in vigoreA seguito di un riesame in previsione della scadenza, con il regolamento (CE) n. 769/2002[2] (qui di seguito denominato “il regolamento iniziale”), il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo di 3 479 EUR/t sulle importazioni di cumarina, classificabile al codice NC ex 2932 21 00, originaria della Repubblica popolare cinese (qui di seguito denominata “RPC”).2. DomandaIl 24 febbraio 2004 la Commissione ha ricevuto, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 3, del regolamento di base, una domanda per l'apertura di un'inchiesta sulla presunta elusione delle misure antidumping istituite sulle importazioni di cumarina originarie della RPC (qui di seguito denominata “la domanda”). La domanda è stata presentata dal Consiglio europeo dell'industria chimica (CEFIC) (qui di seguito denominato "il richiedente") per conto dell'unico produttore comunitario.Dalla domanda risulta che, dopo l'istituzione delle misure antidumping sulle importazioni di cumarina originarie della RPC, la configurazione degli scambi ha subito un cambiamento, come dimostra l'aumento notevole delle importazioni dello stesso prodotto dall'India e dalla Thailandia.Questa diversa configurazione degli scambi sarebbe dovuta al trasbordo in India e in Thailandia di cumarina originaria della RPC. È stato inoltre affermato che non c'erano motivazioni o giustificazioni economiche sufficienti a giustificare tali cambiamenti, a parte l'istituzione del dazio sulle importazioni di cumarina originarie della RPC.Infine, il richiedente ha dichiarato che gli effetti riparatori del dazio istituito sulla cumarina originaria della RPC risultavano compromessi in termini di quantitativi e di prezzi. Le importazioni di cumarina originarie della RPC sarebbero state sostituite da ingenti volumi di importazioni di cumarina dall'India e dalla Thailandia. Esistevano, inoltre, elementi di prova sufficienti del fatto che questo incremento delle importazioni avveniva a prezzi nettamente inferiori al prezzo non pregiudizievole stabilito nell'inchiesta che ha condotto all'istituzione delle misure vigenti e che tali prezzi erano oggetto di dumping rispetto al valore normale precedentemente stabilito per la cumarina originaria della RPC.3. AperturaCon il regolamento (CE) n. 661/2004[3] (qui di seguito denominato “il regolamento di apertura”), la Commissione ha avviato un'inchiesta sulla presunta elusione delle misure antidumping istituite sulle importazioni di cumarina originarie della RPC con le importazioni di cumarina spedita dall'India o dalla Thailandia, indipendentemente dal fatto che il prodotto sia dichiarato o meno originario di tali paesi e, conformemente agli articoli 13, paragrafo 3 e 14, paragrafo 15 del regolamento di base, ha chiesto alle autorità doganali di registrare, a decorrere dal 9 aprile 2004, le importazioni di cumarina spedita dall'India o dalla Thailandia, indipendentemente dal fatto che il prodotto sia dichiarato o meno originario di tali paesi, classificabile al codice NC ex 2932 21 00 (codici TARIC 2932 21 00 11 e 2932 21 00 15). La Commissione ha informato le autorità della RPC, dell'India e della Thailandia dell'apertura dell'inchiesta.4. InchiestaLa Commissione ha notificato l'apertura dell'inchiesta alle autorità della RPC, dell'India e della Thailandia, ai produttori/esportatori, agli importatori della Comunità notoriamente interessati e al richiedente. Sono stati inviati questionari ai produttori/esportatori della RPC e dell'India (non sono noti produttori thailandesi), nonché agli importatori della Comunità menzionati nella domanda o che hanno collaborato all'inchiesta della Commissione che ha condotto all'istituzione delle misure in vigore. Alle parti interessate è stata data la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine fissato nel regolamento di apertura. Tutte le parti sono state informate del fatto che la mancata collaborazione avrebbe potuto comportare l'applicazione dell'articolo 18 del regolamento di base o l'elaborazione di conclusioni sulla base dei dati disponibili.Non sono pervenute risposte dai produttori o dagli esportatori della RPC o della Thailandia. Hanno risposto entro la scadenza al questionario un produttore esportatore indiano e un importatore non collegato della Comunità. La Commissione ha effettuato una verifica presso la sede del seguente produttore esportatore indiano:Atlas Fine Chemicals Pvt. Ltd, Nasik, India5. Periodo dell'inchiestaL'inchiesta ha riguardato il periodo 1° aprile 2003 - 31 marzo 2004 (qui di seguito denominato “il PI”). Per esaminare la modificazione della configurazione degli scambi sono stati raccolti dati riguardanti il periodo compreso tra il 2000 e la fine del PI.B. ESITO DELL'INCHIESTA1. Considerazioni generali/livello di collaborazione(a) ThailandiaNessun produttore o esportatore thailandese di cumarina si è manifestato o ha collaborato all'inchiesta. Pertanto, conformemente all'articolo 18 del regolamento di base, è stato necessario elaborare conclusioni relative alle esportazioni di cumarina spedita dalla Thailandia verso la Comunità sulla base dei dati disponibili. All'inizio dell'inchiesta, le autorità della Thailandia erano state informate sulle conseguenze della mancata collaborazione, come previsto all'articolo 18, paragrafo 6 del regolamento di base.(b) IndiaHa collaborato un produttore esportatore indiano, Atlas Fine Chemicals Pvt. Ltd, India ('Atlas'), che in volume e valore rappresenta più del 90% delle importazioni complessive di cumarina dall'India durante il PI.Atlas ha dichiarato nelle risposte al questionario che nessuna delle sue società collegate è impegnata, direttamente o indirettamente, nel commercio e nella produzione di cumarina. Tuttavia, durante una verifica è stato accertato che Atlas acquista dalle sue due società collegate in India, Monolith Chemicals Pvt. Ltd. e Aims Impex Pvt. Ltd., la cumarina originaria della RPC che dette società importano in India.(c) RPCNessun produttore o esportatore cinese ha collaborato all'inchiesta.È stato comunicato alle società interessate che l'omessa collaborazione avrebbe potuto comportare l'applicazione dell'articolo 18 del regolamento di base. Esse sono state inoltre informate sulle conseguenze della mancata collaborazione.2. Prodotto in esame e prodotto simileIl prodotto che sarebbe oggetto di elusione è, come indicato nel regolamento iniziale, la cumarina attualmente classificabile al codice NC ex 2932 21 00. La cumarina è una polvere cristallina biancastra dall'odore caratteristico di fieno appena tagliato. È impiegata principalmente come sostanza chimica aromatica e come fissante nella preparazione di composti profumati, che sono utilizzati nella produzione di detersivi, cosmetici e profumi.La cumarina può essere ottenuta attraverso due diversi processi di sintesi, partendo dal fenolo (reazione di Perkin), o dall’o-Cresolo (reazione di Raschig). Tuttavia, la cumarina prodotta tramite questi due processi ha le stesse caratteristiche fisiche e chimiche di base ed è destinata alle stesse applicazioni.In base alle informazioni raccolte durante l'inchiesta dall'unico produttore indiano che ha collaborato e tenuto conto della omessa collaborazione degli altri produttori indiani e delle parti interessate thailandesi, si deve concludere, in mancanza di prove contrarie, che la cumarina esportata nella Comunità dalla RPC e quella spedita dall'India e dalla Thailandia hanno le stesse caratteristiche fisiche e chimiche di base e sono destinate alle stesse applicazioni. Esse devono pertanto essere considerate prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento di base.3. Modificazione della configurazione degli scambiCome summenzionato, la modificazione della configurazione degli scambi è stata attribuita al trasbordo in India e in Thailandia.ThailandiaDal momento che nessuna società thailandese ha collaborato all'inchiesta, le esportazioni dalla Thailandia nella Comunità sono state determinate sulla base dei dati disponibili a norma dell'articolo 18 del regolamento di base. Pertanto, per stabilire i prezzi all'esportazione e i quantitativi importati dalla Thailandia sono stati utilizzati i dati Eurostat, le informazioni più attendibili a disposizione.Durante il PI le importazioni di cumarina dalla Thailandia, inesistenti nel 2000, ammontavano a 211 tonnellate. Le importazioni dalla Thailandia sono iniziate nell'ottobre 2001, alcuni mesi dopo l'apertura del riesame in previsione della scadenza conclusosi nel 2002 (qui di seguito denominato “l’inchiesta precedente”), quando non era possibile escludere che le misure istituite dal regolamento (CE) 600/96 del Consiglio[4] sarebbero state confermate. Rispetto al volume complessivo delle importazioni di cumarina nella Comunità, la quota delle importazioni spedite dalla Thailandia, pari allo 0% nel 2000, è salita al 50% durante il PI, mentre durante lo stesso periodo la quota di importazioni nella Comunità di cumarina proveniente dalla RPC è rimasta stabile al 7%. Inoltre, le statistiche cinesi sulle esportazioni classificate secondo il codice NC mostrano che durante lo stesso periodo le esportazioni di cumarina dalla RPC in Thailandia hanno registrato un aumento notevole, da 1 tonnellata nel 2000 a 270 tonnellate nel PI. È stato altresì notato che le importazioni dalla Thailandia hanno compensato in qualche modo il calo delle importazioni dalla RPC dopo l’istituzione iniziale delle misure con il regolamento (CE) n. 600/96.Tenuto conto della omessa collaborazione e in mancanza di prove contrarie, si conclude che tra il 2000 e il PI si è verificata una modificazione della configurazione degli scambi tra la RPC, la Thailandia e la Comunità dovuta al trasbordo di cumarina originaria della RPC in Thailandia.IndiaLa quota delle importazioni spedite dall'India rispetto al volume complessivo delle importazioni di cumarina nella Comunità è salita dall'11% nel 2000 al 35% nel PI, mentre nello stesso periodo la quota delle importazioni comunitarie di cumarina dalla RPC è rimasta stabile al 7%. Inoltre, le statistiche cinesi sulle esportazioni classificate secondo il codice NC mostrano che durante lo stesso periodo le esportazioni di cumarina dalla RPC in India sono aumentate considerevolmente, passando da 88 tonnellate nel 2000 a 687 tonnellate nel PI. È stato altresì notato che le importazioni dall’India hanno compensato in qualche modo il calo delle importazioni dalla RPC dopo l’istituzione iniziale delle misure con il regolamento (CE) n. 600/96.(a) Produttore esportatore indiano che ha collaboratoAtlas ha incrementato in maniera sostanziale e senza interruzione le sue esportazioni nella Comunità (da 100[5] nell'esercizio finanziario 2000/2001[6] a 1957 nel PI). Nello stesso periodo sono aumentati notevolmente i quantitativi di cumarina originaria della RPC acquistati dalla società (da 100 nell'esercizio finanziario 2000/2001 a 1411 nel PI). Si conclude pertanto che Atlas ha deciso di importare cumarina di origine cinese e di riesportarla nella Comunità dopo averla modificata leggermente, incrementando così in maniera sostanziale la quota delle importazioni spedite dall'India nella Comunità.(b) Società che non hanno collaboratoNella domanda figurava un altro produttore indiano. Per quanto riguarda questa società che non ha collaborato, e naturalmente ogni altro eventuale produttore che abbia deciso di non collaborare, il volume e il valore delle esportazioni sono stati determinati sulla base delle informazioni disponibili, conformemente all'articolo 18 del regolamento di base. Pertanto, per stabilire i prezzi all'esportazione e i quantitativi esportati dal queste società sono stati utilizzati i dati Eurostat, le informazioni più attendibili a disposizione. In questo modo, è stato calcolato che le importazioni dalle società che non hanno collaborato sono leggermente diminuite. Inoltre, va notato che durante il PI le importazioni dalle società che non hanno collaborato rappresentavano soltanto il 4-7%[7] in volume e in valore delle importazioni complessive di cumarina dall'India. Tenuto conto della mancata collaborazione e della quota di mercato ridotta delle società che non hanno collaborato, si ritiene che le informazioni disponibili circa queste società non siano tali da invalidare le conclusioni relative ad una modificazione della configurazione degli scambi.(c) Conclusione per l'IndiaIn base alle suddette osservazioni, si conclude che tra il 2000 e il PI si è verificata una modificazione della configurazione degli scambi tra l’India, la RPC e la Comunità dovuta al fatto che la società che ha collaborato ha riesportato, dopo averla leggermente modificata, la cumarina originaria della RPC importata in India e che le società che non hanno collaborato hanno effettuato il trasbordo della cumarina originaria della RPC in India.4. Insufficiente motivazione o giustificazione economicaThailandiaPer quanto riguarda le importazioni dalla Thailandia, tenuto conto della omessa collaborazione e della mancanza di prove contrarie, si conclude che, dato che le importazioni sono iniziate alcuni mesi dopo l'apertura dell'inchiesta precedente, probabilmente in previsione della proroga delle misure antidumping vigenti, la modificazione della configurazione degli scambi è stata causata dalle misure antidumping e non da un'altra motivazione o giustificazione economica sufficiente, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1 del regolamento di base.IndiaÈ stato accertato che il produttore esportatore indiano che ha collaborato, Atlas, ha importato cumarina prodotta a partire dall’o–Cresolo dalla RPC attraverso due società indiane collegate. La cumarina importata è stata nuovamente depurata da Atlas e il prodotto ottenuto è stato poi riesportato nella Comunità. Nel PI, il volume di cumarina sottoposto a questa lavorazione rappresentava il 75%[8] della produzione complessiva di Atlas. Il volume restante (25%[9]) rappresentava l'effettiva produzione indiana di cumarina ottenuta a partire dal fenolo. Dato che il codice NC dichiarato per la cumarina importata dalla RPC è lo stesso dichiarato per la cumarina sottoposta ad ulteriore depurazione riesportata da Atlas nella Comunità, si ritiene che i prodotti siano identici e che pertanto il prodotto riesportato nella Comunità mantenga la sua origine cinese.Atlas ha obiettato che il codice NC è soltanto un elemento indicativo ai fini delle determinazione dell'origine delle merci e che l'ulteriore processo di depurazione della cumarina deve essere considerato l'ultima trasformazione sostanziale effettuata in un'azienda attrezzata a tal fine, con conseguente fabbricazione di un nuovo prodotto. Pertanto, secondo Atlas, la cumarina sottoposta ad ulteriore depurazione dalla società aveva origine indiana.È stato accertato che l'ulteriore processo di depurazione della cumarina, già utilizzabile dall'industria cosmetica, non modifica l'origine del prodotto.Inoltre, l'inchiesta ha accertato che i costi della suddetta operazione non erano elevati e si è pertanto giunti alla conclusione che questo processo consisteva soltanto nel modificare leggermente la cumarina, per migliorarne la purezza, e non nel fabbricare un nuovo prodotto. Quindi, alla cumarina nuovamente depurata è applicabile la definizione del prodotto in esame. Questa conclusione non è stata contestata da Atlas.Atlas ha obiettato inoltre che, dovendo valutare se la trasformazione potesse essere considerata sostanziale, sarebbe stato opportuno considerare il valore della cumarina importata dalla RPC perso durante l’ultima depurazione come un costo derivante da questo stesso processo. Tuttavia, la perdita di valore della cumarina causata dalla depurazione avviene all'atto dell'acquisto del prodotto e pertanto non può essere considerata un costo connesso alla depurazione stessa.La società ha aggiunto che la principale motivazione per l’esportazione di cumarina originaria della RPC era il rischio di scioperi in India. Tuttavia, anche considerando, di per sé, tale rischio una giustificazione plausibile per le decisioni della società, gli scioperi potevano influire su entrambi i processi produttivi di Atlas, cioè sia sulla produzione di cumarina indiana ottenuta a partire dal fenolo, sia sulla depurazione della cumarina originaria della RPC ottenuta partendo dall’o-Cresolo. Pertanto, gli scioperi non possono essere considerati una giustificazione sufficiente per l'aumento del volume di cumarina originaria della RPC utilizzata da Atlas nel processo produttivo da circa il 25% nel 2000 a più del 70% nel PI[10] .Per questo motivo, si ritiene che la modificazione della configurazione degli scambi sia stata causata dalle misure antidumping e non da un'altra motivazione o giustificazione economica sufficiente ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1 del regolamento di base.Per quanto riguarda le società indiane che non hanno collaborato, le loro esportazioni sono diminuite dopo l'esercizio finanziario 2001/2002, a fronte del notevole aumento della quota di mercato di Atlas, ma, tenuto conto dell’esiguità dei quantitativi in questione, si ritiene che questo fatto non incida sulle conclusioni relative ad una modificazione della configurazione degli scambi.5. Indebolimento degli effetti riparatori del dazio in termini di prezzi e/o di quantitativi dei prodotti similiThailandiaAppare chiaro dall'analisi dei flussi commerciali di cui sopra che la modificazione della configurazione delle importazioni comunitarie è legata all'applicazione di misure antidumping. Sul mercato comunitario, le importazioni dichiarate come originarie della Thailandia, che ammontavano a 211 tonnellate nel PI, erano inesistenti fino all'ottobre 2001. Questo volume rappresentava il 30,7% del consumo comunitario durante il PI dell'inchiesta precedente.Dall'inchiesta è emerso che i prezzi medi delle importazioni dalla Thailandia erano persino più bassi di quelli delle importazioni dalla RPC durante l'inchiesta precedente e quindi inferiori ai prezzi dell'industria comunitaria. I prezzi medi delle importazioni dalla Thailandia erano poi inferiori del 20% ai prezzi all'esportazione cinesi durante il PI dell'inchiesta in corso.Di conseguenza, si conclude che la modificazione dei flussi commerciali e i prezzi anormalmente bassi delle esportazioni dalla Thailandia hanno compromesso gli effetti riparatori del dazio sia in termini di prezzi che di quantitativi.IndiaAppare chiaro dall'analisi dei flussi commerciali di cui sopra che la modificazione della configurazione degli scambi è legata all'applicazione di misure antidumping. Mentre nel 2000 le importazioni spedite dall'India rappresentavano soltanto l'11% del volume complessivo delle importazioni di cumarina nella Comunità, nel PI raggiungevano il 35%. Questo volume rappresentava il 18-22%[11] del consumo comunitario durante il PI dell'inchiesta precedente.Dall'inchiesta è emerso che i prezzi medi delle importazioni dall'India erano persino più bassi di quelli delle importazioni dalla RPC durante l'inchiesta precedente e quindi inferiori ai prezzi dell'industria comunitaria. I prezzi medi delle importazioni dall'India erano poi inferiori del 14% ai prezzi all'esportazione cinesi durante il PI dell'inchiesta in corso.Di conseguenza, si conclude che la modificazione dei flussi commerciali e i prezzi anormalmente bassi delle esportazioni dall'India hanno compromesso gli effetti riparatori delle misure antidumping sia in termini di prezzi che di quantitativi.Atlas ha giudicato eccessivo confrontare i prezzi all'esportazione cinesi praticati nei confronti della Comunità nel 1994 (cioè il PI preso in considerazione durante l'inchiesta che ha portato all'istituzione delle misure iniziali nel 1996) con i prezzi all'esportazione indiani praticati oggi sullo stesso mercato perché tra i due PI sono trascorsi dieci anni.In realtà, però, i prezzi all'esportazione indiani sono stati confrontati con i prezzi all'esportazione cinesi stabiliti nel PI del riesame in previsione della scadenza conclusosi nel 2002.6. Elementi di prova del dumping rispetto ai valori normali precedentemente accertati per i prodotti simili o similariThailandiaAi fini della determinazione dell'esistenza del dumping in relazione al prodotto in questione esportato dalla Thailandia nella Comunità durante il PI, sono stati utilizzati i dati Eurostat conformemente all'articolo 18 del regolamento di base.In conformità dell'articolo 13, paragrafo 1 del regolamento di base, occorre dimostrare l'esistenza del dumping in relazione ai valori normali precedentemente accertati per i prodotti simili o similari.Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, si è tenuto debito conto, sotto forma di adeguamenti, delle differenze che incidono sui prezzi e sulla loro comparabilità. Gli adeguamenti sono stati applicati in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento di base per quanto riguarda il trasporto e l'assicurazione, sulla base degli elementi contenuti nella domanda, conformemente all'articolo 18 del regolamento di base.Conformemente all'articolo 2, paragrafi 11 e 12 del regolamento di base, dal confronto tra la media ponderata del valore normale accertata nell'ambito dell'inchiesta iniziale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione nel corso del PI della presente inchiesta, espressa in percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è emersa l'esistenza di un dumping per quanto riguarda le importazioni di cumarina dalla Thailandia nella Comunità. Il margine di dumping constatato, espresso in percentuale del prezzo CIF frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è superiore al 100%.IndiaAi fini della determinazione dell'esistenza del dumping in relazione al prodotto in questione esportato dall'India nella Comunità durante il PI, sono stati utilizzati i prezzi all'esportazione indicati dal produttore indiano che ha collaborato e, per le società che non hanno collaborato, i dati Eurostat conformemente all'articolo 18 del regolamento di base.(a) Produttore esportatore che ha collaboratoAi fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione per Atlas, si è tenuto debito conto, sotto forma di adeguamenti, delle differenze che incidono sui prezzi e sulla loro comparabilità. Gli adeguamenti sono stati applicati in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento di base per quanto riguarda il trasporto, l'assicurazione, la movimentazione e i costi accessori, l'imballaggio e le conversioni di valuta, secondo i dati forniti da Atlas.Conformemente all'articolo 2, paragrafi 11 e 12 del regolamento di base, dal confronto tra la media ponderata del valore normale accertata nell'ambito dell'inchiesta iniziale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione nel corso del PI della presente inchiesta, espressa in percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sono emerse pratiche di dumping per quanto riguarda le importazioni di cumarina spedita da Atlas. Il margine di dumping constatato, espresso in percentuale del prezzo CIF frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è superiore all’80%.Atlas ha obiettato che le conclusioni tratte dal confronto tra la media ponderata del valore normale accertata durante l'inchiesta precedente e la media ponderata dei prezzi all'esportazione durante il PI della presente inchiesta non sono corrette perché tra i PI delle due inchieste sono trascorsi dieci anni.Tuttavia, la Commissione ha ricavato i dati per il calcolo della media ponderata del valore normale dal riesame in previsione della scadenza che si è concluso nel 2002 e pertanto il tempo trascorso tra i PI delle due inchieste si riduce a due anni. Ciò è conforme a quanto previsto all'articolo 13, paragrafo 1 del regolamento di base.(b) Società che non hanno collaboratoAi fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, si è tenuto debito conto, sotto forma di adeguamenti, delle differenze che incidono sui prezzi e sulla loro comparabilità. Gli adeguamenti sono stati applicati in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento di base per quanto riguarda il trasporto, l'assicurazione, la movimentazione e i costi accessori, l'imballaggio e le conversioni di valuta, secondo i dati forniti da Atlas.Conformemente all'articolo 2, paragrafi 11 e 12, del regolamento di base, dal confronto tra la media ponderata del valore normale accertata nell'ambito dell'inchiesta iniziale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione nel corso del PI della presente inchiesta, espressa in percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sono emerse pratiche di dumping per quanto riguarda le importazioni nella Comunità di cumarina proveniente dalle società indiane che non hanno collaborato. Il margine di dumping constatato, espresso in percentuale del prezzo CIF frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è superiore al 60%.C. MISUREViste le suddette risultanze sull'elusione ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1 del regolamento di base, le misure antidumping vigenti sulle importazioni del prodotto in questione originarie della RPC dovrebbero essere estese allo stesso prodotto spedito dall'India e dalla Thailandia, indipendentemente dal fatto che sia dichiarato o meno originario dell'India o della Thailandia.Il dazio esteso dovrebbe essere quello istituito all'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento iniziale.Conformemente agli articoli 13, paragrafo 3 e 14, paragrafo 5 del regolamento di base, che dispone l'applicazione delle misure estese alle importazioni registrate a partire dalla data di registrazione, il dazio antidumping dovrebbe essere riscosso sulle importazioni di cumarina spedita dall'India e dalla Thailandia al loro ingresso nella Comunità, conformemente al regolamento di apertura. Tuttavia, tenuto conto della natura fungibile del prodotto e delle particolari circostanze del caso, non è stato possibile distinguere con certezza le transazioni relative alla cumarina effettivamente prodotta in India da quelle relative alla cumarina importata dalla Cina, sottoposta ad un ulteriore processo di depurazione e successivamente riesportata nella Comunità. Di conseguenza, la riscossione retroattiva del dazio antidumping esteso sulle importazioni di cumarina spedita dall'India non dovrebbe essere applicata alle importazioni di cumarina esportata da Atlas durante il periodo di registrazione.D. RICHIESTE DI ESENZIONE DALLA REGISTRAZIONE O DALL'ESTENSIONE DEL DAZIOL'unico produttore esportatore che ha collaborato, Atlas, ha presentato una domanda di esenzione dalla registrazione e dalla prevista estensione delle misure antidumping, conformemente all'articolo 13, paragrafo 4 del regolamento di base.Dall'inchiesta è emerso che Atlas ha eluso le misure antidumping in vigore riesportando, dopo averla modificata leggermente, la cumarina originaria della RPC. È stato inoltre accertato che la società ha esportato nella Comunità cumarina effettivamente ottenuta in India a partire dal fenolo (cfr. considerando un numero 27). Conformemente all'articolo 13, paragrafo 4 del regolamento di base, essendo stata coinvolta in pratiche di elusione, Atlas non può ottenere l'esenzione.E. IMPEGNOTuttavia, tenuto conto della natura fungibile del prodotto e delle difficoltà incontrate da Atlas per distinguere il prodotto fabbricato in India a partire dal fenolo e la cumarina di origine cinese sottoposta ad un ulteriore processo di depurazione e riesportata nella Comunità, in via eccezionale si ritiene opportuno accettare un impegno, in base al quale Atlas è tenuta a vendere nella Comunità cumarina effettivamente prodotta in India per un quantitativo massimo corrispondente a quello venduto sul mercato comunitario durante il PI. La cumarina venduta nell'ambito dell'impegno non sarà soggetta al pagamento del dazio esteso.L'impegno di Atlas può essere accettato con una decisione della Commissione.In questo contesto, Atlas si è impegnata a fornire alla Commissione informazioni periodiche e dettagliate in merito alle sue esportazioni nella Comunità, in modo che essa possa controllare efficacemente il rispetto dell'impegno.Per consentire alla Commissione di controllare con efficacia il rispetto da parte della società degli impegni assunti, quando la domanda di immissione in libera pratica è presentata alle autorità doganali competenti, l'esenzione dal dazio antidumping è subordinata alla presentazione di una fattura commerciale contenente almeno le informazioni elencate nell'allegato. Queste informazioni permetteranno alle autorità doganali di verificare con sufficiente precisione anche la corrispondenza tra spedizioni e documenti commerciali. Nel caso in cui non venga presentata una fattura di questo tipo o se questa non corrisponde al prodotto presentato in dogana, viene riscossa l'appropriata aliquota del dazio antidumping.In considerazione di quanto precede, l'impegno offerto è stato considerato accettabile e la società in questione è stata informata dei fatti, delle considerazioni e degli obblighi principali su cui si basa l'accettazione.Se Atlas viola l'impegno o se quest'ultimo si dimostra inattuabile, la Commissione può revocarne l'accettazione,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. Il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento (CE) n. 769/2002 del Consiglio sulle importazioni di cumarina, classificabile al codice NC ex 2932 21 00, originaria della Repubblica popolare cinese, è esteso alle importazioni di cumarina, classificabile al codice NC ex 2932 21 00, spedita dall'India o dalla Thailandia, indipendentemente dal fatto che il prodotto sia dichiarato o meno originario dell'India o della Thailandia (codici TARIC 2932 21 00 11 e 2932 21 00 15).2. Il dazio esteso a norma del paragrafo 1 del presente articolo è riscosso sulle importazioni registrate conformemente all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 661/2004 della Commissione e agli articoli 13, paragrafo 3 e 14, paragrafo 5 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, fatta eccezione per le merci esportate da Atlas Fine Chemicals Pvt Ltd., Debhanu Mansion, Nasik-Pune Highway, Nasik Road, MS 422 101, India, (codice addizionale TARIC A579).3. In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, il dazio antidumping definitivo non si applica alle importazioni immesse in libera pratica in conformità dell'articolo 2.4. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.Articolo 21. Le importazioni dichiarate per l'immissione in libera pratica sono esenti dal dazio antidumping istituito all'articolo 1, purché le merci siano prodotte da società i cui impegni sono stati accettati dalla Commissione e i cui nomi sono elencati nella pertinente decisione della Commissione, periodicamente modificata, e siano state importate conformemente alle disposizioni previste nella medesima decisione.2. Le importazioni di cui al paragrafo 1 sono esenti dal dazio antidumping a condizione che:(a) venga presentata alle autorità doganali degli Stati membri, al momento della presentazione della dichiarazione di immissione in libera pratica, una fattura commerciale contenente almeno gli elementi elencati in allegato;(b) le merci dichiarate e presentate in dogana corrispondano esattamente alla descrizione riportata nella fattura commerciale.Articolo 31. Le domande di esenzione dal dazio esteso a norma dell'articolo 1 devono essere presentate per iscritto in una delle lingue ufficiali della Comunità e firmate da una persona autorizzata a rappresentare il richiedente. La domanda viene inviata al seguente indirizzo:Commissione europeaDirezione generale CommercioDirezione BUfficio: J-79 05/17B-1049 BruxellesFax (32 2) 295 65 05Telex COMEU B 21877.2. Dopo aver sentito il comitato consultivo, la Commissione può autorizzare, mediante una decisione, l'esenzione delle importazioni dalle società che ne hanno fatto richiesta dal dazio esteso a norma dell'articolo 1.Articolo 4Si dà ordine alle autorità doganali di cessare la registrazione delle importazioni, istituita in conformità dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 661/2004 della Commissione.Articolo 5Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATONella fattura commerciale relativa alla cumarina venduta nella Comunità dalla società assoggettata all'impegno devono essere indicate le seguenti informazioni:1. l’intestazione "FATTURA COMMERCIALE CHE ACCOMPAGNA MERCI ASSOGGETTATE AD UN IMPEGNO";2. il nome della società menzionata all'articolo 2, paragrafo 1, che rilascia la fattura commerciale;3. il numero della fattura commerciale;4. la data di rilascio della fattura commerciale;5. il codice addizionale TARIC con il quale le merci che figurano nella fattura devono essere sdoganate alla frontiera comunitaria;6. l’esatta descrizione delle merci, inclusi:-  il numero di codice del prodotto utilizzato ai fini dell'inchiesta e dell'impegno,-  una descrizione chiara delle merci corrispondente al numero di codice del prodotto in questione,-  il numero di codice del prodotto della società (ove d'applicazione),-  il codice NC,-  la quantità (da indicare alla voce kg).7. il nome della società operante come importatore nella Comunità a cui la società ha rilasciato direttamente la fattura commerciale che accompagna le merci assoggettate all'impegno;8. il nome del responsabile della società che ha emesso la fattura, seguito dalla seguente dichiarazione firmata:“Il sottoscritto certifica che la vendita per l'esportazione diretta nella Comunità europea delle merci coperte dalla presente fattura è effettuata nell'ambito e alle condizioni dell'impegno offerto dalla [società] e accettato dalla Commissione europea con la decisione n. [INSERIRE NUMERO]. Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente fattura sono complete ed esatte.” [1] GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 (GU L 77 del 13.3.2004, pag. 12).[2] GU L 123 del 9.5.2002, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1854/2003 (GU L 272 del 23.10.2003, pag. 1).[3] GU L 104 dell'8.4.2004, pag. 99.[4] GU L 86 del 4.4.1996, pag. 1.[5] Per motivi di riservatezza, i dati forniti in questo paragrafo sono stati indicizzati.[6] L’esercizio finanziario indica il periodo compreso tra il 1° aprile di un dato anno e il 31 marzo dell’anno successivo.[7] Per motivi di riservatezza è indicata una fascia di valori.[8] Per motivi di riservatezza, non sono forniti i dati esatti.[9] Per motivi di riservatezza, non sono forniti i dati esatti.[10] Per motivi di riservatezza, non sono forniti i dati esatti.[11] Per motivi di riservatezza è indicata una fascia di valori.