CELEX: 62009TA0162
Language: it
Date: 2012-04-19 00:00:00
Title: Causa T-162/09: Sentenza del Tribunale del 19 aprile 2012 — Würth e Fasteners (Shenyang)/Consiglio ( «Ricorso di annullamento — Dumping — Difetto di incidenza individuale — Irricevibilità» )

9.6.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 165/17
            
         Sentenza del Tribunale del 19 aprile 2012 — Würth e Fasteners (Shenyang)/Consiglio
   (Causa T-162/09) (1)
   
   (Ricorso di annullamento - Dumping - Difetto di incidenza individuale - Irricevibilità)
   2012/C 165/28
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Adolf Würth GmbH & Co. KG (Künzelsau, Germania); e Arnold Fasteners (Shenyang) Co. Ltd (Shenyang, Cina) (rappresentanti: M. Karl e M. Mayer, avvocati)
   
      Convenuto: Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: inizialmente J.-P. Hix, agente, assistito da G. Berrisch e G. Wolf, avvocati, poi J.-P. Hix e B. Driessen, agenti, assistiti da G. Berrisch)
   
      Intervenienti a sostegno del convenuto: Commissione europea (rappresentanti: H. van Vliet e B. Martenczuk, agenti); e European Industrial Fasteners Institute AISBL (EIFI) (Bruxelles, Belgio) (rappresentanti: inizialmente J. Bourgeois, Y. van Gerven ed E. Wäktare, poi J. Bourgeois, avvocati)
   
      Oggetto
   
   Domanda di annullamento del regolamento (CE) n. 91/2009 del Consiglio, del 26 gennaio 2009, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio originari della Repubblica popolare cinese (GU L 29, pag. 1)
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               Il ricorso è respinto in quanto irricevibile.
            
         
               2)
            
            
               L’Adolf Würth GmbH & Co. KG e l’Arnold Fasteners (Shenyang) Co. Ltd sopporteranno, oltre alle proprie spese, quelle sostenute dal Consiglio dell’Unione europea e dall’European Industrial Fasteners Institute AISBL.
            
         
               3)
            
            
               La Commissione europea sopporterà le proprie spese.
            
         
      (1)  GU C 167 del 18.7.2009.