CELEX: 21999D0709(01)
Language: it
Date: 1999-05-27 00:00:00
Title: Decisione n. 2/99 del Comitato di cooperazione doganale ACP-CE, del 27 maggio 1999, recante deroga alla definizione della nozione di «prodotti originari" onde tener conto della particolare situazione delle Figi per quanto riguarda la produzione di taluni capi di abbigliamento e copricapi

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21999D0709(01)

Decisione n. 2/99 del Comitato di cooperazione doganale ACP-CE, del 27 maggio 1999, recante deroga alla definizione della nozione di «prodotti originari" onde tener conto della particolare situazione delle Figi per quanto riguarda la produzione di taluni capi di abbigliamento e copricapi  

Gazzetta ufficiale n. L 174 del 09/07/1999 pag. 0021 - 0024

DECISIONE n. 2/99 DEL COMITATO DI COOPERAZIONE DOGANALE ACP-CEdel 27 maggio 1999recante deroga alla definizione della nozione di "prodotti originari" onde tener conto della particolare situazione delle Figi per quanto riguarda la produzione di taluni capi di abbigliamento e copricapi(1999/443/CE)IL COMITATO DI COOPERAZIONE DOGANALE ACP-CE,vista la quarta convenzione ACP-CEE firmata a Lomé il 15 dicembre 1989, modificata dall'accordo firmato a Maurizio il 4 novembre 1995, in particolare l'articolo 31, paragrafi da 1 a 10, del protocollo n. 1,(1) considerando che possono essere concesse deroghe alle norme di origine di cui al suddetto protocollo, quando esse siano giustificate dallo sviluppo di industrie esistenti o dall'insediamento di nuove industrie;(2) considerando che l'8 febbraio 1999 gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (Stati ACP) hanno presentato, per conto del governo delle Figi, una domanda volta ad ottenere una deroga alla norma d'origine di cui al summenzionato protocollo, rispetto a taluni capi di abbigliamento e copricapi prodotti da questo paese tra il 1o gennaio 1999 e il 29 febbraio 2000;(3) considerando che la deroga è richiesta in base alle pertinenti disposizioni del protocollo n. 1, in particolare dell'articolo 31, paragrafo 5, relativo agli Stati ACP insulari e tenendo conto dell'impatto economico e sociale di tale deroga nei confronti delle Figi;(4) considerando che vi è un eccesso di capacità globale per i prodotti interessati e che l'industria tessile comunitaria è già soggetta ad una notevole concorrenza; che, in particolare, il costo del lavoro è essenziale per la determinazione del prezzo;(5) considerando che, nel quadro della politica tessile Comunitaria, la maggior parte dei prodotti interessati da questa decisione è considerata particolarmente sensibile ed è soggetta a restrizioni quantitative o ad un sistema di doppio controllo per le importazioni nella Comunità;(6) considerando che, tenuto conto dei quantitativi delle importazioni previste, la concessione di una deroga per volumi contenuti non dovrebbe arrecare grave pregiudizio all'industria stabilita nella Comunità, purché sia accompagnata dal rispetto di alcune condizioni riguardanti in particolare i quantitativi, la sorveglianza e la durata;(7) considerando che pertanto, ai sensi dell'articolo 31, paragrafo 1, alle Figi può essere concessa una deroga per taluni capi di abbigliamento e copricapi in quantità limitata per il periodo compreso tra il 1o marzo 1999 e il 29 febbraio 2000,DECIDE:Articolo 11. In deroga alle disposizioni particolari dell'elenco di cui all'allegato II del protocollo n. 1 della quarta convenzione ACP-CEE, taluni capi di abbigliamento e copricapi, elencati nell'allegato della presente decisione, prodotti nelle Figi con materiali non originari importati in tale paese e originari di un paese appartenente all'Associazione delle nazioni dell'Asia Sudorientale (ASEAN), all'Associazione dell'Asia Meridionale per la cooperazione regionale (SAARC) o al Forum del Pacifico meridionale (SPF), sono considerati originari delle Figi alle condizioni stabilite nella presente decisione.2. Ai fini del paragrafo 1, sono considerati originari dell'ASEAN (composto da Brunei, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Singapore, Tailandia e Vietnam), della SAARC (composta da Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka) o dell'SPF (composto da Papua Nuova Guinea, Figi, isole Salomone, Vanuatu, Kiribati, Tonga, Samoa, Tuvalu, isole Marshall, Palau, Stati federati della Micronesia, Nauru, Niue, isole Cook, Australia e Nuova Zelanda) i prodotti fabbricati in tali paesi conformemente alle regole di origine previste agli articoli da 35 a 65 del regolamento (CEE) n. 2454/93(1), modificato dal regolamento (CE) n. 12/97(2), e dal regolamento (CE) n. 46/1999(3).3. Le autorità competenti delle Figi adottano tutte le misure necessarie per garantire il rispetto delle disposizioni del paragrafo 2.Articolo 2La deroga di cui all'articolo 1 riguarda i prodotti e i quantitativi indicati in allegato importati nella Comunità dalle Figi nel periodo compreso tra il 1o marzo 1999 e il 29 febbraio 2000.Articolo 3I quantitativi di cui all'allegato della presente decisione sono gestiti dalla Commissione, che prende tutte le disposizioni amministrative necessarie per una gestione efficace.Se un importatore preserva in uno Stato membro una dichiarazione di immissione in libera pratica chiedendo di beneficiare della presente decisione, e se la dichiarazione viene accettata dalle autorità doganali, lo Stato membro informa la Commissione che intende prelevare un quantitativo corrispondente al suo fabbisogno.Le domande di prelievo devono essere trasmesse senza indugio alla Commissione indicando la data di accettazione delle dichiarazioni.La Commissione concede i prelievi, sempreché lo consentano le rimanenze disponibili, in funzione della data di accettazione delle dichiarazioni di immissione in libera pratica da parte delle autorità doganali degli Stati membri.Qualora uno Stato membro non utilizzi i quantitativi prelevati, li riversa appena possibile nel contingente corrispondente.Se le domande superano la rimanenza disponibile di un determinato contingente, l'attribuzione viene effettuata su base proporzionale. La Commissione informa gli Stati membri dei prelievi effettuati.Fintanto che lo consentono le rimanenze disponibili, ogni Stato membro garantisce agli importatori un accesso uguale e ininterrotto ai quantitativi suddetti.Articolo 4Le autorità doganali delle Figi adottano le disposizioni necessarie per garantire il controllo quantitativo delle esportazioni dei prodotti di cui all'articolo 1. A tal fine, tutti i certificati rilasciati in relazione alla presente decisione recano un riferimento a quest'ultima. Ogni tre mesi, le autorità competenti delle Figi presentano alla Commissione un elenco dei quantitativi per i quali sono stati rilasciati certificati di circolazione EUR.1, in applicazione della presente decisione, e il numero d'ordine di detti certificati.Articolo 5Nella casella 7 dei certificati EUR.1 rilasciati a norma della presente decisione deve figurare la seguente dicitura: "Deroga - Decisione n. 2/99".Articolo 6Gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (Stati ACP), gli Stati membri e la Comunità europea prendono, in conformità delle rispettive competenze, le misure necessarie per l'esecuzione della presente decisione.Articolo 7La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.La presente decisione si applica a decorrere dal 1o marzo 1999.Fatto a Bruxelles, il 27 maggio 1999.Per il Comitato di cooperazione doganale ACP-CEI presidentiM. VANDEN ABEELEP. MAINGI MWANZIA(1) GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1.(2) GU L 9 del 13.1.1997, pag. 1.(3) GU L 10 del 15.1.1999, pag. 1.ALLEGATOFIGI>SPAZIO PER TABELLA>