CELEX: C2003/124/16
Language: it
Date: 2003-05-24 00:00:00
Title: Causa C-130/03: Ricorso del 24 marzo 2003 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

24.5.2003               IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                               C 124/9
L’obbligo di rimediare a violazioni del diritto comunitario degli                  trica provocata, nei termini in motivazione specificati dal
appalti pubblici, anche ponendo termine a contratti già                            mutato scenario normativo e volta a finanziare gli oneri
conclusi, non può nemmeno essere messo in questione                                generali del sistema elettrico.
dall’art. 2, n. 6, della direttiva 89/665 ( 2) relativa all’esame
di eventuali violazioni del diritto comunitario degli appalti
pubblici. Una violazione del contratto può essere considerata               (1 ) Direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del
terminata solo quando lo Stato membro riconosca l’illegitti-                     19 dicembre 1996 concernente norme comuni per il mercato
                                                                                 interno dell’energia elettrica GU L 27 del 30.1.1997 pag. 20.
mità dell’azione e faccia cessare totalmente la violazione.
( 1) GU L 209, pag.1.
( 2) GU L 395, pag. 33.
                                                                            Ricorso del 24 marzo 2003 contro la Repubblica italiana,
                                                                               presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                                                                                                       (Causa C-130/03)
                                                                                                        (2003/C 124/16)
Domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Consi-
glio di Stato con ordinanze 14 gennaio 2003, nelle cause
AEM S.p.A. (C-128/03) e AEM Torino S.p.A. (C-129/03)
contro l’Autorità per l’energia elettrica e per il gas, il                  Il 24 marzo 2003, la Commissione delle Comunità europee,
Ministero delle attività produttive, il Ministero dell’econo-               rappresentata dai sigg. Niels Bertil Rasmussen e Luigi Cimaglia,
mia e delle finanze, e nei confronti di E.N.E.L. Produzione                 in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle
                                S.p.A.                                      Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.
                  (Cause C-128/03 e C-129/03)                               La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                            —      constatare che la Repubblica italiana, avendo omesso di
                         (2003/C 124/15)                                           designare tribunali dei marchi comunitari di prima e
                                                                                   seconda istanza, o comunque non avendo comunicato
                                                                                   alla Commissione, entro il termine stabilito, un elenco di
                                                                                   tali tribunali con indicazione della loro denominazione e
                                                                                   competenza territoriale, è venuta meno agli obblighi ad
Con ordinanze 14 gennaio 2003, pervenute nella Cancelleria                         essa incombenti ai sensi dell’articolo 91 del regolamento
della Corte delle Comunità europee il 24 marzo 2003, nelle                         (CE) n. 40/94 (1) del Consiglio del 20 dicembre 1993 sul
cause AEM S.p.A. (C-128/03) e AEM Torino S.p.A. (C-129/03)                         marchio comunitario;
contro l’Autorità per l’energia elettrica e per il gas, il Ministero
delle attività produttive, il Ministero dell’economia e delle               —      condannare la Repubblica italiana alle spese processuali.
finanze, e nei confronti di E.N.E.L. Produzione S.p.A., il
Consiglio di Stato ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                            Motivi e principali argomenti
a)    se, ai sensi degli artt. 87 e seguenti del Trattato, possa
      essere considerato un aiuto di Stato, una misura ammini-
      strativa che, [...], impone a determinate imprese che                 Ai sensi dell’articolo 249, secondo comma, del trattato che
      usufruiscono della rete di trasmissione dell’energia elettri-         istituisce la Comunità europea, i regolamenti sono obbligatori
      ca un corrispettivo maggiorato per l’accesso e l’uso al fine          in tutti i loro elementi e direttamente applicabili in ciascuno
      di finanziare gli oneri generali del sistema elettrico;               degli Stati membri.
b)    se i principi stabiliti dalla direttiva 96/92 ( 1) in materia di      Nel caso di specie, l’articolo 91 del regolamento CE n. 40/94
      liberalizzazione del mercato interno dell’energia elettrica,          prevede per gli Stati membri un obbligo di designare, secondo
      e segnatamente le disposizioni dettate dagli artt. 7 e 8 in           il proprio ordinamento nazionale, tribunali nazionali di prima
      materia di gestione della rete di transmissione dell’energia,         e seconda istanza competenti in materia di contraffazione e
      vadano interpretate nel senso di ostare o meno alla                   validità di marchi comunitari, nonché di comunicare alla
      possibilità per lo Stato nazionale di dettare misure che              Commissione un elenco dei tribunali dei marchi comunitari da
      impongano in via transitoria a determinate imprese,                   essi designati contenente l’indicazione della denominazione e
      per l’accesso e l’uso della rete di transmissione, un                 competenza territoriale di ciascuno di tali tribunali. La data
      corrispettivo maggiorato al fine di compensare la maggio-             ultima prevista per adempiere a questi obblighi era il 15 marzo
      re valorizzazione dell’energia idroelettrica e geotermoelet-          1997.
 ---pagebreak--- C 124/10               IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             24.5.2003
La Commissione deve constatare che la Repubblica italiana non            Le ricorrenti concludono che la Corte voglia:
ha ancora provveduto a comunicarle le suddette informazioni e
non ha ancora designato alcun tribunale dei marchi comunita-             —      annullare la sentenza del Tribunale di primo grado
ri, risultando così parimenti inadempiente all’obbligo di cui                   15 gennaio 2003 con cui è stato dichiarato e statuito
all’articolo 91, paragrafo 1, del suddetto regolamento.                         quanto segue:
                                                                                i)    i ricorsi sono respinti;
( 1) GU L 11 del 14.1.1994, pag. 1.
                                                                                ii)   le ricorrenti sopporteranno le proprie spese nonché,
                                                                                      in solido, quelle dichiarate dalla Commissione; e
                                                                                iii) gli intervenienti sopporteranno le proprie spese.
                                                                         —      Dichiarare ricevibili i ricorsi di annullamento in conside-
                                                                                razione della manifesta illegittimità delle decisioni impu-
                                                                                gnate, statuendo definitivamente sulla controversia;
                                                                         —      in subordine, dichiarare ricevibili i ricorsi di annullamento
                                                                                e rinviare la causa al Tribunale affinché si pronunci sul
Ricorso della società R.J. Reynolds Tobacco Holdings, Inc.,                     merito;
RJR Acquisition Corp., R.J. Reynolds Tobacco Company,
R.J. Reynolds Tobacco International, Inc., e Japan Tobac-
co, Inc., contro la sentenza pronunciata dal Tribunale di                —      in subordine, rinviare la causa dinanzi al Tribunale
primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione                             affinché esamini la questione della ricevibilità unitamente
ampliata) nelle cause riunite T-377/00, T-379/00, T-380/                        al merito, statuendo di conseguenza;
00, T-260/01, T-272/01, Philip Morris International, Inc.,
R.J., R.J. Reynolds Tobacco Holdings, Inc., RJR Acquisition              —      condannare la Commissione alle spese ai sensi dell’art. 69,
Corp., R.J. Reynolds Tobacco Company, R.J. Reynolds                             n. 2, del regolamento di procedura della Corte.
Tobacco International, Inc., e Japan Tobacco, Inc., contro
Commissione delle Comunità europee, sostenuta dal
Parlamento europeo, dal Regno di Spagna, dalla Repubbli-
ca francese, dalla Repubblica italiana, dalla Repubblica
portoghese, dalla Repubblica di Finlandia, dalla Repubbli-               Motivi e principali argomenti
ca federale di Germania, dalla Repubblica ellenica e dal
     Regno dei Paesi bassi, presentato il 25 marzo 2003
                                                                         Le ricorrenti sostengono che il Tribunale sarebbe incorso in
                                                                         un errore di diritto avendo considerato che, in linea di
                       (Causa C-131/03 P)                                principio, la decisione di proporre un’azione giudiziaria dinan-
                                                                         zi al giudice di uno Stato terzo non potrebbe essere considerata
                                                                         quale decisione impugnabile. Ad eccezione della sentenza della
                                                                         Corte 11 novembre 1891, causa 60/81, IBM/Commissione,
                        (2003/C 124/17)                                  secondo la quale è ammessa la ricevibilità in presenza di
                                                                         «circostanze eccezionali», la giurisprudenza dimostrerebbe
                                                                         chiaramente che la ricevibilità di nuove categorie o di nuovi
                                                                         tipi di ricorso verrebbe determinata caso per caso.
Il 25 marzo 2003, le società R.J. Reynolds Tobacco Holdings,             Il Tribunale avrebbe erroneamente interpretato la giurispru-
Inc., con sede in Winston-Salem, North Carolina (Stati Uniti             denza laddove ha ritenuto, in conclusione, che nessun effetto
d’America), RJR Acquisition Corp., con sede in Wilmington,               giuridico risultasse dal fatto di non poter più ottenere dalla
Delaware (Stati Uniti d’America), R.J. Reynolds Tobacco Com-             Corte una decisione pregiudiziale sulla questione della compe-
pany, con sede in Winston-Salem, North Carolina (Stati Uniti             tenza della Commissione alla proposizione di un ricorso
d’America), R.J. Reynolds Tobacco International, Inc., con sede          giurisdizionale in uno Stato terzo ai fini del tentato recupero
in Winston-Salem, North Carolina (Stati Uniti d’America), e              del preteso mancato versamento di dazi doganali e dell’IVA.
Japan Tobacco, Inc., con sede in Tokyo (Giappone), hanno                 Ritenendo, in conclusione, che la proposizione di un ricorso
proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee          giurisdizionale in uno Stato terzo piuttosto che nella Comunità
un ricorso avverso la sentenza pronunciata dal Tribunale                 non producesse effetti giuridici, Tribunale avrebbe parimenti
di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione                   erroneamente interpretato la giurisprudenza secondo cui,
ampliata) il 15 gennaio 2003 nelle cause riunite T-377/00 (1),           quando sia stata definitivamente operata la scelta di avviare un
T-379/00 (2), T-380/00 ( 2), T-260/01 ( 3) e T-272/01 (4). Le            determinato procedimento in luogo di un altro, la decisione
società ricorrenti sono rappresentate dagli avvocati                     recante tale scelta produrrebbe effetti giuridici ai sensi del-
O. W. Brouwer, avocat, e P. Lomas, solicitor.                            l’art. 230 CE.