CELEX: 61984CC0216(01)
Language: it
Date: 1988-01-14
Title: Conclusioni dell'avvocato generale del 14 gennaio 1988. # Commissione delle Comunità europee contro Repubblica francese. # Inadempimento di uno Stato - Libera circolazione delle merci - Succedanei del latte in polvere e del latte concentrato. # Causa 216/84.

Avviso legale importante

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61984C0216(01)

Conclusioni dell'avvocato generale Sir Gordon Slynn del 14 gennaio 1988.  -  COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE CONTRO REPUBBLICA FRANCESE.  -  IMPOSTE INDIRETTE SULLA RACCOLTA DI CAPITALI.  -  CAUSA 216/84.  

raccolta della giurisprudenza 1988 pagina 00793

Conclusioni dell avvocato generale

++++Signor Presidente,  signori Giudici,  Quando mi pronunciai per la prima volta in questa causa, giunsi alla conclusione che l' art . 1 della legge francese 29 giugno 1984 che limita la vendita e l' importazione di taluni succedanei del latte era in contrasto con l' art . 30 del trattato . Poco più di un anno dopo la presentazione delle mie prime conclusioni, il Consiglio adottava il regolamento ( CEE ) n . 1898/87 del 2 luglio 1987, relativo alla protezione della denominazione del latte e dei prodotti lattiero-caseari all' atto della loro commercializzazione ( GU L 182, del 1987, pag . 36 ). Il governo francese faceva presente alla Corte che l' emanazione di detto regolamento costituiva un dato nuovo che doveva essere preso in considerazione nel presente procedimento .  A tenore della motivazione del suddetto regolamento, "occorre che gli Stati membri che hanno già adottato misure nazionali volte a limitare la fabbricazione e la commercializzazione di tali prodotti" ( sembra trattarsi dei succedanei del latte, anche se l' espressione può riferirsi sia ai latticini sia ai succedanei ) "nel loro territorio mantengano la loro normativa nel rispetto delle disposizioni generali del trattato, sino al termine del quinto periodo di dodici mesi dell' applicazione del prelievo supplementare nel settore lattiero-caseario ". Faccio notare che la versione inglese è categorica "must maintain" e mi sembra diversa dal testo francese, in cui si dice semplicemente : "il convient que le Etats membres ... maintiennent leur réglementation ". La versione inglese mi pare inoltre leggermente diversa da quella tedesca che, dato l' uso del termine "sollten" nell' ultimo punto della motivazione, suona più esortativa che imperativa .  La disposizione del regolamento che riveste maggiore importanza in questo procedimento è l' art . 5, il quale così recita : "sino al termine del quinto periodo di applicazione dell' art . 5 quater del regolamento ( CEE ) n . 804/68, gli Stati membri possono, nel rispetto delle disposizioni generali del trattato, mantenere le rispettive normative nazionali che limitano la fabbricazione e la commercializzazione nel loro territorio dei prodotti non conformi alle condizioni di cui all' art . 2 del presente regolamento ".  Di conseguenza, con lettera 10 dicembre 1987 avete invitato la Repubblica francese e la Commissione a rispondere ai quesiti se 1 ) l' art . 5 abbia efficacia retroattiva e 2 ), in caso affermativo, quale sia la portata di detto articolo con riguardo all' azione proposta dinanzi alla Corte .  Secondo me il regolamento verte, e verte soltanto, sulla protezione delle denominazioni usate nella vendita del latte e dei prodotti lattiero-caseari . L' art . 2 del regolamento dà la definizione di "latte" e di "prodotti lattiero-caseari" e stabilisce cosa può essere denominato "latte" e quali denominazioni possono essere usate per i prodotti lattiero-caseari . L' art . 5, che non figurava nella proposta originaria della Commissione, e che è formulato in termini alquanto vaghi, sembra inteso ad autorizzare il mantenimento in vigore di disposizioni nazionali che vietano l' uso di denominazioni specifiche (" latte", ecc .), se non per il latte e per i prodotti lattiero-caseari come definiti nel regolamento . Esso consente le conservazioni di disposizioni nazionali già vigenti alla data dell' entrata in vigore del regolamento e, evidentemente, non autorizza l' emanazione di nuove disposizioni . Lo scopo preciso di detto articolo non è molto chiaro . E, forse, alquanto strano che una norma comunitaria miri ad autorizzare il mantenimento in vigore di disposizioni che, in base al diritto comunitario, sono già legittime . Comunque, l' art . 5 sembra inteso a precisare ciò che gli Stati membri possono fare in attesa della successiva relazione della Commissione e dell' emanazione di nuove disposizioni in base all' art . 4 .  Il primo quesito è se detta disposizione abbia efficacia retroattiva . E stato sostenuto che l' uso del termine "mantenere" legittima in qualche modo quanto è stato fatto in passato . Questa tesi mi sembra del tutto inaccettabile . Il termine "mantenere" si riferisce manifestamente al mantenimento in vigore in futuro di norme già esistenti .  Nel diritto comunitario disposizioni di questo tipo non producono effetto retrospettivo o retroattivo, a meno che esse non lo prescrivano espressamente o non lo implichino necesssariamente . La posizione della Corte è molto chiara ed è formulata, nelle sentenze per le cause 98/78 Racke / Hauptzollamt Mainz ( Racc . 1979, pagg . 69 e 86 ) e 99/78 Decker / Hauptzollamt Landau ( Racc . 1979, pagg . 101 e 111 ), nei seguenti termini : "benché in linea di massima, il principio della certezza delle situazioni giuridiche osti a che l' efficacia nel tempo di un atto comunitario decorra da una data anteriore alla sua pubblicazione, una deroga è possibile, in via eccezionale, qualora lo esiga lo scopo da raggiungere e purché il legittimo affidamento degli interessati sia debitamente rispettato ".  Nel caso di specie mancano disposizioni espresse per quanto riguarda la retroattività . Né vedo necessità o ragione alcuna di desumere dalla struttura e dagli scopi del regolamento considerato nel suo insieme, che esso abbia una siffatta efficacia retroattiva . Per lo scopo perseguito da detto regolamento è sufficiente che le norme già in vigore possano essere conservate onde contenere la produzione e la vendita del latte e dei prodotti lattiero-caseari non conformi ai requisiti prescritti dall' art . 2 del regolamento in attesa dell' adozione di norme ai sensi dell' art . 4, e nonostante le altre disposizioni del regolamento . Di conseguenza, è chiaro che la disposizione considerata produce effetti solo dal momento in cui è entrata in vigore, per il futuro e solo per il periodo specificato, cioè fino al termine del quinto periodo di applicazione dell' art . 5 quater del regolamento n . 804/68 ( GU L 148 del 1968, pag . 13, e successive modifiche ).  Se ciò è esatto, e se quindi la disposizione suddetta è priva di efficacia retroattiva, essa non può ovviamente avere ripercussioni sul ricorso della Commissione, il quale è inteso a far dichiarare che alla data in cui esso è stato proposto e fino al luglio 1987 le norme francesi erano in contrasto con l' art . 30 del trattato .  Tuttavia, vi è un altro punto che mi sembra altrettanto importante . L' art . 5 stabilisce chiaramente, come condicio sine qua non, che gli Stati membri possono mantenere in vigore la loro normativa nazionale solo "nel rispetto delle disposizioni generali del trattato ". Secondo me, dette "disposizioni generali" comprendono chiaramente il divieto di frapporre ostacoli alla libera circolazione delle merci tra gli Stati membri sancito dall' art . 30 . Di conseguenza, qualora sia stato assodato che una normativa nazionale costituisce una misura equivalente a una restrizione quantitativa, detta normativa non può essere mantenuta legittimamente in vigore ai sensi dell' art . 5 . Mi sembra del tutto impossibile che una disposizione del genere autorizzi norme nazionali contrastanti con l' art . 30 del trattato . Una diversa interpretazione dell' art . 5 darebbe adito, secondo me, a forti dubbi sulla validità di detto articolo . Tuttavia, stando alla mia interpretazione, questo problema non si pone . La suddetta condicio sine qua non osterebbe al mantenimento in vigore di normative nazionali contrastanti con l' art . 30 anche qualora si dovesse ritenere che il regolamento possa avere in qualche modo efficacia retroattiva .  L' avvocato del governo francese ha fatto oggi riferimento in modo abbastanza particolareggiato alla tendenza all' aumento delle importazioni di succedanei del latte nella Comunità e alla preoccupazione che dette importazioni suscitano nel settore lattiero . Tali questioni sono state discusse nel corso della precedente udienza e, a mio parere, anche se si possono spiegare, i motivi dell' adozione del regolamento non possono affatto influire sulla sua interpretazione .  Di conseguenza, in questa nuova fase del procedimento ritengo che il risultato al quale sono pervenuto nelle precedenti conclusioni non sia messo in discussione dal nuovo regolamento e che dobbiate statuire come vi ho suggerito in quella sede, sia nel merito sia sulle spese, comprese quelle dell' odierno procedimento .