CELEX: 62006TJ0268
Language: it
Date: 2008-06-25
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Ottava Sezione) del 25 giugno 2008. # Olympiaki Aeroporia Ypiresies AE contro Commissione delle Comunità europee. # Aiuti di Stato - Aiuti in favore delle compagnie aeree per i danni cagionati dagli attentati dell’11 settembre 2001 - Decisione che dichiara parzialmente incompatibile con il mercato comune il regime di aiuti e che dispone il recupero degli aiuti concessi - Art. 87, n. 2, lett. b), CE - Comunicazione della Commissione 10 ottobre 2001, sulle ripercussioni degli attentati dell’11 settembre - Nesso di causalità tra l’evento eccezionale e il danno - Obbligo di motivazione. # Causa T-268/06.

Causa T‑268/06
      Olympiaki Aeroporia Ypiresies AE
      contro
      Commissione delle Comunità europee
      «Aiuti di Stato — Aiuti in favore delle compagnie aeree per i danni cagionati dagli attentati dell’11 settembre 2001 — Decisione che dichiara parzialmente incompatibile con il mercato comune il regime di aiuti e che dispone il recupero degli
         aiuti concessi — Art. 87, n. 2, lett. b), CE — Comunicazione della Commissione 10 ottobre 2001, sulle ripercussioni degli attentati dell’11 settembre — Nesso di causalità tra l’evento eccezionale e il danno — Obbligo di motivazione»
      
      Massime della sentenza
      1.      Aiuti concessi dagli Stati — Divieto — Deroghe — Portata — Interpretazione restrittiva — Svantaggi economici direttamente
            causati da calamità naturali o da altri eventi eccezionali
      [Art. 87, n. 2, lett. b), CE]
      2.      Aiuti concessi dagli Stati — Decisione della Commissione — Sindacato giurisdizionale — Limiti 
      (Artt. 88, n. 3, CE e 230 CE)
      1.      Trattandosi di una deroga al principio generale dell’incompatibilità degli aiuti di Stato con il mercato comune, sancito dall’art. 87,
         n. 1, CE, l’art. 87, n. 2, lett. b), CE deve formare oggetto di un’interpretazione restrittiva. Di conseguenza possono essere
         compensati, ai sensi di tale disposizione, solo gli svantaggi economici causati direttamente da calamità naturali o da altri
         eventi eccezionali. Deve quindi esistere un legame diretto tra i danni causati dall’evento eccezionale e l’aiuto di Stato
         ed è necessaria una valutazione il più possibile precisa dei danni subiti. Ne risulta che, nel caso in cui una misura d’aiuto
         soddisfi le suddette condizioni, essa deve essere dichiarata compatibile con il mercato comune, anche se la Commissione ha
         adottato una posizione differente nell’ambito di una precedente comunicazione riguardante la misura di cui trattasi. Pertanto,
         anche se ai sensi di tale comunicazione ogni indennizzo versato in base all’art. 87, n. 2, lett. b), CE deve riguardare i
         costi venuti in essere durante un periodo di tempo definito, un aiuto inteso ad indennizzare un danno sorto dopo tale periodo,
         ma che presenta un nesso diretto di causalità con l’evento eccezionale considerato e che è stato valutato con precisione deve
         essere dichiarato compatibile con il mercato comune.
      
      (v. punti 52-53)
      2.      La legittimità di una decisione in materia di aiuti di Stato deve essere valutata alla luce delle informazioni di cui poteva
         disporre la Commissione quando l’ha adottata. Nessuno può quindi valersi dinanzi al giudice comunitario di elementi di fatto
         che non sono stati dedotti durante il procedimento precontenzioso previsto dall’art. 88 CE.
      
      (v. punto 55)
SENTENZA DEL TRIBUNALE (Ottava Sezione)
      25 giugno 2008 (*)
      
      «Aiuti di Stato – Aiuti in favore delle compagnie aeree per i danni cagionati dagli attentati dell’11 settembre 2001 – Decisione che dichiara parzialmente incompatibile con il mercato comune il regime di aiuti e che dispone il recupero degli
         aiuti concessi – Art. 87, n. 2, lett. b), CE – Comunicazione della Commissione 10 ottobre 2001, sulle ripercussioni degli attentati dell’11 settembre – Nesso di causalità tra l’evento eccezionale e il danno – Obbligo di motivazione»
      
      Nella causa T‑268/06,
      Olympiaki Aeroporia Ypiresies AE, con sede in Atene (Grecia), rappresentata dall'avv. P. Anestis, dai sigg. T. Soames e G. Goeteyn, solicitors, dagli avv.ti S. Mavrogenis
         e M. Pinto de Lemos Fermiano Rato,
      
      ricorrente,
      contro
      Commissione delle Comunità europee, rappresentata dalla sig.ra E. Righini e dal sig. I. Chatzigiannis, in qualità di agenti,
      
      convenuta,
      avente ad oggetto una domanda di annullamento della decisione della Commissione 26 aprile 2006, C (2006) 1580 def., relativa
         al regime di aiuti di Stato C 39/2003 (già NN 119/2002), applicato dalla Repubblica ellenica a favore degli operatori di trasporto
         aereo in seguito ai danni da essi subiti dall’11 al 14 settembre 2001,
      
      IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADODELLE COMUNITÀ EUROPEE (Ottava Sezione),
      
      composto dalla sig.ra E. Martins Ribeiro, presidente, dai sigg. S. Papasavvas (relatore) e A. Dittrich, giudici,
      cancelliere: sig.ra C. Kantza, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 7 dicembre 2007,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
       Fatti
      1        Con la sua comunicazione 10 ottobre 2001, COM (2001) 574 def., (in prosieguo: la «comunicazione 10 ottobre 2001»), la Commissione
         ha informato il Parlamento europeo e il Consiglio della propria valutazione relativa alle ripercussioni degli attentati dell'11
         settembre 2001 negli Stati Uniti sull'industria dei trasporti aerei.
      
      2        Per quanto riguarda l'applicazione delle regole che disciplinano gli aiuti di Stato, la Commissione ha ritenuto, nell'ambito
         della comunicazione 10 ottobre 2001, che l’Art. 87, n. 2, lett. b), CE consentisse di far fronte a talune difficoltà riscontrate
         dalle compagnie aeree in seguito agli eventi dell’11 settembre 2001. Secondo tale comunicazione, considerato il carattere
         eccezionale degli eventi in questione, le disposizioni di tale articolo potevano consentire, a talune condizioni, l'indennizzo
         dei costi sostenuti per la chiusura dello spazio aereo americano per quattro giorni (dall’11 al 14 settembre 2001) nonché,
         in secondo luogo, per l'aumento dei premi assicurativi (punti 28-41 della comunicazione 10 ottobre 2001).
      
      3        Quanto alle condizioni cui dovrebbe essere subordinato qualsiasi indennizzo, la comunicazione 10 ottobre 2001 precisa che
         esso dev’essere versato in modo non discriminatorio, deve riguardare esclusivamente i costi generati fra l'11 e il 14 settembre
         2001 e il relativo importo dev’essere calcolato in modo preciso e oggettivo, seguendo la metodologia specifica proposta dalla
         Commissione.
      
      4        Con lettera 14 novembre 2001, indirizzata a tutti gli Stati membri, la Commissione ha fornito talune precisazioni supplementari
         relativamente al calcolo dell’importo dell’indennizzo da versarsi a ciascuna compagnia aerea. 
      
      5        A seguito di uno scambio epistolare intercorso tra il dicembre 2001 e luglio 2002, le autorità elleniche hanno comunicato
         alla Commissione, con lettera 24 settembre 2002, le modalità di calcolo dell'indennizzo della ricorrente, la Olympiaki Aeroporia
         Ypiresies AE, per i danni da questa subiti a seguito degli eventi in parola. In tale lettera l'indennizzo in questione veniva
         così dettagliato:
      
      –        EUR 4 079 237 per il lucro cessante relativo al trasporto di passeggeri per l’intera rete della ricorrente, dei quali circa
         EUR 1 212 032 riguardanti la sua rete esterna all’Atlantico settentrionale;
      
      –        EUR 278 797 per il lucro cessante relativo al trasporto di merci;
      –        EUR 17 608 per spese di distruzione di merci deperibili;
      –        EUR 41 086 per spese di controllo di sicurezza supplementari per le merci;
      –        EUR 37 469 per spese di richiamo del volo OA 411 a destinazione New York (Stati Uniti) e per spese di annullamento del volo
         di ritorno (OA 412) ad Atene (Grecia) l’11 settembre 2001;
      
      –        EUR 13 550 per spese relative all'atterraggio e alla permanenza a Halifax (Canada), dall’11 al 15 settembre 2001, di un volo
         inizialmente previsto a destinazione Toronto (Canada);
      
      –        EUR 478 357 per spese di esecuzione di «ferry flights» (voli straordinari effettuati il 18, il 20 e il 26 settembre 2001 per
         il rimpatrio di passeggeri negli Stati Uniti e in Canada);
      
      –        EUR 146 735 per spese relative agli straordinari del personale, all'alloggio dei passeggeri e del personale di sicurezza supplementare;
      –        EUR 14 673 per spese relative alle misure urgenti di sicurezza supplementari.
      6        Dall'importo totale di tali somme sono stati successivamente detratti EUR 278 797 per il carburante che sarebbe stato consumato
         se non fosse stato perturbato il programma dei voli. L'importo finale di EUR 4 827 586,21 era già stato erogato alla ricorrente
         nel luglio 2002 in base all’art. 45, n. 17, della legge n. 2992/2002 (FEK A’ 54/20.3.2002) nonché al decreto ministeriale
         comune 27 maggio 2002 (FEK B’ 682/31.5.2002).
      
      7        Con lettera 27 maggio 2003 la Commissione ha informato la Repubblica ellenica della propria decisione di avviare il procedimento
         previsto dall’art. 88, n. 2, CE con riferimento alle misure di cui trattasi ed ha invitato le autorità elleniche a fornirle
         taluni documenti e talune precisazioni supplementari (in prosieguo: la «decisione di avvio del procedimento formale d’esame»).
         Essa ha inoltre invitato le parti interessate a presentare le loro osservazioni entro il termine di un mese a partire dalla
         data di pubblicazione della decisione di avvio del procedimento formale d’esame nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (GU 2003, C 199, pag. 3).
      
      8        Le autorità elleniche hanno sottoposto alla Commissione le loro osservazioni con lettera 20 novembre 2003. Secondo tale lettera
         il danno effettivo generato dall'annullamento di sette voli andata-ritorno programmati per il periodo dall'11 al 14 settembre
         2001 a destinazione New York, Tel Aviv (Israele), Toronto via Montreal (Canada) e Boston (Stati Uniti) ammontava a EUR 1 921 203,20.
         Tale cifra non includerebbe le perdite registrate per l'annullamento di biglietti su altri voli, cui i voli annullati fungevano
         da coincidenza. Per quanto riguarda le spese del volo atterrato l’11 settembre a Halifax anziché a Toronto, le autorità elleniche
         le hanno valutate come pari ad EUR 38 056. Quanto alle spese connesse al richiamo del volo dell'11 settembre 2001 a destinazione
         New York, le autorità elleniche le hanno rivalutate come pari ad EUR 3 421. Circa l'annullamento di tre voli andata-ritorno
         a destinazione New York e Toronto via Montreal il 15 e il 16 settembre 2001, le autorità elleniche hanno sottolineato che
         i danni cagionati erano direttamente connessi alla chiusura dello spazio aereo dall’11 al 14 settembre ed ammontavano ad EUR 977 257.
         Per quanto concerne i «ferry flights», le autorità elleniche hanno precisato che si trattava di un volo a destinazione New
         York effettuato il 18 settembre 2001 e di due voli a destinazione Toronto, via Montreal, effettuati il 20 e il 26 settembre
         2001. Il danno procurato dal carattere eccezionale dei voli stessi, che avrebbe comportato l'assenza di passeggeri per i voli
         di ritorno ad Atene, sarebbe stato pari ad EUR 487 312,17. Secondo le autorità elleniche, tale danno dovrebbe essere considerato
         direttamente connesso agli eventi dell’11 settembre 2001.
      
      9        Di conseguenza il Ministero greco dei Trasporti e delle Telecomunicazioni ha chiesto alla Commissione di approvare un importo
         di EUR 3 770 717,70, nonché gli importi menzionati ai trattini 2-9 del precedente punto 5, a titolo di indennizzo per i danni
         direttamente connessi agli attentati dell’11 settembre 2001. Quanto a questi ultimi, le autorità elleniche hanno annunciato
         l’imminente produzione di documenti giustificativi.
      
      10      Con lettera 15 marzo 2004 la Commissione ha ricordato alle autorità elleniche che non avevano ancora fornito le informazioni
         supplementari annunciate nella loro lettera 20 novembre 2003, concedendo loro, a tal fine, un termine di due settimane.
      
      11      Le autorità elleniche non hanno ottemperato a tale richiesta.
      
       Decisione impugnata
      12      Con la sua decisione 26 aprile 2006, C (2006) 1580 def., relativa al regime di aiuti di Stato C 39/2003 (già NN 119/2002),
         applicato dalla Repubblica ellenica in favore degli operatori di trasporto aereo in seguito ai danni da essi subiti dall’11
         al 14 settembre 2001 (in prosieguo: la «decisione impugnata»), la Commissione ha concluso il procedimento formale d'esame
         decidendo, segnatamente, che l'aiuto di Stato posto in essere dalla Repubblica ellenica a favore della ricorrente era compatibile
         con il mercato comune con riferimento all'indennizzo versato per il periodo dall’11 al 14 settembre 2001, per un importo massimo
         pari a EUR 1 962 680. Tale importo corrisponde ad EUR 1 921 203 per l'annullamento di sette voli andata-ritorno a destinazione
         New York, Tel Aviv, Toronto via Montreal e Boston, ad EUR 38 056 per l'atterraggio e la permanenza ad Halifax del volo inizialmente
         previsto a destinazione Toronto e ad EUR 3 421 per il richiamo del volo dell’11 settembre 2001 a destinazione New York (punti 49
         e 50 della decisione impugnata).
      
      13      Per quanto riguarda, invece, le spese connesse all’annullamento dei tre voli andata-ritorno, di cui uno a destinazione New
         York il 15 settembre 2001 e due a destinazione Toronto via Montreal il 15 e il 16 settembre 2001, pari ad EUR 977 257, nonché
         le spese riguardanti i «ferry flights», pari ad EUR 487 312, la Commissione osserva che esse erano riconducibili a semplici
         ripercussioni indirette degli attentati dell’11 settembre 2001, percepite in numerosi settori dell'economia mondiale (punto 58
         della decisione impugnata).
      
      14      Per quanto riguarda, più specificamente, il volo del 15 settembre 2001 a destinazione New York, i punti 53-55 della decisione
         impugnata così recitano:
      
      «53)      La Commissione osserva (…) che la situazione dopo il 14 settembre non era più caratterizzata da una perturbazione del traffico,
         bensì da un più limitato esercizio delle linee aeree da parte delle compagnie interessate. 
      
      54)      Ciò vale per le misure presentate dalla [Repubblica ellenica] a favore [della ricorrente] e che riguardano in primo luogo
         tre voli transatlantici andata-ritorno che non sono stati effettuati il 15 e il 16 settembre, tra cui uno a destinazione Stati
         Uniti e due a destinazione Canada, che rappresentano per [la ricorrente] un danno pari a 333 000 000 dracme greche (GRD),
         vale a dire circa EUR 977 257.
      
      55)      Infatti, per quanto riguarda innanzitutto l'assenza di bande orarie a New York, la [Repubblica ellenica] conferma che l'aeroporto
         JFK era stato effettivamente riaperto il 14 settembre alle ore 23, ora di Atene, e [che] solo la domanda elevata di bande
         orarie non ha consentito alla [ricorrente] di prenotarne una. La Commissione non ha ricevuto altre informazioni in merito
         alle ragioni del mancato ottenimento di bande orarie, laddove altre compagnie aeree hanno avuto modo di ottenerne. In ogni
         caso non sussisteva più una generalizzata impossibilità di volare verso gli Stati Uniti».
      
      15      Quanto all'annullamento dei due voli a destinazione Toronto via Montreal, esso sarebbe dipeso dalla scelta della ricorrente,
         nel senso  che o quest'ultima non aveva a disposizione altre aeronavi e ha scelto di garantire altri voli programmati, o la
         ricorrente stessa non ha potuto compiere in tempo utile le operazioni relative alle verifiche tecniche e alla prenotazione
         di bande orarie (punto 56 della decisione impugnata).
      
      16      Per quanto riguarda i «ferry flights», la Commissione sottolinea come la loro attuazione derivi dalla scelta della ricorrente,
         che era tenuta a chiedere un indennizzo da parte dei governi degli Stati Uniti e del Canada, posto che tali voli sarebbero
         stati effettuati su loro richiesta (punto 57 della decisione impugnata).
      
      17      Di conseguenza le spese in questione non sono state considerate risarcibili ai sensi dell’art. 87, n. 2, lett. b), CE.
      
      18      La Commissione ha pertanto ritenuto che ogni importo versato alla ricorrente oltre la somma di EUR 1 962 680 rappresentasse
         un aiuto incompatibile con il mercato comune (art. 2 della decisione impugnata) e ha ingiunto alla Repubblica ellenica di
         procedere al recupero dello stesso (art. 4 della decisione impugnata).
      
       Procedimento e conclusioni delle parti
      19      Con atto depositato presso la cancelleria del Tribunale il 22 settembre 2006, la ricorrente ha proposto il presente ricorso.
      
      20      Poiché la composizione delle sezioni del Tribunale è stata modificata, il giudice relatore è stato assegnato all’Ottava Sezione,
         alla quale, di conseguenza, è stata attribuita la presente causa.
      
      21      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
      –        annullare l’art. 1 della decisione impugnata, laddove stabilisce che l’importo massimo dell’indennizzo compatibile con il
         mercato comune per il periodo dall’11 al 14 settembre 2001 è pari a EUR 1 962 680; 
      
      –         annullare gli artt. 2 e 4 della decisione impugnata;
      –        condannare la Commissione alle spese.
      22      La Commissione conclude che il Tribunale voglia:
      
      –        respingere il ricorso;
      –        condannare la ricorrente alle spese.
       In diritto
      23      A sostegno del proprio ricorso la ricorrente solleva due motivi, basati, il primo, sulla violazione dell’art. 87, n. 2, lett. b),
         CE e, il secondo, sull’insufficienza della motivazione. Il primo motivo si articola, in sostanza, in due parti, la prima basata
         su un errore manifesto nella valutazione dei danni riguardanti la rete dell’Atlantico settentrionale della ricorrente e, la
         seconda, su un errore manifesto nella valutazione dei danni riguardanti il resto della sua rete.
      
      1.     Sul primo motivo, basato sulla violazione dell’art. 87, n. 2, lett. b), CE
       Argomenti della ricorrente
      24      Secondo la ricorrente, la Commissione ha valutato in maniera manifestamente erronea le circostanze della fattispecie e ha
         così violato l’art. 87, n. 2, lett. b), CE, ritenendo che i danni subiti in ragione, in primo luogo, dell'annullamento dei
         tre voli andata-ritorno a destinazione New York e Toronto via Montreal nonché, in secondo luogo, in ragione dell'attuazione
         dei «ferry flights» non presentassero alcun nesso diretto di causalità con gli attentati dell’11 settembre 2001, che hanno
         provocato la chiusura della spazio aereo degli Stati Uniti e del Canada. Per di più, non tenendo conto delle perdite conseguenti
         agli attentati dell’11 settembre 2001 per quanto riguarda il resto della sua rete, la Commissione sarebbe incorsa in un errore
         di valutazione del danno sorto tra l’11 e il 15 settembre 2001.
      
      25      La ricorrente ritiene che il fatto che la comunicazione 10 ottobre 2001 escluda dall’ambito di applicazione dell’art. 87,
         n. 2, lett. b), CE qualsiasi danno sorto dopo il 14 settembre 2001 non possa definire la natura del nesso diretto di causalità
         richiesto da tale disposizione, né possa, di conseguenza, dispensare la Commissione dal proprio obbligo di esaminare le circostanze
         della fattispecie alla luce dell’articolo citato. La Commissione sarebbe infatti vincolata dagli orientamenti e dalle comunicazioni
         da essa emanate in materia di controllo degli aiuti di Stato, laddove queste non si discostino dalle norme del Trattato e
         laddove siano accettate dagli Stati membri. In ogni caso, la comunicazione 10 ottobre 2001 dovrebbe essere interpretata nel
         senso che essa non verte solamente sui danni generati nel corso della chiusura dello spazio aereo, bensì, del pari, su quelli
         che presentano un nesso diretto di causalità con la chiusura dello stesso. Qualsiasi altra interpretazione si porrebbe in
         contrasto con l’art. 87, n. 2, lett. b), CE.
      
      26      L'approccio della Commissione non potrebbe essere giustificato neppure dal riferimento ad altre decisioni, nell'ambito delle
         quali essa ha adottato un analogo punto di vista. Inoltre, poiché i danni subiti dalla ricorrente dopo il 14 settembre 2001
         derivano direttamente dagli attentati dell’11 settembre 2001, essa si troverebbe in una situazione diversa rispetto ad altre
         compagnie aeree, rispetto alle quali tale circostanza non era stata dimostrata. Infine la ricorrente sottolinea che le autorità
         elleniche hanno chiesto, nella lettera 24 settembre 2002 (v. supra, punto 5), l'autorizzazione a versare taluni importi allo
         scopo di indennizzare altresì i danni sorti dopo il 14 settembre 2001, in base all’art. 87, n. 2, lett. b), CE. La Repubblica
         ellenica non avrebbe pertanto mai accettato l'approccio restrittivo proposto dalla Commissione nella comunicazione 10 ottobre
         2001, il che sarebbe peraltro dimostrato dalla legge n. 2992/2002, la quale prevedrebbe un più ampio ambito risarcitorio.
      
      27      Si dovrebbe inoltre prendere atto del fatto che la chiusura della spazio aereo ha rappresentato la conseguenza degli attentati
         dell’11 settembre 2001, essendo questi ultimi eventi eccezionali ai sensi dell’art. 87, n. 2, lett. b), CE.
      
      28      La ricorrente contesta la tesi della Commissione secondo cui quest'ultima avrebbe effettuato un'analisi dell'aiuto non solo
         sulla base della comunicazione 10 ottobre 2001, bensì anche con riferimento all’art. 87, n. 2, lett. b), CE. Al contrario,
         la decisione impugnata sarebbe caratterizzata da un'applicazione automatica del criterio secondo cui qualsiasi danno sorto
         dopo il 14 settembre 2001 non presenterebbe alcun nesso di causalità con gli attentati dell’11 settembre 2001, che hanno provocato
         la chiusura dello spazio aereo. Orbene, tutti i danni per i quali la ricorrente ha ricevuto un indennizzo presenterebbero
         un nesso diretto di causalità, ai sensi dell’Art. 87, n. 2, lett. b), CE, con gli attentati dell’11 settembre 2001.
      
       Sui danni riguardanti la rete dell’Atlantico settentrionale della ricorrente
      29      Per quanto riguarda l'annullamento del volo andata-ritorno a destinazione New York, inizialmente previsto il 15 settembre
         2001, la ricorrente sottolinea che, nonostante le sue richieste, l'aeroporto internazionale John F. Kennedy (JFK) non le ha
         concesso alcuna banda oraria per tale giorno, bensì esclusivamente per il 16 settembre, come risulterebbe dimostrato da un
         telex della Federal Aviation Authority (autorità federale dell'aviazione civile americana) del 14 settembre 2001. L'indisponibilità
         di bande orarie sarebbe stata dovuta esclusivamente alla richiesta eccezionalmente elevata delle compagnie aeree immediatamente
         dopo la graduale riapertura dello spazio aereo, e ciò a causa della perturbazione derivante dalla chiusura dello stesso per
         quattro giorni. Di conseguenza, l'aeroporto JFK non sarebbe stato in grado di soddisfare tutte le richieste di bande orarie,
         circostanza che sarebbe assimilabile alla chiusura dello spazio aereo per la ricorrente. Il fatto che il telex citato non
         sia stato prodotto dalle autorità elleniche nel corso del procedimento amministrativo non sarebbe determinante, considerato
         che la Commissione ha basato la propria valutazione sull'assenza di un nesso di causalità tra gli attentati dell’11 settembre
         2001 e l'annullamento del volo andata-ritorno a destinazione New York inizialmente previsto il 15 settembre 2001, in applicazione
         della comunicazione 10 ottobre 2001.
      
      30      Per quanto riguarda l'annullamento dei due voli andata-ritorno a destinazione Toronto via Montreal il 15 e il 16 settembre
         2001, la ricorrente osserva come le autorità canadesi avrebbero obbligato l’aeromobile che garantiva tale collegamento l’11
         settembre 2001 a atterrare lo stesso giorno a Halifax e a rimanervi fino al 15 settembre 2001 incluso. Tale aeromobile avrebbe
         potuto far ritorno ad Atene solamente il 16 settembre 2001 alle ore cinque e trenta. Orbene, gli altri tre Airbus A 340/400
         della ricorrente, unici velivoli in grado di effettuare voli transatlantici, avrebbero servito altre destinazioni, il che
         l'avrebbe costretta ad annullare il volo del 15 settembre 2001 a destinazione Toronto via Montreal. Per la stessa ragione
         la ricorrente sarebbe stata obbligata ad annullare il volo del 16 settembre 2001, ugualmente a destinazione Toronto via Montreal.
         Infatti, essendo l'aeromobile immobilizzato fino al 15 settembre 2001 a Halifax, si sarebbe rivelato impossibile, al fine
         di garantire il volo stesso, effettuare l'ispezione tecnica principale, preparare l'aeromobile, avvertire i passeggeri e prenotare
         bande orarie presso gli aeroporti di Montreal e di Toronto, in considerazione, segnatamente, del fatto che le autorità canadesi
         non avrebbero comunicato anticipatamente l'orario esatto nel quale l'aeromobile era autorizzato a decollare il 15 settembre
         2001.
      
      31      In simili circostanze, la tesi della Commissione secondo cui l'annullamento dei due voli in questione rappresentava una scelta
         della ricorrente sarebbe manifestamente erronea. Detti annullamenti rappresenterebbero, al contrario, la conseguenza diretta
         degli attentati dell’11 settembre 2001, che hanno dato luogo alla chiusura dello spazio aereo e che sarebbero pertanto indipendenti
         dalla sua volontà. L'insufficienza di aeromobili fatta valere dalla Commissione non si porrebbe all'origine dell’annullamento
         dei voli di cui trattasi, ma sarebbe una conseguenza degli attentati dell’11 settembre 2001. Pertanto, i relativi danni dovrebbero
         essere considerati indennizzabili ai sensi dell’art. 87, n. 2, lett. b), CE, indipendentemente dal fatto che essi sono sorti
         il 15 e il 16 settembre 2001.
      
      32      La ricorrente osserva del pari che l’aeromobile che avrebbe dovuto effettuare il volo a destinazione New York il 15 settembre
         2001 non è stato utilizzato per garantire i voli a destinazione Canada in quanto è stato utilizzato per il volo del 16 settembre
         2001 a destinazione New York. Inoltre, le autorità canadesi le avrebbero fornito la possibilità di effettuare voli verso il
         Canada solo a partire dal 16 settembre 2001. Infine, secondo la ricorrente, i voli a destinazione sud est asiatico e Australia
         sono effettuati da un unico aeromobile, che fa scalo in Asia e continua verso l'Australia, sua destinazione finale. Di conseguenza,
         le cinque destinazioni (Africa, sud est asiatico, Australia, Stati Uniti e Canada) potrebbero essere servite da quattro aeromobili.
      
      33      Per quanto riguarda i «ferry flights» a destinazione New York (il 18 settembre 2001) e Toronto via Montreal (il 20 e il 26
         settembre 2001), la ricorrente rileva come lo svolgimento di tali voli è del pari direttamente connesso agli attentati dell’11
         settembre 2001 e non deriva dalle pressioni esercitate dai governi degli Stati Uniti e del Canada ai fini del rimpatrio dei
         loro cittadini. Infatti, la lunghezza delle liste d'attesa per i voli regolari, a causa degli attentati dell’11 settembre
         2001, avrebbe impedito a tali passeggeri di effettuare una prenotazione su questi ultimi voli, cosicché la ricorrente sarebbe
         stata costretta a porre in essere i «ferry flights».
      
       Sui danni riguardanti il resto della rete della ricorrente
      34      La ricorrente sottolinea che la Commissione, pur avendo ritenuto che il pagamento di EUR 1 921 203 per l'annullamento dei
         sette voli andata-ritorno a destinazione New York, Tel Aviv, Toronto via Montreal e Boston rappresentasse un aiuto compatibile
         con il mercato comune (v. supra, punto 12), essa non ha tuttavia approvato l'indennizzo dei danni riguardanti il resto della
         propria rete per il periodo dall’11 al 15 settembre 2001. Orbene, tali danni ammonterebbero a EUR 1 212 032 circa.
      
      35      La ricorrente rammenta in proposito che, alla luce delle considerazioni ora svolte, i danni derivanti dalle perturbazioni
         del suo programma di voli del 15 settembre 2001 devono essere considerati risarcibili ai sensi dell’art. 87, n. 2, lett. b),
         CE. Tale approccio risulterebbe avvalorato dalla comunicazione 10 ottobre 2001, nonché dalla lettera 14 novembre 2001 (v.
         supra, punto 4). La ricorrente sottolinea come le perdite relative al resto della propria rete ammontano alla metà del danno
         subito nella rete dell’Atlantico settentrionale e di Israele. Esse non potrebbero pertanto essere ignorate sulla semplice
         base dell'interpretazione arbitrariamente restrittiva della nozione di nesso di causalità, come quella operata nella comunicazione
         10 ottobre 2001. In ogni caso, la Commissione avrebbe dovuto approvare gli importi versati a titolo di indennizzo per i danni
         riguardanti il resto della propria rete per il periodo dall’11 al 14 settembre 2001.
      
      36      Per quanto riguarda gli elementi indicati dalle autorità elleniche nel corso del procedimento formale d'esame, la ricorrente
         osserva che non poteva essere a conoscenza del contenuto esatto della lettera 20 novembre 2003, e segnatamente del fatto che
         le autorità elleniche fornivano informazioni supplementari che non riguardavano tutti i danni subiti in ragione degli eventi
         dell’11 settembre 2001. Inoltre, il regime di aiuti di cui trattasi sarebbe stato posto in essere dalle autorità elleniche
         sulla base delle informazioni che le erano state fornite dalla ricorrente. Essa non avrebbe potuto neppure aspettarsi che
         l’analisi operata dalla Commissione fosse esclusivamente basata su taluni elementi frammentari contenuti nella lettera 20
         novembre 2003. La ricorrente rileva altresì che le informazioni annunciate dalle autorità elleniche nella lettera 20 novembre
         2003 riguardavano gli importi indicati al punto 17.2 della decisione di avvio del procedimento formale d’esame (richiamati
         supra al punto 5, trattini 2-9) e non i danni riguardanti il resto della rete della ricorrente, cui la Commissione faceva
         riferimento al punto 17.1 della decisione citata. Peraltro, la lettera 20 novembre 2003 specificherebbe chiaramente di non
         riguardare le perdite relative agli annullamenti di biglietti di altri voli, cui i voli annullati fungevano da coincidenza.
         Per calcolare l'importo di tali perdite sarebbe sufficiente detrarre l'importo cui si fa riferimento nella lettera 20 novembre
         2003 da quello indicato nella lettera 24 settembre 2002. In ogni caso, le informazioni fornite dalle autorità elleniche riguarderebbero
         un importo maggiore rispetto a quello dichiarato compatibile con il mercato comune nella decisione impugnata.
      
      37      Inoltre, la ricorrente ritiene che il fascicolo della Commissione contenesse informazioni appropriate con riferimento a tutti
         gli importi costitutivi del danno subito in ragione degli attentati dell’11 settembre 2001, come riportati nella lettera 24
         settembre 2002. La ricorrente chiede quindi al Tribunale di valutare l’esaustività degli elementi forniti dalle autorità elleniche
         alla Commissione nel corso del procedimento amministrativo alla luce dei documenti contenuti nel fascicolo della presente
         causa.
      
      38      La valutazione effettuata dalla Commissione in merito ai danni riguardanti il resto della rete della ricorrente sarebbe perciò
         manifestamente erronea e violerebbe l’art. 87, n. 2, lett. b), CE.
      
       Argomenti della Commissione
      39      La Commissione contesta la fondatezza degli argomenti della ricorrente. Essa rileva che, secondo la giurisprudenza, gli orientamenti
         in materia di aiuti di Stato sono per lei vincolanti, come lo sono per gli Stati membri che li hanno accettati. Le autorità
         elleniche avrebbero ripetutamente affermato, nel corso del procedimento amministrativo, che esse avrebbero esaminato le domande
         d’indennizzo presentate dalle compagnie aeree nel quadro degli orientamenti e della comunicazione 10 ottobre 2001.
      
      40      Inoltre la Commissione osserva che, contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, essa ha svolto un'analisi dell’aiuto
         erogato alla ricorrente non solo sulla base della comunicazione 10 ottobre 2001, bensì anche con riferimento all’art. 87,
         n. 2, lett. b), CE, come risulterebbe dal punto 59 della decisione impugnata. A tal fine, la Commissione avrebbe tenuto conto
         di tutti gli elementi che le sono stati sottoposti nel corso del procedimento amministrativo. 
      
      41      La Commissione respinge l’interpretazione della comunicazione 10 ottobre 2001 proposta dalla ricorrente, secondo cui anche
         i danni sorti dopo il 14 settembre 2001 potrebbero rientrare nell'ambito d’applicazione dell’art. 87, n. 2, lett. b), CE.
         Infatti, il tenore letterale della comunicazione 10 ottobre 2001 escluderebbe tale ipotesi. Quanto all'individuazione dell'evento
         eccezionale nella fattispecie, la Commissione sottolinea che tale evento è rappresentato dagli attentati dell’11 settembre
         2001 e non dalla chiusura dello spazio aereo, che ne costituirebbe la conseguenza.
      
      42      La Commissione rileva che né le autorità elleniche né la ricorrente hanno prodotto, nel corso del procedimento amministrativo,
         elementi atti a dimostrare che i danni sorti dopo il 14 settembre 2001 presentassero un nesso di causalità con gli attentati
         dell’11 settembre 2001.
      
      43      Infine, la Commissione contesta la tesi secondo cui la ricorrente si trovava in una situazione diversa da quella di altre
         compagnie aeree che non si sono viste riconoscere aiuti relativamente ai danni sorti dopo il 14 settembre 2001. 
      
       Sui danni riguardanti la rete dell’Atlantico settentrionale della ricorrente
      44      Per quanto riguarda l'annullamento del volo andata-ritorno del 15 settembre 2001 a destinazione New York, la Commissione sottolinea
         che, contrariamente a quanto annunciato dalle autorità elleniche nella lettera 20 novembre 2003, esse non hanno fornito, nel
         corso del procedimento amministrativo, alcun elemento probatorio atto a dimostrare l'impossibilità di prenotare una banda
         oraria all'aeroporto JFK. Di conseguenza, la Commissione ribadisce la valutazione svolta al punto 55 della decisione impugnata.
         Il telex della Federal Aviation Authority (v. supra, punto 29) sarebbe stato prodotto per la prima volta dinanzi al Tribunale
         e comunque non farebbe riferimento al 15 settembre 2001, né consentirebbe di spiegare perché la ricorrente non è riuscita
         a prenotare una banda oraria, mentre altre compagnie aeree vi sono riuscite. 
      
      45      Quanto all'annullamento dei voli andata-ritorno del 15 e del 16 settembre 2001 a destinazione Toronto via Montreal, la Commissione
         rileva che l'insufficienza di aeromobili è un problema quotidiano riguardante le compagnie aeree e non potrebbe quindi essere
         considerato come un evento eccezionale ai sensi dell’art. 87, n. 2, lett. b), CE. La Commissione non sarebbe in possesso di
         elementi atti a dimostrare il nesso di causalità richiesto con gli eventi dell’11 settembre 2001. In ogni caso, la tesi della
         ricorrente sarebbe contraddittoria laddove quest'ultima spiega di aver annullato un volo a destinazione New York l’11 settembre
         2001, senza tuttavia utilizzare l’aeromobile che avrebbe effettuato il volo stesso allo scopo di garantire il volo a destinazione
         Canada. La Commissione si chiede, inoltre, come fosse possibile per la ricorrente garantire in tale periodo voli regolari
         verso l'Africa, il sud est asiatico, l'Australia, il Canada e l'America, posto che essa disponeva solamente di quattro aeromobili.
      
      46      Per quanto concerne i «ferry flights», la Commissione sostiene che la loro attuazione ha rappresentato una scelta commerciale
         operata dalla ricorrente a seguito di richieste formulate dai governi degli Stati Uniti e del Canada. Orbene, simili circostanze
         non potrebbero essere assimilate ad un evento eccezionale ai sensi dell’art. 87, n. 2, lett. b), CE, il quale, rappresentando
         una disposizione che introduce deroghe al divieto di concessione degli aiuti di Stato, dev'essere oggetto di interpretazione
         restrittiva. Del resto, le autorità elleniche non avrebbero fornito elementi atti a dimostrare un nesso di causalità tra gli
         attentati dell’11 settembre 2001 e l'attuazione dei voli di cui trattasi. 
      
       Sui danni riguardanti il resto della rete della ricorrente 
      47      La Commissione rileva di aver prodotto dinanzi al Tribunale l'intera corrispondenza intercorsa con le autorità elleniche,
         nonché tutti gli elementi di cui essa disponeva al momento dell'adozione della decisione impugnata. Essa sottolinea che, nel
         corso del procedimento amministrativo, le autorità elleniche non hanno fornito informazioni relative a danni riguardanti la
         rete della ricorrente, se non quelle relative ai voli in provenienza degli Stati Uniti o Canada. Infatti, le informazioni
         fornite nella lettera 24 settembre 2002 a tal proposito sarebbero insufficienti, mentre le autorità elleniche avrebbero annunciato
         la produzione di documenti a ciò relativi nella lettera 20 novembre 2003 (v. supra, punto 9), senza tuttavia darvi alcun seguito.
         Oltretutto, la Commissione rammenta come la ricorrente avesse il diritto di intervenire nel corso del procedimento formale
         d'esame formulando osservazioni, in qualità di parte interessata che vi era stata invitata nell'ambito della decisione di
         avvio del procedimento formale d’esame (v. supra, punto 7). Posto che la ricorrente non avrebbe neppure formulato osservazioni
         nel corso del procedimento formale d'esame, la Commissione non poteva far altro che adottare la decisione impugnata in base
         alle informazioni di cui disponeva. 
      
      48      Ne discende, a parere della Commissione, che il primo motivo dev’essere integralmente respinto.
      
       Giudizio del Tribunale
      49      Occorre innanzitutto osservare che è pacifico il carattere eccezionale degli eventi dell’11 settembre 2001 ai sensi dell’art. 87,
         n. 2, lett. b), CE (v. supra, punto 2). Risulta inoltre dal punto 35 della comunicazione 10 ottobre 2001, secondo cui «i costi
         direttamente legati alla chiusura dello spazio aereo americano dall'11 al 14 settembre 2001 poss[o]no essere considerati una
         conseguenza diretta degli eventi dell'11 settembre 2001», nonché dal punto 51 della decisione impugnata, nel quale si ricorda
         «il carattere di “evento eccezionale” della chiusura dello spazio aereo degli Stati Uniti dall’11 al 14 settembre 2001 »,
         che sono qualificati come eventi eccezionali non solo gli attentati, ma altresì la chiusura dello spazio aereo. Di conseguenza,
         le questioni sollevate nell'ambito della presente controversia richiedono esclusivamente la verifica dell'esistenza di un
         nesso diretto di causalità tra tali eventi e i danni specifici invocati dalla ricorrente. 
      
      50      In secondo luogo, per quanto concerne la portata della comunicazione 10 ottobre 2001, si deve ricordare che secondo una giurisprudenza
         consolidata, la Commissione è vincolata dalle discipline e dalle comunicazioni da essa emanate in materia di controllo degli
         aiuti di Stato, nei limiti in cui non derogano a norme del Trattato e sono accettate dagli Stati membri (v. sentenza della
         Corte 26 settembre 2002, causa C‑351/98, Spagna/Commissione, Racc. pag. I‑8031, punto 53, e giurisprudenza ivi citata). Tali
         comunicazioni e discipline vincolano, in primo luogo, la Commissione stessa (sentenza della Corte 13 febbraio 2003, causa
         C‑409/00, Spagna/Commissione, Racc. pag. I‑1487, punto 69).
      
      51      Si deve per di più sottolineare che il n. 2 dell’art. 87 CE riguarda taluni aiuti che sono, di diritto, compatibili con il
         mercato comune, purché rispondano a taluni criteri oggettivi. Ne discende che la Commissione è tenuta a dichiarare tali aiuti
         compatibili con il mercato comune laddove detti criteri risultino soddisfatti, senza disporre di alcun potere discrezionale
         in proposito (v., in tal senso, sentenza della Corte 17 settembre 1980, 730/79, Philip Morris/Commissione, Racc. pag. 2671,
         punto 17).
      
      52      Inoltre, trattandosi di una deroga al principio generale dell’incompatibilità degli aiuti di Stato con il mercato comune,
         sancito dall’art. 87, n. 1, CE, l’art. 87, n. 2, lett. b), CE deve formare oggetto di un’interpretazione restrittiva. Di conseguenza
         possono essere compensati, ai sensi di tale disposizione, solo gli svantaggi economici causati direttamente da calamità naturali
         o da altri eventi eccezionali. Deve quindi esistere un legame diretto tra i danni causati dall’evento eccezionale e l’aiuto
         di Stato ed è necessaria una valutazione il più possibile precisa dei danni subiti (v. sentenza della Corte 23 febbraio 2006,
         cause riunite C‑346/03 e C‑529/03, Atzeni e a., Racc. pag. I‑1875, punto 79, e giurisprudenza ivi citata).
      
      53      Ne risulta che, nel caso in cui una misura d'aiuto soddisfi le condizioni elencate al punto precedente, essa deve essere dichiarata
         compatibile con il mercato comune, anche se la Commissione ha adottato una posizione differente nell'ambito di una precedente
         comunicazione riguardante la misura di cui trattasi. Pertanto, anche se ai sensi della comunicazione 10 ottobre 2001 ogni
         indennizzo versato in base all’art. 87, n. 2, lett. b), CE deve riguardare esclusivamente i costi generati dall’11 al 14 settembre
         2001, un aiuto inteso ad indennizzare un danno sorto dopo il 14 settembre 2001, ma che presenta un nesso diretto di causalità
         con l’evento eccezionale e che è stato valutato con precisione deve essere dichiarato compatibile con il mercato comune. In
         ogni caso, la Commissione non ha ritenuto che gli importi relativi a danni sorti dopo il 14 settembre 2001 non fossero risarcibili
         ai sensi dell’art. 87, n. 2, lett. b), CE sulla sola base del fatto che essi erano sorti dopo la data indicata, ma ha anche
         esaminato l'esistenza di un nesso di causalità tra gli eventi di cui trattasi e i danni stessi (v. supra, punto 60).
      
      54      Di conseguenza, si deve fin d’ora respingere la tesi della Commissione, secondo cui la Repubblica ellenica avrebbe espressamente
         accettato il principio sancito al punto 35 della comunicazione 10 ottobre 2001, secondo cui ogni compensazione versata ai
         sensi dell’art. 87, n. 2, lett. b), CE deve riguardare esclusivamente i costi generati dall’11 al 14 settembre 2001. Infatti,
         se è vero che le autorità elleniche hanno dichiarato nella lettera 24 settembre 2002 che l'indennizzo versato si limitava
         al risarcimento del danno subito nel corso dei primi giorni successivi agli attentati, esse hanno tuttavia chiesto l'autorizzazione
         a versare talune somme ai fini dell'indennizzo dei danni sorti fino al 26 settembre 2001 (v. supra, punto 8). Risulta quindi
         evidente che le citate autorità ritenevano che la nozione di «primi giorni successivi agli attentati» comprendesse anche il
         periodo fino alla data indicata. 
      
      55      Infine, secondo la giurisprudenza, la legittimità di una decisione in materia di aiuti di Stato deve essere valutata alla
         luce delle informazioni di cui poteva disporre la Commissione quando l’ha adottata. Nessuno può quindi valersi dinanzi al
         giudice comunitario di elementi di fatto che non sono stati dedotti durante il procedimento precontenzioso previsto dall’art. 88
         CE (v. sentenze del Tribunale 14 gennaio 2004, causa T‑109/01, Fleuren Compost/Commissione, Racc. pag. II‑127, punto 51, e
         giurisprudenza ivi citata, e 14 dicembre 2005, causa T‑200/04, Regione autonoma della Sardegna/Commissione, non pubblicata
         nella Raccolta, punto 53).
      
      56      Proprio alla luce di tali considerazioni devono essere esaminati i motivi dedotti a sostegno del presente ricorso.
      
       Sui danni riguardanti la rete dell’Atlantico settentrionale della ricorrente
      –       Sul volo andata-ritorno a destinazione New York inizialmente previsto il 15 settembre 2001
      57      Al punto 55 della decisione impugnata, la Commissione fa valere l'assenza di comunicazione, da parte delle autorità elleniche
         o della ricorrente, di informazioni riguardanti la ragione del mancato ottenimento di bande orarie all'aeroporto JFK il 15
         settembre 2001, nonché l'assenza di prove quanto alle ragioni del diniego di tale aeroporto di concedere alla ricorrente una
         banda oraria per la data indicata.
      
      58      Da parte loro, le autorità elleniche hanno precisato, al punto I.3 della loro lettera 24 settembre 2002, che il volo del 15
         settembre 2001 a destinazione New York era stato annullato per l'assenza di informazioni relative alle possibilità di atterraggio
         delle compagnie straniere all'aeroporto JFK.
      
      59      Al punto 41, lett. a), della decisione di avvio del procedimento formale d’esame, la Commissione ha chiesto alle autorità
         elleniche di fornire tutti i documenti e tutte le informazioni supplementari in merito alle modalità con le quali le autorità
         americane avevano vietato i voli alle compagnie aeree elleniche a partire dal 15 settembre 2001. In risposta a ciò, le autorità
         elleniche hanno spiegato, nella loro lettera 20 novembre 2003, che il volo del 15 settembre 2001 a destinazione New York era
         stato annullato a causa della mancanza di bande orarie. Tale assenza di bande orarie, cagionata da una richiesta eccezionalmente
         elevata nei giorni successivi alla riapertura dello spazio aereo, sarebbe stata una conseguenza diretta dell'interruzione
         dei voli nei quattro giorni precedenti. Per quanto riguarda la prova del diniego di una banda oraria ad opera dell'aeroporto
         JFK, le autorità elleniche hanno sostenuto di aver chiesto alla ricorrente gli elementi necessari, allo scopo di comunicarli
         alla Commissione. 
      
      60      Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, la Commissione non ha ritenuto che gli importi corrispondenti all'annullamento
         del volo in questione non fossero risarcibili ai sensi dell’art. 87, n. 2, lett. b), CE, per la sola ragione che questo era
         stato effettuato dopo il 14 settembre 2001. Al contrario, come rilevato al punto precedente, nella decisione di avvio del
         procedimento formale d’esame la Commissione ha chiesto alle autorità elleniche di fornirle tutti gli elementi relativi alle
         modalità con le quali le autorità americane avevano vietato i voli alle compagnie aeree elleniche a partire dal 15 settembre
         2001.
      
      61      Nondimeno, si deve necessariamente rilevare che le autorità elleniche non hanno prodotto, nel corso del procedimento amministrativo,
         alcuna prova idonea a dimostrare la mancata concessione di una banda oraria ovvero la ragione di un siffatto diniego, e ciò
         malgrado la richiesta rivolta loro dalla Commissione. Si deve aggiungere che, secondo la lettera 20 novembre 2003 (v. supra,
         punto 8), le autorità elleniche hanno chiesto alla ricorrente di fornir loro prove atte a dimostrare l'impossibilità di prenotare
         una banda oraria all'aeroporto JFK il 15 settembre 2001, allo scopo di sottoporle poi alla Commissione. Orbene, alla Commissione
         non è stato fornito alcun nuovo elemento.
      
      62      Inoltre, secondo la giurisprudenza citata al precedente punto 55, la ricorrente non può invocare il telex da essa prodotto
         per la prima volta dinanzi al Tribunale (v. supra, punto 29). Si deve in ogni caso rilevare che detto telex non precisa che
         l'aeroporto JFK non ha concesso alla ricorrente una banda oraria per il 15 settembre 2001, bensì esclusivamente che la ricorrente
         disponeva di una banda oraria per il 16 settembre 2001. La mancata concessione di una banda oraria per il 15 settembre 2001
         potrebbe quindi risultare dimostrata sulla base del telex in parola solamente ricorrendo a un'interpretazione a contrario,
         a favore della quale la ricorrente non ha dedotto alcun altro elemento probatorio.
      
      63      Di conseguenza, la tesi formulata dalla ricorrente con riferimento al volo in questione non può essere accolta.
      
      –       Sui due voli andata-ritorno a destinazione Toronto via Montreal inizialmente previsti per il 15 e il 16 settembre 2001
      64      Per quanto riguarda l'annullamento dei due voli andata-ritorno a destinazione Toronto via Montreal il 15 e il 16 settembre
         2001, la Commissione precisa, al punto 56 della decisione impugnata, che esso è dovuto a una scelta della ricorrente. Infatti,
         o quest'ultima non disponeva di altri aeromobili e aveva preferito garantire altri voli regolari, ovvero essa non aveva il
         tempo di svolgere le verifiche tecniche richieste o di prenotare le bande orarie necessarie.
      
      65      A tal proposito, occorre ricordare che, secondo la lettera 20 novembre 2003, il volo a destinazione Toronto via Montreal del
         15 settembre 2001 è stato annullato in quanto l’aeromobile che doveva effettuarlo era stato costretto dalle autorità canadesi
         a sostare a Halifax dall’11 al 15 settembre 2001 ed aveva potuto far ritorno ad Atene solamente il 16 settembre 2001 alle
         ore cinque e trenta. Poiché gli altri tre Airbus A 340/400 della ricorrente, unici velivoli in grado di effettuare voli transatlantici,
         servivano già altre destinazioni in Africa, in Asia, in Australia e negli Stati Uniti, quest'ultima è stata obbligata ad annullare
         il volo di cui trattasi. Quanto al volo del 16 settembre 2001, il ritorno tardivo dell'aeromobile immobilizzato ad Halifax
         ha reso impossibile, secondo la ricorrente, l'ispezione tecnica principale, la preparazione dell'aeromobile, l'avvertimento
         ai passeggeri e la prenotazione di bande orarie presso gli aeroporti di Montreal e di Toronto, in considerazione, segnatamente,
         del fatto che le autorità canadesi non avevano annunciato anticipatamente l'orario esatto nel quale l'aeromobile sarebbe stato
         autorizzato a decollare il 15 settembre.
      
      66      Per quanto riguarda, in primo luogo, il volo del 15 settembre 2001, gli elementi su cui si basa la Commissione non sono sufficienti
         a comprovare il suo giudizio. Infatti, per quanto riguarda l'assenza di altri aeromobili disponibili, chiedere ad una compagnia
         aerea di riservare aeromobili allo scopo di far fronte alle conseguenze di un evento quale gli attentati dell’11 settembre
         2001 equivale a negare il carattere eccezionale di tale evento. Se un operatore diligente è tenuto a premunirsi contro le
         conseguenze di un evento, quest'ultimo non può, per definizione, essere considerato come riconducibile alla forza maggiore
         (v., in tal senso, sentenza del Tribunale 28 marzo 2007, causa T‑220/04, Spagna/Commissione, non pubblicata nella Raccolta,
         punti 175 e 176, e giurisprudenza ivi citata) né, a maggior ragione, alla nozione di evento eccezionale ai sensi dell’art. 87,
         n. 2, lett. b), CE. Orbene, la qualificazione degli attentati dell’11 settembre 2001, nonché della chiusura dello spazio aereo
         che ne è derivata, come eventi eccezionali, risulta essere accolta sia nella decisione impugnata sia nella comunicazione 10
         ottobre 2001 (v. supra, punto 49).
      
      67      Per quanto riguarda l'asserita scelta della ricorrente di effettuare altri voli regolari, è sufficiente rilevare che non si
         tratta di una scelta, bensì di un obbligo di natura contrattuale nei confronti dei passeggeri di tali voli, la cui inosservanza
         avrebbe comportato conseguenze ai sensi del regolamento (CEE) del Consiglio 4 febbraio 1991, n. 295, che stabilisce norme
         comuni relative ad un sistema di compensazione per negato imbarco nei trasporti aerei di linea (GU L 36, pag. 5), vigente
         all'epoca dei fatti.
      
      68      Quanto al fatto che il danno derivante dall'annullamento del volo in questione è sorto dopo il 14 settembre 2001, si deve
         rilevare che non risulta dall’art. 87, n. 2, lett. b), CE né dalla giurisprudenza citata al precedente punto 52 che un nesso
         diretto tra l’evento eccezionale e il danno cagionato presupponga la loro simultaneità. Al contrario, non può essere generalmente
         esclusa la possibilità di riconoscere l'esistenza di un nesso siffatto qualora il danno sia sorto poco tempo dopo l'evento.
      
      69      Risulta da quanto precede che la valutazione svolta dalla Commissione con riferimento al volo 15 settembre 2001 a destinazione
         Toronto via Montreal è erronea. 
      
      70      Per quanto riguarda, in secondo luogo, l'annullamento del volo 16 settembre 2001, occorre rilevare che per giustificare l'annullamento
         stesso la ricorrente fa riferimento all'impossibilità di effettuare l'ispezione tecnica principale dell'aeromobile, di avvertire
         i passeggeri e di prenotare bande orarie presso gli aeroporti di Montreal e di Toronto. 
      
      71      A tal proposito, occorre fin da subito rilevare che né l'avvertimento dei passeggeri, né la prenotazione di bande orarie rappresentano
         una ragione idonea a giustificare la tesi della ricorrente. Infatti, a partire dal momento in cui l'aeromobile è decollato
         da Halifax (il 15 settembre 2001) fino al momento in cui il volo del 16 settembre 2001 avrebbe potuto essere effettuato (la
         ricorrente non precisa l'orario in cui tale volo era previsto) è intercorso un lasso di tempo non trascurabile. Pertanto,
         in mancanza di informazioni più precise quanto al termine assolutamente necessario per avvertire i passeggeri e per prenotare
         le bande orarie, l'argomento dedotto dalla ricorrente in proposito non può essere accolto.
      
      72      Si deve poi ricordare che il fascicolo non contiene alcuna informazione riguardante il tempo necessario per lo svolgimento
         delle verifiche tecniche obbligatorie affinché l'aeromobile potesse essere utilizzato per il volo di cui trattasi. Le autorità
         elleniche si sono limitate a dichiarare che il tempo disponibile non era sufficiente ad effettuare l’«ispezione principale»,
         mentre la Commissione sostiene, al punto 56 della decisione impugnata, che «[la ricorrente]  non ha potuto realizzare in tempo
         le operazioni riguardanti le verifiche tecniche (…)».È  giocoforza rilevare che, poiché le autorità elleniche hanno fatto
         valere i vincoli in questione nel corso del procedimento amministrativo, esse erano tenute ad informare la Commissione in
         merito al tempo necessario per le verifiche tecniche previste dai relativi manuali, allo scopo di dissipare i suoi dubbi quanto
         al nesso diretto di causalità tra la chiusura dello spazio aereo e l'annullamento del volo in questione. Di conseguenza, occorre
         rilevare che la Commissione ha correttamente stabilito che l'annullamento del volo di cui trattasi non presentava alcun nesso
         diretto di causalità con gli attentati dell’11 settembre 2001 e con la chiusura dello spazio aereo dall’11 al 14 settembre
         2001.
      
      –       Sui «ferry flights»
      73      Per quanto riguarda i «ferry flights» del 18, 20 e 26 settembre 2001, è sufficiente rilevare, come fa la Commissione, che
         la loro attuazione rappresentava una scelta della ricorrente, la quale era tenuta o a far pagare ai passeggeri un prezzo che
         includesse le spese di ritorno dell'aereo a Atene, o a richiedere un adeguato indennizzo ai governi degli Stati Uniti e del
         Canada. Pertanto, tali costi non presentano alcun nesso diretto di causalità con gli attentati dell’11 settembre 2001 e con
         la chiusura dello spazio aereo e, di conseguenza, non rientrano nell'ambito di applicazione dell’art. 87, n. 2, lett. b),
         CE.
      
      74      Alla luce delle considerazioni che precedono, occorre annullare la decisione impugnata nella parte in cui la Commissione ha
         ritenuto che l'indennizzo versato alla ricorrente per taluni danni generati dall'annullamento del volo a destinazione Canada
         il 15 settembre 2001 non fosse compatibile con il mercato comune.
      
       Sui danni riguardanti il resto della rete della ricorrente
      75      Per quanto riguarda la seconda parte del presente motivo, riguardante il resto della rete della ricorrente, occorre rilevare
         che l'argomento di quest'ultima mette in discussione la fondatezza della decisione impugnata laddove questa dichiara incompatibili
         con il mercato comune le somme ad esso relative versate a titolo di aiuto. Tuttavia, nell'ambito del secondo motivo, la ricorrente
         fa valere un'assenza di motivazione a tal proposito, la quale dev’essere anzitutto esaminata dal Tribunale. 
      
      2.     Sul secondo motivo, basato sull’insufficienza della motivazione
       Argomenti delle parti
      76      La ricorrente rileva che la decisione impugnata non contiene alcuna motivazione in merito al diniego della Commissione di
         approvare gli importi versati a titolo di indennizzo per i danni riguardanti il resto della propria rete (EUR 1 212 032 circa).
         Lo stesso varrebbe per gli importi indicati al precedente punto 5, trattini dal secondo al quarto, nonché ottavo e nono. 
      
      77      A parere della ricorrente, le autorità elleniche hanno comunicato alla Commissione, segnatamente nella lettera 24 settembre
         2002, tutti gli elementi relativi al danno da essa subito sulla sua intera rete. La lettera citata si riferirebbe altresì
         agli importi citati al punto 5, trattini dal secondo al quarto, nonché ottavo e nono. Di conseguenza, la Commissione avrebbe
         dovuto esporre i motivi per i quali essa ha ritenuto che il pagamento degli importi in questione rappresentasse un aiuto incompatibile
         con il mercato comune.
      
      78      La Commissione contesta la fondatezza di tale motivo. Nella decisione di avvio del procedimento formale d’esame essa avrebbe
         espresso seri dubbi quanto alla compatibilità dell’aiuto in questione con il mercato comune. Orbene, nonostante quanto annunciato
         nella lettera 20 novembre 2003, né le autorità elleniche, né la ricorrente avrebbero sottoposto alla Commissione osservazioni
         in merito a detti importi nel corso del procedimento amministrativo. Peraltro, la Commissione non sarebbe in grado di sapere
         quali elementi siano stati forniti dalla ricorrente alle autorità elleniche. Inoltre, la Commissione avrebbe approvato tutti
         gli importi relativi al periodo che va dall’11 al 14 settembre 2001, per i quali le autorità elleniche avevano fornito spiegazioni
         nella lettera 20 novembre 2003. Di conseguenza, la ricorrente non potrebbe addebitare alla Commissione il fatto di non aver
         esaminato di propria iniziativa taluni elementi che avrebbero potuto giustificare, a tal proposito, l'adozione di un orientamento
         diverso rispetto a quello espresso nella comunicazione 10 ottobre 2001 e nella decisione di avvio del procedimento formale
         d’esame.
      
       Giudizio del Tribunale
      79      Occorre rammentare che la motivazione prescritta dall’art. 253 CE dev’essere adeguata alla natura dell’atto e deve fare apparire
         in forma chiara e inequivocabile l’iter logico seguito dall’istituzione da cui esso promana, in modo da consentire agli interessati
         di conoscere le ragioni del provvedimento adottato e permettere al giudice competente di esercitare il proprio controllo.
         L’obbligo di motivazione dev’essere valutato in funzione delle circostanze del caso, in particolare del contenuto dell’atto,
         della natura dei motivi esposti e dell’interesse che i destinatari o altre persone, che detto atto riguardi direttamente e
         individualmente, possano avere a ricevere spiegazioni. La motivazione non deve necessariamente specificare tutti gli elementi
         di fatto e di diritto rilevanti, in quanto la questione di decidere se la motivazione di un atto soddisfi le prescrizioni
         di cui all’art. 253 CE dev’essere risolta alla luce non solo del suo tenore, ma anche del suo contesto e del complesso delle
         norme giuridiche che disciplinano la materia (sentenza del Tribunale 26 febbraio 2002, causa T‑323/99, INMA e Itainvest/Commissione,
         Racc. pag. II‑545, punto 55).
      
      80      Nella fattispecie, dai punti 21, 49 e 50 della decisione impugnata, letti in combinato disposto con gli artt. 1, 2 e 4 della
         stessa, risulta che la Commissione ha concluso nel senso che il pagamento degli importi a titolo di indennizzo per i danni
         riguardanti la rete della ricorrente esterna all’Atlantico settentrionale e ad Israele, nonché degli importi cui si fa riferimento
         al punto 5, trattini dal secondo al quarto, nonché ottavo e nono, rappresentasse un aiuto incompatibile con il mercato comune
         e che la Repubblica ellenica doveva disporne il recupero. Orbene, occorre rilevare che la decisione impugnata non contiene
         alcuna spiegazione delle ragioni che hanno condotto la Commissione a concludere in tal senso.
      
      81      Tale omissione risulta ancor più inspiegabile se si tiene conto del fatto che la Commissione elenca esaustivamente tali importi
         al punto 21 della decisione impugnata, dedicato allo svolgimento del procedimento amministrativo.
      
      82      Per di più, se è vero che la Commissione ha precisato, al punto 36 della decisione di avvio del procedimento formale d’esame,
         che, per quanto concerne la rete esterna all’Atlantico settentrionale e ad Israele, l'indennizzo doveva essere limitato al
         danni relativi all'annullamento dei biglietti in ragione dell'annullamento di un volo in coincidenza, destinato o proveniente
         da un luogo chiuso alla circolazione aerea, è altresì vero che le autorità elleniche avevano in sostanza contestato tale valutazione.
         Infatti, dai punti I.1 e I.2 della lettera 24 settembre 2002 (v. supra, punto 5) risulta che, secondo le autorità elleniche,
         la portata delle ripercussioni rilevate con riferimento all'intera rete imponeva di tenerne conto per tutta la rete stessa
         allo scopo di calcolare il danno direttamente connesso agli eventi eccezionali. Spettava quindi alla Commissione esporre,
         nella decisione impugnata, la sua valutazione definitiva in merito agli importi a titolo di aiuto in questione. 
      
      83      Inoltre, se è vero che, al punto 41, lett. d), della decisione di avvio del procedimento formale d’esame, la Commissione ha
         chiesto alle autorità elleniche di produrre elementi atti a dimostrare il nesso di causalità tra i danni riportati al precedente
         punto 5, trattini dal secondo al quarto, nonché ottavo e nono, e la chiusura dello spazio aereo, è altresì vero che le autorità
         elleniche hanno insistito, nella lettera 20 novembre 2003, sulla necessità di approvare i relativi importi. La Commissione
         era quindi tenuta ad esporre, nella decisione impugnata, anche il suo giudizio definitivo in merito a tali importi a titolo
         di aiuto.
      
      84      Per quanto riguarda l'argomento dedotto dalla Commissione all'udienza, secondo cui la motivazione riguardante gli importi
         a titolo d’aiuto di cui al presente motivo si troverebbe al punto 59 della decisione impugnata, nella parte in cui quest'ultima
         fa riferimento alla comunicazione 10 ottobre 2001 e si richiama all'assenza di eventi eccezionali dopo il 14 settembre 2001,
         esso non può essere accolto. Infatti, ai sensi della prima frase del punto indicato, «[l]a Commissione conclude (…) nel senso
         che tale regime non è conforme al Trattato, per la parte riguardante le date successive al 14 settembre 2001, e in particolare
         per i costi fatti valere dalla [Repubblica ellenica] per [la ricorrente] e riguardanti il periodo successivo al 14 settembre
         2001[, che] ammontano (…) a (…) EUR 1 464 569 circa [,] considerato non solo il superamento del periodo previsto al punto 35
         della comunicazione 10 ottobre 2001, ma anche e soprattutto l'assenza di eventi eccezionali nonché il cambiamento di natura
         della perdita indennizzabile generato da tale estensione temporale». 
      
      85      È giocoforza rilevare che, in tale frase, la Commissione riassume il proprio giudizio esposto ai punti 51-58 della decisione
         impugnata. Orbene, tali punti sono dedicati ai danni subiti nella rete dell’Atlantico settentrionale della ricorrente e non
         a quelli subiti nel resto della propria rete, o i danni specifici indicati al precedente punto 5, trattini dal secondo al
         quarto, nonché ottavo e nono. Di conseguenza, il punto in esame non può essere interpretato come relativo anche a tali ultimi
         importi.
      
      86      Si deve peraltro rilevare che l'argomento formulato dalla Commissione allo scopo di contestare la fondatezza del presente
         motivo (v. supra, punto 78) riguarda la fattispecie in cui, nella decisione che dichiara un aiuto incompatibile con il mercato
         comune, la Commissione espone un ragionamento basato sugli elementi che le sono stati prospettati dallo Stato membro o dalle
         parti interessate. In una simile fattispecie, non può essere infatti contestato alla Commissione di non aver tenuto conto
         di eventuali elementi di fatto o di diritto che avrebbero potuto esserle presentati nel corso del procedimento amministrativo,
         ma che non lo sono stati (sentenza Fleuren Compost/Commissione, punto 55 supra, punto 49). Orbene, diversamente da una situazione
         siffatta, nessuna esposizione dei motivi atti a sostenere il dispositivo della decisione impugnata riguardante i danni indicati
         al precedente punto 80 è contenuta in quest'ultima.
      
      87      Pertanto, la decisione impugnata deve altresì essere annullata per insufficienza di motivazione laddove dichiara incompatibili
         con il mercato comune, in primo luogo, gli aiuti versati alla ricorrente con riferimento ai danni riguardanti la sua rete
         esterna all’Atlantico settentrionale e ad Israele, e, in secondo luogo, gli aiuti riguardanti il lucro cessante relativo al
         trasporto di merci, le spese di distruzione di merci deperibili, le spese di controllo di sicurezza supplementari, le spese
         relative agli straordinari del personale e le spese relative alle misure urgenti di sicurezza supplementari.
      
      88      Di conseguenza, non è necessario esaminare la seconda parte del primo motivo, basata su un errore manifesto nella valutazione
         dei danni connessi al resto della rete della ricorrente (v. supra, punto 75).
      
      89      Da tutte le considerazioni che precedono risulta che si deve, in primo luogo, annullare la decisione impugnata nella parte
         in cui la Commissione ha dichiarato incompatibili con il mercato comune ed ha ordinato il recupero degli aiuti versati alla
         ricorrente per i danni derivanti dall'annullamento del volo a destinazione Canada il 15 settembre 2001, nonché per i danni
         cui si fa riferimento al precedente punto 87, e, in secondo luogo, respingere il ricorso per il resto.
      
       Sulle spese
      90      Ai sensi dell’art. 87, n. 3, del suo regolamento di procedura, se le parti soccombono rispettivamente su uno o più capi il
         Tribunale può ripartire le spese o decidere che ciascuna parte sopporti le proprie spese. Nelle circostanze della fattispecie,
         si deve stabilire che ciascuna parte sopporti le proprie spese.
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Ottava Sezione)
      dichiara e statuisce:
      1)      Gli artt. 1 e 2 della decisione della Commissione 26 aprile 2006, C (2006) 1580 def., relativa al regime di aiuto di Stato
            C 39/2003 (già NN 119/2002), applicato dalla Repubblica ellenica a favore degli operatori di trasporto aereo in seguito ai
            danni da essi subiti dall’11 al 14 settembre 2001, sono annullati nella parte in cui dichiarano incompatibili con il mercato
            comune gli aiuti concessi alla Olympiaki Aeroporia Ypiresies AE, in primo luogo, per taluni danni derivanti dall'annullamento
            del volo a destinazione Canada il 15 settembre 2001, in secondo luogo, per taluni danni riguardanti la sua rete esterna all’Atlantico
            settentrionale e ad Israele, e, in terzo luogo, per il lucro cessante relativo al trasporto di merci, per spese di distruzione
            di merci deperibili, per spese di controllo di sicurezza supplementari per le merci, per spese relative agli straordinari
            del personale e per spese relative alle misure urgenti di sicurezza supplementari. 
      2)      L’art. 4 della decisione C (2006) 1580 def. è annullato nella parte in cui dispone il recupero degli aiuti indicati al punto precedente.
            
      3)      Il ricorso è respinto per il resto.
      4)      Ciascuna parte sopporterà le proprie spese.
      
               Martins Ribeiro 
            
            
                Papasavvas 
            
            
                Dittrich
            
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 25 giugno 2008.
      
               Il cancelliere 
            
             
            
                      Il presidente
            
         Indice
      
      Fatti
      Decisione impugnata
      Procedimento e conclusioni delle parti
      In diritto
      1.  Sul primo motivo, basato sulla violazione dell’Art. 87, n. 2, lett. b), CE
      Argomenti della ricorrente
      Sui danni riguardanti la rete dell’Atlantico settentrionale della ricorrente
      Sui danni riguardanti il resto della rete della ricorrente
      Argomenti della Commissione
      Sui danni riguardanti la rete dell’Atlantico settentrionale della ricorrente
      Sui danni riguardanti il resto della rete della ricorrente
      Giudizio del Tribunale
      Sui danni riguardanti la rete dell’Atlantico settentrionale della ricorrente
      –  Sul volo andata-ritorno a destinazione New York inizialmente previsto il 15 settembre 2001
      –  Sui due voli andata-ritorno a destinazione Toronto via Montreal inizialmente previsti per il 15 e il 16 settembre 2001
      –  Sui «ferry flights»
      Sui danni riguardanti il resto della rete della ricorrente
      2.  Sul secondo motivo, basato sull’insufficienza della motivazione
      Argomenti delle parti
      Giudizio del Tribunale
      Sulle spese
      * Lingua processuale: il greco.