CELEX: 51991PC0240
Language: it
Date: 1991-07-19
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CONCERNENTE I DISPOSITIVI DI LIMITAZIONE DELLA VELOCITA'

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                      C0M(91) 240 def. - SYN349
                                      Bruxelles,19  luglio 1991
                          Proposta di
                    DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
    CONCERNENTE I DISPOSITIVI DI LIMITAZIONE DELLA VELOCITA'
                               DI
              TALUNE CATEGORIE DI VEICOLI A MOTORE
                (presentata dalla Commissione)
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                                  RELAZIONE
I.  ANTEFATTO
1.  L'applicazione della procedura di omologazione comunitaria per i
    veicoli a motore e i loro rimorchi, oggetto della direttiva del
    Consiglio 70/156/CEE del 6 febbraio 1970< 1 ), comporta in primo luogo
    l'adozione delle ultime direttive particolari per le autovetture
    (pneumatici, masse e dimensioni, vetri di sicurezza). La Commissione ha
    trasmesso delle proposte a tal fine nel gennaio 1990. La direttiva
    quadro prevede inoltre l'adozione di "disposizioni speciali valide per
    i veicoli addetti al trasporto merci", vale a dire gli autocarri di più
    di 3.5 t. Per dare un contenuto preciso e nel contempo esauriente a
    tali disposizioni è opportuno adottare in particolare delle
    prescrizioni comunitarie armonizzate per quanto concerne, fra l'altro,
    le masse e le dimensioni (punti 2.2., 2.4., 2.6. e 2.8. dell'allegato
    II), i dispositivi di limitazione della velocità e le sporgenze esterne
    delle cabine (punto 12.4. dell'allegato II), quali disposizioni
    particolari di sicurezza per i veicoli commerciali.
2.  I I 13 marzo 1984 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione
    sull'introduzione di un programma di misure comunitarie intese a
    promuovere la sicurezza stradale^2* ed iI 18 febbraio 1986 un'altra
    risoluzione sulle misure atte a ridurre gli incidenti stradali quale
    parte del programma comunitario per l'Anno della sicurezza
    stradale 1986< 3 ). Il Consiglio e la Commissione sono stati invitati
    da queste risoluzioni ad adottare le misure necessarie per promuovere
    la sicurezza della circolazione stradale.
(1) GU L 42 del 23.2.1970, p. 1.
(2) GU C 104 del 16.4.1984, p. 38
(3) GU C 68 del 24.3.1986, p. 35.
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3.  Nella prospettiva dell'entrata in vigore dell'Atto unico europeo e al
    fine di completare un mercato interno unico entro la fine del 1992,
    dovrebbero ora essere adottate con urgenza le misure rimanenti,
    necessarie per completare l'omologazione CEE.
4.  La procedura giuridico-amministrativa proposta nei termini di adozione
    delle suddette proposte non si scosta da quella stabilita nella
    direttiva quadro 70/156/CEE tuttora in vigore, fatta salva la procedura
    dell'adeguamento al progresso tecnico dove il comitato normativo è
    stato sostituito da un comitato consultivo. La Commissione  intende
    infatti applicare le disposizioni dell'Atto unico che dispone una
    delega di poteri alla Commissione in questa materia.
5.  Per quanto concerne le altre opzioni quale quella relativa al metodo di
    armonizzazione (totale o opzionale), la Commissione continua ad
    applicare le soluzioni attualmente in vigore.
    La Commissione non intende tuttavia trascurare questo argomento
    importante. Di conseguenza, tenuto conto del carattere essenziale
    dell'armonizzazione totale per la realizzazione del vasto mercato
    unico, essa prevede di avanzare le proposte del caso in occasione di
    una modifica della direttiva quadro 70/156/CEE che essa intende
    proporre prossimamente.
II. MOTIVI E CONTENUTI DELLA PRESENTE PROPOSTA
6.  Dispositivi  limitatori di velocità per autocarri pesanti ed autobus
    Con le risoluzioni 1984 e 1986 il Parlamento europeo ha invitato la
    Commissione ha presentargli, fra l'altro, delle disposizioni che
    impongono il montaggio obbligatorio di dispositivi di limitazione della
    velocità sugli autoveicoli pesanti adibiti al trasporto merci.
    L'obbligo di munire i veicoli stradali di siffatti dispositivi vuole
    migliorare la sicurezza della circolazione stradale, attenuare la
    gravità delle lesioni in caso d'incidente   e ridurre l'inquinamento
    atmosferico ed il consumo di carburante.
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    Questo progetto di proposta di direttiva del Consiglio si basa
    essenzialmente sui progetto di regolamento ECE corrispondente
    (Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite) recentemente
    approvato dalle parti contraenti dell'accordo del 1958 sui criteri
    comuni per le omologazioni ed il reciproco riconoscimento di dette
    omologazioni tra le parti contraenti. I limiti di velocità sui quali
    devono essere regolati  i limitatori di velocità per talune categorie d
    veicoli a motore corrispondono ai valori stabiliti nella proposta di
    direttiva del Consiglio relativa alle limitazioni di velocità per
    talune categorie di veicoli a motore nella Comunità^ 4 ).
(4) C0M(88) 706 det. 11.1.1989
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                                  PROPOSTA
                                     DI
                          DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
         CONCERNENTE I DISPOSITIVI DI LIMITAZIONE DELLA VELOCITA'
                                     DI
                   TALUNE CATEGORIE DI VEICOLI A MOTORE
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
Visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 100A,
vista la proposta della Commissione,(1)
 in cooperazione con il Parlamento europeo,<2>
visto il parere del Comitato economico e sociale,(3)
considerando che occorre adottare le misure volte all'instaurazione
progressiva del mercato interno entro il 30 dicembre 1992; che detto
mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne nel quale è
assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei
servizi e dei capitali;
considerando che le prescrizioni tecniche dei veicoli a motore devono
essere conformi alle legislazioni nazionali, inter alia, per quanto
concerne la limitazione della velocità di talune categorie di veicoli;
(1) GU n. C
(2) GU n. C
(3) GU n. C
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considerando che queste prescrizioni differiscono da uno Stato membro
 all'altro, che pertanto le stesse prescrizioni devono essere adottate
 da tutti gli Stati membri a titolo complementare ovvero in sostituzione
 della loro legislazione attuale, In particolare per consentire
 l'applicazione, per ogni tipo di veicolo, della procedura di
omologazione CEE oggetto della direttiva 70/156/CEE del Consiglio del
 6 febbraio 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli
 Stati membri relative all'omologazione del veicoli a motore e dei loro
 rimorchi<4), modificata da ultimo dalla direttiva 87/403/CEE<5>;
 considerando che al fine di migliorare la sicurezza della circolazione
 stradale e ridurre la gravità delle lesioni negli Incidenti provocati
 dai veicoli commerciali pesanti e dagli autobus si ritiene necessario e
urgente installare dispositivi di limitazione della velocità su queste
 categorie di veicoli a motore;
 considerando che sotto l'aspetto dell'ambiente e dell'economia è
 possibile realizzare una riduzione dell'inquinamento atmosferico e del
 consumo di carburante;
. considerando che "og'nT'qualvolta 11
 Consiglio conferisce alla Commissione competenze per l'esecuzione di
  regole stabilite nel settore del veicoli a motore è opportuno prevedere
 una procedura di consultazione preliminare tra la Commissione e gli
  Stati membri nell'ambito di un comitato consultivo;
  (4) GU L 42 del 23.02.1970, p. 1.
  (5) GU L 220 del I'8.08.1987, p. 44.
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HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                Articolo 1
Ai sensi della presente direttiva s'intende:
per"voi co lo" ogni veicolo a motore delle categorie M 3 , N 3 ed N 2
con una massa massima autorizzata superiore a 10 t come definito
nell'allegato I della direttiva 70/156/CEE, ad eccezione dei veicoli
della categoria M1, destinato a circolare su strada, che abbia almento
quattro ruote e una velocità massima per costruzione superiore a
25  km/h;
per "dispositivo di limitazione della velocità" un limitatore di
velocità per il quale può essere concessa l'omologazione quale entità
tecnica ai sensi dell'articolo 9A della direttiva 70/156/CEE.
                                 Articolo 2
Gli Stati membri non possono rifiutare:
     l'omologazione CEE o l'omologazione di portata nazionale di un
    veicolo né rifiutare o vietare la vendita, l'immatricolazione, la
    messa in circolazione o l'uso di un veicolo per motivi concernenti
     i dispositivi di limitazione della velocità di cui è dotato,
     l'omologazione CEE quale entità tecnica o l'omologazione di portata
    nazionale di un dispositivo di limitazione della velocità o vietare
     la vendita o l'uso di un dispositivo di limitazione della velocità
    se soddisfa le prescrizioni degli allegati della presente
    direttiva.
                                 Articolo 3
Le modifiche necessarie per adeguare al progresso tecnico le
prescrizioni degli allegati della presente direttiva sono adottate
dalla Commissione conformemente alla procedura di cui all'articolo 4.
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                               Articolo 4
La Commissione ò assistita dal comitato istituito dall'articolo 12
della direttiva 70/156/CEE.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto
delle misure da adottare. Il comitato emette un parere su tale progetto
entro un termine che il presidente può stabilire in base all'urgenza
della questione, procedendo eventualmente a votazione.
Il parere ò iscritto nel verbale; ogni Stato membro ha inoltre il
diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere espresso dal
comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo
parere.
                               Articolo 5
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative,
regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla
presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono
un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto
riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del
riferimento sono decise dagli Stati membri.
                               Art I co lo 6
A partire dal 1° ottobre 1993, gli Stati membri :
    non possono più rilasciare il documento di cui all'articolo 10,
    paragrafo 1, terzo trattino della direttiva 70/156/CEE per un tipo
    di veicolo i cui dispositivi di limitazione della velocità non
    soddisfino le prescrizioni della presente direttiva;
    possono rifiutare il rilascio dell'omologazione nazionale per un
    tipo dei veicolo i cui dispositivi di limitazione della velocità
    non soddisfino le prescrizioni della presente direttiva;
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                               Articolo 7
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva
Fatto a Bruxelles, addi                 1992
                                              Per iI Consigi io
                                              Per iI Presidente
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                                ALLEGATO I
1.     CAMPO D'APPLICAZIONE
1.1.   La presente direttiva si applica ai dispositivi di limitazione
       della velocità omologati CEE quale entità tecnica per veicoli a
       motore come descritto all'articolo 1, ove detti dispositivi o
       sistemi analoghi di limitazione della velocità devono soddisfare
       i requisiti dell'allegato della presente direttiva.
       i veicoli a motore la cui velocità massima per costruzione è
       inferiore a quella prescritta ai punto 7.2.1 per alcune categorie
       di veicoli non necessitano il montaggio di dispositivi o di
       sistemi di limitazione della velocità.
       La presente direttiva è intesa a limitare ad un valore prescritto
       la velocità massima su strada dei veicoli pesanti adibiti al
       trasporto di merci e passeggeri mediante un dispositivo od un
       sistema di limitazione della velocità montato sul veicolo la cui
       funzione principale consiste nel regolare l'alimentazione di
       carburante del motore.
2.     DEFINIZIONI
2.1.   Ai sensi della presente direttiva:
2.2.   Per "veloci tà I imi te V" s'intende la velocità massima del veicolo
       tale che la sua progettazione o installazione non consente una
       risposta ad un'azione positiva sul comando dell'acceleratore;
2.3.   Per "velocità regolata" s'intende la velocità principale del
       veicolo per funzionamento in condizioni stabilizzate;
2.4.   Per "velocità stabi Iizzata s'intende la velocità del veicolo per
       funzionamento nelle condizioni specificate al punto 1.1.4.2.3
       del l'al legato III.
2.5.   Per "dispositivo di limitazione della velocità" s'intende un
       dispositivo la cui funzione principale è quella di regolare
       l'alimentazione di carburante del motore al fine di limitare la
       velocità del veicolo al valore prescritto.
2.6.   Per "massa a vuoto" s'intende la massa del veicolo in ordine di
       marcia, compresi il liquido refrigerante, lubrificanti,
       carburante, attrezzi e ruota di scorta, qualora applicabile.
2.7.   Per "t ipo di veicolo" s'intendono i veicoli che non differiscono
       sostanzialmente fra loro per quanto riguarda:
2.7.1. - la marca e il tipo dell'eventuale sistema o dispositivo di
         limitazione della velocità;
2.7.2. - la gamma di velocità per le quali può essere regolata la
         limitazione nell'ambito della gamma stabilita per il veicolo
         sottoposto alla prova;
2.7.3. - rapporto tra potenza massima del motore e massa a vuoto
         inferiore o pari a quello del veicolo sottoposto alla prova e
2.7.4  - rapporto massimo tra velocità del motore e velocità del veicolo
         per la marcia più alta, inferiore a quello del veicolo
         sottoposto alla prova.
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2.8.   per "tipo di dispositivo di limitazione della velocità"
       s'intendono i dispositivi di limitazione della velocità che non
       differiscono sostanzialmente fra loro per quanto riguarda i
       seguent i punt i:
       - marca e tipo del dispositivo;
       - gamma di valori della velocità che possono essere regolati sul
          dispositivo di limitazione della velocità;
       - metodo usato per regolare l'alimentazione di carburante del
          motore.
3.     DOMANDA PI OMOLOGAZIONE CEE
3.1.   La domanda di omologazione di un tipo di veicolo, con riferimento
       alla limitazione della velocità, deve essere presentata dal
       costruttore del veicolo o dal suo mandatario.
3.2.   Essa è accompagnata dai documenti sottoelencati in triplice copia
       e dai seguenti particolari:
3.2.1. una descrizione dettagliata del tipo di veicolo e del le parti del
       veicolo concernenti la limitazione della velocità, compresi i
       dettagli ed i documenti di cui all'Appendice 1 dell'allegato II;
3.2.2. un veicolo rappresentativo del tipo da omologare deve essere
       presentato al servizio tecnico responsabile dell'esecuzione delle
       prove di omologazione;
3.2.3. un veicolo che non comporta tutti i componenti propri del tipo
       può essere accettato per la prova a condizione che il richiedente
       possa dimostrare con soddisfazione dell'autorità competente che
        la mancanza dei componenti omessi non influisce sui risultati
       delle verifiche per quanto concerne le prescrizioni della
       presente direttiva.
3.3.   Prima di concedere l'omologazione, l'autorità competente deve
       verificare l'esistenza di accordi soddisfacenti che garantiscano
       gli effettivi controlli delia conformità della produzione.
4.     OMOLOGAZIONE CEE
4.1.   L'omologazione del tipo di veicolo è concessa se il veicolo
       presentato per l'omologazione ai sensi della presente direttiva
       soddisfa le prescrizioni del punto 7. qui appresso.
       L'omologazione, l'estensione o il rifiuto dell'omologazione di un
       tipo di veicolo ai sensi della presente direttiva devono essere
       comunicati agli Stati membri mediante una scheda il cui modello
       figura nell'appendice 2 dell'allegato II della presente
       di rett iva.
4.2.   A ciascun tipo omologato deve essere assegnato un numero di
       omologazione. Uno stesso Stato membro non può assegnare lo stesso
       numero ad un altro tipo di veicolo.
5.     DOMANDA DI OMOLOGAZIONE QUALE ENTITÀ' TECNICA   DI UN DISPOSITIVO
       PI LIMITAZIONE DELLA VELOCITA'
5.1.   La domanda di omologazione CEE di un dispositivo di limitazione
       della velocità quale entità tecnica deve essere presentata dal
       fabbricante del dispositivo di limitazione di velocità o dal suo
       mandatar io.
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5.2.   Per ciascun tipo di dispositivo di limitazione della velocità la
       domanda è accompagnata da:
5.2.1. una documentazione in triplice copia con descrizione delle
       caratteristiche tecniche del dispositivo di limitazione della
       velocità e del suo sistema di installazione su ciascuna marca o
       su ciascun tipo di veicolo sul quale è prevista l'installazione
       del dispositivo di limitazione della velocità;
5.2.2. cinque esemplari del tipo di dispositivo di limitazione della
       velocità: gli esemplari devono recare in modo chiaro e indelebile
       il nome commerciale o il marchio del richiedente e la
       designazione del tipo-,
5.2.3. un veicolo o un motore (nel caso di prova su banco) munito del
       dispositivo di limitazione della velocità da omologare, scelto
       dal richiedente di comune accordo con il servizio tecnico
       responsabile dell'esecuzione delle prove di omologazione.
5.3.   Prima di concedere l'omologazione, l'autorità competente deve
       verificare l'esistenza di accordi soddisfacenti che garantiscano
       l'effettivo controllo della conformità della produzione del
       dispositivo di limitazione della velocità.
6.     OMOLOGAZIONE
6.1.   L'omologazione del tipo di dispositivo di limitazione della
       velocità è concessa se il dispositivo di limitazione della
       velocità presentato per l'omologazione ai sensi della presente
       direttiva soddisfa i requisiti del punto 7 qui appresso.
6.2.   A ciascun tipo di dispositivo di limitazione della velocità
       omologato viene assegnato un numero di omologazione. I primi due
       simboli (00 per la direttiva nella sua forma originale) indicano
       le serie di modifiche che comprendono le più recenti modifiche
       tecniche sostanziali apportate alla direttiva al momento della
       concessione dell'omologazione. Uno stesso Stato membro non può
       assegnare lo stesso numero ad un altro tipo di dispositivo di
       limitazione delia velocità.
6.3.   L'omologazione, l'estensione o il rifiuto dell'omologazione di un
       tipo di dispositivo di limitazione della velocità ai sensi della
       presente direttiva devono essere comunicati agli Stati membri con
       la scheda il cui modello figura all'appendice 4 dell'allegato II
       della presente direttiva.
6.4.   Su ogni dispositivo di limitazione della velocità conforme a un
       tipo di dispositivo di limitazione della velocità omologata ai
       sensi della presente direttiva deve essere affisso, in un punto
       ben visibile e leggibile e precisato sulla scheda di omologazione
       un marchio di omologazione internazionale costituito da:
6.4.1. un rettangolo all'interno del quale è sistemata la lettera "e"
       seguita dal numero che contraddistingue il paese che ha
       rilasciato l'omologazione e
 ---pagebreak--- 6.4.2.   il numero di omologazione, indicato sulla scheda di omologazione
         CEE (Cfr. allegato II, appendice 4) accanto al rettangolo del
         marchio di omologazione.
6.5.     Il marchio di omologazione deve essere chiaramente leggibile e
         indelebile.
6.6.     All'appendice 5 dell'allegato II della presente direttiva figura
         un esempio di marchio di omologazione.
7.       PRESCRIZIONI
7.1.     Prescrizioni generali
7.1.1.   Il dispositivo di limitazione della velocità deve essere tale che
         durante il normale uso del veicolo, esso possa soddisfare le
         disposizioni della presente direttiva nonostante le vibrazioni
         cui può essere soggetto. Il dispositivo di limitazione della
         velocità deve essere progettato, costruito e montato in modo tale
         da consentire al veicolo, utilizzato in condizioni normali e
         munito di detto dispositivo di limitazione della velocità, di
         soddisfare le disposizioni della presente direttiva.
7.1.2.   In particolare, il dispositivo di limitazione della velocità del
         veicolo deve essere progettato, costruito e montato in modo da
         resistere alla corrosione e ai fenomeni d'invecchiamento ai quale
         può essere esposto nonché alle manomissioni.
7.1.2.1. Non deve comunque essere possibile aumentare o spostare
         temporaneamente o permanentemente il livello della limitazione
         sui veicoli in uso. L'inviolabilità deve essere dimostrata al
         servizio tecnico mediante una documentazione che analizza il
         mancato funzionamento e che prenda in esame l'intero sistema.
         L'analisi deve dimostrare, tenendo conto delle varie condizioni
         assunte dai sistema, le conseguenze di una modifica delle
         condizioni di entrata e di uscita sul funzionamento, le
         probabilità di tali modifiche causate da avarie o trasgressioni
         volontarie e la probabilità dei loro verificarsi. Il livello
         dell'analisi giunge sino al primo guasto.
7.1.2.2. La funzione di limitazione del la velocità, il dispositivo di
          limitazione delia velocità e le connessioni necessarie per il suo
         funzionamento, ad eccezione di quelle essenziali per la marcia
         del veicolo, devono poter essere protetti da eventuali
         regolazioni non autorizzate o dall'interruzione della sua
         alimentazione di energia mediante l'applicazione di sigilli e o
          l'esigenza di utilizzare attrezzi speciali.
7.1.3.   La funzione di limitazione della velocità ed il dispositivo di
          limitazione della velocità non devono agire sul sistema di
         frenatura di servizio del veicolo. Un freno permanente (ad es.,
         ritardatore) può essere incorporato soltanto se agisce dopo che
          la funzione di limitazione della velocità del dispositivo di
          limitazione della velocità ha ridotto al minimo l'alimentazione
         di carburante.
 ---pagebreak---                                 - 10 -
7.1.4. La funzione di limitazione delia velocità o il dispositivo di
       limitazione della velocità deve essere tale da non influire sulla
       velocità su strada del veicolo se è applicata un'azione positiva
       sull'acceleratore quando il veicolo funziona alla velocità
       regolata.
7.1.5. La funzione di limitazione delia velocità o il dispositivo di
        limitazione della velocità deve consentire il normale comando
       dell'acceleratore ai fini del cambiamento di marcia.
7.1.6. Eventuali cattivi funzionamenti non devono provocare un aumento
       di potenza del motore superiore a quella richiesta dalla
       posizione dell'acceleratore azionato dal conducente.
7.1.7. La funzione di limitazione delia velocità deve essere ottenuta
        indipendentemente dal comando dell'acceleratore utilizzato se
       esistono più comandi alla portata della posizione a sedere del
       conducente.
7.1.8. La funzione di limitazione della velocità o il dispositivo di
        limitazione della velocità devono funzionare in modo
       soddisfacente nel loro campo elettromagnetico senza provocare
       perturbazioni elettromagnetiche inammissibili in detto campo.
7.1.9. Tutti i componenti necessari al pieno funzionamento della
       limitazione della velocità o del dispositivo di limitazione della
       velocità devono essere alimentati con l'energia ogniqualvolta il
       veicolo è in marcia.
7.2.   Prescrizioni   particolari
7.2.1. Per le varie categorie di veicoli a motore, a velocità
       limitazione V deve essere regolata sui seguenti valori:
       - Categoria, M 3 , e N 2 con una massa massima autorizzata
          super iore a 10 t:
             Vset - 100 km/h
       - Categoria N 3 :
             Vset - 80 km/h
7.2.2. La limitazione di velocità può essere realizzata sia munendo i
       veicoli a motore di dispositivi di limitazione della velocità
       omologati CEE sia di sistemi analoghi montati sui veicoli tali da
       soddisfare la stessa funzione di limitazione della velocità.
7.2.3. La velocità regolata deve essere indicata su una targhetta in una
       posizione ben visibile nella cabina di guida.
8.     PROVA
       Le prove di limitazione della velocità cui è sottoposto il
       veicolo o il dispositivo di limitazione della velocità presentato
       per l'omologazione CEE nonché le prestazioni di limitazione
       prescritte sono descritte nell'allegato III della presente
       dirett iva.
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        A richiesta dei fabbricante e con il consenso dell'autorità che
        provvede all'omologazione, i veicoli la cui velocità teorica
        massima illimitata non supera la velocità prescritta per detti
        veicoli possono essere esentati dalla prova di cui all'allegato
        Illa condizione di soddisfare le disposizioni della presente
        di rett iva.
9.      MODIFICA DEL TIPO DI VEICOLO O DEL DISPOSITIVO DI LIMITAZIONE
        DELLA VELOCITA' ED ESTENSIONE DELL'OMOLOGAZIONE CEE
9.1.    Qualsiasi modifica del tipo di veicolo o del tipo di dispositivo
        di limitazione della velocità deve essere comunicata al servizio
        amministrativo che ha omologato il tipo di veicolo. Detto
        servizio può:
9.1.1.  ritenere poco probabile che le modifiche eseguite possano
        esercitare un'influenza negativa apprezzabile e che comunque il
        veicolo o il dispositivo di limitazione della velocità continui a
        soddisfare le prescrizioni, oppure
9.1.2.  richiedere un ulteriore verbale di prova dal servizio tecnico
        responsabile dell'esecuzione delle prove.
9.2.    La conferma o il rifiuto dell'omologazione, con l'indicazione
        della modifica, deve essere comunicata agli Stati membri con la
        procedura indicata al paragrafo 4.1.
9.3.    L'autorità competente per il rilascio dell'estensione
        dell'omologazione deve assegnare un numero di serie ad ogni
        scheda di comunicazione compilata per una sifatta estensione.
10.     CONFORMITÀ* DELLA PRODUZIONE
10.1.   Ogni veicolo o dispositivo di limitazione della velocità
        omologato ai sensi della presente direttiva deve essere costruito
        in modo conforme al tipo omologato soddisfacendo alle
        prescrizioni indicate al precedente punto 7.
10.2.   Al fine di verificare la conformità con i requisiti del punto
        10.1. devono essere eseguiti gli opportuni controlli della
        produzione.
10.3.   il detentore dell'omologazione deve, in particolare,
10.3.1. disporre delle procedure per un effettivo controllo dì qualità
        del veicolo o del dispositivo di limitazione della velocità;
10.3.2. avere accesso all'attrezzatura di prova necessaria per il
        controllo della conformità con ogni tipo omologato;
10.3.3. provvedere alla registrazione dei risultati della prova ed alla
        disponibilità dei documenti annessi per un periodo da determinare
        di comune accordo con l'amministrazione;
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10.3.4. analizzare i risultati di ciascun tipo di prova onde verificare e
        garantire la continuità delle caratteristiche del veicolo o del
        dispositivo di limitazione della velocità tenendo conto delle
        variazioni ammesse per la produzione industriale;
10.3.5. assicurare che per ciascun tipo di veicolo o di dispositivo di
        limitazione della velocità siano stati eseguiti controlli e prove
        sufficienti in conformità con le procedure approvate dalle
        competenti autorità;
10.3.6. assicurare che eventuali serie di campioni o di pezzi destinati
        alla prova che presentino una mancanza di conformità per il tipo
        di prova in questione diano luogo ad un ulteriore campionamento e
        ad un'altra prova. Devono essere prese tutte le misure necessarie
        per ripristinare la conformità della produzione in questione.
10.4.   L'autorità competente che ha concesso l'omologazione può
        verificare in qualsiasi momento la conformità dei metodi di
        controllo applicati in ciascuna unità di produzione.
10.4.1. Ad ogni ispezione devono essere presentati all'ispettore in
        visita i verbali di prova e di produzione.
10.4.2. L'ispettore può scegliere dei campioni a caso da sottoporre alla
        prova nel laboratorio del costruttore. Il numero minimo di
        campioni può essere determinato a seconda dei risultati dei
        controlli eseguiti dal fabbricante stesso.
10.4.3. Se il livello qualitativo appare insoddisfacente o se si ritiene
        necessario verificare la validità delle prove eseguite in
        applicazione del punto 10.4.2., l'ispettore deve scegliere dei
        campioni da inviare al servizio tecnico che ha eseguito le prove
        di omologazione.
10.4.4. L'autorità competente può eseguire qualsiasi prova prescritta
        nella presente direttiva. Le ispezioni autorizzate dall'autorità
        competente devono avere una frequenza normale biennale. Nei casi
        in cui fossero constatati risultati insoddisfacenti durante una
        di queste ispezioni, l'autorità competente deve prendere tutte le
        misure necessarie per ripristinare la conformità della produzione
        quanto prima possibile.
11-     SANZIONI IN CASO DI MANCATA CONFORMITÀ' DELLA PRODUZIONE
11.1.   L'omologazione concessa per un tipo di veicolo o per un tipo di
        dispositivo di limitazione della velocità ai sensi della presente
        direttiva può essere revocata se non sono rispettati i requisiti
        def ini t i al punto 7.
11.2.   Se uno Stato membro revoca un'omologazione CEE che ha concesso in
        precedenza, esso deve comunicarlo immediatamente agii altri Stati
        membri con una copia della scheda di omologazione CEE conforme al
        modello che figura nelle appendici 2 o 4 dell'allegato li.
 ---pagebreak---                                    - 13 -
                                  ALLEGATO II
                                  APPENDICE 1
                       scheda informativa n
    conformemente all'allegato I della direttiva 70/156/CEE del Consiglio
         concernente l'omologazione CEE del tipo di veicolo a motore
              per quanto riguarda la limitazione della velocità
        o l'installazione di dispositivi di limitazione della velocità
(Direttiva       /.. ./CEE)
 Le seguenti informazioni devono essere
 fornite in triplice copia ed includere
 un indice del contenuto. Eventuali disegni
 devono essere forniti in scala adeguata e
 con sufficienti dettagli in formato A4 o
  in fogli piegati in detto formato. Per le
 funzioni controllate da microprocessore
 sono richieste informazioni riguardanti le
 relative prestazioni.
0.         DATI GENERALI
0.1.       Marca (nome dell'impresa):
0.2.       Tipo e denominazione commerciale (specificare eventualmente le
           varianti):
0.3.       Mezzi di identificazione dei tipo se marcati sul
           veicolo (°):
0.3.1.     Posizione della marcatura:
0.4.       Categoria del veicolo (c>:
0.5.       Nome e indirizzo del costruttore:
0.6.       Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore:
0.7.       Posizione e modo di fissaggio delle targhe e iscrizioni
           obbligator ie
           0.7.1. sul telaio:
           0.7.2. sulla carrozzeria:
0.8.       i numeri di serie dei telai di questo tipo iniziano con il n.
Per le note in calce confronta allegato I della direttiva 70/156/CEE,
modificata da ultimo dalla direttiva 90/.../CEE (doc. 111/4142/99 Rev. 2)
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1.        CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE GENERALI DEL VEICOLO
1.1.      Fotografie e/o disegni di un veicolo rappresentativo:
1.2.      Posizione e sistemazione del motore:
2.        MASSE E DIMENSIONI ( e ) (in kg e in mm) (con eventuale
          riferimento ai disegni)
2.6.      Massa del veicolo carrozzato in ordine di marcia, oppure massa
          del telaio cabinato qualora il costruttore non fornisca la
          carrozzeria (compresi Iiquido refrigerante, lubrificanti,
          carburante, attrezzi, ruota di scorta e conducente) (P):
2.8.      Massa totale, a carico, tecnicamente ammissibile dichiarata dal
          costruttore:
3.        MOTORE < r )
3.1.      Costruttore:
3.1.1.    Denominazione del motore secondo il costruttore:
          (apposta sul motore altri mezzi di identificazione)
3.2.      Motore a combustione interna
3.2.1.    Descrizione specifica del motore
3.2.1.1.  Principio di funzionamento: accensione comandata/accensione
          spontanea, quattro tempi/due tempi (1)
3.2.1.3.  Ci Iindrata: cm 3 <*)
3.2.1.4.  Rapporto volumetrico di compressione (2^:
3.2.1.8.  Potenza massima:          kW a      min~1(u)
3.2.1.9.  Velocità massima consentita del motore prescritta dal costruttore
                                   ... min""1
                                                  -Ku)
3.2.1.10. Coppia netta massima: ...Nm a ....min
4.        TRASMISSIONE ( w ) :
4.2.      Tipo di trasmissione (meccanica, idraulica, elettrica, e c c . ) :
4.5.      Scatola del cambio
4.5.1.    T i pò :
4.6.      Rapporti di trasmissione
 ---pagebreak---                                  - 15 -
  Marcia   Rapporti del cambio     Rapporto/i       Rapport i total i di
           (rapport i tra i I      f inai i di      trasmissione
           numero di giri del lo   trasmissione
           albero motore e         (rapporto tra
           quel li del I'albero    iI numero di
           secondar io del         giri del I'
           cambio                  albero
                                   secondar io e
                                   que Ili de I I a
                                   ruota motrice)
     1
     2
     3
 Retro-
 marci a
4.8.     Velocità massima de(xyeicolo e marcia con la quale essa è
         ottenuta (in km/h)
6.       SOSPENSIONE
6.2.     Pneumatici e ruote normalmente montati
6.2.1.   Ripartizione dei pneumatici sugli assi e combinazioni ammesse per
         i pneumat ici :
6.2.2.   Gamma dimensionale di pneumatici:
6.2.3.   Limiti superiore e inferiore dei raggi di rotolamento:
6.2.4.   Pressione/i dei pneumatici raccomandata/e dal costruttore del
         vei colo-.          kPa
6.2.5    Combinaz ione(i) pneumat i co/ruota:
 ---pagebreak---                                     - 16 -
                                   ALLEGATO II
                                   APPENDICE 2
                                      MODELLO
                      (Formato massimo: A4 (210 x 297 mm)
                           SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE
                                     (Veicolo)
                                                  j    DENOMINAZIONE     j
                                                  IPELL'AMMINISTRAZI ONE I
Comunicazione concernente (-j)
          - I'omologazione
          - l'estensione dell'omologazione (1)
          - il rifiuto dell'omologazione (1)
di un tipo di veicolo per quanto concerne la direttiva ..../.../CEE
relativa ai dispositivi di limitazione della velocità o sistemi analoghi di
limitazione della velocità montati a bordo di veicoli a motore.
Omologazione CEE n. :                                Estensione n. :
PARTE PRIMA
0.1.      Marca (nome dell'impresa):
0.2.      Tipo e denominazione commerciale (specificare eventualmente le
          var ianti):
0.3.      Mezzi di (ij^ent i f icazione del tipo se marcati sul
          veicolo
0.3.1.    Posizione della marcatura:
                                   (e).
0.4.      Categoria del veicoli
0.5.      Nome e indirizzo del costruttore:
0.6.      Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore:
0.7.      Posizione e modo di fissaggio delle targhe ed iscrizioni
          obbligator ie:
0.7.1.    Sul telaio:
0.7.2.    Sulla carrozzeria:
0.8.      I numeri di serie dei telai di questo tipo iniziano con il numero
Per le note in calce confronta l'allegato I della direttiva 70/156/CEE,
modificata da ultimo dalla direttiva 90/.../CEE (doc. 111/4141/88 Rev. 2 ) .
(1) Cancellare la menzione inutile.
 ---pagebreak---                                     - 17 -
PARTE I I
1.        Informazioni supplementari
1.1.      Marca e tipo di un eventuale dispositivo o dispositivi di
          limitazione della velocità omologati CEE; numero(i) di
          omologazione
1.2.      Marca e tipo di            sistema di limitazione di velocità montato
          su I ve i co I o :
1.3.      Velocità o gamma di velocità su cui può essere regolata la
          limitazione di velocità:              km/h
1.4.      Rapporto tra potenza massima del motore e massa a vuoto del tipo
          di veicolo:
1.5.      Rapporto massimo tra velocità del motore e velocità del veicolo
          con la marcia più alta per il tipo di veicolo:
2.        Organismo tecnico responsabile dell'esecuzione delle prove:
3.        Data del verbale di prova:
4.        Numero del verbale di prova:
5.        EventuaI e mot i vaz i one de I I'estons i one de I I'omo Iogaz i one :
6.        Eventuali osservazioni:
7.        Locai ita
8.        Data:
9.        Firma:
10.       E' allegato un elenco dei documenti che costituiscono il
          fascicolo dell'omologazione depositati presso l'organismo
          amministrativo che ha rilasciato l'omologazione e che può essere
          ottenuto a richiesta.
 ---pagebreak---                                      - 18 -
                                    ALLEGATO II
                                    APPENDICE 3
                        Scheda Informativa n
   conformemente all'allegato I della direttiva 70/156/CEE del Consiglio
             concernente l'omologazione CEE quale entità tecnica
                del dispositivo di limitazione della velocità
                              dei veicoli a motore
                             (Direttiva       /.../CEE)
Le seguenti informazioni devono essere fornite in triplice copia e
includere un indice del contenuto. Eventuali disegni devono essere forniti
in scala adeguata e con sufficienti dettagli in formato A4 o in fogli
piegati in detto formato. Per le funzioni controllate da microprocessore
sono richieste informazioni riguardanti le relative prestazioni.
0.        DATI GENERAI I
0.1.      Marca (nome dell'impresa):
0.2.      Tipo e denominazione commerciale (specificare eventualmente le
          var iant i):
0.3.      Mezzi di identificazione del tipo se marcati sull'entità tecnica:
0.3.1.    Posizione della marcatura:
0.5.      Nome e indirizzo del fabbricante:
0.6.      Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore:
0.9.      Posizione e modo di fissaggio del marchio di omologazione CEE:
12.8.     Dispositivo di limitazione della velocità
12.8.1.   Tipo di dispositivo di limitazione, della velocità:
          meccan i co/e I ettr i co/e I ettron i co
12.8.2.   Misure prese contro la manomissione del dispositivo di
           limitazione della velocità:
12.8.3.   Tipo di veicolo o di motore sul quale è stato provato il
          d i spos i t i vo:
12.8.4.   Velocità o gamma di velocità sulle quali può essere regolato il
          dispositivo nell'ambito della gamma prescritta per il veicolo di
          prova:
12.8.5.   Rapporto tra potenza del motore e massa senza carico del veicolo
          di prova:
12.8.6.   Rapporto massimo tra velocità del motore e velocità del veicolo
          alla marcia più alta del veicolo di prova:
12.8.7.   Tipo di veicolo o tipi di veicoli sui quali può essere
           instai lato:
12.8.8.   Velocità o gamma di velocità sulle quali può essere regolato il
           limitatore nella gamma prescritta per il veicolo o per i veicoli
          su cui può essere installato il dispositivo:
 12.8.9. Rapporto tra potenza del motore e massa a vuoto del veicolo o dei
          veicoli su cui può essere installato il dispositivo:
12.8.10.  Rapporto massimo tra velocità del motore e velocità del veicolo
          alla marcia più alta del veicolo o dei veicoli sui quali può
          essere installato il dispositivo:
12.8.11.  Metodo usato per regolare l'alimentazione di carburante del
          motore:
(1) Cancellare la dicitura inutile
 ---pagebreak---                                     - 19 -
                                   ALLEGATO I I
                                   APPENDICE 4
                                   MODELLO (a)
                       (Formato massimo: A4 (210 x 297 mm)
                            SCHEDA PI OMOLOGAZIONE CEE
                                 (Entità tecnica)
                                                  I                      I
                                                  |      DENOMINAZIONE     |
                                                  I   PEU'AMMINISTRAZIONE I
Comunicazione concernente (-j)
          - I'omologazione
          - l'estensione dell'omologazione (1)
          - il rifiuto dell'omologazione (1)
di un tipo di entità tecnica per quanto riguarda la direttiva (.../.../CEE)
relativa al dispositivo di limitazione della velocità dei veicoli a motore.
Omologazione CEE n.                                        Estensione n.
PARTE PRIMA
0.1.      Marca (nome dell'impresa):
0.2.      Tipo e denominazione commerciale (specificare eventualmente le
          var iant i):
0.3.      Mezzi di(adentificazione dei tipo se marcati sull'entità
          tecnica
0.3.1.    Posizione della marcatura:
0.5.      Nome e indirizzo del costruttore:
0.6.      Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore:
0.9.      Posizione e sistema di fissaggio del marchio di omologazione CEE
(1) Cancellare la menzione inutile
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PARTE SECONDA
1.        Informazioni supplementari
1.1.      Dispositivo di limitazione del la^yeloci tà:
          meccani co/e Iettr ico/elettroni co
1.2.      Tipo(i) di veicolo su cui può essere installato il dispositivo:
1.3.      Velocità o gamma di velocità sulle quali può essere regolato il
           limitatore nell'ambito della gamma prescritta per il veicolo o
          per i veicoli su cui può essere installato il dispositivo:
1.4.      Rapporto tra potenza del motore e massa a vuoto del veicolo o dei
          veicoli su cui può essere installato il dispositivo:
1.5.      Rapporto massimo tra velocità del motore e velocità del veicolo
          alla marcia più alta dei veicolo o dei veicoli sui quali può
          essere installato il dispositivo:
2.        Organismo tecnico incaricato dell'esecuzione delle prove:
3.        Data del verbale di prova:
4.        Numero del verbale di prova:
5.        Eventuali motivi dell'estensione dell'omologazione:
6.        Eventuali osservazioni:
7.        Locai i tà:
8.        Data:
9.        Firma:
10.       E' allegato un elenco dei documenti che costituiscono il
          fascicolo dell'omologazione depositati presso l'organismo
          amministrativo che ha rilasciato l'omologazione e che può essere
          ottenuto a richiesta.
(a)       I mezzi d'identificazione del tipo, se utilizzati, devono
          figurare soltanto sulle entità tecniche oggetto di omologazione
          della direttiva particolare.
          Se i mezzi di identificazione del tipo   contengono caratteri non
          attinenti alla descrizione dei tipi di   entità tecnica oggetto
          della presente scheda di omologazione,   essi devono essere
          rappresentati nella documentazione con   il simbolo: "?" (ad es.:
          ABC77123??)
(1) Cancellare la menzione inutile.
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                                ALLEGATO II
                                APPENDICE 5
         ESEMPIO DI MARCHIO DI OMOLOGAZIONE CEE DI ENTITÀ' TECNICA
                                                    a2.9m m
                                              001241               3
Il dispositivo di limitazione di velocità recante II marchio di
omologazione di entità tecnica qui raffigurato è un dispositivo che ha
ottenuto l'omologazione In Francia (e2) ai sensi della presente direttiva
con il numero di omologazione 001241. Le prime due cifre Indicano che il
dispositivo di omologazione della velocità è stato omologato conformemente
alla presente direttiva nella sua forma originale.
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                                   ALLEGATO I I I
                               PROVE E PRESTAZIONI
1.   PROVE DEL DISPOSITIVO DI LIMITAZIONE DELLA VELOCITA'
  Su domanda del richiedente l'omologazione, devono essere eseguite le
  prove di cui ai punti 1.1, 1.2 oppure 1.3 qui appresso.
1.1.       Misurazione sulla pista di prova
1.1.1.     Preparazione del veicolo
1.1.1.1.   Al servizio tecnico deve essere presentato un veicolo
           rappresentativo del tipo di veicolo da omologare oppure un
           dispositivo rappresentativo del tipo di dispositivo di
           limitazione della velocità.
1.1.1.2.   Le regolazioni del motore del veicolo di prova, in particolare
           dell'alimentazione di carburante (carburatore o sistema di
           iniezione) devono essere conformi alle prescrizioni del
           costruttore del veicolo.
1.1.1.3.   I pneumatici devono essere rodati e la pressione deve essere
           quella specificata dal costruttore del veicolo.
1.1.1.4.   La massa del veicolo è la massa a vuoto dichiarata dal
           costruttore.
1.1.2.     Caratteristiche del percorso di prova
1.1.2.1.   La superficie di prova deve consentire di mantenere una velocità
           costante e non deve presentare irregolarità. Le pendenze non
           devono superare iI 2% e non variare di oltre l'1% eccettuate le
           curve.
1.1.2.1.   La superficie di prova deve essere priva di pozze d'acqua, di
           neve o di ghiaccio.
1.1.3.     Condizioni atmosferiche
1.1.3.1.   La velocità del vento prevalente misurata all'altezza di almeno 1
           m sopra il suolo deve essere inferiore a 6 m/s con raffiche non
           super ior i a 10 m/s.
1.1.4.     Metodo di prova di accelerazione
1.1.4.1.   Il veicolo in funzione ad una velocità di 10 km/h al di sotto
           della velocità regolata viene accelerato al massimo azionando a
           fondo il comando dell'acceleratore.
           Questa azione deve essere mantenuta per almeno 30 secondi dopo
           che si è stabilizzata la velocità del veicolo. La velocità
           istantanea del veicolo deve essere registrata durante la prova al
           fine di tracciare la curva della velocità in funzione del tempo e
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           Durante la messa in servizio della funzione di limitazione
           della velocità o del dispositivo di limitazione di velocità. La
           precisione della misurazione della velocità deve essere di ±
           1%. La precisione della misurazione dei tempi deve avere
           l'approssimazione di 0,1 s.
1.1.4.2.   Criteri di accettazione per la prova di accelerazione.
           La prova è considerata superata se sono soddisfatte le seguenti
           condizioni.
1.1.4.2.1. La velocità stabilizzata Vstab raggiunta dal veicolo deve
           essere pari o inferiore alla velocità regolata Vset. E' ammessa
           però una tolleranza del 5% sul valore Vset oppure di 5 km/h; si
           sceglie il valore maggiore.
1.1.4.2.2. Risposta al transitorio (cfr. figura 2 dell'appendice).
           Dopo aver raggiunto per la prima volta la velocità
           stabi Iizzata:
           (a) la velocità massima non deve superare la velocità
           stabilizzata Vstab di oltre il 5%;                          2
           (b) la variazione della velocità non deve superare 0,5 m/s
           per un periodo superiore di 0,1 s; e
           (e) le condizioni di velocità stabilizzata di cui al punto
           1.4.2.3. devono essere ottenute entro 10 secondi dal momento in
           cui si è raggiunta per la prima volta la velocità stabilizzata
           Vstab.
1.1.4.2.3. Velocità stabilizzata (cfr. figura 2 dell'appendice).
           Dopo aver azionato il comando della velocità stabile:
            (a) la velocità non deve variare di oltre il 4% della velocità
           stabi Iizzzata Vstab oppure di 2 km/h; si sceglie il valore
           maggiore;                                   ?
            ,uT i    .    *JL   ..      !     .. A A ,   se misurata per
            (b) la velocità non deve variare di 0,2 m/s
           un periodo superiore di 0,1 s.
1.1.4.2.4. Devono essere eseguite prove di accelerazione e verificati i
           criteri di accettazione per ciascun rapporto di riduzione del
           cambio che consente di superare il limite di velocità.
1.1.5.     Procedimento di prova a velocità costante.
1.1.5.1.    Il veicolo deve essere fatto funzionare in piena accelerazione
           sino a velocità costante e quindi mantenuto a questa velocità
           senza alcuna modfica della base di prova per almeno 400 m. La
           misurazione della velocità media del veicolo deve essere
           ripetuta sulla stessa base di prova percorsa in direzione
           opposta e con lo stesso procedimento.
           La velocità di stabilizzazione per l'intera prova descritta in
           precedenza è la media delle due velocità medie misurate
           percorrendo nei due sensi il percorso della base di prova,
            l'intera prova comprendente il calcolo della velocità di
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           stabilizzazione deve essere eseguita cinque volte. Le misure
           della velocità devono essere eseguite con una precisione di ±
           1% e quelle del tempo con una precisione di 0,1 s.
1.1.5.2.   Criteri di accettazione per la prova a velocità costante.
           Le prove sono considerate superate se sono soddisfatte le
           seguenti condizioni:
1.1.5.2.1. Nessuna delie velocità di stabilizzazione Vstab ottenute può
           superare la velocità regolata Vset. E' però ammessa una
           tolleranza del 5% del valore Vset oppure di 5 km/h; si sceglie
           iI valore maggiore.
1.1.5.2.2. Lo scarto tra le velocità di stabilizzazione estreme ottenute
           durante le prove non deve superare 3 km/h.
1.1.5.2.3. Devono essere eseguite le prove a velocità costante e
           verificati i criteri di accettazione per ciascun rapporto di
           riduzione dei cambio che consenta in teoria di superare la
           veloci tà I imi te.
1.2.       Prove sul banco dinamometrico
           L'inerzia equivalente della massa del veicolo può essere
           riprodotta sul banco dinamometrico con una precisione di ± 10%.
           Le velocità del veicolo deve essere misurata con una precisione
           di ± 1% ed il tempo con una precisione di 0,1s.
1.2.2.     Metodo di prova di accelerazione
1.2.1.     Caratteristiche del banco dinamometrico
1.2.2.1.   La potenza assorbita dal freno dei banco dinamometrico durante
           la prova deve essere regolata in modo da corrispondere alla
           resistenza all'avanzamento del veicolo per la velocità o le
           velocità di prova. La potenza può essere determinata mediante
           calcolo e deve essere regolata con una precisione di ± 10%. Su
           domanda del richiedente e con l'accordo dell'autorità
           competente,    la potenza assorbita può essere stabilita in
           alternativa a 0,4 Pmax (ove Pmax è la potenza massima del
           motore). Il veicolo in funzione con una velocità inferiore di
           10 km alla sua velocità regolata è accelerato ai massimo delle
           possibilità del motore azionando a fondo il comando
           dell'acceleratore. Questa azione deve essere mantenuta per
           almeno 20 secondi dopo che la velocità del veicolo è
           stabilizzata. La velocità istantanea del veicolo deve essere
           registrata durante la prova al fine di tracciare la curva della
           velocità in funzione del tempo durante la messa in servizio del
           dispositivo di limitazione della velocità.
1.2.2.2.   Criteri di accettazione della prova di accelerazione
           La prova è considerata superata se sono soddisfatte le seguenti
           condizioni :
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1.2.2.2.1. La velocità stabilizzata Vstab raggiunta dal veicolo deve
           essere pari o inferiore alla velocità regolata Vset. E' ammessa
           tuttavia una tolleranza del 5% sul valore Vset oppure di 5
           km/h; si sceglie il valore maggiore.
1.2.2.2.2. Risposta del transitorio (cfr. figura 2 dell'appendice).
           Dopo aver raggiunto per la prima volta la velocità
           stabi Iizzata:
           (a) la velocità massima non deve superare la velocità
           stabilizzata Vstab di oltre iI 5%;                         2
           (b) la variazione della velocità non deve superare 0,2 m/s
           per un periodo superiore a 0,1 s; e
           (e) le condizioni della velocità stabilizzata di cui al punto
           1.2.2.2.3. devono essere ottenute entro 10 secondi dal momento
            in cui si è raggiunta per la prima volta la velocità
           stabilizzata (Vstab).
1.2.2.2.3. Velocità stabilizzata (cfr. figura 2 dell'appendice)
           Dopo aver azionato il comando della velocità stabile:
           (a) la velocità non deve variare di oltre il 4% della velocità
           stabilizzata (Vstab) oppure di 2 km/h; si sceglie il valore
           maggiore;                                         2
           (b) la velocità non deve variare di oltre 0,2 m/s s e
           misurata per un periodo superiore a 0,1 s.
1.2.2.2.4. Devono essere eseguite prove in fase di accelerazione e
           verificati i criteri di accettazione per ciascun rapporto di
           riduzione del cambio che consente in teoria di superare la
           veloci tà I imi te.
1.2.3.     Procedimento di prova a velocità costante
1.2.3.1.    il veicolo deve essere collocato sul banco dinamometrico.
           Devono essere rispettati i criteri di accettazione indicati qui
           appresso per quanto concerne la potenza assorbita dal banco
           dinamometrico passando progressivamente dalla potenza massima
           Pmax ad un valore pari a 0,2 Pmax. La velocità del veicolo deve
           essere registrata per l'intera gamma di potenza definita più
           sopra. La velocità massima del veicolo deve essere determinata
           per tale gamma. La prova e la registrazione di cui sopra devono
           essere eseguite cinque volte.
1.2.3.2.   Criteri di accettazione per la prova a velocità costante
           Le prove sono considerate superate se sono soddisfatte le
           seguenti condizioni.
1.2.3.2.1. Nessuna delle velocità di stabilizzazione Vstab ottenute deve
           superare la velocità regolata Vset. E' ammessa però una
            tolleranza del 5% sul valore Vset oppure di 5 km/h; si sceglie
            iI valore maggiore.
 ---pagebreak---                                      - 26 -
1.2.3.2.2.      Lo scarto tra le velocità di stabilizzazione estreme ottenute
                durante la prova non deve superare 3 km/h.
1.2.3.2.3.      Devono essere eseguite prove a velocità costante e verificati
                criteri di accettazione per ciascun rapporto di riduzione del
                cambio che consenta In teoria di superare la velocità limite.
1.3.            Prova sul banco prova dei motore
                Questo procedimento di prova può essere applicato soltanto se
                il richiedente può dimostrare al servizio tecnico che esso è
                equivalente alla misurazione sulla pista di prova.
2.              PROVA DI DURATA
                Il dispositivo di limitazione della velocità deve essere
                sottoposto ad una prova di durata con la procedura prescritta
                qui appresso. Essa può peraltro essere omessa se il richiedente
                ne dimostra la resistenza agli effetti dell'invecchiamento.
2.1.            Il dispositivo ò sottoposto ad un ciclo su un banco che simula
                il comportamento ed il movimento cui lo stesso è sottoposto sul
                ve I co Io.
2.2.            il ciclo di funzionamento ò azionato da un sistema di comando
                fornito dal costruttore. Il diagramma dei ciclo è il seguente:
                                            1 ciclo
                                                                                C
                                                                                  S *
     t0   - t-, - t2 - t 3 - t4 - t5 - t6 - t7  tempo occorrente
     per eseguire questa sequenza:
     t i - t 2    2 secondi
     t3   "  *4    1 secondo
                  2
     t 5 - *6 "     secondi
     •7 "" *8 " 1 secondo
 ---pagebreak---                                     - 27 -
    Qu i appresso vengono defIn11 i ci nque condIz i onament i. I camp i on 1 di
    dispositivo di limitazione della velocità (DLV) del tipo presentato per
    l'omologazione devono essere sottoposti al seguenti condizionamenti:
                                   I       II      III     IV
                                   DLV     DLV     DLV      DLV
 Condizionamento 1                 X
 Condizionamento 2                         X
 Condizionamento 3                         X
 Condizionamento 4                                X
 Condizionamento 5                                        X
2.2.1.       CondIzlonamento 1 :           prove a temperatura ambiente (293 K
                                           + 2 K)
                                           numero di cicli 50 000
2.2.2.       Condizionamento 2:            prove ad alte temperature
2.2.2.1.     Componenti elettronici
              I componenti devono essere sottoposti ai cicli in una camera
             climatica. Per l'Intera durata dei funzionamento si mantiene
             una temperatura di 338 K + 5 K. Numero di cicli: 12 500.
2.2.2.2      Component i meccan i e I
              I componenti devono essere sottoposti al ciclo in una camera
             climatica. Per l'intera durata del funzionamento si mantiene
             una temperatura di 273 K + 5K. Numero di cicli: 12 500.
2.2.3.       Condizionamento 3: prove a bassa temperatura
             Nella camera climatica utilizzata per II condizionamento 2,
             viene mantenuta per l'Intera durata del funzionamento una
             temperatura di 253 K + 5 K . Numero di cicli: 12 500.
2.2.4.       Condizionamento 4: prova In atmosfera salata. Unicamente per I
             componenti esposti alle condizioni ambientali della strada. Il
             dispositivo deve essere sottoposto ai cicli in una camera ad
             atmosfera salata. La concentrazione di cloruro di sodio deve
             essere del 5% e la temperatura Interna della camera climatica
             di 308 K + 2 K. Numero di cicli: 12 500.
2.2.5.       Condizionamento 5: prova di vibrazione.
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2.2.5.1.   Il dispositivo di limitazione di velocità è montato in modo
           analogo a quando avviene sul veicolo.
2.2.5.2.   Si applicano vibrazioni sinusoidali su tutti i piani;
           l'oscillazione logaritmica deve essere di 1 ottavo al minuto.
2.2.5.2.1. Prima prova: gamma di frequenza 10-13 Hz, ampiezza ± 2 mm.
2.2.5.2.2. Seconda prova: gamma di frequenza 2 4 - 1 000 Hz per entità
           tecniche montate sul telaio e sulla cabina, entrata 2,5 g. Nel
           caso entità tecniche montate sul motore l'entrata è di 5 g.
2.3.       Criteri di accettazione delle prove di durata.
2.3.1.     Ai la fine del le prove di durata non si deve constatare alcuna
           modifica delle prestazioni del dispositivo per quanto concerne
           la velocità regolata.
2.3.2.     Peraltro, se durante una delle prove di durata dovesse
           verificarsi un guasto, a richiesta del costruttore può essere
           presentato un secondo dispositivo per l'esecuzione delle prove
           di durata in questione.
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                                                           ALLEGATO III
                                                           APPENDICE
 1. CURVA ASINTOTICA
                     4,05 VceH-
                     V «Vmax
                      Set
                                                                 ••t
                                   FIGURA 1
  In questo caso, Vset - Vmax: l'unica condizione da soddisfare ò quella
  delia velocità massima. L'area S è indefinita.
  2. DIAGRAMMA DELL'OSCILLAZIONE
  velocità
9 0 % Vseèf
                                                                         tempo
                                    Figura 2
  Vmax ò la velocità massima raggiunta dal veicolo nel primo semiperlodo del
  diagramma di risposta.
  Vstab è la velocità stabilizzata del veicolo. Essa corrisponde alla
  velocità media calcolata almeno 20 secondi dopo II primo semiperlodo.
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                 FICHE D'IMPACT SUR LA COMPETITIVITE ET L'EMPLOI
        Proposition de directive du Conseil concernant le rapprochement des
        législations des Etats membres relative aux limiteurs de vitesse
        des poids lourds et autocars.
    I. Quelle est la justification principale de la mesure ?
        - Achèvement de la procédure de réception CEE des véhicules automobiles
        - Harmonisation des législations nationales.
        - Augmentation de la sécurité de la circulation routière.
        - Réduction des émissions de polluants et de la consommation de
          carburants des véhicules à moteur.
  II. Caractéristiques des entreprises concernées
        En particulier :
        - y-a-t-il un grand nombre de PME ? Non.
        - note t'on des concentrations dans des régions :
           . éligibles aux aides régionales des E.M. ? Non.
           . éligibles au Feder ? Non.
 '.II. Quelles sont les obligations imposées aux entreprises ?
        Respecter les prescriptions desdites directives assurant ainsi le libre
        accès de leurs véhicules dans tout le territoire de la Communauté.
   ".V. Quelles sont les obligations susceptibles d'être imposées
        indirectement aux entreprises via les autorités locales ?
        Respecter les prescriptions de ladite directive assurant ainsi le libre
        accès de leurs véhicules dans tout le territoire de la Communauté.
    V. Y-a-t-il des mesures spéciales pour les PME ? Non.
        - lesquelles ?
  VI. Quel est l'effet prévisible :
        - sur la compétitivité des entreprises ?
           pas d'effet prévisible.
        - sur l'emploi ?
           pas d'effet prévisible.
VII. Les partenaires sociaux ont-ils été consultés ?       Oui
        - Avis des partenaires sociaux : pas d'objections.
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                                                              COM(91) 240 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              07
                                          N. di catalogo : CB-CO-91-299-IT-C
                                                             ISBN 92-77-74047-7
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
1^2985 Lussemburgo