CELEX: 62013TN0326
Language: it
Date: 2013-06-18 00:00:00
Title: Causa T-326/13: Ricorso proposto il 18 giugno 2013 — Commissione europea/Thales développement et coopération SAS

12.10.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 298/7
            
         Ricorso proposto il 18 giugno 2013 — Commissione europea/Thales développement et coopération SAS
   (Causa T-326/13)
   2013/C 298/12
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: R. Lyal e B. Conte, agenti, assistititi da N. Coutrellis, avvocato)
   
      Convenuta: Thales développement et coopération SAS (Vélizy-Villacoublay, Francia)
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               ordinare alla società Thales di rimborsare integralmente le somme percepite a titolo dei contratti NEMECEL e DREAMCAR alla Commissione, ossia per il contratto NEMECEL l’importo di EUR 700 335,66, a titolo di capitale e interessi maturati, e per il contratto DREAMCAR l’importo di EUR 812 821,43, a titolo di capitale e interessi maturati;
            
         
               —
            
            
               condannare la Thales al pagamento integrale delle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   In seguito ad un’indagine condotta dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (l’OLAF), la Commissione chiede, con ricorso fondato sull’articolo 272 TFUE, che il Tribunale voglia condannare la convenuta a rimborsarle integralmente le somme percepite dalla sua ex controllata, la società SRTI (SRTI System, Industrial Process Department), diventata successivamente SODETEG (Société d’Études Techniques et d’Entreprises Générales SA) e poi THALESEC (Thales Engineering and Consulting), nell’ambito dei due contratti di ricerca denominati «NEMECEL» e «DREAMCAR».
   La Commissione sostiene che le somme di cui trattasi sarebbero state percepite indebitamente in seguito a gravi irregolarità finanziarie, al non rispetto degli impegni contrattuali nonché a violazioni di norme giuridiche fondamentali. La controllata della convenuta avrebbe, segnatamente, dichiarato costi eccessivi per mezzo di sovrafatturazione di ore non prestate.