CELEX: 52001PC0617
Language: it
Date: 2001-10-31
Title: Proposta di regolamento del Consiglio concernente la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l'utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura e che modifica il regolamento (CE) n. 1258/1999

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52001PC0617

Proposta di regolamento del Consiglio concernente la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l'utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura e che modifica il regolamento (CE) n. 1258/1999  /* COM/2001/0617 def. Volume I - CNS 2001/0256 */  

Gazzetta ufficiale n. 051 E del 26/02/2002 pag. 0335 - 0338

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO concernente la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l'utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura e che modifica il regolamento (CE) n. 1258/1999(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIl regolamento (CE) n. 1467/94 del Consiglio concernente la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l'utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura ha varato un programma d'azione quinquennale che è scaduto il 31 dicembre 1999.1. RealizzazioneSulla base del primo programma sono stati innanzitutto portati a termine:* il coordinamento delle attività degli Stati membri (considerevole e fondamentale) attuato con la FAO, inclusa l'elaborazione dei piani d'azione fino al 1998,* l'adozione di 21 progetti per un importo complessivo di 10 milioni di EUR/ECU, pari a circa i 2/3 dell'importo considerato necessario dal regolamento per l'attuazione dei progetti in parola (allegato II del regolamento), incluso un progetto relativo al settore forestale (Elms/Elms) e 16 progetti relativi alle risorse genetiche vegetali (ad esempio orzo, avena, brassica, riso, patate, beta, granturco, allium, carota, oliva, vite). La maggior parte di questi progetti riguarda principalmente la caratterizzazione (valutazione) delle risorse genetiche disponibili ex situ, la loro appropriata conservazione e la loro utilizzazione. Hanno partecipato segnatamente banche di geni, istituti scientifici, utilizzatori e talvolta le ONG. Il primo programma includeva anche quattro progetti relativi alle risorse genetiche animali (animali d'allevamento, suini, bovini, conigli) soprattutto per quanto riguarda il coordinamento, la caratterizzazione e, in una certa misura, la raccolta e la conservazione delle stesse.2. Valutazione dell'azioneNel febbraio 2000, alcuni esperti indipendenti hanno messo a punto un rapporto di valutazione sull'applicazione dell'azione, come previsto dal regolamento (CE) n. 1467/94.Tale rapporto è presentato al Consiglio e al Parlamento unitamente alla presente proposta de regolamento del Consiglio per azioni future.Ulteriori consultazioni hanno avuto luogo nel periodo compreso fra marzo e luglio 2000 nel corso di una riunione del comitato sulle risorse genetiche (istituito dal regolamento (CE) n. 1467/94), riunione alla quale sono stati associati rappresentanti del Parlamento europeo, di più ONG, scienziati (coordinatori di progetti) e rappresentanti degli utilizzatori di risorse genetiche (sementi).Le conclusioni della valutazione effettuata dagli esperti indipendenti possono essere così sintetizzate:* portare avanti e rafforzare l'azione facendo in modo di garantire un maggiore equilibrio fra i progetti relativi ai "vegetali" e quelli relativi agli "animali",* includere il concetto di conservazione in situ/nell'azienda agricola per tener conto degli impegni internazionali e delle caratteristiche delle ecoregioni sottolineando al tempo stesso la necessità di una partecipazione più attiva delle ONG,* migliorare il coordinamento fra gli Stati membri e la Commissione in vista di negoziati e azioni a livello FAO,* accentuare l'orientamento dell'azione per garantire una più ampia partecipazione degli Stati membri per una determinata categoria di progetti.I principali elementi addizionali sono emersi nel corso di varie consultazioni e possono essere così sintetizzati:* promuovere una maggiore partecipazione delle ONG e di altri operatori, in particolare nel settore della conservazione in situ/nell'azienda agricola e consentire a tali operatori di beneficiare del regolamento (CE) n. 1257/1999,* coordinare le attività internazionali nel settore della protezione delle risorse genetiche; è stata altresì ritenuta necessaria una normativa comunitaria sul diritto di proprietà nel contesto del regolamento considerato,* prevedere una più vasta gamma di attività in materia di informazione e pubblicità, segnatamente per incrementare l'impiego di varietà o razze locali o rare,* sottolineare maggiormente l'importanza dell'utilizzazione e del trasferimento dei risultati sul mercato (utilizzatori),* elaborare un inventario europeo decentralizzato e permanente delle risorse genetiche disponibili, nonché delle loro origini e caratteristiche.In conclusione, la valutazione effettuata da esperti indipendenti in merito all'azione citata, come prescritto dal regolamento (CE) n. 1467/94, ha chiaramente raccomandato l'attuazione di un nuovo programma quinquennale.3. La nuova azioneNella sua strategia di integrazione dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile nel contesto della politica agricola comune (doc. 13078/99 del 15.11.1999) il Consiglio ha chiesto di preparare un nuovo programma d'azione.Tenuto conto dei risultati conseguiti con il programma scaduto, dei risultati della valutazione indipendente e del contenuto del documento del Consiglio si propone di rinnovare l'azione.Il nuovo regolamento stabilirà nuove modalità d'intervento, favorendo una maggiore flessibilità soprattutto mediante il ricorso ad azioni indirette effettuate mediante programmi nazionali nell'arco di un periodo di cinque anni. Obiettivo dell'azione è di:- finanziare azioni intese a favorire la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l'utilizzazione di risorse genetiche importanti per la produzione agricola e contribuire al tempo stesso al completamento del "piano di azione biodiversità agricola" in quanto quest'ultimo consentirà di prendere in considerazione una più vasta gamma di varietà vegetali e animali,- coordinare i programmi nazionali, scambiare informazioni fra gli Stati membri e la Commissione,- agevolare il coordinamento nel settore dei negoziati internazionali, segnatamente con la FAO.Poiché l'azione persegue principalmente obiettivi di politica agricola che riguardano le risorse genetiche così importanti per lo sviluppo della produzione agricola, il fondamento giuridico è l'articolo 37 del trattato.La nuova azione includerà i seguenti elementi:- Il quadro dei programmi, che include obiettivi e orientamenti dell'azione nonché le linee essenziali da seguire. Questi aspetti saranno sviluppati in modo dettagliato nelle modalità d'applicazione.- L'attuazione mediante programmi nazionali, per cui gli Stati membri sono responsabili dell'applicazione dell'azione, che include anche progetti transnazionali. La selezione e la gestione dei progetti avverrà nel quadro di programmi nazionali, elaborati dagli Stati membri e presentati alla Commissione. Essa deve includere metodi di attuazione mediante bandi di gara intesi a selezionare progetti e a garantire l'esistenza di un organismo di gestione a livello degli Stati membri come pure di un organismo di pagamento.   I programmi consentiranno di eseguire le varie azioni mediante progetti transnazionali che costituiranno la parte principale del programma e dei progetti nazionali, su scala ridotta, che coprono il settore della conservazione «in situ/nell'azienda agricola» (riproduzione di risorse genetiche da parte degli agricoltori nella propria azienda) e nelle ecoregioni.- Il compito dei servizi della Commissione sarà di garantire l'elaborazione delle disposizioni relative alle modalità d'applicazione, l'approvazione dei programmi nazionali, le attività di coordinamento e la rappresentanza internazionale.- L'istituzione di un comitato delle risorse genetiche che assisterà la Commissione e fungerà da comitato di gestione ogni qualvolta consultato sull'adozione dei programmi nazionali ovvero da comitato consultivo per altre questione relative alle risorse genetiche.Le seguenti azioni non sono specificamente ammissibili ai fini di una partecipazione finanziaria della Comunità nel quadro del presente programma: studi teorici, studi volti a verificare ipotesi, studi volti a migliorare strumenti o tecniche, lavori che comportano l'applicazione di tecniche non collaudate o di sistemi « modello » nonché tutte le altre attività di ricerca. Tali azioni potrebbero in effetti essere prese in considerazione nell'ambito dei programmi comunitari di ricerca e sviluppo tecnologico.Il finanziamento dell'azione sarà incluso nel FEAOG, sezione Garanzia ed è previsto un importo annuo fino a 10 milioni di EURO. Attualmente il regolamento (CE) n. 1258/1999 sul finanziamento della politica agricola comune non contempla le risorse genetiche. È pertanto necessario modificare il regolamento (CE) n. 1258/1999 per inserirvi azioni intese a favorire la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l'utilizzazione delle risorse genetiche.2001/0256 (CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO concernente la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l'utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura e che modifica il regolamento (CE) n. 1258/1999IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C del , pag. .visto il parere del Parlamento europeo [2],[2]  GU C del , pag. .visto il parere del Comitato economico e sociale [3],[3]  GU C del , pag.considerando quanto segue:(1) Le diversità biologiche e genetiche in agricoltura costituiscono un fattore insostituibile per lo sviluppo della produzione agricola e lo sviluppo dello spazio rurale. Occorre pertanto adottare tutte le misure necessarie per la loro preservazione.(2) La preservazione delle risorse genetiche in agricoltura contribuisce anche alla realizzazione degli obiettivi della convenzione sulla biodiversità, approvata a nome della Comunità con la decisione 93/626/CEE del Consiglio [4].[4]  GU L 309 del 13.12.1993, pag. 1.(3) Per contribuire al conseguimento di tali obiettivi, il regolamento (CE) n. 1467/94 del Consiglio, del 20 giugno 1994, concernente la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l'utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura [5] che ha adottato un programma comunitario d'azione quinquennale. Tale programma è scaduto il 31 dicembre 1999. Occorre pertanto sostituirlo con una nuova azione comunitaria.[5]  GU L 159 del 28.6.1994, pag. 1.(4) Ai sensi di tale azione comunitaria la preservazione delle risorse genetiche deve includere tutte le risorse genetiche vegetali o animali che sono o che potrebbero rivelarsi utili nel settore dell'agricoltura e per lo sviluppo rurale, incluse le risorse genetiche silvicole e forestali.(5) Le molteplici attività degli Stati membri, dei vari organismi internazionali quali l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), l'European Cooperative programme for crop genetic resources networks (ECP/GR) e l'European forest genetic resources programme (EUFORGEN) hanno bisogno di un sistema di informazione reciproco permanente e di un coordinamento intenso in materia di conservazione delle risorse genetiche per aumentare i loro effetti positivi sulla politica agricola comune.(6) La conoscenza delle risorse genetiche disponibili in Europa, della loro origine e delle loro caratteristiche è tuttora insufficiente. La messa a punto di un inventario decentralizzato, permanente e ampiamente accessibile è in grado di stabilire tali conoscenze e di garantirne la disponibilità.(7) Occorre sostenere la conservazione permanente in situ e nell'azienda agricola delle risorse genetiche agricole, inclusa la loro inventariazione e distribuzione a favore di un'utilizzazione più ampia delle specie rare per la produzione agricola. Occorre pertanto prevedere azioni che vanno al di là del quadro del regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) e che modifica ed abroga taluni regolamenti [6].[6]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 80.(8) Le misure di conservazione delle risorse genetiche devono essere accompagnate da azioni di informazione e di divulgazione per favorire la diffusione dei risultati ottenuti.(9) Il problema della conservazione delle risorse genetiche in agricoltura ha una dimensione transnazionale e riguarda tutti gli Stati membri. Occorre pertanto fare in modo che possano essere elaborati progetti che coprano l'insieme o una parte considerevole dei territori degli Stati membri e delle ecoregioni e che riguardano la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l'utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura.(10) Programmi nazionali o multinazionali di azione in materia di conservazione, caratterizzazione, raccolta e utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura costituiscono il quadro appropriato per realizzare e gestire le diverse azioni in stretta cooperazione con le attività di ricerca sovvenzionate a livello nazionale ovvero nel contesto delle attività sovvenzionate a norma dell'articolo 163 del trattato.(11) Devono essere stabilite delle regole per la messa a punto di tali programmi, segnatamente per quanto concerne le modalità di selezione dei progetti multinazionali.(12) Occorre prevedere un sostegno comunitario per la realizzazione dei programmi nazionali o multinazionali.(13) Occorre prevedere un contributo degli Stati membri per la realizzazione delle azioni contemplate in un determinato programma, onde favorire il loro impegno a favore della conservazione delle risorse genetiche in agricoltura.(14) Per ragioni di disponibilità di bilancio, la partecipazione comunitaria sarà a carico del FEAOG, sezione garanzia. Pertanto è necessario adattare il regolamento (CE) n. 1258/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo al finanziamento della politica agricola comune [7].[7]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 103.(15) Per garantire l'utilizzazione efficace degli stanziamenti comunitari destinati alla realizzazione dei programmi nazionali e multinazionali. occorre prevedere che le dotazioni iniziali assegnate agli Stati membri siano fissate in base a criteri obiettivi e segnatamente in funzione delle esigenze nonché dei risultati conseguiti in precedenza.(16) Poiché le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono misure di gestione ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [8], è necessario che queste misure siano adottate secondo la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della citata decisione.[8]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(17) Per l'attuazione e la sorveglianza del presente regolamento, la Commissione deve poter ricorrere a consulenti scientifici o tecnici.(18) Occorre prevedere l'opportuna trasparenza e cooperazione fra le attività sostenute dai programmi di ricerca nazionali, comunitari o altri e le attività sostenute dal presente regolamento. Nello stesso spirito sarà opportuno limitare la portata delle azioni sostenute alle specie utilizzate nell'agricoltura europea,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Per contribuire alla realizzazione degli obiettivi della politica agricola comune, all'attuazione della convenzione sulla biodiversità nonché alla politica comunitaria in materia di protezione delle risorse genetiche agricole, è istituita un'azione comunitaria per un periodo di cinque anni intesa a favorire il coordinamento e la promozione a livello comunitario degli sforzi compiuti negli Stati membri in materia di conservazione, di caratterizzazione, di raccolta e di utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura.Articolo 21. Per l'applicazione del presente regolamento le risorse genetiche in agricoltura includono le risorse genetiche vegetali e le risorse genetiche animali.2. Ai fini del presente regolamento si intende per:a) risorse genetiche vegetali, quelle che riguardano i settori delle piante agricole, inclusa la vite e le piante foraggere, il settore dell'orticoltura, inclusi gli ortofrutticoli, le piante ornamentali, medicinali e aromatiche, i settori della frutticoltura, della silvicoltura e delle foreste, i funghi, i microrganismi nonché la flora selvatica la cui protezione è o potrebbe rivelarsi utile nel settore agricolo,b) le risorse genetiche animali, quelle relative agli animali domestici d'allevamento (vertebrati e invertebrati), i microrganismi nonché la fauna selvatica la cui protezione è o potrebbe rivelarsi utile nel settore agricolo.Articolo 3L'azione di cui all'articolo 1 include i seguenti elementi:a) l'informazione reciproca sui programmi d'azione nazionale e sulla loro realizzazione ai fini di un coordinamento di tali programmi con le azioni da attuare a livello comunitario nonché con l'evoluzione dei negoziati a livello internazionale, segnatamente per quanto concerne la convenzione sulla biodiversità, le azioni attuate dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e i programmi ECP/GR (European cooperative programme for crop genetic resources networks) e EUFORGEN (European forest genetic resources programme);b) la messa a punto e la sorveglianza di un inventario europeo decentralizzato e permanente delle risorse genetiche disponibili, delle loro origini e delle loro caratteristiche, incluso anche il materiale biologico conservato nelle collezioni ex situ e del materiale biologico conservato nelle collezioni in situ e nell'azienda agricola;c) le azioni di conservazione, di caratterizzazione, di raccolta e di utilizzazione delle risorse genetiche possono coprire i settori della conservazione ex situ, in situ e nell'azienda agricola, destinati a sostenere o a completare le azioni di coordinamento avviate a livello comunitario o negli Stati membri nei settori considerati;d) le misure di coordinamento e di informazione possono segnatamente riguardare l'organizzazione dei seminari, di conferenze tecniche e di riunioni periodiche con le organizzazioni non governative (ONG) e gli altri organismi interessati.Articolo 41. I programmi nazionali o multinazionali di cui all'articolo 3, lettera a) possono riguardare:a) la realizzazione dei progetti multinazionali a spese ripartite in materia di conservazione, di caratterizzazione, di raccolta e di utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura;b) le azioni relative alla messa a punto dell'inventario di cui all'articolo 3, lettera b),c) azioni relative alla promozione della conservazione delle risorse genetiche in situ e nell'azienda agricola nelle ecoregioni da definire. Tali azioni non possono includere aiuti per il mantenimento delle zone di protezione della natura né azioni che possono essere realizzate a titolo del regolamento (CE) n. 1257/1999,d) le misure di cui all'articolo 3, lettera d).Gli Stati membri comunicano i programmi e loro eventuali modifiche alla Commissione.2. I programmi possono coprire un periodo di cinque anni al massimo a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.Articolo 5I programmi di cui all'articolo 3, lettera a) includono segnatamente:a) una descrizione delle misure adottate o previste per garantire la selezione e la gestione dei progetti di cui all'articolo 4, paragrafo 1, che riguarda segnatamente le condizioni degli inviti a presentare proposte per la selezione dei progetti stessi,b) una descrizione delle misure prese o previste per l'elaborazione dell'inventario permanente,c) una descrizione delle misure prese o previste per l'attuazione delle azioni di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettere c) e d), segnatamente gli aiuti previsti e l'elenco (a livello dei generi) delle risorse genetiche vegetali e animali che possono essere prese in considerazione ai fini dell'aiuto considerato nonché i legami con l'inventario permanente di cui sopra.Articolo 6La Commissione può organizzare scambi d'informazione, segnatamente tramite seminari.Articolo 71. Il contributo degli Stati membri per la realizzazione dei programmi di cui all'articolo 3 lettera a) è fissato almeno al 15 %.2. La partecipazione finanziaria della Comunità alle azioni contemplate dai programmi è fissata al 35 %.Inoltre, la Comunità finanzia al 100% le spese per le azioni di cui all'articolo 6.Il Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia (FEAOG), sezione garanzia, partecipa al finanziamento delle azioni promosse dagli Stati membri o dalla Commissione in applicazione del presente regolamento.Articolo 81. La Commissione stabilisce le dotazioni iniziali, ripartite su base annuale, assegnate agli Stati membri, in base a criteri obiettivi che tengono conto degli sforzi compiuti dagli Stati membri in materia di conservazione, caratterizzazione, raccolta e utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura.La dotazione iniziale deve almeno corrispondere all'importo medio assegnato ai progetti multinazionali in virtù del regolamento (CE) n. 1467/94.2. La dotazione iniziale è adattata in funzione delle spese reali e delle previsioni di spesa rivedute presentate dagli Stati membri, tenuto conto degli obiettivi e dei programmi nazionali e in funzione delle risorse disponibili.Articolo 9All'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1258/1999 è aggiunta la seguente lettera f):« f) le azioni che riguardano la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l'utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura ».Articolo 10La Commissione assicura l'attuazione dell'azione comunitaria, del coordinamento e della sorveglianza in merito alla sua realizzazione. Essa può segnatamente ricorrere a consulenti scientifici o tecnici.Articolo 11Le modalità d'applicazione del presente regolamento sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 12, paragrafo 2.Articolo 121. La Commissione è assistita da un comitato, il comitato della conservazione, della caratterizzazione, della raccolta e dell'utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura di cui fanno parte rappresentanti degli Stati membri e che è presieduto da un rappresentante delle Commissione.2. Nei casi in cui si fa riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della decisione 1999/468/CE nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 7 della medesima.3. Il periodo previsto all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione 1999/468/CE è fissato a un mese.4. Il comitato può esaminare qualsiasi altra questione pertinente, segnatamente per quanto concerne il coordinamento, sollevata dal suo presidente o su iniziativa di quest'ultimo o ancora a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.Articolo 13Prima della scadenza dell'azione, la Commissione designa un gruppo di esperti indipendenti per valutare i risultati della medesima. Il rapporto di tale gruppo, unitamente alle osservazioni della Commissione, viene presentato al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale.Se del caso la Commissione propone al Consiglio di adottare un nuovo periodo di applicazione dell'azione.Articolo 14Il regolamento (CE) n. 1467/94 è abrogato.Tuttavia, esso è applicabile alle misure avviate prima dell'entrata in vigore del presente regolamento.Articolo 15Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stato membri.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl Presidente&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;