CELEX: 52004PC0086
Language: it
Date: 2004-02-10
Title: Progetto di decisione del Consiglio che autorizza la Germania ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari

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52004PC0086

Progetto di decisione del Consiglio che autorizza la Germania ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari  /* COM/2004/0086 def. */  

Progetto di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Germania ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Ai sensi dell'articolo 27 della sesta direttiva del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune d'imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme [1], il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, può autorizzare ogni Stato membro ad introdurre misure particolari di deroga alle disposizioni di tale direttiva, allo scopo di semplificare la riscossione dell'imposta o di impedire talune frodi o evasioni fiscali.[1]  GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/92/CE (GU L 260 dell'11.10.2003, pag. 8).2. Con una domanda presentata sotto forma di due lettere trasmesse alla Commissione, protocollate dal Segretariato generale della Commissione il 01.09.2003 e il 12.11.2003, il governo tedesco ha chiesto l'autorizzazione ad introdurre tre misure di deroga all'articolo 21, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 77/388/CEE.3. Conformemente all'articolo 27, paragrafo 3, della sesta direttiva, gli altri Stati membri sono stati informati della richiesta presentata dal governo tedesco con lettera del 09.12.2003 e con lettera del 24.01.2004.4. L'articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE, nella versione dell'articolo 28 octies di tale direttiva, stabilisce che, in regime interno, il soggetto passivo che fornisce beni o servizi imponibili è di norma soggetto al pagamento dell'imposta sul valore aggiunto (IVA).5. L'obiettivo della deroga richiesta dalla Germania consiste nel rendere il destinatario soggetto all'imposta sul valore aggiunto nei tre casi seguenti: primo, per la prestazione di servizi nel settore edile eccetto il caso in cui il destinatario della cessione affitti esclusivamente non più di due residenze; secondo, per i servizi di pulizie nei fabbricati e parti di fabbricati; terzo, per la cessione di beni immobili nel caso in cui il fornitore abbia optato per la tassazione ai sensi dell'articolo 13, lettera c), della sesta direttiva. Le misure sollecitate devono essere considerate misure miranti ad impedire talune frodi o evasioni fiscali nei settori in oggetto.6. La Corte dei conti tedesca ha rilevato perdite considerevoli dell'IVA nel settore delle imprese edili e dei servizi di pulizie. Queste perdite si sono verificate nei casi in cui l'IVA è stata correttamente fatturata ma non è stata versata alle autorità fiscali, mentre il destinatario della cessione ha esercitato il diritto alla deduzione. In tali casi non si è potuto negare al destinatario il diritto alla deduzione e il fornitore non ha potuto essere ritenuto responsabile in quanto insolvente e irreperibile. In numerosi di questi casi, le cessioni sono state effettuate da società fantasma e sono state impiegate tecniche di occultamento per impedire alle autorità fiscali di recuperare l'IVA. Per tali motivi, le misure fiscali e non fiscali volte ad aumentare la sorveglianza amministrativa su queste imprese non hanno raggiunto i risultati attesi. Il problema dell'amministrazione fiscale tedesca è che essa non riesce ad identificare gli operatori inadempienti o che tale identificazione avviene troppo tardi per recuperare l'IVA persa. Il numero di tali casi è aumentato in modo così considerevole da richiedere misure legali. La prevista designazione del destinatario della cessione quale debitore dell'IVA riguarda soltanto le imprese che possono esercitare il diritto alla deduzione e non comprende anche i privati. Essa si limita inoltre a due settori specifici in cui le perdite in termini di IVA hanno raggiunto una dimensione insostenibile. Una simile deroga è già stata concessa all'Austria [2].[2]  Decisione 2002/880/CE del Consiglio, del 5 novembre 2002 (GU L 306 dell'8.11.2002, pag. 24).7. La Corte dei Conti tedesca ha inoltre redatto una relazione speciale relativa alla cessione di beni immobili secondo la quale tali cessioni sono particolarmente sensibili alla frode e all'evasione dell'IVA, nel caso in cui il fornitore abbia esercitato il diritto di optare per la tassazione della cessione. Tali cessioni di beni immobili sono infatti esenti si sensi dell'articolo 13, parte B, lettere g) e h), della sesta direttiva e diventano imponibili solo quando il fornitore esercita l'opzione di tassare la cessione (articolo 13, parte C, della sesta direttiva). Sono stati individuati due casi principali di perdita dell'IVA. Nel primo caso il fornitore è insolvente e quindi il suo principale creditore, di solito una banca, lo incoraggia a vendere il bene immobile e ad esercitare il diritto a tassare la vendita. Il prezzo di vendita maggiorato dell'IVA è quindi trasferito al creditore il quale, come risultato, recupera più soldi dal suo debitore di quelli che avrebbe normalmente recuperato se la vendita fosse stata esente dall'IVA. Il destinatario può esercitare il diritto alla deduzione e il fornitore non pagherà l'IVA alle autorità fiscali, le quali non possono recuperare l'IVA dal fornitore perché quest'ultimo nel frattempo ha dichiarato lo stato di insolvenza. Nel secondo caso un'impresa di nuova costituzione acquista beni immobili e la cessione è fatturata con l'IVA. L'acquirente recupera l'IVA e successivamente l'intera transazione viene annullata e riaperta sulla base delle obbligazioni contrattuali dell'accordo concluso tra il fornitore e l'acquirente. Il fornitore non è obbligato a versare l'IVA alle autorità fiscali a causa dell'annullamento (articolo 11, parte C, paragrafo 1, della sesta direttiva). Le autorità fiscali perdono l'IVA recuperata dall'acquirente perché nel frattempo l'impresa di nuova costituzione ha dichiarato lo stato di insolvenza. I beni immobili sono beni di alto valore e di conseguenza l'importo imponibile e le perdite in termini di IVA, anche di una sola transazione, sono particolarmente elevati. Sulla base dei numerosi casi individuati, la Corte dei conti tedesca valuta che tali perdite ammontino a milioni di euro. Abolire l'opzione di tassare le cessioni di beni immobili non è una soluzione. Il valore dei beni immobili di solito include l'IVA e il mantenimento dell'opzione è quindi necessario per mantenere neutrale il sistema IVA. È pertanto evidente che designare il destinatario della cessione quale debitore dell'IVA è la soluzione più appropriata nelle specifiche circostanze e per la presenza di rischi elevati. Per entrambi i tipi di problemi descritti, tale soluzione impedisce la perdita dell'IVA in quanto non c'è IVA pagata dalle autorità fiscali ad uno degli operatori economici coinvolti. Essa impedisce inoltre la doppia responsabilità fiscale del fornitore e del destinatario, che comporterebbe un maggiore rischio economico per il destinatario e procedure di recupero onerose per le autorità fiscali che potrebbero rivolgersi solo al destinatario quando il recupero dal fornitore si dimostrasse impossibile. Essa impedisce la responsabilità fiscale di una terza persona, per esempio il notaio, che creerebbe costi maggiori sia per il fornitore che per il destinatario. Poiché, in pratica, la deroga riguarderà solo le cessioni tra soggetti passivi, essa si limita a casi specifici; infatti, l'opzione di tassare la cessione è esercitata solo quando il destinatario può esercitare il diritto alla deduzione.8. La Commissione ritiene pertanto opportuno concedere le deroghe richieste dal governo tedesco.Progetto di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Germania ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affariIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,vista la sesta direttiva (77/388/CEE) del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme [3], in particolare l'articolo 27,[3]  GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla Direttiva 2003/92/CE (GU L 260, 11.10.2003, pag. 8).vista la proposta della Commissione [4],[4]  GU C [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) Con una richiesta presentata sotto forma di due lettere trasmesse alla Commissione, protocollate dal Segretariato Generale il 01.09.2003 e il 12.11.2003, il governo tedesco ha chiesto l'autorizzazione ad introdurre tre misure di deroga all'articolo 21, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 77/388/CEE.(2) Nel settore delle imprese edili e delle imprese di pulizia di immobili si sono registrate perdite considerevoli di IVA in quanto l'IVA, pur correttamente fatturata, non veniva versata alle autorità fiscali e il destinatario esercitava il diritto alla deduzione. Gli operatori inadempienti non potevano essere identificati o erano identificati troppo tardi per recuperare l'IVA persa. Il numero di tali casi è aumentato in modo così considerevole da richiedere l'adozione di misure legali. La designazione del destinatario della prestazione quale debitore dell'IVA riguarda solo le imprese che possono esercitare il diritto alla deduzione e non riguarda i privati. Essa si limita inoltre a due settori specifi in cui le perdite in termini di IVA hanno raggiunto una dimensione insostenibile. Una simile deroga è già stata concessa all'Austria [5].[5]  Decisione 2002/880/CE del Consiglio, del 5 novembre 2002 (GU L 306 dell'8.11.2002, pag. 24).(3) Le perdite in termini di IVA sono state rilevate anche per le cessioni di beni immobili ai sensi dell'articolo 13, parte B, lettere g) e h), le quali sono particolarmente sensibili alla frode e all'evasione dell'IVA nei casi in cui il fornitore esercita l'opzione di tassare la cessione. I beni immobili sono beni di alto valore e di conseguenza l'importo imponibile e le perdite in termini di IVA, anche per una sola transazione, sono particolarmente elevati. Il mantenimento dell'opzione di tassare le cessioni di beni immobili è necessario per mantenere neutrale il sistema IVA. Nelle circostanze specifiche della cessione di beni immobili, la designazione del destinatario della prestazione quale debitore dell'IVA appare la soluzione più appropriata per far fronte all'elevato rischio. Essa impedisce la doppia responsabilità fiscale del fornitore e del destinatario, che comporterebbe un maggiore rischio economico per il destinatario e procedure di recupero onerose per le autorità fiscali, e impedisce inoltre la responsabilità fiscale di una terza persona, per esempio un notaio, che creerebbe costi maggiori per i fornitori e i destinatari. La deroga riguarda in pratica soltanto le cessioni tra soggetti passivi e si limita quindi a casi specifici.(4) La misura di deroga in questione non incide né sull'importo dell'imposta sul valore aggiunto da versare allo stadio del consumo finale né sulle risorse proprie delle Comunità europee provenienti dall'imposta sul valore aggiunto.HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1In deroga all'articolo 21, paragrafo 1, lettera a) della direttiva 77/388/CEE, come formulato nell'articolo 28, lettera g), la Germania è autorizzata, con effetto dal 1° gennaio 2004, a designare i destinatari delle prestazioni di servizi di cui all'articolo 2 di tale decisione quali debitori dell'IVA.Articolo 2Il destinatario della prestazione può essere designato quale debitore dell'IVA nei seguenti casi:1. qualora i lavori di costruzione e/o i servizi di pulizie negli immobili siano forniti ad un soggetto passivo, eccetto il caso in cui il destinatario della prestazione affitti esclusivamente non più di due residenze;2. qualora i beni immobili siano ceduti ad un soggetto passivo ai sensi dell'articolo 13, parte B, lettere g) e h), e nel caso in cui il fornitore abbia esercitato il diritto a tassare la cessione.Articolo 3La presente decisione scade il 31 dicembre 2008.Articolo 4La Germania è destinataria della presente decisione.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl Presidente