CELEX: 51980PC0203
Language: it
Date: 1980-04-29
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CONCERNENTE IL REGIME FISCALE COMUNE DA APPLICARSI ALLE FUSIONI, ALLE SCISSIONI ED AI CONFERIMENTI D'ATTIVO CHE HANNO LUOGO FRA SOCIETÀ DI STATI MEMBRI DIVERSI. (Comunicazione della Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (80) 203
Vol. 1980/0061
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
file have been declassified in conformity with Article 5 of the aforementioned regulation.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---     COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                              COM ( 80 ) 203 def .
                                              Bruxelles . 29 aprile 1980
                        PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
           CONCERNENTE IL REGIME FISCALE COMUNE DA APPLICARSI ALLE
              FUSIONI , ALLE SCISSIONI ED AI CONFERIMENTI D' ATTIVO
              CHE HANNO LUOGO FRA SOCIETÀ DI STATI MEMBRI DIVERSI
                 ( Comunicazione della Commissione al Consiglio )
            I                         \
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            V–^       cj x.        .
C0M(80 ) 203 def .
 ---pagebreak--- Oggetto : Proposta di direttiva del Consiglio concernente il regime fiscale
            comune da applicarsi alle fusioni , alle scissioni ed ai conferi­
            menti d' attivo che hanno luogo fra società di Stati membri diversi .
       La proposta in oggetto ( 1 ) è stata presentata al Consiglio fin dal 1969
Essa tende in primo luogo a rinviare l' imposizione che dovrebbe aver luogo -
quando due società di Stati membri differenti procedono ad una fusione o
ad un' operazione di natura analoga . La proposta è di enorme importanza per
la politica industriale della Comunità poiché tende a rimuovere alcuni
ostacoli fiscali alla cooperazione al di là delle frontiere tra imprese
che desiderano concentrare o scindere le loro attività .
       La proposta deve anche essere considerata , nel suo contesto politico ,
concomitante ai lavori per l' elaborazione dello Statuto delle società per
azioni europee ( 2 ) e del progetto di convenzione sulla fusione internazio­
nale ( 3 ). Essa presenta tuttavia un interesse pratico immediato in certe
forme di cooperazione al di là delle frontiere , indipendentemente dai
        -                                           /
progressi in questi due altri settori .
       L' importanza della proposta relativa alle fusioni è stata riconosciuta
dal Consiglio nella risoluzione del 17 dicembre 1973 sulla politica
industriale ( 4 ), che considera la sopressione degli ostacoli fiscali alle
fusioni e l' adozione urgente dello Statuto delle società europee elementi
essenziali della politica industriale della Comunità .
( 1 ) G.U. n . C 39 del 22.3.1969
( 2 ) Proposta modificata di regolamento relativo allo Statuto delle società
      per azioni europee - Supplemento n . 4 / 75 al Bollettino delle Comunità
      europee .                                .      •
( 3 ) Progetto di convenzione sulla fusione internazionale di società per
      azioni - Supplemento 13 / 73 al Bollettino delle Comunità europee .
( 4 ) G.U. n . C 117 del 31.12.1973 , par . 3 e 4 .
 ---pagebreak---                                        - 2 -
       Le discussioni che hanno avuto Luogo in    seno al Consiglio hanno
 permesso di risolvere quasi tutti i problemi tecnici . L' adozione della
 direttiva è tuttavia bloccata dalle riserve politiche dei Paesi Bassi e della
 Repubblica federale di Germania . Questi due Stati membri temono che , una
 volta soppressi gli ostacoli fiscali alle fusioni internazionali ed opera­
 zioni analoghe , le società impegnate in una fusione od in un' operazione
 analoga trasferiscano la sede del gruppo di società al di fuori del loro
 territorio . L' incentivo per una società olandese ad agire in questa manie­
 ra sarebbe il più favorevole trattamento fiscale dei dividendi proprio
dei sistemi di imputazione , che permett or>o uno sgravio dall' imposta sulle
 società . Nel caso di una società tedesca , le fuéioni potrebbero costituire
un mezzo per evitare gli oneri della partecipazione dei lavoratori ( Mit-
bestimmungsgesetz ) . E' da rilevare che i timori espressi dai Paesi Bassi
e dalla Germania si neutralizzano^nelle loro relazioni bilaterali / nella
misura in cui ognuno di questi due Stati ritiene che le fusioni si
effettueranno a senso unico verso l' altro Stato membro . Questa contra-
dizione nelle rispettive posizioni fa inevitabilmente sorgere notevoli
dubbi sulla loro fondatezza . Sarebbe inoltre un errore ritenere che le
fusioni siano dettate solo /da ragioni fiscali o , come nel caso della
Germania , di politica sociale . Altre considerazioni hanno in genere
ben maggiore importanza , come la necessità di ottenere mezzi - di finanzia­
mento , il desiderio di differenziare la produzione o di accedere a nuovi
mercati , oppure la necessità di fronteggiare la concorrenza di paesi terzi . -
      Malgrado gli sforzi della Commissione per dare soddisfazione ai due
Stati membri , questi non hanno modificato la loro posizione / con il
risultato di bloccare la proposta che gli altri sette Stati membri ,
con riserve di minore importanza , sarebbero disposti ad adottare . La
 Commissione , da parte sua , sottolinea che L' imposizione delle fusioni ed
operazioni analoghe costituisce un grave problema da esaminare con urgenza
e che in mancanza di una soluzione non si può attuare una vera politica
 industriale della Comunità .
►
       E' quindi indispensabile che La proposta sulle fusioni sia discussa
dal Consiglio , sopratutto se si tiene conto che essa , dopo undici anni
dalla presentazione , non è mai stata sottoposta ai Ministri . Per
 ---pagebreak---  facilitare questa discussione , La Commissione sta elaborando proposte intese
 a salvaguardare gli interessi degli Stati membri contro i timori cui si è
accennato ed a controllare gli effetti dell' applicazione della direttiva .
E' prevista una clausola di salvaguardia per proteggere uno Stato membro
il quale constata che , a seguito dell' applicazione della direttiva , le
fusioni od operazioni analoghe si effettuano in un' unica direzione verso
altri Stati membri , in misura tale da creare gravi problemi economici o
sociali . Sulla base di una tale clausola , lo Stato membro potrebbe rivolgere
alle Commissione domanda motivata per essere autorizzato ad adottare le
misure necessarie a correggere lo squilibrio . La Commissione , entro un certo
periodo e dopo aver consultato gli altri Stàti membri , deciderebbe se
                                      \
l' autorizzazione deve essere concessa , ed eventualmente a quali condizioni .
La decisione della Commissione che rifiuta l' autorizzazione , la concede
o ne stabilisce le condizioni , sarebbe soggetta a riesame da parte del
Consiglio che , a maggioranza qualificata , potrebbe sostituire ad essa una
propria decisione . La decisioné che concede l' autorizzazione    dovrebbe in­
dicare il periodo per il quale l' autorizzazione è concessa . Ogni decisione
adottata sulla base della clausola di salvaguardia dovrebbe essere pubbli­
cata .
                                              I
Queste disposizioni di salvaguardia cesserebbero tuttavia di avere effetto
una volta che la Comunità si sia dotata di norme relative alla partecipazione
dei lavoratori ed ai sistemi di imposta sulle società . Per quanto riguarda
questi ultimi , la Commissione ritiene che l' adozione della direttiva '
relativa al regime fiscale comune delle fusioni internazionali richieda che
si intensifichino gli sforzi per l' armonizzazione dei sistemi d' imposta
sulle società . Pertanto essa si appella sia al Parlamento Europeo , che non
ha ancora emesso un parere , definitivo sulla proposta presentata a questo
riguardo nel 1975 < 1 >, che al Consiglio perché esaminino^in via prioritaria
la questione .
Da ultimo , è necessario seguire costantemente l' applicazione delle disposi­
zioni della direttiva sulle fusioni . Appare pertanto indicato aggiungere un
articolo che dia incarico alla Commissione di sorvegliare l' applicazione
della direttiva , di riferirne ogni due anni al Consiglio e di presentare le
proposte ritenute appropriate .
( 1 ) Proposta di direttiva del* Consiglio concernente l' armonizzazione dei si­
      stemi d' imposta sulle società e dei regimi di ritenuta alla fonte sui di­
      videndi - 6.U. n . C 253 del 5.11.1975