CELEX: 62011TN0285
Language: it
Date: 2011-06-06 00:00:00
Title: Causa T-285/11: Ricorso proposto il 6 giugno 2011 — Gooré/Consiglio

13.8.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 238/21
            
         Ricorso proposto il 6 giugno 2011 — Gooré/Consiglio
   (Causa T-285/11)
   2011/C 238/38
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Charles Kader Gooré (Abidjan, Costa d’Avorio) (rappresentante: F. L. Meynot, avocat)
   
      Convenuto: Consiglio dell'Unione europea
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               Annullare parzialmente il regolamento (UE) del Consiglio 6 aprile 2011, n. 330, recante modifica del regolamento (CE) n. 560/2005 che istituisce misure restrittive specifiche nei confronti di determinate persone ed entità per tener conto della situazione in Costa d’Avorio, per quanto riguarda l'iscrizione del nome del sig. Charles Kader Gooré nell'elenco di cui all'allegato II (e dichiararlo a lui inapplicabile).
            
         
               —
            
            
               Condannare il Consiglio dell'Unione europea a versare al sig. Charles Kader Gooré la somma di EUR 50 000 a titolo di risarcimento del danno subito,
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio dell'Unione europea alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del suo ricorso, il ricorrente deduce due motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo, basato sulla violazione delle forme sostanziali. Il ricorrente contesta al Consiglio dell'Unione europea, per un verso, l'inosservanza dell'obbligo di motivazione e, per altro verso, la violazione del principio di proporzionalità, nei limiti in cui le misure restrittive eccedono quanto necessario per perseguire gli scopi del Consiglio stesso.
            
         
               2)
            
            
               Secondo motivo, basato sulla violazione dei Trattati. Il ricorrente contesta al Consiglio dell'Unione europea, per un verso, la violazione dei diritti della difesa in quanto nessun elemento giustificativo di una misura è mai stato comunicato al ricorrente e, per altro verso, la violazione del diritto di proprietà.