CELEX: 52005PC0018
Language: it
Date: 2005-01-27
Title: Proposta di decisione del Consiglio che proroga il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2002/148/CE, che conclude le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE

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52005PC0018

Proposta di decisione del Consiglio che proroga il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2002/148/CE, che conclude le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE  /* COM/2005/0018 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 27.1.2005COM(2005) 18 definitivoProposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOche proroga il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2002/148/CE, che conclude le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Il 18 febbraio 2002, il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di adottare "misure adeguate" nei confronti dello Zimbabwe[1], in chiusura delle consultazioni tenutesi ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE[2]. Tali misure includevano la sospensione del finanziamento del sostegno al bilancio e del finanziamento di tutti i progetti, nonché la sospensione della firma del programma indicativo nazionale relativo al 9° FES. Esse esplicitamente non interessavano i contributi alle operazioni di carattere umanitario e i progetti a diretto beneficio della popolazione, in particolare nei settori sociale, della democratizzazione, del rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto. Le misure prevedevano anche la sospensione dell'articolo 12 dell'allegato 2 dell'accordo di partenariato ACP-UE, relativo ai pagamenti correnti e ai movimenti di capitali, nella misura necessaria all'applicazione di altri provvedimenti restrittivi, in particolare del congelamento di fondi.2. L'istituzione di queste misure è stata motivata dalle gravi violazioni dei diritti umani e della libertà di opinione, di associazione e di riunione pacifica. Una motivazione ancora più impellente era costituita dai tentativi da parte del governo dello Zimbabwe di impedire lo svolgimento di elezioni libere e democratiche rifiutando l'accesso di osservatori internazionali e di giornalisti.3. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, della decisione del 18 febbraio, le misure si applicano per un periodo di dodici mesi. Lo stesso articolo stabilisce che le misure saranno revocate quando prevarranno condizioni tali da garantire il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto.4. In due occasioni, il 18 febbraio 2003[3] e il 19 febbraio 2004[4], in considerazione del fatto che il governo dello Zimbabwe continuava a violare gli elementi essenziali citati nell'articolo 9 dell'accordo di partenariato ACP-CE e che la situazione del paese era tale da non garantire il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto, il Consiglio ha deciso di prorogare per due ulteriori periodi di 12 mesi, fino al 20 febbraio 2004 e fino al 20 febbraio 2005 rispettivamente, le misure adeguate nei confronti dello Zimbabwe.5. Dal febbraio 2004 non è stato registrato alcun progresso in merito ai cinque aspetti identificati dalle consultazioni tenutesi ai sensi dell’articolo 96 e il governo dello Zimbabwe non ha assunto alcun impegno per ovviare alla situazione né ha manifestato la volontà di accettare parametri per il controllo dei cinque aspetti chiave sopra menzionati, da utilizzare come punti di convergenza per un dialogo costruttivo o come tappe concrete per la misurazione dei progressi compiuti. Al contrario, l’attuale situazione in Zimbabwe continua a suscitare gravi preoccupazioni e varie relazioni dei capi missione ad Harare[5] hanno fornito dettagliate informazioni sul perdurare delle violazioni e, in alcuni casi, denunciano addirittura un peggioramento.6. Il termine dell’attuale periodo di applicazione scade a solo un mese di distanza dalle imminenti elezioni parlamentari[6]. Questo fatto giustificherebbe il rinvio a dopo le elezioni dell’adozione di una posizione UE sulla questione. Un rinvio consentirebbe infatti di rivedere tale posizione sulla base di una valutazione approfondita della situazione all’indomani delle elezioni e, se necessario, di riaprire le consultazioni con il governo dello Zimbabwe.7. Data la mancanza di progressi e impegni da parte del governo della Repubblica di Zimbabwe, un’ulteriore proroga di 12 mesi risulterebbe giustificata, come già nel caso dei due precedenti riesami nel 2003 e 2004. Data l’imminenza delle elezioni parlamentari, si propone tuttavia che l’applicazione della decisione del Consiglio venga estesa fino al 31 luglio 2005. Poiché la proposta di decisione riguarda solo la proroga, e non la modifica, delle esistenti misure adeguate, non è necessario riaprire consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE.8. La decisione sarà regolarmente riesaminata e le misure saranno revocate quando prevarranno condizioni tali da garantire il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto.Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOche proroga il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2002/148/CE, che conclude le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CEIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 300, paragrafo 2, secondo comma,visto l'accordo interno relativo ai provvedimenti da prendere e alle procedure da seguire per l'applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000[7], applicato provvisoriamente con decisione 2000/771/CE dei rappresentanti dei governi degli Stati membri del 18 settembre 2000[8], in particolare l'articolo 3,vista la proposta della Commissione,considerando quanto segue:(1) Con la decisione 2002/148/CE del Consiglio[9] sono state concluse le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c), dell'accordo di partenariato ACP-CE e sono state adottate misure appropriate, come specificato nell'allegato della predetta decisione.(2) Con la decisione 2004/157/CE[10], l'applicazione delle misure di cui all'articolo 2 della decisione 2002/148/CE, prorogata fino al 20 febbraio 2004 dall'articolo 1 della decisione 2003/112/CE[11], è stata prorogata per altri 12 mesi. Ai sensi dell'articolo 1 della decisione 2004/157/CE, le misure scadono il 20 febbraio 2005.(3) Il governo dello Zimbabwe continua a violare gli elementi di base di cui all'articolo 9 dell'accordo di partenariato ACP-CE e le attuali condizioni nel paese non sono tali da garantire il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto.(4) È opportuno pertanto prorogare il periodo di applicazione delle misure.DECIDE:Articolo 1Il periodo di applicazione delle misure di cui all'articolo 2 della decisione 2002/148/CE, prorogato fino al 20 febbraio 2004 dall'articolo 1 della decisione 2003/112/CE e fino al 20 febbraio 2005 dall'articolo 1 della decisione 2004/157/CE, è prorogato fino al 31 luglio 2005. Tali misure sono oggetto di regolare riesame.La lettera riportata nell'allegato della presente decisione è indirizzata al presidente dello Zimbabwe.Articolo 2La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOBruxelles,LETTERA AL PRESIDENTE DELLO ZIMBABWEL'Unione europea attribuisce la massima importanza alle disposizioni dell'articolo 9 dell'accordo di partenariato ACP-CE. In quanto elementi essenziali dell'accordo di partenariato, il rispetto dei diritti umani, delle istituzioni democratiche e dello Stato di diritto sono alla base delle nostre relazioni.Con lettera del 19 febbraio 2002, l'Unione europea La ha informata della sua decisione di concludere le consultazioni tenute ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE e di adottare «misure appropriate» ai sensi dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c), di tale accordo.Con lettere del 19 febbraio 2003 e del 19 febbraio 2004, l'Unione europea La ha informata della sua decisione di non revocare l'applicazione delle «misure appropriate» e di prorogare il periodo di applicazione di tali misure, rispettivamente fino al 20 febbraio 2004 e fino al 20 febbraio 2005.Oggi, a distanza di oltre 12 mesi, l'Unione europea ritiene che i principi democratici vengano tuttora trascurati nello Zimbabwe e che il governo non abbia compiuto alcun progresso nei cinque settori menzionati nella decisione del Consiglio del 18 febbraio 2002 (porre fine alla violenza di matrice politica, elezioni libere e democratiche, libertà dei mezzi di comunicazione, indipendenza del potere giudiziario, porre fine alle occupazioni illegali).Alla luce di quanto sopra, l’Unione europea non ritiene opportuno revocare le misure appropriate da essa adottate e ha deciso di estendere il loro periodo di applicazione fino al termine delle elezioni parlamentari previste nel Suo paese per marzo 2005.L’Unione europea tiene a sottolineare l’importanza che essa attribuisce allo svolgimento di elezioni parlamentari libere e democratiche e, a tale proposito, auspica che Lei e il Suo governo vi adopererete con ogni mezzo per garantire un’atmosfera elettorale globalmente favorevole a tale libertà e democraticità. Ciò permetterebbe di avviare un dialogo sulla base dell’accordo di partenariato ACP-CE e di porre fine all’attuale sospensione della firma del 9° programma indicativo nazionale per lo Zimbabwe, consentendo in tal modo il ripristino, nel breve termine, di tutti gli strumenti di cooperazione.Distinti saluti,Per la Commissione Per il Consiglio [1] Cfr. decisione 2002/148/CE del Consiglio (GU L 50/64 del 21.2.2002). Inoltre (cfr. conclusioni del Consiglio affari generali del 18 febbraio 2002), il Consiglio ha anche adottato specifiche sanzioni PESC (Posizione comune del Consiglio 2002/145/PESC e regolamento (CE) n. 310/2002 del Consiglio relativi a talune misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe; GUCE L50/1-12).[2] Le consultazioni ai sensi dell’articolo 96 sono state avviate al fine di concordare le misure che il governo dello Zimbabwe avrebbe dovuto adottare per ovviare alla situazione, in particolare su cinque questioni chiave (porre fine alla tolleranza ufficiale della violenza di matrice politica; invitare tempestivamente i partner internazionali a sostenere e osservare le imminenti elezioni e concedere loro pieno accesso a tal fine; proteggere la libertà dei mezzi di comunicazione; garantire l’indipendenza del potere giudiziario e il rispetto delle sue decisioni; porre fine all’occupazione illegale di proprietà).[3] GUCE L 46 del 20.2.2003, pag. 25.[4] GUCE L 50 del 20.2.2004, pag. 60.[5] Cf. le seguenti relazioni dei capi missione: relazione del 25.5.2004 sulla situazione umanitaria, relazione del 25.5.2004 sulle elezioni in Zimbabwe, relazione del 3.9.2004 sulla posizione che l'UE deve adottare alla luce degli imminenti avvenimenti in Zimbabwe e relazione del 2.12.2004 sulla legge dello Zimbabwe relativa alle ONG.[6] Le elezioni parlamentari sono previste per marzo 2005 ma non sono state ancora ufficialmente indette.[7] GU L 317 del 15.12.2000, pag. 376.[8] GU L 317 del 15.12.2000, pag. 375.[9] GU L 50 del 21.2.2002, pag. 64.[10] GU L 50 del 20.2.2004, pag. 60.[11] GU L 46 del 20.2.2003, pag. 25.