CELEX: 62012CJ0186
Language: it
Date: 2013-06-20
Title: Sentenza della Corte (Nona Sezione) del 20 giugno 2013.#Impacto Azul Lda contro BPSA 9 — Promoção e Desenvolvimento de Investimentos Imobiliários SA e altri.#Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Judicial de Braga.#Libertà di stabilimento — Restrizioni — Responsabilità in solido delle società controllanti nei confronti dei creditori delle loro controllate — Esclusione delle società controllanti con sede in un altro Stato membro — Restrizione — Insussistenza.#Causa C‑186/12.

Parti
               Motivazione della sentenza
               Dispositivo
               
            
            Parti
            Nella causa C-186/12,
            avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Tribunal Judicial di Braga (Portogallo), con decisione del 14 marzo 2012, pervenuta in cancelleria il 23 aprile 2012, nel procedimento
            Impacto Azul Lda 
            contro
            BPSA 9 – Promoção e Desenvolvimento de Investimentos Imobiliários SA, 
            Bouygues Imobiliária – SGPS Lda, 
            Bouygues Immobilier SA, 
            Aniceto Fernandes Viegas, 
            Óscar Cabanez Rodriguez, 
            LA CORTE (Nona Sezione),
            composta da J. Malenovský, presidente di sezione, U. Lõhmus (relatore) e A. Prechal, giudici,
            avvocato generale: M. Wathelet
            cancelliere: A. Calot Escobar
            vista la fase scritta del procedimento,
            considerate le osservazioni presentate:
            – per la Impacto Azul Lda, da B. Faria e A. Coelho Rocha, advogados;
            – per la BPSA 9 – Promoção e Desenvolvimento de Investimentos Imobiliários SA, da M. Marques Mendes, P. Vilarinho Pires e A. Dias Henriques, advogados;
            – per il governo portoghese, da L. Inez Fernandes e C. Antunes, in qualità di agenti;
            – per la Commissione europea, da P. Guerra e Andrade e I. Rogalski, in qualità di agenti,
            vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,
            ha pronunciato la seguente
            Sentenza 
            
            Motivazione della sentenza
            1. La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 49 TFUE. 
            2. Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia che oppone la Impacto Azul Lda (in prosieguo: la «Impacto Azul») alla BPSA 9 – Promoção e Desenvolvimento de Investimentos Imobiliários SA (in prosieguo: la «BPSA 9»), alla Bouygues Imobiliária – SGPS Lda (in prosieguo: la «SGPS») e alla Bouygues Immobilier SA (in prosieguo: la «Bouygues Immobilier»), nonché, in via subordinata, ai sigg. A. Fernandes Viegas e Ó. Cabanez Rodriguez, in merito alla mancata esecuzione da parte della BPSA 9 di un contratto concluso con la Impacto Azul.
            Diritto portoghese 
            3. L’articolo 481 del titolo VI del codice delle società commerciali (Código das sociedades comerciais; in prosieguo: il «CSC») dispone quanto segue:
            «Ambito di applicazione del presente titolo 
            1. Il presente titolo si applica ai rapporti tra società a responsabilità limitata, società per azioni e società in accomandita per azioni. 
            2. Il presente titolo si applica esclusivamente alle società con sede in Portogallo (…) 
            (…)».
            4. L’articolo 482 del CSC così dispone: 
            «Agli effetti della presente legge, sono considerate come società collegate: 
            (…)
            c) le società tra cui sussiste un rapporto di controllo;
            d) le società tra cui sussiste un rapporto di gruppo».
            5. Dagli articoli 488, 489, 492 e 493 del CSC risulta che tra due società sussiste un rapporto di gruppo quando si instaura il controllo totale dell’una sull’altra (preesistente o successivo), senza che abbia alcuna rilevanza il fatto che una sia stata creata prima dell’altra o viceversa, o quando società indipendenti hanno concordato di sottoporsi ad una direzione unitaria e comune (gruppo paritario), o ancora quando una società, dipendente o indipendente che sia, attribuisce all’altra la gestione delle sue attività (rapporto di subordinazione).
            6. L’articolo 491 del CSC stabilisce quanto segue: 
            «Le disposizioni degli articoli da 501 a 504 e quelle applicabili ai sensi di tali articoli si applicano ai gruppi costituiti tramite controllo totale». 
            7. Ai sensi dell’articolo 501 del CSC:
            «1. La società madre è responsabile delle obbligazioni della controllata, sorte prima o dopo la conclusione dell’accordo di controllo, fino alla sua scadenza.
            2. La responsabilità della società madre non può essere fatta valere prima che sia trascorso un termine di 30 giorni dalla costituzione in mora della controllata. 
            3. Un titolo esecutivo emesso nei confronti della controllata non può essere eseguito nei confronti della società madre». 
            Procedimento principale e questione pregiudiziale 
            8. La Impacto Azul è una società portoghese a responsabilità limitata la cui attività economica consiste, in particolare, nella compravendita di immobili. La BPSA 9, la SGPS e la Bouygues Immobilier facevano parte del gruppo multinazionale di promozione immobiliare Bouygues e formavano, di fatto, un gruppo con rapporti di controllo totale, ai sensi degli articoli 488 e 489 del CSC. Infatti, la totalità delle azioni della società portoghese BPSA 9 era detenuta dalla SGPS, che aveva anch’essa sede in Portogallo, e che a sua volta era completamente controllata dalla società francese Bouygues Immobilier, società controllante che dirigeva tutte le società componenti il gruppo.
            9. Il 28 luglio 2006, la Impacto Azul e la BPSA 9 stipulavano un contratto preliminare di compravendita (in prosieguo: il «contratto») in forza del quale la Impacto Azul si impegnava a vendere alla BPSA 9 un nuovo immobile e quest’ultima si impegnava ad acquistarlo. Secondo la Impacto Azul, la BPSA 9 non ha adempiuto ai suoi obblighi contrattuali. A causa della crisi economica e della congiuntura sfavorevole, la Bouygues Immobilier avrebbe deciso di rinunciare al progetto, facendo in tal modo sopportare alla Impacto Azul i danni causati da tale rinunzia.
            10. Dopo un tentativo di composizione amichevole della lite con la BPSA 9, la Impacto Azul ha proposto dinanzi al Tribunal Judicial di Braga un’azione di responsabilità contro tale società per inadempimento del contratto concluso con quest’ultima.
            11. Nell’ambito di tale ricorso, la Impacto Azul ha sostenuto, in particolare, che l’inadempimento contrattuale era imputabile essenzialmente alla SGPS e alla Bouygues Immobilier, nella loro qualità di società controllanti, in conformità della responsabilità in solido delle società controllanti per le obbligazioni delle loro controllate, come previsto dall’articolo 501 del CSC, in combinato disposto con l’articolo 491 del medesimo codice. 
            12. Dalla decisione del giudice del rinvio allegata dalle convenute nella causa principale risulta, da un lato, che la Bouygues Immobilier non controllava totalmente le società BPSA 9 e SGPS, poiché siffatto controllo era un requisito formale essenziale per l’applicazione del regime giuridico di responsabilità dei gruppi di società previsto dall’articolo 491 del CSC e, dall’altro lato, che il regime istituito dall’articolo 501 del CSC non era applicabile nel caso di specie, in considerazione dell’articolo 481, paragrafo 2, dello stesso codice, che esclude l’applicazione di detto regime alle società controllanti aventi la loro sede in un altro Stato membro. Dal momento che la società Bouygues Immobilier ha sede in Francia, non potrebbe quindi essere considerata responsabile verso i creditori della BPSA 9.
            13. Poiché tale esclusione determina una disparità di trattamento tra le società controllanti con sede in Portogallo e le società controllanti con sede in un altro Stato membro, la Impacto Azul ha invocato una violazione dell’articolo 49 TFUE. 
            14. Il giudice del rinvio si interroga sulla compatibilità della normativa portoghese in esame con il diritto dell’Unione e ritiene che la soluzione della controversia di cui è investito dipenda dall’interpretazione di tale diritto.
            15. Alla luce di queste considerazioni, il Tribunal Judicial di Braga ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale: 
            «Se sia contrario al diritto [dell’Unione], e in particolare all’articolo 49 TFUE, secondo l’interpretazione data a quest’ultimo dalla Corte di giustizia [dell’Unione europea], escludere dall’applicazione del regime previsto dall’articolo 501 del CSC le imprese stabilite in un altro Stato membro, in forza del disposto di cui all’articolo 481, paragrafo 2, del CSC».
            Sulla competenza della Corte e sulla ricevibilità della domanda di decisione pregiudiziale 
            16. La BPSA 9 solleva, in via preliminare, la questione della competenza della Corte a pronunciarsi sull’articolo 49 TFUE in quanto il procedimento principale riguarda una situazione puramente interna, nonché quella della ricevibilità della decisione pregiudiziale, in particolare per la ragione che la rilevanza della questione per la soluzione di tale controversia non è evidente. 
            17. Per quanto riguarda l’argomento secondo cui il procedimento principale riguarderebbe una situazione puramente interna, la Corte deve verificare la propria competenza a pronunciarsi sull’interpretazione di dette disposizioni (v., in questo senso, sentenze del 31 gennaio 2008, Centro Europa 7, C-380/05, Racc. pag. I-349, punto 64; dell’11 marzo 2010, Attanasio Group, C-384/08, Racc. pag. I-2055, punto 22, e del 22 dicembre 2010, Omalet, C-245/09, Racc. pag. I-13771, punto 10). 
            18. A tale proposito, occorre ricordare che la Corte ha escluso la sua competenza quando è manifesto che la disposizione di diritto dell’Unione sottoposta all’interpretazione della Corte non può essere applicata (sentenze del 1° ottobre 2009, Woningstichting Sint Servatius, C-567/07, Racc. pag. I-9021, punto 43, e Omalet, cit., punto 11).
            19. Secondo costante giurisprudenza, le disposizioni del Trattato FUE in materia di libertà di stabilimento non possono applicarsi in una situazione i cui elementi si trovano tutti riuniti all’interno di un solo Stato membro (v., in tal senso, sentenze del 3 ottobre 1990, Nino e a., C-54/88, C-91/88 e C-14/89, Racc. pag. I-3537, punto 11; del 30 novembre 1995, Esso Española, C-134/94, Racc. pag. I-4223, punto 17, nonché del 17 luglio 2008, Commissione/Francia, C-389/05, Racc. pag. I-5397, punto 49).
            20. È certamente vero che dalla decisione del giudice del rinvio risulta che la Impacto Azul, la BPSA 9 e la SGPS hanno la loro sede in Portogallo e che l’applicabilità della normativa di cui trattasi nella causa principale è limitata a tale Sato membro. Tuttavia, la circostanza che la Bouygues Immobilier sia la società controllante stabilita in Francia consente, in linea di principio, di individuare un elemento transfrontaliero e, di conseguenza, anche la premessa indispensabile all’invocazione delle libertà di circolazione garantite dal Trattato. Pertanto, non si può ritenere che la questione riguardi una situazione puramente interna, come sostiene la BPSA 9.
            21. La Corte è quindi competente ad esaminare la questione. 
            22. In merito alla ricevibilità della domanda di decisione pregiudiziale, la BPSA 9 sostiene che la questione posta non è rilevante, o è addirittura di natura ipotetica, e che il giudice del rinvio non fornisce sufficienti elementi di fatto e di diritto per verificare se l’interpretazione dell’articolo 49 TFUE è necessaria per la soluzione della controversia principale. 
            23. Da un lato, la BPSA 9 sostiene che è inutile accertare se l’articolo 501 del CSC è conforme all’articolo 49 TFUE poiché, alla luce del diritto portoghese applicabile nel caso di specie, le tre società interessate non formano un gruppo costituito tramite controllo totale. Orbene, il giudice nazionale non si sarebbe ancora pronunciato a tale riguardo. 
            24. Dall’altro lato, la BPSA 9 afferma che dall’applicazione combinata degli articoli 491 e 501, paragrafo 2, del CSC risulta che si può chiedere che la società controllante subentri nelle obbligazioni della controllata solo una volta decorso un termine di 30 giorni dalla costituzione in mora della controllata, mentre tale termine non è stato rispettato.
            25. Ne discenderebbe che la Bouygues Immobilier non può essere considerata responsabile nel procedimento principale, qualunque sia il luogo in cui ha sede. 
            26. In proposito, occorre ricordare che, secondo costante giurisprudenza, il procedimento ex articolo 267 TFUE costituisce uno strumento di cooperazione tra la Corte e i giudici nazionali, per mezzo del quale la prima fornisce ai secondi gli elementi d’interpretazione del diritto dell’Unione necessari per risolvere la controversia che essi sono chiamati a dirimere (v., in particolare, sentenze del 16 luglio 1992, Meilicke, C-83/91, Racc. pag. I-4871, punto 22; del 24 marzo 2009, Danske Slagterier, C-445/06, Racc. pag. I-2119, punto 65, e del 19 giugno 2012, The Chartered Institute of Patent Attorneys, C-307/10, punto 31).
            27. Nell’ambito di detta cooperazione le questioni relative all’interpretazione del diritto dell’Unione godono di una presunzione di rilevanza. Il rigetto, da parte della Corte, di una domanda proposta da un giudice nazionale è possibile soltanto qualora appaia in modo manifesto che l’interpretazione del diritto dell’Unione richiesta non ha alcun rapporto con l’effettività o con l’oggetto della controversia principale, qualora la questione sia di tipo ipotetico o, ancora, qualora la Corte non disponga degli elementi di fatto e di diritto necessari per rispondere in modo utile alle questioni che le sono sottoposte (v., in tal senso, sentenze del 5 dicembre 2006, Cipolla e a., C-94/04 e C-202/04, Racc. pag. I-11421, punto 25; del 1° giugno 2010, Blanco Pérez e Chao Gómez, C-570/07 e C-571/07, Racc. pag. I-4629, punto 36, e The Chartered Institute of Patent Attorneys, cit., punto 32 e giurisprudenza ivi citata).
            28. Tali ipotesi non ricorrono tuttavia nella fattispecie. Infatti, se è vero che la decisione di rinvio fornisce brevemente alla Corte elementi di fatto e di diritto, cionondimeno tali elementi presentano un rapporto evidente con l’oggetto del procedimento principale e consentono, come risulta dai punti da 8 a 13 della presente sentenza, di definire la portata della questione pregiudiziale e il contesto in cui si colloca. Peraltro, tale decisione enuncia chiaramente le ragioni che hanno indotto il giudice del rinvio a ritenere che ai fini della sua pronuncia fosse necessaria un’interpretazione dell’articolo 49 TFUE.
            29. Inoltre, non risulta che l’interpretazione richiesta del diritto dell’Unione sia irrilevante per la questione posta nell’ambito della causa principale, che è quella di accertare se la società francese Bouygues Immobilier possa o meno essere considerata responsabile nei confronti dei creditori della società BPSA 9.
            30. Da quanto precede risulta che la domanda di decisione pregiudiziale è ricevibile. 
            Sulla questione pregiudiziale 
            31. Con la sua questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se l’articolo 49 TFUE osti ad una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, che esclude l’applicazione del principio della responsabilità in solido delle società controllanti nei confronti dei creditori delle loro controllate a società controllanti con sede nel territorio di un altro Stato membro.
            32. Anzitutto occorre rammentare che la libertà di stabilimento comprende, per le società costituite a norma delle leggi di uno Stato membro e che abbiano la sede sociale, l’amministrazione centrale o la sede principale nel territorio dell’Unione europea, il diritto di svolgere la loro attività in altri Stati membri mediante una controllata, una succursale o un’agenzia (sentenze del 23 febbraio 2006, Keller Holding, C-471/04, Racc. pag. I-2107, punto 29; del 15 maggio 2008, Lidl Belgium, C-414/06, Racc. pag. I-3601, punto 18, e del 27 novembre 2008, Papillon, C-418/07, Racc. pag. I-8947, punto 15).
            33. L’articolo 49 TFUE impone la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento. Secondo la loro formulazione, le disposizioni del Trattato in tema di libertà di stabilimento mirano ad assicurare il beneficio della disciplina nazionale dello Stato membro ospitante. Inoltre, secondo giurisprudenza consolidata, l’articolo 49 TFUE osta a qualsiasi provvedimento nazionale che, pur se applicabile senza discriminazioni in base alla nazionalità, possa ostacolare o scoraggiare l’esercizio, da parte dei cittadini dell’Unione, della libertà di stabilimento garantita dal Trattato (v., in tal senso, sentenze del 29 novembre 2011, National Grid Indus, C-371/10, Racc. pag. I-12273, punti 35 e 36, nonché del 21 giugno 2012, Susisalo e a., C-84/11, punto 31).
            34. In conformità della normativa portoghese oggetto del procedimento principale, il regime di responsabilità in solido delle società controllanti per i debiti delle loro controllate portoghesi non si applica alle società controllanti con sede in un altro Stato membro. Pertanto, occorre esaminare se una normativa del genere costituisca una restrizione nel senso dell’articolo 49 TFUE. 
            35. Occorre rilevare che, in considerazione dell’assenza di armonizzazione a livello dell’Unione delle norme in materia di gruppi di società, gli Stati membri rimangono competenti in linea di principio a stabilire il diritto applicabile al debito di una società collegata. Così, il diritto portoghese prevede la responsabilità in solido delle società controllanti nei confronti dei creditori delle loro controllate solo per le società controllanti con sede in Portogallo. Orbene, come giustamente rileva la Commissione, in una situazione come quella di cui al procedimento principale, l’articolo 49 TFUE non osta a che uno Stato membro possa legittimamente agevolare la riscossione dei crediti dei gruppi presenti nel suo territorio (v., per analogia, sentenza del 7 febbraio 1984, Jongeneel Kaas e a., 237/82, Racc. pag. 483, punto 20). 
            36. Infatti, l’inapplicabilità di un regime quale quello descritto nell’articolo 501 del CSC alle imprese stabilite in un altro Stato membro, in forza di un regime del tipo di quello previsto dall’articolo 481, paragrafo 2, del CSC, non è idonea a ostacolare l’esercizio da parte delle società controllanti con sede in un altro Stato membro della libertà di stabilimento garantita dal Trattato.
            37. In ogni modo, è opportuno sottolineare che le società controllanti con sede in uno Stato membro diverso dalla Repubblica portoghese possono scegliere di istituire, per via contrattuale, un regime di responsabilità in solido per i debiti delle loro controllate.
            38. Di conseguenza, occorre constatare che, per quanto riguarda il trattamento accordato alle società controllanti stabilite in Stati membri diversi dalla Repubblica portoghese, una normativa nazionale come quella oggetto del procedimento principale non costituisce una restrizione alla libertà di stabilimento nel senso dell’articolo 49 TFUE.
            39. Alla luce di quanto precede, si deve rispondere alla questione posta che l’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che non osta ad una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, che esclude l’applicazione del principio di responsabilità in solido delle società controllanti nei confronti dei creditori delle loro controllate a società controllanti con sede nel territorio di un altro Stato membro.
            Sulle spese 
            40. Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.
            
            Dispositivo
            Per questi motivi, la Corte (Nona Sezione) dichiara:
            L’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che non osta ad una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, che esclude l’applicazione del principio di responsabilità in solido delle società controllanti nei confronti dei creditori delle loro controllate a società controllanti con sede nel territorio di un altro Stato membro. 
         
      
    ---documentbreak--- 
      
         SENTENZA DELLA CORTE (Nona Sezione)
      20 giugno 2013 (
            *1
         )
      «Libertà di stabilimento — Restrizioni — Responsabilità in solido delle società controllanti nei confronti dei creditori delle loro controllate — Esclusione delle società controllanti con sede in un altro Stato membro — Restrizione — Insussistenza»
      Nella causa C-186/12,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Tribunal Judicial di Braga (Portogallo), con decisione del 14 marzo 2012, pervenuta in cancelleria il 23 aprile 2012, nel procedimento
      
         Impacto Azul Lda
      
      contro
      
         BPSA 9 – Promoção e Desenvolvimento de Investimentos Imobiliários SA,
      
      
         Bouygues Imobiliária – SGPS Lda,
      
      
         Bouygues Immobilier SA,
      
      
         Aniceto Fernandes Viegas,
      
      
         Óscar Cabanez Rodriguez,
      
      LA CORTE (Nona Sezione),
      composta da J. Malenovský, presidente di sezione, U. Lõhmus (relatore) e A. Prechal, giudici,
      avvocato generale: M. Wathelet
      cancelliere: A. Calot Escobar
      vista la fase scritta del procedimento,
      considerate le osservazioni presentate:
      
               —
            
            
               per la Impacto Azul Lda, da B. Faria e A. Coelho Rocha, advogados;
            
         
               —
            
            
               per la BPSA 9 – Promoção e Desenvolvimento de Investimentos Imobiliários SA, da M. Marques Mendes, P. Vilarinho Pires e A. Dias Henriques, advogados;
            
         
               —
            
            
               per il governo portoghese, da L. Inez Fernandes e C. Antunes, in qualità di agenti;
            
         
               —
            
            
               per la Commissione europea, da P. Guerra e Andrade e I. Rogalski, in qualità di agenti,
            
         vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,
      ha pronunciato la seguente
      
         Sentenza
      
      
               1
            
            
               La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 49 TFUE.
            
         
               2
            
            
               Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia che oppone la Impacto Azul Lda (in prosieguo: la «Impacto Azul») alla BPSA 9 – Promoção e Desenvolvimento de Investimentos Imobiliários SA (in prosieguo: la «BPSA 9»), alla Bouygues Imobiliária – SGPS Lda (in prosieguo: la «SGPS») e alla Bouygues Immobilier SA (in prosieguo: la «Bouygues Immobilier»), nonché, in via subordinata, ai sigg. A. Fernandes Viegas e Ó. Cabanez Rodriguez, in merito alla mancata esecuzione da parte della BPSA 9 di un contratto concluso con la Impacto Azul.
            
         
         Diritto portoghese
      
      
               3
            
            
               L’articolo 481 del titolo VI del codice delle società commerciali (Código das sociedades comerciais; in prosieguo: il «CSC») dispone quanto segue:
               «Ambito di applicazione del presente titolo
               1.   Il presente titolo si applica ai rapporti tra società a responsabilità limitata, società per azioni e società in accomandita per azioni.
               2.   Il presente titolo si applica esclusivamente alle società con sede in Portogallo (…)
               (…)».
            
         
               4
            
            
               L’articolo 482 del CSC così dispone:
               «Agli effetti della presente legge, sono considerate come società collegate:
               (…)
               
                        c)
                     
                     
                        le società tra cui sussiste un rapporto di controllo;
                     
                  
                        d)
                     
                     
                        le società tra cui sussiste un rapporto di gruppo».
                     
                  
         
               5
            
            
               Dagli articoli 488, 489, 492 e 493 del CSC risulta che tra due società sussiste un rapporto di gruppo quando si instaura il controllo totale dell’una sull’altra (preesistente o successivo), senza che abbia alcuna rilevanza il fatto che una sia stata creata prima dell’altra o viceversa, o quando società indipendenti hanno concordato di sottoporsi ad una direzione unitaria e comune (gruppo paritario), o ancora quando una società, dipendente o indipendente che sia, attribuisce all’altra la gestione delle sue attività (rapporto di subordinazione).
            
         
               6
            
            
               L’articolo 491 del CSC stabilisce quanto segue:
               «Le disposizioni degli articoli da 501 a 504 e quelle applicabili ai sensi di tali articoli si applicano ai gruppi costituiti tramite controllo totale».
            
         
               7
            
            
               Ai sensi dell’articolo 501 del CSC:
               «1.   La società madre è responsabile delle obbligazioni della controllata, sorte prima o dopo la conclusione dell’accordo di controllo, fino alla sua scadenza.
               2.   La responsabilità della società madre non può essere fatta valere prima che sia trascorso un termine di 30 giorni dalla costituzione in mora della controllata.
               3.   Un titolo esecutivo emesso nei confronti della controllata non può essere eseguito nei confronti della società madre».
            
         
         Procedimento principale e questione pregiudiziale
      
      
               8
            
            
               La Impacto Azul è una società portoghese a responsabilità limitata la cui attività economica consiste, in particolare, nella compravendita di immobili. La BPSA 9, la SGPS e la Bouygues Immobilier facevano parte del gruppo multinazionale di promozione immobiliare Bouygues e formavano, di fatto, un gruppo con rapporti di controllo totale, ai sensi degli articoli 488 e 489 del CSC. Infatti, la totalità delle azioni della società portoghese BPSA 9 era detenuta dalla SGPS, che aveva anch’essa sede in Portogallo, e che a sua volta era completamente controllata dalla società francese Bouygues Immobilier, società controllante che dirigeva tutte le società componenti il gruppo.
            
         
               9
            
            
               Il 28 luglio 2006, la Impacto Azul e la BPSA 9 stipulavano un contratto preliminare di compravendita (in prosieguo: il «contratto») in forza del quale la Impacto Azul si impegnava a vendere alla BPSA 9 un nuovo immobile e quest’ultima si impegnava ad acquistarlo. Secondo la Impacto Azul, la BPSA 9 non ha adempiuto ai suoi obblighi contrattuali. A causa della crisi economica e della congiuntura sfavorevole, la Bouygues Immobilier avrebbe deciso di rinunciare al progetto, facendo in tal modo sopportare alla Impacto Azul i danni causati da tale rinunzia.
            
         
               10
            
            
               Dopo un tentativo di composizione amichevole della lite con la BPSA 9, la Impacto Azul ha proposto dinanzi al Tribunal Judicial di Braga un’azione di responsabilità contro tale società per inadempimento del contratto concluso con quest’ultima.
            
         
               11
            
            
               Nell’ambito di tale ricorso, la Impacto Azul ha sostenuto, in particolare, che l’inadempimento contrattuale era imputabile essenzialmente alla SGPS e alla Bouygues Immobilier, nella loro qualità di società controllanti, in conformità della responsabilità in solido delle società controllanti per le obbligazioni delle loro controllate, come previsto dall’articolo 501 del CSC, in combinato disposto con l’articolo 491 del medesimo codice.
            
         
               12
            
            
               Dalla decisione del giudice del rinvio allegata dalle convenute nella causa principale risulta, da un lato, che la Bouygues Immobilier non controllava totalmente le società BPSA 9 e SGPS, poiché siffatto controllo era un requisito formale essenziale per l’applicazione del regime giuridico di responsabilità dei gruppi di società previsto dall’articolo 491 del CSC e, dall’altro lato, che il regime istituito dall’articolo 501 del CSC non era applicabile nel caso di specie, in considerazione dell’articolo 481, paragrafo 2, dello stesso codice, che esclude l’applicazione di detto regime alle società controllanti aventi la loro sede in un altro Stato membro. Dal momento che la società Bouygues Immobilier ha sede in Francia, non potrebbe quindi essere considerata responsabile verso i creditori della BPSA 9.
            
         
               13
            
            
               Poiché tale esclusione determina una disparità di trattamento tra le società controllanti con sede in Portogallo e le società controllanti con sede in un altro Stato membro, la Impacto Azul ha invocato una violazione dell’articolo 49 TFUE.
            
         
               14
            
            
               Il giudice del rinvio si interroga sulla compatibilità della normativa portoghese in esame con il diritto dell’Unione e ritiene che la soluzione della controversia di cui è investito dipenda dall’interpretazione di tale diritto.
            
         
               15
            
            
               Alla luce di queste considerazioni, il Tribunal Judicial di Braga ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:
               «Se sia contrario al diritto [dell’Unione], e in particolare all’articolo 49 TFUE, secondo l’interpretazione data a quest’ultimo dalla Corte di giustizia [dell’Unione europea], escludere dall’applicazione del regime previsto dall’articolo 501 del CSC le imprese stabilite in un altro Stato membro, in forza del disposto di cui all’articolo 481, paragrafo 2, del CSC».
            
         
         Sulla competenza della Corte e sulla ricevibilità della domanda di decisione pregiudiziale
      
      
               16
            
            
               La BPSA 9 solleva, in via preliminare, la questione della competenza della Corte a pronunciarsi sull’articolo 49 TFUE in quanto il procedimento principale riguarda una situazione puramente interna, nonché quella della ricevibilità della decisione pregiudiziale, in particolare per la ragione che la rilevanza della questione per la soluzione di tale controversia non è evidente.
            
         
               17
            
            
               Per quanto riguarda l’argomento secondo cui il procedimento principale riguarderebbe una situazione puramente interna, la Corte deve verificare la propria competenza a pronunciarsi sull’interpretazione di dette disposizioni (v., in questo senso, sentenze del 31 gennaio 2008, Centro Europa 7, C-380/05, Racc. pag. I-349, punto 64; dell’11 marzo 2010, Attanasio Group, C-384/08, Racc. pag. I-2055, punto 22, e del 22 dicembre 2010, Omalet, C-245/09, Racc. pag. I-13771, punto 10).
            
         
               18
            
            
               A tale proposito, occorre ricordare che la Corte ha escluso la sua competenza quando è manifesto che la disposizione di diritto dell’Unione sottoposta all’interpretazione della Corte non può essere applicata (sentenze del 1o ottobre 2009, Woningstichting Sint Servatius, C-567/07, Racc. pag. I-9021, punto 43, e Omalet, cit., punto 11).
            
         
               19
            
            
               Secondo costante giurisprudenza, le disposizioni del Trattato FUE in materia di libertà di stabilimento non possono applicarsi in una situazione i cui elementi si trovano tutti riuniti all’interno di un solo Stato membro (v., in tal senso, sentenze del 3 ottobre 1990, Nino e a., C-54/88, C-91/88 e C-14/89, Racc. pag. I-3537, punto 11; del 30 novembre 1995, Esso Española, C-134/94, Racc. pag. I-4223, punto 17, nonché del 17 luglio 2008, Commissione/Francia, C-389/05, Racc. pag. I-5397, punto 49).
            
         
               20
            
            
               È certamente vero che dalla decisione del giudice del rinvio risulta che la Impacto Azul, la BPSA 9 e la SGPS hanno la loro sede in Portogallo e che l’applicabilità della normativa di cui trattasi nella causa principale è limitata a tale Sato membro. Tuttavia, la circostanza che la Bouygues Immobilier sia la società controllante stabilita in Francia consente, in linea di principio, di individuare un elemento transfrontaliero e, di conseguenza, anche la premessa indispensabile all’invocazione delle libertà di circolazione garantite dal Trattato. Pertanto, non si può ritenere che la questione riguardi una situazione puramente interna, come sostiene la BPSA 9.
            
         
               21
            
            
               La Corte è quindi competente ad esaminare la questione.
            
         
               22
            
            
               In merito alla ricevibilità della domanda di decisione pregiudiziale, la BPSA 9 sostiene che la questione posta non è rilevante, o è addirittura di natura ipotetica, e che il giudice del rinvio non fornisce sufficienti elementi di fatto e di diritto per verificare se l’interpretazione dell’articolo 49 TFUE è necessaria per la soluzione della controversia principale.
            
         
               23
            
            
               Da un lato, la BPSA 9 sostiene che è inutile accertare se l’articolo 501 del CSC è conforme all’articolo 49 TFUE poiché, alla luce del diritto portoghese applicabile nel caso di specie, le tre società interessate non formano un gruppo costituito tramite controllo totale. Orbene, il giudice nazionale non si sarebbe ancora pronunciato a tale riguardo.
            
         
               24
            
            
               Dall’altro lato, la BPSA 9 afferma che dall’applicazione combinata degli articoli 491 e 501, paragrafo 2, del CSC risulta che si può chiedere che la società controllante subentri nelle obbligazioni della controllata solo una volta decorso un termine di 30 giorni dalla costituzione in mora della controllata, mentre tale termine non è stato rispettato.
            
         
               25
            
            
               Ne discenderebbe che la Bouygues Immobilier non può essere considerata responsabile nel procedimento principale, qualunque sia il luogo in cui ha sede.
            
         
               26
            
            
               In proposito, occorre ricordare che, secondo costante giurisprudenza, il procedimento ex articolo 267 TFUE costituisce uno strumento di cooperazione tra la Corte e i giudici nazionali, per mezzo del quale la prima fornisce ai secondi gli elementi d’interpretazione del diritto dell’Unione necessari per risolvere la controversia che essi sono chiamati a dirimere (v., in particolare, sentenze del 16 luglio 1992, Meilicke, C-83/91, Racc. pag. I-4871, punto 22; del 24 marzo 2009, Danske Slagterier, C-445/06, Racc. pag. I-2119, punto 65, e del 19 giugno 2012, The Chartered Institute of Patent Attorneys, C-307/10, punto 31).
            
         
               27
            
            
               Nell’ambito di detta cooperazione le questioni relative all’interpretazione del diritto dell’Unione godono di una presunzione di rilevanza. Il rigetto, da parte della Corte, di una domanda proposta da un giudice nazionale è possibile soltanto qualora appaia in modo manifesto che l’interpretazione del diritto dell’Unione richiesta non ha alcun rapporto con l’effettività o con l’oggetto della controversia principale, qualora la questione sia di tipo ipotetico o, ancora, qualora la Corte non disponga degli elementi di fatto e di diritto necessari per rispondere in modo utile alle questioni che le sono sottoposte (v., in tal senso, sentenze del 5 dicembre 2006, Cipolla e a., C-94/04 e C-202/04, Racc. pag. I-11421, punto 25; del 1o giugno 2010, Blanco Pérez e Chao Gómez, C-570/07 e C-571/07, Racc. pag. I-4629, punto 36, e The Chartered Institute of Patent Attorneys, cit., punto 32 e giurisprudenza ivi citata).
            
         
               28
            
            
               Tali ipotesi non ricorrono tuttavia nella fattispecie. Infatti, se è vero che la decisione di rinvio fornisce brevemente alla Corte elementi di fatto e di diritto, cionondimeno tali elementi presentano un rapporto evidente con l’oggetto del procedimento principale e consentono, come risulta dai punti da 8 a 13 della presente sentenza, di definire la portata della questione pregiudiziale e il contesto in cui si colloca. Peraltro, tale decisione enuncia chiaramente le ragioni che hanno indotto il giudice del rinvio a ritenere che ai fini della sua pronuncia fosse necessaria un’interpretazione dell’articolo 49 TFUE.
            
         
               29
            
            
               Inoltre, non risulta che l’interpretazione richiesta del diritto dell’Unione sia irrilevante per la questione posta nell’ambito della causa principale, che è quella di accertare se la società francese Bouygues Immobilier possa o meno essere considerata responsabile nei confronti dei creditori della società BPSA 9.
            
         
               30
            
            
               Da quanto precede risulta che la domanda di decisione pregiudiziale è ricevibile.
            
         
         Sulla questione pregiudiziale
      
      
               31
            
            
               Con la sua questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se l’articolo 49 TFUE osti ad una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, che esclude l’applicazione del principio della responsabilità in solido delle società controllanti nei confronti dei creditori delle loro controllate a società controllanti con sede nel territorio di un altro Stato membro.
            
         
               32
            
            
               Anzitutto occorre rammentare che la libertà di stabilimento comprende, per le società costituite a norma delle leggi di uno Stato membro e che abbiano la sede sociale, l’amministrazione centrale o la sede principale nel territorio dell’Unione europea, il diritto di svolgere la loro attività in altri Stati membri mediante una controllata, una succursale o un’agenzia (sentenze del 23 febbraio 2006, Keller Holding, C-471/04, Racc. pag. I-2107, punto 29; del 15 maggio 2008, Lidl Belgium, C-414/06, Racc. pag. I-3601, punto 18, e del 27 novembre 2008, Papillon, C-418/07, Racc. pag. I-8947, punto 15).
            
         
               33
            
            
               L’articolo 49 TFUE impone la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento. Secondo la loro formulazione, le disposizioni del Trattato in tema di libertà di stabilimento mirano ad assicurare il beneficio della disciplina nazionale dello Stato membro ospitante. Inoltre, secondo giurisprudenza consolidata, l’articolo 49 TFUE osta a qualsiasi provvedimento nazionale che, pur se applicabile senza discriminazioni in base alla nazionalità, possa ostacolare o scoraggiare l’esercizio, da parte dei cittadini dell’Unione, della libertà di stabilimento garantita dal Trattato (v., in tal senso, sentenze del 29 novembre 2011, National Grid Indus, C-371/10, Racc. pag. I-12273, punti 35 e 36, nonché del 21 giugno 2012, Susisalo e a., C-84/11, punto 31).
            
         
               34
            
            
               In conformità della normativa portoghese oggetto del procedimento principale, il regime di responsabilità in solido delle società controllanti per i debiti delle loro controllate portoghesi non si applica alle società controllanti con sede in un altro Stato membro. Pertanto, occorre esaminare se una normativa del genere costituisca una restrizione nel senso dell’articolo 49 TFUE.
            
         
               35
            
            
               Occorre rilevare che, in considerazione dell’assenza di armonizzazione a livello dell’Unione delle norme in materia di gruppi di società, gli Stati membri rimangono competenti in linea di principio a stabilire il diritto applicabile al debito di una società collegata. Così, il diritto portoghese prevede la responsabilità in solido delle società controllanti nei confronti dei creditori delle loro controllate solo per le società controllanti con sede in Portogallo. Orbene, come giustamente rileva la Commissione, in una situazione come quella di cui al procedimento principale, l’articolo 49 TFUE non osta a che uno Stato membro possa legittimamente agevolare la riscossione dei crediti dei gruppi presenti nel suo territorio (v., per analogia, sentenza del 7 febbraio 1984, Jongeneel Kaas e a., 237/82, Racc. pag. 483, punto 20).
            
         
               36
            
            
               Infatti, l’inapplicabilità di un regime quale quello descritto nell’articolo 501 del CSC alle imprese stabilite in un altro Stato membro, in forza di un regime del tipo di quello previsto dall’articolo 481, paragrafo 2, del CSC, non è idonea a ostacolare l’esercizio da parte delle società controllanti con sede in un altro Stato membro della libertà di stabilimento garantita dal Trattato.
            
         
               37
            
            
               In ogni modo, è opportuno sottolineare che le società controllanti con sede in uno Stato membro diverso dalla Repubblica portoghese possono scegliere di istituire, per via contrattuale, un regime di responsabilità in solido per i debiti delle loro controllate.
            
         
               38
            
            
               Di conseguenza, occorre constatare che, per quanto riguarda il trattamento accordato alle società controllanti stabilite in Stati membri diversi dalla Repubblica portoghese, una normativa nazionale come quella oggetto del procedimento principale non costituisce una restrizione alla libertà di stabilimento nel senso dell’articolo 49 TFUE.
            
         
               39
            
            
               Alla luce di quanto precede, si deve rispondere alla questione posta che l’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che non osta ad una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, che esclude l’applicazione del principio di responsabilità in solido delle società controllanti nei confronti dei creditori delle loro controllate a società controllanti con sede nel territorio di un altro Stato membro.
            
         
         Sulle spese
      
      
               40
            
            
               Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.
            
          
            
               Per questi motivi, la Corte (Nona Sezione) dichiara:
            
          
               
                  
                     L’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che non osta ad una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, che esclude l’applicazione del principio di responsabilità in solido delle società controllanti nei confronti dei creditori delle loro controllate a società controllanti con sede nel territorio di un altro Stato membro.
                  
               
             
               
                  
                     Firme
                  
               
            (
            *1
         )	Lingua processuale: il portoghese.