CELEX: 51998PC0262
Language: it
Date: 1998-04-24
Title: Proposta modificata di regolamento (CE) del Consiglio che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni nella Comunità di telecopiatrici ad uso privato originarie della Repubblica popolare cinese, del Giappone, della Repubblica di Corea, della Malaysia, di Singapore, di Taiwan e della Thailandia

ir*ir          COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
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      ***
                                                           Bruxelles, 24.04.1998
                                                          COM( 1998) 262 def.
                                     Proposta modificata di
                           REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
 che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni nella Comunità di
  telecopiatrici ad uso privato originarie della Repubblica popolare cinese, del
Giappone, della Repubblica di Corea, della Malaysia, di Singapore, di Taiwan e
                                        della Thailandia
               (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 A,
                                   paragrafo 2 del trattato CE)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                     RELAZIONE
Oggetto:      Procedimento antidumping riguardante le importazioni di
              telecopiatrici ad uso privato originarie della Repubblica popolare
              cinese, del Giappone, della Corea, della Malaysia, di Singapore, di
              Taiwan e della Thailandia
1)  Si fa riferimento alla proposta della Commissione nel documento COM (1998)
     193 in cui gli elementi principali di questo caso sono descrìtti.
2)  In seguito alle discussioni in seno al Consiglio, la Commissione propone ora di
    modificare l'articolo 2 della proposta summenzionata e di adottare una
    dichiarazione a proposito di un riesame intermedio.
3)  Si propone al Consiglio di adottare il regolamento summenzionato che istituisce
    dazi antidumping definitivi sulle importazioni di telecopiatrici ad uso privato
    nella forma modificata annessa e di iscrivere la dichiarazione della
    Commissione nel resoconto della riunione del Consiglio.
                                      A
 ---pagebreak---                                        Proposta modificata di
                         REGOLAMENTO (CE) N.... DEL CONSIGLIO
                                            del     1998
    che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni nella Comunità di
      telecopiatrici ad uso privato originarie della Repubblica popolare cinese, del
   Giappone, della Repubblica di Corea, della Malaysia, di Singapore, di Taiwan e
                                          della Thailandia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, modificato dal regolamento (CE) n. 2331/962, in particolare
l'articolo 9, paragrafo 4,
vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
                                       A. PROCEDIMENTO
(1)     Il 1° novembre 1997, con il regolamento (CE) n. 2140/97 della Commissione3
        ("regolamento provvisorio1'), sono stati istituiti dazi antidumping provvisori.
          Dopo l'istituzione dei dazi antidumping provvisori, l'industria comunitaria, due
          associazioni di esportatori, alcuni produttori/esportatori e diversi importatori
          hanno comunicato per iscritto le loro osservazioni. Tutte le parti che ne hanno
          fatto richiesta sono state sentite.
(2)       La Commissione ha continuato a raccogliere e verificare tutte le informazioni
          ritenute necessarie ai fini delle risultanze definitive e ha svolto inchieste presso le
          sedi di alcuni importatori collegati a esportatori dei paesi interessati. Le parti sono
          state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali si
          intendeva raccomandare l'istituzione di un dazio antidumping definitivo e la
          riscossione degli importi depositati a titolo di dazi provvisori. Alle parti è stato
          inoltre concesso un congruo periodo di tempo entro cui presentare osservazioni
          dopo aver ricevuto le informazioni in questione.
1
     G U I , 56 del 6. 3. 19%, pag. I.
2
     <iU 1.317 del 6. 12. 19%, pag. I.
1
     GUL 297 del 31. 10. 1997, pag. 61.
                                                ÀD^
 ---pagebreak--- II. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(3)   Il procedimento riguarda le telecopiatrici ad uso privato (in appresso "telecopiatrici
      ad uso privato" o "prodotto in questione"). Esse sono impiegate essenzialmente per
      trasmettere e ricevere documenti su carta attraverso la rete telefonica. Vengono
      utilizzate spesso in casa o sul luogo di lavoro come apparecchiatura da tavolo ed
      offrono solitamente altre possibilità di comunicazione. Oltre alla funzione di
      telecopiatura e telefono e/o collegamento con un apparecchio telefonico con o
      senza filo, possono comprendere o meno un cassetto per la carta e offrire una o più
      delle seguenti funzioni: segreteria telefonica a cassetta o digitale, fotocopiatrice o
      intercomunicazione. Possono includere anche altre funzioni.
(4)   Ai fini delle risultanze provvisorie, la Commissione ha operato una distinzione tra
      le telccopiatrici ad uso privato e quelle professionali in base al peso e alle
      dimensioni. Ai fini della presente inchiesta, sono state considerate telecopiatrici ad
      uso privalo soltanto le telecopiatrici di peso uguale o inferiore a 5 kg e il cui corpo
      principale presenta dimensioni (larghezza, profondità, altezza) uguali o inferiori a
      470 mm x 450 mm x 170 mm. Per la determinazione del peso e delle dimensioni
      sono stati esclusi la carta e altro materiale di consumo, nonché gli apparecchi
      telefonici senza filo. È stato inoltre considerato che, attualmente, le telecopiatrici
      che utilizzano le tecniche di stampa a getto d'inchiostro o laser sono destinate
      soltanto ad un uso professionale; pertanto le telecopiatrici che utilizzano tali
      tecniche sono state escluse dall'applicazione del dazio antidumping provvisorio.
(5)   Le telecopiatrici ad uso privato sono attualmente classificabili al codice NC 8517
      21 00.
1.      Caratteristiche delle telecopiatrici per uso professionale
(6)   Dopo l'istituzione dei dazi antidumping provvisori, gli esportatori hanno sostenuto
      che, per la definizione del prodotto, i criteri del peso e delle dimensioni non erano
      appropriati poiché avrebbero entro breve comportato l'inclusione delle
      telecopiatrici professionali (per ufficio).
(7)     Tuttavia, dall'inchiesta è emerso che la definizione del prodotto basata sul peso e
        sulle dimensioni non comportava, per il periodo dell'inchiesta, l'inclusione delle
        telecopiatrici professionali. Inoltre, nessuna parte interessata ha sostenuto che, tra
        la fine del periodo dell'inchiesta e il dicembre 1997, fossero disponibili sul
        mercato comunitario telecopiatrici professionali corrispondenti ai criteri in
        questione. Quanto alla futura evoluzione, nessuna osservazione documentata è
        stata presentata in merito dalle parti interessate, né nell'inchiesta sono stati rilevati
        elementi tali da suggerire che durante il periodo di applicabilità dei dazi
        antidumping possano essere introdotte sul mercato telecopiatrici professionali di
        tal genere. Si conclude pertanto che i criteri del peso e delle dimensioni non
        comportano, per l'immediato futuro, l'inclusione delle telecopiatrici professionali
        nell'ambito del procedimento.
         Una volta introdotte nella Comunità tali telccopiatrici professionali, la
        Commissione, ove necessario, sottometterà una proposta al Consiglio allo scopo
        di chiarire, per ciascun modello, che queste telecopiatrici non rientrano nel campo
        di applicazione del presente regolamento.
 ---pagebreak--- 2.     Sistemi di stampa
(8)  È stato inoltre sostenuto che le telecopiatrici ad uso privato che utilizzano sistemi
     di stampa diversi dalla stampa termica (ossia le telecopiatrici che utilizzano i
     sistemi di stampa a trasferimento termico, a getto d'inchiostro, laser o LED)
     dovrebbero essere escluse.
2.1     Telecopiatrici a trasferimento termico
(9)  Riguardo a questo argomento, dall'inchiesta è emerso quanto segue:
Caratteristiche fisiche e tecniche
(10) In termini di peso e dimensioni e nelle loro caratteristiche tecniche essenziali le
     telecopiatrici a trasferimento termico sono simili o identiche ai modelli a carta
     termica. L'unica differenza consiste nella tecnica di stampa e, di conseguenza, nella
     carta utilizzata. Sia la tecnologia a trasferimento termico che la tecnologia a carta
     termica utilizzano il calore per trasferire informazioni sulla carta attraverso
     un'unica testina. Le due testine sono quasi identiche. Pertanto in linea di principio
     sarebbe possibile stampare su carta termica con una testina a trasferimento termico.
     Inoltre, i componenti elettrici che controllano le testine sono identici. Gli elementi
     essenziali della stampa termica sono quindi la base per la più recente tecnica a
     trasferimento termico. A questo riguardo è stato rilevato che il trasferimento
     termico è il risultato del normale sviluppo della tecnica di stampa a carta termica.
Uso e percezione dei consumatori
(11) I due tipi di prodotti hanno, in generale, design e aspetto esteriore simili e sono
     entrambi facili da maneggiare. E stato riscontrato che utilizzatori privati e piccoli
     uffici/home office usano sia telecopiatrici a carta termica che telecopiatrici a
     trasferimento termico.
     Le differenze relative alla tecnica di stampa, ossia la migliore qualità di stampa
     delle telecopiatrici a trasferimento termico, e i vantaggi connessi all'uso di carta
     comune, sono presi in considerazione dai consumatori soltanto come un aspetto tra
     tutte le caratteristiche tecniche disponibili. Nell'acquisto di una telecopiatrice
     l'obiettivo principale del consumatore rimane quello di avere un apparecchio ad
     uso privato capace di trasmettere ericeveremessaggi in facsimile. Rispetto a questa
     esigenza, la tecnica di stampa usata nei due tipi di prodotti in questione, dal punto
     di vista del consumatore, è soltanto un elemento secondario.
Canali di vendita
(12) Nel periodo dell'inchiesta, le telecopiatrici a carta termica e le telecopiatrici a
     trasferimento termico sono state, in generale, vendute attraverso gli stessi canali di
     vendila.
Conclusione
(13) Sulla base di quanto precede, si conclude che le telecopiatrici a carta termica e le
     telecopiatrici a trasferimento termico costituiscono un solo prodotto.
 ---pagebreak--- 2.2    Tecniche di stampa a getto d'inchiostro, laser, LED e telecopiatrici portatili
(14) Per quanto riguarda le telecopiatrici che utilizzano le tecniche di stampa a getto
     d'inchiostro, laser o LED, le risultanze definitive hanno confermato che questi
     apparecchi sono, in generale, sostanzialmente diversi da quelli ad uso privato a
     livello delle caratteristiche fisiche e tecniche (in particolare peso/dimensioni e
     prestazioni), che sono destinati ad un uso professionale anziché privato e che sono,
     in misura significativa, venduti attraverso canali di vendita diversi.
(15) A causa di tali differenze, le telecopiatrici che utilizzano le tecniche di stampa a
     getto d'inchiostro, laser o LED non possono essere considerate prodotti simili al
     prodotto in esame.
(16) Alcune parti interessate hanno inoltre sostenuto che certi nuovi tipi di telecopiatrici
     portatili da utilizzare in collegamento con apparecchi telefonici mobili, che nel
     periodo dell'inchiesta non erano ancora disponibili sul mercato comunitario, erano
     destinati esclusivamente ad un uso professionale e dovevano pertanto essere esclusi
     dall'ambito del procedimento.
(17) Sulla base delle informazioni disponibili si considera che le telecopiatrici portatili
     da utilizzare soltanto in collegamento con apparecchi telefonici mobili hanno
     caratteristiche fìsiche e tecniche diverse e sono effettivamente soltanto per uso
     professionale. Questi apparecchi non rientrano quindi nella definizione del prodotto
     in esame. Una volta introdotte nella Comunità tali telecopiatrici professionali, la
     Commissione, ove necessario, sottometterà una proposta al Consiglio allo scopo di
     chiarire, per ciascun modello, che queste telecopiatrici non rientrano nel campo di
     applicazione del presente regolamento.
Conclusioni
(18) Si confermano le risultanze provvisorie secondo le quali la definizione del prodotto
     si basa sui criteri del peso e delle dimensioni, quali definiti nel regolamento
     provvisorio.
(19) Inoltre, si conclude che i prodotti in questione, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4
     del regolamento di base, sono le telecopiatrici a carta termica e le telecopiatrici a
     trasferimento termico.
(20) Le telecopiatrici che utilizzano le tecniche di stampa a getto d'inchiostro, laser o
     LED e le telecopiatrici portatili da utilizzare soltanto in collegamento con
     apparecchi telefonici mobili sono escluse dall'ambito del procedimento.
                                      C. DUMPING
1.     Livello di cooperazionc
(21) Il livello di cooperazione da parte dei produttori/esportatori nel presente
     procedimento è stalo particolarmente basso in Malaysia, Thailandia, Taiwan,
     Giappone e Cina, in quanto il volume delle esportazioni verso la Comunità
     rappresentato dai produttori/esportatori che hanno collaboralo costituiva soltanto
     un'esigua quota del totale delle esportazioni dai paesi interessati.
 ---pagebreak--- (22) Le informazioni fornite dai produttori/esportatori che hanno collaborato sono state
      verificate e nella maggior parte dei casi prese in considerazione. Tuttavia in alcuni
      casi parte delle informazioni fornite è risultata imprecisa, non documentata o
      insufficiente e pertanto non è stata presa in considerazione. In tali casi la
      Commissione ha basato le sue risultanze definitive sui dati disponibili, ai sensi
      dell'articolo 18 del regolamento di base.
2. Paesi ad economia di mercato
2.1     Valore normale
Applicazione dell 'articolo 18, paragrafo 1 del regolamento di base
(23) Il produttore/esportatore di Singapore ha contestato la decisione della Commissione
      di utilizzare nel suo caso per la determinazione del valore normale i dati disponibili
      ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1 del regolamento di base (v. punto 66 del
      regolamento provvisorio). La società ha sostenuto che le vendite effettuate sul
      mercato interno non registrate erano destinate alla riesportazione verso un paese
      terzo. Ha inoltre sostenuto che ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 4 del regolamento
      di base avrebbe dovuto essere informata dalla Commissione della sua decisione, in
      quanto non era stata offerta nessuna possibilità di fornire ulteriori spiegazioni. La
      società ha altresì contestato il metodo applicato dalla Commissione nel determinare
      il valore normale sulla base dei dati disponibili, poiché riteneva che avrebbero
      dovuto essere usati gli elementi di prova raccolti in loco (fatture relative alle
      operazioni non registrate) anziché il prezzo di rivendita più elevato registrato.
       Dall'inchiesta è emerso che le vendite in questione erano state realmente effettuate
      sul mercato interno e non erano state registrate come tali dalla società. Inoltre, è
      stato chiesto alla società di fornire prove de! fatto che le vendite in questione non
      erano destinate al consumo interno e che erano state effettivamente esportate da
       Singapore. Nonostante ripetute richieste, la società non ha fornito nessuna prova
      della successiva riesportazione verso un paese terzo. In occasione di un'audizione
      chiesta dalla società dopo la visita di verifica non sono state date spiegazioni
       soddisfacenti.
 (24) Per quanto riguarda il metodo applicato dalla Commissione per stabilire il valore
       normale relativamente alle suddette operazioni, i dati usati per la determinazione
       del valore normale sono stati verificati e sono ragionevoli alla luce della
       collaborazione parziale della società. Le risultanze provvisorie della Commissione,
       quali esposte al punto 66 del regolamento provvisorio, sono quindi confermate.
 (25) Un produttore/esportatore coreano per il quale è stato deciso di valutare il costo dei
       materiali sulla base dei dati disponibili ai sensi dell'articolo 18 del regolamento di
       base (v. punto 32 del regolamento provvisorio) ha sostenuto che tale decisione non
       era giustificata e che invece avrebbero dovuto essere usati i costi dei materiali
       indicati nella risposta al questionario. Inoltre riteneva che il metodo usato dalla
       Commissione per adeguare il valore normale in considerazione della sua
       collaborazione parziale non era valido.
 (26) Dall'inchiesta è emerso che i costi dei materiali indicati nella risposta presentavano
       gravi incoerenze e non potevano quindi essere accettati. La società non ha fornito
 ---pagebreak---      ulteriori spiegazioni per giustificare tali incoerenze. Quanto al metodo usato per
     determinare i dati disponibili, si deve tenere presente che per l'adeguamento del
     costo dei materiali è stato seguito un approccio prudente utilizzando la differenza
     minore riscontrata tra i valori più bassi e i valori medi dei materiali.
Valore normale costruito (SCÌA V)
(27) 1/unico produttore/esportatore thailandese che ha collaborato, che non effettuava
     vendite sul mercato interno, ha contestato il metodo usato per determinare le spese
     generali, amministrative e di vendita (SGAV) e il profitto nel calcolo del valore
     normale. Come indicato al punto 77 del regolamento provvisorio e secondo quanto
     previsto all'articolo 2, paragrafo 6, lettera e) del regolamento di base, in assenza di
     vendite sul mercato interno, la Commissione ha deciso di calcolare il valore
     normale aggiungendo al costo di produzione della società la media ponderata delle
     SGAV e dei profitti relativi a tutte le vendite remunerative sul mercato interno
     degli esportatori di Taiwan che hanno collaborato. La società ha sostenuto che
     formava un'entità con il produttore/esportatore di Taiwan che ha collaborato e che
     in considerazione di tale rapporto le SGAV e i profitti avrebbero dovuto essere
     determinati in base al primo metodo indicato all'articolo 2, paragrafo 6 del
     regolamento di base, ossia, secondo la società, in base ai dati effettivi relativi alla
     società taiwanese in questione.
     In alternativa, la società ha chiesto che, qualora fosse applicato l'articolo 2,
     paragrafo 6, lettera e) del regolamento di base, si utilizzassero soltanto le SGAV e i
     profitti della società collegata di Taiwan, dati gli stretti legami esistenti tra le due.
(28) Occorre notare che, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 6 del regolamento di base, le
     SGAV e i margini di profitto da usare per calcolare il valore normale sono le
     SGAV sostenute e i profitti realizzati sul mercato interno del paese esportatore,
     ossia la Thailandia. Tuttavia, in assenza di dati su vendite di telecopiatrici effettuate
     sul mercato interno thailandese dalla società interessata o da qualsiasi altra società,
     e non essendo disponibili dati sulle SGAV e sui profitti per prodotti della stessa
     categoria generale, secondo quanto previsto all'articolo 2, paragrafo 6, lettere a) o
     b) del regolamento di base, è stato necessario applicare l'articolo 2, paragrafo 6,
     lettera e), ossia determinare le SGAV e i profitti con qualunque altro metodo
     appropriato. A questo riguardo è stato ritenuto che la media ponderata delle SGAV
     sostenute e.dei profitti realizzati sul mercato di Taiwan da tutti gli esportatori che
     hanno collaborato costituisse una base appropriata e ragionevole, essendo Taiwan
     un mercato competitivo in cui operano molte imprese, nonché la migliore
     approssimazione di cui la Commissione potesse disporre delle condizioni di vendita
     sul mercato thailandese per il prodotto in questione.
(29) Utilizzare, come suggerito dal produttore thailandese, unicamente le SGAV e i
     profitti della società di Taiwan cui esso è collegato non significa usare una base più
     appropriata. Infatti, le vendite della società taiwanese collegata considerate
     separatamente rappresentavano una quota relativamente modesta del mercato
     taiwanese.
Confronto
Spese di importazione
 ---pagebreak--- (30) Al punto 37 del regolamento provvisorio la Commissione ha precisato che le
      richieste di adeguamento per le spese di importazione presentate dai
      produttori/esportatori coreani sono state respinte in quanto erano basale su una
      media calcolata per lutti i prodotti e la relazione tra il dazio corrisposto e il
      particolare modello di (elecopialrice in questione non era stata dimostrata. Tre
      produttori/esportatori coreani hanno sostenuto che questa decisione non era
      giustificata. Ritenevano che i servizi della Commissiono non dovessero insistere su
      calcoli precisi per modello, ma accettare una distribuzione generale dei dazi pagati.
      Inoltre sostenevano che dovesse essere concesso un adeguamento per il dazio
      doganale di ritorno indipendentemente dal fatto che i modelli interni
      comprendessero o meno parti acquistate localmente.
(31) Occorre sottolineare che una condizione essenziale perché tale adeguamento sia
      concesso è che vengano fornite prove del fatto che le parti non sono state acquistate
      localmente, poiché, altrimenti, per tali parti non sarà stato pagato alcun dazio
      all'importazione. In un solo caso l'esportatore è riuscito a fornire alla
      Commissione, almeno in parte, prove sufficienti del fatto che l'adeguamento era
      giustificato. L'adeguamento è stato effettuato soltanto nella misura in cui era
      dimostrata la fondatezza della richiesta.
Stadio commerciale
a) Differenza nelle funzioni svolte
(32) I due produttori/esportatori giapponesi, quello di Singapore e una delle società
      coreane hanno chiesto un adeguamento interno per differenze relative allo stadio
      commerciale in base all'articolo 2, paragrafo 10, lettera d) del regolamento di base.
      Tali richieste sono state provvisoriamente respinte per i motivi esposti ai punti 49 e
      71 del regolamento provvisorio. Le società hanno contestato questa decisione
      ribadendo che la differenza tra le funzioni svolte sul mercato interno e su quello
      d'esportazione corrispondeva automaticamente ad uno stadio commerciale diverso
      e che pertanto doveva essere concesso un adeguamento per consentire un equo
      confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione. A sostegno di tale
      argomento, le società hanno sostenuto che, nel costruire il prezzo all'esportazione
      ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 9 del regolamento di base, l'impostazione adottata
      dalle Istituzioni è quella di detrarre tutti i costi sostenuti dagli importatori collegati
      nella Comunità dal prezzo pagato dal primo acquirente indipendente portando in tal
      modo il prezzo all'esportazione allo stadio franco fabbrica. Essi sostengono quindi
      che, per ottenere un valore normale ad uno stadio commerciale comparabile, si
      dovrebbero escludere anche le stesse categorie di spese sostenute sul mercato
      interno, più un corrispondente profitto basato su quello realizzato sulle vendite
      effettuate sul mercato interno, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera d) del
      regolamento di base.
(33) Tale argomento non può essere accettato in quanto ignora un requisito essenziale
      del regolamento di base in materia, ossia che il richiedente deve definire gli stadi
      commerciali ai quali sono effettuate le vendite sul mercato interno e sul mercato
      d'esportazione e in particolare dimostrare in che modo le eventuali differenze
      incidono sulla comparabilità dei prezzi.
 ---pagebreak--- (34) Occorre tenere presente che la prassi delle Istituzioni di ricostruire il prezzo
     all'esportazione detraendo i costi sostenuti dagli importatori collegati dal prezzo
     praticalo agli importatori indipendenti porta il prezzo frontiera comunitaria al
     livello di una vendila ad un acquirente indipendente. Poiché nella fattispecie il
     prezzo di rivendita praticato dagli importatori collegati nei confronti dei clienti
     indipendenti è risultato sostanzialmente al livello dei prezzi applicati ai grandi
     rivenditori e distributori, una detrazione delle spese sostenute dagli importatori
     nella vendita a tali clienti dà luogo ad un prezzo che si situa ad un livello più alto
     nel sistema delle vendite. È pertanto conseguente considerare il prezzo
     all'esportazione risultante dalla ricostruzione equivalente ad un prezzo praticato ad
     un distributore.
(35) Per quanto riguarda l'argomento che, poiché per ricostruire il prezzo
     all'esportazione erano stati detratti dei costi, si doveva effettuare una detrazione
     analoga dai prezzi interni, esso è ritenuto di per sé infondato. Dato che nella
     fattispecie la ricostruzione del prezzo all'esportazione portava ad uno stadio
     commerciale corrispondente a quello di un distributore, questo corrispondeva allo
     stadio commerciale del mercato interno. Il fatto che sul mercato interno nella
     vendita ai distributori possano essere sostenuti alcuni costi che non sono sostenuti
     allo stadio d'esportazione simile dipende dalla struttura o dalle circostanze
     specifiche dei mercati in questione, ma non può di per sé portare ad un
     adeguamento quando è chiaro che i prezzi sono praticati nei confronti di acquirenti
     dello stesso tipo, ossia di distributori.
(36) Le società giapponesi e coreane hanno sostenuto che il prezzo interno medio non
     poteva essere usato come valore normale poiché le vendite hanno avuto luogo a
     vari stadi commerciali diversi, dei quali solo uno corrispondeva allo stadio
     dell'esportazione. La Commissione ha esaminato accuratamente la situazione, ma
     non ha potuto concludere che l'argomento degli esportatori era fondato, in quanto
     le società non hanno potuto fornire nessuna chiara ripartizione in termini di costi né
     di prezzi diversi per dimostrare che le vendite sul mercato interno erano state
     effettuate a stadi diversi. Quello che la Commissione ha potuto stabilire, invece, è
     che i prezzi praticati nei confronti di tutti i clienti interni erano
     approssimativamente uguali per i vari gruppi di acquirenti, il che faceva pensare
     che gli stadi commerciali non fossero diversi. In ogni caso, dato che i prezzi
     praticati sul mercato interno nei confronti di tutti i gruppi di acquirenti erano simili
     e che un gruppo di questi corrispondeva allo stadio commerciale degli acquirenti
     per l'esportazione (distributori), un adeguamento per lo stadio commerciale non era
     giustificato. Il valore normale sarebbe lo stesso sia che fosse basato sulle vendite a
     un gruppo o sulle vendite a tutti gli acquirenti.
(37) Nel caso di Singapore le vendite sul mercato interno erano assertivamente
     effettuate tutte ad un unico stadio commerciale, ossia quello dei distributori.
     Occorre ricordare che il valore normale è stato determinato secondo l'articolo 18,
     paragrafo 1 del regolamento di base, in quanto la società aveva omesso di registrare
     un numero sostanziale di operazioni di vendita del prodotto in questione spi
     mercato interno, il che aveva impedito una verifica più dettagliata degli stadi
     commerciali sul mercato interno. Sulla base dei dati di cui la Commissione
     disponeva, non sono state rilevate differenze tra gli stadi commerciali sul mercato
     interno e su quello d'esportazione.
 ---pagebreak--- (38) Per le ragioni suindicate il valore normale è stato determinato sulla base di tutte le
     vendite effettuale sul mercato interno ed è slato ritenuto che gli adeguamenti per
     differenze inerenti allo sladio commerciale richiesti dai produttori/esportatori
     giapponesi, coreani e singuporiani non erano giustificati.
(39)  Tuttavia, in circostanze non coperte da un adeguamento per differenze inerenti allo
     stadio commerciale ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera d), punto i) del
     regolamento di base, può essere accordato, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10,
     lettera d), punto ii), uno speciale adeguamento quando si dimostri che talune
     funzioni si riferiscono a stadi commerciali diversi da quello utilizzato in sede di
     confronto. Nella fattispecie, dall'inchiesta è emerso che, anche se l'adeguamento
     per differenze inerenti allo stadio commerciale non poteva essere accordato, la
     funzione della pubblicità avrebbe dovuto essere oggetto di una speciale
     considerazione ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera d), punto ii). La
     Commissione ha esaminato, in particolare, se le società in questione avessero
     sostenuto spese di pubblicità per promuovere le vendite a stadi commerciali diversi
     da quello utilizzato in sede di confronto. E stato constatato che per le società in
     questione alcune spese di pubblicità si riferivano, nella fattispecie, ad uno stadio
     commerciale diverso da quello utilizzalo in sede di confronto. Pertanto, è slato
     deciso in base all'articolo 2, paragrafo IO, lettera d), punto ii) del regolamento di
     base di escludere dal calcolo del valore normale le spese di pubblicità sostenute per
     vendite sul mercato interno che si riferiscono ad uno stadio commerciale diverso da
     quello dei distributori.
b) Vendite OEM
(40) Un produttore/esportatore taiwanese, uno thailandese e due coreani hanno
     contestato il rigetto delle loro richieste di adeguamento per differenze inerenti allo
     stadio commerciale basate sulle vendite per esportazione OEM.
(41) L'adeguamento richiesto non ha potuto essere concesso in quanto non è stato
     possibile stabilire un chiaro schema dei prezzi tra i presunti canali di vendita. In
     alcuni casi, i prezzi dei modelli OEM sono risultati più elevati di quelli dei modelli
     venduti con marchio proprio. Nel caso di una delle due società coreane è inoltre
     emerso che la classificazione dei clienti fornita dalla società era imprecisa e
     pertanto non è stata presa in considerazione. Nel mercato taiwanese, le vendite
     interne OHM non presentavano sostanziali differenze di prezzo rispetto alle vendite
     con marchio proprio.
(42) Nel caso del produttore thailandese, che non ha effettuato vendite sul mercato
     interno e ha esportato soltanto su base OEM, il valore normale è stato costruito
     utilizzando la media delle SGAV e dei profitti del mercato taiwanese, per il quale,
     come spiegato sopra, non era necessario nessun adeguamento di questo tipo.
     Pertanto la richiesta è respinta.
Commissioni
(43) La società thailandese ha contestalo il latto che fosse stata detratta una
     commissione del 5% dal prezzo praticato nei confronti del primo acquirente
     indipendente nella Comunità in considerazione della partecipazione della società
     collegala di Taiwan a tali operazioni. Secondo la società dovrebbero essere detratte
                                                  9
 ---pagebreak---      soltanto le spese di vendita direttamente connesse; pertanto, non sussisterebbe
     alcuna base giuridica per l'applicazione della commissione del 5% che la società
     sostiene di non aver effettivamente corrisposto.
(44) 1/inchiesta ha confermalo che tutte le esportazioni del produttore/esportatore
     thailandese verso la Comunità sono slate effettuate attraverso una società collegata
     di Taiwan. È slato stabilito che, a causa della relazione tra le due società, i prezzi di
     trasferimento ai quali il produttore thailandese forniva i prodotti alla società
     collegata di Taiwan non erano applicati su una base di indipendenza. È stato
     verificato in loco che vi era un rialzo tra il prezzo di trasferimento e il prezzo
     pagato dal primo acquirente indipendente nella Comunità. Tale differenza aveva,
     almeno in parte, lo scopo di coprire i costi sostenuti dalla società collegata per le
     attività svolte ai fini dell'esportazione del prodotto in questione. Poiché le funzioni
     svolte dalla società collegata di Taiwan possono essere considerate simili a quelle
     di un operatore commerciale, è stata effettuata una detrazione del 5% sul prezzo
     praticato nei confronti del primo acquirente indipendente nella Comunità. Questa
     cifra si ritiene congrua dato il grado di coinvolgimento della società collegata nelle
     attività di vendita del produttore/esportatore thailandese.
(45) Una società di Singapore ha chiesto un adeguamento per commissioni pagate a
     società collegate in Giappone. La richiesta era già stata respinta per i motivi esposti
     al punto 73 del regolamento provvisorio. La società ha contestato tale decisione
     ribadendo che l'adeguamento era necessario a causa dell'importante ruolo svolto
     dalle due società giapponesi collegate sia nella produzione che nella
     commercializzazione del prodotto in questione a Singapore.
(46) La questione è stata riesaminata. Dall'inchiesta è emerso che l'adeguamento
     richiesto si riferiva in realtà a royalties e trasferimenti di profitti ricevuti dalle due
     società giapponesi collegate. Tali pagamenti non si possono considerare
     commissioni ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera i) del regolamento di
     base. Pertanto la richiesta di adeguamento doveva essere respinta.
(47) Tuttavia, per quanto riguarda le vendite per esportazione, è emerso che erano
     interamente gestite dalle società giapponesi. La funzione della società di Singapore
     si limitava alla fatturazione delle merci e all'organizzazione della spedizione.
     Quindi, poiché le funzioni svolte dalle società collcgate si possono considerare,
     simili a quelle di un operatore commerciale, è stata effettuata una detrazione del 5%
     sul prezzo praticato nei confronti del primo acquirente indipendente nella
     Comunità, per tener conto del coinvolgimento di dette società nelle attività
     amministrative e di vendita del produttore di Singapore. Il livello dell'adeguamento
     è stato stabilito al 5% in quanto le spese effettivamente sostenute dalle società
     giapponesi collegate non sono state registrate, benché fosse specificamente
     richiesto, nella risposta al questionario, e pertanto non hanno potuto essere
     verificate in loco.
Costo del credito
(48) Al punto 39 del regolamento provvisorio si precisa che le richieste di adeguamento
     per il coslo del credito presentate da tutte le società coreane sono state respinte in
     quanto presentate sulla base di un "conto aperto", ossia un sistema di pagamento
     rotativo, senza alcuna prova di un accordo tra fornitore e acquirente del prodotto
                                                  10
 ---pagebreak---         alla dilla della vendita. Tre produttori/esportatori coreani hanno sostenuto che ciò
        non era conforme alla prassi consolidata della Commissione. Su tale base, avrebbe
        dovuto essere concesso un adeguamento sul valore normale corrispondente almeno
        ad un periodo di credito di 30 giorni.
(49) Le Istituzioni solitamente accettano un adeguamento per il costo del credito quando
        l'esportatore dimostra che nella determinazione dei prezzi applicati si è tenuto
        conto delle condizioni di pagamento, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera g)
        del regolamento di base. Pertanto un adeguamento viene concesso unicamente per
        il numero di giorni che le società dimostrino di aver concordato alla data della
        vendita, visto che soltanto le spese relative a tale numero di giorni si possono
        considerare un fattore che influisce sul prezzo. Tale accordo non esiste in quanto i
        pagamenti sono stati effettuati sulla base di un conto aperto e di conseguenza la
        richiesta non ha potuto essere accettata.
( 'osti di garanzia
(50) Un produttore/esportatore coreano ha sostenuto che si doveva stimare in modo più
        equo un adeguamento per differenze relative ai costi di garanzia, includendo alcune
        spese assertivamente sostenute a titolo di compensi corrisposti ad agenti
        indipendenti e di retribuzioni pagate agli addetti alle riparazioni.
(51) Dall'inchiesta è emerso che le spese di garanzia registrate per il mercato interno
        erano sopravvalutate e pertanto non costituivano una base attendibile per la
        valutazione dell'adeguamento. Ai fini delle risultanze provvisorie era stato deciso
        di basare l'adeguamento per i costi di garanzia soltanto sui costi effettivamente
        sostenuti per fornire gratuitamente pezzi di ricambio ai clienti. In assenza di nuovi
        elementi di prova atti a giustificare un aumento dell'adeguamento per le spese di
        garanzia, si confermano le risultanze provvisorie.
Altri fattori
(52) Una società taiwanese ha nuovamente chiesto un adeguamento specifico ai sensi
        dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera k) del regolamento di base, in particolare
        detrazioni dal valore normale per le retribuzioni dei venditori, le spese di pubblicità
        e la locazione, sostenendo che la maggior parte delle spese sostenute per tali
        funzioni riguardavano vendite sul mercato interno.
(53) 1 produttori/esportatori giapponesi e singaporiano hanno chiesto come alternativa,
        in caso di rigetto della richiesta di adeguamento per differenze inerenti allo stadio
        commerciale (v. sopra), che venissero effettuate detrazioni specifiche dal valore
        normale per le retribuzioni dei venditori, le spese di pubblicità e altre. La società di
        Singapore ha contestato il rigetto della richiesta (v. punto 72 del regolamento
        provvisorio), sostenendo che la presentazione di prove del fatto che a causa delle
        differenze relative a tali fattori gli acquirenti pagano prezzi diversi sul mercato
        interno, citata all'articolo 2, paragrafo 10, lettera k), è citata semplicemente a titolo
        di esempio e pertanto non è obbligatoria.
(54)     Tutte le società che hanno chiesto adeguamenti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo
         10, lettera k) del regolamento di base hanno omesso di dimostrare l'esistenza di
        significative e costanti differenze di prezzo come prescritto da detta disposizione.
                                                    11
 ---pagebreak---       Mostrare soltanto una differenza di costi tra l'ufficio esportazioni e l'ufficio vendite
      interne di una società non è sufficiente per chiedere un adeguamento per differenze
      che incidono sulla comparabilità dei prezzi e tantomeno per dimostrare un impatto
      sui prezzi. Inoltre, la supposizione che la richiesta di dimostrare la diversità dei
      prezzi sia indicala a titolo di esempio non e corretta, poiché quanto previsto alla
      lettera k) ribadisce le due condizioni fissale nella parte generale dell'articolo 2,
      paragrafo 10 del regolamento di base, ossia che gli adeguamenti per differenze tra i
      fattori di cui alle lettere da a) a k) possono essere concessi soltanto se viene
      sostenuto e dimostrato che esse incidono sui prezzi e sulla comparabilità dei prezzi.
      In assenza di elementi di prova atti a dimostrare la sussistenza di tali condizioni
      nella fattispecie, la richiesta ha dovuto essere respinta.
3. Paesi ad economia non di mercato
3.1     Trattamento individuale
(55) Le società alle quali non è stato concesso un trattamento individuale hanno
      sostenuto che la motivazione del regolamento provvisorio al riguardo non era
      adeguata. Inoltre, hanno rinnovato la richiesta di trattamento individuale in quanto
      indipendenti dal controllo dello Stato cinese. .
(56) Occorre notare che, ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 5 del regolamento di base, nel
      caso dei paesi non retti da un'economia di mercato viene istituito un unico dazio
      per il paese in generale. La concessione di un trattamento individuale ad alcuni
      esportatori      costituisce     pertanto    un'eccezione      alla    regola.     Ogni
      produttore/esportatore che desideri beneficiare di questa eccezione deve dimostrare
      l'assenza di interferenze da parte dello Stato. Due dei produttori cinesi hanno
      dimostrato di soddisfare tutti i criteri necessari per ottenere un trattamento
      individuale. Gli altri tre produttori cinesi invece non hanno dimostrato la loro
      indipendenza; pertanto, le Istituzioni non hanno potuto fare altro che applicare loro
      il dazio generale.
3.2     Confronto dei modelli
(57) I produttori/esportatori cinesi hanno contestato il fatto che il valore normale fosse
      in parte stato basato sui modelli di un produttore coreano in relazione al quale è
      stato applicato l'articolo 18 del regolamento di base. Gli esportalori in questione
      hanno sostenuto che 1"utilizzazione di un valore normale accertato per una società
      che non ha collaborato era per loro sfavorevole.
(58) La questione è stata riesaminata e, dato che per la determinazione del valore
      normale era stato applicato l'articolo 18 del regolamento di base, i modelli in causa
      sono stati definitivamente esclusi dal calcolo.
(59) Una delle società coreane con attività produttiva sia in Cina che in Corea ha
      sostenuto che il valore normale di uno dei suoi modelli prodotti in Cina avrebbe
      dovuto essere determinato con riferimento al valore costruito dello stesso modello
      da essa prodotto in Corea.
(60) La richiesta è stata respinta poiché per determinare il valore normale del
      produttore/esportatore corcano collegato erano stati utilizzati i dati disponibili a
                                                  12
 ---pagebreak---       norma dell'articolo IX del regolamento di base e, come indicato sopra, i relativi
      modelli sono stati esclusi dalla determinazione del valore normale cinese. Inoltre,
      occorre sottolineare che il valore normale dovrebbe essere basato su dati ottenuti,
      ove possibile, nel paese analogo complessivamente e non soltanto sulle vendite di
      un particolare produttore.
3.3      Confronto
Stadio commerciale
(61) I produttori/esportatori cinesi hanno continuato a chiedere un adeguamento per
      differenze inerenti allo stadio commerciale in base al fatto che le loro vendite per
      l'esportazione erano effettuate ad OEM.
(62) Come indicato sopra, un'analisi dei prezzi delle vendite OHM e delle vendite con
      marchio proprio effettuate sul mercato interno coreano ha mostrato che le eventuali
      differenze inerenti allo stadio commerciale non si rillettevano in costanti e distinte
      differenze di prezzo. In assenza di differenze di prezzo tra le vendite OHM e le
      vendile con marchio proprio in Corea e visto che il valore normale cinese è stato
      basato sul mercato interno coreano non vi erano motivi per effettuare un
      adeguamento.
Commissioni
(63) Tre società giapponesi sono interessate dal procedimento riguardante la Cina
      poiché hanno esportato telecopiatrici originarie della Cina verso la Comunità. È
      emerso che società di Hong Kong interamente di loro proprietà avevano o un
      contratto di subappalto con una società cinese per la produzione (o l'assemblaggio)
      in Cina o un'organizzazione aziendale (persona giuridica) in Cina. Nel calcolo
      provvisorio è stato detratto a titolo di commissione un rialzo per le attività svolte a
      Hong Kong e in Giappone. I produttori/esportatori cinesi hanno sostenuto che tale
      detrazione del 5% dal prezzo all'esportazione non era giusta poiché non si riferiva
      all'effettivo pagamento di una commissione.
(64) Poiché le funzioni delle società giapponesi collegate si possono considerare simili a
      quelle svolte da un operatore commerciale dietro pagamento di una commissione, è
      stata effettuata una detrazione del 5% dal prezzo praticato nei confronti del primo
      acquirente indipendente nella Comunità. Tale percentuale si ritiene equa dato il
      grado di coinvolgimento delle società collegate nelle attività amministrative e di
      vendita dei produttori cinesi.
(65) Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera i) del regolamento di base, si applica
      un adeguamento per le differenze relative alle commissioni pagate per le vendite in
      esame. A tale riguardo, occorre sottolineare che non fa differenza se il
      produttore/esportatore emette la fattura direttamente a carico del cliente nella
      Comunità e versa una commissione alle parti che intervengono nell'operazione di
      vendita o se il produttore/esportatore emette la fattura a carico dell'intermediario
      che a sua volta emette una fattura a carico del cliente nella Comunità. La seconda
      modalità è semplicemente un diverso modo di far sì che l'intermediario riceva la
      commissione. Pertanto, in conformità alla consueta prassi del Consiglio e della
      Commissione, la richiesta non ha potuto essere accettata.
                                                 13
 ---pagebreak--- 4. Margine di dumping per le società soggette all'inchiesta
4.1    Margine di dumping per le società che hanno collaborato
(66) A norma dell'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento di base il margine di
     dumping è stato determinato in base al confronto tra la media ponderata del valore
     normale e la media ponderata dei prezzi di tutte le transazioni di esportazione verso
     la Comunità.
4.2    Margine di dumping per le società che non hanno collaborato (margine
       di dumping residuo)
(67) In assenza di osservazioni delle parti interessate, si decide di applicare il metodo di
     cui al punto 28 del regolamento provvisorio: per ciascun paese esportatore è stata
     selezionata la società con il margine di dumping più elevato ed è stato identificato
     il modello con dumping più elevato prodotto e venduto in quantità significative da
     tale società. Il margine di dumping residuo è stato determinato in base alla media
     ponderata del margine relativo al modello in questione, espresso in percentuale del
     prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria.
4.3    Margini di dumping
Repubblica di Corea
(68) Per i produttori/esportatori che hanno collaborato i margini di dumping definitivi,
     espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, sono i
     seguenti:
       Samsung Electronics Co. Ltd, Seul              19,8%
       Daewoo Telecom Ltd, Seul                       11,6%
       Nixxo Telecom Co., Ltd, Seul                    7,5%
       Tae 11 Media Co., Ltd, Seul                     9,2%
(69) Il margine di dumping residuo per la Corea, espresso in percentuale del prezzo
     all'importazione cif frontiera comunitaria, è pari al 25,1%.
Giappone
(70) Per i produttori/esportatori che hanno collaborato i margini di dumping definitivi,
     espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, sono i
     seguenti:
       Brother Industries, Ltd., Nagoya                49,2%
       Tottori Sanyo Electric Co., Ltd., Tottori      124,2%
(71) Il margine di dumping residuo per il Giappone, espresso in percentuale del prezzo
     all'importazione cif frontiera comunitaria, è pari al 130,2%.
Taiwan
                                                14
 ---pagebreak--- (72) Per i produttori/esportatori che hanno collaborato i margini di dumping definitivi,
     espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, sono i
     seguenti:
        Kinpo Electronics, Inc., Taipei                6,0%
        Sampo Corporation, Taipei                     56,2%
(73) Il margine di dumping residuo per Taiwan, espresso in percentuale del prezzo
     all'importazione cif frontiera comunitaria, è pari al 60,8%.
Singapore
(74) Per il produttore/esportatore che ha collaborato il margine di dumping definitivo,
     espresso in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, è il
     seguente:
     Matsushita Graphic Communication Systems (S) Pte., Ltd., Singapore           30,1%
(75) Il margine di dumping residuo per Singapore, espresso in percentuale del prezzo
     all'importazione cif frontiera comunitaria, è pari al 68,2%.
Thailandia
(76) Per il produttore/esportatore che ha collaborato il margine di dumping definitivo,
     espresso in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, è il
     seguente:
     Cal-Comp Electronics (Thailandia) Co. Ltd., Bangkok            10,4%
(77) Il margine di dumping residuo per la Thailandia, espresso in percentuale del prezzo
      all'importazione ciffrontieracomunitaria, è pari al 22,6%.
Malaysia
(78) Il margine di dumping residuo per la Malaysia, espresso in percentuale del prezzo
      all'importazione cif frontiera comunitaria, è pari al 124,2%.
Repubblica popolare cinese
(79) Il margine di dumping definitivo per la Cina, espresso in percentuale del prezzo
      all'importazione cif frontiera comunitaria, è pari al 51,6%.
(80) I margini di dumping definitivi per le società che hanno ricevuto un trattamento
      individuale, espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera
      comunitaria, sono i seguenti:
      Murata Machinery (H.K.) Ltd., Hong Kong (prodotti originari della Cina)      21,2%
      Highsonic Industrial Ltd., Hong Kong (prodotti originari della Cina) 23,2%.
                         D.       INDUSTRIA COMUNITARIA
                                                15
 ---pagebreak--- (81) Dopo l'istituzione dei dazi antidumping provvisori alcune parti interessate hanno
     sostenuto che il produttore comunitario denunziante non dovesse essere consideralo
     I' "industria comunitaria" data la mancata collaborazione del secondo maggior
     produttore comunitario. Tuttavia, nell'inchiesta è stato determinato che il
     produttore comunitario denunziante rappresenla una proporzione maggioritaria
     della produzione comunitaria totale, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del
     regolamento di base. Detto produttore è quindi considerato l'industria comunitaria
     ai fini del presente procedimento.
                                  E.      PREGIUDIZIO
1.     Valutazione cumulativa degli effetti delle importazioni in dumping
(82) Gli esportatori giapponesi hanno sostenuto che la Commissione non doveva
     considerare non cooperanti circa 10 produttori giapponesi di telecopiatrici che
     avevano rifiutato di collaborare con la Commissione nel presente procedimento e
     non avevano compilalo il questionario loro inviato dai servizi della Commissione,
     in quanto tali società assertivamente avevano cessato le esportazioni verso la
     Comunità prima del periodo dell'inchiesta. L'andamento delle importazioni per il
     Giappone dovrebbe essere basato sui dati presentati dall'associazione dei produttori
     giapponesi CIAJ per le società che non hanno collaborato nel corso del
     procedimento, nonché sui dati presentati dai 2 esportatori giapponesi che hanno
     collaborato. Tali dati mostrerebbero un significativo calo delle importazioni
     giapponesi dal 1993 al 1996. In considerazione di tale andamento, le importazioni
     dal Giappone dovrebbero essere separate dal cumulo.
(83) Un esportatore di prodotti cinesi ha sostenuto che le esportazioni cinesi avrebbero
     dovuto essere separate dal cumulo in quanto gli esportatori cinesi si sono orientati
     su clienti OEM, mentre gli altri paesi esportatori hanno mirato al mercato dei beni
     di consumo. Tale circostanza giustificherebbe la separazione dal cumulo, in quanto
     indicherebbe un'assenza di concorrenza tra questi prodotti.
(84) Inoltre, alcuni esportatori hanno sostenuto che i prezzi medi giapponesi e
     singaporiani erano superiori del 40-48% alla media complessiva di tutti i paesi
     esportatori interessati. Tale circostanza giustificherebbe la separazione dal cumulo
     per i paesi citali, in quanto indicherebbe che i prodotti non erano in concorrenza
     con quelli degli altri paesi esportatori interessati.
(85) Ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4 del regolamento di base, il cumulo delle
     importazioni ai fini della determinazione del pregiudizio è possibile se sussistono le
     condizioni seguenti:
       (a) i margini di dumping stabiliti per i singoli paesi sono superiori a quelli
            minimi definiti all'articolo 9, paragrafo 3;
       (b) il volume delle importazioni da ciascun paese non è trascurabile;
       (e) la valutazione cumulativa degli effetti delle importazioni è opportuna alla
            luce delle condizioni di concorrenza tra i prodotti importati e il prodotto
            comunitario simile.
                                                 16
 ---pagebreak---     /. / Margini di dumping
(86) Come indicato sopra, i margini di dumping accertali per i singoli paesi esportatori
        sono superiori a quelli minimi ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3.
1.2       Volume delle importazioni
(87) Per quanto riguarda il volume delle importazioni dal Giappone, in assenza di dati
        attendibili e verificati per tutti gli esportatori giapponesi, ai fini delle risultanze
        definitive esso è stabilito in base ai dati Eurostat. Poiché questi ultimi non
        riguardano separatamente le telecopiatrici ad uso privato e quelle ad uso
        professionale, per determinare il volume delle importazioni di telecopiatrici ad uso
        privato è stato applicato il rapporto tra telecopiatrici ad uso professionale e
        telecopiatrici ad uso privato originarie del Giappone accertato durante l'inchiesta
        per gli importatori, sia indipendenti sia collegati a esportatori giapponesi, che
        hanno collaborato. È risultato, per le parti interessate, che il 41,1% (in unità) di
        tutte le telecopiatrici originarie del Giappone vendute nella Comunità nel periodo
        dell'inchiesta erano telecopiatrici ad uso privato. È stato pertanto stabilito che,
        rispetto al Giappone, per il periodo in esame il volume delle importazioni è pari al
        41,1% del totale delle importazioni registrato da Eurostat.
(88) Il volume delle importazioni giapponesi non può essere basato sui dati forniti
        dall'associazione dei produttori giapponesi CIAJ in quanto una parte sostanziale di
        tali dati si riferisce a esportatori giapponesi che hanno rifiutato di compilare il
        questionario loro inviato dai servizi della Commissione impedendo in tal modo alla
        Commissione di ottenere e verificare i dati pertinenti. Inoltre, non sono state fornite
        prove del fatto che durante il periodo dell'inchiesta non fossero state effettuate altre
        importazioni di telecopiatrici ad uso privato oltre quelle dei due esportatori
        giapponesi che hanno collaborato. Gli esportatori non hanno quindi fornito prove
        della presunta forte diminuzione delle esportazioni.
(89) Si confermano pertanto le risultanze provvisorie secondo le quali il volume delle
        importazioni dal Giappone deve essere determinato in base ai dati disponibili ai
        sensi dell'articolo 18 del regolamento di base.
        Il volume delle importazioni determinato su tale base per le esportazioni giapponesi
        rimane considerevole.
1.3       Condizioni di concorrenza
Canali di vendita
(90) Per quanto riguarda l'argomento che gli esportatori cinesi effettuavano soprattutto
        vendite OEM e che per tale motivo i canali di vendita dovevano essere considerati
        diversi, vi è stata una sostanziale mancanza di collaborazione da parte dei
        produttori cinesi. Pertanto non è possibile trarre conclusioni generali per le
        esportazioni cinesi soltanto sulla base della situazione degli esportatori che hanno
        collaborato. Inoltre, la Commissione ha accertato che le parti che hanno
        maggiormente collaborato in lutti i paesi esportatori interessali vendevano il
        prodotto in questione nell'UE a diverse categorie di clienti, compresi clienti OEM.
                                                   17
 ---pagebreak--- (91) Tale circostanza si applica anche all'industria comunitaria. La proporzione delle
     vendite destinata alle varie categorie di clienti è ovviamente diversa. Questo
     tuttavia non cambia il Tatto che le parti sono reciprocamente concorrenti e non
     sarebbe giustificato, anche se vi fosse stata un piena collaborazione, separare le
     esportazioni cinesi dal cumulo per il motivo addotto.
Prezzi
(92) In ordine all'argomento relativo al fatto che i prezzi delle importazioni giapponesi
     e singaporiane sono più elevati, la Commissione ha stabilito che le telecopiatrici ad
     uso privato giapponesi e singaporiane importate nella Comunità hanno, in generale,
     un numero di caratteristiche tecniche più elevato rispetto ai prodotti degli altri paesi
     esportatori e più di questi si collocano, nella gamma dei prodotti, ai livelli più alti.
     Pertanto è normale che per questi due paesi i prezzi medi all'importazione siano più
     elevati. Tuttavia, i prodotti giapponesi e singaporiani erano in concorrenza con
     quelli degli altri paesi esportatori che esportavano anch'essi, benché in minor
     misura, tipi di prodotti di alto livello, nonché con i prodotti dell'industria
     comunitaria, il che è mostrato dal fatto che hanno caratteristiche fisiche e tecniche
     identiche o simili, che sono destinati allo stesso uso e che sono stati venduti
     attraverso gli stessi canali di vendita o canali simili.
     Benché complessivamente gli esportatori giapponesi e singaporiani non abbiano, se
     non eventualmente in misura irrilevante, praticato prezzi inferiori ai prezzi delle
     vendite dell'industria comunitaria (v. oltre, lettera (a), sottoquotazione dei prezzi),
     il calo dei prezzi all'esportazione da Singapore e dal Giappone ha provocato una
     depressione dei prezzi in seguito alla quale l'industria comunitaria non ha potuto
     aumentare i propri prezzi ad un livello remunerativo.
       Pertanto le condizioni di concorrenza sono simili.
1.4    Conclusioni
(93) Alla luce di quanto precede, si confermano le risultanze provvisorie secondo le
     quali sussistono le condizioni per il cumulo delle importazioni ai fini della
     determinazione del pregiudizio, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4 del regolamento
     di base.
Fattori generali di pregiudizio
Osservazione generale
(94) Sulla base delle osservazioni ricevute dopo l'istituzione delle misure provvisorie e
     di ulteriori indagini, sono stati definitivamente determinati alcuni fattori generali di
     pregiudizio.
Consumo
(95) Dopo l'istituzione dei dazi antidumping provvisori, il consumo nella Comunità
     risulta ora quale indicato qui di seguito.
(96) Il consumo è aumentato da circa 1,1 milioni di unità nel 1993 a 2,5 milioni di unità
     nel 1996 (periodo dell'inchiesta), con un incremento del 130% circa.
                                                 18
 ---pagebreak---  Valutazione cumulativa del volume e delle quote di mercato
(97) Inoltre, per le importazioni dai paesi interessati è stato cumulativamente
      determinato il seguente andamento:
        (i) nel periodo dal 1993 al 1994 i paesi esportatori hanno aumentato il volume
             delle loro vendite del 33,7%, ma la loro quota di mercato è diminuita di 11,4
             punti percentuali (dal 62,5% al 51,1 %);
        (ii) nel periodo dal 1994 al 1996 il volume delle importazioni dai paesi
             esportatori è aumentato del 76,9% e la loro quota di mercato è salita dal
             51,1% al 64,3%, ossia di 13,2 punti percentuali.
   Prezzi
   (a) Sottoquotazione dei prezzi
(98) Dopo l'istituzione dei dazi antidumping provvisori è stato stabilita che non vi era
      sottoquotazione dei prezzi per 1'(unico) esportatore di Singapore.
(99) Per gli altri esportatori che hanno collaborato si confermano le risultanze
      provvisorie, ossia che sussisteva una sottoquotazione dei prezzi per i gruppi di
      modelli sui quali è stata basata la determinazione. I margini di sottoquotazione
      determinati per gruppo di modelli variano da 1,3% a 41,8%. La media ponderata
      dei margini di sottoquotazione in relazione alle importazioni totali per paese è
      determinata a titolo definitivo come segue: Repubblica popolare cinese 18,5%,
      Giappone 0,3%, Taiwan 4,5%, Singapore 0,0%, Corea 9,2%, Thailandia 10,9%,
      Malaysia 41,8%. La media ponderata dei margini di dumping per tutti i paesi
      interessati è pari all'8,4%.
(b) Prezzi delle vendite
(100) Nel periodo dal 1993 al 1994 i prezzi delle vendite degli esportatori che hanno
      collaborato sono diminuiti in media dell' 11%; tra il 1994 e il 1996 la diminuzione è
      stata in media del 26,1%. Anche gli esportatori giapponesi e singaporiano hanno
      registrato in questo periodo un andamento decrescente dei prezzi.
Situazione dell'industria comunitaria
(101) Sulla base delle osservazioni ricevute dopo l'istituzione dei dazi antidumping
      provvisori e di ulteriori indagini, è stato stabilito quanto segue:
(102) Nel periodo dal 1993 al 1994 il volume delle vendite dell'industria comunitaria è
      aumentato del 140% e la relativa quota di mercato è salita di 7,7 punti percentuali
      (dal 16,3% al 24%). Questa evoluzione positiva era basata sugli investimenti
      effettuati nel 1993.
(103) Invece, nel periodo dal 1994 al 1996 il volume delle vendite dell'industria
      comunitaria è diminuito del 14,7% e la relativa quota di mercato è diminuita dal
      24,0% al 14,5%, ossia di 9,5 punti percentuali.
                                                   19
 ---pagebreak--- (104) Nel periodo dal 1994 al 1996, i quantitativi prodotti e l'utilizzazione degli impianti
      hanno registrato una sostanziale diminuzione in seguito al calo del volume delle
      vendile e i prezzi delle vendite sono diminuiti del 17,5%. Nello stesso periodo
      l'occupazione è scesa del 21,7%. I risultati finanziari sono diminuiti e, nel periodo
      dell'inchiesta, hanno registrato una perdita a due cifre (%) sul fatturato. L'industria
      comunitaria non ha potuto aumentare i propri prezzi ad un livello remunerativo
      data la depressione dei prezzi sul mercato comunitario.
4. Conclusioni
(105) Sulla scorta di quanto precede, si conclude che l'industria comunitaria ha subito un
      grave pregiudizio.
                           F.     CAUSA DEL PREGIUDIZIO
 1.     Importazioni in dumping
(106) La penetrazione sul mercato comunitario delle importazioni in dumping vendute
      attraverso gli stessi canali di distribuzione e nello stesso mercato (trasparente) ha
      coinciso con una perdita delle quote di mercato e con un deterioramento della
      situazione finanziaria dell'industria comunitaria. Quest'ultima, durante tutto il
      periodo dell'inchiesta, ha venduto i suoi prodotti a prezzi sostanzialmente inferiori
      rispetto al costo di produzione. Essa non aveva potuto aumentare i propri prezzi ad
      un livello remunerativo data la depressione dei prezzi sul mercato comunitario. La
      depressione dei prezzi è stata provocata congiuntamente dagli esportatori che hanno
      praticato la sottoquotazione e dagli esportatori giapponesi e singaporiano; i prezzi
      all'esportazione di questi ultimi infatti mostrano anch'essi una costante tendenza
      alla diminuzione. Pertanto l'industria comunitaria ha dovuto far fronte, nello stesso
      tempo, alle importa/ioni in dumping dal Giappone e da Singapore per prodotti che
      in genere rientravano nel segmento più elevato del mercato e alle importazioni in
      dumping dagli altri paesi esportatori riguardanti piuttosto il segmento inferiore del
      mercato in cui la concorrenza è principalmente basata sul prezzo.
2.      Altri fattori
(107) Dopo l'istituzione dei dazi antidumping provvisori è stato sostenuto che il
      pregiudizio subito dall'industria comunitaria poteva essere stato causato dalla
      Sagem, il secondo maggior produttore della Comunità.
(108) A tale riguardo, i dati ottenuti durante l'inchiesta indicano che la quota di mercato
      della Sagem, che dal 1993 al 1994 era aumentata, è considerevolmente diminuita
      tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta. Inoltre, i dati statistici indicano che sul suo
      mercato principale (la Francia) la Sagem normalmente applicava i prezzi più elevati
      all'interno di un gruppo di modelli comparabili. Sulla base di tali dati si ritiene
      improbabile che la Sagem abbia contribuito in misura significativa al pregiudizio
      subilo dall'industria comunitaria.
(109) Per quanto riguarda i paesi non soggetti all'inchiesta, secondo le conclusioni
      provvisorie non risultava che nel periodo dell'inchiesta fossero state effettuate
      importazioni significative da tali paesi. Nessuna osservazione documentata è stata
      comunicata a tale riguardo.
                                                  20
 ---pagebreak--- 3.      Conclusioni
(110) Sulla scorta di quanto precede, si conclude che le importazioni in dumping dai
      paesi esportatori interessati hanno arrecato un grave pregiudizio all'industria
      comunitaria.
                       <;.      INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(111)Dopo l'istituzione dei dazi antidumping provvisori è stato sostenuto che i dazi
      antidumping sarebbero indebitamente gravati sui consumatori e sarebbero pertanto
      stati contrari all'interesse della Comunità. Di conseguenza sono state effettuate
      ulteriori indagini e sono state stabilite le seguenti risultanze.
4.      Industria comunitaria e altri produttori della Comunità
(112) Nell'inchiesta è stato accertato che l'industria comunitaria è redditizia, fatto
      dimostrato tra l'altro dai suoi continui investimenti e dalla messa a punto di una
      tclecopiatrice ad uso privato a carta comune (trasferimento termico), che sarà entro
      breve immessa sul mercato. Si può prevedere che, se non venissero prese misure
      antidumping, questa industria cesserebbe le sue attività nella Comunità, vista
      l'entità e la durata delle perdite finanziarie subite a causa delle importazioni in
      dumping. In assenza di misure, la depressione dei prezzi causata dalle importazioni
      in dumping continuerebbe a vanificare tutti gli sforzi compiuti dall'industria
      comunitaria per diventare redditizia. Di conseguenza, si avrebbe nella Comunità la
      perdita di circa 370 posti di lavoro direttamente connessi al prodotto in questione.
      Invece, l'imposizione di misure consentirebbe all'industria comunitaria di
      mantenere e addirittura sviluppare le sue attività nell'UE.
(113) Inoltre si ritiene che l'imposizione di dazi antidumping probabilmente avrebbe
      direttamente e indirettamente effetti positivi sull'occupazione, per circa 4 000 posti,
      ossia 1 000 presso i produttori comunitari (Philips, Sagem e fabbriche trapiantate
      giapponesi) e, indirettamente, altri 3000 nel settore servizi/fornitura connesso alla
      produzione (sulla base di valutazioni industriali per questo settore, secondo le quali
      un posto di lavoro nell'industria ne comporta almeno tre in attività di supporto).
5.      Importatori/operatori commerciali non collegati
(114) Dall'inchiesta è emerso che, per gli importatori e gli operatori indipendenti, il
      prodotto in questione rappresentava, in generale, soltanto una piccola parte
      dell'attività complessiva, ossia in media l'l% del fatturato totale. Per gli
      importatori che hanno collaborato, non sono risultati né posti di lavoro né
      investimenti significativi direttamente connessi al prodotto in questione. Tutte
      queste società, tranne una, hanno spiegato che i dazi antidumping non avrebbero
      avuto un impatto rilevante né sulle vendite, né sui profitti né sul livello
      occupazionale complessivi.
6.      Consumatori
(115)1 dazi antidumping definitivi imposti comporterebbero un incremento medio dei
      prezzi al consumo, per i prodotti importati dai paesi in questione, del 12% circa, in
      base al presupposto che gli esportatori soggetti a dazi antidumping elevati, ossia
                                                   21
 ---pagebreak---       dazi tra il 40% e l'89%, sospenderebbero le loro esportazioni verso il mercato
      comunitario, mentre gli altri esportatori continuerebbero a vendere su tale mercato.
      L'incremento individuale dei prezzi per gli esportatori soggetti a dazi antidumping
      inferiori alla media, che rappresentano il 70% circa delle esportazioni dai paesi in
      questione, sarebbe anche più basso, ossia tra il 3% e il 9%. Per un prodotto che ha
      una durata di utilità di circa 5 anni, la maggiorazione media annua dovuta ai dazi
      antidumping sarebbe quindi pari a 6 ECU circa. Queste maggiorazioni
      relativamente limitate sarebbero comunque in parte neutralizzate dalle normali
      diminuzioni di prezzo del prodotto in questione.
(116) A prescindere dai suindicati aumenti di prezzo per i prodotti importati, i
      consumatori potranno contare sull'aumento dell'offerta da parte di tutti i produttori
      comunitari. La quota di mercato di tutti i produttori comunitari potrebbe aumentare
      dal 35% circa nel 1996 al 50% circa dopo l'istituzione dei dazi antidumping. I
      produttori comunitari probabilmente manterranno i loro prezzi stabili per
      beneficiare di quote di mercato e volumi di vendita maggiori che, a loro volta,
      comporterebbero una riduzione dei costi unitari e un miglioramento dei risultati
      finanziari.
(117) L'Ufficio europeo delle unioni di consumatori (BEUC) non ha accolto l'invito a
      partecipare e a comunicare osservazioni.
(118) Alla luce di quanto precede, si ritiene che l'onere gravante sui consumatori a causa
      dei dazi antidumping sulle telecopiatrici ad uso privato importate dai paesi in
      questione sia limitato rispetto al vantaggio di assicurare la continuazione di attività
      industriali e impieghi che richiedono alte qualifiche nella Comunità.
7.      Società dell' informazione
(119) È stato sostenuto che l'imposizione di dazi antidumping avrebbe compromesso lo
      sviluppo della società dell'informazione.
(120) A tale riguardo, nell'Accordo di Singapore del 1996 sui prodotti della tecnologia
      dell'informazione è esplicitamente specificato che l'Accordo non interferisce in
      alcun modo con il diritto di istituire misure antidumping se necessario. Inoltre, si
      considera che il lieve impatto sui consumatori, quale indicato sopra, non influirà
      negativamente sulla domanda del prodotto in questione.
8.      Impatto delle misure antidumping sulla concorrenza
(121) L'imposizione di dazi antidumping nei confronti degli esportatori per i quali sono
      stati accertati margini di dumping e di pregiudizio elevati e le cui esportazioni
      sarebbero quindi soggette a dazi antidumping elevati probabilmente comporterà per
      tali esportatori un calo del volume delle vendite e della quota di mercato. Tuttavia,
      per la maggior parte degli esportatori interessati l'impatto dei dazi sarà moderato e
      la loro situazione concorrenziale non dovrebbe risentirne in misura significativa.
      Pertanto, sul mercato vi sarà ancora un numero considerevole di forti concorrenti
      dei produttori comunitari.
9.      Conclusioni
                                                 22
 ---pagebreak--- (122) Alla luce di quanto precede si ritiene che non vi siano ragioni sufficienti per non
      istituire dazi antidumping.
                                H.       DAZIO DEFINITIVO
 1.     Margini di pregiudizio
(123) Al fine di determinare l'aliquota del dazio necessaria per eliminare il pregiudizio
      arrecato all'industria comunitaria dalle importazioni in dumping si è ritenuto
      opportuno calcolare un livello di prezzo basato sul costo di produzione
      dell'industria comunitaria più un adeguato profitto. Un margine di profitto del
       10,7% sul fatturato è stato ritenuto un margine minimo appropriato. Si considera
      che, nella situazione attuale e in futuro, è e sarà necessario potenziare le attività di
      R&S, in particolare in vista di una ulteriore miniaturizzazione e di future
      generazioni di prodotti adeguati ai nuovi sviluppi della tecnologia delle
      telecomunicazioni. Il margine di profitto suindicato è sufficiente a fornire le risorse
      per gli investimenti necessari per produrre i nuovi tipi di prodotti, nonché a fornire
      un congruo utile sul capitale già investito.
( 124) Si ritiene altresì che il margine di profitto di cui sopra sia conforme ai margini di
      profìtto accertati per le vendite effettuate dagli esportatori interessati sul mercato
      interno e ai margini di profitto usati in precedenti procedimenti antidumping per
      industrie analoghe (ad es., i casi relativi ai televisori a colori con schermo di
      piccole dimensioni, alle audiocassette, alle videocassette, ai dischi magnetici, ai
      condensatori elettrolitici all'alluminio, ai sistemi di telecamere, nei quali sono stati
      usati tassi di profitto sul fatturato compresi tra il 10 e il 12%).
(125)11 livello necessario per eliminare il pregiudizio è stato calcolato confrontando la
      media ponderata dei prezzi all'importazione, debitamente adeguati per le differenze
      inerenti alle condizioni di pagamento e di consegna, e allo stesso stadio
       commerciale, con il prezzo non pregiudizievole dell'industria comunitaria,
       determinato come indicato sopra. Gli importi risultanti da questo calcolo sono stati
       espressi in percentuale della media ponderata del valore franco frontiera
       comunitaria delle merci importate. I margini di pregiudizio determinati su tale base
       sono i seguenti:
      PAESE                            SOCIETA                         MARGINEDI
                                                                      PREGIUDIZIO %
 GIAPPONE              Brother Industries Ltd.                              7,0
                       Tottori Sanyo Electric Co. Ltd                      28,1
                       AJtre                                               34,9
 RPC1NESE              Highsonic Industrial Ltd., Hong Kong.               59,3
                       Murata Machinery Ltd.                               23,5
                       AJtre           '                            '      74£
                                                   23
 ---pagebreak--- COREA                Daewoo Telecom Ltd.                               61,6
                     Tae II Media Co. Ltd.                              50^8
                     Samsung Electronics Co. Ltd.                       17,4
                     Nixxo Telecom Ltd.                                 54,8
                     Altre                                              73J
SINGAPORE            Matsushita Graphic Communication                    7,7
                     Systems (S) Pte. Ltd.
                     Altre                                              39I5
 TAIWAN               Kinpo Electronics Inc.                            32^4
                      Sampo Corporation                                 35,8
                     Altre                                              3^6
THAILAND1A           Cal-Comp Electronics (Thailand) Co. Ltd.           40,7
                     Altre                                              47^
MALAYSIA             Tutte (omessa collaborazione)                      89,9
2.     Dazi definitivi
(126) I dazi antidumping definitivi sono fissati al livello dei margini di dumping
      accertati, oppure al livello dei margini di pregiudizio se questi ultimi sono
      inferiori. I dazi, espressi in percentuale dei prezzi franco frontiera comunitaria,
      sono i seguenti:
    PAESE                         SOCIETA                     DAZIO DEFINITIVO
GIAPPONE         Brother Industries Ltd.                                7,0%
                 Tottori Sanyo Electric Co. Ltd                       28,1%
                 Altre                                                34,9%
RP CINESE        Highsonic Industrial Ltd., Hong Kong.                23,2%
                 Murata Machinery Ltd.                                21,2%
                 Altre                                                51,6%
COREA            Daewoo Telecom Ltd.                                  11,6%
                 Tae 11-Media Co. Ltd.                                  9,2%
                 Samsung Electronics Co. Ltd.                          17,4%
                 Nixxo Telecom Ltd.                                     7,5%
                 Altre                                                25,1%
                                                 24
 ---pagebreak--- SINGAPORE        Matsushita Graphic communication Systems              7,7%
                (S) Pte. Ltd.
                 Altre                                                39,5%
TAIWAN           Kinpo Electronics Inc.                                6,0%
                 Sampo Corporation                                    35,8%
                 Altre                                                36,6%
THAILANDIA Cal-Comp Electronics (Thailand) Co. Ltd.                   10,4%
                 Altre                                                22,6%
MALAYSIA        Tutte                                                 89,9%
I.    RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
(127) In considerazione dell'entità dei margini di dumping accertati per i produttori e i
      paesi esportatori e alla luce della gravità del pregiudizio arrecato all'industria
      comunitaria, si ritiene necessario che gli importi depositati a titolo di dazi
      antidumping provvisori per le operazioni riguardanti il prodotto in questione siano
      definitivamente riscossi al livello dei dazi definitivi.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                         Articolo 1
      È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di telecopiatrici di
      peso uguale o inferiore a 5 kg e il cui corpo principale presenta dimensioni
      (larghezza, profondità, altezza) uguali o inferiori a 470 mm x 450 mm x 170 mm
      di cui al codice NC 8517 21 00 (codice Taric 8517 21 00 10) originarie della
      Repubblica popolare cinese, del Giappone, della Repubblica di Corea, della
      Malaysia, di Singapore, di Taiwan e della Thailandia, escluse quelle che utilizzano
      le tecniche di stampa a getto d'inchiostro, laser o LED (Light Emitting Diode).
      L'aliquota del dazio antidumping definitivo applicabile al prezzo netto, franco
      frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è la seguente per i prodotti originari
      dei paesi sotto elencati:
                       Paese                   Dazio definitivo    Codice addizionale
                                                     (%)                   Taric
        Repubblica popolare cinese                   51,6                  8900
        (iiappone                                    34,9                  8900
                                                25
 ---pagebreak---          Repubblica di Corea                         25,1                      8900
         Malaysia                                    89,8
         Singapore                                   39,5                      8900
          Taiwan                                     36,6                      8900
         Thailandia                                  22,6                      8900
Le suddette aliquote non si applicano ai prodotti fabbricati dalle società sottoelencate, i
quali sono soggetti alle seguenti aliquote del dazio antidumping:
        Paese                          Societa                          Dazio           Codice
                                                                      definitivo      addizionale
                                                                         (%)             Taric
    Repubblica          - Murata Machinery (H.K.) Ltd.,                   21,2             8458
    popolare              (Hong Kong)
    cinese
                      - Highsonic Industriai                             23,2              8459
                      Ltd.,(Hong Kong)
   Giappone       - Brother Industries Ltd.                                7,0             8430
                  - Tottori Sanyo Electric Co. Ltd                       28,1              8431
    Repubblica    - Daewoo Telecom Ltd.                                   11,6             8434
    di Corea      - Tae II Media Co., Ltd.                                 9,2             8435
                  - Samsung Electronics Co. Ltd.                          17,4             8436
                  - Nixxo Telecom Co., Ltd.                                7,5             8437
   Singapore      - Matsushita Graphic Communicalion                       7,7             8438
                    Systems (S) Pte., Ltd.
   Taiwan         - Kinpo Electronics, Inc.                                6,0             8439
                  - Sampo Corporation                                    35,8              8442
   Thailandia     - Cal-Comp Electronics (Thailand) Co.                   10,4             8457
                  Ltd.
3.      Salvo altrimenti disposto, si applicano le norme vigenti in materia di dazi
doganali.
                                         Articolo 2
   Ove necessario, il Consiglio, su proposta della Commissione, chiarirà, per ciascun
   modello, quali telecopiatrici professionali che soddisfano i criteri di peso e dimensione
                                                 26
 ---pagebreak---     previsti dall'Articolo 1 di questo regolamento o quali telecopialriei portatili da
    utilizzare soltanto in collegamento con apparecchi telefonici mobili rientrano nel
   campo di applicazione del presente regolamento.
                                           Articolo 3
1. (ili importi depositati a titolo di dazi antidumping provvisori a norma del regolamento
    (CE) n. 2140/97 della Commissione sono definitivamente riscossi in ragione
    dell'aliquota imposta a titolo definitivo.
2. Gli importi depositati sono svincolati nella parte eccedente l'aliquota del dazio
    definitivo.
                                           Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
li presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
l'alto a Bruxelles,
                                                                             Per il Consiglio
                                                   27
 ---pagebreak--- Dichiarazione della Commissione da includere nel rendiconto della riunione del
Consiglio
Nell'ambito dell'inchiesta attuale, la Commissione é giunta alla conclusione che non
esistono motivi fondamentali che giustifichino la non imposizione di dazi secondo
l'articolo 21 del regolamento di base. Questa conclusione si fonda sulla valutazione di
una serie di complesse situazioni e indicatori economici e rispecchia gli sviluppi più
probabili alla luce dei riscontri effettuati nell'ambito dell'inchiesta.
La commissione seguirà con grande attenzione l'andamento del mercato dopo
l'imposizione dei dazi anti-dumping, e nel caso in cui si ottenessero informazioni che
pongono in dubbio la validità delle ipotesi che sono alla base di tale conclusione, con
particolare riferimento all'andamento dei prezzi al dettaglio e per i grossisti (aziende
telefoniche), essa awierà un riesame intermedio ai sensi dell'articolo 11(3) del
regolamento di base. In ogni caso, si intende avviare un riesame intermedio entro i
due anni e mezzo dopo l'imposizione di dazi antidumping definitivi.
                                        ti
 ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(98) 262 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                             02  11 10 15
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-278-IT-C
                                                              ISBN 92-78-35409-0
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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