CELEX: 31990D0070
Language: it
Date: 1989-06-28 00:00:00
Title: 90/70/CEE: Decisione della Commissione, del 28 giugno 1989, concernente gli aiuti concessi dalla Francia a talune imprese siderurgiche di prima trasformazione dell'acciaio (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)

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31990D0070

90/70/CEE: Decisione della Commissione, del 28 giugno 1989, concernente gli aiuti concessi dalla Francia a talune imprese siderurgiche di prima trasformazione dell'acciaio (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 047 del 23/02/1990 pag. 0028 - 0035

6 582  2 360 ( 36 %)  Grossi tubi saldati  3 342  3 046 ( 91 %)  2 550  2 250 ( 88 %)   //   //  //  //  //  L'impresa Valexy ha rappresentato nel 1986 il 35 % del mercato francese di tali prodotti, che è approvvigionato per il 40 % da altri produttori comunitari . Nello stesso anno, tale impresa ha fornito il 73 % della sua produzione sul mercato francese, il 16,5 % sugli altri mercati comunitari e il 10,5 % sui mercati terzi . L'impresa GTS, che nel 1986 aveva una produzione di 525 000 tonnellate di tubi destinati al mercato gas petrolio ( più del 90 % della sua produzione ), rappresenta da sola 35 volte il mercato francese corrispondente, pari a 15 000 tonnellate . Le sue vendite nel 1986 rappresentano il 9,5 % dei mercati al di fuori della CEE ( principalmente URSS ), il 19 % dei mercati CEE diversi dalla Francia e l'80 % del mercato francese . Si tratta di prodotti per i quali gli scambi internazionali sono particolarmente importanti .  Per quanto riguarda Tréfilunion, il mercato CEE dei suoi prodotti è stato nel 1985 di 4,62 milioni di tonnellate, di cui 1,24 milioni sono stati oggetto di importazioni ( 27 %). Nello stesso anno tale impresa ha venduto il 63 % della sua produzione sul mercato francese, il 21 % sugli altri mercati CEE e il 16 % sui mercati terzi .  Per quanto riguarda CFEM costruzioni metalliche, la sua produzione del 1986 è stata venduta per il 53 % sul mercato francese, per il 14 % sugli altri mercati CEE e per il 33 % sui mercatri terzi . Al confronto, la produzione francese di questo tipo di prodotti, di cui CFEM costruzioni metalliche rappresenta il 5 % circa, è ammontata nel 1986 a 617 000 tonnellate, di cui 507 000 tonnellate fornite sul mercato francese ( 92,5 %) e 47 000 tonnellate esportate ( 7,5 %).  In mancanza di dati su C3F a Chavanne-Kétin, si deve constatare che i loro prodotti ( forniture per la siderurgia quali rulli di laminatori, frammentatrici di metallo, ecc .) sono oggetto di scambi intracomunitari importanti .  I prodotti oggetto delle attività di Métalinor ( rottami e residui di metalli non ferrosi ) sono anch'essi oggetto di scambi importanti fra gli Stati membri, ad esempio verso paesi la cui struttura siderurgica è caratterizzata da una presenza importante di acciaierie elettriche .  Dall'altro, e come è stato sottolineato dallo stesso governo francese, il ripristino dell'efficienza economico-finanziaria delle imprese interessate dipende dalla realizzazione dei programmi di ristrutturazione avviati grazie ai contributi dello Stato . In assenza di tali contributi e tenuto conto dei loro risultati finanziari negativi precedenti, nonché della difficile situazione dei settori interessati nella Comunità ( 1 ), tali imprese non sarebbero state in effetti in grado di ottenere sul mercato dei capitali i mezzi finanziari necessari per effettuare il loro programma di risanamento . Pertanto, sarebbe stato compromesso non soltanto il ripristino della loro efficienza economico-finanziaria, ma anche la loro stessa esistenza . In tal senso, i contributi finanziari in causa costituiscono aiuti tali da falsare la concorrenza ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, e non rappresentano soltanto il comportamento normale di un azionista .  V  L'articolo 92, paragrafo 1 del trattato stabilisce il principio dell'incompatibilità con il mercato comune degli aiuti che presentano caratteristiche quali quelle succitate, vale a dire che incidono sugli scambi fra Stati membri e minacciano di falsare la concorrenza favorendo determinate imprese o produzioni .  Le deroghe a tale principio previste dall'articolo 92, paragrafo 2 del trattato sono inapplicabili nel caso di specie, data la natura e gli obiettivi degli aiuti previsti .  L'articolo 92, paragrafo 3 del trattato elenca gli aiuti che possono essere considerati compatibili con il mercato comune . Le deroghe  possono essere concesse soltanto allorché la Commissione accerti che il libero gioco delle forze di mercato, in assenza di tali aiuti, non sarebbe sufficiente da solo ad incitare i loro eventuali beneficiari ad agire per conseguire uno degli obiettivi perseguiti dalle deroghe stesse .  Gli aiuti progettati non possono beneficiare della deroga prevista all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a ) del trattato relativa agli " aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia normalmente  basso oppure si abbia una grave forma di disoccupazione ". Nell'ambito della Comunità, le zone geografiche che possono beneficiare di questa deroga sono state determinate sulla base di un metodo di applicazione degli aiuti a finalità regionale ( 1 ). Nessuna delle zone della Francia continentale, dove sono situate tutte le imprese in causa, è ammissibile agli aiuti regionali ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a ) del trattato . Del resto, le autorità francesi non hanno effettuato la notifica a questo titolo, ma a titolo di aiuti settoriali .  Quanto alla deroga prevista all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b ) del trattato, essa non può essere invocata poiché gli aiuti in causa non sono destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo, né a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro .  La deroga prevista all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c ) del trattato riguarda gli " aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse ".  E stato già sottolineato che gli aiuti in causa non sono stati concessi a titolo di regimi di aiuti regionali . Questa prospettiva non sarà pertanto presa in considerazione in questa sede se non per osservare che, in un numero significativo di casi, i siti di produzione interessati sono localizzati in zone ammissibili agli aiuti regionali francesi a causa delle difficoltà che esse registrano sul piano dell'occupazione : bacini siderurgici del Nord e della Lorena, regione di Havre . Da questo punto di vista, il mantenimento dei posti di lavoro grazie alle attività risanate è trascurabile per le regioni considerate .  A livello settoriale, la Commissione può ritenere compatibili con il mercato comune aiuti alla ristrutturazione o alla riconversione in base ai criteri seguenti ( 2 ):  a ) gli aiuti settoriali devono essere limitati ai casi in cui la situazione dell'industria interessata li renda necessari al fine di superare, ad esempio, una crisi strutturale o congiunturale; ripristinando l'efficienza economico-finanziaria delle imprese, gli aiuti non debbono mirare a preservare lo status quo e a differire le decisioni e i cambiamenti inevitabili;  b ) i problemi industriali e la disoccupazione non devono essere trasferiti da uno Stato membro all'altro;  c ) dato che occorre tempo per procedere agli aggiustamenti, è normale accettare che delle risorse vengano utilizzate per alleviare i costi sociali ed economici del cambiamento in determinate circostanze e a condizioni rigorose;  d ) l'intensità degli aiuti deve essere proporzionata a quella dei problemi da risolvere, in maniera da ridurre al massimo le distorsioni che essi provocano nel libero gioco della concorrenza .  Alla luce di tali criteri, la Commissione constata quanto segue :  1 ) I programmi di ristrutturazione descritti in precedenza erano effettivamente per il risanamento delle imprese interessate . Queste ultime, confrontate a difficoltà strutturali gravi che mettevano in causa la loro esistenza, non erano capaci di finanziare i programmi in questione mediante le loro sole risorse .  2 ) Le prospettive di redditività delle imprese che rimangono in attività sono state esaminate e certificate da esperti indipendenti .  Tali prospettive sono soddisfacenti fino alla scadenza 1990, e possono essere riassunte come segue :  ( in milioni di FF )  1.2.3.4.5Risultato netto  Cifra di affari ( CA )  Risultato lordo d'esercizio ( RLE ( 1 ))  RLE in % della CA   //   //  //  //  //  Valexy ( piccoli tubi )  85  1 454  150  10,33 %  Tréfilunion ( fili )  49  1 909  175  9,45 %  GTS ( grossi tubi saldati ) ipotesi bassa  1  1 355  67  4,9 %  ipotesi alta  11  1 531  81  5,3 %  CFEM ( costruzioni metalliche )  20,4  752  35,7  4,75 %  C3F ( fucine e fonderie )  37  1 040  127  12,21 %  Chavanne-Kétin ( fonderie )  9  337  38  11,28 %   //   //  //  //  //  ( 1 ) L'RLE, ossia la cifra d'affari meno le spese di funzionamento, è un indicatore della capacità dell'impresa di generare capitale per coprire gli ammortamenti, gli oneri finanziari e remunerare i capitali propri .  ( 1 ) Va citata al riguardo la disciplina relativa agli aiuti ai settori siderurgici non CECA ( GU n . C 320 del 13 . 12 . 1988, pag . 3 ). In tale occasione, la Commissione aveva rilevato che le condizioni di mercato dei prodotti siderurgici presenti dagli anni "70 hanno comportato gravi problemi di sovraccapacità . Essa ha rilevato altresì che questa crisi del mercato siderurgico non ha colpito soltanto la siderurgia CECA, ma anche i settori siderurgici non CECA . Va ricordato che la portata della presente decisione è specifica e non generale come quella della suddetta disciplina; tuttavia, non c'è nessuna contraddizione fra le due, in quanto entrambe si riferiscono al controllo degli aiuti alla siderurgia non-CECA .  ( 1 ) Comunicazione della Commissione, GU n . C 212 del 12 . 8 . 1988, pag . 2 .  ( 1 ) Ottava relazione sulla politica di concorrenza, punto 176 .  Il criterio dell'RLE può essere considerato soddisfacente nei sei casi, nella misura in cui ammortamenti e oneri finanziari possono sempre essere finanziati mediante risorse proprie, talvolta anche lasciando un risultato netto apprezzabile . Il risanamento è notevole rispetto al 1986, anno in cui le sei imprese interessate registravano perdite e perfino RLE negativi, con la sola eccezione di C3F, che registrava un modesto RLE dello 0,7 % della CA . Questi miglioramenti rispecchiano gli incrementi di produttività, la razionalizzazione della gestione e della produzione ( caratterizzata da un aumento del tasso d'utilizzo delle capacità e da una diminuzione delle spese finanziarie ), come anche, nel caso di Tréfilunion, l'accentramento della produzione sui prodotti a più alto valore aggiunto .  Nel caso di GTS, l'RLE è sufficiente ai fini di un risultato positivo previa deduzione degli ammortamenti e oneri finanziari . Va rilevato che queste previsioni si fondano su ipotesi di mercato prudenti . Il mercato di questa impresa si situa per più del 90 % nel settore petrolifero e del gas . Esso è caratterizzato da importanti contratti conclusi in funzione dell'evoluzione del corso degli idrocarburi, che condizionano le necessità di trasporto di tali prodotti . Tali contratti possono far variare sensibilmente la cifra d'affari e i risultati . Gli sviluppi recenti indicano prospettive favorevoli per GTS .  Per quanto riguarda le attività di CFEM che sussistono ( corrispondenti al 60 % circa della cifra d'affari del 1986 ), va rilevato che l'RLE è sufficiente ai fini di un risultato positivo . Come GTS, CFEM ( costruzioni metalliche ) ha un'attività abbastanza variabile connessa alla conclusione di contratti specifici . Inoltre, va osservato che le attività di CFEM comportano proporzionalmente più progettazione e meno manifattura rispetto ad altre imprese della prima trasformazione dell'acciaio, ciò che implica un livello di ammortamenti da coprire notevolmente più basso rispetto a quello delle altre imprese .  3 ) Attraverso la chiusura di numerosi stabilimenti e varie concentrazioni o riduzioni di capacità in settori caratterizzati da sovraccapacità comunitarie, i programmi di ristrutturazione delle otto imprese interessate contribuiscono alla soluzione dei problemi strutturali esistenti in questi settori della prima trasformazione dell'acciaio e non hanno per effetto di trasferire da uno Stato membro all'altro i problemi industriali e di disoccupazione di cui trattasi .  4 ) Nella misura in cui gli aiuti progettati si limitano alla copertura di misure sociali a favore del personale che esce dall'organico e, d'altra parte, di costi direttamente connessi alle operazioni di chiusura, essi possono essere autorizzati .  Per quanto riguarda le misure sociali, si tratta di : cessazione o esonero dall'attività ( 1 906 salariati ), congedi di formazione-riconversione ( 1 161 salariati ), mutazioni ( 541 salariati ), licenziamenti ( 827 salariati ), fondi nazionali per l'occupazione ( 73 salariati ) partenze negoziate ( 427 salariati ), altri ( 194 salariati ). Il loro costo globale ammonta a 1 123,12 milioni di FF ( 158,2 milioni di ECU ). Nel quadro di questo ragionamento e per quanto riguarda Métalinor, la Commissione ha preso in considerazione in questa sede soltanto l'80 % di questo tipo di spese a titolo della parte CEE delle attività dell'impresa ( vedi sezione II ).  Per quanto riguarda i costi direttamente connessi alle chiusure e alla riorganizzazione della produzione, si tratta di : chiusure e ristrutturazione dei siti, demolizione di edifici, spostamenti e reinstallazioni di materiali, rescissioni di contratti connesse alle chiusure, gestione dei contenziosi e relative controversie, minusvalenze di cessione, deprezzamento delle immobilizzazioni ( ammortamenti e scorte ). Queste spese ammontano ad un totale  di 502,6 milioni di FF ( 70,8 milioni di ECU ). Relativamente a Métalinor, la Commissione ha preso in considerazione in questa sede soltanto l'80 % di questo tipo di spese ( parte CEE ), ossia 16 milioni di FF .  Infine, il totale di aiuti che la Commissione ritiene compatibili con il buon funzionamento del mercato comune, in quanto possono beneficiare della deroga prevista all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c ) del trattato è dunque di 1 625,72 milioni di FF ( 229 milioni di ECU ) sul totale notificato di 2 783,6 milioni di FF ( 392 milioni di ECU ), di cui 2 726,26 milioni di FF ( 384 milioni di ECU ) sono valutati nella presente decisione ai sensi del trattato CEE .  La Commissione ritiene che a concorrenza di tale volume, che è proporzionato all'ampiezza dei problemi che si tratta di risolvere, questi aiuti possano essere considerati come aiuti che contribuiscono allo sviluppo delle attività interessate senza alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse .  5 ) Per contro, dall'esame delle altre spese alle quali le autorità francesi intendono apportare il loro contributo, risulta che esse minacciano di alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse .  Si tratta anzitutto delle spese citate alla voce " spese intercalari " (" frais de partage "), ossia 481,7 milioni di FF ( 67,8 milioni di ECU ). Queste spese corrispondono ai costi dei salari dei dipendenti contemplati dalle varie misure sociali, calcolati fra il momento in cui il piano sociale è stato adottato dal comitato di direzione e quello in cui è entrato effettivamente in vigore, dopo l'espletamento delle procedure amministrative necessarie . E in effetti impossibile verificare se i salariati interessati hanno contribuito o meno durante questo periodo all'attività produttiva delle imprese . La loro presa a carico comporterebbe dunque il rischio di coprire con aiuti di Stato i costi di funzionamento di tali imprese, ciò che non può essere considerato compatibile con il buon funzionamento del mercato comune in settori caratterizzati da forti sovraccapacità .  Si tratta in secondo luogo di spese di investimenti, ossia in totale 300,9 milioni di FF ( 42,4 milioni di ECU ), che devono essere effettuate presso Tréfilunion e GTS e corrispondenti a : sviluppo di nuovi prodotti, spese di ricerca-sviluppo, spese antinquinamento ed economie di energia e incrementi di produttività . Si tratta altresì di contributi dello Stato per ripianare perdite del passato : 317,94 milioni di FF ( 44,8 milioni di ECU ). Tali aiuti sono direttamente connessi al ripristino e mantenimento della struttura tecnica e finanziaria futura delle imprese considerate . Nella situazione di mercato dei settori in causa, caratterizzata da forti sovraccapacità, autorizzare tali aiuti significherebbe dare a taluni produttori un vantaggio indebito e quindi provocare una distorsione di concorrenza contraria all'interesse comune . La Commissione ritiene che questo tipo di spese faccia parte del rischio normalmente assunto dagli imprenditori, che lo Stato non deve pertanto assumersi .  L'importo totale degli aiuti che la Commissione ritiene incompatibile con il buon funzionamento del mercato comune, a norma dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, è di 1 100,54 milioni di FF ( 155 milioni di ECU ), poiché tali aiuti non possono beneficiare di nessuna delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3 del trattato,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :  Articolo 1  Gli aiuti per un importo totale di 1 625,72 milioni di FF che il governo francese ha notificato alla Commissione e che intende concedere alle imprese seguenti : Valexy ( 180,2 milioni ), Tréfilunion ( 574 milioni ), GTS ( 179,6 milioni ), CFEM offshore pétrolier ( 178,1 milioni ), CFEM ( costruzioni metalliche ) ( 126 milioni ), C3F ( 152 milioni ), Chavanne-Kétin ( 129,9 milioni ) e Métalinor ( 105,92 milioni ), e che sono destinati alla copertura di spese sociali o di spese direttamente connesse alla chiusura nel quadro dei piani di ristrutturazione 1986-1980, sono dichiarati compatibili con il mercato comune in quanto idonei a beneficiare della deroga dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c ) del trattato CEE .  Articolo 2  Gli aiuti per un importo totale di 1 100,54 milioni di FF che il governo francese intende concedere alle imprese seguenti : Valexy ( 103,8 milioni ), Tréfilunion ( 672,4 milioni ), GTS ( 113,3 milioni ), CFEM offshore pétrolier ( 48 milioni ), CFEM ( costruzioni metalliche ) ( 39,6 milioni ), Métalinor ( 123,44 milioni ), e che sono destinati al pagamento dei salari dei dipendenti interessati dai piani sociali nel periodo intercorrente tra l'approvazione di tale piano da parte del comitato di direzione e la sua effettiva entrata in vigore, denominati spese intercalari (" frais de portage "), quelli destinati ad investimenti non connessi alle riduzioni di capacità, nonché quelli destinati alla copertura delle perdite del passato, sono dichiarati incompatibili con il mercato comune a norma dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE .  Conformemente alla presente decisione, il governo francese non può concedere gli aiuti in questione . Entro un termine di due mesi a decorrere dalla data di notifica della presente decisione, esso informa la Commissione delle misure prese per sopprimere i progetti di aiuti vietati al fine di riportare il loro livello totale all'importo autorizzato in conformità dell'articolo 1 .  Articolo 3  La presente decisione non riguarda la parte degli aiuti notificati a favore dell'impresa Métalinor e che rientra nel campo di applicazione del trattato CECA, ossia l'importo di 57,34 milioni di FF .  Articolo 4  Il governo francese informa la Commissione, entro un termine di due mesi a decorrere dalla data di notifica della presente decisione, delle modalità di concessione degli aiuti autorizzati alle imprese beneficiarie .  Per quanto riguarda il periodo di ristrutturazione ( 1986-1990 ), esso comunica alla  Commissione una relazione annuale sui risultati finanziari delle imprese che restano in attività, anteriormente al 30 giugno dell'anno successivo al periodo considerato . Tale relazione indica in particolare lo stato di avanzamento delle misure di ristrutturazione previste ( riduzioni di organico, chiusure di capacità ) nonché la cifra d'affari, il risultato lordo di esercizio e il risultato netto, per ciascuna di tali imprese .  Articolo 5  La Repubblica francese è destinataria della presente decisione .  Fatto a Bruxelles, il 28 giugno 1989 .  Per la Commissione  Leon BRITTAN  Vicepresidente*****  DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  del 28 giugno 1989  conernente gli aiuti concessi dalla Francia a talune imprese siderurgiche di prima trasformazione dell'acciaio  (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)  (90/70/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,  dopo aver intimato agli interessati di presentare le loro osservazioni conformemente all'articolo 93, e tenuto conto di tali osservazioni,  considerando quanto segue:  I  Con lettera del 25 febbraio 1988, integrata dalla lettera del 22 aprile 1988, il governo francese ha notificato alla Commissione una prima serie di sei casi di aiuti ad imprese di prima trasformazione dell'acciaio, filiali di Usinor-Sacilor. L'importo totale di tali aiuti è di 3 236,1 milioni di FF, ossia circa 456 milioni di ECU:  (in milioni di FF)  1.2 //  //  // Fillod (progettazione e grandi lavori)   // 1 021   // Valexy (piccoli tubi)   // 284   // Tréfilunion (trafileria)   // 1 246,4   // GTS (grossi tubi saldati)  // 293   // CFEM (industria petrolifera offshore)   // 226,1  // CFEM (costruzioni metalliche)   // 165,6   //    //  // Totale  // 3 236,1   //    //  Il 4 maggio 1988 il governo francese ha notificato alla Commissione una seconda serie di tre casi di aiuti ad imprese di prima trasformazione dell'acciaio, anch'esse filiali di Usinor-Sacilor. Questa notifica è stata completata con una lettera del 17 agosto 1988.  L'importo totale di questa seconda serie di aiuti è di 652,3 milioni di FF, ossia circa 92 milioni di ECU:  (in milioni di FF)  1.2 //  //  // Metalinor (commercio di rottami)   // 370,4  // C3F (fucine e fonderie)   // 152   // Chavanne-Kétin (fonderie)   // 129,9   //    //   // Totale  // 652,3   //  //  Le autorità francesi hanno giustificato questi aiuti con il fatto che le importanti ristrutturazioni avviate per ciascuna di tali imprese costituiscono un contributo al risanamento dei relativi mercati comunitari. I piani di ristrutturazione che accompagnano le notifiche sono stati elaborati congiuntamente dalle imprese e da esperti indipendenti, che li hanno presentati e certificati. Essi implicano in particolare la chiusura definitiva di Fillod e di CFEM petrolio offshore e la cessione di attività di Métalinor alla fine del 1988. I piani di ristrutturazione possono essere schematizzati secondo la tabella seguente: Francia non-CECA: tabella delle ristrutturazioni  1.2.3.4.5.6 //  //  //  //  //  //  //  //  // 31. 12. 1985  // 31. 12. 1990   // 1985/1990   //   //    //   //   //   //  //  1.2.3.4.5.6 //   //   //   //   //   //   // Valexy (piccoli tubi)   // Organico Capacità Produzione   // 1 689 580 Kt 377 Kt   // 894 400 Kt 345 Kt   // - 47 % - 31 % - 8,5 %  // 2 siti chiusi (Noisy e Bessèges)   // Tréfilunion (fili)  // Organico Capacità (tref) Produzione Cifra di affari   // 3 801 421 357 Kt 2 119 KF   // 1 532 281 324 Kt 1 876 KF   // - 60 % - 9 % - 12 %   // 2 siti chiusi (Le Havre Aciers e La Triche)   // GTS (grossi tubi saldati)   // Organico Capacità  // 1 546 4 740 Km 780 Kt   // 685 2 000 Km 590 Kt   // - 56 % - 57 % - 24 %   // 3 siti chiusi   //   // Produzione   // 557 Kt   // 514 Kt   // - 8 %   // (Bedan, Maubeuge, La Rougeville)   // CFEM (offshore)   // Organico   // 489   // 0   // -100 %  //   // CFEM (costruzioni metalliche)   // Organico   // 1 002   // 430   // - 57 %   //   // C3F (fucine e fonderie)  // Organico   // 2 530   // 1 538   // - 39 %   // 3 siti chiusi   // Chavalle-Kétin (fonderie)   // Organico Produzione  // 889 26 Kt   // 450 21 Kt   // - 49 % - 19 %   //  // Métalinor (commercio) di rottami)   // Organico Produzione  // 616 1 567 Kt   // 0 0   // -100 % -100 %   //   //    //  //   //   //   //  Il 15 giugno 1988, la Commissione ha deciso, da un lato, di non formulare obiezioni nei riguardi della concessione degli aiuti all'impresa Fillod, ritenendo che essi non rientrassero nel campo di applicazione dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, in quanto non aventi alcuna incidenza sugli scambi tra Stati membri. Agendo in tal modo la Commissione non ha fatto altro che riprendere la valutazione già effettuta su aiuti concessi a tale impresa con la decisione 87/506/CEE (1).  Dall'altro, essa ha deciso di aprire la procedura prevista all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato nei riguardi degli aiuti destinati alle cinque altre imprese della prima serie.  Nella motivazione, la Commissione ha rilevato che gli aiuti si riconnettevano a costi sociali (1 619,1 milioni di FF), a costi diretti delle ristrutturazioni (641,9 milioni di FF), al completamento dei contratti dopo chiusura (489,2 milioni di FF), a coperture di perdite (68 milioni di FF), ad investimenti (301 milioni di FF), lasciando indeterminata la destinazione del residuo (116,8 milioni di FF). Essa ha spiegato di non aver potuto fare una distinzione fra i piani di ristrutturazione presentati in questa occasione e quelli sui quali la Commissione si era già pronunciata nella decisione negativa 87/506/CEE, che riguardava una parte delle imprese interessate nel presente caso. Infine, tenuto conto del fatto che i settori in causa presentano una sovraccapacità a livello comunitario, l'entità stessa degli aiuti comporta un rischio di distorsione della concorrenza contrario all'interesse comune, che pertanto la Commissione non può trascurare. Il 28 settembre 1988, la Commissione ha altresì deciso di aprire la procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, nei riguardi degli aiuti destinati alle imprese contemplate nella seconda serie di notifiche. In primo luogo, essa ha osservato che tali aiuti si riconnettevano a costi sociali (302,3 milioni di FF), a costi connessi alle chiusure (112 milioni di FF) e alla liquidazione del passivo finanziario di Métalinor (238 milioni di FF). In quest'ultima voce figurano rimborsi destinati all'impresa madre Usinor-Sacilor.  Indirettamente, tali aiuti potrebbero falsare le condizioni di concorrenza nel settore CECA in misura contraria al comune interesse. In secondo luogo, essa ha ritenuto necessario chiedere perché lo Stato dovesse sostituirsi alle imprese interessate, oppure alla loro impresa madre, nell'accollamento dei costi connessi alle chiusure che incombono normalmente alle stesse imprese.  II  Le autorità francesi hanno presentato le loro osservazioni con lettere del 18 luglio 1988 e del 17 gennaio 1989 per quanto riguarda la prima procedura, del 28 ottobre 1988 e del 1o febbraio 1989 per quanto riguarda la seconda procedura, del 27 febbraio e del 3 marzo 1989 per quanto riguarda entrambe le procedure. Le risposte precisano anzitutto che, sia sotto il profilo delle misure di ristrutturazione che sotto quello dei flussi finanziari, i nuovi piani di ristrutturazione presentati sono totalmente distinti da quelli che avevano motivato le precedenti misure notificate alla Commissione e che sono state oggetto della decisione negativa 87/506/CEE.  Le autorità francesi sottolineano che i nuovi piani di ristrutturazione mirano a ripristinare l'efficienza economico-finanziaria delle imprese che restano in attività, mediante importanti ristrutturazioni delle attività mantenute in funzione. Dato che il costo di tali ristrutturazioni supera largamente le capacità finanziarie delle imprese interessate, si rivelano necessari contributi dello Stato. Esse indicano che, a loro parere, tali contributi sono quelli che qualsiasi azionista, nella stessa situazione, avrebbe apportato ai fini del ripristino dell'efficienza economico-finanziaria di tali imprese.  Per quanto riguarda più particolarmente Tréfilunion, esse sottolineano la modesta quota delle sue vendite sui mercati comunitari diversi dalla Francia (1,5 %) e precisano che, in caso di evoluzione sfavorevole del mercato, sono previste ristrutturazioni supplementari. Relativamente a GTS, si precisa che deve diminuire non soltanto la capacità (- 57 %), ma anche la stessa produzione (- 7,7 %), così come la cifra d'affari (- 14 %).  Per quanto riguarda la società Métalinor, le autorità francesi hanno ammesso il fatto che, nella liquidazione del passivo finanziario di tale società, il rimborso di alcuni debiti nei riguardi di Usinor-Sacilor trasforma per questa ultima un credito incerto in un'entrata di fondi, ciò che comporta un rischio di distorsione della concorrenza nel settore CECA. Di conseguenza, esse hanno ritirato dalla notifica gli aiuti per l'importo di 83,7 % milioni di FF, importo corrispondente alla liquidazione di tale passivo. Il nuovo importo degli aiuti progettati a favore di Métalinor è pertanto di 286,7 milioni di FF, di cui 154,3 milioni di FF connessi alla liquidazione del passivo finanziario.  Constatando che Métalinor effettua attività connesse ai rottami, prodotto CECA, ma principalmente relative al commercio, attività CEE, la Commissione, basandosi sulla ripartizione della cifra d'affari della società, ha ritenuto che l'80 % degli aiuti previsti a suo favore rientrino nel trattato CEE e il 20 % nel trattato CECA.  A causa della differenza di base giuridica delle procedure CEE e CECA, occorre separare tali procedure, nonché gli aiuti caratterizzati come CEE da quelli caratterizzati come CECA. Sul totale notificato di 2 783,6 milioni di FF (392 milioni di ECU), 2 726,26 milioni di FF (384 milioni di ECU) devono essere così valutati a norma del trattato CEE e sono oggetto della presente decisione, mentre 57,34 milioni di FF (8 milioni di ECU) saranno valutati in un secondo momento a norma del trattato CECA.  Per quanto riguarda i costi sociali, le autorità francesi hanno dettagliato l'insieme delle misure sociali che sono state prese e il relativo organismo interessato. Inoltre, in cinque casi, gli aiuti sono altresì destinati a coprire spese intercalari (« frais de portage »): si tratta dei costi salariali relativi ad una parte della manodopera destinata ad essere allontanata nel quadro di piani sociali approvati dal comitato di direzione che le imprese sono state obbligate a continuare a sostenere per il fatto che le autorità pubbliche, per ragioni di propri obiettivi in materia di salvaguardia dell'occupazione in talune località, avrebbero utilizzato determinate procedure amministrative per ritardare detti licenziamenti.  Basandosi sull'insieme di tali precisazioni e modifiche i contributi progettati dal governo francese sono descritti nella tabella seguente:  Ripartizione degli aiuti progettati  (in milioni di FF)  1.2.3.4.5.6 //  //  //  //  //  //  //  // Costi sociali  // Spese intercalari « frais de portage »   // Costi delle chiusure   // Altri   // Totale   //    //   //   //   //   //  //   //   //   //   //   //   // Valexy   // 106,9   // 35,8  // 73,3   // 68   // 284   // Tréfilunion   // 336,6  // 336,9   // 237,4   // 335,5   // 1 246,4   // GTS  // 129,7   // 22   // 49,9   // 91,3   // 292,9   // CFEM (offshore)   // 145,9   // 48   // 32,2   // -   // 226,1  // CFEM (costruzioni metalliche)   // 124,2   // 39   // 1,8  // 0,6   // 165,6   // C3F   // 101   // -   // 51   // -  // 152   // Chavanne-Kétin   // 88,9   // -   // 41   // -  // 129,9   // Métalinor (parte CEE)   // 89,92   // -   // 16  // 123,44   // 229,36   //    //   //   //   //   //  // Totali  // 1 123,12   // 481,7   // 502,6   // 618,84  // 2 726,26   // per memoria: Métalinor (parte CECA)  // 22,48   // -   // 4   // 30,86   // 57,34   //    //   //  //   //   //  (1) GU n. L 290 del 14. 10. 1987, pag. 21.  (1) GU n. L 290 del 14. 10. 1987, pag. 21.  Nel quadro delle procedure, quattro Stati membri e due associazioni professionali hanno presentato le loro osservazioni.  III  Come si è visto nella sezione I, le notifiche sono intervenute successivamente alla decisione 87/506/CEE relativa ad aiuti destinati ad imprese di prima trasformazione dell'acciaio, di cui alcuni sono gli stessi di quelli che sono oggetto del presente caso.  Detta decisione negativa riguardava un importo di 3 147 milioni di FF di aiuti (circa 443 milioni di ECU) ed era stata motivata dall'assenza di piani di ristrutturazione che potessero nello stesso tempo consentire alle imprese interessate di ripristinare la loro efficienza economico-finanziaria e costituire, in termini di ristrutturazioni, una contropartita comunitaria ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c).  Il governo francese e Usinor-Sacilor, che agisce per conto delle proprie filiali, hanno presentato ricorso contro questa decisione davanti alla Corte di giustizia delle Comunità europee, ma ne hanno in seguito deciso il ritiro. Il governo francese ha confermato inoltre la sua intenzione di procedere alla soppressione degli aiuti illegittimi mediante recupero.  Con le nuove notifiche, il governo francese ha presentato misure di ristrutturazione supplementari dettagliate suscettibili, a suo parere, di rappresentare una contropartita comunitaria alla concessione di aiuti. In tale occasione esso ha sottolineato, nell'ipotesi in cui tutte o parte delle sue domande venissero accettate dalla Commissione, di non avere alcuna intenzione di cumulare i nuovi aiuti con quelli che sono stati oggetto della decisione negativa 87/506/CEE. A tale proposito, la Commissione si è accertata che vi fosse una distinzione chiara fra, da un lato, le misure di ristrutturazione del primo periodo (1982-1985), che si riconnettono alle domande di aiuti che sono state oggetto di detta decisione negativa e, dall'altro, le misure di ristrutturazione presentate a sostegno delle nuove notifiche. Queste ultime sono state esposte nella sezione I, mentre le prime sono descritte nella tabella che segue, per le società interessate:  Prime misure di ristrutturazione  1.2.3.4 //  //  //  //  //  //  // 31. 12. 1981   // 31. 12. 1985   //    //   //   //  1.2.3.4 // Valexy   // Organico  // 2 080   // 1 689   // (piccoli tubi)   // Capacità  // n.d.   // 580 Kt   //   // Produzione   // 460 Kt   // 377 Kt   //    //   //   //   // Tréfilunion   // Organico   // 4 981   // 3 801   // (fili)   // Capacità (trafileria)   // 489  // 421   //   // Produzione   // 387 Kt   // 357 Kt   //  // Cifra   // n.d.   // 2 119 KF   //    //   //   //   // GTS   // Organico   // 1 672   // 1 546   // (grossi tubi saldati)  // Capacità   // 4 740 Km 780 Kt   // 4 740 Km 780 Kt   //  // Produzione   // 600 Kt   // 557 Kt   //    //   //   //  // CFEM   // Organico   //   // 489   // (offshore)   //  // 2 994   //   //    //   //   //   // CFEM   // Organico  //   // 1 002   // (costruzioni metalliche)   //   //   //  //    //   //   //  IV  Da un lato, i contributi che il governo francese intende concedere a queste otto imprese non possono evitare di incidere sugli scambi fra Stati membri ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1.  Per quanto riguarda i tubi, relativamente a Valexy e GTS, la quota degli scambri nella produzione comunitaria è molto importante, come è indicata nella tabella che segue: (in milioni di t)  1.2,3.4,5 //  //  //  //  // 1986  // 1987  //  // 1.2.3.4.5 //  // Produzione CEE   // di cui esportazioni   // Produzione CEE   // di cui esportazioni   //   //   //   //   //   // Tubi di qualsiasi tipo   // 13 133  // 8 410 (64 %)   // 12 874   // 7 611 (59 %)   // Senza saldatura   // 3 722   // 3 071 (83 %)   // 3 742   // 3 001 (80 %)   // Piccoli tubi saldati   // 6 069   // 2 293 (38 %)  // 6 582   // 2 360 (36 %)   // Grossi tubi saldati   // 3 342   // 3 046 (91 %)   // 2 550   // 2 250 (88 %)   //    //   //  //   //  L'impresa Valexy ha rappresentato nel 1986 il 35 % del mercato francese di tali prodotti, che è approvvigionato per il 40 % da altri produttori comunitari. Nello stesso anno, tale impresa ha fornito il 73 % della sua produzione sul mercato francese, il 16,5 % sugli altri mercati comunitari e il 10,5 % sui mercati terzi. L'impresa GTS, che nel 1986 aveva una produzione di 525 000 tonnellate di tubi destinati al mercato gas petrolio (più del 90 % della sua produzione), rappresenta da sola 35 volte il mercato francese corrispondente, pari a 15 000 tonnellate. Le sue vendite nel 1986 rappresentano il 9,5 % dei mercati al di fuori della CEE (principalmente URSS), il 19 % dei mercati CEE diversi dalla Francia e l'80 % del mercato francese. Si tratta di prodotti per i quali gli scambi internazionali sono particolarmente importanti.  Per quanto riguarda Tréfilunion, il mercato CEE dei suoi prodotti è stato nel 1985 di 4,62 milioni di tonnellate, di cui 1,24 milioni sono stati oggetto di importazioni (27 %). Nello stesso anno tale impresa ha venduto il 63 % della sua produzione sul mercato francese, il 21 % sugli altri mercati CEE e il 16 % sui mercati terzi.  Per quanto riguarda CFEM costruzioni metalliche, la sua produzione del 1986 è stata venduta per il 53 % sul mercato francese, per il 14 % sugli altri mercati CEE e per il 33 % sui mercatri terzi. Al confronto, la produzione francese di questo tipo di prodotti, di cui CFEM costruzioni metalliche rappresenta il 5 % circa, è ammontata nel 1986 a 617 000 tonnellate, di cui 507 000 tonnellate fornite sul mercato francese (92,5 %) e 47 000 tonnellate esportate (7,5 %).  In mancanza di dati su C3F a Chavanne-Kétin, si deve constatare che i loro prodotti (forniture per la siderurgia quali rulli di laminatori, frammentatrici di metallo, ecc.) sono oggetto di scambi intracomunitari importanti.  I prodotti oggetto delle attività di Métalinor (rottami e residui di metalli non ferrosi) sono anch'essi oggetto di scambi importanti fra gli Stati membri, ad esempio verso paesi la cui struttura siderurgica è caratterizzata da una presenza importante di acciaierie elettriche.  Dall'altro, e come è stato sottolineato dallo stesso governo francese, il ripristino dell'efficienza economico-finanziaria delle imprese interessate dipende dalla realizzazione dei programmi di ristrutturazione avviati grazie ai contributi dello Stato. In assenza di tali contributi e tenuto conto dei loro risultati finanziari negativi precedenti, nonché della difficile situazione dei settori interessati nella Comunità (1), tali imprese non sarebbero state in effetti in grado di ottenere sul mercato dei capitali i mezzi finanziari necessari per effettuare il loro programma di risanamento. Pertanto, sarebbe stato compromesso non soltanto il ripristino della loro efficienza economico-finanziaria, ma anche la loro stessa esistenza. In tal senso, i contributi finanziari in causa costituiscono aiuti tali da falsare la concorrenza ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, e non rappresentano soltanto il comportamento normale di un azionista.  V  L'articolo 92, paragrafo 1 del trattato stabilisce il principio dell'incompatibilità con il mercato comune degli aiuti che presentano caratteristiche quali quelle succitate, vale a dire che incidono sugli scambi fra Stati membri e minacciano di falsare la concorrenza favorendo determinate imprese o produzioni.  Le deroghe a tale principio previste dall'articolo 92, paragrafo 2 del trattato sono inapplicabili nel caso di specie, data la natura e gli obiettivi degli aiuti previsti.  L'articolo 92, paragrafo 3 del trattato elenca gli aiuti che possono essere considerati compatibili con il mercato comune. Le deroghe possono essere concesse soltanto allorché la Commissione accerti che il libero gioco delle forze di mercato, in assenza di tali aiuti, non sarebbe sufficiente da solo ad incitare i loro eventuali beneficiari ad agire per conseguire uno degli obiettivi perseguiti dalle deroghe stesse.  Gli aiuti progettati non possono beneficiare della deroga prevista all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato relativa agli « aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia normalmente  basso oppure si abbia una grave forma di disoccupazione ». Nell'ambito della Comunità, le zone geografiche che possono beneficiare di questa deroga sono state determinate sulla base di un metodo di applicazione degli aiuti a finalità regionale (1). Nessuna delle zone della Francia continentale, dove sono situate tutte le imprese in causa, è ammissibile agli aiuti regionali ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato. Del resto, le autorità francesi non hanno effettuato la notifica a questo titolo, ma a titolo di aiuti settoriali.  Quanto alla deroga prevista all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b) del trattato, essa non può essere invocata poiché gli aiuti in causa non sono destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo, né a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro.  La deroga prevista all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato riguarda gli « aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse ».  È stato già sottolineato che gli aiuti in causa non sono stati concessi a titolo di regimi di aiuti regionali. Questa prospettiva non sarà pertanto presa in considerazione in questa sede se non per osservare che, in un numero significativo di casi, i siti di produzione interessati sono localizzati in zone ammissibili agli aiuti regionali francesi a causa delle difficoltà che esse registrano sul piano dell'occupazione: bacini siderurgici del Nord e della Lorena, regione di Havre. Da questo punto di vista, il mantenimento dei posti di lavoro grazie alle attività risanate è trascurabile per le regioni considerate.  A livello settoriale, la Commissione può ritenere compatibili con il mercato comune aiuti alla ristrutturazione o alla riconversione in base ai criteri seguenti (2):  a) gli aiuti settoriali devono essere limitati ai casi in cui la situazione dell'industria interessata li renda necessari al fine di superare, ad esempio, una crisi strutturale o congiunturale; ripristinando l'efficienza economico-finanziaria delle imprese, gli aiuti non debbono mirare a preservare lo status quo e a differire le decisioni e i cambiamenti inevitabili;  b) i problemi industriali e la disoccupazione non devono essere trasferiti da uno Stato membro all'altro;  c) dato che occorre tempo per procedere agli aggiustamenti, è normale accettare che delle risorse vengano utilizzate per alleviare i costi sociali ed economici del cambiamento in determinate circostanze e a condizioni rigorose;  d) l'intensità degli aiuti deve essere proporzionata a quella dei problemi da risolvere, in maniera da ridurre al massimo le distorsioni che essi provocano nel libero gioco della concorrenza.  Alla luce di tali criteri, la Commissione constata quanto segue:  1) I programmi di ristrutturazione descritti in precedenza erano effettivamente per il risanamento delle imprese interessate. Queste ultime, confrontate a difficoltà strutturali gravi che mettevano in causa la loro esistenza, non erano capaci di finanziare i programmi in questione mediante le loro sole risorse.  2) Le prospettive di redditività delle imprese che rimangono in attività sono state esaminate e certificate da esperti indipendenti.  Tali prospettive sono soddisfacenti fino alla scadenza 1990, e possono essere riassunte come segue:  (in milioni di FF)  1.2.3.4.5 //  //  //  //  //  //  // Risultato netto  // Cifra di affari (CA)   // Risultato lordo d'esercizio (RLE (1))   // RLE in % della CA   //    //   //   //   //  // Valexy (piccoli tubi)   // 85   // 1 454   // 150  // 10,33 %   // Tréfilunion (fili)   // 49   // 1 909   // 175   // 9,45 %   // GTS (grossi tubi saldati) ipotesi bassa   // 1   // 1 355   // 67   // 4,9 %   // ipotesi alta   // 11   // 1 531   // 81   // 5,3 %   // CFEM (costruzioni metalliche)  // 20,4   // 752   // 35,7   // 4,75 %   // C3F (fucine e fonderie)   // 37   // 1 040   // 127   // 12,21 %  // Chavanne-Kétin (fonderie)   // 9   // 337   // 38  // 11,28 %   //    //   //   //   //  (1) L'RLE, ossia la cifra d'affari meno le spese di funzionamento, è un indicatore della capacità dell'impresa di generare capitale per coprire gli ammortamenti, gli oneri finanziari e remunerare i capitali propri.  (1) Va citata al riguardo la disciplina relativa agli aiuti ai settori siderurgici non CECA (GU n. C 320 del 13. 12. 1988, pag. 3). In tale occasione, la Commissione aveva rilevato che le condizioni di mercato dei prodotti siderurgici presenti dagli anni '70 hanno comportato gravi problemi di sovraccapacità. Essa ha rilevato altresì che questa crisi del mercato siderurgico non ha colpito soltanto la siderurgia CECA, ma anche i settori siderurgici non CECA. Va ricordato che la portata della presente decisione è specifica e non generale come quella della suddetta disciplina; tuttavia, non c'è nessuna contraddizione fra le due, in quanto entrambe si riferiscono al controllo degli aiuti alla siderurgia non-CECA.  (1) Comunicazione della Commissione, GU n. C 212 del 12. 8. 1988, pag. 2.  (1) Ottava relazione sulla politica di concorrenza, punto 176.  Il criterio dell'RLE può essere considerato soddisfacente nei sei casi, nella misura in cui ammortamenti e oneri finanziari possono sempre essere finanziati mediante risorse proprie, talvolta anche lasciando un risultato netto apprezzabile. Il risanamento è notevole rispetto al 1986, anno in cui le sei imprese interessate registravano perdite e perfino RLE negativi, con la sola eccezione di C3F, che registrava un modesto RLE dello 0,7 % della CA. Questi miglioramenti rispecchiano gli incrementi di produttività, la razionalizzazione della gestione e della produzione (caratterizzata da un aumento del tasso d'utilizzo delle capacità e da una diminuzione delle spese finanziarie), come anche, nel caso di Tréfilunion, l'accentramento della produzione sui prodotti a più alto valore aggiunto.  Nel caso di GTS, l'RLE è sufficiente ai fini di un risultato positivo previa deduzione degli ammortamenti e oneri finanziari. Va rilevato che queste previsioni si fondano su ipotesi di mercato prudenti. Il mercato di questa impresa si situa per più del 90 % nel settore petrolifero e del gas. Esso è caratterizzato da importanti contratti conclusi in funzione dell'evoluzione del corso degli idrocarburi, che condizionano le necessità di trasporto di tali prodotti. Tali contratti possono far variare sensibilmente la cifra d'affari e i risultati. Gli sviluppi recenti indicano prospettive favorevoli per GTS.  Per quanto riguarda le attività di CFEM che sussistono (corrispondenti al 60 % circa della cifra d'affari del 1986), va rilevato che l'RLE è sufficiente ai fini di un risultato positivo. Come GTS, CFEM (costruzioni metalliche) ha un'attività abbastanza variabile connessa alla conclusione di contratti specifici. Inoltre, va osservato che le attività di CFEM comportano proporzionalmente più progettazione e meno manifattura rispetto ad altre imprese della prima trasformazione dell'acciaio, ciò che implica un livello di ammortamenti da coprire notevolmente più basso rispetto a quello delle altre imprese.  3) Attraverso la chiusura di numerosi stabilimenti e varie concentrazioni o riduzioni di capacità in settori caratterizzati da sovraccapacità comunitarie, i programmi di ristrutturazione delle otto imprese interessate contribuiscono alla soluzione dei problemi strutturali esistenti in questi settori della prima trasformazione dell'acciaio e non hanno per effetto di trasferire da uno Stato membro all'altro i problemi industriali e di disoccupazione di cui trattasi.  4) Nella misura in cui gli aiuti progettati si limitano alla copertura di misure sociali a favore del personale che esce dall'organico e, d'altra parte, di costi direttamente connessi alle operazioni di chiusura, essi possono essere autorizzati.  Per quanto riguarda le misure sociali, si tratta di: cessazione o esonero dall'attività (1 906 salariati), congedi di formazione-riconversione (1 161 salariati), mutazioni (541 salariati), licenziamenti (827 salariati), fondi nazionali per l'occupazione (73 salariati) partenze negoziate (427 salariati), altri (194 salariati). Il loro costo globale ammonta a 1 123,12 milioni di FF (158,2 milioni di ECU). Nel quadro di questo ragionamento e per quanto riguarda Métalinor, la Commissione ha preso in considerazione in questa sede soltanto l'80 % di questo tipo di spese a titolo della parte CEE delle attività dell'impresa (vedi sezione II).  Per quanto riguarda i costi direttamente connessi alle chiusure e alla riorganizzazione della produzione, si tratta di: chiusure e ristrutturazione dei siti, demolizione di edifici, spostamenti e reinstallazioni di materiali, rescissioni di contratti connesse alle chiusure, gestione dei contenziosi e relative controversie, minusvalenze di cessione, deprezzamento delle immobilizzazioni (ammortamenti e scorte). Queste spese ammontano ad un totale di 502,6 milioni di FF (70,8 milioni di ECU). Relativamente a Métalinor, la Commissione ha preso in considerazione in questa sede soltanto l'80 % di questo tipo di spese (parte CEE), ossia 16 milioni di FF.  Infine, il totale di aiuti che la Commissione ritiene compatibili con il buon funzionamento del mercato comune, in quanto possono beneficiare della deroga prevista all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato è dunque di 1 625,72 milioni di FF (229 milioni di ECU) sul totale notificato di 2 783,6 milioni di FF (392 milioni di ECU), di cui 2 726,26 milioni di FF (384 milioni di ECU) sono valutati nella presente decisione ai sensi del trattato CEE.  La Commissione ritiene che a concorrenza di tale volume, che è proporzionato all'ampiezza dei problemi che si tratta di risolvere, questi aiuti possano essere considerati come aiuti che contribuiscono allo sviluppo delle attività interessate senza alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.  5) Per contro, dall'esame delle altre spese alle quali le autorità francesi intendono apportare il loro contributo, risulta che esse minacciano di alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.  Si tratta anzitutto delle spese citate alla voce « spese intercalari » (« frais de partage »), ossia 481,7 milioni di FF (67,8 milioni di ECU). Queste spese corrispondono ai costi dei salari dei dipendenti contemplati dalle varie misure sociali, calcolati fra il momento in cui il piano sociale è stato adottato dal comitato di direzione e quello in cui è entrato effettivamente in vigore, dopo l'espletamento delle procedure amministrative necessarie. È in effetti impossibile verificare se i salariati interessati hanno contribuito o meno durante questo periodo all'attività produttiva delle imprese. La loro presa a carico comporterebbe dunque il rischio di coprire con aiuti di Stato i costi di funzionamento di tali imprese, ciò che non può essere considerato compatibile con il buon funzionamento del mercato comune in settori caratterizzati da forti sovraccapacità. Si tratta in secondo luogo di spese di investimenti, ossia in totale 300,9 milioni di FF (42,4 milioni di ECU), che devono essere effettuate presso Tréfilunion e GTS e corrispondenti a: sviluppo di nuovi prodotti, spese di ricerca-sviluppo, spese antinquinamento ed economie di energia e incrementi di produttività. Si tratta altresì di contributi dello Stato per ripianare perdite del passato: 317,94 milioni di FF (44,8 milioni di ECU). Tali aiuti sono direttamente connessi al ripristino e mantenimento della struttura tecnica e finanziaria futura delle imprese considerate. Nella situazione di mercato dei settori in causa, caratterizzata da forti sovraccapacità, autorizzare tali aiuti significherebbe dare a taluni produttori un vantaggio indebito e quindi provocare una distorsione di concorrenza contraria all'interesse comune. La Commissione ritiene che questo tipo di spese faccia parte del rischio normalmente assunto dagli imprenditori, che lo Stato non deve pertanto assumersi.  L'importo totale degli aiuti che la Commissione ritiene incompatibile con il buon funzionamento del mercato comune, a norma dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, è di 1 100,54 milioni di FF (155 milioni di ECU), poiché tali aiuti non possono beneficiare di nessuna delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3 del trattato,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  Gli aiuti per un importo totale di 1 625,72 milioni di FF che il governo francese ha notificato alla Commissione e che intende concedere alle imprese seguenti: Valexy (180,2 milioni), Tréfilunion (574 milioni), GTS (179,6 milioni), CFEM offshore pétrolier (178,1 milioni), CFEM (costruzioni metalliche) (126 milioni), C3F (152 milioni), Chavanne-Kétin (129,9 milioni) e Métalinor (105,92 milioni), e che sono destinati alla copertura di spese sociali o di spese direttamente connesse alla chiusura nel quadro dei piani di ristrutturazione 1986-1980, sono dichiarati compatibili con il mercato comune in quanto idonei a beneficiare della deroga dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato CEE.  Articolo 2  Gli aiuti per un importo totale di 1 100,54 milioni di FF che il governo francese intende concedere alle imprese seguenti: Valexy (103,8 milioni), Tréfilunion (672,4 milioni), GTS (113,3 milioni), CFEM offshore pétrolier (48 milioni), CFEM (costruzioni metalliche) (39,6 milioni), Métalinor (123,44 milioni), e che sono destinati al pagamento dei salari dei dipendenti interessati dai piani sociali nel periodo intercorrente tra l'approvazione di tale piano da parte del comitato di direzione e la sua effettiva entrata in vigore, denominati spese intercalari (« frais de portage »), quelli destinati ad investimenti non connessi alle riduzioni di capacità, nonché quelli destinati alla copertura delle perdite del passato, sono dichiarati incompatibili con il mercato comune a norma dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE.  Conformemente alla presente decisione, il governo francese non può concedere gli aiuti in questione. Entro un termine di due mesi a decorrere dalla data di notifica della presente decisione, esso informa la Commissione delle misure prese per sopprimere i progetti di aiuti vietati al fine di riportare il loro livello totale all'importo autorizzato in conformità dell'articolo 1.  Articolo 3  La presente decisione non riguarda la parte degli aiuti notificati a favore dell'impresa Métalinor e che rientra nel campo di applicazione del trattato CECA, ossia l'importo di 57,34 milioni di FF.  Articolo 4  Il governo francese informa la Commissione, entro un termine di due mesi a decorrere dalla data di notifica della presente decisione, delle modalità di concessione degli aiuti autorizzati alle imprese beneficiarie.  Per quanto riguarda il periodo di ristrutturazione (1986-1990), esso comunica alla Commissione una relazione annuale sui risultati finanziari delle imprese che restano in attività, anteriormente al 30 giugno dell'anno successivo al periodo considerato. Tale relazione indica in particolare lo stato di avanzamento delle misure di ristrutturazione previste (riduzioni di organico, chiusure di capacità) nonché la cifra d'affari, il risultato lordo di esercizio e il risultato netto, per ciascuna di tali imprese.  Articolo 5  La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, il 28 giugno 1989.  Per la Commissione  Leon BRITTAN  Vicepresidente