CELEX: 52013PC0206
Language: it
Date: 2013-04-15
Title: Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti sulle importazioni di oggetti per il servizio da tavola e da cucina in ceramica originari della Repubblica popolare cinese

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		52013PC0206
		
			Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti sulle importazioni di oggetti per il servizio da tavola e da cucina in ceramica originari della Repubblica popolare cinese /* COM/2013/0206 final - 2013/0109 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Motivazione e obiettivi della proposta
La presente proposta riguarda l'applicazione
del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo
alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non
membri della Comunità europea ("il regolamento di base") nel
procedimento antidumping relativo alle importazioni di oggetti per il servizio
da tavola e da cucina originari della Repubblica popolare cinese.
Contesto generale
La presente proposta viene presentata nel
contesto dell'attuazione del regolamento di base ed è il risultato di
un'inchiesta svolta in conformità agli obblighi sostanziali e procedurali di
tale regolamento.
Disposizioni vigenti nel settore della
proposta
Misure provvisorie sono state istituite con il
regolamento (UE) n. 1072/2012 della Commissione (GU L 318 del 15.11.2012,
pag. 28).
Coerenza con altri obiettivi e politiche
dell'Unione
Non pertinente.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
Consultazione delle parti interessate
Le parti interessate coinvolte nel
procedimento hanno avuto la possibilità di difendere i loro interessi durante
l'inchiesta, in conformità alle disposizioni del regolamento di base.
Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario consultare esperti
esterni.
Valutazione d'impatto
La presente proposta è il risultato
dell'applicazione del regolamento di base.
Il regolamento di base non contiene
disposizioni sulla valutazione generale d'impatto, ma comprende un elenco completo
delle condizioni da valutare.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Sintesi delle misure proposte
Il 16 febbraio 2012 la Commissione ha avviato
un procedimento antidumping relativo alle importazioni di oggetti per il
servizio da tavola e da cucina originari della Repubblica popolare cinese.
Con il regolamento (UE) n. 1072/2012, del
14 novembre 2012, la Commissione ha istituito dazi antidumping provvisori su
tali importazioni.
L'allegata proposta di regolamento del
Consiglio si basa sulle conclusioni definitive che hanno confermato l'esistenza
di dumping arrecante pregiudizio come pure il fatto che l'istituzione di misure
non è contraria all'interesse generale dell'Unione. Sebbene la gamma dei
prodotti oggetto dell'inchiesta e le aliquote definitive del dazio siano state
modificate, le conclusioni provvisorie sono state confermate.
Si propone quindi che il Consiglio adotti la
proposta di regolamento allegata, da pubblicare entro il 14 maggio 2013.
Base giuridica
Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio,
del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di
dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea.
Principio di sussidiarietà
La proposta è di competenza esclusiva
dell'Unione Europea. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica.
Principio di proporzionalità
La proposta rispetta il principio di
proporzionalità per le ragioni esposte di seguito.
Il tipo di intervento è descritto nel
summenzionato regolamento di base e non consente decisioni a livello nazionale.
Non è necessario indicare il modo per ridurre
al minimo e adeguare all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e
amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli enti locali e
regionali, degli operatori economici e dei cittadini.
Scelta dello strumento
Strumento proposto: regolamento.
Altri strumenti non sarebbero adeguati per il
seguente motivo:
il regolamento di base non prevede opzioni
alternative.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
Nessuna.
2013/0109 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
che istituisce un dazio antidumping
definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti
sulle importazioni di oggetti per il servizio da tavola e da cucina in ceramica
originari della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, 
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009
del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea[1]
("regolamento di base"), in particolare l'articolo 9,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
1.           PROCEDIMENTO
1.1.        Apertura
(1)       Con il regolamento (UE) n.
1072/2012[2]
("il regolamento provvisorio") la Commissione ha istituito un dazio
antidumping provvisorio sulle importazioni di oggetti per il servizio da tavola
e da cucina in ceramica originari della Repubblica popolare cinese
("RPC" o "il paese interessato").
(2)       Il procedimento è stato
avviato il 16 febbraio 2012[3]
in seguito a una denuncia presentata a nome di alcuni produttori dell'UE
("i denunzianti"), che rappresentano oltre il 30% della produzione
totale dell'Unione di oggetti per il servizio da tavola e da cucina in
ceramica. 
(3)       Come indicato al considerando
22 del regolamento provvisorio, l'inchiesta relativa al dumping e al
pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il 1° gennaio 2011 e il 31
dicembre 2011 (''periodo dell'inchiesta'' o ''PI''). L'analisi delle tendenze
utili per la valutazione del pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra
il 1° gennaio 2008 e la fine del PI (''il periodo in esame'').
1.2.        Fase successiva del
procedimento
(4)       In seguito alla divulgazione
dei principali fatti e considerazioni in base ai quali è stato deciso di
imporre un dazio antidumping provvisorio («divulgazione delle conclusioni
provvisorie»), varie parti interessate hanno presentato osservazioni scritte in
merito alle conclusioni provvisorie. Le parti che ne hanno fatto richiesta
hanno avuto la possibilità di essere sentite. Due importatori e un produttore
esportatore hanno richiesto e ottenuto audizioni in presenza del
consigliere-auditore della direzione generale del Commercio.
(5)       La Commissione ha continuato
a raccogliere e verificare tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini
delle conclusioni definitive. Le osservazioni presentate oralmente e per
iscritto dalle parti interessate sono state esaminate e le conclusioni
provvisorie sono state, se del caso, modificate di conseguenza.
(6)       Inoltre, come spiegato al
successivo considerando 55, è stata effettuata una visita di verifica presso un
produttore thailandese allo scopo di verificare l'idoneità della Thailandia
come paese di riferimento. 
(7)       Successivamente tutte le
parti sono state informate dei fatti e delle considerazioni principali in base
ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di un dazio antidumping
definitivo sulle importazioni di oggetti per il servizio da tavola e da cucina
in ceramica originari della RPC e la riscossione definitiva degli importi
depositati a titolo di dazi provvisori ("comunicazione delle informazioni
definitive"). A tutte le parti è stato concesso un periodo entro il quale
presentare le loro osservazioni sulla comunicazione delle informazioni
definitive. La Chinese Chamber of Commerce for Import and Export of Light
Industrial Products and Arts-crafts ("CCCLA") e un gruppo di
importatori hanno chiesto e ottenuto audizioni in presenza del
consigliere-auditore della direzione generale del Commercio. 
(8)       Le osservazioni presentate
dalle parti interessate sono state esaminate e, se pertinenti, tenute in
considerazione.
1.3.        Campionamento
(9)       In
seguito alla comunicazione delle informazioni provvisorie, alcune parti
interessate hanno contestato il campione di produttori esportatori della RPC,
sostenendo che tale campione non era rappresentativo perché costruito
unicamente in base all'ampiezza dei volumi delle esportazioni e quindi senza
tener conto di altri fattori che caratterizzano la diversità e la
frammentazione dell'industria della ceramica nella RPC.
(10)     Dall'articolo 17, paragrafo 1,
del regolamento di base consegue che la selezione delle società da includere
nel campione può essere limitata al massimo volume rappresentativo della
produzione, delle vendite o delle esportazioni che possa essere adeguatamente
esaminato entro il periodo di tempo disponibile. Tenuto conto della
frammentazione dell'industria, al fine di costruire un campione rappresentativo
che potesse essere esaminato nel tempo disponibile si è deciso di basare la
selezione sul volume delle esportazioni. A tale proposito va tuttavia osservato
che le società selezionate hanno sede in tre regioni diverse della Cina e che
la loro produzione del prodotto in esame è significativa sia in termini di
varietà del materiale ceramico utilizzato (ad esempio porcellana e grès) sia in
termini di varietà dei tipi di prodotto. Tale argomentazione pertanto non può
essere accettata.
(11)     Un produttore esportatore ha
sostenuto che l'uso di metodologie di campionamento diverse per l'industria e
gli importatori dell'UE e per i produttori esportatori si configura come
discriminazione e che andavano utilizzati gli stessi criteri. L'uso di metodi
diversi è discriminatorio nei confronti dei produttori esportatori e non
rispetta la parità di trattamento.
(12)     La selezione di un campione di
produttori esportatori serve soltanto a verificare l'esistenza di pratiche di
dumping relative al prodotto in esame originario della RPC. A questo riguardo,
è essenziale coprire il massimo volume di importazioni del prodotto in esame
nel periodo dell'inchiesta. Il campione dei produttori dell'Unione è stato
invece selezionato per determinare, sulla base di numerosi indicatori diversi,
se l'industria dell'Unione ha subito un pregiudizio notevole. Per quanto
riguarda gli importatori, le informazioni raccolte sono soprattutto utilizzate
per la valutazione dell'interesse dell'Unione. Ne consegue che, per quanto
concerne gli importatori e i produttori dell'Unione, è importante raccogliere
informazioni provenienti da una serie di società che operano, ad esempio, in
diversi segmenti di prodotto. Poiché il principio alla base della selezione
delle società da includere nel campione è diverso per i produttori e gli
importatori dell'Unione e per i produttori esportatori, essi non si trovano in
una situazione analoga. Pertanto, né il principio di non discriminazione né
quello di parità di trattamento richiedono l'uso di una metodologia identica
per la selezione dei rispettivi campioni. Ne consegue che l'argomentazione è
interamente ingiustificata ed è pertanto respinta. 
(13)     Inoltre, un produttore
esportatore ha ripetuto la richiesta, di cui al considerando 8 del regolamento
provvisorio, di essere incluso nel campione. La società, tuttavia, non ha
presentato alcun argomento nuovo atto a giustificarne l'inclusione nel
campione. Pertanto, tenendo conto delle conclusioni di cui al considerando 10
citato sopra, si confermano le conclusioni di cui al considerando 9 del
regolamento provvisorio.
(14)     Lo stesso produttore
esportatore non incluso nel campione ha affermato che non gli era stato
accordato un periodo di tempo sufficiente per presentare osservazioni sulla
comunicazione delle informazioni definitive e che, inoltre, le informazioni
fornite erano insufficienti, in quanto non erano stati comunicati, ad esempio,
i dati relativi agli adeguamenti, ai prezzi di vendita, ecc. Di conseguenza, il
suo diritto della difesa era stato violato. 
(15)     A norma dell'articolo 20,
paragrafo 5, del regolamento di base, alla parte interessata deve essere
accordato un periodo non inferiore a dieci giorni di tempo per presentare
osservazioni sulla comunicazione delle informazioni definitive. Il produttore
esportatore in questione ha ricevuto la comunicazione delle informazioni
definitive via posta elettronica in data 25 febbraio 2013 e ha avuto tempo fino
all'8 marzo 2013, cioè undici giorni, per presentare le proprie osservazioni.
Il documento con le informazioni definitive è stato inoltre inviato anche per
raccomandata il giorno successivo. Ne consegue che alla parte interessata è
stato accordato un periodo di tempo sufficiente per presentare osservazioni e
l'argomentazione deve pertanto essere respinta. Al riguardo si osserva inoltre
che le osservazioni della parte sono state comunicate entro il termine
stabilito e che non è stata presentata nessuna richiesta di proroga dei
termini. Inoltre, tenendo in debito conto l'obbligo di tutelare le informazioni
di natura riservata, la Commissione ha comunicato tutti i fatti e le
considerazioni essenziali in base ai quali intendeva proporre l'istituzione
delle misure definitive. Più in particolare, il rispetto dei diritti della
difesa non implica che dati relativi alle vendite di una società specifica o
agli adeguamenti operati nei confronti delle società incluse nel campione utilizzato
per stabilire margini di dumping individuali debbano essere comunicati a una
parte per cui non viene calcolato un margine individuale. 
(16)     Ne consegue che l'affermazione
che i diritti della difesa non sono stati rispettati è infondata ed è pertanto
respinta.
2.           PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO
SIMILE
2.1.        Introduzione
(17)     Come stabilito al considerando 24 e ai considerando da 56 a 57
del regolamento provvisorio, il prodotto in esame come definito in via
provvisoria è costituito da oggetti per il servizio da tavola e da cucina in
ceramica, eccezion fatta per i coltelli in ceramica ("il prodotto in
esame"), attualmente classificabili ai codici ex 6911 10 00, ex 6912 00
10, ex 6912 00 30, ex 6912 00 50 ed ex 6912 00 90 originari della Repubblica
popolare cinese. 
2.2.        Argomentazioni
(18)     Dopo la comunicazione delle
informazioni provvisorie, nessuna parte interessata ha contestato il fatto che
i coltelli (da cucina) in ceramica sono fondamentalmente diversi da altri tipi
di oggetti per servizio da tavola e da cucina in ceramica per le diversità che
si riscontrano nelle caratteristiche fisiche, nei processi di produzione e negli
usi finali. Tutte le osservazioni delle parti sono state esaminate e la
richiesta di escludere i coltelli in ceramica dalla definizione della gamma di
prodotti oggetto della presente inchiesta è stata definitivamente accettata. 
(19)     Dopo la pubblicazione delle
misure provvisorie, diverse parti hanno sostenuto che determinati macinini in
ceramica per le spezie e i condimenti e le loro parti in ceramica che
effettuano la macinazione vanno esclusi dalla definizione della gamma di
prodotti in esame.
(20)     Tale argomentazione si basa
sulla presunzione che, per la loro specificità, tali macinini e gli altri tipi
di oggetti per il servizio da tavola e da cucina in ceramica non possono essere
considerati come un unico prodotto. Il materiale ceramico delle macine di tali
macinini è costituito principalmente di allumina, che non viene utilizzata per
i normali oggetti per il servizio da tavola quali tazze e piatti, e la cui
cottura avviene a temperature più elevate. Il loro grado di intercambiabilità
con le principali categorie del prodotto in esame sarebbe limitato. Ciò vale
anche per i meccanismi per la macinazione in ceramica senza alloggi normalmente
dichiarati nei codici di cui sopra. 
(21)     Dall'inchiesta è emerso che
l'elemento in ceramica di questi trituratori generalmente costituisce una parte
minore del macinino. Inoltre, l'inchiesta ha mostrato che i macinini con una
macina in ceramica, comprese le loro parti per la macinazione in ceramica, non
hanno le stesse caratteristiche fisiche di base né gli stessi usi di base degli
oggetti per il servizio da tavola e da cucina in ceramica. La forma, la
robustezza e il design delle parti per la macinazione in ceramica sono diversi
da quelli degli oggetti per il servizio da tavola e da cucina in ceramica. 
(22)     Alcune
parti hanno fatto presente che i macinini in questione dovrebbero essere
esclusi dalla gamma dei prodotti in esame sulla base del fatto che hanno le
stesse caratteristiche fisiche, lo stesso design industriale e lo stesso uso
finale dei meccanismi per la macinazione in metallo e che quando sono inclusi
in determinati set di macinini sono in genere classificati alla voce tariffaria
8210. Esse hanno inoltre sostenuto che gli elementi in ceramica contenuti in
questi prodotti rappresentano di norma fino al 2% del valore del prodotto.
Tuttavia, date le numerose possibilità di classificazione dei macinini e dei
set di macinini, l'inchiesta non può tener conto di queste argomentazioni per
stabilire se i macinini in ceramica vadano esclusi dalla gamma di prodotti
oggetto dell'inchiesta.
(23)     Numerose parti hanno sostenuto
la tesi secondo la quale i macinini in questione devono essere esclusi dalla
gamma di prodotti oggetto dell'inchiesta sulla base del fatto che in
determinati macinini, in particolare quelli per il sale, è necessario usare
macine in ceramica invece che in metallo perché il sale corrode le parti in
metallo che effettuano la macinazione. Tuttavia, l'inchiesta ha dimostrato che
i meccanismi per la macinatura dei macinini per il sale non sono
necessariamente in ceramica.
(24)     Sulla
base delle considerazioni esposte ai considerando precedenti, l'inchiesta ha
concluso che i macinini per spezie e condimenti con elementi per la macinatura
in ceramica sono fondamentalmente diversi da altri tipi di oggetti per servizio
da tavola e da cucina in ceramica per le diversità che si riscontrano nelle
caratteristiche fisiche di base e negli usi del materiale ceramico impiegato
per le parti che effettuano la macinatura. Pertanto, la richiesta di escludere
tali macinini, compresi i meccanismi per la macinatura in ceramica a sé stanti
e le loro parti, dalla gamma di prodotti oggetto della presente inchiesta è
accettata. 
(25)     Dopo la pubblicazione delle
misure provvisorie, alcune parti hanno sostenuto che gli affilacoltelli in ceramica
devono essere esclusi dalla gamma di prodotti oggetto dell'inchiesta a causa
delle differenze nei processi di produzione e nell'uso finale e del fatto che
questi elementi non sono destinati alla conservazione degli alimenti a causa
del loro design specifico e delle loro caratteristiche fisiche. L'inchiesta ha
confermato questi argomenti. La richiesta di escludere tali prodotti dalla
gamma dei prodotti oggetto della presente inchiesta è pertanto accettata.
(26)     Nella stessa ottica è stato
anche valutato se escludere gli sbucciatori in ceramica dalla gamma di prodotti
in esame. L'inchiesta ha confermato che anche gli sbucciatori in ceramica sono
sostanzialmente diversi dagli altri tipi di oggetti per il servizio da tavola e
da cucina, a causa delle differenze di design e di caratteristiche fisiche
(forma e robustezza) del materiale ceramico utilizzato per le parti che
effettuano la sbucciatura, dei loro processi di produzione e dell'uso finale.
Anche gli sbucciatori in ceramica devono dunque essere esclusi dalla gamma di
prodotti oggetto della presente inchiesta.
(27)     Dopo la pubblicazione delle
misure provvisorie, una parte ha inoltre affermato che le pietre per la cottura
della pizza in ceramica di cordierite devono essere escluse dalla gamma di
prodotti oggetto dell'inchiesta a causa delle loro proprietà fisiche (forma e
durezza), del design industriale e dell'uso diversi. La ceramica di cordierite
è un tipo di silicato di allumina e di magnesia con proprietà specifiche, in
particolare un'ottima resistenza agli shock termici. L'inchiesta ha confermato
che le pietre per la cottura della pizza in ceramica di cordierite presentano
le stesse caratteristiche fisiche (forma e durezza), lo stesso design
industriale e lo stesso uso dei mattoni per fornaci e forni. Esse sono pertanto
diverse da altri oggetti per il servizio da tavola e da cucina in ceramica.
Dopo la comunicazione delle informazioni definitive i denunzianti hanno fatto
notare le somiglianze tra le pietre per la cottura della pizza in ceramica di
cordierite con la gamma dei prodotti oggetto del procedimento. Tuttavia, essi
non sono riusciti a dimostrare che le pietre per la cottura della pizza in
ceramica di cordierite hanno le stesse caratteristiche fisiche di base e gli
stessi usi finali. La richiesta di escludere tali prodotti dalla gamma dei
prodotti oggetto della presente inchiesta è pertanto accettata. 
(28)     Dopo la pubblicazione delle
misure provvisorie, un'associazione neerlandese ha sostenuto che gli oggetti
per il servizio da tavola e da cucina in ceramica da utilizzare come prodotti
promozionali devono essere esclusi dalla gamma di prodotto oggetto
dell'inchiesta in quanto non sono venduti per essere utilizzati come oggetti
per il servizio da tavola e da cucina, costituiscono un importante fattore di
crescita economica per il settore del commercio al dettaglio, sono molto
apprezzati dai consumatori e soltanto i produttori della Repubblica popolare
cinese sono in grado di fornire i quantitativi necessari entro un breve periodo
di tempo. La richiesta di escludere gli oggetti per il servizio da tavola e da
cucina da utilizzare come prodotti promozionali dalla gamma dei prodotti
oggetto della presente inchiesta non può tuttavia essere accettata perché le
loro caratteristiche fisiche, i processi di produzione e l'uso finale sono
identici a quelli di altri tipi di oggetti per il servizio da tavola e da
cucina.
(29)     Dopo la pubblicazione delle
misure provvisorie, e nuovamente dopo la comunicazione delle informazioni
definitive, un importatore e grossista tedesco e un produttore esportatore
cinese che ha collaborato hanno sostenuto che gli articoli in grès con un
rivestimento speciale per la stampa sublimatica che può essere rimosso mediante
grattatura meccanica devono essere esclusi dalla gamma dei prodotti oggetto
dell'inchiesta sulla base del fatto che si tratta di prodotti semilavorati il
cui photofinishing è effettuato nell'Unione attraverso canali specifici, della
diversa percezione del consumatore, del fatto che il rivestimento supera il
valore degli oggetti in ceramica non rivestiti e dell'inesistenza di produttori
dell'Unione di questo tipo di prodotto. Dall'inchiesta è emerso che il prodotto
è manifestamente identico ad altri oggetti per il servizio da tavola senza
rivestimento per la stampa sublimatica e pertanto difficile, se non
impossibile, da distinguere. Dall'inchiesta è emerso inoltre che questi
prodotti hanno normalmente lo stesso uso finale di altri oggetti per il
servizio da tavola in ceramica. È stato inoltre rilevato che vari produttori
dell'Unione fabbricano tali prodotti e che i prodotti fabbricati nell'Unione e
quelli importati sono in concorrenza diretta. Alla luce di quanto
precede, la richiesta di escludere gli articoli in grès con un rivestimento
speciale per la stampa sublimatica è respinta. 
(30)     Dopo la pubblicazione delle
misure provvisorie, e nuovamente dopo la comunicazione delle informazioni
definitive, l'importatore che aveva chiesto l'esclusione degli oggetti per il
servizio da tavola con decori sottosmalto dipinti a mano dalla gamma di
prodotti oggetto dell'inchiesta ha affermato che l'analisi provvisoria della
Commissione in tal senso era viziata in quanto ignorava l'esistenza di segmenti
di mercato, le differenze qualitative tra i vari tipi di stoviglie, il
carattere di bene di lusso e la maggiore fragilità degli oggetti per il
servizio da tavola con decori sottosmalto dipinti a mano e la limitata
intercambiabilità, conseguenza della loro percezione da parte dei consumatori.
Esso inoltre ha asserito che gli oggetti per il servizio da tavola con decori
sottosmalto dipinti a mano possono essere utilizzati anche come decorazione.
(31)     Per quanto riguarda
l'argomentazione relativa alle differenze di qualità tra i diversi tipi di
oggetti per il servizio da tavola, la natura di articolo di lusso e la maggiore
fragilità degli oggetti per il servizio da tavola con decori sottosmalto
dipinti a mano, tali caratteristiche non sono specifiche degli oggetti per il
servizio da tavola con decori sottosmalto dipinti a mano. Inoltre, per quanto
concerne la limitata intercambiabilità in conseguenza della percezione da parte
del consumatore, nessun nuovo argomento è stato sollevato in grado di
modificare le conclusioni di cui al considerando 45 del regolamento
provvisorio, cioè che il consumatore medio non fa differenza tra gli oggetti
per il servizio da tavola con decori sottosmalto dipinti a mano e gli altri
tipi di oggetti per il servizio da tavola. Infine, la Commissione ha analizzato
l'esistenza di segmenti di mercato nei considerando 157 e 158 del regolamento
provvisorio. Queste argomentazioni non possono quindi sovvertire le conclusioni
di cui al considerando 45 del regolamento provvisorio.
(32)     L'affermazione di cui al
considerando 50 del regolamento provvisorio è stata ulteriormente elaborata
dopo l'istituzione delle misure provvisorie. Tali affermazioni sono state
ribadite dopo la comunicazione delle informazioni definitive. L'importatore con
produzione in Cina ha affermato che gli oggetti per il servizio da tavola e da
cucina completamente smaltati e/o invetriati sul 100% della superficie, ad
eccezione della base o di una parte di essa, e in cui il 100% di superficie
smaltata e/o invetriata è colorata con un colore diverso dal bianco devono
essere esclusi dalla gamma dei prodotti in esame. La richiesta è stata
debitamente analizzata e l'inchiesta ha dimostrato che le caratteristiche
fisiche, i processi di produzione e gli usi finali di questi prodotti sono gli
stessi degli altri oggetti per il servizio da tavola e da cucina smaltati e/o
invetriati. Pertanto, l'argomentazione è definitivamente respinta.
(33)     La cccla ha insistito sul fatto che la bone china (fine) deve
essere esclusa dalla gamma di prodotti oggetto dell'inchiesta in base al fatto
che si tratta di un articolo di lusso fragile, con una ridotta resistenza
meccanica, e ha inoltre contestato che sia resistente alla scheggiatura. Va
però osservato che la stessa CCLA aveva in precedenza affermato che la bone
china (fine) ha un'elevata resistenza meccanica ed è resistente alla scheggiatura.
Tali dichiarazioni contraddittorie compromettono chiaramente le affermazioni
della CCCLA. In ogni caso, le argomentazioni sollevate non modificano le
conclusioni esposte al considerando 28 del regolamento provvisorio. Pertanto,
la richiesta di esclusione della bone china (fine) dalla gamma dei prodotti in
esame è definitivamente respinta.
(34)     La stessa parte ha ribadito
che la porcellana durevole deve essere esclusa dalla gamma di prodotti oggetto
dell'inchiesta. Essa ha contestato l'affermazione che tale porcellana non abbia
caratteristiche specifiche, ha affermato che essa è molto robusta grazie al
contenuto in alluminio dell'argilla di oltre il 24% e ha contestato che
l'Unione abbia la capacità di fabbricare tale prodotto. Le diverse informazioni
presentate sulla porcellana durevole sono tuttavia contraddittorie per quanto
riguarda, ad esempio, la quota di materie prime e il contenuto in polvere di
allumina. Inoltre, il fatto che la porcellana durevole è prodotta nell'Unione e
che i produttori della RPC fabbricano porcellana durevole che è in concorrenza
diretta con la porcellana durevole prodotta dall'Unione nonché con altri
prodotti oggetto dell'inchiesta non è stato contestato. La richiesta di
esclusione della porcellana durevole è quindi definitivamente respinta.
(35)     Tutti i tipi di oggetti per il
servizio da tavola e da cucina in ceramica possono essere considerati tipi
diversi dello stesso prodotto. Pertanto è risultata priva di fondamento
l'obiezione, avanzata dopo la comunicazione delle informazioni provvisorie e
reiterata dopo la comunicazione delle informazioni definitive, che l'inchiesta
riguardava una vasta gamma di prodotti simili e che, di conseguenza, era
necessario condurre analisi separate per ciascun segmento di prodotti in merito
alla rappresentatività, al dumping, al pregiudizio, al nesso di causalità e
all'interesse dell'Unione. Una parte, che aveva sostenuto che la gamma dei
prodotti in esame era troppo ampia, ha presentato un confronto tra prodotti con
diversi livelli di decorazione, ma le sue affermazioni in materia di usi finali
(per il giardino e i bambini in un caso, a fini ornamentali in un altro) sono
discutibili in quanto non esiste una chiara distinzione ed esse possono essere
viste piuttosto come una conferma delle affermazioni di cui al considerando 55
del regolamento provvisorio. Va inoltre osservato che un importatore con
produzione nella RPC ha affermato che oltre il 99% degli oggetti per il
servizio da tavola e da cucina in ceramica venduti nell'Unione sono prevalentemente
o esclusivamente bianchi. Alcune parti hanno contestato il considerando 58 del
regolamento provvisorio, sulla base del fatto che nel quadro dell'inchiesta le
istituzioni non hanno effettuato alcuna prova per accertare se talune merci non
fossero adatte al libero scambio all'interno dell'Unione. Tuttavia, questo
fatto non mette in discussione la conclusione espressa al considerando 63 del
regolamento provvisorio.
2.3.        Conclusione
(36)     Alla luce di quanto esposto in
precedenza, la gamma dei prodotti in esame è definitivamente individuata come
oggetti per il servizio da tavola e da cucina in ceramica, esclusi i coltelli
in ceramica, i macinini per spezie e condimenti in ceramica e le loro parti in
ceramica che effettuano la macinazione, gli sbucciatori in ceramica, gli
affilacoltelli in ceramica, le pietre per la cottura della pizza in ceramica di
cordierite del tipo utilizzato per cuocere in forno pizze e pane, originari
della Repubblica popolare cinese, attualmente classificati ai codici NC ex 6911
10 00, ex 6912 00 10, ex 6912 00 30, ex 6912 00 50 ed ex 6912 00 90.
(37)     In assenza di altre
osservazioni relative al prodotto in esame e al prodotto simile, sono
confermate tutte le altre conclusioni di cui ai considerando da 24 a 63 del
regolamento provvisorio.
3.           DUMPING
3.1.        Trattamento riservato alle
imprese operanti in condizioni di economia di mercato ("TEM")
(38)     Dopo la comunicazione delle
informazioni provvisorie un produttore esportatore, un produttore dell'Unione e
un importatore hanno sostenuto che l'accertamento ai fini del TEM è stata
concluso oltre il termine massimo, vale a dire dopo il periodo di tre mesi di
cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), del regolamento di base, e che
pertanto l'inchiesta deve essere chiusa senza l'istituzione di misure
antidumping. Questa argomentazione relativa all'accertamento ai fini del TEM
era già stata presentata nella fase provvisoria e respinta dalla Commissione ai
considerando 72 e 73 del regolamento provvisorio. Dopo la comunicazione delle
informazioni finali altri cinque produttori esportatori hanno avanzato una
richiesta analoga citando a supporto della loro richiesta la sentenza della
Corte di giustizia nelle cause Brosmann e Aokang Shoes[4]. 
(39)     In primo luogo, si ricorda che
le cause Brosmann e Aokang non sono pertinenti per la valutazione
della legalità delle analisi ai fini del TEM nella presente inchiesta perché
tali cause si riferiscono a situazioni in cui, contrariamente a quanto avvenuto
nel corso della presente inchiesta, le valutazioni ai fini del TEM non sono
state realizzate.
(40)     Inoltre, le cause Brosmann e
Aokang non sono pertinenti ai fini della valutazione della legalità
della presente inchiesta, perché nel frattempo il regolamento di base è stato
modificato[5].
L'articolo 2, paragrafo 7, del regolamento di base, come modificato, prevede
che la Commissione limita gli accertamenti ai fini del TEM alle società incluse
nel campione conformemente all'articolo 17 del regolamento di base e che essa
procede all'accertamento di regola entro sette mesi, ma in ogni caso non oltre
otto mesi dall'avvio dell'inchiesta. Tale disposizione si applica a tutte le
nuove inchieste e a quelle in corso al 15 dicembre 2012, ivi compresa pertanto
la presente inchiesta.
(41)     In ogni caso,
l'interpretazione della giurisprudenza consolidata conferma che non vi è alcuna
violazione per se del diritto all'accertamento ai fini del TEM anche nel
caso in cui il limite di tre mesi non venga rispettato. Pertanto la conclusione
di cui al considerando 73 del regolamento provvisorio è mantenuta. 
(42)     In considerazione del numero
elevato di richieste di TEM pervenute e del tempo necessario a effettuare le
numerose visite di verifica per esaminare le richieste, l'accertamento ai fini
del TEM non è stato completato entro sette mesi. Tuttavia l'accertamento è
stato completato entro otto mesi dalla data di apertura, come richiesto dal
regolamento di base modificato dal regolamento 1168/2012. L'affermazione
secondo la quale i diritti in proposito sono stati soppressi con effetto retroattivo
non è giustificata come spiegato sopra.
(43)     In considerazione di quanto
precede, è respinta l'argomentazione secondo la quale l'inchiesta antidumping
doveva essere chiusa senza l'istituzione di misure antidumping a causa della
mancata conclusione dell'accertamento ai fini del TEM entro tre mesi. 
(44)     Inoltre, un produttore
esportatore non incluso nel campione la cui domanda di TEM era stata respinta
perché non era stato in grado di dimostrare di disporre di una serie ben
definita di documenti contabili di base soggetti a revisione contabile
indipendente in linea con le norme internazionali in materia di contabilità ha
ribadito l'argomentazione che i presunti errori contabili, ammesso che ve ne
fossero, sulla base dei quali la sua domanda era stata respinta non erano gravi
e che, pertanto, la decisione di non accordare il TEM era sproporzionata e in
violazione del principio di proporzionalità. Dopo la comunicazione delle
informazioni definitive il produttore esportatore ha reiterato la sua argomentazione
ma senza presentare nessun nuovo argomento.
(45)     Gli argomenti riguardanti la
rigorosità dei documenti contabili sono essenzialmente identici a quelli
portati durante l'inchiesta ai fini del TEM e sono stati confutati da parte
della Commissione prima dell'accertamento ai fini del TEM. Tuttavia, con
riguardo all'argomentazione secondo cui il rifiuto di accordare il TEM viola il
principio di proporzionalità, è opportuno ricordare che i criteri per ottenere
il TEM di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), del regolamento di base
sono cumulativi e, a meno che non siano tutti rispettati, il TEM non può essere
accordato. Inoltre, poiché l'onere della prova incombe alla società che
richiede il TEM e la società non è stata in grado di dimostrare di disporre di una
serie ben definita di documenti contabili, l'unica opzione a disposizione della
Commissione era rifiutare il TEM. Pertanto, la decisione di non accordare il
TEM non può essere considerata una violazione del principio di proporzionalità.
In ogni caso, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera d), del
regolamento di base, come modificato dal regolamento (CE) n. 1168/2012[6], quando la Commissione ha
svolto un esame limitato mediante tecniche di campionamento, l'accertamento ai
fini del TEM è limitato alle parti incluse nel campione.
3.2.        Trattamento individuale
("TI")
(46)     Si ricorda che, sebbene sedici
produttori esportatori abbiano chiesto il TI, solo le domande delle società
incluse nel campione sono state esaminate a norma dell'articolo 9,
paragrafo 6, del regolamento di base e sono in seguito state accettate. Dei
restanti undici produttori esportatori, sette hanno chiesto l'esame
individuale.
(47)     In forza dell'articolo 9,
paragrafi 5 e 6, del regolamento di base, si applicano dazi individuali alle
importazioni provenienti da esportatori o produttori che sono stati sottoposti
ad esame individuale a norma dell'articolo 17, paragrafo 3, del regolamento di
base. Di conseguenza, alle quattro società che hanno chiesto il TI, ma non un
esame individuale, non è stato possibile accordare un dazio individuale. 
(48)     Un produttore esportatore ha
dichiarato di aver fornito tutte le informazioni richieste entro i termini
stabiliti e che pertanto la sua richiesta di TI doveva essere esaminata e
doveva essere stabilito un margine individuale conformemente alla sentenza
della Corte di giustizia nella causa Brosmann[7].
(49)     Tale argomentazione non può
essere accolta. Poiché la società in questione non è stata inclusa nel
campione, la sua richiesta di TI poteva essere valutata solo nel contesto di un
esame individuale, qualora quest'ultimo fosse stato effettuato a norma
dell'articolo 17, paragrafo 3, del regolamento di base. 
(50)     In assenza di altre
osservazioni relative al trattamento individuale si confermano i considerando
da 79 a 81 del regolamento provvisorio. 
3.3.        Esame individuale (EI)
(51)     Le richieste di esame
individuale ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 3, del regolamento di base
sono state presentate da sette produttori esportatori, comprese dieci persone
giuridiche. Come indicato ai considerando 82 e 83 del regolamento provvisorio
nella fase delle misure provvisorie non sono state prese decisioni in merito a
queste richieste.
(52)     Il 21 dicembre 2012 i
produttori esportatori sono stati informati del fatto che le loro richieste di
esame individuale non sono state accettate perché sarebbero state indebitamente
gravose e avrebbero impedito la conclusione dell'inchiesta entro il termine
prescritto. 
(53)     Un produttore esportatore ha
affermato che, a norma dell'articolo 17, paragrafo 3, del regolamento di base,
un esame individuale è un diritto legale e che il rifiuto da parte della
Commissione di procedere a tale esame è ingiustificato, dato che né il numero
di imprese né l'esame richiesto sarebbe stato, in considerazione delle risorse
della Commissione, indebitamente gravoso e né avrebbe impedito la conclusione
dell'inchiesta nei tempi previsti. Dopo la comunicazione delle informazioni
definitive l'argomentazione è stata ribadita, ma non sono stati addotti altri
argomenti.
(54)     Le decisioni riguardanti la
concessione dell'esame individuale sono prese caso per caso, tenendo conto del
numero di domande presentate e del tempo a disposizione per la loro
valutazione. In questo caso, va ricordato che la Commissione aveva l'obbligo
giuridico di effettuare gli esami ai fini del TEM relativi a sedici entità
giuridiche della RPC, comprese società non incluse nel campione. Considerando i
vincoli temporali imposti dalle scadenze procedurali nessun esame individuale
poteva quindi essere effettuato prima delle conclusioni provvisorie. Tenuto
conto del numero di domande presentate, del tempo limitato disponibile dopo
tale data, e delle limitate risorse dei servizi responsabili delle inchieste
antidumping della Commissione, si è concluso che in questo caso sarebbe stato
indebitamente gravoso effettuare esami individuali. 
3.4.        Valore normale
3.4.1.     Scelta del paese di riferimento
(55)     Dopo
l'istituzione delle misure provvisorie, la selezione di un paese di riferimento
adeguato è stata esaminata ulteriormente. In questo contesto è stata effettuata
una visita di verifica presso la sede del produttore esportatore thailandese
che aveva presentato una risposta ad un questionario, come indicato al
considerando 87 del regolamento provvisorio. Dopo aver esaminato e verificato
le informazioni fornite dal produttore che ha collaborato in Thailandia si è
tuttavia concluso che il produttore thailandese non è stato in grado di fornire
dati relativi ai tipi di prodotti venduti sul mercato interno con un livello di
dettaglio sufficiente. Si è ritenuto, pertanto, che il Brasile deve essere
mantenuto come paese di riferimento più appropriato.
(56)     Tuttavia, i dati ottenuti
dalla Thailandia sono serviti a confermare alcune delle constatazioni
effettuate in Brasile, in particolare il livello di differenza di prezzo tra i
prodotti di marca e non di marca (cfr. considerando 91).
(57)     Dopo la comunicazione delle
informazioni definitive un'associazione di imprese si è manifestata e ha
contestato la scelta del Brasile come paese di riferimento adeguato. In
sostanza, essa ha affermato che l'unico motivo per scegliere il Brasile sarebbe
il fatto che nessun altro paese è adeguato. Tale argomentazione non può essere
accolta. Come emerge chiaramente dai considerando da 84 a 88 del regolamento
provvisorio il Brasile è stato considerato un paese di riferimento adeguato
sulla base dell'effettiva situazione del mercato interno. Il fatto che dopo
l'istituzione delle misure provvisorie la Commissione abbia esaminato anche
altri potenziali paesi di riferimento non implica che il Brasile non sia una
scelta adeguata. 
(58)     In considerazione di quanto
precede e in assenza di altre osservazioni in merito alla scelta del Brasile
come paese di riferimento adeguato, si confermano i considerando da 84 a 88 del
regolamento provvisorio. 
3.4.2.     Determinazione del valore
normale 
(59)     Dopo
la comunicazione delle informazioni provvisorie varie parti interessate hanno
argomentato che la determinazione del valore normale era viziata, sostenendo
che non era stata stabilita per le vendite del prodotto simile in Brasile e
pertanto aveva portato a risultati distorti e non equi, in particolare per i
prodotti in grès e altri tipi di prodotti che non erano prodotti e venduti nel
paese di riferimento. Alcuni produttori esportatori hanno inoltre asserito che
la metodologia usata per stabilire il valore normale costruito, di cui al
considerando 94 del regolamento provvisorio, non era stata chiarita a
sufficienza.
(60)     Le osservazioni ricevute dopo
la comunicazione delle informazioni provvisorie indicano che la metodologia
utilizzata per determinare il valore normale non è risultata completamente
chiara ad alcune parti interessate. Al fine di rispondere a queste
osservazioni, si precisa che la metodologia usata per determinare il valore
normale è quella descritta nel seguito.
(61)     Dato che tutte le richieste di
TEM sono state respinte, il valore normale per tutti i produttori esportatori
della RPC inclusi nel campione è stato stabilito in base alle informazioni
ricevute dal produttore del paese di riferimento, a norma dell'articolo 2,
paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base.
(62)     Conformemente
all'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base, la Commissione ha
dapprima considerato l'opportunità di ritenere rappresentative le vendite del
prodotto simile a clienti indipendenti in Brasile. La quantità delle vendite
del prodotto simile sul mercato interno brasiliano da parte del produttore
brasiliano disposto a collaborare è risultata rappresentativa rispetto al
prodotto in esame esportato nell'Unione dai produttori esportatori inclusi nel
campione. A tale proposito si rammenta che, a norma dell'articolo 1, paragrafo
4, del regolamento di base, per "prodotto simile" si intende un
prodotto identico, vale a dire simile sotto tutti gli aspetti al prodotto
considerato oppure, in mancanza di un tale prodotto, un altro prodotto che, pur
non essendo simile sotto tutti gli aspetti, abbia caratteristiche molto
somiglianti a quelle del prodotto considerato. 
(63)     Successivamente la Commissione
ha verificato se queste vendite si potevano considerare effettuate nell'ambito
di normali operazioni commerciali ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 4, del
regolamento di base. A tal fine la Commissione ha determinato la proporzione di
vendite remunerative a clienti indipendenti. Le vendite sono state considerate
remunerative se il prezzo unitario era uguale o superiore al costo di
produzione. è stato quindi
calcolato il costo di produzione del produttore brasiliano che ha collaborato.
(64)     Tale esame ha dimostrato che
per tutti i tipi di prodotto più dell'80% del volume delle vendite sul mercato
interno era superiore ai costi e che la media ponderata dei prezzi di vendita
di tutte le tipologie era pari, o superiore, al costo unitario di produzione. 
(65)     Di conseguenza, il valore
normale, per tipo di prodotto, è stato calcolato come la media ponderata dei
prezzi effettivi di tutte le vendite sul mercato interno, a prescindere dal
fatto che tali vendite fossero o no remunerative. Ne consegue che,
contrariamente a quanto indicato al considerando 94 del regolamento
provvisorio, non è stato calcolato nessun valore normale costruito per le
vendite non remunerative. 
3.4.3.     Prezzo all'esportazione 
(66)     In assenza di osservazioni sui
prezzi all'esportazione, il considerando 95 del regolamento provvisorio è
confermato.
3.4.4.     Confronto 
(67)     Dopo la comunicazione delle informazioni provvisorie, diverse
parti interessate hanno sostenuto che, in generale, la metodologia utilizzata
per il confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione era viziata
perché non metteva a confronto prodotti simili e che la base su cui sono stati
effettuati gli adeguamenti non era stata sufficientemente spiegata. In
particolare, un produttore esportatore ha sostenuto che, per i prodotti in
grès, che non sono prodotti e venduti dal produttore di riferimento, la
Commissione avrebbe dovuto effettuare il confronto tra il prezzo
all'esportazione e il prezzo sul mercato interno della terracotta, debitamente
adeguati, anziché costruire un valore normale. Inoltre, alcuni produttori
esportatori hanno sostenuto che, per diversi altri tipi di prodotti fabbricati
e venduti dai produttori esportatori, il confronto tra il prezzo
all'esportazione e un prezzo medio al chilogrammo di un prodotto generico
venduto in Brasile scelto esclusivamente in base al tipo di ceramica utilizzata
aveva portato inevitabilmente a un confronto tra prodotti non simili e, di
conseguenza, a un risultato viziato. Inoltre, un produttore esportatore ha
sostenuto che l'adeguamento relativo al marchio a norma dell'articolo 2,
paragrafo 10, lettera k), era stato sottostimato, mentre un altro produttore
esportatore ha sostenuto che il livello di tale adeguamento non era basato su
dati affidabili o documentati e pertanto non giustificato. Lo stesso produttore
esportatore ha inoltre affermato che i suoi prezzi all'esportazione dovevano
essere adeguati per tener conto delle differenze nei quantitativi venduti a
differenti stadi commerciali. Infine, alcune parti interessate hanno sostenuto
che la metodologia utilizzata per gli adeguamenti relativi alle differenze
nelle caratteristiche fisiche non era fondata e che non era chiaro su quali
dati tali adeguamenti fossero stati operati. 
(68)     In considerazione delle
osservazioni ricevute la metodologia utilizzata per il confronto dei prezzi e
per gli adeguamenti ai fini della comparabilità dei prezzi, a norma
dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base, è stata rivista. In
particolare, per i prodotti che nella fase provvisoria sono stati confrontati
sulla base del prezzo medio al chilogrammo per un prodotto generico scelto
unicamente in base al materiale ceramico usato, il confronto è stato effettuato
con il prodotto più somigliante (cfr. il considerando 77), il che ha permesso
un più accurato confronto tra i prezzi.
(69)     Il valore normale e il prezzo
all'esportazione sono stati confrontati allo stadio franco fabbrica. I margini
di dumping sono stati calcolati mediante il confronto tra i singoli prezzi
franco fabbrica applicati dagli esportatori inclusi nel campione e i prezzi di
vendita sul mercato interno del produttore di riferimento del prodotto simile.
Alcune operazioni di esportazione riguardavano, tuttavia, prodotti atipici, quali
portatovaglioli, portacoltelli o poggiateiere, per i quali non è stato
possibile garantire un confronto equo. Considerando inoltre che tali
transazioni rappresentavano nel complesso meno dello 0,5% del totale ed erano
pertanto trascurabili esse sono state escluse. 
(70)     Al fine di garantire un
confronto equo tra il valore normale e il prezzo all'esportazione sono stati
effettuati adeguamenti per tenere debitamente conto delle differenze che
influenzano i prezzi e la loro comparabilità, conformemente all'articolo 2,
paragrafo 10, del regolamento di base. Gli adeguamenti sono stati
effettuati, ove necessario, in relazione alle differenti caratteristiche
fisiche, allo stadio commerciale e ad altri fattori che influiscono sulla
comparabilità dei prezzi, in particolare il marchio. 
(71)     In primo luogo si è verificato
se fosse giustificato un adeguamento ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10,
lettera a), del regolamento di base, per le differenze inerenti alle
caratteristiche fisiche. 
(72)     Nei casi in cui il valore normale è stato determinato in base
al prodotto più somigliante (cfr. il considerando 68), si è applicato un
adeguamento per le differenze inerenti alle caratteristiche fisiche, al fine di
garantire un'equa comparabilità dei prezzi tra i prodotti simili. 
(73)     Per quanto riguarda i prodotti
in grès, il prezzo all'esportazione è stato confrontato con il prezzo di
vendita sul mercato interno del prodotto più somigliante fabbricato e venduto
nel paese di riferimento, cioè il prezzo di vendita dei prodotti in terracotta
invece che in grès ma identici sotto ogni altro aspetto, adeguato di un 5% al
rialzo per tener conto della differenza di prezzo tra terracotta e grès. 
(74)     Un produttore esportatore ha
sostenuto che sia i costi di produzione che il prezzo di vendita al dettaglio
dei prodotti in terracotta sono superiori a quelli dei prodotti in grès. Di
conseguenza, il prezzo all'esportazione dei prodotti in grès avrebbe dovuto
essere adeguato al ribasso piuttosto che al rialzo. A sostegno di tale argomentazione
il produttore esportatore presenta essenzialmente le proprie stime dei costi di
produzione di terracotta e grès, rispettivamente, e un estratto di un listino
prezzi che indica i prezzi al dettaglio dei prodotti in terracotta e grès. 
(75)     Queste informazioni,
comunicate in una fase molto avanzata della procedura, e solo dopo la
comunicazione delle informazioni definitive, sono in totale contrasto con le
informazioni che sono state fornite alla Commissione durante l'inchiesta da
altre parti interessate, ad esempio il denunziante, l'industria dell'Unione e
il produttore del paese di riferimento. Tutte queste parti hanno indicato che i
prodotti in grès sono di qualità superiore, vale a dire più durevoli, dei
prodotti in terracotta e che sono più costosi da fabbricare poiché il grès è
fondamentalmente argilla cotta ad alte temperature e la terracotta argilla
cotta a basse temperature. Di conseguenza, il grès può generalmente essere
venduto a un prezzo più elevato. Tale informazione è ulteriormente confermata
da dati di mercato pubblicamente disponibili. 
(76)     Va inoltre rilevato che il
produttore esportatore in questione non produce terracotta e di conseguenza ha
solo fornito una stima dei costi di produzione della stessa. Inoltre, il
listino prezzi presentato non dimostra indiscutibilmente che i prodotti in
terracotta sono generalmente più costosi dei prodotti in grès. Pertanto, le
prove fornite non sono tali da dimostrare che l'adeguamento effettuato ai fini
di un confronto equo tra il valore normale e il prezzo all'esportazione dei
prodotti in grès non è corretto, e l'obiezione è pertanto respinta. 
(77)     Per
gli altri tipi di prodotto per i quali il confronto nella fase provvisoria era
basato soltanto sul prezzo medio al chilogrammo e sul materiale ceramico
utilizzato, la Commissione ha quindi esaminato i tipi di prodotto interessati e
ha messo a confronto il prezzo all'esportazione con il prezzo del tipo di
prodotto più somigliante fabbricato e venduto nel paese di riferimento. Se i
prodotti erano diversi solo per una caratteristica fisica secondaria, ad
esempio il tipo di smaltatura o di decorazione, mentre tutte le altre
caratteristiche di base del tipo di prodotto erano identiche, il prezzo di
vendita del tipo di prodotto più somigliante è stato adeguato in base
all'effettiva differenza di prezzo dovuta alla diversa caratteristica fisica.
Per altri tipi di prodotto, nei quali le differenze riguardavano più di una
caratteristica fisica, il prezzo all'esportazione è stato confrontato con i
prezzi medi alla vendita del prodotto più somigliante. Per questi tipi di
prodotto, il prodotto più somigliante aveva in comune varie o tutte le seguenti
caratteristiche tipiche di base: materiale ceramico, tipo di articolo, forma di
base, decorazione e smaltatura. 
(78)     Due produttori esportatori
inclusi nel campione hanno sostenuto che, analogamente agli adeguamenti operati
nei casi in cui una sola caratteristica fisica secondaria era diversa, era
necessario un adeguamento anche nel caso in cui la differenza con il prodotto
più somigliante riguardasse più di una caratteristica fisica. 
(79)     Si ricorda che nei casi in cui
differiva una sola caratteristica fisica secondaria il prezzo del prodotto più
somigliante è stato adeguato per tener conto dell'effettiva differenza di prezzo
dovuta alla differenza in questione mentre nel caso in cui la differenza
riguardasse più di una caratteristica fisica il confronto è stato effettuato
sulla base del prezzo di vendita medio del prodotto con caratteristiche fisiche
identiche. Pertanto, in quest'ultimo caso, nessun adeguamento dei prezzi era
richiesto per qualsiasi differenza fisica tra i prodotti simili poiché tali
prodotti presentano le stesse caratteristiche fisiche di base. Di conseguenza,
l'argomentazione non è accolta.
(80)     Uno dei produttori esportatori
di cui sopra anche ha chiesto l'applicazione di ulteriori adeguamenti per le
differenze nelle caratteristiche fisiche con riguardo al peso e alla bianchezza
del prodotto in esame. Il produttore ha dichiarato di utilizzare materie prime
di scarsa qualità e che, di conseguenza, il costo e il prezzo dei suoi prodotti
sono meno elevati di quelli del prodotto simile fabbricato nel paese di
riferimento. Il suo prezzo all'esportazione avrebbe dovuto dunque essere
modificato di un importo ragionevole. A tale proposito si ricorda innanzitutto
che alla società non è stato accordato lo status di società operante in
condizioni di economia di mercato e che pertanto i suoi costi di produzione non
sono stati verificati. Inoltre, l'affermazione che i suoi prodotti sono più
pesanti del 5% circa rispetto ai prodotti standard non è stata accompagnata da
documentazione a sostegno o documentazione verificabile e pertanto risulta non
documentata. Per quanto riguarda la bianchezza, poiché tale produttore esportatore
ha ammesso nelle sue osservazioni che i suoi prodotti sono di bianchezza
normale, egli non è riuscito a spiegare i motivi che giustificherebbero un
adeguamento a tale riguardo. Tali argomentazioni sono state pertanto respinte.
(81)     Un altro produttore
esportatore ha sostenuto che la Commissione non era riuscita a confrontare
alcune delle sue vendite all'esportazione con il valore normale del prodotto
più somigliante adeguato. Tali esportazioni riguardavano vendite di prodotti
decorati tramite un operatore commerciale indipendente che avrebbe fornito la
decorazione (decalcomania) gratuitamente. Di conseguenza, il prezzo
all'esportazione non includeva il costo della decorazione e doveva quindi
essere confrontato con il valore normale determinato per i prodotti non
decorati o, in alternativa, con il valore normale medio dei prodotti decorati e
non decorati.
(82)     Si ricorda che i costi di
produzione non sono un fattore pertinente per la comparabilità dei prezzi, che
si basa unicamente su un confronto tra il valore normale e il prezzo
all'esportazione di prodotti simili. Inoltre, dalle informazioni fornite si
evince chiaramente che i prodotti esportati in questione erano in effetti
decorati anche se il produttore esportatore, secondo quanto asserito, non sosteneva
interamente i costi connessi con il valore aggiunto attribuibile alla
decorazione. Tuttavia, questo non è un fattore che possa giustificare un
adeguamento del prezzo per differenze nelle caratteristiche fisiche rispetto al
prodotto simile nel paese di riferimento. In ogni caso, tenuto conto della fase
avanzata del procedimento in cui la richiesta è stata presentata, non è stato
possibile verificare le informazioni presentate a sostegno. Di conseguenza,
l'argomentazione è respinta.
(83)     Tenuto conto della grande
varietà di possibili combinazioni di servizi da tavola e da cucina in ceramica
fabbricati e venduti nella RPC e in Brasile è stato ritenuto necessario, ai
fini di un'equa comparabilità dei prezzi, raggruppare insieme servizi diversi
in base al numero e al tipo di elementi combinati in un servizio. Il prezzo di
vendita medio sul mercato interno del paese di riferimento per i diversi
servizi così raggruppati è stato confrontato con il prezzo all'esportazione dei
servizi che rientrano nello stesso gruppo.
(84)     Un produttore esportatore ha
sostenuto che, data l'ampia varietà di possibili combinazioni di prodotti che
costituiscono un servizio, il metodo del raggruppamento non consente un equo
confronto dei prezzi, perché non tiene conto delle caratteristiche di ciascun
pezzo che costituisce il servizio. Il produttore esportatore ha sostenuto
dunque che i servizi devono essere esclusi dal calcolo del margine di dumping. 
(85)     Si ricorda che il calcolo del
dumping per i servizi si basa su un confronto dei prezzi medi al chilogrammo e
non su un confronto pezzo per pezzo. Non è quindi necessario stabilire l'esatta
combinazione dei diversi pezzi in ciascun servizio perché il confronto dei
prezzi relativo all'intero servizio sia equo. Il metodo del raggruppamento
utilizzato tiene conto delle caratteristiche di base dei diversi servizi nella
misura in cui essi sono identificati come, ad esempio, servizi da tè e/o da
caffè o altri servizi, nonché del numero di pezzi combinati. In tali
circostanze, si ritiene che sia stato effettuato un confronto equo ai sensi
dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base per quanto riguarda i
servizi. Ne consegue che tale argomentazione non può essere accolta. 
(86)     Inoltre,
come già menzionato al considerando 99 del regolamento provvisorio, l'inchiesta
ha riscontrato che i produttori esportatori cinesi generalmente classificano il
loro prodotto in categorie diverse (fino a cinque) che vanno da A ad E, con
notevoli differenze di prezzo. La grande maggioranza delle esportazioni
nell'Unione è rappresentata comunque dalle categorie A, B e C o da una
combinazione delle tre. La classificazione tuttavia non è universale né basata
su alcuno standard comune al settore ma è specifica della singola società e
consente una differenziazione dei prezzi. D'altro canto il produttore del paese
di riferimento vende soltanto l'equivalente della categoria A sul mercato
interno brasiliano, con conseguenti e accertati effetti sulla comparabilità dei
prezzi. Di conseguenza, il prezzo all'esportazione è stato corretto al rialzo
per raggiungere il livello della categoria A cinese, al fine di garantire la
comparabilità con il prodotto venduto dal produttore di riferimento nel mercato
brasiliano. Il livello di tale adeguamento è stato fissato individualmente per
ciascuna delle società incluse nel campione, se del caso e sulla base delle
differenze di prezzo effettive e verificate tra le diverse categorie. 
(87)     In seguito alla comunicazione
delle informazioni definitive un produttore esportatore incluso nel campione si
è manifestato e ha affermato che alcune delle sue vendite all'esportazione,
realizzate attraverso un operatore commerciale indipendente, consistevano di
una combinazione di categoria A e B e dovevano pertanto essere adeguate al
livello dei prezzi dalla categoria A. Egli ha affermato che la differenza di
prezzo era pari al 25% e ha fornito le copie delle fatture e quotazioni dei
prezzi a sostegno della sua richiesta. 
(88)     Tuttavia, queste informazioni
non sono state fornite nel corso dell'inchiesta, comprese le visite di
verifica, né dopo la comunicazione delle informazioni provvisorie della
Commissione. Al contrario, per tutta la durata dell'inchiesta tale produttore
ha comunicato di aver esportato soltanto i prodotti di categoria A. Malgrado le
richieste in tal senso nel questionario, non è stato fornito nessun listino dei
prezzi completo, per quantificare la presunta differenza di prezzo tra
categorie, ma solo un numero limitato di quotazioni dei prezzi. In tali
circostanze, e in considerazione della fase molto avanzata del procedimento in
cui l'informazione è stata presentata, la sua affidabilità è discutibile e non
può in ogni caso essere verificata. Di conseguenza, l'argomentazione è
respinta.
(89)     In secondo luogo, come
indicato al considerando 98 del regolamento provvisorio, si è verificato se un
adeguamento relativo allo stadio commerciale a norma dell'articolo 2, paragrafo
10, lettera d), del regolamento di base, fosse giustificato. Si è accertato che
il prezzo all'esportazione è a uno stadio commerciale diverso rispetto a quello
del valore normale perché le esportazioni cinesi erano essenzialmente a livello
di commercio all'ingrosso mentre le vendite nel paese di riferimento
riguardavano anche l'attività al dettaglio. L'inchiesta inoltre ha stabilito
che in entrambi i mercati i diversi canali di distribuzione hanno influito sul
livello dei prezzi, ripercuotendosi sull'equa comparabilità dei prezzi tra
prezzo all'esportazione e valore normale. Di conseguenza, ai fini di un equo confronto
tra il prezzo all'esportazione e il valore normale, quest'ultimo è stato
stabilito per ciascun tipo di prodotto e adeguato per ciascuno stadio
commerciale utilizzando le differenze di prezzo tra i diversi stadi commerciali
nel paese di riferimento. Si ricorda che, ove opportuno, nel regolamento
provvisorio è stato effettuato un ulteriore adeguamento allo stadio commerciale
sulla base delle differenze di prezzo riscontrate per i quantitativi venduti
nell'ambito dello stesso stadio commerciale (considerando 98 del regolamento
provvisorio). Questo ulteriore adeguamento è stato giudicato motivato poiché
l'inchiesta, nella fase provvisoria, ha rilevato che, mentre la maggior parte
delle esportazioni cinesi sono avvenute in grandi quantitativi, la maggior parte
delle vendite sul mercato interno erano state effettuate in quantità minori con
conseguenti differenze di prezzo allo stesso stadio commerciale. Tuttavia,
ulteriori indagini e un'analisi più dettagliata delle operazioni di vendita sul
mercato interno del paese di riferimento hanno dimostrato, contrariamente a
quanto affermato nelle conclusioni provvisorie, che il rapporto tra
quantitativi piccoli e grandi venduti dal produttore di riferimento è simile a
quello dei produttori esportatori cinesi. Di conseguenza, tale adeguamento non
è più ritenuto opportuno o giustificato. 
(90)     In terzo luogo, come indicato al
considerando 100 del regolamento provvisorio, l'inchiesta ha accertato che il
produttore brasiliano vende unicamente prodotti di marca sul mercato brasiliano
mentre i produttori esportatori cinesi non esportano prodotti di marca ma
prodotti cosiddetti "con marchio proprio" o oggetti generici per il
servizio da tavola e da cucina in ceramica. I consumatori solitamente
percepiscono i prodotti di marca come prodotti di un certo prestigio, che
garantiscono qualità e design e per i quali sono quindi previsti prezzi più
alti, laddove i prodotti generici e/o con marchio proprio, pur avendo le stesse
caratteristiche fisiche e tecniche, vengono solitamente venduti a prezzi
considerevolmente più bassi. Anche se il valore aggiunto del marchio non è
esattamente quantificabile in astratto, perché varia da marchio a marchio e
dipende da molti fattori diversi, quali la percezione da parte dei consumatori,
il riconoscimento del marchio e altri fattori non quantificabili, il produttore
brasiliano, in questo particolare caso, ha confermato che i suoi prodotti di
marca possono essere venduti a prezzi notevolmente superiori sul mercato
brasiliano rispetto ad altri prodotti non di marca. Inoltre, una relazione
concernente il mercato brasiliano degli oggetti per il servizio da tavola e da
cucina ha confermato che i clienti brasiliani sono estremamente sensibili al
marchio e che il produttore brasiliano del paese di riferimento è affermato e
molto noto. Di conseguenza è stato applicato al valore normale un adeguamento
al ribasso del 40% del prezzo di vendita sul mercato interno in conformità
all'articolo 2, paragrafo 10, lettera k), del regolamento di base. 
(91)     Per quanto riguarda il
suddetto adeguamento si ricorda che due produttori esportatori hanno messo in
dubbio sia la base sulla quale l'adeguamento è stato effettuato che il livello
di adeguamento (cfr. considerando 67). È tuttavia indubbio che un prodotto di
marca abbia di un prezzo di vendita più elevato rispetto a un prodotto identico
non di marca e che ciò incida sulla comparabilità dei prezzi. Inoltre, oltre
alle informazioni fornite dal produttore del paese di riferimento, i dati sui
prezzi reali e verificati forniti da un produttore in Thailandia, nonché le
informazioni ricevute da un produttore dell'Unione dopo la comunicazione delle
informazioni provvisorie, hanno confermato che il livello di adeguamento è
appropriato. In particolare, la situazione di mercato in Thailandia è risultata
comparabile a quella del mercato brasiliano perché anche in Thailandia esiste
solo un numero ristretto di marchi ben noti e consolidati. Pertanto, tali
argomentazioni non possono essere accolte. 
(92)     In seguito alla comunicazione
delle informazioni definitive nessun produttore esportatore ha continuato a
opporsi a tale adeguamento mentre l'associazione dei denunzianti ha affermato
che l'adeguamento collegato al marchio è troppo elevato, in particolare per
quanto attiene i prodotti non in porcellana. A sostegno di tale argomentazione
il denunziante ha fatto riferimento ai listini prezzi e alle informazioni
fornite da alcuni produttori dell'Unione.
(93)     Sebbene le informazioni fornite confermino la conclusione
della Commissione che il valore aggiunto di un marchio su un dato mercato è
specifico per ciascuna società e per ciascun marchio, esse non possono invece
rimettere in questione il livello di adeguamento calcolato per i prodotti di
marca venduti dal produttore di riferimento nel mercato interno brasiliano
perché relative al solo il mercato dell'Unione. In considerazione del numero
elevato di produttori dell'Unione, della diversità del mercato dell'Unione con
le sue differenze regionali, anche per quanto riguarda la sensibilità al marchio,
e dell'elevata quota di mercato delle importazioni cinesi, la situazione del
mercato dell'Unione è infatti notevolmente diversa da quella brasiliana. Di
conseguenza, e alla luce delle considerazioni di cui ai precedenti considerando
90 e 91, tale argomentazione non può essere accolta.
(94)     Come descritto al considerando
101 del regolamento provvisorio, sono stati effettuati altri adeguamenti, ove
opportuno, per le spese di trasporto, assicurazione, movimentazione e costi
accessori, imballaggio, spese di credito e bancarie e commissioni ogniqualvolta
è stato dimostrato che incidevano sulla comparabilità dei prezzi.
3.5.        Margini di dumping
(95)     In assenza di osservazioni, si
conferma la metodologia utilizzata per calcolare i margini di dumping, quale
descritta ai considerando da 102 a 105 del regolamento provvisorio. 
(96)     Dopo la comunicazione delle
informazioni provvisorie, la Commissione è stata informata del fatto che alcune
società commerciali, che non producono il prodotto in esame, erano state erroneamente
indicate nell'allegato I del regolamento provvisorio e pertanto erano soggette
al dazio antidumping stabilito per i produttori esportatori che hanno
collaborato. La Commissione ha informato le suddette società della sua
intenzione di eliminare i loro nominativi dall'allegato I, dando loro la
possibilità di presentare osservazioni. Dopo l'esame delle osservazioni
ricevute, la Commissione ha depennato diverse società commerciali dall'allegato
1. Ove opportuno, esse sono state sostituite dai produttori esportatori
collegati che hanno collaborato.
(97)     Tenuto conto degli adeguamenti
operati sul valore normale e sul prezzo all'esportazione di cui ai considerando
da 67 a 94 e in assenza di ulteriori osservazioni al riguardo, i margini di
dumping definitivi, espressi in percentuale del prezzo CIF frontiera
dell'Unione, dazio non pagato, sono i seguenti: 
             Società || Dazio 
 Hunan Hualian China Industry Co., Ltd; Hunan Hualian Ebillion Industry Co., Ltd; Hunan Liling Hongguanyao China Industry Co., Ltd; Hunan Hualian Yuxiang China Industry Co., Ltd || 18,3% 
 Guangxi Sanhuan Enterprise Group Holding Co., Ltd || 13,1% 
 CHL Porcelain Industries Ltd || 23,4% 
 Shandong Zibo Niceton-Marck Huaguang Ceramics Limited; Zibo Huatong Ceramics Co., Ltd; Shandong Silver Phoenix Co., Ltd; Niceton Ceramics (Linyi) Co., Ltd; Linyi Jingshi Ceramics Co., Ltd; Linyi Silver Phoenix Ceramics Co., Ltd; Linyi Chunguang Ceramics Co., Ltd: Linyi Zefeng Ceramics Co., Ltd || 17,6% 
 Guangxi Province Beiliu City Laotian Ceramics Co., Ltd || 22,9% 
 Produttori esportatori non inclusi nel campione che hanno collaborato || 17,9% 
 Tutte le altre società || 36,1% 
4.           PREGIUDIZIO
4.1.        Periodo in esame
(98)     Dopo la comunicazione delle
informazioni finali, numerose parti interessate hanno ribadito che il periodo
in esame doveva partire dal 2009 invece che dal 2008, perché, con l'inizio
della crisi economica nel 2008, l'andamento tra il 2009 e il 2011 sarebbe stato
chiaro. Per quanto riguarda questa argomentazione va ricordato che il 2009 non
è un anno di inizio più adeguato per il periodo in esame perché in tale anno
gli effetti della crisi economica sono stati molto evidenti, causando un
significativo calo dei consumi in rapporto al 2008. L'argomentazione viene
quindi respinta definitivamente. 
4.2.        Produzione dell'Unione e industria
dell'Unione
(99)     In una
comunicazione congiunta alcuni importatori hanno contestato il metodo di
calcolo della produzione dell'Unione di cui al considerando 108 del regolamento
provvisorio. Numerose parti interessate hanno reiterato queste osservazioni
dopo la comunicazione delle informazioni definitive. In particolare, esse hanno
sostenuto che i denunzianti non avevano la legittimazione ad agire durante
l'inchiesta perché le statistiche PRODCOM disponibili suggeriscono un livello
molto più elevato di produzione nell'UE del prodotto simile rispetto alla cifra
di 240 200 tonnellate citata al suddetto considerando, di conseguenza i
denunzianti rappresenterebbero meno del 25% della produzione dell'Unione del
prodotto simile. Tali parti hanno calcolato una produzione dell'Unione di 313
187 tonnellate durante il PI, ricavando tale cifra dai dati completi PRODCOM
per gli oggetti per il servizio da tavola e da cucina in ceramica di porcellana
e operando un adeguamento al ribasso del 20% per gli oggetti per il servizio da
tavola e da cucina in ceramica ma non in porcellana, in analogia alla
metodologia applicata dai denunzianti e dall'inchiesta per stabilire il volume
delle importazioni.
(100)   A tal proposito bisogna in
primo luogo notare che, nel quadro delle analisi previste in caso di denuncia
antidumping e a norma dell'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento di base, i
servizi della Commissione hanno svolto un approfondito esame della
rappresentatività prima dell'apertura. La Commissione ha esaminato i dati
presentati nella denuncia e ha preso contatto con tutti i produttori noti
dell'Unione e ha chiesto loro di fornire anche dati sulla produzione oltre alla
loro posizione per quanto concerne la denuncia, e di assistere la Commissione
nell'identificare altri potenziali produttori. Anche le associazioni di
produttori hanno fornito informazioni sulla produzione.
(101)   Per quanto riguarda tale
affermazione si osserva inoltre che la fonte dei dati e la metodologia
impiegate per ricavare la cifra relativa alla produzione dell'Unione per
ciascuno degli anni del periodo in esame sono state riportate anche al
considerando 107 del regolamento provvisorio e cioè che, in linea con quanto
già avvenuto in fase di denuncia, tale risultato è basato sui dati forniti
dalle associazioni nazionali ed europee, sottoposti a un controllo incrociato
con i dati forniti dai produttori individuali e anche con altre fonti
statistiche (in particolare PRODCOM). 
(102)   Come spiegato dai denunzianti durante l'inchiesta, i dati
forniti dall'associazione europea, per quanto riguarda i prodotti in
porcellana, sono basati sui dati PRODCOM relativi agli oggetti per il servizio
da tavola e da cucina in ceramica di porcellana, poiché il codice PRODCOM per
tali prodotti individua i prodotti in porcellana oggetto della presente
inchiesta. I dati PRODCOM non sono stati invece impiegati per i prodotti non in
porcellana perché il codice PRODCOM individua numerosi prodotti non in
porcellana diversi da quelli oggetto della presente inchiesta. Per tali prodotti
dunque le associazioni nazionali hanno raccolto i dati pertinenti in base alla
loro conoscenza approfondita dei rispettivi mercati, e queste informazioni sono
state sottoposte dall'associazione europea a un controllo incrociato prima di
essere messe a disposizione della Commissione. I dati sono stati aggiornati
durante l'inchiesta. Inoltre, il fascicolo non riservato conteneva un elenco di
tutti i produttori noti, e solo tre produttori romeni non compresi nell'elenco
sono stati portati all'attenzione della Commissione. Le disparità tra le
statistiche PRODCOM e la cifra di 240 200 deriva dal fatto che, per quanto
riguarda i prodotti non in porcellana, la gamma di prodotti oggetto della
presente inchiesta non corrisponde appieno alla gamma di prodotti individuata
dai codici statistici PRODCOM rispetto alla quale è molto più ristretta. Nel
caso delle statistiche Eurostat sulle importazioni, tale differenza può
effettivamente essere tenuta in conto operando un adeguamento al ribasso del
20%, che non risulta però adeguato nel caso dei dati sulla produzione dell'UE
riportati nel database PRODCOM. In particolare applicando tale metodologia ai
dati PRODCOM le cifre relative a due Stati membri risulterebbero di molto
sovrastimate. 
(103)   Pertanto, la metodologia usata
dalle parti interessate e riportata al precedente considerando 99 non è
corretta. Inoltre, non sono state fornite prove del fatto che i dati sulla
produzione trasmessi dagli Stati membri dell'UE, compresi i due Stati membri di
cui sopra, e riportati nel fascicolo non riservato siano sottostimati. Si fa
altresì osservare che per alcuni Stati membri i dati forniti dall'associazione
europea e utilizzati in questa inchiesta sono molto superiori a quelli che si
sarebbero ottenuti applicando ai dati PRODCOM l'adeguamento richiesto dalle
parti. In considerazione di quanto precede, non vi è motivo di dubitare dei
dati sulla produzione indicati nella presente inchiesta, né dei risultati
dell'esame della rappresentatività.
(104)   In assenza di ulteriori
osservazioni, si confermano i considerando 107 e 108 del regolamento
provvisorio.
4.3.        Consumo dell'Unione
(105)   In una comunicazione congiunta
alcuni importatori hanno contestato i dati relativi al consumo dell'UE che
figurano al considerando 110 del regolamento provvisorio. Tale argomentazione
si basa sull'uso improprio dei dati statistici PRODCOM relativi alla produzione
e alle vendite nell'Unione, come illustrato alla sezione 4.2, ed è pertanto
respinta.
(106)   Tuttavia,
un'ulteriore verifica delle statistiche Eurostat ha rivelato che tali
statistiche erano state riviste dopo l'istituzione delle misure provvisorie,
causando alcune modifiche di piccola entità. Pertanto, a fini di completezza,
sulla base delle statistiche aggiornate Eurostat sulle importazioni e delle
osservazioni circa delle vendite dell'industria dell'Unione sul mercato
dell'Unione, il consumo dell'Unione ha presentato il seguente andamento:
Tabella 1
 Volume (tonnellate) || 2008 || 2009 || 2010 || PI 
 Consumo dell'Unione || 826 897 || 687 587 || 750 828 || 727 411 
 Indice (2008=100) || 100 || 83 || 91 || 88 
(107)   In assenza di ulteriori
osservazioni, si confermano i considerando 109, 111 e 112 del regolamento
provvisorio.
4.4.        Importazioni dal paese
interessato
4.4.1.     Volume, prezzo e quota di
mercato delle importazioni oggetto di dumping dal paese interessato
(108)   In una comunicazione congiunta
alcuni importatori hanno contestato le cifre che figurano al considerando 113
del regolamento provvisorio. Tale argomentazione si basa sull'uso improprio dei
dati statistici PRODCOM ed è pertanto respinta. 
(109)   Sulla
base delle statistiche aggiornate Eurostat sulle importazioni (cfr. precedente
considerando 106), il volume, la quota di mercato e i prezzi medi
all'importazione del prodotto in esame sono stati i seguenti:
Tabella 2
 Importazioni dalla RPC || 2008 || 2009 || 2010 || PI 
 Volume delle importazioni (in tonnellate) || 535 593 || 449 325 || 516 624 || 486 170 
 Indice (2008=100) || 100 || 84 || 96 || 91 
 Quota di mercato || 64,8 % || 65,3 % || 68,8 % || 66,8% 
 Prezzi medi all'importazione (EUR/tonnellata) || 1 274 || 1 307 || 1 473 || 1 498 
 Indice (2008=100) || 100 || 103 || 116 || 118 
(110)   I volumi, i valori e le tendenze aggiornati sono quasi identici
a quelli analizzati nel regolamento provvisorio. La quota di mercato delle
importazioni dalla RPC, che era pari al 64,8% nel 2008, è passata al 66,8% nel PI.
Il prezzo all'importazione è aumentato quasi del 18% durante il periodo in
esame, passando da 1 274 EUR/tonnellata a
1 498 EUR/tonnellata. 
(111)   Una delle parti ha sostenuto la
completa assenza di correlazione tra i prezzi e i volumi delle importazioni
dalla RPC. A tale riguardo, conformemente all'articolo 3, paragrafo 3, del
regolamento di base, occorre esaminare se le importazioni oggetto di dumping
sono aumentate in misura significativa, tanto in termini assoluti quanto in
rapporto alla produzione o al consumo dell'Unione. Riguardo agli effetti delle
importazioni oggetto di dumping sui prezzi, occorre esaminare se le
importazioni oggetto di dumping sono state effettuate a prezzi sensibilmente
inferiori a quelli del prodotto simile dell'industria dell'Unione oppure se
tali importazioni hanno comunque l'effetto di deprimere notevolmente i prezzi o
di impedire in misura notevole aumenti che altrimenti sarebbero intervenuti.
Questi fattori, singolarmente o combinati, non costituiscono necessariamente una
base di giudizio determinante. 
(112)   In
questo contesto, va osservato quanto segue. In primo luogo, nel momento in cui
il consumo dell'Unione si è risollevato (2009-2010), vi è stato un notevole
aumento dei prezzi delle importazioni dalla Cina, il che sembrerebbe indicare
che esiste una correlazione. Ma ciò che più conta è che l'andamento dei prezzi
cinesi nel periodo in esame deve essere valutato nel contesto della notevole
differenza nei prezzi che esisteva già nel 2008 e che è illustrata dalla media
dei prezzi all'importazione cinesi (tabella 2) e dalla media dei prezzi di
vendita dell'UE (tabella 9) riportate nel regolamento provvisorio. Queste forti
differenze di prezzo sono confermate dagli alti livelli di sottoquotazione dei
prezzi durante il PI. L'aumento dei prezzi, di conseguenza, non ha impedito che
le importazioni cinesi conquistassero quote di mercato nel periodo in esame.
Effettivamente, tali importazioni hanno continuato ad esercitare una forte
pressione sui prezzi dell'industria dell'UE che sono diminuiti del 12% durante
il periodo in esame. Tale osservazione, pertanto, non può essere accolta. 
(113)   Per quanto riguarda le
osservazioni relative all'andamento dei prezzi all'importazione (al rialzo) e
al volume delle importazioni (al ribasso) dal 2008 al 2011 e al 2012 presentate
da un gruppo di produttori esportatori cinesi inclusi nel campione, la tendenza
osservata dell'aumento dei prezzi medi all'importazione non può inficiare le
conclusioni relative a pratiche di dumping pregiudizievoli durante il periodo
dell'inchiesta. Per quanto riguarda l'evoluzione del volume delle importazioni
dalla RPC, e come già sottolineato al considerando 114 del regolamento
provvisorio e al considerando 109 del presente regolamento, l'indicatore
relativo alla quota di mercato mostra un aumento della quota di mercato delle
importazioni cinesi di 2 punti percentuali. Inoltre, come spiegato in dettaglio
ai considerando 116 e 117 del regolamento provvisorio e al considerando 111 del
presente regolamento, vi è stata un'importante sottoquotazione dei prezzi da
parte delle importazioni cinesi.
4.4.2.     Sottoquotazione dei prezzi
(114)   Dopo la
comunicazione delle informazioni provvisorie, numerose parti interessate hanno
chiesto maggiori dettagli sul calcolo della sottoquotazione dei prezzi oltre a
quelli già forniti al considerando 116 del regolamento provvisorio. Tali
informazioni aggiuntive sono state fornite nella misura consentita dalla natura
sensibile delle informazioni e dall'anonimato garantito ai produttori dell'UE.
(115)   Per analogia alla decisione di
escludere dall'elenco delle esportazioni alcuni prodotti "atipici" ai
fini del calcolo del dumping (cfr. considerando 69) presa dopo l'adozione delle
misure provvisorie, tali prodotti sono stati esclusi anche dall'elenco delle
esportazioni utilizzato per calcolare il pregiudizio. Tale cambiamento ha avuto
solo effetti minimi sui margini di sottoquotazione, che sono rimasti pertanto
simili a quelli di cui al considerando 117 del regolamento provvisorio.
(116)   In assenza di ulteriori
osservazioni si confermano i considerando da 113 a 117 del regolamento
provvisorio.
4.5.        Situazione dell'industria
dell'Unione
4.5.1.     Aspetti generali
(117)   Numerose parti hanno sostenuto
che il fatto che vari fattori di pregiudizio sono migliorati tra il 2009 e il
2010 e il PI dimostra che l'andamento dell'industria dell'Unione è positivo.
Tuttavia, va osservato che questa analisi è incompleta e che ignora
l'evoluzione dei fattori durante l'intero periodo in esame. A tale riguardo
vanno altresì prese in considerazione le spiegazioni fornite al considerando 23
del regolamento provvisorio. 
(118)   Su richiesta di una parte
interessata, si conferma che gli indicatori macroeconomici sono stati valutati
a livello dell'intera industria dell'Unione, mentre quelli microeconomici sono
stati analizzati al livello dei produttori dell'Unione inclusi nel campione,
del quale facevano parte anche società che non hanno presentato denuncia.
(119)   La CCCLA ha sostenuto che gli
indicatori micro e macroeconomici esaminati nel regolamento provvisorio non
erano rappresentativi perché i dati relativi alla produzione totale dell'Unione
utilizzati nell'inchiesta erano stati sottostimati. Tuttavia, alla luce
dell'analisi e delle considerazioni di cui alla precedente sezione 4.2, tale
argomentazione è respinta.
(120)   In assenza di ulteriori
osservazioni, si confermano i considerando da 118 a 121 del regolamento
provvisorio.
4.5.2.     Indicatori macroeconomici
4.5.2.1.  Produzione, capacità produttiva
e utilizzo degli impianti
(121)   Come menzionato alla precedente
sezione 4.1, numerosi importatori hanno contestato i dati relativi alla
produzione di cui al considerando 122 del regolamento provvisorio. Tali cifre
tuttavia sono state verificate e sono confermate.
(122)   In assenza di ulteriori
osservazioni si confermano i considerando da 122 a 124 del regolamento
provvisorio.
4.5.2.2.  Volumi delle vendite e quota di
mercato
(123)   L'aggiornamento della tabella 2
non ha alcun impatto sulle tabelle 4 e 5 del regolamento provvisorio.
(124)   In assenza di osservazioni
relative al volume delle vendite e alla quota di mercato, si confermano i
considerando 125 e 126 del regolamento provvisorio.
4.5.2.3.  Occupazione e produttività
(125)   In una comunicazione congiunta
alcuni importatori hanno contestato i dati relativi a occupazione e
produttività riportati ai considerando 127 e 128 del regolamento provvisorio,
sostenendo che tali dati non sono in linea con il quadro illustrato da alcune
statistiche Eurostat[8].

(126)   Tuttavia, le cifre relative a
entrambi gli indicatori sono state verificate e ritenute esatte. Le cifre
presentate dalle parti erano troppo generali e non collegate alla produzione
del prodotto simile. In assenza di altre osservazioni relative a occupazione e
produttività, si confermano i considerando 127 e 128 del regolamento
provvisorio.
4.5.2.4.  Entità del margine di dumping
(127)   In assenza di osservazioni
riguardanti l'entità del margine di dumping, si conferma il considerando 129
del regolamento provvisorio.
4.5.3.     Indicatori microeconomici
4.5.3.1.  Scorte
(128)   In una comunicazione congiunta
alcuni importatori hanno contestato le cifre relative alle scorte di cui al
considerando 130 del regolamento provvisorio e la loro pertinenza rispetto ai
dati pubblici relativi ad alcuni produttori dell'Unione. Inoltre, essi hanno
contestato l'affermazione secondo cui l'industria dell'Unione lavora
principalmente su ordinazione. 
(129)   Per quanto riguarda il lavoro
su ordinazione, l'inchiesta ha confermato che questa è la modalità adottata dai
produttori dell'Unione inclusi nel campione e che è una normale prassi del
settore. Inoltre, i dati relativi alle scorte riportati nel regolamento
provvisorio erano relativi a quantità verificate riferite dai produttori
dell'Unione inclusi nel campione e pertanto considerati i dati più affidabili.
(130)   Dopo la comunicazione delle
informazioni definitive tali osservazioni sono state reiterate, ma senza
aggiungere nuove argomentazioni. In assenza di ulteriori osservazioni
riguardanti le scorte, si conferma il considerando 130 del regolamento
provvisorio.
4.5.3.2.  Prezzi di vendita
(131)   In assenza di osservazioni
riguardo ai dati relativi ai prezzi di vendita riportati nel regolamento
provvisorio, il considerando 131 del regolamento provvisorio è confermato.
4.5.3.3.  Redditività, flussi di cassa,
investimenti, utile sul capitale investito, capacità di reperire capitali,
salari
(132)   Dopo la
comunicazione è stato riscontrato un errore materiale nel calcolo della
redditività netta dell'industria dell'Unione e dell'utile sul capitale
investito. Tale errore è stato corretto e i dati riveduti sono i seguenti:
Tabella 3
   || 2008 || 2009 || 2010 || PI 
 Redditività netta delle vendite dell'Unione ad acquirenti indipendenti (in % del fatturato delle vendite nette) || 3,8% || 2,8% || -0,5% || 3,2% 
 Indice (2008=100) || 100 || 74 || -13 || 84 
 Utile sul capitale investito (utile netto in % del valore contabile netto degli investimenti) || 16,4% || 6,3% || -6,8% || 20,5% 
 Indice (2008=100) || 100 || 38 || -41 || 125 
(133)   La correzione di cui sopra non
influisce materialmente sulle conclusioni provvisorie relative a questi due
indicatori. Tuttavia, il livello di profitto medio ponderato dei produttori
inclusi nel campione è stato, nel periodo in esame, leggermente inferiore a
quanto provvisoriamente stabilito, poiché è sceso dal 3,8% al 3,2% (anziché dal
4,2% al 3,5%). L'utile sul capitale investito ha seguito in gran parte la
tendenza rilevata per l'utile ma, come sottolineato anche da numerose parti
interessate dopo la comunicazione delle informazioni definitive, nel periodo in
esame ha avuto nel complesso un'evoluzione positiva invece che negativa. 
(134)   Una parte interessata ha messo
in discussione che la situazione dell'industria dell'Unione all'inizio del
periodo in esame fosse vulnerabile, come descritto al considerando 134 del
regolamento provvisorio. Tale parte ha sostenuto che va considerato solo il
pregiudizio causato dal dumping e che il dumping è stato riscontrato solo nel
2011 e non in altri periodi. Tuttavia, il riferimento alla situazione
dell'industria dell'Unione in tale considerando è stato fatto soltanto per
valutare se gli utili realizzati all'inizio del periodo in esame
corrispondessero agli utili che l'industria dovrebbe normalmente conseguire – quod
non.
(135)   Diverse
parti interessate hanno contestato il parametro relativo al livello di utili di
cui al considerando 135 del regolamento provvisorio e/o hanno proposto altri
parametri di riferimento (inferiori).
(136)   Un gruppo di produttori esportatori cinesi ha affermato che la
redditività durante il PI era buona. Quest'affermazione non è stata però
documentata. Anche un'altra parte ha affermato che i livelli di utili indicati
nel regolamento provvisorio possono essere considerati normali sulla base dei
dati pubblici relativi agli utili di un produttore tedesco tra il 1999 e il
2007. Un'ulteriore parte interessata ha affermato che il livello di utili nel
PI indicato nel regolamento provvisorio può essere considerato
"normale" in base alle conclusioni di uno studio della Commissione[9] che includeva i dati relativi agli utili di un produttore tedesco tra
il 2004 e il 2007. Dopo la comunicazione delle informazioni definitive sono
state ricevute osservazioni analoghe.
(137)   A questo proposito, si rammenta
che il regolamento provvisorio ha concluso che gli utili realizzati all'inizio
del periodo in esame non possono essere considerati utili normali perché
l'industria dell'Unione era già in una situazione vulnerabile, come indicato al
considerando 134 del regolamento provvisorio. Inoltre, si è riscontrato che i
dati pubblici relativi agli utili realizzati nel periodo 1999-2007 da un
produttore tedesco citati sopra non riguardavano soltanto l'attività di
produzione di oggetti per il servizio da tavola e da cucina in ceramica ma
anche altri importanti segmenti. Per quanto riguarda lo studio della
Commissione di cui al precedente considerando 136, alla luce dell'ambito di
applicazione, degli obiettivi e dell'epoca di tale studio, si è ritenuto che
non sia pertinente per la determinazione della redditività. Ad esempio, in
relazione al prodotto in esame, i dati si riferiscono agli utili di un'unica
società. Infine, tutte e tre le osservazioni di cui al considerando 136, che
sono in contraddizione con le osservazioni di cui al considerando 141, non sono
sufficientemente documentate. Si conferma pertanto che il margine di utile del
3,2% osservato durante il PI non è da considerare accettabile per questo
prodotto. 
(138)   Una parte interessata ha
affermato che dovevano essere utilizzati come parametro i livelli di utili del
settore della progettazione di interni, mobili e/o alimenti del settore svedese
di vendita al dettaglio . Tuttavia, tenuto conto, tra l'altro, della disparità
dei livelli di investimento per i settori della fabbricazione e della vendita
al dettaglio interessati, tale richiesta va respinta.
(139)   Dopo la comunicazione delle
informazioni finali, una parte ha osservato che non era appropriato ritenere
ragionevole ai fini della presente inchiesta un utile del 6 %, pari a
quello considerato ragionevole nell'inchiesta relativa alle calzature, dato che
tale margine era stato ritenuto appropriato nel 2006, quando le condizioni
economiche erano molto più favorevoli che nel 2013. Questo argomento non può
essere accettato. Innanzitutto, la parte ha fatto riferimento alle circostanze
economiche generali e non alla situazione specifica del mercato degli oggetti
per il servizio da tavola. È vero che il consumo è diminuito significativamente
nel 2009, ma ha poi recuperato in misura considerevole. Cosa ancora più
importante, l'andamento del consumo non dovrebbe essere considerato
isolatamente. In ragione del volume elevato delle importazioni oggetto di
dumping (quota di mercato del 66,8 %), del livello di dumping (margini di
dumping compresi tra il 13,1% e il 36,1%) e del livello della sottoquotazione
(dal 26,5% al 47,6%), la situazione della concorrenza sul mercato dell'Unione
sarebbe stata molto diversa se le importazioni non fossero state effettuate in
dumping. Tale argomentazione va pertanto respinta. 
(140)   Alcune altre parti hanno suggerito
di utilizzare il parametro di un'altra inchiesta antidumping, vale a dire
l'inchiesta riguardante le piastrelle di ceramica[10]. Dopo la comunicazione delle
informazioni definitive, sono state ricevute osservazioni analoghe. Tuttavia va
osservato che le piastrelle di ceramica, contrariamente alle calzature in cuoio
e agli oggetti per il servizio da tavola, non possono essere considerate un
prodotto di consumo nella stessa accezione. Ad esempio, la frequenza con la
quale le famiglie acquistano o sostituiscono gli oggetti per il servizio da
tavola e le modalità con cui questi ultimi sono commercializzati e venduti ai
consumatori sono più vicine a quelle delle calzature di cuoio che a quelle
delle piastrelle di ceramica. La richiesta di usare il margine di utile
applicato nell'inchiesta relativa alle piastrelle di ceramica è pertanto
respinta.
(141)   I denunzianti hanno dichiarato che il parametro relativo al
livello di utili dovrebbe essere invece superiore del 10% in quanto la
fabbricazione di oggetti per il servizio da tavola e da cucina è un'attività ad
uso intensivo di capitale, che richiede un grado elevato di nuovi investimenti
e di innovazione. Anche se è confermato che l'industria in questione è ad alta
intensità di capitale e che richiede continui investimenti, le informazioni
fornite a sostegno di questa argomentazione non sono state sufficienti a
determinare una modifica del parametro utilizzato provvisoriamente. L'inchiesta
non ha potuto concludere che tale parametro sarebbe il più appropriato per tutti
i produttori dell'Unione.
(142)   Un
gruppo di importatori ha contestato i dati sulla redditività del regolamento
provvisorio e, ricalcolando la redditività sulla base dei dati relativi al
costo di produzione, al prezzo di vendita nell'UE, ai volumi e ai prezzi di
vendita all'esportazione riportati nello stesso regolamento, è giunta alla
conclusione che l'industria dell'UE ha realizzato in realtà un utile del 6%
durante il PI. Tuttavia, questo calcolo non era corretto, perché combinava dati
provenienti da diverse fonti (i produttori dell'Unione inclusi nel campione,
l'industria dell'Unione nel suo complesso ed Eurostat).
(143)   In assenza di ulteriori
osservazioni pertinenti si confermano i considerando da 132 a 137 del
regolamento provvisorio.
4.5.3.4.  Costi di produzione
(144)   In una comunicazione congiunta,
diversi importatori hanno sostenuto che i dati relativi ai costi di produzione
riportati al considerando 138 del regolamento provvisorio non seguivano
l'evoluzione dei costi del lavoro e i costi energetici indicati da Eurostat. Le
parti hanno sottolineato che il costo del lavoro nella UE-27 è aumentato.
Parimenti, l'andamento del costo dell'energia nell'Unione non giustificherebbe
un calo del costo di produzione. 
(145)   A tale riguardo si fa notare che
i costi del lavoro e i costi energetici forniti dalle parti erano troppo
generici. Inoltre, il fatto che l'industria dell'Unione sia riuscita a ridurre
i costi di produzione durante un periodo in cui la tendenza generale è stata
opposta mostra lo sforzo straordinario compiuto dall'industria dell'Unione per
contenere i costi e rimanere competitiva.
(146)   I dati relativi ai costi di
produzione forniti nel regolamento provvisorio rappresentano i costi di
produzione verificati per i produttori dell'Unione inclusi nel campione. In
mancanza di ulteriori osservazioni, si conferma il considerando 138 del
regolamento provvisorio.
4.5.3.5.  Conclusioni relative al
pregiudizio
(147)   Diverse parti hanno contestato
le conclusioni del regolamento provvisorio relative al pregiudizio per il fatto
che numerosi indicatori di pregiudizio sono migliorati nell'ultima parte del
periodo in esame. Tuttavia, tale questione non può sminuire il fatto che la
maggior parte degli indicatori di pregiudizio si sono deteriorati durante periodo
in esame. Tale deterioramento è evidente per la maggior parte degli indicatori
macroeconomici, quali il volume di produzione, la capacità, il volume delle
vendite ad acquirenti indipendenti, l'occupazione, nonché per gli indicatori di
pregiudizio relativi ai risultati finanziari dell'industria dell'Unione, quali
la redditività e gli investimenti 
(148)   In assenza di altre
osservazioni, si confermano i considerando da 139 a 143 del regolamento
provvisorio.
5.           NESSO DI CAUSALITÀ
5.1.        Introduzione
(149)   In assenza di osservazioni
relative al considerando 144 del regolamento provvisorio, tale considerando è
confermato.
5.2.        Effetto delle importazioni
oggetto di dumping
(150)   Varie parti hanno contestato le
conclusioni di cui al considerando 148 del regolamento provvisorio. Tuttavia,
anche se alcune delle percentuali riportate ai considerando 145 e 147 del
regolamento provvisorio sono state leggermente riviste come spiegato sopra,
questo non modifica i fatti e le conclusioni di cui ai considerando da 145 a 148
del regolamento provvisorio.
(151)   In effetti, data l'evoluzione
della quota di mercato delle importazioni cinesi oggetto di dumping, è chiaro
che non vi è contraddizione tra il considerando 147 del regolamento provvisorio
- in particolare per quanto riguarda l'affermazione che la diminuzione dei
prezzi di vendita dell'industria dell'Unione sul mercato dell'Unione e la sua
redditività possono essere attribuite alla depressione dei prezzi causata sul
mercato dell'Unione dalle importazioni oggetto di dumping provenienti dalla
Cina – e l'evoluzione nella quota di mercato dell'industria dell'Unione, come
ha sostenuto una parte. 
(152)   Inoltre, il fatto che i prezzi
delle importazioni dalla RPC siano aumentati nel periodo in esame, come
sottolineato da più parti, non compromette la validità delle risultanze
relative alla sottoquotazione e al dumping pregiudizievole durante il PI.
(153)   In assenza di altre
osservazioni sugli effetti delle importazioni oggetto di dumping, si confermano
i considerando da 145 a 148 del regolamento provvisorio.
5.3.        Effetto di altri fattori
5.3.1.     Importazioni da paesi terzi
diversi da quello interessato
(154)   Come indicato al precedente
considerando 106, i dati di Eurostat relativi alle importazioni sono stati
aggiornati dopo l'istituzione delle misure provvisorie. Durante un controllo
incrociato tra i nuovi dati e quelli riportati nel regolamento provvisorio è
stato rilevato un errore materiale nel calcolo dei dati relativi alle
importazioni dalla Thailandia e dalla Turchia. L'errore è stato corretto e, di
conseguenza, i dati definitivi relativi alle importazioni del prodotto simile
provenienti da paesi terzi, sulla base dei dati Eurostat, sono i seguenti: 
Tabella 4
   || 2008 || 2009 || 2010 || PI 
 Volume delle importazioni da tutti gli altri paesi terzi (tonnellate) || 100 972 || 81 464 || 81 595 || 89 146 
 Indice (2008=100) || 100 || 81 || 81 || 88 
 Quota di mercato || 12,2% || 11,8% || 10,9% || 12,3% 
 Prezzi medi all'importazione (EUR/tonnellata) || 2 378 || 2 354 || 2 590 || 2 519 
 Indice (2008=100) || 100 || 99 || 109 || 106 
 Volume delle importazioni dalla Turchia (tonnellate) || 26 978 || 25 303 || 25 485 || 29 336 
 Indice (2008=100) || 100 || 94 || 94 || 109 
 Quota di mercato || 3,3% || 3,7% || 3,4% || 4% 
 Prezzi medi all'importazione (EUR/tonnellata) || 2 776 || 2 649 || 2 802 || 2 855 
 Indice (2008=100) || 100 || 95 || 101 || 103 
 Volume di importazioni dalla Thailandia (tonnellate) || 25 916 || 20 660 || 20 600 || 25 213 
 Indice (2008=100) || 100 || 80 || 79 || 97 
 Quota di mercato || 3,1% || 3% || 2,7% || 3,5% 
 Prezzi medi all'importazione (EUR/tonnellata) || 1 246 || 1 183 || 1 403 || 1 356 
 Indice (2008=100) || 100 || 95 || 113 || 109 
(155)   Le importazioni da paesi terzi
sono diminuite del 12% nel periodo in esame, mentre la quota di mercato di tali
importazioni è rimasta abbastanza stabile.
(156)   Si noti che i prezzi medi
all'importazione da altri paesi terzi sono aumentati del 6% nel periodo in
esame, attestandosi a un livello costantemente superiore (del 68% durante il
PI) al prezzo di vendita medio delle esportazioni cinesi.
(157)   Prima della pubblicazione del
regolamento provvisorio, la CCCLA ha osservato che le importazioni dalla
Turchia sarebbero aumentate dell'8% tra il 2010 e il 2011, mentre i prezzi
delle importazioni dalla Turchia erano presumibilmente più alti solo del 20%
circa rispetto ai prezzi delle importazioni dalla RPC. Numerose parti hanno poi
contestato le conclusioni del regolamento provvisorio per quanto riguarda le
importazioni dalla Turchia. 
(158)   Tenendo conto del fatto che nel
regolamento provvisorio è stato rilevato un manifesto errore materiale nei dati
relativi alle importazioni turche e che i dati aggiornati sono quelli riportati
sopra, nessun elemento indica che le importazioni dalla Turchia, in
considerazione dei loro prezzi e la loro quota di mercato, possono inficiare il
nesso di causalità tra le esportazioni cinesi del prodotto in esame e il
pregiudizio notevole subito dall'industria dell'Unione. Va inoltre osservato
che la mancata inclusione delle importazioni dalla Turchia nella denuncia non
può essere descritta come discriminatoria in quanto, al momento dell'apertura
dell'inchiesta, non vi erano prove sufficienti di dumping, pregiudizio e nesso
di causalità relative alle importazioni dalla Turchia.
(159)   La quota di mercato delle
importazioni dalla Thailandia non ha mai superato il 3,5% durante il periodo
dell'inchiesta. 
(160)   Per le ragioni sopra esposte,
si conclude che le importazioni da altri paesi terzi non hanno sostanzialmente
inciso sulla situazione dell'industria dell'Unione al punto di inficiare il
nesso di causalità tra le importazioni oggetto di dumping dalla RPC e il
pregiudizio subito dall'industria dell'Unione.
5.3.2.     Segmenti di mercato
(161)   In assenza di nuove
osservazioni per quanto riguarda i segmenti di mercato, si confermano i
considerando da 156 a 158 del regolamento provvisorio.
5.3.3.     Consumo e domanda
(162)   Una parte ha suggerito che il
pregiudizio potrebbe essere attribuito alla riduzione della domanda a lungo
termine per i prodotti fabbricati nell'Unione. Tuttavia, l'inchiesta non ha
confermato tale tendenza, come già spiegato al considerando 112 del regolamento
provvisorio. 
(163)   In assenza di ulteriori
osservazioni in merito al consumo e alla domanda, si confermano i considerando
da 159 a 166 del regolamento provvisorio.
5.3.4.     Esportazioni dell'industria
dell'Unione
(164)   Una parte ha fatto notare che i
prezzi all'esportazione medi dell'UE erano inferiori ai prezzi di vendita medi
sul mercato dell'Unione durante il periodo in esame. Questo avrebbe potuto
avere ripercussioni sulla capacità dell'industria dell'Unione di realizzare
nuovi investimenti o assumere personale. Un'argomentazione simile è stata
ripetuta dopo la comunicazione delle informazioni definitive. Tuttavia, come
già osservato al considerando 169 del regolamento provvisorio, la maggior parte
degli indicatori di pregiudizio non può essere influenzata dall'andamento delle
esportazioni. Inoltre, si può anche sostenere che tali vendite erano un modo
per compensare, in parte, il pregiudizio subito sul mercato dell'Unione. E
ancora, poiché i prezzi medi sono stati calcolati dividendo il valore totale
delle vendite del prodotto simile per il volume totale di tali vendite, un
diverso mix di prodotti delle vendite sul mercato dell'UE rispetto alle vendite
all'esportazione può dare luogo nel complesso a significative differenze nei
valori medi di vendita. Infine, tali vendite all'esportazione rappresentavano
meno del 37% dei volumi complessivi delle vendite dell'industria dell'UE, vale
a dire il mercato dominante per l'industria dell'Unione era ancora soprattutto
il mercato interno dell'Unione. L'argomentazione che tali vendite
all'esportazione abbiano potuto arrecare un pregiudizio all'industria
dell'Unione tale da inficiare il nesso di causalità tra le importazioni dalla
RPC e il pregiudizio subito dall'industria dell'UE è pertanto respinta.
(165)   In assenza di nuove
osservazioni per quanto riguarda le esportazioni dell'industria dell'Unione,
sono confermati i considerando da 167 a 170 del regolamento provvisorio.
5.3.5.     Eliminazione delle quote
d'importazione 
(166)   Dopo l'istituzione delle misure
provvisorie, un'altra parte ha suggerito che l'eliminazione delle quote
d'importazione avrebbe avuto un'incidenza sui produttori dell'Unione nel corso
del periodo in esame. Tuttavia, non sono stati presentati fatti nuovi che
potrebbero modificare le conclusioni di cui al considerando 173 del regolamento
provvisorio.
(167)   In mancanza di nuove
osservazioni documentate per quanto riguarda la soppressione delle quote
d'importazione, si confermano i considerando da 171 a 173 del regolamento
provvisorio.
5.3.6.     Pratiche anticoncorrenziali sul
mercato dell'Unione
(168)   Dopo l'istituzione delle misure
provvisorie, varie parti hanno ribadito che l'inchiesta su un cartello avviata
dalle autorità tedesche di cui al considerando 175 del regolamento provvisorio
o l'ammenda per la partecipazione a un cartello di cui allo stesso considerando
non erano state adeguatamente tenute in considerazione. Per quanto riguarda
tali argomentazioni, si può asserire quanto segue a quanto è già stato
precisato ai considerando 174 e 175 del regolamento provvisorio.
(169)   L'inchiesta sul cartello
tedesco, che indaga sulla presunta fissazione dei prezzi dal luglio 2005 al
febbraio 2008, è tuttora in corso. Poiché ai produttori dell'UE è stata
garantita la riservatezza e in considerazione del fatto che i risultati
dell'inchiesta tedesca in corso non sono ancora stati resi pubblici, non è
possibile fare osservazioni sui dettagli dell'analisi effettuata. Tuttavia si
può confermare che nessuno dei produttori dell'Unione inclusi nel campione è
soggetto a tale inchiesta in corso. L'inchiesta ha inoltre concluso che gli
indicatori microeconomici non sono stati influenzati da tali pratiche
sottoposte a inchiesta e che gli indicatori macroeconomici possono essere stati
influenzati, eventualmente, solo in misura molto limitata.
(170)   Per quanto riguarda i risultati
relativi al cartello nel settore delle ceramiche sanitarie e delle
rubinetterie, si ricorda che l'attività del cartello per la fissazione dei
prezzi è stata rilevata per il periodo dal 1992 al 2004 e che solo uno tra i
produttori sanzionati è attivo anche nel settore degli oggetti per il servizio
da tavola e da cucina. I dati forniti da questo produttore relativi alla
rappresentatività e al pregiudizio non sono influenzati dall'attività del
cartello perché sono stati usati solo i dati relativi agli oggetti per il
servizio da tavola e da cucina di tale produttore e non i dati consolidati. Di
conseguenza, anche l'ammenda relativa a questo cartello non ha influenzato i
dati forniti da questo produttore. Si ricorda inoltre che il periodo in cui è stata
rilevata la fissazione dei prezzi era di molto precedente al periodo in esame.
Poiché l'identità dei produttori dell'Unione è riservata, non è possibile
divulgare se tale società sia o meno inclusa nel campione. Tuttavia, se un
produttore dell'Unione incluso nel campione avesse registrato nei suoi conti
eventuali elementi (ad esempio l'ammenda per il cartello) atti a falsare la sua
situazione pregiudizievole ai fini della presente inchiesta, l'autorità
incaricata dell'inchiesta avrebbe isolato tali elementi perché non fossero
distorti i pertinenti fattori di pregiudizio. 
(171)   Di conseguenza, le
argomentazioni relative all'impatto sull'analisi del pregiudizio e del nesso di
causalità delle inchieste sui cartelli sono respinte. 
(172)   Una parte interessata ha
affermato che sarebbero in essere accordi illegali sui prezzi e sulla
ripartizione dei mercati tra produttori dell'Unione, senza però fornire
elementi di prova a sostegno di tale affermazione; l'argomentazione è perciò
respinta.
(173)   In assenza di nuove
osservazioni relative a pratiche anticoncorrenziali sul mercato dell'Unione, i
considerando da 174 a 176 del regolamento provvisorio sono confermati.
5.3.7.     Metodi di produzione
(174)   In assenza di nuove
osservazioni relative ai metodi di produzione, i considerando 177 e 178 del
regolamento provvisorio sono confermati.
(175)   Un importatore ha ripetuto
delle argomentazioni simili dopo la comunicazione delle informazioni
definitive, sottolineando le differenze nei metodi di produzione impiegati dai
produttori dell'Unione in rapporto a quelli più artigianali delle industrie
cinesi. Tuttavia non sono state presentate argomentazioni documentate che
potessero alterare le conclusioni di cui al considerando 178 del regolamento
provvisorio e l'argomentazione è pertanto definitivamente respinta.
5.3.8.     Mercati dell'usato
(176)   In assenza di nuove
osservazioni per quanto riguarda i mercati dell'usato, i considerando 179 e 180
del regolamento provvisorio sono confermati.
5.3.9.     Crisi economica
(177)   Una parte ha affermato che il
considerando 183 del regolamento provvisorio presenta un'analisi errata della
situazione durante il periodo di ripresa economica tra il 2010 e il 2011 e che
l'impatto della crisi è stato sottostimato. Tali osservazioni sono state
ripetute dopo la comunicazione delle informazioni definitive. Tuttavia,
l'affermazione non era documentata. Va altresì sottolineato che al considerando
citato si sosteneva che le importazioni oggetto di dumping dalla Cina avevano
inasprito la recessione economica. Per quanto riguarda l'impatto della crisi
economica, il considerando 184 del regolamento provvisorio riconosce il fatto
che la crisi economica potrebbe aver aggravato l'andamento negativo
dell'industria dell'Unione, anche se non in misura tale da inficiare il nesso
di causalità tra le importazioni oggetto di dumping e la situazione di
pregiudizio di tale industria durante il PI.
(178)   In assenza di altre nuove
osservazioni relative alla crisi economica, i considerando da 181 a 184 del
regolamento provvisorio sono confermati.
5.3.10.   Altri fattori
(179)   In una comunicazione congiunta,
alcuni importatori hanno affermato che il calo occupazionale è uno sviluppo
normale nell'industria dei beni di consumo. Quest'affermazione non è stata però
documentata. Inoltre, anche se tale tendenza fosse normale in questo settore,
essa non può inficiare il nesso di causalità tra le importazioni oggetto di
dumping dalla RPC e la notevole perdita di posti di lavoro nel settore.
Pertanto, questa argomentazione è stata respinta.
(180)   Una parte ha sostenuto che le
restanti carenze strutturali dell'industria dell'Unione in combinazione con
l'eccesso di capacità esistente, illustrata nella tabella 3 del regolamento
provvisorio, possono inficiare il nesso di causalità esistente tra le importazioni
oggetto di dumping dalla RPC e il pregiudizio subito dai produttori
dell'Unione. Per quanto riguarda tale argomentazione, sebbene l'industria
dell'Unione all'inizio del periodo in esame fosse già in una situazione
vulnerabile e fosse già stata sottoposta a una ristrutturazione, l'inchiesta ha
confermato che essa era competitiva e capace di far fronte adeguatamente alla
domanda proveniente da tutti i mercati. Per quanto riguarda la tabella 3 del
regolamento provvisorio, il calo della produzione va visto in relazione alla
pressione esercitata dall'elevato volume di importazioni a basso prezzo dalla
RPC, mentre le esportazioni dell'industria dell'Unione erano rimaste stabili.
Non è stato pertanto possibile accettare l'argomentazione.
(181)   Una parte ha sostenuto che la
Commissione aveva omesso di considerare l'effetto cumulativo di ciascuno degli
altri fattori di pregiudizio. Tale obiezione è stata anche sollevata da varie
parti dopo la comunicazione delle informazioni definitive. Tuttavia, alla luce
dei risultati dell'inchiesta relativi ai diversi altri fattori invocati, non è
ragionevole pensare che il loro effetto cumulativo potesse inficiare il nesso
di causalità. L'impatto della maggior parte dei fattori citati è stato limitato
o nullo.
(182)   Una parte ha sostenuto che
l'autorità incaricata dell'inchiesta non aveva operato una distinzione tra
occorrenza concomitante e causalità. Le informazioni fornite a sostegno di tale
informazione sono tuttavia tutt'altro che determinanti sotto questo profilo e l'argomentazione
è stata perciò respinta.
(183)   In assenza di altre
osservazioni nuove relative agli altri fattori, i considerando da 185 a 190 del
regolamento provvisorio sono confermati.
5.4.        Conclusioni relative al nesso
di causalità
(184)   In mancanza di ulteriori nuove
osservazioni, il considerando 191 del regolamento provvisorio è confermato.
6.           INTERESSE DELL'UNIONE
6.1.        Osservazioni preliminari
(185)   In assenza di osservazioni
relative al considerando 192 del regolamento provvisorio, tale considerando è
confermato.
6.2.        Interesse dell'industria
dell'Unione
(186)   Un produttore polacco non
denunziante ha accolto favorevolmente le misure, mentre un produttore non
denunziante del Regno Unito con interessi nelle importazioni del prodotto in
esame vi si è opposto. La seconda parte ritiene che i dazi avrebbero un effetto
negativo sui produttori che integrano la propria gamma di prodotti con
importazioni dalla RPC e si sono adattati alla globalizzazione mediante un
modello aziendale in cui il lavoro ad alto valore aggiunto viene svolto
nell'Unione. Inoltre i clienti sarebbero stati meno inclini ad acquistare da
tali produttori, perché questi ultimi non sarebbero più stati in grado di
offrire una gamma completa di prodotti.
(187)   Per quanto riguarda le
osservazioni della seconda parte, la situazione di tale società è stata
esaminata. Si è accertato che le importazioni cinesi di oggetti per il servizio
da tavola costituivano una parte minore del volume totale delle sue
importazioni. La società ha sostenuto tuttavia, senza specificare
ulteriormente, che tali importazioni erano importanti. La società non ha
fornito dati sulla sua produzione interna. Sulla base dei rendiconti
finanziari, la società aveva realizzato nel 2011 un utile al lordo delle
imposte sul fatturato totale di più del 10%, per lo più conseguito su mercati
non UE (non sono state fornite cifre per il prodotto in esame). Su tale base
non si ritiene che l'istituzione di misure possa mettere in pericolo la
redditività di questa società. L'affermazione che molte altre imprese
incontrerebbero difficoltà a seguito delle misure non è stata documentata con
elementi di prova specifici. Inoltre, in base alle risposte ricevute durante la
fase dell'esame della rappresentatività precedente all'apertura e alle comunicazioni
ricevute successivamente, non vi è alcuna indicazione del fatto che un notevole
numero significativo di società sia in una situazione simile. 
(188)   L'effetto dei dazi sulle
attività produttive dell'industria dell'Unione sarebbe positivo. In effetti,
dopo la recente istituzione di dazi antidumping provvisori, sono stati
segnalati diversi sviluppi positivi a questo proposito. 
(189)   I suddetti sviluppi positivi
confermano l'affermazione dei denunzianti che sarebbe stato possibile aumentare
la produzione dell'Unione in tempi rapidi utilizzando impianti, macchinari e
forza lavoro già disponibili, mentre aumenti più consistenti potevano essere
realizzati a più lungo termine. L'intervento sulle pratiche sleali in materia
di prezzi nel mercato apporta di conseguenza benefici all'industria dell'Unione
perché il nuovo livello dei prezzi rende la fabbricazione di maggiori quantità
di prodotti nell'UE più interessante, sia per grandi che per piccoli
ordinativi, per disegni e modelli speciali o per prodotti ad ampia diffusione
senza marchio. Ciò si traduce nella creazione di nuovi posti di lavoro per
lavoratori con competenze di diverso tipo e nel ritorno all'attività della
forza lavoro inattiva del settore. 
(190)   Per quanto riguarda
l'impossibilità di offrire una gamma completa di prodotti, questa affermazione
non può essere accettata perché i consumatori richiedono costantemente nuove
gamme di prodotti e l'esistenza di diverse fonti di approvvigionamento.
(191)   In assenza di altre
osservazioni sull'interesse dell'industria dell'Unione, i considerando da 193 a
198 del regolamento provvisorio sono confermati.
6.3.        Interesse degli importatori
indipendenti
(192)   I due maggiori importatori
inclusi nel campione hanno contestato di aver collaborato in misura insufficiente
per quanto riguarda i dati relativi completi sulla redditività e il margine tra
i prezzi di acquisto e di rivendita ad acquirenti indipendenti, mentre uno di
essi ha contestato il fatto di aver negato l'accesso alla propria contabilità e
ha sostenuto che se l'accesso fosse stato accordato non sarebbe comunque
cambiato nulla. Le parti hanno affermato che le loro dimensioni e il loro
modello aziendale non consentivano loro di fornire i dati al livello di
dettaglio richiesto. Nella fase definitiva è confermato che uno di essi ha
negato l'accesso alla propria contabilità relativa alle importazioni e che
entrambi, pur essendosi impegnati in tal senso, non sono riusciti a fornire
dati completi e utilizzabili sulla redditività e informazioni sul margine tra i
prezzi di acquisto e di rivendita a clienti indipendenti utilizzabili dalle
istituzioni per l'analisi della situazione degli importatori indipendenti. Le
informazioni limitate fornite da entrambe le società sul loro prezzo di
acquisto e di rivendita, sebbene non conclusive, erano interamente in linea,
tuttavia, con le informazioni generali sul margine ottenute e sintetizzate al
considerando 202 del regolamento provvisorio.
(193)   Al considerando 203 del
regolamento provvisorio, le parti interessate erano state invitate a presentare
ulteriori dati, esaurienti e verificabili, che consentissero un'analisi più
approfondita dell'impatto delle misure sulla catena di approvvigionamento. 
(194)   Dopo l'istituzione delle misure
provvisorie, due importatori indipendenti hanno inviato nuove risposte al
questionario. Comunicazioni relative all'interesse dell'Unione sono state
ricevute anche da altri importatori non inclusi nel campione, da
un'associazione di commercio europeo e internazionale (Foreign Trade
Association), da un'associazione svedese di importatori, grossisti e
dettaglianti (Svensk Handel), dalla CCCLA e da un produttore dell'Unione con
interessi nell'importazione. Nessuna delle comunicazioni conteneva dati
conclusivi per quanto riguarda l'impatto delle misure sulla catena di
approvvigionamento.
(195)   Una parte ha sostenuto che i
dati relativi all'effetto dei dazi sull'occupazione a valle erano stati
sottostimati in considerazione del fatto che le statistiche Eurostat mostrano
che in generale le società commerciali di distribuzione impiegano un numero
maggiore di persone (33 milioni) rispetto alle imprese manifatturiere (31
milioni). Tuttavia, i dati forniti si riferiscono alle attività di importazione
e di produzione in generale e non potevano essere utilizzati ai fini della
presente inchiesta.
(196)   In una comunicazione congiunta,
alcuni importatori hanno sostenuto che al campione di cinque importatori
facevano capo 10 000 posti di lavoro connessi al prodotto in esame e non 350
come indicato al considerando 200 del regolamento provvisorio. Le cifre sono
state sottoposte a un'ulteriore verifica. Va sottolineato che in sede di
analisi degli interessi degli importatori è stato preso in considerazione il
numero di posti di lavoro relativi all'importazione e alla rivendita del
prodotto in esame, compresi quelli relativi alle funzioni di supporto. I posti
di lavoro relativi ad altri prodotti o luoghi di origine, o relativi ad
attività quali la vendita all'ingrosso o al dettaglio non vanno ovviamente
inclusi in tale calcolo. Si ricorda che nella fase iniziale del procedimento,
un gruppo di 14 importatori aveva stimato a circa 7 000 il numero di posti di
lavoro collegati all'importazione. Tale cifra sembra essere del giusto ordine
di grandezza in base a un'estrapolazione della situazione degli importatori
inclusi nel campione, nella misura in cui i loro dati possono essere
utilizzati.
(197)   Diverse parti hanno contestato
l'alto margine lordo riportato al considerando 202 del regolamento provvisorio,
sostenendo che tale margine sarebbe fuorviante. Tuttavia, l'inchiesta ha
mostrato che la maggior parte degli importatori che hanno risposto al
questionario ai fini del campionamento degli importatori ha segnalato un
margine lordo tra l'acquisto e il prezzo di rivendita compreso tra il 50% e il
200%, e che gli importatori inclusi nel campione erano in una situazione
simile. Inoltre, in seguito alla comunicazione delle informazioni provvisorie,
i denunzianti hanno presentato vari esempi a sostegno delle informazioni
fornite dalla pubblicazione citata al considerando 202 del regolamento
provvisorio, cioè a conferma del rapporto tra il prezzo all'importazione e il
prezzo al dettaglio del prodotto in esame. 
(198)   Un fabbricante del Regno Unito
con interessi nell'importazione ha spiegato che tali margini sono necessari per
coprire taluni costi sostenuti nell'Unione. Non sono stati forniti dati che
consentissero un calcolo di tali margini in base al volume d'affari.
(199)   Poiché solo tre degli
importatori inclusi nel campione hanno fornito dati verificabili e utilizzabili
sugli utili delle attività di importazione relative al prodotto in esame, e
poiché tali importatori rappresentavano solo il 3% circa delle importazioni del
prodotto in esame, la media ponderata degli utili ricavata non è stata
considerata conclusiva e pertanto non è stata riportata nel regolamento
provvisorio. Tuttavia, va osservato che tale media ponderata degli utili
indicava la buona salute dell'industria (compresa tra il 6% e il 10% -
intervallo di valori indicato per ragioni di riservatezza). 
(200)   Un importatore ha sostenuto che
non vi è nell'Unione una produzione sufficiente di grès colorato e che le
importazioni dalla RPC sono pertanto indispensabili. La stessa argomentazione è
stata sostenuta dopo la comunicazione delle informazioni. Tuttavia, l'inchiesta
ha stabilito che il grès colorato può essere acquistato da varie fonti, fra cui
i produttori dell'Unione. Inoltre, i produttori dell'Unione hanno sufficiente
capacità di produzione per aumentare le vendite sul mercato dell'Unione. 
(201)   Le informazioni raccolte nel
corso dell'inchiesta non hanno consentito un'adeguata quantificazione della
misura in cui gli importatori sarebbero in grado di compensare l'aumento dei
prezzi di acquisto conseguente all'istituzione del dazio. Tuttavia, qualora le
importazioni dalla RPC fossero soggette a un dazio antidumping definitivo, e in
considerazione delle informazioni sui margini lordi e netti, non vi è nulla che
suggerisca che la redditività dell'attività degli importatori sia in pericolo.
Un importatore ha inoltre suggerito che non vi sarebbero conseguenze negative
per i grandi operatori del mercato e per gli importatori la cui attività
principale non riguarda gli oggetti per il servizio da tavola e da cucina in
ceramica. 
(202)   Si conclude pertanto che
l'istituzione di misure ai livelli proposti non esercita un effetto negativo
apprezzabile sulla situazione degli importatori indipendenti del prodotto in
esame.
(203)   In assenza di altre nuove
osservazioni per quanto riguarda l'interesse degli importatori indipendenti, i
considerando da 199 a 211 del regolamento provvisorio sono confermati.
6.4.        Interesse degli altri settori
economici
(204)   In seguito all'invito di cui al
considerando 203 del regolamento provvisorio, il giorno della pubblicazione
delle misure provvisorie la Commissione ha contattato direttamente i
dettaglianti e le associazioni di dettaglianti, gli importatori che potrebbero
esercitare attività di commercio al dettaglio e i designer noti alla
Commissione del settore interessato e li ha invitati a compilare i questionari
pertinenti. Taluni destinatari che avevano inizialmente sostenuto di essere
dettaglianti hanno risposto di non essere interessati perché il settore
dell'inchiesta non riguardava la loro attività. La Commissione ha ricevuto
sette nuove risposte al questionario per i dettaglianti. Le importazioni dalla
RPC nel PI collegate a questi sette dettaglianti corrispondevano all'1%. La
maggior parte delle risposte fornite erano carenti sotto molti aspetti, nonostante
ciò sono state analizzate per quanto possibile. Non sono pervenute risposte al
questionario per i designer. 
(205)   Le informazioni così ottenute
non hanno, in sostanza, fornito nuovi elementi di prova sugli interessi degli
altri settori economici che possano mettere in discussione la conclusione di
cui al considerando 217 del regolamento provvisorio.
(206)   In seguito alla pubblicazione
delle misure provvisorie sono state ricevute comunicazioni relative
all'interesse dell'Unione per quanto riguarda gli altri settori economici sia
da importatori inclusi nel campione che da importatori non inclusi (tra cui un
importatore polacco che opera nel settore del materiale promozionale), da
un'associazione di commercio europeo e internazionale (Foreign Trade Association),
da un'associazione svedese di importatori, grossisti e dettaglianti (Svensk
Handel), da numerosi dettaglianti, dalla CCCLA e da otto società del settore
della torrefazione del caffè (sette con sede in Italia, una con sede principale
in Austria).
(207)   Le società di torrefazione del
caffè hanno sostenuto che a causa del numero molto limitato di produttori
dell'Unione che servono il loro mercato (massimo 5), la maggior parte dei quali
importa dalla RPC direttamente o tramite società affiliate, e dell'elevato
numero di apparecchi per tostare il caffè (1 500 - 3 000), le misure al livello
proposto nella fase provvisoria potrebbero impedire loro di reperire tali
apparecchi in futuro. Tale argomentazione non può essere accolta. In primo
luogo, le misure definitive sono inferiori a quelle provvisorie. In secondo
luogo, l'inchiesta ha mostrato che i produttori dell'Unione sarebbero in grado
di mobilitare ulteriormente il loro potenziale produttivo e rispondere ai
bisogni dell'industria di torrefazione del caffè se fosse stato rimosso il
pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping dalla RPC. Dato
l'alto numero di produttori dell'Unione, è molto probabile che il numero di
produttori dell'Unione che potrebbero accettare ordini dalle società di torrefazione
del caffè sarebbero più di cinque.
(208)   Le società di torrefazione del
caffè hanno affermato che le misure antidumping danneggerebbero le loro
esportazioni a causa della perdita di competitività e delle possibili
ritorsioni da parte delle autorità cinesi. Tuttavia, non vi sono prove che
indicano che il livello delle misure istituite comporterebbe una perdita di
competitività, anche tenendo conto del fatto che altri membri dell'OMC hanno
istituito misure antidumping riguardanti questo tipo di prodotto. La
presunzione di possibili ritorsioni è ritenuta infondata.
(209)   Le società di torrefazione del
caffè hanno dichiarato che le misure antidumping avrebbero inevitabilmente
causato una riduzione generale della loro attività e delle loro vendite, un aumento
generale di prezzo del caffè del settore HORECA (hotel, ristoranti e catering)
e un calo nella qualità dei prodotti e dei servizi. Tutto questo mettendo
presumibilmente a rischio un numero considerevole di posti di lavoro diretti e
indiretti. Tuttavia, tenendo conto di quale sia l'attività principale delle
società di torrefazione del caffè e delle conclusioni sugli effetti delle
misure sulla catena di approvvigionamento, tali argomentazioni non possono
essere accettate. Va inoltre notato che il numero totale di posti di lavoro
connessi alle attività di torrefazione del caffè nel mondo non può essere
considerato una base di calcolo adeguata per il numero di posti di lavoro che
potrebbero essere a rischio a causa dell'istituzione di misure antidumping.
(210)   Due dettaglianti hanno
affermato che la produzione di nuova bone china e di bone china nell'Unione è
insufficiente e che essi non hanno altra scelta che importarla dalla RPC. La
stessa argomentazione è stata presentata da un'associazione di importatori dopo
la comunicazione delle informazioni. In primo luogo, in linea generale va
osservato che le misure antidumping si prefiggono di ripristinare condizioni di
commercio leale e non di bloccare le importazioni. Nel caso in esame, il
livello delle misure non può essere considerato proibitivo. In secondo luogo,
l'inchiesta ha accertato che tali prodotti possono essere acquistati da varie
fonti, tra cui i produttori dell'Unione. Infine, i produttori dell'Unione hanno
la capacità di produzione per aumentare le vendite sul mercato dell'Unione e
potrebbero sfruttare ulteriormente il loro potenziale qualora le misure
antidumping fossero istituite in via definitiva. 
(211)   Un dettagliante ha sostenuto
che le misure avrebbero un impatto negativo su alcuni oggetti che servono il
mercato turistico. Tuttavia non sono state presentate informazioni documentate
a sostegno di tale affermazione. Inoltre, tali oggetti rappresentano una quota
limitata del settore in questione.
(212)   Un importatore grossista ha
dichiarato che l'istituzione delle misure causerebbe un consolidamento
verticale dei mercati da parte di alcuni dei principali operatori. Tuttavia,
visto l'attuale numero di operatori, è improbabile che ciò avvenga nel breve e
nel medio termine.
(213)   A seguito delle questioni già
trattate nel regolamento provvisorio va osservato che alcune parti hanno
trovato che gli interessi delle imprese più piccole, come i dettaglianti, i
distributori e le imprese che si occupano di articoli promozionali, non era
stato sufficientemente preso in considerazione. Tale argomentazione è stata
reiterata da numerose parti dopo la comunicazione delle informazioni
definitive. Bisogna riconoscere che, nel complesso, le microimprese e le
piccole imprese potrebbero essere più vulnerabili a un eventuale aumento dei
prezzi causato dai dazi antidumping. Tuttavia non vi sono prove del fatto che
il livello delle misure istituite avrà un impatto negativo significativo sugli
altri attori economici che rientrano nella definizione di PMI. L'argomentazione
viene quindi respinta definitivamente.
(214)   In assenza di altre
osservazioni per quanto riguarda l'interesse degli altri settori economici, i
considerando da 212 a 217 del regolamento provvisorio sono confermati.
6.5.        Interesse dei consumatori
(famiglie)
(215)   Sebbene siano state contattate
dalla Commissione, nessuna delle parti che rappresentano direttamente gli
interessi degli acquirenti finali, quali ad esempio le associazioni di
consumatori, ha presentato osservazioni.
(216)   Varie parti hanno contestato la
conclusione del considerando 222 del regolamento provvisorio relativa
all'aumento dei prezzi. Argomentazioni simili sono state ripetute dopo la
comunicazione delle informazioni definitive. 
(217)   Nell'improbabile eventualità
che il dazio ricada del tutto sui consumatori e partendo dal presupposto che i
livelli delle importazioni e i prezzi restino invariati, i dazi antidumping
comporterebbero un costo aggiuntivo annuo per famiglia inferiore a 1 EUR. Tale
calcolo si basa sui valori e sui volumi delle importazioni registrati nel PI,
sul livello dei dazi proposto e sul numero di famiglie nell'Unione.
(218)   Tale incidenza non può essere
ritenuta sufficiente ad annullare l'effetto positivo per l'industria
dell'Unione derivante dalla limitazione del pregiudizio causato dalle
importazioni oggetto di dumping dalla RPC. 
(219)   Una parte ha affermato che,
come conseguenza delle misure, si avrebbe una carenza di oggetti per il
servizio da tavola economici. Tale argomentazione è stata reiterata dopo la
comunicazione delle informazioni definitive. Tuttavia, tale argomentazione non
può essere accolta perché, come indicato al considerando 157 del regolamento
provvisorio, l'industria dell'Unione produce per tutti i mercati, compreso
quello degli oggetti per il servizio da tavola economici.
(220)   In assenza di altre
osservazioni per quanto riguarda l'interesse dei consumatori (famiglie), i
considerando da 218 a 226 del regolamento provvisorio sono confermati.
6.6.        Conclusione sull'interesse
dell'Unione 
(221)   Alla luce di quanto esposto
sopra, la valutazione contenuta nel regolamento provvisorio viene confermata.
(222)   Sono pertanto confermati i
considerando da 227 a 229 del regolamento provvisorio.
7.           MISURE ANTIDUMPING DEFINITIVE
7.1.        Livello di eliminazione del
pregiudizio
(223)   È stato obiettato che il
margine di utile impiegato per determinare l'importo del dazio necessario per
eliminare gli effetti del dumping pregiudizievole era troppo elevato. Tale
argomentazione è stata respinta, come spiegato alla precedente sezione 4.5.3.3.

(224)   Diverse parti interessate hanno
contestato il margine di utile perseguito utilizzato per calcolare il margine
di pregiudizio. Tali osservazioni sono riprese ai considerando da 135 a 142.
Sulla base dell'analisi di tali osservazioni si conclude che il valore del 6%
di utile perseguito deve essere mantenuto.
(225)   In assenza di altre
osservazioni relative al livello di eliminazione del pregiudizio,la metodologia
di cui ai considerando da 230 a 234 del regolamento provvisorio è confermata.
7.2.        Misure definitive
(226)   Alla
luce delle conclusioni raggiunte in merito al dumping, al pregiudizio, al nesso
di causalità e all'interesse dell'Unione e in conformità all'articolo 9,
paragrafo 4, del regolamento di base, devono essere istituiti dazi antidumping
definitivi al livello dei margini di dumping e di pregiudizio più bassi,
conformemente alla regola del dazio inferiore, sulle importazioni del prodotto
in esame. Di conseguenza, tutte le aliquote di dazio devono essere fissate al
livello dei margini di dumping.
(227)   Il lieve adeguamento di cui ai
considerando 115 e 132 ha determinato margini di underselling leggermente
modificati come si può costatare nei margini di pregiudizio elencati qui di
seguito. Sono pertanto proposti i seguenti dazi antidumping definitivi:
 Società || Margine di dumping || Margine di pregiudizio || Aliquota del dazio antidumping definitivo 
 Hunan Hualian China Industry Co., Ltd; Hunan Hualian Ebillion Industry Co., Ltd; Hunan Liling Hongguanyao China Industry Co., Ltd and Hunan Hualian Yuxiang China Industry Co., Ltd || 18,3% || 44,8% || 18,3% 
 Guangxi Sanhuan Enterprise Group Holding Co., Ltd || 13,1% || 92,6% || 13,1% 
 CHL Porcelain Industries Ltd || 23,4% || 110,1% || 23,4% 
 Shandong Zibo Niceton-Marck Huaguang Ceramics Limited; Zibo Huatong Ceramics Co., Ltd; Shandong Silver Phoenix Co., Ltd; Niceton Ceramics (Linyi) Co., Ltd; Linyi Jingshi Ceramics Co., Ltd; Linyi Silver Phoenix Ceramics Co., Ltd; Linyi Chunguang Ceramics Co., Ltd, and Linyi Zefeng Ceramics Co., Ltd || 17,6% || 79,1% || 17,6% 
 Guangxi Province Beiliu City Laotian Ceramics Co., Ltd || 22,9% || 45,7% || 22,9% 
 Tutti gli altri produttori esportatori che hanno collaborato || 17,9% || 79,0% || 17,9% 
 Tutte le altre società || 36,1% || 110,1% || 36,1% 
(228)   Le aliquote del dazio
antidumping applicate a titolo individuale alle società specificate nel
presente regolamento sono state calcolate in base ai risultati della presente
inchiesta. Esse rispecchiano pertanto la situazione constatata durante
l'inchiesta con riferimento alle società interessate. Di conseguenza tali
aliquote di dazio (contrariamente al dazio nazionale applicabile a «tutte le
altre società») si applicano esclusivamente alle importazioni di prodotti
originari della RPC fabbricati da queste società, cioè dai soggetti di diritto
citati. Le importazioni del prodotto in esame fabbricato da qualsiasi altra
società non espressamente menzionata nel dispositivo del presente regolamento,
comprese le persone giuridiche collegate a quelle espressamente menzionate, non
possono beneficiare di tali aliquote e saranno soggette all'aliquota di dazio
applicabile a "tutte le altre società".
(229)   Al fine di ridurre al minimo i
rischi di elusione dovuti alla grande differenza tra le aliquote del dazio, in
questo caso si ritiene necessaria l'adozione di misure speciali volte a
garantire la corretta applicazione dei dazi antidumping. Queste misure speciali
comprendono la presentazione alle autorità doganali degli Stati membri di una
fattura commerciale valida, conforme ai requisiti illustrati nell'allegato II
del presente regolamento. Le importazioni non accompagnate da una fattura di
questo tipo sono assoggettate al dazio antidumping residuo applicabile a tutti
gli altri esportatori.
(230)   Nel caso in cui le esportazioni
di una delle società soggette ad aliquote di dazio individuali più basse
aumentino notevolmente in termini di volume dopo l'istituzione delle misure in
questione, tale aumento di volume potrebbe essere considerato di per sé come un
cambiamento della configurazione degli scambi dovuto all'istituzione di misure
ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base. In tali
circostanze e se sono soddisfatte le necessarie condizioni, può essere avviata
un'inchiesta antielusione. Nell'ambito dell’inchiesta si potrà fra l’altro
esaminare la necessità di sopprimere i dazi individuali e di istituire di
conseguenza un dazio unico a livello nazionale.
(231)   Le eventuali richieste di
applicazione di un'aliquota individuale del dazio antidumping (per es. in
seguito ad un cambiamento della ragione sociale della società o alla creazione
di nuove entità di produzione o di vendita) devono essere inviate
immediatamente alla Commissione[11],
con tutte le informazioni pertinenti, indicando in particolare eventuali
modifiche delle attività della società legate alla produzione, alle vendite sul
mercato interno e alle vendite all'esportazione, connesse ad esempio al
cambiamento della ragione sociale o delle entità di produzione e di vendita. Se
del caso, il presente regolamento sarà modificato aggiornando di conseguenza
l'elenco delle società che beneficiano dei dazi antidumping applicati a titolo
individuale.
(232)   Per garantire una corretta
applicazione del dazio antidumping, l'aliquota del dazio a livello nazionale
dovrà essere applicata non soltanto ai produttori esportatori che non hanno collaborato
ma anche ai produttori che non hanno esportato verso l'Unione durante il PI.
(233)   Per garantire la parità di
trattamento tra eventuali nuovi esportatori e le società che hanno collaborato
all'inchiesta ma che non sono state incluse nel campione (elencate
nell'allegato I del presente regolamento), si ritiene opportuno prevedere che
il dazio medio ponderato imposto nei confronti di dette società venga applicato
anche ai nuovi esportatori, i quali avrebbero altrimenti diritto a un riesame a
norma dell'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento di base.
(234)   Tutte
le parti sono state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in
base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di un dazio antidumping
definitivo sulle importazioni di oggetti per il servizio da tavola e da cucina
in ceramica originari della RPC e la riscossione definitiva degli importi
depositati a titolo di dazi provvisori ("comunicazione delle informazioni
definitive"). A tutte le parti è stato concesso un periodo entro il quale
presentare osservazioni sulla comunicazione delle informazioni definitive. 
(235)   Tutte le osservazioni orali e
scritte trasmesse dalle parti interessate sono state esaminate e prese in
considerazione se ritenute pertinenti.
7.3.        Riscossione definitiva dei
dazi antidumping provvisori
(236)   In considerazione dell'entità
dei margini di dumping accertati e del pregiudizio causato all'industria
dell'Unione, si ritiene necessario che gli importi delle garanzie costituite a
titolo di dazio antidumping provvisorio, istituito dal regolamento provvisorio,
siano definitivamente riscossi in ragione dell'aliquota del dazio istituito in
via definitiva,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo
sulle importazioni di oggetti per il servizio da tavola e da cucina in
ceramica, esclusi i coltelli di ceramica, i macinini per condimenti o spezie in
ceramica e le loro parti in ceramica che effettuano la macinazione, gli
sbucciatori in ceramica, gli affilacoltelli in ceramica e le pietre per la
cottura della pizza in ceramica di cordierite del tipo utilizzato per cuocere
in forno pizze e pane, attualmente classificabili ai codici NC ex 6911 10 00,
ex 6912 00 10, ex 6912 00 30, ex 6912 00 50 ed ex 6912 00 90 (codici TARIC 6911
10 00 90, 6912 00 10 11, 6912 00 10 91, 6912 00 30 10, 6912 00 50 10 e 6912 00
90 10) originari della Repubblica popolare cinese.
2. L'aliquota del dazio antidumping definitivo
applicabile al prezzo netto, franco frontiera dell'Unione, dazio non corrisposto,
per il prodotto descritto nel paragrafo 1 e fabbricato dalle società in
appresso è la seguente:
 Società || Dazio || Codice addizionale TARIC 
 Hunan Hualian China Industry Co., Ltd; Hunan Hualian Ebillion Industry Co., Ltd; Hunan Liling Hongguanyao China Industry Co., Ltd; Hunan Hualian Yuxiang China Industry Co., Ltd. || 18,3% || B349 
 Guangxi Sanhuan Enterprise Group Holding Co., Ltd || 13,1% || B350 
 CHL Porcelain Industries Ltd || 23,4% || B351 
 Shandong Zibo Niceton-Marck Huaguang Ceramics Limited; Zibo Huatong Ceramics Co., Ltd; Shandong Silver Phoenix Co., Ltd; Niceton Ceramics (Linyi) Co., Ltd; Linyi Jingshi Ceramics Co., Ltd; Linyi Silver Phoenix Ceramics Co., Ltd; Linyi Chunguang Ceramics Co., Ltd; Linyi Zefeng Ceramics Co., Ltd. || 17,6% || B352 
 Guangxi Province Beiliu City Laotian Ceramics Co., Ltd || 22,9% || B353 
 Società elencate nell'allegato I || 17,9% ||   
 Tutte le altre società || 36,1% || B999 
3. L'applicazione delle aliquote del dazio
antidumping individuale specificate per le società menzionate al
paragrafo 2 è subordinata alla presentazione alle autorità doganali degli
Stati membri di una fattura commerciale valida, conforme ai requisiti riportati
nell'allegato II. In caso di mancata presentazione di tale fattura si
applica l'aliquota del dazio applicabile a tutte le altre società. 
4. Salvo diversa indicazione, si applicano le
norme vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
1. Gli importi depositati a titolo di dazio
antidumping provvisorio in applicazione del regolamento (UE) n. 1072/2012 sulle
importazioni di macinini per spezie e condimenti in ceramica e loro parti in
ceramica che effettuano la macinazione, sbucciatori in ceramica, affilacoltelli
in ceramica e pietre in ceramica di cordierite del tipo utilizzato per cuocere
in forno pizze e pane, originarie della Repubblica popolare cinese, sono
svincolati.
2. Gli importi depositati a titolo di dazi
antidumping provvisori in applicazione del regolamento (UE) n. 1072/2012 sulle
importazioni di oggetti per il servizio da tavola e da cucina, esclusi i
coltelli in ceramica, i macinini per spezie e condimenti in ceramica e loro
parti in ceramica che effettuano la macinazione, gli sbucciatori in ceramica,
gli affilacoltelli in ceramica, le pietre per la cottura della pizza in
ceramica di cordierite del tipo utilizzato per cuocere in forno pizze e pane,
originarie della Repubblica popolare cinese, sono riscossi in via definitiva.
Gli importi depositati sono svincolati nella parte eccedente l'aliquota del
dazio antidumping definitivo.
Articolo 3
Qualora un nuovo produttore esportatore della
Repubblica popolare cinese fornisca alla Commissione elementi sufficienti a
dimostrare che:
- non ha esportato nell'Unione il prodotto
descritto all'articolo 1, paragrafo 1, durante il periodo dell'inchiesta (dal 1o
gennaio 2011 al 31 dicembre 2011),
- non è collegato a nessuno degli esportatori
o produttori della Repubblica popolare cinese soggetti alle misure istituite
dal presente regolamento,
- ha effettivamente esportato nell'Unione il
prodotto in esame dopo il periodo dell'inchiesta su cui si basano le misure o
ha assunto un obbligo contrattuale irrevocabile di esportare una quantità
rilevante nell'Unione,
l'articolo 1, paragrafo 2, può essere
modificato aggiungendo il nuovo produttore esportatore alle società che hanno
collaborato non incluse nel campione e soggette al dazio medio ponderato del
17,9%.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio
in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno Stato membro.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
Presidente
Allegato I
Produttori
esportatori cinesi che hanno collaborato non inclusi nel campione
 Nome || Codice addizionale TARIC 
 Amaida Ceramic Product Co., Ltd. || B357 
 Asianera Porcelain (Tangshan) Ltd. || B358 
 Beiliu Changlong Ceramics Co., Ltd. || B359 
 Beiliu Chengda Ceramic Co., Ltd. || B360 
 Beiliu City Heyun Building Materials Co., Ltd. || B361 
 Beiliu Jiasheng Porcelain Co., Ltd. || B362 
 Beiliu Quanli Ceramic Co., Ltd. || B363 
 Beiliu Shimin Porcelain Co., Ltd. || B364 
 Beiliu Windview Industries Ltd. || B365 
 Cameo China (Fengfeng) Co., Ltd. || B366 
 Changsha Happy Go Products Developing Co., Ltd. || B367 
 Chao An Huadayu Craftwork Factory || B368 
 Chaoan County Fengtang Town HaoYe Ceramic Fty || B369 
 Chao'an Lian Xing Yuan Ceramics Co., Ltd. || B370 
 Chaoan Oh Yeah Ceramics Industrial Co., Ltd. || B371 
 Chaoan Shengyang Crafts Industrial Co., Ltd || B372 
 Chaoan Xin Yuan Ceramics Factory || B373 
 Chao'an Yongsheng Ceramic Industry Co., Ltd. || B374 
 Chaozhou Baodayi Porcelain Co., Ltd. || B375 
 Chaozhou Baode Ceramics Co., Ltd, || B376 
 Chaozhou Baolian Ceramics Co., Ltd. || B377 
 Chaozhou Big Arrow Ceramics Industrial Co., Ltd. || B378 
 Chaozhou Boshifa Ceramics Making Co., Ltd. || B379 
 Chaozhou Cantake Craft Co., Ltd. || B380 
 Chaozhou Ceramics Industry and Trade General Corp. || B381 
 Chaozhou Chaofeng Ceramic Making Co., Ltd. || B382 
 Chaozhou Chengxi Jijie Art & Craft Painted Porcelain Fty. || B383 
 Chaozhou Chengxinda Ceramics Industry Co., Ltd. || B384 
 Chaozhou Chenhui Ceramics Co., Ltd. || B385 
 Chaozhou Chonvson Ceramics Industry Co., Ltd. || B386 
 Chaozhou Daxin Arts & Crafts Co., Ltd. || B387 
 Chaozhou DaXing Ceramics Manufactory Co., Ltd || B388 
 Chaozhou Dayi Ceramics Industries Co., Ltd. || B389 
 Chaozhou Dehong Ceramics Making Co., Ltd. || B390 
 Chaozhou Deko Ceramic Co., Ltd. || B391 
 Chaozhou Diamond Ceramics Industrial Co., Ltd. || B392 
 Chaozhou Dongyi Ceramics Co., Ltd. || B393 
 Chaozhou Dragon Porcelain Industrial Co., Ltd. || B394 
 Chaozhou Fairway Ceramics Manufacturing Co., Ltd. || B395 
 Chaozhou Feida Ceramics Industries Co., Ltd. || B396 
 Chaozhou Fengxi Baita Ceramics Fty. || B397 
 Chaozhou Fengxi Dongtian Porcelain Fty. No.2 || B398 
 Chaozhou Fengxi Fenger Ceramics Craft Fty. || B399 
 Chaozhou Fengxi Hongrong Color Porcelain Fty. || B400 
 Chaozhou Fengxi Jiaxiang Ceramic Manufactory || B401 
 Chaozhou Fengxi Porcelain Industrial Trade Imp & Exp. Corp || B402 
 Chaozhou Fengxi Shengshui Porcelain Art Factory || B403 
 Chaozhou Fengxi Zone Jinbaichuan Porcelain Crafts Factory || B404 
 Chaozhou Fromone Ceramic Co., Ltd. || B405 
 Chaozhou Genol Ceramics Manufacture Co., Ltd. || B406 
 Chaozhou Good Concept Ceramics Co., Ltd. || B407 
 Chaozhou Grand Collection Ceramics Manufacturing Co. Ltd. || B408 
 Chaozhou Guangjia Ceramics Manufacture Co., Ltd. || B409 
 Chaozhou Guidu Ceramics Co., Ltd. || B410 
 Chaozhou Haihong Ceramics Making Co., Ltd. || B411 
 Chaozhou Hengchuang Porcelain Co., Ltd. || B412 
 Chaozhou Henglibao Porcelain Industrial Co., Ltd. || B413 
 Chaozhou Hongbo Ceramics Industrial Co., Ltd. || B414 
 Chaozhou Hongjia Ceramics Making Co., Ltd. || B415 
 Chaozhou Hongye Ceramics Manufactory Co., Ltd. || B416 
 Chaozhou Hongye Porcelain Development Co., Ltd. || B417 
 Chaozhou Hongyue Porcelain Industry Co., Ltd. || B418 
 Chaozhou Hongzhan Ceramic Manufacture Co., Ltd. || B419 
 Chaozhou Hua Da Ceramics Making Co., Ltd. || B420 
 Chaozhou Huabo Ceramic Co., Ltd. || B421 
 Chaozhou Huade Ceramics Manufacture Co., Ltd. || B422 
 Chaozhou Huashan Industrial Co., Ltd. || B423 
 Chaozhou Huayu Ceramics Co., Ltd. || B424 
 Chaozhou Huazhong Ceramics Industries Co., Ltd. || B425 
 Chaozhou Huifeng Ceramics Craft Making Co., Ltd. || B426 
 Chaozhou J&M Ceramics Industrial Co., Ltd. || B427 
 Chaozhou Jencymic Co., Ltd. || B428 
 Chaozhou Jiahua Ceramics Co., Ltd. || B429 
 Chaozhou Jiahuabao Ceramics Industrial Co., Ltd. || B430 
 Chaozhou JiaHui Ceramic Factory || B431 
 Chaozhou Jiaye Ceramics Making Co., Ltd. || B432 
 Chaozhou Jiayi Ceramics Making Co., Ltd. || B433 
 Chaozhou Jiayu Ceramics Making Co., Ltd. || B434 
 Chaozhou Jin Jia Da Porcelain Industry Co., Ltd. || B435 
 Chaozhou Jingfeng Ceramics Craft Co., Ltd. || B436 
 Chaozhou Jinqiangyi Ceramics Co., Ltd. || B437 
 Chaozhou Jinxin Ceramics Making Co., Ltd || B438 
 Chaozhou Jinyuanli Ceramics Manufacture Co., Ltd. || B439 
 Chaozhou Kaibo Ceramics Making Co., Ltd. || B440 
 Chaozhou Kedali Porcelain Industrial Co., Ltd. || B441 
 Chaozhou King's Porcelain Industry Co., Ltd. || B442 
 Chaozhou Kingwave Porcelain & Pigment Co., Ltd. || B443 
 Chaozhou Lemontree Tableware Co., Ltd. || B444 
 Chaozhou Lianfeng Porcelain Co., Ltd. || B445 
 Chaozhou Lianjun Ceramics Co., Ltd. || B446 
 Chaozhou Lianyu Ceramics Co., Ltd. || B447 
 ChaoZhou Lianyuan Ceramic Making Co., Ltd. || B448 
 Chaozhou Lisheng Ceramics Co., Ltd. || B449 
 Chaozhou Loving Home Porcelain Co., Ltd. || B450 
 Chaozhou Maocheng Industry Dve. Co., Ltd. || B451 
 Chaozhou MBB Porcelain Factory || B452 
 Chaozhou Mingyu Porcelain Industry Co., Ltd. || B453 
 Chaozhou New Power Co., Ltd. || B454 
 Chaozhou Ohga Porcelain Co.,Ltd. || B455 
 Chaozhou Oubo Ceramics Co., Ltd. || B456 
 Chaozhou Pengfa Ceramics Manufactory Co., Ltd. || B457 
 Chaozhou Pengxing Ceramics Co., Ltd. || B458 
 Chaozhou Qingfa Ceramics Co., Ltd. || B459 
 Chaozhou Ronghua Ceramics Making Co., Ltd. || B460 
 Chaozhou Ronglibao Porcelain Co., Ltd. || B461 
 Chaozhou Rui Cheng Porcelain Industry Co., Ltd. || B462 
 Chaozhou Rui Xiang Porcelain Industrial Co., Ltd. || B463 
 Chaozhou Ruilong Ceramics Co., Ltd. || B464 
 Chaozhou Sanhua Ceramics Industrial Co., Ltd. || B465 
 Chaozhou Sanming Industrial Co., Ltd. || B466 
 Chaozhou Santai Porcelain Co., Ltd. || B467 
 Chaozhou Shuntai Ceramic Manufactory Co., Ltd. || B468 
 Chaozhou Songfa Ceramics Co.,Ltd. || B469 
 Chaozhou Sundisk Ceramics Making Co., Ltd. || B470 
 Chaozhou Teemjade Ceramics Co., Ltd. || B471 
 Chaozhou Thyme Ceramics Co., Ltd. || B472 
 Chaozhou Tongxing Huajiang Ceramics Making Co., Ltd || B473 
 Chaozhou Totye Ceramics Industrial Co., Ltd. || B474 
 Chaozhou Trend Arts & Crafts Co., Ltd. || B475 
 Chaozhou Uncommon Craft Industrial Co., Ltd. || B476 
 Chaozhou Weida Ceramic Making Co., Ltd. || B477 
 Chaozhou Weigao Ceramic Craft Co., Ltd. || B478 
 Chaozhou Wingoal Ceramics Industrial Co., Ltd. || B479 
 Chaozhou Wood House Porcelain Co., Ltd. || B480 
 Chaozhou Xiangye Ceramics Craft Making Co., Ltd. || B481 
 Chaozhou Xin Weicheng Co., Ltd. || B482 
 Chaozhou Xincheng Ceramics Co., Ltd. || B483 
 Chaozhou Xinde Ceramics Craft Factory || B484 
 Chaozhou Xingguang Ceramics Co., Ltd. || B485 
 Chaozhou Xinhui Porcelain Co., Ltd. || B486 
 Chaozhou Xinkai Porcelain Co., Ltd. || B487 
 Chaozhou Xinlong Porcelain Industrial Co., Ltd. || B488 
 Chaozhou Xinyu Porcelain Industrial Co., Ltd. || B489 
 Chaozhou Xinyue Ceramics Manufacture Co., Ltd. || B490 
 Chaozhou Yangguang Ceramics Co., Ltd. || B491 
 Chaozhou Yaran Ceramics Craft Making Co., Ltd. || B492 
 Chaozhou Yinhe Ceramics Co., Ltd. || B493 
 Chaozhou Yongsheng Ceramics Manufacturing Co., Ltd. || B494 
 Chaozhou Yongxuan Domestic Ceramics Manufactory Co., Ltd. || B495 
 Chaozhou Yu Ri Ceramics Making Co., Ltd. || B496 
 Chaozhou Yuefeng Ceramics Ind. Co., Ltd. || B497 
 Chaozhou Yufeng Ceramics Making Factory || B498 
 Chaozhou Zhongxia Porcelain Factory Co., Ltd. || B499 
 Chaozhou Zhongye Ceramics Co., Ltd. || B500 
 Dabu Yongxingxiang Ceramics Co., Ltd. || B501 
 Dapu Fuda Ceramics Co., Ltd. || B502 
 Dapu Taoyuan Porcelain Factory || B503 
 Dasheng Ceramics Co., Ltd. Dehua || B504 
 De Hua Hongshun Ceramic Co., Ltd. || B505 
 Dehua Hongsheng Ceramic Co., Ltd. || B506 
 Dehua Jianyi Porcelain Industry Co., Ltd. || B507 
 Dehua Kaiyuan Porcelain Industry Co., Ltd. || B508 
 Dehua Ruyuan Gifts Co., Ltd. || B509 
 Dehua Xinmei Ceramics Co., Ltd. || B510 
 Dongguan Kennex Ceramic Ltd. || B511 
 Dongguan Shilong Kyocera Co., Ltd. || B512 
 Dongguan Yongfuda Ceramics Co., Ltd. || B513 
 Evershine Fine China Co., Ltd. || B514 
 Excellent Porcelain Co., Ltd. || B515 
 Fair-Link Limited (Xiamen) || B516 
 Far East (Boluo) Ceramics Factory Co., Ltd. || B517 
 Far East (chaozhou) Ceramics Factory Co., Ltd. || B518 
 Fengfeng Mining District Yuhang Ceramic Co. Ltd. ("Yuhang") || B519 
 Foshan Metart Company Limited || B520 
 Fujian De Hua Jiashun Art&Crafts Co., Ltd. || B521 
 Fujian Dehua Chengyi Ceramics Co., Ltd. || B522 
 Fujian Dehua Five Continents Ceramic Manufacturing Co., Ltd. || B523 
 Fujian Dehua Fujue Ceramics Co., Ltd. || B524 
 Fujian Dehua Full Win Crafts Co., Ltd. || B525 
 Fujian Dehua Fusheng Ceramics Co., Ltd. || B526 
 Fujian Dehua Gentle Porcelain Co., Ltd. || B527 
 Fujian Dehua Guanhong Ceramic Co., Ltd. || B528 
 Fujian Dehua Guanjie Ceramics Co., Ltd. || B529 
 Fujian Dehua Hiap Huat Koyo Toki Co., Ltd. || B530 
 Fujian Dehua Hongda Ceramics Co., Ltd. || B531 
 Fujian Dehua Hongsheng Arts & Crafts Co., Ltd. || B532 
 Fujian Dehua Hongyu Ceramic Co., Ltd. || B533 
 Fujian Dehua Huachen Ceramics Co., Ltd. || B534 
 Fujian Dehua Huaxia Ceramics Co., Ltd. || B535 
 Fujian Dehua Huilong Ceramic Co., Ltd. || B536 
 Fujian Dehua Jingyi Ceramics Co., Ltd. || B537 
 Fujian Dehua Jinhua Porcelain Co., Ltd. || B538 
 Fujian Dehua Jinzhu Ceramics Co., Ltd. || B539 
 Fujian Dehua Lianda Ceramic Co., Ltd. || B540 
 Fujian Dehua Myinghua Ceramics Co., Ltd. || B541 
 Fujian Dehua Pengxin Ceramics Co., Ltd. || B542 
 Fujian Dehua Rongxin Ceramic Co., Ltd. || B543 
 Fujian Dehua Shisheng Ceramics Co., Ltd. || B544 
 Fujian Dehua Will Ceramic Co., Ltd. || B545 
 Fujian Dehua Xianda Ceramic Factory || B546 
 Fujian Dehua Xianghui Ceramic Co., Ltd. || B547 
 Fujian Dehua Xingye Ceramic Co., Ltd. || B548 
 Fujian Dehua Yonghuang Ceramic Co., Ltd. || B549 
 Fujian Dehua Yousheng Ceramics Co., Ltd. || B550 
 Fujian Dehua You-Young Crafts Co., Ltd. || B551 
 Fujian Dehua Zhenfeng Ceramics Co., Ltd. || B552 
 Fujian Dehua Zhennan Ceramics Co., Ltd. || B553 
 Fujian Jackson Arts and Crafts Co., Ltd. || B554 
 Fujian Jiamei Group Corporation || B555 
 Fujian Profit Group Corporation || B556 
 Fujian Province Dehua County Beatrot Ceramic Co., Ltd. || B557 
 Fujian Province Yongchun County Foreign Processing and Assembling Corporation || B558 
 Fujian Quanzhou Longpeng Group Co., Ltd. || B559 
 Fujian Quanzhou Shunmei Group Co., Ltd. || B560 
 Fung Lin Wah Group || B561 
 Ganzhou Koin Structure Ceramics Co., Ltd. || B562 
 Global Housewares Factory || B563 
 Guangdong Baofeng Ceramic Technology Development Co., Ltd. || B564 
 Guangdong Bening Ceramics Industries Co., Ltd. || B565 
 Guangdong Daye Porcelain Co., Ltd. || B566 
 Guangdong Dongbao Group Co., Ltd. || B567 
 Guangdong Huaxing Ceramics Co., Ltd. || B568 
 Guangdong Quanfu Ceramics Ind. Co., Ltd. || B569 
 Guangdong Shunqiang Ceramics Co., Ltd || B570 
 Guangdong Shunxiang Porcelain Co., Ltd. || B571 
 Guangdong Sitong Group Co., Ltd. || B572 
 Guangdong Songfa Ceramics Co.,Ltd. || B573 
 GuangDong XingTaiYi Porcelain Co., Ltd || B574 
 Guangdong Yutai Porcelain Co., Ltd. || B575 
 Guangdong Zhentong Ceramics Co., Ltd || B576 
 Guangxi Baian Ceramic Co. Ltd || B577 
 Guangxi Beiliu City Ming Chao Porcelain Co., Ltd. || B578 
 Guangxi Beiliu Guixin Porcelain Co., Ltd. || B579 
 Guangxi Beiliu Huasheng Porcelain Ltd. || B580 
 Guangxi Beiliu Newcentury Ceramic Llc. || B581 
 Guangxi Beiliu Qinglang Porcelain Trade Co., Ltd. || B582 
 Guangxi Beiliu Rili Porcelain Co.,Ltd. || B583 
 Guangxi Beiliu Xiongfa Ceramics Co., Ltd. || B584 
 Guangxi Beiliu Yujie Porcelain Co., Ltd. || B585 
 Guangxi Beiliu Zhongli Ceramics Co., Ltd || B586 
 Guangxi Nanshan Porcelain Co., Ltd. || B587 
 Guangxi Xin Fu Yuan Co. Ltd. || B588 
 Guangxi Yulin Rongxing Ceramics Co., Ltd. || B589 
 Guangzhou Chaintime Porcelain Co., Ltd. || B590 
 Haofa Ceramics Co., Ltd. of Dehua Fujian || B591 
 Hebei Dersun Ceramic Co., Ltd. || B592 
 Hebei Great Wall Ceramic Co., Ltd. || B593 
 Henan Ruilong Ceramics Co., Ltd || B594 
 Henghui Porcelain Plant Liling Hunan China || B595 
 Huanyu Ceramic Industrial Co., Ltd. Liling Hunan China || B596 
 Hunan Baihua Ceramics Co., Ltd. || B597 
 Hunan Eka Ceramics Co., Ltd. || B598 
 Hunan Fungdeli Ceramics Co., Ltd. || B599 
 Hunan Gaofeng Ceramic Manufacturing Co., Ltd. || B600 
 Hunan Huari Ceramic Industry Co., Ltd || B601 
 Hunan Huawei China Industry Co., Ltd || B602 
 Hunan Huayun Ceramics Factory Co., Ltd || B603 
 Hunan Liling Tianxin China Industry Ltd. || B604 
 Hunan Provincial Liling Chuhua Ceramic Industrial Co., Ltd. || B605 
 Hunan Quanxiang Ceramics Corp. Ltd. || B606 
 Hunan Rslee Ceramics Co., Ltd || B607 
 Hunan Taisun Ceramics Co., Ltd. || B608 
 Hunan Victor Imp. & Exp. Co., Ltd || B609 
 Hunan Wing Star Ceramic Co., Ltd. || B610 
 Hunan Xianfeng Ceramic Industry Co.,Ltd || B611 
 Jiangsu Gaochun Ceramics Co., Ltd. || B612 
 Jiangsu Yixing Fine Pottery Corp., Ltd. || B613 
 Jiangxi Global Ceramic Co., Ltd. || B614 
 Jiangxi Kangshu Porcelain Co.,Ltd. || B615 
 Jingdezhen F&B Porcelain Co., Ltd. || B616 
 Jingdezhen Yuanjing Porcelain Industry Co., Ltd. || B617 
 Jiyuan Jukang Xingxing Ceramics Co., Ltd. || B618 
 Joyye Arts & Crafts Co., Ltd. || B619 
 Junior Star Ent's Co., Ltd. || B620 
 K&T Ceramics International Co., Ltd. || B621 
 Kam Lee (Xing Guo) Metal and Plastic Fty. Co., Ltd. || B622 
 Karpery Industrial Co., Ltd. Hunan China || B623 
 Kilncraft Ceramics Ltd. || B624 
 Lian Jiang Golden Faith Porcelain Co., Ltd. || B625 
 Liling Gaojia Ceramic Industry Co., Ltd || B626 
 Liling GuanQian Ceramic Manufacture Co., Ltd. || B627 
 Liling Huahui Ceramic Manufacturing Co., Ltd. || B628 
 Liling Huawang Ceramics Manufacturing Co., Ltd. || B629 
 Liling Jiahua Porcelain Manufacturing Co., Ltd || B630 
 Liling Jialong Porcelain Industry Co., Ltd || B631 
 Liling Jiaxing Ceramic Industrial Co., Ltd || B632 
 Liling Kaiwei Ceramic Co., Ltd. || B633 
 Liling Liangsheng Ceramic Manufacture Co., Ltd. || B634 
 Liling Liuxingtan Ceramics Co., Ltd || B635 
 Liling Minghui Ceramics Factory || B636 
 Liling Pengxing Ceramic Factory || B637 
 Liling Quanhu Industries General Company || B638 
 Liling Rongxiang Ceramic Co., Ltd. || B639 
 Liling Ruixiang Ceramics Industrial Co., Ltd. || B640 
 Liling Santang Ceramics Manufacturing Co., Ltd. || B641 
 Liling Shenghua Industrial Co., Ltd. || B642 
 Liling Spring Ceramic Industry Co., Ltd || B643 
 Liling Tengrui Industrial and Trading Co.,Ltd. || B644 
 Liling Top Collection Industrial Co., Ltd || B645 
 Liling United Ceramic-Ware Manufacturing Co., Ltd. || B646 
 Liling Yonghe Porcelain Factory || B647 
 Liling Yucha Ceramics Co., Ltd. || B648 
 Liling Zhengcai Ceramic Manufacturing Co., Ltd || B649 
 Linyi Jinli Ceramics Co., Ltd. || B650 
 Linyi Pengcheng Industry Co., Ltd. || B651 
 Linyi Wanqiang Ceramics Co., Ltd. || B652 
 Linyi Zhaogang Ceramics Co., Ltd. || B653 
 Liveon Industrial Co., Ltd. || B654 
 Long Da Bone China Co., Ltd. || B655 
 Meizhou Gaoyu Ceramics Co., Ltd. || B656 
 Meizhou Lianshunchang Trading Co., Ltd. || B657 
 Meizhou Xinma Ceramics Co., Ltd. || B658 
 Meizhou Yuanfeng Ceramic Industry Co., Ltd. || B659 
 Meizhou Zhong Guang Industrial Co., Ltd. || B660 
 Miracle Dynasty Fine Bone China (Shanghai) Co., Ltd. || B661 
 Photo USA Electronic Graphic Inc. || B662 
 Quanzhou Allen Light Industry Co., Ltd. || B663 
 Quanzhou Chuangli Craft Co., Ltd. || B664 
 Quanzhou Dehua Fangsheng Arts Co., Ltd. || B665 
 Quanzhou Haofu Gifts Co., Ltd. || B666 
 Quanzhou Hongsheng Group Corporation || B667 
 Quanzhou Jianwen Craft Co., Ltd. || B668 
 Quanzhou Kunda Gifts Co., Ltd. || B669 
 Quanzhou Yongchun Shengyi Ceramics Co., Ltd. || B670 
 Raoping Bright Future Porcelain Factory ("RBF") || B671 
 Raoping Sanrao Yicheng Porcelain Factory || B672 
 Raoping Sanyi Industrial Co., Ltd. || B673 
 Raoping Suifeng Ceramics and Glass Factory || B674 
 Raoping Xinfeng Yangda Colour Porcelain FTY || B675 
 Red Star Ceramics Limited || B676 
 Rong Lin Wah Industrial (Shenzhen) Co., Ltd. || B677 
 Ronghui Ceramic Co., Ltd Liling Hunan China || B678 
 Shandong Futai Ceramics Co., Ltd. || B679 
 Shandong Gaode Hongye Ceramics Co., Ltd. || B680 
 Shandong Kunlun Ceramic Co., Ltd. || B681 
 Shandong Zhaoding Porcelain Co., Ltd. || B682 
 Shantou Ceramics Industry Supply & Marketing Corp. || B683 
 Sheng Hua Ceramics Co., Ltd. || B684 
 Shenzhen Baoshengfeng Imp. & Exp. Co., Ltd. || B685 
 Shenzhen Bright Future Industry Co., Ltd. ("SBF") || B686 
 Shenzhen Donglin Industry Co., Ltd. || B687 
 Shenzhen Ehome Enterprise Ltd || B688 
 Shenzhen Ever Nice Industry Co., Ltd. || B689 
 Shenzhen Fuliyuan Porcelain Co., Ltd. || B690 
 Shenzhen Full Amass Ind. Dev. Co. Ltd || B691 
 Shenzhen Fuxingjiayun Ceramics Co., Ltd. || B692 
 Shenzhen Good-Always Imp. & Exp. Co. Ltd || B693 
 Shenzhen Gottawa Industrial Ltd. || B694 
 Shenzhen Hiker Housewares Ltd. || B695 
 Shenzhen Hua Mei Industry Development Ltd || B696 
 Shenzhen Mingsheng Ceramic Ltd. || B697 
 Shenzhen Senyi Porcelain Industry Co. Ltd. || B698 
 Shenzhen SMF Investment Co., Ltd || B699 
 Shenzhen Tao Hui Industrial Co., Ltd. || B700 
 Shenzhen Topchoice Industries Limited || B701 
 Shenzhen Trueland Industrial Co., Ltd. || B702 
 Shenzhen Universal Industrial Co., Ltd. || B703 
 Shenzhen Zhan Peng Xiang Industrial Co., Ltd. || B704 
 Shijiazhuang Kuangqu Huakang Porcelain Co., Ltd. || B705 
 Shun Sheng Da Group Co., Ltd. Quanzhou Fujian || B706 
 Stechcol Ceramic Crafts Development (Shenzhen) Co., Ltd. || B707 
 Taiyu Ceramic Co., Ltd. Liling Hunan China || B708 
 Tangshan Beifangcidu Ceramic Group Co., Ltd. || B709 
 Tangshan Boyu Osseous Ceramic Co., Ltd. || B710 
 Tangshan Chinawares Trading Co., Ltd || B711 
 Tangshan Daxin Ceramics Co., Ltd. || B712 
 Tangshan Golden Ceramic Co., Ltd. || B713 
 Tangshan Haigelei Fine Bone Porcelain Co., Ltd. || B714 
 Tangshan Hengrui Porcelain Industry Co., Ltd. || B715 
 Tangshan Huamei Porcelain Co., Ltd. || B716 
 Tangshan Huaxincheng Ceramic Products Co., Ltd. || B717 
 Tangshan Huyuan Bone China Co., Ltd. || B718 
 Tangshan Imperial-Hero Ceramics Co., Ltd. || B719 
 Tangshan Jinfangyuan Bone China Manufacturing Co., Ltd. || B720 
 Tangshan Keyhandle Ceramic Co., Ltd. || B721 
 Tangshan Longchang Ceramics Co., Ltd. || B722 
 Tangshan Masterwell Ceramic Co., Ltd. || B723 
 Tangshan Redrose Porcelain Products Co., Ltd. || B724 
 Tangshan Shiyu Commerce Co., Ltd. || B725 
 Tangshan Xueyan Industrial Co., Ltd. || B726 
 Tangshan Yida Industrial Corp. || B727 
 Tao Yuan Porcelain Factory || B728 
 Teammann Co., Ltd. || B729 
 The China & Hong Kong Resources Co., Ltd. || B730 
 The Great Wall Group Holding Co., Ltd. Guangdong || B731 
 Tienshan (Handan) Tableware Co., Ltd. ("Tienshan") || B732 
 Topking Industry (China) Ltd. || B733 
 Weijian Ceramic Industrial Co., Ltd. || B734 
 Weiye Ceramics Co., Ltd. || B735 
 Winpat Industrial Co., Ltd. || B736 
 Xiamen Acrobat Splendor Ceramics Co., Ltd. || B737 
 Xiamen Johnchina Fine Polishing Tech Co., Ltd. || B738 
 Xiangqiang Ceramic Manufacturing Co., Ltd. Liling City Hunan || B739 
 Xin Xing Xian XinJiang Pottery Co., Ltd. || B740 
 Xinhua County Huayang Porcelain Co., Ltd. || B741 
 Xuchang Jianxing Porcelain Products Co., Ltd. || B742 
 Yangjiang Shi Ba Zi Kitchen Ware Manufacturing Co., Ltd. || B743 
 Yanling Hongyi Import N Export Trade Co., Ltd. || B744 
 Ying-Hai (Shenzhen) Industry Dev. Co., Ltd. || B745 
 Yiyang Red Star Ceramics Ltd. || B746 
 Yong Feng Yuan Industry Co., Ltd. ("Yong Feng Yuan Industry") || B747 
 Yongchun Dahui Crafts Co., Ltd. || B748 
 Yu Yuan Ceramics Co., Ltd. || B749 
 Yuzhou City Kongjia Porcelain Co., Ltd. || B750 
 Yuzhou Huixiang Ceramics Co., Ltd. || B751 
 Yuzhou Ruilong Ceramics Co., Ltd. || B752 
 Zeal Ceramics Development Co., Ltd, Shenzhen, China || B753 
 Zhangjiakou Xuanhua Yici Ceramics Co., Ltd. ("Xuanhua Yici") || B754 
 Zhejiang Nansong Ceramics Co., Ltd. || B755 
 Zibo Boshan Shantou Ceramic Factory || B756 
 Zibo CAC Chinaware Co., Ltd. || B757 
 Zibo Fortune Light Industrial Products Co., Ltd. || B758 
 Zibo Fuxin Porcelain Co., Ltd. || B759 
 Zibo GaoDe Ceramic Technology & Development Co., Ltd. || B760 
 Zibo Hongda Ceramics Co., Ltd. || B761 
 Zibo Jinxin Light Industrial Products Co., Ltd. || B762 
 Zibo Kunyang Ceramic Corporation Limited || B763 
Allegato II
Una dichiarazione firmata da un responsabile
del soggetto giuridico che emette la fattura commerciale, redatta secondo il
modello seguente, deve comparire sulla fattura commerciale valida di cui
all’articolo 1, paragrafo 3:
(1)              
Nome e funzione del responsabile del soggetto
giuridico che emette la fattura commerciale. 
(2)              
La dichiarazione seguente: "Il sottoscritto
certifica che il (volume) degli oggetti per il servizio da tavola e da cucina
in ceramica venduti all'esportazione nell'Unione europea e oggetto della
presente fattura, è stato fabbricato da (nome e indirizzo della società)
(codice addizionale TARIC) in (paese interessato). Il sottoscritto dichiara che
le informazioni contenute nella presente fattura sono complete ed esatte".
(3)              
Data e firma.     
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51. 
[2]               GU L 318 del 15.11.2012, pag. 28.
[3]               GU C 44 del 16.2.2012, pag. 22.
[4]               Sentenza della Corte di giustizia del 2 febbraio 2012
nella causa C-249/10 p, Brosmann Footwear HK e altri/Consiglio dell'Unione
europea e sentenza della Corte di giustizia del 15 novembre 2012 nella
causa C-247/10 P, Zhejiang Aokang Shoes Co. Ltd/Consiglio dell'Unione
europea.
[5]               Regolamento (UE) n. 1168/2012 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 12 dicembre 2012, che modifica il regolamento (CE) n.
1225/2009 del Consiglio, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di
dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea, GU L 344 del
14.12.2012, pag. 1.
[6]               Ibid.
[7]               Cfr. nota 4.
[8]               Le statistiche Eurostat sull'occupazione connessa alla
fabbricazione di tessili, articoli di vestiario, prodotti in cuoio/legno o
sughero/paglia/carta e stampa e riproduzione di supporti registrati.
[9]               Competitiveness of the Ceramics Sector, relazione finale
13 ottobre 2008, pag. 29.
[10]             GU L 238 del 15.9.2011, pag. 1.
[11]             European Commission, Directorate-General for Trade,
Directorate H, Office: NERV-105, 08/020, 1049 Bruxelles/Brussel, BELGIQUE/ BELGIË.