CELEX: C2000/176/24
Language: it
Date: 2000-06-24 00:00:00
Title: Causa C-148/00: Ricorso del 18 aprile 2000 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 176/14                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         24.6.2000
— Avendo cessato, a decorrere dalla stagione balneare 1995,                       b) alla direttiva 97/76/CE del Consiglio del 16 dicembre
     di misurare il parametro «coliformi totali», mentre quest’ul-                    1997 (2) che modifica la direttiva 77/99/CEE e la
     timo fa sempre parte della normativa comunitaria vigente                         direttiva 72/462/CEE per quanto riguarda le norme
     in materia di qualità delle acque di balneazione, le autorità                    applicabili alle carni macinate, alle preparazioni di
     francesi violano un obbligo chiaro derivante dagli artt. 3,                      carni e a taluni altri prodotti di origine animale;
     4, 5 e 6 della direttiva. Gli argomenti tecnici fatti valere da
     tali autorità per giustificare la loro scelta non potrebbero
     giustificare per se stessi l’abbandono unilaterale di un                     c) alla direttiva 98/51/CE della Commissione del 9 luglio
     obbligo chiaro ed indiscutibile derivante dal diritto comu-                      1998 (3) che stabilisce alcune misure di applicazione
     nitario. L’art. 7 della direttiva offre agli Stati membri la                     della direttiva 95/69/CE del Consiglio che fissa le
     possibilità di adottare misure più severe di quelle che essa                     condizioni e le modalità per il riconoscimento e
     prevede; la misura di parametri supplementari sarebbe                            la registrazione di taluni stabilimenti e intermediari
     allora conforme ai requisiti della direttiva. Questo non vale                    operanti nel settore dell’alimentazione degli animali;
     per la sostituzione di un parametro obbligatorio con un
     parametro non obbligatorio o per l’abbandono di uno dei
     parametri obbligatori.                                                       e comunque non avendo comunicato tali disposizioni, è
                                                                                  venuta meno agli obblighi imposti da tali direttive e dal
     La Commissione sottolinea infine che l’abbandono unilate-                    Trattato.
     rale di un parametro incide anche sui risultati presentati
     nella relazione annuale sulle acque di balneazione dell’U-
                                                                             2. condannare la Repubblica italiana al pagamento delle spese
     nione europea eliminando un elemento di comparabilità.
                                                                                  processuali.
     Questa situazione è inoltre fonte di confusione e di opacità
     per i cittadini e i mezzi di comunicazione che rendono
     conto delle qualità delle acque facendo ricorso alla rela-
     zione.
                                                                             Motivi e principali argomenti
(1) Direttiva del Consiglio, 8 dicembre 1975, 76/160/CEE, concernen-
    te la qualità di acque di balneazione (GU L 31 del 5.2.1976,             L’articolo 249 CE (ex art. 189 del Trattato CE), secondo il
    pag. 1).                                                                 quale la direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per
                                                                             quanto riguarda il risultato da conseguire, implica l’obbligo
                                                                             per gli Stati membri di rispettare i termini per la trasposizione
                                                                             stabiliti nelle direttive. Questi termini sono scaduti senza che
                                                                             la Repubblica italiana abbia emanato le disposizioni necessarie
                                                                             per conformarsi alle direttive menzionate nelle conclusioni
                                                                             della Commissione.
Ricorso del 18 aprile 2000 contro la Repubblica italiana,
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                                                                             (1) GU L 184, del 12.07.1997, pag. 33.
                          (Causa C-148/00)                                   (2) GU L 10, del 16.1.1998, pag. 25.
                                                                             (3) GU L 208, del 24.7.1998, pag. 43.
                           (2000/C 176/24)
Il 18 aprile 2000, la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dai sigg. Stefania Dragone e Francesco P. Ruggeri
Laderchi, membri del suo servizio giuridico, in qualità di
agenti, elettivamente domiciliata presso il sig. Carlos Gómez
de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, a Lussemburgo, ha
presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                 Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
ricorso contro la Repubblica italiana.                                          tro la Repubblica francese, proposto il 19 aprile 2000
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                                                      (Causa C-152/00)
1. constatare che la Repubblica italiana, non avendo adottato
     le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative                                       (2000/C 176/25)
     necessarie per conformarsi:
     a) alla direttiva 97/41/CE del Consiglio del 25 giugno                  Il 19 aprile 2000 la Commissione delle Comunità europee,
          1997 (1) che modifica le direttive 76/895/CEE,                     rappresentata dalla signora Léna Ström e dal signor Jean-
          86/362/CEE, 86/363/CEE e 90/642/CEE, che fissano le                Francis Pasquier, consiglieri giuridici, in qualità di agenti, con
          quantità massime di residui rispettivamente sugli e                domicilio eletto in Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez
          negli ortofrutticoli, sui e nei cereali, sui e nei prodotti        de la Cruz, membro del servizio giuridico, Centre Wagner,
          alimentari di origine animale e su e in alcuni prodotti            Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
          di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli;                  Comunità europee un ricorso contro la Repubblica francese.