CELEX: 51998PC0521
Language: it
Date: 1998-09-16
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo all'applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1 gennaio 1999 - 31 dicembre 2001

Avis juridique important

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51998PC0521

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo all'applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1 gennaio 1999 - 31 dicembre 2001  /* COM/98/0521 def. - ACC 98/0280 */  

Gazzetta ufficiale n. C 362 del 24/11/1998 pag. 0001

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo all'applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° gennaio 1999 31 dicembre 2001 (98/C 362/01) COM(1998) 521 def. - 98/0280(ACC)(Presentata dalla Commissione il 17 settembre 1998)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 113,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e sociale,considerando che, in base all'offerta presentata nel quadro della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), la Comunità ha concesso, dal 1971, preferenze tariffarie generalizzate per taluni prodotti agricoli e industriali originari dei paesi in via di sviluppo; che il periodo iniziale di dieci anni di applicazione del sistema di preferenze è scaduto il 31 dicembre 1980; che un secondo periodo di dieci anni si è concluso il 31 dicembre 1990 e che la Comunità ha prorogato tuttavia sino al 31 dicembre 1994 il suo schema senza modifiche; che in tale data la Comunità ha rinnovato per un nuovo periodo di dieci anni (1995 2004) la sua offerta;considerando il ruolo positivo svolto in passato dal sistema nel migliorare l'accesso dei paesi in via di sviluppo ai mercati dei paesi che concedono preferenze, il quale giustifica che se ne mantenga l'applicazione per un certo periodo in via complementare rispetto ad altri mezzi di azione prioritari, in particolare la liberalizzazione multilaterale degli scambi;considerando che la Commissione ha presentato, nella sua comunicazione al Consiglio del 1° giugno 1994 (1), gli orientamenti che essa raccomandava per un nuovo decennio di applicazione del suo schema di preferenze generalizzate per il periodo 1995 2004;considerando che tali orientamenti decennali sono stati confermati nel 1995 con l'adozione del primo schema del decennio istituito dai regolamenti (CE) n. 3281/94 del Consiglio, del 19 dicembre 1994, recante applicazione di uno schema pluriennale di preferenze generalizzate per il periodo 1995 1998 a taluni prodotti industriali originari di paesi in via di sviluppo (2), e (CE) n. 1256/96 del Consiglio, del 20 giugno 1996, relativo all'applicazione di uno schema pluriennale di preferenze generalizzate per il periodo 1° luglio 1996 30 giugno 1999 a taluni prodotti agricoli originari di paesi in via di sviluppo (3);considerando che il trattato sull'Unione europea ha dato nuovo impulso alla politica di sviluppo comunitaria nel quadro della politica esterna dell'Unione, fissando come obiettivo prioritario lo sviluppo economico e sociale durevole dei paesi in via di sviluppo ed il loro inserimento armonico e graduale nell'economia mondiale;considerando che, in tale prospettiva, lo schema comunitario di preferenze generalizzate deve accentuare il suo ruolo di strumento volto allo sviluppo, rivolgendosi anzitutto ai paesi che ne hanno maggiormente bisogno, vale a dire i più poveri; che peraltro lo schema deve completare gli strumenti dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e facilitare l'inserimento dei paesi in via di sviluppo nell'economia internazionale e nel sistema multilaterale degli scambi; che, di conseguenza, le preferenze hanno carattere transitorio e debbono essere concesse in modo commisurato alle necessità e gradualmente ritirate non appena si ritenga che tali necessità non esistano più;considerando che il sistema comunitario di preferenze generalizzate deve continuare a poggiare sull'obiettivo di neutralità globale del livello di liberalizzazione rispetto agli schemi precedenti per quanto riguarda l'impatto del margine preferenziale sul volume potenziale del commercio preferenziale, fatti salvi i regimi speciali di incentivazione;considerando che il sistema comunitario di preferenze generalizzate deve tener conto anche della sensibilità di taluni settori o prodotti per l'industria e l'agricoltura comunitaria; che occorre continuare a garantire la protezione dei settori sensibili contro le importazioni eccessive attraverso un duplice meccanismo di modulazione dei margini tariffari preferenziali e, in caso di emergenza, di clausole di salvaguardia;considerando che, per aumentare l'accesso al mercato comunitario e l'utilizzazione effettiva delle preferenze per i paesi in via di sviluppo mediamente o meno progrediti, occorre mantenere il meccanismo di modulazione;considerando che il meccanismo di modulazione settore/paese si basa sulla combinazione di un criterio di livello di sviluppo quantificato attraverso un indice di sviluppo che combina il reddito pro capite e il livello delle esportazioni di prodotti manufatti del paese considerato rispetto a quelli della Comunità, da un lato, e di un criterio di specializzazione relativa quantificato attraverso un indice di specializzazione, basato sul rapporto fra la quota di un paese beneficiario sul totale delle importazioni comunitarie in generale e la sua quota sul totale delle importazioni comunitarie per un determinato settore, dall'altro; che la combinazione di questi due criteri deve consentire di modulare secondo il livello di sviluppo gli effetti lordi dell'indice di specializzazione per quanto riguarda i settori da escludere;considerando che l'evoluzione delle condizioni degli scambi commerciali e finanziari nel mondo può, all'occorrenza, spingere la Comunità a riesaminare, entro la fine del 1999, i risultati dell'applicazione del meccanismo di modulazione;considerando che il meccanismo di modulazione settore/paese deve restare applicabile anche ai paesi beneficiari, le cui esportazioni di prodotti compresi nello schema di preferenze generalizzate in un determinato settore abbiano superato il quarto delle esportazioni dei paesi beneficiari nello stesso settore e per gli stessi prodotti durante l'anno statistico di riferimento, a prescindere dal livello di sviluppo di tali paesi;considerando che il meccanismo di modulazione continua a non applicarsi ai paesi le cui esportazioni verso la Comunità di prodotti compresi nello schema di preferenze generalizzate in un determinato settore non abbiano superato il 2 % delle esportazioni dei paesi beneficiari verso la Comunità nello stesso settore durante l'anno statistico di riferimento dello schema precedente;considerando che è opportuno continuare ad escludere dallo schema i paesi e territori il cui reddito pro capite è superiore a quello di uno Stato membro della Comunità e il cui indice di sviluppo è superiore a -1;considerando che gli Stati membri dell'OMC si sono impegnati, in occasione della riunione ministeriale di Singapore del dicembre 1996, a realizzare un piano d'azione volto a migliorare l'accesso al loro mercato per i prodotti originari dei paesi meno progrediti;considerando che, sulla base di una comunicazione della Commissione del 16 aprile 1997 e delle conclusioni del Consiglio del 2 giugno 1997, il regolamento (CE) n. 602/98 del Consiglio (4) ha concesso ai paesi meno progrediti non membri della convenzione di Lomé vantaggi equivalenti a quelli di cui godono i paesi che sono parti di detta convenzione;considerando che i paesi impegnati in programmi effettivi di lotta contro la produzione e il traffico di droga debbono poter continuare a beneficiare del regime più favorevole ad essi già concesso nello schema precedente; che tali paesi beneficeranno come in passato di una franchigia di dazi per i prodotti industriali e agricoli, a condizione che proseguano i loro sforzi nella lotta contro la droga; che è opportuno estendere il beneficio di tale regime nel settore industriale ai paesi del mercato comune dell'America centrale e a Panama;considerando tuttavia che il mantenimento del beneficio di tale regime dopo il 31 dicembre 1999 deve essere subordinato al rispetto delle norme sociali e ambientali da cui dipende la concessione dei regimi di incentivazione della tutela dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente; che, in caso di inosservanza di tali norme e delle relative procedure, i vantaggi del regime speciale vanno ridotti proporzionalmente ai vantaggi offerti nel quadro dei regimi di incentivazione;considerando che appare possibile incoraggiare i paesi beneficiari che lo chiedano e che non abbiano ancora i mezzi per sostenerne i costi ad impegnarsi in politiche effettive di tutela dei diritti dei lavoratori, in particolare nel campo del riconoscimento della libertà sindacale e del divieto del lavoro dei minori; che pare pertanto anche possibile accordare un regime particolare più favorevole ai prodotti che siano stati fabbricati in condizioni conformi alle norme elaborate in materia dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) in paesi la cui legislazione contempli, di fatto, norme dello stesso tipo e della stessa portata, che vengano da essi effettivamente applicate;considerando che appare anche possibile incoraggiare i paesi beneficiari ad impegnarsi in politiche effettive di protezione dell'ambiente, favorendo prodotti e metodi di produzione conformi a norme che siano state internazionalmente riconosciute in grado di promuovere la realizzazione degli obiettivi definiti dalle convenzioni internazionali in materia di ambiente e dall'Agenda 21; che, a tal fine, è opportuno accordare in un primo tempo un regime particolare più favorevole ai prodotti provenienti da foreste tropicali gestite in maniera sostenibile in conformità delle norme dell'Organizzazione internazionale per i legni tropicali (ITTO);considerando che il regolamento (CE) n. 1154/98 del Consiglio (5) prevede l'attuazione dei regimi speciali di incentivazione della tutela dei diritti dei lavoratori e della protezione ambientale previsti dagli articoli 7 e 8 dei regolamenti (CE) n. 3281/94 e (CE) n. 1256/96;considerando che tali regimi speciali di incentivazione dovrebbero essere concessi ai paesi beneficiari del regime delle preferenze tariffarie generalizzate, anche nei settori per i quali sono eventualmente sottoposti al meccanismo di graduazione; che però ciò non dovrebbe valere per i settori sottoposti al meccanismo previsto dall'articolo 5, paragrafo 1, dei regolamenti (CE) n. 3281/94 e (CE) n. 1256/96, in quanto si tratta di settori esclusi per ragioni di capacità concorrenziale indipendentemente dal livello di sviluppo del paese interessato;considerando che il beneficio del regime di incentivazione della tutela dei diritti dei lavoratori va riservato ai paesi che ne fanno richiesta per iscritto e che dimostrano di applicare una legislazione che riprende nella sostanza le norme delle convenzioni n. 87 e n. 98 dell'OIL, per quanto riguarda l'applicazione dei principi del diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva, e della convenzione n. 138 dell'OIL concernente l'età minima di ammissione al lavoro;considerando che il beneficio del regime speciale di incentivazione di tutela dei diritti dei lavoratori dovrebbe essere riservato a paesi o, in alcuni casi, a settori di produzione che hanno effettivamente adottato misure atte a conformarsi a tali convenzioni dell'OIL; che, di conseguenza, bisogna prevedere un'applicazione parziale del regime speciale ad alcuni settori specifici;considerando che il beneficio del regime speciale di incentivazione della protezione ambientale è riservato ai paesi che ne fanno richiesta e che dimostrano di applicare una legislazione che riprende nella sostanza le norme dell'Organizzazione internazionale per i legni tropicali (ITTO);considerando che le domande di concessione dei regimi speciali di incentivazione sociale e ambientale devono essere oggetto di una procedura di pubblicazione che consenta agli interessati di far conoscere il loro punto di vista; che la decisione di concedere o no il regime speciale deve essere presa dopo esame approfondito delle domande da parte della Commissione, previo parere favorevole del comitato delle preferenze generalizzate;considerando che il funzionamento del regime di incentivazione della tutela dei diritti dei lavoratori deve essere garantito mediante la certificazione da parte delle autorità dei paesi beneficiari della conformità dei prodotti alle norme precitate e mediante l'applicazione di metodi di cooperazione amministrativa analoghi a quelli in vigore per il controllo dell'origine;considerando che, per la certificazione e i metodi di cooperazione amministrativa da prevedere, occorre avvalersi delle pertinenti disposizioni del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, che istituisce il codice doganale comunitario (6); che andrebbero tuttavia previste procedure particolari a difesa dell'interesse giustificato degli importatori che si avvalgono del regime speciale di incentivazione;considerando che, per produrre l'effetto incentivante massimo previsto da tale regime, occorre prevedere un margine preferenziale consistente; che, in quest'ottica, è opportuno confermare i margini previsti dal regolamento (CE) n. 1154/98 del Consiglio;considerando che, per il momento, i criteri internazionali relativi alla salvaguardia della foresta tropicale non consentono di garantirne il controllo a livello delle aziende forestali; che attualmente è preferibile, per l'applicazione del regime speciale di incentivazione della protezione ambientale, limitarsi a un sistema di controllo preventivo globale per paese, con riserva di successivo ricorso a verifiche a posteriori non appena le condizioni lo permetteranno; che i margini preferenziali aggiuntivi concessi nel quadro di tale regime possono essere identici a quelli applicati in campo sociale;considerando tuttavia che, a causa della sensibilità elevata dei prodotti di cui all'allegato I, parte 1, del presente regolamento, è opportuno limitare al 40 % la riduzione aggiuntiva del dazio derivante dall'applicazione del regime speciale di incentivazione di cui possono beneficiare detti prodotti;considerando che, in determinate circostanze, può risultare opportuno revocare temporaneamente a un paese alcuni o tutti i vantaggi di cui gode a titolo dei regimi speciali di incentivazione; che ciò avviene quando lo Stato beneficiario non onora i suoi impegni;considerando che talune circostanze particolari possono giustificare un ritiro temporaneo, totale o parziale dei vantaggi dello schema; che ciò vale nel caso in cui sia praticata una qualsiasi forma di schiavitù, si esportino prodotti fabbricati nelle carceri o si constati l'insufficienza di controlli in materia di esportazione e di transito di droga e di riciclaggio del denaro, nel caso di trattamento discriminatorio della Comunità nelle legislazioni dei paesi beneficiari o di non applicazione dei metodi di cooperazione amministrativa atti a garantire il buon funzionamento dello schema; che lo stesso vale per l'inosservanza degli obblighi contratti in sede di Uruguay Round di realizzare gli obiettivi concordati di accesso al mercato o per l'inosservanza di determinate convenzioni internazionali relative alla conservazione e alla gestione delle risorse alieutiche;considerando che le misure di ritiro temporaneo debbono essere precedute da una procedura che consenta a tutte le parti interessate di esporre il loro punto di vista;considerando che occorre poter agire rapidamente nei confronti di un paese terzo qualora esso abbia nuociuto agli interessi finanziari della Comunità attraverso frodi accertate, irregolarità gravi e ripetute, nonché evidenti carenze in materia di cooperazione amministrativa in tale paese; che occorre pertanto consentire alla Commissione, dopo aver informato gli Stati membri e gli operatori circa i dubbi fondati in materia, di sospendere provvisoriamente determinate preferenze sulla base di sufficienti elementi di prova;considerando che, al termine di tale procedura, la decisione sui ritiri temporanei sopra definiti deve essere presa tenendo conto del contesto delle relazioni con il paese beneficiario in questione considerate nel loro insieme; che, pertanto, gli interessi comunitari possono essere meglio tutelati in taluni casi se l'esame di tale contesto, che potrebbe includere anche elementi diversi da quelli legati agli scambi, viene effettuato in sede di Consiglio; che è opportuno, di conseguenza, che quest'ultimo si riservi i poteri decisionali in materia di ritiro totale o parziale di un paese dallo schema;considerando che è opportuno mantenere la revoca temporanea totale, alle condizioni stabilite dal regolamento (CE) n. 552/97 del Consiglio (7), dei benefici derivanti dalle preferenze concesse ai prodotti industriali e agricoli originari dell'Unione di Myanmar, a causa del lavoro forzato praticato nel paese;considerando che risulta inopportuno concedere i vantaggi dello schema a prodotti che costituiscano oggetto di una misura antidumping o antisovvenzione laddove tale misura non tenesse conto degli effetti del regime preferenziale;considerando che i dazi preferenziali da applicare a norma del presente regolamento dovrebbero essere calcolati, di norma, a partire dal dazio convenzionale della tariffa doganale comune per i prodotti considerati; che essi dovrebbero tuttavia essere calcolati a partire dal dazio autonomo, qualora per i prodotti in questione non sia specificato alcun dazio convenzionale o qualora il dazio autonomo sia inferiore al dazio convenzionale;considerando che si dovrebbero applicare gli stessi metodi di calcolo alle aliquote di dazio ad valorem, nonché al trattamento del dazio minimo e massimo previsti dalla tariffa doganale comune; che tale riduzione dei dazi non incide sulla riscossione delle imposte previste nel quadro della politica agricola comune, quali i dazi agricoli specifici che si aggiungono al dazio ad valorem, o delle imposte che non costituiscono dazi doganali a norma dell'articolo 20, paragrafo 3, lettera c), del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio (8); che tale calcolo non si basa assolutamente sui dazi applicati nel quadro dei contingenti tariffari convenzionali o autonomi;considerando che occorre applicare fino alla normale scadenza, ossia fino al 30 giugno 1999, le disposizioni dello schema esistente per i prodotti agricoli quali risultano dal regolamento (CE) n. 1256/96 del Consiglio,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1 1. È rinnovato, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 1999 e il 31 dicembre 2001, alle condizioni e secondo le modalità definite dal presente regolamento, lo schema comunitario di preferenze tariffarie generalizzate, costituito da un regime generale e da regimi speciali di incentivazione.2. Il presente regolamento si applica ai prodotti dei capitoli da 1 a 97 della tariffa doganale comune, escluso il capitolo 93, contemplati dall'allegato I nonché, alle condizioni previste dagli articoli 6 e 7, ai prodotti contemplati dall'allegato VII.3. Il beneficio del regime previsto al paragrafo 1 è riservato a ciascuno dei paesi e dei territori elencati all'allegato III.4. Il beneficio delle preferenze accordate dal presente regolamento è revocato temporaneamente per i prodotti originari dell'Unione di Myanmar, alle condizioni previste dal regolamento (CE) n. 552/97.5. I paesi o territori che soddisfano i criteri seguenti sono ritirati dall'elenco dei paesi o territori beneficiari elencati all'allegato III:- prodotto nazionale lordo pro capite superiore a 8 210 USD per il 1995, secondo i dati più recenti della Banca mondiale;- indice di sviluppo, calcolato secondo la formula e in base ai dati di cui all'allegato II, seconda parte, superiore a -1.Tali criteri sono applicabili in maniera cumulativa.6. L'ammissione al beneficio di uno dei regimi preferenziali istituiti dal presente regolamento è subordinata all'osservanza della definizione dell'origine dei prodotti, adottata secondo la procedura prevista dall'articolo 249 del già citato regolamento (CEE) n. 2913/92.7. Il ritiro di un paese o di un territorio dall'elenco dei paesi o territori beneficiari delle preferenze generalizzate in virtù del paragrafo 5 non pregiudica la possibilità di utilizzare prodotti originari di questi paesi nell'ambito del meccanismo del cumulo regionale applicabile ai gruppi regionali di cui all'articolo 72, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 2454/93, a condizione che il paese sia membro del gruppo regionale dall'entrata in vigore del sistema pluriennale di preferenze applicabile al prodotto in questione nel 1995 e che detto paese non sia considerato come il paese di origine del prodotto finale ai sensi dell'articolo 72 bis del regolamento (CEE) n. 2454/93.TITOLO I REGIME GENERALE SEZIONE 1 Meccanismo di modulazione Articolo 2 1. Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti della parte 1 dell'allegato I è pari all'85 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile al prodotto interessato, fatte salve le disposizioni del titolo II.2. Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti della parte 2 dell'allegato I è pari al 70 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile al prodotto interessato, fatte salve le disposizioni del titolo II.3. Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti della parte 3 dell'allegato I è pari al 35 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile al prodotto interessato, fatte salve le disposizioni del titolo II.4. I dazi della tariffa doganale comune sono totalmente sospesi per i prodotti della parte 4 dell'allegato I.SEZIONE 2 Meccanismo di gradazione Articolo 3 1. L'abolizione dei vantaggi previsti all'articolo 2, in virtù della modulazione istituita dallo schema precedente, resta applicabile ai paesi e ai settori elencati all'allegato II, parte 1, che soddisfano i criteri di cui all'allegato II, parte 2.2. I prodotti contemplati dal trattato CECA rimangono esclusi dal regime preferenziale per i paesi che non ne beneficiavano nel quadro dello schema precedente.Articolo 4 1. L'abolizione dei vantaggi previsti all'articolo 2, in virtù della modulazione, si applica anche ai paesi elencati all'allegato II, parte 2, le cui esportazioni verso la Comunità di prodotti compresi nel presente schema in un determinato settore abbiano superato il quarto delle esportazioni dei paesi beneficiari verso la Comunità nel medesimo settore durante l'anno statistico di riferimento dello schema precedente.2. Il meccanismo di gradazione continua a non applicarsi ai paesi le cui esportazioni verso la Comunità di prodotti compresi nello schema di preferenze generalizzate in un determinato settore non abbiano superato il 2 % delle esportazioni dei paesi beneficiari verso la Comunità nel medesimo settore durante l'anno statistico di riferimento dello schema precedente.Articolo 5 La Commissione presenterà al comitato di cui all'articolo 32 del presente regolamento, entro il 31 dicembre 1999, una relazione sull'applicazione degli articoli 3 e 4 e presenterà, se del caso, proposte adeguate al Consiglio.SEZIONE 3 Regime speciale di sostegno ai paesi meno progrediti Articolo 6 I dazi della tariffa doganale comune sono totalmente sospesi per i prodotti elencati all'allegato I e sono ridotti secondo il meccanismo di modulazione previsto all'articolo 2 per i prodotti di cui all'allegato VII per i paesi meno progrediti che figurano all'allegato IV.SEZIONE 4 Regime speciale di sostegno alla lotta contro la droga Articolo 7 I dazi della tariffa doganale comune sono totalmente sospesi per i prodotti industriali dei capitoli da 25 a 97 della tariffa doganale comune, escluso il capitolo 93, contemplati dall'allegato I, nonché per i prodotti elencati all'allegato VII, parte 4, ad eccezione di quelli contrassegnati da un asterisco, per i paesi che figurano all'allegato V, alle condizioni previste dall'articolo 11 e fatta salva la procedura di cui all'articolo 31, paragrafo 3.TITOLO II REGIMI SPECIALI DI INCENTIVAZIONE SEZIONE 1 Disposizioni comuni Articolo 8 I regimi speciali di incentivazione della tutela dei diritti dei lavoratori e della protezione ambientale istituiti dallo schema precedente sono rinnovati alle condizioni e secondo le modalità stabilite nel presente titolo.Articolo 9 Le disposizioni pertinenti del presente titolo relative al regime speciale di incentivazione della protezione ambientale sono applicabili soltanto ai prodotti di cui all'allegato VIII.Articolo 10 1. Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti agricoli dei capitoli da 1 a 24 della tariffa doganale comune di cui all'allegato I e rispondenti alle condizioni di cui al presente titolo è ridotto di un importo pari al:- 10 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile ai prodotti della parte 1;- 20 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile ai prodotti della parte 2;- 35 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile ai prodotti della parte 3.2. Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti industriali dei capitoli da 25 a 97 della tariffa doganale comune, escluso il capitolo 93, di cui all'allegato I e rispondenti alle condizioni di cui al presente titolo è ridotto di un importo pari al:- 15 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile ai prodotti della parte 1;- 25 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile ai prodotti della parte 2;- 35 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile ai prodotti della parte 3.3. a) Il dazio applicabile ai prodotti agricoli dei capitoli da 1 a 24 della tariffa doganale comune di cui all'articolo 3, paragrafo 1, e rispondenti alle condizioni di cui al presente titolo è ridotto di un importo pari al 15 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile al prodotto in questione.b) Il dazio applicabile ai prodotti industriali dei capitoli da 25 a 97 della tariffa doganale comune, escluso il capitolo 93, di cui all'articolo 3, paragrafo 1, e rispondenti alle condizioni di cui al presente titolo è ridotto di un importo pari al 25 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile al prodotto in questione.4. La riduzione del dazio di cui ai precedenti paragrafi non è concessa ai paesi e ai settori di cui all'articolo 4, paragrafo 1.5. L'applicazione dei regimi speciali di incentivazione non deve comportare un trattamento più favorevole di quello applicato a norma dell'articolo 7 per i prodotti di cui all'allegato VII.Articolo 11 1. Il mantenimento, dopo il 31 dicembre 1999, del beneficio del regime speciale di cui all'articolo 7 per i paesi elencati all'allegato V, è subordinato al rispetto da parte di tali paesi delle procedure di concessione e dei metodi di controllo dei regimi di incentivazione di cui alle sezioni 2, 3, 4 e 5 del presente titolo.2. Ciascun paese elencato all'allegato V notifica per iscritto alla Commissione la propria intenzione di inviarle, entro il 30 giugno 1999, la richiesta di concessione dei regimi speciali di cui agli articoli 12 e 17 del presente regolamento. Tale notifica viene trasmessa alla Commissione non oltre il 31 marzo 1999. In mancanza di una siffatta notifica entro il termine previsto, o qualora un paese beneficiario rinunci esplicitamente a chiedere la concessione dei regimi di incentivazione, si applicano immediatamente le disposizioni del paragrafo 3 seguente.3. Qualora dalle procedure di concessione dei regimi di incentivazione risultasse che un paese elencato all'allegato V non soddisfi integralmente o in parte le condizioni di concessione dei suddetti regimi di incentivazione, o in caso di inosservanza da parte di tale paese delle procedure di concessione o di controllo, i vantaggi offerti a detto paese dal regime speciale di cui all'articolo 7 sono ridotti di:- 15 % del dazio della tariffa doganale comune per i prodotti agricoli dei capitoli da 1 a 24 della tariffa doganale comune;- 25 % del dazio della tariffa doganale comune per i prodotti industriali dei capitoli da 25 a 97 della tariffa doganale comune, escluso il capitolo 93.La decisione viene adottata conformemente al procedura di cui all'articolo 33.SEZIONE 2 Procedura di concessione del regime speciale di incentivazione della tutela dei diritti dei lavoratori Articolo 12 1. Fatte salve le disposizioni degli articoli seguenti, le riduzioni indicate all'articolo 10 si applicano ai prodotti originari dei paesi beneficiari figuranti nell'allegato III, a condizione che le autorità di tali paesi abbiano presentato una richiesta scritta alla Commissione chiedendo la concessione del regime speciale di incentivazione, specificando:- le disposizioni di diritto interno, di cui occorre comunicare il testo completo accompagnato da una traduzione autenticata in una delle lingue della Comunità, e che dovrà riprendere nella sostanza le norme delle convenzioni dell'OIL n. 87 e n. 98, riguardanti l'applicazione dei principi del diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva, e n. 138, concernente l'età minima di ammissione al lavoro;- le misure prese per garantire l'esecuzione e il controllo effettivi della normativa in questione, le eventuali limitazioni settoriali della loro applicazione, le infrazioni constatate nonché la suddivisione di tali infrazioni per settori di produzione;- l'impegno del governo del paese considerato ad assumersi la totale responsabilità del controllo dell'applicazione del regime speciale e dei metodi di cooperazione amministrativa ad esso relativi.2. La Commissione, mediante comunicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, annuncia che una domanda di questo tipo è stata presentata da un paese beneficiario e precisa che qualunque informazione utile relativa a detta domanda può essere trasmessa alla Commissione da qualunque persona fisica o giuridica interessata; la Commissione fissa il termine entro il quale le persone interessate possono far conoscere il proprio punto di vista.Articolo 13 1. La Commissione esamina le domande presentate dai paesi beneficiari e, in funzione del loro contenuto, si riserva la possibilità di richiedere qualunque informazione complementare che ritenga utile.2. La Commissione cerca di ottenere qualunque informazione ritenuta necessaria e, qualora lo reputi opportuno, verifica tali informazioni con le persone di cui all'articolo 12, paragrafo 2, o con qualsiasi altra persona fisica o giuridica.3. La Commissione può effettuare presso i paesi beneficiari richiedenti, e in collaborazione con questi, controlli di verifica sulla totalità o su una parte delle informazioni raccolte. La Commissione sollecita le autorità del paese beneficiario in questione a collaborare allo svolgimento di queste ricerche. La Commissione può essere assistita in questo compito dagli Stati membri.4. La Commissione completa l'esame della domanda entro un anno dalla data in cui l'ha ricevuta. Ove necessario, la Commissione può prorogare questo termine, informando della proroga il comitato di cui all'articolo 32 del presente regolamento.5. La Commissione sottopone l'esito dell'esame al comitato di cui all'articolo 32 del presente regolamento.Articolo 14 1. La Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo 33, decide di concedere il beneficio del regime speciale di incentivazione ai prodotti originari del paese richiedente, purché sia garantito il rispetto delle modalità di controllo e di cooperazione amministrativa definite negli articoli seguenti del presente sottotitolo oppure di non concederlo, se ritiene che le disposizioni legislative, esecutive e di controllo di tale paese non siano sufficienti a garantire l'effettiva applicazione delle convenzioni n. 87, 98 e 138 dell'OIL.2. Qualora il regime speciale di incentivazione non possa essere applicato secondo le procedure previste al paragrafo 1, la Commissione può decidere, conformemente alla procedura di cui all'articolo 33, di concedere detto regime ad alcuni settori se, compiuto l'esame previsto all'articolo 13, reputa che le convenzioni n. 87, 98 e 138 dell'OIL siano effettivamente applicate in tali settori.3. Le decisioni prese a norma dei paragrafi 1 e 2 sono notificate dalla Commissione ai paesi richiedenti insieme alla data della loro entrata in vigore.4. In particolare, se la Commissione decide di non concedere il regime speciale a un dato paese o di escludere determinati settori, illustra al paese, su domanda dello stesso, le motivazioni della sua decisione. Tali contatti sono tenuti in stretto coordinamento con il comitato di cui all'articolo 32.SEZIONE 3 Procedura di controllo e metodi di cooperazione amministrativa del regime speciale di incentivazione della tutela dei diritti dei lavoratori Articolo 15 1. I prodotti di cui all'articolo 10, originari dei paesi che hanno ricevuto notifica di una decisione che concede loro il beneficio del regime speciale di incentivazione, sono, dopo la data di entrata in vigore della decisione, ammessi al beneficio del regime previsto dall'articolo 10 su presentazione di un attestato delle competenti autorità del paese beneficiario, debitamente individuate nel corso dell'esame della domanda, che certifichi che i prodotti in questione e i relativi componenti fabbricati in detto paese o in un paese ammesso al cumulo regionale ai sensi dell'articolo 72 del regolamento (CEE) n. 2454/93 sono stati fabbricati in condizioni conformi alle disposizioni di diritto interno di cui all'articolo 12, paragrafo 1, primo trattino, e possono pertanto beneficiare del regime speciale di incentivazione.2. L'attestato di cui al paragrafo 1 reca, secondo il caso, la seguente dicitura:«Convenzioni n. 87, 98, 138 dell'OIL - titolo II del regolamento (CE) n. 0000/98»apposta nella casella n. 4 del certificato di origine «formulario A» o sulla dichiarazione su fattura prevista dall'articolo 90 del regolamento (CEE) n. 2454/93. Tale attestato è convalidato da un timbro dell'autorità del paese beneficiario indicata al paragrafo 1, in conformità delle disposizioni dell'articolo 93 del regolamento (CEE) n. 2454/93.3. Se si tratta di prodotti di cui all'articolo 3, la validità del certificato di origine «formulario A» o della dichiarazione su fattura è limitata all'applicazione del regime speciale di incentivazione, ad esclusione di qualsiasi altro vantaggio preferenziale.Articolo 16 1. Le disposizioni dell'articolo 81, paragrafi da 3 a 6, dell'articolo 84 e degli articoli 93, 94 e 95 del regolamento (CEE) n. 2454/93 si applicano mutatis mutandi agli attestati di cui all'articolo 15.2. Le autorità competenti in materia di rilascio degli attestati di cui all'articolo 15 possono essere diverse da quelle competenti per il rilascio dei certificati di origine «formulario A».3. Relativamente all'articolo 94, paragrafo 5, del regolamento (CEE) n. 2454/93, la Commissione definisce, in cooperazione con il comitato di cui all'articolo 32, un elenco non esauriente di criteri per specificare i casi in cui potrebbe insorgere un ragionevole dubbio per quanto riguarda l'ammissibilità agli incentivi in questione, entro e non oltre la data in cui è accettata una richiesta di preferenze speciali. La Commissione pubblica detto elenco nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.4. a) Le autorità doganali della Comunità informano la Commissione la quale, mediante comunicazione immediata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, annuncia:- che sussiste un ragionevole dubbio sull'ammissibilità al beneficio del regime speciale di incentivazione, precisando i prodotti, i produttori e gli esportatori cui esso si riferisce, quando è inviata la seconda comunicazione di cui all'articolo 94, paragrafo 5, del regolamento (CEE) n. 2454/93, e per quanto riguarda i benefici accordati dal presente regolamento; oppure- che un particolare prodotto riconducibile a determinati produttori ed esportatori non può beneficiare del regime speciale di incentivazione quando ciò sia stato stabilito secondo la procedura di cui all'articolo 94 del regolamento (CEE) n. 2454/93.b) La parte di un'obbligazione doganale corrispondente ai benefici accordati a norma del presente titolo è considerata non sorta, a meno che essa sia sorta dopo la data di pubblicazione della comunicazione di cui alla lettera a) e l'obbligazione riguardi un prodotto, un produttore ed un esportatore ivi specificamente menzionato, oppure qualora sussistano le condizioni che giustificano l'applicazione dell'articolo 221, paragrafo 3, seconda frase, del regolamento (CEE) n. 2913/92.SEZIONE 4 Procedura di concessione del regime speciale di incentivazione della protezione ambientale Articolo 17 1. Fatte salve le disposizioni degli articoli seguenti, le riduzioni indicate all'articolo 10 si applicano ai prodotti originari dei paesi beneficiari figuranti nell'allegato III, a condizione che le autorità di tali paesi abbiano presentato una domanda scritta alla Commissione per chiedere la concessione del regime speciale di incentivazione, specificando:- le disposizioni di diritto interno, di cui occorre comunicare il testo completo, accompagnato da una traduzione autenticata in una delle lingue della Comunità, e che devono riprendere nella sostanza le norme dell'ITTO;- le misure prese per garantire l'esecuzione della normativa in questione;- il loro impegno a mantenere la normativa in questione e i relativi provvedimenti attuativi.2. La Commissione, mediante comunicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, annuncia che una domanda di questo tipo è stata presentata da un paese beneficiario e precisa che qualunque informazione utile relativa a detta domanda può essere trasmessa alla Commissione da qualunque persona fisica o giuridica interessata; la Commissione fissa il termine entro il quale le persone interessate possono far conoscere il proprio punto di vista.Articolo 18 1. La Commissione esamina le domande presentate da paesi beneficiari e, in funzione del loro contenuto, si riserva la possibilità di richiedere qualunque informazione complementare che ritenga utile.2. La Commissione cerca di ottenere qualunque informazione ritenuta necessaria e, qualora lo reputi opportuno, verifica tali informazioni con le persone di cui all'articolo 17, paragrafo 2, o con qualsiasi altra persona fisica o giuridica.3. La Commissione può effettuare presso i paesi beneficiari richiedenti, e in collaborazione con questi, controlli di verifica sulla totalità o su una parte delle informazioni raccolte. La Commissione sollecita le autorità del paese beneficiario in questione a collaborare allo svolgimento di queste ricerche. La Commissione può essere assistita in questo compito dagli Stati membri.4. La Commissione completa l'esame della domanda entro un anno dalla data in cui l'ha ricevuta. Ove necessario, la Commissione può prorogare questo termine, informando della proroga il comitato di cui all'articolo 32.5. La Commissione sottopone l'esito dell'esame al comitato di cui all'articolo 32.Articolo 19 1. La Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo 33 del presente regolamento,- decide di concedere il beneficio del regime speciale di incentivazione ai prodotti originari del paese richiedente, oppure- decide di non concederlo se ritiene che le disposizioni legislative di tale paese non siano sufficienti a garantire l'effettiva applicazione del contenuto delle norme dell'ITTO.2. Le decisioni prese a norma del paragrafo 1 sono notificate dalla Commissione ai paesi richiedenti insieme alla data della loro entrata in vigore.3. In particolare, qualora la Commissione decida di non concedere il regime speciale di incentivazione a un dato paese, illustra a detto paese, su domanda dello stesso, le motivazioni della sua decisione. Tali contatti sono tenuti in stretto coordinamento con il comitato di cui all'articolo 32.SEZIONE 5 Procedura di controllo e metodi di cooperazione amministrativa del regime speciale di incentivazione della protezione ambientale Articolo 20 1. I certificati di origine «formulario A» rilasciati per i prodotti di cui all'articolo 10 nonché le dichiarazioni su fattura previste dall'articolo 90 del regolamento (CEE) n. 2454/93 contengono, secondo il caso, la seguente dicitura:«Clausola ambientale - titolo II del regolamento (CE) n. 0000/98»2. Se si tratta di prodotti di cui all'articolo 3 del presente regolamento, la validità del certificato di origine «formulario A» o della dichiarazione su fattura è limitata all'applicazione del regime speciale di incentivazione, ad esclusione di qualsiasi altro vantaggio preferenziale.SEZIONE 6 Altre disposizioni comuni dei regimi speciali di incentivazione Articolo 21 1. Fatto salvo l'articolo 94, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (CEE) n. 2454/93, a un paese può essere temporaneamente revocato, totalmente o parzialmente, il beneficio del regime speciale di incentivazione se esistono elementi di prova sufficienti che permettono di ritenere che detto paese non ha rispettato i suoi impegni ai sensi degli articoli 12 e 17. Tale revoca totale o parziale non pregiudica l'eventuale applicazione dell'articolo 23.2. La decisione di revoca di cui al paragrafo 1 è adottata secondo la procedura di cui all'articolo 33.Articolo 22 Per i prodotti molto sensibili di cui all'allegato I, parte 1, del presente regolamento, la riduzione di dazio derivante dall'applicazione delle disposizioni dell'articolo 10 non può superare il 40 %.TITOLO III CASI E PROCEDURE DI RIPRISTINO DEI DAZI DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE SEZIONE 1 Clausola di ritiro temporaneo Articolo 23 1. Il regime previsto dal presente regolamento può, in qualsiasi momento, essere ritirato temporaneamente, del tutto o in parte, nei casi seguenti:a) pratica di qualsiasi forma di schiavitù o di lavoro forzato, quale definita dalle Convenzioni di Ginevra del 25 settembre 1926 e del 7 settembre 1956 e dalle Convenzioni dell'OIL n. 29 e n. 105;b) esportazione di prodotti fabbricati nelle carceri;c) palesi insufficienze dei controlli doganali in materia di esportazione e di transito di droga (prodotti illeciti e precursori) e inosservanza delle convenzioni internazionali in materia di riciclaggio del denaro;d) frode e mancanza di cooperazione amministrativa prevista per il controllo dei certificati di origine modulo A;e) palesi pratiche commerciali sleali da parte di un paese beneficiario, ivi compresa la discriminazione della Comunità e la presunta inosservanza degli obblighi derivanti dall'Uruguay Round di realizzare gli obiettivi concordati di accesso al mercato, fatta salva la constatazione di tali fatti da parte degli organi competenti dell'OMC;f) palese contrasto con gli obiettivi delle convenzioni internazionali, quali l'Organizzazione della pesca dell'Atlantico nord-occidentale (NAFO), la Convenzione per la pesca nell'Atlantico nord-orientale (NEAFC), la Commissione internazionale per la conservazione di tonnidi dell'Atlantico (ICCAT) e l'Organizzazione per la conservazione del salmone nell'Atlantico (NASCO), relative alla difesa e alla gestione delle risorse alieutiche.2. Il ritiro temporaneo non è automatico ma scatta al termine della procedura di cui agli articoli seguenti, compreso l'articolo 27, paragrafo 3.Articolo 24 1. I casi di cui all'articolo 23 che potrebbero rendere necessario il ricorso a misure di ritiro temporaneo possono essere individuati dalla Commissione stessa oppure esserle comunicati dagli Stati membri nonché da qualsiasi persona fisica o giuridica e da qualsiasi associazione priva di personalità giuridica che possano dimostrare un interesse alla misura di ritiro temporaneo. La Commissione trasmette senza indugio tali informazioni a tutti gli Stati membri.2. Su richiesta di uno Stato membro o su richiesta della Commissione possono essere avviate consultazioni. Dette consultazioni debbono svolgersi entro gli otto giorni lavorativi successivi al ricevimento, da parte della Commissione, delle informazioni di cui al paragrafo 1 e comunque prima che venga istituita qualsiasi misura comunitaria di ritiro.3. Le consultazioni si svolgono nell'ambito del comitato di cui all'articolo 32 che si riunisce su convocazione del suo presidente, il quale comunica con sollecitudine agli Stati membri tutti gli elementi d'informazione utili.4. Le consultazioni vertono in particolare sull'analisi delle condizioni contemplate dall'articolo 23, nonché sulle misure che sarebbe opportuno adottare.Articolo 25 1. Qualora risulti alla Commissione che esistono elementi di prova sufficienti per stabilire che, nel caso di un paese beneficiario, sussistono le condizioni di cui all'articolo 23, paragrafo 1, lettera d), essa può adottare nei confronti di tale paese, per un periodo di tre mesi, eventualmente rinnovabile una volta, una misura di sospensione di tutti i vantaggi del regime previsto dal presente regolamento, o di parte di essi, purché essa abbia prima:- comunicato le proprie intenzioni al comitato di cui all'articolo 32;- invitato gli Stati membri ad adottare i necessari provvedimenti cautelari, che consentano di salvaguardare gli interessi finanziari della Comunità;- pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee una notifica per indicare che esistono dubbi fondati in merito alla corretta applicazione del regime preferenziale da parte di detto paese beneficiario, che possono rimettere in discussione il diritto di tale paese di continuare a godere dei vantaggi concessi dal presente regolamento.2. Al termine del periodo di sospensione, la Commissione decide di:- porre fine alla misura di sospensione provvisoria previa consultazione del comitato di cui all'articolo 32;- oppure avviare le consultazioni di cui all'articolo 24, paragrafo 2, ai fini del ritiro temporaneo delle preferenze di cui all'articolo 23, paragrafo 2. In attesa dei risultati delle consultazioni e dell'inchiesta eventualmente aperta ai sensi dell'articolo 26, la Commissione può decidere di prorogare la misura di sospensione conformemente alla procedura di cui all'articolo 33.Articolo 26 1. Qualora, al termine delle consultazioni di cui all'articolo 24, risulti alla Commissione l'esistenza di elementi di prova sufficienti a giustificare l'apertura di un'inchiesta, la Commissione procede nel modo seguente:a) mediante avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, la Commissione annuncia l'apertura di un'inchiesta e ne informa il paese interessato; l'avviso presenta una sintesi delle informazioni ricevute e precisa che qualsiasi informazione utile deve essere comunicata alla Commissione; inoltre, fissa i termini entro i quali gli interessati possono rendere noto per iscritto il loro parere;b) la Commissione apre l'inchiesta, per la durata di un anno al massimo, in cooperazione con gli Stati membri e in consultazione con il comitato di cui all'articolo 32; la durata dell'inchiesta può essere prolungata, se necessario, secondo la stessa procedura.2. La Commissione procede alla raccolta di qualsiasi informazione ritenuta utile e, ove lo ritenga appropriato, previa consultazione del comitato di cui all'articolo 32, verifica le informazioni presso gli operatori economici e le autorità competenti del paese beneficiario interessato. A tale titolo, la Commissione può inviare sul posto i propri esperti allo scopo di verificare le affermazioni sostenute dalle persone di cui all'articolo 24, paragrafo 1. La Commissione offre ogni opportunità alle autorità competenti del paese beneficiario interessato affinché queste non facciano mancare la cooperazione necessaria al corretto svolgimento di tali indagini.3. In tale compito, la Commissione può essere anche assistita da agenti dello Stato membro sul cui territorio potrebbero essere effettuate verifiche, sempre che tale Stato ne abbia espresso l'intenzione.4. La Commissione può udire le parti interessate, le quali devono essere ascoltate qualora l'abbiano chiesto per iscritto entro i termini fissati nell'avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, dimostrando che potrebbero essere effettivamente interessate dal risultato dell'inchiesta e che esistono motivi particolari per essere udite oralmente.5. Qualora le informazioni richieste dalla Commissione non siano fornite entro un termine ragionevole o l'inchiesta venga ostacolata in maniera significativa, si potranno trarre conclusioni sulla base dei dati disponibili.Articolo 27 1. Al termine dell'inchiesta, la Commissione sottopone al comitato di cui all'articolo 32 una relazione sulle risultanze della stessa.2. Ove ritenga che non sia necessario adottare alcuna misura di ritiro temporaneo, la Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, previa consultazione del comitato di cui all'articolo 32, un avviso di chiusura dell'inchiesta, comprendente una relazione delle sue conclusioni sostanziali.3. Ove ritenga che sia necessaria una misura di ritiro, la Commissione fa una proposta adeguata al Consiglio, che delibera in merito a maggioranza qualificata.SEZIONE 2 Clausola antidumping Articolo 28 Il beneficio preferenziale è generalmente concesso a prodotti che costituiscono oggetto di dazi antidumping o antisovvenzioni a norma del regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio (9), come modificato, a meno che non venga stabilito che le misure in questione si basano sul danno causato e su prezzi che non tengono conto del regime tariffario preferenziale accordato al paese interessato. A tal fine, in una comunicazione pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, la Commissione fornisce l'elenco dei prodotti e dei paesi per i quali la preferenza non è concessa.SEZIONE 3 Clausola di salvaguardia Articolo 29 1. Qualora un prodotto originario di uno dei paesi o territori indicati all'allegato III sia importato a condizioni tali da danneggiare o da minacciare di danneggiare gravemente i produttori comunitari di prodotti simili o direttamente concorrenti, i dazi della tariffa doganale comune possono essere ripristinati in qualsiasi momento per detto prodotto, su richiesta di uno Stato membro o su iniziativa della Commissione.2. La Commissione annuncia l'avvio di un'indagine mediante avviso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Tale avviso presenta una sintesi delle informazioni ricevute e precisa che tutte le informazioni utili debbono essere comunicate alla Commissione. Esso fissa inoltre il termine entro il quale gli interessati possono rendere noto il loro parere per iscritto.3. Nel considerare l'eventuale esistenza di gravi difficoltà, la Commissione tiene conto in particolare degli elementi che figurano nell'allegato VI nella misura in cui siano disponibili.4. Le suddette decisioni vengono adottate dalla Commissione entro un termine di 30 giorni, previa consultazione del comitato di cui all'articolo 32. Qualsiasi Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro un termine di 10 giorni. In tal caso il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, può adottare una decisione diversa entro un termine di 30 giorni.5. I paesi beneficiari interessati sono informati di tali misure prima della loro entrata in vigore effettiva.6. Qualora circostanze eccezionali che richiedono un'azione immediata rendano impossibile, a seconda dei casi, l'informazione o l'esame, la Commissione, dopo averne informato gli Stati membri, può applicare ogni misura preventiva strettamente necessaria, che soddisfi le condizioni di cui al paragrafo 1, per fare fronte a tale situazione.7. Le disposizioni dei paragrafi precedenti non pregiudicano l'applicazione delle clausole di salvaguardia adottate in virtù della politica agraria comune a norma dell'articolo 43 del trattato, né di quelle adottate in virtù della politica commerciale comune a norma dell'articolo 113 del trattato e di altre clausole di salvaguardia che potrebbero essere eventualmente applicate.TITOLO IV DISPOSIZIONI COMUNI Articolo 30 1. Fatto salvo il paragrafo 2, le aliquote dei dazi preferenziali calcolate in base alle disposizioni del presente regolamento sono applicate arrotondando al primo decimale e trascurando il secondo decimale.2. Ove la determinazione delle aliquote dei dazi preferenziali a norma del paragrafo 1 porti ad una delle seguenti aliquote, i dazi preferenziali in questione sono assimilati ad un'esenzione dai dazi:- nel caso di dazi ad valorem, almeno 0,5 %,- nel caso di dazi specifici, almeno 1 euro per unità.3. Gli adattamenti relativi agli allegati I, II VII e VIII che si rendessero necessari per modifiche apportate alla nomenclatura combinata sono stabiliti secondo la procedura di cui all'articolo 33.Articolo 31 1. Entro sei settimane dalla fine di ogni trimestre, gli Stati membri trasmettono all'Istituto statistico delle Comunità europee i dati statistici relativi alle merci immesse in libera pratica durante il trimestre di riferimento col beneficio delle preferenze tariffarie previste dal presente regolamento. Tali dati, forniti per numero di codice della nomenclatura combinata (NC) e, se del caso, della tariffa integrata delle Comunità europee (Taric), debbono dettagliare, per paese di origine, i valori, le quantità e le unità supplementari eventualmente richieste secondo le definizioni dei regolamenti (CEE) n. 1736/75 del Consiglio (10) e (CEE) n. 3367/87 del Consiglio (11).2. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione, su richiesta della stessa e non più tardi dell'undicesimo giorno di ogni mese, il resoconto dettagliato delle quantità di prodotti ai quali è stato concesso il beneficio del presente regime nel corso dei mesi precedenti. Gli Stati membri e la Commissione collaborano strettamente in modo tale da garantire l'osservanza della presente disposizione.Articolo 32 1. Il comitato delle preferenze generalizzate istituito dall'articolo 17 del regolamento (CE) n. 3281/94, in prosieguo denominato «comitato», può esaminare qualsiasi questione relativa all'applicazione del presente regolamento che venga evocata dal suo presidente, su iniziativa di quest'ultimo o su richiesta del rappresentante di uno Stato membro.2. Sulla base di una relazione annuale della Commissione, esso esamina in quale misura è stato rispettato il principio di neutralità degli effetti del presente schema, nonché le eventuali misure previste della Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 33, o mediante una proposta presentata al Consiglio, per garantire il pieno rispetto di tale principio.3. Sulla base di una relazione annuale della Commissione, esso esamina altresì l'incidenza delle disposizioni speciali in materia di droga, compresi i progressi compiuti dai paesi di cui all'allegato V nella lotta contro la droga, nonché le eventuali misure di sospensione totale o parziale del beneficio di cui all'articolo 7, previste dalla Commissione nel caso in cui tali progressi vengano giudicati insufficienti, secondo la procedura prevista all'articolo 33 e previa consultazione del paese beneficiario interessato.4. Sulla base di una relazione annuale della Commissione, esso esamina altresì l'incidenza dei regimi speciali di incentivazione, compresi i progressi compiuti dai paesi beneficiari, nonché le misure previste per rimediare alle carenze constatate. Dette misure vengono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 33.Articolo 33 1. Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere su tale progetto entro un termine che il presidente può stabilire in funzione dell'urgenza della questione di cui trattasi. Il parere è emesso alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio è chiamato a prendere su proposta della Commissione. Durante le votazioni del comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione di cui al suddetto articolo. Il presidente non partecipa al voto.2. a) La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.b) Qualora le misure previste non siano conformi al parere espresso dal comitato o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta relativa alle misure da adottare. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.c) Se, alla scadenza del termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui è stato adito, il Consiglio non ha deliberato, la Commissione adotta le disposizioni proposte.TITOLO V DISPOSIZIONI FINALI Articolo 34 1. La Commissione prende le misure di attuazione del bilancio necessarie per garantire un'assistenza tecnica adeguata ai paesi beneficiari dello schema, segnatamente ai paesi meno progrediti, per agevolare loro l'impiego dei vantaggi dello schema, nonché, in generale, l'accesso agli scambi internazionali, anche attraverso mezzi informatici.2. La Commissione adotta altresì le misure di attuazione del bilancio necessarie per l'applicazione di tutte le disposizioni di cui ai titoli II e III del presente regolamento.Articolo 35 È abrogato il regolamento (CE) n. 1256/96, ad eccezione dell'articolo 4, paragrafo 3, che resta applicabile fino al 30 giugno 1999.Articolo 36 1. Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1999.2. Esso è applicabile dal 1° gennaio 1999 al 31 dicembre 2001.3. La validità dell'articolo 17 del regolamento (CE) n. 3281/94 è prorogata al 31 dicembre 2001.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.(1) COM(94) 212 def.(2) GU L 348 del 31.12.1994, pag. 1.(3) GU L 160 del 29.6.1996, pag. 1.(4) GU L 80 del 18.3.1998, pag. 1.(5) GU L 160 del 4.6.1998, pag. 1.(6) GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1.(7) GU L 85 del 27.3.1997, pag. 8.(8) GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.(9) GU L 209 del 2.8.1988, pag. 1.(10) GU L 183 del 14.7.1975, pag. 3.(11) GU L 321 dell'11.11.1987, pag. 3.ALLEGATO I (1) (2) CATEGORIE DI SENSIBILITÀ DEI PRODOTTI (3) PARTE 1 >SPAZIO PER TABELLA>PARTE 2 >SPAZIO PER TABELLA>PARTE 3 >SPAZIO PER TABELLA>PARTE 4 >SPAZIO PER TABELLA>(1) Quando il dazio doganale si compone di un dazio ad valorem e di uno o più dazi specifici, la concessione si limita al dazio ad valorem. Laddove i dazi doganali sono costituiti da un dazio ad valorem con un dazio minimo o massimo di percezione, la riduzione preferenziale si applica anche a quest'ultimo importo.(2) Il beneficio delle preferenze non è concesso ai prodotti del capitolo 3 e dei codici NC 1604, 1605 e 1902 20 10 originari di Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Groenlandia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Russia, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan.(3) Fatte salve le regole d'interpretazione della nomenclatura combinata, il testo della designazione delle merci ha soltanto valore indicativo, mentre il regime preferenziale è determinato, nel quadro del presente allegato, dalle voci NC. Quando «ex» figura davanti alla voce NC, il regime preferenziale risulta dalla combinazione della voce NC e della descrizione corrispondente.ALLEGATO II PARTE 1 >SPAZIO PER TABELLA>PARTE 2 Metodo di determinazione dei paesi e dei settori di cui all'articolo 3 I. Classificazione dei paesi beneficiari secondo il loro indice di sviluppo L'indice di sviluppo stabilisce per ciascun paese un livello globale di sviluppo industriale rispetto al livello di sviluppo dell'Unione europea. Tale indice combina il reddito per abitante e il livello delle esportazioni di prodotti manufatti secondo la formula seguente:>NUM>{log[(Yi/POPi)/(Yue/POPue)]+log[Xi/Xue]}>DEN>2in cui:Yi è il reddito del paese beneficiario consideratoYue è il reddito dell'Unione europeaPOPi è la popolazione del paese beneficiario consideratoPOPue è la popolazione dell'Unione europeaXi è il valore delle esportazioni di prodotti manufatti del paese beneficiario consideratoXue è il valore delle esportazioni di prodotti manufatti dell'Unione europeaSecondo la formula suindicata, se l'indice ha valore 0, lo sviluppo industriale di un paese è considerato identico a quello dell'Unione europea.Le fonti statistiche utilizzate sono la Banca mondiale (Rapporto sullo sviluppo nel mondo 1993) per quanto riguarda il reddito e la popolazione, e l'UNCTAD (Manuale di statistiche del commercio internazionale e dello sviluppo 1992) per quanto riguarda le esportazioni di prodotti manufatti.II. Classifica dei paesi beneficiari secondo il loro indice di specializzazione relativa per settori L'indice di specializzazione applicabile a ciascun paese beneficiario risulta dal rapporto tra la parte delle importazioni di un settore determinato in provenienza da tale paese rispetto al totale delle importazioni comunitarie dello stesso settore, da un lato, e la parte di queste ultime rispetto al totale delle importazioni comunitarie per tutti i settori industriali.III. Combinazione degli indici di sviluppo e di specializzazione La combinazione dei due indici determina, per ciascun paese, i settori di cui all'articolo 3.Per i paesi beneficiari il cui indice di sviluppo è superiore a -1, il livello dell'indice di specializzazione oltre il quale si applica l'articolo 3 è 1.Per i paesi beneficiari il cui indice di sviluppo si colloca tra -1 e -1,23, il livello dell'indice di specializzazione oltre il quale si applica l'articolo 3 è 1,5.Per i paesi beneficiari il cui indice di sviluppo si colloca tra -1,23 e -1,70, il livello dell'indice di specializzazione oltre il quale si applica l'articolo 3 è 5.Per i paesi beneficiari il cui indice di sviluppo si colloca tra -1,70 e -2, il livello dell'indice di specializzazione oltre il quale si applica l'articolo 3 è 7.L'articolo 3 non si applica ai paesi il cui indice di sviluppo sia inferiore a -2.ALLEGATO III Elenco dei paesi e territori beneficiari di preferenze tariffarie generalizzate (1*) A. PAESI INDIPENDENTI 070 Albania072 Ucraina073 Bielorussia074 Moldavia075 Russia076 Georgia077 Armenia078 Azerbaigian079 Kazakistan080 Turkmenistan081 Uzbekistan082 Tagikistan083 Kirghizistan092 Croazia093 Bosnia-Erzegovina (2*)096 Ex Repubblica iugoslava di Macedonia (3)204 Marocco208 Algeria212 Tunisia216 Libia220 Egitto224 Sudan (4)228 Mauritania (5)232 Mali (6)236 Burkina Faso (7)240 Niger (8)244 Ciad (9)247 Capo Verde (10)248 Senegal252 Gambia (11)257 Guinea Bissau (12)260 Guinea (13)264 Sierra Leone (14)268 Liberia (15)272 Costa d'Avorio276 Ghana280 Togo (16)284 Benin (17)288 Nigeria302 Camerun306 Repubblica Centrafricana (18)310 Guinea Equatoriale (19)311 São Tomé e Príncipe (20)314 Gabon318 Congo322 Repubblica democratica del Congo (21)324 Ruanda (22)328 Burundi (23)330 Angola (24)334 Etiopia (25)336 Eritrea (26)338 Gibuti (27)342 Somalia (28)346 Kenia350 Uganda (29)352 Tanzania (30)355 Seicelle e dipendenze366 Mozambico (31)370 Madagascar (32)373 Maurizio375 Comore (33)378 Zambia (34)382 Zimbabwe386 Malawi (35)388 Sudafrica389 Namibia391 Botswana393 Swaziland395 Lesotho (36)412 Messico416 Guatemala (37)421 Belize424 Honduras (38)428 El Salvador (39)432 Nicaragua (40)436 Costa Rica (41)442 Panama (42)448 Cuba449 Saint Christopher e Nevis452 Haiti (43)453 Bahamas456 Repubblica Dominicana459 Antigua e Barbuda460 Dominica464 Giamaica465 Saint Lucia467 Saint Vincent469 Barbados472 Trinidad e Tobago473 Grenada480 Colombia (44)484 Venezuela (45)488 Guiana492 Suriname500 Ecuador (46)504 Perù (47)508 Brasile512 Cile516 Bolivia (48)520 Paraguay524 Uruguay528 Argentina600 Cipro604 Libano608 Siria612 Irak616 Iran628 Giordania632 Arabia Saudita636 Kuwait640 Bahrein644 Qatar647 Emirati Arabi Uniti649 Oman653 Yemen (49)660 Afghanistan (50)662 Pakistan664 India666 Bangladesh (51)667 Maldive (52)669 Sri Lanka672 Nepal (53)675 Bhutan (54)676 Birmania (Myanmar) (55)680 Thailandia684 Laos (56)690 Vietnam696 Cambogia (57)700 Indonesia701 Malaysia703 Brunei708 Filippine716 Mongolia720 Cina801 Papua Nuova Guinea803 Nauru806 Salomone, isole (58)807 Tuvalu (59)812 Kiribati (60)815 Figi816 Vanuatu (61)817 Tonga819 Samoa (62)823 Stati federati della Micronesia824 Marshall825 PalauB. PAESI E TERRITORI dipendenti o amministrati o le cui relazioni esterne sono assicurate in tutto o in parte da Stati membri della Comunità o da paesi terzi 044 Gibilterra329 Sant'Elena e dipendenze357 Territori britannici dell'Oceano Indiano377 Mayotte406 Groenlandia408 Saint Pierre e Miquelon413 Bermuda446 Anguilla454 Isole Turks e Caicos457 Isole Vergini americane463 Isole Cayman468 Isole Vergini britanniche470 Montserrat474 Aruba478 Antille olandesi529 Isole Falkland e dipendenze743 Macao802 Oceania australiana [isola Christmas, isole Cocos (Keeling), isole Heard e McDonald, isola Norfolk]809 Nuova Caledonia e dipendenze810 Oceania americana (63)811 Isole Wallis e Futuna813 Isole Pitcairn814 Oceania neozelandese (isole Tokelau e isola Niue, isole Cook)822 Polinesia francese890 Regioni polari (Terre australi ed antartiche francesi, Territorio antartico australiano, Territorio antartico britannico, Georgia del Sud e isole Sandwich)Osservazione: Gli elenchi di cui sopra possono essere modificati successivamente tenendo conto di cambiamenti nello statuto internazionale di paesi e territori.(1*) Il numero di codice che precede la denominazione di ciascun paese e territorio beneficiario è quello della geonomenclatura [regolamento (CE) n. 68/96 (GU L 14 del 19.1.1996, pag. 6)].(2) Paesi per i quali il beneficio delle preferenze è limitato ai prodotti dei capitali da 1 a 24 della nomenclatura combinata dell'allegato 1.(3) Questo paese è anche elencato nell'allegato IV.(4) Questo paese è anche elencato nell'allegato V.(5) L'Oceania americana comprende: Guam, Samoa americane (compresa l'isola Swains), isole Midway, isole Johnston e Sand, isola Wake, isola Baker, Howland, Jarvis, Kingman Reef e Palmyra (GU L 14 del 19.1.1996, pag. 6).ALLEGATO IV Elenco dei meno progrediti fra i paesi in via di sviluppo 224 Sudan228 Mauritania232 Mali236 Burkina Faso240 Niger244 Ciad247 Capo Verde252 Gambia257 Guinea Bissau260 Guinea264 Sierra Leone268 Liberia280 Togo284 Benin306 Repubblica Centrafricana310 Guinea equatoriale311 São Tomé e Príncipe322 Repubblica democratica del Congo324 Ruanda328 Burundi330 Angola334 Etiopia336 Eritrea338 Gibuti342 Somalia350 Uganda352 Tanzania366 Mozambico370 Madagascar375 Comore378 Zambia386 Malawi395 Lesotho452 Haiti653 Yemen660 Afghanistan666 Bangladesh667 Maldive672 Nepal675 Bhutan676 Birmania (Myanmar)684 Laos696 Cambogia806 Salomone, isole807 Tuvalu812 Kiribati816 Vanuatu819 SamoaALLEGATO V Elenco dei paesi contemplati all'articolo 7 Gruppo andino 480 Colombia484 Venezuela500 Ecuador504 Perù516 BoliviaMercato comune dell'America centrale 416 Guatemala424 Honduras428 El Salvador432 Nicaragua436 Costa Rica442 PanamaALLEGATO VI Elementi da prendere in considerazione nel quadro dell'articolo 29, paragrafo 3 - Riduzione della quota di mercato dei produttori comunitari- Riduzione della loro produzione- Aumento delle loro scorte- Chiusura dei loro impianti- Fallimenti- Scarsa redditività- Basso tasso di sfruttamento del loro potenziale- Occupazione- Commercio- PrezziALLEGATO VII CATEGORIE DI SENSIBILITÀ DEI PRODOTTI (1*) PARTE 1 >SPAZIO PER TABELLA>PARTE 2 >SPAZIO PER TABELLA>PARTE 3 >SPAZIO PER TABELLA>PARTE 4 >SPAZIO PER TABELLA>(1*) Fatte salve le regole d'interpretazione della nomenclatura combinata, il testo della designazione delle merci ha soltanto valore indicativo, mentre il regime preferenziale è determinato, nel quadro del presente allegato, dalle voci NC. Quando «ex» figura davanti alla voce NC, il regime preferenziale risulta dalla combinazione della voce NC e della descrizione corrispondente.ALLEGATO VIII ELENCO DEI PRODOTTI DI CUI ALL'ARTICOLO 9 (1) >SPAZIO PER TABELLA>(1) Fatte salve le regole d'interpretazione della nomenclatura combinata, il testo della designazione delle merci ha soltanto valore indicativo, mentre il regime preferenziale è determinato, nel quadro del presente allegato, dalle voci NC. Quando «ex» figura davanti alla voce NC, il regime preferenziale risulta dalla combinazione della voce NC e della descrizione corrispondente.