CELEX: 51997PC0265
Language: it
Date: 1997-06-09
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo all'integrazione della tematica uomo-donna nella cooperazione allo sviluppo

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
it    &
                                          Bruxelles, 09.06.1997
                                          COM(97) 265 dei
                                          97/0151 (SYN)
                              Proposta di
              REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
   RELATIVO ALL'INTEGRAZIONE DELLA TEMATICA UOMO-DONNA
             NELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
                   (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                            RELAZIONE
Il regolamento proposto relativo all'integrazione della tematica uomo-donna nella
cooperazione allo sviluppo (linea di bilancio B7-611) è inteso a migliorare l'efficacia e la
sostenibilità della cooperazione comunitaria allo sviluppo facilitando l'integrazione di
un'adeguata attenzione per la tematica uomo-donna nel processo di sviluppo.
La tematica uomo-donna riguarda le diverse funzioni, responsabilità e opportunità delle
donne e degli uomini nelle varie culture e società. Sempre più diffusamente viene
riconosciuto a livello internazionale che questo aspetto ha implicazioni essenziali per lo
sviluppo. Le donne forniscono un contributo economico e sociale decisivo nei paesi in via
di sviluppo, ma le loro possibilità sono fortemente limitate da ostacoli di carattere
strutturale, quali le persistenti, forti disparità rispetto agli uomini a livello di alimentazione,
alfabetizzazione, educazione, accesso alle opportunità economiche e controllo del
processo decisionale, che fanno da freno allo sviluppo della società nel suo insieme
Pertanto, la rimozione delle disparità e l'accesso delle donne alle competenze decisionali si
considerano ormai condizioni prioritarie per lo sviluppo in termini di efficacia degli aiuti,
giustizia sociale e rispetto dei diritti umani.
In passato la cooperazione allo sviluppo non ha preso efficacemente in considerazione
questi problemi. In particolare, spesso non si è tenuto adeguatamente conto delle svariate
funzioni svolte sul piano economico e sociale dalle donne delle zone interessate e i
progetti sono stati messi a punto in base ad una conoscenza incompleta della situazione
reale e senza la partecipazione delle persone maggiormente interessate. Un'impostazione
di questo genere riduce l'efficacia e le possibilità di riuscita degli interventi a livello sia di
politica che di programma e di progetto.
Le azioni da attuare in base al regolamento in oggetto rientrano nel quadro dell'articolo
130 U del trattato sull'Unione europea, che inserisce lo sviluppo economico e sociale
sostenibile tra le priorità della politica della Comunità nel settore della cooperazione allo
sviluppo. Inoltre, esse si basano in particolare sugli espliciti riferimenti del medesimo
articolo 130 U alla tutela dei diritti umani e alla lotta contro la povertà.
Le azioni in questione fanno altresì parte del seguito dato dalla Comunità agli impegni
assunti nel quadro delle strategie per il futuro delineate a Nairobi (1985) e in occasione
della IV conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne (Pechino, 1995), alla quale
la Comunità ha partecipato a pieno titolo sottoscrivendo la dichiarazione e la piattaforma
d'azione di Pechino. La risoluzione del Consiglio sull'integrazione della tematica uomo-
donna nella cooperazione allo sviluppo precisa che gli orientamenti in essa contenuti
applicano al campo della cooperazione allo sviluppo gli impegni politici assunti a Pechino
La presente proposta è anche conforme alla strategia definita nella comunicazione della
Commissione sull'integrazione della tematica uomo-donna nelle politiche comunitarie
(COM (96) 67) e al documento di lavoro interservizi sull'integrazione in tutte le politiche
comunitarie degli aspetti relativi alla tematica uomo-donna e alle pari opportunità, del 12
febbraio 1997.
                                                    4
 ---pagebreak--- Il compito della Comunità in relazione alla linea di bilancio in oggetto è quindi quello di
prendere le misure necessarie ai seguenti fini:
- assicurare la piena ed efficace integrazione della tematica uomo-donna nella
cooperazione allo sviluppo, a livello di politica, programmi e progetti;
- facilitare nell'ambito della cooperazione comunitaria allo sviluppo iniziative mirate,
strategiche e di ampio respiro intese a ridurre le disparità uomo-donna nei paesi in via di
sviluppo;
- sostenere azioni di sensibilizzazione e di sviluppo delle capacità in materia di tematica
uomo-donna nell'ambito dei paesi in via di sviluppo.
La linea di bilancio in oggetto non è destinata afinanziareprogetti operativi a favore delle
donne. Una simile impostazione rischierebbe di limitare l'importanza della questione, non
potrebbe avere effetti sufficientemente ampi e avrebbe un impatto di scarso rilievo sulla
qualità e l'efficacia delle attività finalizzate allo sviluppo. Questa linea di bilancio deve
avere invece una funzione strategica e catalizzatrice, sostenendo l'integrazione sia della
tematica uomo-donna che, ove opportuno, di speciali interventi su vasta scala volti a
ridurre la disparità tra uomini e donne nelle linee direttrici delle politiche comunitarie di
cooperazione allo sviluppo. Tale criterio è coerente con l'impostazione dell'integrazione
sistematica promossa dallarisoluzionee dalla piattaforma di Pechino.
A tal fine, occorre dare maggior peso all'integrazione della dimensione uomo-donna nelle
scelte macroeconomiche e nella formulazione a attuazione delle politiche e dei programmi
settoriali.
Tra le azioni previste figurano le seguenti:
- consulenza tecnica qualificata sull'integrazione della tematica uomo-donna nelle
    politiche e strategie di sviluppo comunitarie
- consulenza tecnica qualificata sull'integrazione della tematica uomo-donna nei
    programmi e progetti della Comunità, in tutte le loro fasi (concezione, preparazione,
    attuazione, controllo e valutazione)
- preparazione e sviluppo di metodologie, procedure, manuali e orientamenti per
    facilitare l'integrazione della tematica uomo-donna nella cooperazione comunitaria allo
    sviluppo
 - ricerche e studi finalizzati ad individuare e situare la tematica uomo-donna in un
    contesto geografico o settoriale
 - attività di formazione e sensibilizzazione destinate a coloro che hanno responsabilità
    decisionali nell'ambito dello sviluppo finanziato dalla Comunità e ai loro omologhi dei
    paesi in via di sviluppo
 - azioni a sostegno del coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri per
    migliorare l'integrazione della tematica uomo-donna nella cooperazione allo sviluppo
 - verifiche e valutazioni tematiche
                                                     <t °^
 ---pagebreak--- - progetti intesi a promuovere le capacità istituzionali e operative dei paesi in via di
   sviluppo in relazione alla tematica uomo-donna
- rafforzamento della funzione catalizzatrice delle strutture nazionali responsabili della
   tematica uomo-donna e delle donne nei paesi in via di sviluppo
- azioni intese ad incoraggiare e sostenere i paesi partner nella revisione del loro quadro
   politico, amministrativo e giuridico in funzione della tematica uomo-donna
-   sostegno ai paesi in via di sviluppo per la formulazione, lo svolgimento e la verifica dei
   piani nazionali intesi ad attuare la piattaforma d'azione di Pechino
- sostegno alle capacità di collegamento e istituzionali delle ONG e della società civile
   nei paesi in via di sviluppo in modo che possano, da un lato, sollecitare efficacemente i
   governi ad attuare gli impegni assunti nel quadro della piattaforma di Pechino e,
   dall'altro, elaborare programmi propri, complementari alle iniziative dei governi.
Sarà messa a punto una strategia specifica per ogni regione in modo da adattare per
quanto possibile le attività alle immediate priorità regionali.
Alla fine di ogni esercizio finanziario, la Commissione trasmetterà al Parlamento e al
Consiglio una relazione in cui illustrerà l'attività svolta e formulerà una valutazione dei
risultati ottenuti.
L'ampiezza e l'importanza dell'attività comunitaria nel campo della cooperazione allo
sviluppo richiedono che la Comunità prenda iniziative volte a realizzare gli impegni da
essa assunti a Pechino, complementari rispetto a quelle degli Stati membri.
                                                 i-fr
 ---pagebreak---                                           Proposta di
                        REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
                                            relativo
             ALL'INTEGRAZIONE DELLA TEMATICA UOMO-DONNA
                      NELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 W,
vista la proposta della Commissione,
deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 C del trattato,
 ---pagebreak--- I.     considerando che l'importanza del ruolo svolto sul piano economico e sociale dalle
       donne nei paesi in via di sviluppo ha determinato il riconoscimento sempre più
       diffuso a livello internazionale del fatto che la loro piena partecipazione senza
       discriminazioni è una condizione indispensabile per uno sviluppo reale e
       sostenibile;
II.    considerando che attualmente le donne contribuiscono allo sviluppo nonostante i
       pesanti condizionamenti cui sono soggette proprio in quanto donne, che limitano i
       risultati del loro lavoro e riducono i benefici che ne potrebbero derivare alla
       società nel suo insieme;
III.   considerando che tali condizionamenti comprendono persistenti, forti disparità tra
       uomini e donne a livello di accesso ai servizi di base, controllo sulle risorse
       economiche e accesso alle competenze decisionali;
IV.    considerando che gli interventi a favore dello sviluppo spesso non hanno affrontato
       adeguatamente le differenze di situazione, ruolo, opportunità e priorità esistenti tra
       uomini e donne, limitando in tal modo il risultato complessivo dello sforzo
       compiuto;
V.     considerando che la rimozione delle disparità e l'accesso delle donne alle
       competenze decisionali sono condizioni determinanti per la giustizia sociale, il
       rispetto dei diritti umani e l'efficacia delle iniziative di sviluppo;
VI.    considerando che la cooperazione allo sviluppo deve incoraggiare la necessaria
       concomitante trasformazione degli atteggiamenti, delle strutture e dei meccanismi
       a livello politico, economico, giuridico, di comunità e di famiglia;
VII.   considerando che è ormai diffusamente riconosciuto che, pur essendo tuttora
       necessarie iniziative specificamente intese a valorizzare il ruolo delle donne nello
       sviluppo, occorre considerare i ruoli, le responsabilità, le esigenze, l'accesso alle
       risorse e alle competenze decisionali sia delle donne che degli uomini nonché la
       correlazione tra loro, ossia la tematica uomo-donna nel suo complesso;
VIII.  considerando che ai fini di uno sviluppo efficace occorre integrare
       sistematicamente la tematica uomo-donna nella concezione, elaborazione,
       attuazione e valutazione di tutte le politiche e azioni di sviluppo;
IX.    considerando che quanto precede è esposto in modo più dettagliato nella
       comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo
       sull'integrazione degli aspetti relativi alla tematica uomo-donna nella cooperazione
       allo sviluppo, del 18 settembre 19951, ed è stato confermato dal Consiglio nella
       risoluzione citata più avanti;
     COM (95) 423
 ---pagebreak--- X.      considerando che in una serie di conclusioni dal 1982 al 1993 il Consiglio ha
        sottolineato l'importanza che attribuisce al ruolo delle donne nello sviluppo;
XI.     considerando che la Comunità e gli Stati membri sono firmatari delle Strategie per
       il futuro elaborate nel 1985 a Nairobi, nonché della dichiarazione e della
       piattaforma d'azione adottate al termine della quarta conferenza mondiale sulle
        donne svoltasi a Pechino nel 1995, in cui si sottolinea la necessità di agire contro i
        fattori che in tutto il mondo ostacolano la parità uomo-donna e di far sì che tutte
        le politiche e tutti i programmi siano informati alla tematica uomo-donna;
XII.    considerando che la dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le
        forme di discriminazione nei confronti delle donne (1979) considera tale
        discriminazione un ostacolo allo sviluppo che le parti si impegnano ad eliminare
        con tutti i mezzi appropriati; che la dichiarazione delle Nazioni Unite sul diritto
        allo sviluppo (1986) sottolinea il diritto di tutte le persone a partecipare e
        contribuire al processo di sviluppo nonché la necessità di prendere misure atte a far
        sì che le donne abbiano in tale processo un ruolo attivo;
XIII.   considerando che il Parlamento europeo in numerose risoluzioni, in particolare la
        risoluzione del 14 maggio 19922 sulla situazione delle donne nei paesi in via di
        sviluppo e la risoluzione del 15 giugno 1995 sulla quarta conferenza mondiale sulle
        donne a Pechino3, ha messo l'accento sulla necessità di integrare nella politica
        comunitaria di cooperazione allo sviluppo la debita attenzione per il ruolo e le
        priorità delle donne e di prendere misure atte a garantire una concreta attuazione
        delle conclusioni della conferenza di Pechino;
XIV.     considerando che la risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli
         Stati membri del 20 dicembre 1995 conferma la comunicazione della Commissione
         sullo stesso tema, richiede la piena integrazione della tematica uomo-donna nella
         cooperazione allo sviluppo e il coordinamento tra la Commissione e gli Stati
         membri in materia e contiene orientamenti che applicano al settore della
         cooperazione allo sviluppo gli impegni politici assunti a Pechino;
XV.      considerando che tale impostazione è ulteriormente confermata dalla risoluzione
         del Consiglio e degli Stati membri sullo sviluppo umano e sociale del 22 novembre
         1996;
XVI. considerando che, data l'importanza pienamente riconosciuta di questi fattori ai
         fini di uno sviluppo efficace, è opportuno prevedere attività specificamente intese
         ad integrare un'adeguata attenzione per la tematica uomo-donna nelle linee
         direttrici degli strumenti finanziari della Comunità, che dovrebbero sempre più farsi
         carico di questo aspetto fondamentale;
2
     A3-0146/92
3
     A4-0142/95
 ---pagebreak--- XVII. considerando che l'impostazione ritenuta più efficace prevede iniziative strategiche
         di sensibilizzazione precisamente mirate, che possano avere un reale effetto
         moltiplicatore, anziché il finanziamento di progetti operativi su piccola scala;
XVIII. considerando che l'ampiezza e l'importanza dell'attività comunitaria nel campo
         della cooperazione allo sviluppo richiedono che la Comunità prenda iniziative atte
         a garantire la realizzazione degli impegni da essa assunti a Pechino, complementari
        a quelle degli Stati membri;
XIX.     considerando che occorre prendere le misure neessarie per finanziare le attività
        contemplate dal presente regolamento;
XX.      considerando che occorre definire norme di attuazione dettagliate, in particolare
         per quanto riguarda la forma di azione, i beneficiari dell'aiuto e le procedure
         decisionali,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                            Articolo 1
1. La Comunità fornisce assistenza finanziaria e consulenza tecnica a sostegno
dell'effettiva integrazione della tematica uomo-donna nelle linee direttrici delle sue
politiche e azioni di cooperazione allo sviluppo.
2. L'assistenza fornita in base al presente regolamento integra e rafforza quella fornita
nel quadro di altri strumenti di cooperazione allo sviluppo per far sì che si tenga
pienamente conto della tematica uomo-donna nelle politiche e azioni comunitarie.
 ---pagebreak--- 3. Ai fini del presente regolamento si intende per "tematica uomo-donna" la situazione
delle donne e degli uomini rispetto allo sviluppo in termini di differenze e interrelazioni tra
le rispettive funzioni, responsabilità e opportunità, che sono determinate dal contesto
sociale e culturale e possono mutare col tempo, tra l'altro in seguito ad interventi sul
piano politico.
                                             Articolo 2
 1. I principali obiettivi delle attività svolte in base al presente regolamento sono i
seguenti:
(a) sostenere l'integrazione dell'analisi della tematica uomo-donna e l'adozione di
un'impostazione attenta a tale tematica nella concezione, elaborazione e attuazione delle
politiche e azioni comunitarie di sviluppo su grande, media e piccola scala, nonché nella
loro verifica e valutazione;
(b) sostenere e facilitare l'inserimento di azioni intese ad affrontare su scala
sufficientemente vasta le principali disparità uomo-donna nelle linee direttrici degli
interventi della Comunità a favore dello sviluppo;
(e) sviluppare e incoraggiare nei paesi in via di sviluppo capacità endogene pubbliche e
private atte a promuovere l'integrazione della dimensione uomo-donna nelle politiche di
sviluppo.
2.   Sono ammissibili al finanziamento in particolare le seguenti attività:
- assistenza e consulenza tecnica in materia di integrazione della tematica uomo-donna
   negli interventi a favore dello sviluppo, in particolare a livello globale e settoriale;
- ricerca e altre attività intese ad includere gli aspetti della tematica uomo-donna nelle
   analisi, nelle politiche, nelle strategie nazionali e nelle strategie settoriali;
- programmi per sviluppare le capacità istituzionali e operative dei paesi in via di
   sviluppo in materia di tematica uomo-donna a livello nazionale, regionale e locale;
- sostegno alla raccolta e diffusione dei dati essenziali disaggregati per sesso;
- messa a punto di metodologie, orientamenti, manuali, procedure, indicatori e altri
   strumenti operativi intesi a migliorare l'integrazione della tematica uomo-donna nelle
   attività di sviluppo;
- verifiche e valutazioni tematiche;
- formazione e sensibilizzazione di coloro che hanno responsabilità decisionali;
- sostegno ai paesi in via di sviluppo per la formulazione, la verifica e il controllo dei
   piani nazionali intesi ad attuare la piattaforma della conferenza di Pechino;
 ---pagebreak--- - sostegno sotto forma di risorse e assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo per la
    misurazione e la valutazione del lavoro non retribuito da includere nel PIL o da
    riportare in conti complementari paralleli, secondo il caso e conformemente al sistema
    dei conti nazionali (SNA) delle Nazioni Unite del 1993;
- azioni nel quadro del coordinamento con gli Stati membri in materia di integrazione
    della tematica uomo-donna nella cooperazione allo sviluppo.
3. Un'attenzione speciale va rivolta ai settori in cui la cooperazione allo sviluppo deve
tenere particolarmente conto della tematica uomo-donna, quali operazioni d'urgenza e
situazioni di crisi, diritti umani e democratizzazione, analisi macroeconomica, diritti e
salute in campo sessuale e riproduttivo.
                                           Articolo 3
Possono essere beneficiari delle attività svolte nel quadro del presente regolamento
autorità pubbliche e agenzie statali, amministrazioni decentrate, enti regionali, università e
centri di ricerca, comunità tradizionali e locali, sindacati, cooperative, organizzazioni non
governative e associazioni di rappresentanza della popolazione locale, specialmente delle
donne.
Un'attenzione particolare va rivolta alle strutture endogene che possono contribuire a
rafforzare le capacità locali in relazione alla tematica uomo-donna.
                                            Articolo 4
 1. I mezzi che possono essere impiegati nel quadro delle azioni di cui all'articolo 2
comprendono in particolare studi, assistenza tecnica, istruzione, formazione o altri servizi,
forniture e lavori, revisioni e missioni di valutazione e di controllo.
2. Il finanziamento comunitario può coprire sia spese d'investimento, escluso l'acquisto
 di beni immobili, che, tenuto conto del fatto che il progetto deve, per quanto possibile,
 perseguire un obiettivo di efficienza economica a medio termine, spese correnti (ossia
 spese di amministrazione, di manutenzione e di funzionamento).
 Tuttavia, tranne che per i programmi di formazione, educazione e ricerca, le spese di
 gestione possono di norma essere coperte solo nella fase di avvio delle azioni e in misura
 gradualmente decrescente.
 3.     Sarà richiesto un contributo ai partner di cui all'articolo 3. Tale contributo sarà
 chiesto secondo le possibilità dei partner interessati e in funzione delle caratteristiche
 dell'intervento in questione.
 ---pagebreak--- 4. Possono essere ricercate possibilità di cofinanziamento con altri donatori, in
particolare gli Stati membri e gli organismi internazionali interessati.
5. Sono prese le misure necessarie per evidenziare il carattere comunitario degli aiuti
forniti in base al presente regolamento.
6. Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità previsti dal trattato e
garantire la massima efficienza di queste azioni nel loro insieme, la Commissione può
prendere tutte le misure di coordinamento necessarie, in particolare:
a)   la creazione di un sistema per lo scambio e l'analisi costante di informazioni sulle
     azioni già finanziate e quelle per cui è previsto il finanziamento da parte della
     Comunità e degli Stati membri;
b)   il coordinamento in loco delle azioni, nell'ambito di incontri periodici e scambi
     d'informazioni tra i rappresentanti della Commissione e degli Stati membri nei paesi
     beneficiari.
7. Per ottenere il maggiore impatto possibile a livello mondiale e nazionale, la
Commissione, di concerto con gli Stati membri, prende tutte le iniziative necessarie per
assicurare un buon coordinamento ed una stretta collaborazione con i paesi beneficiari e
con i finanziatori e gli altri organismi internazionali interessati, in particolare con quelli del
sistema delle Nazioni Unite.
                                            Articolo 5
Il sostegno finanziario fornito in base al presente regolamento è costituito da aiuti non
rimborsabili.
 ---pagebreak---                                              Articolo 6
1. La Commissione è incaricata di istruire, decidere e gestire le azioni contemplate dal
presente regolamento secondo le procedure di bilancio e le altre procedure in vigore, in
particolare quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle
Comunità europee.
2. Le decisioni riguardanti azioni il cui finanziamento ai sensi del presente regolamento
supera il valore di 2 milioni di ecu per azione sono adottate secondo la procedura di cui
all'articolo 7.
3. La Commissione è autorizzata ad approvare, senza chiedere il parere del comitato di
cui all'articolo 7, gli impegni supplementari necessari per coprire gli eventuali superamenti
previsti o constatati a titolo delle azioni, purché il superamento o il fabbisogno
supplementare sia inferiore o uguale al 20 % dell'impegno inizialmente fissato nella
decisione di finanziamento.
4. Ogni convenzione o contratto di finanziamento concluso ai sensi del presente
regolamento prevede che la Commissione e la Corte dei conti effettuino controlli in loco
secondo le modalità consuete definite dalla Commissione nel quadro delle disposizioni in
vigore, in particolare quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale
delle Comunità europee.
5. Quando le azioni sono oggetto di convenzioni di finanziamento tra la Comunità e il
paese beneficiario, queste prevedono che il pagamento di tasse, dazi e altri eventuali oneri
non sia a carico della Comunità.
6. La partecipazione alle gare e ai contratti d'appalto è aperta, a parità di condizioni, a
tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dei paesi beneficiari e può essere
estesa a quelle di altri paesi in via di sviluppo.
7. Le forniture sono originarie degli Stati membri, del paese beneficiario o di altri paesi
in via di sviluppo. In casi eccezionali, debitamente giustificati, le forniture possono
provenire da altri paesi.
8.    Un'attenzione particolare sarà rivolta:
- alla ricerca della miglior redditività e di un impatto durevole nella concezione dei
    progetti;
- alla chiara definizione e al monitoraggio degli obiettivi e degli indicatori di
    realizzazione per tutti i progetti.
 ---pagebreak---                                             Articolo 7
1. La Commissione è assistita da un comitato consultivo composto di rappresentanti
degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione:
- per i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, il comitato del FES istituito
    dall'articolo 21 dell'accordo interno relativo al finanziamento ed alla gestione degli
    aiuti della Comunità nel quadro della quarta convenzione ACP-CEE (91/401/CEE),
    adottato il 16 luglio 1990 dai rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in
    sede di Consiglio,
- per i paesi mediterranei, il comitato MED istituito dall'articolo 6 del regolamento
    (CEE) n. 1762/92 del Consiglio (1), del 29 giugno 1992,
- per i paesi dell'Asia e dell'America latina, il comitato ALA istituito dall'articolo 15 del
    regolamento (CEE) n. 443 /92 del Consiglio (2), del 25 febbraio 1992.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure
da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il
presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, eventualmente
procedendo a votazione.
Il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la
sua posizione figuri nel verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo
informa del modo in cui ha tenuto conto di tale parere.
                                             Articolo 8
Una volta all'anno si procederà ad uno scambio di opinioni sulla base degli orientamenti
generali per le azioni da attuare nel corso dell'anno seguente presentati dal rappresentante
della Commissione nel quadro di una riunione congiunta dei comitati di cui all'articolo 7,
paragrafo 1.
                                                 10
 ---pagebreak---                                           Articolo 9
1. Alla fine di ogni esercizio finanziario la Commissione sottopone al Parlamento
europeo e al Consiglio una relazione annuale che presenta le attività finanziate nel quadro
del presente regolamento in rapporto all'integrazione della tematica uomo-donna nella
cooperazione comunitaria allo sviluppo e i risultati ottenuti. Inoltre la relazione contiene:
- una sintesi delle altre azioni finanziate in base al presente regolamento nel corso
    dell'esercizio;
- l'elenco dei progetti con il nome dei partner responsabili della loro esecuzione e la
    percentuale del costo operativo finanziata dalla Comunità;
- una valutazione, corredata di cifre, dell'esecuzione del presente regolamento nello
    stesso periodo.
2. La Commissione effettua una valutazione periodica delle azioni finanziate dalla
Comunità per stabilire se i loro obiettivi siano stati conseguiti e fornire linee direttrici per
migliorare l'efficacia delle azioni future. La Commissione presenta una sintesi delle
valutazioni effettuate al comitato di cui all'articolo 7, che può eventualmente esaminarle.
Le relazioni di valutazione sono a disposizione degli Stati membri che ne fanno richiesta.
3. La guida del finanziamento contenente gli orientamenti e i criteri per la selezione dei
progetti viene pubblicata e distribuita alle parti interessate dai servizi della Commissione,
comprese le delegazioni della Commissione nei paesi beneficiari.
                                         Articolo 10
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a . . .
                                                                                Per il Consiglio
                                                                                   Il Presidente
                                               11
 ---pagebreak---                                SCHEDA FINANZIARIA
                 Articolo B7-611 : Ruolo delle donne nello sviluppo
1  Denominazione dell'azione
   Integrazione della tematica uomo-donna nella cooperazione allo sviluppo. (Sarebbe
   opportuno proporre nel quadro del prossimo PPB di sostituire la attuale
   denominazione della voce di bilancio con "Articolo B7-611: Integrazione della
   tematica uomo-donna nella cooperazione allo sviluppo", corrispondente alla
   denominazione dell'azione.)
2. Linea di bilancio
   B7-611
3. Base giuridica
   Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'integrazione della tematica uomo-
   donna nella cooperazione allo sviluppo.
4. Descrizione dell'azione
   4.1.     Obiettivo generale dell'azione
   Gli stanziamenti della linea di bilancio in questione sono destinati a finanziare azioni
   volte a promuovere l'integrazione della tematica uomo-donna nel processo di
   sviluppo e la piena partecipazione delle donne a tale processo su una base di parità.
   Questa finalità rientra nel quadro della promozione di uno sviluppo economico e
   sociale sostenibile dei paesi in via di sviluppo. L'obiettivo è dunque quello di avviare
   metodi e politiche nuove e di promuovere un effetto catalizzatore nell'insieme della
   cooperazione allo sviluppofinanziatadalla Comunità.
   Come è stato più volte sottolineato sia dal Consiglio che dal Parlamento,
   l'integrazione della tematica uomo-donna nel processo di sviluppo è considerata
   essenziale. Essa implica la promozione della partecipazione delle donne e il
   riconoscimento del loro ruolo attivo in quanto partner a pieno titolo in tutti gli
   interventi a favore dello sviluppo, dalla fase della concezione a quella della
   valutazione (integrazione sistematica).
   Inoltre la Commissione, avendo partecipato a tutti gli effetti alla IV conferenza
   mondiale sulle donne (Pechino, 1995), deve portarne avanti e attuarne i risultati nelle
   proprie azioni di sviluppo, in conformità della risoluzione del 20 dicembre 1995.
                                             Ai,
 ---pagebreak---    Sia tale obiettivo che l'attuazione della risoluzione del 20 dicembre 1995, richiedono
   un più stretto coordinamento con gli Stati membri ai sensi degli articoli 130 U, 130 X
   e 130 Y del trattato sull'Unione europea.
   Inoltre, nel quadro del comitato per l'assistenza allo sviluppo dell'OC SE, la
   Commissione è invitata a partecipare alla realizzazione di diversi studi di verifica
   sull'applicazione delle linee direttrici tracciate dal CAS in materia di partecipazione
   delle donne allo sviluppo.
   Sono previsti i seguenti tipi di azioni:
   - azioni di informazione e sensibilizzazione destinate ai responsabili della politica e
      della gestione dei programmi di sviluppo finanziati dalla Comunità, presso gli
      uffici centrali e nei paesi in via di sviluppo (corsi di formazione, manuali,
      assistenza tecnica adeguata, ricerca e studi);
   - azioni intese a promuovere l'integrazione della tematica uomo-donna nei progetti
      e programmi finanziati dalla Comunità nei PVS in tutte le loro fasi: concezione,
      programmazione, finanziamento, attuazione, verifica e/o valutazione;
   - azioni strategiche intese a orientare i processi decisionali nazionali e regionali nei
      PVS verso una maggiore attenzione per le specifiche esigenze delle donne nel
      processo di sviluppo;
   - azioni nel quadro del coordinamento con gli Stati membri in materia di tematica
      uomo-donna;
   - azioni intese a promuovere l'integrazione di interventi volti a ridurre le disparità
      uomo-donna nei PVS nelle linee direttrici dei progetti e programmi finanziati dalla
      Comunità.
   4.2.     Periodo previsto per l'azione e modalità di rinnovo
   La politica in questione è di durata indeterminata. Le singole azioni hanno durata
   annuale rinnovabile fino all'approvazione del presente regolamento.
5. Classificazione delle spese/entrate
   Spese non obbligatorie/Stanziamenti dissociati.
                                                    13
 ---pagebreak--- 6. Natura delle spese/entrate
   Sovvenzione al 100%. Tuttavia,
   - si cercherà sistematicamente di ottenere un contributo da parte dei beneficiari dei
       progetti;
   - si cercheranno possibilità di cofinanziamento con gli Stati membri, con
       organizzazioni multilaterali o regionali o con altri organismi.
7. Incidenza finanziaria
   7.1.     Metodo di calcolo del costo dell'azione
   Le spese consistono in primo luogo nella remunerazione e nelrimborsodelle spese di
   viaggio di esperti altamente qualificati in GED che devono effettuare missioni nei
   paesi in via di sviluppo per lavorare con le amministrazioni, le delegazioni CE e il
   personale dei progetti allo scopo di integrare in questi ultimi l'analisi della tematica
   uomo-donna.
   A tali spese si aggiungono quelle relative a corsi di formazione o informazione
   organizzati per il personale della CE e/o per i responsabili dei PVS che si occupano
   di progetti/programmi di sviluppo allo scopo di aumentare la loro competenza per
   quantoriguardala presa in considerazione dei ruoli e delle necessità delle donne e
   degli uomini e l'integrazione di questa dimensione nell'intero processo progettuale.
   Sono inoltre previste spese per studi, manuali di formazione, ricerche e
   bollettini/relazioni destinati ad informare il personale sulle specifiche necessità e
   priorità delle donne nei paesi ALA/MED e ACP.
   Sono infine previste spese per studi tematici e di verifica che potranno essere richiesti
   nel quadro di un più stretto coordinamento con gli Stati membri e l'OCSE/CAS,
   nonché spese per azioni e progetti strategici intesi ad introdurre nel processo
   decisionale dei PVS un'adeguata presa in considerazione delle specifiche necessità
   delle donne.
   7.2.    Ripartizione per elementi del costo dell'azione
   È prevista unaripartizioneuguale tra regioni geografiche ammissibili, che può variare
   in funzione di specifiche richieste/priorità.
                    RIPARTIZIONE                         1997             1998
       Assistenza tecnica                                 1,6              1,6
       Formazione                                         0,8              0,8
       Progetti                                           2,0              2,0
       Ricerca                                            0,6              0,6
                                                          5,0              5,0
                                                  iV
 ---pagebreak---    7.3.     Ripartizione indicativa per temi nel 1997
                                   TEMI                                      %
       Sviluppo di metodologie e strumenti                                   10
       Integrazione nel processo progettuale                                 20
       Integrazione nelle politiche e strategie                              20
       Ricerca/studi settoriali e/o geografici                               10
       Sensibilizzazione del processo decisionale nei PVS                    20
       Rafforzamento delle capacità nei PVS                                  20
   7.4.     Scadenziario indicativo degli stanziamenti d'impegno (milioni di ecu)
                                                            1997        PPB 1998
       B7-611                                                 5               5
8. Disposizioni antifrode previste
   Controlli tecnici da parte dei funzionari della Commissione, assistiti da esperti
   esterni.
   Prima del pagamento i servizi della Commissione procedono alla verifica delle
   sovvenzioni o delle prestazioni e degli studi preliminari, di fattibilità e di valutazione
   fatti eseguire, tenendo conto degli obblighi contrattuali e dei principi di economia e
   di sana gestionefinanziariao globale.
   Tutti gli accordi o contratti conclusi tra la Commissione e i beneficiari dei pagamenti
   contengono disposizioni antifrode (controllo, presentazione di rapporti, ecc.).
9. Elementi d'analisi costo-efficacia
   9.1.     Obiettivi specifici e quantificabili; beneficiari
   - Obiettivi specifici
       L'azione rientra più in generale nell'obiettivo dello sviluppo sostenibile, per il
       quale il ruolo delle donne è essenziale in quanto fattore chiave in termini
       economici, politici e sociali.
                                                      ^s
 ---pagebreak---    Essa ha lo scopo di aiutare le organizzazioni nazionali e le istituzioni comunitarie
   nel processo decisionale in materia di integrazione della tematica uomo-donna
   nelle politiche e nei programmi della cooperazione allo sviluppo. L'aiuto consiste
   nell'elaborazione di orientamenti strategici, metodologie e strumenti di lavoro,
   nella fornitura di assistenza tecnica qualificata, in azioni di formazione e
   sensibilizzazione, sia a livello centrale che di delegazioni e di partner locali nei
   PVS, e nel sostegno ad azioni particolarmente strategiche, quali quelle intese a
   rafforzare le capacità dei PVS ai fini dell'integrazione della tematica uomo-donna
   nello sviluppo.
-  Beneficiari
   Al fine di creare un effetto moltiplicatore, l'azione è diretta a due gruppi, ossia ai
   responsabili dell'elaborazione e ai responsabili della gestione delle politiche e dei
   programmi di sviluppo, sia nei paesi in via di sviluppo che nell'ambito dei servizi
   della Commissione.
   Oltre ai due gruppi indicati, l'azione è rivolta all'insieme delle donne e delle
   popolazioni locali dei paesi in via di sviluppo.
9.2.    Giustificazione dell'azione
- Necessità dell'intervento finanziario comunitario
   Si tratta di prendere in considerazione un nuovo aspetto dell'assistenza allo
   sviluppo che può migliorare la qualità e l'efficienza della cooperazione
   comunitaria allo sviluppo nel suo complesso. La scarsa esperienza esistente in
   materia di considerazione della tematica uomo-donna ci impone di concentrare il
   nostro impegno su questo tipo di intervento.
   La linea di bilancio B7-6110 (ex B7-5051 e B7-5052) è stata creata nel 1992 per
   iniziativa del Parlamento europeo che, come ha fatto anche il Consiglio in
   numerose conclusioni e recentemente nella risoluzione del 20.12.1995, ha messo
   l'accento sulla necessità di integrare le donne e la tematica uomo-donna nella
   cooperazione allo sviluppo. La risoluzione sottolinea in particolare la necessità di
   destinare adeguate risorse finanziarie ad azioni di natura strategica e catalizzatrice,
   quali l'elaborazione di politiche e metodologie, formazione, ricerca, monitoraggio
   e valutazione.
   Inoltre, per dar seguito alla comunicazione "Orizzonte 2000" e alla risoluzione del
   20.12.1995, la Comunità dovrà assicurare un migliore coordinamento con gli Stati
   membri nel campo dell'integrazione della tematica uomo-donna nello sviluppo.
   Questa linea mira quindi a rafforzare la coerenza e la complementarità tra le azioni
   finanziate dalla Comunità e quelle finanziate dagli Stati membri.
                                          46
 ---pagebreak---    Occorre pertanto disporre di uno strumento finanziario appropriato che consenta
   alla Commissione di realizzare le azioni proposte. Esso è fornito da questa linea di
   bilancio, il cui importo di 5 MECU per il 1997 non ha tuttavia per oggetto il
   finanziamento di progetti concreti di sviluppo a favore delle donne, che richiedono
   mezzi finanziari più importanti (principio dell'integrazione sistematica),
   conformemente alla risoluzione del 20.12.1995.
   Scegliendo di finalizzare gli interventi al potenziamento delle capacità di
   elaborazione e di gestione, si mira soprattutto a massimizzare l'effetto
   moltiplicatore.
* Vantaggi rispetto ad altre misure prevedibili
   Le azioni strategiche di sensibilizzazione, che mirano ad assicurare l'integrazione
   della tematica uomo-donna nel complesso della politica di sviluppo, sono ritenute
   più efficaci della proliferazione di microazioni a favore delle donne, che spesso
   hanno un impatto alquanto limitato.
* Analisi delle azioni analoghe eventualmente condotte a livello comunitario o
   nazionale
   Alcuni Stati membri attuano una politica molto attiva in questo campo, ma un
   impegno specifico della Commissione dovrebbe consentire di stimolare gli altri
   Stati membri e gli altri finanziatori.
   La Comunità, per quanto la riguarda, deve adoperarsi affinché le azioni da essa
   finanziate tengano conto nel modo migliore della tematica uomo-donna, in modo
   da assicurare l'efficacia e la validità di tutte le azioni di sviluppo.
9.3.     Controllo e valutazione dell' azione
Indicatori di controllo e valutazione sono precisati e applicati nel quadro di ogni
azione.
Conformemente alla risoluzione del Consiglio del 20.12.1995, i risultati ottenuti sono
valutati e presentati al Consiglio ogni due anni (prima presentazione: novembre
1997).
Nel 1996 è stato promosso uno studio per stabilire degli indicatori di attuazione della
risoluzione del Consiglio. Essi riguardano in particolare: 1) gli effetti della
formazione fornita a coloro che hanno responsabilità decisionali (nella Commissione
e a livello locale), 2) l'introduzione dell'analisi della tematica uomo-donna nell'intero
processo progettuale e 3) l'aumento dei progetti/programmi che tengono conto della
dimensione uomo-donna.
Lo studio ha individuato cinque priorità per l'attuazione della risoluzione.
- formazione dei responsabili delle politiche di sviluppo a livello decisionale e
    programmatico in materia di analisi della tematica uomo-donna e di integrazione
    di tale tematica nella pianificazione;
-   sviluppo di strumenti e metodologie per l'integrazione della tematica uomo-donna
    a livello globale e settoriale;
                                                     lì
 ---pagebreak---       - verifica dell'integrazione della tematica uomo-donna nella concezione e attuazione
          delle strategie per i vari paesi;
      - maggiore impegno dei servizi nella promozione e verifica dell'integrazione della
          tematica uomo-donna;
      - maggiore coordinamento con gli Stati membri in alcuni paesi pilota.
      Le priorità individuate per la linea di bilancioriflettonotali indicazioni.
      9.4.     Coerenza con la programmazione finanziaria
     - L'azione è prevista nella programmazionefinanziariadella DG per gli esercizi di
         cui trattasi?
         Sì.
     - Indicare a quale obiettivo di carattere più generale definito nella programmazione
         finanziaria della DG corrisponde l'obiettivo dell'azione proposta.
        Le azioni proposte rientrano negli obiettivi generali definiti nel quadro dello
         sviluppo umano e sociale e dello sviluppo sostenibile (articolo 130 U del trattato
         sull'Unione europea).
10. Spese amministrative
      L'effettiva mobilitazione delle risorse amministrative necessarie deriverà dalla
      decisione annuale della Commissione relativa all'assegnazione delle risorse, tenuto
      conto in particolare del personale e degli importi supplementari che saranno stati
      accordati dall'autorità di bilancio.
      10.1.    Incidenza sul numero di posti
         Interventi già attuati sotto forma di azioni pilota dal personale delle DG IB e Vili
Tipi di impieghi              Persone da assegnare                    di cui             durata
                             alla gestione dell'azione
                            Impieghi        Impieghi    sulle risorse     su risorse
                            permanenti temporanei esistenti nella         supplementari
                                                        DG o nel
                                                        servizio in
                                                        questione
Funzionari o           A                         2             2
agenti                 B           1                            1
temporanei             C         0,75                        0,75
Altre risorse
          Totale                 1,75            2            3,75
                                                      1«
 ---pagebreak---         10.2. Incidenzafinanziariaglobale delle risorse umane supplementari
                                             Importi                  Metodo di calcolo
Funzionari
Agenti temporanei
Altre risorse (indicare la linea di
bilancio)
                             Totale
        A titolo di informazione si precisa che il costo indicativo annuo dellerisorseumane
        esistenti è stimato a 397 500 ECU (3,75 funzionari ad un costo medio annuo stimato
        di 106 000 ECU per funzionario): titoli Al, A2, A4 e A5.
        10.3.   Aumento di altre spese di funzionamento derivanti dall'azione
        Lerisorsenecessarie sono ottenute mediante la ridistribuzione dellerisorseesistenti.
Linea di bilancio                   I        j ~ ^               I    M e t o d o d i c a i c o lo
(n. e denominazione)                                                                               _____
                             Totale
        I            !              [             ,1             '              . .  .
A titolo di informazione si precisa che il costo indicativo delle riunioni, finanziate sulla
linea A-2510, sarebbe pari a 31 275 ECU.
(Metodo di calcolo: costo medio di 695 Ecu/rappresentante degli Stati membri/riunione x
 15 rappresentanti x 3riunioniall'anno.)
                                                       A3
 ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 265 def.
                                               DOCUMENTI
 IT                                                              05 11 06       04
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-252-IT-C
                                                              ISBN 92-78-20661-X
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo