CELEX: 51991PC0048
Language: it
Date: 1991-02-19
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO RELATIVO ALLA COOPERAZIONE FINANZIARIA CON TUTTI I PAESI TERZI MEDITERRANEI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                C0M(91) 48 def.
                                Bruxelles, 19 febbraio 1991
                      Proposta di
           REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
        relativo alla cooperazione finanziaria
         con tutti i paesi terzi mediterranei
            (Presentata dalla Commissione)
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Durante la sessione del 18 e 19 dicembre 1990, il Consiglio è riuscito a
raggiungere una posizione globale sulla politica mediterranea riveduta. In
particolare, esso ha adottato una risoluzione sul la cooperazione finanziaria con
tutti I paesi terzi' mediterranei.
SI trasmette al Consiglio l'allegata proposta di regolamento, che stabilisce le
modalità e le norme di gestione di detta cooperazione finanziaria.
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                                     Proposta di
                          REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
                     relativo alla cooperazione finanziaria
                      con tutti i paesi terzi mediterranei
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto   II   trattato    che   istituisce   la Comunità    economica  europea,   in
particolare l'articolo 235,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
considerando    che  ai   fini   dell'attuazione di   una   politica   mediterranea
riveduta   il Consiglio ha adottato, nella sessione del          18 e 19 dicembre
1990, una risoluzione sulla cooperazione finanziaria           con tutti    i paesi
terzi mediterranei ;
considerando    che   in questa    risoluzione   si è  deciso,    tra  l'altro,  di
completare le azioni      intraprese in applicazione dei protocolli finanziari
conclusi   con   i paesi    terzi mediterranei, mediante      interventi  di  altro
tipo, sia di portata non        non circoscritta ad un solo paese, sia aventi
carattere ambientale;
considerando che occorre stabilire modalità e           norme di gestione     della
cooperazione relativa a tali azioni;
considerando, che      il trattato non prevede, per       l'adozione  del  presente
regolamento, poteri d'azione all'uopo richiesti,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
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                                Articolo 1
1. Per    la realizzazione     della politica mediterranea        riveduta,   la
   Comunità attua azioni destinate a completare quelle finanziate in
   applicazione dei protocolli finanziari conclusi con i paesi terzi
   mediterranei.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano a tutti i paesi terzi
   mediterranei    con    i quali     la Comunità   ha   concluso   accordi   di
   associazione o di cooperazione.
                                Articolo 2,
1. Le azioni di cui all'articolo 1 hanno ad oggetto:
        la realizzazione di interventi di rilevanza regionale nei vari
        settori della cooperazione;
        la cooperazione nel settore dell'ambiente.
2.  I tipi di azioni relative agli interventi di rilevanza regionale
   di cui al paragrafo 1 sono:
   -    sostegno alle azioni riguardanti più paesi terzi mediterranei
        o   un paese     terzo    mediterraneo  e   la Comunità,     nonché   al
        processo di integrazione regionale, in particolare mediante la
        cooperazione tecnica, azioni di formazione, seminari, studi e
        missioni;    le   istituzioni    e gli  enti    che operano   a   favore
        dell'integrazione      sono    i principali   destinatari    di   questo
        sostegno;
        studi  di   fattibilità di progetti       relativi    a  Infrastrutture
        regionali, i quali       progetti sono finanziati, al di      fuori dei
        protocolli      finanziari,      dalla   Banca     europea    per    gii
        investimenti,     in appresso denominata       "la Banca", sulle sue
        risorse proprie.
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3. I   tipi   di    azioni      relative     alla     cooperazione      nel   settore
   del l'ambiente sono:
        azioni che fungono da catalizzatori, come progetti pilota o di
        dimostrazione, e azioni di formazione;
        finanziamento      di   abbuoni    d'interesse       del   3% per    prestiti
        concessi   dalla Banca sulle sue risorse proprie al di fuori
        dei   protocolli         finanziari,       per     la    realizzazione      di
        investimenti.
                                 Articolo 3
1. I finanziamenti concessi dalla Comunità per le azioni contemplate
   dal presente regolamento assumono la forma di contributi a fondo
   perduto.
2. Le imposte, i dazi e le tasse riscossi nei paesi beneficiari sono
   esclusi dai finanziamenti.
3. I   finanziamenti      di    cui    al   paragrafo      1   sono   gestiti    dalla
   Commissione, fatta salva la gestione, da parte della Banca, degli
   abbuoni   d'interesse       in    forza    di   un   mandato     conferito    dalia
   Commissione     ai     sensi     dell'articolo        105,    paragrafo     3   del
   regolamento    finanziario        del   21    dicembre     1977   applicabile    al
   bilancio generale delle Comunità europee.
                                  Articolo 4
1. Le   decisioni     di    finanziamento       relative     alle    azioni   di   cui
   all'articolo     2    o    agli    stanziamenti       globali     destinati    alla
   realizzazione di dette azioni vengono adottate dalla Commissione
   secondo la procedura di cui all'articolo 5, paragrafo 2.
2. La concessione degli abbuoni d'interesse di cui all'articolo 2,
   paragrafo    3,    secondo      trattino      viene    decìsa    sulla   base   dei
   progetti di prestito presentati dalla Banca alla Commissione.
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                                   Articolo 5
1.       La Commissione è assistita dal comitato istituito dall'articolo 6,
         paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 3973/86 del Consigiio< 1 >
2.       Il   rappresentante   della  Commissione    sottopone   al  comitato  un
         progetto delle misure da adottare.        Il comitato formula     il suo
         parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare
         in funzione dell'urgenza della questione         in esame. Il parere è
         formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2
         del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve
         prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al
         comitato,    ai  voti   dei  rappresentanti     degli  Stati   membri  è
         attribuita    la ponderazione   fissata nell'articolo precitato. Il
         presidente non partecipa al voto.
         La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili.
         Tuttavia, se tali misure non sono conformi ai parere espresso dal
         comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio.
         In tal caso, la Commissione differisce di tre mesi a decorrere
         dalla data della comunicazione l'applicazione delle misure da essa
         dee i se.
          Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere
         una decisione diversa entro il termine di cui al comma precedente.
                                   Articolo 6
La Commissione informa, una volta all'anno, il Consiglio e il Parlamento
europeo   dello    stato  di   esecuzione    della    cooperazione    attuata  in
applicazione del presente regolamento.
ri} GU n. L 370, dei 30.12.1986, pag. 5.
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                                 Articolo 7
Il presente regolamento entra   in vigore   il terzo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il  presente  regolamento  è  obbligatorio    in  tutti  i suoi   elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addi
                                                Per iI Consigi io
 ---pagebreak---                                 -3-                                    Ifc
                              FICHE FINAHCISRg
                    VPLET 1 : IMPLICATIONS FINANCIERES
 1.  Intitulé de I'action : Coopération         financière      Intéressant
                              l'ensemble des pays tiers méditerranéens.
2.  Lignes budgétaires concernées : B 7 - 4080 (nomenclature 1991)
3.  Base légale : Règlement du Conseil fondé sur l'article 235 du
                    traité   faisant    l'objet   de la présente      fiche
                    financière.
4.    Description de l'action
4.1 Oblectif spécifiques de l'action :
    Compléter les actions mises en oeuvre en application des protocoles
     financiers conclus avec les pays tiers méditerranéens par d'autres
     formes d'action telles que celles ayant un caractère régional, ainsi
     que celles situées dans le domaine de l'environnement.
4.2 Durée : 1992 - 1996
4.3 Population visée par l'action   :
    Les actions de caractère régional, et relevant de l'environnement
     touchent l'ensemble des populations.
5.  Classification de la dépense
5.1 DNO
5.2 CD
6. Quelle est la nature de la dépense
6.1 Subvention à 100% : pour certaines actions
6.2 Subvention par co-fInancement avec d'autres        sources du secteur
    public et/ou privé : pour certaines actions.
6.3 Bonification d'intérêt de 3% pour des prêts accordés par la BEI sur
    ses ressources propres pour la réalisation d'investissements dans le
    doma îne ce r envIronnemen t.
6.4 Autres : néant
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6.5 En cas de réussite économique de l'action un remboursement partie
     ou total de l'apport financier communautaire est-il prévu ? NON
6.6 L'action proposée    implique-t-elle une modification du niveau des
     recettes ? NON
7.   Incidence financière sur les crédits d'intervention (partie B du
    budget)
7.1 Mode de calcul :
    Les montants prévus tiennent compte des orientations politiques
    proposées par la Commission dans sa communication SEC (90) 812 du
     1.6.90, ainsi que de la résolution du Conseil du 18/19 décembre 1990
    prévoyant une coopération financière applicable à l'ensemble des
    pays méditerranéens.
7.2 Part du mini-budget : environ 5% en raison de la nécessité d'un
    appui technique et administratif pour la mise en oeuvre et le suivi
    des act ions.
7.3 Echéancier indicatif des crédits d'engagement et de paiement :
                             (Prix, courants)
                1992*      7993*      1994*      7995*     7996*
      CE          64        67         69         72        74
      CP          23        45         67         70        72
*   sous réserve des résultats de la reconduction éventuelle de l'accord
     inter-institutionnel sur la discipline budgétaire et l'amélioration
    de la procédure budgétaire..
8.  Dispositions particulières anti-fraude prévues dans la proposition
    d'action
    Sans objet.
         YQiET l : DEPENSES ADMINISTRATIVES (partie A     du budoeti
1.  L'action proposée     implique-t-elle    une   augmentation   du nombre
    d'effectifs de la Commission ?
    OUI et à partir de 1992
    un fonctionnaire A économiste expérimenté, un fonctionnaire B et un
    fonct ionnaire C
    Ces trois fonctionnaires seront alloués soit par dèci son de la
    Commission relative à l'attribution des ressources, soit à trouver
    par déploiement interne.
 ---pagebreak---  2.   Montant des dépenses : Personnel : Coût moyen annuel : 63 000 écus
      par fonctionnaire, soit au total 189000 écus .
      Fonctionnement : Coût moyen annuel 20000 écus par fonctionnaire,
      soit au total 60000 écus.
      Total général : 249000 écus.
                VQIET 3 ' ELEMENT? P'ANALYSE CQUT EFFICACITE
 1•  Objectifs et cohérence avec la programmation financière
1.1 Objectifs spécifiques de l'action proposée : cf 4.1.
 1.2 L'action est-elle prévue dans la programmation financière de la DG
     pour les années concernées ? OUI
1.3 A quel objectif plus général défini dans la programmation financière
     de la DG correspond l'objectif de l'action proposée ?
     Développer la coopération avec les pays tiers méditerranéens dans le
     cadre d'une politique méditerranéenne rénovée, en vue d'apporter une
     contribution    plus  efficace   à   la réalisation    des   objectifs
     économiques et à la stabilité politique de ces pays.
2.   Justification de l'action
2.1 Justification de l'action choisie par rapport à une alternative qui
     permettrait d'atteindre les mêmes objectifs
a.   Coût : L'estimation du coût a été faite de manière globale par la
              Commission dans la Communication du 1.6.90.
b.   Effets dérivés (impact au delà des objectifs spécifiques) :
     contribuer à l'intégration régionale et à la stabilité politique des
     pays.
c.   Effets multiplicateurs (capacité de mobiIisation d'autres sources de
     f inancement)
     Le financement de certaines actions comme des études pour des
     projets d'infrastructure de caractère régional pourra          inciter
     d'autres bailleurs de fonds à participer au financement des projets.
3-   Suivi et évaluation de l'action
3.1 Indicateurs de performance sélectionné
3.2 Modalités et périodicités de l'évaluation prévues
     Les principales actions financées feront       i'objet  d'un   rapport
     d'évaluation à la fin de chaque exercice budgétaire.
3.2 Principaux facteurs d'incertitude     pouvant affecter   les  résultats
     spécifiques de l'action :
     Les principaux facteurs d'incertitude concernent d'abord les aléas
     politiques dans la région méditerranéenne, mais également           ta
     détermination de nos partenaires à mettre en oeuvre des actions de
     caractère régional et dans le domaine de l'environnement.
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                                                                      COM(91)48def.
                                                          DOCUMENT
rr                                                                                            il
                                          N. di catalogo : CB-CO-91-068-IT-C
                                                                 ISBN 92-77-69438-6
PREZZO DI VENDITA         fino a 30 pagine: 3,50 ECU         ogni 10 pagine in più: 1,23 ECU
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo