CELEX: 62022CN0056
Language: it
Date: 2022-01-28 00:00:00
Title: Causa C-56/22: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de première instance de Liège (Belgio) il 28 gennaio 2022 — PL / État belge

4.4.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 148/16
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de première instance de Liège (Belgio) il 28 gennaio 2022 — PL / État belge
      (Causa C-56/22)
      (2022/C 148/22)
      Lingua processuale: il francese
      
         Giudice del rinvio
      
      Tribunal de première instance de Liège
      
         Parti
      
      
         Attore: PL
      
         Convenuto: État belge
      
         Questioni pregiudiziali
      
      Se il diritto dell’Unione, essenzialmente le disposizioni della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione e della direttiva 2008/115/CE (1), si applichi a una prassi di uno Stato membro che consenta a quest’ultimo di regolarizzare sul territorio uno straniero che si trovi in situazione di soggiorno irregolare. In caso affermativo, se gli articoli 5, 6 e 13 della direttiva 2008/115/CE, in combinato disposto con i suoi [considerando 6 e 24], nonché gli articoli 1, 7, 14, 20, 21, 24 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione debbano essere interpretati nel senso che, lo Stato membro che preveda di rilasciare per motivi caritatevoli, umanitari o di altra natura un permesso di soggiorno autonomo o un’altra autorizzazione che conferisca il diritto di soggiornare a un cittadino di un paese terzo il cui soggiorno nel suo territorio è irregolare, da un lato, possa esigere dal suddetto cittadino che egli provi preliminarmente l’impossibilità di presentare la propria domanda nel suo paese d’origine, e, dall'altro, possa omettere di enunciare nella propria normativa le condizioni e i criteri, a fortiori oggettivi, che consentano di giustificare tali motivi caritatevoli, umanitari o di altra natura (tanto sul piano della ricevibilità, esigendo la dimostrazione di circostanze eccezionali senza definirle, quanto sul piano sostanziale, non prevedendo alcun criterio oggettivo che consenta di definire i motivi, in particolare umanitari, che giustifichino un permesso di soggiorno), il che rende imprevedibile, se non addirittura arbitraria, la risposta a una siffatta domanda. Nel caso in cui tali criteri possano non essere previsti dalla normativa, se, in caso di rifiuto, il diritto a un ricorso effettivo non sia compromesso dal fatto che sia strettamente legittimo il solo ricorso a tal fine predisposto, escludendo qualsiasi considerazione di opportunità.
      
         (1)  Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU 2008, L 348, pag. 98).