CELEX: 52001PC0221
Language: it
Date: 2001-05-15
Title: Proposta di Regolamento del Consiglio che istituisce un quadro generale di riferimento per le iniziative comunitarie destinate ad agevolare l'attuazione di uno spazio giudiziario europeo in materia civile

Avis juridique important

|

52001PC0221

Proposta di Regolamento del Consiglio che istituisce un quadro generale di riferimento per le iniziative comunitarie destinate ad agevolare l'attuazione di uno spazio giudiziario europeo in materia civile  /* COM/2001/0221 def. - CNS 2001/0109 */  

Gazzetta ufficiale n. 213 E del 31/07/2001 pag. 0271 - 0274

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un quadro generale di riferimento per le iniziative comunitarie destinate ad agevolare l'attuazione di uno spazio giudiziario europeo in materia civile(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Introduzione ed obiettivo generale1.1. Uno spazio di libertà, sicurezza e giustiziaCon l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, l'Unione Europea si era prefissata l'obiettivo di creare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Il Consiglio ha adottato, nel 1998, un piano d'azione del Consiglio e della Commissione sul modo migliore per attuare le disposizioni del trattato di Amsterdam concernenti uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Il piano d'azione, che è stato sottoposto al Consiglio europeo di Vienna nel dicembre 1998, elenca un certo numero di obiettivi prioritari da raggiungere entro cinque anni dall'entrata in vigore del trattato di Amsterdam. Il Consiglio europeo riunito a Tampere il 15 e 16 ottobre 1999 ha riaffermato l'importanza di tale obiettivo e ha convenuto una serie di orientamenti programmatici e di priorità grazie ai quali il suddetto spazio si realizzerà rapidamente. Il Consiglio europeo ha anche invitato la Commissione a presentare una proposta di un "appropriato quadro di controllo" che esamini "puntualmente i progressi compiuti per attuare le misure necessarie e rispettare le scadenze" fissate dal trattato di Amsterdam, dal piano d'azione di Vienna e dalle conclusioni di Tampere.In risposta a tale invito, la Commissione ha presentato una comunicazione dal titolo "quadro di controllo per l'esame dei progressi compiuti nella creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell'Unione europea", il cui ultimo aggiornamento biennale è stato adottato il 30 Novembre 2000 [1]. Il quadro di controllo elenca gli obiettivi, le istituzioni responsabili, le iniziative, il calendario per l'adozione (fino al 2004) e lo stato di avanzamento attuale di ogni iniziativa. In materia civile, l'ultima versione del quadro di controllo elenca un totale di 18 iniziative principali.[1]  COM(2000) 782 def. del 30.11.2000.1.2. Cooperazione giudiziaria in materia civileL'entrata in vigore del trattato di Amsterdam ha comportato lo spostamento della cooperazione giudiziaria in materia civile dal terzo pilastro (articolo K.1, paragrafo 6 del trattato UE) al primo (articolo 61, lettera c) del trattato CE). La finalità principale è quella di creare uno spazio giudiziario europeo in materia civile, in cui i cittadini in tutta l'Unione europea abbiano un senso comune della giustizia ed in cui la giustizia sia percepita come un qualcosa che migliora la vita quotidiana della gente. Questo esige un miglioramento dell'accesso alla giustizia ed una piena cooperazione giudiziaria tra Stati membri. I singoli e le imprese devono essere in grado di rivolgersi agli organi giurisdizionali ed alle autorità di qualsiasi Stato membro con la stessa facilità che nel loro, e l'esercizio dei loro diritti non deve essere precluso o scoraggiato dalla complessità dei sistemi giuridici o amministrativi degli Stati membri.Parimenti importante è fornire la certezza giuridica ai singoli ed alle imprese; a tal fine le sentenze e le decisioni devono essere rispettate ed eseguite in tutto il territorio dell'Unione. Un migliore meccanismo per il reciproco riconoscimento delle decisioni giurisdizionali e le sentenze ed il necessario ravvicinamento delle disposizioni legislative faciliterebbero la cooperazione tra le autorità come pure la tutela giurisdizionale dei diritti individuali. A tal fine, si deve giungere anche ad una migliore compatibilità e ad un'accresciuta convergenza tra i vari sistemi giuridici.Il 30 novembre 2000, sempre a seguito delle conclusioni di Tampere, il Consiglio ha adottato un programma congiunto del Consiglio e della Commissione di misure relative all'attuazione del principio del riconoscimento reciproco delle decisioni in materia civile e commerciale. Il programma elenca una serie di misure da adottare in modo da estendere il principio del mutuo riconoscimento a tutti i settori collegati alla materia civile e commerciale mediante l'abolizione di tutte le procedure intermedie per il riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze e delle decisioni straniere.In occasione della conferenza intergovernativa di Nizza, l'11 dicembre 2000, si è fatto un passo avanti, raggiungendo un accordo secondo il quale le decisioni relative alla cooperazione giudiziaria in materia civile (articolo 65 del trattato CE) saranno assunte, dal momento dell'entrata in vigore del trattato di Nizza, tramite la procedura di codecisione e a maggioranza qualificata in seno al Consiglio.1.2.1. Panorama delle iniziative in campo legislativoIn seguito all'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, il Consiglio aveva adottato i seguenti atti entro il 31 dicembre 2000:* regolamento del Consiglio relativo alla competenza giurisdizionale, al riconoscimento ed all'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (regolamento (CE) n. 44/2001, anche chiamato "Bruxelles I");* regolamento del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori sui figli di entrambi i coniugi (regolamento (CE) n. 1347/2000, anche chiamato "Bruxelles II");* regolamento del Consiglio relativo alle procedure di insolvenza (regolamento (CE) n. 1346/2000);* regolamento del Consiglio relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale (regolamento (CE) n. 1348/2000, anche chiamato "trasmissione di atti").Le seguenti proposte legislative sono state sottoposte al Consiglio:* proposta di regolamento sull'assunzione delle prove;* proposta di regolamento sui diritti di visita ai figli minori.Si può prevedere un numero considerevole di altre proposte di atti legislativi su diverse questioni, tipo: norme minime per l'assistenza giudiziaria in cause transfrontaliere; risoluzione alternativa delle controversie; compensazione per le vittime di reati; potestà dei genitori; norme comuni di procedura per le controversie di modesta entità, per i crediti non contestati e per le prestazioni alimentari; norme minime per taluni specifici aspetti di procedura civile; giurisdizione e legge applicabile in materia di regime patrimoniale dei coniugi e successioni; legge applicabile per le obbligazioni contrattuali o non contrattuali; legge applicabile in materia matrimoniale.2. Iniziative precedenti - i programmi Grotius e Grotius-civileIl 28 ottobre 1996 il Consiglio ha adottato un'azione comune che istituisce un programma di incoraggiamento e di scambi destinato agli operatori della giustizia ("Grotius") [2], basata sull'ex articolo K.3 del trattato sull'Unione europea.[2]  GU L 287 dell'8.11.1996, pag. 3.La finalità del programma Grotius era quella di facilitare la cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri favorendo la conoscenza reciproca dei sistemi giuridici e giudiziari. Il programma era diretto agli operatori nel campo della giustizia e metteva a disposizione fondi per la formazione, per scambi e tirocini, per l'organizzazione d'incontri, di studi e ricerche, e per la diffusione di informazioni. Il programma è stato predisposto per il periodo 1996-2000, e il bando per l'ultimo anno è stato pubblicato nel gennaio 2000.Il 12 febbraio 2001 il Consiglio ha adottato un regolamento che estende il programma Grotius, unicamente per un periodo transitorio di un anno, nel campo del diritto civile (Grotius-civile) [3]. L'obiettivo di tale estensione era quello di evitare l'interruzione del programma Grotius per quanto riguarda la materia civile, e di consentire alla Commissione di preparare una nuova proposta generale e completa per la sua sostituzione. Le azioni e gli obiettivi del programma Grotius-civile sono gli stessi che per il programma Grotius. Il bando per il 2001 è stato pubblicato nel febbraio 2001 [4].[3]  GU L 43 del 14.2.2001, pag. 1.[4]  GU C 54 del 21.2.2001, pag. 12.Le tre relazioni annuali riguardanti l'attuazione del programma Grotius [5], presentate finora dalla Commissione al Parlamento europeo ed al Consiglio, hanno dimostrato l'importanza del rafforzamento della cooperazione giudiziaria.[5]  SEC(1998) 1048 del 18.6.1998, SEC(1999) 1955 del 17.12.1999, SEC(2001) 18 dell'8.1.2001.Una relazione di valutazione relativa agli anni 1996-1998, affidata dalla Commissione all'esterno, è stata ultimata nel marzo 2000. La relazione ha confermato il successo del programma, rilevando l'assenza di qualsiasi meccanismo alternativo e il fatto che la domanda di finanziamenti era stata notevolmente superiore all'offerta (dal 350% al 550% a seconda degli anni). Tra le principali raccomandazioni per il futuro figurano una maggiore concentrazione su azioni che producano risultati utili sul piano operativo e l'esigenza di misure che migliorino la diffusione dei risultati dei progetti portati a termine.3. La proposta di regolamento del ConsiglioCome descritto, in seguito all'entrata in vigore del trattato di Amsterdam si è messo in moto un rapido ed importante processo evolutivo. La Comunità ha adesso davanti a sé un programma ambizioso nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile. In seguito all'esame del programma Grotius, si è dunque rivelata necessaria l'istituzione di un quadro di riferimento più ampio e più generale in cui inserire le iniziative, in grado di fornire il sostegno necessario per gli sviluppi dell'azione in questo settore.La proposta di regolamento stabilisce la base giuridica per il finanziamento, a carico del bilancio delle Comunità europee, delle attività nell'ambito della politica di cooperazione giudiziaria in materia civile. Non si deve considerare come l'istituzione di un nuovo piano d'azione, ma piuttosto come un quadro generale di lungo periodo in cui inserire delle attività e degli obiettivi ritenuti prioritari. Sulla base del quadro generale, si possono poi elaborare programmi operativi e progetti specifici.Gli obiettivi di questo quadro generale sono strettamente collegati a quelli stabiliti dal trattato, dal piano d'azione di Vienna e dalle conclusioni di Tampere. Inoltre, i nuovi strumenti comunitari adottati, o da adottarsi, in questo settore necessitano di un controllo adeguato, per garantire che vengano effettivamente attuati ed applicati. Si tratta di un aspetto facilmente dimenticato, ma non meno importante dell'adozione stessa degli strumenti, che è stato quindi inserito nella proposta di regolamento come obiettivo specifico.In termini di finanziamento di attività, il nuovo quadro generale consente il proseguimento delle azioni sostenute nell'ambito del programma Grotius, in considerazione del successo di quest'ultimo, ma va anche oltre ed ha un ambito d'azione più ampio. Consente di aggiungere ai progetti in cofinanziamento le azioni della Commissione, in modo da assicurare che a tutte le priorità politiche venga dato un sostegno adeguato e rapido, e consente inoltre alla Commissione di intraprendere di sua iniziativa azioni finalizzate ad assicurare la solida attuazione ed applicazione degli strumenti comunitari. Inoltre, il quadro generale consente di offrire un sostegno finanziario comunitario alle organizzazioni che si adoperano in maniera continuativa, e non sulla base di specifici progetti, per la cooperazione giudiziaria in materia civile. Questa possibilità accrescerà le caratteristiche di flessibilità del quadro generale.3.1. ArticoliArticolo 1Questo articolo istituisce il quadro generale di riferimento per le iniziative della Comunità per il periodo 2002-2006 e stabilisce il suo obiettivo politico generale. L'articolo precisa l'applicazione del presente regolamento, in quanto Danimarca, Irlanda e Regno Unito non sono da esso vincolati né sono sottoposti alla sua applicazione, in virtù dei rispettivi protocolli allegati al trattato sull'Unione europea ed al trattato CE.Articolo 2Questo articolo elenca gli obiettivi specifici del quadro generale. Il primo obiettivo costituisce l'asse portante del quadro generale, essendo direttamente legato alla politica di cooperazione giudiziaria in materia civile. Il secondo obiettivo è essenziale per il fatto che fornisce la base necessaria per la cooperazione giudiziaria, ossia la conoscenza reciproca degli ordinamenti giuridici. Il terzo obiettivo riflette l'esigenza di garantire la corretta attuazione e il controllo degli strumenti giuridici comunitari in quest'area. Si osservi come molti dei regolamenti recentemente adottati contengano un obbligo, per la Commissione, di stilare relazioni sull'applicazione di tali strumenti. Il quarto obiettivo rispecchia una priorità delle conclusioni di Tampere, ossia quella di assicurare che i progressi compiuti nello stabilimento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia siano di facile accesso e che siano portati a conoscenza del pubblico.Articolo 3Questo articolo elenca i tipi di iniziative sovvenzionabili nell'ambito del quadro generale e stabilisce che tutte le attività devono rispondere ad almeno uno degli obiettivi stabiliti all'articolo 2. Nonostante gli obiettivi siano, in una certa misura, autonomi, sono possibili progetti volti al perseguimento di diversi obiettivi, ad esempio il primo ed il secondo. Le azioni intraprese dalla Commissione si potrebbero riferire all'obiettivo di assicurare l'attuazione corretta e il controllo sugli strumenti comunitari in questo settore attraverso manuali, banche dati, pubblicazioni e studi. Il secondo tipo di attività consiste nell'erogazione di finanziamenti per i costi di gestione di organizzazioni non governative e senza scopo di lucro, ed il terzo tipo nell'erogazione di finanziamenti per progetti specifici in cofinanziamento con altre fonti nel settore pubblico e/o privato.Articolo 4Questo articolo apre, ai paesi terzi, a determinate condizioni ivi elencate, la partecipazione al quadro generale. In vista dell'allargamento, si è ritenuto importante dare ai paesi candidati la possibilità di accedere al quadro generale. La partecipazione potrebbe svolgere un ruolo importante nella loro preparazione all'adesione. Questi paesi hanno anche la possibilità di partecipare a progetti specifici alle condizioni di cui all'articolo 6. Non essendo la cooperazione in materia di giustizia e affari interni compresa nell'accordo sullo Spazio economico europeo, i paesi membri di tale accordo non sono stati esplicitamente menzionati. Tuttavia, l'articolo 4, punto 3, lascia aperta la possibilità di una loro adesione in un momento successivo.Articolo 5Questo articolo descrive le condizioni per accordare il finanziamento dei costi di gestione alle organizzazioni non governative e senza scopo di lucro. La finalità è qui di sostenere solo le organizzazioni che abbiano una dimensione veramente europea; di conseguenza, saranno sovvenzionabili, in linea di principio, solo quelle che comportino la partecipazione di almeno 10 Stati membri (degli attuali 15).Articolo 6Questo articolo tratta del cofinanziamento dei progetti dello stesso tipo di quelli sovvenzionati in virtù dei programmi Grotius e Grotius-civile. Nel paragrafo 2 è stata aggiunta la possibilità di sovvenzionare progetti diretti alla costituzione di organizzazioni del tipo descritto all'articolo 5.Articolo 7Questo articolo fa riferimento all'autorizzazione degli stanziamenti annuali per il quadro generale. Esso stabilisce che è escluso il finanziamento concomitante con altri programmi comunitari e specifica il tasso massimo di cofinanziamento a carico del bilancio comunitario nell'ambito del quadro generale di attività. Per quanto riguarda il sostegno alle organizzazioni non governative per i costi di gestione, il tasso di cofinanziamento può raggiungere al massimo il 50% per evitare situazioni di dipendenza dai sussidi comunitari. Per quanto riguarda i progetti specifici, il tasso di cofinanziamento è stato abbassato dall'80% al 50% rispetto ai programmi Grotius e Grotius-civile, in modo da indurre i richiedenti a fornire delle stime dei costi più accurate e al fine di mobilitare maggiori cofinanziamenti a livello nazionale. Questo dovrebbe essere fattibile, visto che la fase iniziale di questo tipo di progetti è stata completata durante l'attuazione del programma Grotius.Articolo 8I paragrafi 1 e 2 di questo articolo si riferiscono al programma di lavoro annuale. Tale programma avrà una particolare rilevanza, in modo da assicurare che gli obiettivi a cui si è data priorità per l'anno seguano gli sviluppi del quadro di controllo. Sarà anche adoperato per assicurare una giusta proporzione tra i vari tipi di iniziative nel corso del periodo coperto dal quadro generale. Il coordinamento con gli Stati membri sarà assicurato tramite il comitato consultivo. Il programma sarà pubblicato ogni anno nella Gazzetta ufficiale e su Internet.Il paragrafo 3 elenca i criteri qualitativi di attribuzione che verranno utilizzati per valutare e selezionare le proposte. I progetti diretti alla risoluzione di problemi costituiranno la priorità, in quanto più efficaci nel contributo allo sviluppo dell'azione in questo campo. Per rimediare alla carenza di diffusione dei risultati ottenuti nell'ambito del programma Grotius, sarà data grande importanza a quello che i progetti prevedono in tal senso. Per evitare duplicazioni dei progetti già portati avanti nell'ambito dei programmi Grotius e Grotius-civile, sarà essenziale che le nuove proposte presentino un carattere di complementarità. Per ridurre gli effetti in termini di carico di gestione da parte della Commissione e per assicurare una sufficiente incisività dei progetti, sarà data priorità a progetti di ampio respiro. Oltre ai criteri elencati in questo paragrafo, si applicheranno i criteri stabiliti nel vademecum della Commissione sulla gestione delle sovvenzioni.Articolo 9Questo articolo dispone che gli accordi di sovvenzione (sarà usato l'accordo di convenzione tipo della Commissione) saranno conclusi in seguito all'adozione di tutte le decisioni di finanziamento di cui all'articolo 3, punto 2 e all'articolo 3, punto 3.Articolo 10Questo articolo stabilisce le disposizioni di principio per il controllo delle azioni finanziate nell'ambito del quadro generale. La base sarà costituita dalle relazioni redatte dai beneficiari alla conclusione dei progetti. La relazione valutativa del programma Grotius aveva osservato che molti beneficiari richiedevano alla Commissione un orientamento sulla presentazione della relazione. La relazione valutativa aveva anche rilevato grandi differenze nella qualità delle relazioni finali dei vari progetti. In risposta a queste osservazioni, la Commissione intende predisporre un "modello" di relazione finale, da fornire a tutti i beneficiari.Articolo 11Il primo paragrafo di questo articolo impone alla Commissione, in linea con le disposizioni di base del Vademecum, di assicurare la pubblicità delle iniziative finanziate. Il secondo paragrafo prevede che la Commissione valuti, caso per caso, come si possa promuovere la diffusione dei risultati dei progetti. Come già osservato in relazione all'articolo 8, tali misure rivestiranno una particolare importanza. Si potrebbe prevedere nello stesso progetto cofinanziato una componente relativa alla diffusione dei suoi risultati, o la Commissione stessa potrebbe finanziare la diffusione adeguata dei risultati in seguito al completamento del progetto, oppure le attività di diffusione potrebbero costituire un progetto a parte.Articolo 12Questo articolo istituisce il comitato consultivo che assisterà la Commissione nell'attuazione del quadro generale. Sono previste due riunioni all'anno del comitato, una relativa al programma di lavoro annuale, l'altra alla selezione delle proposte.Articolo 13Questo articolo stabilisce le sanzioni che potrebbero applicarsi al beneficiario che non ottemperi ai suoi obblighi.Articolo 14Questo articolo fornisce indicazioni più dettagliate sulle due principali relazioni da prodursi in relazione al quadro generale. La Commissione redigerà una prima relazione sull'attuazione, a metà percorso, che darà la possibilità di rivedere, se necessario, le misure di attuazione. La seconda relazione, che potrà essere affidata all'esterno, costituirà una valutazione ex-post da approntarsi in tempo utile per un eventuale rinnovo del quadro generale.2001/0109(CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un quadro generale di riferimento per le iniziative comunitarie destinate ad agevolare l'attuazione di uno spazio giudiziario europeo in materia civileIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 61, lettera c),vista la proposta della Commissione [6],[6]  GU C ...visto il parere del Parlamento europeo [7],[7]  GU C ...visto il parere del Comitato economico e sociale [8],[8]  GU C ...considerando quanto segue:(1) L'Unione europea si è prefissa l'obiettivo di conservare e di sviluppare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone. A questo fine, la Comunità adotta, tra l'altro, nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile, le misure necessarie al corretto funzionamento del mercato interno.(2) Il 3 dicembre 1998, il Consiglio ha adottato un Piano d'azione del Consiglio e della Commissione sul modo migliore per attuare le disposizioni del Trattato di Amsterdam concernenti uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia [9] (il Piano d'azione di Vienna).[9]  GU C 19 del 23.1.1999, pag. 1.(3) Il Consiglio europeo riunito a Tampere, il 15 e 16 ottobre 1999, ha adottato le conclusioni "Verso un'Unione di libertà, sicurezza e giustizia: i capisaldi di Tampere".(4) Il 30 novembre 2000, il Consiglio ha adottato un progetto di programma della Commissione e del Consiglio relativo all'attuazione del principio del riconoscimento reciproco delle decisioni in materia civile e commerciale [10].[10]  GU C 12 del 15.1.2001, pag. 1.(5) Il Consiglio ha adottato per il periodo 1996-2000 l'Azione Comune 96/636/GAI [11] relativa ad un programma di incoraggiamento e di scambi destinato agli operatori della giustizia (Grotius).[11]  GU L 287 dell'8.11.1996, pag. 3.(6)  Con regolamento (CE) n. 290/2001 del Consiglio [12], il programma d'incoraggiamento e di scambi destinato agli operatori della giustizia in materia di diritto civile (Grotius-civile) è stato rinnovato solo per un periodo transitorio di un anno, in attesa dei risultati di una riflessione approfondita sugli obiettivi su cui si devono incentrare le future azioni e sovvenzioni comunitarie.[12]  GU L 43 del 14.2.2001, pag. 1.(7) Per realizzare gli ambiziosi obiettivi del trattato CE, del Piano d'azione di Vienna e delle conclusioni di Tampere è necessario un quadro generale di riferimento flessibile ed efficace per le iniziative in materia di diritto civile.(8) Detto quadro generale deve prevedere iniziative della Commissione, nel rispetto del principio di sussidiarietà, azioni a sostegno delle organizzazioni e degli enti che promuovono o migliorano la cooperazione giudiziaria in materia civile, nonché azioni a sostegno di progetti specifici.(9) Per uno sviluppo ulteriore dello spazio giudiziario europeo sono necessarie una serie di azioni da intraprendersi a livello comunitario. La pianificazione ed attuazione di tali azioni trarrà giovamento dal raggruppamento di queste nell'ambito di un quadro generale di riferimento.(10) L'istituzione di detto quadro generale per le iniziative volte ad accrescere la comprensione reciproca dei sistemi giuridici e giudiziari degli Stati membri contribuirà a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla cooperazione giudiziaria in materia civile, a beneficio del funzionamento del mercato interno.(11) S'impongono provvedimenti che assicurino la corretta attuazione e l'applicazione degli strumenti comunitari adottati nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile, che saranno più efficaci se coordinati nell'ambito di un quadro  generale di riferimento.(12) In base ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità enunciati all'articolo 5 del trattato CE, gli scopi del presente regolamento non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque, a motivo della dimensione europea necessaria per raggiungerli, delle economie di scala attese e degli effetti cumulati delle azioni prospettate, essere realizzati meglio a livello comunitario. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali scopi.(13) La partecipazione dei paesi candidati all'adesione all'Unione europea al presente quadro generale costituirà un'utile preparazione per l'adesione, in particolare per quanto riguarda la capacità di tali paesi di applicare "l'acquis" comunitario.(14) Alla luce dell'articolo 2 della decisione del Consiglio 1999/468/CE del 28 giugno1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [13], è opportuno che le misure necessarie per l'applicazione del presente regolamento siano adottate secondo la procedura di consultazione di cui all'articolo 3 della stessa.[13]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(15)  Il Regno Unito e l'Irlanda, a norma dell'articolo 1 e dell'articolo 2 del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, non partecipano all'adozione del presente regolamento che, di conseguenza, non li vincola  né si applica loro.(16) La Danimarca, a norma dell'articolo 1 e dell'articolo 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, non partecipa all'adozione del presente regolamento che, di conseguenza, non la vincola né le si applica,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:CAPO Iobiettivi ed iniziativeArticolo 1Oggetto1. Il presente regolamento istituisce un quadro generale di riferimento per le iniziative della Comunità destinate ad agevolare l'attuazione di uno spazio giudiziario europeo in materia civile (in prosieguo: "quadro generale"), per il periodo che va dal 1° gennaio 2002 al 31 dicembre 2006.2. Il presente regolamento non si applica alla Danimarca, all'Irlanda e al Regno Unito.Articolo 2ObiettiviIl presente quadro generale  persegue i seguenti obiettivi:1) promuovere la cooperazione giudiziaria, diretta in particolare a quanto segue:a) a garantire la certezza del diritto ed a migliorare l'accesso alla giustizia,b) a promuovere il riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie e delle sentenze,c) a promuovere il necessario ravvicinamento delle disposizioni legislative,d) oppure a rimuovere gli ostacoli creati dalle differenze legislative e procedurali in materia civile;2) migliorare la conoscenza reciproca degli ordinamenti  giuridici e dei sistemi giudiziari degli Stati membri;3) garantire una corretta attuazione ed applicazione degli strumenti comunitari adottati nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile;4) migliorare la diffusione dell'informazione rivolta al pubblico sull'accesso alla giustizia, la cooperazione giudiziaria e gli ordinamenti giuridici degli Stati membri.Articolo 3Tipi di iniziativeLe iniziative sostenute o svolte nell'ambito del presente quadro generale perseguono almeno uno degli obiettivi menzionati all'articolo 2 e consistono in quanto segue:1) azioni intraprese dalla Commissione,2) azioni volte a sostenere finanziariamente i costi di gestione di organizzazioni non governative europee, conformemente all'articolo 5,3) azioni volte a sostenere finanziariamente progetti specifici d'interesse comunitario, conformemente all'articolo 6.Articolo 4Partecipazione di paesi terziIl presente quadro generale è aperto alla partecipazione dei seguenti paesi:1) i paesi candidati dell'Europa centrale e orientale (PECO), in conformità  degli accordi europei, dei loro protocolli aggiuntivi e delle decisioni dei rispettivi Consigli di associazione,2) Cipro, Malta e Turchia, in base ad accordi bilaterali da siglare con questi paesi,3) altri paesi, ove  consentito da accordi e procedure.Articolo 5Attività delle organizzazioni non governativeIl sostegno finanziario delle azioni di cui all'articolo 3, punto 2 può essere accordato a sostegno delle attività di organizzazioni europee non governative in possesso dei requisiti seguenti:a) non devono perseguire fini di lucro;b) devono svolgere attività di dimensione europea che comportino la partecipazione, di regola, di almeno due terzi degli Stati membri;c) devono avere come obiettivo principale la promozione della cooperazione giudiziaria in materia civile.Articolo 6Progetti specifici1. I progetti specifici di cui all'articolo 3, punto 3 riguardano quanto segue :a) attività di formazione,b) scambi e tirocini,c) studi e ricerche,d) incontri e seminari,e) diffusione delle informazioni.2. Può essere accordato un sostegno finanziario anche ai progetti volti alla costituzione di nuove organizzazioni in possesso dei requisiti di cui all'articolo 5.3. I progetti possono essere presentati da istituzioni ed organizzazioni pubbliche o private, comprese le organizzazioni professionali, gli istituti di ricerca e gli istituti di formazione legale e giudiziaria o altri istituti di formazione per operatori della giustizia.4. Per poter essere cofinanziati, i progetti devono comportare la partecipazione di almeno tre paesi partecipanti al presente quadro generale.Ai progetti possono anche essere associati operatori della Danimarca, dell'Irlanda e del Regno Unito, di paesi candidati all'adesione, ove ciò possa contribuire alla preparazione all'adesione stessa, o di altri paesi che non partecipano al presente quadro generale,  laddove ciò sia utile per le finalità del progetto.CAPO IIfinanziamento, attuazione e procedureArticolo 7Finanziamento1. Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio nei limiti delle prospettive finanziarie.2. Il cofinanziamento di iniziative nell'ambito del presente quadro generale esclude qualsiasi altro finanziamento a titolo di un altro programma finanziato dal bilancio delle Comunità europee.3. La proporzione del sostegno finanziario a carico del bilancio comunitario  di regola non può superare il 50% dei costi di gestione per le azioni di cui all'articolo 3, punto 2 o della spesa prevista per i progetti di cui all'articolo 3, punto 3.Articolo 8Esecuzione del quadro generale1. La Commissione pubblica, se possibile entro il 30 giugno di ogni anno, un programma di lavoro annuale che stabilisca le priorità in termini di obiettivi e tipo di iniziative per l'anno successivo, oltre ad una descrizione dei criteri di selezione e di attribuzione e delle procedure per la presentazione e l'approvazione delle proposte.2. La Commissione adotta un programma di lavoro annuale secondo la procedura di cui all'articolo 12, paragrafo 2.3. La Commissione, nella valutazione e nella selezione delle proposte, presta particolare attenzione ai seguenti criteri:a) contributo al raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 2,b) natura operativa orientata alla soluzione di problemi,c) dimensione europea,d) misure previste per garantire la diffusione dei risultati,e) complementarità con altre azioni già concluse, in corso o previste per il futuro,f) dimensione dell'azione, in termini segnatamente di economie di scala e di efficienza nel rapporto costi/benefici.4. La Commissione adotta le misure necessarie, secondo la procedura di cui all'articolo 12, paragrafo 2.Articolo 9Decisioni di finanziamento1. Le decisioni di finanziamento adottate dalla Commissione nell'ambito dell'articolo 3, punti 2 e 3 sono seguite da convenzioni di finanziamento tra la Commissione e i beneficiari.2. Le decisioni e le convenzioni sono soggette al controllo finanziario della Commissione e al controllo contabile della Corte dei conti.Articolo 10Supervisione1. La Commissione provvede regolarmente alla supervisione e al controllo dell'esecuzione delle iniziative finanziate dalla Comunità. Ciò avviene sulla base di relazioni preparate secondo le procedure convenute tra la Commissione ed il beneficiario, e può comportare altresì controlli a campione effettuati in loco.2. Il beneficiario  presenta una relazione alla Commissione per ciascuna azione, entro tre mesi dalla sua conclusione. La Commissione determina  la forma di tale relazione e il tipo d'informazioni da includervi.3. Il beneficiario del sostegno finanziario tiene a disposizione della Commissione tutti i documenti giustificativi di una spesa per un periodo di cinque anni dall'ultimo pagamento relativo ad un'azione.Articolo 11Diffusione dell'informazione1. La Commissione provvede alla pubblicazione annuale di un elenco dei beneficiari e delle iniziative finanziate nell'ambito del presente quadro generale, recante l'indicazione dell'importo del finanziamento.2. Qualora un progetto finanziato nell'ambito dell'articolo 3, punto 3 non preveda la diffusione dei suoi risultati e tale diffusione possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 2, la Commissione può prendere i necessari provvedimenti.3. All'inizio di ogni anno, la Commissione fornisce al comitato istituito dall'articolo 12, paragrafo 1 informazioni circa le iniziative intraprese sulla base dell'articolo 3, punto 1, nell'anno precedente.Articolo 12Comitato1. La Commissione è assistita da un comitato composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.2. Quando venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura consultiva di cui all'articolo 3 della decisione 1999/468/CE, nel rispetto dell'articolo 7 della stessa.Articolo 13Sanzioni1. La Commissione può ridurre, sospendere o recuperare il sostegno finanziario concesso per un'iniziativa qualora accerti irregolarità o apprenda che, senza la sua autorizzazione, tale iniziativa ha subito modificazioni significative che l'hanno resa incompatibile con gli obiettivi delle modalità di esecuzione convenute.2. Se le scadenze non sono state rispettate o se lo stato di avanzamento di un'attività giustifica solo parzialmente l'impiego degli stanziamenti assegnati, la Commissione invita il beneficiario a fornire spiegazioni entro un termine determinato. Se la risposta del beneficiario non è soddisfacente, la Commissione può sopprimere il sostegno finanziario residuo ed esigere il rimborso immediato degli importi già pagati.3. Tutti i pagamenti indebiti devono essere rimborsati alla Commissione. Gli importi non rimborsati a tempo debito possono essere maggiorati di interessi di mora.Articolo 14Presentazione delle relazioni e valutazione1. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il 30 giugno 2004 una relazione sull'attuazione del presente quadro generale nonché sui risultati del controllo, sulle relazioni e sulla supervisione delle attività.2. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione valutativa sul presente quadro generale  in tempo utile per un eventuale rinnovo del medesimo o comunque entro il 31 dicembre 2005. Tale relazione comprenderà una valutazione del rapporto costi/benefici ed una constatazione del raggiungimento o meno degli obiettivi, basata su indicatori dei risultati.Articolo 15Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri in base al trattato che istituisce la Comunità europea.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA1. Denominazione dell'azioneProposta di regolamento del Consiglio relativo all'istituzione di un quadro generale di attività della Comunità volte a facilitare l'attuazione di uno spazio giudiziario europeo in materia civile.2. Linee di bilancioB5-8203. Base giuridicaArticolo 61, lettera c del trattato CE4. Descrizione dell'azione4.1 Obiettivo generaleCon l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, l'Unione Europea si era prefissa l'obiettivo di creare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Il Consiglio e la Commissione hanno adottato, nel 1998, un piano d'azione sul modo migliore per attuare le disposizioni del Trattato di Amsterdam concernenti uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Il piano d'azione, che è stato sottoposto al Consiglio europeo di Vienna nel dicembre 1998, elenca un certo numero di obiettivi prioritari da raggiungere entro cinque anni dall'entrata in vigore del trattato di Amsterdam. Il Consiglio europeo riunito a Tampere il 15 e 16 ottobre 1999, ha riaffermato l'importanza di tale obiettivo e ha raggiunto un accordo su una serie di orientamenti programmatici e di priorità grazie ai quali il suddetto spazio si realizzerà rapidamente. Il Consiglio europeo ha anche invitato la Commissione a presentare una proposta di un "appropriato quadro di controllo" che esamini "puntualmente i progressi compiuti per attuare le misure necessarie e rispettare le scadenze" fissate dal trattato di Amsterdam, dal piano d'azione di Vienna e dalle conclusioni di Tampere.In risposta a tale invito, la Commissione ha presentato una comunicazione dal titolo "Quadro di controllo per l'esame dei progressi compiuti nella creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell'Unione europea", il cui ultimo aggiornamento biennale è stato adottato il 30 novembre 2000. Il quadro di controllo elenca gli obiettivi, le istituzioni responsabili, le iniziative, il calendario per l'adozione (fino al 2004) e lo stato di avanzamento attuale di ogni iniziativa. In materia civile, l'ultima versione del quadro di controllo elenca un totale di 18 iniziative principali.L'obiettivo della presente proposta è quello di fornire un quadro generale di attività mirate in relazione ad una serie di obiettivi specifici diretti a sostenere lo sviluppo di uno spazio giudiziario europeo in materia civile. Questo contribuirà a completare e ad attuare il quadro di controllo e pertanto a raggiungere gli ambiziosi obiettivi stabiliti dal trattato, dal piano d'azione di Vienna e dalle conclusioni di Tampere.4.2 Durata prevista e disposizioni per il rinnovoLa durata del quadro generale di attività è prevista in cinque anni, dal 2002 al 2006. In seguito alla valutazione del quadro generale e del suo contributo all'avanzamento dello stato di compimento del quadro di controllo, la Commissione valuterà l'eventuale esigenza e le eventuali modalità di rinnovo del quadro generale.5. Classificazione delle spese o delle entrate5.1 Spese non obbligatorie5.2 Stanziamenti dissociati6. Tipo di spesa o entrata- Finanziamento di azioni autonome intraprese dalla Commissione di sua iniziativa e nell'ambito del presente quadro generale di attività; studi, ricerche, seminari, conferenze, riunioni di esperti, pubblicazioni, manuali, banche dati e/o siti web, nonché misure dirette alla diffusione dei risultati dei progetti cofinanziati in base al presente quadro generale di attività.- Sovvenzioni per il cofinanziamento insieme ad altre fonti provenienti dai settori pubblico e privato, di regola fino al 50% dei costi del progetto interessato.- Sovvenzioni ai costi di gestione di organizzazioni non governative, di regola fino al 50%.7. Impatto finanziario7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (relazione tra singoli costi e costi complessivi)Il bilancio per il programma Grotius-civile (2001) e per gli aspetti di diritto civile del programma Grotius (1996-2000) è stato di circa 650 000 euro all'anno. Il programma Grotius-civile non verrà rinnovato.Il programma Schuman (1998-2001) ha ricevuto un finanziamento di circa 1 000 000 di euro per il 2001. Questo programma non verrà rinnovato.L'importo di riferimento finanziario indicativo è stato valutato in piena considerazione dei tetti stabiliti dalla prospettiva finanziaria totale in relazione al titolo "spazio di libertà, sicurezza e giustizia" per il periodo 2002-2006. L'allargamento della portata e l'aumento del bilancio dedicato al quadro generale di attività rispetto ai programmi precedenti deriva dallo spostamento della cooperazione giudiziaria in materia civile dal terzo al primo pilastro dell'Unione europea e dai nuovi e ambiziosi obiettivi politici che ne conseguono. Ad esempio, in termini unicamente di attività legislativa, nel corso del 2000 sono stati adottati quattro nuovi regolamenti, due proposte di regolamento sono attualmente in discussione al Consiglio, e si prevede la presentazione, nei prossimi anni, di un numero considerevole di nuove proposte legislative.7.2 Ripartizione dettagliata dei costiLa ripartizione del bilancio in relazione ad ognuno degli obiettivi specifici del quadro generale di attività sarà determinata a seconda delle priorità espresse nel programma di lavoro annuale. Tali priorità saranno stabilite in stretta connessione con il calendario del quadro di controllo nella sua ultima versione, in modo da garantire un sostegno adeguato e tempestivo agli sviluppi della politica in oggetto. Inoltre, l'esigenza di intraprendere azioni nell'ambito del terzo obiettivo specifico sarà inevitabilmente condizionata ai progressi compiuti nell'adozione dei nuovi strumenti. La distribuzione del bilancio in termini di attività da finanziare sulla base del presente quadro generale, relativamente a ciascuno degli obiettivi, sarà determinata tramite il processo di selezione annuale. La qualità delle proposte in termini di valore aggiunto per l'avanzamento degli obiettivi specifici designati come prioritari per un determinato anno costituirà il fattore più importante. Giacché lo scopo del quadro generale è di comprendere tutte le attività e le iniziative nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile, è necessaria una certa flessibilità in modo da garantire che questa finalità sia raggiunta.È, pertanto, difficile fornire una ripartizione dei costi a seconda degli obiettivi specifici e delle attività che ricadono nell'ambito del quadro generale. Tuttavia, si può fornire una ripartizione indicativa dei costi in base a quanto previsto per il 2002, con esempi di attività per ciascun obiettivo.Stanziamenti d'impegno in milioni di EUR (ai prezzi correnti)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7.3 Spese operative per studi, esperti, ecc. contenute nella parte B del bilancioNessuna7.4 Calendario degli stanziamenti d'impegno e di pagamentomilioni di EUR&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;8. Misure anti frodeLe disposizioni generali in materia di misure antifrode sono d'applicazione. È prevista la possibilità di procedere a verifiche in loco.9. Elementi di analisi costo - efficacia9.1 Obiettivi specifici e quantificati, destinatari previsti1. Promuovere la cooperazione giudiziaria, diretta in particolarea) a garantire la certezza del diritto ed a migliorare l'accesso alla giustizia,b) a promuovere il riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie e delle sentenze,c) a promuovere il necessario ravvicinamento delle disposizioni legislative, oppured) a rimuovere gli ostacoli creati dalle disparità legislative e procedurali in materia civile,Il primo obiettivo specifico mira allo sviluppo della politica e quindi costituisce l'asse portante del quadro generale, essendo direttamente collegato alle priorità stabilite dalle conclusioni di Tampere ed alle azioni enunciate nel quadro di controllo.Le attività svolte o sovvenzionate nell'ambito di questo obiettivo possono essere studi, ricerche, conferenze e seminari, e misure volte alla diffusione di informazioni riguardo a tali attività. Tutte le attività svolte nell'ambito di questo obiettivo si concentreranno su azioni mirate alla risoluzione di problemi e che abbiano un'incidenza diretta sull'elaborazione di nuovi strumenti ed altre misure. Si prevede anche il sostegno alle attività di organizzazioni non governative che non abbiano fini di lucro, al fine di creare o mantenere organizzazioni che possono svolgere, in maniera continua ed indipendente, attività di supporto alle politiche comunitarie in questo settore.2. Migliorare la conoscenza reciproca dei sistemi giuridici e giudiziari degli Stati membriUna migliore conoscenza reciproca renderà più facile l'individuazione dei settori problematici e delle possibili soluzioni, ai fini del progresso nei settori elencati nell'ambito del primo obiettivo specifico. Il secondo obiettivo specifico apporterà anche un contributo all'attuazione corretta degli strumenti comunitari; la cooperazione giudiziaria, nella pratica, richiede la conoscenza reciproca, tra gli operatori della giustizia dei vari Stati membri, dei sistemi giuridici e giudiziari.Si possono prevedere attività dello stesso tipo di quelle elencate per il primo obiettivo. Inoltre, si possono finanziare progetti volti a promuovere la formazione o a facilitare i progetti di scambi e tirocini.3. Garantire una corretta attuazione ed applicazione degli strumenti comunitari adottati nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civileIl terzo obiettivo specifico rispecchia l'esigenza di garantire un'adeguata attuazione ed applicazione degli strumenti comunitari che sono stati o saranno adottati in questo settore. Si osservi che i regolamenti finora adottati contengono obblighi per la Commissione anche in questo senso.Le attività potrebbero essere l'elaborazione o l'aggiornamento di manuali, la revisione e l'aggiornamento degli strumenti di attuazione, quali formulari multilingui, la creazione e gestione di banche dati di, ad esempio, giurisprudenza, e la redazione di guide dell'utente destinate agli operatori nel campo della giustizia, nonché al grande pubblico.4. Migliorare la diffusione dell'informazione rivolta al pubblico sull'accesso alla giustizia, la cooperazione giudiziaria e gli ordinamenti giuridici degli Stati membriIl quarto obiettivo specifico rispecchia una delle priorità delle conclusioni di Tampere. Le misure dirette a migliorare l'accesso alla giustizia e la cooperazione giudiziaria sono efficaci solo se i cittadini e le imprese sono consapevoli dei propri diritti e delle modalità di esercizio degli stessi.Le attività previste nell'ambito di questo obiettivo potrebbero essere, ad esempio, la predisposizione di guide per l'utente, le campagne d'informazione o la creazione e gestione di sistemi informativi destinati a gruppi interessati in modo specifico alle controversie transfrontaliere. Si potrebbero anche intraprendere inchieste dirette a risolvere problemi attraverso l'individuazione delle eventuali lacune nella disponibilità delle informazioni.DestinatariI destinatari del primo, secondo e terzo obiettivo sono le istituzioni e le organizzazioni pubbliche o private degli Stati membri, comprese organizzazioni professionali, istituti di ricerca, università, istituti di formazione giuridica e giudiziaria o di formazione ulteriore per operatori della giustizia, organizzazioni non governative e senza fine di lucro, e altri esperti o professionisti che si occupino di questioni giudiziarie o di sviluppi nel campo del diritto.Il quarto obiettivo è diretto al grande pubblico. Tuttavia le azioni possono essere dirette a gruppi di destinatari più limitati, come i giovani, i consumatori, le imprese, od altri gruppi che siano in particolar modo interessati alle controversie transfrontaliere.9.2 Giustificazione dell'azione9.2.1 Necessità di un'azione a livello comunitarioUn intervento in termini di sostegno finanziario da parte della Comunità è necessario in considerazione della dimensione transfrontaliera insita negli obiettivi della politica in questione e delle misure necessarie a garantire una corretta attuazione ed applicazione degli strumenti comunitari.Le attività del tipo di quelle previste dal quadro generale di attività richiedono un respiro europeo e certe dimensioni per poter fornire un sostegno adeguato allo sviluppo di tale politica; tali economie di scala si possono raggiungere meglio attraverso un quadro generale a livello comunitario. Le attività richiedono anche un coordinamento a livello europeo in modo da evitare una duplicazione degli sforzi e da assicurare che il loro obiettivo principale ed i tempi siano in linea con le priorità politiche.Il precedente programma Grotius ha dato un impulso alla cooperazione transfrontaliera tra operatori della giustizia dei vari Stati membri, così preparando il terreno per la costruzione di contatti informali, di fiducia reciproca e di reti di rapporti. Questo impulso, che deve essere mantenuto ed ulteriormente sostenuto, può dare luogo ad effetti indotti in termini di progressi nel raggiungimento degli obiettivi del quadro generale.9.2.2 Coordinamento e complementarità, incisività dell'azioneIl necessario coordinamento con gli Stati membri sarà assicurato tramite il comitato consultivo, sia per quanto riguarda il programma di lavoro annuale, che per la selezione delle proposte.Nel processo di selezione sarà attribuita una grande importanza alla garanzia di complementarità con le attività intraprese precedentemente nell'ambito dei programmi Grotius e Grotius-civile. A tal fine, sarà pubblicata su Internet una lista dei progetti finanziati precedentemente, in modo da aiutare i richiedenti nella preparazione delle loro proposte.La Commissione intraprenderà le azioni eventualmente necessarie a completare le attività in cofinanziamento, facendo sì che il sostegno fornito allo sviluppo della politica di questo settore sia adeguato ed abbia i tempi opportuni rispetto a quanto stabilito nel quadro di controllo.L'unico strumento collegato, in questo settore, è la proposta di decisione del Consiglio relativa alla creazione di una rete giudiziaria europea (RGE) in materia civile e commerciale [14]. Tuttavia, la RGE è concepita per un numero limitato di compiti, ossia la creazione e gestione di una rete di punti di contatto centrali nei vari Stati membri a durata indeterminata e la creazione di un sistema informativo per il pubblico. Il necessario coordinamento sarà garantito dal fatto che la Commissione gestirà sia la rete giudiziaria che il presente quadro generale di attività.[14]  Proposta di decisione del Consiglio relativa alla creazione di una rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale, COM(2000) 592 definitivo del 22.9.2000.I criteri di selezione che privilegiano un 'impostazione tesa alla risoluzione di problemi garantiranno che le attività in cofinanziamento siano propositive e non solo ricognitive dello stato di fatto, e che forniscano risultati utili sul piano operativo in termini di incidenza dell'azione. Saranno privilegiati i progetti di ampio respiro, per assicurare efficienza dal punto di vista del rapporto costi/benefici, incisività dell'azione ed utilità dei risultati.9.2.3 Valutazione ex-post del programma GrotiusLa valutazione del programma Grotius per il periodo 1996-1998 è stata completata nel marzo 2000. Le principali conclusioni e raccomandazioni sono state le seguenti:* Le ambizioni dell'azione comune che ha lanciato il programma sono state soddisfatte, giacché tutti i programmi sono risultati adeguati in termini di rispetto delle priorità in quanto alla scelta degli argomenti. La domanda ha di molto superato l'offerta in termini di finanziamenti; non esistendo un meccanismo alternativo, molti dei programmi non avrebbero potuto essere realizzati senza il sostegno del programma.* Alcuni progetti sono stati di natura essenzialmente descrittiva, senza condurre ad alcun risultato utile sul piano operativo. Per il futuro, i criteri di selezione dovranno essere più strettamente legati alle priorità politiche stabilite nelle conclusioni di Tampere.* La diffusione dei risultati dei progetti portati a compimento non è stata soddisfacente. Ciò ha ridotto l'incisività dell'azione di progetti altrimenti molto riusciti. Si devono fare maggiori sforzi in questo settore. La Commissione deve inoltre fornire ai beneficiari un modello di relazione finale.* Le linee guida globali del programma devono rimanere flessibili e generali, in modo da salvaguardare la diversità e la ricchezza dei progetti sovvenzionati. Il programma annuale deve essere utilizzato per stabilire un equilibrio tra i vari obiettivi e tra i vari tipi di attività.Il nuovo quadro generale di attività tiene conto delle raccomandazioni della valutazione. Gli obiettivi sono stati strettamente collegati alle priorità stabilite nelle conclusioni di Tampere, ed il programma annuale si fonderà sull'ultima versione del quadro di controllo. Il programma annuale verrà anche utilizzato per assicurare un giusto equilibrio tra i diversi tipi di attività. Le misure previste per la diffusione dei risultati costituiranno un criterio di selezione importante per l'approvazione dei progetti da cofinanziare. Tali misure possono anche essere finanziate in qualità di progetti autonomi (in cofinanziamento) o di azioni della Commissione. Saranno elaborate le linee guida per la redazione della relazione finale da parte dei beneficiari.9.2.4 RischiUn fattore d'incertezza è costituito dalla dimensione delle proposte; un gran numero di piccoli progetti potrebbe appesantire la gestione del quadro generale da parte della Commissione ed avrebbe un'incisività minore di quella sperata dal punto di vista della politica.9.3 Monitoraggio e valutazione dell'azionePer le attività in corso e per quelle compiute saranno elaborati degli indicatori, tra cui- domanda (numero delle domande, finanziamenti richiesti),- numero e dimensione delle attività,- dimensione europea (distribuzione geografica),- ripartizione delle attività a seconda degli obiettivi, dei tipi di attività sovvenzionabili nell'ambito del quadro generale e delle priorità stabilite dal programma di lavoro annuale,- per le attività portate a termine, quota dei risultati che hanno ricevuto una diffusione adeguata, e- effetto di leva del programma.Gli indicatori verranno usati come mezzi per controllare che siano adeguatamente coperte tutte le priorità in termini di argomenti affrontati, e tutti i tipi di attività.Tutti i beneficiari dovranno fornire relazioni dettagliate sulle attività intraprese, che comprendano anche le misure (adeguate al tipo di attività) che essi intendono adottare per la diffusione dei risultati. La Commissione metterà a disposizione dei beneficiari delle linee guida sulla presentazione di tali relazioni, sul tipo d'informazioni che essi dovranno contenere, e sulle misure previste per la loro diffusione.Le organizzazioni che ricevono sovvenzioni per i loro costi di gestione dovranno fornire regolarmente informazioni sulle loro attività in modo da permettere alla Commissione di valutare se sono adeguate agli obiettivi del quadro generale e se continuano a soddisfare le condizioni per essere ammesse al finanziamento loro accordato.La Commissione presenta una relazione al Consiglio ed al Parlamento europeo entro la fine di giugno 2004 sull'attuazione del quadro generale. La relazione passa in rassegna gli indicatori sopra citati per il 2002 e il 2003.Una relazione valutativa sarà poi sottoposta al Consiglio ed al Parlamento europeo prima di un eventuale rinnovo o comunque, al più tardi, entro la fine di dicembre 2005. La finalità di tale valutazione, la cui redazione può anche essere affidata all'esterno, è quella di valutare l'efficacia (ossia se gli effetti attesi siano stati ottenuti e gli obiettivi siano stati raggiunti) e l'efficienza (sul piano del rapporto costi/benefici) delle azioni del quadro generale. La valutazione si concentrerà in particolar modo sulla determinazione dell'incisività e della pertinenza delle attività svolte a sostegno dello sviluppo di uno spazio giudiziario europeo in materia civile. I fattori più importanti saranno i risultati ottenuti e la qualità delle azioni stesse. A tal fine, si possono prevedere una serie di indicatori di incisività quantificabili:- il numero di problemi concreti individuati, e le soluzioni proposte, in relazione alle azioni elencate nel quadro di controllo,- il calendario delle attività in relazione ai tempi stabiliti nel quadro di controllo,- la proporzione di strumenti comunitari sottoposti a un controllo effettivo,- il numero di organizzazioni non governative senza fine di lucro operanti effettivamente nel campo della cooperazione giudiziaria, e, tra queste, il numero di quelle che hanno beneficiato di sovvenzioni comunitarie.Si possono anche lanciare delle inchieste per esaminare, ad esempio, il grado di conoscenza reciproca, tra gli operatori della giustizia, dei sistemi giuridici e giudiziari degli Stati membri, e la misura in cui le persone fisiche e le imprese sanno come esercitare i propri diritti alla giustizia nell'ambito dell'Unione.10. Spese Amministrative (Sezione III, Parte A, del bilancio)Le esigenze in termini di risorse umane ed amministrative sono coperte dallo stanziamento assegnato alla DG competente.10.1 Incidenza a livello di personale&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;10.2 Aumento delle altre spese amministrative determinato dall'azionein EUR&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;