CELEX: C1999/226/56
Language: it
Date: 1999-08-07 00:00:00
Title: Causa T-107/99: Ricorso della signora Maria Soledad Garcia Retortillo contro il Consiglio dell'Unione europea, proposto il 30 aprile 1999

7.8.1999                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 226/31
Ricorso del signor Karl L. Meyer contro la Commissione                       Ricorso della signora Maria Soledad Garcia Retortillo
     delle Comunità europee, proposto il 30 aprile 1999                      contro il Consiglio dell’Unione europea, proposto il
                                                                                                        30 aprile 1999
                         (Causa T-106/99)
                                                                                                      (Causa T-107/99)
                          (1999/C 226/55)
                                                                                                       (1999/C 226/56)
                   (Lingua processuale: il francese)
                                                                                                (Lingua processuale: il francese)
Il 30 aprile 1999 il signor Karl L. Meyer, residente in Uturoa,
Ile de Raiatea (Polinesia francese), con l’avv. Jean-Dominique               Il 30 aprile 1999 la signora Maria Soledad Garcia Retortillo,
des Arcis, del foro di Papeete, con domicilio eletto in Lussem-              residente in Spagna, con gli avv.ti Jean-Noël Louis, Greta-
burgo presso il signor Pakowski, 20-22, avenue Emile Reuter,                 Françoise Parmentier e Véronique Peere, del foro di Bruxelles,
ha presentato dinanzi al Tribunale di primo grado delle                      con domicilio eletto in Lussemburgo presso la sede della
Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle                      Fiduciaire Myson SARL, 30, rue de Cessange, ha proposto
Comunità europee.                                                            dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
                                                                             un ricorso contro il Consiglio dell’Unione europea.
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                             La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
— statuire e dichiarare che la Direzione generale VIII della
     Commissione ha violato varie disposizioni relative alla                 — annullare la decisione di escludere la ricorrente dall’ambito
     trasparenza degli atti della Comunità economica europea;                     di applicazione delle modalità d’integrazione del Segretaria-
                                                                                  to di Schengen nel Segretariato generale del Consiglio;
— condannare la Commissione a versare al ricorrente la
     somma aggiuntiva di 20 000 FF per le spese irripetibili che             — annullare, per quanto necessario, le decisioni dell’APN di
     ha dovuto esporre per la difesa dei suoi interessi.                          nominare «in blocco» dipendenti di ruolo delle Comunità
                                                                                  europee i soli dipendenti del Segretariato di Schengen che
                                                                                  erano in attività il 2 ottobre 1997 e di integrarli nei suoi
Motivi e principali argomenti                                                     servizi;
Il ricorrente si oppone al rifiuto della Commissione di comuni-              — condannare il convenuto alle spese.
cargli talune informazioni, in particolare i tassi di interesse per
i capitali a rischio messi a disposizione della Polinesia francese
dal 1986 al 1989 e dal 1995 al 1998, sulla base delle decisioni              Motivi e principali argomenti
del Consiglio relative all’associazione dei PTOM alla CEE del
16 dicembre 1990, del 30 giugno 1986, del 25 luglio 1991 e
del 24 novembre 1997.                                                        Il Trattato di Amsterdam prevede, per mezzo del Protocollo
                                                                             sull’integrazione dell«’acquis» di Schengen nell’ambito dell’U-
                                                                             nione europea, che il Segretariato di Schengen sarà integrato
A sostegno delle sue pretese il ricorrente deduce:                           nel Segretariato generale del Consiglio.
— la violazione dell’obbligo di motivazione degli atti;
                                                                             La ricorrente, che ha prestato la sua collaborazione presso il
                                                                             Segretariato di Schengen come traduttrice dal 1o gennaio 1993
— la violazione del Codice di condotta 97/730/CE, relativo                   al 30 settembre 1994, lavora attualmente come traduttrice
     all’accesso del pubblico ai documenti del Consiglio e della             free-lance. Dato che l’APN non l’ha invitata né a sottoporsi ad
     Commissione;                                                            una visita medica di assunzione né a fornire i documenti
                                                                             attestanti che essa soddisfa le condizioni di cui all’art. 28 dello
— la violazione della comunicazione della Commissione                        Statuto, la ricorrente si vede definitivamente eliminata dal
     5 maggio 1993, relativa all’accesso del pubblico ai docu-               campo di applicazione delle modalità d’integrazione del Segre-
     menti delle istituzioni comunitarie;                                    tariato di Schengen nel Segretariato generale del Consiglio.
— la violazione della decisione del Consiglio 20 dicembre
     1993, relativa all’accesso del pubblico ai documenti del                Secondo la ricorrente, l’art. 5 della decisione del Consiglio
     Consiglio; e                                                            30 aprile 1999 precisa che questa entrerà in vigore il giorno
                                                                             della sua adozione e produrrà effetti al momento dell’entrata
                                                                             in vigore del Trattato di Amsterdam. Ne consegue che la
— la violazione della decisione della Commissione 8 febbraio                 decisione del Consiglio impugnata è stata adottata in base alle
     1994, 94/90/CEE relativa all’accesso del pubblico ai docu-              disposizioni di un Trattato che non è ancora entrato in vigore.
     menti della Commissione.                                                L’illegittimità da cui è viziata la decisione del Consiglio si
                                                                             riflette su tutte le decisioni in base ad essa adottate e, in
                                                                             particolare, sulle decisioni dell’APN recanti nomina in ruolo
                                                                             dei dipendenti del Segretariato di Schengen.
 ---pagebreak--- C 226/32               IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          7.8.1999
A sostegno del ricorso la ricorrente deduce la violazione:                  Motivi e principali argomenti
— degli artt. 4, 27, 28 e 29 dello Statuto e del suo allegato III;          Con decisione giudiziaria in data 24 dicembre 1991 il Tribunal
                                                                            de Première Instance di Bruxelles ha affidato la custodia della
                                                                            figlia della ricorrente, dipendente del Parlamento europeo, al
— dell’art. 7 del Protocollo (n. 2) allegato al Trattato di                 suo ex marito ed ha condannato la ricorrente al pagamento di
    Amsterdam;                                                              una somma di 8 000 BFR al mese a titolo di contributo
                                                                            alimentare per la figlia, oltre all’importo degli assegni familiari
— del principio di parità di trattamento e di non discrimina-               maggiorati versati dalle Comunità europee e questo a decorrere
    zione;                                                                  dal 29 gennaio 1990.
                                                                            Con decisione 15 dicembre 1997 il Tribunale per i Minori
— dell’art. 24, n. 1, secondo comma, del Trattato di fusione;               dell’Abruzzo ha affidato la custodia della figlia della ricorrente
                                                                            a suo zio e a sua zia, a decorrere dal 29 agosto 1997.
— dell’art. 10 dello Statuto e
                                                                            Con lettera 1o aprile 1998 il Parlamento europeo ha comunica-
                                                                            to alla ricorrente, tra l’altro, che il pagamento degli assegni
— lo sviamento di potere e di procedura.
                                                                            familiari allo zio e a alla zia della ragazza poteva cominciare a
                                                                            decorrere solo dal 1o giorno del mese successivo alla decisione
                                                                            giudiziaria del 15 dicembre 1997, e cioè da 1o gennaio 1998.
                                                                            Con la decisione impugnata il Parlamento europeo ha rifiutato
                                                                            il versamento degli assegni familiari per la ragazza a suo zio e
                                                                            a sua zia per il periodo 29 agosto – 31 dicembre 1997 incluso,
                                                                            ritenendo che la data da prendere in considerazione per il
                                                                            pagamento degli assegni familiari a terzi fosse la data della
                                                                            pronuncia della decisione giudiziaria.
Ricorso della signora Gemma Reggimenti contro Parla-
        mento europeo presentato il 3 maggio 1999
                                                                            La ricorrente sostiene che questa decisione è stata adottata in
                                                                            violazione degli artt. 1, 2 e 3 dell’allegato VII dello Statuto. In
                        (Causa T-108/99)                                    forza di questi articoli la data da prendere in considerazione
                                                                            per il pagamento degli assegni a terzi è quella in cui il figlio è
                                                                            stato effettivamente affidato alla custodia di tale persona dalla
                         (1999/C 226/57)                                    decisione giudiziaria, anche se la decisione stessa è pronunciata
                                                                            solo mesi e non anni più tardi. Inoltre occorre considerare che
                                                                            in materia familiare, le decisioni sono quasi sempre retroattive.
                  (Lingua processuale: il francese)
Il 3 maggio 1999 la signora Gemma Reggimenti residente a
Bruxelles, con l’avv. Claudine Junion, del foro di Bruxelles, con
domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio dell’avv.
Christine Nabozny, rue Mathias Tresch 3, ha presentato                      Ricorso proposto il 3 maggio 1999 dalla signora Josée
dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee                            Bollendorff contro il Parlamento europeo
un ricorso contro il Parlamento europeo.
                                                                                                    (Causa T-110/99)
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                                                     (1999/C 226/58)
— annullare la decisione del Parlamento europeo adottata il
    18 giugno 1998 in quanto con essa si rifiuta ai coniugi                                    (Lingua processuale: il francese)
    Reggimenti il versamento degli assegni familiari per il
    periodo 29 agosto – 31 dicembre 1997;                                   Il 3 maggio 1999 la signora Josée Bollendorff, residente in
                                                                            Lussemburgo, con l’avv. Laurent Mosar, del foro di Lussembur-
— annullare la decisione 1o febbraio 1999 con cui viene                     go, con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio di
    respinto il reclamo in quanto infondato;                                quest’ultimo, 8, rue Notre-Dame, ha proposto dinanzi al
                                                                            Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
                                                                            contro il Parlamento europeo.
— condannare il Parlamento europeo all’esecuzione dell’ema-
    nanda sentenza, ossia al versamento ai coniugi Reggimenti
    degli assegni familiari per il periodo 29 agosto – 31 dicem-            La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
    bre 1997, maggiorati degli interessi di mora calcolati al
    tasso legale;                                                           — annullare la decisione con la quale l’APN ha considerato
                                                                                 irregolare l’assenza della ricorrente dal 3 settembre 1998
                                                                                 al 15 settembre 1998 e ha detratto 68,50 ore feriali dai
— condannare il Parlamento europeo alle spese.                                   suoi congedi annuali;