CELEX: 62012CN0611
Language: it
Date: 2012-12-31 00:00:00
Title: Causa C-611/12 P: Impugnazione proposta il 31 dicembre 2012 da Jean-François Giordano avverso la sentenza del Tribunale (Quinta Sezione) 7 novembre 2012 , causa T-114/11, Giordano/Commissione

9.3.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 71/9
            
         Impugnazione proposta il 31 dicembre 2012 da Jean-François Giordano avverso la sentenza del Tribunale (Quinta Sezione) 7 novembre 2012, causa T-114/11, Giordano/Commissione
   (Causa C-611/12 P)
   2013/C 71/15
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Jean-François Giordano (rappresentanti: avv.ti D. Rigeade e A. Scheuer, avocats)
   
      Altra parte nel procedimento: Commissione europea
   
      Conclusioni del ricorrente
   
   
               —
            
            
               Annullare la sentenza del 7 novembre 2012 del Tribunale dell’Unione europea nella causa T-114/11.
            
         Di conseguenza:
   
               —
            
            
               constatare che l’emanazione del regolamento (CE) n. 530/2008, del 12 giugno 2008 (1), della Commissione delle Comunità europee, ha causato un danno al sig. Jean-François Giordano;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione a risarcire il danno causato al sig. Jean-François Giordano per un importo di cinquecentoquarantaduemila cinquecentonovantaquattro euro (EUR 542 594), unitamente a interessi di mora e alla capitalizzazione di questi ultimi;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alla totalità delle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del suo ricorso, il ricorrente deduce sei motivi.
   In primo luogo esso sostiene che il Tribunale abbia commesso un errore nel considerare che il danno sollevato dal ricorrente non sia effettivo e certo, mentre il blocco anticipato dell’attività di pesca gli causerebbe un danno corrispondente alla perdita dell’opportunità di pescare la totalità della quota a lui spettante.
   In secondo luogo, il ricorrente sostiene che il Tribunale abbia violato l’articolo 7, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2371/2002 (2) e commesso un errore manifesto di valutazione. Ai sensi dell’articolo 7 di tale regolamento solo un grave rischio per la conservazione delle risorse acquatiche consentirebbe alla Commissione di adottare misure di emergenza. Orbene, la Commissione non dimostrerebbe che, durante la campagna di pesca 2008 del tonno rosso, vi sia stata pesca oltre le quote consentite.
   In terzo luogo, l’adozione del regolamento (CE) n. 530/2008 avrebbe implicato una limitazione dell'attività del ricorrente, in violazione dell’articolo 15, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il quale prevede che ogni individuo ha il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata.
   In quarto luogo, l’adozione del regolamento (CE) n. 530/2008, il quale vieta la pesca del tonno rosso a decorrere dal 16 giugno 2008, violerebbe il principio della certezza del diritto, dato che l’individuo dovrebbe disporre di norme chiare e stabili.
   In quinto luogo, l’adozione del regolamento (CE) n. 530/2008, violerebbe il principio del legittimo affidamento. Secondo il ricorrente, l’individuo dovrebbe, infatti, disporre di una garanzia ragionevole rispetto agli impegni assunti nei suoi confronti. Poiché la pesca del tonno rosso era inizialmente autorizzata in Francia fino al 30 giugno 2008, il ricorrente poteva legittimamente aspettarsi di esercitare la sua attività di pesca fino a tale data.
   Infine, l’adozione del regolamento (CE) n. 530/2008 avrebbe violato il diritto di proprietà del ricorrente, protetto dall’articolo 1 del primo Protocollo addizionale alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Dal momento che il tonno rosso frutto della pesca costituisce un «bene» ai sensi di tale articolo, il blocco anticipato della pesca causerebbe una perdita economica grave al ricorrente e priverebbe quest’ultimo di un credito virtuale.
   
      (1)  Regolamento (CE) n. 530/2008 della Commissione, del 12 giugno 2008, che istituisce misure di emergenza per quanto riguarda le tonniere con reti a circuizione dedite alla pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est di 45 o di longitudine O, e nel Mar Mediterraneo (GU L 155, pag. 9).
   
      (2)  Regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca (GU L 358, pag. 59).