CELEX: 62013CA0469
Language: it
Date: 2014-07-17 00:00:00
Title: Causa C-469/13: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 17 luglio 2014 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Verona — Italia) — Shamim Tahir/Ministero dell'Interno, Questura di Verona (Rinvio pregiudiziale — Spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia — Direttiva 2003/109/CE — Articoli 2, 4, paragrafo 1, 7, paragrafo 1, e 13 — «Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo»  — Presupposti per la concessione — Soggiorno legale e ininterrotto nello Stato membro ospitante nei cinque anni precedenti la presentazione della domanda di permesso — Persona unita al soggiornante di lungo periodo da vincoli familiari — Disposizioni nazionali più favorevoli — Effetti)

15.9.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 315/22
            
         Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 17 luglio 2014 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Verona — Italia) — Shamim Tahir/Ministero dell'Interno, Questura di Verona
   (Causa C-469/13) (1)
   
   ((Rinvio pregiudiziale - Spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia - Direttiva 2003/109/CE - Articoli 2, 4, paragrafo 1, 7, paragrafo 1, e 13 - «Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo» - Presupposti per la concessione - Soggiorno legale e ininterrotto nello Stato membro ospitante nei cinque anni precedenti la presentazione della domanda di permesso - Persona unita al soggiornante di lungo periodo da vincoli familiari - Disposizioni nazionali più favorevoli - Effetti))
   2014/C 315/32
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Giudice del rinvio
   
   Tribunale di Verona
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Shamim Tahir
   
      Convenuti: Ministero dell'Interno, Questura di Verona
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               Gli articoli 4, paragrafo 1, e 7, paragrafo 1, della direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo, come modificata dalla direttiva 2011/51/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2011, devono essere interpretati nel senso che il familiare, quale definito all’articolo 2, lettera e), della medesima direttiva, di persona che abbia già acquisito lo status di soggiornante di lungo periodo, non può essere esentato dalla condizione prevista all’articolo 4, paragrafo 1, della citata direttiva, secondo la quale, per ottenere tale status, il cittadino di paese terzo deve aver soggiornato legalmente e ininterrottamente nello Stato membro interessato per cinque anni immediatamente prima della presentazione della pertinente domanda.
            
         
               2)
            
            
               L’articolo 13 della direttiva 2003/109, come modificata dalla direttiva 2011/51, deve essere interpretato nel senso che esso non consente ad uno Stato membro di rilasciare a condizioni più favorevoli di quelle previste nella stessa direttiva, ad un familiare come definito all’articolo 2, lettera e), di quest’ultima, un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
            
         
      (1)  GU C 52 del 22.2.2014.