CELEX: 52005PC0081
Language: it
Date: 2005-03-08
Title: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che costituisce un Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (Testo rilevante ai fini del SEE) {SEC(2005) 328}

Avviso legale importante

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52005PC0081

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che costituisce un Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (Testo rilevante ai fini del SEE) {SEC(2005) 328}  /* COM/2005/0081 def. - COD 2005/0017 */  

	Bruxelles, 8.3.2005COM(2005) 81 definitivo2005/0017 (COD)PROPOSTA DI REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOche costituisce un Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (Testo rilevante ai fini del SEE)(presentata dalla Commissione) {SEC(2005) 328}RELAZIONE1. CONTESTO1. Nel quadro dell’Agenda per la politica sociale[1], il Consiglio europeo ha riconosciuto l’esigenza di sviluppare la consapevolezza, mettere in comune le risorse e scambiare le esperienze al fine di promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne, in particolare tramite la costituzione di un Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, successivamente denominato “l’Istituto”, e ha chiesto che venisse realizzato uno studio di fattibilità.2. Lo studio di fattibilità[2] ha valutato sia l’esigenza di creare l’Istituto che i suoi scopi e la sua struttura organizzativa ed amministrativa. Durante la riunione del 2 dicembre 2002 il Consiglio ha accolto favorevolmente lo studio della Commissione e l’ha invitata a completare rapidamente il lavoro come premessa ad ulteriori riflessioni[3].3. Il Consiglio Occupazione, politica sociale, salute e consumatori dell’1-2 giugno 2004[4], sulla base dei risultati della riunione informale dei ministri per le pari opportunità svoltasi il 7 maggio 2004, ha espresso pieno sostegno al principio di costituire un istituto e ne ha sottolineato l'importanza come struttura capace di creare valore aggiunto e di non essere un doppione delle attività già esistenti. È stata inoltre rilevata la necessità della sua neutralità in termini di bilancio.4. Nel giugno 2004, il Consiglio europeo[5] - richiamandosi agli obiettivi della parità tra uomini e donne dell’agenda di Lisbona[6] e tenendo conto delle precedenti discussioni- ha espresso il suo sostegno alla creazione dell’Istituto e ha invitato la Commissione a presentare una proposta al riguardo.5. Anche il Parlamento europeo ha chiesto che venisse creato un Istituto[7] e ha commissionato uno studio in proposito[8].6. Sulla base della valutazione ex-ante[9] e conformemente alle suddette discussioni, la Commissione presenta la propria proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla costituzione dell’Istituto. La proposta tiene conto anche dei risultati di recenti valutazioni del funzionamento di altre agenzie comunitarie, in particolare di quelle che operano nel campo della politica sociale[10].7. Nel 2005 ricorre il decennale della dichiarazione delle Nazioni Unite e della piattaforma d’azione di Pechino[11]. Per la Comunità è il momento opportuno per dimostrare il proprio impegno a favore dell'uguaglianza tra uomini e donne con la costituzione di un Istituto europeo per l’uguaglianza di genere.2. MOTIVAZIONE DELLA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE1. L’uguaglianza tra uomini e donne è un diritto fondamentale nonché una politica prioritaria della Comunità iscritta nel trattato e sostenuta da un consolidato acquis comunitario costituito da tredici direttive[12] e da una vasta giurisprudenza (circa 200 sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità europee). L’uguaglianza di genere è una politica specifica ben definita, che si basa su specifici articoli del trattato (articoli 2; 3, paragrafo 2; 13; 137; 141). Oltre all’articolo 13 – secondo il quale il Consiglio può prendere provvedimenti per combattere tutte le forme di discriminazione, comprese quelle fondate sul sesso – l’articolo 3, paragrafo 2 stabilisce l’obbligo supplementare di promuovere la parità tra uomini e donne in tutte le politiche della Comunità. La stessa impostazione è stata mantenuta nel progetto di trattato costituzionale.2. La legislazione e le politiche comunitarie sulla parità di trattamento tra uomini e donne hanno ottenuto una consistente riduzione della discriminazione, soprattutto in materia di occupazione. La relazione della Commissione sulla parità tra uomini e donne[13] – presentata e approvata dal Consiglio europeo del marzo 2004 – conferma da un lato una tendenza positiva alla riduzione dei divari tra donne e uomini in diverse aree d’intervento, ma sottolinea dall’altro che i progressi sono troppo lenti ed è necessario un impegno maggiore. Negli ultimi due anni la disparità di retribuzione tra i sessi ha teso ad aggravarsi in vari Stati membri.3. Per garantire l’uguaglianza di genere occorre un’impostazione a più dimensioni che operi mediante una combinazione complessiva di misure politiche in tutti gli ambiti, in particolare nell'istruzione, nell'occupazione e nello sviluppo della carriera, nell'imprenditorialità, nella parità di retribuzione per pari lavoro o per lavoro di pari valore, nella miglior conciliazione della vita familiare con quella lavorativa, compresa l'offerta di strutture assistenziali per l'infanzia, e nella partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini al processo decisionale politico ed economico. Il recente allargamento ha generato un’Unione più varia, con livelli diversi di esperienza e sviluppo nel campo dell’uguaglianza di genere.4. Alla promozione dell'uguaglianza di genere sono connessi alcuni aspetti socioeconomici molto importanti: le donne costituiscono il 52% della società europea e il loro contributo al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona è indispensabile; esse danno anche un contributo essenziale allo sviluppo sostenibile nel contesto dell’invecchiamento della popolazione europea.5. La soluzione di questi problemi solleva nuove sfide ed a livello di Comunità e di Stati membri incrementa la domanda, sia di raccolta e di analisi di dati e informazioni comparabili e attendibili, che di messa a punto di strumenti metodologici adeguati che aiutino le istituzioni della Comunità – in particolare la Commissione – e gli Stati membri a garantire passi avanti ed attuazione efficace della politica comunitaria in questo campo. Occorre inoltre un maggior impegno in attività di sensibilizzazione e nella diffusione tra i cittadini europei di informazioni concernenti non solo i successi ma anche gli ostacoli e le sfide da affrontare.6. È quindi opportuno costituire un’agenzia operante come centro di eccellenza a livello europeo, autonoma nell’adempimento dei propri compiti e dotata delle competenze necessarie a svolgere tali compiti e ad operare come sostegno tecnico delle istituzioni della Comunità e degli Stati membri .3. SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ1. Le principali attività dell’Istituto saranno la raccolta e la messa in comune di informazioni a livello comunitario, la predisposizione di strumenti metodologici e la diffusione di informazioni. Corollario della dimensione autenticamente europea di questi compiti è l’impossibilità per gli Stati membri di realizzare gli obiettivi dell’Istituto. L’Istituto dovrà tra l’altro definire ed applicare un sistema uniforme di organizzazione della raccolta ed analisi delle informazioni che garantisca la compatibilità e confrontabilità dei dati e consenta quindi un esame comparativo metodologicamente valido della situazione in Europa. Per definizione non è un’attività che si possa svolgere con successo a livello di singoli Stati membri .2. Nella valutazione ex-ante si è esaminata l’opportunità di includere i compiti proposti nel mandato di un’eventuale futura Agenzia per i diritti fondamentali, oppure di estendere la competenza di un’agenzia esistente. Lo stadio di sviluppo avanzato e la specificità della politica dell’uguaglianza di genere – che va oltre la lotta contro la discriminazione e il rispetto di un diritto fondamentale – sono atti a giustificare un’agenzia autonoma. Per tali motivi nel giugno 2004 il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a presentare una proposta di creazione di uno specifico Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, anche se nel dicembre 2003 aveva chiesto alla Commissione di elaborare una proposta di Agenzia per i diritti umani tramite l’estensione del mandato dell’Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia.3. Occorre sottolineare che anche per altri diritti fondamentali specifici (ad es. salute e sicurezza sul lavoro, ambiente) sono state costituite agenzie autonome, a dimostrazione della necessità, in alcuni casi, di strumenti specifici per diritti fondamentali in merito ai quali vengono elaborate politiche specifiche. Anche su un piano internazionale più ampio, nell’ambito delle Nazioni Unite i diritti umani sono di competenza della commissione per i diritti umani, mentre l’uguaglianza di genere rientra nelle competenze dell’autonoma commissione sulla condizione delle donne.4. Per estendere le funzioni di un’agenzia esistente, come la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, occorrerebbe un consistente aumento di competenze e risorse finanziarie. Altrimenti l’uguaglianza di genere rimarrebbe un tema marginale, non otterrebbe l’attenzione e la priorità necessarie ed avrebbe un impatto molto limitato.5. Le eventuali economie finanziarie derivanti dall’inclusione dell’uguaglianza di genere nella competenza di una futura Agenzia per i diritti fondamentali o di un’agenzia esistente non compenserebbero gli svantaggi precedentemente evidenziati.6. Il passaggio di questi compiti ad un’agenzia consentirebbe inoltre alla Commissione di concentrarsi sui propri compiti fondamentali, cioè progettare politiche e vigilare sull’acquis comunitario. Le attività dell’Istituto si distingueranno da quelle proposte a titolo della componente “uguaglianza di genere” del programma PROGRESS (2007-2013)[14], che hanno il compito di sostenere la Commissione nello svolgimento dei propri compiti fondamentali.4. BASE GIURIDICAL’articolo 141, paragrafo 3, è la base specifica delle misure intese ad assicurare l’applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego. L’articolo 13, paragrafo 2, conferisce il potere di adottare provvedimenti comunitari per sostenere e promuovere l’obiettivo di combattere le discriminazioni fondate sul sesso al di fuori dell’ambiente di lavoro. Il combinato disposto dell’articolo 141, paragrafo 3, e dell’articolo 13, paragrafo 2, fornisce un’adeguata base giuridica alla presente proposta.COMMENTO AGLI ARTICOLIArticoli 1 e 2Gli articoli enunciano il principio della costituzione dell’Istituto e ne definiscono gli obiettivi, che sono: operare come sostegno tecnico delle istituzioni europee, in particolare della Commissione e degli Stati membri, nella lotta contro le discriminazioni fondate sul sesso e promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne in tutti gli ambiti di competenza della Comunità. L’Istituto persegue anche una maggior sensibilizzazione dei cittadini europei in merito all’uguaglianza di genere.Articolo 3L’articolo definisce i compiti specifici, che si possono raggruppare in tre categorie principali:- quelli intesi a fornire assistenza tecnica, sia con la raccolta e l’analisi di risultati di ricerca e dati significativi, che con l’allestimento di strumenti per integrare in tutte le politiche l’uguaglianza di genere. I dati devono essere obiettivi, attendibili e comparabili a livello europeo e a questo scopo l’Istituto elaborerà criteri specifici. Se del caso condurrà indagini e organizzerà riunioni di esperti a sostegno del lavoro di ricerca (lettere a, b, c, d e f );- quelli attinenti all’organizzazione di attività volte a promuovere gli scambi di esperienze e lo sviluppo del dialogo a livello europeo con e tra tutte le pertinenti parti in causa, come le istituzioni della Comunità e degli Stati membri, le parti sociali, le organizzazioni non governative, i centri di ricerca, ecc . (lettera g);- quelli concernenti l’ulteriore diffusione di informazioni tra le parti in causa e i cittadini mediante un centro di documentazione, pubblicazioni, un sito web, ecc . (lettera h);La raccolta e l’analisi di informazioni dovrebbero estendersi anche alle organizzazioni internazionali e ai paesi terzi, compresi i paesi dell’EFTA e quelli candidati, al fine sia di favorire una comprensione più globale delle questioni di genere che si pongono al di fuori dell’UE che di sostenere l’impegno della Comunità a favore dell’integrazione dell’uguaglianza di genere nelle politiche delle relazioni esterne e della cooperazione allo sviluppo. Fornire dati oggettivi, attendibili e comparabili sull’uguaglianza di genere in tutti gli Stati membri è un compito impegnativo, perché le impostazioni differiscono. Per raggiungere risultati ottimali, l’Istituto deve stabilire rapporti di collaborazione permanente con tutte le pertinenti organizzazioni accademiche e di ricerca, governative e non governative, a livello nazionale in ognuno degli Stati membri (lettera a).Al fine di evitare duplicazioni e di garantire un uso ottimale delle risorse, per la raccolta e l’analisi dei dati l’Istituto dovrebbe ricorrere per quanto possibile ai risultati di ricerche già svolte da istituzioni e organizzazioni pertinenti, operando in stretta collaborazione con le medesime . In assenza di informazioni significative, l’Istituto può condurre indagini ( lettera d).L’Istituto deve infine redigere una relazione annuale delle attività svolte, specificamente finalizzata a valutare risultati del suo lavoro rapportati al programma annuale. La relazione verrà trasmessa alle istituzioni della Comunità (lettera e).Articolo 4L’articolo definisce i metodi di lavoro e gli ambiti di attività. Gli ambiti prioritari di attività dell’Istituto devono essere conformi alle priorità della Comunità e al programma di lavoro sull'uguaglianza di genere della Commissione. Si tratta di un aspetto essenziale, in quanto il ruolo dell’Istituto consiste nel sostenere le istituzioni comunitarie e gli Stati membri nella promozione dell’uguaglianza tra uomini e donne. Le informazioni da raccogliere e analizzare, nonché tutte le altre attività, devono riguardare tutti gli aspetti dell’uguaglianza di genere in tutte le politiche comunitarie.Al fine di evitare duplicazioni, l’Istituto deve tener conto di tutte le attività svolte a livello di Stati membri, di UE ed internazionale. Deve anche lavorare a stretto contatto con tutti i pertinenti servizi della Commissione e collaborare in modo coordinato con tutte le agenzie comunitarie, in particolare quelle che operano in campi d’intervento collegati. Per garantire tale collaborazione tra le agenzie interessate verranno, se del caso, sottoscritti memorandum di intesa. L’articolo 10, paragrafo 11 stabilisce anche che i direttori delle agenzie interessate possano essere invitati ad assistere alle riunioni del consiglio d’amministrazione dell’Istituto. Si tratta di una prassi abituale, che è stata ad esempio promossa con successo dalla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro insieme all’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (paragrafi 1 - 3) .Il paragrafo 4 richiama uno dei principali temi emersi dalle valutazioni delle attuali agenzie comunitarie, cioè l’esigenza di fornire agli utenti finali (servizi specializzati degli Stati membri, enti per le pari opportunità, parti sociali, ONG, centri di ricerca e il pubblico in genere) informazioni conviviali, fruibili e comprensibili.Il paragrafo 5 infine chiarisce che l’Istituto può stipulare contratti per la raccolta di dati e l’esecuzione di indagini e ricerche.Articolo 5L’articolo stabilisce che l’Istituto è indipendente nello svolgimento delle proprie funzioni.Articolo 6L’articolo stabilisce che, al fine di poter svolgere i propri compiti e essere in grado di concludere contratti o di intraprendere sotto la propria responsabilità atti produttivi di effetti giuridici, l’Istituto ha personalità giuridica. I termini dell’articolo sono analoghi a quelli degli articoli 281 CE (ex 210) e 282 CE (ex 211).La capacità dell’Istituto in materia di diritto internazionale è tuttavia limitata, come stabilisce l’articolo 8, paragrafo 2.Articolo 7L’articolo stabilisce che il regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio si applica ai documenti in possesso dell’Istituto. Il regolamento definisce i principi, le condizioni e le limitazioni, per motivi di interesse pubblico o privato, che disciplinano il diritto di accesso ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione in modo tale da garantire il più ampio accesso possibile. L’Istituto adotterà disposizioni per l’attuazione del regolamento. Qualora debba trattare dati personali, applicherà i regolamenti che disciplinano tale trattamento ad opera delle istituzioni comunitarie.Articolo 8Il paragrafo 1 individua i tipi di organizzazione con cui l’Istituto deve cooperare per svolgere i propri compiti.Il paragrafo 2 si basa sull’articolo 300 CE (ex 228) e stabilisce le norme riguardanti gli accordi formali con le organizzazioni internazionali o i paesi terzi.Articoli 9-12Gli articoli precisano le norme concernenti la composizione e il funzionamento delle strutture dell’Istituto: il consiglio d’amministrazione, il direttore e il personale alle sue dipendenze, nonché il forum consultivo.La struttura organizzativa deve agevolare la partecipazione delle diverse parti interessate all’Istituto, l’indipendenza da pressioni esterne, la trasparenza e l’assunzione di responsabilità nei confronti delle istituzioni democratiche. Di conseguenza si propone di istituire un consiglio d’amministrazione composto da 6 membri nominati dal Consiglio e 6 nominati dalla Commissione e provenienti dai servizi competenti. Si propone inoltre un totale di 3 rappresentanti delle ONG e delle parti sociali del settore a livello europeo. Detti rappresentanti sono privi del diritto di voto e vengono nominati dalla Commissione.L’Istituto sarà gestito da un direttore, dotato di grande indipendenza e flessibilità, che avrà la responsabilità di organizzarne il funzionamento interno. Competeranno al direttore anche la preparazione e l’esecuzione del bilancio e del programma di lavoro dell’Istituto e le questioni del personale. Per ottenere la necessaria legittimazione, il direttore deve essere nominato dal consiglio d’amministrazione su proposta della Commissione.In quanto organismo comunitario, nel perseguire la propria missione l’Istituto deve garantire l’uso ottimale delle competenze e delle risorse, rispettando nel contempo il sovrastante requisito di indipendenza. Si propone pertanto che l’Istituto sia dotato di un forum consultivo composto da esperti, cui spetta agevolare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra l’Istituto e le istituzioni e gli enti competenti nei diversi Stati membri .Per garantire lo stretto coordinamento e la cooperazione con le altre agenzie comunitarie, in particolare con quelle che operano in aree d’intervento collegate, in aggiunta agli strumenti di cui all’articolo 4, i direttori delle agenzie devono essere invitati ad assistere alle riunioni del consiglio d’amministrazione come osservatori.Articolo 13L’articolo stabilisce che al personale dell'Istituto si applicano i regolamenti e le regolamentazioni applicabili ai funzionari e agli altri agenti delle Comunità europee. Le modalità di applicazione verranno definite dal consiglio d’amministrazione di concerto con la Commissione.Articoli 14 e 15Gli articoli definiscono le norme relative alla relazione e all’esecuzione del bilancio, ai sensi del regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee[15].Articoli 16-18Si tratta di disposizioni standard per tutte le agenzie comunitarie, che si riferiscono ai servizi linguistici e di traduzione (articolo 16), ai privilegi e immunità (articolo 17) e alla responsabilità (articolo 18).Articolo 19L’articolo disciplina la partecipazione dei paesi terzi interessati alle attività dell’Istituto.Articoli 20 e 21Gli articoli prevedono sia una valutazione esterna entro la fine del terzo anno successivo all’inizio delle attività dell’Istituto, con le eventuali necessarie conseguenze, sia la clausola di revisione standard.Articolo 22Si tratta di una disposizione standard sul controllo delle attività dell’Istituto da parte del mediatore.Articoli 23 e 24L’Istituto diverrà operativo un anno dopo l’entrata in vigore del regolamento. Il regolamento entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea . Ai sensi dell’articolo 249 CE, il regolamento è obbligatorio e direttamente applicabile. La decisione relativa alla sede dell’Istituto è elemento costitutivo del regolamento. Le autorità competenti devono stabilire l’ubicazione dell’Istituto al più presto, e comunque non oltre sei mesi dall’entrata in vigore del presente regolamento.2005/0017 (COD)PROPOSTA DI REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOche costituisce un Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 13, paragrafo 2, e 141, paragrafo 3,visto il parere della Commissione[16],visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[17],visto il parere del Comitato delle regioni[18],deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato,considerando quanto segue:(1) L’uguaglianza tra uomini e donne è un principio fondamentale dell'Unione europea. La carta dei diritti fondamentali, agli articoli 21 e 23, vieta ogni discriminazione fondata sul sesso e prescrive che sia garantita la parità tra gli uomini e le donne in tutti i campi.(2) L'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea stabilisce che la parità tra uomini e donne è uno dei compiti fondamentali della Comunità. Analogamente l’articolo 3, paragrafo 2, del trattato stabilisce che la Comunità mira ad eliminare le ineguaglianze e a promuovere attivamente la parità tra uomini e donne in tutte le sue attività, nonché a garantire l’integrazione della dimensione dell’uguaglianza tra uomini e donne in tutte le politiche della Comunità.(3) L’articolo 13 del trattato conferisce al Consiglio il potere di prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate, tra l’altro, sul sesso in tutti gli ambiti di competenza della Comunità.(4) Il principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego è iscritto nell’articolo 141 del trattato CE ed è attualmente in vigore un quadro legislativo completo sulla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di accesso all’occupazione e di condizioni di lavoro, compresa la parità delle retribuzioni.(5) Secondo la prima relazione annuale della Commissione al Consiglio di primavera sull'uguaglianza tra uomini e donne, divari significativi tra i sessi permangono nella maggior parte dei campi d’intervento; la disuguaglianza tra uomini e donne è un fenomeno a più dimensioni, che va affrontato con una combinazione complessiva di misure politiche; occorre un impegno maggiore per raggiungere gli obiettivi della strategia di Lisbona.(6) Il Consiglio europeo di Nizza del dicembre 2000 ha chiesto di "Sviluppare la consapevolezza, la messa in comune delle risorse e lo scambio di esperienze, in particolare tramite la creazione di un Istituto europeo del genere…".(7) Secondo lo studio di fattibilità eseguito per la Commissione[19], ad un Istituto europeo per l’uguaglianza di genere spetta evidentemente il ruolo di svolgere alcuni dei compiti che non vengono attualmente affrontati dalle istituzioni esistenti, in particolare nei campi del coordinamento, della centralizzazione e della diffusione dei dati e delle informazioni e delle ricerche, della crescente visibilità dell’uguaglianza tra uomini e donne e dello sviluppo di strumenti per migliorare l’integrazione dell’uguaglianza di genere in tutte le politiche della Comunità.(8) Nella sua risoluzione del 10 marzo 2004[20] il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di accelerare gli sforzi tesi alla creazione di un Istituto.(9) Il Consiglio Occupazione, politica sociale, salute e consumatori dell’1-2 giugno 2004[21] e il Consiglio europeo del 17-18 giugno 2004 si sono espressi a favore della costituzione di un Istituto europeo per l’uguaglianza di genere e il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione di presentare una proposta specifica.(10) La raccolta, l’analisi e la diffusione di informazioni e dati obiettivi, attendibili e comparabili sull’uguaglianza tra uomini e donne, la progettazione di strumenti adeguati per integrare la dimensione di genere in tutte le politiche, la promozione del dialogo tra le parti in causa e una maggior sensibilizzazione dei cittadini europei sono necessari per consentire alla Comunità di promuovere efficacemente la politica dell’uguaglianza di genere, in particolare nell’Unione allargata. E’ pertanto opportuno costituire un Istituto europeo per l’uguaglianza di genere che assista le istituzioni della Comunità e gli Stati membri nello svolgimento di questi compiti.(11) La cooperazione con le autorità competenti degli Stati membri è essenziale per promuovere la raccolta di dati comparabili e attendibili a livello europeo. Poiché le informazioni sull’uguaglianza tra uomini e donne concernono la Comunità a tutti i livelli – locale, regionale, nazionale e comunitario – le autorità degli Stati membri potranno servirsi di tali informazioni per formulare politiche e provvedimenti a livello locale, regionale e nazionale, in funzione della propria sfera di competenza.(12) Per evitare duplicazioni l’Istituto dovrà lavorare a stretto contatto sia con i programmi che con gli organismi della Comunità, in particolare con la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro[22], con l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro[23], con il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale[24] e con un’eventuale futura Agenzia per i diritti fondamentali[25].(13) A norma dell’articolo 3 del trattato, è opportuno adottare disposizioni per favorire una partecipazione equilibrata di uomini e donne alla composizione del Consiglio di amministrazione.(14) L'Istituto deve avere la massima autonomia nell'adempimento dei propri compiti.(15) L'Istituto deve applicare la legislazione comunitaria pertinente sia all’accesso del pubblico ai documenti di cui al regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio[26] che alla tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali, di cui al regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio [27].(16) Il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002[28], si applica all’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere.(17) In materia di responsabilità contrattuale dell'Istituto, che è disciplinata dal diritto applicabile ai contratti da esso conclusi, la competenza a giudicare spetta alla Corte di giustizia in forza di una clausola compromissoria contenuta nel contratto. Deve altresì spettare alla Corte di giustizia la competenza a conoscere delle controversie relative al risarcimento dei danni derivanti dalla responsabilità extracontrattuale dell'Agenzia.(18) E’ opportuno effettuare una valutazione esterna indipendente per accertare l’impatto dell’Istituto, l’eventuale necessità di modificarne o estenderne i compiti e le scadenze di ulteriori revisioni analoghe.(19) Conformemente ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità di cui all’articolo 5 del trattato, l’obiettivo del presente regolamento – cioè la fornitura di dati e informazioni comparabili e attendibili a livello europeo per aiutare le istituzioni della Comunità e gli Stati membri a promuovere l’obiettivo del trattato di eliminare le disuguaglianze e di affermare la parità tra uomini e donne – non può essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri e può dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell'azione in questione, essere realizzato meglio a livello comunitario. Il presente regolamento non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento di tali obiettivi.(20) L’articolo 141, paragrafo 3 è la base giuridica specifica delle misure intese ad assicurare l'applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e di impiego. L’articolo 13, paragrafo 2 conferisce il potere di adottare provvedimenti comunitari per sostenere e promuovere l’obiettive di combattere le discriminazioni fondate sul sesso al di fuori dell’ambiente di lavoro. Il combinato disposto dell’articolo 141, paragrafo 3 e dell’articolo 13, paragrafo 2 fornisce un’adeguata base giuridica alla presente proposta,HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1E’ costituito un Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (successivamente denominato "l’Istituto").Articolo 2ObiettiviGli obiettivi generali dell’Istituto sono assistere le istituzioni della Comunità, in particolare la Commissione, e le autorità degli Stati membri nella lotta contro le discriminazioni fondate sul sesso e nella promozione dell’uguaglianza di genere e dare maggior rilievo a queste tematiche tra i cittadini dell’UE.Articolo 3Compiti1. Per conseguire gli obiettivi di cui all’articolo 2 l’Istituto:(a) raccoglie, registra, analizza e diffonde informazioni obiettive, attendibili e comparabili pertinenti all’uguaglianza di genere, compresi i risultati delle ricerche che gli vengono comunicati dagli Stati membri, dalle istituzioni della Comunità, dai centri di ricerca, da enti nazionali per le pari opportunità, da organizzazioni non governative, da paesi terzi e da organizzazioni internazionali interessati;(b) appresta metodi per migliorare la comparabilità, l'obiettività e l'attendibilità dei dati a livello europeo, definendo criteri atti a migliorare la coerenza delle informazioni;(c) appresta, analizza e valuta strumenti metodologici a sostegno dell’integrazione dell’uguaglianza di genere in tutte le politiche della Comunità;(d) conduce indagini sulla situazione dell’uguaglianza di genere in Europa;(e) pubblica una relazione annuale sulle proprie attività;(f) organizza riunioni di esperti a sostegno del lavoro di ricerca;(g) organizza, insieme alle pertinenti parti in causa, conferenze, campagne, tavole rotonde, seminari e riunioni a livello europeo;(h) costituisce un fondo di documentazione accessibile al pubblico.Articolo 4Ambiti di attività e metodi di lavoro1. L’Istituto adempie ai propri compiti nel quadro delle competenze della Comunità, conformemente agli obiettivi fissati e agli ambiti prioritari individuati nel suo programma annuale, tenendo debito conto delle risorse di bilancio a sua disposizione.2. Il programma di lavoro dell’Istituto è conforme alle priorità della Comunità e al programma di lavoro della Commissione, compreso il suo lavoro statistico e di ricerca.3. Al fine di evitare duplicazioni e per garantire il miglior uso possibile delle risorse, nello svolgimento delle proprie attività l’Istituto tiene conto delle informazioni esistenti di qualsiasi provenienza ed in particolare del lavoro già svolto dalle istituzioni della Comunità e da altre istituzioni, da enti e organizzazioni nazionali e internazionali competenti e opera a stretto contatto con i pertinenti servizi della Commissione. L’Istituto garantisce un coordinamento adeguato con tutte le agenzie comunitarie e gli organismi dell’Unione interessati, che va, se del caso, definito in un memorandum d’intesa.4. L’Istituto garantisce che le informazioni diffuse risultino comprensibili agli utenti finali.5. L’Istituto può instaurare rapporti contrattuali, in particolare stipulare contratti d'appalto, con altre organizzazioni al fine dell'esecuzione di compiti che esso intenda loro affidare.Articolo 5Indipendenza dell’IstitutoL’Istituto svolge le proprie attività indipendentemente dalle autorità nazionali e dalla società civile ed è autonomo rispetto alle istituzioni della Comunità.Articolo 6Personalità e capacità giuridicaL’Istituto è dotato di personalità giuridica. In ciascuno degli Stati membri esso ha la più ampia capacità giuridica riconosciuta dal diritto nazionale alle persone giuridiche. In particolare esso può acquistare o alienare beni mobili ed immobili e stare in giudizio.Articolo 7Accesso ai documenti1. Ai documenti in possesso dell’Istituto si applica il regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio.2. Entro sei mesi dalla costituzione dell'Istituto, il Consiglio di amministrazione adotta disposizioni per l'attuazione del regolamento (CE) n. 1049/2001.3. Le decisioni adottate dall'Istituto ai sensi dell'articolo 8 del regolamento (CE) n. 1049/2001 possono costituire oggetto di denuncia al mediatore o di azione giudiziaria dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, alle condizioni di cui rispettivamente agli articoli 195 e 230 del trattato.4. I dati personali non sono trattati né comunicati, ad eccezione dei casi in cui ciò sia strettamente necessario per adempiere alla missione dell’Istituto. In tali casi si applica il regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati.Articolo 8Cooperazione con le organizzazioni a livello nazionale ed europeo, le organizzazioni internazionali e i paesi terzi1. Per l’adempimento dei propri compiti l’Istituto collabora con organizzazioni degli Stati membri, come gli enti per le pari opportunità, i centri di ricerca, le organizzazioni non governative e le parti sociali, nonché con tutte le pertinenti organizzazioni a livello europeo o internazionale e con i paesi terzi.2. Qualora diventi necessario concludere accordi con organizzazioni internazionali o paesi terzi, affinché l’Istituto adempia con efficienza ai propri compiti, la Comunità conclude tali accordi con le organizzazioni internazionali o i paesi terzi a nome dell’Istituto conformemente alla procedura di cui all’articolo 300 del trattato. Questa disposizione non osta a una cooperazione ad hoc con tali organizzazioni o con i paesi terzi.Articolo 9Organi dell’IstitutoL’Istituto si compone:(a) di un consiglio di amministrazione;(b) di un direttore e del personale alle sue dipendenze;(c) di un forum consultivo.Articolo 10Consiglio di amministrazione1. Il consiglio di amministrazione si compone di sei rappresentanti del Consiglio, di sei rappresentanti della Commissione, nonché di tre rappresentanti privi del diritto di voto nominati dalla Commissione, ciascuno dei quali rappresenta uno dei seguenti gruppi:(a) una pertinente organizzazione non governativa di livello comunitario, con un interesse legittimo a contribuire alla lotta contro le discriminazioni fondate sul sesso e alla promozione dell’uguaglianza di genere;(b) le organizzazioni dei datori di lavoro di livello comunitario;(c) le organizzazioni dei lavoratori di livello comunitario.2. I membri del consiglio di amministrazione sono selezionati in modo che garantiscano i massimi livelli di competenza e un’ampia serie di capacità in materia di uguaglianza di genere.Nel consiglio di amministrazione la Commissione ed il Consiglio mirano a realizzare una pari rappresentanza di uomini e donne.I supplenti, che rappresentano i membri in loro assenza, sono nominati nello stesso modo.Il mandato dei membri è di cinque anni e può essere rinnovato una sola volta.L’elenco dei membri del consiglio di amministrazione è pubblicato dal Consiglio nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e sul sito web dell’Istituto.3. Il consiglio di amministrazione elegge un presidente e un vicepresidente con mandato di un anno, rinnovabile.4. Ogni membro del consiglio di amministrazione o, in sua assenza, il supplente, dispone di un voto.5. Il consiglio di amministrazione adotta le decisioni necessarie al funzionamento dell'Istituto. In particolare:(a) adotta, sulla base di un progetto del direttore ai sensi dell’articolo 11, previa consultazione della Commissione, i programmi di lavoro annuale e a medio termine per un periodo triennale, in funzione del bilancio e delle risorse disponibili; in caso di necessità, il programma può essere rivisto nel corso dell’anno; il primo programma di lavoro annuale viene adottato entro i nove mesi successivi alla nomina del direttore;(b) adotta la relazione annuale, di cui all’articolo 3, lettera e), nella quale i risultati conseguiti vengono specificamente confrontati con gli obiettivi del programma di lavoro annuale; la relazione viene trasmessa entro il 15 giugno al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni;(c) esercita l’autorità disciplinare sul direttore e lo nomina o revoca ai sensi dell’articolo 11;(d) adotta il progetto di bilancio e il bilancio definitivo annuali dell'Istituto.6. Il consiglio di amministrazione adotta il regolamento interno dell’Istituto sulla base di una proposta del direttore, previa consultazione con la Commissione.7. Le decisioni del consiglio di amministrazione sono adottate a maggioranza assoluta dei voti espressi. Il presidente esprime il voto decisivo.8. Il consiglio di amministrazione adotta il proprio regolamento interno sulla base di una proposta del direttore, previa consultazione con la Commissione.9. Il presidente convoca il consiglio di amministrazione almeno due volte l'anno. Egli convoca riunioni supplementari di propria iniziativa o su richiesta di almeno un terzo dei membri del consiglio di amministrazione.10. L'Istituto trasmette ogni anno all'autorità di bilancio tutte le informazioni pertinenti all’esito delle procedure di valutazione.11. I direttori della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale e di un’eventuale futura Agenzia per i diritti fondamentali possono essere, se del caso, invitati ad assistere alle riunioni come osservatori.Articolo 11Direttore1. A capo dell’Istituto il consiglio di amministrazione, su proposta della Commissione, nomina il direttore. Prima della nomina, il candidato prescelto dal consiglio di amministrazione può essere invitato a rendere una dichiarazione dinanzi alla/e commissione/i competente/i del Parlamento europeo e a rispondere alle domande dei membri di tale/i commissione/i.2. Il mandato del direttore è di cinque anni. Su proposta della Commissione e previa valutazione, il mandato può essere prorogato una sola volta per un massimo di 5 anni. Nella valutazione la Commissione esamina in particolare:- i risultati ottenuti durante il primo mandato e il modo in cui sono stati ottenuti;- i compiti e le necessità dell’Istituto per gli anni successivi.3. Al direttore, sotto la supervisione del consiglio di amministrazione, competono:(a) l'adempimento dei compiti di cui all'articolo 3;(b) l'elaborazione e l'esecuzione dei programmi di attività annuale e a medio termine;(c) la preparazione delle riunioni del consiglio di amministrazione;(d) la redazione e la pubblicazione della relazione annuale di cui all’articolo 3, lettera e);(e) tutte le questioni riguardanti il personale, in particolare l’esercizio dei poteri di cui all’articolo 13, paragrafo 3;(f) le questioni riguardanti l’amministrazione corrente;(g) l'applicazione di efficaci procedure di sorveglianza e valutazione dei risultati dell'Istituto rapportati ai suoi obiettivi, sulla base di standard riconosciuti a livello professionale. Il direttore riferisce annualmente al consiglio di amministrazione sui risultati del sistema di sorveglianza.4 Il direttore rende conto della gestione delle proprie attività al consiglio di amministrazione ed assiste alle sue riunioni senza diritto di voto.5. Il direttore è il rappresentante legale dell'Istituto.Articolo 12Forum consultivo1. Il forum consultivo si compone di membri di enti competenti in materia di uguaglianza di genere, in ragione di un rappresentante designato da ciascun Stato membro, nonché di tre membri senza diritto di voto nominati dalla Commissione per rappresentare le parti interessate a livello europeo, quali le organizzazioni non governative con un interesse legittimo a contribuire alla lotta contro le discriminazioni fondate sul sesso e a promuovere l’uguaglianza di genere, nonché i rappresentanti delle organizzazioni sia dei datori di lavoro che dei lavoratori a livello europeo. I rappresentanti possono essere sostituti da supplenti che sono nominati contestualmente.2. I membri del forum consultivo non possono appartenere al consiglio di amministrazione.3. Il forum consultivo aiuta il direttore a garantire l’eccellenza e l’indipendenza delle attività dell’Istituto.4. Il forum consultivo costituisce un meccanismo di scambio di informazioni sui temi dell’uguaglianza di genere e di messa in comune di conoscenze. Garantisce una stretta collaborazione tra l’Istituto e gli enti competenti negli Stati membri.5. Il forum consultivo è presieduto dal direttore o, in sua assenza, da un sostituto proveniente dall’Istituto. Si riunisce regolarmente, e almeno due volte l'anno, su invito del direttore o a richiesta di almeno un terzo dei suoi membri. Le sue modalità di funzionamento vengono precisate nel regolamento interno dell'Istituto e rese pubbliche.6. Ai lavori del forum consultivo partecipano rappresentanti dei servizi della Commissione.7. L'Istituto fornisce al forum consultivo il necessario sostegno tecnico e logistico nonché il servizio di segreteria per le sue riunioni.8. Il direttore può invitare esperti o rappresentanti di pertinenti settori economici, datori di lavoro, sindacati, enti professionali o di ricerca, o organizzazioni non governative, con esperienza riconosciuta in materie attinenti alle attività dell’Istituto, a collaborare a compiti specifici e a partecipare alle afferenti attività del forum consultivo.Articolo 13Personale1. Al personale dell'Istituto si applicano lo statuto dei funzionari delle Comunità europee, il regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee e le regole adottate congiuntamente dalle istituzioni delle Comunità europee per l'applicazione di detti statuto e regime.2. Il consiglio di amministrazione, di concerto con la Commissione, adotta le necessarie disposizioni di esecuzione, secondo le modalità di cui all’articolo 110 dello statuto dei funzionari delle Comunità europee e del regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee. Il consiglio di amministrazione può adottare disposizioni che consentano di assumere esperti nazionali distaccati dagli Stati membri presso l’Istituto.3. Nei confronti del proprio personale l'Istituto esercita i poteri conferiti all'autorità investita del potere di nomina.Articolo 14Redazione del bilancio1. Tutte le entrate e le spese dell'Istituto formano oggetto di previsioni per ciascun esercizio finanziario, che coincide con l'anno civile, e sono iscritte nel bilancio dell'Istituto.2. Le entrate e le spese iscritte nel bilancio dell’Istituto sono in pareggio.3. Fatte salve altre risorse, le entrate dell'Istituto comprendono:(a) un contributo della Comunità iscritto nel bilancio generale dell'Unione europea (sezione “Commissione”);(b) pagamenti ricevuti come corrispettivo di servizi resi;(c) gli eventuali contributi finanziari delle organizzazioni o dei paesi terzi di cui all'articolo 8;(d) gli eventuali contributi volontari degli Stati membri.4. Le spese dell’Istituto comprendono le retribuzioni del personale, le spese amministrative e di infrastruttura e le spese di esercizio.5. Ogni anno il consiglio di amministrazione, sulla base di un progetto del direttore, adotta lo stato di previsione delle entrate e delle spese dell'Istituto per l'esercizio successivo. Entro il 31 marzo il consiglio di amministrazione trasmette alla Commissione lo stato di previsione, accompagnato da un progetto di tabella dell'organico.6. La Commissione trasmette lo stato di previsione al Parlamento europeo e al Consiglio (successivamente denominati “autorità di bilancio”) insieme al progetto preliminare di bilancio generale dell'Unione europea.7. Sulla base dello stato di previsione, la Commissione iscrive nel progetto preliminare di bilancio generale dell'Unione europea le stime che ritiene necessarie per quanto concerne la tabella dell'organico e l’importo del contributo a carico del bilancio generale. Essa trasmette le stime all'autorità di bilancio ai sensi dell'articolo 272 del trattato.8. L'autorità di bilancio autorizza gli stanziamenti a titolo del contributo destinato all’Istituto. L'autorità di bilancio adotta la tabella dell'organico dell'Istituto.9. Il consiglio d'amministrazione adotta il bilancio dell'Istituto. Esso diventa definitivo dopo l'adozione definitiva del bilancio generale dell'Unione europea. Se del caso, esso viene adeguato di conseguenza.10. Il consiglio di amministrazione comunica quanto prima all'autorità di bilancio la sua intenzione di realizzare qualsiasi progetto che possa avere incidenze finanziarie significative sul finanziamento del bilancio, in particolare i progetti di natura immobiliare, quali l'affitto o l'acquisto di edifici. Esso ne informa la Commissione.Qualora un ramo dell'autorità di bilancio abbia comunicato l’intenzione di emettere un parere, esso lo trasmette al consiglio di amministrazione entro il termine di sei settimane a decorrere dalla notifica del progetto.Articolo 15Esecuzione del bilancio1. Il direttore cura l'esecuzione del bilancio dell'Istituto.2. Entro il 1° marzo successivo alla chiusura dell'esercizio finanziario, il contabile dell'Istituto comunica i conti provvisori, insieme alla relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell'esercizio, al contabile della Commissione, il quale procede al consolidamento dei conti provvisori delle istituzioni e degli organismi decentrati ai sensi dell'articolo 128 del regolamento finanziario generale.3. Entro il 31 marzo successivo alla chiusura dell'esercizio finanziario, il contabile della Commissione trasmette i conti provvisori dell'Istituto, insieme alla relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell'esercizio, alla Corte dei conti. La relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell'esercizio viene trasmessa anche al Parlamento europeo e al Consiglio.4. Al ricevimento delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti in merito ai conti provvisori dell'Istituto, ai sensi dell'articolo 129 del regolamento finanziario generale, il direttore redige, sotto la propria responsabilità, i conti definitivi dell'Istituto e li trasmette per parere al consiglio di amministrazione.5. Il consiglio d'amministrazione esprime un parere sui conti definitivi dell'Istituto.6. Entro il 1° luglio successivo alla chiusura dell'esercizio finanziario, il direttore trasmette i conti definitivi, accompagnati dal parere del consiglio d'amministrazione, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti.7. I conti definitivi vengono pubblicati.8. Entro il 30 settembre, il direttore invia alla Corte dei conti una risposta alle osservazioni da essa formulate. Trasmette tale risposta anche al consiglio di amministrazione.9. Il direttore presenta al Parlamento europeo, su richiesta di quest'ultimo e a norma dall'articolo 146, paragrafo 3 del regolamento finanziario generale, tutte le informazioni necessarie al corretto svolgimento della procedura di discarico per l'esercizio in oggetto.10. Il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio che delibera a maggioranza qualificata, dà discarico al direttore, anteriormente al 30 aprile dell'anno n + 2, dell'esecuzione del bilancio dell'esercizio n.11. Il regolamento finanziario applicabile all'Istituto è adottato dal consiglio di amministrazione, previa consultazione della Commissione. Può discostarsi dal regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, solo se lo richiedono le esigenze specifiche di funzionamento dell'Istituto e previo accordo della Commissione.Articolo 16Lingue1. All'Istituto si applicano le disposizioni di cui al regolamento n. 1 del 15 aprile 1958 che stabilisce il regime linguistico della Comunità economica europea[29].2. I servizi di traduzione necessari per il funzionamento dell'Istituto sono forniti dal Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea[30].Articolo 17Privilegi e immunitàAll’Istituto si applica il protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee.Articolo 18Responsabilità1. La responsabilità contrattuale dell'Istituto è disciplinata dalla legge applicabile al contratto di cui trattasi.La Corte di giustizia è competente a giudicare in forza di una clausola compromissoria contenuta nel contratto stipulato dall’Istituto.2. In materia di responsabilità extra contrattuale, sulla base dei principi generali comuni agli ordinamenti degli Stati membri, l’Istituto deve risarcire i danni cagionati da esso stesso o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni.La Corte di giustizia è competente a conoscere delle controversie relative al risarcimento di tali danni.Articolo 19Partecipazione di paesi terzi1. Alle attività dell'Istituto possono partecipare i paesi che hanno concluso con la Comunità accordi a norma dei quali hanno adottato e applicano la normativa comunitaria nel campo disciplinato dal presente regolamento.2. Nel quadro delle pertinenti disposizioni di tali accordi vengono concordate clausole che specificano in particolare la natura, la portata e le modalità di partecipazione di tali paesi ai lavori dell'Istituto, comprese prescrizioni relative alla partecipazione alle iniziative dell'Istituto, ai contributi finanziari e al personale. Quanto ai problemi di personale, si applicano lo statuto dei funzionari delle Comunità europee e il regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee.Articolo 20Valutazione1. Entro il terzo anno successivo all’entrata in vigore del presente regolamento, l’Istituto commissiona una valutazione esterna indipendente dei propri risultati sulla base del mandato formulato dal consiglio di amministrazione di concerto con la Commissione. La valutazione concerne l’efficacia dell’Istituto nel promuovere l'uguaglianza di genere e comprende un’analisi degli effetti sinergici. Essa affronta in particolare l’eventuale necessità di modificare o estendere i compiti dell’Istituto e le relative conseguenze finanziarie di una simile estensione. La valutazione tiene conto dei pareri delle parti in causa sia a livello comunitario che nazionale.2. Il consiglio di amministrazione, di concerto con la Commissione, decide le scadenze delle valutazioni future, tenendo conto dei risultati contenuti nella relazione della valutazione di cui al paragrafo precedente.Articolo 21Clausola di revisioneIl consiglio di amministrazione esamina le conclusioni della valutazione di cui all’articolo precedente e rivolge alla Commissione le raccomandazioni ritenute necessarie concernenti le modifiche all’Istituto, le sue prassi di lavoro e la portata della sua missione. La Commissione trasmette la relazione della valutazione e le raccomandazioni al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, e le rende pubbliche. Dopo aver esaminato la relazione della valutazione e le raccomandazioni, la Commissione puo’ presentare le eventuali proposte di modifica del presente regolamento che ritenga necessarie.Articolo 22Controllo amministrativoL'operato dell'Istituto è sottoposto al controllo del mediatore, ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 195 del trattato.Articolo 23Inizio dell'attività dell'IstitutoL'Istituto diventa operativo entro 12 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento.Articolo 24Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il 20° giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente  LEGISLATIVE FINANCIAL STATEMENT1. NAME OF THE PROPOSAL : Proposal for a Council Regulation establishing a European Institute for Gender Equality2. ABM / ABB FRAMEWORKPOLICY AREA(S) CONCERNED AND ASSOCIATED ACTIVITY/ACTIVITIES:-  Police area: 04 Employment and Social Affairs-  Activity: 04 05 Equal Opportunities for Women and Men3. BUDGET LINES3.1. From 2007 and onwards a new budget heading with two budget lines will be created:- 04 05 04 01 : European Institute for gender equality - Subsidy to titles 1 & 2- 04 05 04 02 : European Institute for gender equality – Subsidy to title 33.2. Duration of the action and of the financial impact: 1 January 2007 – 31 December 2013From 2007 onwards the allocation of appropriations will depend on the new financial perspectives 2007-2013. The annual amounts retained for this period are purely indicative.3.3. Budgetary characteristics ( add rows if necessary ):Budget line | Type of expenditure | New | EFTA contribution | Contributions from applicant countries | Heading in financial perspective |Non-comp | Diff[31] | NO | YES/NO (open, decision of the Management Board) | YES/NO (open, decision of the Management Board) | No [1A] |4 . SUMMARY OF RESOURCES4.1. Financial Resources4.1.1. Summary of commitment appropriations (CA) and payment appropriations (PA)EUR million (to 3 decimal places)TOTAL PA including cost of Human Resources | b+c+d+e | 4,862 | 6,69 | 7,468 | 7,83 | 8,248 | 8,548 | 8,58 | 52,5 |Co-financing detailsIf the proposal involves co-financing by Member States, or other bodies (please specify which), an estimate of the level of this co-financing should be indicated in the table below (additional lines may be added if different bodies are foreseen for the provision of the co-financing):EUR million (to 3 decimal places)Agents | 810 000 | 108 000 x 10 |Total | 810 000 |-  The amounts represent a total expenditure over 12 months for an average on 10/15 permanent posts because of the difficulty of recruiting in the first year.Year 2008Type of human resources | Amount in euro | Method of calculation |Agents | 1 925 000 | 110 000 x 17,5 |Total | 1 925 000 |The amounts represent a total expenditure over 12 months for an average of 17,5/20 permanent posts because of the difficulty of recruiting five persons during the year.Total subsidy of the Institute's administrative expenditure for the first three years.The subsidy of administrative expenditure will be covered by an operational heading of the Community budget (4 05 04 01)Million EUR | Year 2007 | Year 2008 | Year 2009 | Total Years 2007-2009 |Human resources | 15 | 20 | 23 | 23 |Calculation basis | 10 | 17,5 | 23 | 23 |Annual cost of human resources | 1 080 000 | 1 925 000 | 2 576 000 | 5 311 000 |Other administrative expenditure Missions Management Board and Advisory Forum meetings Interpreting/Translation Other administrative expenditure | 200 000 300 000 650 000 80 000 | 150 000 300 000 500 000 50 000 | 150 000 300 000 500 000 49 000 | 500 000 900 000 1 650 000 179 000 |Total other administrative expenditure | 1 230 000 | 1 000 000 | 999 000 | 3 229 000 |Total | 2 310 000 | 9 925 000 | 3 575 000 | 8 810 000 |TABLE: Estimate of human resources - Breakdown by areas of activity and categoryACTIVITIES | A | B | C | D |(a) Administration |Management (this item includes the Director). | 3 | 1 |Human and financial resources | 1 | 1 |Information/IT | 0,5 | 1 |Legal tasks | 0,5 |TOTAL (a) | 5 | 1 | 2 |(b) Operational tasks: |Objective 1 | 1 | 1 | 1 |Objective 2 | 0,5 | 1 | 0,25 |Objective 3 | 0,25 | 1 | 0,25 |Objective 4 | 0,25 | 0,25 |Objective 5 | 0,25 |TOTAL (b) | 2 | 3 | 2 |TOTAL (a) + (b) | 7 | 4 | 4 |Description of tasks:-  Collect information and data on gender equality situation, policies and practices within the European Union through administrations, NGOs, experts ;.carry out surveys, when necessary;-  Record this information eventually in a common database;-  Analyse the information gathered directly or by experts, publish and disseminate results of such analysis,-  Develop methods to improve the comparability, objectivity and reliability of data on gender equality at Community level; develop analyse and evaluate relevant methodological tools; develop common standards for the establishment and collection of those data,-  Prepare and organise meetings of experts on legal, economical and social aspects of gender equality;-  Organise conferences, round tables and meetings at European level on topics directly relevant for gender equality;-  Organise campaigns for gender equality promotion in the European medias;-  Edit, publish and distribute results of studies and other information (annual report, magazine, posters, videos, CD ROM, etc.) and organise a public library on gender equality research;-  Edit publish and distribute reports and conclusions based on the results of the studies and meetings organised,-  Set and coordinate on internet an information network on issues related to equality between women and men: the Institute shall establish permanent co-operation with the relevant academic, research, governmental and non- governmental organisations at national level in each Member State;-  Disseminate best practices and the results of concrete cooperation, be it through the organization of conferences and seminars, the publication of booklets or other information materials and/ or the use of electronic means of communication;-  Develop training material on gender equality aspects for Member states administrations and organisations involved in gender equality policies or wishing to develop actions in this field,-  Launch call for tenders and proposals for the relevant actions, manage contracts and grant agreements, proceed to commitments and payments, evaluate results and outputs,-  Organise meetings of the Management Board and the Advisory Forum.8.1. Objectives of the proposal in terms of their financial costCommitment appropriations in EUR million (to 3 decimal places)8.2.2. Description of tasks deriving from the action8.2.3. Sources of human resources (statutory)(When more than one source is stated, please indicate the number of posts originating from each of the sources)( Posts currently allocated to the management of the programme to be replaced or extended( Posts pre-allocated within the APS/PDB exercise for year n( Posts to be requested in the next APS/PDB procedure( Posts to be redeployed using existing resources within the managing service (internal redeployment)( Posts required for year n although not foreseen in the APS/PDB exercise of the year in question8.2.4. Other Administrative expenditure included in reference amount (XX 01 04/05 – Expenditure on administrative management)EUR million (to 3 decimal places)Budget line (number and heading) | Year n | Year n+1 | Year n+2 | Year n+3 | Year n+4 | Year n+5 and later | TOTAL |Other technical and administrative assistance |- intra muros |- extra muros |Total Technical and administrative assistance |8.2.5. Financial cost of human resources and associated costs not included in the reference amountEUR million (to 3 decimal places)Type of human resources | Year n | Year n+1 | Year n+2 | Year n+3 | Year n+4 | Year n+5 and later |Officials and temporary staff (04 05 01) | 0.162 (1.5 x 0,108) | 0.165 (1.5 x 110) | 0.168 (1.5 x 0,112) | 0.230 (2 x 0,115) | 0.234 (2 x 0,117) | 0.238 (2 x 0,119)2 |Staff financed by Art XX 01 02 (auxiliary, END, contract staff, etc.) (specify budget line) |Total cost of Human Resources and associated costs (NOT in reference amount) | 0.162 | 0.165 | 0.168 | 0.23 | 0.234 | 0.238 |This is the cost of the staff devoted to evaluation, control and coordination of the Institute within the Commission.Calculation – Officials and Temporary agents Reference should be made to Point 8.2.1, if applicable Persons/year for control, budget drafting and funding and coordination between the Commission and the Agency. |Calculation – Staff financed under art. XX 01 02 Reference should be made to Point 8.2.1, if applicable |8.2.6 Other administrative expenditure not included in reference amountEUR million (to 3 decimal places)XX 01 02 11 02 – Meetings & Conferences |.57XX 01 02 11 03 – Committees[50] |XX 01 02 11 04 – Studies & consultations |XX 01 02 11 05 - Information systems |2 Total Other Management Expenditure (XX 01 02 11) |3 Other expenditure of an administrative nature (specify including reference to budget line) |Total Administrative expenditure, other than human resources and associated costs (NOT included in reference amount) | 0,2 | 0,1 | 0,1 | 0,1 | 0,11 | 0,11 | 0,72 |Calculation – Other administrative expenditure not included in reference amount |The needs for human and administrative resources shall be covered within the allocation granted to the managing DG in the framework of the annual allocation procedure.

[1] Adottata a Nizza nel dicembre 2000.

[2] Studio di fattibilità della Commissione europea per un Istituto europeo del genere (eseguito da PLS Ramboll Management, DK, 2002).

[3] Riunione di Bruxelles del Consiglio Occupazione, politica sociale, salute e consumatori.

[4] Consiglio dell’UE, comunicato stampa 9507/04, pag. 11.

[5] Consiglio europeo, 17-18 giugno 2004, conclusioni della Presidenza, paragrafo 43, pag. 9.

[6] Il Consiglio europeo di Lisbona del 2000 ha assegnato all'Unione europea l’obiettivo di conseguire un tasso di occupazione femminile almeno del 60% e un tasso di occupazione globale del 70% entro il 2010.

[7] Risoluzioni del Parlamento europeo P5-TA (2002)0372 del 4.7.2002, P5-TA (2002) 0606 del 17.12.2004, P5-TA (2004) 0023 del 14.1.2004 e P5-TA (2004) 0167 del 10.3.2004.

[8] "Ruolo di un futuro Istituto europeo", studio per il Parlamento europeo, relazione finale, 1506.2004.

[9] La valutazione ex-ante della proposta viene acclusa come allegato.

[10] Comunicazione della Commissione sulle attività dell’Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia - COM(2003) 483 del 5.8.2003; comunicazione della Commissione sulla valutazione dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro - COM(2004) 50 del 23.4.2004; "Metavalutazione del sistema comunitario delle agenzie", relazione finale - documento dei servizi della Commissione, DG Bilancio, 15.9.2003.

[11] Quarta conferenza mondiale sulle donne, Pechino, 4-15 settembre 1995.

[12] Nel campo dell’uguaglianza di trattamento tra uomini e donne sono state adottate nove direttive e relative modifiche/estensioni: direttiva 75/117/CEE relativa all’applicazione del principio della parità delle retribuzioni tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile; direttiva 76/207/CEE relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro, modificata dalla direttiva 2002/73/CE; direttiva 79/7/CEE relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale; direttiva 86/378/CEE relativa all’attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne nel settore dei regimi professionali di sicurezza sociale, modificata dalla direttiva 96/97/CE; direttiva 97/80/CE riguardante l’onere della prova nei casi di discriminazione basata sul sesso, estesa dalla direttiva 98/52/CE; direttiva 92/85/CEE concernente il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento; direttiva 96/34/CE sul congedo parentale, estesa dalla direttiva 97/75/CE; direttiva 86/613/CEE relativa alla parità di trattamento tra gli uomini e le donne che esercitano un’attività autonoma e direttiva 2004/113/CE che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura.

[13] Relazione sulla parità tra uomini e donne - COM(2004) 115 del 19.2.2004.

[14] Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma comunitario per l'occupazione e la solidarietà sociale – PROGRESS - COM(2004) 488 del 14.7.2004.

[15] GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72; rettifica nella GU L 2 del 7.1.2003, pag. 39.

[16] GU C, pag.

[17] GU C, pag.

[18] GU C, pag.

[19] Studio di fattibilità della Commissione europea per un Istituto europeo del genere (eseguito da PLS Ramboll Management, DK, 2002).

[20] Risoluzione del Parlamento europeo sulle politiche dell’Unione europea per l’uguaglianza tra uomini e donne (EP T5-0167/2004, 10 marzo 2004).

[21] Consiglio dell’UE, comunicato stampa 9507/04, pag. 11.

[22] Regolamento (CEE) n. 1365/75 del Consiglio concernente l’istituzione di una Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, modificato.

[23] Regolamento (CE) n. 2062/94 del Consiglio relativo all'istituzione di un'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, modificato.

[24] Regolamento (CE) n. 337/75 del Consiglio relativo all’istituzione di un Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, modificato.

[25] Gli Stati membri, riuniti nel quadro del Consiglio europeo nel dicembre 2003, hanno chiesto alla Commissione di elaborare una proposta di agenzia per i diritti umani tramite l’estensione del mandato dell’Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia.

[26] Regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43).

[27] Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).

[28] GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72; rettifica nella GU L 2 del 7.1.2003, pag. 39.

[29] GU 17 del 6.10.1958, pag. 385/58; modificato da ultimo dall'atto di adesione del 2003.

[30] Regolamento (CE) n. 2965/94 del Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo all’istituzione di un Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea (GU L 314 del 7.12.1994, pag. 1); modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1645/2003 (GU L 245 del 29.9.2003, pag. 13).

[31] Differentiated appropriations.

[32] Expenditure within chapter xx 01 other than articles xx 01 04 or xx 01 05.

[33] See points 19 and 24 of the Interinstitutional agreement.

[34] Additional columns should be added if necessary i.e. if the duration of the action exceeds 6 years.

[35] Report on equality between women and men - COM(2004) 115, 19.2.2004.

[36] If more than one method is indicated please provide additional details in the "Relevant comments" section of this point.

[37] European Commission Feasibility Study for a European Gender Institute (conducted by PLS Ramboll Management, DK, 2002).

[38] Report from the Commission to the Council, the European Parliament, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions - COM(2004) 115, 19.2.2004.

[39] Report on the Role of a Future European Gender Institute, A study for the European Parliament, by Yellow Window Management Consultants, a division of eadc n.v./s.a.

[40] Commission Staff Working Document, Interim evaluation Report from the Commission to the Council, the European Parliament, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions on the Programme relating to the Community Framework Strategy on Gender Equality 2001-2005 - SEC(2004) 1047, 11.8.2004.

[41] European Commission, Budget Directorate General, 15.9.2004.

[42] Communication from the Commission on the activities of the European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia, together with proposals to recast Council Regulation (EC) 1035/97 - COM(2003) 483, 5.8.2004.

[43] Communication from the Commission on the evaluation of the European Agency for Safety and Health at Work accompanied by a Proposal for a Council Regulation amending Regulation (EC) No 2062/94 establishing a European Agency for Safety and Health at Work - COM(2004) 50, 23.4.2004.

[44] OJ L 357, 21.12.2002, p. 72; Corrigendum: OJ L 2, 7.1.2003, p. 39.

[45] As described under Section 5.3.

[46] Cost of which is NOT covered by the reference amount.

[47] Cost of which is NOT covered by the reference amount.

[48] Cost of which is included within the reference amount.

[49] Reference should be made to the specific legislative financial statement for the Executive Agency(ies) concerned.

[50] Specify the type of committee and the group to which it belongs.