CELEX: 62010TN0419
Language: it
Date: 2010-09-14 00:00:00
Title: Causa T-419/10: Ricorso presentato il 14 settembre 2010 — Ori Martin/Commissione

6.11.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 301/60
            
         Ricorso presentato il 14 settembre 2010 — Ori Martin/Commissione
   (Causa T-419/10)
   ()
   2010/C 301/96
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Ori Martin SA (Luxembourg, Lussemburgo) (rappresentante: P. Ziotti, avvocato)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   
               —
            
            
               Annullare la decisione della Commissione europea del 30 giugno 2010 C(2010) 4387 def. relativa ad una procedura di applicazione dell’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e dell’articolo 53 dell’accordo SEE (Caso COMP/38.344 — Acciaio per precompresso), nella parte in cui le imputa la responsabilità delle condotte sanzionate.
            
         
               —
            
            
               Annullare o ridurre l’ammenda comminata ai sensi dell’art. 2 della decisione medesima.
            
         
               —
            
            
               Condannare la Commissione al pagamento delle spese di giudizio.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   La decisione impugnata nella presente causa è la stessa della causa T-385/10 ArcelorMittal Wire France e.a./Commissione.
   La ricorrente ritiene la decisione della Commissione europea del 30 giugno 2010 C(2010) 4387 def illegittima in quanto le attribuisce una responsabilità unicamente in ragione della proprietà (quasi) totalitaria della società cui sono stati addebitati i pretesi comportamenti collusivi sanzionati in base all’art. 101 TFUE.
   In particolare, la ricorrente fa valere:
   
               —
            
            
               La violazione dell’art. 25, paragrafo 1, lettera b), del Regolamento (CE) n. 1/2003, in quanto il potere della Commissione di comminare ammende era prescritto nel caso di specie.
            
         
               —
            
            
               La violazione dell’art. 101 TFUE, nonché dei principi del carattere personale della responsabilità e delle pene, di buona amministrazione e di non discriminazione, in quanto la Commissione giunge a configurare a carico della Ricorrente una vera e propria responsabilità oggettiva per i comportamenti eventualmente illeciti posti in essere dalla controllata, responsabilità oggetto di una presunzione assoluta, in realtà non suscettibile di prova contraria. Tale responsabilità collegata all’assetto proprietario non trova riscontro e si pone in contrasto con i principi fissati dalla giurisprudenza comunitaria in relazione all’applicazione dell’art. 101 TFUE nell’ambito di gruppi di società.
            
         
               —
            
            
               La violazione del principio della responsabilità limitata delle società di capitali rinvenibile nel diritto delle società comune ai diritti degli Stati membri e allo stesso diritto dell’Unione.
            
         Ori Martin chiede poi l’annullamento o, quantomeno, la significativa riduzione dell’ammenda inflittale.