CELEX: C2007/315/46
Language: it
Date: 2007-12-22 00:00:00
Title: Causa C-460/07: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgerichtshofs (Austria) l' 11 ottobre 2007 — Sandra Puffer contro Unabhängiger Finanzsenat, Außenstelle Linz

22.12.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 315/26
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgerichtshofs (Austria) l'11 ottobre 2007 — Sandra Puffer contro Unabhängiger Finanzsenat, Außenstelle Linz
   (Causa C-460/07)
   (2007/C 315/46)
   Lingua processuale: il tedesco
   Giudice del rinvio
   Verwaltungsgerichtshof
   Parti
   
      Ricorrente: Sandra Puffer
   
      Convenuta: Unabhängiger Finanzsenat, Außenstelle Linz
   Questioni pregiudiziali
   
               1)
            
            
               Se la sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (1) (in prosieguo: la «sesta direttiva»), in particolare il suo art. 17, violi diritti fondamentali dell'ordinamento comunitario (il principio comunitario di uguaglianza), poiché essa fa sì che i soggetti passivi acquistino la proprietà di beni immobili ad uso abitativo privato (consumo) con un risparmio di circa il 5 % rispetto agli altri cittadini comunitari, laddove l'importo assoluto di tale vantaggio aumenta in modo illimitato con l'ammontare dei costi di acquisto e costruzione dell'immobile. Se risulti una siffatta violazione anche per il fatto che i soggetti passivi possono acquistare la proprietà di immobili ad uso abitativo privato, utilizzati almeno in piccola parte per la loro impresa, con un risparmio di circa il 5 % rispetto agli altri soggetti passivi che non utilizzino nemmeno in parte esigua le loro abitazioni private per l'impresa.
            
         
               2)
            
            
               Se la disposizione nazionale di attuazione della sesta direttiva, in particolare dell'art. 17, violi l'art. 87 CE, perché concede il vantaggio menzionato nella prima questione per l'uso abitativo privato del soggetto passivo proprio a quei soggetti passivi che effettuano operazioni imponibili, ma lo nega ai soggetti passivi che effettuano operazioni esenti da imposta.
            
         
               3)
            
            
               Se l'art. 17, n. 6, della sesta direttiva continui a dispiegare il suo effetto allorquando il legislatore nazionale modifichi una disposizione di diritto nazionale relativa all'esclusione del diritto alla detrazione (nella fattispecie l'art. 12, n. 2, punto 1, dell'UStG 1994) che poteva fondarsi sull'art. 17, n. 6, della sesta direttiva, con l'intenzione esplicita di mantenere tale esclusione del diritto alla detrazione, e quando anche dalla normativa nazionale sull'IVA risulti un mantenimento dell'esclusione del diritto alla detrazione, ma il legislatore nazionale, sulla base di un errore nell'interpretazione del diritto comunitario [nel caso di specie l'art. 13, parte B, lett. b), della sesta direttiva] riconoscibile soltanto in un momento successivo, ha emanato una normativa che — considerata isolatamente — ammette una detrazione secondo il diritto comunitario [nell'interpretazione data con la sentenza Seeling all'art. 13, parte B, lett. b), della sesta direttiva].
            
         
               4)
            
            
               Nel caso in cui si risponda negativamente alla terza questione:
               Se possa pregiudicare l'effetto di una disposizione di esclusione del diritto alla detrazione [nella fattispecie l'art. 12, n. 2, punto 2, lett. a), dell'UStG 1994] basata sulla clausola di «standstill» di cui all'art. 17, n. 6, della sesta direttiva il fatto che il legislatore nazionale modifichi una di due disposizioni del diritto nazionale di esclusione del diritto alla detrazione che si sovrappongono [nella fattispecie gli artt. 12, n. 2, punto 2, lett. a) e 12, n. 2, punto 1 dell'UStG 1994] e alla fine rinunci, perché è incorso in un errore di diritto.
            
         
      (1)  GU L 145, pag. 1.