CELEX: 52020DC0091
Language: it
Date: 2020-03-04 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Romania

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 4.3.2020
            COM(2020) 91 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Romania
            {SWD(2020) 53 final}
            
               
         
         
            
            
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Romania
            
            
               IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 126, paragrafo 7,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)A norma dell'articolo 126 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), gli Stati membri devono evitare disavanzi pubblici eccessivi.
            
            
               (2)Il patto di stabilità e crescita si fonda sull'obiettivo di finanze pubbliche sane come mezzo per rafforzare le condizioni per la stabilità dei prezzi e per una crescita forte e sostenibile che favorisca la creazione di posti di lavoro.
            
            
               (3)Il [17 marzo] 2020 il Consiglio ha deciso, conformemente all'articolo 126, paragrafo 6, del TFUE, che in Romania esiste un disavanzo eccessivo. 
            
            
               (4)Conformemente all'articolo 126, paragrafo 7, del TFUE e all'articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio
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               , il Consiglio deve formulare raccomandazioni allo Stato membro in questione al fine di far cessare la situazione di disavanzo eccessivo entro un determinato periodo. La raccomandazione fissa un termine massimo di sei mesi entro il quale lo Stato membro deve darvi seguito effettivo per correggere il disavanzo eccessivo. Inoltre, in una raccomandazione intesa a correggere il disavanzo eccessivo il Consiglio dovrebbe chiedere il raggiungimento di obiettivi di bilancio annuali che, sulla base delle previsioni su cui si fonda la raccomandazione, siano coerenti con un miglioramento annuo minimo del saldo strutturale, ossia del saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle misure temporanee e una tantum, pari ad almeno lo 0,5 % del PIL come parametro di riferimento.
            
            
               (5)Secondo le previsioni di inverno 2020 della Commissione, integrate con le variabili di bilancio fino al 2022, nel 2019 la crescita del PIL reale è stata del 3,9 %. A politiche invariate, la Commissione prevede una riduzione della crescita del PIL reale, crescita che però dovrebbe rimanere robusta al 3,8 % nel 2020 e al 3,5 % nel 2021 e nel 2022. Da un lato, l'importante stimolo fiscale insito nelle politiche attuali continuerebbe a dare un certo slancio ai consumi privati. Dall'altro, il continuo ampliarsi del disavanzo di bilancio minerebbe la fiducia dei consumatori e degli investitori nella sostenibilità della traiettoria di crescita dell'economia. Di conseguenza, si prevede che gli investimenti diminuiscano, dato che gli investitori privati tengono conto dell'aumento degli squilibri macroeconomici. Il contributo delle esportazioni nette rimarrà presumibilmente negativo nel periodo oggetto delle previsioni, dato che le esportazioni continuano a risentire della debolezza della domanda estera e le importazioni sono sostenute dai consumi privati. Ciò, a sua volta, aggraverebbe ulteriormente il disavanzo già elevato delle partite correnti. 
            
            
               (6)Il 10 dicembre 2019 il governo ha adottato e trasmesso al parlamento la strategia di bilancio per il periodo 2020-2022 (la "strategia di bilancio"), che per il 2019 prevede un obiettivo di disavanzo pubblico rivisto del 3,8 % del PIL, superiore pertanto al valore di riferimento del 3 % del PIL. La revisione, al rialzo rispetto al 2,8 % del PIL inizialmente programmato per il 2019, è basata sui dati di esecuzione del bilancio dell'anno disponibili fino ad oggi. La strategia di bilancio è stata convertita in legge il 18 dicembre 2019.
            
            
               (7)Le previsioni di inverno 2020 della Commissione, integrate con le variabili di bilancio fino al 2022, prevedono che il disavanzo pubblico resti superiore al valore di riferimento del 3 % del PIL per l'intero periodo di previsione. A politiche invariate la Commissione prevede un disavanzo pubblico del 4,0 % del PIL nel 2019, 4,9 % nel 2020, 6,9 % nel 2021 e 7,7 % nel 2022. Secondo le previsioni il disavanzo strutturale subirà un deterioramento dell'1,0 % del PIL nel 2019, di un ulteriore 1,9 % del PIL nel 2021 e di un ulteriore 0,8 % del PIL nel 2022. L'aumento del disavanzo previsto dalla Commissione è dovuto principalmente ai consistenti aumenti delle pensioni, adottati nell'estate del 2019. L'aumento della spesa pensionistica darebbe un contributo di 0,9 punti percentuali del PIL all'aumento del disavanzo nel 2020, di 1,7 punti percentuali nel 2021 e di 1,1 punto percentuale nel 2022. Si stima che il raddoppio dell'assegno per i figli a carico, che entrerà in vigore a decorrere dall'agosto 2020, avrà un costo annuo per il bilancio pari allo 0,6 % del PIL. Nella strategia di bilancio il governo prevede un disavanzo pubblico del 3,6 % del PIL nel 2020, del 3,4 % nel 2021 e del 2,8 % nel 2022. Secondo le stime del governo, si arriverebbe in tal modo ad un aggiustamento strutturale dello 0,3 % nel 2020, dello 0,2 % nel 2021 e dello 0,6 % nel 2022. L'aggiustamento della strategia di bilancio è per lo più basato sulla spesa. In particolare, si prevede che la spesa per i redditi da lavoro dipendente, i beni e i servizi e la spesa in conto capitale non cofinanziata dall'UE diminuiranno in rapporto al PIL. Le minori proiezioni sul disavanzo contenute nella strategia di bilancio rispetto alle previsioni della Commissione derivano da proiezioni macroeconomiche sottostanti più ottimistiche nella strategia di bilancio, nonché dal fatto che quest'ultima non tiene conto dell'impatto fiscale di alcune misure adottate, mentre la prevista moderazione della spesa corrente non è pienamente sostenuta da misure adottate o annunciate in modo credibile e non è pertanto stato possibile tenerne conto pienamente nelle previsioni della Commissione.
            
            
               (8)Nel 2018 il debito pubblico in Romania è stato del 34,7 % del PIL. Secondo le previsioni della Commissione, il debito pubblico aumenterà al 46,6 % del PIL nel 2022, rimanendo pertanto al di sotto del valore di riferimento fissato dal trattato. 
            
            
               (9)Conformemente all'articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1467/97, la correzione del disavanzo eccessivo dovrebbe essere completata nell'anno successivo alla constatazione del disavanzo eccessivo (in questo caso entro il 2021), salvo sussistano circostanze particolari. Il percorso di aggiustamento dovrebbe essere determinato in linea con il regolamento (CE) n. 1467/97, tenendo conto della posizione economica e di bilancio dello Stato membro.
            
            
               (10)Nella situazione attuale, in Romania sussistono tali circostanze particolari. La correzione del disavanzo eccessivo entro il 2021 richiederebbe un aggiustamento di bilancio troppo brusco e comporterebbe una significativa perdita di produzione. Un percorso di aggiustamento più lungo, pur richiedendo comunque sostanziali aggiustamenti annui, avrebbe un impatto più graduale sulla crescita e terrebbe conto del fatto che l'anno fiscale 2020 è già iniziato. Le riforme strutturali perseguite in parallelo con il risanamento del bilancio contribuiranno ad assicurare una correzione duratura del disavanzo eccessivo. Alla luce di quanto precede e tenendo conto della situazione economica e di bilancio della Romania, è giustificato fissare il termine del 2022 per la correzione del disavanzo eccessivo. 
            
         
         
            
               (11)Un percorso di aggiustamento credibile e sostenibile entro detto termine imporrebbe alla Romania di raggiungere un obiettivo di disavanzo pubblico nominale del 3,6 % del PIL nel 2020, 3,4 % nel 2021 e 2,8 % nel 2022, che, sulla base delle previsioni della Commissione, è coerente con un tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta
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                dell'8,2 % nel 2020, 5,5 % nel 2021 e 5,5 % nel 2022. Tale tasso di crescita della spesa netta sarà il principale indicatore utilizzato per valutare lo sforzo fiscale se sarà necessaria un'analisi attenta. Il corrispondente aggiustamento annuo del saldo strutturale è di 0,5 % del PIL nel 2020, 0,8 % nel 2021 e 0,8 % nel 2022. Sulla base delle attuali previsioni, questi obiettivi consentono ancora incrementi annuali della spesa netta reale. Il raggiungimento degli obiettivi richiederà probabilmente un riesame dei cospicui aumenti delle pensioni previsti dalla legge e di altre misure recenti che sono alla base del brusco deterioramento del disavanzo nello scenario di base.
            
            
               (12)Le misure di risanamento del bilancio dovrebbero permettere una correzione duratura, pur essendo allo stesso tempo indirizzate a incrementare la qualità delle finanze pubbliche e a rafforzare il potenziale di crescita dell'economia. 
            
            
               (13)Dal 2016 la Romania ha derogato sistematicamente e ripetutamente alle regole di bilancio contenute nel quadro di bilancio nazionale, rendendole così per lo più inefficaci. È importante che, per il futuro, la Romania garantisca la piena applicazione del quadro di bilancio nazionale.
            
            
               (14)A medio e lungo termine i rischi per la solidità delle finanze pubbliche appaiono elevati, a causa degli elevati disavanzi di bilancio e dei costi dell'invecchiamento. Gli aumenti delle pensioni, adottati nell'estate 2019 e la cui entrata in vigore è prevista per il periodo 2019-2021, incidono in larga misura su tali rischi. Ciò conferma l'urgente necessità di ripristinare pienamente la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche,
            
            
               HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:
            
            
               (1)La Romania dovrebbe far cessare l'attuale situazione di disavanzo eccessivo entro il 2022.
            
            
               (2)La Romania dovrebbe raggiungere un obiettivo di disavanzo pubblico nominale del 3,6 % del PIL nel 2020, 3,4 % nel 2021 e 2,8 % nel 2022, in linea con un tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta dell'8,2 % nel 2020, 5,5 % nel 2021 e 5,5 % nel 2022, corrispondente ad un aggiustamento strutturale annuo dello 0,5 % del PIL nel 2020, 0,8 % nel 2021 e 0,8 % nel 2022.
            
            
               (3)La Romania dovrebbe specificare e attuare rigorosamente le misure necessarie per realizzare la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2022. Le misure di risanamento del bilancio dovrebbero garantire una correzione duratura secondo modalità favorevoli alla crescita. La Romania dovrebbe destinare tutte le entrate straordinarie alla riduzione del disavanzo.
            
            
               (4)Il Consiglio fissa al 15 settembre 2020 il termine entro il quale la Romania deve dare seguito effettivo alla sua raccomandazione e, a norma dell'articolo 3, paragrafo 4 bis, del regolamento (CE) n. 1467/97, riferire in dettaglio sulla strategia di risanamento prospettata per il conseguimento degli obiettivi fissati. In seguito, le autorità rumene dovrebbero riferire sui progressi compiuti nell'attuazione delle presenti raccomandazioni a cadenza almeno semestrale, fino alla correzione del disavanzo eccessivo.
            
            
               Inoltre, le autorità rumene dovrebbero garantire la piena applicazione del quadro di bilancio nazionale. Per garantire il successo della strategia di risanamento del bilancio, sarà importante sostenere tale risanamento anche con ampie riforme strutturali, in linea con le raccomandazioni del Consiglio rivolte alla Romania nell'ambito del semestre europeo, in particolare quelle relative alla procedura per gli squilibri macroeconomici.
            
            
               La Romania è destinataria della presente raccomandazione.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        La spesa pubblica primaria netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell'Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell'Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. La formazione lorda di capitale fisso finanziata a livello nazionale è spalmata su un periodo di quattro anni. Rientrano nel calcolo le misure discrezionali in materia di entrate o gli aumenti delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum per quanto riguarda sia le entrate che la spesa.