CELEX: 61954CJ0001
Language: it
Date: 1954-12-21
Title: Sentenza della Corte del 21 dicembre 1954. # Repubblica francese contro l'Alta Autorità della Comunità europea del Carbone e dell'Acciaio. # Causa 1-54.

Avis juridique important

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61954J0001

SENTENZA DELLA CORTE DEL 21 DICEMBRE 1954.  -  GOVERNO DELLA REPUBBLICA FRANCESE CONTRO L'ALTA AUTORITA'.  -  CAUSA 1/54.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00007 edizione olandese pagina 00007 edizione tedesca pagina 00007 edizione italiana pagina 00007 edizione speciale inglese pagina 00001 edizione speciale danese pagina 00001 edizione speciale greca pagina 00001 edizione speciale portoghese pagina 00001

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . PROCEDURA - RICORSO D' ANNULLAMENTO  ( TRATTATO, ART . 33 )  2 . PREZZO  A ) PUBBLICITA - DISCRIMINAZIONI  ( TRATTATO, ART . 60 )  B ) COMPARABILITA DELLE TRANSAZIONI - NON - DISCRIMINAZIONE - CRITERI  ( TRATTATO, ARTT . 4 E 60 N . 1 )  C ) PUBBLICITA - REGIME - NATURA DEI PREZZI PUBBLICATI  ( TRATTATO, ART . 60 N . 2 )  D ) PUBBLICITA - REGIME - POTERE REGOLAMENTARE DELL' ALTA AUTORITA - LIMITI  ( TRATTATO, ART . 60 N . 2 )  E ) PUBBLICITA - REGIME - ESTENSIONE (" MISURA ") DELLA PUBBLICITA  ( TRATTATO, ART . 60 N . 2 )  F ) PUBBLICITA - REGIME - NON-DISCRIMINAZIONE - CONTROLLO - INFORMAZIONI  ( TRATTATO, ARTT . 47, 60 N . 2 )  G ) PUBBLICITA - REGIME - NON-DISCRIMINAZIONE - POTERE REGOLAMENTARE DELL' ALTA AUTORITA - OBBIETTIVI GENERALI DEL TRATTATO  ( TRATTATO, ARTT . 60, 61 E 65 )  3 . SVIAMENTO DI POTERE  ( TRATTATO, ART . 33 )  

Massima

1 . E' LEGITTIMA LA PRESENTAZIONE DI UN UNICO RICORSO CUMULATIVO PER IMPUGNARE VARIE DECISIONI FRA LORO CONNESSE .  2 . A ) IL TRATTATO NON PREVEDE CHE QUALSIASI INFRAZIONE ALLE REGOLE SULLA PUBBLICAZIONE DEI PREZZI COSTITUISCA IN PARI TEMPO UNA DELLE PRATICHE VIETATE DALL' ART . 60 N . 1 .  B ) LA MANCANZA DI QUALSIASI PRECISA DEFINIZIONE DATA DALL' ALTA AUTORITA PER LE TRANSAZIONI COMPARABILI E PER LE TRANSAZIONI SINGOLARI, NON SVUOTA DI OGNI CONTENUTO IL CONCETTO DI DISCRIMINAZIONE . LA COMPARABILITA - COME LA SINGOLARITA - D' UNA TRANSAZIONE PUO' ESSER VALUTATA SOLTANTO IN BASE ALLA SITUAZIONE DEL MERCATO .  C ) NESSUNA DEROGA E CONSENTITA ALL' OBBLIGO DI RENDERE PUBBLICI I LISTINI DEI PREZZI E DELLE CONDIZIONI DI VENDITA . IL LISTINO DEVE ESSERE EMESSO PRIMA DI POTER EFFETTUARE QUALSIASI VENDITA SUL MERCATO COMUNE . IL TRATTATO PRESCRIVE LA PUBBLICAZIONE DEI PREZZI ESATTI . NON BASTA SI PUBBLICHINO PREZZI MEDI O APPROSSIMATIVI .  D ) IL POTERE ATTRIBUITO ALL' ALTA AUTORITA DALL' INCISO CONTENUTO NELL' ART . 60 N . 2 " NELLA MISURA E NELLE FORME PRESCRITTE DALL' ALTA AUTORITA " AUTORIZZA L' ALTA AUTORITA A PRESCRIVERE LA MISURA, CIOE L' ESTENSIONE DELLE PUBBLICAZIONI, PER STABILIRNE LE MODALITA . ESSO NON CONSENTE INVECE DI INTRODURRE UN SISTEMA CHE PREVEDA DEGLI SCARTI MEDII RISPETTO AI PREZZI PUBBLICATI, SISTEMA, QUESTO, CHE CONDURREBBE AD AUTORIZZARE LA NON-OSSERVANZA DEI LISTINI PUBBLICATI .  E ) NON E SUFFICIENTE SIA GARANTITO L' INVIO DEI LISTINI ALL' ALTA AUTORITA; QUEST' ULTIMA DEVE CURARE CHE I LISTINI SIANO MESSI A DISPOSIZIONE DEL PUBBLICO IN GENERALE .  F ) IL SISTEMA DI INFORMAZIONI PREVISTO DALL' ART . 47 DEL TRATTATO PUO' ESSERE LEGITTIMAMENTE UTILIZZATO PER ASSICURARE, FRA L' ALTRO, IL CONTROLLO DELL' OSSERVANZA DELLE REGOLE DI NON-DISCRIMINAZIONE E DI PUBBLICITA DEI LISTINI .  G ) L' ALTA AUTORITA QUANDO EMANA I PROVVEDIMENTI NECESSARI PER L' APPLICAZIONE DELL' ART . 60, NON HA SOLTANTO LA FACOLTA MA L' OBBLIGO DI TENER PRESENTI TUTTI GLI OBBIETTIVI INDICATI NEGLI ARTT . 2, 3, 4, DEL TRATTATO, QUALI IL FAVORIRE LO STABILIRSI DEI PREZZI AL LIVELLO PIU BASSO E LA LOTTA CONTRO LE INTESE VIETATE . PERTANTO, PER RAGGIUNGERE QUESTI SCOPI, ESSA NON HA DA VALERSI SOLTANTO DEI MEZZI PREVISTI NEGLI ARTT . 61 E 65 DEL TRATTATO .  3 . OVE UNA DECISIONE PERSEGUA VARI SCOPI, ANCORCHE UN MOTIVO NON LEGITTIMO SI SIA AGGIUNTO AI MOTIVI LEGITTIMI, LA DECISIONE NON E PER CIO' SOLO INFICIATA DA SVIAMENTO DI POTERE, DAL MOMENTO CHE NON TRASCURA LO SCOPO ESSENZIALE .  

Parti

NELLA CAUSA  TRA  IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA FRANCESE,  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO,  PRESSO LA LEGAZIONE DI FRANCIA, PARTE RICORRENTE,  RAPPRESENTATO DAL SIG . PAUL REUTER,  PROFESSORE ALLA FACOLTA DI GIURISPRUDENZA DI PARIGI,  CONSULENTE GIURIDICO DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, PARIGI, IN QUALITA DI AGENTE,  E  L' ALTA AUTORITA' DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO,  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO,  PRESSO I PROPRI UFFICI, PLACE DE METZ 2, PARTE CONVENUTA,  RAPPRESENTATA DAL SIG . MICHEL GAUDET,  CONSULENTE GIURIDICO PRESSO L' ALTA AUTORITA, IN QUALITA DI AGENTE,  ED ASSISTITA DALL' AVV . JEAN COUTARD,  PATROCINANTE PRESSO IL CONSIGLIO DI STATO E LA CORTE DI CASSAZIONE, PARIGI,  

Oggetto della causa

CAUSA CHE HA PER OGGETTO L' ANNULLAMENTO DELLE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA N . 1-54, 2-54 E 3-54 DEL 7 GENNAIO 1954; 

Motivazione della sentenza

PER STATUIRE NELLA PRESENTE CAUSA, LA CORTE OSSERVA QUANTO APPRESSO :  1 . SULLA RICEVIBILITA DEL RICORSO  NESSUNA ECCEZIONE DI NON RICEVIBILITA E STATA SOLLEVATA . LA CORTE, RITIENE CHE NELLA SPECIE NON VI SIA LUOGO DI ESAMINARE D' UFFICIO TALE QUESTIONE .  LA CORTE CONSENTENDO SU QUESTO PUNTO CON L' AVVOCATO GENERALE, RITIENE LEGITTIMA LA PRESENTAZIONE DI UN UNICO RICORSO CUMULATIVO PER L' ANNULLAMENTO DELLE TRE DECISIONI; ESSA ESAMINERA PERTANTO GLI ARGOMENTI ADDOTTI IN QUANTO, A SUO AVVISO, SI RIFERISCONO A CIASCUNA DELLE TRE DECISIONI .  2 . NEL MERITO  LA PARTE RICORRENTE IMPUGNA LE DECISIONI N . 1-54, 2-54 E 3-54 INVOCANDO I MEZZI DI VIOLAZIONE DEL TRATTATO E DI SVIAMENTO DI POTERE .  A - IL MEZZO DI VIOLAZIONE DEL TRATTATO  I ) RELATIVAMENTE ALLA DECISIONE N . 1-54  1 ) LA DECISIONE N . 1-54 ISTITUISCE UNA NETTA DISTINZIONE FRA LA PUBBLICITA E LA DISCRIMINAZIONE, CREANDO CON CIO' DUE SPECIE DI TRASGRESSIONI E CIOE, DA UNA PARTE, QUELLA DI DISCRIMINAZIONE, E DALL' ALTRA, L' INFRAZIONE ALLE REGOLE SULLA PUBBLICITA DEI PREZZI . ORA, PUR RICONOSCENDO CHE FRA LE DISPOSIZIONI DEL N . 1 E QUELLE DEL N . 2 DELL' ART . 60, ESISTE UN LEGAME QUANTO ALLE LORO FINALITA, LA CORTE NON RAVVISA ALCUNA VIOLAZIONE DEL TRATTATO NELLA SUDDETTA DISTINZIONE . IL TRATTATO, INFATTI, NON PREVEDE IN ALCUNA SUA NORMA CHE QUALSIASI INFRAZIONE ALLE REGOLE SULLA PUBBLICAZIONE DEI PREZZI COSTITUISCA IN PARI TEMPO UNA PRATICA VIETATA . PER QUANTO RIGUARDA PIU SPECIFICAMENTE IL DIVIETO DI PRATICHE DISCRIMINATORIE, NON E CONTESTABILE CHE L' APPLICAZIONE DA PARTE D' UNA IMPRESA D' UNO SCARTO DI QUALSIVOGLIA AMPIEZZA, RISPETTO AI PREZZI ED ALLE CONDIZIONI PREVISTI DAL SUO LISTINO, NON COSTITUISCA UNA DISCRIMINAZIONE, QUALORA TRATTISI D' UNA TRANSAZIONE SINGOLARE O QUALORA UN UGUALE SCARTO VENGA APPLICATO IN TUTTE LE TRANSAZIONI COMPARABILI . SU QUESTO PUNTO PERTANTO LA DECISIONE N . 1-54 E ADERENTE AL TRATTATO . SI POTREBBE ANZI OBBIETTARE CHE LA DECISIONE N . 30-53 ERA CRITICABILE IN QUANTO DICHIARAVA DISCRIMINATORIE DELLE TRANSAZIONI LE QUALI EFFETTIVAMENTE NON LO ERANO, SENZA ESPRESSAMENTE CONSENTIRE LA PROVA CONTRARIA .  NON RISULTA FONDATO NEPPURE L' APPUNTO CHE LA MANCANZA DI QUALSIASI PRECISA DEFINIZIONE DELLE TRANSAZIONI COMPARABILI E DELLE TRANSAZIONI SINGOLARI, APRA LA VIA ALLE DISCRIMINAZIONI, LE FACILITI INVECE DI COMBATTERLE E SVUOTI DI OGNI CONTENUTO IL CONCETTO DI PRATICA DISCRIMINATORIA . E' VERO CHE IL VECCHIO SISTEMA CHE IMPONEVA LA RIGIDA OSSERVANZA DEI PREZZI PUBBLICATI, SEMBRAVA AVER VOLUTO ESCLUDERE QUALSIASI DISCRIMINAZIONE, SALVO I CASI IN CUI UN' IMPRESA CONTRAVVENGA SCIENTEMENTE AI SUOI OBBLIGHI; COL NUOVO SISTEMA INVECE, PUO', IN TEORIA, AVVENIRE CHE UN' IMPRESA FACCIA IN BUONA FEDE UNA DISCRIMINAZIONE, RITENENDO PER ERRORE CHE SI TRATTI DI UNA TRANSAZIONE NON COMPARABILE O D' UNA TRANSAZIONE SINGOLARE; IL NUOVO SISTEMA INFATTI SI RIMETTE ALLE IMPRESE STESSE PER VALUTARE IL CARATTERE SINGOLARE O LA NON COMPARABILITA DELLE TRANSAZIONI . TUTTAVIA, LA DECISIONE N . 1-54 PONE A CARICO DELLE IMPRESE L' ONERE DELLA PROVA; SE QUESTE NON SONO IN GRADO DI COMPROVARE IL CARATTERE SINGOLARE O LA NON COMPARABILITA DELLA TRANSAZIONE, ESSE RISPONDERANNO DEL LORO ERRORE ED ANDRANNO INCONTRO ALLE SANZIONI PREVISTE DALL' ART . 64 . BISOGNA INFINE RICONOSCERE CHE I CONCETTI DI TRANSAZIONE SINGOLARE O NON COMPARABILE, MALE SI PRESTANO AD UNA DEFINIZIONE IN ASTRATTO . PUO' DARSI INFATTI CHE TRANSAZIONI CONCLUSE AD UNA SOLA GIORNATA DI INTERVALLO L' UNA DALL' ALTRA, SIANO NON COMPARABILI OVE NEL FRATTEMPO IL MERCATO SIA COMPLETAMENTE MUTATO; D' ALTRA PARTE, PUO' DARSI CHE DUE TRANSAZIONI SIANO COMPARABILI BENCHE CONCLUSE A DISTANZA DI VARIE SETTIMANE QUALORA, IN DETTO INTERVALLO DI TEMPO, IL MERCATO SIA RIMASTO STABILE . LA COMPARABILITA NON PUO' QUINDI ESSERE VALUTATA CHE IN BASE ALLA SITUAZIONE DEL MERCATO; DEL PARI, IL CARATTERE SINGOLARE DI UNA TRANSAZIONE PUO' ESERE ACCERTATO SOLO TENENDO CONTO DELLE PARTICOLARI CIRCOSTANZE IN CUI ESSA E STATA CONCLUSA . I DUE CARATTERI - COMPARABILITA E SINGOLARITA - POSSONO ESSERE OBBIETTIVAMENTE CONSTATATI DALLE IMPRESE E DALL' ALTA AUTORITA, PER MODO CHE IL SISTEMA IMPUGNATO NON SVUOTA AFFATTO DEL SUO CONTENUTO IL CONCETTO DI DISCRIMINAZIONE; TALE SISTEMA, AL CONTRARIO, PERMETTE DI COMBATTERE QUALSIASI PRATICA DISCRIMINATORIA . DA CIO' SI EVINCE ANCHE CHE E PRIVO DI FONDAMENTO L' ARGOMENTO INVOCATO DALLA PARTE RICORRENTE SECONDO IL QUALE SOLTANTO PER LE TRANSAZIONI SIMULTANEE PERMARREBBE L' OBBLIGO DELL' OSSERVANZA DI IDENTICI PREZZI E CONDIZIONI DI VENDITA .  2 ) LA DECISIONE N . 1-54 NON FA VENIR MENO L' OBBLIGO DELLA PUBBLICAZIONE; ESSA, AL CONTRARIO, LO MANTIENE ESPLICITAMENTE . NON E PERTANTO FONDATA L' OBBIEZIONE CHE LA DECISIONE LEDA LE NORME RELATIVE ALLA PUBBLICITA DEI PREZZI E CHE ESSA INTACCHI IL PRINCIPIO DELLA PUBBLICITA QUALE MEZZO DESTINATO AD IMPEDIRE LE PRATICHE VIETATE . LA CORTE VEDRA AL MOMENTO DELL' ESAME DELLA DECISIONE N . 2-54, SE IL FATTO DI PERMETTERE SCARTI E DI DISPENSARE ENTRO CERTI LIMITI LE IMPRESE DA UNA NUOVA PUBBLICAZIONE, SIA CONFORME AL TRATTATO; TALE FATTO NON PUO' IN OGNI CASO ESSERE OPPOSTO CONTRO LA DECISIONE N . 1-54 LA QUALE NON MUTA IN NULLA IL PRINCIPIO DELLA PUBBLICITA .  3 ) LA DECISIONE N . 1-54 NON SOPPRIME AFFATTO LE SANZIONI PREVISTE PER LE DISCRIMINAZIONI . SE DELLE TRANSAZIONI COMPARABILI SIANO CONCLUSE A PREZZO DIVERSO E A DIVERSE CONDIZIONI DI VENDITA, LE SANZIONI PREVISTE ALL' ART . 64 RIMANGONO SEMPRE APPLICABILI, SALVO CHE SI TRATTI DI TRANSAZIONI SINGOLARI, IL CHE ESCLUDE OGNI DISCRIMINAZIONE .  E', INFINE, PRIVO DI FONDAMENTO L' ARGOMENTO DELLA PARTE RICORRENTE, SECONDO IL QUALE LA DECISIONE N . 1-54, INVECE DI DEFINIRE LE PRATICHE VIETATE, NE RENDEREBBE, IN FATTO, LECITE ALCUNE CHE ERANO ILLECITE SECONDO IL PRECEDENTE REGIME . E' STATO ILLUSTRATO PIU SOPRA CHE LA DECISIONE N . 1-54 DISTINGUENDO LE REGOLE DI NON-DISCRIMINAZIONE DALLE PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA PUBBLICITA, CONTIENE UNA NUOVA DEFINIZIONE DELLE PRATICHE VIETATE . SE, IN VIRTU DELLA NUOVA DEFINIZIONE, PRATICHE CHE IN PRECEDENZA ERANO VIETATE, CIOE GLI SCARTI DAI PREZZI PUBBLICATI, SONO D' ORA INNANZI AMMESSE E D' ALTRONDE PRESCRITTO CHE TALI SCARTI DEVONO ESSERE UNIFORMEMENTE APPLICATI IN TUTTE LE TRANSAZIONI COMPARABILI, SALVO NELLE TRANSAZIONI SINGOLARI CHE NON POSSONO DAR LUOGO A DISCRIMINAZIONI . IL PRINCIPIO DEL DIVIETO DI OGNI PRATICA DISCRIMINATORIA E DUNQUE RIGOROSAMENTE OSSERVATO; LA DECISIONE N . 1-54 PUR ABBANDONANDO IL PRECEDENTE SISTEMA AUTOMATICO SI MANTIENE NELL' AMBITO DI UNA DEFINIZIONE DELLE PRATICHE VIETATE .  PER QUESTI MOTIVI, LA DECISIONE N . 1-54 NON VIOLA IL TRATTATO; IN CONSEGUENZA, LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO DI QUESTA DECISIONE, IN QUANTO FONDATA SULLA CENSURA DI VIOLAZIONE DEL TRATTATO, DEV' ESSERE RESPINTA .  II ) RELATIVAMENTE ALLA DECISIONE N . 2-54  A GIUDIZIO DELLA CORTE, L' ART . 1 DELLA DECISIONE N . 2-54 E INCOMPATIBILE CON IL TRATTATO NELLA MISURA IN CUI ESSO PERMETTE ALLE IMPRESE DI PRATICARE UNO SCARTO MEDIO IN PIU O IN MENO, FRA I PREZZI EFFETTIVAMENTE APPLICATI E I PREZZI PUBBLICATI, SENZA PREVENTIVA PUBBLICAZIONE DELLE MODIFICHE AI LISTINI . TALE VIOLAZIONE DEL TRATTATO EMERGE DALLE SEGUENTI CONSIDERAZIONI :  1 ) PRIMA DI INTERPRETARE DETTAGLIATAMENTE IL N . 2 DELL' ART . 60 DEL TRATTATO, E OPPORTUNO ESAMINARE GLI SCOPI CHE L' ALTA AUTORITA HA IL DOVERE DI PERSEGUIRE QUANDO DEFINISCE LE PRATICHE VIETATE E QUANDO EMANA REGOLE SULLA PUBBLICITA DEI PREZZI E DELLE CONDIZIONI DI VENDITA .  A ) GLI ARTT . 2, 3 E 4 DEL TRATTATO, RICHIAMATI ALL' INIZIO DEL N . 1 DELL' ART . 60, RAPPRESENTANO LE DISPOSIZIONI FONDAMENTALI CHE ISTITUISCONO IL MERCATO COMUNE ED ENUNCIANO I COMUNI OBBIETTIVI DELLA COMUNITA . LA LORO IMPORTANZA SI EVINCE CHIARAMENTE DALL' ART . 95 . IL TRATTATO, NELL' AUTORIZZARE L' ALTA AUTORITA A DEFINIRE LE PRATICHE VIETATE, LE IMPONE DI TENER CONTO DI TUTTI GLI SCOPI INDICATI NEGLI ARTT . 2, 3 E 4 . CIO' EMERGE DALLO ESPRESSO RICHIAMO CHE ALL' INIZIO DELL' ART . 60 VIENE FATTO AI PREDETTI ARTICOLI . L' ALTA AUTORITA QUINDI NON HA SOLTANTO LA FACOLTA MA L' OBBLIGO DI TENER PRESENTE, QUANDO DEFINISCE LE PRATICHE VIETATE, LA LOTTA CONTRO LE INTESE FRA PRODUTTORI E LA CURA DI FAVORIRE LO STABILIRSI DEI PREZZI AL LIVELLO PIU BASSO NELLE CONDIZIONI PREVISTE DALL' ART . 3 DEL TRATTATO, COME PURE LA LOTTA CONTRO LE PRATICHE SLEALI DI CONCORRENZA E CONTRO LE PRATICHE DISCRIMINATORIE . PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE NON PUO' ACCOGLIERE LA TESI CHE LA PARTE RICORRENTE HA SOSTENUTA E SECONDO LA QUALE L' ART . 60 CONCERNEREBBE SOLTANTO LA LOTTA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI, MENTRE LA LOTTA CONTRO LE INTESE SAREBBE DISCIPLINATA UNICAMENTE DALL' ART . 65 E CIO' CHE ATTIENE AL RIBASSO DEI PREZZI SAREBBE PREVISTO DALL' ART . 61 . E' BEN VERO CHE GLI ARTT . 61 E 65 DEL TRATTATO CONFERISCONO ALL' ALTA AUTORITA MEZZI DI AZIONE DIRETTA CONTRO LE INTESE E CONTRO IL RIALZO DEI PREZZI, MA SI EVINCE PURE DAL TRATTATO ( FRA L' ALTRO DALL' ART . 57 CHE CONCERNE IL CAMPO DELLA PRODUZIONE ) CHE L' ALTA AUTORITA, PRIMA DI VALERSI DEI MEZZI DI AZIONE DIRETTA, DEVE RICORRERE, DI PREFERENZA " AI MODI DI AZIONE INDIRETTA CHE SONO A SUA DISPOSIZIONE ". E' COSI' CHE L' ALTA AUTORITA PUO' USARE DEL SUO POTERE DI DEFINIRE LE PRATICHE VIETATE IN MATERIA DI PREZZI, AL FINE DI PREVENIRE LE PRATICHE IN CONTRASTO CON UNO QUALSIASI DEGLI SCOPI INDICATI NELL' ART . 60 . D' ALTRA PARTE, SI EVINCE DALL' ESPRESSIONE " NOTAMMENT " ( ART . 60, IA PARTE ), CHE L' ART . 60 RIGUARDA PRINCIPALMENTE LE PRATICHE SLEALI DI CONCORRENZA E LE PRATICHE DISCRIMINATORIE .  B ) PER QUANTO PIU SPECIFICAMENTE RIGUARDA LA FUNZIONE CHE IL TRATTATO ATTRIBUISCE ALLA PUBBLICAZIONE DEI LISTINI, LA CORTE, D' ACCORDO SU QUESTO PUNTO CON L' AVVOCATO GENERALE, RILEVA CHE LA PUBBLICITA OBBLIGATORIA E PREVISTA DAL TRATTATO ALLO SCOPO DI RAGGIUNGERE I TRE SEGUENTI OBBIETTIVI :  1 ) IMPEDIRE, PER QUANTO POSSIBILE, LE PRATICHE VIETATE;  2 ) PERMETTERE AGLI ACQUIRENTI DI TENERSI ESATTAMENTE INFORMATI DEI PREZZI E DI PARTECIPARE PURE ALLA VIGILANZA SULLE DISCRIMINAZIONI;  3 ) PERMETTERE ALLE IMPRESE DI CONOSCERE ESATTAMENTE I PREZZI PRATICATI DAI CONCORRENTI, PER DARE AD ESSE LA POSSIBILITA DI ALLINEARVISI .  SE LA PUBBLICITA E PREVISTA PER IL CONSEGUIMENTO DEGLI OBBIETTIVI SOVRACITATI, IL TRATTATO NON LA CONSIDERA SUFFICIENTE A GARANTIRE CHE TALI OBBIETTIVI SIANO EFFETTIVAMENTE RAGGIUNTI; LA PUBBLICITA NON E CHE UNO DEI MEZZI PRESCRITTI DAL TRATTATO .  LA PUBBLICAZIONE DEI LISTINI E DI DIRITTO PUBBLICO, NON ESSENDO STATI DISCIPLINATI DAL TRATTATO GLI EFFETTI DI DIRITTO PRIVATO . TUTTAVIA, TALE CARATTERE DI DIRITTO PUBBLICO CHE L' AVVOCATO GENERALE, A GIUSTO TITOLO, HA MESSO IN EVIDENZA, NON CONTRASTA CON LA TESI DEL GOVERNO RICORRENTE SECONDO LA QUALE LA PUBBLICAZIONE DEI LISTINI DEV' ESSERE PRODUTTIVA ANCHE DI EFFETTI GIURIDICI NEI CONFRONTI DEI TERZI, CIOE NEI CONFRONTI DELLE IMPRESE CHE INTENDONO ALLINERASI SUI PREZZI DEI CONCORRENTI . PER TALE EFFETTO, INERENTE ALLA PUBBLICAZIONE DEI LISTINI, QUESTA SI DISTINGUE DALLE SEMPLICI INFORMAZIONI CHE L' ALTA AUTORITA RACCOGLIE AI SENSI DELL' ART . 47 E DALLA PUBBLICAZIONE DEI DATI STATISTICI RIUNITI DALL' ALTA AUTORITA AI SENSI DELL' ART . 46 . SE LA PUBBLICAZIONE NON FOSSE DESTINATA AD INFORMARE IL PUBBLICO IN GENERALE, NON SI SPIEGHEREBBE PERCHE IL TRATTATO NON SI E LIMITATO A DISPORRE " CHE I LISTINI DEVONO ESSERE COMUNICATI ALL' ALTA AUTORITA ".  2 ) L' ART . 60, N . 1 VIETA DIRETTAMENTE E IMPERATIVAMENTE TALUNE PRATICHE; L' ALTA AUTORITA HA IL POTERE DI DEFINIRLE MA NON PUO' DEROGARE AL PRINCIPIO DELLA LORO INTERDIZIONE .  IL N . 2 DELL' ART . 60 PREVEDE LA PUBBLICAZIONE OBBLIGATORIA DEI LISTINI " AUX FINS ENONCEES CI-DESSUS ". TALE ESPRESSIONE DIMOSTRA CHIARAMENTE IL CARATTERE STRUMENTALE DELLE SUSSEGUENTI NORME SULLA PUBBLICITA DEI PREZZI . QUESTA E IMPERATIVAMENTE SANCITA; E CONSIDERATA QUALE MEZZO IDONEO PER RAGGIUNGERE GLI SCOPI INDICATI AL N . 1 . SI TRATTA DUNQUE SOLTANTO DI UN MEZZO, MA DI UN MEZZO TASSATIVAMENTE PRESCRITTO DAL TRATTATO, E NON GIA DI UN MEZZO CUI SI POSSA SOSTITUIRE UN ALTRO QUALSIASI, EVENTUALMENTE ATTO A CONSEGUIRE GLI STESSI RISULTATI .  QUESTO CARATTERE OBBLIGATORIO DELLA PUBBLICAZIONE DEI LISTINI EMERGE ANCHE DALL' ESPRESSIONE " DEVONO ESSERE RESI PUBBLICI ". LA CORTE E COSI' INDOTTA AD INTERPRETARE L' OBBLIGO DI RENDERE PUBBLICI I LISTINI DEI PREZZI E DELLE CONDIZIONI DI VENDITA, NEL SENSO DI UNA REGOLA DI STRETTO DIRITTO, ALLA QUALE NESSUNA DEROGA E CONSENTITA; L' OBBLIGO E INTERO E DEVE ESSERE INTEGRALMENTE RISPETTATO .  LA CORTE NON ACCEDE ALL' OPINIONE DELLA PARTE CONVENUTA SECONDO CUI L' ESPRESSIONE " ESSERE RESI PUBBLICI " SAREBBE MENO FORTE DI QUANTO POTREBBE ESSERLO L' ESPRESSIONE " ESSERE PUBBLICATI " OVE IL TRATTATO L' AVESSE USATA . INFATTI, NEI DUE ULTIMI COMMI DELL' ART . 46 IL TRATTATO USA QUESTE DUE ESPRESSIONI COME EQUIVALENTI . LA PUBBLICAZIONE DEV' ESSERE COMUNQUE FATTA IN MODO CHE TUTTI GLI INTERESSATI AL MERCATO ( EVENTUALI FUTURI ACQUIRENTI E CONCORRENTI ) POSSANO CONOSCERE I PREZZI; SOLTANTO UNA PUBBLICITA DI TAL GENERE E CONFORME AGLI SCOPI IN VISTA DEI QUALI E STATA PRESCRITTA .  3 ) IL N . 2 A ) NON PREVEDE ESPLICITAMENTE IN QUALE MOMENTO I LISTINI DEI PREZZI E DELLE CONDIZIONI DI VENDITA DEVONO ESSERE PUBBLICATI . BASTA PERO' LEGGERE IL N . 2 B ) CHE RIGUARDA I MODI DI QUOTAZIONE, PER INTENDERE CHE IL LISTINO DEVE ESSERE EMESSO PRIMA DI POTER EFFETTUARE QUALSIASI VENDITA SUL MERCATO COMUNE .  INFATTI, ALLA LETTERA B ) DEL N . 2 DELL' ART . 60 VIENE PRECISATO CHE I MODI DI QUOTAZIONE APPLICATI NON DEVONO AVERE L' EFFETTO DI PRODURRE NEI PREZZI PRATICATI, DELLE MAGGIORAZIONI RISPETTO AL PREZZO " PREVISTO DAL LISTINO " - DA CIO' RISULTA ANCORA CONFERMATO CHE I LISTINI DEVONO CONTENERE UNA DISTINTA DEI PREZZI DELL' OFFERTA DI VENDITA IN MODO DA CONSENTIRE IL CALCOLO ESATTO PER OGNI TRANSAZIONE LECITA E CHE I LISTINI DEVONO ESSERE PUBBLICATI PREVIAMENTE ALLA LORO APPLICAZIONE .  PER DI PIU IL PARAGRAFO 30 N . 2 DELLA CONVENZIONE RELATIVA ALLE DISPOSIZIONI TRANSITORIE, DISPONE CHE I PREZZI PRATICATI DALLE IMPRESE, PER LE VENDITE D' ACCIAIO SUL MERCATO ITALIANO, NON POTRANNO ESSERE INFERIORI AI PREZZI INDICATI DAI LISTINI, PER TRANSAZIONI COMPARABILI . TALE DISPOSIZIONE CONFERMA CHE IL LISTINO NON E CHE UNA DISTINTA DEI PREZZI DELL' OFFERTA CHE PRECEDE LA CONCLUSIONE DI QUALSIASI CONTRATTO DI VENDITA .  IL TRATTATO E D' ALTRONDE MOLTO CHIARO NEL SUO TESTO IN QUANTO CITA " LES BAREMES " E NON GIA " DES BAREMES ". I LISTINI DI CUI SI TRATTA NON SONO DEI DOCUMENTI PREVISTI SOLTANTO DAL TRATTATO E CREATI APPOSITAMENTE IN VISTA DEGLI SCOPI CHE IL TRATTATO SI PREFIGGE BENSI' DOCUMENTI DI UN GENERE GIA CONSACRATO DAGLI USI COMMERCIALI PREESISTENTI I QUALI, SECONDO TALI USI, HANNO SEMPRE IL CARATTERE DI UN' OFFERTA DI CONTRATTARE SULLA BASE DEL PREZZO CHE ENUNCIANO, BENCHE CIO' POSSA ESSERE, A SECONDA DEI CASI, IN VIA GENERALE O PROVVISORIA .  SEBBENE IL TRATTATO ASSEGNI LORO DEI FINI D' INTERESSE PUBBLICO RICONOSCIUTI DALLE SUE DISPOSIZIONI, I LISTINI NON PERDONO IL CARATTERE DI UN' OFFERTA DI VENDITA . NON VI PUO' ESSERE DUBBIO CHE IL TERMINE " LISTINO " CONSERVI SECONDO IL TRATTATO, IL SUO USUALE SIGNIFICATO E CHE CONTENGA I PREZZI AI QUALI LE IMPRESE SI DICHIARANO PRONTE A VENDERE I LORO PRODOTTI .  TALE INTERPRETAZIONE, E SU QUESTO PUNTO LA CORTE ADERISCE ALLA TESI DELL' AVVOCATO GENERALE, E ANCORA CONFERMATA DALLA CIRCOSTANZA CHE IL TESTO DELL' ART . 60 N . 2 FA DISTINZIONE FRA PREZZI APPLICATI E PREZZI PRATICATI DATO CHE NELL' ART . 60 N . 2 B ) L' ESPRESSIONE " PREZZI PRATICATI " DESIGNA I PREZZI AI QUALI LE TRANSAZIONI SONO EFFETTIVAMENTE CONCLUSE . NE CONSEGUE QUINDI, CHE L' ESPRESSIONE " PREZZI APPLICATI " DESIGNA I PREZZI DELL' OFFERTA DEI VENDITORI QUANTUNQUE TALE ESPRESSIONE SAREBBE STATA PIU CHIARA SE IL TRATTATO AVESSE USATO PIUTTOSTO LE PAROLE " PREZZI DA APPLICARE ".  SEMBRA, DEL RESTO, CHE L' ALTA AUTORITA ABBIA SEMPRE INTERPRETATO IL TRATTATO IN TAL SENSO, TANTO NELLE DECISIONI PRECEDENTI QUANTO NELLA DECISIONE N . 2-54 PERCHE E DETTO NELL' ART . 4 DELLA DECISIONE N . 31-53, COME PURE NELL' ART . 3 DELLA DECISIONE N . 2-54, CHE I LISTINI DEI PREZZI E DELLE CONDIZIONI DI VENDITA SONO APPLICABILI " SOLTANTO ALLO SCADERE DEL QUINTO GIORNO UTILE DOPO L' INVIO DEGLI ESEMPLARI A STAMPA ALL' ALTA AUTORITA " ( UN GIORNO SOLO IN VIRTU DELL' ART . 3 DELLA DECISIONE N . 2-54 ).  EMERGE PUR DAI CONSIDERANDI CHE PRECEDONO LA DECISIONE N . 2-54 CHE L' ALTA AUTORITA STESSA PARTE DAL CONCETTO D' UNA PUBBLICAZIONE PREVENTIVA DEI LISTINI . DOPO CHE NEL SECONDO CONSIDERANDO SI E DETTO CHE I LISTINI DEVONO ESPRIMERE IL LIVELLO DEI PREZZI CHIARAMENTE DETERMINATO DAL MERCATO, IL TERZO CONSIDERANDO CONTEMPLA ALCUNE AGEVOLAZIONI CHE SI VOGLIONO CONCEDERE ALLE IMPRESE ED A TALI AGEVOLAZIONI, NEL QUARTO CONSIDERANDO, SE NE AGGIUNGE UNA ULTERIORE CHE CONSISTE NEL RIDURRE AL MINIMO IL TERMINE PER L' APPLICAZIONE DEI NUOVI LISTINI; ORBENE, SAREBBE VERAMENTE DIFFICILE RAVVISARE IN CIO' UNA AGEVOLAZIONE SE I LISTINI DOVESSERO RISPECCHIARE " EX POST " L' EVOLUZIONE DEL MERCATO . VI SI PUO' SCORGERE UN' AGEVOLAZIONE SOLTANTO OVE SI AMMETTA LA TESI DELLA PUBBLICAZIONE PREVENTIVA POICHE SOLTANTO IN TAL CASO LE IMPRESE AVREBBERO INTERESSE A NON DOVER ATTENDERE DIVERSI GIORNI PRIMA DI POTER CONCLUDERE DELLE VENDITE SULLA BASE DEI NUOVI PREZZI .  SI DEVE PERTANTO RITENERE CHE LA PUBBLICAZIONE DEI LISTINI DEVE OBBLIGATORIAMENTE ESSERE FATTA PRIMA CHE LE IMPRESE POSSANO APPLICARE I NUOVI PREZZI .  RISULTA INOLTRE DA QUANTO PRECEDE CHE LA PAROLA " LISTINO " INDICA SEMPRE I LISTINI PUBBLICATI . SU QUESTO PUNTO PURE LA CORTE ADERISCE ALL' OPINIONE DELL' AVVOCATO GENERALE . NON PUO' VENIR ACCOLTA LA TESI AFFACCIATA DALLA PARTE CONVENUTA SECONDO CUI IL TERMINE " LISTINO " DOVREBBE ESSERE INTESO IN SENSO INDIFFERENTE A QUESTO RIGUARDO .  4 ) UNA VOLTA CONSTATATO CHE I LISTINI DEI PREZZI E DELLE CONDIZIONI DI VENDITA DEVONO VENIR PUBBLICATI PRIMA DI POTER ESSERE APPLICATI NEL MERCATO COMUNE, RIMANE DA DECIDERE SE IL TRATTATO IMPONGA LA PUBBLICAZIONE DEI PREZZI ESATTI O SE BASTI PUBBLICARE DEI PREZZI MEDI OD APPROSSIMATIVI . ORBENE NON E DUBBIO CHE IL TRATTATO PRESCRIVA LA PUBBLICAZIONE DEI PREZZI ESATTI SOTTO FORMA DI LISTINI . CIO' SI RICAVA DAGLI SCOPI IN VISTA DEI QUALI E STATO POSTO IL PRINCIPIO DELLA PUBBLICAZIONE DEI PREZZI; CHE GLI ACQUIRENTI SIANO INFORMATI DEI PREZZI PUO' AVERE PER ESSI UN' UTILITA SOLO SE VENGANO INFORMATI DEI PREZZI ESATTI IN BASE AI QUALI POSSONO ACQUISTARE . LA PUBBLICAZIONE DEVE DEL PARI PERMETTERE L' ALLINEAMENTO E QUESTO DEVE EFFETTUARSI SUI PREZZI ESATTI DEL CONCORRENTE . L' ALLINEAMENTO E UN DIRITTO CHE IL TRATTATO RICONOSCE ALLE IMPRESE E NON UNA FACOLTA DI CUI LE IMPRESE POSSONO VALERSI SOLTANTO SE RIESCANO A CONOSCERE I PREZZI PRATICATI DAI CONCORRENTI PER ALTRE VIE PIU O MENO FORTUITE .  SE DUNQUE IL TRATTATO, PER LE RAGIONI SOVRAESPOSTE, PRESCRIVE IN MODO TASSATIVO LA PUBBLICAZIONE PREVENTIVA DEI PREZZI ESATTI, NE CONSEGUE CHE LA FACOLTA ATTRIBUITA ALL' ALTA AUTORITA DI FISSARE LA MISURA E LE FORME DELLA PUBBLICAZIONE, NON LE CONSENTE DI INTACCARE IL PRINCIPIO DELLA PUBBLICAZIONE OBBLIGATORIA DEI PREZZI ESATTI .  TENUTO CONTO DEL CARATTERE DI STRETTO DIRITTO DEL N . 2 A ) DELL' ART . 60, E NON ESSENDOVI ALCUNA CONTRARIA DISPOSIZIONE, IL POTERE ATTRIBUITO ALL' ALTA AUTORITA DALL' INCISO " NELLA MISURA E NELLE FORME PRESCRITTE DALL' ALTA AUTORITA " NON PUO' ESSERE INTESO IN UN SENSO TALE DA CONSENTIRE ALL' ALTA AUTORITA DI NON RENDERE PUBBLICI I LISTINI . DAI TERMINI DELL' INCISO SI DEVE INTENDERE CHE L' ALTA AUTORITA E LEGITTIMATA A STABILIRE IL CONTENUTO DEI LISTINI; TALE CONTENUTO DEVE PERO' RISPONDERE AL PUBBLICO INTERESSE PER MODO CHE ALL' ALTA AUTORITA COMPETE SOLTANTO DI PRESCRIVERE QUALI SONO I DATI CHE, COME MINIMO, IL LISTINO DEVE CONTENERE .  IN ALTRI TERMINI LE PAROLE " NELLA MISURA E NELLE FORME PRESCRITTE DALL' ALTA AUTORITA " AUTORIZZANO L' ALTA AUTORITA A PRESCRIVERE LA MISURA, CIOE L' ESTENSIONE DELLE PUBBLICAZIONI PER STABILIRNE LE MODALITA; ESSA POTRA PER ESEMPIO FISSARE, COME L' HA FATTO, IL TERMINE ENTRO IL QUALE AVRA VIGORE IL NUOVO LISTINO, PRECISARE CHE CERTI RIBASSI - QUALE QUELLO DI SECONDA SCELTA, ECC . ... - DEVONO ESSERE INDICATI NEL LISTINO, DECIDERE SE LE SPESE D' IMBALLAGGIO DEVONO ESSERE PUBBLICATE O NO . INVERO, SECONDO IL SISTEMA CHE IL TRATTATO IMPONE, TUTTO QUANTO E INDISPENSABILE PER CONOSCERE IL PREZZO ESATTO, DEVE OBBLIGATORIAMENTE ESSERE RIPORTATO NEL LISTINO . LA CIRCOSTANZA CHE LA PUBBLICAZIONE DEI LISTINI DEVE TENER CONTO DEGLI SCOPI AI QUALI ESSA, SECONDO IL TRATTATO, DEVE SERVIRE, NON CONSENTE DI ACCOGLIERE LA TESI DELL' ALTA AUTORITA PER LA QUALE ESSA AVREBBE IL POTERE DI PRESCRIVERE, IN BASE AL SUO LIBERO APPREZZAMENTO, CIO' CHE DEVE ESSERE PUBBLICATO E CIO' CHE NON HA DA ESSERLO . OVE SI ACCEDESSE A TALE TESI, CHE LA CORTE RESPINGE, NON VI SAREBBE ALCUN LIMITE CIRCA LE INDICAZIONI CHE POTREBBERO VENIR ESENTATE DALL' OBBLIGO DELLA PUBBLICITA; L' ALTA AUTORITA POTREBBE IN TAL CASO PREVEDERE DEI MARGINI MOLTO PIU AMPI E NON SI VEDE CHE COSA VI PORREBBE UN LIMITE; ESSA POTREBBE PREVEDERE LA SEMPLICE PUBBLICAZIONE DI PREZZI INDICATIVI ( PER ES .: PREZZO DA 80 A 120 ) O PERSINO CHE NON SI PUBBLICASSERO I PREZZI PER INTERE CATEGORIE DI PRODOTTI - ESSA POTREBBE INSOMMA ANCHE PORRE NEL NULLA IL PRINCIPIO DELLA PUBBLICAZIONE OBBLIGATORIA, PRINCIPIO PREVISTO DAL TRATTATO .  INFINE SE E VERO CHE IL POTERE DELL' ALTA AUTORITA IN QUESTO CAMPO, E UN POTERE REGOLAMENTARE SU QUANTO ATTIENE ALLE ESIGENZE MINIME CUI I LISTINI DEVONO RISPONDERE, LA STESSA CONSTATAZIONE VALE ANCHE PER QUANTO CONCERNE L' AMPIEZZA DELLA PUBBLICITA STESSA . NON E PERO' SUFFICIENTE SIA GARANTITO L' INVIO DEI LISTINI ALL' ALTA AUTORITA PERCHE SE COSI' FOSSE, IL TRATTATO SI SAREBBE LIMITATO A PREVEDERE SOLTANTO QUESTO OBBLIGO . I LISTINI DEVONO ESSERE RESI PUBBLICI ED IL POTERE DELL' ALTA AUTORITA DI PRESCRIVERE " LA MISURA E LE FORME " COMPRENDE ANCHE IL DOVERE DI CURARE CHE I LISTINI SIANO PUBBLICATI E MESSI A DISPOSIZIONE DEL PUBBLICO IN GENERALE NELLA MISURA E NELLE FORME CHE CORRISPONDANO IN MODO SUFFICIENTE ALLE ESIGENZE DEL PUBBLICO INTERESSE .  IL TESTO DELLA DECISIONE N . 31-53 FU REDATTO CON ESTREMA CURA; L' ARTICOLO 1 DISPONE CHE LE IMPRESE SIDERURGICHE DEVONO PUBBLICARE I LORO LISTINI DEI PREZZI E DELLE CONDIZIONI DI VENDITA, COME PURE TUTTE LE ULTERIORI MODIFICHE, IN CONFORMITA A QUANTO LA DECISIONE PRESCRIVE; NELL' ART . 2 SONO POI ELENCATI I DATI MOLTO PIU PRECISI CHE I LISTINI DEVONO CONTENERE INTERPRETANDOSI RAGIONEVOLMENTE I TERMINI " MISURA " E " FORME " USATI NEL TRATTATO; L' ART . 4 DISPONE CHE I LISTINI DIVENGANO APPLICABILI CINQUE GIORNI UTILI DOPO IL LORO INVIO ALL' ALTA AUTORITA E CHE IL VENDITORE DEVE TRASMETTERLI, SU RICHIESTA A QUALSIASI INTERESSATO .  ALL' OPPOSTO, IL PRIMO ARTICOLO DELLA DECISIONE N . 2-54 NON INDICA AFFATTO LA MISURA NELLA QUALE I LISTINI DEVONO ESSERE RESI PUBBLICI DA PARTE DELLE IMPRESE MA STABILISCE INVECE IN QUALE MISURA L' ALTA AUTORITA AUTORIZZI LA NON OSSERVANZA DEI LISTINI PUBBLICATI . ORBENE, CIO' E CONTRARIO ALL' ART . 60 N . 2 DEL TRATTATO .  VA INOLTRE RILEVATO CHE L' INTERPRETAZIONE ADOTTATA DALLA CORTE E RIBADITA DAL FATTO CHE L' ALTA AUTORITA PUO' PRESCRIVERE LA MISURA DELLA PUBBLICITA DOPO SENTITO IL SOLO PARERE DEL COMITATO CONSULTATIVO MENTRE PER DEFINIRE LE PRATICHE VIETATE, ESSA DEVE PURE SENTIRE IL PARERE DEL CONSIGLIO DI MINISTRI . CIO' PUO' COMPRENDERSI SOLTANTO QUALORA SI AMMETTA CHE L' ALTA AUTORITA, NELLO STABILIRE LA MISURA DELLA PUBBLICITA, DEVE ASTENERSI DALL' INTACCARE IL PRINCIPIO DELLA PUBBLICAZIONE ESATTA OBBLIGATORIA DEI PREZZI E DELLE CONDIZIONI DI VENDITA . SE IL TRATTATO AVESSE VOLUTO ACCORDARLE UNA MAGGIOR LIBERTA E CONFERIRLE IL POTERE DI DEROGARE A TALE PRINCIPIO, L' ESERCIZIO DI TALE POTERE SAREBBE STATO LOGICAMENTE SOTTOPOSTO ALL' OBBLIGO DI CONSULTARE IL CONSIGLIO .  5 ) OCCORRE ANCORA ESAMINARE SE IL RISULTATO CUI LA CORTE E PERVENUTA, ATTRAVERSO L' ESAME DEI TESTI E DELLA RATIO LEGIS, NON CONTRADDICA AD ALTRI OBBIETTIVI DEL TRATTATO O SE AD ESSO NON CONTRASTINO ALTRE CONSIDERAZIONI . NON NE RICORRE IL CASO . SI DEVE ANZITUTTO RIPETERE CHE IL SISTEMA DELLA PUBBLICAZIONE PREVENTIVA DEI PREZZI ESATTI RAPPRESENTA IL PRINCIPIO INDEROGABILE POSTO DALL' ART . 60 N . 2 . NE CONSEGUE CHE NON SI PUO' ELUDERE TALE PRINCIPIO NEMMENO PER ADOTTARE UN REGIME PIU ATTO A RAGGIUNGERE I FINI PERSEGUITI . LA CORTE NON HA DA PRONUNCIARSI SULL' OPPORTUNITA DEL SISTEMA CHE IL TRATTATO HA IMPOSTO NE HA DA SUGGERIRE UNA REVISIONE DEL TRATTATO MA ESSA E TENUTA, IN FORZA DELL' ART . 31, A GARANTIRE L' OSSERVANZA DEL DIRITTO NELL' INTERPRETAZIONE E NELL' APPLICAZIONE DEL TRATTATO, QUALE ESSO E .  A ) L' OBBIEZIONE CHE IL CONTROLLO DEI COMPRATORI NON POSSA FUNZIONARE IN PERIODO DI RIBASSI NON E CONFERENTE POSTO CHE LA PUBBLICITA NON E PREVISTA UNICAMENTE PER CONSENTIRE TALE CONTROLLO MA ANCHE PER DAR MODO AGLI ACQUIRENTI DI ESSERE INFORMATI DEI PREZZI ESATTI E PER PERMETTERE ALLE IMPRESE DI ALLINEARSI . QUESTA OBBIEZIONE NON E DUNQUE BASTEVOLE A GIUSTIFICARE L' ABBANDONO DEL PRINCIPIO DELLA PUBBLICITA CHE IL TRATTATO PREVEDE .  B ) LA PARTE CONVENUTA HA INSISTITO SUL PERIODO DI INTESE FRA PRODUTTORI, PERICOLO CHE SAREBBE INERENTE AL REGIME PRECEDENTE . ORA, NON E DIMOSTRATO CHE A TALE PERICOLO SI SFUGGA CON L' ADOZIONE DEL MARGINE MEDIO . SEPPURE IL NUOVO REGIME POTESSE OFFRIRE UNA QUALCHE UTILITA PER PARARE A TALE PERICOLO, CIO' NON AUTORIZZEREBBE A TRASCURARE GLI ALTRI FINI CUI LA PUBBLICITA DEVE SERVIRE . IL TRATTATO, DEL RESTO, CONSENTE ALL' ALTA AUTORITA DI INTERVENIRE CON ALTRI MEZZI APPENA ESSA ABBIA NOTIZIA CHE SI SONO FORMATE DELLE INTESE .  C ) LA SITUAZIONE DEL MERCATO, ED IN PARTICOLARE LA CONSTATATA TENDENZA AL RIBASSO, NON PUO' NEMMENO AUTORIZZARE AD INFRANGERE IL PRINCIPIO DELLA PUBBLICAZIONE DEI PREZZI PERCHE TALE PUBBLICAZIONE E PRESCRITTA DAL TRATTATO; PER IL CASO DI CRISI O DI PERTURBAZIONI DEL MERCATO, IL TRATTATO CONFERISCE ALL' ALTA AUTORITA SVARIATI POTERI, IN PARTICOLARE NEGLI ARTT . 60 N . 2 B ) IN FINE; 63, 58 E 59 - MA LA SOPPRESSIONE DELLA PUBBLICAZIONE OBBLIGATORIA NON E PREVISTA DA NESSUNA NORMA . D' ALTRONDE, IL PRINCIPIO DELLA PUBBLICAZIONE OBBLIGATORIA, CONSACRATO DAL TRATTATO, HA UN CARATTERE GENERALE E NON DIPENDE IN ALCUN MODO DALLA CONGIUNTURA DEL MERCATO .  D ) LA CORTE SI E PARTICOLARMENTE PREOCCUPATA DELL' ESIGENZA DELLA LIBERA FORMAZIONE DEI PREZZI MEDIANTE IL MERCATO . TALE ESIGENZA NON PUO' PERO' GIUSTIFICARE UNA DIVERSA PRONUNCIA . IL TRATTATO PARTE DAL CONCETTO CHE LA LIBERA FORMAZIONE DEI PREZZI E ASSICURATA DALLA LIBERTA ACCORDATA ALLE IMPRESE DI STABILIRE DA SE I LORO PREZZI E DI PUBBLICARE NUOVI LISTINI QUANDO INTENDONO MODIFICARLI . SE LA CONGIUNTURA MUTA, I PRODUTTORI SONO COSTRETTI AD ADEGUARE I LORO LISTINI ED E PER QUESTA VIA CHE " IL MERCATO ESPRIME IL PREZZO ". MA PUR PARTENDO DAL CONCETTO DI UNA LIBERA FORMAZIONE DEI PREZZI NON SI PUO' DIMENTICARE CHE IL TRATTATO VIETA QUALSIASI DISCRIMINAZIONE E CHE ESSO PREVEDE IL DIRITTO DI ALLINERASI . PER QUESTA RAGIONE IL TRATTATO HA POSTO IL PRINCIPIO DELLA PUBBLICITA OBBLIGATORIA E PREVENTIVA DEI LISTINI DEI PREZZI E DELLE CONDIZIONI DI VENDITA . LA CORTE NON DEVE PRONUNCIARSI SULLA OPPORTUNITA DI QUESTO REGIME; ESSA PUO' SOLTANTO CONSTATARE CHE IL REGIME E STATO CONSACRATO DAL TRATTATO IL QUALE - A TORTO OD A RAGIONE - NON CONTIENE ALCUNA NORMA CHE CONSENTA UNA CERTA ELASTICITA DEI LISTINI PER IL CASO DI OSCILLAZIONI MINORI O TEMPORANEE .  PER TUTTI QUESTI MOTIVI LA CORTE ACCERTA CHE L' ART . 1 DELLA DECISIONE N . 2-54 VIOLA IL TRATTATO; DETTO ARTICOLO DEVE PERTANTO ESSERE ANNULLATO .  LA CORTE HA ALTRESI' ESAMINATO D' UFFICIO SE L' ART . 1 DELLA DECISIONE N . 2-54 COSTITUISCE VIOLAZIONE DELLE FORME SOSTANZIALI PRESCRITTE DAL TRATTATO . SECONDO IL SUO TENORE, QUEST' ARTICOLO DISCIPLINA SOLTANTO LE CONDIZIONI NELLE QUALI I NUOVI LISTINI DEVONO ESSERE PUBBLICATI . SORGE TUTTAVIA LA DOMANDA SE DETTO ARTICOLO, MESSO A RAFFRONTO CON LA DECISIONE N . 1-54, NON CONTENGA IN REALTA, IN MODO VELATO, UN SUPPLEMENTO DI DEFINIZIONE DELLE PRATICHE VIETATE . SE COSI' FOSSE, SE SI TRATTASSE REALMENTE DI UNA DEFINIZIONE INDIRETTA E COMPLEMENTARE DELLE PRATICHE VIETATE, SI SAREBBE DOVUTO CONSULTARE IL CONSIGLIO AI SENSI DELL' ART . 60 N . 1 . ORA, UNA CONSULTAZIONE UFFICIALE NON VI E STATA E LE INFORMAZIONI NON UFFICIALI TRASMESSE AL CONSIGLIO DALL' ALTA AUTORITA, NON POSSONO SOSTITUIRE UNA CONSULTAZIONE . TUTTAVIA, A GIUDIZIO DELLA CORTE, L' ART . 1 DELLA DECISIONE N . 2-54 NON CONTIENE UNA DEFINIZIONE DI PRATICHE VIETATE MA SOLTANTO NORME ATTINENTI AL SISTEMA DI PUBBLICAZIONE DEI LISTINI . NON SUSSISTE PERTANTO LA VIOLAZIONE DI FORME SOSTANZIALI .  IL RINVIO FATTO NELL' ART . 2 DELLA DECISIONE N . 2-54 ALL' ART . 1 DELLA STESSA DECISIONE, NON GIUSTIFICA L' ANNULLAMENTO DELL' ART . 2, DATO CHE TALE RINVIO DIVIENE SENZA EFFETTO A SEGUITO DELL' ANNULLAMENTO DELL' ART . 1 .  GLI ALTRI ARTICOLI DELLA DECISIONE N . 2-54 NON SONO STATI IMPUGNATI DALLA PARTE RICORRENTE E LA CORTE RITIENE NON VI SIA LUOGO DI ANNULLARLI .  III ) LA DECISIONE N . 3-54  LA DECISIONE N . 3-54 CHE INTRODUCE UN SISTEMA DI INFORMAZIONI E DI CONTROLLO, SI BASA SULL' ART . 47 DEL TRATTATO . QUESTO ARTICOLO AUTORIZZA INFATTI L' ALTA AUTORITA A RACCOGLIERE LE INFORMAZIONI NECESSARIE ALL' ADEMPIMENTO DEI SUOI COMPITI; LA DECISIONE N . 3-54 E PERTANTO CONFORME AL TRATTATO . LA CIRCOSTANZA CHE L' ALTA AUTORITA HA ABBINATO TALE SISTEMA DI INFORMAZIONI AL CONTROLLO DELL' OSSERVANZA DEL REGIME DI PUBBLICITA PREVISTO DALL' ART . 60, NON DA MOTIVO AD ALCUN RILIEVO .  SE ANCHE LA DECISIONE N . 3-54 APPARE INTESA AD INTEGRARE IL SISTEMA DEGLI SCARTI, INTRODOTTO DALL' ART . 1 DELLA DECISIONE N . 2-54 CHE E STATO COME SOPRA DICHIARATO INCOMPATIBILE COL TRATTATO, ESSA PERO' NON E DI PER SE CONTRARIA AL TRATTATO; NON VI E QUINDI MOTIVO DI ANNULLARLA BENCHE ESSA DIVENGA INEFFICACE E PRIVA DI OGGETTO A SEGUITO DELL' ANNULLAMENTO DELL' ART . 1 DELLA DECISIONE N . 2-54 .  B - IL MEZZO DI SVIAMENTO DI POTERE  ACCOGLIENDO LE CONCLUSIONI DELL' AVVOCATO GENERALE, LA CORTE RITIENE CHE IL MEZZO DI SVIAMENTO DI POTERE NON POSSA ESSERE ACCOLTO, A CARICO DELLA PARTE CONVENUTA, RELATIVAMENTE ALLE DECISIONI IMPUGNATE .  E' STATO PIU SOPRA ESPOSTO COME L' ALTA AUTORITA, NELL' ADEMPIERE AL SUO OBBLIGO DI LOTTARE PRINCIPALMENTE CONTRO I SISTEMI SLEALI DI CONCORRENZA E CONTRO LE PRATICHE DISCRIMINATORIE, HA IL DIRITTO DI TENER CONTO DEI DIVIETI SANCITI NEGLI ARTT . 2, 3 E 4 E NON SI PUO' QUINDI FARLE CARICO DI AVERLI TENUTI PRESENTI .  PUR AMMETTENDO CHE NELL' EMANARE LE DECISIONI IMPUGNATE, L' ALTA AUTORITA SIA STATA IN PARTE GUIDATA ANCHE DALL' INTENTO DI ADOTTARE UN REGIME CHE POTESSE ESSERE RISPETTATO DALLE IMPRESE PIU FACILMENTE DEL PRECEDENTE, NON SE NE PUO' DEDURRE CHE IL NUOVO REGIME SIA INTESO A PORTARE UNA SANATORIA ALLE INFRAZIONI COMMESSE IN PRECEDENZA . E' COMUNQUE EVIDENTE CHE LE DECISIONI TENDEVANO SOPRATTUTTO A CONSEGUIRE GLI SCOPI INDICATI NEL TRATTATO . ANCORCHE UN MOTIVO NON LEGITTIMO, QUALE QUELLO DI EVITARE LA PRONUNCIA DI SANZIONI A CARICO DI IMPRESE COLPEVOLI, SI FOSSE AGGIUNTO AI MOTIVI CHE LEGITTIMANO L' AGIRE DELL' ALTA AUTORITA, DETTE DECISIONI NON SAREBBERO PER QUESTO INFICIATE DA SVIAMENTO DI POTERE, DAL MOMENTO CHE NON TRASCURANO LO SCOPO ESSENZIALE CHE E QUELLO DI VIETARE LE PRATICHE SLEALI DI CONCORRENZA E LE DISCRIMINAZIONI . PER I MOTIVI DIANZI ESPOSTI SUB I, LA CORTE RITIENE CHE LE DECISIONI NON TRASCURINO TALI SCOPI .  

Decisione relativa alle spese

1 ) AI SENSI DELL' ART . 60 DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE, IN MATERIA CONTENZIOSA, LA PARTE SOCCOMBENTE DEV' ESSERE CONDANNATA ALLE SPESE . LA CORTE PUO' TUTTAVIA, AI SENSI DEL PARAGRAFO 2 DEL CITATO ARTICOLO, COMPENSARE INTERAMENTE O PARZIALMENTE LE SPESE SE ENTRAMBE LE PARTI RISULTINO SOCCOMBENTI RISPETTIVAMENTE SOPRA UNO O PIU CAPI .  NELLA PRESENTE CAUSA, LA PARTE RICORRENTE HA OTTENUTO PARZIALE VITTORIA E SU UN PUNTO IMPORTANTE, CIOE L' ANNULLAMENTO DELL' ART . 1 DELLA DECISIONE N . 2-54 CHE HA INTRODOTTO IL REGIME DELLO SCARTO MEDIO RISPETTO AI PREZZI PUBBLICATI SUL LISTINO . TUTTAVIA POICHE LA PARTE RICORRENTE HA FATTO ESPRESSA RINUNCIA ALLA RIFUSIONE DELLE SUE SPESE DI LITE E NON HA CONCLUSO A TAL RIGUARDO, LA CORTE LE DA ATTO DI DETTA RINUNCIA E DISPONE CHE CIASCUNA DELLE PARTI SOPPORTI LE PROPRIE SPESE .  2 ) AI SENSI DELL' ART . 34 DEL TRATTATO, IN CASO DI UNA PRONUNCIA DI ANNULLAMENTO, LA PRATICA DEVE ESSERE RINVIATA ALL' ALTA AUTORITA CHE E TENUTA A PRENDERE I PROVVEDIMENTI CHE L' ESECUZIONE DELLA SENTENZA RICHIEDE .  

Dispositivo

LA CORTE  DISATTESA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA,  DICHIARA E STATUISCE :  L' ART . 1 DELLA DECISIONE N . 2-54 E ANNULLATO E LA PRATICA E RINVIATA ALL' ALTA AUTORITA PER OGNI UTILE EFFETTO;  IL RICORSO PER ANNULLAMENTO PROPOSTO CONTRO LE DECISIONI N . 1-54 E N . 3-54 E CONTRO L' ART . 2 DELLA DECISIONE N . 2-54 E RESPINTO;  AVENDO LA PARTE RICORRENTE RINUNCIATO A CONCLUDERE IN MERITO ALLE SPESE, LA CORTE GLIENE DA ATTO E DISPONE CHE CIASCUNA DELLE PARTI SOPPORTI LE PROPRIE SPESE .