CELEX: 62002CO0164
Language: it
Date: 2004-01-28
Title: Ordinanza della Corte (Prima Sezione) del 28 gennaio 2004. # Regno dei Paesi Bassi contro Commissione delle Comunità europee. # Aiuti di Stato - Aiuto per la trasformazione dei residui di dragaggio - Provvedimento notificato alla Commissione ed autorizzato da quest'ultima - Ricorso di annullamento - Irricevibilità. # Causa C-164/02.

Causa C-164/02 Regno dei Paesi BassicontroCommissione delle Comunità europee
            «Aiuti concessi dagli Stati – Aiuto per la trasformazione dei residui di dragaggio – Provvedimento notificato alla Commissione ed autorizzato da quest'ultima – Ricorso di annullamento – Irricevibilità»
            
               
                  Ordinanza della Corte (Prima Sezione) 28 gennaio 2004 
                     
                
               
            
                   
               
               
            
            Massime dell'ordinanza
         
         
                  1..
                  Ricorso di annullamento – Atti impugnabili – Nozione – Atti che producono effetti giuridici vincolanti – Decisione che dichiara un regime di aiuto di Stato notificato compatibile con il mercato comune – Assenza di modificazione grave e manifesta della situazione dello Stato membro erogatore che ha domandato la valutazione della
                     legittimità di tale regime – Decisione non impugnabile con ricorso di annullamento  
                  (Artt. 87 CE, 88 CE e 230) 
         
                  2..
                  Ricorso di annullamento – Atti impugnabili – Motivazione di una decisione – Esclusione  (Art. 230 CE) 
         
         1.
          Costituiscono atti o decisioni che possono essere oggetto di un'azione di annullamento, ai sensi dell'art. 230 CE, solo i
         provvedimenti destinati a produrre effetti giuridici vincolanti idonei a incidere sugli interessi dei ricorrenti, modificando
         in modo grave e manifesto la loro situazione giuridica. Per determinare se un atto o una decisione produca tali effetti, occorre aver riguardo alla sua sostanza. Non produce un effetto del genere, in quanto non modifica in modo grave e manifesto la situazione giuridica dello Stato membro
         erogatore, una decisione, adottata in forza dell'art. 87, n. 1, CE e in forza dell'art. 87, n. 3, lett. c), CE, che dichiara
         un regime di aiuti notificato compatibile con il mercato comune allorché, nella notificazione di tale regime, le autorità
         del detto Stato membro hanno chiesto alla Commissione di valutare la legittimità di tale misura ai sensi degli artt. 87 CE
         e 88 CE. v. punti 18-20
         
         2.
          Prescindendo dalla motivazione sulla quale si fondi una decisione della Commissione, solo il dispositivo di questa è idoneo
         a produrre effetti giuridici e, conseguentemente, ad arrecare un pregiudizio. Al contrario, gli apprezzamenti espressi nella
         motivazione di una decisione non sono idonei, di per sé, a formare oggetto di un ricorso di annullamento. Essi possono essere
         sottoposti al sindacato di legittimità del giudice comunitario solo qualora, in quanto motivazione di un atto recante pregiudizio,
         costituiscano il fondamento necessario del dispositivo di tale atto. v. punto 21
      

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            ORDINANZA DELLA CORTE (Prima Sezione)28 gennaio 2004 (1)
            
            
         
         
            
         
            «Aiuti concessi dagli Stati – Aiuto per la trasformazione dei residui di dragaggio – Provvedimento notificato alla Commissione ed autorizzato da quest'ultima – Ricorso di annullamento – Irricevibilità»
            
          Nella causa C-164/02, 
         
         
         Regno dei Paesi Bassi, rappresentato dalla sig.ra H.G. Sevenster, in qualità di agente,
         
         
         ricorrente, 
         
         contro
         Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. V. Di Bucci e H. van Vliet, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
         
         convenuta, 
         
          avente ad oggetto una domanda di annullamento della decisione della Commissione 15 febbraio 2002, SG (2002) D/228533, riguardante
         l'aiuto di Stato n. N 812/2001 relativo alla «Stimuleringsregeling verwerking baggarspecie» (normativa per incentivare la
         trasformazione dei residui di dragaggio), nella parte in cui la Commissione conclude che i contributi assegnati alle autorità
         portuali in forza della detta normativa costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'art. 87, n. 1, CE,
         
         
         
         
         
         LA CORTE (Prima Sezione),
         
          composta dai sigg. P. Jann (relatore), presidente di sezione, A. La Pergola e S. von Bahr, dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta
         e dal sig. K. Lenaerts, giudici,  
         
          avvocato generale: sig. M. Poiares Maduro cancelliere: sig. R. Grass 
         
         sentito l'avvocato generale, ha emesso la seguente 
         
         
         Ordinanza
         1
            
          Con ricorso depositato presso la cancelleria della Corte il 25 aprile 2002, il Regno dei Paesi Bassi ha chiesto, in forza
         dell'art. 230 CE, l'annullamento della decisione della Commissione 15 febbraio 2002, SG (2002) D/228533, riguardante l'aiuto
         di Stato n. N 812/2001 relativo alla «Stimuleringsregeling verwerking baggarspecie» (normativa per incentivare la trasformazione
         dei residui di dragaggio; in prosieguo: la «decisione impugnata»), nella parte in cui la Commissione conclude che i contributi
         assegnati alle autorità portuali in forza della detta normativa costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'art. 87, n. 1, CE.
         
         
            
               Fatti all'origine della controversia
            
         
         2
            
          Nei Paesi Bassi, agli estuari del Reno, della Mosa e della Schelda, si depositano particelle di sabbia proveniente dal mare
         e dalle alluvioni fluviali. Nell'interesse della navigazione e di un buon deflusso delle acque, tali sedimenti vengono regolarmente
         asportati tramite dragaggi. 
         
         
         3
            
          I residui di dragaggio, in gran parte inquinati, possono essere riutilizzati, ma soltanto in seguito ad un processo di trasformazione.
         Per incentivare lo sviluppo del mercato della trasformazione dei residui inquinati in materiali da costruzione, le autorità
         olandesi hanno deciso di adottare un provvedimento intitolato «Stimuleringsregeling verwerking baggarspecie» (in prosieguo:
         la «normativa d'incentivazione»). 
         
         
         4
            
          In forza della normativa d'incentivazione, le imprese di trasformazione ricevono un contributo in funzione del grado di raggiungimento
         degli obiettivi in materia di trasformazione. I collettori dei residui di dragaggio possono inoltre beneficiarne se e in quanto
         gli incentivi rendano la trasformazione più vantaggiosa per essi. 
         
         
         5
            
          Con lettera del 26 novembre 2001, il governo olandese ha notificato il progetto della normativa d'incentivazione alla Commissione,
         ai sensi dell'art. 88, n. 3, CE e le ha chiesto di valutare la legittimità del provvedimento ai sensi degli artt. 87 CE e
         88 CE. In tale lettera esso ha fatto valere, nel caso in cui la Commissione ritenesse che il progetto costituisca un aiuto
         di Stato ai sensi dell'art. 87 CE, che il dragaggio delle vie navigabili è un servizio pubblico relativo alla gestione delle
         acque. L'immagazzinamento e la trasformazione dei residui di dragaggio andrebbero considerati un servizio d'interesse economico
         generale ed il relativo provvedimento soddisfarebbe le condizioni di cui all'art. 86, n. 2, CE. Esso sarebbe di natura generale,
         avrebbe carattere economico e risponderebbe ad un bisogno della collettività. 
         
         
         6
            
          Con la decisione impugnata la Commissione ha dichiarato di non avere alcuna obiezione da muovere al provvedimento notificato.
         La maggior parte degli importi accordati in forza della normativa d'incentivazione non costituirebbero aiuti ai sensi dell'art. 87,
         n. 1, CE. Nel caso in cui essi fossero aiuti di tale tipo, questi sarebbero compatibili con il mercato comune in forza dell'art. 87,
         n. 3, lett. c), CE, e del punto 38 della comunicazione della Commissione intitolata «Disciplina comunitaria degli aiuti di
         Stato per la tutela dell'ambiente» (GU 2001, C 37, pag. 3). 
         
         
         7
            
          La decisione impugnata dichiara quanto segue al punto 3, quarto e quinto comma: «La maggior parte delle attività di dragaggio sono date in appalto da autorità pubbliche che hanno il compito di realizzare
         i lavori pubblici che permettano di assicurare l'accesso alle vie navigabili pubbliche. Le operazioni di finanziamento, da
         parte delle autorità, di infrastrutture accessibili a tutti gli utenti potenziali, in maniera non discriminatoria, e gestite
         dallo Stato non rientrano generalmente nell'ambito di applicazione delle disposizioni dell'art. 87, n. 1, CE, in quanto esse
         non procurano nessun vantaggio ad un'impresa in concorrenza con altre imprese, ai sensi del detto articolo. Ciò accade nella
         maggior parte dei casi di finanziamento di infrastrutture di trasporto (per esempio strade e canali la cui costruzione e manutenzione
         vengono eseguite dalle autorità pubbliche). Tale approccio è applicabile anche ai finanziamenti concessi dalla maggior parte
         delle autorità pubbliche responsabili per il dragaggio.Talune autorità responsabili per il dragaggio, in particolare le autorità portuali, rientrano, tuttavia, per quanto le riguarda,
         nella definizione di impresa ai sensi dell'art. 87, n. 1, CE. La giurisprudenza della Corte di giustizia ha precisato che,
         in tale contesto, si tratta essenzialmente di accertare se si sia in presenza di un'attività economica. La forma dell'organizzazione
         è meno importante. Il Tribunale di primo grado ha dichiarato, nella sentenza pronunciata nella causa Aéroports de Paris, che
         la gestione e la fornitura di installazioni costituiscono un'attività di tal genere. Un gestore privato o pubblico di infrastrutture
         di trasporto rientra in tale definizione, fatte salve le autorità pubbliche. Il vantaggio procurato a tali imprese può quindi
         falsare la concorrenza reale o potenziale. Gli importi concessi per il trattamento dei residui di dragaggio inquinati forniscono
         un tale vantaggio e vanno perciò considerati un aiuto di Stato favorevole alle dette imprese».
         Procedimento dinanzi alla Corte e conclusioni delle parti
         
         8
            
          Il ricorso del governo olandese è stato registrato presso la cancelleria della Corte il 2 maggio 2002. 
         
         
         9
            
          Il governo olandese conclude che la Corte voglia: 
         
         
         ─
             annullare la decisione impugnata, nella parte in cui la Commissione conclude che i contributi assegnati alle autorità portuali
            in forza della normativa per incentivare la trasformazione dei residui di dragaggio costituiscono aiuti di Stato ai sensi
            dell'art. 87, n. 1, CE; 
          annullare la decisione impugnata, nella parte in cui la Commissione conclude che i contributi assegnati alle autorità portuali
         in forza della normativa per incentivare la trasformazione dei residui di dragaggio costituiscono aiuti di Stato ai sensi
         dell'art. 87, n. 1, CE; 
         
         
         
         ─
             condannare la Commissione alle spese. 
          condannare la Commissione alle spese. 
         
         
         
         
         10
            
          La Commissione conclude che la Corte voglia:  
         
         
         ─
             dichiarare il ricorso irricevibile; 
          dichiarare il ricorso irricevibile; 
         
         
         
         ─
             in via subordinata, respingerlo; 
          in via subordinata, respingerlo; 
         
         
         
         ─
             condannare il Regno dei Paesi Bassi alle spese. 
          condannare il Regno dei Paesi Bassi alle spese. 
         
         
         
         
         11
            
          In applicazione dell'art. 91, nn. 3 e 4, del suo regolamento di procedura, la Corte, sentito l'avvocato generale, ha deciso
         di statuire sulla ricevibilità del ricorso senza aprire la fase orale del procedimento. 
         Sulla ricevibilità Argomenti delle parti
         
         
         12
            
          La Commissione fa valere che il ricorso è irricevibile. A suo parere, la decisione impugnata, che autorizza un regime di aiuti
         previamente notificato, non può essere censurata dal governo olandese. 
         
         
         13
            
          Secondo la Commissione, costituiscono atti che possono essere oggetto di un'azione di annullamento, ai sensi dell'art. 230 CE,
         solo i provvedimenti destinati a produrre effetti giuridici vincolanti idonei a incidere sugli interessi dei ricorrenti (v.
         sentenza 22 giugno 2000, causa C-147/96, Paesi Bassi/Commissione, Racc. pag. I-4723, punto 25). Orbene, la decisione impugnata
         sarebbe totalmente favorevole al Regno dei Paesi Bassi. Il provvedimento non produrrebbe alcun effetto giuridico vincolante
         idoneo a incidere sugli interessi di quest'ultimo, in quanto esso non modificherebbe la sua posizione giuridica, né gli procurerebbe
         inconvenienti (v. sentenze del Tribunale 17 settembre 1992, causa T-138/89, NBV e NVB/Commissione, Racc. pag. II-2181, e 30
         gennaio 2002, causa T-212/00, Nuove Industrie Molisane/Commissione, Racc. pag. II-347).  
         
         
         14
            
          Infatti, prescindendo dalla motivazione sulla quale si fonda un atto, solo il suo dispositivo sarebbe idoneo a produrre effetti
         giuridici, a meno che la motivazione, in quanto fondamento logico di un atto che arreca pregiudizio, costituisca il supporto
         necessario del dispositivo di questo (sentenza NBV e NVB/Commissione, cit., punto 31). Ciò non avverrebbe tuttavia nella fattispecie.
         
         
         
         15
            
          Infine, secondo la Commissione, l'art. 230 CE andrebbe letto alla luce dell'art. 233 CE. La possibilità di presentare un ricorso
         in forza dell'art. 230 CE dovrebbe considerarsi limitata ai casi in cui, nell'ipotesi di un annullamento della decisione,
         l'istituzione interessata sia tenuta a prendere determinati provvedimenti al fine di dare esecuzione alla sentenza. Nella
         fattispecie, anche se la decisione venisse annullata, la Commissione non dovrebbe intraprendere alcunché, in quanto l'aiuto
         è stato approvato nella sua totalità. 
         
         
         16
            
          Il governo olandese sostiene che il suo ricorso è ricevibile. L'affermazione della Commissione, nella decisione impugnata,
         secondo cui le autorità portuali rientrano nella nozione di «impresa» ai sensi dell'art. 87, n. 1, CE, nonché il ragionamento
         secondo cui il dragaggio da parte delle autorità portuali deve considerarsi un'attività economica, comporterebbero modificazioni
         della situazione giuridica del Regno dei Paesi Bassi in quanto, in futuro, qualsiasi contributo finanziario accordato a tali
         enti andrebbe quindi notificato alla Commissione, il che comporterebbe un considerevole inconveniente procedurale. 
         
         
         17
            
          Secondo il governo olandese, la decisione impugnata non sarebbe quindi pienamente favorevole al Regno dei Paesi Bassi. Essa
         sarebbe idonea a incidere sugli interessi di quest'ultimo in base alla giurisprudenza della Corte (v. ordinanze 8 marzo 1991,
         cause riunite C-66/91 e C-66/91 R, Emerald Meats/Commissione, Racc. pag. I-1143, e 13 giugno 1991, causa C-50/90, Sunzest/Commissione,
         Racc. pag. I-2917, nonché sentenza 5 ottobre 1999, causa C-308/95, Paesi Bassi/Commissione, Racc. pag. I-6513). 
          Giudizio della Corte
         
         
         18
            
          Si deve anzitutto ricordare che, secondo una giurisprudenza costante, costituiscono atti o decisioni che possono essere oggetto
         di un'azione di annullamento, ai sensi dell'art. 230 CE, solo i provvedimenti destinati a produrre effetti giuridici vincolanti
         idonei a incidere sugli interessi dei ricorrenti, modificando in modo grave e manifesto la loro situazione giuridica (v.,
         in particolare, sentenze 31 marzo 1998, cause riunite C-68/94 e C-30/95, Francia e a./Commissione, Racc. pag. I-1375, punto
         62; 5 ottobre 1999, Paesi Bassi/Commissione, cit., punto 26, e 22 giugno 2000, Paesi Bassi/Commissione, cit., punto 25). 
         
         
         19
            
          Per determinare se un atto o una decisione produca tali effetti, occorre aver riguardo alla sua sostanza (sentenza 22 giugno
         2000, Paesi Bassi/Commissione, cit., punto 27). 
         
         
         20
            
          Nella fattispecie è pacifico che la decisione impugnata dichiara il regime di aiuti notificato compatibile con il mercato
         comune. Posto che, nella sua notificazione di tale regime, il governo olandese ha chiesto alla Commissione di valutarne la
         legittimità ai sensi degli artt. 87 CE e 88 CE, la detta decisione, adottata, da un lato, in forza dell'art. 87, n. 1, CE
         e, dall'altro, in forza dell'art. 87, n. 3, lett. c), CE non può dunque modificare in modo grave e manifesto la situazione
         giuridica del Regno dei Paesi Bassi. 
         
         
         21
            
          Relativamente all'argomento del governo olandese secondo cui una parte della motivazione della decisione impugnata, ossia
         quella che enuncia che talune autorità portuali rientrerebbero nella nozione di «impresa» ai sensi dell'art. 87, n. 1, CE,
         produrrebbe nei confronti del Regno dei Paesi Bassi, indipendentemente dell'esito della causa, conseguenze giuridiche negative,
         basta constatare che, prescindendo dalla motivazione sulla quale si fondi una tale decisione, solo il dispositivo di questa
         è idoneo a produrre effetti giuridici e, conseguentemente, ad arrecare un pregiudizio. Al contrario, gli apprezzamenti espressi
         nella motivazione di una decisione non sono idonei, di per sé, a formare oggetto di un ricorso di annullamento. Essi possono
         essere sottoposti al sindacato di legittimità del giudice comunitario solo qualora, in quanto motivazione di un atto recante
         pregiudizio, costituiscano il fondamento necessario del dispositivo di tale atto. 
         
         
         22
            
          Orbene, nella fattispecie, la motivazione contestata non costituisce il fondamento necessario del dispositivo di una decisione
         recante pregiudizio al Regno dei Paesi Bassi. Infatti, poiché la Commissione ha constatato nel dispositivo della decisione
         impugnata che, indipendentemente dal fatto che alcuni dei contributi interessati possano costituire aiuti ai sensi dell'art. 87,
         n. 1, CE, il regime in causa sarebbe comunque giustificato in forza delle ragioni enunciate nell'art. 87, n. 3, lett. c), CE,
         il detto dispositivo non costituisce assolutamente una presa di posizione sulla natura di impresa di ogni autorità portuale,
         né sulla natura economica dell'insieme delle attività delle dette autorità. 
         
         
         23
            
          Peraltro, la decisione impugnata non si pronuncia sulle posizioni particolari dell'una o dell'altra autorità portuale interessata,
         ma menziona solo il caso in cui tali autorità esercitino attività economiche nel campo di cui al provvedimento in causa. Infine,
         tale decisione non condiziona in alcun modo la valutazione, ai sensi dell'art. 87, n. 1, CE, di eventuali altri contributi
         concessi alle autorità portuali. 
         
         
         24
            
          Alla luce di tali circostanze, la parte contestata della motivazione della decisione impugnata non ha prodotto alcun effetto
         giuridico vincolante idoneo a incidere sugli interessi del Regno dei Paesi Bassi. Essa non può quindi costituire un atto giuridico
         impugnabile ai sensi della giurisprudenza menzionata al punto 18 della presente ordinanza. 
         
         
         25
            
          Ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato irricevibile. 
         
         Sulle spese
         26
            
          Ai sensi dell'art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta
         domanda. Poiché la Commissione ne ha fatto domanda, il Regno dei Paesi Bassi, rimasto soccombente, dev'essere condannato alle
         spese. 
         
         Per questi motivi, 
         
         
         
            
            LA CORTE (Prima Sezione)
         
         
          così provvede:
         
            
            1)
             Il ricorso è irricevibile.  
            
            
            2)
            Il Regno dei Paesi Bassi è condannato alle spese.
             Lussemburgo, 28 gennaio 2004 
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente della Prima Sezione
               
            
         
         
         
                  R. Grass 
               
               
                  P. Jann  
               
            
      
      
          1 –
            
             Lingua processuale: l'olandese.