CELEX: C2000/047/04
Language: it
Date: 2000-02-19 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) 11 novembre 1999 nella causa C-315/98: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana ("Inadempimento di uno Stato — Direttiva 95/21/CE")

19.2.2000                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 C 47/3
3) Il diritto comunitario non osta a che un giudice nazionale valuti               solo perché si trova nella situazione di cui all’art. 900, n. 1,
   in completa autonomia se la condizione stabilita all’art. 859,                  lett. o), del regolamento n. 2454/93, come modificato dal-
   punto 1), del regolamento n. 2454/93, vale a dire che avrebbe                   l’art. 1, punto 29), del regolamento n. 3254/94.
   dovuto essere concessa una proroga del termine, è soddisfatta
   quando una domanda di proroga del termine presentata in tempo              (1) GU C 137 del 2.5.1998.
   utile è stata respinta dalle autorità doganali con provvedimento
   divenuto definitivo.
4) a) Solo le circostanze atte a porre il richiedente in una situazione
        eccezionale rispetto ad altri operatori economici che svolgono                             SENTENZA DELLA CORTE
        la stessa attività possono giustificare una proroga del termine
        di cui all’art. 49, n. 1, del regolamento n. 2913/92. Simili                                     (Quinta Sezione)
        circostanze possono essere rappresentate da fatti straordinari
        che, sebbene non estranei all’operatore economico, non                                          11 novembre 1999
        rientrano tra gli accadimenti ai quali è confrontato ogni
        operatore economico nell’esercizio della propria professione.         nella causa C-315/98: Commissione delle Comunità euro-
        Spetta alle autorità doganali ed ai giudici nazionali valutare,                        pee contro Repubblica italiana (1)
        nei casi specifici, se sussistano circostanze del genere.
                                                                                 («Inadempimento di uno Stato — Direttiva 95/21/CE»)
                                                                                                          (2000/C 47/04)
   b) Il diritto comunitario non osta a che un operatore economico
        presenti una sola domanda di proroga del termine prescritto
        per assegnare una destinazione doganale a merci che hanno                                   (Lingua processuale: l’italiano)
        formato oggetto di più dichiarazioni sommarie. Tuttavia,
        anche nel caso di una domanda unica, una proroga del
        termine può essere accordata solo in relazione alle merci per
        le quali il termine prescritto per l’assegnazione di una              Nella causa C-315/98, Commissione delle Comunità europee
        destinazione doganale non è ancora trascorso.                         (agenti: signor B. Mongin e signora L. Pignataro) contro Repub-
                                                                              blica italiana (agente: professor Umberto Leanza, assistito dal
                                                                              signor D. Del Gaizo), avente ad oggetto il ricorso diretto a far
                                                                              dichiarare che, non avendo adottato le disposizioni legislative,
5) L’art. 900, n. 1, lett. o), del regolamento n. 2454/93, come               regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi
   modificato dall’art. 1, punto 29), del regolamento (CE) della              alla direttiva del Consiglio 19 giugno 1995, 95/21/CE, relativa
   Commissione del 19 dicembre 1994, n. 3254, si applica ai casi              all’attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle
   in cui le merci avrebbero potuto beneficiare del trattamento               navi, la prevenzione dell’inquinamento e le condizioni di vita
   comunitario o di un trattamento doganale preferenziale, ma non             e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti
   ai casi in cui le merci avrebbero potuto fruire di altre agevolazioni.     comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione
                                                                              degli Stati membri (controllo dello Stato di approdo) (GU
                                                                              L 157, pag. 1), la Repubblica italiana è venuta meno agli
6) A fronte di una domanda di rimborso fondata sull’art. 900,                 obblighi che le incombono in forza di detta direttiva e del
   n. 1, lett. o), del regolamento n. 2454/93, come modificato                Trattato CE, la Corte (Quinta Sezione), composta dai signori
   dall’art. 1, punto 29), del regolamento n. 3254/94, l’ammini-              D.A.O. Edward, presidente di sezione, J.C. Moitinho de Almei-
   strazione doganale o il giudice nazionale sono tenuti, qualora             da, L. Sevón (relatore), C. Gulmann e J.-P. Puissochet, giudici;
   non possano concedere il rimborso richiesto in forza di questa             avvocato generale: F.G. Jacobs, cancelliere: R. Grass, ha pro-
   disposizione, ad esaminarne d’ufficio la fondatezza avuto riguar-          nunciato, l’11 novembre 1999, una sentenza il cui dispositivo
   do alle altre disposizioni dell’art. 900 e degli artt. 901-904 del         è del seguente tenore:
   regolamento n. 2454/93. Qualora l’autorità adita non sia in                1) Non avendo adottato nel termine prescritto le disposizioni
   grado, alla luce dei motivi che le sono stati addotti, di prendere              legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per confor-
   una decisione di rimborso o sgravio dei dazi in base all’art. 899               marsi alla direttiva del Consiglio 19 giugno 1995, 95/21/CE,
   del regolamento n. 2454/93, essa è tenuta a verificare d’ufficio                relativa all’attuazione di norme internazionali per la sicurezza
   se esistano elementi di giustificazione «tali da costituire una                 delle navi, la prevenzione del l’inquinamento e le condizioni di
   situazione particolare risultante da circostanze che non implicano              vita e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti
   alcuna manovra fraudolenta o negligenza manifesta da parte                      comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli
   dell’interessato», ai sensi dell’art. 905, n. 1, del regolamento                Stati membri (controllo dello Stato di approdo), la Repubblica
   n. 2454/93, che necessitano dell’esame della pratica da parte                   italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza
   della Commissione.                                                              di detta direttiva.
                                                                              2) La Repubblica italiana è condannata alle spese.
7) L’autorità doganale o il giudice nazionale, dovendosi pronunciare
   su di una domanda di rimborso o di sgravio dei dazi all’importa-           (1) GU C 327 del 24.10.1998.
   zione o dei dazi all ’esportazione, non possono considerare che
   l’interessato non ha agito con frode o con manifesta negligenza