CELEX: 61960CJ0025
Language: it
Date: 1962-03-01 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 1º marzo 1962. # Leda De Bruyn contro l'Assemblea Parlamentare Europea. # Causa 25-60.

Avis juridique important

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61960J0025

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DEL 1 MARZO 1962.  -  LEDA DE BRUYN CONTRO L'ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA.  -  CAUSA 25/60.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00039 edizione olandese pagina 00043 edizione tedesca pagina 00045 edizione italiana pagina 00041 edizione speciale inglese pagina 00021 edizione speciale danese pagina 00289 edizione speciale greca pagina 00659 edizione speciale portoghese pagina 00005

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - LICENZIAMENTO - MOTIVI GIURIDICAMENTE VALIDI - DICHIARAZIONE DELLA CORTE  2 . DIPENDENTI - INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE - DINIEGO BASATO SU UN PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO DICHIARATO ILLEGITTIMO - ILLICEITA  

Massima

1 . COME LA CORTE HA AFFERMATO IN ALTRE PRONUNCIE ( C . RIUN . 43, 45, 48-59 E C . 44-59 ) L' AZIONE DELLA PUBBLICA AUTORITA SUL PIANO AMMINISTRATIVO COME SUL PIANO CONTRATTUALE TROVA IN OGNI CASO UN LIMITE NEL RISPETTO DOVUTO ALL' INTERESSE PUBBLICO; QUALSIASI PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO DEVE PERCIO' ESSERE ADOTTATO NELL' INTERESSE DEL SERVIZIO .  QUESTA ESIGENZA SUSSISTE FIN DAL SORGERE DEI RAPPORTI GIURIDICI INTERCORRENTI FRA L' AMMINISTRAZIONE ED I SUOI DIPENDENTI .  PERCIO', SENZA PREGIUDICARE LA QUESTIONE SE IL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO ADOTTATO ALLA FINE DEL PERIODO DI PROVA DI UN DIPENDENTE ASSUNTO SOTTO IL REGIME DI BRUXELLES, DEBBA O MENO INDICARE I MOTIVI SUI QUALI E FONDATO, OCCORRE CONCLUDERE CHE DETTO PROVVEDIMENTO DEVE COMUNQUE BASARSI SU MOTIVI GIURIDICAMENTE VALIDI . POICHE NESSUNA PROVA E STATA ADDOTTATA AL RIGUARDO, LA CORTE DEVE CONCLUDERE CHE IL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO NON APPARE GIURIDICAMENTE FONDATO .  2 . OVE LE CONDIZIONI PER LA CORRESPONSIONE DELL' INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE SIANO ADMPIUTE ED IL VERSAMENTO DI ESSA VENGA NEGATO PERCHE E INTERVENUTO UN PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO, DALLA ILLEGITTIMITA DEL LICENZIAMENTO DISCENDE L' ILLICEITA DEL DINIEGO DELLA PREDETTA INDENNITA .  

Parti

NELLA CAUSA INTRODOTTA DA  LEDA DE BRUYN IN CERIONI,  RAPPRESENTATA DALL' AVV . FERNAND PROBST, DEL FORO DI LUSSEMBURGO,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO DETTO AVVOCATO, AVENUE DE LA LIBERTE 26, RICORRENTE,  CONTRO  L' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA,  RAPPRESENTATA DAL SIG . JACQUES FAYAUD, CAPO DEL SERVIZIO PERSONALE DELL' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA, IN QUALITA DI AGENTE,  ASSISTITO DALL' AVV . JEAN COUTARD, PATROCINANTE PRESSO IL CONSEIL D' ETAT E LA COUR DE CASSATION DI PARIGI,  CON DOMICILIO ELETTO NEI SUOI UFFICI, RUE BEAUMONT 19A, LUSSEMBURGO, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE PER OGGETTO :  - L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO 3 LUGLIO 1959,  - IL VERSAMENTO DELL' INDENNITA DI LICENZIAMENTO,  - IL VERSAMENTO DELL' INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE,  - IL RISARCIMENTO DEI DANNI,  

Motivazione della sentenza

SULLA RICEVIBILITA  1 ) L' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA E UN' ISTITUZIONE COMUNE ALLE TRE COMUNITA EUROPEE E IN QUANTO TALE E RETTA CONGIUNTAMENTE DAI TRE TRATTATI; TUTTAVIA, PER QUANTO RIGUARDA LE DISPOSIZIONI DI BASE DA APPLICARSI AI DIPENDENTI ASSUNTI FRA IL MOMENTO IN CUI ESSA HA SOSTITUITO LA VECCHIA ASSEMBLEA COMUNE E L' ENTRATA IN VIGORE DELLO STATUTO DEL PERSONALE PREVISTO DALL' ARTICOLO 212 DEL TRATTATO CEE E DALL' ARTICOLO 186 DEL TRATTATO CEEA, L' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA SI E POSTA SOTTO IL REGIME DETTO " DI BRUXELLES " RETTO DAI DUE TRATTATI DI ROMA .  CIO' POSTO, LA COMPETENZA DELLA CORTE VA STABILITA UNICAMENTE IN BASE ALLE DISPOSIZIONI DI QUESTI TRATTATI . IN FORZA DI TALI DISPOSIZIONI E TENENDO CONTO DEI PRINCIPI POSTI DALLA CORTE NELLE CAUSE RIUNITE 43, 45 E 48-59 E NELLA CAUSA 44-59, TALE COMPETENZA E DATA DAGLI ARTICOLI 179 DEL TRATTATO CEE E 172 DEL TRATTATO CEEA, I QUALI STABILISCONO CHE " LA CORTE DI GIUSTIZIA E COMPETENTE A PRONUNZIARSI SU QUALSIASI CONTROVERSIA FRA LA COMUNITA E GLI AGENTI DI QUESTA, NEI LIMITI ED ALLE CONDIZIONI DETERMINATI DALLO STATUTO O RISULTANTI DAL REGIME AD ESSI APPLICABILE .  LA CORTE E PERTANTO COMPETENTE A CONOSCERE DELLA PRESENTE CONTROVERSIA .  2 ) LA RICORRENTE HA CHIESTO L' ANNULLAMENTO DEL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO ED ALTRESI' LA CONDANNA DELL' ASSEMBLEA A VERSARLE : A ) FR . B . 60.000, A TITOLO DI DANNO MORALE; B ) L' INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE; C ) TRE MESI DI STIPENDIO A TITOLO DI INDENNITA DI LICENZIAMENTO . PER QUANTO RIGUARDA LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO, LA RICORRENTE HA PRECISATO NELL' ATTO INTRODUTTIVO CHE :  " LA MANCATA INDICAZIONE DEI MOTIVI COSTITUISCE, A CARICO DELL' ASSEMBLEA PARLAMENTARE, UNA COLPA CONTRATTUALE DI CUI ESSA DEVE RISPONDERE; DATO CHE IL RAPPORTO E DEFINITIVAMENTE RISOLTO, ALL' OBBLIGAZIONE DELL' ASSEMBLEA SUBENTRA L' OBBLIGO DI RISARCIRE IL DANNO ".  DA QUESTA PRECISAZIONE EMERGE CHE DETTA DOMANDA E IN REALTA DIRETTA UNICAMENTE AD OTTENERE LA RIPARAZIONE DEL DANNO MORALE SUBITO DALLA RICORRENTE .  LA QUESTIONE SE IL PRESENTE RICORSO SIA STATO TEMPESTIVAMENTE PROPOSTO VA PERCIO' ESAMINATA ESCLUSIVAMENTE RISPETTO ALLA RICEVIBILITA DELL' AZIONE DI DANNI PER COLPA CONTRATTUALE; NE IL TRATTATO CEE, NE IL TRATTATO CEEA STABILISCONO ALCUN TERMINE PER L' ESERCIZIO DI DETTA AZIONE; IN PARTICOLARE, I TERMINI CONTEMPLATI NEGLI ARTICOLI 43 DEL PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE ALLEGATO AL TRATTATO CEE E 44 DEL PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE ALLEGATO AL TRATTATO CEEA NON SI APPLICANO NELLA SPECIE IN QUANTO RIGUARDANO LA RESPONSABILITA EXTRA-CONTRATTUALE .  NEL SILENZIO DEI TESTI ED IN MANCANZA DI QUALSIASI INDIZIO CHE PERMETTA DI AFFERMARE CHE L' INDUGIO DELLA RICORRENTE NELL' ADIRE LA CORTE VADA INTERPRETATO COME ACQUIESCENZA SI DEVE CONCLUDERE CHE IL PRESENTE RICORSO E STATO TEMPESTIVAMENTE PROPOSTO .  NEL MERITO  SULL' ILLEGITTIMITA' DEL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO  1 ) LA CONVENUTA ASSUME CHE IL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO E INTERVENUTO AL TERMINE DEL PERIODO DI PROVA AL QUALE LA RICORRENTE ERA STATA SOTTOPOSTA : LA PRIMA QUESTIONE DA RISOLVERE E PERCIO' SE IL CONTRATTO DI CUI E CAUSA IMPLICASSE UN PERIODO DI PROVA .  NELLA " LETTRE D' ENGAGEMENT " NON VI E CENNO DELL' ESISTENZA DI UN PERIODO DI PROVA . QUESTO SEMBRA PRIVO DI QUALSIASI UTILITA NELLA SPECIE ESSENDO IL CONTRATTO DI CUI E CAUSA A TEMPO INDETERMINATO E DENUNCIABILE DA ENTRAMBE LE PARTI, CON PREAVVISO DI UN MESE; L' AMMINISTRAZIONE ERA INFATTI LIBERA DI PORRE FINE, FIN DAL PRIMO MESE, AL RAPPORTO CON LA RICORRENTE QUALORA AVESSE RITENUTO CHE QUESTA NON RISPONDEVA ALLE ESIGENZE DEL SERVIZIO . LA CONVENUTA AFFERMA CIONONDIMENO CHE NEL CASO IN ESAME IL PERIODO DI PROVA ERA CONFORME ALLE CONSUETUDINI DELL' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA .  LA RICORRENTE NON CONTRASTA QUESTA TESI DELLA CONVENUTA, NE CONTESTA DI AVER RICEVUTO, UNITAMENTE ALLA " LETTRE D' ENGAGEMENT ", IL DOCUMENTO A.P.E . 926 RELATIVO AL RIMBORSO DELLE SPESE DI TRASLOCO ED ALL' INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE, IL QUALE STABILIVA CHE DETTE PROVVIDENZE SPETTANO AI DIPENDENTI MUNITI " DA ALMENO DUE MESI DI UNA " LETTRE D' ENGAGEMENT " TIPO BRUXELLES E PER I QUALI IL RAPPORTO SOMMARIO SUL PERIODO DI PROVA SIA STATO FAVOREVOLE ". NEMMENO ESSA CONTESTA DI AVER RICEVUTO LA COMUNICAZIONE 59-13 IN DATA 12 MARZO 1959, LA QUALE MENZIONA LA NECESSITA DI AVER OTTENUTO UN RAPPORTO FAVOREVOLE SUL PERIODO DI PROVA PER AVER DIRITTO ALL' INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE .  CIO' PREMESSO, SI DEVE RITENERE CHE I RAPPORTI INTERCORRENTI FRA LA RICORRENTE E L' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA COMPRENDESSERO UN PERIODO DI PROVA .  NELLA RISPOSTA ALLA DOMANDA N . 2 FATTALE DALLA CORTE PRIMA DEL PASSAGGIO ALLA FASE ORALE, LA CONVENUTA HA DICHIARATO CHE LA DURATA DI DETTO PERIODO ERA " NORMALMENTE " DI DUE MESI, SENZA PERALTRO PRECISARE QUALE FOSSE IN REALTA LA DURATA DEL PERIODO DI PROVA CHE LA RICORRENTE ERA TENUTA A COMPIERE . TUTTAVIA, GIACCHE LA RICORRENTE E STATA ASSUNTA CON LETTERA DELL' 11 MARZO 1959 ED E STATA LICENZIATA CON LETTERA DEL 3 LUGLIO 1959, E TENENDO CONTO DEI DUE CONGEDI DI MALATTIA DELLA DURATA COMPLESSIVA DI 22 GIORNI CHE LE SONO STATI CONCESSI, E CERTO CHE LA CONVENUTA HA POSTO FINE A DETTO PERIODO DI PROVA TRE MESI DOPO LA DATA DELLA " LETTRE D' ENGAGEMENT ".  NELLA SUA ISTANZA DI GRATUITO PATROCINIO, LA RICORRENTE AFFERMA CHE IL CONTRATTO NON E STATO " DENUNCIATO ENTRO IL 10 GIUGNO 1959, TERMINE FINALE DEL PERIODO DI PROVA " RICONOSCENDO CON CIO' CHE DETTO PERIODO DOVEVA TERMINARE NEI SUOI CONFRONTI 3 MESI DOPO L' ASSUNZIONE . LA RICORRENTE NON FA CENNO DEI DUE CONGEDI DI MALATTIA SOPRA MENZIONATI, MA NON CONTESTA DI AVERNE FRUITO . SI DEVE QUINDI RITENERE CHE NELLA SPECIE IL PERIODO DI PROVA ABBIA AVUTO LA DURATA DI 3 MESI .  2 ) LA RICORRENTE RILEVA CHE IL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO NON E MOTIVATO ED ASSUME CHE, TENENDO CONTO DELLE NOTE DI SERVIZIO RELATIVE AL SUO PERIODO DI PROVA PROVENIENTI DALLE AUTORITA RESPONSABILI DELL' ASSEMBLEA, DETTO PROVVEDIMENTO NON SI GIUSTIFICA . SECONDO LA RICORRENTE CIO' COSTITUIREBBE UNA COLPA CONTRATTUALE DELLA QUALE LA CONVENUTA DEVE RISPONDERE . QUESTA ASSUME INVECE CHE LA VALUTAZIONE DEL PERIODO DI PROVA DA PARTE DELL' AMMINISTRAZIONE E PURAMENTE DISCREZIONALE E SOSTIENE DI CONSEGUENZA DI NON ESSERE TENUTA A MOTIVARE IL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO ADOTTATO ALLA FINE DEL PERIODO DI PROVA . ESSA DEDUCE INOLTRE CHE UN OBBLIGO SIFFATTO POTREBBE AVERE SPIACEVOLI CONSEGUENZE SIA PER L' AMMINISTRAZIONE SIA PER IL DIPENDENTE, IN QUANTO LA PRIMA POTREBBE ESSERE TALVOLTA COSTRETTA A DICHIARARE DELLE VERITA SGRADEVOLI SUL CONTO DEL DIPENDENTE .  COME LA CORTE HA AFFERMATO NELLE CAUSE RIUNITE 43, 45 E 48-59 E NELLA CAUSA 44-59, L' AZIONE DELLA PUBBLICA AUTORITA SUL PIANO AMMINISTRATIVO COME SUL PIANO CONTRATTUALE TROVA IN OGNI CASO UN LIMITE NEL RISPETTO DOVUTO ALL' INTERESSE PUBBLICO; QUALSIASI PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO DEVE PERCIO' ESSERE ADOTTATO NELL' INTERESSE DEL SERVIZIO, NON GIA PER MOTIVI ARBITRARI . QUESTA ESIGENZA SUSSISTE FIN DAL SORGERE DEI RAPPORTI GIURIDICI INTERCORRENTI FRA L' AMMINISTRAZIONE ED I SUOI DIPENDENTI . PERCIO', SENZA CHE SIA NECESSARIO RISOLVERE QUI LA QUESTIONE SE IL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO ADOTTATO ALLA FINE DEL PERIODO DI PROVA DI UN DIPENDENTE ASSUNTO SOTTO IL REGIME DI BRUXELLES DEBBA O MENO INDICARE I MOTIVI SUI QUALI E FONDATO, SI DEVE CONCLUDERE CHE DETTO PROVVEDIMENTO DEVE COMUNQUE BASARSI SU VALIDI MOTIVI GIURIDICI . I PRIMI MESI, I QUALI COSTITUISCONO IL PERIODO DI PROVA, SONO DESTINATI A CONSENTIRE ALL' INTERESSATO DI DARE SAGGIO DELLE PROPRIE CAPACITA; AL TERMINE DI DETTO PERIODO L' AMMINISTRAZIONE DEVE VALUTARE, CON RIGUARDO ALLE CAPACITA TECNICHE ED ALLE QUALITA UMANE DEL DIPENDENTE, SE QUESTI POSSIEDA I REQUISITI RICHIESTI .  NELLA SPECIE, LA CONVENUTA HA PRODOTTO DUE NOTE DI SERVIZIO, L' UNE DEL 29 GIUGNO E L' ALTRA DEL 3 LUGLIO 1959, PROVENIENTI, LA PRIMA DALLA SIGNORINA LILIANA MOGGIO, SUO SUPERIORE DIRETTO, E LA SECONDA DAL SIGNOR EMILE NEUJEAN, DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI . LA NOTA DELLA SIGNORINA MOGGIO CONTIENE LA VALUTAZIONE, POSITIVA, DEL PERIODO DI PROVA COMPIUTO DALLA RICORRENTE, MENTRE IL SIGNOR NEUJEAN AFFERMA CHE " SERVIZI GENERALI NON POSSONO ESPRIMERE PARERE SFAVOREVOLE ". LA PRIMA NOTA RIFERISCE NON SOLTANTO SULLE CAPACITA TECNICHE, MA ANCHE SULLE QUALITA UMANE DELLA RICORRENTE, PONENDONE IN RILIEVO LA BUONA VOLONTA ED IL DESIDERIO DI RENDERSI UTILE, " QUALITA MOLTO APPREZZATA PER STABILIRE E MANTENERE I MIGLIORI RAPPORTI DI COLLABORAZIONE ". CIO' PREMESSO, NON SI PUO' NEGARE CHE LE MENZIONATE NOTE COSTITUISCANO CONGIUNTAMENTE UNA VALUTAZIONE COMPLESSIVA DELLE ATTITUDINI PROFESSIONALI DELLA RICORRENTE AL TERMINE DEL PERIODO DI PROVA; QUESTA VALUTAZIONE VA EQUIPARATA AD UN RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA .  LA CONVENUTA ASSUME INVECE CHE LA NOTA DEL DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI, BASATA SU QUELLA DEL SUPERIORE DIRETTO DELLA RICORRENTE, NON PUO' ESSERE EQUIPARATA AL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA CONTEMPLATO NELLA SOPRA MENZIONATA COMUNICAZIONE 59-13; ESSA SOSTIENE TRATTARSI DI UNA NOTA DI CARATTERE TECNICO, MENTRE IL VERO RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA DOVREBBE ESSERE STESO DAL SEGRETARIO GENERALE : POSTO CHE QUESTI NON PUO' FARE UN RAPPORTO A SE STESSO, IL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO, BENCHE NON MOTIVATO, DOVEVA ESSERE CONSIDERATO COME L' EQUIVALENTE DI DETTO RAPPORTO .  A QUESTO PROPOSITO VA RILEVATO CHE IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA E NORMALMENTE REDATTO DAL CAPO SERVIZIO CUI IL DIPENDENTE E SOTTOPOSTO : NELLA SPECIE IL DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI DAL QUALE DIPENDEVA L' UFFICIO CUI LA RICORRENTE ERA STATA ASSEGNATA . IL RAPPORTO DEL DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI E FAVOREVOLE ALLA RICORRENTE; E INCONTESTABILE CHE L' AUTORITA INVESTITA DEL POTERE DI NOMINA E PERFETTAMENTE LIBERA DI NON FAR PROPRIO IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA REDATTO DAL SUPERIORE GERARCHICO; TUTTAVIA, COME SI E DETTO, ESSA DEVE BASARE IL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO SU MOTIVI GIURIDICI VALIDI . QUESTO OBBLIGO VA OSSERVATO ANCOR PIU RIGOROSAMENTE NEI CASI IN CUI IL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO E IN APPARENTE CONTRADDIZIONE CON LA VALUTAZIONE DEL PERIODO DI PROVA FATTA DAL SUPERIORE GERARCHICO .  NELLA SPECIE, QUESTA CONTRADDIZIONE - UNITAMENTE ALLA FRASE CHE SI LEGGE NELLA NOTA DEL SIGNOR NEUJEAN, " NON SI PUO' ESPRIMERE UN GIUDIZIO SFAVOREVOLE ", FRASE DALLA QUALE TRASPARE PROPRIO CHE UN GIUDIZIO SIFFATTO ERA FORSE ATTESO DA CHI STAVA PIU IN ALTO - COSTITUISCE UN PRINCIPIO DI PROVA CHE IL LICENZIAMENTO E STATO BASATO SU MOTIVI GIURIDICAMENTE INVALIDI . LA CONVENUTA NON HA FORNITO, COME SAREBBE STATO SUO COMPITO, LA PROVA CONTRARIA, NE HA GIUSTIFICATO, NELLE SUE MEMORIE O ALL' UDIENZA, LA RILEVATA CONTRADDIZIONE . LA CORTE DEVE PERCIO' DICHIARARE CHE NON E STATO PROVATO CHE IL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO SI BASA SU MOTIVI GIURIDICAMENTE VALIDI .  QUESTA TRASGRESSIONE HA PROVOCATO ALLA RICORRENTE UN DANNO MORALE DI CUI L' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA E RESPONSABILE SUL PIANO CONTRATTUALE . NELLA SPECIE, DETTA RESPONSABILITA DEVE ESSERE VALUTATA ALLA LUCE DELLA CIRCOSTANZA CHE IL CONTRATTO D' IMPIEGO E DEFINITIVAMENTE RISOLTO E CHE ALL' OBBLIGAZIONE DELLA CONVENUTA E SUBENTRATO L' OBBLIGO DI RISARCIRE IL DANNO . TENUTO CONTO DELLE CIRCOSTANZE LA CORTE, IN VIA EQUITATIVA, FISSA L' AMMONTARE DEL RISARCIMENTO DOVUTO IN 40.000 FRANCHI BELGI .  SUL PAGAMENTO DELLE INDENNITA' DI PRIMA SISTEMAZIONE  NELLA COMUNICAZIONE 59-13 DELL' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA, IN DATA 12 MARZO 1959, SI DICHIARA CHE L' INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE E DOVUTA QUALORA RICORRANO LE SEGUENTI CONDIZIONI : A ) RAPPORTO DI PROVA FAVOREVOLE; B ) VISITA MEDICA POSITIVA; C ) CHE SIA FORNITA LA PROVA DELL' AVVENUTA SISTEMAZIONE .  PER QUANTO RIGUARDA LA PRIMA CONDIZIONE, LE RELATIVE DISPOSIZIONI VANNO INTERPRETATE NEL SENSO CHE NON SOLTANTO IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA DEV' ESSERE FAVOREVOLE, MA ANCHE NON DEVE ESSERE INTERVENUTO, ALLA FINE DI DETTO PERIODO, UN PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO; LA SISTEMAZIONE DEL DIPENDENTE PRESSO LA SEDE DELLE ISTITUZIONI E LA CONSEGUENTE INDENNITA SI GIUSTIFICANO INFATTI SOLTANTO QUALORA AL TERMINE DEL PERIODO DI PROVA IL DIPENDENTE SIA MANTENUTO IN SERVIZIO . NELLA SPECIE, TUTTAVIA, IL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO E ILLEGITTIMO IN QUANTO NON E BASATO SU MOTIVI GIURIDICAMENTE VALIDI E NON PUO' QUINDI GIUSTIFICARE IL RIFIUTO DI CORRISPONDERE L' INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE .  E' INCONTESTABILE CHE LA VISITA MEDICA HA AVUTO ESITO POSITIVO . PER QUANTO RIGUARDA LA TERZA CONDIZIONE, LA CONVENUTA HA DICHIARATO FORMALMENTE NEL CORSO DELLA DISCUSSIONE ORALE CHE LA RICORRENTE AVEVA ESIBITO ALL' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA UN CONTRATTO DI LOCAZIONE PER UN ANNO STIPULATO A LUSSEMBURGO L' 8 MAGGIO 1959 . LA CIRCOSTANZA CHE LA DATA DEL CONRATTO SIA ANTERIORE AL TERMINE FINALE DEL PERIODO DI PROVA MOSTRA SEMPLICEMENTE CHE LA RICORRENTE HA CORSO UN CERTO RISCHIO . QUESTO CONTRATTO DIMOSTRA CHE AL TERMINE DEL PERIODO DI PROVA LA RICORRENTE AVEVA FORNITO LA PROVA DI ESSERSI SISTEMATA . ESSENDO STATE SODDISFATTE LE TRE CONDIZIONI SOPRA INDICATE, LA RICORRENTE HA DIRITTO DI RICEVERE L' INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE .  SUL PAGAMENTO DELL' INDENNITA' DI LICENZIAMENTO  LA RICORRENTE ASSUME CHE IL PERIODO DI PREAVVISO DI UN MESE STABILITO DAL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO E PALESEMENTE INSUFFICIENTE E CHE IN MATERIA ANDREBBERO APPLICATI I PRINCIPI GENERALI DEGLI ORDINAMENTI GIURIDICI NAZIONALI; QUESTI FAREBBERO APPARIRE COME EQUO IL PERIODO DI PROVA DI TRE MESI E DI CONSEGUENZA L' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA DOVREBBE ESSERE CONDANNATA A VERSARE ALLA RICORRENTE UN' INDENNITA DI PREAVVISO PARI A TRE MESI DI STIPENDIO .  NELLA SPECIE, IL PREAVVISO DI UN MESE COSTITUISCE OGGETTO DI UNA CLAUSOLA CONTRATTUALE CONTENUTA NELLA " LETTRE D' ENGAGEMENT " ED ACCETTATA DALLA RICORRENTE; E QUINDI OPPORTUNO MANTENERLO FERMO, A MENO CHE NON RISULTI CHE ESSO E MANIFESTEMENTE INGIUSTO O VESSATORIO OPPURE CHE LA RICORRENTE NON L' HA SPONTANEAMENTE ACCETTATO .  QUANTO AL PRIMO PUNTO, LA CORTE NON RITIENE CHE DETTO PREAVVISO SIA PRATICAMENTE INGIUSTO E VESSATORIO, TRATTANDOSI DI UN CONTRATTO D' IMPIEGO A TEMPO INDETERMINATO DENUNCIABILE DA ENTRAMBE LE PARTI IN QUALSIASI MOMENTO; PER QUANTO RIGUARDA IL SECONDO PUNTO, LA RICORRENTE NON HA NEMMENO AFFERMATO DI AVERE ACCETTATO IL TERMINE DI PREAVVISO DI UN MESE IN SEGUITO A COSTRIZIONE MORALE . LA DOMANDA DELLA RICORRENTE E PERTANTO INFONDATA SU QUESTO PUNTO .  

Decisione relativa alle spese

LA RICORRENTE HA OTTENUTO VITTORIA SUI PRINCIPALI CAPI DELLA SUA DOMANDA . A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA CONVENUTA VA CONDANNATA ALLE SPESE . 

Dispositivo

LA 1A SEZIONE DELLA CORTE,  DISATTESA OGNI CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL PRESENTE RICORSO PER DANNI E RICEVIBILE .  2 ) L' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA E CONDANNATA A VERSARE A LEDA DE BRUYN LA SOMMA DI 40.000 ,- FR . B .  3 ) L' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA E CONDANNATA A CORRISPONDERE A LEDA DE BRUYN LA PRESCRITTA INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE .  4 ) LE SPESE DEL PRESENTE GIUDIZIO SONO POSTE A CARICO DELL' ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROPEA .