CELEX: C2002/109/97
Language: it
Date: 2002-05-04 00:00:00
Title: Causa T-15/02: Ricorso della BASF AG contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 31 gennaio 2002

4.5.2002                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       C 109/49
Motivi e principali argomenti                                              Ricorso della BASF AG contro la Commissione delle
                                                                                 Comunità europee, proposto il 31 gennaio 2002
                                                                                                     (Causa T-15/02)
Le ricorrenti, attive nel commercio equo e solidale, importano
nell’Unione europea banane prodotte con i metodi dell’agricol-
tura biologica. Esse sono tutte importatrici non tradizionali di                                     (2002/C 109/97)
banane che hanno chiesto ed ottenuto un contingente C per il
2002. In forza del regolamento della Commissione
2294/2001, le ricorrenti sono autorizzate ad importare nel                                      (Lingua processuale: l’inglese)
primo trimestre del 2002 solo l’8 % del loro contingente,
mentre gli operatori tradizionali C possono importare il
26 % del loro contingente e gli operatori tradizionali e non
tradizionali A e B il 2 %.
                                                                           Il 31 gennaio 2001 la BASF AG, rappresentata dal sig. Nicholas
                                                                           Levy, dal dott. John Temple Lang, dal sig. Robert O’Donoghue
                                                                           e dal dott. Christoph Feddersen dello studio legale Cleary,
                                                                           Gottlieb, Steen & Hamilton, Bruxelles (Belgio), ha proposto,
Secondo le ricorrenti la Commissione ha abusato dei suoi                   dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee,
poteri, in quanto essa, con il regolamento contestato, favorisce           un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
gli operatori tradizionali C. In applicazione dell’accordo con-
cluso tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, e dell’accordo con
l’Ecuador per risolvere le rispettive controversie sulle banane,
il regime applicabile alle banane all’interno dell’Unione europea          La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
sarà riformato in due fasi. La seconda fase comprende una
riduzione del contingente C di 100 000 tonnellate. In conse-
                                                                           —     annullare o ridurre in modo sostanziale l’ammenda inflitta
guenza del regolamento contestato l’onere del decremento del
                                                                                 alla BASF dall’art. 3 della decisione;
contingente C graverà, a parere delle ricorrenti, interamente
sugli importatori non tradizionali. Le ricorrenti evidenziano
che se questa riduzione dell’8 % è applicata sull’intero anno              —     ordinare alla Commissione di pagare le spese e gli
essa conduce ad una riduzione dell’importazione del contin-                      altri costi sostenuti dalla BASF in relazione a questo
gente C di circa 100 000 tonnellate.                                             procedimento.
Inoltre il regolamento contestato viola il principio di propor-            Motivi e principali argomenti
zionalità ed il divieto di discriminazione. Gli operatori non
tradizionali C sono i soli operatori a poter importare solo l’8 %
del loro contingente nel primo trimestre. Questa limitazione
discrimina, a parere delle ricorrenti, in particolare tra operato-         Il ricorso in questione riguarda una decisione della Commis-
ri C tradizionali e non tradizionali. La disciplina contestata è           sione europea pronunziata il 21 novembre 2001, nel caso
anche sproporzionata dato che la Commissione impone l’onere                N COMP/E-1/37.512-Vitamine. Con tale decisione si accerta
di ridurre il contingente C solo in capo agli operatori C non              che numerose imprese hanno violato l’art. 81 CE e l’art. 53
tradizionali. La Commissione avrebbe invece potuto ripartire               SEE, partecipando ad un cartello che riguarda il mercato
l’onere tra operatori C tradizionali e non tradizionali. A parere          mondiale delle vitamine A, E, B2, B5, C, D3 e del betacarotene
delle ricorrenti è anche improbabile che la Commissione                    e dei carotenoidi. L’ammenda inflitta alle imprese coinvolte è
imputi il restante 92 % del contingente sul resto dell’anno.               la più elevata finora inflitta in un caso di diritto della
                                                                           concorrenza.
Le ricorrenti sostengono infine che vi è stata una violazione              A sostegno delle sue pretese la ricorrente si fonda sui seguenti
del principio del legittimo affidamento e della certezza del               motivi e principali argomenti da lei presentati:
diritto. A parere delle ricorrenti l’attuale quota dell’8 % si scosta
integralmente dalla prassi iniziale della Commissione allorché             —     Mentre la comunicazione degli addebiti afferma che
gli operatori C non tradizionali ricevevano quote tra il 26 ed il                esisteva un solo cartello, comprendente accordi collusivi
28 % nel primo trimestre dell’anno. Le ricorrenti sostengono                     relativi a diverse vitamine, la decisione impugnata, al
poi che si sarebbero legittimamente aspettate che la riduzione                   contrario, stabilisce, per la prima volta, che gli accordi
del contingente C sarebbe stata ripartita tra i vari operatori                   relativi ad ogni vitamina costituiscono «violazioni distin-
tradizionali e non tradizionali in modo proporzionato.                           te» del diritto comunitario della concorrenza. Pertanto, la
                                                                                 Commissione ha violato il principio secondo cui una
                                                                                 decisione non può fondarsi su censure di fatto o di
                                                                                 diritto sostanzialemente diverse da quelle contenute nella
                                                                                 comunicazione degli addebiti.
 ---pagebreak--- C 109/50               IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          4.5.2002
—     Il fatto che la Commissione non abbia chiaramente                     —    annullare la decisione adottata sotto forma di «Notice of
      indicato nella comunicazione degli addebiti le ragioni per                 Amendment n. 3» (avviso di notifica n. 3) il 13 luglio
      cui ha ritenuto di infliggere un’ammenda alla BASF,                        2001 da parte della Direzione generale del personale e
      costituisce un errore di diritto che viola i diritti della                 dell’amministrazione della Commissione europea, relativa
      difesa della BASF. Tale comunicazione degli addebiti è                     agli assegni familiari;
      generica e vaga per quanto riguarda gli elementi relativi
      al calcolo dell’ammenda. Su tale punto, la ricorrente
      osserva anche che il «l’importo base» dell’ammenda                    —    dichiarare che la ricorrente e le figlie del coniuge hanno
      era arbitrario, sproporzionato e contrario al principio                    diritto agli assegni familiari sospesi con decisione della
      dell’uguaglianza di trattamento e che l’aumento del                        Commissione adottata il 13 luglio 2001, aumentati degli
      100 % applicato su tale importo a titolo di deterrente è                   interessi moratori, ai sensi dell’art. 67 dello Statuto;
      immotivato, eccessivo e non poteva essere ragionevol-
      mente previsto.
                                                                            —    condannare la Commissione europea al pagamento della
—     La Commissione si è sbagliata nell’attribuire alla BASF il                 somma di euro 359,35, aumentata degli interessi legali, a
      ruolo congiunto di guida ed istigatore del presunto                        titolo di risarcimento del danno materiale causato dalla
      cartello.                                                                  mancata decisione espressa favorevole relativa al reclamo
                                                                                 presentato in data 14 settembre 2001;
—     La ricorrente soddisfaceva tutte le condizioni per la
      concessione di una riduzione più consistente dell’ammen-
      da sulla base della sezione B della Comunicazione sulle               —    condannare la Commissione europea al pagamento della
      riduzioni per ragioni di equità. In ogni caso, a prescindere               somma di euro 25 000, o di qualsiasi altra somma, anche
      dalla Comunicazione sulle riduzioni per ragioni di equità,                 superiore, che il Tribunale riterrà giusto determinare, a
      la cooperazione della BASF merita una riduzione più                        titolo di risarcimento del danno morale subito, da una
      consistente dell’ammenda.                                                  parte, in seguito alla mancata risposta al reclamo presenta-
                                                                                 to in data 14 settembre 2001, dall’altra a causa delle
—     La rivelazione che la Commissione, prima dell’adozione                     informazioni imprecise e fallaci fornite dalla Scuola
      della decisione impugnata, ha fatto alla stampa circa                      europea dalla convenuta;
      l’ammenda della BASF costituisce un errore essenziale di
      diritto.
                                                                            —    condannare la convenuta all’integralità delle spese della
                                                                                 causa, ivi compreso l’onorario dell’avvocato relativo all’a-
                                                                                 zione avviata sulla base dell’art. 90, n. 1, dello Statuto;
                                                                            In subordine:
Ricorso della sig.ra Anita Jannice Österholm contro
la Commissione delle Comunità europee, proposto il
                        5 febbraio 2002                                     —    condannare la Commissione europea al pagamento della
                                                                                 somma di euro 2 353,40, aumentata degli interessi legali,
                                                                                 a titolo di risarcimento del danno materiale causato dalla
                        (Causa T-18/02)                                          fatturazione delle tasse scolastiche della scuola europea
                                                                                 relative alle figlie del coniuge della ricorrente.
                        (2002/C 109/98)
                  (Lingua processuale: il francese)
                                                                            Motivi e principali argomenti
Il 5 febbraio 2002 la sig.ra Anita Jannice Österholm, residente
in Stoccolma, rappresentata dall’avv. Juan Ramón Iturriagagoi-
tia, ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado delle
Comunità europee, un ricorso contro la Commissione delle
Comunità europee.                                                           La decisione contestata sospende gli assegni di famiglia, gli
                                                                            assegni per figli a carico e l’indennità scolastica a favore della
                                                                            ricorrente. La ricorrente adduce, a sostegno del suo ricorso, in
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                             primo luogo, un errore di valutazione dei fatti e uno sviamento
                                                                            di potere da parte della Commissione. La ricorrente ritiene di
A titolo principale:                                                        soddisfare tutte le condizioni per beneficiare degli assegni di
                                                                            famiglia, per figli a carico e dell’indennità scolastica, come
—     annullare la decisione presa il 13 luglio 2001 dalla                  previsto dall’art. 67 dello Statuto e dall’allegato VII dello
      Direzione generale del personale e dell’amministrazione               Statuto, e di avere anche fornito alla Commissione tutte le
      della Commissione europea, relativa agli assegni familiari;           prove necessarie per la concessione di tali assegni.