CELEX: 32002S0841
Language: it
Date: 2002-05-21 00:00:00
Title: Decisione n. 841/2002/CECA della Commissione, del 21 maggio 2002, che modifica la decisione n. 283/2000/CECA che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati, di larghezza uguale o superiore a 600 mm, non placcati né rivestiti, arrotolati, semplicemente laminati a caldo, originari, tra l'altro, dell'India, e accetta un impegno

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32002S0841

Decisione n. 841/2002/CECA della Commissione, del 21 maggio 2002, che modifica la decisione n. 283/2000/CECA che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati, di larghezza uguale o superiore a 600 mm, non placcati né rivestiti, arrotolati, semplicemente laminati a caldo, originari, tra l'altro, dell'India, e accetta un impegno  

Gazzetta ufficiale n. L 134 del 22/05/2002 pag. 0011 - 0017

Decisione n. 841/2002/CECA della Commissionedel 21 maggio 2002che modifica la decisione n. 283/2000/CECA che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati, di larghezza uguale o superiore a 600 mm, non placcati né rivestiti, arrotolati, semplicemente laminati a caldo, originari, tra l'altro, dell'India, e accetta un impegnoLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,vista la decisione n. 2277/96/CECA della Commissione, del 28 novembre 1996, relativa alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio(1) ("decisione di base"), modificata da ultimo dalla decisione n. 435/2001/CECA(2), in particolare l'articolo 11, paragrafo 4,sentito il comitato consultivo,considerando quanto segue:A. FASI PRECEDENTI DEL PROCEDIMENTO(1) Con decisione n. 283/2000/CECA(3), ("decisione definitiva"), rettificata dalla decisione n. 2009/2000/CECA(4), il Consiglio ha istituito, tra l'altro, un dazio antidumping definitivo del 10,7 % sulle importazioni di bobine laminate a caldo ("prodotto in esame") originarie dell'India, fatta eccezione per le importazioni di alcune società indiane specificamente menzionate a cui si applicava un'aliquota inferiore del dazio o che non erano oggetto di alcun dazio.B. PROCEDIMENTO IN CORSO(2) In seguito, la Commissione ha ricevuto una richiesta di apertura di un riesame della decisione definitiva relativo ai "nuovi esportatori", ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 4, della decisione di base, da parte del produttore esportatore indiano Ispat Industries Ltd ("società"). Questa società ha affermato di non essere collegata a nessuno dei produttori esportatori indiani oggetto delle misure antidumping in vigore per quanto riguarda il prodotto in esame. Ha inoltre dichiarato di non avere esportato il prodotto in esame nella Comunità durante il periodo iniziale dell'inchiesta (dal 1o gennaio 1998 al 31 dicembre 1998), ma di averlo fatto successivamente.(3) Il prodotto oggetto del presente riesame è lo stesso preso in considerazione nella decisione definitiva.(4) La Commissione ha esaminato le prove presentate dalla società e le ha ritenute sufficienti per giustificare l'avvio di un riesame conformemente alle disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 4, della decisione di base. Sentito il comitato consultivo, e dopo aver dato all'industria comunitaria interessata la possibilità di comunicare le proprie osservazioni, la Commissione ha avviato, con decisione n. 2113/2000/CECA(5), un riesame della decisione definitiva ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 4, della decisione di base per quanto riguarda la società, e ha aperto un'inchiesta.(5) Con la decisione che avvia il riesame, la Commissione ha altresì abrogato il dazio antidumping imposto dalla decisione definitiva per quanto riguarda le importazioni del prodotto in esame fabbricato ed esportato nella Comunità dalla società e ha chiesto alle autorità doganali, conformemente all'articolo 14, paragrafo 5, della decisione di base, di adottare misure adeguate per assicurare la registrazione di tali importazioni.(6) La Commissione ha informato la società e i rappresentanti del paese esportatore, dando alle altre parti direttamente interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere di essere sentite. Nessuna richiesta in tal senso è stata però presentata alla Commissione.(7) La Commissione ha inviato un questionario alla società e ne ha ricevuto risposta entro il termine stabilito. Essa ha inoltre raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione del dumping. È stata effettuata una visita di verifica presso la sede della società.(8) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo compreso tra il 1o luglio 1999 e il 30 giugno 2000 ("periodo dell'inchiesta").C. RISULTATI DELL'INCHIESTA1. Qualifica di nuovo esportatore(9) L'inchiesta ha confermato che la società non aveva esportato il prodotto in esame durante il periodo iniziale dell'inchiesta e che le sue esportazioni nella Comunità erano iniziate dopo tale periodo.(10) Inoltre, la società ha potuto fornire ampia prova del fatto che non era collegata, né direttamente né indirettamente, a nessuno dei produttori esportatori indiani soggetti alle misure antidumping in vigore per quanto riguarda il prodotto in esame.(11) È confermato quindi che la società deve essere considerata un nuovo esportatore ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 4, della decisione di base e che occorre di conseguenza determinarne il margine di dumping individuale.2. DumpingValore normale(12) Per quanto riguarda il calcolo del valore normale, la Commissione ha determinato in primo luogo se le vendite complessive di bobine laminate a caldo effettuate dalla società sul mercato interno fossero rappresentative rispetto alle sue vendite complessive per l'esportazione nella Comunità. In conformità dell'articolo 2, paragrafo 2, della decisione di base, le vendite sul mercato interno sono state considerate rappresentative in quanto il volume totale di tali vendite realizzate dal produttore esportatore sul mercato interno corrispondeva ad almeno il 5 % del volume totale delle sue vendite per l'esportazione nella Comunità.(13) La Commissione ha quindi identificato quei tipi di bobine laminate a caldo venduti dalla società sul mercato interno che erano identici o direttamente comparabili ai modelli venduti per l'esportazione nella Comunità L'inchiesta ha dimostrato inoltre che i tipi e le dimensioni del prodotto in esame esportato nella Comunità dalla società sono identici o comparabili a quelli dei prodotti venduti sul suo mercato interno.(14) Per ciascuno dei tipi di prodotto esportati nella Comunità dal produttore esportatore considerati direttamente comparabili ai tipi venduti sul suo mercato interno, si è esaminato se le vendite sul mercato interno fossero sufficientemente rappresentative, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, della decisione di base. Le vendite realizzate sul mercato interno di tutti i tipi di prodotto sono state considerate sufficientemente rappresentative.(15) Si è infine esaminato se le vendite interne di ciascun tipo fossero state realizzate nel corso di normali operazioni commerciali, verificando la percentuale di vendite remunerative del tipo di prodotto in questione effettuate ad acquirenti indipendenti. Allorché il volume delle vendite del prodotto in esame effettuate a prezzi netti pari o superiori al costo di produzione calcolato ("vendite remunerative") rappresentava l'80 % o più del volume complessivo delle vendite e la media ponderata del prezzo di quel tipo di prodotto era pari o superiore al costo di produzione, il valore normale è stato determinato in base al prezzo effettivamente applicato sul mercato interno, calcolato come media ponderata dei prezzi di tutte le vendite sul mercato interno realizzate nel periodo dell'inchiesta, remunerative o meno. Quando il volume delle vendite remunerative del prodotto in esame rappresentava meno dell'80 % ma almeno il 10 % o più del volume complessivo delle vendite, il valore normale è stato determinato in base al prezzo effettivo sul mercato interno, calcolato come media ponderata dei prezzi applicati alle sole vendite remunerative.(16) Quando il volume delle vendite remunerative di qualsiasi tipo di prodotto in esame era inferiore al 10 % del volume complessivo delle vendite, si è considerato che il volume delle vendite di questo determinato tipo di prodotto era insufficiente per poterne utilizzare il prezzo sul mercato interno ai fini della determinazione del valore normale.(17) Quando non è stato possibile utilizzare i prezzi di un determinato tipo di prodotto venduto dalla società sul mercato interno, si è deciso di utilizzare il valore normale costruito invece dei prezzi applicati da altri produttori esportatori sul mercato interno o dei prezzi sul mercato interno di altri tipi simili di prodotto. Dal momento che la presente inchiesta riguarda un'unica società, la prima delle due opzioni non era praticabile. Quanto al ricorso a tipi simili di prodotto, la varietà dei diversi tipi di prodotto e dei fattori che li caratterizzano avrebbe richiesto nella fattispecie l'applicazione di numerosi adeguamenti, molti dei quali avrebbero dovuto essere basati su stime. Si è ritenuto pertanto che il valore costruito della società rappresentasse una base più idonea per la determinazione del valore normale.(18) In seguito ai test di cui sopra, per 33 tipi di prodotto il calcolo del valore normale si è basato sui prezzi di vendita effettivi sul mercato interno delle bobine laminate a caldo, mentre per tutti gli altri tipi (1006) si è dovuto calcolare il valore normale in base a un valore normale costruito sulla base dei costi di produzione dei tipi di prodotto esportati, maggiorati di un congruo margine per le spese generali, amministrative e di vendita ("SGAV") e per il profitto, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3, della decisione di base.(19) A tal fine, la Commissione ha esaminato se le SGAV sostenute e i profitti realizzati dalla società sul mercato interno costituissero dati attendibili. Le SGAV effettive sostenute sul mercato interno sono state considerate attendibili in quanto il volume delle vendite della società sul mercato interno poteva essere considerato rappresentativo rispetto al volume delle vendite destinate all'esportazione nella Comunità. Il margine di profitto ottenuto sul mercato interno è stato determinato sulla base delle vendite interne realizzate nel corso di normali operazioni commerciali.(20) La società ha chiesto un adeguamento del costo di produzione per i costi di avviamento dovuti a un basso indice di utilizzazione delle capacità, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5, della decisione di base.(21) Si è accertato che sui costi sostenuti dalla società durante il periodo dell'inchiesta ha inciso l'uso di nuovi impianti di produzione che hanno richiesto investimenti molto elevati e che hanno registrato un basso indice di utilizzazione delle capacità. Si è inoltre stabilito che tale basso indice di utilizzazione delle capacità era dovuto in parte ad operazioni di avviamento. Di conseguenza, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5, della decisione di base, la Commissione ha applicato un adeguamento per il costo di produzione della società per l'intero periodo dell'inchiesta affinché riflettesse i costi effettivi sostenuti negli ultimi tre mesi di tale periodo, che corrispondono al momento in cui la società è stata considerata operativa dal punto di vista commerciale ai sensi della legislazione indiana vigente.Prezzo all'esportazione(22) Poiché tutte le vendite all'esportazione nella Comunità venivano effettuate ad acquirenti indipendenti nella Comunità, il prezzo all'esportazione è stato stabilito in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8, della decisione di base, ossia sulla base dei prezzi all'esportazione effettivamente pagati o pagabili.Confronto(23) Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, sono stati applicati adeguamenti per tener conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, della decisione di base.(24) Sono stati concessi tutti gli adeguamenti richiesti per le vendite all'esportazione, ad eccezione di quello per le commissioni che era stato registrato due volte. Gli adeguamenti si riferiscono ai costi per il trasporto interno, alle altre spese di trasporto, alle commissioni bancarie, ad altri oneri e all'imballaggio.(25) Sono state ugualmente accolte tutte le richieste di adeguamento presentate dalla società per le vendite sul mercato interno, ad eccezione di quella per la restituzione dei dazi.(26) L'adeguamento richiesto per la restituzione dei dazi è stato calcolato sulla base dei crediti ottenuti nel quadro dello strumento DEPB (Duty Entitlement Passbook Scheme: strumento di credito di dazi d'importazione) descritto al considerando 40 della decisione n. 284/2000/CECA della Commissione(6), modificata dalla decisione n. 2071/2000/CECA(7), che ha istituito un dazio compensativo definitivo sulle importazioni del prodotto in esame originario dell'India. Tale regime dipende dai quantitativi di vendite per l'esportazione, a prescindere dal fatto che siano stati versati dazi all'importazione o che siano state effettivamente importate materie prime. Dal momento che la società ha importato soltanto quantitativi trascurabili di materie prime, non ha potuto dimostrare che le materie importate erano state incorporate fisicamente nel prodotto finale venduto sul mercato interno del produttore esportatore. Pertanto, non si è potuto concedere questo adeguamento in quanto non sono soddisfatti i requisiti previsti dalla decisione di base.Margine di dumping(27) In conformità dell'articolo 2, paragrafo 11, della decisione di base, il margine di dumping è stato calcolato effettuando un confronto tra la media ponderata del valore normale per ciascun tipo di prodotto e la media ponderata del prezzo all'esportazione.(28) Tale media ponderata del margine di dumping calcolato per la società, espressa in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, è pari al 46,5 %.D. MODIFICA DELLE MISURE OGGETTO DI RIESAME(29) Tenuto conto di quanto precede, si è ritenuto che un dazio antidumping definitivo debba essere istituito al livello del margine di dumping accertato, ma che esso, in conformità dell'articolo 9, paragrafo 4, della decisione di base, non debba essere superiore al margine di pregiudizio unico a livello nazionale stabilito per l'India con la decisione definitiva nell'inchiesta antidumping iniziale.(30) Non è possibile determinare alcun margine di pregiudizio individuale in un riesame relativo ai "nuovi esportatori", poiché la portata dell'inchiesta, ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 4, della decisione di base, è limitata all'esame del margine di dumping individuale.(31) In conformità dell'articolo 24, paragrafo 1, della decisione n. 1889/98/CECA della Commissione(8) e dell'articolo 14, paragrafo 1, della decisione di base, nessun prodotto può essere soggetto nel contempo a dazi antidumping e a dazi compensativi al fine di porre rimedio ad una medesima situazione risultante da pratiche di dumping oppure dalla concessione di sovvenzioni all'esportazione. Considerando che devono essere imposti dazi antidumping sulle importazioni del prodotto in esame, occorre determinare se e in quale misura il margine di sovvenzione e il margine di dumping derivino dalla stessa situazione.(32) Nella fattispecie, si è accertato che tutti gli strumenti o regimi esaminati dall'inchiesta in India costituiscono sovvenzioni all'esportazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), della suddetta decisione n. 1889/98/CECA. Le sovvenzioni possono incidere in quanto tali sui prezzi all'esportazione dei produttori esportatori indiani, dando luogo ad un aumento dei margini di dumping. In altri termini, il margine di dumping calcolato è interamente o in parte dovuto all'esistenza delle sovvenzioni all'esportazione. È pertanto necessario adeguare il dazio antidumping affinché corrisponda al margine di dumping effettivo rimanente dopo l'imposizione dei dazi compensativi volti a controbilanciare l'effetto delle sovvenzioni all'esportazione.E. ADEGUAMENTO DEL DAZIO ANTIDUMPING APPLICABILE ALLA JINDAL VIJAYANAGAR STEEL LTD(33) La società Jindal Vijayanagar Steel Ltd ha chiesto di essere sottoposta a un riesame accelerato, conformemente all'articolo 20 della decisione n. 1889/98/CECA, senza tuttavia chiedere, all'inizio del riesame suddetto, un riesame del dazio antidumping ad essa applicabile. In seguito all'apertura di un riesame(9), per tale società è stata stabilita un'aliquota individuale del dazio compensativo pari al 5,7 %. Dato che, ai sensi del considerando 255 della decisione n. 283/2000/CECA, il dazio antidumping viene calcolato come differenza tra il margine di pregiudizio e la sovvenzione all'esportazione determinati, è necessario adeguare il dazio antidumping applicabile. Il margine di pregiudizio attribuito alla Jindal Vijayanagar Steel Ltd è il margine di pregiudizio residuo del 23,8 %. Di conseguenza, il dazio antidumping applicabile ai prodotti esportati nella Comunità da tale società deve essere fissato al 18,1 %.(34) Pertanto, l'aliquota del dazio applicabile al prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, tenuto conto inoltre delle conclusioni del parallelo procedimento antisovvenzioni, è la seguente:>SPAZIO PER TABELLA>(35) Nel frattempo, la Jindal Vijayanagar Steel Ltd ha chiesto un riesame del dazio antidumping ad essa applicabile. Il riesame è stato avviato con decisione n. 1699/2001/CECA della Commissione(10), che rimarrà in vigore.F. RISCOSSIONE RETROATTIVA DEL DAZIO ANTIDUMPING(36) Poiché nell'ambito del riesame sono state accertate pratiche di dumping per quanto riguarda la Ispat Industries Ltd, il dazio antidumping applicabile a detta società deve essere riscosso anche retroattivamente a decorrere dalla data d'inizio del presente riesame delle importazioni che sono state registrate a norma dell'articolo 3 della decisione n. 2113/2000/CECA.G. IMPEGNO(37) La società Ispat Industries Ltd ha offerto un impegno sui prezzi per quanto riguarda le sue esportazioni del prodotto in esame nella Comunità, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 1, della decisione di base.(38) Dopo aver esaminato l'offerta, la Commissione ha ritenuto che l'impegno sia accettabile in quanto eliminerebbe gli effetti pregiudizievoli del dumping, in conformità dell'articolo 8, paragrafo 1, della decisione di base. Inoltre, grazie alle dettagliate relazioni periodiche che la società si è impegnata a presentare, la Commissione potrà esercitare un controllo efficace. Infine, la natura del prodotto e la struttura delle vendite della società sono tali che la Commissione ritiene molto limitato il rischio di elusione dell'impegno.(39) Al fine di garantire un effettivo rispetto ed un efficace controllo dell'impegno, al momento della richiesta di immissione in libera pratica nel quadro di un impegno, l'esenzione dal dazio è subordinata alla presentazione ai servizi doganali degli Stati membri interessati di una fattura commerciale valida rilasciata dalla Ispat Industries Ltd contenente le informazioni elencate in allegato. Nel caso in cui non venga presentata una fattura di questo tipo o se questa non corrisponde al prodotto presentato alle autorità doganali, viene riscossa l'appropriata aliquota del dazio antidumping onde garantire l'efficace applicazione dell'impegno.(40) Le informazioni chieste a norma dell'allegato sono state aggiornate. Per garantire una verifica coerente degli impegni, l'allegato riveduto dovrebbe applicarsi anche a tutte le società di cui all'articolo 2, paragrafo 1, della decisione n. 283/2000/CECA.(41) In caso di violazione o di revoca dell'impegno, può essere imposto un dazio antidumping, in conformità dell'articolo 8, paragrafi 9 e 10, della decisione di base.H. ABROGAZIONE DELLA DECISIONE N. 1357/2001/CECA DELLA COMMISSIONE(11)(42) La decisione n. 1357/2001/CECA, che conteneva un certo numero di errori, dovrebbe essere abrogata e sostituita dalla presente decisione a decorrere dalla sua entrata in vigore. Occorre quindi rimborsare tutti i dazi antidumping e compensativi riscossi che superano il margine di pregiudizio nazionale per l'India (23,8 %).I. INFORMAZIONE E DURATA DELLE MISURE(43) Alle società interessate sono stati comunicati i fatti e le considerazioni in base ai quali si intende istituire un dazio antidumping definitivo modificato sulle loro esportazioni nella Comunità.(44) Il presente riesame non incide sulla data in cui la decisione n. 283/2000/CECA scadrà a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, della decisione di base,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1La decisione n. 1357/2001/CECA è abrogata.Articolo 2La decisione n. 283/2000/CECA è modificata come segue:1) Nella tabella dell'articolo 1, paragrafo 2, la sezione "India" è sostituita dal testo seguente: ">SPAZIO PER TABELLA>"2) Nella tabella dell'articolo 2, paragrafo 1, viene inserito il rigo seguente: ">SPAZIO PER TABELLA>"3) All'articolo 2, paragrafo 2, il riferimento alla "fattura corrispondente all'impegno" è sostituito da "fattura commerciale".Articolo 3L'allegato della decisione n. 283/2000/CECA è sostituito dall'allegato della presente decisione.Articolo 4Qualora oltre al dazio antidumping istituito con decisione n. 283/2000/CECA sia stato riscosso, ai sensi della decisione n. 284/2000/CECA un dazio compensativo su:a) merci prodotte da Ispat Industries Ltd, importate tra il 7 ottobre 2000 e la data di pubblicazione della presente decisione;b) merci prodotte da Jindal Vijayanagar Steel Ltd, importate tra il 6 luglio 2001 e la data di pubblicazione della presente decisione,viene rimborsato l'importo del dazio antidumping riscosso che supera il dazio combinato del 23,8 %.Articolo 5La decisione n. 1699/2001/CECA, che avvia un riesame relativo ai "nuovi esportatori" della decisione n. 283/2000/CECA nei confronti della Jindal Vijayanagar Steel Ltd, rimane in vigore.Articolo 61. La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.2. L'articolo 2, paragrafo 2, si applica a decorrere dal 6 luglio 2001.La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il 21 maggio 2002.Per la CommissionePascal LamyMembro della Commissione(1) GU L 308 del 29.11.1996, pag. 11.(2) GU L 63 del 3.3.2001, pag. 14.(3) GU L 31 del 5.2.2000, pag. 15.(4) GU L 240 del 23.9.2000, pag. 12.(5) GU L 252 del 6.10.2000, pag. 3.(6) GU L 31 del 5.2.2000, pag. 44.(7) GU L 246 del 30.4.2000, pag. 32.(8) GU L 245 del 4.9.1998, pag. 3.(9) GU C 201 del 14.7.2000, pag. 2.(10) GU L 231 del 29.8.2001, pag. 3.(11) GU L 182 del 5.7.2001, pag. 27.ALLEGATOInformazioni da fornire obbligatoriamente nelle fatture commerciali che accompagnano le vendite assoggettate ad impegni (articolo 2, paragrafo 2)1. L'intestazione "FATTURA COMMERCIALE CHE ACCOMPAGNA MERCI ASSOGGETTATE A UN IMPEGNO".2. Il nome della società che rilascia la fattura commerciale.3. Il numero della fattura commerciale.4. La data di rilascio della fattura commerciale.5. Il codice addizionale Taric con il quale le merci figuranti nella fattura vengono sdoganate alla frontiera comunitaria (come specificato nella decisione).6. L'esatta descrizione delle merci, compresi:- il numero di codice del prodotto della società (ove d'applicazione),- il numero di codice del prodotto (quale figura nell'impegno offerto dal produttore esportatore in questione),- le specifiche tecniche del numero di codice del prodotto,- il codice NC,- la quantità (in tonnellate).7. La descrizione delle condizioni di vendita, compresi:- il prezzo alla tonnellata,- le condizioni di pagamento applicabili,- le condizioni di consegna applicabili,- sconti e riduzioni complessivi.8. Il nome del primo acquirente operante come importatore al quale la società ha rilasciato direttamente la fattura.9. Il nome del responsabile della società che ha emesso la fattura commerciale, seguito dalla seguente dichiarazione firmata: "Il sottoscritto certifica che la vendita per l'esportazione diretta nella Comunità europea delle merci coperte dalla presente fattura è effettuata nell'ambito e alle condizioni dell'impegno offerto dalla ... (nome della società) e accettato dalla Commissione europea con decisione n. 841/2002/CECA. Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente fattura sono complete ed esatte."