CELEX: 61959CJ0046
Language: it
Date: 1962-12-14
Title: Sentenza della Corte del 14 dicembre 1962. # Meroni & C. Erba, Meroni & C. Milano contro l'Alta Autorità della Comunità europea del Carbone e dell'Acciaio. # Cause riunite 46 e 47-59.

Avis juridique important

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61959J0046

SENTENZA DELLA CORTE DEL 14 DICEMBRE 1962.  -  MERONI E CO., ERBA, E MERONI E CO., MILANO, CONTRO L'ALTA AUTORITA'DELLA CECA.  -  CAUSE RIUNITE 46 E 47/59.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00783 edizione olandese pagina 00821 edizione tedesca pagina 00837 edizione italiana pagina 00765 edizione speciale inglese pagina 00411 edizione speciale danese pagina 00337 edizione speciale greca pagina 00797 edizione speciale portoghese pagina 00143

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . PROCEDURA - ATTO INTRODUTTIVO - CONTENUTO - OBBLIGHI DEL RICORRENTE  ( PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA CECA, ART . 22, REGOLAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE, ART . 38, PARAGRAFO 1 )  2 . PROCEDURA - ATTO INTRODUTTIVO - CONCLUSIONI - MODIFICA - REQUISITI DI FORMA  3 . " FAUTE DE SERVICE " - CERTIFICATI RILASCIATI DA UN' AMMINISTRAZIONE NAZIONALE RICONOSCIUTI QUALI DOCUMENTI GIUSTIFICATIVI - ILLECITO COMMESSO DA UN FUNZIONARIO NAZIONALE NEL RILASCIO DI TALI CERTIFICATI - ASSENZA DI CONTROLLO DA PARTE DELLA COMUNITA  

Massima

1 . IL RICORRENTE HA L' OBBLIGO DI INDICARE LE PRECISE CIRCOSTANZE DEDOTTE A SOSTEGNO DELLA DOMANDA E DI FORMULARE LE SUE CONCLUSIONI IN MODO INEQUIVOCO .  2 . VEDASI MASSIMA N . 1 SENTENZA 33-59, RACC . VOL . VIII, PAG . 701 .  UNA MODIFICA DELLE CONCLUSIONI, ANCHE OVE SIA AMMISSIBILE, E SUBORDINATA A RIGIDE CONDIZIONI PER QUANTO RIGUARDA LA SUA CHIAREZZA ED IL SUO TENORE E VA FATTA IN VIA FORMALE .  */ 659J0033 /*.  3 . VEDASI MASSIME SENTENZA 23-59, VOL . V, PAG . 491 .  A ) NON PUO' ESSERE IMPUTATA ALL' ALTA AUTORITA E NON COSTITUISCE " FAUTE PERSONNELLE " CHE CHIAMI IN CAUSA LA RESPONSABILITA DELLA STESSA LA " FAUTE " COMMESSA - NEL RILASCIARE DEI CERTIFICATI D' ORIGINE AMMESSI DALL' ALTA AUTORITA COME GIUSTIFICATIVI - DAL FUNZIONARIO DI UNO STATO MEMBRO IL QUALE NON AGIVA IN BASE AD ORDINI IMPARTITI DALL' ALTA AUTORITA, NE PER CONTO OD IN NOME DI DETTA ISTITUZIONE, BENSI' NELLA SEMPLICE VESTE DI FUNZIONARIO DI UNO STATO MEMBRO .  B ) L' ALTA AUTORITA, LASCIANDO ALL' ORGANO COMPETENTE DI UNO STATO MEMBRO LA CURA DI RILASCIARE I CERTIFICATI DI CUI TRATTASI ANZICHE PROVVEDERE DIRETTAMENTE, NON PONE IN ESSERE UN' ORGANIZZAZIONE DEFICIENTE E CONSEGUENTEMENTE NON COMMETTE UNA " FAUTE DE SERVICE " AI SENSI DELL' ART . 40 DEL TRATTATO CECA, A CONDIZIONE CHE TALE COMPITO SIA AFFIDATO AD UN ORGANO SUPERIORE - QUALE UN MINISTERO - IL QUALE, SECONDO OGNI APPARENZA, SIA IL PIU ADATTO AD OFFRIRE GARANZIE CONTRO OGNI ABUSO, E CHE LE NORME VIGENTI, NELLO STATO MEMBRO DI CUI TRATTASI, PER IL RILASCIO DI DETTI CERTIFICATI PREVEDANO UN' ADEGUATA PROCEDURA .  C ) IN TAL CASO NON COSTITUISCE " FAUTE DE SERVICE " IL FATTO CHE L' ALTA AUTORITA NON ABBIA CONTROLLATO LA VERIDICITA DEI CERTIFICATI, IN MANCANZA DI QUALSIASI ATTO A MANIFESTARE IL SUSSISTERE DI ABUSI .  */ 659J0023 /*.  

Parti

NELLE CAUSE RIUNITE  1 ) MERONI E C .,  SOCIETA IN ACCOMANDITA SEMPLICE CON SEDE IN ERBA ( CAUSA 46-59 ), RAPPRESENTATA DAL SUO PROCURATORE GENERALE, DOTT . AGOSTINO ARTIOLI,  2 ) MERONI E C .,  SOCIETA PER AZIONI, CON SEDE IN MILANO ( CAUSA 47-59 ), RAPPRESENTATA DAL SUO AMMINISTRATORE UNICO, DOTT . ALDO MERONI,  ASSISTITE DALL' AVV . ARTURO COTTRAU, DEL FORO DI TORINO, PATROCINANTE IN CASSAZIONE, CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVV . GEORGES MARGUE, RUE ALPHONSE-MUENCHEN 6, RICORRENTI  CONTRO  L' ALTA AUTORITA DELLA COMUNITA EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO PROF . GIULIO PASETTI, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DAL PROF . AVV . WALTER BIGIAVI, ORDINARIO DELL' UNIVERSITA DI BOLOGNA, CON DOMICILIO ELETTO NEI SUOI UFFICI, PLACE DE METZ 2, LUSSEMBURGO, CONVENUTA  

Oggetto della causa

CAUSE AVENTI PER OGGETTO :  IL RISARCIMENTO DEI DANNI DERIVANTI DA UNASSERITO ILLECITO DELL' ALTA AUTORITA,  

Motivazione della sentenza

PER L' ECONOMIA PROCESSUALE APPARE OPPORTUNO DEFINIRE CON UN' UNICA SENTENZA LE PRESENTI CAUSE, GIA RIUNITE AGLI EFFETTI DELLA DISCUSSIONE ORALE CON ORDINANZA 26 FEBBRAIO 1960 .  I - SULLA PORTATA DELLE CONCLUSIONI DELLE RICORRENTI  LA CORTE RITIENE NECESSARIO PRECISARE ANZITUTTO LA PORTATA DELLE CONCLUSIONI DELLE RICORRENTI .  NELL' ATTO INTRODUTTIVO, LA RICORRENTE MERONI PRIMA NOMINATA, HA CHIESTO IN ISPECIE ALLA CORTE DI VOLER  " DICHIARARE LA RESPONSABILITA DELLA CONVENUTA PER NON AVER SAPUTO EVITARE CHE, NEGLI ANNI 1954-1957, SIA STATO POSSIBILE VENDERE PER TRAMITE DELL' UCCR INGENTI QUANTITATIVI DI ROTTAME PER I QUALI ERANO STATI FATTI VALERE, COME DOCUMENTI GIUSTIFICATIVI, FRAUDOLENTI CERTIFICATI DI DEMOLIZIONE NAVALE RILASCIATI DAL CAPO DELLA SEZIONE SIDERURGICA DEL MINISTERO OLANDESE PER GLI AFFARI ECONOMICI, E PER TUTTI QUEGLI ALTRI MOTIVI CHE EMERGERANNO IN CORSO DI CAUSA ( FRODE ALLA QUALE PARREBBE NON SIA STATA ESTRANEA LA SOCIETA HANSA-ROHSTOFF DI DUESSELDORF ) ".  LA RICORRENTE MERONI SECONDA NOMINATA, NELL' ATTO INTRODUTTIVO, HA CHIESTO ALLA CORTE DI VOLER  " DICHIARARE LA RESPONSABILITA DELLA CONVENUTA PER NON AVER SAPUTO EVITARE - NEGLI ANNI DAL 1954 AL 1957 - LA VENDITA, TRAMITE L' UFFICIO FIDUCIARIO OLANDESE DELLA CASSA DI PEREQUAZIONE, DI INGENTI QUANTITATIVI DI ROTTAME PER I QUALI ERANO STATI FATTI VALERE, COME DOCUMENTI GIUSTIFICATIVI, FRAUDOLENTI CERTIFICATI DI DEMOLIZIONE NAVALE RILASCIATI DALLA SEZIONE SIDERURGICA DEL MINISTERO PER GLI AFFARI ECONOMICI OLANDESE, E PER TUTTE LE ALTRE FRODI CHE, EVENTUALMENTE, SONO STATE SCOPERTE IN SEGUITO ( HANSA-ROHSTOFF DI DUESSELDORF ED ALTRE ) ".  CIO' POSTO, SORGE LA QUESTIONE SE LA CORTE POSSA VALIDAMENTE APPREZZARE IL COMPLESSO DELLE FRODI ED IRREGOLARITA COMMESSE IN MATERIA DI PEREQUAZIONE DEL ROTTAME DAL 1954 AL 1957, OVVERO SOLTANTO LE FRODI RELATIVE AI CERTIFICATI FALSI RILASCIATI DAL SOPRAMMENZIONATO FUNZIONARIO OLANDESE, VAN DER GRIFT ( FRODI IN PROSIEGUO DENOMINATE " COMPLESSO VAN DER GRIFT ").  A NORMA DELL' ARTICOLO 22 DEL PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA CECA, ED ALTRESI' DELL' ARTICOLO 38, PARAGRAFO 1, DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE, L' ATTO INTRODUTTIVO DEVE INDICARE L' OGGETTO DELLA CONTROVERSIA E CONTENERE LE CONCLUSIONI DEL RICORRENTE . A QUESTO INCOMBE PERCIO' D' INDICARE LE PRECISE CIRCOSTANZE DEDOTTE A SOSTEGNO DELLA DOMANDA E DI FORMULARE LE SUE CONCLUSIONI IN MODO INEQUIVOCO; IN CASO CONTRARIO LA CORTE RISCHIEREBBE, O DI STATUIRE ULTRA PETITA, O DI NON PRONUNCIARSI SU UN CAPO DELLA DOMANDA . SE CIO' NON BASTASSE, IN MANCANZA DELLE ACCENNATE PRECISAZIONI, CADREBBE NEL NULLA IL DIRITTO DELLA CONVENUTA DI RISPONDERE SOLO SU CIRCOSTANZE CHIARAMENTE DETERMINATE E DI RIBATTERE SOLO AD ARGOMENTI CHIARI E DISTINTI .  LA CORTE RILEVA CHE, NELLA SPECIE, LE RICORRENTI, BENCHE FOSSERO STATE INVITATE A FARLO DURANTE LA DISCUSSIONE ORALE E CON L' ORDINANZA RELATIVA ALLA RIAPERTURA DELLA FASE ORALE, NON HANNO SODDISFATTO A TALI CONDIZIONI .  CIRCA I FATTI POSTI A BASE DELLA LORO DOMANDA, LE RICORRENTI SI SONO LIMITATE A PRODURRE NUMEROSI ATTI PARLAMENTARI ED A RICHIAMARSI, NELLA DISCUSSIONE ORALE, A TUTTE LE CIRCOSTANZE ED IPOTESI IVI MENZIONATE; ESSE SI SONO PERO' ASTENUTE DAL PRECISARE QUALI SIANO LE IRREGOLARITA, RILEVATE IN DETTI DOCUMENTI, NELLE QUALI SI SAREBBE CONCRETATO L' ILLECITO DEGLI UFFICI RESPONSABILI E CHE AVREBBERO RECATO LORO UN DANNO . DI CONSEGUENZA SE LA CORTE AMMETTESSE A DISCUSSIONE TESI SVOLTE CON ASSOLUTA MANCANZA DI PRECISIONE, ESSA LIMITEREBBE IN MISURA NOTEVOLE IL DIRITTO FONDAMENTALE DEL CONVENUTO DI DIFENDERSI CON PIENA CONOSCENZA DEGLI ARGOMENTI DEL RICORRENTE .  PER QUANTO RIGUARDA LE CONCLUSIONI, NON RISULTA CON SUFFICIENTE CHIAREZZA CHE LE STESSE SI RIFERISCONO, NON SOLTANTO AL COMPLESSO VAN DER GRIFT, BENSI' ALL' INSIEME DELLE FRODI ED IRREGOLARITA COMMESSE . GLI ARGOMENTI SVOLTI NEGLI ATTI INTRODUTTIVI SI RIFERISCONO INFATTI AL SOLO COMPLESSO VAN DER GRIFT; LA RICORRENTE MERONI SECONDA NOMINATA FA MENZIONE, NELLE SUE CONCLUSIONI, DELLE PARTITE DI ROTTAME VENDUTE " TRAMITE L' UFFICIO REGIONALE OLANDESE DELLA CASSA DI PEREQUAZIONE "; NELLE CONCLUSIONI DI ENTRAMBE LE RICORRENTI SI FA ALLUSIONE, TRA PARENTESI, ALLA HANSA-ROHSTOFF, IMPRESA PER LA QUALE E ASSODATO CHE E STATA SPESSO MENZIONATA IN RELAZIONE AL COMPLESSO VAN DER GRIFT . DA TUTTE QUESTE CIRCOSTANZE EMERGE CHE LE CONCLUSIONI FORMULATE NEGLI ATTI INTRODUTTIVI VANNO INTESE COME RIFERENTESI UNICAMENTE AL COMPLESSO VAN DER GRIFT .  L' ULTERIORE SVOLGIMENTO DEL PROCEDIMENTO, LUNGI DALL' INFIRMARE QUESTA OPINIONE, LA CONFERMA . ALL' UDIENZA PUBBLICA IL PATRONO DELLE RICORRENTI, PUR AFFERMANDO CHE LE DOMANDE DELLE RICORRENTI RIGUARDAVANO NATURALMENTE TUTTE LE FRODI, SI E INFATTI ASTENUTO DAL MODIFICARE O PRECISARE MATERIALMENTE LE CONCLUSIONI GIA FORMULATE; UN' AFFERMAZIONE DEL GENERE NON PUO' EQUIVALERE AD UNA MODIFICA DELLE CONCLUSIONI LA QUALE, SEMPRECHE SIA AMMISSIBILE, E SUBORDINATA A RIGIDE CONDIZIONI PER QUANTO RIGUARDA LA CHIAREZZA ED IL TENORE DELLE CONCLUSIONI STESSE .  LE RICORRENTI HANNO SOSTENUTO DI ESSERSI TROVATE NELL' IMPOSSIBILITA DI PRESENTARE IN UN MOMENTO ANTERIORE GLI ARGOMENTI DI CUI TRATTASI; QUESTA TESI MANCA PERO' DI PERTINENZA, GIACCHE ESSE RIMANGONO SEMPRE LIBERE DI PROPORRE UN NUOVO RICORSO .  LE RICORRENTI ASSUMONO INFINE CHE, QUALORA AVESSERO INDUGIATO A FAR VALERE I LORO DIRITTI BASATI SULL' ARTICOLO 40 DEL TRATTATO, ESSE AVREBBERO CORSO IL RISCHIO DI VEDERSI OPPORRE LA PRESCRIZIONE DI CUI ALL' ARTICOLO 40 DELLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA CECA . QUESTO TIMORE APPARE TUTTAVIA INFONDATO . NON VI E INFATTI ALCUN PERICOLO CHE LE AZIONI BASATE SULLE IRREGOLARITA DIVERSE DA QUELLE RELATIVE AL COMPLESSO VAN DER GRIFT SI PRESCRIVANO, POSTO CHE NON E STATO ANCORA POSSIBILE ACCERTARE DEFINITIVAMENTE L' AMMONTARE DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE DOVUTI .  GLI ARGOMENTI TESTE ESAMINATI NON PERMETTONO DI ATTRIBUIRE AL RICHIAMO ALLE FRODI DIVERSE DA QUELLE CONNESSE AL CASO VAN DER GRIFT, - RICHIAMO FATTO NELLE CONCLUSIONI ED ALTRESI' NELLE DEDUZIONI ORALI - L' AMPIO SIGNIFICATO CHE LE RICORRENTI PRETENDONO; QUESTO RICHIAMO VA INVECE INTESO COME UNA RISERVA, DIRETTA AD OTTENERE L' EVENTUALE PRESA IN CONSIDERAZIONE DI ALTRI EVENTI DANNOSI, IN QUANTO SI TRATTI DI CIRCOSTANZE - DEL RESTO NON PRECISATE - CONNESSE AL SOLO CASO VAN DER GRIFT .  DA QUANTO PRECEDE RISULTA CHE LA DOMANDA DELLE RICORRENTI VERTE SUL SOLO COMPLESSO VAN DER GRIFT, IVI COMPRESI I FATTI RELATIVI A QUESTO COMPLESSO EVENTUALMENTE EMERSI SUCCESSIVAMENTE AL DEPOSITO DEI RICORSI, MA ANTERIORMENTE ALL' APERTURA DELLA DISCUSSIONE ORALE .  II - NEL MERITO  1 . RESPONSABILITA' DERIVANTE DALLA GARANZIA PRESTATA DALL' ALTA AUTORITA'  LE RICORRENTI FANNO DERIVARE LA RESPONSABILITA DELLA CONVENUTA DALLA CIRCOSTANZA CH' ESSA, NELLE DECISIONI ISTITUTIVE DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE, AVREBBE ASSUNTO IL PRECISO IMPEGNO DI GARANTIRNE L' IMPECCABILE FUNZIONAMENTO, E CIO' PURE NEI CONFRONTI DELLE IMPRESE SIDERURGICHE DELLA COMUNITA; LO DIMOSTREREBBE IN ISPECIE L' OTTAVO " CONSIDERANDO " DELLA DECISIONE 14-55 NELLA QUALE L' ALTA AUTORITA HA DICHIARATO DI ESSERE " RESPONSABILE DEL REGOLARE FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE " E DI DOVERE QUINDI " ESSERE IN QUALSIASI MOMENTO IN GRADO D' INTERVENIRE EFFICACEMENTE ".  LA CORTE OSSERVA CHE L' ISTITUZIONE DEL CONSORZIO ED IL PRINCIPIO, ENUNCIATO NEL CONSIDERANDO DELLA DECISIONE GENERALE SOPRA MENZIONATA, DELLA RESPONSABILITA DELL' ALTA AUTORITA PER IL REGOLARE FUNZIONAMENTO DEL CONSORZIO STESSO, RIENTRANO NELLA SFERA POLITICA ED AMMINISTRATIVA E NON POSSONO QUINDI SUSTANZIARE UN OBBLIGO NEI CONFRONTI DELLE IMPRESE OVVERO UNA GARANZIA CHE DIA LUOGO A RESPONSABILITA CONTRATTUALE O EXTRACONTRATTUALE DELL' ALTA AUTORITA, ANCHE NEL CASO IN CUI NESSUNA COLPA SUSSISTA . QUESTO MOTIVO VA QUINDI DISATTESO .  2 . RESPONSABILITA' PER ILLECITO ( FAUTE DE SERVICE )  I RICORSI SI BASANO POI, E SOPRATTUTTO, SULL' ARTICOLO 40 DEL TRATTATO CECA IL QUALE OFFRE AL DANNEGGIATO LA POSSIBILITA DI AGIRE CONTRO LA COMUNITA ONDE OTTENERE IL RISARCIMENTO PECUNIARIO DEL DANNO ARRECATOGLI, NELL' ESECUZIONE DEL TRATTATO, DA UNA " FAUTE DE SERVICE " DELLA COMUNITA STESSA .  LA CORTE RILEVA :  A ) CHE IL FUNZIONARIO DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ECONOMICI OLANDESE, CHE HA FRAUDOLENTEMENTE RILASCIATO I CERTIFICATI DI CUI TRATTASI, NON E UN DIPENDENTE DELL' ALTA AUTORITA, NE HA ESEGUITO ORDINI DA QUESTA IMPARTITI, BENSI' HA AGITO IN QUALITA DI ORGANO DI UNO STATO MEMBRO . SE IN BASE AL SISTEMA ADOTTATO DALL' ALTA AUTORITA, I CERTIFICATI PROVENIENTI DAL MINISTERO OLANDESE VALEVANO COME GIUSTIFICATIVI SENZA ULTERIORI VERIFICHE, CIO' NON SIGNIFICA CHE IL FUNZIONAMENTO CUI IL MINISTERO AVEVA AFFIDATO IL RILASCIO DI DETTI CERTIFICATI ABBIA AGITO PER CONTO O IN NOME DELLA COMUNITA .  L' ILLECITO DI QUESTO NON PUO' QUINDI ESSERE IMPUTATO ALLA CONVENUTA, NE E STATA PROVATA L' ESISTENZA DI UN ILLECITO PERSONALE, COMMESSO DA UN DIPENDENTE DELLA CONVENUTA NELL' ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI .  B ) CHE SI DEVE CIONONDIMENO STABILIRE SE LA CONVENUTA NON ABBIA COMMESSO UN ILLECITO AI SENSI DELL' ARTICOLO 40 DEL TRATTATO CECA, PER NON AVER MEGLIO ORGANIZZATO IL RILASCIO DEI CERTIFICATI D' ORIGINE PER IL ROTTAME AMMESSO ALLA PEREQUAZIONE, IN ISPECIE, PER NON AVER STABILITO ALCUN CONTROLLO SULLA VERIDICITA DEI CERTIFICATI STESSI .  A PRIMA VISTA, LA CIRCOSTANZA CHE GLI ABUSI DENUNCIATI ABBIANO POTUTO PROTRARSI PER PARECCHI ANNI APPARIREBBE COME UN INDIZIO DI CATTIVA ORGANIZZAZIONE . QUESTA OPINIONE NON E TUTTAVIA GIUSTIFICATA; LASCIANDO AL COMPETENTE ORGANO NAZIONALE LA CURA DI RILASCIARE GLI ATTESTATI ALL' UOPO OCCORRENTI, LA CONVENUTA HA INFATTI ADOTTATO IL SISTEMA CHE, SECONDO OGNI APPARENZA, ERA IL PIU ATTO AD EVITARE QUALSIASI ABUSO . POSTO CHE I CERTIFICATI SERVIVANO AL TEMPO STESSO A LEGITTIMARE, IN BASE AL DIRITTO INTERNO OLANDESE, LA RIESPORTAZIONE DEL ROTTAME, ERA PERFETTAMENTE RAGIONEVOLE AFFIDARNE IL RILASCIO AGLI ORGANI NAZIONALI CHE ERANO I PIU QUALIFICATI AD EFFETTUARE GLI OPPORTUNI CONTROLLI .  IL RILASCIO DEI CERTIFICATI NON ERA STATO AFFIDATO AD UN ORGANO INFERIORE, BENSI' AD UN MINISTERO; LE NORME VIGENTI NEI PAESI BASSI PRESCRIVEVANO, PER IL RILASCIO DEI CERTIFICATI, ACCURATISSIMI ACCERTAMENTI SULLA PROVENIENZA DEL ROTTAME, COSICCHE ERA IN REALTA IMPREVEDIBILE CHE, APPLICANDO TALE SISTEMA, SI SAREBBE DATO ADITO A FRODI .  CIO' POSTO, L' ADOZIONE DI TALI MODALITA PER IL RILASCIO DEI CERTIFICATI NON PUO' DAR LUOGO AD UN ADDEBITO A CARICO DELLA CONVENUTA NE PUO' ASSOLUTAMENTE ESSERE CONSIDERATO UN ILLECITO .  LO STESSO SI DICA DELLA CRITICATA MANCANZA DI CONTROLLI . SAREBBE STATO INFATTI ECCESSIVO PROCEDERE AL CONTROLLO DEI CERTIFICATI RILASCIATI DA UN MINISTERO ED AVENTI CARATTERE DI ATTO PUBBLICO, QUANTO MENO FINCHE NON SI AVESSE AVUTO SENTORE DI ABUSI TALI DA METTERNE IN DUBBIO LA VERIDICITA .  VA POI DISATTESO L' ASSUNTO DELLE RICORRENTI SECONDO IL QUALE LA RISPOSTA DATA DALL' ALTA AUTORITA, DAVANTI ALL' ASSEMBLEA COMUNE, AGLI ONOREVOLI VAN DER GOES VAN NATERS E NEDERHORST, ED ALTRESI' LA LETTERA DEL 24 FEBBRAIO 1958, INVIATA DAL VICEPRESIDENTE DELL' ALTA AUTORITA, SIGNOR SPIERENBURG, AL PRESIDENTE DELLA CASSA DI PEREQUAZIONE, COSTITUIREBBERO IL RICONOSCIMENTO DI UN ILLECITO . TALI DICHIARAZIONI, INFATTI, PUR SOLLEVANDO GIUSTAMENTE LA QUESTIONE DEL COME SI POTESSE MIGLIORARE IL SISTEMA ONDE EVITARE PER L' AVVENIRE INCONVENIENTI DEL GENERE - SI NOTI CHE I DIFETTI SONO DIVENUTI MANIFESTI SOLO SUCCESSIVAMENTE ALLA SCOPERTA DELLE PRATICHE FRAUDOLENTE - NON CONTENGONO ALCUN ESPRESSO RICONOSCIMENTO DI UNA " FAUTE DE SERVICE " COMMESSA DALL' ALTA AUTORITA . ESSE NON POTREBBERO DEL RESTO TRAMUTARE IN ILLECITO UN COMPORTAMENTO DELLA CONVENUTA CHE IN REALTA NON NE HA IL CARATTERE .  NELLA SENTENZA FERAM ( RACC . V, PAG . 489 E SEGG .), LA CORTE HA RESPINTO LA DOMANDA DI RISARCIMENTO DELLA RICORRENTE, DOMANDA FONDATA SUGLI STESSI MOTIVI DEDOTTI NEL PRESENTE RICORSO, VALE A DIRE IL SUSSISTERE DI UNA " FAUTE DE SERVICE " DELL' ALTA AUTORITA CONCRETATASI NEL NON AVER ESERCITATO UN EFFICACE CONTROLLO SUL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE .  LE CIRCOSTANZE DEDOTTE DALLE RICORRENTI NELLE PRESENTI CONTROVERSIE, NEI LIMITI IN CUI SI RIFERISCONO AL COMPLESSO VAN DER GRIFT, NON CONTENGONO ALCUN NUOVO ELEMENTO ATTO A FAR RAVVISARE ALLA CORTE L' OPPORTUNITA DI MODIFICARE IL GIUDICATO NELLA CAUSA FERAM . I RICORSI VANNO PERTANTO RESPINTI PERCHE INFONDATI .  

Decisione relativa alle spese

LE CENSURE DELLE RICORRENTI RIGUARDANTI IL COMPLESSO VAN DER GRIFT SONO STATE DISATTESE . LE RICORRENTI SONO DEL PARI RIMASTE SOCCOMBENTI NEL TENTATIVO DI SOTTOPORRE ALL' ESAME DELLA CORTE ALTRE FRODI, SCOPERTE SUCCESSIVAMENTE ALLE IRREGOLARITA RELATIVE AL COMPLESSO VAN DER GRIFT .  VA TUTTAVIA RILEVATO CH' ESSE HANNO COMPIUTO TALE TENTATIVO IN QUANTO IGNORAVANO, O POTEVANO IGNORARE, CHE LA CORTE AVREBBE RITENUTO RICEVIBILI, CIOE NON PRESCRITTE, LE AZIONI INIZIATE SUCCESSIVAMENTE ALLA CHIUSURA DEI CONTI DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE . QUESTA CIRCOSTANZA, DI CUI NON SI PUO' FAR LORO CARICO E CHE LE HA INDOTTE A PROPORRE IL LORO RICORSO PER DANNI NEL TERMINE CHE ESSE RITENEVANO PERENTORIO, COSTITUISCE UN MOTIVO ECCEZIONALE AI SENSI DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 3, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA DELLA CORTE PER COMPENSARE LE SPESE, COME SARA PRECISATO NEL DISPOSITIVO .  

Dispositivo

LA CORTE  DISATTESA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA DICHIARA E STATUISCE :  1 ) LE CAUSE 46-59 E 47-59 IN QUANTO CONNESSE SONO RIUNITE AGLI EFFETTI DELLA PRESENTE SENTENZA .  2 ) I RICORSI SONO RESPINTI PERCHE INFONDATI .  3 ) LE SPESE SONO COMPENSATE FRA LE PARTI, RESTANDO A CARICO DI CIASCUNA QUELLE DA ESSA SOSTENUTE .