CELEX: 61969CJ0041
Language: it
Date: 1970-07-15 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 15 luglio 1970. # ACF Chemiefarma NV contro Commissione delle Comunità europee. # Causa 41-69.

Avis juridique important

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61969J0041

SENTENZA DELLA CORTE DEL 15 LUGLIO 1970.  -  ACF CHEMIEFARMA NV CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  CAUSA 41/69.  

raccolta della giurisprudenza 1970 pagina 00661 edizione speciale danese pagina 00107 edizione speciale greca pagina 00397 edizione speciale portoghese pagina 00447 edizione speciale spagnola pagina 00073 edizione speciale svedese pagina 00457 edizione speciale finlandese pagina 00455

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA - INTESE - COMPETENZE DELLE AUTORITA DEGLI STATI MEMBRI - CARATTERE PROVVISORIO - COMPETENZA PREMINENTE DELLA COMMISSIONE  ( REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 17, ART . 9, N . 3 )  2 . POTERE D' INFLIGGERE AMMENDE - TERMINI DI PRESCRIZIONE - NECESSITA CHE QUESTI SIANO FISSATI IN PRECEDENZA - COMPETENZA DEL LEGISLATORE COMUNITARIO  3 . REGOLAMENTI DEL CONSIGLIO CEE - OBBLIGO DI CONSULTARE IL PARLAMENTO - MODIFICHE NON SOSTANZIALI UNILATERALMENTE APPORTATE DAL CONSIGLIO AL PROGETTO DELLA COMMISSIONE  ( TRATTATO CEE, ARTT . 149, 87 )  4 . CONSIGLIO CEE - ESERCIZIO DEL POTERE NORMATIVO - ELABORAZIONE DI NORME D' ATTUAZIONE - LEGITTIMITA DELL' ATTRIBUZIONE DI QUESTO COMPITO ALLA COMMISSIONE - POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA - INTESE - PROCEDURA DINANZI ALLA COMMISSIONE - AUDIZIONE DEGL' INTERESSATI - FISSAZIONE DELLE RELATIVE NORME DA PARTE DELLA COMMISSIONE  ( TRATTATO CEE, ART . 155; REGOLAMENTO N . 17, ARTT . 19, 24 )  5 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA - INTESE - PROCEDURA DINANZI ALLA COMMISSIONE - DIRITTO ALLA DIFESA - OBBLIGHI DELLA COMMISSIONE - COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI - COMUNICAZIONE DI DOCUMENTI - SEGRETO DEGLI AFFARI  ( REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE N . 99/63, ARTT . 2, 4; REGOLAMENTO N . 17, ART . 20 )  6 . CEE - REGIME LINGUISTICO - IRREGOLARITA COMMESSE DA UN' ISTITUZIONE - CONSEGUENZE - VIZIO DI FORMA IN CASO DI CONSEGUENZE DANNOSE  ( REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 1, ART . 3 )  7 . ATTI DI UN' ISTITUZIONE - MOTIVAZIONE - NOZIONE - APPLICAZIONE NEL CASO DI UNA DECISIONE CHE INFLIGGE UNA SANZIONE  ( TRATTATO CEE, ART . 190 )  8 . POLITICA DELLA CEE - CONCORRENZA - INTESE - DECISIONE CHE INFLIGGE UNA SANZIONE - PUBBLICAZIONE DA PARTE DELLA COMMISSIONE - LEGITTIMITA  ( REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 17, ARTT . 15, 21 )  9 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA - INTESE - GENTLEMEN' S AGREEMENT - QUALIFICA DI ACCORDO VIETATO - CRITERI  ( TRATTATO CEE, ART . 85 )  10 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA - INTESE - SANZIONI - CARATTERE - SCOPO  ( REGOLAMENTO N . 17, ART . 15, N . 2 )  11 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA - INTESE - AMMENDE - DETERMINAZIONE DELL' AMMONTARE - GRAVITA DELL' INFRAZIONE - CRITERI DI VALUTAZIONE  ( REGOLAMENTO N . 17, ART . 15, N . 2 )  

Massima

1 . DATO IL CARATTERE PROVVISORIO ATTRIBUITO DALL' ARTICOLO 9, N . 3, DEL REGOLAMENTO N . 17 AGL' INTERVENTI DELLE AUTORITA NAZIONALI RELATIVI ALL' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85 DEL TRATTATO CEE, QUESTI NON POSSONO MENOMARE IL PIENO ESERCIZIO DEI POTERI DELLA COMMISSIONE NELL' AMBITO DEL MERCATO COMUNE .  2 . ONDE GARANTIRE LA CERTEZZA DEL DIRITTO, IL TERMINE DI PRESCRIZIONE DEVE ESSERE STABILITO IN PRECEDENZA; LA DETERMINAZIONE DELLA SUA DURATA E DELLE MODALITA D' APPLICAZIONE E DI ESCLUSIVA COMPETENZA DEL LEGISLATORE COMUNITARIO .  3 . QUALORA, DOPO AVER OBBLIGATORIAMENTE CONSULTATO IL PARLAMENTO EUROPEO SU UNA PROPOSTA DI REGOLAMENTO PRESENTATA DALLA COMMISSIONE, IL CONSIGLIO APPORTI DELLE MODIFICHE AL TESTO, ESSO NON E TENUTO A CONSULTARE NUOVAMENTE IL PARLAMENTO SE IL PROGETTO DI REGOLAMENTO NON HA SUBITO, IN COMPLESSO, MODIFICHE SOSTANZIALI .  4 . IL CONSIGLIO PUO' ATTRIBUIRE ALLA COMMISSIONE LA FACOLTA DI EMANARE LE DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI NECESSARIE PER L' ATTUAZIONE DELLE NORME DA ESSO ADOTTATE NELL' AMBITO DELLA SUA MISSIONE .  AVENDO STABILITO, ALL' ARTICOLO 19 DEL REGOLAMENTO N . 17, IL PRINCIPIO DELL' AUDIZIONE DEGL' INTERESSATI DA PARTE DELLA COMMISSIONE, IL CONSIGLIO AVEVA LA FACOLTA DI AFFIDARE A QUEST' ULTIMA IL COMPITO DI FISSARE LE NORME PROCEDURALI DA SEGUIRE AL RIGUARDO, POICHE SI TRATTA DI NORME D' ATTUAZIONE AI SENSI DELL' ARTICOLO 155 DEL TRATTATO .  5 . IL RISPETTO DEL DIRITTO ALLA DIFESA ESIGE CHE, NELLA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI, LA COMMISSIONE ENUNCI, SIA PUR SOMMARIAMENTE, MA IN MODO CHIARO, I PRINCIPALI FATTI SUI QUALI ESSA SI BASA, E COMUNICHI AGLI INTERESSATI, DURANTE LA PROCEDURA AMMINISTRATIVA, GLI ALTRI ELEMENTI CHE FOSSERO NECESSARI ALLA LORO DIFESA .  IL DIRITTO ALLA DIFESA SANCITO DALL' ARTICOLO 4 DEL REGOLAMENTO N . 99 E RISPETTATO ALLORCHE LA DECISIONE NON PONE A CARICO DEGL' INTERESSATI INFRAZIONI DIVERSE DA QUELLE CONTEMPLATE NELLA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI, E PRENDE IN CONSIDERAZIONE SOLTANTO FATTI SUI QUALI GLI INTERESSATI HANNO AVUTO MODO DI MANIFESTARE, ORALMENTE O PER ISCRITTO, IL PROPRIO PUNTO DI VISTA .  IN CASO DI DUBBIO SULL' EVENTUALE INCOMPATIBILITA DELLA COMUNICAZIONE DI DOCUMENTI NECESSARI ALLA DIFESA DI UN' IMPRESA PARTE ALLA PROCEDURA CON L' ESIGENZA DI TUTELARE IL SEGRETO DEGLI AFFARI DI ALTRE IMPRESE, LA COMMISSIONE NON PUO' RIFIUTARE DETTA COMUNICAZIONE SENZA AVER PREVENTIVAMENTE INTERPELLATO QUESTE ULTIME IMPRESE .  6 . IL FATTO CHE I TESTI DIRETTI DA UN' ISTITUZIONE AD UNA PERSONA APPARTENENTE AD UNO STATO MEMBRO NON SIANO REDATTI NELLA LINGUA DI TALE STATO COSTITUISCE UN' IRREGOLARITA CHE POTREBBE VIZIARE LA PROCEDURA AMMINISTRATIVA, QUALORA NELL' AMBITO DI QUEST' ULTIMA NE DERIVINO CONSEGUENZE DANNOSE PER L' INTERESSATO .  7 . LA COMMISSIONE E TENUTA A MOTIVARE LE SUE DECISIONI, FACENDO RIFERIMENTO AI DATI DI FATTO DA CUI DIPENDE LA GIUSTIFICAZIONE GIURIDICA DEL PROVVEDIMENTO, NONCHE ALLE CONSIDERAZIONI CHE L' HANNO INDOTTA AD ADOTTARE LA DECISIONE . NON E TUTTAVIA D' OBBLIGO CH' ESSA SI PRONUNCI SU TUTTI I PUNTI DI FATTO E DI DIRITTO CHE SIANO STATI TRATTATI DAI SINGOLI INTERESSATI DURANTE LA PROCEDURA AMMINISTRATIVA .  QUALORA SI TRATTI DI DECISIONI CON CUI VIENE INFLITTA UN' AMMENDA, LA MOTIVAZIONE DEVE RITENERSI SUFFICIENTE ALLORCHE ESSA FA APPARIRE IN MODO CHIARO E COERENTE LE CONSIDERAZIONI DI FATTO E DI DIRITTO SULLE QUALI SI BASA LA CONDANNA DEGLI INTERESSATI, IN MODO DA CONSENTIRE SIA A QUESTI ULTIMI SIA ALLA CORTE DI CONOSCERE I PUNTI ESSENZIALI DEL RAGIONAMENTO SEGUITO DALLA COMMISSIONE .  8 . LA COMMISSIONE HA IL DIRITTO DI PUBBLICARE LE DECISIONI CH' ESSA ADOTTA PER INFLIGGERE SANZIONI IN MATERIA D' INTESE, PURCHE TALE PUBBLICAZIONE NON COSTITUISCA UNA DIVULGAZIONE DEL SEGRETO DEGLI AFFARI DELLE IMPRESE .  9 . UN GENTLEMEN' S AGREEMENT E UN ATTO CHE PUO' ESSERE COLPITO DAL DIVIETO DI CUI ALL' ARTICOLO 85, N . 1, QUANDO CONTIENE CLAUSOLE CHE LIMITANO LA CONCORRENZA NEL MERCATO COMUNE AI SENSI DI DETTO ARTICOLO E CHE COSTITUISCONO LA FEDELE ESPRESSIONE DELLA COMUNE VOLONTA DELLE PARTI CONTRAENTI .  10 . LE SANZIONI PREVISTE DALL' ARTICOLO 15 DEL REGOLAMENTO N . 17 NON HANNO IL CARATTERE DI PENALITA DI MORA . ESSE HANNO LO SCOPO DI REPRIMERE COMPORTAMENTI ILLECITI, COME PURE DI PREVENIRE IL LORO RIPETERSI, DI GUISA CHE LA LORO APPLICAZIONE NON E LIMITATA ALLE SOLE INFRAZIONI ATTUALI . IL RELATIVO POTERE DELLA COMMISSIONE NON E QUINDI AFFATTO MENOMATO DALLA CIRCOSTANZA CHE IL COMPORTAMENTO COSTITUTIVO DELL' INFRAZIONE E GLI EFFETTI DA ESSO PRODOTTI SIANO CESSATI .  11 . LA VALUTAZIONE DELLA GRAVITA DELL' INFRAZIONE, AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DELL' IMPORTO DELL' AMMENDA, DEVE AVVENIRE TENENDO CONTO, IN PARTICOLARE, DELLA NATURA DELLE RESTRIZIONI IMPOSTE ALLA CONCORRENZA, DEL NUMERO E DELL' IMPORTANZA DELLE IMPRESE INTERESSATE, DELLA PARTE DEL MERCATO CH' ESSE RISPETTIVAMENTE CONTROLLANO NELLA COMUNITA, NONCHE DELLA SITUAZIONE DEL MERCATO ALL' EPOCA IN CUI E STATA COMMESSA L' INFRAZIONE .  

Parti

NELLA CAUSA 41-69  ACF CHEMIEFARMA N.V ., CON SEDE IN AMSTERDAM, RAPPRESENTATA DALL' AVVOCATO H . VAN DEN HEUVEL, DEL FORO DI AMSTERDAM, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVVOCATO ERNEST ARENDT, CENTRE LOUVIGNY, 34 B, RUE PHILIPPE-II, RICORRENTE  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . E . ZIMMERMANN, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DALL' AVVOCATO G . VAN HECKE, PATROCINANTE DINANZI ALLA CORTE DI CASSAZIONE DEL BELGIO, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO IL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . E . REUTER, 4, BOULEVARD ROYAL, CONVENUTA  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO O LA MODIFICA DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE 16 LUGLIO 1969 ( PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLE COMUNITA EUROPEE N . L 192 DEL 5 AGOSTO 1969, PAG . 5 E SEGG .) RELATIVA AD UNA PROCEDURA A NORMA DELL' ARTICOLO 85 DEL TRATTATO CEE, 

Motivazione della sentenza

1 DI CONCERTO CON ALTRE CINQUE IMPRESE OLANDESI, IN SEGUITO DA ESSA SEMPRE RAPPRESENTATE, LA N.V . NEDERLANDSE COMBINATIE VOOR CHEMISCHE INDUSTRIE DI AMSTERDAM ( IN PROSIEGUO DENOMINATA " NEDCHEM "), CUI E SUCCEDUTA LA RICORRENTE, STIPULAVA, NEL 1958, CON LE IMPRESE " C.F . BOEHRINGER UND SOEHNE " DI MANNHEIM E " VEREINIGTE CHININFABRIKEN ZIMMER UND CO ., GMBH " DI MANNHEIM ( IN PROSIEGUO DENOMINATE " BOEHRINGER "), E CON LA " BUCHLER UND CO . ", DI BRAUNSCHWEIG, UN ACCORDO INTESO ALLA RIPARTIZIONE DEI RISPETTIVI MERCATI NAZIONALI E ALLA DETERMINAZIONE DI PREZZI CONCORDATI E DI QUOTE PER L' ESPORTAZIONE DI CHININA E DI CHINIDINA IN ALTRI PAESI .  2 LA BUCHLER RECEDEVA DA QUESTO ACCORDO IL 28 FEBBRAIO 1959 .  3 NEL LUGLIO 1959, A SEGUITO DELL' INTERVENTO DEL BUNDESKARTELLAMT, CUI L' ACCORDO ERA STATO NOTIFICATO, LA BOEHRINGER E LA NEDCHEM MODIFICAVANO L' ACCORDO STESSO IN MODO DA ESCLUDERNE LE FORNITURE DESTINATE AGLI STATI MEMBRI DELLA CEE .  4 NEL 1960, VENIVA CREATA UNA NUOVA INTESA FRA LA NEDCHEM E LE ALTRE DUE IMPRESE SOPRA MENZIONATE, INTESA CUI PARTECIPAVANO ANCHE, POCO TEMPO DOPO, ALCUNE IMPRESE FRANCESI E INGLESI .  5 ESSA SI BASAVA INNANZITUTTO SU UN ACCORDO RELATIVO AL COMMERCIO COI PAESI TERZI ( IN APPRESSO DENOMINATO " ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE ") CHE PREVEDEVA, FRA L' ALTRO, LA DETERMINAZIONE CONCORDATA DEI PREZZI E DEGLI SCONTI DA APPLICARE ALLE ESPORTAZIONI DI CHININA E DI CHINIDINA, NONCHE L' ASSEGNAZIONE DI QUOTE D' ESPORTAZIONE, GARANTITA DA UN SISTEMA DI COMPENSAZIONE PER IL CASO CHE LE QUOTE VENISSERO SUPERATE O NON FOSSERO RAGGIUNTE .  6 INOLTRE, UN " GENTLEMEN' S AGREEMENT " FRA GLI STESSI CONTRAENTI ESTENDEVA LE SUDDETTE DISPOSIZIONI A TUTTE LE VENDITE EFFETTUATE ALL' INTERNO DEL MERCATO COMUNE .  7 QUESTO ATTO SANCIVA ANCHE IL PRINCIPIO DELLA PROTEZIONE DEI MERCATI NAZIONALI A FAVORE DI CIASCUN PRODUTTORE, ED IMPEGNAVA I MEMBRI FRANCESI DELL' INTESA A NON FABBRICARE CHINIDINA SINTETICA .  8 CON DECISIONE 16 LUGLIO 1969 ( GU N . L/192, PAG . 5 E SEGG .), RITENENDO CHE LE RESTRIZIONI DELLA CONCORRENZA COSI' STABILITE POTESSERO PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA GLI STATI MEMBRI, LA COMMISSIONE INFLIGGEVA ALLA RICORRENTE UN' AMMENDA DI 210 000 UNITA DI CONTO .  9 CON ATTO DEPOSITATO NELLA CANCELLERIA DI QUESTA CORTE IL 13 SETTEMBRE 1969, L' IMPRESA CHEMIEFARMA N.V . HA PROPOSTO RICORSO AVVERSO TALE DECISIONE .  A - SUL MEZZO RELATIVO ALL' INCOMPETENZA DELLA COMMISSIONE  10 LA RICORRENTE, BASANDOSI SUL FATTO CHE L' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE ERA STATO NOTIFICATO ALLE AUTORITA NAZIONALI COMPETENTI SENZA DAR LUOGO AD OBIEZIONI, CHIEDE ALLA CORTE DI ACCERTARE SE GLI ARTICOLI 88 E 89 DEL TRATTATO ED EVENTUALMENTE IL REGOLAMENTO N . 17/62 DEL CONSIGLIO, NON TOLGANO ALLA COMMISSIONE LA FACOLTA DI OCCUPARSI DELLE INTESE COSI' NOTIFICATE .  11 A NORMA DELL' ARTICOLO 9, N . 3, DEL REGOLAMENTO N . 17, " LE AUTORITA DEGLI STATI MEMBRI RESTANO COMPETENTI PER L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 ", MA SOLTANTO " FINO A QUANDO LA COMMISSIONE NON ABBIA INIZIATO ALCUNA PROCEDURA A NORMA DEGLI ARTICOLI 2, 3 O 6 " DEL REGOLAMENTO .  12 DATO IL CARATTERE PROVVISORIO COSI' ATTRIBUITO AGLI INTERVENTI DELLE AUTORITA NAZIONALI, QUESTI NON POSSONO MENOMARE IL PIENO ESERCIZIO DEI POTERI DELLA COMMISSIONE NELL' AMBITO DEL MERCATO COMUNE .  13 IN OGNI CASO, I GENTLEMEN' S AGREEMENTS CHE DISCIPLINAVANO IL COMPORTAMENTO DEI MEMBRI DELL' INTESA LITIGIOSA NEL MERCATO COMUNE NON SONO STATI OGGETTO DELLA NOTIFICA SUMMENZIONATA .  14 QUESTO MEZZO E QUINDI INFONDATO .  15 LA RICORRENTE SOSTIENE CHE LA COMMISSIONE NON HA DIMOSTRATO DI ESSERE COMPETENTE, NON AVENDO FORNITO LA PROVA CHE SUSSISTESSERO I PRESUPPOSTI PER L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85 .  16 QUESTA CENSURA RIGUARDA LA VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI E NON LA COMPETENZA DELLA COMMISSIONE .  B - SUL MEZZO RELATIVO ALLA PRESCRIZIONE  17 LA RICORRENTE FA CARICO ALLA COMMISSIONE DI NON AVER TENUTO CONTO DEL FATTO CHE LA PRESUNTA INFRAZIONE DOVEVA ESSERE ORMAI PRESCRITTA, DATO IL PERIODO TRASCORSO DAL MOMENTO IN CUI AVVENIVANO I FATTI A QUELLO IN CUI LA COMMISSIONE INSTAURAVA LA PROCEDURA AMMINISTRATIVA .  18 I TESTI CHE ATTRIBUISCONO ALLA COMMISSIONE IL POTERE D' INFLIGGERE AMMENDE IN CASO DI VIOLAZIONE DELLE NORME SULLA CONCORRENZA NON PREVEDONO LA PRESCRIZIONE .  19 ONDE ADEMPIERE LA SUA FUNZIONE DI GARANTIRE LA CERTEZZA DEL DIRITTO, IL TERMINE DI PRESCRIZIONE DEV' ESSERE STABILITO IN PRECEDENZA .  20 LA DETERMINAZIONE DELLA SUA DURATA E DELLE MODALITA D' APPLICAZIONE E DI COMPETENZA DEL LEGISLATORE COMUNITARIO .  21 QUESTO MEZZO E QUINDI INFONDATO .  C - SUI MEZZI RELATIVI ALLA PROCEDURA E ALLA FORMA  I - SUI MEZZI RELATIVI ALLA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI  22/23 LA RICORRENTE FA VALERE CHE LA COMMISSIONE HA INDICATO IN MODO INSUFFICIENTE, NELLA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI DEL 30 MAGGIO 1968, I FATTI DI CUI LE SI FACEVA CARICO ED I RELATIVI MEZZI DI PROVA . CON QUESTA OMISSIONE, LA COMMISSIONE AVREBBE OSTACOLATO IL CONTROLLO DELLA CORTE SULLA LEGITTIMITA DELLA DECISIONE IMPUGNATA .  24/25 L' ARTICOLO 19, N . 1, DEL REGOLAMENTO N . 17 OBBLIGA LA COMMISSIONE, PRIMA CHE VENGA ADOTTATA UNA DECISIONE IN MATERIA DI AMMENDE, A DAR MODO AGLI INTERESSATI DI MANIFESTARE IL PROPRIO PUNTO DI VISTA RELATIVAMENTE AGLI ADDEBITI SU CUI ESSA SI BASA . L' ARTICOLO 4 DEL REGOLAMENTO 99/63 DELLA COMMISSIONE PREVEDE CHE QUESTA, NEL DECIDERE, PRENDA IN CONSIDERAZIONE SOLTANTO QUEGLI ADDEBITI SUI QUALI LE IMPRESE ED ASSOCIAZIONI D' IMPRESE, CONTRO CUI LA DECISIONE E DIRETTA, HANNO AVUTO MODO DI MANIFESTARE IL PROPRIO PUNTO DI VISTA .  26/27 LA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI RISPONDE A QUESTA ESIGENZA, ALLORCHE ENUNCIA SIA PUR SOMMARIAMENTE, MA IN MODO CHIARO, I PRINCIPALI FATTI SUI QUALI LA COMMISSIONE SI BASA . L' OBBLIGO IMPOSTO DALL' ARTICOLO 19 E ADEMPIUTO, ALLORCHE LA COMMISSIONE COMUNICA, DURANTE LA PROCEDURA AMMINISTRATIVA, GLI ELEMENTI NECESSARI ALLA DIFESA .  28/29 NELLA FATTISPECIE, LA COMMISSIONE HA CHIARAMENTE ESPOSTO I PRINCIPALI FATTI SUI QUALI SI E BASATA NEL FORMULARE GLI ADDEBITI, RIFERENDOSI ESPRESSAMENTE A DICHIARAZIONI CONTENUTE NEI VERBALI DI TALUNE RIUNIONI DELLE IMPRESE INTERESSATE, NONCHE ALLA CORRISPONDENZA RELATIVA ALLA PROTEZIONE DEI MERCATI NAZIONALI, INTERCORSA FRA DETTE IMPRESE NEL PERIODO OTTOBRE-NOVEMBRE 1963 . IN BASE AI SUOI CONTROLLI, ESSA SOSTIENE D' ALTRA PARTE CHE GLI INTERESSATI HANNO CONTINUATO A SCAMBIARSI DATI SULLE VENDITE, IN VISTA DELL' EVENTUALE PEREQUAZIONE QUANTITATIVA, ED HANNO APPLICATO SINO ALLA FINE DEL 1964 UNA POLITICA DI PREZZI UNIFORMI, DEDUCENDONE CHE IL GENTLEMEN' S AGREEMENT RELATIVO ALL' ATTIVITA DI PRODUZIONE E DI VENDITA NEL MERCATO COMUNE HA CONTINUATO AD ESSERE APPLICATO DOPO IL 1962 .  30 LE CENSURE FORMULATE CIRCA LA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI SONO QUINDI INFONDATE .  II - SUL MEZZO RELATIVO ALLA CONSULTAZIONE DEL FASCICOLO AMMINISTRATIVO  31/32 LA RICORRENTE SOSTIENE CHE LA COMMISSIONE HA VIOLATO IL SUO DIRITTO ALLA DIFESA, IMPEDENDOLE, NEL CORSO DELLA PROCEDURA AMMINISTRATIVA, DI CONSULTARE I PRINCIPALI DOCUMENTI SUI QUALI SI BASA LA DECISIONE IMPUGNATA . LA CONVENUTA OPPONE CHE LA RICORRENTE ERA STATA POSTA IN GRADO DI PRENDERE VISIONE DEI DOCUMENTI RILEVANTI AI FINI DELLA VALUTAZIONE DEGLI ADDEBITI .  33/35 NELLA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI SI FA CARICO ALLA RICORRENTE DI AVER APPLICATO FINO AL 1966, PRECISAMENTE PER LE VENDITE IN ITALIA, NEL BELGIO E NEL LUSSEMBURGO, UNA POLITICA DI PREZZI CONCORDATI CON ALTRI PRODUTTORI DI CHININA . SECONDO TALE COMUNICAZIONE, IL COMPORTAMENTO CONCORDATO RISULTA, FRA L' ALTRO, DALL' UNIFORMITA DEI PREZZI PRATICATI DALLE IMPRESE PER LE RISPETTIVE VENDITE NEI SUDDETTI PAESI . A SOSTEGNO DI TALE AFFERMAZIONE, LA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI ( PARAGRAFO 11, ULTIMO COMMA ) ADDUCE IL RISULTATO DEI CONTROLLI EFFETTUATI DA INCARICATI DELLA COMMISSIONE IN DETTI PAESI .  36/37 NEL CORSO DELLA PROCEDURA AMMINISTRATIVA, LA RICORRENTE HA CHIESTO ALLA COMMISSIONE DI COMUNICARLE QUESTI ELEMENTI . LA COMMISSIONE HA OPPOSTO UN RIFIUTO, INVOCANDO LA NECESSITA DI TUTELARE IL SEGRETO DEGLI AFFARI DELLE ALTRE IMPRESE .  38/40 RISULTA TUTTAVIA CHE LA COMMISSIONE HA SOSTENUTO CHE LE IMPRESE SI SONO REGOLARMENTE SCAMBIATE INFORMAZIONI SUI DATI RELATIVI ALLE QUANTITA VENDUTE NEGLI STATI IN QUESTIONE . IN CASO DI DUBBIO, D' ALTRA PARTE, LA COMMISSIONE AVREBBE POTUTO INTERPELLARE LE ALTRE IMPRESE INTERESSATE PRIMA DI COMUNICARE EVENTUALMENTE ALLA RICORRENTE, COME RICHIESTO DA QUEST' ULTIMA, I DOCUMENTI CHE LE RIGUARDAVANO . ORA, NON RISULTA CHE LA COMMISSIONE LE ABBIA INTERPELLATE .  41/43 CIO' NONDIMENO, NEL CORSO DELLA PROCEDURA AMMINISTRATIVA, LA RICORRENTE NON HA MAI CONTESTATO DI AVER PRATICATO UNA POLITICA DI PREZZI CONCORDATI SINO ALLA FINE DI OTTOBRE 1964 . LA MANCATA COMUNICAZIONE DI DOCUMENTI SEMBRA PERCIO' AVER POTUTO INFLUIRE SULLE POSSIBILITA DI DIFESA DELLA RICORRENTE IN SEDE AMMINISTRATIVA, SOLTANTO PER QUANTO RIGUARDA IL PERIODO NOVEMBRE 1964-GENNAIO 1965 . QUESTO PUNTO VA QUINDI VAGLIATO NELL' AMBITO DELL' ESAME DEL MERITO .  III - SULLE CENSURE RELATIVE ALLA REDAZIONE DEL VERBALE DELL' AUDIZIONE  44 LA RICORRENTE FA CARICO ALLA COMMISSIONE DI AVER RISPETTATO L' ARTICOLO 9, N . 4 DEL REGOLAMENTO N . 99, PER NON AVER PROVVEDUTO A SOTTOPORRE AGL' INTERESSATI, ENTRO UN TERMINE RAGIONEVOLE, UN VERBALE COMPLETO ED ESATTO DELL' AUDIZIONE, PER AVERLE IMPARTITO UN TERMINE TROPPO BREVE PER PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI, E PER NON AVER ACCERTATO, PRIMA DI ADOTTARE LA DECISIONE IMPUGNATA, SE FOSSE D' ACCORDO SUL PROGETTO DI VERBALE .  45/46 VA PERALTRO RILEVATO CHE NEL CORSO DELLA PROCEDURA AMMINISTRATIVA, LA RICORRENTE, CHE DISPONEVA DI UN TERMINE DI TRE SETTIMANE PER COMUNICARE LE PROPRIE OSSERVAZIONI SUL PROGETTO DI VERBALE SOTTOPOSTOLE DALLA COMMISSIONE, NON SI E VALSA DEL SUO DIRITTO DI PROPORRE EMENDAMENTI, NE HA CHIESTO UNA PROROGA DEL TERMINE . DI CONSEGUENZA, ESSA NON PUO' ORA FAR CARICO ALLA COMMISSIONE DI AVERLE IMPARTITO UN TERMINE TROPPO BREVE E DI NON AVER ACCERTATO, PRIMA DI ADOTTARE LA DECISIONE IMPUGNATA, SE FOSSE D' ACCORDO SUL VERBALE .  47 LA RICORRENTE SOSTIENE INOLTRE CHE LA COMMISSIONE HA VIOLATO I PRINCIPI SANCITI DAGLI ARTICOLI 217 E 248 DEL TRATTATO CEE, IN RELAZIONE AL REGOLAMENTO N . 1 DEL CONSIGLIO, PER NON AVERLE TRASMESSO IL TESTO IN LINGUA OLANDESE .  48/49 A NORMA DELL' ARTICOLO 3 DEL REGOLAMENTO N . 1, DEL CONSIGLIO, I TESTI DIRETTI DALLE ISTITUZIONI AD UNA PERSONA APPARTENENTE AD UNO STATO MEMBRO SONO REDATTI NELLA LINGUA DI TALE STATO . IL FATTO DI NON AVER TRASMESSO UNA VERSIONE OLANDESE DEL PROGETTO DI VERBALE COSTITUISCE PERCIO' UN DIFETTO NELLA REDAZIONE DELL' ATTO CHE POTREBBE RENDERE IRREGOLARE IL PROCEDIMENTO .  50/52 DAGLI ARGOMENTI ADDOTTI DALLA RICORRENTE RISULTA TUTTAVIA CHE QUESTA ERA IN GRADO DI PRENDERE VISIONE DEL CONTENUTO DEL VERBALE . LA RICORRENTE NON HA SOSTENUTO CHE, PER LA CIRCOSTANZA CRITICATA, IL VERBALE CONTENESSE INESATTEZZE ED OMISSIONI SOSTANZIALI NEI SUOI CONFRONTI . SI DEVE CONCLUDERE CHE L' IRREGOLARITA CONTESTATA NON HA AVUTO NELLA FATTISPECIE CONSEGUENZE DANNOSE CHE POTESSERO VIZIARE LA PROCEDURA AMMINISTRATIVA .  53 STANDO COSI' LE COSE, LE CENSURE SUDDETTE SONO INFONDATE .  IV - SULLE CENSURE RELATIVE ALL' INSUFFICIENTE PARTECIPAZIONE DELLA RICORRENTE ALLA PROCEDURA AMMINISTRATIVA  54/55 LA RICORRENTE SI DUOLE DEL FATTO CHE LA COMMISSIONE NON ABBIA RISPETTATO IL PRINCIPIO GIURIDICO GENERALE CHE LE IMPONE DI AMMETTERE GL' INTERESSATI A PARTECIPARE STRETTAMENTE ALLA PROCEDURA AMMINISTRATIVA, AL FINE DI CORREGGERE DI COMUNE ACCORDO EVENTUALI IMPRECISIONI E DI COMPLETARE GLI ARGOMENTI INSUFFICIENTI . QUESTO DIFETTO DI COLLABORAZIONE DA PARTE DELLA COMMISSIONE RISULTEREBBE IN PARTICOLARE DAL FATTO CHE LA DECISIONE IMPUGNATA CONTERREBBE INESATTEZZE EVIDENTI, AD ONTA DI QUANTO ESPOSTO DALLA RICORRENTE NELLA MEMORIA DI RISPOSTA ALLA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI .  56/58 QUESTA CORTE RILEVA CHE IL DIRITTO ALLA DIFESA E GARANTITO ALLORCHE CIASCUNA DELLE PERSONE INTERESSATE HA AVUTO LA POSSIBILITA DI PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI SCRITTE ED ORALI SUGLI ADDEBITI MOSSI DALLA COMMISSIONE NEI SUOI CONFRONTI . POICHE E INCONTESTATO CHE DURANTE LA PROCEDURA AMMINISTRATIVA LA RICORRENTE HA AVUTO TALE POSSIBILITA, LA PRESENTE CENSURA E INFONDATA .  V - SULLE CENSURE RELATIVE ALLA BASE GIURIDICA DEL REGOLAMENTO N . 99 DELLA COMMISSIONE  59 LA RICORRENTE SOSTIENE CHE LA DELEGA ALLA COMMISSIONE DEL POTERE DI ELABORARE DISPOSIZIONI RELATIVE ALL' AUDIZIONE DEGL' INTERESSATI E DEI TERZI, DELEGA CONTENUTA NELL' ARTICOLO 24 DEL REGOLAMENTO N . 17, RIGUARDA UNA ATTIVITA LEGISLATIVA ED E PERCIO' CONTRARIA ALL' ARTICOLO 87 E AL COMBINATO DISPOSTO DEGLI ARTICOLI 155 E 4 DEL TRATTATO .  60/62 L' ARTICOLO 87 ATTRIBUISCE AL CONSIGLIO IL COMPITO DI STABILIRE " TUTTI I REGOLAMENTI O LE DIRETTIVE UTILI AI FINI DELL' APPLICAZIONE DEI PRINCIPI CONTEMPLATI DAGLI ARTICOLI 85 E 86 ". DA CIO' NON SI PUO' DEDURRE CHE SIA VIETATO AL CONSIGLIO DI ATTRIBUIRE ALLA COMMISSIONE LA FACOLTA DI EMANARE LE DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI CHE FOSSERO NECESSARIE PER L' ATTUAZIONE DELLE NORME DA ESSO ADOTTATE NELL' AMBITO DELLA SUA MISSIONE . L' ARTICOLO 155 DEL TRATTATO, CHE PREVEDE A TAL FINE UN' ATTRIBUZIONE DI COMPETENZE ALLA COMMISSIONE DA PARTE DEL CONSIGLIO, NON LIMITA QUESTA ATTRIBUZIONE AGLI ATTI DI NATURA NON REGOLAMENTARE .  63/64 NELL' ARTICOLO 19 DEL REGOLAMENTO N . 17 IL CONSIGLIO HA STABILITO CHE LE IMPRESE SOTTOPOSTE AD UNA DELLE PROCEDURE PREVISTE DALLO STESSO REGOLAMENTO HANNO IL DIRITTO DI ESSERE SENTITE DALLA COMMISSIONE . NELL' ARTICOLO 24 DELLO STESSO REGOLAMENTO IL CONSIGLIO HA AUTORIZZATO LA COMMISSIONE AD EMANARE NORME DI ATTUAZIONE RELATIVE ALLE AUDIZIONI .  65/67 POICHE IL PRINCIPIO DELL' AUDIZIONE DEGL' INTERESSATI DA PARTE DELLA COMMISSIONE E STATO FISSATO DAL CONSIGLIO, LE DISPOSIZIONI CHE DEFINISCONO LA PROCEDURA DA SEGUIRE AL RIGUARDO, PER QUANTO IMPORTANTI, NON SONO CHE NORME D' ATTUAZIONE AI SENSI DELL' ARTICOLO 155 . IL CONSIGLIO AVEVA QUINDI LA FACOLTA DI AFFIDARE ALL' ISTITUZIONE COMPETENTE PER L' APPLICAZIONE DI QUESTA PROCEDURA IL COMPITO DI STABILIRNE LE PARTICOLARI MODALITA . L' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA SOLLEVATA DALLA RICORRENTE RIGUARDO ALL' ARTICOLO 24 DEL REGOLAMENTO N . 17 VA QUINDI RESPINTA .  68 LA RICORRENTE SOSTIENE INOLTRE CHE IL PROGETTO DI REGOLAMENTO N . 17 SOTTOPOSTO AL PARLAMENTO NON PREVEDEVA L' ATTRIBUZIONE DI COMPETENZA ALLA COMMISSIONE, COSICCHE IL PARLAMENTO NON HA POTUTO ESPRIMERE IL SUO PARERE SU QUESTO PUNTO .  69 IL SUDDETTO PROGETTO, NELLA VERSIONE APPROVATA DAL PARLAMENTO ( GU 1961, PAG . 1416 ), CONTIENE ALL' ARTICOLO 20 UNA DISPOSIZIONE SOSTANZIALMENTE IDENTICA A QUELLA DELL' ARTICOLO 24 DEL REGOLAMENTO N . 17 .  70 QUESTA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  VI - SULLA CENSURA RELATIVA ALLA COMPOSIZIONE DELL' ORGANO AMMINISTRATIVO  71 LA RICORRENTE DENUNCIA LA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO GENERALE CHE IMPONE LA CONTINUITA NELLA COMPOSIZIONE DELL' ORGANO AMMINISTRATIVO CUI SONO SOTTOPOSTE QUESTIONI CHE POSSONO DAR LUOGO ALL' IRROGAZIONE DI UN' AMMENDA .  72 POICHE NON ESISTE ALCUN PRINCIPIO GENERALE DEL GENERE, QUESTA CENSURA E INFONDATA .  VII - SUL MEZZO DI VIOLAZIONE DI FORME SOSTANZIALI PER DIFETTO DI MOTIVAZIONE  73/75 SOTTO L' ASPETTO DELLA VIOLAZIONE DI FORME SOSTANZIALI, LA RICORRENTE FA VALERE UNA SERIE DI CENSURE RELATIVE ALLA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA . ESSA LAMENTA IN PRIMO LUOGO IL FATTO CHE LA DECISIONE ABBIA PASSATO SOTTO SILENZIO ALCUNE PARTI IMPORTANTI DELLA SUA MEMORIA DI RISPOSTA ALLA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI, RIGUARDANTI IN PARTICOLARE LE CARATTERISTICHE DEL MERCATO DEI PRODOTTI FARMACEUTICI, NONCHE LA MANCANZA DI OGGETTO DELLA PROTEZIONE TERRITORIALE . QUESTE OMISSIONI IMPEDIREBBERO QUALSIASI CONTROLLO SULLA COMPETENZA DELLA COMMISSIONE AD INTERVENIRE, IN FORZA DELL' ARTICOLO 85 DEL TRATTATO, NEL CASO DI UN POTENZIALE OSTACOLO AL COMMERCIO FRA GLI STATI MEMBRI .  76/77 IN FORZA DELL' ARTICOLO 190 DEL TRATTATO, LA COMMISSIONE E TENUTA A MOTIVARE LE SUE DECISIONI, FACENDO RIFERIMENTO AI DATI DI FATTO DA CUI DIPENDE LA GIUSTIFICAZIONE GIURIDICA DEL PROVVEDIMENTO, NONCHE ALLE CONSIDERAZIONI CHE L' HANNO INDOTTA AD ADOTTARE LA DECISIONE . NON E TUTTAVIA D' OBBLIGO CHE LA COMMISSIONE SI PRONUNCI SU TUTTI I PUNTI DI DIRITTO E DI FATTO CHE SIANO STATI TRATTATI DAI SINGOLI INTERESSATI DURANTE LA PROCEDURA AMMINISTRATIVA .  78 PER QUANTO RIGUARDA PIU PARTICOLARMENTE LE DECISIONI CON CUI VIENE INFLITTA UN' AMMENDA, LA MOTIVAZIONE DEVE RITENERSI SUFFICIENTE ALLORCHE ESSA FA APPARIRE IN MODO CHIARO E COERENTE LE CONSIDERAZIONI DI FATTO E DI DIRITTO SULLE QUALI SI BASA LA CONDANNA DEGLI INTERESSATI, IN MODO DA CONSENTIRE SIA A QUEST' ULTIMI SIA ALLA CORTE DI CONOSCERE I PUNTI ESSENZIALI DEL RAGIONAMENTO SEGUITO DALLA COMMISSIONE .  79/80 DALLA DECISIONE RISULTA CHE LA COMMISSIONE NON HA RITENUTO DECISIVA, AI FINI DELLA CONSTATAZIONE DI UNA VIOLAZIONE DELLE NORME SULLA CONCORRENZA CONTENUTE NEL TRATTATO, LA SITUAZIONE DEL MERCATO DEI PRODOTTI FARMACEUTICI . LA COMMISSIONE NON HA QUINDI COMMESSO ALCUNA VIOLAZIONE DI FORME SOSTANZIALI ESCLUDENDO DALLA MOTIVAZIONE DELLA SUA DECISIONE ELEMENTI CH' ESSA RITENEVA, A TORTO O A RAGIONE, ESTRANEI ALLA QUESTIONE .  81 PER QUANTO RIGUARDA LA PROTEZIONE TERRITORIALE, LA DECISIONE ESPONE IN MODO CHIARO E COERENTE I MOTIVI DI FATTO E DI DIRITTO PER I QUALI LA COMMISSIONE HA FATTO CARICO ALLA RICORRENTE DI AVER PROCEDUTO, D' INTESA CON ALTRE IMPRESE, AD UNA RIPARTIZIONE DEI MERCATI ALL' INTERNO DELLA COMUNITA .  82 LE SUDDETTE CENSURE SONO QUINDI INFONDATE .  83/84 LA RICORRENTE SOSTIENE INOLTRE CHE ALCUNI " CONSIDERANDO " DELLA DECISIONE CONTENGONO DELLE CONTRADDIZIONI . TUTTAVIA, POICHE SI E LIMITATA AD INDICARE QUESTI " CONSIDERANDO " SENZA PRECISARE LA SUA AFFERMAZIONE, LA RICORRENTE NON PUO' UTILMENTE VALERSI DI QUESTO MEZZO .  85 LA RICORRENTE DEDUCE INOLTRE CHE LA DECISIONE IMPUGNATA CONTIENE AFFERMAZIONI NON MOTIVATE O INSUFFICIENTEMENTE MOTIVATE .  86/88 PER QUANTO RIGUARDA I PASSI CRITICATI DELLA MOTIVAZIONE CHE RIGUARDANO I DANNI CAUSATI DALL' INTESA AGLI ACQUIRENTI, SI TRATTA DI CONSIDERAZIONI CHE NON HANNO, NEL RAGIONAMENTO DELLA COMMISSIONE, UN PESO DETERMINANTE . QUANTO ALLA PRESUNTA INSUFFICIENTE MOTIVAZIONE DELLE AFFERMAZIONI CONTENUTE NEL N . 24, 2 ) E 3 ) COMMA, DELLA DECISIONE, QUESTA CENSURA RIENTRA NELL' AMBITO DELLA PROVA DEI FATTI CHE SONO ALLA BASE DELLA DECISIONE, E QUINDI NEL MERITO . LE PRECISAZIONI CONTENUTE AL RIGUARDO NELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE SONO SUFFICIENTI PER COMPRENDERE IL RAGIONAMENTO DELLA COMMISSIONE E PER CONSENTIRE IL CONTROLLO DELLA CORTE .  89 QUESTE CENSURE SONO QUINDI INFONDATE .  90 LA RICORRENTE FA CARICO INOLTRE ALLA CONVENUTA DI AVER VIOLATO L' ARTICOLO 4 DEL REGOLAMENTO N . 99, IN QUANTO ALCUNI PUNTI DELLA DECISIONE IMPUGNATA - RIGUARDANTI IN PARTICOLARE LA PORTATA GIURIDICA DEL GENTLEMEN' S AGREEMENT, DELL' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE E DELLA COMPENSAZIONE QUANTITATIVA - NON FIGURAVANO NELLA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI O VI APPARIVANO SOTTO ALTRA FORMA .  91/92 VA TUTTAVIA OSSERVATO CHE LA DECISIONE NON DEV' ESSERE NECESSARIAMENTE UNA COPIA DELLA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI . LA COMMISSIONE, INFATTI, DEVE TENER CONTO DEGLI ELEMENTI CHE RISULTANO DALLA PROCEDURA AMMINISTRATIVA SIA PER FAR CADERE CENSURE CHE SI RIVELASSERO INFONDATE, SIA PER CORREGGERE E COMPLETARE, IN FATTO E IN DIRITTO, GLI ARGOMENTI A SOSTEGNO DELLE CENSURE CH' ESSA INTENDA FAR VALERE .  93/94 QUEST' ULTIMA POSSIBILITA NON E IN CONTRASTO COL DIRITTO ALLA DIFESA SANCITO DALL' ARTICOLO 4 . QUESTO E RISPETTATO ALLORCHE LA DECISIONE NON PONE A CARICO DEGLI INTERESSATI INFRAZIONI DIVERSE DA QUELLE CONTEMPLATE NELLA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI, E PRENDE IN CONSIDERAZIONE SOLTANTO FATTI SUI QUALI GLI INTERESSATI HANNO AVUTO MODO DI MANIFESTARE IL PROPRIO PUNTO DI VISTA .  95/96 DAL RAFFRONTO FRA LA COMUNICAZIONE DEGLI ADDEBITI TRASMESSA ALLA RICORRENTE IL 30 LUGLIO 1968 ED IL TESTO DELLA DECISIONE IMPUGNATA NULLA RISULTA CHE SIA IN CONTRASTO CON QUANTO PRECEDE . QUESTA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  97 LA RICORRENTE FA CARICO INFINE ALLA COMMISSIONE DI AVER VIOLATO IL PRINCIPIO GIURIDICO GENERALE SECONDO IL QUALE SI DEVE RICHIAMARE L' ATTENZIONE DEGLI AMMINISTRATI SULLE POSSIBILITA D' IMPUGNAZIONE E SUI TERMINI IMPARTITI AL RIGUARDO .  98 POICHE LA RICORRENTE HA PRESENTATO IL RICORSO ENTRO I TERMINI, IL PRESENTE MEZZO E INCONFERENTE .  VIII - SULLA CENSURA RELATIVA ALLA PUBBLICITA DATA ALLA DECISIONE  99/100 LA RICORRENTE FA CARICO ALLA COMMISSIONE DI AVER VIOLATO I PRINCIPI SUI QUALI E BASATO L' ARTICOLO 21 DEL REGOLAMENTO N . 17, PER AVERE COMUNICATO ALLA STAMPA LA DECISIONE IMPUGNATA, ED AVERLA PUBBLICATA INTEGRALMENTE NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLE COMUNITA, MENTRE ESSA NON FIGURA TRA LE DECISIONI DI CUI DETTO ARTICOLO PREVEDE LA PUBBLICAZIONE . LA CONVENUTA AVREBBE INFLUITO IN TAL MODO SULL' OPINIONE PUBBLICA A DANNO DELLA REPUTAZIONE DELLA RICORRENTE E DELLA SUA POSIZIONE IN BORSA .  101/104 L' ARTICOLO 21 DEL REGOLAMENTO N . 17, CHE PREVEDE LA PUBBLICAZIONE DI TALUNE DECISIONI, NON COMPRENDE QUELLE ADOTTATE IN APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 15 DELLO STESSO REGOLAMENTO . SE E VERO CHE LA COMMISSIONE NON ERA QUINDI TENUTA A PUBBLICARE LA DECISIONE IMPUGNATA, NE LA LETTERA NE LO SPIRITO DELL' ARTICOLO 21 LE IMPEDIVANO DI PROCEDERE A TALE PUBBLICAZIONE, VISTO CHE QUESTA NON COSTITUIVA UNA DIVULGAZIONE DEL SEGRETO DEGLI AFFARI DELLE IMPRESE . LA COMUNICAZIONE ALLA STAMPA DA PARTE DAGLI UFFICI DELLA COMMISSIONE NON ALTERAVA IL SENSO, NE IL CONTENUTO DELLA DECISIONE . LA PUBBLICITA DATA IN TAL MODO ALLA DECISIONE PUO' ANZI CONTRIBUIRE A GARANTIRE L' OSSERVANZA DELLE NORME SULLA CONCORRENZA STABILITE DAL TRATTATO .  105 QUESTA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  D - NEL MERITO  I - SULLA NATURA GIURIDICA E SULLA DURATA DEL GENTLEMEN' S AGREEMENT  106/109 LA RICORRENTE FA CARICO ALLA COMMISSIONE DI AVER CONSIDERATO COME UN TUTTO INSCINDIBILE, AI FINI DELL' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85, L' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE RELATIVO AL COMMERCIO CON I PAESI TERZI E IL GENTLEMEN' S AGREEMENT CHE DISCIPLINAVA L' ATTIVITA DEI MEMBRI DELL' INTESA NEL MERCATO COMUNE .  A DIFFERENZA DELL' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE, IL GENTLEMEN' S AGREEMENT NON COSTITUIREBBE UN' ACCORDO AI SENSI DELL' ARTICOLO 85, N . 1, E COMUNQUE AVREBBE DEFINITIVAMENTE CESSATO DI ESISTERE SIN DALLA FINE DI OTTOBRE 1962 . IL COMPORTAMENTO DEI PARTECIPANTI ALL' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE NON CONSENTIREBBE DI CONCLUDERE CH' ESSI ABBIANO CONTINUATO AD APPLICARE LE RESTRIZIONI DELLA CONCORRENZA ORIGINARIAMENTE PREVISTE DAL GENTLEMEN' S AGREEMENT . LE CONCLUSIONI CONTRARIE ALLE QUALI GIUNGE LA DECISIONE IMPUGNATA SAREBBERO VIZIATE IN QUANTO BASATE SU CONSTATAZIONI INESATTE .  110/112 VA OSSERVATO ANZITUTTO CHE IL GENTLEMEN' S AGREEMENT, LA CUI ESISTENZA SINO ALLA FINE DI OTTOBRE 1962 E RICONOSCIUTA DALLA RICORRENTE, AVEVA LO SCOPO DI RESTRINGERE LA CONCORRENZA NEL MERCATO COMUNE . I PARTECIPANTI ALL' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE AVEVANO CONVENUTO DI AGIRE IN CONFORMITA AL GENTLEMEN' S AGREEMENT, ED AMMETTONO DI ESSERSI ATTENUTI A QUEST' ULTIMO SINO ALLA FINE DI OTTOBRE 1962 . TALE ATTO COSTITUIVA PERCIO' LA FEDELE ESPRESSIONE DELLA COMUNE VOLONTA DEI MEMBRI DELL' INTESA CIRCA IL LORO COMPORTAMENTO NEL MERCATO COMUNE .  113/114 ESSO CONTENEVA INOLTRE UNA CLAUSOLA, SECONDO CUI LA VIOLAZIONE DEL GENTLEMEN' S AGREEMENT AVREBBE COSTITUITO IPSO FACTO UNA VIOLAZIONE DELL' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE . STANDO COSI' LE COSE, VA TENUTO CONTO DI QUESTO NESSO NEL QUALIFICARE IL GENTLEMEN' S AGREEMENT RISPETTO ALLE CATEGORIE DI ATTI VIETATI DALL' ARTICOLO 85 N . 1 .  115/116 LA CONVENUTA FONDA LA SUA TESI RELATIVA AL MANTENIMENTO IN VIGORE DEL GENTLEMEN' S AGREEMENT FINO AL FEBBRAIO 1965 SU DOCUMENTI E DICHIARAZIONI DEI PARTECIPANTI ALL' INTESA, CHE NON CONSENTONO, DATO IL LORO CONTENUTO NON CHIARO E TALVOLTA CONTRADDITTORIO, DI STABILIRE SE LE IMPRESE DI CUI TRATTASI AVESSERO INTESO PORRE FINE AL GENTLEMEN' S AGREEMENT NELLA RIUNIONE DEL 29 OTTOBRE 1962 . E' QUINDI NECESSARIO PRENDERE IN ESAME IL COMPORTAMENTO DELLE IMPRESE NEL MERCATO COMUNE DOPO IL 29 OTTOBRE 1962 IN MERITO AI QUATTRO PUNTI RELATIVI ALLA RIPARTIZIONE DEI MERCATI NAZIONALI, ALLA FISSAZIONE DI PREZZI UNIFORMI, ALLA DETERMINAZIONE DI QUOTE DI VENDITA E AL DIVIETO DI FABBRICARE CHINIDINA SINTETICA .  II - SULLA PROTEZIONE DEI MERCATI NAZIONALI DEI PRODUTTORI  117/118 IL GENTLEMEN' S AGREEMENT GARANTIVA LA PROTEZIONE DEI SINGOLI MERCATI NAZIONALI A FAVORE DEI PRODUTTORI DEI VARI STATI MEMBRI . SUCCESSIVAMENTE ALL' OTTOBRE 1962, EPOCA IN CUI VENDITE DI UNA CERTA IMPORTANZA AVEVANO LUOGO SU UNO DI TALI MERCATI DA PARTE DI PRODUTTORI DEGLI ALTRI STATI ( VENDITE DI CHININA E DI CHINIDINA IN FRANCIA ), QUESTI SI ALLINEAVANO SOSTANZIALMENTE AI PREZZI INTERNI FRANCESI, PIU ELEVATI DEI PREZZI ALL' ESPORTAZIONE VERSO I PAESI TERZI .  119/121 NON SEMBRA CHE SI SIANO AVUTE MODIFICHE NEL VOLUME INSIGNIFICANTE DEGLI SCAMBI FRA GLI ALTRI STATI MEMBRI CONTEMPLATI DALLA CLAUSOLA DI PROTEZIONE NAZIONALE, NONOSTANTE LE NOTEVOLI DIFFERENZE ESISTENTI FRA I PREZZI PRATICATI IN CIASCUNO DI DETTI STATI . LE DIVERGENZE FRA LE VARIE LEGISLAZIONI INTERNE DI QUESTI STATI NON BASTANO A SPIEGARE TALI DIFFERENZE DI PREZZO, NE LA SOSTANZIALE MANCANZA DI SCAMBI . PER SPIEGARE QUESTI FATTI E INUTILE IL RIFERIMENTO AGLI OSTACOLI CHE POSSONO DERIVARE PER GLI SCAMBI DI CHININA E CHINIDINA DALLE DIFFERENZE TRA LE LEGISLAZIONI NAZIONALI IN MATERIA DI SPECIALITA FARMACEUTICHE .  122/123 LO SCAMBIO DI CORRISPONDENZA AVVENUTO NEL PERIODO OTTOBRE-NOVEMBRE 1963 FRA I PARTECIPANTI ALL' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE, IN MERITO ALLA PROTEZIONE DEI MERCATI NAZIONALI, CONFERMA SENZ' ALTRO LA VOLONTA DELLE IMPRESE INTERESSATE DI LASCIARE IMMUTATO QUESTO STATO DI COSE . UN' ULTERIORE CONFERMA DI QUESTA VOLONTA E STATA DATA DALLA NEDCHEM, IN OCCASIONE DELLA RIUNIONE DELLE IMPRESE INTERESSATE TENUTASI A BRUXELLES IL 14 MARZO 1964 .  124 DA TALI CIRCOSTANZE RISULTA CHE, PER QUANTO RIGUARDA LA RESTRIZIONE DELLA CONCORRENZA DERIVANTE DALLA PROTEZIONE DEI MERCATI NAZIONALI DEI PRODUTTORI, QUESTI, DOPO LA RIUNIONE DEL 29 OTTOBRE 1962, HANNO CONTINUATO AD ATTENERSI AL GENTLEMEN' S AGREEMENT DEL 1960 ED HANNO CONFERMATO LA LORO COMUNE VOLONTA DI AGIRE IN TAL SENSO .  125 LA RICORRENTE SOSTIENE CHE, IN PARTICOLARE A CAUSA DELLA PENURIA DI MATERIE PRIME, LA RIPARTIZIONE DEI MERCATI NAZIONALI, QUALE RISULTA DALLO SCAMBIO DI LETTERE DEL PERIODO OTTOBRE-NOVEMBRE 1963, NON POTEVA IN ALCUN MODO INFLUIRE SULLA CONCORRENZA DEL MERCATO COMUNE .  126/127 NONOSTANTE LA SCARSEZZA DELLE MATERIE PRIME E L' AUMENTO DELLA DOMANDA DEI PRODOTTI IN QUESTIONE, CONSTATATI L' UNA E L' ALTRO DALLA DECISIONE IMPUGNATA, UNA SERIA MINACCIA DI PENURIA SI E TUTTAVIA MANIFESTATA SOLTANTO NEL 1964, A SEGUITO DELL' INTERRUZIONE DELLE FORNITURE DELL' AMMINISTRAZIONE AMERICANA ALLA NEDCHEM . D' ALTRA PARTE, UNA SITUAZIONE DEL GENERE NON E IN GRADO DI LEGITTIMARE UN' INTESA CHE HA PER OGGETTO LA RESTRIZIONE DELLA CONCORRENZA NEL MERCATO COMUNE E CHE PREGIUDICA GLI SCAMBI FRA GLI STATI .  128/130 LA RIPARTIZIONE DEI MERCATI NAZIONALI HA LO SCOPO DI RESTRINGERE LA CONCORRENZA E IL VOLUME DEGLI SCAMBI NEL MERCATO COMUNE . SE L' INTESA HA POTUTO AVERE IN PRATICA, QUANDO SI E MANIFESTATA LA MINACCIA DI PENURIA DI MATERIE PRIME, RIPERCUSSIONI MENO IMPORTANTI SULLA CONCORRENZA E SUL COMMERCIO INTERNAZIONALE CHE NON IN PERIODO NORMALE, CIO' NON TOGLIE CHE I PARTECIPANTI NON AVEVANO POSTO FINE A TALE RIPARTIZIONE . LA RICORRENTE, DEL RESTO, NON HA FORNITO A QUESTO RIGUARDO ALCUN ELEMENTO DECISIVO PER PROVARE CH' ESSA AVEVA CESSATO DI AGIRE IN CONFORMITA ALL' INTESA PRIMA DELLA DATA DI ESTINZIONE DELL' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE .  131 SONO QUINDI INFONDATI I MEZZI DIRETTI CONTRO LA PARTE DELLA DECISIONE RELATIVA AL MANTENIMENTO IN VIGORE DELL' ACCORDO SULLA PROTEZIONE DEI MERCATI NAZIONALI DEI PRODUTTORI FINO ALL' INIZIO DEL FEBBRAIO 1965 .  III - SULLA DETERMINAZIONE DI PREZZI DI VENDITA CONCORDATI  132/134 PER QUANTO RIGUARDA LA DETERMINAZIONE DI PREZZI DI VENDITA CONCORDATI PER I MERCATI NON RISERVATI ( UNIONE BELGO-LUSSEMBURGHESE ED ITALIA ), IL GENTLEMEN' S AGREEMENT PREVEDEVA L' APPLICAZIONE DEI LISTINI PER L' ESPORTAZIONE NEI PAESI TERZI, CONCORDATI IN CONFORMITA ALL' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE . LA DETERMINAZIONE DI PREZZI CONCORDATI PER QUASI TUTTA LA PRODUZIONE DI CHININA E DI CHINIDINA VENDUTA NEL MERCATO COMUNE E IN GRADO DI PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA GLI STATI MEMBRI E LIMITA GRAVEMENTE LA CONCORRENZA NEL MERCATO COMUNE . QUALORA, COME SOSTIENE LA CONVENUTA, I PARTECIPANTI ALL' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE AVESSERO CONTINUATO SINO AL FEBBRAIO 1965 AD APPLICARE, PER LE VENDITE NEI SUDDETTI STATI MEMBRI, I LORO LISTINI PER L' ESPORTAZIONE, CIO' PROVEREBBE CH' ESSE HANNO CONTINUATO AD ATTENERSI ALLA PARTE DEL GENTLEMEN'S AGREEMENT RELATIVA ALLA FISSAZIONE DI PREZZI DI VENDITA CONCORDATI .  135/137 PER IL PERIODO NOVEMBRE 1962 - APRILE 1964, I DATI FORNITI DALLA CONVENUTA PRESENTANO UNA SOSTANZIALE E COSTANTE IDENTITA FRA I PREZZI DEI LISTINI PER L' ESPORTAZIONE FISSATI NELL' AMBITO DELL' INTESA ED I PREZZI PRATICATI DAGL' INTERESSATI, COMPRESA LA RICORRENTE, PER LE VENDITE NEI MERCATI NAZIONALI NON PROTETTI DELLA COMUNITA . QUANDO QUESTI ULTIMI PREZZI SI DISCOSTANO DAI LISTINI PER L' ESPORTAZIONE, CIO' AVVIENE IN FUNZIONE DI RIBASSI O MAGGIORAZIONI CHE CORRISPONDONO IN GENERALE A QUELLI CONVENUTI NELL' AMBITO DEL GENTLEMEN' S AGREEMENT . LA RICORRENTE NON HA FORNITO ALCUNA PROVA CHE POSSA INFICIARE LA VALIDITA DI QUESTA ARGOMENTAZIONE .  138 D' ALTRA PARTE, L' AUMENTO DEI PREZZI NELLA MISURA DEL 15 PER CENTO, CONCORDATO IL 12 MARZO 1964 IN FORZA DELL' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE, AUMENTO CHE AVEVA FATTO CESSARE L' OPPOSIZIONE DELLA NEDCHEM, VENIVA UNIFORMEMENTE APPLICATO, NONOSTANTE IL FATTO CHE QUESTA IMPRESA AVREBBE PREFERITO CONTINUARE A PRATICARE PREZZI PIU BASSI, ANCHE PER LE VENDITE IN ITALIA, NEL BELGIO E NEL LUSSEMBURGO .  139 DA TALI CIRCOSTANZE RISULTA CHE, IN MATERIA DI PREZZI DI VENDITA, I PARTECIPANTI ALL' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE HANNO CONTINUATO, DOPO L' OTTOBRE 1962, A COMPORTARSI NEL MERCATO COMUNE COME SE IL GENTLEMEN' S AGREEMENT DEL 1960 FOSSE ANCORA IN VIGORE .  140/142 IL COMPORTAMENTO TENUTO DAI MEMBRI DELL' INTESA IN MATERIA DI PREZZI, DAL MESE DI MAGGIO 1964, HA COSTITUITO OGGETTO DI DISCUSSIONI APPROFONDITE SOLTANTO A SEGUITO DELLE DOMANDE RIVOLTE DALLA CORTE ALLA CONVENUTA DURANTE LA FASE ORALE DEL PROCEDIMENTO . DAL DIBATTITO, TENUTO CONTO DEI DATI FORNITI DALLE PARTI, RISULTA CHE NEL CORSO DEL 1964, E PRECISAMENTE A DECORRERE DAL MESE DI MAGGIO, UNO DEI MEMBRI DELL' INTESA HA APPLICATO SEMPRE PIU DI FREQUENTE PREZZI CHE SI DISCOSTAVANO DAI LISTINI PER L' ESPORTAZIONE, SENZA CHE LA CONVENUTA SIA STATA IN GRADO DI DIMOSTRARE IN MODO CONVINCENTE COME QUESTO FATTO POSSA CONCILIARSI COL MANTENIMENTO IN VIGORE DELL' ACCORDO DI CUI TRATTASI . LA MANCATA COMUNICAZIONE AGL' INTERESSATI DEL RISULTATO DEI CONTROLLI EFFETTUATI IN ITALIA E NEL BELGIO, CHE HA RESO IMPOSSIBILE QUALSIASI SPIEGAZIONE E DISCUSSIONE ALLO STADIO DELLA PROCEDURA AMMINISTRATIVA, SEMBRA AVER CONTRIBUITO A TENER IN OMBRA FATTI CHE AVREBBERO DOVUTO ESSERE CHIARITI .  143/144 STANDO COSI' LE COSE , NON E SUFFICIENTEMENTE PROVATO CHE LA RICORRENTE ABBIA PRATICATO, DI COMUNE ACCORDO CON GLI ALTRI PRODUTTORI, PREZZI UNIFORMI PER LE SUE VENDITE NELL' UNIONE BELGO-LUSSEMBURGHESE E IN ITALIA, A PARTIRE DAL MAGGIO 1964 . L' INFRAZIONE NON RIGUARDA QUINDI IL PERIODO MAGGIO 1964-FEBBRAIO 1965 .  IV - SULLE QUOTE DI VENDITA  145 CIRCA LA DETERMINAZIONE DI QUOTE DI VENDITA PER IL MERCATO COMUNE, CHE ERA ACCOMPAGNATA DA UN SISTEMA DI COMPENSAZIONE E COSTITUIVA UN' ULTERIORE GARANZIA DELLA RIPARTIZIONE DEI MERCATI NAZIONALI, LA RICORRENTE SOSTIENE CHE LA CONDIZIONE INDISPENSABILE PER IL FUNZIONAMENTO DI UN SISTEMA DEL GENERE, E CIOE LA RECIPROCA INFORMAZIONE SU TUTTE LE VENDITE, COMPRESE QUELLE EFFETTUATE NELLA COMUNITA, NON SI ERA PIU REALIZZATA SUCCESSIVAMENTE AL MESE DI OTTOBRE 1962 .  146/147 NON RISULTA IN MODO CERTO CHE LE INFORMAZIONI DEGLI INTERESSATI SULLE VENDITE, PRODOTTE DALLA CONVENUTA A SOSTEGNO DELLA SUA AFFERMAZIONE CONTRARIA, RIGUARDINO ANCHE LE VENDITE NEL MERCATO COMUNE . IN GENERE QUESTI DOCUMENTI SI RIFERISCONO INVECE ESPRESSAMENTE ALLE " VENDITE ALL' ESPORTAZIONE ", ESPRESSIONE MEDIANTE LA QUALE I MEMBRI DELL' INTESA DESIGNAVANO ABITUALMENTE LE VENDITE NEI PAESI TERZI .  148/149 DA UNO SCAMBIO DI LETTERE DEL GENNAIO 1964 FRA DUE MEMBRI DELL' INTESA RISULTA INOLTRE CHE ANCHE LA COMUNICAZIONE DEI DATI RELATIVI A QUESTE VENDITE ALL' ESPORTAZIONE NON VENIVA PIU EFFETTUATA REGOLARMENTE . LA STESSA CONVENUTA, NELLA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA, RICONOSCE CHE NEGLI ANNI 1963-1964 IL SISTEMA DELLE COMPENSAZIONI, CHE DOVEVA GARANTIRE IL RISPETTO DELLE QUOTE, NON VENIVA APPLICATO A CAUSA DELLA SCARSEZZA DELLE MATERIE PRIME E DELLA DILATAZIONE DELLA DOMANDA, COSICCHE I MEMBRI DELL' INTESA NON AVEVANO PIU INTERESSE AD EFFETTUARE FORNITURE COMPENSATIVE FRA LORO .  150 LA CONVENUTA HA PRODOTTO NELLA FASE ORALE UNA TABELLA DI DATI RELATIVI AI QUANTITATIVI DI CHININA VENDUTI DALLA NEDCHEM, DALLA BOEHRINGER E DALLA BUCHLER, DAL 1962 AL 1964, ALLO SCOPO DI DIMOSTRARE CHE TALI QUANTITATIVI, CONSIDERATI IN PERCENTUALE SUL TOTALE DELLE QUOTE, NON SI DISCOSTANO SENSIBILMENTE, PER IL PERIODO IN QUESTIONE, DALLE QUOTE ASSEGNATE ALLE SINGOLE IMPRESE NELL' AMBITO DELL' INTESA, E CHE PERCIO' IL SISTEMA DELLE QUOTE AVEVA CONTINUATO A FUNZIONARE DOPO IL 1962 .  151/153 TUTTAVIA LA TABELLA SUMMENZIONATA, CHE DEL RESTO NON COMPRENDE LE VENDITE DI CHINIDINA, FA APPARIRE CHE, ANCHE PRENDENDO COME BASE LA MEDIA DEGLI ULTIMI DUE ANNI, SUSSISTONO SCARTI NON INDIFFERENTI PER CIASCUNA DELLE TRE IMPRESE RISPETTO ALLE LORO QUOTE . I DATI FORNITI DALLA COMMISSIONE HANNO INOLTRE CARATTERE GLOBALE, IN QUANTO SI RIFERISCONO A TUTTE LE VENDITE DI CHININA DEGL' INTERESSATI, E NON CONSENTONO QUINDI DI STABILIRE QUALE SIA STATA L' EVOLUZIONE DEL COMPORTAMENTO DI QUESTI ULTIMI NEL MERCATO COMUNE . IN MANCANZA DI PROVE SUFFICIENTI CIRCA IL MANTENIMENTO IN VIGORE DEL SISTEMA DELLE QUOTE PER LE VENDITE NEL MERCATO COMUNE SUCCESSIVAMENTE ALL' OTTOBRE 1962, SI DEVE CONCLUDERE CHE LE CENSURE DELLA RICORRENTE RELATIVE A QUESTA PARTE DELLA DECISIONE IMPUGNATA SONO FONDATE .  V - SULLE LIMITAZIONI IMPOSTE ALLA PRODUZIONE DI CHINIDINA SINTETICA  154/156 IL GENTLEMEN' S AGREEMENT VIETAVA AL GRUPPO DELLE IMPRESE FRANCESI LA PRODUZIONE DI CHINIDINA SINTETICA . DATA LA GRAVITA DELLE RESTRIZIONI IMPOSTE A TALUNE IMPRESE DI UNO STATO MEMBRO A FAVORE DI IMPRESE DI ALTRI STATI MEMBRI, E TENUTO CONTO DELL' IMPORTANZA DI QUESTE IMPRESE SUL MERCATO DI CUI TRATTASI, TALE DIVIETO HA MANIFESTAMENTE LO SCOPO DI RESTRINGERE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA ALL' INTERNO DEL MERCATO COMUNE E PUO' PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA GLI STATI MEMBRI . LA CIRCOSTANZA CHE LE IMPRESE FRANCESI NON SAREBBERO STATE IN GRADO, ALL' EPOCA IN CUI L' ACCORDO ERA STATO CONCLUSO, DI PRODURRE CHINIDINA SINTETICA NON PUO' LEGITTIMARE UNA RESTRIZIONE DEL GENERE, CHE ESCLUDEVA QUALSIASI POSSIBILITA DA PARTE LORO D' INTRAPRENDERE TALE ATTIVITA .  157/158 IL FATTO CHE LE IMPRESE FRANCESI ABBIANO ACCETTATO QUESTA LIMITAZIONE DELLA LORO LIBERTA D' AZIONE PUO' SPIEGARSI COL LORO INTERESSE - VISTI I PREZZI PARTICOLARMENTE ELEVATI CH' ESSE PRATICAVANO PER I LORO PRODOTTI IN FRANCIA - A CONSERVARE LA PROTEZIONE DI CUI FRUIVANO SUL LORO MERCATO NAZIONALE . TENENDO CONTO DEL NESSO ESISTENTE FRA QUESTE DUE RESTRIZIONI DELLA CONCORRENZA, SI PUO' LOGICAMENTE CONCLUDERE CHE IL DIVIETO DI PRODURRE ABBIA AVUTO LA STESSA DURATA DELLA DETTA PROTEZIONE .  159/161 SE E VERO CHE LA BOEHRINGER, NEL MARZO 1964, CEDEVA UNA LICENZA PER LA PRODUZIONE DI CHINIDINA AL MEMBRO INGLESE ANCORA PARTECIPANTE ALLA INTESA, AL QUALE IL GENTLEMEN' S AGREEMENT IMPONEVA UN DIVIETO ANALOGO A QUELLO IMPOSTO ALLE IMPRESE FRANCESI, CIO' NON MODIFICA AFFATTO LE PRECEDENTI CONSTATAZIONI SUI RAPPORTI ESISTENTI TRA LE IMPRESE FRANCESI ED I MEMBRI TEDESCHI E OLANDESI DELL' IMPRESA . A CAUSA DELLA SCARSEZZA DI MATERIE PRIME, DI CUI DA ATTO LA DECISIONE IMPUGNATA ( N . 29, ULTIMO COMMA ), E POSSIBILE CHE LA PROTEZIONE DEI MERCATI NAZIONALI NON ABBIA, NELL' ULTIMO PERIODO, ESPLICATO EFFETTI RILEVANTI SUL PIANO DELLA CONCORRENZA E DEGLI SCAMBI FRA GLI STATI MEMBRI; CIO' NON TOGLIE PERO' CHE QUESTA INTESA E RIMASTA IN VIGORE SINO AL FEBBRAIO 1965 . IN MANCANZA DI QUALSIASI PROVA CONTRARIA E IN CONSIDERAZIONE DEL NESSO SOPRA INDICATO FRA I DUE ASPETTI DELL' INTESA, SI DEVE RITENERE CHE L' ACCORDO CHE RESTRINGEVA LA LIBERTA DI PRODUZIONE DELLE IMPRESE FRANCESI ABBIA AVUTO LA STESSA DURATA .  162 LE CENSURE CHE LA RICORRENTE DEDUCE IN PROPOSITO SONO QUINDI INFONDATE .  VI - VALUTAZIONE GLOBALE DELL' INTESA NEL MERCATO COMUNE  163/165 DA TUTTO QUANTO PRECEDE RISULTA CHE LA RICORRENTE HA PARTECIPATO CON ALTRI PRODUTTORI DI CHININA E DI CHINIDINA AD UN' INTESA VIETATA DALL' ARTICOLO 85 DEL TRATTATO CEE . QUEST' INTESA E RIMASTA IN VIGORE, PER LA MAGGIOR PARTE DEI SUOI ASPETTI, ANCHE DOPO LA RIUNIONE DEL 29 OTTOBRE 1962 . SERI DUBBI CIRCA IL MANTENIMENTO IN VIGORE DELL' INTESA DOPO IL 1962 SUSSISTONO UNICAMENTE PER QUANTO RIGUARDA L' APPLICAZIONE DELLE QUOTE DI VENDITA .  166/167 TUTTAVIA, LA CIRCOSTANZA CHE LE IMPRESE NON ABBIANO CONTINUATO AD APPLICARE IL SISTEMA DELLE QUOTE NON SEMBRA AVER SENSIBILMENTE MIGLIORATO LE CONDIZIONI DELLA CONCORRENZA, DAL MOMENTO CH' ESSE HANNO CONTINUATO A PRATICARE PREZZI CONCORDATI, A PROCEDERE UNIFORMEMENTE, PER LE VENDITE NEL MERCATO COMUNE, AD AUMENTI DEI PREZZI DECISI IN COMUNE NELL' AMBITO DELL' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE E MESSI IN ATTO NEL MARZO E NELL' OTTOBRE 1964, E INFINE AD APPLICARE LA PROTEZIONE DEI RISPETTIVI MERCATI NAZIONALI E IL DIVIETO DI PRODURRE CHINIDINA SINTETICA IMPOSTO ALLE IMPRESE FRANCESI . L' APPLICAZIONE DI PREZZI UNIFORMI PER LE VENDITE IN ITALIA, NEL BELGIO E NEL LUSSEMBURGO HA POTUTO CIO' NONDIMENO ESSERE ACCERTATA SOLTANTO FINO ALL' APRILE 1964 .  168/169 INFINE, ANCHE AMMETTENDO CHE L' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE ABBIA POTUTO FUNZIONARE INDIPENDENTEMENTE DALL' ACCORDO RELATIVO AL MERCATO COMUNE, VA CONSTATATO CHE IN REALTA I MEMBRI DELL' INTESA HANNO ATTRIBUITO GRANDE IMPORTANZA AL FATTO CHE I DUE ACCORDI VENISSERO APPLICATI CONGIUNTAMENTE . BENCHE A DECORRERE DALL' OTTOBRE 1963 L' ACCORDO PER L' ESPORTAZIONE SIA STATO DICHIARATO " SOSPESO ", DALLE DICHIARAZIONI RILASCIATE DAGL' INTERESSATI NELLE RIUNIONI TENUTESI IN EPOCA SUCCESSIVA, NONCHE IN GENERALE DAL LORO ULTERIORE COMPORTAMENTO, RISULTA CHIARAMENTE CH' ESSI ERANO SEMPRE INTERESSATI A CHE L' ACCORDO RIMANESSE IN VITA, IN PARTICOLARE AL FINE DI UNA SUA EVENTUALE APPLICAZIONE NEL MERCATO COMUNE .  VII - SULLE CENSURE RELATIVE ALL' AMMENDA  170/171 LA RICORRENTE FA CARICO ALLA COMMISSIONE DI AVERLE INFLITTO UN' AMMENDA PER UN' INFRAZIONE ORMAI CESSATA . ESSA SOSTIENE CHE LE AMMENDE DI CUI ALL' ARTICOLO 15, N . 2 DEL REGOLAMENTO N . 17 HANNO IL CARATTERE DI PENALITA DI MORA, NON GIA DI SANZIONI PENALI .  172/174 LA CORTE OSSERVA INVECE CHE LE SANZIONI PREVISTE DALL' ARTICOLO 15 DEL REGOLAMENTO N . 17 NON HANNO IL CARATTERE DI PENALITA DI MORA . ESSE HANNO LO SCOPO DI REPRIMERE COMPORTAMENTI ILLECITI, COME PURE DI PREVENIRE IL LORO RIPETERSI . QUESTA FINALITA NON POTREBBE ESSERE ADEGUATAMENTE RAGGIUNTA QUALORA L' APPLICAZIONE DELLA SANZIONE FOSSE LIMITATA ALLE SOLE INFRAZIONI ATTUALI .  175/176 IL POTERE D' INFLIGGERE SANZIONI SPETTANTE ALLA COMMISSIONE NON E AFFATTO MENOMATO DALLA CIRCOSTANZA CHE IL COMPORTAMENTO CHE COSTITUISCE L' INFRAZIONE E LA POSSIBILITA CH' ESSO PRODUCA EFFETTI DANNOSI SIANO CESSATI . LA VALUTAZIONE DELLA GRAVITA DELL' INFRAZIONE, AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DELL' IMPORTO DELL' AMMENDA, DEVE AVVENIRE TENENDO CONTO, IN PARTICOLARE, DELLA NATURA DELLE RESTRIZIONI IMPOSTE ALLA CONCORRENZA, DEL NUMERO E DELLA IMPORTANZA DELLE IMPRESE INTERESSATE, DELLA PARTE DEL MERCATO CH' ESSE RISPETTIVAMENTE CONTROLLANO NELLA COMUNITA, NONCHE DELLA SITUAZIONE DEL MERCATO ALL' EPOCA IN CUI E STATA COMMESSA L' INFRAZIONE .  177 LA RICORRENTE SOLLEVA UN' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA RIGUARDO AL SUMMENZIONATO ARTICOLO 15, IN QUANTO IL REGIME DELLE AMMENDE PREVISTO DA QUESTA DISPOSIZIONE SAREBBE SOSTANZIALMENTE DIVERSO DAL SISTEMA PREVISTO NEL PROGETTO DELLA COMMISSIONE SU CUI ERA STATO SENTITO IL PARLAMENTO EUROPEO .  178 IL PROGETTO DI REGOLAMENTO SUL QUALE IL PARLAMENTO E STATO CONSULTATO NON HA PERO' SUBITO, IN COMPLESSO, MODIFICHE SOSTANZIALI .  179 L' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA VA QUINDI RESPINTA .  180 LA RICORRENTE CHIEDE ALLA CORTE DI ANNULLARE O ALMENO DI RIDURRE NOTEVOLMENTE L' AMMENDA, IN QUANTO L' INFRAZIONE DI CUI LE SI FA CARICO AVREBBE UN CARATTERE " PURAMENTE FORMALE ".  181 ESSA SOSTIENE INOLTRE CHE ESISTE UNA SPROPORZIONE FRA L' AMMENDA INFLITTA E L' INFRAZIONE COMMESSA, TENUTO CONTO DEL FATTO CHE NELL' AMBITO DELL' INTESA ESSA HA SEMPRE PROPOSTO DI MANTENERE I PREZZI AD UN LIVELLO RAGIONEVOLE .  182 DALLE CONSIDERAZIONI GIA SVOLTE IN MERITO ALLE CENSURE RELATIVE ALLA CONSTATAZIONE DEI FATTI SU CUI SI BASA LA DECISIONE LITIGIOSA RISULTA CHE L' INFRAZIONE NON HA CARATTERE PURAMENTE FORMALE .  183 LA DECISIONE IMPUGNATA RICONOSCE ESPRESSAMENTE AL N . 40, 3 ) COMMA, CHE LA RICORRENTE, A VARIE RIPRESE, SI E DICHIARATA FAVOREVOLE A PREZZI RELATIVAMENTE BASSI .  184 LA COMMISSIONE HA QUINDI TENUTO CONTO DI QUESTO ELEMENTO NELLA DETERMINAZIONE DELL' AMMENDA .  185 LE CIRCOSTANZE ATTENUANTI PRESE IN CONSIDERAZIONE A FAVORE DELLA RICORRENTE HANNO FATTO SI' CHE L' AMMENDA INFLITTALE, RISPETTO A QUELLE IRROGATE AGLI ALTRI MEMBRI DELL' INTESA, E IN PROPORZIONE INFERIORE ALLA QUOTA ASSEGNATALE NELL' AMBITO DELL' INTESA .  186 L' IMPORTO RELATIVAMENTE ELEVATO DELL' AMMENDA POSTA A CARICO DELLA RICORRENTE SI GIUSTIFICA TUTTAVIA COL FATTO CHE QUESTA IMPRESA CONTROLLA LA MAGGIOR PARTE DEL MERCATO DEI PRODOTTI LITIGIOSI, COME PURE CON L' INFLUENZA PREPONDERANTE DA LEI ESERCITATA NELL' ELABORAZIONE E NELL' ATTUAZIONE DEGLI ACCORDI, E CON LA GRAVITA E LA VOLONTARIETA DELLE INFRAZIONI COMMESSE .  187 QUANTO SI AFFERMA NELLA DECISIONE IMPUGNATA CIRCA LE INFRAZIONI IMPUTABILI ALLA RICORRENTE E PERCIO' SOSTANZIALMENTE FONDATO .  188 IL FATTO CHE NON SI DEBBANO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE LA DETERMINAZIONE DI QUOTE DI VENDITA PER IL PERIODO NOVEMBRE 1962 - FEBBRAIO 1965 E LA DETERMINAZIONE DI PREZZI DI VENDITA PER IL PERIODO MAGGIO 1964 - FEBBRAIO 1965 NON DIMINUISCE SENSIBILMENTE LA GRAVITA DELLE RESTRIZIONI DELLA CONCORRENZA DERIVANTI DALL' INTESA .  189 E' QUINDI GIUSTIFICATA SOLTANTO UNA LIEVE DIMINUZIONE DELL' AMMENDA, CHE VA RIDOTTA A 200 000 U.C .  

Decisione relativa alle spese

190 AI SENSI DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, 1 ) COMMA, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA DELLA CORTE, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE SE NE E STATA FATTA DOMANDA .  191 LA RICORRENTE E RIMASTA SOCCOMBENTE NEI CAPI PRINCIPALI DELLA DOMANDA . LE SPESE DEL GIUDIZIO VANNO QUINDI POSTE A SUO CARICO .  

Dispositivo

LA CORTE,  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO DI ANNULLAMENTO E RESPINTO .  2 ) LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE 16 LUGLIO 1969 ( GU N . L/192, PAG . 5 E SEGG .) E MODIFICATA NELLA MISURA IN CUI ALL' ARTICOLO 1 ESSA CONSTATA CHE LA RICORRENTE HA APPLICATO LE CLAUSOLE DEL GENTLEMEN' S AGREEMENT DEL 9 APRILE 1960 RELATIVE AL SISTEMA DELLE QUOTE E DELLA PEREQUAZIONE QUANTITATIVA NEL PERIODO NOVEMBRE 1962-FEBBRAIO 1965 E QUELLE RELATIVE ALLA DETERMINAZIONE DEI PREZZI E DEGLI SCONTI PER L' ESPORTAZIONE DI CHININA E DI CHINIDINA NEL PERIODO MAGGIO 1964-FEBBRAIO 1965 .  3 ) L' AMMENDA INFLITTA ALLA RICORRENTE CON LA DECISIONE SUMMENZIONATA VIENE RIDOTTA A 200 000 UNITA DI CONTO .  4 ) LA RICORRENTE E CONDANNATA ALLE SPESE DI CAUSA .