CELEX: 51995PC0141
Language: it
Date: 1995-04-06
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CEE) n. 3433/91 per quanto riguarda l' istituzione del dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari della Repubblica popolare cinese

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                           Bruxelles, 06.04.1995
                                           COM(95) 141 def.
                              Proposta di
              REGOLAMENTO ICEÌ DEL CONSIGLIO
che modifica il regolamento (CEE) n. 3433/91 per quanto riguarda
l'istituzione del dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
accendini tascabili a pietra focaia e a gas, nonricaricabili,originari
                  della Repubblica popolare cinese
                   (presentata dalla Commissione)
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                                       RELAZIONE
 1. Con il regolamento (CEE) n. 3433/911 il Consiglio ha istituito un dazio
    antidumping definitivo sulle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a
    gas, non ricaricabili, originari, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese.
    L'aliquota del dazio applicabile ai prodotti originari di tale paese, fissata al 16,9%,
    corrispondeva al margine di dumping accertato per la Repubblica popolare cinese
    nel periodo dell'inchiesta originale.
2.  Nel novembre 1993 la Commissione ha ricevuto una domanda di riesame del
    regolamento suddetto, presentata dalla federazione dei fabbricanti europei di
    accendini. Nella domanda si affermava che le circostanze relative alla Repubblica
    popolare cinese erano cambiate, in quanto era aumentato il margine di dumping
    per le esportazioni nella Comunità e, di conseguenza, l'industria comunitaria subiva
    nuovamente un pregiudizio. Nel dicembre 1993, considerando che la domanda di
    riesame contenesse elementi di prova sufficienti, la Commissione ha annunciato
    con un avviso2 l'apertura di un procedimento di riesame del regolamento (CEE) n.
    3433/91 per quanto riguarda le importazioni dei prodotti in questione originari
    della Repubblica popolare cinese, a norma dell'articolo 14 del regolamento (CEE)
    n. 2423/88.
3.  Poiché si tratta di un riesame è stato deciso di istituire direttamente misure
    definitive invece di passare attraverso una fase provvisoria. La Commissione,
    prima di redigere la proposta relativa al caso in esame, ha comunicato alle parti
    interessate dati particolareggiati sui calcoli effettuati e ha fissato un periodo di
    tempo sufficiente entro il quale le parti potevano presentare osservazioni e
    correggere gli errori materiali.
4.  Dalla presente inchiesta diriesameè emerso che il margine di dumping relativo alle
    esportazioni cinesi è nettamente aumentato. Espresso in percentuale del valore
    delle importazioni CIF frontiera comunitaria, il margine di dumping era dell'80,3%.
1
    GUn.L 326 del 28.11.1991, pag. 1.
2
    GUn.C 343 del 31.12.1993, pag. 10.
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                                          I
5. Dall'inchiesta è inoltre risultato che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria
    si era considerevolmente aggravato dato che, in un mercato in espansione, i
   produttori comunitari interessati avevano subito una riduzione della quota di
   mercato e il calo della redditività. In base all'analisi del rapporto di causalità tra il
   pregiudizio e le importazioni oggetto di dumping dal paese interessato (esposta nei
   punti 51-61 della proposta allegata) è stato concluso che dette importazioni,
   considerate isolatamente, hanno provocato un ulteriore notevole pregiudizio
   all'industria comunitaria.
6. Nell'inchiesta originale era stato considerato che l'istituzione delle misure
   corrispondeva all'interesse della Comunità. Dato che non sono state presentate
   nuove argomentazioni tali da giustificare un riesame di questa conclusione, le
   risultanze del regolamento (CEE) n. 3433/91 a questo proposito devono essere
   confermate. Le misure in vigore nei confronti della Repubblica popolare cinese,
   che non sono più sufficienti per neutralizzare il dumping causa del pregiudizio,
   devono quindi essere modificate.
7. Dato che il livello necessario per eliminare il pregiudizio era superiore al margine
   di dumping, le misure devono essere modificate in base al margine di dumping
   stabilito nella presente inchiesta. Inoltre, dato che i prezzi degli accendini a pietra
   focaia non ricaricabili importati dalla Cina sono costantemente diminuiti dopo
   l'istituzione delle misure nel 1991, è prevedibile che un dazio ad valorem con
   un'aliquota superiore diventerebbe inefficace entro un periodo relativamente breve.
   Una semplice modifica dell'attuale dazio ad valorem non sembra quindi
   appropriata.
   Si propone quindi di modificare la misura in vigore relativa alla Repubblica
   popolare cinese con l'istituzione di un dazio specifico per accendino (pari a 0,065
   ECU per unità). La modifica proposta costituisce, per la Repubblica popolare
   cinese, una modifica ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n.
   2423/88. Il dazio modificato sulle importazioni di accendini a pietra focaia non
   ricaricabili, originari della Repubblica popolare cinese scade, fatte salve le
   disposizioni pertinenti sulla durata delle misure, dopo un periodo di cinque anni a
   decorrere dalla data alla quale è entrato in vigore.
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                              Regolamento (CE) n.... del Consiglio
            che modifica il regolamento (CEE) n. 3433/91 per quanto riguarda
            l'istituzione del dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
           accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari
                                della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che, istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 dell'I 1 luglio 1988, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della
Comunità economica europea1, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 522/942, in
particolare l'articolo 14,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
                                 A. INCHIESTE PRECEDENTI
1.       Con il regolamento (CEE) n. 3433/913 il Consiglio ha istituito un dazio
         antidumping definitivo sulle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a
         gas, nonricaricabili,classificati al codice NC ex 9613 10 00 e originari, tra l'altro,
         della Repubblica popolare cinese. L'aliquota del dazio applicabile ai prodotti
         originari di tale paese era stata fissata al 16,9%.
         GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
         GUn. L 66 del 10.3.1994, pag. 10.
         GUn.L 326 del 28.11.1991, pag. 1.
 ---pagebreak--- 2. Con un avviso pubblicato nel marzo 19924 la Commissione ha iniziato un riesame
   del regolamento (CEE) n. 3433/91 nei confronti di alcune società cinesi che
   affermavano, tra l'altro, di non aver esportato il prodotto in questione nel periodo
   dell'inchiesta originale ( riesame relativo ai cosiddetti nuovi esportatori). Con la
   decisione n. 93/377/CEE del 22 giugno 19935 la Commissione ha chiuso l'inchiesta
   relativa alriesamesenza alcuna modifica delle misure in vigore.
                             B. PRESENTE INCHIESTA
3. Nel novembre 1993 la Commissione ha ricevuto una domanda di riesame del
   regolamento suddetto per quanto riguarda le importazioni dei prodotti originari
   della Repubblica popolare cinese. La domanda è stata presentata dalla federazione
   dei fabbricanti europei di accendini, per conto dei produttori comunitari che
   complessivamente effettuano una parte rilevante della produzione comunitaria
   degli accendini in questione. Nella domanda si affermava che le circostanze sono
   cambiate dopo la conclusione dell'inchiesta originale, in quanto era aumentato il
   margine di dumping per le esportazioni nella Comunità dalla Repubblica popolare
   cinese e, di conseguenza, l'industria comunitaria subiva nuovamente un
   pregiudizio. È stato considerato che la domanda di riesame contenesse elementi di
   prova sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta.
4. Nel dicembre 1993 la Commissione ha annunciato con un avviso6 l'apertura di un
   procedimento diriesamedel regolamento (CEE) n. 3433/91 per quanto riguarda le
   importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, nonricaricabili,originari
   della Repubblica popolare cinese, a norma dell'articolo 14 del regolamento (CEE)
   n. 2423/88 (in seguito denominato "il regolamento di base").
5. La Commissione ha ufficialmente informato gli esportatori e gli importatori
   notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i denunzianti e ha
   dato alle parti interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni e di
   chiedere di essere sentite.
   GUn. C 62 dell'I 1.3.1992, pag. 2.
   GUn. L 158 del 30.6.1993, pag. 43.
   GUn. C 343 del 31.12.1993, pag. 10.
 ---pagebreak--- 6. Un importatore, due esportatori e un produttore della Repubblica popolare cinese
   hanno presentato osservazioni scritte. Anche quattro produttori comunitari, le
   società Bic S.A., Swedish Match S.A., Tokai Seiki GmbH e Flamgas S.A., hanno
   presentato osservazioni scritte. Alcune delle società suddette hanno chiesto e
   ottenuto di essere sentite.
7. La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai
   fini dell'inchiesta e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
   Produttori comunitari (stabilimenti e/o uffici vendite)
            Bic Deutschland GmbH, Ettlingen, Germania
            Bic S.A., Clichy, Francia
            Bic S.A., Redon, Francia
            Biro Bic Ltd, Londra, Regno Unito
            Bryant & May, High Wycombe, Regno Unito
            Flamagas S.A., Barcellona, Spagna
            Laforest Bic S.A., Tarragona, Spagna
            Swedish Match, Visselhòvede, Germania
            Tokai Seiki GmbH, Mònchengladbach, Germania
            Tokai Vesta Hispania S.A., Alcalà de Henares, Spagna
   Esportatori
            Capital Line Industries Ltd, Hong Kong
            Gladstrong Investments Ltd, Hong Kong
   Importatore non collegato
            Tróber GmbH, Amburgo, Germania
 ---pagebreak--- 8.  La Commissione ha inoltre chiesto alcune informazioni a produttori delle Filippine,
    il paese terzo utilizzato come paese analogo per la determinazione del valore
    normale (cfr. punti 19-27 seguenti). La Swedish Match Philippines Inc., Manila,
    Filippine, ha fornito informazioni particolareggiate e complete che sono state
    verificate presso la sede della società.
9.  Gli esportatori e l'unico importatore che ha collaborato hanno chiesto e ottenuto di
    essere informati sui principali fatti e considerazioni in base ai quali si intendeva
    raccomandare la modifica del dazio antidumping definitivo in vigore sulle
    importazioni dei prodotti in questione originari della Repubblica popolare cinese.
    La Commissione ha tenuto debitamente conto delle osservazioni delle parti
    interessate.
10. L'inchiesta relativa al dumping riguardava il periodo 1° gennaio - 30 settembre
    1993 (in seguito denominato "il periodo dell'inchiesta").
           C.      PRODOTTO IN ESAME, PRODOTTO SIMILE E
                           INDUSTRIA COMUNITARIA
                                 (i) Prodotto in esame
11. I prodotti soggetti al dazio antidumping definitivo di cui al punto 1 sono gli
    accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili (in seguito denominati
    "accendini non ricaricabili").
    È opportuno precisare, a questo proposito, che sul mercato sono commercializzati
    altri accendini nonricaricabili(accendini piezoelettrici), che hanno caratteristiche
    tecniche completamente diverse da quelle dei prodotti suddetti e che quindi
    nell'inchiesta originale non sono stati considerati simili al prodotto in questione. Gli
    accendini piezoelettrici sono stati pertanto esclusi dal campo d'applicazione
    dell'inchiesta originale e delle misure istituite.
 ---pagebreak--- 12. L'importatore che ha collaborato ha affermato che gli accendini non ricaricabili a
    pietra focaia, oltre ad essere diversi da quelli piezoelettrici,     dovevano essere
    ulteriormente distinti in funzione del materiale utilizzato, ovvero plastica o nylon.
    Secondo l'importatore esistevano due mercati per gli accendini a pietra focaia non
    ricaricabili, uno per gli accendini di lusso a base di nylon e l'altro per i normali
    accendini di plastica. L'importatore ha affermato che tutti gli accendini a pietra
    focaia nonricaricabilioriginari della Cina erano di plastica e ha chiesto di prendere
    in esame unicamente questi tipi di prodotti.
13. Nel corso dell'inchiesta svolta dalla Commissione è stato riscontrato che una
    definizione così ristretta del prodotto in esame non sarebbe giustificata, anche
    perché l'asserita ripartizione del mercato degli accendini a pietra focaia non
    ricaricabili in più segmenti, in funzione di differenze relative alle caratteristiche
    fisiche del prodotto e della percezione dei consumatori, non è confermata dai fatti.
    I prodotti in questione sono effettivamente fabbricati in diverse dimensioni e
    modelli e per la loro composizione possono essere utilizzati materiali differenti.
    Tutti gli accendini a pietra focaia non ricaricabili hanno tuttavia le stesse
    caratteristiche tecniche essenziali e là stessa applicazione e svolgono la medesima
    funzione. Occorre precisare che la distinzione tra accendini a pietra focaia e
    piezoelettrici si basa invece su differenze tra le caratteristiche tecniche che sono
    chiaramente identificabili.
    Appare inoltre evidente che i consumatori sono consapevoli della differenza tra
    accendini a pietra focaia e piezoelettrici, mentre la differenza tra accendini di
    plastica o di nylon non è percettibile. I prodotti in questione non sono riutilizzabili
    e l'affermazione secondo la quale i consumatori sarebbero consapevoli della
    differenza non è confermata, tra l'altro, dall'esistenza di canali di vendita
    chiaramente distinti. Al contrario tutti gli accendini a pietra focaia non ricaricabili
    sono venduti senza distinzioni negli stessi tipi di negozi ad acquirenti che hanno le
    stesse aspettative e i consumatori non sono informati in merito alle pretese
    differenze tra gli accendini di plastica o di nylon. È opportuno precisare, tra l'altro,
    che non è facile distinguere gli accendini di plastica da quelli di nylon, dato che i
    due tipi sono disponibili in forma trasparente e opaca.
 ---pagebreak--- 14. L'intera gamma di modelli di accendini a pietra focaia non ricaricabili deve quindi
    essere considerata un'unica categoria di prodotti, indipendentemente dal materiale
    usato per la fabbricazione del corpo, che costituisce comunque una differenza
    secondaria in termini di caratteristiche fisiche e di costi (cfr. punto 36).
    Sono quindi confermate le risultanze dell'inchiesta originale relative al prodotto in
    esame che sono esposte nel punto 1 Idei presente regolamento.
                                  (ii) Prodotto simile
15. L'importatore che ha collaborato ha affermato che le risultanze dell'inchiesta
    originale relative alla definizione di prodotto simile dovevano essere riesaminate
    per tener conto del fatto che un produttore comunitario, che si è manifestato per la
    prima volta nel presente procedimento, fabbricava accendini di plastica
    assertivamente identici a quelli importati dalla Repubblica popolare cinese, mentre
    gli altri produttori comunitari e il produttore che ha collaborato nel paese analogo
    fabbricavano accendini di nylon, che secondo l'importatore potevano al massimo
    essere considerati affini agli accendini cinesi.
    Occorre nuovamente precisare che una differenza fisica secondaria, quale il
    materiale utilizzato per la fabbricazione del corpo dell'accendino, che non incide
    sulle caratteristiche tecniche essenziali, né sull'applicazione e sulla funzione di base
    del prodotto e di cui i consumatori non sono consapevoli non è sufficiente per
    giustificare una distinzione tra accendini a pietra focaia non ricaricabili
    assertivamente "identici" o "affini". Questa conclusione vale per il confronto tra gli
    accendini a pietra focaia non ricaricatali importati dalla Repubblica popolare cinese
    e tutti gli accendini fabbricati e venduti dall'industria comunitaria e dal produttore
    del paese analogo che ha collaborato.
 ---pagebreak--- 16. Lo stesso importatore ha presentato alcune osservazioni su alcune differenze
    relative alle caratteristiche fisiche che a suo parere incidevano sulla definizione del
    prodotto simile. Queste affermazioni, che sostanzialmente erano già state
    presentate nell'inchiesta originale, non erano tuttavia sostenute da nuovi elementi
    di prova decisivi, in particolare riguardo alla percezione che i consumatori hanno
    del prodotto e quindi non sono state prese in considerazione per la definizione di
    prodotto simile.
17. In tali circostanze è confermato che gli accendini a pietra focaia non ricaricabili
    prodotti e venduti dall'industria comunitaria e quelli importati dalla Repubblica
    popolare cinese hanno le stesse caratteristiche fisiche e tecniche essenziali e quindi
    possono essere considerati prodotti simili. Le eventuali differenze secondarie tra i
    prodotti importati dalla Repubblica popolare cinese e la produzione comunitaria
    non sono tali da giustificare una conclusione diversa. Sono pertanto confermate le
    risultanze dell'inchiesta originaleriguardoalla definizione di prodotto simile.
    Come risulta dai punti 26 e 36, tale conclusione vale anche per gli accendini a
    pietra focaia nonricaricabilifabbricati e venduti dal produttore del paese analogo
    che ha collaborato.
                              (iii) Industria comunitaria
18. Alla luce di quanto precede, è stata respinta la richiesta di modificare la definizione
    di industria comunitaria, limitandola al produttore comunitario che fabbrica
    accendini di plastica. È stato stabilito che nel periodo dell'inchiesta i produttori
    comunitari per conto dei quali era stata presentata la domanda di riesame
    effettuavano oltre il 70% della produzione comunitaria complessiva del prodotto
    simile. È stato quindi concluso che i produttori in questione costituivano
    "l'industria comunitaria" ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di
    base.
 ---pagebreak---                                             8
                                     D. DUMPING
                                   (a) Valore normale
                                    (i) Paese analogo
19. Poiché la Repubblica popolare cinese non è un paese ad economia di mercato, il
    valore normale è stato determinato in base alle informazioni ottenute in un paese
    ad economia di mercato (il cosiddetto paese analogo), a norma dell'articolo 2,
    paragrafo 5 del regolamento di base. A questo proposito nella domanda si propone
    di utilizzare la Thailandia, come era stato fatto nell'inchiesta originale. Sono stati
    quindi consultati i due produttori thailandesi che avevano precedentemente
    collaborato, che tuttavia in questo caso hanno rifiutato di collaborare.
20. A tal fine sono stati anche consultati un produttore coreano e due produttori nelle
    Filippine. Soltanto i produttori filippini hanno affermato di essere disposti a
    collaborare con la Commissione e hanno risposto al questionario. La risposta di un
    produttore non era tuttavia sufficientemente completa e sono stati quindi chiesti
    dati più particolareggiati. Il produttore interessato ha successivamente risposto alla
    Commissione di non essere disposto a fornire informazioni più precise. È stato
    concluso che questo produttore rifiutava di collaborare e quindi è rimasta una sola
    società disposta a fornire informazioni relative alle Filippine.
    Dopo la comunicazione delle principali risultanze dell'inchiesta, l'importatore che
    ha collaborato ha affermato che avrebbe dovuto essere consultata anche una
    società di Hong Kong, la Cli-Claque Ltd, che produceva accendini a pietra focaia
    non ricaricabili nelle Filippine. La Commissione è stata informata in merito
    all'esistenza di questo produttore nelle Filippine in una fase molto avanzata
    dell'inchiesta. Questa possibilità non poteva quindi essere presa in considerazione
    senza ostacolare gravemente lo svolgimento dell'inchiesta.
21. Poiché non esisteva alcuna altra possibilità di determinare il valore normale è stato
    necessario utilizzare un paese analogo diverso da quello scelto per l'inchiesta
    originale. Alla luce della recente giurisprudenza della Corte di giustizia in merito ai
    criteri applicabili alla scelta dei paesi analoghi, sono stati verificati i seguenti
    elementi per valutare l'idoneità delle Filippine.
 ---pagebreak---              Rappresentatività del mercato
    Per dimensioni del mercato interno le Filippine sono un paese rappresentativo ai
    fini della determinazione del valore normale relativo alla Repubblica popolare
    cinese (le vendite complessive effettuate sul mercato interno dal produttore
    filippino che ha collaborato sono superiori al 5% delle esportazioni cinesi nella
    Comunità).
             Apertura del mercato
    Il mercato filippino è aperto alla concorrenza, dato che la produzione locale di
    accendini non ricaricabili deve sostenere la concorrenza dei prezzi dei prodotti
    importati in quantitativi rilevanti. Anche la struttura della domanda favorisce la
    concorrenza, poiché sono presenti sul mercato numerosi operatori, quali
    supermercati erivenditoridi piccole e medie dimensioni.
             Accesso ai materiali di base
    Non emergono infine differenze significative tra la Cina e le Filippine per quanto
    riguarda la facilità di accesso ai materiali di base. Nelle Filippine in realtà alcuni
    pezzi e componenti sono importati, ma anche i produttori cinesi acquistano da
    fornitori esteri alcuni dei pezzi più sensibili degli accendini, quali la pietra focaia.
    Generalmente i componenti necessari per la fabbricazione degli accendini sono
    facilmente accessibili tanto nelle Filippine quanto nella Repubblica popolare cinese.
22. Poiché tuttavia la società che ha collaborato nelle Filippine appartiene ad un
    gruppo che comprende anche una società denunziarne, la Commissione ha
    considerato necessario analizzare le implicazioni di tale legame, per stabilire se
    questa situazione avesse l'effetto di alterare i dati presentati e di conseguenza se le
    informazioni così ottenute potessero essere utilizzate nell'ambito della presente
    inchiesta di riesame.
 ---pagebreak---                                              10
23. Da un esame approfondito dei costi di produzione comunicati dal produttore
    filippino è risultato che sono stati sostenuti costi supplementari dovuti al fatto che
    alcuni pezzi utilizzati per la fabbricazione di accendini a pietra focaia non
    ricaricabili erano stati acquistati da società collegate. Ai fini di un esame corretto
    ed equo della redditività i costi in questione sono stati quindi dedotti. Dopo tale
    adeguamento è stato stabilito che i prezzi applicati dal produttore filippino per le
    vendite del prodotto simile sul mercato interno nel corso di normali operazioni
    commerciali permettevano il recupero di tutti i costi sostenuti nel corso di tali
    operazioni e la realizzazione di un adeguato profitto.
    In tali circostanze è stato concluso che, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 5,
    lettera a), punto i) del regolamento di base, il valore normale poteva essere
    stabilito in base ai prezzi ai quali gli accendini a pietra focaia nonricaricabilierano
    effettivamente venduti per il consumo sul mercato interno delle Filippine.
24. In considerazione di quanto precede e degli elementi suesposti riguardo alla
    situazione delle Filippine, la Commissione ha ritenuto che la scelta delle Filippine
    come paese analogo fosse adeguata e corretta. Le parti interessate sono state
    informate a tempo debito della scelta che si intendeva fare. Le principali
    osservazioni presentate a questo proposito sono esaminate nei punti seguenti,
    nonché nei punti 28 - 31.
25. Gli esportatori interessati hanno approvato la proposta di utilizzare le Filippine
    come paese analogo oppure non hanno fatto alcuna osservazione.
 ---pagebreak---                                           11
26. L'importatore che ha collaborato ha affermato, entro il termine fissato per le
    osservazioni sulla scelta del paese analogo, che le Filippine potevano essere prese
    in considerazione unicamente a condizione che si utilizzassero i dati forniti da un
    produttore filippino di accendini di plastica che non avesse alcun collegamento con
    l'industria comunitaria.
    Per quanto riguarda le pretese differenze tra accendini di plastica e di nylon
    occorre rilevare che le argomentazioni presentate sono identiche a quelle relative
    agli accendini a pietra focaia non ricaricabili prodotti e venduti dall'industria
    comunitaria che sono state esposte in merito alla determinazione del prodotto in
    esame e alla definizione di industria comunitaria. Come risulta nei punti 12 - 17, la
    Commissione ha concluso che tutti gli accendini a pietra focaia non ricaricabili
    costituiscono un'unica categoria di prodotti e che gli accendini di plastica e di
    nylon dovevano essere considerati prodotti simili. Questa conclusione vale anche
    nel contesto della scelta del paese analogo. Per quanto riguarda l'eventuale
    incidenza dei collegamenti aziendali, la Commissione ha ritenuto che l'esame di cui
    al punto 23 abbia fornito sufficienti elementi per stabilire che tale preoccupazione
    era infondata, in quanto il valore normale è stato determinato in base ai prezzi di
    vendita sul mercato interno.
    L'importatore ha inoltre proposto di scegliere il Messico come paese analogo. La
    proposta è stata tuttavia presentata soltanto nel settembre 1994, ovvero più di
    cinque mesi dopo il termine fissato per la presentazione di osservazioni a questo
    proposito e quindi non poteva essere presa in considerazione senza ostacolare
    gravemente lo svolgimento dell'inchiesta.
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27. È quindi confermata la conclusione secondo la quale la scelta delle Filippine
    rappresenta una soluzione appropriata e equa per la determinazione del valore
    normale relativo alla Repubblica popolare cinese, in conformità dell'articolo 2,
    paragrafo 5 del regolamento di base.
            (ti) Richiesta di applicazione dell'artìcolo 2, paragrafo 6 del
                                  regolamento di base
28. Alcune parti interessate hanno affermato che il valore normale avrebbe dovuto
    essere stabilito in base all'articolo 2, paragrafo 6 del regolamento di base, ovvero
    secondo le disposizioni applicabili qualora un prodotto non sia importato
    direttamente dal paese d'origine ma sia esportato nella Comunità da un paese
    intermedio. In tali circostanze il valore normale avrebbe dovuto essere stabilito nel
    paese esportatore, ovvero Hong Kong.
29. Occorre rilevare che soltanto alcuni esportatori cinesi e un importatore non
    collegato hanno collaborato con la Commissione e che le società che hanno
    collaborato hanno esportato o importato nella Comunità gli accendini di origine
    cinese attraverso Hong Kong. Queste società rappresentano quasi il 53% di tutte
    le esportazioni nella Comunità europea. La Commissione ha stabilito che gli
    esportatori di Hong Kong che hanno collaborato, che effettuano il 13% circa di
    tutte le esportazioni nella Comunità degli accendini di origine cinese, hanno anche
    venduto gli stessi prodotti sul mercato interno. Per le altre società (ovvero gli
    esportatori e i relativi importatori che non hanno collaborato) l'itinerario seguito
    dalle esportazioni non era tuttavia noto.
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30. A questo proposito la Commissione ritiene che, in linea generale, le disposizioni
    dell'articolo 2, paragrafo 6 non siano applicabili alle importazioni originarie da un
    paese non avente un'economia di mercato.Nella fattispecie è tuttavia probabile che
    la maggior parte degli accendini a pietra focaia nonricaricabilidi origine cinese sia
    stata semplicemente trasbordata a Hong Kong. Riguardo alla produzione nel paese
    d'esportazione, dalle informazioni di cui dispone la Commissione risulta che nel
    periodo dell'inchiesta a Hong Kong non è stata effettuata alcuna produzione di
    accendim a pietra focaia nonricaricabilifiniti.Per quantoriguardainfine i prezzi di
    vendita nel paese d'esportazione, la Commissione non può stabilire se queste
    vendite siano state effettuate nel corso di normali operazioni commerciali, poiché
    gli accendini in questione sono fabbricati in Cina nell'ambito di contratti di
    subappalto oppure le parti interessate sono collegate.
31. In considerazione di quanto precede, è stato concluso che, anche se le disposizioni
    dell'articolo 2, paragrafo 6 fossero applicabili alle importazioni di prodotti originari
    di un paese non avente un'economia di mercato, nel contesto della presente
    inchiesta non sarebbe opportuno stabilire il valore normale in base ai prezzi vigenti
    sul mercato interno del paese d'esportazione, poiché a Hong Kong non esisteva
    una produzione di accendini a pietra focaia non ricaricabili e inoltre non sarebbe
    stato possibile stabilire un prezzo comparabile attendibile per i prodotti in
    questione. Si dovrebbe quindi determinare il valore normale in funzione dei prezzi
    sul mercato interno del paese d'origine. Poiché tuttavia la Repubblica popolare
    cinese non è un paese ad economia di mercato, il valore normale deve essere
    stabilito in conformità dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base.
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              (iii) Prezzi applicati sul mercato interno delle Filippine
32. La Commissione ha esaminato se il valore normale poteva essere stabilito in base
    ai prezzi ai quali il prodotto è effettivamente venduto per il consumo sul mercato
    intèrno delle Filippine. A questo proposito è stato osservato che la società filippina
    che ha collaborato ha venduto gli accendini a pietra focaia nonricaricabilia diversi
    grandi clienti, tra i qualifiguranoun distributore indipendente che harivendutoi
    prodotti a commercianti al minuto e all'ingrosso e una grande società produttrice
    di sigarette. La Commissione ha inoltre stabilito che i prezzi di vendita erano
    remunerativi (cfr. punto 23).
    È stato quindi concluso che i prezzi di vendita applicati sul mercato interno dal
    produttore filippino che ha collaborato possono essere utilizzati per stabilire il
    valore normale.
                              (b) Prezzo all'esportazione
33. La Commissione ha inviato questionari a tutti gli esportatori nòti delle due
    precedenti iiichieste relative al prodotto in questione. Soltanto i due esportatori e
    l'importatóre citati al punto 7 e un produttore cinese (Dong Guan Lighter Factory,
    Dong Guan City, Repubblica popolare cinese) hanno presentatorispostecomplete.
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    I quantitativi complessivi indicati dagli esportatori che hanno collaborato e
    dall'importatore rappresentano il 53% delle importazioni totali. Le statistiche
    Eurostat contengono informazioni sui prezzi basate su una vasta gamma di
    accendini diversi (per presentazione, forma e dimensioni) e quindi non possono
    essere utilizzate per stabilire il prezzo all'esportazione. Di conseguenza, per quanto
    riguarda le restanti esportazioni, tenuto conto anche del livello di cooperazione, in
    conformità dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b del regolamento di base il prezzo
    all'esportazione relativo agli esportatori che non hanno collaborato è stato stabilito
    in funzione del prezzo medio della società che aveva collaborato per la quale era
    stato stabilito il prezzo medio più basso. È stato inoltre considerato che gli
    accendini forniti dagli esportatori che non hanno collaborato fossero prodotti
    semplici venduti in confezioni da 50 pezzi (cosiddetti "in blocco").
34. Gli esportatori che hanno collaborato hanno chiesto un trattamento individuale
    (ovvero la determinazione di prezzi all'esportazione distinti e quindi di margini di
    dumping individuali). Anche se alcuni esportatori di paesi non aventi un'economia
    di mercato possono ricevere un trattamento individuale, in particolare se hanno
    dimostrato di essere indipendenti dallo Stato per quanto riguarda l'attuazione della
    loro politica d'esportazione e la fissazione dei prezzi, è stato considerato che a
    questo proposito fosse necessaria la massima prudenza.
    Occorre ricordare che nell'inchiesta relativa al riesame per i nuovi esportatori di
    cui al punto 2 era stato concluso che alle quattro società cinesi interessate non
    poteva essere applicato un trattamento individuale. Poiché la conclusione
    riguardava, tra l'altro, le due società che hanno collaborato nella presente inchiesta
    e dato che le società in questione non hanno presentato nuovi elementi di prova
    relativi alla loro pretesa indipendenza, è stato considerato che la decisione di
    accordare un trattamento individuale alle società richiedenti non sarebbe stata
    appropriata, né conforme al metodo normalmente seguito dalle istituzioni della
    Comunità.
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                                      (e) Confronto
35.  Gli accendini a pietra focaia non ricaricabili, anche se possono essere considerati
    un unico prodotto, sono venduti in forme diverse (semplici, stampati o rivestiti).
    Le esportazioni dalla Cina, secondo i dati forniti dalle società che hanno
     collaborato, erano costituite per quasi 1*80% di accendini semplici venduti in
    blocco. Soltanto una parte trascurabile delle esportazioni riguardava accendini
     stampati su una o due parti. Ai fini del calcolo del dumping, sono stati confrontati
    unicamente il valore normale e il prezzo all'esportazione degli accendini semplici
    confezionati in blocco. Questo metodo è stato considerato appropriato dato che
    gli accendim semplici così confezionati costituivano la maggior parte delle
    esportazioni secondo le informazioni comunicate dalle società che hanno
    collaborato.
36. L'importatore che ha collaborato ha affermato che gli accendini fabbricati dalla
     società filippina non erano comparabili ai prodotti cinesi in quanto erano costituiti
    di materiali diversi, poiché gli accendini della società filippina avevano un corpo di
    nylon e quelli cinesi di plastica. Lo stesso importatore ha affermato che anche gli
    altri pezzi presentavano differenze, che dovevano essere prese in considerazione
    con un adeguamento del prezzo del 100%. L'importatore ha affermato che queste
    differenze relative alle caratteristiche fisiche provocavano un aumento del costo di
    produzione e quindi incidevano sul prezzo di vendita degli accendini fabbricati
    nelle Filippine rispetto a quelli cinesi.
    Per quanto riguarda il materiale utilizzato per la fabbricazione del corpo, dalle
    informazioni di cui dispone la Commissione risulta che il tipo di materia prima
    utilizzato dai produttori cinesi ha effettivamente un prezzo per chilogrammo
    inferiore a quello del materiale utilizzato dal produttore filippino. Dalle
    caratteristiche tecniche degli accendini di plastica si rileva tuttavia che le pareti
    hanno uno spessore 2,5 volte superiore a quello delle pareti degli accendini con
    corpo di nylon e quindi è utilizzato un quantitativo maggiore di materiale. Il ciclo
    di lavorazione è inoltre più lungo per gli accendini di plastica, a causa della
    maggiore durata del periodo di raffreddamento. La differenza dei costi è quindi
    trascurabile.
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      La Commissione ammette che i pezzi utilizzati dai produttori cinesi e dalla società
      filippina non siano assolutamente identici e che di conseguenza il processo di
      assemblaggio non sia perfettamente uguale. Dalle informaziom comunicate alla
      Commissione risulta tuttavia che i costi di produzione di un componente
      assertivamente più sofisticato o leggermente diverso non sono sempre più elevati
      dei costi di produzione di pezzi apparentemente meno sofisticati. Non sono state
      inoltre comunicate informazioni tali da confermare che le pretese differenze nelle
      caratteristiche fisiche, che incidono sui costi in misura trascurabile, avessero
    - un'incidenza sui prezzi di vendita.
      In tali circostanze è stato concluso che non sono giustificati adeguamenti di prezzi
      per tener conto di pretese differenze in termini di caratteristiche fisiche o
      qualitative.
37.   Ai fini di un equo confronto, dal valore normale è stato dedotto un importo
      corrispondente all'imposta che grava sulle vendite nel mercato interno delle
      Filippine. Per quanto riguarda i prezzi all'esportazione, quando era disponibili i dati
      necessari, sono stati dedotti i costi effettivi di nolo, assicurazione e di altro tipo per
      calcolare il prezzo FOB. Negli altri casi è stata dedotta una percentuale
      corrispondente a tali detrazioni. Non sono stati chiesti, né considerati necessari
      altri adeguamenti.
      I prezzi di vendita sul mercato interno delle filippine e i prezzi all'esportazione
      cinesi sono stati confrontati allo stesso stadio commerciale, ovvero FOB frontiera
      nazionale.
                                (d) Margine di dumping
38.   Il margine di dumping, espresso in percentuale del valore delle importazioni CIF
      frontiera comunitaria era deH'80,3%.
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                                  E. PREGIUDIZIO
                               (a) Osservazioni generali
39. Occorre rilevare che la presente inchiesta diriesameè stata effettuata in seguito ad
    una domanda dell'industria comunitaria, secondo la quale il dumping relativo agli
    accendini a pietra focaia nonricaricabilioriginari della Cina era sostanzialmente
    aumentato dopo la conclusione dell'inchiesta originale. Nella domanda si chiedeva
    che le misure in vigore fossero modificate per evitare che l'industria comunitaria
    subisse un ulteriore pregiudizio.
    In conformità delle disposizioni dell'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento di
    base, era necessario esaminare il livello del pregiudizio. Nell'inchiesta originale gli
    effetti negativi delle importazioni oggetto di dumping dei prodotti cinesi sono stati
    valutati e stabiliti prendendo in considerazione cumulativamente tali importazioni e
    quelle di altri tre paesi terzi. È stata pertanto effettuata un'inchiesta relativa al
    pregiudizio per stabilire se l'aumento del margine di dumping attribuibile agli
    esportatori cinesi abbia provocato un ulteriore pregiudizio tale da giustificare la
    modifica delle misure in vigore nei confronti della Repubblica popolare cinese.
                        (b) Consumo comunitario complessivo
40. Per calcolare il consumo complessivo del prodotto in questione sul mercato della
    Comunità, la Commissione ha addizionato le vendite di accendini a pietra focaia
    non ricaricabili realizzate nella Comunità dai produttori comunitari e le
    importazioni complessive nella Comunità dei prodotti in questione dichiarate nel
    codice NC 9613 10 00. Tra il 1989 (il periodo dell'inchiesta originale) e il 1993 il
    consumo complessivo così calcolato è aumentato del 15%.
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    È noto tuttavia che le importazioni dei prodotti classificati al codice NC
    9613 10 00 non comprendono soltanto gli accendini a pietra focaia non ricaricabili
    ma anche gli accendini piezoelettrici nonricaricabili.I quantitativi di queste ultime
    importazioni non sono tuttavia noti e di conseguenza non è possibile valutare
    l'aumento del consumo dovuto alle importazioni di questo tipo di accendini. La
    Commissione ha tentato di distinguere gli accendim nonricaricabilia pietra focaia
    e piezoelettrici nelle statistiche globali delle importazioni in base alle statistiche
    Taric che dovrebbero fare una distinzione tra i due tipi di accendini, ma non è stato
    possibile stabilire dati attendibili per quanto riguarda il precedente andamento di
    tali importazioni.
    Occorre tuttavia precisare che dalle informazioni di cui dispone la Commissione
    risulta che sino al periodo della presente inchiesta e nel corso di detto periodo non
    sono state effettuate importazioni di accendini piezoelettrici originari della
    Repubblica popolare cinese. La quota di mercato degli accendim a pietra focaia
    nonricaricabilioriginari della Repubblica popolare cinese non può pertanto essere
    sopravvalutata, dato che tutte le importazioni dalla Cina dichiarate con il codice
    NC suddetto siriferivanoal prodotto oggetto dell'inchiesta.
            (e) Fattori inerenti alle importazioni oggetto di dumping
                            (i) Volume e quota di mercato
41. Tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta le importazioni dalla Cina sono sensibilmente
    aumentate. Le importazioni ammontavano infatti a 9,6 milioni di unità nel 1989, a
    69,3 milioni di unità nel 1990, a 78,1 milioni di unità nel 1991, a 45,5 milioni di
    unità nel 1992 e a 71,6 milioni di unità nel 1993 (periodo dell'inchiesta adeguato a
    12 mesi).
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    Dopo un relativo calo nel 1992 dovuto all'istituzione delle misure antidumping nel
    1991, le importazioni sono aumentate più rapidamente del consumo. La quota di
    mercato delle importazioni cinesi è sensibilmente aumentata, passando dall'1,5%
    nel 1989 all'I 1% nel 1991 e dal 7% nel 1992 al 10% nel 1993 (periodo
    dell'inchiesta adeguato a 12 mesi).
                                      (ti) Prezzi
42. Nel contesto della presente inchiesta di riesame, è estremamente importante
    rilevare che i prezzi all'esportazione degli accendini cinesi nel periodo della
    presènte inchiesta sono scesi del 23% rispetto al periodo dell'inchiesta originale
    (1989). Si deve inoltre precisare che questa tendenza è stata stabilità in base alle
    cifre comunicate dagli esportatori e dall'importatore che hanno collaborato poiché,
    per i motivi esposti nel punto 33, le statistiche Eurostat non potevano essere
    utilizzate per determinare i prezzi all'esportazione.
43. Ï prèzzi degli accendini cinesi sono stati confrontati con quelli degli accendini
    prodotti nella Comunità e venduti dall'industria comunitaria. Come nell'inchiesta
    originale, là Commissione ha ritenuto che unicamente gli accendini contenenti un
    quantitativo di gas uguale o quasi uguale, con i quali è possibile effettuare un
    numerò analogo di accensioni, dovessero essere presi in considerazione ai fini del
    còhrròntó tra i prezzi. Il confronto è stato effettuato ih base ad una percentuale
    rappresentativa delle vendite a livello dei grossisti e dei grandi rivenditori. Per i
    motivi espósti nel punto 36, che sono pertinenti anche in questo contesto, non
    scino Stati effettuati adeguamenti per tener conto di altre pretese differenze fisiche
    ò quantitative.
44. Nel periodo dell'inchiesta i prezzi di vendita degli accendini cinesi erano
    nettamente inferiori alla media dei prezzi di vendita degli accendini comparabili
    prodotti dall'industria comunitaria. La media ponderata del margine di
    sottoquotazione era del 26% (espressa in base ai prezzi di vendita nella Comunità).
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                     (d) Situazione dell'industria comunitaria
                               fi) Osservazioni generali
45. Il mercato degli accendim è estremamente sensibile al prezzo. Per poter vendere
    oppure per conservare la quota di mercato i numerosi produttori e acquirenti
    tendono ad adeguare i prezzi al livello più basso possibile. Per far fronte ai prezzi
    eccessivamente bassi delle importazioni oggetto di dumping dalla Repubblica
    popolare cinese, l'industria comunitaria è stata costretta a ridurre i suoi prezzi per
    salvaguardare la quota di mercato, il livello di produzione e l'utilizzazione degli
    impianti.
                     (ti) Produzione, vendite e quota di mercato
46. La produzione e le vendite dell'industria comunitaria sono rimaste stabili tra il
    periodo dell'inchiesta originale e il periodo della presente inchiesta, con un relativo
    miglioramento nel 1990 e nel 1991. Nello stesso periodo, tuttavia, in un mercato
    in espansione, la quota di mercato dell'industria comumtaria è scesa di 9 punti
    percentuali, mentre la quota di mercato delle importazioni dalla Cina è aumentata
    di 8,5 punti percentuali.
                         fin) Prezzi, redditività e occupazione
47. Nel periodo della presente inchiesta i prezzi dell'industria comunitaria sono
    mediamente diminuiti rispetto al periodo dell'inchiesta originale. Il calo dei prezzi
    era effettivamente l'unico mezzo per limitare la perdita della quota di mercato.
    L'industria comunitaria, nonostante la diminuzione dei prezzi, non ha tuttavia
    ottenuto tale risultato.
48. Dopo il periodo dell'inchiesta originale la situazione finanziaria dell'industria
    comumtaria nel suo complesso, dopo un relativo miglioramento nel 1991, si è
    deteriorata sino alla fine del periodo della presente inchiesta. Il costante calo dei
    prezzi non è stato compensato dalla riduzione dei costi. Nel 1993 il prezzo di
    vendita medio era inferiore al costo medio, comprese le spese generali,
    amministrative e di vendita.
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49. L'industria comunitaria, nel tentativo di rimanere efficacemente operativa,      si è
    notevolmente impegnata per far fronte al costante calo dei prezzi, in particolare
    riducendo il numero delle persone occupate, che tra il periodo dell'inchiesta
    originale e il periodo dell'attuale inchiesta è sceso del 13% e mantenendo
    inalterato, al tempo stesso, il livello della produzione e delle vendite.
                             (e) Conclusione sul pregiudizio
50. In tali circostanze è stato concluso che il pregiudizio subito dall'industria
    comumtaria si è considerevolmente aggravato. In un mercato in espansione i
    produttori comunitari interessati hanno perso quote di mercato e hanno subito un
    calo della redditività, nonostante le rigorose misure attuate per ridurre i costi,
    compresa la riduzione dei posti di lavoro.
                           F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
51. La Commissione ha esaminato se il pregiudizio addizionale subito dall'industria
    comunitaria fosse provocato dall'aumento del dumping da parte degli esportatori
    cinesi e se altri fattori avessero provocato, anche in parte, tale pregiudizio.
                 (a) Effetti delle importazioni oggetto di dumping
52. Nell'esame degli effetti delle importazioni oggetto di dumping è stato accertato che
    il crescente volume di tali importazioni a basso prezzo dalla Repubblica popolare
    cinese ha coinciso con la perdita di quota di mercato, il calo dei prezzi e il
    deterioramento della situazionefinanziariadell'industria comunitaria.
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53. Tra il periodo dell'inchiesta originale e quello della presente inchiesta la quota di
    mercato delle importazioni dalla Cina è costantemente aumentata, passando
    dall'1,5% al 10%, con un incremento dell'8,5% rispetto al consumo comunitario
    complessivo, mentre la quota di mercato dell'industria comunitaria è scesa del 9%
    rispetto al consumo totale nella Comunità. Nello stesso periodo è aumentato anche
    il margine di sottoquotazione dei prezzi da parte delle esportazioni cinesi, che è
    passato dal 20% prima dell'istituzione delle misure al 26% nel periodo della
    presente inchiesta.
    Dato che il mercato in questione è molto sensibile al prezzo, come già risulta nel
    punto 45, appare evidente che la sostanziale e crescente sottoquotazione dei prezzi
    da parte delle importazioni oggetto di dumping dalla Cina e il conseguente
    aumento della quota di mercato hanno avuto un'incidenza significativa
    sull'industria comunitaria, tanto riguardo ai quantitativi da essa venduti in un
    mercato allora in espansione quanto in termini di prezzi di vendita. Gli effetti di
    questa situazione si sono manifestati sui costi unitari e sul profitto.
    Dato che, inoltre, nello stesso periodo il margine di dumping delle importazioni
    dalla Cina è sostanzialmente aumentato, è stato concluso che le importazioni in
    questione hanno provocato un pregiudizio supplementare all'industria comunitaria
    interessata.
                               (e) Effetti di altri fattori
54. La Commissione ha esaminato se, oltre alle importazioni oggetto di dumping, altri
    fattori, quali il calo delle esportazioni dell'industria comunitaria nei paesi terzi e
    l'aumento delle importazioni non provenienti dalla Repubblica popolare cinese,
    abbiano provocato il notevole pregiudizio subito dall'industria comunitaria oppure
    vi abbiano contribuito.
55. Tra il periodo dell'inchiesta originale e il 1993 le esportazioni dell'industria
    comunitaria nei paesi terzi sono rimaste globalmente stabili (in volume, rispetto ad
    un indice 100 nel 1989, le esportazioni ammontavano a 106 nel 1990, 105 nel
    1991, 95 nel 1992 e 100 nel 1993). Non si può quindi considerare che tale
    andamento sia un fattore tale da incidere negativamente sulla situazione
    dell'industria comunitaria.
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56. Le importazioni da altri paesi, esclusa la Repubblica popolare cinese, tra il 1989 e
    il periodo dell'inchiesta hanno avuto una quota di mercato stabile, pari al 25%
    circa del consumo totale. Da un'analisi più accurata risulta che alcuni paesi hanno
    preso il posto di fornitori tradizionali ora soggetti a misure antidumping (tranne i
    produttori cinesi) e che per avere accesso al mercato hanno probabilmente
    applicato un'aggressiva politica dei prezzi. I prezzi di queste importazioni hanno
    probabilmente avuto effetti negativi sulla situazione dell'industria comunitaria.
    Questa ipotesi è confermata dalla recente presentazione di una denuncia e
    dall'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni di
    accendini a pietra focaia non ricaricabili originari di alcuni paesi terzi che non
    erano stati soggetti al procedimento originale7. Anche se si ammette l'esistenza di
    importazioni oggetto di dumping da altri paesi terzi, rimane comunque valida la
    conclusione che le importazioni dalla Cina, la cui quota di mercato è
    sostanzialmente aumentata grazie alla sottoquotazione dei prezzi e al dumping,
    hanno provocato, considerate isolatamente, l'ulteriore notevole pregiudizio subito
    dall'industria comunitaria.
57. Un importatore ha affermato che l'introduzione di nuovi prodotti quali gli
    accendini piezoelettrici nonricaricabilie gli accendini senzafiammariutilizzabiliha
    avuto effetti negativi sull'industria comunitaria, che si sono manifestati con la
    contrazione della domanda e il calo dei prezzi degli accendini a pietra focaia non
    ricaricabili. Queste affermazioni non sono state tuttavia sostenute da elementi di
    prova del fatto che gli acquisti di questi nuovi prodotti sostituissero quelli di
    accendini a pietra focaia non ricaricabili. In realtà il prodotto in questione era
    apparentemente ancora interessante, dato l'aumento delle importazioni e del
    consumo.
58. Lo stesso importatore ha inoltre affermato che la recessione economica era una
    delle principali cause del pregiudizio subito dall'industria comunitaria, poiché gli
    acquirenti avrebbero chiesto gli accendini al prezzo più basso possibile. È stato
    affermato che di conseguenza i prezzi sono diminuiti e che gli accendini cinesi
    sono diventati più interessanti per i consumatori.
    GUn. C 67 del 18.3.1995,pag. 3.
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    È evidente che i prezzi dei prodotti cinesi oggetto di dumping erano nettamente
    inferiori ai prezzi dell'industria comunitaria e che hanno avuto effetti negativi sulla
    politica dei prezzi e sulla redditività di quest'ultima, ma non sono stati presentati
    elementi di prova per dimostrare l'asserita incidenza della recessione economica sul
    mercato comunitario degli accendini nel suo complesso e sulla situazione
    dell'industria comunitaria in particolare. L'eventuale incidenza delle recessione
    economica avrebbe infatti dovuto colpire tutto il mercato comunitario. Il consumo
    di accendini a pietra focaia nonricaricabilinella Comunità è invece aumentato (cfr.
    punto 40). In tali circostanze non può essere accettata l'argomentazione secondo la
    quale la recessione economica avrebbe provocato il pregiudizio                  subito
    dall'industria comumtaria.
59. Lo stesso importatore ha affermato che la difficile situazione dell'industria
    comunitaria era dovuta anche al fatto che, rispetto agli accendini riutilizzabili, gli
    accendini a pietra focaia non ricaricabili da essa prodotti erano dannosi per
    l'ambiente e che, in seguito alla maggiore sensibilizzazione dei consumatori
    comunitari riguardo ai problemi ecologici, era più difficile vendere prodotti
    monouso, sui quali inoltre i governi intendevano istituire le cosiddette "tasse
    ecologiche".
    A questo proposito occorre osservare che gli accendini a pietra focaia non
    ricaricabili importati, pur essendo ugualmente dannosi per l'ambiente, sono sempre
    molto venduti e che anche il consumo di accendini non ricaricabili in generale
    continua ad aumentare.          Inoltre,   l'argomentazione basata sulla    crescente
    sensibilizzazione dei consumatori non è stata sostenuta da elementi di prova del
    fatto che una proporzione significativa dei consumatori comunitari dimostri ora
    una netta preferenza per gli accendini ricaricabili.
60. L'importatore ha inoltre affermato che l'eventuale pregiudizio subito dall'industria
    comunitaria dovrebbe essere ridotto in misura significativa, in quanto l'incremento
    delle importazioni dalla Repubblica popolare cinese rilevato nel 1993 era dovuto
    alla nuova situazione che si era creata sul mercato italiano e britannico in seguito
    all'abolizione delle imposte sugli accendini non ricaricabili, che sino alla fine del
    1992 limitavano il consumo di tali prodotti.
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    L'argomentazione non può essere accolta. Non è infatti possibile spiegare per
    quale motivo l'abolizione di imposte sul consumo negli Stati membri suddetti abbia
    provocato un aumento delle importazioni che era significativo unicamente per i
    prodotti di origine cinese. In mancanza di pratiche commerciali sleali, qualsiasi
    fornitore competitivo avrebbe potuto entrare e competere nei mercati in
    espansione dell'Italia e del Regno Unito. Il fatto che le importazioni oggetto di
    dumping dei prodotti cinesi abbiano ottenuto una rilevante quota del mercato in
    Italia e nel Regno Unito mette in evidenza l'incidenza particolare di tali
    importazioni e il fatto che i prodotti cinesi abbiano aumentato la loro quota di
    mercato grazie ai prezzi inferiori. Queste circostanze non giustificano quindi una
    modifica delle risultanze relative alla causa del pregiudizio.
                 (e) Conclusioni relative alla causa del pregiudizio
61. In considerazione di quanto precede, è evidente che le importazioni cinesi oggetto
    di dumping hanno esercitato una considerevole pressione sui prezzi degli accendini
    a pietra focaia nonricaricabilinel mercato della Comunità.
    Gli effetti che altri fattori, quali le importazioni da altri paesi terzi, hanno avuto sul
    pregiudizio subito dall'industria comumtaria non possono essere totalmente
    esclusi. Tuttavia, in considerazione dei diversi elementi suesposti e in particolare
    del rilevante incremento dei quantitativi importati a prezzi di dumping dalla
    Repubblica popolare cinese, nonché dell'aumento della sottoquotazione dei prezzi
    da parte degli esportatori cinesi, è stato concluso che le importazioni oggetto di
    dumping dalla Repubblica popolare cinese, considerate isolatamente, hanno
    provocato un ulteriore notevole pregiudizio all'industria comunitaria.
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                      G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
62. Nelle inchieste precedenti è stato considerato che l'adozione di misure fosse
    nell'interesse della Comunità. Poiché non sono state presentate nuove
    argomentazioni tali da giustificare un riesame di questa conclusione, sono state
    confermate le risultanze del regolamento (CEE) n. 3433/91 relative all'interesse
    della Comunità.
                                       H. DAZIO
                (a) Importo necessario per eliminare il pregiudizio
63. Nell'inchiesta originale per stabilire l'importo necessario per eliminare il pregiudizio
    è stato considerato che le misure dovevano permettere all'industria comunitaria di
    coprire i costi di produzione e di realizzare un adeguato profitto, pari al 15%.
    Questo profitto era stato considerato il minimo necessario per finanziare nuovi
    investimenti in impianti produttivi e in attività di ricerca e sviluppo. Era stato
    inoltre deciso di limitare il confronto ai modelli contenenti un quantitativo uguale o
    quasi uguale di gas, con i quali poteva essere effettuato un numero analogo di
    accensioni.
    In mancanza di nuove argomentazioni fondate sul profitto che l'industria
    comunitaria dovrebbe realizzare, nella presente inchiesta è stato considerato
    opportuno seguire lo stesso metodo dell'inchiesta originale. Per i motivi esposti nel
    punto 36, che sono pertinenti anche in questo contesto, è stato considerato che ai
    fini della scelta dei modelli comparabili non si dovesse tener conto delle pretese
    differenze nelle caratteristichefisicheall'infuori del quantitativo di gas.
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    Dal confronto così effettuato è emerso che, per eliminare il pregiudizio, i prezzi
    CIF dei prodotti cinesi dovrebbero aumentare del 96,6%.
64. Dato che l'importo necessario per eliminare il pregiudizio è superiore al margine di
    dumping, il dazio dovrebbe essere stabilito in funzione del margine di dumping
    accertato.
                                (b) Forma del dazio
65. Poiché i prezzi degli accendini a pietra focaia non ricaricabili importati dalla Cina
    sonò costantemente diminuiti dopo l'istituzione di misure nei 1991, é prevedibile
    che un daziò ad valore con un'aliquota superiore sarebbe nuòvamente inefficace
    entro un periodò di tempo relativamente breve. Non sembra quindi opportuna una
    semplice modifica del dazio ad valorem attualmente in vigore. In considerazione
    inoltre del numerosi tipi di accendini (semplici, stampati su uno ò due lati, di un
    solò ò di più colóri) è praticamente impossibile fissare un prèzzo minimo per gli
    accendini non ricaricabili.
    È stato quindi considerato opportuno modificare la misura ih vigore con
    l'istituzione di un daziò specifico per accendino (pari à 0,065 ECU per unità). Si
    deve osservare à questo proposito che se si applica tale dàzio, comprèso entro i
    limiti del màrgine di dumping, il valore supplementare delle caratteristiche
    particolari noti sari penalizzato. In altri termini non sarà applicato Uh daziò sul
    valóre aggiunto relativo àgli elementi stampati ò ad altre caratteristiche particolari,
    che attualmente i prodotti importati dalla Cina presentano solò eccezionalmente.
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               X PERIODO DI VALIDITÀ DEL REGOLAMENTO
66.  Il presente regolamento deve essere considerato una modifica del regolamento
     (CEE) n. 3433/91 ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n.
     2423/88 unicamente per quanto riguarda la Repubblica popolare cinese. Le misure
     istituite sulle importazioni originarie dalla Repubblica popolare cinese scadono
     quindi dopo un periodo di cinque anni a decorrere dalla data di entrata in vigore
     del presente regolamento, fatte salve le disposizioni del regolamento (CE) n.
     3283/948.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                        Articolo 1
1.   Il testo della prima frase dell'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n.
     3433/91 è sostituito dal testo seguente:
     "2.      L'aliquota del dazio, applicabile al prezzo netto franco frontièra
              comunitaria, dazio non corrisposto oppure l'importo del dazio per
              accendino sono i seguenti:".
2.   Il testo dell'articolo 1, paragrafo 2, lettera b) del regolamento (CEE) n. 3433/91 è
     sostituito dal testo seguente:
     "b)      0,065 ECU per accendino per i prodotti originari della Repubblica
              popolare cinese;".
     GUn. L 349 del 31.12.1994, pag. 1.
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                                        Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                              Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                                                   ISSN 0254-1505
                                                             COM(95) 141 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                       02 11
                                             N. di catalogo : CB-CO-95-153-]T-C
                                                              ISBN 92-77-87793-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo