CELEX: 61964CJ0027
Language: it
Date: 1965-07-08
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) dell'8 luglio 1965. # Ing. Fulvio Fonzi contro Commissione della C.E.E.A. # Cause riunite 27 e 30-64.

Avis juridique important

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61964J0027

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DELL'8 LUGLIO 1965.  -  ING. FULVIO FONZI CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEEA.  -  CAUSE RIUNITE 27 E 30/64.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00615 edizione olandese pagina 00706 edizione tedesca pagina 00652 edizione italiana pagina 00554 edizione speciale inglese pagina 00481 edizione speciale danese pagina 00097 edizione speciale greca pagina 00131 edizione speciale portoghese pagina 00161

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - CONTROVERSIE CON L' AMMINISTRAZIONE - RICORSO GERARCHICO PROPOSTO ENTRO IL TERMINE DEL RICORSO GIURISDIZIONALE - INTERROMPE IL TERMINE DEL RICORSO GIURISDIZIONALE - RIGETTO DEL RICORSO GERARCHICO - PRESA CONOSCENZA DEL RICORRENTE - FA DECORRERE IL TERMINE PER PROPORRE IL RICORSO GIURISDIZIONALE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ARTT . 90 E 91 )  2 . DIPENDENTI - ATTITUDINI PROFESSIONALI - VALUTAZIONE DA PARTE DELL' AMMINISTRAZIONE - COMPETENZA DELLA CORTE - LIMITI  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ART . 91 )  3 . DIPENDENTI - PROMOZIONE - ELENCO DI PROPOSTE D' AVANZAMENTO - ESCLUSIONE DALLE STESSE - NON VA MOTIVATA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ARTT . 25 E 45 )  4 . DIPENDENTI - PROCEDIMENTO DISCIPLINARE - AUDIZIONE DELL' INTERESSATO ATTRAVERSO UN ALTO FUNZIONARIO - AMMISSIBILITA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ART . 87 )  

Massima

1 . DAL COMBINATO DISPOSTO DEGLI ARTICOLI 90 E 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE EMERGE CHE IL RICORSO GERARCHICO INTERROMPE IL TERMINE DEL RICORSO GIURISDIZIONALE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA, PURCHE VENGA PROPOSTO ENTRO IL TERMINE STESSO . IN CASO DI RIGETTO DEL RICORSO GERARCHICO, LA DATA IN CUI IL RICORRENTE VIENE A CONOSCENZA DEL RIGETTO SEGNA LA FINE DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E COSTITUISCE IL DIES A QUO DEL TERMINE PER PROPORRE IL RICORSO GIURISDIZIONALE .  2 . CIRCA LE ATTITUDINI PROFESSIONALI DI UN DIPENDENTE, LA CORTE NON PUO' SOSTITUIRE LE PROPRIE VALUTAZIONI A QUELLE COMPIUTE DALL' AMMINISTRAZIONE .  CFR . LA MASSIMA N . 3 DELLA SENTENZA 35/62 E 16-63, RACCOLTA, VOL . IX, P . 397 .  L' APPREZZAMENTO DELL' AMMINISTRAZIONE SULLE ATTITUDINI PROFESSIONALI DI UN DIPENDENTE E SOTTRATTO AL SINDACATO DELLA CORTE TUTTE LE VOLTE CHE ESSO IMPLICHI COMPLESSE VALUTAZIONI CHE, PER LA LORO STESSA NATURA, MAL SI PRESTANO AD UN CONTROLLO OBIETTIVO .  */ 662J0035 /*.  3 . L' ARTICOLO 45 DELLO STATUTO DEL PERSONALE CEEA NON PRESCRIVE DI MOTIVARE LE DECISIONI DI PROMOZIONE NEI CONFRONTI DEI CANDIDATI NON PROMOSSI . A MAGGIOR RAGIONE SI DEVE ESCLUDERE QUALSIASI OBBLIGO DI MOTIVAZIONE QUALORA SI TRATTI DI PROPOSTE DI UN ORGANO AMMINISTRATIVO INTERNO CON FUNZIONI PURAMENTE CONSULTIVE .  CFR . LA MASSIMA N . 3 DELLA SENTENZA 27-63, RACCOLTA, VOL . X, P . 251 .  IN CASO DI PROMOZIONE, L' ARTICOLO 25 DELLO STATUTO DEL PERSONALE NON OBBLIGA L' AMMINISTRAZIONE A MOTIVARE L' ESCLUSIONE DEI CANDIDATI NON PROMOSSI .  */ 663J0027 /*.  4 . NEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, L' AUDIZIONE DELL' INTERESSATO PUO' ESSERE DEMANDATA A UN FUNZIONARIO SUPERIORE .  

Parti

NELLE CAUSE RIUNITE 27 E 30-64 PROMOSSE DA  ING . FULVIO FONZI,  FUNZIONARIO SCIENTIFICO DELLA CEEA,  RESIDENTE IN SESTO CALENDE ( VARESE ),  CON L' AVV . PROF . MARIO GIULIANO, DEL FORO DI MILANO,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AVVOCATO E . ARENDT, 6, RUE WILLY GOERGEN, RICORRENTE,  CONTRO  LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA' EUROPEA DELL' ENERGIA ATOMICA,  RAPPRESENTATA DAI SUOI CONSIGLIERI GIURIDICI, DOTT . ANTONIO MARCHINI-CAMIA E MAURICE PRELLE, IN QUALITA DI AGENTI,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL DOTT . HENRI MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, 2, PLACE DE METZ, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSE AVENTI AD OGGETTO :  A ) PER QUANTO RIGUARDA IL RICORSO 27-64 :  1 . L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE ( O DELL' INSIEME DELLE DECISIONI ) DI PROMOZIONE, QUANTO MENO PER CIO' CHE CONCERNE LA PROMOZIONE DAL GRADO A 5 AL GRADO A 4, ADOTTATA DALLA CONVENUTA PER L' ANNO 1963 E PUBBLICATA PER AFFISSIONE NEGLI UFFICI DI ISPRA IL 9 GENNAIO 1964;  2 . IN SUBORDINE, L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DEL 26 MARZO 1964 ( CHE RESPINGE IL RECLAMO DEL RICORRENTE CONTRO LA DECISIONE DI PROMOZIONE DI CUI SOPRA ) COMUNICATA AL RICORRENTE CON LETTERA DEL DIRETTORE GENERALE DELL' AMMINISTRAZIONE E DEL PERSONALE IN DATA 7 APRILE 1964;  3 . IN SUBORDINE, UNA DECLARATORIA DELLA CORTE CIRCA L' OBBLIGO DELLA CONVENUTA DI PROCEDERE ALLO SCRUTINIO PER MERITO COMPARATIVO DEI FUNZIONARI PROMOVIBILI NEL CORSO DEL 1963 E DI RICOMPRENDERE IL RICORRENTE IN TALE SCRUTINIO .  B ) PER QUANTO RIGUARDA IL RICORSO 30-64 :  1 . L' ANNULLAMENTO DEL SILENZIO-RIFIUTO OPPOSTO AL RECLAMO DEL 21 FEBBRAIO 1964, CON CUI IL RICORRENTE CHIEDEVA ALLA CONVENUTA DI INTERVENIRE CONTRO COMPORTAMENTI LESIVI DELLA SUA ONORABILITA E DELLA SUA DIGNITA PROFESSIONALE, ED ALTRESI' DELLA DECISIONE ESPRESSA DI RIFIUTO ADOTTATA IL 24 GIUGNO 1964;  2 . L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI CENSURA ADOTTATA DALLA CONVENUTA IL 26 MARZO 1964 E COMUNICATA IL 24 APRILE 1964;  3 . L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI TRASFERIMENTO ( O DI COMANDO ) ADOTTATA IL 24 GIUGNO 1964 E COMUNICATA AL RICORRENTE IL GIORNO SUCCESSIVO; CON LA CONDANNA DELLA CONVENUTA AL RISARCIMENTO DEI DANNI NELLA MISURA DI UN FRANCO BELGA;  

Motivazione della sentenza

I - SULLA RICEVIBILITA  1 . SULLA RICEVIBILITA DEL RICORSO 27-64  A ) LA CONVENUTA ASSUME CHE LA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI PROMOZIONE, AFFISSA AD ISPRA IL 9 GENNAIO 1964, E IRRICEVIBILE IN QUANTO TARDIVAMENTE PROPOSTA . IL RICORSO 27-64 E STATO INTRODOTTO SOLO IL 29 GIUGNO 1964, MENTRE IL TERMINE D' IMPUGNAZIONE DI TRE MESI DI CUI ALL' ARTICOLO 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, AUMENTATO DI 10 GIORNI IN RAGIONE DELLA DISTANZA, SAREBBE SCADUTO IL 20 APRILE 1964 . IN MANCANZA DI ESPRESSE DISPOSIZIONI, IL RICORSO GERARCHICO PROPOSTO IL 12 FEBBRAIO 1964 NON AVREBBE AFFETTO SOSPENSIVO DEL TERMINE PREVISTO PER IL RICORSO GIURISDIZIONALE .  DAL COMBINATO DISPOSTO DEGLI ARTICOLI 90 E 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE EMERGE CHE IL RICORSO GERARCHICO INTERROMPE IL TERMINE DEL RICORSO GIURISDIZIONALE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA, PURCHE VENGA PROPOSTO ENTRO IL TERMINE STESSO . GLI AUTORI DI DETTI ARTICOLI NON POSSONO INFATTI AVER VOLUTO OBBLIGARE GLI INTERESSATI A PROPORRE, CONTEMPORANEAMENTE, UN RICORSO GERARCHICO ALL' AMMINISTRAZIONE E UN RICORSO GIURISDIZIONALE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA, ONDE EVITARE LA PRECLUSIONE .  NELLA SPECIE, IL RICORSO GERARCHICO DEL 12 FEBBRAIO 1964 E STATO PROPOSTO NEL TERMINE PRESCRITTO PER IL RICORSO GIURISDIZIONALE ED E STATO ESPRESSAMENTE RESPINTO CON DECISIONE NOTIFICATA AL RICORRENTE IL 7 APRILE 1964 . NE CONSEGUE CHE IL 29 GIUGNO 1964, DATA IN CUI E STATO INTRODOTTO IL RICORSO GIURISDIZIONALE, NON ERA SCADUTO IL TERMINE RICONOSCIUTO AL RICORRENTE PER IMPUGNARE DINANZI ALLA CORTE LA DECISIONE DI PROMOZIONE AFFISSA AD ISPRA IL 9 GENNAIO 1964 .  L' ECCEZIONE VA QUINDI DISATTESA .  B ) IL RICORRENTE CHIEDE L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE ESPRESSA DI RIGETTO NOTIFICATA IL 7 APRILE 1964 .  LA DOMANDA E RICEVIBILE PER GLI STESSI MOTIVI ESPOSTI A PROPOSITO DELLA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE AFFISSA AD ISPRA IL 9 GENNAIO 1964 .  2 . SULLA RICEVIBILITA DEL RICORSO 30-64  A ) LA CONVENUTA ECCEPISCE L' IRRICEVIBILITA, PER DECORSO DEL TERMINE, DELLA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DEL SILENZIO-RIFIUTO OPPOSTO AL RICORSO GERARCHICO INTRODOTTO IL 21 FEBBRAIO 1964 DAL RICORRENTE, ONDE OTTENERE L' INTERVENTO DELLA CONVENUTA CONTRO COMPORTAMENTI DA LUI QUALIFICATI LESIVI DELLA SUA ONORABILITA E DELLA SUA DIGNITA PROFESSIONALE . IL RICORSO 30-64 E STATO DEPOSITATO SOLO IL 13 LUGLIO 1964 MENTRE, DOVENDOSI IL SILENZIO-RIFIUTO RITENERE ACQUISITO IL 22 APRILE 1964, IL TERMINE PER IMPUGNARLO, AUMENTATO DI 10 GIORNI IN RAGIONE DELLA DISTANZA, SAREBBE SCADUTO IL 3 LUGLIO 1964 . IL RICORSO GERARCHICO DEL 21 FEBBRAIO 1964 E STATO PROPOSTO NEL TERMINE PRESCRITTO PER IL RICORSO GIURISDIZIONALE; PER I MOTIVI SOPRA ESPOSTI ( AL PUNTO 1, A ), IL RICORRENTE NON E PERCIO' DECADUTO DAL DIRITTO D' IMPUGNAZIONE . A NORMA DELL' ARTICOLO 91, N . 2, DELLO STATUTO DEL PERSONALE, IL SILENZIO-RIFIUTO DEVE RITENERSI ACQUISITO IL 22 APRILE 1964 .  IL 25 LUGLIO 1964, PERO', LA CONVENUTA HA PRODOTTO, CON LE OSSERVAZIONI RELATIVE AL PROCEDIMENTO SOMMARIO 30-64 R, UNA DECISIONE DEL 24 GIUGNO 1964 CON CUI IL RICORSO GERARCHICO DEL 21 FEBBRAIO 1964 VENIVA ESPRESSAMENTE RESPINTO . IL RICORRENTE HA DICHIARATO, SENZA ESSERE CONTRADDETTO DALLA CONVENUTA, DI NON AVER AVUTO CONOSCENZA DI DETTA DECISIONE PRIMA DEL 25 LUGLIO 1964; QUESTA DATA COSTITUISCE QUINDI IL TERMINE FINALE DELLA PROCEDURA AMMINISTRATIVA INIZIATASI COLLA PRESENTAZIONE DEL RICORSO GERARCHICO IL 21 FEBBRAIO 1964 . NE CONSEGUE CHE IL TERMINE, PER IMPUGNARE DINANZI ALLA CORTE IL MANCATO INTERVENTO DELLA COMMISSIONE CEEA CONTRO I COMPORTAMENTI QUALIFICATI DAL RICORRENTE LESIVI DELLA SUA ONORABILITA E DELLA SUA DIGNITA PROFESSIONALE, E SCADUTO SOLO TRE MESI E DIECI GIORNI DOPO IL 25 LUGLIO 1964, CIOE IL 6 NOVEMBRE 1964 .  L' ECCEZIONE VA QUINDI DISATTESA .  B ) NELLA REPLICA IL RICORRENTE CONCLUDE PER L' ANNULLAMENTO DELLA SOPRA MENZIONATA DECISIONE ESPRESSA DI RIGETTO DEL 24 GIUGNO 1964 .  LA DOMANDA E RICEVIBILE PER LE STESSE RAGIONI ESPOSTE A PROPOSITO DELLA DOMANDA DI ANNULLAMENTO DEL SILENZIO - RIFIUTO IN DATA 22 APRILE 1964 .  C ) IL RICORRENTE CHIEDE L' ANNULLAMENTO DI UNA " DECISIONE DI TRASFERIMENTO O DI COMANDO ", ADOTTATA NEI SUOI CONFRONTI DALLA CONVENUTA IL 24 GIUGNO 1964 . A NORMA DELL' ARTICOLO 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, LA CORTE DI GIUSTIZIA E COMPETENTE A CONTROLLARE LA LEGITTIMITA DEI PROVVEDIMENTI RELATIVI AI FUNZIONARI SOLO QUALORA SI TRATTI DI ATTI PREGIUDIZIEVOLI . LA RICEVIBILITA DI QUESTA DOMANDA VA QUINDI ESAMINATA D' UFFICIO .  DAL VERBALE DELLA 249A RIUNIONE DELLA COMMISSIONE CEEA, IN DATA 24 GIUGNO 1964, PRODOTTO DALLA CONVENUTA CON LE OSSERVAZIONI RELATIVE AL PROCEDIMENTO SOMMARIO 30-64 R, RISULTA CHE IL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO E DEL SEGUENTE TENORE :  " SE L' INTERESSATO NON PUO' PRENDERE EFFETTIVAMENTE SERVIZIO A JUELICH AL PIU PRESTO, LO SI INVITERA A PRESENTARSI SUBITO A BRUXELLES PER RICEVERE LE OPPORTUNE ISTRUZIONI ".  QUESTO ATTO NON IMPLICA MANIFESTAMENTE IL COMANDO A JUELICH, MA SEMPLICEMENTE L' OBBLIGO DI RECARSI A BRUXELLES .  DAL FASCICOLO SI DESUME POI CHE, IN SEGUITO ALL' ORDINE DI CUI TRATTASI, IL RICORRENTE E RIMASTO SOLO QUALCHE GIORNO A JUELICH E A BRUXELLES, HA INDI PRESO LE SUE VACANZE ANNUALI E SOLTANTO CON DECISIONE DEL 10 OTTOBRE 1964 ( NOTIFICATA IL 15 OTTOBRE 1964 ) LA QUALE ESULA DALLA PRESENTE CONTROVERSIA, E STATO DISPOSTO IL SUO TRASFERIMENTO A BRUXELLES . IL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO VA QUINDI CONSIDERATO COME UN RAPPORTO INTERNO DI SERVIZIO CHE RIENTRA FRA LE ATTRIBUZIONI DELLA COMMISSIONE CEEA . ESSA NON E PREGIUDIZIEVOLE AI SENSI DELL' ARTICOLO 91 DELLO STATUTO E NON PUO' QUINDI COSTITUIRE OGGETTO DI UN RICORSO GIURISDIZIONALE .  LA DOMANDA E PERCIO' IRRICEVIBILE .  DI CONSEGUENZA I RICORSI 27-64 E 30-64 SONO RICEVIBILI, AD ECCEZIONE DELLA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DELLA " DECISIONE DI TRASFERIMENTO O DI COMANDO ", ADOTTATA NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE IL 24 GIUGNO 1964 .  II - NEL MERITO  1 . SULLA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI PROMOZIONE  A ) IL RICORRENTE ASSUME CHE, CON LE DIRETTIVE GENERALI CONTENUTE NELLA CIRCOLARE 11-63 DEL 23 APRILE 1963, LA CONVENUTA HA ADOTTATO DELLE DISPOSIZIONI DI ESECUZIONE DELL' ARTICOLO 45 DELLO STATUTO, SENZA RISPETTARE LE NORME PROCEDURALI DI CUI ALL' ARTICOLO 110 .  POSTO CHE L' ARTICOLO 45 NON HA BISOGNO DI DISPOSIZIONI GENERALI DI ESECUZIONE, LE NORME DI CUI ALL' ARTICOLO 110 NON SONO APPLICABILI NELLA SPECIE . SE CIO' NON BASTASSE, DA DETTA CIRCOLARE SI DESUME CHE IL COMPITO AFFIDATO AI COMITATI DI AVANZAMENTO, COMPITO DI CARATTERE PURAMENTE PREPARATORIO, CONSISTE NEL COADIUVARE LA COMMISSIONE CEEA E CHE QUESTA SI E RISERVATA IL POTERE DI DECIDERE CIRCA LE PROMOZIONI, LIMITANDOSI AD ISTITUIRE ORGANI AMMINISTRATIVI PURAMENTE INTERNI DESTINATI AD AIUTARLA NEL SUO COMPITO .  IL MOTIVO VA QUINDI DISATTESO . B ) IL RICORRENTE DENUNCIA INOLTRE L' ILLEGITTIMITA DELLA DECISIONE IMPUGNATA PER IL FATTO DI NON ESSERE STATO INCLUSO NELLO SCRUTINIO PER MERITO COMPARATIVO, BENCHE AVESSE L' ANZIANITA PRESCRITTA DALL' ARTICOLO 45 .  DAL VERBALE DELLA 215A RIUNIONE DELLA COMMISSIONE CEEA IN DATA 17 LUGLIO 1963, PRODOTTO CON LA CONTROREPLICA, RISULTA CHE LA COMMISSIONE, NELL' ESAMINARE LE PROPOSTE DI PROMOZIONE, HA AGGIUNTO DEI NOMI AGLI ELENCHI DEGLI IDONEI PREPARATI DAI COMITATI DI AVANZAMENTO . IL FATTO CHE IL NOME DEL RICORRENTE NON FIGURASSE NELL' ELENCO PREPARATO DAL COMITATO D' AVANZAMENTO D' ISPRA NON PROVA QUINDI AFFATTO CHE LA COMMISSIONE CEEA, AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, NON ABBIA PROCEDUTO ESSA STESSA ALLO SCRUTINIO COMPARATIVO DEI MERITI DEL RICORRENTE .  IL MOTIVO VA QUINDI DISATTESO .  C ) IL RICORRENTE DEDUCE CHE IL COMITATO DI AVANZAMENTO DI ISPRA, AL MOMENTO DELLA PREPARAZIONE DEGLI ELENCHI DI PROMOZIONE, NON DISPONEVA DEL SUO FASCICOLO PERSONALE; EGLI NON AVREBBE INOLTRE POTUTO PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI RELATIVE ALLE NOTE DI QUALIFICA PER L' ANNO 1963 .  LA CONVENUTA HA CONTESTATO LA PRIMA CIRCOSTANZA A PROPOSITO DELLA QUALE IL RICORRENTE NON HA FORNITO ALCUN INIZIO DI PROVA . PER QUANTO RIGUARDA POI LE OSSERVAZIONI DEL RICORRENTE RELATIVE ALLE NOTE DI QUALIFICA, ESSE PORTANO LA DATA DEL 5 LUGLIO 1963 E DI CONSEGUENZA LA COMMISSIONE CEEA HA POTUTO PRENDERNE CONOSCENZA QUANDO HA STABILITO L' ELENCO DEGLI IDONEI ( 25 LUGLIO 1963 ).  IL MOTIVO E QUINDI INFONDATO .  D ) IL RICORRENTE ASSUME CHE I SUOI MERITI ERANO PER LO MENO UGUALI A QUELLI DI DETERMINATI CANDIDATI EFFETTIVAMENTE PROMOSSI .  LA CORTE NON PUO' SOSTITUIRE LE PROPRIE VALUTAZIONI A QUELLE COMPIUTE DALLA STESSA ISTITUZIONE .  IL MOTIVO VA QUINDI DISATTESO .  E ) IL RICORRENTE SOSTIENE INFINE CHE IL COMITATO DI AVANZAMENTO DI ISPRA NON HA MOTIVATO LA SUA ESCLUSIONE DALL' ELENCO DELLE PROPOSTE DI PROMOZIONE .  L' ARTICOLO 45 DELLO STATUTO NON PRESCRIVE DI MOTIVARE LE DECISIONI DI PROMOZIONE NEI CONFRONTI DEI CANDIDATI NON PROMOSSI . A MAGGIOR RAGIONE SI DEVE ESCLUDERE QUALSIASI OBBLIGO DI MOTIVAZIONE QUALORA SI TRATTI DI PROPOSTE DI UN ORGANO AMMINISTRATIVO INTERNO CON FUNZIONI PURAMENTE CONSULTIVE .  IL MOTIVO VA QUINDI DISATTESO .  F ) DA QUANTO PRECEDE RISULTA CHE LA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI PROMOZIONE AFFISSA AD ISPRA IL 9 GENNAIO 1964 VA RESPINTA IN QUANTO INFONDATA . IL RIGETTO DI DETTA DOMANDA IMPLICA NECESSARIAMENTE IL RIGETTO SIA DELLA DOMANDA RIGUARDANTE LA DECISIONE CHE HA STATUITO SUL RECLAMO AMMINISTRATIVO DEL RICORRENTE, SIA DELLA DOMANDA DIRETTA AD OTTENERE CHE LA CORTE DICHIARI L' OBBLIGO DELLA CONVENUTA DI PROCEDERE A UN NUOVO SCRUTINIO PER MERITO COMPARATIVO DEI DIPENDENTI PROMOVIBILI, IVI COMPRESO IL RICORRENTE .  2 . SULLA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI CENSURA  A ) IL RICORRENTE DENUNZIA LA VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 87 DELLO STATUTO, PER NON AVERE LA COMMISSIONE CEEA CONSULTATO LA COMMISSIONE DI DISCIPLINA .  IL MENZIONATO ARTICOLO 87 STABILISCE CHE LA SANZIONE DEL BIASIMO PUO' ESSERE INFLITTA SENZA CONSULTARE LA COMMISSIONE DI DISCIPLINA .  B ) IL RICORRENTE DENUNZIA INOLTRE LA VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 87 PER NON ESSERE STATO EGLI SENTITO DALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, MA DA UN VICE-DIRETTORE DEL CENTRO COMUNE DI RICERCHE DI ISPRA .  L' ARTICOLO 87 NON OSTA A CHE L' INTERESSATO SIA SENTITO ATTRAVERSO UN FUNZIONARIO SUPERIORE .  C ) IL RICORRENTE RAVVISA UNA CONTRADDIZIONE, NELLA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA, NEL FATTO CHE, MENTRE GLI VIENE FATTO CARICO DI UNA GRAVE VIOLAZIONE DEI SUOI DOVERI PROFESSIONALI, LA SANZIONE INFLITTA E LEGGERA .  AD ONTA DELLA GRAVITA DEGLI ADDEBITI, L' AMMINISTRAZIONE PUO' INFLIGGERE UNA SANZIONE LEGGERA, IN CONSIDERAZIONE DI CIRCOSTANZE INDIPENDENTI DEI FATTI ADDEBITATI, QUALE L' ASSENZA DI PRECEDENTI DISCIPLINARI .  D ) IL RICORRENTE CONTESTA LA STESSA FONDATEZZA DEL PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE E L' ESATTEZZA DEI FATTI IN ESSO MENZIONATI .  DALLA DECISIONE IMPUGNATA E DALLA NOTA 25 MARZO 1964 INVIATA DALL' AMMINISTRAZIONE ALLA COMMISSIONE CEEA ( ENTRAMBE PRODOTTE CON L' ATTO INTRODUTTIVO ) RISULTA CHE LA SANZIONE INFLITTA E FONDATA ESSENZIALMENTE SULL' ADDEBITO DI AVER MALIGNATO INTORNO A UN SUPERIORE E A UN COLLEGA PER QUANTO RIGUARDA I LORO TITOLI UNIVERSITARI E SU QUELLO DI ESSERSI RIVOLTO A UN' AGENZIA D' INVESTIGAZIONI ONDE OTTENERE INFORMAZIONI CONFIDENZIALI SUL LORO CONTO . NON E IN QUESTIONE L' ESATTEZZA DELLE ACCUSE MOSSE DAL RICORRENTE A DETTI DUE DIPENDENTI, MA SOLTANTO LA LORO SCONVENIENZA . UN SIFFATTO MODO DI PROCEDERE, IN CONTRASTO CON L' INTERESSE DEL SERVIZIO, NON POTEVA ESSERE TOLLERATO DALL' ISTITUZIONE RESPONSABILE .  INOLTRE, L' ESSERSI RIVOLTO A UN' AGENZIA D' INVESTIGAZIONI PER OTTENERE DELLE INFORMAZIONI RELATIVE A SUPERIORI O COLLEGHI COSTITUISCE UN COMPORTAMENTO RIPROVEVOLE, NON CONTESTATO DAL RICORRENTE, ED E SUFFICIENTE A FAR RITENER FONDATA LA SANZIONE .  E ) DA QUANTO PRECEDE RISULTA CHE LA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI CENSURA NOTIFICATA AL RICORRENTE IL 24 APRILE 1964 VA RESPINTA IN QUANTO INFONDATA .  3 . SULLA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DELLE DECISIONI DI RIGETTO DEL RECLAMO CON CUI SI CHIEDEVA ALLA COMMISSIONE CEEA D' INTERVENIRE CONTRO COMPORTAMENTI CONSIDERATI COME LESIVI DAL RICORRENTE  IL RECLAMO DEL RICORRENTE RIGUARDAVA DICHIARAZIONI SFAVOREVOLI NEI SUOI CONFRONTI, FATTE DAI SUOI SUPERIORI RITTER E KRAMERS, E ALTRESI' GLI ASSERITI TENTATIVI SISTEMATICI E PERVICACI DI TOGLIERGLI LA RESPONSABILITA DI LAVORI DA LUI IDEATI .  DAL COMPLESSO DEL FASCICOLO, E PARTICOLARMENTE DALLE CIRCOSTANZE RELATIVE ALLA DECISIONE DI CENSURA, SI DESUME CHE IL RICORRENTE HA AVUTO DIFFICILI RAPPORTI CON I SUOI SUPERIORI GERARCHICI . DI CONSEGUENZA, ANCHE SE IL RICORRENTE NE AVESSE ESATTAMENTE RIFERITO LE OPINIONI, QUESTE DOVREBBERO ESSERE CONSIDERATE COME SCUSABILI IN QUANTO COSTITUIREBBE UNA COMPRENSIBILE REAZIONE AL COMPORTAMENTO DEL RICORRENTE .  PER QUANTO RIGUARDA LA SITUAZIONE DEL FONZI IN SENO AL CENTRO EUROPEO PER IL TRATTAMENTO DELLE INFORMAZIONI SCIENTIFICHE ( CETIS ), LA MODIFICA DEI COMPITI AFFIDATI AL RICORRENTE E STATA PALESEMENTE EFFETTUATA NELL' INTERESSE DEL SERVIZIO .  IL RICORRENTE LAMENTA INFINE L' IRREGOLARITA DEL PROCEDIMENTO SEGUITO DALLA COMMISSIONE CEEA PER ESAMINARE IL RICORSO AMMINISTRATIVO DA LUI PRESENTATO IL 21 FEBBRAIO 1964 .  DAI DOCUMENTI CHE SI TROVANO IN ATTI E DALLE DEDUZIONI DELLE PARTI EMERGE CHE GLI ARTICOLI 26 E 43 DELLO STATUTO NON SONO STATI VIOLATI .  IN ISPECIE, LA RELAZIONE INVIATA DAL COMITATO DI GESTIONE DEL CETIS AL KRAMERS E PRODOTTA DALLA CONVENUTA CON LA CONTROREPLICA ( DOC . N . 5 ) NON COSTITUIVA UNA SFAVOREVOLE VALUTAZIONE DEL LAVORO DEL RICORRENTE E NON ERA QUINDI NECESSARIO COMUNICARGLIELA NE INSERIRLA NEL SUO FASCICOLO PERSONALE . SI DEVE POI RITENERE CHE GLI ELEMENTI NOTI ALLA COMMISSIONE CEEA ERANO SUFFICIENTI A CONSENTIRLE DI PRENDERE UNA DECISIONE ANCHE SENZA SENTIRE IL RICORRENTE E I SIGNORI POMAR E BRAFFORT .  DA QUANTO PRECEDE DISCENDE CHE LA CONVENUTA, OMETTENDO D' INTERVENIRE NEL SENSO RICHIESTO DAL RICORRENTE, NON HA COMMESSO ALCUNA IRREGOLARITA E CHE VA QUINDI RESPINTA IN QUANTO INFONDATA LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO DELLE DECISIONI, IMPLICITA ED ESPRESSA, DI RIGETTO DEL RECLAMO CON CUI SI CHIEDEVA ALLA COMMISSIONE CEEA D' INTERVENIRE CONTRO COMPORTAMENTI DAL RICORRENTE CONSIDERATI LESIVI .  4 . SULLA DOMANDA DI RISARCIMENTO DEI DANNI  IN RELAZIONE ALLA " DECISIONE DI TRASFERIMENTO O DI COMANDO " ADOTTATA IL 24 GIUGNO 1964, IL RICORRENTE CHIEDE ALLA CORTE IL RISARCIMENTO DEI DANNI NELLA MISURA DI UN FRANCO BELGA .  LA CORTE HA DICHIARATO IRRICEVIBILE LA DOMANDA D' ANNULLAMENTO E VA QUINDI ESCLUSO QUALSIASI DIRITTO DEL RICORRENTE AL RISARCIMENTO DEGLI EVENTUALI DANNI .  5 . SULLE CONCLUSIONI DEL RICORRENTE RELATIVE ALL' ASSUNZIONE DI MEZZI ISTRUTTORI  IL RICORRENTE HA CONCLUSO CHIEDENDO ALLA CORTE DI DISPORRE L' ASSUNZIONE DI DETERMINATI MEZZI ISTRUTTORI .  POSTO CHE LA CORTE RITIENE SUFFICIENTI PER LA PROPRIA INFORMAZIONE I DOCUMENTI AGLI ATTI, NON VI E MOTIVO DI DISPORRE L' ASSUNZIONE DI TALI MEZZI .  

Decisione relativa alle spese

IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE NELLE SUE AZIONI . A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE E CONDANNATO ALLE SPESE . A NORMA DELL' ARTICOLO 70 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, NELLE CAUSE PROMOSSE DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE .  IN CONFORMITA ALL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 3, PRIMO COMMA, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, APPARE EQUO, TENUTO CONTO DELLE CIRCOSTANZE, DI PORRE A CARICO DELLA CONVENUTA UN QUARTO DELLE SPESE SOSTENUTE DAL RICORRENTE .  IL PRESIDENTE DELLA CORTE, CON ORDINANZA 7 AGOSTO 1964, HA DICHIARATO IRRICEVIBILE LA DOMANDA DI SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE PROPOSTA DAL FONZI, RISERVANDO OGNI DECISIONE SULLE SPESE . QUESTE VANNO RIPARTITE SECONDO LE MODALITA SOPRAINDICATE .  

Dispositivo

LA PRIMA SEZIONE DELLA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) I RICORSI 27-64 E 30-64 SONO RESPINTI;  2 ) LA CONVENUTA SOPPORTA LE SPESE DA ESSA SOSTENUTE, SIA NEL PROCEDIMENTO PRINCIPALE SIA IN QUELLO SOMMARIO, E INOLTRE UN QUARTO DELLE SPESE SOSTENUTE DAL RICORRENTE;  3 ) RESTANO A CARICO DEL RICORRENTE I TRE QUARTI DELLE SPESE DA ESSO SOSTENUTE SIA NEL PROCEDIMENTO PRINCIPALE SIA IN QUELLO SOMMARIO .