CELEX: 42006X1227(02)
Language: it
Date: 2006-12-27 00:00:00
Title: Regolamento n. 55 della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) — Disposizioni uniformi relative all'omologazione di componenti di attacco meccaniche di insiemi di veicoli

L 373/48              IT          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
     Solo i testi originali dell'UN/ECE hanno effetto giuridico nel quadro del diritto pubblico
  internazionale. La situazione e l'entrata in vigore del presente regolamento devono essere
     verificate nell'ultima versione del documento TRANS/WP.29/343/Rev.X dell'UN/ECE,
                                   disponibile al seguente indirizzo:
          http://www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29fdocstts.html.
   Regolamento n. 55 della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni
 Unite (UN/ECE) - Disposizioni uniformi relative all'omologazione di componenti
                           di attacco meccaniche di insiemi di veicoli
                                  Addendum 54: Regulation No. 55
                                               Revision 1
Comprendente tutto il testo valido fino a:
Serie di emendamenti 01 - Data di entrata in vigore: 16 settembre 2001
Rettifica 1 alla serie di emendamenti 01 oggetto della notifica al depositario
C.N.602.2002.TREATIES-1 del 13 giugno 2002
1.             CAMPO DI APPLICAZIONE
1.1.            Il presente regolamento stabilisce le prescrizioni che i dispositivi e
                componenti di attacco meccanico devono soddisfare per essere ritenuti
                compatibili tra loro a livello internazionale.
1.2.            Il presente regolamento si applica ai dispositivi e ai componenti destinati
a:
1.2.1.          veicoli a motore e rimorchi che costituiscono un insieme di veicoli1;
1.2.2.          veicoli a motore e rimorchi destinati a formare veicoli articolati1, in cui il
                carico verticale applicato dal rimorchio al veicolo a motore non superi i
                200 kN.
1.3.            Il presente regolamento si applica a:
1.3.1.          dispositivi e componenti standard di cui al paragrafo 2.3.;
1.3.2.          dispositivi e componenti non standard di cui al paragrafo 2.4.;
1.3.3.          dispositivi e componenti vari non standard di cui al paragrafo 2.5.
2.             DEFINIZIONI
                Ai fini del presente regolamento:
1
  A termini della Convenzione sul traffico stradale (Vienna, 1968), articolo 1, sottoparagrafi t) e u).
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2.1.       si intendono per "dispositivi e componenti di attacco meccanico" tutti gli
           elementi montati sulla struttura, sulle parti di supporto del carico del telaio
           e della carrozzeria che consentono di collegare tra loro i veicoli a motore e
           i rimorchi in modo da formare un insieme di veicoli o dei veicoli
           articolati. Sono comprese inoltre le parti fisse o amovibili per fissare o
           azionare i suddetti dispositivi e componenti di attacco meccanico.
2.2.       Il requisito di attacco automatico è soddisfatto se la retromarcia del
           veicolo trainante verso il rimorchio è sufficiente ad inserire
           completamente l'attacco, a bloccarlo automaticamente e ad indicare il
           corretto inserimento dei dispositivi di bloccaggio senza intervento esterno.
           Per gli attacchi a gancio, il requisito di attacco automatico è soddisfatto se
           l'apertura e chiusura del dispositivo di bloccaggio dell'attacco avviene
           senza alcun intervento esterno in fase di inserimento dell'occhione di
           timone nel gancio.
2.3.       I dispositivi e componenti di attacco meccanico standard sono conformi
           alle dimensioni standard e ai valori caratteristici fissati dal presente
           regolamento. Nell'ambito della stessa classe essi sono intercambiabili
           indipendentemente dal costruttore.
2.4.       I dispositivi e componenti di attacco meccanico non standard non sono
           conformi a tutti gli effetti alle dimensioni standard e ai valori caratteristici
           fissati dal presente regolamento ma possono essere collegati ai dispositivi
           e componenti di attacco standard della classe corrispondente.
2.5.       I dispositivi e componenti di attacco meccanico vari non standard non
           sono conformi alle dimensioni standard e ai valori caratteristici fissati dal
           presente regolamento e non possono essere collegati ai dispositivi e
           componenti di attacco standard. Essi comprendono, ad esempio, i
           dispositivi che non corrispondono a nessuna delle classi da A a L e T
           elencate al paragrafo 2.6., quali i dispositivi destinati a trasporti pesanti
           speciali e dispositivi vari conformi a norme nazionali esistenti.
2.6.       I dispositivi e componenti di attacco meccanico sono classificati come
           segue in base al tipo:
2.6.1.     Classe A. Ganci a sfera e supporti comprendenti una parte sferica di 50
           mm di diametro e dei supporti sul veicolo trainante per l'aggancio al
           rimorchio mediante un attacco sferico – cfr. allegato 5, paragrafo 1.
2.6.1.1.   Classe da A50-1 a 50-5. Ganci a sfera standard di 50 mm di diametro con
           dispositivo di fissaggio bullonato a flangia.
2.6.1.2.   Classe A50-X. Ganci a sfera e supporti di 50 mm di diametro non
           standard.
2.6.2.     Classe B. Attacchi sferici montati sul timone dei rimorchi per il
           collegamento al gancio a sfera di 50 mm di diametro del veicolo trainante
           – cfr. allegato 5, paragrafo 2.
2.6.2.1.   Classe B50-X. Attacchi sferici di 50 mm di diametro non standard.
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2.6.3.   Classe C. Dispositivi di attacco di timone con perno di 50 mm di diametro
         e con una campana ed un perno automatico di chiusura e di bloccaggio sul
         veicolo trainante per l'agganciamento al rimorchio mediante l'occhione del
         timone – cfr. allegato 5, paragrafo 3.
2.6.3.1. Classe da C50-1 a 50-7 Dispositivi di attacco di timone con perno di 50
         mm di diametro standard.
2.6.3.2. Classe C50-X. Dispositivi di attacco di timone con perno di 50 mm di
         diametro non standard.
2.6.4.   Classe D. Occhioni di timone che presentano un foro parallelo adatto a un
         perno di 50 mm di diametro e montati al timone dei rimorchi per il
         collegamento ai dispositivi di attacco automatico di timone – cfr. allegato
         5, paragrafo 4:
2.6.4.1. Classe D50-A. Occhioni di timone con perno di 50 mm di diametro
         standard per giunto saldato.
2.6.4.2. Classe D50-B. Occhioni di timone con perno di 50 mm di diametro
         standard per giunto filettato.
2.6.4.3. Classe D50-C e 50-D. Occhioni di timone con perno di 50 mm di
         diametro standard per giunto bullonato.
2.6.4.4. Classe D50-X. Occhioni di timone con perno di 50 mm di diametro non
         standard.
2.6.5.   Classe E. Timoni non standard compresi i dispositivi a inerzia e analoghi
         elementi montati sulla parte anteriore del veicolo trainato, o sul telaio del
         veicolo, che sono idonei all'agganciamento al veicolo trainante mediante
         occhioni di timone, attacchi sferici o dispositivo di attacco simili – cfr.
         allegato 5, paragrafo 5.
         I timoni possono essere articolati in modo da potersi muovere liberamente
         sul piano verticale e quindi non sostenere alcun carico verticale oppure
         essere fissati sul piano verticale e sostenere quindi un carico verticale
         (timoni rigidi). I timoni rigidi possono essere completamente rigidi oppure
         montati in modo flessibile.
         I timoni possono comprendere più componenti e possono essere regolabili
         oppure a gomito.
         Il presente regolamento si applica ai timoni che costituiscono unità a sé,
         quindi non parte integrante del telaio del veicolo trainato.
2.6.6.   Classe F. Alberi non standard compresi tutti i componenti e dispositivi tra
         i dispositivi di attacco, quali i ganci a sfera e i dispositivi di attacco del
         timone, e la struttura portante (ad esempio, la traversa posteriore), gli
         elementi portanti della carrozzeria o il telaio del veicolo trainante – cfr.
         allegato 5, paragrafo 6.
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2.6.7.     Classe G. Le ralle sono dispositivi di attacco a piastra montati su veicoli
           trainanti che presentano un dispositivo di bloccaggio automatico
           dell'attacco per il collegamento a un perno di ralla di 50 mm di diametro
           montato su un semirimorchio – cfr. allegato 5, paragrafo 7.
2.6.7.1.   Classe G50. Ralle con perno di 50 mm di diametro standard.
2.6.7.2.   Classe G50-X. Ralle con perno di 50 mm di diametro non standard.
2.6.8.     Classe H. I perni di ralla, diametro di 50 mm, sono dispositivi montati su
           un semirimorchio per assicurare il collegamento alla ralla del veicolo
           trainante – cfr. allegato 5, paragrafo 8:
2.6.8.1.   Classe H50-X. Perni di ralla con perno di 50 mm di diametro non
           standard.
2.6.9.     Classe J. Piastre di montaggio non standard compresi tutti i componenti e
           dispositivi per il collegamento delle ralle alla struttura portante o al telaio
           del veicolo trainante. La piastra di montaggio può consentire il movimento
           orizzontale, ottenendo così una ralla scorrevole – cfr. allegato 5, paragrafo
           9.
2.6.10.    Classe K. I dispositivi di attacco a gancio standard da usare in
           combinazione con i corrispondenti occhioni di timone toroidali della
           classe L – cfr. allegato 5, paragrafo 10.
2.6.11.    Classe L. Gli occhioni di timone toroidali standard da usare con i
           corrispondenti dispositivi di attacco a gancio della classe K – cfr. allegato
           5, paragrafo 4.
2.6.12.    Classe S. I dispositivi e componenti che non sono conformi a nessuna
           delle Classi da A a L o T summenzionate e che sono utilizzati, ad
           esempio, per trasporti pesanti speciali oppure sono specifici di alcune
           nazioni e che rientrano in norme nazionali esistenti.
2.6.13.    Classe T. Dispositivi specifici di attacco a timone non automatico non
           standard, che possono essere separati solo ricorrendo all'impiego di
           attrezzi e che sono in genere utilizzati per i rimorchi delle bisarche.
           Vengono omologati come coppia adattata.
2.7.       I cunei di guida sono dispositivi o componenti montati sui semirimorchi
           che, con la ralla, controllano la guida forzata del rimorchio.
2.8.       I sistemi di comando a distanza sono dispositivi e componenti che
           consentono l'azionamento del dispositivi di attacco dal lato del veicolo
           oppure dalla cabina di guida del veicolo.
2.9.       Le spie sono dispositivi e componenti che indicano nella cabina di guida
           l'avvenuto agganciamento e l'inserimento dei dispositivi di bloccaggio.
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2.10.         Si intendono per "tipo di dispositivo di attacco o di componente"
              dispositivi o componenti che non differiscono sostanzialmente fra loro per
              quanto riguarda:
2.10.1.       il marchio di fabbrica o commerciale del costruttore o del fornitore;
2.10.2.       la classe di attacco di cui al paragrafo 2.6.;
2.10.3.       la forma esterna, le dimensioni principali o una differenza essenziale di
              configurazione inclusi i materiali usati, e
2.10.4.       i valori caratteristici D, D , S, V e U di cui al paragrafo 2.11.
                                            c
2.11.         I valori caratteristici D, Dc, S, V e U sono definiti o determinati come
segue:
2.11.1.       Il valore D o D è il valore di riferimento teorico per le forze orizzontali
                                c
              nel veicolo trainante e nel rimorchio ed è utilizzato come base per i carichi
              orizzontali nelle prove dinamiche.
              Per i dispositivi e componenti di attacco meccanico che non hanno la
              funzione di sostenere carichi verticali applicati, il valore è:
                      TxR
              D=g           KN
                     T+R
              Per i dispositivi e componenti di attacco meccanico per rimorchi ad asse
              centrale di cui al punto 2.13, il valore è:
                       TxC
              DC = g         KN
                      T+R
              Per ralle della classe G, perni di ralla della classe H e piastre di montaggio
              della classe J, definiti al paragrafo 2.6, il valore è:
                      0,6 xTxR
              D=g                KN
                     T + R −U
              dove:
              T è la massa massima tecnicamente ammessa per il veicolo trainante,
              espressa in tonnellate. Ove pertinente, ciò include il carico verticale
              applicato da un rimorchio ad asse centrale.
              R è la massa massima tecnicamente ammessa, espressa in tonnellate, di un
              rimorchio con timone libero di muoversi sul piano verticale, oppure di un
              semirimorchio. 2
2
  Le masse T e R e la massa massima tecnicamente ammessa possono risultare superiori alla massa
massima ammessa prescritta dalla legislazione nazionale.
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                C è la massa, espressa in tonnellate, trasmessa al suolo dagli assi del
                rimorchio ad asse centrale, definito al paragrafo 2.13., una volta collegato
                al veicolo trainante e caricato fino alla massa massima tecnicamente
                ammessa2. Per i rimorchi ad asse centrale 3 di Categoria O1 e O2 la massa
                massima tecnicamente ammessa sarà quella dichiarata dal costruttore del
                veicolo trainante.
                g è l'accelerazione dovuta alla forza di gravità (pari a 9,81 m/s2)
                U è definito al paragrafo 2.11.2.
                S è definito al paragrafo 2.11.3.
2.11.2.         Il valore U è la massa verticale, espressa in tonnellate, applicata sulla ralla
                dal semirimorchio alla massa massima tecnicamente ammessa 2.
2.11.3.         Il valore S è la massa verticale, espressa in chilogrammi, applicata in
                condizioni statiche sull'attacco dal rimorchio ad asse centrale, definito al
                paragrafo 2.13, alla massa massima tecnicamente ammessa 2.
2.11.4.         Il valore V è il valore di riferimento teorico dell'ampiezza della forza
                verticale esercitata sull'attacco dal rimorchio ad asse centrale alla massa
                massima tecnicamente ammessa superiore a 3,5 tonnellate. Il valore V è
                usato come base per le forze verticali nelle prove dinamiche.
                     axCxX 2
                V=               (cfr. nota in basso)
                         L2
                dove:
                a è un'accelerazione verticale equivalente sull'attacco in funzione del tipo
                di sistema di sospensioni dell'asse posteriore del veicolo trainante.
                Per sospensioni pneumatiche (o sistemi di sospensioni con caratteristiche
                di smorzamento equivalenti).
                a = 1,8 m/s2
                Per altri tipi di sospensioni:
                a = 2,4 m/s2
                X è la lunghezza della superficie di carico del rimorchio, espressa in metri
                (cfr. figura 1)
3
  Cfr. le definizioni nel regolamento n. 13 allegato all'Accordo del 1958 relativo all'adozione di
prescrizioni tecniche uniformi per i veicoli su ruote, le attrezzature e i componenti che possono essere
montati e/o usati sui veicoli e le condizioni per il reciproco riconoscimento delle omologazioni
rilasciate sulla base di dette prescrizioni. La definizione figura anche nell'allegato 7 della Risoluzione
consolidata sulla costruzione dei veicoli (R. E. 3) (documento TRANS/ WP. 29/ 78/ rev. 1/ modifica 2).
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         L è la distanza dal centro dell'occhione del timone al centro dell'assieme
         asse, espressa in metri (cfr. figura 1)
         Nota: (se inferiore a 1,0, si adotterà un valore pari a 1,0)
          X2
              ≥ 1,0
          L2
             Figura 1- Dimensioni del rimorchio ad asse centrale
Figura 1
2.12.    Simboli e definizioni utilizzati nell'allegato 6 del presente regolamento.
         Av = massa massima ammissibile sull'asse per l'asse sterzante, espressa in
         tonnellate.
         C = massa del rimorchio ad asse centrale espressa in tonnellate – cfr.
         paragrafo 2.11.1. del presente regolamento.
         D = valore D espresso in kN – cfr. paragrafo 2.11.1 del presente
         regolamento.
         Dc = valore Dc espresso in kN per rimorchi ad asse centrale – cfr.
         paragrafo 2.11.1. del presente regolamento.
         R = massa del veicolo trainato espressa in tonnellate – cfr. paragrafo
         2.11.1. del presente regolamento.
         T = massa del veicolo trainante espressa in tonnellate – cfr. paragrafo
         2.11.1 del presente regolamento.
         Fa = forza statica di sollevamento espressa in kN.
         Fh = componente orizzontale della forza di prova sull'asse longitudinale
         del veicolo espressa in kN.
 ---pagebreak--- 27.12.2006      IT          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                L 373/55
           Fs = componente verticale della forza di prova espressa in kN.
           S = massa verticale statica espressa in kg.
           U = massa verticale applicata dalla ralla espressa in tonnellate.
           V = valore V espresso in kN – cfr. paragrafo 2.11.4 del presente
           regolamento.
           a = fattore di accelerazione verticale equivalente nel punto di attacco dei
           rimorchi ad asse centrale in funzione del tipo di sospensioni degli assi
           posteriore del veicolo trainante – cfr. paragrafo 2.11.4. del presente
           regolamento.
           e = distanza longitudinale tra il punto di attacco dei ganci a sfera
           smontabili e il piano verticale dei punti di fissaggio (cfr. figure da 20c a
           20f) espressa in mm.
           f = distanza verticale tra il punto di attacco dei ganci a sfera smontabili e il
           piano orizzontale dei punti di fissaggio (cfr. figure da 20c a 20f) espressa
           in mm.
           g = accelerazione dovuta alla forza di gravità, pari a 9,81 m/s2.
           L = lunghezza teorica del timone dal centro dell'occhione di timone al
           centro dell'assieme asse espressa in metri.
           X = lunghezza della superficie di carico del rimorchio ad asse centrale
           espressa in metri.
           Deponenti:
           O = forza di prova massima
           U = forza di prova minima
           a = forza statica
           h = orizzontale
           p = pulsante
           res = risultante
           s = verticale
           w = forza alternata
2.13.      Si intende per "rimorchio ad asse centrale" un rimorchio che presenta un
           timone che non può muoversi sul piano verticale indipendentemente dal
           rimorchio e con asse o assi disposti in prossimità del centro di gravità del
           rimorchio, sotto carico uniforme. Il carico verticale applicato all'attacco
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              del veicolo trainante non supererà il 10 % della massa massima del
              rimorchio o, se inferiore, 1000 kg.
              Si intende per massa massima del rimorchio ad asse centrale la massa
              totale trasmessa al suolo dall'asse o dagli assi del rimorchio quando questo
              è agganciato a un veicolo trainante e quando il relativo carico è pari alla
              massa massima tecnicamente ammessa4.
2.14.         Con "accoppiamento geometrico" si intende che la configurazione e la
              geometria di un dispositivo o delle parti che lo compongono è tale da
              impedirne l'apertura o il disinserimento con qualsiasi forza o componente
              di forza cui sono soggetti durante l'utilizzo normale o le prove.
2.15.         Si intendono per "tipo di veicolo" i veicoli che non differiscono
              sostanzialmente fra loro per quanto riguarda la struttura, le dimensioni, la
              forma e i materiali nelle zone in cui è fissato il dispositivo o componente
              di attacco meccanico. Ciò vale sia per il veicolo trainante sia per il
              rimorchio.
3.            DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
3.1.          La domanda di omologazione deve essere presentata dal titolare del
              marchio di fabbrica o commerciale oppure dal suo rappresentante
              debitamente accreditato.
3.2.          Per ciascun tipo di dispositivo o componente di attacco meccanico la
              domanda deve essere accompagnata dalle seguenti informazioni, ad
              esempio tramite il modulo di comunicazione riportato all'allegato 1:
3.2.1.        Informazioni dettagliate su tutti i marchi di fabbrica o commerciali del
              costruttore o del fornitore applicabili al dispositivo o componente di
              attacco.
3.2.2.        Disegni dettagliati in tre copie che definiscano adeguatamente il
              dispositivo o componente e che ne specifichino le modalità di montaggio
              sul veicolo; i disegni devono illustrare la posizione e lo spazio disponibile
              per il numero di omologazione e altri contrassegni come indicato al
              paragrafo 7.
3.2.3.        Una dichiarazione dei valori D, Dc, S, V e U applicabili, definiti al
              paragrafo 2.11.
              Per i supporti di classe A una dichiarazione delle masse massime
              ammissibili per il veicolo trainante e il rimorchio e il carico statico
              verticale massimo ammissibile applicato sulla sfera di traino consigliato
              dal costruttore del veicolo trainante.
3.2.3.1.      I valori caratteristici devono essere almeno pari a quelli applicabili alle
              masse massime ammissibili per il veicolo trainante, il rimorchio e
              l'insieme.
4
  La massa tecnicamente ammessa può risultare superiore alla massa massima ammessa prescritta dalla
legislazione nazionale.
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3.2.4.     Una descrizione tecnica dettagliata del dispositivo o componente che
           specifichi in particolare il tipo e i materiali utilizzati.
3.2.5.     Restrizioni riguardanti i veicoli su cui montare l'attacco – cfr. allegato 1,
           paragrafo 12, e allegato 5, paragrafo 3.4.
3.2.6.     Un campione, più gli eventuali ulteriori campioni richiesti dalle autorità o
           dal servizio tecnico che provvedono all'omologazione.
3.2.7.     Tutti i campioni devono essere allo stato finito con trattamento
           superficiale finale, tranne nel caso in cui si tratti di verniciatura o
           rivestimento con polvere epossidica.
3.2.8.     Per i dispositivi o componenti di attacco meccanico destinati ad un tipo di
           veicolo specifico, il costruttore del dispositivo o componente è tenuto a
           presentare anche i dati di montaggio indicati dal costruttore del veicolo.
           Le autorità e i servizi tecnici di omologazione hanno la facoltà di
           richiedere la presentazione di un veicolo rappresentativo del tipo.
4.         PRESCRIZIONI               GENERALI PER DISPOSITIVI                           O
           COMPONENTI DI ATTACCO MECCANICO
4.1.       Ciascun campione deve essere conforme alle specifiche dimensionali e di
           resistenza fissate agli allegati 5 e 6. Le prove specificate all'allegato 6 non
           devono registrare cricche, fratture o deformazione permanente eccessiva
           in grado di pregiudicare l'adeguato funzionamento del dispositivo o
           componente.
4.2.       Tutte le parti del dispositivo o componente di attacco meccanico il cui
           malfunzionamento può provocare il distacco del veicolo dal rimorchio
           devono essere realizzate in acciaio. È ammesso l'utilizzo di altri materiali
           a condizione che il costruttore ne comprovi l'equivalenza all'autorità di
           omologazione o servizio tecnico della parte contraente che applica il
           presente regolamento.
4.3.       L'azionamento dei dispositivi o componenti di attacco meccanico deve
           garantire condizioni di sicurezza e l'agganciamento e sganciamento
           devono poter essere eseguiti da una sola persona senza ricorrere ad alcun
           attrezzo. Fatta eccezione per gli attacchi della classe T, sono ammessi
           esclusivamente i dispositivi che consentono l'agganciamento automatico
           dei rimorchi aventi una massa massima tecnicamente ammessa superiore a
           3,5 tonnellate.
4.4.       I dispositivi o componenti di attacco meccanico devono essere progettati e
           realizzati in modo tale che, in condizioni normali di utilizzo e con la
           corretta manutenzione e sostituzione delle parti soggette ad usura,
           continuino a funzionare in modo soddisfacente e conservino le
           caratteristiche prescritte dal presente regolamento.
4.5.       Tutti i dispositivi o componenti di attacco meccanico devono essere
           progettati per l'accoppiamento geometrico e la posizione di chiusura deve
           essere fissata almeno una volta da un ulteriore dispositivo di
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         accoppiamento geometrico salvo diversa indicazione all'allegato 5. In
         alternativa possono essere previsti due o più dispositivi separati per
         garantire l'integrità del meccanismo, a condizione che ciascun dispositivo
         sia progettato per l'accoppiamento geometrico e venga sottoposto
         singolarmente alle prove prescritte nell'allegato 6. L'accoppiamento
         geometrico deve essere conforme alla definizione di cui al paragrafo 2.14.
         L'utilizzo di forze elastiche è ammesso unicamente per la chiusura del
         dispositivo e per impedire che la vibrazione provochi lo spostamento delle
         parti del dispositivo in punti in cui potrebbe aprirsi o scollegarsi.
         Il malfunzionamento o l'assenza anche di una sola molla non deve essere
         sufficiente a consentire l'apertura o lo sganciamento dell'intero
         dispositivo.
4.6.     Ciascun dispositivo o componente deve essere accompagnato da istruzioni
         di funzionamento e di montaggio che assicurino a una persona esperta le
         informazioni sufficienti per un'installazione corretta sul veicolo e un
         azionamento appropriato – cfr. anche allegato 7. Le istruzioni devono
         essere redatte almeno nella lingua del paese in cui il dispositivo o
         componente verrà messo in vendita. Nel caso di dispositivi e componenti
         forniti come dotazione originale da costruttori di veicoli o carrozzieri, le
         istruzioni di montaggio non sono obbligatorie ma questi ultimi sono tenuti
         ad assicurare che l'operatore del veicolo disponga delle istruzioni
         necessarie per il corretto utilizzo del dispositivo o componente di attacco.
4.7.     Per i dispositivi e componenti di classe A, o eventualmente classe S, da
         utilizzare con rimorchi di massa massima ammessa non superiore a 3,5
         tonnellate, e prodotti da costruttori che non sono in alcun modo correlati al
         costruttore del veicolo e destinati al montaggio nel mercato post-vendita,
         l'altezza e le altre caratteristiche di montaggio dell'attacco andranno, in
         ogni caso, verificate dall'autorità o servizio tecnico di omologazione in
         conformità con l'allegato 7, paragrafo 1.
4.8.     Per i dispositivi o componenti di attacco non standard, destinati ad
         applicazioni pesanti o altri usi, classe S e classe T, si applicano le
         prescrizioni pertinenti degli allegati 5, 6 e 7 relative ai dispositivi o
         componenti standard o non standard più simili.
5.       DOMANDA DI OMOLOGAZIONE PER UN VEICOLO
         EQUIPAGGIATO CON UN DISPOSITIVO O COMPONENTE
         DI ATTACCO MECCANICO
5.1.     Qualora un costruttore di veicoli presenti domanda di omologazione per
         un veicolo equipaggiato con un dispositivo o componente di attacco
         meccanico oppure autorizzi l'utilizzo di un veicolo per il traino di
         qualsiasi tipo di rimorchio, questi, in caso di richiesta da parte di qualsiasi
         richiedente ufficialmente riconosciuto che faccia domanda di
         omologazione per un dispositivo o componente di attacco meccanico, o di
         richiesta da parte dell'autorità o servizio tecnico di omologazione di una
         parte contraente, è tenuto a mettere prontamente a disposizione di tale
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           richiedente o di tale autorità o servizio tecnico di omologazione le
           informazioni indicate al paragrafo 5.3, per consentire al costruttore di
           dispositivi o componenti di attacco di progettare e realizzare
           adeguatamente un dispositivo o componente di attacco meccanico per tale
           veicolo. Qualsiasi richiedente ufficialmente riconosciuto che faccia
           domanda di omologazione per un dispositivo o componente di attacco
           meccanico riceverà, su richiesta, tutte le informazioni indicate al paragrafo
           5.3 in possesso dell'autorità omologante.
5.2.       La domanda di omologazione di un tipo di veicolo relativamente al
           montaggio di un dispositivo o componente di attacco meccanico deve
           essere presentata dal costruttore di veicoli oppure dal suo rappresentante
           debitamente accreditato.
5.3.       Deve essere accompagnata dalle seguenti informazioni che consentano
           all'autorità omologante di compilare il modulo di comunicazione riportato
           all'allegato 2.
5.3.1.     Una descrizione dettagliata del tipo di veicolo e del dispositivo o
           componente di attacco meccanico e, su richiesta dell'autorità o servizio
           tecnico di omologazione, una copia del modulo di omologazione per il
           dispositivo o componente.
5.3.2.     Le informazioni devono comprendere le masse massime ammesse per il
           veicolo trainante e il veicolo trainato, la distribuzione della massa
           massima ammessa del veicolo trainante tra gli assi, le masse massime
           ammesse sull'asse, il carico verticale massimo ammesso applicabile sulla
           parte posteriore del veicolo trainante e i dettagli e/o disegni relativi ai
           punti di montaggio per il dispositivo o componente ed eventuali piastre di
           rinforzo aggiuntive, staffe di appoggio ecc., necessarie per il fissaggio
           saldo del dispositivo o componente di attacco meccanico al veicolo
           trainante.
5.3.2.1.   La condizione di carico in cui deve essere misurata l'altezza della sfera di
           traino dei veicoli di categoria M1 – cfr. paragrafo 2 dell'allegato 7,
           appendice 1.
5.3.3.     Disegni dettagliati in tre copie che consentano di identificare
           adeguatamente il dispositivo o componente e che ne specifichino le
           modalità di montaggio sul veicolo; i disegni devono illustrare la posizione
           e lo spazio disponibile per il numero di omologazione e altri contrassegni
           come indicato al paragrafo 7.
5.3.4.     Una descrizione tecnica dettagliata del dispositivo o componente, che
           specifichi in particolare il tipo e i materiali utilizzati.
5.3.5.     Una dichiarazione dei valori D, Dc, S, V e U applicabili e definiti al
           paragrafo 2.11.
5.3.5.1.   I valori caratteristici devono essere almeno pari a quelli applicabili alle
           masse massime ammissibili per il veicolo trainante, il rimorchio e
           l'insieme.
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5.3.6.   Un veicolo rappresentativo del tipo da omologare ed equipaggiato con un
         dispositivo o componente di attacco meccanico deve essere presentato
         all'autorità o servizio tecnico di omologazione, i quali hanno la facoltà di
         richiedere ulteriori campioni del dispositivo o componente.
5.3.7.   Un veicolo che non disponga di tutti i componenti corrispondenti al tipo
         può essere accettato a condizione che il richiedente sia in grado di
         comprovare alle autorità o servizio tecnico omologante che l'assenza dei
         componenti non altera minimamente l'esito del controllo per quanto
         riguarda le prescrizioni del presente regolamento.
6.       PRESCRIZIONI                    GENERALI                PER      VEICOLI
         EQUIPAGGIATI CON UN DISPOSITIVO O COMPONENTE
         DI ATTACCO MECCANICO
6.1.     Il dispositivo o componente di attacco meccanico in dotazione al veicolo
         deve essere omologato in conformità alle prescrizioni di cui ai paragrafi 3
         e 4 e allegati 5 e 6 del presente regolamento.
6.2.     Il montaggio del dispositivo o componente di attacco meccanico deve
         essere conforme alle prescrizioni di cui all'allegato 7 del presente
         regolamento.
6.3.     Devono essere fornite istruzioni di funzionamento per l'uso del dispositivo
         o componente di attacco, comprensive di eventuali istruzioni speciali per
         operazioni diverse da quelle normalmente associate al tipo di dispositivo o
         componente di attacco e di istruzioni per l'agganciamento e sganciamento
         in diversi modi di funzionamento, ad esempio a varie angolazioni tra il
         veicolo trainante e il veicolo trainato. Ciascun veicolo sarà accompagnato
         da queste istruzioni di funzionamento redatte almeno nella lingua del
         paese in cui sarà messo in vendita.
7.       CONTRASSEGNI
7.1.     I tipi di dispositivi e componenti di attacco meccanico per i quali è
         richiesta l'omologazione devono essere contrassegnati dal marchio di
         fabbrica o commerciale del costruttore, fornitore o richiedente.
7.2.     Deve essere garantito uno spazio sufficiente per l'apposizione del marchio
         di omologazione di cui al paragrafo 8.5, illustrato anche nell'allegato 3.
         Tale spazio deve essere indicato nei disegni di cui al paragrafo 3.2.2.
7.3.     In prossimità del marchio di omologazione di cui ai paragrafi 7.2. e 8.5., il
         dispositivo o componente di attacco meccanico deve essere
         contrassegnato con la classe di attacco, di cui al paragrafo 2.6. e con i
         valori caratteristici pertinenti definiti nel paragrafo 2.11. e illustrati
         nell'allegato 4. La posizione di questi contrassegni deve essere indicata nei
         disegni di cui al paragrafo 3.2.2.
         Non è necessario indicare i valori caratteristici qualora tali valori siano
         definiti nella classificazione riportata nel presente regolamento, ad
         esempio le classi da A50-1 a A50-5.
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7.4.           Qualora il dispositivo o componente di attacco meccanico sia omologato
               con valori caratteristici diversi nell'ambito della stessa classe di attacco o
               dispositivo, sul dispositivo o componente possono essere indicati al
               massimo due valori.
7.5.           Se il campo di applicazione del dispositivo o componente di attacco
               meccanico presenta delle restrizioni d'uso, ad esempio non va usato con i
               cunei di guida, tali restrizioni devono essere indicate sul dispositivo o
               componente.
7.6.           Tutti i contrassegni devono essere apposti in maniera permanente ed
               essere leggibili una volta installato il dispositivo o componente sul
               veicolo.
8.             OMOLOGAZIONE
8.1.           Se i campioni del tipo di dispositivo o componente di attacco meccanico
               sono conformi alle prescrizioni del presente regolamento, l'omologazione
               viene concessa subordinatamente alla piena conformità alle prescrizioni
               del paragrafo 10.
8.2.           A ciascun tipo omologato viene assegnato un numero di omologazione. Le
               prime due cifre indicano la serie di modifiche comprendente le principali
               modifiche tecniche più recenti apportate al regolamento alla data della
               concessione dell'omologazione. Una stessa parte contraente non può
               assegnare lo stesso numero a un altro tipo di dispositivo o componente di
               cui al presente regolamento.
8.3.           La notifica dell'omologazione oppure dell'estensione, del rifiuto o della
               revoca dell'omologazione o della cessazione definitiva della produzione,
               relativamente a un tipo di dispositivo o componente di attacco meccanico
               omologato ai sensi del presente regolamento, sarà comunicata alle parti
               contraenti dell'Accordo del 1958 che applicano il presente regolamento,
               tramite un modulo di comunicazione conforme al modello riportato
               all'allegato 1 o 2 del presente regolamento.
8.4.           Oltre al marchio prescritto al paragrafo 7.1, su ciascun dispositivo o
               componente di attacco meccanico omologato ai sensi del presente
               regolamento viene apposto, nello spazio di cui al paragrafo 7.2., un
               marchio di omologazione descritto nel paragrafo 8.5.
8.5.           Il marchio di omologazione è un marchio internazionale che prevede:
8.5.1.         Un cerchio intorno alla lettera "E" seguita dal numero distintivo della
               nazione che ha concesso l'omologazione5.
5
  1 per la Germania, 2 per la Francia, 3 per l'Italia, 4 per i Paesi Bassi, 5 per la Svezia, 6 per il Belgio, 7
per l'Ungheria, 8 per la Repubblica ceca, 9 per la Spagna, 10 per la Iugoslavia, 11 per il Regno Unito,
12 per l'Austria, 13 per il Lussemburgo, 14 per la Svizzera, 15 (non assegnato), 16 per la Norvegia, 17
per la Finlandia, 18 per Danimarca, 19 per Romania, 20 per la Polonia, 21 per il Portogallo, 22 per la
Federazione Russa, 23 per la Grecia, 24 per l'Irlanda, 25 per la Croazia, 26 per la Slovenia, 27 per la
Slovacchia, 28 per la Bielorussia, 29 per l'Estonia, 30 (non assegnato), 31 per la Bosnia-Ezegovina, 32
per la Lettonia, 33 (non assegnato), 34 per la Bulgaria, 35-36 (non assegnati), 37 per la Turchia, 38-39
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8.5.2.          Il numero di omologazione prescritto al paragrafo 8.2.
8.5.3.          Il marchio e il numero di omologazione devono essere posizionati come
                indicato nell'esempio dell'allegato 3.
9.              MODIFICHE AL DISPOSITIVO O COMPONENTE DI
                ATTACCO MECCANICO O AL VEICOLO ED ESTENSIONE
                DELL'OMOLOGAZIONE
9.1.            Qualsiasi modifica apportata al tipo di dispositivo o componente di
                attacco meccanico oppure al veicolo di cui al paragrafo 2.10. deve essere
                notificata all'autorità o servizio tecnico di omologazione che ha concesso
                l'omologazione. L'autorità o servizio tecnico di omologazione può quindi:
9.1.1.          considerare improbabile che tali modifiche possano determinare
                conseguenze negative di rilievo e che il dispositivo, componente o veicolo
                resti conforme alle prescrizioni oppure
9.1.2.          richiedere un ulteriore verbale di prova.
9.2.            La conferma oppure il rifiuto dell'omologazione, con indicazione della
                modifica apportata, deve essere comunicata alle parti contraenti che
                applicano il presente regolamento nel rispetto della procedura prescritta al
                paragrafo 8.3.
9.3.            L'autorità o servizio tecnico di omologazione che rilascia un'estensione
                dell'omologazione deve assegnare un numero di serie a tale estensione e
                deve informarne le altre parti contraenti che applicano il presente
                regolamento nel rispetto della procedura prescritta al paragrafo 8.3.
10.             CONFORMITÀ DEL PROCESSO DI PRODUZIONE
10.1.           Il titolare dell'omologazione deve assicurarsi che i risultati delle prove di
                conformità di produzione siano registrati e che i documenti allegati restino
                a disposizione per un periodo di tempo concordato con l'autorità o servizio
                tecnico di omologazione. Tale periodo non deve essere superiore a 10 anni
                a partire dalla cessazione definitiva della produzione.
10.2.           L'autorità o servizio tecnico di omologazione che ha concesso
                l'omologazione ha la facoltà di verificare in qualsiasi momento i metodi di
                controllo della conformità di produzione applicati in ciascun impianto
                produttivo. Tali verifiche avranno luogo normalmente ogni due anni.
(non assegnati), 40 per l'ex Repubblica Iugoslava di Macedonia, 41 (non assegnato), 42 per la
Comunità Europea (le omologazioni sono concesse dagli Stati membri con il rispettivo simbolo ECE),
43 per il Giappone, 44 (non assegnato), 45 per l'Australia e 46 per l'Ucraina. I numeri successivi
saranno assegnati alle altre nazioni nell'ordine cronologico con il quale essere ratificheranno o
accederanno all'Accordo riguardante l'Adozione delle Prescrizioni tecniche uniformi per i veicoli su
ruote, le attrezzature e i componenti che possono essere montati e/o usati sui veicoli su ruote e le
condizioni per il reciproco riconoscimento delle omologazioni rilasciate sulla base di dette prescrizioni;
i numeri assegnati saranno comunicati dal Segretario generale delle Nazioni Unite alle parti contraenti
dell'accordo.
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11.        SANZIONI            PER           NON           CONFORMITÀ         DELLA
           PRODUZIONE
11.1.      L'omologazione concessa in relazione a un tipo di dispositivo o
           componente di attacco meccanico omologato ai sensi del presente
           regolamento può essere revocata in caso di mancata conformità alle
           prescrizioni oppure se un dispositivo o componente recante il marchio di
           omologazione non risulta conforme al tipo omologato.
11.2.      Qualora una parte contraente dell'Accordo che applica il presente
           regolamento revochi un'omologazione precedentemente concessa, la
           stessa deve renderne immediata notifica alle altre parti contraenti che
           applicano il presente regolamento, utilizzando un modulo di
           comunicazione conforme al modello riportato nell'allegato 1 o 2 del
           presente regolamento.
12.        CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
12.1.      Qualora il titolare dell'omologazione cessi del tutto di produrre un tipo di
           dispositivo o componente di attacco meccanico omologato ai sensi del
           presente regolamento, questi deve informarne l'autorità o servizio tecnico
           che ha concesso l'omologazione. Al ricevimento della comunicazione in
           oggetto, l'autorità o servizio tecnico di omologazione deve informarne le
           altre parti contraenti dell'Accordo del 1958 che applicano il presente
           regolamento, utilizzando un modulo di comunicazione conforme al
           modello riportato nell'allegato 1 o 2 del presente regolamento.
13.        DISPOSIZIONI TRANSITORIE
           Fino a diversa comunicazione prodotta al Segretario generale delle
           Nazioni Unite, le parti contraenti che applicano il presente regolamento e
           che sono Stati Membri della Comunità Europea (al momento
           dell'adozione della serie di modifiche 01, Italia, Paesi Bassi, Belgio,
           Regno Unito, Lussemburgo, Finlandia e Grecia), dichiarano che, in
           relazione ai dispositivi e componenti di attacco meccanico, riconoscono
           come vincoli esclusivi gli obblighi previsti dall'Accordo a cui è allegato il
           presente regolamento in riferimento ai dispositivi e componenti destinati
           ai veicoli di categoria diversa da M1.
14.        NOMINATIVI E RECAPITI DEI SERVIZI TECNICI
           RESPONSABILI DELLE PROVE DI OMOLOGAZIONE E
           DEGLI ORGANI AMMINISTRATIVI
14.1.      Le parti contraenti dell'Accordo del 1958 che applicano il presente
           regolamento devono comunicare al Segretario generale delle Nazioni
           Unite i nominativi e i recapiti dei servizi tecnici responsabili
           dell'esecuzione delle prove di omologazione, nonché i dati degli organi
           amministrativi competenti per la concessione delle omologazioni e a cui
           vanno inviati i moduli che certificano l'omologazione oppure l'estensione,
           il rifiuto o la revoca dell'omologazione oppure la cessazione definitiva
           della produzione, rilasciati in altri paesi.
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Allegato 1
                                      COMUNICAZIONE
                              (formato massimo: A4 (210 x 297 mm)
1
  rilasciato da: Nome dell'amministrazione: .......................
riguardante: 2/
CONCESSIONE DELL'OMOLOGAZIONE
ESTENSIONE DELL'OMOLOGAZIONE
RIFIUTO DELL'OMOLOGAZIONE
REVOCA DELL'OMOLOGAZIONE
CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
di un tipo di dispositivo o componente di attacco meccanico omologato ai sensi del
regolamento n. 55.
Omologazione n. .......... Estensione n. .............
1. Marchio di fabbrica o commerciale del dispositivo o componente
2. Nome del costruttore del tipo di dispositivo o componente
3. Nome e indirizzo del costruttore
4. Se del caso, nome e indirizzo del rappresentante del costruttore
5. Nomi e marchi di fabbrica di altri fornitore che figurano sul dispositivo o
componente
6. Nome e indirizzo della società o ente responsabili della conformità della
produzione
1
  Numero distintivo del paese che ha concesso/esteso/rifiutato/ revocato l'omologazione (cfr. le
prescrizioni di omologazione nel regolamento).
2
   Cancellare le diciture che non fanno al caso.
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7. Richiesta di omologazione in data
8. Servizio tecnico responsabile dell'esecuzione delle prove di omologazione
9. Breve descrizione
9.1. Tipo e classe del dispositivo o componente
9.2. Valori caratteristici
9.2.1. Valori primari
            D.............. kN Dc................ kN S............... kg
            U...............tonnellate V.................. kN
            Valori diversi:
            D............. kN Dc................ kN S................ kg
            U...............tonnellate V.................. kN
9.3. Per dispositivi o componenti di attacco meccanico della classe A, compresi i
supporti:
Massa massima ammessa per veicolo da parte del costruttore del veicolo
...............................kg
Distribuzione fra gli assi della massa massima ammessa per il veicolo
Massa massima ammessa per rimorchio trainabile da parte del costruttore del veicolo:
.....................kg
Massa statica massima ammessa dal costruttore del veicolo su un gancio a sfera: ....kg
Massa massima del veicolo, con carrozzeria, in ordine di marcia, comprendente il
liquido di raffreddamento, i lubrificanti, il carburante, attrezzi e ruote di scorta (se in
dotazione) ma escluso il conducente: ..................................kg
Condizione di carico alla quale deve essere misurata l'altezza della sfera di traino di
un dispositivo di attacco meccanico installato su veicoli di categoria M1– cfr.
paragrafo 2 dell'allegato 7, appendice 1 .......
10. Istruzioni per il fissaggio del tipo di dispositivo o componente di attacco al veicolo
e fotografie e disegni relativi ai punti di montaggio indicati dal costruttore del veicolo.
11. Informazioni sul montaggio di piastre o supporti di rinforzo speciali oppure di
componenti distanziatori necessari per il fissaggio del dispositivo o componente di
attacco ..............
12. Informazioni aggiuntive per i casi in cui l'utilizzo del dispositivo o componente di
attacco è limitato a veicoli di tipo speciale – cfr. allegato 5, paragrafo 3.4.
...................................
 ---pagebreak--- L 373/66          IT        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea            27.12.2006
13. Per attacchi a gancio della classe K, dettagli degli occhioni di timone compatibili
con ganci di tipo particolare.
14. Data del verbale di prova.
15. Numero del verbale di prova.
16. Posizione del marchio di omologazione.
17. Motivi per l'estensione dell'omologazione.
18. Omologazione concessa/estesa/rifiutata/revocata.
19. Luogo.
20. Data.
21. Firma.
22. L'elenco dei documenti depositati presso il Servizio amministrativo che ha
concesso l'omologazione è allegato alla presente comunicazione ed è disponibile su
richiesta.
 ---pagebreak--- 27.12.2006            IT          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 373/67
                                              Allegato 2
                                      COMUNICAZIONE
                              (formato massimo: A4 (210 x 297 mm)
1
  rilasciato da: Nome dell'amministrazione: .......................
 riguardante: 2
CONCESSIONE DELL'OMOLOGAZIONE
ESTENSIONE DELL'OMOLOGAZIONE
RIFIUTO DELL'OMOLOGAZIONE
REVOCA DELL'OMOLOGAZIONE
CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
di un tipo di veicolo relativamente al montaggio di un dispositivo o componente di
attacco meccanico omologato ai sensi del regolamento n. 55.
Omologazione n. .......... Estensione n. .............
1. Marchio di fabbrica o commerciale del veicolo:
2. Tipo di veicolo:
3. Nome e indirizzo del costruttore:
4. Se del caso, nome e indirizzo del rappresentante del costruttore:
5. Categoria del veicolo, ad esempio, M1, N1:
6. Massa massima ammessa per il veicolo: ....kg
Distribuzione fra gli assi della massa massima ammessa per il veicolo:
1
  Numero distintivo del paese che ha concesso/esteso/rifiutato/revocato l'omologazione (cfr. le
prescrizioni di omologazione nel regolamento).
2
   Cancellare le diciture che non fanno al caso.
 ---pagebreak--- L 373/68             IT            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea        27.12.2006
Massa massima ammessa per rimorchio trainabile: ....kg
Massa statica massima ammessa su un gancio a sfera: ....kg
Massa massima del veicolo, con carrozzeria, in ordine di marcia, comprendente il
liquido di raffreddamento, i lubrificanti, il carburante, attrezzi e ruote di scorta (se in
dotazione) ma escluso il conducente: ...........kg
7. D.............. kN Dc................ kN S............... kg
U...............tonnellate V.............. kN
8. Istruzioni per il fissaggio del tipo di dispositivo o componente di attacco al veicolo
e fotografie o disegni dei punti di montaggio:
9. Informazioni sul montaggio delle piastre o supporti di rinforzo speciali oppure dei
componenti distanziatori necessari per il fissaggio del dispositivo o componente di
attacco:
10. Marchio di fabbrica o commerciale del dispositivo o componente di attacco
meccanico e numero di omologazione:
11. Classe del dispositivo o componente di attacco:
12. Richiesta di omologazione in data:
13. Servizio tecnico responsabile dell'esecuzione delle prove di omologazione:
14. Data del verbale di prova:
15. Numero del verbale di prova:
16. Posizione del marchio di omologazione:
17. Motivi per l'estensione dell'omologazione:
18. Omologazione concessa/estesa/rifiutata/revocata: A1_S4_F1 2
19. Luogo:
20. Data:
21. Firma:
     22. L'elenco dei documenti depositati presso il Servizio amministrativo che ha
  concesso l'omologazione è allegato alla presente comunicazione ed è disponibile su
                                                  richiesta.
 ---pagebreak--- 27.12.2006         IT         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                L 373/69
                                         Allegato 3
             ESEMPIO DI DISPOSIZIONE DEL MARCHIO DI
                                 OMOLOGAZIONE
a = minimo 8 mm
Il dispositivo o componente di attacco meccanico o il veicolo recante il marchio di
approvazione illustrato in alto è un dispositivo o componente omologato nei Paesi
Bassi (E4), con numero di omologazione 2439, che soddisfa le prescrizioni relative
alla serie di modifiche 01 del presente regolamento.
Nota: Il numero di omologazione e gli altri simboli devono essere collocati in
prossimità del cerchio e sopra o sotto la lettera 'E' oppure a destra o a sinistra di tale
lettera. Le cifre del numero di omologazione devono trovarsi sullo stesso lato della
lettera 'E' ed essere orientate nella stessa direzione. È preferibile non utilizzare numeri
romani nei numeri di omologazione per evitare confusioni con altri simboli.
 ---pagebreak--- L 373/70          IT         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                   27.12.2006
                                        Allegato 4
      ESEMPI DI DISPOSIZIONE DEL CONTRASSEGNO DEI
                          VALORI CARATTERISTICI
1.          Tutti i dispositivi o i componenti di attacco meccanico devono essere
            contrassegnati con la classe del dispositivo o del componente. Deve
            inoltre essere presente un contrassegno indicante la capacità espressa nei
            valori caratteristici definiti al paragrafo 2.11 del presente regolamento.
1.1.        Tutte le lettere e numeri devono presentare un'altezza non inferiore al
            numero di omologazione, vale a dire a/3 laddove a è pari a 8 mm.
1.2.        I valori caratteristici applicabili a ciascun dispositivo o componente da
            contrassegnare sono riportati nella tabella seguente – cfr. inoltre il
            paragrafo 7.3. del presente regolamento:
TABELLA 1 – Valori caratteristici da apporre sui dispositivi o componenti di attacco
 Descrizione del dispositivo o                             Valori caratteristici da indicare
 componente di attacco meccanico
                                                Classe       D        Dc        S        U         V
 Ganci a sfera e supporti – cfr. allegato *               *                   *
 5, par. 1 del presente regolamento
 Attacchi sferici                               *         *                  *
 Dispositivi di attacco di timone               *         *         *        *                   *
 Occhioni di timone                             *         *         *        *                   *
 Timoni                                         *         *         *        *                   *
 Alberi                                         *         *         *        *                   *
 Ralle                                          *         *                            *
 Perni di ralla                                 *         *
 Piastre di montaggio per ralla                 *         *                            *
 Dispositivi di attacco a gancio                *         *         *        *                   *
Esempi: C50-X D130 Dc90 S1000 V35 identifica i dispositivi di attacco di timone
non standard della classe C50-X che presentano un valore D massimo di 130 kN, un
valore Dc massimo ammesso di 90 kN, una massa statica verticale applicata massima
ammessa di 1000 kg e un valore V massimo ammesso di 35 kN.
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A50-X D20 S120 identifica un supporto di rimorchio standard con giunto a testa
sferica di classe A50-X che presenta un valore D massimo di 20 kN e una massa
statica verticale applicata massima ammessa di 120 kg.
 ---pagebreak--- L 373/72          IT         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea               27.12.2006
                                        Allegato 5
       PRESCRIZIONI PER DISPOSITIVI O COMPONENTI DI
                            ATTACCO MECCANICO
1.           GANCI A SFERA E SUPPORTI
             Le prescrizioni stabilite nei paragrafi da 1.1. a 1.5. del presente allegato si
             applicano a tutti i ganci a sfera e supporti della classe A. Nel paragrafo
             1.6. sono illustrate in dettaglio le prescrizioni ulteriori da osservare per i
             ganci a sfera di 50 mm di diametro standard muniti di dispostivi di
             fissaggio bullonati a flangia.
1.1.         I ganci a sfera della classe A devono essere conformi alla figura 2 per
             quanto riguarda la forma e le dimensioni esterne.
1/ Il raggio di collegamento tra la sfera e il collo deve essere tangenziale sia al collo
sia alla superficie orizzontale inferiore del gancio a sfera.
2/ Cfr. ISO/R 468 e ISO 1302; l'indice di rugosità N9 corrisponde a un valore Ra pari
a 6,3 mm.
                        Figura 2 - Gancio a sfera della classe A
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1.2.       La forma e le dimensioni dei supporti devono soddisfare le prescrizioni
           del costruttore del veicolo riguardanti i punti di fissaggio e, se necessario,
           ulteriori dispositivi o componenti di montaggio.
1.3.       Ganci a sfera amovibili.
1.3.1.     Nel caso di ganci a sfera o componenti amovibili che non sono fissati
           tramite bulloni, ad esempio la classe A50-X, il punto di collegamento e il
           dispositivo di bloccaggio devono essere progettati per l'accoppiamento
           geometrico.
1.3.2.     Nel caso di un gancio a sfera o di un componente amovibile che è
           possibile omologare a parte per l'utilizzo con una vasta gamma di supporti
           per veicoli diversi, ad esempio la classe A50-X, lo spazio libero, quando
           tale gancio a sfera è montato sul supporto, deve essere pari a quanto
           prescritto nell'allegato 7, figura 25.
1.4.       Ganci a sfera e dispositivi trainanti devono essere in grado di soddisfare le
           prove indicate nell'allegato 6, paragrafo 3.1.
1.5.       I costruttori di supporti devono prevedere dei punti di fissaggio ai quali
           fissare i dispositivi o attacchi secondari necessari a consentire l'arresto
           automatico del rimorchio in caso di apertura dell'attacco principale. Tale
           requisito è necessario per ottenere la conformità del veicolo alle
           prescrizioni di cui al paragrafo 5.2.2.9. del regolamento n. 13 NU/CEE -
           Disposizioni uniformi relative all'omologazione di veicoli delle categorie
           M, N e O per quanto riguarda la frenatura.
1.5.1.     I punti di fissaggio per un attacco secondario e/o cavo di rottura devono
           essere collocati in posizione tale da non limitare, quando l'attacco
           secondario o il cavo di rottura sono in funzione, la normale articolazione
           dell'attacco né interferire con il funzionamento normale del sistema di
           frenatura a inerzia.
           I singoli punti di fissaggio devono essere collocato nel raggio di 100 mm
           del piano verticale che passa per il centro di snodo dell'attacco. Qualora
           ciò non sia possibile, è necessario prevedere due punti di attacco, uno per
           ciascun lato dell'asse verticale ed equidistanti dall'asse centrale di un
           massimo di 250 mm. I punti di fissaggio devono essere collocati in
           posizione quanto più arretrata ed alta possibile.
1.6.       Prescrizioni particolari per ganci a sfera e supporti a flangia standard delle
           classi da A50-1 a A50-5:
1.6.1.     Le dimensioni dei ganci a sfera e dei supporti a flangia della classe A50-1
           devono corrispondere a quanto indicato nella figura 3 e nella tabella 2.
1.6.2.     Le dimensioni dei ganci a sfera e dei supporti a flangia delle classi A50-2,
           A50-3, A50-4 e A50-5 devono corrispondere a quanto indicato nella
           figura 4 e nella tabella 2.
 ---pagebreak--- L 373/74          IT         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea          27.12.2006
1.6.3.      I ganci a sfera e supporti a flangia delle Classi da A50-1 a A50-5 devono
            risultare idonei e, superate le prove di verifica, in possesso dei valori
            caratteristici indicati nella tabella 3.
  Figura 3 - Dimensioni dei giunti di rimorchio a testa sferica a flangia standard
                            della classe A50-1 (cfr. tabella 2)
  Figura 4 - Dimensioni dei giunti di rimorchio a testa sferica a flangia standard
                     delle classi da A50-2 a A50-5 (cfr. tabella 2)
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TABELLA 2 – Dimensioni dei giunti di rimorchio a testa sferica a flangia standard
(in mm), cfr. figure 3 e 4.
      Classe             A50-1           A50-2, A50-4         A50-3, A50-5    Osservazioni
  e1                 90                 83                    120            ± 0,5
  e2                 --                 56                    55             ± 0,5
  d2                 17                 10,5                  15             H13
  f                  130                110                   155            + 6,0 -0
  gG                 50                 85                    90             + 6,0 –0
  c                  15                 15                    15             Massimo
  l                  55                 110                   120            ± 5,0
  h                  70                 80                    80             ± 5,0
TABELLA 3 – Valori caratteristici per giunti di rimorchio a testa sferica a flangia
standard
     Classe          A50-1          A50-2              A50-3           A50-4       A50-5
  D              17             20                  30              20          30
  S              120            120                 120             150         150
            D = valore D massimo (kN)
            S = massa verticale statica massima (kg)
1.7.        I costruttori di ganci a sfera e supporti destinati al montaggio nel mercato
            post-vendita e che non sono in alcun modo correlati al costruttore del
            veicolo corrispondente devono essere al corrente delle prescrizioni
            relative allo snodo dell'attacco indicate al paragrafo 2 del presente allegato
            e devono conformarsi alle relative prescrizioni di cui all'allegato 7 del
            presente regolamento.
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2.       ATTACCHI SFERICI
2.1.     Gli attacchi sferici della classe B50 devono essere progettati in modo da
         consentirne l'utilizzo sicuro in combinazione ai ganci a sfera descritti al
         paragrafo 1 del presente allegato e conservare le caratteristiche prescritte.
         Gli attacchi sferici devono essere progettati in modo tale da assicurare un
         agganciamento sicuro, anche in caso di usura dei dispositivi di attacco.
2.2.     Gli attacchi sferici devono essere in grado di soddisfare le prove stabilite
         nell'allegato 6, paragrafo 3.2.
2.3.     Ulteriori dispositivi (ad esempio di frenatura, stabilizzanti ecc.) non
         devono alterare il collegamento meccanico.
2.4.     In condizione non fissata al veicolo, l'attacco sferico deve presentare una
         rotazione orizzontale di almeno 90° rispetto a ciascun lato dell'asse del
         gancio a sfera e supporto descritti al paragrafo 1 del presente allegato.
         Contemporaneamente deve muoversi liberamente in verticale di 20° sopra
         e sotto la linea orizzontale. Inoltre, insieme all'angolo orizzontale di
         rotazione di 90°, deve sussistere la possibilità di rollio di 25° in entrambe
         le direzioni intorno all'asse orizzontale. A tutti gli angoli di rotazione
         orizzontali deve essere possibile la seguente articolazione:
         (i) beccheggio verticale di ±15° con rollio assiale di ±25°
         (ii) rollio assiale di ±10° con beccheggio verticale di ±20°
3.       DISPOSITIVI DI ATTACCO DI TIMONE
         Le prescrizioni stabilite ai paragrafi da 3.1. a 3.6. del presente allegato si
         applicano a tutti i dispositivi di attacco di timone della classe C50. Le
         ulteriori prescrizioni che i dispositivi di attacco di timone standard delle
         classi da C50-1 a C50-6 devono soddisfare sono indicate al paragrafo 3.7.
3.1.     Requisiti funzionali: tutti i dispositivi di attacco di timone devono essere
         in grado di soddisfare le prove fissate all'allegato 6, paragrafo 3.3.
3.2.     Occhioni di timone idonei: i dispositivi di attacco di timone della classe
         C50 devono essere compatibili con tutti gli occhioni di timone e attacchi
         della classe D50 che presentano le caratteristiche specificate.
3.3.     Campana
         I dispositivi di attacco di timone della classe C50 devono presentare una
         campana progettata in modo tale da guidare il corrispondente occhione di
         timone nell'attacco.
         Se la campana, oppure una sua parte di sostegno, è in grado di ruotare
         intorno all'asse verticale, essa deve portarsi automaticamente nella
         posizione normale con il perno di attacco aperto e deve bloccarsi in tale
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           posizione in modo da guidare adeguatamente l'occhione di timone in fase
           di agganciamento.
           Se la campana, oppure una sua parte di sostengo, è in grado di ruotare
           intorno all'asse trasversale orizzontale, il giunto che consente tale
           rotazione deve essere bloccato in posizione normale con una coppia di
           bloccaggio. La coppia deve essere sufficiente ad impedire che una forza di
           200 N applicata verticalmente verso l'alto sulla parte superiore della
           campana generi una deviazione del giunto dalla sua posizione normale. La
           coppia di bloccaggio deve essere maggiore di quella generata azionando la
           leva a mano descritta al paragrafo 3.6 del presente allegato. Deve essere
           possibile ripristinare manualmente la posizione normale della campana.
           La campana che ruota intorno all'asse trasversale orizzontale è omologata
           esclusivamente per una massa portante S fino a 50 kg e con un valore V
           fino a 5 kN.
           Se la campana, oppure una sua parte di sostengo, viene ruotata intorno
           all'asse longitudinale, la rotazione deve frenata da una coppia di
           bloccaggio pari ad almeno 100 Nm.
           Le dimensioni minime richieste per la campana dipendono dal valore D
           dell'attacco:
           Valore D ≤ 18 kN - larghezza 150 mm, altezza 100 mm
           Valore D > 18 kN ≤ 25 kN - larghezza 280 mm, altezza 170 mm
           Valore D > 25 kN - larghezza 360 mm, altezza 200 mm
           Gli angoli esterni della campana possono essere raccordati.
           Sono ammesse campane di dimensioni inferiori per dispositivi di attacco
           di timone della classe C50-X se il relativo utilizzo è limitato a rimorchi ad
           asse centrale di massa massima ammessa fino a 3,5 tonnellate, oppure se
           per motivi tecnici è impossibile l'impiego di campane conformi alla
           tabella summenzionata e se, inoltre, sono disponibili dispositivi speciali,
           quali ad esempio ausili visivi, che assicurino l'esecuzione in condizioni di
           sicurezza dell'agganciamento automatico e se il campo di applicazione
           previsto nell'omologazione è limitato conformemente alle informazioni
           fornite dal costruttore del dispositivo di attacco nel modulo di
           comunicazione riportato nell'allegato 1.
3.4.       Articolazione minima dell'occhione di timone agganciato
           L'occhione di timone agganciato a un dispositivo di attacco di timone
           senza essere fissato al veicolo deve presentare i livelli di articolazione
           indicati di seguito. Se parte dell'articolazione è assicurata da un giunto
           speciale (solo dispositivi di attacco di timone della classe C50-X), il
           campo di applicazione, indicato nel modulo di comunicazione all'allegato
           1, è limitato ai casi enunciati nell'allegato 7, paragrafo 1.3.8.
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3.4.1.      ± 90° in orizzontale intorno all'asse verticale dall'asse longitudinale del
            veicolo – cfr. figura 5.
                          Asse  longitudinale
                             Longitudinal axis ofdel
                                                  the veicolo trainante
                                                      towing vehicle
        Figura 5 - Rotazione orizzontale dell'occhione di timone agganciato
3.4.2.      ± 20° in verticale intorno all'asse trasversale dal piano orizzontale del
            veicolo – cfr. figura 6.
                                                          giuntura
                                             Piano orizzontale
                                            Horizontal    plane
         Figura 6 - Rotazione verticale dell'occhione di timone agganciato
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3.4.3.       Rotazione assiale di ± 25° intorno all'asse longitudinale dal piano
             orizzontale del veicolo – cfr. figura 7.
                                     Piano    orizzontale
                                         Horizontal plane
           Figura 7 - Rotazione assiale dell'occhione di timone agganciato
3.5.         Bloccaggio per impedire lo sganciamento accidentale:
             Nella posizione di chiusura il perno di attacco deve essere bloccato tramite
             due dispositivi ad accoppiamento geometrico, ciascuno dei quali deve
             rimanere bloccato in caso di guasto dell'altro.
             La posizione di chiusura e di bloccaggio dell'attacco deve essere indicata
             chiaramente all'esterno tramite un dispositivo meccanico. Deve essere
             possibile verificare la posizione dell'indicatore al tatto, ad esempio, al
             buio.
             Il dispositivo di segnalazione meccanica deve indicare l'inserimento dei
             due dispositivi di bloccaggio (condizione AND).
             Tuttavia è sufficiente che venga segnalato l'inserimento di un solo
             dispositivo di bloccaggio, se l'inserimento del secondo dispositivo di
             bloccaggio costituisce una caratteristica intrinseca di progettazione.
3.6.         Leve a mano
             Le leve a mano devono essere ergonomiche e arrotondate all'estremità. In
             prossimità della leva a mano l'attacco non deve presentare spigoli vivi o
             punti di schiacciamento che potrebbero determinare lesioni durante
             l'azionamento dell'attacco. La forza necessaria per sganciare l'attacco,
             misurata senza l'occhione di timone, non deve superare i 250 N
             perpendicolarmente alla leva a mano e nel senso di manovra.
3.7.         Prescrizioni particolari per dispositivi di attacco di timone standard per le
             classi da C50-1 a C50-6:
3.7.1.       La rotazione dell'occhione di timone intorno all'asse trasversale deve
             essere conseguita grazie alla forma sferica del perno di attacco (e non
             mediante un giunto).
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3.7.2.      I carichi di trazione e compressione esercitati lungo l'asse longitudinale e
            dovuti alla distanza fra il perno di attacco e l'occhione di timone devono
            essere attenuati tramite dispositivi elastici e/o di smorzamento
            (tranne C50-1).
3.7.3.      Le dimensioni devono corrispondere a quelle indicate nella figura 8 e
            nella tabella 4.
3.7.4.      Gli attacchi devono risultare idonei e, superate le prove di verifica, in
            possesso dei valori caratteristici indicati nella tabella 5.
3.7.5.      L'attacco deve essere aperto mediate una leva a mano sull'attacco (non
            tramite sistemi di comando a distanza).
 Figura 8 - Dimensioni dei dispositivi di attacco di timone standard (in mm), cfr.
                                           tabella 4
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TABELLA 4 – Dimensioni dei dispositivi di attacco di timone standard (in mm), cfr.
figura 8
    Classe   C50-1  C50-2         C50-3          C50-4       C50-5   C50-6    Osservazioni
                                                                     C50-7
  e1       83      83           120            140          160    160         ±0,5
  e2       56      56           55             80           100    100         ±0,5
  d1       --      54           74             84           94     94          massimo
  d2       10,5    10,5         15             17           21     21          H13
  F        110     110          155            180          200    200         +6,0 -0
  G        85      85           90             120          140    140         ±3,0
  A        100     170          200            200          200    200         +20,0 -0
  B        150     280          360            360          360    360         +20,0 -0
  C        20      20           24             30           30     30          massimo
  H        150     190          265            265          265    265         massimo
  l1       --      150          250            300          300    300         massimo
  l2       150     300          330            330          330    330         massimo
  l3       100     160          180            180          180    180         ±20,0
  T        --      15           20             35           35     35          massimo
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TABELLA 5 – Valori caratteristici dei dispositivi di attacco di timone standard
   Classe    C50-1        C50-2         C50-3          C50-4       C50-5  C50-6        C50-7
 D          18          25            70             100          130    190         190
 Dc         18          25            50             70           90     120         130
 S          200         250           650            900          1000   1000        1000
 V          12          10            18             25           35     50          75
          D = valore D massimo (kN)
          Dc = valore D massimo (kN) per applicazioni su rimorchio ad asse
          centrale
          S = Carico verticale statico massimo per attacco (kg)
          V = valore V massimo (kN)
4.        OCCHIONI DI TIMONE
4.1.      Prescrizioni generali per occhioni di timone della classe D50:
          Tutti gli occhioni di timone della classe D50 devono essere in grado di
          soddisfare le prove stabilite nell'allegato 6, paragrafo 3.4.
          Gli occhioni di timone della classe D50 sono destinati all'utilizzo in
          combinazione a dispositivi di attacco di timone C50. Gli occhioni di
          timone non devono essere in grado di ruotare assialmente (dal momento
          che gli attacchi corrispondenti possono ruotare).
          Se gli occhioni di timone della classe D50 sono muniti di manicotti, questi
          devono essere conformi alle dimensioni illustrate nella figura 9 (non
          ammesse per la classe D50-C) o nella figura 10.
          I manicotti non devono essere saldati negli occhioni di timone.
          Gli occhioni di timone della classe D50 devono presentare le dimensioni
          prescritte al paragrafo 4.2. La forma del gambo per gli occhioni di timone
          della classe D50-X non è specificata, tuttavia per una distanza di 210 mm
          dal centro dell'occhione l'altezza "h" e la larghezza "b" devono rientrare
          nei limiti riportati nella tabella 6.
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       Figura 9 - Manicotto a fessure per occhioni di timone della classe D50
      Figura 10 - Manicotto chiuso per occhioni di timone della classe D50-C
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TABELLA 6 – Dimensioni degli occhioni di timone di tipo D50-A e D50-X,
Cfr. figura 11
      Classe            h (in mm)            b (in mm)
 D50-A                65 +2/-1           60 +2/-1
 D50-X                80 massimo         62 massimo
TABELLA 7 – Valori caratteristici per occhioni di timone standard
      Classe                 D                   Dc                  S           V
 D50-A                130                90                    1 000       30
 D50-B                130                90                    1 000       25
 D50-C                190                120                   1 000       50
 D50-D                190                130                   1000        75
4.2.         Prescrizioni particolari per occhioni di timone della classe D50:
4.2.1.       Gli occhioni di timone delle classi D50-A e D50-X devono corrispondere
             alle dimensioni illustrate nella figura 11.
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Sezione   A-A (senza manicotto)
  Section A-A (shown without sleeve)
                              Sphere
       Figura 11 - Dimensioni degli occhioni di timone delle Classi D50-A e D50-X, cfr.
                                                   tabella 6
     4.2.2.           Gli occhioni di timone della classe D50-B devono corrispondere alle
     dimensioni illustrate nella figura 12.
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                                           OCCHIONE DI TIMONE
                                             DRAWBAR EYE
                                                     Parte frontale del timone
                                                     Front part of drawbar
                                                                tra piastre
                                                                between plates
 Figura 12 - Per le dimensioni degli occhioni di timone della classe D50-B, cfr. le
                      altre dimensioni illustrate nella figura 11
4.2.3.      Gli occhioni di timone delle classi D50-C e D50-D devono corrispondere
            alle dimensioni illustrate nella figura 13.
1/ Per occhioni di timone della classe D50-D tale dimensione deve essere "80 max."
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                                                                         SECTION AA
   Figura 13 - Dimensioni degli occhioni di timone delle classi D50-C e D50-D -
               Vedere le altre dimensioni illustrate nella figura 11
4.2.4.     Gli occhioni di timone delle classi D50-C e D50-D devono essere muniti
           dei manicotti chiusi illustrati nella figura 10.
4.3.       Valori di carico per occhioni di timone standard
           Gli occhioni di timone standard e i mezzi di fissaggio devono essere
           idonei ai valori di carico stabiliti nella tabella 7 e sottoposti alle apposite
           prove.
4.4.       Prescrizioni generali per occhioni di timone toroidali della classe L:
4.4.1.     Gli occhioni di timone toroidali della classe L sono destinati all'utilizzo in
           combinazione con gli attacchi a gancio della classe K.
4.4.2.     Se utilizzati insieme a un attacco a gancio della classe K, gli occhioni di
           timone devono soddisfare i requisiti di articolazione prescritti al paragrafo
           10.2 del presente allegato.
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4.4.3.      Gli occhioni di timone toroidali della classe L devono presentare le
            dimensioni illustrate nella figura 14 e nella tabella 8.
 Figura 14 – Dimensioni degli occhioni di timone toroidali della classe L – Vedere
                                          la tabella 8
4.4.4.      Gli occhioni di timone toroidali della classe L devono soddisfare le prove
            prescritte nell'allegato 6, paragrafo 3.4 e devono essere idonei ai valori
            caratteristici riportati nella tabella 9.
TABELLA 8 – Dimensioni degli occhioni di timone toroidali della classe L – cfr.
figura 14 (dimensioni espresse in mm)
    Classe        L1             L2                L3             L4       L5      Osservazioni
  a          68+1,6/-0,0 76,2±0,8             76,2±0,8        76,2±0,8 68+1,6/-0,0
  b          41,2±0,8        41,2±0,8         41,2±0,8        41,2±0,8 41,2±0,8
  c          70              65               65              65       70           Min
TABELLA 9 – Valori caratteristici per occhioni di timone toroidali della classe L
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   Classe       L1           L2             L3           L4           L5
 D kN        30          70            100            130          180
 Dc kN       27          54            70             90           120
 S kg        200         700           950            1000         1000
 V kN        12          18            25             35           50
5.         TIMONI
5.1.       I timoni della classe E devono soddisfare le prove prescritte
           nell'allegato 6, paragrafo 3.3.
5.2.       Per assicurare il collegamento al veicolo trainante, i timoni possono essere
           muniti di attacchi sferici, definiti al paragrafo 2, oppure di occhioni di
           timone, definiti al paragrafo 4 del presente allegato. Gli attacchi sferici e
           gli occhioni di timone possono essere fissati tramite avvitamento,
           bullonatura oppure saldatura.
5.3.       Dispositivi di regolazione dell'altezza per timoni articolati.
5.3.1.     I timoni articolati devono essere muniti di dispositivi atti alla regolazione
           del timone rispetto all'altezza del dispositivo di attacco o della campana.
           Tali dispositivi devono essere progettati in modo da consentirne la
           regolazione da parte di una sola persona e senza l'utilizzo di attrezzi o altri
           ausili.
5.3.2.     I dispositivi per la regolazione dell'altezza devono consentire di innalzare
           o abbassare gli occhioni di timone o i giunti di rimorchio a testa sferica da
           una distanza di almeno 300 mm dal suolo. Entro tale intervallo la
           regolazione del timone deve essere continua, oppure con gradini massimi
           di 50 mm misurati in corrispondenza dell'occhione di timone o del giunto
           di rimorchio a testa sferica.
5.3.3.     I dispositivi di regolazione dell'altezza non devono intralciare la libertà di
           movimento del timone dopo l'agganciamento.
5.3.4.     I dispositivi di regolazione dell'altezza non devono intralciare l'azione di
           eventuali freni a inerzia.
5.4.       Nel caso di timoni combinati a freni ad inerzia, la distanza tra il centro
           dell'occhione di timone e l'estremità del gambo libero dell'occhione di
           timone non deve essere inferiore a 200 mm nella posizione di frenata. Con
           il gambo dell'occhione di timone completamente inserito, la distanza non
           deve essere inferiore ai 150 mm.
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5.5.       I timoni destinati all'utilizzo su rimorchi ad asse centrale devono disporre
           contro le forze laterali di un momento resistente pari almeno alla metà del
           momento resistente contro le forze verticali.
6.         ALBERI
6.1.       Gli alberi della classe F devono soddisfare le prove prescritte
           nell'allegato 6, paragrafo 3.3
6.2.       Lo schema di foratura per il montaggio dei dispositivi di attacco di timone
           standard della classe C devono essere conformi alla figura 15 e alla tabella
           10 in basso.
6.3.       Gli alberi non devono essere saldati al telaio, alla carrozzeria o ad altre
           parti del veicolo.
     Figura 15 - Dimensioni di montaggio per dispositivi di attacco di timone
                               standard (cfr. tabella 10)
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TABELLA 10 – Dimensioni di montaggio per dispositivi di attacco di
timone standard (in mm) – cfr. figura 15
   Classe      C50-1       C50-2         C50-3          C50-4       C50-5 C50-6C50-7 Osservazioni
  e1         83          83            120            140          160     160        ±0,5
  e2         56          56            55             80           100     100        ±0,5
  d1         -           55            75             85           95      95         +1,0/-0,5
  d2         10,5        10,5          15             17           21      21         H13
  T          -           15            20             35           35      35         massimo
  F          120         120           165            190          210     210        minimo
  G          95          95            100            130          150     150        minimo
  L1         -           200           300            400          400     400        minimo
7.         RALLE E CUNEI DI GUIDA
           Le prescrizioni di cui ai paragrafi da 7.1 a 7.7 si applicano a tutte le ralle
           della classe G50.
           Le ulteriori prescrizioni che devono essere soddisfatte dai dispositivi di
           attacco standard sono indicati al paragrafo 7.9.
           I cunei di guida devono soddisfare le prescrizioni di cui al paragrafo 7.8.
7.1.       Perni di ralla idonei.
           Le ralle della classe G50 devono essere progettate in modo da poterle
           utilizzare con i perni di attacco della classe H50 e, nello stesso tempo,
           presentare le caratteristiche specificate.
7.2.       Dispositivi di guida
           Le ralle devono essere equipaggiate con un dispositivo di guida che
           assicuri l'inserimento corretto del perno di attacco in tutta sicurezza. La
           larghezza dell'entrata del dispositivo di guida per ralle di 50 mm di
           diametro standard deve essere di almeno 350 mm (cfr. figura 16).
           Per le ralle di piccole dimensioni non standard della classe G50-X e che
           presentano un valore "D" massimo di 25 kN, la larghezza dell'entrata deve
           essere di almeno 250 mm.
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                        Sezione
                              SectionA-A
                                      A-A
              SpaccatoEnlarged
                          del view
                               pernoof coupling pin
                                         di attacco
        bevelled edge
  bordo smussato
                                                                                 Guide for the steering edge
                                                                                Dispositivo   di guida per il cuneo di guida
Note              Figura 16 - Dimensioni delle ralle standard (cfr. tabella 11)
1/ Per l'utilizzo di cunei di guida, verificare che la dimensione di riferimento k = 137
±3 mm sia pari a 32 mm sotto la superficie superiore e a una distanza di 200 mm
dall'asse trasversale dell'attacco.
2/ L'angolo di entrata di 40° +1°/-0° deve essere rispettato su una distanza minima di
360 mm dall'asse trasversale dell'attacco. Oltre tale distanza è possibile ottenere
larghezza d'ingresso minima di 350 mm aumentando l'angolo di ingresso fino a un
angolo incluso pari a 120° massimi come illustrato dalla linea tratteggiata.
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3/ Fori di montaggio oblunghi 23 ± 2 mm x 17 +2/-0 mm
oppure fori di montaggio tondi diametro 17 +2/-0 mm.
4/ Quando si utilizzano fori oblunghi oppure fori di diametro > 18 mm, utilizzare
rondelle di 40 mm di diametro, 6 mm di spessore oppure mezzi di pari resistenza, ad
es. piastra in acciaio piatto.
                                                             Asse   longitudinale
                                                             Longitudinal              del veicolo
                                                                          axis of the vehicle
                      Perno di attacco
                          Coupling  pin
   Figura 16a - Tolleranze dei fori di montaggio per piastre di montaggio della
                  classe J per ralle (cfr. par. 9.1. del presente allegato)
TABELLA 11 – Dimensioni delle ralle standard (in mm), cfr. figura 16
   Classe        G50-1         G50-2         G50-3          G50-4           G50-5             G50-6
 H             140-159      160-179        180-199        200-219         220-239           240-260
7.3.         Articolazione minima della ralla.
             Se il perno di attacco è inserito e la ralla non è fissata a un veicolo o a una
             piastra di montaggio, considerando però l'effetto dei bulloni di montaggio,
             l'attacco deve consentire, contemporaneamente, i seguenti valori minimi
             di articolazione del perno di attacco:
7.3.1.       ±90° intorno all'asse verticale (non per ralle a guida forzata).
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7.3.2.   ±12° intorno all'asse orizzontale trasversalmente alla direzione di marcia.
         Tale angolo non è necessariamente sufficiente per le applicazioni
         fuoristrada.
7.3.3.   È ammessa la rotazione assiale intorno all'asse longitudinale fino a ±3°.
         Tuttavia, su una ralla a oscillazione completa è possibile ottenere un
         angolo maggiore, a condizione che il meccanismo di bloccaggio consenta
         di limitare la rotazione fino a un massimo di ±3°.
7.4.     Dispositivi di bloccaggio per impedire lo sganciamento delle ralle.
         La ralla deve essere bloccata in posizione agganciata tramite due
         dispositivi ad accoppiamento geometrico, ciascuno dei quali deve
         rimanere bloccato in caso di guasto dell'altro.
         Il dispositivo di bloccaggio primario deve funzionare in automatico,
         mentre quello secondario può essere automatico oppure inserito a mano. Il
         dispositivo di bloccaggio secondario può essere progettato per funzionare
         in combinazione al dispositivo primario, fornendo al dispositivo primario
         un bloccaggio geometrico aggiuntivo. L'inserimento del dispositivo di
         bloccaggio secondario deve aver luogo esclusivamente in caso di
         inserimento corretto del dispositivo primario.
         Il disinserimento accidentale dei dispositivi di bloccaggio non deve essere
         possibile. Il disinserimento deve richiedere un'azione volontaria da parte
         del conducente o dell'operatore del veicolo.
         La posizione di bloccaggio e chiusura dell'attacco deve essere indicata
         visivamente da un dispositivo meccanico e deve essere possibile verificare
         la posizione dell'indicatore al tatto, ad esempio, per consentire il controllo
         al buio. Il dispositivo di segnalazione deve indicare l'inserimento sia del
         dispositivo di bloccaggio primario sia di quello secondario, è tuttavia
         sufficiente che venga segnalato l'inserimento di un solo dispositivo se
         l'inserimento dell'altro dispositivo costituisce una caratteristica
         concomitante e intrinseca di progettazione.
7.5.     Meccanismi di azionamento o sbloccaggio.
         In posizione di chiusura è necessario impedire l'azionamento involontario
         o accidentale dei meccanismi di azionamento o sbloccaggio. Il sistema di
         bloccaggio deve essere configurato in modo che il disinserimento del
         dispositivo di bloccaggio richieda un'azione deliberata e consapevole
         finalizzata all'azionamento del meccanismo di sbloccaggio dell'attacco.
7.6.     Finitura superficiale.
         Le superfici della piastra di attacco e del dispositivo di bloccaggio devono
         essere soddisfacenti dal punto di vista funzionale e accuratamente lavorate
         di macchina, fucinate, fuse oppure stampate alla pressa.
7.7.     Prescrizioni di carico.
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            Tutte le ralle devono soddisfare le prove descritte all'allegato 6, paragrafo
            3.7.
7.8.        Cunei di guida.
7.8.1.      Le dimensioni dei cunei a guida forzata dei semirimorchi devono essere
            conformi a quanto illustrato nella figura 17.
Note:
1/ Riguarda esclusivamente i cunei di guida di spessore superiore a 60 mm.
2/ Tale dimensione si riferisce esclusivamente alla superficie attiva: il cuneo di guida
intero può invece essere più lungo.
                                                                    Sezione AA
                       non aggangiato
                          agganciato
                  Figura 17 - Dimensioni dei cunei di guida a molla
7.8.2.      Il cuneo di guida deve consentire un agganciamento sicuro e corretto e
            deve essere montato su molla. La resistenza della molla deve essere
            stabilita in modo da consentire l'aggancio di un semirimorchio scarico e in
            modo che, con il semirimorchio a pieno carico, il cuneo di guida sia
            stabilmente a contatto con i fianchi dell'attacco durante l'utilizzo. Lo
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         sganciamento della ralla deve essere possibile a semirimorchio sia carico
         che scarico.
7.9.     Prescrizioni particolari per ralle standard:
7.9.1.   Le dimensioni devono corrispondere a quelle riportate nella figura 16 e
         tabella 11.
7.9.2.   Devono risultare idonee e, superate di prove di verifica, in possesso di un
         valore D pari a 150 kN e di un valore U pari a 20 tonnellate.
7.9.3.   Il disinserimento deve essere possibile tramite una leva a mano montata
         direttamente sull'attacco.
7.9.4.   Devono risultare idonee alla guida forzata di semirimorchi tramite cunei
         di guida – cfr. paragrafo 7.8.
8.       PERNI DI RALLA
8.1.     I perni di ralla della classe H50 (ISO 337) devono corrispondere alle
         dimensioni illustrate nella figura 18.
                  35
           Figura 18 - Dimensioni dei perni di ralla della classe H50
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8.2.       I perni di attacco devono soddisfare le prove prescritte nell'allegato 6,
           paragrafo 3.9.
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9.         PIASTRE DI MONTAGGIO
9.1.       Se destinate a ralle standard, le piastre di montaggio della classe J per ralle
           devono presentare dei fori di montaggio circolari disposti come illustrato
           nella figura 16a. Tali fori di montaggio devono presentare un diametro di
           17 mm +2,0 mm/ -0,0 mm. I fori devono essere di forma circolare, NON
           asolati (cfr. figura 16a).
9.2.       Le piastre di montaggio per ralle standard devono essere idonee alla guida
           forzata di semirimorchi (con cunei di guida). Le piastre di montaggio per
           ralle non standard, quindi non idonee alla guida forzata, devono essere
           opportunamente contrassegnate.
9.3.       Le piastre di montaggio per ralle devono soddisfare le prove descritte
           all'allegato 6, paragrafo 3.8.
10.        ATTACCHI A GANCIO
10.1.      Prescrizioni generali per attacchi a gancio della classe K:
10.1.1.    Tutti gli attacchi a gancio della classe K devono soddisfare le prove
           prescritte all'allegato 6, paragrafo 3.5 e devono risultare idonei ai valori
           caratteristici riportati nella tabella 13.
10.1.2.    Gli attacchi a gancio della classe K devono corrispondere alle dimensioni
           illustrate nella figura 19 e nella tabella 12. Gli attacchi appartenenti alle
           classi da K1 a K4 sono di tipo non automatico e possono essere utilizzati
           esclusivamente su rimorchi di massa massima ammessa non superiore a
           3,5 tonnellate, mentre quelli delle classi da KA1 a KA3 sono di tipo
           automatico.
   Figura 19 - Dimensioni e articolazione degli attacchi a gancio della classe K
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10.1.3.    Gli attacchi a gancio devono essere utilizzati esclusivamente con occhioni
           di timone toroidali, e, quando utilizzati con occhioni di timone toroidali
           della classe L, l'attacco della classe K deve presentare i livelli di
           articolazione indicati al paragrafo 10.2 del presente allegato.
10.1.4.    Gli attacchi a gancio della classe K devono essere utilizzati con occhioni
           toroidali che presentano una distanza minima, o libertà di movimento, pari
           a 3 mm e, se nuovi, una distanza massima di 5 mm. Il costruttore degli
           attacchi è tenuto ad indicare gli occhioni di timone idonei utilizzando il
           modulo di comunicazione nell'allegato 1.
10.2.      Quando utilizzato con un occhione toroidale della classe L ma non
           installato su un veicolo, l'attacco di classe K deve presentare i seguenti
           angoli di articolazione non simultanei – cfr. inoltre figura 19:
10.2.1.    ±90° in orizzontale intorno all'asse verticale dell'attacco.
10.2.2.    ±40° in verticale intorno all'asse trasversale orizzontale dell'attacco.
10.2.3.    ±20° di rotazione assiale intorno all'asse longitudinale dell'attacco.
10.3.      Gli attacchi automatici a gancio della classe K devono disporre di una
           campana progettata in modo da guidare l'occhione di timone nell'attacco.
10.4.      Bloccaggio per impedire lo sganciamento involontario.
           Nella posizione di chiusura l'attacco deve essere bloccato tramite due
           dispositivi ad accoppiamento geometrico, ciascuno dei quali deve
           rimanere bloccato in caso di guasto dell'altro.
           L'attacco in posizione di chiusura e di bloccaggio deve essere indicato
           chiaramente all'esterno tramite un dispositivo meccanico. Deve essere
           possibile verificare la posizione dell'indicatore al tatto, ad esempio, al
           buio.
           Il dispositivo di segnalazione meccanica deve indicare l'inserimento di
           entrambi i dispositivi di bloccaggio (condizione AND).
           Tuttavia è sufficiente che venga segnalato l'inserimento di un solo
           dispositivo di bloccaggio se l'inserimento del secondo dispositivo di
           bloccaggio costituisce una caratteristica intrinseca di progettazione.
10.5.      Leve a mano
           Le leve a mano devono essere ergonomiche e arrotondate all'estremità. In
           prossimità della leva a mano l'attacco non deve presentare spigoli vivi o
           punti di schiacciamento che potrebbero determinare lesioni durante
           l'azionamento dell'attacco. La forza necessaria per sganciare l'attacco,
           misurata senza l'occhione di timone, non deve superare i 250 N
           perpendicolarmente alla leva a mano e nel senso di manovra.
TABELLA 12 – Dimensioni per attacchi a gancio della classe K – cfr. figura 19
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 Classe     K1         K2      K3         K4         KA1       KA2   KA3 Osservazioni
 e1       -          83      83         120         120       140   160  ±0,5
 e2       -          56      56         55          55        80    100  ±0,5
 e3       90         -       -          -           -         -     -    ±0,5
 d2       17         10,5    10,5       15          15        17    21   H13
 c        3          3       3          3           3         3     3    Min
 f        130        175     175        180         180       200   200  Max
 g        100        100     100        120         120       140   200  Max
 a        45         45      45         45          45        45    45   +1,6/-0,0
 L1       120        120     120        120         250       300   300  Max
 L2       74         74      63         74          90        90    90   Max
 L3       110        130     130        150         150       200   200  Max
TABELLA 13 – Valori caratteristici per attacchi a gancio della classe K
 Classe     K1         K2      K3         K4         KA1       KA2   KA3
 D kN     17         20      20         25          70        100   130
 Dc kN -             -       17         20          54        70    90
 S kg     120        120     200        250         700       900   1000
 V kN     -          -       10         10          18        25    35
11.         DISPOSITIVI          DI     ATTACCO             A    TIMONE SPECIFICI-
CLASSE T
11.1.       I dispositivi di attacco a timone specifici della classe T sono destinati
            all'utilizzo su insiemi di veicoli specifici, ad esempio, le bisarche. Tali
            veicoli presentano strutture particolari e possono richiedere una
            collocazione particolare e insolita dell'attacco.
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11.2.      Gli attacchi della classe T vanno utilizzati esclusivamente con rimorchi ad
           asse centrale e tale limitazione deve essere indicata sul modulo di
           comunicazione riportato nell'allegato 1.
11.3.      Gli attacchi della classe T devono essere omologati come coppia adattata e
           la relativa separazione deve essere possibile esclusivamente in officina
           utilizzando strumenti che non fanno parte della normale dotazione di
           bordo dei veicoli.
11.4.      Gli attacchi della classe T non si azionano automaticamente.
11.5.      Gli attacchi della classe T devono soddisfare le prescrizioni di prova
           pertinenti indicate nell'allegato 6, paragrafo 3.3., tranne il paragrafo 3.3.4.
11.6.      Gli angoli di articolazione minimi illustrati di seguito devono essere
           ottenuti simultaneamente con attacchi non montati sul veicolo ma
           assemblati e nella stessa posizione normale prevista dal montaggio su un
           veicolo;
11.6.1.    ±90° in orizzontale intorno all'asse verticale;
11.6.2.    ±8° in verticale intorno all'asse trasversale orizzontale;
11.6.3.    ±3° di rotazione assiale intorno all'asse longitudinale orizzontale.
12.        DISPOSITIVI          DI      INDICAZIONE               E CONTROLLO            A
           DISTANZA
12.1.      Prescrizioni generali
           I dispositivi di indicazione e di controllo a distanza sono ammessi
           esclusivamente sui dispositivi di attacco automatici delle classi C50-X e
           G50-X.
           I dispositivi di indicazione e di controllo a distanza non devono interferire
           con la libertà di movimento minima dell'occhione di timone agganciato o
           del semirimorchio agganciato. Essi devono essere installati in modo
           permanente sul veicolo.
           Tutti i dispositivi di indicazione o di controllo a distanza rientrano, per
           quanto riguarda le attività di prova e omologazione, nelle stesse
           condizioni applicate al dispositivo di aggancio insieme a tutte le parti dei
           dispositivi di comando e di trasmissione.
12.2.      Indicazione a distanza
12.2.1.    Se l'agganciamento è automatico, i dispositivi di indicazione a distanza
           devono segnalare visivamente la posizione di chiusura e di doppio
           bloccaggio dell'attacco secondo quanto indicato al paragrafo 12.2.2.
           Inoltre la posizione di apertura può essere indicata come illustrato al
           paragrafo 12.2.3.
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          Il dispositivo di indicazione deve azionarsi e azzerarsi automaticamente ad
          ogni apertura e chiusura dell'attacco.
12.2.2.   Il passaggio dalla posizione di apertura a quella di chiusura e di doppio
          bloccaggio deve essere indicata tramite un segnale ottico verde.
12.2.3.   Per indicare la posizione di apertura e/o di sbloccaggio, deve essere
          utilizzato un segnale visivo rosso.
12.2.4.   Per l'indicazione del completamente della procedura di agganciamento
          automatico, la spia deve assicurarsi che il perno di attacco abbia raggiunto
          la posizione finale di doppio bloccaggio.
12.2.5.   In caso di guasto al sistema di indicazione a distanza, questo non deve
          indicare nel corso dell'agganciamento una posizione di chiusura o di
          bloccaggio se non è stato raggiunta la posizione finale.
12.2.6.   Il disinserimento di uno dei due dispositivi di bloccaggio deve
          determinare lo spegnimento del segnale ottico verde e la visualizzazione
          di quello rosso (se in dotazione).
12.2.7.   Gli indicatori meccanici installati direttamente sul dispositivo di attacco
          devono essere trattenuti.
12.2.8.   Per evitare di distrarre il conducente durante la guida normale, devono
          essere previste delle misure atte allo spegnimento del dispositivo di
          indicazione, che tuttavia deve riattivarsi automaticamente alla successiva
          apertura e chiusura dell'attacco – cfr. paragrafo 12.2.1.
12.2.9.   I comandi e le spie dei dispositivi di indicazione a distanza devono essere
          installati nel campo visivo del conducente ed essere identificati in modo
          chiaro e permanente.
12.3.     Comando a distanza
12.3.1.   Se si utilizza un dispositivo di comando a distanza, definito al paragrafo
          2.8 del presente regolamento, è necessario prevedere anche un dispositivo
          di indicazione descritto al paragrafo 12.2, che indichi almeno la
          condizione di apertura dell'attacco.
12.3.2.   È necessario prevedere un apposito interruttore (ad esempio interruttore
          generale, leva o valvola) per consentire l'apertura o la chiusura dell'attacco
          tramite il dispositivo di comando a distanza. Se tale interruttore generale
          non è collocato nella cabina di guida, non deve trovarsi in una posizione
          in cui sia liberamente accessibile a persone non autorizzate oppure deve
          essere lucchettato. L'effettivo azionamento dell'attacco dalla cabina di
          guida deve essere possibile solo quando è precluso un eventuale
          azionamento involontario, ad esempio tramite un meccanismo che
          richiede l'uso delle due mani.
          Va prevista la possibilità di accertare se l'apertura dell'attacco tramite
          comando a distanza è stata completata o meno.
 ---pagebreak--- 27.12.2006       IT         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea              L 373/103
12.3.3.    Se il sistema di comando a distanza prevede l'apertura dell'attacco tramite
           una forza esterna, la condizione in cui la forza esterna agisce sull'attacco
           deve essere opportunamente indicata al conducente. Ciò non è necessario
           se la forza esterna è attiva esclusivamente durante il funzionamento del
           comando a distanza.
12.3.4.    Se il dispositivo azionatore per l'apertura dell'attacco tramite comando a
           distanza è montato all'esterno del veicolo, deve essere possibile
           sorvegliare la zona compresa tra i due veicoli agganciati, pur non essendo
           necessario accedere a quest'area per azionarlo.
12.3.5.    Eventuali errori nell'azionamento oppure l'eventuale comparsa di guasti al
           sistema non deve determinare l'apertura accidentale dell'attacco durante il
           normale utilizzo su strada. Eventuali guasti al sistema devono essere
           segnalati direttamente oppure manifestarsi immediatamente al successivo
           azionamento, ad esempio tramite un malfunzionamento.
12.3.6.    In caso di guasto del sistema di comando a distanza deve essere possibile,
           in caso di emergenza, aprire l'attacco ricorrendo ad almeno un'altra
           modalità. Se tale modalità richiede l'utilizzo di uno strumento, questo deve
           far parte del kit di strumenti in dotazione al veicolo. Le prescrizioni di cui
           al paragrafo 3.6 del presente allegato non si applicano alle leve a mano
           utilizzate esclusivamente per l'apertura dell'attacco in casi di emergenza.
12.3.7.    I comandi e le spie dei dispositivi di comando a distanza devono essere
           identificati in modo chiaro e permanente.
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                                      Allegato 6
 COLLAUDO DEI DISPOSITIVI O COMPONENTI DI ATTACCO
                                   MECCANICO
1.        Prescrizioni generali di collaudo
1.1.      I campioni dei dispositivi di attacco devono essere sottoposti a prove sia
          di resistenza sia di funzionalità. La determinazione delle proprietà fisiche
          deve essere eseguita ovunque possibile, tuttavia, salvo diversa
          indicazione, l'autorità o servizio tecnico di omologazione può astenersi
          dalla prova di resistenza fisica se la semplicità di configurazione di un
          componente consente una verifica teorica. Le verifiche teoriche vengono
          eseguite al fine di determinare le condizioni nel caso peggiore. In tutti i
          casi, le verifiche teoriche devono assicurare la stessa qualità di risultati dei
          collaudi eseguiti con metodo statico o dinamico. Nei casi dubbi sono
          determinanti i risultati delle prove fisiche.
          Cfr. inoltre paragrafo 4.8 del presente regolamento.
1.2.      Nel caso dei dispositivi di attacco la resistenza deve essere verificata
          tramite prova dinamica (prova di durata). In determinati casi sono
          necessarie ulteriori prove statiche (cfr. paragrafo 3 del presente allegato).
1.3.      La prova dinamica deve essere eseguita con un carico
          approssimativamente sinusoidale (alternato e/o pulsante) caratterizzato da
          un numero di cicli di sollecitazione adeguato al materiale. Non devono
          registrarsi incrinature o rotture.
1.4.      Con le prove statiche prescritte sono ammesse esclusivamente lievi
          deformazioni permanenti. Salvo diversa indicazione, le deformazioni
          permanenti plastiche, dopo il disinserimento non devono superare il
          10 per cento della deformazione massima misurata nel corso della prova.
          Qualora la misurazione della deformazione durante la prova esponga il
          collaudatore a dei rischi, è possibile omettere tale parte della prova statica,
          a patto però che lo stesso parametro venga verificato nel corso di altre
          prove, quali la prova dinamica.
1.5.      Le ipotesi di carico nelle prove dinamiche sono basate sulla componente
          di forza orizzontale applicata all'asse longitudinale del veicolo e sulla
          componente di forza verticale. Le componenti di forza orizzontali
          trasversali applicate all'asse longitudinale del veicolo e i momenti non
          vengono presi in considerazione, purché siano di rilevanza trascurabile.
          Se la configurazione del dispositivo di attacco, del relativo fissaggio al
          veicolo oppure del fissaggio di sistemi aggiuntivi (quali stabilizzatori,
          dispositivi di bloccaggio chiusi ecc.) determina forze o momenti
          aggiuntivi, l'autorità o servizio tecnico di omologazione può chiedere
          prove ulteriori.
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           La componente di forza orizzontale applicata all'asse longitudinale del
           veicolo è rappresentata da una forza di riferimento teorica, equivalente al
           valore D oppure Dc. La componente di forza verticale, se applicabile, è
           rappresentata dal carico portante verticale statico S, applicato al punto di
           agganciamento e dal carico verticale ipotetico assunto V, oppure, nel caso
           delle ralle, dal carico portante verticale statico U.
1.6.       I valori caratteristici D, Dc, S, V e U, su cui si basano le prove e definiti al
           paragrafo 2.11. del presente regolamento, vanno desunti dalle
           informazioni fornite dal costruttore e indicate nella domanda di
           omologazione – cfr. il modulo di comunicazione riportato negli allegati 1
           e 2.
1.7.       Qualsiasi dispositivo di bloccaggio sicuro che sia trattenuto in posizione
           da una forza elastica deve rimanere saldo in tale posizione se sottoposto a
           una forza applicata nella direzione meno favorevole ed equivalente a tre
           volte la massa del meccanismo di bloccaggio.
2.         PROCEDURE DI PROVA
2.1.       Per eseguire le prove dinamiche e le prove statiche il campione deve
           essere collocato in un impianto adeguato corredato di un dispositivo atto
           all'applicazione di forza, tale da impedire l'azione di ulteriori forze o
           momenti diversi dalle forze di prova specificate. Nel caso delle prove
           alternate, la direzione di applicazione delle forze non deve discostarsi
           dalla direzione specificata per valori superiori a ±1°. Nel caso delle prove
           pulsanti e statiche, l'angolo deve essere impostato in base alla forza di
           prova massima. Ciò in genere richiede un giunto nel punto di applicazione
           della forza (ad esempio il punto di agganciamento) e un secondo giunto a
           una certa distanza.
2.2.       La frequenza di prova non deve superare i 35 Hz. La frequenza
           selezionata deve essere opportunamente separata dalle frequenze di
           risonanza del dispositivo di prova comprendente il dispositivo sottoposto
           a prova. In caso di collaudo asincrono le frequenze delle due componenti
           di forza devono essere comprese all'incirca fra l'1 percento e un massimo
           di 3 percento. Per i dispositivi di attacco in acciaio il numero di cicli di
           sollecitazione è pari a 2 x 106. Per i dispositivi in materiali diversi
           dall'acciaio è necessario un numero di cicli maggiore. Per determinare la
           presenza di eventuali incrinature nel corso della prova, deve essere
           utilizzato il metodo del liquido penetrante colorato proprio del controllo
           delle incrinature oppure un metodo equivalente.
2.3.       In caso di prove pulsanti, la forza di prova oscilla fra la forza di prova
           massima e una forza di prova inferiore minima, che non può essere
           superiore al 5 per cento della forza di prova massima, salvo diversa
           indicazione riportata nella procedura di prova specifica.
2.4.       In caso di prove statiche diverse dalle prove particolari prescritte al
           paragrafo 3.2.3 del presente allegato, la forza di prova deve essere
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          applicata in modo regolare e veloce e deve essere mantenuta per almeno
          60 secondi.
2.5.      I dispositivi o componenti di attacco sottoposti a prova, in genere, devono
          essere montati il più rigidamente possibile su un impianto di prova nella
          posizione in cui saranno utilizzati sul veicolo. I dispositivi di fissaggio
          devono corrispondere a quelli specificati dal costruttore o richiedente,
          devono essere quelli destinati all'agganciamento del dispositivo o
          componente di attacco al veicolo e/o devono presentare caratteristiche
          meccaniche identiche.
2.6.      I dispositivi o componenti di attacco devono essere sottoposti a prova
          nella forma che presentano quando utilizzati su strada. Tuttavia, a
          discrezione del costruttore e in accordo con il servizio tecnico, i pezzi
          flessibili possono essere bloccati se ciò risulta necessario per la procedura
          di prova e se ciò non falsa il risultato della prova.
          I pezzi flessibili che nel corso di tali procedure di prova accelerate si
          surriscaldano possono essere sostituiti nel corso della prova. I carichi di
          prova possono essere applicati mediante dispositivi speciali senza gioco.
3.        PRESCRIZIONI SPECIFICHE DI COLLAUDO
3.1.      Ganci a sfera e supporti
3.1.1.    I dispositivi di aggancio meccanico muniti di ganci a sfera possono essere
          dei seguenti tipi:
          (i) ganci a sfera monoblocco comprendenti dispositivi con sfere staccabili
          non intercambiabili (cfr. figure 20a e 20b),
          (ii) ganci a sfera, comprendenti alcune parti smontabili (cfr. figure 20c,
          20d e 20e),
          (iii) supporti privi di sfera (cfr. figura 20f).
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                                              a Supporto e gancio a sfera monoblocco
                                              b In questo modello la sfera può can be essere staccata
                                                manualmente. Per esempio, un montaggio con fissagg
                                                a baionetta
                                              c Supporto con sfera che può essere staccata mediante
                                                strumenti
                                              d Supporto con supporto a sfera, fissato mediante bullon
                                                di classe A50, ad esempio
                                              e Supporto con sfera e supporto incorporato, montato
                                                mediante strumenti
                                              f Supporto privo di sfera
              Figura 20 - Disposizione dei supporti a sfera
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3.1.2.    La prova base è costituita da una prova di durata dinamica. Il campione di
          prova comprende il gancio a sfera, il collo della sfera e i supporti
          necessari a fissare il gruppo al veicolo. Il gancio a sfera e il supporto
          devono essere montati in modo rigido a un impianto di prova in grado di
          produrre una forza alternata, nella posizione di utilizzo prevista.
3.1.3.    Le posizioni dei punti di ancoraggio per il fissaggio del gancio a sfera e
          del supporto sono specificate dal costruttore del veicolo (cfr. paragrafo
          5.3.2. del presente regolamento).
3.1.4.    I dispositivi sottoposti a prova devono presentare tutte le parti e i
          particolari costruttivi che possono influire sui criteri di resistenza (ad
          esempio piastra per le prese elettriche, eventuali contrassegni ecc.). I
          campioni di prova devono comprendere tutte le parti, inclusi i punti di
          ancoraggio o i punti di montaggio al veicolo. La collocazione geometrica
          del gancio a sfera e i punti di fissaggio del dispositivo di attacco rispetto
          alla linea di riferimento devono essere forniti dal costruttore del veicolo e
          indicati nel verbale di prova. Tutte le posizioni relative dei punti di
          ancoraggio rispetto alla linea di riferimento, di cui il costruttore del
          veicolo trainante è tenuto a fornire al costruttore del dispositivo trainante
          tutte le informazioni necessarie, devono essere ripetute sul banco di prova.
3.1.5.    Il campione montato sull'impianto di prova deve essere sottoposto a una
          prova di sollecitazione alternata, applicata con l'angolazione rispetto alla
          sfera illustrata nella figura 21 o 22.
          La direzione dell'angolo di prova deve essere determinata dalla relazione
          verticale esistente fra una linea di riferimento orizzontale che passa
          attraverso il centro della sfera e una linea orizzontale che passa attraverso
          il punto di fissaggio del dispositivo di attacco, che rappresenta il punto più
          alto o il più vicino, se la misurazione è in orizzontale, al piano verticale
          trasversale passante attraverso il centro della sfera. Se la linea del punto di
          fissaggio si trova sopra la linea di riferimento orizzontale, la prova deve
          essere eseguita a un angolo pari a α = +15°±1°, se invece è inferiore, la
          prova deve essere eseguita a un angolo pari a α = -15°±1° (cfr. figura 21).
          I punti di fissaggio da considerare al momento di stabilire l'angolo di
          prova devono essere a quelli dichiarati dal costruttore del veicolo e che
          trasmettono le maggiori forze di traino alla struttura del veicolo trainante.
          Tale angolo viene scelto al fine di considerare il carico verticale statico e
          dinamico ed è applicabile esclusivamente per un carico verticale statico
          ammesso non superiore a:
          S = 120 x D [N]
          Laddove il carico verticale statico supera quello calcolato in alto, l'angolo
          deve essere aumentato, in entrambe le condizioni, portandolo a 20°.
          La prova dinamica deve essere eseguita con la seguente forza di prova:
          Fhs res = ±0,6 D
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3.1.6.      La procedura di prova si applica ai diversi tipi di dispositivi di attacco
            (cfr. paragrafo 3.1.1 del presente allegato) nel seguente modo:
3.1.6.1.    Ganci a sfera monoblocco comprendenti dispositivi con sfere staccabili
            non intercambiabili (cfr. figure 20a e 20b).
3.1.6.1.1. La prova di resistenza per i dispositivi illustrati nelle figure 20a e 20b
            deve essere eseguita conformemente alle prescrizioni di cui al
            paragrafo 3.1.5;
Nota: La linea parallela alla linea di riferimento passa attraverso il centro del punto
più alto e più vicino per il montaggio del supporto al veicolo – cfr. allegato 6,
paragrafo 3.1.5.
               Figura 21 - Angoli di applicazione della forza di prova
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Nota:
Direzione della forza di prova alternata, Fhs res, in funzione della posizione della linea
di riferimento orizzontale centrale della sfera rispetto alla linea parallela a tale linea di
riferimento – cfr. figura 21.
               Figura 22 - Angoli di applicazione della forza di prova
3.1.6.2.    Ganci a sfera, comprendenti parti smontabili.
            Sono definite le seguenti categorie:
            (a) supporto e sfera (cfr. figura 20c),
            (b) supporto e sfera su supporto incorporato (cfr. figura 20d),
            (c) supporto con sfera staccabile (cfr. figura 20e),
            (d) supporto senza sfera (cfr. figura 20f).
3.1.6.2.1. La prova di resistenza per i dispositivi illustrati nelle figure da 20c a 20f
            deve essere eseguita conformemente alle prescrizioni di cui al
            paragrafo 3.1.5. Le dimensioni e ed f devono presentare una tolleranza di
            fabbricazione pari a ±5 mm e devono essere specificate nel verbale di
            prova.
            La prova relativa al supporto (cfr. figura 20f) deve essere eseguita con
            sfera montata (su supporto). Si terrà conto esclusivamente del risultato
            della prova effettuata sulla parte del supporto compresa fra i punti di
            fissaggio e la superficie di montaggio del supporto sfera.
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           Le dimensioni e ed f devono presentare una tolleranza di fabbricazione
           pari a ±5 mm e devono essere specificate dal costruttore del dispositivo di
           attacco.
3.1.6.3.   Dispositivi di attacco con dimensioni e ed f variabili per ganci a sfera
           smontabili e intercambiabili – cfr. figura 22.
3.1.6.3.1. Le prove di resistenza per supporti di questo tipo devono essere eseguite
           conformemente alle prescrizioni di cui al paragrafo 3.1.5.
3.1.6.3.2. Se, in seguito ad accordo fra il costruttore e l'autorità o servizio tecnico di
           omologazione, è possibile definire una configurazione nel caso peggiore, è
           sufficiente eseguire il collaudo solo su tale configurazione.
           In caso contrario, la sfera viene sottoposta a prova in posizioni diverse
           secondo un programma di prova semplificato di cui al paragrafo 3.1.6.3.3.
3.1.6.3.3. In un programma di prova semplificato, il valore corrispondente ad f deve
           essere compreso tra un valore definito di fmin e un valore di fmax che non
           deve superare 100 mm. La sfera deve trovarsi a una distanza, emax, di 130
           mm dal supporto. Per tener conto di tutte le possibili posizioni della sfera,
           nel campo compreso tra la distanza orizzontale dalla superficie di
           montaggio e l'intervallo verticale di f (fmin fino a fmax), vanno sottoposti a
           prova due dispositivi:
           (i) uno con una sfera nella posizione superiore (fmax), e
           (ii) uno con una sfera nella posizione inferiore (fmin).
           L'angolo di applicazione della forza di prova varia, in positivo o in
           negativo, in funzione della relazione della linea di riferimento orizzontale
           centrale della sfera rispetto alla linea parallela che passa attraverso il
           punto di fissaggio del dispositivo di attacco più alto e più vicino. Gli
           angoli da utilizzare sono illustrati nella figura 22.
3.1.7.     Nel caso in cui le unità sfera staccabili sono trattenute utilizzando
           dispositivi di fissaggio diversi dagli accessori filettati, ad esempio fermi a
           molla, e laddove l'aspetto di accoppiamento geometrico del dispositivo
           non è sottoposto a prova nel corso della prova dinamica, allora il
           dispositivo deve essere sottoposto a una prova statica, applicata alla sfera
           o al dispositivo di accoppiamento geometrico in una direzione adeguata.
           Laddove il dispositivo di accoppiamento geometrico trattenga l'unità sfera
           in verticale, la prova statica deve essere applicata a una forza verticale che
           agisce verso l'alto rispetto alla sfera equivalente al valore "D". Laddove il
           dispositivo di accoppiamento geometrico trattenga l'unità sfera mediante
           una configurazione orizzontale trasversale, la prova statica deve applicare
           una forza in questa direzione equivalente a 0,25 D. Non devono verificarsi
           guasti del dispositivo di accoppiamento geometrico o distorsioni che
           possono pregiudicarne il funzionamento.
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3.1.8.    I punti di fissaggio per l'attacco secondario di cui all'allegato 5, paragrafo
          1.5, devono sopportare una forza orizzontale statica equivalente a 2D con
          un massimo di 15 kN. Laddove per il cavo di rottura sia previsto un punto
          di fissaggio a parte, questo deve sopportare una forza orizzontale statica
          equivalente a D.
3.2.      Attacchi sferici
3.2.1.    La prova base è costituita da una prova di durata con forza di prova
          alternata seguita da una prova statica (prova di sollevamento) eseguita
          sullo stesso campione di prova.
3.2.2.    La prova dinamica deve essere eseguita con un gancio a sfera della classe
          A di resistenza appropriata. Sull'impianto di prova il gancio a sfera e
          l'attacco sferico devono essere disposti secondo le indicazioni del
          costruttore e orientati secondo le posizioni relative che occupano durante
          l'utilizzo normale. Nessuna forza deve poter aggiungersi alla forza di
          prova applicata al campione. La forza di prova deve essere applicata lungo
          una linea che passa attraverso il centro della sfera e inclinata verso la parte
          posteriore a 15° (cfr. figura 23). Il campione di prova deve essere
          sottoposto a prova di durata con la seguente forza di prova:
          Fhs res w = ±0,6 D
          Laddove la massa verticale statica massima ammessa, S, supera 120 D,
          l'angolo di prova deve essere aumentato portandolo a 20°.
                            Figura 23 - Prova dinamica
3.2.3.    Deve essere eseguita anche una prova di separazione statica. Il gancio a
          sfera utilizzato per la prova deve presentare un diametro compreso tra
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           49,00 e 49,13 mm, a rappresentare un gancio a sfera usurato. La forza di
           separazione, Fa, deve essere applicata perpendicolarmente a entrambi gli
           assi centrali trasversali e longitudinali dell'attacco sferico e deve essere
           aumentata in modo regolare e rapido fino a un valore pari a:
           Fa = g(C+ S/1000)       kN
           ed essere mantenuta per 10 secondi.
           L'attacco sferico non deve separarsi dalla sfera e nessun componente
           dell'attacco sferico deve presentare deformazioni permanenti che
           potrebbero pregiudicarne la capacità funzionale.
3.3.       Dispositivi di attacco di timone e alberi
3.3.1.     Deve essere eseguita una prova di durata su un campione di prova.
           L'attacco deve essere equipaggiato di tutti i dispositivi di fissaggio
           necessari per montarlo al veicolo. Qualsiasi dispositivo intermedio
           montato tra i dispositivi di attacco di timone e la struttura del veicolo (ad
           esempio gli alberi) deve essere sottoposto a prova con le stesse forze
           applicate all'attacco. Durante il collaudo degli alberi destinati ai dispositivi
           di attacco di timone standard, il carico verticale deve essere applicato a
           una distanza longitudinale dal piano verticale dei punti di fissaggio pari
           alla posizione dell'attacco standard corrispondente.
3.3.2.     Dispositivi di attacco di timone per timoni articolati (S=0)
           La prova dinamica deve essere eseguita con una forza alternata
           orizzontale di Fhw= ±0,6 D esercitata parallelamente al suolo e nel piano
           mediano longitudinale del veicolo trainante passante per il centro del
           perno di attacco.
3.3.3.     Dispositivi di attacco di timone da utilizzare con rimorchi ad asse centrale
           (S>0).
3.3.3.1.   Masse di rimorchio ad asse centrale fino a 3,5 tonnellate:
           I dispositivi di attacco di timone da utilizzare con rimorchi ad asse
           centrale fino a una massa di 3,5 tonnellate devono essere collaudati allo
           stesso modo dei ganci a sfera e dei supporti descritti al punto 3.1 del
           presente allegato.
3.3.3.2.   Masse di rimorchio ad asse centrale superiori a 3,5 tonnellate:
           Le forze di prova sono applicate al campione in entrambe le direzioni
           orizzontale e verticale in una prova di durata asincrona. L'asse orizzontale
           della forza deve essere parallela al suolo, trovarsi sul piano mediano
           longitudinale del veicolo trainante e attraversare il centro del perno di
           attacco. L'asse verticale della forza deve essere perpendicolare all'asse
           orizzontale della forza e deve applicarsi sull'asse longitudinale del perno
           di attacco.
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             I dispositivi di fissaggio per i dispositivi di attacco di timone e l'occhione
             di timone sull'impianto di prova devono essere gli stessi previsti per il suo
             fissaggio al veicolo secondo le istruzioni di montaggio del costruttore.
             Devono essere applicate le seguenti forze di prova:
TABELLA 14 – Forze di prova
     Forza di prova          Valore medio (kN)             Ampiezza (kN)
  Forza orizzontale         0                           ±0,6Dc (cfr. Nota)
  Forza verticale           S x g/1000                  ±0,6V (cfr. Nota)
Nota: Nel caso dei dispositivi di attacco di timone specifici della classe T questi valori
sono ridotti a ±0,5Dc e ±0,5V.
Le componenti verticale e orizzontale devono essere di forma sinusoidale e devono
essere applicate in modo asincrono, con una differenza di frequenza compresa tra
l'1 percento e il 3 percento.
3.3.4.       Prova statica sul dispositivo di bloccaggio del perno di attacco
             Per i dispositivi di attacco di timone è necessario anche collaudare la
             chiusura ed eventuali dispositivi di serraggio applicando una forza statica
             di 0,25 D in direzione dell'apertura. La prova non deve causare l'apertura
             del dispositivo di chiusura né provocare danni. Una forza di prova di 0,1
             D è sufficiente in caso di perni di attacco cilindrici.
3.4.         Occhioni di timone
3.4.1.       Gli occhioni di timone devono essere sottoposti alle stesse prove
             dinamiche previste per i dispositivi di attacco di timone. Gli occhioni di
             timone utilizzati unicamente per rimorchi con timoni articolati che
             consentono un libero movimento in verticale devono essere sottoposti a
             una forza alternata come descritto nel paragrafo 3.3.2. Gli alberi destinati
             anche all'utilizzo su rimorchi ad asse centrale devono essere collaudati
             testati allo stesso modo degli attacchi sferici (paragrafo 3.2) per masse dei
             rimorchi C fino a 3,5 tonnellate incluse e allo stesso modo dei dispositivi
             di attacco di timone (paragrafo 3.3.3.2.) per rimorchi ad asse centrale con
             una massa, C, che supera le 3,5 tonnellate.
3.4.2.       Gli occhioni toroidali della classe L devono essere collaudati allo stesso
             modo degli occhioni di timone standard.
3.4.3.       Il collaudo degli occhioni di timone deve essere eseguito in maniera tale
             che la forza alternata si applichi anche sulle parti utilizzate per il fissaggio
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           dell'occhione al timone. Tutti i componenti intermedi flessibili devono
           essere bloccati.
3.5.       Attacchi a gancio
3.5.1.     Gli attacchi a gancio della classe K devono soddisfare la prova dinamica
           indicata al paragrafo 3.5.2 del presente allegato.
3.5.2.     Prova dinamica:
3.5.2.1.   La prova dinamica è rappresentata da una prova pulsante che utilizza un
           occhione toroidale della classe L con attacco come avverrebbe sul veicolo
           e con tutte le parti necessarie per l'installazione sul veicolo. Eventuali
           pezzi flessibili possono tuttavia essere bloccati in accordo con l'autorità o
           servizio tecnico di omologazione;
3.5.2.2.   Nel caso di attacchi a gancio destinati all'utilizzo con rimorchi a timone
           articolato, in cui il carico verticale applicato sull'attacco, S, è pari a zero,
           la forza di prova deve essere applicata in direzione orizzontale simulando
           una forza di trazione sul gancio comprsa tra 0,05 D e 1,00 D;
3.5.2.3.   Nel caso di attacchi a gancio destinati all'utilizzo con rimorchi ad asse
           centrale, la forza di prova deve rappresentare la risultante delle forze
           orizzontali e verticali sull'aggancio e deve essere applicata su un angolo, -
           α, ovvero su un asse che va dall'alto sulla parte anteriore al basso sulla
           parte posteriore (cfr. figura 21), nonché essere equivalente all'angolo
           calcolato dalla risultante fra le forze orizzontali e verticali applicate
           sull'attacco. La forza, Fhs res deve essere calcolata come segue:
                                                                    9,81S
           F hs res =  F 2 h + F 2 s laddove F h = D c e F s =            .+ 0,8 V
                                                                    1000
3.5.2.4.   La forza applicata deve essere compresa tra 0,05 Fhs res e 1,00 Fhs res.
3.5.3.     Prova statica sul dispositivo di bloccaggio dell'attacco.
           Nel caso degli attacchi a gancio è necessario collaudare anche la chiusura
           ed eventuali dispositivi di bloccaggio mediante una forza statica pari a
           0,25 D applicata in direzione di apertura. La prova non deve determinare
           l'apertura del dispositivo di chiusura, né provocare danni.
3.6.       Timoni
3.6.1.     I timoni devono essere sottoposti a prova secondo la stessa modalità degli
           occhioni di timone (cfr. paragrafo 3.4.). L'autorità o servizio tecnico di
           omologazione può astenersi dalla prova di durata se la semplicità di
           configurazione di un componente consente una verifica teorica della
           resistenza. Le forze di progetto per la verifica teorica del timone dei
           rimorchi ad asse centrale con massa, C, fino a 3,5 tonnellate vanno
           desunte da ISO 7641/1:1983. Le forze di progetto per la verifica teorica
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          dei timoni per rimorchi ad asse centrale aventi massa, C, superiore a
          3,5 tonnellate vanno calcolate nel modo seguente:
          Fsp = (g x S/1000) + V
          dove l'ampiezza della forza V è quella indicata al paragrafo 2.11.4. del
          presente regolamento.
          Le sollecitazioni ammissibili sulla base delle masse di progetto per
          rimorchi aventi massa complessiva, C, superiore a 3,5 tonnellate devono
          conformarsi a quanto prescritto al paragrafo 5.3. di ISO 7641/1:1983. Nel
          caso di timoni curvati (ad esempio a collo di cigno) e di timoni di rimorchi
          autonomi va tenuto conto della componente di forza orizzontale Fhp =
          1,0 x D.
3.6.2.    Nel caso di timoni per rimorchi autonomi con libertà di movimento sul
          piano verticale, oltre alla prova di durata o alla verifica teorica di
          resistenza, deve essere eseguita la verifica della resistenza allo
          schiacciamento tramite calcolo teorico con forza di progetto pari a 3,0 x D
          oppure tramite prova di schiacciamento con applicazione di una forza pari
          a 3,0 x D. In caso di calcolo, le sollecitazioni ammissibili sono quelle
          prescritto al paragrafo 5.3. di ISO 7641/1:1983.
3.6.3.    Nel caso degli assi sterzanti, la resistenza alla flessione deve essere
          verificata tramite calcoli teorici o una prova a flessione. Una forza statica
          laterale orizzontale deve essere applicata al centro del punto di attacco. La
          grandezza di tale forza deve essere scelta in modo da esercitare un
          momento pari a 0,6 x Av x g (kNm) intorno al centro dell'asse anteriore.
          Le sollecitazioni ammissibili sono quelle prescritte al paragrafo 5.3. di
          ISO 7641/1:1983.
          Tuttavia, nel caso in cui gli assi sterzanti formino un carrello anteriore ad
          assi accoppiati in tandem (carrello sterzante), il momento deve essere
          aumentato portandolo a 0,95 x Av x g (kNm)
3.7.      Ralle
3.7.1.    Le prove di resistenza di base sono rappresentate da una prova dinamica e
          una prova statica (prova di sollevamento). Le ralle destinate alla guida
          forzata di semirimorchi devono essere sottoposte a un'ulteriore prova
          statica (prova a flessione). Ai fini delle prove, la ralla deve essere
          equipaggiata con tutti i dispositivi fissaggi necessari per montarla al
          veicolo. Il metodo di montaggio deve essere identico a quello utilizzato
          effettivamente sul veicolo. Non è ammesso l'utilizzo di un metodo di
          calcolo in alternativa alle prove fisiche.
3.7.2.    Prove statiche
3.7.2.1.  Le ralle standard progettate per cunei di guida o dispositivi analoghi per la
          guida forzata di semirimorchi (cfr. paragrafo 2.7 del presente
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           regolamento) devono essere sottoposte a prove atte a verificarne
           l'adeguata resistenza mediante una prova a flessione statica nell'intervallo
           di funzionamento del dispositivo di sterzo con applicazione simultanea del
           carico sulla ralla. Il massimo carico verticale applicato, U, per la ralla
           deve essere applicato verticalmente rispetto all'attacco nella rispettiva
           posizione di funzionamento tramite una piastra rigida di dimensioni
           sufficienti a coprire completamente l'attacco.
           La risultante del carico applicato deve passare attraverso il centro del
           giunto orizzontale della ralla.
           Nello stesso tempo una forza laterale orizzontale, rappresentante la forza
           necessaria per la guida forzata del semirimorchio, deve essere applicata ai
           fianchi del dispositivo di guida per il perno d'attacco. La grandezza e la
           direzione di tale forza deve essere scelta in modo da applicare un
           momento pari a 0,75m x D al centro del perno di attacco mediante una
           forza esercitata su un braccio di leva della lunghezza di 0,5 m ± 0,1 m. È
           ammessa una deformazione permanente plastica non superiore allo
           0,5 percento di tutte le quote nominali. Non devono registrarsi incrinature.
3.7.2.2.   Su tutte le ralle deve essere eseguita una prova di sollevamento statica.
           Fino a una forza di sollevamento di Fa = g.U non sono ammesse flessioni
           permanenti rilevanti della piastra di attacco per oltre lo 0,2 percento della
           sua larghezza.
           Nel caso delle ralle standard della classe G50 e di attacchi analoghi per
           perni di attacco dello stesso diametro, il perno di aggancio non deve
           separarsi dall'attacco con una forza di sollevamento pari a Fa = g x 2,5 U.
           Nel caso di attacchi non standard che utilizzano perni di diametro
           superiore a 50 mm, ad esempio con perni di 90 mm di diametro, la forza
           di sollevamento deve essere: Fa = g x 1,6 U con un valore minimo di
           500 kN.
           La forza deve essere applicata tramite una leva che, a una estremità, gravi
           sulla piastra di attacco e, all'altra estremità, sia sollevata a una distanza
           compresa tra 1,0 a 1,5 m dal centro del perno di attacco – cfr. figura 24.
           Il braccio di leva deve trovarsi a 90° rispetto alla posizione di ingresso del
           perno nell'attacco. Se il caso peggiore risulta in modo evidente, è
           necessario sottoporlo a prova. Se invece il caso peggiore non è facile da
           determinare, l'autorità o servizio tecnico di omologazione deve decidere il
           lato da sottoporre a prova. È necessaria una sola prova.
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                                                                 Vista posteriore
                    Figura 24 - Prova di sollevamento su ralle
3.7.3.    Prova dinamica
          La ralla deve essere sottoposta a sollecitazione alternata su un impianto di
          prova (prova dinamica asincrona) con forze orizzontali alternate e forze
          verticali pulsanti applicate contemporaneamente.
3.7.3.1.  Nel caso delle ralle non destinate alla guida forzata di semirimorchi,
          devono essere utilizzate le seguenti forze:
          Orizzontale: Fhw = ±0,6 x D
          Verticale: FsO = g x 1.2 U
          FsU = g x 0.4 U
          Queste due forze devono essere applicate sul piano mediano longitudinale
          del veicolo, facendo in modo che le linee di azione delle due forze FsO e
          FsU passino attraverso il centro del giunto dell'attacco.
          La forza verticale Fs viene alternata tra +g x 1,2 U e +g x 0,4 U e la forza
          orizzontale tra ±0,6 D.
3.7.3.2.  Nel caso di ralle destinate alla guida forzata di semirimorchi, devono
          essere utilizzate le seguenti forze:
          Orizzontale: Fhw = ±0,675 D
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           Verticale: FsO e FsU come al paragrafo 3.7.3.1.
           Le linee di azione delle forze corrispondono a quelle indicate al
           paragrafo 3.7.3.1.
3.7.3.3.   Per la prova dinamica delle ralle è necessario applicare una sostanza
           lubrificante adeguata fra la piastra di attacco e quella di rimorchio, in
           modo tale che il coefficiente massimo di attrito, F, sia pari a 0,15.
3.8.       Piastre di montaggio per ralle
           La prova dinamica per le ralle descritta al paragrafo 3.7.3. e la prova
           statica descritta al paragrafo 3.7.2. deve essere applicata anche alle piastre
           di montaggio. Nel caso delle piastre di montaggio è sufficiente limitarsi ad
           eseguire la prova di sollevamento su un unico lato. La prova deve basarsi
           sull'altezza d'installazione massima nominale per l'attacco, la larghezza
           massima nominale e la lunghezza minima nominale della configurazione
           della piastra di montaggio. Non è necessario eseguire tale prova se la
           piastra di montaggio in questione risulta identica ad una già sottoposta a
           questa prova, tranne per il fatto che è più stretta e/o più lunga e di altezza
           totale inferiore. Non è ammesso l'utilizzo di metodi di calcolo in
           alternativa alle prove proprietà fisiche.
3.9.       Perni di ralla di semirimorchi
3.9.1.     Una prova dinamica caratterizzata da una sollecitazione alternata deve
           essere eseguita su un campione montato su un impianto di prova. Il
           collaudo del perno di attacco non deve essere eseguito
           contemporaneamente al collaudo della ralla. La prova deve essere eseguita
           facendo in modo che la forza sia applicata anche ai dispositivi di fissaggio
           necessari a montare il perno di attacco al semirimorchio. Non è ammesso
           l'utilizzo di metodi di calcolo in alternativa alle prove fisiche.
3.9.2.     Una prova dinamica con forza orizzontale alternata pari a Fhw = ±0,6 D
           deve essere applicata al perno di attacco nella posizione di funzionamento.
           L'asse della forza deve passare attraverso il centro del diametro minore
           della parte cilindrica del perno di attacco avente diametro di 50,8 mm per
           la classe H50 (cfr. allegato 5, figura 18).
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                                                Allegato 7
               INSTALLAZIONE E PRESCRIZIONI SPECIALI
1.              Installazione e prescrizioni speciali
1.1.            Fissaggio dei ganci a sfera e dei supporti
1.1.1.           I ganci a sfera e i supporti devono essere fissati ai veicoli delle categorie
                M1, M2 (con massa massima ammessa inferiore a 3,5t) e N1 1 in
                conformità alle quote relative a gioco e altezza indicate nella figura 25.
                L'altezza deve essere misurata alle condizioni di carico del veicolo
                indicate nell'appendice 1 del presente allegato.
                Il requisito di altezza non si applica nel caso di veicoli fuoristrada di
                categoria G definiti nell'allegato 7 della Risoluzione consolidata sulla
                costruzione dei veicoli (R. E. 3) (documento TRANS/
                /WP.29/78/Rev.1/Mod.2).
1.1.1.1.        Lo spazio libero illustrato nelle figure 25a e 25b può essere occupato da
                attrezzatura non smontabile, quale ad esempio la ruota di scorta, a
                condizione che la distanza tra il centro della sfera e il piano verticale nel
                punto più arretrato dell'attrezzatura non superi i 300 mm. L'attrezzatura
                deve essere montata in modo da consentire adeguato accesso per
                l'agganciamento e lo sganciamento senza rischi di infortuni per
                l'utilizzatore e senza interessare l'articolazione dell'attacco.
1.1.2.          Per i ganci a sfera e i supporti il costruttore del veicolo deve fornire le
                istruzioni di montaggio e dichiarare l'eventuale necessità di rinforzare la
                superficie di fissaggio.
1.1.3.           Deve essere possibile agganciare e sganciare gli attacchi a sfera quando
                l'asse longitudinale degli attacchi a sfera rispetto all'asse del supporto e
                della sfera attacco:
                è ruotato orizzontalmente di 60° verso destra o sinistra, (β = 60°, cfr.
                figura 25);
                è ruotato verticalmente 10° sopra o sotto(α = 10°, cfr. figura 25);
                è ruotato assialmente di 10° verso destra o sinistra.
1
  Cfr. le definizioni nel regolamento n. 13 allegato all'Accordo del 1958 relativo all'adozione di
prescrizioni tecniche uniformi per i veicoli su ruote, le attrezzature e i componenti che possono essere
montati e/o usati sui veicoli e le condizioni per il reciproco riconoscimento delle omologazioni
rilasciate sulla base di dette prescrizioni. La definizione figura anche nell'allegato7 della Risoluzione
consolidata sulla Costruzione dei veicoli (R. E. 3) (documento TRANS/ WP. 29/ 78/ rev. 1/ Modifica.
2).
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              spazio libero
                                                                   (cfr. l'allegato 7,
 piano verticale                                                   par. 1.1.1.)
 situato all'estremità
 della lunghezza
 complessiva del
 veicolo
                              suolo
  Figura 25 (a) - Spazio libero per il gancio a sfera e altezza del gancio a sfera –
                                       vista laterale
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                                                                    spazio libero
                                                                      piano verticale
                                                                      situato all'estremità
                                                                      della lunghezza
                                                                      complessiva del
                                                                      veicolo
         Figura 25 (b) - Spazio libero per il gancio a sfera – vista in pianta
1.1.4.      Quando il rimorchio non è agganciato al veicolo trainante, il supporto
            installato e il gancio a sfera non devono mascherare lo spazio previsto per
            il montaggio della targa d'immatricolazione posteriore né ridurne la
            visibilità della targa posteriore del veicolo trainante. Se il gancio a sfera o
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           altri elementi nascondono la targa d'immatricolazione posteriore, essi
           devono poter essere smontati o riposizionati senza ricorrere ad attrezzi,
           fatta eccezione, ad esempio, per una chiave di facile utilizzo (ovvero con
           sforzo non superiore a 20 Nm) conservata a bordo del veicolo.
1.2.       Fissaggio di attacchi sferici
1.2.1.     Gli attacchi sferici della classe B sono ammessi per i rimorchi di massa
           massima pari o inferiore a 3,5 tonnellate. Con il rimorchio in posizione
           orizzontale e trasportando il carico sull'asse massimo consentito, gli
           attacchi sferici devono essere installati in modo tale che l'asse della
           superficie sferica che alloggia la sfera sia 430 ±35 mm sopra il piano
           orizzontale su cui poggiano le ruote del rimorchio.
           Nel caso di caravan e rimorchi merci, la posizione orizzontale si ottiene
           quando il pianale o la superficie di carico sono orizzontali. Nel caso di
           rimorchi senza tale superficie di riferimento (ad esempio rimorchi per
           imbarcazioni o simili) il costruttore del rimorchio indicherà una linea di
           riferimento opportuna che definisce la posizione orizzontale. Il requisito
           di altezza si applica unicamente ai rimorchi destinati al fissaggio sui
           veicoli di cui al paragrafo 1.1.1. del presente allegato.
           In ogni caso la posizione orizzontale deve essere determinata con una
           tolleranza di ±1°.
1.2.2.     Deve essere possibile azionare gli attacchi sferici in tutta sicurezza entro
           lo spazio libero del gancio a sfera indicato nelle figure 25a e 25b, fino a
           un angolo di α = 25° e β = 60°.
1.3.       Fissaggio dei dispositivi di attacco di timone e blocchi di montaggio
1.3.1.     Quote di montaggio per dispositivi di attacco di timone standard:
           Nel caso di dispositivi di attacco di timone di tipo standard devono essere
           rispettate le quote di montaggio sul veicolo indicate nella figura 15 e nella
           tabella 10.
1.3.2.     Casi in cui sono necessari attacchi comandati a distanza
           se una o più delle seguenti prescrizioni riguardanti l'azionamento semplice
           e sicuro (paragrafo 1.3.3.), l'accessibilità (paragrafo 1.3.5.) oppure lo
           spazio libero per la leva a mano (paragrafo 1.3.6.) non possono essere
           soddisfatte, si adotterà un attacco con un dispositivo di comando a
           distanza descritto nell'allegato 5, paragrafo 12.3.
1.3.3.     azionamento facile e sicuro dell'attacco
           i dispositivi di attacco di timone devono essere montati sul veicolo in
           modo da presentare un azionamento facile e sicuro.
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            Oltre alle funzioni di apertura (ed eventualmente di chiusura) ciò include
            anche la verifica della posizione dell'indicatore per le posizioni di chiusura
            e di bloccaggio del perno di attacco (a vista e al tatto).
            La zona occupata dalla persona che aziona l'attacco deve essere esente da
            possibili pericoli, quali spigoli ecc., intrinseci alla configurazione a meno
            che non siano protetti in modo da prevenire l'eventualità di infortuni.
            La via di fuga da questa zona non deve essere limitata o sbarrata su nessun
            lato ad opera di oggetti fissati agli attacchi o ai veicoli.
            Un eventuale dispositivo antincastro non deve impedire alla persona di
            adottare una posizione idonea all'azionamento dell'attacco.
          1.3.4.       Angolo minimo per l'agganciamento e lo sganciamento.
            L'agganciamento e lo sganciamento dell'occhione di timone deve essere
            possibile quando l'asse longitudinale dell'occhione di timone rispetto alla
            mezzeria della campana viene ruotato contemporaneamente:
            50° in orizzontale verso destra o sinistra;
            6° in verticale sopra o sotto.
            6° assialmente verso destra o sinistra.
            Questo requisito si applica anche agli attacchi a gancio della classe K.
1.3.5.      Accessibilità
            La distanza tra il centro del perno di attacco e il bordo della carrozzeria
            del veicolo non deve superare i 550 mm. Qualora la distanza superi i
            420 mm, l'attacco deve essere munito di meccanismo di azionamento che
            ne consenta l'azionamento sicuro a una distanza massima di 420 mm dal
            fianco esterno della carrozzeria.
            La distanza di 550 mm può essere aumentata come segue, a condizione
            che ne venga comprovata la necessità tecnica e che l'azionamento
            semplice e sicuro del dispositivo di attacco di timone non ne risulti
            pregiudicato:
            (i) una distanza fino a 650 mm per i veicoli con cassoni ribaltabili o
            attrezzatura a montaggio posteriore;
            (ii) una distanza fino a 1320 mm se l'altezza libera è di almeno 1150 mm;
            (iii) nel caso di bisarche con almeno due livelli di carico quando il veicolo
            trainato non è separato dal veicolo trainante durante le normali condizioni
            di trasporto.
1.3.6.      Spazio libero per la leva a mano
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           Al fine di consentire l'azionamento sicuro dei dispositivi di attacco di
           timone deve essere assicurato un adeguato spazio libero intorno alla leva a
           mano.
           Il gioco illustrato nella figura 26 è considerato sufficiente. Se i diversi tipi
           di dispositivi di attacco di timone standard sono destinati al montaggio sul
           veicolo, lo spazio libero deve essere tale che le condizioni siano
           soddisfatte anche per gli attacchi di dimensioni massime della relativa
           classe indicate nell'allegato 5, paragrafo 3.
                    Figura 26 - Spazio libero per la leva a mano
Le dimensioni del gioco si applicano anche, ove del caso, per i dispositivi di attacco di
timone con leve a mano rivolte verso il basso o di configurazione diversa.
Il gioco deve inoltre essere mantenuto entro l'angolazione minima specificata per
l'agganciamento e lo sganciamento di cui al paragrafo 1.3.4. del presente allegato.
1.3.7.     Gioco per assicurare libertà di movimento al dispositivo di attacco di
timone
           Il dispositivo di attacco di timone fissato al veicolo deve presentare una
           distanza minima di 10 mm da ogni altra parte del veicolo tenendo conto di
           tutte le posizioni geometriche possibili indicate nell'allegato 5, paragrafo
           3.
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          Se diversi tipi di dispositivi di attacco di timone standard sono destinati al
          montaggio sul tipo di veicolo, il gioco deve essere tale che le condizioni
          siano soddisfatte anche per l'attacco di dimensioni massime della relativa
          classe specificate nell'allegato 5, paragrafo 3.
1.3.8.    Per l'accettabilità dei dispositivi di attacco di timone con un giunto
          speciale per la rotazione verticale – cfr. allegato 5, paragrafo 3.4.
          I dispositivi di attacco che presentano un perno cilindrico e che realizzano
          la rotazione verticale dell'occhione di timone agganciato attraverso un
          giunto speciale saranno ammessi solo a condizione che ne venga
          dimostrata la necessità dovuta a ragioni di ordine tecnico. Un esempio può
          essere rappresentato dai cassoni ribaltabili posteriori quando l'attacco
          sferico deve essere articolato, oppure dagli attacchi di mezzi per trasporto
          pesante quando per esigenze di resistenza è necessario l'utilizzo di un
          perno di attacco cilindrico.
1.4.      Fissaggio di occhioni di timone e timoni su rimorchi.
1.4.1.    I timoni per rimorchi ad asse centrale devono presentare un dispositivo di
          sostegno che sia regolabile in altezza se la massa portante verticale in
          corrispondenza dell'occhione di timone sul rimorchio supera i 50 kg, con
          il rimorchio caricato uniformemente alla massa massima tecnicamente
          ammessa.
1.4.2.    Se gli occhioni di timone e il timone vengono fissati a rimorchi ad asse
          centrale che presentano una massa massima, C, superiore a 3,5 tonnellate
          e più assi, i rimorchi devono essere equipaggiati con un dispositivo per la
          condivisione del carico sull'asse.
1.4.3.    I timoni articolati devono essere distanti dal suolo. Devono trovarsi a
          un'altezza non inferiore a 200 mm dal suolo una volta lasciata la posizione
          orizzontale. Cfr. anche allegato 5, paragrafo 5.3. e 5.4.
1.5.      Fissaggio delle ralle, piastre di montaggio e perni di accoppiamento sui
          veicoli.
1.5.1.    Le ralle della classe G50 non devono essere montate direttamente sulla
          struttura del veicolo, salvo autorizzazione del costruttore del veicolo.
          Devono essere fissate alla struttura portante tramite una piastra di
          montaggio, attenendosi alle istruzioni di montaggio fornite dal costruttore
          del veicolo e dal costruttore dell'attacco.
1.5.2.    I semirimorchi devono essere muniti di carrello di appoggio o altra
          attrezzatura che consenta lo sganciamento e il parcheggio del
          semirimorchio. Se i semirimorchi sono equipaggiati in modo tale che il
          collegamento dei dispositivi di attacco, dei sistemi elettrici e dei sistemi
          frenanti sia automatico, il rimorchio deve presentare un carrello di
          appoggio automaticamente retrattile dal suolo una volta conseguito
          l'agganciamento del semirimorchio.
 ---pagebreak--- 27.12.2006       IT         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea             L 373/127
           Queste prescrizioni non sono valide nel caso di semirimorchi destinati a
           lavori speciali per i quali essi normalmente vengono separati
           esclusivamente in officina o quando le operazioni di carico e scarico
           avvengono in zone operative specificamente preposte.
1.5.3.     Il fissaggio del perno di ralla alla piastra di montaggio sul semirimorchio
           deve essere conforme alle istruzioni del costruttore del veicolo o del
           costruttore del perno di ralla.
1.5.4.     Se un semirimorchio è equipaggiato con cuneo di guida deve soddisfare le
           prescrizioni di cui all'allegato 5, paragrafo 7.8.
2.         COMANDO E INDICAZIONE A DISTANZA
2.1.       In fase di installazione di dispositivi di comando e indicazione a distanza è
           necessario osservare tutte le prescrizioni applicabili di cui all'allegato 5,
           paragrafo 12.
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                              Allegato 7 – Appendice 1
          CONDIZIONI DI CARICO PER LA MISURAZIONE
                 DELL'ALTEZZA DEL GANCIO A SFERA
1.          L'altezza deve essere conforme a quanto specificato all'allegato 7,
paragrafo 1.1.1.
2.          Nel caso dei veicoli di categoria M1 1/ la massa del veicolo a cui misurare
            questa altezza deve essere dichiarata dal costruttore di veicoli e deve
            essere indicata nel modulo di comunicazione (allegato 2). La massa sarà la
            massa massima ammessa distribuita tra gli assi come dichiarato dal
            costruttore di veicoli oppure la massa ottenuta caricando il veicolo in
            conformità al paragrafo 2.1. del presente allegato.
2.1.        Il valore massimo per la massa in ordine di marcia come dichiarato dal
            costruttore del veicolo trainante (cfr. paragrafo 6. del modulo di
            comunicazione, allegato 2); più
2.1.1.      due masse, ciascuna di 68 kg, posizionate alle due estremità di ciascuna
            fila di sedili, con i sedili nella posizione regolabile più arretrata per la
            guida e la marcia normale, e con le masse posizionate:
2.1.1.1.    per dispositivi e componenti di attacco in dotazione standard la cui
            omologazione è richiesta da un costruttore di veicoli, in un punto posto
            all'incirca 100 mm davanti al punto "R" per i sedili regolabili e 50 mm
            davanti al punto "R" per gli altri sedili, determinando il punto "R" in
            conformità al regolamento N. 14 paragrafo 5.1.1.2.; o
2.1.1.2.    per i dispositivi e componenti di attacco la cui omologazione è richiesta da
            un costruttore indipendente e destinati all'impiego nel mercato dei
            ricambi, in corrispondenza approssimativamente alla posizione di una
            persona seduta;
2.1.2.      Inoltre, per ciascuna massa di 68 kg, una massa aggiuntiva di 7 kg per il
            bagaglio personale deve essere distribuita uniformemente nel vano bagagli
            del veicolo;
3.          Nel caso di veicoli di categoria N1 1/, la massa del veicolo a cui misurare
            questa altezza deve essere:
3.1.        La massa massima ammessa distribuita tra gli assi dichiarata dal
            costruttore del veicolo trainante (cfr. paragrafo 6. del modulo di
            comunicazione, allegato 2).