CELEX: E2022P0003
Language: it
Date: 2022-01-28 00:00:00
Title: Ricorso proposto il 28 gennaio 2022 dall’Autorità di vigilanza EFTA contro l’Islanda (Causa E-3/22) 2022/C 114/05

10.3.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 114/6
            
         
      Ricorso proposto il 28 gennaio 2022 dall’Autorità di vigilanza EFTA contro l’Islanda
      (Causa E-3/22)
      (2022/C 114/05)
      In data 28 gennaio 2022 dinanzi alla Corte EFTA ha proposto ricorso contro l’Islanda l’Autorità di vigilanza EFTA, rappresentata da Ingibjörg-Ólöf Vilhjálmsdóttir, Ewa Gromnicka, e Catherine Howdle, in qualità di agenti della suddetta Autorità, con sede in Avenue des Arts 19H, B-1000 Bruxelles, Belgio.
      L’Autorità di vigilanza EFTA chiede alla Corte EFTA di dichiarare che:
      Omettendo di impedire:
      
                  a)
               
               
                  lo smaltimento diretto di animali morti, rifiuti della macellazione e rifiuti della macellazione a domicilio di categoria 3 in discariche autorizzate in Islanda senza trasformazione preliminare, contrariamente a quanto disposto all’articolo 12, lettera c), all’articolo 13, lettera c), e all’articolo 14, lettera c), del regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002, modificato e adattato all’accordo SEE dagli adattamenti specifici e settoriali di cui all’allegato I di tale accordo;
                  e
               
            
                  b)
               
               
                  sotterramento in situ di animali morti e di rifiuti della macellazione a domicilio (incluso il materiale specifico a rischio di categoria 1), qualora non siano rispettate le condizioni di cui all’articolo 19 o 20 del regolamento (CE) n. 1069/2009, contrariamente a quanto disposto agli articoli 12, 13 e 14, del medesimo regolamento,
               
            l’Islanda è venuta meno agli obblighi di cui:
      
                  a)
               
               
                  all’articolo 4, paragrafo 3, del regolamento n. 1069/2009 di mantenere un sistema di controlli ufficiali al fine di verificare che gli operatori pertinenti soddisfino i requisiti di cui al predetto regolamento in materia di smaltimento dei sottoprodotti di origine animale;
               
            
                  b)
               
               
                  all’articolo 4, paragrafo 4, lettera b), del regolamento n. 1069/2009 di disporre nel loro territorio un adeguato sistema atto a garantire che i sottoprodotti di origine animale siano smaltiti a norma del predetto regolamento; e
               
            
                  c)
               
               
                  all’articolo 32, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione, del 25 febbraio 2011, recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano, e della direttiva 97/78/CE del Consiglio per quanto riguarda taluni campioni e articoli non sottoposti a controlli veterinari alla frontiera, modificato e adattato all’accordo SEE dagli adattamenti specifici e settoriali di cui all’allegato I di tale accordo, di adottare le misure necessarie per controllare il rispetto da parte degli operatori pertinenti dei loro obblighi in materia di smaltimento dei sottoprodotti di origine animale.
               
            
         Elementi di fatto e di diritto e motivi del ricorso
      
      
                  —
               
               
                  Con la presente domanda, l’Autorità di vigilanza EFTA chiede di dichiarare che l’Islanda non ha ottemperato agli obblighi imposti dal diritto del SEE relativamente allo smaltimento dei sottoprodotti di origine animale, in particolare gli animali morti, i rifiuti della macellazione e i rifiuti della macellazione a domicilio.
               
            
                  —
               
               
                  Le violazioni che costituiscono l’oggetto della domanda sono state scoperte in occasione di un sopralluogo di accertamento effettuato dall’Autorità di vigilanza nel settembre 2013. Nonostante il fatto che le autorità islandesi abbiano riconosciuto le carenze, un’ulteriore missione dell’Autorità di vigilanza nel giugno 2018 e un’ampia corrispondenza relativa all’intenzione dell’Islanda di ottemperare in un periodo di oltre nove anni, tali violazioni non sono state corrette.
               
            
                  —
               
               
                  L’Autorità di vigilanza chiede di dichiarare che con l’omessa prevenzione dello smaltimento di animali morti, rifiuti della macellazione e rifiuti della macellazione a domicilio di categoria 3 in discariche autorizzate e il sotterramento in situ di animali morti e di rifiuti della macellazione a domicilio (incluso il materiale specifico a rischio di categoria 1) in assenza delle condizioni statutarie affinché sia soddisfatto tale metodo di smaltimento, l’Islanda è venuta meno agli obblighi derivanti dal regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio e del regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione.