CELEX: 51997PC0591
Language: it
Date: 1997-11-13
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di biancheria da letto di cotone originaria dell'Egitto, dell'India e del Pakistan

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                      Bruxelles, 13.11.1997
                                                      COM(97) 591 dcf.
                                      Proposta di
                     REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di biancheria da letto di
                   cotone originaria dell'Egitto, dell'India e del Pakistan
                            (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                 Relazione
Oggetto:        Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un dazio
                antidumping definitivo sulle importazioni di biancheria da letto di
                cotone originaria dell'Egitto, dell'India e del Pakistan
1. Il 13 settembre 1996, la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento
   antidumping relativo alle importazioni di biancheria da letto di cotone originaria
   dell'Egitto, dell'India e del Pakistan.
2. La Commissione ha avviato un'inchiesta e ha avvisato le parti notoriamente
   interessate. Dato il gran numero di produttori esportatori dei paesi in questione e di
   produttori comunitari che hanno appoggiato la denuncia, si è deciso di applicare a
   questi due gruppi le tecniche del campionamento. Si sono inviati questionari sia alle
   società incluse nel campione che alle altre parti (segnatamente gli importatori) onde
   ottenere le informazioni che la Commissione riteneva necessarie ai fini dell'inchiesta.
3. La Commissione ha riscontrato che le importazioni da tutti e tre i paesi venivano
   effettuate a prezzi di dumping, costituivano sottoquotazioni rispetto ai prezzi dei
   produttori comunitari inclusi nel campione e causavano un pregiudizio all'industria
   comunitaria. La Commissione, inoltre, ha concluso che le misure antidumping erano
   nell'interesse della Comunità e ha istituito dazi antidumping provvisori nel giugno
   1997.
                                                l-
 ---pagebreak--- 4. Alle parti interessate al procedimento è stato concesso un mese per rendere note le
   loro osservazioni in merito alle conclusioni su cui si basavano le misure provvisorie.
5. Avendo esaminato tutte le informazioni ottenute e le osservazioni rese note nel corso
   del procedimento, la Commissione propone l'istituzione di dazi definitivi. Si è
   proceduto a determinati adeguamenti delle aliquote del dazio provvisorio e si è deciso
   di non applicare le misure definitive alla biancheria da letto tessuta a mano
   (artigianale).
6. La Commissione propone quindi al Consiglio di adottare l'allegata proposta di
   regolamento che istituisce dazi antidumping definitivi compresi tra il 2,6 e il 24,7%
   sulle importazioni dall'India, tra lo 0 e il 6,7% sulle importazioni dal Pakistan e tra
   l'8,7 e il 13,5% sulle importazioni dall'Egitto.
                                                -2
 ---pagebreak---                      REGOLAMENTO (CE) N. ..797 DEL CONSIGLIO
                                         del
 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di biancheria da letto tli
                     cotone originaria dell'Egitto, dell'India e del Pakistan
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, modificato con regolamento (CE) n. 2331/96 del 2 dicembre 19962,
in particolare gli articoli 9, paragrafo 4, e IO, paragrafo 2,
vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il Comitato consultivo,
considerando quanto segue:
 1
   GUL 56 del 6.3.1996, pag. 1.
2
   GUL 317 del 6.12.1996, pag. 1.
                                                    3-
 ---pagebreak---                                        A. PROCEDURA
 (1)     Con regolamento (CE) n. 1069/973 (in appresso denominato "regolamento
         provvisorio"), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle
        importazioni nella Comunità di biancheria da letto di cotone di cui ai codici NC
        6302 21 00, 6302 22 90, 6302 31 10, 6302 31 90 e 6302 32 90 originaria
        dell'Egitto, dell'India e del Pakistan.
(2)     Dopo l'istituzione delie misure antidumping provvisorie, alcune parli interessale
        hanno presentato per iscritto le loro osservazioni. Le parti che ne hanno fatto
        richiesta hanno avuto l'opportunità di essere sentite dalla Commissione. Le parti
        sono state informate dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si
        intendeva raccomandare l'istituzione di dazi antidumping definitivi e la
        riscossione definitiva, a concorrenza del livello di questi dazi, degli importi delle
        garanzie costituite a titolo di dazio provvisorio. Alle parti è stato inoltre concesso
        un periodo entro il quale presentare il loro punto di vista dopo la comunicazione
       delle suddette informazioni.
(3)    Si sono analizzate le osservazioni verbali e scritte presentate dalle parti interessate
       e, nei casi giudicati opportuni, se ne è tenuto conto ai Uni delle conclusioni
       definitive.
3
  GU L 156 del 13.6.1997, pag. 11.
                                                 -4
 ---pagebreak---                  B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
                       1. Richieste di esclusione dal procedimento
(4) Una volta comunicate le risultanze provvisorie, la Commissione ha ricevuto varie
    richieste di esclusione dal procedimento per determinati tipi di prodotti:
    - alcune parti hanno ribadito la richiesta di esclusione per il "seersucker", un
       tipo di biancheria da letto prodotto con sostanze chimiche, adducendo che non
       viene più fabbricato nella Comunità;
    - alcune parti hanno ribadito la richiesta di esclusione per la biancheria da letto
       sbianchita, destinata a enti quali ospedali, alberghi ecc. Una parte, inoltre, ha
       chiesto l'esclusione della biancheria da letto tinta destinala a questo tipo di
       enti. Le richieste sono state giustificate adducendo che gli enti utilizzatori
       richiedono una qualità speciale del prodotto, segnatamente quella con una
       tessitura pesante, che, secondo loro, non era fabbricata nella Comunità;
    - è stata chiesta anche l'esclusione degli articoli confezionati con tessuti ottenuti
       unicamente con telai a mano o a pedale (artigianali).
 ---pagebreak--- (5) La richiesta relativa al "seersucker" è stata respinta, non essendo state avanzate
    nuove argomentazioni a sostegno dopo l'istituzione delle misure provvisorie,
    sebbene l'industria comunitaria non produca prodotti identici. Si è pertanto
    concluso che questo tipo di prodotto rientra nel procedimento, in quanto possiede
    un numero di caratteristiche fisiche e di utilizzazioni in comune con altri tipi di
    biancheria da letto sufficiente per metterli in concorrenza tra di essi.
(6) Per quanto riguarda la richiesta di esclusione relativa a delcrminati tipi di
    biancheria da letto destinati agli enti, segnatamente i prodotti la cui tessitura
    supera un certo peso, si è riscontrato che nella Comunità veniva prodotta
    biancheria da letto con una tessitura più pesante (tra cui un tipo specifico
    denominato flanella). Inoltre, non si è potuta stabilire una netta separazione tra la
    biancheria da letto prodotta e venduta nella Comunità agli enti e ai privati e i tipi
    importati: tutti presentavano infatti un numero di caratteristiche fisiche, di
    funzioni e di impieghi sufficiente per essere considerati prodotti simili.
    Si è pertanto respinta la richiesta di escludere dal procedimento la biancheria da
    letto destinata agli enti e si confermano le conclusioni della Commissione di cui al
    punto 13 del regolamento provvisorio.
                                             -6
 ---pagebreak--- (7) Per quanto riguarda la richiesta di esclusione dei prodotti artigianali, sebbene
    l'uso di metodi di produzione diversi non incida di per sé sulla definizione del
    prodotto simile, si è riscontrato che le caratteristiche fisiche di questi prodotti
    erano diverse da quelle dell'altra biancheria da letto, segnatamente perché la
    trama e meno regolare e più rada. Il consumatore, quindi, ha una diversa
    percezione di questi prodotti, tanto più che spesso sono venduti attraverso canali
    particolari, quali i negozi tenuti da enti di beneficenza, a cui i produttori
    comunitari non hanno accesso.
    Si è quindi concluso che i prodotti tessuti a mano dovrebbero essere esclusi dal
    procedimento e, pertanto, esentati dal pagamento dei dazi se corredati di un
    certificato di origine artigianale (cfr. allegato II del presente regolamento)
    rilasciato dalle autorità competenti del paese esportatore.
                                 2. Prodotto simile
(8) Una volta comunicate le conclusioni provvisorie, alcune parli hanno ribadito
    quanto dichiarato nella fase provvisoria, vale a dire che le differenze tra tutta la
    biancheria da letto importata e tutta la biancheria da letto di produzione
    comunitaria erano tali che non si poteva parlare di prodotto simile ai sensi
    dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio (in
    appresso denominato "regolamento di base"). La Commissione ha esaminato
    queste dichiarazioni, ma non le ha accettate per i motivi di cui al punto 14 del
    regolamento provvisorio.
 ---pagebreak---                                      3. Conclusione
(9)  Dalle conclusioni di cui al punto 10 del regolamento provvisorio, modificate
     come indicato più sopra per i prodotti tessuti a mano, si evince che il prodotto in
     esame è la biancheria da letto di fibra di cotone, pura o mista con fibre sintetiche
     o artificiali o con lino, imbianchita, tinta o stampata. La biancheria da letto
     comprende, fra l'altro, le lenzuola, i copripiumini e le federe.
     Non rientrano nel presente procedimento né la biancheria da letto fatta
     esclusivamente di fibre sintetiche o artificiali né quella confezionata con tessuti
     artigianali.
     In base alle suddette esclusioni e precisazioni relative al prodotto, il presente
     procedimento si applica alla biancheria da letto di cui ai codici NC ex 6302 21 00,
     ex 6302 22 90, ex 6302 31 10, ex 6302 31 90 e ex 6302 32 90.
     In considerazione di quanto precede, e in mancanza di altre argomentazioni, si
     confermano le conclusioni di cui ai punti 10 e 14 del regolamento provvisorio
     relative alla definizione del prodotto e al prodotto simile.
       C. PRODUTTORI ESPORTATORI DEI PAESI IN QUESTIONE
      1. Richieste volte ad ottenere lo status di parti che hanno collaborato
(10) Solo dopo la selezione dei campioni di esportatori e, in molti casi, dopo la
     comunicazione delle risultanze preliminari dell'inchiesta alle parti che hanno
     collaborato, numerosi produttori esportatori dei paesi in questione si sono
     manifestati e hanno chiesto che venisse loro riconosciuto lo status di parti che
     hanno collaborato.
 ---pagebreak---   (11)    Dato che nessuno di questi produttori esportatori si è manifestato o ha fornito le
          informazioni ritenute necessarie per l'inchiesta entro i termini fissati nell'avviso
          di apertura4, lo status di parti che hanno collaborato non può essere concesso, in
          quanto ciò costituirebbe una discriminazione nei confronti delle altre parti clic
          hanno deciso di collaborare sin dall'inizio dell'inchiesta.
                                      2. Nuovi esportatori
 (12)     Dopo l'adozione delle misure provvisorie, un certo numero di esportatori dei
          paesi in questione si è manifestato, spesso a uno stadio molto avanzato
         dell'inchiesta, e ha chiesto lo status di nuovo esportatore. Alcuni di essi hanno
         debitamente dimostrato alla Commissione di non aver esportato il prodotto in
         questione nella Comunità durante il periodo dell'inchiesta, di aver cominciato a
         esportare nella Comunità dopo questo periodo o di aver assunto l'obbligo
         contrattuale irrevocabile di esportare un ingente quantitativo nella Comunità, e di
         non essere collegati a nessuno dei produttori esportatori nei rispettivi paesi
         esportatori oggetto delle misure antidumping per il prodotto in questione. Questi
         produttori esportatori, quindi, sono stati considerati nuovi esportatori e
         dovrebbero beneficiare, per quanto riguarda le misure definitive, dello slesso
         trattamento riservato ai produttori esportatori che hanno collaborato e che non
        rientrano nel campione, vale a dire di un dazio antidumping calcolato in
        conformità dell'articolo 9, paragrafo 6 del regolamento di base.
4
   GU C 266 del 13.9.1996, pag. 2.
 ---pagebreak--- (13)   Dovrebbe essere concesso lo stesso trattamento a tutti i nuovi produttori
       esportatori che, dopo l'adozione delle misure definitive, dimostreranno in modo
       adeguato alla Commissione che rispondono ai criteri suddetti.
                                        D. DUMPING
                                      1. Valore normale
(a) Metodo di costruzione del valore normale
(14)   Tre produttori esportatori egiziani hanno obiettato che, se le vendite sul mercato
       interno erano considerate non rappresentative per la valutazione degli utili,
       dovevano essere considerate non rappresentative anche per la valutazione delle
       spese generali, amministrative e di vendita.
       A tale riguardo, va osservato che il fatto che le vendite sul mercato interno del
       prodotto simile sembrino essere state effettuate, parzialmente o integralmente, in
       perdita non rende di per sé le spese generali, amministrative e di vendila
       corrispondenti inadatte per la costruzione del valore normale quando siano stati
       venduti quantitativi sufficienti rispetto al volume del prodotto in questione
       esportato nella Comunità.
(b) Costo di produzione
(15)   Come si è già spiegato al punto 36 del regolamento provvisorio, due produttori
       esportatori pakistani hanno dichiarato che, a causa di circostanze straordinarie
       derivanti dai gravissimi disordini politici a Karachi durante il periodo
       dell'inchiesta, i costi corrispondenti alla capacità inutilizzata non devono essere
       presi in considerazione per costruire il valore normale. Dopo l'istituzione delle
       misure provvisorie, queste società hanno ribadito 1' argomentazione e presentato
       nuovamente il loro calcolo dei costi corrispondenti alla capacità inutilizzata.
                                                - IO
 ---pagebreak---        A tale riguardo, va osservato che, secondo un estratto della Norma contabile
      internazionale n. 2 (IAS-2), citata da una delle società in questione, sebbene
      l'importo delle spese fisse di gestione assegnato a ciascuna unità di produzione
      non debba essere maggiorato per cause di bassa produzione o di impianti
      inutilizzati, le spese di gestione non assegnate sono comunque riconosciute come
      spese nel periodo in cui vengono sostenute. In altri termini, tutte le spese
      sostenute in un determinato periodo dovrebbero essere integralmente assorbite
      nello stesso periodo dal costo di produzione totale (costo di fabbricazione più le
      spese generali, amministrative e di vendita), a prescindere dal fatto che i costi
      corrispondenti alla capacità inutilizzata siano classificati come spese fisse di
      gestione, incluse nel costo di fabbricazione, o come parte delle spese generali,
      amministrative e di vendita. Le argomentazioni, quindi, sono state respinte perché
     il costo di produzione totale incluso nel valore normale costruito comprende sia il
     costo di fabbricazione che le spese generali, amministrative e di vendita.
(16) Un produttore esportatore pakistano ha sostenuto che il costo della materia
     iniziale (panno grezzo) indicato come parte del costo di fabbricazione
     comprendeva alcune spese generali, amministrative e di vendita. Nel costruire il
     suo valore normale, quindi, le spese generali, amministrative e di vendita indicate
     avrebbero dovuto essere detratte dal costo di produzione per evitare di calcolarle
     due volte. Dopo aver riesaminato i dati della società, la Commissione ha accettato
     la richiesta e ha modificato in tal senso i calcoli del dumping.
                                             -11 -
 ---pagebreak--- (e) Spese generali, amministrative e di vendita
(17)    Un produttore esportatore egiziano ha contestalo rinclusione di spese di
       finanziamento eccezionalmente elevate nella costruzione del suo valore normale,
       affermando che dette spese venivano sostenute da due società di Stato sulle
       vendite in perdita del prodotto simile sul mercato interno e pertanto non devono
       essere utilizzate per calcolare il valore normale costruito per una società privata,
       ma che a tal fine si deve stabilire un importo "equo" corrispondente alle spese
       generali, amministrative e di vendita. È stato inoltre affermato che questo importo
       equo potrebbe essere stabilito in base alle spese generali, amministrative e tli
       vendita della terza società di Stato oggetto dell'inchiesta, che ha realizzato vendile
       remunerative del prodotto simile sul mercato interno.
       Va sottolinato che, quando tutte le società operano in condizioni di libera
       concorrenza, le istituzioni comunitarie sono solite includere lutti i costi sostenuti
      per produrre e vendere il prodotto sul mercato interno, comprese le spese di
      finanziamento, nella costruzione del valore normale, a prescindere dal fatto che
      questi costi siano sostenuti da società di Stato o da società private. Inoltre, la
      prassi abituale nel costruire il valore normale per le società che non vendono sul
      mercato interno consiste nell'utilizzare la media ponderata delle spese generali,
      amministrative e di vendita di tutte le società esaminate che vendono il prodotto
      simile sul mercato interno, a norma dell'articolo 2, paragrafo 6, lettera a) del
      regolamento di base. Si conferma pertanto il metodo usalo per la società in
      questione, spiegato al punto 32 del regolamento provvisorio.
                                               - 12
 ---pagebreak--- (d) Margine di utile sul mercato interno
(18)  Tutti i produttori esportatori indiani hanno contestato l'uso del margine di utile
      effettivo realizzato da una società indiana sulle vendite rappresentative e
      remunerative sul mercato interno per costruire il valore normale delle altre società
      indiane. Essi hanno dichiarato che questo margine di utile è eccezionalmente
      elevato perché si riferisce in larga misura alle vendite dei prodotti di marca sul
      mercato interno e che, dato che le esportazioni riguardavano esclusivamente
      prodotti non di marca, dette vendite sul mercato interno non consentono un valido
      confronto ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento di base. Inoltre,
      quattro di questi produttori esportatori hanno dichiarato che detto margine di utile
      non è calcolato in rapporto alle medie ponderate degli utili degli altri esportatori o
      produttori in conformità dell'articolo 2, paragrafo 6, lettera a) del regolamento di
      base, ma corrisponde soltanto a un produttore esportatore. A tale riguardo, è stato
      aggiunto che, affinché l'importo degli utili sia veramente equo, non si devono
      comunque superare i profitti realizzati sulle vendite di prodotti della stessa
      categoria generale.
      Va osservato che il margine di profitto utilizzato per costruire il valore normale
      corrisponde alla media ponderata del profitto realizzato sulle vendite interne dei
      tipi remunerativi di prodotti, di marca e non, effettuate dalla società indiana in
      questione e che, se la richiesta fosse stata accettata, i produttori ne avrebbero
      risentito, in quanto il margine di profitto utilizzato è inferiore a quello realizzato
      dalla stessa società sulle sole vendite interne di prodotti non di marca.
                                                 13
 ---pagebreak---      Quanto al fatto che si sia utilizzato il margine di utile di un'unica società, va
     ricordato che l'inchiesta è stata circoscritta a un campione di produttori
     esportatori in conformità dell'articolo 17 del regolamento di base e che la gran
     maggioranza delle società indiane che hanno collaborato è orientata verso
     l'esportazione e non vende il prodotto simile sul mercato interno. La
     Commissione ha incluso nel campione cinque produttori esportatori indiani, due
     dei quali avevano dichiarato, al momento della selezione, di avere venduto il
     prodotto simile sul mercato interno. Nondimeno, come si è detto al punto 23 del
     regolamento provvisorio, l'inchiesta ha dimostrato che solo un produttore aveva
     effettuato vendite rappresentative del prodotto simile sul mercato interno nel
     periodo esaminato. Inoltre, il riferimento di cui all'articolo 2, paragrafo 6, lettera
     a) del regolamento di base alla media ponderata dei profitti stabiliti per altri
     esportatori o produttori non preclude la possibilità di determinare questo importo
     rispetto alla media ponderata delle operazioni e/o dei tipi di prodotti di un unico
     esportatore o produttore. Pertanto, non si ritiene giustificato stabilire l'importo
     degli utili in conformità dell'articolo 2, paragrafo 6, lettere b) o e) del
     regolamento di base, come richiesto dalle società indiane in questione.
(19) Un produttore esportatore indiano ha dichiarato che il carattere remunerativo delle
     sue vendite interne avrebbe dovuto essere valutato solo in base ai tipi del prodotto
     in questione venduti sia sul mercato interno che sul mercato comunitario.
                                              14
 ---pagebreak---      Va osservato tuttavia che, a norma dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di
     base, le vendite del prodotto simile destinato al consumo interno sono di norma
     utilizzate per determinare il valore normale se il volume di tali vendite
     corrisponde almeno al 5% del volume delle vendite del prodotto alla Comunità.
     Pertanto, per stabilire il margine di utile sul mercato interno si sono utilizzate, se
     del caso, tutte le vendite sul mercato interno del prodotto simile destinato al
     consumo interno, a prescindere dal fatto che i tipi di prodotti specifici fossero
     anche esportati nella Comunità.
     Si confermano pertanto i metodi e le conclusioni di cui ai punti 23-36 del
     regolamento provvisorio.
                               2. Prezzo all'esportazione
(20) Un produttore esportatore pakistano che ha venduto parte delle sue esportazioni
     ad un importatore collegato con sede nella Comunità ha obiettalo che non si
     dovrebbe costruire il prezzo all'esportazione per le operazioni effettuate tramite
     l'importatore collegato, in quanto tutti i prezzi applicati all'importatore collegato
     erano a condizioni di mercato e in linea con quelli applicati ai clienti non
     collegati nella Comunità. Pertanto, il prezzo all'esportazione effettivo applicato
     all'importatore collegato dovrebbe essere considerato attendibile e utilizzato nei
     calcoli del dumping.
     Ogniqualvolta il prezzo all'esportazione non è attendibile a causa tli
     un'associazione o di un'intesa compensativa tra l'esportatore e l'importatore, le
     istituzioni comunitarie sono solite costruirlo in conformità dell'articolo 2,
     paragrafo 9 del regolamento di base. Nella fattispecie, l'inchiesta ha rivelato che
                                               15-
 ---pagebreak---      tutte le rivendite successive dell'importatore collegato ad acquirenti indipendenti
     erano state effettuate in perdita, per cui i prezzi applicati dall'esportatore
     all'importatore collegato sono stati considerati non attendibili. Si conferma
     pertanto il metodo utilizzato per determinare il prezzo all'esportazione, spiegati)
     ai punti 37 e 38 del regolamento provvisorio.
                                      3. Confronto
(21) Un produttore esportatore indiano ha contestato il rifiuto della Commissione di
     concedere un adeguamento per lo stadio commerciale.
     L'articolo 2, paragrafo 10, lettera d) del regolamento di base impone di dimostrare
     che il prezzo all'esportazione si riferisce a uno stadio commerciale diverso da
     quello del valore normale e che la differenza incide sulla comparabilità dei prezzi,
     come è dimostrato dalle costanti ed evidenti differenze tra le funzioni e i prezzi
     del venditore per i diversi stadi commerciali sul mercato interno del paese
     esportatore. Pertanto, in mancanza di prove sufficienti, l'argomentazione è stata
     respinta per i motivi già spiegati al punto 40 del regolamento provvisorio.
(22) La stessa società indiana ha contestato altresì il rifiuto della Commissione tli
     concedere adeguamenti del valore normale per determinate spese di vendita.
     L'obiezione è stata temporaneamente respinta perché gli adeguamenti richiesti
     superavano le spese incorporate nel valore normale costruito.
     Sempre per gli stessi motivi, si è dovuta respingere anche la nuova richiesta della
     società.
                                              - 16-
 ---pagebreak---       Alla fine, tuttavia, si è deciso di concedere un adeguamento limitato alle spese (ad
      esempio, le commissioni e il nolo) che potevano essere individuate
      nell'assegnazione delle spese generali, amministrative e di vendita presentate
      dalla società in risposta al questionario della Commissione, verificate durante
      l'inchiesta e incorporate nel valore normale costruito.
(23) Questa società indiana, inoltre, ha contestato il rifiuto della Commissione di
     concedere un adeguamento del valore normale per le spese di credito.
     Come si è spiegato al punto 44 del regolamento provvisorio, la richiesta è stata
     respinta perché tutte le merci vendute sul mercato interno dalla società in
     questione sono state consegnate solo dopo il pagamento. Pertanto, dato che il
     venditore ha ceduto all'acquirente l'uso o il possesso delle merci solo al momento
     del pagamento, non si può sostenere che il venditore abbia concesso un credito.
(24) Anche un produttore esportatore pakistano ha contestato il rifiuto della
     Commissione di concedere un adeguamento del valore normale per il costo del
     credito. A sostegno della sua affermazione, gli sono state chieste informazioni
     supplementari dopo l'istituzione delle misure provvisorie.
     Dato che le informazioni fornite non smentivano, ma completavano in modo
     soddisfacente i dati verificati in precedenza dalla Commissione presso la sede
     della società in questione, la richiesta di adeguamento relativa al costo del credito
     è stata accettata e i calcoli sono stati riveduti in tal senso.
                                                 17
 ---pagebreak--- (25)  Tutti i produttori esportatori pakistani hanno contestato il modo in cui la
      Commissione aveva calcolato l'adeguamento per gli oneri air importazione e per i
      dazi imposti sul prodotto simile, in particolare su determinate materie fisicamente
      incorporate in detto prodotto, quando era destinato al consumo in Pakistan, e
      rimborsati all'esportazione del prodotto a norma della legislazione pakistana. Essi
      hanno affermato che l'importo dell'adeguamento dovrebbe essere espresso in
      percentuale del costo di produzione e che la stessa percentuale dovrebbe poi
      essere detratta dal valore normale.
      Quest'argomentazione non tiene conto del fatto che una percentuale di tal genere,
      calcolata in riferimento al costo di produzione, dovrebbe essere applicata su base
      appropriata e che, essendo l'equivalente di un prezzo interno, il valore normale
      non può essere considerato tale. L'argomentazione, pertanto, è stata respinta.
 (26) Una società pakistana ha dichiarato che la Commissione aveva sottovalutalo
       l'importo dell'adeguamento per gli oneri all'importazione e per i dazi applicati al
       prodotto simile nel calcolare il dumping per determinati tipi di prodotto.
       La Commissione ha riveduto i calcoli e, se del caso, ha accettato questa
       argomentazione.
 (27)  Secondo le autorità pakistane, l'adeguamento per la restituzione del dazio
       concesso ai produttori esportatori che hanno collaborato non è sufficiente. Pur
       ammettendo che la legislazione pakistana pertinente menziona solo un numero
        limitato di materie importate (alcune tinture e alcuni prodotti chimici), che
        possono beneficiare della restituzione se il prodotto finito viene esportato, e che la
                                                 18-
 ---pagebreak--- Commissione ha concesso un adeguamento per questo motivo, essi sostengono
che, fornendo la prova delle esportazioni effettuate, gli esportatori pakistani
ricevono un rimborso anche per le altre imposte indirette e per i dazi applicati alle
vendite del prodotto simile sul mercato interno, e che si dovrebbe concedere un
adeguamento anche per questo rimborso.
A tale riguardo, va osservato che per tutti gli adeguamenti concessi a norma
dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera b) del regolamento di base occorre dimostrare
che esiste una differenza tra i fattori che incidono sulla comparabilità dei prezzi, e
tra l'altro che il costo corrispondente, nella fattispecie gli oneri all'importazione o
le imposte indirette, è stato effettivamente sostenuto dal produttore esportatore per
il prodotto in questione se destinato al consumo nel paese esportatore, e non e
stato riscosso o rimborsato per il prodotto esportato nella Comunità. Né i
produttori esportatori pakistani né le autorità del Pakistan hanno potuto
dimostrare l'esistenza di un legame tra le altre imposte indirette e gli altri dazi
pagati e gli importi restituiti. Inoltre, le autorità del Pakistan non sono state in
grado di precisare le imposte indirette e i dazi per i quali sarebbe stato concesso
un rimborso supplementare. La richiesta, quindi, è stata respinta.
Sono pertanto confermate le conclusioni di cui ai punti da 39 a 45 del
regolamento provvisorio, salvo diverse disposizioni dei punti precedenti.
                                          -19
 ---pagebreak---                                    4. Margini di dumping
 (a) Metodo generale
 (28)   I rappresentanti dei produttori esportatori indiani ed egiziani che hanno
        collaborato ma che non sono stati inclusi nel campione, e quindi neanche
        nell'inchiesta, hanno obiettato che non si dovrebbe tener conto dei margini tli
        dumping stabiliti per le società di Stato esaminate nel calcolare i margini di
       dumping da attribuire alle società private non contemplate dall'inchiesta.
       Come si è già spiegato, la Commissione non può fare distinzioni tra società
       pubbliche e private se operano tutte in condizioni di libero mercato.
       L'argomentazione, quindi, non può essere accettata e vengono confermati i punti
       46-48 del regolamento provvisorio.
(b) Margini di dumping per le società del campione
(29)   Il confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, effettuato secondo il
       metodo del regolamento provvisorio e previo esame, se del caso, delle
       argomentazioni presentate dalle parti interessate, ha messo in luce l'esistenza di
       pratiche di dumping per tutte le società oggetto dell'inchiesta. I margini di
       dumping definitivi, espressi in precentuale del prezzo all'importazione CIF alla
       frontiera comunitaria, sono i seguenti:
                                                 20-
 ---pagebreak---  India
Anglo French Textiles                        24,7%
 The Bombay Dyeing & Manufacturing Co Ltd      7,7%
Nowrosjee Wadia & Sons Ltd                     7,7%
Madhu Industries Ltd                         17,0%
Madhu International                          17,0%
Omkar Exports                                14,2%
Prakash Cotton Mills Ltd                      2,6%
Egitto
Damietta Spinning & Weaving Co               13,5%
El Nasr Wool and Selected Textiles Co (STIA) 13,5%
Orient Linen & Cotton Co                     13,5%
Stephanie Textile                             8,7%
Pakistan
Al-Abid Silk Mills Ltd                        6,7%
Al Abid Export (Pvt) Ltd                      6,7%
Al-Karam Textile Mills Ltd                    1,3% (minimo)
Fateh Textile Mills Ltd                       6,3%
Gul Ahmed Textile Mills Ltd                   0,1% (minimo)
Excel Textile Mills Ltd                       0,1% (minimo)
Mohammad Farooq Textile Mills Ltd             1,8% (minimo)
                             -21
 ---pagebreak--- (e) Margini di dumping per le società che hanno collaborato non incluse nel campione
(30)  Alle società che hanno collaborato, non inserite nel campione (cfr. punti 17 e 21
      del regolamento provvisorio e punti 12 e 13 del presente regolamento), è stato
      assegnato il margine di dumping medio delle società del campione, ponderato
      sulla base del fatturato delle esportazioni nella Comunità. Ai sensi dell'articolo 9,
      paragrafo 6 del regolamento di base, ai fini del calcolo del margine di dumping
      medio non si è tenuto conto dei margini minimi. I margini di dumping definitivi,
      espressi in percentuale del prezzo all'importazione CIF alla frontiera comunitaria,
      sono i seguenti:
              India           11,6%
              Egitto          13,5% (per le società pubbliche)
              Egitto          13,0% (per le altre società)
              Pakistan         6,4%
      Le società che beneficiano di aliquote ridotte sono indicate in allegato al presente
      regolamento.
(d) Margine di dumping per le società che non hanno collaborato
(31)  Per le società che non hanno collaborato, è stato determinato un margine di
      dumping sulla base dei dati disponibili ai sensi dell'articolo 18 del regolamento di
      base. Dato l'elevato livello di collaborazione si è ritenuto opportuno fissare il
      margine di dumping per le società che non hanno collaborato in ciascun paese
      interessato al livello del margine di dumping più elevato accertato per una società
      in ciascun campione. Verrebbe infatti premiata l'omessa collaborazione se il
      margine di dumping attribuibile ai produttori esportatori che non si erano
      manifestati fosse inferiore al margine più elevato accertato per un produttore
      esportatore che ha collaborato.
                                               22
 ---pagebreak---       I    margini   di    dumping    definitivi,  espressi in  percentuale del   prezzo
      all'importazione CIF alla frontiera comunitaria, sono i seguenti:
              India             24,7%
              Egitto            13,5%
              Pakistan          6,7%
                            E. INDUSTRIA COMUNITARIA
                        1. Definizione dell'industria comunitaria
(32) Gli esportatori dei tre paesi esportatori hanno osservato che i produttori
     comunitari denunzianti considerati l'industria comunitaria rappresentavano solo il
     34% della produzione comunitaria globale. Ciò dimostra, a loro parere, che la
     maggior parte dei produttori comunitari di biancheria da letto non ha appoggiato
     la denuncia e quindi non dovrebbe aver subito alcun pregiudizio, e che quindi
     l'industria comunitaria non era rappresentativa della produzione comunitaria
     globale.
     Dopo l'istituzione delle misure provvisorie, tuttavia, hanno contestato i dazi solo
     due produttori comunitari non denunzianti, che inizialmente non avevano inviato
     alla Commissione nessuna osservazione in merito alla denuncia. La produzione
     combinata di questi due produttori era inferiore a un terzo della produzione totale
     dei denunzianti. Per tutta la durata del procedimento, quindi, i denunzianti hanno
     rappresentato molto più del 50% della produzione collettiva dei produttori che
     hanno appoggiato o contestato la denuncia.
                                                -23-
 ---pagebreak--- (33)  Gli esportatori pakistani hanno inoltre dichiarato che la Commissione non si era
      servita del test giusto per stabilire se i produttori comunitari che importano
     biancheria da letto dai paesi in questione dovessero essere esclusi dalla
     definizione dell'industria comunitaria (cfr. punti 52-55 del regolamento
     provvisorio). A fini di chiarezza, si conferma che il test di cui al punto 54
     consisteva nello stabilire se la biancheria da letto importata dai paesi in questione
     rappresentasse meno del 10% del fatturato delle società in questione per questo
     prodotto, anziché il 10% del fatturato totale. Il test ha dimostrato, come si
     conferma nel presente regolamento, che nessuna delle società inserite nel
     campione e scelte fra i 35 denunzianti aveva importato dai paesi in questione il
     prodotto oggetto del presente procedimento in quantità sufficienti per poter essere
     esclusa dalla definizione dell'industria comunitaria.
                                     2. Conclusione
(34) Concludendo, si conferma la conclusione che le 35 società denunziami
     rappresentano una proporzione maggioritaria della produzione comunitaria totale
     ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 4 del regolamento di base e costuiscono pertanto
     l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento di
     base.
                                                24-
 ---pagebreak---                                    F. PREGIUDIZIO
  1.    Valutazione cumulativa degli effetti delle importazioni oggetto di dumping
(35)  Gli esportatori pakistani hanno obiettato che non si sarebbero dovute cumulare le
      importazioni dal Pakistan con quelle originarie dell'India e dell'Egitto per la
     valutazione del pregiudizio, in quanto le importazioni dal Pakistan erano
     aumentate a un ritmo più lento rispetto a quelle dagli altri due paesi, il prezzo
     medio delle importazioni dal Pakistan era più elevato (dati Eurostat) ed era
     aumentato, mentre gli altri erano diminuiti, e i margini di dumping calcolati per il
     Pakistan erano in media circa metà di quelli degli altri due paesi.
     Nell'esaminare queste argomentazioni, si è riscontrato che le importazioni dal
     Pakistan erano comunque aumentate, anche se a un ritmo più lento rispetto a India
     ed Egitto (soprattutto per le limitazioni contingentali), e rimanevano le più elevate
     dei tre paesi esportatori. Per quanto riguarda i dati Eurostat relativi ai prezzi medi,
     va ricordato che raggruppano una vasta gamma di prodotti diversi. Fra i prodotti
     degli esportatori pakistani inseriti nel campione figura una proporzione più
     rilevante di prodotti di maggior valore (ad esempio, il satin e altri prodotti di filati
     di cotone più raffinati) rispetto ai produttori indiani ed egiziani inseriti nel
     campione. I dati relativi ai prezzi medi, quindi, sono slati notevolmente
     influenzati dalle differenze e dalle variazioni degli assortimenti di prodotti e non
     potevano giustificare un trattamento differenziato nell'analisi globale del
     pregiudizio.
     Infine, l'entità dei margini di dumping stabiliti per un determinato paese non
     costituisce, a meno che non si tratti di margini minimi, un criterio per decidere se
     procedere o meno ad una valutazione cumulativa degli effetti delle importazioni
     oggetto di dumping.
                                              -25
 ---pagebreak--- (36)   Si conferma pertanto la valutazione cumulativa del regolamento provvisorio, fatta
      a norma dell'articolo 3, paragrafo 4 del regolamento di base.
                    2. Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
(37)  Gli esportatori e gli importatori hanno dichiarato che l'analisi della Commissione,
      volta a valutare in che misura i prezzi delle importazioni in questione fossero
      inferiori a quelli dei produttori comunitari inseriti nel campione, e il successivo
      calcolo dei margini di pregiudizio non sono validi, per vari motivi:
      - in primo luogo, non sarebbero stati chiariti i criteri di selezione dei "prodotti di
          riferimento" su cui si è basata l'analisi;
     - in secondo luogo, i prodotti di riferimento rappresenterebbero, in alcuni casi,
          solo una modesta percentuale delle vendite nella CE degli esportatori dei paesi
          in questione inseriti nel campione, il che denoterebbe una mancanza di
         concorrenza tra i prodotti importati e quelli comunitari e una scarsa
         attendibilità dell'analisi;
     - in terzo luogo, nel confrontare i prezzi non si sarebbe tenuto debitamente conto
         delle differenze in termini di canali di vendita tra i produttori comunitari e gli
         esportatori dei paesi in questione;
     - in quarto luogo, si dovrebbe tener conto delle differenze in termini di qualità;
                                              -26
 ---pagebreak---      - in quinto luogo, i prodotti importati non possono essere confrontati con i
         prodotti comunitari che rientrano nella stessa definizione del prodotto tli
         riferimento, perché esistono altre differenze a livello di dimensioni, tessitura e
         finitura o perché la gamma di tessiture considerate paragonabili è troppo vasta.
(38) Per quanto riguarda il primo punto, si conferma che i prodotti di riferimento sono
     stati selezionati, per ciascun mercato analizzato, previa consultazione con
     l'associazione corrispondente dei produttori nazionali e in base alle informazioni
     di cui disponeva la Commissione. Si conferma inoltre che, come ha dimostrato
     l'inchiesta, le dimensioni, le tessiture e le finiture scelte per i prodotti di
     riferimento erano le più diffuse sui mercati in questione. Infine, né gli esportatori
     né i loro rappresentanti hanno mai definito altri prodotti da essi considerati più
     indicati per un'analisi delle sottoquotazioni.
     Quanto al secondo punto, va osservato che la vasta gamma di tipi di biancheria da
     letto limitava la proporzione delle vendite di ciascun esportatore che poteva essere
     accuratamente confrontata con le vendite dei produttori comunitari del campione.
     Dato che la Commissione intendeva procedere a confronti accurati (prendendo in
     considerazione solo i prezzi dei prodotti delle stesse dimensioni, tessiture e
     finiture) e che solo per un numero limitato di questi diversi prodotti si potevano
     ottenere informazioni attendibili in materia di prezzi entro i termini disponibili,
     non c'è da meravigliarsi se, in alcuni casi, la proporzione delle vendite di ciascun
     esportatore nella Comunità che si poteva ragionevolmente confrontare con quelle
     dei produttori comunitari inseriti nel campione non ha superato il 5%. Ciò vale, in
                                              -27
 ---pagebreak--- particolare, per gli esportatori che si concentrano su prodotti semplici, ad alto
volume (un segmento del mercato da cui l'industria comunitaria è largamente
esclusa a causa della penetrazione delle importazioni). Questt) fattore non invalida
né la constatazione che esistono vasti segmenti del mercato dove le importazioni
oggetto di dumping erano in concorrenza con la produzione comunitaria né il
metodo adottato per valutare la sottoquotazione, poiché i quantitativi globali sono
stati sempre considerati sufficientemente rappresentativi e, in molti casi,
superavano il 30%. Comunque sia, data la notevole intercambiabilità del prodotto
in questione, i bassi prezzi all'esportazione in un segmento del mercato avranno
effetti negativi anche sui prezzi dei segmenti adiacenti.
Per quanto riguarda il terzo punto, gli esportatori hanno dimostrato, a sostegno
delle loro affermazioni, che l'aumento totale del prezzo di esportazione CIF per
portarlo al prezzo finale al dettaglio era nettamente superiore al livello
dell'adeguamento concesso dalla Commissione per lo stadio commerciale. La
Commissione, tuttavia, non ha ritenuto pertinente l'informazione, poiché i prezzi
non venivano confrontati allo stadio della vendita al consumatore finale, ma allo
stadio della vendita al primo cliente indipendente. L'argomentazione degli
esportatori è stata quindi respinta.
Per quanto concerne il quarto punto, la richiesta di adeguamento per le differenze
di qualità si basava sul peso medio al m2 dei prodotti comunitari e di quelli
importati. Tuttavia, dato che il peso al m2 del tessuto dipende dalla tessitura, e clic
sono stati confrontati solo i prodotti equivalenti da questo punto di vista,
l'adeguamento non è giustificato e la richiesta è respinta.
                                         -28
 ---pagebreak---      Per quanto riguarda il quinto punto, la Commissione ha esaminato le
     argomentazioni ma non le ha potute accettare. Per giungere a questa conclusione,
     essa ha tenuto conto del gran numero di prodotti di riferimento, che consente
     un'analisi approfondita, e del fatto che le differenze rimanenti all'interno delle
     definizioni dei singoli prodotti di riferimento erano compensate da un confronto
     tra i prezzi effettuato in base alla media per kilo.
(39) Sono quindi confermate la conclusione del punto 79 del regolamento provvisorit),
     relativa alla sottoquotazione dei prodotti importati rispetto ai quelli dei produttori
     comunitari inseriti nel campione, e le conclusioni relative al livello della
     sottoquotazione.
                        3. Situazione dell'industria comunitaria
(40) Gli esportatori di tutti i paesi esportatori hanno contestato la validità dell'analisi
     del pregiudizio effettuata dalla Commissione, poiché nel valutare la situazione
     dell'industria comunitaria si faceva riferimento al notevole declino della
     produzione comunitaria totale. Essi hanno affermato in particolare che le
     informazioni sulle società non incluse nella definizione dell'industria comunitaria
     o che non producono più biancheria da letto non potevano essere utilizzate per
     elaborare una conclusione relativa al grave pregiudizio.
     Le argomentazioni sono state esaminate attentamente. Tuttavia, va osservalo che
     la conclusione relativa al grave pregiudizio si basava principalmente sulla minore
     redditività e sul contenimento dei prezzi dell'industria comunitaria registrati tra le
     società inserite nel campione.
                                               29-
 ---pagebreak--- (41) A norma dell'articolo 3 del regolamento di base, nel valutare il pregiudizio le
     istituzioni comunitarie devono tenere conto della situazione economica
     dell'industria comunitaria. Di norma, si analizza un periodo di quattro o cinque
     anni ("periodo di valutazione"), come è stato fallo anche nel presente
     procedimento. La valutazione si basa in genere su un'analisi dell'industria
     denunziante, e non necessariamente di società che rappresentino l'intera
     produzione comunitaria, visto che la situazione di una proporzione maggioritaria
     della produzione comunitaria è rappresentativa della produzione totale. La
     valutazione, tuttavia, deve tener conto anche della struttura e della natura
     dell'industria in esame. Nella fattispecie, l'industria è caratterizzata da un alto
     numero di operatori, per lo più piccole e medie imprese, e dal fatto che gli
     ostacoli all'uscita sono relativamente pochi, soprattutto perché i macchinari
     possono essere venduti o utilizzati per altri prodotti senza troppe difficoltà. È
     quindi probabile che il grave pregiudizio si manifesti attraverso l'uscita degli
     operatori economici nel periodo di valutazione.
     Di conseguenza, circoscrivere la valutazione del pregiudizio alle società che sont)
     ancora operative alla fine del periodo di valutazione (vale a dire, al momento in
     cui viene presentata la denuncia) e quindi possono sostenere attivamente una
     denuncia, significa che l'analisi non terrebbe conto del pregiudizio eventualmente
     subito dalle società che hanno chiuso prima di questa data. Inoltre, questa
     distorsione potrebbe essere ulteriormente aggravata dal fatto che le società
     denunzianti superstiti dell'industria comunitaria potrebbero aver tratto vantaggio,
     anche solo temporaneamente, dalla scomparsa delle altre società, con una
     conseguente sopravalutazione dei loro sviluppi positivi.
                                             -30-
 ---pagebreak---      Nella fattispecie, va osservato che 29 società dell'industria della biancheria da
     letto, un numero tutt'altro che trascurabile, hanno chiuso o smesso di produrre.
     Inoltre, considerati la notevole sottoquótazione accertata e il forte aumento dei
     volumi delle importazioni in questione e della quota di mercato corrispondente, la
     mancanza di misure antidumping comprometterebbe                  qualsiasi  sviluppo
     relativamente positivo dei produttori denunzianti.
                                    4. Conclusione
(42) E pertanto confermata la conclusione relativa al grave pregiudizio ai sensi
     dell'articolo 3, paragrafo 1 del regolamento di base.
                          G. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
(43) Gli esportatori di tutti i paesi interessati hanno affermato che qualsiasi grave
     pregiudizio era ascrivibile al calo del consumo del 7% verificatosi tra il 1992 e il
     periodo dell'inchiesta. Tuttavia, come si è detto al punto 105 del regolamento
     provvisorio, il crollo generalizzato delle vendite di tutti i produttori comunitari è
     stato nettamente superiore alla diminuzione globale del consumo. Gli esportatori
     hanno affermato altresì che per determinare se le importazioni oggetto di dumping
     causassero grave pregiudizio non si doveva tener conto dei dati relativi all'intera
     produzione comunitaria, ma questo suggerimento viene respinto per i motivi
     esposti ai punti 40 e 41. Si conferma pertanto che il calo del consumo non è in
     contraddizione con la conclusione secondo la quale le importazioni oggetto di
                                              31 -
 ---pagebreak---       dumping, considerate separatamente, hanno causato un grave pregiudizio
      all'industria comunitaria. Si confermano quindi le conclusioni relative al nesso
      causale tra le importazioni oggetto di dumping e il grave pregiudizio subito
      dall'industria comunitaria di cui ai punti 109-111 del regolamento provvisorit).
                        H. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
                              1. Interessi dei consumatori
(44)  Determinati importatori hanno dichiarato che l'impano sui consumatori è
      superiore a quello stabilito nel regolamento provvisorio. Nelle sue conclusioni
     provvisorie (punto 124 del regolamento provvisorio), la Commissione ha
     osservato che le importazioni oggetto del procedimento venivano vendute al
     cliente finale a prezzi nettamenti superiori al prezzo alla frontiera comunitaria, per
     cui il dazio rappresenterebbe una percentuale del prezzo finale al consumatore
     inferiore alla percentuale ad valorem riscossa. Dato che l'istituzione del dazio non
     farebbe aumentare le spese successive (trasporto, magazzinaggio e vendita al
     dettaglio), l'impatto delle misure proposte sui consumatori e stato giudicalo
     irrilevante.
(45) Alcune parti hanno contestato queste argomentazioni, sostenendo che i
     dettaglianti applicavano ai consumatori prezzi maggiorati secondo una
     percentuale fissa rispetto al loro prezzo d'acquisto, per cui il prezzo al
     consumatore aumentava secondo la stessa percentuale del dazio istituito, o
     addirittura che l'aumento percentuale del prezzo al consumatore era superiore al
     livello del dazio: i prodotti sarebbero stati venduti entro particolari forcelle di
     prezzi per cui, qualora un dazio portasse il prezzo di un dato prodotto al di sopra
     di una certa forcella, detto prezzo passerebbe alla forcella superiore, con un
     aumento anche del 20%.
                                               32
 ---pagebreak---      La Commissione ha ritenuto che queste argomentazioni non costituissero un
     motivo di discostarsi dalle conclusioni provvisorie. Si è concluso che la pressione
     della concorrenza fra dettaglianti dovrebbe far sì che gli aumenti dei prezzi ai
     consumatori non superino il rincaro direttamente attribuibile al dazio. Si conferma
     pertanto quanto concluso dalla Commissione nella fase provvisoria, ossia che il
     dazio avrebbe sui consumatori un impatto irrilevante, specialmente rispetto ad
     altri fattori quali le fluttuazioni valutarie. A tale riguardo va osservato che, dopo
     l'istituzione delle misure provvisorie, questa conclusione non è stata oggetto né di
     contestazioni né di commenti da parte delle organizzazioni che rappresentano i
     consumatori.
                            2. Interessi degli altri utilizzatori
(46) Dopo l'istituzione dei dazi provvisori, alcune parti hannt) sostenuto che i dazi
     avrebbero avuto gravi ripercussioni sulla loro attività. Si tratta in particolare di
     società che danno in affitto la biancheria agli alberghi e ad altri enti.
     Un'associazione che rappresenta questi utilizzatori si è manifestata prima
     dell'istituzione delle misure provvisorie ma, pur essendo stata invitata dalla
     Commissione a fornire informazioni pertinenti, non lo ha fatto.
     Analogamente, le parti manifestatesi dopo l'istituzione dei dazi provvisori sono
     state invitate a fornire informazioni pertinenti come, ad esempio, la proporzione
     dei loro costi rappresentata dagli acquisti di biancheria da letto, ma nessuna di
     esse Io ha fatto entro i termini specificati nel regolamento provvisorio. Alcune di
     esse hanno chiesto che determinati tipi di biancheria da letto fossero esclusi dal
     presente procedimento (cfr. punti 4 e 6), adducendone i molteplici impieghi e i
     frequenti
                                               -33
 ---pagebreak---       lavaggi industriali. La Commissione ha ritenuto pertanto che, anche se
      l'istituzione delle misure inciderebbe in una certa misura su queste attività, i costi
      iniziali per l'acquisto della biancheria da letto sarebbero irrilevanti rispetto alle
      spese sostenute in permanenza per il lavaggio, il ritiro e la consegna della
      biancheria. Non vi erano quindi motivi impellenti di non istituire le misure.
                              I. MISURE ANTIDUMPING
                                     1. Dazi definitivi
(47)  In tutti i casi, i margini di pregiudizio rimangono al di sopra dei margini di
      dumping. Occorre pertanto istituire un dazio antidumping definitivo al livello dei
      margini di dumping indicati ai punti 29-31, fatta ecccezione per le società con
      margini di dumping minimi, a cui non va applicato alcun dazio.
                           2. Riscossione dei dazi provvisori
 (48) L'entità dei margini di dumping stabiliti per i produttori esportatori e la gravità
      del pregiudizio subito dall'industria comunitaria giustificherebbero normalmente
      la riscossione definitiva dei dazi provvisori a concorrenza dei dazi definitivi.
                                              -34
 ---pagebreak---        Alcuni esportatori e importatori, tuttavia, hanno obiettato che il dazio provvisorio
       non era stato istituito entro il termine specificato nell'ultima frase dell'articolo 7,
       paragrafo 1 del regolamento di base. Non essendosi potuto stabilire con sicurezza
       se sia stato rispettato il termine in rapporto alle disposizioni del regolamento
       (CEE) n. 1182/71, che stabilisce le norme applicabili ai periodi, alle date e ai
       termini5, il Consiglio ritiene che, onde evitare incertezze giuridiche, sia opportuno
       non procedere alla riscossione definitiva dei dazi provvisori.
                 3. Certificazione degli articoli ottenuti con telai a mano
(49)  Per poter beneficiare dell'esenzione, i prodotti artigianali di cui al punto 7 devont)
      essere corredati di un certificato di origine artigianale rilasciato dalle autorità
      competenti del paese di origine utilizzando il modulo che figura all'allegato II. Il
      certificato di cui all'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 3030/93'' relativo alle
      norme comuni per le importazioni di taluni prodotti tessili da paesi terzi deve
      essere considerato sufficiente ai fini dell'esenzione.
(50)  La Commissione sorveglierà attentamente le importazioni di biancheria da letto
      artigianale dai paesi in questione e prenderà, all'occorrenza, le misure del caso.
5
  GUL 124 dell'8.6.1971, pag. 1.
6
  GUL 275 dell'8.11.1993, pag. 1.
                                                 35-
 ---pagebreak---                4. Future richieste di trattamento "nuovi esportatori"
(51) Dato che per l'inchiesta ci si è avvalsi del campionamento, nell'ambito del
     presente procedimento non è possibile avviare un riesame nei confronti dei nuovi
     esportatori a norma dell'articolo 11, paragrafo 4 del regolamento di base.
     Nondimeno, come risulta dai punti 12 e 13, per garantire un pari trattamento tra i
     veri nuovi produttori esportatori e le società che hanno collaborato non inserite
     nel campione si ritiene opportuno disporre che la media ponderata del dazio
     istituito su queste ultime sia applicata ai nuovi produttori esportatori che,
     diversamente, avrebbero diritto ad un riesame ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 4
     del regolamento di base.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                         Articolo 1
     È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di biancheria da
     letto di fibra di cotone, pura o mista con fibre sintetiche o artificiali o con lino
     (non essendo il lino la fibra dominante), imbianchita, tinta o stampata, originaria
     dell'India, del Pakistan e dell'Egitto, non contemplata dalle disposizioni
     dell'articolo 2, classificata ai seguenti codici NO.
                     Codice NC                  Codice Taric
                    ex6302 2100                 6302 2100 81
                                                6302 2100 89
                    ex6302 22 90                 6302 22 90 19
                     ex6302 31 10               6302 31 10 90
                     ex6302 3190                6302 3190 90
                     ex6302 32 90                6302 32 90 19
                                               -36
 ---pagebreak--- 2.      Fatte salve le disposizioni dei paragrafi 3 e 4, le aliquote del dazio antidumping
        defnitivo applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non
        corrisposto, sono le seguenti per i prodotti originari dei paesi sotto indicati:
                         Paese                               Aliquota del          Codice
                                                                dazio            addizionale
                                                                                    Taric
Egitto                                                     13,5%              89ÔÔ
India                                                      24,7 %             89ÔÔ
Pakistan                                                   6,7%               89ÔÔ
       I prodotti fabbricati e venduti per l'esportazione dai produttori esportatori
       elencati nell'allegato I sono soggetti alle seguenti aliquote del dazio antidumping:
                     Paese                          Aliquota del dazio    Codice addizionale
                                                                                  Taric
Egitto                                             Ï3~%                   8041
India                                              11,6%                  8042
Pakistan                                           6,4%                   8043
                                                 37-
 ---pagebreak--- 4.      I prodotti fabbricati e venduti per l'esportazione dalle società sotto elencate sont)
        soggetti alle seguenti aliquote del dazio antidumping:
Paese         Fabbricante                          Aliquota del dazio    Codice addizionale
                                                                         Taric
India        Anglo French Textiles                 24,7 %                8044
             The       Bombay      Dyeing      & 7,7%                    8045
             Manufacturing Co Ltd
             Nowrosjee Wadia & Sons Ltd            7,7%                  8045
             Madhu Industries Ltd                  17,0 %                8046
             Madhu International                   17,0 %                8046
             Omkar Exports                         14,2 %                8047
             Prakash Cotton Mills Ltd              2,6 %                 8048
Paese        Fabbricante                           Aliquota del dazio    Codice addizionale
                                                                         Taric
Egitto       Stephanie Textile                     8,7%                  8049
Paese        Fabbricante                           Aliquota del dazio    Codice addizionale
                                                                         Taric
Pakistan     Al-Abid Silk Mills Ltd                6,7%                  8050
             Al-Abid Export (Pvt) Ltd              6,7%                  8050
             Al-Karam Textile Mills Ltd            0,0%                  8051
             Fateh Textile Mills Ltd               6,3%                  8052
             Mohammad         Farooq     Textile 0,0%                    8051
             Mills Ltd
             Gui Ahmed Textile Mills Ltd           0,0%                  8051
             Excel Textile Mills Ltd               0,0%                  8051
                                                -38
 ---pagebreak--- 5. Salvo diversa indicazione, si applicazioni le disposizioni in vigore in materia di
   dazi doganali.
                                      Articolo 2
1. I prodotti classificati ai codici NC indicati all'articolo 1, paragrafo 1 e
   confezionati con tessuti ottenuti con telai azionati esclusivamente a mano o a
   pedale sono esentati dal dazio istituito all'articolo 1 del presente regolamento.
   (Codici TARIC 6302 21 00 21; 6302 21 00 29; 6302 22 90 li; 6302 31 10 10;
   6302 3190 10; 6302 32 90 11).
2. L'esenzione viene concessa unicamente ai prodotti che, all'immissione in libera
   pratica nella Comunità, sono corredati
   (i) di un certificato, rilasciato dalle autorità competenti del paese di origine,
   conforme al modello che figura nell'allegato II del presente regolamento o
   (ii) di un certificato rilasciato a norma dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n.
   3030/93.
3. I certificati rilasciati a norma del paragrafo 2, punto (i) sono validi solo se i paesi
   di origine hanno comunicato alla Commissione i nomi e gli indirizzi delle autorità
   governative situate sul loro territorio abilitate a rilasciare detti certificati,
   unitamente ai facsimili dei timbri utilizzati da queste autorità, nonché i nomi e gli
   indirizzi delle autorità governative preposte al controllo dei certificati. 1 timbri
   sono validi dalla data in cui la Commissione riceve i facsimili.
                                              39
 ---pagebreak--- 4.     I certificati rilasciati a norma del paragrafo 2 sono validi solo se nella casella n. 11
       sono state cancellate le opzioni (a) e (e) e se attestano che i prodotti in questione
       rispondono alla descrizione che figura nell'opzione (b).
5.     Si applicano, mutatis mutandis, le pertinenti disposizioni di applicazione del
       codice doganale comunitario, in particolare quelle sulla                  cooperazione
       amministrativa di cui agli articoli 93 e seguenti del regolamento (CEE) n.
      2454/937, modificato in particolare dal regolamento (CE) n. 12/978.
                                           Articolo 3
       Se un nuovo produttore esportatore di uno dei paesi in questione fornisce alla
       Commissione elementi di prova sufficienti per dimostrare che
                         nel periodo dell'inchiesta (dal 1° luglio 1995 al 30 giugno 1996)
                non ha esportato nella Comunità i prodotti descritti all'articolo I,
                paragrafo 1;
7
  GUL 253 dell'11.10.1993, pag. I.
«GUL 9 del 13.1.1997, pag. I.
                                                  40-
 ---pagebreak---                 non è collegato a nessuno degli esportatori o dei produttori del
        paese esportatore oggetto delle misure antidumping istituite dal presente
         regolamento;
                ha effettivamente esportato i prodotti in questione nella Comunità
        dopo il periodo dell'inchiesta su cui si basano le misure, o ha assunto
        l'obbligo contrattuale irrevocabile di esportare un ingente quantitativo
        nella Comunità,
il Consiglio, deliberando a maggioranza semplice su una proposta presentata dalla
Commissione previa consultazione del comitato consultivo, può modificare
l'articolo 1, paragrafo 3 del presente regolamento aggiungendo il nuovo
produttore esportatore all'elenco dell'allegato I menzionato nel suddetto articolo.
                                 Articolo 4
Gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio, istituito dal
regolamento (CE) n. 1069/97, sono liberati.
                                        -41 -
 ---pagebreak---                                          Articolo 5
        lì presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione
        sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in lutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                         Per il Consiglio
                                                 42-
 ---pagebreak---                                       ALLEGATO I
 EGITTO
 AMC Arab Metals Co., Cairo
 Dantex Ltd., Cairo
 Egyptex, Cairo
 El Naggar Egyptian Co. For Furniture Elmahalla
 Nile Tex, Alexandria
Wintex-Wahab International Textiles Ltd., Cairo
Zahret El Mehalla for Weaving, Mehalla El Kubra - El-Seka El-Wosta
INDIA
A. Shashikant & Co., Mumbai (Bombay)
Ajit Impex, Mumbai (Bombay)
Akai Impex Ltd., Mumbai (Bombay)
Alps Industries Ltd., Ghaziabad
Amitara Fabrics Pvt. Ltd., Mumbai (Bombay)
Anunay Fab. Pvt. Ltd., Ahmedabad
B.X. International, Mumbai (Bombay)
Badridass Gauridatt Pvt. Ltd., Mumbai (Bombay)
Brijmohan Purusottamdas, Mumbai (Bombay)
Bunts Exports Pvt. Ltd., Mumbai (Bombay)
Chhaganlal Kasturchand & Co. Ltd., Mumbai (Bombay)
                                           -43-
 ---pagebreak---  Classic Connections, Mumbai (Bombay)
 Concepts International India Pvt. Ltd., Gurgaon
 Cotfab Exports, Mumbai (Bombay)
 Country House, New Delhi
 Deepak Traders, Mumbai (Bombay)
 Dhanalakshmi Weaving Works, Cannanore
Divya Textiles, Mumbai (Bombay)
Dyna-Impex Pvt. Ltd., Mumbai (Bombay)
Elite Exports, Mumbai (Bombay)
Emperor Trading Company, Tirupur
Encore Themes, New Delhi
Govindji Trikamdas & Co., Mumbai (Bombay)
Hindustan Textiles, Cannanore
Ibats, New Delhi
Incotex, Mumbai (Bombay)
Indo Euro Textiles Pvt. Ltd., New Delhi
Indo Export Corporation, New Delhi
International Services, Chennai (Madras)
Intex Exports, Mumbai (Bombay)
Invitation Apparels Pvt. Ltd., Mumbai (Bombay)
Jindal India, Mumbai (Bombay)
Jindal Worldwide Ltd., Ahmedabad
K. Overseas, New Delhi
Kanodia Fabrics (International), Mumbai (Bombay)
Kaushalya Export, Ahmedabad
Kitu Bhandari Pvt. Ltd., New Delhi
Kothari Industrial Corporation Ltd., Chennai (Madras)
                                              -44-
 ---pagebreak---  Lakshmi Apparels and Wovens Limited, Coimbatore
 Mahalaxmi Exports, Ahmedabad
 Maritex Exports, Mumbai (Bombay)
 Marwaha Exports, New Delhi
 Milano International (India) Pvt. Ltd., Chennai (Madras)
 Minar Exports, Mumbai (Bombay)
 Mridul Enterprises, New Delhi
 Niaz International, Farrukhabad
 P.J. Exports, Mumbai (Bombay)
Patodia Syntex Ltd, Mumbai (Bombay)
Pattex Exports, Mumbai (Bombay)
Prem Textiles, Indore
Punch Exporters, Mumbai (Bombay)
Raghuvir Exim Ltd., Ahmedabad
Rajka Designs Pvt. Ltd., Ahmedabad
Sanna Inttex, Mumbai (Bombay)
Santex Exports, Mumbai (Bombay)
S. D. Enterprises, Mumbai (Bombay)
Shetty Garments Pvt. Ltd., Mumbai (Bombay)
Shivani Exports, Mumbai (Bombay)
Shorewala Exim Int'l, New Delhi
Shrijee Enterprises, Mumbai (Bombay)
Shruti Designs Pvt. Ltd., Mumbai (Bombay)
Sohanlal Balkrishna Export, Mumbai (Bombay)
Southern Sales & Services, Bangalore
Standard Industries Ltd., Mumbai (Bombay)
Starline Exports, Mumbai (Bombay)
                                              -45-
 ---pagebreak--- Sumangalam Exports Pvt. Ltd., Mumbai (Bombay)
Sunil Impex, Mumbai (Bombay)
Sunil Silk Mills, Mumbai (Bombay)
Sunny Made Ups, Mumbai (Bombay)
Suresh & Co., Mumbai (Bombay)
Surya International, Panipat
Syndicate Impex, Ahmedabad
Syntex Corporation Ltd., Mumbai (Bombay)
Tata Exports Limited, Mumbai (Bombay)
Texcellence Overseas, Mumbai (Bombay)
The Hindoostan Spg. & Wvg. Mills Ltd., Mumbai (Bombay)
The Ruby Mills Limited, Mumbai (Bombay)
Trend Setters, Mumbai (Bombay)
Trend Setters K.F.T.Z., Mumbai (Bombay)
Vepar Private Limited, Ahmedabad
Vigneshwara Exports Pvt. Ltd., Mumbai (Bombay)
Wooltop Weaves, Chennai (Madras)
PAKISTAN
Adamjees Impex International, Karachi
Afroze Textile Industries (Private) Ltd., Karachi
Amer Fabrics Limited, Lahore
Anjum Textile Mills (Private) Ltd., Faisalabad
Arzoo International (Pvt.) Ltd., Faisalabad
Arzoo Textile Mills Ltd., Faisalabad
                                               -46
 ---pagebreak---  Asco International (Pvt.) Ltd., Karachi
 Aziz Sons, Karachi
 B.I.L. Exporters, Karachi
 Be Be Jan Pakistan (Pvt.) Ltd., Faisalabad
 Bela Textiles Limited, Karachi
Dyer Textile & Printing Mills (Pvt.) Ltd., Karachi
Eksons Sales Organisation, Karachi
Elahi Enterprises Ltd., Lahore
Elasta Amtex Industries (Pvt.) Ltd., Karachi
Fairdeal Textiles (Pvt.) Ltd., Karachi
Faisal Industries, Karachi
Fashion Knit Industries, Karachi
Gohar Enterprises, Faisalabad
Gohar International (Pvt.) Ltd., Faisalabad
H.A. Industries (Private) Ltd., Faisalabad
Home Furnishings Ltd., Karachi
Kam International, Karachi
Kausar Textile Industries (Pty) Ltd., Faisalabad
Kohinoor Textile Mills Ltd., Rawalpindi
Latif Int'l (Pvt.) Ltd., Faisalabad
Liberty Mills Limited, Karachi
Linex International (Pvt.) Ltd., Karachi
Lotus Textile Industries Limited, Karachi
Lucky Impex, Karachi
Lucky Tex, Karachi
Lucky Textile Mills, Karachi
M.F.M.Y. Industries Ltd., Karachi
                                               -47-
 ---pagebreak--- M.R. Export (Private) Ltd., Lahore
Mukaty Corporation, Karachi
Nadia Textile International (Pvt.) Ltd., Lahore
Nakshbandi Industries Limited, Karachi
Nash Garments (Pvt.) Ltd., Karachi
Nina Industries Ltd., Karachi
Nishat Mills Limited, Karachi
Nishitex Enterprises, Karachi
Nu-tex (Pvt.) Ltd., Karachi
Parsons Industries (Pvt.) Ltd., Karachi
S.P.R.L. Rehman Brothers, Lahore
Sas Texexport (Pvt.) Ltd., Karachi
Shabbir Associates, Karachi
Sharif Textile Industries (Pvt.) Ltd., Faisalabad
Sitara Textile Industries (Pvt.) Ltd., Faisalabad
Syncotex Sa Agencies, Karachi
The Crescent Textile Mills Limited, Faisalabad
Today's Sportswear Inc., Karachi
Towellers Limited, Karachi
Unibro Industries Limited, Karachi
Union Exports (Pvt.) Ltd., Karachi
ZN Textiles (Pvt.) Ltd., Faisalabad
                                                  48
 ---pagebreak---                                                                          ALLEGATO II
   1    Exporter (name, full address, country)
                                                                                     ORIGINAL                     2  Nu
       Exportateur (nom, adresse complète, pays)
                                                                               CERTIFICATE in renard to HANDLOOMS, TEXTILE HANDICRAFTS and
                                                                                   TRADITIONAL TEXTILE PRODUCTS, of tlia COTTAOE INDUSTRY,
                                                                         issued in conformity with and under the conditions regulating trade in
                                                                                        textile product» with the European Community
       Consignee (name, full address, country)                                CERTIFICAT relatif aux TISSUS TISSSES SDR METIERS A MAIN, aux
       Destinataire (nom, adresse complète, pays)                              PRODUITS TEXTILES FAITS A LA MAIN, et aux PRODUITS TEXTILES
                                                                                  RELEVANT DU FOLKLORE TRADITIONNEL, DE FABRICATION ARTI-
                                                                           SANALE, délivré en conformité avec et sous les conditions régissant
                                                                             les échanges de produits textiles avec la Communauté Européenne
                                                                         4   Country of origin                   5   Country of destination
                                                                             Pays d'origine                          Pays de destination
   6   Place and date of shipment - Means of transport                     7 Supplementary details
      Lieu et date d'embarquement - Moyen de transport                       Données supplémentaires
      Marks and numbers - Number and kind of packages - DESCRIPTION OF GOODS |9                                      Quantity       10 FOB Value (1)
      Marques et numéros - Nombre et nature des colis - DESIGNATION DES MARCHAND Quantité                                                Valeur FOB (1)
   11 CERTIFICATION BY T H E C O M P E T E N T AUTHORITY - VISA D E L'AUTORITE C O M P E T E N T E
      I, the undersigned, certify that the consignment described above includes only thefollowingtextile products of the cottage industry of the country
      shown in box N°4 :
      a) fabrics woven on looms operated solely by hand of foot (handlooms) (2)
      b) garments or other textile articles obtained manually from the fabrics described under a) and sewn solely be hand without the aid of any machine
      (handicrafts) (2)                                                                                                                                    I
      c) traditional folklore handicraft textile products made by hand, as defined in the list agreed between the European Community and the country sh
i?    in box N" 4.                                                                                                                                         J
      Je soussigné certifie que l'envoi décrit ci-dessus contient exclusivement les produits textiles suivants relevant de la fabrication artisanale du pays
      figurant dans la case 4 :
      a) tissus tisssés sur des métiers actionnés à la main ou au pied (handlooms) (2)                                                                      |
      b) vêtements ou autres articles textiles obtenus manuellement à partir de tissus décrits sous a) et cousus uniquement à la main sans l'aide d'une
      machine (handicrafts) (2)                                                                                                                             I
      c) produits textiles relevant du folklore traditionnel fabriqués à la main, comme définis dans la liste convenue entre la Communauté européenne e
      pays indiqué dans la case 4.
   12 Competent authority (name, full address, country)
       Autorité compétente (nom, adresse complète, pays)                                 At-A.                            On-le
 o
                                                                                         Signature                                   Stamp - Cachet
                                                                                    ^9
 ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(97)591def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                      02 11
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-605-IT-C
                                                              ISBN 92-78-27453-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
1,-2985 Lussemburgo
                                                5o