CELEX: C2007/247/22
Language: it
Date: 2007-10-20 00:00:00
Title: Causa C-374/07 P: Ricorso proposto il 3 agosto 2007 dalla Mebrom NV avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) 22 maggio 2007 , causa T-198/05, Mebrom NV/Commissione delle Comunità europee

20.10.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 247/17
            
         Ricorso proposto il 3 agosto 2007 dalla Mebrom NV avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) 22 maggio 2007, causa T-198/05, Mebrom NV/Commissione delle Comunità europee
   (Causa C-374/07 P)
   (2007/C 247/22)
   Lingua processuale: l'inglese
   Parti
   
      Ricorrente: Mebrom NV (rappresentanti: avv.ti K. Van Maldegem e C. Mereu)
   
      Altra parte nel procedimento: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   La ricorrente conclude che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               dichiarare ricevibile e fondato il presente ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado;
            
         
               —
            
            
               annullare quanto disposto dal Tribunale di primo grado nella sentenza 22 maggio 2007, pronunciata nella causa T-198/05;
            
         
               —
            
            
               dichiarare ricevibili e fondate le domande della ricorrente nella causa T-198/05;
            
         
               —
            
            
               accogliere il ricorso di annullamento proposto in primo grado o, in subordine, ordinare il rinvio del procedimento al Tribunale di primo grado affinché decida sul merito; e
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta a sopportare tutte le spese di entrambi i procedimenti.
            
         Motivi e principali argomenti
   La ricorrente afferma che la sentenza impugnata dovrebbe essere annullata per i seguenti motivi:
   Distorsione dei fatti ed errore manifesto nella valutazione dei fatti;
   
               —
            
            
               errata valutazione di domande e risposte presentate come prove sotto forma di questionari;
            
         
               —
            
            
               errata valutazione dei questionari riguardanti l'uso stagionale del bromuro di metile;
            
         
               —
            
            
               omissione di cifre presentate dalla ricorrente e manifesta confusione fra le cifre relative alla vendite ed alle importazioni prodotte rispettivamente dalla ricorrente e dalla convenuta;
            
         
               —
            
            
               mancata debita considerazione delle cifre relative alle vendite;
            
         
               —
            
            
               contraddizioni e incoerenza nella valutazione giuridica dei fatti;
            
         
               —
            
            
               mancata valutazione delle prove nel complesso ed in forma combinata.
            
         Errata applicazione dei requisiti normativi per stabilire il danno effettivo:
   
               —
            
            
               confusione fra sussistenza del danno ed entità dello stesso;
            
         
               —
            
            
               confusione fra verifica della sussistenza del danno e verifica del nesso causale;
            
         
               —
            
            
               richiesta di mostrare che il danno non poteva essere artificiosamente prodotto.
            
         Il Tribunale ha gravato la ricorrente di un onere della prova sproporzionato ed ingiustificato.
   Contraddittorietà della motivazione.
   Errore procedurale nell'applicazione delle previsioni di legge relative all'acquisizione di nuove prove nel corso del procedimento.
   Violazione dei diritti della difesa, del diritto ad un dibattimento equo ed alla parità delle armi processuali.