CELEX: 31992S1775
Language: it
Date: 1992-06-30 00:00:00
Title: Decisione n. 1775/92/CECA della Commissione, del 30 giugno 1992, recante istituzione di un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni semiprodotti di acciaio legato, originari della Turchia e del Brasile, che stabilisce la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio istituito su tali importazioni, ed accettazione di un impegno offerto nell'ambito della procedura antidumping relativa a tali prodotti

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31992S1775

Decisione n. 1775/92/CECA della Commissione, del 30 giugno 1992, recante istituzione di un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni semiprodotti di acciaio legato, originari della Turchia e del Brasile, che stabilisce la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio istituito su tali importazioni, ed accettazione di un impegno offerto nell'ambito della procedura antidumping relativa a tali prodotti  

Gazzetta ufficiale n. L 182 del 02/07/1992 pag. 0023 - 0026 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 19 pag. 0232  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 19 pag. 0232 

DECISIONE N. 1775/92/CECA DELLA COMMISSIONE  del 30 giugno 1992  recante istituzione di un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni semiprodotti di acciaio legato, originari della Turchia e del Brasile, che stabilisce la  riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio istituito su tali importazioni, ed accettazione di un impegno offerto nell'ambito della procedura antidumping relativa a tali prodottiLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,  vista la decisione n. 2424/88/CECA della Commissione, del 29 luglio 1988, relativa alla difesa contro le importazioni da parte di paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio oggetto di dumping o di sovvenzioni (1), in particolare  gli articoli 10 e 12,  sentito il comitato consultivo ai sensi della decisione suddetta,  considerando quanto segue:  A. MISURE PROVVISORIE  (1) Con la decisione n. 891/92/CECA (2) la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni semiprodotti di acciaio legato, originari della Turchia e del Brasile.  B. PROCEDURA SUCCESSIVA  (2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio alcuni esportatori hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti dalla Commissione oppure hanno comunicato per iscritto le loro osservazioni sul dazio.  (3) Le parti che ne hanno fatto richiesta sono state informate dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi definitivi e la riscossione definitiva degli importi vincolati a titolo di dazio  provvisorio. È stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti potevano comunicare le loro osservazioni dopo essere state informate.  (4) Le osservazioni comunicate dalle parti oralmente e per iscritto sono state prese in considerazione e le conclusioni della Commissione sono state debitamente modificate per tenerne conto.  C. PRODOTTO IN ESAME  (5) Dopo l'istituzione dei dazi provvisori è emerso che, secondo la descrizione del prodotto di cui al punto 11 e all'articolo 1, paragrafo 1 della decisione n. 891/92/CECA, i dazi si applicano ad alcuni semiprodotti di acciaio rapido legato  classificati nel codice NC 7224 90 15, che non sono oggetto dell'inchiesta. Si è quindi ritenuto opportuno modificare nel modo seguente la descrizione del prodotto, per escludere dall'applicazione del dazio alcuni prodotti di acciaio legato rapido:  semiprodotti di acciaio legato, di sezione trasversale quadrata o rettangolare, laminati a caldo oppure ottenuti per colata continua, esclusi i semiprodotti di acciaio rapido, di cui ai codici NC 7224 90 09 ed ex 7224 90 15.  D. DUMPING  Turchia  (6) Dato che dopo l'istituzione del dazio provvisorio non sono stati ricevuti nuovi elementi di prova, la Commissione considera definitive le risultanze in materia di dumping esposte nella decisione n. 891/92/CECA.  Sono quindi confermate le conclusioni provvisorie sulle pratiche di dumping per quanto riguarda le importazioni dalla Turchia.  Brasile  (7) In base ai calcoli effettuati con il metodo indicato nei punti 15-18 e 20-25 della decisione n. 891/92/CECA, la Commissione ha determinato a titolo provvisorio un margine di dumping diverso per ciascuno dei quattro produttori brasiliani che hanno  collaborato all'inchiesta.  (8) Dato che, dopo l'istituzione del dazio provvisorio, non sono stati ricevuti nuovi elementi di prova in merito al dumping riguardo alle esportazioni effettuate dalle società brasiliane Aços Anhanguera (Villares) SA, Sao Paulo e Aços Finos Piratini  SA, Porto Alegre, le risultanze in materia di dumping relative alle esportazioni dei due produttori suddetti esposte nella decisione n. 891/92/CECA sono considerate definitive.  (9) Per quanto riguarda la determinazione provvisoria del margine di dumping, la società Villares Indústrias de Base SA (Vibasa) ha affermato che la Commissione, per costruire il valore normale, ha inserito nell'importo globale delle spese generali,  amministrative e di vendita da aggiungere ai costi di produzione alcune spese di vendita sul mercato interno in rapporto diretto con i prodotti in questione che non erano state sostenute nelle transazioni relative alle esportazioni nella Comunità.  L'esportatore ha quindi chiesto un adeguamento ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera c), punti i) e v) della decisione n. 2424/88/CECA della Commissione.  (10) In base agli elementi di prova forniti dall'esportatore, la Commissione ha accettato la richiesta e ha opportunamente ricalcolato la media ponderata del margine di dumping, che è stata definitivamente determinata al 4,9 % del prezzo  all'esportazione cif frontiera comunitaria.  (11) Per quanto riguarda la determinazione provvisoria del margine di dumping, la società Companhia Aços Especiais Itabira (Acesita) ha affermato che la Commissione ha sopravvalutato l'incidenza dell'inflazione sui costi di produzione utilizzati per la  costruzione del valore normale, applicando un indice non appropriato per il corrispondente adeguamento.  (12) La Commissione ha confermato che l'indice di adeguamento utilizzato per rendere comparabili il prezzo all'esportazione e il costo di produzione su base mensile aveva fatto aumentare ecessivamente il costo di produzione. Dato l'elevato tasso  d'inflazione in Brasile, tale differenza ha avuto un'incidenza significativa sui risultati del calcolo del dumping e deve quindi essere corretta.  (13) L'esportatore ha inoltre affermato, fornendo elementi di prova, che alcune voci delle spese di finanziamento dell'Acesita riguardavano altre attività del gruppo, quali il controllo di società affiliate e che quindi dovevano essere considerate non  direttamente collegate alla produzione e alle vendite dei prodotti oggetto della procedura.  (14) In base agli elementi di prova presentati, la Commissione ha tenuto conto delle argomentazioni dell'esportatore e ha ricalcolato il margine di relativo reltivo all'Acesita. La media ponderata del margine di dumping è stata quindi determinata a  titolo definitivo all'8,5 % dei prezzi all'esportazione cif frontiera comunitaria.  E. MARGINI DI DUMPING  (15) Le medie ponderate dei margini di dumping determinate a titolo definitivo ed espresse in percentuale dei prezzi all'esportazione cif frontiera comunitaria sono le seguenti:   - Asil Celik, Istanbul, Turchia  33,7 %  - Aços Anhanguera (Villares) SA,  Sao Paulo, Brasile  15,0 %  - Aços Especiais Itabira (Acesita),  Belo Horizonte, Brasile  8,5 %  - Villares Indústrias de Base SA,  (Vibasa), Sao Paulo, Brasile  4,9 %  - Aços Finos Piratini SA, Porto Alegre,  Brasile  1,7 % (16) Nei confronti degli esportatori che non si sono manifestati nel corso dell'inchiesta, la Commissione ha elaborato le sue risultanze in base ai dati disponibili, conformemente all'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) della  decisione n. 2424/88/CECA. Nella fattispecie, per evitare l'elusione del dazio, si ritiene opportuno utilizzare i risultati dell'inchiesta ed applicare un margine di dumping del 33,7 % per la Turchia e del 15 % per il Brasile.  F. PREGIUDIZIO  (17) Dato che non sono stati ricevuti nuovi elementi di prova relativi al pregiudizio e alle sue cause, la Commissione conferma le conclusioni in materia di pregiudizio esposte nella decisione n. 891/92/CECA.  G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ  (18) Entro il termine fissato nell'articolo 2 della decisione n. 891/92/CECA non sono state ricevute osservazioni da parte degli utilizzatori dei prodotti in esame e soggetti ai dazi antidumping provvisori.  (19) La Commissione conferma quindi la conclusione secondo la quale, nell'interesse della Comunità, devono essere prese misure di difesa nei confronti delle importazioni in dumping di semiprodotti di acciaio legato originari della Turchia e del Brasile.   H. ALIQUOTA DEL DAZIO DEFINITIVO  Turchia  (20) Per quanto riguarda le esportazioni dalla Turchia, dato che le risultanze provvisorie della Commissione sono state confermate, l'importo del dazio antidumping definitivo corrisponde all'importo del dazio provvisorio.  Brasile  (21) Dato che le risultanze della Commissione sono state confermate, fatta eccezione per le esportazioni effettuate dalle società Vibasa e Acesita, l'aliquota del dazio definitivo corrisponde all'aliquota del dazio provvisorio.  (22) Per quanto riguarda le esportazioni effettuate dalle società Vibasa e Acesita e alla luce delle risultanze di cui ai punti 9 e 14, l'aliquota del dazio definitivo è pari al margine di dumping che è stato calcolato in base ai nuovi elementi  presentati dagli esportatori interessati, dato che il livello di pregiudizio determinato nella decisione provvisoria e confermato a titolo definitivo è superiore a tale margine.  I. IMPEGNO  (23) Un esportatore turco del prodotto, la società Asil Celik, dopo essere stato informato del fatto che le principali risultanze dell'inchiesta provvisoria sarebbero state confermate, ha offerto un impegno relativo alle sue esportazioni nella Comunità  di semiprodotti di acciaio legato.  (24) In seguito a tale impegno i prezzi dei prodotti in questione all'esportazione nella Comunità aumenterebbero della misura sufficiente per eliminare il pregiudizio provocato all'industria comunitaria. La Commissione ritiene che, sul piano  amministrativo, sia possibile verificare l'osservanza dell'impegno. La Commissione considera quindi accettabile l'impegno offerto.  (25) In caso di violazione o di ritiro dell'impegno da parte del produttore interessato, la Commissione, conformemente all'articolo 10, paragrafo 6 della decisione n. 2424/88/CECA, può istituire immediatamente un dazio provvisorio in base ai risultati e  alle conclusioni della presente inchiesta. La Commissione può successivamente instituire un dazio definitivo in base ai dati raccolti nella presente inchiesta.  (26) Il comitato consultivo non ha mosso obiezioni in merito alla linea di condotta proposta.  J. RISCOSSIONE DEL DAZIO PROVVISORIO  (27) In considerazione dei margini di dumping accertati e della gravità del pregiudizio subito dai produttori comunitari, si ritiene necessario che gli importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio siano riscossi definitivamente sino  all'importo del dazio definitivamente istituito. Gli importi in eccedenza rispetto alle aliquote dei dazi definitivi devono essere liberati.  (28) In considerazione di quanto esposto nel punto 5, le garanzie costituite a titolo di dazi antidumping provvisori sulle importazioni di alcuni semiprodotti di acciaio rapido legato, di cui al codice NC ex 7224 90 15, originari della Turchia e del  Brasile devono essere liberate,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  È accettato l'impegno offerto dalla società Asil Celik Sanayi Ticaret AS, Istanbul, Turchia.  Articolo 2  1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di semiprodotti di acciaio legato, di sezione trasversale quadrata o rettangolare, laminati a caldo oppure ottenuti per colata continua, esclusi i semiprodotti di acciaio  rapido, di cui ai codici NC 7224 90 09 ed ex 7224 90 15 (code Taric: 7224 90 15*90), originari della Turchia e del Brasile.  2. L'aliquota del dazio definitivo, in base al prezzo franco frontiera comunitaria del prodotto non sdoganato, è la seguente:  - 16,0 % per le importazioni di semiprodotti di acciaio legato originari della Turchia (codice addizionale Taric 8672),  - 15,0 % per le importazioni di semiprodotti di acciaio legato originari del Brasile (codice addizionale Taric 8625).  3. In deroga al paragrafo 2, l'aliquota del dazio antidumping definitivo è pari a:  - 8,5 % per i prodotti in questione fabbricati dalla Aços Especiais Itabira (Acesita), Belo Horizonte, Brasile (codice addizionale Taric 8670),  - 4,9 % per i prodotti in questione fabbricati dalla Villares Indústrias de Base SA (Vibasa), Sao Paulo, Brasile (codice addizionale Taric 8624),  - 1,7 % per i prodotti in questione fabbricati dalla Aços Finos Piratini SA, Porto Alegre, Brasile (codice addizionale Taric 8623).  4. In deroga al paragrafo 2, il dazio non si applica ai prodotti in questione fabbricati da Asil Celik Sanayi Ve Ticaret AS, Istanbul, Turchia (codice addizionale Taric 8671).  5. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  Articolo 3  1. Gli importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio a norma della decisione n. 891/92/CECA sono riscossi sino alle aliquote del dazio definitivamente istituito; gli importi eccedenti rispetto al dazio definitivamente istituito  sono svincolati.  2. Per quanto riguarda le esportazioni effettuate dalla Asil Celik Sanayi Ve Ticaret AS gli importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio sono riscossi interamente.  3. Gli importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di semiprodotti di acciaio rapido legato, di cui al codice NC ex 7224 90 15, sono svincolati.  Articolo 4  La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati  membri.  Fatto a Bruxelles, il 30 giugno 1992. Per la Commissione  Frans ANDRIESSEN  Vicepresidente   (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 18, rettificata nella GU n. L 273 del 5. 10. 1988, pag. 19. (2) GU n. L 95 del 9. 4. 1992, pag. 26.