CELEX: 31982R0090
Language: it
Date: 1982-01-18 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 90/82 del Consiglio, del 18 gennaio 1982, che istituisce un dazio antidumping definitivo sul fenolo originario degli Stati Uniti d' America

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31982R0090

Regolamento (CEE) n. 90/82 del Consiglio, del 18 gennaio 1982, che istituisce un dazio antidumping definitivo sul fenolo originario degli Stati Uniti d' America  

Gazzetta ufficiale n. L 012 del 18/01/1982 pag. 0001 - 0004 edizione speciale spagnola: capitolo 11 tomo 28 pag. 0076  edizione speciale portoghese: capitolo 11 tomo 28 pag. 0079 

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 90/82 DEL CONSIGLIO  del 18 gennaio 1982  che istituisce un dazio antidumping definitivo sul fenolo originario degli Stati Uniti d'America  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3017/79 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,  vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo istituito a norma dell'articolo 6 del regolamento,  considerando che la Commissione, con il regolamento (CEE) n. 2017/81 (2), ha istituito un dazio antidumping provvisorio del 19,9 % sulle importazioni di fenolo originario degli Stati Uniti d'America, ad eccezione delle esportazioni effettuate dalle seguenti società, per le quali l'aliquota del dazio era la seguente:  - Allied Corporation, Morristown,  New Jersey: 12,2 %,  - ICC Industries Inc., New York, NY: 10,5 %,  - Monsanto Company, St Louis, Missouri: 9,7 %,  - Shell Chemical Company, Houston, Texas: 8,8 %.  considerando che le esportazioni effettuate dalla Dow Chemical Company e dalla Georgia Pacific Corporation sono state esonerate dal dazio antidumping provvisorio;  considerando che il periodo di validità di tale dazio provvisorio è stato prorogato per un periodo non superiore a due mesi con il regolamento (CEE) n. 3197/81 (3);  considerando che, nel corso del successivo esame dei fatti, le parti interessate hanno avuto l'occasione di esporre per iscritto la loro posizione, di essere intese dalla Commissione, di esprimere oralmente i rispettivi punti di vista, di prendere visione delle informazioni di carattere non riservato utili ai fini della difesa dei loro interessi, nonché di essere informate circa i fatti e le considerazioni principali sulla cui base sarebbe stata stabilita una determinazione definitiva; che i ricorrenti e la maggior parte degli esportatori e degli importatori interessati si sono avvalsi di queste possibilità rendendo noto il loro punto di vista per iscritto o verbalmente; che la Commissione, dopo un'accurata analisi delle informazioni disponibili, ha deciso di effettuare ulteriori indagini, presso la sede delle società Allied Corporation (New Jersey), Shell Chemical Company (Texas), US Steel Corporation (Pennsylvania), Monsanto Europe SA (Bruxelles, Belgio) e Shell International Chemical Company (Londra, Regno Unito);  considerando che la Georgia Pacific Corporation, che era stata esonerata dal dazio provvisorio in quanto le sue esportazioni venivano effettuate a prezzi superiori al valore normale, ha dimostrato che non sono state effettuate esportazioni nella Comunità dopo l'imposizione del dazio provvisorio; che pertanto la Commissione conferma la determinazione preliminare e l'esenzione di questa ditta dall'applicazione del dazio provvisorio;  considerando che la Dow Chemical Company, la seconda società esonerata dal dazio provvisorio in seguito all'impegno sui prezzi preso nei confronti della Commissione, pur mantenendo tale impegno, contesta la validità della determinazione preliminare di dumping effettuata dalla Commissione sostenendo che le sue esportazioni di fenolo nella Comunità sono costituite da prodotti ottenuti da cumene di origine comunitaria, che, considerando il trascurabile valore ad esso aggiunto negli Stati Uniti, mantiene la propria origine comunitaria; che, a parere della Commissione, ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 802/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativo alla definizione comune della nozione di origine delle merci (4), il fenolo esportato da detta società è di  origine americana poiché l'ultimo processo che lo trasforma in un nuovo prodotto ha luogo negli Stati Uniti; che, inoltre, immettendo il prodotto al consumo nella Comunità la società stessa lo dichiara di origine americana; che la Commissione ritiene quindi definitiva la determinazione preliminare di dumping;  considerando che, per determinare l'esistenza di dumping per le altre società le cui esportazioni non sono state esentate dal dazio provvisorio, la Commissione ha confrontato i prezzi all'esportazione nella Comunità con il valore normale del prodotto in questione;  considerando che la Commissione ha calcolato il valore normale in base ai prezzi interni, escludendo tuttavia dal calcolo del valore normale determinate vendite, ritenute non consone alle normali transazioni commerciali a causa di particolari accordi di conversione oppure di una speciale situazione competitiva nel caso di un cliente; che per gli esportatori che non hanno effettuato vendite sul mercato interno il valore normale è stato calcolato sulla base della media ponderata dei prezzi di vendita dei fornitori;  considerando che i prezzi all'esportazione sono stati calcolati in base al prezzo effettivamente pagato per i prodotti in questione esportati nella Comunità, ad eccezione della Dow Chemical Company e Monsanto Company, le cui esportazioni erano dirette alle loro filiali nella Comunità e per le quali i prezzi all'esportazione sono stati costruiti sulla base dei prezzi della prima rivendita del prodotto importato ad un acquirente indipendente, opportunamente corretti per tenere conto delle spese effettive sostenute, determinate nel corso dell'indagine, e di un margine di profitto del 5 % al lordo delle imposte che la Commissione ha considerato come ragionevole;  considerando che, nondimeno, la società Monsanto ha contestato il margine di profitto considerato dalla Commissione ed ha presentato otto diverse fonti d'informazione per dimostrare che il profitto normale sulle vendite di fenolo è inferiore al 5 %; che cinque di queste fonti non sono impegnate nel commercio del fenolo, mentre una di esse è costituita da un produttore comunitario che ha fornito alla Commissione informazioni completamente contraddittorie; che le restanti due società che hanno fornito informazioni sono clienti della società Monsanto e, a parte le dichiarazioni relative ai margini di profitto fatte alla società Monsanto, hanno rifiutato qualsiasi collaborazione con la Commissione durante le procedure; che la Commissione stessa ha chiesto ed ottenuto informazioni da importatori indipendenti e da altre fonti, secondo le quali i normali margini di profitto per gli importatori o i commercianti di fenolo nella Comunità possono oscillare dall'1 al 10 %; che, secondo le conclusioni della Commissione, a causa della grande divergenza tra le opinioni presentate, è impossibile effettuare una valutazione generale dei margini di profitto, poiché d'importo dipende da situazioni particolari; che, in questo contesto, le dimensioni e la struttura delle operazioni della Monsanto nella Comunità, l'entità degli investimenti di capitale, nonché i servizi effettuati devono essere presi in considerazione e confrontati con l'organizzazione meno complessa e più rudimentale di intermediari e commercianti meno importanti; che, considerando tutti questi elementi, secondo la Commissione il margine minimo di profitto da utilizzare ragionevolmente corrisponde alla media della gamma dei margini accertati durante le indagini;  considerando che, nei casi in cui i produttori non hanno venduto direttamente nella Comunità, è stato considerato come prezzo all'esportazione quello praticato nei confronti degli operatori per l'ulteriore esportazione nella Comunità;  considerando che, come risulta dai confronti effettuati per il 1980, è stata accertata l'esistenza di dumping nei due semestri dell'anno; che, tuttavia, avendo riscontrato il pregiudizio più grave nella seconda metà del 1980, i margini di dumping stabiliti per questo periodo sono stati considerati come determinanti per calcolare il dazio antidumping applicabile alle società che hanno esportato nella Comunità durante questo periodo; che, per le società che hanno effettuato esportazioni nella Comunità unicamente nei primi sei mesi del 1980, quest'ultimo periodo è stato preso in considerazione per l'indagine; che è stato tenuto opportunamente conto delle differenze tali da influenzare la comparabilità fra i prezzi, quali le condizioni ed i termini di vendita e delle differenze nello stadio della commercializzazione, in particolare per quanto riguarda il trasporto, i termini di pagamento e i costi di vendita;  considerando che, per le società che hanno effettuato esportazioni nella Comunità nel primo semestre del 1980, è stata infine stabilita la seguente media ponderata di margini di dumping:  - Allied Corporation: 12,2 %,  - ICC Industries Inc.: 10,5 %,  - Monsanto Company: 6,5 %;  considerando che per le società che hanno effettuato esportazioni nei due semestri del 1980 è stata infine stabilita la seguente media ponderata dei margini di dumping:  1.2.3 //   // 1o semestre 1980  // 2o semestre 1980  // Shell Chemical Company  // 4,2 %  // 0  // US Steel Corporation  // 6,2 %  // 14,1 %  considerando che, per gli esportatori che non hanno risposto al questionario della Commissione e che non si sono altrimenti manifestati nel corso dell'indagine preliminare, il margine di dumping è stato determinato sulla base dei dati disponibili; che, a questo proposito, si è tenuto conto del fatto che i margini di dumping indicati nella denuncia variavano dal 25 al 32 %; che, nondimeno, secondo la Commissione i risultati della sua indagine hanno fornito una determinazione più precisa del margine di dumping; che, pertanto, per quanto riguarda la scelta tra i vari margini di dumping determinati, secondo la Commissione un eventuale margine di dumping di questi esportatori inferiore a quello massimo del 14,1 % calcolato per un esportatore che ha pienamente collaborato scoraggerebbe la collaborazione;  considerando che, per quanto riguarda il pregiudizio provocato all'industria comunitaria dalle importazioni in regime di dumping, la Commissione ha riesaminato e se necessario corretto tutti i dati relativi per il 1980;  considerando che le importazioni di fenolo originarie dagli Stati Uniti sono aumentate da 50 683 a 72 173 tonnellate tra il 1979 e il 1980; che, come è stato dimostrato, nel 1980 le importazioni sono state effettuate per la maggior parte in regime di dumping; che la quota del mercato libero, vale a dire dei prodotti non destinati al consumo dei fabbricanti, detenuto dalle importazioni provenienti dagli Stati Uniti era pari al 20,5 % nel 1978, al 16,4 % nel 1979 e al 24,0 % nel 1980; che la quota totale di mercato di tutte queste importazioni è aumentata dal 6,7 % all'8,8 % nel periodo 1978-1980;  considerando che le importazioni hanno avuto un incremento pari al 47 % circa nella prima metà del 1980 ed al 34 % nella seconda metà dello stesso anno rispetto agli stessi periodi del 1979; che la quota del mercato libero dei produttori comunitari tra il 1979 ed il primo semestre del 1980 è scesa dal 78,1 % al 52,5 % in seguito all'aumento delle importazioni; che questo aumento delle importazioni a prezzi quasi costantemente in regime di dumping, ha provocato una grave depressione dei prezzi sul mercato comunitario; considerando che, nonostante quanto afferma la US Steel, la Commissione ha stabilito che i prezzi di vendita dei produttori statunitensi erano inferiori a quelli praticati dai produttori comunitari in ciascun mese del 1980 e che tale differenza era più rilevante nella seconda metà del 1980; che, nonostante i tentativi di adeguarsi ai bassi prezzi praticati dai fornitori statunitensi nel secondo semestre del 1980, l'industria comunitaria ha recuperato soltanto una parte della quota di mercato libero perduta nei primi sei mesi ed ha terminato il 1980 con soltanto il 69,4 % del mercato; che, in seguito a questa situazione, i produttori comunitari hanno sopportato gravi perdite oppure subito un considerevole calo dei profitti; che, come la Commissione ha verificato, per la maggioranza di questi produttori il profitto medio del 15 % al lordo della tassazione sul fatturato del 1979 si è trasformato in una perdita del 10 % sul fatturato nel 1980;  considerando che tra il 1978 ed il 1980 la produzione di fenolo nella Comunità è scesa da 944 639 a 816 781 tonnellate ed il grado di utilizzo delle capacità dal 72 % al 59 %;  considerando che la Commissione ha preso in esame il pregiudizio causato da altri fattori che, singolarmente o associati, possono parimenti influire sull'industria comunitaria; che, da quanto è stato appurato, mentre il consumo interno nella Comunità è diminuito da 913 904 a 820 020 tonnellate tra il 1978 ed il 1980, la produzione ha subito un calo superiore a quello giustificato dalla flessione del consumo; che nel frattempo il consumo sul mercato libero è aumentato da 298 000 a 301 000 tonnellate nello stesso periodo; che, inoltre, mentre le importazioni provenienti da paesi diversi da quelli citati nella denuncia sono aumentate da 3 512 a 19 950 tonnellate tra il 1978 ed il 1980, il loro volume rimane sensibilmente inferiore a quello delle importazioni dagli Stati Uniti d'America ed i loro prezzi sono analoghi a quelli praticati dall'industria comunitaria; che il volume delle importazioni non oggetto di dumping era pari soltanto al 31 % delle importazioni totali di fenolo per il 1980;  considerando che gli effetti delle importazioni non avvenute in regime di dumping sul mercato del fenolo nella Comunità, nonché l'incidenza della contrazione della domanda sono stati distinti dall'impatto delle importazioni oggetto di dumping; che l'aumento brusco e notevole delle importazioni del fenolo a prezzi di dumping a decorrere dal 1978, ed in particolare nel 1980, nonché i prezzi estremamente bassi ai quali il prodotto è stato venduto nella Comunità nel secondo semestre del 1980 dagli esportatori americani, ha indotto la Commissione a concludere che le importazioni in regime di dumping considerate isolatamente hanno provocato un grave pregiudizio all'industria comunitaria interessata;  considerando pertanto che, per salvaguardare gli interessi della Comunità, è necessario imporre, sulle importazioni di fenolo originarie degli Stati Uniti d'America, un dazio antidumping definitivo che, data l'entità del pregiudizio causato, deve essere pari ai margini di dumping rilevati, e riscuotere definitivamente gli importi depositati a garanzia del dazio provvisorio ai tassi determinati a titolo definitivo;  considerando che, prima di istituire il dazio antidumping provvisorio, la Commissione ha accettato l'impegno proposto dalla Dow Chemical Company; che, pertanto, appare opportuno continuare ad escludere dall'applicazione del dazio antidumping le importazioni dei prodotti fabbricati ed esportati da questa società;  considerando che la United States Steel Corporation si è impegnata nel frattempo a cessare le esportazioni nella Comunità e che la Commissione ritiene accettabile tale impegno; che pertanto è opportuno escludere dall'applicazione del dazio le importazioni dei prodotti fabbricati e esportati da questa società; che un altro produttore americano, la General Electric Co. (Massachussets), che non ha mai effettuato esportazioni nella CEE, si è impegnata a non esportare in futuro ad un prezzo inferiore al valore normale in corso all'epoca delle esportazioni; che la Commissione ritiene accettabile tale impegno; che è quindi opportuno escludere dall'applicazione del dazio i prodotti fabbricati ed esportati da questa società, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping definitivo sul fenolo della sottovoce ex 29.06 A I della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 29.06-11, originario degli Stati Uniti d'America.  2. Il dazio non si applica al fenolo prodotto ed esportato dalle società Dow Chemical Company, General Electric Company, Georgia Pacific Corporation, Shell Chemical Company e United States Steel Corporation.  3. L'aliquota del dazio antidumping è pari al 14,1 % sulla base del valore in dogana determinato conformemente al regolamento (CEE) n. 1224/80 del Consiglio, del 28 maggio 1980, relativo al valore in dogana delle merci (1), ad eccezione delle esportazioni effettuate dalle seguenti società per le quali l'aliquota sarà la seguente:  - Allied Corporation: 12,2 %,  - ICC Industries Inc.: 10,5 %,  - Monsanto Company: 6,5 %.  4. Le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali si applicano al dazio previsto dal presente articolo.  Articolo 2  Gli importi depositati a garanzia del dazio antidumping provvisorio a norma del regolamento (CEE) n. 2017/81 vengono riscossi definitivamente ai tassi stabiliti all'articolo 1, paragrafo 3.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, addì 18 gennaio 1982.  Per il Consiglio  Il Presidente  L. TINDEMANS  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 1.  (2) GU n. L 195 del 18. 7. 1981, pag. 22.  (3) GU n. L 322 del 9. 11. 1981, pag. 1.  (4) GU n. L 148 del 28. 6. 1968, pag. 2.  (1) GU n. L 134 del 31. 3. 1980, pag. 1.