CELEX: 62008CN0489
Language: it
Date: 2008-11-12 00:00:00
Title: Causa C-489/08 P: Impugnazione proposta il 12 novembre 2008 da Matthias Rath avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Settima Sezione) 8 settembre 2008 , causa T-374/06, Matthias Rath/Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno

4.4.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 82/9
            
         Impugnazione proposta il 12 novembre 2008 da Matthias Rath avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Settima Sezione) 8 settembre 2008, causa T-374/06, Matthias Rath/Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno
   (Causa C-489/08 P)
   (2009/C 82/17)
   Lingua processuale: il tedesco
   Parti
   
      Ricorrente: Matthias Rath (rappresentanti: avv.ti S. Ziegler, C. Kleiner e F. Dehn)
   
      Altra parte nel procedimento: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)
   Conclusioni del ricorrente
   
               —
            
            
               Annullare la sentenza del Tribunale di primo grado (Settima Sezione) 8 settembre 2008, causa T-374/06;
            
         
               —
            
            
               accogliere tutte le sue domande presentate in primo grado;
            
         
               —
            
            
               condannare l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno e l'interveniente alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il Tribunale di primo grado ha confermato, con la sentenza impugnata, la decisione della prima commissione di ricorso, secondo cui sussiste rischio di confusione, relativamente a integratori alimentari e prodotti dietetici non per uso medico, tra il segno denominativo «EPICAN» richiesto dal ricorrente e il marchio denominativo comunitario anteriore «EPIGRAN FORTE».
   Il ricorrente basa il suo ricorso sulla violazione dell'art. 8, n. 1 b, del regolamento n. 40/94. Il Tribunale avrebbe fondato la sua valutazione della somiglianza di prodotti e segni su fatti falsi. Se il Tribunale avesse valutato correttamente i fatti, sarebbe dovuto giungere alla conclusione che non sussiste rischio di confusione tra i due segni in conflitto. Ciò varrebbe in particolare poiché, come giustamente stabilito dal Tribunale, il consumatore dimostra un grande interesse per i prodotti oggetto della controversia.