CELEX: C1996/336/16
Language: it
Date: 1996-11-09 00:00:00
Title: SENTENZA DELLA CORTE 11 luglio 1996 nel procedimento C-39/94 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de commerce di Parigi): Syndicat français de l'Express international (SFEI) e a. contro La Poste e a. (Aiuti di Stato - Competenza dei giudici nazionali in caso di ricorso parallelo alla Commissione - Nozione di aiuto di Stato - Effetti della violazione dell'art. 93, n. 3, ultima frase, del Trattato CE)

N. C 336/8              IT                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      9 . 11 . 96
1996 una sentenza il cui dispositivo è del seguente                             un oggetto supplementare. Spetta al giudice nazio­
tenore :                                                                        nale accertare che lo stato originario del prodotto
                                                                                contenuto nella confezione non sia indirettamente
1 ) Il fatto che il titolare di un diritto di marchio si avvalga                alterato dal fatto che, segnatamente, la confezione
    di tale diritto per impedire ad un importatore di                           esterna o interna del prodotto riconfezionato o un
    smerciare un prodotto che è stato messo in commercio                        nuovo foglietto di avvertenze per l'uso o di infor­
    in un altro Stato membro dal titolare o con il suo                          mazioni non contengano talune informazioni
    consenso, qualora il detto importatore abbia riconfezio­                    importanti o contengano informazioni inesatte,
    nato il prodotto e vi abbia riapposto il marchio senza                      oppure che un oggetto supplementare inserito nella
    l'autorizzazione del titolare, dev'essere valutato in base                  confezione dall'importatore e destinato all'assun­
    al combinato disposto della normativa nazionale sui                         zione e al dosaggio del prodotto non sia conforme
    marchi e dell'art. 7 della prima direttiva del Consiglio                    alle modalità di uso e alle dosi previste dal fabbri­
    21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento                            cante;
    delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi
    d'impresa, interpretato alla luce dell'art. 36 del Trattato             — siano indicati chiaramente sulla nuova confezione
    CE .                                                                        l'autore del riconfezionamento del prodotto e il
                                                                                nome del fabbricante di questo e tali indicazioni
                                                                                siano stampate in modo tale che una persona dotata
2 ) L'art. 7, n. 1 , della direttiva 89/104 osta a che il titolare
                                                                                di vista normale e che presta una normale attenzione
    di un diritto di marchio si avvalga di tale diritto, salvo
                                                                                sia in grado di comprenderle. Inoltre, l'origine di un
    nei casi definiti nel n . 2 dello stesso articolo, per                      oggetto supplementare non proveniente dal titolare
    impedire che un importatore smerci un prodotto che è
    stato messo in commercio in un altro Stato membro dal
                                                                                del marchio dev'essere indicata in modo da dissipare
                                                                                l'impressione che il titolare del marchio ne sia
    titolare o con il suo consenso, anche qualora il detto                      responsabile. Non occorre invece indicare che il
    importatore abbia riconfezionato il prodotto e vi abbia                     riconfezionamento è stato effettuato senza l'autoriz­
    riapposto il marchio senza l'autorizzazione del tito­                       zazione del titolare del marchio;
    lare.
                                                                             — la presentazione del prodotto riconfezionato non sia
3 ) L'art. 7, n . 2, della direttiva 89/104 dev'essere interpre­                atta a nuocere alla reputazione del marchio e a quella
    tato nel senso che il titolare del marchio può legittima­                   del suo titolare; così, la confezione non dev'essere
    mente opporsi all'ulteriore smercio di un prodotto                          difettosa, di cattiva qualità o grossolana, e
    farmaceutico qualora l'importatore abbia riconfezio­
    nato il prodotto e vi abbia riapposto il marchio, a meno                 — l'importatore, prima di mettere in vendita il pro­
    che:                                                                        dotto riconfezionato, ne informi il titolare del
                                                                                marchio e gli fornisca, su sua richiesta, un campione
    — sia provato che l'esercizio del diritto di marchio da                     del prodotto riconfezionato.
         parte del titolare per opporsi allo smercio dei
         prodotti riconfezionati con il detto marchio contri­           (') GU n . C 338 del 15 . 12 . 1993 .
         buirebbe ad isolare artificiosamente i mercati nazio­
         nali nell'ambito della Comunità. Ciò si verifica, in
         particolare, qualora il titolare abbia messo in com­
         mercio, in vari Stati membri, un prodotto farmaceu­
         tico identico in confezioni diverse e il riconfeziona­
         mento effettuato dall'importatore, da un lato, sia                              SENTENZA DELLA CORTE
         necessario per lo smercio del prodotto nello Stato
         membro dell'importazione e, dall'altro, avvenga                                         11 luglio 1996
         secondo modalità tali che lo stato originario del              nel procedimento C-39/94 ( domanda di pronuncia pregiu­
         prodotto non può risultarne alterato. Per contro,              diziale proposta dal Tribunal de commerce di Parigi ):
         tale condizione non implica che debba essere dimo­             Syndicat fran^ais de l'Express international ( SFEI ) e a.
         strato che il titolare del marchio abbia cercato                                   contro La Poste e a. (*)
         deliberatamente di isolare i mercati nazionali nella
         Comunità;
                                                                        (Aiuti di Stato — Competenza deigiudici nazionaliin caso di
                                                                        ricorso parallelo alla Commissione — Nozione di aiuto di
                                                                        Stato — Effetti della violazione dell'art. 93, n. 3, ultima
     — sia provato che il riconfezionamento non può                                         frase, del Trattato CE)
         alterare lo stato originario del prodotto contenuto
         nella confezione. Ciò si verifica, in particolare,                                       ( 96/C 336/ 16 )
         qualora l'importatore si sia limitato ad effettuare
         operazioni che non comportano rischi di altera­                                (Lingua processuale: il francese)
         zione, ossia, ad esempio, a togliere placchette
         alveolate, flaconi, fiale, ampolle o inalatori dalla
         confezione esterna originale ed a metterli in una               (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pub­
         nuova confezione esterna, ad opporre etichette                  blicata nella « Raccolta della giurisprudenza della Corte »)
          autoadesive sulla confezione interna del prodotto,
          ad accludere alla confezione un nuovo foglietto di            Nel procedimento C-39/94 , avente ad oggetto la domanda
          avvertenze per l'uso o di informazioni o ad inserirvi          di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
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dell' art. 177 del Trattato CE, dal Tribunal de commerce di                             SENTENZA DELLA CORTE
Parigi , nel procedimento dinanzi ad esso pendente tra                                         11 luglio 1996
Syndicat français de l' Express international ( SFEI ) e a . e La
Poste e a ., domanda vertente sull' interpretazione degli             nei procedimenti riuniti C-71 /94 , C-72/94 e C-73/94
artt. 92 e 93 del Trattato CE, la Corte, composta dai signori         ( domande di pronuncia pregiudiziale del Bundesge­
G.C. Rodríguez Iglesias, presidente, C.N. Kakouris, J.-P.             richtshof): Eurim-Pharm Arzneimittel GmbH contro
Puissochet e G. Hirsch , presidenti di sezione, G.F. Mancini,                               Beiersdorf AG e a. (')
C. Gulmann ( relatore ), J.L. Murray, P. Jann e H. Ragne­              (Riconfezionamento di prodotti muniti di marchio —
malm, giudici; avvocato generale : F.G. Jacobs; cancelliere :                             Art. 36 del Trattato CE)
signora D. Louterman-Hubeau , amministratore principale,                                        ( 96/C 336/ 17 )
ha pronunciato , l' I 1 luglio 1996 , una sentenza il cui
dispositivo è del seguente tenore :
                                                                                       (Lingua processuale: il tedesco)
1 ) Un giudice nazionale, cui è stato chiesto di trarre le
     conseguenze della violazione dell'art. 93 , n . 3 , ultima       (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pub­
     frase, del Trattato, in pendenza di un ricorso parallelo          blicata nella « Raccolta della giurisprudenza della Corte »)
     alla Commissione, la quale non si sia ancora pronun­
     ciata sul quesito se le misure statali di cui trattasi
     costituiscano o meno aiuti di Stato, non è tenuto né a           Nei procedimenti riuniti C-71 /94 , C-72/94 e C-73/94 ,
     declinare la propria competenza né a sospendere il               aventi ad oggetto le domande di pronuncia pregiudiziale
     procedimento fino alla decisione della Commissione sul           proposte alla Corte, a norma dell'art . 177 del Trattato CE ,
     carattere di tali misure. Per determinare se queste ultime       dal Bundesgerichtshof, nelle cause dinanzi ad esso pendenti
                                                                      tra Eurim-Pharm Arzneimittel GmbH e Beiersdorf AG
     dovessero essere notificate alla Commissione, il giudice
     nazionale può essere indotto ad interpretare e ad                ( procedimento C-71 /94 ), e Boehringer Ingelheim KG ( pro­
     applicare la nozione di aiuto . In caso di dubbio, può           cedimento C-72/94 ), e Farmitalia Carlo Erba GmbH
     chiedere chiarimenti alla Commissione. Inoltre, può o            ( procedimento C-73/94 ), domande vertenti sull' interpreta­
                                                                      zione dell' art . 36 del Trattato CE in relazione al diritto dei
     deve, in conformità all'art. 1 77, secondo e terzo comma,
     del Trattato CE, sottoporre alla Corte una questione             marchi , la Corte, composta dai signori G.C. Rodríguez
     pregiudiziale. In caso di consultazione della Commis­            Iglesias, presidente, C.N. Kakouris , J.-P . Puissochet e G.
     sione o di rinvio pregiudiziale alla Corte, esso deve            Hirsch, presidenti di sezione, G.F. Mancini , J.C. Moitinho
     valutare la necessità di disporre misure provvisorie, per        de Almeida , C. Gulmann ( relatore ), P. Jann e H. Ragne­
     la salvaguardia degli interessi delle parti in attesa della      malm, giudici ; avvocato generale : F.G. Jacobs, cancellieri :
     sua pronuncia definitiva.                                        H. von Holstein, vicecancelliere , e signora L. Hewlett,
                                                                      amministratore , ha pronunciato l' il luglio 1996 una
                                                                      sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore :
2 ) La fornitura di assistenza logistica e commerciale da
     parte di un'impresa pubblica alle sue controllate di
     diritto privato attive in un settore aperto alla libera           L'art. 36 del Trattato CE dev'essere interpretato nel senso
     concorrenza può costituire un aiuto di Stato ai sensi             che il titolare di un diritto di marchio può avvalersi di tale
     dell'art. 92 del Trattato CE quando la remunerazione              diritto per impedire ad un importatore di smerciare un
      ricevuta come contropartita è inferiore a quella che            prodotto che è stato messo in commercio in un altro Stato
     sarebbe stata richiesta in condizioni normali di mer­             membro dal titolare o con il suo consenso, qualora il detto
      cato .
                                                                       importatore abbia riconfezionato il prodotto in una nuova
                                                                       confezione esterna attraverso la quale il marchio apposto
                                                                       sulla confezione originale è stato reso visibile o qualora egli
3 ) Un giudice nazionale cui sia stato chiesto di disporre la          abbia modificato il contenuto e l'aspetto di una confezione
      ripetizione di aiuti deve accogliere tale domanda allor­         esterna originale, lasciandovi però il marchio apposto dal
      ché constati che gli aiuti di cui trattasi non sono stati        fabbricante, a meno che:
      notificati alla Commissione, a meno che, a motivo di
      circostanze eccezionali, tale ripetizione sia inoppor­           — sia provato che l'esercizio del diritto di marchio da parte
      tuna .                                                               del titolare per opporsi allo smercio dei prodotti
                                                                           riconfezionati con il detto marchio contribuirebbe ad
                                                                           isolare artificiosamente i mercati nazionali nell'ambito
4 ) Il beneficiario di un aiuto che non verifichi se questo sia            della Comunità. Ciò si verifica , in particolare, qualora il
      stato notificato alla Commissione conformemente                      titolare abbia messo in commercio , in vari Stati membri,
      all'art. 93 , n. 3 , del Trattato CE, non può essere                 un prodotto farmaceutico identico in confezioni diverse
      considerato civilmente responsabile sulla base del solo              e il riconfezionamento effettuato dall'importatore, da un
      diritto comunitario .                                                lato, sia necessario per lo smercio del prodotto nello
                                                                           Stato membro dell'importazione e, dall'altro , avvenga
                                                                           secondo modalità tali che lo stato originario del pro­
(') GU n . C 76 del 12 . 3 . 1994 .
                                                                           dotto non può risultarne alterato . Per contro , tale
                                                                           condizione non implica che debba essere dimostrato che
                                                                           il titolare del marchio abbia cercato deliberatamente di
                                                                           isolare i mercati nazionali nella Comunità :