CELEX: 52013PC0097
Language: it
Date: 2013-02-28
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce un programma per viaggiatori registrati

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		52013PC0097
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce un programma per viaggiatori registrati /* COM/2013/097 final - 2013/0059 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
·      Motivazione e obiettivi della proposta
Il potenziale offerto dalle nuove tecnologie
nel settore della gestione integrata delle frontiere è oggetto di esame a
livello dell’Unione europea dal 2008, anno in cui la Commissione ha pubblicato
la comunicazione “Preparare le prossime fasi della gestione delle frontiere
nell’Unione europea”[1].
In tale documento la Commissione propone di creare un “programma per
viaggiatori registrati” (Registered Travellers Programme - RTP) inteso a
facilitare l’attraversamento delle frontiere ai cittadini di paesi terzi che
viaggiano di frequente e sono stati sottoposti a controllo preliminare di
sicurezza.
Il programma rientra nel programma di
Stoccolma[2]
approvato dal Consiglio europeo nel dicembre 2009.
Nel giugno 2011 il Consiglio europeo ha
esortato “all’accelerazione dei lavori in materia di “frontiere intelligenti”“.
Come prima risposta, il 25 ottobre 2011 la Commissione ha pubblicato una
comunicazione[3]
che illustra le opzioni per realizzare un sistema di ingressi/uscite e il
programma per viaggiatori registrati.
La presente proposta è presentata assieme a
una proposta relativa all’istituzione di un sistema di ingressi/uscite e a una
proposta di modifica del codice comunitario che disciplina le verifiche ai
valichi di frontiera esterna e la sorveglianza della frontiera esterna (codice
frontiere Schengen)[4]
ai fini del funzionamento dei due nuovi sistemi. Per ogni sistema è presentata
una valutazione d’impatto.
La presente proposta non pregiudica i
controlli doganali, ossia il controllo delle merci.
·      Contesto generale
Al fine di stabilire le condizioni, i criteri
e le regole dettagliate volti a disciplinare sia le verifiche ai valichi di
frontiera esterna sia la sorveglianza della frontiera esterna, il
15 marzo 2006 è stato adottato il codice frontiere Schengen.
Conformemente al suo articolo 7, tutte le persone sono sottoposte a verifiche
alle frontiere esterne. 
In linea di massima, i cittadini di paesi
terzi sono sottoposti a verifiche approfondite mentre i cittadini dell’Unione e
i beneficiari del diritto alla libera circolazione a verifiche minime[5]. Le attuali norme relative ai
cittadini di paesi terzi prevedono tuttavia un’applicazione generalizzata delle
verifiche, che sono le stesse indipendentemente dal livello di rischio
rappresentato dai diversi viaggiatori o dalla frequenza degli spostamenti.
L’attuale normativa non ammette infatti eccezioni al principio delle verifiche
di frontiera approfondite, salvo per quelle categorie di cittadini di paesi
terzi specificamente menzionate nel codice frontiere Schengen o nel regolamento
sul traffico frontaliero locale[6],
come i capi di Stato, i lavoratori transfrontalieri e i residenti frontalieri.
Solo una piccola minoranza di coloro che
attraversano la frontiera esterna può beneficiare di dette eccezioni: circa due
milioni di persone, ossia lo 0,2% del flusso totale di passeggeri.
Presumibilmente questo numero rimarrà pressoché costante, con un aumento
marginale legato a una maggiore applicazione dei regimi di traffico frontaliero
locale. Alla fine del 2010 il numero di lasciapassare per traffico frontaliero
locale rilasciati dagli Stati membri era pari a 110 000.
Onde rispettare le prescrizioni del codice
frontiere Schengen, le guardie di frontiera devono accertarsi che i cittadini
di paesi terzi soddisfino tutte le condizioni di ingresso nell’Unione europea
ad ogni ingresso (scopo del soggiorno nell’Unione europea, possesso di mezzi di
sussistenza sufficienti e intenzione di tornare nel paese di origine). A tal
fine devono interrogare i viaggiatori e verificare i documenti necessari, quali
la conferma della prenotazione dell’alloggio e del biglietto di ritorno in
aereo/traghetto/treno. Devono inoltre controllare la durata del soggiorno nello
spazio Schengen attraverso l’esame dei timbri sul documento di viaggio.
Tenuto conto del previsto aumento del flusso
di passeggeri alle frontiere esterne, è opportuno prevedere una procedura di
verifica alternativa per i cittadini di paesi terzi che viaggiano di frequente,
passando gradualmente da un approccio incentrato sul paese a un approccio
incentrato sulla persona. 
Nella pratica, il programma per viaggiatori
registrati funzionerebbe nel modo seguente: al viaggiatore registrato verrebbe
rilasciato un dispositivo di autenticazione (“token”) sotto forma di carta a
lettura automatica contenente solo un identificatore unico (corrispondente al
numero della domanda), che all’arrivo e alla partenza alla frontiera verrebbe
passato nel lettore di una porta automatica. La porta leggerebbe il token e il
documento di viaggio (e, se pertinente, il numero di visto adesivo) e le
impronte digitali del viaggiatore. Tali dati verrebbero confrontati con quelli
conservati nel registro centrale e in altre banche dati, compreso il sistema
d’informazione visti (VIS) per i titolari di visto. Se tutte le verifiche vanno
a buon fine, il viaggiatore potrà oltrepassare la porta automatica. In caso di
problemi, il viaggiatore sarebbe assistito da una guardia di frontiera.
L’attraversamento delle frontiere sarebbe
agevolato anche durante le verifiche di frontiera manuali, in quanto le guardie
di frontiera non dovrebbero chiedere al viaggiatore registrato le informazioni
“aggiuntive”, ad esempio quelle riguardanti la destinazione del viaggio e il
possesso di mezzi di sussistenza sufficienti.
Presupposto per la completa automazione delle
verifiche di frontiera dei viaggiatori registrati sopra descritta è la
creazione di un sistema di ingressi/uscite, con o senza dati biometrici, che
registri gli ingressi e le uscite alle frontiere esterne dei cittadini di paesi
terzi per soggiorni di breve durata. Detto sistema consentirebbe di abolire
l’obbligo di apposizione di timbri sui documenti di viaggio previsto dal codice
frontiere Schengen, giacché la timbratura manuale sarebbe sostituita dalla
registrazione e dal calcolo automatici della durata del soggiorno. Una volta
venuto meno l’obbligo di apporre i timbri, la consultazione del sistema di
ingressi/uscite diventerebbe obbligatoria alla frontiera esterna per garantire
che il cittadino di paese terzo non abbia superato la durata del soggiorno
autorizzato nello spazio Schengen. La consultazione potrebbe essere effettuata
automaticamente utilizzando la zona del documento di viaggio riservata alla
lettura automatica o le impronte digitali.
Rafforzando le verifiche e rendendo nel
contempo più rapidi gli attraversamenti di frontiera per i cittadini di paesi
terzi che viaggiano di frequente e sono stati sottoposti a controllo
preliminare di sicurezza, il programma per viaggiatori registrati, unitamente
al sistema di ingressi/uscite, migliorerebbe la gestione e il controllo del
flusso degli spostamenti alle frontiere.
La scheda finanziaria legislativa allegata
alla presente proposta si basa su uno studio dei costi di un sistema di
ingressi/uscite e di un programma per viaggiatori registrati realizzato da un
contraente esterno.
Alla luce delle considerazioni precedenti, la
presente proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio ha
l’obiettivo di:
–     
stabilire le procedure e le condizioni di accesso
al programma per viaggiatori registrati;
–     
definire lo scopo e le funzionalità di un sistema
combinato di token[7]
e registro centrale per la conservazione dei dati relativi ai viaggiatori
registrati, e relative responsabilità; 
–     
affidare all’agenzia europea per la gestione
operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e
giustizia[8]
(“agenzia”) lo sviluppo e la gestione operativa del registro centrale e la
definizione delle specifiche tecniche del token.
Il presente regolamento costituisce lo
strumento fondamentale del quadro giuridico del programma per viaggiatori
registrati. Per completare tale base giuridica è inoltre necessario modificare
il codice frontiere Schengen relativamente alla facilitazione
dell’attraversamento delle frontiere da parte dei cittadini di paesi terzi in
parallelo alla presente proposta. Contemporaneamente è altresì presentata una
proposta relativa a un sistema di ingressi/uscite che registri gli ingressi e
le uscite dei cittadini di paesi terzi.
·      Disposizioni vigenti nel settore della proposta
Regolamento (CE) n. 562/2006 del
Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un codice comunitario
relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone
(codice frontiere Schengen).
Regolamento (CE) n. 1931/2006 del
Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme sul traffico
frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne degli Stati membri e che
modifica le disposizioni della convenzione Schengen.
Regolamento (CE) n. 767/2008 del
Parlamento europeo e del Consiglio concernente il sistema di informazione visti
(VIS) e lo scambio di dati tra Stati membri sui visti per soggiorni di breve
durata (regolamento VIS).
Regolamento (CE) n. 810/2009 del
Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un codice comunitario dei
visti.
Regolamento (UE) n. 1077/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un’agenzia europea per la
gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà,
sicurezza e giustizia.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E
VALUTAZIONI D’IMPATTO
·      Consultazione delle parti interessate
La consultazione delle parti interessate è
descritta nella valutazione d’impatto che accompagna la presente proposta.
·      Valutazione d’impatto
La prima valutazione d’impatto[9] risale al 2008 quando è stata
elaborata la comunicazione della Commissione riguardante tale materia, la
seconda[10]
al 2013. La prima ha analizzato le opzioni strategiche e i corrispondenti
impatti più probabili, ed è giunta alla conclusione che è opportuno creare un
programma per viaggiatori registrati per i cittadini di paesi terzi.
Al termine di una consultazione e di un primo
esame, la seconda valutazione d’impatto ha analizzato le principali opzioni di
attuazione.
Dall’analisi delle opzioni e relative
varianti, l’opzione più percorribile per garantire la scorrevolezza dei flussi
di passeggeri alle frontiere esterne senza ridurre il livello di sicurezza
nell’UE risulta essere la creazione di un programma a pagamento per viaggiatori
registrati per i cittadini di paesi terzi che viaggiano di frequente e sono
stati sottoposti a controllo preliminare di sicurezza e a esame preventivo, con
i dati (dati biometrici, dati alfanumerici e numero di identificatore unico)
conservati in un registro centrale e l’identificatore unico (numero della
domanda) memorizzato in un token. Questa opzione riduce al minimo l’uso dei
dati personali in un sistema IT dell’UE, in quanto le guardie di frontiera non
possono estrarre alcun dato personale durante il controllo in prima linea, ed
evita i principali inconvenienti di sicurezza del sistema di token puro. Per
garantire che in relazione all’opzione prescelta siano previste disposizioni
adeguate di protezione dei dati è necessario che si applichino le stesse
disposizioni in materia previste per il VIS e tutta la pertinente normativa in
vigore, compresa la conservazione dei dati per un periodo massimo di cinque
anni. I dati personali registrati nel registro centrale (dati biometrici e
alfanumerici delle domande) non dovrebbero essere conservati più di quanto
necessario ai fini del programma per viaggiatori registrati. È opportuno
conservare i dati per un periodo massimo di cinque anni, affinché se ne possa
tener conto per le domande successive o per il rinnovo dell’accesso, anche in
vista del reimpiego delle impronte digitali conservate nel registro (59 mesi).
Inoltre, un periodo di conservazione di cinque anni permetterebbe di concedere
l’accesso al programma per viaggiatori registrati per cinque anni senza che sia
necessario presentare una nuova domanda. L’accesso iniziale al programma
dovrebbe essere accordato per un anno, con possibilità di proroga di due anni e
di ulteriori due senza dover presentare una nuova domanda. La presentazione di
una nuova domanda sarebbe necessaria per il rinnovo dell’accesso una volta
scaduto il periodo di cinque anni, conformemente al rilascio di un visto per
ingressi multipli (periodo massimo di cinque anni) per viaggiatori i cui dati
sono conservati nel VIS per cinque anni. 
Nel registro centrale dovrebbero essere
conservate quattro impronte digitali per garantire la verifica accurata del
viaggiatore registrato al valico di frontiera esterna. La conservazione dei
dati relativi alle impronte digitali di quattro dita assicura che in ogni
occasione siano disponibili dati sufficienti, mantenendone la quantità a un
livello ragionevole. Conservare solo una o due impronte digitali potrebbe
causare problemi ai viaggiatori e alle autorità di frontiera alle frontiere
esterne, in quanto le impronte digitali potrebbero essere sbavate, alterate o
frammentate. Ciò vale soprattutto per il programma per viaggiatori registrati,
poiché l’accesso può essere accordato per cinque anni e le stesse impronte
digitali possono essere riutilizzate (59 mesi) se il viaggiatore registrato
presenta una nuova domanda. 
Le guardie di frontiera avrebbero accesso ai
dati conservati nel registro centrale solo quando valutano una domanda o
revocano/prorogano l’accesso al programma per viaggiatori registrati o qualora
il token sia smarrito o rubato oppure sorgano problemi in relazione alla
facilitazione dell’attraversamento delle frontiere da parte dei viaggiatori
registrati. Nel corso delle verifiche di frontiera le guardie di frontiera riceverebbero
dal registro centrale soltanto informazioni di tipo “hit/no hit”. L’opzione
prescelta assicura pertanto un giusto equilibrio tra sicurezza, facilitazione e
protezione dei dati. 
Al fine di garantire un accesso agevole al
programma per viaggiatori registrati, i cittadini di paesi terzi dovrebbero
poter presentare la relativa domanda presso il consolato di qualsiasi Stato
membro o qualsiasi valico di frontiera esterna. In tal modo si assicurerebbe
una vasta partecipazione al programma, aiutando così gli Stati membri a gestire
i flussi di passeggeri ai valichi di frontiera esterna. Le domande dovrebbero
essere esaminate in base agli stessi criteri usati per il rilascio del visto
per ingressi multipli. Tuttavia, le domande presentate da familiari di cittadini
dell’Unione dovrebbero essere esaminate utilizzando gli stessi criteri usati
per esaminare le relative domande di visto. Gli Stati membri possono decidere
se usare e installare sistemi di controllo automatizzato alle frontiere ai loro
valichi di frontiera esterna. È chiaro che combinando gli stessi criteri di
controllo di sicurezza usati per i visti per ingressi multipli con un controllo
di frontiera interamente automatizzato si otterrebbe un impatto totale maggiore
in termini di facilitazione dell’attraversamento delle frontiere da parte dei
viaggiatori registrati. Inoltre in tal modo si manterrebbe un livello elevato
di sicurezza, nel rispetto dei diritti fondamentali. Si tratta inoltre
dell’approccio meno costoso, tenuto conto dei costi inerenti a più rigorose
procedure di controllo di sicurezza e al controllo di frontiera
semiautomatizzato. La completa automazione rappresenterebbe uno strumento
efficiente in termini di costi soprattutto per i valichi di frontiera più
affollati, in cui già adesso si registrano problemi di capacità e code.
Tuttavia, ciascuno Stato membro dovrebbe valutare per ogni singolo valico di
frontiera se rispetto alla sua capacità di assorbimento un sistema di controllo
automatizzato alle frontiere apporti un valore aggiunto diminuendo i tempi di
attraversamento della frontiera da parte dei viaggiatori, liberando risorse
umane e fornendo allo Stato membro uno strumento per gestire l’aumento del
flusso di passeggeri. Indipendentemente dall’utilizzo di sistemi di controllo
automatizzato alle frontiere, sarebbe opportuno facilitare l’attraversamento
delle frontiere a tutti i valichi di frontiera esterna per i cittadini di paesi
terzi a cui è stato accordato l’accesso al programma per viaggiatori
registrati. Per garantire il controllo affidabile dei richiedenti, sarà
necessario inserire nel registro centrale i dati biometrici (impronte digitali)
e verificare i dati biometrici ai valichi di frontiera esterna[11].
Il comitato per la valutazione d’impatto ha
riesaminato il progetto di valutazione d’impatto e ha formulato un parere il 14
marzo 2012. La versione finale della relazione tiene conto delle
raccomandazioni di miglioramento. In particolare, sono state effettuate le
seguenti modifiche: lo scenario di base è stato affinato e chiarito; la
definizione del problema è stata ampliata includendo gli insegnamenti tratti
dallo sviluppo di altri sistemi IT su larga scala e dai sistemi di controllo
automatizzato alle frontiere e dai programmi nazionali per viaggiatori
registrati attuati in alcuni Stati membri e paesi terzi; sono stati migliorati
i collegamenti agli allegati e alla valutazione d’impatto del 2008; le opinioni
delle parti interessate sono state riportate nel modo più ampio possibile,
tenuto conto della genericità di tali opinioni; la spiegazione del metodo di
calcolo dei costi è stata arricchita e i vantaggi e i costi attesi per le varie
parti interessate sono stati illustrati più rigorosamente; è stata chiarita la
riallocazione delle guardie di frontiera in funzione dell’atteso aumento del
flusso degli spostamenti; infine, è stata inserita una chiara sintesi delle
opinioni del garante europeo della protezione dei dati.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
·      Sintesi delle misure proposte
Occorre definire lo scopo e le funzionalità del
programma per viaggiatori registrati, compreso un sistema combinato di token e
registro centrale, e le relative responsabilità. Inoltre occorre affidare
all’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala
nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia il mandato di sviluppare, creare
e gestire dal punto di vista operativo il registro centrale e definire le
specifiche tecniche del token sulla base di una previa definizione dei
requisiti di funzionamento. Occorre infine stabilire le procedure e le
condizioni per l’esame delle domande presentate nell’ambito di tale programma e
la conservazione dei dati dei viaggiatori registrati. Un distinto documento di
lavoro dei servizi della Commissione spiega la proposta in dettaglio, articolo
per articolo.
·      Base giuridica
Le basi giuridiche del presente regolamento
sono l’articolo 74 e l’articolo 77, paragrafo 2, lettere b) e d), del trattato
sul funzionamento dell’Unione europea. L’articolo 77, paragrafo 2, lettere b) e
d), costituisce la base giuridica appropriata per specificare ulteriormente le
misure relative all’attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri
e definire le norme e le procedure cui gli Stati membri devono attenersi per i
controlli alle persone alle frontiere esterne. L’articolo 74 fornisce la base
giuridica adeguata per istituire e gestire il programma per viaggiatori
registrati e determinare le procedure relative allo scambio dei dati tra Stati
membri, garantendo la cooperazione tra le pertinenti autorità nazionali nonché
tra tali autorità e la Commissione nei settori coperti dal titolo V del
trattato.
·      Principio di sussidiarietà
Ai sensi dell’articolo 74 e dell’articolo 77,
paragrafo 2, lettere b) e d), del trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, l’Unione è competente ad adottare misure relative al controllo delle
persone e alla sorveglianza efficace dell’attraversamento delle frontiere
esterne degli Stati membri. Occorre modificare le disposizioni dell’UE
attualmente in vigore in materia di attraversamento delle frontiere esterne
degli Stati membri onde tener conto dell’aumento del flusso dei passeggeri e
delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie. È necessario istituire un
regime comune che definisca norme armonizzate sulla facilitazione dell’attraversamento
delle frontiere da parte dei viaggiatori registrati, in modo che la
facilitazione valga per tutti i valichi di frontiera Schengen senza che siano
necessari controlli di sicurezza distinti e che diminuisca il livello di
sicurezza. 
L’obiettivo della proposta non può pertanto
essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri. 
·      Principio di proporzionalità
Ai sensi dell’articolo 5 del trattato
sull’Unione europea, l’azione dell’Unione si limita a quanto necessario per il
conseguimento degli obiettivi dei trattati. La forma prescelta per questa
azione dell’Unione deve permettere alla proposta di raggiungere il suo
obiettivo ed essere attuata il più efficacemente possibile. L’iniziativa
proposta costituisce un ulteriore sviluppo dell’acquis di Schengen al fine di
garantire un’applicazione uniforme di norme comuni alle frontiere esterne in
tutti gli Stati membri. La proposta è pertanto conforme al principio di
proporzionalità.
·      Scelta dello strumento 
Lo strumento proposto è il regolamento.
Uno strumento diverso non sarebbe adeguato per
le seguenti ragioni.
La presente proposta stabilisce norme relative
alle verifiche di frontiera alle frontiere esterne uniformi per tutti gli Stati
membri. Il regolamento è quindi l’unico strumento giuridico che si presti
a tale scopo.
·      Diritti fondamentali
Il regolamento proposto può incidere sui
diritti fondamentali, in particolare sul diritto alla protezione dei dati di
carattere personale (articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali
dell’Unione europea) e sul diritto a un ricorso effettivo (articolo 47 della
Carta).
La proposta contiene garanzie, in particolare
agli articoli 15 e 16, che riconoscono il diritto a un ricorso effettivo
qualora l’accesso accordato al programma per viaggiatori registrati sia negato
o revocato, e agli articoli 48 e 49, riguardanti il diritto di informazione,
accesso, rettifica e cancellazione in relazione ai dati usati ai fini del
regolamento, che riconoscono il diritto a un ricorso effettivo di cui
all’articolo 51.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
La proposta della Commissione sul prossimo
quadro finanziario pluriennale stanzia 4,6 miliardi di EUR per il Fondo
Sicurezza interna per il periodo 2014-2020. La proposta prevede di riservare
1,1 miliardi di EUR a titolo di importo indicativo per lo sviluppo di un
sistema di ingressi/uscite e di un programma per viaggiatori registrati,
presupponendo che i relativi costi inizieranno soltanto a partire dal 2015[12].
Tale sostegno finanziario coprirà non solo i
costi delle componenti centrali per l’intero periodo del quadro finanziario
pluriennale (livello dell’UE, costi sia di sviluppo sia operativi) ma anche i
costi di sviluppo per le componenti nazionali negli Stati membri dei due
sistemi, nell’ambito delle risorse disponibili. Il sostegno finanziario ai costi
di sviluppo nazionali garantirà che i progetti non subiscano contraccolpi o
ritardi a causa di congiunture economiche difficili a livello nazionale. Sono
contemplati un importo di 145 milioni di EUR per i costi, a livello nazionale,
per ospitare i sistemi IT e fornire gli spazi per le apparecchiature degli
utenti finali e gli uffici degli operatori, e un importo di 341 milioni di EUR
per i costi, a livello nazionale, di manutenzione, quali quelli delle licenze
hardware e software.
Una volta che i nuovi sistemi saranno
operativi, i futuri costi operativi negli Stati membri potranno essere
sostenuti dai programmi nazionali. Si propone che gli Stati membri possano
usare il 50% degli stanziamenti destinati ai programmi nazionali per sostenere
i costi operativi dei sistemi IT utilizzati per la gestione dei flussi
migratori attraverso le frontiere esterne dell’Unione. Questi costi possono
comprendere il costo per la gestione del VIS, del SIS e dei nuovi sistemi
creati nel periodo interessato, i costi del personale, i costi di servizio,
affitto di locali sicuri, ecc. Il futuro strumento garantirà pertanto la
continuità dei finanziamenti, se del caso.
I costi per l’automazione varieranno
largamente a seconda del numero di porte automatiche realizzate.
5.           INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI 
·      Partecipazione
La presente proposta sviluppa l’acquis di
Schengen, in quanto concerne l’attraversamento delle frontiere esterne. Devono
pertanto essere prese in considerazione le conseguenze dei vari protocolli e
accordi con i paesi associati esposte in appresso.
Danimarca
A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n.
22 sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull’Unione europea e
al trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Danimarca non partecipa
all’adozione di misure a norma del titolo V della parte terza del trattato sul
funzionamento dell’Unione europea.
Dato che il presente regolamento si basa
sull’acquis di Schengen, la Danimarca decide, ai sensi dell’articolo 4 di tale
protocollo, entro un periodo di sei mesi dalla decisione del Consiglio sul
presente regolamento, se intende recepirlo nel proprio diritto interno.
Regno Unito e Irlanda
A norma degli articoli 4
e 5 del protocollo sull’integrazione dell’acquis di Schengen nell’ambito
dell’Unione europea, della decisione 2000/365/CE del Consiglio, del 29 maggio
2000, riguardante la richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del
Nord di partecipare ad alcune disposizioni dell’acquis di Schengen e della
decisione 2002/192/CE del Consiglio, del 28 febbraio 2002, riguardante la
richiesta dell’Irlanda di partecipare ad alcune disposizioni dell’acquis di
Schengen, il Regno Unito e l’Irlanda non partecipano all’adozione del
regolamento sul programma per viaggiatori registrati, non sono da esso
vincolati, né sono soggetti alla sua applicazione.
Islanda e Norvegia 
Le procedure previste nell’accordo di
associazione concluso dal Consiglio dell’Unione europea con la Repubblica
d’Islanda e il Regno di Norvegia sull’associazione di questi due Stati
all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen sono
applicabili in quanto la presente proposta costituisce uno sviluppo dell’acquis
di Schengen ai sensi dell’allegato A di quell’accordo[13].
Svizzera
Il presente regolamento costituisce uno
sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen ai sensi dell’accordo tra
l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera riguardante
l’associazione di quest’ultima all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo
dell’acquis di Schengen[14].
Liechtenstein 
Il presente regolamento costituisce uno
sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen ai sensi ai sensi del
protocollo tra l’Unione europea, la Comunità europea, la Confederazione
svizzera e il Principato del Liechtenstein sull’adesione del Principato del
Liechtenstein all’accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la
Confederazione svizzera riguardante l’associazione della Confederazione
svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di
Schengen[15].
Cipro
Il presente regolamento costituisce un atto
basato sull’acquis di Schengen o ad esso altrimenti connesso ai sensi
dell’articolo 3, paragrafo 2, dell’atto di adesione del 2003.
Bulgaria e Romania
Il presente regolamento costituisce un atto
basato sull’acquis di Schengen o ad esso altrimenti connesso ai sensi
dell’articolo 4, paragrafo 2, dell’atto di adesione del 2005.
2013/0059 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
che istituisce un programma per viaggiatori
registrati 
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, in particolare l’articolo 74 e l’articolo 77,
paragrafo 2, lettere b) e d),
vista la proposta della Commissione europea[16],
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[17],
visto il parere del Comitato delle regioni[18],
previa consultazione del garante europeo della
protezione dei dati,
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria, 
considerando quanto segue:
(1)              
Le verifiche di frontiera devono garantire un
livello elevato di sicurezza limitando nel contempo, per quanto possibile, i
tempi di attesa. L’aumento del flusso degli spostamenti alle frontiere esterne
rende necessarie nuove soluzioni per raggiungere tali obiettivi. Grazie a una
maggiore differenziazione delle verifiche di frontiera gli Stati membri
potranno procedere a verifiche semplificate dei cittadini di paesi terzi
considerati a basso rischio.
(2)              
I sistemi di controllo automatizzato alle frontiere
si sono dimostrati efficaci nell’accelerare le verifiche di frontiera sui
cittadini dell’Unione. È opportuno quindi che possano essere usati anche per i
cittadini di paesi terzi, contribuendo così a limitare i tempi di attesa e
garantendo nel contempo un livello elevato di sicurezza.
(3)              
Nella comunicazione del 13 febbraio 2008 “Preparare
le prossime fasi della gestione delle frontiere nell’Unione europea”[19] la Commissione ha evidenziato
la necessità di istituire un programma per viaggiatori registrati per i
cittadini di paesi terzi che viaggiano di frequente e di introdurre sistemi di
controllo automatizzato alle frontiere in modo da facilitare l’attraversamento
delle frontiere esterne, quale parte integrante della strategia europea di
gestione integrata delle frontiere.
(4)              
Il Consiglio europeo del 19 e 20 giugno 2008 ha
sottolineato l’importanza di continuare i lavori sull’ulteriore sviluppo della
strategia dell’Unione per la gestione integrata delle frontiere, anche attraverso
un miglior utilizzo delle moderne tecnologie per migliorare la gestione delle
frontiere esterne.
(5)              
Nella comunicazione del 10 giugno 2009 “Uno spazio
di libertà, sicurezza e giustizia al servizio dei cittadini”[20] la Commissione ha messo in
luce la necessità di istituire un programma per viaggiatori registrati che
renda più fluidi gli ingressi nell’Unione. 
(6)              
Il Consiglio europeo del 23 e 24 giugno 2011 ha
invitato ad accelerare i lavori in materia di “frontiere intelligenti”. Come
prima risposta a tale invito, il 25 ottobre 2011 la Commissione ha pubblicato
la comunicazione “Frontiere intelligenti - opzioni e prospettive”.
(7)              
Il programma per viaggiatori registrati (Registered
Travellers Programme - RTP) dovrebbe servire per facilitare
l’attraversamento delle frontiere esterne dell’Unione da parte dei cittadini di
paesi terzi che viaggiano di frequente e sono stati sottoposti a esame
preventivo e a controllo preliminare di sicurezza.
(8)              
Le disposizioni relative all’RTP dovrebbero essere
comuni a tutti gli Stati membri, in modo che il viaggiatore registrato possa
beneficiare di verifiche di frontiera agevolate a tutti i valichi di frontiera
esterna degli Stati membri senza doversi sottoporre a distinti esami preventivi
e controlli di sicurezza preliminari in ciascuno Stato membro.
(9)              
È necessario specificare gli obiettivi dell’RTP e
la sua architettura tecnica, stabilire le norme relative al suo funzionamento e
utilizzo e definire le responsabilità per il sistema, le categorie di dati da
inserire nel sistema, gli scopi per i quali i dati devono essere inseriti, i
criteri di inserimento dei dati, le autorità autorizzate ad accedere ai dati e
ulteriori norme sul trattamento dei dati e la protezione dei dati personali. 
(10)          
L’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi
IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (“agenzia”),
istituita con regolamento (UE) n. 1077/2011 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 25 ottobre 2011, che istituisce un’agenzia europea per la
gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà,
sicurezza e giustizia[21],
dovrebbe essere responsabile dello sviluppo e della gestione operativa di un
sistema centralizzato composto da un registro centrale, da un registro centrale
di riserva, dalle interfacce uniformi in ciascuno Stato membro, dai punti di
ingresso della rete e dall’infrastruttura di comunicazione tra il registro
centrale e i punti di ingresso della rete. L’agenzia dovrebbe inoltre essere
responsabile della definizione delle specifiche tecniche di un dispositivo di
autenticazione (“token”) che garantisca l’interoperabilità dell’RTP in tutta
l’Unione. Gli Stati membri sarebbero responsabili dello sviluppo e della
gestione operativa dei rispettivi sistemi nazionali.
(11)          
Il registro centrale dovrebbe essere collegato ai
sistemi nazionali degli Stati membri, al fine di consentire alle autorità
competenti degli Stati membri di trattare i dati relativi alle domande di
accesso all’RTP. 
(12)          
Per garantire la verifica affidabile del
viaggiatore registrato, è necessario conservare in un registro centrale
l’identificatore unico (numero della domanda), i dati biometrici (impronte
digitali) e i dati alfanumerici ricavati dalla domanda e in un token
l’identificatore unico, e verificare i dati biometrici alle frontiere esterne.
I dati alfanumerici e le impronte digitali dovrebbero essere conservati in
sezioni distinte del registro centrale senza collegamento tra loro. Il
collegamento tra i dati alfanumerici e le impronte digitali dovrebbe essere
possibile solo tramite l’identificatore unico. 
(13)          
È necessario che i cittadini di paesi terzi che
intendono partecipare all’RTP dimostrino la necessità o giustifichino
l’intenzione di viaggiare frequentemente e/o regolarmente, in particolare a
motivo della loro situazione professionale o familiare, come nel caso di
persone che viaggiano per affari, funzionari che hanno contatti regolari e
ufficiali con gli Stati membri e le istituzioni dell’Unione europea,
rappresentanti di organizzazioni della società civile, persone che viaggiano per
partecipare a corsi di formazione, seminari e conferenze, ricercatori, persone
che partecipano ad attività economiche, familiari di cittadini dell’Unione,
familiari di cittadini di paesi terzi legalmente residenti negli Stati membri. 
(14)          
Di norma, ai cittadini di paesi terzi titolari di
visto per ingressi multipli o di visto D valido almeno un anno o ai
titolari di un permesso di soggiorno rilasciato da uno Stato membro dovrebbe
essere accordato, su richiesta, l’accesso all’RTP.
(15)          
Qualora un cittadino di paese terzo presenti
domanda di visto per ingressi multipli e domanda di accesso all’RTP, le
autorità competenti possono decidere di esaminare e decidere in merito ad
entrambe le domande contestualmente, sulla base dello stesso colloquio e degli
stessi documenti giustificativi.
(16)          
In linea di massima, ai familiari di cittadini
dell’Unione dovrebbe essere accordato l’accesso all’RTP. I familiari di
cittadini dell’Unione dovrebbero inoltre poter beneficiare dell’RTP anche se
non soggiornano nel territorio dell’Unione ma si recano frequentemente in uno
Stato membro per accompagnare o raggiungere il cittadino dell’Unione
interessato. Le verifiche sui familiari di cittadini dell’Unione che
attraversano le frontiere esterne dovrebbero essere a norma della direttiva 2004/38/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto
dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare
liberamente nel territorio degli Stati membri[22].
(17)          
È opportuno che i criteri per l’esame delle domande
presentate da familiari di cittadini dell’Unione siano gli stessi applicati per
l’esame delle domande di visto presentate da familiari di cittadini
dell’Unione, coerentemente con l’attuale politica di gestione delle frontiere.
(18)          
È necessario definire le autorità competenti dei
singoli Stati membri il cui personale debitamente autorizzato sarà abilitato ad
inserire, modificare, cancellare, consultare o ricercare dati ai fini specifici
dell’RTP conformemente al presente regolamento, nella misura necessaria
all’assolvimento dei propri compiti.
(19)          
Ogni trattamento dei dati RTP conservati nel
registro centrale dovrebbe essere proporzionato agli obiettivi perseguiti e
necessario all’assolvimento dei compiti delle autorità competenti.
Nell’utilizzare l’RTP, le autorità competenti dovranno assicurare il rispetto
della dignità umana e dell’integrità delle persone i cui dati vengono richiesti
e non dovranno discriminare le persone in base al sesso, alla razza o
all’origine etnica, alla religione o alle convinzioni personali, alla
disabilità, all’età o all’orientamento sessuale.
(20)          
È opportuno mettere a punto piani d’emergenza e
renderli noti ai viaggiatori, alle compagnie aeree/vettori e a tutte le
autorità che operano ai valichi di frontiera. Qualora, ad esempio, un viaggiatore
registrato non possa, per qualsiasi motivo, usare il sistema di controllo
automatizzato alle frontiere e sia pertanto sottoposto a verifica di frontiera
manuale, occorre che sia prestata particolare attenzione al fatto che le
conseguenti procedure rispettino pienamente i diritti fondamentali.
(21)          
I dati personali registrati nel registro centrale
(dati biometrici e alfanumerici) non dovrebbero essere conservati più di quanto
necessario ai fini dell’RTP. È opportuno conservare i dati per un periodo massimo
di cinque anni, affinché si possa tener conto dei dati alfanumerici relativi a
domande precedenti per valutare domande successive di accesso all’RTP, anche in
vista del reimpiego delle impronte digitali conservate nel registro (59 mesi).
Un periodo più breve non sarebbe sufficiente a tali scopi. I dati dovrebbero
essere cancellati dopo cinque anni, a meno che non vi siano motivi per
cancellarli prima. Il periodo massimo di validità dell’accesso all’RTP dovrebbe
essere di cinque anni.
(22)          
Per agevolare la procedura relativa alle domande
successive, dovrebbe essere possibile copiare le impronte digitali da quelle
inserite per la prima volta nel registro centrale entro un periodo di
cinquantanove mesi. Trascorso tale periodo di tempo, le impronte digitali dovrebbero
essere nuovamente rilevate.
(23)          
Al fine di facilitare la procedura di domanda, il
richiedente dovrebbe poter presentare la domanda di accesso all’RTP presso il
consolato di qualsiasi Stato membro o in qualsiasi valico di frontiera esterna.
Qualsiasi Stato membro dovrebbe poter esaminare e decidere in merito alla
domanda sulla base di un modulo di domanda comune e di norme e criteri di
ammissibilità comuni. In linea di massima, deve essere effettuato un colloquio.
(24)          
A motivo della registrazione dei dati biometrici
nel registro centrale, la presentazione di persona del richiedente — almeno per
la prima domanda — dovrebbe essere un requisito fondamentale per l’esame della
domanda di accesso all’RTP e la decisione al riguardo.
(25)          
Durante la procedura di verifica di frontiera
automatizzata, la verifica dell’identità alle frontiere esterne dovrebbe essere
effettuata mediante confronto con i dati biometrici conservati nel registro
centrale. La verifica dovrebbe essere possibile soltanto su presentazione
materiale e contestuale del token e delle impronte digitali. Durante la
procedura di verifica di frontiera automatizzata e manuale, la verifica
dell’accesso dovrebbe essere effettuata mediante confronto con i dati
alfanumerici conservati nel registro centrale su presentazione materiale del
token alla frontiera. La verifica in prima linea dell’identità e dell’accesso
dovrebbe dare solo un risultato di tipo “hit/no hit”.
(26)          
Dovrebbero essere stabilite misure adeguate per il
controllo e la valutazione del presente regolamento. Affinché il controllo
dell’applicazione del presente regolamento sia efficace, è necessario procedere
ad una valutazione ad intervalli regolari.
(27)          
I dati statistici sono un mezzo importante per
monitorare le procedure di verifica di frontiera e possono servire da efficace
strumento di gestione. È pertanto opportuno che questi dati siano compilati
regolarmente in un formato comune.
(28)          
Al trattamento dei dati personali effettuato dagli
Stati membri in applicazione del presente regolamento si applica la direttiva 95/46/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla
tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali,
nonché alla libera circolazione di tali dati[23].
Tuttavia, occorre precisare taluni punti per quanto attiene alla legittimità
del trattamento dei dati personali, alle responsabilità in materia di
trattamento dei dati, alla tutela dei diritti delle persone cui i dati si
riferiscono e al controllo della protezione dei dati.
(29)          
Alle attività delle istituzioni e degli organismi
dell’Unione nell’espletamento dei propri compiti in qualità di responsabili
della gestione operativa del sistema combinato di token e registro si applica
il regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre
2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento
dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari,
nonché la libera circolazione di tali dati[24].
Tuttavia, occorre precisare taluni punti per quanto attiene alla legittimità
del trattamento dei dati personali, alle responsabilità in materia di
trattamento dei dati e al controllo della protezione dei dati.
(30)          
Dovrebbe competere alle autorità di controllo
istituite in virtù dell’articolo 28 della direttiva 95/46/CE verificare la
legittimità del trattamento dei dati personali da parte degli Stati membri, e
al garante europeo della protezione dei dati istituito dal regolamento (CE) n.
45/2001 sorvegliare le attività delle istituzioni e degli organismi dell’Unione
connesse al trattamento dei dati personali, tenendo conto dei compiti limitati
delle istituzioni e degli organismi dell’Unione per quanto riguarda i dati
stessi.
(31)          
Il garante europeo della protezione dei dati e le
autorità di controllo dovrebbero cooperare attivamente per garantire un
controllo coordinato dell’RTP.
(32)          
Gli Stati membri dovrebbero stabilire norme sulle
sanzioni applicabili in caso di violazione del presente regolamento e
garantirne l’applicazione.
(33)          
Al fine di garantire condizioni di esecuzione uniformi
del presente regolamento, dovrebbero essere attribuite alla Commissione
competenze di esecuzione. Tali competenze dovrebbero essere esercitate conformemente
al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi
alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell’esercizio delle
competenze di esecuzione attribuite alla Commissione[25].
(34)          
Al fine di adottare modifiche tecniche degli
allegati, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti
conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell’Unione
europea riguardo all’adozione di modifiche tecniche degli allegati
conformemente all’articolo 58. È di particolare importanza che durante i lavori
preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di
esperti. Nella preparazione e nell’elaborazione degli atti delegati la
Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata
trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.
(35)          
Il presente regolamento rispetta i diritti
fondamentali e osserva i principi riconosciuti in particolare dalla Carta dei
diritti fondamentali dell’Unione europea, segnatamente il diritto alla
protezione dei dati di carattere personale (qui articolo 8) e il diritto a un
ricorso effettivo (qui articolo 51), e deve essere applicato conformemente a
tali diritti e principi.
(36)          
Poiché l’istituzione di un RTP comune e la
definizione di obblighi, condizioni e procedure comuni per la conservazione dei
dati dei viaggiatori registrati non possono essere conseguiti in misura
sufficiente dagli Stati membri ma possono, a motivo della portata e degli
effetti dell’azione, essere conseguiti meglio a livello di Unione, l’Unione può
intervenire, in virtù del principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5
del trattato sull’Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è
necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità
enunciato nello stesso articolo.
(37)          
A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 22
sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull’Unione europea e al
trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Danimarca non partecipa
all’adozione del presente regolamento, non è da esso vincolata, né è soggetta
alla sua applicazione. Dato che il presente regolamento si basa sull’acquis di
Schengen, la Danimarca decide, ai sensi dell’articolo 4 di tale protocollo,
entro un periodo di sei mesi dalla decisione del Consiglio sul presente
regolamento, se intende recepirlo nel proprio diritto interno.
(38)          
Il presente regolamento costituisce uno sviluppo
delle disposizioni dell’acquis di Schengen a cui il Regno Unito non partecipa,
a norma della decisione 2000/365/CE del Consiglio, del 29 maggio 2000,
riguardante la richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord di
partecipare ad alcune disposizioni dell’acquis di Schengen[26]; il Regno Unito non partecipa
pertanto alla sua adozione, non è da esso vincolato, né è soggetto alla sua
applicazione.
(39)          
Il presente regolamento costituisce uno sviluppo
dell’acquis di Schengen a cui l’Irlanda non partecipa, a norma della decisione
2002/192/CE del Consiglio, del 28 febbraio 2002, riguardante la richiesta
dell’Irlanda di partecipare ad alcune disposizioni dell’acquis di Schengen[27]; l’Irlanda non partecipa
pertanto alla sua adozione, non è da esso vincolata né è soggetta alla sua
applicazione.
(40)          
Per quanto riguarda l’Islanda e la Norvegia, il
presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di
Schengen ai sensi dell’accordo concluso dal Consiglio dell’Unione europea con
la Repubblica d’Islanda e il Regno di Norvegia sulla loro associazione
all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen[28], che rientrano nel settore di
cui all’articolo 1, lettera A, della decisione 1999/437/CE del Consiglio, del
17 maggio 1999, relativa a talune modalità di applicazione di tale accordo[29].
(41)          
Per quanto riguarda la Svizzera, il presente regolamento
costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen ai sensi
dell’accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione
svizzera riguardante l’associazione di quest’ultima all’attuazione,
all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen[30] che
rientrano nel settore di cui all’articolo 1, lettera A, della decisione
1999/437/CE, in combinato disposto con l’articolo 3 della decisione 2008/146/CE
del Consiglio[31].
(42)          
Per quanto riguarda il Liechtenstein, il presente
regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen
ai sensi del protocollo tra l’Unione europea, la Comunità europea, la
Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein sull’adesione del
Principato del Liechtenstein all’accordo concluso tra l’Unione europea, la
Comunità europea e la Confederazione svizzera riguardante l’associazione della
Confederazione svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo
dell’acquis di Schengen[32]
che rientrano nel settore di cui all’articolo 1, lettera A, della decisione
1999/437/CE, in combinato disposto con l’articolo 3 della decisione 2011/350/UE
del Consiglio[33].
(43)          
Per quanto concerne Cipro, il presente regolamento
costituisce un atto basato sull’acquis di Schengen o ad esso altrimenti
connesso ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 2, dell’atto di adesione del
2003.
(44)          
Il presente regolamento costituisce un atto basato
sull’acquis di Schengen o ad esso altrimenti connesso ai sensi dell’articolo 4,
paragrafo 2, dell’atto di adesione del 2005.
(45)          
Poiché i viaggiatori registrati sono stati
sottoposti a tutti i controlli necessari e all’esame preventivo da parte degli
Stati membri che attuano integralmente l’acquis di Schengen, e non
rappresentano alcun rischio per la Bulgaria, la Romania e Cipro, questi ultimi
Stati membri possono riconoscere unilateralmente l’adesione del viaggiatore
registrato all’RTP ai fini del beneficio della facilitazione delle verifiche di
frontiera alle loro frontiere esterne,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPO I
Disposizioni generali
Articolo 1
Oggetto
Il presente regolamento stabilisce le
condizioni e le procedure di accesso al programma per viaggiatori registrati
(RTP) e definisce lo scopo e le funzionalità di un sistema composto da un
dispositivo di autenticazione (“token”) e da un registro centrale per la
conservazione dei dati relativi ai viaggiatori registrati nell’ambito di tale
programma, e le relative responsabilità. 
Articolo
2 
Struttura
dell’RTP
1.                      
L’RTP si basa su un sistema di conservazione dei
dati relativi ai viaggiatori registrati composto da un token conservato dal
viaggiatore stesso e da un registro centrale, ossia un archivio fisico
centralizzato di dati RTP, denominato “sistema combinato di token e registro
centrale”.
2.                      
L’architettura tecnica del sistema combinato di
token e registro centrale è precisata all’articolo 21.
3.                      
L’agenzia europea per la gestione operativa dei
sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia
(“agenzia”) è incaricata dello sviluppo e della gestione operativa del registro
centrale, dell’interfaccia uniforme in ciascuno Stato membro, dei punti di
ingresso della rete e dell’infrastruttura di comunicazione tra il registro
centrale e i punti di ingresso della rete. È inoltre responsabile della
definizione delle specifiche tecniche del token.
Articolo 3
Definizioni
Ai fini del presente regolamento si intende
per:
(1)              
“programma per viaggiatori registrati” (RTP): il
programma che consente ai cittadini di paesi terzi che sono stati sottoposti a
controllo preliminare di sicurezza e a cui è stato accordato l’accesso all’RTP
di beneficiare di una facilitazione delle verifiche di frontiera alle frontiere
esterne dell’Unione;
(2)              
“viaggiatore registrato”: il cittadino di paese
terzo a cui è stato accordato l’accesso all’RTP in conformità del presente
regolamento; 
(3)              
“agenzia”: l’agenzia europea per la gestione
operativa di sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e
giustizia, istituita con regolamento (UE) n. 1077/2011;
(4)              
“registro centrale”: l’archivio fisico centralizzato
dei dati RTP;
(5)              
“token”: il dispositivo usato per conservare
l’identificatore unico rilasciato al viaggiatore registrato. L’identificatore
unico collega il viaggiatore con i dati che lo riguardano inseriti nel registro
centrale;
(6)              
“gestione operativa”: tutti i compiti necessari per
mantenere operativi i sistemi IT su larga scala, inclusa la responsabilità per
l’infrastruttura di comunicazione utilizzata;
(7)              
“sviluppo”: tutti i compiti necessari per creare un
sistema IT su larga scala, inclusa l’infrastruttura di comunicazione
utilizzata;
(8)              
“autorità competenti”: le autorità competenti per i
visti e le frontiere ai sensi dell’articolo 4, punto 3, del regolamento (CE) n.
767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio[34] e le autorità incaricate,
conformemente alla legislazione nazionale, di procedere alle verifiche sulle
persone ai valichi di frontiera esterna a norma del regolamento (CE) n.
562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio[35];
(9)              
“cittadino di paese terzo” o “viaggiatore di paese
terzo”: chi non è cittadino dell’Unione ai sensi dell’articolo 20 del trattato
o il cittadino di paese terzo che, in virtù di accordi conclusi tra l’Unione e
i suoi Stati membri, da un lato, e tale paese terzo, dall’altro, beneficia di
diritti in materia di libera circolazione equivalenti a quelli dei cittadini
dell’Unione;
(10)          
“modulo di domanda”: il modulo armonizzato per la
domanda di accesso all’RTP figurante all’allegato 1;
(11)          
“dati biometrici”: le impronte digitali;
(12)          
“documento di viaggio”: il passaporto o altro
documento equivalente che autorizza il titolare ad attraversare le frontiere
esterne e sul quale può essere apposto un visto;
(13)          
“verifica”: il procedimento di comparazione di
serie di dati al fine di verificare la validità dell’identità dichiarata
(controllo mediante confronto di due campioni);
(14)          
“dati alfanumerici”: i dati rappresentati da
lettere, cifre, caratteri speciali, spazi e segni di punteggiatura;
(15)          
“sistema nazionale”: l’hardware, il software e
l’infrastruttura di comunicazione nazionale per collegare i dispositivi degli
utenti finali presso le autorità competenti di cui all’articolo 23, paragrafo
2, con i punti di ingresso della rete in ogni Stato membro;
(16)          
“sistema combinato di token e registro centrale”:
il sistema per la conservazione dei dati relativi ai viaggiatori registrati
composto da un registro centrale e da un token;
(17)          
“Stato membro competente”: lo Stato membro che ha
inserito i dati nel registro centrale;
(18)          
“centro comune per la presentazione delle domande”:
un centro ai sensi dell’articolo 41, paragrafo 2, del regolamento (CE) n.
810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio[36];
(19)          
“autorità di controllo”: l’autorità di controllo
istituita in virtù dell’articolo 28 della direttiva 95/46/CE.
Capo II
Procedure e condizioni per la
presentazione di una domanda di accesso all’RTP
Articolo
4
Autorità e Stati membri competenti per l’esame delle domande di accesso
all’RTP e per la decisione sul merito
Le autorità competenti per l’esame di una
domanda di accesso all’RTP e per la decisione sul merito sono i membri del
personale debitamente autorizzati delle autorità competenti per i visti e le
frontiere degli Stati membri. 
Articolo 5
Presentazione della domanda
1.                      
Il cittadino di paese terzo può presentare la
domanda di accesso all’RTP presso il consolato di qualsiasi Stato membro,
qualsiasi centro comune per la presentazione delle domande o qualsiasi valico
di frontiera esterna. Può essere accettato un modulo di domanda online, ove
disponibile.
2.                      
I richiedenti possono essere tenuti a chiedere un
appuntamento per la presentazione della domanda. L’appuntamento ha luogo, di
norma, entro due settimane dalla data della richiesta di appuntamento.
3.                      
In caso di prima domanda di accesso all’RTP, il
richiedente deve presentarsi di persona ai fini del rilevamento delle impronte
digitali, del colloquio e della verifica del documento di viaggio. 
4.                      
Qualora il richiedente presenti la domanda
elettronicamente o rientri nel campo di applicazione del paragrafo 5, il
rilevamento dei dati biometrici, la verifica del documento di viaggio e il
colloquio sono effettuati, se del caso, al momento della decisione sulla
domanda e del rilascio del token. 
5.                      
Fatto salvo l’articolo 8, le autorità competenti
possono derogare all’obbligo di cui al paragrafo 3 in caso di richiedenti
titolari di permesso di soggiorno o di carta di soggiorno o in caso di
richiedenti loro noti per integrità e affidabilità.
6.                      
Nel presentare la domanda, il richiedente:
(a)              
ha almeno 12 anni d’età;
(b)              
presenta un modulo di domanda ai sensi
dell’articolo 6;
(c)              
presenta un documento di viaggio ai sensi dell’articolo
7;
(d)              
consente il rilevamento delle proprie impronte
digitali conformemente all’articolo 8;
(e)              
ove applicabile, fornisce documenti giustificativi,
conformemente all’articolo 9 e all’allegato II;
(f)                
paga i diritti ai sensi dell’articolo 10.
7.                      
Il richiedente può ritirare la domanda in qualsiasi
momento prima che sia presa la decisione in merito alla stessa.
Articolo 6
Moduli di domanda
1.                      
Ogni richiedente presenta un modulo di domanda
compilato e firmato. I minori presentano un modulo di domanda firmato da una persona
che esercita la potestà genitoriale permanente o da un tutore legale.
2.                      
Gli Stati membri fanno sì che i moduli di domanda
siano ampiamente disponibili e facilmente accessibili ai richiedenti a titolo
gratuito.
3.                      
I moduli di domanda saranno disponibili almeno
nelle lingue ufficiali dello Stato membro in questione, nelle lingue ufficiali
del paese o dei paesi terzi in cui può essere presentata la domanda e nelle
lingue ufficiali dei paesi terzi limitrofi, se del caso. 
4.                      
Gli Stati membri informano i richiedenti in merito
alle lingue utilizzabili per compilare il modulo di domanda.
Articolo 7
Documento di viaggio
Il richiedente presenta un documento di
viaggio a lettura ottica (MRTD) o un documento di viaggio elettronico a lettura
ottica (e-MRTD) valido almeno per la durata dell’accesso richiesto all’RTP e
rilasciato nel corso dei cinque anni precedenti. Il documento di viaggio reca
il visto richiesto o è accompagnato dal permesso di soggiorno o dalla carta di
soggiorno a lettura ottica richiesti. In alternativa, il richiedente può
presentare domanda di visto contestualmente alla presentazione della domanda di
accesso all’RTP, se del caso.
Articolo 8
Dati biometrici
1.                      
In caso di prima domanda di accesso all’RTP, gli
Stati membri rilevano i dati biometrici del richiedente, comprendenti le
impronte di quattro dita dello stesso prese a dita piatte, in formato digitale,
nel rispetto delle garanzie previste dalla convenzione del Consiglio d’Europa
per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, dalla
Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dalla convenzione delle
Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.
2.                      
Se non è possibile rilevare le quattro impronte
digitali, è rilevato il maggior numero di impronte possibile. Gli Stati membri
provvedono affinché siano predisposte procedure idonee a garanzia della dignità
del richiedente in caso di difficoltà nel rilevare le impronte digitali. 
3.                      
Se le impronte digitali del richiedente rilevate
nell’ambito di una domanda precedente sono state inserite nel registro centrale
per la prima volta meno di cinquantanove mesi prima della data della nuova
domanda, esse possono essere copiate nella domanda successiva.
Tuttavia, in caso di dubbi ragionevoli
sull’identità del richiedente o se non può essere confermato immediatamente che
le impronte digitali sono state rilevate entro il termine di cui al primo
comma, le autorità competenti rilevano le impronte digitali del richiedente.
4.                      
Le specifiche per la risoluzione e l’uso delle
impronte digitali ai fini delle verifiche biometriche nell’RTP sono decise
dalla Commissione conformemente all’articolo 37.
5.                      
Le impronte digitali sono rilevate da personale
qualificato e debitamente autorizzato delle autorità competenti. 
6.                      
Le impronte digitali non sono collegate ai dati
alfanumerici e sono inserite in sezioni distinte del registro centrale.
Articolo 9
Documenti giustificativi
1.                      
All’atto della presentazione di una domanda di
accesso all’RTP il richiedente presenta: 
(g)              
documenti che indichino lo scopo dei viaggi; 
(h)              
la prova della disponibilità di mezzi sufficienti
per sostenere le spese di viaggio e alloggio per i successivi due viaggi;
(i)                
documenti che ne provino la situazione
professionale o familiare, ad esempio di persona che viaggia per affari,
funzionario che ha contatti regolari e ufficiali con gli Stati membri e le
istituzioni dell’Unione europea, rappresentante di organizzazioni della società
civile, persona che viaggia per partecipare a corsi di formazione, seminari e
conferenze, persona che partecipa ad attività economiche, familiare di
cittadino dell’Unione, familiare di cittadino di paese terzo legalmente
residente in uno Stato membro. 
2.                      
Qualora sia un familiare di un cittadino
dell’Unione che beneficia del diritto di libera circolazione, il richiedente
deve presentare solo una carta di soggiorno rilasciata da uno Stato membro, se
del caso, e una prova d'identità, di cittadinanza e dei legami di parentela con
un cittadino dell’Unione a cui si applica la direttiva 2004/38/CE.
3.                      
Qualora un cittadino di paese terzo presenti
contemporaneamente e nello stesso luogo domanda di visto per ingressi multipli
e domanda di accesso all’RTP, è richiesta solo una serie di documenti
giustificativi. 
4.                      
Se il titolare di un visto per ingressi multipli
presenta successivamente domanda di accesso all’RTP nello stesso luogo in cui
era stato rilasciato il visto, i documenti giustificativi presentati per la
domanda di visto per ingressi multipli possono essere usati per la valutazione
della domanda di accesso all’RTP. In caso di dubbio sull’attualità dei documenti
giustificativi presentati precedentemente, uno Stato membro può chiedere nuovi
documenti giustificativi entro un termine di dieci giorni lavorativi.
Un elenco non esaustivo di documenti
giustificativi che l’autorità competente può esigere dal richiedente figura
nell’allegato II.
5.                      
Gli Stati membri possono chiedere al richiedente di
presentare una dichiarazione di garanzia e/o di alloggio rilasciata da un
privato, compilando un modulo elaborato dallo Stato membro interessato. Una
siffatta prova può essere richiesta al massimo per i successivi due viaggi.
Tale modulo indica in particolare:
(a)       
la durata della garanzia e/o dell’alloggio;
(j)                
se è inteso come dichiarazione di garanzia e/o di
alloggio;
(k)              
se il soggetto ospitante è un singolo, una società
o un’organizzazione;
(l)                
l’identità del soggetto ospitante e i relativi
estremi;
(m)            
il richiedente invitato o i richiedenti invitati;
(n)              
l’indirizzo dell’alloggio;
(o)              
eventuali legami di parentela con il soggetto
ospitante.
Il modulo è redatto nelle lingue ufficiali dello
Stato membro e in almeno un’altra lingua ufficiale delle istituzioni
dell’Unione europea e fornisce alla persona che lo firma le informazioni
richieste ai sensi dell’articolo 48, paragrafo 1. Un facsimile del modulo è
notificato alla Commissione.
6.                      
Le autorità competenti possono derogare a uno o più
obblighi di cui al paragrafo 1 qualora il richiedente sia titolare di permesso
di soggiorno o sia loro noto per integrità e affidabilità.
Articolo 10
Diritti per l’esame della domanda
1.                      
I richiedenti pagano i diritti di cui all’allegato
III. 
2.                      
I diritti sono riveduti periodicamente per tener
conto delle spese amministrative. Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati concernenti l’adeguamento dei diritti conformemente
all’articolo 59. 
3.                      
I diritti sono riscossi in euro, nella valuta
nazionale del paese terzo o nella valuta solitamente utilizzata nel paese terzo
ove è presentata la domanda e non sono rimborsabili, indipendentemente
dall’esito della domanda o dal suo ritiro.
4.                      
Se riscosso in una valuta diversa dall’euro,
l’importo dei diritti riscosso in tale valuta è determinato e riveduto
periodicamente applicando il tasso di cambio di riferimento dell’euro fissato
dalla Banca centrale europea. L’importo riscosso può essere arrotondato.
5.                      
Per tale pagamento il richiedente ottiene una
ricevuta stampata o elettronica.
CAPO III
Esame della domanda e decisione sul
merito
Articolo 11 
Ricevibilità
1.                      
Le autorità competenti verificano:
–     
se il richiedente ha almeno 12 anni d’età;
–     
se la domanda contiene gli elementi di cui all’articolo
5, paragrafo 6, lettere b), c) ed e);
–     
se sono stati rilevati i dati biometrici del
richiedente;
–     
se sono stati riscossi i diritti. 
2.                      
Se le autorità competenti constatano che le
condizioni di cui al paragrafo 1 sono soddisfatte, la domanda è ricevibile e le
autorità competenti:
–     
seguono le procedure di cui all’articolo 24;
–     
esaminano ulteriormente la domanda.
3.                      
Se le autorità competenti constatano che le
condizioni di cui al paragrafo 1 non sono soddisfatte, la domanda è
irricevibile e le autorità competenti non esaminano la domanda e, senza
indugio:
–      restituiscono il modulo di domanda e tutti i
documenti presentati dal richiedente;
–     
distruggono i
dati biometrici raccolti.
Articolo 12
Esame della domanda
1.                      
L’esame delle domande e i colloqui, se del caso,
sono effettuati solo dalle autorità competenti di cui all’articolo 4.
2.                      
Nell’esaminare una domanda l’autorità competente
verifica: 
(a)       
se il richiedente soddisfa le condizioni d’ingresso
di cui all’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 562/2006;
(p)              
        che il documento di viaggio, il visto, il
permesso di soggiorno o la carta di soggiorno presentati, a seconda del caso,
siano validi e non siano falsi, contraffatti o alterati;
(q)              
che il richiedente dimostri la necessità o
giustifichi l’intenzione di viaggiare frequentemente e/o regolarmente;
(r)               
che il richiedente non abbia precedentemente
superato la durata massima del soggiorno autorizzato nel territorio degli Stati
membri e che dimostri la propria integrità e affidabilità, in particolare
l’effettiva intenzione di lasciare il territorio a tempo debito;
(s)               
        la giustificazione presentata dal
richiedente riguardo allo scopo e alle condizioni del soggiorno previsto;
(t)                
che il richiedente dimostri la propria situazione
finanziaria nel paese di origine o di residenza e che disponga dei mezzi di
sussistenza sufficienti, sia per la durata del o dei soggiorni previsti sia per
il ritorno nel paese di origine o di residenza, ovvero che sia in grado di
ottenere legalmente detti mezzi;
(u)              
che il richiedente non sia segnalato nel sistema
d’informazione Schengen (SIS);
(v)              
che il richiedente non sia considerato una minaccia
per l’ordine pubblico, la sicurezza interna, la salute pubblica o le relazioni
internazionali di uno degli Stati membri e, in particolare, che non sia
segnalato nelle banche dati nazionali degli Stati membri ai fini della non
ammissione per gli stessi motivi;
(w)            
se l’accesso all’RTP da parte del richiedente è
stato precedentemente accordato, prorogato, rifiutato o revocato.
Nel verificare se il richiedente soddisfa le
condizioni d’ingresso di cui all’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE)
n. 562/2006 si valuta con particolare attenzione se il richiedente presenta un
rischio di immigrazione illegale o un rischio per la sicurezza degli Stati
membri e se il richiedente intende lasciare il territorio degli Stati membri
entro la scadenza del soggiorno autorizzato.
3.                      
La valutazione dei mezzi di sussistenza per i
soggiorni previsti si effettua in funzione della durata e dello scopo del o dei
soggiorni e con riferimento ai prezzi medi vigenti nello o negli Stati membri
interessati per vitto e alloggio in sistemazione economica, in base agli
importi di riferimento fissati dagli Stati membri conformemente all’articolo 34
del codice frontiere Schengen. La dichiarazione di garanzia e/o di alloggio da
parte di un privato può altresì costituire una prova della disponibilità di
mezzi di sussistenza sufficienti.
4.                      
L’esame di una domanda si fonda, in particolare,
sull’autenticità e l’affidabilità dei documenti presentati e sulla veridicità e
l’affidabilità delle dichiarazioni fatte dal richiedente. In caso di dubbi sul
richiedente, sulle sue dichiarazioni o sui documenti giustificativi presentati,
lo Stato membro competente per l’esame di una domanda può consultare altri
Stati membri prima di decidere in merito alla stessa.
5.                      
Nel corso dell’esame di una domanda, le autorità
competenti possono, in casi giustificati, richiedere ulteriori documenti
conformemente all’articolo 9.
6.                      
Un precedente rifiuto dell’accesso all’RTP non
comporta il rifiuto automatico di una nuova domanda. Una nuova domanda è
valutata sulla base di tutte le informazioni disponibili.
7.                      
I criteri per l’esame delle domande presentate da
familiari di cittadini dell’Unione sono gli stessi applicati per l’esame delle
loro domande di visto.
Articolo 13
Decisione sulla domanda
1.                      
La decisione su una domanda ricevibile ai sensi
dell’articolo 11 è presa dalle autorità competenti entro venticinque giorni di
calendario dalla data della presentazione. 
2.                      
Salvo in caso di domanda irricevibile o di ritiro
della domanda da parte del richiedente, è presa la decisione di:
(a)       
accordare l’accesso all’RTP a norma dell’articolo
14, o
(x)              
rifiutare l’accesso all’RTP a norma dell’articolo
15.
CAPO IV
Concessione, proroga, rifiuto e revoca
dell’accesso all’RTP
Articolo 14
Concessione e proroga dell’accesso
all’RTP
1.                      
L’accesso iniziale all’RTP è accordato per un anno.
Su richiesta, l’accesso può essere prorogato di due anni e successivamente di
altri due senza dover presentare una nuova domanda in caso di viaggiatori che
si sono conformati alle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
attraversamento della frontiera esterna e soggiorno nello spazio Schengen. La
durata dell’accesso accordato non supera il periodo di validità del o dei
documenti di viaggio, del visto, del permesso di soggiorno o della carta di
soggiorno, a seconda dei casi, e si basa sull’esame condotto ai sensi
dell’articolo 12.
2.                      
Ai titolari o alle persone in via di ottenimento di
un visto per ingressi multipli o di un visto D valido almeno un anno, ai titolari
di permesso di soggiorno e ai familiari di cittadini dell’Unione l’accesso
all’RTP è accordato senza ulteriori adempimenti, fatto salvo il rispetto degli
obblighi di cui al presente regolamento.
3.                      
Quando è presa una decisione che accorda l’accesso
all’RTP, i dati indicati all’articolo 26 sono inseriti nel registro
centrale.
4.                      
Quando è presa una decisione che accorda l’accesso
all’RTP, i dati indicati all’articolo 27 sono inseriti nel token.
5.                      
Quando è presa una decisione che proroga l’accesso
all’RTP, i dati indicati all’articolo 30 sono inseriti nel registro
centrale.
Articolo 15
Rifiuto dell’accesso all’RTP
1.                      
L’accesso all’RTP è rifiutato quando il
richiedente: 
(a)       
presenta un documento di viaggio non valido oppure
falso, contraffatto o alterato;
(y)              
non è in possesso di un permesso di soggiorno, di
una carta di soggiorno o di un visto in corso di validità, se richiesto ai
sensi del regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio[37], e non soddisfa le condizioni
per il loro rilascio;
(z)               
non dimostra la necessità o non giustifica
l’intenzione di viaggiare frequentemente e/o regolarmente;
(aa)           
ha precedentemente superato la durata massima del
soggiorno autorizzato nel territorio degli Stati membri e non ha dimostrato la
propria integrità e affidabilità, in particolare l’effettiva intenzione di
lasciare il territorio a tempo debito;
(bb)          
non fornisce la giustificazione riguardo allo scopo
e alle condizioni dei soggiorni previsti;
(cc)           
non dimostra la propria situazione finanziaria nel
paese di origine o di residenza e non dispone dei mezzi di sussistenza
sufficienti, sia per la durata del o dei soggiorni previsti sia per il ritorno
nel paese di origine o di residenza, ovvero non è in grado di ottenere
legalmente detti mezzi;
(dd)          
è segnalato nel SIS;
(ee)           
è considerato una minaccia per l’ordine pubblico, la
sicurezza interna, la salute pubblica o le relazioni internazionali di uno
degli Stati membri e, in particolare, è segnalato nelle banche dati nazionali
degli Stati membri ai fini della non ammissione per gli stessi motivi;
 oppure
(ff)              
qualora vi siano ragionevoli dubbi sull’autenticità
dei documenti giustificativi presentati dal richiedente o sulla veridicità del
loro contenuto o sull’affidabilità delle dichiarazioni fatte dal richiedente.
2.                      
La decisione di rifiuto e i motivi su cui si basa
sono notificati al richiedente mediante il modulo uniforme di cui all’allegato
IV.
3.                      
Fatto salvo il diritto al controllo
giurisdizionale, in conformità del diritto processuale dello Stato membro che
ha adottato la decisione definitiva sulla domanda, il richiedente cui sia stato
rifiutato l’accesso all’RTP ha il diritto al riesame del rifiuto per contestare
o far rettificare potenziali errori conformemente al diritto a un ricorso
effettivo[38].
I ricorsi sono proposti nei confronti dello Stato membro che ha adottato la
decisione in merito alla domanda e disciplinati conformemente alla legislazione
nazionale di tale Stato membro. Gli Stati membri forniscono ai richiedenti
informazioni sulla procedura cui attenersi in caso di riesame, come precisato
nell’allegato IV.
4.                      
Qualora sia negata una domanda di accesso all’RTP,
sono aggiunti al registro centrale i dati di cui all’articolo 28.
Articolo 16
Revoca
1.                      
L’accesso all’RTP è revocato:
(a)       
qualora risulti che non erano soddisfatte le
condizioni di accesso all’RTP;
(gg)           
qualora risulti che non sono più soddisfatte le
condizioni di accesso all’RTP;
(hh)           
su richiesta del viaggiatore registrato.
2.                      
L’accesso può essere revocato dalle autorità
competenti di qualsiasi Stato membro in qualunque momento, conformemente al
paragrafo 1.
3.                      
Se autorità diverse da quelle competenti dispongono
di prove indicanti che l’accesso all’RTP dovrebbe essere revocato ai sensi del
paragrafo 1, ne informano senza indugio le autorità competenti.
4.                      
La decisione di revoca dell’accesso all’RTP e i
motivi su cui si basa sono notificati al viaggiatore registrato con il modulo
uniforme di cui all’allegato IV.
5.                      
Fatto salvo il diritto al controllo
giurisdizionale, in conformità del diritto processuale dello Stato membro che
ha revocato l’accesso all’RTP, il viaggiatore registrato cui sia stato revocato
l’accesso all’RTP ha il diritto al riesame della revoca per contestare o far
rettificare potenziali errori conformemente al diritto a un ricorso effettivo[39], tranne nel caso in cui
l’accesso sia stato revocato su richiesta del viaggiatore registrato ai sensi
del paragrafo 1, lettera c). I ricorsi sono proposti nei confronti dello Stato
membro che ha adottato la decisione in merito alla revoca e disciplinati
conformemente alla legislazione nazionale di tale Stato membro. Gli Stati
membri forniscono ai richiedenti informazioni sulla procedura cui attenersi in
caso di riesame, come precisato nell’allegato IV.
6.                      
Qualora sia revocato l’accesso all’RTP, sono
aggiunti al registro centrale i dati di cui all’articolo 29.
7.                      
Qualora l’accesso sia stato revocato su sua richiesta,
il viaggiatore registrato ha il diritto di chiedere la cancellazione immediata
dei dati che lo riguardano. Gli Stati membri informano il viaggiatore
registrato di tale diritto.
CAPO V
Gestione amministrativa e organizzazione
Articolo 17
Amministrazione
1.                      
Le autorità competenti tengono archivi delle
domande. Ogni fascicolo individuale contiene il modulo di domanda, copie dei
documenti giustificativi rilevanti, verbali relativi ai controlli effettuati e
il numero di riferimento dell’accesso accordato all’RTP, per consentire al
personale di ricostruire, all’occorrenza, l’iter della decisione presa in
merito alla domanda.
2.                      
I fascicoli individuali sono conservati per
l’intera durata dell’accesso all’RTP. 
3.                      
Qualora l’accesso all’RTP sia rifiutato o revocato,
il fascicolo è conservato al massimo due anni. Tale periodo inizia a decorre
dalla data della decisione dell’autorità competente di rifiutare o revocare
l’accesso. Le domande ritirate dai richiedenti sono cancellate senza indugio.
Gli Stati membri possono conservare i fascicoli, compresi i documenti
giustificativi, in forma elettronica.
Articolo 18
Risorse per l’esame delle domande, il
rilascio dei token, il controllo e le statistiche
1.                      
Ciascuno Stato membro è responsabile
dell’organizzazione delle procedure per la presentazione e l’esame delle
domande e il rilascio dei token. 
2.                      
Gli Stati membri predispongono personale adeguato e
in numero sufficiente per svolgere le mansioni di esame delle domande, in modo
tale da garantire una qualità ragionevole e armonizzata del servizio al
pubblico.
3.                      
Le autorità competenti provvedono a una formazione
adeguata del loro personale e a esse spetta fornire a tale personale
informazioni complete, precise e aggiornate sulla legislazione dell’Unione e
nazionale pertinente. 
4.                      
Le autorità competenti assicurano un controllo
frequente e adeguato delle modalità di esame delle domande e di rilascio dei
token e adottano provvedimenti correttivi qualora siano rilevate violazioni
delle disposizioni e delle procedure del presente regolamento.
5.                      
Gli Stati membri compilano statistiche annuali
sull’RTP, conformemente alla tabella che figura nell’allegato V. Queste
statistiche sono presentate all’agenzia entro il 1º marzo di ogni anno.
L’agenzia provvede alla loro pubblicazione.
Articolo 19
Condotta del personale
1.                      
Le autorità competenti garantiscono che i
richiedenti vengano accolti cortesemente.
2.                      
Le autorità competenti, nell’esercizio delle loro
funzioni, rispettano la dignità umana. Tutti i provvedimenti adottati sono
proporzionati agli obiettivi da essi perseguiti.
3.                      
Nello svolgimento delle loro mansioni le autorità
competenti non pongono in atto discriminazioni nei confronti dei richiedenti o
dei viaggiatori registrati per motivi di sesso, razza od origine etnica,
religione o convinzioni personali, disabilità, età o tendenze sessuali. 
Articolo 20
Informazioni al pubblico
Gli Stati membri forniscono al pubblico tutte
le informazioni rilevanti in merito alle domande di accesso all’RTP, in
particolare:
(a)       
i criteri, le condizioni e le procedure per
presentare domanda,
(ii)               
i termini per l’esame delle domande,
(jj)              
i diritti per l’esame della domanda,
(kk)          
dove poter presentare domanda.
CAPO VI
Architettura tecnica del sistema
combinato di token e registro centrale, categorie di dati e inserimento dei
dati da parte delle autorità competenti
Articolo 21
Architettura tecnica del sistema
combinato di token e registro centrale
Il sistema combinato di token e registro
centrale è composto da:
(a)       
un registro centrale, comprendente un registro
principale e un registro di riserva in grado di assicurare tutte le funzioni
del registro principale in caso di guasto di quest’ultimo;
(ll)               
un’interfaccia uniforme in ciascuno Stato membro,
basata su specifiche tecniche comuni e identica in tutti gli Stati membri;
(mm)       
punti di ingresso della rete, che fanno parte
dell’interfaccia uniforme e costituiscono i punti di accesso nazionali che
collegano il sistema nazionale di cui all’articolo 3, punto 15, di ciascuno
Stato membro al registro centrale;
(nn)           
un’infrastruttura di comunicazione tra il registro
centrale e i punti di ingresso della rete, e
(oo)          
un token basato su norme tecniche comuni.
Articolo 22
Categorie di dati registrati nel
sistema combinato di token e registro centrale
1.                      
Nel registro centrale sono registrate soltanto le
seguenti categorie di dati:
(a)       
i dati alfanumerici sul richiedente e sull’accesso
accordato, rifiutato, revocato o prorogato di cui all’articolo 25, punti da 1 a
4, e agli articoli 26, 28, 29 e 30;
(pp)          
i dati biometrici di cui all’articolo 25, punto 5.
I dati alfanumerici e le impronte digitali sono registrati
in sezioni distinte del registro centrale.
2.                      
Nel token di cui all’articolo 27 è registrato
soltanto il numero di identificatore unico.
Articolo 23
Inserimento, modifica, cancellazione,
consultazione e ricerca di dati
1.                      
L’accesso al registro centrale e al token per
inserire, modificare, cancellare, consultare o cercare direttamente i dati di
cui all’articolo 22, paragrafo 1, conformemente al presente regolamento, è
riservato esclusivamente al personale debitamente autorizzato delle autorità
competenti per gli scopi di cui al presente regolamento. L’accesso di tali
autorità è limitato a quanto necessario all’assolvimento dei loro compiti,
conformemente a detti scopi, ed è proporzionato agli obiettivi perseguiti.
2.                      
Ogni Stato membro designa le autorità competenti il
cui personale debitamente autorizzato ha accesso al registro centrale o al
token ai fini dell’inserimento, della modifica, della cancellazione, della
consultazione o della ricerca di dati. Ogni Stato membro comunica senza indugio
all’agenzia l’elenco di tali autorità, ivi comprese quelle di cui all’articolo
52, paragrafo 4, e qualsiasi conseguente modifica. 
3.                      
Entro quattro mesi dall’entrata in vigore del
presente regolamento, l’agenzia pubblica nella Gazzetta ufficiale
dell’Unione europea un elenco consolidato delle autorità di cui al
paragrafo 2. Qualora l’elenco subisca modifiche, l’agenzia pubblica una volta
all’anno un elenco consolidato aggiornato. 
Articolo 24
Procedure per l’inserimento dei dati
ricavati dalla domanda
1.                      
Qualora la domanda sia ricevibile a norma
dell’articolo 11, l’autorità competente crea senza indugio il relativo
fascicolo, inserendo nel registro centrale i dati di cui all’articolo 25, nella
misura in cui il richiedente sia tenuto a fornirli.
2.                      
Qualora per motivi giuridici non sia obbligatorio
fornire determinati dati, il campo o i campi specifici riservati a tali dati
riportano l’indicazione “non pertinente”.
Articolo 25
Dati da inserire alla presentazione
della domanda di accesso all’RTP
L’autorità competente inserisce i seguenti
dati nel fascicolo relativo alla domanda:
(1)              
numero unico della domanda;
(2)              
informazioni sullo stato di avanzamento della
procedura, con l’indicazione che è stato richiesto l’accesso all’RTP;
(3)              
autorità alla quale la domanda è stata presentata e
relativa sede;
(4)              
i seguenti dati ricavati dal modulo di domanda:
(a)              
cognome, nome o nomi;
(b)              
cognome alla nascita (precedente o precedenti
cognomi), paese di nascita, cittadinanza, sesso;
(c)              
data di nascita, luogo di nascita;
(d)              
tipo e numero del o dei documenti di viaggio,
autorità che lo ha rilasciato e data di rilascio e di scadenza;
(e)              
data e luogo della domanda;
(f)                
se del caso, ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 5,
informazioni dettagliate sulla persona tenuta a farsi carico delle spese di
sostentamento del richiedente durante il soggiorno:
i)        in caso di persona fisica, cognome,
nome, indirizzo e numero di telefono;
ii)       in caso di società o altra
organizzazione, ragione sociale e indirizzo dell’impresa/dell’altra
organizzazione e cognome, nome e numero di telefono della persona di contatto
in seno a tale impresa/organizzazione;
(g)              
scopo principale dei viaggi;
(h)              
indirizzo del domicilio e numero di telefono del
richiedente;
(i)                
se del caso, numero di visto adesivo;
(j)                
se del caso, numero del permesso di soggiorno o
della carta di soggiorno;
(k)              
occupazione attuale e datore di lavoro; per gli
studenti, nome dell’istituto di insegnamento;
(l)                
nel caso dei minori, cognome e nome o nomi del
titolare della potestà genitoriale o del tutore legale del richiedente;
(2)              
le impronte digitali, conformemente all’articolo 8.
Articolo 26
Dati da aggiungere nel registro
centrale in caso di concessione o revoca dell’accesso all’RTP 
1.                      
Qualora sia adottata una decisione di concessione
dell’accesso all’RTP, l’autorità competente che ha accordato l’accesso aggiunge
al fascicolo i seguenti dati:
(a)              
informazioni sullo stato di avanzamento della
procedura, con l’indicazione che è stato accordato l’accesso all’RTP;
(b)              
autorità che ha accordato l’accesso e relativa
sede;
(c)              
luogo e data della decisione di concessione
dell’accesso all’RTP;
(d)              
        data di decorrenza e di scadenza del
periodo di validità dell’accesso;
2.                      
Qualora, prima dell’adozione di una decisione in
merito alla concessione dell’accesso all’RTP, il richiedente ritiri la domanda,
l’autorità competente indica che la procedura di domanda è stata chiusa per
tali motivi, specificando la data di chiusura, e cancella i dati dal fascicolo.
Articolo 27
Dati da inserire nel token in caso di
concessione dell’accesso all’RTP
1.                      
Qualora sia adottata una decisione di concessione
dell’accesso all’RTP, l’autorità competente che ha accordato l’accesso
inserisce nel token un numero di identificatore unico. Il numero di
identificatore unico corrisponde al numero della domanda. 
2.                      
Il token è rilasciato al richiedente. 
Articolo 28
Dati da aggiungere nel registro
centrale in caso di rifiuto dell’accesso all’RTP
1.                      
Qualora sia adottata una decisione di rifiuto
dell’accesso all’RTP, l’autorità competente che ha rifiutato l’accesso aggiunge
al fascicolo i seguenti dati:
(a)       
informazioni sullo stato di avanzamento della
procedura, con l’indicazione che è stato rifiutato l’accesso all’RTP;
(e)              
        autorità che ha rifiutato l’accesso all’RTP
e relativa sede;
(f)                
        luogo e data della decisione di rifiuto
dell’accesso all’RTP.
2.                      
Nel fascicolo devono altresì figurare uno o più dei
motivi di cui all’articolo 15, paragrafo 1, che giustificano il rifiuto
dell’accesso all’RTP.
Articolo 29
Dati da aggiungere nel registro
centrale in caso di revoca dell’accesso all’RTP
1.                      
Qualora sia adottata una decisione di revoca
dell’accesso all’RTP, l’autorità competente che ha adottato la decisione
aggiunge al fascicolo i seguenti dati:
(a)       
informazioni sullo stato di avanzamento della
procedura, con l’indicazione che è stato revocato l’accesso all’RTP;
(g)              
autorità che ha revocato l’accesso e relativa sede;
(h)              
luogo e data della decisione di revoca dell’accesso
all’RTP.
2.                      
Nel fascicolo devono altresì figurare uno o più dei
motivi di cui all’articolo 16, paragrafo 1, che giustificano la revoca
dell’accesso all’RTP.
Articolo 30
Dati da aggiungere nel registro
centrale in caso di proroga dell’accesso all’RTP 
Qualora sia adottata una decisione di proroga
dell’accesso all’RTP, l’autorità competente che ha adottato la decisione
aggiunge al fascicolo i seguenti dati:
(a)       
informazioni sullo stato di avanzamento della
procedura, con l’indicazione che è stato prorogato l’accesso all’RTP;
(i)                
autorità che ha prorogato l’accesso e relativa
sede;
(j)                
luogo e data della decisione;
(k)              
data di decorrenza e di scadenza del periodo
prorogato.
CAPO VII
Uso dei dati 
Articolo 31
Uso dei dati per l’esame delle domande
o in caso di smarrimento o furto del token o di problemi in relazione alla
facilitazione dell’attraversamento delle frontiere da parte dei viaggiatori
registrati
1.                      
L’autorità competente consulta il registro centrale
ai fini dell’esame delle domande e delle decisioni ad esse correlate, compresa
la decisione di revoca o proroga dell’accesso all’RTP. Inoltre le autorità
competenti consultano il registro centrale in caso di smarrimento o furto del
token o di problemi in relazione alla facilitazione dell’attraversamento delle
frontiere da parte dei viaggiatori registrati.
2.                      
Ai fini del paragrafo 1, l’autorità competente
esegue interrogazioni con uno o più dei seguenti dati:
(a)       
numero unico della domanda;
(l)                
dati di cui all’articolo 25, punto 4, lettere a),
b) e c);
(m)            
dati relativi al documento di viaggio di cui
all’articolo 25, punto 4, lettera d);
(n)              
se del caso, numero del visto adesivo, del permesso
di soggiorno o della carta di soggiorno.
3.                      
Qualora dalle interrogazioni con uno o più dei dati
elencati al paragrafo 2 risulti che i dati relativi al richiedente sono
registrati nel registro centrale, l’autorità competente ha accesso al fascicolo
relativo alla domanda ma non alla sezione distinta contenente i dati
biometrici.
4.                      
L’autorità competente esegue interrogazioni nella
sezione distinta del registro centrale con i dati biometrici ai fini della
proroga dell’accesso all’RTP e in caso di problemi in relazione alla
facilitazione dell’attraversamento delle frontiere da parte dei viaggiatori
registrati soltanto se il viaggiatore registrato presenta contemporaneamente il
token e le impronte digitali. Qualora dalle interrogazioni risulti che i dati
relativi al viaggiatore registrato sono conservati nel registro centrale,
l’autorità competente ha accesso al fascicolo, compresi i dati biometrici.
5.                      
L’autorità competente esegue interrogazioni nella
sezione distinta del registro centrale solo con i dati biometrici, senza token,
esclusivamente per esaminare le domande, decidere se revocare l’accesso all’RTP
e in caso di smarrimento o furto del token. Qualora dalle interrogazioni
risulti che i dati relativi al richiedente sono conservati nel registro
centrale, l’autorità competente ha accesso al fascicolo, compresi i dati
biometrici.
Articolo 32
Uso dei dati per la verifica alla frontiera esterna 
1.                      
Allo scopo di facilitare l’attraversamento delle
frontiere da parte dei viaggiatori registrati verificando l’identità del
viaggiatore registrato e la concessione dell’accesso all’RTP e/o se sono
soddisfatte le condizioni d’ingresso nel territorio degli Stati membri o di
uscita dallo stesso in conformità del codice frontiere Schengen, l’autorità
competente è abilitata a eseguire interrogazioni nel registro centrale
utilizzando il numero di identificatore unico (token) e il numero del documento
di viaggio per verificare che l’accesso all’RTP sia stato accordato, e
verificando nel contempo l’identità del viaggiatore registrato mediante
verifica delle impronte digitali. 
2.                      
Qualora dalle interrogazioni con i dati di cui al
paragrafo 1 risulti che i dati relativi al viaggiatore registrato sono
registrati nel registro centrale, l’autorità competente riceve un’informazione
di tipo “hit/no hit”.
3.                      
In caso di verifica di frontiera manuale, fatto
salvo il paragrafo 1, l’identità del viaggiatore registrato può essere
verificata manualmente controllando a vista il documento di viaggio.
Articolo 33
Uso dei dati per l’elaborazione di
relazioni e statistiche
Le autorità competenti consultano i seguenti
dati unicamente ai fini dell’elaborazione di relazioni e statistiche, senza
consentire l’identificazione dei singoli richiedenti:
(1)              
informazioni sullo stato della procedura;
(2)              
cittadinanza attuale del richiedente;
(3)              
data e luogo della domanda;
(4)              
tipo(i) e motivo(i) della decisione concernente
l’accesso all’RTP;
(5)              
tipo di documento(i) di viaggio e paese di
rilascio;
(6)              
in caso di decisione di concessione, rifiuto,
revoca o proroga dell’accesso all’RTP, autorità competente e relativa sede,
nonché data della decisione;
(7)              
scopo dei viaggi;
(8)              
token smarriti o rubati.
CAPO VIII
Periodo di conservazione, modifica dei
dati e token smarriti o rubati
Articolo 34
Periodo di conservazione dei dati
1.                      
Ciascun fascicolo individuale è conservato nel
registro centrale per un periodo massimo di cinque anni, fatta salva la
cancellazione di cui all’articolo 16, paragrafo 7, all’articolo 26,
paragrafo 2, e all’articolo 35 e la registrazione di cui all’articolo 45.
Tale periodo decorre:
(a)       
dalla data di scadenza della concessione o della
proroga dell’accesso all’RTP;
(o)              
dalla data della creazione del fascicolo nel
registro centrale, qualora la domanda sia stata ritirata;
(p)              
dalla data della decisione dell’autorità
competente, qualora l’accesso all’RTP sia stato rifiutato o revocato.
2.                      
Alla scadenza del periodo di cui al paragrafo 1, il
registro centrale cancella automaticamente il fascicolo individuale.
3.                      
Il viaggiatore registrato può conservare il token.
Articolo 35
Modifica dei dati e cancellazione
anticipata dei dati
1.                      
Soltanto lo Stato membro competente ha il diritto
di modificare i dati da esso inseriti nel registro centrale, correggendoli o cancellandoli.
2.                      
Qualora lo Stato membro competente disponga di
prove indicanti che i dati trattati nel registro centrale sono inesatti o che
sono stati trattati nel registro centrale in violazione delle disposizioni del
presente regolamento, controlla i dati in questione e, se necessario, li
corregge o li cancella senza indugio. Può procedere in tal senso anche su
richiesta del viaggiatore registrato.
3.                      
Qualora uno Stato membro diverso dallo Stato membro
competente disponga di prove indicanti che i dati trattati nel registro
centrale sono inesatti o che sono stati trattati nel registro centrale in
violazione delle disposizioni del presente regolamento, ne informa senza
indugio lo Stato membro competente. Lo Stato membro competente controlla i dati
in questione e, se necessario, li corregge o li cancella senza indugio.
4.                      
Qualora, prima della scadenza del periodo di cui
all’articolo 34, paragrafo 1, un richiedente abbia acquistato la cittadinanza
di uno Stato membro, i fascicoli relativi alla domanda sono cancellati dal
registro centrale senza indugio da parte dello Stato membro di cui è stata
acquistata la cittadinanza. 
5.                      
Se il rifiuto dell’accesso all’RTP è annullato da
un organo giurisdizionale o da un’istanza di ricorso, lo Stato membro che ha
rifiutato l’accesso all’RTP sopprime senza indugio i dati di cui all’articolo
28 non appena sia definitiva la decisione di annullamento del rifiuto
dell’accesso all’RTP. L’autorità competente riesamina la domanda individuale
oggetto della decisione dell’organo giurisdizionale o dell’istanza di ricorso
tenendo conto del parere dell’uno o dell’altra.
Articolo 36
Token smarriti o rubati
1.                      
In caso di smarrimento o furto del token, il
viaggiatore registrato ne informa l’autorità che lo ha rilasciato.
2.                      
Qualora lo smarrimento o il furto di un token sia
segnalato alle autorità competenti da un terzo, le autorità competenti bloccano
l’accesso all’RTP e ne informano lo Stato membro che lo ha accordato. Lo Stato
membro competente informa il viaggiatore registrato dello smarrimento o del furto
del token via telefono, fax, posta o posta elettronica.
3.                      
Qualora il viaggiatore registrato segnali lo
smarrimento o il furto del token, lo Stato membro competente verifica la
concessione dell’accesso all’RTP. Su richiesta del viaggiatore registrato, lo
Stato membro competente rilascia un nuovo token. In caso contrario, l’accesso è
bloccato.
4.                      
Il viaggiatore registrato sostiene i costi di
rilascio di un nuovo token.
CAPO IX
Sviluppo, funzionamento e responsabilità
Articolo 37
Misure di esecuzione della Commissione

1.                      
La Commissione adotta le misure necessarie per lo
sviluppo, la realizzazione tecnica e l’evoluzione del registro centrale, delle
interfacce uniformi e dell’infrastruttura di comunicazione, in particolare per
quanto riguarda: 
(a)              
le specifiche per la risoluzione e l’uso delle
impronte digitali ai fini delle verifiche biometriche nell’RTP, conformemente
all’articolo 8;
(b)              
la progettazione dell’architettura fisica del
sistema, compresa l’infrastruttura di comunicazione;
(c)              
l’inserimento dei dati conformemente all’articolo
24;
(d)              
l’accesso ai dati conformemente agli articoli 31,
32 e 33;
(e)              
la registrazione, la modifica, la cancellazione e
la cancellazione anticipata dei dati ai sensi degli articoli 34 e 35;
(f)                
il blocco dell’accesso accordato in caso di
smarrimento o furto del token, conformemente all’articolo 36;
(g)              
la registrazione dei dati e il relativo accesso
conformemente all’articolo 45;
(h)              
i requisiti operativi;
(i)                
la definizione dei requisiti di funzionamento,
compresa la struttura del token.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo
la procedura di esame di cui all’articolo 57. 
Articolo 38
Sviluppo e gestione operativa
1.                      
L’agenzia è incaricata di sviluppare il registro
principale, il registro di riserva, le interfacce uniformi, compresi i punti di
ingresso della rete, l’infrastruttura di comunicazione tra i sistemi nazionali
e i punti di ingresso della rete e di definire le specifiche tecniche del token
non appena possibile dopo l’entrata in vigore del presente regolamento e
l’adozione da parte della Commissione delle misure di cui all’articolo 37.
Previo parere favorevole della Commissione, l’agenzia adotta le specifiche
tecniche del token e del registro centrale, delle interfacce uniformi e
dell’infrastruttura di comunicazione.
Lo sviluppo comporta l’elaborazione e l’applicazione
delle specifiche tecniche, il collaudo e il coordinamento generale del
progetto. 
L’agenzia effettua un collaudo generale del
registro centrale insieme agli Stati membri. La Commissione informa il
Parlamento europeo dell’esito del collaudo.
2.                      
L’agenzia è responsabile della gestione operativa
del registro principale, del registro di riserva e delle interfacce uniformi.
In cooperazione con gli Stati membri, provvede a che in qualsiasi momento siano
utilizzate, previa analisi costi/benefici, le migliori tecnologie disponibili.
L’agenzia è responsabile altresì della gestione operativa dell’infrastruttura
di comunicazione tra il registro principale e i punti di ingresso della rete.
La gestione operativa del registro principale
consiste nell’insieme dei compiti necessari a garantire un funzionamento del
registro principale 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, in conformità del presente
regolamento, e comprende in particolare la manutenzione e gli adeguamenti
tecnici necessari a garantire che il sistema funzioni a un livello di qualità
operativa soddisfacente, in particolare per quanto riguarda i tempi di
interrogazione del registro centrale per uffici consolari e valichi di
frontiera, che dovrebbero essere più brevi possibile.
3.                      
Fatto salvo l’articolo 17 dello Statuto dei
funzionari dell’Unione europea, l’agenzia applica ai membri del proprio
personale che devono lavorare con i dati RTP norme adeguate in materia di
segreto professionale o altri doveri di riservatezza equivalenti. Questo
obbligo vincola il personale anche dopo che abbia lasciato l’incarico o cessato
di lavorare, ovvero portato a termine le attività.
Articolo 39
Responsabilità nazionali
1.                      
Ciascuno Stato membro è responsabile:
(a)              
dello sviluppo del sistema nazionale, del
collegamento al registro centrale e del rilascio dei token;
(b)              
dell’organizzazione, della gestione, del
funzionamento e della manutenzione del proprio sistema nazionale;
(c)              
della gestione e delle modalità di accesso al
registro centrale delle autorità competenti a norma del presente regolamento,
nonché della redazione e dell’aggiornamento periodico di un elenco di tale
personale con le relative qualifiche.
2.                      
Ciascuno Stato membro designa un’autorità nazionale
che fornisce l’accesso al registro centrale alle autorità competenti, e collega
l’autorità nazionale al punto di ingresso della rete.
3.                      
Ciascuno Stato membro attua procedure automatizzate
per il trattamento dei dati.
4.                      
Prima di essere autorizzato a trattare dati
memorizzati nel registro centrale, il personale delle autorità con diritto di
accesso al registro centrale o di uso del medesimo riceve una formazione
adeguata sulle norme in materia di sicurezza e di protezione dei dati. 
5.                      
I costi sostenuti dai sistemi nazionali e per
ospitare l’interfaccia nazionale sono a carico del bilancio dell’Unione.
Articolo 40
Responsabilità per quanto riguarda
l’uso dei dati
1.                      
Ciascuno Stato membro garantisce la legittimità del
trattamento dei dati e, segnatamente, che soltanto il personale debitamente
autorizzato abbia accesso ai dati trattati nel registro centrale per assolvere
i suoi compiti previsti dal presente regolamento. Lo Stato membro competente
garantisce in particolare:
(a)           
la legittimità della raccolta dei dati;
(j)                
la legittimità della trasmissione dei dati al
registro centrale;
(k)              
l’esattezza e l’attualità dei dati trasmessi al
registro centrale.
2.                      
L’agenzia garantisce che il registro centrale sia
gestito conformemente al presente regolamento e alle relative misure di
esecuzione di cui all’articolo 37. In particolare:
(a)           
adotta le misure necessarie a garantire la
sicurezza del registro centrale e dell’infrastruttura di comunicazione tra il
registro centrale e i punti di ingresso della rete, fatte salve le
responsabilità di ciascuno Stato membro;
(l)                
garantisce che soltanto il personale debitamente
autorizzato abbia accesso ai dati trattati nel registro centrale per assolvere
i compiti dell’agenzia previsti dal presente regolamento.
3.                      
L’agenzia informa il Parlamento europeo, il
Consiglio e la Commissione delle misure adottate in conformità del paragrafo 2
per l’avvio delle operazioni dell’RTP.
Articolo 41
Conservazione dei dati in archivi
nazionali
1.                      
Uno Stato membro può conservare negli archivi
nazionali i dati alfanumerici che esso stesso ha inserito nel registro
centrale, conformemente alle finalità dell’RTP e nel rispetto delle disposizioni
giuridiche applicabili, comprese quelle riguardanti la protezione dei dati.
2.                      
I dati sono conservati negli archivi nazionali per
un periodo non superiore a quello per cui sono conservati nel registro
centrale.
3.                      
Qualsiasi uso di dati non conforme al paragrafo 1 è
considerato abuso ai sensi del diritto nazionale di ciascuno Stato membro.
4.                      
Il presente articolo non può essere inteso nel
senso di richiedere adattamenti tecnici del registro centrale. Gli Stati membri
possono conservare dati conformemente al presente articolo solo a loro spese, a
loro rischio e con i loro mezzi tecnici.
Articolo 42
Comunicazione di dati a paesi terzi od
organizzazioni internazionali
I dati trattati nel registro centrale o nel
corso dell’esame di domande in applicazione del presente regolamento non sono
in alcun caso trasmessi a paesi terzi od organizzazioni internazionali, né
messi a loro disposizione.
Articolo 43
Sicurezza dei dati
1.                      
Lo Stato membro competente garantisce la sicurezza
dei dati prima e durante la trasmissione al punto di ingresso della rete.
Ciascuno Stato membro garantisce la sicurezza dei dati che riceve dal registro
centrale.
2.                      
Ciascuno Stato membro, in relazione al proprio
sistema nazionale, adotta le misure necessarie, compreso un piano di sicurezza,
al fine di:
(a)       
proteggere fisicamente i dati, tra l’altro mediante
l’elaborazione di piani d’emergenza per la protezione delle infrastrutture
critiche;
(q)              
negare alle persone non autorizzate l’accesso alle
strutture nazionali nelle quali lo Stato membro effettua operazioni ai fini
dell’RTP (controlli all’ingresso delle strutture);
(r)               
impedire che supporti di dati possano essere letti,
copiati, modificati o cancellati senza autorizzazione (controllo dei supporti
di dati);
(s)               
impedire che siano inseriti dati senza
autorizzazione e che sia presa visione, senza autorizzazione, di dati personali
memorizzati o che essi siano modificati o cancellati senza autorizzazione
(controllo della conservazione);
(t)                
impedire che i dati siano trattati nel registro
centrale senza autorizzazione e che i dati trattati nel registro centrale siano
modificati o cancellati senza autorizzazione (controllo dell’inserimento dei
dati);
(u)              
garantire che le persone autorizzate ad accedere al
registro centrale abbiano accesso solo ai dati previsti dalla loro autorizzazione
di accesso, tramite identità di utente individuali e uniche ed esclusivamente
con modalità di accesso riservato (controllo dell’accesso ai dati);
(v)              
garantire che tutte le autorità con diritto di
accesso al registro centrale creino profili che descrivano le funzioni e le
responsabilità delle persone autorizzate ad inserire, modificare, cancellare,
consultare e cercare i dati e mettano senza indugio tali profili a disposizione
delle autorità di controllo di cui all’articolo 52, su richiesta di queste
ultime (profili personali);
(w)            
garantire che sia possibile verificare e stabilire
a quali organismi possono essere trasmessi dati personali mediante
apparecchiature di comunicazione dei dati (controllo della comunicazione);
(x)              
garantire che sia possibile verificare e stabilire
quale tipo di dati siano stati trattati nel registro centrale, quando, da chi e
per quale scopo (controllo della registrazione dei dati); 
(y)              
impedire, in particolare mediante tecniche
appropriate di cifratura, che, all’atto della trasmissione di dati personali
dal registro centrale o verso il medesimo ovvero durante il trasporto dei
supporti di dati, tali dati personali possano essere letti, copiati, modificati
o cancellati senza autorizzazione (controllo del trasporto);
(z)               
controllare l’efficacia delle misure di sicurezza
di cui al presente paragrafo e adottare le necessarie misure organizzative
relative al controllo interno per garantire l’osservanza del presente
regolamento (autocontrollo).
3.                      
L’agenzia adotta le misure necessarie per
conseguire gli obiettivi enunciati al paragrafo 2 per quanto riguarda il
funzionamento del registro centrale, compresa l’adozione di un piano di
sicurezza.
Articolo 44
Responsabilità
1.                      
Qualsiasi persona o Stato membro che abbia subito
un danno in esito a un’operazione illegale di trattamento di dati o a un atto
incompatibile con il presente regolamento ha diritto a un risarcimento dallo
Stato membro responsabile per il danno subito. Tale Stato può essere esonerato,
in tutto o in parte, da tale responsabilità se prova che l’evento dannoso non
gli è imputabile.
2.                      
Uno Stato membro è ritenuto responsabile di ogni
eventuale danno arrecato all’RTP conseguente all’inosservanza degli obblighi
del presente regolamento, fatto salvo il caso e nella misura in cui l’agenzia o
un altro Stato membro che partecipa all’RTP abbiano omesso di adottare
provvedimenti ragionevolmente idonei a prevenire il danno o ridurne al minimo
l’impatto.
3.                      
Le azioni proposte contro uno Stato membro per il
risarcimento dei danni di cui ai paragrafi 1 e 2 sono disciplinate dalle
disposizioni nazionali dello Stato membro convenuto.
Articolo 45
Registri
1.                      
Gli Stati membri e l’agenzia tengono registri di
tutte le operazioni di trattamento dei dati nell’ambito del registro centrale.
Tali registrazioni indicano la finalità dell’uso dei dati di cui all’articolo
23, paragrafo 1, e agli articoli da 31 a 33, la data e l’ora, il tipo di dati
trasmessi di cui agli articoli da 25 a 26 e da 28 a 30, il tipo di dati
utilizzati ai fini dell’interrogazione di cui agli articoli da 31 a 33, nonché
l’autorità che inserisce o estrae i dati. Inoltre, ciascuno Stato membro tiene
i registri del personale debitamente autorizzato ad inserire e ad estrarre i
dati.
2.                      
I registri possono essere utilizzati unicamente per
il controllo, ai fini della protezione dei dati, dell’ammissibilità del
trattamento dei dati e per garantire la sicurezza degli stessi. I registri sono
protetti dall’accesso non autorizzato con misure adeguate e sono cancellati
dopo un anno dalla scadenza del periodo di conservazione di cinque anni di cui
all’articolo 33, paragrafo 1, sempreché non siano stati richiesti per procedure
di controllo già avviate.
Articolo 46
Verifica
interna
Gli Stati
membri provvedono affinché ogni autorità con diritto di accesso al registro
centrale adotti le misure necessarie per conformarsi al presente regolamento e
cooperi, se necessario, con l’autorità di controllo.
Articolo 47
Sanzioni
Gli Stati membri adottano le misure necessarie
per garantire che ogni abuso di dati inseriti nel registro centrale sia passibile
di sanzioni, anche a carattere amministrativo e/o penale in conformità della
legislazione nazionale, che siano efficaci, proporzionate e dissuasive.
CAPO X
Diritti delle persone cui si riferiscono
i dati e vigilanza
Articolo 48
Diritto d’informazione
1.                      
Lo Stato membro competente informa i richiedenti e
le persone di cui all’articolo 25, punto 4, lettera f), in merito a quanto
segue:
(a)           
l’autorità di controllo designata di cui
all’articolo 52, paragrafo 4, compresi i suoi estremi;
(m)            
lo scopo per il quale i dati sono trattati
nell’ambito dell’RTP;
(n)              
le categorie dei destinatari di tali dati;
(o)              
il periodo di conservazione dei dati;
(p)              
l’obbligo di acquisire tali dati ai fini dell’esame
della domanda;
(q)              
l’esistenza del diritto di accesso ai dati che li
riguardano e il diritto di chiedere che i dati inesatti che li riguardano siano
rettificati o che i dati che li riguardano trattati illecitamente siano
cancellati, nonché il diritto di ottenere informazioni sulle procedure da
seguire per esercitare tali diritti e gli estremi delle autorità di controllo
di cui all’articolo 52, paragrafo 1, che sono adite in materia di tutela dei
dati personali.
2.                      
Le informazioni di cui al paragrafo 1 vengono
fornite per iscritto al richiedente all’atto dell’acquisizione dei dati
figuranti nel modulo di domanda e delle impronte digitali ai sensi
dell’articolo 25, punti 4 e 5.
3.                      
Le informazioni di cui al paragrafo 1 vengono
fornite alle persone di cui all’articolo 25, punto 4, lettera f), mediante
moduli, che devono essere da loro firmati, giustificativi dell’invito, della
presa a carico e dell’impegno di fornire ospitalità.
In mancanza di moduli a firma di dette persone,
tali informazioni sono fornite ai sensi dell’articolo 11 della direttiva
95/46/CE.
Articolo 49 
Diritto di accedere, rettificare e
cancellare i dati
1.                      
Fatto salvo l’obbligo di fornire ulteriori
informazioni conformemente all’articolo 12, lettera a), della direttiva
95/46/CE, chiunque ha il diritto di ottenere che gli siano comunicati i dati
che lo riguardano registrati nel registro centrale con la menzione dello Stato
membro che li ha trasmessi al registro centrale. Tale accesso ai dati può
essere accordato soltanto da uno Stato membro. Ciascuno Stato membro registra
ogni siffatta richiesta di accesso.
2.                      
Chiunque può richiedere che eventuali dati inesatti
che lo riguardano siano corretti e che dati illegittimamente registrati siano
cancellati. La rettifica e la cancellazione sono effettuate senza indugio dallo
Stato membro che ha trasmesso i dati in conformità delle proprie disposizioni normative,
regolamentari e procedurali.
3.                      
Qualora la richiesta di cui al paragrafo 2 sia
presentata ad uno Stato membro diverso da quello competente, le autorità di
quest’ultimo sono contattate dalle autorità dello Stato membro al quale la
richiesta è stata presentata entro un termine di 14 giorni. Lo Stato membro
competente verifica l’esattezza dei dati e la legittimità del loro trattamento
nel registro centrale entro il termine di un mese.
4.                      
Qualora emerga che i dati presenti nel registro
centrale sono inesatti o sono stati illegittimamente registrati, lo Stato
membro che ha trasmesso i dati provvede a correggerli o a cancellarli
conformemente all’articolo 35, paragrafi 2 e 3. Lo Stato membro competente
conferma per iscritto e senza indugio all’interessato di aver provveduto a
correggere o cancellare i dati che lo riguardano.
5.                      
Qualora non riconosca che i dati registrati nel
registro centrale sono inesatti o sono stati registrati illegittimamente, lo
Stato membro competente fornisce senza indugio all’interessato una
giustificazione scritta della ragione per cui non intende correggere o
cancellare i dati che lo riguardano.
6.                      
Lo Stato membro competente fornisce inoltre
all’interessato informazioni in merito alla procedura da seguire qualora non
accetti la giustificazione fornita. Tali informazioni comprendono le
informazioni sulle modalità per avviare un’azione o un reclamo presso le
autorità competenti o i giudici competenti di tale Stato membro e su qualunque
tipo di assistenza, ivi compresa quella delle autorità di controllo di cui
all’articolo 52, disponibile in conformità delle disposizioni normative,
regolamentari e procedurali di tale Stato membro.
Articolo 50
Cooperazione
volta a garantire i diritti relativi alla protezione dei dati
1.                      
Gli Stati membri cooperano attivamente per far
rispettare i diritti sanciti dall’articolo 49, paragrafi 2 e 3.
2.                      
In ciascuno Stato membro l’autorità di controllo
presta, su richiesta, assistenza e consulenza agli interessati nell’esercizio
del loro diritto di rettifica o cancellazione dei dati che li riguardano, ai
sensi dell’articolo 28, paragrafo 4, della direttiva 95/46/CE.
3.                      
L’autorità di controllo dello Stato membro
competente che ha trasmesso i dati e le autorità di controllo degli Stati
membri alle quali è stata presentata la richiesta cooperano a tal fine. 
Articolo 51
Mezzi di ricorso
1.                      
In ciascuno Stato membro chiunque ha il diritto di
intentare un’azione o presentare un reclamo alle autorità competenti nonché il
diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice dello Stato membro che
abbia negato il diritto sancito dall’articolo 49, paragrafi 1 e 2, ad ottenere
l’accesso ovvero la rettifica o la cancellazione dei dati che lo riguardino.
2.                      
L’assistenza delle autorità di controllo rimane
disponibile durante l’intero procedimento.
Articolo 52
Vigilanza delle autorità di controllo
nazionali
1.                      
L’autorità di controllo controlla la legittimità
del trattamento dei dati personali di cui all’articolo 22, paragrafo 1,
effettuato dallo Stato membro in questione, nonché il loro trasferimento al
registro centrale e viceversa.
2.                      
L’autorità di controllo provvede affinché, almeno
ogni quattro anni, sia svolto un controllo delle operazioni di trattamento dei
dati del sistema nazionale, conformemente alle pertinenti norme di revisione
internazionali. 
3.                      
Gli Stati membri provvedono affinché la loro
autorità di controllo disponga delle risorse sufficienti per assolvere i
compiti ad essa affidati dal presente regolamento.
4.                      
Per quanto concerne il trattamento dei dati
personali nell’RTP, ciascuno Stato membro designa un’autorità quale
responsabile del controllo ai sensi dell’articolo 2, lettera d), della
direttiva 95/46/CE, dotata di responsabilità centrale per quanto riguarda il
trattamento dei dati da parte di detto Stato membro, e ne dà comunicazione alla
Commissione.
5.                      
Ciascuno Stato membro fornisce alle autorità di
controllo le informazioni da queste richieste, in particolare le informazioni
sulle attività svolte conformemente all’articolo 39 e all’articolo 40,
paragrafo 1, permette loro di consultare gli elenchi di cui all’articolo 39,
paragrafo 1, lettera c), e le registrazioni di cui all’articolo 45 e consente
loro l’accesso in qualsiasi momento a tutti i suoi locali.
Articolo 53
Vigilanza del garante europeo della
protezione dei dati
1.                      
Il garante europeo della protezione dei dati
controlla che le attività di trattamento dei dati personali da parte
dell’agenzia siano effettuate in conformità del presente regolamento. Si
applicano, di conseguenza, gli obblighi e le competenze di cui agli articoli 46
e 47 del regolamento (CE) n. 45/2001.
2.                      
Il garante europeo della protezione dei dati
provvede affinché almeno ogni quattro anni sia svolto un controllo delle
attività di trattamento dei dati personali effettuate dall’agenzia,
conformemente alle pertinenti norme di revisione internazionali. Una relazione
su tale controllo è trasmessa al Parlamento europeo, al Consiglio, all’agenzia,
alla Commissione e alle autorità di controllo. All’agenzia è data la
possibilità di presentare osservazioni prima dell’adozione della relazione.
3.                      
L’agenzia fornisce al garante europeo della
protezione dei dati le informazioni da questo richieste, gli permette di
consultare tutti i documenti e le registrazioni di cui all’articolo 45,
paragrafo 1, e di aver accesso, in qualsiasi momento, a tutti i suoi locali. 
Articolo 54
Cooperazione tra le autorità di
controllo e il garante europeo della protezione dei dati
1.                      
Le autorità di controllo e il garante europeo della
protezione dei dati, ciascuno nei limiti delle proprie competenze, cooperano
attivamente nell’ambito delle rispettive responsabilità e assicurano il
controllo coordinato dell’RTP.
2.                      
Se necessario, ciascuno nei limiti delle proprie
competenze, si scambiano informazioni pertinenti, si assistono vicendevolmente
nello svolgimento di revisioni e ispezioni, esaminano difficoltà di
interpretazione o applicazione del presente regolamento, studiano problemi
inerenti all’esercizio di un controllo indipendente o all’esercizio dei diritti
delle persone cui i dati si riferiscono, elaborano proposte armonizzate per soluzioni
congiunte di eventuali problemi e promuovono la sensibilizzazione del pubblico
in materia di diritti di protezione dei dati.
3.                      
Le autorità di controllo e il garante europeo della
protezione dei dati si riuniscono a tal fine almeno due volte l’anno. I costi
di tali riunioni sono a carico del garante europeo della protezione dei dati.
Nella prima riunione è adottato un regolamento interno. Ulteriori metodi di
lavoro sono elaborati congiuntamente, se necessario.
4.                      
Ogni due anni è trasmessa al Parlamento europeo, al
Consiglio, alla Commissione e all’agenzia una relazione congiunta sulle
attività svolte. La relazione comprende un capitolo su ciascuno Stato membro,
redatto dalla relativa autorità di controllo.
CAPO XI
Disposizioni finali
Articolo 55 
Inizio della trasmissione
1.                      
Ciascuno Stato membro comunica alla Commissione di
aver adottato le necessarie disposizioni tecniche e giuridiche per trasmettere
al registro centrale i dati di cui all’articolo 22, paragrafo 1.
2.                      
L’agenzia comunica alla Commissione di aver
adottato le necessarie disposizioni tecniche di cui all’articolo 38, paragrafo
1.
Articolo 56
Inizio delle attività
La Commissione determina la data a partire
dalla quale l’RTP entra in funzione una volta che:
(a)       
siano state prese le misure di cui all’articolo 37,
paragrafi 1 e 2;
(aa)           
in seguito alla convalida delle disposizioni
tecniche, gli Stati membri abbiano comunicato alla Commissione di aver adottato
le necessarie disposizioni tecniche e giuridiche per raccogliere e trasmettere
al registro centrale i dati di cui all’articolo 22, paragrafo 1;
(bb)          
l’agenzia abbia dichiarato il positivo
completamento del collaudo generale del registro centrale di cui all’articolo
38, paragrafo 1, e 
(cc)           
l’agenzia abbia comunicato alla Commissione che il
registro centrale è operativo.
Articolo 57
Procedura di comitato
1.                      
La Commissione è assistita da un comitato.
Quest’ultimo è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
2.                      
Nei casi in cui è fatto riferimento al presente
paragrafo, si applica l’articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011. 
Articolo 58
Modifiche degli allegati
Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati conformemente all’articolo 59 ai fini degli allegati del
presente regolamento.
Articolo 59
Esercizio della delega
1.                      
Il potere di adottare atti delegati è conferito
alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo. 
2.                      
La delega di potere di cui all’articolo 10,
paragrafo 2, e all’articolo 58 è conferita per un periodo indeterminato di
tempo a decorrere dal X.X.201X. (data di entrata in vigore del presente
regolamento).
3.                      
La delega di potere di cui all’articolo 10,
paragrafo 2, e all’articolo 58 può essere revocata in qualsiasi momento dal
Parlamento europeo o dal Consiglio. Una decisione di revoca pone fine alla
delega di poteri specificata nella decisione. Gli effetti della decisione
decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea o da una data successiva ivi specificata.
Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore. 
4.                      
Non appena adotta un atto delegato, la Commissione
ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio. 
5.                      
L’atto delegato adottato ai sensi dell’articolo 10,
paragrafo 2, e dell’articolo 58 entra in vigore solo se né il Parlamento
europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi
dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di
tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la
Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è
prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Articolo 60
Comunicazioni
1.                      
Gli Stati membri comunicano alla Commissione:
(a)       
il modulo nazionale per la dichiarazione di
garanzia e/o di alloggio privato, di cui all’articolo 9, paragrafo 5, se del
caso;
(dd)          
l’autorità responsabile del controllo di cui
all’articolo 52, paragrafo 4;
(ee)           
le necessarie disposizioni tecniche e giuridiche di
cui all’articolo 56.
2.                      
Gli Stati membri comunicano all’agenzia:
(a)       
le autorità competenti che hanno accesso ai fini
dell’inserimento, della modifica, della cancellazione, della consultazione o
della ricerca di dati di cui all’articolo 23;
(ff)              
le statistiche compilate ai sensi dell’articolo 18,
paragrafo 5, e dell’allegato V. 
3.                      
L’agenzia comunica alla Commissione di aver
adottato le necessarie disposizioni tecniche e che il registro centrale è
operativo.
4.                      
La Commissione mette a disposizione degli Stati
membri e del pubblico, tramite pubblicazione elettronica costantemente
aggiornata, le informazioni comunicate a norma del paragrafo 1, lettera a). 
5.                      
La Bulgaria, Cipro e la Romania notificano alla
Commissione entro dieci giorni lavorativi se riconoscono unilateralmente
l’adesione del viaggiatore registrato all’RTP ai fini del beneficio della
facilitazione delle verifiche di frontiera alle loro frontiere esterne. La
Commissione pubblica le informazioni comunicate da tali Stati membri nella Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea.
Articolo 61
Gruppo consultivo
Un gruppo consultivo fornisce all’agenzia la
competenza tecnica relativa all’RTP, in particolare nel contesto della
preparazione del programma di lavoro annuale e della relazione annuale di
attività. 
Articolo 62
Formazione
L’agenzia svolge compiti relativi alla
formazione sull’uso tecnico del registro centrale.
Articolo 63
Monitoraggio e valutazione
1.                      
L’agenzia provvede affinché siano istituite le
procedure volte a monitorare il funzionamento del registro centrale rispetto
agli obiettivi prefissati in termini di risultati, di rapporto costi/benefici,
di sicurezza e di qualità del servizio.
2.                      
Ai fini della manutenzione tecnica, l’agenzia ha
accesso alle informazioni necessarie riguardanti le operazioni di trattamento
effettuate nel registro centrale.
3.                      
Due anni dopo l’entrata in funzione dell’RTP, e in
seguito ogni due anni, l’agenzia presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e
alla Commissione una relazione sul funzionamento tecnico dell’RTP, ivi compresa
la sua sicurezza. 
4.                      
Tre anni dopo l’entrata in funzione dell’RTP, e in
seguito ogni quattro anni, la Commissione effettua una valutazione globale
dell’RTP. Tale valutazione globale comprende un’analisi dei risultati
conseguiti in relazione agli obiettivi prefissati, determina se i principi di
base permangono validi, valuta l’applicazione del presente regolamento con
riguardo all’RTP, la sicurezza dell’RTP, l’attuazione della raccolta e dell’uso
dei dati biometrici, la conformità con le norme sulla protezione dei dati e
l’organizzazione delle procedure relative alle domande e al rilascio dei token.
La Commissione trasmette la valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio.
La relazione è corredata, se del caso, di opportune proposte di modifica del
presente regolamento. 
5.                      
Gli Stati membri comunicano all’agenzia e alla
Commissione le informazioni necessarie per redigere le relazioni di cui ai
paragrafi 3 e 4 conformemente ai parametri quantitativi predefiniti
dall’agenzia e dalla Commissione rispettivamente.
6.                      
L’agenzia comunica alla Commissione le informazioni
necessarie per presentare le valutazioni globali di cui al paragrafo 4.
Articolo 64
Entrata in vigore e applicazione
1.                      
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell’Unione europea.
2.                      
Esso si applica a decorrere dalla data di cui
all’articolo 56.
3.                      
Gli articoli 37, 38, 39, 43, 55, 56, 57, 58, 59 e
60 si applicano a decorrere dalla data di cui al paragrafo 1.
Il presente regolamento è obbligatorio in
tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri conformemente
ai trattati.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
ALLEGATO I
MODULO ARMONIZZATO PER LA
PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA[40]
Domanda di accesso al programma 
per viaggiatori registrati
 1. Cognome (x) || Spazio riservato all’amministrazione: 
 2. Cognome alla nascita (cognome/i precedente/i) (x) || Data della domanda: Numero della domanda: Domanda presentata presso □ Ambasciata/Consolato □ Centro comune □ Valico di frontiera   Nome:   Responsabile della pratica:   Documenti giustificativi: □ Documento di viaggio □ Mezzi di sussistenza □ Invito □ Mezzi di trasporto □ Altro   Decisione: □ Rifiutato □ Accordato   Validità: Dal al     
 3. Nome/i (x) 
 4. Data di nascita (giorno-mese-anno)   || 5. Luogo di nascita 5a. Stato di nascita || 6. Cittadinanza attuale 6a. Cittadinanza alla nascita, se diversa: 
 7. Sesso □ Maschile □ Femminile □ Non precisato || 8. Stato civile □ Non coniugato/a □ Coniugato/a □ Separato/a □ Divorziato/a □ Vedovo/a □ Altro (precisare) 
 9. Per i minori: cognome, nome, indirizzo (se diverso da quello del richiedente) e cittadinanza del titolare della potestà genitoriale/tutore legale 
 10. Tipo di documento □ Passaporto ordinario □ Passaporto diplomatico □ Passaporto di servizio □ Passaporto ufficiale □ Passaporto speciale □ Documento di viaggio di altro tipo (precisare) 
 11. Numero del documento di viaggio || 12. Data di rilascio || 13. Valido fino al || 14. Rilasciato da   
 15. Indirizzo del domicilio e indirizzo di posta elettronica del richiedente ||  Numero/i di telefono 
 16. Residenza in un paese diverso dal paese di cittadinanza attuale □ No □ Sì. Titolo di soggiorno o equivalente ______n.______________Valido fino al 
 * 17. Occupazione attuale e durata dell’attività lavorativa 
 * 18. Datore di lavoro, indirizzo e numero di telefono. Per gli studenti nome e indirizzo dell’istituto di insegnamento 
 19. Scopo principale dei viaggi: □ Turismo □ Affari □ Visita a familiari o amici □ Cultura □ Sport □ Visita ufficiale □ Motivi sanitari □ Studio □ Altro (precisare) 
* I familiari dei
cittadini UE, SEE o CH (coniugi, figli o ascendenti a carico) non devono
compilare le caselle indicate con l’asterisco (*) nell’esercizio del loro
diritto di libera circolazione. Essi presentano la documentazione
comprovante il vincolo familiare e compilano le caselle n. 25 e 26.
(x) Alle caselle da 1 a 3 le informazioni vanno
inserite come indicate nel documento di viaggio.
 20. Visto Schengen valido □ N.______________ □ Sì. Data/e di validità dal ___________________ al   Numero di identificazione del visto:   ||   
 21. Impronte digitali rilevate in precedenza ai fini della presentazione di una domanda di accesso al programma per viaggiatori registrati □ No [……………………………….] □ Sì. […………………………………….] Data, se nota 
 *22. Cognome e nome della o delle persone che invitano nello o negli Stati membri. Altrimenti, nome dell’albergo o alloggio provvisorio nello o negli Stati membri   ||   
 Indirizzo e indirizzo di posta elettronica della o delle persone che invitano/albergo/alloggio provvisorio   || Telefono e fax   ||   
 *23. Nome e indirizzo dell’impresa/organizzazione che invita     || Telefono e fax dell’impresa/organizzazione ||   
 Cognome, nome, indirizzo, telefono, fax e indirizzo di posta elettronica della persona di contatto presso l’impresa/organizzazione   ||   
   ||   
 *24. Le spese di viaggio e di soggiorno del richiedente sono a carico ||   
 □ del richiedente stesso       Mezzi di sussistenza □ Contanti □ Traveller’s cheques □ Carte di credito □ Alloggio prepagato □ Trasporto prepagato □ Altro (precisare) || □ del promotore (ospite, impresa, organizzazione), precisare [… …] □ di cui alle caselle 18 o 19 [….…] □ altro (precisare)   Mezzi di sussistenza □ Contanti □ Alloggio fornito □ Tutte le spese coperte durante il soggiorno □ Trasporto prepagato □ Altro (precisare) ||   
   ||     
 25. Dati anagrafici del familiare che è cittadino UE, SEE o CH ||   
 Cognome || Nome(i) ||   
 Data di nascita || Cittadinanza || Numero del documento di viaggio o della carta d’identità ||   
 Indirizzo || Telefono || Indirizzo di posta elettronica ||   
 26. Vincolo familiare con un cittadino UE, SEE o CH □ coniuge □ figlio/a □ nipote □ ascendente a carico ||   
 27. Luogo e data || 28. Firma (per i minori, firma del titolare della potestà genitoriale/tutore legale)     ||   
 Sono a conoscenza del fatto i diritti corrisposti per la domanda di accesso al programma per viaggiatori registrati non sono rimborsati in nessun caso. 
 Sono a conoscenza della necessità di possedere un’adeguata assicurazione sanitaria di viaggio per il primo soggiorno e per i viaggi successivi sul territorio degli Stati membri. 
Sono informato/a del
fatto e accetto che: la raccolta dei dati richiesti in questo modulo e, se del
caso, la rilevazione delle impronte digitali sono obbligatorie per l’esame
della domanda di accesso al programma per viaggiatori registrati (RTP). I miei
dati anagrafici che figurano nel presente modulo di domanda di accesso all’RTP,
così come le mie impronte digitali, saranno comunicati alle autorità competenti
degli Stati membri e trattati dalle stesse, ai fini dell’adozione di una
decisione in merito alla mia domanda.
Tali dati, così come
i dati riguardanti la decisione relativa alla mia domanda o un’eventuale
decisione di revoca o proroga dell’accesso all’RTP, saranno inseriti e
conservati nel registro centrale per un periodo massimo di cinque anni, durante
il quale essi saranno accessibili alle autorità competenti per i visti o le
frontiere. L’autorità dello Stato membro responsabile del trattamento dei dati
è: [(…)].
Sono informato/a del
mio diritto di ottenere, in qualsiasi Stato membro, la notifica dei dati
relativi alla mia persona registrati nel registro centrale e la comunicazione
dello Stato membro che li ha trasmessi e del diritto di chiedere che dati
inesatti relativi alla mia persona vengano rettificati e che quelli relativi
alla mia persona trattati illecitamente vengano cancellati. Su mia richiesta
espressa, l’autorità che esamina la mia domanda mi informerà su come esercitare
il mio diritto a verificare i miei dati anagrafici e a rettificarli o
sopprimerli, così come delle vie di ricorso previste a tale riguardo dalla
legislazione nazionale dello Stato interessato. Le autorità di controllo
nazionali di tale Stato membro [coordinate di contatto] saranno adite in
materia di tutela dei dati personali.
Dichiaro che a quanto
mi consta tutti i dati da me forniti sono completi ed esatti. Sono consapevole
che dichiarazioni false comporteranno il respingimento della mia domanda o la
revoca dell’accesso già accordato, e che possono comportare azioni giudiziarie
ai sensi della legislazione dello Stato membro che tratta la domanda.
Mi impegno a lasciare
il territorio degli Stati membri a tempo debito. 
 Luogo e data || Firma (per i minori, firma del titolare della potestà genitoriale/tutore legale)     
ALLEGATO II
ELENCO
NON ESAUSTIVO DI DOCUMENTI GIUSTIFICATIVI
I giustificativi di cui all’articolo 9, che il
richiedente deve presentare, possono includere i documenti seguenti:
1.                      
Documenti relativi allo scopo dei viaggi
(1)              
Per viaggi d’affari:
(a)              
l’invito da parte di un’impresa o di un’autorità a
incontri, conferenze o manifestazioni di carattere commerciale, industriale o
di servizio;
(b)              
altre pezze d’appoggio dalle quali risulti che si
tratta di rapporti d’affari o di servizio;
(c)              
documenti che attestino le attività dell’impresa; 
(d)              
documenti che attestino [lo status][la posizione]
del richiedente nell’impresa.
(2)              
In caso di viaggi per motivi di studio o di
formazione:
(a)              
il certificato d’iscrizione presso un istituto
scolastico al fine di partecipare a corsi teorici o pratici di formazione e di
perfezionamento;
(b)              
il tesserino dello studente o il certificato
attestante i corsi da frequentare.
(3)              
In caso di viaggi turistici o privati:
(a)              
documenti relativi all’alloggio:
i)        un invito del soggetto ospitante, se
del caso;
ii)       un documento fornito dalla struttura
che fornisce alloggio o qualsiasi altro documento appropriato che indichi
l’alloggio previsto;
(b)              
documenti relativi all’itinerario:
i)        conferma della prenotazione effettuata
nell’ultimo anno o qualsiasi altro documento appropriato che indichi il viaggio
o i viaggi previsti e/o effettuati.
(4)              
Per viaggi intrapresi per manifestazioni politiche,
scientifiche, culturali, sportive o religiose o per altre ragioni:
(a)              
inviti, iscrizioni o programmi indicanti ove
possibile il nome dell’organizzazione ospitante e la durata del o dei
soggiorni, o qualsiasi altro documento appropriato che indichi lo scopo della o
delle visite.
(5)              
Per viaggi di membri di delegazioni ufficiali che,
su invito ufficiale indirizzato al governo del paese terzo interessato,
partecipano a riunioni, consultazioni, negoziati o programmi di scambio ovvero
a eventi organizzati nel territorio di uno Stato membro da organizzazioni
intergovernative: 
(a)              
una lettera emessa da un’autorità del paese terzo
interessato attestante che questi è membro della delegazione ufficiale in
viaggio verso uno Stato membro per partecipare ai suddetti eventi, corredata di
una copia dell’invito ufficiale.
2.                      
Documenti che permettono di valutare l’intenzione
del richiedente di lasciare il territorio degli stati membri
(a)         
prova relativa ai mezzi economici nel paese di
residenza;
(b)         
attestazione di impiego: estratti bancari;
(c)         
prova della proprietà di beni immobiliari; 
(d)         
prova dell’integrazione nel paese di residenza:
vincoli familiari, situazione professionale.
3.                      
Documenti relativi alla situazione familiare del
richiedente
(a)         
autorizzazione parentale (quando il minore non
viaggia con i genitori);
(b)         
prova del vincolo familiare con la persona
ospitante/che invita;
(c)         
permesso di soggiorno.
ALLEGATO III
DIRITTI
PER L’ESAME DELLA DOMANDA
1.                      
I richiedenti pagano diritti per l’esame della
domanda pari a 20 EUR.
2.                      
Se la domanda di accesso all’RTP è esaminata
contemporaneamente alla domanda di visto per ingressi multipli il richiedente
paga diritti pari a 10 EUR.
ALLEGATO IV
MODULO UNIFORME PER LA NOTIFICAZIONE E
LA MOTIVAZIONE DEL RIFIUTO O DELLA REVOCA DELL’ACCESSO AL PROGRAMMA PER
VIAGGIATORI REGISTRATI[41]
___________
__________________________________________________________________________
RIFIUTO/REVOCA
Sig.ra/Sig.
_______________________________,
 la/il ________________ ambasciata/consolato
generale/consolato/centro comune per la presentazione delle domande a _________
______; 
 l’autorità di frontiera di
____________________[nome del valico di frontiera e paese]
ha/hanno 
 esaminato la Sua domanda;
 esaminato il Suo accesso al programma per
viaggiatori registrati, numero: __________, accordato:_______________ [giorno/mese/anno].

 L’accesso all’RTP è stato rifiutato  L’accesso all’RTP è stato revocato 
La decisione si fonda sui seguenti motivi:
1.    non è in possesso
di permesso/carta di soggiorno, a seconda dei casi, o visto obbligatorio in
corso di validità ai sensi del regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio del
marzo 2001 
2.    ha presentato un
documento di viaggio falso, contraffatto o alterato
3.    non dimostra la
necessità o non giustifica l’intenzione di viaggiare frequentemente e/o
regolarmente
4.    non ha fornito una
giustificazione riguardo allo scopo e alle condizioni del o dei soggiorni
previsti 
5.    non ha dimostrato
la Sua situazione economica nel paese di origine o di residenza o non ha
dimostrato di disporre di mezzi di sussistenza sufficienti, sia per la durata
prevista del o dei soggiorni sia per il ritorno nel paese di origine o di
residenza, ovvero non è in grado di ottenere legalmente detti mezzi;
6.    ha precedentemente
superato la durata massima del soggiorno autorizzato nel territorio degli Stati
membri e non ha dimostrato la propria integrità e affidabilità
7.    è stata emessa nel
SIS una segnalazione a Suo carico ai fini della non ammissione da ……………… (indicazione
dello Stato membro) 
8.    la Sua presenza
rappresenta, secondo uno o più Stati membri, una minaccia per l’ordine
pubblico, la sicurezza interna, la salute pubblica quale definita all’articolo
2, paragrafo 19, del codice frontiere Schengen o per le relazioni
internazionali di uno o più Stati membri
9.    le informazioni
fornite per giustificare lo scopo e le condizioni del soggiorno previsto non
sono attendibili 
10.  la Sua intenzione di
lasciare il territorio degli Stati membri a tempo debito non può essere
stabilita con certezza
11.  la revoca è stata
richiesta dal viaggiatore registrato[42].
Osservazioni:
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
Commenti: L’interessato può presentare
ricorso avverso la decisione di rifiuto o revoca dell’accesso al programma per
viaggiatori registrati secondo quanto previsto dalla legislazione nazionale e
dall’articolo 47, primo comma, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione
europea. Copia del presente atto deve essere consegnata all’interessato
(ciascuno Stato membro deve indicare i riferimenti normativi nazionali e la
procedura in merito al diritto di ricorso, inclusi l’autorità competente cui
può essere presentato ricorso e i termini entro i quali presentarlo). 
Data e timbro dell’ambasciata/del consolato generale/del
consolato/dell’autorità di frontiera/di altre autorità competenti.
Firma
dell’interessato[43]
ALLEGATO V
STATISTICHE ANNUALI SUL PROGRAMMA PER VIAGGIATORI REGISTRATI 
Dati da presentare all’agenzia entro il
termine di cui all’articolo 18 per ogni valico di frontiera e ogni località in
cui singoli Stati membri accordano l’accesso all’RTP:
–     
Totale di accessi richiesti 
–     
Totale di accessi accordati
–     
Totale di accessi rifiutati
–     
Totale di accessi revocati
–     
Totale di accessi richiesti, accordati, rifiutati,
revocati o prorogati per cittadini di paesi terzi titolari di visto
–     
Totale di accessi richiesti, accordati, rifiutati,
revocati o prorogati per cittadini di paesi terzi senza visto
–     
Durata media delle operazioni di registrazione
–     
Tempi procedurali presso il valico di frontiera 
–     
Tasso di disponibilità del registro centrale
–     
Tassi di errore, ad esempio insuccesso nella
registrazione, errore nella corrispondenza, ecc.
Norme generali per la presentazione dei dati:
–     
I dati relativi all’intero anno precedente sono
raccolti in un unico fascicolo.
–     
I dati sono forniti utilizzando il modello comune (fornito
dall’agenzia).
–     
I dati, raggruppati per paese terzo, sono
disponibili per i singoli valichi di frontiera e per le singole località in cui
gli Stati membri interessati esaminano le domande di accesso all’RTP.
Qualora un dato non sia disponibile né pertinente
per una particolare categoria e un paese terzo, gli Stati membri lasciano lo
spazio vuoto [senza indicare “0” (zero), “N.A.” (non applicabile), né qualsiasi
altro valore].
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni
              2.2.    Sistema
di gestione e di controllo
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa
interessate
              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese
              3.3.    Incidenza prevista sulle entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA

1.                      
CONTESTO DELLA PROPOSTA
1.1.                
Titolo della proposta/iniziativa 

Regolamento
del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma per
viaggiatori registrati (RTP, fatta salva l’adozione da parte dell’autorità
legislativa della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio
che istituisce, nell’ambito del Fondo Sicurezza interna, lo strumento di
sostegno finanziario per le frontiere esterne e i visti (COM(2011) 750
definitivo) e della proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il
quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (COM(2011) 398
definitivo) e purché siano disponibili risorse sufficienti entro il massimale
di spesa della linea di bilancio interessata.

1.2.                
Settore/settori interessati nella struttura ABM/ABB[44] 

Settore:
Affari interni (titolo 18)

1.3.                
Natura della proposta/iniziativa 

x La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto
pilota/un’azione preparatoria[45]
¨ La proposta/iniziativa riguarda la proroga
di un’azione esistente 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda un’azione riorientata verso una nuova azione 

1.4.                
Obiettivi
1.4.1.          
Obiettivo/obiettivi strategici pluriennali della
Commissione oggetto della proposta/iniziativa 

Il
programma di Stoccolma, approvato dal Consiglio europeo nel dicembre 2009, ha
ribadito il potenziale di un programma per viaggiatori registrati (RTP) al fine
di facilitare l’accesso legale al territorio degli Stati membri. La proposta di
istituire tale programma è stata pertanto inclusa nel Piano d’azione per
l’attuazione del programma di Stoccolma. Il finanziamento dello sviluppo del
pacchetto sulle frontiere intelligenti è una delle priorità del Fondo Sicurezza
interna[46].

1.4.2.          
Obiettivo/obiettivi specifici e attività ABM/ABB
interessate 

Obiettivo
specifico n. 1 “Sviluppo del sistema”; obiettivo specifico n. 2 “Funzionamento
del sistema”
L’obiettivo
dell’RTP e del sistema combinato di token e registro centrale è facilitare
l’attraversamento delle frontiere esterne dell’Unione europea da parte dei
cittadini di paesi terzi che viaggiano di frequente e sono stati sottoposti a
controllo preliminare di sicurezza.
. 
Attività ABM/ABB interessate
Attività:
Solidarietà — Frontiere esterne, rimpatri, visti e libera circolazione delle
persone (capitolo 18 02)

1.4.3.          
Risultati e incidenza previsti

Precisare gli effetti
che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi interessati.
Grazie
all’uso delle nuove tecnologie, l’RTP ridurrà i tempi e i costi di
attraversamento delle frontiere da parte dei viaggiatori registrati e aumenterà
la capacità di assorbimento dei valichi di frontiera, fornendo così agli Stati
membri un nuovo strumento per gestire il flusso di passeggeri in modo efficace
ed economicamente efficiente. Mediamente, le verifiche di frontiera dei
viaggiatori registrati non dovrebbero durare più di 20-40 secondi.
Inoltre,
l’RTP libererà il 25% delle risorse per il controllo di frontiera dai compiti
di verifica dei movimenti transfrontalieri dei viaggiatori frequenti che sono
stati sottoposti a controllo preliminare di sicurezza, e permetterà di
concentrarsi meglio sulle verifiche dei viaggiatori che rappresentano un
rischio più elevato.

1.4.4.          
Indicatori di risultato e di incidenza

Precisare gli
indicatori che permettono di seguire la realizzazione della
proposta/iniziativa.
Durante
lo sviluppo
Una
volta approvato il progetto di proposta e adottate le specifiche tecniche, il
sistema tecnico sarà sviluppato da un contraente esterno. Lo sviluppo dei
sistemi avverrà a livello centrale e nazionale e sarà coordinato globalmente
dall’agenzia IT, che definirà un quadro generale di gestione in cooperazione
con tutte le parti interessate. Come è d’uso per lo sviluppo di tali sistemi,
all’inizio del progetto saranno definiti un piano globale di gestione del
progetto e un piano di garanzia della qualità, che comprenderanno un insieme di
indicatori specifici riguardanti in particolare
          lo
stato di avanzamento generale del progetto,
          la
puntualità dello sviluppo secondo il calendario concordato (scadenze),
          la
gestione del rischio,   
          la
gestione delle risorse (umane e finanziarie) conformemente agli stanziamenti
concordati,
          la
capacità organizzativa
          …
Una
volta che il sistema è operativo
Numero
di persone coinvolte nel programma, suddivise per categoria (soggette
all’obbligo del visto/esenti dall’obbligo del visto) e per motivi della
richiesta di accesso (persone che viaggiano per affari/studenti/lavoratori,
ecc.);
Numero
di persone il cui accesso all’RTP è rifiutato o revocato;
Tempo
medio delle operazioni di registrazione presso il valico di frontiera e il
consolato;
Tempo
necessario al viaggiatore registrato per attraversare una frontiera esterna;
Disponibilità
del sistema;
Tassi
di errore, ad esempio falso hit, insuccesso nella registrazione, accettazione
ingiustificata;
Numero
di reclami presentati dai singoli all’autorità di controllo nazionale (autorità
di protezione dei dati);
Numero
di reclami presentati nei confronti delle autorità a motivo di decisioni
sbagliate e/o discriminazioni;
La
capacità di assorbimento del valico di frontiera aumentata del XX per cento;
Numero
di guardie di frontiera sostituite/rese disponibili dall’RTP per effettuare
verifiche dei viaggiatori che rappresentano un rischio più elevato o altri
compiti più rilevanti.

1.5.                
Motivazione della proposta/iniziativa
1.5.1.          
Necessità da coprire nel breve e lungo termine

Ogni
anno si registrano circa 700 milioni di attraversamenti di frontiera ai valichi
di frontiera esterna (terrestre, marittima e aerea). Considerato che gli
attraversamenti di frontiera ai valichi di frontiera esterna più grandi e
affollati sono e saranno in continuo aumento, in mancanza di provvedimenti a
livello dell’UE gli attraversamenti di frontiera da parte dei cittadini di
paesi terzi non potranno essere facilitati, salvo per quelle categorie di
cittadini di paesi terzi specificamente menzionate nel codice frontiere
Schengen e nel regolamento sul traffico frontaliero locale, il che significa
che tali cittadini saranno soggetti a verifiche approfondite e non potranno
accedere a sistemi di controllo automatizzato alle frontiere. Alcuni Stati
membri si confrontano già con il problema delle code. L’unica soluzione
possibile per questi Stati membri sarà assumere più personale e ricostruire le
infrastrutture; ogni aumento del flusso degli spostamenti aggraverà il problema.

L’RTP
è pertanto necessario per facilitare gli attraversamenti di frontiera da parte
dei viaggiatori registrati, liberare risorse di personale e introdurre un
approccio alle verifiche di frontiera incentrato sulla persona. 

1.5.2.          
Valore aggiunto dell’intervento dell’Unione europea

La
necessità di un intervento a livello di Unione europea è evidente. Nessuno
Stato membro da solo è in grado di realizzare un RTP che faciliti le verifiche
di frontiera negli Stati membri. L’RTP dovrà essere attuato in tutti i valichi
di frontiera esterna dell’UE e avrà implicazioni positive sul dispiegamento
delle guardie di frontiera di tutti gli Stati membri, consentendone un uso
efficiente.
La
proposta relativa all’RTP garantisce che l’UE abbia un approccio comune
all’RTP, basato su disposizioni legislative comuni, e assicura quindi che a
tutte le frontiere Schengen continuino ad applicarsi le stesse norme. Ciò
significa che i viaggiatori di paesi terzi potranno beneficiare dell’RTP presso
tutti i valichi di frontiera Schengen, senza doversi sottoporre a controlli di
sicurezza distinti. In altre parole, una persona sottoposta a controllo di
sicurezza da uno Stato membro potrà beneficiare della facilitazione all’atto
dell’attraversamento delle frontiere esterne di qualsiasi altro Stato membro.
Ciò non sarebbe possibile senza norme comuni, ossia l’RTP non raggiungerebbe i
suoi obiettivi in mancanza di un intervento dell’UE. 

1.5.3.          
Insegnamenti tratti da esperienze analoghe

Dall’esperienza
dello sviluppo del Sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (SIS
II) e del Sistema d’informazione visti (VIS) sono stati tratti i seguenti
insegnamenti:
1)
Come possibile garanzia contro sovraccosti e ritardi derivanti dal cambiamento
dei requisiti, ogni nuovo sistema di informazione nel settore della libertà,
della sicurezza e della giustizia, soprattutto se riguarda sistemi IT su larga
scala, non sarà sviluppato prima che il relativo strumento giuridico di base
che ne definisce lo scopo, la portata, le funzioni e le precisazioni tecniche
sia stato adottato definitivamente.
.
2) Si è dimostrato difficile finanziare gli sviluppi
nazionali negli Stati membri che non hanno previsto le rispettive attività
nelle loro programmazioni pluriennali o le cui programmazioni nel quadro del
Fondo per le frontiere esterne non sono sufficientemente precise. Pertanto ora
si propone di includere nella proposta tali costi di sviluppo.

1.5.4.          
Coerenza ed eventuale sinergia con altri strumenti
pertinenti

La
presente proposta si inserisce nello sviluppo continuo della strategia di
gestione integrata delle frontiere dell’Unione europea, in particolare la
comunicazione sulle frontiere intelligenti[47],
e va considerata in combinazione con la proposta relativa alle frontiere
nell’ambito del Fondo Sicurezza interna[48],
nell’ambito del quadro finanziario pluriennale. La scheda finanziaria
legislativa allegata alla proposta modificata della Commissione relativa
all’agenzia[49]
copre i costi degli attuali sistemi IT EURODAC, SIS II e VIS ma non quelli dei
futuri sistemi di gestione delle frontiere non ancora assegnati all’agenzia da
uno strumento giuridico. Pertanto, nell’allegato della proposta di regolamento
del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo
2014-2020[50],
alla rubrica 3 “Sicurezza e cittadinanza” si prevede di coprire gli attuali
sistemi IT attraverso la rubrica “Sistemi IT” (822 milioni di EUR) e i
futuri sistemi di gestione delle frontiere attraverso la rubrica “Sicurezza
interna” (1,1 milioni di EUR su 4,648 milioni di EUR). All’interno della Commissione,
la DG HOME è la direzione generale responsabile della creazione di uno spazio
di libera circolazione in cui le persone possono attraversare le frontiere
interne senza essere sottoposte a verifiche di frontiera e le cui frontiere
esterne sono controllate e gestite in modo coerente a livello dell’UE. L’RTP è
pienamente in linea con la politica dell’Unione in materia di frontiere: la
sicurezza e la prevenzione dell’immigrazione irregolare all’attraversamento
delle frontiere non sono diminuite e l’apertura dell’UE al mondo e la sua
capacità di facilitare i contatti diretti e gli scambi commerciali e culturali
transfrontalieri sono aumentate. È inoltre coerente con il codice comunitario
dei visti (regolamento (CE) n. 810/2009) e il regolamento VIS (regolamento (CE)
n. 767/2008). Occorre modificare il codice frontiere Schengen per consentire ai
cittadini di paesi terzi di accedere a sistemi di controllo interamente
automatizzato alle frontiere.
Sono
possibili sinergie tecniche con il sistema di informazione visti. Ci saranno
inoltre sinergie con il sistema di ingressi/uscite, in quanto tale sistema
registrerà l’ingresso e l’uscita del viaggiatore registrato e controllerà la
durata del soggiorno autorizzato nello spazio Schengen. Senza questo sistema
non potrà essere realizzata una procedura interamente automatizzata per
l’attraversamento delle frontiere da parte dei viaggiatori registrati.
Non
sussistono rischi di sovrapposizione con iniziative analoghe di altre direzioni
generali. 

1.6.                
Durata e incidenza finanziaria

¨ Proposta/iniziativa di durata limitata
–     
¨  Proposta/iniziativa in vigore a decorrere dal [GG/MM]AAAA fino al
[GG/MM]AAAA 
–     
¨Incidenza finanziaria dal AAAA al AAAA 
x Proposta/iniziativa di durata
illimitata
–     
Fase di preparazione: dal 2013 al 2015 (istituzione
del quadro normativo)
–     
Fase di sviluppo: dal 2015 al 2017
–     
seguita da un funzionamento a pieno ritmo.

1.7.                
Modalità di gestione prevista[51]

x Gestione centralizzata diretta da parte della Commissione
x Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a:
–     
¨  agenzie esecutive 
–     
x organismi creati dalle Comunità[52]

–     
¨  organismi pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico 
–     
¨  persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V
del trattato sull’Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente
atto di base ai sensi dell’articolo 49 del regolamento finanziario 
¨ Gestione concorrente
con gli Stati membri 
¨ Gestione decentrata
con paesi terzi 
¨ Gestione congiunta
con organizzazioni internazionali (specificare)
Se è indicata più di
una modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce “Osservazioni”.
Osservazioni
L’articolo 15
della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che
istituisce, nell’ambito del Fondo Sicurezza interna, lo strumento di sostegno
finanziario per le frontiere esterne e i visti (COM(2011) 750), per il
periodo 2014-2020, prevede il finanziamento dello sviluppo del programma per
viaggiatori registrati. Ai sensi dell’articolo 58, paragrafo 1, lettera c), e
dell’articolo 60 del nuovo regolamento finanziario (gestione centralizzata
indiretta), i compiti di esecuzione del suddetto programma finanziario saranno
delegati all’agenzia IT.
Durante il
periodo 2015-2017, tutte le attività di sviluppo saranno assegnate all’agenzia
IT attraverso un accordo di delega, che coprirà la componente “sviluppo” di
tutti gli elementi del progetto, ossia il sistema centrale, i sistemi degli
Stati membri, le reti e l’infrastruttura negli Stati membri.
Nel 2017, al
momento della revisione intermedia, si prevede di trasferire i crediti
rimanenti dai 587 milioni di EUR alla linea relativa all’agenzia IT per i
costi di funzionamento e di manutenzione del sistema centrale e della rete, e
ai programmi nazionali per i costi di funzionamento e di manutenzione dei
sistemi nazionali, compresi i costi di infrastruttura (cfr. la tabella
sottostante). La scheda finanziaria legislativa sarà riveduta di conseguenza
entro la fine del 2016.
.
 Blocchi || Modalità di gestione || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 
 Sviluppo del sistema centrale || Centralizzata indiretta || X || X || X ||   ||   ||   
 Sviluppo negli Stati membri || Centralizzata indiretta || X || X || X ||   ||   ||   
 Manutenzione del sistema centrale || Centralizzata indiretta ||   ||   || X || X || X || X 
 Manutenzione dei sistemi nazionali || Centralizzata indiretta ||   ||   || X || X || X || X 
 Rete (1) || Centralizzata indiretta || X || X || X || X || X || X 
 Infrastruttura degli Stati membri || Centralizzata indiretta || X || X || X || X || X || X 
(1) sviluppo della rete nel periodo 2015-2017,
funzionamento della rete nel periodo 2017-2020

2.                      
MISURE DI GESTIONE
2.1.                
Disposizioni in materia di monitoraggio e di
relazioni

Precisare frequenza e
condizioni.
Le
norme relative al monitoraggio e alla valutazione dell’RTP sono previste
all’articolo 63 della proposta sull’RTP.
Articolo
63
Monitoraggio
e valutazione
1.
L’agenzia provvede affinché siano istituite le procedure volte a monitorare il
funzionamento del registro centrale rispetto agli obiettivi prefissati in
termini di risultati, di rapporto costi/benefici, di sicurezza e di qualità del
servizio.
2.
Ai fini della manutenzione tecnica, l’agenzia ha accesso alle informazioni
necessarie riguardanti le operazioni di trattamento effettuate nel registro
centrale.
3.
Due anni dopo l’entrata in funzione dell’RTP, e in seguito ogni due anni,
l’agenzia presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione una
relazione sul funzionamento tecnico dell’RTP, ivi compresa la sua sicurezza.
4.
Tre anni dopo l’entrata in funzione dell’RTP, e in seguito ogni quattro anni,
la Commissione effettua una valutazione globale dell’RTP. Tale valutazione
globale comprende un’analisi dei risultati conseguiti in relazione agli
obiettivi prefissati, determina se i principi di base permangono validi, valuta
l’applicazione del presente regolamento con riguardo all’RTP, la sicurezza
dell’RTP, l’attuazione della raccolta e dell’uso dei dati biometrici, la
conformità con le norme sulla protezione dei dati e l’organizzazione delle
procedure relative alle domande e al rilascio dei token. La Commissione
trasmette la valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio. La relazione è
corredata, se del caso, di adeguate proposte di modifica del presente
regolamento.
5.
Gli Stati membri comunicano all’agenzia e alla Commissione le informazioni
necessarie per redigere le relazioni di cui ai paragrafi 3 e 4 conformemente ai
parametri quantitativi predefiniti dall’agenzia e dalla Commissione
rispettivamente.
6.
L’agenzia comunica alla Commissione le informazioni necessarie per presentare
le valutazioni globali di cui al paragrafo 4.

2.2.                
Sistema di gestione e di controllo
2.2.1.          
Rischi individuati

1)
Difficoltà a livello di sviluppo tecnico del sistema
Gli
Stati membri hanno sistemi IT nazionali tecnicamente diversi e i processi di
controllo di frontiera possono variare a seconda delle situazioni locali
(spazio disponibile al valico di frontiera, flusso degli spostamenti, ecc.).
L’RTP deve essere integrato nell’architettura IT nazionale e nei processi di
controllo di frontiera nazionali. Inoltre, lo sviluppo delle componenti
nazionali del sistema deve essere completamente allineato ai requisiti
centrali. In questo settore sono stati individuati due rischi principali:
a)
il rischio che gli aspetti tecnici e giuridici dell’RTP possano essere
realizzati in modi diversi dai vari Stati membri per insufficiente
coordinamento tra la parte centrale e la parte nazionale;
b)
il rischio di incoerenza tra le modalità di utilizzo del futuro sistema,
derivante dal modo in cui gli Stati membri attuano l’RTP nei processi di
controllo di frontiera esistenti.
2)
Difficoltà a livello di sviluppo puntuale del sistema
Dall’esperienza
acquisita nell’ambito dello sviluppo del VIS e del SIS II si può prevedere che
un fattore cruciale per il buon esito della realizzazione dell’RTP sarà lo
sviluppo puntuale del sistema da parte del contraente esterno. In quanto centro
di eccellenza nel campo dello sviluppo e della gestione dei sistemi IT su larga
scala, l’agenzia sarà responsabile anche dell’aggiudicazione e della gestione
dei contratti, in particolare del subappalto dello sviluppo del sistema. Il ricorso
a un contraente esterno per sviluppare il sistema comporta alcuni rischi:
a)
in primis, il rischio che il contraente non destini risorse sufficienti al
progetto o che concepisca e sviluppi un sistema che non sia all’avanguardia;
b)
il rischio che, per ridurre i costi, il contraente non rispetti pienamente le
tecniche e i metodi amministrativi di gestione dei progetti IT su larga scala;
c)
da ultimo, considerata l’attuale crisi economica, non può del tutto escludersi
il rischio che il contraente si trovi in difficoltà finanziarie indipendenti
dal progetto. 

2.2.2.          
Modalità di controllo previste

1)
L’agenzia è destinata ad essere un centro di eccellenza nel campo dello
sviluppo e della gestione dei sistemi IT su larga scala. Ad essa saranno
affidati lo sviluppo e il funzionamento della componente centrale del sistema,
comprese le interfacce uniformi negli Stati membri. Questa soluzione dovrebbe
permettere di evitare molti inconvenienti incontrati dalla Commissione nello
sviluppo del SIS II e del VIS.
Durante
la fase di sviluppo (2015-2017), la responsabilità globale sarà della
Commissione, in quanto il progetto sarà sviluppato con modalità di gestione
centralizzata indiretta. L’agenzia sarà responsabile della gestione tecnica e
finanziaria, segnatamente dell’aggiudicazione e della gestione dei contratti.
L’accordo di delega coprirà la parte centrale tramite appalti e la parte
nazionale tramite sovvenzioni. Conformemente all’articolo 40 delle modalità
d’esecuzione, la Commissione concluderà un accordo recante disposizioni
particolareggiate per la gestione e il controllo dei fondi e per la tutela
degli interessi finanziari della Commissione. Tale accordo contemplerà le
disposizioni di cui all’articolo 40, paragrafo 2, consentendo così alla
Commissione di gestire i rischi esposti al punto 2.2.1.
Nell’ambito
della revisione intermedia (prevista per il 2017 nel quadro del Fondo Sicurezza
interna, articolo 15 del regolamento orizzontale) saranno riviste le modalità
di gestione.
2)
Onde evitare ritardi a livello nazionale, è prevista una governance efficiente
tra tutte le parti interessate. Nel progetto di regolamento la Commissione ha
proposto che un gruppo consultivo composto da esperti nazionali degli Stati
membri fornisca all’agenzia le competenze relative all’RTP/EES. Il gruppo
consultivo si riunirà periodicamente per esaminare l’attuazione del sistema,
condividere l’esperienza acquisita e fornire consulenza al consiglio di
amministrazione dell’agenzia. Inoltre, la Commissione intende raccomandare agli
Stati membri di istituire a livello nazionale un’infrastruttura di
progetto/gruppo di progetto per lo sviluppo sia tecnico che operativo, compresa
un’infrastruttura di comunicazione affidabile con sportelli unici.

2.3.                
Misure di prevenzione delle frodi e delle
irregolarità

Precisare le misure di
prevenzione e di tutela in vigore o previste.
Le
misure previste per combattere la frode sono contemplate dall’articolo 35 del
regolamento (UE) n. 1077/2011, che recita: 
1.       Ai fini della lotta contro la frode, la corruzione
ed altri atti illeciti si applica il regolamento (CE) n. 1073/1999.
2.       L’agenzia aderisce all’accordo interistituzionale
relativo alle indagini interne svolte dall’Ufficio europeo per la lotta
antifrode (OLAF) e adotta immediatamente le opportune disposizioni, applicabili
a tutto il personale dell’agenzia.
3.       Le decisioni concernenti il finanziamento e i
correlati accordi e strumenti di attuazione stabiliscono espressamente che la
Corte dei conti e l’OLAF possono svolgere, se necessario, controlli in loco
presso i beneficiari dei finanziamenti dell’agenzia e gli agenti responsabili
della loro assegnazione.
Conformemente
a tale disposizione, il 28 giugno 2012 è stata adottata la decisione del
consiglio di amministrazione dell’agenzia europea per la gestione operativa dei
sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia
relativa ai termini e alle condizioni delle indagini interne in materia di
lotta contro le frodi, la corruzione e ogni altra attività illecita lesiva
degli interessi finanziari degli interessi finanziari dell’Unione.
Inoltre
la DG HOME sta redigendo la propria strategia di prevenzione e individuazione
delle frodi.

3.                      
INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA
3.1.                
Rubrica/rubriche del quadro finanziario pluriennale
e linea/linee di bilancio di spesa interessate 

Attraverso l’accordo di delega l’agenzia sarà
incaricata di istituire gli strumenti appropriati a livello dei suoi sistemi
finanziari locali affinché i costi connessi all’attuazione dell’RTP siano
efficacemente monitorati e rendicontati, secondo quanto stabilito dall’articolo
60 del nuovo regolamento finanziario. Essa adotterà le misure appropriate per
poter effettuare la rendicontazione indipendentemente dalla nomenclatura di
bilancio finale.
·      Linee di bilancio di spesa esistenti 
Secondo l’ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione…………………...……….] || Diss./ ([53]) || di paesi EFTA[54] || di paesi candidati[55] || di paesi terzi || ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 2, lettera b), del regolamento finanziario 
   || [XX.YY.YY.YY]   || Diss./ || Sì/No || Sì/No || Sì/No || Sì/No 
·      Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione 
Secondo l’ordine delle rubriche del quadro finanziario
pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione…………………………..] || Diss./Non diss. || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 2, lettera b), del regolamento finanziario 
 3 || [18.02.CC] Fondo Sicurezza interna - frontiere || Diss./ || No || No || Sì || No 

3.2.                
Incidenza prevista sulle spese 
3.2.1.          
Sintesi dell’incidenza prevista sulle spese 

La tabella sottostante concerne i costi per gli
Stati membri e il sistema centrale, nonché i costi di sviluppo e operativi. I
costi delle porte per il controllo di frontiera automatizzato saranno a carico
degli Stati membri.
Mio EUR (al terzo decimale)
   Rubrica del quadro finanziario pluriennale:   || 3 || Sicurezza e cittadinanza 
 DG: HOME ||   ||   || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017[56] || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || Anni successivi || TOTALE 
  Stanziamenti operativi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio 18.02.CC || Impegni || (1) || 137,674 || 34,836 || 167,402 || 82,362 || 82,363 || 82,363 ||   || 587,000 
 Pagamenti || (2) || 68,837 || 93,222 || 145,148 || 101,198 || 88,013 || 68,585 || 21,996 || 587,000 
 Numero della linea di bilancio || Impegni || (1a) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (2a) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici[57] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio ||   || (3) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la DG HOME || Impegni || =1+1a +3 || 137,674 || 34,836 || 167,402 || 82,362 || 82,363 || 82,363 ||   || 587,000 
 Pagamenti || =2+2a +3 || 68,837 || 93,222 || 145,148 || 101,198 || 88,013 || 68,585 || 21,996 || 587,000 
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA <….> del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || =5+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Se la proposta/iniziativa incide su più rubriche:
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 4 del quadro finanziario pluriennale (importo di riferimento) || Impegni || =4+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || =5+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || “Spese amministrative” 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno 2013 || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || Anni successivi || TOTALE 
 DG: HOME ||   ||   ||   || 
  Risorse umane || 0,254 || 0,254 || 0,254 || 0,190 || 0,190 || 0,190 || 0,191 || 0,191 ||   || 1,715 
  Altre spese amministrative || 0,201 || 0,201 || 0,201 || 0,200 || 0,200 || 0,200 || 0,200 || 0,200 ||   || 1,602 
 TOTALE DG HOME || Stanziamenti || 0,455 || 0,455 || 0,455 || 0,390 || 0,390 || 0,390 || 0,391 || 0,391 ||   || 3,317 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 0,455 || 0,455 || 0,455 || 0,390 || 0,390 || 0,390 || 0,391 || 0,391 ||   || 3,317 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno 2013 || Anno 2014 || Anno 2015[58] || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || Anni successivi || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 0,455 || 0,455 || 138,129 || 35,226 || 167,793 || 82,753 || 82,753 || 82,753 ||   ||   590,317 
 Pagamenti || 0,455 || 0,455 || 69,292 || 93,613 || 145,539 || 101,589 || 88,403 || 68,975 || 21,996 || 590,317 
Il fabbisogno di
risorse umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione
dell’azione e/o riassegnato all’interno della stessa DG, integrato
dall’eventuale dotazione supplementare concessa alla DG responsabile
nell’ambito della procedura annuale di assegnazione, tenendo conto dei vincoli
di bilancio.

3.2.2.          
Incidenza prevista sugli stanziamenti operativi 

–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzazione di stanziamenti
operativi 
–     
x La proposta/iniziativa comporta l’utilizzazione di stanziamenti operativi,
come spiegato di seguito:
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)
 Specifi-care gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || Anno 2015   || Anno 2016   || Anno 2017   || Anno 2018   || Anno 2019   || Anno 2020   || TOTALE || 
 ||
 Tipo di risultato[59] || Costo medio del risultato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Costo totale ||
 OBIETTIVO SPECIFICO 1[60]:Sviluppo del sistema (centrale e nazionale) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||
 - Risultato || 1 || 137,674 || 1 || 34,836 || 1 || 50,356 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 1 || 222,866 ||
 Totale parziale Obiettivo 1[61] ||   || 137,674 ||   || 34,836   ||   || 50,356 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 222,866 ||
 OBIETTIVO SPECIFICO 2: Funzionamento del sistema (centrale e nazionale)   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||
 - Risultato ||   ||   ||   ||   || 1  || 117,047 ||  1 || 82,362 || 1 || 82,362 ||  1 || 82,363 || 1 || 364,134 ||
 Totale parziale Obiettivo 2[62] ||   ||   ||   ||   ||   || 117,047 ||   || 82,362 ||   || 82,362 ||   || 82,363 ||   || 364,134 ||
 COSTO TOTALE || 1 || 137,674 ||  1 || 34,836 || 2 || 167,403 || 1 || 82,362 || 1 || 82,362 || 1 || 82,363 || 2 || 587,000 || 

3.2.3.          
Incidenza prevista sugli stanziamenti di natura
amministrativa
3.2.3.1.    
Sintesi

–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzazione di stanziamenti
amministrativi 
–     
x La proposta/iniziativa comporta l’utilizzazione di stanziamenti
amministrativi, come spiegato di seguito:
Mio EUR (al terzo
decimale)
   || Anno 2013 || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 0,254 || 0,254 || 0,254 || 0,190 || 0,190 || 0,190 || 0,191 || 0,191 || 1,715 
 Altre spese amministrative || 0,201 || 0,201 || 0,201 || 0,200 || 0,200 || 0,200 || 0,200 || 0,200 || 1,602 
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 0,455 || 0,455 || 0,455 || 0,390 || 0,390 || 0,390 || 0,391 || 0,391 || 3,317 
 Esclusa la RUBRICA 5[63] del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre spese di natura amministrativa ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale esclusa la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 0,455 || 0,455 || 0,455 || 0,390 || 0,390 || 0,390 || 0,391 || 0,391 || 3,317 

3.2.3.2.    
 Fabbisogno previsto di risorse umane 

–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzazione di risorse umane 
–     
x La proposta/iniziativa comporta l’utilizzazione di risorse umane, come
spiegato di seguito:
Stima da esprimere in equivalenti a tempo
pieno (o, al massimo, con un decimale)
   || Anno 2013 || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 
 ·        Posti della tabella dell’organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) 
 XX 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 2 || 2 || 2 || 1,5 || 1,5 || 1,5 || 1,5 || 1,5 
 XX 01 01 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ·        Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[64] 
 XX 01 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 04 yy[65] || - in sede[66] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 2 || 2 || 2 || 1,5 || 1,5 || 1,5 || 1,5 || 1,5 
XX è il settore
o il titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse
umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell’azione
e/o riassegnato all’interno della stessa DG, integrato dall’eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell’ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
Descrizione dei
compiti da svolgere: 
 Funzionari e agenti temporanei || 2 durante la fase di preparazione dal 2013 al 2015: 1 amministratore per i negoziati legislativi, il coordinamento dei compiti dell’agenzia e il controllo dell’accordo di delega; 0,5 amministratore per il controllo delle attività finanziarie e consulenza in materia di controllo di frontiera e aspetti tecnici; 0,5 assistente per attività amministrative e finanziarie; 1,5 durante la fase di sviluppo dal 2016 al 2020: 1 amministratore per l’attività di seguito legata all’accordo di delega (relazioni, preparativi per la comitatologia, convalida delle specifiche funzionali e tecniche, attività di controllo finanziario e coordinamento dell’agenzia) e consulenza in materia di controllo di frontiera e aspetti tecnici; 0,5 assistente per attività amministrative e finanziarie. 
 Personale esterno || 0 

3.2.4.          
Compatibilità con il quadro finanziario pluriennale
attuale 

–     
x La proposta/iniziativa è compatibile con l’attuale e prossimo quadro
finanziario pluriennale.
–     
¨  La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente
rubrica del quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
–     
¨  La proposta/iniziativa richiede l’applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[67].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.

3.2.5.          
Partecipazione di terzi al finanziamento 

–     
x La proposta/iniziativa non prevede il cofinanziamento da parte di
terzi 
–     
¨ La proposta/iniziativa prevede il cofinanziamento indicato di seguito:

Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) || Totale 
 Specificare l’organismo di cofinanziamento ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE stanziamenti cofinanziati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   

3.3.                
Incidenza prevista sulle entrate

–     
¨  La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle
entrate.
–     
x La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
–                   
¨         sulle risorse proprie 
–                   
x        sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l’esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[68] 
 Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || Anni successivi 
 Articolo 6313 ||   || 4,188 || 5,672 || 8,832 || 6,157 || 5,355 || 4,173 || 1,338 
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare la o le linee di spesa
interessate.
18.02.CC
Fondo Sicurezza interna - frontiere
Precisare il metodo di
calcolo dell’incidenza sulle entrate.
Il
bilancio comprende un contributo da parte dei paesi associati all’attuazione,
all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen e alle misure relative
a Eurodac, conformemente ai rispettivi accordi. Le stime fornite sono meramente
indicative e si basano su recenti calcoli delle entrate per l’attuazione
dell’acquis di Schengen provenienti dagli Stati (Islanda, Norvegia e Svizzera)
che attualmente versano al bilancio generale dell’Unione europea (pagamenti
utilizzati) un contributo annuo calcolato in proporzione al loro prodotto
interno lordo rispetto al prodotto interno lordo di tutti gli Stati
partecipanti per i relativi esercizi finanziari. Il calcolo si basa su dati
EUROSTAT del giugno 2012 che possono variare notevolmente a seconda della
situazione economica degli Stati partecipanti.
[1]               COM(2008)
69 definitivo.
[2]               GU
C 115 del 4.5.2010, pag. 1.
[3]               COM(2011)
680 definitivo.
[4]               GU
L 105 del 13.4.2006.
[5]               GU
L 158 del 30.4.2004; direttiva 2004/38/CE.
[6]               GU
L 405 del 30.12.2006.
[7]               Nell’ambito
del programma per viaggiatori registrati, il token è un dispositivo materiale
rilasciato all’utente autorizzato, che gli consentirà di provare, con un mezzo
elettronico, di aver accesso al programma per viaggiatori registrati. Il token
funziona come una chiave elettronica di accesso, che nella fattispecie aprirà
la porta automatica. Le specifiche tecniche stabiliranno se sarà usato solo un
codice a barre oppure un chip contenente l’identificatore unico (il numero
della domanda).
[8]               GU
L 286 dell’1.11.2011.
[9]               SEC(2008)
153.
[10]             SWD(2013) 50.
[11]             La
valutazione d’impatto è consultabile alla seguente pagina web: http://ec.europa.eu/governance/impact/ia_carried_out/cia_2013_en.htm
[12]             Fatta
salva l’adozione da parte dell’autorità legislativa della proposta di
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce, nell’ambito
del Fondo Sicurezza interna, lo strumento di sostegno finanziario per le
frontiere esterne e i visti (COM(2011) 750 definitivo) e della proposta di
regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per
il periodo 2014-2020 (COM(2011) 398 definitivo) e purché siano disponibili risorse
sufficienti entro il massimale di spesa della linea di bilancio interessata.
[13]             GU
L 176 del 10.7.1999, pag. 36.
[14]             GU
L 53 del 27.2.2008, pag. 52.
[15]             GU
L 160 del 18.6.2011, pag. 19.
[16]             GU
C […] del […], pag. […].
[17]             GU
C […] del […], pag. […].
[18]             GU
C […] del […], pag. […].
[19]             COM(2008)
69 definitivo del 13.2.2008.
[20]             COM(2009)
262 definitivo del 10.6.2009.
[21]             GU
L 286 dell’1.11.2011, pag. 1.
[22]             GU
L 158 del 29.4.2004, pag. 77. 
[23]             GU
L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
[24]             GU
L 8 del 12.1.2001, pag. 1.
[25]             GU
L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
[26]             GU
L 131 dell’1.6.2000, pag. 43.
[27]             GU
L 64 del 7.3.2002, pag. 20.
[28]             GU
L 176 del 10.7.1999, pag. 36.
[29]             GU
L 176 del 10.7.1999, pag. 31.
[30]             GU
L 53 del 27.2.2008, pag. 52.
[31]             GU
L 53 del 27.2.2008, pag. 1.
[32]             GU
L 160 del 18.6.2011, pag. 21.
[33]             GU
L 160 del 18.6.2011, pag. 19.
[34]             GU
L 218 del 13.8.2008, pag. 60. 
[35]             GU
L 105 del 13.4.2006, pag. 1.
[36]             GU
L 243 del 15.9.2009, pag. 1.
[37]             GU
L 81 del 21.3.2001, pag. 1.
[38]             Articolo
47, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
[39]             Articolo
47, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
[40]             Il
logo non è applicabile per la Norvegia, l’Islanda, la Svizzera e il
Liechtenstein.
[41]             Il
logo non è applicabile per la Norvegia, l’Islanda, la Svizzera e il Liechtenstein.
[42]             La
revoca per tale motivo non è soggetta al diritto di ricorso.
[43]             Se
previsto dalla legge nazionale.
[44]             ABM:
Activity Based Management (gestione per attività) – ABB: Activity Based
Budgeting (bilancio per attività).
[45]             A
norma dell’articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b), del regolamento
finanziario.
[46]             Proposta
di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce,
nell’ambito del Fondo Sicurezza interna, lo strumento di sostegno finanziario
per le frontiere esterne e i visti (COM(2011) 750).
[47]             Comunicazione
della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio "Frontiere
intelligenti - opzioni e prospettive" (COM(2011) 680).
[48]             Proposta
di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce,
nell’ambito del Fondo Sicurezza interna, lo strumento di sostegno finanziario
per le frontiere esterne e i visti (COM(2011) 750).
[49]             COM(2010)
93 definitivo del 19 marzo 2010.
[50]             COM(2011)
398 definitivo del 29 giugno 2011. 
[51]             Le
spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti al regolamento
finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html
[52]             A
norma dell’articolo 185 del regolamento finanziario.
[53]             Diss.
= stanziamenti dissociati / Non diss. = stanziamenti non dissociati.
[54]             EFTA:
Associazione europea di libero scambio. 
[55]             Paesi
candidati e, se del caso, paesi potenziali candidati dei Balcani occidentali.
[56]             La
variazione dei costi, e soprattutto il loro livello elevato nel 2015 e nel
2017, sono dovuti al fatto che all’inizio della fase di sviluppo, nel 2015,
saranno assunti impegni di sviluppo (costi unici che copriranno per tre anni i
costi dell’hardware, del software e del contraente) e che alla fine della fase
di sviluppo, nel 2017, saranno assunti gli impegni necessari per il
funzionamento; i costi amministrativi dell’hardware e del software varieranno a
seconda del periodo.
[57]             Assistenza
tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno all’attuazione di programmi e/o
azioni dell’UE (ex linee "BA"), ricerca indiretta, ricerca diretta.
[58]             L’anno
N è l’anno di inizio dell’attuazione della proposta/iniziativa.
[59]             I
risultati sono i prodotti e servizi da fornire (ad esempio: numero di scambi di
studenti finanziati, numero di km di strade costruiti ecc.).
[60]             Quale
descritto nella sezione 1.4.2. "Obiettivo/obiettivi specifici…".
[61]             Per
quanto riguarda lo sviluppo centrale, questo importo comprende, in particolare,
l’infrastruttura di rete, le necessarie licenze hardware e software e i costi
per lo sviluppo del sistema centrale da parte del contraente esterno. Per
quanto riguarda lo sviluppo nazionale, esso comprende altresì i costi per le
necessarie licenze hardware e software e i costi di sviluppo da parte dei
contraenti esterni.
[62]             Questo
importo copre i costi necessari per mantenere aggiornato e funzionante il
sistema centrale, in particolare il funzionamento della rete, la manutenzione
del sistema centrale da parte di un contraente esterno e le necessarie licenze
hardware e software. Per le operazioni nazionali, copre i costi necessari per
il funzionamento dei sistemi nazionali, in particolare le necessarie licenze
hardware e software, e i costi per la gestione degli incidenti e i costi
necessari per i contraenti esterni.
[63]             Assistenza
tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno all’attuazione di programmi e/o
azioni dell’UE (ex linee "BA"), ricerca indiretta, ricerca diretta.
[64]             AL=
agente contrattuale; INT = personale interinale (intérimaire); JED = giovane
esperto in delegazione (jeune expert en délégation); AL= agente locale; END=
esperto nazionale distaccato.
[65]             Sottomassimale
per il personale esterno previsto dagli stanziamenti operativi (ex linee
"BA").
[66]             Principalmente
per i fondi strutturali, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
(FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[67]             Cfr.
punti 19 e 24 dell’Accordo interistituzionale.
[68]             Per
quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi doganali, contributi
zucchero), gli importi indicati devono essere importi netti, cioè importi lordi
da cui viene detratto il 25% per spese di riscossione.