CELEX: 52000PC0855
Language: it
Date: 2000-12-21
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento n. 136/66/CEE e il regolamento (CE) n. 1638/98, in ordine alla proroga del regime di aiuto e alla strategia della qualità dell'olio di oliva

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52000PC0855

Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento n. 136/66/CEE e il regolamento (CE) n. 1638/98, in ordine alla proroga del regime di aiuto e alla strategia della qualità dell'olio di oliva  /* COM/2000/0855 def. - CNS 2000/0358 */  

Gazzetta ufficiale n. 213 E del 31/07/2001 pag. 0001 - 0004

Proposta di Regolamento del Consiglio che modifica il regolamento n. 136/66/CEE e il regolamento (CE) n 1638/98,  in ordine alla proroga del regime di aiuto e alla strategia della qualità dell'olio di oliva(presentata dalla Commissione)RELAZIONELa presente proposta è presentata in applicazione dell'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1638/98 del Consiglio [1].[1]  GU L 210 del 28.7.1998, pag. 32.1. CronistoriaNel febbraio 1997 la Commissione ha presentato un documento sulle opzioni [2] in cui si analizzano i problemi incontrati nel settore delle olive e dell'olio di oliva. La presentazione di tale documento è stata seguita da un ampio dibattito, in particolare in seno al Parlamento europeo e al Consiglio. Il documento evidenzia, in particolare, una crescita della produzione che rischia di non trovare riscontro in un corrispondente incremento della domanda; si osserva inoltre l'esistenza di regimi di aiuto numerosi e complessi e pertanto difficili da controllare, nonostante gli strumenti di cui ci si è dotati, e la presenza di gravi carenze per quanto riguarda le informazioni statistiche relative alla produzione del settore.[2]  COM(1997) 57 def.Per quanto riguarda l'aiuto concesso ai produttori, le due grandi opzioni suggerite erano, da un lato, quella di migliorare il regime preesistente basato su un aiuto alla produzione per tonnellata di olio di oliva e, dall'altro, una soluzione più radicale che propone un nuovo regime secondo il quale l'aiuto sarebbe concesso per albero di olivo, basandosi sulle rese storiche delle zone interessate. In ogni caso si sottolineava la necessità di adottare determinate misure volte ad abolire alcuni meccanismi poco efficaci e vulnerabili alle frodi o provvedimenti intesi a migliorare il controllo della produzione e del mercato.La prima opzione comportava il vantaggio di sostenere i produttori in funzione dei risultati effettivi incoraggiando pertanto l'attività oleicola attraverso un meccanismo sperimentato. Resta tuttavia la difficoltà di verificare i quantitativi di olio di oliva ammissibili ad un aiuto per tonnellata. Il motivo principale di tale difficoltà risiede nel fatto che l'olio di oliva passa più volte di mano tra gli operatori che prendono parte alla produzione, alla trasformazione o alla commercializzazione e che fanno capo a strutture diverse e secondo consuetudini diverse a seconda delle regioni della Comunità.La seconda opzione era apparentemente più semplice da controllare e da gestire e sembrava favorire un maggiore rispetto dell'ambiente in quanto non incentivava l'intensificazione colturale. Essa permetterebbe di attenuare gli attuali problemi connessi all'impiego eccessivo di acqua da irrigazione e all'erosione del terreno. Con un sistema d'aiuto forfettario si rischierebbe invece l'abbandono della coltura, in particolare nelle annate poco produttive e in zone marginali in cui non esistono altre alternative.Nel marzo 1998 la Commissione constatava una convergenza di opinioni a favore di una riforma mirante a costituire un equilibrio dinamico del mercato, alla stabilizzazione dei redditi, alla difesa e al miglioramento della qualità, nonché all'organizzazione e al controllo del settore. Le divergenze tuttavia sussistevano per quanto riguarda la forma che doveva assumere l'aiuto alla produzione. Essa sottolineava la necessità di migliorare la conoscenza della produzione effettiva e dei fattori inerenti a tale produzione, come le rese o il numero di alberi di olivo. In attesa di disporre di informazioni più attendibili, la Commissione proponeva [3] di rinviare la decisione in merito alla riforma adottando nel contempo, per le tre campagne di commercializzazione successive, le misure atte ad evitare il verificarsi di serie difficoltà sia per gli operatori, sia per il bilancio comunitario.[3]  COM(1998) 171 def.La decisione del Consiglio, concretatasi nel regolamento (CE) n. 1638/98, prevede per le tre campagne 1998/99, 1999/2000, e 2000/01 il proseguimento del regime preesistente con le seguenti modifiche principali:- la concessione di un aiuto uniforme per tonnellata di olio di oliva effettivamente prodotto, senza distinzioni tra piccoli e grandi produttori,- l'aumento del quantitativo massimo garantito da 1 350 000 a 1 777 261 tonnellate, ripartito in quantitativi nazionali garantiti per Stato membro, parallelamente ad una riduzione dell'importo dell'aiuto da 142,20 a 132,25 EUR/100 kg,- la possibilità di utilizzare una parte dei quantitativi nazionali garantiti per concedere aiuti nel settore delle olive da tavola,- la soppressione dell'aiuto al consumo e degli acquisti pubblici di intervento.Inoltre, per il periodo transitorio dalla campagna 1998/99 al 2000/01, con il succitato regolamento del Consiglio:- i lavori relativi allo schedario oleicolo sono orientati alla costituzione di un sistema di informazione geografica (SIG oleicolo) che permetta di localizzare sulla scorta di fotografie aeree le informazioni dichiarate dai produttori,- si informa che a partire dal novembre 2001 gli olivi supplementari piantati dopo la data del 1° maggio 1998 non saranno in linea di massima ammissibili ad un aiuto alla produzione,- sono abrogate a decorrere dal 1° novembre 2001 le disposizioni regolamentari relative agli aiuti e alle misure sul mercato interno ed è prevista l'adozione di una decisione, su proposta della Commissione da presentarsi nel corso del 2000, in merito all'organizzazione comune di mercato applicabile nel settore dei grassi a partire dalla campagna 2001/02.Inoltre, con l'adozione del regolamento (CE) n. 1638/98, il Consiglio stesso si è impegnato con la Commissione a considerare in via prioritaria l'approfondimento dell'analisi degli aspetti relativi alla strategia della qualità. Esso ha altresì preso atto delle dichiarazioni della Commissione circa il riorientamento dei controlli, in particolare su quelli relativi all'aiuto alla produzione e in merito alla preparazione di un rapporto sulla situazione delle olive da tavola.Dopo l'accordo con il Consiglio del 1998, nell'arco di due anni la Commissione ha attuato tutte le misure previste. La Commissione ha infatti:- rivisto le statistiche della produzione degli ultimi anni, compiuto una valutazione statistica delle superfici e del numero di olivi degli oliveti e messo a punto un metodo comune di stima delle rese,- riorientato i lavori dello schedario oleicolo verso la costituzione del SIG oleicolo, basato su nuove dichiarazioni di coltura e sul trattamento informatico delle fotografie aeree,- organizzato la registrazione dei nuovi impianti e stabilito quelli che potrebbero eventualmente beneficiare di un aiuto dopo la data del 1° novembre 2001 nel quadro di programmi autorizzati,- rivisto e completato gli obblighi e le procedure di controllo, in particolare presso i frantoi,- stabilito le condizioni e le modalità relative ad un aiuto per le olive da tavola che è attualmente concesso da tutti gli Stati membri produttori,- stabilito le condizioni e le modalità di concessione di un aiuto al magazzinaggio privato,- condotto una vasta consultazione e un ampio dibattito con le organizzazioni professionali e numerosi esperti sui diversi aspetti della strategia della qualità.1. Mercato e regime di aiutoAttualmente non disponiamo del distacco necessario per poter valutare i risultati delle suddette misure a livello del mercato e del regime di aiuto: le nuove misure risalgono infatti al più alla campagna di commercializzazione 1998/99 per la quale i controlli e i pagamenti dell'aiuto arrivano fino all'ottobre 2000. La seconda delle campagne considerate, 1999/2000 si conclude anch'essa nell'ottobre 2000 e non è possibile determinare definitivamente la relativa produzione; parallelamente viene a scadere il periodo previsto per la presentazione della presente proposta.Le valutazioni relative alla produzione e al potenziale produttivo restano da confermare in quanto permangono alcune incertezze. Mentre per gli Stati membri che dispongono di un vasto territorio oleicolo tali valutazioni sono globalmente piuttosto precise, data la grande variabilità dei dati da raccogliere le stime statistiche e le informazioni dettagliate permangono molto scarse negli altri Stati membri produttori e a livello regionale.Solo con il completamento dei SIG oleicoli nazionali sarà possibile conoscere il numero di alberi di olivo e le superfici degli oliveti di ogni produttore. A tutt'oggi però non esiste alcun SIG oleicolo completo e in alcuni casi i lavori sono solo agli inizi. Il nuovo metodo di stima delle rese è stato applicato soltanto per la campagna 1999/2000 e non è ancora stato possibile compiere una valutazione di tale esperienza. È probabile che le stime statistiche si rivelino interessanti soltanto rispetto ai risultati degli Stati membri produttori più grossi, ma a livello regionale e locale la loro precisione resterà bassa.Per quanto riguarda i controlli dell'effettiva produzione che dà diritto all'aiuto, dai primi risultati dell'applicazione delle nuove disposizioni a partire dalla campagna 1998/99 emerge che il controllo della produzione ammissibile all'aiuto continua a costituire una grave difficoltà per alcuni Stati membri. L'incidenza finanziaria delle carenze dei sistemi di controllo degli Stati membri è limitata per il bilancio della Comunità grazie all'esistenza dei quantitativi nazionali garantiti, ma tali anomalie generano malcontento e fanno nascere difficoltà che in un'ultima analisi possono ripercuotersi sul mercato e minare il regime comunitario nel settore. Il rapporto speciale n. 11/2000 della Corte dei conti [4] e l'analisi dei primi risultati e dell'esperienza acquisita con l'attuazione delle nuove misure di controllo dimostrano che è necessario che la Commissione adotti già dalla compagna 2000/01 misure correttive e complementari. Questo vale in particolare per il regime delle sanzioni, che deve essere reso più agevolmente applicabile, e per il regime della concessione di anticipi sull'aiuto che deve essere modificato in modo da evitare di dover recuperare fondi già erogati.[4]  GU C 215 del 23.7.2000, pag. 1.Per quanto riguarda il controllo dell'aiuto per tonnellata d'olio di oliva prodotto, è di capitale importanza sorvegliare l'attività dei frantoi, procedendo comunque e sempre ad un confronto dei risultati dei frantoi con il potenziale di produzione di olive dei rispettivi produttori, da un lato, e, dall'altro, con le scorte di olio di oliva detenute dagli operatori che si sono riforniti presso gli stessi frantoi.L'importanza relativa di questi tre tipi di controllo, a livello dei frantoi, degli oliveti e della destinazione dell'olio, dipende dalle dimensioni del frantoio e dalla sua partecipazione nella commercializzazione dell'olio prodotto. in ogni caso è come minimo utilissimo conoscere il numero di alberi di olivo da cui è ottenuta la produzione oggetto del controllo. Tale numero si potrà conoscere in modo preciso e attendibile soltanto grazie al SIG oleicolo.Per quanto riguarda il mercato dell'olio di oliva, nel corso delle campagne 1998/99 e 1999/2000, durante le quali la Spagna e l'Italia hanno avuto alternativamente un raccolto scarso e un raccolto medio/abbondante, la produzione è stata cospicua e si è avvicinata a 1 900 000 tonnellate, di cui l'8% è costituito da olio di sansa di oliva. Il livello raggiunto dalla produzione comunitaria, pur rimanendo al di sotto del livello record della campagna 1997/98, rischia di aumentare ancora con il proseguimento dell'intensificazione colturale e l'arrivo a maturità dei nuovi impianti. Grazie alla promozione, il consumo comunitario è stato sostenuto ed ha subito un notevole incremento nei paesi terzi il che ha permesso di realizzare esportazioni record senza restituzioni.Dopo il raccolto eccezionale della campagna 1997/98 i prezzi si sono riassestati su livelli confortevoli, ma in seguito hanno subito una progressiva flessione a partire dall'autunno 1999 sotto l'influsso di una produzione più abbondante del previsto. Alla fine della campagna 1999/2000, le aspettative di un raccolto molto abbondante in Spagna per la campagna 2000/01 hanno fatto ridiscendere i prezzi ai livelli del 1997/98. Ciò nonostante la soglia che permette il ricorso all'aiuto al magazzinaggio privato è stata raggiunta per un periodo molto breve e non è stato necessario avvalersi di tale misura di sostegno.Per la campagna 1998/99, la sola per cui disponiamo di risultati definitivi, gli importi unitari degli aiuti alla produzione per 100 kg di olio di oliva, tenendo conto del meccanismo dei quantitativi nazionali garantiti e nonostante l'elevata produzione, sono stati superiori a quelli delle due campagne precedenti e, in media per tutti gli Stati membri, il loro livello è stato il più alto delle ultime dieci campagne, escluse le campagne 1994/95 e 1995/96 colpite dalla siccità.Per quanto riguarda le olive da tavola tutti gli Stati membri produttori hanno via via deciso di concedere l'aiuto stabilito per l'olio di oliva a quantitativi equivalenti di olive da tavola trasformate. Nel corso della campagna 1998/99 tale aiuto è stato concesso dalla Spagna, dalla Grecia e dal Portogallo, ma non è ancora possibile valutarne l'impatto soprattutto per quanto riguarda l'incidenza sui redditi dei produttori e sugli investimenti nel settore. La Francia ha cominciato a versare tale aiuto a partire dalla campagna 1999/2000 e l'Italia dalla campagna 2000/01. La Commissione ha quindi bisogno di un periodo di osservazione più ampio per poter redigere la relazione di analisi del settore che si è impegnata a presentare.Da quanto precede si possono enunciare alcune conclusioni relativamente al regime di aiuto. Innanzitutto le misure previste nel 1998 dal Consiglio hanno permesso di migliorare la situazione del settore, ma non di risolverne tutti i problemi. Per quanto riguarda le due opzioni relative ad un futuro regime di aiuto, esse rimangono tuttora di attualità e non è possibile, allo stato, compiere una scelta chiaramente documentata tra queste due alternative. In particolare, per l'aiuto per tonnellata di olio di oliva prodotto è necessario un controllo della produzione effettiva il quale non è ancora soddisfacente in tutta la Comunità mentre per un aiuto forfettario per albero di olivo in produzione o per ettaro di oliveto è necessario conoscere con precisione gli alberi e le superfici di ciascun produttore e tale informazione non è ancora disponibile.In ogni modo, a prescindere dall'opzione prescelta l'esistenza del SIG oleicolo sembra essere l'elemento decisivo. Nel caso dell'aiuto per tonnellata di olio di oliva prodotto il SIG oleicolo costituisce uno strumento di controllo complementare come minimo utilissimo, mentre nel caso dell'aiuto forfettario esso è senz'altro indispensabile. Analogamente, per un controllo efficace degli impianti realizzati dopo il 1° maggio 1998, per i quali è già stato deciso che l'aiuto non sarà concesso, è necessario disporre del SIG.Di conseguenza, per quanto riguarda il mercato e il regime di aiuto, la Commissione è convinta della necessità di proseguire l'intensificazione dei controlli e delle indagini avviati dal 1998 e di completare le analisi del settore sulla scorta dei nuovi dati e dei nuovi risultati via via acquisiti. Questo permetterà di valutare i pro e i contro delle opzioni relative al regime di aiuto da adottare tenendo conto delle potenzialità realistiche, immediate ed effettive delle nuove disposizioni volte a migliorare i controlli in maniera decisiva. Ciò permetterà anche di approfondire l'esame dell'impatto ambientale dell'oleicoltura.La Commissione propone quindi al Consiglio di prorogare per altre due campagne di commercializzazione l'applicazione del regime vigente. L'abrogazione degli aiuti e delle misure sul mercato interno sarà rinviata dal 1° novembre 2001 al 1° novembre 2003. Su proposta della Commissione da presentarsi nel 2002, il Consiglio dovrà decidere in merito all'organizzazione comune di mercato da applicare nel settore dei grassi a partire dal 1° novembre 2003.Tuttavia, senza pregiudicare il futuro regime di aiuto, la Commissione propone al Consiglio anche di indicare sin d'ora che tale regime dovrà essere subordinato al controllo di un SIG oleicolo operativo. Pertanto, a partire dal 1° novembre 2003 l'aiuto sarà concesso soltanto a favore degli oliveti o dell'olio di oliva proveniente da oliveti registrati in un SIG oleicolo di cui sia stato accertato il completamento.2. Strategia della qualitàLe iniziative realizzate a livello di strategia della qualità dell'olio di oliva hanno permesso di chiarire l'intrico dei numerosissimi fattori e problemi, spesso tra loro connessi, che entrano in gioco a livello della produzione delle olive e dell'olio di oliva, del confezionamento e della presentazione dei prodotti per la commercializzazione. I problemi incontrati riguardano la classificazione degli oli di oliva, le regole in materia di etichettatura, i controlli e l'organizzazione delle attività di miglioramento della qualità in senso lato, compresi gli aspetti ambientali. Tali difficoltà si ripercuotono sulla situazione del mercato in quanto le forcelle di prezzo tra le varie categorie d'olio di oliva sono molto ampie e spesso si sovrappongono senza che vi sia un nesso evidente con la qualità che i consumatori si aspettano.Le misure da prevedere sono in ampia misura indipendenti dal regime di aiuto che verrà prescelto e si basano spesso su aspetti tecnici ben precisi. Esse devono essere concepite nell'ambito di una strategia e di una programmazione pluriennali in quanto in parecchi casi le decisioni e i risultati si condizionano a vicenda, in particolare in funzione dello smaltimento delle scorte e degli adeguamenti dei processi agroindustriali che rispondono a vecchie norme o dallo sviluppo delle organizzazioni del settore, delle tecniche e dei lavori di ricerca. Oltre alla normativa del Consiglio e della Commissione, sono necessari anche misure o interventi a livello del Consiglio Oleicolo Internazionale, degli organismi di ricerca e delle organizzazioni degli operatori del settore.L'orientamento generale, che conferisce coerenza all'intera strategia, deve scaturire da una riflessione matura e globale. Assieme alla presente proposta di regolamento del Consiglio la Commissione trasmette al riguardo una relazione al Consiglio e al Parlamento europeo sulla strategia della qualità dell'olio di oliva. Essa contiene i risultati delle analisi compiute e degli orientamenti suggeriti ai vari livelli di adozione di decisioni o iniziative. Per quanto riguarda la normativa del consiglio, le disposizioni proposte riguardano la classificazione dell'olio di oliva, da un lato e, dall'altro, l'organizzazione e le attività degli operatori.La classificazione dell'olio di oliva figura nell'allegato del regolamento 136/66/CEE dal titolo «Denominazioni e definizioni degli oli di oliva e degli oli di sansa di oliva di cui all'articolo 35». Gli orientamenti contenuti nella relazione sulla strategia della qualità suggeriscono modifiche della classificazione per quanto riguarda due aspetti principali e altri aspetti più tecnici.Uno degli aspetti principali riguarda i progressi tecnici che hanno permesso di ottenere una proporzione crescente di olio di oliva di bassa acidità. Gli oli di oliva «vergine» ed «extra vergine», che hanno una acidità inferiore a 2° e una volta costituivano a mala pena la metà dell'olio direttamente ottenuto dalle olive, rappresentano oggi quasi il 70% della produzione. La bassa acidità non costituisce un criterio assoluto di qualità, ma per una data categoria d'olio di oliva o una data varietà di olive si tratta certamente di un indice di qualità riconosciuto dal mercato. Si propone di tener conto di tale evoluzione nell'adattare i limiti di acidità delle varie categorie di olio di oliva e di olio di sansa di oliva.Il secondo degli aspetti principali riguarda l'attuale utilizzazione di denominazioni generiche per designare particolari categorie di olio di oliva. Il problema maggiore è quello dell'obbligo di attribuire la denominazione «olio di oliva» ai tagli di olio di oliva raffinato con alcuni oli di oliva vergini. I consumatori sono vittima di un'ambiguità che li orienta ad acquistare un determinato tipo di olio di oliva a scapito dell'olio di oliva vergine. Si ravvisa quindi l'opportunità di dare la giusta definizione a tale categoria d'olio, senza sminuirne i meriti, in particolare sul piano nutrizionale. D'altro canto, l'attuale denominazione «oli di oliva vergini» oltre a designare una categoria particolare obbligatoriamente commercializzata con questa denominazione, indica anche l'insieme delle categorie di olio di oliva direttamente ottenuto dalle olive. Si propone pertanto di designare l'insieme di tali categorie, nella normativa e a livello del commercio all'ingrosso, con la denominazione «oli di oliva greggi». A livello del consumatore non vi sono invece cambiamenti.Fra le altre proposte in merito alla classificazione degli oli di oliva troviamo l'esclusione degli coadiuvanti per l'estrazione dell'olio con azione chimica o biochimica e l'estensione della categoria degli oli di sansa di oliva greggi a taluni oli ottenuti meccanicamente dalle olive.Per incoraggiare gli operatori ad organizzarsi ai fini del miglioramento e della garanzia di qualità dei prodotti forniti, si propone che la Comunità contribuisca al finanziamento di programmi di attività presentati da organizzazioni riconosciute. I pagamenti del FEAOG sarebbero imputati agli aiuti previsti a favore dei produttori, in funzione delle scelte che compiranno gli Stati membri produttori. I programmi potrebbero riguardare il miglioramento, la certificazione e la tutela della qualità dell'olio di oliva, ma comprenderebbero anche una parte delle attuali attività delle organizzazioni di produttori in materia di gestione del settore e del mercato dell'olio di oliva.I tempi necessari all'adozione delle modalità di applicazione di un simile dispositivo, in particolare le condizioni di riconoscimento delle organizzazioni di operatori e le condizioni di ammissibilità delle attività proposte, si aggiungono ai tempi necessari agli operatori per organizzarsi e preparare i programmi e agli Stati membri per valutare e selezionare le offerte. Occorrono così circa due anni in totale tra la decisione che adotta le grandi linee del dispositivo e la realizzazione concreta delle prime attività.Di conseguenza, per quanto riguarda la strategia della qualità, la Commissione propone al Consiglio di decidere fin d'ora le modifiche della classificazione degli oli di oliva e degli oli di sansa di oliva che sono necessarie, nonché i principi del regime di incoraggiamento a favore delle organizzazioni di operatori che realizzano determinati programmi di attività. Tali decisioni del Consiglio costituiscono infatti il presupposto dell'elaborazione delle modalità di applicazione da parte della Commissione e dell'avvio di misure o azioni concertate nell'insieme del settore, ma ci vogliono circa due anni perché possano essere pienamente operative. Per le organizzazioni di produttori, è opportuno che il Consiglio esprima fin d'ora la propria decisione di permettere agli Stati membri di riservare una parte dei fondi destinati agli aiuti da concedere eventualmente a partire dal 1° novembre 2003 al finanziamento almeno parziale di alcune loro attività.Tutte le misure proposte riguardano i bilanci 2003 e 2004 e non comportano alcuna spesa supplementare. Esse si iscrivono nell'obiettivo generale dell'applicazione uniforme della politica agricola comune e rientrano nell'esclusiva competenza della Comunità. Poiché modificano regolamenti vigenti del Consiglio, è necessaria l'adozione di un regolamento del Consiglio.2000/0358 (CNS)Proposta di Regolamento del Consiglio che modifica il regolamento n. 136/66/CEE e il regolamento  (CE) n 1638/98, in ordine alla proroga del regime di aiuto e alla strategia della qualità dell'olio di olivaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,vista la proposta della Commissione [5],[5]  GU C del, pag.visto il parere del Parlamento europeo [6],[6]  GU C del, pag.visto il parere del Comitato economico e sociale [7],[7]  GU C del, pag.visto il parere del Comitato delle regioni [8],[8]  GU C del, pag.considerando quanto segue:(1) Con il regolamento (CE) n. 1638/98 del Consiglio, del 20 luglio 1998, che modifica il regolamento 136/66/CEE relativo all'attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore dei grassi [9] sono state adottate misure applicabili alle tre campagne di commercializzazione 1998/99, 1999/2000 e 2000/01. Tale periodo di tre campagne era destinato a permettere alla Commissione di raccogliere e analizzare le informazioni necessarie per l'elaborazione di una proposta di riforma dell'organizzazione comune dei mercati da presentare al Consiglio nel corso del 2000. Le misure adottate con il regolamento (CE) n. 1638/98 hanno consentito di apportare alcuni miglioramenti all'organizzazione comune dei mercati del settore, ma le informazioni e l'esperienza acquisite nel corso delle prime due campagne di applicazione non sono complete né sufficienti per permettere alla Commissione di trarre conclusioni ben ponderate e definitive sull'organizzazione comune dei mercati da applicare nel settore dei grassi a partire dal 1° novembre 2001.[9]  GU L 210 del 28.7.1998, pag. 32.(2) Per conseguire tutti i risultati delle misure attuate a partire dalla campagna di commercializzazione 1998/99 e per approfondire l'analisi delle informazioni sul settore, appare necessario prorogare fino al termine della campagna 2002/03 le disposizioni attualmente in vigore, in particolare quelle previste dal regolamento 136/66/CEE del Consiglio, del 22 settembre 1966, relativo all'attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore dei grassi [10].[10]  GU L 327 del 21.12.1999, pag. 3025/66, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2702/1999 (GU L 327 del 14.12.1999, pag. 7).(3) Il sistema di controllo dell'aiuto concesso ai produttori dipende in larga misura dall'esistenza e dal corretto funzionamento del sistema di informazione geografica (SIG) previsto dal regolamento (CE) n. 1638/98. Il sistema SIG è uno strumento indispensabile per determinate opzioni da esaminare in futuro ed è quanto meno utile per le altre opzioni. È quindi opportuno disporre fin d'ora che il futuro regime, a prescindere dalla forma che assumerà, riguarderà a partire dal 1° novembre 2003 esclusivamente gli oliveti registrati in un SIG di cui sia stato constatato il completamento.(4) Dalle tendenze osservate sul mercato dell'olio di oliva emerge la necessità di attuare una strategia concertata volta al miglioramento della qualità del prodotto in senso lato, compreso l'impatto ambientale, corredata di incentivi per l'organizzazione e le attività degli operatori del settore ed abbinata ad un adeguamento della classificazione degli oli di oliva e degli oli di sansa di oliva.(5) Per il corretto funzionamento del settore è opportuno prevedere un regime volto a incoraggiare le organizzazioni riconosciute di operatori a realizzare programmi di miglioramento e di certificazione della qualità, oltre ad attività di gestione del settore e del mercato dell'olio di oliva. Per l'adozione della modalità di applicazione di tale regime, la costituzione delle organizzazioni e dei relativi programmi, la loro valutazione e il riconoscimento da parte degli Stati membri appare necessario un periodo di circa di due anni. Per permettere l'attuazione quanto più rapida possibile di attività concrete è opportuno quindi prevedere fin d'ora i fondamenti del regime previsto a partire dal 1° novembre 2003.(6) Le denominazioni e le definizioni degli oli di oliva e degli oli di sansa di oliva sono talora insoddisfacenti e possono creare confusioni per i consumatori e gli operatori del settore. Tali difficoltà comportano turbative del mercato che è opportuno evitare adottando nuove denominazioni e definizioni e sostituendo a tal fine l'allegato del regolamento 136/66/CEE.(7) La denominazione degli «oli di oliva vergini» si riferisce sia all'insieme degli oli direttamente ottenuti dal frutto dell'olivo, descritto al punto 1 dell'allegato del regolamento 136/66/CEE, sia alla categoria descritta alla lettera b) dello stesso punto 1. Per evitare confusioni è opportuno denominare «oli di oliva greggi» l'insieme delle categorie descritte nel citato punto 1 e riservare l la denominazione «olio di oliva vergine» all'olio attualmente classificato nella lettera b). Poiché la denominazione «oli di oliva greggi» non viene utilizzata a livello del commercio al minuto, tale modifica non avrà alcuna conseguenza per i consumatori.(8) Gli oli di oliva greggi sono oli naturali: per tutelare tale proprietà è opportuno escludere, per tali oli, l'impiego di coadiuvanti di estrazione ad azione chimica o biochimica.(9) I progressi compiuti dai produttori e dai frantoi hanno fatto salire il numero degli oli di oliva delle categorie «vergine» e «extra vergine», a scapito degli oli delle categorie «corrente» e «lampante». Per tener conto di tale tendenza del mercato nella classificazione dell'olio di oliva greggio e farne beneficiare i consumatori appare opportuno ridurre l'acidità massima dell'olio di oliva extra vergine e sopprimere la categoria dell'olio d'olio di oliva vergine corrente, inglobandola nella categoria dell'olio di oliva lampante.(10) Il nome generico del prodotto «olio di oliva» attualmente è utilizzato per denominare la categoria di olio di cui al punto 3 dell'allegato del regolamento 136/66/CEE, la quale corrisponde ad un taglio di olio di oliva raffinato e di oli di oliva vergini diversi dall'olio lampante. Questa sovrapposizione può creare confusioni tali da indurre in errore i consumatori poco informati e creare anche turbative sul mercato. Di conseguenza è opportuno definire il taglio in maniera precisa, senza comunque sminuire il valore di tale categoria le cui qualità peculiari sono apprezzate da una parte consistente del mercato.(11) I progressi compiuti dall'industria della raffinazione permettono di adattare la definizione degli oli di oliva raffinati riducendone l'acidità massima.(12) La definizione di olio di sansa di oliva greggio deve comprendere gli oli ottenuti con mezzi meccanici e gli oli che corrispondono, ad eccezione di determinate caratteristiche, all'olio di oliva lampante il quale presenta alcune caratteristiche tipiche dell'olio di sansa di oliva greggio.(13) Per permettere l'adeguamento del settore occorre prevedere un periodo transitorio di due anni prima di rendere obbligatoria l'applicazione delle nuove denominazioni e definizioni.(14) Poiché le misure necessarie per l'attuazione del regolamento n. 136/66/CEE sono misure di gestione ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [11], è opportuno che esse siano adottate secondo la procedura del comitato di gestione ivi prevista all'articolo 4,[11]  GU L 184 del 17.7.1999, p. 23.HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il regolamento n. 136/66/CEE è modificato come segue:1. All'articolo 4, paragrafo 2 i termini «le campagne di commercializzazione 1998/99, 1999/2000 e 2000/01» sono sostituiti dai termini «le campagne di commercializzazione 1998/99 - 2002/03».2. All'articolo 5:a) al paragrafo 2, i termini «le campagne di commercializzazione 1998/99, 1999/2000 e 2000/01» sono sostituiti dai termini «le campagne di commercializzazione 1998/99 - 2002/03»;b) al paragrafo 9, secondo comma, i termini «le campagne di commercializzazione 1998/99, 1999/2000 e 2000/01» sono sostituiti dai termini «le campagne di commercializzazione 1998/99 - 2002/03».3. All'articolo 20 quinquies, paragrafo 1, secondo comma, i termini «le campagne di commercializzazione 1998/99, 1999/2000 e 2000/01» sono sostituiti dai termini «le campagne di commercializzazione 1998/99 - 2002/03».4. L'articolo 37 è soppresso.5. Il testo dell'articolo 38 è sostituito dal seguente:«Articolo 381. La Commissione è assistita da un comitato, il comitato di gestione per i grassi, composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.2. Ove sia fatto riferimento alla procedura definita al presente paragrafo, si applica la procedura di gestione prevista dall'articolo 4 della decisione 1999/468/CE, nel rispetto dell'articolo 7 della medesima.3. Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a un mese. »6. L'allegato è sostituito dall'allegato del presente regolamento.Articolo 2Il regolamento (CE) n. 1638/98 è modificato nel modo seguente:1. All'articolo 2:a) al paragrafo 1, primo comma, i termini «le campagne di commercializzazione 1998/99, 1999/2000 e 2000/01» sono sostituiti dai termini «le campagne di commercializzazione 1998/99 - 2002/03 »;b) al paragrafo 2, secondo comma, i termini «campagne 1998/99, 1999/2000 e 2000/01» sono sostituiti dai termini «campagne di commercializzazione 1998/99 - 2002/03» ec) al paragrafo 4, i termini «le campagne di commercializzazione 1998/99, 1999/2000 e 2000/01» sono sostituiti dai termini «le campagne di commercializzazione 1998/99 - 2002/03».2. È inserito il seguente articolo :«Articolo 2bisGli alberi di olivo e le corrispondenti superfici che non siano registrati in un sistema di informazione geografica costituito a norma dell'articolo 2, nonché la rispettiva produzione di olio di oliva non conferiranno ai produttori di olive alcun diritto all'aiuto alla produzione di olio di oliva nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati nel settore dei grassi in vigore a partire dal 1° novembre 2003».3. All'articolo 3, paragrafo 2, i termini «nel 2000» sono sostituiti dai termini «nel 2002», e la data del «1° novembre 2001» è sostituita dal «1° novembre 2003».4. È inserito il seguente articolo :«Articolo 4bis1. Nel quadro dell'organizzazione comune dei mercati nel settore dei grassi in vigore a partire dal 1° novembre 2003, gli Stati membri produttori di olio di oliva potranno riservare, entro certi limiti che saranno stabiliti dalla Commissione secondo la procedura di gestione prevista all'articolo 4 della decisione 1999/468/CE, una quota degli aiuti eventualmente previsti a favore dei produttori di olio di oliva, al finanziamento comunitario di programmi di attività elaborati da organizzazioni di operatori riconosciute o dalle loro unioni nei seguenti settori:a) gestione del settore e del mercato dell'olio di oliva;b) miglioramento della qualità della produzione e del suo impatto ambientale;c) certificazione e tutela della qualità dell'olio di oliva.2. Entro i limiti fissati, il finanziamento comunitario dei programmi di attività di cui al paragrafo 1 sarà pari alla quota degli aiuti riservata dallo Stato membro interessato. Tale finanziamento ammonterà al massimo al 100% delle spese ammissibili per i programmi nel settore di cui alla lettera a), al 75% nel settore di cui alla lettera b) e al 50% nel settore di cui alla lettera c).   Il finanziamento complementare sarà a carico del rispettivo Stato membro, tenendo conto di una partecipazione finanziaria degli operatori, obbligatoria per i settori di cui alle lettere b) e c) del paragrafo 1, e pari al 25% almeno nel settore di cui alla lettera c).3. Secondo la procedura di cui all'articolo 38 del regolamento 136/66/CEE, la Commissione stabilisce:a) le condizioni di riconoscimento delle organizzazioni di operatori e delle loro unioni;b) i tipi di attività dei programmi ammissibili per i tre settori di cui al paragrafo 1;c) le procedure di approvazione dei programmi da parte degli Stati membri;d) le misure relative ai controlli e alle sanzioni;e) le altre modalità eventualmente necessarie per la rapida attuazione dei programmi suddetti a partire dal 1° novembre 2003. »5. All'articolo 5, primo comma, la data del «1° novembre 2001» è sostituita dal «1° novembre 2003».Articolo 3Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso si applica a decorrere dal 1° novembre 2001. Tuttavia, il disposto dell'articolo 1, punto 6, si applica a decorrere dal 1° novembre 2003.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO  «ALLEGATO  DENOMINAZIONI E DEFINIZIONI   DEGLI OLI DI OLIVA E DEGLI OLI DI SANSA DI OLIVA  DI CUI ALL'ARTICOLO 351. Oli di oliva greggiGli oli ottenuti dal frutto dell'olivo soltanto mediante processi meccanici o altri processi fisici, in condizioni che non causano alterazioni dell'olio, e che non hanno subito alcun trattamento diverso dal lavaggio, dalla decantazione, dalla centrifugazione e dalla filtrazione, esclusi gli oli ottenuti mediante l'impiego di solventi o coadiuvanti ad azione chimica o biochimica o con processi di riesterificazione ed esclusa qualsiasi miscela con oli di altra natura.Ai suddetti oli di oliva si applicano la classificazione completa e le denominazioni seguenti:a) olio extra vergine di oliva:   olio di oliva greggio la cui acidità libera, espressa in acido oleico, è al massimo di 0,8 g per 100 g e le cui altre caratteristiche sono conformi a quelle previste per questa categoria;b) olio di oliva vergine:   olio di oliva greggio la cui acidità libera, espressa in acido oleico, è al massimo di 2 g per 100 g e le cui altre caratteristiche sono conformi a quelle previste per questa categoria;c) olio di oliva lampante:   olio di oliva greggio la cui acidità libera, espressa in acido oleico, è superiore a 2 g per 100 g e le cui altre caratteristiche sono conformi a quelle previste per questa categoria.2. Olio di oliva raffinatoOlio di oliva ottenuto dalla raffinazione di oli di oliva greggi, la cui acidità libera, espressa in acido oleico, non può eccedere 0,3 g per 100 g e le cui altre caratteristiche sono conformi a quelle previste per questa categoria.3. Olio di oliva standardOlio di oliva ottenuto da un taglio di olio di oliva raffinato e di oli di oliva greggi, diversi dall'olio lampante, la cui acidità libera, espressa in acido oleico, non può eccedere 1 g per 100 g e le cui altre caratteristiche sono conformi a quelle previste per questa categoria.4. Olio di sansa di oliva greggioOlio ottenuto mediante trattamento al solvente della sansa di oliva o olio corrispondente, salvo determinate caratteristiche, a un olio di oliva lampante, esclusi gli oli ottenuti con processi di riesterificazione e qualsiasi miscela con oli di altra natura, e le cui altre caratteristiche sono conformi a quelle previste per questa categoria.5. Olio di sansa di oliva raffinatoOlio ottenuto dalla raffinazione di olio di sansa di oliva greggio, la cui acidità libera, espressa in acido oleico, non può eccedere 0,3 g per 100 g e le cui altre caratteristiche sono conformi a quelle previste per questa categoria.6. Olio di sansa di olivaOlio ottenuto da un taglio di olio di sansa di oliva raffinato e di oli di oliva greggi, diversi dall'olio lampante, la cui acidità libera, espressa in acido oleico, non può eccedere 1 g per 100 g e le cui altre caratteristiche sono conformi a quelle previste per questa categoria.».&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;