CELEX: E2016J0003
Language: it
Date: 2016-12-22 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 22 dicembre 2016, nella causa E-3/16 — Ski Taxi SA, Follo Taxi SA e Ski Follo Taxidrift AS/Governo norvegese, rappresentato dall’Autorità garante della concorrenza (articolo 53 del SEE — Restrizione della concorrenza per oggetto — Appalti pubblici — Presentazione di offerte congiunte da parte di un’impresa comune)

27.4.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 133/5
            
         SENTENZA DELLA CORTE
   del 22 dicembre 2016
   nella causa E-3/16
   Ski Taxi SA, Follo Taxi SA e Ski Follo Taxidrift AS/Governo norvegese, rappresentato dall’Autorità garante della concorrenza
   (articolo 53 del SEE — Restrizione della concorrenza per oggetto — Appalti pubblici — Presentazione di offerte congiunte da parte di un’impresa comune)
   (2017/C 133/05)
   Nella causa E-3/16 Ski Taxi SA, Follo Taxi SA e Ski Follo Taxidrift AS contro il governo norvegese, rappresentato dall’Autorità garante della concorrenza — ISTANZA alla Corte, ai sensi dell’articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA relativo all’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia, da parte della Corte suprema norvegese (Norges Høyesterett), riguardo all’interpretazione dell’accordo sullo Spazio economico europeo, e in particolare dell’articolo 53, la Corte, composta da Carl Baudenbacher, presidente e giudice relatore, Per Christiansen e Páll Hreinsson, giudici, ha emesso il 22 dicembre 2016 la sua sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
   
               1.
            
            
               Perché sia considerato una restrizione della concorrenza per oggetto ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 1, del SEE, un accordo deve rivelare un grado sufficiente di dannosità per la concorrenza. Non basta che esso sia semplicemente idoneo, tenuto conto dello specifico contesto giuridico ed economico, di impedire, restringere o falsare la concorrenza nel mercato interno.
            
         
               2.
            
            
               Al fine di valutare se un accordo tra imprese o la decisione di un’associazione di imprese riveli un grado sufficiente di dannosità per la concorrenza, occorre riferirsi al tenore delle sue disposizioni, agli obiettivi che esso mira a raggiungere, nonché al contesto economico e giuridico nel quale si colloca. Nel valutare detto contesto, occorre altresì prendere in considerazione la natura dei servizi coinvolti e le condizioni reali del funzionamento e della struttura del mercato o dei mercati in questione. Inoltre, sebbene l’intenzione delle parti non costituisca un elemento necessario per determinare la natura restrittiva di un accordo tra imprese, nulla vieta alle autorità garanti della concorrenza, ai giudici nazionali o alla Corte di tenerne conto.
            
         
               3.
            
            
               Un accordo rivela un grado sufficiente di dannosità per la concorrenza e può essere considerato una restrizione della concorrenza per oggetto solo se il suo carattere dannoso è facilmente identificabile. Tale valutazione non può spingersi fino ad un esame completo dei suoi effetti reali o potenziali, né può consistere in una valutazione degli effetti favorevoli o nocivi alla concorrenza, e applicare quindi un «criterio di ragionevolezza».
            
         
               4.
            
            
               Per determinare se la presentazione di offerte congiunte tramite un’impresa comune comporti un grado di dannosità sufficiente da poter essere considerato una restrizione della concorrenza per oggetto, si deve tener conto della sostanza della cooperazione, dei suoi obiettivi e del contesto economico e giuridico di cui fa parte. Si può tener conto anche dell’intenzione delle parti, seppure non come fattore necessario.
            
         
               5.
            
            
               Poiché la presentazione di offerte congiunte comporta la fissazione dei prezzi, espressamente vietata dall’articolo 53, paragrafo 1, del SEE, la valutazione del contesto economico e giuridico può essere circoscritta a quanto necessario per accertare il sussistere di una restrizione della concorrenza per oggetto. Tuttavia, la valutazione deve accertare, anche se in forma succinta, se le parti di un accordo sono concorrenti effettivi o potenziali e se la fissazione comune dei prezzi offerti all’amministrazione aggiudicatrice costituisce una restrizione accessoria.
            
         
               6.
            
            
               Se il fatto di aver informato l’amministrazione aggiudicatrice del carattere congiunto delle offerte può indicare che le parti non intendevano violare il divieto di accordi tra imprese, ciò non costituisce di per sé una condizione per determinare se un accordo possa essere considerato o no una restrizione della concorrenza per oggetto.