CELEX: 61974CJ0031
Language: it
Date: 1975-01-23 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 23 gennaio 1975. # Filippo Galli. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Pretura di Roma - Italia. # Causa 31-74.

Avis juridique important

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61974J0031

SENTENZA DELLA CORTE DEL 23 GENNAIO 1975.  -  FILIPPO GALLI.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL PRETORE DI ROMA).  -  CAUSA 31/74.  

raccolta della giurisprudenza 1975 pagina 00047 edizione speciale greca pagina 00007 edizione speciale portoghese pagina 00011 edizione speciale spagnola pagina 00001 edizione speciale svedese pagina 00419 edizione speciale finlandese pagina 00425

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . AGRICOLTURA - ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI - PREZZI DEI PRODOTTI AGRICOLI - LORO STRUTTURAZIONE - POLITICA CONGIUNTURALE - INTERVENTO UNILATERALE DI UNO STATO MEMBRO - DIVIETO  2 . AGRICOLTURA - ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI - PREZZI DEI PRODOTTI AGRICOLI - INTERVENTO UNILATERALE DI UNO STATO MEMBRO SUI PREZZI AL DETTAGLIO - CONDIZIONI  

Massima

1 . NEI SETTORI DISCIPLINATI DA UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO, SPECIE QUANDO TALE ORGANIZZAZIONE POGGIA SU UN REGIME COMUNE DEI PREZZI, GLI STATI MEMBRI NON POSSONO PIU INTERVENIRE UNILATERALMENTE CON NORME INTERNE NEL PROCESSO DI FORMAZIONE DEI PREZZI DETERMINATO DALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE .  L' ART . 103, CHE RIGUARDA LA POLITICA CONGIUNTURALE DEGLI STATI MEMBRI, NON SI APPLICA AI SETTORI GIA DIVENUTI COMUNI, FRA CUI L' ORGANIZZAZIONE DEI MERCATI AGRICOLI .  LA SOLA VIA, COMPATIBILE COL DIRITTO COMUNITARIO, PER RAGGIUNGERE, IN UN SETTORE DISCIPLINATO DA UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO, I FINI PERSEGUITI DA UNA NORMATIVA NAZIONALE CONTRO L' AUMENTO DEI PREZZI CONSISTE QUINDI, PER GLI STATI MEMBRI, NELL' ASSUMERE, A LIVELLO COMUNITARIO, LE INIZIATIVE NECESSARIE A FAR SI' CHE LA COMPETENTE AUTORITA COMUNITARIA EMANI O AUTORIZZI PROVVEDIMENTI CONFORMI ALLE ESIGENZE DEL MERCATO UNICO .  2 . E' NECESSARIO TUTTAVIA PRECISARE CHE IL REGIME DEI PREZZI INSTAURATO DAI REGOLAMENTI N . 120/67 E N . 136/66 S' APPLICA ESCLUSIVAMENTE NELLE FASI DELLA PRODUZIONE E DEL COMMERCIO ALL' INGROSSO . GLI STATI MEMBRI RIMANGONO PERCIO' LIBERI - SENZA PREGIUDIZIO D' ALTRE NORME DEL TRATTATO - DI EMANARE I PROVVEDIMENTI CHE RITENGANO NECESSARI IN MATERIA DI FORMAZIONE DEI PREZZI NELLE FASI DEL COMMERCIO AL MINUTO E DEL CONSUMO, PURCHE NON METTANO IN PERICOLO GLI OBIETTIVI OD IL FUNZIONAMENTO DELL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO .  

Parti

NEL PROCEDIMENTO 31-74,  AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE, A NORMA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, DAL PRETORE DI ROMA, OTTAVA SEZIONE PENALE, NEL PROCEDIMENTO DINANZI AD ESSO PENDENTE A CARICO DI  FILIPPO GALLI,  

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 2, 3, 5, 2 ) COMMA, 30, 39, N . 1, E 40, N . 3, DEL TRATTATO CEE, NONCHE DEI REGOLAMENTI ( CEE ) DEL CONSIGLIO 13 GIUGNO 1967, N . 120 ( GU N . 117, DEL 19 . 6 . 1967, PAG . 2269 ) E 22 SETTEMBRE 1966, N . 136 ( GU N . 172, DEL 30 . 9 . 1966, PAG . 3025 ), 

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA 26 APRILE 1974, PERVENUTA IN CANCELLERIA IL 13 MAGGIO 1974, IL PRETORE DI ROMA HA SOTTOPOSTO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA, IN FORZA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, ALCUNE QUESTIONI CONCERNENTI L' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 2, 3, 5, 2 ) COMMA, 30, 39, N . 1, E 40, N . 3, DEL SUDDETTO TRATTATO, NONCHE DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 13 GIUGNO 1967, N . 120, RELATIVO ALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI CEREALI ( GU, PAG . 2269 ) E DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 22 SETTEMBRE 1966, N . 136, RELATIVO ALL' ATTUAZIONE DI UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI GRASSI ( GU, PAG . 3025 ).  2 LE QUESTIONI SONO STATE SOLLEVATE NEL CORSO D' UN PROCEDIMENTO PENALE A CARICO D' UN COMMERCIANTE IMPUTATO D' AVER VIOLATO, NELLA VENDITA DI CEREALI E DI FARINE ESTRATTE DA SEMI OLEOSI, IL DECRETO-LEGGE ITALIANO 24 LUGLIO 1973 N . 425 ( GAZZETTA UFFICIALE 24 . 7 . 1973, N . 189 ) SULLA DISCIPLINA DEI PREZZI DELLE MERCI PRODOTTE E DISTRIBUITE DA IMPRESE DI GRANDI DIMENSIONI .  3 IL SUDDETTO DECRETO OBBLIGAVA LE IMPRESE PRODUTTRICI O DISTRIBUTRICI DI MERCI VENDUTE A PESO, MISURA O QUANTITA, IL CUI FATTURATO AVESSE SUPERATO NEL PRIMO SEMESTRE DEL 1973 I 5 MILIARDI DI LIRE, A DEPOSITARE UN LISTINO DEI PREZZI, LE CUI MODIFICHE NON POTEVANO AVER EFFETTO SE NON 60 GIORNI DOPO LA LORO NOTIFICAZIONE ALLE AUTORITA COMPETENTI E SALVO OPPOSIZIONE DI QUESTE ULTIME NEL PREDETTO TERMINE .  4 IL GIUDICE NAZIONALE HA ACCERTATO CHE I PRODOTTI VENDUTI IN VIOLAZIONE DEL PREDETTO DECRETO-LEGGE SONO DEI CEREALI, CUI SI APPLICA IL REGOLAMENTO N . 120/67, E DELLE FARINE ESTRATTE DA SEMI OLEOSI, ALLE QUALI SI APPLICA IL REGOLAMENTO N . 136/66 . EGLI SI E RIVOLTO ALLA CORTE PER AVERE DEI CHIARIMENTI CHE GLI PERMETTANO DI STABILIRE SE IL DECRETO-LEGGE N . 425, NELLA PARTE IN CUI SI OCCUPA DEI CITATI PRODOTTI, SIA IN CONTRASTO COL TRATTATO E COI REGOLAMENTI N . 120/67 E N . 136/66 .  5 CON LE QUATTRO PRIME QUESTIONI ( A, B, C E D ), CONCERNENTI IL REGIME DEI PREZZI NELLA SFERA D' APPLICAZIONE DEI REGOLAMENTI N . 120/67 E N . 136/66, SI CHIEDE, IN SOSTANZA, SE ED IN QUALE MISURA IL REGIME COMUNITARIO DEI PREZZI ADOTTATO PER UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO ESCLUDA EVENTUALMENTE UNA DISCIPLINA NAZIONALE DEI PREZZI .  6 NELLO STESSO ORDINE D' IDEE E CON RIFERIMENTO AGLI ARTT . 2, 3 E 5 DEL TRATTATO SI CHIEDE POI SE IL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI ALL' INTERNO DEL MERCATO COMUNE ED IL DIVIETO DI ISOLARE I MERCATI NAZIONALI, FRAPPONENDO OSTACOLI ALLA REALIZZAZIONE D' UN MERCATO UNICO, SIANO PRINCIPI GENERALI DELL' ORDINAMENTO COMUNITARIO TALI DA CREARE IN CAPO AI SINGOLI DIRITTI SOGGETTIVI CHE I GIUDICI NAZIONALI DEVONO TUTELARE CONTRO EVENTUALI VIOLAZIONI DA PARTE DEGLI STATI MEMBRI ( QUESTIONE E ).  7 UNA QUESTIONE ANALOGA E SOLLEVATA IN RELAZIONE ALL' ART . 30 DEL TRATTATO, CHE VIETA LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL' IMPORTAZIONE NONCHE QUALSIASI MISURA D' EFFETTO EQUIVALENTE ( QUESTIONE F, N . 4 ).  8 IL REGOLAMENTO N . 120/67 SUI CEREALI, EMANATO NELL' AMBITO DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE, INTENDE CREARE UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO AI SENSI DELL' ART . 40 DEL TRATTATO CEE . TALE ORGANIZZAZIONE, COME RIPETUTAMENTE SOTTOLINEATO NELLA MOTIVAZIONE DEL REGOLAMENTO STESSO, DEVE SERVIRE A REALIZZARE NEL SETTORE DEI CEREALI UN " MERCATO UNICO " COMUNITARIO, SOTTOPOSTO AD UNA GESTIONE COMUNE .  9 PER GIUNGERE ALL' UNITA DEL MERCATO IL REGOLAMENTO DI CUI SOPRA HA ISTITUITO UN SISTEMA DI NORME E DI COMPETENZE, IVI COMPRESA UN' ORGANIZZAZIONE DI MASSIMA CAPACE DI FAR FRONTE A TUTTE LE SITUAZIONI PREVEDIBILI .  10 UN ELEMENTO FONDAMENTALE DI DETTO SISTEMA E IL " REGIME DEI PREZZI " CONTEMPLATO DALL' ART . 1 DEL REGOLAMENTO E DI CUI L' ART . 2, N . 3, PREVEDE L' APPLICAZIONE NELLE FASI DELLA PRODUZIONE E DEL COMMERCIO ALL' INGROSSO .  11 IL REGIME DEI PREZZI SI PROPONE DI CONSEGUIRE UNA COMPLETA LIBERALIZZAZIONE DEGLI SCAMBI NELL' AMBITO DELLA COMUNITA E DI REGOLARE IN CONFORMITA GLI SCAMBI EXTRACOMUNITARI, IL TUTTO ALLA LUCE DEGLI OBIETTIVI CUI S' ISPIRA LA POLITICA AGRICOLA COMUNE .  12 LA LIBERTA DEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI RISULTA GARANTITA DAL REGOLAMENTO MEDIANTE UN COMPLESSO DI NORME VOLTE AD ELIMINARE SIA GLI OSTACOLI ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE, SIA TUTTE LE DISTORSIONI NEL COMMERCIO INTRACOMUNITARIO ORIGINATE DA INTERVENTI SUL MERCATO DEGLI STATI MEMBRI, IN FORME NON PREVISTE DAL REGOLAMENTO STESSO .  13 IL PREDETTO OBIETTIVO E SOTTOLINEATO NEL 15 ) CONSIDERANDO DELLA MOTIVAZIONE, OVE E DETTO CHE " L' ATTUAZIONE DI UN MERCATO UNICO NEL SETTORE DEI CEREALI IMPLICA L' ABOLIZIONE, ALLE FRONTIERE INTERNE DELLA COMUNITA, DI TUTTI GLI OSTACOLI POSTI ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI CONSIDERATE ", E NEL 16 ), OVE E DETTO CHE " L' ATTUAZIONE DI UN MERCATO UNICO BASATO SU UN SISTEMA DI PREZZI COMUNI SAREBBE COMPROMESSA DALLA CONCESSIONE DI DETERMINATI AIUTI ".  14 LE DISPOSIZIONI NECESSARIE PER IL CONSEGUIMENTO DEL FINE ORA RICORDATO SI TROVANO NEGLI ARTT . 21 E 22 DEL REGOLAMENTO, CHE DANNO ESECUZIONE, NEL SETTORE DI MERCATO IN ESAME, AGLI ARTT . 2, 3 ( IN PARTICOLARE LETTERE A, D ED F ), 9 E 30 DEL TRATTATO, NORME VOLTE A CREARE UN MERCATO UNICO MEDIANTE L' ELIMINAZIONE DI QUALSIASI OSTACOLO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI .  15 IL SISTEMA SOPRA ILLUSTRATO ESCLUDE QUALSIASI DISCIPLINA NAZIONALE CHE PREGIUDICHI, IN FORMA DIRETTA O INDIRETTA, ATTUALE O POTENZIALE, IL COMMERCIO INTRACOMUNITARIO . DI CONSEGUENZA, PER QUANTO ATTIENE PIU IN PARTICOLARE AL REGIME DEI PREZZI, RISULTA INCOMPATIBILE COL REGOLAMENTO QUALSIASI NORMATIVA NAZIONALE CHE PRODUCA DISTORSIONI NEL PROCESSO DI FORMAZIONE DEI PREZZI QUALE SI SVOLGE NELL' AMBITO DELLA DISCIPLINA COMUNITARIA DEL SETTORE .  16 OLTRE ALLE DISPOSIZIONI MATERIALI CONCERNENTI IL FUNZIONAMENTO DELL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO NEL SETTORE CONSIDERATO, IL REGOLAMENTO N . 120/67 COMPORTA UN' ORGANIZZAZIONE DI MASSIMA IDEATA IN MANIERA TALE DA PERMETTERE ALLA COMUNITA ED AGLI STATI MEMBRI DI FRONTEGGIARE QUALSIASI PERTURBAZIONE .  17 IN PROPOSITO E OPPORTUNO, ANZITUTTO, SOTTOLINEARE CHE LA FORNITURA AI CONSUMATORI DI PRODOTTI AGRICOLI A PREZZI RAGIONEVOLI E UNO DEGLI OBIETTIVI ENUNCIATI DALL' ART . 39, N . 1, DEL TRATTATO .  18 GLI ARTT . 19 E 20 DEL REGOLAMENTO SI SONO PERTANTO RIFERITI SPECIFICAMENTE AD IPOTESI DI PERTURBAZIONE, AUTORIZZANDO IL CONSIGLIO AD ADOTTARE TUTTI I PROVVEDIMENTI NECESSARI QUALORA IL MERCATO COMUNE SIA PERTURBATO O RISCHI D' ESSERE PERTURBATO DA RINCARI SUL MERCATO MONDIALE ATTI AD INCIDERE SUL NORMALE FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI PREZZI ISTITUITO DAL REGOLAMENTO .  19 L' ART . 20 PRECISA LE MODALITA DELL' AZIONE COMUNE CUI PARTECIPANO, NEL CASO DI TALUNE GRAVI PERTURBAZIONI, IL CONSIGLIO, LA COMMISSIONE E GLI STATI MEMBRI .  20 INDIPENDENTEMENTE DAI POTERI CHE IL REGOLAMENTO ATTRIBUISCE AL CONSIGLIO ED ALLA COMMISSIONE, QUEST' ULTIMA ESERCITA, IN FORZA DEL TRATTATO STESSO, UNA FUNZIONE GENERALE DI VIGILANZA E DI INIZIATIVA .  21 NEL CONTESTO IN ESAME E POI ANCORA OPPORTUNO ATTIRARE L' ATTENZIONE SUI COMPITI DI CONSULTAZIONE PERMANENTE SVOLTI, NELLA GESTIONE DELLO SPECIFICO MERCATO CONSIDERATO, DAL " COMITATO DI GESTIONE " DI CUI ALL' ART . 25 DEL REGOLAMENTO . AL DI LA DELLE FUNZIONI SPECIFICAMENTE ATTRIBUITEGLI, IL COMITATO DI GESTIONE E INFATTI COMPETENTE, IN FORZA DELL' ART . 27, AD ESAMINARE QUALSIASI PROBLEMA CHE IL SUO PRESIDENTE, DI PROPRIA INIZIATIVA O SU DOMANDA DEL RAPPRESENTANTE D' UNO STATO MEMBRO, PONGA ALL' ORDINE DEL GIORNO .  22 SI CONSTATA COSI' COME L' ORGANIZZAZIONE DI MASSIMA DI CUI AL REGOLAMENTO N . 120/67 CONSENTA AD OGNI STATO MEMBRO DI ADOTTARE, IN COLLEGAMENTO CON LE ISTITUZIONI COMUNITARIE E NEL PIU BREVE TERMINE, LE INIZIATIVE NECESSARIE PER IL CASO IN CUI IL GIOCO NORMALE DEI SISTEMI DI PREZZI ISTITUITI DAL REGOLAMENTO NON CONSENTA DI FAR FRONTE A TENDENZE NON AUSPICABILI CHE SI SIANO MANIFESTATE NELL' ANDAMENTO DEI PREZZI NELLO STATO STESSO .  23 INTERVENTI UNILATERALI D' UNO STATO MEMBRO NEL SETTORE IN QUESTIONE NON POSSONO INVECE VENIR GIUSTIFICATI CON RIFERIMENTO ALL' ART . 103, CONCERNENTE LA POLITICA CONGIUNTURALE .  24 IN EFFETTI L' ART . 103, CHE RIGUARDA LA POLITICA CONGIUNTURALE DEGLI STATI MEMBRI, NON SI APPLICA AI SETTORI GIA DIVENUTI COMUNI, FRA CUI L' ORGANIZZAZIONE DEI MERCATI AGRICOLI .  25 OCCORRE POI ESAMINARE SE LE CONSIDERAZIONI TESTE SVOLTE SIANO UGUALMENTE VALIDE PER IL MERCATO DEI GRASSI, DISCIPLINATO DAL REGOLAMENTO N . 136/66 .  26 ANCHE IL PREDETTO REGOLAMENTO HA CREATO UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO, CHE SI FONDA SU UN MERCATO COMUNE DEI GRASSI, REALIZZATO GRAZIE ALL' ELIMINAZIONE DEGLI OSTACOLI ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI, E SULLA GESTIONE COMUNE DEL MEDESIMO . TALE ORGANIZZAZIONE HA PERO' UNA PARTICOLARITA : UN REGIME DEI PREZZI E STATO ISTITUITO SOLTANTO PER I PRODOTTI PIU ESPOSTI ALLE VARIAZIONI DI PREZZO, IN PARTICOLARE PER L' OLIO D' OLIVA; GLI ALTRI PRODOTTI CUI SI APPLICA IL REGOLAMENTO FRUISCONO SEMPLICEMENTE D' UNA PROTEZIONE DOGANALE NEGLI SCAMBI COI PAESI TERZI E POSSONO COSTITUIRE OGGETTO DI MISURE DI SALVAGUARDIA IN CASO DI PERTURBAZIONI DEL MERCATO .  27 BENCHE L' INCOMPATIBILITA DI PROVVEDIMENTI NAZIONALI VOLTI AD INFLUIRE SULLA FORMAZIONE DEI PREZZI SIA PARTICOLARMENTE PALESE NEL CASO D' ORGANIZZAZIONI DI MERCATO CHE IMPLICANO UN SISTEMA COMUNITARIO DI FORMAZIONE DEI PREZZI, NON SI PUO' NEGARE CHE ANCHE LA SEMPLICE ESISTENZA D' UNA ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO AI SENSI DELL' ART . 40, N . 2, LETTERA C ), PRECLUDA AGLI STATI MEMBRI LA POSSIBILITA D' ADOTTARE NEL SETTORE CONSIDERATO PROVVEDIMENTI UNILATERALI ATTI AD OSTACOLARE IL COMMERCIO INTRACOMUNITARIO .  28 L' ART . 36 DEL REGOLAMENTO RISERVA D' ALTRA PARTE ESPRESSAMENTE AL CONSIGLIO IL POTERE DI APPORTARE ALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE QUALSIASI MODIFICA O DEROGA SUGGERITA DALLE " CONDIZIONI PARTICOLARI " IN CUI SI POTRA TROVARE L' UNO O L' ALTRO PRODOTTO .  29 SI DEVE PERCIO' CONCLUDERE CHE NEI SETTORI REGOLATI DA UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO - E A PIU FORTE RAGIONE QUANDO L' ORGANIZZAZIONE POGGIA SU UN REGIME COMUNE DEI PREZZI - GLI STATI MEMBRI NON POSSONO PIU INTERVENIRE CON ATTI UNILATERALI NEL SISTEMA DI FORMAZIONE DEI PREZZI DETERMINATO DALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE .  30 DI CONSEGUENZA, IL REGIME NAZIONALE CHE, BLOCCANDO I PREZZI ED ESIGENDO PER LE VARIAZIONI DEI MEDESIMI UN' AUTORIZZAZIONE AMMINISTRATIVA, ALTERI IL PROCESSO DI FORMAZIONE DEI PREZZI PREVISTO DALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO E INCOMPATIBILE SIA COI REGOLAMENTI GIA CITATI, SIA CON LA NORMA GENERALE POSTA DALL' ART . 5, 2 ) COMMA, DEL TRATTATO, SECONDO CUI GLI STATI MEMBRI DEVONO ASTENERSI DA QUALSIASI MISURA " CHE RISCHI DI COMPROMETTERE " LA REALIZZAZIONE DEGLI SCOPI DEL TRATTATO .  31 IL POTERE D' ADOTTARE I PROVVEDIMENTI CHE SI RENDONO NECESSARI PER FRONTEGGIARE L' AUMENTO DEI PREZZI SUI MERCATI CONSIDERATI E RISERVATO ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE . I SINGOLI, SOTTOPOSTI AI REGOLAMENTI COMUNITARI, NON SONO PERCIO' TENUTI AD OSSERVARE EVENTUALI MISURE UNILATERALI ADOTTATE DAGLI STATI IN TALE MATERIA .  32 LA SOLA VIA, COMPATIBILE COL DIRITTO COMUNITARIO, PER RAGGIUNGERE, IN UN SETTORE DISCIPLINATO DA UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO, I FINI PERSEGUITI DA UNA NORMATIVA NAZIONALE CONTRO L' AUMENTO DEI PREZZI CONSISTE QUINDI, PER GLI STATI MEMBRI, NELL' ASSUMERE, A LIVELLO COMUNITARIO, LE INIZIATIVE NECESSARIE A FAR SI' CHE LA COMPETENTE AUTORITA COMUNITARIA EMANI O AUTORIZZI PROVVEDIMENTI CONFORMI ALLE ESIGENZE DEL MERCATO UNICO ISTITUITO DAI REGOLAMENTI NN . 120/67 E 136/66 .  33 NEI SETTORI DI MERCATO CONSIDERATI DETTI REGOLAMENTI GARANTISCONO, CON EFFICACIA DIRETTA A FAVORE DEI SINGOLI, LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI, IN PARTICOLARE MEDIANTE LA SOPPRESSIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE E DI QUALSIASI MISURA D' EFFETTO EQUIVALENTE .  34 E' NECESSARIO TUTTAVIA PRECISARE CHE IL REGIME DEI PREZZI INSTAURATO DAI REGOLAMENTI N . 120/67 E N . 136/66 S' APPLICA ESCLUSIVAMENTE NELLE FASI DELLA PRODUZIONE E DEL COMMERCIO ALL' INGROSSO . GLI STATI MEMBRI RIMANGONO PERCIO' LIBERI - SENZA PREGIUDIZIO D' ALTRE NORME DEL TRATTATO - DI EMANARE I PROVVEDIMENTI CHE RITENGANO NECESSARI IN MATERIA DI FORMAZIONE DEI PREZZI NELLE FASI DEL COMMERCIO AL MINUTO E DEL CONSUMO, PURCHE NON METTANO IN PERICOLO GLI OBIETTIVI OD IL FUNZIONAMENTO DELL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO .  35 SI CHIEDE, DA ULTIMO, SE IL COMBINATO DISPOSTO DELL' ART . 40, N . 3, 2 ) COMMA, DEL TRATTATO CEE, DELL' ART . 5 DEL MEDESIMO E DEI REGOLAMENTI N . 120/67 E N . 136/66 CONSENTA AGLI STATI MEMBRI D' EMANARE, IN MATERIA DI CONTROLLO DEI PREZZI, NORME CHE PORTINO A DISCRIMINAZIONI FRA PRODUTTORI O CONSUMATORI DELLA COMUNITA .  36 L' ART . 40, N . 3, 2 ) COMMA, FISSA ALCUNE REGOLE CHE DEVONO ESSERE OSSERVATE NELL' AMBITO DELL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI . FATTA SALVA LA POSSIBILITA DI APPLICARE PER ANALOGIA TALE NORMA AD ORGANIZZAZIONI NAZIONALI CHE POTREBBERO CONSERVARSI, IN TALUNI SETTORI, NEL RISPETTO DEL TRATTATO, SI DEVE OSSERVARE CHE LA QUESTIONE CONCERNENTE LA VALUTAZIONE DI NORME NAZIONALI EMANATE IN SETTORI RISERVATI ALLA DISCIPLINA COMUNITARIA E, NELLA FATTISPECIE, PRIVA D' OGGETTO .  

Decisione relativa alle spese

37 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE, NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI, IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE D' UN INCIDENTE SOLLEVATO NEL CORSO DELLA CAUSA PENALE PENDENTE DINANZI AL PRETORE DI ROMA, CUI SPETTA QUINDI DI PRONUNZIARSI SULLE SPESE .  PER QUESTI MOTIVI,  

Dispositivo

LA CORTE,  PRONUNZIANDOSI SULLE QUESTIONI AD ESSA SOTTOPOSTE DAL PRETORE DI ROMA CON ORDINANZA 26 APRILE 1974, AFFERMA PER DIRITTO :  1 ) NEI SETTORI DISCIPLINATI DA UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO, SPECIE QUANDO TALE ORGANIZZAZIONE POGGIA SU UN REGIME COMUNE DEI PREZZI, GLI STATI MEMBRI NON POSSONO PIU INTERVENIRE UNILATERALMENTE CON NORME INTERNE NEL PROCESSO DI FORMAZIONE DEI PREZZI DETERMINATO DALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE .  2 ) E' INCOMPATIBILE COI REGOLAMENTI N . 120/67, RELATIVO ALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI CEREALI, E N . 136/66, RELATIVO ALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI CEREALI, E N . 136/66, RELATIVO ALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI GRASSI, IL REGIME NAZIONALE CHE, BLOCCANDO I PREZZI ED ESIGENDO PER LE VARIAZIONI DEI MEDESIMI UN' AUTORIZZAZIONE AMMINISTRATIVA, ALTERI IL PROCESSO DI FORMAZIONE DEI PREZZI PREVISTO DALLE ORGANIZZAZIONI COMUNI DEI MERCATI CONSIDERATI .  3 ) I REGOLAMENTI N . 120/67 E N . 136/66 GARANTISCONO, NEI SETTORI DI MERCATO CONSIDERATI, CON EFFICACIA DIRETTA A FAVORE DEI SINGOLI, LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI, IN PARTICOLARE MEDIANTE LA SOPPRESSIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE E DI QUALSIASI MISURA D' EFFETTO EQUIVALENTE .