CELEX: 52018DC0403
Language: it
Date: 2018-05-23 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2018 della Repubblica ceca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2018 della Repubblica ceca

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 23.5.2018
            COM(2018) 403 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di riforma 2018 della Repubblica cecae che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2018 della Repubblica ceca
            
               
         
         
            
            
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sul programma nazionale di riforma 2018 della Repubblica ceca
               
                  e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2018 della Repubblica ceca
            
            
               IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea
                  2
               ,
            
            
               viste le risoluzioni del Parlamento europeo
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               ,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato per l’occupazione,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato per la protezione sociale,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 22 novembre 2017 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2018. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il Consiglio europeo del 22 marzo 2018 ha approvato le priorità indicate nell'analisi annuale della crescita. Il 22 novembre 2017 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Repubblica ceca non è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito.
            
            
               (2)Il 7 marzo 2018 è stata pubblicata la relazione per paese 2018 relativa alla Repubblica ceca
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                nella quale sono stati valutati i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche adottate dal Consiglio l’11 luglio 2017, il seguito dato alle raccomandazioni adottate negli anni precedenti e i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.
            
            
               (3)Il 30 aprile 2018 la Repubblica ceca ha presentato il suo programma nazionale di riforma 2018 e il suo programma di convergenza 2018. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente per tener conto delle loro correlazioni.
            
         
         
            
               (4)La programmazione dei Fondi strutturali e d'investimento europei per il periodo 20142020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. In applicazione dell'articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio
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               , ove necessario per sostenere l'attuazione delle raccomandazioni pertinenti del Consiglio, la Commissione può chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo contratto di partenariato e i pertinenti programmi. La Commissione ha precisato in che modo conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull'applicazione delle misure per collegare l'efficacia dei Fondi strutturali e d'investimento europei a una sana gestione economica
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               . 
            
            
               (5)La Repubblica ceca è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita. Nel suo programma di convergenza 2018 il governo prevede un avanzo di bilancio in termini nominali nel periodo 2018-2021. L’obiettivo di bilancio a medio termine — ossia un disavanzo strutturale dell’1,0 % del PIL — continuerà ad essere rispettato con un margine durante l’intero periodo di riferimento del programma. Secondo il programma di convergenza 2018 il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire progressivamente fino a scendere al 29,9 % nel 2021. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio è plausibile. I rischi che gravano sul conseguimento degli obiettivi di bilancio sembrano sostanzialmente compensati, con un aumento superiore al previsto degli investimenti pubblici e un’ulteriore crescita delle retribuzioni del settore pubblico. Secondo le previsioni di primavera 2018 della Commissione, il saldo strutturale dovrebbe diminuire per attestarsi a circa lo 0,9 % nel 2018 e a 0,2 % del PIL nel 2019, restando al di sopra dell’obiettivo di bilancio a medio termine. Nel complesso, il Consiglio prevede che la Repubblica ceca rispetterà le disposizioni del patto di stabilità e crescita nel 2018 e 2019.
            
            
               (6)A lungo termine la Repubblica ceca continua a evidenziare rischi medi per la sostenibilità di bilancio. Se i costi dell’invecchiamento demografico costituiranno una sfida per l’assistenza sanitaria e l’assistenza a lungo termine, le modifiche del sistema pensionistico meritano un’attenzione particolare. Le proiezioni aggiornate delle spese connesse all’invecchiamento della popolazione indicano un aumento più elevato rispetto a quanto previsto nella “Relazione 2015 sull’invecchiamento demografico”. La spesa pensionistica dovrebbe aumentare, passando dall’8,2 % del PIL nel 2016 al 10,9 % del PIL nel 2070. Tale previsto aumento è riconducibile all’età pensionabile massima fissata a 65 anni. L’allineamento dell’età pensionabile prevista per legge alla speranza di vita non è infatti automatico; al contrario, il governo dovrà rivedere tale limite massimo ogni cinque anni, a partire dal 2019. Dal momento che tale aspetto è lasciato alla discrezionalità del governo, le attuali proiezioni della spesa pensionistica non tengono conto delle revisioni dell’età pensionabile. Inoltre, l’indicizzazione delle pensioni è ora più generosa, giacché considera il 50 % della crescita dei salari reali anziché il 33 %, come avveniva in passato. L’impatto di queste modifiche sulla spesa sarà pari a 2 punti percentuali del PIL nel 2070. Anche altre modifiche, attualmente in discussione, quali l’innalzamento dell'importo base delle pensioni e l’aumento delle pensioni per i pensionati più anziani, peggiorano gli indicatori di sostenibilità. Per quanto riguarda la spesa sanitaria pubblica, le proiezioni indicano che a lungo termine dovrebbe aumentare di 1,1 punti percentuali del PIL, al di sopra dell’aumento medio dell’Unione europea, stimato in 0,9 punti percentuali. In questo contesto, ci sono segnali di un uso inefficiente delle risorse per quanto riguarda le spese per le prestazioni sanitarie ambulatoriali e ospedaliere.
            
            
               (7)La nuova legge sulla responsabilità di bilancio in vigore dall’inizio del 2017, che ha istituito un consiglio di bilancio indipendente, ha notevolmente rafforzato il quadro di bilancio ceco. Un progetto di legge sugli audit indipendenti, intesa ad affrontare il pendente recepimento della direttiva 2011/85/UE del Consiglio, si trova attualmente nella fase della consultazione interservizi. 
            
            
               (8)La Banca nazionale ceca può formulare raccomandazioni sui massimali macroprudenziali dei crediti ipotecari, ma dispone di poteri sanzionatori limitati, non avendo l’autorità formale per farli rispettare. Benché rispettino determinati limiti a livello aggregato, le banche ceche non hanno pienamente aderito agli orientamenti del 2016 della Banca nazionale ceca. L’esistenza di massimali giuridicamente vincolanti avrebbe il probabile effetto di aumentare la conformità delle banche, garantendo la stabilità finanziaria e riducendo i rischi per i mutuatari. Una proposta legislativa di modifica della legge sulla Banca nazionale ceca dovrebbe essere discussa dal parlamento nel 2018.
            
            
               (9)La Repubblica ceca incontra tuttora difficoltà nel migliorare la trasparenza e l’efficienza dell’aggiudicazione degli appalti pubblici e nel prevenire la corruzione. Sebbene siano state adottate alcune misure per migliorare il quadro degli appalti pubblici, il livello della concorrenza rimane preoccupante, in quanto quasi la metà di tutti i bandi di gara si traduce alla fine in una procedura ad offerta unica. Al tempo stesso, l’entrata in vigore dell’obbligatorietà dell’uso di procedure elettroniche può contribuire ad accrescere la trasparenza e l’efficienza. Le autorità ceche hanno investito nella piattaforma nazionale per gli appalti elettronici (lo «Strumento elettronico nazionale»), il cui uso dovrebbe diventare sempre più intuitivo e affidabile. Essa si aggiunge alle piattaforme private di servizio al mercato ceco. Resta ancora ampio margine per eliminare gli ostacoli amministrativi e sfruttare il potenziale di appalti pubblici aggregati e strategici in modo da migliorare l’impiego del denaro pubblico. Le autorità centrali e locali hanno avviato iniziative mirate per formare il personale che tratta le procedure di appalto. Tuttavia, l’istituzione di misure in materia di appalti congiunti e l’acquisizione di competenze specializzate in determinati settori costituiscono ancora notevoli problemi. Inoltre, la corruzione attiva e passiva sono preoccupazioni costanti per le imprese e i cittadini. Sebbene siano state adottate diverse riforme importanti della strategia di lotta contro la corruzione, alcune tematiche rimangono irrisolte.
            
            
               (10)Le prestazioni dell'amministrazione elettronica (e-government) rimangono inferiori alla media dell’Unione europea, ma sono state adottate misure legislative per assicurare l’aumento dell’accessibilità e della disponibilità dei relativi servizi. Alcune iniziative su vasta scala dovrebbero essere introdotte nel 2018; la loro riuscita dipende tuttavia dalla capacità delle autorità di fare opera di sensibilizzazione e fornire soluzioni di facile uso.
            
            
               (11)Alcuni oneri amministrativi e normativi stanno frenando gli investimenti: si tratta soprattutto dei permessi edilizi e della complessità dei regimi fiscali. Va riconosciuto, tuttavia, che le autorità hanno approvato una modifica della legge sull’edilizia che semplifica la procedura di autorizzazione edilizia, includendo la valutazione di impatto ambientale nella decisione di lottizzazione o nel permesso congiunto di lottizzazione e costruzione. Non è ancora chiaro, tuttavia, se ciò possa semplificare anche le procedure relative ai grandi progetti infrastrutturali, poiché varie altre autorizzazioni non sono state incluse in tale sistema autorizzativo congiunto. Una modifica della legge in vigore che disciplina la costruzione di infrastrutture nel settore dei trasporti è attualmente all’esame del parlamento. Nonostante siano state apportate alcune modifiche al sistema fiscale per migliorare il sistema di riscossione delle imposte, la normativa e le aliquote fiscali rappresentano, più di prima, aspetti preoccupanti per l’attività imprenditoriale. Il nuovo governo ha indicato le possibili modifiche atte ad incrementare la trasparenza e semplificare il sistema fiscale, compresi i lavori in corso per modernizzare la legislazione sull’imposta sul reddito. I costi della conformità sono aumentati leggermente e rimangono superiori alla media dell’Unione europea. Anche se ha comportato un aumento del gettito fiscale, la dichiarazione ai fini di controllo dell’imposta sul valore aggiunto ha aumentato il tempo necessario per adempiere agli obblighi fiscali. Nonostante la notevole riduzione delle ore di lavoro necessarie per conformarsi al codice fiscale rispetto al passato, la Repubblica ceca si trova comunque tra i paesi con le peggiori prestazioni in tal senso. Inoltre, le nuove aliquote ridotte dell’imposta sul valore aggiunto potrebbero accrescere la complessità del regime IVA, in particolare per le piccole e medie imprese.
            
            
               (12)Benché l’economia ceca si stia spostando verso attività ad alta intensità di conoscenza, numerosi ostacoli permangono nello sviluppo di un sistema di ricerca e innovazione efficiente. L’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo delle imprese è trainato principalmente dagli investimenti diretti esteri. Le spese per ricerca e sviluppo delle imprese nazionali sono diminuite nel corso degli ultimi due anni. Nonostante i notevoli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo, la Repubblica ceca registra risultati inferiori alla media in termini di qualità della base scientifica pubblica. Sono state adottate misure per sviluppare collegamenti tra università e imprese e migliorare le prestazioni della base scientifica pubblica, ma finora i risultati sono stati modesti e le riforme devono ancora essere attuate integralmente. Inoltre, la governance del sistema di ricerca e innovazione rimane frammentata.
            
            
               (13)Sistemi d’istruzione e formazione inclusivi e di qualità sono di primaria importanza in considerazione dell’aumento delle strozzature presenti nel mercato del lavoro ceco. Il contesto socioeconomico degli studenti continua a influenzare fortemente i risultati scolastici. Misure di istruzione inclusiva devono essere ancora attuate pienamente, in particolare per i minori Rom. La carenza di insegnanti qualificati, combinata alle proiezioni demografiche, indica che l’assunzione e il mantenimento del personale docente potrebbero diventare più problematici. Il progetto di nuovo sistema di carriera degli insegnanti, che avrebbe collegato la carriera e lo stipendio allo sviluppo professionale continuo, non è stato approvato dal parlamento. Le retribuzioni degli insegnanti rimangono basse rispetto a quelle di altri lavoratori dipendenti che hanno conseguito un titolo universitario, ma ulteriori aumenti salariali sono previsti nei prossimi anni. La professione di insegnante rimane pertanto relativamente poco attraente per i giovani di talento. Infine, il successo della riforma volta a rendere l’istruzione più inclusiva (introdotta nel 2016 con il sostegno del Fondo sociale europeo) dipenderà dalla disponibilità di finanziamenti nazionali sufficienti e sostenibili, dalla formazione avanzata di insegnanti e assistenti nonché dalla sensibilizzazione dell’opinione pubblica ai vantaggi di un’istruzione inclusiva.
            
            
               (14)La Repubblica ceca registra buoni risultati per quanto riguarda il mercato del lavoro. Il tasso di occupazione è aumentato costantemente nel corso degli ultimi sei anni e il tasso di disoccupazione è sceso notevolmente. Il potenziale di donne, lavoratori scarsamente qualificati e persone disabili resta però sottoutilizzato; in un contesto di carenza di manodopera, vi è chiaramente margine per accrescerne la partecipazione al mercato del lavoro. I differenziali occupazionali e retributivi di genere rimangono elevati, nonostante i recenti provvedimenti che hanno reso più flessibile il congedo parentale e aumentato il numero di strutture di assistenza all’infanzia. Il tasso di occupazione femminile rimane nettamente inferiore a quello maschile. La maternità ha ancora un impatto considerevole sulla partecipazione al mercato del lavoro, tenuto conto della scarsa disponibilità di servizi per l’infanzia accessibili, del diritto a lunghi congedi parentali, del limitato ricorso alle modalità di lavoro flessibili e della mancanza di strutture di assistenza di lungo periodo. Nel 2016 soltanto il 4,7 % dei bambini di età inferiore a tre anni frequentava strutture di assistenza all’infanzia ufficiali. Anche se rappresentano una piccola percentuale della popolazione, il tasso di occupazione dei lavoratori scarsamente qualificati rimane nettamente inferiore a quello dei lavoratori con qualifiche professionali medie e alte. Analogamente, il tasso di occupazione delle persone con disabilità è inferiore alla media dell’Unione europea, nonostante tassi di disoccupazione generale al minimo storico e le carenze del mercato del lavoro. Ciò potrebbe indurre a utilizzare il potenziale lavorativo dei disabili. A motivo delle loro limitate capacità, i servizi pubblici per l’impiego non riescono attualmente a fornire un sostegno personalizzato e continuo alle persone in cerca di lavoro. Rafforzare le capacità di informazione e di attivazione dei servizi pubblici per l’impiego, insieme a politiche attive del mercato del lavoro efficienti e mirate e a servizi individualizzati, contribuirebbe ad aumentare la partecipazione di tali gruppi. Le iniziative volte all’aggiornamento delle competenze (anche digitali) potrebbero migliorare l’accesso al mercato del lavoro.
            
            
               (15)Nell’ambito del semestre europeo 2018 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Repubblica ceca, che ha pubblicato nella relazione per paese 2018. Ha altresì valutato il programma di convergenza 2018 e il programma nazionale di riforma 2018, nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Repubblica ceca negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Repubblica ceca, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali. 
            
            
               (16)Alla luce di questa valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2018 e prevede che la Repubblica ceca rispetterà le disposizioni del patto di stabilità e crescita,
            
            
               RACCOMANDA che la Repubblica ceca adotti provvedimenti nel 2018 e nel 2019 al fine di:
            
            
               1.migliorare la sostenibilità di bilancio a lungo termine, in particolare del sistema pensionistico; affrontare le carenze riscontrate nelle pratiche in materia di appalti pubblici, in particolare consentendo una concorrenza più basata sulla qualità e attuando le misure di lotta alla corruzione;
            
            
               2.ridurre l’onere amministrativo che grava sugli investimenti, anche accelerando le procedure autorizzative per i lavori di infrastrutture; rimuovere le strozzature che ostacolano la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, in particolare aumentando la capacità di innovazione delle imprese nazionali; rafforzare la capacità del sistema scolastico di fornire un’istruzione inclusiva di qualità, anche promuovendo la professione di insegnante; promuovere l’occupazione femminile, di lavoratori scarsamente qualificati e di persone disabili, anche migliorando l’efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro.
            
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 209 del 2.8.1997 pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        COM(2018) 403 final.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        P8_TA(2018)0077 e P8_TA(2018)0078.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        SWD(2018) 202 final.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
               
               
                  
                     (6)
                  
                        COM(2014) 494 final.