CELEX: 52004PC0629
Language: it
Date: 2004-09-29
Title: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo e della cooperazione economica

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52004PC0629

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo e della cooperazione economica  /* COM/2004/0629 def. - COD 2004/0220 */  

	Bruxelles, 29.9.2004COM(2004) 629 definitivo2004/0220 (COD)Proposta diREGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOche istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo e della cooperazione economica(presentata dalla Commissione)RELAZIONENelle comunicazioni al Consiglio e al Parlamento europeo sulle prospettive finanziarie[1] e nella comunicazione introduttiva ai regolamenti di base, la Commissione ha illustrato ampiamente la nuova architettura degli strumenti di attuazione degli aiuti esterni per le prospettive finanziarie 2007-2013. La scheda finanziaria allegata al presente regolamento fornisce ulteriori informazioni sugli obiettivi generali e specifici nonché sulle condizioni di attuazione dello strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo e della cooperazione economica. La presente relazione si limita pertanto ad illustrare le caratteristiche delle principali disposizioni del regolamento.Obiettivi e principi (Titolo I)Obiettivi generali e settori della cooperazione (articolo 1)L’articolo 1 definisce i paesi, i territori e le regioni che possono beneficiare di un intervento ai sensi del presente regolamento (paragrafo 1), gli obiettivi generali perseguiti (paragrafo 1) e i settori della cooperazione comunitaria (paragrafo 2).Il regolamento è rivolto a tutti i paesi, territori e regioni del globo ad eccezione:-  degli Stati membri comunitari;-  dei paesi e dei territori d’oltremare la cui associazione alla Comunità rientra nel campo di applicazione degli articoli da 182 a 188 del trattato che istituisce la Comunità europea;-  dei paesi che possono beneficiare dello strumento di preadesione (Albania, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Serbia e Montenegro, Turchia);-  dei paesi che possono beneficiare dello strumento europeo di vicinato e partenariato (Algeria, Armenia, Autorità palestinese della Cisgiordania e di Gaza, Azerbaigian, Bielorussia, Egitto, Federazione russa, Georgia, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Moldavia, Siria, Tunisia, Ucraina).Il regolamento copre al tempo stesso gli obiettivi generali di cui al titolo XX del trattato che istituisce la Comunità europea (“Cooperazione allo sviluppo”) e al titolo XXI (“Cooperazione economica, finanziaria e tecnica con i paesi terzi”), offrendo pertanto sostegno sia alla politica di sviluppo[2] che a tutte le forme di cooperazione con i paesi in via di sviluppo, con i paesi in transizione e con i paesi industrializzati. In termini più generali, conformemente alla comunicazione sulle prospettive finanziarie[3], il presente regolamento costituisce altresì la nuova base giuridica consolidata per conseguire gli obiettivi delle politiche interne sul piano internazionale, compreso quello multilaterale e globale.Il presente regolamento non indica in modo riduttivo i settori della cooperazione e dell’intervento comunitari. Questi vengono infatti elencati a titolo illustrativo e vanno scelti in funzione della loro pertinenza a perseguire gli obiettivi definiti dal trattato, gli obblighi e gli impegni internazionali della Comunità (quali gli obiettivi di sviluppo del millennio), o gli obiettivi specifici previsti dagli accordi di partenariato e di cooperazione conclusi con i paesi e le regioni partner. La scelta deve tuttavia tener conto degli orientamenti comunitari in materia di concentrazione degli aiuti[4] e ricercare una complementarietà tra la politica comunitaria e le politiche degli Stati membri in conformità all’articolo 177 del trattato[5], alle comunicazioni della Commissione e alle risoluzioni del Consiglio e del Parlamento europeo[6].Principi generali (articolo 2)L’articolo 2 enuncia cinque principi generali per l’attuazione del regolamento:-  la coerenza tra i diversi settori dell’azione esterna, nonché con le altre politiche comunitarie, conformemente agli articoli 6 e 178 del trattato[7], alle comunicazioni della Commissione e alle risoluzioni del Consiglio[8];-  il coordinamento delle politiche e delle azioni di cooperazione tra gli Stati membri e tra questi e la Commissione, conformemente all’articolo 180 del trattato[9], alle comunicazioni della Commissione e alle risoluzioni del Consiglio[10];-  il coordinamento con gli altri finanziatori, bilaterali o multilaterali, nell’ambito dell’obiettivo generale dell’azione esterna dell’Unione europea consistente nel promuovere un approccio multilaterale atto a risolvere i problemi internazionali;-  il riorientamento degli aiuti comunitari verso forme di sostegno settoriali e finanziarie, segnatamente nell’intento di consolidare le strategie di sviluppo nazionale e le politiche di riforma, di rendere più incisivi gli aiuti comunitari, di promuovere la gestione autonoma e le capacità locali, nonché di favorire il coordinamento e la complementarità tra i donatori;-  il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, dei principi democratici e dello Stato di diritto. La procedura di sospensione degli aiuti in caso di mancato rispetto di uno degli elementi essenziali da parte del paese partner è descritta all’articolo 23.Programmazione e stanziamento dei fondi (Titolo II)Quadro generale della programmazione e stanziamento dei fondi (articolo 3), programmazione pluriennale dei programmi geografici (articolo 4) e programmazione pluriennale dei programmi tematici (articolo 5)L’articolo 3 definisce il quadro generale per l’attuazione degli aiuti esterni della Comunità, il quale si fonda sull’esperienza acquisita e sul rispetto degli orientamenti definiti dalla riforma della gestione degli aiuti esterni della Comunità[11], riprendendo le principali innovazioni introdotte dai regolamenti comunitari di più recente adozione[12]. Gli aiuti esterni della Comunità troveranno attuazione tramite grandi programmi geografici. È inoltre previsto uno stanziamento per programmi tematici volti a finanziare iniziative globali e orizzontali, più specificatamente in caso di iniziative multilaterali o mondiali mirate a promuovere gli obiettivi delle politiche interne dell’Unione al di fuori di questa, nonché un programma tematico specifico per la cooperazione con i paesi industrializzati (cfr. anche i punti 6.1.1 e 5.2 della scheda finanziaria).Gli articoli 4 e 5 illustrano le modalità di programmazione pluriennale dei programmi geografici (documenti di strategia e programmi indicativi pluriennali) e tematici (documenti di strategia tematica) conformemente alla riforma e ai principi elaborati in stretta collaborazione con gli Stati membri dal 2000. La struttura dei documenti di strategia e dei programmi indicativi pluriennali, definiti per ciascun paese e regione partner, deve essere conforme nello specifico a quanto stabilito dal documento dal titolo “La struttura dei documenti di strategia nazionale”[13], con eventuali adeguamenti che tengano conto dell’esperienza acquisita dal varo della riforma. Analogamente, i documenti di strategia tematica saranno definiti tenendo conto, nello specifico, del documento intitolato “ Cadre commun et procédure pour l’établissement de programmation des lignes budgétaires thématiques et horizontales ” [14]. Onde riflettere gli obiettivi e le priorità delle politiche dell’Unione europea, verrà garantito e migliorato il livello di qualità e di uniformità della programmazione. I documenti di strategia provvederanno a formalizzare le priorità strategiche mentre la programmazione pluriennale produrrà in ogni paese o regione partner la giusta combinazione politica incorporando gli strumenti propri dell’assistenza esterna ad altri strumenti comunitari (commercio, PESC) e prendendo in considerazione le priorità regionali dell’Unione, le sinergie e le complementarità tra gli Stati membri e gli altri donatori bilaterali e multilaterali, il contesto macroeconomico proprio a ciascun paese e il dialogo sulle politiche con i paesi partner. I documenti di strategia geografici sono definiti tramite il dialogo con i paesi e le regioni partner, i quali acconsentono ai programmi indicativi pluriennali. Al fine di garantire la coerenza delle azioni comunitarie e la complementarità tra gli interventi della Comunità e quelli degli Stati membri, questi ultimi sono coinvolti a pieno nel processo di programmazione, in un primo momento, sul campo, tramite un ampio coordinamento tra le rappresentanze della Commissione e quelle degli Stati membri e, successivamente, a Bruxelles, nell’ambito della procedura di “comitatologia”.Adozione dei documenti di programmazione pluriennale (articolo 6)L’articolo 6 stabilisce che i documenti di programmazione pluriennali (ovvero i documenti di strategia e i programmi indicativi pluriennali per i paesi e le regioni partner, nonché i documenti di strategia tematica) vengono adottati dalla Commissione conformemente alla procedura di cui all’articolo 4 della decisione 1999/468/CE, ovvero previo parere di un comitato di gestione composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione (comitato istituito ai sensi dell’articolo 21 del presente regolamento). Nell’esprimere il proprio parere sui documenti di programmazione, il comitato delibera alla maggioranza di cui all’articolo 205, paragrafo 2, del trattato, prevista per l’adozione delle decisioni del Consiglio su proposta della Commissione.ATTUAZIONE (TITOLO III)Adozione dei programmi d’azione (articolo 7)In base all’articolo 7, le decisioni di finanziamento prese dalla Commissione assumono la forma di programmi d’azione nazionali e regionali, adottati di anno in anno, conformemente ai nuovi principi introdotti dai regolamenti comunitari di più recente adozione[15]. Trattandosi di decisioni della Commissione prese in conformità ai documenti di programmazione pluriennali (ovvero i documenti di strategia e i programmi indicativi pluriennali per i paesi e le regioni partner, nonché i documenti di strategia tematica) approvati dagli Stati membri, l’articolo non prevede di sottoporre i programmi d’azione alla procedura di “comitatologia”. La Commissione trasmette i programmi d'azione agli Stati membri entro un mese dalla decisione. Detti programmi daranno luogo, ove opportuno, alla firma di convenzioni di finanziamento con i paesi e le regioni partner, segnatamente nell’ambito dei programmi geografici. Qualora necessario, i programmi d’azione potranno essere adeguati nell’ambito delle prerogative della Commissione. In via eccezionale, l’articolo 7 contempla la possibilità di adottare misure non previste dai programmi d’azione in base alle stesse modalità previste per questi ultimi. Tale disposizione può rivelarsi utile nel caso in cui la Commissione intenda istituire un finanziamento in tempi brevi in attesa che il programma d’azione venga completato.Adozione di misure specifiche non contemplate dai documenti di strategia e dai programmi indicativi pluriennali (articolo 8)L’articolo 8 prevede la possibilità di adottare misure specifiche non contemplate dai documenti di strategia e dai programmi indicativi pluriennali in caso di necessità o di eventi imprevisti. Oltre a potenziare la capacità di reazione della Comunità, la disposizione garantisce la flessibilità necessaria ad un’attuazione efficace degli aiuti esterni, segnatamente in caso di provvedimenti urgenti. Trattandosi di decisioni prese dalla Commissione al di fuori di qualsiasi programmazione pluriennale approvata dagli Stati membri, l’articolo prevede che esse siano sottoposte alla procedura di “comitatologia” ove l’importo della sovvenzione superi i 15 milioni di €. In tal modo, la Commissione può adottare misure specifiche non contemplate dai documenti di strategia e dai programmi indicativi pluriennali conformemente alla procedura di cui all’articolo 3 della decisione 1999/468/CE, cioè previo parere di un comitato consultivo composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione (comitato istituito dall’articolo 21 del presente regolamento). Il comitato esprime il proprio parere su misure specifiche; la Commissione ne tiene conto il più possibile per poi informare il comitato in merito. La Commissione può procedere ad un adeguamento delle misure specifiche in base alla medesima procedura; tuttavia, il parere del comitato non è necessario nei casi di adeguamenti considerati minori ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 5.Ammissibilità (articolo 9)Nel precisare l’insieme degli enti, degli organismi e delle istituzioni che possono beneficiare del regolamento, l’articolo 9 prevede un’ammissibilità estesa conformemente alla pratica in uso. Le istituzioni e gli organi dell’Unione europea sono ammissibili unicamente nel quadro dell’esecuzione delle misure di sostegno (cfr. articolo 11). Per quanto riguarda l’ammissione alle sovvenzioni comunitarie, l’articolo 9 va letto in combinato disposto con l’articolo 16 che precisa le norme di partecipazione alle gare d’appalto e alle procedure di aggiudicazione di sovvenzioni.Forme di finanziamento (articolo 10) e misure di sostegno (articolo 11)Senza pretese di completezza, l’articolo 10 illustra, partendo dalle pratiche in uso[16], il tipo di provvedimenti che possono beneficiare di un finanziamento a titolo del presente regolamento.Ai sensi dell’articolo 11, la Comunità può, a titolo del presente regolamento, finanziare tutte le misure di sostegno necessarie all’attuazione del medesimo. Nel caso di misure di sostegno non finanziate direttamente nell’ambito delle programmazioni pluriennali e dei programmi d’azione, il punto 6.1.2. della scheda finanziaria contempla stanziamenti specifici (corrispondenti alle attuali “linee BA”), mentre l’articolo 11, paragrafo 3, prevede che le misure di sostegno siano adottate secondo le stesse modalità delle misure specifiche non contemplate dai documenti di strategia e dai programmi indicativi pluriennali (cfr. articolo 8).Cofinanziamenti (articolo 12) e modalità di gestione (articolo 13)Conformemente alla pratica in uso e alla volontà dei finanziatori di incentivare un maggior coordinamento delle azioni di cooperazione, l’articolo 12 conferma che le misure finanziate possono essere oggetto di cofinanziamenti (paralleli o congiunti). Il paragrafo 3 precisa che, in una tale eventualità, la Commissione può ricevere e gestire fondi da parte degli Stati membri (in particolare dei loro enti nazionali pubblici e parapubblici), di qualsiasi altro paese terzo finanziatore o di organizzazioni internazionali e regionali. Questa disposizione permette alla Commissione di operare in condizioni di parità con gli altri finanziatori.L’articolo 13 descrive le modalità di gestione di cui la Commissione dispone per l’attuazione delle misure finanziate a titolo del presente regolamento:-  gestione centralizzata diretta o indiretta tramite agenzie comunitarie o organismi istituiti dalle Comunità (paragrafo 2);-  gestione centralizzata indiretta delegata ad organismi nazionali (paragrafo 3), ai sensi dell’articolo 54, paragrafo 2, lettera c), punto i), del regolamento finanziario, che contempla una tale eventualità qualora l’atto di base lo preveda. In una tale evenienza, l’articolo precisa che la Commissione decide conformemente alla procedura di cui all’articolo 4 della decisione 1999/468/CE, ovvero previo parere di un comitato di gestione composto dei rappresentanti degli Stati membri (cfr. modalità di cui al punto 2.2).Impegni di bilancio (articolo 14)Ai sensi dell’articolo 14, gli impegni di bilancio vengono assunti sulla base di decisioni prese dalla Commissione nell’ambito dei programmi d’azione (articolo 7), di misure specifiche non contemplate nei documenti di strategia e dai programmi indicativi pluriannuali (articolo 8) e di misure di sostegno (articolo 11).Tutela degli interessi finanziari della Comunità (articolo 15)L’articolo 15 precisa le misure volte a tutelare gli interessi finanziari della Comunità e, più nello specifico, a consentirle di effettuare tutte le verifiche necessarie a controllare le attività intraprese.Partecipazione alle procedure di aggiudicazione degli appalti e di concessione degli aiuti e norme d’origine (articolo 16)L’articolo 16 definisce le condizioni di ammissione alle gare d’appalto e alle procedure di concessione degli aiuti relative all’attuazione del presente regolamento. Nella fase attuale, le disposizioni previste sono conformi alla “Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull’accesso all’assistenza esterna della Comunità”[17], che contempla la modifica dei regolamenti di base dei principali strumenti di aiuto comunitario mirata ad un maggiore svincolo degli aiuti. Va notato in particolare che ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 2, qualora un paese terzo ammetta gli Stati membri comunitari a partecipare alle procedure di aggiudicazione degli appalti e di concessione degli aiuti, la Commissione può decidere un’analoga autorizzazione a beneficio di questo stesso paese terzo, previo parere di un comitato di gestione composto di rappresentanti degli Stati membri (procedura contemplata all’articolo 4 della decisione 1999/468/CE – cfr. modalità di cui al punto 2.2). L’articolo 16 potrà essere modificato onde tener conto delle conclusioni del Consiglio e del Parlamento europeo in occasione dell’esame della proposta di regolamento di cui sopra.Prefinanziamenti (articolo 17) e fondi messi a disposizione della Banca europea per gli investimenti o di altri intermediari finanziari (articolo 18)Gli articoli da 17 a 18 precisano alcuni aspetti tecnici relativi all’attuazione di determinate misure di cui all’articolo 10, segnatamente:l’articolo 17 dispone che gli interessi sui prefinanziamenti siano detratti dal versamento finale;l’articolo 18 indica il tipo di disposizioni che la Commissione deve adottare, caso per caso, qualora decida di mettere dei fondi a disposizione della Banca europea per gli investimenti o di altri intermediari finanziari.Valutazione (articolo 19)L’articolo 19 prevede l’impegno da parte della Commissione ad eseguire valutazioni regolari dei risultati delle politiche e dei programmi geografici e tematici, delle politiche settoriali, nonché dell’efficacia della programmazione.DISPOSIZIONI FINALI (TITOLO IV)Relazione annuale (articolo 20)Conformemente alle decisioni in applicazione dal 2001 volte a semplificare le relazioni trasmesse al Consiglio e al Parlamento europeo e a ridurne il numero, l’articolo 20 conferma l’attuale situazione e prevede la trasmissione da parte della Commissione di una relazione annuale al Consiglio e al Parlamento europeo. Detta relazione verrà elaborata tenendo conto dell’esperienza acquisita dal 2001 e, più nello specifico, delle osservazioni formulate ogni anno dal Consiglio e dal Parlamento europeo circa la forma e il contenuto della medesima[18].Comitatologia (articolo 21)L’articolo 21 istituisce il comitato degli Stati membri, le cui prerogative sono specificate ai punti 2.2, 3.2, 3.5 e 3.8. Qualora sia chiamato a vagliare azioni esterne attinenti alla proiezione esterna delle politiche interne, il comitato può essere copresieduto dal servizio della Commissione interessato.Partecipazione di un paese terzo non ammissibile al presente regolamento (articolo 22)Al fine di potenziare l’efficacia degli aiuti comunitari e, più specificatamente, di evitare che alcuni programmi siano frazionati tra diversi strumenti, l’articolo 22 include i paesi e i territori d’oltremare, i paesi che possono beneficiare dello strumento di preadesione e i paesi che possono beneficiare dello strumento europeo di vicinato e partenariato tra i paesi ammissibili alle misure adottate ai sensi del presente regolamento. La disposizione trova applicazione nel caso di progetti o programmi a carattere mondiale, regionale o transfrontaliero.Sospensione degli aiuti (articolo 23)L’articolo 23 definisce la procedura applicabile nei casi di mancato rispetto dei principi di cui al titolo I e si applica in assenza di un accordo di partenariato e di cooperazione con un paese partner, ovvero qualora detto accordo non preveda procedure per clausole essenziali.Disposizioni finanziarie (articolo 24)L’articolo 24 definisce l’importo finanziario di riferimento per l’attuazione del regolamento e precisa gli stanziamenti destinati alla cooperazione con gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, conformemente alla comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo “Verso la piena integrazione della cooperazione con i paesi ACP nel bilancio dell’UE”[19].Revisione del regolamento (articolo 25)L’articolo 25 prevede la possibilità di rivedere il regolamento entro il 31 dicembre 2011.2004/0220 (COD)Proposta diREGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOche istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo e della cooperazione economicaIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 179, paragrafo 1, e l’articolo 181 A, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione[20],deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato,considerando quanto segue:Nell’intento di potenziare l’efficacia degli aiuti esterni della Comunità, è stato proposto un nuovo quadro regolamentare in materia di pianificazione e prestazione delle attività di assistenza. Il regolamento (CE) n. ..../.... del Consiglio, del ../../...., intende istituire uno strumento di preadesione (IPA) che copre l’assistenza comunitaria ai paesi candidati e ai paesi candidati potenziali[21]. Il regolamento (CE) n. .../.... del Parlamento europeo e del Consiglio, del ../../...., istituisce lo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI). Il presente regolamento costituisce il terzo strumento generale di sostegno diretto alle politiche estere europee.L’esistenza di relazioni bilaterali costanti e approfondite tra la Comunità e i paesi industrializzati e il consolidamento delle istituzioni multilaterali costituiscono importanti fattori di potenziamento del ruolo e della posizione dell’Unione europea sulla scena internazionale, contribuendo significativamente all’equilibrio e allo sviluppo dell’economia mondiale.Sotto l’egida dei principi sanciti dagli accordi, dai piani d’azione e da altre dichiarazioni adottate congiuntamente, la politica comunitaria di cooperazione con i paesi industrializzati mira a creare un contesto favorevole allo svolgimento e allo sviluppo delle relazioni tra la Comunità e questi stessi paesi. La politica di cooperazione contribuisce a creare le condizioni propizie al potenziamento della presenza europea in questi paesi e allo sviluppo degli scambi, segnatamente sul piano economico, commerciale, accademico e culturale.La politica di cooperazione allo sviluppo della Comunità persegue nello specifico gli obiettivi di lotta contro la povertà, di sviluppo economico e sociale sostenibile e di inserimento armonioso e progressivo dei paesi in via di sviluppo nell’economia mondiale.La politica di cooperazione allo sviluppo e l’azione internazionale della Comunità sono ispirate agli obiettivi di sviluppo del millennio, adottati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2000, quali la soppressione della povertà estrema e della fame, nonché agli obiettivi e ai principi in materia di sviluppo sostenibile convenuti in occasione delle conferenze delle Nazioni Unite.Un contesto politico in grado di garantire la pace, la sicurezza e la stabilità, il rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali, dei principi democratici e dello Stato di diritto, nonché la buona gestione pubblica costituiscono un elemento indispensabile dello sviluppo nel lungo periodo.Politiche economiche sane e sostenibili rappresentano il presupposto dello sviluppo.La dichiarazione del Consiglio e della Commissione del 10 novembre 2000 sulla politica di sviluppo della Comunità europea definisce il quadro generale dell’azione comunitaria in materia di sviluppo.La Comunità e gli Stati membri hanno concluso accordi di partenariato e di cooperazione volti a fornire un contributo significativo allo sviluppo di lungo periodo dei paesi partner e al benessere delle loro popolazioni.Gli accordi di partenariato e di cooperazione si fondano su valori comuni e universali in materia di rispetto e promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché sul rispetto dei principi democratici e dello Stato di diritto, i quali costituiscono gli elementi essenziali degli accordi medesimi.Nell’attuare la politica comunitaria di sviluppo, il conseguimento di una maggiore efficacia degli aiuti costituisce un obiettivo essenziale. Una maggiore complementarità e procedure più razionali, semplificate, armonizzate e coordinate, seppur nel rispetto delle scelte politiche, non solo nell’ambito dell’Unione europea ma anche nei rapporti con i finanziatori e gli altri attori dello sviluppo, costituiscono gli elementi essenziali a garanzia della coerenza e della pertinenza degli aiuti, permettendo al tempo stesso di contenere i costi che ricadono sui paesi partner.A garanzia del successo delle politiche di sviluppo, è indispensabile che i paesi partner facciano proprie le strategie di sviluppo e, in quest’ottica, è necessario incoraggiare l’associazione quanto più estesa possibile di tutti i settori della società. Occorre allineare quanto più possibile le strategie di cooperazione e le procedure di attuazione degli interventi dei finanziatori con quelle dei paesi partner in uno spirito di coinvolgimento, efficacia e trasparenza.È opportuno garantire la coerenza tra i diversi settori dell’azione esterna della Comunità e fare in modo che le politiche estere comunitarie siano compatibili con quelle interne.La Commissione ha adottato due comunicazioni in materia di collegamenti tra aiuti, risanamento e sviluppo (COM(1996)153 e COM(2001)153), cui hanno fatto seguito alcune risoluzioni del Parlamento europeo e conclusioni del Consiglio che hanno sottolineato la necessità di collegare le operazioni finanziate da diversi strumenti comunitariAffinché le politiche interne abbiano un’emanazione effettiva al di fuori dell’Unione, l’adozione di programmi tematici si rivela uno strumento essenziale al fine di riconciliare il bisogno di una coerenza settoriale e di una visibilità tematica delle politiche interne e la necessità di una coerenza globale delle relazioni estere.Un adeguato livello di svincolo degli aiuti risulta essenziale affinché questi siano portatori di un valore aggiunto superiore e contribuiscano al consolidamento delle capacità locali.La dotazione finanziaria stabilita dal presente regolamento per il periodo 2007-2013 costituisce per l’autorità di bilancio il riferimento principale, ai sensi del punto 33 dell’accordo interistituzionale del 6 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio.È opportuno adottare le misure necessarie all’attuazione del presente regolamento conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione[22]. È necessario adottare i documenti di programmazione pluriennali nonché alcune misure di attuazione specifiche secondo la procedura del comitato di gestione. Le altre misure non previste dai documenti di programmazione sono adottate tramite la procedura del comitato consultivo.Dal momento che gli obiettivi dell’azione prevista, consistenti nel fornire sostegno alla cooperazione e allo sviluppo, alla cooperazione economica, finanziaria, tecnico-scientifica, nonché a qualsiasi altra forma di cooperazione con i paesi, i territori e le regioni diversi dagli Stati membri della Comunità o dai paesi e territori d’oltremare ad essa associati, e che non sono ammissibili agli aiuti comunitari nel quadro dell’IPA o dell’ENPI, non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni dell’azione, essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare delle misure, conformemente al principio di sussidiarietà di cui all’articolo 5 del trattato. Conformemente al principio di proporzionalità enunciato dal medesimo articolo, il presente regolamento non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi.Il presente regolamento abroga i seguenti regolamenti: a) regolamento (CE) n. 1568/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2003, sul contributo alla lotta contro le malattie legate alla povertà (HIV/AIDS, tubercolosi e malaria) nei paesi in via di sviluppo; b) regolamento (CE) n. 1567/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2003, sul sostegno alle politiche e alle azioni riguardanti la salute e i diritti riproduttivi e sessuali nei paesi in via di sviluppo; c) regolamento (CE) n. 2493/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 novembre 2000, relativo a misure volte a promuovere la totale integrazione della dimensione ambientale nel processo di sviluppo dei paesi in via di sviluppo; d) regolamento (CE) n. 2494/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 novembre 2000, relativo a misure volte a promuovere la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste tropicali e delle altre foreste nei paesi in via di sviluppo; e) regolamento (CE) n. 975/1999 del Consiglio, del 29 aprile 1999, che fissa le modalità di attuazione delle azioni di cooperazione allo sviluppo, che contribuiscono all’obiettivo generale di sviluppo e consolidamento della democrazia e dello stato di diritto nonché a quello del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali; f) regolamento (CE) n. 806/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla promozione della parità fra i sessi nella cooperazione allo sviluppo; g) regolamento (CE) n. 1659/98 del Consiglio, del 17 luglio 1998, relativo alla cooperazione decentralizzata, modificato e esteso dai regolamenti (CE) n. 995/2002 e 625/2004; h) regolamento (CE) n. 1658/98 del Consiglio, del 17 luglio 1998, relativo al cofinanziamento con le organizzazioni non governative di sviluppo (ONG) europee di azioni nei settori che interessano i paesi in via di sviluppo (PVS); i) regolamento (CE) n. 1292/96 del Consiglio, del 27 giugno 1996, relativo alla politica e alla gestione dell’aiuto alimentare e ad azioni specifiche di sostegno alla sicurezza alimentare, modificato dal regolamento (CE) n. 1726/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2001, che modifica l’articolo 21 del regolamento (CE) n. 1292/96 del Consiglio relativo alla politica e alla gestione dell’aiuto alimentare e ad azioni specifiche di sostegno alla sicurezza alimentare; j) regolamento (CE) n. 382/2001 del Consiglio, del 26 febbraio 2001, relativo all’attuazione di progetti destinati a promuovere la cooperazione e le relazioni commerciali tra l’Unione europea e i paesi industrializzati dell’America settentrionale, dell’Estremo oriente e dell’Australasia e che abroga il regolamento (CE) n. 1035/1999; k) regolamento (CE) n. 1726/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000, relativo alla cooperazione allo sviluppo con il Sudafrica; l) regolamento (CEE) n. 443/92 del Consiglio, del 25 febbraio 1992, riguardante l’aiuto finanziario e tecnico per i paesi in via di sviluppo dell’America latina e dell’Asia nonché la cooperazione economica con tali paesi; m) regolamento (CE) n. 2258/96 del Consiglio, del 22 novembre 1996, relativo ad azioni di risanamento e di ricostruzione a favore dei paesi in via di sviluppo (PVS); n) regolamento (CE) n. 2130/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 ottobre 2001, relativo alle azioni nel settore degli aiuti alle popolazioni sradicate nei paesi in via di sviluppo dell’America latina e dell’Asia; o) regolamento (CE) n. 550/97 del Consiglio, del 24 marzo 1997, relativo alle azioni nel settore dell’HIV/AIDS nei paesi in sviluppo; p) regolamento (CE) n. 1484/97 del Consiglio, del 22 luglio 1997, riguardante gli aiuti alle politiche e ai programmi demografici nei paesi in via di sviluppo,HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:TITOLO IOBIETTIVI E PRINCIPIArticolo 1Finalità e campo di applicazione(1) Conformemente agli articoli 179 e 181 A del trattato, la Comunità finanzia misure volte a sostenere la cooperazione con i paesi, i territori e le regioni (di seguito “i paesi e le regioni partner”) diversi dagli Stati membri della Comunità o dai paesi e territori d’oltremare ad essa associati, e che non sono ammissibili agli aiuti comunitari nel quadro dello strumento di preadesione o dello strumento europeo di vicinato e partenariato, nonché l’azione internazionale in ambito multilaterale.(2) Conformemente agli articoli 179 e 181 A del trattato, gli aiuti comunitari sovvenzionano nello specifico la cooperazione allo sviluppo, la cooperazione economica, la cooperazione finanziaria, la cooperazione tecnico-scientifica, o qualsiasi altra forma di cooperazione con i paesi e le regioni partner, nonché le azioni internazionali volte a promuovere gli obiettivi delle politiche interne al di fuori dell’Unione. Detta cooperazione viene attuata nell’ambito dei principi e degli obiettivi propri all’azione esterna della Comunità.(3) Le misure finanziate ai sensi del presente regolamento coprono tutti i settori di cooperazione pertinenti al conseguimento degli obiettivi di cui agli articoli da 177 a 181 A del trattato che istituisce la Comunità europea, nonché al rispetto degli obblighi e degli impegni internazionali della Comunità. Esse coprono inoltre i settori contemplati dagli accordi di partenariato e di cooperazione e dagli altri strumenti bilaterali conclusi con i paesi e le regioni partner, ovvero precisati nelle dichiarazioni approvate congiuntamente con i paesi e le regioni partner, nonché il conseguimento a livello internazionale degli obiettivi delle politiche interne. Dette misure riguardano segnatamente:(a) allo sviluppo umano e sociale, compresi sanità e popolazione;(b) la parità tra i sessi;(c) lo sviluppo rurale, gli aiuti e la sicurezza alimentari;(d) lo sviluppo urbano;(e) la protezione ambientale;(f) la gestione sostenibile delle risorse naturali;(g) le infrastrutture (in particolare nel settore dei trasporti, dell’acqua, dell’energia, dell’ambiente e delle telecomunicazioni) compresi i sistemi di gestione e la sicurezza delle infrastrutture e delle operazioni nei settori dell’energia e dei trasporti, nonché le misure volte al risparmio energetico;(h) il settore privato, i comparti produttivi e le infrastrutture economiche;(i) il commercio e gli investimenti;(j) l’occupazione e la coesione e la protezione sociali;(k) il rispetto dei diritti sociali fondamentali, comprese le norme fondamentali in materia di lavoro;(l) le questioni doganali e la fiscalità;(m) le riforme macroeconomiche o strutturali;(n) le riforme settoriali;(o) l’istruzione di base, l’insegnamento secondario o superiore e la formazione professionale;(p) la ricerca, la cooperazione, lo sviluppo delle capacità tecnico-scientifiche e la mobilità scientifica;(q) la cooperazione culturale e gli scambi accademici e interculturali;(r) alla comprensione reciproca tra la Comunità e i paesi e le regioni partner;(s) lo sviluppo della società civile e il dialogo con gli attori non statali, segnatamente con associazioni, organizzazioni non governative, mass-media, parti sociali;(t) il sostegno istituzionale volto nello specifico a promuovere il buon governo, a consolidare lo Stato di diritto, le capacità amministrative e gli enti locali, a conferire al servizio pubblico maggior efficacia e incisività e ad avvicinare gli ordinamenti giuridici e normativi;(u) il dialogo sulle politiche;(v) la promozione e la difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché il sostegno ai processi di democratizzazione, compreso il monitoraggio e l’assistenza elettorali;(w) la cooperazione e l’integrazione regionale, compresa la cooperazione tra i partner industriali;(x) la cooperazione transfrontaliera;(y) la giustizia e la cooperazione in materia di giustizia, polizia, fiscalità, finanze e dogane;(z) l’asilo e le migrazioni (legali e illegali), sotto tutti gli aspetti, compreso nello specifico il controllo delle frontiere, la riammissione e il ritorno, nonché la protezione internazionale;(aa) gli aiuti ai profughi e agli sfollati;(bb) la prevenzione, la gestione e la risoluzione dei conflitti;(cc) la transizione dagli aiuti di emergenza alle attività di risanamento e sviluppo di lungo periodo, di ricostruzione e di risanamento nelle fasi di post-emergenza;(dd) la prevenzione delle calamità naturali;(ee) qualsiasi altro settore funzionale alla realizzazione degli obiettivi di cui agli articoli da 177 a 181 A del trattato.Articolo 2Principi generali(1) Per tutte le misure finanziate e per tutti i settori di cooperazione coperti dal presente regolamento, la Comunità si adopera affinché vi sia coerenza tra i diversi settori dell’azione esterna e con le altre politiche comunitarie. Detta coerenza è garantita al momento della definizione delle politiche, della pianificazione strategica, della programmazione delle attività e dell’attuazione.(2) Per tutte le misure finanziate e per tutti i settori di cooperazione coperti dal presente regolamento, la Commissione e gli Stati membri promuovono il coordinamento reciproco e la complementarità delle azioni allo scopo di potenziare il coordinamento delle politiche di cooperazione e l’armonizzazione delle procedure e dei processi di programmazione delle attività.Il coordinamento implica lo scambio sistematico e frequente, tra gli Stati membri, nonché tra questi e la Commissione, di informazioni sulle analisi riguardanti la situazione nei paesi e nelle regioni partner, sulle strategie di cooperazione, sui settori di intervento prioritari, sulle attività di cooperazione in corso o future e sulle valutazioni.Un tale coordinamento è promosso in particolare a livello locale, nei paesi e nelle regioni partner.I risultati conseguiti nell’ambito delle regolari attività di coordinamento sono utilizzati come dati essenziali per i processi di programmazione degli Stati membri e della Comunità.(3) In vista della promozione di un approccio multilaterale finalizzato alla risoluzione di questioni internazionali, la Commissione, in contatto con gli Stati membri, prende le iniziative necessarie ad assumere le funzioni di coordinamento e cooperazione con le organizzazioni e gli organismi multilaterali e regionali, quali le istituzioni finanziarie internazionali, le agenzie, i fondi e i programmi delle Nazioni Unite, nonché con i finanziatori bilaterali al di fuori della Comunità.(4) La cooperazione comunitaria favorisce e incoraggia il sostegno alle strategie di sviluppo nazionale e alle politiche di riforma, nonché alle impostazioni e ai programmi settoriali, avvalendosi degli strumenti più appropriati, in particolare del sostegno finanziario.(5) L’Unione si fonda sul rispetto della dignità umana, sulla libertà, la democrazia, l’uguaglianza, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, e cerca di promuovere la condivisione di questi valori da parte dei paesi partner tramite il dialogo e la cooperazione.TITOLO IIPROGRAMMAZIONE E STANZIAMENTO DEI FONDIArticolo 3Quadro generale della programmazione e stanziamento dei fondi(1) Il finanziamento delle misure trova attuazione tramite programmi geografici e programmi tematici, oppure tramite la partecipazione ad iniziative globali.Un programma geografico copre le attività di cooperazione, in tutti i settori di pertinenza, con paesi e regioni partner individuati su base geografica.Un programma tematico riguarda un argomento o un settore specifico di interesse per un insieme di paesi partner non individuati su base geografica, oppure copre attività di cooperazione rivolte a diverse regioni o gruppi di paesi partner o ancora un’azione internazionale senza una specifica base geografica, segnatamente nel caso di iniziative multilaterali o globali volte a promuovere gli obiettivi delle politiche interne dell’Unione al di fuori di essa.La Commissione definisce i programmi geografici e tematici e ne precisa la copertura geografica.(2) Per quanto riguarda i programmi geografici, per ciascun paese e regione partner, la Commissione elabora dei documenti di strategia e dei programmi indicativi pluriennali, conformemente all’articolo 4, e adotta dei programmi d’azione, conformemente all’articolo 7.Per quel che concerne i programmi tematici, la Commissione elabora dei documenti di strategia tematica, ai sensi dell’articolo 5, e adotta dei programmi d’azione, ai sensi dell’articolo 7.In circostanze eccezionali, il sostegno comunitario può anche assumere la forma di misure specifiche non contemplate dai documenti di strategia e dai programmi indicativi pluriennali, conformemente all’articolo 8.(3) Nel quadro di un programma geografico, la Commissione stabilisce uno stanziamento di fondi indicativo pluriennale volto a finanziare la cooperazione con ciascun paese e regione partner. Detto stanziamento prende in considerazione criteri basati sui bisogni e sulle prestazioni dei paesi e delle regioni partner in funzione delle politiche e delle strategie comunitarie di cooperazione, fermi restando le circostanze eccezionali o gli impegni internazionali della Comunità. Al fine di consolidare la cooperazione tra le regioni ultraperiferiche dell’UE e i paesi e le regioni partner limitrofi, la Commissione può prevedere uno specifico stanziamento di fondi.Articolo 4Documenti di strategia e programmazione pluriennale dei programmi geografici(1) Al fine di inscrivere il coordinamento tra la Comunità e il paese o la regione partner in un quadro coerente, i documenti di strategia per detti paesi e regioni coprono un periodo massimo di sette anni e consentono l’elaborazione di programmi indicativi pluriennali.I documenti di strategia sono sottoposti ad una revisione intermedia, ovvero ad eventuali revisioni ad hoc, applicando, ove necessario, i principi e le procedure definiti dagli accordi di partenariato e di cooperazione conclusi con i paesi e le regioni partner.(2) Nella misura del possibile, i documenti di strategia sono elaborati sulla base di un dialogo con il paese e la regione partner, coinvolgendo la società civile, onde garantire un adeguato livello di coinvolgimento nel processo e promuovere il sostegno alle strategie nazionali di sviluppo, e in particolare alle strategie di riduzione della povertà.(3) Per ciascun paese e regione partner, sono elaborati programmi indicativi pluriennali, basati sui documenti di strategia, che formano oggetto, nella misura del possibile, di un accordo con il paese e la regione in questione.Detti programmi indicativi pluriennali precisano i settori individuati quali prioritari ai fini di un finanziamento comunitario, gli obiettivi specifici, i risultati attesi e i relativi indicatori.I programmi indicativi pluriennali stabiliscono inoltre degli stanziamenti finanziari indicativi, globali e per ciascun settore di priorità, eventualmente con l’indicazione di un massimo e di un minimo.I programmi indicativi pluriennali sono eventualmente soggetti ad adeguamento, anche in funzione delle revisioni intermedie o ad hoc dei documenti di strategia.In circostanze eccezionali, è possibile adeguare lo stanziamento di fondi indicativo pluriennale al rialzo o al ribasso, nello specifico in funzione di particolari necessità dettate ad esempio da situazioni di post-crisi o da prestazioni eccezionali.(4) In circostanze quali crisi, situazioni postbelliche, attentati alla democrazia, allo Stato di diritto, ai diritti umani e alle libertà fondamentali, la strategia di cooperazione nazionale o regionale può essere soggetta ad una revisione ad hoc tramite una specifica procedura d’urgenza. Detta revisione può risultare in una strategia nazionale o regionale volta a promuovere la transizione verso lo sviluppo e la cooperazione di lungo periodo, garantendo la coerenza tra le misure adottate nell’ambito del presente regolamento, qualsiasi altro strumento comunitario, segnatamente lo strumento per la stabilità, e gli aiuti umanitari. Qualora i paesi partner o gruppi di paesi partner siano direttamente interessati o colpiti da crisi o post-crisi, il processo di programmazione pluriennale presta particolare attenzione ad un maggior coordinamento dei soccorsi, al risanamento e allo sviluppo, al fine di garantire la transizione dall’emergenza alla fase di sviluppo, nonché alla preparazione alle catastrofi naturali e alla relativa prevenzione nel caso di paesi e regioni esposti regolarmente a tale rischio.(5) La Commissione e gli Stati membri intraprendono consultazioni reciproche volte ad assicurare la complementarità delle rispettive attività di cooperazione. Non appena se ne palesi l’opportunità, vengono coinvolti altri finanziatori e attori dello sviluppo, società civile compresa.Articolo 5Documenti di strategia e programmazione pluriennale dei programmi tematici(1) I documenti di strategia tematica, stabiliti per un periodo massimo di sette anni, illustrano la strategia della Comunità rispetto ai temi di interesse, le priorità comunitarie, la congiuntura internazionale e le attività dei principali partner.La Commissione garantisce la coerenza tra i programmi tematici e quelli geografici, sincerandosi segnatamente che le attività intraprese nell’ambito dei programmi tematici siano coerenti con i documenti di strategia e i programmi indicativi pluriennali elaborati per i paesi e le regioni partner.I documenti di strategia tematica precisano i settori individuati quali prioritari ai fini di un finanziamento comunitario, gli obiettivi specifici, i risultati attesi e i relativi indicatori.I documenti di strategia tematica stabiliscono inoltre degli stanziamenti finanziari indicativi, globali e per ciascun settore di priorità, eventualmente con l’indicazione di un massimo e di un minimo.I documenti di strategia tematica sono soggetti ad una revisione intermedia, o ad eventuali revisioni ad hoc.(2) La Commissione e gli Stati membri intraprendono consultazioni reciproche volte ad assicurare la complementarità delle rispettive attività di cooperazione. Non appena se ne palesi l’opportunità, vengono coinvolti altri finanziatori e attori, società civile compresa.(3) Per la partecipazione alle iniziative globali, sono definite le risorse e le priorità d’azione.Articolo 6Adozione dei documenti di programmazione pluriennaleI documenti di strategia e i programmi indicativi pluriennali di cui agli articoli 4 e 5, analogamente alla loro revisione di cui all’articolo 4, paragrafi 1 e 3, e all’articolo 5, paragrafo 1, sono adottati dalla Commissione conformemente alla procedura di gestione di cui all’articolo 21, paragrafo 2.TITOLO IIIATTUAZIONEArticolo 7Adozione dei programmi d’azione(1) La Commissione adotta annualmente dei programmi d’azione elaborati in base ai documenti di strategia e ai programmi indicativi pluriennali di cui agli articoli 4 e 5.In via eccezionale, segnatamente nei casi in cui un programma d’azione non sia stato ancora adottato, la Commissione può adottare, in base ai documenti di strategia e ai programmi indicativi pluriennali di cui agli articoli 4 e 5, misure non contemplate dai programmi d’azione, secondo le medesime regole e modalità dei programmi stessi.(2) I programmi d’azione stabiliscono gli obiettivi perseguiti, i settori d’intervento, i risultati attesi, le modalità di gestione, nonché l’importo totale del finanziamento previsto. Essi contengono una descrizione delle azioni da finanziare, un’indicazione dell’importo del finanziamento corrispondente e un calendario indicativo per la loro attuazione.(3) Entro un mese dalla sua decisione, la Commissione trasmette per informazione i programmi d’azione agli Stati membri.Articolo 8Adozione di misure specifiche non contemplate dai documenti di strategia e dai programmi indicativi pluriennali(1) In caso di necessità o di circostanze impreviste, la Commissione adotta misure specifiche non contemplate dai documenti di strategia e dai programmi indicativi pluriennali, denominate di seguito “misure specifiche”.Dette misure possono inoltre finanziare le azioni volte a facilitare la transizione dagli aiuti di emergenza alle attività di sviluppo di lungo periodo, comprese quelle tese a preparare meglio le popolazioni alle crisi ricorrenti.(2) Qualora l’importo superi i 15 milioni di €, le misure specifiche sono adottate dalla Commissione conformemente alla procedura consultiva di cui all’articolo 21, paragrafo 3.(3) Le misure specifiche definiscono gli obiettivi perseguiti, i settori d’intervento, i risultati attesi, le modalità di gestione, nonché l’importo totale del finanziamento previsto. Esse forniscono una descrizione delle azioni da finanziare, un’indicazione dell’importo del finanziamento corrispondente e un calendario indicativo per la loro attuazione.(4) Entro un mese dalla sua decisione, la Commissione trasmette per informazione le misure specifiche agli Stati membri.(5) Le modifiche alle misure specifiche, quali gli adeguamenti tecnici, la proroga del periodo di attuazione, la riassegnazione degli stanziamenti all’interno del bilancio previsionale, l’aumento del bilancio di un importo inferiore al 20% del bilancio iniziale, o la riduzione del bilancio, sono apportate senza dover ricorrere alla procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 3, sempre ammesso che dette modifiche non abbiano ripercussioni sugli obiettivi iniziali quali definiti dalla decisione della Commissione.Articolo 9Ammissibilità(1) Possono beneficiare del finanziamento ai sensi del presente regolamento per l’esecuzione dei programmi d’azione di cui all’articolo 7 o delle misure specifiche di cui all’articolo 8:(a) i paesi e le regioni partner e relative istituzioni;(b) gli enti decentralizzati dei paesi partner quali regioni, dipartimenti, province e comuni;(c) gli organismi misti istituiti dai paesi e dalle regioni partner e dalla Comunità;(d) le organizzazioni internazionali, tra cui le organizzazioni regionali, le organizzazioni, i servizi o le missioni che rientrano nel sistema delle Nazioni Unite, le istituzioni finanziarie internazionali e le banche di sviluppo, nella misura in cui esse contribuiscano agli obiettivi del presente regolamento;(e) le istituzioni e gli organi della Comunità unicamente nel quadro dell’esecuzione delle misure di sostegno di cui all’articolo 11;(f) le agenzie dell’Unione europea;(g) nonché i seguenti enti o organismi degli Stati membri, dei paesi e delle regioni partner o di qualsiasi altro Stato terzo, conformemente alla normativa in materia di accesso agli aiuti esterni della Comunità di cui all’articolo 16, nella misura in cui essi contribuiscano agli obiettivi del presente regolamento:i. enti pubblici o parapubblici, amministrazioni o collettività locali e relativi raggruppamenti;ii. società, imprese e altre organizzazioni e operatori economici privati;iii. istituzioni finanziarie dedite alla concessione, alla promozione e al finanziamento degli investimenti privati nei paesi e nelle regioni partner;iv. attori non statali quali definiti al paragrafo 2;v. persone fisiche.(2) Gli attori non statali che possono beneficiare del sostegno finanziario ai sensi del presente regolamento sono nello specifico: le organizzazioni non governative; le organizzazioni di popolazioni autoctone; le associazioni professionali e i gruppi d’iniziativa locali; le cooperative; i sindacati; le organizzazioni rappresentative degli attori economici e sociali; le organizzazioni locali (comprese le reti) operanti nel settore della cooperazione e dell’integrazione regionali decentralizzate; le associazioni di consumatori; le associazioni di donne e di giovani; le organizzazioni di insegnamento, culturali, di ricerca e scientifiche; le università; le chiese e le associazioni o comunità religiose; i mass-media, nonché tutte le associazioni non governative e fondazioni indipendenti che possono dare il proprio contributo allo sviluppo o alla dimensione estera delle politiche interne.Articolo 10Forme di finanziamentoIl finanziamento nell’ambito dell’attuazione dei programmi di azione o delle misure specifiche può configurarsi segnatamente sotto forma di:(a) progetti e programmi;(b) sostegni finanziari settoriali o generali, qualora il paese partner dia prova di sufficiente trasparenza, affidabilità ed efficacia nella gestione della spesa pubblica e ove siano state poste in essere politiche settoriali o macroeconomiche ben delineate, elaborate dal paese partner e approvate dalle istituzioni finanziarie, comprese, eventualmente, le istituzioni finanziarie internazionali;(c) sostegni settoriali;(d) in casi eccezionali, programmi settoriali e generali di sostegno alle importazioni sotto forma di: a) programmi settoriali d’importazione in natura ; b) programmi settoriali d’importazione sotto forma di contributi in valuta volti a finanziare le importazioni settoriali; c) programmi generali d’importazione sotto forma di contributi in valuta volti a finanziare le importazioni generali riguardanti una vasta gamma di prodotti;(e) fondi messi a disposizione della Banca europea per gli investimenti o di altri intermediari finanziari, in base a programmi della Commissione, finalizzati alla concessione di prestiti (segnatamente di sostegno agli investimenti e allo sviluppo del settore privato) o di capitali di rischio (segnatamente sotto forma di prestiti subordinati o condizionati) o di altre acquisizioni partecipative minoritarie e temporanee di capitale sociale, nonché contributi a fondi di garanzia, nel rispetto dei requisiti di cui all’articolo 18;(f) abbuoni sui tassi di interesse, segnatamente per i prestiti nel settore ambientale;(g) programmi di sgravio del debito;(h) sovvenzioni volte a finanziare azioni presentate dagli enti di cui all’articolo 9, paragrafo 1), lettere b, c, d, f, e g da i) a v);(i) sovvenzioni volte a finanziare i costi di gestione degli enti di cui all’articolo 9, paragrafo 1), lettere b, c, d, f, e g i), iii) e iv);(j) finanziamento di programmi di gemellaggio tra istituzioni pubbliche, organismi nazionali pubblici e enti di diritto privato con compiti di servizio pubblico degli Stati membri e quelli dei paesi e regioni partner;(k) contributi a fondi internazionali, segnatamente fondi gestiti da organizzazioni internazionali o regionali;(l) contributi a fondi nazionali istituiti da paesi e regioni partner per favorire il cofinanziamento congiunto da parte di diversi investitori, ovvero a fondi istituiti da uno o più finanziatori finalizzati all’attuazione congiunta di azioni;(m) contributi in capitale a beneficio delle istituzioni finanziarie internazionali e delle banche di sviluppo regionali;(n) risorse umane e materiali necessarie alla gestione e alla supervisione effettiva dei progetti e dei programmi da parte dei paesi e delle regioni partner.Articolo 11Misure di sostegno(1) Il finanziamento comunitario può coprire le spese relative alle azioni di preparazione, monitoraggio, controllo, audit e valutazione, direttamente necessarie all’attuazione del presente regolamento e al conseguimento dei relativi obiettivi, segnatamente studi, riunioni, azioni di informazione, di sensibilizzazione, di formazione e di pubblicazione, spese afferenti alle reti informatiche finalizzate allo scambio di informazioni, nonché qualsiasi altra spesa di sostegno tecnico-amministrativo cui può ricorrere la Commissione per la gestione del programma. Sono altresì comprese le spese di supporto amministrativo sostenute dalle delegazioni della Commissione per assicurare la gestione delle azioni finanziate ai sensi del presente regolamento.(2) Dette misure di sostegno non sono necessariamente soggette ad una programmazione pluriennale e possono essere pertanto finanziate al di fuori dei documenti di strategia e dei programmi indicativi pluriennali. Il loro finanziamento, tuttavia, può rientrare nell’ambito di detti programmi.Le misure di sostegno non contemplate da programmi indicativi pluriennali sono adottate dalla Commissione conformemente alle disposizioni di cui all’articolo 8.Articolo 12Cofinanziamenti(1) Le misure finanziate possono essere oggetto di un cofinanziamento, segnatamente con:(a) gli Stati membri e i relativi enti pubblici e parapubblici;(b) i paesi terzi finanziatori, più specificatamente i relativi enti pubblici e parapubblici;(c) le organizzazioni internazionali, comprese quelle regionali, e più nello specifico le istituzioni finanziarie internazionali e regionali;(d) le società, le imprese e le altre organizzazioni e gli altri operatori economici privati, nonché altri attori non statali;(e) i paesi e le regioni partner beneficiari dei fondi.(2) Nel caso del cofinanziamento parallelo, il progetto o il programma è suddiviso in diversi sottoprogetti chiaramente identificabili, ciascuno finanziato dai differenti partner cofinanziatori in modo tale da rendere sempre identificabile la destinazione del finanziamento.Nel caso del cofinanziamento congiunto, il costo totale del progetto o del programma è ripartito tra i partner cofinanziatori e le risorse sono messe in comune, in modo tale da non rendere identificabile la provenienza del finanziamento di una specifica attività nell’ambito del progetto o del programma.(3) Nel caso del cofinanziamento congiunto, per l’esecuzione delle azioni congiunte, la Commissione può ricevere e gestire fondi a nome degli enti di cui al paragrafo 1, primo, secondo e terzo trattino. Detti fondi figurano come entrate con destinazione specifica, in conformità all’articolo 18 del regolamento finanziario.Articolo 13Modalità di gestione(1) Le misure finanziate ai sensi del presente regolamento sono attuate conformemente alle disposizioni del regolamento (CE) n. 1605/2002 che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.(2) In caso di cofinanziamento o in altri casi debitamente giustificati, la Commissione può decidere di affidare le funzioni implicanti l’esercizio di potestà pubbliche, e in particolare funzioni di esecuzione del bilancio, agli organismi di cui all’articolo 54, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (CE) n. 1605/2002.(3) In caso di gestione decentralizzata, la Commissione può decidere di ricorrere alle procedure di aggiudicazione degli appalti o di concessione degli aiuti del paese o della regione partner beneficiari dei fondi, a condizione che:-  le procedure del paese o della regione partner beneficiari dei fondi rispettino i principi di trasparenza, proporzionalità, parità di trattamento e non discriminazione, e siano atte a prevenire qualsiasi conflitto di interessi;-  il paese o la regione partner beneficiari dei fondi s’impegni a verificare regolarmente la corretta esecuzione delle azioni finanziate tramite il bilancio comunitario, ad adottare provvedimenti atti a prevenire le irregolarità e le frodi e ad avviare eventuali azioni penali volte al recupero dei fondi indebitamente versati.Articolo 14Impegni di bilancio(1) Gli impegni di bilancio sono assunti in base a decisioni prese dalla Commissione ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 1, dell’articolo 8, paragrafo 1, e dell’articolo 11, paragrafo 3.(2) I finanziamenti comunitari assumono segnatamente le seguenti forme giuridiche:-  accordi di finanziamento;-  accordi di sovvenzionamento;-  contratti di appalto;-  contratti di lavoro.Articolo 15Tutela degli interessi finanziari della Comunità(1) Qualsiasi accordo sottoscritto nell’ambito del presente regolamento contempla disposizioni a tutela degli interessi finanziari della Comunità, segnatamente contro la frode, la corruzione e altre irregolarità ai sensi dei regolamenti (CE, Euratom) n. 2988/1995, (CE, Euratom) n. 2185/1996 e (CE) n. 1073/1999 del Consiglio(2) Detti accordi conferiscono espressamente alla Commissione e alla Corte dei conti il diritto di procedere all’audit, documentario o sul campo, di qualsiasi appaltatore o subappaltatore cui siano stati corrisposti fondi comunitari. Essi autorizzano inoltre espressamente la Commissione ad effettuare verifiche ed ispezioni sul posto, conformemente al regolamento (CE, Euratom) n. 2185/96.(3) Qualsiasi contratto connesso all’attuazione dell’assistenza garantisce alla Commissione e alla Corte dei conti l’esercizio del diritto di cui al paragrafo 2 del presente articolo, durante e dopo l’esecuzione del contratto.Articolo 16Partecipazione alle procedure di aggiudicazione degli appalti e di concessione degli aiuti e norme d’origine(1) Nell’ambito dell’esecuzione dei programmi d’azione di cui all’articolo 7 o delle misure specifiche di cui all’articolo 8, la partecipazione alle procedure di aggiudicazione degli appalti e di concessione degli aiuti è aperta:-  nel caso di un programma tematico di cui all’articolo 3, paragrafo 1, a qualsiasi persona fisica e giuridica dei paesi in via di sviluppo o dei paesi in transizione quali definiti dall’OCSE, nonché di qualsiasi altro Stato ammissibile a titolo del programma tematico;-  nel caso di un programma geografico di cui all’articolo 3, paragrafo 1, a qualsiasi persona fisica e giuridica dei paesi in via di sviluppo o dei paesi in transizione quali definiti dall’OCSE e ammissibili a titolo del programma geografico;-  in tutti i casi, a qualsiasi persona fisica o giuridica degli Stati membri della Comunità, degli Stati membri dello Spazio economico europeo e degli Stati ammissibili agli aiuti comunitari a titolo dello strumento di preadesione, nonché di qualsiasi altro paese terzo, in condizioni di reciprocità, conformemente alle disposizioni di cui al paragrafo 2.(2) Qualora un paese terzo si impegni ad autorizzare le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri a partecipare alle procedure di aggiudicazione degli appalti e di concessione degli aiuti nell’ambito dei programmi di cooperazione, la Commissione può decidere un’analoga autorizzazione a beneficio delle persone fisiche e giuridiche del paese terzo.La Commissione decide in merito all’ammissione agli appalti e agli aiuti previo parere del comitato istituito all’articolo 21, deliberando in base ad una relazione che analizza i motivi, le condizioni e l’impatto dell’ammissione proposta e conformemente alla procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2.La decisione in merito all’ammissione può coprire tutti gli aiuti comunitari, uno o più programmi tematici o geografici, oppure uno o più paesi o regioni partner, e eventualmente limitarsi a determinati settori di cooperazione. La durata minima della decisione è di un anno.(3) Qualora le misure finanziate ai sensi del presente regolamento siano attuate tramite la gestione centralizzata diretta da parte di organi degli Stati membri o di enti di diritto privato degli Stati membri con compiti di servizio pubblico, oppure tramite la gestione decentralizzata sotto la responsabilità del paese o della regione partner beneficiari dei fondi, ovvero tramite delega a organizzazioni internazionali o regionali, segnatamente alle istituzioni finanziarie internazionali, la partecipazione alle procedure di aggiudicazione degli appalti e di concessione degli aiuti stabilite dall’ente gestore è aperta alle persone fisiche e giuridiche degli Stati ammessi agli appalti e agli aiuti comunitari conformemente ai principi di cui ai paragrafi 1 e 2, nonché di qualsiasi altro Stato ammissibile conformemente alle norme e alle procedure dell’ente gestore.(4) L’origine delle forniture e dei materiali acquistati nell’ambito di un contratto relativo all’esecuzione delle misure adottate a titolo del presente regolamento rispetta i principi di cui ai paragrafi 1, 2 e 3.(5) In circostanze eccezionali e, segnatamente, in casi di estrema urgenza, qualora i servizi, le forniture e i materiali non siano disponibili negli Stati ammessi agli appalti comunitari, ovvero qualora la normativa sulla partecipazione agli appalti renda impossibile o eccessivamente difficile la realizzazione del progetto o del programma, la Commissione può decidere:-  di estendere l’apertura degli appalti alle persone fisiche e giuridiche di uno Stato non ammissibile ai sensi del paragrafo 1;-  di autorizzare l’acquisto di forniture e di materiali provenienti da uno Stato non ammissibile ai sensi del paragrafo 1.Articolo 17PrefinanziamentiGli interessi maturati sui prefinanziamenti corrisposti ai beneficiari sono detratti dal versamento finale.Articolo 18Fondi messi a disposizione della Banca europea per gli investimenti o di altri intermediari finanziari(1) I fondi di cui all’articolo 10, quarto trattino, sono gestiti dagli intermediari finanziari, dalla Banca europea per gli investimenti o da qualsiasi altra banca o organizzazione provvista delle capacità necessarie alla loro gestione.(2) La Commissione deve adottare, caso per caso, le disposizioni di attuazione del paragrafo 1 per quanto riguarda la ripartizione dei rischi, la remunerazione dell’intermediario incaricato dell’attuazione, l’utilizzazione e il recupero dei profitti sul fondo, nonché le condizioni di chiusura dell’operazione.Articolo 19Valutazione(1) La Commissione procede ad una regolare valutazione dei risultati delle politiche e dei programmi geografici e tematici, delle politiche settoriali, nonché dell’efficacia della programmazione, nell’intento di verificare il perseguimento degli obiettivi e di elaborare raccomandazioni finalizzate al miglioramento delle operazioni future.(2) La Commissione trasmette, per informazione, le relazioni di valutazione al comitato istituito ai sensi dell’articolo 21.TITOLO IVDISPOSIZIONI FINALIArticolo 20Relazione annuale(1) La Commissione vaglia i progressi conseguiti nell’attuare le misure adottate a titolo del presente regolamento e sottomette una relazione annuale sull’attuazione degli aiuti al Parlamento europeo e al Consiglio. La relazione è inoltre trasmessa al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.(2) La relazione fornisce, relativamente all’esercizio precedente, informazioni sulle misure finanziate, sull’esito delle attività di monitoraggio e di valutazione e sull’esecuzione del bilancio in termini di impegni e pagamenti per paese e regione partner nonché per settore di cooperazione.Articolo 21Comitato(1) La Commissione è assistita da un comitato.(2) Qualora venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE, conformemente alle disposizioni di cui all’articolo 8 della medesima. Il periodo stabilito dall'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a 30 giorni.(3) Qualora venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 3 e 7 della decisione 1999/468/CE, conformemente alle disposizioni di cui all’articolo 8 della medesima.(4) Il comitato adotta il proprio regolamento interno nel quale sono definite le regole in base alle quali la Commissione adotta le misure specifiche di cui all’articolo 8, paragrafo 2, primo comma, tramite procedura d’urgenza.(5) Un rappresentante della Banca europea per gli investimenti assiste ai lavori del comitato.Articolo 22Partecipazione di un paese terzo non ammissibile(1) Al fine di garantire la coerenza e l’efficacia degli aiuti comunitari, la Commissione può decidere, in occasione dell’adozione dei programmi d’azione di cui all’articolo 7 o delle misure specifiche di cui all’articolo 8, che i paesi, i territori e le regioni ammissibili agli aiuti comunitari nell’ambito dello strumento di preadesione o dello strumento europeo di vicinato e partenariato, nonché i paesi e territori d’oltremare associati alla Comunità, possono beneficiare delle misure adottate a titolo del presente regolamento, qualora il progetto o il programma geografico o tematico attuato presenti carattere mondiale, orizzontale, regionale o transfrontaliero. Detta possibilità di finanziamento può essere contemplata dai documenti di strategia e dai programmi indicativi pluriennali di cui agli articoli 4 e 5. Le disposizioni in materia di ammissibilità di cui all’articolo 9 e quelle in materia di partecipazione alle procedure di aggiudicazione degli appalti e di concessione degli aiuti, nonché le norme d’origine di cui all’articolo 16, sono adeguate in modo tale da permettere la partecipazione effettiva dei paesi, dei territori e delle regioni interessati.(2) Per quanto concerne le iniziative mondiali a favore dello sviluppo sostenibile o a sostegno di beni pubblici mondiali nell’ambito di meccanismi multilaterali, la Commissione può fornire un’assistenza finanziaria a titolo del presente regolamento. In tal caso, l’ammissibilità al finanziamento si estende a tutti i paesi che beneficiano di un’assistenza nell’ambito di un’iniziativa mondiale.Articolo 23Sospensione degli aiutiFatte salve le disposizioni in materia di sospensione degli aiuti di cui agli accordi di partenariato e di cooperazione conclusi con i paesi e le regioni partner, in caso di mancato rispetto dei principi di cui al titolo I da parte di un paese partner, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può adottare le misure adeguate nei confronti degli aiuti concessi al paese partner a titolo del presente regolamento.Articolo 24Disposizioni finanziarie(1) L’importo finanziario di riferimento per l’attuazione del presente regolamento per il periodo 2007-2013 ammonta a 44.229 milioni di €, di cui 23.572 milioni di € destinati al finanziamento della cooperazione con gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, ad eccezione del Sudafrica e del Timor orientale.(2) Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dall’autorità di bilancio entro i limiti delle prospettive finanziarie.Articolo 25Revisione del regolamentoEntro il 31 dicembre 2011, la Commissione sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio delle proposte sul futuro del presente regolamento e eventuali opportune modifiche.Articolo 26(1) Dal 1° gennaio 2007, i seguenti regolamenti sono abrogati:-  a) regolamento (CE) n. 1568/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2003, sul contributo alla lotta contro le malattie legate alla povertà (HIV/AIDS, tubercolosi e malaria) nei paesi in via di sviluppo;-  b) regolamento (CE) n. 1567/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2003, sul sostegno alle politiche e alle azioni riguardanti la salute e i diritti riproduttivi e sessuali nei paesi in via di sviluppo;-  c) regolamento (CE) n. 2493/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 novembre 2000, relativo a misure volte a promuovere la totale integrazione della dimensione ambientale nel processo di sviluppo dei paesi in via di sviluppo;-  d) regolamento (CE) n. 2494/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 novembre 2000, relativo a misure volte a promuovere la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste tropicali e delle altre foreste nei paesi in via di sviluppo;-  e) regolamento (CE) n. 975/1999 del Consiglio, del 29 aprile 1999, che fissa le modalità di attuazione delle azioni di cooperazione allo sviluppo, che contribuiscono all’obiettivo generale di sviluppo e consolidamento della democrazia e dello stato di diritto nonché a quello del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali;-  f) regolamento (CE) n. 806/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla promozione della parità fra i sessi nella cooperazione allo sviluppo;-  g) regolamento (CE) n. 1659/98 del Consiglio, del 17 luglio 1998, relativo alla cooperazione decentralizzata, modificato e esteso dai regolamenti (CE) n. 995/2002 e 625/2004;-  h) regolamento (CE) n. 1658/98 del Consiglio, del 17 luglio 1998, relativo al cofinanziamento con le organizzazioni non governative di sviluppo (ONG) europee di azioni nei settori che interessano i paesi in via di sviluppo (PVS);-  i) regolamento (CE) n. 1292/96 del Consiglio, del 27 giugno 1996, relativo alla politica e alla gestione dell’aiuto alimentare e ad azioni specifiche di sostegno alla sicurezza alimentare, modificato dal regolamento (CE) n. 1726/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2001, che modifica l’articolo 21 del regolamento (CE) n. 1292/96 del Consiglio relativo alla politica e alla gestione dell’aiuto alimentare e ad azioni specifiche di sostegno alla sicurezza alimentare;-  j) regolamento (CE) n. 382/2001 del Consiglio, del 26 febbraio 2001, relativo all’attuazione di progetti destinati a promuovere la cooperazione e le relazioni commerciali tra l’Unione europea e i paesi industrializzati dell’America settentrionale, dell’Estremo oriente e dell’Australasia e che abroga il regolamento (CE) n. 1035/1999;-  k) regolamento (CE) n. 1726/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000, relativo alla cooperazione allo sviluppo con il Sudafrica;-  l) regolamento (CEE) n. 443/92 del Consiglio, del 25 febbraio 1992, riguardante l’aiuto finanziario e tecnico per i paesi in via di sviluppo dell’America latina e dell’Asia nonché la cooperazione economica con tali paesi;-  m) regolamento (CE) n. 2258/96 del Consiglio, del 22 novembre 1996, relativo ad azioni di risanamento e di ricostruzione a favore dei paesi in via di sviluppo (PVS);-  n) regolamento (CE) n. 2130/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 ottobre 2001, relativo alle azioni nel settore degli aiuti alle popolazioni sradicate nei paesi in via di sviluppo dell’America latina e dell’Asia;-  o) regolamento (CE) n. 550/97 del Consiglio, del 24 marzo 1997, relativo alle azioni nel settore dell’HIV/AIDS nei paesi in sviluppo;-  p) regolamento (CE) n. 1484/97 del Consiglio, del 22 luglio 1997, riguardante gli aiuti alle politiche e ai programmi demografici nei paesi in via di sviluppo.(2) I regolamenti abrogati rimangono applicabili agli atti giuridici e agli impegni attinenti all’esecuzione degli esercizi anteriori al 2007.Articolo 27Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea . Esso si applica dal 1° gennaio 2007.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il […]Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente[…] […]FICHE FINANCIÈRE LÉGISLATIVE+++++ TABLE +++++1. LIGNE(S) BUDGÉTAIRE(S) + INTITULÉ(S)Activités actuellement couvertes par les Fonds européens de développement[26]Et sous réserve de certaines activités relevant de l’instrument de stabilité :Dépenses administratives [27]07 01 04 06 - Participation aux activités internationales en matière d'environnement — Dépenses pour la gestion administrative06 01 04 09 - Intelligent energy - Expenditure on administrative management (in part)07 01 04 05 - LIFE (European Financial Instrument for the Environment — 2000 to 2006) — Operations outside Community territory — Expenditure on administrative management (in part)19 01 04 01 - Coopération avec les pays tiers industrialisés - Dépenses pour la gestion administrative19 49 04 01 — Coopération avec les pays tiers industrialisés — Dépenses pour la gestion administrative19 01 04 04 - Coopération financière et technique avec les pays en développement d´Asie - Dépenses de gestion administrative19 49 04 04 - Coopération financière et technique avec les pays en développement d´Asie - Dépenses de gestion administrative19 01 04 05 - Coopération financière et technique avec les pays en développement d´Amérique latine - Dépenses de gestion administrative19 49 04 05 - Coopération financière et technique avec les pays en développement d´Amérique latine - Dépenses de gestion administrative19 01 04 07 - Assistance aux Etats partenaires d´Europe orientale et d´Asie centrale - Dépenses de gestion administrative ( en partie )19 49 04 06 - Assistance aux Etats partenaires d´Europe orientale et d´Asie centrale - Dépenses de gestion administrative ( en partie )19 01 04 11 - Développement et consolidation de la démocratie et de l´État de droit - Respect des droits de l´homme et des libertés fondamentales - Dépenses de gestion administrative ( en partie )19 49 04 10 - Développement et consolidation de la démocratie et de l´État de droit - Respect des droits de l´homme et des libertés fondamentales - Dépenses de gestion administrative ( en partie )19 01 04 12 - Promotion de l´investissement communautaire dans les pays en développement d´Amérique latine, d´Asie, de la Méditerranée et en Afrique du Sud, dans le cadre des accords de coopération économique et commerciale - Dépenses de gestion administrative ( en partie )19 49 04 11 - Promotion de l´investissement communautaire dans les pays en développement d´Amérique latine, d´Asie, de la Méditerranée et en Afrique du Sud, dans le cadre des accords de coopération économique et commerciale - Dépenses de gestion administrative ( en partie )21 01 04 01 - Autres aides en produits, actions d´appui et transport, distribution, mesures d´accompagnement et de contrôle de la mise en oeuvre - Dépenses de gestion administrative21 49 04 01 - Autres aides en produits, actions d´appui et transport, distribution, mesures d´accompagnement et de contrôle de la mise en oeuvre - Dépenses de gestion administrative21 01 04 02 - Autres actions de coopération et stratégies sectorielles - Dépenses de gestion administrative21 49 04 02 - Autres actions de coopération et stratégies sectorielles - Dépenses de gestion administrative21 01 04 05 - Programme européen pour la reconstruction et le développement (PERD) - Dépenses de gestion administrative21 49 04 05 - Programme européen pour la reconstruction et le développement (PERD) - Dépenses de gestion administrativeRelations multilatérales [28]19 02 03 - Coopération avec les pays tiers sur les migrations ( en partie )19 02 07 - Promotion de l´investissement communautaire dans les pays en développement d´Amérique latine, d´Asie, de la Méditerranée et en Afrique du Sud, dans le cadre des accords de coopération économique et commerciale ( en partie )19 02 11 - Programme de coopération Nord-Sud dans la lutte contre les drogues et la toxicomanie ( en partie )Droits de l’Homme[29]19 04 02 - Aide aux victimes de violations de droits de l'homme ( en partie )19 04 03 - Développement et consolidation de la démocratie et de l´État de droit - Respect des droits de l´homme et des libertés fondamentales ( en partie )19 04 04 - Soutien aux activités des tribunaux pénaux internationaux et à la mise en place de la Cour pénale international ( en partie )Pays industrialisés19 05 02 - Coopération avec les pays tiers industrialisésEurope de l’Est, Caucase et Républiques d’Asie Centrale[30]19 06 01 - Assistance aux Etats partenaires d´Europe orientale et d´Asie centrale ( en partie )19 06 02 - Coopération transfrontalière dans le domaine structurel ( en partie )19 06 04 - Action de réhabilitation et de reconstruction en faveur des États partenaires d´Europe orientale et d´Asie centrale ( en partie )Moyen-Orient et Méditerranée du Sud[31]19 08 05 - Actions de réhabilitation et de reconstruction en faveur des pays méditerranéens et du Proche- et du Moyen Orient ( en partie )19 08 06 - Autres interventions au bénéfice des pays en développement du Proche- et du Moyen-Orient ( en partie )19 08 07 - Aide à la réhabilitation et reconstruction de l'IraqAmérique Latine19 09 01 - Coopération financière et technique avec les pays en développement d´Amérique latine19 09 02 - Coopération politique, économique et culturelle avec les pays en développement d'Amérique latine19 09 03 - Aide aux populations déracinées dans les pays d´Amérique latine19 09 04 - Actions de réhabilitation et de reconstruction en faveur des pays en développement d´Amérique latineAsie19 10 01- Coopération financière et technique avec les pays en développement d´Asie19 10 02 - Coopération politique, économique et culturelle avec les pays en développement d'Asie19 10 03 - Aide aux populations déracinées dans les pays d´Asie19 10 04 - Actions de réhabilitation et de reconstruction en faveur des pays en développement d´Asie19 10 06 - Aide à la réhabilitation et reconstruction de l'AfghanistanStratégies sectorielles07 02 01 Participation aux activités internationales en matière d'environnement06 04 02 Intelligent energy — Europe programme (2003 to 2006): external strand — Coopener (in part)07 02 02- LIFE (European Financial Instrument for the Environment — 2000 to 2006 — Operations outside Community territory (in part)21 02 01 - Produits à mobiliser au titre de la convention relative à l´aide alimentaire21 02 02 - Autres aides en produits, actions d´appui et transport, distribution, mesures d´accompagnement et de contrôle de la mise en oeuvre21 02 03 - Participation communautaire à des actions en faveur de pays en développement exécutées par des organisations non gouvernementales21 02 05 - Environnement dans les pays en développement21 02 06 - Intégration des questions de genre dans la coopération au développement21 02 07 02 - Lutte contre les maladies dues à la pauvreté (VIH/sida, paludisme et tuberculose) dans les pays en développement21 02 07 03 - Aide aux populations et soins de santé en matière de procréation21 02 07 04 - Lutte contre les maladies dues à la pauvreté, autres que le VIH/sida, le paludisme et la tuberculose, dans les pays en développement21 02 08 - Aide à l'éducation fondamentale dans les pays en développement21 02 12 - Intégration des droits de l'enfant dans la coopération au développement21 02 13 - Coopération décentralisée21 02 14 - Constitution de capacités dans le domaine des technologies de l'information et des communications et dans le domaine de l'énergie durable21 02 17 - Coopération culturelle avec les pays en développementEtats ACP21 03 01 — Aide programmable – États ACP21 03 02 — Ajustement structurel, y compris les pays pauvres lourdement endettés (PPLE) — États ACP21 03 03 — Stabex — États ACP21 03 04 — Sysmin — États ACP21 03 05 — Capitaux à risque — États ACP21 03 06 — Bonifications d'intérêts — États ACP21 03 07 — Aides d'urgence — États ACP21 03 08 — Aides aux réfugiés — États ACP21 03 09 — Aide programmable — Pays et territoires d'outre-mer (PTOM21 03 10 — Ajustement structurel, y compris les pays pauvres lourdement endettés (PPLE) — PTOM21 03 11 — Stabex — PTOM21 03 12 — Sysmin — PTOM21 03 13 — Capitaux à risque — PTOM21 03 14 — Bonifications d'intérêts — PTOM21 03 15 — Aides d'urgence — PTOM21 03 16 — Aides aux réfugiés — PTOM21 03 17 - Programme européen pour la reconstruction et le développement (PERD)21 03 19 - Assistance aux producteurs traditionnels de rhum ACP dans les domaines du développement et de la diversification des marchés21 03 20 - Action de réhabilitation et de reconstruction en faveur des pays en voie de développement, notamment les Etats ACP2. DONNÉES CHIFFRÉES GLOBALES2.1 Enveloppe totale de l’action (partie B): 44 229 millions d'euros en CE2.2 Période d’application: 2007-20132.3 Estimation globale pluriannuelle des dépenses: (prix courant)a) Échéancier crédits d'engagement/crédits de paiement (intervention financière) (cf. point 6.1.1)Millions d'euros ( à la 3 e décimale)+++++ TABLE +++++b1) Assistance technique et administrative : personnel (cf. point 6.1.2)+++++ TABLE +++++b2) Assistance technique et administrative : dépenses d’appui (DDA) (cf. point 6.1.2)+++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++* “années suivantes” ne s’appliquent qu’aux paiementsc) Incidence financière globale des ressources humaines et autres dépenses de fonctionnement (cf. points 7.2 et 7.3)+++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++2.4 Compatibilité avec la programmation financière et les perspectives financièresProposition compatible avec la programmation financière prévue pour la période 2007-2013.2.5 Incidence financière sur les recettesAucune implication sur les recettes.3. CARACTÉRISTIQUES BUDGÉTAIRES+++++ TABLE +++++4. BASE JURIDIQUEArticles 179 et 181a du traité instituant la Communauté européenne.5. DESCRIPTION ET JUSTIFICATION5.1 Nécessité d'une intervention communautaire5.1.1 Objectifs poursuivisCoopération avec les pays en voie de développementAvec la politique extérieure et de sécurité commune, la politique commerciale et l’assistance humanitaire, la politique de développement de la Communauté est un domaine important des relations extérieures de l’Union européenne.Les objectifs poursuivis par le financement d’activités de coopération au titre du présent Règlement sont ceux définis à l’article 177 du traité instituant la Communauté européenne, à savoir :-  le développement économique et social durable des pays en développement et plus particulièrement des plus défavorisés d'entre eux ;-  l'insertion harmonieuse et progressive des pays en développement dans l'économie mondiale ;-  la lutte contre la pauvreté dans les pays en développement.En outre, la politique de la Communauté contribue à l'objectif général de développement et de consolidation de la démocratie et de l'État de droit, ainsi qu'à l'objectif du respect des droits de l'homme et des libertés fondamentales.La déclaration conjointe du Conseil et de la Commission de novembre 2000[32] donne à la Communauté un encadrement général pour ses activités de coopération et ses partenariats avec les pays en développement ou en transition. C’est ainsi que le principal objectif de la politique de coopération au développement de la Communauté est de réduire et éventuellement d’éradiquer la pauvreté par un appui au développement économique, social et environnemental durable, par l’intégration progressive des pays en développement dans l’économie mondiale et par la lutte contre les inégalités. La promotion des droits de l’homme, de la démocratie, de l’Etat de Droit, et de la bonne gouvernance fait partie intégrante de la politique communautaire de développement. En outre, la Communauté encourage une plus grande participation des organisations non gouvernementales, des opérateurs économiques, et notamment du secteur privé, et des partenaires sociaux dans les processus de développement. La politique communautaire de développement contribue également aux objectifs internationaux approuvés dans le contexte des Nations Unies ou au sein d’autres organisations internationales compétentes.Les objectifs de coopération de la Communauté sont inscrits dans les accords de coopération et de partenariat conclus entre la Communauté, ses Etats membres, et les pays et régions partenaires. Ils sont déclinés et adaptés en fonction des particularités régionales (les objectifs spécifiques par programme de coopération sont repris à la partie 5.2).Les objectifs de la politique de développement de la Communauté sont notamment ancrés dans les engagements pris par 189 Etats membres des Nations Unies, y inclus tous les Etats membres de la Communauté, lors de l’assemblée du millénaire des Nations Unies en septembre 2000. Les Etats ont en effet convenu d’un ensemble d’objectifs, dénommés Objectifs du Millénaire pour le développement (OMD), et de cibles mesurables pour lutter contre la pauvreté, la faim, la maladie, l’analphabétisme, la dégradation de l’environnement et la discrimination à l’égard des femmes. La Déclaration du Millénaire a également énoncé dans ses grandes lignes un consensus sur la « marche à suivre » qui met l’accent plus résolument sur les droits de l’homme, la bonne gouvernance et la démocratie.Objectifs du millénaire pour le développement devant être atteints d’ici 2015 :-  Réduire l’extrême pauvreté et la faim ;-  Assurer l’éducation primaire pour tous ;-  Promouvoir l’égalité entre les sexes et l’autonomisation des femmes ;-  Réduire la mortalité des moins de cinq ans ;-  Améliorer la santé maternelle ;-  Lutter contre le VIH/sida, le paludisme et d’autres maladies ;-  Assurer un environnement durable ;-  Développer un partenariat mondial pour le développement.Atteindre les OMD dépendra largement des politiques mises en œuvre par les pays en voie de développement, mais aussi de l’augmentation des ressources allouées à la coopération au développement, de l’amélioration de l’efficacité de l’aide et de la mise en place d’un système commercial et financier multilatéral ouvert.Lors de la Conférence internationale sur le financement du développement qui a eu lieu à Monterrey (Mexique) en mars 2002, les pays développés et les pays en développement ont commencé d’allouer des ressources et de prévoir des interventions conformément aux engagements du millénaire. C’est ainsi que les réformes politiques et économiques soutenues par les pays en développement devaient être appuyées par un apport direct du monde développé sous forme d’aide, d’échanges commerciaux, d’allègement de la dette et d’investissements.Les engagements de Barcelone[33] qui définissent la contribution de l’Union européenne au consensus de Monterrey engagent notamment la Communauté et ses Etats membres à : accroître substantiellement leur aide officiel au développement, renforcer la coordination des politiques et l’harmonisation des procédures, délier plus avant leur aide, accroître l’aide liée au commerce, encourager le règlement de la question des biens publics mondiaux, poursuivre l’examen de sources de financement novatrices, favoriser certaines reformes des systèmes financiers internationaux et tendre vers l’établissement d’un niveau soutenable d’endettement, dans le cadre de l’initiative PPTE. Ces engagements contribuent donc à définir le cadre général de la politique de développement communautaire, ses objectifs et ses modalités de mise en œuvre.The development and consolidation of democracy and the rule of law, and respect for human rights and fundamental freedoms constitute key objectives of the European Union’s external policies. Within the framework of the present Regulation and its geographical scope, the European Community will contribute to the implementation of operations advancing respect for human rights and fundamental freedoms, promoting and strengthening democratic processes, including where appropriate through election observation and assistance, and developing and consolidating the rule of law and good governance.Coopération avec les pays industrialisésThe objectives pursued are essentially based on joint policy statements and instruments (joint political Declarations, Action Plans, Framework Agreements, New Transatlantic and Partnership Agendas…) between the European Union and the partner countries concerned.Cooperation initiatives with industrialised non-member countries, by providing an underpinning of concrete activities for the bilateral dialogues, aim to contribute to the creation of a more favourable environment for the conduct and development of political, economic and trade relations between the European Union and these partner countries, thus building stronger bilateral links in all relevant areas. This includes the improvement of market access and business opportunities for European Union industry on those markets.Cooperation objectives with industrialised countries relate more particularly to four main action fields: promoting peace, security, democracy and development in the world; strengthening bilateral economic and trade relations and contributing to the expansion of world trade and economy; responding to global and societal challenges; building bridges between people and cultures.Multilateral and other cooperation as external aspects of internal policies5.1.2 Dispositions prises relevant de l’évaluation ex anteThe Commission carried out in the second half of 2003 an extensive high-level review of the whole range of European Community external instruments, in the context of the preparation of its proposals for the new financial perspectives. The Commission established the “Peace Group” which was tasked with leading the identification of the future priorities for external relations and the instruments needed to serve those priorities. This Group functioned at both the level of the external relations Commissioners and the services. It met regularly between April and December 2003 and developed the principles, which were set out in the Communication “Building our Common Future, Policy Challenges and Budgetary Means of the Enlarged Union 2007-2013”[34]. The need to align objectives and instruments more closely to European Union values and interests was identified as being fundamentally important.In particular, the “Peace Group” underlined that the European Union’s values, reflected by its democratic tradition, social model and integration experience, include human dignity, the rule of law, human rights, solidarity, equality between the sexes, adherence to the multilateral system of the United Nations and support, within the multilateral economic system, for regionalism as a force for development and stability. It emphasised that its interests drive the European Union to promote stable international growth founded on sustainable development. In this way it guarantees itself increasing outlets and quality jobs on competitive, open and regulated markets. Finally, the “Peace Group” recommended that the European Union promotes its values and interests by operating simultaneously as a continental power, and as a global economic and political player.As far as external community instruments are concerned, the “Peace Group” recognised that the European Union's co-operation and assistance policy is the result of 50 years of successive sedimentation, which results in a multiplication of assistance instruments and a fragmentation of aid management both in terms of programming and implementation functions (even if recent policy and structural reforms have helped to improve coherence and consistency of the European Union's co-operation and assistance policy).The “Peace Group” put forward that the European Union’s framework for external assistance should be rationalised and simplified by a reduction in the number of legal bases, the number of budget lines, and the number of programmes. More precisely, it recommended that:-  the complex structure of existing aid programs (EDF, ALA, MEDA, TACIS, CARDS, etc…) covering a wide range of interventions (peacekeeping and post-crisis operations; rehabilitation; economic reforms; projects; human rights programs; budgetary support) should be significantly streamlined;-  European Community and Member States policies and implementation should be harmonised.Furthermore, the “Peace Group” underlined the following points:-  Large geographic programmes based on the principles of ownership and partnership with partner countries and regions and thematic programmes allowing for policy initiatives by the Community should be maintained;-  Strategy papers, subject to regular reviews, are the right tool to ensure overall policy coherence and to respect external policy objectives in the different areas as well as in the external aspects of internal policies;-  Resources should be allocated to partner countries according to expected and measured performances and strategy papers process, backed up by stronger analytical capabilities, should confront goals and achievements;-  Performance-based allocations do not mean increased conditionality in the traditional sense and the issue of political conditionality should be approached cautiously, on the basis of lessons drawn from experience;-  Though this is not necessarily a solution in each and every case, such concerns for results, namely the political and economic reforms in the partner countries, leads the Commission to suggest, where possible, moving further financial and technical assistance from projects towards sector programmes, budget support and macro-economic financial assistance which facilitate both the absorption by the partner country since its own budgetary procedures are used, and donors’ co-ordination as well as quick disbursement subject to compliance though.The current proposal also takes account of the vast literature of work on development, the practice of other international and bi-lateral donors, as well as of the principles and objectives of the reform of the management of external assistance launched by the Commission in May 2000.5.1.3 Dispositions prises à la suite de l’évaluation ex postWhile the diversity of evaluations undertaken during the last five years to a large extent precludes the definition of any single overarching finding, the various sets of results available continue to isolate a cluster of key issues.These results underline the fact that clearly-defined and realistic objectives, associated with agreed criteria for success, remain of great importance for the successful implementation of external assistance. At the same time, sensitivity to possible changes in the circumstances and capacity of partner organisations will be nurtured through appropriate institutional support, policy dialogue and technical assistance.Coherent and comprehensive approaches will be formulated, embracing an array of means of interventions allowing for flexible planning and rapid delivery in response to any specific in-country situation.Sound policy and methodological frameworks following the highest international standards will be translated into clear and realistic targets applying leaner procedures. Implementation will take full advantage of the devolution process to ensure optimal management capacity and information systems. At the ex-ante or feasibility stage, consideration of the full range of alternative choices of approach will be undertaken, including reflection on the most appropriate instruments and conditions for assistance, and favouring rapid and simple instruments for administration and operative management.First positive results and the soundness of proposed improvements were evidenced through the latest evaluation reports.5.2 Actions envisagées et modalités de l'intervention budgétaireAfrique Sub-saharienne, Caraïbes, Pacifique et Océan Indien (ACP)Populations viséesThe ACP regroup 78 developing countries (76 countries covered by the EDF plus South Africa and East Timor) with a total population of 700 million. 42 of these countries are least developed countries and close from 50% of the ACP population lives with less than 1 USD per day.Objectifs spécifiquesThis programme is designated to finance cooperation activities at country, regional and at all ACP levels aimed at reducing poverty, promoting sustainable development, addressing in a balanced and integrated manner social, economic and environmental objectives, and the progressive integration of the ACP countries into the world economy. The programmes will be designed according to the approach and principles defined in the ACP-EC Partnership Agreement signed in Cotonou in June 2000. They will contribute to the achievement of the Millennium Development Goals and will be based on and promote the respect for all human rights and fundamental freedoms, democracy based on the rule of law and transparent and accountable governance. The policy co-operation framework between the European Union and South Africa is set out in the Bi-Lateral Trade, Development and Cooperation Agreement (TDCA) which came into full force on 1 May 2004 as well as in the ACP-EC Partnership Agreement, to which South Africa is a Party as qualified in Protocol N°3.Mesures à prendreThe co-operation programmes shall be tailored to each country’s and region’s circumstances, shall promote local ownership and the involvement of non state actors in the development process.Interventions will be made in the form of grant subsidy with direct budget support and sector-specific programme aid as preferred intervention tools, or in the form of risk capital and loans managed by the European Investment Bank.The priorities will be discussed with each partner government and with each partner regional organisation. They will be agreed upon in the form of Country Strategy Papers and Regional Strategy Papers that shall be coherent with the national and regional development and poverty reduction strategy papers and complementary to other donor interventions, in particular from Member states. These strategy papers will be operationalised through National and Regional Indicative five-year programmes to be signed by both parties. Those indicative programmes will define the focal sectors for Community interventions in line with the Joint Declaration by the Council and the Commission of November 2000 on the European Community’s Development Policy, as well as a number of non focal areas for co-operation, taking into account cross-cutting issues. They will include a set of overall and sector-specific objectively measurable performance indicators related to the achievement of the Millennium Development Goals. The financial envelopes for each indicative programme will be defined on the basis of both needs and performance indicators and may be revised on the basis of periodic assessments of performance.Moyen-orient(Est du Jourdain : Irak, Pays du Golfe, Yémen, Iran)Populations viséesThe population of the countries belonging to the Gulf Cooperation Council, Iran, Iraq and Yemen is likely to benefit under this Regulation.Objectifs spécifiquesThe major objectives for European Community co-operation with the Countries of East of Jordan are:-  Contribute to peace and security in the region and globally, through a broadening of Community engagement with the region;-  Promote the sustainable development of the less prosperous countries of the region, addressing the root causes of poverty;-  Contribute to the protection of human rights and to the spreading of democracy, good governance and the rule of law;-  Support reforms in the region-  Support domestic efforts in areas such as fight against organized crime, drugs trafficking, terrorism and non proliferation;-  Further strengthen mutual trade and investment flows with the region, and support trade related assistance with particular attention to the DDA and WTO implementation issues;-  Promote regional cooperation.Mesures à prendreMeasures receiving Community support shall include, inter alia: support to reconstruction in Iraq in line with Commission's communications, support fight against all forms of trafficking, money laundering, organized crime, terrorism and non proliferation; supporting the development of network links to the EU, particularly for oil and gaz, support the implementation of the EU-GCC Free trade agreement (to be concluded in the near term); support to human rights and democracy programmes; support for programmes on environmental protection and sustainable management of natural resources; support for institutional, legal and administrative reforms; support to development of trade and investment; measures to improve governance and rule of law; support to higher education systems; support to policy reforms; support to poverty alleviation programmes in Yemen.Amérique LatinePopulations viséesThe entire population (500 million) in Latin America is likely to benefit under this Regulation.Objectifs spécifiquesCommunity cooperation shall in particular pursue the following specific objectives:-  Promoting sustainable development addressing in a balanced and integrated manner social, economic and environmental objectives and promote harmonious and progressive integration and participation in the world economy;-  Increasing social cohesion by reducing poverty, exclusion and inequality;-  Promoting, democracy, rule of law and respect for human rights;-  Favouring regional integration in Latin America, and support the development of closer relations between Latin American partners and the European Union;-  Support trade related assistance with particular attention to the DDA and WTO implementation issues;-  Supporting rehabilitation, reconstruction and aid to uprooted people, with particular attention to the transition between emergency and development.Mesures à prendreMeasures receiving Community support could relate inter alia to local and rural development, food aid, environmental protection and sustainable management of natural resources, trade assistance with particular attention for the DDA, fiscal and social policies and social sectors such as health and education and private sector. Special attention will be paid to promoting the transfer of European Union experience in the social and fiscal fields. Intra regional and bi-regional cooperation in the social and environmental fields will be encouraged. Assistance shall be provided to strengthening the institutional and legislative framework in particular to underpin democratic institutions, public administration, justice administration, and also to deal with threats to security such terrorism and organized crime. Measures could concern the management of asylum and migration flows. Assistance shall be provided to regional integration processes in Latin America, including, trade, institutional, customs and other aspects of regional integration. Closer relations between societies from both regions will be promoted through decentralised programmes.Community cooperation shall also support sectors included in agreements with partner countriesAsiePopulations viséesThe entire populations of developing countries in Asia are likely to benefit under this Regulation.Objectifs spécifiquesThe European Commission co-operation with Asia is based on Commission Communication: “Europe and Asia: a strategic framework for enhanced partnership”[35].This Communication defines 6 major objectives for European Community co-operation with Asia, namely to:-  Contribute to peace and security in the region and globally, through a broadening of Community engagement with the region;-  Further strengthen mutual trade and investment flows with the region, and support trade related assistance with particular attention to the DDA and WTO implementation issues;-  Promote the sustainable development of the less prosperous countries of the region, addressing the root causes of poverty;-  Contribute to the protection of human rights and to the spreading of democracy, good governance and the rule of law;-  Build global partnerships and alliances with Asian countries, in appropriate international fora, to help address both the challenges and the opportunities offered by globalisation and to strengthen joint efforts on global environmental and security issues;-  Help strengthen mutual awareness and exchanges.This global, Asia-wide strategy has been complemented by subsequent strategies at sub-regional and country level, notably for South East Asia[36], China[37] and India[38].Supporting rehabilitation, reconstruction and aid to uprooted people, with particular attention to the transition between emergency and development, constitutes another objective of assistance to Asia.Mesures à prendreMeasures receiving Community support shall include, inter alia: social services (health, education), whenever possible through sector-wide approaches, contributing to improving social cohesion; institution building measures notably in the areas of trade related technical assistance, with particular attention for the DDA, and the judiciary; measures in support of economic cooperation with an efficient private sector able to operate according to the global trade rules and the principles of a market economy; measures supporting environmental protection, sustainable management of natural resources, rural development and food security; measures to promote good governance, the rule of law and respect for human rights and democratisation; management of asylum and migration flows; measures addressing security issues, such as the fight against trafficking, crime, and terrorism; measures contributing to the development of media and communication sectors; statistical cooperation; measures supporting regional integration; support to cultural cooperation and higher education exchanges; measures to improve mutual awareness and visibility, measures aimed at supporting and assisting uprooted people.Community cooperation shall also support sectors included in agreements with partner countries.Asie CentralePopulations viséesThe entire population of Kazakhstan, Kyrgyzstan, Uzbekistan, Tajikistan and Turkmenistan is likely to benefit under this Regulation.Objectifs spécifiquesThe major objectives for European Community co-operation with the Countries of Central Asia are:-  Contribute to peace and security in the region and globally, through a broadening of Community engagement with the region;-  Promote the sustainable development of the less prosperous countries of the region, addressing the root causes of poverty;-  Contribute to the protection of human rights and to the spreading of democracy, good governance and the rule of law;-  Promote regional cooperation in areas such as protection of the environment, management of natural resources; fight against organized crime, drugs trafficking and terrorism;-  Further strengthen mutual trade and investment flows with the region, and support trade related assistance with particular attention to the DDA and WTO implementation issues.Mesures à prendreMeasures receiving Community support shall include, inter alia: support to border management, fight against all forms of trafficking, money laundering and organized crime; supporting the development of network links to the EU, particularly for oil and gaz, and to pan-European transport corridors; supporting programmes on environmental protection and sustainable management of natural resources; support for institutional, legal and administrative reforms; support to development of trade and investment; measures to improve governance and rule of law; support to higher education systems; support to policy reforms in public finances, agriculture and social protection; support to poverty alleviation programmes.Initiatives globales et horizontales pour le développement et les aspects externes des politiques internesPopulations viséesThe target populations vary according to the type of thematic programme. Some foresee a global outreach, eg protection of the global environment, others are specifically targeted at the most vulnerable segments of populations in developing countries, e.g. women and children, the rural poor, ill people, etc. Objectives and actions related to innovative approaches and promotion of the non-state actor dimension are targeted at NGOs, decentralised government structures in recipient countries, the private sector, trade unions, universities, foundations and research institutes as well as the populations, which ultimately benefit from their initiatives. The European Union population is a target for awareness-raising on development cooperation.Objectifs spécifiquesGlobal and horizontal initiatives (so-called thematic programmes) contribute to the overarching objectives of poverty reduction (Millennium Development Goals), sustainable development and the integration of developing countries into the world economy. They are complementary to geographical programmes and pursue the following specific objectives:-  To promote the provision of global public goods through global, horizontal and targeted actions in support of sustainable development, which cover actions in fields such as environment, forests, knowledge and research, social development and other sectors;-  To promote multilateralism and global partnerships through the support to global initiatives (e.g. Hihgly Indebted Poor Countries initiative, Global Fund for AIDS, Tuberculosis and Malaria, Education Fast Track Initiative and Multilateral Environmental Agreements, the negotiation of new environmental agreements) and Multilateral Agreements to which the Community is a Party. This will include financing of activities of multi-regional character implemented by international organisations such as the UN and international NGOs;-  To facilitate the mainstreaming of cross-cutting issues such as human rights, gender equality, trade, the environmental dimension in country and regional strategies and programmes;-  To support pilot and innovative approaches, the creation and exchange of knowledge and best practice and lessons-sharing between different actors, where the added value of such initiatives is clearly demonstrated and where it does not lead to a proliferation of tiny single-issue lines;-  To enhance participation and ownership of non-state actors by promoting actions that are actor-driven or actor-oriented;-  To initiate a process of change (e.g. awareness raising, institutional capacity-building) on sensitive issues that may not be tackled in the short-term through the geographical programmes because agreement cannot be reached with partner governments;-  To provide a flexible response to crisis and post-crisis situations in the transition towards development, including, but not restricted to, addressing food security measures and responses to trade shocks, in particular when this cannot be effectively supported under national indicative programmes;-  To initiate and/or maintain an anchor with countries where no agreed co-operation programme is in place (the so-called difficult partnerships);-  To raise awareness on development in the EU.Mesures à prendreThematic strategies will be established for periods up to seven years. The strategic documents will set out the European Union’s vision and priorities of its assistance within each priority theme and initiative. These multiannual programming documents will include: i) an analysis of the added value of Community aid compared with geographical instruments; ii) a situation analysis at international level and European Union level, including European Union commitments with regard to the specific global/horizontal issue, the position of the Council and the European Parliament; iii) the work priorities identified by the Commission, the operations financed previously and the lessons learned from them, including outcomes of evaluations; iv) the response strategy, including a detailed description of the theme, the geographical priorities if a geographical breakdown is envisaged, the measures taken (interventions); v) the multiannual programme, including annual amounts and forecasts, an indication of the type of interventions and the partners involved in their implementation, the instruments to be used for the selection of interventions and distribution of funds. Annual Work Programmes will be drawn up based on the multiannual thematic programming documents.Démocratie et Droit de l’HommeAs set out in the thematic strategy, measures receiving Community support in pursuit of the present Regulation’s objectives in the field of promoting democratisation and the rule of law, and respect for human rights and fundamental freedoms shall include:-  pertinent global, regional and country projects and programmes of local and EU non-governmental and civil society based organisations;-  cooperation with international organisations in the field of democratisation and human rights.Migration managementIn complementarity with geographical programmes, a thematic strategy may be set up in the field of asylum and migration covering the following types of actions :-  the development of third country’s legislation in the field of legal immigration-  the development of legal migration;-  the development of legislation and national practices as regards international protection;-  the establishment in the third countries concerned of an effective and preventive policy in the fight against illegal migration, including the fight against trafficking in human beings and smuggling of migrants, and the development of relevant legislation;-  the readmission, in full respect of the law, and durable reintegration, into the third country concerned of persons who have illegally entered or remained on the territory of Member States or of persons who have unsuccessfully applied for asylum in the European Union or benefited from international protection there.Coopération avec les pays industrialisésPopulations viséesPays de l’OCDE et non membres de l’Union européenne.Objectifs spécifiquesSpecific objectives of the programme are:-  to promote a better understanding and a more widespread knowledge of the European Union in order to reinforce the influence of the European Union in bilateral and multilateral relations with the partner countries concerned as well as increase the visibility of the European Union there;-  to enhance people-to-people exchanges and promote sectoral dialogues and collaborative projects between the European Union and the partner countries to help the European Union and the partner countries developing further their bilateral relations;-  to promote investment and commercial relations between the European Union and partner countries.Mesures à prendreMeasures receiving community support shall include projects targeting inter alia universities and other educational institutions, foundations, think tanks, research institutes, social partners, business and sectoral organisations and NGO’s in the partner countries and in the EU and aiming notably at:-  enhancing people-to-people and academic exchanges - in particular student and faculty mobility and joint curriculum development - as well as dialogues between political, environmental, economic and business organisations, social partners, NGOs and civil society actors of the EU and the partner countries;-  developing joint cooperation projects in fields of common interest to the EU and partner countries such as the environment, energy and transport, customs, science and technology;-  stimulating EU-related curricular development in partner countries, research work and studies destined to provide input for the European Union and the partner countries, and EU-focused information activities in the partner countries;-  developing policy advice and public diplomacy initiatives to explain European union institutions, policies and positions and influence the way stakeholders groups and the general public in partner countries understand and react to European union policies, and affect the policies of their respective governments.Community measures shall also include measures aiming at enhancing the European union business presence on the market of partner countries, including through export and commercial promotion; improving market access conditions and the regulatory framework for EU products and services in partner countries; facilitating bilateral investment flows with partner countries and contributing to making more influential the EU business presence in partner countries.5.3 Modalités de mise en œuvreProgrammes may be implemented under direct centralised management by the Commission from Headquarters and/or thought the devolved Commission Delegations using both statutory and temporary staff. They may also be implemented under decentralised management by the beneficiary country and under joint management with international organisations. The Regulation also leaves open the possibility for programme implementation under indirect centralised management arrangements by national public sector bodies or bodies governed by private law with a public service mission, or by an executive agency.6. INCIDENCE FINANCIÈRE6.1 Incidence financière totale sur la partie B (pour toute la période de programmation) (prix courant)6.1.1 Intervention financièreCrédits d'engagement en millions d'euros (à la 3 e décimale)+++++ TABLE +++++7.2. Overall financial impact of human resources (prix 2004)+++++ TABLE +++++Les montants correspondent aux dépenses totales pour 12 mois.7.3 Autres dépenses de fonctionnement découlant de l’action (prix 2004)+++++ TABLE +++++Les montants correspondent aux dépenses totales de l’action pour 12 mois.(1) Préciser le type de comité ainsi que le groupe auquel il appartient.(prix 2004)+++++ TABLE +++++"Les besoins en ressources humaines et administratives seront couverts à l’intérieure de la dotation allouée à la DG gestionnaire dans le cadre de la procédure d’allocation annuelle"."L'allocation de postes dépendra d'une part de l'organisation interne de la prochaine Commission et d'autre part d'une éventuelle réallocation de postes entre services suite aux nouvelles perspectives financières".8. SUIVI ET ÉVALUATION8.1 Système de suiviThe Commission will monitor progress of its external co-operation on all levels, input (in particular financial flows (commitments, contracts and payments), activities / outputs (project and programme execution, internal monitoring carried out on the spot by Commission Delegations), progress / outcome (external Results-Oriented Monitoring - ROM[39]) and impact (Millennium Development Goals are jointly monitored with partners).All countries and regional pluriannual indicative program will include the specific objectives and expected results for each area of co-operation, and a limited number of key outcome indicators in regard to economic and poverty situation. These indicators must relate to developments that are measurable in the short/medium term. If there is a Poverty Reduction Strategy Paper process under way, the indicators must correspond to those developed in that framework.The programming of long-term external aid for partner countries and regions is carried out in the framework of the preparation of country and regional strategy papers (up to 7-years).. These country strategies also include a work plan or national / regional indicative programme jointly agreed between the Community and partner country/region concerned.Under the principle of rolling programming, a review process is foreseen including annual operational reviews, mid-term reviews, and ad-hoc reviews where necessary. These review mechanism provides the flexibility required to ensure that operations are kept constantly in line with changes occurring in the economic situation, priorities and objectives of the partner country/region.Reviews take a special interest on progress achieved in terms of financial execution of aid, as well as in terms of results achieved and evolution of the context in term of poverty reduction, economic performance and supported sectors. Updated intervention frameworks and indicator tables on focal sectors are annexed to review documents in order to facilitate the assessment at the time of the review. In particular, mid-term reviews may lead to a change of strategy, as well as a change in the country/region allocation in the light of the current needs and performance.Les documents de stratégie thématique incluront une liste d’indicateurs permettant de suivre, dans la mesure des informations disponibles, l’évolution globale de la situation concernée par le thème.Les programmes d’actions annuels incluront une information sur le type d’indicateurs de performances appropriés qui devront être suivi dans la mise en œuvre des actions financées par la Commission.8.2 Modalités et périodicité de l’évaluation prévueIn application of current rules and in view of the vast scope of the activities foreseen, an evaluation system covering the different levels of intervention and types of instruments has been set up.Notably, the financial regulation, as well as the internal control standards, calls for regular evaluation of all (sizable) activities. This is translated into the evaluation of single operations (e.g. development projects), of programmes (e.g. country strategies) and policy sectors or themes (e.g. transport or gender issues). Evaluations of are also necessary and ongoing of wider legal obligations such as the 3 Cs (Coherence, Complementarity, Coordination).In practical terms, above mentioned obligations would amount to a yearly evaluation programme covering roughly the following: 30 country strategy evaluations (approximately 120 sizeable Country Strategy Papers covered over a 4 year cycle) , 4 evaluations of regional and sub regional strategies; 4 evaluations of themes and sectors and 4 joint evaluations. It is also estimated that about 300 projects and other operations have to be evaluated each year.[40]These works will be complemented by relevant works on databases, meta-analyses, methodology and training.9. MESURES ANTIFRAUDELa protection des intérêts financiers de la Communauté et la lutte contre les fraudes et autres irrégularités font partie intégrant du présent règlement.Le suivi administratif des marchés et des paiements relève de la compétence des délégations de la CE dans les pays bénéficiaires.Chacune des actions financées dans le cadre du présent règlement est supervisée par les délégations à tous les stades du cycle de projet. Cette supervision tient compte des obligations contractuelles ainsi que des principes d'analyse coût-efficacité et de saine gestion financière.Tout accord ou contrat conclu en vertu du présent règlement prévoit expressément un suivi de la dépense autorisée dans le cadre des projets/programmes et de la mise en œuvre des activités ainsi que le contrôle financier de la Commission, notamment de l'Office européen de lutte antifraude (OLAF), ainsi que des audits de la Cour des comptes, effectués sur place si nécessaire. Il doit autoriser la Commission à procéder aux vérifications et inspections sur place visées par le règlement (Euratom, CE) no 2185/96 du 11 novembre 1996 relatif aux contrôles et vérifications sur place effectués par la Commission pour la protection des intérêts financiers des Communautés européennes contre les fraudes et autres irrégularités.La nature des dépenses (éligibilité), le respect des budgets (dépenses effectives), la vérification des justificatifs et des documents (preuves des dépenses) font l'objet d'une attention particulière.[1] COM(2004) 101 del 10 febbraio 2004 e COM(2004) 487 del 14 luglio 2004.[2] Ai sensi dell’articolo 177 del trattato, la politica di sviluppo della Comunità favorisce: “lo sviluppo economico e sociale sostenibile dei paesi in via di sviluppo, in particolare di quelli più svantaggiati; l’inserimento armonioso e progressivo dei paesi in via di sviluppo nell’economia mondiale; la lotta contro la povertà nei paesi in via di sviluppo”. Inoltre: “La politica della Comunità in questo settore contribuisce all’obiettivo generale di sviluppo e consolidamento della democrazia e dello Stato di diritto, nonché al rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”.[3] COM(2004) 487 del 14 luglio 2004, sezione 3.4.3.[4] Dichiarazione del Consiglio e della Commissione, del 10 novembre 2000, sulla politica di sviluppo della Comunità europea (1348/00).[5] “La politica della Comunità nel settore della cooperazione allo sviluppo, che integra quelle svolte dagli Stati membri, [...]” (articolo 177).[6] - Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulla complementarità delle politiche della Comunità e degli Stati membri nel settore della cooperazione allo sviluppo (COM(1999) 218 del 6 maggio 1999).- Risoluzione del Consiglio Sviluppo del 21 maggio 1999 (8435/99) sulla complementarità tra la Comunità e gli Stati membri in materia di cooperazione allo sviluppo.- Risoluzione del Parlamento europeo sulla comunicazione della Commissione concernente la complementarità delle politiche della Comunità e degli Stati membri nel settore della cooperazione allo sviluppo (A5-0227/2000 - 21 settembre 2000).[7] “Le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente devono essere integrate nella definizione e nell’attuazione delle politiche e azioni comunitarie di cui all’articolo 3, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile.” (articolo 6).“La Comunità tiene conto degli obiettivi di cui all’articolo 177 nelle politiche da essa svolte che potrebbero avere un’incidenza sui paesi in via di sviluppo.” (articolo 178).[8] - Risoluzione del Consiglio, del 5 giugno 1997, sulla coerenza tra la politica di cooperazione allo sviluppo della Comunità e le altre politiche comunitarie.- Comunicazione del commissario Nielson (Sviluppo e Aiuti umanitari): “Towards Improved Coherence between the Community Development Policy and other Community Policies” (verso una maggiore coerenza tra la politica di sviluppo e le altre politiche comunitarie) (COM(2000) 254 del 18 aprile 2000).[9] “La Comunità e gli Stati membri coordinano le rispettive politiche in materia di cooperazione allo sviluppo e si concertano sui rispettivi programmi di aiuto, anche nelle organizzazioni internazionali e in occasione di conferenze internazionali. Essi possono intraprendere azioni congiunte. Gli Stati membri contribuiscono, se necessario, all’attuazione dei programmi di aiuto comunitario.” (articolo 180)[10] - “Orientamenti per rafforzare il coordinamento operativo tra la Comunità, rappresentata dalla Commissione, e gli Stati membri nel settore dell’assistenza esterna” adottati dal Consiglio Affari generali di gennaio 2001 nell’ambito del dibattito orientativo sull’azione esterna dell’Unione europea.- L’Unione europea ha definito il proprio contributo al processo di finanziamento dello sviluppo (Conferenza di Monterrey dal 18 al 22 marzo 2002) in occasione del Consiglio di Barcellona, il 14 marzo 2002, impegnandosi in particolare a migliorare l’efficacia degli aiuti grazie ad un maggior coordinamento e armonizzazione e ad adottare provvedimenti concreti a tal fine prima del 2004.- Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo “Messa in pratica del consenso di Monterrey: il contributo dell’Unione europea” (COM(2004) 150 del 5 marzo 2004).[11] Comunicazione SEC(2000)814 del 16 maggio 2000 presentata dai commissari Patten (Relazioni esterne), Nielson (Sviluppo e aiuti umanitari), Verheugen (Allargamento), Lamy (Commercio) e Solbes Mira (Questioni economiche e monetarie).[12] Segnatamente: a) regolamento (CE, Euratom) n. 99/2000 del Consiglio, del 29 dicembre 1999, relativo alla prestazione di assistenza agli Stati partner dell’Europa orientale e dell’Asia centrale; b) regolamento (CE) n. 2698/2000 del Consiglio, del 27 novembre 2000, che modifica il regolamento (CE) n. 1488/96 relativo a misure d’accompagnamento finanziarie e tecniche (MEDA) a sostegno della riforma delle strutture economiche e sociali nel quadro del partenariato euromediterraneo; c) regolamento (CE) n. 2666/2000 del Consiglio, del 5 dicembre 2000, relativo all’assistenza all’Albania, alla Bosnia-Erzegovina, alla Croazia, alla Repubblica federale di Jugoslavia e all’ex Repubblica jugoslava di Macedonia.[13] Documento di lavoro dei servizi della Commissione (SEC(2000) 1049) approvato dal Consiglio Sviluppo del 10 novembre 2000.[14] Documento di lavoro della Commissione approvato nel dicembre 2003 dai direttori generali della Direzione generale Relazioni esterne, della Direzione generale Sviluppo e dell’Ufficio di cooperazione EuropeAid.[15] Cfr. nota n. 11.[16] A titolo d’esempio, cfr. articolo 61 dell’accordo di Cotonou.[17] COM(2004) 313 del 26 aprile 2004.[18] La “Relazione annuale 2003 della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulla politica di sviluppo della CE e sull’esecuzione dell’assistenza esterna nel 2002” (COM(2003)527 del 3 settembre 2003) è l’ultima trasmessa.[19] COM(2003) 590 dell’8 ottobre 2003.[20] GU C […] del […], pag. […].[21] GU L […] del […], pag. […].[22] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.[23] En partie car seules les activités de coopération avec les Républiques d’Asie Centrale relèvent de ce Règlement.[24] En partie car seules les activités de coopération avec les Pays du Golfe, le Yèmen, l’Irak et l’Iran relèvent de ce Règlement.[25] En partie car les opérations de déminage relèvent de l’instrument de stabilité.[26] A l’exception de celles relevant de l’instrument de stabilité ou des aides humanitaires ou d’urgence.[27] Sous réserve des activités relevant de l’instrument de pré-adhésion ou de l’instrument européen de voisinage et de partenariat (« en partie »).[28] Sous réserve des activités relevant de l’instrument de pré-adhésion ou de l’instrument européen de voisinage et de partenariat (« en partie »).[29] Sous réserve des activités relevant de l’instrument de pré-adhésion ou de l’instrument européen de voisinage et de partenariat (« en partie »).[30] Sous réserve des activités relevant de l’instrument européen de voisinage et de partenariat (« en partie »).[31] Sous réserve des activités relevant de l’instrument européen de voisinage et de partenariat (« en partie »).[32] Déclaration du Conseil et de la Commission sur la politique communautaire de développement (1348/00) du 10 novembre 2000.[33] Adoptés par le Conseil européen de Barcelone le 14 mars 2002.[34] COM(2004) 101 du 10 février 2004.[35] COM(2001) 469 du 4 septembre 2001.[36] Communication de la Commission « Un nouveau partenariat avec l'Asie du Sud-Est » (COM(2003) 399 du 9 juillet 2003).[37] Document d’orientation de la Commission à transmettre au Conseil et au Parlement européen « Intérêts communs et défis de la relation UE-Chine - vers un partenariat mature (mise à jour des communications de la Commission européenne de 1998 et 2001 consacrées aux relations UE-Chine) » (COM(2003) 533 du 25 septembre 2003).[38] Communication de la Commission « Un partenariat stratégique EU-Inde » (COM(2004) 430 du 16 juin 2004).[39] The results-oriented monitoring system (ROM) allows a rapid appreciation of a project or programme’s performance, as well as of its wider implications and provides the Commission with independent advice on its project portfolio. The system was initially developed and tested in 2000/2001 before expansion during 2002 to all regions of the Commission’s external co-operation. Having one consistent approach ensures that the Commission has comparable data for all regions where it provides external assistance.[40] Le programme d’évaluation indiqué ici couvre l’ensemble des activités de coopération relevant des quatre instruments d’aide extérieures : « instrument de pré-adhésion », « instrument européen de voisinage et de partenariat », « instrument de stabilité » et « instrument de financement de la coopération au développement et de la coopération économique ». Les ressources humaines et les ressources financières nécessaires à la réalisation du programme d’évaluation sont estimées respectivement à 72 homme/an (57 AD et 15 AST) et à 24,6 millions d’€ par an.