CELEX: 62004CJ0107
Language: it
Date: 2005-07-14
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 14 luglio 2005.#Comité Andaluz de Agricultura Ecológica contro Administración General del Estado e Comité Aragonés de Agricultura Ecológica.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunal Supremo - Spagna.#Normativa comunitaria relativa a metodi di produzione biologici di prodotti agricoli e all'indicazione di tali metodi sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari - Normativa nazionale che autorizza l'uso del termine "bio" per prodotti non ottenuti secondo un metodo di produzione biologico.#Causa C-107/04.

Causa C-107/04
      Comité Andaluz de Agricultura Ecológica
      contro
      Administración General del Estado
      e
      Comité Aragonés de Agricultura Ecológica
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Supremo)
      «Normativa comunitaria relativa a metodi di produzione biologici di prodotti agricoli e all’indicazione di tali metodi sui
         prodotti agricoli e sulle derrate alimentari — Normativa nazionale che autorizza l’uso del termine “bio” per prodotti non ottenuti secondo un metodo di produzione biologico»
      
      Conclusioni dell’avvocato generale J. Kokott, presentate il 17 marzo 2005 
      Sentenza della Corte (Prima Sezione) 14 luglio 2005 
      Massime della sentenza
      Agricoltura — Politica agricola comune — Metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e indicazione di quest’ultimo
            sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari — Regolamento n. 2092/91 — Indicazioni concernenti il detto metodo di produzione
            — Impiego di tali indicazioni e di indicazioni da esse derivate per prodotti non ottenuti secondo un siffatto metodo di produzione
            — Uso dei termini «biológico» e «bio» in Spagna — Ammissibilità nella versione modificata dal regolamento n. 1804/1999 — Inammissibilità
            nella versione modificata dal regolamento n. 392/2004
      [Regolamento (CEE) del Consiglio n. 2092/91, come modificato dai regolamenti (CE) del Consiglio n. 1804/1999 e n. 392/2004,
            art. 2]
      L’art. 2 del regolamento n. 2092/91, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all’indicazione di
         tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari, così come modificato, per includervi le produzioni animali,
         dal regolamento n. 1804/1999, deve essere interpretato nel senso che esso non vietava che prodotti non ottenuti secondo un
         metodo di produzione biologico recassero, in Spagna, sull’etichetta, nella pubblicità e nei documenti commerciali, l’indicazione
         «biológico» o il suo prefissoide «bio».
      
      Lo stesso art. 2, come modificato dal regolamento n. 392/2004, deve essere interpretato nel senso che, d’ora in poi, esso
         vieta che simili prodotti rechino, in Spagna, sull’etichetta, nella pubblicità e nei documenti commerciali, l’indicazione
         «biológico» o il suo prefissoide «bio». Quest’ultima disposizione precisa che i termini in esso indicati per ciascuna lingua
         non hanno, per gli Stati membri, carattere tassativo, ma un valore esemplificativo, comprensivo anche delle traduzioni nelle
         altre lingue ufficiali della Comunità.
      
      (v. punti 19, 22, dispositivo 1-2)
SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione)
      14 luglio 2005 (*)
      
      «Normativa comunitaria relativa a metodi di produzione biologici di prodotti agricoli e all’indicazione di tali metodi sui
         prodotti agricoli e sulle derrate alimentari – Normativa nazionale che autorizza l’uso del termine “bio” per prodotti non ottenuti secondo un metodo di produzione biologico»
      
      Nel procedimento C-107/04,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Tribunal Supremo
         (Spagna) con ordinanza 1° dicembre 2003, pervenuta in cancelleria il 1° marzo 2004, nella causa tra
      
      Comité Andaluz de Agricultura Ecológica
      e
      Administración General del Estado,
      Comité Aragonés de Agricultura Ecológica,
      LA CORTE (Prima Sezione),
      composta dal sig. P. Jann (relatore), presidente di sezione, dai sigg. K. Lenaerts, J.N. Cunha Rodrigues, M. Ilešič e E. Levits,
         giudici,
      
      avvocato generale: sig.ra J. Kokott
      cancelliere: sig.ra M. Ferreira, amministratore principale
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 3 marzo 2005,
      considerate le osservazioni presentate:
      –       per il governo spagnolo, dal sig. E. Braquehais Conesa, in qualità di agente;
      –       per il governo ellenico, dalla sig.ra S. Charitaki e dal sig. V. Kontolaimos, in qualità di agenti;
      –       per la Commissione delle Comunità europee, dalla sig.ra S. Pardo Quintillán nonché dai sigg. B. Doherty e F. Jimeno Fernández,
         in qualità di agenti,
      
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 17 marzo 2005,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1       La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’art. 2 del regolamento (CEE) del Consiglio 24 giugno
         1991, n. 2092, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti
         agricoli e sulle derrate alimentari (GU L 198, pag. 1), come completato, per le produzioni animali, dal regolamento (CE) del
         Consiglio 19 luglio 1999, n. 1804 (GU L 222, pag. 1; in prosieguo: il «regolamento n. 2092/91»).
      
      2       La domanda è stata sollevata nell’ambito di un ricorso che vede opposti il Comité Andaluz de Agricultura Ecológica (Comitato
         andaluso per l’agricoltura biologica) alla Administración General del Estado (P.A. spagnola).
      
       Contesto normativo
       Il diritto comunitario
      3       Il regolamento n. 2092/91 ha introdotto un quadro di norme comunitarie in materia di produzione, etichettatura e controllo
         dei prodotti ottenuti con un metodo di produzione biologico. Come risulta dal suo quinto ‘considerando’, tale regolamento
         mira a garantire condizioni di concorrenza leale tra i produttori di tali prodotti, ad assicurare la trasparenza a tutti i
         livelli della produzione e a rendere questi prodotti più credibili agli occhi dei consumatori.
      
      4       L’art. 2 del citato regolamento prevede quanto segue:
      «Ai fini del presente regolamento si considera che un prodotto reca indicazioni concernenti il metodo di produzione biologico
         quando, nell’etichettatura, nella pubblicità o nei documenti commerciali, il prodotto stesso, i suoi ingredienti o le materie
         prime per mangimi sono caratterizzati dalle indicazioni che sono in uso in ciascuno Stato membro, che suggeriscono all’acquirente
         che il prodotto, i suoi ingredienti o le materie prime per mangimi sono stati ottenuti conformemente alle norme di produzione
         di cui all’articolo 6, e in particolare sono caratterizzati dai termini in appresso o dai corrispondenti termini derivati
         (come bio, eco, ecc.) o diminutivi in uso, soli o combinati, salvo che detti termini non si applichino ai prodotti agricoli
         contenuti nelle derrate alimentari o nei mangimi o non abbiano in modo evidente alcun rapporto con il metodo di produzione:
      
      –       in spagnolo: ecológico,
      –       in danese: økologisk,
      –       in tedesco: ökologisch, biologisch,
      –       in greco: βιολογικό,
      –       in inglese: organic,
      –       in francese: biologique,
      –       in italiano: biologico,
      –       in olandese: biologisch,
      –       in portoghese: biológico,
      –       in finlandese: luonnonmukainen,
      –       in svedese: ekologisk».
      5       L’art. 2 del regolamento n. 2092/91, come modificato dal regolamento (CE) del Consiglio 24 febbraio 2004, n. 392 (GU L 65,
         pag. 1), e dall’Atto relativo alle condizioni di adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica
         di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta,
         della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca e agli adattamenti dei trattati sui
         quali si fonda l’Unione europea (GU 2003, L 236, pag. 346), così recita:
      
      «Ai fini del presente regolamento si considera che un prodotto reca indicazioni concernenti il metodo di produzione biologico
         quando, nell’etichettatura, nella pubblicità o nei documenti commerciali, il prodotto stesso, i suoi ingredienti o le materie
         prime per mangimi sono descritti con termini che suggeriscono all’acquirente che il prodotto, i suoi ingredienti o le materie
         prime per mangimi sono stati ottenuti conformemente alle norme di produzione di cui all’articolo 6. In particolare, i termini
         in appresso o i corrispondenti termini derivati (come bio, eco, ecc.) o diminutivi in uso, soli o combinati, sono considerati
         indicazioni concernenti il metodo di produzione biologico in tutta la Comunità e in ogni sua lingua, salvo che essi non si
         applichino ai prodotti agricoli contenuti nelle derrate alimentari o nei mangimi o non abbiano in modo evidente alcun rapporto
         con tale metodo di produzione:
      
      –       in spagnolo: ecológico,
      –       in ceco: ekologické,
      –       in danese: økologisk,
      –       in tedesco: ökologisch, biologisch,
      –       in estone: mahe or ökoloogiline,
      –       in greco: βιολογικό,
      –       in inglese: organic,
      –       in francese: biologique,
      –       in italiano: biologico,
      –       in lettone: bioloģiskā,
      –       in lituano: ekologiškas,
      –       in ungherese: ökológiai,
      –       in maltese: organiku,
      –       in olandese: biologisch,
      –       in polacco: ekologiczne,
      –       in portoghese: biológico,
      –       in slovacco: ekologické,
      –       in sloveno: ekološki,
      –       in finlandese: luonnonmukainen,
      –       in svedese: ekologisk».
      6       Le ragioni di questa modifica dell’art. 2 del regolamento n. 2092/91 sono indicate nel secondo ‘considerando’ del regolamento
         n. 392/2004 come segue:
      
      «Il regolamento (CEE) n. 2092/91 istituisce altresì la protezione a livello comunitario di taluni termini utilizzati per indicare
         ai consumatori che un prodotto alimentare o un mangime, o i suoi ingredienti, sono ottenuti conformemente al metodo di produzione
         biologico di cui allo stesso regolamento. Tale protezione si estende ai corrispondenti termini derivati o diminutivi in uso,
         soli o combinati, indipendentemente dalla lingua utilizzata. Per eliminare ogni possibilità di malinteso in merito alla portata
         della protezione, è opportuno modificare di conseguenza detto regolamento».
      
       Il diritto nazionale
      7       L’art. 3, n. 1, del regio decreto 22 ottobre 1993, n. 1852, relativo alla produzione agricola biologica e alla sua indicazione
         sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari (BOE n. 283 del 26 novembre 1993, pag. 33528), prevedeva originariamente
         quanto segue:
      
      «In conformità dell’art. 2 del regolamento n. 2092/91, un prodotto riporta indicazioni riferite a un metodo di produzione
         biologico allorché sull’etichetta, nella pubblicità o nei documenti commerciali il prodotto o i suoi ingredienti sono indicati
         con il termine “ecológico”.
      
      È inoltre possibile utilizzare, oltre alle indicazioni specifiche suscettibili di applicazione da parte delle Comunità autonome,
         le diciture: “obtenido sin el empleo de productos químicos de sínteses”, “biológico”, “orgánico”, “biodinámico”, e i rispettivi
         composti, oltre alle denominazioni “eco” e “bio”, accompagnate o meno dal nome del prodotto, da quello dei suoi ingredienti
         o dal suo marchio commerciale».
      
      8       Il decreto è stato modificato dal regio decreto 11 maggio 2001, n. 506 (BOE n. 126 del 26 maggio 2001, pag. 18609). Il suo
         art. 3, n. 1, così recita:
      
      «In conformità a quanto stabilito dall’art. 2 del regolamento (CEE) n. 2092/91, nella versione di cui al regolamento (CE)
         n. 1804/99, in ogni caso si ritiene che un prodotto rechi indicazioni concernenti un metodo di produzione biologico quando
         il prodotto stesso, i suoi ingredienti o le materie prime per mangimi sono contrassegnati, sull’etichetta, nella pubblicità
         o nei documenti commerciali, mediante il termine “ecológico” o il suo prefissoide “eco”, da soli o in combinazione con il
         nome del prodotto, dei suoi ingredienti o del marchio commerciale».
      
      9       Secondo il terzo e il quinto comma della motivazione del regio decreto, tale modifica si era resa necessaria al fine di evitare
         ogni ambiguità relativa a termini che, secondo la normativa comunitaria, sono riservati alla produzione biologica e di eliminare
         la confusione che potrebbe sorgere nei consumatori in considerazione della situazione reale del settore alimentare in Spagna,
         nel quale l’utilizzo del termine «bio» è divenuto abituale per designare prodotti alimentari aventi caratteristiche non legate
         a un metodo di produzione biologico.
      
       Procedimento principale e questioni pregiudiziali
      10     Il Tribunal Supremo (Corte di cassazione spagnola) è stato investito, da parte del Comité Andaluz de Agricultura Ecológica,
         di un ricorso relativo alla legittimità del regio decreto n. 506/2001.
      
      11     Secondo il giudice a quo, l’esito del procedimento principale dipende dalla portata e dal significato che si devono attribuire
         al regolamento n. 2092/91, in particolare al suo art. 2. In risposta ad una richiesta di chiarimenti da parte della Corte,
         il Tribunal Supremo ha chiesto che le questioni pregiudiziali siano estese alla versione di tale regolamento risultante dalle
         modifiche apportate dal regolamento n. 392/2004, che sono entrate in vigore dopo il deposito della domanda di pronuncia pregiudiziale.
      
      12     Il giudice a quo afferma di dubitare della compatibilità con il diritto comunitario delle disposizioni nazionali che riservano
         a metodi di produzione biologici soltanto il termine «ecológico», il suo prefissoide «eco» e i suoi derivati, consentendo
         pertanto l’uso del termine «biológico», del suo prefissoide «bio» e dei suoi derivati per prodotti che non hanno tali caratteristiche.
      
      13     Per queste ragioni il Tribunal Supremo ha deciso di sospendere il giudizio e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni
         pregiudiziali:
      
      «1)      Se il regolamento [n. 2092/91], integrato dal regolamento [n. 1804/1999], consideri in tutti gli Stati membri i termini “biologico”
         ed “ecologico”, nonché i loro prefissoidi “bio” e “eco”, come indicazioni che suggeriscono al compratore che il prodotto o
         gli ingredienti sono stati ottenuti in conformità alle norme sulla produzione biologica.
      
      2)      Se il regolamento [n. 2092/91], integrato dal regolamento [n. 1804/1999], riservi necessariamente in tutti gli Stati membri
         l’uso dei termini “biologico” ed “ecologico”, nonché dei loro prefissoidi “bio” e “eco”, ai prodotti ottenuti in conformità
         alle norme stabilite per la produzione biologica da tale regolamento.
      
      3)      Se l’art. 2 del regolamento [n. 2092/91], integrato dal regolamento [n. 1804/1999], riservi in spagnolo solo il termine “ecológico”
         e il suo prefissoide “eco” ai prodotti ottenuti in conformità alle norme stabilite per la produzione biologica nel citato
         regolamento, cosicché può non essere in contrasto con quanto disposto dalla normativa comunitaria l’utilizzo in Spagna del
         termine “biológico” e del suo prefissoide “bio” in relazione a prodotti non biologici se l’uso di tale termine e di tale prefissoide
         li ha resi generici e non destinati a designare, in Spagna, prodotti alimentari con determinate caratteristiche connesse a
         un metodo di produzione biologico».
      
       Sulle questioni pregiudiziali
      14     Con le sue questioni pregiudiziali, che è opportuno esaminare congiuntamente, il giudice a quo chiede, in sostanza, se l’art. 2
         del regolamento n. 2092/91 – nonché lo stesso articolo come modificato dal regolamento n. 392/2004 – debba essere interpretato
         nel senso che esso vieta che prodotti non ottenuti secondo un metodo di produzione biologico rechino in Spagna, sull’etichetta,
         nella pubblicità o nei documenti commerciali, l’indicazione «biológico» o il suo prefissoide «bio».
      
      15     Il governo spagnolo sostiene che l’art. 2 del regolamento n. 2092/91 non impedisce di utilizzare il termine «biológico» o
         il suo prefissoide «bio» per prodotti non ottenuti secondo un metodo di produzione biologico, poiché, nell’elenco contenuto
         nel citato articolo, per la lingua spagnola è indicato solo il termine «ecológico». Per quanto riguarda il regolamento n. 2092/91,
         come modificato dal regolamento n. 392/2004, il governo spagnolo ammette che un’interpretazione diversa è possibile e afferma
         la sua intenzione di modificare la propria legislazione nazionale sulla base dell’esito del presente procedimento e di quello
         scaturito dal ricorso per inadempimento Commissione/Spagna (v. sentenza in data odierna nella causa C-135/03, Racc. pag. I-6909).
      
      16     I governi ellenico e francese, nonché la Commissione delle Comunità europee, in risposta ad un quesito della Corte, sostengono
         che non solo dalla versione più recente del regolamento n. 2092/91, ma anche da quella precedente del medesimo discende che
         i termini corrispondenti ai termini francesi «biologique» (biologico) e «bio» (bio) devono essere protetti in modo uniforme
         in tutta la Comunità. L’art. 2 del regolamento n. 2092/91, come modificato dal regolamento n. 392/2004, quando prevede che
         i termini indicati e i loro prefissoidi «sono considerati indicazioni concernenti il metodo di produzione biologico in tutta
         la Comunità e in ogni sua lingua», sarebbe solo esplicativo di un principio già presente nella versione precedente. Tale lettura
         sarebbe peraltro supportata dal secondo ‘considerando’ del regolamento n. 392/2004. Pertanto, sebbene per la lingua spagnola
         sia presente, nell’elenco di cui all’art. 2 del regolamento n. 2092/91, solo il termine «ecológico», anche il termine «biológico»
         e i suoi derivati dovrebbero avere in Spagna uguale protezione.
      
      17     Come risulta dal punto 33 della citata sentenza nella causa Commissione/Spagna, l’art. 2 del regolamento n. 2092/91 si riferiva,
         per quanto concerne l’etichettatura dei prodotti ottenuti con un metodo di produzione biologico, alle «indicazioni che sono
         in uso in ciascuno Stato membro» e «in particolare» ai «termini (…) o [ai] corrispondenti termini derivati» che comparivano
         in un elenco che indicava, per ciascuna delle allora undici lingue ufficiali della Comunità, una o due espressioni. In tale
         elenco, per cinque delle undici lingue compariva una sola espressione, corrispondente al termine francese «biologique». Per
         altre tre lingue era presente una sola espressione corrispondente al termine francese «écologique» (ecologico). Per la lingua
         tedesca erano indicate, senza particolari distinzioni, due espressioni corrispondenti ai predetti due termini, mentre per
         ciascuna delle due lingue rimanenti era indicata un’altra espressione.
      
      18     Per la lingua spagnola era contenuto nell’elenco presente nel detto articolo il solo termine «ecológico», comprensivo del
         prefissoide «eco», e poiché non è stata provata l’esistenza in Spagna di usi differenti, la Corte non ha dichiarato, nel procedimento
         avviato dalla Commissione, che il Regno di Spagna fosse venuto meno agli obblighi ad esso incombenti non avendo proibito ai
         produttori di beni non ottenuti secondo un metodo di produzione biologico di utilizzare altri termini, quali «biológico» e
         «bio» (sentenza Commissione/Spagna, cit., punto 35). 
      
      19     L’art. 2 del regolamento n. 2092/91, come modificato dal regolamento n. 392/2004, precisa che i termini in esso indicati per
         ciascuna lingua non hanno, per gli Stati membri, carattere tassativo, ma un valore esemplificativo, comprensivo anche delle
         traduzioni nelle altre lingue ufficiali della Comunità. In tal modo tale versione del regolamento risponde, come ha evidenziato
         l’avvocato generale ai paragrafi 26-29 delle sue conclusioni, alle esigenze attuali del mercato comune dei generi alimentari,
         agli obiettivi della politica agricola comune, a quelli della politica dell’ambiente e a quelli della protezione dei consumatori.
      
      20     Ne consegue che d’ora in poi in Spagna, oltre al termine «ecológico», dovrà essere riservato ai prodotti ottenuti secondo
         un metodo di produzione biologico anche il termine corrispondente al termine «biologique», parecchie espressioni equivalenti
         al quale figurano nell’elenco di cui al citato art. 2.
      
      21     Tale nuova formulazione non può tuttavia, nonostante il dettato del secondo ‘considerando’ del regolamento n. 392/2004, secondo
         il quale è necessario «eliminare ogni possibilità di malinteso», avere effetti sul contenuto originario del regolamento n. 2092/91.
         In effetti, l’adozione di una nuova versione del citato art. 2 fa presumere la volontà del legislatore di modificare il regolamento
         n. 2092/91, e non quella di lasciarlo immutato. In mancanza di un simile intento, non sarebbe stato necessario modificare
         la norma (v. sentenza Commissione/Spagna, cit., punto 38).
      
      22     Va dunque data risposta alle questioni pregiudiziali dichiarando che: 
      –       l’art. 2 del regolamento n. 2092/91 doveva essere interpretato nel senso che esso non vietava che prodotti non ottenuti secondo
         un metodo di produzione biologico recassero in Spagna, sull’etichetta, nella pubblicità o nei documenti commerciali, l’indicazione
         «biológico» o il suo prefissoide «bio»;
      
      –       lo stesso art. 2, come modificato dal regolamento n. 392/2004, deve essere interpretato nel senso che, d’ora in poi, esso
         vieta che simili prodotti rechino in Spagna, sull’etichetta, nella pubblicità o nei documenti commerciali, l’indicazione «biológico»
         o il suo prefissoide «bio».
      
       Sulle spese
      23     Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Prima Sezione) dichiara:
      1)      L’art. 2 del regolamento (CEE) del Consiglio 24 giugno 1991, n. 2092, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti
            agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari, così come modificato, per le
            produzioni animali, dal regolamento (CE) del Consiglio 19 luglio 1999, n. 1804, doveva essere interpretato nel senso che esso
            non vietava che prodotti non ottenuti secondo un metodo di produzione biologico recassero in Spagna, sull’etichetta, nella
            pubblicità o nei documenti commerciali, l’indicazione «biológico» o il suo prefissoide «bio». 
      2)      Lo stesso art. 2, come modificato dal regolamento (CE) del Consiglio 24 febbraio 2004, n. 392, deve essere interpretato nel
            senso che, d’ora in poi, esso vieta che simili prodotti rechino in Spagna, sull’etichetta, nella pubblicità o nei documenti
            commerciali, l’indicazione «biológico» o il suo prefissoide «bio».
      Firme
      * Lingua processuale: lo spagnolo.