CELEX: C2006/261/08
Language: it
Date: 2006-10-28 00:00:00
Title: Causa C-125/05: Sentenza della Corte (Terza Sezione) 7 settembre 2006 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Østre Landsret — Danimarca) — VW-Audi Forhandlerforeningen, in qualità di mandatari della Vulcan Silkeborg A/S/Skandinavisk Mootor Co. A/S (Concorrenza — Accordo di distribuzione di autoveicoli — Esenzione per categorie — Regolamento (CE) n. 1475/95 — Art. 5, n. 3 — Recesso da parte del fornitore — Entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1400/2002 — Necessità di organizzazione della rete di distribuzione — Termine di preavviso — Motivazione — Onere della prova)

28.10.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 261/5
            
         Sentenza della Corte (Terza Sezione) 7 settembre 2006 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Østre Landsret — Danimarca) — VW-Audi Forhandlerforeningen, in qualità di mandatari della Vulcan Silkeborg A/S/Skandinavisk Mootor Co. A/S
   (Causa C-125/05) (1)
   
   (Concorrenza - Accordo di distribuzione di autoveicoli - Esenzione per categorie - Regolamento (CE) n. 1475/95 - Art. 5, n. 3 - Recesso da parte del fornitore - Entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1400/2002 - Necessità di organizzazione della rete di distribuzione - Termine di preavviso - Motivazione - Onere della prova)
   (2006/C 261/08)
   Lingua processuale: il danese
   Giudice del rinvio
   Østre Landsret
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrenti: VW-Audi Forhandlerforeningen, in qualità di mandatari della Vulcan Silkeborg A/S
   
      Convenuta: Skandinavisk Mootor Co. A/S
   Oggetto
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Østre Landsret — Interpretazione dell'art. 5, n. 3, del regolamento (CE) della Commissione 28 giugno 1995, n. 1475, relativo all'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato a categorie di accordi per la distribuzione di autoveicoli e il relativo servizio di assistenza alla clientela (GU L 145, pag. 25) — Recesso dal contratto da parte del fornitore in caso di necessità di riorganizzare tutta la rete di distribuzione o una parte sostanziale di essa — Obbligo di motivazione e estensione di tale obbligo
   Dispositivo
   L'art. 5, n. 3, primo comma, primo trattino, del regolamento (CE) della Commissione 28 giugno 1995, n. 1475, relativo all'applicazione dell'art. [81], paragrafo 3 del trattato a categorie di accordi per la distribuzione di autoveicoli e relativo al servizio di assistenza alla clientela deve essere interpretato nel senso che:
   
               —
            
            
               L'esistenza della «necessità di riorganizzare l'insieme o una parte sostanziale della rete» presuppone una modifica significativa, sul piano sia sostanziale che geografico, delle strutture di distribuzione del fornitore interessato, che deve essere giustificata in maniera plausibile con motivi di efficacia economica basati su circostanze obiettive interne o esterne all'impresa del fornitore, le quali, tenuto conto del contesto concorrenziale nel quale opera tale fornitore, potrebbero, in mancanza di una riorganizzazione rapida della rete di distribuzione di quest'ultimo, pregiudicare l'efficacia delle strutture esistenti di tale rete. Le eventuali conseguenze economiche sfavorevoli che potrebbe subire un fornitore nell'ipotesi in cui recedesse da un accordo di distribuzione con un preavviso di due anni sono, a tal riguardo, pertinenti. Spetta ai giudici nazionali e agli organismi arbitrali valutare, in funzione degli elementi concreti della controversia ad essi sottoposta, se tali condizioni siano soddisfatte.
            
         
               —
            
            
               Spetta al fornitore, allorché la legittimità di un recesso con preavviso di un anno viene contestata da un distributore dinanzi ai giudici nazionali o agli organismi arbitrali, provare che le condizioni previste da questa disposizione per l'attuazione del diritto di recesso con un preavviso di un anno siano soddisfatte. Le modalità in base alle quali una tale prova deve essere fornita rientrano nel diritto nazionale.
            
         
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               Non impone al fornitore che recede da un accordo di distribuzione in applicazione di tale disposizione di motivare formalmente la decisione di recesso né di elaborare, previamente ad essa, un piano di riorganizzazione.
            
         
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               L'entrata in vigore del regolamento (CE) della Commissione 31 luglio 2002, n. 1400 relativo all'applicazione dell'art. 81, paragrafo 3, del trattato a categorie di accordi verticali e pratiche concordate nel settore automobilistico non rendeva, di per sé, necessaria la riorganizzazione della rete di distribuzione di un fornitore ai sensi dell'art. 5, n. 3, primo comma, primo trattino, del regolamento n. 1475/95. Tuttavia, questa entrata in vigore ha potuto, in funzione dell'organizzazione specifica della rete di distribuzione di ciascun fornitore, rendere necessari cambiamenti di una rilevanza tale da costituire una vera e propria riorganizzazione della detta rete ai sensi di tale disposizione. Spetta ai giudici nazionali e agli organismi arbitrali valutare se tale sia il caso in funzione dell'insieme degli elementi concreti della controversia ad essi sottoposta.
            
         
      (1)  GU C 143 dell'11.6.2005.