CELEX: C2002/323/17
Language: it
Date: 2002-12-21 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Sesta Sezione) 14 novembre 2002 nella causa C-316/00: Commissione delle Comunità europee contro Irlanda ("Inadempimento di uno Stato — Direttiva 80/778/CEE — Qualità delle acque destinate al consumo umano — Attuazione inadeguata")

21.12.2002                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                  C 323/15
1)    L’art. 1, primo comma, della Convenzione 27 settembre 1968               D. J. O’Hagan, assistito dal signori E. Fitzsimons, e E. Galligan,
      concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle           BL), avente ad oggetto il ricorso diretto a far dichiarare che
      decisioni in materia civile e commerciale, come modificata dalla         l’Irlanda:
      Convenzione 9 ottobre 1978, relativa all’adesione del Regno di
      Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito di Gran Bretagna e
      Irlanda del Nord e dalla Convenzione 25 ottobre 1982, relativa
      all’adesione della Repubblica ellenica, deve essere interpretato         —      non avendo garantito il rispetto dei parametri biologici 57
      nel senso che la nozione di «materia civile» comprende un’azione                (coliformi totali) e 58 (coliformi fecali) fissati all’allegato I
      di regresso con la quale un ente pubblico persegue, presso una                  della direttiva del Consiglio 15 luglio 1980, 80/778/CEE,
      persona di diritto privato, il recupero di somme da esso versate                concernente la qualità delle acque destinate al consumo
      a titolo di sussidio sociale al coniuge divorziato e al figlio di               umano (GU L 229, pag. 11), per quanto riguarda
      tale persona, in quanto il fondamento e le modalità d’esercizio                 determinate reti pubbliche di acquedotti e determinate
      di tale azione siano disciplinati dalle norme del diritto comune                reti che garantiscono un approvvigionamento di acqua
      in materia di obbligazioni alimentari. Qualora l’azione di                      (diverse da quelle che erogano in media meno di 10 m 3
      regresso sia fondata su disposizioni con le quali il legislatore ha             al giorno o che approvvigionano meno di 50 persone,
      conferito all’ente pubblico una prerogativa propria, la detta                   esclusa l’acqua fornita nell’ambito di un’attività commer-
      azione non può essere considerata rientrante nella «materia                     ciale o pubblica) individuate nelle relazioni ufficiali sul-
      civile».                                                                        l’acqua destinata al consumo umano e nella corrispon-
                                                                                      denza riguardante la località di Ballycroy (Irlanda), e
2)    L’art. 1, secondo comma, punto 3, della detta convenzione deve
      essere interpretato nel senso che la nozione di «sicurezza sociale»
      non comprende l’azione di regresso con la quale un ente pubblico
      persegue, in base alle norme del diritto comune, presso una              —      non avendo tenuto conto, nella normativa che attua tale
      persona di diritto privato, il recupero di somme da esso erogate                direttiva, del carattere vincolante dei requisiti del suo
      a titolo di sussidio sociale al coniuge divorziato e al figlio di               allegato I per quanto riguarda le reti che garantiscono un
      tale persona.                                                                   approvvigionamento di acqua per gruppi di popolazione,
                                                                                      è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in virtù
                                                                                      degli artt. 7, n. 6, 18 e 19 della detta direttiva, nonché del
( 1) GU C 259 del 9.9.2000.                                                           Trattato CE,
                                                                               la Corte (Sesta Sezione), composta dal sig. J.-P. Puissochet,
                                                                               presidente di sezione, dai sigg. R. Schintgen e V. Skouris, dalla
                                                                               sig.ra F. Macken e dal sig. J.N. Cunha Rodrigues (relatore),
                                                                               giudici, avvocato generale: A. Tizzano, cancelliere: H. von
                                                                               Holstein, cancelliere aggiunto, ha pronunciato il 14 novembre
                   SENTENZA DELLA CORTE
                                                                               2002 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
                            (Sesta Sezione)
                         14 novembre 2002                                      1)     L’Irlanda,
nella causa C-316/00: Commissione delle Comunità euro-
                        pee contro Irlanda ( 1)
                                                                                      —     non avendo garantito il rispetto dei parametri biologici 57
                                                                                            (coliformi totali) e 58 (coliformi fecali) fissati all’allegato I
(«Inadempimento di uno Stato — Direttiva 80/778/CEE                                         della direttiva del Consiglio 15 luglio 1980, 80/778/
— Qualità delle acque destinate al consumo umano —                                          CEE, concernente la qualità delle acque destinate al
                      Attuazione inadeguata»)                                               consumo umano, per quanto riguarda determinate reti
                                                                                            pubbliche di acquedotti e determinate reti che garantiscono
                                                                                            un approvvigionamento di acqua per gruppi di popolazio-
                           (2002/C 323/17)                                                  ne (diverse da quelle che erogano in media meno di 10 m 3
                                                                                            al giorno o che approvvigionano meno di 50 persone,
                     (Lingua processuale: l’inglese)                                        esclusa l’acqua fornita nell’ambito di un’attività commer-
                                                                                            ciale o pubblica), individuate nelle relazioni ufficiali
                                                                                            sull’acqua destinata al consumo umano e nella corrispon-
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella                     denza riguardante la località di Ballycroy (Irlanda), e
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                      —     non avendo tenuto conto, nella normativa con cui attua
Nella causa C-316/00, Commissione delle Comunità europee                                    tale direttiva, del carattere vincolante dei requisiti del suo
(agente: signor R. B. Wainwright) contro Irlanda (agente: signor                            allegato I per quanto riguarda le reti che garantiscono un
 ---pagebreak--- C 323/16                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            21.12.2002
            approvvigionamento di acqua per gruppi di popolazione,                               SENTENZA DELLA CORTE
            è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in virtù
            degli artt. 7, n. 6, 18 e 19 della detta direttiva.
                                                                                                          (Sesta Sezione)
2)    L’Irlanda è condannata alle spese.
( 1) GU C 302 del 21.10.2002.                                                                          7 novembre 2002
                                                                              nella causa C-333/00 (domanda di pronuncia pregiudiziale
                                                                                  del Tarkastuslautakunta): Eila Päivikki Maaheimo (1)
                   SENTENZA DELLA CORTE
                                                                              («Regolamento (CEE) n. 1408/71 — “Prestazioni familiari”
                          5 novembre 2002                                     — Assegno di custodia a domicilio di un figlio — Requisito
                                                                                                   della residenza del figlio»)
nella causa C-325/00: Commissione delle Comunità euro-
       pee contro Repubblica federale di Germania ( 1)
                                                                                                         (2002/C 323/19)
(«Libera circolazione delle merci — Misure di effetto equiva-
            lente — Marchio di qualità e d’origine»)
                                                                                                 (Lingua processuale: il finlandese)
                           (2002/C 323/18)
                                                                              (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                    (Lingua processuale: il tedesco)
                                                                                            «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                              Nel procedimento C-333/00, avente ad oggetto la domanda
Nella causa C-325/00, Commissione delle Comunità europee                      di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
(agenti: signor J. C. Schieferer e signora C. Schmidt) contro                 dell’art. 234 CE, dal Tarkastuslautakunta (Finlandia), nella
Repubblica federale di Germania (agente: signor W.-D. Plessing,               causa dinanzi ad esso promossa da Eila Päivikki Maaheimo,
in qualità di agente, assistito dall’avv. M. Loschelder), avente ad           domanda vertente sull’interpretazione degli artt. 4, n. 1, lett. h),
oggetto un ricorso diretto a far dichiarare che la Repubblica                 10 bis, 73 e 75 del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno
federale di Germania, con la concessione del marchio di qualità               1971, n. 1408, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza
«Markenqualität aus deutschen Landen» (qualità di marca della                 sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai
campagna tedesca) a prodotti finiti di una determinata qualità                loro familiari che si spostano all’interno della Comunità, nella
fabbricati in Germania, è venuta meno agli obblighi ad essa                   sua versione modificata ed aggiornata dal regolamento (CE)
incombenti ai sensi dell’art. 30 del Trattato CE (divenuto, in                del Consiglio 2 dicembre 1996, n. 118/97 (GU 1997, L 28,
seguito a modifica, art. 28 CE), la Corte, composta dal                       pag. 1), la Corte (Sesta Sezione), composta dal sig. R. Schintgen,
sig. G. C. Rodríguez Iglesias, presidente, dai sigg. J.-P. Puissochet         presidente della Seconda Sezione, facente funzione di presiden-
e M. Wathelet, presidenti di sezione, dai sigg. C. Gulmann                    te della Sesta Sezione, dal sig. V. Skouris, dalle sig.re F. Macken
(relatore), A. La Pergola, P. Jann e V. Skouris, dalle sig.re                 e N. Colneric (relatore), e dal sig. J. N. Cunha Rodrigues,
F. Macken e N. Colneric, dai sigg. S. von Bahr e J. N. Cunha                  giudici, avvocato generale: F. G. Jacobs, cancelliere: sig.ra
Rodrigues, giudici, avvocato generale: F. G. Jacobs, cancelliere:             L. Hewlett, amministratore, ha pronunciato il 7 novembre
R. Grass, ha pronunciato il 5 novembre 2002 una sentenza il                   2002 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
cui dispositivo è del seguente tenore:
1)    La Repubblica federale di Germania, con la concessione del              1)    Una prestazione quale l’assegno di custodia a domicilio di un
      marchio di qualità «Markenqualität aus deutschen Landen»
                                                                                    figlio, prevista dalla laki (1128/1996) lasten kotihoidon ja
      (qualità di marca della campagna tedesca) a prodotti finiti di                yksityisen hoidon tuesta (legge n. 1128/96 sull’assegno di
      una determinata qualità fabbricati in Germania, è venuta meno
                                                                                    custodia a domicilio di un figlio e sull’assegno per la custodia a
      agli obblighi ad essa incombenti ai sensi dell’art. 30 del
                                                                                    pagamento del medesimo) costituisce una prestazione familiare
      Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 28 CE).                    ai sensi dell’art. 4, n. 1, lett. h), del regolamento (CEE) del
                                                                                    Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all’applicazione
2)    La Repubblica federale di Germania è condannata alle spese.
                                                                                    dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai
                                                                                    lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
( 1) GU C 316 del 4.11.2000.                                                        della Comunità, nella sua versione modificata ed aggiornata
                                                                                    dal regolamento (CE) del Consiglio 2 dicembre 1996, n. 118/
                                                                                    97.