CELEX: 21975A0611(01)
Language: it
Date: 1975-07-10 00:00:00
Title: Accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d' Austria che semplifica le formalità negli scambi di merci tra la Comunità economica europea, da un lato, e la Grecia e la Turchia, dall' altro, in caso di rispedizione di dette merci dall' Austria

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21975A0611(01)

Accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d' Austria che semplifica le formalità negli scambi di merci tra la Comunità economica europea, da un lato, e la Grecia e la Turchia, dall' altro, in caso di rispedizione di dette merci dall' Austria  

Gazzetta ufficiale n. L 188 del 19/07/1975 pag. 0002 edizione speciale greca: capitolo 02 tomo 2 pag. 0098  edizione speciale spagnola: capitolo 02 tomo 3 pag. 0024  edizione speciale portoghese: capitolo 02 tomo 3 pag. 0024 

ACCORDO tra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria che semplifica le  formalità negli scambi di merci tra la Comunità economica europea, da un lato, e la Grecia e la Turchia,  dall'altro, in caso di rispedizione di dette merci dall'AustriaLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA,da  una parte,LA REPUBLICA D'AUSTRIA,dall'altraDESIDEROSE di semplificare le formalità negli scambi di  merci tra la Comunità economica europea, da un lato, e la Grecia e la Turchia, Stati con cui la Comunità ha  concluso accordi di associazione, dall'altro, nel caso in cui dette merci formino oggetto di rispedizione  dall'Austria, eventualmente dopo trasbordo o deposito,CONSIDERANDO che l'accordo tra la Comunità  economica europea e la Repubblica d'Austria sull'applicazione della normativa in materia di transito comunitario,  firmato il 30 novembre 1972, prevede tra le amministrazioni doganali degli Stati membri e quella austriaca  un'ampia cooperazione basata sul principio della fiducia reciproca; che, allo scopo di semplificare le formalità,  tale cooperazione potrebbe del pari essere instaurata negli scambi di merci tra la Comunità, da un lato, e la  Grecia e la Turchia, dall'altro,HANNO CONVENUTO LE DISPOSIZIONI CHE SEGUONO:Articolo 1Ai  fini del presente accordo si intendono:a) per «Comunità»: la Comunità economica europea;b) per «Stato  membro»: uno Stato membro della Comunità;c) per «accordo relativo al transito»: l'accordo tra la Comunità  economica europea e la Repubblica d'Austria sull'applicazione della normativa in materia di transito comunitario,  del 30 novembre 1972.Articolo 21. Fatto salvo il paragrafo 2, il presente accordo si applica alle merci per le  quali siano stati rilasciati certificati di circolazione delle merci, i cui modelli figurano negli allegati I o II, nel  quadro degli scambi tra la Comunità, da un lato, e la Grecia e la Turchia, dall'altro, e che, nel territorio austriaco,  formino oggetto di rispedizione eventualmente dopo trasbordo o sosta in un magazzino doganale.2. Le merci  elencate nell'allegato III sono escluse dall'applicazione delle disposizioni del presente accordo.Articolo 31. Per  le merci di cui all'articolo 2, paragrafo 1 presso il competente ufficio doganale austriaco dev'essere presentato un  certificato di circolazione delle merci rilasciato in uno Stato membro, in Grecia o in Turchia. Il certificato di  circolazione delle merci dev'essere stampato e compilato in una delle lingue di cui all'articolo 14, oppure in  lingua greca o turca. Quando viene impiegata la lingua greca o la lingua turca, lo stesso certificato dev'essere  redatto anche in una delle lingue di cui all'articolo 14.2. Le merci restano sotto controllo permanente  dell'amministrazione doganale austriaca allo scopo di garantirne l'identità e l'integrità.3. Le merci devono aver  sostato in aree riservate e non avere subito manipolazioni diverse da quelle necessarie per la loro conservazione  nello stato originario o da quelle consistenti nel frazionamento delle spedizioni senza sostituzione  dell'imballaggio.Articolo 41. In caso di rispedizione delle merci di cui all'articolo 2, paragrafo 1, dal certificato  di circolazione delle merci deve risultare che le condizioni fissate dall'articolo 3 sono state rispettate.2. A tal  fine, in caso di rispedizione senza frazionamento della spedizione, il competente ufficio doganale austriaco  inserisce nella casella del certificato «designazione delle merci» la dicitura «Direkte Weiterleitung EWG» e  autentica tale annotazione apponendovi il proprio timbro e la data.In caso di rispedizione con frazionamento  della spedizione in Austria, per ogni partita deve essere fatta una fotocopia del certificato di circolazione delle  merci presentato presso il competente ufficio doganale austriaco. Il margine superiore di ogni fotocopia deve  recare la dicitura in inchiostro rosso «Teilsendung». La fotocopia deve chiaramente indicare le merci alle quali  essa si riferisce. Tali annotazioni sono autenticate mediante apposizione del timbro dell'ufficio doganale e della  data.3. Il certificato originario di circolazione delle merci dev'essere munito delle appropriate annotazioni in  merito al frazionamento della competente ufficio doganale austriaco per almeno due anni e trasmesso, dietro  richiesta, all'amministrazione doganale dello Sato membro interessato nel quadro della cooperazione  amministrativa prevista dall'articolo 6.Articolo 5Le merci rispedite, nonché il relativo certificato di  circolazione delle merci o - in caso di frazionamento della spedizione - la fotocopia del certificato stesso,  autenticati dal competente ufficio doganale austriaco, devono essere presentati all'autorità doganale dello Stato  d'importazione entro un termine di 6 mesi a decorrere dalla data di rilascio del certificato originario.Articolo  61. Ove occorra, le amministrazioni doganali degli Stati membri, da un lato, e quella della Repubblica d'Austria,  dall'altro, si comunicano reciprocamente, di propria iniziativa o su richesta, le costatazioni, i documenti, i  rapporti, i processi verbali e le informazioni relative alle merci che, nello Stato importatore, sono presentate  come merci rispedite dall'Austria nel quadro del presente accordo, nonché alle irregolarità e alle infrazioni  commesse in occasione degli scambi di merci previsti del presente accordo.2. Le amministrazioni doganali degli  Stati membri sono abilitate a trasmettere alle amministrazioni doganali greca o turca i documenti e le  informazioni ottenuti nel quadro della cooperazione amministrativa di cui al paragrafo 1.Articolo 7Le  disposizioni del presente accordo lasciano impregiudicati i divieti o restrizioni all'importazione, all'esportazione o  al transito stabiliti dalla Repubblica d'Austria, giustificati da motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di  moralità pubblica, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali o di preservazione dei vegetali, di  protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale o di tutela della proprietà industriale e  commerciale.Articolo 81. La Commissione mista, istituita a norma dell'articolo 15 dell'accordo relativo al  transito, vigila sull'applicazione del presente accordo. A tal fine essa formula raccomandazioni e, nei casi previsti  dal paragrafo 3, adotta decisioni.2. La Commissione mista racomanda in particolare:a) gli emendamenti al  presente accordo;b) qualsiasi altra disposizione utile per l'applicazione del presente accordo.3. Essa adotta,  mediante decisioni:a) gli emendamenti all'articolo 2 del presente accordo, resi necessari dalla modificazione dei  modelli di certificati di circolazione delle merci allegati al presente accordo;b) gli emendamenti agli articoli 3, 4,  5 e 9 del presente accordo;c) gli emendamenti agli allegati del presente accordo.Tali decisioni sono poste in  atto dalle parti contraenti secondo le proprie norme.Articolo 9Gli allegati I, II e III fanno parte integrante del  presente accordo.Articolo 101. La Comunità s'impegna ad operare in favore di un adeguato adattamento dei  metodi di cooperazione amministrativa che condizionano l'applicazione del regime preferenziale che la Comunità,  da un lato, e la Greca e la Turchia, dall'altro, applicano reciprocamente alle merci oggetto di rispedizione  dall'Austria.2. Non appena nel quadro degli scambi con la Grecia e/o la Turchia si verifichino le condizioni  necessarie all'applicazione del presente accordo, la Comunità provvede a darne notifica alla Repubblica  d'Austria.Articolo 111. Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla  data in cui le parti contraenti si sono notificate l'espletamento delle procedure all'uopo necessarie.2. Le  disposizioni del presente accordo si applicano rispettivamente agli scambi con la Grecia e la Turchia a decorrere  dal primo giorno del secondo mese successivo alla data della notifica di cui all'articolo 10, paragrafo 2.Articolo  12Le parti contraenti s'informano reciprocamente in merito alle disposizioni da esse adottate per l'applicazione  del presente accordo.Articolo 13Il presente accordo può essere denunciato da ciascuna delle parti contraenti,  con un preavviso di sei mesi.Articolo 14Il presente accordo è redatto in duplice esemplare in lingua danese,  francese, inglese, italiana, olandese e tedesca, ciascuno dei testi facente fede.ALLEGATO ICERTIFICATO  DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI>SPAZIO PER TABELLA>I. MERCI CHE POSSONO DAR  LUOGO AL VISTO DI UN CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. G. 11. Possono dar luogo al visto di un  certificato di circolazione A. G. 1 soltanto le merci che, nello stato di esportazione, rientrano in una delle  categorie seguenti:a) merci prodotte nello stato di esportazione, ivi comprese quelle ottenute, in tutto o in  parte, a partire da prodotti che siano stati assoggettati ai dazi doganali e tasse di effetto equivalente che erano  loro applicabili e che non abbiano beneficiato di un ristorno totale o parziale di tali dazi o tasse;b) merci in  libera pratica nello stato di esportazione (merci provenienti da paesi terzi per le quali siano state assolte le  formalità doganali relative all'importazione definitiva, con riscossione dei dazi e delle tasse di effetto equivalente  esigibili e che non abbiano beneficiato di un ristorno totale o parziale dei dazi e delle tasse predetti);c) merci  ottenute nello stato di esportazione e nella fabbricazione delle quali siano stati impiegati prodotti non  assoggettati ai dazi doganali né alle tasse di effetto equivalente loro applicabili o che abbiano beneficiato di un  ristorno totale o parziale di tali dazi o tasse, sempre che sia stato riscosso, se ne ricorra il caso, il prelievo  previsto nei loro confronti;Nota: Ogni certificato di circolazione A. G. 1 relativo a merci ottenute nella  Comunità con l'impiego di prodotti provenienti da paesi terzi che né nella Comunità né in Grecia siano stati  assoggettati ai dazi doganali e tasse d'effetto equivalente loro applicabili, deve contenere l'indicazione «Prelievo  CEE-Grecia»;d) merci inizialmente importate da uno stato che è parte contraente all'accordo e che, all'atto  dell'esportazione da quest'ultimo, rientravano in una delle categorie a), b) o c) di cui sopra.Nota: Qualora si  tratti di merci inizialmente importate nello stato di esportazione e vincolate a un certificato di circolazione  recante la menzione «Prelievo CEE-Grecia», il certificato o i certificati di circolazione A. G. 1 rilasciati in  sostituzione di questo ultimo devono recare la medesima menzione.2. Taluni prodotti devono inoltre soddisfare  alle condizioni complementari previste, secondo il caso, nei loro confronti.3. Non possono dar luogo al visto di  un certificato di circolazione A. G. 1 le merci importate inizialmente da paesi terzi col beneficio di un regime  doganale particolare in conseguenza della loro origine o della loro provenienza.II. CAMPO DI  APPLICAZIONE DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. G. 1Il certificato di circolazione A. G. 1 può  essere usato in tutti quei casi in cui le merci alle quali si riferisce siano trasportate direttamente dallo stato di  esportazione nello stato d'importazione. Sono considerate come trasportate direttamente dallo stato di  esportazione nello stato d'importazione:a) le merci il cui trasporto si effettua senza attraversamento di territori  diversi da quelli della Comunità o della Grecia;b) le merci il cui trasporto si effettua con attraversamento di  territori diversi da quelli della Comunità o della Grecia o con trasbordo in detti territori, a condizione che  l'attraversamento di tali territori o il trasbordo sia vincolato a un unico titolo di trasporto e che tale titolo risulti  emesso nella Comunità o in Grecia.NB. Prima di richiedere alle autorità doganali dello stato di esportazioni il  visto del certificato di circolazione A.G. 1, spetta all'esportatore di accertarsi che le merci saranno effettivamente  «trasportate direttamente» nello stato d'importazione; ove il trasporto non fosse effettuato in tali condizioni, in  quest'ultimo stato le merci saranno ammesse al beneficio del regime preferenziale solo su presentazione di un  certificato di circolazione A. G. 3.III. REGOLE DA OSSERVARE PER LA COMPILAZIONE DEL  CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A.G. 11. Il certificato di circolazione A. G. 1 deve essere redatto in una  delle lingue nelle quali è stipulato l'accordo e conformemente alle norme di diritto interno dello stato di  esportazione. Allorché il certificato è redatto in greco, esso deve essere redatto anche in una delle lingue ufficiali  della Comunità. 2. Il certificato di circolazione A. G. 1 è compilato a macchina o a mano; in quest'ultimo caso  esso deve essere compilato a stampatello facendo uso dell'inchiostro. Esso non deve presentare cancellature o  alterazioni. Le modifiche apportatevi devono essere effettuate cancellando le indicazioni errate ed aggiungendo,  se del caso, le indicazioni volute. Ogni modifica deve portare l'approvazione di chi ha compilato il certificato  nonché il visto delle autorità doganali. 3. Ogni partita di merce indicata sul certificato di circolazione A. G. 1  deve essere preceduta da un numero d'ordine. Immediatamente al di sotto dell'ultima iscrizione deve essere  tracciata una linea orizzontale. Gli spazi in bianco non utilizzati devono essere annullati in modo da rendere  impossibile ogni ulteriore aggiunta.4. Le merci devono essere descritte secondo gli usi commerciali dando  sufficienti precisazioni, in modo da permetterne l'identificazione.5. L'esportatore o il trasportatore può  completare il certificato con un riferimento al documento di trasporto. Si raccomanda altresì all'esportatore o al  trasportatore di riportare sul documento di trasporto, cui è vincolata la spedizione delle merci, il numero di serie  del certificato A. G. 1. IV. PORTATA DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. G. 1Il certificato di  circolazione A. G. 1, se utilizzato regolarmente, consente di ottenere, nello stato d'importazione, l'ammissione  delle merci descrittevi al beneficio dell'eliminazione progressiva dei dazi doganali e delle restrizioni quantitative,  nonché di tutte le misure di effetto equivalente. Tuttavia, quando il certificato di circolazione A. G. 1 è munito  nella Comunità della menzione «Prelievo CEE-Grecia», le merci descrittevi non possono essere ammesse al  beneficio del predetto regime preferenziale negli Stati membri della CEE. Ove lo ritenga necessario, la dogana  dello stato d'importazione ha la facoltà di richiedere la presentazione di ogni altro documento giustificativo, in  particolare i documenti di trasporto sotto il cui vincolo ha avuto luogo la spedizione delle merci. V. TERMINE  PER LA PRESENTAZIONE DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. G. 1 Il certificato di circolazione  A. G. 1 deve essere prodotto nel termine di tre mesi a decorrere dalla data del suo visto alla dogana dello stato  d'importazione in cui le merci sono presentate. ALLEGATO IIASSOCIAZIONE C.E.E.- TURCHIA>SPAZIO PER TABELLA>I. MERCI CHE POSSONO DAR LUOGO AL VISTO DI UN  CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. TR. 11. Possono dar luogo al visto di un certificato di circolazione  A. TR. 1 soltanto le merci che, nello Stato di esportazione, rientrano in una delle categorie seguenti: a) merci  prodotte nello Stato di esportazione, ivi comprese quelle ottenute, in tutto o in parte, a partire da prodotti che  siano stati assoggettati ai dazi doganali e tasse di effetto equivalente che erano loro applicabili e che non abbiano  beneficiato di un ristorno totale o parziale di tali dazi o tasse;b) merci in libera pratica nello Stato di  esportazione (merci provenienti da paesi terzi per le quali siano state assolte le formalità doganali relative  all'importazione definitiva, con riscossione dei dazi e delle tasse di effetto equivalente esigibili e che non abbiano  beneficiato di un ristorno totale o parziale dei dazi e delle tasse predetti);c) merci ottenute nello Stato di  esportazione e nella fabbricazione delle quali siano stati impiegati prodotti non assoggettati ai dazi doganali né  alle tasse di effetto equivalente loro applicabili o che abbiano beneficiato di un ristorno totale o parziale di tali  dazi o tasse, sempre che sia stato riscosso, se ne ricorra il caso, il prelievo previsto nei loro confronti; Nota:  Ogni certificato di circolazione A. TR. 1 relativo a merci ottenute nella Comunità non l'impiego di prodotti  provenienti da paesi terzi che né nella Comunità né in Turchia siano stati assoggettati ai dazi doganali e tasse  d'effetto equivalente loro applicabili, deve contenere l'indicazione «Prelievo Turchia»;d) merci inizialmente  importate da uno Stato che è parte contraente all'Accordo e che, all'atto dell'esportazione da quest'ultimo,  rientravano in una delle categorie a), b) o c) di cui sopra.Nota: Qualora si tratti di merci inizialmente importate  nello Stato di esportazione e vincolate a un certificato di circolazione recante la menzione «Prelievo Turchia», il  certificato o i certificati di circolazione A. TR. 1 rilasciati in sostituzione di quest'ultimo devono recare la  medesima menzione.2. I prodotti agricoli devono inoltre soddisfare alle condizioni complementari previste nei  loro confronti.3. Non possono dar luogo al visto di un certificato di circolazione A. TR. 1 le merci importate  inizialmente da paesi terzi col beneficio di un regime doganale particolare in conseguenza della loro origine o  della loro provenienza.II. CAMPO DI APPLICAZIONE DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. TR.  1Il certificato di circolazione A. TR. 1 può essere usato in tutti quei casi in cui le merci alle quali si riferisce  siano trasportate direttamente dallo Stato di esportazione nello Stato d'importazione.Sono considerate come  trasportate direttamente dallo Stato di esportazione nello Stato d'importazione:a) le merci il cui trasporto si  effettua senza attraversamento di territori diversi da quelli della Comunità o della Turchia;b) le merci il cui  trasporto si effettua con attraversamento di territori diversi da quelli della Comunità o della Turchia o con  trasbordo in detti territori, a condizione che l'attraversamento di tali territori o il trasbordo sia vincolato a un  unico titolo di trasporto e che tale titolo risulti emesso nella Comunità o in Turchia.NB-Prima di richiedere alle  autorità doganali dello Stato di esportazione il visto del certificato di circolazione A. TR. 1, spetta all'esportatore  di accertarsi che le merci saranno effettivamente «trasportate direttamente» nello Stato d'importazione; ove il  trasporto non fosse effettuato in tali condizioni, in quest'ultimo Stato le merci saranno ammesse al beneficio del  regime preferenziale solo su presentazione di un certificato di circolazione A. TR. 3. III. REGOLE DA  OSSERVARE PER LA COMPILAZIONE DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. TR. 11. Il  certificato di circolazione A. TR. 1 deve essere redatto in una delle lingue nelle quali è stipulato l'Accordo e  conformemente alle norme di diritto interno dello Stato di esportazione. Allorché il certificato è redatto in turco,  esso deve essere redatto anche in una delle lingue ufficiali della Comunità.2. Il certificato di circolazione A. TR.  1 è compilato a macchina o a mano; in quest'ultimo caso esso deve essere compilato a stampatello facendo uso  dell'inchiostro. Esso non deve presentare cancellature o alterazioni. Le modifiche apportatevi devono essere  effettuate cancellando le indicazioni errate ed aggiungendo, se del caso, le indicazioni volute. Ogni modifica deve  portare l'approvazione di chi ha compilato il certificato nonché il visto delle autorità doganali.3. Ogni partita di  merce indicata sul certificato di circolazione A. TR. 1 deve essere preceduta da un numero d'ordine.  Immediatamente al di sotto dell'ultima iscrizione deve essere tracciata una linea orizzontale. Gli spazi in bianco  non utilizzati devono essere annullati in modo da rendere impossibile ogni ulteriore aggiunta.4. Le merci  devono essere descritte secondo gli usi commerciali dando sufficienti precisazioni, in modo da permetterne  l'identificazione.5. L'esportatore o il trasportatore può completare la parte del certificato riserva alla  «Dichiarazione dell'esportatore» con un riferimento al documento di trasporto. Si raccomanda altresì  all'esportatore o al trasportatore di riportare sul documento di trasporto, cui è vincolata la spedizione delle  merci, il numero di serie del certificato A. TR. 1IV. PORTATA DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A.  TR. 1Il certificato di circolazione A. TR. 1, se utilizzato regolarmente, consente di ottenere, nello Stato  d'importazione, l'ammissione delle merci descrittevi al beneficio dell'eliminazione progressiva dei dazi doganali e  delle restrizioni quantitative, nonché di tutte le misure di effetto equivalente. Tuttavia, quando il certificato di  circolazione A. TR. 1 porta la menzione «Prelievo Turchia», le merci descrittevi non possono essere ammesse al  beneficio del predetto regime preferenziale negli Stati membri della C.E.E. Ove lo ritenga necessario, la Dogana  dello Stato d'importazione ha la facoltà di richiedere la presentazione di ogni altro docuemnto giustificativo, in  particolare i documenti di trasporto sotto il cui vincolo ha avuto luogo la spedizione delle merci.V. TERMINE  PER LA PRESENTAZIONE DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. TR. 1Il certificato di circolazione  A. TR. 1 deve essere prodotto nel termine di tre mesi a decorrere dalla data del suo visto alla Dogana dello Stato  d'importazione in cui le merci sono presentate. ALLEGATO III Elenco delle merci escluse dall'applicazione  dell'accordo (articolo 2, paragrafo 2) >SPAZIO PER TABELLA>Udfaerdiget i Wien, den elvte juni nitten  hundrede og femoghalvfjerds.Geschehen zu Wien am elften Juni neunzehnhundertfuenfundsiebzig.Done at  Vienna on the eleventh day of June in the year one thousand nine hundred and seventy-five.Fait à Vienne, le  onze juin mil neuf cent soixante-quinze.Fatto a Vienna, addì undici giugno  millenovecentosettantacinque.Gedaan te Wenen, elf juni negentienhonderd vijfenzeventig.For Raadet for De  Europaeiske FaellesskaberIm Namen des Rates der Europaeischen GemeinschaftenFor the Council of the  European CommunitiesPour le Conseil des Communautés européennesPer il Consiglio delle Comunità  europeeVoor de Raad van de Europese Gemeenschappen>RIFERIMENTO A UN FILM>Fuer die Republik  OEsterreich>RIFERIMENTO A UN FILM>