CELEX: 61956CJ0007
Language: it
Date: 1957-07-12
Title: Sentenza della Corte del 12 luglio 1957. # Dineke Algera, Giacomo Cicconardi, Simone Couturaud, Ignazio Genuardi e Félicie Steichen contro l'Assemblea Comune della Comunità europea del Carbone e dell'Acciaio. # Cause riunite 7-56, 3-57 a 7-57.

Avis juridique important

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61956J0007

SENTENZA DELLA CORTE DEL 12 LUGLIO 1957.  -  ALGERA DINEKE, CICCONARDI GIACOMO, COUTURAUD SIMONE, GENUARDI IGNAZIO E STEICHEN FELICIE CONTRO L'ALTA AUTORITA'.  -  CAUSE RIUNITE 7/56, 3/57 A 7/57.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00081 edizione olandese pagina 00087 edizione tedesca pagina 00085 edizione italiana pagina 00081 edizione speciale inglese pagina 00039 edizione speciale danese pagina 00045 edizione speciale greca pagina 00157 edizione speciale portoghese pagina 00157

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . ATTI AMMINISTRATIVI ILLEGITTIMI - ATTI INDIVIDUALI - NULLITA ASSOLUTA  2 . ATTI AMMINISTRATIVI - ATTI DA CUI SORGONO DIRITTI SOGGETTIVI - NOMINA D' UN FUNZIONARIO - REVOCA - TERMINE  3 . ATTI AMMINISTRATIVI ILLEGITTIMI - ATTI AMMINISTRATIVI PARZIALMENTE ILLEGITTIMI - REVOCA  4 . RESPONSABILITA - RESPONSABILITA DELLA COMUNITA NEI CONFRONTI DEI SUOI DIPENDENTI - STATUTO - REVOCA ILLEGITTIMA DEL DISPOSTO PASSAGGIO IN RUOLO - FATTO ILLECITO DELL' AMMINISTRAZIONE - DANNI - OBBLIGO A RIPARAZIONE  ( TRATTATO ART . 40, 1 ) COMMA ).  5 . DIPENDENTI DELLA COMUNITA - PERIODO ANTERIORE ALLO STATUTO - CONTRATTI D' IMPIEGO - CARATTERE PRESTATUTARIO  ( CONVENZIONE RELATIVA ALLE DISPOSIZIONI TRANSITORIE PAR . 7, 3 ) COMMA )  6 . DIPENDENTI DELLA COMUNITA - STATUTO - PASSAGGIO IN RUOLO - AUTORITA COMPETENTE  ( TRATTATO, ART . 6, 4 ) COMMA, ART . 78 N . 3 )  7 . DIPENDENTI DELLA COMUNITA - DETERMINAZIONE DEGLI STIPENDI - AUTORITA COMPETENTE - INTERVENTO DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI - MODALITA  ( TRATTATO, ART . 6, 4 ) COMMA; ART . 31; ART . 78, N . 3, 1 ) E 2 ) COMMA )  8 . DIPENDENTI DELLA COMUNITA - DETERMINAZIONE DEGLI STIPENDI - AUTORITA COMPETENTE - INTERVENTO DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI - ECCEZIONI - ASSEMBLEA COMUNE  ( TRATTATO, ART . 6, 4 ) COMMA, ART . 78, N . 3, 2 ) COMMA )  9 . DIPENDENTI DELLA COMUNITA - STATUTO - PASSAGGIO IN RUOLO CON GRADO E SCATTO DETERMINATI - DIRITTI SOGGETTIVI  10 . PROCEDURA - RICORSO - INDICAZIONI NECESSARIE  ( PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA, ART . 22; REGOLAMENTO DELLA CORTE, ART . 29, PAR . 3 )  

Massima

1 . IL FATTO STESSO CHE UN ATTO AMMINISTRATIVO SIA STATO EMANATO FA SORGERE LA PRESUNZIONE DELLA SUA VALIDITA . L' ILLEGITTIMITA DI UN ATTO AMMINISTRATIVO INDIVIDUALE COMPORTA LA SUA NULLITA DI PIENO DIRITTO SOLTANTO IN CASI DETERMINATI . TALE ATTO PUO' ESSERE RESO INOPERANTE SOLTANTO DA REVOCA O DA ANNULLAMENTO IN SEDE GIURISDIZIONALE E NEI LIMITI IN CUI QUESTI SIANO LECITI .  2 . UN PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO LEGITTIMO E DA CUI SORGANO DIRITTI SOGGETTIVI NON PUO', IN LINEA DI PRINCIPIO, VENIR RESO INOPERANTE MEDIANTE ATTO UNILATERALE . TALE NORMA VIGE IN ISPECIE PER LA NOMINA DEI FUNZIONARI .  NESSUNA DISPOSIZIONE DEL TRATTATO SPECIFICA IN QUALI CONDIZIONI E CON QUALI MODALITA UNA ISTITUZIONE DELLA COMUNITA PUO' LEGITTIMAMENTE RENDERE INOPERANTE UN ATTO AMMINISTRATIVO DA CUI SORGANO DIRITTI SOGGETTIVI E CHE SIA STATO ILLEGITTIMAMENTE EMANATO . LA CORTE DI GIUSTIZIA DEVE PERTANTO RISOLVERE TALE QUESTIONE INFORMANDOSI ALLE LEGGI, ALLA DOTTRINA ED ALLA GIURISPRUDENZA DEGLI STATI MEMBRI . UN PROVVEDIMENTO ILLEGITTIMO CHE ABBIA SIFFATTA NATURA PUO' COMUNQUE, IN LINEA DI PRINCIPIO, VENIR REVOCATO ENTRO UN TERMINE RAGIONEVOLE .  3 . LA PARZIALE ILLEGITTIMITA DI UN ATTO AMMINISTRATIVO NON COMPORTA LA REVOCABILITA DELL' INTERO ATTO A MENO CHE ESSO PERDA LA SUA RAGIONE D' ESSERE UNA VOLTA ANNULLATANE LA PARTE VIZIATA .  4 . OVE UN DIPENDENTE SIA STATO LEGITTIMAMENTE PASSATO IN RUOLO IN CONFORMITA ALLO STATUTO DEL PERSONALE DELLA COMUNITA, L' ILLEGITTIMA REVOCA DI TALE PROVVEDIMENTO DA PARTE DELL' ISTITUZIONE INTERESSATA, COSTITUISCE UN FATTO ILLECITO CHE COMPORTA PER DETTA ISTITUZIONE L' OBBLIGO DI RIPARARE IL DANNO SUBITO DAL DIPENDENTE .  5 . I CONTRATTI D' IMPIEGO STIPULATI CON I DIPENDENTI PRIMA DELL' ENTRATA IN VIGORE DELLO STATUTO DANNO AD ESSI UNA LEGITTIMA ASPETTATIVA A VENIR ASSUNTI IN RUOLO IN CONFORMITA ALLO STATUTO DEL PERSONALE . TALE LEGITTIMA ASPETTATIVA E PARTICOLARMENTE VALIDA ALLORCHE IL DIPENDENTE ABBIA AVUTA ESPRESSA E FORMALE PROMESSA DI VENIR AMMESSO ALLO STATUTO, SOPRATTUTTO QUALORA L' ENTRATA IN VIGORE NE SIA IMMINENTE .  6 . SOLO LE ISTITUZIONI DELLA COMUNITA SONO COMPETENTI A DISPORRE IL PASSAGGIO IN RUOLO IN CONFORMITA ALLO STATUTO DEL PERSONALE . IL TRATTATO NON PREVEDE, IN MATERIA, ALCUN INTERVENTO DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI .  7 . CON RIGUARDO AL PRINCIPIO DELL' INDIPENDENZA E DELL' AUTONOMIA DELLE ISTITUZIONI DELLA COMUNITA ( DI CUI L' ART . 6, 4 ) COMMA E RISPETTIVAMENTE L' ART . 78 N . 3, 1 ) COMMA DEL TRATTATO ) L' ART . 78 N . 3, 2 ) COMMA CHE PREVEDE L' INTERVENTO DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI PER DETERMINATI PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI, COSTITUISCE UN' ECCEZIONE; ESSO VA DUNQUE INTERPRETATO IN SENSO RESTRITTIVO .  LA COMMISSIONE DEVE TUTTAVIA INTERVENIRE PER LA DETERMINAZIONE DEGLI STIPENDI DEI DIPENDENTI ( ART . 78 N . 3 ). PER PRONUNCIARSI SULLE MODALITA DI TALE INTERVENTO LA CORTE DI GIUSTIZIA NON E VINCOLATA NE DAL PUNTO DI VISTA ADOTTATO DALLA COMMISSIONE NE DAL TESTO DELLO STATUTO DEL PERSONALE . NON IMPORTA STABILIRE SE L' ISTITUZIONE DI CUI TRATTASI ERA TENUTA AD OTTENERE IL PREVIO ASSENSO OPPURE A RACCOGLIERE IL PREVENTIVO PARERE DELLA COMMISSIONE IN QUANTO L' INQUADRAMENTO DEI DIPENDENTI DISPOSTO SENZA PREVIAMENTE ADEMPIERE NE ALL' UNA NE ALL' ALTRA DI TALI FORMALITA E COMUNQUE ILLEGITTIMO .  8 . L' ECCEZIONE AL PRINCIPIO DELL' INTERVENTO DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI NELLA DETERMINAZIONE DEGLI STIPENDI DEI DIPENDENTI ( PREVISTA DALL' ART . 78, N . 3, 2 ) COMMA ), RIGUARDA SOLTANTO L' IPOTESI IN CUI UNA DISPOSIZIONE DEL TRATTATO PREVEDA MODALITA SPECIALI PER TALE DETERMINAZIONE NONCHE QUELLA IN CUI VI SIA UN REGOLAMENTO D' APPLICAZIONE CHE SU TALE DISPOSIZIONE SI FONDA .  L' AUTONOMIA CHE DERIVA ALL' ASSEMBLEA COMUNE DAL SUO CARATTERE D' ISTITUTO PARLAMENTARE NON POTREBBE VENIRE OPPOSTA AI POTERI CHE L' ART . 78 CONFERISCE ALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI . L' AUTONOMIA FUNZIONALE DELL' ASSEMBLEA SI DISPIEGA SOLTANTO NELL' AMBITO DELLE ATTRIBUZIONI CHE IL TRATTATO LE CONFERISCE .  9 . UN DECRETO LEGITTIMO E GIURIDICAMENTE VALIDO CHE AMMETTA ALLO STATUTO UN DIPENDENTE IN SERVIZIO PRESSO LA COMUNITA ATTRIBUENDOGLI UN GRADO ED UNO SCATTO DETERMINATI, CONFERISCE ALL' INTERESSATO UN DIRITTO SOGGETTIVO .  10 . LA PARTE RICORRENTE NON HA L' OBBLIGO DI SPECIFICARE LE DISPOSIZIONI DI CUI INVOCA L' APPLICAZIONE; E SUFFICIENTE CHE IL RICORSO INDICHI " I FATTI ED I MEZZI CHE SI FANNO VALERE " NONCHE " LE CONCLUSIONI ".  

Parti

NELLE CAUSE RIUNITE N . 7-56 E N . 3-57, N . 4-57, N . 5-57, N . 6-57, N . 7-57  TRA  1 ) ALGERA DINEKE  2 ) CICCONARDI GIACOMO  3 ) COUTURAUD SIMONE  4 ) GENUARDI IGNAZIO  5 ) STEICHEN FELICIE  CON DOMICILIO ELETTO PRESSO L' AVV . GEORGES MARGUE, RUE ALPHONSE MUENCHEN 6, LUSSEMBURGO,  E CON L' ASSISTENZA DELL' AVV . PIERRE CHAREYRE, PATROCINANTE AL CONSIGLIO DI STATO ED ALLA CORTE DI CASSAZIONE, PARIGI, PARTI RICORRENTI,  E  L' ASSEMBLEA COMUNE DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO,  CON DOMICILIO ELETTO PRESSO I SUOI UFFICI A LUSSEMBURGO, RUE BEAUMENT 19A,  RAPPRESENTATA DAL SUO AGENTE, AVV . JEAN COUTARD, PATROCINANTE AL CONSIGLIO DI STATO ED ALLA CORTE DI CASSAZIONE DI PARIGI, PARTE CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSE CHE HANNO PER OGGETTO L' ANNULLAMENTO DI PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI E RISARCIMENTO DANNI . 

Motivazione della sentenza

A - RICORSO D' ANNULLAMENTO N . 7-56  I - SULLA RICEVIBILITA'  I RICORRENTI CHIEDONO ALLA CORTE DI :  " DICHIARARE ILLEGITTIME LE DECISIONI IMPUGNATE E DI ANNULLARLE CON TUTTE LE CONSEGUENZE DI LEGGE " SENZA PERO' PRECISARE NELLE LORO CONCLUSIONI DI QUALI PROVVEDIMENTI TRATTISI .  NEL RICORSO TUTTAVIA TROVASI LA SEGUENTE INDICAZIONE : " LE DECISIONI IMPUGNATE SONO QUELLE DEL 12 LUGLIO 1956 E DEL 15 OTTOBRE 1956 ". STANDO A QUESTA PRECISAZIONE I PROVVEDIMENTI IMPUGNATI SONO DUNQUE LA LETTERA DEL 12 LUGLIO CHE IL VICEPRESIDENTE DELL' ASSEMBLEA COMUNE, SIGNOR VANRULLEN INDIRIZZO' AI RICORRENTI NONCHE LA COMUNICAZIONE N . 56-13 CHE IL SEGRETARIO GENERALE AGGIUNTO RIVOLSE AL PESONALE DELL' ASSEMBLEA COMUNE IL 15 OTTOBRE 1956 .  QUANTO ALLA LETTERA DEL SIGNOR VANRULLEN DI DATA 12 LUGLIO 1956, LA CORTE RITIENE CHE ESSA SIA EFFETTIVAMENTE UNA DECISIONE . TALE LETTERA INFATTI INDICA CON LA DEBITA PRECISIONE QUALI MISURE L' ASSEMBLEA COMUNE INTENDEVA ADOTTARE NEI CONFRONTI DEI RICORRENTI OVE AVESSERO INSISTITO NEL RESPINGERE LE PROPOSTE PRECEDENTEMENTE LORO RIVOLTE CON LA LETTERA DEL SIGNOR VANRULLEN DI DATA 27 GIUGNO 1956 . ORBENE I RICORRENTI HANNO ESPLICITAMENTE MANTENUTO IL LORO RIFIUTO .  IL SIGNOR VANRULLEN ERA PIENAMENTE ABILITATO A PRENDERE TALE DECISIONE POSTO CHE IL BUREAU, CON DELIBERAZIONE DEL 19 GIUGNO 1956, GLI AVEVA DELEGATO " I PROPRI POTERI " PER " DEFINIRE LA QUESTIONE RELATIVA AL NUOVO INQUADRAMENTO ED AI PROVVEDIMENTI CONNESSI, SULLA BASE DELLE PROPOSTE FORMULATE DAL COMITATO DELVAUX ED APPROVATE DALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI NELLA SUA RIUNIONE DEL 15 GIUGNO 1956 ". PER DI PIU, LA DECISIONE CONTENUTA NELLA LETTERA FU CONFERMATA CON DELIBERAZIONE DEL BUREAU DELL' ASSEMBLEA IN DATA 1 ) OTTOBRE 1956 .  PER QUEL CHE RIGUARDA LA COMUNICAZIONE N . 56-13 DEL 15 OTTOBRE 1956, CI SI PUO' CHIEDERE SE ESSA COSTITUISCA UNA DECISIONE NEI CONFRONTI DEI RICORRENTI OD UNA SEMPLICE INDICAZIONE DA CUI ESSI POTESSERO DEDURRE CHE NON AVREBBERO PIU PERCEPITO LO STIPENDIO LORO ASSEGNATO CON I DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 . ORBENE, LA DECISIONE DEL BUREAU DELL' ASSEMBLEA DI NON APPLICARE LO STATUTO AI RICORRENTI E DI NON CORRISPONDERE PIU LO STIPENDIO PREVISTO DAI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955, NON FU ESPRESSAMENTE NOTIFICATA AGLI INTERESSATI . CIO' NONOSTANTE DEVE RITENERSI CHE TALE COMPORTAMENTO DELLA CONVENUTA NON POSSA PREGIUDICARE IL DIRITTO DEI RICORRENTI AD IMPUGNARE LA DECISIONE PREDETTA .  PER TALE RAGIONE LA CORTE RITIENE RICEVIBILE ANCHE IL RICORSO RIVOLTO CONTRO LA COMUNICAZIONE N . 56-13 DEL 15 OTTOBRE 1956 POSTO CHE E SOLO PER MEZZO DI QUESTA COMUNICAZIONE CHE I RICORRENTI HANNO AVUTO MODO DI SAPERE CHE IL BUREAU AVEVA CONFERMATO LE PROPOSTE DEL SIGNOR VANRULLEN, CIRCOSTANZA QUESTA CHE RISULTAVA SOLO INDIRETTAMENTE DALLA COMUNICAZIONE N . 56-12 . NEL CHIEDERE L' ANNULLAMENTO DELLA " DECISIONE DEL 15 OTTOBRE 1956 " I RICORRENTI IMPUGNANO DUNQUE LA DECISIONE IMPLICITA DELLA CONVENUTA DI NEGAR LORO SIA LO STIPENDIO, CHE L' INQUADRAMENTO ACCORDATI CON I DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 .  IL RICORSO E DUNQUE RICEVIBILE PER L' UNO E PER L' ALTRO CAPO DELLA DOMANDA .  II - SULLA COMPETENZA DELLA CORTE  LE PARTI NON HANNO ELEVATO ECCEZIONI SULLA COMPETENZA DELLA CORTE ED ESSA NON DA LUOGO A RILIEVI D' UFFICIO .  III - SULLA RICEVIBILITA' DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI PRODUTTIVI DI DIRITTI SOGGETTIVI  I RICORSI SONO RIVOLTI CONTRO LA REVOCA DEI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955, FATTA DALL' ASSEMBLEA . I RICORRENTI AFFERMANO CHE TALI DECRETI AVREBBERO CONCESSO LORO DEI DIRITTI STATUTARI, DIRITTI ACQUISITI CHE NON SI POTEVANO REVOCARE SENZA IL CONSENSO DEI TITOLARI . VA DUNQUE ESAMINATO SE LA REVOCA DI TALI ATTI AMMINISTRATIVI SIA GIURIDICAMENTE POSSIBILE .  E' ANZITUTTO NECESSARIO ELIMINARE UN ERRORE DI LOGICA SUSCETTIBILE DI CONDURRE AD UN CIRCOLO VIZIOSO E CONSISTENTE NELL' AFFERMARE CHE SI TRATTASSE DI UN DIRITTO ACQUISITO PER TRARNE LA CONSEGUENZA CHE TALE DIRITTO NON POTESSE VENIR REVOCATO . INFATTI, LA CIRCOSTANZA STESSA CHE UN DIRITTO RICONOSCIUTO DA UN ATTO AMMINISTRATIVO POSSA UNILATERALMENTE VENIR REVOCATO DALL' AMMINISTRAZIONE, STA PRECISAMENTE A DIMOSTRARE CHE IL DIRITTO DI CUI TRATTASI NON E UN DIRITTO ACQUISITO .  I DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 DISPONGONO L' APPLICAZIONE DELLO STATUTO NEI CONFRONTI DEI RICORRENTI, LI NOMINANO A DETERMINATI " GRADI " E NE FISSANO IL RANGO GERARCHICO ASSEGNANDO A CIASCUNO UNO SCATTO DI STIPENDIO .  UNA VOLTA AMMESSA LA VALIDITA GIURIDICA DI QUESTI ATTI, NE CONSEGUE CHE ESSI RAPPRESENTANO DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI INDIVIDUALI DA CUI SORGE UN DIRITTO SOGGETTIVO .  CIRCA LA POSSIBILITA DI UNA REVOCA DI TALI ATTI, TRATTASI DI UN PROBLEMA DI DIRITTO AMMINISTRATIVO BEN NOTO NELLA GIURISPRUDENZA E NELLA DOTTRINA DI TUTTI I PAESI DELLA COMUNITA MA PER LA CUI SOLUZIONE IL TRATTATO NON CONTIENE ALCUNA NORMA GIURIDICA . LA CORTE, PER NON DENEGARE GIUSTIZIA, E PERTANTO TENUTA A RISOLVERE TALE PROBLEMA INFORMANDOSI ALLE LEGGI, ALLA DOTTRINA ED ALLA GIURISPRUDENZA DEI PAESI MEMBRI .  DA UN ESAME DI DIRITTO COMPARATO RISULTA CHE NEI SEI STATI MEMBRI UN ATTO AMMINISTRATIVO CREATORE DI DIRITTI SOGGETTIVI NON PUO', IN LINEA DI PRINCIPIO, VENIR REVOCATO OVE SI TRATTI DI ATTO LEGITTIMO; DATO CHE IN TAL CASO L' ATTO IN PAROLA FA SORGERE UN DIRITTO SOGGETTIVO, LA NECESSITA DI SALVAGUARDARE IL PRINCIPIO DELLA CERTEZZA DEL DIRITTO DEVE PREVALERE SULL' INTERESSE CHE L' AMMINISTRAZIONE POTREBBE AVERE A REVOCARE LA DECISIONE IN PAROLA . CIO' VALE IN ISPECIE PER LA NOMINA DEI FUNZIONARI .  QUANDO L' ATTO AMMINISTRATIVO E INVECE ILLEGALE, IL DIRITTO OGGETTIVO DI TUTTI GLI STATI MEMBRI AMMETTE LA POSSIBILITA DELLA REVOCA . L' ASSENZA DI BASE LEGALE OGGETTIVA NELL' ATTO AMMINISTRATIVO INCIDE SUL DIRITTO SOGGETTIVO DELL' INTERESSATO E GIUSTIFICA LA REVOCA DELL' ATTO . VA POSTO IN RILIEVO CHE SE TALE PRINCIPIO E GENERALMENTE AMMESSO, LE MODALITA DELLA SUA APPLICAZIONE VARIANO .  IN DIRITTO FRANCESE SI RICHIEDE CHE L' ATTO ILLEGALE SIA REVOCATO PRIMA DELLA SCADENZA DEL TERMINE PREVISTO PER L' IMPUGNAZIONE IN SEDE GIURISDIZIONALE E, QUALORA SIA STATO PRESENTATO RICORSO, PRIMA DELL' EMANAZIONE DELLA SENTENZA; IL DIRITTO BELGA, QUELLO LUSSEMBURGHESE E QUELLO OLANDESE SEMBRANO SEGUIRE, TOLTE LIEVI VARIANTI, ANALOGHI CRITERI .  IL DIRITTO TEDESCO NON PREVEDE INVERO ALCUN TERMINE PER L' ESERCIZIO DEL DIRITTO DI REVOCA, SALVO NEI CASI IN CUI ESSO SIA PREVISTO DA UNA SPECIALE NORMA . COSI' LA LEGGE FEDERALE SUL PUBBLICO IMPIEGO NEL SUO ART . 13 AMMETTE LA REVOCA DELLA NOMINA SOLO NEL TERMINE DI SEI MESI . TUTTAVIA E GENERALMENTE AMMESSO CHE IL PRINCIPIO DEL RISPETTO DELLA BUONA FEDE ( TREU UND GLAUBEN ) S' OPPONE AD UNA REVOCA INDEBITAMENTE TARDIVA, CIOE CHE ABBIA LUOGO AD UNA DATA DI MOLTO POSTERIORE A QUELLA IN CUI LA REVOCA AVREBBE POTUTO VENIR FATTA . LA GIURISPRUDENZA E LA DOTTRINA SI RICHIAMANO IN PROPOSITO ANCHE ALLA NOZIONE DELLA RINUNCIA ( VERZICHT ) E DELLA PRECLUSIONE ( VERWIRKUNG ) DEL DIRITTO DI REVOCA .  IL DIRITTO ITALIANO E PARTICOLARMENTE PRECISO IN MATERIA . OGNI ATTO AMMINISTRATIVO VIZIATO DA INCOMPETENZA, VIOLAZIONE DI LEGGE O ECCESSO DI POTERE PUO' VENIR ANNULLATO EX TUNC DALL' AMMINISTRAZIONE CHE L' HA EMANATO, SENZA PREGIUDIZIO DEI DIRITTI SOGGETTIVI CHE ESSO PUO' AVER FATTO SORGERE . TALE REVOCA PUO' ESSERE PRONUNCIATA IN QUALSIASI MOMENTO; NESSUN TERMINE PER L' ESERCIZIO DEL DIRITTO DI REVOCA E DUNQUE PREVISTO . TUTTAVIA, SECONDO LA DOTTRINA E LA GIURISPRUDENZA, UNA REVOCA INTERVENUTA CON INDEBITO RITARDO PUO' CONFIGURARE UN CASO DI ECCESSO DI POTERE; E INOPPORTUNO ANNULLARE FATTI AVVENUTI DA LUNGA DATA, ANCHE SE CONTRARI ALLA LEGGE, A MENO CHE GRAVI RAGIONI DI PUBBLICO INTERESSE ESIGANO LA REVOCA .  LA REVOCABILITA DI UN ATTO AMMINISTRATIVO ILLEGALE E DUNQUE AMMESSA IN TUTTI GLI STATI MEMBRI .  LA CORTE SI ASSOCIA ALLE CONCLUSIONI DELL' AVVOCATO GENERALE ED ACCOGLIE IL PRINCIPIO DELLA REVOCABILITA DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI ILLEGALI, ALMENO ENTRO UN LIMITE DI TEMPO RAGIONEVOLE QUALE E STATO OSSERVATO CON LE DECISIONI IMPUGNATE .  IV - SULLA LEGITTIMITA' DEI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955  1 . CON RIGUARDO ALLE NORME CHE REGOLANO LE ATTRIBUZIONI INTERNE DELL' ASSEMBLEA COMUNE, I DECRETI DEL 12 DICEMBRE SONO STATI VALIDAMENTE EMANATI : ESSI FURONO SOTTOSCRITTI DAL PRESIDENTE DELL' ASSEMBLEA COMUNE E DAL SUO SEGRETARIO GENERALE . IL PRESIDENTE HA AGITO NELL' AMBITO DELLE DECISIONI ADOTTATE DALL' ASSEMBLEA COMUNE IL 25 NOVEMBRE 1955 . PERTANTO I DECRETI SONO STATI VALIDAMENTE EMANATI SECONDO LE DISPOSIZIONI DEL REGOLAMENTO DELL' ASSEMBLEA COMUNE ( GAZZETTA UFFICIALE DELLA COMUNITA N . 13 DEL 9 GIUGNO 1954, PAG . 402 ) - IN ISPECIE DELL' ART . 43, PAR . 3 - E DEL REGOLAMENTO AMMINISTRATIVO INTERNO DELL' ASSEMBLEA COMUNE DEL 25 NOVEMBRE 1955 - IN ISPECIE DAGLI ARTICOLI 1, 2 E 14 .  ANCHE SE IL SEGRETARIO ED IL PRESIDENTE DELL' ASSEMBLEA COMUNE NON AVESSERO SCELTO IL MOMENTO OPPORTUNO PER CONSEGNARE I DECRETI AGLI INTERESSATI ( IL BUREAU AVEVA PREVISTO LA CONSEGNA DI DETTI DECRETI " IN TEMPO DEBITO ") E SE GLI OBBLIGHI PREVISTI DALL' ART . 43, PAR . 3 DEL REGOLAMENTO DELL' ASSEMBLEA COMUNE E DALL' ART . 2 PAR . 4 DEL REGOLAMENTO AMMINISTRATIVO INTERNO NON FOSSERO STATI RISPETTATI, TUTTO CIO' NON INCIDEREBBE AFFATTO SULLA VALIDITA DEI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 CON RIGUARDO ALL' ORDINAMENTO INTERNO DELL' ASSEMBLEA .  2 . RISPETTO ALLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO ISTITUTIVO DELLA COMUNITA EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO SI PONE, A PROPOSITO DEI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955, IL PROBLEMA DI STABILIRE SE LA CONVENUTA POTEVA VALIDAMENTE AMMETTERE I RICORRENTI ALLO STATUTO E DISPORRE IL LORO INQUADRAMENTO SENZA IL CONSENSO OD IL PARERE DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI, PREVISTA DALL' ART . 78 DEL TRATTATO . CIO' POSTO, NON VI E ALCUN BISOGNO DI ESAMINARE QUALE E L' AMPIEZZA DEGLI ALTRI POTERI CHE IL TRATTATO ATTRIBUISCE A TALE COMMISSIONE NE QUALE COMPETENZA LE SPETTI PER STABILIRE LO STATUTO DEL PERSONALE, AI SENSI DEL PAR . 7 ULTIMO COMMA, DELLA CONVENZIONE RELATIVA ALLE DISPOSIZIONI TRANSITORIE .  A ) LA DECISIONE SULL' APPLICAZIONE DELLO STATUTO E DI COMPETENZA DELLE ISTITUZIONI ED IL TRATTATO NON PREVEDE, IN MATERIA, ALCUN INTERVENTO DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI . QUALORA I DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 COMPORTINO EFFETTIVAMENTE L' AMMISSIONE DEI RICORRENTI ALLO STATUTO - PROBLEMA QUESTO CHE SARA ESAMINATO PIU OLTRE SUB VI -, L' AMMISSIONE ALLO STATUTO DISPOSTA DAI DETTI DECRETI SAREBBE LEGITTIMA E VALIDA .  B ) PER QUANTO RIGUARDA INVECE L' INQUADRAMENTO DISPOSTO DAI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 LA SITUAZIONE E MENO CHIARA .  DAI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 RISULTA CHE I RICORRENTI FURONO NOMINATI A GRADI DETERMINATI E CHE FU LORO ASSEGNATO UN DETERMINATO SCATTO DI STIPENDIO . CIO' COMPORTAVA FRA ALTRO DI FISSARE IL LORO STIPENDIO, COME APPARE DAL TESTO DELLE DECISIONI PRESE DAL BUREAU DELL' ASSEMBLEA IL 25 NOVEMBRE 1955 .  ORBENE L' ESAME DEL PROBLEMA DI STABILIRE SE L' ASSEMBLEA COMUNE ERA COMPETENTE A FISSARE DA SOLA LO STIPENDIO DEI PROPRI FUNZIONARI O SE ESSA POTEVA FARLO SOLO COL CONCORSO DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI PREVISTA DALL' ART . 78 DEL TRATTATO, CONDUCE ALLE SEGUENTI CONSIDERAZIONI :  1 ) LE ISTITUZIONI SONO AUTONOME NELL' AMBITO DELLE LORO ATTRIBUZIONI ( ART . 6, 4 ) COMMA DEL TRATTATO ). COSI' INFATTI, NELLA SUA SENTENZA N . 1-55 ( CAUSA KERGALL ) LA CORTE HA RICONOSCIUTO CHE L' ASSEMBLEA COMUNE E " COMPETENTE AD ORGANIZZARE LIBERAMENTE IL SUO SEGRETARIATO NEL MODO RITENUTO MIGLIORE PER IL SERVIZIO ".  D' ALTRA PARTE, IL SECONDO COMMA, DEL N . 3 DELL' ART . 78 COSTITUISCE SOLTANTO UN' ECCEZIONE AL PRINCIPIO DELL' AUTONOMIA PREVISTO AL COMMA PRECEDENTE E PER QUESTO STESSO MOTIVO DEVE ESSERE INTERPRETATO IN SENSO RESTRITTIVO .  CIO' TUTTAVIA NON TOGLIE CHE L' ART . 78, N . 3 ATTRIBUIREBBE ALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI LA COMPETENZA A FISSARE IL NUMERO DEI DIPENDENTI E LE SCALE DEI LORO STIPENDI : SI TRATTA INFATTI DI DATI CHE DEVONO ESSERE " PREVENTIVAMENTE DETERMINATI " DALLA COMMISSIONE SUDDETTA .  IL CONTENUTO DI QUESTA DISPOSIZIONE SI SPIEGA COL FATTO CHE SOLO LA COMUNITA, E NON LE ISTITUZIONI, HA PERSONALITA GIURIDICA . DONDE LA NECESSITA D' ARMONIZZARE LA VITA DELLE QUATTRO ISTITUZIONI E DI PREVEDERE UN CONTROLLO IN MATERIA FINANZIARIA E DI BILANCIO : CONTROLLO CHE L' ART . 78 DEL TRATTATO AFFIDA ALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI . VA INOLTRE SOTTOLINEATO CHE A NESSUN ALTRO ORGANO E STATO CONFERITO UN POTERE DI CONTROLLO PREVENTIVO IN MATERIA FINANZIARIA .  2 ) LA COMPETENZA A DETERMINARE IL NUMERO DEI DIPENDENTI E LE SCALE DEI LORO STIPENDI RISULTA ATTRIBUITA ALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI DAL SECONDO COMMA DEL N . 3 DELL' ART . 78 DEL TRATTATO, SOLO NEI LIMITI IN CUI L' UNO E L' ALTRO ELEMENTO NON SIANO STATI STABILITI DA UN' ALTRA DISPOSIZIONE DEL TRATTATO O DI UN REGOLAMENTO D' ESECUZIONE . DI CIO' PERO' NON TRATTASI NEL CASO IN ESAME .  IL CONTROLLO PREVISTO DAL TRATTATO SAREBBE INEFFICACE SE CIASCUNA ISTITUZIONE AVESSE IL POTERE DI ADOTTARE REGOLAMENTI INTERNI PER STABILIRE IL NUMERO O LE SCALE DEGLI STIPENDI DEI SUOI DIPENDENTI . SIMILE INTERPRETAZIONE CONDURREBBE A RISULTATI ASSURDI . L' INCISO DEL N . 3, COMMA 2, DELL' ART . 78, CONTEMPLA SOLTANTO I CASI IN CUI IL TRATTATO DISPONE MODALITA SPECIALI PER FISSARE UNO STIPENDIO NONCHE L' IPOTESI DI UN REGOLAMENTO D' ESECUZIONE ADOTTATO IN VIRTU DI TALI DISPOSIZIONI DEL TRATTATO . OGNI ALTRA INTERPRETAZIONE SVUOTEREBBE L' ART . 78 DEL SUO CONTENUTO E DEVE QUINDI VENIR RESPINTA .  INOLTRE, L' AUTONOMIA DELL' ASSEMBLEA COMUNE, IN QUANTO ASSEMBLEA PARLAMENTARE, NON PUO' ESSERE INVOCATA DI FRONTE ALLA COMPETENZA SPECIFICA CHE L' ART . 78 DEL TRATTATO CONFERISCE ALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI . QUEST' ARTICOLO INFATTI SI APPLICA INDISTINTAMENTE A TUTTE LE ISTITUZIONI DELLA COMUNITA; IL FATTO CHE L' ASSEMBLEA COMUNE POSSIEDA DELLE ATTRIBUZIONI SPECIALI E IRRILEVANTE A QUESTO FINE; L' AUTONOMIA FUNZIONALE DELL' ASSEMBLEA COMUNE SI DISPIEGA SOLTANTO NELL' AMBITO DELLE SUE ATTRIBUZIONI, PREVISTE DAL TRATTATO ( ART . 6 ULTIMO COMMA ).  3 ) GLI SPECIFICI POTERI CHE L' ART . 78 DEL TRATTATO CONFERISCE ALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI RICORRONO QUINDI NELLA FATTISPECIE . TUTTAVIA, PER QUANTO RIGUARDA L' AMPIEZZA DI TALI POTERI, LE TESI PROPOSTE ALLA CORTE SONO DUE :  A ) SECONDO LA PRIMA TESI LA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI, PER L' ESERCIZIO DI UN EFFICACE CONTROLLO, DOVREBBE DISPORRE DI UN DIRITTO DI DECISIONE IN MATERIA FINANZIARIA .  A SOSTEGNO DI QUESTA TESI CI SI E RICHIAMATI SIA ALLA LETTERA SIA ALLE FINALITA DELL' ART . 78 .  PER QUANTO RIGUARDA LA LETTERA, SI AFFERMA CHE L' ART . 78 N . 3 AFFIDA ALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI IL COMPITO DI DETERMINARE, PRIMA CHE GLI STATI DI PREVISIONE SIANO STATI STABILITI, IL NUMERO DEI DIPENDENTI E LE SCALE DEI LORO STIPENDI . L' USO IN TALE TESTO DELL' ESPRESSIONE " DETERMINARE ", INDICA CHIARAMENTE L' ESISTENZA DI UN POTERE DI DECISIONE .  PER QUANTO RIGUARDA LE FINALITA DELL' ART . 78 CHE MIRA SENZA DUBBIO AD ISTITUIRE UN CONTROLLO FINANZIARIO, ESSE IMPLICANO - COSI' SI AFFERMA - CHE LO SPECIFICO POTERE DELLA COMMISSIONE NON SI LIMITA ALLA SOLA FISSAZIONE TEORICA DI UNA TABELLA O DEL LIVELLO DEGLI STIPENDI . AFFINCHE QUESTO SPECIFICO POTERE POSSA EFFICACEMENTE ESERCITARSI E INFATTI INDISPENSABILE CHE LA COMMISSIONE ABBIA VESTE PER FISSARE IN CONCRETO GLI STIPENDI DEI DIPENDENTI, PREVISTI SOLO IN ASTRATTO ED IN RAGIONE DI FUNZIONI DETERMINATE LA CUI DESCRIZIONE ( JOB-DESCRIPTION ) RIENTRA NELLE ATTRIBUZIONI ESCLUSIVE DI CIASCUNA ISTITUZIONE . SE TALE FACOLTA NON ESISTESSE, NULLA POTREBBE IMPEDIRE CHE UN' ISTITUZIONE PONGA I SUOI DIPENDENTI ALLO SCATTO PIU ALTO PREVISTO DALLA SCALA DEGLI STIPENDI ELUDENDO COSI' OGNI CONTROLLO .  INOLTRE, IL TESTO PARLA DELLA FISSAZIONE DEL NUMERO DEI DIPENDENTI E DELLE SCALE DEI " LORO " STIPENDI, E NON SEMPLICEMENTE DELLE SCALE " DEGLI " STIPENDI .  SECONDO QUESTA INTERPRETAZIONE IL 2 ) COMMA DEL N . 3 DELL' ART . 78 DOVREBBE IMPLICARE L' ESERCIZIO DI UN CONTROLLO FINANZIARIO SULLE SPESE PER IL PERSONALE, ALLA STESSA STREGUA DEI COMMI 3 E 4 CHE COMPORTANO L' ISTITUZIONE DI UN CONTROLLO SUL BILANCIO E DEL COMMA 6 CHE IMPLICA L' ISTITUZIONE DI UN CONTROLLO CONTABILE .  LA FISSAZIONE PREVENTIVA DEL NUMERO DEI DIPENDENTI SERVIREBBE AD IMPEDIRE INGIUSTIFICATI AMPLIAMENTI DELL' ORGANICO DELLE ISTITUZIONI; QUELLA DELLE SCALE DEI LORO STIPENDI SAREBBE DESTINATA A IMPEDIRE L' ASSEGNAZIONE DI STIPENDI ECCESSIVI .  B ) SECONDO UN' ALTRA TESI, LA TEORIA DEL POTERE IMPLICITO NON CONDURREBBE NECESSARIAMENTE A CONCLUDERE CHE LA COMMISSIONE DEVE DISPORRE DI UN DIRITTO DI DECISIONE NEL SENSO SOPRAINDICATO POSTO CHE PER ESERCITARE UN CONTROLLO EFFICACE ESSA DISPONE ANCORA D' ALTRI MEZZI .  CHE NESSUN TESTO CONFERIREBBE IN MODO SUFFICIENTEMENTE PRECISO ALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI DEI POTERI DI DECISIONE CHE VADANO AL DI LA DELLA COMPETENZA DI UN ORGANO COORDINATORE . IN PARTICOLARE, CHE IL COMPITO DI " DETERMINARE " IL NUMERO DEI DIPENDENTI E LE SCALE DEI LORO STIPENDI NE PREGIUDICHEREBBE L' AUTONOMIA AMMINISTRATIVA DELLE ISTITUZIONI NE AVREBBE PER EFFETTO DI ATTRIBUIRE AI PRESIDENTI DELLE ISTITUZIONI, RIUNITI NELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI, POTERI CHE ESSI NON POSSIEDONO AFFATTO IN QUANTO PRESIDENTI DI DETTE ISTITUZIONI . SECONDO QUESTA TESI, LA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI DOVREBBE ESSERE INFORMATA E CONSULTATA AI SENSI DELL' ART . 78 DEL TRATTATO MA IL POTERE DI DECISIONE SPETTEREBBE ALLE ISTITUZIONI DOVENDOSI PRESUMERE CHE ESSE AGISCANO PER IL MEGLIO .  4 ) SEMBRA CHE LA STESSA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI, PUR SENZA AVER PRESO UNA POSIZIONE PRECISA AL RIGUARDO, SI ASSOCI PIUTTOSTO A QUESTA SECONDA INTERPRETAZIONE . COSI', DOPO AVER DECISO NELLA RIUNIONE DEL 12 DICEMBRE 1955 CHE PER QUANTO RIGUARDA LA PROCEDURA DA SEGUIRE PER LA REDAZIONE DEGLI ALLEGATI " LE AMMINISTRAZIONI DELLE ISTITUZIONI DOVRANNO PRENDERE CONTATTO TRA LORO ", LA COMMISSIONE DICHIARA NEL CONTEMPO " CHE TALE PRESA DI CONTATTO SARA INTESA A REALIZZARE UN' ARMONIZZAZIONE DEI TESTI MA CHE D' ALTRA PARTE, ESSA NON DOVRA PREGIUDICARE IL CARATTERE FACOLTATIVO DEGLI ALLEGATI ".  DEL PARI, NELLA RIUNIONE DEL 28 GENNAIO 1956, LA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI COSI' SI ESPRESSE : " POSTO CHE GLI ALLEGATI DEVONO VENIR TRASMESSI ALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI SOLTANTO PER AVVISO, LE MODIFICHE SULLE QUALI LA COMMISSIONE SI SARA ACCORDATA RAPPRESENTANO UNICAMENTE DELLE PROPOSTE FATTE ALLE ISTITUZIONI E NON DELLE DECISIONI ".  LO STATUTO DEL PERSONALE SI INFORMA A QUESTI STESSI CRITERI : ESSO PREVEDE SOLO UNA COMUNICAZIONE ALLA COMMISSIONE SUL NUMERO DEI POSTI CORRISPONDENTI A CIASCUN GRADO, NUMERO FISSATO DALL' ISTITUZIONE IN BASE AGLI EFFETTIVI STABILITI DALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI ( ART . 25, 2 ) COMMA ) E DICHIARA, ALL' ART . 62, CHE GLI ALLEGATI ALLO STATUTO " SARANNO STABILITI DA CIASCUNA ISTITUZIONE ... E SOTTOPOSTI AL PARERE DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI PRIMA DELLA LORO ENTRATA IN VIGORE ". D' ALTRA PARTE IL PRIMO COMMA DELL' ART . 25 RICHIAMA DEL TUTTO GENERICAMENTE L' ART . 78 DEL TRATTATO PER QUANTO RIGUARDA LA TABELLA DI CORRISPONDENZA FRA GRADI ED IMPIEGHI .  PERTANTO, SECONDO QUESTA TESI, LA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI DOVREBBE SOLTANTO VENIR CONSULTATA E FORMULARE UN PARERE SULL' INQUADRAMENTO DEI DIPENDENTI MA NON AVREBBE PROPRI POTERI DI DECISIONE SALVO PER QUANTO RIGUARDA IL NUMERO DEI DIPENDENTI DI CIASCUNA ISTITUZIONE .  5 ) AI SENSI DELL' ART . 31 DEL TRATTATO, COMPITO DELLA CORTE E DI GARANTIRE IL RISPETTO DEL DIRITTO NELL' INTERPRETAZIONE E NELL' APPLICAZIONE DEL TRATTATO E DEI REGOLAMENTI ESECUTIVI . DI CONSEGUENZA, ESSA NON PUO' RITENERSI VINCOLATA NE AL PUNTO DI VISTA ADOTTATO DALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI, NE DAL TESTO DELLO STATUTO DEL PERSONALE, QUALORA UNA SCELTA TRA LE DUE TESI SOPRA MENZIONATE DOVESSE APPARIRE NECESSARIA PER LA RISOLUZIONE DELLA PRESENTE CONTROVERSIA .  MA QUESTA NON ESIGE UNA TALE SCELTA .  L' INQUADRAMENTO DEI RICORRENTI DISPOSTO CON I DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 E INFATTI ILLEGALE SIA IN BASE ALLA PRIMA CHE IN BASE ALLA SECONDA TESI : SECONDO LA PRIMA, IN QUANTO L' ASSEMBLEA COMUNE NON AVEVA OTTENUTO IL PREVENTIVO CONSENSO DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI; IN BASE ALLA SECONDA, IN QUANTO L' ASSEMBLEA NON AVEVA SOTTOPOSTO L' INQUADRAMENTO AL PREVENTIVO PARERE DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI, CIO' CHE ESSA AVREBBE DOVUTO FARE AI SENSI DELL' ART . 2 COMMA 4 ) DEL SUO REGOLAMENTO AMMINISTRATIVO INTERNO NONCHE AI SENSI DELL' ART . 43 N . 3 DEL SUO REGOLAMENTO . ORBENE, LA PARTE CONVENUTA HA AMMESSO DI NON AVER MAI RICEVUTO E NEPPURE CHIESTO, PRIMA DEL 12 DICEMBRE 1955, IL CONSENSO OD IL PARERE DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI .  CIO' POSTO, LA CONVENUTA NON ERA AFFATTO ABILITATA A STABILIRE, NELL' AMBITO DELLO STATUTO, L' INQUADRAMENTO DEI RICORRENTI, RAGION PER CUI LA PARTE DEI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 RELATIVA A DETTO INQUADRAMENTO, E DICHIARATA ILLEGITTIMA .  V - SULLE CONSEGUENZE DELL' ILLEGITTIMITA' DI QUELLA PARTE DEI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 CHE DISPONE L' INQUADRAMENTO DEI RICORRENTI  1 . NULLITA DI PIENO DIRITTO O REVOCABILITA?  AD AVVISO DELLA CORTE L' ILLEGALITA DI UN ATTO AMMINISTRATIVO INDIVIDUALE COMPORTA LA NULLITA DI PIENO DIRITTO SOLO IN CASI DETERMINATI, ESTRANEI ALLA PRESENTE CONTROVERSIA . A PRESCINDERE DA QUESTI CASI ECCEZIONALI, SIA LA DOTTRINA CHE LA GIURISPRUDENZA DEGLI STATI MEMBRI AMMETTONO SOLO L' ANNULLABILITA E LA REVOCABILITA . IL FATTO STESSO CHE UN ATTO AMMINISTRATIVO SIA STATO EMANATO CREA UNA PRESUNZIONE DI VALIDITA LA QUALE PUO' VENIR MENO IN SEGUITO AD ANNULLAMENTO OD A REVOCA, NEI LIMITI IN CUI L' UNO E L' ALTRA SONO CONSENTITI .  2 . LA REVOCABILITA SI ESTENDE ALL' INTERO CONTENUTO DEI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 O SOLO A QUELLA LORO PARTE CHE E ILLEGITTIMA?  NELLE SUE CONCLUSIONI, L' AVVOCATO GENERALE SI E PRONUNCIATO PER L' INSCINDIBILITA DEI DIVERSI ELEMENTI DI CUI CONSTANO I DECRETI, INVOCANDO L' ART . 59 DELLO STATUTO DEL PERSONALE SECONDO CUI " ... I DIPENDENTI POSSONO VENIR NOMINATI AD UN GRADO QUALSIASI DI UNA CATEGORIA O DI UN RUOLO PREVISTI DALL' ART . 24 DELLO STATUTO ". SECONDO LUI " DATO CHE L' AMMISSIONE DEI DIPENDENTI ALLO STATUTO COMPORTA LA LORO RINUNCIA AL REGIME CONTRATTUALE, NE CONSEGUE CHE PER POTER OPTARE CON CONOSCENZA DI CAUSA ESSI HANNO DIRITTO DI CONOSCERE NON SOLTANTO LA DECISIONE DI PRINCIPIO IN BASE ALLA QUALE VENGONO CONSIDERATI DEGNI DI DIVENTARE FUNZIONARI DI RUOLO MA ALTRESI' IL GRADO E LO SCATTO DI STIPENDIO CHE L' AMMINISTRAZIONE INTENDE ASSEGNAR LORO ".  VERO E CHE CIASCUN RICORRENTE HA DICHIARATO " D' ACCETTARE L' AMMISSIONE ALLO STATUTO NELLE CONDIZIONI OFFERTEGLI ". TUTTAVIA, L' ELEMENTO ESSENZIALE, PREPONDERANTE DI TALE DICHIARAZIONE CONSISTE NELL' AVER ACCETTATO L' AMMISSIONE ALLO STATUTO LA QUALE GARANTISCE UNA POSIZIONE STABILE CON DIRITTO A PENSIONE . QUANTO ALLO STIPENDIO, E BEN NOTO CHE ESSO PUO' SUBIRE DELLE ULTERIORI VARIAZIONI MEDIANTE DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI MA L' AMMISSIONE ALLO STATUTO NON POTREBBE TUTTAVIA SUBIRNE PREGIUDIZIO ALCUNO . NELL' ADERIRE AD UNA INTERPRETAZIONE ADOTTATA NELLA MAGGIOR PARTE DEGLI ORDINAMENTI MODERNI SECONDO CUI L' ILLEGITTIMITA PARZIALE NON COMPORTA LA REVOCABILITA DELL' INTERO ATTO A MENO CHE ESSO PERDA LA SUA RAGION D' ESSERE UNA VOLTA ANNULLATANE LA PARTE VIZIATA, LA CORTE RESPINGE LA TESI CON CUI SI SOSTIENE L' INSCINDIBILITA DEI VARI ELEMENTI DI CUI I DECRETI CONSTANO .  TALE OPINIONE DELLA CORTE E PURE GIUSTIFICATA DAL FATTO CHE, COME SI E CONSTATATO POC' ANZI ( SUB III ), SOLO GLI ATTI AMMINISTRATIVI ILLEGITTIMI SONO REVOCABILI MENTRE QUELLI LEGITTIMI SONO IRREVOCABILI . NEL CASO IN ESAME L' ASSEMBLEA ERA COMPETENTE A DISPORRE L' AMMISSIONE ALLO STATUTO, RAGION PER CUI TALE AMMISSIONE E VALIDA ED IRREVOCABILE; ALL' OPPOSTO, L' ASSEGNAZIONE DEL GRADO E L' INQUADRAMENTO CON DETERMINATI SCATTI DI STIPENDIO SONO ILLEGITTIMI E REVOCABILI . STANDO COSI' LE COSE L' AMMISSIONE ALLO STATUTO CHE FU VALIDAMENTE DECRETATA NON POTEVA VENIR REVOCATA .  TALE DECISIONE NON CONTRADDICE AL TESTO DELLO STATUTO DEL PERSONALE . ANZITUTTO IN QUESTA SEDE NON SI TRATTA DI APPLICARE LO STATUTO DEL PERSONALE, CHE ALL' EPOCA DELLA CONSEGNA DEI DECRETI NON ERA ANCORA IN VIGORE MA SI TRATTA DI APPLICARE IL TRATTATO . ORBENE, STANDO A QUEST' ULTIMO, MENTRE L' AMMISSIONE ALLO STATUTO IN QUANTO TALE, RIENTRAVA NELLA COMPETENZA ESCLUSIVA DELL' ASSEMBLEA, NON VI RIENTRAVA PERO' LA FACOLTA DI DISPORRE L' INQUADRAMENTO SENZA IL CONSENSO OD IL PREVENTIVO PARERE DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI . IL FATTO STESSO CHE IL TRATTATO HA DISCIPLINATO I POTERI IN MODO DIVERSO NEI DUE CASI CONDUCE ALLA CONCLUSIONE CHE GLI ELEMENTI CHE NEI DECRETI CORRISPONDONO ALL' UNO ED ALL' ALTRO POSSONO, ANZI DEVONO, VENIR SCISSI SOTTO IL PROFILO GIURIDICO .  IN SECONDO LUOGO, SE E VERO CHE L' AMMISSIONE ALLO STATUTO COMPORTA LA NOMINA AD UN GRADO DI UNA CATEGORIA O DI RUOLO DETERMINATI ( PARAGRAFO 59, DISPOSIZIONI TRANSITORIE ), VA D' ALTRA PARTE RICORDATO CHE LO STATUTO DISTINGUE TRA L' AMMISSIONE ALLO STATUTO E L' INQUADRAMENTO ( SI VEDA AD ES ., L' ART . 27 CHE CONTEMPLA SOLTANTO L' AMMISSIONE ALLO STATUTO E L' ART . 36 CHE PREVEDE UN RAPPORTO IN CUI PUO' VENIR PROPOSTO IL " PASSAGGIO IN RUOLO ").  INOLTRE, ALTRI ARGOMENTI ANCORA POSSONO VENIR ADDOTTI A SOSTEGNO DELLA SCINDIBILITA DEI VARI ELEMENTI CHE I DECRETI CONTENGONO .  SAREBBE COSI' TUTT' ALTRO CHE EQUO CONSENTIRE ALL' ASSEMBLEA DI NON RISPETTARE IL DIRITTO ALL' AMMISSIONE ALLO STATUTO DEI RICORRENTI, NEL SENSO DI UN LORO PASSAGGIO IN RUOLO, CHE ESSA AVEVA VOLUTO DISPORRE A LORO FAVORE, PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE AVEVA FATTO LORO NEL CONTEMPO DELLE PROMESSE ILLEGITTIME PER LE QUALI NON DETENEVA ALCUN POTERE .  SULLA QUESTIONE VOLTA A STABILIRE SE LE PARTI IN CAUSA AVREBBERO ACCETTATO ANCHE UNA NOMINA FATTA SULLA BASE DELL' INQUADRAMENTO LEGALE, L' AGENTE DELLA PARTE CONVENUTA, NEL DIBATTIMENTO ORALE, HA RISPOSTO CON L' AFFERMATIVA . SI DEVE RICONOSCERE CHE LA QUESTIONE DIVIENE PIU DELICATA QUANDO SI VOGLIA INTERPRETARE LA VOLONTA DEI RICORRENTI; LA CORTE E PERO' DEL PARERE CHE COL PRETESTO DI NON RICONOSCER LORO UNA VOLONTA CHE FORSE NON AVREBBERO MANIFESTATA, NON SI POSSANO PRIVARE I RICORRENTI DELL' AMMISSIONE ALLO STATUTO CHE ERA STATA VALIDAMENTE DISPOSTA . DEL RESTO, IL FATTO STESSO DI MANTENERLI SOTTO IL REGIME DELLO STATUTO OFFRE AD ESSI LA POSSIBILITA CONCRETA DI ESPRIMERSI IN MERITO A TALE QUESTIONE : OVE RITENGANO CHE LE CONDIZIONI LORO OFFERTE NON SONO ADEGUATE ESSI POTRANNO DIMETTERSI .  CON QUANTO PRECEDE SONO STATE RICONOSCIUTE LA VALIDITA E L' IRREVOCABILITA DELL' AMMISSIONE DEI RICORRENTI ALLO STATUTO NELL' IPOTESI CHE I DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 COMPORTINO EFFETTIVAMENTE TALE AMMISSIONE ( VEDI SOPRA SUB IV 2 A ). ORBENE, CIO', PUR ESSENDO MOLTO ATTENDIBILE, NON E CERTO .  LE CIRCOSTANZE IN CUI I DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 FURONO CONSEGNATI AI RICORRENTI INDICANO CHIARAMENTE CHE LA PARTE CONVENUTA INTESE APPLICARE LORO LO STATUTO CON LA STABILITA DELL' IMPIEGO E CHE IN CIO' ESSI ERANO D' ACCORDO . NE FANNO PROVA : IL TESTO DEI DECRETI IN CUI L' AMMISSIONE ALLO STATUTO ERA ENUNCIATA SENZA ALCUNA RISERVA, LE DICHIARAZIONI PRELIMINARI SOTTOSCRITTE DAI RICORRENTI, CON CUI L' AMMISSIONE VENIVA ACCETTATA, E LE DICHIARAZIONI COMPROVANTI L' AVVENUTA CONSEGNA O NOTIFICA DEI DECRETI . LA CONSEGNA DI QUESTI FU FATTA SOLO DOPO CHE LA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI EBBE DECISO, IL 12 DICEMBRE 1955, CHE LO STATUTO DEL PERSONALE ERA STATO " DEFINITIVAMENTE ADOTTATO " PER LO MENO IN QUANTO RIGUARDAVA L' ASSEMBLEA COMUNE, PER MODO CHE IL PRESIDENTE DI QUEST' ULTIMA, ON . PELLA, POTE RITENERE CHE LO STATUTO ERA STATO DEFINITIVAMENTE ADOTTATO, CHE SAREBBE BEN PRESTO ENTRATO IN VIGORE E CHE SI POTEVA PORLO IN APPLICAZIONE PER I FUNZIONARI CHE NE AVESSERO FATTO RICHIESTA .  QUALCHE DUBBIO PUO' TUTTAVIA SORGERE DAL FATTO CHE IN REALTA IL TESTO VERAMENTE DEFINITIVO DELLO STATUTO FU STABILITO IN EPOCA POSTERIORE, VALE A DIRE IL 28 GENNAIO 1956, E CHE ESSO E STATO MESSO IN VIGORE DALL' ASSEMBLEA COMUNE SOLO NELL' OTTOBRE 1956, CON EFFETTO DAL 1 ) LUGLIO 1956 . VISTO CHE IL PUNTO 4 ) DEI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 CONTEMPLA ESPRESSAMENTE LA SUCCESSIVA ENTRATA IN VIGORE DELLO STATUTO E DEI SUOI ALLEGATI E CHE I RICORRENTI ACCETTAVANO IL RISCHIO INERENTE ALL' INCERTEZZA DEL SUO CONTENUTO, LA CORTE INTERPRETA LE DICHIARAZIONI DEI RICORRENTI ED IL TESTO DEI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 NEL SENSO CHE SIA LE PRIME CHE IL SECONDO, RIGUARDAVANO L' AMMISSIONE AL FUTURO STATUTO, QUALE NE POTESSE ESSERE IL CONTENUTO .  DEL RESTO, ANCHE OVE SI DOVESSE RITENERE CHE TALE AMMISSIONE ERA INTERVENUTA RISPETTO AD UNO STATUTO NON ANCORA ESISTENTE E CHE ESSA ERA NULLA E PRIVA DI EFFETTO, PERSINO IN SIMILE IPOTESI LA LETTERA DEL SIGNOR VANRULLEN ED IL RIFIUTO DELL' ASSEMBLEA DI AMMETTERE I RICORRENTI ALLO STATUTO DOVREBBERO VENIR ANNULLATI PERCHE TALE DECISIONE MISCONOSCE LA LEGITTIMA ASPETTATIVA DEI DIPENDENTI DI VENIR AMMESSI ALLO STATUTO, ASPETTATIVA CHE NON SI POTEVA FRUSTRARE ( SENTENZA N . 1-55 IN CAUSA KERGALL ). SE LA CORTE HA INFATTI RICONOSCIUTO AL SIGNOR KERGALL UNA LEGITTIMA ASPETTATIVA ALL' APPLICAZIONE DELLO STATUTO, BENCHE NESSUNA PROMESSA FORMALE E SOLENNE GLIENE FOSSE STATA FATTA E BENCHE L' ENTRATA IN VIGORE DELLO STATUTO FOSSE ALLORA TUTT' ALTRO CHE IMMINENTE, SI DEVE A MAGGIOR RAGIONE RICONOSCERE AI RICORRENTI UN ANALOGO DIRITTO, SE NON ANCOR PIU FONDATO, ALL' AMMISSIONE ALLO STATUTO .  NEI LIMITI IN CUI LA DECISIONE CONTENUTA NELLA LETTERA DEL SIGNOR VANRULLEN DI DATA 12 LUGLIO 1956 HA REVOCATO L' AMMISSIONE DEI RICORRENTI ALLO STATUTO, ESSA DEVE VENIR ANNULLATA PER I MOTIVI SOVRAESPOSTI .  INOLTRE, LA DECISIONE, CONTENUTA NELLA STESSA LETTERA, DI RIPORRE I RICORRENTI SOTTO IL PRECEDENTE REGIME CONTRATTUALE DEVE PUR VENIR ANNULLATA PERCHE SENZA UN NUOVO CONSENSO DA ESSI ESPRESSO, NON POTEVA VENIR POSTO NUOVAMENTE IN ESSERE IL CONTRATTO CHE AVEVA CESSATO DI AVER VIGORE A SEGUITO DELLA LORO RINUNCIA, RINUNCIA ACCETTATA CON LA CONSEGNA DEI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955, NE D' ALTRA PARTE POTEVA ESSERE LORO IMPOSTO UN NUOVO CONTRATTO . L' ASSEMBLEA COMUNE, CHE AVEVA LA FACOLTA DI REVOCARE VALIDAMENTE L' INQUADRAMENTO DISPOSTO DAI DECRETI SOPRACITATI, AVREBBE POTUTO D' UFFICIO INQUADRARE EX NOVO I RICORRENTI SECONDO I CRITERI IMPOSTI DALL' " ARMONIZZAZIONE " UNA VOLTA QUESTA ADOTTATA; ESSA NON AVEVA PERO' DIRITTO DI IMPORRE AI RICORRENTI IL RITORNO AL REGIME CONTRATTUALE PREESISTENTE .  QUANTO AL PRIMO CAPO DEL PRESENTE RICORSO E COL QUALE SI E CHIESTO L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE CONTENUTA NELLA LETTERA DEL SIGNOR VANRULLEN DEL 12 LUGLIO 1956, LA CORTE LO DICHIARA FONDATO .  QUANTO ALLA COMUNICAZIONE N . 56-13 DEL 15 OTTOBRE 1956 ESSA DEVE ESSERE PURE ANNULLATA NEI LIMITI IN CUI COMPORTA LA REVOCA DELL' AMMISSIONE ALLO STATUTO ED IL RITORNO AD UN REGIME CONTRATTUALE E TEMPORANEO, INCOMPATIBILE CON LA PREDETTA AMMISSIONE E CON L' ASSEGNAZIONE DI UNO STABILE IMPIEGO CHE SI DICHIARANO VALIDAMENTE ACQUISITE . DETTA COMUNICAZIONE RESTA INVECE VALIDA PER QUEL CHE RIGUARDA LA REVOCA DELL' INQUADRAMENTO E DEL RELATIVO STIPENDIO .  LA CORTE ACCOGLIE PERTANTO IL RICORSO NEI LIMITI IN CUI LA DECISIONE IN PAROLA NEGA AI RICORRENTI L' AMMISSIONE ALLO STATUTO E LI SOTTOPONE DI NUOVO AL REGIME CONTRATTUALE . IL RICORSO CONTRO IL RIFIUTO DI ATTRIBUIR LORO LO STIPENDIO PREVISTO DAI CITATI DECRETI E INVECE RESPINTO PER I MOTIVI SOVRA ESPOSTI ( SUB IV, 2B, 5 E SUB V ).  SPETTERA ALLA PARTE CONVENUTA FISSARE EX NOVO LO STIPENDIO DEI RICORRENTI . A QUESTO PROPOSITO VA DATO ATTO DELLA DICHIARAZIONE DELLA PARTE CONVENUTA, RESA IN UDIENZA DAL SUO AGENTE, SECONDO CUI ESSA S' IMPEGNA A RIASSUMERE I RICORRENTI ALLE CONDIZIONI GENERALI ATTUALMENTE FATTE AI SUOI FUNZIONARI, IMPEGNO CHE LA CORTE INTERPRETA NEL SENSO CHE DEVE VENIR CORRISPOSTA AI RICORRENTI LA STESSA INDENNITA COMPENSATIVA CHE PERCEPISCONO I FUNZIONARI CHE AVEVANO ACCETTATO LE PROPOSTE DEL SIGNOR VANRULLEN .  B - I RICORSI DI DANNI N . 3-57, N . 4-57, N . 5-57, N . 6-57, N . 7-57  I - SULLA RICEVIBILITA'  NULLA VIETA AD UN RICORRENTE DI PRESENTARE IN CORSO DI CAUSA CONCLUSIONI SUBORDINATE PER IL CASO CHE QUELLE PRINCIPALI VENGANO DISATTESE .  I RICORSI SONO PERTANTO RICEVIBILI .  II - SUL MERITO  1 . IL FONDAMENTO GIURIDICO DELLA RESPONSABILITA  I RICORRENTI NON HANNO INDICATO CON SUFFICIENTE PRECISIONE SU QUALI NORME GIURIDICHE FONDANO LE LORO PRETESE DI RISARCIMENTO DANNI . SEMBRA CHE ESSI INVOCHINO L' APPLICAZIONE ANALOGICA DELL' ART . 34, 7 ) COMMA, DELLO STATUTO DEL PERSONALE, CHE PREVEDE LA CONCESSIONE DI UN' INDENNITA IN CASO DI RISOLUZIONE DEL RAPPORTO D' IMPIEGO " PER ESIGENZE DI SEVIZIO "; I RICORRENTI SOSTENGONO INFATTI CHE I PROVVEDIMENTI ADOTTATI DALL' ASSEMBLEA COMUNE EQUIVARREBBERO APPUNTO AD UNA RISOLUZIONE DEL RAPPORTO D' IMPIEGO TRA L' ASSEMBLEA ED I SUOI DIPENDENTI .  NELLA CONTROREPLICA, LA PARTE CONVENUTA AFFERMA CHE I RICORRENTI NON SI SONO RICHIAMATI ALL' ART . 40 DEL TRATTATO ( RESPONSABILITA PER ATTO ILLECITO ) E PERTANTO TALE MEZZO SAREBBE IMPROPONIBILE E DEL RESTO UN' ERRATA INTERPRETAZIONE DEL TESTO AMBIGUO DELL' ART . 78 DEL TRATTATO NON POTREBBE CONFIGURARE UN ATTO ILLECITO DELL' AMMINISTRAZIONE ".  LA CORTE DICHIARA CHE NEL CASO IN ESAME NON SUSSISTE COLPA CONTRATTUALE DATO CHE IL 12 DICEMBRE 1955 CON LA CONSEGNA DEI DECRETI, L' AMMISSIONE ALLO STATUTO AVEVA SOSTITUITO IL REGIME CONTRATTUALE . L' ART . 34, 7 ) COMMA DELLO STATUTO DEL PERSONALE NON E APPLICABILE PER ANALOGIA AL CASO IN ESAME, POSTO CHE IL RAPPORTO D' IMPIEGO TRA L' ASSEMBLEA ED I RICORRENTI NON E STATO RISOLTO .  L' ART . 40 DEL TRATTATO INVERO OFFRE FONDAMENTO GIURIDICO AI RICORSI . VERO E CHE TALE DISPOSIZIONE NON E STATA ESPRESSAMENTE RICHIAMATA DAI RICORRENTI : TUTTAVIA GLI ELEMENTI DI FATTO DA ESSI ESPOSTI NEI LORO RICORSI E LE CONCLUSIONI FORMULATE NE GIUSTIFICANO L' APPLICAZIONE . LO STATUTO ( ART . 22 ) ED IL REGOLAMENTO DELLA CORTE ( ART . 29 PARAGRAFO 3 ) NON IMPONGONO ALLA PARTE RICORRENTE DI ENUNCIARE GLI ARTICOLI CHE ESSA INVOCA; BASTA CHE IL RICORSO ESPONGA " I FATTI, I MOTIVI DI ESSO E LE CONCLUSIONI DEL RICORRENTE ", ESIGENZA QUESTA CHE RISULTA ADEMPIUTA NEL CASO IN ESAME .  2 . SE L' ASSEMBLEA COMUNE HA COMMESSO UN ATTO ILLECITO A TERMINI DELL' ART . 40 DEL TRATTATO  ADERENDO ALLA TESI SOSTENUTA DALL' AVVOCATO GENERALE, LA CORTE RITIENE CHE QUESTO PROBLEMA POSSA ESSER RISOLTO SOLO IN SENSO AFFERMATIVO . LA PARTE CONVENUTA ERA AL CORRENTE CHE LA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI SI PROPONEVA DI GIUNGERE ALL' ARMONIZZAZIONE DEGLI STIPENDI DEI DIPENDENTI INCARICATI PRESSO LE VARIE ISTITUZIONI DI SVOLGERE ATTIVITA ANALOGHE ED ESSA SI ERA DICHIARATA PRONTA A COLLABORARVI . STANDO COSI' LE COSE, LA CONSEGNA DEI DECRETI IL 12 DICEMBRE 1955 CIOE NEL GIORNO STESSO IN CUI LA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI, IN UNA RIUNIONE CUI PRENDEVA PARTE IL PRESIDENTE DELL' ASSEMBLEA COMUNE, AVEVA UNANIMAMENTE RICONOSCIUTO LA NECESSITA DI OPERARE QUESTA ARMONIZZAZIONE NON AVREBBE DOVUTO AVERE LUOGO PRIMA CHE FOSSE NOTO L' ESITO DEI LAVORI RELATIVI ALL' ARMONIZZAZIONE ANCHE SE LA CONVENUTA ERA SPINTA DAL DESIDERIO D' ACCORDARE AI RICORRENTI UNA POSIZIONE BEN DEFINITA . QUESTA CONSEGNA PREMATURA ED INTEMPESTIVA COSTITUISCE UN ATTO ILLECITO PERCHE HA CREATO UNA SITUAZIONE FALSA SOTTO UN' APPARENZA DI LEGALITA .  INOLTRE, POSTO CHE LA REVOCA DELL' AMMISSIONE ALLO STATUTO FU ILLEGALE, TALE PROVVEDIMENTO CONFIGURA UN ATTO ILLECITO CHE DA DIRITTO AI SENSI DELL' ART . 40 DEL TRATTATO AL RISARCIMENTO DEL DANNO CHE NE DERIVA .  NON E NECESSARIO STABILIRE IN QUESTA SEDE SE L' ATTO ILLECITO DI CUI L' ART . 40 DEL TRATTATO, PRESUPPONGA L' ESISTENZA DEL DOLO O ALMENO DI UNA COLPEVOLE NEGLIGENZA OPPURE SE QUALSIASI COMPORTAMENTO ILLEGITTIMO, ANCHE INCONSAPEVOLE, DI UNA ISTITUZIONE POSSA RIENTRARE IN QUESTA NOZIONE . SE INFATTI L' AVER ERRONEAMENTE INTERPRETATO L' ART . 78 DEL TRATTATO NON COSTITUISCE NECESSARIAMENTE UN ATTO ILLECITO CHE FA SORGERE LA RESPONSABILITA, TALE ATTO ILLECITO EMERGE, NEL CASO IN ESAME, DALLA CIRCOSTANZA CHE L' ASSEMBLEA NON HA CHIESTO NE IL CONSENSO NE IL PARERE DELLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI BENCHE TALE OBBLIGO LE INCOMBESSE TANTO AI SENSI DELL' ART . 43 DEL SUO REGOLAMENTO QUANTO IN BASE ALL' ART . 2, PARAGRAFO 4 DEL SUO REGOLAMENTO AMMINISTRATIVO INTERNO . TALE OBBLIGO PER DI PIU ERA SANCITO DALL' ART . 62 DELLO STATUTO DEL PERSONALE NEL TESTO CHE FU APPROVATO IL 12 DICEMBRE 1955 . INFINE, LA CORTE RILEVA CHE LE TERGIVERSAZIONI DELLA CONVENUTA NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE COSTITUISCONO PURE UN ATTO ILLECITO .  3 . SUI DANNI CONSEGUENTI AGLI ATTI ILLECITI DELL' AMMINISTRAZIONE  A . DANNO MATERIALE  A ) L' ILLEGITTIMA REVOCA DELL' AMMISSIONE DEI RICORRENTI ALLO STATUTO E L' ILLEGALE RIPRISTINO PER ESSI DEL REGIME CONTRATTUALE TEMPORANEO, ANNULLATI E L' UNA E L' ALTRO CON LA PRESENTE SENTENZA, NON HANNO CAUSATO AI RICORRENTI ALCUN PREGIUDIZIO MATERIALE .  B ) LA REVOCA DEL LORO INQUADRAMENTO LI PRIVA DEL DIRITTO DI PERCEPIRE GLI STIPENDI PIU ELEVATI PREVISTI DAI REVOCATI DECRETI . TUTTAVIA, CIO' NON CONSEGUE AD ATTO ILLECITO NON POSTO CHE LA REVOCA DELL' INQUADRAMENTO ERA LEGITTIMA; LA PERDITA DI TALE DIRITTO PUO' PERTANTO DAR LUOGO A RISARCIMENTO .  A QUESTA CONCLUSIONE INDUCE PURE LA CONSTATAZIONE CHE I RICORRENTI NON HANNO ALCUN DIRITTO DI CONSERVARE UNA SITUAZIONE ILLEGALE E CHE FU LORO VALIDAMENTE TOLTA .  C ) NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO SCRITTO I RICORRENTI HANNO AFFERMATO AVER RIFIUTATO OFFERTE D' IMPIEGO PROVENIENTI DALL' ESTERNO E CIO' PER IL MOTIVO CHE ESSI AVREBBERO AVUTO FIDUCIA NELLE PROMESSE FATTE LORO DALL' ASSEMBLEA COMUNE . TUTTAVIA, SU QUESTA CIRCOSTANZA NESSUNA PROVA E STATA FORNITA E NEMMENO OFFERTA . SOTTO QUESTO PROFILO NON SI PUO' QUINDI RICONOSCERE L' ESISTENZA DI UN DANNO .  LA CORTE PERTANTO NON RAVVISA LA SUSSISTENZA DI UN DANNO MATERIALE DOVUTO AD ATTI ILLECITI IMPUTABILI ALLA CONVENUTA .  B . DANNI MORALI  IL COMPORTAMENTO ILLECITO DELLA PARTE CONVENUTA CONSISTENTE NELL' ILLEGITTIMA REVOCA DELL' AMMISSIONE ALLO STATUTO DEI RICORRENTI E NELL' INTEMPESTIVA CONSEGNA DEI DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955 - IL CHE DOVEVA CONDURRE ALLA LORO SUCCESSIVA REVOCA PARZIALE - HA TUTTAVIA CAUSATO AI RICORRENTI UN DANNO MORALE .  A ) I RICORRENTI DOPO ESSER STATI IN UNA SITUAZIONE CUI LI AVEVANO DESTINATI I LORO MERITI PROFESSIONALI E CHE PER ESSI SI PRESENTAVA STABILE E DURATURA, SI SON TROVATI SENZA ALCUNA COLPA, DI FRONTE ALLA PROSPETTIVA DI UN LICENZIAMENTO CHE SIGNIFICAVA PER ESSI LA FINE DI UNA CARRIERA CUI ESSI AVEVANO LEGITTIMAMENTE ASPIRATO .  LE EMOZIONI PROVOCATE DA QUESTO COMPORTAMENTO, IL TURBAMENTO ED IL DISAGIO CHE NE SONO DERIVATI PEI RICORRENTI HANNO COSI' DETERMINATO UN DANNO MORALE PER IL QUALE ESSI HANNO DIRITTO A RISARCIMENTO .  B ) CIRCA LA DIMINUZIONE DI GRADO LA CORTE E INVECE D' AVVISO CHE QUESTA NON ABBIA CAUSATO UN DANNO MORALE APPREZZABILE E COMUNQUE NON TALE DA LEDERE IL PRESTIGIO SOCIALE DEI RICORRENTI .  C ) PER QUANTO RIGUARDA L' IMPORTO DA LIQUIDARE A RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE NON VA TRASCURATA LA CIRCOSTANZA CHE SE L' ASSEMBLEA HA DISPOSTO DI MANTENERE AI RICORRENTI, E SINO ALLA PRONUNCIA DELLA CORTE, I VANTAGGI ECONOMICI CONCESSI CON I DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955, TALE SUO GESTO FU DETERMINATO UNICAMENTE DALLA PRESENTAZIONE DEL RICORSO E CHE ESSO NON ERA TALE DA SOPIRE NEI RICORRENTI OGNI PREOCCUPAZIONE PER L' AVVENIRE .  IN CONSIDERAZIONE DI TUTTO CIO' LA CORTE LIQUIDA IL DANNO A FAVORE DI CIASCUNO DEI RICORRENTI NELL' IMPORTO DI 100 UNITA U.E.P .  

Decisione relativa alle spese

( LE SPESE CHE RIGUARDANO LA CAUSA 7-56 )  IN MERITO ALLE SPESE DELLA CAUSA D' ANNULLAMENTO LA CORTE, APPLICATO L' ART . 60 PARAGRAFO 2 DEL SUO REGOLAMENTO, DISPONE CHE LA CONVENUTA SOPPORTI INTERAMENTE LE PROPRIE SPESE E LA CONDANNA A RIFONDERE AI RICORRENTI I QUATTRO QUINTI DELLE LORO SPESE, L' ULTERIORE QUINTO RESTANDO A LORO CARICO POSTO CHE SONO RIMASTI SOCCOMBENTI SU DI UN CAPO DELLA LORO DOMANDA .  ( LE SPESE CHE RIGUARDANO LE CAUSE N . 3-57, N . 4-57, N . 5-57, N . 6-57, N . 7-57 )  RIGUARDO ALLE SPESE VA TENUTO PRESENTE CHE IN ESITO ALLA PRONUNCIA DELLA CORTE SUL RICORSO D' ANNULLAMENTO GLI ALTRI RICORSI SON DIVENUTI PRIVI DI OGGETTO PER QUANTO CONCERNE IL RISARCIMENTO DEI DANNI CONSEGUENTI ALLA REVOCA DELL' AMMISSIONE DEI RICORRENTI ALLO STATUTO . CIO' TUTTAVIA DERIVA DAL FATTO CHE LA CONVENUTA E RIMASTA SOCCOMBENTE NELLA CAUSA D' ANNULLAMENTO .  NULLA SI OPPONE PERTANTO ACCHE ESSA VENGA CONDANNATA A RIFONDERE TUTTE LE SPESE DI CAUSA AI SENSI DELL' ART . 60, PARAGRAFO 1, DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE .  

Dispositivo

LA CORTE  DISATTESA OGNI CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA,  DICHIARA E RICEVIBILI I PRESENTI RICORSI E STATUISCE :  I . SUL RICORSO D' ANNULLAMENTO N . 7-56  1 ) SONO ANNULLATE LE DECISIONI CONTENUTE NELLA LETTERA DIRETTA DAL SIGNOR VANRULLEN AI RICORRENTI IN DATA 12 LUGLIO 1956;  2 ) E' ANNULLATA LA DECISIONE CON CUI IL BUREAU DELL' ASSEMBLEA COMUNE HA NEGATO AI RICORRENTI L' APPLICAZIONE DELLO STATUTO;  3 ) LA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DEL BUREAU DELL' ASSEMBLEA COMUNE IN QUANTO HA REVOCATO I GRADI E SCATTI ASSEGNATI AI RICORRENTI CON I DECRETI DEL 12 DICEMBRE 1955, E RESPINTA;  4 ) NEI LIMITI IN CUI VENGONO ANNULLATE LE DECISIONI DEL SIGNOR VANRULLEN E DEL BUREAU DELL' ASSEMBLEA LA PRATICA E RINVIATA ALLA ASSEMBLEA COMUNE;  5 ) I RICORRENTI HAN DIRITTO AL RIMBORSO A CARICO DELLA CONVENUTA DEI QUATTRO QUINTI DELLE LORO SPESE DI CAUSA E LA CONVENUTA SOPPORTERA INTERAMENTE LE PROPRIE SPESE .  II . SUI RICORSI DI DANNI N . 3-57, N . 4-57, N . 5-57, N . 6-57, N . 7-57  LA PARTE CONVENUTA E CONDANNATA A VERSARE A CIASCUNO DEI RICORRENTI L' IMPORTO DI 100 UNITA U.E.P .  LE SPESE VANNO INTERAMENTE A CARICO DELLA CONVENUTA .