CELEX: C2006/331/08
Language: it
Date: 2006-12-30 00:00:00
Title: Causa C-446/04: Sentenza della Corte (Grande Sezione) 12 dicembre 2006 [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court of Justice (Chancery Division) — Regno Unito] — Test Claimants in the FII Group Litigation/Commissioners of Inland Revenue (Libertà di stabilimento — Libera circolazione dei capitali — Direttiva 90/435/CEE — Imposta sulle società — Distribuzione di dividendi — Prevenzione o attenuazione dell'imposizione a catena — Esenzione — Dividendi percepiti da società residenti in un altro Stato membro o in un paese terzo — Credito d'imposta — Pagamento anticipato dell'imposta sulle società — Parità di trattamento — Domanda di restituzione o domanda di risarcimento)

30.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 331/5
            
         Sentenza della Corte (Grande Sezione) 12 dicembre 2006 [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court of Justice (Chancery Division) — Regno Unito] — Test Claimants in the FII Group Litigation/Commissioners of Inland Revenue
   (Causa C-446/04) (1)
   
   (Libertà di stabilimento - Libera circolazione dei capitali - Direttiva 90/435/CEE - Imposta sulle società - Distribuzione di dividendi - Prevenzione o attenuazione dell'imposizione a catena - Esenzione - Dividendi percepiti da società residenti in un altro Stato membro o in un paese terzo - Credito d'imposta - Pagamento anticipato dell'imposta sulle società - Parità di trattamento - Domanda di restituzione o domanda di risarcimento)
   (2006/C 331/08)
   Lingua processuale: l'inglese
   Giudice del rinvio
   High Court of Justice (Chancery Division)
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrente: Test Claimants in The FII Group Litigation
   
      Convenuti: Commissioners of Inland Revenue
   Oggetto
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — High Court of Justice (Chancery Division) — Interpretazione degli artt. 43 e 56 CE e degli artt. 4, n. 1, e 6 della direttiva del Consiglio 23 luglio 1990, 90/435/CEE, concernente il regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati Membri diversi (GU L 225, pag. 6) — Esonero dall'imposta concessa in uno Stato membro a una società stabilita nel territorio nazionale che abbia percepito dividendi versati da società parimenti stabilite nel territorio nazionale — Esonero non accordato per dividendi versati a tale società da società aventi sede nel territorio di un altro Stato membro
   Dispositivo
   
               1)
            
            
               Gli artt. 43 CE e 56 CE devono essere interpretati nel senso che, quando uno Stato membro dispone di un sistema di prevenzione o di attenuazione dell'imposizione a catena o della doppia imposizione economica nel caso di dividendi versati a residenti da parte di società residenti, esso deve accordare un trattamento equivalente ai dividendi versati a residenti da parte di società non residenti.
               Gi artt. 43 CE e 56 CE non ostano ad una legislazione di uno Stato membro che esoneri dall'imposta sulle società i dividendi che una società residente percepisce da un'altra società residente, allorché essa assoggetti a tale imposta i dividendi che una società residente percepisce da una società non residente e nella quale la società residente detiene almeno il 10 % dei diritti di voto, accordando, in quest'ultimo caso, un credito d'imposta a titolo dell'imposta effettivamente versata dalla società distributrice nel suo Stato membro di residenza, nei limiti in cui l'aliquota d'imposizione sui dividendi di origine estera non sia superiore all'aliquota d'imposizione applicata ai dividendi di origine nazionale e il credito d'imposta sia perlomeno pari all'importo versato nello Stato membro dalla società distributrice sino a concorrenza dell'imposta applicata nello Stato membro della società beneficiaria.
               L'art. 56 osta ad una normativa di uno Stato membro che esoneri dall'imposta sulle società i dividendi che una società residente percepisce da un'altra società residente, allorché essa assoggetti a tale imposta i dividendi che una società residente percepisce da una società non residente nella quale essa detiene meno del 10 % dei diritti di voto, senza accordare a quest'ultima un credito d'imposta a titolo dell'imposta effettivamente versata dalla società distributrice nel suo Stato di residenza.
            
         
               2)
            
            
               Gli artt. 43 CE e 56 CE costano a una normativa di uno Stato membro che consenta ad una società residente che percepisce dividendi da un'altra società residente di detrarre dall'ammontare da essa dovuto quale anticipazione dell'imposta sulle società l'ammontare di detta imposta pagato anticipatamente dalla seconda società, laddove, nel caso di una società residente che percepisce dividendi da una società non residente, una tale detrazione non sia consentita relativamente all'imposta sugli utili distribuiti versata da quest'ultima società nel suo Stato di residenza.
            
         
               3)
            
            
               Gli artt. 43 CE e 56 CE non sono compatibili con una normativa di uno Stato membro la quale preveda che ogni sgravio di cui una società residente che ha percepito dividendi di origine estera benefici in relazione all'imposta versata all'estero riduca l'ammontare dell'imposta sulle società con cui essa possa compensare l'imposta sulle società pagata anticipatamente.
               L'art. 43 CE osta ad una normativa di uno Stato membro che consenta ad una società residente di trasferire a controllate residenti l'ammontare di imposta sulle società pagato anticipatamente che non possa essere compensato con l'imposta sulle società dovuta dalla prima a titolo dell'esercizio contabile dato o di esercizi contabili anteriori o successivi affinché tali controllate possano compensarlo con l'imposta sulle società da esse dovuta, ma che non consenta ad una società residente di trasferire un siffatto ammontare a controllate non residenti nel caso in cui queste ultime siano assoggettate in questo Stato membro ad imposta sugli utili da esse ivi realizzati.
            
         
               4)
            
            
               Gli artt. 43 CE e 56 CE sono incompatibili con una normativa di uno Stato membro che esoneri dal pagamento anticipato dell'imposta sulle società le società residenti che distribuiscono ai loro azionisti dividendi provenienti da dividendi di origine nazionale da esse percepiti, laddove essa concede alle società residenti, che distribuiscono ai loro azionisti dividendi provenienti da dividendi di origine estera dalle stesse percepiti, la facoltà di optare per un regime che permette loro di recuperare l'imposta sulle società pagata anticipatamente ma, da un lato, obbliga tali società a versare la detta imposta anticipata e a chiederne il rimborso in un momento successivo e, dall'altro, non prevede un credito d'imposta per i loro azionisti, mentre questi ultimi ne avrebbero ricevuto uno nel caso di una distribuzione effettuata da una società residente sulla base di dividendi di origine nazionale.
            
         
               5)
            
            
               L'art. 57, n. 1, CE deve essere interpretato nel senso che, qualora, precedentemente al 31 dicembre 1993, uno Stato membro abbia adottato una normativa che contiene restrizioni ai movimenti di capitale diretti a o in provenienza da paesi terzi vietati dall'art. 56 CE e, dopo tale data, adotti provvedimenti che costituiscono anch'essi una restrizione ai detti movimenti e sono sostanzialmente identici alla normativa precedente o si limitano a ridurre o a sopprimere un ostacolo all'esercizio dei diritti e delle libertà comunitarie figuranti nella normativa precedente, l'art. 56 non osta all'applicazione ai paesi terzi di questi ultimi provvedimenti quando essi si applichino a movimenti di capitali riguardanti investimenti diretti, compresi gli investimenti immobiliari, lo stabilimento, la prestazione di servizi finanziari o l'ammissione dei titoli sul mercato dei capitali. Al riguardo non possono essere considerate quali investimenti diretti le partecipazioni in una società che non sono acquistate al fine di creare o mantenere legami economici durevoli e diretti tra l'azionista e tale società e non consentono all'azionista di partecipare effettivamente alla gestione o al controllo di questa società.
            
         
               6)
            
            
               In mancanza di normativa comunitaria, spetta all'ordinamento giuridico interno di ciascuno Stato membro designare i giudici competenti e disciplinare le modalità processuali delle azioni giuridiche volte a garantire la salvaguardia dei diritti conferiti ai singoli del diritto comunitario, compresa la qualificazione delle domande presentate dalle persone lese dinanzi ai giudici nazionali. Detta normativa processuale deve garantire che i singoli dispongano di un mezzo di ricorso effettivo che consenta loro di ottenere il rimborso dell'imposta indebitamente riscossa e degli importi pagati a tale Stato membro o trattenuti da quest'ultimo che siano in relazione diretta con tale imposta. Con riferimento ad altri danni che una persona avrebbe subito a casa di una violazione del diritto comunitario imputabile a uno Stato membro, quest'ultimo è tenuto a risarcire i danni causati ai singoli alle condizioni enunciate nel punto 51 della sentenza 5 marzo 1996, cause riunite C-46/93 e C-48/93, Brasserie du Pêcheur e Factortame, senza che ciò escluda che, in base al diritto nazionale, la responsabilità dello Stato possa essere invocata a condizioni meno restrittive.
            
         
      (1)  GU C 6 dell'8.1.2005.