CELEX: C2004/118/94
Language: it
Date: 2004-04-30 00:00:00
Title: Causa T-82/04: Ricorso del sig. Jamal Ouariachi contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 25 febbraio 2004

30.4.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 118/43
            
         Ricorso del sig. Jamal Ouariachi contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 25 febbraio 2004
   (Causa T-82/04)
   (2004/C 118/94)
   Lingua processuale: il francese
   Il 25 febbraio 2004, il sig. Jamal Ouariachi, residente in Rabat (Marocco), rappresentato dall'avv. France Blanmailland, ha presentato, dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee, un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               condannare la convenuta a versare al ricorrente un'indennità forfettaria pari a 150 000 EUR a titolo di risarcimento per i danni morali da lui subiti;
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta alla totalità delle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il ricorrente, di cittadinanza marocchina e spagnola e residente in Marocco, è divorziato dal 2000 e ha un diritto di visita dei suoi due figli che sono stati affidati alla loro madre. Nel 2002, la madre ha portato i figli in Sudan dove, secondo il ricorrente, ha raggiunto un dipendente della Commissione, il quale all'epoca lavorava presso la delegazione dell'Unione europea in Khartoum, Sudan.
   Il ricorrente sostiene che, per potere sottrarre i figli al loro padre e lasciare il territorio marocchino per il Sudan, la sua ex moglie si è avvalsa di un invito proveniente dalla delegazione dell'Unione europea in Khartoum e che sulla base di tale invito il consolato del Sudan ha rilasciato il visto sul passaporto.
   Il ricorrente sostiene inoltre che il dipendente in questione, firmando le pagelle scolastiche dei due figli, ha usurpato l'identità del ricorrente.