CELEX: C2006/010/58
Language: it
Date: 2006-01-14 00:00:00
Title: Causa T-406/05: Ricorso presentato il  9 novembre 2005  — Cavallaro/Commissione

14.1.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 10/30
            
         Ricorso presentato il 9 novembre 2005 — Cavallaro/Commissione
   (Causa T-406/05)
   (2006/C 10/58)
   Lingua processuale: l'italiano
   Parti
   
      Ricorrente: Alessandro Cavallaro (Roma, Italia) [Rappresentante(i): Avv.to: Carlo Forte]
   
      Convenuto(i): Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni del ricorrente
   
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               Annullare la decisione dell'Autorità Investita del Potere di Nomina del 10/8/2005, ADMIN.B.2-ABF/adm-D(05)18560;
            
         
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               In subordine, disporre la riapertura dei termini per proporre ricorso in annullamento delle decisioni ADMIN-B-3, n. 10577 del 27/2/2002 e n. 53089 del 14/11/2002;
            
         
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               In subordine ed in alternativa alla precedente richiesta, dichiarare accoglibile l'eccezione di illegittimità tendente a far dichiarare l'inapplicabilità delle decisioni ADMIN-B-3, n. 10577 del 27/02/2002 e n. 53089 del 14/11/2002, riconoscendo al convenuto il diritto al pagamento delle somme relative alla indennità di dislocazione con decorrenza 1/12/2001 e per tutto il periodo di servizio presso la Commissione Europea a Bruxelles, ivi compresi gli arretrati e gli interessi maturati;
            
         
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               Condannare la convenuta alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il ricorrente nella presente causa si rivolge contro la decisione dell'autorità investita del potere di nomina, del 10 agosto 2005, con la quale gli è stata negata l'indennità di cui all'articolo 4, allegato VII dello Statuto dei funzionari delle Comunità europee, e chiede il riconoscimento del pagamento delle somme relative a tale indennità con decorrenza dal 1 marzo 2005 e per tutto il periodo di servizio presso la Rappresentazione della Commissione a Roma.
   Viene ricordato a questo riguardo che già nel 2002, subito dopo essere stato assunto dalla Commissione, la stessa autorità gli aveva rifiutato l'indennità di dislocazione del 16 %, sul presupposto che durante tutto il periodo di riferimento per il calcolo dei 5 anni di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), secondo trattino, dell'allegato VII dello Statuto, il ricorrente aveva esercitato le proprie attività professionali a Bruxelles.
   Il ricorrente è in seguito stato trasferito alla sede della Rappresentanza di Roma della Commissione, chiedendo di nuovo alla convenuta il beneficio della stessa indennità. Il presente ricorso si rivolge contro la decisione di rigetto di questa nuova richiesta.
   
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               A sostegno delle sue pretensioni, il ricorrente fa valere una falsa applicazione dell'articolo 4, primo paragrafo, lettera b), dello statuto
            
         
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               e contraddittorietà della motivazione ed errore di fatto in merito alla documentazione fornita relativamente al periodo 1990-1995. Si ribadisce in relazione a questo punto che il ricorrente ha abitato fuori dall'Italia dal 1990 al 1995, e che non è stato studente in Italia tra il 1992 ed il 1995. In ogni caso, le affermazioni della Commissione nella decisione impugnata sarebbero in contrasto con le affermazioni riportate nelle decisioni del 2002.
            
         
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               e contraddittorietà della motivazione in merito alla presunzione che dal luglio 1990 al luglio 1995 il ricorrente ha abitato in Italia. Si afferma a questo riguardo che la mera dichiarazione del ricorrente, fatta in un momento in cui aveva lavorato come agente ausiliario, secondo la quale il suo luogo di reclutamento doveva essere fissato ad Ariccia, in Italia, non basterebbe a dimostrare le proprie intenzioni di mantenere in tale luogo la continuità delle proprie abitudini di vita e dello sviluppo dei propri rapporti sociali normali.