CELEX: C2003/239/06
Language: it
Date: 2003-10-04 00:00:00
Title: Causa C-335/03: Ricorso della Repubblica portoghese contro la Commissione delle Comunità europee proposto il 31 luglio 2003

C 239/4                 IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           4.10.2003
      —     non avendo vietato provvisoriamente la pesca effet-            Ricorso della Repubblica portoghese contro la Commis-
            tuata dalle navi battenti la sua bandiera o registrate          sione delle Comunità europee proposto il 31 luglio 2003
            nel suo territorio, una volta considerato esaurito il
            contingente attribuito, e avendo infine proibito la
            pesca quando il contingente era già stato ampiamen-
            te superato nelle campagne di pesca 1994-1996;                                          (Causa C-335/03)
      —     non avendo radicato azioni penali o amministrative
            contro i capitani o qualsivoglia altra persona respon-                                   (2003/C 239/06)
            sabile della sovrapesca;
      —     non avendo assicurato il funzionamento effettivo di
            un sistema di convalida che implicasse l’esame
            incrociato di dati e verifica dei dati mediante una
            banca dati informatizzata;                                     Il 31 luglio 2003 la Repubblica portoghese, rappresentata dal
                                                                           sig. Luís Fernandes, in qualità di agente, e dai sigg. Carlos
      è venuta meno agli obblighi che le incombono in materia              Botelho Moniz e Eduardo Maia Cadete, in qualità di avvocati,
      di gestione e controllo dei contingenti di pesca;                    con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla
                                                                           Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
                                                                           Commissione delle Comunità europee.
2.    condannare la Repubblica portoghese alle spese.
                                                                           La ricorrente chiede che la Corte voglia:
Motivi e principali argomenti
                                                                           —     annullare la decisione della Commissione 15 maggio
Il Portogallo non ha rispettato pienamente i suoi obblighi                       2003, 2003/364/CE (1), che esclude dal finanziamento
comunitari in materia di norme sull’utilizzo dei contingenti di                  comunitario alcune spese effettuate dagli Stati membri a
cattura, di controllo e di ispezione, di azioni contro i pescatori               titolo del Fondo europeo di orientamento e di garanzia
coinvolti, nonché di messa in opera di una banca dati                            agricola (FEAOG), sezione «garanzia», per quanto concer-
informatica. Infatti, durante le campagne 1994-1996 la Repub-                    ne le spese relative al Portogallo.
blica portoghese:
                                                                           —     condannare l’istituzione convenuta alle spese di causa.
a)    ha violato l’art. 9, n. 2, del regolamento (CEE) del
      Consiglio n. 3760/92, che impone agli Stati membri un
      obbligo generale di determinazione delle modalità di
      utilizzazione dei contingenti ad essi attribuiti;
b)    non ha assicurato un controllo sufficiente delle attività di
      pesca e dell’ispezione della flotta di pesca, nonché degli           Motivi e principali argomenti
      sbarchi e delle registrazioni delle catture;
                                                                           —     Errore di diritto in relazione all’applicazione del regime
c)    ha violato l’art. 21 del regolamento (CEE) del Consiglio                   giuridico dell’art. 6, n. 5, del regolamento (CEE) n. 3887/
      n. 2847/93, che impone obblighi attinenti alla sospensio-                  92. Il governo portoghese ritiene che a tale norma si sia
      ne della pesca;                                                            ottemperato nell’anno in questione, giacché le domande
                                                                                 di aiuto «animali» e il rispettivo controllo devono essere
d)    ha violato l’obbligo di avviare azioni penali o amministra-                intesi e valutati nell’ottica dell’unicità dell’azienda, cioè
      tive contro le persone fisiche o giuridiche responsabili                   considerando in termini globali l’insieme dei regimi di
      della sovrapesca;                                                          aiuto «animali» (e non ciascun regime isolatamente, come
                                                                                 sembra sostenere la Commissione). Infatti:
e)    ha violato l’art. 19, nn. 1 e 2, del regolamento n. 2847/
      93, che obbliga gli Stati membri a istituire un sistema di                 —     Il Portogallo ha adottato un approccio fondato
      convalida che comporti segnatamente controlli incrociati                         sull’azienda, sviluppando una domanda integrata
      e verifiche dei dati risultanti da detti obblighi e a creare                     comune ai vari regimi di aiuti «animali» disponibili
      una banca dati informatizzata in cui sono registrati tali                        nell’ambito della sezione «garanzia» del FEAOG,
      dati.                                                                            nell’ambito del quale sono effettuate le azioni di
                                                                                       controllo; nell’anno in questione ha controllato,
                                                                                       nel luogo e durante il periodo di riferimento, la
                                                                                       percentuale minima di domande prevista dalla legge.
 ---pagebreak--- 4.10.2003               IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 239/5
     —     L’art. 6, n. 5, del regolamento (CEE) n. 3887/92,              —      Violazione dell’obbligo di motivazione, di cui all’art. 253
           nella versione in vigore all’epoca dei fatti, non                     del Trattato CE: la decisione della Commissione non
           distingueva i diversi regimi di aiuto in relazione                    indica i comportamenti delle autorità portoghesi conside-
           all’obbligo di controllo del 5 % delle domande di                     rati in contrasto con il diritto comunitario, né le norme
           aiuto «animali» durante il periodo di riferimento,                    giuridiche comunitarie che sono state violate. Conseguen-
           per cui, contrariamente a quanto sostenuto dalla                      temente, la decisione non soddisfa i requisiti minimi
           Commissione, il comportamento delle autorità por-                     necessari per soddisfare l’obbligo di motivazione. Tali
           toghesi è stato conforme a quanto disposto dalla                      requisiti minimi sono più rigidi quando è in causa
           norma di cui trattasi.                                                l’adozione di atti che comminano sanzioni o che compor-
                                                                                 tano conseguenze negative, in particolare sul piano
                                                                                 finanziario, per i(l) destinatari(o), come accade nel caso di
                                                                                 specie. In tali situazioni, l’adempimento dell’obbligo di
                                                                                 motivazione è essenziale perché siano garantiti i diritti
                                                                                 della difesa della persona o dell’ente che subisce le
                                                                                 conseguenze negative derivanti dall’atto adottato.
     —     La Commissione, applicando al caso concreto l’art. 6,
           n. 5, del regolamento n. 3887/92, non nella versione
           in vigore all’epoca dei fatti, bensì nella versione
           poi attribuitagli dal regolamento (CE) n. 2801/99,             (1 ) GU L 124 del 20.5.2003, pag. 45.
           applica retroattivamente una norma nuova, violando
           i principi generale del diritto comuni agli Stati
           membri.
—    Errore sui presupposti di fatto, in relazione alle spese
     dichiarate dalle autorità portoghesi per la campagna                 Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     1999, relativamente al premio per il mantenimento                        tro il Regno di Danimarca, proposto il 4 agosto 2003
     dell’effettivo delle vacche nutrici:
                                                                                                    (Causa C-343/03)
                                                                                                     (2003/C 239/07)
     —     Le denunciate irregolarità per quanto riguarda l’iden-
           tificazione degli animali, che la Commissione affer-
           ma di aver riscontrato nel corso di verifiche effettuate
           in aziende situate nell’Alentejo nel settembre 2000,
           non rilevano ai fini dell’applicazione delle rettifiche        Il 4 agosto 2003 la Commissione delle Comunità europee,
           forfettarie relative alle spese della campagna 1999.           rappresentata dal sig. P. Hartvig, in qualità di agente, con
           In via subordinata, il governo portoghese considera            domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla
           che le irregolarità denunciate dalla Commissione               Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il
           non sono pertinenti, dal momento che il Portogallo             Regno di Danimarca.
           si è conformato e si conforma al regime applicabile
           all’identificazione dei bovini.
                                                                          La ricorrente chiede che la Corte voglia:
                                                                          1)     statuire che il Regno di Danimarca
     —     La Commissione afferma altresì, a sostegno dell’ap-                   —     non avendo fissato le modalità di utilizzazione dei
           plicazione della rettifica finanziaria, che taluni ani-                     contingenti assegnati alla Danimarca,
           mali presentavano marchi applicati dal produttore
           recanti un numero di identificazione da questo
           utilizzato diverso dal numero attribuito dalle auto-                  —     non avendo garantito il rispetto delle disposizioni
           rità competenti, e considera che questa pratica                             CE a tutela delle risorse della pesca attraverso
           aumenta il rischio che un premio sia pagato più di                          un controllo della pesca, attraverso un’adeguata
           una volta per lo stesso animale. Anche in questo                            vigilanza sugli sbarchi e la registrazione delle catture
           caso ha commesso un errore di valutazione dei fatti                         e attraverso l’avvio di procedimenti penali o ammini-
           rilevanti, non considerando le circostanze concrete                         strativi nei confronti dei responsabili di pesca in
           in cui tale pratica ha avuto luogo.                                         eccesso,