CELEX: 31983D0674
Language: it
Date: 1983-12-12 00:00:00
Title: 83/674/CEE: Decisione del Consiglio del 12 dicembre 1983 che adotta la relazione annuale sulla situazione economica della Comunità e fissa i principali orientamenti economici per il 1984

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31983D0674

83/674/CEE: Decisione del Consiglio del 12 dicembre 1983 che adotta la relazione annuale sulla situazione economica della Comunità e fissa i principali orientamenti economici per il 1984  

Gazzetta ufficiale n. L 378 del 31/12/1983 pag. 0001 - 0041

++++DECISIONE DEL CONSIGLIO  del 12 dicembre 1983  che adotta la relazione annuale sulla situazione economica della Comunità e fissa i principali orientamenti economica per il 1984  ( 83/674/CEE )  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE ,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea ,  vista la decisione 74/120/CEE del Consiglio , del 18 febbraio 1974 , relativa alla realizzazione di un grado elevato di convergenza delle politiche economiche degli Stati membri della Comunità economica europea ( 1 ) , modificata dalla decisione 75/787/CEE ( 2 ) , in particolare l ' articolo 4 ,  vista la proposta della Commissione ,  visto il parere del Parlamento europeo ( 3 ) ,  visto il parere del Comitato economico e sociale ( 4 ) ,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :  Articolo 1  Il Consiglio adotta la relazione annuale sulla situazione economica della Comunità contenuta nei capitoli 1 e 2 della parte dell ' allegata relazione e fissa gli orientamenti che gli Stati membri seguiranno nel settore della politica economica per il 1984 , come figurano nei capitoli 3 e 4 della parte I e nella parte II dell ' allegata relazione .  Articolo 2  Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione .  Fatto a Bruxelles , addì 12 dicembre 1983 .  Per il Consiglio  Il Presidente  G . ARSENIS  ( 1 ) GU n . L 63 del 5 . 3 . 1974 , pag . 16 .  ( 2 ) GU n . L 330 del 24 . 12 . 1975 , pag . 52 .  ( 3 ) GU n . C 342 del 19 . 12 . 1983 , pag . 66 .  ( 4 ) Parere reso il 23 e 24 novembre 1983 ( non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale ) .  PARTE I  L ' ECONOMIA DELLA COMUNITÀ  1 . Introduzione : il problema centrale  La presente relazione economica annuale per il 1983/1984 viene presentata alle istituzioni comunitarie conformemente alle procedure previste a tal fine ( 1 ) .  Attualmente , le previsioni a breve lasciano intravedere soltanto una ripresa debole e irregolare . La recessione , che ha ormai raggiunto l ' eccezionale durata di tre anni ( dal 1980 al 1982 ) , ha avuto conseguenze particolarmente gravi sul piano dell ' occupazione . Essa è sopraggiunta infatti dopo un decennio di vanno sforzi volti ad aumentare l ' occupazione di pari passo con il rapido  aumento della popolazione attiva . La presente relazione è dedicata al principale problema di politica economica cui gli Stati membri della Comunità debbono far fronte , vale a dire la definizione di una politica che consenta di ritrovare e quindi di consolidare una crescita più sostenuta della produzione e dell ' occupazione .  questi problemi sono stati messi in evidenza nel mandato che il Consiglio europeo , riunito a Stoccarda dal 17 al 19 giugno 1983 , ha dato dalla Commissione :  - « predisporre un ' analisi dettagliata della natura e della portata della ripresa , nonchù dei provvedimenti che le autorità hanno già disposto per consolidare o accelerare detta ripresa » ;  - « sfruttare appieno e in modo coordinato gli strumenti finanziari comunitari , onde sostenere e consolidare la ripresa economica » ;  - « indicare su questa base ciò che gli Stati membri e la Comunità possono introdurre quali nuovi elementi per sostenere la ripresa nella misura necessaria » .  Il Parlamento europeo , da parte sua , ha deciso , al termine del 1982 , di studiare le condizioni della ripresa dell ' economia europea e ha deciso di dedicare un dibattito all ' argomento all ' inizio del 1984 , dopo una fase di consultazioni .  Queste varie iniziative investono lo stesso complesso di problemi economici . In risposta al mandato del Consiglio europeo , la relazione economica annuale 1983/1984 presenta una diagnosi della situazione attuale e delinea quindi gli orientamenti di politica economica che la Commissione ritiene più idonei .  2 . Natura e entità della ripresa  Dopo una prima valutazione dell ' entità della ripresa in corso , questa parte valuta l ' incertezza delle prospettive economiche , inflazione e bilancia dei pagamenti , per stilare quindi un primo provvisorio bilancio dei mutamenti in corso che incidono sul potenziale di crescita dell ' economia comunitaria .  2.1 . Una ripresa incerta nella Comunità in un contesto internazionale perturbato  Se si considera l ' andamento medio nella Comunità , si può affermare che il periodo di recessione si è concluso verso la fine del 1982 . Il movimento di ripresa che si sta attualmente delineando ( grafico 1 ) può dare l ' avvio ad un progressivo miglioramento della situazione economica . Si deve tuttavia evitare d ' interpretare questa tendenza , che del resto si ripartisce in misura ineguale tra i vari paesi , con eccessivo ottimismo ; essa resta infatti fragile sotto ogni profilo , soprattuto per un insieme di condizionamenti dovuti , come è precisato in questa relazione , al contesto internazionale . Nella Comunità , il prodotto interno lordo in volume è rimasto stabile nel secondo trimestre 1983 , dopo aver segnato un aumento del 2 % circa in tasso annuo nei due trimestri precedenti , mentre il livello della produzione industriale raggiunto nel terzo trimestre 1983 resta inferiore a quello del terzo trimestre 1982 . Negli Stati Uniti , invece , la produzione industriale è sensibilmente aumentata ( grafico 2 ) . In ogni caso , nell ' attuale ciclo economico , le fasi recessione e di ripresa dell ' economia europea non sono state molto pronunciate .  [ Crescita in % ( tassi annuali destagionalizzati ) ]   * 1982 * anno intero * quarto trimestre * 1983 * primo trimestre * secondo trimestre *  Prodotto interno lordo : * * * * *  - Comunità europea * 0,4 * 2,3 * 2,1 * - 0,2 ( 1 ) *  - Stati Uniti * - 2,2 * - 1,3 * 2,6 * 9,1 *  Produzione industriale : * * * * *  - Comunità europea * - 1,4 * - 6,6 * 2,8 * 2,8 *  - Stati Uniti * - 8,5 * - 9,3 * 12,1 * 20,2 *  ( 1 ) I dati trimestrali sono spesso poco affidabili e soggetti a revisione . Nel secondo trimestre 1983 , il prodotto interno lordo è sensibilmente aumentato in Germania , ma questo aumento è stato compensato da flessioni in Italia e nel Regno Unito . Per quest ' ultimo paese , tuttavia , altre stime ufficiali mostrano una certa stabilità per lo stesso trimestre .  La crescita avviata in Europa è dovuta sostanzialmente al rilancio dei consumi privati , ad un fenomeno di ricostituzione delle scorte e ad una certa ripresa dell ' edilizia residenziale ; ciò è dovuto al rallentamento dell ' inflazione e , indirettamente , alla flessione dei tassi d ' interesse nominali . Non si deve dimenticare tuttavia che ai modesti segni di ripresa apparsi all ' inizio del 1982 era seguito un aggravarsi della recessione , dovuto al crollo della domanda mondiale di esportazioni , provocato a sua volta dall ' eccessivo indebitamento internazionale e dai problemi monetari mondiali .  L ' esperienza sull ' andamento dei cicli precedenti fa pensare che l ' investimento e le esportazioni dovrebbero costituire , in una seconda fase , il fattore principale del processo di ripresa . Affinchù ciò avvenga , è però necessario che i tassi d ' interesse scendano . Questo permetterebbe , da un lato , di rilanciare gli investimenti produttivi nella Comunità e , dall ' altro , di ridurre l ' onere del servizio del debito e quindi contribuire ad una ripresa degli scambi mondiali .  Finora la ripresa economica risulta ripartita in misura ineguale tra gli Stati membri della Comunità : il Regno Uniti e la Repubblica federale di Germania dovrebbero registrare la crescita più forte , mentre in altri paesi la ripresa sarà ritardata dall ' aggiustamento in corso delle politiche economiche .  Quanto alle prospettive future , la previsione di una graduale ripresa è ampiamente confermata dagli indicatori disponibili ( grafico 10 ) . Il risultato delle indagini presso i consumatori e presso gli imprenditori , in particolare nel settore edilizio , rivelano un miglioramento del clima economico . L ' indice del corso delle azioni è in fortissimo aumento nella maggior parte dei paesi e di solito esso costituisce un buon indicatore anticipatore dell ' andamento congiunturale .  Stando alle previsioni rivedute della Commissione , i tassi annuali di crescita del PIL per l ' intera Comunità dovrebbero attestarsi sullo 0,5 % per il 1983 e sull ' 1,5 % per il 1984 . Quanto alle varie componenti della domanda , le previsioni per il 1984 indicano aumento del 3,4 % per le esportazioni , del 2,0 % per gli investimenti , dello 0,5 % per i consumi privati , contro il - 0,1 % dei consumi pubblici , mentre la costituzione delle scorte dovrebbe contribuire solo in lieve misura alla crescita . Se è vero che quest ' ultima rimarrà complessivamente modesta , all ' atto pratico la sua composizione dovrebbe corrispondere agli obiettivi perseguiti in materia di politica economica .  La lentezza della ripresa in Europa contrasta con il ritmo sostenuto di quella registrata negli USA . Occorre tuttavia mettere in evidenza che la ripresa americana , senza voler negare l ' importante sforzo di stabilizzazione compiuto nù il fatto che l ' economia americana dispone di effettivi vantaggi in termini di dimensioni e di flessibilità , proviene in buona parte da uno squilibrio tra una politica di bilancio espansionistica nei suoi effetti e una politica monetaria che , quantunque meno rigorosa negli ultimi tempi , tende in primo luogo a rafforzare il rallentamento dell ' inflazione . Le consequenze di una politica del genere sui tassi d ' interesse , sui tassi di scambio e sul disavanz commerciale , trascurando la loro incidenza sul piano internazionale ; possono essere più agevolmente sostenute , almeno a breve scadenza , da un ' economia potente ed omogenea che gode dei vantaggi inerenti al ruolo della propria moneta .  Nella Comunità le politiche economiche degli Stati membri dispongono di margini di manovra esigui a causa dei vincoli più gravosi , soprattuto di origine esterna , che le condizionano . Nella Comunità è quindi praticamente impossibile attuare una politica economica analoga a quella americana e , inoltre , l ' efficacia delle politiche economiche dipende largamente dal grado di coordinamento raggiunto fra i singoli Stati membri .  Sull ' economica comunitaria , la ripresa americana ha conseguenze diverse e di segno opposto , a seconda che si tratti dell ' aumento della domanda diretta d ' importazioni da parte degli Stati Uniti , della complessa influenza dei tassi d ' interesse , di quella dei tassi di cambio e del clima di fiducia . Per indicare un primo ordine di grandezza , è opportuno ricordare che tutte le esportazioni europee di beni e di servizio destinate agli Stati Uniti ammontavano , nel 1982 , a circa 50 miliardi di $ USA , pari al 2 % del PIL della Comunità . Ad un incremento del 5 % di queste esportazioni corrisponde dunque un aumento della domanda pari solo 0,1 % del PIL . Tenendo conto della possibilità per la Comunità di conquistare ulteriori quote di mercato in paesi , nonchù negli Stati Uniti , grazie in parte all ' apprezzamento del dollaro , l ' incidenza totale sulle esportazioni europee potrebbe risultare , ceteris paribus , due o tre volte superiore . Questi stimoli sono tuttavia contrastati da vari fattori . Lo yen è tuttora sensibilmente sottovalutato , cosicchù il ricupero di competitività delle economie comunitarie è stato molto più debole di quanto risulti dal semplice raffronto bilaterale dollaro/ECU . Il persistere di elevati tassi di sconto nel mondo erode inoltre il potenziale d ' importazione , soprattutto dalla Comunità , dei paesi indebitati del terzo mondo . In Europa , infine , le politiche finanziarie sono meno favorevoli di quanto avrebbero potuto esserlo a causa dei tassi d ' interesse americani e del notevole apprezzamento del dollaro . Complessivamente , non è facile valutare l ' effetto netto di tutti fattori e non è affatto scontato che per le economie comunitarie i risultati netti siano positivi .  Nell ' ultimo triennio , gli scambi mondiali sono rimasti depressi ( crescita nulla o negativa tra il 1981 e il 1983 ) a causa , direttamente o indirettamente , della seconda crisi petrolifera e delle forti e imprevedibili oscillazioni dei tassi d ' interesse e dei tassi di cambio . Per il 1984 si prevede un ' accelerazione degli scambi mondiali ( stando alle previsioni della Commissione , nel 1984 la crescita raggiungerebbe il 3,5 % ) e la Comunità potrebbe aumentare , anche se in misura non rilevante , le sue aliquote di mercato .  2.2 . Verso una stabilizzazione del tasso di disoccupazione .  Pur con tutte le riserve che impone un ' analisi ancora incompleta , all ' inizio del 1983 la tendenza alla ripresa sembra essere stata accompagnata da un minore incremento , e addirittura da una stabilizzazione del numero di disoccupati . L ' analisi di questo fenomeno non deve però far dimenticare che per il 1984 si prevede un ulteriore aumento della disoccupazione e che , in ogni caso , il numero di disoccupati è elevatissimo : infatti , alla fine dell ' agosto 1983 , aveva raggiunto 11,7 milioni contro 10,6 milioni registrati alla stessa data dell ' anno precedente .  Il tasso di disoccupazione medio destagionalizzato è rimasto al livello massimo ( 10,7 % ) da marzo a giugno 1983 ; i dati per il mese di luglio segnano una lieve flessione ( 10,6 % ) , la prima registrata dal luglio 1979 . Il livello di disoccupazione è quindi rimasto immutato in agosto . Questo fenomeno di stabilizzazione o di lieve riduzione del numero di disoccupati , cui si assiste dalla primavera di quest ' anno , è comune alla Repubblica federale di Germania , alla Francia , all ' Italia ed al Regno Unito . I tassi di disoccupazione aumentano invece costantemente nell maggior parte degli altri Stati membri e il numero di disoccupati è ancora aumentato negli ultimi dodici mesi in tutti paesi della Comunità , tranne la Francia . Negli Stati Uniti , invece , la forte ripresa economica ha rapidamente indotto un calo della disoccupazione ; quest ' ultima è stata riportata al 9,5 % della popolazione attiva nel luglio 1983 , mentre alla fine del 1982 essa si attestava ancora sul 10,7 % .  Dopo tre anni consecutivi di forte ed ininterrotto aumento della disoccupazione , questi sviluppo vanno interpretati con cautela .  Va inoltre notato che la definizione statistica della disoccupazione è stata modificata in parecchi paesi ( facendo così aumentare le cifre olandesi , ma permettendo di ridurre quelle belghe e britanniche ) , rendendo necessaria la revisione delle serie cronologiche in modo da non falsare l ' andamento recente .  Ci si deve chiedere se il fenomeno recente della stabilizzazione del numero dei disoccupati sia da attribuire ad un incremento della domanda di lavoro oppure ad un calo dell ' offerta e se esso abbia un carattere duraturo .  Anche se la valutazione definitiva dell ' andamento recente della domanda e dell ' offerta di manodopera non risulta ancora positiva , alcune indicazioni permettono comunque di concludere sin d ' ora che la domanda è lievemente aumentata : nel secondo trimestre , in Germania , Regno Unito , Belgio e Paesi Bassi , le offerte di posti di lavoro registrate segnano una progressione . Esse accusano invece un calo in Francia . La modesta crescita della produzione registrata negli ultimi tre trimestri , ad esempio , potrebbe avere almeno arrestato la lieve tendenza precedente al calo dell ' occupazione complessiva .  Un ricorso più frequente a misure selettive di stimolo dell ' occupazione , in particolare a favore dei giovani , e ai sistema di pensionamento anticipato per i lavoratori più anziani ( vedi oltre ) si è ripercosso tanto sull ' offerta quanto sulla domanda di manodopera . Probabilmente ne è conseguito un mantenimento del volume della popolazione attiva , mentre nel 1983 la popolazione in età lavorativa ( 15-64 anni ) è cresciuta ad un ritmo dell ' 1 % . In parecchi Stati membri sono state prese altresì misure per la creazione diretta di posti di lavoro ( vedere oltre ) . Nel complesso , è possibile che l ' andamento recente della disoccupazione sia dovuto , comtemporaneamente , a mutamenti intervenuti a livello della domanda e dell ' offerta di manodopera .  Stando alle previsioni attualmente disponibili , la disoccupazione salirebbe nuovamente nel 1984 , per raggiungere un livello annuo medio lievemente superiore a quello del 1983 . È possibile che determinate misure di stimolo dell ' occupazione raggiungano i limiti della loro efficacia , cosicchù un ' accelerazione della crescita sarebbe necessaria per assorbire il nuovo aumento del numero di disoccupati . D ' altra parte , l ' andamento dei tasso d ' attività e di produttività , nonchù le reazioni del mercato del lavoro agli adeguamenti salariali reali permangono tuttora incerti . Il processo di riduzione e di ristrutturazione dell ' orario di lavoro , infine , potrebbe contribuire ad attenuare la disoccupazione . Come si può constatare , le incognite sono sempre tali da rafforzare una previsione tendenziale pessimistica .  2.3 . Graduale convergenza verso un ritmo d ' inflazione più lento  L ' inflazione ha registrato un notevole rallentamento dopo la seconda crisi petrolifera , sopraggiunta nel 1979/1980 , senza che per altro si possa ritenere definitivamente risolto il problema . Nel 1980 i prezzi al consumo nella Comunità aumentavano ad un tasso approssimativo del 14 % , valore vicino a quello registrato negli Stati Uniti ; nell ' agosto 1983 , il tasso d ' incremento annuo era sceso all ' 8,2 % nella CEE  , ma a solo il 2,6 % negli Stati Uniti . Purtroppo , vari indicatori mostrano che , tanto negli Stati Uniti quanto nella Comunità , il rallentamento del tasso d ' inflazione tende ad essere meno marcato .  ( Aumenti dei prezzi al consumo in % )   * 1980 * 1981 * 1982 * Agosto 1983/Agosto 1982 *  Belgio * 6,6 * 7,6 * 8,7 * 7,9 *  Danimarca * 12,3 * 11,7 * 10,1 * 6,1 *  Germania * 5,5 * 5,9 * 5,3 * 3,0 *  Grecia * 24,9 * 24,5 * 21,0 * 20,0 *  Francia * 13,6 * 13,4 * 12,0 * 9,6 *  Irlanda * 18,2 * 20,4 * 17,2 * 10,0 *  Italia * 21,2 * 19,5 * 16,4 * 13,6 *  Lussemburgo * 6,3 * 8,1 * 9,4 * 8,3 *  Paesi Bassi * 7,0 * 6,8 * 6,0 * 2,7 *  Regno Unito * 18,0 * 11,9 * 8,6 * 4,5 *  Comunità ( 10 ) * 14,3 * 12,8 * 10,9 * 8,2 *  Stati Uniti * 13,5 * 10,3 * 6,2 * 2,6 *  Nella decelerazione di sette punti del tasso d ' inflazione ( calcolata in base al deflatore del totale della spesa ) , registrata nella Comunità dal 1980 al 1983 , il rallentamento degli aumenti dei prezzi all ' importazione interviene per 2,5 punti , quello dei costi salariali unitari per 4 punti e quello delle imposte indirette per 0,5 punti . Anche se la minore progressione dei costi salariali unitari ha ampiamente contribuito al rallentamento dell ' inflazione , tra i vari paesi esistono notevoli differenze circa l ' entità dell ' aggiustamento dei salari reali dopo la seconda crisi petrolifera . Nel 1981 e nel 1982 , in vari paesi si è proceduto ad una serie di riduzioni dei salari reali : è il caso di Belgio , Danimarca , Germania , Irlanda , Lussemburgo e Paesi Bassi . In Francia , Italia , Grecia e Regno Unito , invece , i salari reali hanno continuato ad aumentare .  Quanto al problema dei differenziali d ' inflazione , i dati della tabella indicano un certo ravvicinamento per i quattro grandi Stati membri in quanto , espressa in punti percentuali , la decelerazione è stata più sensibile nei paesi che nel 1980 avevano registrato una fortissima inflazione ( oltre il 10 % ) . Verso la metà del 1983 , l ' inflazione era scesa di tre punti nella Repubblica federale di Germania , di quattro punti in Francia , di sei punti in Italia e di quattordici punti nel Regno Unito , attestandosi al di sotto del 10 % in tutti i paesi della Comunità , con l ' esecuzione di Italia e Grecia , mentre nel 1982 essa era ancora superiore a questo livello in Danimarca , Francia e Irlanda e , nel 1981 , nel Regno Unito .  Dato che i movimenti ciclici dell ' inflazione mondiale sono talvolta ampiamente influenzati dal corso delle materie prime , occorre notare che nel 1981 e nel 1982 il calo subito dalle loro quotazioni ha probabilmente raggiunto , e anzi superato , il punto di svolta inferiore . Verso la fine del 1982 si è osservata una netta inversione di tendenza dei prezzi delle materie prime diverse dal petrolio , con l ' impennata dei prezzi dei prodotti agricoli e minerali ( 18 % in dollari e 34 % in ECU per i primi nove mesi del 1983 ) , impennata che ha però segnato una battuta d ' arresto nelle ultime settimane . Mentre l ' incidenza di questo movimento sui costi e sui prezzi della Comunità risulta attenuata per i prodotti agricoli che rientrano nella PAC , essa si avverte invece immediatamente per i prodotti quali la gomma o l ' alluminio . Si deve tuttavia riconoscere che , per il momento , questi aggiustamenti di prezzo presentano il vantaggio di migliorare le ragioni di scambio di vari paesi in via di sviluppo pesantemente indebitati e che , in alcuni casi , essi sono funzionali ad un ' adeguata espansione della capacità produttiva .  Il prezzo medio del petrolio all ' importazione nella Comunità è sceso da 33,7 dollari al barile nel quarto trimestre 1982 , a 29,4 dollari nel secondo trimestre 1983 , dopo la decisione intervenuta il 14 marzo 1983 di ridurre a 29 dollari il prezzo di riferimento dell ' OPEC . Il potenziale produttivo dei paesi dell ' OPEC non sfruttato dovrebbe , inoltre , garantire un periodo di sufficiente stabilità dei prezzi in dollari fino al 1984 . Il prezzo del petrolio in ECU , nondimeno , è rimasto praticamente immutato al livello record raggiunto a metà del 1981 e , anzi , il recente apprezzamento del dollari dovrebbe determinare un aumento del prezzo in ECU nel terzo trimestre 1983 .  Come risulta dalla tabella precedente , l ' inflazione ha registrato in media una decelerazione molto più lenta in Europa che negli Stati Uniti , e in buona parte questa differenza è dovuta all ' apprezzamento del dollaro pari al 40 % nei confronti dell ' ECU nel triennio che va dalla metà del 1981 alla fine del primo semestre 1983 . Se si considera eccessiva la recente ascesa del dollaro , allora è lecito pensare che l ' inflazione mondiale è stata ridistribuita verso l ' Europa e gli altri paesi a moneta debole . È difficile determinare se l ' Europa avrebbe potuto ottenere migliori risultati in materia di stabilizzazione dei prezzi qualora le fluttuazioni fossero state meno accentuate . Alcune stime basate sull ' ipotesi di un apprezzamento dell ' ECU inferiore al 15 % nei confronti del dollaro fanno ritenere però che tra la Comunità e gli Stati Uniti il divario tra i ritmi di decelerazione dell ' inflazione registrato dal 1980 alla fine del giugno 1983 sarebbe stato ridotto del 50 % . Se l ' Europa perseguirà con determinazione l ' obiettivo della stabilizzazione , si potranno ottenere dei risultati più soddisfacenti non appena verrà modificato il tasso di cambio tra il dollaro e l ' ECU .  2.4 . Rapido aggiustamento delle bilance dei pagamenti in Europa , ma persistenza dei problemi relativi ai regolamenti internazionali  L ' andamento delle bilance dei pagamenti nella Comunità europea è stato caratterizzato negli ultimi anni da un complesso di processi simultanei : l ' aggiustamento generale alla seconda crisi petrolifera , la correzione in alcuni casi di cospicui disavanzi di bilancio uniti da disavanzi della bilancia di parte corrente ( ad esempio , in Danimarca , Irlanda e Belgio ) , e in altri problemi dovuti ad un netto sfasamento dei cicli congiunturali ( ad esempio , in Francia ) .  Complessivamente , questo aggiustamento dà risultati positivi , sia per quanto riguarda la posizione esterna globale della Comunità caratterizzata da un disavanzo moderato e decrescente del saldo delle operazioni correnti , sia per quanto riguarda la situazione dei singoli Stati membri . In parecchi di questi ultimi , che presentavano in precedenza un saldo di parte corrente in forte disavanzo , la bilancia commerciale ha registrato da alcuni mesi un netto miglioramento . Nel gennaio di quest ' anno , per la prima volta da molti anni , le bilance commerciali della Danimarca e del Belgio hanno registrato un avanzo . Anche in Francia e in Irlanda la bilancia commerciale ha segnato un netto miglioramento , mentre , da qualche tempo , nella Repubblica federale di Germania e nel Regno Unito i risultati sono meno positivi . In generale , nei paesi con forte disavanzo , le misure di aggiustamento , soprattuto le restrizioni imposte alla domanda interna , hanno prodotto effetti sulla bilancia commerciale in tempi brevi . Quest ' ultima , ovviamente , fornisce solo un quadro incompleto della situazione ; infatti , nei paesi deficitari il cui servizio del debito continua ad aumentare , il riequilibrio della bilancia commerciale non è che un primo passo verso il riequilibrio della bilancia dei pagamenti correnti .  I disavanzi delle operazioni correnti stanno tuttavia per essere riassorbiti ; in effetti , secondo le previsioni della Commissione , la loro entità in proporzione al PIL risulterà ridotta di due terzi nel 1984 rispetto al 1982 per Belgio , Danimarca e Francia Il calo è ancora più sensibile nel caso dell ' Irlanda e dell ' Italia . Per la Grecia , invece , non ci sono ancora segni di miglioramento .  Attualmente stanno intervenendo mutamenti di grande rilievo nella ripartizione dei saldi delle bilance di parte corrente su scala mondiale :  Saldo delle partire correnti ( 1 )  ( miliardi di $ USA )   * 1980 * 1982 * 1983 *  Comunità europea * - 37 * - 14 * - 4 *  Stati Uniti * 0 * - 11 * - 30 *  Giappone * - 11 * + 7 * + 18 *  OPEC * + 111 * - 4 * - 22 *  Altri PVS * - 76 * - 65 * - 47 *  ( 1 ) Il saldo mondiale , in teoria pari a zero , differisce da questo valore a causa di scarti statistici ( generalmente crediti non contabilizzati ) .  Se si assume quale punto di partenza la situazione estrema del 1980 , si può constatare che complessivamente i paesi industrializzati ed i paesi esportatori di petrolio sono riusciti , già nel 1982 a reagire alla secondo crisi petrolifera . Al contrario , i paesi in via di sviluppo indebitati hanno ritardato l ' avvio del processo di aggiustamento e sono stati successivamente colpiti dalle conseguenze dell ' aumento mondiale dei tassi d ' interesse . Nel 1982 , la loro situazione , per quanto riguarda la bilancia di parte corrente , restava altrettanto sfavorevole che nel 1980 . Successivamente , parecchi di questi paesi hanno dato inizio ad un adeguamento rapido : il Messico , ad esempio , negli ultimi dodici mesi , ha ridotto del 60 % le sue importazioni .  Da parte dei paesi industrializzati permangono due problemi : il crescente deterioramento della bilancia delle operazioni correnti americana e l ' avanzo giapponese .  Il fatto che gli squilibri americano e giapponese non abbiano indotto adeguamenti sufficienti dei tassi di cambio ( un calo del dollaro e un rialzo dello yen ) desta particolare preoccupazione . Una rettifica del genere contribuirebbe a contenere le spinte protezionistiche ad aumentare il margine di manovra della politica macro-economica in Europa . L ' indice comunitario medio di competitività è migliorato del 20 % circa nel periodo 1980-1982 , quello degli Uniti ha subito un deterioramento superiore al 25 % , mentre quello giapponese è rimasto sostanzialmente stabile .  Indice reale di competitività  ( media 1970-1975 = 100 )   * 1980 * 1982 * 1983 ( stima ) *  Comunità * 124 * 100 * 100 *  Stati Uniti * 80 * 104 * 104 *  Giappone * 92 * 89 * 97 *  Si deve rilevare che questi dati possono essere interpretati unicamente in termini di andamento intertemporale , mentre non forniscono alcuna indicazione sui livelli relativi di competitività tra i paesi e , soprattuto , che lo yen è generalmente considerato sottovalutato .  2.5 . Insufficienti segni di miglioramento strutturale  Nel momento in cui la tendenza congiunturale diventa più favorevole , permane l ' importante problema della ristrutturazione dell ' economia europea . La risposta è fornita in parte dallo sviluppo a medio termine della propensione ad investire ed a creare posti do lavoro , nonchù dei risultati di determinati settori chiave , quali il settore energetico , nonchù le industrie ed i servizi a tecnologia avanzata .  Fintanto che il ristagno dell ' occupazione e degli investimenti rimarrà generalmente persistente nella Comunità , la situazione dovrà essere valutata con estrema prudenza , come confermano del resto anche le inchieste sui progetti d ' intestimento nell ' industria per l ' anno in corso . Infatti , tra il 1975 ed il 1982 , anni che segnano le punte minime delle due recenti fasi di recessione , la produzione industriale è cresciuta soltanto dell ' 1 % all ' anno . Ma i tassi d ' utilizzazione delle capacità produttive dichiarati dagli imprenditori sono identici per entrambi gli anni ( 76 % ) , il che dimostra che l ' aumento della riserva di capitale fisso produttivo nell ' industria è stato trascurabile , se non addirittura negativo , ove si tenga conto degli aumenti di produttività .  La quota dell ' investimento totale nel PIL ha continuato a calare per attestarsi sul 18,6 % nel 1983 , mentre nel 1980 , come pure nel 1975 , cioè nella fase più acuta della recessione , essa era pari al 21,1 % . L ' investimento si è consentrato sempre più sui servizi destinati alla vendita , ma l ' aumento dell ' occupazione in questi rami , monostante un andamento positivo , è stato più lento che negli Stati Uniti ( 1,5 % all ' anno nella CE , contro il 3 % negli Stati Uniti per il periodo 1973 - 1981 ) .  Sono stati invece compiuti progressi sensibili nel settore energetico . La domanda di energia ha subito una notevole contrazione che , a quanto pare , è segno di una grandissima elasticità rispetto ai prezzi ( la Comunità presenta un ' elasticità media a lungo termine negativa dello 0,45 ) , mentre l ' elasticità positiva rispetto alla crescita dell ' attività è inferiore alle previsioni ( attestandosi sullo 0,65 , anzichù su circa 1 ) ( 2 ) .  La flessione del consumo finale di petrolio per unità del PIL per il periodo 1973 - 1981 esprime bene l ' aggiustamento compiuto :  - Belgio/Lussemburgo : - 34 %  - Danimarca : - 34 % ,  - Germania : - 30 % ,  - Francia : - 30 % ,  - Italia : - 24 % ,  - Paesi Bassi : -36 % ,  - Regno Unito : - 26 % ,  - Comunità ( 10 ) : - 29 % .  Questi dati indicano l ' entità dell ' aggiustamento operato in tutti gli Stati membri . Ciò nonostante , per i paesi europei , il costo dell ' energia importata , a causa dell ' andamento dei prezzi in dollari , e di quello delle quotazioni del dollaro ha continuato ad aumentare o , al massimo , si è stabilizzato , come dimostrano le cifre del costo netto delle importazioni di prodotti energetici degli Stati membri .   * Miliardi di ECU * Belgio/Lussemburgo * Danimarca * Germania * Francia * Italia * Paesi Bassi * Regno Unito * Comunità * Comunità ( 10 ) ( % del pil ) *  1978 * 3 * 3 * 12 * 11 * 8 * 1 * 4 * 40 * 2,5 *  1980 * 5 * 3 * 25 * 22 * 16 * 2 * 1 * 76 * 3,8 *  1982 * 8 * 3 * 31 * 28 * 24 * 2 * - 7 * 91 * 3,8 *  Quanto alle grandi tecnologie industriali , le cifre indicano un forte ritardo dell ' Europa . Studi recenti della Commissione rivelano che la posizione tradizionalmente molto forte della Comunità sui mercati dei beni strumentali si sta deteriorando : nel periodo 1963 - 1973 , il rapporto esportazioni/importazioni della Comunità in questo settore è sceso da 3,4 a 2,5 : nel 1981 il rapporto era diventato persino inferiore a due . Il Giappone è riuscito invece a sfondare in misura impressionante ( il suo rapporto è passato da 2,2 nel 1963 a 9,7 nel 1981 ) , mentre gli Stati Uniti paiono essere riusciti a frenare il crollo del vantaggio acquisito ( il rapporto era sceso nel 1963-1973 da 3,9 a 1,3 , rimanendo a questo livello nel 1981 ) . La Germania , principale produttore di beni strumentali nella Comunità , è stato il paese che ha subito il maggior contraccolpo ( 3 ) .  In alcuni casi si sono registrati incrementi spettacolari della produttività media del lavoro , soprattuto nel Regno Unito , in belgio ed in Danimarca , ma essi sono dovuti principalmente a soppressioni di posti di lavoro in settori e aziende che presentavano un ' eccedenza di manodopera , e non già ad un ' espansione in imprese ad alta produttività . Altrove , l ' incremento della produttività ha subito un notevole rallentamento .  Crescita media annuale della produttività per lavoratore dipendente nell ' industria manifatturiera   * Belgio * Danimarca * Germania * Francia * Italia * Paesi Bassi * Regno Unito * Comunità *  1960 - 1980 * 5,3 * 4,5 * 4,2 * 4,7 * 4,6 * 5,3 * 2,4 * 4,0 *  1980 - 1982 * 3,8 * 4,4 * 1,0 * 1,5 * 0,6 * 2,7 * 4,7 * 2,2 *  È difficile valutare esattamente fino a che punto un andamento più flessibile dei salariali reali e della quota salariale possa incidere favorevolmente sugli investimenti e sul processo di creazione di posti di lavoro nelle imprese . Pare tuttavia che , come si vedrà in seguito , la situazione sia relativamente migliorata nella Comunità dopo la seconda crisi petrolifera , soprattuto rispetto all ' andamento registrato dopo la prima crisi ; l ' andamento dei salari reali appare più flessibile e si è potuto assistere ad una ripresa dei profitti . Questo fattore tuttavia non ha inciso in tutti i paesi e , i linea generale , esso non pare neppure determinante se si considera il contesto economico più favorevole on cui operano le imprese negli Stati Uniti e in Giappone .  Per riassumere , l ' economia europea ha operato una serie di aggiustamenti economici di rilievo ed è riuscita progressivamente a fare fronte a pesanti vincoli esterni . Non si devono quindi sottovalutare i risultati già ottenuti , soprattutto in materia d' inflazione , che dimostrano una consapevolezza collettiva dei mutamenti da compiere e , nel contempo , una capacità di attuare le politiche necessarie . Analogamente , la crisi energetica ha rivelato che l ' economia comunitaria è in grado di reagire a forti sconvolgimenti nei prezzi e negli approvvigionamenti . Il ritorno ad una crescita duratura impone però di continuare l ' aggiustamento avviato da cui dipende in definitiva la capacità della Comunità di apportare una soluzione duratura al problema della disoccupazione . I risultati acquisiti ed i problemi ancora aperti dimostrano che per l ' economia comunitaria è al tempo stesso possibile e indispensabile proseguire l ' aggiustamento strutturale aumentando progressivamente il suo tasso di crescita tendenziale . Sarebbe in ogni caso errato sottovalutare sia lo sforzo ancora da compiere , sia la capacità dimostrata recentemente dalla Comunità di avviare un ' azione del genere e di reagire alle trasformazioni necessarie . Il fatto , giustifica il necessario proseguimento di attive politiche del lavoro per risolvere il problema immediato della disoccupazione che , al livello attualmente raggiunto , determina esorbitanti costi in termini economici , di bilancio e sociali .  3 . Politiche di consolidamento della ripresa : iniziative recenti e possibilità d ' azione  Le politiche di stabilizzazione condotte nel 1982/1983 all ' interno della Comunità hanno finito con il produrre , come si è appena visto , un certo numero di risultati incoraggianti : l ' inflazione sta rallentando , gli squilibri esterni sono in via di riassorbimento , il risanamento dei bilanci pubblici è , almeno in alcuni Stati membri , bene avviato , la ripresa sembra avviata e si possono formulare aspettative ragionevoli di un ' accelerazione della crescita nel 1984 ; tuttavia , la situazione attuale e le prospettive del mercato del lavoro permangono molto preoccupanti . Inoltre , sia i risultati ottenuti sulla via della stabilizzazione che le prospettive economiche pere il 1984 , sono caratterizzati da un elevato grado di fragilità ; quest ' ultima è dovuta a fattori esterni alla Comunità , ma anche alla necessità di confermare sul piano interno i risultati acquisiti .  Le politiche , spesso difficili , condotte sinora sono condizione necessaria per la stabilizzazione economica nella Comunità ; sarebbe però errato concludere , prendendo spunto da un movimento di ripresa dell ' attività che per ora risulta da fenomeni ciclici , che gli sforzi dispiegati costituiscono anche condizione sufficiente per una ripresa duratura . Nella parte che segue si cerca di definire le azioni di politica economica ( interventi macroeconomici e finanziari , azioni strutturali , sosprattutto in materia di occupazione ) nonchù l ' andamento ( fra cui quello dei salari ) , necessari per una ripresa economica graduale ma duratura all ' interno della Comunità .  Questa analisi si articola su quattro problemi principali :  - problemi chiave di strategia macroeconomica e finanziaria , soprattutto espansione monetaria , tassi d ' interesse e disavanzi di bilancio ;  - problemi inerenti all ' attuazione di una serie di misure strutturali , settoriali od a finalità microeconomiche che determinano l ' effettiva operatività delle economie , in contrasto con i risultati in termini di prezzo , e che incidono direttamente sul livello dell ' occupazione ;  - misure dirette di lotta contro la disoccupazione ;  - ruolo specifico della Comunità europea nell ' ambito delle sue responsabilità specifiche in numerosi settori di politica economica .  3.1 . Valutazione delle politiche macroeconomiche e finanziarie  La prima caratteristica delle politiche macroeconomiche e finanziarie condotte nella Comunità nel periodo recente , è quella di una maggiore convergenza . Quest ' ultima non si esprime certo ancora in misura sufficiente attraverso l ' andamento di tutti gli indicatori principali dell ' economia , benchù in materia d ' inflazione , su questo punto , siano stati compiuti notevoli progressi . Ai di là dei risultati , esiste attualmente un ' impostazione comune tanto per quanto riguarda gli interventi immediati che per quelli di più ampio respiro . In proposito è particolarmente sintomatico il fatto che l ' attuale equilibrio delle politiche monetarie e di bilancio - determinato sostanzialmente dal contesto monetario internazionale - riveli una notevole identità di vedute per quanto riguarda i principali obiettivi da perseguire a medio termine . Gli Stati membri della Comunità , infatti , cercano generalmente di riorientare l ' economia verso una maggiore crescita del settore produttivo , verso un migliore andamento degli investimenti , nonchù verso un consolidamento duraturo del rallentamento dell ' inflazione .  Negli ultimi tempi è diventato molto difficile conciliare l ' andamento monetario a breve termine con il perseguimento di obiettivi a medio termine . Il persistere di tassi d ' interesse elevati su scala internazionale ha ritardato la ripresa delle attività produttive della Comunità che la riduzione o la limitazione dei disavanzi di bilancio doveva per l ' appunto agevolare . Squilibri talvolta molto marcati in materia di disavanzo pubblico o di indebitamento pubblico , oltre alla preoccupazione di non poter più ritardare l ' inizio del risanamento delle finanze pubbliche , hanno indotto gli Stati membri della Comunità a cercare di limitare e persino di ridurre i disavanzi di bilancio prima che si manifestasse la ripresa o , al più tardi , nelle sua fase iniziale .  Nella Comunità europea i disavanzi di bilancio si sono mantenuti in complesso praticamente costanti rispetto al PIL nel lungo periodo della recessione ( 5,2 % nel 1981 , 5,4 % nel 1983 ) . A tal fine è stato necessario comprimere le spese pubbliche ed aumentare la pressione fiscale per far fronte all ' onere crescente degli interessi ( + 0,8 % del PIL dal 1981 al 1983 per l ' intera Comunità e più del doppio di questa cifra nel caso del Belgio , Danimarca , Irlanda e Italia ) . La recessione ha determinato inoltre un aumento automatico di alcune spese e una parziale riduzione del gettito fiscale questo effetto cumulato sui due anni 1981 e 1982 ha probabilmente aumentato il disavanzo di circa un punto e mezzo del PIL rispetto al risultato che si sarebbe ottenuto con una pur moderata crescita . Le misure restrittive prese per cercare di compensare questo effetto automatico di dilatazione dei disavanzi hanno conferito , complessivamente , un orientamento piuttosto severo alla politica di bilancio . Per il 1984 , i disavanzi pubblici nella Comunità dovrebbero essere contenuti , in termini globali , entro il 4,7 % del PIL . Questa previsione rispecchia l ' opinione , sempre più largamente condivisa , secondo cui non si può ritardare la correzione delle tendenze attuali dei bilanci pubblici . A titolo indicativo , l ' entità dello sforzo fiscale in corso può essere fornita da un raffronto dei disavanzi di bilancio nella Comunità , espressi in percentuale del PIL , al lordo e al netto degli interessi passivi :   * 1981 * 1982 * 1983 * 1984 *  Al lordo degli interessi * - 5,2 * - 5,2 * - 5,4 * - 4,7 *  Al netto degli interessi * - 2,2 * - 1,9 * - 1,6 * - 0,6 *  Di conseguenza , non fosse altro che per compensare l ' onere crescente degli interessi e mantenere più o meno stabile il disavanzo globale di bilancio , è stato necessario aumentare la pressione fiscale o ridurre sostanzialmente le altre spese pubbliche .  Per la Comunità nel suo complesso , il tasso di crescita annuale della massa monetaria si attesta sul 10 % , mentre quello del PIL , in termini nominali , non dovrebbe superare il 7 % . La politica monetaria permette dunque una certa espansione economica , malgrado i vincoli derivanti dagli attuali tassi d ' interesse sul mercato internazionale .  Nella Comunità sono state operate sostanziali riduzioni dei tassi di interesse nominali . Mediamente , i tassi d ' interesse a breve sono scesi dal 14,3 % al 10,5 % tra il gennaio 1982 e il settembre 1983 , passando addirittura dal 10,3 % al 5,9 % in Germania . Nello stesso periodo , il rendimento dei titoli a lungo termine è sceso mediamente di circa 2,5 punti nella Comunità e di 1,5 punti in Germania . Anche in altri Stati membri si sono registrate notevoli riduzioni , in particolare in Danimarca , in Irlanda e in Belgio , dove l ' attuazione di politiche di bilancio e dei redditi più rigorose sembra avere modificato a sufficienza le aspettative per consentire una sostanziale riduzione dei tassi d ' interesse . Il caso più sorprendente è quello della Danimarca , dove il rendimento delle obbligazioni di Stato a lunga scadenza è sceso di sette punti negli ultimi dodici mesi .  Tassi d ' interesse a breve   * Belgio * Danimarca * Germania * Francia * Irlanda * Italia * Paesi Bassi * Regno Unito * Comunità * Stati uniti *  Gennaio 1982 * 16,0 * 15,3 * 10,3 * 15,0 * 18,5 * 20,5 * 10,2 * 14,5 * 14,3 * 13,4 *  Settembre 1982 * 13,0 * 16,3 * 8,1 * 14,0 * 15,2 * 18,6 * 7,9 * 10,6 * 12,0 * 7,6 *  Settembre 1983 * 9,3 * 11,9 * 5,9 * 12,6 * 12,8 * 17,5 * 6,3 * 9,8 * 10,5 * 9,1 *  In linea generale , gli Stati membri sono riusciti a ridurre progressivamente i tassi d ' interesse in un periodo in cui quelli americani si rivelavano particolarmente instabili .  Ciò non toglie che i tassi d ' interesse reali rimangano elevati . Il rendimento effettivo dei titoli di Stato , ad esempio , si attesta per il momento sul 5,5 % nella Repubblica federale di Germania e sul 6,5 % nel Regno Unito ( 4 ) . Quando i tassi americani si sono nuovamente rafforzati , nel luglio e nell ' agosto scorsi , le autorità europee hanno cercato di attenuare al massimo l ' incidenza di questo aumento sui tassi in Europa . In Germania , tuttavia , il rendimento delle obbligazioni , poco sensibili ai provvedimenti a breve , è salito di un punto rispetto al suo livello minimo dell ' anno .  Vari paesi , in particolare la Repubblica federale di Germania , la Francia e l ' Italia , hanno mantenuto o sviluppato bonifici d ' interesse selettivi a favore degli investimenti produttivi di determinati settori o regioni , in particolare allo scopo di garantire loro una maggiore protezione contro il livello dei tassi d ' interesse sul piano internazionale .  Il fatto che all ' interno della Comunità vengano privilegiate politiche monetarie e di bilancio più equilibrate che negli Stati Uniti ha alimentato una tendenza al deprezzamento del tasso di cambio dell ' ECU rispetto al dollaro . Durante lo scorso anno le autorità monetarie europee sono intervenute in varie riprese sui mercati dei cambi per moderarne le fluttuazioni e nell ' agosto 1983 gli Stati Uniti , il Giappone e alcune banche centrali europee hanno proceduto a interventi concertati . Anche se sarebbe stata preferibile una maggiore convergenza delle politiche finanziarie su scala internazionale , il deprezzamento dell ' ECU nei confronti del dollaro ha offerto alle imprese europee la possibilità di esportazioni supplementari sui mercati americani e mondiali . Non si deve tuttavia dimenticare che , come si è già detto , questo effetto è neutralizzato in parte da altri fattori , tra i quali assume una particolare importanza la sottovalutazione dello yen .  L ' adattamento delle politiche monetarie e di bilancio all ' obiettivo prioritario di un consolidamento della ripresa nel 1984 deve quindi basarsi sugli orientamenti seguenti :  - la politica monetaria rimane condizionata dal contesto monetario internazionale e , in qualche caso , da fattori interni peculiari ai vari paesi . Nel momento attuale i tassi d ' interesse europei possono essere sganciati da quelli americani soltanto entro limiti ristretti . Se le condizioni di mercato lo consentiranno , e ciò dipenderà in parte dalla fiducia che ispireranno le politiche economiche seguite nella Comunità , i tassi europei potrebbero continuare a scendere . Fintanto che l ' inflazione non sarà stata dominata , non vi sarà spazio per un ' espansione monetaria più forte . Nei paesi in cui la stabilizzazione dei prezzi è già piuttosto avanzata , alcuni superamenti temporanei della norma quantitativa imposta all ' espansione della massa monetaria potranno risultare giustificati fintanto che tassi d ' interesse elevati continueranno a coesistere con tassi d ' inflazione e indici di attività piuttosto bassi . Le norme d ' espansione degli aggregati monetari dovranno inoltre comportare una clausola di flessibilità in caso di mutamenti imprevisti nella velocità di circolazione della moneta . In casi del genere , tuttavia , è ovvio che la politica economica dovrà poi orientare nuovamente la crescita degli aggregati monetari verso un obiettivo fisso , in tempi sufficientemente brevi per evitare che si aggravino nuovamente le aspettative inflazionistiche ;  - la riduzione dei disavanzi di bilancio costituisce , in numerosi paesi , uno dei presupposti fondamentali per una ripresa duratura . In questo campo è necessario compiere ancora notevoli progressi , tanto più che essi contribuiranno direttamente ad allentare la pressione sui tassi di interesse . L ' attuazione di una simile politica dovrà però tener conto del contesto economico globale e soprattutto degli effetti che essa potrebbe sortire sull ' offerta e sulla domanda . Per questo motivo i paesi che hanno già compiuto in gran parte il loro aggiustamento ( rallentamento dell ' inflazione , pareggio dei conti con l ' estero ) e che presentano disavanzi pubblici di scarsa entità , dovranno evitare di ridurre troppo velocemente i loro disavanzi ed in ogni caso , se l ' attività dovesse dare nuovi segni di debolezza , dovranno lasciare agire liberament gli stabilizzatori automatici . Se da un lato è indispensabile presentare in modo convincente la politica di riassorbimento dei disavanzi pubblici , dall ' altro deve essere possibile gestire questa politica senza attenersi troppo rigidamente a obiettivi prestabiliti tenendo inoltre conto dei possibili effetti destabilizzanti sull ' andamento congiunturale . I progressi ottenuti nel riassorbimento del disavanzo , comunque , dovrebbero gradualmente creare spazi per una riduzione della pressione fiscale .  3.2 . Strategie atte a rafforzare il potenziale produttivo ed a migliorare l ' allocazione delle risorse tra i settori pubblico e privato  L ' analisi verterà su tre grandi settori d ' intervento :  - ristrutturazione della spesa pubblica e del sistema tributario , in funzione dell ' obiettivo prioritario di migliorare il potenziale produttivo ;  - ruolo delle parti sociali nel recuperare la competitività e rinsaldare il processo di ripresa ;  - riesame del ruolo regolatore dello Stato nella prospettiva di un rafforzamento dell ' attività economica .  Ristrutturazione della spesa pubblica e della fiscalità ( 5 )  Tutti i paesi hanno cercato di meglio controllare la spesa pubblica complessiva . Tenuto conto tuttavia di un certo numero di fattori , soprattutto della persistente debolezza del mercato del lavoro , tradottasi in maggiori esborsi per indennità di disoccupazione e tenuto altresì dei programmi volti a creare nuovi posti di lavoro ed a ridurre l ' offerta di manodopera , o ancora del costante aumento , in termini nominali , dell ' onere del servizio del debito , non è stato possibile evitare un ulteriore incremento dell ' incidenza delle spese pubbliche sul PIL . Essa è passata dal 49 % del PIL nel 1981 al 51 % nel 1983 per l ' intera Comunità . La Repubblica federale di Germania è l ' unico Stato membro che sia riuscito a stabilizzare questo rapporto negli ultimi due anni , mentre nel Regno Unito questa quota ha registrato un aumento trascurabile . Negli altri paesi , l ' aumento oscilla tra il 2 % e il 4,5 % del PIL .  Complessivamente , la quota dei consumi pubblici nel PIL si è stabilizzata sul 19,5 % circa per l ' intera Comunità . Il diritto a ricevere trasferimenti correnti è stato spesso limitato in maniera significativa . Ciò non ha però impedito alla loro quota sul PIL di salire in vari paesi , passando nella Comunità dal 22,5 % nel 1981 al 23,5 % nel 1983 . Le misure volte a contenere una dilatazione dei trasferimenti correnti hanno comportato spesso il ridimensionamento di determinate prestazioni sociali , la riduzione degli assegni familiari , criteri più severi per fruire dell ' indennità di disoccupazione e persino la riduzione del livello di quest ' ultima , oltre a varie disposizioni intese a fare sostenere dagli assistiti una percentuale maggiore delle spese mediche . Stando ai progetti di bilancio per il 1984 presentati recentemente negli Stati membri , sembra che si prospettino nuove misure , spesso di eccezionela rigore , per riportare sotto controllo l ' andamento dei trasferimenti ( Germania , Italia , Francia , Belgio , Paesi Bassi , Danimarca ) . PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 383D0674.1Alcuni paesi , soprattutto Francia e Grecia , hanno fortemente aumentato il livello in termini assoluti delle loro spese per investimenti pubblici . Vari altri paesi li hanno privilegiati lasciandone grosso modo inalterato il livello reale nel momento in cui procedevano a drastici tagli in numerosi programmi di spese pubbliche di parte corrente ( Germania , Italia ) . Questo nuovo orientamento politico interviene al termine di un lungo periodo durante il quale gli investimenti pubblici sono stati sfavoriti rispetto alle spese correnti .  Allo scopo di rilanciare gli investimenti privati , è stata introdotta tutta una serie di misure di ordine fiscale ( 6 ) , al punto da fare apparire in alcuni casi , in particolare nel Regno Unito , che gli investimenti privati abbiano avuto priorità rispetto a quelli pubblici . In genere , i provvedimenti disposti sono stati di due tipi : disposizioni fiscali volte a incentivare la formazione di capitale fisso delle imprese e disposizioni fiscali intese a convogliare il flusso del risparmio verso il capitale di rischio .  Quanto alla prima categoria , il trattamento fiscale degli ammortamenti delle imprese è stato molto migliorato in Francia e la Germania intende fare altrettanto nel 1984 . Il Regno Unito sta attuando tutta una serie di misure fiscali a favore delle imprese , come i provvedimenti selettivi che privilegiano , ad esempio , la prospezione petrolifera o la creazione di piccole e medie imprese , oppure le misure generali di attenuazione della pressione fiscale che grava sulle imprese . L ' Italia ha migliorato il regime dell ' IVA applicata agli investimenti , mentre i Paesi Bassi prevedono riduzioni d ' imposte per aumentare i margini di autofinanziamento .  Per sostenere il mercato del capitale di rischio , Francia e Belgio hanno esteso o instaurato un sistema di sgravi fiscali a favore degli acquisti di azioni da parte di privati , come il Regno Unito aveva già fatto per gli investimenti nelle piccole imprese . L ' Italia ha varato una legge che autorizza e incentiva la creazione di fondi d ' investimento . Dal canto loro , la Repubblica federale di Germania e il Regno Unito hanno migliorato il trattamento fiscale della partecipazione dei lavoratori al capitale dell ' impresa ( 7 ) . La Germania ed alcuni altri paesi stanno inoltre studiando le possibilità di migliorare l ' offerta di capitale di rischio .  Uno dei principali obiettivi delle politiche attualmente perseguite è la riduzione delle sovvenzioni ai settori non redditizi e del finanziamento dei disavanzi delle imprese pubbliche . Questo obiettivo è legato al problema della riduzione delle capacità produttive eccedentarie e della ristrutturazione dei settori e delle regioni colpiti . Sarà però necessario controllare più attentamente la giustificazione economica delle sovvenzioni ancora esistenti che non può essere altro che il miglioramento della produttività delle imprese che le ricevono nel pieno rispetto delle norme di concorrenza , soprattutto sul piano comunitario . Quantunque le statistiche siano spesso incomplete o di difficile interpretazione , non è affatto sicuro che l ' andamento di questa categoria di spese sia effettivamente sotto controllo . Pare infatti che la maggior parte delle sovvenzioni continui ad andare ai settori in declino ( acciaio , siderurgia , cantieri navali , tessili , miniere di carbone e ferrovie ) , mentre l ' innovazione e le industrie di punta sono molto meno favorite . Il Regno Unito , pur senza rappresentare l ' unico caso nella Comunità , offre numerosi esempi di diminuzione degli aiuti pubblici e delle sovvenzioni per la gestione di imprese pubbliche ( nell ' industria automobilistica , nelle ferrovie e nei trasporti aerei ) . In Italia , il disavanzo delle imprese pubbliche continua ad incidere notevolmente sul piano macro-economico . Nella Repubblica federale di Germania , stando all ' ultimo « Subventionsbericht » ( Relazione sulle sovvenzioni ) , gli aiuti di Stato a carico del bilancio federale aumenteranno ancora lievemente nel 1984 fino a raggiungere 29 miliardi di marchi . Va notato per inciso che una pubblicazione altrettanto sistematica delle sovvenzioni da parte degli altri Stati membri sarebbe quanto mai auspicabile .  Il calo , o almeno la costanza , della pressione fiscale è generalmente considerato uno dei presupposti per una maggiore redditività e per una migliore competitività dell ' economia europea . In realtà , gli effetti combinati dell ' andamento ciclico e dello sforzo di riassorbimento dei disavanzi si sono tradotti in un nuovo aumento della quota totale delle imposte e dei contributi sociali sul PIL ( che nel 1983 ha raggiunto il 46,6 % nell ' intera Comunità , contro il 44,7 % nel 1981 e il 38 % di dieci anni fa ) . Nella Repubblica federale di Germania la pressione fiscale globale è rimasta stabile dal 1981 al 1983 . Nel Regno Unito è stata praticamente stabilizzata tra gli esercizi 1981/1982 e 1982/1983 , mentre in tutti gli altri paesi essa ha continuato ad aumentare , talvolta in misura molto rilevante ( Francia , Italia , Grecia e Lussemburgo ) .  Come era già avvenuto negli anni scorsi nel Regno Unito , la Repubblica federale di Germania ha riformato sostanzialmente il sistema fiscale per incentivare gli investimenti produttivi . Nel caso della Francia , la riforma della struttura fiscale operata per motivi di equità nel 1981 e nel 1982 , contribuirà ad avvicinare maggiormente alla media europea gli effetti ridistributivi del suo sistema fiscale .  Gli oneri sociali che gravano sui costi salariali in Europa sono estremamente elevati rispetto a quelli degli altri paesi industrializzati . Tutti gli Stati membri hanno cercato di contenerli , ma nessuno è riuscito a diminuire il tasso medio dei contributi sociali nello scorso anno , anche se il Regno Unito ha ridotto il contributo straordinario a carico delle imprese . Vari paesi hanno dovuto far fronte ad un notevole aumento delle spese per la sicurezza sociale ( soprattutto per l ' indennità di disoccupazione ) e vi hanno reagito aumentando tutti i contributi ( Francia , Lussemburgo , Paesi Bassi ) . Va osservato che queste misure di riduzione dei disavanzi sono probabilmente utili sotto il profilo dei tassi d ' interesse ; tuttavia , dal punto di vista del futuro delle imprese e dell ' occupazione , anche se una parte dei problemi è collegata al basso livello di attività , la correzione dovrebbe essere operata mediante una riduzione delle spese piuttosto che con l ' aumento dei contributi . Per il momento invece , si ricorre con maggiore frequenza a quest ' ultima formula .  Per quanto la riguarda la riforma strutturale delle spese pubbliche e del sistema tributario :  - anche se negli ultimi anni sono state prese iniziative di rilievo per correggere la progressione strutturale delle spese pubbliche e della pressione fiscale , è necessario proseguire gli sforzi e anzi intensificarli ;  - vari paesi tendono ancora troppo spesso a ricorrere ad un aumento della pressione fiscale piuttosto che a realizzare economie di bilancio per contenere l ' espansione dei disavanzi ; si tratta di una concezione da abbandonare o da rivedere radicalmente ;  - il contesto fiscale e finanziario in cui operano le imprese deve essere migliorato per incanalare maggiori risorse verso gli investimenti e per aumentare l ' offerta di capitale di rischio . Nella sua comunicazione dell ' aprile 1983 ( 8 ) , la Commissione ha messo in evidenza la necessità di evitare un ulteriore aumento delia pressione fiscale sulle imprese , che anzi dovrebbe essere ridotta . Essa ritiene inoltre necessario rafforzare e adeguare gli incentivi all ' investimento , stimolare l ' imprenditorialità mediante una riforma del sistema fiscale e aumentare il contributo del risparmio , soprattutto quello dei lavoratori dipendenti , alla costituzione di capitale di rischio . Vari Stati membri hanno recentemente disposto o hanno allo studio una serie di misure in tal senso . Queste iniziative vanno proseguite nel senso proposto dalla Commissione modulandole in funzione delle condizioni specifiche di ciascuno Stato membro . In tal mode , le imprese potranno meglio fare fronte alle esigenze di ammodernamento delle strutture produttive .  Andamento dei salari  Vari paesi della Comunità europea hanno cercato di rendere compatibile l ' andamento dei costi salariali con l ' esigenza di rallentare l ' inflazione e di recuperare competitività sul piano internazionale . Sono state applicate formule diverse a seconda della struttura istituzionale e delle condizioni proprie di ciascuna economia . Come esempi , si possono citare le misure di modifica dei meccanismi d ' indicizzazione ( Belgio , Italia , Danimarca , Paesi Bassi e Lussemburgo ) , quelle che privilegiano i contratti del pubblico impiego ( Germania , Paesi Bassi e Regno Unito ) o quelle che rientrano in una concezione più globale della politica dei redditi ( Francia ) . In linea generale , gli Stati membri hanno cercato di instaurare una disciplina molto più rigorosa dei costi salariali nominali e reali . Stando a stime effettuate , il tasso medio di crescita delle retribuzioni pro capite nella Comunità è sceso al 7,2 % nel 1983 , in termini nominali , dopo aver raggiunto il 13 % nel 1980 .  Le fasi di recessione congiunturale determinano generalmente un andamento sfavorevole della produttività del lavoro , ma in questo caso gli sforzi compiuti per migliorarla hanno prevalso sull ' effetto congiunturale . Partendo da un tasso elevato dell ' 11,5 % nel 1980 , la progressione media dei costi salariali unitari nella Comunità è scesa , secondo le stime disponibili , al 5,5 % nel 1983 . Essa resta tuttavia superiore a quella degli Stati Uniti e del Giappone dove è stimata attorno al 3 % per il 1983 . Il costo reale per unità prodotta , calcolato in base ai costi salariali unitari deflazionati con i prezzi impliciti del PIL , è sceso dell ' 1 % circa nel 1982 e dovrebbe subire la stessa flessione nel 1983 . Questo andamento , manifestatosi in quasi tutti gli Stati membri , è il segno di una certa ridistribuzione del valore aggiunto a favore dei profitti delle imprese .  Molta strada resta comunque da percorrere prima di giungere ad un adeguamento dei costi e dei redditi in grado di sostenere una ripresa economica duratura :  - L ' andamento dei salari nominali deve ancora continuare , soprattutto in alcuni paesi della CEE , a contribuire al rallentamento dell ' inflazione ed a creare margini sufficienti per una crescita economica reale . In effetti , il rigore in termini reali di una politica finanziaria fissata in termini nominali dipende in larga misura dal comportamento delle parti sociali in materia di redditi nominali .  - È certo difficile fissare norme quantitative per i salari reali in vari paesi che presentano situazioni estremamente diversificate , ma è comunque possibile suggerire il criterio semplice , applicabile ad ogni singola economia , di non prevedere aumenti dei salari reali , o solo in misura minima , fintanto che la ripresa economica non sarà entrata in una fase di forte rilancio degli investimenti e di aumento dell ' occupazione . In alcuni casi sono ancora necessari adeguamenti negativi dei salari reali . Occorrerà fare ancora in modo che , per vari anni , il surplus della crescita venga destinato prioritariamente a finanziare l ' accumulo di capitale e l ' incremento delle capacità produttive . La relativa esiguità delle risorse delle imprese europee resta , per il momento , uno dei principali ostacoli ad una ripresa economica .  - Quanto ai negoziati salariali a livello dell ' impresa , occorre sottolineare due obiettivi d ' interesse generale . Anzitutto è necessario rendere più flessibile la differenziazione dei salari per qualifiche o per settori d ' attività , onde agevolare la creazione di posti di lavoro ed equilibrare il mercato , anche nei paesi in cui il livello globale dei salari ha subito un ' evoluzione normale . Inoltre , i negoziati salariali dovrebbero tener maggior conto delle possibilità d ' investimento ed espansione dell ' impresa . L ' Europa avrebbe certo tutto da guadagnare dall ' introduzione di un sistema che leghi una parte maggiore del salario ai profitti ed ai risultati dell ' impresa , secondo una prassi molto diffusa in Giappone . Attualmente , i sistemi di partecipazione dei lavoratori al capitale dell ' impresa non sono molto sviluppati . Occorre trovare un sistema originale per fare fronte alla necessità di aumentare gli investimenti di rischio nei prossimi anni . Anche se l ' iniziativa spetta anzitutto alle parti sociali , gli Stati , come vi è visto , possono sostenere questo processo mediante misure di carattere normativo e fiscale .  Riesame del ruolo regolatore dello Stato  Diventa sempre più evidente che molti interventi o meccanismi regolatori non ottengono il loro scopo e che , anche quando lo raggiungono , il costo è eccessivo tanto per l ' onere amministrativo quanto per l ' effetto di dissuasione che hanno sull ' innovazione e sull ' efficacia dell ' allocazione delle risorse . La questa maniera essi finiscono per avere effetti negativi sul tasso di crescita potenziale . Le misure prese recentemente per ridurre il costo economico dell ' azione regolatrice dello Stato ( nei senso più lato ) sono estremamente diverse e aprono la via ad altre riforme . Se ne potrà avere un ' idea citando alcuni esempi : l ' attenuazione del controllo degli affitti in Germania , la maggiore elasticità delle condizioni di assunzione in Italia , la ristrutturazione dell ' orario di lavoro in Belgio , la creazione di zone industriali con regime flessibile , sempre in Belgio ( zone T ) e nel Regno Unito , la privatizzazione di alcune imprese pubbliche o ancora il vasto programma d ' intervento dei Paesi Bassi per controllare le normative che pregiudicano l ' attività economica .  I servizi , le libere professioni , l ' industria ed i mercati del lavoro , in linea generale , sono soggetti a numerose restrizioni . Tenuto conto degli obiettivi da raggiungere , la politica di concorrenza tradizionalmente intesa , in genere , non è sufficientemente efficace . Numerose attività di servizio , talvolta autocontrollate o controllate a livello locale , dovrebbero essere vagliate più attentamente . Ciò vale , ad esempio , per i limiti imposti all ' orario di apertura dei negozi . Numerosi servizi finanziari e libere professioni risentono di un ' eccessiva compartimentazione e sono ingiustamente protetti dalla concorrenza , il che si traduce in un costo generale per l ' economia o in una spinta addizionale all ' aumento del costo della vita . Si potrebbe persino pensare che una serie di monopoli industriali tradizionali abbiano perso la loro ragione d ' essere a causa , tra l ' altro , del progresso tecnico . Senza rimettere in discussione la fondatezza della normativa di base nel campo dei rapporti di lavoro , è chiaro che alcune regolamentazioni che interessano il mercato dell ' occupazione sono spesso state introdotte in periodi di piena occupazione , quando la funzione perequatrice dello Stato era meno forte e che ora andrebbero riesaminate sotto il profilo della loro compatibilità con le attuali priorità economiche e sociali .  In conclusione gli Stati membri devono ancora eliminare parecchie inutili rigidità in campo economico . In questo settore deve essere avviata una serie di riforme che serviranno ad aumentare la produttività e a ridurre i prezzi .  3.3 . Misure dirette di lotta contro la disoccupazione  Germania , Francia , Irlanda , Paesi Bassi e Regno Unito , per non citare che questi paesi , hanno deciso vari programmi di formazione professionale ed il Consiglio ha adottato una risoluzione su questo tema . L 'utilità di misure del genere è generalmente riconosciuta , giacchù esse consentono di agire efficacemente sulla componente strutturale della disoccupazione . Il progresso tecnico ha assunto una tale ampiezza che la formazione professionale deve essere costantemente adeguata se si vuole evitare uno squilibrio tra le qualifiche di cui dispone la manodopera in cerca di occupazione e quelle richieste per i posti di lavoro offerti . Sono stati inoltre varati o rafforzati sistemi di aiuto diretto alla creazione di posti di lavoro , sotto forma di riduzione dei contributi sociali a carico del datore di lavoro , di sovvenzioni all ' assunzione nel settore privato o di creazione di posti di lavoro nel settore privato o di creazione di posti di lavoro nel settore pubblico ( soprattutto in Belgio , Danimarca , Germania , Grecia , Francia e Regno Unito ) In Germania , ad esempio , il programma di sovvenzione per nuove assunzioni interessa 56 000 persone , mentre nel Regno Unito si stanno creando 130 000 posti destinati a lavoratori vittime della disoccupazione di lunga durata . Questi programmi dovrebbero generare spese supplementari limitate , dato che l ' impegno finanziario è compensato almeno in parte dalle economie realizzate sugli esborsi per indennità di disoccupazione .  I sistemi di prepensionamento ( come ne esistono in Belgio , nei Paesi Bassi o in Francia ) gravano sempre maggiormente sul bilancio sociale ed appare poco probabile che essi possano venir sviluppati ulteriormente . Inoltre , non va dimenticato che la progressiva riduzione dell ' età media di pensionamento , tenuto conto degli indici di attività , può provocare una diminuzione del rapporto tra popolazione attiva e popolazione in pensione , soprattutto tra qualche anno  ( 1986 ) , quando la popolazione attiva delle classi di età tra i 15 e i 64 anni cesserà di aumentare , mentre salirà rapidamente la popolazione in età più avanzata .  I programmi frutto di iniziative locali formano oggetto di sempre maggiore attenzione , ad esempio in Francia e nel Regno Unito , proprio per incentivare la creazione di posti di lavoro autonomi nei servizi e nell ' industria . Azioni del genere devono essere sostenute , ad esempio , attraverso consulenze nei settori amministrativo , fiscale e normativo . Tale aiuto , fornito nel momento in cui viene creata l ' impresa individuale , potrebbe contribuire inoltre a frenare la crescita dell ' economia parallela .  La Commissione sta preparando una comunicazione al Consiglio sull ' argomento . Il potenziale di posti di lavoro nelle piccolissime imprese sembra veramente notevole . Tutto dipende , ovviamente , dalla forma giuridica , che può andare dal lavoro autonomo , alla società di persone , alla società cooperativa , all ' associazione senza fini di lucro fino all ' ente di beneficienza . La creazione di siffatte imprese può mobilitare le capacità regionali in campo artigianale e tecnico , nonchù le risorse naturali locali ; essa può concretarsi inoltre nella rilevazione di unità redditizie di imprese in fallimento .  La riduzione e la ristrutturazione dell ' orario di lavoro ha assunto grande importanza nel dibattito sulla crisi dell ' occupazione e nella lotta contro la disoccupazione . In vari Stati membri sono state avviate trattative - che in alcuni casi si sono già concluse - volte ad utilizzare la riduzione dell ' orario di lavoro come strumento di una politica dell ' occupazione . In Francia , dopo la riduzione della durata settimanale legale delle prestazioni lavorative da 40 a 39 ore , i negoziati sono continuati ad un livello più decentrato .  In Belgio e nei Paesi Bassi , i contratti collettivi , su suggerimento dei governi , subordinano spesso la riduzione dell ' orario di lavoro annuale a un aumento dei posti di lavoro accompagnato da una moderazione dei salari . In Italia , i nuovi contratti collettivi prevedono riduzioni specifiche dell ' orario di lavoro . In alcuni casi , i negoziati hanno condotto a una ristrutturazione dell ' orario lavorativo nel settore dei servizi , ad esempio combinando un prolungamento dell ' orario di apertura con un aumento dell ' occupazione ( così come è avvenuto nel settore bancario in Belgio ) .  Affinchù disposizioni del genere possano esercitare effetti benefici e duraturi sull ' occupazione complessiva , occorre tuttavia osservare rigorosamente alcune condizioni che evitino un aumento dei costi delle imprese . La pratica offre buoni e cattivi esempi . Tra quelli positivi vanno citati : la combinazione di un orario di lavoro individuale più elastico e più breve con il prolungamento dell ' orario di apertura nel settore dei servizi , lo sviluppo del lavoro a turni nell ' industria e la creazione di nuovi posti di lavoro ad orario ridotto . Tutte queste misure possono favorire la ripresa economica ed il riassorbimento della disoccupazione .  Inoltre si stanno moltiplicando altre iniziative , spesso a livello locale , quali i sistemi di sdoppiamento del posto di lavoro nel Regno Unito . Il nono piano francese intende inoltre favorire la messa a punto di « nuove formule » di lavoro ad orario ridotto , da inserire nel negoziato sulla riduzione dell ' orario di lavoro .  In seguito al memorandum sulla riduzione e sulla ristrutturazione dell ' orario di lavoro presentato dalla Commissione nel 1982 , il 28 aprile 1983 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che caldeggia una riduzione sostanziale e a breve scadenza dell ' orario di lavoro , che tenga conto delle condizioni nazionali e della situazione specifica dei vari settori e delle varie imprese , e che sia concepita in modo da evitare qualsiasi aumento dei costi .  Le parti sociali , rappresentate i sede di Comitato economico e sociale , hanno approvato nel luglio 1983 un parere nel quale si giunge alla conclusione che la riduzione e la ristrutturazione dell ' orario di lavoro potrebbero contribuire a risolvere il problema dell ' occupazione se effettuate secondo condizioni analoghe a quelle prospettate nel memorandum della Commissione .  Nel settembre 1983 la Commissione ha approvato una proposta di raccomandazione del Consiglio sulla riduzione e sulla ristrutturazione dell ' orario di lavoro allo scopo :  a ) di giungere ad una riduzione e ad una ristrutturazione dell ' orario di lavoro sufficienti a favorire uno sviluppo dell ' occupazione in condizioni che garantiscano la competitività non meno che i diritti sociali fondamentali , e  b ) di limitare in modo più rigoroso il ricorso sistematico agli straordinari e , per quelli veramente indispensabili , di sostituirne progressivamente la retribuzione a tassi orari maggiorati con turni compensativi di riposo .  Occorrerà quindi proseguire le politiche attive volte a ridurre la disoccupazione e a diminuirne il costo sociale ed economico .  Ovviamente , la trasformazione del contesto macroeconomico nel senso auspicato richiede tempo , ma numerose iniziative che possono dare effetti immediati dovrebbero essere perseguite con determinazione . La Commissione raccomanda in particolare di dare la priorità ai seguenti settori della politica dell ' occupazione :  - la formazione e la riqualificazione professionali , specialmente dei giovani ( 9 ) ,  - le misure volte a creare nuovi posti di lavoro , sempre dando la priorità ai giovani ( 9 ) ,  - la promozione delle iniziative locali di creazione di piccole imprese ,  - le iniziative volte a creare posti di lavoro mediante la riduzione e la ristrutturazione dell ' orario di lavoro , pur evitando aumenti dei costi unitari di produzione .  3.4 . Azioni della Comunità europea per consolidare la ripresa  La Comunità europea è titolare di notevoli competenze in materia di gestione delle politiche commerciali , del mercato interno e della concorrenza ; il suo ruolo tende inoltre a svilupparsi sul piano macroeconomico e su quello del miglioramento della competitività , soprattutto industriale , e del consolidamento delle strutture economiche in genere , grazie allo sviluppo dei suoi strumenti finanziari . La presente relazione traccia un quadro sintetico degli sviluppi e delle iniziative recenti in questi vari settori , in particolare in seguito alle conclusioni del Consiglio europeo riunito a Stoccarda nel giugno 1983 .  Politica macroeconoica e monetaria  Nell ' attuale contesto economico , il sistema monetario europeo assolve vari compiti che , in definitiva , mirano tutti a garantire una crescita economica stabile . Esso permette anzitutto di coordinare i tassi di cambio della maggior parte dei paesi europei ed offre ai paesi partecipanti una protezione contro la forte instabilità dei tassi di cambio che contraddistingue tutti i paesi industrializzati . Esso garantisce quindi una certa omogeneità e una certa coesione al complesso economico costituito dalla Comunità e contribuisce in questo modo a consolidare i vantaggi offerti dalla possibilità di sfruttare , in particolare sul piano industriale , un mercato integrato di notevoli dimensioni . Lo SME costituisce inoltre un potente strumento di coordinamento delle politiche monetarie , oltre a rappresentare un quadro di riferimento e un terreno pratico di coordinamento delle politiche economiche . Imponendo infine una valutazione comune dei vincoli monetari esterni , lo SME offre alla Comunità una base organica per contribuire ai lavori sul miglioramento del sistema monetario internazionale .  Lo scorso anno è stato caratterizzato da un riallineamento della griglia dei tassi centrali dello SME , deciso il 21 marzo 1983 . Questo intervento era estremamente importante per un duplice motivo . Si è trattato infatti di un ' operazione che ha comportato una complicata modifica della maggior parte dei tassi centrali unitamente ad un aggiustamento , soprattutto in Francia , delle politiche interne per contribuire ad una maggiore stabilità futura del sistema .  L ' uso privato dell ' ECU si è notevolmente sviluppato nell ' ultimo anno , ciò che dovrebbe , a termine , contribuire ad un migliore equilibrio del sistema finanziario internazionale .  La ripresa economica mondiale è senza dubbio ostacolata da una recrudescenza del protezionismo . Essa risente altresì di un ' altra ipoteca molto pesante , che risulta dalla configurazione dei tassi di cambio e dagli squilibri crescenti della posizione esterna di Stati Uniti e Giappone . La Comunità ritiene indispensabile trovare soluzioni a questi problemi mediante una maggiore cooperazione internazionale .  Politica strutturale e microeconomica  Per le sue dimensioni , il mercato interno dell ' Europa costituisce un ' immensa riserva insufficientemente sfruttata di possibilità per creare un contesto economico favorevole alla crescita , all ' efficienza e ad un basso livello d ' inflazione , purchù il concetto di mercato venga considerato in senso lato e vengano presi in considerazione gli ostacoli non tariffari , la concorrenza e la politica industriale . L ' approfondimento del mercato interno - che deve offrire alle imprese la garanzia di un mercato di dimensioni continentali - potrebbe costituire un fattore di sviluppo non meno potente di quello rappresentato dalla realizzazione dell ' unione doganale nei primi dieci anni di vita della Comunità .  È necessario riconoscere l ' interdipendenza fondamentale tra la prospettiva macroeconomica di una ripresa dell ' attività e medio termine nella Comunità e gli elementi microeconomici . Una vasta rete di interazioni e di interconnessioni lega le iniziative comunitarie , in atto o allo studio , alle politiche nazionali . I due livelli devono convergere in un efficace complesso di iniziative che si sostengano reciprocamente . Interi rami e settori dell ' economia attualmente non sono in grado di liberare tutto il loro potenziale di incrementi di produttività , di crescita e di compressione dei costi e dei prezzi , a causa delle restrizioni e delle resistenze nazionali che si oppongono all ' esercizio effettivo della competenza comunitaria . Numerosi ostacoli non tariffari , soprattutto il mancato accordo sulle norme tecniche , oltre alle restrizioni di accesso agli appalti pubblici , ai ritardi e alle formalità alle frontiere ostacolano angora gli scambi intracomunitari di manufatti . Nell ' intera Comunità europea , normative quanto mai restrittive gravano su attività in rapida crescita , ma che potrebbero svilupparsi ancora più rapidamente , quali i trasporti aeronautici civili , i trasporti stradali , le assicurazioni e i servizi finanziari . Ciò nonostante , le discussioni sulle proposte della Commissione sulle azioni da intraprendere in questo settore sono state particolarmente lente ed è ormai necessario mettere in otto rapidamente le conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen . Il mercato dei capitali nella Comunità risente anch ' esso di una compartimentazione troppo rigida : la Commissione ha del resto proposto di rilanciare il processo di integrazione finanziaria all ' interno della Comunità , per sfruttarne maggiormente il grande potenziale di risparmio e incrementare gli investimenti nell ' intera area comunitaria ( 10 ) .  Per quanto riguarda vari settori di crescita ad alto contenuto tecnologico , quali l ' elaborazione di dati , la biotecnologia , l ' industria aeronautica e spaziale , nonchù il settore delle energie alternative , la Commissione ritiene che la cooperazione europea possa essere resa molto più efficace . Varie forme di organizzazione a livello europeo hanno dato buone prove , in particolare il programma comunitario Esprit , e il loro successo dovrebbe incitare a varare una strategia di ben più ampio respiro per colmare il ritardo tecnologico dell ' Europa ( 11 ) .  Quanto al bilancio della Comunità , nelle sue recenti comunicazioni la Commissione ha raccomandato di aumentare la quota delle spese destinate ad azioni di rilancio economico e di miglioramento del mercato del lavoro ; essa ha proposto ad esempio che nei prossimi cinque anni le risorse destinate agli obiettivi di natura industriale , regionale ed energetica , nonchù alla ricerca e allo sviluppo , siano raddoppiate in termini reali .  Anche le operazioni di assunzione e di erogazione dei prestiti della Comunità sono state sviluppate ed adeguate alle necessità di stimolare gli investimenti . I prestiti dalla Commissione , che nel 1982 ammontavano a 5,3 miliardi di ECU , saranno probabilmente in forte aumento nel 1983 , senza contare il prestito di 4 miliardi di ECU accordato alla Francia per sostenere la sua bilancia dei pagamenti . Il raddoppio dei crediti concesso per investimenti con cui finanziamenti del genere sono considerati ; a questo proposito , va notato che le PMI beneficiano di un ' attenzione speciale . Il costante sviluppo di queste attività è stato reso possibile nel 1983 grazie all ' estensione e al rinnovo del NSC ( Nuovo strumento comunitario ) , che ha autorizzato la Commissione a contrarre un prestito di 3 miliardi di ECU e a lanciarne effettivamente una prima quota di 1,5 miliardi di ECU . La Commissione ha presentato inoltre nel giugno 1983 una proposta di finanziamento comunitario per le innovazioni neile piccole e medie imprese . Essa considera infatti che l ' utilizzazione dei prestiti comunitari per incitare gli intermediari finanziari privati degli Stati membri ad intervenire nel finanziamento di investimenti di innovazioni delle PMI , attiverebbe un notevole potenziale di crescita e si tradurrebbe nella creazione di nuovi posti di lavoro .  Nei prossimi anni la Comunità deve quindi intensificare la propria azione in alcuni settori :  - Per sostenere la ripresa economica e per offrire all ' Europa un maggior margine di manovra sulla scena monetaria internazionale si può e si deve rafforzare il sistema monetario europeo al quale dovrebbero aderire tutti gli Stati membri della Comunità . Tra le possibilità da prendere in esame vi sono certamente lo sviluppo dell ' utilizzo privato e ufficiale dell ' ECU e la revisione del sistema dei prestiti SME .  - Una maggiore cooperazione internazionale in materia economica e monetaria contribuirebbe certamente a consolidare la ripresa economica e la Comunità dovrebbe quindi mettere a punto progressivamente orientamenti comuni per poter esercitare la propria influenza , con la massima efficacia , nelle sedi internazionali . In termini più concreti , è interesse comune che i grandi paesi industrializzati evitino di mettere in atto politiche finanziarie tali da provocare distorsioni o crisi internazionali e adeguino opportunamente , se necessario , le politiche attualmente seguite . Nella presente situazione , la riduzione dei forti disavanzi di bilancio negli Stati Uniti contribuirebbe notevolmente all ' efficacia delle politiche messe in opera nella Comunità per consolidare la ripresa . La Comunità deve inoltre intervenire per promuovere la creazione di un ordine monetario internazionale tale da garantire una maggiore stabilità delle monete e che disponga di un razionale sistema di creazione di riserve . In particolare essa deve insistere affinchù l ' aumento delle risorse del FMI sia immediatamente ratificato negli Stati Uniti . Il mondo industrializzato deve sostenere con vigore gli sforzi dei paesi in via si sviluppo gravemente indebitati per trovare un migliore equilibrio tra aggiustamento e finanziamento .  - L ' apertura del mercato interno della Comunità e il sostegno delle industrie di punta devono essere accelerati su vasta scala , in quanto essi possono contribuire al rilancio , a termine , dell ' attività economica . Se fossero realizzati progressi in questo senso , il settore produttivo avrebbe nuove occasioni per intensificare gli scambi commerciali e la produzione industriale .  -Il bilancio della Comunità deve essere progressivamente ristrutturato in modo da offrire un sostegno più attivo alla realizzazione di obiettivi di carattere industriale , regionale , energetico , nonchù in materia di ricerca e di sviluppo . Lo sfruttamento delle possibilità di credito della Comunità mediante lo sviluppo dell ' attività di assunzione ed erogazione di prestiti deve infine contribuire direttamente a realizzare l ' obiettivo prioritario di aumentare gli investimenti nella Comunità .  4 . Riassunto e conclusioni : Azione per consolidare la ripresa europea  1 . Il Consiglio europeo ha incaricato la Commissione di valutare la portata della ripresa economica in corso e di studiare misure che possano rafforzarla .  2 . Emergono alcuni segni di ripresa congiunturale dell ' attività economica in Europa , ma quest ' ultima rimane irregolare , generalmente debole e potenzialmente vulnerabile nei confronti di qualsiasi nuova crisi esterna . L ' aumento della disoccupazione ha apparentemente subito un rallentamento , ma il numero di disoccupati , pur rimanendo costante , è comunque molto elevato . Tuttavia , in alcuni paesi si registra già la condizione indispensabile per una ripresa più dinamica - la stabilizzazione monetaria e finanziaria - mentre in altri paesi si realizzano progressi in questo senso . Come si rileva sempre più chiaramente , in tutta la Comunità si tenta di riprendere il controllo sull ' andamento delle finanze pubbliche e dei costi salariali .  3 . Non emergono ancora tuttavia segni sufficientemente numerosi e sicuri in base ai quali si possa affermare che il processo di aggiustamento in corso sfocierà in una fase di ripresa dinamica . Questa transizione potrebbe avvenire in modo automatico , ma , secondo la Commissione , il rischio di ricadere in una situazione di quasi ristagno prolungata è troppo grave e non è quindi possibile limitarsi a mantenere gli attuali orientamenti di politica economica .  Dati i condizionamenti di origine esterna che ancora gravano sulla ripresa , la Comunità , oltre a mettere in atto le azioni nazionali o congiunte di carattere interno illustrate nella presente relazione , dovrebbe proporsi l ' obiettivo prioritario di partecipare con tutti i mezzi a sua disposizione alle iniziative volte a stabilizzare il contesto internazionale , quali la ricerca di una soluzione duratura ed equilibrata al problema dell ' indebitamento oppure il miglioramento del sistema monetario internazionale .  Sul piano interno è indispensabile imprimere un nuovo impulso all ' economia europea , secondo le linee indicate qui di seguito , affinchù questa si avvi verso una crescita vigorosa , elevati livelli di occupazione e di competitività , nonchù verso tassi di inflazione bassi o in diminuzione .  4 . Secondo la Commissione , affinchù l ' economia europea possa beneficiare di una ripresa duratura e profonda , la politica economica deve essere orientata secondo le seguenti linee :  i ) sfruttamento del margine di manovra disponibile per ridurre ulteriormente i tassi d ' interesse , qualora l ' andamento interno e quello dell ' economia mondiale lo consentano ;  ii ) riduzione dei disavanzi di bilancio strutturali , seguita dalla loro stabilizzazione ad un basso livello , al fine di agevolare la ripresa degli investimenti privati , senza escludere tuttavia completamente il ricorso alla funzione di stabilizzazione automatica del bilancio ;  iii ) ristrutturazione della spesa pubblica e dell ' imposizione , volta a :  - privilegiare le spese nel settore delle infrastutture che favoriscono l ' espansione del potenziale produttivo ,  - arrestare l ' aumento della pressione fiscale e , se possibile , ridurla ,  - migliorare ulteriormente il trattamento fiscale delle imprese ;  iv ) riesame della funzione di regolamentazione della Stato per eliminare le rigidità e i vincoli che gravano sul potenziale produttivo ;  v ) rafforzamento di una politica attiva a favore dell ' occupazione , per esempio :  - attuazione di programmi di formazione o di riqualificazione professionale , in particolare per i giovani ,  - iniziative a favore della creazione di posti di lavoro , in particolare sostenendo le piccole imprese ,  - riduzione e ristrutturazione degli orari di lavoro senza tuttavia provocare aumenti dei costi unitari ;  vi ) andamento dei redditi compatibile con le condizioni necessarie alla ripresa economica , vale a dire :  - per molti paesi un nuova decelarazione nominale dei salari , per permettere alle politiche finanziarie di avere un ' incidenza reale più espansionistica ,  - un ' andamento dei salari reali che consenta un miglioramento sensibile della redditività delle imprese per provocare una ripresa degli investimenti ed un aumento dell ' occupazione ,  - maggiore flessibilità contrattuale dei salari in modo da equilibrare il mercato del lavoro ed introduzione di sistema intesi a stabilire un legame tra le remunerazioni ed il rendimento dell ' impresa , nonchù a promuovere la partecipazione dei lavoratori al finanziamento degli investimenti ;  vii ) iniziative coraggiose a livello comunitario , volte ad accompagnare questo indirizzo delle politiche nazionali , in particolare con tre tipi d ' intervento :  - rafforzamento dei meccanismi monetari della Comunità nonchù azione risoluta della Comunità stessa per migliorare l ' ordine monetario internazionale ed il contesto del commercio mondiale ,  - espansione del potenziale europeo nei nuovi settori di crescita a tecnologia avanzata , quali i nuovi sistemi di informazione , le telecomunicazioni e la biotecnologia , con un ' azione complementare degli Stati membri e della Comunità ,  - realizzazione di progressi rilevanti per quanto riguarda l ' apertura del mercato interno , nel quale sussistono notevoli restrizioni tali da bloccarne lo sviluppo nonostante le potenzialità presenti in questo settore .  5 . Se non agiranno in comune , i paesi europei non saranno in grado di trasformare la stabilizzazione fin qui ottenuta in una ripresa dinamica . Soltanto con progressi decisivi sul piano della concertazione delle iniziative nazionali e comunitarie , che potrebbero essere ampiamente favoriti da una maggiore cooperazione internazionale , si può realizzare una ripresa economica sufficientemente vigorosa .  6 . Si rilevano attualmente numerosi fattori interni ed esterni nettamente favorevoli alla ripresa economica e tale tendenza potrebbe essere confermata se si mettessero in atto rapidamente tutti i mezzi di azione precedentemente citati .  7 . Se riuscissero ad avviare una serie coerente di iniziative convergenti , gli Stati membri e la Comunità in quanto tale potrebbero modificare sensibilmente il clima congiunturale in Europa , creando condizioni favorevoli all ' espansione degli investimenti e dell ' occupazione , nonchù alla creazione di imprese europee competitive .  8 . Il 1984 deve diventare l ' anno chiave nell 'inversione di tendenza dello sviluppo economico europeo . Una crescita rapida ed effimera non può costituire un obiettivo valido . Occorre invece raggiungere il massimo di crescita compatibile con la progressiva soluzione dei gravi problemi strutturali accumulatisi nel corso degli ultimi dieci o forse venti anni .  ( 1 ) La Commissione propone questa « Relazione economica annuale 1983/1984 » alle istituzioni comunitarie , conformemente all ' articolo 4 della decisione 74/120/CEE del Consiglio , del 18 febbraio 1974 , relativa alla realizzazione di un grado elevato di convergenza delle politiche economiche degli Stati membri della Comunità economica europea ( GU n . L 63 del 5 . 3 . 1974 , pag . 16 ) , modificata con decisione 75/787/CEE ( GU n . L 330 del 24 . 12 . 1975 , pag . 52 ) . Ogni anno , il Consiglio approva nell 'ultimo trimestre - su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale - una relazione annuale sulla situazione economica della Comunità e fissa gli orientamenti di politica economica per ciascuno Stato membro .  Come negli scorsi anni , la Commissione allega alla « Relazione economica annuale » una « Rassegna economica » separata che precisa i singoli fattori dell ' andamento economico e delle propettive per l ' anno sucessivo , al fine d ' informare il Consiglio , il Parlamento ed il Comitato economico e sociale .  ( 2 ) Per un ' analisi circonstanziata vedere : « Energia ed economia : studio dei principali rapporti nei paesi della Comunità europea » , in Economia europea n . 16 , luglio 1983 .  ( 3 ) Per un ' analisi dettagliata vedere : « Scambi commerciali della Comunità : minaccia gravante sulle industrie di beni d ' investimento » , in Economia europea n . 16 , luglio 1983 .  ( 4 ) Il deflatore applicato è rappresentato dall ' aumento dei prezzi al consumo negli ultimi dodici mesi .  ( 5 ) Vedere altresì la comunicazione della Commissione al Consiglio sulle « Politiche di bilancio degli Stati membri nel 1984 » del 1° luglio 1983 , nonchù l ' allegata relazione sulla « Disciplina di bilancio e convergenza economica » e sulla « Ristrutturazione delle spese pubbliche a favore delle spese produttive » del 6 luglio 1983 .  ( 6 ) « Investimenti delle imprese e contesto fiscale e finanziaro » , Economia europea n . 16 , luglio 1983 ; vedi anche la comunicazione della Commissione al Consiglio relativa alle misure fiscali e finanziarie a favore degli investimenti , del 18 aprile 1983 , Economia europea n . 16 .  ( 7 ) Mediante l ' aumento dell ' importo delle partecipazioni in conto capitale sotto forma di azioni che beneficiano di un ' agevolazione fiscale e , nel caso della Germania , con l ' aumento del massimale sovvenzionabile .  ( 8 ) « Misure fiscali e finanziarie a favore degli investimenti » del 28 aprile 1983 .  ( 9 ) Nell ' aprile 1983 , la Commissione ha trasmesso al Consiglio una proposta di risoluzione sviluppo dell ' occupazione giovanile ; questo testo è attualmente allo studio .  ( 10 ) Vedi comunicazione della Commissione al Consiglio « Integrazione finanziaria » del 20 aprile 1983 .  ( 11 ) Per maggiori ragguagli , vedere la nota della Commissione sul « Miglioramento della competitività interzionale delle imprese europee » , nonchù le idee analoghe formulare nel memorandum francese inititolato « Una nuova tappa per l ' Europa : uno spazio comune per l ' industra e per la ricerca » e il memorandum britannico presentato col titolo « The Development of the Community : other policies » , oltre a quello del governo tedesco « Reconsideration of policies » , oltre a quello del governo tedesco « Reconsideration of policies and the development of new actions ( escluding agriculture ) » , tutti del settembre 1983 .  ALLEGATO  PROVVEDIMENTI DI POLITICA ECONOMICA RELATIVI AL MERCATO DEL LAVORO NEL 1982/1983 ( 1 )  Belgio  Pensionamento anticipato accordato come compensazione per nuove assunzioni ; riduzione provvisoria dei contributi sociali per l ' assunzione di un primo lavoratore ; interventi finanziari a favore delle PMI che assumono disoccupati iscritti sulle liste di disoccupazione ; proroga della durata della scuola dell ' obbligo ; possibilità di ridurre gli orari di lavoro con assunzioni compensative .  Danimarca  Incentivi governativi alle imprese private o alle amministrazioni comunali che assumono un giovane disoccupati .  Germania  Sussidi temporanei alle imprese che assumono disoccupati ; programmi di qualificazione e riqualificazione professionale per i disoccupati giovani e adulti .  Grecia  Aiuti finanziari destinati alla creazione di posti di lavoro per i giovani ; rioganizazione del sistema dell ' apprendistato ; riduzione dell ' orario di lavoro a 40 settimanali .  Francia  Contratti « occupazione-formazione » ( sussidio finanziaro al datore di lavoro che garantisce una formazione ed un determinato periodo di occupazione ) ; piano per l ' inserimento professionale dei giovani ; aiuti a favore della riduzione dell ' orario di lavoro , a condizione che la produzione non diminuisca ed il numero di dipendenti venga mantenuto oppure aumentato .  Irlanda  Programmi di formazione per i giovani ; costituzione di una società di investimenti per la creazione diretta di posti di lavoro .  Italia  Creazione di un fondo per gli investimenti per l ' occupazione ; accordo fra le parti sociali ed il governo riguardante , tra l ' altro , la scala mobile ed una riduzione dell 'orario di lavoro di 40 ore annue fino alla metà del 1985 .  Lussemburgo  Incentivi per promuovere l ' assunzione di lavoratori da lungo tempo disoccupati ; divieto di effettuare ore supplementari .  Paesi Bassi  Cicli di formazione professionale per giovani disoccupati ; sovvenzioni ai datori di lavoro che offrono la possibilità di seguire corsi di formazione professionale ; accordo tra le parti sociali sulla possibilità di ridurre gli orari di lavoro .  Regno Unito  Programma di formazione professionale per i giovani comprendente un corso di 12 mesi per tutti i giovani di 16 anni che lasciano la scuola ; programma volto a creare posti di lavoro a tempo parziale per utilità collettiva ; programma di ripartizione del lavoro per promuovere l ' occupazione a tempo parziale .  ( 1 ) L ' elenco ha un carattere informativo e non è esauriente .  TABELLA 1  L ' economia della Comunità europea , principali aggregati , 1961-1984   * Aumento PLI in valore * Aumento PLI in volume * Aumento PIL del deflatore * Prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente pro capite * Saldo delle partire correnti * indebitamento netto della pubblica amministrazione * Crescita della massa monetaria * Tasso di disoccupazione *   * % ( 4 ) * % ( 4 ) * % ( 4 ) * % ( 4 ) * % ( 4 ) * % del PIL * % del PIL * % ( 4 ) ( 5 ) * % *  1961-1970 * 9,1 * 4,7 * 4,3 * 3,8 * 8,9 * 0,4 * - 0,4 * 10,4 * 2,1 *  1971-1980 * 13,0 * 2,9 * 9,8 * 9,7 * 12,3 * - 0,1 * - 2,8 13,8 * 4,2 *  1981 * 8,7 * - 0,4 * 9,1 * 10,1 * 12,1 * - 0,6 * - 5,2 * 10,8 * 7,8 *  1982 * 9,5 * 0,4 * 9,1 * 8,7 * 9,6 * - 0,6 * - 5,2 * 10,7 * 9,5 *  1983 ( relazione precedente ) ( 1 ) * ( 7,5 ) * 1,1 * ( 7,0 ) * ( 6,6 ) * ( 7,4 ) * - 0,4 * - 4,9 * - 10,0 * 10,3 *  1983 ( presente relazione ) ( 2 ) * 6,9 * 0,5  6,3 * 6,3 * 7,2 * - 0,2 * - 5,4 * 10,1 * 10,4 *  1984 ( 3 ) * 6,6 * 1,5 * 4,9 * 5,6 * 6,0 * 0,0 * - 4,7 * 7,8 * 10,9 *  ( 1 ) Ottobre 1982 . Le cifre tratte dalla relazione precedente e poste tra parentesi sono state ricalcolate in seguito a modifiche nei metodi di ponderazione statistica .  ( 2 ) Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1983 .  ( 3 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1983 , sulla base delle politiche in atto o previste .  ( 4 ) Media comunitaria ponderata dai PIL correnti a parità di potere d ' acquisto .  ( 5 ) Fino periodo ( tassi di crescita annuali ) .  TABELLA 2  Previsioni dell ' andamento del PIL per il 1983 e il 1984  ( Variazione in % )   * 1983 * PIL nominale ( relazione precedente ) * PIL nominale * PIL Produzione in volume * Deflatore del PIL * 1984 * PIL nominale * PIL Produzione in volume * Deflatore del PIL *  Belgio * 7,9 * 6,2 * - 0,9 * 7,1 * 7,0 * 0,6 * 6,3 *  Danimarca * 8,6 * 9,8 * 2,2 * 7,4 * 6,5 * 1,2 * 5,2 *  Germania * 4,7 * 3,8 * 0,7 * 3,1 * 5,1 * 2,1 * 3,0 *  Grecia * 23,0 * 19,5 * - 0,2 * 19,7 * 19,7 * 1,5 * 17,9 *  Francia * 10,8 * 9,5 * - 0,3 * 9,8 * 7,7 * 0,4 * 7,3 *  Irlanda * 15,5 * 11,2 * 0,5 * 10,6 * 10,1 * 1,8 * 8,2 *  Italia * 16,9 * 14,1 * - 0,8 * 15,1 * 12,0 * 1,5 * 10,4 *  Lussemburgo * 8,8 * 5,6 * - 2,4 * 8,2 * 6,3 * - 1,0 * 7,4 *  Paesi Bassi * 3,3 * 1,9 * 0,3 * 1,6 * 2,4 * 0,0 * 2,4 *  Regno Unito * 8,2 * 7,9 * 2,8 * 4,9 * 7,2 * 2,2 * 4,8 *  Comunità * ( 7,5 ) * 6,9 * 0,5 * 6,3 * 6,6 * 1,5 * 5,1 *  Fonte : Servizi della Commissione .  TABELLA 3  Indicatori degli squilibri e dei vincoli macroeconomici nel 1983   * Tasso di disoccupazione * Variazione in % del deflatore del consumo privato * Bilancia delle partire correnti in % del PIL * Tasso d ' interesse reale a lungo termine ( 1 ) * Finanze pubbliche * Saldo di bilancio in % del PIL * Saldo di bilancio detratti i pagamenti di interessi * Debito pubblico in % del PIL 1982 ( 2 ) *  Belgio * 14,4 * 7,8 * - 2,4 * 3,6 * - 12,2 * - 2,9 * ( 97,8 ) *  Danimarca * 10,7 * 6,6 * - 2,2 * 7,8 * - 8,8 * - 3,9 * 25,8 *  Germania * 8,6 * 3,0 * 0,9 * 5,5 * - 3,3 * - 0,7 * 38,3 *  Grecia * 7,8 * 20,5 * - 5,0 * - 0,6 * - 6,3 * : * : *  Francia * 8,9 * 9,0 * - 1,8 * 4,1 * - 3,1 * - 1,4 * ( 16,8 ) *  Irlanda * 14,6 * 11,0 * - 2,6 * 3,5 * - 13,4 * - 3,3 * 102,5 *  Italia * 9,0 * 15,0 * - 0,4 * 2,3 * - 11,9 * - 3,5 * 70,3 *  Lussemburgo * 1,8 * 8,4 * : * : * - 2,9 * - 4,8 * : *  Paesi Bassi * 15,6 * 2,8 * 3,3 * 6,5 * - 6,7 * 3,4 * ( 54,0 ) *  Regno Unito * 11,7 * 5,7 * 0,2 * 6,7 * - 2,2 * + 0,9 * 54,7 *  Comunità * 10,4 * 6,3 * - 0,2 * 3,6 * - 5,4 * - 1,6 * ( 43,4 ) *  ( 1 ) Rendimento delle obbligazioni governative nel luglio 1983 , al netto dell ' aumento dei prezzi al consumo nei dodici mesi precedenti .  ( 3 ) Indebitamento del governo centrale per Danimarca , Grecia , Francia , Irlanda , Lussemburgo , Paesi Bassi , delle amministrazioni pubbliche per la Germania , del settore statale per l ' Italia , del settore per il Belgio e il Regno Unito .  Sedile : vedi G.U .  PARTE II  LE ECONOMIE DEGLI STATI MEMBRI PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 383D0674.2In Belgio si sono compiuti nuovi progressi verso il ripristino dell ' equilibrio esterno , grazie al miglioramento della competitività dell ' economia . Per il terzo anno consecutivo l ' attività economica è stata debole e il tasso di disoccupazione è quindi ulteriormente aumento . Il prodotto interno lordo per il 1983 ha subito una contrazione pari a quasi l ' 1 % in termini reali .  Nel 1984 dovrebbe invece verificarsi un leggero aumento , soprattutto in seguito all ' accelerazione delle esportazioni , poichù la domanda interna dovrebbe globalmente rimanere stabile . La diminuzione del reddito a disposizione delle famiglie dovrebbe infatti provocare una contrazione dei consumo privato , mentre gli investimenti delle imprese dovrebbero diventare progressivamente più dinamici . Il disavanzo della bilancia dei pagamenti correnti , in diminuzione rispetto al 1983 e pari a circa l ' 1,5 % del PIL , sarà essenzialmente dovuto ai trasferimenti pubblici ed agli oneri d ' interessi del debito pubblico in valuta , poichù , per la prima volta dopo il 1975 , la balancia commerciale dovrebbe registrare una lieve eccedenza . La disoccupazione dovrebbe ancora aumentare raggiungendo nel 1984 il 15,3 % in media della popolazione attiva civile . Gli accordi settoriali e aziendali conclusi dopo la fine del 1982 in materia di riduzione dell ' orario di lavoro e di assunzioni supplementari , nell ' ambito di una politica di contenimento dei salari , potrebbero contribuire a frenare questo movimento ascendente .  Dopo il riallineamento monetario del marzo 1983 la Banca nazionale ha potuto ricostituire le proprie riserve in valuta e eliminare la propria posizione debitoria nel sistema monetario europeo , pur riducendo il tasso di sconto dal 14 % al 9 % . Una politica monetaria basata su una riduzione costante dei tassi d ' interesse costituirebbe un forte incentivo per la ripresa degli investimenti ma , visti i progressi che ancora devono essere realizzati per ripristinare l ' equilibrio esterno e la rilevante domanda di credito del settore pubblico , sembra difficile poter continuare ad applicare una politica di questo tipo .  Il contenimento dei redditi è una condizione indispensabile per salvaguardare la competitività dell ' economia e per promuovere l ' espansione degli investimenti produttivi nel 1984 , anche se attualmente , ai fini del risanamento economico , il fattore determinare è costituito dalla riduzione del disavanzo del bilancio , dalla quale dipendono in ampia misura le possibilità di un rilancio durevole dell ' espansione . In un clima di debole crescita , che , incide sul gettito fiscale , le possibilità di ridurre il disavanzo dello Stato al 7 % del prodotto interno lordo nel 1985 , secondo quanto previsto negli accordi governativi conclusi nel 1982 , appaiono alquanto problematiche , nonostante le rilevanti economie realizzate in materia di spese negli ultimi due anni . Anche la lieve diminuzione dell ' indebitamento netto rispetto al livello raggiunto nel 1983 propesttata nel bilancio previsionale per il 1984 , pur implicando un rallentamento del ritmo con il quale si cerca di realizzare tale obiettivo , sarà difficilmente attuabile vista la debolezza dell ' attività nel 1984 . Tuttavia l ' indebitamento pubblico e l ' imposizione fiscale sono diventati così onerosi che è assolutamente necessario rafforzare la gestione gia rigorosa delle spese . Analogamente il limite imposto all ' indebitamento dello Stato ( 11,3 % del PIL nel 1984 contro 12,7 % nel 1983 ) non dovrebbe in alcun caso essere superato , come è avvenuto negli anni precedenti . Si dovrebbero eventualmente attuare provvedimenti di compensazione durante l ' esecuzione del bilancio per rispettare tale limite .  Il risanamento del bilancio in forma di riduzione del disavanzo strutturale costituisce una condizione indispensabile per un ' evoluzione soddisfacente dell ' attività economica e dell ' occupazione , ma quest ' ultima dipende essenzialmente , a medio termine , da una ristrutturazione profonda dell ' economia , a sua volta condizionata da un aumento sensibile degli investimenti produttivi . Ai fini del risanamento del bilancio , tanto i provvedimenti di carattere fiscale approvati nel 1982 quanto l ' attuazione della politica di contenimento dei costi salariali diretti ed indiretti apporteranno un contributo direttivo . Tenuto conto di queste osservazioni , i risultati sinora ottenuti confermano che la politica attuata ottiene i risultati sperati e che per i prossimi anni è possibile prevedere il ritorno ad un ' espansione più duratura della produzione e dell ' occupazione .  TABELLA 4  Belgio : Principali aggregati economici , 1961-1984   * Crescita del PIL in valore * Crescita del PIL in volume * Deflatore del PIL * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per dipendente * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione * Espansione della massa monetaria M2 ( 3 ) * % dei disoccupati sulla popolazione attiva *   * % * % * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1961-1970 * 8,5 * 4,8 * 3,5 * 3,2 * 7,8 * 0,2 * - 1,3 * 8,6 * 2,2 *  1971-1980 * 10,4 * 3,2 * 7,0 * 7,0 * 11,9 * 0,4 * - 4,6 * 10,3 * 5,8 *  1981 * 4,0 * - 1,1 * 5,2 * 8,8 * 7,4 * - 4,2 * - 12,6 * 6,6 * 10,7 *  1982 * 8,1 * 1,0 * 7,0 * 7,4 * 8,0 * - 3,6 * - 11,9 * 5,7 * 12,6 *  1983 ( 1 ) * 6,2 * - 0,9 * 7,1 * 7,8 * 6,0 * - 2,4 * - 12,2 * 5,0 * 14,4 *  1984 ( 1 ) * 7,0 * 0,6 * 6,3 * 6,5 * 7,7 * - 1,5 * - 11,1 * 6,7 * 15,3 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) Fine anno .  Nel 1983 in Danimarca , soprattutto in seguito all ' orientamento restrittivo seguito dalla fine dell ' anno scorso in materia di politica di bilancio e dei redditi , il ritmo di crescita dell ' attività economica ha subito un rallentamento ripetto al 1982 ( 2,2 % contro 3,4 % ) ed il tasso di inflazione è sceso da 9,8 % a 6,6 % . Dopo il grave deterioramento verificatosi nel 1982 , il disavanzo della bilancia dei pagamenti si è notevolmente attenuato , grazie alla politica intrapresa ed all ' evoluzione favorevole delle ragioni di scambio . La situazione delle finanze pubbliche si è aggravata nel 1983 rispetto all ' anno precedente , ma un leggero rallentamento nell ' evoluzione dei pagamenti dei trasferimenti sociali e delle retribuzioni dei funzionari , nonchù del servizio del debito del settore pubblico ha contribuito ad un lieve miglioramento . L ' indebitamento netto dello Stato è stato limitato a 12 % del PIL , cifra leggermente inferiore al corrispondente orientamento approvato l ' anno scorso dal Consiglio . Benchù con il contenimento dell ' inflazione sia aumentato il margine di manovra in materia di politica economica , non si sono ottenuti miglioramenti nel settore dell ' occupazione . La mancanza di dinamismo del ' attività economica ha rallentato la domanda di manodopera del settore privato , impedendo quindi la ridistribuzione prospettata tra le risorse del settore pubblico e quelle del settore privato .  Per il 1984 si prevede una crescita molto lenta , accompagnata da un incremento moderato dei salari nominali e dei prezzi . La domanda interna in termini reali dovrebbe stabilizzarsi , riflettendo quindi il ristagno del consumo privato , la flessone del consumo pubblico e la modesta ripresa degli investimenti privati . Nonostante l ' aumento dei pagamenti correnti dovrebbe migliorare , tanto più che il processo di sostituzione dei prodotti energetici importati con fonti di energia nazionali continua a svilupparsi .  La politica economica applicata nel 1983 e quella prevista per il 1984 intendono in primo luogo rafforzare i settori competitivi dell ' economia e migliorare l ' allocazione delle risorse . Tale obiettivo dovrebbe permettere di ottenere risultati più favorevoli a lungo termine per l ' economia e migliore l ' allocazione delle risorse . Tale obiettivo dovrebbe permettere di ottenere risultati più favorevoli a lungo termine per l ' economia nel suo complesso , anche se a breve termine i provvedimenti attuati per realizzarlo impongono un freno sull ' attività .  Nel 1984 il governo si propone di ridurre il saldo netto da finanziare da parte dello Stato all ' 11 % del PIL . A tale scopo il Parlamento ha adottato una serie di misure , intese soprattutto a rallentare la progressione delle varie spese , obbligatorie o meno , ad aumentare i contributi previdenza sociale a talune tariffe pubbliche . Contemporaneamente è previsto un certo alleggerimento delle imposte sulle persone fisiche . Il previsto contenimento del disavanzo di bilancio si inserisce nella linea della strategia volta ad ottenere una migliore convergenza economica nell ' ambito della Comunità . Un vincolo rilevante è costituito dal costo del servizio del debito del settore pubblico , in continuo aumento . Per ridurre l ' indebitamento dello Stato occorre inevitabilmente comprimere altre spese pubbliche , senza tuttavia eliminare voci indispensabili per lo sviluppo delle attività produttive . Un sensibile contenimento del disavanzo pubblico avrà probabilmente un 'influenza favorevole sulle attese inflazionistiche e sui tassi di interesse , creando un clima in cui le imprese sarebbero maggiormente stimolate ad investire ed a accelerare gli adeguamenti strutturali necessari .  Gli accordi salariali biennali conclusi nella primavera scorsa seguono l ' orientamento del 4 % fissato dal governo per l ' aumento delle remunerazioni in termini nominali nel 1983 e nel 1984 , con un incremento dei costi salariali unitari inferiori alla media comunitaria . Applicando tale orientamento è tuttavia opportuno lasciare sufficiente flessibilità al mercato dell ' occupazione per favorire una migliore allocazione delle risorse . In tal modo si eviterebbero strozzature in alcuni settori del mercato del lavoro e , con l ' attuazione di diversi programmi di formazione , si potrebbe agevolare la riqualificazione della popolazione attiva .  La politica strutturale del governo , che si iscrive nella sua strategia globale , viene in particolare applicata nel programma di investimenti lanciato nell ' autunno del 1982 e nel programma per la crescita e la modernizzazione enunciato dal governo nell ' ottobre 1983 . Questi programmi sono intesi a coordinare le attività private e pubbliche in settor quali istruzione e ricerca , innovazione tecnologica , infrastrutture e comunicazioni . La flessione degli investimenti nel settore dell 'energia prevista per il 1984 permetterà di disporre di un margine di manovra più ampio per la formazione di capitale nelle tecnologie avanzate , al fine di rafforzare la competitività dell ' economia . Inoltre , il governo si propone di incentivare gli investimenti in capitali di rischio e modificare la legislazione per promuovere gli investimenti e lo sviluppo del settore privato dell ' economia . Infine , sono state prese iniziative per rendere più efficiente il settore pubblico , tra l ' altro mediante una maggiore flessibilità delle procedure di bilancio e decisionali .  TABELLA 5  Danimarca : Principali aggregati economici , 1961-1984   * Crescita del PIL in valore * Crescita del PIL in volume * Deflatore del PIL * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per dipendente * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione * Espansione della massa monetaria M2 ( 3 ) * % dei disoccupati sulla popolazione attiva *   * % * % * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1961-1970 * 11,2 * 4,9 * 6,0 * 5,2 * 10,5 * - 2,2 * 0,7 * 10,2 * 1,1 *  1971-1980 * 12,2 * 2,3 * 9,7 * 10,2 * 11,1 * - 2,9 * 0,0 * 11,3 * 3 *  1981 * 10,9 * 0,1 * 10,8 * 11,8 * 10,2 * - 3,1 * - 7,0 * 9,6 * 8,3 *  1982 * 13,6 * 3,4 * 9,9 * 9,8 * 11,0 * - 4,2 * - 9,1 * 11,7 * 9,7 *  1983 ( 1 ) * 9,8 * 2,2 * 7,4 * 6,6 * 7,5 * - 2,2 * - 8,8 * 12,5 * 10,7 *  1984 ( 1 ) * 6,5 * 1,2 * 5,2 * 5,4 * 5,5 * - 1,3 * - 7,8 * 7,5 * 11,8 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) Fine anno . Fino al 1979 , M2 .  Nel primo semestre 1983 , in Germania si è verificata una netta ripresa dell ' attività economica . Dato tuttavia il basso livello sul quale si è innestato tale rilancio , la crescita del prodotto interno lordo da un anno all ' altro potrebbe essere modesta ( 0,75 % ) . Le esportazioni rimangon tuttora in una fase di ristagno , a causa della loro ripartizione geografica e della loro composizione merceologica , mentre la domanda interna delle famiglie è aumentata con un ritmo abbastanza sostenuto . Le spese per i consumi , in costante diminuzione dalla fine dl 1980 in poi , sono nuovamente in espansione in seguito agli effetti congiunti del rallentamento dell ' inflazione e del calo del tasso di risparmio , mentre gli aumenti delle retribuzioni sono rimasti alquanto limitati . Anche la formazione di capitale si è rianimata , in seguito ai provvedimenti governativi attuati nel 1982 e ad un ritorno della fiducia da parte delle imprese . Il tasso d ' inflazione è sceso a circa il 3 % e la disoccupazione non è più aumentata durante l ' autunno .  Per il 1984 si prevede una continuazione della ripresa , sostenuta principalmente dalla domanda interna . Non si può tuttavia escludere un certo rallentamento durante l ' anno : le conseguenze dirette delle misure prese per stimolare gli investimenti si attenuano e , a differenza di quanto era stato osservato nelle precedenti fasi di ripresa , altri fattori , quali il tasso di utilizzo delle capacità ed i tassi d ' interesse , non dovrebbero in questo caso agire in senso favorevole . Pur contribuendo a migliorare la debole redditività delle imprese , l ' attuale contenimento degli aumenti salariali a breve termine non concorre direttamente a sostenere la domanda . Il lieve aumento delle spese per i consumi , infatti , che dovrebbe confermarsi nel 1984 , implica una nuova riduzione del tasso di risparmio . La bilancia dei pagamenti correnti dovrebbe presentare un attivo ( 0,75 % del PIL ) , mentre il tasso d ' inflazione dovrebbe mantenersi intorno al 3 % . Nel 1984 il PIL aumenterebbe complessivamente del 2 % .  Per quanto riguarda la politica di bilancio attuale e quella prevista per il periodo successivo al 1984 , le autorità hanno annunciato di avere fermamente intenzione di ridurre tanto la quota della spesa pubblica nel prodotto interno lordo quanto il disavanzo strutturale . In pratica , esse hanno deciso di limitare , nel 1984 , la crescita delle spese dello Stato federale al 2 % ed il suo indebitamento netto a 37 340 milioni di marchi , importo leggermente inferiore al risultato previsto per l 'esercizio 1983 ( tenuto conto del calo dei profitti trasferiti dalla Banca centrale allo Stato federale ) . Per quanto riguarda le amministrazioni nel loro complesso , l ' indebitamento potrebbe essere ridotto a 54 miliardi di marchi ( 3,4 % del prodotto interno lordo ) nel 1983 ed a circa 37 miliardi nel 1984 ( 2,1 % ) .  Questa strategia deliberata di risanamento delle finanze pubbliche , date le modeste propettive di crescita , è volta ad aumentare l ' assorbimento delle risorse economiche da parte del settore privato . Qualora ci fossero segni evidenti di un nuovo rallentamento dell ' attività si potrebbe prospettare la possibilità di abbandonare provvisoriamente il piano di risanamento , lasciando agire gli stabilizzatori automatici per sostenere la domanda . Se , invece , l ' evoluzione economica permettesse di realizzare progressi soddisfacenti nella riduzione del disavanzo del bilancio , sarebbe possibile attenuare la pressione fiscale e attuare una politica più attiva in materia di investimenti . Sarebbe comunque necessario mantenere un adeguato controllo sulle sovvenzioni dovrebbe orientarsi verso una politica dell ' offerta più positiva volta a utilizzare le risorse per sostenere le industrie in declino . Analogamente , un ' espansione degli investimenti del settore pubblico potrebbe favorire una crescita regolare degli investimenti privati ed il processo di ristrutturazione .  In seguito alla rigorosa politica di bilancio attuata nel 1983 , la Banca centrale ha potuto annunciare la propria intenzione di lasciare evolvere la crescita della moneta di banca centrale verso metà superiore della forcella del 4-7 % , fissata come obiettivo per l 'esercizio che si conclude nel quarto trimestre di quest ' anno . In realtà dall ' inizio del 1983 , la crescita della moneta di banca centrale ha superato il limite fissato . Ritenendo che questa tendenza fosse dovuta in gran parte a fattori specifici ( quali le conseguenze del trasferimento degli utili della Banca allo Stato federale , i movimenti speculativi legati al riallineamento dei tassi di cambio avvenuto nel marzo scorso nell ' ambito dello SME , nonchù gli esborsi eccezionalmente elevati effettuati per far fronte alla scadenza di contratti di risparmio ) , la Banca centrale ha evitato di prendere provvedimenti che , nella fase iniziale della ripresa , avrebbero avuto ripercussioni sfavorevoli .  Soltanto a settembre , quando il tasso di crescita della moneta della banca centrale non avrebbe più potuto rientrare nella forcella fissata , la Banca centrale ha reagito aumentando il tasso delle anticipazioni su titoli in funzione dei tassi praticati sul mercato monetario . La politica monetaria interna appare quindi condizionata da limiti determinati , almeno in parte , dalle tendenze presenti sui mercati internazionali .  I comportamenti in materia di investimenti sono influenzati , oltre che dall ' andamento dei tassi d ' interesse , anche dalle tendenze sul mercato dell ' occupazione . Negli ultimi tempi sono stati compiuti alcuni progressi per quanto riguarda l ' instaurazione di un migliore tra i redditi dei fattori in termini relativi ; per poter ripristinare un soddisfacente tasso di rendimento degli investimenti è infatti necessario raggiungere un adeguato rapporto tra evoluzione dei salari reali e tasso di crescita della produttività . A questo proposito viene messa in crescente evidenza la funzione che la partecipazione dei lavoratori ai profitti delle imprese potrebbe svolgere nel processo di formazione del capitale produttivo . Inoltre , in un momento in cui la domanda estera e quella del settore pubblico non concorrono a sostenere la domanda globale , l ' evoluzione dei salari reali dovrebbe essere compatibile con un miglioramento della propensione all ' investimento delle imprese .  Pur essendo indispensabili ai fini di una fase di espansione economica , gli accordi salariali non possono risolvere a breve termine i profondi squilibri che nel corso degli anni sono emersi sul mercato dell ' occupazione . In questo settore sono quindi necessari provvedimenti specifici quali , per esempio , interventi volti a migliorare la formazione professionale , favorire le assunzioni ed aumentare la mobilità della manodopera . In numerosi settori sono attualmente prospettate riduzioni dell 'orario di lavoro . Sussistono tuttavia divergenze d ' opinione per quanto riguarda l ' incidenza di tali provvedimenti e le condizioni nelle quali essi potrebbero essere vantaggiosi , a lungo termine , per l 'economia . Una generalizzazione indiscriminata della riduzione dell 'orario di lavoro appare inopportuna , ma potrebbero essere negoziate applicazioni specifiche nell ' ambito settoriale o aziendale , tenendo debitamente conto delle circonstanze particolari , quali i problemi strutturali del settore in questione , la situazione in materia di costi e di redditività , nonchù la composizione della manodopera dal punto di vista dell ' età .  TABELLA 6  Germania : Principali aggregati economici , 1961-1984   * Crescita del PIL in valore * Crescita del PIL in volume * Deflatore del PIL * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per dipendente * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione * Espansione della massa monetaria M2 ( 3 ) * % dei disoccupati sulla popolazione attiva *   * % * % * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1961-1970 * 8,4 * 4,7 * 3,5 * 2,9 * 8,6 * 0,7 * 0,5 * 10,4 * 0,8 *  1971-1980 * 8,2 * 2,9 * 5,2 * 5,2 * 8,6 * 0,6 * - 2,2 * 9,8 * 2,8*  1981 * 4,2 * 0,2 * 4,0 * 5,6 * 5,3 * - 1,0 * - 3,9 * 5,0 * 4,7 *  1982 * 3,7 * - 1,0 * 4,8 * 5,3 * 4,4 * 0,5 * - 3,5 * 7,1 * 6,8 *  1983 ( 1 ) * 3,8 * 0,7 * 3,1 * 3,0 * 3,8 * 0,9 * - 3,3 * 7,5 * 8,5 *  1984 ( 1 ) * 5,1 * 2,1 * 3,0 * 3,2 * 3,5 * 0,9 * - 2,1 * 5,5 * 8,7 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) Fine anno .  In Grecia , dove la politica economica intende conciliare le esigenze dell ' aggiustamento esterno con quelle della ripresa degli investimenti , l ' evoluzione auspicata in questa duplice direzione non si è ancora nettamente delineata . La debolezza del consumo privato è stata controbilanciata da una forte progressione della domanda delle amministrazioni , in particolare degli investimenti pubblici , ma gli investimenti delle imprese hanno registrato una flessione tendenze contraddittorie , l ' attività nel suo insieme ha subito una leggera flessione nel primo semestre 1983 e dovrebbe aumentare lievemente nel secondo . Inoltre , avendo la produzione agricola subito un calo sensibile , il prodotto interno lordo per l ' anno in corso non dovrebbe aumentare . Il rialzo dei prezzi al consumo è invece rimasto rilevante , pari al 20 % circa , nel corso dell ' anno .  Gli obiettivi prioritari della politica economica devono rimanere ancora per lungo tempo il miglioramento della bilancia reale degli scambi e lo sviluppo , a tal fine , di capacità di produzione competitive . Nonostante un lieve miglioramento delle ragioni di scambio , la bilancia dei pagamenti correnti continua a presentare un grave disavanzo e l ' indebitamento con l ' estero è in costante e rapido aumento . La ripresa degli investimenti delle imprese , da cui dipendono in gran parte le possibilità di ristabilire l ' equilibrio esterno , rimane invece problematica . La politica escludere , per il 1984 , qualsiasi ripresa sensibile del consumo privato e cercare di contenere la domanda delle amministrazioni . Sarà inoltre necessario reprimere più energicamente le pressioni inflazionistiche per diminuire al più presto i fattori d ' instabilità che perturbano i comportamenti e tendono , tra l ' altro , a frenare gli investimenti privati . Nel 1984 si potrebbe verificare una crescita dell ' 1,5 % ed un aumento dei prezzi pari al 18 % in media annua , mentre la bilancia dei pagamento correnti presenterebbe ancora un disavanzo ingente , superiore al 5 % del prodotto interno lordo .  Questi progressi limitati implicano una politica severa tanto in materia di redditi quanto di gestion del bilancio . La politica salariale dovrà cercare di ridurre i costi unitari reali , limitando opportunamente l ' incidenza dell ' indicizzazione , pur evitando che produca nuovamente effetti di appiattimento sulla struttura delle retribuzioni . Questa politica , che dovrebbe moderare nel comtempo i redditi da trasferimento , dovrebbe tendere a contenere l ' aumento del reddito disponibile reale delle famiglie in modo tale che , per accentuare l ' imposizione diretta , sia sufficiente intensificare la lotta contro l ' evasione fiscale . Inoltre , queste disposizioni dovrebbero contribuire ad un migliore equilibrio delle finanze pubbliche . Nondimeno , esse non basteranno per ridurre il disavanzo pubblico che , per essere coerente con gli obiettivi perseguiti in materia di crescita e di prezzi , nel 1984 dovrebbe scendere al di sotto del 6 % del prodotto interno lordo in termini d ' indebitamento delle amministrazioni e , rispettivamente al 9 e 12 % , in termini di disavanzo lordo del bilancio dello Stato e del settore pubblico . Nonostante la loro moderata diminuzione , dell ' ordine di mezzo punto percentuale rispetto ai risultati attesi per il 1983 , sarà difficile attenersi a queste norme in un contesto economico di timida ripresa . In particolare , esse presuppongono un rallentamento notevole della progressione in volume delle spese di funzionamento e degli aumenti di tariffe , tale da alleggerire l ' onere real delle sovvenzioni alle imprese pubbliche .  La riduzione del disavanzo pubblico è fondamentale soprattutto a causa della netta incidenza inflazionistica del suo finanziamento . Ora , anche se la liquidità tende a stabilizzarsi spontaneamente in depositi a risparmio in misura sempre più vasta , si potrà giungere tanto più facilmente alla disinflazione in quanto ritmo della creazione monetaria stessa tenderà a rallentare , mentre scenderà anche il tasso di liquidità in senso lato . La riduzione del disavanzo consentirebbe in tal modo alla politica monetaria di raggiungere questo obiettivo senza imporre limiti troppo rigidi al credito alle imprese . La disinflazione , però , presuppone anche decisi progressi nel senso della stabilizzazione del risparmio , difficilmente prospettabili senza un graduale rialzo dei tassi d ' interesse reali i quali , contrariamente alla tendenza internazionale , sono tuttora negativi . Sarà necessario orientarsi in questo senso con la massima prudenza per non ostacolare l ' indispensabile rilancio degli investimenti da parte delle imprese .  Infine , la politica monetaria esterna dovrà contribuire all ' iniziativa disinflazionistica limitando per quanto possibile il deprezzamento dei tassi di cambio .  TABELLA 7  Grecia : Principali aggregati economici , 1961 - 1984   * Crescita del PIL in valore * Crescita del PIL in volume * Deflatore del PIL * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per dipendente * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione * Espansione della massa monetaria M2 ( 3 ) * % dei disoccupati sulla popolazione attiva *   * % * % * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1961 - 1970 * 11,0 * 7,6 * 3,1 * 2,5 * 9,8 * - 3,1 * : * 17,6 * : *  1971 - 1980 * 19,1 * 4,7 * 13,8 * 13,6 * 18,3 * - 2,7 * : * 23,8 * : *  1981 * 18,9 * - 0,7 * 19,7 * 24,4 * 27,1 * - 0,2 ( 4 ) * - 10,1 * 34,3 * 4,1 *  1982 * 25,4 * 0,0 * 25,4 * 21,1 * 26,2 * - 3,8 ( 4 ) * - 6,4 * 29,1 * 5,7 *  1983 ( 1 ) * 19,7 * 0,0 * 19,7 * 20,5 * 17,3 * - 5,0 ( 4 ) * - 6,3 * 22,6 * 7,4 *  1984 ( 1 ) * 19,7 * 1,5 * 17,9 * 18,5 * 18,5 * - 5,5 ( 4 ) * - 6,3 * 20,2 * 7,9 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) Fine anno .  ( 4 ) Secondo le informazioni della Banca di Grecia stabilite sulla base di statistiche dei pagamenti , queste cifre sarebbero le seguenti : 1981 , 6,5 % , 1982 , 5 % ; 1983 , 5,5 % ( stima ) ; 1984 , 5,5 % ( previsione ) .  In Francia , le misure adottate a seguito del riallineamento monetario del 21 marzo 1983 ( 1 ) hanno rafforzato l ' orientamento della politica di austerità . Esse hanno accentuato la flessione del consumo , peraltro già in atto , alla quale ha fatto seguito una battuta d ' arresto nella costituzione delle scorte . Aggiungendosi agli effetti dei cali successivi del tasso di cambio , questa evoluzione ha avuto effetti positivi sulla bilancia commerciale il cui disavanzo si sta notevolmente riassorbendo rispetto all ' anno precedente . Nel contempo , si è riscontrata una tendenza al rallentamento nel rialzo dei prezzi i quali potrebbero scendere , in media annuale , al di sotto del 9 % nel 1983 . Nondimeno , priva di qualsiasi sostegno al di fuori delle esportazioni , la moderata ripresa dell ' attività tende a declinare mentre si sta accentuando il calo dell ' occupazione .  L ' indebitamento sta assumendo proporzioni sempre maggiori per cui sembra tuttora piuttosto lontano l ' obiettivo di un completo ripristino dell ' equilibrio esterno . L ' orientamento attuale della politica economica dovrà essere pertanto mantenuto nel 1984 , con una limitata ripresa dell ' attività nel corso dell ' anno ed una crescita leggermente positiva in termini annuali . In seguito , dovranno essere realizzati progressi sensibili verso il ripristino dell ' equilibrio ; infatti , il ritmo del rialzo dei prezzi nel corso dell ' anno dovrebbe scendere sensibilmente al di sotto della cifra registrata nel 1983 , mentre dovrebbe riassorbirsi completamente il disavanzo della bilancia commerciale verso la fine dell ' anno .  La realizzazione di questi progressi , che implicano una lotta efficace contro le cause strutturali dell ' inflazione , un ' ulteriore decelerazione dei costi ed una rigida limitazione della domanda di consumo , dipende in gran parte dal contenimento dei redditi . Quest ' ultimo sarà strettamente legato al mantenimento dell ' attuale politica salariale che tende a scindere l ' aumento delle retribuzioni da quello dei prezzi registrato in passato , collegandolo invece alla loro futura dinamica ossia , fermi restando eventuali ricuperi a fine periodo , al rialzo dei prezzi programmato per l ' anno stesso . L ' applicazione di questo principio , combinato con l ' effetto frenante che l ' arresto della crescita dovrebbe esercitare momentaneamente sulla politica di rivalorizzazione dei bassi salari , dovrebbe ridurre notevolmente il ritmo d ' aumento dei salari rispetto al 1983 .  Inoltre , il mantenimento dell ' orientamento della politica economica implica - conformemente al progetto di bilancio 1984 , approvato il 21 settembre 1983 - che l ' indebitamento delle amministrazioni sia pari al 3 % circa del prodotto interno lordo . Per conseguire questo obiettivo è necessario comprimere energicamente le spese ed aumentare nuovamente i prelievi obbligatori , visti la flessione nel ritmo d ' incremento spontaneo delle entrate , il costante aumento degli interessi nonchù i molteplici fattori che tendono ad aumentare l ' onere reale delle spese sociali . Infatti , a prescindere da alcuni settori prioritari quali l ' occupazione , la formazione , la ricerca ed il sostegno agli investimenti produttivi , nella migliore delle ipotesi le spese dello Stato rimarranno inalterate in termini reali e , in alcuni casi , dovranno addirittura diminuire . Sono vincoli che pregiudicheranno ulteriormente gli investimenti e gli interventi , ma che si ripercuoterannno soprattuto sul funzionamento , le cui spese aumenteranno ad un ritmo nettamente inferiore a quello del rialzo medio dei prezzi . Anche le prestazioni sociali verrano rigidamente limitate ; nella fattispecie verranno proseguiti gli sforzi intesi a frenare l ' aumento delle spese di sanità e ad escludere qualsiasi reale miglioramento nelle prestazioni in danaro non connesse con la dinamica salariale . Ciò nonostante , per portare le entrate , soprattuto quelle dei regimi sociali , al livello desiderato , si dovrà fornire un ulteriore sforzo di entità notevole , superiore all ' 1 % del prodotto interno lordo e ripartito per circa la metà tra imposte e contributi sociali .  Queste rigide discipline sono indispensabili affinchù il finanziamento globale dell ' economia possa effettuarsi in condizioni conformi con gli obiettivi di disinflazione e di ripristino dell ' equilibrio esterno . Ad esse si dovranno integrare le necessarie misure per raggiungere l ' obiettivo di crescita monetaria compatibile con le prospettive di evoluzione del prodotto interno lordo in valore . Inoltre , sarà necessario mantenere nel contempo un rigoroso controllo quantitativo del credito e dei tassi d ' interesse reali piuttosto elevati per incentivare il risparmio stabile e contribuire al risanamento della bilancia dei pagamenti .  La fase restrittiva che attraversa la politica economica dovrebbe agevolare il progressivo risanamento degli investimenti delle imprese , dal quale dipende un ripristino durevole dell ' equilibrio esterno ed il ritorno ad una crescita sostenuta . Gli effetti positivi dei deprezzamenti monetari e della disinflazione dei costi sui conti di gestione delle imprese costituiscono la migliore garanzia di detto risanamento . Il mercato finanziario sembra a sua volta in grado di soddisfare le esigenze delle imprese in capitali stabili . Infine , le austere misure di bilancio non compromettono l ' aspetto della politica dei pubblici interventi che comporta , tra l ' altro , oltre ad agevolazioni fiscali generali o settoriali , notevoli contributi finanziari , anche sotto forma di dotazioni in conto capitale alle imprese di recente nazionalizzazione . Si può pertanto ragionevolmente sperare , per il 1984 , nei primi sintomi di ripresa degli investimenti da parte delle imprese , soprattutto ad opera delle società industriali del settore competitivo il cui ritardo , accumulatosi nel corso degli anni , è stato tra le cause delle recenti difficoltà del commercio estero . Sarà opportuno conferire a questa ripresa un carattere duraturo evitando di compromettere la tendenza delineatasi verso un andamento più favorevole della redditività delle imprese . Questo obiettivo dovrebbe sempre essere presente nelle decisioni che vengono prese in materia di finanziamento dei regimi sociali e di adeguamento dell ' orario di lavoro .  La ripresa degli investimenti e della crescita economica non presentano segni d ' una tendenza spontanea al riassorbimento dello squilibrio tra offerta e domanda di lavoro in un prossimo futuro . Rimangono comunque varie possibilità di ridurre detto squilibrio a termine . Per esempio , una formazione professionale più adeguata consentirebbe uno sfruttamento più esauriente della potenziale offerta di lavoro . Nella fattispecie , l ' orario di lavoro potrebbe essere articolato in modo più elastico , evitando però di appesantire i costi o di ridurre la produttività degli impianti .  Nel complesso , il 1984 sarà un anno di transizione , contraddistinto da tangibili progressi verso il ripristino di equilibri fondamentali e , pertanto , tale da costituire una premessa per una nuova crescita , duratura e vigorosa .  ( 1 ) Cui ha fatto seguito la concessione alla Francia di un prestito comunitario di 4 miliardi di ECU .  TABELLA 8  Francia : Principali aggregati economici , 1961 - 1984   * Crescita del PIL in valore * Crescita del PIL in volume * Deflatore del PIL * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per dipendente * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione * Espansione della massa monetaria M2 ( 3 ) * % dei disoccupati sulla popolazione attiva *   * % * % * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1961 - 1970 * 10,2 * 5,6 * 4,4 * 4,3 * 9,4 * 0,2 * 0,4 * 12,7 * 0,9 *  1971 - 1980 * 13,4 * 3,6 * 9,5 * 9,5 * 13,8 * - 0,4 * - 0,1 * 14,8 * 3,8 *  1981 * 12,1 - 0,2 * 11,9 * 12,9 * 14,5 * - 1,4 * - 1,8 * 11,4 * 7,8 *  1982 * 14,8 * 1,8 * 12,8 * 10,9 * 14,5 * - 2,9 * - 2,7 * 10,8 * 8,7 *  1983 ( 1 ) * 9,5 * - 0,3 * 9,8 * 9,0 * 9,7 * - 1,8 * - 3,1 * 8,8 * 8,9 *  1984 ( 1 ) * 7,7 * 0,4 * 7,3 * 7,2 * 8,2 * - 1,2 * - 3,3 * 6,5 * 9,7 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) Fine anno .  Nel contesto di una situazione internazionale sfavorevole , l ' attività economica non è sostanzialmente migliorata in Irlanda durante il 1983 . Sono stati però notati segni del tutto incoraggianti . L ' inflazione , per esempio , pur essendo sempre notevole con un tasso che si avvicina all ' 11 % , accusa nondimeno un calo tangibile rispetto al tasso del 17,2 % registrato nel 1982 . Il disavanzo dei pagamenti correnti si è ridotto a meno del 3 % del prodotto interno lordo . L ' incipiente aggravamento dei disavanzi di bilancio , particolarmente netto per la parte corrente , è stato radicalmente arginato e l ' indebitamento pubblico è stato ridotto nel 1983 di un importo corrispondente al 3 % circa del prodotto interno lordo . La disoccupazione , però , è andata aggravandosi sempre più e minaccia di raggiungere a fine anno un tasso di circa il 16 % .  Per il 1984 si prevede una modesta ripresa dell ' attività economica . Benchù la domanda esterna debba rivelare maggiore dinamismo , fattori deflazionistici interni eserciteranno un effetto opposto . Infatti , non esiste altra soluzione a medio termine se non un risoluto mantenimento della politica economica attuale che avrà come conseguenza un calo del consumo .  Vari fattori sono all ' origine delle difficoltà attuali . L ' incremento demografico è tale che ogni anno un numero notevole di giovani viene ad infoltire la popolazione attiva il che , a medio termine , rende più acuta la pressione sulla domanda di prestazioni sociali di base . La politica seguita da tempo , che consiste nel realizzare gli obiettivi di crescita e di occupazione incentivando l ' attività delle industrie esportatrici , esige ingenti spese pubbliche finanziate con prestiti e richiede le infrastrutture economiche e sociali indispensabili . La recessione che ha colpito gli scambi internazionali e soprattutto , fino a poco tempo fa , il mercato britannico , non ha consentito un pieno rendimento dei massicci investimenti effettuati . Inoltre , dopo le due crisi petrolifere , la politica di bilancio è rimasta espansionistica , agevolando la creazione di redditi a breve termine a scapito della capacità produttiva del paese . Le iniziative intese a mantenere e ad aumentare i salari reali nonostante il deterioramento delle ragioni di scambio hanno indebolito la competitività dei vari settori e si sono concretate con un disavanzo delle partite correnti , nonostante i risultati eccellenti ottenuti generalmente in termini di esportazione .  Le vigorose misure attuate per ovviare a questa situazione vertono soprattutto sulla riduzione dell ' indebitamento netto del settore pubblico , e le autorità si sono impegnate ad eliminare progressivamente entro il 1987 il disavanzo corrente . Nel perseguire questo obiettivo è comunque necessario mantenere un giusto equilibrio tra le maggiorazioni fiscali e le restrizioni delle spese , in funzione del loro rispettivo costo economico . Negli ultimi bilanci , si è posto l ' accento su un notevole rialzo del tasso di imposizione e su un ampliamento della base imponibile mentre il basso livello di attività riduce il gettito dell ' imposta . Si può pertanto asserire che non sarebbe opportuna un ' ulteriore pressione fiscale nel 1984 , mentre è necessario ridurre notevolmente il volume delle spese . L ' insufficienza delle risorse dello Stato continuerà probabilmente ad essere problematica , soprattutto a causa dell ' onere sempre notevole costituito dall ' aumento del disavanzo nazionale e a causa delle esigenze sempre maggiori in termini di spese sociali . Sono pertanto indispensabili drastiche iniziative per alleviare i programmi delle altre spese correnti e delle spese in conto capitale . Per l ' esercizio 1984 , sarebbe necessario ridurr l ' indebitamento netto del settore pubblico - rispetto all ' esercizio in corso e sulla base delle consuete definizioni - di un importo dall ' 1 % all ' 1,5 % del prodotto interno lordo .  È fondamentale che le autorità proseguano ed intensifichino i loro sforzi di moderazione salariale , non soltanto per limitare l ' incremento delle spese pubbliche , delle quali il costo del lavoro costituisce la principale voce , ma anche per salvaguardare l ' occupazione .  Compito della politica monetaria è di sostenere l ' adeguamento che deve realizzare la politica finanziaria , evitando però un ulteriore effetto frenante . Nell ' ipotesi di un contesto esterno favorevole , la disinflazione e il riassorbimento dell ' indebitamento estero dovrebbero consentire un nuovo calo dei tassi di interesse . Parimenti , è necessario finanziare la maggior quota possibile del disavanzo dello Stato mediante risorse interne .  Nel 1984 , le iniziative necessarie per una soluzione più diretta ai problemi dell ' occupazione dovranno vertere su una maggiore flessibilità del mercato del lavoro e sull ' eliminazione delle ore straordinarie , conferendo però particolare rilievo alla disoccupazione dei giovani .  TABELLA 9  Irlanda : Principali aggregati economici , 1961 - 1984   * Crescita del PIL in valore * Crescita del PIL in volume * Deflatore del PIL * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per dipendente * Saldo delle perdite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione * Espansione della massa monetaria M2 ( 3 ) * % dei disoccupati sulla popolazione attiva *   * % * % * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1961 - 1970 * 9,9 * 4,2 * 5,5 * 4,6 * 9,9 * - 2,3 * - 2,7 * 10,4 * 4,5 *  1971 - 1980 -* 18,3 * 4,1 * 13,6 * 13,8 * 18,0 * - 4,6 * - 8,1 * 18,5 * 7,4 *  1981 * 19,0 * 1,1 * 17,7 * 19,5 * 18,5 * - 13,1 * - 15,8 * 17,4 * 10,2 *  1982 * 18,3 * 1,2 * 16,8 * 17,1 * 14,9 * - 8,3 * - 16,2 * 12,9 * 11,7 *  1983 ( 1 ) * 11,2 * 0,5 * 10,6 * 11,0 * 12,2 * - 2,6 * - 13,4 * 14,4 * 14,6 *  1984 ( 1 ) * 10,1 * 1,8 * 8,2 * 8,8 * 8,9 * - 0,6 * - 11,8 * 14,4 * 16,6 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) Fine anno .  In Italia , le misure fiscali e tariffarie adottate all ' inizio dell ' anno e le difficoltà insorte nella conclusione dei nuovi contratti collettivi di lavoro hanno protratto la debolezza della domanda interna e dell ' attività , sostenuta soltanto da un notevole rinvigorimento delle esportazioni . Questo fenomeno ha favorito il ripristino dell ' equilibrio con l ' estero , che sarà praticamente realizzato entro il 1983 a livello delle partite correnti . Ciò ha consentito anche una netta decelerazione dell ' inflazione , il cui ritmo mensile medio dovrebbe scendere al di sotto di 1 % nel secondo semestre .  I vari elementi della domanda dovrebbero ormai aumentare e l ' attività essere rilanciata . L ' atteso sviluppo dei consumi , che dovrebbe confermarsi nel 1984 , avrebbe persino comportato il rischio di una sua accentuazione interrompendo così l ' evoluzione in corso verso il ripristino degli equilibri , mentre i risultati ottenuti in questo senso non sono ancora sufficienti e , in particolare , il persistente differenziale inflativo con gli altri paesi industrializzati continua a minare la competitività dell ' economia . Per controllare la ripresa e garantire nel contempo la continuità , è sembrato quindi necessario proseguire attivamente la politica disinflazionistica in atto , secondo una combinazione ottimale dei suoi tre strumenti : moderazione concertata dei redditi e dei prezzi , compressione del disavanzo pubblico e disciplina monetaria . Sfruttando tutti i margini d ' azione che detti strumenti offrono , si prevede per il 1984 una crescita dell ' ordine di 1,5 % , accompagnata da un soddisfacente equilibrio nella bilancia delle partite correnti e da un ' evoluzione in corso d ' anno nel rialzo dei prezzi al consumo contenuta sotto il 10 % .  A tal fine è fondamentale che la politica dei redditi e dei prezzi , nella linea dell ' accordo tripartito del 22 gennaio 1983 sui salari e sulle condizioni di lavoro , si adoperi per ridurre per quanto possibile la spirale dei salari e dei prezzi . Ciò non presuppone soltanto una rigida osservanza dei limiti fissati agli aumenti contrattuali delle retribuzioni per il 1983 ed il 1984 , come pare che sia avvenuto in generale finora , ma esige altresì il massimo impegno nel senso di un consapevole rallentamento dell ' indicizzazione , per esempio collegandola ad un tasso d ' inflazione programmato anzichù constatato . Gli accordi recentemente conclusi tra il governo e le associazioni professionali per stabilizzare i prezzi di taluni beni e servizi essenziali dovrebbero contribuire ad orientare l ' andamento nominale nel senso desiderato .  Lo sforzo maggiore concerne comunque il settore delle pubbliche finanze . A causa dei meccanismi automatici che determinao la maggior parte delle spese , in particolare quelle sociali e per interessi , e dato l ' aspetto in parte eccezionale delle misure fiscali attuate per contenere il disavanzo 1983 , il disavanzo tendenziale del 1984 minacciava di aggravarsi ulteriormente proprio mentre la disinflazione dell ' economia esigeva una riduzione . È stato pertanto deciso di fare un nuovo sforzo di compressione , molto maggiore rispetto a quello del 1983 , onde contenere il disavanzo entro limiti compatibili con gli obiettivi macroeconomici prospettati , ossia approssimativamente al 10 % del prodotto interno lordo per l ' indebitamento netto dell ' insieme delle amministrazioni pubbliche e al di sotto del 15 % per il fabbisogno complessivo del tesoro , sul quale grava l ' onere supplementare delle operazioni di finanziamento . Anche ora , per esplicare quest ' azione correttiva si è dovuto agire sulle entrate , in parte con disposizioni permanenti e in parte con misure provvisorie . Tuttavia , per non oltrepassare certi limiti di pressione fiscale , è stato deciso di distribuire una metà dello sforzo di risanamento sulle spese , che saranno oggetto tra l ' altro di risparmi in termini di funzionamento dei servizi , gestione sanitaria e prestazioni sociali .  La politica monetaria , infine , dovrà attenersi alle regole iniziali , cercando di ridurre il tasso di liquidità dell ' economia , ulteriormente aumentato nel 1983 . Inoltre , dal 1984 le norme di finanziamento dell ' economia dovranno essere definite anche in termini di aumento della massa monetaria e non soltanto di credito totale interno . Per conseguire l ' obiettivo stabilito è indispensabile un nuovo sviluppo dell ' acquisto di titoli di Stato da parte del pubblico . Ciò presuppone , conformemente alla tendenza internazionale , il mantenimento di tassi d ' interesse reali nettamente positivi .  Siffatta gestione della domanda dovrebbe aiutare l ' economia ad affrontare in modo ottimale i problemi strutturali che la caratterizzano . Il più grave tra questi è indubbiamente la disoccupazione , la cui inesorabile ascesa denuncia un insufficiente controllo des costi e una carenza di lunga durata negli investimenti delle imprese . Queste ultime , inoltre , in reazione all ' aumento dei costi , impiegano in misura sempre maggiore le loro disponibilità per investimenti di sostituzione . È pertanto fondamentale garantire la compatibilità tra la politica dei costi e quella dell ' occupazione e , a tal fine , moderare a lungo termine l ' evoluzione dei salari , adoperandosi affinchù l ' accordo del 22 gennaio 1983 non si limiti ad accelerare la disinflazione , ma ripristini la redditività delle imprese . A questo proposito , occorrerà vigilare soprattutto affinchù i vantaggi attesi a medio termine dalla limitazione degli aumenti contrattuali non vengano rimessi in questione dal gioco degli slittamenti salariali oppure da riduzioni dell ' orario di lavoro suscettibili di incidere negativamente sui costi salariali unitari .  L ' intento di rinsaldare le strutture di produzione per rendere l ' economia più competitiva e per rilanciare l ' occupazione fa apparire come prioritaria la riduzione progressiva del disavanzo pubblico . Detta riduzione non soltanto è indispensabile per porre fine all ' effetto di spiazzamento finanziario che il disavanzo esercita a scapito delle imprese , ma soprattutto per rendere più rigorose le scelte delle spese pubbliche e , nel complesso , per migliorare l ' allocazione delle risorse . Si dovrà pertanto tendere verso una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica , subordinando a criteri più severi la gestione dei servizi , della protezione sociale e delle imprese pubbliche e parastatali . La riduzione del disavanzo a medio termine non dovrà tuttavia determinare un ulteriore aumento dei prelievi obbligatori , se non con mezzi che contribuiscano nel contempo ad una migliore equità fiscale .  TABELLA 10  Italia : Principali aggregati economici , 1961 - 1984   * Crescita del PIL in valore * Crescita del PIL in volume * Deflatore del PIL * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per dipendente * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione * Espansione della massa monetaria M2 ( 3 ) * % dei disoccupati sulla popolazione attiva *   * % * % * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1961 - 1970 * 10,5 * 5,7 * 4,5 * 3,8 * 10,7 * 1,8 * - 2,3 * 13,3 * 5,2 *  1971 - 1980 * 18,3 * 3,1 * 14,7 * 14,6 * 18,4 * - 0,2 * - 8,0 * 19,5 * 6,0 *  1981 * 17,4 * - 0,2 * 17,6 * 19,0 * 22,0 * - 2,3 * - 11,7 * 16,0 * 8,8 *  1982 * 17,1 * - 0,3 * 17,5 * 16,7 * 17,1 * - 1,6 * - 11,9 * 17,2 * 8,7 *  1983 ( 1 ) * 14,1 * - 0,8 * 15,1 * 15,0 * 15,6 * - 0,4 * - 11,9 * 16,0 * 9,0 *  1984 ( 1 ) * 12,0 * 1,5 * 10,4 * 11,5 * 12,4 * - 0,2 * - 10,0 * 11,0 * 9,4 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) Fine anno .  Nel Lussemburgo , l ' attività economica del 1983 è stata influenzata dalla crisi siderurgica nonchù dalla debolezza della domanda interna . Il prodotto interno lordo , in termini reali , è diminuito infatti del 2,4 % . Nonostante la moderazione salariale nel settore siderurgico e la temporanea sospensione dell ' indicizzazione dei salari , il ritmo del rialzo dei prezzi si è mantenuto piuttosto rapido non soltanto a causa degli effetti ritardati della valutazione ma anche per via della maggiorazione dell ' imposta sul valore aggiunto .Nel 1984 , l ' attività economica dovrebbe rimanere debole . Sembrano infatti sfavorevoli le prospettive di esportazione delle principali industrie lussemburghesi . Inoltre , se l ' indicizzazione dei salari limitata ad un unico adeguamento nel 1984 , a prescindere dall ' andamento dei prezzi , potrà migliorare la redditività delle imprese lussemburghesi non siderurgiche e contribuire alla ristrutturazione del settore dell ' acciaio , essa frenerà il consumo delle famiglie . La legge del 1° luglio 1983 che ristruttura la siderurgia , intende ridurre le capacità produttive del settore , mantenendo condizioni finanziarie e sociali sopportabili in un paese per il quale questa industria è fondamentale . L ' obiettivo principale del governo consiste nel ricostituire un tessuto economico vigoroso e competitivo sul piano internazionale . Questa strategia è imperniata su una moderazione salariale parallela a quella attuata nei paesi concorrenti , ma dovrebbe conferire altresì un ruolo determinante ad una rigida politica finanziaria . L ' indebitamento netto del settore pubblico è aumentato in modo tangibile nel 1983 a seguito degli interventi eccezionali a favore della siderurgia . Il riassorbimento dell ' indebitamento netto dello Stato , prospettato per il 1984 , dovuto ad un aumento delle entrate per compensare gli oneri supplementari per la siderurgia , e che dovrebbe ridurre detto saldo da 4,9 % del PIL nel 1983 a 1 % circa nel 1984 , potrà diventare realtà soltanto mediante uno sforzo costante per frenare le spese e , se del caso , ricorrendo a misure compensative supplementari .  TABELLA 11  Lussemburgo : Principali aggregati economici , 1961 - 1984   * Crescita del PIL in valore * Crescita del PIL in volume * Deflatore del PIL * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per dipendente * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione * Espansione della massa monetaria M2 ( 3 ) * % dei disoccupati sulla popolazione attiva *   * % * % * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1961 - 1970 * 7,6 * 3,6 * 3,9 * 2,5 * 6,7 * 7,1 * 1,6 * : * 0,1 *  1971 - 1980 * 9,5 * 3,0 * 6,3 * 6,7 * 10,5 * 18,5 * 2,0 * : * 0,3 *  1981 * 6,5 - - 0,3 * 6,8 * 7,7 * 8,3 * 31,1 * - 2,3 * : * 1,0 *  1982 * 6,7 * - 1,1 * 7,9 * 10,0 * 6,9 * 38,8 * - 2,0 * : * 1,2 *  1983 ( 1 ) * 5,6 * - 2,4 * 8,2 * 8,4 * 7,1 * 37,2 * - 2,9 * : * 1,8 *  1984 ( 1 ) * 6,3 * - 1,0 * 7,4 * 7,7 * 5,9 * 36,3 * - 1,5 * : * 2,4 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) Fine anno .  Nei Paesi Bassi , le restrizioni di bilancio e la moderazione salariale nel settore privato hanno contribuito ad un ulteriore calo della domanda interna nel 1983 . In compenso , l ' andamento favorevole dei costi ha permesso alle esportazioni olandesi di fruire della lieve ripresa del commercio mondiale . Pertanto , dopo il calo del prodotto interno lordo registrato negli anni 1981 e 1982 , pari in complesso al 2,9 % , l ' attività economico non è più regredita nel 1983 . Nondimeno , la disoccupazione si è gravemente accentuata a causa soprattutto del rapido incremento della popolazione attiva . Nel 1980 , il tasso di disoccupazione era pari al 4,7 % e si situava nettamente al di sotto della media comunitaria , mentre nel 1983 ha raggiunto un livello medio del 15,6 % rispetto al 10,4 % riscontrato per la Comunità nel suo insieme . L ' inflazione si è ridotta invece ad una media annua del 2,8 % e l ' avanzo della bilancia delle partite correnti , già elevato nel 1982 , raggiungerà 3,3 % del prodotto interno lordo .  Stimolate dalla ripresa della congiuntura mondiale , le esportazioni olandesi si intensificheranno nel 1984 mentre la domanda interna , in particolare il consumo privato , registrerà un nuovo regresso . In totale , il prodotto interno lordo , in volume , non dovrebbe aumentare rispetto al 1983 mentre il tasso di disoccupazione salirebbe ulteriormente sino a raggiungere il 17,6 % circa . L ' inflazione si manterrà ad un livello relativamente basso e , tenuto conto della debolezza della domanda interna , aumenterà ulteriormente l ' eccedenza delle partite correnti .  Di fronte a queste prospettive , è difficile definire senza esitazione gli orientamenti di politica economica . Infatti , il sempre maggiore saldo positivo delle partite correnti della bilancia dei pagamenti , l ' ottima tenuta del fiorino sul mercato dei cambi , il notevole saldo finanziario positivo del settore privato , la debolezza degli investimenti , la stabilità dei prezzi , l ' elevato tasso di disoccupazione e il basso livello di utilizzazione delle capacità produttive sembrano indicare che l ' economia potrebbe far fronte senza gravi difficoltà ad una domanda interna nettamente più dinamica . La moderazione salariale , per esempio , che nel 1984 si concreterà con una crescita quasi nulla della retribuzione pro capite , ritenuta necessaria per mantenere la capacità competitiva e migliorare la redditività delle imprese nonchù il clima degli investimenti , minaccia oltre certi limiti di gravare eccessivamente sulla domanda finale . In compenso , il ricorso a misure di bilancio per agevolare la ripresa sarebbe indubbiamente oggetto di vigorose obiezioni . Sul piano delle finanze pubbliche , infatti , il margine di azione è singolarmente ridotto dall ' entità dell ' indebitamento netto negli ultimi anni . Nella fattispecie , quest ' ultimo è raddoppiato in tre anni e minaccia di aumentare ad un ritmo accelerato in mancanza di nuovi provvedimenti . La situazione è tanto più preoccupante in quanto la pressione fiscale e parafiscale è più marcata nei Paesi Bassi che non in qualsiasi altro paese della Comunità ed erode , in misura crescente , tanto il reddito reale disponibile delle famiglie quanto la redditività delle imprese . Sembra pertanto inderogabile una politica di austerità finanziaria , tanto più indispensabile in quanto il gettito fiscale aumenta solo con estrema lentezza a causa della debole attività economica e del moderato tasso di inflazione , che le entrate ottenute dallo sfruttamento del gas naturale tendono a stabilizzarsi e alcune spese , in particolare quelle connesse con la disoccupazione , sono in rapida ascesa . Il progetto di bilancio per il 1984 comporta un nuovo programma di riduzione delle spese di oltre 10 miliardi di fiorini , essenzialmente nei settori delle retribuzioni della funzione pubblica , della sicurezza sociale e in quello sanitario . Vi si prevede una riduzione degli oneri delle imprese di 2 miliardi di fiorini e nuove entrate per circa 3 miliardi di fiorini , con una pressione fiscale globale inalterata . L ' indebitamento netto dell ' insieme dello Stato e degli enti locali , così come definito dalla terminologia nazionale , dovrebbe pertanto scendere da 12,4 % a 12,1 % del reddito nazionale netto fra il 1983 e il 1984 . Ciò dovrebbe agevolare un calo dei tassi d ' interesse , il cui livello in termini reali rimane tra i più elevati nella Comunità , ed incentivare gli investimenti produttivi .  A medio termine , si prevede che la strategia applicata favorirà la crescita , stimolando le esportazioni grazie ad una maggiore competitività ed incentivando gli investimenti grazie al miglioramento della redditività . Detta strategia non consentirà però di evitare un aumento della disoccupazione nel 1984 . Pertanto , è necessario cercare di ridurre l ' orario di lavoro e aumentare la mobilità della manodopera , senza maggiorare i costi salariali .  TABELLA 12  Paesi Bassi : Principali aggregati economici , 1961 - 1984   * Crescita del PIL in valore * Crescita del PIL in volume * Deflatore del PIL * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per dipendente * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione * Espansione della massa monetaria M2 ( 3 ) * % dei disoccupati sulla popolazione attiva *   * % * % * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1961 - 1970 * 10,6 * 5,2 * 5,2 * 4,1 * 10,6 * 0,0 * - 0,9 * 9,1 * 0,9 *  1971 - 1980 * 10,7 * 2,8 * 7,6 * 7,7 * 10,7 * 1,3 * - 1,4 * 10,8 * 3,4 *  1981 * 4,3 * - 1,2 * 5,6 * 6,2 * 3,3 * 2,2 * - 5,2 * 5,2 * 7,1 *  1982 * 4,0 * - 1,6 * 5,7 * 5,7 * 5,7 * 2,7 * - 6,9 * 7,6 * 12,7 *  1983 ( 1 ) * 1,9 * 0,3 * 1,6 * 2,8 * 3,2 * 3,3 * - 6,7 * 5,5 * 15,6 *  1984 ( 1 ) * 2,4 * 0,0 * 2,4 * 3,6 * 0,1 * 4,4 * - 7,1 * 6,0 * 17,6 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla basse delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) Fine anno .  Nel Regno Unito , il tasso di crescita è stato relativamente elevato nel 1983 , anno in cui il prodotti interno lordo è aumentato del 2,5 - 3 % . Tale risultato , che è il migliore ottenuto dal 1978 , è ampiamente superiore alla media comunitaria . Esso è dovuto soprattutto al dinamismo riscontrato nel consumo privato mente la propensione al risparmio delle famiglie è andata diminuendo sempre più ed il rialzo dei prezzi è sceso al 5 - 6 % . Inoltre , ha preso fine il lungo periodo di smaltimento delle scorte degli anni 80 - 82 . L ' incidenza di questi fattori sulla produzione interna è rimasta però limitata , dato che le importazioni si sono sviluppate ad un ritmo sostenuto , senza parallelo incremento delle esportazioni . La disoccupazione ha mantenuto la tendenza all ' aumento , meno decisa però che negli ultimi anni . L ' esecuzione del bilancio è stata globalmente conforme agli obiettivi delle autorità . La crescita di taluni aggregati monetari ha comunque superato l ' obiettivo prestabilito nonostante l ' elevato livello dei tassi di interesse reali .  Nel 1984 la crescita economica dovrebbe protrarsi , sia pure ad un ritmo probabilmente meno elevato , situandosi ad un livello del 2 - 2,5 % . L ' espansione del consumo privato rallenterà senza essere completamente compensato da uno sviluppo più rapido degli investimenti e delle esportazioni . L ' aumento della produzione di manufatti sarà leggermente più rapido che non nel 1983 ; esiste il rischio inoltre che la disoccupazione continui ad accentuarsi . I salari ed i prezzi registreranno un aumento dello stesso ordine di quello attuale .  Negli ultimi anni , l ' economia britannica ha attraversato un periodo di profondi mutamenti strutturali , derivanti dallo sviluppo della produzione del petrolio nel Mare del Nord e da una politica mirante soprattutto ad una rapida riduzione dell ' inflazione . Essendo stati effettuati in un periodo di recessione internazionale , questi adeguamenti hanno avuto effetti più sensibili sulla domanda interna , la produzione e l ' occupazione . Nonostante la ripresa in atto , il prodotto interno lordo si è attestato nuovamente e a malapena sul livello del 1979 , e sarà necessario un lungo periodo di crescita per poter sperare di riassorbire buona parte della disoccupazione . Questa crescita potrebbe essere sostenuta dai miglioramenti ottenuti sul piano delle strutture industriali e della produttività nonchù da un moderato aumento dei prezzi e dei salari . Ciò non toglie che le prospettive rimangano incerte a causa della mancanza di equilibrio che caratterizza la ripresa attuale almeno in questa fase iniziale legata essenzialmente alla domanda di consumo .  Essendo uscito dalla recessione prima dei suoi principali partner commerciali ad avendo una posizione competitiva internazionale relativamente debole , il Regno Unito ha registrato un disavanzo nella sua bilancia commerciale di manufatti e , di conseguenza , un grave deterioramento nella bilancia dei pagamenti . Sinora , all ' incremento della domanda , non hanno fatto riscontro investimenti in capitale fisso , il che , in una fase successiva del ciclo , potrebbe incidere negativamente sull ' offerta .  Per una crescita più equilibrata è indispensabile consolidare i miglioramenti conseguiti sul mercato del lavoro . Benchù in termini di capacità concorrenziale dell ' economia , i notevoli aumenti di produttività ottenuti durante la recessione abbiano consentito di compensare in parte l ' apprezzamento della sterlina , in futuro si prevedono progressi meno vistosi . Per incentivare l ' investimento è necessaria una ridistribuzione dei redditi dei fattori in termini relativi , in modo da ottenere rendimenti più elevati dalle attività reali . A tal fine occorre evitare un acceleramento del rialzo dei salari anche se quello dei prezzi al consumo si accentuerà leggermente nel 1984 . Le prospettive di sviluppo a lungo termine della produzione industriale e dell ' occupazione dipendono da un consolidamento della posizione concorrenziale , ottenuto grazie alla moderazione salariale e , se le forze di mercato lo consentono , ad un certo riadeguamento del tasso di cambio della sterlina .  Negli ultimi anni , la situazione monetaria è notevolmente migliorata grazie al fatto che il tasso d ' inflazione , i tassi di interesse nominali e il tasso di crescita degli aggregati monetari sono diminuiti rispetto ai livelli molto alti registrati in precedenza . Al dinamismo delle spese di consumo verificatosi negli ultimi diciotto mesi ha fatto seguito un massiccio incremento dei prestiti alle famiglie ed una certa accelerazione dell ' espansione monetaria . Nel contempo , l ' elevato livello dei tassi d ' interesse reali ha dissuaso le imprese dal contrarre prestiti , nonostante lo sviluppo della domanda . Benchù il tasso di espansione monetaria abbia superato , in valore annuo , la prevista forcella 7 - 11 % , fissata per l ' esercizio finanziario 1983/984 dalla strategia di bilancio a medio termine pubblicata nel marzo 1983 , gli altri indicatori confermano che l ' orientamento della politica economica rimane prudente . Non è escluso che le autorità debbano prevedere un calo dei tassi d ' interesse per incoraggiare i prestiti destinati all ' investimento e alla ricostituzione delle scorte . Per l ' esercizio 1984/1985 , la strategia finanziaria approvata nel marzo 1983 ha preconizzato valori da 6 a 10 % per la crescita degli aggregati monetari . Questa forcella sembra compatibile con le prospettive finanziarie che si delineano per questo periodo , tenuto conto soprattutto delle previsioni relative all ' indebitamento netto del settore pubblico , e dovrebbe inoltre consentire un ulteriore e leggero calo dei tassi d ' interesse .  Sulla scorta dell ' andamento delle finanze pubbliche durante l ' esercizio in corso , l ' indebitamento netto del settore pubblico sembra avvicinarsi all ' obiettivo individuato nella strategia finanziaria a medio termine ( 8,2 miliardi di sterline , ossia 2,75 % del prodotto interno lordo ) . Sin dal luglio 1983 sono stati varati provvedimenti per contenere le spese entro i limiti degli stanziamenti di bilancio , ma non è escluso che , a livello dell ' esecuzione , tanto le spese quanto le entrate superino leggermente gli importi previsti . Per l ' esercizio 1984/1985 , l ' obiettivo della strategia in materia di indebitamento netto del settore pubblico , ossia 8 miliardi di sterline oppure 2,5 % del prodotto interno lordo , significa un orientamento di bilancio quasi immutato , dato l ' aumento del gettito fiscale derivante dalla crescita moderata dell ' economia . Visti i bassi livelli degli obiettivi stabiliti tanto per l ' esercizio di bilancio in corso quanto per quello successivo , si potrebbe tollerare un certo superamento .  A lungo termine , potrebbe essere possibile ridurre il livello relativo delle spese pubbliche e , di conseguenza , allentare la stretta fiscale , pur migliorando la struttura delle spese a favore di quelle più produttive . Questa possibilità dipende in parte dal livello raggiunto dalla spesa globale e , inoltre , dalla realizzazione di un ' espansione economica sufficiente , tale da ridurre le categorie di spese determinate dalla domanda nell ' economia , quali i sussidi di disoccupazione e le indennità di natura analoga . Il margine di azione per operare eventuali riduzioni negli altri progetti di spesa sembra più limitato , vista l ' incidenza dei fattori demografici ( aumento dell ' età media della popolazione ) e la scarsità degli investimenti pubblici negli ultimi anni .  TABELLA 13  Regno Unito : Principali aggregati economici , 1961 - 1984   * Crescita del PIL in valore * Crescita del PIL in volume * Deflatore del PIL * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per dipendente * Saldo della partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione * Espansione della massa monetaria M2 ( 3 ) * % dei disoccupati sulla popolazione attiva *   * % * % * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1961 - 1970 * 7,2 - 2,8 - 4,2 * 4,0 * 7,1 * 0,0 * - 0,7 * 5,9 * 1,9 *  1971 - 1980 * 16,0 * 1,9 * 13,9 * 13,3 * 16,2 * - 0,7 * - 3,2 * 14,5 * 4,4 *  1981 * 9,9 * - 2,0 * 12,1 * 11,0 * 14,7 * 2,4 * - 2,9 * 14,6 * 9,6 *  1982 * 9,4 * 1,5 * 7,8 * 8,0 * 8,8 * 1,5 * - 2,1 * 9,2 * 11,1 *  1983 ( 1 ) * 7,9 * 2,8 * 4,9 * 5,7 * 7,9 * 0,2 * - 2,2 * 10,6 * 11,7 *  1984 ( 1 ) * 7,2 * 2,2 * 4,8 * 5,8 * 6,3 * - 0,2 * - 2,1 * 8,6 * 11,9 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) Sterling M3 .