CELEX: 62016CN0250
Language: it
Date: 2016-05-02 00:00:00
Title: Causa C-250/16 P: Impugnazione proposta il 2 maggio 2016 dalla Ludwig-Bölkow-Systemtechnik GmbH avverso la sentenza del Tribunale (Quarta Sezione) del 19 febbraio 2016, causa T-53/14, Ludwig-Bölkow-Systemtechnik/Commissione

20.6.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 222/9
            
         Impugnazione proposta il 2 maggio 2016 dalla Ludwig-Bölkow-Systemtechnik GmbH avverso la sentenza del Tribunale (Quarta Sezione) del 19 febbraio 2016, causa T-53/14, Ludwig-Bölkow-Systemtechnik/Commissione
   (Causa C-250/16 P)
   (2016/C 222/11)
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Ludwig-Bölkow-Systemtechnik GmbH (rappresentante: M. Nuñez Müller avvocato)
   
      Altra parte nel procedimento: Commissione europea
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   La ricorrente chiede di:
   
               —
            
            
               annullare il punto 3 del dispositivo della sentenza impugnata, con cui il ricorso nella causa T-53/14 è stato respinto quanto al resto, nonché la relativa pronuncia sulle spese di cui al punto 4;
            
         
               —
            
            
               modificare il punto 2 del dispositivo della sentenza impugnata – in base al quale le somme dovute a titolo di risarcimento forfettario dalla Ludwig-Bölkow-Systemtechnik GmbH sono ridotte a un importo equivalente al 10 % degli anticipi che devono essere rimborsati – stabilendo che la Ludwig-Bölkow-Systemtechnik GmbH non è tenuta a versare alcun importo a titolo di risarcimento forfettario;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione europea al rimborso delle spese del procedimento di impugnazione nonché – ad integrazione del punto 4 del dispositivo della sentenza impugnata – al rimborso delle spese del procedimento di primo grado nella causa T-53/14.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Oggetto di impugnazione non è il punto 1 del dispositivo della sentenza pronunciata dal Tribunale nella causa T-53/14, con cui esso ha stabilito che non vi era più luogo a statuire sul secondo e sul terzo capo delle conclusioni del ricorso. Con l’impugnazione non è neppure contestato il punto 2 del dispositivo della sentenza del Tribunale nella causa T-53/14 nella parte in cui il Tribunale ha ridotto le somme dovute a titolo di risarcimento forfettario a un importo equivalente al 10 % degli anticipi che devono essere rimborsati nell’ambito dei progetti HyWays, HyApproval e HarmonHy; il punto 2 del dispositivo della sentenza è invece impugnato solo nella parte in cui gli importi dovuti a titolo di risarcimento non sono stati azzerati come richiesto nel ricorso. Il punto 3 del dispositivo della sentenza è impugnato nella parte in cui il Tribunale vi ha respinto il primo e (in parte) il quarto capo delle conclusioni del ricorso. Il punto 4 del dispositivo della sentenza è impugnato in quanto l’accoglimento dell’impugnazione dovrebbe avere conseguenze diverse sotto il profilo della ripartizione delle spese e in quanto il Tribunale non ha condannato, diversamente da quanto richiesto da parte ricorrente, la Commissione a sopportare le spese relative ai capi delle conclusioni del ricorso della ricorrente rispetto ai quali è stato disposto il non luogo a provvedere.
   La ricorrente ritiene che la sentenza impugnata violi l’obbligo di motivazione della sentenza ai sensi degli articoli 36 e 53, paragrafo 1, dello Statuto della Corte, il principio di buona fede, il divieto di snaturamento dei mezzi di prova nonché le disposizioni applicabili del diritto belga.
   La sentenza impugnata violerebbe l’obbligo di motivazione, in quanto il Tribunale riterrebbe, commettendo un errore di diritto e senza motivare nel merito, che il metodo applicato dalla ricorrente per il calcolo della tariffa oraria dei costi rimborsabili comporti che la Commissione partecipi alla copertura delle spese complessive non collegate al progetto.
   La sentenza impugnata violerebbe inoltre il principio generale della buona fede, poiché la mancanza di chiarezza delle condizioni generali contenute nei contratti controversi avrebbe dovuto essere interpretata a svantaggio della Commissione e a beneficio della ricorrente, invece di far gravare il rischio di applicazione su quest’ultima.
   La sentenza impugnata violerebbe altresì il divieto di snaturamento dei mezzi di prova, in quanto la valutazione dei fatti dedotti dalla ricorrente nel giudizio di primo grado sarebbe evidentemente errata.
   La sentenza impugnata violerebbe poi talune diposizioni imperative del diritto belga applicabile e il principio di tutela giurisdizionale effettiva, in quanto muoverebbe erroneamente da un’«univoca» interpretazione delle condizioni generali ed escluderebbe in tal modo l’applicazione del diritto belga.
   Infine, la sentenza impugnata violerebbe anche l’obbligo di motivazione e il diritto applicabile, perché, pur riconoscendo, con riferimento all’obbligo di pagamento di un risarcimento forfettario, che l’articolo II.30 delle condizioni generali viola il diritto imperativo belga, non ne desume l’inapplicabilità dell’articolo II.30 delle condizioni generali, ma procede soltanto, illegittimamente, a una riduzione conservativa.