CELEX: 22009D0455
Language: it
Date: 2008-05-16 00:00:00
Title: 2009/455/CE: Decisione n. 2/2008, del 16 maggio 2008 , del comitato che aggiorna i riferimenti giuridici contenuti nell’accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità

19.6.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 158/1
            
         
      DECISIONE N. 2/2008
   del 16 maggio 2008
   del comitato che aggiorna i riferimenti giuridici contenuti nell’accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità
   (2009/455/CE)
   IL COMITATO,
   visto l’accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità («l’accordo»), firmato il 21 giugno 1999, in particolare l’articolo 10, paragrafo 4, lettera e), l’articolo 10, paragrafo 5, e l’articolo 18, paragrafo 2;
   considerando che l’accordo è entrato in vigore il 1o giugno 2002,
   considerando che il comitato deve adottare una decisione per modificare i riferimenti giuridici elencati nell’allegato 1 dell’accordo,
   DECIDE:
   
               1.
            
            
               I riferimenti giuridici di cui all’allegato 1 dell’accordo sono aggiornati conformemente ai riferimenti giuridici elencati nell’allegato.
            
         
               2.
            
            
               La presente decisione, redatta in duplice copia, è firmata dai copresidenti o da altre persone autorizzate ad agire per conto delle parti. Essa ha effetto a decorrere dalla data in cui viene apposta l’ultima firma.
            
         
      Firmato a Berna, il 16 maggio 2008.
      
         
            Per la Confederazione svizzera
         
         Heinz HERTIG
         
      
      Firmato a Bruxelles, l’8 maggio 2008.
      
         
            Per la Comunità europea
         
         Fernando PERREAU DE PINNINCK
         
      
   
   
      ALLEGATO
      
         
            «ALLEGATO 1
            
               SETTORI DI PRODOTTI
            
            Il presente allegato è suddiviso in capitoli corrispondenti ai seguenti settori:
            
                        Capitolo 1
                     
                     Macchine
                  
                        Capitolo 2
                     
                     Dispositivi di protezione individuale
                  
                        Capitolo 3
                     
                     Giocattoli
                  
                        Capitolo 4
                     
                     Dispositivi medici
                  
                        Capitolo 5
                     
                     Apparecchi a gas e caldaie
                  
                        Capitolo 6
                     
                     Apparecchi a pressione
                  
                        Capitolo 7
                     
                     Apparecchiature radio e apparecchiature terminali di telecomunicazione
                  
                        Capitolo 8
                     
                     Apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva
                  
                        Capitolo 9
                     
                     Materiale elettrico e compatibilità elettromagnetica
                  
                        Capitolo 10
                     
                     Macchine e materiali per cantieri
                  
                        Capitolo 11
                     
                     Strumenti di misura e imballaggi preconfezionati
                  
                        Capitolo 12
                     
                     Veicoli a motore
                  
                        Capitolo 13
                     
                     Trattori agricoli o forestali
                  
                        Capitolo 14
                     
                     Buona pratica di laboratorio (Good Laboratory Practice, GLP)
                  
                        Capitolo 15
                     
                     Ispezioni della buona pratica di fabbricazione (Good Manufacturing Practice, GMP) e certificazione delle partite dei medicinali
                  
                        Capitolo 16
                     
                     Prodotti da costruzione
                  CAPITOLO 1
            
               MACCHINE
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 98/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine (GU L 207 del 23.7.1998, pag. 1; rettifica nella GU L 80 del 25.3.1999, pag. 34), modificata da ultimo dalla direttiva 98/79/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 ottobre 1998 (GU L 331 del 7.12.1998, pag. 1).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Legge federale del 19 marzo 1976 sulla sicurezza delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1977 2370), modificata da ultimo il 18 giugno 1993 (RU 1995 2766)
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        Ordinanza del 12 giugno 1995 sulla sicurezza delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1995 2770), modificata da ultimo il 27 marzo 2002 (RU 2002 853)
                     
                  
                        102.
                     
                     
                        Ordinanza del 12 giugno 1995 sulle procedure di valutazione della conformità delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1995 2783)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici rispettano i principi generali contenuti nell’allegato 2 del presente accordo, nonché i criteri di valutazione definiti nell’allegato VII della direttiva 98/37/CE.
            
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            1.   Macchine d’occasione
            
            Le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative di cui alla sezione I non si applicano alle macchine d’occasione.
            Il principio di cui all’articolo 1, paragrafo 2, del presente accordo è tuttavia applicabile alle macchine immesse legalmente sul mercato e/o messe in servizio in una delle parti ed esportate come macchine d’occasione sul mercato dell’altra parte.
            Le altre disposizioni relative alle macchine d’occasione, come quelle relative alla sicurezza sul luogo di lavoro, in vigore nello Stato importatore restano applicabili.
            CAPITOLO 2
            
               DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 89/686/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione individuale, modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 settembre 2003 (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Legge federale del 19 marzo 1976 sulla sicurezza delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1977 2370), modificata da ultimo il 18 giugno 1993 (RU 1995 2766)
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        Ordinanza del 12 giugno 1995 sulla sicurezza delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1995 2770), modificata da ultimo il 27 marzo 2002 (RU 2002 853)
                     
                  
                        102.
                     
                     
                        Ordinanza del 12 giugno 1995 sulle procedure di valutazione della conformità delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1995 2783)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici rispettano i principi generali contenuti nell’allegato 2 del presente accordo, nonché i criteri di valutazione definiti nell’allegato V della direttiva 89/686/CEE.
            CAPITOLO 3
            
               GIOCATTOLI
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 88/378/CEE del Consiglio, del 3 maggio 1988, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti la sicurezza dei giocattoli (GU L 187 del 16.7.1988, pag. 1; rettifica nella GU L 37 del 9.2.1991, pag. 42), modificata da ultimo dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993 (GU L 220 del 30.8.1993, pag. 1).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Legge federale del 9 ottobre 1992 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (RU 1995 1469), modificata da ultimo il 21 marzo 2003 (RU 2003 4803)
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        Ordinanza del 23 novembre 2005 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (RU 2005 5451), modificata da ultimo il 15 novembre 2006 (RU 2006 4909)
                     
                  
                        102.
                     
                     
                        Ordinanza del DFI del 27 marzo 2002 concernente la sicurezza dei giocattoli (RU 2002 1082), modificata da ultimo il 15 novembre 2006 (RU 2006 5157)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici rispettano i principi generali contenuti nell’allegato 2 del presente accordo, nonché i criteri di valutazione definiti nell’allegato III della direttiva 88/378/CEE.
            
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            1.   Informazioni relative all’attestato e alla documentazione tecnica
            
            Conformemente all’articolo 10, paragrafo 4, della direttiva 88/378/CEE, le autorità designatrici possono ottenere, su semplice richiesta, una copia dell’attestato e, previa richiesta motivata, copia della documentazione tecnica e dei verbali degli esami e delle prove effettuate.
            2.   Notifica dei motivi di rifiuto da parte degli organismi abilitati
            
            Conformemente all’articolo 10, paragrafo 5, della direttiva 88/378/CEE, quando gli organismi svizzeri rifiutano di rilasciare un attestato CE del tipo ne informano l’Ufficio federale della sanità pubblica. L’Ufficio federale della sanità pubblica comunica queste informazioni alla Commissione delle Comunità europee.
            CAPITOLO 4
            
               DISPOSITIVI MEDICI
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 90/385/CEE del Consiglio, del 20 giugno 1990, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi medici impiantabili attivi, modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 settembre 2003 (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Direttiva 93/42/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, concernente i dispositivi medici, modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 settembre 2003 (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Direttiva 98/79/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 1998, relativa ai dispositivi medico-diagnostici in vitro (GU L 331 del 7.12.1998, pag. 1), modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 settembre 2003 (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Decisione 2002/364/CE della Commissione, del 7 maggio 2002, relativa alle specifiche tecniche comuni per i dispositivi medico-diagnostici in vitro (GU L 131 del 16.5.2002, pag. 17).
                     
                  
                        5.
                     
                     
                        Direttiva 2003/12/CE della Commissione, del 3 febbraio 2003, riguardante la riclassificazione delle protesi mammarie nel quadro della direttiva 93/42/CEE concernente i dispositivi medici (GU L 28 del 4.2.2003, pag. 43).
                     
                  
                        6.
                     
                     
                        Direttiva 2003/32/CE della Commissione, del 23 aprile 2003, recante modalità specifiche relative ai requisiti previsti dalla direttiva 93/42/CEE per i dispositivi medici fabbricati con tessuti di origine animale (GU L 105 del 26.4.2003, pag. 18; rettifica nella GU L 6 dell’8.1.2005, pag. 10).
                     
                  
                        7.
                     
                     
                        Direttiva 2005/50/CE della Commissione, dell’11 agosto 2005, relativa alla riclassificazione delle protesi articolari dell’anca, del ginocchio e della spalla nel quadro della direttiva 93/42/CEE concernente i dispositivi medici (GU L 210 del 12.8.2005, pag. 41).
                     
                  
                        8.
                     
                     
                        Regolamento (CE) n. 2007/2006 della Commissione, del 22 dicembre 2006, recante attuazione e modifica del regolamento (CE) n. 1774/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’importazione e il transito di taluni prodotti intermedi derivati da materiali di categoria 3 destinati ad usi tecnici per la fabbricazione di dispositivi medici, prodotti per la diagnosi in vitro e reagenti di laboratorio (GU L 379 del 28.12.2006, pag. 98).
                     
                  
                        9.
                     
                     
                        Direttiva 2007/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che modifica la direttiva 90/385/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi medici impiantabili attivi, la direttiva 93/42/CEE del Consiglio concernente i dispositivi medici, e la direttiva 98/8/CE relativa all’immissione sul mercato dei biocidi (GU L 247 del 21.9.2007, pag. 21).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Legge federale del 15 dicembre 2000 sui medicamenti e i dispositivi medici (RU 2001 2790), modificata da ultimo il 20 dicembre 2006 (RU 2006 5599)
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        Legge federale del 24 giugno 1902 concernente gli impianti elettrici a corrente forte e a corrente debole (RU 19 252 e RS 4 798), modificata da ultimo il 17 giugno 2005 (RU 2006 2197)
                     
                  
                        102.
                     
                     
                        Legge federale del 9 giugno 1977 sulla metrologia (RU 1977 2394), modificata da ultimo il 17 giugno 2005 (RU 2006 2197)
                     
                  
                        103.
                     
                     
                        Legge federale del 22 marzo 1991 sulla radioprotezione (RU 1994 1933), modificata da ultimo il 21 marzo 2003 (RU 2004 4719)
                     
                  
                        104.
                     
                     
                        Ordinanza del 17 ottobre 2001 relativa ai dispositivi medici (RU 2001 3487), modificata da ultimo il 18 maggio 2005 (RU 2005 2695)
                     
                  
                        105.
                     
                     
                        Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente l’importazione, il transito e l’esportazione di animali e prodotti animali (RU 2007 1847)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici rispettano i principi generali contenuti nell’allegato 2 del presente accordo, nonché i criteri di valutazione di cui all’allegato XI della direttiva 93/42/CEE, all’allegato 8 della direttiva 90/385/CEE e all’allegato IX della direttiva 98/79/CE, per gli organismi designati nel contesto di tali direttive.
            
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            1.   Registrazione della persona responsabile dell’immissione sul mercato dei dispositivi
            
            Ciascun fabbricante o suo mandatario che immette sul mercato di una delle parti i dispositivi medici di cui all’articolo 14 della direttiva 93/42/CEE o all’articolo 10 della direttiva 98/79/CE notifica alle autorità competenti della parte in cui ha la sua sede sociale le informazioni stabilite in tali articoli. Le parti riconoscono reciprocamente tale registrazione. Il fabbricante non è tenuto a designare una persona responsabile dell’immissione sul mercato stabilita sul territorio dell’altra parte.
            2.   Etichettatura dei dispositivi medici
            
            Per l’etichettatura dei dispositivi medici prevista nell’allegato 1, punto 13.3, lettera a), della direttiva 93/42/CEE e dei dispositivi medico-diagnostici in vitro prevista nell’allegato 1, punto 8.4, lettera a) della direttiva 98/79/CE, i fabbricanti delle due parti indicano il loro nome o la loro ragione sociale e il loro indirizzo. Essi non sono tenuti a indicare il nome e l’indirizzo della persona responsabile dell’immissione sul mercato, del mandatario o dell’importatore stabilito sul territorio dell’altra parte sull’etichetta, sull’imballaggio esterno o sulle istruzioni per l’uso.
            Per i dispositivi importati da paesi terzi al fine di essere distribuiti nella Comunità e in Svizzera, l’etichettatura, l’imballaggio esterno o le istruzioni per l’uso recano il nome e l’indirizzo del mandatario unico del fabbricante stabilito, a seconda dei casi, nella Comunità o in Svizzera.
            3.   Scambio di informazioni
            
            Conformemente all’articolo 9 dell’accordo, le parti si scambiano in particolare le informazioni di cui all’articolo 8 della direttiva 90/385/CEE, all’articolo 10 della direttiva 93/42/CEE e all’articolo 11 della direttiva 98/79/CE.
            4.   Banca dati europea
            
            L’autorità svizzera competente ha accesso alla banca dati europea istituita dall’articolo 12 della direttiva 98/79/CE, nonché dall’articolo 14 bis della direttiva 93/42/CEE. Tale autorità trasmette alla Commissione e/o all’organismo responsabile della gestione di questa banca dati i dati previsti agli articoli sopramenzionati rilevati in Svizzera affinché essi siano inseriti nella banca dati europea.
            CAPITOLO 5
            
               APPARECCHI A GAS E CALDAIE
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 1
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 92/42/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 concernente i requisiti di rendimento per le nuove caldaie ad acqua calda alimentate con combustibili liquidi o gassosi (GU L 167 del 22.6.1992, pag. 17) e successive modifiche
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Ordinanza del 16 dicembre 1985 contro l’inquinamento atmosferico (allegati 3 e 4) (RS 814 318 142.1) e successive modifiche
                     
                  
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        2.
                     
                     
                        Direttiva 90/396/CEE del Consiglio del 29 giugno 1990 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di apparecchi a gas, modificata da ultimo dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993 (GU L 220 del 30.8.1993, pag. 1).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        101.
                     
                     
                        Legge federale del 19 marzo 1976 sulla sicurezza delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1977 2370), modificata da ultimo il 18 giugno 1993 (RU 1995 2766)
                     
                  
                        102.
                     
                     
                        Ordinanza del 12 giugno 1995 sulla sicurezza delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1995 2770), modificata da ultimo il 27 marzo 2002 (RU 2002 853)
                     
                  
                        103.
                     
                     
                        Ordinanza del 12 giugno 1995 sulle procedure di valutazione della conformità delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1995 2783)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici rispettano i principi generali contenuti nell’allegato 2 del presente accordo, nonché i criteri di valutazione definiti nell’allegato V della direttiva 90/396/CEE.
            CAPITOLO 6
            
               APPARECCHI A PRESSIONE
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 1
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 84/525/CEE del Consiglio, del 17 settembre 1984, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di bombole per gas in acciaio senza saldatura in un sol pezzo (GU L 300 del 19.11.1984, pag. 1) e successive modifiche
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Direttiva 84/526/CEE del Consiglio, del 17 settembre 1984, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di bombole per gas in alluminio non legato e in lega di alluminio non saldate (GU L 300 del 19.11.1984, pag. 20) e successive modifiche
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Direttiva 84/527/CEE del Consiglio, del 17 settembre 1984, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di bombole per gas saldate in acciaio non legato (GU L 300 del 19.11.1984, pag. 48) e successive modifiche
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Direttiva 1999/36/CE del Consiglio, del 29 aprile 1999, in materia di attrezzature a pressione trasportabili (GU L 138 dell’1.6.1999, pag. 20), modificata da ultimo dalla direttiva 2001/2/CE della Commissione, del 4 gennaio 2001 (GU L 5 del 10.1.2001, pag. 4) e successive modifiche
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Nessun atto legislativo in relazione alle direttive 84/525/CEE, 84/526/CEE e 84/527/CEE
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        In relazione alla direttiva 1999/36/CE:
                        
                                     
                                 
                                 
                                    Ordinanza del 29 novembre 2002 concernente il trasporto di merci pericolose su strada (RS 741 621) e successive modifiche
                                 
                              
                                     
                                 
                                 
                                    Ordinanza del 3 dicembre 1996 concernente il trasporto di merci pericolose per ferrovia (RS 742 401.6) e successive modifiche
                                 
                              
                  
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        5.
                     
                     
                        Direttiva 87/404/CEE del Consiglio, del 25 giugno 1987, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di recipienti semplici a pressione (GU L 220 dell’8.8.1987, pag. 48), modificata da ultimo dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993 (GU L 220 del 30.8.1993, pag. 1)
                     
                  
                        6.
                     
                     
                        Direttiva 97/23/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 maggio 1997, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di attrezzature a pressione (GU L 181 del 9.7.1997, pag. 1), modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 settembre 2003 (GU L 284 del 31.10.2003, pag.1)
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        102.
                     
                     
                        Legge federale del 19 marzo 1976 sulla sicurezza delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1977 2370), modificata da ultimo il 18 giugno 1993 (RU 1995 2766)
                     
                  
                        103.
                     
                     
                        Ordinanza del 20 novembre 2002 sulla sicurezza dei recipienti semplici a pressione (RU 2003 107)
                     
                  
                        104
                     
                     
                        Ordinanza del 20 novembre 2002 sulla sicurezza delle attrezzature a pressione (RU 2003 38)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici rispettano i principi generali contenuti nell’allegato 2 del presente accordo nonché i criteri di valutazione di cui all’allegato III della direttiva 87/404/CEE, agli allegati IV o V della direttiva 97/23/CE o agli allegati I, II o III della direttiva 99/36/CE.
            
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            1.   Riconoscimento dei certificati e dei marchi di conformità
            
            In deroga all’articolo 1, paragrafo 2, del presente accordo entrambe le parti riconoscono i certificati e i marchi di conformità relativi alla conformità dei recipienti a pressione trasportabili con la direttiva 1999/36/CE rilasciati dagli organismi di valutazione della conformità riconosciuti conformemente alla procedura di cui all’articolo 11 del presente accordo.
            2.   Documentazione tecnica
            
            Per quanto riguarda la documentazione tecnica necessaria alle autorità nazionali a fini d’ispezione, è sufficiente che i fabbricanti, i loro mandatari o, in loro assenza, le persone responsabili dell’immissione sul mercato tengano a disposizione tale documentazione sul territorio di una delle parti per almeno dieci anni a decorrere dall’ultima data di fabbricazione del prodotto.
            Le parti s’impegnano a trasmettere tutta la documentazione pertinente su richiesta delle autorità dell’altra parte.
            CAPITOLO 7
            
               APPARECCHIATURE RADIO E APPARECCHIATURE TERMINALI DI TELECOMUNICAZIONE
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 1999, riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione e il reciproco riconoscimento della loro conformità, modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 settembre 2003 (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Decisione 2000/299/CE della Commissione, del 6 aprile 2000, che stabilisce la classificazione iniziale delle apparecchiature radio e delle apparecchiature terminali di telecomunicazione e dei relativi identificatori (GU L 97 del 19.4.2000, pag. 13).
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Decisione 2000/637/CE della Commissione, del 22 settembre 2000, relativa all’applicazione dell’articolo 3, paragrafo 3, lettera e), della direttiva 1999/5/CE alle apparecchiature radio contemplate dall’accordo regionale concernente il servizio di radiotelefono nelle vie di navigazione interna (GU L 269 del 21.10.2000, pag. 50).
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Decisione 2000/638/CE della Commissione, del 22 settembre 2000, relativa all’applicazione dell’articolo 3, paragrafo 3, lettera e), della direttiva 1999/5/CE alle apparecchiature radio marittime destinate ad essere installate su navi marittime non-SOLAS al fine di partecipare al Sistema mondiale di soccorso e sicurezza in mare (SMSSM) e non contemplate dalla direttiva 96/98/CE del Consiglio sull’equipaggiamento marittimo (GU L 269 del 21.10.2000, pag. 52).
                     
                  
                        5.
                     
                     
                        Decisione 2001/148/CE della Commissione, del 21 febbraio 2001, relativa all’applicazione dell’articolo 3, paragrafo 3, lettera e), della direttiva 1999/5/CE agli apparecchi di ricerca in valanga (ARVA) (GU L 55 del 24.2.2001, pag. 65).
                     
                  
                        6.
                     
                     
                        Decisione 2004/71/CE della Commissione, del 4 settembre 2003, sui requisiti essenziali dell’attrezzatura di radiocomunicazione marittima che deve essere installata su navi marittime non SOLAS e partecipare al Sistema mondiale di soccorso e sicurezza in mare (SMSSM) (GU L 16 del 23.1.2004, pag. 54).
                     
                  
                        7.
                     
                     
                        Decisione 2005/53/CE della Commissione, del 25 gennaio 2005, riguardante l’applicazione dell’articolo 3, paragrafo 3, lettera e), della direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio alle apparecchiature radio destinate a far parte del sistema d’identificazione automatica (AIS) (GU L 22 del 26.1.2005, pag. 14).
                     
                  
                        8.
                     
                     
                        Decisione 2005/631/CE della Commissione, del 29 agosto 2005, riguardante i requisiti essenziali di cui alla direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per assicurare ai servizi d’emergenza l’accesso alle luci di localizzazione Cospas-Sarsat (GU L 225 del 31.8.2005, pag. 28).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Legge federale del 30 aprile 1997 sulle telecomunicazioni (RU 1997 2187), modificata da ultimo il 24 marzo 2006 (RU 2007 737 e 921)
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        Ordinanza del 14 giugno 2002 sugli impianti di telecomunicazione (RU 2002 2086), modificata da ultimo il 16 aprile 2008 (RU 2008 1903)
                     
                  
                        102.
                     
                     
                        Ordinanza dell’Ufficio federale delle comunicazioni del 14 giugno 2002 sugli impianti di telecomunicazione (RU 2002 2111), modificata da ultimo il 17 settembre 2007 (RU 2007 4427)
                     
                  
                        103.
                     
                     
                        Allegato 1 dell’ordinanza dell’Ufficio federale delle comunicazioni sugli impianti di telecomunicazione (RU 2002 2115), modificata da ultimo il 21 novembre 2005 (RU 2005 5139)
                     
                  
                        104.
                     
                     
                        Elenco delle norme tecniche pubblicate sul Foglio federale con titoli e riferimenti, modificato da ultimo il 9 ottobre 2007 (FF 2007 6431)
                     
                  
                        105.
                     
                     
                        Ordinanza del 9 marzo 2007 sui servizi di telecomunicazione (RU 2007 945)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici rispettano i principi generali contenuti nell’allegato 2 del presente accordo, nonché i criteri di valutazione definiti nell’allegato VI della direttiva 1999/5/CE.
            
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            1.   TCAM
            
            La Svizzera partecipa in qualità di osservatore ai lavori del TCAM e dei suoi sottogruppi.
            2.   Sorveglianza del mercato
            
            Ciascuna delle parti indica all’altra parte le autorità, stabilite sul suo territorio, preposte all’esercizio delle attività di sorveglianza connesse all’esecuzione dei rispettivi atti legislativi elencati nella sezione I.
            Ciascuna delle parti informa l’altra parte sulle proprie attività in materia di sorveglianza del mercato nel quadro degli organismi a tal fine previsti.
            3.   Interfacce regolamentate
            
            Ciascuna delle parti informa l’altra parte delle interfacce regolamentate sul proprio territorio. Al momento di stabilire l’equivalenza tra le interfacce notificate e di determinare gli identificatori di categoria, la Comunità europea tiene conto delle interfacce regolamentate in Svizzera.
            4.   Interfacce offerte dagli operatori di reti pubbliche di telecomunicazioni
            
            Ciascuna delle parti informa l’altra parte delle interfacce offerte sul proprio territorio dagli operatori di reti pubbliche di telecomunicazioni.
            5.   Applicazione dei requisiti essenziali
            
            Se la Commissione intende adottare una decisione per l’applicazione di un requisito di cui all’articolo 3, paragrafo 3, della direttiva 1999/5/CE, essa consulta la Svizzera prima di sottoporre formalmente la questione al comitato.
            Se la Svizzera intende adottare una disposizione tecnico-amministrativa per l’applicazione di un requisito di cui all’articolo 7, capoverso 4, dell’ordinanza sugli impianti di telecomunicazione, essa consulta la Commissione prima di sottoporre formalmente la questione al comitato.
            6.   Autorizzazione di disattivazione
            
            Se una delle parti, ritenendo che un’apparecchiatura dichiarata conforme alla sua legislazione causi gravi danni ad una rete o provochi interferenze radio nocive o nuoccia alla rete o al suo funzionamento, ha autorizzato l’operatore a rifiutarne la connessione, a disconnetterla o ritirarla dal servizio, la parte in questione informa l’altra parte di tale autorizzazione.
            7.   Norme armonizzate
            
            Se la Svizzera ritiene che la conformità ad una norma armonizzata non garantisca il rispetto dei requisiti essenziali della sua legislazione di cui alla sezione I, essa ne informa il comitato fornendo altresì le ragioni di tale opinione.
            Il comitato esamina il caso e può chiedere alla Comunità europea di procedere conformemente alla procedura prevista all’articolo 5 della direttiva 1999/5/CE. Il comitato è informato del risultato della procedura.
            8.   Informazione reciproca relativa ad apparecchiature di radiocomunicazione conformi ai requisiti, ma non destinate ad essere utilizzate nello spettro di una delle parti
            
            Se una delle parti adotta una misura volta ad impedire o limitare l’immissione sul proprio mercato, e/o ad imporre il ritiro dal proprio mercato, di apparecchiature di radiocomunicazione, compresi tipi di apparecchiature radio, che hanno provocato o rischiano seriamente di provocare interferenze dannose, comprese interferenze con servizi esistenti o previsti sulle bande di frequenza assegnate a livello nazionale, essa ne informa l’altra parte indicando le ragioni e i paesi interessati.
            9.   Clausola di salvaguardia relativa ai prodotti industriali
            
            
                        9.1.
                     
                     
                        Se una delle parti adotta una misura volta ad impedire l’immissione sul proprio mercato di un impianto di telecomunicazione dichiarato conforme alla direttiva 1999/5/CE, essa informa immediatamente l’altra parte, indicando le ragioni della sua decisione e le circostanze della constatazione di non conformità.
                     
                  
                        9.2.
                     
                     
                        Le parti esaminano la misura e le prove loro fornite e si informano reciprocamente dei risultati delle loro inchieste.
                     
                  
                        9.3.
                     
                     
                        In caso di accordo sui risultati delle inchieste, le parti adottano le misure appropriate ad assicurarsi che tali prodotti non siano immessi sul mercato.
                     
                  
                        9.4.
                     
                     
                        In caso di disaccordo sui risultati delle inchieste, il caso è sottoposto al comitato che potrà decidere di fare effettuare una perizia.
                     
                  
                        9.5.
                     
                     
                        Se il comitato giudica che la misura sia:
                        
                                    a)
                                 
                                 
                                    ingiustificata, l’autorità nazionale della parte che ha adottato la misura deve ritirarla;
                                 
                              
                                    b)
                                 
                                 
                                    giustificata, le parti adottano le misure adeguate a garantire che prodotti di quel tipo non siano immessi sul mercato.
                                 
                              
                  CAPITOLO 8
            
               APPARECCHI E SISTEMI DI PROTEZIONE DESTINATI A ESSERE UTILIZZATI IN ATMOSFERA POTENZIALMENTE ESPLOSIVA
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 94/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 marzo 1994, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva (rettifica nella GU L 21 del 26.1.2000, pag. 42), modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 settembre 2003 (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Legge federale del 24 giugno 1902 concernente gli impianti elettrici a corrente forte e a corrente debole (RU 19 252 e RS 4 798), modificata da ultimo il 17 giugno 2005 (RU 2006 2197)
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        Ordinanza del 2 marzo 1998 sugli apparecchi e i sistemi di protezione utilizzati in ambienti esplosivi (RU 1998 963), modificata da ultimo il 2 febbraio 2000 (RU 2000 763)
                     
                  
                        102.
                     
                     
                        Legge federale del 19 marzo 1976 sulla sicurezza delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1977 2370), modificata da ultimo il 18 giugno 1993 (RU 1995 2766)
                     
                  
                        103.
                     
                     
                        Ordinanza del 12 giugno 1995 sulla sicurezza delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1995 2770), modificata da ultimo il 27 marzo 2002 (RU 2002 853)
                     
                  
                        104.
                     
                     
                        Ordinanza del 12 giugno 1995 sulle procedure di valutazione della conformità delle installazioni e degli apparecchi tecnici (RU 1995 2783)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici rispettano i principi generali contenuti nell’allegato 2 del presente accordo, nonché i criteri di valutazione definiti nell’allegato XI della direttiva 94/9/CE.
            
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            1.   Scambio d’informazioni
            
            Gli organismi di valutazione della conformità riconosciuti ai sensi del presente accordo trasmettono agli altri organismi di valutazione delle conformità le informazioni riguardanti gli attestati di esame CE del tipo ed i complementi rilasciati e ritirati nonché le approvazioni dei sistemi qualità rilasciate o ritirate di cui rispettivamente all’allegato III, punto 7, all’allegato IV, punto 6 e all’allegato VII, punto 6, della direttiva 94/9/CE. Inoltre, conformemente all’allegato III, punto 8, della direttiva 94/9/CE, essi tengono a disposizione degli altri organismi di valutazione della conformità gli allegati degli attestati di esame CE del tipo rilasciati.
            2.   Documentazione tecnica
            
            Per quanto riguarda la documentazione tecnica necessaria alle autorità nazionali a fini d’ispezione, è sufficiente che i fabbricanti, i loro mandatari o, in loro assenza, le persone responsabili dell’immissione sul mercato tengano a disposizione tale documentazione sul territorio di una delle parti per almeno dieci anni a decorrere dall’ultima data di fabbricazione del prodotto.
            Le parti s’impegnano a trasmettere tutti i documenti tecnici pertinenti su richiesta delle autorità dell’altra parte.
            CAPITOLO 9
            
               MATERIALE ELETTRICO E COMPATIBILITÀ ELETTROMAGNETICA
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 2006/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al materiale elettrico destinato ad essere adoperato entro taluni limiti di tensione (versione codificata) (GU L 374 del 27.12.2006, pag. 10)
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Direttiva 2004/108/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2004, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CEE (GU L 390 del 31.12.2004, pag. 24).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Legge federale del 24 giugno 1902 concernente gli impianti elettrici a corrente forte e a corrente debole (RU 19 252 e RS 4 798), modificata da ultimo il 17 giugno 2005 (RU 2006 2197)
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        Ordinanza del 30 marzo 1994 sugli impianti elettrici a corrente debole (RU 1994 1185), modificata da ultimo il 2 febbraio 2000 (RU 2000 734)
                     
                  
                        102.
                     
                     
                        Ordinanza del 30 marzo 1994 sugli impianti elettrici a corrente forte (RU 1994 1199), modificata da ultimo l’8 dicembre 1997 (RU 1998 54)
                     
                  
                        103.
                     
                     
                        Ordinanza del 9 aprile 1997 sui prodotti elettrici a bassa tensione (RU 1997 1016), modificata da ultimo il 2 febbraio 2000 (RU 2000 734 e 764)
                     
                  
                        104.
                     
                     
                        Ordinanza del 9 aprile 1997 sulla compatibilità elettromagnetica (RU 1997 1008), modificata da ultimo il 4 dicembre 2000 (RU 2000 3012)
                     
                  
                        105.
                     
                     
                        Ordinanza del 14 giugno 2002 sugli impianti di telecomunicazione (RU 2002 2086), modifcata da ultimo il 9 marzo 2007 (RU 2007 995)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici rispettano i principi generali contenuti nell’allegato 2 del presente accordo, nonché i criteri di valutazione definiti nell’allegato VI della direttiva 2004/108/CE.
            
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            1.   Documentazione tecnica
            
            Per quanto riguarda la documentazione tecnica necessaria alle autorità nazionali a fini d’ispezione, è sufficiente che i fabbricanti, i loro mandatari o le persone responsabili dell’immissione sul mercato tengano a disposizione tale documentazione sul territorio di una delle parti per almeno dieci anni a decorrere dall’ultima data di fabbricazione del prodotto.
            Le parti s’impegnano a trasmettere tutta la documentazione pertinente su richiesta delle autorità dell’altra parte.
            2.   Indicazione del nome e dell’indirizzo del fabbricante
            
            È sufficiente che i fabbricanti, i loro mandatari o, in loro assenza, le persone responsabili dell’immissione sul mercato stabilite nel territorio di una delle parti indichino il loro nome o la ragione sociale e il loro indirizzo conformemente all’articolo 9, paragrafo 2, della direttiva 2004/108/CE. Per rispettare tale disposizione non sono tenuti ad essere stabiliti sul territorio della parte in cui i prodotti sono immessi sul mercato né a designare un mandatario stabilito su tale territorio.
            3.   Organismi di normazione
            
            Conformemente all’articolo 11 della direttiva 2006/95/CE, le parti si comunicano i nomi degli organismi incaricati di stabilire le norme di cui all’articolo 5 della direttiva.
            4.   Organismi notificati
            
            Le parti si comunicano e riconoscono reciprocamente gli organismi incaricati di elaborare le relazioni tecniche e/o i certificati conformemente all’articolo 8, paragrafo 2, e all’articolo 9, paragrafo 3, della direttiva 2006/95/CE nonché quelli che espletano i compiti di cui all’allegato III della direttiva 2004/108/CE.
            5.   Clausola di salvaguardia
            
            Se una delle parti adotta una misura volta ad impedire l’immissione sul proprio mercato di un prodotto dichiarato conforme alla direttiva 2004/108/CE, essa informa immediatamente l’altra parte, indicando le ragioni della sua decisione e le circostanze della constatazione di non conformità.
            Le parti esaminano la misura e le prove loro fornite e si informano reciprocamente dei risultati delle loro inchieste.
            In caso di accordo sui risultati delle inchieste, le parti adottano le misure appropriate ad assicurarsi che tali prodotti non siano immessi sul mercato.
            In caso di disaccordo sui risultati delle inchieste, il caso è sottoposto al comitato che potrà decidere di fare effettuare una perizia.
            Se il comitato giudica che la misura sia:
            
                        a)
                     
                     
                        ingiustificata, l’autorità nazionale della parte che ha adottato la misura deve ritirarla;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        giustificata, le parti adottano le misure adeguate a garantire che prodotti di quel tipo non siano immessi sul mercato.
                     
                  CAPITOLO 10
            
               MACCHINE E MATERIALI PER CANTIERI
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 2000/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 maggio 2000, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto (GU L 162 del 3.7.2000, pag. 1; rettifica nella GU L 311 del 12.12.2000, pag. 51), modificata dalla direttiva 2005/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2005 (GU L 344 del 27.12.2005, pag. 44; rettifica nella GU L 165 del 17.6.2006, pag. 35).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Ordinanza del 22 maggio 2007 sulle emissioni foniche delle macchine e attrezzature destinate a funzionare all’aperto (RU 2007 2827).
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici rispettano i principi generali contenuti nell’allegato 2 del presente accordo, nonché i criteri di valutazione di cui all’allegato IX della direttiva 2000/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.
            
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            1.   Luogo di stabilimento del fabbricante
            
            In deroga all’articolo 4 della direttiva 2000/14/CE è sufficiente che i fabbricanti o i loro mandatari o, in loro assenza, le persone responsabili dell’immissione in commercio o della messa in servizio delle attrezzature siano stabiliti nel territorio di una delle parti.
            2.   Scambio di informazioni
            
            Conformemente all’articolo 9 dell’accordo, le parti si scambiano in particolare le informazioni di cui all’articolo 9 e all’articolo 14, paragrafo 3, della direttiva 2000/14/CE.
            Inoltre, gli organismi di valutazione della conformità riconosciuti ai sensi del presente accordo trasmettono agli altri organismi di valutazione delle conformità le informazioni riguardanti le approvazioni di sistemi di qualità rilasciate o revocate conformemente all’allegato VIII, punto 6, della direttiva 2000/14/CE.
            3.   Rilevazione di dati sul rumore
            
            Le autorità competenti svizzere hanno accesso alla base di dati istituita a norma dell’articolo 16 della direttiva 2000/14/CE. Esse trasmettono alla Commissione e/o all’organismo responsabile della gestione di questa base di dati i dati previsti all’articolo sopramenzionato rilevati in Svizzera affinché essi siano inseriti nella base di dati.
            CAPITOLO 11
            
               STRUMENTI DI MISURA E IMBALLAGGI PRECONFEZIONATI
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 1
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 71/347/CEE del Consiglio, del 12 ottobre 1971, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle misurazioni del peso ettolitrico dei cereali (GU L 239 del 25.10.1971, pag. 1) e successive modifiche
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Direttiva 71/349/CEE del Consiglio, del 12 ottobre 1971, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla stazzatura delle cisterne di natanti (GU L 239 del 25.10.1971, pag. 15) e successive modifiche
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Direttiva 76/765/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di alcolometri e densimetri per alcole (GU L 262 del 27.9.1976, pag. 143) e successive modifiche
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Direttiva 86/217/CEE del Consiglio, del 26 maggio 1986, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai manometri per pneumatici degli autoveicoli (GU L 152 del 6.6.1986, pag. 48) e successive modifiche
                     
                  
                        5.
                     
                     
                        Direttiva 75/106/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1974, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al precondizionamento in volume di alcuni liquidi in imballaggi preconfezionati (GU L 42 del 15.2.1975, pag. 1) e successive modifiche
                     
                  
                        6.
                     
                     
                        Direttiva 75/107/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1974, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle bottiglie impiegate come recipienti-misura (GU L 42 del 15.2.1975, pag. 14) e successive modifiche
                     
                  
                        7.
                     
                     
                        Direttiva 76/211/CEE del Consiglio, del 20 gennaio 1976, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al precondizionamento in massa o in volume di alcuni prodotti in imballaggi preconfezionati (GU L 46 del 21.2.1976, pag. 1) e successive modifiche
                     
                  
                        8.
                     
                     
                        Direttiva 80/232/CEE del Consiglio, del 15 gennaio 1980, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle gamme di quantità nominali e capacità nominali ammesse per taluni prodotti in imballaggi preconfezionati (GU L 51 del 25.2.1980, pag. 1) e successive modifiche
                     
                  
                        9.
                     
                     
                        Direttiva 2007/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che reca disposizioni sulle quantità nominali dei prodotti preconfezionati, abroga le direttive 75/106/CEE e 80/232/CEE del Consiglio e modifica la direttiva 76/211/CEE del Consiglio (GU L 247 del 21.9.2007, pag. 17) applicabile a decorrere dall’11 aprile 2009
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Ordinanza dell’8 giugno 1998 sulla misurazione e indicazione della quantità delle merci misurabili nelle transazioni commerciali (RS 941 281) e successive modifiche
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        Ordinanza del 12 giugno 1998 sulle prescrizioni tecniche concernenti le indicazioni di quantità che figurano sugli imballaggi preconfezionati industriali (RS 941 281.1) e successive modifiche
                     
                  
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                         
                     
                     
                        10.
                     
                     
                        Direttiva 71/316/CEE del Consiglio, del 26 luglio 1971, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle disposizioni comuni agli strumenti di misura ed ai metodi di controllo metrologico, modificata da ultimo dalla direttiva 2007/13/CE della Commissione del 7 marzo 2007 (GU L 73 del 13.3.2007, pag. 10).
                     
                  
                        11.
                     
                     
                        Direttiva 71/317/CEE del Consiglio, del 26 luglio 1971, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai pesi parallelepipedi di precisione media da 5 a 50 chilogrammi e ai pesi cilindrici di precisione media da 1 grammo a 10 chilogrammi (GU L 202 del 6.9.1971, pag. 14).
                     
                  
                        12.
                     
                     
                        Direttiva 74/148/CEE del Consiglio, del 4 marzo 1974, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relativa ai pesi da 1 mg a 50 kg di precisione superiore alla precisione media (GU L 84 del 28.3.1974, pag. 3).
                     
                  
                        13.
                     
                     
                        Direttiva 80/181/CEE del Consiglio, del 20 dicembre 1979, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle unità di misura che abroga la direttiva 71/354/CEE (GU L 39 del 15.2.1980, pag. 40), modificata da ultimo dalla direttiva 1999/103/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 gennaio 2000 (GU L 34 del 9.2.2000, pag. 17).
                     
                  
                        14.
                     
                     
                        Direttiva 76/766/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di tavole alcolometriche (GU L 262 del 27.9.1976, pag. 149).
                     
                  
                        15.
                     
                     
                        Direttiva 90/384/CEE del Consiglio, del 20 giugno 1990, sull’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri in materia di strumenti per pesare a funzionamento non automatico (GU L 189 del 20.7.1990, pag. 1; rettifica nella GU L 258 del 22.9.1990, pag. 35), modificata dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993 (GU L 220 del 30.8.1993, pag. 1).
                     
                  
                        16.
                     
                     
                        Direttiva 2004/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa agli strumenti di misura (GU L 135 del 30.4.2004, pag. 1).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        102.
                     
                     
                        Legge federale del 9 giugno 1977 sulla metrologia (RU 1977 2394), modificata da ultimo il 17 giugno 2005 (RU 2006 2197)
                     
                  
                        103.
                     
                     
                        Ordinanza del 23 novembre 1994 sulle unità (RU 1994 3109)
                     
                  
                        104.
                     
                     
                        Ordinanza del 15 febbraio 2006 sugli strumenti di misurazione (RU 2006 1453)
                     
                  
                        105.
                     
                     
                        Ordinanza del Dipartimento federale di giustizia e polizia del 16 aprile 2004 sugli strumenti per pesare a funzionamento non automatico (RU 2004 2093)
                     
                  
                        106.
                     
                     
                        Ordinanza del Dipartimento federale di giustizia e polizia del 19 marzo 2006 sugli strumenti di misurazione della lunghezza (RU 2006 1433)
                     
                  
                        107.
                     
                     
                        Ordinanza del Dipartimento federale di giustizia e polizia del 19 marzo 2006 sulle misure di volume (RU 2006 1525)
                     
                  
                        108.
                     
                     
                        Ordinanza del Dipartimento federale di giustizia e polizia del 19 marzo 2006 sugli impianti di misurazione di liquidi diversi dall’acqua (RU 2006 1533)
                     
                  
                        109.
                     
                     
                        Ordinanza del Dipartimento federale di giustizia e polizia del 19 marzo 2006 sugli strumenti per pesare a funzionamento automatico (RU 2006 1545)
                     
                  
                        110.
                     
                     
                        Ordinanza del Dipartimento federale di giustizia e polizia del 19 marzo 2006 sui misuratori di energia termica (RU 2006 1569)
                     
                  
                        111.
                     
                     
                        Ordinanza del Dipartimento federale di giustizia e polizia del 19 marzo 2006 sugli strumenti di misurazione delle quantità di gas (RU 2006 1591)
                     
                  
                        112.
                     
                     
                        Ordinanza del Dipartimento federale di giustizia e polizia del 19 marzo 2006 sugli strumenti di misurazione dei gas di scarico dei motori a combustione (RU 2006 1599)
                     
                  
                        113.
                     
                     
                        Ordinanza del Dipartimento federale di giustizia e polizia del 19 marzo 2006 sugli strumenti di misurazione dell’energia e della potenza elettriche (RU 2006 1613)
                     
                  
                        114.
                     
                     
                        Ordinanza del 15 agosto 1986 sui pesi (RU 1986 2022), modificata da ultimo il 21 novembre 1995 (RU 1995 5646)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici rispettano i principi generali contenuti nell’allegato 2 del presente accordo nonché i criteri di valutazione di cui all’allegato V della direttiva 90/384/CEE e all’articolo 12 della direttiva 2004/22/CE, per quanto riguarda i prodotti contemplati da tali direttive.
            
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            1.   Scambio di informazioni
            
            Gli organismi di valutazione della conformità riconosciuti ai sensi del presente accordo mettono periodicamente a disposizione degli Stati membri e delle autorità competenti svizzere le informazioni di cui al punto 1.5 dell’allegato II della direttiva 90/384/CEE.
            Gli organismi di valutazione della conformità riconosciuti ai sensi del presente accordo possono richiedere le informazioni di cui al punto 1.6 dell’allegato II della direttiva 90/384/CEE.
            2.   Imballaggi preconfezionati
            
            La Svizzera riconosce i controlli effettuati conformemente alle disposizioni legislative comunitarie di cui alla sezione I da un organismo comunitario riconosciuto ai sensi del presente accordo per l’immissione sul mercato in Svizzera degli imballaggi preconfezionati comunitari.
            Per quanto riguarda il controllo statistico dei quantitativi dichiarati sugli imballaggi preconfezionati, la Comunità europea riconosce il metodo svizzero di cui agli articoli da 14 a 17 dell’ordinanza sulle prescrizioni tecniche concernenti le indicazioni di quantità che figurano sugli imballaggi preconfezionati industriali (RS 941281.1) come equivalente al metodo comunitario di cui all’allegato II delle direttive 75/106/CEE e 76/211/CEE, modificate dalla direttiva 78/891/CEE. I produttori svizzeri i cui imballaggi preconfezionati sono conformi alla legislazione comunitaria e che sono stati controllati sulla base del metodo svizzero appongono il marchio “e” sui loro prodotti esportati nella CE.
            3.   Apposizione dei marchi
            
            
                        3.1.
                     
                     
                        Ai fini del presente accordo, la direttiva 71/316 CEE del Consiglio, del 26 luglio 1971, è adattata nel modo seguente:
                        
                                    a)
                                 
                                 
                                    all’allegato I, punto 3.1, primo trattino e all’allegato II, punto 3.1.1.1, lettera a), primo trattino, al testo fra parentesi è aggiunto “CH per la Svizzera”;
                                 
                              
                                    b)
                                 
                                 
                                    nei disegni di cui all’allegato II, punto 3.2.1 si aggiunge il seguente disegno:
                                    
                              
                  
                        3.2.
                     
                     
                        In deroga all’articolo 1 del presente accordo, le norme relative ai marchi per gli strumenti di misura immessi sul mercato svizzero sono le seguenti.
                        Il marchio da apporre è il marchio CE e la marcatura metrologica supplementare o il marchio nazionale dello Stato membro CE interessato, come stabilito nell’allegato I, punto 3.1, primo trattino e nell’allegato II, punto 3.1.1.1, primo trattino, della direttiva 71/316/CEE del Consiglio del 26 luglio 1971.
                     
                  4.   Strumenti di misura coperti dalla direttiva 2004/22/CE
            
            4.1.   Scambio di informazioni, vigilanza sul mercato e cooperazione amministrativa
            
            A norma dell’articolo 18 della direttiva 2004/22/CE, le autorità competenti degli Stati membri e della Svizzera si assistono reciprocamente nell’adempimento dei loro obblighi in materia di vigilanza sul mercato.
            In particolare, le autorità competenti si scambiano:
            
                        —
                     
                     
                        le informazioni riguardanti la misura in cui gli strumenti da loro esaminati sono conformi alle disposizioni della direttiva 2004/22/CE e i risultati di tali esami,
                     
                  
                        —
                     
                     
                        gli attestati di esame “CE” del tipo o del progetto, compresi gli allegati, rilasciati dagli organismi notificati ed i supplementi, le modifiche ed i ritiri relativi agli attestati già rilasciati,
                     
                  
                        —
                     
                     
                        le approvazioni dei sistemi di qualità rilasciate dagli organismi notificati e le informazioni sui sistemi di qualità rifiutati o ritirati,
                     
                  
                        —
                     
                     
                        relazioni di valutazione redatte dagli organismi notificati, se così richiesto da altre autorità.
                     
                  Gli Stati membri e la Svizzera devono garantire che tutte le informazioni necessarie relative agli attestati e alle approvazioni dei sistemi qualità siano messe a disposizione degli organismi notificati.
            Ogni parte deve informare l’altra in merito alle autorità competenti che ha designato per lo scambio d’informazioni.
            4.2.   Documentazione tecnica e dichiarazione di conformità
            
            È sufficiente che i fabbricanti, i loro mandatari o le persone responsabili dell’immissione sul mercato tengano la documentazione tecnica e le dichiarazioni di conformità, richieste dalle autorità nazionali ai fini delle ispezioni, a disposizione sul territorio di una delle parti per un periodo di almeno dieci anni a decorrere dall’ultima data di fabbricazione del prodotto.
            Le parti s’impegnano a trasmettere tutta la documentazione pertinente su richiesta delle autorità dell’altra parte.
            CAPITOLO 12
            
               VEICOLI A MOTORE
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 70/156/CEE del Consiglio, del 6 febbraio 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio, del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Direttiva 70/157/CEE del Consiglio, del 6 febbraio 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al livello sonoro ammissibile e al dispositivo di scappamento dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Direttiva 70/220/CEE del Consiglio, del 20 marzo 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle misure da adottare contro l’inquinamento atmosferico con i gas prodotti dai motori ad accensione comandata dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Direttiva 70/221/CEE del Consiglio, del 20 marzo 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai serbatoi di carburante liquido e ai dispositivi di protezione posteriori dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        5.
                     
                     
                        Direttiva 70/222/CEE del Consiglio, del 20 marzo 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri all’alloggiamento ed al montaggio delle targhe posteriori d’immatricolazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi (GU L 76 del 6.4.1970, pag. 25), adattata da ultimo dalla decisione del Consiglio del 25 aprile 2005 (GU L 157 del 21.6.2005, pag. 9).
                     
                  
                        6.
                     
                     
                        Direttiva 70/311/CEE del Consiglio, dell’8 giugno 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di sterzo dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 1999/7/CE della Commissione del 26 gennaio 1999 (GU L 40 del 13.2.1999, pag. 36).
                     
                  
                        7.
                     
                     
                        Direttiva 70/387/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1970, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle porte dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2001/31/CE della Commissione dell’8 maggio 2001 (GU L 130 del 12.5.2001, pag. 33).
                     
                  
                        8.
                     
                     
                        Direttiva 70/388/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1970, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al segnalatore acustico dei veicoli a motore (rettifica nella GU L 329 del 25.11.1982, pag. 31), modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        9.
                     
                     
                        Direttiva 71/127/CEE del Consiglio, del 1o marzo 1971, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai retrovisori dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        10.
                     
                     
                        Direttiva 71/320/CEE del Consiglio, del 26 luglio 1971, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla frenatura di talune categorie di veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        11.
                     
                     
                        Direttiva 72/245/CEE del Consiglio, del 20 giugno 1972, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla soppressione delle perturbazioni radioelettriche provocate dai motori ad accensione comandata dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        12.
                     
                     
                        Direttiva 72/306/CEE del Consiglio, del 2 agosto 1972, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle misure da adottare contro l’inquinamento prodotto dai motori diesel destinati alla propulsione dei veicoli, modificata da ultimo dalla direttiva 2005/21/CE della Commissione del 7 marzo 2005 (GU L 61 dell’8.3.2005, pag. 25).
                     
                  
                        13.
                     
                     
                        Direttiva 74/60/CEE del Consiglio, del 17 dicembre 1973, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle finiture interne dei veicoli a motore (parti interne dell’abitacolo diverse dal o dai retrovisori interni, disposizione degli organi di comando, tetto o tetto apribile, schienale e parte posteriore dei sedili) (rettifica nella GU L 215 del 6.8.1974, pag. 20), modificata da ultimo dalla direttiva 2000/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 febbraio 2000 (GU L 87 dell’8.4.2000, pag. 22).
                     
                  
                        14.
                     
                     
                        Direttiva 74/61/CEE del Consiglio, del 17 dicembre 1973 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione contro un impiego non autorizzato dei veicoli a motore (rettifica nella GU L 215 del 6.8.1974, pag. 20), modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        15.
                     
                     
                        Direttiva 74/297/CEE del Consiglio, del 4 giugno 1974, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle finiture interne dei veicoli a motore (comportamento del dispositivo di guida in caso di urto), modificata da ultimo dalla direttiva 91/662/CEE della Commissione del 6 dicembre 1991 (GU L 366 del 31.12.1991, pag. 1, rettifiche nella GU L 172 del 27.6.1992, pag. 86 e nella GU L 256 del 2.9.1992, pag. 15).
                     
                  
                        16.
                     
                     
                        Direttiva 74/408/CEE del Consiglio, del 22 luglio 1974, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle finiture interne dei veicoli a motore (resistenza dei sedili e del loro ancoraggio), modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        17.
                     
                     
                        Direttiva 74/483/CEE del Consiglio, del 17 settembre 1974, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relativa alle sporgenze esterne dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 2007/15/CE della Commissione del 14 marzo 2007 (GU L 75 del 15.3.2007, pag. 21).
                     
                  
                        18.
                     
                     
                        Direttiva 75/443/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1975, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla retromarcia e al tachimetro (indicatore di velocità) dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 97/39/CE della Commissione del 24 giugno 1997 (GU L 177 del 5.7.1997, pag. 15).
                     
                  
                        19.
                     
                     
                        Direttiva 76/114/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1975, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle targhette ed alle iscrizioni regolamentari nonché alla loro posizione e modo di fissaggio per i veicoli a motore e i loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        20.
                     
                     
                        Direttiva 76/115/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1975, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli ancoraggi delle cinture di sicurezza dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 2005/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005 (GU L 255 del 30.9.2005, pag. 149).
                     
                  
                        21.
                     
                     
                        Direttiva 76/756/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all’installazione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2007/35/CE della Commissione del 18 giugno 2007 (GU L 157 del 19.6.2007, pag. 14)
                     
                  
                        22.
                     
                     
                        Direttiva 76/757/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai catadiottri dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        23.
                     
                     
                        Direttiva 76/758/CEE del Consiglio del 27 luglio 1976 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle luci d’ingombro, alle luci di posizione anteriori, alle luci di posizione posteriori e alle luci di arresto dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        24.
                     
                     
                        Direttiva 76/759/CEE del Consiglio del 27 luglio 1976 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli indicatori luminosi di direzione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        25.
                     
                     
                        Direttiva 76/760/CEE del Consiglio del 27 luglio 1976 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi d’illuminazione della targa d’immatricolazione posteriore dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        26.
                     
                     
                        Direttiva 76/761/CEE del Consiglio del 27 luglio 1976 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai proiettori dei veicoli a motore con funzione di fari abbaglianti e/o anabbaglianti nonché di quelle relative alle lampade ad incandescenza per tali proiettori, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        27.
                     
                     
                        Direttiva 76/762/CEE del Consiglio del 27 luglio 1976 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai proiettori fendinebbia anteriori dei veicoli a motore nonché alle lampade per tali proiettori, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        28.
                     
                     
                        Direttiva 77/389/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di rimorchio dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 96/64/CE della Commissione del 2 ottobre 1996 (GU L 258 dell’11.10.1996, pag. 26).
                     
                  
                        29.
                     
                     
                        Direttiva 77/538/CEE del Consiglio del 28 giugno 1977 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai proiettori fendinebbia posteriori dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        30.
                     
                     
                        Direttiva 77/539/CEE del Consiglio del 28 giugno 1977 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai proiettori di retromarcia dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        31.
                     
                     
                        Direttiva 77/540/CEE del Consiglio del 28 giugno 1977 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle luci di stazionamento dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        32.
                     
                     
                        Direttiva 77/541/CEE del Consiglio del 28 giugno 1977 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle cinture di sicurezza e ai sistemi di ritenuta dei veicoli a motore (rettifica nella GU L 296 del 14.10.1989, pag. 40), modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        33.
                     
                     
                        Direttiva 77/649/CEE del Consiglio del 27 settembre 1977 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relativa al campo di visibilità del conducente dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 90/630/CEE della Commissione del 30 ottobre 1990 (GU L 341 del 6.12.1990, pag. 20).
                     
                  
                        34.
                     
                     
                        Direttiva 78/316/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1977 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla sistemazione interna dei veicoli a motore (identificazione di comandi, spie ed indicatori), modificata da ultimo dalla direttiva 94/53/CE della Commissione del 15 novembre 1994 (GU L 299 del 22.11.1994, pag. 26).
                     
                  
                        35.
                     
                     
                        Direttiva 78/317/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1977 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di sbrinamento e di disappannamento delle superfici vetrate dei veicoli a motore (GU L 81 del 28.3.1978, pag. 27; rettifica nella GU L 194 del 19.7.1978, pag. 30)
                     
                  
                        36.
                     
                     
                        Direttiva 78/318/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1977 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai tergicristallo e ai lavacristallo dei veicoli a motore (rettifica nella GU L 194 del 19.7.1978, pag. 30), modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        37.
                     
                     
                        Direttiva 78/549/CEE del Consiglio del 12 giugno 1978 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai parafanghi delle ruote dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 94/78/CE della Commissione del 21 dicembre 1994 (GU L 354 del 31.12.1994, pag. 10).
                     
                  
                        38.
                     
                     
                        Direttiva 78/932/CEE del Consiglio del 16 ottobre 1978 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai poggiatesta dei sedili dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        39.
                     
                     
                        Direttiva 80/1268/CEE del Consiglio del 16 dicembre 1980 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al consumo di carburante dei veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 2004/3/CE del Consiglio e del Parlamento europeo dell’11 febbraio 2004 (GU L 49 del 19.2.2004, pag. 36).
                     
                  
                        40.
                     
                     
                        Direttiva 80/1269/CEE del Consiglio del 16 dicembre 1980 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla potenza dei motori degli autoveicoli, modificata da ultimo dalla direttiva 1999/99/CE della Commissione del 15 dicembre 1999 (GU L 334 del 28.12.1999, pag. 32)
                     
                  
                        41.
                     
                     
                        Direttiva 88/77/CEE del Consiglio del 3 dicembre 1987 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da prendere contro l’emissione di gas inquinanti prodotti dai motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione dei veicoli, modificata da ultimo dalla direttiva 2005/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 275 del 20.10.2005, pag. 1).
                     
                  
                        42.
                     
                     
                        Direttiva 89/297/CEE del Consiglio del 13 aprile 1989 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla protezione laterale di taluni veicoli a motore e dei loro rimorchi (GU L 124 del 5.5.1989, pag. 1).
                     
                  
                        43.
                     
                     
                        Direttiva 91/226/CEE del Consiglio del 27 marzo 1991 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi antispruzzi di alcuni veicoli a motore e dei loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        44.
                     
                     
                        Direttiva 92/21/CEE del Consiglio del 31 marzo 1992 relativa alle masse e alle dimensioni dei veicoli a motore della categoria M1, modificata da ultimo dalla direttiva 95/48/CE della Commissione del 20 settembre 1995 (GU L 233 del 30.9.1995, pag. 73; rettifiche nella GU L 252 del 20.10.1995, pag. 27, nella GU L 304 del 16.12.1995, pag. 60 e nella GU L 17 del 19.1.2001, pag. 38).
                     
                  
                        45.
                     
                     
                        Direttiva 92/22/CEE del Consiglio del 31 marzo 1992 relativa ai vetri di sicurezza ed ai materiali per vetri sui veicoli a motore e sui loro rimorchi, modificata da ultimo dalla direttiva 2001/92/CE della Commissione del 30 ottobre 2001 (GU L 291 dell’8.11.2001, pag. 24).
                     
                  
                        46.
                     
                     
                        Direttiva 92/23/CEE del Consiglio del 31 marzo 1992 relativa ai pneumatici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi nonché al loro montaggio, modificata da ultimo dalla direttiva 2005/11/CE della Commissione del 16 febbraio 2005 (GU L 46 del 17.2.2005, pag. 42).
                     
                  
                        47.
                     
                     
                        Direttiva 92/24/CEE del Consiglio del 31 marzo 1992 relativa ai dispositivi di limitazione della velocità o sistemi analoghi di limitazione della velocità montati a bordo di talune categorie di veicoli a motore (GU L 129 del 14.5.1992, pag. 154), modificata da ultimo dalla direttiva 2004/11/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 febbraio 2004 (GU L 44 del 14.2.2004, pag. 19).
                     
                  
                        48.
                     
                     
                        Direttiva 92/114/CEE del Consiglio del 17 dicembre 1992 relativa alle sporgenze esterne poste anteriormente al pannello posteriore della cabina dei veicoli a motore della categoria N (GU L 409 del 31.12.1992, pag. 17).
                     
                  
                        49.
                     
                     
                        Direttiva 94/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 1994 concernente i dispositivi di attacco meccanico dei veicoli a motore e dei loro rimorchi ed il loro agganciamento a detti veicoli (rettifica nella GU L 130 del 18.5.2006, pag. 43), modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        50.
                     
                     
                        Direttiva 95/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 ottobre 1995 relativa al comportamento alla combustione dei materiali usati per l’allestimento interno di talune categorie di veicoli a motore, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        51.
                     
                     
                        Direttiva 96/27/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 maggio 1996 sulla protezione degli occupanti dei veicoli a motore in caso di urto laterale e che modifica la direttiva 70/156/CEE (GU L 169 dell’8.7.1996, pag. 1; rettifica nella GU L 102 del 19.4.1997, pag. 46).
                     
                  
                        52.
                     
                     
                        Direttiva 96/79/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 1996 sulla protezione degli occupanti dei veicoli a motore in caso di urto frontale e che modifica la direttiva 70/156/CEE (rettifica nella GU L 83 del 25.3.1997, pag. 23), modificata da ultimo dalla direttiva 1999/98/CE della Commissione del 15 dicembre 1999 (GU L 9 del 13.1.2000, pag. 14).
                     
                  
                        53.
                     
                     
                        Direttiva 97/27/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 luglio 1997 concernente le masse e le dimensioni di alcune categorie di veicoli a motore e dei loro rimorchi e che modifica la direttiva 70/156/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 2003/19/CE della Commissione del 21 marzo 2003 (GU L 79 del 26.3.2003, pag. 6).
                     
                  
                        54.
                     
                     
                        Direttiva 98/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 dicembre 1998 riguardante i veicoli a motore e i loro rimorchi destinati al trasporto di merci pericolose su strada e che modifica la direttiva 70/156/CEE relativa all’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi (GU L 11 del 16.1.1999, pag. 25).
                     
                  
                        55.
                     
                     
                        Direttiva 2000/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2000 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione antincastro anteriori dei veicoli a motore che modifica la direttiva 70/156/CEE del Consiglio, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        56.
                     
                     
                        Direttiva 2001/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 settembre 2001 relativa al riscaldamento dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, che modifica la direttiva 70/156/CEE del Consiglio e abroga la direttiva 78/548/CEE del Consiglio, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        57.
                     
                     
                        Direttiva 2001/85/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 novembre 2001 relativa alle disposizioni speciali da applicare ai veicoli adibiti al trasporto passeggeri aventi più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente e recante modifica delle direttive 70/156/CEE e 97/27/CE (rettifica nella GU L 125 del 21.5.2003, pag. 14), modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        58.
                     
                     
                        Direttiva 2003/97/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 10 novembre 2003 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all’omologazione dei dispositivi per la visione indiretta e dei veicoli muniti di tali dispositivi, che modifica la direttiva 70/156/CEE e abroga la direttiva 71/127/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        59.
                     
                     
                        Direttiva 2003/102/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 novembre 2003 relativa alla protezione dei pedoni e degli altri utenti della strada vulnerabili prima e in caso di urto con un veicolo a motore e che modifica la direttiva 70/156/CEE del Consiglio, integrata dalla decisione 2004/90/CE della Commissione del 23 dicembre 2003 (GU L 31 del 4.2.2004, pag. 21; rettifica nella GU L 25 dell’1.2.2007, pag. 12).
                     
                  
                        60.
                     
                     
                        Direttiva 2004/108/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2004 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CEE (GU L 390 del 31.12.2004, pag. 24).
                     
                  
                        61.
                     
                     
                        Direttiva 2005/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 settembre 2005, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da prendere contro l’emissione di inquinanti gassosi e di particolato prodotti dai motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di veicoli e contro l’emissione di inquinanti gassosi prodotti dai motori ad accensione comandata alimentati con gas naturale o con gas di petrolio liquefatto destinati alla propulsione di veicoli, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/81/CE della Commissione del 23 ottobre 2006 (GU L 362 del 20.12.2006, pag. 92).
                     
                  
                        62.
                     
                     
                        Direttiva 2005/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2005 sull’omologazione dei veicoli a motore per quanto riguarda la loro riutilizzabilità, riciclabilità e recuperabilità e che modifica la direttiva 70/156/CEE del Consiglio (GU L 310 del 25.11.2005, pag. 10).
                     
                  
                        63.
                     
                     
                        Direttiva 2005/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, relativa all’impiego di sistemi di protezione frontale sui veicoli a motore e recante modifica della direttiva 70/156/CEE del Consiglio (GU L 309 del 25.11.2005, pag. 37).
                     
                  
                        64.
                     
                     
                        Direttiva 2006/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 maggio 2006 relativa alle emissioni degli impianti di condizionamento d’aria dei veicoli a motore, che modifica la direttiva 70/156/CEE del Consiglio (GU L 161 del 14.6.2006, pag. 12).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Ordinanza del 19 giugno 1995 concernente le esigenze tecniche per gli autoveicoli di trasporto e i loro rimorchi (RU 1995 4145), modificata da ultimo il 28 marzo 2007 (RU 2007 2177)
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        Ordinanza del 19 giugno 1995 concernente l’approvazione del tipo di veicoli stradali (RU 1995 3997), modificata da ultimo il 29 novembre 2006 (RU 2007 95)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli Organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici fanno riferimento alle loro disposizioni legislative, regolamentari e amministrative di cui alla sezione I.
            
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            Le disposizioni della presente sezione si applicano esclusivamente alle relazioni tra la Svizzera, da una parte, e la Comunità europea, dall’altra.
            1.   Scambio d’informazioni
            
            Le autorità competenti che rilasciano l’omologazione in Svizzera e negli Stati membri scambiano in particolare le informazioni di cui all’articolo 4, paragrafi 5 e 6, della direttiva 70/156/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
            Se la Svizzera o gli Stati membri rifiutano di accordare un’omologazione conformemente all’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 70/156/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81), le loro autorità competenti se ne informano reciprocamente indicando i motivi delle loro decisioni. Le autorità competenti svizzere ne informano anche la Commissione.
            2.   Riconoscimento delle omologazioni per tipo di veicolo
            
            La Svizzera riconosce anche le omologazioni per tipo di veicolo rilasciate prima dell’entrata in vigore dell’accordo in conformità della direttiva 70/156/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81), dalle autorità competenti in materia di omologazioni se tale omologazione è ancora in vigore nella CE.
            La Comunità europea riconosce le omologazioni per tipo di veicolo stabilite dalla Svizzera se i requisiti svizzeri sono giudicati equivalenti ai requisiti della direttiva 70/156/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
            Il riconoscimento delle omologazioni rilasciate dalla Svizzera viene sospeso qualora la Svizzera non adegui la sua legislazione a tutta la legislazione comunitaria in vigore in materia di omologazione.
            3.   Clausole di salvaguardia delle omologazioni per tipo di veicolo
            
            
               Immatricolazione e messa in servizio
            
            
                        1.
                     
                     
                        Ciascuno Stato membro e la Svizzera immatricolano i veicoli nuovi o ne consentono la vendita o la messa in servizio per motivi attinenti alla loro fabbricazione e al loro funzionamento se e solo se detti veicoli sono accompagnati da un certificato di conformità valido. Nel caso di veicoli incompleti, ciascuno Stato membro e la Svizzera non possono vietarne la vendita, ma possono rifiutarne l’immatricolazione permanente o l’entrata in servizio finché non sono completati.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Ciascuno Stato membro e la Svizzera permettono la vendita o la messa in servizio di componenti o di entità tecniche se e solo se dette componenti o entità tecniche soddisfano i requisiti della specifica direttiva pertinente o i requisiti della legislazione svizzera corrispondente.
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Se uno Stato membro o la Svizzera stabilisce che determinati veicoli, componenti o entità tecniche di un particolare tipo, benché accompagnati da un certificato di conformità in corso di validità o marcati in maniera adeguata, compromettono gravemente la sicurezza stradale, detto Stato membro o la Svizzera può, per un periodo massimo di sei mesi, rifiutare di immatricolare detti veicoli o vietare la vendita o la messa in servizio sul loro territorio di detti veicoli, componenti o entità tecniche. Lo Stato membro in questione o la Svizzera ne informa immediatamente gli altri Stati membri, la Svizzera e la Commissione, indicando i motivi della propria decisione. Se la Svizzera o lo Stato membro che ha proceduto all’omologazione contesta i presunti rischi per la sicurezza stradale che gli sono stati notificati, la Svizzera o gli Stati membri interessati si adoperano per risolvere la controversia. La Commissione e il Comitato sono tenuti informati e procedono, se del caso, alle opportune consultazioni per trovare una soluzione.
                     
                  
               Misure relative alla conformità della produzione
            
            
                        1.
                     
                     
                        Quando procede a un’omologazione, uno Stato membro o la Svizzera prende le misure previste all’allegato X della direttiva quadro 70/156/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81), per quanto riguarda detta omologazione, al fine di verificare, se del caso in cooperazione con le autorità competenti in materia di omologazione degli altri Stati membri o della Svizzera, se siano state adottate le misure necessarie per garantire che i veicoli, i sistemi, le componenti o le entità tecniche prodotti siano conformi al tipo omologato.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Quando ha proceduto a un’omologazione, uno Stato membro o la Svizzera prende le misure previste all’allegato X della direttiva quadro 70/156/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81), per quanto riguarda detta omologazione, al fine di verificare, se del caso in cooperazione con le autorità competenti in materia di omologazione degli altri Stati membri o della Svizzera, se le misure di cui al paragrafo 1 continuino ad essere adeguate e che i veicoli, i sistemi, le componenti o le entità tecniche prodotti continuino ad essere conformi al tipo omologato. La verifica volta a garantire che i prodotti siano conformi al tipo omologato si limita alle procedure di cui alla sezione 2 dell’allegato X della direttiva quadro 70/156/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81) e di cui alle direttive contenenti requisiti specifici.
                     
                  
               Non conformità al tipo omologato
            
            
                        1.
                     
                     
                        Vi è non conformità al tipo omologato quando, rispetto alla scheda di omologazione e/o al fascicolo di omologazione, si constatano divergenze che non sono state autorizzate, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3 o paragrafo 4, dalla Svizzera o dallo Stato membro che ha proceduto all’omologazione. Un veicolo non può essere considerato non conforme al tipo omologato quando le tolleranze previste da specifiche direttive sono rispettate.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Se la Svizzera o uno Stato membro che ha proceduto a un’omologazione constata che determinati veicoli, componenti o entità tecniche accompagnati da un certificato di conformità o recanti un marchio di omologazione non sono conformi al tipo che ha omologato, la Svizzera o detto Stato membro prende le misure necessarie affinché i veicoli, le componenti o le entità tecniche prodotti ritornino ad essere conformi al tipo omologato. Le autorità competenti in materia di omologazione della Svizzera o dello Stato membro notificano ai loro corrispondenti degli Stati membri e/o della Svizzera le misure adottate, che possono andare sino al ritiro dell’omologazione.
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Se uno Stato membro o la Svizzera stabilisce che determinati veicoli, componenti o entità tecniche accompagnati da un certificato di conformità o recanti un marchio di omologazione non sono conformi al tipo che ha omologato, detto Stato membro o la Svizzera può chiedere alla Svizzera o allo Stato membro che ha proceduto all’omologazione di verificare se i veicoli, le componenti o le entità tecniche prodotti siano conformi al tipo omologato. Tale verifica deve essere effettuata il più presto possibile e comunque entro i sei mesi successivi alla data della domanda.
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Nel caso di:
                        
                                     
                                 
                                 
                                    un’omologazione per tipo di veicolo, qualora la non conformità di un veicolo derivi esclusivamente dalla non conformità di un sistema, di una componente o di un’entità tecnica,
                                    o
                                 
                              
                                     
                                 
                                 
                                    un’omologazione per tipo in varie tappe, qualora la non conformità di un veicolo completo derivi esclusivamente dalla non conformità di un sistema, di una componente o di un’entità tecnica che fa parte integrante del veicolo incompleto, o dello stesso veicolo incompleto, le autorità competenti per l’omologazione del veicolo chiedono alla Svizzera, allo Stato membro o agli Stati membri che hanno rilasciato l’omologazione del sistema, della componente, dell’entità tecnica o del veicolo incompleto di prendere le misure necessarie affinché i veicoli prodotti ritornino ad essere conformi al tipo omologato. Tali misure dovranno essere prese il più presto possibile e comunque entro i sei mesi successivi alla data della domanda, se del caso in cooperazione con la Svizzera o con lo Stato membro che l’ha formulata.
                                 
                              Quando è stata dimostrata una non conformità, le autorità competenti in materia di omologazione della Svizzera o dello Stato membro che hanno omologato il sistema, la componente o l’entità tecnica oppure il veicolo incompleto in questione prendono le misure di cui all’articolo 11, paragrafo 2, della direttiva 70/156/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        5.
                     
                     
                        Le autorità competenti in materia di omologazione degli Stati membri e della Svizzera si informano reciprocamente, entro il termine di un mese, del ritiro di un’omologazione e dei motivi che giustificano detta misura.
                     
                  
                        6.
                     
                     
                        Se la Svizzera o lo Stato membro che ha proceduto all’omologazione contesta il difetto di conformità di cui è stato informato, gli Stati membri interessati e la Svizzera si adoperano per risolvere la controversia. La Commissione e il Comitato sono tenuti informati e procedono, se del caso, alle opportune consultazioni per trovare una soluzione.
                     
                  CAPITOLO 13
            
               TRATTORI AGRICOLI O FORESTALI
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 74/151/CEE del Consiglio del 4 marzo 1974 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative a taluni elementi e caratteristiche dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/26/CE della Commissione del 2 marzo 2006 (GU L 65 del 7.3.2006, pag. 22).
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Direttiva 74/152/CEE del Consiglio del 4 marzo 1974 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla velocità massima per costruzione e alle piattaforme di carico dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 98/89/CE della Commissione del 20 novembre 1998 (GU L 322 dell’1.12.1998, pag. 40).
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Direttiva 74/346/CEE del Consiglio del 25 giugno 1974 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai retrovisori dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 98/40/CE della Commissione dell’8 giugno 1998 (GU L 171 del 17.6.1998, pag. 28).
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Direttiva 74/347/CEE del Consiglio del 25 giugno 1974 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relativa al campo di visibilità e ai tergicristallo dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 97/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 settembre 1997 (GU L 277 del 10.10.1997, pag. 24).
                     
                  
                        5.
                     
                     
                        Direttiva 75/321/CEE del Consiglio del 20 maggio 1975 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al dispositivo di sterzo dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 98/39/CE della Commissione del 5 giugno 1998 (GU L 170 del 16.6.1998, pag. 15).
                     
                  
                        6.
                     
                     
                        Direttiva 75/322/CEE del Consiglio del 20 maggio 1975 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla soppressione dei disturbi radioelettrici provocati dai motori ad accensione comandata dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        7.
                     
                     
                        Direttiva 76/432/CEE del Consiglio del 6 aprile 1976 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla frenatura dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 97/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 settembre 1997 (GU L 277 del 10.10.1997, pag. 24)
                     
                  
                        8.
                     
                     
                        Direttiva 76/763/CEE del Consiglio del 27 luglio 1976 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai sedili per accompagnatori dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 1999/86/CE del Consiglio dell’11 novembre 1999 (GU L 297 del 18.11.1999, pag. 22; rettifica nella GU L 87 dell’8.4.2000, pag. 34)
                     
                  
                        9.
                     
                     
                        Direttiva 77/311/CEE del Consiglio del 29 marzo 1977 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al livello sonoro all’orecchio dei conducenti dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/26/CE della Commissione del 2 marzo 2006 (GU L 65 del 7.3.2006, pag. 22).
                     
                  
                        10.
                     
                     
                        Direttiva 77/536/CEE del Consiglio del 28 giugno 1977 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        11.
                     
                     
                        Direttiva 77/537/CEE del Consiglio del 28 giugno 1977 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle misure da adottare contro l’inquinamento prodotto dai motori diesel destinati alla propulsione dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 97/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 settembre 1997 (GU L 277 del 10.10.1997, pag. 24).
                     
                  
                        12.
                     
                     
                        Direttiva 78/764/CEE del Consiglio del 25 luglio 1978 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al sedile del conducente dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        13.
                     
                     
                        Direttiva 78/933/CEE del Consiglio del 17 ottobre 1978 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all’installazione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/26/CE della Commissione del 2 marzo 2006 (GU L 65 del 7.3.2006, pag. 22).
                     
                  
                        14.
                     
                     
                        Direttiva 79/532/CEE del Consiglio del 17 maggio 1979 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all’omologazione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 97/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 settembre 1997 (GU L 277 del 10.10.1997, pag. 24).
                     
                  
                        15.
                     
                     
                        Direttiva 79/533/CEE del Consiglio del 17 maggio 1979 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al dispositivo di rimorchio e alla retromarcia dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 99/58/CE della Commissione del 7 giugno 1999 (GU L 148 del 15.6.1999, pag. 37).
                     
                  
                        16.
                     
                     
                        Direttiva 79/622/CEE del Consiglio del 25 giugno 1979 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote (prove statiche), modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        17.
                     
                     
                        Direttiva 80/720/CEE del Consiglio del 24 giugno 1980 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative allo spazio di manovra, ai mezzi di accesso al posto di guida, nonché agli sportelli ed ai finestrini dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 97/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 settembre 1997 (GU L 277 del 10.10.1997, pag. 24).
                     
                  
                        18.
                     
                     
                        Direttiva 86/297/CEE del Consiglio del 26 maggio 1986 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle prese di forza dei trattori agricoli e forestali a ruote ed alla relativa protezione, modificata da ultimo dalla direttiva 97/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 settembre 1997 (GU L 277 del 10.10.1997, pag. 24).
                     
                  
                        19.
                     
                     
                        Direttiva 86/298/CEE del Consiglio del 26 maggio 1986 relativa ai dispositivi di protezione, del tipo a due montanti posteriori, in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote a carreggiata stretta, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        20.
                     
                     
                        Direttiva 86/415/CEE del Consiglio del 24 luglio 1986 relativa all’installazione, all’ubicazione, al funzionamento e all’identificazione dei comandi dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva 97/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 settembre 1997 (GU L 277 del 10.10.1997, pag. 24).
                     
                  
                        21.
                     
                     
                        Direttiva 87/402/CEE del Consiglio del 25 giugno 1987 relativa ai dispositivi di protezione, in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote, a carreggiata stretta, montati anteriormente, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        22.
                     
                     
                        Direttiva 89/173/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1988 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative a taluni elementi e caratteristiche dei trattori agricoli o forestali a ruote (rettifica nella GU L 176 del 6.7.2007, pag. 42), modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        23.
                     
                     
                        Direttiva 2000/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 maggio 2000 relativa a misure contro l’emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai motori destinati alla propulsione dei trattori agricoli o forestali e recante modificazione della direttiva 74/150/CEE del Consiglio, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        24.
                     
                     
                        Direttiva 2003/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003 relativa all’omologazione dei trattori agricoli o forestali, dei loro rimorchi e delle loro macchine intercambiabili trainate, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche di tali veicoli e abroga la direttiva 74/150/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Ordinanza del 19 giugno 1995 concernente le esigenze tecniche per i trattori agricoli (RU 1995 4171), modificata da ultimo il 28 marzo 2007 (RU 2007 2181)
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        Ordinanza del 19 giugno 1995 concernente l’approvazione del tipo di veicoli stradali (RU 1995 3997), modificata da ultimo il 29 novembre 2006 (RU 2007 95)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità designatrici notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità designatrici fanno riferimento alle loro disposizioni legislative, regolamentari e amministrative di cui alla sezione I.
            
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            Le disposizioni della presente sezione si applicano esclusivamente alle relazioni tra la Svizzera, da una parte, e la Comunità europea, dall’altra.
            1.   Scambio di informazioni
            
            Le competenti autorità svizzere e dello Stato membro si comunicano reciprocamente i veicoli, i sistemi, le componenti e le entità tecniche conformi (articoli 4, 6, 8 e 9 della direttiva 2003/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativa all’omologazione dei trattori agricoli o forestali, dei loro rimorchi e delle loro macchine intercambiabili trainate, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche di tali veicoli e abroga la direttiva 74/150/CEE, come modificata da ultimo) o non conformi (articoli 14 e 16 della direttiva 2003/37/CE, come modificata da ultimo) immessi sul mercato.
            Se la Svizzera o gli Stati membri rifiutano di accordare un’omologazione conformemente all’articolo 4 della direttiva 2003/37/CE, come modificata da ultimo, le loro autorità competenti se ne informano reciprocamente indicando i motivi delle loro decisioni.
            2.   Riconoscimento delle omologazioni per tipo di veicolo
            
            La Svizzera riconosce anche le omologazioni di trattori o di singole componenti tecniche rilasciate prima dell’entrata in vigore del presente accordo in conformità delle direttive 74/150/CEE o 2003/37/CE, come da ultimo modificate, ad opera delle autorità responsabili dell’omologazione negli Stati membri dell’UE se l’omologazione è ancora in vigore nella CE.
            La Comunità europea riconosce le omologazioni stabilite dalla Svizzera se i requisiti svizzeri sono giudicati equivalenti ai requisiti della direttiva 2003/37/CE, come modificata da ultimo.
            Il riconoscimento delle omologazioni rilasciate dalla Svizzera viene sospeso qualora la Svizzera non adegui la sua legislazione a tutta la legislazione comunitaria in vigore in materia di omologazione.
            3.   Clausole di salvaguardia delle omologazioni per tipo di veicolo
            
            
               Immatricolazione e messa in servizio
            
            
                        1.
                     
                     
                        Ciascuno Stato membro e la Svizzera consentono l’immatricolazione, la vendita o la messa in servizio di trattori nuovi per motivi attinenti alla loro fabbricazione e al loro funzionamento se e solo se questi sono accompagnati da un certificato di conformità valido.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Ciascuno Stato membro e la Svizzera permettono la vendita o la messa in servizio di entità tecniche se e solo se queste soddisfano i requisiti della specifica direttiva pertinente o i requisiti della legislazione svizzera corrispondente.
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Se uno Stato membro o la Svizzera stabilisce che un determinato tipo di trattori, benché accompagnato da un certificato di conformità in corso di validità, rappresenti un pericolo per la sicurezza stradale o per la sicurezza sul lavoro, detto Stato membro o la Svizzera può, per un periodo massimo di sei mesi, rifiutare di immatricolare nuovi trattori di quel tipo o vietarne la vendita, la messa in servizio o l’uso sul suo territorio. Lo Stato membro in questione o la Svizzera ne informa immediatamente gli altri Stati membri, la Svizzera e la Commissione, indicando i motivi della propria decisione. Entro sei settimane la Commissione consulta lo Stato (Stato membro o Svizzera) interessato dalla controversia. La Commissione stabilisce se la misura sia giustificata o meno e applica la procedura di cui all’articolo 16 della direttiva 2003/37/CE.
                     
                  
               Misure relative alla conformità della produzione
            
            
                        1.
                     
                     
                        Quando procede a un’omologazione, uno Stato membro o la Svizzera prende le misure previste all’allegato IV della direttiva 2003/37/CE al fine di verificare, se del caso in cooperazione con le autorità competenti in materia di omologazione degli altri Stati membri o della Svizzera, se siano state adottate le misure necessarie per garantire che i veicoli, i sistemi, le componenti o le entità tecniche prodotti siano conformi al tipo omologato. Questa verifica si limita alle procedure di cui alla sezione 2 dell’allegato IV della direttiva 2003/37/CE.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Quando ha proceduto ad un’omologazione, uno Stato membro o la Svizzera prende le misure necessarie per essere informato dell’eventuale sospensione della produzione nonché di ogni eventuale modifica delle indicazioni che figurano sulla scheda informativa. Se lo Stato in questione constata che una modifica apportata alla scheda informativa giustifichi nuove verifiche o nuovi collaudi ed esiga pertanto una modifica della scheda di omologazione esistente o la compilazione di una nuova scheda di omologazione, le autorità competenti di questo Stato informano il fabbricante e trasmettono questi nuovi documenti alle autorità competenti degli altri Stati membri o della Svizzera, entro il termine di un mese a decorrere dalla data della loro compilazione.
                     
                  
               Non conformità al tipo omologato
            
            
                        1.
                     
                     
                        Vi è non conformità al tipo omologato quando, rispetto alla scheda di omologazione CE e/o al fascicolo di omologazione, si constatano divergenze che non sono state autorizzate, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3, della direttiva 2003/37/CE come modificata da ultimo, dalla Svizzera o dallo Stato membro che ha proceduto all’omologazione. Un veicolo non può essere considerato non conforme al tipo omologato quando le tolleranze previste da specifiche direttive sono rispettate.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Se la Svizzera o uno Stato membro che ha proceduto a un’omologazione constata che determinati veicoli, componenti o entità tecniche accompagnati da un certificato di conformità o recanti un marchio di omologazione CE non sono conformi al tipo che ha omologato, la Svizzera o detto Stato membro prende le misure necessarie affinché la fabbricazione sia conforme al tipo omologato. Le autorità competenti in materia di omologazione della Svizzera o dello Stato membro in questione informano i loro omologhi degli Stati membri e/o della Svizzera delle misure adottate, che possono andare sino alla revoca dell’omologazione. Dette autorità adottano disposizioni simili se vengono informate dalle autorità competenti in materia di omologazione di un altro Stato membro o della Svizzera dell’esistenza di una tale mancanza di conformità.
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Le autorità competenti in materia di omologazione degli Stati membri e della Svizzera si informano reciprocamente, entro il termine di un mese, del ritiro di un’omologazione CE e dei motivi che giustificano detta misura.
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Se la Svizzera o lo Stato membro che ha proceduto all’omologazione contesta il difetto di conformità di cui è stato informato, gli Stati (Stati membri o Svizzera) interessati si impegnano a risolvere la controversia. La Commissione e il comitato sono tenuti informati e procedono, se del caso, alle opportune consultazioni per trovare una soluzione.
                     
                  CAPITOLO 14
            
               BUONA PRATICA DI LABORATORIO (GOOD LABORATORY PRACTICE, GLP)
            
            
               Campo di applicazione e prodotti contemplati
            
            Le disposizioni del presente capitolo si applicano alle prove a norma della GLP dei prodotti chimici, siano essi sostanze o preparati, contemplati dalle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative di cui alla sezione I. Ai fini del presente capitolo, non si applicano le disposizioni dell’articolo 4 del presente accordo relative all’origine.
            Se non si forniscono definizioni specifiche, si applicano le definizioni dei Principi OCSE della buona pratica di laboratorio, rivisti nel 1997 [ENV/MC/CHEM(98) 17], basati sulla decisione del Consiglio OCSE del 12 maggio 1981 [C(81) 30 definitivo], modificata il 26 novembre 1997 [C(97) 186 definitivo], sulla decisione/raccomandazione del Consiglio dell’OCSE del 2 ottobre 1989 [C(89) 87 definitivo], modificata il 9 marzo 1995 [C(95) 8 definitivo] e sui documenti consensuali GLP, Serie OCSE sui principi della buona pratica di laboratorio e controllo di conformità, e su tutti i relativi emendamenti.
            Le parti riconoscono l’equivalenza dei rispettivi programmi di controllo di conformità della buona pratica di laboratorio conformi alle suddette decisioni e raccomandazioni dell’OCSE e alle procedure e ai principi legislativi, regolamentari e amministrativi di cui alla sezione IV.
            Le parti accettano reciprocamente gli studi e i dati che ne derivano, prodotti dai centri di saggio dell’altra parte a condizione che essi partecipino al programma di controllo di conformità alla buona pratica di laboratorio di tale parte conformemente ai principi e alle disposizioni di cui sopra.
            Le parti accettano reciprocamente le conclusioni delle valutazioni degli studi e delle ispezioni dei centri di saggio svolte dalle autorità di controllo della GLP.
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            Per quanto riguarda le prove dei prodotti chimici conformemente alla GLP, si applicano le parti pertinenti delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative elencate qui di seguito.
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 1
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        
                           Additivi in alimenti per animali
                        
                        
                                    1.
                                 
                                 
                                    Direttiva 83/228/CEE del Consiglio del 18 aprile 1983 che stabilisce linee direttrici per la valutazione di alcuni prodotti utilizzati nell’alimentazione degli animali (GU L 126 del 13.5.1983, pag. 23) e successive modifiche
                                 
                              
                                    2.
                                 
                                 
                                    Direttiva 87/153/CEE del Consiglio del 16 febbraio 1987 che fissa le linee direttrici per la valutazione degli additivi nell’alimentazione degli animali (GU L 64 del 7.3.1987, pag. 19) e successive modifiche
                                 
                              
                           Prodotti alimentari
                        
                        
                                    3.
                                 
                                 
                                    Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali (GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1; rettifiche nella GU L 191 del 28.5.2004, pag. 1 e nella GU L 204 del 4.8.2007, pag. 29), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 776/2006 della Commissione del 23 maggio 2006 (GU L 136 del 24.5.2006, pag. 3)
                                 
                              
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        Non ci sono disposizioni legislative relative alla GLP
                     
                  
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        
                           Prodotti chimici nuovi ed esistenti
                        
                        
                                    4.
                                 
                                 
                                    Direttiva 92/32/CEE del Consiglio del 30 aprile 1992 recante settima modifica della direttiva 67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze pericolose (GU L 154 del 5.6.1992, pag. 1).
                                 
                              
                                    5.
                                 
                                 
                                    Regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio del 23 marzo 1993 relativo alla valutazione e al controllo dei rischi presentati dalle sostanze esistenti (GU L 84 del 5.4.1993, pag. 1; rettifica nella GU L 224 del 3.9.1993, pag. 34), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 settembre 2003 recante adeguamento alla decisione 1999/468/CE del Consiglio delle disposizioni relative ai comitati che assistono la Commissione nell’esercizio delle sue competenze di esecuzione previste negli atti soggetti alla procedura prevista all’articolo 251 del trattato CE (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
                                 
                              
                                    6.
                                 
                                 
                                    Direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 1999 concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura dei preparati pericolosi (GU L 200 del 30.7.1999, pag. 1; rettifica nella GU L 6 del 10.1.2002, pag. 70), modificata da ultimo dalla direttiva 2006/8/CE del 23 gennaio 2006 (GU L 19 del 24.1.2006, pag. 12).
                                 
                              
                           Prodotti medicinali
                        
                        
                                    7.
                                 
                                 
                                    Direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 novembre 2001 recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (GU L 311 del 28.11.2001, pag. 67), modificata da ultimo dalla direttiva 2004/27/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 che modifica la direttiva 2001/83/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (GU L 136 del 30.4.2004, pag. 34). NB: La direttiva 2001/83/CE è stata modificata e il requisito in materia di GLP è ora contenuto nel capitolo con l’introduzione e i principi generali della direttiva 2003/63/CE della Commissione, del 25 giugno 2003, che modifica la direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (GU L 159 del 27.6.2003, pag. 46).
                                 
                              
                           Medicinali veterinari
                        
                        
                                    8.
                                 
                                 
                                    Direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 novembre 2001 recante un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari (GU L 311 del 28.11.2001, pag. 1), modificata da ultimo dalla direttiva 2004/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 che modifica la direttiva 2001/82/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari (GU L 136 del 30.4.2004, pag. 58).
                                 
                              
                           Prodotti fitosanitari
                        
                        
                                    9.
                                 
                                 
                                    Direttiva 91/414/CEE del Consiglio del 15 luglio 1991 relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1; rettifica nella GU L 170 del 25.6.1992, pag. 40), modificata da ultimo dalla direttiva 2006/64/CE della Commissione, del 18 luglio 2006, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio per l’iscrizione delle sostanze attive clopiralid, ciprodinil, fosetil e trinexapac (GU L 206 del 27.7.2006, pag. 107).
                                 
                              
                           Biocidi
                        
                        
                                    10.
                                 
                                 
                                    Direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 1998 relativa all’immissione sul mercato dei biocidi (GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1; rettifica nella GU L 150 dell’8.6.2002, pag. 71), modificata da ultimo dalla direttiva 2006/50/CE della Commissione del 29 maggio 2006 che modifica gli allegati IV A e IV B della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’immissione sul mercato dei biocidi (GU L 142 del 30.5.2006, pag. 6).
                                 
                              
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        
                                    100.
                                 
                                 
                                    Legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell’ambiente (RU 1984 1122), modificata da ultimo il 20 dicembre 2006 (RU 2007 2701)
                                 
                              
                                    101.
                                 
                                 
                                    Legge federale del 15 dicembre 2000 sulla protezione contro le sostanze e i preparati pericolosi (RU 2004 4763), modificata da ultimo il 17 giugno 2005 (RU 2006 2197)
                                 
                              
                                    102.
                                 
                                 
                                    Ordinanza del 18 maggio 2005 sulla protezione contro le sostanze e i preparati pericolosi (RU 2005 2721), modificata da ultimo il 28 febbraio 2007 (RU 2007 821)
                                 
                              
                                    103.
                                 
                                 
                                    Ordinanza del 18 maggio 2005 concernente l’immissione sul mercato e l’utilizzazione di biocidi (RU 2005 2821), modificata da ultimo il 28 febbraio 2007 (RU 2007 851)
                                 
                              
                                    104.
                                 
                                 
                                    Ordinanza del 18 maggio 2005 concernente l’omologazione dei prodotti fitosanitari (RU 2005 3035), modificata da ultimo il 28 febbraio 2007 (RU 2007 821)
                                 
                              
                                    105.
                                 
                                 
                                    Legge federale del 15 dicembre 2000 sui medicamenti e i dispositivi medici (RU 2001 2790), modificata da ultimo il 20 dicembre 2006 (RU 2006 5599)
                                 
                              
                                    106.
                                 
                                 
                                    Ordinanza del 18 maggio 2001 sui medicamenti (RU 2005 3420), modificata da ultimo il 16 marzo 2007 (RU 2007 1961)
                                 
                              
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            Ai fini del presente capitolo settoriale, per “organismi di valutazione della conformità” si intendono i centri di saggio riconosciuti nel quadro del programma di controllo GLP di ciascuna delle parti.
            Il comitato istituito a norma dell’articolo 10 dell’accordo elabora e tiene aggiornato un elenco degli organismi di valutazione della conformità secondo la procedura descritta nell’articolo 11 dell’accordo.
            
               Sezione III
            
            
               Autorità designatrici
            
            Ai fini del presente allegato settoriale, per “autorità designatrici” si intendono le autorità di controllo GLP delle parti. I riferimenti delle autorità di controllo GLP degli Stati membri dell’Unione europea e della Svizzera figurano nei seguenti siti web:
            
               Per la Comunità europea:
            
            http://ec.europa.eu/enterprise/chemicals/legislation/glp/national_en.htm
            
               Per la Svizzera:
            
            http://www.bag.admin.ch/themen/chemikalien/00253/00539/02401/index.html?lang = en
            
               Sezione IV
            
            
               Principi particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Ai fini del presente capitolo settoriale, per “designazione degli organismi di valutazione della conformità” si intende la procedura tramite la quale le autorità di controllo GLP riconoscono che i centri di saggio sono conformi ai principi GLP. A tal fine, esse applicano i principi e le procedure delle loro disposizioni elencate qui di seguito, che sono riconosciuti equivalenti e conformi ai summenzionati atti del Consiglio dell’OCSE C(81) 30 definitivo e C(89) 87 definitivo:
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Direttiva 2004/10/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 febbraio 2004 concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative all’applicazione dei principi di buona pratica di laboratorio e al controllo della loro applicazione per le prove sulle sostanze chimiche (GU L 50 del 20.2.2004, pag. 44).
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Direttiva 2004/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 febbraio 2004 concernente l’ispezione e la verifica della buona pratica di laboratorio (BPL) (GU L 50 del 20.2.2004, pag. 28).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell’ambiente (RU 1984 1122), modificata da ultimo il 16 dicembre 2005 (RU 2006 2677)
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        Legge federale del 15 dicembre 2000 sulla protezione contro le sostanze e i preparati pericolosi (RU 2004 4763), modificata da ultimo il 17 giugno 2005 (RU 2006 2197)
                     
                  
                        102.
                     
                     
                        Legge federale del 15 dicembre 2000 sui medicamenti e i dispositivi medici (RU 2001 2790), modificata da ultimo il 20 dicembre 2006 (RU 2006 5599)
                     
                  
                        103.
                     
                     
                        Ordinanza sulla buona prassi di laboratorio (RU 2005 2795)
                     
                  
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            1.   Scambio di informazioni
            
            Conformemente all’articolo 12 dell’accordo, le parti si forniscono in particolare, almeno una volta l’anno, un elenco dei centri di saggio che, alla luce dei risultati delle ispezioni e delle revisioni degli studi, risultano conformi alla buona pratica di laboratorio nonché delle date di ispezione o verifica delle revisioni e della loro situazione dal punto di vista della conformità.
            Conformemente all’articolo 6 dell’accordo, se un centro di saggio di cui alla sezione II del presente capitolo settoriale che dichiara di applicare la buona pratica di laboratorio non risulta conforme a tale pratica in misura tale da rischiare di compromettere l’integrità o l’autenticità degli studi che effettua le parti se ne danno reciprocamente e tempestivamente comunicazione.
            Le parti si forniscono reciprocamente ogni ulteriore informazione su un’ispezione di un centro di saggio o una revisione di uno studio in risposta ad una ragionevole richiesta dell’altra parte.
            2.   Ispezioni dei centri di saggio
            
            Ciascuna parte può chiedere ulteriori ispezioni dei centri di saggio o revisioni di studi se vi è un dubbio documentato sul fatto che una prova sia stata eseguita conformemente alla buona pratica di laboratorio.
            Se, in casi eccezionali, i dubbi persistono e la parte richiedente può giustificare una particolare preoccupazione, essa può designare, conformemente all’articolo 8 dell’accordo, uno o più esperti delle sue autorità di controllo GLP che partecipino ad un’ispezione del centro di saggio o alla revisione di uno studio svolte dalle autorità dell’altra parte.
            3.   Riservatezza
            
            Conformemente all’articolo 13 dell’accordo, le parti rispettano la riservatezza di qualsiasi informazione portata a loro conoscenza ai sensi del presente capitolo settoriale o giunta a loro conoscenza nel quadro della partecipazione a un’ispezione o alla revisione di uno studio e che rientra nella definizione di segreto commerciale o informazione commerciale o finanziaria riservata. Esse trattano tali informazioni almeno con la stessa riservatezza con cui le tratta la parte che le fornisce e si assicurano che qualsiasi autorità cui le informazioni sono trasmesse le tratti allo stesso modo.
            4.   Cooperazione
            
            Ai sensi dell’articolo 9 dell’accordo, ciascuna parte può, a richiesta, partecipare in qualità di osservatore a un’ispezione di un centro di saggio effettuata dalle autorità dell’altra parte con il consenso del centro di saggio interessato al fine di assicurare una comprensione continuativa delle procedure di ispezione dell’altra parte.
            CAPITOLO 15
            
               ISPEZIONI DELLA BUONA PRATICA DI FABBRICAZIONE (GOOD MANUFACTURING PRACTICE, GMP) E CERTIFICAZIONE DELLE PARTITE DEI MEDICINALI
            
            
               Campo di applicazione e prodotti contemplati
            
            Le disposizioni del presente capitolo settoriale coprono tutti i medicinali prodotti industrialmente in Svizzera e nella Comunità europea ed ai quali si applicano i requisiti della buona pratica di fabbricazione (Good Manufacturing Practice, GMP).
            Per il prodotti medicinali contemplati dal presente capitolo, ciascuna delle parti riconosce le conclusioni delle ispezioni dei produttori eseguite dai servizi ispettivi competenti dell’altra parte e le relative autorizzazioni di fabbricazione rilasciate dalle autorità competenti dell’altra parte.
            I certificati di conformità dei produttori di ciascuna partita alle relative specifiche sono riconosciuti dall’altra parte senza ulteriori controlli all’importazione.
            Inoltre, i rilasci ufficiali delle partite eseguiti da un’autorità della parte esportatrice sono riconosciuti dall’altra parte.
            Per “medicinali” si intendono tutti i prodotti disciplinati dalla legislazione farmaceutica della Comunità europea e della Svizzera elencati nella sezione I del presente capitolo. La definizione del termine “medicinali” comprende tutti i prodotti per uso umano e veterinario, quali i prodotti farmaceutici chimici e biologici, immunologici, i radiofarmaci, i prodotti medicinali stabili derivati dal sangue umano o dal plasma umano, le pre-miscele per la preparazione di mangimi medicamentosi veterinari e, se del caso, vitamine, minerali, rimedi erboristici e medicinali omeopatici.
            La buona pratica di fabbricazione (GMP) è quella parte dell’assicurazione della qualità che garantisce che i prodotti siano costantemente realizzati e controllati nel rispetto delle norme di qualità adeguate all’uso cui sono destinati e stabilite nell’autorizzazione per l’immissione in commercio e nelle specifiche dei prodotti. Ai fini del presente capitolo, essa comprende il sistema con il quale il produttore riceve le specifiche del prodotto e del processo dal titolare o dal richiedente dell’autorizzazione per l’immissione in commercio e si accerta che il medicinale sia prodotto in conformità a tali specifiche.
            Per quanto riguarda i medicinali contemplati dalla legislazione di una parte, ma non da quella dell’altra, l’impresa produttrice può chiedere, ai fini del presente accordo, che il servizio di ispezione competente locale proceda a un’ispezione. La presente disposizione si applica, tra l’altro, alla produzione di prodotti intermedi e di ingredienti farmaceutici attivi e di prodotti destinati ad essere utilizzati in prove cliniche, nonché alle ispezioni prima dell’immissione in commercio. Le disposizioni operative sono illustrate in modo particolareggiato nella sezione III, paragrafo 3.
            
               Certificazione dei produttori
            
            Su richiesta di un esportatore, di un importatore o dell’autorità competente dell’altra parte, le autorità responsabili della concessione delle autorizzazioni di produzione e della supervisione della fabbricazione dei medicinali certificano che il produttore:
            
                        —
                     
                     
                        è adeguatamente autorizzato a produrre il medicinale in questione o ad eseguire l’operazione di produzione pertinente specificata,
                     
                  
                        —
                     
                     
                        è soggetto a periodiche ispezioni delle autorità,
                     
                  
                        —
                     
                     
                        soddisfa i requisiti nazionali di GMP riconosciuti equivalenti dalle due parti, elencati nella sezione I del presente capitolo. Qualora si utilizzino come riferimento requisiti GMP diversi, ciò dev’essere indicato nel certificato.
                     
                  I certificati specificano inoltre il sito (i siti) di fabbricazione (e gli eventuali laboratori d’analisi operanti in appalto).
            I certificati vengono rilasciati celermente, e il tempo richiesto non deve superare i trenta giorni di calendario. In casi eccezionali, ad esempio quando si deve procedere a una nuova ispezione, il suddetto periodo può essere portato a sessanta giorni.
            
               Certificazione delle partite
            
            Ciascuna partita esportata è accompagnata da un certificato di partita redatto dal fabbricante (autocertificazione) dopo un’esauriente analisi qualitativa, un’analisi quantitativa di tutti i costituenti attivi e tutte le altre prove o verifiche necessarie per garantire la qualità del prodotto conformemente ai requisiti dell’autorizzazione per l’immissione (omologazione) in commercio. Detto certificato attesta che la partita soddisfa le relative specifiche e viene conservato dall’importatore della partita che, a richiesta, lo mette a disposizione dell’autorità competente.
            Nel compilare un certificato, il produttore tiene conto delle disposizioni del sistema di certificazione OMS sulla qualità dei prodotti farmaceutici circolanti nel commercio internazionale in vigore. Il certificato riporta nel dettaglio le specifiche concordate del prodotto, il riferimento dei metodi analitici e i risultati delle analisi. Esso contiene inoltre una dichiarazione che la documentazione relativa alla lavorazione e al confezionamento della partita è stata esaminata e riscontrata conforme alla GMP. Il certificato di partita è firmato dalla persona responsabile del rilascio della partita per la vendita o per la fornitura, e cioè nella Comunità europea dalla “persona qualificata” di cui all’articolo 48 della Direttiva 2001/83/CE e all’articolo 52 della direttiva 2001/82/CE, e in Svizzera del “responsabile tecnico” di cui agli articoli 5 e 10 dell’ordinanza sulle autorizzazioni.
            
               Rilascio ufficiale delle partite
            
            Nei casi in cui si applica una procedura di rilascio ufficiale delle partite, il rilascio ufficiale delle partite effettuato da un’autorità della parte esportatrice (elencata nella sezione II) è riconosciuto dall’altra parte. Il produttore fornisce il certificato di rilascio ufficiale della partita.
            Per la Comunità europea, la procedura per il rilascio ufficiale delle partite è specificata nel documento “Control Authority Batch Release of Vaccines and Blood Products 2001” (o versioni successive) e in diverse procedure specifiche per il rilascio delle partite. Per la Svizzera, la procedura per il rilascio delle partite è specificata nell’articolo 17 della legge federale sui medicamenti e i dispositivi medici e negli articoli 18-21 dell’ordinanza dell’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici concernente sull’autorizzazione dei medicamenti.
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative
            
            Per quanto riguarda la GMP, si applicano le parti pertinenti delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative elencate qui di seguito. I requisiti di qualità di riferimento dei prodotti da esportare, ivi compresi il metodo di produzione e le specifiche del prodotto, sono tuttavia quelli della relativa autorizzazione all’immissione in commercio rilasciata dall’autorità competente della parte importatrice.
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        1.
                     
                     
                        Regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 che istituisce procedure comunitarie per l’autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali per uso umano e veterinario, e che istituisce l’agenzia europea per i medicinali (GU L 136 del 30.4.2004, pag. 1).
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 novembre 2001 recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano, modificata da ultimo dalla direttiva 2004/27/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 che modifica la direttiva 2001/83/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (GU L 136 del 30.4.2004, pag. 34).
                     
                  
                        3.
                     
                     
                        Direttiva 2002/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 gennaio 2003 che stabilisce norme di qualità e di sicurezza per la raccolta, il controllo, la lavorazione, la conservazione e la distribuzione del sangue umano e dei suoi componenti e che modifica la direttiva 2001/83/CE (GU L 33 dell’8.2.2003, pag. 30; rettifica nella GU L 371 del 18.12.2004, pag. 52).
                     
                  
                        4.
                     
                     
                        Direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 novembre 2001 recante un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari (GU L 311 del 28.11.2001, pag. 1), modificata da ultimo dalla direttiva 2004/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 che modifica la direttiva 2001/82/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari (GU L 136 del 30.4.2004, pag. 58).
                     
                  
                        5.
                     
                     
                        Direttiva 2003/94/CE della Commissione dell’8 ottobre 2003 che stabilisce i principi e le linee direttrici delle buone prassi di fabbricazione relative ai medicinali per uso umano e ai medicinali per uso umano in fase di sperimentazione (GU L 262 del 14.10.2003, pag. 22).
                     
                  
                        6.
                     
                     
                        Direttiva 91/412/CEE della Commissione del 23 luglio 1991 che stabilisce i principi e le direttrici sulle buone prassi di fabbricazione dei medicinali veterinari (GU L 228 del 17.8.1991, pag. 70).
                     
                  
                        7.
                     
                     
                        Linee guida in materia di buona pratica di distribuzione dei medicinali per uso umano (GU C 63 dell’1.3.1994, pag. 4) (pubblicate sul sito web della Commissione europea)
                     
                  
                        8.
                     
                     
                        EudraLex Volume 4 — Linee guide UE per le norme di buona fabbricazione per i medicinali ad uso umano e veterinario (pubblicate sul sito web della Commissione europea)
                     
                  
                        9.
                     
                     
                        Direttiva 2001/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 4 aprile 2001 concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative all’applicazione della buona pratica clinica nell’esecuzione della sperimentazione clinica di medicinali ad uso umano (GU L 121 dell’1.5.2001, pag. 34).
                     
                  
                        10.
                     
                     
                        Direttiva 2005/28/CE della Commissione dell’8 aprile 2005 che stabilisce i principi e le linee guida dettagliate per la buona pratica clinica relativa ai medicinali in fase di sperimentazione a uso umano nonché i requisiti per l’autorizzazione alla fabbricazione o importazione di tali medicinali (GU L 91 del 9.4.2005, pag. 13).
                     
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        100.
                     
                     
                        Legge federale del 15 dicembre 2000 sui medicamenti e i dispositivi medici (RU 2001 2790), modificata da ultimo il 20 dicembre 2006 (RU 2007 14 11)
                     
                  
                        101.
                     
                     
                        Ordinanza del 17 ottobre 2001 sulle autorizzazioni nel settore dei medicamenti (RU 2001 3399), modificata da ultimo il 16 marzo 2006 (RU 2007 1961)
                     
                  
                        102.
                     
                     
                        Ordinanza dell’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici del 9 novembre 2001 concernente i requisiti per l’omologazione di medicamenti (RU 2001 3437), modificata da ultimo il 22 giugno 2006 (RU 2006 3587)
                     
                  
                        103.
                     
                     
                        Ordinanza del 17 ottobre 2001 sulle sperimentazioni cliniche con agenti terapeutici (RU 2001 3511), modificata da ultimo il 16 marzo 2007 (RU 2007 1961)
                     
                  
               Sezione II
            
            
               ORGANISMI DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ
            
            Ai fini del presente capitolo, per “organismi di valutazione della conformità” si intendono i servizi ufficiali di ispezione GMP di ciascuna parte.
            I riferimenti dei servizi ufficiali di ispezione delle autorità di controllo GMP degli Stati membri dell’Unione europea e della Svizzera figurano nei seguenti siti web:
            http://www.hma.eu/index.php?id = 148
            
               Per gli organismi svizzeri di valutazione della conformità
            
            Per tutti i prodotti per uso umano e veterinario (tranne i prodotti immunologici per uso veterinario):
            http://www.swissmedic.ch/?lang = 2
            
               Per i prodotti immunobiologici per uso veterinario
            
            http://www.bvet.admin.ch/ivi/index.html?lang = en
            
               Per gli organismi di valutazione della conformità della Comunità europea
            
            http://ec.europa.eu/enterprise/pharmaceuticals/mra/index_a.htm
            
               Sezione III
            
            
               DISPOSIZIONI AGGIUNTIVE
            
            1.   Trasmissione dei rapporti informativi
            
            Su presentazione di una richiesta motivata, i servizi ispettivi competenti forniscono una copia dell’ultimo rapporto di ispezione del centro di produzione oppure del centro di controllo, qualora le attività analitiche siano svolte su mandato all’esterno. La richiesta può riguardare un “rapporto di ispezione completo” o un “rapporto particolareggiato” (cfr. oltre, punto 2). Ciascuna parte tratta i suddetti rapporti di ispezione con il livello di riservatezza richiesto dalla parte che li fornisce.
            Le parti provvedono affinché i rapporti di ispezione siano inoltrati entro trenta giorni di calendario, periodo esteso a sessanta giorni nel caso in cui si debba procedere a una nuova ispezione.
            2.   Rapporti di ispezione
            
            Un “rapporto di ispezione completo” comprende un dossier generale d’impianto - “Site Master File” - (compilato dal produttore o dall’ispettorato) e un verbale dell’ispettorato. Un “rapporto particolareggiato” risponde a specifiche richieste relative a un’impresa formulate dall’altra parte.
            3.   Riferimenti GMP
            
            
                        a)
                     
                     
                        Le ispezioni dei produttori saranno eseguite sulla base della GMP della parte esportatrice (cfr. sezione I).
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        Per quanto riguarda i prodotti medicinali contemplati dalla legislazione farmaceutica della parte importatrice, ma non da quella della parte esportatrice, il servizio di ispezione localmente competente disposto ad effettuare un’ispezione delle operazioni di produzione pertinenti la esegue sulla base della propria GMP o, in assenza di specifici requisiti GMP, sulla base della GMP applicabile della parte importatrice.
                        Per specifiche categorie di prodotti (quali i prodotti medicinali destinati ad essere utilizzati in prove cliniche o i materiali di partenza non limitati agli ingredienti farmaceutici attivi), l’equivalenza dei requisiti GMP è stabilita tramite una procedura che definita dal comitato.
                     
                  4.   Natura delle ispezioni
            
            
                        a)
                     
                     
                        Le ispezioni periodiche volte a verificare il rispetto della GMP da parte del produttore sono dette ispezioni GMP generali (o anche ispezioni ordinarie, periodiche o di routine).
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        Le ispezioni “di prodotto” o “di processo” (che possono eventualmente essere ispezioni “prima dell’immissione in commercio”) si concentrano sulla produzione di uno o più prodotti o su uno o più processi e comprendono una valutazione della validità e della conformità di specifici aspetti del processo o del controllo descritti nell’autorizzazione all’immissione in commercio. Se necessario, si forniscono in via riservata all’ispettorato le informazioni pertinenti sul prodotto (il dossier della qualità di un dossier di richiesta/autorizzazione).
                     
                  5.   Spese
            
            Il regime delle spese di ispezione/stabilimento dipende dal luogo in cui opera il produttore. Ai produttori ubicati sul territorio dell’altra parte non sono imputate spese di ispezione/stabilimento.
            6.   Clausola di salvaguardia per le ispezioni
            
            Ciascuna parte si riserva il diritto di svolgere le proprie ispezioni per motivi indicati all’altra parte. Tali ispezioni devono essere comunicate preventivamente all’altra parte e, conformemente all’articolo 8 del presente accordo, sono eseguite congiuntamente dalle autorità competenti delle due parti. Il ricorso alla presente clausola di salvaguardia dovrebbe costituire un’eccezione.
            7.   Scambio di informazioni tra le autorità e approssimazione dei requisiti di qualità
            
            Conformemente alle disposizioni generali del presente accordo, le parti si scambiano tutte le informazioni necessarie per il reciproco riconoscimento delle ispezioni.
            Inoltre, le autorità competenti della Svizzera e della Comunità si tengono informate di ogni nuovo orientamento tecnico o nuova procedura d’ispezione. Ciascuna parte consulta l’altra prima di adottarli e si sforza di procedere verso il loro ravvicinamento.
            8.   Formazione degli ispettori
            
            Conformemente all’articolo 9 dell’accordo, ai corsi di formazione per ispettori organizzati dalle autorità possono assistere gli ispettori dell’altra parte. Le parti dell’accordo si informano reciprocamente dei suddetti corsi.
            9.   Ispezioni congiunte
            
            Conformemente all’articolo 12 del presente accordo, e di reciproca intesa tra le parti, si possono organizzare ispezioni congiunte. Dette ispezioni mirano a sviluppare una comprensione e interpretazione comuni delle pratiche e dei requisiti. L’organizzazione e la forma di tali ispezioni sono convenute tramite procedure approvate dal comitato istituito ai sensi dell’articolo 10 dell’accordo.
            10.   Sistema di allerta
            
            Tra le parti vengono concordati dei punti di contatto per permettere alle autorità e ai produttori di informare le autorità dell’altra parte con l’opportuna tempestività in caso di qualità difettosa, ritiro delle partite, contraffazioni e altri problemi relativi alla qualità che possano richiedere ulteriori controlli o la sospensione della distribuzione della partita. Viene concordata una procedura di allerta particolareggiata.
            Le parti provvedono affinché qualsiasi sospensione o revoca (totale o parziale) di un’autorizzazione di produzione basata sulla non conformità con la GMP e che possa avere delle conseguenze sulla sanità pubblica venga comunicata all’altra parte con l’adeguata urgenza.
            11.   Punti di contatto
            
            Ai fini del presente accordo, i punti di contatto per qualsiasi questione tecnica, quali lo scambio di rapporti di ispezione, i corsi di formazione per ispettori e i requisiti tecnici, sono i seguenti:
            Per la CE
            Il direttore dell’Agenzia europea per i medicinali
            Per la Svizzera
            I servizi di ispezione GMP ufficiali elencati nella sezione II.
            12.   Divergenze d’opinione
            
            Entrambe le parti fanno del loro meglio per risolvere eventuali divergenze d’opinione relative tra l’altro alla conformità dei produttori e alle conclusioni dei rapporti di ispezione. Le divergenze d’opinione irrisolte sono sottoposte al comitato istituito ai sensi dell’articolo 10 del presente accordo.
            CAPITOLO 16
            
               PRODOTTI DA COSTRUZIONE
            
            
               Sezione I
            
            
               Disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
            
            
               Disposizioni di cui all’articolo 1, paragrafo 2
            
            
                        Comunità europea
                     
                     
                        
                                    1.
                                 
                                 
                                    Direttiva 89/106/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1988 relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti i prodotti da costruzione (GU L 40 dell’11.2.1989, pag. 12).
                                 
                              
                           Misure d’applicazione
                        
                        
                                    2.
                                 
                                 
                                    Decisione 94/23/CE della Commissione del 17 gennaio 1994 relativa alle regole procedurali comuni per i benestare tecnici europei (GU L 17 del 20.1.1994, pag. 34).
                                 
                              
                                    2bis.
                                    
                                 
                                 
                                    Decisione 94/611/CE della Commissione del 9 settembre 1994 che attua l’articolo 20 della direttiva 89/106/CEE sui prodotti da costruzione (GU L 241 del 16.9.1994, pag. 25).
                                 
                              
                                    2ter.
                                    
                                 
                                 
                                    Decisione 95/204/CE della Commissione del 31 maggio 1995 recante disposizioni applicative dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio sui prodotti da costruzione (GU L 129 del 14.6.1995, pag. 23).
                                 
                              
                                    3.
                                 
                                 
                                    Decisione 95/467/CE della Commissione del 24 ottobre 1995 recante applicazione dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio sui prodotti da costruzione (GU L 268 del 10.11.1995, pag. 29).
                                 
                              
                                    4.
                                 
                                 
                                    Decisione 96/577/CE della Commissione del 24 giugno 1996 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti di costruzione, a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai sistemi fissi antincendio (GU L 254 dell’8.10.1996, pag. 44).
                                 
                              
                                    5.
                                 
                                 
                                    Decisione 96/578/CE della Commissione, del 24 giugno 1996, relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione, a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai prodotti igienico-sanitari (GU L 254 dell’8.10.1996, pag. 49).
                                 
                              
                                    6.
                                 
                                 
                                    Decisione 96/579/CE della Commissione del 24 giugno 1996 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti di costruzione, a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo alle attrezzature fisse per la circolazione stradale (GU L 254 dell’8.10.1996, pag. 52).
                                 
                              
                                    7.
                                 
                                 
                                    Decisione 96/580/CE della Commissione, del 24 giugno 1996, relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti di costruzione, a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai sistemi di tamponamento (GU L 254 dell’8.10.1996, pag. 56).
                                 
                              
                                    8.
                                 
                                 
                                    Decisione 96/581/CE della Commissione del 24 giugno 1996 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione, a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai geotessili (GU L 254 dell’8.10.1996, pag. 59).
                                 
                              
                                    9.
                                 
                                 
                                    Decisione 96/582/CE della Commissione, del 24 giugno 1996, relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione, a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio riguardo ai sistemi di vetrazioni strutturali incollate e ancoraggi di metallo da utilizzare nel calcestruzzo (GU L 254 dell’8.10.1996, pag. 62).
                                 
                              
                                    10.
                                 
                                 
                                    Decisione 96/603/CE della Commissione del 4 ottobre 1996 recante l’elenco di prodotti delle classi A “nessun contributo all’incendio” di cui alla decisione 94/611/CE che attua l’articolo 20 della direttiva 89/106/CE del Consiglio sui prodotti da costruzione (GU L 267 del 19.10.1996, pag. 23).
                                 
                              
                                    11.
                                 
                                 
                                    Decisione 97/161/CE della Commissione del 17 febbraio 1997 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo agli ancoraggi metallici per il fissaggio di sistemi leggeri nel calcestruzzo (GU L 62 del 4.3.1997, pag. 41).
                                 
                              
                                    12.
                                 
                                 
                                    Decisione 97/176/CE della Commissione del 17 febbraio 1997 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio riguardo ai prodotti di legno per impiego strutturale e componenti ausiliari (GU L 73 del 14.3.1997, pag. 19).
                                 
                              
                                    13.
                                 
                                 
                                    Decisione 97/177/CE della Commissione del 17 febbraio 1997 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio riguardo agli ancoraggi a iniezione metallica per l’utilizzo in muratura (GU L 73 del 14.3.1997, pag. 24).
                                 
                              
                                    14.
                                 
                                 
                                    Decisione 97/462/CE della Commissione del 27 giugno 1997 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai pannelli a base di legno (GU L 198 del 25.7.1997, pag. 27).
                                 
                              
                                    15.
                                 
                                 
                                    Decisione 97/463/CE della Commissione del 27 giugno 1997 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo agli ancoraggi di plastica da utilizzare nel calcestruzzo e in muratura (GU L 198 del 25.7.1997, pag. 31).
                                 
                              
                                    16.
                                 
                                 
                                    Decisione 97/464/CE della Commissione del 27 giugno 1997 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai prodotti per il trattamento delle acque reflue (GU L 198 del 25.7.1997, pag. 33).
                                 
                              
                                    17.
                                 
                                 
                                    Decisione 97/555/CE della Commissione del 14 luglio 1997 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda cementi, calci da costruzione e altri leganti idraulici (GU L 229 del 20.8.1997, pag. 9).
                                 
                              
                                    18.
                                 
                                 
                                    Decisione 97/556/CE della Commissione, del 14 luglio 1997, relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai sistemi/kit complessi per l’isolamento termico esterno, supporti di intonaco (denominati “a cappotto”) (ETICS) (GU L 229 del 20.8.1997, pag. 14).
                                 
                              
                                    19.
                                 
                                 
                                    Decisione 97/571/CE della Commissione del 22 luglio 1997 relativa allo schema generale di benestare tecnico europeo per i prodotti da costruzione (GU L 236 del 27.8.1997, pag. 7).
                                 
                              
                                    20.
                                 
                                 
                                    Decisione 97/597/CE della Commissione del 14 luglio 1997 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai prodotti di acciaio per cemento armato e precompresso (GU L 240 del 2.9.1997, pag. 4).
                                 
                              
                                    21.
                                 
                                 
                                    Decisione 97/638/CE della Commissione del 19 settembre 1997 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai dispositivi di fissaggio per prodotti di legno per impiego strutturale (GU L 268 dell’1.10.1997, pag. 36).
                                 
                              
                                    22
                                 
                                 
                                    Decisione 97/740/CE della Commissione del 14 ottobre 1997 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo alle murature e ai prodotti correlati (GU L 299 del 4.11.1997, pag. 42).
                                 
                              
                                    23.
                                 
                                 
                                    Decisione 97/808/CE della Commissione del 20 novembre 1997 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, per quanto riguarda i rivestimenti per pavimentazioni (GU L 331 del 3.12.1997, pag. 18).
                                 
                              
                                    24.
                                 
                                 
                                    Decisione 98/143/CE della Commissione del 3 febbraio 1998 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio riguardo ai sistemi di membrane flessibili per l’impermeabilizzazione dei tetti a fissaggio meccanico (GU L 42 del 14.2.1998, pag. 58).
                                 
                              
                                    25.
                                 
                                 
                                    Decisione 98/213/CE della Commissione, del 9 marzo 1998, relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio (GU L 80 del 18.3.1998, pag. 41).
                                 
                              
                                    26.
                                 
                                 
                                    Decisione 98/214/CE della Commissione del 9 marzo 1998 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai prodotti metallici per impiego strutturale e loro accessori (GU L 80 del 18.3.1998, pag. 46).
                                 
                              
                                    27.
                                 
                                 
                                    Decisione 98/279/CE della Commissione del 5 dicembre 1997 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio riguardo ai sistemi/kit permanenti di casseforme non portanti costituiti da blocchi forati e pannelli di materiale isolante e, talvolta, cemento (GU L 127 del 29.4.1998, pag. 26).
                                 
                              
                                    28.
                                 
                                 
                                    Decisione 98/436/CE della Commissione del 22 giugno 1998 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo a rivestimenti per tetti, lucernari, abbaini e prodotti accessori ((GU L 194 del 10.7.1998, pag. 30).
                                 
                              
                                    29.
                                 
                                 
                                    Decisione 98/437/CE della Commissione del 30 giugno 1998 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione, a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo alle parete interne ed esterne e finiture dei soffitti (GU L 194 del 10.7.1998, pag. 39; rettifica nella GU L 278 del 15.10.1998, pag. 51).
                                 
                              
                                    30
                                 
                                 
                                    Decisione 98/456/CE della Commissione del 3 luglio 1998 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai kit per il post-tensionamento di strutture precompresse (GU L 201 del 17.7.1998, pag. 112).
                                 
                              
                                    31.
                                 
                                 
                                    Decisione 98/457/CE della Commissione del 3 luglio 1998 relativa alla prova “Incendio di singoli oggetti in un locale” (SBI), di cui alla decisione 94/611/CE che attua l’articolo 20 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio sui prodotti da costruzione (GU L 201 del 17.7.1998, pag. 114).
                                 
                              
                                    32
                                 
                                 
                                    Decisione 98/598/CE della Commissione del 9 ottobre 1998 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo agli aggregati (GU L 287 del 24.10.1998, pag. 25).
                                 
                              
                                    33.
                                 
                                 
                                    Decisione 98/599/CE della Commissione del 12 ottobre 1998 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai kit di impermeabilizzazione per tetti applicati allo stato liquido (GU L 287 del 24.10.1998, pag. 30).
                                 
                              
                                    34.
                                 
                                 
                                    Decisione 98/600/CE della Commissione del 12 ottobre 1998 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai kit di tetti traslucidi autoportanti, eccetto i kit a base di vetro (GU L 287 del 24.10.1998, pag. 35).
                                 
                              
                                    35.
                                 
                                 
                                    Decisione 98/601/CE della Commissione del 13 ottobre 1998 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai prodotti per la costruzione di strade (GU L 287 del 24.10.1998, pag. 41).
                                 
                              
                                    36.
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/89/CE della Commissione del 25 gennaio 1999 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai kit di montaggio di scale prefabbricate (GU L 29 del 3.2.1999, pag. 34).
                                 
                              
                                    37.
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/90/CE della Commissione del 25 gennaio 1999 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai rivestimenti (GU L 29 del 3.2.1999, pag. 38).
                                 
                              
                                    38.
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/91/CE della Commissione del 25 gennaio 1999 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai prodotti per l’isolamento termico (GU L 29 del 3.2.1999, pag. 44).
                                 
                              
                                    39
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/92/CE della Commissione del 25 gennaio 1999 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo travi e colonne leggere composte a base di legno (GU L 29 del 3.2.1999, pag. 49).
                                 
                              
                                    40.
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/93/CE della Commissione del 25 gennaio 1999 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo a porte, finestre, imposte, persiane, portoni e relativi accessori (GU L 29 del 3.2.1999, pag. 51).
                                 
                              
                                    41.
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/94/CE della Commissione del 25 gennaio 1999 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai calcestruzzi prefabbricati normali, leggeri o porosi (GU L 29 del 3.2.1999, pag. 55).
                                 
                              
                                    41bis.
                                    
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/453/CE della Commissione del 18 giugno 1999 che modifica le decisioni 96/579/CE e 97/808/CE (relative alle procedure per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, per quanto riguarda rispettivamente le attrezzature fisse e i rivestimenti per pavimentazioni) (GU L 178 del 14.7.1999, pag. 50).
                                 
                              
                                    42.
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/454/CE della Commissione del 22 giugno 1999 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai prodotti intesi a impedire la propagazione del fuoco e i prodotti di protezione dal fuoco (GU L 178 del 14.7.1999, pag. 52).
                                 
                              
                                    43.
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/455/CE della Commissione del 22 giugno 1999 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai kit per prefabbricati costituiti da strutture e travi di legno (GU L 178 del 14.7.1999, pag. 56).
                                 
                              
                                    44.
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/469/CE della Commissione del 25 giugno 1999 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai prodotti relativi a calcestruzzo, malta, boiacca (GU L 184 del 17.7.1999, pag. 27).
                                 
                              
                                    45.
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/470/CE della Commissione del 29 giugno 1999 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo agli adesivi per la costruzione (GU L 184 del 17.7.1999, pag. 32).
                                 
                              
                                    46.
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/471/CE della Commissione del 29 giugno 1999 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo agli apparecchi di riscaldamento per ambienti (GU L 184 del 17.7.1999, pag. 37).
                                 
                              
                                    47.
                                 
                                 
                                    Decisione 1999/472/CE della Commissione del 1o luglio 1999 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo a tubazioni, serbatoi e relativi accessori non a contatto con acqua destinata al consumo umano (GU L 184 del 17.7.1999, pag. 42).
                                 
                              
                                    48.
                                 
                                 
                                    Decisione 2000/147/CE della Commissione dell’8 febbraio 2000 che attua la direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda la classificazione della reazione all’azione dell’incendio dei prodotti da costruzione (GU L 50 del 23.2.2000, pag. 14; rettifiche nella GU L 212 del 23.8.2000, pag. 11 e nella GU L 85 del 24.3.2001, pag. 43).
                                 
                              
                                    49.
                                 
                                 
                                    Decisione 2000/245/CE della Commissione del 2 febbraio 2000 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 4, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai prodotti di vetro piatto, vetro profilato e vetro in blocchi (GU L 77 del 28.3.2000, pag. 13).
                                 
                              
                                    50.
                                 
                                 
                                    Decisione 2000/273/CE della Commissione del 27 marzo 2000 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, per quanto riguarda sette prodotti per il benestare tecnico europeo senza orientamenti (GU L 86 del 7.4.2000, pag. 15).
                                 
                              
                                    51.
                                 
                                 
                                    Decisione 2000/367/CE della Commissione del 3 maggio 2000 che attua la direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda la classificazione della resistenza all’azione del fuoco dei prodotti da costruzione, delle opere di costruzione e dei loro elementi (GU L 133 del 6.6.2000, pag. 26; rettifica nella GU L 219 del 14.8.2001, pag. 30).
                                 
                              
                                    52.
                                 
                                 
                                    Decisione 2000/447/CE della Commissione del 13 giugno 2000 relativa alla procedura di attestazione della conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai pannelli portanti prefabbricati a base di legno a rivestimento rinforzato e ai pannelli leggeri autoportanti a struttura mista (GU L 180 del 19.7.2000, pag. 40).
                                 
                              
                                    53.
                                 
                                 
                                    Decisione 2000/553/CE della Commissione del 6 settembre 2000 che attua la direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo alla resistenza esterna all’azione del fuoco dei rivestimenti per tetti (GU L 235 del 19.9.2000, pag. 19).
                                 
                              
                                    53bis.
                                    
                                 
                                 
                                    Decisione 2000/605/CE della Commissione del 26 settembre 2000 che modifica la decisione 96/603/CE recante l’elenco di prodotti delle classi A “nessun contributo all’incendio” di cui alla decisione 94/611/CE che attua l’articolo 20 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio sui prodotti da costruzione (GU L 258 del 12.10.2000, pag. 36).
                                 
                              
                                    54.
                                 
                                 
                                    Decisione 2000/606/CE della Commissione del 26 settembre 2000 relativa alla procedura di attestazione della conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda sei prodotti per il benestare tecnico europeo senza orientamenti (GU L 258 del 12.10.2000, pag. 38).
                                 
                              
                                    55.
                                 
                                 
                                    Decisione 2001/19/CE della Commissione del 20 dicembre 2000 relativa alla procedura di attestazione della conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo a giunti di dilatazione per ponti stradali (GU L 5 del 10.1.2001, pag. 6).
                                 
                              
                                    56.
                                 
                                 
                                    Decisione 2001/308/CE della Commissione del 31 gennaio 2001 relativa alla procedura per l’attestazione della conformità dei prodotti da costruzione denominati “vetures” a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio (GU L 107 del 18.4.2001, pag. 25).
                                 
                              
                                    56bis.
                                    
                                 
                                 
                                    Decisione 2001/596/CE della Commissione dell’8 gennaio 2001 che modifica le decisioni 95/467/CE, 96/578/CE, 96/580/CE, 97/176/CE, 97/462/CE, 97/556/CE, 97/740/CE, 97/808/CE, 98/213/CE, 98/214/CE, 98/279/CE, 98/436/CE, 98/437/CE, 98/599/CE, 98/600/CE, 98/601/CE, 1999/89/CE, 1999/90/CE, 1999/91/CE, 1999/454/CE, 1999/469/CE, 1999/470/CE, 1999/471/CE, 1999/472/CE, 2000/245/CE, 2000/273/CE e 2000/447/CE relative alla procedura di attestazione di conformità di determinati prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio (GU L 209 del 2.8.2001, pag. 33).
                                 
                              
                                    57.
                                 
                                 
                                    Decisione 2001/671/CE della Commissione del 21 agosto 2001 che attua la direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda la classificazione della resistenza agli incendi esterni dei tetti e delle coperture di tetti (GU L 235 del 4.9.2001, pag. 20).
                                 
                              
                                    58.
                                 
                                 
                                    Decisione 2002/359/CE della Commissione del 13 maggio 2002 relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a contatto con le acque destinate al consumo umano, a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio (GU L 127 del 14.5.2002, pag. 16).
                                 
                              
                                    59.
                                 
                                 
                                    Decisione 2002/592/CE della Commissione del 15 luglio 2002 che modifica le decisioni 95/467/CE, 96/577/CE, 96/578/CE e 98/598/CE relative alla procedura di attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio riguardo, rispettivamente, ai prodotti a base di gesso, ai sistemi fissi antincendio, ai prodotti igienico-sanitari e agli aggregati (GU L 192 del 20.7.2002, pag. 57).
                                 
                              
                                    60.
                                 
                                 
                                    Decisione 2003/43/CE della Commissione del 17 gennaio 2003 che determina le classi di reazione all’azione dell’incendio per taluni prodotti da costruzione (GU L 13 del 18.1.2003, pag. 35).
                                 
                              
                                    61.
                                 
                                 
                                    Decisione 2003/312/CE della Commissione del 9 aprile 2003 sulla pubblicazione dei riferimenti delle norme relative ai prodotti per l’isolamento termico, ai geotessili, agli impianti fissi di estinzione degli incendi e ai blocchi di gesso conformemente alla direttiva 89/106/CEE del Consiglio (GU L 114 dell’8.5.2003, pag. 50).
                                 
                              
                                    62.
                                 
                                 
                                    Decisione 2003/424/CE della Commissione del 6 giugno 2003 che modifica la decisione 96/603/CE recante l’elenco di prodotti delle classi A “nessun contributo all’incendio” di cui alla decisione 94/611/CE che attua l’articolo 20 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio sui prodotti da costruzione (GU L 144 del 12.6.2003, pag. 9).
                                 
                              
                                    63.
                                 
                                 
                                    Decisione 2003/593/CE della Commissione del 7 agosto 2003 che modifica la decisione 2003/43/CE che determina le classi di reazione all’azione dell’incendio per taluni prodotti da costruzione (GU L 201 dell’8.8.2003, pag. 25).
                                 
                              
                                    64.
                                 
                                 
                                    Decisione 2003/629/CE della Commissione del 27 agosto 2003 che modifica la decisione 2000/367/CE sulla classificazione della resistenza all’azione del fuoco dei prodotti da costruzione per quanto riguarda l’inclusone dei prodotti di controllo del fumo e del calore (GU L 218 del 30.8.2003, pag. 51).
                                 
                              
                                    65.
                                 
                                 
                                    Decisione 2003/632/CE della Commissione del 26 agosto 2003 che modifica la decisione 2000/147/CE che attua la direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda la classificazione della reazione all’azione dell’incendio dei prodotti da costruzione (GU L 220 del 3.9.2003, pag. 5).
                                 
                              
                                    66.
                                 
                                 
                                    Decisione 2003/639/CE della Commissione del 4 settembre 2003 relativa alla procedura di attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda perni per giunti strutturali (GU L 226 del 10.9.2003, pag. 18).
                                 
                              
                                    67.
                                 
                                 
                                    Decisione 2003/640/CE della Commissione del 4 settembre 2003 relativa alla procedura di attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda kit di rivestimento delle pareti esterne (GU L 226 del 10.9.2003, pag. 21).
                                 
                              
                                    68.
                                 
                                 
                                    Decisione 2003/655/CE della Commissione del 12 settembre 2003 relativa alla procedura di attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda kit di rivestimento impermeabile per pavimenti e pareti di ambienti umidi (GU L 231 del 17.9.2003, pag. 12).
                                 
                              
                                    69.
                                 
                                 
                                    Decisione 2003/656/CE della Commissione del 12 settembre 2003 relativa alla procedura di attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda sette prodotti per il benestare tecnico europeo senza orientamenti (GU L 231 del 17.9.2003, pag. 15).
                                 
                              
                                    70.
                                 
                                 
                                    Decisione 2003/722/CE della Commissione del 6 ottobre 2003 relativa alla procedura di attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda kit d’impermeabilizzazione dell’impalcato da applicare allo stato liquido (GU L 260 dell’11.10.2003, pag. 32).
                                 
                              
                                    71.
                                 
                                 
                                    Decisione 2003/728/CE della Commissione del 3 ottobre 2003 relativa alla procedura per stabilire la conformità dei prodotti da costruzione di cui all’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda strutture metalliche prefabbricate, strutture di cemento prefabbricate, edifici prefabbricati, celle frigorifere prefabbricate e strutture di protezione dalla caduta di massi (GU L 262 del 14.10.2003, pag. 34).
                                 
                              
                                    72.
                                 
                                 
                                    Decisione 2004/663/CE della Commissione del 20 settembre 2004 che modifica la decisione 97/464/CE relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo ai prodotti per il trattamento delle acque reflue (GU L 302 del 29.9.2004, pag. 6).
                                 
                              
                                    73.
                                 
                                 
                                    Decisione 2005/403/CE della Commissione del 25 maggio 2005 che determina le classi di resistenza agli incendi esterni dei tetti e delle coperture di tetti per taluni prodotti da costruzione a norma della direttiva 89/106/CEE del Consiglio (GU L 135 del 28.5.2005, pag. 37).
                                 
                              
                                    74.
                                 
                                 
                                    Decisione 2005/484/CE della Commissione del 4 luglio 2005 relativa alla procedura di attestazione della conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda i sistemi di edifici frigoriferi e i sistemi di involucro per edifici frigoriferi (GU L 173 del 6.7.2005, pag. 15).
                                 
                              
                                    75.
                                 
                                 
                                    Decisione 2005/610/CE della Commissione del 9 agosto 2005 che determina le classi di reazione al fuoco di alcuni prodotti da costruzione (GU L 208 dell’11.8.2005, pag. 21).
                                 
                              
                                    76.
                                 
                                 
                                    Decisione 2005/823/CE della Commissione del 22 novembre 2005 che modifica la decisione 2001/671/CE che attua la direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda la classificazione della resistenza agli incendi esterni dei tetti e delle coperture di tetti (GU L 307 del 25.11.2005, pag. 53).
                                 
                              
                                    77.
                                 
                                 
                                    Decisione 2006/190/CE della Commissione del 1o marzo 2006 che modifica la decisione 97/808/CE relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, per quanto riguarda i rivestimenti per pavimentazioni (GU L 66 dell’8.3.2006, pag. 47).
                                 
                              
                                    78.
                                 
                                 
                                    Decisione 2006/213/CE della Commissione del 6 marzo 2006 che determina le classi di reazione al fuoco di alcuni prodotti da costruzione per quanto concerne le pavimentazioni in legno e i rivestimenti e i pannelli in legno massiccio (GU L 79 del 16.3.2006, pag. 27).
                                 
                              
                                    79.
                                 
                                 
                                    Decisione 2006/600/CE della Commissione del 4 settembre 2006 che definisce la classificazione della resistenza all’azione esterna del fuoco di determinati prodotti da costruzione relativamente ai pannelli sandwich a doppio rivestimento metallico destinati alle coperture dei tetti (GU L 244 del 7.9.2006, pag. 24).
                                 
                              
                                    80.
                                 
                                 
                                    Decisione 2006/673/CE della Commissione del 5 ottobre 2006 che modifica la decisione 2003/43/CE che determina le classi di reazione all’azione dell’incendio per taluni prodotti da costruzione, per quanto riguarda i pannelli di cartongesso (GU L 276 del 7.10.2006, pag. 77).
                                 
                              
                                    81.
                                 
                                 
                                    Decisione 2006/751/CE della Commissione del 27 ottobre 2006 che modifica la decisione 2000/147/CE che attua la direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda la classificazione della reazione all’azione dell’incendio dei prodotti da costruzione (GU L 305 del 4.11.2006, pag. 8).
                                 
                              
                                    82.
                                 
                                 
                                    Decisione 2006/893/CE della Commissione del 5 dicembre 2006 relativa alla cancellazione del riferimento alla norma EN 10080:2005 “Acciaio per cemento armato — Acciaio saldabile — Generalità” conformemente alla direttiva 89/106/CEE del Consiglio (GU L 343 dell’8.12.2006, pag. 102).
                                 
                              
                                    83.
                                 
                                 
                                    Decisione 2007/348/CE della Commissione del 15 maggio 2007 che modifica la decisione 2003/43/CE che determina le classi di reazione all’azione dell’incendio per taluni prodotti da costruzione riguardo ai pannelli a base di legno (GU L 131 del 23.5.2007, pag. 21).
                                 
                              
                  
                        Svizzera
                     
                     
                        
                                    100.
                                 
                                 
                                    Legge federale dell’8 ottobre 1999 sui prodotti da costruzione (RU 2000 3104)
                                 
                              
                                    101.
                                 
                                 
                                    Ordinanza del 27 novembre 2000 sui prodotti da costruzione (RU 2001 100)
                                 
                              
                                    102.
                                 
                                 
                                    Accordo intercantonale sull’eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio del 23 ottobre 1998 (RU 2003 270)
                                 
                              
                  
               Sezione II
            
            
               Organismi di valutazione della conformità
            
            
                        1.
                     
                     
                        Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna, secondo la procedura di cui all’articolo 11 del presente accordo, un elenco degli organismi di valutazione della conformità.
                     
                  
                        2.
                     
                     
                        Gli organismi di valutazione della conformità possono essere classificati in tre categorie differenti di organismi che intervengono nel settore dell’attestazione di conformità: gli organismi di certificazione, gli organismi d’ispezione e i laboratori di prove. Le definizioni dell’allegato III, sezione 3, della direttiva 89/106/CEE sono applicabili ai fini del presente accordo.
                     
                  
               Sezione III
            
            
               Autorità di designazione
            
            Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco delle autorità di designazione notificate dalle parti.
            
               Sezione IV
            
            
               Regole particolari per la designazione degli organismi di valutazione della conformità
            
            Per la designazione degli organismi di valutazione della conformità, le autorità di designazione rispettano i principi generali contenuti nell’allegato 2 del presente accordo, nonché i criteri di valutazione definiti nell’allegato IV della direttiva 89/106/CEE.
            
               Sezione V
            
            
               Disposizioni aggiuntive
            
            1.   Norme armonizzate europee per i prodotti da costruzione
            
            
                        a)
                     
                     
                        Ai fini del presente accordo, la Svizzera pubblicherà il riferimento delle norme armonizzate europee concernenti i prodotti da costruzione dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, conformemente all’articolo 7 della direttiva 89/106/CEE.
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        Al fine di precisare l’equivalenza dei sistemi svizzeri di attestazione della conformità, la Svizzera aggiungerà a ciascuna norma armonizzata una tabella di conversione. Ciò consentirà di garantire la comparabilità dei sistemi svizzero ed europeo di attestazione della conformità descrivendo le procedure da seguire per valutare la conformità.
                     
                  2.   Documenti interpretativi e documenti di orientamento
            
            Sono inoltre applicabili ai fini del presente accordo i sei documenti interpretativi di cui all’articolo 3 della direttiva 89/106/CEE e nella comunicazione 94/C 62/01 della Commissione (GU C 62 del 28.2.1994, pag. 1) e i documenti di orientamento stabiliti conformemente all’articolo 20 della direttiva 89/106/CEE.
            3.   Benestare tecnici europei
            
            
                        a)
                     
                     
                        La Svizzera ha il diritto di designare organismi nazionali per il rilascio di benestare tecnici europei. Essa garantisce che gli organismi designati divengano membri dell’Organizzazione europea per i benestare tecnici (EOTA, European Organisation for Technical Approvals) e partecipino ai suoi lavori, in particolare al fine di redigere orientamenti di benestare tecnici europei secondo le disposizioni dell’articolo 11 della direttiva 89/106/CEE e per il rilascio di benestare tecnici europei.
                        La Svizzera notifica al comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo i nomi e gli indirizzi di tali organismi.
                        Sono applicabili ai fini del presente accordo anche le decisioni dell’EOTA.
                        I benestare tecnici europei sono rilasciati dagli organismi competenti dell’EOTA e sono riconosciuti dalle due parti ai fini del presente accordo.
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        S’intende per “organismo competente per il benestare” un organismo di diritto privato o pubblico abilitato a rilasciare benestare tecnici europei.
                        Gli organismi competenti per il benestare sono designati dalle parti conformemente alle loro rispettive procedure.
                        Il comitato istituito dall’articolo 10 del presente accordo stabilisce e aggiorna un elenco degli organismi competenti per il benestare. A tal fine, la procedura di cui all’articolo 11 del presente accordo, così come descritta alla sezione II, paragrafo 1, è anche applicabile per analogia agli organismi competenti per il benestare.
                        Le parti riconoscono che gli organismi citati in questa lista ai fini dell’applicazione del presente accordo riempiono le condizioni previste per procedere al rilascio di benestare tecnici europei.
                     
                  4.   Scambi d’informazioni
            
            Conformemente all’articolo 9 del presente accordo, le parti scambiano le informazioni necessarie alla corretta applicazione del presente capitolo.
            5.   Documentazione tecnica
            
            Per quanto riguarda la documentazione tecnica necessaria alle autorità nazionali a fini d’ispezione, è sufficiente che i fabbricanti, i loro mandatari o le persone responsabili dell’immissione sul mercato tengano a disposizione tale documentazione sul territorio di una delle parti per almeno dieci anni a decorrere dall’ultima data di fabbricazione del prodotto.
            Le parti s’impegnano a trasmettere tutti i documenti tecnici pertinenti su richiesta delle autorità dell’altra parte.
            6.   Persona responsabile per l’immissione sul mercato e l’etichettatura dei prodotti
            
            Il fabbricante non è tenuto a designare un mandatario o una persona responsabile per l’immissione sul mercato stabilito sul territorio dell’altra parte, né a indicare il nome e l’indirizzo di un mandatario, di una persona responsabile o di un importatore sull’etichetta, sull’imballaggio esterno o sulle istruzioni per l’uso».