CELEX: 62021CN0770
Language: it
Date: 2021-12-13 00:00:00
Title: Causa C-770/21: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Administrativen sad Sofia-grad il 13 dicembre 2021 — «OGL-Food Trade Lebensmittelvertrieb» GmbH/Direktor na Teritorialna Direktsia «Mitnitsa Plovdiv» pri Agentsia «Mitnitsi»

28.3.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 138/10
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Administrativen sad Sofia-grad il 13 dicembre 2021 — «OGL-Food Trade Lebensmittelvertrieb» GmbH/Direktor na Teritorialna Direktsia «Mitnitsa Plovdiv» pri Agentsia «Mitnitsi»
      (Causa C-770/21)
      (2022/C 138/10)
      Lingua processuale: il bulgaro
      
         Giudice del rinvio
      
      Administrativen sad Sofia-grad
      
         Parti
      
      
         Ricorrente:«OGL-Food Trade Lebensmittelvertrieb» GmbH
      
         Convenuto: Direktor na Teritorialna direktsia «Mitnitsa Plovdiv» pri Agentsia «Mitnitsi»
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se, in considerazione dell’articolo 70, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 952/2013 (1) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell’Unione, in combinato disposto con l’articolo 75, paragrafi 5, primo comma, e 6, del regolamento delegato (UE) 2017/891 (2) della Commissione [, del 13 marzo 2017], che integra il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i settori degli ortofrutticoli [e degli ortofrutticoli trasformati], si debba ritenere che, per la valutazione della condizione di cui all’articolo 70, paragrafo 3, lettera d), del codice doganale, che «il compratore e il venditore non siano collegati», assumano rilievo, in vista dell’applicazione del valore di transazione di determinate merci per fini doganali nel quadro di una specifica dichiarazione in dogana per l’importazione di ortaggi:
                  
                              —
                           
                           
                              le informazioni concernenti i rapporti giuridici tra le parti coinvolte nell’importazione delle merci e nella vendita di dette stesse merci al primo livello commerciale all’interno dell’Unione, vale a dire, concernenti forniture di lunga durata e periodiche di merci della stessa tipologia, in quantitativi rilevanti e per un valore considerevole tali da consentire di escludere che, nel caso della specifica importazione oggetto di esame, il rapporto fosse casuale;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              le informazioni concernenti le fatture emesse per le forniture, il pagamento del prezzo, la registrazione delle fatture nella contabilità e nei registri IVA dell’importatore, nonché il diritto a detrazione dell’imposta a monte esercitato per la specifica importazione;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              il fatto che il valore di transazione della specifica importazione oggetto di esame come dichiarato supera ampiamente il valore forfettario all’importazione fissato dalla Commissione per detta stessa merce ai fini dell’applicazione dei dazi all’importazione nel settore degli ortaggi, mentre detta stessa merce viene venduta sottocosto all’interno dell’Unione;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              il fatto che l’importatore non ha prodotto né un accordo commerciale riferito alla specifica importazione, come richiesto dalle autorità doganali, né un documento attestante un diverso rapporto giuridico tra le parti del contratto.
                           
                        Se le circostanze succitate, ove rilevanti, consentano di classificare il commerciante importatore e il commerciante esportatore o l’importatore e l’acquirente al primo livello commerciale nell’Unione come «[aventi] la veste giuridica di associati» o come soggetti collegati ai sensi dell’articolo 127, paragrafo 1, lettera b), e dell’articolo 142, paragrafo 4, lettera b), del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 (3) della Commissione del 24 novembre 2015, recante modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale dell’Unione.
                  Qualora le condizioni succitate, benché rilevanti, non siano sufficienti per considerare i commercianti come soggetti collegati, se, ai fini della verifica ai sensi dell’articolo 75, paragrafo 6, del regolamento delegato (UE) 2017/891, occorra valutare se il rapporto tra i commercianti abbia influenzato la determinazione del maggior prezzo della merce nello specifico importata, al fine di contrastare l’elusione di dazi e la perdita di gettito fiscale per il bilancio dell’Unione, anche tenendo conto della successiva vendita sottocosto al primo livello commerciale all’interno dell’Unione.
               
            
                  2)
               
               
                  Se dall’articolo 47, primo comma, e dall’articolo 41, paragrafo 2, lettera c), della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, interpretati in combinato disposto con il diritto di ricorso riconosciuto all’importatore ai sensi dell’articolo 44, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell’Unione, dall’obbligo di motivazione delle decisioni che incombe alle autorità doganali a norma dell’articolo 29 in combinato disposto con l’articolo 22, paragrafo 7, del codice doganale, e dalle circostanze del caso di specie, tenuto altresì conto del fatto che, nel procedimento avverso la decisione, il giudice di primo grado deve esaminarne d’ufficio la legittimità anche sotto profili non fatti valere nel ricorso, deve acquisire d’ufficio nuovi elementi di prova e nominare periti, consegua che:
                  
                              —
                           
                           
                              la condizione di cui all’articolo 70, paragrafo 3, lettera d), del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell’Unione, secondo cui «il compratore e il venditore non s[o]no collegati o la relazione non [ha] influenzato il prezzo», può essere accertata per la prima volta nel corso del procedimento dinanzi al giudice, o che l’autorità doganale deve valutare tale questione già nel quadro della motivazione della decisione impugnata;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              ove l’importatore, pur avendone avuto la possibilità dal punto di vista procedurale, non abbia dichiarato espressamente l’intenzione di determinare il valore delle merci importate secondo il metodo deduttivo ai sensi dell’articolo 74, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale dell’Unione, sarebbe in contrasto con l’articolo 75, paragrafi 5 e 6, del regolamento delegato (UE) 2017/891 della Commissione che integra il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i settori degli ortofrutticoli, in ragione dell’esplicito termine di decadenza previsto per il succitato accertamento, che tale valore venisse determinato per la prima volta nel corso del procedimento avverso la decisione pendente dinanzi all’autorità giudiziaria, anche con riferimento alla considerazione delle eccezioni dell’importatore fondate sul fatto che il prezzo di vendita della merce nell’Unione si avvicinerebbe al valore di transazione dichiarato.
                           
                        
            
                  3)
               
               
                  Se, alla luce dell’interpretazione di cui al punto 1 del dispositivo della sentenza della Corte dell’11 marzo 2020, BV, С 160/18, EU:C:2020:190, dall’articolo 75, paragrafo 5, quarto comma, del regolamento delegato (UE) 2017/891 della Commissione che integra il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i settori degli ortofrutticoli (…), a norma del quale «l’importatore mette a disposizione (…) tutti i documenti necessari per lo svolgimento dei controlli doganali pertinenti relativi alla vendita e allo smercio di ciascun prodotto della partita in questione», derivi, per la prova del valore di transazione dichiarato ai sensi dell’articolo 70, paragrafo 1, del codice doganale dell’Unione, nelle circostanze del caso di specie, che:
                  
                              —
                           
                           
                              le autorità doganali e l’autorità giudiziaria nel procedimento di ricorso devono tener conto della vendita sottocosto della merce importata — degli ortaggi — nell’Unione europea, come un serio indizio del fatto che il valore all’importazione dichiarato era stato artificiosamente maggiorato anche sotto il profilo della valutazione del collegamento tra le persone che aveva influito sul valore di transazione dichiarato e ciò, in particolare, al fine di contrastare l’elusione dei dazi e la perdita di gettito fiscale;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              l’importatore è tenuto a produrre un contratto o un altro documento equivalente a dimostrazione del prezzo dovuto per le merci all’atto della vendita per l’esportazione nel territorio doganale dell’Unione, o se sia sufficiente la prova del pagamento del valore dichiarato della merce all’atto dell’importazione, o
                           
                        
                              —
                           
                           
                              l’importatore deve produrre unicamente i documenti espressamente indicati nell’articolo 75, paragrafo 5, quarto comma, del regolamento delegato (UE) 2017/891 quale prova del valore di transazione dichiarato all’atto dell’importazione degli ortaggi, cosicché le circostanze relative alla vendita sottocosto di dette stesse merci nell’Unione europea sono irrilevanti ai fini della valutazione ai sensi dell’articolo 75, paragrafo 6, del regolamento di cui trattasi sotto il profilo del mancato riconoscimento del valore di transazione e della determinazione del dazio all’importazione.
                           
                        
            
                  4)
               
               
                  Se, alla luce delle circostanze del procedimento principale, dall’articolo 75, paragrafi 5 e 6, del regolamento delegato (UE) 2017/891 della Commissione che integra il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i settori degli ortofrutticoli (…) e dall’interpretazione contenuta nella sentenza del 16 giugno 2016, EURO 2004. Hungary, С 291/15, EU:C:2016:455, consegua che, in caso di importazione di ortaggi da paesi terzi, il valore in dogana non deve essere determinato in base al valore di transazione dichiarato se:
                  
                              —
                           
                           
                              il valore di transazione dichiarato è nettamente superiore al valore forfettario all’importazione fissato dalla Commissione per detta stessa merce ai fini dell’applicazione di dazi all’importazione nel settore degli ortaggi;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              l’autorità doganale non contesta, né mette in altro modo in discussione l’autenticità della fattura e del documento giustificativo attestante il pagamento del prezzo della merce prodotti quali prova del prezzo all’importazione effettivamente versato;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              malgrado il sollecito dell’autorità doganale, l’importatore non ha prodotto un contratto o un altro documento equivalente a dimostrazione del prezzo dovuto per la merce all’atto della vendita per l’esportazione nel territorio doganale dell’Unione, unitamente a prove aggiuntive delle caratteristiche della merce rilevanti a livello economico ed idonee a giustificare il prezzo superiore all’atto dell’acquisto dall’esportatore, [ad esempio] prove del fatto che si trattava di un prodotto biologico o di una partita di ortaggi di particolare qualità.
                           
                        
            
         (1)  GU 2013, L 269, pag. 1.
      
         (2)  Regolamento delegato (UE) 2017/891 della Commissione, del 13 marzo 2017, che integra il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i settori degli ortofrutticoli e degli ortofrutticoli trasformati, integra il regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le sanzioni da applicare in tali settori e modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 della Commissione (GU 2017, L 138, pag. 4).
      
         (3)  GU 2015, L 343, pag. 558.