CELEX: 52013DC0378
Language: it
Date: 2013-05-29 00:00:00
Title: Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on the United Kingdom’s 2013 national reform programme and delivering a Council opinion on the United Kingdom’s convergence programme for 2012-2017

COMMISSIONE
                           EUROPEA
                                                   Bruxelles, 29.5.2013
                                                   COM(2013) 378 final
                                   Raccomandazione di
                       RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
                sul programma nazionale di riforma 2013 del Regno Unito
   e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza del Regno Unito
                                        2012-2017
                                 {SWD(2013) 378 final}
IT                                                                                    IT
 ---pagebreak---                                               Raccomandazione di
                              RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
                     sul programma nazionale di riforma 2013 del Regno Unito
     e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza del Regno Unito
                                                  2012-2017
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121,
   paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento
   della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento
   delle politiche economiche1, in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
   visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
   16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici2, in
   particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
   vista la raccomandazione della Commissione europea3,
   viste le risoluzioni del Parlamento europeo4,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l’occupazione,
   previa consultazione del comitato economico e finanziario,
   considerando quanto segue:
   (1)      Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di
            lanciare Europa 2020, una nuova strategia per la crescita e l’occupazione basata su un
            maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in
            cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
            competitività dell’Europa.
   (2)      Sulla base delle proposte della Commissione, il Consiglio ha adottato, il 13 luglio
            2010, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche
            degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione
            sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione5, che
            insieme formano gli “orientamenti integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a
   1
            GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   2
            GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
   3
            COM(2013) 378 final.
   4
            P7_TA(2013)0052 e P7_TA(2013)0053.
   5
            Decisione 2013/208/UE del Consiglio del 22 aprile 2013.
IT                                                      2                                          IT
 ---pagebreak---        tener conto degli orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica
       e di occupazione.
   (3) Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo hanno convenuto un patto per la crescita
       e l’occupazione che offre un quadro coerente per l’adozione di misure a livello
       nazionale, dell’UE e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche
       possibili. Hanno convenuto le misure da adottare a livello degli Stati membri, in
       particolare affermando l’impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi della
       strategia Europa 2020 e l’attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese.
   (4) Il 6 luglio 2012 il Consiglio ha adottato una raccomandazione sul programma
       nazionale di riforma 2012 del Regno Unito e ha formulato il suo parere sul programma
       di convergenza 2012 del Regno Unito relativo al periodo 2012-2017.
   (5) Il 28 novembre 2012 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita6,
       segnando l’inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche
       economiche 2013. Sempre il 28 novembre 2012 la Commissione ha adottato, sulla
       base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta7, in
       cui annoverava il Regno Unito tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di un
       esame approfondito.
   (6) Il 14 marzo 2013 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità
       finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando
       la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla
       crescita, di ripristinare le normali condizioni per l’erogazione di prestiti all’economia,
       di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la disoccupazione e le
       conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la pubblica amministrazione.
   (7) Il 10 aprile 2013 la Commissione ha pubblicato i risultati dell’esame approfondito per
       il Regno Unito8 a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011. L’analisi
       ha portato la Commissione a concludere che il Regno Unito presenta squilibri
       macroeconomici che richiedono un monitoraggio e un’azione sul piano delle politiche.
       In particolare, è opportuno continuare a prestare attenzione agli sviluppi
       macroeconomici nel settore dell’indebitamento delle famiglie, connesso ai livelli
       elevati di debito ipotecario e alle caratteristiche del mercato degli immobili
       residenziali, nonché all’andamento sfavorevole della competitività esterna, soprattutto
       per quanto riguarda le esportazioni di merci e la debole crescita della produttività.
   (8) Il 30 aprile 2013 il Regno Unito ha presentato il suo programma di convergenza,
       relativo al periodo 2012-2017 e il 30 aprile 2013 il suo programma nazionale di
       riforma 2013. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener
       conto delle loro correlazioni.
   (9) A norma del punto 4 del protocollo (n. 15) su talune disposizioni relative al
       Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, l’obbligo di evitare disavanzi
       pubblici eccessivi di cui all’articolo 126, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento
       dell’Unione europea non si applica al Regno Unito. Il punto 5 del protocollo prevede
       che il Regno Unito si sforzi di evitare un disavanzo pubblico eccessivo. L’8 luglio
       2008 il Consiglio ha deciso, a norma dell’articolo 104, paragrafo 6, del trattato che
       istituisce la Comunità europea, che nel Regno Unito esiste un disavanzo eccessivo.
   6
       COM(2012) 750 final.
   7
       COM(2012) 751 final.
   8
       SWD(2013) 125 final.
IT                                              3                                                  IT
 ---pagebreak---    (10) Sulla base della valutazione del programma di convergenza 2013 a norma del
        regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico sul
        quale si fondano le proiezioni di bilancio del programma sia plausibile. L’obiettivo
        della strategia di bilancio delineata nel programma di convergenza è di raggiungere un
        saldo di bilancio corretto per il ciclo prossimo al pareggio al termine di un periodo
        slittante di cinque anni. Il picco dell’11,5% del PIL raggiunto nel disavanzo della
        pubblica amministrazione nel 2009-20109 è stato in seguito ridotto al 5,6% del PIL
        nel 2012-2013 grazie a misure una tantum che hanno ridotto artificialmente il
        disavanzo di 2 p.p. nel 2012-2013. Dal programma di convergenza emerge tuttavia che
        il governo probabilmente non rispetterà il termine del 2014-2015 fissato dal Consiglio
        per la correzione del disavanzo eccessivo, poiché per quell’anno il disavanzo è stimato
        al 6,0% del PIL. Secondo le proiezioni del programma, l’anno in cui il disavanzo
        eccessivo sarà corretto è il 2017-2018 (attestandosi al 2,3% del PIL), ossia tre anni
        dopo il termine fissato dal Consiglio nel dicembre 2009. Il programma prevede che il
        disavanzo strutturale della pubblica amministrazione ricalcolato dalla Commissione
        evidenzierà un miglioramento marginale passando dal 5,6% del PIL nel 2013-2014
        al 5,1% del PIL nel 2014-2015. Nel periodo dal 2010-2011 al 2012-2013, lo sforzo di
        bilancio medio riveduto è stimato all’1,0% del PIL, ben al di sotto dell’1¾% del PIL
        raccomandato dal Consiglio. Il rischio principale per le proiezioni di bilancio deriva da
        una crescita inferiore al previsto dovuta al persistere di un’inflazione alta che riduce i
        consumi privati e a un possibile deterioramento del contesto internazionale che
        potrebbe ripercuotersi sugli scambi commerciali e gli investimenti. Il programma di
        convergenza non comprende un obiettivo di bilancio a medio termine come previsto
        dal patto di stabilità e crescita. Il governo ha proseguito con la sua strategia di
        risanamento di bilancio, ma a causa delle spese superiori al previsto dovute al
        funzionamento degli stabilizzatori automatici, nonché di un gettito fiscale inferiore alle
        aspettative, il disavanzo è più alto del previsto. Inoltre, le misure di risanamento finora
        adottate non sono state sufficienti a raggiungere lo sforzo di bilancio richiesto per
        correggere il disavanzo eccessivo. Il contributo potenziale alle entrate derivante dalla
        riforma strutturale, ad esempio finalizzato a una maggiore efficienza del sistema
        tributario tramite la revisione della struttura delle aliquote IVA, è ancora relativamente
        poco sfruttato. Il debito pubblico espresso in percentuale del PIL è aumentato
        dal 56,1% nel 2008-2009 al 90,7% nel 2012-2013. Secondo il programma il rapporto
        debito/PIL è destinato a salire al 100,8% nel 2015-2016 e nel 2016-2017, per poi
        calare al 99,4% nel 2017-2018.
   (11) La riduzione dell’indebitamento delle famiglie è proseguita nel 2012, ma, al 96% del
        PIL, tale indebitamento rimane ben al di sopra della media della zona euro e la sua
        riduzione rischia di non perdurare non appena l’economia si riprenderà e le
        compravendite degli immobili residenziali torneranno a livelli più normali. I prezzi
        delle abitazioni restano elevati e volatili in un contesto di carenza di alloggi. In
        conseguenza degli elevati prezzi delle abitazioni e del diffuso ricorso a mutui ipotecari
        a tasso variabile, le famiglie sono particolarmente esposte alle variazioni dei tassi
        d’interesse e all’aumento della disoccupazione. Il governo ha preso provvedimenti per
        riformare la legislazione sulla pianificazione territoriale, ma l’edilizia abitativa rimane
        a livelli bassi e il sistema di pianificazione, comprese le restrizioni relative alla
        “cintura verde”, resta un ostacolo importante in materia di offerta di alloggi. Gli
        interventi statali che stimolano la domanda di abitazioni più dell’offerta, compreso il
        sistema di incentivazione “Help to Buy” recentemente annunciato, rischiano di
   9
        2009-2010 indica l’esercizio che ha inizio il 1° aprile e fine il 31 marzo.
IT                                                      4                                           IT
 ---pagebreak---         aggravare la situazione aumentando i prezzi delle abitazioni e l’indebitamento delle
        famiglie. Il sistema di imposizione sui beni immobili del Regno Unito combina
        un’imposta regressiva (comunale – Council Tax) con un’imposta progressiva sulle
        compravendite (imposta di registro – Stamp Duty Land Tax). È probabile che la
        combinazione tra prezzi elevati delle abitazioni, finanze delle famiglie sotto pressione
        e criteri di concessione dei prestiti più ponderati continui a impedire a molte famiglie a
        medio reddito di acquistarsi la casa. In questo contesto, le locazioni di privati
        potrebbero essere rese più interessanti e costituire una valida alternativa a lungo
        termine alla casa di proprietà.
   (12) Il Regno Unito deve far fronte alla duplice sfida della disoccupazione e della
        sottooccupazione, in particolare tra i giovani. Il tasso di disoccupazione si attestava
        al 7,8% a inizio 2013 e dovrebbe rimanere sostanzialmente invariato nel 2013 e
        nel 2014. La disoccupazione giovanile è molto più elevata: il dato è al 20,7% ed è in
        costante aumento dal 2007, anno in cui era pari al 14,3%. La percentuale di giovani
        che non lavora né frequenta un ciclo di istruzione o formazione è del 14,0%.
        L’occupazione nel settore privato è stata in forte aumento nell’ultimo anno,
        considerata la lentezza della crescita del PIL, ma i livelli di produttività e la crescita
        salariale sono stati deboli. Il Regno Unito presenta inoltre un numero eccessivo di
        lavoratori poco qualificati, per i quali la domanda è in calo, e una carenza di lavoratori
        altamente qualificati dal punto di vista professionale e tecnico, che contribuisce a una
        scarsa competitività esterna. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, una
        percentuale significativa di giovani non dispone delle competenze e delle qualifiche
        necessarie per competere con successo nel mercato del lavoro. Il tasso di
        disoccupazione tra i giovani tra i 15 e i 25 anni poco qualificati è pari al 37,2%, valore
        nettamente superiore alla media dell’UE. Le politiche esistenti in materia di istruzione
        e formazione professionale sono eccessivamente incentrate sulle competenze di base e
        sulle qualifiche di livello 2, a fronte di un’economia che richiede sempre più spesso
        qualifiche più avanzate. Sono state realizzate iniziative intese a migliorare la qualità
        dei programmi di apprendistato, ma sono necessari ulteriori sforzi. In particolare, è
        tutt’ora molto complesso il sistema di qualifiche, il che può avere un impatto negativo
        sul coinvolgimento delle imprese nei programmi di apprendistato. Il Regno Unito
        potrebbe basarsi sull’attuale contratto Gioventù per creare una “garanzia per i giovani”
        al fine di affrontare il nodo della disoccupazione giovanile e in particolare di coloro
        che non hanno un lavoro né sono iscritti a cicli di istruzione o di formazione.
   (13) I bassi incentivi all’occupazione sono un problema annoso nel Regno Unito. Le
        autorità intendono affrontare la questione con l’introduzione del “credito universale”
        (Universal Credit) che consentirà ai cittadini di mantenere una maggiore percentuale
        del loro sussidio quando cominciano a lavorare. Il credito universale potrebbe sì avere
        un impatto positivo sull’occupazione, ma molto dipenderà da quando sarà efficace la
        sua attuazione e dai servizi di supporto, tra cui l’interazione con altre prestazioni.
        Parallelamente, molte prestazioni e molti crediti d’imposta destinati alla popolazione
        in età lavorativa saranno aumentati dell’1% all’anno fino al 2016, percentuale inferiore
        al tasso di inflazione previsto. Una serie di altre riforme delle prestazioni sociali è stata
        introdotta nell’aprile 2013. Vi è il rischio di un aumento della povertà, e con esso una
        maggiore povertà infantile per chi cresce in famiglie in cui non si trova lavoro. Per
        contro, la portata, il livello e l’incremento sia dei pagamenti universali, sia di quelli
        concessi in base al reddito a favore dei pensionati sono stati in ampia misura
        risparmiati dai tagli. Dai primi risultati del programma di lavoro sembra emergere un
        margine di miglioramento nell’erogazione e nell’efficacia delle prestazioni. Il Regno
        Unito si trova inoltre costantemente ad affrontare sfide relative all’incremento
IT                                                5                                                   IT
 ---pagebreak---         dell’occupazione delle persone con figli e al miglioramento dell’accesso a servizi di
        assistenza all’infanzia di qualità a prezzi accessibili. Con una percentuale del 17,3%, il
        Regno Unito presenta il secondo tasso più alto dell’UE di bambini che vivono in
        famiglie in cui nessuno lavora. Attualmente, i costi dei servizi di cura all’infanzia nel
        Regno Unito sono tra i più elevati dell’UE, il che presenta particolari difficoltà per il
        secondo percettore di reddito fra le coppie e per le famiglie monoparentali. Nel 2010
        solo il 4% dei bambini sotto i tre anni ha usufruito a tempo pieno di servizi di cura
        all’infanzia formali – un dato che si attesta ben al di sotto della media UE del 14%.
   (14) Il livello di indebitamento delle imprese del Regno Unito è piuttosto elevato, eppure
        alcune imprese incontrano difficoltà ad accedere al credito e gli investimenti delle
        imprese rimangono a livelli bassissimi. Un calo senza precedenti degli investimenti
        delle imprese dopo il 2007 si è tradotto in una riduzione degli investimenti fissi lordi
        al 14,2% del PIL nel 2012, il terz’ultimo posto nell’UE. Il Regno Unito presenta un
        basso livello di spesa delle imprese per ricerca e sviluppo, un dato che è sceso
        dall’1,17% del PIL nel 2001 all’1,09% nel 2011. Gli investimenti delle imprese hanno
        iniziato ad aumentare leggermente, con un incremento annuo del 4,9% nel 2012, ma
        rimangono a livelli bassi. L’erogazione netta di prestiti alle imprese è rimasta negativa
        nel 2012. Mentre le imprese più grandi con bilanci solidi sono in grado di contrarre
        prestiti a costi storicamente bassi, molte altre imprese, in particolare le PMI, hanno
        difficoltà ad accedere al credito. La situazione è ulteriormente aggravata dalla limitata
        concorrenza nel settore bancario. Una corretta attuazione delle raccomandazioni del
        Comitato economico e finanziario sul calcolo prudente dei requisiti patrimoniali delle
        banche e sulla gestione dei deficit di capitale individuati, senza ostacolare l’attività di
        prestito a favore dell’economia, dovrebbe contribuire a rafforzare la stabilità
        finanziaria del sistema bancario del paese.
   (15) Il Regno Unito è confrontato alla sfida di rinnovare e potenziare le proprie
        infrastrutture energetiche e di trasporto. Il paese ha bisogno di ingenti investimenti in
        nuove capacità di produzione di energia elettrica entro il 2020, sia per sostituire le
        vecchie centrali destinate a essere dismesse, sia per soddisfare gli impegni a favore
        delle energie rinnovabili e le norme più rigorose sulle emissioni di CO2. Con una
        percentuale del 3,8%, la quota delle fonti di energia rinnovabile nel consumo finale di
        energia si attesta al 25o posto tra i 27 Stati membri (media UE: 13,0%). Sarà
        necessario poter contare sulla certezza del diritto per agevolare investimenti adeguati e
        tempestivi. Le carenze sul piano della capacità e della qualità delle reti di trasporto del
        Regno Unito costituiscono un problema strutturale per l’economia, in particolare per i
        produttori, distributori ed esportatori di merci. Attualmente si registra un notevole
        divario tra gli impegni di finanziamento, pubblici e privati, e le esigenze di
        investimento incombenti nel settore dei trasporti, cui il governo sta tentando di
        rispondere dando priorità alla spesa pubblica per le infrastrutture e attirando ulteriori
        investimenti del settore privato. Anche i costi unitari della costruzione e manutenzione
        nel settore dei trasporti restano elevati nel Regno Unito.
   (16) Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa
        della politica economica del Regno Unito, ha valutato il programma di convergenza e
        il programma nazionale di riforma e ha presentato un esame approfondito. La
        Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della
        sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica del Regno Unito,
        ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla luce della
        necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione europea nel suo insieme,
        offrendo un contributo a livello dell’UE per le future decisioni nazionali. Le sue
IT                                                 6                                                IT
 ---pagebreak---         raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle
        raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 6.
   (17) Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza
        del Regno Unito e il suo parere10 trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione
        di cui al punto 1.
   (18) Alla luce dell’esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il
        Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di
        convergenza del Regno Unito. Le sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6 del
        regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai
        punti 2, 3, 5 e 6,
   RACCOMANDA che il Regno Unito adotti provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di:
   1.     attuare una strategia di bilancio rafforzata, con il sostegno di misure sufficientemente
          specifiche, per il 2013-2014 e gli anni successivi; garantire la correzione del
          disavanzo eccessivo in modo duraturo entro il 2014/2015 e la realizzazione dello
          sforzo di bilancio di cui alle raccomandazioni formulate dal Consiglio nell’ambito
          della procedura per i disavanzi eccessivi, e avviare un processo di costante riduzione
          dell’elevato rapporto debito pubblico/PIL; una correzione duratura degli squilibri di
          bilancio richiede un’attuazione credibile di riforme strutturali ambiziose, che
          aumenterebbe la capacità di aggiustamento e agevolerebbe lo sfruttamento del
          potenziale di crescita; perseguire una stretta di bilancio adottando un approccio
          differenziato e favorevole alla crescita, anche dando la priorità a una tempestiva
          spesa in conto capitale con elevati ritorni economici e adottando un approccio
          equilibrato nella composizione delle misure di risanamento, oltre a promuovere la
          sostenibilità di bilancio a medio e lungo termine; al fine di aumentare le entrate,
          applicare più diffusamente l’aliquota IVA normale;
   2.     realizzare ulteriori misure per aumentare l’offerta di alloggi, anche attraverso
          un’ulteriore liberalizzazione della pianificazione territoriale e un funzionamento
          efficiente del sistema di pianificazione; garantire che la politica abitativa, compreso
          il regime “Help to Buy”, non incoraggi un eccessivo ricorso al credito ipotecario,
          comportando così un aumento dei prezzi delle abitazioni; proseguire sulla strada
          delle riforme della tassazione sui beni immobili al fine di ridurre le distorsioni e
          promuovere la costruzione tempestiva di alloggi; adottare provvedimenti per
          migliorare il quadro giuridico che regola i mercati della locazione, in particolare
          rendendo più interessanti le locazioni a lungo termine sia per locatari, sia per
          locatori;
   3.     sulla base del contratto Gioventù, intensificare le misure per combattere la
          disoccupazione giovanile, ad esempio tramite una “garanzia per i giovani”;
          aumentare la qualità e la durata degli apprendistati, semplificare il sistema delle
          qualifiche e intensificare il coinvolgimento dei datori di lavoro, in particolare nella
          trasmissione di competenze tecniche di livello avanzato e intermedio; ridurre il
          numero di giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno competenze di base molto limitate,
          tra l’altro attuando efficacemente il programma sugli apprendistati;
   4.     intensificare gli sforzi per sostenere le famiglie a basso reddito e ridurre la povertà
          infantile garantendo che il credito universale e altre riforme del sistema previdenziale
          forniscano un sistema fiscale e previdenziale equo, caratterizzato da incentivi più
          netti al lavoro e servizi di supporto; accelerare l’attuazione delle previste misure atte
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        A norma dell’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.
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 ---pagebreak---             a ridurre i costi dei servizi di cura all’infanzia e migliorarne la qualità e la
            disponibilità;
   5.       attuare ulteriori misure per migliorare la disponibilità di finanziamenti bancari e non
            bancari per il settore delle imprese facendo in modo che le misure vadano
            principalmente a vantaggio di imprese economicamente sostenibili, in particolare
            PMI; ridurre gli ostacoli all’ingresso nel settore bancario e i costi del passaggio da
            una banca all’altra, oltre ad agevolare l’emergere delle cosiddette challenger bank,
            ossia di istituti che si propongono come alternativa alle principali banche del paese,
            mediante la dismissione di attività bancarie; dare effettiva attuazione alle
            raccomandazioni del Comitato economico e finanziario su una valutazione prudente
            dei requisiti patrimoniali delle banche e sulla gestione dei deficit di capitale
            individuati;
   6.       adottare misure per facilitare un rapido aumento degli investimenti in infrastrutture di
            rete, in particolare mediante la promozione di processi di pianificazione e processi
            decisionali più efficienti e solidi; prevedere un quadro normativo stabile per gli
            investimenti in nuove capacità energetiche, ivi comprese le energie rinnovabili;
            migliorare la capacità e la qualità delle reti di trasporto grazie a una maggiore
            prevedibilità e certezza in materia di pianificazione e di finanziamento e allo
            sfruttamento della combinazione più efficace di fonti di capitale pubbliche e private.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                 Per il Consiglio
                                                 Il presidente
IT                                                  8                                                IT