CELEX: C2007/211/45
Language: it
Date: 2007-09-08 00:00:00
Title: Causa C-311/07: Ricorso proposto il 5 luglio 2007 — Commissione delle Comunità europee/Repubblica d'Austria

8.9.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 211/24
            
         Ricorso proposto il 5 luglio 2007 — Commissione delle Comunità europee/Repubblica d'Austria
   (Causa C-311/07)
   (2007/C 211/45)
   Lingua processuale: il tedesco
   Parti
   
      Ricorrente: Commissione delle Comunità europee (rappresentanti: B. Stromsky e B. Schima, agenti)
   
      Convenuta: Repubblica d'Austria
   Conclusioni della ricorrente:
   
               —
            
            
               dichiarare che la Repubblica d'Austria ha violato gli obblighi ad essa incombenti in forza dell'art. 6, punto 1, della direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/105/CEE, riguardante la trasparenza delle misure che regolano la fissazione dei prezzi delle specialità per uso umano e la loro inclusione nei regimi nazionali di assicurazione malattia (1), in quanto non è stato previsto nessun termine corrispondente a quello stabilito da tale disposizione per l'inclusione di medicinali nella categoria gialla o verde dell'elenco dei medicinali rimborsabili;
            
         
               —
            
            
               condannare la Repubblica d'Austria alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Scopo della direttiva 89/105/CEE è, tra l'altro, quello di eliminare le differenze tra misure nazionali di carattere economico, che gli Stati membri adottano per controllare meglio le spese a carico dei servizi sanitari per le specialità medicinali. In tale ambito rientrano misure per la riduzione del novero dei prodotti coperti dai regimi previdenziali nazionali di assicurazione malattia. Per impedire che differenze di tale natura possano ostacolare il commercio intracomunitario di medicinali, la direttiva pone precise condizioni riguardo alle procedure per l'inclusione di prodotti negli elenchi di medicinali rimborsabili dal sistema previdenziale nazionale. Di conseguenza, l'art. 6, punto 1, della direttiva stabilisce un termine per le decisioni relative all'inclusione dei medicinali in questi cosiddetti «elenchi positivi» (in prosieguo, anche: gli «elenchi di medicinali rimborsabili»).
   In Austria esisterebbero tre diverse categorie all'interno dell'elenco dei prodotti rimborsati dal sistema sanitario nazionale. La «categoria verde» comprenderebbe medicinali la cui prescrizione e il cui rimborso senza previa autorizzazione da parte degli enti previdenziali sono considerati corretti sotto il profilo sanitario e contabile e legittimi; le spese per i medicinali indicati nella «categoria gialla» sarebbero rimborsabili solo in casi specifici debitamente motivati, a seguito di previa autorizzazione da parte dell'ente previdenziale competente; e, infine, la «categoria rossa» comprenderebbe medicinali per i quali esisterebbe una domanda di iscrizione nella categoria gialla o in quella verde. Le spese per i medicinali indicati nella categoria rossa sarebbero rimborsabili solo in casi specifici debitamente motivati, dopo previa autorizzazione dell'ente previdenziale competente, purché non sussistano alternative nella categoria gialla o in quella verde. Una regolare domanda di iscrizione di un medicinale nella categoria gialla o in quella verde dell'elenco di medicinali rimborsabili comporterebbe pertanto che tale prodotto rimanga inserito per un determinato periodo nella categoria rossa. Ai sensi della disciplina austriaca i medicinali potrebbero rimanere nella categoria rossa per un periodo massimo di 24 mesi; qualora non fosse possibile determinare un prezzo medio comunitario, il termine potrebbe venire prolungato sino a 36 mesi.
   Questa disciplina non sarebbe conforme all'art. 6, punto 1, della direttiva 89/105/CEE, poiché non darebbe nessuna garanzia sul fatto che una decisione sull'iscrizione di un medicinale nelle categorie gialla o verde venga adottata entro 90 o 180 giorni, come imposto dalla citata disposizione della direttiva.
   Come ha deciso la Corte nella sua sentenza 12 giugno 2003, causa C-229/00, Commissione/Finlandia, gli scopi della direttiva verrebbero compromessi se uno Stato membro potesse istituire due procedure per la predisposizione dell'elenco delle specialità medicinali soggette ad un tasso di rimborso maggiore, una conforme agli obblighi stabiliti dall'art. 6, punto 1, della direttiva, l'altra esonerata da tali obblighi e che non rispetta gli obiettivi fissati dalla detta direttiva. Contrariamente alla posizione del governo austriaco, non solo una domanda di inclusione in un elenco di medicinali rimborsabili, ma anche una domanda di inclusione in una precisa categoria di un siffatto elenco dovrebbe essere trattata in osservanza delle disposizioni dell'art. 6, punto 1, della direttiva, qualora l'inclusione in questa categoria, come in Austria, comporti condizioni più favorevoli per il rimborso rispetto all'inclusione in un'altra categoria o la permanenza in quest'ultima. Di conseguenza, si dovrebbe garantire che anche su una domanda di tal genere si giunga a una decisione entro il termine prescritto dall'articolo 6, punto 1, della direttiva.
   Poiché la normativa austriaca non prevederebbe ciò, essa non risulterebbe conforme alla citata disposizione dell'ordinamento comunitario nell'interpretazione datane dalla Corte di giustizia.
   
      (1)  GU 1989, L 40, pag. 8.