CELEX: C2004/071/64
Language: it
Date: 2004-03-20 00:00:00
Title: Causa T-16/04: Ricorso della Arcelor S.A. contro il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea, proposto il 15 gennaio 2004

C 71/36                  IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              20.3.2004
Motivi e principali argomenti                                                —     Il rigore scientifico delle valutazioni di comparabilità è
                                                                                   evidente sulla base della nota per gli orientamenti del
                                                                                   CSM del 2001, e dalla relazione del CSM sull’OMNITROP.
La materia della decisione impugnata era costituita da una                   —     Il ricorso alle valutazioni di comparabilità è pertanto
domanda di autorizzazione di immissione sul mercato presen-                        pienamente rispondente all’obiettivo della salvaguardia
tata all’AEVM nel 2001, conformemente al parere scientifico                        della salute pubblica e certamente non costituisce alcun
del CSM il quale nel giugno 2003 si pronunciava in senso                           abbassamento del livello degli standard di tutela della
favorevole. La Commissione tuttavia decideva di non dare                           salute.
corso alla decisione di autorizzare il prodotto medicinale di
cui trattasi «OMNITROP», ai sensi dell’art. 10, n. 1, lett. a),
sub ii), e dell’allegato I della direttiva del Parlamento europeo e          —     Il CSM ha correttamente opposto il ricorso al procedimen-
del Consiglio 6 novembre 2001, 2001/83/CE, recante un                              to della similarità sostanziale.
codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (1), in
ragione del fatto che il risultato delle valutazioni di comparabi-
lità implicava che non ricorrevano le condizioni di applicazio-              (1) GU L 311 del 28.11.2001, pag. 67.
ne del procedimento. La controversia tra la ricorrente e la                  (2) Causa C-440/93 (Racc. 1995, pag. I-2851).
Commissione verte pertanto sull’interpretazione dell’art. 10,
n. 1, lett. a), sub ii), e dell’allegato I della detta direttiva, che
disciplina la «biblioteca scientifica» basata su un impiego
medico ben noto del prodotto di cui trattasi.
Sotto quest’ultimo profilo la ricorrente considera che il punto
di vista della convenuta si pone in contrasto con la chiara
formulazione delle disposizioni di legge applicabili. Esso si                Ricorso della Arcelor S.A. contro il Parlamento europeo
pone altresì in contrasto con il parere scientifico dell’ente                e il Consiglio dell’Unione europea, proposto il 15 gennaio
istituito per fornire alla Commissione valutazioni tecniche in                                                2004
materia, cioè il CSM.
                                                                                                       (Causa T-16/04)
Di conseguenza, la ricorrente deduce, come unico motivo, la
violazione dell’art. 10, n. 1, lett. a), sub ii) e dell’allegato I, in                                  (2004/C 71/64)
particolare il capoverso d) della sezione I o le sue parti 3 e 4
sulla base dei seguenti motivi:
                                                                                                  (Lingua processuale: l’inglese)
—     L’allegato I della direttiva 2001/83 richiede espressamente
      che il CSM esprima un parere sul se due prodotti sono
      simili, e questo richiede necessariamente che il richiedente
      conforti le sue illustrazioni con valutazione di compara-              Il 15 gennaio 2004 la Arcelor S.A., con sede in Lussemburgo,
      bilità.                                                                rappresentata dagli avv.ti W. Deselaers, B. Meyring e
                                                                             B. Schmitt-Rady, ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo
                                                                             grado delle Comunità europee, un ricorso contro il Parlamento
—     Le regole istituite dalla sentenza Scotia (2), quali richiama-         europeo e il Consiglio dell’Unione europea.
      te nella decisione della Commissione, sono state previa-
      mente capovolte nella normativa della Commissione.
                                                                             La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
—     La Commissione ha pubblicamente rifiutato l’approccio
      «estremamente rigido» di cui alla sentenza Scotia, e si                —     annullare gli artt. 4, 12, n. 3, 6, n. 2, lett. e), 9, 16, nn. 2,
      esprime a favore di un «flessibile» approccio sull’art. 10,                  3 e 4, in combinato disposto con l’art. 2, allegati I e III,
      n. 1, lett. a), sub ii), della direttiva 2001/83.                            n. 1, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
                                                                                   13 ottobre 2003, 2003/87/CE, che istituisce un sistema
                                                                                   per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra
—     I principi che presidedono alla valutazione di comparabi-                    nella Comunità e che modifica la direttiva 96/61/CE del
      lità sono stati istituiti dal Centro comunitario di valutazio-               Consiglio, nei limiti in cui tali disposizioni si applicano
      ne dei prodotti biotecnologici derivati (AEVM) e il relativo                 ad impianti per la produzione di ghisa o acciaio (fusione
      espletamento viene sempre svolto sotto il controllo                          primaria o secondaria), compresa la relativa colata conti-
      dell’AEVM.                                                                   nua di capacità superiore a 2,5 tonnellate all’ora;
 ---pagebreak--- 20.3.2004                 IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             C 71/37
—     condannare i convenuti a risarcire il danno che la                         Ricorso di Le Front National e altri 7 ricorrenti contro il
      ricorrente ha subito, ed eventualmente potrà ancora                        Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo,
      subire, a causa dell’adozione degli artt. 4, 12, n. 3, 6, n. 2,                              proposto il 13 gennaio 2004
      lett. e), 9, 16, nn. 2, 3 e 4, in combinato disposto con
      l’art. 2, allegati I e III, n. 1, della direttiva 2003/87/CE;
                                                                                                          (Causa T-17/04)
—     condannare i convenuti alla spese.
                                                                                                           (2004/C 71/65)
Motivi e principali argomenti
                                                                                                    (Lingua processuale: il francese)
La ricorrente è una società che produce acciaio con impianti
per la produzione di ghisa e acciaio dislocati in Francia,
Spagna, Germania e Belgio. La direttiva del Parlamento europeo
e del Consiglio 13 ottobre 2003, 2003/87/CE (1), istituisce un                   Il 13 gennaio 2004 il Le Front National, con sede a Saint-
sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto                   Cloud (Francia), la sig.ra Marie-France Stirbois, domiciliata a
serra nella Comunità. Tale direttiva stabilisce un sistema di                    Villeneuve-Loubey (Francia), il sig. Bruno Gollnisch, domicilia-
autorizzazione per determinate attività che causano l’emissione                  to a Limonest (Francia), il sig. Carl Lang, domiciliato a
di gas a effetto serra e fissa quote di emissione da assegnare                   Boulogne-Billancourt (Francia), il sig. Jean-Claude Martinez,
agli impianti interessati. Le emissioni di gas a effetto serra oltre             domiciliato a Montpellier (Francia), il sig. Philip Claeys, domici-
la propria quota da parte di un impianto per il periodo di                       liato a Overijse (Belgio), il sig. Koen Dillen, domiciliato ad
scambio pertinente sono soggette a sanzioni pecuniarie.                          Anversa (Belgio) e il sig. Mario Borghezio, domiciliato a
                                                                                 Torino, rappresentati dall’avv. Wallerand de Saint-Just, hanno
                                                                                 proposto al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
                                                                                 un ricorso contro il Consiglio dell’Unione europea e il Parla-
A sostegno del proprio ricorso, la ricorrente afferma che le                     mento europeo.
disposizioni controverse violano i diritti fondamentali alla
proprietà e all’esercizio di un’attività economica, in quanto le
richiedono di gestire i propri impianti a condizioni economiche
insostenibili. La ricorrente sostiene inoltre che è alquanto                     I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
scarso il potenziale tecnologico di cui dispongono i produttori
di acciaio per ridurre le emissioni di gas a effetto serra sotto il
18 % — soglia già raggiunta dal 1990 — e che, pertanto,                          —     annullare il regolamento del Parlamento europeo e del
assoggettare tali impianti alla direttiva in esame equivale ad                         Consiglio 4 novembre 2003, n. 2004, relativo allo statuto
una violazione del principio di proporzionalità. La ricorrente                         e al finanziamento dei partiti politici a livello europeo;
fa inoltre valere una violazione del principio di uguaglianza,
affermando che altri settori, in diretta concorrenza con quello
                                                                                 —     condannare il Parlamento al pagamento delle spese e
ove opera la ricorrente e in cui si verificano emissioni di gas a
                                                                                       degli onorari per un ammontare di 10 000 euro.
effetto serra analoghe o persino maggiori, come quello dei
produttori di metalli non ferrosi e di sostanze chimiche, non
sono assoggettati alla direttiva. In tale contesto, la ricorrente
afferma che i produttori di acciaio si trovano in una situazione
peculiare che impedisce loro di trasferire sulla clientela le
sanzioni pecuniarie eventualmente inflitte a causa delle emis-                   Motivi e principali argomenti
sioni eccessive. Secondo la ricorrente, inoltre, le disposizioni
controverse violano la libertà di stabilimento all’interno
dell’Unione europea, in quanto incidono sul suo diritto di
trasferire liberamente la produzione da un impianto meno                         A sostegno delle loro domande, i ricorrenti fanno valere motivi
efficiente in uno Stato membro ad un impianto più efficiente                     identici a quelli sollevati dai ricorrenti nella causa T-13/04 (1).
in un altro Stato membro. Infine, la ricorrente lamenta la                       Essi sostengono anche che il regolamento impugnato è in
violazione del principio della certezza del diritto in quanto la                 contrasto con la legge francese 19 gennaio 1995, n. 95-65, sul
direttiva impone obblighi le cui conseguenze finanziarie sono                    finanziamento dei partiti politici. Quest’ultima infatti ne vieta
imprevedibili.                                                                   il finanziamento da parte di persone giuridiche, mentre il
                                                                                 regolamento impugnato non contiene un divieto del genere e
                                                                                 potrebbe così condurre all’elusione del divieto francese.
(1) Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 13 ottobre 2003,
    2003/87/CE, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di
    emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e che modifica la           (1) Causa T-13/04, Bonde e a./Parlamento e Consiglio.
    direttiva 96/61/CE del Consiglio (GU L 275, pag. 32).