CELEX: 51993PC0617(02)
Language: it
Date: 1993-11-22
Title: Proposta modificata di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che precisa le definizioni ai fini dell' applicazione del divieto di accesso privilegiato di cui all' articolo 104 A del trattato

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ1 EUROPEE
                                                           COM(93) 617 def. - SYN 466-467
                                                            Bruxelles, 22 novembre 1993
       DIRITTO DERIVATO NECESSARIO PER LA REALIZZAZIONE
  DELLA SECONDA FASE DELL'UNIONE ECONOMICA E MONETARIA
                                 Proposta modificata di
                     REGOLAMENTO (CEÌ PEL CONSIGLIO
                                                                                SYN 466
          che precisa le definizioni necessarie all'applicazione dei divieti
             enunciati all'articolo 104 e all'articolo 104 B, paragrafo 1,
                   del trattato che istituisce la Comunità europea
                                 Proposta modificata di
                     REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
                                                                                SYN 467
           che precisa le definizioni ai fini dell'applicazione del divieto
            di accesso privilegiato di cui all'articolo 104 A del trattato
                                 Proposta modificata di
                     REGOLAMENTO (CE> DEL CONSIGLIO
            relativo all'applicazione del protocollo sulla procedura per
   i disavanzi eccessivi, allegato al trattato che istituisce la Comunità europea
                                 Proposta modificata di
                           DECISIÓNE DEL CONSIGLIO
      relativa ai dati statistici da usare per la determinazione dello schema
      di ripartizione delle risorse finanziarie dell'Istituto monetario europeo
                                 Proposta modificata di
                           DECISIÓNE DEL CONSIGLIO
        relativa alla consultazione dell'Istituto monetario europeo da parte
   delle autorità degli Stati membri sulle proposte di provvedimenti legislativi
                            (Presentate dalla Commissione
         in applicazione dell'articolo 189 A, paragrafo 2, del trattato CE)
 ---pagebreak---                                 NOTA ESPLICATIVA
Seguendo un invito del Consiglio europeo di Copenhagen, tenutosi il 21 e 22 giugno
1993, la Comissione ha presentato al Consiglio ed al Parlamento europeo nei mesi di
luglio e di settembre progetti preliminari di proposte concernenti la legislazione di
attuazione della seconda fase dell' Unione economica e monetaria (does. COM(93)371
finale - SYN466 -SYN 467 del 22-7-93 e COM(93)436 finale del 22-9-93).
Tali progetti informali di proposte sono stati trasformati in progetti formali di proposte
della Commissione, con effetto a partire dal 1 novembre 1993, con lettere del
Vicepresidente Christophersen al Presidente del Consiglio ed al Presidente del
Parlamento europeo.
Il Parlamento europeo ha presentato il proprio parere il 16 novembre. In seguito, la
Commissione ha accettato un certo numero di emendamenti del Parlamento europeo,
che sono incorporati nei presenti progetti modificati di proposte. La Commissione ha
tenuto inoltre conto della lavoro svolto nel Consiglio.
 ---pagebreak---                                                 Proposta modificata di
                                    REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
                                                                                                             SYN 4oo
                       che precisa le definizioni necessarie all'applicazione dei divieti
                          enunciati all'articolo 104 e all'articolo 104 B, paragrafo 1,
                                  del trattato che istituisce la Comunità europea
 IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
 visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 104 B, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione ( ),
in cooperazione con il Parlamento europeo (^),
considerando che l'articolo 104 e l'articolo 104 B, paragrafo 1 del trattato sono direttamente
applicabili, che i termini che figurano in tali articoli possono, se necessario, venire precisati ;
considerando che è necessario in particolare precisare i termini "scoperti di conto o qualsiasi altra
forma di facilitazione creditizia" di cui all'articolo 104 del trattato, segnatamente per quanto
concerne il trattamento da riservare ai crediti in essere al 1° gennaio 1994 ;
considerando che è auspicabile che le banche centrali nazionali che partecipano alla terza fase
dell'Unione economica e monetaria (UEM) affrontino tale fase avendo al loro attivo crediti
negoziabili e a condizioni di mercato, soprattutto per dare alla politica monetaria del sistema
europeo di banche centrali (SEBC) la flessibilità voluta e per consentire alle varie banche centrali
nazionali che partecipano all'Unione monetaria di contribuire in misura normale al reddito
monetario da suddividere tra loro ;
considerando che le banche centrali che, dopo il 1° gennaio 1994, detenessero ancora verso il
settore pubblico crediti non negoziabili o corredati di condizioni diverse dalle condizioni di
mercato, dovrebbero essere autorizzate a convertire in seguito tali crediti in titoli negoziabili e a
condizioni di mercato ;
considerando che il protocollo su talune disposizioni relative al Regno Unito di Gran Bretagna e
Irlanda del Nord prevede al punto 11 che il Governo del Regno Unito può mantenere la linea di
     il progetto iniziale di proposta (COM(93)371 final - SYN 466 - SYN 467 - of 22.7.93) è stato confermato da un progetto
     formale di proposta con effetto a partir dal 1.11.1993.
(1) GUn°C
(J)       GU n° C              e decisione del             (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale).
 ---pagebreak--- credito ("Ways and Means") presso la Banca d'Inghilterra fintantoché il Regno Unito non passi
alla terza fase ; che occorre permettere la conversione in titoli negoziabili, a scadenza fissa e a
condizioni di mercato dell'importo di tale linea di credito qualora il Regno Unito passi alla terza
fase dell'UEM ;
considerando che il protocollo sul Portogallo prevede che il Portogallo è autorizzato a mantenere
in vigore la possibilità conferita alle regioni autonome delle Azzorre e di Madera di beneficiare di
crediti esenti da interessi concessi dal Banco de Portugal conformemente a quanto stabilito dalla
vigente normativa portoghese e che si impegna a continuare ad adoperarsi al massimo per por fine
al più presto a tale facilitazione creditizia ;
considerando che gli Stati membri devono adottare misure appropriate per un'effettiva e piena
applicazione dei divieti previsti all'articolo 104 del trattato ; che, in particolare, gli acquisti
effettuati sul mercato secondario non devono servire ad aggirare l'obiettivo perseguito da tale
articolo ;
considerando che, nei limiti fìssati dal presente regolamento, l'acquisizione diretta, da parte della
banca centrale di uno Stato membro, di titoli negoziabili del debito pubblico di un altro Stato
 membro non può' contribuire a sottrarre il settore pubblico alla disciplina dei meccanismi del
 mercato se l'acquisizione è effettuata unicamente ai fini della gestione delle riserve valutarie ;
 considerando che, fermo restando il ruolo attribuito alla Commissione dall'articolo 169 del
trattato, spetta all'Istituto monetario europeo e in seguito alla Banca centrale europea, in
 applicazione dell'articolo 109 F paragrafo 9 e dell'articolo 180 del trattato, verificare che le banche
 centrali nazionalirispettinogli obblighi imposti dal trattato ;
 considerando che i crediti intragiornalieri delle banche centrali possono essere utili per assicurare
 il buon funzionamento dei sistemi di pagamento e che quindi i crediti intragiornalieri concessi al
 settore pubblico sono compatibili con gli obiettivi dell'articolo 104 del trattato purché sia esclusa
 qualsiasi proroga al giorno successivo ;
 considerando che non si deve ostacolare l'esercizio delle funzioni di agente finanziario da parte
 delle banche centrali ; che, anche se lariscossioneda parte delle banche centrali di assegni emessi
 da terzi a favore del settore pubblico può comportare occasionalmente un credito, tale credito non
 si considera vietato ai sensi dell'articolo 104 del trattato dato che le operazioni non si chiudono
 globalmente con un credito al settore pubblico ;
 considerando che la detenzione da parte delle banche centrali di monete divisionali emesse dal
 settore pubblico e iscritte a suo credito costituisce una forma di credito al settore pubblico senza
 interessi ; che tuttavia, se si tratta di importi limitati, tale prassi non rimette in questione il
 principio enunciato all'articolo 104 del trattato e, pertanto, considerate le difficoltà connesse con
                                                                                                       2
                                                                                                     3
 ---pagebreak--- un divieto totale di questa forma di credito, essa può essere ammessa nei limiti fissati dal presente
regolamento ;
considerando che la Repubblica federale di Germania, a seguito della riunificazione, ha particolari
difficoltà a rispettare il limite assegnato alle suddette scorte e che in tal caso è opportuno
ammettere una percentuale maggiore per un periodo limitato ;
considerando che ilfinanziamentoda parte delle banche centrali degli impegni assunti dal settore
pubblico nei confronti del Fondo monetario internazionale o risultanti dall'attuazione del
meccanismo di sostegno finanziario a medio termine istituito dalla Comunità si traducono in
crediti esteri che hanno tutte le caratteristiche di un'attività di riserva o possono esservi assimilati ;
che risulta quindi opportuno autorizzarli ;
considerando che le imprese pubbliche formano oggetto del divieto di cui all'articolo 104 e
all'articolo 104 B, paragrafo 1 ; che esse sono definite nella direttiva 80/723/CEE della
Commissione, del 25 giugno 1980, relativa alla trasparenza delle relazionifinanziariefra gli Stati
membri e le loro imprese pubbliche ('),
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
                                                      Articolo 1
1. Ai fini dell'articolo 104 del trattato si intende per :
     a) "scoperto di conto" : qualsiasi offerta di risorse a favore del settore pubblico che comporta
          o può comportare un saldo debitore in conto,
     b) "altra forma di facilitazione creditizia" :
          i)        qualsiasi credito verso il settore pubblico in essere al 1° gennaio 1994, ad
                    eccezione dei crediti a scadenza fissa acquisiti prima di tale data,
          ii)       qualsiasifinanziamentodi obbligazioni del settore pubblico nei confronti di terzi,
          iii)      fatto salvo l'articolo 104, paragrafo 2 del trattato, qualsiasi operazione con il
                    settore pubblico che comporta o può comportare un credito verso di esso.
2. Non sono considerati titoli di debito ai sensi dell'articolo 104 del trattato i titoli acquisiti
(1) GU n° L 195 del 29.7.1980, pag. 35. Direttiva modificata dalla direttiva 93/84/CEE della Commissione (GU n° L254 del
     12.10.1993, pag. 16).
 ---pagebreak--- presso il settore pubblico per assicurare la conversione in titoli negoziabili, a scadenza fissa e a
condizioni di mercato
     di crediti a scadenza fissa acquisiti prima del 1° gennaio 1994 e che non siano negoziabili o a
     condizioni di mercato, purché la scadenza dei titoli non sia posteriore a quella dei suddetti
     crediti ;
-    dell'importo della linea di credito "Ways and Means" di cui il Governo del Regno Unito
     dispone presso la Banca d'Inghilterra fino alla data dell'eventuale passaggio alla terza fase
     dell'UEM.
                                                 Articolo 2
 1. Durante la seconda fase dell'UEM, non sono considerati acquisti diretti ai sensi
dell'articolo 104 del trattato, gli acquisti, da parte della banca centrale di uno Stato membro,
presso il settore pubblico di un altro Stato membro, di titoli negoziabili del debito di quest'ultimo,
purché tali acquisti siano effettuati unicamente ai fini della gestione delle riserve valutarie.
2. Durante la terza fase dell'UEM, non sono considerati acquisti diretti ai sensi dell'articolo 104
del trattato gli acquisti effettuati unicamente ai fini della gestione delle riserve valutarie :
     da parte della banca centrale di uno Stato membro che non partecipa alla terza fase dell'UEM,
     presso il settore pubblico di un altro Stato membro, di titoli negoziabili del debito di
     quest'ultimo ;
     da parte della Banca centrale europea o della banca centrale d'uno Stato membro che
     partecipa alla terza fase dell'UEM presso il settore pubblico di uno Stato membro che non
     partecipa alla terza fase, di titoli negoziabili del debito di quest'ultimo.
                                                 Articolo 3
Ai fini del presente regolamento per "settore pubblico" si intendono le istituzioni o gli organi della
Comunità, le amministrazioni statali, gli enti regionali, locali o altri enti pubblici e gli altri
organismi di diritto pubblico o imprese pubbliche degli Stati membri.
Per "banche centrali nazionali" si intendono le banche centrali degli Stati membri e l'Istituto
 monetario lussemburghese.
                                                 Articolo 4
 I crediti intragiornalieri accordati dalla Banca centrale europea o dalle banche centrali nazionali al
 ---pagebreak--- settore pubblico non sono considerati come facilitazioni creditizie ai sensi dell'articolo 104 del
trattato purché restino limitati alla giornata e non sia possibile alcuna proroga.
                                                         Articolo 5
Laddove la Banca centrale europea o le banche centrali nazionali ricevano dal settore pubblico,
per riscossione, assegni emessi da terzi e li accreditino al conto del settore pubblico prima che
siano stati addebitati alla banca trattarla, l'operazione non è considerata come facilitazione
creditizia ai sensi dell'articolo 104 del trattato quando, dalla ricezione dell'assegno, sia trascorso
un determinato intervallo di tempo corrispondente al termine normale di riscossione degli assegni
da parte della Banca centrale dello Stato membro interessato, a condizione che l'eventuale saldo
indisponibile (float) sia eccezionale, sia limitato ad un importo modesto e si annulli a breve
termine.
                                                         Articolo 6
Non si considera come facilitazione creditizia ai sensi dell'articolo 104 del trattato la detenzione
da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali di monete divisionali
emesse dal settore pubblico e accreditate al suo conto se l'importo di tali scorte rimane inferiore al
 10 % delle monete divisionali in circolazione.
Fino al 31 dicembre 1996, tale percentuale è del 15 % per la Germania.
                                                         Articolo 7
11finanziamentoda parte della Banca centrale europea e delle banche centrali nazionali degli
impegni assunti dal settore pubblico nei confronti del Fondo monetario internazionale o risultanti
dall'attuazione del meccanismo di sostegnofinanziarioa medio termine istituito dal regolamento
(CEE) n° 1969/88 (*) non è considerato come facilitazione creditizia ai sensi dell'articolo 104 del
trattato.
(1) Regolamento (CEE) n° 1969/88 del Consiglio, del 24 giugno 1988, che istituisce un meccanismo unico di sostegno
     finanziario a medio termine delle bilance dei pagamenti degli Stati membri (GU n° L 178 dell'8.7.1988, pag. 1).
 ---pagebreak---                                                Articolo 8
 1. Ai fini dell'articolo 104 e dell'articolo 104 B, paragrafo 1 del trattato, si intende per "impresa
pubblica" qualsiasi impresa sulla quale lo Stato o altri enti territoriali possano esercitare
direttamente o indirettamente un'influenza dominante in virtù della proprietà, della partecipazione
finanziaria o della normativa che la disciplina.
Si presume che sussista un'influenza dominante sull'impresa allorché lo Stato o altri enti
territoriali direttamente o indirettamente
a) detengano la maggioranza del capitale sottoscritto dell'impresa, oppure
b) dispongano della maggioranza dei voti inerenti alle quote emesse dall'impresa, oppure
e) possano designare più della metà dei membri dell'organo di amministrazione, di direzione o di
     vigilanza dell'impresa.
2. Ai fini dell'articolo 104 e dell'articolo 104 B, paragrafo 1 del trattato, la Banca centrale
europea e le banche centrali nazionali non fanno parte del settore pubblico.
                                               Articolo 9
Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1994.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                                       Per il Consiglio
                                                                         Il Presidente
 ---pagebreak---                                                 Proposta modificata di
                                   REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
                                                                                                           SYN 467
                       che precisa le definizioni ai fini dell'applicazione del divieto
                         di accesso privilegiato di cui all'articolo 104 A del trattato
IL CONSIGLIO DELL' UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 104 A, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione ( ),
in cooperazione con il Parlamento europeo (*),
considerando che il divieto di accesso privilegiato alle istituzioni finanziarie, previsto
all'articolo 104 A del trattato, è essenziale per assoggettare le operazioni di finanziamento del
settore pubblico alla disciplina del mercato e contribuire pertanto a rafforzare la disciplina di
bilancio ; che esso pone inoltre gli Stati membri in una condizione di parità per quanto riguarda
l'accesso del settore pubblico alle istituzionifinanziarie;
considerando che il Consiglio deve precisare le definizioni ai fini dell'applicazione di tale divieto ;
considerando che gli Stati membri e la Comunità debbono agire nel rispetto del principio di
un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza ;
considerando in particolare che il presente regolamento non può applicarsi ai modi di
 organizzazione dei mercati conformi a tale principio ;
considerando che il presente regolamento non intende ostacolare il funzionamento delle istituzioni
finanziarie pubbliche quando è conforme a suddetto principio ;
considerando che l'articolo 104 A del trattato vieta le misure che stabiliscono un accesso
privilegiato ; che occorre precisare quali sono i tipi di atti soggetti a tale divieto ; che tale divieto
non si applica agli impegni liberamente assunti da istituzioni finanziarie nel quadro di relazioni
contrattuali ;
considerando che lo stesso articolo prevede che talune considerazioni prudenziali possono
      Il progetto iniziale di proposta (COM(93)371 fubak - SYN 466 - SYN 467 - of 22.7.93 è stato confermato da un progetto
      formale di proposta con effetto a partir dal 1.11.1993
(1) GUn°C
(1) GU n° C            e decisione del       (non ancora pubblicata nella Gazzetta Ufficiale).
 ---pagebreak--- giustificare una deroga al principio di questo divieto ; che, adducendo considerazioni prudenziali,
le disposizioni legislative o regolamentari o le azioni amministrative non possono tuttavia essere
utilizzate per stabilire un accesso privilegiato mascherato ;
considerando che le imprese pubbliche sono soggette al medesimo divieto ; che esse sono definite
nella direttiva 80/723/CEE della Commissione, del 25 giugno 1980, relativa alla trasparenza delle
relazioni finanziarie fra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche (*) ;
considerando che le istituzioni finanziarie e, in particolare, gli enti creditizi possano essere
obbligati, per ragioni di politica monetaria, a detenere titoli di debito della Banca centrale europea
e/o delle Banche centrali nazionali ;
considerando che la Banca centrale europea e le Banche centrali nazionali non possono, in quanto
autorità pubbliche, adottare misure che consentono un accesso privilegiato ; considerando che le
norme per la mobilitazione o l'impegno di strumenti di debito emesse dalla Banca centrale europea
o dalle Banche centrali nazionali non devono servire ad aggirare il divieto di accesso privilegiato ;
considerando che, per evitare che il divieto venga aggirato, occorre completare le definizioni dei
vari tipi di istituzioni finanziarie previste dalla legislazione comunitaria, menzionando le istituzioni
che svolgono attività finanziarie ma non hanno ancora formato oggetto di armonizzazione a livello
comunitario, quali, ad esempio, le succursali di istituzioni di paesi terzi, le società di holding o
factoring, gli organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) non coordinati, gli
enti di previdenza,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
                                                       Articolo
 1. Ai fini dell'articolo 104 A del trattato si intende per "misura che offre un accesso privilegiato"
qualsiasi disposizione legislativa o regolamentare o qualsiasi atto giuridico di natura vincolante
adottato nell'esercizio della pubblica autorità :
     che obblighi le istituzioni finanziarie ad acquisire o a detenere titoli di debito di istituzioni o
     organi della Comunità, di amministrazioni centrali, di autorità regionali o locali, di altre
     autorità pubbliche o di altri organismi o imprese pubbliche degli Stati membri, in appresso
(1) GU n° L 195 del 29.7.1980, pag. 35. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 93/84/CEE della Commissione (GU n° L
     254 del 12.10.1993, pag. 16).
 ---pagebreak---     denominati "settore pubblico", oppure
    che conceda vantaggi fiscali di cui beneficiano unicamente le istituzioni finanziarie, o vantaggi
    finanziari non conformi ai principi di un'economia di mercato, al fine di favorire l'acquisizione
    o la detenzione di tali titoli di debito da parte di dette istituzioni.
2. Non sono considerate misure che istituiscono un accesso privilegiato quelle che danno luogo
    ad obblighi di finanziamento dell'edilizia sociale legati a particolari condizioni, che possono
    segnatamente comprendere l'obbligo di centralizzare fondi presso istituzioni finanziarie
    pubbliche, quando le condizioni di finanziamento dell'edilizia sociale applicate a favore del
    settore pubblico sono identiche a quelle dei finanziamenti dello stesso tipo concessi ai
    medesimi fini a debitori privati ;
     all'obbligo di centralizzare fondi presso un ente creditizio pubblico, qualora tale obbligo sia
     parte integrante, al 1° gennaio 1994, dell'organizzazione di una rete particolare di enti
     creditizi o di un regime specifico di risparmio destinati alle famiglie e sia inteso a conferire
     una sicurezza finanziaria all'insieme della rete o al regime specifico. L'utilizzazione di questi
     fondi centralizzati deve essere deliberata dagli organi dirigenti dell'ente creditizio pubblico
     interessato ed avvenire in modo conforme al principio di un'economia di mercato in cui vige la
     libera concorrenza.
     ad obblighi di finanziamento per il risarcimento dei danni risultanti da catastrofi, subiti dal
     settore pubblico, purché le relative condizioni non siano più favorevoli di quando gli stessi
     sono subiti dal settore privato.
                                                Articolo 2
Ai fini dell'articolo 104 A del trattato si intendono per "considerazioni prudenziali" le
considerazioni su cui si basano le disposizioni legislative o regolamentari o gli atti amministrativi
nazionali emanati sulla base del diritto comunitario o in conformità con esso e che mirano a
promuovere la solidità delle istituzioni finanziarie onde rafforzare la stabilità del sistema
finanziario nel suo insieme e la tutela dei clienti di tali istituzioni.
                                                 Articolo 3
1. Ai fini dell'articolo 104 A del trattato si intende per "impresa pubblica" qualsiasi impresa sulla
quale lo Stato o altri enti territoriali possono esercitare direttamente o indirettamente un'influenza
dominante per la struttura proprietaria, per la partecipazione finanziaria o per la normativa che la
disciplina. L'influenza dominante è presunta qualora lo Stato o altri enti territoriali, direttamente o
indirettamente, nei riguardi dell'impresa :
                                                     Ao
 ---pagebreak--- a) detengano la maggioranza del capitale sottoscritto dall'impresa, oppure
b) dispongano della maggioranza dei voti attribuiti alle quote emesse dall'impresa, oppure
e) possano designare più della metà dei membri dell'organo di amministrazione, di direzione o di
      vigilanza dell'impresa.
2.    Fatto salvo il loro obbligo, in qualità di autorità pubbliche, di non adottare misure che
 stabiliscono un accesso privilegiato, la Banca centrale europea e le Banche centrali nazionali non
 sono considerate, ai fini dell'applicazione del presente articolo, quali facenti parti del settore
 pubblicò.
 3.    Per "Banche centrali nazionali" si intendono le Banche centrali degli Stati membri, nonché
 l'Istituto monetario lussemburghese.
                                                              Articolo 4
  1. Ai fini dell'articolo 104 A del trattato si intendono per "istituzionifinanziarie";
       gli enti creditizi ai sensi dell'articolo 1, primo trattino della direttiva 77/780/CEE (*) ;
       le imprese di assicurazione ai sensi dell'articolo 1 lettera a) della direttiva 92/49/ÇJjE (*) ;
       le imprese di assicurazione ai sensi dell'articolo 1 lettera a) della direttiva 92/96/CJiE (*) ;
  -     gli OICVM ai sensi dell'articolo l/paragrafo 2 della direttiva 85/611/CEE (V) ;
        le imprese di investimento ai sensi dell'articolo 1, punto 2 della direttiva 93/22/CEE (f) ;
  (1) Direttiva 77/780/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1977, relativa al coordinamento delle disposizioni legislative,
       regolamentari e amministrative riguardanti l'accesso all'attività degli enti creditizi e il suo esercizio (GU n° L 322 del
        17.12.1977, pag. 30). Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 89/646/CEE (GU n° L 386 del 30.12.1989, pag. 1).
  (2) Direttiva 92/49/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari ed
       amministrative riguardanti l'assicurazione direttiva diversa dall'assicurazione sulla vita (terza direttiva assicurazione non vita)
       (GU n° L 228 dell'I 1.8.1992, pag. 1 ).
  (3) Direttiva 92/96/CEE del Consiglio, del 10 novembre 1992, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari ed
        amministrative riguardanti l'assicurazione diretta sulla vita (terza direttiva assicurazione vita) (GU n* L 360 del 9.12.1992,
        pag. 1).
  (V) Direttiva 85/611/CEE del Consiglio, del 20 dicembre 198S, concernente il coordinamento delle disposizioni legislative,
        regolamentari ed amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) (GU n°
        L 375 del 31.12.1985, pag. 3). Direttiva modificata dalla direttiva 88/220/CEE (GU n° L 100 del 19.4.1988, pag. 31).
   (£) Direttiva 93/22/CEE del Consiglio, del 10 maggio 1993, relativa ai servizi di investimento nel settore dei valori mobiliari
                                                                                                                                     M
 ---pagebreak---      le altre imprese o istituzioni che hanno un'attività analoga a quella delle imprese di cui ai
     trattini precedenti o la cui principale attività consiste nell'acquisire attività finanziarie o
     trasformare crediti finanziari.
2.   Le seguenti istituzioni non rientrano nella definizione di "istituzioni finanziarie" di cui al
paragrafo 1 :
     la Banca centrale europea e le Banche centrali nazionali ;
     i servizi finanziari delle poste qualora facciano parte del settore "amministrazioni pubbliche"
     definito conformemente al sistema europeo di conti economici integrati (SEC) o qualora la
     loro attività principale sia quella di agire in quanto agente finanziario dell'amministrazione
     pubblica e
     le istituzioni che fanno parte del settore "amministrazioni pubbliche" definito conformemente
     al SEC o il cui passivo corrisponda interamente a un debito pubblico.
                                                Articolo 5
Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1994.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                                             Per il Consiglio
     Il Presidente
     (GU n° L 141 dell'I 1.6.1993, pag. 27).
 ---pagebreak---                                                               Proposta modificata di
                                                 REGOLAMENTO (CE> DEL CONSIGLIO
                                       relativo all'applicazione del protocollo sulla procedura per
                            i disavanzi eccessivi, allegato al trattato che istituisce la Comunità europea
  IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
 visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 104 C paragrafo 14, terzo comma,
 vista la proposta della Commissione (1),
 visto il parere del Parlamento europeo (2),
 considerando che le definizioni dei termini "pubblico", "disavanzo" e "investimento" sono formulate nel
 protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi con riferimento al Sistema europeo di conti economici
 integrati (SEC) (3) ; che sono necessarie definizioni precise con riferimento ai codici del SEC ; che queste
 definizioni possono essere soggette a revisione nel quadro della necessaria armonizzazione delle statistiche
 nazionali e per altre ragioni ; che la revisione del SEC sarà decisa dal Consiglio in base alle norme in materia di
 competenza e alle norme procedurali definite dal trattato ;
 considerando che la definizione del debito contenuta nel protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi va
 precisata con unriferimentoai codici del SEC ;
 considerando che la direttiva 89/130/CEE, Euratom del Consiglio, del 13 febbraio 1989, relativa
 all'armonizzazione dellafissazionedel prodotto nazionale lordo ai prezzi di mercato (4) fornisce una definizione
 adeguata e dettagliata del prodotto interno lordo ai prezzi di mercato ;
 considerando che ai sensi del protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi la Commissione è tenuta a
 fornire i dati statistici da utilizzare in tale procedura ;
 considerando che occorre definire modalità particolareggiate per disciplinare la tempestiva e regolare
 comunicazione da parte degli Stati membri alla Commissione dei propri disavanzi previsti ed effettivi e
dell'ammontare del debito.
* Il progetto iniziale di proposta (COM...) è stato confermato da un progetto formale di proposta con effetto a partire dal 1. 11.1993.
(1) GUn°C
(2) Parere reso il              (non ancora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale).
(3) Istituto statistico delle Comunità europee, Sistema europeo di conti economici integrati SEC - seconda edizione.
(4) GUn°L49 del 21.2.1989, pag. 26.
                                                                        lì
 ---pagebreak--- considerando che a norma dell'articolo 104 C, paragrafi 2 e 3 del trattato, la Commissione sorveglia l'evoluzione
della situazione di bilancio e dell'entità del debito pubblico negli Stati membri ed esamina la conformità alla
disciplina di bilancio sulla base di criteri relativi al disavanzo e al debito pubblico ; che se uno Stato membro non
rispetta i requisiti previsti da uno o entrambi i criteri, la Commissione tiene conto di tutti i fattori significativi ;
che la Commissione deve esaminare se sussista il rischio di un disavanzo eccessivo in uno Stato membro ;
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
                                                   Sezione 1
                                                  Definizioni
                                                   Articolo 1
 1. Ai fini del protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi e ai fini del presente regolamento, i termini che
figurano nei paragrafi seguenti sono definiti conformemente al Sistema europeo di conti economici integrati
(SEC). I codici fra parentesi si riferiscono alla seconda azione del SEC.
2.   Per "pubblico" si intende ciò che riguarda il settore amministrazioni pubbliche (S60), suddiviso nei
sottosettori amministrazioni centrali (S61), amministrazioni locali (S62) ed enti di previdenza e assistenza sociale
(S63), escluse le operazioni commerciali quali sono definite nel SEC.
L'esclusione delle operazioni commerciali significa che il settore amministrazioni pubbliche (S60) comprende
solo le unità istituzionali che, a titolo di funzione principale, producono servizi non destinabili alla vendita.
3. Per disavanzo (o avanzo) pubblico si intende l'indebitamento o accreditamento netto (N5) del settore
amministrazioni pubbliche (S60) quale definito nel SEC. Gli interessi inclusi nel disavanzo pubblico sono
costituiti dagli interessi (R41) quali definiti nel SEC.
4.   Per investimenti pubblici si intendono gli investimenti fissi lordi (P41) del settore amministrazioni pubbliche
(S60) quali definiti nel SEC.
5 Per debito pubblico si intende il valore nominale totale di tutte le passività del settore amministrazioni
pubbliche (S60) in essere alla fine dell'anno, ad eccezione di quelle passività cui corrispondono attività finanziarie
detenute dal settore amministrazioni pubbliche (S60).
Il debito pubblico è costituito dalle passività delle amministrazioni pubbliche nelle categorie seguenti : biglietti,
monete e depositi (F20 e F30), titoli a breve termine (F40), obbligazioni (F50), altri crediti a breve termine (F79)
nonché altri crediti a medio e lungo termine (F89), secondo le definizioni del SEC.
Il valore nominale di una passività in essere alla fine dell'anno è il valore facciale.
                                                             41
 ---pagebreak--- Il valore nominale di una passività indicizzata corrisponde al valore facciale aumentato dell'incremento
indicizzato del valore in conto capitale maturato allafinedell'anno.
Le passività denominate in valuta estera sono convertite nella moneta nazionale al tasso di cambio
rappresentativo del mercato in vigore l'ultimo giorno lavorativo di ciascun anno.
                                                 Articolo 2
Il prodotto intemo lordo è il prodotto intemo lordo ai prezzi di mercato (PIL pm) come definito all'articolo 2
della direttiva 89/130/CEE, Euratom.
                                                 Articolo 3
1. Le cifre relative al disavanzo pubblico previsto sono le cifre determinate dagli Stati membri per l'anno in
corso in linea con le più recenti decisioni delle loro autorità di bilancio.
2. Per cifre relative all'ammontare effettivo del debito e del disavanzo pubblico si intendono irisultatistimati,
provvisori o definitivi per un anno passato.
                                                 Sezione 2
                       Norme e campo d'applicazione relativi alla comunicazione
                                                Articolo 4
1. A decorrere dall'inizio del 1994 gli Stati membri comunicano alla Commissione due volte l'anno, la prima
entro il 1° marzo dell'anno corrente (anno n) e la seconda entro il 1° settembre dell'anno n, i propri disavanzi
pubblici previsti ed effettivi, nonché l'ammontare del loro debito pubblico effettivo.
2. Anteriormente al 1° marzo dell'anno n gli Stati membri :
     comunicano alla Commissione il disavanzo pubblico previsto per l'anno n, la stima aggiornata del disavanzo
     pubblico effettivo per l'anno n-1 e i disavanzi pubblici effettivi per gli anni n-2, n-3 ed n-4 ;
    forniscono simultaneamente alla Commissione per gli anni n, n-1 ed n-2 i rispettivi disavanzi dei conti
    pubblici, secondo la definizione più diffusa a livello nazionale, e le cifre che illustrano la transizione fra
    quest'ultimo disavanzo e il disavanzo pubblico. Le cifre suddette comprendono in particolare i dati relativi
    all'indebitamento netto dei sottosettori S61, S62 ed S63 ;
    comunicano alla Commissione la stima del debito pubblico effettivo alla fine dell'anno n-1 e il debito
    pubblico effettivo per gli anni n-2, n-3 ed n-4 ;
                                                          A<
 ---pagebreak---      forniscono simultaneamente alla Commissione per gli anni n-1 ed n-2 le cifre che illustrano il contributo del
     disavanzo pubblico e degli altri fattori pertinenti alla variazione del debito pubblico.
3.   Anteriormente al 1° settembre dell'anno n gli Stati membri :
     comunicano alla Commissione il disavanzo pubblico previsto, aggiornato, per l'anno n e il disavanzo
     pubblico effettivo per gli anni n-1, n-2, n-3 e n-4, nonché i dati integrativi specificati al paragrafo 2, secondo
     trattino ;
     comunicano alla Commissione l'ammontare effettivo del loro debito pubblico per gli anni n-1, n-2, n-3 e n-4,
     nonché i dati integrativi specificati al paragrafo 2, quarto trattino.
4. Le cifre relative al disavanzo pubblico previsto, comunicate alla Commissione ai sensi dei paragrafi 2 e 3,
sono espresse in moneta nazionale e per esercizi finanziari.
Le cifre relative all'ammontare effettivo del debito e del disavanzo pubblico, comunicate alla Commissione ai
 sensi dei paragrafi 2 e 3, sono espresse in moneta nazionale e per anni civili, ad eccezione delle stime aggiornate
per l'anno n-1 che possono essere espresse per esercizi finanziari.
Qualora l'anno finanziario sia diverso dall'anno civile, gli Stati membri comunicano alla Commissione le cifre
relative all'ammontare effettivo del debito e del disavanzo pubblico esprimendole anche in anni finanziari per i
due esercizi finanziari precedenti quello in corso.
                                                  Articolo 5
Gli Stati membri forniscono alla Commissione secondo le modalità indicate dall'articolo 4, paragrafi 1, 2 e 3, le
cifre relative alle spese per investimenti pubblici e per interessi.
                                                  Articolo 6
Gli Stati membri forniscono alla Commissione una previsione relativa al loro prodotto interno lordo per l'anno n
e l'importo del loro prodotto intemo lordo effettivo per gli anni n-1, n-2, n-3 e n-4 entro gli stessi termini fissati
dall'articolo 4, paragrafo 1.
                                                  Articolo 7
In caso di revisione del S\\(\ dw dovili vmnr dtfcisH <M Consiglio in \mt. tille noi me in materia di (onïpfcltfnza e
alle norme procedurali definite dal trattato, la Commissione introduce negli articoli I e 4 i nuovi riferimenti al
SEC.
                                                 Articolo 8
Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1994.
                                                           Ai
 ---pagebreak--- Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati
membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                                        Per il Consiglio
                                                                         Il Presidente
                                                       *?
 ---pagebreak---                                                          Proposta modificata di
                                                  DECISIÓNE DEL CONSIGLIO
                         relativa ai dati statistici da usare per la determinazione dello schema
                         di ripartizione delle risorse finanziarie dell'Istituto monetario europeo
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 16.1 e 16.2 del
protocollo sullo statuto dell'Istituto monetario europeo, allegato al trattato,
vista la proposta della Commissione ( ),
visto il parere del Parlamento europeo (*),
visto il parere del Comitato dei Governatori,
visto il parere del Comitato monetario,
considerando che il 1° gennaio 1994 sarà istituito l'Istituto monetario europeo, in appresso
denominato "IME" ;
considerando che TIME sarà dotato di risorse proprie ;
 considerando che l'ammontare delle risorse dell'IME sarà determinato dal Consiglio dell'Istituto ;
considerando che le risorse dell'IME sono costituite con contributi delle Banche centrali
nazionali conformemente allo schema al quale fa riferimento l'articolo 16.2 dello statuto
dell'IME ;
considerando che lo schema di ripartizione delle risorse finanziarie dell'IME sarà determinato
prima dell'inizio della seconda fase ;
considerando che i dati statistici da usare per la determinazione dello schema sono forniti dalla
Commissione conformemente alle norme adottate dal Consiglio ;
     Il progetto iniziale di proposta (COM(93)371 final - SYN 466 - SYN 467 - of 22.7.93 è stato confermato da un progetto
      formale di proposta con effetto a partir dal 1.11.1993.
(1) GUn°C
(t) Parere reso il               (non ancora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale).
                                                              I*
 ---pagebreak--- considerando che le norme adottate dal Consiglio nella presente decisione non costituiscono un
precedente per altri atti giuridici che il Consiglio potrà adottare in altri settori ;
considerando che è necessario definire la natura e le fonti dei dati da usare nonché il metodo di
calcolo dello schema ;
 considerando che la direttiva 89/130/ŒE, Euratom del Consiglio, del 13 febbraio 1989, relativa
all'armonizzazione della fissazione del prodotto nazionale lordo ai prezzi di mercato ( '),
istituisce una procedura di elaborazione dei dati relativi al prodotto interno lordo ai prezzi di
 mercato da parte degli Stati membri, considerando che gli stati membri assumono tutte le
 disposizioni necessarie affinchè tali dati siano transmessi alla Commissione;
 DECIDE :
                                                   Articolo 1
 I dati statistici da usare per determinare lo schema di ripartizione dei contributi delle Banche
 centrali nazionali alle risorse finanziarie dell'IME sono forniti dalla Commissione conformemente
alle norme specificate negli articoli seguenti.
                                                   Articolo 2
La popolazione e il prodotto interno lordo ai prezzi di mercato, in appresso denominato "PIL
 pm", Noun definiti miiloimritiriiU' JII Si.nlcinn cMiropcn dei tonti tvonomid integrati (SEC) in
vigore. Il PIL pm è quello definito all'articolo 2 della direttiva 89/130/CEE, Euratom.
                                                   Articolo 3
I dati relativi alla popolazione si riferiscono al 1992. Conformemente alla raccomandazione
contenuta nel SEC, viene utilizzata la media della popolazione totale nell'arco dell'anno.
                                                   Articolo 4
I dati relativi al PIL pm si riferiscono a ciascun anno dal 1987 al 1991 e sono espressi per
ciascuno Stato membro nella moneta nazionale ai prezzi correnti.
                                                   Articolo 5
I dati relativi alla popolazione sono raccolti dalla Commissione (Eurostat) presso gli
(1) GUn°L 49 del 21.2.1989, pag. 26.
                                                    *1
 ---pagebreak--- Stati membri.
                                                 Articolo 6
I dati relativi al PIL pm per gli anni dal 1988 al 1991 risultano dall'applicazione della
direttiva 89/130/CEE, Euratom. I dati dell'anno 1987 sono raccolti dalla Commissione
(Eurostat) presso gli Stati membri che li hanno resi coerenti con i dati relativi al PIL pm per gli
anni dal 1988 al 1991.
                                                 Articolo 7
1. La parte di uno Stato membro nella popolazione della Comunità corrisponde alla sua parte
nella somma delle popolazioni degli Stati membri espressa in percentuale.
2. I dati relativi al PIL pm annuale e per ogni Stato membro espressi nelle monete nazionali
sono convertiti in dati espressi in ecu. Il tasso di cambio utilizzato a tal fine corrisponde alla
media dei tassi di cambio di tutti i giorni lavorativi dell'intero anno. Il tasso di cambio giornaliero
è il tasso calcolato dalla Commissione e pubblicato nella serie "C" della Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee.
3. La quota di uno Stato membro rispetto al PIL pm della Comunità corrisponde alla sua quota
nella somma del PIL pm degli Stati membri per un periodo di cinque anni, espressa in
percentuale.
                                                 Articolo 8
La ponderazione di una Banca centrale nazionale nello schema di ripartizione è pari alla media
aritmetica delle quote dello Stato membro corrispondente rispetto alla popolazione e al PEL pm
della Comunità.
                                                 Articolo 9
Nelle varie fasi del calcolo è utilizzato un numero di cifre sufficiente a garantirne la precisione.
La ponderazione delle Banche centrali nazionali nello schema di ripartizione è espressa con un
numero con quattro decimali.
                                                Articolo 10
I dati di cui alla presente decisione sono comunicati dalla Commissione al Comitato dei
Governatori delle Banche centrali degli Stati membri prima del 1° gennaio 1994.
                                                     la
 ---pagebreak--- Fatto a Bruxelles, addì
                          Per il Consiglio
                           Il Presidente
                        U
 ---pagebreak---                                             Proposta modificata di
                                       DECISIÓNE DEL CONSIGLIO
                    relativa alla consultazione dell'Istituto monetario europeo da parte
               delle autorità degli Stati membri sulle proposte di provvedimenti legislativi
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 109 F, paragrafo 6,
nonché l'articolo 5.3 del protocollo sullo statuto dell'Istituto monetario europeo, allegato al trattato,
vista la proposta della Commissione ( ),
visto il parere del Parlamento europeo (*),
visto il parere del Comitato dei Governatori,
considerando che l'Istituto monetario europeo (IME) sarà costituito il 1° gennaio 1994 ;
considerando che il trattato prevede che l'IME venga consultato dalle autorità degli Stati membri su
ogni proposta di provvedimento legislativo che rientri nella sua competenza; che spetta al
Consiglio stabilire i limiti e le modalità di tale consultazione ;
considerando che l'obbligo di consultazione imposto alle autorità degli Stati membri lascia
impregiudicate le responsabilità delle autorità nazionali nelle materie oggetto di tali proposte ;
considerando che la presente decisione non si applica alle decisioni prese dalle autorità nazionali
nel quadro dell'attuazione della politica monetaria ;
considerando che la consultazione dell'IME non deve prolungare indebitamente le procedure di
adozione delle proposte dei provvedimenti legislativi negli Stati membri ; che i termini entro cui
l'IME è tenuto a formulare il suo parere devono tuttavia consentirgli di esaminare con la necessaria
cura i testi che gli vengono trasmessi ; che in casi di estrema urgenza, debitamente motivati, ad
esempio a causa della sensibilità dei mercati, gli Stati membri possono stabilire un termine inferiore
ad un mese ; che particolarmente in tali casi, un dialogo tra le autorità nazionali e l'IME dovrebbe
consentire di tenere conto dell'interesse di ciascuno.
         Il progetto iniziale di proposta (COM (93) 436 finale del 22.09.1993) è stato confermato da un
progetto formale di proposta con effetto a partire dal 1.11.1993.
 (1) GU n° C
 (%) GU n° C
                                                                                                        2t
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :
                                                Articolo 1
Le autorità degli Stati membri consultano l'IME su ogni proposta di provvedimento legislativo che
rientra nella sua competenza ai sensi dell'articolo 109 F del trattato e segnatamente per quanto
concerne :
-    la legislazione monetaria, lo stato giuridico dell'ECU e i mezzi di pagamento ;
     lo stato giuridico e le competenze delle banche centrali nazionali e gli strumenti della politica
     monetaria ;
      la raccolta, la compilazione e la diffusione delle statistiche monetarie, finanziarie, bancarie e
     sulla bilancia dei pagamenti ;
      i sistemi di compensazione e di pagamento, in particolare per le operazioni transfrontaliere ;
      le norme applicabili agli istitutifinanziarinella misura in cui esse influenzano la stabilità di tali
      istituti e i mercati finanziari.
2. L'IME, non appena riceve una proposta di provvedimento legislativo, comunica alle autorità
nazionali che lo consultano se, a suo parere, la proposta rientra nella sua competenza.
                                                Articolo 2
 1. Per "proposta di provvedimento legislativo" si intende qualsiasi progetto di disciplina di
carattere obbligatorio, applicabile in modo generale sul territorio di uno Stato membro, che
stabilisca norme per un numero indeterminato di casi e sia rivolta a un numero indeterminato di
persone fisiche o giuridiche.
2. Nella definizione di proposta di provvedimento legislativo di cui al paragrafo 1 non rientrano i
progetti di disposizioni destinate unicamente a recepire direttive comunitarie nella legislazione
degli Stati membri.
                                                Articolo 3
 Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie per assicurare l'effettiva applicazione della
 presente decisione. A tal fine provvedono affinché l'IME sia consultato in tempo utile in modo che
 l'autorità che predispone la proposta di provvedimento legislativo disponga del parere dell'IME
 prima di prendere la sua decisione quanto al merito ; essi vigilano anche a che il parere ottenuto
 dall'IME sia portato a conoscenza dell'autorità che deve adottare il provvedimento in questione se
 questa è diversa da quella che ha predisposto la proposta.
                                                                                                       i3
 ---pagebreak---                                                 Articolo 4
Le autorità degli Stati membri che predispongono una proposta di provvedimento legislativo
possono, qualora lo ritengano necessario, impartire all'IME un termine per la comunicazione del
parere ; salvi i casi di estrema urgenza, tale termine non può essere inferiore a un mese a decorrere
dalla data in cui la richiesta di parere viene notificata al Presidente dell'IME. Alla scadenza del
termine impartito, si può non tener conto della mancanza del parere. Qualora il parere dell'IME
pervenga dopo il terminefissato,gli Stati membri hanno cura nondimeno che esso sia reso noto alle
autorità di cui all'articolo 3.
                                                Articolo 5
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                                             Per il Consiglio
    Il Presidente
 ---pagebreak---                                                               COM(93) 617 dei
                                                          DOCUMENTI
IT                                                                       06 01
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-646-IT-C
                                                             ISBN 92-77-61817-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
1^2985 Lussemburgo
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