CELEX: 62013CJ0113
Language: it
Date: 2014-12-11 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 11 dicembre 2014.#Azienda sanitaria locale n. 5 «Spezzino» e a. contro San Lorenzo Soc. coop. Sociale e Croce Verde Cogema cooperativa sociale Onlus.#Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato.#Rinvio pregiudiziale – Servizi di trasporto sanitario – Normativa nazionale che riserva in via prioritaria le attività di trasporto sanitario per le strutture sanitarie pubbliche alle associazioni di volontariato che soddisfino i requisiti di legge e siano registrate – Compatibilità con il diritto dell’Unione – Appalti pubblici – Articoli 49 TFUE e 56 TFUE – Direttiva 2004/18/CE – Servizi misti, inseriti al contempo nell’allegato II A e nell’allegato II B della direttiva 2004/18 – Articolo 1, paragrafo 2, lettere a) e d) – Nozione di “appalto pubblico di servizi” – Carattere oneroso – Controprestazione consistente nel rimborso delle spese sostenute.#Causa C‑113/13.

Raccolta della giurisprudenza
                                        SENTENZA DELLA CORTE (Quinta Sezione)
                                                     11 dicembre 2014 *
        «Rinvio pregiudiziale — Servizi di trasporto sanitario — Normativa nazionale che riserva in via
       prioritaria le attività di trasporto sanitario per le strutture sanitarie pubbliche alle associazioni di
         volontariato che soddisfino i requisiti di legge e siano registrate — Compatibilità con il diritto
      dell’Unione — Appalti pubblici — Articoli 49 TFUE e 56 TFUE — Direttiva 2004/18/CE — Servizi
     misti, inseriti al contempo nell’allegato II A e nell’allegato II B della direttiva 2004/18 — Articolo 1,
         paragrafo 2, lettere a) e d) — Nozione di “appalto pubblico di servizi” — Carattere oneroso —
                               Controprestazione consistente nel rimborso delle spese sostenute»
   Nella causa C-113/13,
   avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi
   dell’articolo 267 TFUE, dal Consiglio di Stato (Italia), con ordinanza del 25 gennaio 2013, pervenuta in
   cancelleria l’8 marzo 2013, nel procedimento
   Azienda sanitaria locale n. 5 «Spezzino»,
   Associazione nazionale pubblica assistenza (ANPAS) – Comitato regionale Liguria,
   Regione Liguria
   contro
   San Lorenzo Soc. coop. sociale,
   Croce Verde Cogema cooperativa sociale Onlus,
   e nei confronti di:
   Croce Rossa Italiana – Comitato regionale Liguria e altri,
                                                LA CORTE (Quinta Sezione),
   composta da T. von Danwitz, presidente di sezione, C. Vajda, A. Rosas, E. Juhász e D. Šváby (relatore),
   giudici,
   avvocato generale: N. Wahl
   cancelliere: A. Impellizzeri, amministratore
   vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 26 febbraio 2014,
   * Lingua processuale: l’italiano.
IT
           ECLI:EU:C:2014:2440                                                                                  1
 ---pagebreak---                                        SENTENZA DELL’11. 12. 2014 – CAUSA C-113/13
                                     AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 «SPEZZINO» E A.
  considerate le osservazioni presentate:
  — per l’Associazione nazionale pubblica assistenza (ANPAS) – Comitato regionale Liguria, da
        R. Damonte, avvocato;
  — per la Regione Liguria, da B. Baroli, avvocatessa;
  — per la San Lorenzo Soc. coop. sociale e Croce Verde Cogema cooperativa sociale Onlus, da S. Betti,
        avvocato;
  — per il governo italiano, da G. Palmieri, in qualità di agente, assistita da C. Colelli, avvocato dello
        Stato;
  — per la Commissione europea, da L. Pignataro, A. Tokár e A. Aresu, in qualità di agenti,
  sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 30 aprile 2014,
  ha pronunciato la seguente
                                                     Sentenza
1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli 49 TFUE, 56 TFUE,
  105 TFUE e 106 TFUE.
2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia fra, in fase di appello, l’Azienda
  sanitaria locale n. 5 «Spezzino» (in prosieguo: l’«ASL n. 5»), autorità amministrativa locale incaricata
  della gestione dei servizi sanitari, l’Associazione nazionale pubblica assistenza (ANPAS) – Comitato
  regionale Liguria e la Regione Liguria, da un lato, e la San Lorenzo Soc. coop. sociale e la Croce
  Verde Cogema cooperativa sociale Onlus, società cooperative attive nel settore dei trasporti sanitari,
  dall’altro, relativamente a varie delibere concernenti l’organizzazione, ai livelli regionale e locale, dei
  trasporti sanitari di urgenza ed emergenza.
  Contesto normativo
  Diritto dell’Unione
3 La direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al
  coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di
  servizi (GU L 134, pag. 114, e rettifiche in GU L 351, pag. 44 e GU 2005, L 329, pag. 40), come
  modificata dal regolamento (CE) n. 1177/2009 della Commissione, del 30 novembre 2009 (GU L 314,
  pag. 64), all’articolo 1, paragrafi 2 e 5, contiene le definizioni seguenti:
  «2.
  a)     Gli “appalti pubblici” sono contratti a titolo oneroso stipulati per iscritto tra uno o più operatori
         economici e una o più amministrazioni aggiudicatrici aventi per oggetto l’esecuzione di lavori, la
         fornitura di prodotti o la prestazione di servizi ai sensi della presente direttiva.
  (...)
  d)     Gli “appalti pubblici di servizi” sono appalti pubblici diversi dagli appalti pubblici di lavori o di
         forniture aventi per oggetto la prestazione dei servizi di cui all’allegato II.
  2                                                                                           ECLI:EU:C:2014:2440
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                                    AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 «SPEZZINO» E A.
        (...)
  (...)
  5. Un “accordo quadro” è un accordo concluso tra una o più amministrazioni aggiudicatrici e uno o
  più operatori economici e il cui scopo è quello di stabilire le clausole relative agli appalti da
  aggiudicare durante un dato periodo, in particolare per quanto riguarda i prezzi e, se del caso, le
  quantità previste».
4 L’applicabilità della direttiva 2004/18 all’aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi è soggetta a
  diverse condizioni, in particolare per quanto attiene al valore di tali appalti e alla natura dei servizi
  interessati.
5 Difatti, da un lato, conformemente all’articolo 7, lettera b), primo e terzo trattino, della direttiva
  2004/18, essa è segnatamente applicabile agli appalti pubblici di servizi il cui valore (al netto
  dell’imposta sul valore aggiunto) è pari o superiore a EUR 193 000, che, rispettivamente, hanno per
  oggetto servizi elencati nell’allegato II A della menzionata direttiva e sono attribuiti da
  amministrazioni aggiudicatrici diverse dalle autorità governative centrali designate nell’allegato IV, o
  hanno per oggetto servizi elencati nell’allegato II B della medesima direttiva. In applicazione
  dell’articolo 9, paragrafo 9, della citata direttiva, il valore da prendere in considerazione per gli accordi
  quadro è il valore massimo stimato del complesso degli appalti, di cui è prevista l’aggiudicazione,
  durante l’intera durata dell’accordo quadro di cui si tratti. L’articolo 9, paragrafo 8, lettera b),
  punto ii), della stessa direttiva precisa tuttavia che, relativamente agli appalti di servizi di durata
  indeterminata, il valore di cui tenere conto è limitato a 48 volte il valore mensile di siffatto appalto.
6 D’altro lato, ai sensi degli articoli 20 e 21 della direttiva 2004/18, l’aggiudicazione degli appalti aventi
  per oggetto servizi elencati nell’allegato II A della stessa direttiva è disciplinata da tutti gli articoli da
  23 a 55 della menzionata direttiva e quella degli appalti aventi per oggetto servizi elencati
  nell’allegato II B della stessa direttiva è disciplinata dai soli articoli 23 e 35, paragrafo 4, di
  quest’ultima. Conformemente all’articolo 22 della direttiva 2004/18, gli appalti aventi per oggetto nel
  contempo servizi elencati in entrambi i menzionati allegati devono essere aggiudicati o
  conformemente agli articoli da 23 a 55 della direttiva in parola allorché il valore dei servizi indicati
  nell’allegato II A risulta superiore al valore dei servizi indicati nell’allegato II B, oppure
  conformemente ai soli articoli 23 e 35, paragrafo 4, della succitata direttiva, in caso contrario.
7 La categoria 2 di cui all’allegato II A della direttiva 2004/18 riguarda i servizi di trasporto terrestre,
  inclusi i servizi con furgoni blindati, e servizi di corriere ad esclusione del trasporto di posta. La
  categoria 25 di cui all’allegato II B della medesima direttiva riguarda i servizi sanitari e sociali.
8 Conformemente all’articolo 10, lettera h), della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del
  Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18 (GU L 94,
  pag. 65), la direttiva 2014/24 non è applicabile, in particolare, agli appalti pubblici di servizi aventi per
  oggetto il servizio di trasporto sanitario d’emergenza. Dal considerando 28 della menzionata direttiva
  risulta che, prevedendo detta esclusione, il legislatore dell’Unione europea ha voluto tener conto del
  carattere particolare delle organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro. La direttiva 2014/24 non
  è tuttavia applicabile nel contesto del procedimento principale, giacché dall’articolo 91 della stessa
  risulta che la direttiva 2004/18 resterà applicabile fino al 18 aprile 2016, data di decorrenza della sua
  abrogazione.
  ECLI:EU:C:2014:2440                                                                                          3
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                                     AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 «SPEZZINO» E A.
   Diritto italiano
9  Dall’ordinanza di rinvio risulta che la Repubblica italiana ha iscritto nella sua Costituzione il principio
   dell’attività di volontariato dei cittadini. L’articolo 118, ultimo comma, della stessa prevede infatti che
   questi ultimi, come singoli o associati, partecipano allo svolgimento di attività di interesse generale
   con il sostegno delle pubbliche autorità, sulla base del principio di sussidiarietà.
10 Detta partecipazione è attuata, in materia sanitaria, dalla legge 23 dicembre 1978, n. 833 – Istituzione
   del servizio sanitario nazionale (supplemento ordinario alla GURI n. 360, del 28 dicembre 1978).
   L’articolo 45 della legge in parola riconosce la funzione delle associazioni di volontariato e delle
   istituzioni a carattere associativo aventi la finalità di concorrere al conseguimento dei fini istituzionali
   del servizio sanitario nazionale. È disposto che tale concorso venga regolato da apposite convenzioni
   nell’ambito della programmazione e della legislazione sanitaria regionale.
11 Il carattere di volontariato di siffatta partecipazione è disciplinato, a livello nazionale, dalla legge
   11 agosto 1991, n. 266 – Legge-quadro sul volontariato (GURI n. 196, del 22 agosto 1991; in
   prosieguo: la «legge n. 266/1991»). L’articolo 1 della stessa enuncia il principio dell’attività di
   volontariato nei termini seguenti:
   «La Repubblica italiana riconosce il valore sociale e la funzione dell’attività di volontariato come
   espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, ne promuove lo sviluppo salvaguardandone
   l’autonomia e ne favorisce l’apporto originale per il conseguimento delle finalità di carattere sociale,
   civile e culturale individuate dallo Stato, dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano
   e dagli enti locali».
12 L’articolo 2 della legge in parola definisce l’attività di volontariato come qualsiasi attività «prestata in
   modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini
   di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà». La mancanza di fini di lucro è resa
   concreta con il divieto per il volontario di essere retribuito in alcun modo, potendogli essere
   rimborsate dall’organizzazione di appartenenza soltanto le spese effettivamente sostenute per l’attività
   prestata, entro i limiti stabiliti dalle organizzazioni stesse. Il medesimo articolo stabilisce
   l’incompatibilità fra la qualità di volontario e qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o
   autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’organizzazione di cui fa parte.
13 Conformemente all’articolo 3 della succitata legge, è considerato organizzazione di volontariato ogni
   organismo liberamente costituito al fine di svolgere un’attività di volontariato, che si avvalga in modo
   determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. Il
   medesimo articolo autorizza detto organismo ad assumere lavoratori dipendenti o ad avvalersi di
   prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento
   oppure occorrenti a qualificare o specializzare l’attività da esso svolta.
14 L’articolo 5 della legge n. 266/1991 stabilisce che le organizzazioni di volontariato possono trarre le
   loro risorse economiche unicamente da contributi degli aderenti, da contributi di privati o di
   istituzioni, da donazioni e lasciti testamentari, da rimborsi derivanti da convenzioni e da entrate
   derivanti da attività commerciali e produttive marginali. Queste ultime sono oggetto di un decreto del
   Ministero delle Finanze e del Ministero per la Famiglia e la Solidarietà sociale del 25 maggio 1995,
   relativo ai «Criteri per l’individuazione delle attività commerciali e produttive marginali svolte dalle
   organizzazioni di volontariato» (GURI n. 134, del 10 giugno 1995, pag. 28). Il citato decreto elenca
   dette attività, precisando, da un lato, che le stesse devono essere svolte senza l’impiego di mezzi
   organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato (quali pubblicità, insegne
   elettriche, locali attrezzati secondo gli usi dei corrispondenti esercizi commerciali, marchi) e, dall’altro,
   che non rientrano tra i proventi delle attività commerciali e produttive marginali quelli derivanti da
   convenzioni.
   4                                                                                       ECLI:EU:C:2014:2440
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                                       AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 «SPEZZINO» E A.
15 Infine, l’articolo 7 della legge n. 266/1991 disciplina la conclusione di siffatte convenzioni, che possono
   essere stipulate unicamente con associazioni iscritte in un registro delle organizzazioni di volontariato.
   Dette convenzioni devono disciplinare l’attività delle organizzazioni in materia di prestazioni, di
   continuità dell’attività, di rispetto dei diritti e della dignità degli utenti, e parimenti prevedere le
   modalità di rimborso delle spese sostenute nonché una copertura assicurativa, i cui oneri sono a
   carico dell’ente pubblico.
16 Tale inquadramento è precisato e attuato, a livello della Regione Liguria, con la legge regionale
   28 maggio 1992, n. 15 – Disciplina del volontariato, nonché dalla legge 7 dicembre 2006, n. 41, di
   riordino del Servizio Sanitario Regionale, come modificata dalla legge regionale 25 novembre 2009,
   n. 57 (in prosieguo: la «LR n. 41/2006»). Quest’ultima organizza la partecipazione delle associazioni di
   volontariato alla realizzazione degli obiettivi del servizio sanitario regionale.
17 Ai sensi dell’articolo 75, paragrafo 1, della LR n. 41/2006, la regione Liguria «riconosce il valore e la
   funzione dell’attività di volontariato e ne favorisce l’apporto per il conseguimento delle finalità del
   Servizio Sanitario, individuate dalla programmazione regionale». I paragrafi 2 e 3 del menzionato
   articolo precisano che tale apporto è strutturato attraverso convenzioni stipulate dalle Aziende
   sanitarie secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale in relazione ad esigenze di omogeneità e di
   uniformità, in particolare riguardo alla conclusione di accordi quadro. Conformemente
   all’articolo 75 bis di detta legge regionale, le associazioni di volontariato che concorrono alle finalità
   del Servizio Sanitario Regionale devono essere iscritte al registro del volontariato di cui alla legge
   regionale 28 maggio 1992, n. 15.
18 L’articolo 75 ter della LR n. 41/2006, relativo al trasporto sanitario, così dispone:
   «1. Il trasporto sanitario costituisce attività di interesse generale improntata al rispetto dei principi di
   universalità, solidarietà, economicità ed appropriatezza.
   2. Il trasporto sanitario, di cui al comma 1, è assicurato dalle singole Aziende sanitarie e dagli altri
   soggetti erogatori pubblici o equiparati avvalendosi di mezzi e personale propri. Ove ciò non sia
   possibile il trasporto sanitario è affidato a soggetti in possesso dei requisiti di cui [a varie leggi,
   nazionali e regionali, che disciplinano il volontariato, il sistema di emergenza sanitaria e il trasporto
   sanitario] e [che dispongono] di attrezzature e personale idonei al servizio richiesto, sulla base dei
   seguenti principi:
   a)     in via prioritaria, è assicurato l’affidamento dei servizi del trasporto sanitario a carico del Servizio
          Sanitario Regionale alle associazioni di volontariato, alla Croce Rossa Italiana ed alle altre
          istituzioni o enti pubblici autorizzati, al fine di garantire l’espletamento del servizio di interesse
          generale in condizioni di equilibrio economico per il bilancio. I rapporti con la Croce Rossa
          Italiana e le associazioni di volontariato sono regolati da convenzioni ai sensi dell’articolo 45 della
          legge 23 dicembre 1978, n. 833 (Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale); (...)
   b)     l’affidamento del trasporto sanitario a soggetti diversi da quelli indicati alla lettera a) è effettuato
          nel rispetto della normativa vigente in materia di contratti pubblici di servizi e forniture.
   3. Le convenzioni e i protocolli di collaborazione e reciproche intese di cui alla lettera a) del comma 2
   prevedono per le associazioni di volontariato, la Croce Rossa Italiana e per le altre istituzioni o enti
   pubblici autorizzati l’esclusiva erogazione di rimborsi delle spese effettivamente sostenute, secondo i
   criteri stabiliti dalla Giunta regionale sulla base dei principi di economicità, efficienza e non
   sovracompensazione dei costi sostenuti.
   (...)».
   ECLI:EU:C:2014:2440                                                                                           5
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                                     AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 «SPEZZINO» E A.
   Procedimento principale e questioni pregiudiziali
19 Con la delibera n. 283 del 9 febbraio 2010 la Regione Liguria ha approvato un accordo quadro
   regionale concluso con l’ANPAS, il Consorzio italiano pubbliche assistenze (CIPAS) e la Croce Rossa
   Italiana – Comitato regionale Liguria, organismi che rappresentano le associazioni di volontariato,
   riguardante la regolamentazione dei rapporti fra le aziende sanitarie ed ospedaliere, da un lato, e le
   associazioni di volontariato e la Croce Rossa Italiana – Comitato regionale Liguria, dall’altro (in
   prosieguo: l’«accordo quadro regionale»), in applicazione dell’articolo 75 ter, paragrafo 2, lettera a),
   della LR n. 41/2006.
20 Con la delibera n. 940 del 22 dicembre 2010 l’ASL n. 5 ha attuato l’accordo quadro in parola ed ha
   sottoscritto le convenzioni per i trasporti sanitari di urgenza ed emergenza con le associazioni di
   volontariato aderenti all’ANPAS e con la Croce Rossa Italiana – Comitato regionale Liguria (in
   prosieguo: le «convenzioni controverse»).
21 La San Lorenzo Soc. coop. sociale e la Croce Verde Cogema cooperativa sociale Onlus hanno proposto
   un ricorso avverso, inter alia, le delibere citate ai due punti precedenti della presente sentenza.
22 In via principale il ricorso di cui trattasi verteva sull’incompatibilità con il diritto dell’Unione,
   segnatamente con la libertà di stabilimento e la libera prestazione dei servizi nonché con i principi di
   parità di trattamento e di non discriminazione, dell’articolo 75 ter, paragrafo 2, lettera a), della LR
   n. 41/2006, in quanto prevede che i trasporti sanitari sono affidati in via prioritaria alle associazioni di
   volontariato e alla Croce Rossa Italiana nonché alle altre istituzioni o enti pubblici autorizzati, il che
   costituirebbe una discriminazione nei confronti di soggetti che non svolgono un’attività di
   volontariato, attivi in tale settore di attività.
23 In subordine le menzionate società hanno contestato il fatto che i pagamenti previsti dalle delibere che
   disciplinano, sotto tale profilo, le convenzioni controverse costituiscano semplici rimborsi delle spese
   sostenute dalle associazioni di volontariato per lo svolgimento dei trasporti sanitari dalle stesse
   effettuato.
24 Nel frattempo la Giunta regionale della Liguria ha adottato la delibera n. 861, del 15 luglio 2011,
   recante l’approvazione dello schema di rendiconto gestionale che le associazioni di volontariato
   devono presentare in esecuzione dell’accordo quadro regionale. Tale delibera limita i rimborsi dovuti
   alle associazioni di volontariato convenzionate per l’esecuzione delle convenzioni derivanti
   dall’accordo quadro regionale ai costi diretti di fornitura delle prestazioni di trasporto effettuate da
   un’associazione, nonché alla presa in conto dei costi indiretti e generali in misura proporzionale al
   rapporto tra l’importo totale dei summenzionati costi diretti e l’importo totale dei costi diretti
   attinenti alla complessiva attività di tale associazione.
25 Il giudice di primo grado ha accolto il ricorso sulla base dell’argomento in subordine presentato a
   sostegno del ricorso stesso. Detto giudice ha infatti ritenuto che l’accordo quadro regionale preveda
   più di un semplice rimborso delle spese effettivamente sostenute, giacché prende in considerazione
   spese indirette e spese di gestione. Di conseguenza, s’imporrebbe il rispetto dei principi enunciati dal
   Trattato FUE.
26 Adito con ricorso diretto avverso la sentenza di primo grado, il Consiglio di Stato si interroga in primo
   luogo sulla possibilità, per una pubblica amministrazione che decida di avvalersi di soggetti terzi per la
   fornitura di determinati servizi, di rivolgersi in via prioritaria ad associazioni di volontariato,
   escludendo soggetti che perseguono uno scopo di lucro, alla luce degli articoli 49 TFUE, 56 TFUE,
   105 TFUE e 106 TFUE.
   6                                                                                        ECLI:EU:C:2014:2440
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                                      AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 «SPEZZINO» E A.
27 Richiamandosi alle sentenze Commissione/Italia (C-119/06, EU:C:2007:729) e CoNISMa (C-305/08,
   EU:C:2009:807), detto giudice rileva che, conformemente alla giurisprudenza della Corte, la nozione di
   operatore economico non esclude i soggetti che non perseguono un preminente scopo di lucro,
   neppure i soggetti interamente privi di fini di lucro, i quali possono entrare in concorrenza con le
   imprese per l’aggiudicazione di appalti. Ciò rimetterebbe in discussione la possibilità, per le
   amministrazioni pubbliche, di avvalersi di associazioni di volontariato, con esclusione delle imprese a
   scopo di lucro, per la fornitura di taluni servizi, come tradizionalmente accade in Italia. Un sistema del
   genere, infatti, equivarrebbe a favorire dette associazioni, giacché esse godrebbero di una duplice
   possibilità di fornire servizi alle menzionate amministrazioni, nell’ambito del loro tradizionale
   privilegio, da un lato, e nell’ambito di gare di appalto pubbliche dall’altro.
28 Ciò varrebbe a maggior ragione se le associazioni di volontariato potessero, inoltre, trarre dalle
   convenzioni ad esse riservate risorse finanziarie che potrebbero consentire loro di presentare offerte
   interessanti nel contesto delle procedure di gara d’appalto pubblico, ipotesi che ricorrerebbe qualora
   fossero autorizzate a percepire il rimborso di taluni costi indiretti nell’ambito delle prestazioni che
   esse forniscono al di fuori di un confronto concorrenziale con imprese a scopo di lucro. Siffatto
   rimborso sarebbe assimilabile ad un aiuto di Stato.
29 Il giudice del rinvio vi ravvisa una problematica che definisce «concorrenza tra soggetti
   “disomogenei”», ad oggi non ancora completamente esaminata dalla Corte.
30 In secondo luogo, nell’ipotesi in cui siffatto affidamento da parte di amministrazioni pubbliche ad
   associazioni di volontariato non fosse, di per sé, contrario al Trattato, il Consiglio di Stato s’interroga
   sul carattere non oneroso delle convenzioni controverse, tenendo conto della circostanza che
   l’esecuzione delle stesse è all’origine del rimborso di spese relative:
   — ai costi indiretti e generali delle associazioni di volontariato convenzionate, legati all’esercizio
       dell’attività svolta (utenze, canoni, spese condominiali, assicurazioni, spese di funzionamento),
       calcolati in misura proporzionale al rapporto sussistente tra l’importo totale dei costi diretti di tale
       attività per siffatta associazione e l’importo totale dei costi diretti relativi alle complessive attività di
       tale associazione, e
   — ai costi diretti corrispondenti a spese fisse durevoli nel tempo, quali le retribuzioni del personale,
       che le associazioni di volontariato convenzionate dovrebbero in ogni caso sostenere.
31 Alla luce di quanto precede, il Consiglio di Stato ha deciso di sospendere il processo e di sottoporre
   alla Corte le questioni pregiudiziali seguenti:
   «1) Se gli articoli 49, 56, 105 e 106 del TFUE ostano ad una norma interna che prevede che il
         trasporto sanitario sia affidato [da parte delle amministrazioni pubbliche competenti] in via
         prioritaria alle associazioni di volontariato, Croce Rossa Italiana ed alle altre istituzioni o enti
         pubblici autorizzati, per quanto sulla base di convenzioni che stabiliscano l’esclusiva erogazione
         dei rimborsi delle spese effettivamente sostenute.
   2)    Se il diritto dell’Unione in materia di appalti pubblici – nel caso in esame, trattandosi di contratti
         esclusi [dalla direttiva 2004/18], i principi generali di libera concorrenza, non discriminazione,
         trasparenza, proporzionalità – osti ad una normativa interna che permetta l’affidamento diretto
         [di appalti pubblici nel settore] del servizio di trasporto sanitario, dovendo qualificarsi come
         oneroso un accordo quadro, quale [l’accordo quadro regionale], che preveda il rimborso anche di
         costi fissi e durevoli nel tempo».
   ECLI:EU:C:2014:2440                                                                                             7
 ---pagebreak---                                          SENTENZA DELL’11. 12. 2014 – CAUSA C-113/13
                                       AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 «SPEZZINO» E A.
   Sulle questioni pregiudiziali
32 Con le due questioni poste, che è d’uopo esaminare congiuntamente, il giudice del rinvio chiede, in
   sostanza, se le disposizioni del diritto dell’Unione in materia di appalti pubblici e le regole di
   concorrenza del Trattato debbano essere interpretate nel senso che ostano ad una normativa nazionale
   che, come quella in discussione nel procedimento principale, prevede che le amministrazioni locali
   debbano affidare la fornitura dei servizi di trasporto sanitario di urgenza ed emergenza in via
   prioritaria e di affidamento diretto, in mancanza di qualsiasi forma di pubblicità, alle associazioni di
   volontariato convenzionate, le quali, per la fornitura di detti servizi, ricevono unicamente il rimborso
   delle spese effettivamente sostenute a tal fine nonché di una frazione dei costi fissi e durevoli nel
   tempo.
33 Per quanto attiene all’interpretazione delle disposizioni del diritto dell’Unione in materia di appalti
   pubblici, occorre rammentare, in via preliminare, che la direttiva 2004/18 si applica agli appalti
   pubblici di servizi, definiti all’articolo 1, paragrafo 2, lettera d), della citata direttiva come appalti
   pubblici diversi dagli appalti pubblici di lavori o di forniture aventi per oggetto la prestazione dei
   servizi di cui all’allegato II della medesima direttiva.
34 Tale allegato è suddiviso in due parti, A e B. Taluni servizi di trasporto sanitario di urgenza ed
   emergenza rientrano, al contempo, nella categoria 2 di cui all’allegato II A della direttiva 2004/18,
   relativamente agli aspetti di trasporto di tali servizi, e nella categoria 25 di cui all’allegato II B della
   medesima direttiva, relativamente agli aspetti medici degli stessi [v., riguardo alle categorie
   corrispondenti degli allegati I A e I B della direttiva 92/50/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, che
   coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi (GU L 209, pag. 1), sentenza
   Tögel, C-76/97, EU:C:1998:432, punto 39].
35 Dall’ordinanza di rinvio risulta che la normativa regionale rilevante è attuata, innanzitutto, con
   l’accordo quadro regionale, concluso con soggetti che rappresentano le associazioni di volontariato, il
   quale stabilisce le modalità delle specifiche convenzioni da stipulare fra le aziende sanitarie locali e le
   menzionate associazioni, e, ulteriormente tramite dette specifiche convenzioni.
36 Orbene, un accordo quadro del genere costituisce un accordo quadro ai sensi dell’articolo 1,
   paragrafo 5, della direttiva 2004/18, e rientra quindi, in via generale, nella nozione di appalto pubblico
   (v., in tal senso, sentenza Commissione/Italia, EU:C:2007:729, punti 43 e 44), e la circostanza che sia
   stato concluso per conto di associazioni che non perseguono fini di lucro non è idonea a escludere
   tale qualificazione (v., in tal senso, sentenza Commissione/Italia, EU:C:2007:729, punto 41).
37 È parimenti d’uopo rilevare che il fatto che il menzionato accordo quadro e le specifiche convenzioni
   da esso derivanti non prevedano trasferimenti finanziari a favore delle associazioni di volontariato
   diversi dal rimborso di costi non è un elemento decisivo. Un contratto, difatti, non può esulare dalla
   nozione di appalto pubblico per il solo fatto che la remunerazione in esso prevista sia limitata al
   rimborso delle spese sostenute per fornire il servizio convenuto (sentenza Ordine degli Ingegneri della
   Provincia di Lecce e a., C-159/11, EU:C:2012:817, punto 29). Di conseguenza, come osservato
   dall’avvocato generale al paragrafo 27 delle sue conclusioni, ha scarsa rilevanza accertare se i costi che
   devono essere rimborsati dalle pubbliche amministrazioni alle associazioni in parola coprano
   unicamente i costi diretti collegati allo svolgimento delle prestazioni interessate o, in aggiunta, una
   parte delle spese generali.
38 Occorre pertanto considerare che un accordo quadro come l’accordo quadro regionale e convenzioni
   come quelle da quest’ultimo derivanti rientrano, in via di principio, nell’ambito di applicazione della
   direttiva 2004/18.
   8                                                                                       ECLI:EU:C:2014:2440
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                                      AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 «SPEZZINO» E A.
39 In proposito, risulta dall’ordinanza di rinvio, e segnatamente dalla seconda questione pregiudiziale, che
   il giudice del rinvio parte dall’ipotesi secondo cui la direttiva 2004/18 non sia applicabile all’accordo
   quadro regionale né alle convenzioni da esso derivanti, cosicché sarebbero applicabili unicamente i
   principi del Trattato e l’obbligo di trasparenza che essi comportano.
40 Si deve nondimeno ricordare che la natura mista di servizi che, come quelli in discussione nel
   procedimento principale, sono menzionati al contempo negli allegati II A e II B della direttiva
   2004/18 ha come conseguenza che trova applicazione l’articolo 22 della succitata direttiva. Orbene,
   conformemente a detto articolo, gli appalti pubblici o, eventualmente, gli accordi quadro il cui valore
   sia superiore alla soglia rilevante fissata all’articolo 7 della menzionata direttiva e che riguardano
   siffatti servizi devono essere aggiudicati conformemente a tutte le norme procedurali di cui agli
   articoli da 23 a 55 della medesima direttiva se il valore dei servizi di trasporto, indicato nel menzionato
   allegato II A, risulta superiore al valore dei servizi medici, indicato al menzionato allegato II B.
41 Allorché il valore dei servizi di cui all’allegato II B risulta superiore a quello dei servizi di cui
   all’allegato II A, l’appalto deve essere aggiudicato in conformità dei soli articoli 23 e 35, paragrafo 4,
   della direttiva 2004/18. Per contro, non sono applicabili a tali appalti le altre norme relative al
   coordinamento delle procedure previste dalla direttiva 2004/18, segnatamente quelle riguardanti gli
   obblighi di gara con pubblicità previa e quelle relative ai criteri di attribuzione degli appalti in parola
   (sentenze Commissione/Irlanda, C-507/03, EU:C:2007:676, punto 24, e Commissione/Irlanda,
   C-226/09, EU:C:2010:697, punto 27).
42 Il legislatore dell’Unione, infatti, si è basato sulla presunzione che gli appalti relativi ai servizi
   ricompresi nell’allegato II B della direttiva 2004/18 non presentino, a priori, data la loro natura
   specifica, un interesse transfrontaliero tale da giustificare che la loro aggiudicazione avvenga in esito
   ad una procedura di gara d’appalto intesa a consentire a imprese di altri Stati membri di venire a
   conoscenza del bando e di partecipare alla gara d’appalto (v. sentenze Commissione/Irlanda,
   EU:C:2010:697, punto 25, nonché Strong Segurança, C-95/10, EU:C:2011:161, punto 35 e
   giurisprudenza ivi citata).
43 Risulta quindi dai punti 40 e 41 della presente sentenza che, ammesso che il valore dell’accordo quadro
   regionale sia superiore alla soglia rilevante fissata all’articolo 7 della direttiva 2004/18, sono applicabili
   tutte le norme procedurali della menzionata direttiva oppure soltanto quelle di cui agli articoli 23 e 35,
   paragrafo 4, della medesima direttiva, a seconda della circostanza che il valore dei servizi di trasporto
   risulti o meno superiore al valore dei servizi medici. Spetta al giudice del rinvio verificare se l’accordo
   in parola sia superiore a detta soglia d’applicazione e determinare il valore rispettivo dei servizi di
   trasporto e dei servizi medici.
44 Nell’ipotesi in cui il valore dell’accordo quadro regionale superasse la soglia rilevante fissata al
   menzionato articolo 7 e il valore dei servizi di trasporto fosse superiore a quello dei servizi medici, si
   deve considerare che la direttiva 2004/18 osta ad una normativa come quella in discussione nel
   procedimento principale, la quale prevede che le amministrazioni locali affidino la fornitura dei servizi
   di trasporto sanitario di urgenza ed emergenza in via prioritaria e con affidamento diretto, senza
   qualsivoglia forma di pubblicità, alle associazioni di volontariato convenzionate.
45 Per contro, nell’ipotesi in cui il giudice del rinvio constatasse che la soglia in questione non è raggiunta,
   oppure che il valore dei servizi medici è superiore al valore dei servizi di trasporto, troverebbero
   applicazione unicamente - oltre a, in quest’ultimo caso, gli articoli 23 e 35, paragrafo 4, della direttiva
   2004/18 - i principi generali di trasparenza e di parità di trattamento derivanti dagli articoli 49 TFUE
   e 56 TFUE (v., in tal senso, sentenze Commissione/Irlanda, EU:C:2007:676, punto 26 e giurisprudenza
   ivi citata, nonché Strong Segurança, EU:C:2011:161, punto 35).
   ECLI:EU:C:2014:2440                                                                                         9
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                                     AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 «SPEZZINO» E A.
46 Ciò nondimeno, affinché siffatti principi possano essere applicati in materia di appalti pubblici ad
   attività i cui elementi rilevanti si collocano tutti all’interno di un solo Stato membro, è necessario che
   l’appalto in discussione nel procedimento principale presenti un interesse transfrontaliero certo (v., in
   tal senso, sentenze Commissione/Irlanda, EU:C:2007:676, punto 29; Commissione/Italia, C-412/04,
   EU:C:2008:102, punti 66 e 81; SECAP e Santorso, C-147/06 e C-148/06, EU:C:2008:277, punto 21;
   Serrantoni e Consorzio stabile edili, C-376/08, EU:C:2009:808, punto 24, nonché
   Commissione/Irlanda, EU:C:2010:697, punto 31).
47 Il giudice del rinvio non ha tuttavia indicato gli elementi necessari a consentire alla Corte di verificare
   se, nel procedimento principale, sussista un interesse transfrontaliero certo. Orbene, come risulta
   dall’articolo 94 del regolamento di procedura della Corte, nella versione entrata in vigore il
   1o novembre 2012, essa deve poter trovare in una domanda di pronuncia pregiudiziale un’illustrazione
   degli elementi di fatto su cui sono basate le questioni nonché del legame esistente segnatamente fra tali
   elementi e dette questioni. Di conseguenza, la constatazione degli elementi necessari per consentire di
   valutare la sussistenza di un interesse transfrontaliero certo, così come, in via generale, tutte le
   constatazioni cui spetta ai giudici nazionali procedere e dalle quali dipende l’applicabilità di un atto di
   diritto derivato o di diritto primario dell’Unione, dovrebbero essere effettuate prima di adire la Corte.
48 In considerazione dello spirito di cooperazione che informa i rapporti fra i giudici nazionali e la Corte
   nell’ambito della procedura in via pregiudiziale, la mancanza di siffatte previe constatazioni da parte del
   giudice del rinvio relativamente all’esistenza di un eventuale interesse transfrontaliero certo non
   conduce all’irricevibilità della domanda se, nonostante tali mancanze, la Corte, alla luce degli elementi
   risultanti dal fascicolo, ritiene di essere in grado di fornire una risposta utile al giudice del rinvio.
   Siffatta ipotesi ricorre segnatamente quando l’ordinanza di rinvio contiene elementi pertinenti
   sufficienti per poter valutare l’eventuale sussistenza di tale interesse. Ciò nondimeno, la risposta
   fornita dalla Corte è data unicamente con la riserva che, sulla base di una valutazione circostanziata di
   tutti gli elementi pertinenti relativi al procedimento principale, possa essere constatato dal giudice del
   rinvio un interesse transfrontaliero certo nel procedimento principale (v. sentenze SECAP e Santorso,
   EU:C:2008:277, punto 34, nonché Serrantoni e Consorzio stabile edili, EU:C:2009:808, punto 25).
49 Quanto ai criteri oggettivi atti ad indicare l’esistenza di un interesse transfrontaliero, la Corte ha già
   dichiarato che criteri del genere potrebbero sostanziarsi, in particolare, nell’importo di una certa
   consistenza dell’appalto in questione, in combinazione con il luogo di esecuzione dei lavori o, ancora,
   nelle caratteristiche tecniche dell’appalto (v. sentenze SECAP e Santorso, EU:C:2008:277, punto 31, e
   Belgacom, C-221/12, EU:C:2013:736, punto 29). Il giudice del rinvio, nella sua valutazione complessiva
   della sussistenza di un interesse transfrontaliero certo, può tenere conto parimenti dell’esistenza di
   denunce presentate da operatori ubicati in altri Stati membri, purché sia accertato che queste ultime
   sono reali e non fittizie. Per quanto riguarda più specificamente i trasporti sanitari, la Corte ha
   considerato, nell’ambito di un ricorso per inadempimento, che l’interesse transfrontaliero certo non
   era dimostrato sulla base del solo fatto che svariati operatori ubicati in altri Stati membri avevano
   presentato una denuncia alla Commissione europea e che gli appalti in causa avevano un
   considerevole valore economico (v., in tal senso, sentenza Commissione/Germania, C-160/08,
   EU:C:2010:230, punti 18, 27 e seguenti, 54 e 123).
50 Posta tale riserva, è quindi d’uopo considerare che i principi generali di trasparenza e di parità di
   trattamento derivanti dagli articoli 49 TFUE e 56 TFUE possono, in via di principio, essere applicabili
   ad un accordo quadro come l’accordo quadro regionale e a convenzioni come quelle che da tale
   accordo quadro discendono.
51 Orbene, il diritto dell’Unione in materia di appalti pubblici, nella misura in cui riguarda, in particolare,
   gli appalti pubblici di servizi, è diretto a garantire la libera circolazione dei servizi e l’apertura ad una
   concorrenza non falsata e più ampia possibile negli Stati membri (v. sentenza Bayerischer Rundfunk
   e a., C-337/06, EU:C:2007:786, punto 39 e giurisprudenza ivi citata).
   10                                                                                         ECLI:EU:C:2014:2440
 ---pagebreak---                                        SENTENZA DELL’11. 12. 2014 – CAUSA C-113/13
                                     AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 «SPEZZINO» E A.
52 Si deve pertanto constatare che un sistema di convenzioni come quello instaurato dall’articolo 75 ter
   della LR n. 41/2006 conduce ad un risultato contrario ai menzionati obiettivi. In effetti, prevedendo
   che le amministrazioni pubbliche competenti facciano ricorso, tramite affidamento diretto, in via
   prioritaria alle associazioni di volontariato convenzionate per far fronte alle necessità nel settore di cui
   trattasi, una normativa siffatta esclude i soggetti non finalizzati al volontariato da una parte essenziale
   del mercato interessato. Orbene, conformemente alla giurisprudenza della Corte, l’affidamento, in
   mancanza di qualsiasi trasparenza, di un appalto ad un’impresa con sede nello Stato membro
   dell’amministrazione aggiudicatrice di detto appalto costituisce una disparità di trattamento a danno
   di imprese con sede in un altro Stato membro che potrebbero essere interessate a tale appalto. Salvo
   che sia giustificata da circostanze obiettive, una tale disparità di trattamento, che, escludendo tutte le
   imprese aventi sede in un altro Stato membro, opera principalmente a danno di queste ultime,
   costituisce una discriminazione indiretta in base alla nazionalità, vietata in applicazione degli
   articoli 49 TFUE e 56 TFUE (v., in tal senso, sentenze Commissione/Irlanda, EU:C:2007:676, punti 30
   e 31; Commissione/Italia, EU:C:2007:729, punto 64, nonché Commissione/Italia, EU:C:2008:102,
   punto 66).
53 Ciò nondimeno occorre constatare che, ai sensi dell’articolo 75 ter, paragrafi 1 e 2, lettera a), della LR
   n. 41/2006, le modalità di organizzazione del servizio di trasporto sanitario in discussione nel
   procedimento principale sono motivate dai principi di universalità, di solidarietà, di efficienza
   economica e di adeguatezza, giacché il ricorso in via prioritario alle associazioni di volontariato
   convenzionate è specialmente diretto a garantire che detto servizio di interesse generale sia assicurato
   in condizioni di equilibrio economico a livello del bilancio. Poiché prevede la partecipazione di
   associazioni di volontariato ad un servizio di interesse generale e si richiama al principio di solidarietà,
   il menzionato articolo 75 ter è assimilabile alle disposizioni costituzionali e di legge relative all’attività
   di volontariato dei cittadini citate ai punti da 9 a 11 della presente sentenza.
54 Orbene, obiettivi di tal genere sono presi in considerazione dal diritto dell’Unione.
55 In proposito va rammentato, in primo luogo, che il diritto dell’Unione non incide sulla competenza di
   cui dispongono gli Stati membri per configurare i loro sistemi di sanità pubblica e previdenziali (v. in
   tal senso, in particolare, sentenze Sodemare e a., C-70/95, EU:C:1997:301, punto 27 e giurisprudenza ivi
   citata, nonché Blanco Pérez e Chao Gómez, C-570/07 e C-57107, EU:C:2010:300, punto 43 e
   giurisprudenza ivi citata).
56 Certamente, nell’avvalersi di tale competenza, gli Stati non possono introdurre o mantenere
   ingiustificate restrizioni all’esercizio delle libertà fondamentali nell’ambito delle cure sanitarie.
   Tuttavia, nel valutare il rispetto di tale divieto è necessario tener conto del fatto che la salute e la vita
   delle persone rivestono un’importanza primaria tra i beni e gli interessi protetti dal Trattato e che
   spetta agli Stati membri, i quali dispongono di un margine di potere discrezionale, decidere il livello al
   quale intendono garantire la tutela della sanità pubblica e il modo in cui tale livello deve essere
   raggiunto (v. in tal senso, in particolare, sentenze Commissione/Germania, C-141/07, EU:C:2008:492,
   punti 46 e 51 nonché giurisprudenza ivi citata, e Blanco Pérez e Chao Gómez, EU:C:2010:300,
   punti 43, 44, 68 e 90 e giurisprudenza ivi citata).
57 Peraltro, non solo un rischio di grave pregiudizio per l’equilibrio economico del sistema previdenziale
   può costituire, di per sé, una ragione imperativa di pubblico interesse in grado di giustificare un
   ostacolo alla libera prestazione dei servizi, ma, inoltre, l’obiettivo di mantenere, per ragioni di sanità
   pubblica, un servizio medico ed ospedaliero equilibrato ed accessibile a tutti può rientrare parimenti
   in una delle deroghe giustificate da motivi di sanità pubblica, se un siffatto obiettivo contribuisce al
   conseguimento di un livello elevato di tutela della salute (v., in tal senso, sentenza Stamatelaki,
   C-444/05, EU:C:2007:231, punti 30 e 31 e giurisprudenza ivi citata). Vengono pertanto in rilievo le
   misure che, da un lato, rispondono all’obiettivo generale di assicurare, nel territorio dello Stato
   membro interessato, la possibilità di un accesso sufficiente e permanente ad una gamma equilibrata di
   ECLI:EU:C:2014:2440                                                                                         11
 ---pagebreak---                                         SENTENZA DELL’11. 12. 2014 – CAUSA C-113/13
                                      AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 «SPEZZINO» E A.
   cure sanitarie di qualità e, dall’altro, sono espressione della volontà di garantire un controllo dei costi e
   di evitare, per quanto possibile, ogni spreco di risorse finanziarie, tecniche e umane (v., in tal senso,
   sentenza Commissione/Germania, EU:C:2008:492, punto 61).
58 In secondo luogo, è d’uopo ricordare che, al punto 32 della sentenza Sodemare e a. (EU:C:1997:301), la
   Corte ha giudicato che uno Stato membro può, nell’ambito della competenza ad esso spettante per
   organizzare il suo sistema previdenziale, considerare che un sistema socio-assistenziale per le persone
   anziane, il cui stato renda indispensabili prestazioni sanitarie, implichi necessariamente, per
   raggiungere i suoi obiettivi, nella fattispecie il rispetto delle finalità esclusivamente sociali di tale
   sistema, che l’ammissione di operatori privati a tale sistema in quanto prestatori di servizi d’assistenza
   sociale venga subordinata alla condizione che essi non perseguano fini di lucro.
59 Di conseguenza, uno Stato membro può ritenere, nell’ambito del potere discrezionale di cui dispone
   per stabilire il livello di tutela della sanità pubblica e organizzare il proprio sistema di sicurezza
   sociale, che il ricorso alle associazioni di volontariato corrisponda alla finalità sociale del servizio di
   trasporto sanitario d’urgenza e che sia idoneo a contribuire al controllo dei costi legati a tale servizio.
60 Si deve nondimeno rilevare che un sistema di organizzazione del servizio di trasporto sanitario di
   urgenza come quello in discussione nel procedimento principale, consistente, per le amministrazioni
   competenti, nel ricorso in via prioritaria ad associazioni di volontariato, deve effettivamente
   contribuire alla finalità sociale così come al perseguimento degli obiettivi di solidarietà ed efficienza di
   bilancio su cui detto sistema è basato.
61 A tale riguardo è necessario che, nel loro intervento in tale contesto, le associazioni di volontariato non
   perseguano obiettivi diversi da quelli menzionati al precedente punto della presente sentenza, che non
   traggano alcun profitto dalle loro prestazioni, a prescindere dal rimborso di costi variabili, fissi e
   durevoli nel tempo necessari per fornire le medesime, e che non procurino alcun profitto ai loro
   membri. Peraltro, se è ammissibile che si avvalgano di lavoratori, poiché, in caso contrario, dette
   associazioni sarebbero pressoché private della possibilità effettiva di agire in vari ambiti in cui il
   principio di solidarietà può naturalmente essere attuato, l’attività delle associazioni in parola deve
   rispettare rigorosamente i requisiti loro imposti dalla legislazione nazionale.
62 In considerazione del principio generale del diritto dell’Unione del divieto dell’abuso di diritto (v., per
   analogia, sentenza 3M Italia, C-417/10, EU:C:2012:184, punto 33), l’applicazione della menzionata
   legislazione non può estendersi fino a ricomprendere pratiche abusive delle associazioni di
   volontariato o anche dei loro membri. Quindi, l’attività delle associazioni di volontariato può essere
   svolta da lavoratori unicamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento. Relativamente al
   rimborso dei costi occorre vegliare a che nessuno scopo di lucro, nemmeno indiretto, possa essere
   perseguito sotto la copertura di un’attività di volontariato, e altresì a che il volontario possa farsi
   rimborsare soltanto le spese effettivamente sostenute per l’attività fornita, nei limiti previamente
   stabiliti dalle associazioni stesse.
63 Spetta al giudice del rinvio effettuare tutte le valutazioni necessarie al fine di verificare se il sistema di
   organizzazione del servizio di trasporto sanitario di urgenza in discussione nel procedimento
   principale, quale disciplinato dalla normativa applicabile e attuato con l’accordo quadro regionale e le
   specifiche convenzioni che da esso discendono, contribuisca effettivamente alla finalità sociale e al
   perseguimento degli obiettivi di solidarietà ed efficienza di bilancio su cui detto sistema è basato.
64 Per quanto riguarda l’interpretazione delle norme del Trattato in materia di concorrenza, dalle
   considerazioni relative all’interpretazione del diritto dell’Unione in materia di appalti pubblici discende
   che non occorre esaminare una normativa come quella in discussione nel procedimento principale alla
   luce delle menzionate norme sulla concorrenza.
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 ---pagebreak---                                        SENTENZA DELL’11. 12. 2014 – CAUSA C-113/13
                                     AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 «SPEZZINO» E A.
65 Alla luce del complesso delle suesposte considerazioni occorre rispondere alle questioni poste
   dichiarando che gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE devono essere interpretati nel senso che non ostano
   ad una normativa nazionale che, come quella in discussione nel procedimento principale, prevede che
   la fornitura dei servizi di trasporto sanitario di urgenza ed emergenza debba essere attribuita in via
   prioritaria e con affidamento diretto, in mancanza di qualsiasi pubblicità, alle associazioni di
   volontariato convenzionate, purché l’ambito normativo e convenzionale in cui si svolge l’attività delle
   associazioni in parola contribuisca effettivamente alla finalità sociale e al perseguimento degli obiettivi
   di solidarietà ed efficienza di bilancio su cui detta disciplina è basata.
   Sulle spese
66 Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente
   sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri
   soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.
   Per questi motivi, la Corte (Quinta Sezione) dichiara:
   Gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE devono essere interpretati nel senso che non ostano ad una
   normativa nazionale che, come quella in discussione nel procedimento principale, prevede che
   la fornitura dei servizi di trasporto sanitario di urgenza ed emergenza debba essere attribuita in
   via prioritaria e con affidamento diretto, in mancanza di qualsiasi pubblicità, alle associazioni di
   volontariato convenzionate, purché l’ambito normativo e convenzionale in cui si svolge l’attività
   delle associazioni in parola contribuisca effettivamente alla finalità sociale e al perseguimento
   degli obiettivi di solidarietà ed efficienza di bilancio su cui detta disciplina è basata.
   Firme
   ECLI:EU:C:2014:2440                                                                                     13