CELEX: 51991PC0524(02)
Language: it
Date: 1992-01-10
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione, a norme della Comunità economica europea dell' accordo intermedio tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell' acciaio, da un lato, e la Repubblica federativa ceca e slovacca, dall' altro, sul commercio e sulle questioni connesse

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                               COM(91) 524 def
                                               Bruxelles, il 10 gennaio 1992
                                     Proposte di
                               DECISIONI DEL CONSIGLIO
          relativa alla conclusione, a nome della Comunità economica europea
          dell'accordo intermedio tra la Comunità economica europea e la
          Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da un lato, e la
          Repubblica di Polonia, dall'altro, sul commercio e sulle questioni
          connesse
          relativa alla conclusione, a nome della Comunità economica europea
          dell'accordo intermedio tra la Comunità economica europea e la
          Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da un lato, e la
          Repubblica federativa ceca e slovacca, dall'altro, sul commercio e
          sulle questioni connesse
          relativa alla conclusione, a nome della Comunità economica europea
  Jh'<4   dell'accordo intermedio tra la Comunità economica europea e la
          Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da un lato, e la
' WWtJH
          Repubblica di Ungheria, dall'altro, sul commercio e sulle questioni
          connesse
                           (presentate dalla Commissione)
                                      Progetto di
                             DECISIONI DELLA COMMISSIONE
          relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea del
          carbone e dell'acciaio, dell'accordo intermedio tra la Comunità
          economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
          da un lato, e la Repubblica di Polonia, dall'altro, sul commercio e
          sulle questioni connesse
          relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea del
          carbone e dell'acciaio, dell'accordo intermedio tra la Comunità
          economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
          da un lato, e la Repubblica di Ungheria, dall'altro, sul commercio
          e sulle questioni connesse
          relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea del
          carbone e dell'acciaio, dell'accordo intermedio tra la Comunità
          economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
          da un lato, e la Repubblica federativa ceca e slovacca, dall'altro,
          sul commercio e sulle questioni connesse
                     richiesta di parere conforme del Consiglio
                         e consultazione del Comitato CECA,
                              ai sensi dell'articolo 95,
                                  del trattato CECA,
 ---pagebreak---                                     &L*s
                               Relazione
1. Le allegate proposte di decisione costituiscono lo strumento
   giuridico per la conclusione, da parte della Comunità economica
   europea e le Comunità europea del carbone e dell'acciaio, degli
   accordi intermedi tra la Comunità economica europea e la Comunità
   europea del carbone e dell'acciaio, da un lato, e l'Ungheria, la
   Polonia e la Cecoslovacchia, dall'altro.
2. Le direttive adottate il 18 dicembre 1990 per gli accordi di
   associazione con la Polonia, l'Ungheria e la Cecoslovacchia
   prevedevano, in una dichiarazione allegata del Consiglio e della
   Commissione, la possibilità di concludere, in attesa della ratifica
   degli accordi europei da parte dei Parlamenti nazionali, accordi
   intermedi per l'applicazione provvisoria delle parti degli accordi
   di competenza comunitaria.
3. Gli accordi europei sono stati siglati a Bruxelles il
   22 novembre 1991; gli accordi intermedi per l'applicazione
   provvisoria delle parti commerciali degli accordi e delle misure di
   accompagnamento sono stati siglati a             il           Detti
   accordi saranno conclusi per un periodo che andrà fino all'entrata
   in vigore degli accordi europei e al più tardi entro il 31 dicembre
   1993.
4. Questi accordi sospendono le parti commerciali degli accordi sugli
   scambi e sulla cooperazione commerciale ed economica conclusi tra
   la Comunità economica europea e la Comunità europea dell'energia
   atomica (soltanto nel caso della Cecoslovacchia), da un lato, e la
   Cecoslovacchia, la Polonia e l'Ungheria, dall'altro, nonché quelle
   degli accordi conclusi tra la Comunità europea del carbone e
   dell'acciaio e ciascuno di questi tre paesi.
5. Le procedure di firma e di conclusione degli accordi applicate
   dalle due Comunità (CEE e CECA) differiscono per quanto riguarda la
   conclusione:
        il Consiglio, dopo aver consultato il Parlamento europeo,
        conclude l'accordo a nome della CEE, a norma dell'articolo 113
        del trattato CEE, adottando le decisioni di cui all'allegato I;
        la Commissione, conformemente all'articolo 95 del trattato
        CECA, previo parere conforme del Consiglio che delibera
        all'unanimità e previa consultazione del Comitato consultivo,
        conclude l'accordo a nome della CECA adottando le decisioni di
        cui all'allegato II.
6.  In considerazione di quanto precede, la Commissione invita il
   Consiglio ad adottare le proposte di cui all'allegato I e ad
   emettere parere conforme per le decisioni di cui all'allegato II.
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                               ALLEGATO I
Progetti di decisioni del Consiglio relativi alla conclusione, da parte
della Comunità economica europea, di accordi intermedi per il commercio
e le misure complementari tra la Comunità economica europea e la
Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da un lato, e l'Ungheria,
la Polonia e la Cecoslovacchia, dall'altro.
 ---pagebreak---                                    Proposta di
                             DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                 DEL          199.
      RELATIVA ALLA CONCLUSIONE, A NOME DELLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA
                           DELL'ACCORDO INTERMEDIO TRA
             LA COMUNITÀ* ECONOMICA EUROPEA E LA COMUNITÀ' EUROPEA
                     DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, DA UN LATO,
                     E LA REPUBBLICA DI POLONIA, DALL'ALTRO,
                    SUL COMMERCIO E SULLE QUESTIONI CONNESSE
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto   il trattato che      istituisce    la  Comunità   economica  europea,   in
particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo
firmato a                   il                      occorre approvare    l'accordo
intermedio tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, da un iato, e la Repubblica di Polonia, dall'altro,
sul commercio e sulle questioni connesse, firmato a (Bruxelles) il               ;
sentito il    parere   del Comitato    consultivo  e  con  l'accordo unanime   del
Consigi io,
DECIDE:
                                     Articolo 1
Sono approvati, a nome della Comunità economica europea l'accordo intermedifo
tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e
dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica di Polonia, dall'altro, sul
commercio e sulle questioni connesse, nonché i protocolli allegati, le
dichiarazioni e gli scambi di lettere acclusi all'atto finale.
I testi dell'accordo intermedio e dell'atto finale sono acclusi alla presente
decisione.
                                     Articolo 2
II presidente del Consiglio procede alla notifica di cui al l'articolo 49
dell'accordo intermedio a nome della Comunità economica europea.
Fatto a Bruxelles,
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                                      Proposta di
                             DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                 DEL            199.
      RELATIVA ALLA CONCLUSIONE, A NOME DELLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA
                           DELL'ACCORDO INTERMEDIO TRA
             LA COMUNITÀ* ECONOMICA EUROPEA E LA COMUNITÀ' EUROPEA
                    DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, DA UN LATO,
            E LA REPUBBLICA FEDERATIVA CECA E SLOVACCA, DALL'ALTRO,
                    SUL COMMERCIO E SULLE QUESTIONI CONNESSE
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto   il trattato che istituisce          la   Comunità  economica europea,   in
particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo
firmato a                   il                     , occorre approvare   l'accordo
intermedio tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica federativa ceca e
slovacca, dall'altro, sul commercio e sulle questioni connesse, firmato a
(Bruxelles) il            ;
DECIDE:
                                     Ar t i co Io 1
Sono approvati, a nome della   Comunità economica europea, l'accordo intermedio
tra la Comunità economica      europea e la Comunità europea del carbone e
dell'acciaio, da un lato,       e la Repubblica federativa ceca e slovacca,
dall'altro, sul commercio e      sulle questioni connesse, nonché i protocolli
allegati, le dichiarazioni e   gli scambi di lettere acclusi all'atto finale.
I testi dell'accordo intermedio e dell'atto finale sono acclusi alla presente
decisione.
                                     Art icolo 2
 II presidente del Consiglio procede alla notifica di cui al l'articolo 49
dell'accordo intermedio a nome della Comunità economica europea.
Fatto a Bruxelles,
 ---pagebreak---                                      Proposta di
                             DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                 DEL          199.
      RELATIVA ALLA CONCLUSIONE, A NOME DELLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA
                           DELL'ACCORDO INTERMEDIO TRA
             LA COMUNITÀ* ECONOMICA EUROPEA E LA COMUNITÀ' EUROPEA
                    DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, DA UN LATO,
                    E LA REPUBBLICA DI UNGHERIA, DALL'ALTRO,
                    SUL COMMERCIO E SULLE QUESTIONI CONNESSE
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto   il trattato che      istituisce    la  Comunità  economica europea,   in
particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo
firmato a                   il                   , occorre approvare   l'accordo
intermedio tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica di Ungheria, dall'altro,
sul commercio e sulle questioni connesse, firmato a (Bruxelles) il             ;
DECIDE:
                                     Articolo 1
Sono approvati, a nome della Comunità economica europea, l'accordo intermedio
tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e
dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica di Ungheria, dall'altro, sul
commercio e sulle questioni connesse, nonché i protocolli allegati, le
dichiarazioni e gli scambi di lettere acclusi all'atto finale.
I testi dell'accordo intermedio e dell'atto finale sono acclusi alla presente
decisione.
                                     Articolo 2
II presidente del Consiglio procede alla notifica di cui ali'articolo 48
dell'accordo intermedio a nome della Comunità economica europea.
Fatto a Bruxelles,
 ---pagebreak---                                        'T-
                              ALLEGATO I I
Progetti di decisioni della Commissione relativi alla conclusione, a
nome della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, di accordi
intermedi per il commercio e le misure di accompagnamento tra la
Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e
dell'acciaio, da un lato, e l'Ungheria, la Polonia e la Cecoslovacchia,
dal l'altro.
 ---pagebreak---                                      Progetto di
                           DECISIONE DELLA COMMISSIONE
                                 DEL          199.
           RELATIVA ALLA CONCLUSIONE, A NOME DELLA COMUNITÀ' EUROPEA
            DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, DELL'ACCORDO INTERMEDIO TRA
             LA COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA E LA COMUNITÀ' EUROPEA
                     DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, DA UN LATO,
                     E LA REPUBBLICA DI POLONIA, DALL'ALTRO,
                    SUL COMMERCIO E SULLE QUESTIONI CONNESSE
                                   (../.../CECA)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto   il trattato che istituisce         la Comunità europea del     carbone   e
dell'acciaio, in particolare il primo paragrafo dell'articolo 95,
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo
firmato a                   il                      occorre approvare    l'accordo
intermedio tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica di Polonia, dall'altro,
sul commercio e sulle questioni connesse, firmato a (Bruxelles) il               ;
considerando che la conclusione dell'accordo intermedio é necessaria per il
raggiungimento degli obiettivi della Comunità di cui agli articoli 2 e 3 del
trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, e che
te disposizioni del trattato non contemplano tutti i casi oggetto della
presente decisione-,
sentito il    parere   del Comitato    consultivo  e  con  l'accordo unanime del
Consigi io,
DECIDE:
                                     Articolo 1
Sono approvati, a nome della Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
 l'accordo intermedio tra la Comunità economica europea e la Comunità europea
del carbone e dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica di Polonia,
dall'altro, sul commercio e sulle questioni connesse, nonché i protocolli
allegati, le dichiarazioni e gli scambi di lettere acclusi all'atto finale.
 I testi dell'accordo intermedio e dell'atto finale sono acclusi alla presente
decisione.
                                     Art icolo 2
 II presidente della Commissione procede alla notifica di cui ali'articolo 49
dell'accordo    intermedio a nome della Comunità europea del carbone e
del l'acciaio.
Fatto a Bruxelles,
 ---pagebreak---                                            3
                                      Progetto di
                           DECISIONE DELLA COMMISSIONE
                                 DEL          199.
           RELATIVA ALLA CONCLUSIONE, A NOME DELLA COMUNITÀ' EUROPEA
            DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, DELL'ACCORDO INTERMEDIO TRA
             LA COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA E LA COMUNITÀ' EUROPEA
                     DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, DA UN LATO,
                    E LA REPUBBLICA DI UNGHERIA, DALL'ALTRO,
                    SUL COMMERCIO E SULLE QUESTIONI CONNESSE
                                   (../.../CECA)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea del carbone e
dell'acciaio, in particolare il primo paragrafo dell'articolo 95,
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo
firmato a                   il                   , occorre approvare    l'accordo
intermedio tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica di Ungheria, dall'altro,
sul commercio e sulle questioni connesse, firmato a (Bruxelles) il              -,
considerando che la conclusione dell'accordo intermedio é necessaria per il
raggiungimento degli obiettivi della Comunità di cui agli articoli 2 e 3 del
trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, e che
le disposizioni del trattato non contemplano tutti i casi oggetto della
presente decisione;
sentito il    parere   del Comitato    consultivo  e con  l'accordo una   me del
Consigi io,
DECIDE:
                                     Articolo 1
Sono approvati, a nome della Comunità economica europea del carbone e
dell'acciaio, l'accordo intermedio tra la Comunità economica europea e la
Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica di
Ungheria, dall'altro, sul commercio e sulle questioni connesse, nonché i
protocolli allegati, le dichiarazioni e gli scambi di lettere acclusi
al l'atto finale.
 I testi dell'accordo intermedio e dell'atto finale sono acclusi alla presente
decisione.
                                     Art icolo 2
 II presidente della Commissione procede alla notifica di cui ali'articolo 48
dell'accordo    intermedio a nome della Comunità europea del carbone e
del l'acciaio.
Fatto a Bruxelles,
 ---pagebreak---                                         Progetto di
                              DECISIONE DELLA COMMISSIONE
                                    DEL          199.
            RELATIVA ALLA CONCLUSIONE, A NOME DELLA COMUNITÀ' EUROPEA
             DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, DELL'ACCORDO INTERMEDIO TRA
               LA COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA E LA COMUNITÀ' EUROPEA
                       DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, DA UN LATO,
             E LA REPUBBLICA FEDERATIVA CECA E SLOVACCA, DALL'ALTRO,
                      SUL COMMERCIO E SULLE QUESTIONI CONNESSE
                                      (../.../CECA)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto    il trattato che istituisce la Comunità europea del               carbone   e
dell'acciaio, in particolare il primo paragrafo dell'articolo 95,
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo
firmato a                       il                     occorre approvare    l'accordo
intermedio tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica federativa ceca e
slovacca, dall'altro, sul commercio e sulle questioni connesse, firmato a
(Bruxel les) il              ;
considerando che la conclusione dell'accordo intermedio é necessaria per il
raggiungimento degli obiettivi della Comunità di cui agli articoli 2 e 3 del
trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, e che
le disposizioni del trattato non contemplano tutti i casi oggetto della
presente decisione;
sentito il parere        del   Comitato   consultivo  e  con  l'accordo unanime del
Cons i g I io,
DECIDE:
                                        Articolo 1
Sono approvati, a nome della Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
l'accordo intermedio tra la Comunità economica europea e la Comunità europea
del carbone e dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica federativa ceca e
slovacca, dall'altro, sul commercio e sulle questioni connesse, nonché i
protocolli allegati, le dichiarazioni e gli scambi di lettere acclusi
al l'atto finale.
I testi dell'accordo intermedio e dell'atto finale sono acclusi alla presente
decisione.
                                        Art icolo 2
 II presidente della Commissione procede alla notifica di cui all'articolo 49
dell'accordo      intermedio a nome della Comunità europea del carbone e
del l'acciaio.
Fatto a Bruxelles,
 ---pagebreak---                       JA
               ACCORDO INTERMEDIO
   SUGLI SCAMBI E SULLE QUESTIONI COMMERCIALI
        TRA LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA
E LA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO,
                  DA UNA PARTE»
           E LA REPUBBLICA DI POLONIA,
                    DALL'ALTRA
 ---pagebreak---                                      J^
                              ACCORDO INTERMEDIO
                  sugli scambi e sulle questioni commerciali
tra la COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA e la COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E
DELL'ACCIAIO, da una parte, e la REPUBBLICA DI POLONIA, dall'altra.
La COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA e la COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E
DELL'ACCIAIO, qui di seguito denominate "la Comunità",
da una parte,
e la REPUBBLICA DI POLONIA, qui di seguito denominata "la Polonia",
dal l'altra,
CONSIDERANDO che il                   1991 è stato firmato a
l'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i
loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Polonia, dall'altra;
CONSIDERANDO che I'accordo europeo mira a costituire un ambito adeguato di
dialogo politico e a disciplinare le relazioni economiche e commerciali tra
le parti e comprende disposizioni relative all'assistenza e alia cooperazione
finanziaria e alla promozione della cooperazione in campo culturale;
CONSIDERANDO che l'accordo europeo intende consolidare e ampliare le
relazioni già instaurate, in particolare con l'accordo sugli scambi e sulla
cooperazione commerciale ed economica tra la Comunità economica europea e la
Polonia firmato il 19 settembre 1989 e con il protocollo sugli scambi e sulla
cooperazione commerciale ed economica tra la Comunità europea del carbone e
dell'acciaio e la Polonia firmato il 16 ottobre 1991;
CONSIDERANDO che è necessario garantire lo sviluppo delle relazioni
commerciali nel passaggio dal l'appiicazione degli accordi sugli scambi e
sulla cooperazione commerciale ed economica all'applicazione dell'accordo
europeo;
CONSIDERANDO che a tal fine è necessario applicare il più rapidamente
possibile, attraverso un accordo intermedio, le disposizioni dell'accordo
europeo sugli scambi e sulle questioni commerciali;
CONSIDERANDO che occorre garantire che, in attesa dell'entrata in vigore
dell'accordo europeo e della costituzione del consiglio di associazione, la
commissione mista istituita dall'accordo sugli scambi e sulla cooperazione
commerciale ed economica possa esercitare i poteri assegnati dall'accordo
europeo al consiglio di associazione e necessari per applicare l'accordo
 intermedio,
 ---pagebreak---                                         -4
HANNO DECISO di concludere il presente accordo e a tal fine hanno designato
loro plenipotenziari
LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA
LA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO
LA REPUBBLICA DI POLONIA
 I QUALI, dopo aver scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e
debita forma,
HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE.
                     TITOLO I; LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI
                                 Articolo 1 (AE 7)
1.   Nel corso di un periodo transitorio della durata massima di dieci anni a
     partire dall'entrata in vigore dell'accordo (qui di seguito denominato
     "l'accordo"), la Comunità e la Polonia istituiranno progressivamente una
     zona di libero scambio secondo le modalità previste dalle disposizioni
     del presente accordo e in conformità con le disposizioni dell'Accordo
     generale sulle tariffe doganali e sul commercio.
2.   Per classificare le merci negli scambi tra le parti si applicherà la
     Nomenclatura combinata delle merci.
3.   Il dazio di base di ogni prodotto cui si dovranno applicare le
     progressive riduzioni previste dal presente accordo sarà quello
     effettivamente applicato erga omnes il giorno precedente alla data di
     entrata in vigore dell'accordo.
4.   Qualora, successivamente all'entrata in vigore dell'accordo, venga
     applicata una riduzione tariffaria erga omnes, in particolare una
     riduzione derivante dall'accordo tariffario concluso a seguito
     dell'Uruguay Round del GATT, il suddetto dazio ridotto sostituirà il
     dazio di base di cui al paragrafo 3 a partire dalla data di applicazione
     del la r iduzione.
5.   La Comunità e la Polonia si comunicheranno a vicenda i rispettivi dazi di
     base.
                          Capitolo I: Prodotti industriali
                                  Articolo 2 (AE 8)
     Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti originari
     della Comunità e della Polonia elencati nei capitoli 25 - 97 della
     Nomenclatura combinata fatta eccezione per i prodotti elencati
     nel l'Al legato I.
 ---pagebreak---                                       -Ik-
2. Le disposizioni degli articoli 3-7 non si applicano i prodotti citati
   negli art icoli 9 e 10.
                                Articolo 3 (AE 9)
1. I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità a prodotti
   originari della Polonia diversi da quelli elencati negli Allegati Ila,
   M b e M I saranno aboliti all'entrata in vigore dell'accordo.
2.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti
   originari della Polonia elencati nell'Allegato Ila saranno
   progressivamente aboliti in base al seguente calendario:
   - alla data di entrata in vigore del presente accordo ogni dazio sarà
      ridotto al 5 0 % del dazio di base;
   - un anno dopo l'entrata in vigore del presente accordo i dazi rimanenti
      saranno eliminatI.
    I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti
   originari della Polonia elencati nell'Allegato M b saranno
   progressivamente ridotti, a partire dalla data di entrata in vigore del
   presente accordo, di una quota annuale del 20% del dazio di base, in modo
   da giungere a una completa abolizione alla fine del quarto anno dalla
   data di entrata in vigore dell'accordo.
3.  I prodotti di origine polacca elencati nell'Allegato M I beneficeranno di
   una sospensione dei dazi doganali sulle importazioni entro i limiti di
   massimali o contingenti tariffari annui comunitari che aumenteranno
   progressivamente alle condizioni specificate nell'Allegato, in modo da
   giungere a una totale abolizione dei dazi doganali sulle importazioni dei
   prodotti in questione entro e non oltre la fine del quinto anno.
   Contemporaneamente, i dazi doganali sulle importazioni applicabili ai
   quantitativi importati in eccesso ai suddetti contingenti o massimali
   saranno progressivamente aboliti, a decorrere dall'entrata in vigore
   dell'accordo, mediante riduzioni annuali del 15%. I dazi residui saranno
   aboliti entro la fine del quinto anno.
4. Le restrizioni quantitative sulle importazioni nella Comunità e le misure
   d'effetto equivalente relative ai prodotti originari della Polonia
   saranno abolite alla data di entrata in vigore dell'accordo.
                                Articolo 4 (AE 10)
1.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Polonia ai prodotti
   originari della Comunità elencati nell'Allegato IVa saranno aboliti
   all'entrata in vigore dell'accordo.
2.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Polonia ai prodotti
   originari della Comunità elencati nell'allegato IVb saranno
   progressivamente ridotti come specificato in allegato.
 ---pagebreak---     La Polonia aprirà contingenti a dazio nullo per i prodotti originari
    della Comunità, di cui al presente allegato e secondo le modalità ivi
    spec i f icate.
3.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Polonia ai prodotti
    originari della Comunità diversi da quelli elencati negli allegati (Va e
    IVb saranno progressivamente ridotti e aboliti entro la fine del settimo
    anno dall'entrata in vigore dell'accordo, secondo il seguente calendario:
    - dopo tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio sarà
       ridotto ali'80% del dazio di base;
    - dopo quattro anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio
       sarà ridotto al 6 0 % del dazio di base;
    - dopo cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio
       sarà ridotto al 4 0 % del dazio di base;
    - dopo sei anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio sarà
       ridotto al 20% del dazio di base;
    - dopo sette anni dall'entrata in vigore dell'accordo, i dazi residui
       saranno aboliti.
4.  Le restrizioni quantitative sulle importazioni in Polonia di prodotti
    originari della Comunità e le misure di effetto equivalente saranno
    abolite all'entrata in vigore dell'accordo, fatta eccezione per quelle
    elencate nell'allegato V, che saranno abolite secondo il calendario
    specificato in allegato.
                                 Articolo 5 (AE 11)
Le disposizioni relative all'abolizione dei dazi doganali sulle importazioni
si applicheranno anche ai dazi doganali di carattere fiscale.
                                 Articolo 6 (AE 12)
All'entrata in vigore del presente accordo, la Comunità e la Polonia
aboliranno, nei loro scambi, tutti gli oneri di effetto equivalente a dazi
doganali sulle importazioni.
                                 Articolo 7 (AE 13)
1.  La Comunità e la Polonia aboliranno progressivamente, entro e non oltre
     la fine del quinto anno dopo l'entrata in vigore dell'accordo, tutti i
    dazi doganali sulle reciproche esportazioni e gli oneri di effetto
    equivalente.
2.  Le restrizioni quantitative sulle esportazioni e tutte le misure di
    effetto equivalente saranno abolite dalla Comunità e dalla Polonia
    all'entrata in vigore dell'accordo, fatta eccezione per quelle applicate
    ai prodotti elencati nell'allegato VI, che saranno abolite secondo le
    modalità ivi specificate.
                                 Articolo 8 (AE 14)
Ciascuna delle parti si dichiara disposta a ridurre i suoi dazi doganali
 ---pagebreak---                                        -A*
sugli scambi con la controparte più rapidamente di quanto previsto agli
articoli 9 e 10 qualora lo permettano le sue condizioni economiche generali e
la situazione del settore economico interessato.
La commissione mista di cui all'articolo 37 (qui di seguito denominata "la
commissione mista") può formulare raccomandazioni in tal senso.
                                Articolo 9 (AE 15)
Il protocollo n. 1 specifica le condizioni applicabili ai prodotti tessili
indicati nel protocollo stesso.
                                Articolo 10 (AE 16)
 Il protocollo n. 2 specifica le condizioni applicabili ai prodotti coperti
dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio.
                                Articolo 11 (AE 17)
Le disposizioni del presente capitolo non ostano al mantenimento di una
componente agricola nei dazi applicabili ai prodotti elencati
nel l'Ai legato VI I.
                             Capitolo II -Agricoltura
                                Articolo 12 (AE 18)
1.   Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti agricoli
     originari della Comunità e della Polonia.
2.   Per "prodotti agri co li" si intendono i prodotti elencati nei capitoli 1-
     24 della Nomenclatura combinata e i prodotti elencati nell'Allegato I,
     fatta però eccezione per i prodotti della pesca, definiti ai sensi del
     regolamento (CEE) n. 3796/81.
                                Articolo 13 (AE 19)
 Il protocollo n. 3 specifica le condizioni applicabili agli scambi dei
prodotti agricoli trasformati elencati nel suddetto protocol lo.
                                Articolo 14 (AE 20)
1.   Alla data di entrata in vigore dell'accordo, la Comunità abolirà le
     restrizioni quantitative sulle importazioni di prodotti agricoli
     originari della Polonia mantenute ai sensi del regolamento n. 3420/83 del
     Consiglio nella forma esistente alla data della firma del presente
     accordo.
 ---pagebreak---                                       - *
2.   Alla data di entrata in vigore del presente accordo, i prodotti agricoli
     originari della Polonia elencati nell'Allegato Vili beneficeranno della
     riduzione dei dazi e prelievi doganali entro i limiti dei contingenti e
     comunitari e alle condizioni specificate nel suddetto allegato.
3.   La Polonia abolirà gradualmente le restrizioni quantitative sulle
     importazioni di prodotti agricoli originari della Comunità elencati
     nell'allegato IX secondo le condizioni ivi specificate.
4.   La Comunità e la Polonia si accorderanno a vicenda le concessioni di cui
     agli Allegati Xa, Xb, Xc e XI, in modo reciproco ed equilibrato, alle
     condizioni specificate negli Allegati stessi.
5.   Tenendo conto del volume dei loro scambi di prodotti agricoli, della loro
     appartenenza a settori particolarmente sensibili, delle regole della
     Politica agraria comune della Comunità e delle regole di politica agraria
     della Polonia, nonché delle conseguenze dei negoziati commerciali
     multilaterali nell'ambito dell'Accordo generale sul le tariffe doganali e
     sul commercio, la Comunità e la Polonia esamineranno in sede di Consiglio
     di associazione, prodotto per prodotto e in modo ordinato e reciproco, le
     possibilità di riconoscersi a vicenda ulteriori concessioni, rivolgendo
     particolare attenzione alla produzione agricola con tecniche naturali.
6.   Vista la necessità di una maggiore armonia tra le politiche agricole
     della Comunità e della Polonia, nonché l'intenzione della Polonia di
     diventare membro della Comunità, le parti si consulteranno regolarmente
      in sede di consiglio di associazione sulla strategia e sulle modalità
     pratiche delle rispettive politiche.
                               Articolo 15 (AE 21)
Fatte salve le altre disposizioni del presente accordo e in particol e
dell'articolo 24, qualora, dato il carattere particolarmente sensibile dei
mercati agricoli, le importazioni di prodotti originari di una delle parti,
soggette alle concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 14, provochino
gravi perturbazioni ai mercati della controparte, le due parti avvieranno
 immediatamente consultazioni per trovare una soluzione adeguata. In attesa di
tale soluzione, la parte interessata può adottare le misure che ritiene
necessarie.
                       Capitolo M I - Prodotti della pesca
                               Articolo 16 (AE 22)
Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti della pesca
originari della Comunità e della Polonia coperti dal regolamento (CEE)
n. 3796/81 sull'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti
de li a pesca.
 ---pagebreak---                                       >I8
                              Articolo 17 (AE 23)
Le parti concluderanno appena possibile i negoziati di un accordo sui
prodotti della pesca.
In seguito, ai prodotti della pesca si applicheranno, mutatis mutandis, le
disposizioni dell'articolo 14, paragrafo 5.
                       Capitolo IV - Disposizioni comuni
                              Articolo 18 (AE 24)
Le disposizioni del presente capitolo si applicano agli scambi di tutti i
prodotti, salvo quanto altrimenti disposto nel presente capitolo o nei
protocol li n. 1, 2 o 3.
                              Articolo 19 (AE 25)
1.  A partire dalla data di entrata in vigore dell'accordo non saranno
     introdotti nuovi dazi doganali sulle importazioni o sulle esportazioni,
    né oneri di effetto equivalente, negli scambi tra la Comunità e la
    Polonia, né saranno aumentati quelli già applicati.
2.  A partire dalla data di entrata in vigore dell'accordo non saranno
     introdotte nuove restrizioni quantitative sulle importazioni o sulle
    esportazioni, né misure d'effetto equivalente, negli scambi tra la
    Comunità e la Polonia, né saranno rese più restrittive quelle esistenti.
3.  Fatte salve le concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 14, le
    disposizioni dei paragrafi 1 e 2 del presente artìcolo non limiteranno in
    alcun modo il perseguimento delle rispettive politiche agrarie della
    Polonia e della Comunità o l'adozione di misure nei quadro di tali
    pò lit iche.
                              Articolo 20 (AE 26)
1.  Le due parti si asterranno dall'introdurre qualsiasi misura o prassi di
    natura fiscale interna che istituisca, direttamente o indirettamente,
    discriminazioni tra I prodotti di una parte e i prodotti analoghi
    originari del territorio della controparte.
2.   I prodotti esportati nel territorio di una delle due parti non possono
    beneficiare di un rimborso delle imposte interne eccedente l'ammontare
    delle imposte dirette o indirette cui sono stati soggetti.
                              Articolo 21 (AE 27)
1.   Il presente accordo non osta al mantenimento o all'istituzione di unioni
    doganali, zone di libero scambio o accordi sugli scambi transfrontalieri
     se non nella misura in cui essi alterano le condizioni commerciali
    previste dal presente accordo.
 ---pagebreak---                                      -b
2.   Nell'ambito della commissione mista si terranno consultazioni tra le
     parti in merito agli accordi istitutivi delle suddette unioni doganali o
     zone di libero scambio e, se del caso, in merito ad altre importanti
     questioni relative alla loro rispettiva politica commerciale con i paesi
     terzi. Nel caso in cui un paese terzo entri a far parte della Comunità,
     in particolare, si terranno consultazioni di questo tipo per garantire
     che si possa tener conto dei reciproci interessi della Comunità e della
     Polonia sanciti nel presente accordo.
                              Articolo 22 (AE 28)
La Polonia può adottare misure eccezionali di durata limitata in deroga alle
disposizioni dell'articolo 4 e dell'articolo 19, paragrafo 1, sotto forma di
dazi doganali maggiorati.
Tali misure possono riguardare unicamente le nuove industrie, o determinati
settori in corso di ristrutturazione o in gravi difficoltà, in particolare
qualora dette difficoltà producano gravi problemi sociali.
 I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Polonia ai prodotti
originari della Comunità introdotti dalle suddette misure non possono
superare il 25% ad valorem e manterranno un elemento di preferenza per i
prodotti originari della Comunità. Il valore complessivo delle importazioni
dei prodotti soggetti a tali misure non può superare il 15% del totale delle
 importazioni dalla Comunità di prodotti industriali, definiti ai sensi del
capitolo I, nel corso dell'ultimo anno per il quale siano disponibili dati
statistici.
Le suddette misure saranno applicate per un periodo non superiore a cinque
anni, a meno che la commissione mista non autorizzi una durata superiore.
Esse cesseranno di applicarsi al più tardi a M o scadere del periodo di
transiz ione.
Nessun prodotto può essere assoggettato a una misura di questo tipo qualora
siano trascorsi più di tre anni dall'eliminazione di tutti i dazi e di tutte
 le restrizioni quantitative o degli oneri o misure d'effetto equivalente
relativi a quel prodotto.
La Polonia informerà la commissione mista di ogni misura eccezionale che
 intenda adottare e, a richiesta della Comunità, si terranno consultazioni
nell'ambito della commissione mista sulle suddette misure e sui settori di
applicazione prima di attuarle. In occasione dell'adozione di tali misure, la
Polonia fornirà alla commissione mista un calendario con le date di
eliminazione dei dazi doganali introdotti ai sensi del presente articolo.
Detto calendario prevederà la graduale eliminazione di tali dazi a partire da
due anni al massimo dopo la loro introduzione, a tassi annuali uniformi. La
commissione mista può decidere un calendario diverso.
                              Articolo 23 (AE 29)
Qualora una delle parti ritenga che negli scambi con la controparte stiano
verificandosi pratiche di dumping, nell'accezione dell'articolo VI
dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, essa può
 ---pagebreak---                                        -*•
adottare le misure adeguate nei confronti di tali pratiche in conformità
dell'Accordo relativo all'applicazione dell'articolo VI dell'Accordo generale
sulle tariffe doganali e sul commercio, della relativa legislazione interna e
delle condizioni e procedure di cui all'articolo 27.
                               Articolo 24 (AE 30)
Qualora un prodotto venga importato in quantità maggiorate tali e in
condizioni tali da provocare o minacciare di provocare:
     pregiudizio grave ai fabbricanti nazionali di prodotti analoghi o
     direttamente concorrenziali nel territorio di una delle parti, o
     gravi perturbazioni in qualsiasi settore dell'economia o difficoltà che
     potrebbero causare un grave deterioramento della situazione economica di
     una regione,
la parte interessata, sia essa la Comunità o la Polonia, può adottare le
adeguate misure alle condizioni e secondo le procedure specificate
ne II'art icolo 27.
                               Articolo 25 (AE 31)
Qualora l'osservanza delle disposizioni degli articoli 7 e 19 porti a
(i) una riesportazione verso un paese terzo nei confronti del quale la parte
     esportatrice applichi, per il prodotto in questione, restrizioni
     quantitative sulle esportazioni, dazi all'esportazione o misure d'effetto
     equivalente;
     o
(ii) una penuria grave, o la minaccia di penuria grave, di un prodotto
        essenziale per la parte esportatrice,
e qualora le circostanze di cui sopra diano luogo, o possano probabilmente
dar luogo a gravi difficoltà per la parte esportatrice, quest'ultima può
adottare le adeguate misure alle condizioni e secondo le procedure
specificate nell'articolo 27. Dette misure avranno carattere non
discriminatorio e saranno eliminate quando la situazione non ne giustificherà
più il mantenimento.
                               Articolo 26 (AE 32)
Gli Stati membri e la Polonia adegueranno progressivamente gli eventuali
monopoli di Stato di natura commerciale per garantire che, alla scadenza del
quinto anno successivo all'entrata in vigore dell'accordo, non esistano
discriminazioni tra cittadini degli Stati membri e della Polonia rispetto
alle condizioni alle quali le merci vengono acquistate e commercializzate. La
commissione mista sarà informata delle misure adottate a tal fine.
                               Articolo 27 (AE 33)
1.   Nel caso in cui la Comunità o la Polonia assoggettino le importazioni di
     prodotti suscettibili di creare le difficoltà di cui all'articolo 24 a
     una procedura amministrativa finalizzata a fornire tempestive
      informazioni sull'andamento dei flussi commerciali, esse ne informano la
     controparte.
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2.   Nei casi specificati negli articoli 23, 24 e 25, prima di adottare le
    misure previste in tali articoli o, nei casi in cui si applica il
     paragrafo 3, lettera (d), la parte interessata, sia essa la Comunità o la
     Polonia, fornisce il più rapidamente possibile alla commissione mista
     tutte le opportune informazioni al fine di cercare una soluzione
     accettabile per entrambe le parti.
     Nella scelta delle misure si deve dare la priorità a quelle che
     perturbano meno il funzionamento dell'accordo.
     Le misure di salvaguardia saranno immediatamente notificate alla
     commissione mista e saranno oggetto di consultazioni periodiche
     nell'ambito di tale organismo, in particolare al fine di determinare un
     calendario per la loro abolizione non appena lo consentano le
     circostanze.
3.   Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2, si applicheranno le seguenti
     disposizioni.
(a) Per quanto riguarda l'articolo 24, le difficoltà generate dalla
     situazione di cui a detto articolo verranno sottoposte all'esame della
     commissione mista, che può decidere tutte le misure necessarie per porvi
     f ine.
     Qualora la commissione mista o la parte esportatrice non abbia preso una
     decisione che ponga fine alle difficoltà o non sia stata raggiunta altra
     soluzione soddisfacente entro trenta giorni da quando é stata sollevata
      la questione, la parte importatrice può adottare le misure adeguate per
     risolvere il problema. La portata di dette misure non deve eccedere
     quanto è necessario per porre riparo alle difficoltà insorte.
(b) Per quanto riguarda l'articolo 23, la commissione mista sarà informata
     del caso di dumping non appena le autorità della parte importatrice
     abbiano aperto l'inchiesta. Qualora non si sia posta fine al dumping o
     non si sia trovata altra soluzione soddisfacente entro trenta giorni da
     quando la questione é stata sottoposta alla commissione mista, la parte
      importatrice può adottare le misure adeguate.
(e) Per quanto riguarda l'articolo 25, le difficoltà generate dalle
     situazioni specificate in detto articolo saranno sottoposte all'esame
     della commissione mista.
     La commissione mista può adottare qualsiasi decisione necessaria per
     porre fine alle difficoltà. Qualora essa non abbia preso tale decisione
     entro trenta giorni da quando le é stata sottoposta la questione, la
     parte esportatrice può applicare le misure adeguate alle esportazioni del
     prodotto interessato.
 (d) Qualora circostanze eccezionali che richiedono un intervento immediato
      rendano impossibile un'informazione o, a seconda dei casi, un esame
      preventivo, la parte interessata, sia essa la Comunità o la Polonia, può
      applicare immediatamente, nelle situazioni specificate negli articoli 23,
      24 e 25, le misure precauzionali e provvisorie strettamente necessarie
      per far fronte alla situazione. Essa ne informa immediatamente la
      commissione mista.
 ---pagebreak---                                        tx
                              Articolo 28 (AE 34)
M protocollo n. 4 stabilisce le regole di origine per l'applicazione delle
preferenze tariffarie previste nel presente accordo.
                               Articolo 29 (AE 35)
L'accordo non precluderà l'applicazione di proibizioni o restrizioni sulle
esportazioni, sulle importazioni o sul transito di merci giustificate da
motivi di pubblica moralità, da considerazioni politiche o di pubblica
sicurezza; da motivi legati alla tutela della salute e della vita umana,
animale o vegetale, alla protezione dei tesori nazionali di valore artistico,
storico o archeologico o alla protezione della proprietà intellettuale,
industriale e commerciale, o alle norme relative all'oro e all'argento. Le
suddette proibizioni o restrizioni non costituiranno tuttavia uno strumento
di arbitraria discriminazione o una restrizione non dichiarata degli scambi
tra le part I.
                               Articolo 30 (AE 36)
Il protocollo n. 5 riporta le specifiche disposizioni da applicarsi agli
scambi tra la Polonia, da una parte, e la Spagna e il Portogallo, dall'altra.
             TITOLO II: PAGAMENTI. CONCORRENZA E ALTRE DISPOSIZIONI
                             DI CARATTERE ECONOMICO
                               Articolo 31 (AE 59)
Le parti si impegnano ad autorizzare, in moneta liberamente convertibile,
qualsiasi pagamento sul conto corrente della bilancia dei pagamenti nella
misura in cui le transazioni sottostanti ai pagamenti riguardino movimenti di
merci tra le parti, liberalizzati in conformità del presente accordo.
                               Articolo 32 (AE 62)
 In relazione alle disposizioni del presente capitolo, fatte salve le
disposizioni dell'articolo 34, fino all'introduzione della totale
convertibilità della valuta polacca ai sensi dell'articolo VI II del Fondo
monetario internazionale, la Polonia può in casi eccezionali applicare
restrizioni valutarie connesse alla concessione o all'assunzione di crediti a
breve e medio termine, nella misura in cui tali restrizioni le siano imposte
per la concessione di detti crediti e siano autorizzate in base allo status
della Polonia nell'ambito del FMI.
La Polonia applica le suddette restrizioni in modo non discriminatorio. Le
restrizioni vengono applicate in modo da arrecare la minima perturbazione
possibile al presente accordo. La Polonia informa senza indugio la
commissione mista dell'introduzione delle misure in questione nonché di
qualsiasi modifica delle stesse.
 ---pagebreak---                                      u
                             Articolo 33 (AE 63)
1.  Sono incompatibili con il corretto funzionamento dell'accordo, nella
    misura in cui possano essere pregiudizievoli al commercio tra la Comunità
    e la Polonia:
(i) tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di
    imprese e tutte le pratiche concordate tra imprese che abbiano per
    oggetto e per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della
    concorrenza;
(ii) lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione
      dominante nell'intero territorio della Comunità o della Polonia, o in
      una sua parte sostanziale;
(iii) qualsiasi aiuto statale che, favorendo talune imprese o talune
      produzioni, falsi o minacci di falsare la concorrenza.
2.  Le pratiche contrarie al presente articolo sono valutate secondo i
    criteri derivanti dall'applicazione degli articolo 85, 86 e 92 del
    trattato che istituisce la Comunità economica europea.
3.  Entro tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, la commissione mista
    adotta mediante decisione le norme necessarie per l'attuazione dei
    paragrafi 1 e 2.
Fino all'adozione delle suddette norme, si applicano quali norme di
attuazione del paragrafo 1, punto (iii) e delle attinenti parti del
paragrafo 2, le disposizioni dell'accordo sull'interpretazione e
l'applicazione degli articoli VI, XVI e XXIII dell'Accordo generale sulle
tariffe e il commercio.
4.a Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, punto (iii) le parti accettano
    che durante i primi cinque anni successivi all'entrata in vigore
    dell'accordo qualsiasi aiuto statale concesso dalla Polonia venga
    valutato tenendo conto del fatto che la Polonia è assimilata alle regioni
    della Comunità di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del
    trattato che istituisce la Comunità economica europea. La commissione
    mista, tenendo conto della situazione economica della Polonia, decide se
    detto periodo debba essere prorogato per ulteriori periodi di cinque
    anni.
4.b Ciascuna delle parti garantisce la trasparenza nel campo degli aiuti
    statali, tra l'altro riferendo ogni anno all'altra parte sull'importo
    totale e sulla distribuzione dell'aiuto concesso e fornendo, su
    richiesta, informazioni sui piani di aiuto. Su richiesta di una delle
    parti, l'altra fornisce informazioni su particolari singoli casi di aiuto
    statale.
5.  Per quanto riguarda i prodotti di cui ai capitoli II e M I del titolo I:
    - la disposizione del paragrafo 1, punto (iii) non si applica-,
    - le pratiche contrarie al paragrafo 1, punto (i) dovrebbero essere
      valutate secondo i criteri stabiliti dalla Comunità in base agli
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       articoli 42 e 43 del trattato che istituisce la Comunità economica
       europea, in particolare quelli fissati nel regolamento n. 26/1962 del
       Cons i g I io.
6.  Se la Comunità o la Polonia ritengono che una particolare pratica sia
    incompatibile ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, e
    - non sia adeguatamente affrontata nel quadro delle norme di attuazione
       di cui al paragrafo 3, o
    - in assenza di tali norme, e se tale pratica arreca o minaccia di
       arrecare grave danno all'interesse dell'altra parte o un pregiudizio
       sostanziale alla sua industria nazionale, ivi compresa l'industria dei
       servizi,
    esse possono prendere misure opportune previa consultazione nell'ambito
    della commissione mista o dopo 30 giorni lavorativi dalla richiesta di
    consultazione.
    Nel caso di pratiche incompatibili ai sensi del paragrafo 1, punto (iii)
    del presente articolo, tali misure appropriate possono, qualora si
    applichi in materia l'Accordo generale sulle tariffe e il commercio,
    essere adottate soltanto in conformità delle procedure e alle condizioni
    fissate da detto accordo e da qualsiasi altro strumento pertinente
    negoziato sotto i suoi auspici, applicabile tra le parti.
7.   In deroga ad eventuali disposizioni contrarie adottate in conformità del
    paragrafo 3, le parti si scambiano informazioni tenendo conto delle
     limitazioni imposte dal rispetto del segreto professionale.
8.   Il presente articolo non si applica ai prodotti contemplati dal trattato
    che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, ai quali
    si applica il protocollo n. 2.
                              Articolo 34 (AE 64)
1.  Le parti cercano di evitare l'imposizione di misure restrittive, ivi
    comprese misure relative alle importazioni, a fini di bilancia dei
    pagamenti. In caso di imposizione di tali misure, la parte che le ha
     introdotte presenta all'altra parte quanto prima possibile il calendario
    relativo alla loro abolizione.
2.  Qualora uno o più Stati membri della Comunità o la Polonia abbiano, o
    corrano un imminente rischio di avere, gravi difficoltà di bilancia dei
    pagamenti, la Comunità o la Polonia, secondo il caso, possono, in
    conformità delle condizioni stabilite nel quadro dell'Accordo generale
    sulle tariffe e il commercio, adottare misure restrittive, ivi comprese
    misure relative alle importazioni, di durata limitata e la cui portata
    non può essere più ampia di quanto sia necessario per ovviare alla
    situazione della bilancia dei pagamenti. La Comunità o la Polonia,
    secondo il caso, informano senza indugio l'altra parte.
                              Articolo 35 (AE 65)
Per quanto riguarda le imprese pubbliche e le imprese cui sono stati
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riconosciuti diritti speciali o esclusivi, la commissione mista garantisce
che, dal terzo anno a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo,
siano rispettati i principi del trattato che istituisce la Comunità economica
europea, in particolare l'articolo 90, e i principi del documento conclusivo
della riunione di Bonn, dell'aprile 1990, della Conferenza sulla sicurezza e
la cooperazione in Europa (in particolare la libertà di decisione degli
imprendi tor i).
                                     Art icolo 36
1.  La Polonia continua a migliorare la tutela dei diritti di proprietà
     intellettuale, industriale e commerciale al fine di fornire, entro la
     fine del quinto anno a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo, un
     livello di protezione simile a quello garantito nella Comunità dagli atti
     comunitari, in particolare quelli di cui all'Allegato XIII, ivi compresi
    comparabili mezzi di esercizio di tali diritti.
2.  Le autorità amministrative delle parti si prestano assistenza            in campo
     doganale conformemente alle disposizioni del protocollo n. 6.
            TITOLO M I : DISPOSIZIONI   ISTITUZIONALI GENERALI E FINALI
                                Articolo 37 (AE 102)
La commissione mista istituita dall'accordo sul commercio e la cooperazione
economica e commerciale firmato tra la CEE e la Repubblica di Polonia il
19 settembre 1989 svolge le funzioni attribuitele da ta'le accordo fino al
momento     dell'istituzione     del     consiglio    di    associazione     previsto
dall'articolo 102 dell'accordo europeo.
                                Articolo 38 (AE 104)
Ai fini della realizzazione degli obiettivi dell'accordo, la commissione
mista ha il potere di prendere decisioni nei casi contemplati dall'accordo
stesso. Tali decisioni sono obbligatorie per le parti, che adottano le misure
necessarie per la loro attuazione. La commissione mista può altresì formulare
adeguate raccomandazioni.
Le decisioni     e raccomandazioni    sono  elaborate  previo   accordo  tra   le due
part i.
                                Articolo 39 (AE 105)
1.   Ciascuna delle     parti può    deferire alla commissione mista qualsiasi
     controversia      relativa      all'applicazione     o      all'interpretazione
     del l'accordo.
 ---pagebreak---                                        16
2.  La commissione mista può comporre la controversia mediante una decisione.
3.  Ciascuna delle parti è tenuta a prendere i provvedimenti necessari ai
    fini dell'attuazione della decisione di cui al paragrafo 2.
4.  Nel caso non sia possibile comporre la controversia conformemente al
    disposto del paragrafo 2 del presente articolo, ciascuna delle parti può
    designare un arbitro e darne notifica all'altra; l'altra parte deve
    designare un secondo arbitro entro due mesi.
La commissione mista designa un terzo arbitro.
Le decisioni arbitrali sono pronunciate a maggioranza.
Ciascuna    delle  parti   in causa    deve  adottare   le  misure   necessarie
all'attuazione della decisione arbitrale.
                             Articolo 40 (AE 111)
Nell'ambito del presente accordo, ciascuna delle parti si impegna a garantire
che le persone fisiche o giuridiche dell'altra parte possano adire, senza
discriminazione rispetto ai propri cittadini, i competenti organi giuridici e
amministrativi della Comunità e della Polonia per tutelare i loro diritti
individuali    e di proprietà,     inclusi quelli   riguardanti   la proprietà
intellettuale, industriale e commerciale.
                              Articolo 41 (AE 112)
L'accordo non impedisce ad una parte contraente di adottare qualsiasi misura:
(a) ritenuta necessaria a precludere l'accesso a informazioni contrarie ai
    suoi interessi essenziali in materia di sicurezza;
(b) inerente alla produzione o al commercio di armi, munizioni o materiale
    bellico o alla ricerca, allo sviluppo o alla produzione indispensabili in
    materia di difesa, a condizione che tali misure non alterino le
    condizioni di concorrenza rispetto a prodotti non destinati ad uso
    specificamente militare;
(e) ritenuta essenziale per la propria sicurezza nel caso di gravi disordini
     interni che compromettano il mantenimento della legge e dell'ordine, in
    tempo di guerra o in occasione di gravi tensioni internazionali che
    possano sfociare in una guerra o ai fini del rispetto di impegni assunti
    per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.
                              Articolo 42 (AE 113)
Nei settori coperti dal presente accordo e fatta salva qualsiasi disposizione
speciale ivi contenuta:
     le misure applicate dalla Polonia nei confronti della Comunità non devono
    dare origine ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri, i loro
    cittadini o le loro aziende o imprese;
 ---pagebreak---                                          if
     le misure applicate dalla Comunità nei confronti della Polonia non devono
     dare origine ad alcuna discriminazione tra i cittadini polacchi o le loro
     aziende o imprese.
                                Articolo 43 (AE 114)
Quando sono importati nella Comunità, i prodotti originari della Polonia non
beneficiano di un trattamento più favorevole rispetto a quello applicato
dagli Stati membri tra loro.
                                Articolo 44 (AE 115)
1.   Le parti adottano qualsiasi provvedimento generale o specifico necessario
     per    l'adempimento   degli   obblighi    che   loro  incombono   nel   quadro
     dell'accordo. Esse si adoperano per la realizzazione degli obiettivi
     fissati nell'accordo.
2.   Qualora una delle parti ritenga che l'altra parte non abbia ottemperato
     ad un obbligo previsto dall'accordo, può adottare le misure appropriate.
     Prima di procedere, essa fornisce alla commissione mista tutte le
      informazioni   pertinenti; necessarie per un esauriente esame            della
     situazione ai fini della ricerca di una soluzione accettabile per le
     parti.
     Nella scelta delle misure, si privilegiano quelle meno lesive per il
     funzionamento dell'accordo. Le misure decise sono comunicate senza
      indugio alla commissione mista e, qualora l'altra parte ne faccia
     richiesta, sono oggetto di consultazioni in seno alla commissione mista.
                                Articolo 45 (AE 117)
 I protocolli nn.     1-7  e  gli  allegati   l-Xf  e  XIII  sono parte   i< egrante
del I'accordo.
                                Articolo 46 (AE 118)
1.    Il presente accordo è applicabile fino all'entrata in vigore dell'accordo
     europeo    firmato    il   16   dicembre    1991   entro   e   non   oltre   il
     31 dicembre 1992.
2.   Ciascuna delle parti può denunciare l'accordo dandone notifica all'altra
     parte. L'accordo cessa di essere applicabile sei mesi dopo la data di
      tale notifica.
                                Articolo 47 (AE 119)
 II presente articolo si applica ai territori ai quali si applicano i trattati
che istituiscono la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, alle condizioni precisate in detti trattati, e al
 territorio della Repubblica di Polonia.
 ---pagebreak---                                      -zt-
                             Articolo 48 (AE 120)
Il presente accordo è redatto in due esemplari in lingua danese, tedesca,
greca, spagnola, inglese, francese, italiana, olandese, portoghese e polacca,
ciascun testo facente ugualmente fede.
                                  Art icolo 49
Il presente accordo è approvato dalle parti     contraenti  conformemente alle
rispettive procedure.
L'accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla
data in cui le parti contraenti si comunicano reciprocamente che le procedure
di cui al comma precedente sono state completate.
A decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, sono sospesi
l'articolo 2 e l'articolo 3, paragrafi 2-17 dell'accordo tra la Comunità
economica europea e la Repubblica di Polonia sul commercio e la cooperazione
economica e commerciale, firmato a Bruxelles il 19 settembre 1989, nonché le
corrispondenti disposizioni del protocollo tra la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio e la Repubblica di Polonia, firmato a Bruxelles il
16 ottobre 1991.
                              Articolo 50 (AE 122)
1.   In caso di entrata in vigore dell'accordo dopo il 1* gennaio ma prima del
    30 giugno 1992, ai fini del disposto dei titoli I e II dell'accordo
    stesso e dei protocolli nn. 1-7, per "data di entrata in vigore
    dell'accordo" si intende:
    - la data di entrata in vigore, per quanto riguarda gli obblighi da
       attuare a decorrere da tale data e
    - il 1" gennaio 1992, per quanto riguarda gli obblighi da attuare
       successivamente con riferimento alla data di entrata in vigore.
2.   In caso di entrata in vigore dell'accordo       dopo  il  1*  gennaio, si
    applicano le disposizioni del protocollo n. 7.
 ---pagebreak---                                       lì
                             DICHIARAZIONI COMUNI
1.    Articolo 1. paragrafo 4
La Comunità e la Polonia confermano che qualora si proceda ad una riduzione
dei dazi mediante una sospensione di dazi per un periodo di tempo
particolare, tali dazi ridotti sostituiscono i dazi di base solo per la
durata di tale sospensione e che, qualora sia decisa una sospensione parziale
di dazi, viene tutelato il margine preferenziale tra le Parti.
2.    Art ico io 33
1. La commissione mista stabilisce misure adeguate a garantire che tutti gli
accordi coperti dall'articolo 63, punto i) dell'accordo e riguardanti gli
scambi commerciali tra le parti contraenti e che sono stati conclusi prima
dell'entrata in vigore dell'accordo stesso, sono trattati in maniera analoga
al disposto dell'articolo 7 del regolamento (CEE) n. 17/62.
2. Le parti contraenti non fanno uso improprio delle disposizioni sul
segreto professionale per impedire l'accesso a informazioni in materia di
concorrenza.
3. In una fase successiva e dopo l'adozione delle norme di applicazione di
cui all'articolo 63, paragrafo 3, le parti possono chiedere alla commissione
mista di esaminare in che misura e a quali condizioni talune norme di
concorrenza possono essere direttamente applicabili, tenendo conto dei
progressi realizzati nel processo di integrazione tra Comunità e Polonia.
3
  -   Articolo 33. paragrafo 2
Quando si applicano i criteri derivanti dall'applicazione delle disposizioni
degli articoli 85, 86 e 92 del trattato, il concetto di pregiudizio per il
commercio tra Stati membri definito in tali articoli è sostituito dal
concetto di pregiudizio per il commercio tra Comunità e Polonia.
4.    Art icolo 36
Le parti concordano che ai fini dell'attuazione del presente accordo di
associazione, il concetto di "proprietà intellettuale, industriale e
commerciale" è inteso in senso analogo a quello dell'articolo 36 del trattato
CEE e include, in particolare, la tutela dei diritti d'autore e dei diritti
connessi, dei brevetti, del disegno industriale, dei marchi commerciali e di
servizi, del software, delle topografie di circuiti integrati, delle
indicazioni geografiche, nonché della protezione contro la concorrenza sleale
e la tutela delle informazioni riservate in materia di know-how.
 ---pagebreak---                                       3©
       Al legati VII lb e Xc
La Polonia dovrà introdurre meccanismi di sorveglianza sotto forma di
certificati di esportazione per gli ortofrutticoli di cui agli allegati V I M b
e Xc dell'accordo allo scopo di controllare l'esportazione di questi prodotti
verso la Comunità ed evitare perturbazioni sul mercato comunitario. Tale
meccanismo dovrà essere introdotto entro e non oltre il 1" giugno 1992.
Le modalità di controllo, incluse quelle riguardanti lo scambio di
 informazioni, verranno stabilite dalla Polonia in collaborazione con i
competenti servizi della Comunità.
6
  -    Articolo 5 del protocollo n. 6 dell'accordo
Le parti contraenti sottolineano che il riferimento contenuto in questo
articolo alle rispettive normative può coprire, se del caso, qualsiasi
 impegno internazionale cui possono essere vincolate, come la convenzione de
L'Aia, del 15 novembre 1965, sulla notificazione e sulla comunicazione
all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziari, in materia civile o
commerciale.
 ---pagebreak---                                            3*
                                DICHIARAZIONI UNILATERALI
                              Dichiarazioni della Polonia
1.     Articolo 33
 In deroga alle disposizioni dell'articolo 63, non sono alterati i diritti
delle parti di cui all'accordo sull'interpretazione e l'applicazione degli
articoli VI, XVI e XXIII dell'accordo generale sulle tariffe e il commercio.
2.     Prodott i agr icoli
La Polonia esprime la ferma convinzione che la Comunità adotterà efficaci
contromisure per evitare che le sue sovvenzioni alle esportazioni agricole
abbiano l'effetto di ridurre le esportazioni della Polonia verso paesi terzi.
Tali contromisure dovrebbero essere esaminate dalla commissione mista.
3-     Articolo 36
Entro la fine del quinto anno a decorrere dall'entrata in vigore
dell'accordo, la Polonia presenta domanda di accesso alla Convenzione di
Monaco sulla concessione del brevetto europeo, del 5 ottobre 1973. La Polonia
aderirà inoltre alle seguenti convenzioni multilaterali:
     convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e
     artìstiche, nell'atto di Parigi del 24 luglio 1971;
     convenzione internazionale relativa alla protezione degli artisti
     interpreti o esecutori, dei produttori di fonogrammi e degli organismi di
     radiodiffusione firmata a Roma il 26 ottobre 1961;
     trattato di Budapest sul riconoscimento internazionale del deposito di
     microrganismi agli effetti della procedura brevettuale, firmato a
     Budapest nel 1977 ed emendato nel 1980;
     protocollo di Madrid sulla registrazione internazionale dei marchi
     (Madrid 1989),
delle quali gli Stati membri sono parti o che sono di fatto applicate dagli
Stat i membr i.
La Polonia dichiara di riconoscere altresì       l'importanza delle seguenti
convenzioni multilaterali:
     convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale
     nell'atto di Stoccolma del 1967 (Unione di Parigi);
     accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi
     nell'atto di Stoccolma del 1967 (Unione di Madrid);
     trattato di cooperazione in materia di brevetti firmato a Washington nel
     1970 (Unione del P C T ) .
La Polonia dichiara inoltre che, entro la fine del quinto anno dall'entrata
in vigore-dell'accordo, essa adeguerà la sua legislazione nazionale alle
disposizioni sostanziali dell'Accordo di Nizza sulla classificazione
internazionale dei prodotti e dei servizi ai quali si applicano i marchi di
fabbrica o di commercio (Ginevra 1977, emendato nel 1979).
 ---pagebreak---                                      • f r
                     Dichiarazioni della Comunità europea
1.    Articolo 8. paragrafo 4 del protocollo n. 2 sui prodotti CECA
Si conviene che la possibilità di una proroga eccezionale del periodo di
cinque anni è rigorosamente limitata al caso particolare della Polonia e non
altera la posizione della Comunità in relazione ad altri casi, né pregiudica
gli impegni internazionali. L'eventuale deroga prevista al paragrafo 4 tiene
conto delle particolari difficoltà della Polonia nella ristrutturazione del
settore siderurgico e del fatto che tale processo è stato avviato solo
recentemente.
Dichiarazione a verbale della Commissione relativa al protocollo n. 6
Il protocollo n. 6 è applicabile in relazione alle competenze comunitarie da
esso coperte.
 ---pagebreak---                         33
                 ACCORDO INTERMEDIO
    SUGLI SCAMBI E SULLE QUESTIONI COMMERCIALI
         TRA LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA
E LA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO,
                    DA UNA PARTE,
            E LA REPUBBLICA DI UNGHERIA,
                      DALL'ALTRA
 ---pagebreak---                                          an
                              ACCORDO INTERMEDIO
                  sugli scambi e sulle questioni commerciali
tra la COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA e la COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E
DELL'ACCIAIO, da una parte, e la REPUBBLICA DI UNGHERIA, dall'altra.
La COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA e la COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E
DELL'ACCIAIO, qui di seguito denominate "la Comunità",
da una parte,
e la REPUBBLICA DI UNGHERIA, qui di seguito denominata "l'Ungheria",
dall'altra,
CONSIDERANDO che il                   1991 é stato firmato a
l'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i
loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Ungheria, dall'altra;
CONSIDERANDO che I'accordo europeo mira a costituire un ambito adeguato per
il dialogo politico, a creare progressivamente una zona di libero scambio tra
la Comunità e l'Ungheria che copra praticamente tutti i settori e a
disciplinare le relazioni economiche e commerciali tra le Parti e comprende
disposizioni relative all'assistenza e alla cooperazione finanziaria e alla
promozione della cooperazione in campo culturale;
CONSIDERANDO che I'accordo europeo intende consolidare e ampliare le
relazioni già instaurate, in particolare con l'accordo sugli scambi e sulla
cooperazione commerciale ed economica tra la Comunità economica europea e
l'Ungheria firmato il 26 settembre 1988 e con il protocollo sugli scambi e
sulla cooperazione commerciale ed economica tra la Comunità europea dei
carbone e dell'acciaio e l'Ungheria firmato il 31 ottobre 1991;
CONSIDERANDO che è necessario garantire lo sviluppo delle relazioni
commerciali per passare dall'applicazione degli accordi sugii scambi e sulla
cooperazione commerciale ed economica all'applicazione dell'accordo europeo;
CONSIDERANDO che a tal fine è necessario applicare il più rapidamente
possibile, attraverso un accordo intermedio, le disposizioni dell'accordo
europeo sugli scambi e sulle questioni commerciali;
CONSIDERANDO che occorre garantire che, in attesa dell'entrata in vigore
dell'accordo europeo e della costituzione del Consiglio di associazione, la
Commissione mista istituita dall'accordo sugli scambi e sulla cooperazione
commerciale ed economica possa esercitare i poteri assegnati dall'accordo
europeo al Consiglio di associazione e necessari per applicare l'accordo
 intermedio,
 ---pagebreak---                                        3£
HANNO DECISO di concludere il presente accordo e a tal fine hanno designato
loro plenipotenziari
LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA
LA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO
LA REPUBBLICA DI UNGHERIA
I QUALI, dopo aver scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e
debita forma,
HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE.
                   TITOLO I: LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI
                               Articolo 1 (AE 7 ) *
1.  Nel corso di un periodo transitorio della durata massima di dieci anni a
    partire dall'entrata in vigore dei presente accordo (qui di seguito
    denominato M raccordo"), la Comunità e l'Ungheria istituiranno
    progressivamente una zona di libero scambio secondo le modalità previste
    dalle disposizioni del presente accordo e in conformità con le
    disposizioni dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul
    commercio.
2.  Per classificare le merci da importare nella Comunità si applicherà la
    Nomenclatura combinata delle merci. Per classificare le merci da
     importare in Ungheria si applicheranno le tariffe doganali ungheresi.
3.  Nel rispetto delle specifiche disposizioni dei Capitoli il e III, il
    dazio di base di ogni prodotto cui si dovranno applicare le progressive
    riduzioni previste dal presente accordo sarà quello effettivamente
    applicato erga omnes il giorno precedente alla data di entrata in vigore
    del l'accordo.
4.  Qualora, successivamente all'entrata in vigore dell'accordo, venga
    applicata una riduzione della tariffa a un dazio di base erga omnes, in
    particolare una riduzione derivante dall'accordo sulle tariffe concluso a
    seguito dell'Uruguay Round del GATT, il suddetto dazio ridotto sostituirà
     il dazio di base di cui al paragrafo 3 a partire dalla data di
    applicazione della riduzione.
5.  La Comunità e l'Ungheria si comunicheranno a vicenda i rispettivi dazi di
    base.
 ---pagebreak---                                          3t
                         Capitolo I: Prodotti  industrial»
                                 Articolo 2 (AE 8)
1. Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti originari
   della Comunità e dell'Ungheria elencati nei capitoli 25-97 della
   Nomenclatura combinata e delle tariffe doganali ungheresi, fatta
   eccezione per i prodotti elencati nell'Allegato I.
2. Le disposizioni degli articoli 3-7 non si applicano ai prodotti citati
   negli art icoli 9 e 10.
                                 Articolo 3 (AE 9 )
1. I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità a prodotti
   originari dell'Ungheria diversi da quelli elencati negli Allegati Ila,
   M b e M I saranno aboliti all'entrata in vigore dell'accordo.
2. I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti
   originari dell'Ungheria elencati nell'Allegato Ila saranno
   progressivamente aboliti in base al seguente calendario:
   - alla data di entrata in vigore del presente accordo ogni dazio sarà
      ridotto al 5 0 % del dazio di base; •
   - un anno dopo l'entrata in vigore del presente accordo i dazi rimanenti
      saranno eliminat i.
   I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti
   originari dell'Ungheria elencati nell'Allegato M b saranno
   progressivamente ridotti, a partire dalla data di entrata in vigore del
   presente accordo, di una quota annuale del 20% del dazio di base, in modo
   da giungere a una completa abolizione alla fine del quarto anno dalla
   data di entrata in vigore dell'accordo.
3. I prodotti di origine ungherese elencati nell'Allegato M I beneficeranno
   di una sospensione dei dazi doganali sulle importazioni entro i limiti di
   massimali o contingenti tariffari annui comunitari che aumenteranno
   progressivamente alle condizioni specificate nell'Allegato.
   Contemporaneamente, i dazi doganali sulle importazioni applicabili ai
   quantitativi importati in eccesso ai suddetti contingenti o massimali
   saranno progressivamente ridotti alle condizioni specificate
   nell'Allegato M I , in modo da giungere a una totale abolizione dei dazi
   doganali sulle importazioni dei prodotti in questione entro e non oltre
    la fine del quinto anno.
4. Le restrizioni quantitative sulle importazioni nella Comunità e le misure
   d'effetto equivalente relative ai prodotti originari dell'Ungheria
   saranno abolite alla data di entrata in vigore dell'accordo.
                                Articolo 4 (AE 10)
1.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Ungheria ai prodotti
 ---pagebreak---                                      *h
    originari della Comunità elencati nell'Allegato IV saranno
    progressivamente ridotti:
    all'entrata in vigore dell'accordo      a due terzi del dazio di base,
     il 1' gennaio 1993                     a un terzo del dazio di base,
     il 1* gennaio 1994                     a zero.
2.   I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Ungheria ai prodotti
     originari della Comunità non elencati negli Allegati IV e V saranno
     progressivamente ridotti:
     il 1' gennaio 1995               a due terzi del dazio di base,
     il 1' gennaio 1996               a un terzo del dazio di base,
     il 1" gennaio 1997               a zero.
3.   I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Ungheria ai prodotti
     originari della Comunità elencati nell'Allegato V saranno
     progressivamente ridotti:
           gennaio 1995                al 90% del dazio di base,
           gennaio 1996                al 75% del dazio di base,
           gennaio 1997                al 60% del dazio di base,
           gennaio 1998                al 45% del dazio di base,
           gennaio 1999                al 30% del dazio di base,
           gennaio 2000                al 15% del dazio di base,
           gennaio 2001                allo 0% del dazio di base
4.   Le restrizioni quantitative sulle importazioni in Ungheria dei prodotti
     originari della Comunità elencati nell'Allegato Via e le misure di
     effetto equivalente saranno progressivamente abolite tra il 1' gennaio
     1995 e iI 31 dicembre 2000 in base al calendario riportato nell'Allegato
     Tutte le altre restrizioni quantitative e misure d'effetto equiv lente
     saranno abolite all'entrata in vigore dell'accordo.
     La Commissione mista di cui all'articolo 36 (qui di seguito denominata
     "Commissione mista") esaminerà periodicamente i progressi compiuti nello
     smantellamento delle restrizioni quantitative.
     Dalla data di entrata in vigore dell'accordo l'Ungheria aprirà dei
     massimali di importazione per i prodotti originari della Comunità
     elencati nell'Allegato Vlb alle condizioni specificate nell'Allegato
     stesso.
                               Articolo 5 (AE 11)
Le disposizioni relative all'abolizione dei dazi doganali sulle importazioni
si applicheranno anche ai dazi doganali di carattere fiscale.
                               Articolo 6 (AE 12)
All'entrata in vigore dell'accordo, la Comunità abolirà le tasse di effetto
equivalente a dazi doganali sulle importazioni per quanto riguarda le sue
 importazioni dall'Ungheria.
 ---pagebreak--- Per quanto riguarda le sue importazioni dalla Comunità, l'Ungheria abolirà le
tasse di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni in base al
seguente calendario:
                              1* gennaio 1995 1" gennaio 1996 1* gennaio 1997
diritti di licenza dell'1%                1%
tassa di sdoganamento del 2%             -                  1%               1%
tassa sulle spese statistiche del 3%      1%                1%               1%
                                Articolo 7 (AE 13)
Entro e non oltre la fine del quinto anno dall'entrata in vigore
dell'accordo, la Comunità e l'Ungheria aboliranno progressivamente tutti i
dazi doganali sulle reciproche esportazioni e le tasse d'effetto equivalente,
nonché tutte le restrizioni quantitative sulle reciproche esportazioni e
tutte le misure d'effetto equivalente, fatta eccezione per quelle
eventualmente necessarie per ottemperare a obblighi internazionali.
                                Articolo 8 (AE 14)
Ciascuna delle Parti si dichiara disposta a ridurre i suoi dazi doganali
sugli scambi con la controparte più rapidamente di quanto previsto agli
articoli 3 e 4 qualora lo permettano le sue condizioni economiche generali e
la situazione del settore economico interessato.
La Commissione mista può formulare raccomandazioni in tal senso.
                                Articolo 9 (AE 15)
 Il protocollo n. 1 specifica le condizioni applicabili ai prodotti tessili
indicati nel protocol lo stesso.
                               Articolo 10 (AE 16)
 Il protocollo n. 2 specifica le condizioni applicabili ai prodotti coperti
dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio.
                               Articolo 11 (AF. 17)
1.   Le disposizioni del presente capitolo non ostano al mantenimento, da
     parte della Comunità, di una componente agricola nei dazi applicabili ai
     prodotti elencati nell'Allegato VII per quanto riguarda I prodotti
     originari dell'Ungheria.
2.   Le disposizioni del presente capitolo non ostano all'introduzione, da
     parte dell'Ungheria, di una componente agricola nei dazi applicabili ai
     prodotti elencati nel l'Allegato VII per quanto riguarda i prodotti
     originari della Comunità.
 ---pagebreak---                                        te
                           Capitolo II - Agricoltura
                              Articolo 12 (AE 18)
1.  Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti agricoli
    originari della Comunità e dell'Ungheria.
2.  Per "prodotti agricoli" si intendono i prodotti elencati nei capitoli da
    1 a 24 delia Nomenclatura combinata e delle tariffe doganali ungheresi e
     i prodotti elencati nell'Allegato I, fatta però eccezione per i prodotti
    della pesca, definiti ai sensi del regolamento (CEE) n. 3796/91..
                              Art icolo 13 (AE 19)
Il protocollo n. 3 specifica le condizioni applicabili agli scambi dei
prodotti agricoli lavorati elencati nel suddetto protocol lo.
                              Articolo 14 (AE 20)
1.  Alla data di entrata in vigore dell'accordo, la Comunità abolirà le
    restrizioni quantitative sulle importazioni di prodotti agricoli
    originari dell'Ungheria applicate ai sensi del regolamento n. 3420/83 del
    Consiglio nei la forma esìstente alla data della firma del presente
    accordo.
2.  Alla data di entrata in vigore del presente accordo, i prodotti agricoli
    originari dell'Ungheria elencati nell'Allegato Vili beneficeranno della
    riduzione dei dazi e prelievi doganali entro i limiti dei contingenti
    comunitari e alle condizioni specificate nel suddetto allegato.
3.   I prodotti agricoli elencati nell'Allegato IXa originari de.! la Comunità
    saranno importati in Ungheria senza restrizioni quantitative. I prodotti
    agricoli originari della Comunità elencati nell'Allegato IXb saranno
    esenti da restrizioni quantitative entro i limiti specificati
    nell'Allegato stesso.
4.  La Comunità e l'Ungheria si accorderanno a vicenda le concessioni di cui
    agli Allegati Xa, Xb, Xc e XI, in modo reciproco ed equilibrato, alle
    condizioni specificate negli Allegati stessi.
5.  Tenendo conto del volume dei loro scambi di prodotti agricoli, della loro
    appartenenza a settori particolarmente sensibili, delle regole della
    Politica agraria comune della Comunità e delle regole di politica agraria
    dell'Ungheria, nonché delle conseguenze dei negoziati commerciali
    multilaterali nell'ambito dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e
    sul commercio, la Comunità e l'Ungheria esamineranno in sede di
    Commissione mista, prodotto per prodotto e in modo ordinato e reciproco,
     le possibilità di riconoscersi a vicenda ulteriori concessioni.
 ---pagebreak---                                         ¥•
                               Articolo 15 (AE 21)
Fatte salve altre disposizioni del presente accordo e in particolare
dell'articolo 24, qualora, dato il carattere particolarmente sensibile dei
mercati agricoli, le importazioni di prodotti originari di una delle Parti,
soggette alle concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 14, provochino
gravi perturbazioni ai mercati della controparte, le due Parti avvieranno
immediatamente consultazioni per trovare una soluzione adeguata. In attesa di
tale soluzione, la parte interessata può adottare le misure che ritiene
necessarie.
                       Capitolo III - Prodotti della pesca
                               Articolo 16 (AE 22)
Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti della pesca
originari della Comunità e dell'Ungheria coperti dal regolamento (CEE)
n. 3796/81 sull'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti
de II a pesca.
                               Articolo 17 (AE 23)
Ai prodotti della pesca si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni
dell'articolo 14, paragrafo 5.
                        Capitolo IV - Disposizioni comuni
                               Articolo 18 (AE 24)
Le disposizioni del presente capitolo si applicano agli scambi di tutti i
prodotti, salvo quanto altrimenti disposto nel presente capitolo o nei
protocol li n. 1, 2 o 3.
                               Articolo 19 (AE 25)
1.   A partire dalla data di entrata in vigore dell'accordo non saranno
      introdotti nuovi dazi doganali sulle importazioni o sulle esportazioni,
     né tasse di effetto equivalente, sugli scambi tra la Comunità e
      l'Ungheria, né saranno aumentati quelli già applicati.
2.   A partire dalla data di entrata in vigore dell'accordo non saranno
      introdotte nuove restrizioni quantitative sulle importazioni o sulle
     esportazioni, né misure d'effetto equivalente, sugli scambi tra la
     Comunità e l'Ungheria, né saranno rese più restrittive quelle esistenti.
3.   Fatte salve le concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 14, le
     disposizioni dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo non limiteranno in
     alcun modo il perseguimento delle rispettive politiche agrarie
     dell'Ungheria e della Comunità o l'adozione di misure nel quadro di tali
     poi it iche.
 ---pagebreak---                                       * -
                              Articolo 20 (AE 26)
1.  Le due Parti si asterranno dal I'introdurre qualsiasi misura o prassi di
    natura fiscale interna che istituisca, direttamente o indirettamente,
    discriminazioni tra i prodotti di una parte e i prodotti analoghi
    originari del territorio della controparte.
2.  I prodotti esportati nel territorio di una delle due Parti non possono
    beneficiare di un rimborso delle imposte interne eccedente l'ammontare
    delle imposte dirette o indirette cui sono stati soggetti.
                              Articolo 21 (AE 27)
1.   Il presente accordo non osta al mantenimento o all'istituzione di unioni
    doganali, aree di libero scambio o accordi sugli scambi transfrontalieri
    se non nella misura in cui essi alterano le condizioni commerciali
    previste dal presente accordo.
2.  Nell'ambito della Commissione mista si terranno consultazioni tra le
    Parti in meritò agli accordi istitutivi delle suddette unioni doganali o
    zone di libero scambio e, se del caso, in merito ad altre importanti
    questioni relative alla loro rispettiva politica commerciale con i paesi
    terzi. Nel caso in cui un paese terzo entri a far parte della Comunità,
     in particolare, si terranno consultazioni di questo tipo per garantire
    che si possa tener conto dei reciproci interessi della Comunità e
    dell'Ungheria sanciti nel presente accordo.
                              Articolo 22 (AE 28)
L'Ungheria può adottare misure eccezionali di durata limitata in deroga alle
disposizioni dell'articolo 4 e dell'articolo 19, paragrafo 1, sotto forma di
dazi doganali maggiorati.
Tali misure possono riguardare unicamente le nuove industrie, o determinati
settori in corso di ristrutturazione o in gravi difficoltà, in particolare
qualora dette difficoltà producano gravi problemi sociali.
I dazi doganali sulle importazioni applicabili In Ungheria ai prodotti
originari della Comunità introdotti dalle suddette misure non possono
superare il 25% ad valorem e manterranno un elemento di preferenza per i
prodotti originari della Comunità. Il valore complessivo delle importazioni
dei prodotti soggetti a tali misure non può superare il 15% del totale delle
importazioni dalla Comunità di prodotti industriali, definiti ai sensi del
capitolo 1, nel corso dell'ultimo anno per il quale siano disponibili dati
statistici.
Le suddette misure saranno applicate per un periodo non superiore ai cinque
anni, a meno che la Commissione mista non autorizzi una durata superiore.
Esse cesseranno di applicarsi al più tardi allo scadere del periodo di
transizione.
 ---pagebreak---                                       4t
Nessun prodotto può essere assoggettato a una misura di questo tipo qualora
siano trascorsi più di tre anni dall'eliminazione di tutti i dazi e di tutte
le restrizioni quantitative o delle tasse o misure d'effetto equivalente
relative a quel prodotto.
L'Ungheria informerà la Commissione mista di ogni misura eccezionale che
intenda adottare e, a richiesta della Comunità, si terranno consultazioni
nell'ambito della Commissione mista sulle suddette misure e sui settori di
applicazione prima di applicarle. In occasione dell'adozione di tali misure,
l'Ungheria fornirà alla Commissione mista un calendario con le date di
eliminazione dei dazi doganali introdotti ai sensi del presente articolo.
Detto calendario prevederà la graduale eliminazione di tali dazi a partire al
più tardi due anni dopo la loro introduzione, a tassi annuali uniformi. La
Commissione mista può decidere un calendario diverso.
                              Articolo 23 (AE 29)
Qualora una delle Parti ritenga che negli scambi con la controparte stiano
verificandosi pratiche di dumping, nell'accezione dell'articolo VI
dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, essa può
adottare le misure adeguate nei confronti di tali pratiche in conformità
dell'Accordo relativo all'applicazione dell'articolo VI dell'Accordo generale
sulle tariffe doganali e sul commercio, della relativa legislazione interna e
delle condizioni e procedure di cui all'articolo 27.
                              Articolo 24 (AE 30)
Qualora un prodotto venga importato in quantità maggiorate tali e in
condizioni tali da provocare o minacciare di provocare:
     pregiudizio grave al fabbricanti nazionali di prodotti analoghi o
     direttamente concorrenziali nel territorio di una delle Parti, o
     gravi perturbazioni in qualsiasi settore dell'economia o difficoltà che
     potrebbero causare un grave deterioramento della situazione economica di
     una regione,
 la Parte interessata, sia essa la Comunità o l'Ungheria, può adottare le
adeguate misure alle condizioni e secondo le procedure specificate
nel I'art icolo 27.
                              Articolo 25 (AE 31)
Qualora l'osservanza delle disposizioni degli articoli 7 e 19 porti a
(i)    una riesportazione verso un paese terzo nei confronti del quale la
       Parte esportatrice applichi, per il prodotto in questione, restrizioni
       quantitative sulle esportazioni, dazi all'esportazione o misure
       d'effetto equivalente;
       o
(ii)   una penuria grave, o la minaccia di penuria grave, di un prodotto
       essenziale per la Parte esportatrice,
e qualora le circostanze di cui sopra diano luogo, o possano probabilmente
dar luogo a gravi difficoltà per la Parte esportatrice, quest'ultima può
adottare le adeguate misure alle condizioni e secondo le procedure
specificate nell'articolo 27. Dette misure avranno carattere non
discriminatorio e saranno eliminate quando la situazione non ne giustificherà
più il mantenimento.
 ---pagebreak---                                        V
                               Articolo 26 (AE 32)
Gli Stati membri e l'Ungheria adegueranno progressivamente gli eventuali
monopoli di stato di natura commerciale per garantire che, alla scadenza del
quinto anno successivo all'entrata in vigore dell'accordo, non esistano
discriminazioni tra cittadini degli Stati membri e dell'Ungheria rispetto
alle condizioni alle quali le merci vengono acquistate e commercializzate. La
Commissione mista sarà informata delle misure adottate a tal fine.
                               Articolo 27 (AE 33)
1.   Nel caso in cui la Comunità o l'Ungheria assoggettino le importazioni di
     prodotti suscettibili di creare le difficoltà di cui all'articolo 24 a
     una procedura amministrativa finalizzata a fornire tempestive
     informazioni sull'andamento dei flussi commerciali, esse ne informano la
     controparte.
2.   Nel casi specificati negli articoli 23, 24 e 25, prima di adottare le
     misure previste in tali articoli o, nei casi in cui si applica il
     paragrafo 3, lettera (d), la Parte interessata, sia essa la Comunità o
     l'Ungheria, fornisce il più rapidamente possibile alla Commissione mista
     tutte le opportune informazioni al fine di cercare una soluzione
     accettabile per entrambe le Parti.
     Nella scelta delle misure si deve dare la priorità a quelle che
     perturbano meno il funzionamento dell'accordo.
     Le misure di salvaguardia saranno immediatamente notificate alla
     Commissione mista e saranno oggetto di consultazioni periodiche
     nell'ambito di tale organismo, in particolare al fine di determinare un
     calendario per la loro abolizione non appena lo consentano le
     circostanze.
3.   Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2, si applicheranno le seguenti
     disposizioni.
 (a) Per quanto riguarda l'articolo 24, le difficoltà generate dalla
     situazione di cui a detto articolo verranno sottoposte all'esame della
     Commissione mista, che può decidere tutte le misure necessarie per porvi
     fine.
     Qualora la Commissione mista o la Parte esportatrice non abbia preso una
     decisione che ponga fine alle difficoltà o non sia stata raggiunta altra
     soluzione soddisfacente entro trenta giorni da quando é stata sollevata
      la questione, la Parte importatrice può adottare le misure adeguate per
     risolvere il problema. La portata di dette misure non deve eccedere
     quanto è necessario per porre riparo alle difficoltà insorte.
 (b) Per quanto riguarda l'articolo 23, la Commissione mista sarà informata
     del caso di dumping non appena le autorità della Parte importatrice
     abbiano aperto l'indagine. Qualora non si sia posta fine al dumping o non
     si sia trovata altra soluzione soddisfacente entro trenta giorni da
     quando la questione è stata sottoposta alla Commissione mista, la Parte
      importatrice può adottare le misure adeguate.
 ---pagebreak---                                       ¥v
(e) Per quanto riguarda l'articolo 25, le difficoltà generate dalle
    situazioni specificate in detto articolo saranno sottoposte all'esame
    della Commissione mista.
    La Commissione mista può adottare qualsiasi decisione necessaria per
    porre fine alle difficoltà. Qualora essa non abbia preso tale decisione
    entro trenta giorni da quando le é stata sottoposta la questione, la
    Parte esportatrice può applicare le misure adeguate alle esportazioni del
    prodotto interessato.
(d) Qualora circostanze eccezionali che richiedono un intervento immediato
    rendano impossibile un'informazione o, a seconda dei casi, un esame
    preventivo, la Parte interessata, sia essa la Comunità o l'Ungheria, può
    applicare immediatamente, nelle situazioni specificate negli articoli 23,
    24 e 25, le misure precauzionali strettamente necessarie per far fronte
    alla situazione.
                             Articolo 28 (AE 34)
Il protocollo n. 4 stabilisce le regole di origine per l'applicazione delle
preferenze tariffarie previste nel presente accordo.
                             Articolo 29 (AE 35)
L'accordo non precluderà l'applicazione di proibizioni o restrizioni sulle
esportazioni, sulle importazioni o sul transito di merci giustificate da
motivi di pubblica moralità, da considerazioni politiche o di pubblica
sicurezza; da motivi legati alla tutela della salute e della vita umana,
animale o vegetale, alla protezione dei tesori nazionali di valore artistico,
storico o archeologico o alla protezione della proprietà intellettuale,
industriale e commerciale, o alle norme relative all'oro e all'argento. Le
suddette proibizioni o restrizioni non costituiranno tuttavia uno strumento
di arbitraria discriminazione o una restrizione non dichiarata degli scambi
tra le Part i.
                             Articolo 30 (AE 36)
Il protocollo n. 5 riporta le specifiche disposizioni da applicarsi agli
scambi tra l'Ungheria, da una Parte, e la Spagna e il Portogallo, dall'altra.
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             TITOLO II: PAGAMENTI. CONCORRENZA E ALTRE DISPOSIZIONI
                             DI CARATTERE ECONOMICO
                               Articolo 31 (AE 59)
Le Parti si impegnano ad autorizzare, in moneta liberamente convertibile,
qualsiasi pagamento sul conto corrente della bilancia dei pagamenti nella
misura in cui le transazioni sottostanti ai pagamenti riguardino movimenti di
merci tra le Parti, liberalizzati in conformità del presente accordo.
                               Articolo 32 (AE 62)
1.  Sono incompatibili con il corretto funzionamento dell'accordo, nella
    misura in cui possano essere pregiudizievoli al commercio tra la Comunità
    e l'Ungheria:
(i)    tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di
       imprese e tutte le pratiche concordate tra imprese che abbiano per
       oggetto e per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della
       concorrenza;
(ii) lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione
       dominante nell'intero territorio della Comunità o dell'Ungheria, o in
       una sua parte sostanziale-,
(iii) qualsiasi aiuto statale che, favorendo talune imprese o talune
       produzioni, falsi o minacci di falsare la concorrenza.
2.  Le pratiche contrarie al presente articolo sono valutate secondo i
     criteri derivanti dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del
     trattato che istituisce la Comunità economica europea.
3.   Entro tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, il comitato misto
     adotta mediante decisione le disposizioni necessarie per l'attuazione dei
     paragrafi 1 e 2.
4.a Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, punto (iii), le Parti
     accettano che durante i primi cinque anni successivi all'entrata in
     vigore dell'accordo qualsiasi aiuto statale concesso dall'Ungheria venga
     valutato tenendo conto del fatto che l'Ungheria è assimilata alle regioni
     della Comunità di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del
     trattato che istituisce la Comunità economica europea. Il comitato misto,
     tenendo conto della situazione economica dell'Ungheria, decide se detto
     periodo debba essere prorogato per ulteriori periodi di cinque anni.
4.b Ciascuna delle Parti garantisce la trasparenza nel campo degli aiuti
     statali, tra l'altro riferendo ogni anno all'altra Parte sull'importo
     totale e sulla distribuzione dell'aiuto concesso e fornendo, su
     richiesta, informazioni sui piani di aiuto. Su richiesta di una delle
     Parti, l'altra fornisce informazioni su particolari singoli casi di aiuto
     statale.
5.   Per quanto riguarda i prodotti di cui ai capitoli II e III del titolo I:
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   - la disposizione del paragrafo 1, punto (iii) non si applica;
   - le pratiche contrarie al paragrafo 1, punto (i) dovrebbero essere
      valutate secondo i criteri stabiliti dalla Comunità in base agli
      articoli 42 e 43 del trattato che istituisce la Comunità economica
      europea, in particolare quelli fissati nel regolamento n. 26/1962 del
      Cons i g I lo.
6. Se la Comunità o l'Ungheria ritengono che una particolare pratica sia
    incompatibile ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, e
   - non sia adeguatamente affrontata nel quadro delle norme di attuazione
      di cui al paragrafo 3, o
   - in assenza di tali norme, e se tale pratica arreca o minaccia di
      arrecare grave danno all'interesse dell'altra Parte o un pregiudizio
      sostanziale alla sua industria nazionale, ivi compresa l'industria dei
      servizi,
   esse possono prendere misure opportune previa consultazione nell'ambito
   del comitato misto o dopo 30 giorni lavorativi dalla richiesta di tale
   consultazione.
   Nel caso di pratiche incompatibili ai sensi del paragrafo 1, punto (iii)
   del presente articolo, tali misure appropriate possono, qualora si
   applichi in materia l'Accordo generale sulle tariffe e il commercio,
   essere adottate soltanto in conformità delle procedure e alle condizioni
   fissate da detto Accordo sulle tariffe e da qualsiasi altro strumento
   pertinente negoziato sotto i suoi auspici, applicabile tra le Parti.
7.  In deroga ad eventuali disposizioni contrarie adottate in conformità del
   paragrafo 3, le Parti si scambiano informazioni tenendo conto delle
    limitazioni imposte dal rispetto del segreto professionale.
8.  Il presente articolo non si applica ai prodotti contemplati dal trattato
   che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, ai quali
   si applica il protocollo n. 2.
                             Articolo 33 (AE 63)
1. Le Parti cercano di evitare l'imposizione di misure restrittive ivi
   comprese misure relative alle importazioni a fini di bilancia dei
   pagamenti. In caso di imposizione di tali misure, la Parte che le ha
    introdotte presenta all'altra Parte quanto prima possibile il calendario
   relativo alla loro abolizione.
2. Qualora uno o più Stati membri della Comunità o l'Ungheria abbiano, o
   corrano un imminente rischio di avere, gravi difficoltà di bilancia dei
   pagamenti, la Comunità o l'Ungheria, secondo il caso, possono, in
   conformità delle condizioni stabilite nel quadro dell'Accordo generale
   sulle tariffe e il commercio, adottare misure restrittive, ivi comprese
   misure relative alle importazioni, di durata limitata e la cui portata
   non può essere più ampia di quanto sia necessario per ovviare alla
   situazione della bilancia dei pagamenti. La Comunità o l'Ungheria,
   secondo il caso, informano senza indugio l'altra Parte.
 ---pagebreak---                                          tf-
                                Articolo 34 (AE 64)
Per quanto riguarda le imprese pubbliche e le imprese cui sono stati
riconosciuti diritti speciali o esclusivi, il comitato misto garantisce che,
dal terzo anno a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo,
siano rispettati i principi del trattato che istituisce la Comunità economica
europea, in particolare l'articolo 90, e i principi del documento conclusivo
della riunione di Bonn, dell'aprile 1990, della Conferenza sulla sicurezza e
la cooperazione in Europa (in particolare la libertà di decisione degli
 imprendi tor i).
                                    Art icolo 35
1.   L'Ungheria continua a migliorare la tutela dei diritti di proprietà
     intellettuale, industriale e commerciale al fine di fornire, entro la
     fine del quinto anno a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo, un
     livello di protezione simile a quello garantito nella Comunità dagli
     atti comunitari, in particolare quelli di cui all'allegato XIII, ivi
     compresi comparabili mezzi di esercizio di tali diritti.
2.   Le autorità amministrative delle Parti si prestano assistenza in campo
     doganale conformemente alle disposizioni del Protocollo n. 6.
            TITOLO M i : DISPOSIZIONI  ISTITUZIONALI. GENERALI E FINALI
                                Articolo 36 (AE 104)
La commissione mista istituita dall'accordo sul commercio e la cooperazione
economica e commerciale firmato tra la CEE e la Repubblica di Ungheria ii
26 settembre 1988 svolge le funzioni attribuitegli da tale accordo fino al
momento dell'istituzione del Consiglio di associazione previsto
dall'articolo 104 dell'accordo europeo.
                                Articolo 37 (EA 106)
Ai fini della realizzazione degli obiettivi dell'accordo, la commissione
mista ha il potere di prendere decisioni nei casi contemplati dall'accordo
stesso. Tali decisioni sono obbligatorie per le Parti, che adottano le misure
necessarie per la loro attuazione. La commissione mista può altresi formulare
adeguate raccomandazioni.
Le decisioni e raccomandazioni sono elaborate previo accordo tra le due
Parti.
                                Articolo 38 (EA 107)
 1.  Ciascuna delle Parti può deferire alla commissione mista qualsiasi
     controversia relativa all'applicazione o all'interpretazione
     del l'accordo.
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2.   La commissione mista può comporre la controversia mediante una decisione.
3.   Ciascuna delle Parti è tenuta a prendere i provvedimenti necessari ai
     fini dell'attuazione della decisione di cui al paragrafo 2.
4.   Nel caso non  sia possibile comporre la controversia conformemente al
     disposto del  paragrafo 2 del presente articolo, ciascuna delle Parti può
     designare un  arbitro e darne notifica all'altra; l'altra Parte deve
     designare un  secondo arbitro entro due mesi.
     La commissione mista designa un terzo arbitro.
     Le decisioni arbitrali sono pronunciate a maggioranza.
     Ciascuna delle Parti in causa deve adottare le misure necessarie
     all'attuazione della decisione arbitrale.
                               Articolo 39 (AE M3)
Nell'ambito del presente accordo, ciascuna delle Parti s'impegna a garantire
che le persone fisiche e giuridiche dell'altra Parte possano adire, senza
discriminazione rispetto ai propri cittadini, i competenti organi giuridici e
amministrativi della Comunità e dell'Ungheria per tutelare i loro diritti
 individuali e di proprietà, inclusi quelli riguardanti la proprietà
 intellettuale, industriale e commerciale.
                               Articolo 40 (AE 114)
L'accordo non impedisce ad una Parte contraente di adottare qualsiasi misura:
(a) ritenuta necessaria a precludere l'accesso a informazioni contrarie ai
     suoi interessi essenziali in materia di sicurezza-,
(b) inerente alla produzione o al commercio di armi, munizioni o materiale
     bellico o alla ricerca, allo sviluppo o alla produzione indispensabili in
     materia di difesa, a condizione che tali misure non alterino le
     condizioni di concorrenza rispetto a prodotti non destinati ad uso
     specificamente militare;
(e) ritenuta essenziale per la propria sicurezza nel caso di gravi disordini
      interni che compromettano il mantenimento della legge e dell'ordine, in
     tempo di guerra o in occasione di gravi tensioni internazionali che
     possano sfociare in una guerra o ai fini del rispetto di impegni assunti
     per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.
                               Articolo 41 (AE 115)
1.   Nei settori coperti dal presente accordo e fatta salva qualsiasi
     disposizione speciale ivi contenuta:
     - le misure applicate dall'Ungheria nei confronti della Comunità non
        devono dare origine ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri, i
        loro cittadini o le loro aziende o imprese-,
 ---pagebreak---                                          te
     - le misure applicate dalla Comunità nei confronti dell'Ungheria non
        devono dare origine ad alcuna discriminazione tra i cittadini ungheresi
        o le loro aziende o imprese.
2.   Le disposizioni del paragrafo 1 non Impediscono alle Parti di applicare
     norme e disposizioni valutarie che comportano disparità di trattamento
     tra residenti e non residenti ai sensi di tali norme e disposizioni.
                               Articolo 42 (AE 116)
Quando sono importati nella Comunità, i prodotti originari dell'Ungheria non
beneficiano di un trattamento più favorevole rispetto a quello applicato
dagli Stati membri tra loro.
                               Articolo 43 (AE 117)
1.   Le Parti adottano qualsiasi provvedimento generale o specifico necessario
     per l'adempimento degli obblighi che loro incombono nel quadro
     dell'accordo. Esse si adoperano per la realizzazione degli obiettivi
     fissati nell'accordo.
2.   Qualora una delle Parti ritenga che l'altra Parte non abbia ottemperato
     ad un obbligo previsto dall'accordo, può adottare le misure appropriate.
     Prima di procedere, essa fornisce alla commissione mista tutte le
     informazioni pertinenti necessarie per un esauriente esame della
     situazione ai fini della ricerca di una soluzione accettabile per le
     Parti.
     Nella scelta delle misure, si privilegiano quelle meno lesive per il
     funzionamento dell'accordo. Le misure decise sono comunicate senza
      indugio alla commissione mista e, qualora l'altra Parte ne faccia
     richiesta, sono oggetto di consultazioni in seno alla commissione mista.
                               Articolo 44 (EA 119)
 l protocolli nn. 1-7 e gli allegati    l-XI e XIII sono parte integrante
de II'accordo.
                                    Art icolo 45
1.    Il presente accordo è applicabile fino all'entrata in vigore dell'accordo
     europeo firmato il 16 dicembre 1991 entro e non oltre il
     31 dicembre 1992.
2.   Ciascuna delle Parti può denunciare l'accordo dandone notifica all'altra
     Parte. L'accordo cessa di essere applicabile sei mesi dopo la data di
     tale not ifica.
 ---pagebreak---                                         p
                              Articolo 46 (AE 121)
Il presente accordo si applica ai territori ai quali si applicano i trattati
che istituiscono la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio aile condizioni precisate in detti trattati e al
territorio della Repubblica di Ungheria.
                              Articolo 47 (AE 122)
Il presente accordo è redatto in due esemplari in lingua danese, tedesca,
greca, spagnola, inglese, francese, italiana, olandese, portoghese e
ungherese, ciascun testo facente ugualmente fede.
                                   Art icolo 48
Il presente accordo è approvato dalle Parti contraenti conformemente alle
rispettive procedure.
L'accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla
data in cui le Parti contraenti si comunicano reciprocamente che le procedure
di cui al primo paragrafo sono state completate.
A decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, sono sospesi
 l'articolo 1 e gli articoli da 2, paragrafo 2 a 10 dell'accordo tra la
Comunità economica europea e la Repubblica di Ungheria sul commercio e la
cooperazione commerciale ed economica firmato a Bruxelles il
26 settembre 1988, nonché le corrispondenti disposizioni del protocollo tra
 la Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la Repubblica di Ungheria
firmato a Bruxelles il 31 ottobre 1991.
                              Articolo 49 (AE 124)
1.   In caso di entrata in vigore dell'accordo dopo il 1* gennaio ma prima del
     30 giugno 1992, ai fini del disposto dei titoli I e II dell'accordo
     stesso e dei protocolli nn. 1-7, per "data di entrata in vigore
     dell'accordo" si intende:
     - la data di entrata in vigore, per quanto riguarda gli obblighi da
       attuare a decorrere da tale data e
     - il 1* gennaio 1992, per quanto riguarda gli obblighi da attuare
       successivamente con riferimento alla data di entrata in vigore.
2.   In caso di entrata in vigore dell'accordo dopo il 1" gennaio, si
     applicano le disposizioni del Protocollo n. 7.
 ---pagebreak---                                        %
                              DICHIARAZIONI COMUNI
1•  Articolo 1. paragrafo 4
    La Comunità e l'Ungheria confermano che, qualora si proceda ad una
    riduzione dei dazi mediante una sospensione tariffaria per un periodo di
    tempo particolare, tali dazi ridotti sostituiscono i dazi di base solo
    per la durata di tale sospensione e che, qualora sia decisa una
    sospensione parziale di dazi, viene tutelato il margine preferenziale tra
    le Parti.
2.  Articolo 32
    Le Parti non fanno uso improprio delle disposizioni sul segreto
    professionale per impedire l'accesso a informazioni in materia di
    concorrenza.
3.  Art icolo 35
    Le Parti concordano che ai fini dell'attuazione del presente accordo
    intermedio, il concetto di "proprietà intellettuale, industriale e
    commerciale" è inteso in senso analogo a quello dell'articolo 36 del
    trattato CEE e include, in particolare, la tutela dei diritti d'autore e
    dei diritti connessi, dei brevetti, del disegno industriale, dei marchi
    commerciali e di servizi, del software, delle topografie di circuiti
    integrati, delle indicazioni geografiche, nonché della protezione contro
    la concorrenza sleale e la tutela delle informazioni riservate in materia
    di know-how.
4
  - Protocollo n. 6. articolo 5
    Le Parti contraenti sottolineano che il riferimento contenuto in questo
    articolo alle rispettive normative può coprire, se del caso, qualsiasi
     impegno internazionale cui possono essere vincolate, come la convenzione
    de l'Aia del 15 novembre 1965 sulla notificazione e sulla comunicazione
    all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziari, in materia civile o
    commerciale.
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                       DICHIARAZIONI UNILATERALI
                      Dichiarazioni dell'Ungheria
Articolo 1
L'Ungheria si impegna ad adottare al più presto la nomenclatura
combinata.
Art icolo 4
L'Ungheria riduce i dazi doganali all'importazione applicabili in
Ungheria ai prodotti originari della Comunità in misura tale da garantire
che il valore degli scambi esenti da dazi doganali sia, a decorrere dal
1* gennaio 1994, almeno pari al 25% del totale delle importazioni
industriali dalla Comunità sulla base delle statistiche disponibili
dell'anno più recente.
Art icolo 35
Entro la fine del quinto anno a decorrere dall'entrata in vigore
dell'accordo, l'Ungheria presenta domanda di accesso alla Convenzione di
Monaco sulla concessione del brevetto europeo, del 5 ottobre 1973.
L'Ungheria aderirà inoltre alle seguenti convenzioni multilaterali:
- protocollo dell'accordo di Madrid sulla registrazione internazionale
  dei marchi (Madrid 1989);
- convenzione internazionale relativa alla protezione degli artisti
   interpreti o esecutori, dei produttori di fonogrammi e degli organismi
  di radiodiffusione (Roma 1961),
delle quali gli Stati membri sono parti o che sono di fatto applicate
dagli Stat i membr i.
L'Ungheria dichiara inoltre di riconoscere l'importanza delle seguenti
convenzioni multilaterali:
- convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e
  artistiche (atto di Parigi, 1971);
- convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale
   (atto di Stoccolma del 1967, emendato nel 1979);
- accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi (atto
  di Stoccolma del 1967, emendato nel 1979);
- accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei beni e dei
  servizi ai fini del marchio registrato (Ginevra 1977, emendata nel
  1979);
- trattato di Budapest sul riconoscimento internazionale del deposito di
  microorganismi agli effetti della procedura brevettuale (1977, emendato
  nel 1980);
- trattato sulla cooperazione in materia di brevetti (Washington 1970,
  emendato nel 1979 e modificato nel 1984).
                  Dichiarazioni della Comunità europea
Articolo 8. paragrafo 4 del Protocollo n. 2 sui prodotti CECA
Si conviene che la possibilità di una proroga eccezionale del periodo di
cinque anni è rigorosamente limitata al caso particolare dell'Ungheria e
non altera la posizione della Comunità in relazione ad altri casi, né
 ---pagebreak---                                  g
pregiudica gli impegni internazionali. L'eventuale deroga prevista al
paragrafo 4 tiene conto delle particolari difficoltà dell'Ungheria nella
ristrutturazione del settore siderurgico e del fatto che tale processo è
stato avviato solo recentemente.
Protocol lo n. 6
Il Protocollo n. 6 si applica entro i limiti delle competenze comunitarie
a cui si riferisce.
 ---pagebreak---                            54
                ACCORDO INTERMEDIO
    SUGLI SCAMBI E SULLE QUESTIONI COMMERCIALI
         TRA LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA
E LA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO,
                   DA UNA PARTE,
   E LA REPUBBLICA FEDERATIVA CECA E SLOVACCA,
                     DALL'ALTRA
 ---pagebreak---                                        5S"
                              ACCORDO INTERMEDIO
                  sugli scambi e sulle questioni commerciali
tra la COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA e la COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E
DELL'ACCIAIO, da una parte, e la REPUBBLICA FEDERATIVA CECA E SLOVACCA,
dal I'altra.
La COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA e la COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E
DELL'ACCIAIO, qui di seguito denominate "la Comunità",
da una parte,
e la REPUBBLICA FEDERATIVA CECA E SLOVACCA, qui di seguito denominata "la
RFCS",
dal I'altra,
CONSIDERANDO che iI                   1991 è stato firmato a
l'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i
loro Stati membri, da una parte, e la RFCS, dall'altra;
CONSIDERANDO che I'accordo europeo mira a costituire un ambito adeguato di
dialogo politico e a disciplinare le relazioni economiche e commerciali tra
le parti e comprende disposizioni relative all'assistenza e alla cooperazione
finanziaria e alla promozione della cooperazione in campo culturale;
CONSIDERANDO che l'accordo europeo intende consolidare e ampliare le
relazioni già instaurate, in particolare con l'accordo sugli scambi e sulla
cooperazione commerciale ed economica tra la Comunità economica europea e la
RFCS firmato il 7 maggio 1990 e con il protocollo sugli scambi e sulla
cooperazione commerciale ed economica tra la Comunità europea del carbone e
dell'acciaio e la RFCS siglato il 28 giugno 1991;
CONSIDERANDO che è necessario garantire lo sviluppo delle relazioni
commerciali nel passaggio dall'applicazione degli accordi sugli scambi e
sulla cooperazione commerciale ed economica all'applicazione dell'accordo
europeo;
CONSIDERANDO che a tal fine é necessario applicare il più rapidamente
possibile, attraverso un accordo intermedio, le disposizioni dell'accordo
europeo sugli scambi e sulle questioni commerciali;
CONSIDERANDO che occorre garantire che, in attesa dell'entrata in vigore
dell'accordo europeo e della costituzione del consiglio di associazione, la
commissione mista istituita dall'accordo sugli scambi e sulla cooperazione
commerciale ed economica possa esercitare i poteri assegnati dall'accordo
europeo al consiglio di associazione e necessari per applicare l'accordo
 intermedio,
 ---pagebreak---                                          *
HANNO DECISO di concludere il presente accordo e a tal fine hanno designato
loro plenipotenziari
LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA
LA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO
LA REPUBBLICA FEDERATIVA CECA E SLOVACCA
 I QUALI, dopo aver scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e
debita forma,
HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE.
                    TITOLO I; LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI
                                Articolo 1 (AE 7)
1.   Nel corso di un periodo transitorio della durata massima di dieci anni a
     partire dall'entrata in vigore dell'accordo (qui di seguito denominato
     "l'accordo"), la Comunità e la RFCS istituiranno progressivamente una
     zona di libero scambio secondo le modalità previste dalle disposizioni
     del presente accordo e in conformità con le disposizioni dell'Accordo
     generale sulle tariffe doganali e sul commercio.
2.   Per classificare le merci negli scambi tra le parti si applicherà la
     Nomenclatura combinata delle merci.
3.   Il dazio di base di ogni prodotto cui si dovranno applicare le
     progressive riduzioni previste dal presente accordo sarà quello
     effettivamente applicato erga omnes il giorno precedente alla data di
     entrata in vigore dell'accordo.
4.   Qualora, successivamente all'entrata in vigore dell'accordo, venga
     applicata una riduzione tariffaria su base erga omnes, in particolare una
     riduzione derivante dall'accordo tariffario concluso a seguito
     dell'Uruguay Round del GATT, il suddetto dazio ridotto sostituirà il
     dazio di base di cui al paragrafo 3 a partire dalla data di applicazione
     de II a riduzione.
5.   La Comunità e la RFCS si comunicheranno a vicenda i rispettivi dazi di
     base.
                         Capitolo I: Prodotti industriali
                                 Articolo 2 (AE 8)
 1.  Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti originari
     della Comunità e della RFCS elencati nei capitoli 25-97 della
 ---pagebreak---                                          $r-
    Nomenclatura combinata, fatta eccezione per i prodotti elencati
    nell'Allegato I.
2.  Le disposizioni degli articoli 3-7 non si applicano i prodotti citati
    neglI art icoli 9 e 10.
                                 Articolo 3 (AE 9)
1.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità a prodotti
    originari della RFCS diversi da quelli elencati negli Allegati lia, M b e
    M I saranno aboliti all'entrata in vigore dell'accordo.
2.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti
    originari della RFCS elencati nell'Allegato Ila saranno progressivamente
    aboliti in base al seguente calendario:
    - alla data di entrata in vigore del presente accordo ogni dazio sarà
       ridotto al 5 0 % del dazio di base;
    - un anno dopo l'entrata In vigore del presente accordo i dazi rimanenti
       saranno eliminat i.
I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti
originari della RFCS elencati nell'Allegato lib saranno progressivamente
ridotti, a partire dalla data di entrata In vigore del presente accordo, di
una quota annuale del 20% del dazio di base, in modo da giungere a una
completa abolizione entro la fine del quarto anno dalla data di entrata in
vigore dell'accordo.
3.   I prodotti originari della RFCS elencati nell'Allegato M I beneficeranno
    di una sospensione dei dazi doganali sulle importazioni entro i limiti di
    massimali o contingenti tariffari annui comunitari che aumenteranno
    progressivamente alle condizioni specificate nell'Allegato, in modo da
    giungere a una totale abolizione dei dazi doganali sulle importazioni dei
    prodotti in questione entro e non oltre la fine del quinto anno.
    Contemporaneamente, I dazi doganali sulle importazioni applicabili ai
    quantitativi importati in eccesso ai suddetti contingenti o massimali
    saranno progressivamente aboliti, a decorrere dall'entrata in vigore
    dell'accordo, mediante riduzioni annuali del 15%. I dazi residui saranno
    aboliti entro la fine del quinto anno.
4.  Le restrizioni quantitative sulle importazioni nella Comunità e le misure
    d'effetto equivalente relative ai prodotti originari della RFCS saranno
    abolite alla data di entrata in vigore dell'accordo.
                                 Articolo 4 (AE 10)
1.   I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella RFCS ai prodotti
    originari delia Comunità elencati nell'allegato IV saranno aboliti alla
    data di entrata in vigore dell'accordo.
2.   I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella RFCS ai prodotti
    originari della Comunità elencati nell'Allegato V saranno
 ---pagebreak---                                        -5*
    progressivamente ridotti secondo il seguente calendario:
    - alla data di entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio sarà ridotto
       ali'80% del dazio di base;
    - dopo tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio sarà
       ridotto al 4 0 % del dazio di base;
    - dopo cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo, i dazi residui
       saranno aboliti.
3.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella RFCS ai prodotti
    originari della Comunità elencati nell'allegato VI saranno
    progressivamente ridotti secondo il seguente calendario:
    - dopo tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio sarà
       ridotto ali'80% del dazio di base;
    - dopo cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio
       sarà ridotto al 6 0 % del dazio di base-,
    - dopo sette anni dall'entrata In vigore dell'accordo, ciascun dazio sarà
       ridotto al 4 0 % del dazio di base;
    - dopo nove anni dall'entrata in vigore dell'accordo, i dazi residui
       saranno abolitì.
4.   I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella RFCS ai prodotti
    originari della Comunità elencati nell'allegato VII saranno
    progressivamente ridotti secondo il seguente calendario:
    - alla data di entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio sarà ridotto
       ali'80% del dazio di base;
    - dopo tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio sarà
       ridotto al 6 0 % del dazio di base;
    - dopo cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio
       sarà ridotto al 4 0 % del dazio di base;
    - dopo sette anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio sarà
       ridotto al 20% del dazio di base;
    - dopo nove anni dall'entrata in vigore dell'accordo, i dazi residui
       saranno aboliti.
5.  Le restrizioni quantitative sulle importazioni nella RFCS di prodotti
    originari della Comunità saranno abolite all'entrata in vigore
    dell'accordo, fatta eccezione per quelle elencate nell'allegato Vili, che
    saranno progressivamente abolite entro la fine del periodo transitorio.
6.  Le misure di effetto equivalente alle restrizioni quantitative sulle
     importazioni nella RFCS di prodotti originari della Comunità saranno
    abolite all'entrata in vigore dell'accordo.
                                 Articolo 5 (AE 11)
Le disposizioni relative all'abolizione dei dazi doganali sulle importazioni
si applicheranno anche ai dazi doganali di carattere fiscale.
                                 Articolo 6 (AE 12)
All'entrata in vigore del presente accordo, la Comunità e la RFCS aboliranno,
nei loro scambi, tutti gli oneri di effetto equivalente a dazi doganali sulle
importazioni.
 ---pagebreak---                                        « -
                               Articolo 7 (AE 13)
1.   La Comunità e la RFCS aboliranno progressivamente, entro e non oltre la
     fine del quinto anno dopo l'entrata in vigore dell'accordo, tutti i dazi
     doganali sulle reciproche esportazioni e gli oneri di effetto
     equivalente.
2.   Le restrizioni quantitative sulle esportazioni nella RFCS e tutte le
     misure di effetto equivalente saranno abolite dalla Comunità all'entrata
      in vigore dell'accordo.
3.   Le restrizioni quantitative sulle esportazioni nella Comunità e tutte le
     misure di effetto equivalente saranno abolite dalla RFCS all'entrata in
     vigore dell'accordo, fatta eccezione per le restrizioni elencate
     nell'allegato IX, che saranno abolite entro e non oltre la fine del
     quinto anno dopo l'entrata in vigore dell'accordo.
                               Articolo 8 (AE 14)
Ciascuna delle parti si dichiara disposta a ridurre i suoi dazi doganali
sugli scambi con la controparte più rapidamente di quanto previsto agli
articoli 3 e 4 qualora lo permettano le sue condizioni economiche generali e
la situazione del settore economico interessato.
La commissione mista di cui all'articolo 37 (qui di seguito denominata "la
commissione mista") può formulare raccomandazioni in tal senso.
                               Articolo 9 (AE 15)
 Il protocollo n. 1 specifica le condizioni applicabili ai prodotti tessili
 indicati nel protocollo stesso.
                              Articolo 10 (AE 16)
 Il protocollo n. 2 specifica le condizioni applicabili ai prodotti coperti
dal trattato che istituisce la Comunità europea dei carbone e dell'acciaio.
                              Articolo 11 (AE 17)
1.   Le disposizioni del presente capitolo non ostano al mantenimento, da
     parte della Comunità, di una componente agricola nei dazi applicabili ai
     prodotti elencati nell'Allegato X per quanto riguarda i prodotti
     originari della RFCS.
2.   Le disposizioni del presente capitolo non ostano all'introduzione, da
     parte della RFCS, di una componente agricola nei dazi applicabili ai
     prodotti elencati nell'Allegato X per quanto riguarda i prodotti
     originari della Comunità.
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                             Capitolo II - Agricoltura
                                  Articolo 12 (AE 18)
1.  Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti agricoli
    originari della Comunità e della RFCS.
2.  Per "prodotti agricoli" si intendono i prodotti elencati nei capitoli 1-
    24 della Nomenclatura combinata e i prodotti elencati nell'Allegato I,
    fatta però eccezione per i prodotti della pesca, definiti ai sensi del
    regolamento (CEE) n. 3796/81.
                                  Articolo 13 (AE 19)
Il protocollo n. 3 specifica le condizioni applicabili agli scambi dei
prodotti agrìcoli trasformati elencati nel suddetto protocollo.
                                  Articolo 14 (AE 20)
1.  Alla data di entrata in vigore dell'accordo, la Comunità abolirà le
    restrizioni quantitative sulle importazioni di prodotti agricoli
    originari della RFCS mantenute ai sensi del regolamento n. 3420/83 del
    Consiglio nella forma esistente alla data della firma del presente
    accordo.
2.  Alla data di entrata in vigore del presente accordo, I prodotti agricoli
    originari della RFCS elencati nell'Allegato XI beneficeranno della
    riduzione dei dazi e prelievi doganali entro i limiti dei contingenti
    comunitari e alle condizioni specificate nel suddetto allegato.
3.  La RFCS abolirà le restrizioni quantitative sulle importazioni dei
    prodotti agricoli elencati nell'Allegato XII originari della Comunità
    alle condizioni specificate nel suddetto allegato.
4.  La Comunità e la RFCS si accorderanno a vicenda le concessioni di cui
    agli Allegati X l l l a e b e X I V , in modo reciproco ed equilibrato, alle
    condizioni specificate negli Allegati stessi.
5.  Tenendo conto del volume dei loro scambi di prodotti agricoli, della loro
    appartenenza a settori particolarmente sensibili, delle regole della
    Politica agraria comune della Comunità e delle regole di politica agraria
    della RFCS, nonché delle conseguenze dei negoziati commerciali
    multilaterali nell'ambito dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e
    sul commercio, la Comunità e la RFCS esamineranno in sede di commissione
    mista, prodotto per prodotto e in modo ordinato e reciproco, le
    possibilità di riconoscersi a vicenda ulteriori concessioni.
                                   Articolo 15 (AE 21)
Fatte salve le altre disposizioni del presente accordo e in particolare
dell'articolo 24, qualora, dato il carattere particolarmente sensibile dei
 ---pagebreak---                                         éì
mercati agricoli, le importazioni di prodotti originari di una delle parti,
soggette alle concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 14, provochino
gravi perturbazioni ai mercati della controparte, le due parti avvieranno
immediatamente consultazioni per trovare una soluzione adeguata. In attesa di
tale soluzione, la parte interessata può adottare le misure che ritiene
necessarle.
                       Capitolo M I - Prodotti della pesca
                               Articolo 16 (AE 22)
Le disposizioni del presente capitolo   si applicano ai prodotti della pesca
originari della Comunità e della RFCS   coperti dal regolamento (CEE)
n. 3796/81 sull'organizzazione comune   dei mercati nel settore dei prodotti
de II a pesca.
                               Articolo 17 (AE 23)
All'entrata in vigore del presente accordo, i prodotti della pesca originari
della RFCS elencati nell'allegato XV beneficeranno della riduzione dei dazi
doganali prevista nel suddetto allegato. Ai prodotti della pesca si
applicano, mutatis mutandis, le disposizioni dell'articolo 14, paragrafo 5.
                        Capitolo IV - Disposizioni comuni
                               Articolo 18 (AE 24)
Le disposizioni del presente capitolo si applicano agli scambi di tutti i
prodotti, salvo quanto altrimenti disposto nel presente capitolo o nei
protocol li n. 1, 2 o 3.
                               Articolo 19 (AE 25)
1.   A partire dalla data di entrata in vigore dell'accordo non saranno
      introdotti nuovi dazi doganali sulle importazioni o sulle esportazioni,
     né oneri di effetto equivalente, negli scambi tra la Comunità e la RFCS,
     né saranno aumentati quelli già applicati.
2.   A partire dalla data di entrata in vigore dell'accordo non saranno
      introdotte nuove restrizioni quantitative sulle importazioni o sulle
     esportazioni, né misure d'effetto equivalente, negli scambi tra la
     Comunità e la RFCS, né saranno rese più restrittive quelle esistenti.
3.   Fatte salve le concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 14, le
     disposizioni dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo non limiteranno in
     alcun modo il perseguimento delle rispettive politiche agrarie della RFCS
     e della Comunità o l'adozione di misure nei quadro di tali politiche.
 ---pagebreak---                                        a
                               Articolo 20 (AE 26)
1.   Le due parti si asterranno dal I'introdurre qualsiasi misura o prassi di
     natura fiscale interna che istituisca, direttamente o indirettamente,
     discriminazioni tra i prodotti di una parte e i prodotti analoghi
     originari del territorio della controparte.
2.   I prodotti esportati nel territorio di una delle due parti non possono
     beneficiare di un rimborso delle imposte interne eccedente l'ammontare
     delle imposte dirette o indirette cui sono stati soggetti.
                               Articolo 21 (AE 27)
1.    Il presente accordo non osta al mantenimento o all'istituzione di unioni
     doganali, zone di libero scambio o accordi sugli scambi transfrontalieri
     se non nella misura in cui essi alterano le condizioni commerciali
     previste dal presente accordo.
2.   Nell'ambito della commissione mista si terranno consultazioni tra le
     parti in merito agli accordi istitutivi delle suddette unioni doganali o
     zone di libero scambio e, se del caso, in merito ad altre importanti
     questioni relative alla loro rispettiva politica commerciale con i paesi
     terzi. Nel caso in cui un paese terzo entri a far parte della Comunità,
      in particolare, si terranno consultazioni di questo tipo per garantire
     che si possa tener conto dei reciproci interessi della Comunità e della
     RFCS sanciti nel presente accordo.
                               Articolo 22 (AE 28)
La RFCS può adottare misure eccezionali di durata limitata in deroga alle
disposizioni dell'articolo 4 e dell'articolo 19, paragrafo 1, sotto forma di
dazi doganali maggiorati.
Tali misure possono riguardare unicamente le nuove industrie, o determinati
settori in corso di ristrutturazione o in gravi difficoltà, in particolare
qualora dette difficoltà producano gravi problemi sociali.
I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella RFCS ai prodotti
originari della Comunità introdotti dalle suddette misure non possono
superare il 25% ad valorem e manterranno un elemento di preferenza per i
prodotti originari della Comunità. Il valore complessivo delle importazioni
dei prodotti soggetti a tali misure non può superare il 15% del totale delle
importazioni dalla Comunità di prodotti industriali, definiti ai sensi del
capitolo I, nel corso dell'ultimo anno per il quale siano disponibili dati
stat ist ici.
Le suddette misure saranno applicate per un periodo non superiore a cinque
anni, a meno che la commissione mista non autorizzi una durata superiore.
Esse cesseranno di applicarsi al più tardi allo scadere del periodo di
transizione.
Nessun prodotto può essere assoggettato a una misura di questo tipo qualora
siano trascorsi più di tre anni dall'eliminazione di tutti i dazi e di tutte
 le restrizioni quantitative o degli oneri o misure d'effetto equivalente
relativi a quel prodotto.
 ---pagebreak---                                       « •
La RFCS informerà la commissione mista di ogni misura eccezionale che intenda
adottare e, a richiesta della Comunità, si terranno consultazioni nell'ambito
della commissione mista sulle suddette misure e sui settori di applicazione
prima di attuarle. In occasione dell'adozione di tali misure, la RFCS fornirà
alla commissione mista un calendario con le date di eliminazione dei dazi
doganali introdotti ai sensi del presente articolo. Detto calendario
prevederà la graduale eliminazione di tali dazi a partire da due anni al
massimo dopo la loro introduzione, a tassi annuali uniformi. La commissione
mista può decidere un calendario diverso.
                              Articolo 23 (AE 29)
Qualora una delle parti ritenga che negli scambi con la controparte stiano
verificandosi pratiche di dumping, nell'accezione dell'articolo VI
dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, essa può
adottare le misure adeguate nei confronti di tali pratiche in conformità
dell'Accordo relativo all'applicazione dell'articolo VI dell'Accordo generale
sulle tariffe doganali e sul commercio, della relativa legislazione interna e
delle condizioni e procedure di cui all'articolo 27.
                              Articolo 24 (AE 30)
Qualora un prodotto venga importato in quantità maggiorate tali e in
condizioni tali da provocare o minacciare di provocare:
     pregiudizio grave ai fabbricanti nazionali di prodotti analoghi o
     direttamente concorrenziali nel territorio dì una delle parti, o
     gravi perturbazioni in qualsiasi settore dell'economia o difficoltà che
     potrebbero causare un grave deterioramento della situazione economica di
     una regione,
 la parte interessata, sia essa la Comunità o la RFCS, può adottare le
adeguate misure alle condizioni e secondo le procedure specificate
nel I'art icolo 27.
                              Articolo 25 (AE 31)
Qualora l'osservanza delle disposizioni degli articoli 7 e 19 porti a
 (i) una riesportazione verso un paese terzo nei confronti del quale la parte
     esportatrice applichi, per il prodotto in questione, restrizioni
     quantitative sulle esportazioni, dazi all'esportazione o misure d'effetto
     equivalente;
     o
 (ii) una penuria grave, o la minaccia di penuria grave, di un prodotto
       essenziale per la parte esportatrice,
e qualora le circostanze di cui sopra diano luogo, o possano probabilmente
dar luogo a gravi difficoltà per la parte esportatrice, quest'ultima può
adottare le adeguate misure alle condizioni e secondo le procedure
specificate nell'articolo 27. Dette misure avranno carattere non
discriminatorio e saranno eliminate quando la situazione non ne giustificherà
più il mantenimento.
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                               Articolo 26 (AE 32)
Gli Stati membri e la RFCS adegueranno progressivamente gli eventuali
monopoli di Stato di natura commerciale per garantire che, alla scadenza del
quinto anno successivo all'entrata in vigore dell'accordo, non esistano
discriminazioni tra cittadini degli Stati membri e della RFCS rispetto alle
condizioni alle quali le merci vengono acquistate e commercializzate. La
commissione mista sarà informata delle misure adottate a tal fine.
                               Articolo 27 (AE 33)
1.   Nel caso in cui la Comunità o la RFCS assoggettino le importazioni di
     prodotti suscettibili di creare le difficoltà di cui all'articolo 24 a
     una procedura amministrativa finalizzata a fornire tempestive
     informazioni sull'andamento dei flussi commerciali, esse ne informano la
     controparte.
2.   Nei casi specificati negli articoli 23, 24 e 25, prima di adottare le
     misure previste in tali articoli o, nei casi in cui si applica il
     paragrafo 3, lettera (d), la parte interessata, sia essa la Comunità o la
     RFCS, fornisce il più rapidamente possibile alla commissione mista tutte
     le opportune informazioni al fine di cercare una soluzione accettabile
     per entrambe le parti.
     Nella scelta delle misure si deve dare la priorità a quelle che
     perturbano meno il funzionamento dell'accordo.
     Le misure di salvaguardia saranno immediatamente notificate alla
     commissione mista e saranno oggetto di consultazioni periodiche
     nell'ambito di tale organismo, in particolare al fine di determinare un
     calendario per la loro abolizione non appena lo consentano le
     circostanze.
3.   Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2, si applicheranno le seguenti
     disposizioni.
 (a) Per quanto riguarda l'articolo 24, le difficoltà generate dalla
     situazione di cui a detto articolo verranno sottoposte all'esame della
     commissione mista, che può decidere tutte le misure necessarie per porvi
     fine.
     Qualora la commissione mista o la parte esportatrice non abbia preso una
     decisione che ponga fine alle difficoltà o non sia stata raggiunta altra
     soluzione soddisfacente entro trenta giorni da quando è stata sollevata
      la questione, la parte importatrice può adottare le misure adeguate per
     risolvere M problema. La portata di dette misure non deve eccedere
     quanto è necessario per porre riparo alle difficoltà insorte.
 (b) Per quanto riguarda l'articolo 23, la commissione mista sarà informata
     del caso di dumping non appena le autorità della parte importatrice
     abbiano aperto l'inchiesta. Qualora non si sia posta fine al dumping o
     non si sia trovata altra soluzione soddisfacente entro trenta giorni da
     quando la questione é stata sottoposta alla commissione mista, la parte
      importatrice può adottare le misure adeguate.
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(e) Per quanto riguarda l'articolo 25, le difficoltà generate dalle
    situazioni specificate in detto articolo saranno sottoposte all'esame
    della commissione mista.
    La commissione mista può adottare qualsiasi decisione necessaria per
    porre fine alle difficoltà. Qualora essa non abbia preso tale decisione
    entro trenta giorni da quando le è stata sottoposta la questione, la
    parte esportatrice può applicare le misure adeguate alle esportazioni dei
    prodotto interessato.
(d) Qualora circostanze eccezionali che richiedono un intervento immediato
    rendano impossibile un'informazione o, a seconda dei casi, un esame
    preventivo, la parte interessata, sia essa la Comunità o la RFCS, può
    applicare immediatamente, nelle situazioni specificate negli articoli 23,
    24 e 25, le misure precauzionali e provvisorie strettamente necessarie
    per far fronte alla situazione. Essa ne informa immediatamente la
    commissione mista.
                             Articolo 28 (AE 34)
Il protocollo n. 4 stabilisce le regole di origine per I'applicazione delle
preferenze tariffarie previste nel presente accordo.
                             Articolo 29 (AE 35)
L'accordo non precluderà l'applicazione di proibizioni o restrizioni sulle
esportazioni, sulle importazioni o sul transito di merci giustificate da
motivi di pubblica moralità, da considerazioni politiche o di pubblica
sicurezza; da motivi legati alla tutela della salute e della vita umana,
animale o vegetale, alla tutela delle risorse naturali esauribili, alla
protezione dei tesori nazionali di valore artistico, storico o archeologico o
alla protezione della proprietà intellettuale, industriale e commerciale, o
alle norme relative all'oro e all'argento. Le suddette proibizioni o
restrizioni non costituiranno tuttavia uno strumento di arbitraria
discriminazione o una restrizione non dichiarata degli scambi tra le parti.
                             Articolo 30 (AE 36)
Il protocollo n. 5 riporta le specifiche disposizioni da applicarsi agli
scambi tra la RFCS, da una parte, e la Spagna e il Portogallo, dall'altra.
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                       TITOLO II: PAGAMENTI. CONCORRENZA E
                    ALTRE DISPOSIZIONI DI CARATTERE ECONOMICO
                               Articolo 31 (AE 59)
La parti si impegnano ad autorizzare, in moneta liberamente convertibile,
qualsiasi pagamento sul conto corrente della bilancia dei pagamenti nella
misura in cui le transazioni sottostanti ai pagamenti riguardino movimenti di
merci tra le parti, liberalizzati in conformità del presente accordo.
                               Articolo 32 (AE 62)
In relazione alle disposizioni del presente capitolo, fatte salve le
disposizioni dell'articolo 34, fino all'introduzione della totale
convertibilità della valuta cecoslovacca ai sensi del l'articolo VII I del
Fondo monetarlo internazionale, la RFCS può in casi eccezionali applicare
restrizioni valutarie connesse alla concessione o all'assunzione di crediti a
breve e medio termine, nella misura in cui tali restrizioni le siano imposte
per la concessione di detti crediti e siano autorizzate in base allo status
della RFCS nell'ambito del FMI.
La RFCS applica le suddette restrizioni in modo non discriminatorio. Le
restrizioni vengono applicate in modo da arrecare la minima perturbazione
possibile al presente accordo. La RFCS informa senza indugio la commissione
mista dell'introduzione delle misure in questione nonché di qualsiasi
modifica delle stesse.
                               Articolo 33 (AE 63)
1.  Sono incompatibili con il corretto funzionamento dell'accordo, nella
    misura in cui possano essere pregiudizievoli al commercio tra la Comunità
    e la RFCS:
(i)    tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di
       imprese e tutte le pratiche concordate tra imprese che abbiano per
       oggetto e per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della
       concorrenza;
(ii) lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione
       dominante nell'intero territorio della Comunità o della RFCS, o in una
       sua parte sostanziale;
(iii)- qualsiasi aiuto statale che, favorendo talune imprese o talune
       produzioni, falsi o minacci di falsare la concorrenza.
2.  Le pratiche contrarie al presente articolo sono valutate secondo i
    criteri derivanti dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del
     trattato che istituisce la Comunità economica europea.
3.   Entro tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, la commissione mista
     adotta mediante decisione le norme necessarie per l'attuazione dei
    paragrafi 1 e 2. Fino all'adozione di dette norme, le pratiche
     incompatibili ai sensi del paragrafo 1 sono trattate dalle parti sui
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    rispettivi territori secondo le rispettive legislazioni, fatto salvo il
    paragrafo 6 del presente articolo.
4.a Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, punto (iii) le parti accettano
    che durante i primi cinque anni successivi all'entrata in vigore
    dell'accordo qualsiasi aiuto statale concesso dalla RFCS venga valutato
    tenendo conto del fatto che la RFCS è assimilata alle regioni della
    Comunità di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato che
     istituisce la Comunità economica europea. La commissione mista, tenendo
    conto della situazione economica della RFCS, decide se detto periodo
    debba essere prorogato per ulteriori periodi di cinque anni.
4.b Ciascuna delle parti garantisce la trasparenza nel campo degli aiuti
    statali, tra l'altro riferendo ogni anno all'altra parte sull'importo
    totale e sulla distribuzione dell'aiuto concesso e fornendo, su
    richiesta, informazioni sui piani di aiuto. Su richiesta di una delle
    parti, l'altra fornisce informazioni su particolari singoli casi di aiuto
    statale.
5.  Per quanto riguarda i prodotti di cui ai capitoli II e M I del titolo I:
     la disposizione del paragrafo 1, punto (iii) non si applica;
     le pratiche contrarie al paragrafo 1, punto (i) dovrebbero essere
    valutate secondo i criteri stabiliti dalla Comunità in base agli articoli
    42 e 43 del trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
    particolare quelli fissati nel regolamento n. 26/1962 del Consiglio.
6.  Se la Comunità o la RFCS ritengono che una particolare pratica sia
     incompatibile ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, e
    non sia adeguatamente affrontata nel quadro delle norme di attuazione di
    cui al paragrafo 3, o
     in assenza di tali norme, e se tale pratica arreca o minaccia di arrecare
    grave danno all'interesse dell'altra parte o un pregiudizio sostanziale
    alla sua industria nazionale, ivi compresa l'industria dei servizi, esse
    possono prendere misure opportune previa consultazione nell'ambito della
    commissione mista o dopo 30 giorni lavorativi dalla richiesta di
    consultazione.
Nel caso dì pratiche incompatibili ai sensi dei paragrafo 1, punto (iii) del
presente articolo, tali misure appropriate possono, qualora si applichi in
materia l'Accordo generale sulle tariffe e il commercio, essere adottate
soltanto in conformità delle procedure e alle condizioni fissate da detto
accordo e da qualsiasi altro strumento pertinente negoziato sotto i suoi
auspici, applicabile tra le parti.
7.   In deroga ad eventuali disposizioni contrarie adottate in conformità del
    paragrafo 3, le parti si scambiano informazioni tenendo conto delle
     limitazioni imposte dal rispetto del segreto professionale.
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8.   Il presente articolo non si applica ai prodotti contemplati dal trattato
     che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, ai quali
     si applica il protocollo n.2.
                                Articolo 34 (AE 64)
1.   Qualora uno o più Stati membri della Comunità o la RFCS abbiano, o
     corrano un imminente rischio di avere gravi difficoltà di bilancia dei
     pagamenti, la Comunità o la RFCS, secondo il caso, possono, in conformità
     delle condizioni stabilite nel quadro dell Accordo generale sulle tariffe
     e il commercio, adottare misure restrittive, ivi comprese misure relative
     alle importazioni, di durata limitata e la cui portata non può essere più
     ampia di quanto sia necessario per ovviare alla situazione della bilancia
     dei pagamenti. Dette misure vengono progressivamente attenuate             in
     correlazione con il miglioramento della situazione della bilancia dei
     pagamenti e sono eliminate quando il loro mantenimento non è più
     giustificato. La Comunità o la RFCS, secondo il caso, comunicano senza
      indugio all'altra parte l'introduzione delle misure in questione e, ove
     possibile, il calendario relativo alla loro abolizione.
2.   Le parti cercano tuttavia di evitare l'imposizione di misure restrittive
     a fini di bilancia dei pagamenti.
3.   Le eventuali misure restrittive non si applicano ai trasferimenti
     relativi a investimenti e, in particolare, al rimpatrio degli importi
      investiti o reinvestiti e di qualsiasi tipo di reddito da essi derivante.
                                Articolo 35 (AE 65)
Per quanto riguarda le imprese pubbliche e le imprese cui sono stati
riconosciuti diritti speciali o esclusivi, la commissione mista garantisce
che, dal terzo anno a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo,
siano rispettati i principi del trattato che istituisce la Comunità economica
europea, in particolare l'articolo 90, e i principi del documento conclusivo
della riunione di Bonn, dell'aprile 1990, della Conferenza sulla sicurezza e
 la cooperazione in Europa (in particolare la libertà di decisione degli
 imprenditori).
                                    Art icolo 36
 1.  La RFCS continua a migliorare la tutela dei diritti di proprietà
      intellettuale, industriale e commerciale al fine di fornire, entro la
     fine del quinto anno a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo, un
      livello di protezione simile a quello garantito nella Comunità dagli atti
     comunitari, in particolare quelli di cui all'Allegato XIII, ivi compresi
     comparabili mezzi di esercizio di tali diritti.
2.   La reciproca assistenza in campo doganale tra le autorità amministrative
     delle parti avverrà in conformità delle disposizioni del protocollo n. 6.
            TITOLO M I : DISPOSIZIONI  ISTITUZIONALI. GENERALI E FINALI
                                Articolo 37 (AE 103)
 La commissione mista istituita dall'accordo sul      commercio e la cooperazione
 economica e commerciale firmato tra la CEE e la     RFCS il 7 maggio 1990 svolge
 le funzioni attribuitele da tale accordo fino al    momento dell'istituzione del
 consiglio di associazione previsto dall'articolo     103 dell'accordo europeo.
 ---pagebreak---                                           «   •
                                 Articolo 38 (AE 105)
Ai fini della realizzazione degli obiettivi dell'accordo, la Commissione
mista ha il potere di prendere decisioni nei casi contemplati dall'accordo
stesso. Tali decisioni sono obbligatorie per le parti, che adottano le misure
necessarie per la loro attuazione. La Commissione mista può altresì formulare
adeguate raccomandazioni.
Le decisioni    e   raccomandazioni   sono    elaborate   previo  accordo   tra  le due
part i.
                                 Articolo 39 (AE 106)
1.   Ciascuna delle parti può        deferire alla commissione mista qualsiasi
     controversia       relativa     all'applicazione        o     all'interpretazione
     del I'accordo.
2.   La Commissione mista può comporre la controversia mediante una decisione.
3.   Ciascuna delle parti è tenuta a prendere i provvedimenti necessari               ai
     fini dell'attuazione della decisione di cui al paragrafo 2.
4.   Nel caso non sia possibile comporre la controversia conformemente al
     disposto del paragrafo 2 del presente articolo, ciascuna delle parti può
     designare un arbitro e darne notifica all'altra-, l'altra parte deve
     designare un secondo arbitro entro due mesi.
La Commissione mista designa un terzo arbitro.
Le decisioni arbitrali sono pronunciate a maggioranza.
Ciascuna    delle     parti   in causa      deve    adottare   le  misure     necessarie
all'attuazione della decisione arbitrale.
                                 Articolo 40 (AE 112)
Nell'ambito del    presente accordo, ciascuna delle parti si impegna a garantire
che le persone     fisiche e giuridiche dell'altra parte possano adire, senza
discriminazione    rispetto ai propri cittadini, i competenti organi giuridici e
 amministrativi   della Comunità e della RFCS per tutelare i loro diritti
 individuali   e    di   proprietà,   inclusi     quelli   riguardanti    la proprietà
 intellettuale,   industriale e commerciale.
                                 Articolo 41 (AE 113)
L'accordo non impedisce ad una parte contraente di adottare qualsiasi misura:
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(a) ritenuta necessaria a precludere l'accesso a informazioni contrarie ai
    suoi interessi essenziali in materia di sicurezza;
(b) inerente alla produzione o al commercio di armi, munizioni o materiale
    bellico o alla ricerca, allo sviluppo o alla produzione indispensabili in
    materia di difesa, a condizione che tali misure non alterino le
    condizioni di concorrenza rispetto a prodotti non destinati ad uso
    specificamente militare;                                .
(e) ritenuta essenziale per la propria sicurezza nel caso di gravi disordini
     interni che compromettano il mantenimento della legge e dell'ordine, in
    tempo di guerra o in occasione di gravi tensioni internazionali che
    possano sfociare in una guerra o ai fini del rispetto di impegni assunti
    per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.
                              Articolo 42 (AE 114)
Nei settori coperti dal presente accordo e fatta salva qualsiasi disposizione
speciale ivi contenuta:
     le misure applicate dalla RFCS nei confronti delia Comunità non devono
    dare origine ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri, i loro
    cittadini o le, loro aziende o imprese-,
     le misure applicate dalla Comunità nei confronti della RFCS non devono
    dare origine ad alcuna discriminazione tra i cittadini della RFCS o le
     loro aziende o imprese.
                              Articolo 43 (AE 115)
Quando sono importati nella Comunità, i prodotti originari della RFCS non
beneficiano di un trattamento più favorevole rispetto a quello applicato
dagli Stati membri fra loro.
                              Articolo 44 (AE .116)
1. Le parti adottano qualsiasi provvedimento generale o specifico necessario
per l'adempimento degli obblighi che loro incombono nel quadro dell'accordo.
Esse si adoperano per la realizzazione degli obiettivi fissati nell'accordo.
2. Qualora una delle parti ritenga che l'altra parte non abbia ottemperato
ad un obbligo previsto dall'accordo può adottare le misure appropriate. Prima
di procedere, essa fornisce alla commissione mista tutte le informazioni
pertinenti necessarie per un esauriente esame della situazione ai fini della
ricerca di una soluzione accettabile per le parti.
Nella scelta delle misure, si privilegiano quelle meno lesive per il
funzionamento dell'accordo. Le misure decise sono comunicate senza indugio
alla commissione mista e, qualora l'altra parte ne faccia richiesta, sono
oggetto di consultazioni in seno alla commissione mista.
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                             Articolo 45 (AE 118)
I protocolli nn. 1 - 7 e gli allegati      I - XV e XVII sono parte  integrante
del I'accordo.
                             Articolo 46 (AE 119)
1. Il presente accordo è applicabile fino all'entrata in vigore dell'accordo
europeo firmato il 16 dicembre 1991 e non oltre il 31 dicembre 1992.
2. Ciascuna delle parti può denunciare l'accordo dandone notifica all'altra
parte. L'accordo cessa di essere applicabile sei mesi dopo la data di tale
not if ica.
                             Articolo 47 (AE 120)
 Il presente accordo si applica ai territori ai qual i si applicano i trattati
che istituiscono la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio alle condizioni precisate in dett i trattat i , e a I
terr itor io dèi la RFCS.
                             Articolo 48 (AE 121)
 Il presente accordo è redatto in due esemplari in lingua danese, tedesca,
greca, spagnola, inglese, francese, italiana, olandese, portoghese e ceca,
ciascun testo facente ugualmente fede.
                                  Art icolo 49
 11 presente accordo è approvato   dalle parti   contraenti conformemente  alle
rispettive procedure.
L'accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla
data in cui le parti contraenti si comunicano reciprocamente che le procedure
di cui al comma precedente sono state completate.
A decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, sono sospesi gli
articoli 2 e 3, paragrafi 2 - 1 6      dell'accordo tra la Comunità economica
europea e la Repubblica federativa ceca e slovacca sugli scambi e sulla
cooperazione commerciale ed economica, firmato a Bruxelles il 7 maggio 1990,
nonché le corrispondenti disposizioni del protocollo tra la Comunità europea
del carbone e dell'acciaio e la Repubblica federativa ceca e slovacca,
siglato a Bruxelles il 28 giugno 1991.
                             Articolo 50 (AE i!23)
 1. In caso di entrata in vigore dell'accordo dopo il 1* gennaio ma prima del
30 giugno 1992, ai fini del disposto dei titoli I e il dell'accordo stesso e
dei protocolli nn. 1-7 per "data di entrata in vigore dell'accordo" si
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intende:
    la data di entrata in vigore, per quanto riguarda gli obblighi da attuare
    a decorrere da tale data e
    il 1* gennaio 1992, per quanto riguarda gli obblighi da attuare
    successivamente con riferimento alla data di entrata in vigore.
2. In caso di entrata in vigore dell'accordo        dopo  il  1*  gennaio, si
applicano le disposizioni del protocollo n. 7.
 ---pagebreak---                                      **>
                             DICHIARAZIONI  COMUN
1 .    Articolo 1. paragrafo 4
La Comunità e la RFCS confermano che qualora si proceda ad una riduzione dei
dazi mediante una sospensione di dazi per un periodo di tempo particolare,
tali dazi ridotti sostituiscono i dazi di base solo per la durata di tale
sospensione e che, qualora sia decisa una sospensione parziale di dazi, viene
tutelato il margine preferenziale tra le parti.
2.     Art icolo 33
Le Parti non fanno uso improprio delle disposizioni sul segreto professionale
per impedire l'accesso a informazioni in materia di concorrenza.
3.     Art icolo 36
Le Parti concordano che ai fini dell'attuazione del presente accordo di
associazione,     il concetto di   "proprietà   intellettuale,   industriale e
commerciale" è inteso in senso analogo a quello dell'articolo 36 del trattato
CEE e include, in particolare, la tutela dei diritti d'autore e dei diritti
connessi, dei brevetti, del disegno industriale, dei marchi commerciali e di
servizi, del software, delle topografie di circuiti           integrati, delle
 indicazioni geografiche, nonché della protezione contro la concorrenza sleale
e la tutela delle informazioni riservate in materia di know-how.
12. Articolo 5 del protocollo n. 6 dell'accordo
Le parti contraenti sottolineano che il riferimento contenuto nell'articolo 5
del protocollo n. 6 alle rispettive normative può coprire, se del caso,
qualsiasi    impegno internazionale cui possono essere vincolate, come la
convenzione de L'Aia del 15 novembre 1965 sulla notificazione e sulla
comunicazione all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziari, in materia
civile o commerciale.
 ---pagebreak---                                              r*i
                                DICHIARAZIONI    UNILATERALI
 1•      Dichiarazione della RFCS
 "La RFCS è responsabile unica dell'attuazione del presente accordo.
Conformemente agli atti costituzionali della RFCS,              la Repubblica ceca e la
Repubblica slovacca partecipano all'attuazione."
 2.      Art icolo 36
Entro e non oltre il 1" marzo 1997, la RFCS presenta domanda di accesso alla
Convenzione       di  Monaco     sulla   concessione     del    brevetto   europeo,   del
5 ottobre 1973.       La    RFCS    aderirà    inoltre     alle   seguenti    convenzioni
mult ilaterali:
     protocollo dell'accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei
     marchi (Madrid 1989);
     convenzione      internazionale     relativa    alla    protezione   degli   artisti
      interpreti o esecutori, dei produttori di fonogrammi e degli organismi di
     radiodiffusione (Roma 1961),
delle quali gli Stati membri sono parti o che sono di fatto applicate dagli
Stat i membri.
LA RFCS dichiara          inoltre di      riconoscere     l'importanza   delle   seguenti
convenzioni multilaterali:
     convenzione di Berna per            la protezione delle opere          letterarie e
     artistiche (atto di Parigi, 1971);
     convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale (atto
     di Stoccolma del 1967, emendato nel 1979);
     accordo di Madrid sulla registrazione internazionale dei marchi (Atto di
     Stoccolma 1967, emendato nel 1979);
     accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei beni e dei
     servizi ai fini del marchio registrato (Ginevra 1977, emendata nel 1979);
     trattato di Budapest sul riconoscimento internazionale del deposito di
     microorganismi agli effetti della procedura brevettuale (1977, emendato
     nel 1980);
     trattato sulla cooperazione in materia di brevetti (Washington 1970,
     emendato nel 1979 e modificato nel 1984).
                         Dichiarazioni della Comunità europea
2
  •      Articolo 8. paragrafo 4 del protocollo n. 2 sui prodotti CECA
Si conviene che la possibilità di una proroga eccezionale del periodo di
cinque anni è rigorosamente limitata al caso particolare della RFCS e non
altera la posizione della Comunità in relazione ad altri casi, né pregiudica
gli impegni internazionali. L'eventuale deroga prevista al paragrafo 4 tiene
conto delle particolari difficoltà della RFCS nella ristrutturazione del
settore siderurgico e del fatto che tale processo è stato avviato solo
recentemente.
     P r otocollo n. 6
      Il Protocollo n. 6 si applica entro i limiti delle competenze comunitarie
     a cui si riferisce.
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                                                              COM(91)524def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                          H   02
                                          N. di catalogo : CB-CO-91-6084T-C
                                                             ISBN 92-77-79171-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo