CELEX: 52003PC0502(02)
Language: it
Date: 2003-08-14
Title: Proposta di Regolamento del Consiglio che istituisce il regime del traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne temporanee tra gli Stati membri

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52003PC0502(02)

Proposta di Regolamento del Consiglio che istituisce il regime del traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne temporanee tra gli Stati membri  /* COM/2003/0502 def. - CNS 2003/0194 */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce il regime del traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne temporanee tra gli Stati membri(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. IntroduzioneL'articolo 62, paragrafo 2 del trattato CE conferisce alla Comunità la competenza generale per quanto riguarda "misure relative all'attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri". Tali misure rientrano tra quelle che, a norma dell'articolo 61, lettera a) del trattato CE, devono essere adottate entro cinque anni dall'entrata in vigore del trattato di Amsterdam.Tuttavia, nell'adottare misure riguardanti i controlli alle frontiere esterne, si deve tener conto delle disposizioni dell'acquis di Schengen integrato nell'Unione europea.In particolare, all'articolo 3, paragrafo 1 della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen si precisa che, mentre in linea di principio le frontiere esterne si possono attraversare soltanto ai valichi di frontiera e durante le previste ore di apertura, disposizioni più particolareggiate, eccezioni al principio suddetto e modalità speciali sarebbero state adottate dal "Comitato esecutivo Schengen" (sostituito dal Consiglio dell'Unione europea dopo l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam), tra l'altro per quanto riguarda il "traffico frontaliero locale" (indicato anche come "piccolo traffico di frontiera" o "traffico d'escursione" [1]).[1]  NdT: la denominazione "piccolo traffico di frontiera", che riprende quella francese, è la più frequente nei testi italiani, mentre "traffico d'escursione" compare in testi ufficiali svizzeri.Poiché simili misure non sono state adottate, nella comunicazione Verso una gestione integrata delle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (COM(2002)233 del 7 maggio 2002), la Commissione ha indicato che lo sviluppo dell'acquis riguardo al traffico frontaliero locale e l'esigenza di stabilire norme minime comuni costituiscono una delle questioni da affrontare per completare e chiarire il quadro giuridico comunitario relativo alle frontiere esterne. Il Piano per la gestione delle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea, approvato dal Consiglio Giustizia e affari interni il 13 giugno 2002 e accolto con favore dal Consiglio europeo di Siviglia del 21 e 22 giugno, comprendeva, tra le azioni da intraprendere nel breve periodo, l'adozione di misure relative al traffico frontaliero locale.L'esigenza di chiarire le norme relative al traffico frontaliero locale figura anche tra le raccomandazioni per l'ulteriore sviluppo dell'acquis di Schengen, formulate dal gruppo di lavoro "Valutazione Schengen" e approvate dal Consiglio GAI il 28 febbraio 2002.Tale questione assume particolare importanza anche nella prospettiva dell'imminente allargamento, data la notevole consistenza numerica dei passaggi di frontiera tra i futuri Stati membri, nonché tra i futuri Stati membri ed i paesi limitrofi. Come ha fatto notare la Commissione nella comunicazione "Europa ampliata" (COM(2003)104 definitivo dell'11 marzo 2003), l'UE ed i suoi vicini - attuali e futuri - hanno l'interesse comune di assicurare che la nuova frontiera esterna non costituisca un ostacolo agli scambi commerciali, sociali e culturali e alla cooperazione regionale.Norme efficaci relative al traffico frontaliero locale contribuiranno quindi a promuovere lo sviluppo delle regioni di frontiera ed a facilitare il passaggio delle frontiere per i residenti frontalieri in buona fede, tenendo conto al tempo stesso dell'esigenza di prevenire l'immigrazione illegale e le potenziali minacce alla sicurezza costituite dalle attività criminali.Di conseguenza, la Commissione ha deciso d'iniziare i dibattiti intesi a stabilire norme comunitarie relative al traffico frontaliero locale, presentando un documento di lavoro su tale questione (Developing the acquis on local border traffic, SEC(2002)947 del 9 settembre 2002).Tenuto conto delle reazioni e dei contributi a tale documento di lavoro forniti dagli attuali e futuri Stati membri, la Commissione ha deciso di presentare due proposte intese a stabilire i criteri e le condizioni per istituire il regime del traffico frontaliero locale, introducendo anche, a tale scopo, un visto specifico.2. Perché due proposte?Uno dei motivi per elaborare norme relative al traffico frontaliero locale è, come già si è detto, la mancanza di un quadro giuridico chiaro e coerente che disciplini tale questione. Attualmente, manca addirittura la definizione di "traffico frontaliero locale". Il solo "acquis" esistente è costituito dagli accordi bilaterali sul traffico frontaliero locale conclusi da alcuni Stati membri con paesi terzi limitrofi [2]. Si tratta di accordi quanto mai diversi sotto numerosi aspetti, per esempio per quanto riguarda la portata geografica, le categorie di persone a cui si applicano, i tipi di documenti richiesti per il passaggio della frontiera.[2]  Alcuni di questi paesi terzi sono ora in via di adesione (per esempio la Repubblica Ceca, la Polonia e la Slovenia).Vi è tuttavia anche un altro motivo, ossia l'esigenza di prendere in considerazione - e disciplinare - le nuove situazioni derivanti dall'adesione all'UE dei nuovi Stati membri.Va osservato anzitutto che, contrariamente alla situazione attuale, per quanto riguarda la maggior parte dei paesi terzi confinanti con i nuovi Stati membri UE, i loro cittadini devono essere in possesso di visto per entrare nell'UE [3]. È ovvio che si deve tener conto di quest'elemento nel configurare il regime del traffico frontaliero locale su tali confini, includendovi questa categoria di persone.[3]  Cfr. regolamento (CE) n. 539/2001, modificato a due riprese dai regolamenti (CE) n. 2414/2001 e n. 453/2003.In secondo luogo, come conseguenza della procedura di attuazione in due tempi dell'acquis di Schengen (vedasi più oltre, al punto 6), i nuovi Stati membri dovranno applicare appieno il regime Schengen dei controlli alle frontiere esterne su tutti i loro valichi di frontiera sin dal momento dell'adesione. Ciò implica che i controlli di frontiera proseguiranno, per qualche tempo dopo l'adesione, tra i nuovi Stati membri e gli attuali Stati Schengen, ed anche tra i nuovi Stati membri stessi (le cosiddette "frontiere esterne temporanee"). Ecco perché - sino all'applicazione integrale dell'acquis di Schengen da parte dei nuovi Stati membri, quando saranno effettivamente soppressi i controlli alle frontiere interne - la Commissione ritiene adeguato applicare anche presso le suddette "frontiere esterne temporanee" il regime di passaggio agevolato delle frontiere che è previsto per i residenti frontalieri.Si propongono qui, dunque, due strumenti:- un regolamento che stabilisce norme generali relative ai criteri e alle condizioni da applicare per istituire il regime del traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne degli Stati membri, e introduce un visto specifico a tale scopo (punto 2.1);- un secondo regolamento, che applica alle "frontiere terrestri esterne temporanee" tra gli Stati membri le norme stabilite nel suddetto strumento (punto 2.2).2.1 Il regolamento che stabilisce principi generali relativi al traffico frontaliero locale con i paesi terzi limitrofiScopo del primo regolamento proposto è stabilire le norme relative ai criteri e alle condizioni per istituire il regime del traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne degli Stati membri.Anzitutto, viene definito il "traffico frontaliero locale", ossia il passaggio regolare della frontiera terrestre esterna di uno Stato membro da parte di persone legittimamente residenti nella zona di frontiera di un paese terzo limitrofo, allo scopo di soggiornare nella zona di frontiera di quello Stato membro per un periodo limitato (al massimo sette giorni consecutivi e, in ogni caso, non oltre tre mesi in un semestre).Per quanto riguarda i residenti frontalieri non soggetti all'obbligo del visto, l'agevolazione prevista riguarda soprattutto i documenti di viaggio da produrre per attraversare la frontiera (è sufficiente la carta d'identità oppure un lasciapassare specifico).L'obbligo del visto non viene abrogato per i residenti frontalieri ad esso soggetti. Tuttavia, viene introdotto un visto specifico ("L", come "locale"), che sarà rilasciato ai fini del traffico frontaliero locale ai residenti frontalieri in buona fede che soddisfano alle necessarie condizioni enunciate nel regolamento.Tale visto speciale avrà le seguenti caratteristiche:- la sua validità territoriale sarà limitata alla zona di frontiera dello Stato membro che lo rilascia. La durata massima del soggiorno in tale zona sarà di sette giorni consecutivi e, in ogni caso, non superiore a tre mesi in un semestre;- darà diritto al titolare di attraversare più volte la frontiera dello Stato membro che lo rilascia. Sarà valido come minimo un anno e come massimo cinque anni;- avrà le medesime caratteristiche di sicurezza dei normali visti di breve durata [4];[4]  Cfr. regolamento (CE) n. 1683/95, modificato dal regolamento (CE) n. 334/2002.- la tassa per ottenerne il rilascio potrà essere ridotta o soppressa.Le procedure e criteri da seguire per il rilascio di tali visti dovranno corrispondere alle disposizioni dell'Istruzione consolare comune (ICC) [5], rammentando il dispositivo di attuazione in due tempi dell'acquis di Schengen. Dunque, sino all'attuazione integrale di tale acquis (e quindi dell'ICC), i nuovi Stati membri applicheranno le loro leggi nazionali, le quali, ovviamente, dovranno rispettare i principi enunciati nel presente regolamento.[5]  GU C 313 del 16.12.2002, pag. 1.In entrambi i casi, i residenti frontalieri dovranno provare di disporre di sufficienti mezzi di sussistenza, ma si potrà chiedere loro anche di provare che risiedono effettivamente nella zona di frontiera e d'indicare per quali motivi essi attraversino di frequente la frontiera in regime di traffico frontaliero locale.Infine, condizioni comuni da applicare ad entrambe le categorie dei residenti frontalieri riguardano la possibilità di consentire il passaggio della frontiera in corsie o valichi specifici e/o in punti e orari diversi da quelli autorizzati per il passaggio.La possibilità di prevedere un regime di traffico frontaliero locale con i paesi terzi limitrofi comporta la necessità di assicurare che un trattamento come minimo equivalente sia concesso da tali paesi terzi ai cittadini UE e ai cittadini di paesi terzi legittimamente residenti nella zona di frontiera di uno Stato membro, i quali desiderino attraversare la frontiera del paese terzo limitrofo e soggiornare nella zona di frontiera di questo paese in regime di traffico frontaliero locale.Sebbene il regolamento in oggetto introduca un regime comunitario di traffico frontaliero locale, conferendo quindi alla Comunità la competenza esterna in questo settore, si è ritenuto opportuno - tenuto conto della natura specifica del regime di traffico frontaliero locale, la cui introduzione dipende ampiamente da considerazioni locali, di ordine geografico, sociale ed economico, e di altro tipo - delegare agli Stati membri l'attuazione effettiva di tale regime mediante accordi bilaterali.Il regolamento in oggetto autorizza dunque gli Stati membri a negoziare a titolo bilaterale con i loro vicini, se lo ritengano opportuno, le condizioni specifiche da applicare al traffico frontaliero locale alla loro comune frontiera terrestre, purché tali condizioni corrispondano alle disposizioni del regolamento stesso e non incidano su di esse (cfr. articolo 17).2.2 L'applicazione del regime del traffico frontaliero locale alle "frontiere terrestri esterne temporanee" tra gli Stati membriCome si è già spiegato (al punto 2), la procedura dell'attuazione in due tempi dell'acquis di Schengen implica che, dopo l'adesione, vi saranno ancora "frontiere esterne temporanee" tra i nuovi Stati membri e gli attuali Stati Schengen, e anche tra i nuovi Stati membri stessi. A norma dell'articolo 3 dell'Atto di adesione, a questi valichi di frontiera si applicherà integralmente il regime Schengen delle frontiere esterne.Per tale motivo, è sembrato opportuno presentare un regolamento che estenda alle "frontiere terrestri esterne temporanee" l'applicabilità delle norme previste riguardo ai criteri e condizioni per istituire il regime del traffico frontaliero locale.L'applicazione di tali norme è stata estesa, in linea di principio, soltanto ai cittadini di paesi terzi (soggetti o no all'obbligo del visto) che risiedono legittimamente nella zona di frontiera di uno Stato membro. Si è proceduto a questa estensione perché, in materia di libera circolazione, il diritto comunitario riconosce già ai cittadini dell'Unione di diritti specifici che, in termini generali, sono più ampi di quanto è previsto nelle presenti proposte (per esempio, per quanto riguarda il periodo massimo di soggiorno o le condizioni per l'ingresso). Si noti, quindi, che le norme comunitarie relative al traffico frontaliero locale non hanno incidenza su tali diritti, né sui diritti dei cittadini di certi paesi terzi che, in materia di libera circolazione, godono di diritti equivalenti a quelli dei cittadini dell'Unione.Tuttavia, nel caso che l'agevolazione concessa nell'ambito del regime del traffico frontaliero locale a cittadini di paesi terzi residenti nella zona di frontiera preveda diritti più ampi di quelli di cui godono già i cittadini dell'Unione, è previsto che a questi ultimi sia estesa automaticamente la suddetta agevolazione. È il caso, in particolare, per quanto riguarda la possibilità di passare la frontiera in punti diversi dai valichi specifici oppure in valichi e orari diversi da quelli autorizzati.3. Scelta della base giuridicaLa base giuridica proposta per il regolamento che stabilisce norme riguardanti i criteri e le condizioni per l'introduzione del regime di traffico frontaliero locale è l'articolo 62, paragrafo 2 del trattato CE, poiché tale strumento si applica a "misure relative all'attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri", misure che comprendono "norme e procedure cui gli Stati membri devono attenersi per l'effettuazione di controlli sulle persone alle suddette frontiere" (articolo 62, paragrafo 2, lettera a) e "regole in materia di visti relativi a soggiorni previsti di durata non superiore a tre mesi" (articolo 62, paragrafo 2, lettera b).L'articolo 62, paragrafo 2 costituisce la base giuridica adeguata anche per il regolamento che estende l'applicazione delle norme riguardanti il traffico frontaliero locale alle "frontiere terrestri esterne temporanee" tra gli Stati membri, poiché il regime Schengen delle frontiere esterne si applicherà integralmente a tali valichi di frontiera al momento dell'adesione dei nuovi Stati membri (vedansi i punti 2 e 6.2).Poiché le due proposte si basano entrambe sul titolo IV del trattato CE, "Visti, asilo, immigrazione ed altre politiche connesse con la libera circolazione delle persone", esse vanno presentate e adottate nel rispetto dei Protocolli, allegati al trattato di Amsterdam, relativi alla posizione del Regno Unito, dell'Irlanda e della Danimarca. Le conseguenze attinenti ai vari Protocolli sono esaminate più oltre, al punto 5.4. Sussidiarietà e proporzionalitàL'articolo 62, paragrafo 2 del trattato CE conferisce alla Comunità la competenza di adottare misure relative al passaggio delle frontiere esterne degli Stati membri. Tali misure vanno adottate entro cinque anni dall'entrata in vigore del trattato di Amsterdam. Le norme comunitarie relative alle frontiere esterne vanno considerate una delle "misure di accompagnamento" da adottare in nesso con "misure volte ad assicurare la libera circolazione delle persone", così da contribuire al conseguimento dell'obiettivo generale d'istituire progressivamente "uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia" (articolo 61).Le attuali disposizioni comunitarie relative al passaggio delle frontiere esterne degli Stati membri fanno parte dell'acquis di Schengen integrato nell'Unione europea. Tuttavia, l'acquis attuale va sviluppato e completato. Nella comunicazione "Verso una gestione integrata delle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea" [6], la Commissione ha incluso l'adozione di norme relative al traffico frontaliero locale tra le misure da adottare nel breve periodo. Il Consiglio ha approvato tale visuale e l'ha integrata nel "Piano per la gestione delle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea" del 13 giugno 2002.[6]  COM(2002)233 def. del 7.5.2002.È chiaro, quindi, che è possibile sviluppare l'attuale acquis relativo alle frontiere esterne solo adottando misure comunitarie basate su di esso. Per sua propria natura, tuttavia, il regime del traffico frontaliero locale può essere attuato soltanto per iniziativa degli Stati membri interessati, i quali sono pertanto autorizzati, se lo ritengono opportuno, a concludere accordi bilaterali con i paesi terzi limitrofi, allo scopo d'introdurre il regime del traffico frontaliero locale, ovviamente in conformità e nel rispetto delle condizioni e criteri stabiliti dal diritto comunitario.A norma dell'articolo 5 del trattato CE, "l'azione della Comunità non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi del presente trattato".La forma scelta per quest'azione comunitaria consentirà alla proposta di conseguire il suo obiettivo e di essere attuata con la massima efficacia possibile.In tale spirito, gli strumenti giuridici scelti per stabilire norme generali relative al traffico frontaliero locale sono due regolamenti destinati agli Stati membri, nei quali si enunciano i principi che gli Stati membri stessi devono rispettare istituendo il regime del traffico frontaliero locale con i paesi limitrofi. Poiché le iniziative qui proposte costituiscono uno sviluppo dell'acquis Schengen, si è scelta la forma del regolamento, così da assicurarne l'applicazione armonizzata in tutti gli Stati membri che attuano l'acquis Schengen.5. Conseguenze attinenti ai vari Protocolli allegati ai trattatiLa base giuridica delle proposte riguardanti misure relative al passaggio delle frontiere esterne degli Stati membri rientra nel titolo IV del trattato CE ed implica, quindi, la situazione variabile presentata nei Protocolli sulla posizione del Regno Unito, dell'Irlanda e della Danimarca. Poiché tali proposte costituiscono uno sviluppo dell'acquis di Schengen, si devono esaminare le seguenti conseguenze, attinenti ai vari Protocolli.Regno Unito e IrlandaAi sensi degli articoli 4 e 5 del Protocollo sull'integrazione dell'acquis di Schengen nell'ambito dell'Unione europea, "L'Irlanda e il Regno Unito di Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord, i quali non sono vincolati dall'acquis di Schengen, possono, in qualsiasi momento, chiedere di partecipare, in tutto o in parte, alle disposizioni di detto acquis".Le presenti proposte costituiscono uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen, al quale il Regno Unito e l'Irlanda non partecipano a norma delle decisioni del Consiglio 2000/365/CE, del 29 maggio 2000, e 2002/192/CE, del 28 febbraio 2002, riguardanti la richiesta rispettivamente del Regno Unito e dell'Irlanda di partecipare ad alcune delle disposizioni dell'acquis di Schengen. Il Regno Unito e l'Irlanda, quindi, non partecipano all'adozione delle presenti proposte e non sono vincolate da esse né soggette alla loro attuazione.DanimarcaAi sensi del Protocollo sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato di Amsterdam, la Danimarca non partecipa all'adozione da parte del Consiglio delle misure proposte a norma del titolo IV del trattato CE, ad eccezione delle "misure che determinano quali siano i paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso di un visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne" e delle "misure relative all'instaurazione di un modello uniforme per i visti" (ex articolo 100c del trattato CE).Poiché le presenti proposte costituiscono uno sviluppo dell'acquis di Schengen, a norma dell'articolo 5 del Protocollo "la Danimarca decide, entro un periodo di sei mesi dalla decisione del Consiglio su una proposta o iniziativa di sviluppare l'acquis di Schengen in forza delle disposizioni del titolo IV del trattato che istituisce la Comunità europea, se intende recepire tale decisione nel proprio diritto interno".Norvegia e IslandaA norma dell'articolo 6, primo comma, del Protocollo Schengen, il 18 maggio 1999 il Consiglio ha concluso con Norvegia e l'Islanda un accordo sulla loro associazione all'attuazione, applicazione e sviluppo dell'acquis di Schengen [7].[7]  GU L 176 del 10.7.1999, pag. 35.L'articolo 1 di tale accordo stabilisce che la Norvegia e Islanda sono associate alle attività della CE e dell'UE nei settori ai quali si applicano le disposizioni dell'allegato A (disposizioni dell'acquis di Schengen) e dell'allegato B (disposizioni degli atti della Comunità europea, che hanno sostituito le corrispondenti disposizioni della convenzione Schengen oppure sono stati adottati ai fini della sua applicazione) dell'accordo stesso e al loro successivo sviluppo.A norma dell'articolo 2 dell'accordo, la Norvegia e l'Islanda applicano le disposizioni di tutti gli atti o provvedimenti adottati dall'Unione europea per modificare o sviluppare l'acquis di Schengen integrato nell'Unione europea (Allegati A, B).Le presenti proposte sviluppano l'acquis di Schengen quale è definito nell'allegato A dell'accordo.Di conseguenza, le proposte devono essere discusse dal "comitato misto" previsto all'articolo 4 dell'accordo, per dare ai rappresentanti della Norvegia e dell'Islanda la possibilità di "illustrare i problemi da essi riscontrati" riguardo al provvedimento in questione e di "pronunciarsi su qualsiasi questione inerente allo sviluppo delle disposizioni che li riguardano o alla relativa attuazione".6. Conseguenze relative alla procedura di applicazione in due tempi di atti intesi a sviluppare l'acquis di Schengen6.1 Nell'articolo 3 dell'Atto di adesione è indicato, al paragrafo 1, che le disposizioni dell'acquis di Schengen e gli atti intesi a svilupparlo o altrimenti ad esso correlati, elencati nell'allegato menzionato nel testo stesso del paragrafo, sono vincolanti e devono essere applicati dai nuovi Stati membri sin dal momento della loro adesione. Al paragrafo 2 del medesimo articolo è precisato che le disposizioni e gli atti non elencati nell'allegato suddetto sono vincolanti per gli Stati membri sin dal momento dell'adesione, ma dovranno essere applicati soltanto dopo una decisione speciale in tal senso, che il Consiglio adotterà a norma del medesimo articolo 3.Si tratta della cosiddetta "procedura di attuazione Schengen in due tempi", secondo la quale alcune disposizioni dell'acquis di Schengen saranno vincolanti e dovranno essere applicate sin dal momento dell'adesione all'UE, mentre altre - ossia quelle intrinsecamente correlate alla soppressione dei controlli alle frontiere interne - saranno vincolanti già dal momento dell'adesione, ma dovranno essere applicate nei nuovi Stati membri soltanto dopo la summenzionata decisione del Consiglio.Le disposizioni Schengen riguardanti le frontiere esterne (gli articoli 3-8 della convenzione Schengen e le relative decisioni di attuazione, compreso il Manuale comune) sono elencate nell'allegato: quindi, sono vincolanti ed i nuovi Stati membri dovranno applicarle sin dal momento della loro adesione [8]. Come già si è detto, tali disposizioni si applicano anche alle cosiddette "frontiere esterne temporanee", ossia alla frontiera comune tra i nuovi Stati membri e gli attuali Stati Schengen, nonché tra i nuovi Stati membri stessi.[8]  Eccettuato l'articolo 5, paragrafo 1, lettera d), riguardante la consultazione del Sistema d'informazione Schengen.Le disposizioni Schengen riguardanti i visti (gli articoli 9-18 della convenzione Schengen e le relative decisioni di attuazione, compresa l'Istruzione consolare comune) non sono indicate nell'allegato e quindi, pur essendo vincolanti sin dal momento dell'adesione, dovranno essere applicate nei nuovi Stati membri soltanto dopo la suddetta decisione del Consiglio. Tuttavia, figurano nell'allegato e quindi sono al tempo stesso vincolanti e di applicazione nei nuovi Stati membri sin dal momento dell'adesione il regolamento (CE) n. 539/2001, comprendente gli elenchi distinti dei paesi i cui cittadini, all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne, devono essere in possesso del visto oppure sono esenti da tale obbligo - modificato dai regolamenti (CE) n. 2414/2001 e n. 453/2003 - e il regolamento (CE) n. 1683/95, che istituisce un modello uniforme per i visti (visto adesivo), modificato dal regolamento (CE) n. 334/2002.Le presenti proposte, intese a stabilire norme relative al traffico frontaliero locale e ad introdurre a tale scopo un nuovo tipo di visto, saranno vincolanti e di applicazione nei nuovi Stati membri sin dal momento della loro adesione. Resta inteso, tuttavia, che i nuovi Stati membri saranno tenuti ad applicare integralmente le disposizioni dei regolamenti qui proposti relative alle disposizioni Schengen sulle procedure e condizioni di rilascio dei visti (disposizioni figuranti, in particolare, nell'Istruzione consolare comune) soltanto dopo l'entrata in vigore della decisione del Consiglio che li autorizzerà ad applicare in misura integrale l'acquis di Schengen.6.2 Un'altra conseguenza della "procedura di attuazione Schengen in due tempi" è che i controlli di frontiera non soltanto tra gli attuali ed i nuovi Stati membri, ma anche alle frontiere comuni tra i nuovi Stati membri (le cosiddette "frontiere esterne temporanee"), proseguiranno sino all'entrata in vigore della suddetta decisione del Consiglio comportante la soppressione di simili controlli.Ecco perché viene proposto il secondo regolamento: si tratta di estendere alle "frontiere terrestri esterne temporanee" tra gli Stati membri l'applicazione delle norme, previste nel primo regolamento, riguardanti i criteri e le condizioni per istituire il regime del traffico frontaliero locale (cfr. anche più sopra, al punto 2.1).7. Spiegazione dei singoli articoli7.1 Regolamento (CE) n. .../.... del Consiglio che istituisce il regime del traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne degli Stati membriArticolo 1In tale articolo è indicato lo scopo del regolamento: istituire il regime del traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne degli Stati membri e autorizzare questi ultimi a concludere o tenere in vigore, a tale scopo, accordi bilaterali con i paesi terzi limitrofi.Il regolamento introduce anche un visto specifico (articolo 9), che sarà rilasciato ai residenti frontalieri in buona fede che sono soggetti all'obbligo del visto ai fini del traffico frontaliero locale.Articolo 2Al paragrafo 1 di tale articolo è indicato che il regolamento proposto non incide sul diritto di libera circolazione di determinate categorie di persone che godono già del diritto d'ingresso e di soggiorno a norma di altre disposizioni del diritto comunitario, ossia:- i cittadini UE, quali sono definiti all'articolo 17, paragrafo 1 del trattato CE;- i cittadini di paesi terzi facenti parte della famiglia di cittadini dell'Unione che hanno esercitato il loro diritto di libera circolazione all'interno dell'UE. Il legame familiare è definito all'articolo 10 del regolamento (CEE) n. 1612/68;- i cittadini di paesi terzi ai quali si applicano gli accordi conclusi con paesi terzi dalla Comunità e dai suoi Stati membri (per esempio, l'accordo sullo Spazio economico europeo).Al paragrafo 2 è indicato poi che il regolamento non ha lo scopo d'introdurre una regolamentazione: di conseguenza, esso non incide sulle disposizioni che disciplinano il soggiorno di lunga durata né sulle questioni correlate ai dazi doganali e all'imposizione fiscale. Tali aspetti, quindi, restano disciplinati dalle pertinenti disposizioni del diritto comunitario o nazionale.Articolo 3In tale articolo sono definiti i termini ricorrenti nella proposta.a) Questa definizione precisa che il campo di applicazione del regolamento comprende soltanto le frontiere terrestri tra uno Stato membro e un paese terzo.b) Questa definizione s'ispira agli strumenti comunitari che fanno riferimento alla zona di frontiera in relazione ai dazi doganali. Tuttavia, l'estensione massima della zona di frontiera è stabilita tenendo conto delle attuali prassi bilaterali. Lo scopo consiste qui nel fissare non un'estensione specifica della zona di frontiera, valida per tutte le frontiere terrestri, ma almeno la sua estensione massima ai fini del traffico frontaliero locale.c) Manca tuttora una definizione del "traffico frontaliero locale". Tale definizione viene attinta dunque dalle prassi vigenti (ossia gli accordi bilaterali). Per definire il "traffico frontaliero locale" sembrano essenziali due elementi: la residenza nella zona di frontiera e il frequente passaggio di frontiera allo scopo di soggiornare, per un periodo limitato, nella zona di frontiera del paese limitrofo.d) Il concetto di cittadini di paesi terzi è definito per difetto, escludendo i cittadini dell'Unione ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 1 del trattato CE.e) Questa definizione s'ispira all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 539/2001. Tuttavia, il concetto di visto si limita qui al visto per un breve periodo (e non al visto di transito), che consente l'ingresso e il soggiorno soltanto nel territorio dello Stato membro che l'ha rilasciato.f) g) Perché una persona sia considerata "residente frontaliero", devono sussistere due condizioni: l'interessato deve risiedere effettivamente nella zona di frontiera, quale è definita alla precedente lettera b), e da almeno un anno. Si fa distinzione tra i residenti soggetti o no all'obbligo del visto, poiché a queste due categorie di persone si applicano condizioni diverse. Sono inclusi anche i rifugiati riconosciuti come tali e gli apolidi, che rientrano in una delle due suddette categorie secondo la distinzione indicata all'articolo 3 del regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio.h) Questa definizione è presa dall'articolo 13 della proposta di direttiva del Consiglio, presentata dalla Commissione, relativa alle condizioni d'ingresso e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi che intendono svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo (COM(2001)386).Articolo 4Si tratta della clausola standard, secondo la quale nell'applicare il regolamento si deve rispettare il principio di non discriminazione. Tale articolo corrisponde all'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.Articolo 5Le condizioni elencate in tale articolo per quanto riguarda l'ingresso di residenti non soggetti all'obbligo del visto coincidono sostanzialmente con quelle dell'articolo 5, paragrafo 1 della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen (CAS). Le differenze riguardano i seguenti elementi:- i documenti validi per il passaggio della frontiera (cfr. più oltre la spiegazione relativa all'articolo 6);- l'esigenza di comprovare, se necessario, la residenza nella zona di frontiera e d'indicare i motivi del frequente attraversamento della frontiera nell'ambito del traffico frontaliero locale (ma non le condizioni del soggiorno ivi previsto né il possesso di mezzi di sussistenza).Per quanto riguarda l'articolo 5, lettera c) - che corrisponde all'articolo 5, paragrafo 1, lettera d) della CAS - resta inteso che, poiché esso contiene riferimenti alla consultazione del sistema d'informazione Schengen (SIS), i nuovi Stati membri applicheranno tale articolo solo quando procederanno all'applicazione integrale dell'acquis di Schengen, in seguito alla decisione del Consiglio che li autorizzerà in tal senso.Articolo 6I documenti validi che deve presentare il cittadino di un paese terzo per attraversare la frontiera terrestre esterna di uno Stato membro sono, in genere, il passaporto oppure un equipollente documento internazionale di viaggio (per esempio, il documento di viaggio rilasciato a coloro ai quali è stato riconosciuto lo statuto di rifugiati).Nell'ambito del traffico frontaliero locale, viene proposto di agevolare il passaggio della frontiera ai residenti frontalieri in buona fede che non sono soggetti all'obbligo del visto, consentendo loro di attraversare le frontiere terrestri esterne anche presentando:- la carta d'identità, purché vi sia indicata la residenza nella zona di frontiera, o questa possa essere comprovata in altro modo;- oppure un lasciapassare specifico, rilasciato dallo Stato di residenza.Articolo 7La durata massima del soggiorno nella zona di frontiera di uno Stato membro nell'ambito del traffico frontaliero locale è stabilita a sette giorni consecutivi. Tale durata riflette le prassi attuali (accordi bilaterali). Ovviamente, la durata massima del soggiorno nella zona di frontiera non può superare il limite generale di un soggiorno breve, ossia tre mesi in un semestre.Una proroga dei limiti temporali suddetti può essere concessa soltanto in casi eccezionali, per esempio per ragioni umanitarie, malattia, infortunio ecc.Articolo 8Vi sono differenze tra le condizioni per l'ingresso imposte ai cittadini di paesi terzi soggetti all'obbligo del visto e quelle previste per i cittadini di paesi terzi non soggetti a tale obbligo. Le differenze sono le seguenti:- l'attraversamento della frontiera terrestre esterna di uno Stato membro non può essere consentito in base alla carta d'identità o ad un lasciapassare: i soli documenti validi sono quelli sui quali si può apporre il visto (ossia il passaporto o altri equipollenti documenti internazionali di viaggio);- è richiesto il visto, sia pure con le caratteristiche specifiche definite agli articoli 9-13 del regolamento.Articolo 9Viene introdotto (paragrafo 1) un visto speciale da rilasciare ai fini del traffico frontaliero locale ai residenti frontalieri in buona fede.Al paragrafo 2 è precisato che la validità territoriale di tale visto è limitata alla zona di frontiera dello Stato membro che lo rilascia.Al paragrafo 3 è previsto che il visto speciale rilasciato ai fini del traffico frontaliero locale autorizza il titolare a passare più volte la frontiera dello Stato membro che lo rilascia. La durata massima del soggiorno nella zona di frontiera in base a tale visto è di sette giorni consecutivi e, in ogni caso, non superiore a tre mesi in un semestre.Articolo 10Il modello del visto che sarà rilasciato ai fini del traffico frontaliero locale è il medesimo già in uso per altri tipi di visti per brevi periodi, secondo le norme e le specifiche stabilite nel regolamento (CE) n. 1683/95 del 29 maggio 1995, che istituisce un modello uniforme per i visti (modificato dal regolamento (CE) n. 334/2002 del 18 febbraio 2002).Il visto rilasciato ai fini del traffico frontaliero locale recherà la lettera distintiva "L" (come "locale") sotto la dicitura "tipo di visto", nell'intento di evitare confusioni con altri tipi di visti per brevi periodi e con i visti a lungo termine.Articolo 11Al paragrafo 1 è precisato che il visto "L" può essere rilasciato ai residenti frontalieri che soddisfano le condizioni di cui all'articolo 8, lettere a), c), d), e) della proposta.Al paragrafo 2 si aggiunge che il visto "L", data la sua natura e le speciali caratteristiche, non può essere rilasciato alla frontiera, neanche in casi eccezionali.Articolo 12Poiché, per sua natura, il visto "L" consente più ingressi ed è rilasciato ai viaggiatori frequenti in buona fede, è sembrato opportuno prevedere che il suo periodo di validità sia di un anno come minimo e di cinque anni come massimo.Articolo 13La tassa corrispondente ai costi amministrativi di trattamento della domanda di rilascio del visto "L" coinciderà, in linea di principio, con quella richiesta per gli altri tipi di visti per più ingressi, aventi la medesima validità temporale.Tuttavia, in deroga al paragrafo precedente, gli Stati membri conserveranno la facoltà di ridurre o sopprimere la tassa corrispondente ai costi di trattamento del visto "L".Articolo 14Al paragrafo 1 di tale articolo si ribadisce che, quando nel presente regolamento non sono stabilite norme specifiche riguardanti le condizioni e procedure per il rilascio del visto "L", si applicano le disposizioni dell'Istruzione consolare comune.Tuttavia, al paragrafo 2 si precisa che gli Stati membri che non applicano l'Istruzione consolare comune, come conseguenza del dispositivo di attuazione Schengen in due tempi, applicheranno a titolo temporaneo le loro disposizioni nazionali per quanto riguarda le condizioni e le procedure di rilascio dei visti, sinché il Consiglio non li autorizzi ad applicare integralmente l'acquis di Schengen, inclusa l'Istruzione consolare comune. È ovvio che le suddette disposizioni nazionali dovranno rispettare le norme stabilite nel presente regolamento.Articolo 15In tale articolo si precisa che i lavoratori transfrontalieri, data la natura della loro attività, non sono soggetti ai limiti temporali previsti per il soggiorno nella zona di frontiera nell'ambito del traffico frontaliero locale, ossia il limite di "tre mesi in un semestre". Tuttavia, il loro soggiorno è limitato dai vincoli temporali inclusi nella definizione stessa di "lavoratore transfrontaliero" (cfr. più sopra la spiegazione relativa alla lettera h) dell'articolo 3).Articolo 16Tale articolo introduce una deroga all'obbligo di apporre il timbro all'ingresso e all'uscita sui documenti di viaggio dei residenti frontalieri che attraversano la frontiera terrestre esterna di uno Stato membro nell'ambito del traffico frontaliero locale. In pratica, non sarebbe fattibile apporre il timbro sui documenti di viaggio, considerato che la natura stessa del traffico frontaliero locale comporta passaggi molto frequenti della frontiera. Inoltre, per quanto riguarda i residenti frontalieri, la carta d'identità e il lasciapassare non sono documenti adatti per apporvi un timbro.Ovviamente, la deroga al timbro non esclude la possibilità degli Stati membri di controllare in altro modo (per esempio, mediante registri elettronici) il rispetto dei limiti temporali.Gli adattamenti da apportare al Manuale comune in seguito all'introduzione di tale deroga saranno esaminati al momento di riformulare il Manuale stesso.Articolo 17Il paragrafo 1 di tale articolo autorizza gli Stati membri a tenere in vigore od a concludere con i paesi terzi limitrofi accordi relativi al traffico frontaliero locale, purché simili accordi siano compatibili con le norme stabilite nel presente regolamento. Al tempo stesso, gli Stati membri elimineranno ogni incompatibilità tra gli accordi vigenti e le norme del presente regolamento.Al paragrafo 2 è stabilito l'obbligo degli Stati membri di consultare la Commissione quando prevedano di concludere o modificare accordi sul traffico frontaliero locale. Se l'accordo non sarà ritenuto compatibile con il presente regolamento, gli Stati membri dovranno modificarlo, cosi da eliminare le incompatibilità riscontrate.Al paragrafo 3, infine, è previsto che gli Stati membri trasmettano alla Commissione la copia del testo di tali accordi, nonché della loro denuncia o delle loro modifiche.Articolo 18Tale articolo, che prevede la possibilità di agevolare il passaggio della frontiera per i residenti frontalieri nell'ambito del traffico frontaliero locale, riflette - in gran parte - le prassi vigenti. Vengono proposti tre tipi di agevolazioni:a) stabilire specifici valichi di frontiera (per esempio, nel caso di un paese sito proprio sulla frontiera o molto vicino ad essa);b) riservare ai residenti frontalieri corsie specifiche di passaggio;c) autorizzare i residenti frontalieri a passare la frontiera altrove che non ai valichi e negli orari autorizzati. Questa possibilità è prevista già all'articolo 3, paragrafo 1 della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen e al punto 1.3, parte I del Manuale comune.Articolo 19Lo scopo di stabilire il regime del traffico frontaliero locale con un paese terzo limitrofo consiste nell'agevolare il passaggio della frontiera terrestre esterna di uno Stato membro per i cittadini di paesi terzi residenti in buona fede nella zona di frontiera di quel paese limitrofo. In quest'articolo si prevede che gli Stati membri assicurino la parità di trattamento ai cittadini dell'Unione e ai cittadini di paesi terzi, legittimamente residenti nella loro zona di frontiera, che vogliano attraversare la frontiera e soggiornare nella zona di frontiera del paese terzo limitrofo.Articolo 20Tale articolo modifica l'Istruzione consolare comune per introdurre il nuovo tipo di visto ("L") e ne precisa le caratteristiche.Le altre modifiche tecniche dell'Istruzione consolare comune che saranno necessarie ai fini dell'effettivo rilascio del visto "L" figureranno, a tempo debito, in uno strumento distinto.Articolo 21L'articolo 136, paragrafo 3 della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen viene abrogato, poiché viene sostituito dalle disposizioni dell'articolo 17 del presente regolamento.Articolo 22È la disposizione standard.7.2 Regolamento (CE) n. .../.. del Consiglio, che istituisce il regime del traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne temporanee tra gli Stati membriArticolo 1Tale articolo precisa che lo scopo del presente regolamento è applicare alle "frontiere terrestri esterne temporanee" tra gli Stati membri, quali sono definite all'articolo 2, le norme relative all'istituzione del regime del traffico frontaliero locale, stabilite nel regolamento (CE) n. ..../.....Viene prevista una simile estensione poiché il regime dei controlli di frontiera da applicare alle suddette "frontiere terrestri esterne temporanee" coincide con il regime applicato alla frontiera terrestre esterna tra uno Stato membro e un paese terzo.Articolo 2Tale articolo definisce il concetto di "frontiera terrestre esterna temporanea", la quale consiste nella frontiera terrestre tra due Stati membri che non hanno ancora soppresso i controlli di frontiera alla loro frontiera comune. Tale situazione è la conseguenza del dispositivo di attuazione in due tempi dell'acquis di Schengen, secondo cui i nuovi Stati membri attueranno al momento dell'adesione soltanto alcune parti dell'acquis di Schengen (cfr. i precedenti punti 2 e 6). La "frontiera terrestre esterna temporanea" sarà quindi, al momento dell'adesione dei nuovi Stati membri, la frontiera tra:- uno Stato membro che attua integralmente l'acquis di Schengen e uno Stato membro limitrofo che non attua ancora tale acquis in misura integrale (per esempio, la frontiera tra la Germania e la Polonia);- due Stati membri limitrofi che non attuano l'acquis di Schengen in misura integrale (per esempio, la frontiera tra la Slovacchia e l'Ungheria).È chiaro che, quando il Consiglio autorizzerà ad attuare in misura integrale l'acquis di Schengen quegli Stati membri che non l'attuano integralmente, e quando le loro "frontiere esterne temporanee" diverranno dunque frontiere interne, il presente regolamento non si applicherà più a tali frontiere.Articolo 3Il paragrafo 1 di tale articolo prevede che l'applicazione di tutte le norme relative ai criteri e alle condizioni per istituire il regime del traffico frontaliero locale alla frontiera terrestre esterna degli Stati membri, quale è stabilito nel capitolo II del regolamento (CE) n. ..../...., venga estesa al passaggio della frontiera terrestre esterna temporanea di uno Stato membro da parte dei cittadini di paesi terzi residenti nella zona di frontiera di uno Stato membro limitrofo.Al paragrafo 2 si precisa che le disposizioni del regolamento non incidono sui diritti di libera circolazione dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari, né dei cittadini di paesi terzi e dei loro familiari che, in base ad accordi tra la Comunità ed i suoi Stati membri da una parte e questi paesi dall'altra, godono di diritti di libera circolazione equipollenti a quelli dei cittadini dell'Unione.Articolo 4Si tratta della clausola standard, secondo la quale nell'applicare il regolamento si deve rispettare il principio di non discriminazione. Tale articolo corrisponde all'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.Articolo 5Il paragrafo 1 di tale articolo autorizza gli Stati membri a tenere in vigore od a concludere tra loro accordi relativi al traffico frontaliero locale, purché essi siano compatibili con il presente regolamento. È ovvio che, quando saranno soppressi i controlli alle "frontiere esterne temporanee", questi accordi non avranno più scopo.Al paragrafo 2 si precisa che tali accordi possono comprendere disposizioni intese ad agevolare il passaggio di frontiera, per esempio possono prevedere specifici valichi di frontiera, corsie specifiche riservate ai residenti frontalieri, oppure l'autorizzazione ad attraversare la frontiera al di fuori dei valichi e degli orari stabiliti. Se uno Stato membro decide di accordare simili agevolazioni, queste si applicheranno ai cittadini dell'Unione e ai cittadini dei paesi terzi.Infine, il paragrafo 3 richiede agli Stati membri di inviare alla Commissione una copia di tali accordi, e di informarla delle eventuali modifiche o denunce degli stessi.Articolo 6È la disposizione standard.2003/0194 (CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce il regime del traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne temporanee tra gli Stati membriIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 62, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione [9],[9]  GU C del , pag. .visto il parere del Parlamento europeo [10],[10]  GU C del , pag. .visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [11],[11]  GU C del , pag. .visto il parere del Comitato delle regioni [12],[12]  GU C del , pag. .considerando quanto segue:(1) Nella prospettiva dell'adesione di nuovi Stati membri, la Comunità deve tener conto della situazione specifica derivante dal fatto che questi attueranno l'acquis di Schengen in due tempi. A titolo temporaneo, infatti, si continuerà a procedere ai controlli alle frontiere comuni non soltanto tra i nuovi Stati membri che non attueranno ancora integralmente l'acquis di Schengen [13], ma anche tra questi e gli Stati membri che l'attuano in misura integrale.[13]  GU L 239 del 22.9.2000.(2) Poiché, a norma dell'articolo 3 dell'Atto di adesione, i nuovi Stati membri dovranno applicare integralmente a tutti i loro valichi di frontiera le disposizioni dell'acquis comunitario relativo alle frontiere esterne, gli Stati membri che non hanno soppresso i controlli tra loro dovrebbero avere la possibilità di applicare il regime del traffico frontaliero locale previsto nel regolamento (CE) n. ..../...., che istituisce il regime del traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne degli Stati membri [14].[14]  Cfr. pag. .. di questa medesima GU.(3) Stabilire a livello comunitario norme sul traffico frontaliero locale non deve incidere sui diritti di libera circolazione di cui godono i cittadini dell'Unione ed i loro familiari, nonché i cittadini di paesi terzi ed i loro familiari che, a norma di accordi tra la Comunità ed i suoi Stati membri da una parte e questi paesi terzi dall'altra, godono di diritti di libera circolazione equivalenti a quelli dei cittadini dell'Unione. Inoltre, quando simili norme prevedono la possibilità di accordare un trattamento più favorevole a cittadini di paesi terzi nell'ambito del traffico frontaliero locale, tale trattamento va esteso automaticamente ai cittadini dell'Unione.(4) Non si deve impedire agli Stati membri di negoziare tra loro, se necessario, accordi relativi al traffico frontaliero locale, purché tali accordi rispettino le norme previste nel presente regolamento.(5) Poiché gli obiettivi dell'azione qui proposta - ossia applicare alle frontiere terrestri temporanee tra gli Stati membri il regime del traffico frontaliero locale vigente alle frontiere terrestri esterne degli Stati membri - incide direttamente sull'acquis comunitario riguardante le frontiere esterne ed i visti e quindi non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri se questi agiscono da soli, la Comunità può adottare provvedimenti ai sensi del principio di sussidiarietà stabilito all'articolo 5 del trattato. Nel rispetto del principio di proporzionalità enunciato nel medesimo articolo, il presente regolamento non va al di là di quanto è necessario per conseguire il suddetto obiettivo.(6) Ai sensi degli articoli 1 e 2 del Protocollo sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non partecipa all'adozione del presente regolamento, non è vincolata da esso né è tenuta ad applicarlo. Poiché il presente regolamento è basato sull'acquis di Schengen ai termini del titolo IV della parte terza del trattato che istituisce la Comunità europea, a norma dell'articolo 5 del suddetto Protocollo la Danimarca deciderà, entro sei mesi dopo che il Consiglio avrà adottato il presente regolamento, se recepire questo regolamento nel suo diritto nazionale.(7) Per quanto riguarda l'Islanda e la Norvegia, il presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen, ai sensi dell'accordo concluso dal Consiglio dell'Unione europea con la Repubblica d'Islanda e con il Regno di Norvegia riguardo all'associazione di questi due Stati all'attuazione, applicazione e sviluppo dell'acquis di Schengen [15], Tale regolamento rientra nel settore B dell'articolo 1 della decisione 1999/437/CE del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativa ad alcune modalità per l'applicazione del suddetto accordo [16].[15]  GU L 176 del 10.7.1999, pag. 36.[16]  GU L 176 del 10.7.1999, pag. 31.(8) Il presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen alle quali il Regno Unito non partecipa a norma della decisione 2000/365/CE del Consiglio, del 29 maggio 2000, riguardante la richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord di partecipare ad alcune delle disposizioni dell'acquis di Schengen [17]. Di conseguenza, il Regno Unito non partecipa all'adozione del presente regolamento, non è vincolato da esso né è soggetto alla sua applicazione.[17]  GU L 131 dell'1.6.2000, pag. 43.(9) Il presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen alle quali l'Irlanda non partecipa a norma della decisione 2002/192/CE del Consiglio, del 28 febbraio 2002, riguardante la richiesta dell'Irlanda di partecipare ad alcune disposizioni dell'acquis di Schengen [18]. Di conseguenza, l'Irlanda non partecipa all'adozione del presente regolamento, non è vincolata da esso né è soggetta alla sua applicazione.[18]  GU L 64 del 7.3.2002, pag. 20.(10) Il presente regolamento è un atto basato sull'acquis di Schengen o altrimenti ad esso correlato ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1 dell'Atto di adesione,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1 OggettoIl presente regolamento prevede che il regime del traffico frontaliero locale istituito dal regolamento (CE) n. ..../.... sia applicato alle frontiere terrestri esterne temporanee tra gli Stati membri.Articolo 2 DefinizioneAi fini del presente regolamento:"frontiera terrestre esterna temporanea" è la frontiera terrestre comune traa) uno Stato membro che attua integralmente l'acquis definito nell'allegato A della decisione (CE) n. 435/1999 del Consiglio [19] ("l'acquis Schengen") e uno Stato membro tenuto ad applicare in misura integrale tale acquis, a norma dell'articolo 3 dell'Atto di adesione, ma per il quale non è ancora entrata in vigore la decisione del Consiglio che lo autorizza ad applicare integralmente tale acquis;[19]  GU L 176 del 10.7.1999, pag. 1.b) due Stati membri tenuti ad applicare in misura integrale l'acquis Schengen, a norma dell'articolo 3 dell'Atto di adesione, ma per i quali non è ancora entrata in vigore la decisione del Consiglio che li autorizza ad applicarlo integralmente.Articolo 3 Applicazione del regime1. Gli Stati membri possono applicare il regime del traffico frontaliero locale, istituito dal capitolo II del regolamento (CE) n. ..../...., ai cittadini di paesi terzi legittimamente residenti nella zona di frontiera di uno Stato membro limitrofo, alle condizioni stabilite nel presente regolamento.2. Il presente regolamento non incide sui dirittia) di libera circolazione di cui godono i cittadini dell'Unione od i cittadini di paesi terzi facenti parte della famiglia di un cittadino dell'Unione;b) conferiti ai cittadini di paesi terzi e ai loro familiari, indipendentemente dalla loro cittadinanza, i quali in base ad accordi tra la Comunità ed i suoi Stati membri, da un parte, e quei paesi terzi, dall'altra, godono di diritti di libera circolazione equivalenti a quelli dei cittadini dell'Unione.Articolo 4 Clausola di non discriminazioneGli Stati membri applicano le disposizioni del presente regolamento senza discriminazioni fondate su sesso, razza, colore della pelle, origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o convinzioni personali, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza a una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, handicap, età o tendenze sessuali.Articolo 5 Accordi tra gli Stati membri1. Allo scopo di applicare il regime del traffico frontaliero locale alle loro frontiere terrestri esterne temporanee, gli Stati membri sono autorizzati a concludere accordi tra loro nel rispetto del presente regolamento.Gli Stati membri possono tenere in vigore gli accordi conclusi tra loro. Nel caso che tali accordi non siano compatibili con il presente regolamento, gli Stati membri interessati vi apporteranno modifiche, intese a eliminare le incompatibilità riscontrate.2. Gli accordi di cui al paragrafo 1 possono comprendere disposizioni intese ad agevolare il passaggio di frontiera, in base alle quali gli Stati membri:a) prevedono specifici valichi di frontiera aperti soltanto per i residenti frontalieri;b) riservano ai residenti frontalieri corsie specifiche ai valichi ordinari di frontiera;c) autorizzano i residenti frontalieri ad attraversare la loro frontiera in punti diversi dai valichi autorizzati e al di fuori dell'orario stabilito.Tali disposizioni si applicheranno ai cittadini di paesi terzi e ai cittadini dell'Unione legittimamente residenti nella zona di frontiera degli Stati membri interessati.3. Gli Stati membri invieranno alla Commissione una copia degli accordi di cui al paragrafo 1, nonché della loro denuncia o modifiche.Articolo 6 Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Il presente regolamento è vincolante in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, a norma del trattato che istituisce la Comunità europea.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl presidente