CELEX: C2001/317/04
Language: it
Date: 2001-11-10 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Sesta Sezione) 27 settembre 2001 nella causa C-253/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Finanzgericht Bremen): Bacardi GmbH contro Hauptzollamt Bremerhaven ("Codice doganale comunitario e regolamento di applicazione — Rimborso dei dazi all'importazione — Trattamento tariffario favorevole — Presentazione a posteriori di un certificato di autenticità — Cambiamento della classificazione doganale indicata nella dichiarazione in dogana — Nozione di situazione particolare")

C 317/2                  IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             10.11.2001
dinanzi ad esso pendente tra Hans Schwarzkopf GmbH & Co.                      l’art. 234 CE, dal Tribunal du travail di Nivelles (Belgio), nella
KG e Zentrale zur Bekämpfung unlauteren Wettbewerbs eV,                       causa dinanzi ad esso pendente tra Rudy Grzelczyk e Centre
domanda vertente sull’interpretazione dell’art. 6, n. 1, lett. d),            public d’aide sociale d’Ottignies-Louvain-la-Neuve, domanda
ultima frase, della direttiva del Consiglio 27 luglio 1976,                   vertente sull’interpretazione degli artt. 6, 8 e 8 A del Trattato
76/768/CEE, concernente il ravvicinamento delle legislazioni                  CE (divenuti, in seguito a modifica, artt. 12 CE, 17 CE e 18
degli Stati membri relative ai prodotti cosmetici (GU L 262,                  CE), nonché della direttiva del Consiglio 29 ottobre 1993,
pag. 169), come modificata dalla direttiva del Consiglio                      93/96/CE, relativa al diritto di soggiorno degli studenti (GU
14 giugno 1993, 93/35/CEE (GU L 151, pag. 32), in combinato                   L 317, pag. 59), la Corte composta dai sigg. G.C. Rodrı́guez
disposto con gli artt. 30 e 36 del Trattato CE (divenuti, in                  Iglesias, presidente, C. Gulmann, M. Wathelet e V. Skouris,
seguito a modifica, artt. 28 CE e 30 CE), la Corte (Quinta                    presidenti di sezione, D.A.O. Edward (relatore), P. Jann,
Sezione), composta dai sigg. A. La Pergola, presidente di                     L. Sevón, R. Schintgen e sig.ra F. Macken, giudici, avvocato
sezione, M. Wathelet, D.A.O. Edward (relatore), P. Jann e                     generale: S. Alber, cancelliere: D. Louterman-Hubeau, capo
L. Sevón, giudici, avvocato generale: J. Mischo, cancelliere:                divisione, ha pronunciato il 20 settembre 2001 una sentenza
H.A. Rühl, amministratore principale, ha pronunciato, il                      il cui dispositivo è del seguente tenore:
13 septembre 2001, una sentenza il cui dispositivo è del
seguente tenore:                                                              Gli artt. 6 e 8 del Trattato (divenuti, in seguito a modifica,
                                                                              artt. 12 CE e 17 CE) ostano a che il beneficio di una prestazione
Non esiste, ai sensi dell’art. 6, n. 1, lett. d), ultima frase, della         sociale di un regime non contributivo, come il minimo dei mezzi di
direttiva del Consiglio 27 luglio 1976, 76/768/CEE, concernente il            sussistenza, previsto all’art. 1 della legge belga 7 agosto 1974, sia
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai              subordinato, per quanto riguarda i cittadini di uno Stato membro
prodotti cosmetici, come modificata dalla direttiva del Consiglio             diverso da quello ospitante nel cui territorio legalmente soggiornano,
14 giugno 1993, 93/35/CEE, una impossibilità pratica di indicare              alla condizione che tali cittadini rientrino nell’ambito di applicazione
in modo completo le avvertenze obbligatorie sul recipiente e sull’imbal-      del regolamento (CEE) del Consiglio 15 ottobre 1968, n. 1612,
laggio di un prodotto cosmetico nella lingua o nelle lingue prescritte        relativo alla libera circolazione dei lavori all’interno della Comunità,
nello Stato membro della messa in commercio, qualora la volontà del           mentre alcuna condizione di tale natura si applica ai cittadini dello
produttore o del distributore di etichettare tale prodotto in nove            Stato membro ospitante.
lingue, di cui otto lingue ufficiali della Comunità, in base a
considerazioni di natura economica ed allo scopo di rendere più facile
la circolazione del prodotto all’interno della Comunità, imponga di
abbreviare tali avvertenze sul recipiente e sull’imballaggio.                 (1) GU C 204 del 17.7.1999.
(1) GU C 188 del 3.7.1999.
                                                                                                 SENTENZA DELLA CORTE
                  SENTENZA DELLA CORTE                                                                    (Sesta Sezione)
                        20 settembre 2001                                                               27 settembre 2001
nella causa C-184/99 [domanda di pronuncia pregiudiziale
proposta dal Tribunal de Nivelles (Belgio)]: Rudy Grzel-                      nella causa C-253/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale
czyk contro Centre public d’aide sociale d’Ottignies-                         proposta dal Finanzgericht Bremen): Bacardi GmbH con-
                        Louvain-la-Neuve (1)                                                  tro Hauptzollamt Bremerhaven (1)
(«Artt. 6, 8 e 8 A del Trattato CE (divenuti, in seguito a                    («Codice doganale comunitario e regolamento di applicazione
modifica, 12 CE, 17 CE e 18 CE) — Direttiva del Consiglio                     — Rimborso dei dazi all’importazione — Trattamento
93/96/CEE — Diritto di soggiorno degli studenti — Norma-                      tariffario favorevole — Presentazione a posteriori di un
tiva nazionale che garantisce un minimo dei mezzi di                          certificato di autenticità — Cambiamento della classificazio-
sussistenza, detto minimex, ai soli cittadini, alle persone                   ne doganale indicata nella dichiarazione in dogana —
che beneficiano dell’applicazione del regolamento (CEE)                                      Nozione di “situazione particolare”»)
n. 1612/68, agli apolidi e ai rifugiati — Studente straniero
che durante i primi anni di studio ha provveduto al proprio                                              (2001/C 317/04)
                           mantenimento»)
                                                                                                   (Lingua processuale: il tedesco)
                          (2001/C 317/03)
                   (Lingua processuale: il francese)                          (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                            «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                    Nella causa C-253/99, avente ad oggetto la domanda di
                                                                              pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-
Nella causa C-184/99, avente ad oggetto la domanda di                         l’art. 234 CE dal Finanzgericht di Brema (Germania), nella causa
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-                     dinanzi ad esso pendente tra Bacardi GmbH e Hauptzollamt
 ---pagebreak--- 10.11.2001                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                  C 317/3
Bremerhaven, domanda vertente sull’interpretazione degli                                          SENTENZA DELLA CORTE
artt. 236 e 239 del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre
1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunitario
(GU L 302, pag. 1), nonché dell’art. 905, n. 1, regolamento                                              (Quinta Sezione)
(CEE) della Commissione 2 luglio 1993, n. 2454, che fissa
talune disposizioni di applicazione del regolamento (CEE)
del Consiglio, n. 2913/92, che istituisce il codice doganale                                               4 ottobre 2001
comunitario (GU L 253, pag. 1), come modificato dal regola-
mento (CE) della Commissione 30 luglio 1996, n. 1676 (GU
L 218, pag. 1), la Corte (Sesta Sezione) composta dai sigg.                    nella causa C-294/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale
C. Gulmann, presidente di sezione, J.-P. Puissochet, R. Schint-                proposta dal Dioikitiko Protodikeio Athinon): Athinaïki
gen (relatore), sigg.re F. Macken e N. Colneric, giudici, avvocato                       Zythopoiia AE contro Elliniko Dimosio (1)
generale: F.G. Jacobs, cancelliere: H.A. Rühl, amministratore
principale, ha pronunciato il 27 settembre 2001 una sentenza
il cui dispositivo è del seguente tenore:                                      («Imposta sugli utili delle società — Società capogruppo e
                                                                               consociate — Direttiva 90/435/CEE — Nozione di ritenuta
                                                                                                             alla fonte»)
1)    L’art. 236 del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre
      1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunitario                                        (2001/C 317/05)
      non consente di procedere al rimborso dei dazi all’importazione
      allorché, dopo l’accettazione di una dichiarazione in dogana
      completa da parte dell’autorità doganale e l’immissione in                                    (Lingua processuale: il greco)
      libera pratica della merce cui tale dichiarazione si riferisce, il
      dichiarante presenta un certificato di autenticità in forza del
      quale tale merce avrebbe potuto beneficiare di un trattamento            (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
      tariffario favorevole, se il certificato fosse stato presentato                        «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
      contestualmente ad essa.
                                                                               Nella causa C-294/99, avente ad oggetto la domanda di
2)    Il fatto che un rimborso o uno sgravio di dazi ai sensi                  pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-
      dell’art. 236, n. 1, del regolamento n. 2913/92 sia escluso              l’art. 234 CE, dal Dioikitiko Protodikeio Athinon (Grecia) nella
      perché non è soddisfatta una delle condizioni previste dalla             causa dinanzi ad esso pendente tra Athinaïki Zythopoiia AE
      legge per tale rimborso o per tale sgravio non si oppone di per          e Elliniko Dimosio, domanda vertente sull’interpretazione
      sé ad un rimborso o ad uno sgravio degli stessi dazi sulla base          dell’art. 5, n. 1, della direttiva del Consiglio 23 luglio 1990,
      degli artt. 239, n. 1, del regolamento n. 2913/92, e 905,                90/435/CEE, concernente il regime fiscale comune applicabile
      n. 1, del regolamento (CEE) della Commissione 2 luglio 1993,             alle società madri e figlie di Stati membri diversi (GU L 225,
      n. 2454, che fissa talune disposizioni di applicazione, del              pag. 6), la Corte (Quinta Sezione) composta dai sigg. A. La
      regolamento n. 2913, come modificato dal regolamento (CE)                Pergola, presidente di sezione, M. Wathelet (relatore),
      della Commissione 30 luglio 1996, n. 1676, purché tuttavia               D.A.O. Edward, P. Jann e L. Sevón, giudici, avvocato generale:
      le condizioni previste dalla legge per l’applicazione di questi          S. Alber, cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministratore, ha
      ultimi articoli siano soddisfatte.                                       pronunciato il 4 ottobre 2001 una sentenza il cui dispositivo
                                                                               è del seguente tenore:
      Elementi tali da costituire una situazione particolare risultante
      da circostanze che non implicano alcuna manovra fraudolenta              Si configura una ritenuta alla fonte, ai sensi dell’art. 5, n. 1, della
      o negligenza manifesta da parte dell’interessato, ai sensi               direttiva del Consiglio 23 luglio 1990, 90/435/CEE, concernente il
      dell’art. 905, n. 1, del regolamento n. 2454/93, come                    regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati
      modificato dal regolamento n. 1676/96, sussistono allorché,              membri diversi, qualora una disposizione di legge nazionale preveda,
      alla luce della finalità di equità che è alla base dell’art. 236 del     in caso di distribuzione di utili da parte di una consociata (società per
      regolamento n. 2913/92, sono accertati elementi che possono              azioni o società analoga) alla società capogruppo, che, per determinare
      collocare il richiedente in una situazione eccezionale rispetto          il reddito imponibile della consociata, debbono essere reincorporati
      agli altri operatori economici che esercitano la stessa attività.        nella base imponibile gli utili netti complessivi realizzati da quest’ulti-
      Spetta al giudice nazionale valutare, sulla base a questo criterio,      ma, compresi i redditi assoggettati ad imposizione speciale compor-
      se esistano elementi che possano costituire una tale situazione          tante estinzione del debito fiscale nonché i redditi non imponibili,
      particolare, che richiede l’esame del fascicolo da parte della           mentre i redditi rientranti in tali due categorie non sarebbero
      Commissione.                                                             imponibili, in base alla legge nazionale, se fossero rimasti presso la
                                                                               consociata e non fossero stati distribuiti alla capogruppo.
(1) GU C 265 del 18.9.1999.
                                                                               (1) GU C 314 del 30.10.1999.