CELEX: 52001PC0484
Language: it
Date: 2001-08-14
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un protocollo aggiuntivo che adegua gli aspetti commerciali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, che agiscono nel quadro dell'Unione europea, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, per tenere conto dei risultati dei negoziati tra le parti riguardanti concessioni preferenziali reciproche per taluni vini e talune bevande spiritose, il riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di vini, nonché il riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzate

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52001PC0484

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un protocollo aggiuntivo che adegua gli aspetti commerciali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, che agiscono nel quadro dell'Unione europea, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, per tenere conto dei risultati dei negoziati tra le parti riguardanti concessioni preferenziali reciproche per taluni vini e talune bevande spiritose, il riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di vini, nonché il riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzate  /* COM/2001/0484 def. - ACC 2001/0189 */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione di un protocollo aggiuntivo che adegua gli aspetti commerciali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, che agiscono nel quadro dell'Unione europea, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, per tenere conto dei risultati dei negoziati tra le parti riguardanti concessioni preferenziali reciproche per taluni vini e talune bevande spiritose, il riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di vini, nonché il riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzate(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. La Repubblica di Slovenia, le altre ex Repubbliche iugoslave e l'Albania (dal 2000) beneficiano per alcuni vini di un accesso in esenzione doganale al mercato dell'UE, entro un contingente globale di 545 000 hl. Tale contingente è concesso dalla Comunità europea tramite una misura autonoma, che ultimamente è stata rinnovata con il regolamento (CE) n. 2007/2000 del Consiglio, del 18 settembre 2000, modificato dal regolamento (CE) n. 2563/2000 del Consiglio, del 20 novembre 2000. Le esportazioni di vino dall'Unione europea nella Repubblica di Slovenia non beneficiano di concessioni preferenziali.2. In una dichiarazione congiunta tra le due parti, allegata all'accordo europeo firmato il 10 giugno 1996, le due parti contraenti hanno convenuto "il negoziato di un distinto e reciproco accordo sul vino, da concludere in tempo perché possa entrare in vigore contemporaneamente all'accordo europeo (accordo interinale)".3. Il 17 aprile 1996, il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati con la Repubblica di Slovenia in merito a un accordo distinto sul vino, con le seguenti direttive di negoziato:- un accordo commerciale bilaterale sul vino che preveda concessioni reciproche relative alla ripartizione del contingente globale unilaterale di 545 000 hl accordato agli Stati che precedentemente formavano parte della ex Repubblica socialista federativa di Iugoslavia e all'Albania,- un accordo in merito al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di vini,- un accordo in merito al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzate.4. Il 2 aprile 2001, conformemente alle direttive adottate dal Consiglio, la Commissione e la Repubblica di Slovenia hanno concluso un accordo globale sul vino e sulle bevande spiritose, riguardante il nuovo regime commerciale preferenziale, nonché la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di vini e bevande spiritose. Gli accordi dovrebbero entrare in vigore il 1° gennaio 2002. Al fine di assicurare la coerenza con altri paesi candidati, i risultati di tali negoziati devono essere integrati nell'accordo europeo in forma di protocollo aggiuntivo.5. L'obiettivo della presente proposta è di chiedere al Consiglio di approvare tale accordo con la Repubblica di Slovenia in forma di protocollo aggiuntivo all'accordo europeo, nonché le misure necessarie per attuarlo.6. Il Consiglio è invitato ad adottare la decisione proposta.2001/0189 (ACC)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione di un protocollo aggiuntivo che adegua gli aspetti commerciali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, che agiscono nel quadro dell'Unione europea, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, per tenere conto dei risultati dei negoziati tra le parti riguardanti concessioni preferenziali reciproche per taluni vini e talune bevande spiritose, il riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di vini, nonché il riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzateIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133 in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, prima frase, e con l'articolo 300, paragrafo 4,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C ...considerando quanto segue:(1) Il 1° febbraio 1999 è entrato in vigore l'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, che agiscono nel quadro dell'Unione europea, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra [2], denominato in appresso "accordo europeo".[2]  GU L 51 del 26.2.1999, pag. 3.(2) Conformemente alle direttive adottate dal Consiglio il 17 aprile 1996, la Commissione e la Repubblica di Slovenia hanno portato a termine negoziati relativi a nuove concessioni commerciali reciproche per taluni vini, nonché al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di vini e bevande spiritose. Al fine di assicurare la coerenza con altri paesi candidati, i risultati di tali negoziati devono essere integrati nell'accordo europeo in forma di protocollo aggiuntivo.(3) La Commissione, assistita dal comitato del codice doganale di cui all'articolo 248 bis del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce un codice doganale comunitario [3], deve prendere disposizioni per l'adozione dei regolamenti di applicazione relativi alle concessioni commerciali preferenziali previste per alcuni vini, fatto salvo l'articolo 62 del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore vitivinicolo [4]. La Commissione deve apportare ai regolamenti di applicazione le modifiche e gli adeguamenti tecnici necessari che potrebbero derivare da nuovi accordi preferenziali, protocolli, scambi di lettere o altri atti conclusi tra la Comunità europea e la Repubblica di Slovenia, o dai cambiamenti della nomenclatura combinata e dei codici Taric.[3]  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2700/2000 (GU L 311 del 12.12.2000, pag. 17).[4]  GU L 179 del 14.7.1999, pag. 1.(4) Per agevolare l'applicazione di alcune disposizioni del protocollo, la Commissione dev'essere autorizzata ad approvare, a nome della Comunità, decisioni che stabiliscono o modificano gli allegati e i protocolli dell'accordo in merito al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di vini (allegato 2 del protocollo) e dell'accordo in merito al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e aromatizzate (allegato 3 del protocollo). Nell'adozione di tali atti la Commissione dev'essere assistita, rispettivamente, dal comitato di gestione per i vini istituito dall'articolo 74 del regolamento (CE) n. 1493/1999 e dal comitato di applicazione per le bevande spiritose istituito dall'articolo 13 del regolamento (CEE) n. 1576/89 del Consiglio, del 29 maggio 1989, che stabilisce le regole generali relative alla definizione, alla designazione e alla presentazione delle bevande spiritose [5].[5]  GU L 160 del 12.6.1989, pag. 1.(5) Dato che le misure necessarie per l'esecuzione della presente decisione sono misure di gestione ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [6], esse devono essere adottate tramite la procedura di gestione prevista all'articolo 4 di tale decisione,[6]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.DECIDE:Articolo 1È approvato a nome della Comunità il protocollo aggiuntivo che adegua gli aspetti commerciali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, che agiscono nel quadro dell'Unione europea, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, per tenere conto dei risultati dei negoziati tra le parti riguardanti concessioni preferenziali reciproche per taluni vini e talune bevande spiritose, il riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di vini, nonché il riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzate (denominato in appresso "il protocollo").Il testo del protocollo è allegato alla presente decisione.Articolo 21. Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona abilitata a firmare il protocollo a nome della Comunità.2. Il presidente del Consiglio procede, a nome della Comunità, alla notifica di approvazione di cui all'articolo 3 del protocollo.Articolo 3Le disposizioni concernenti l'applicazione dei contingenti tariffari per alcuni vini di cui all'allegato 1 del protocollo, nonché le modifiche e gli adeguamenti tecnici dei regolamenti di applicazione resi necessari da cambiamenti dei codici della nomenclatura combinata e delle suddivisioni Taric o dalla conclusione di nuovi accordi, protocolli, scambi di lettere o altri atti tra la Comunità e la Repubblica di Slovenia, sono adottati dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 4, fatto salvo l'articolo 62 del regolamento (CE) n. 1493/1999.Articolo 41. La Commissione è assistita dal comitato del codice doganale istituito dall'articolo 248 bis del regolamento (CEE) n. 2913/92.2. Qualora sia fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE.3. Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.Articolo 5Per l'applicazione degli articoli 13 e 14 dell'accordo in merito al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di vini, la Commissione conclude i necessari atti di modifica dell'accordo secondo la procedura prevista all'articolo 6.Articolo 61. La Commissione è assistita dal comitato di gestione per i vini istituito dall'articolo 74 del regolamento (CE) n. 1493/1999.2. Qualora sia fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della decisione 1999/468/CE, conformemente all'articolo 7, paragrafo 3, della stessa.3. Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato ad un mese.Articolo 7Per l'applicazione degli articoli 13 e 14 dell'accordo in merito al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzate, la Commissione conclude i necessari atti di modifica dell'accordo secondo la procedura prevista all'articolo 8.Articolo 81. La Commissione è assistita dal comitato di applicazione per le bevande spiritose istituito dall'articolo 13 del regolamento (CEE) n. 1576/89.2. Qualora sia fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della decisione 1999/468/CE, conformemente all'articolo 7, paragrafo 3, della stessa.3. Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato ad un mese.Articolo 9La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Fatto a Bruxelles, addìPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOPROTOCOLLO AGGIUNTIVOCHE ADEGUA GLI ASPETTI COMMERCIALI DELL'ACCORDO EUROPEO CHE ISTITUISCE UN'ASSOCIAZIONE TRA LE COMUNITÀ EUROPEE E I LORO STATI MEMBRI, CHE AGISCONO NEL QUADRO DELL'UNIONE EUROPEA, DA UNA PARTE, E LA REPUBBLICA DI SLOVENIA, DALL'ALTRA, PER TENERE CONTO DEI RISULTATI DEI NEGOZIATI TRA LE PARTI RIGUARDANTI CONCESSIONI PREFERENZIALI RECIPROCHE PER TALUNI VINI E TALUNE BEVANDE SPIRITOSE, IL RICONOSCIMENTO, LA PROTEZIONE E IL CONTROLLO RECIPROCI DELLE DENOMINAZIONI DI VINI, NONCHÉ IL RICONOSCIMENTO, LA PROTEZIONE E IL CONTROLLO RECIPROCI DELLE DENOMINAZIONI DI BEVANDE SPIRITOSE E BEVANDE AROMATIZZATELA COMUNITÀ EUROPEA, in appresso denominata la "Comunità",da una parte, ela REPUBBLICA DI SLOVENIA, in appresso denominata "Slovenia",dall'altra,in appresso denominate "parti contraenti",CONSIDERANDO che l'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, che agiscono nel quadro dell'Unione europea, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra [7], denominato in appresso "accordo europeo", è stato firmato a Lussemburgo il 10 giugno 1996 ed è entrato in vigore il 1° febbraio 1999,[7]  GU L 51 del 26.2.1999, pag. 3.CONSIDERANDO che in una dichiarazione congiunta tra le due parti, allegata all'accordo europeo firmato il 10 giugno 1996, le due parti contraenti hanno convenuto "il negoziato di un distinto e reciproco accordo sul vino, da concludere in tempo perché possa entrare in vigore contemporaneamente all'accordo europeo (accordo interinale)",CONSIDERANDO che su tale base sono stati svolti e conclusi negoziati tra le parti,CONSIDERANDO che, al fine di assicurare la coerenza con altri paesi candidati, i risultati di tali negoziati devono essere integrati nell'accordo europeo in forma di protocollo aggiuntivo,CONSIDERANDO che tale protocollo sul vino e sulle bevande spiritose deve entrare in vigore il 1° gennaio 2002,CONSIDERANDO che a tal fine occorre attuare il più rapidamente possibile le disposizioni di tale protocollo,DESIDERANDO migliorare le condizioni di commercializzazione dei vini, delle bevande spiritose e delle bevande aromatizzate sui rispettivi mercati secondo principi di qualità, mutuo vantaggio e reciprocità,TENENDO CONTO dell'interesse di entrambe le parti contraenti alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di vini, bevande spiritose e bevande aromatizzate,AVENDO DECISO di determinare, di comune accordo, gli adeguamenti da apportare agli aspetti commerciali dell'accordo europeo nel settore agricolo,HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Articolo 1È istituito un protocollo applicabile all'importazione di taluni vini originari della Slovenia e di taluni vini originari della Comunità, che comprende i seguenti elementi:(1) un accordo in merito a concessioni commerciali reciproche per taluni vini (di cui all'allegato 1 del presente protocollo);(2) un accordo in merito al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di vini (di cui all'allegato 2 del presente protocollo);(3) un accordo in merito al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzate (di cui all'allegato 3 del presente protocollo).Gli elenchi di cui, rispettivamente, all'articolo 5 dell'accordo indicato al punto 2 e all'articolo 5 dell'accordo indicato al punto 3 saranno in seguito redatti e approvati secondo la procedura prevista ai rispettivi articoli 13 e 14 di tali accordi.Articolo 2Il presente protocollo è parte integrante dell'accordo europeo. Gli allegati del presente protocollo costituiscono parte integrante dello stesso.Articolo 3Il presente protocollo è approvato dalla Comunità e dalla Repubblica di Slovenia secondo le rispettive procedure. Le parti contraenti adottano le misure necessarie per attuare il presente protocollo.Le parti contraenti si notificano reciprocamente l'avvenuto espletamento delle procedure corrispondenti di cui al primo paragrafo del presente articolo.Articolo 4Il presente protocollo entra in vigore il 1° gennaio 2002.Articolo 5Il presente protocollo è redatto in due esemplari in lingua danese, finlandese, francese, greca, inglese, italiana, olandese, portoghese, spagnola, svedese, tedesca e slovena, ciascun testo facente ugualmente fede.Fatto a Bruxelles, addìPer la Comunità europea Per la Repubblica di SloveniaALLEGATO 1Accordo  tra la Comunità europea e la Repubblica di Slovenia in merito a concessioni commerciali preferenziali reciproche per taluni vini1. Le importazioni nella Comunità dei prodotti di seguito elencati, originari della Repubblica di Slovenia, sono soggette alle concessioni in appresso indicate.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) A condizione che almeno l'80% del quantitativo ammissibile sia stato utilizzato nel corso dell'anno precedente, l'incremento annuo si applica finché la somma del contingente delle voci ex 2204 10 ed ex 2204 21 e del contingente della voce ex 2204 29 raggiunga un massimo di 72 000 hl.(2) Possono svolgersi consultazioni su richiesta di una delle parti contraenti al fine di modificare i contingenti trasferendo quantitativi dal contingente della voce ex 2204 29 al contingente delle voci ex 2204 10 ed ex 2204 21.2. La Comunità concede un dazio preferenziale nullo entro i limiti dei contingenti tariffari di cui al punto 1, a condizione che la Repubblica di Slovenia non conceda alcun sussidio per l'esportazione di tali quantitativi.3. Le importazioni nella Repubblica di Slovenia dei prodotti di seguito elencati, originari della Comunità, sono soggette alle concessioni in appresso indicate.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) A condizione che almeno l'80% del quantitativo ammissibile sia stato utilizzato nel corso dell'anno precedente, l'incremento annuo si applica finché il contingente raggiunga un massimo di 15 000 hl.4. La Repubblica di Slovenia concede un dazio preferenziale nullo entro i limiti dei contingenti tariffari di cui al punto 3, a condizione che la Comunità non conceda alcun sussidio per l'esportazione di tali quantitativi.5. Il presente accordo riguarda il vinoa) ottenuto da uve fresche raccolte e prodotte esclusivamente sul territorio della parte contraente in questione, eb) i) originario dell'Unione europea, prodotto conformemente alle norme relative alle pratiche e ai trattamenti enologici di cui al titolo V del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio;ii) originario della Repubblica di Slovenia, prodotto conformemente alle norme relative alle pratiche e ai trattamenti enologici previste dalla legislazione slovena. Tali norme enologiche devono essere conformi alla legislazione comunitaria.6. Le importazioni di vino nell'ambito delle concessioni previste dal presente accordo sono soggette alla presentazione di un certificato, emesso da un organismo ufficiale reciprocamente riconosciuto e che figuri sugli elenchi redatti congiuntamente, il quale attesti che il vino in questione è conforme al punto 5, lettera b).7. Le parti contraenti esaminano le possibilità di accordarsi a vicenda ulteriori concessioni, tenendo conto dello sviluppo degli scambi reciproci di vino.8. Le parti contraenti garantiscono che i benefici reciprocamente accordati non siano messi in discussione da altre misure.9. A richiesta di ognuna delle parti contraenti, si svolgono consultazioni sugli eventuali problemi relativi alle modalità di funzionamento del presente accordo.10. Il presente accordo si applica, da una parte, ai territori in cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea e alle condizioni ivi stabilite e, dall'altra, al territorio della Repubblica di Slovenia.ALLEGATO 2Accordo  tra la Comunità europea e la Repubblica di Slovenia in merito al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di viniARTIColo 1  OBIETTIVI1. Le parti contraenti convengono, sulla base dei principi di non discriminazione e reciprocità, di riconoscere, proteggere e controllare le denominazioni di vini originari dei loro territori alle condizioni stabilite nel presente accordo.2. Le parti contraenti adottano le misure generali e specifiche necessarie per garantire il rispetto degli obblighi sanciti dal presente accordo e il conseguimento degli obiettivi da esso stabiliti.ARTIColo 2  PORTATA E CAMPO DI APPLICAZIONEIl presente accordo si applica ai vini contemplati alla voce 2204 della convenzione internazionale sul sistema armonizzato di descrizione e codificazione delle merci ("sistema armonizzato"), stipulata a Bruxelles il 14 giugno 1983.ARTIColo 3  DEFINIZIONIAi fini del presente accordo e fatte salve disposizioni contrarie ivi previste, s'intende per:a) "vino originario di", se tale dicitura è seguita dal nome di una delle parti contraenti: un vino prodotto nel territorio della parte contraente in questione con uve raccolte esclusivamente sul suo territorio;b) "indicazione geografica": un'indicazione, inclusa la "denominazione d'origine", ai sensi dell'articolo 22, paragrafo 1, dell'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (denominato in appresso "accordo ADPIC"), che è riconosciuta dalle disposizioni legislative o regolamentari di una delle parti contraenti per la designazione e la presentazione di un vino originario del suo territorio;c) "dicitura tradizionale": una denominazione di uso tradizionale come indicato nell'allegato, che si riferisce in particolare al metodo di produzione o alla qualità, al colore o al tipo del vino, è sufficientemente distintiva e/o fruisce di una reputazione consolidata ed è riconosciuta dalle disposizioni legislative e regolamentari di una delle parti contraenti per la designazione e la presentazione di un vino originario del suo territorio;d) "denominazione protetta": un'indicazione geografica o una dicitura tradizionale di cui, rispettivamente, alle lettere b) e c), protetta in virtù del presente accordo;e) "omonimo": la stessa denominazione protetta o una denominazione protetta tanto simile da poter creare confusione, utilizzata per denotare luoghi di origine diversi o vini diversi originari dei rispettivi territori delle parti contraenti;f) "designazione": i termini utilizzati per designare un vino sull'etichetta, sui documenti che scortano il trasporto del vino stesso, sui documenti commerciali, in particolare sulle fatture e sulle bollette di consegna, nonché nella pubblicità;g) "etichettatura": il complesso delle designazioni ed altri riferimenti, contrassegni, illustrazioni o marchi commerciali che identificano il vino, apposti sul recipiente, incluso il dispositivo di chiusura o il cartellino ad esso appeso, e sul collarino della bottiglia;h) "presentazione": le denominazioni o i contrassegni utilizzati sui recipienti, inclusi i dispositivi di chiusura, sulle etichette e sull'imballaggio;i) "imballaggio": gli involucri protettivi, quali carta, rivestimenti di paglia d'ogni genere, cartoni e casse, utilizzati per il trasporto di uno o più recipienti e/o la loro presentazione in vista della vendita al consumatore finale;j) "marchio commerciale":- un marchio commerciale registrato secondo la normativa di una parte contraente,- un marchio commerciale di diritto comune riconosciuto dalla normativa di una parte contraente, e- un marchio commerciale conosciuto, di cui all'articolo 6 bis della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale (1967).TITOLO I  PROTEZIONE RECIPROCA DELLE DENOMINAZIONI DI VINIARTIColo 4  PRINCIPI1. Fatti salvi gli articoli 22 e 23 dell'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio di cui all'allegato 1 C dell'accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio (denominato in appresso "accordo ADPIC"), le parti contraenti adottano tutte le misure necessarie, a norma del presente allegato, per garantire la protezione reciproca delle denominazioni di cui all'articolo 5 utilizzate per la designazione e la presentazione di vini originari del territorio delle parti contraenti. A tal fine, ciascuna parte contraente fornisce alle parti interessate i mezzi giuridici per garantire una protezione efficace e per impedire che un'indicazione geografica o una dicitura tradizionale sia utilizzata per identificare un vino non coperto da tale indicazione o dicitura.2. In Slovenia, le denominazioni comunitarie protette:a) sono riservate esclusivamente ai vini originari della Comunità a cui si applicano eb) possono essere utilizzate esclusivamente alle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari della Comunità.3. Nella Comunità, le denominazioni slovene protette:a) sono riservate esclusivamente ai vini originari della Slovenia a cui si applicano eb) possono essere utilizzate esclusivamente alle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari della Slovenia.4. La protezione prevista dal presente accordo vieta, in particolare, l'uso delle denominazioni protette per vini non originari della zona geografica indicata o del luogo in cui tali diciture sono tradizionalmente utilizzate, anche qualora-  sia indicata la vera origine del vino;-  l'indicazione geografica in questione sia utilizzata in una traduzione;-  tale denominazione sia accompagnata da espressioni quali "genere", "tipo", "stile", "imitazione", "metodo" o altre espressioni analoghe.5. In caso di omonimia tra indicazioni geografiche,a) se le indicazioni protette in virtù del presente accordo sono omonime, la protezione è accordata ad entrambe le indicazioni, a condizione che siano state usate tradizionalmente e costantemente e che il consumatore non sia indotto in errore circa la vera origine del vino;b) se un'indicazione protetta in virtù del presente accordo è identica alla denominazione di una zona geografica situata al di fuori del territorio delle parti contraenti, tale denominazione può essere utilizzata per designare e presentare un vino prodotto nella zona geografica a cui fa riferimento, a condizione che sia stata usata tradizionalmente e costantemente, che il suo uso a tale scopo sia disciplinato dal paese di origine e che il consumatore non sia indotto erroneamente a credere che il vino sia originario del territorio della parte in questione.6. In caso di omonimia tra diciture tradizionali,a) se le diciture protette in virtù del presente accordo sono omonime, la protezione copre entrambe le diciture, a condizione che siano state usate tradizionalmente e costantemente e che il consumatore non sia indotto in errore circa la vera origine del vino;b) se una dicitura protetta in virtù del presente accordo è identica a una denominazione utilizzata per un vino non originario del territorio delle parti contraenti, tale denominazione può essere utilizzata per designare e presentare un vino, a condizione che sia stata usata tradizionalmente e costantemente, che il suo uso a tale scopo sia disciplinato dal paese di origine e che il consumatore non sia indotto erroneamente a credere che il vino sia originario del territorio della parte in questione.7. Ciascuna delle parti contraenti può fissare, in caso di necessità, le condizioni pratiche di utilizzo per differenziare l'una dall'altra le indicazioni o le diciture omonime di cui ai paragrafi 5 e 6, tenuto conto della necessità di garantire un trattamento equo dei produttori interessati e di non indurre in errore i consumatori.8. Le disposizioni del presente accordo non devono in alcun caso pregiudicare il diritto di una terza persona di utilizzare, per fini commerciali, il proprio nome o il nome dei propri predecessori nell'attività commerciale, a condizione che tale nome non sia utilizzato in modo tale da indurre in errore i consumatori.9. Nessuna disposizione del presente accordo obbliga una parte contraente a proteggere un'indicazione geografica o una dicitura tradizionale dell'altra parte contraente che non è più protetta nel paese d'origine o che è caduta in disuso in tale paese.10. Ciascuna delle parti contraenti rinuncia ad avvalersi delle disposizioni dell'articolo 24, paragrafi da 4 a 7, dell'accordo ADPIC per rifiutare la protezione di una denominazione dell'altra parte per i prodotti contemplati dal presente accordo.ARTIColo 5  DENOMINAZIONI PROTETTESono protette le seguenti denominazioni relative ai vini:a) originari della Comunità:- i riferimenti al nome dello Stato membro di cui il vino è originario,- le indicazioni geografiche e le diciture tradizionali che figurano nell'allegato;b) originari della Slovenia:- il termine "Slovenia" o altri termini utilizzati per indicare questo paese,- le indicazioni geografiche e le diciture tradizionali che figurano nell'allegato.ARTIColo 6  MARCHI COMMERCIALI1. La registrazione di un marchio commerciale per un vino che contiene o consiste di una denominazione protetta in virtù del presente accordo viene rifiutata ovvero, su richiesta di una parte interessata, viene invalidata se il vino in questione:-  non è originario del luogo al quale si riferisce l'indicazione geograficaoppure, se del caso,- non è un vino al quale è riservata la dicitura tradizionale.2. Tuttavia, un marchio commerciale registrato in buona fede entro il 31 dicembre 1995 può essere utilizzato fino al 31 dicembre 2005, a condizione che sia stato effettivamente utilizzato senza interruzione a partire dalla sua registrazione.ARTIColo 7  ESPORTAZIONILe parti contraenti adottano tutte le misure necessarie per garantire che, quando i vini originari delle parti contraenti sono esportati e commercializzati al di fuori dei loro territori, le denominazioni protette di una delle parti contraenti di cui all'articolo 5 non vengano utilizzate per designare e presentare un vino originario dell'altra parte contraente.ARTIColo 8  ESTENSIONE DELLA PROTEZIONENella misura in cui la legislazione pertinente delle parti contraenti lo consente, la protezione conferita dal presente accordo si estende alle persone fisiche e giuridiche nonché alle federazioni, associazioni e organizzazioni di produttori, di commercianti o di consumatori che hanno sede nel territorio dell'altra parte contraente.ARTIColo 9  APPLICAZIONE1. Se l'autorità competente designata in conformità dell'articolo 11 viene a conoscenza che la designazione o la presentazione di un vino, in particolare sull'etichetta o sui documenti ufficiali o commerciali, oppure nella pubblicità, viola il presente accordo, le parti contraenti applicano le misure amministrative necessarie e/o intentano le azioni legali opportune per combattere la concorrenza sleale o impedire l'impiego abusivo della denominazione protetta.2. Il ricorso alle misure e alle azioni di cui al paragrafo 1 deve intervenire in particolare nei seguenti casi:a) se la traduzione delle designazioni previste dalla legislazione comunitaria o dalla legislazione slovena nella lingua o nelle lingue dell'altra parte contraente comporta un termine che potrebbe indurre in errore quanto all'origine, alla natura o alla qualità del vino così designato o presentato;b) se sui contenitori o sull'imballaggio, nella pubblicità o in documenti ufficiali o commerciali relativi a vini le cui denominazioni sono protette in virtù del presente accordo figurano designazioni, marchi commerciali, denominazioni, iscrizioni o illustrazioni che danno direttamente o indirettamente un'informazione errata o tale da indurre in errore sulla provenienza, sull'origine, sulla natura, sulla varietà di vite o sulle qualità materiali del vino;c) se viene utilizzato, per il confezionamento, un recipiente tale da indurre in errore quanto all'origine del vino.3. L'applicazione dei paragrafi 1 e 2 non pregiudica la facoltà per le persone e gli organismi di cui all'articolo 8 di prendere misure appropriate nei confronti delle parti contraenti, compreso il ricorso a un organo giurisdizionale.ARTIColo 10  ALTRE LEGGI INTERNE E ALTRI ACCORDI INTERNAZIONALIFatti salvi accordi contrari tra le parti contraenti, il presente accordo non esclude che dette parti, in virtù del loro diritto interno o di altri accordi internazionali, applichino una protezione più estesa, ora o in futuro, per le denominazioni protette in virtù del presente accordo.TITOLO II  CONTROLLI E RECIPROCA ASSISTENZA TRA LE AUTORITÀ COMPETENTIARTICOLO 11  AUTORITÀ RESPONSABILI DELL'APPLICAZIONE1. Ciascuna delle parti contraenti designa le autorità responsabili dell'applicazione del presente accordo. Se una parte contraente designa più di un'autorità competente, essa garantisce il coordinamento delle attività di tali autorità. A tale scopo viene designata un'unica autorità.2. Le parti contraenti si notificano reciprocamente le denominazioni e gli indirizzi di tali autorità entro e non oltre due mesi dall'entrata in vigore del presente accordo. Dette autorità cooperano strettamente e direttamente.ARTICOLO 12  VIOLAZIONI1. Se una delle autorità di cui all'articolo 11 ha motivo di sospettare che:a) un vino che è o è stato oggetto di scambi tra la Slovenia e la Comunità non sia conforme al presente accordo o alle norme previste dalle disposizioni legislative e regolamentari delle parti contraenti eb) tale inosservanza rivesta interesse particolare per l'altra parte contraente e possa comportare il ricorso a misure amministrative e/o ad azioni legali,essa ne informa immediatamente la Commissione e l'autorità o le autorità competenti dell'altra parte contraente.2. Le informazioni fornite a norma del paragrafo 1 devono essere corredate di documenti ufficiali, commerciali o di altri documenti appropriati e indicare le eventuali misure amministrative o azioni legali. Tali informazioni includono in particolare i seguenti dati sul vino di cui trattasi:a) il nome del produttore e della persona competente per lo smaltimento del vino;b) la composizione e le caratteristiche organolettiche del vino;c) la sua designazione e presentazione;d) dati in merito al mancato rispetto delle norme sulla produzione e la commercializzazione.TITOLO III  GESTIONE DELL'ACCORDOARTICOLO 13  GRUPPO DI LAVORO1. È istituito un gruppo di lavoro che opera sotto gli auspici del sottocomitato per l'agricoltura e la pesca.2. Il gruppo di lavoro vigila sul corretto funzionamento del presente accordo ed esamina tutte le questioni inerenti alla sua applicazione. In particolare, il gruppo di lavoro può formulare raccomandazioni volte a favorire il conseguimento degli obiettivi del presente accordo.ARTICOLO 14  COMPITI DELLE PARTI CONTRAENTI1. Le parti contraenti si tengono in contatto, direttamente o tramite il gruppo di lavoro di cui all'articolo 13, per quanto riguarda tutte le questioni relative all'applicazione e al funzionamento del presente accordo.2. In particolare, le parti contraenti:a) redigono e modificano, di comune intesa, gli allegati e il protocollo del presente accordo in funzione di eventuali modifiche delle disposizioni legislative e regolamentari delle parti contraenti stesse;b) si comunicano reciprocamente l'intenzione di decidere nuovi regolamenti o modifiche ai regolamenti vigenti in materia di pubblico interesse, quali la salute pubblica o la protezione dei consumatori, che hanno implicazioni per il mercato del vino;c) si comunicano reciprocamente le decisioni giudiziarie relative all'applicazione del presente accordo, nonché le misure adottate in base a tali decisioni;d) si consultano reciprocamente, se necessario, sulle decisioni adottate per quanto riguarda l'applicazione dell'articolo 4, paragrafo 7.3. Nel quadro del presente accordo, ciascuna delle parti contraenti può formulare suggerimenti intesi ad ampliare il grado di cooperazione nel settore vitivinicolo, tenuto conto dell'esperienza acquisita con l'applicazione dell'accordo stesso.TITOLO IV  DISPOSIZIONI GENERALIARTICOLO 15  TRANSITO DI PICCOLI QUANTITATIVIIl presente accordo non si applica ai vini:a) in transito sul territorio di una delle due parti contraenti, ob) originari del territorio di una delle parti contraenti e spediti in piccoli quantitativi fra dette parti contraenti alle condizioni e secondo le procedure contemplate nel protocollo.ARTICOLO 16  AMBITO TERRITORIALE DI APPLICAZIONEIl presente accordo si applica, da una parte, ai territori in cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea, alle condizioni in esso indicate e, dall'altra, al territorio della Repubblica di Slovenia.ARTICOLO 17  INOSSERVANZA1. Le parti contraenti si consultano se una di esse ritiene che l'altra non abbia rispettato un impegno contemplato nel presente accordo.2. La parte contraente che chiede la consultazione comunica all'altra parte tutte le informazioni necessarie per un esame particolareggiato del caso di cui trattasi.3. Qualora un ritardo dovesse comportare un rischio per la salute dell'uomo o compromettere l'efficacia delle misure di repressione delle frodi, possono essere adottate appropriate misure protettive provvisorie senza previa consultazione, a condizione che la consultazione intervenga immediatamente dopo l'adozione delle misure.4. Se in seguito alle consultazioni di cui ai paragrafi 1 e 3 le parti contraenti non hanno raggiunto un accordo, la parte che ha chiesto la consultazione o che ha adottato le misure di cui al paragrafo 3 può adottare idonee misure protettive per consentire la corretta applicazione del presente accordo.ARTICOLO 18  COMMERCIALIZZAZIONE DI SCORTE PREESISTENTI1. I vini che, al momento dell'entrata in vigore del presente accordo, sono stati prodotti, elaborati, designati e presentati in un modo conforme alle leggi e alla regolamentazione interna delle parti contraenti, ma vietato dal presente accordo, possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.2. Fatte salve disposizioni contrarie adottate dalle parti contraenti, la commercializzazione dei prodotti vitivinicoli prodotti, elaborati, designati e presentati a norma del presente accordo, ma la cui produzione, elaborazione, designazione e presentazione non sono più conformi al presente accordo in seguito a una modifica del medesimo, può essere proseguita fino ad esaurimento delle scorte.Protocollo all'accordo  tra la Comunità europea e la Repubblica di Slovenia in merito al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di viniLE PARTI CONTRAENTI CONVENGONO QUANTO SEGUE:In applicazione dell'articolo 15, lettera b), del presente accordo, sono considerati piccoli quantitativi di vino i seguenti:1. i quantitativi presentati in recipienti di capacità non superiore a 5 litri, etichettati e muniti di un dispositivo di chiusura a perdere, a condizione che il quantitativo totale trasportato, composto o meno di più lotti distinti, non superi i 50 litri;2. a) i quantitativi non superiori a 30 litri contenuti nei bagagli personali dei viaggiatori;b) i quantitativi non superiori a 30 litri che formano oggetto di spedizioni tra privati;c) i quantitativi di proprietà di privati che traslocano;d) i quantitativi importati a fini di sperimentazione scientifica o tecnica, nei limiti di un ettolitro;e) i quantitativi destinati a rappresentanze diplomatiche, sedi consolari od organismi assimilati, importati in base alle franchigie per essi concesse;f) i quantitativi che costituiscono le provviste di bordo di mezzi di trasporto internazionali.Il caso di esenzione di cui al paragrafo 1 non può essere cumulato con uno o più casi di esenzione di cui al paragrafo 2.ALLEGATO 3Accordo  tra la Comunità europea e la Repubblica di Slovenia in merito al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzateARTIColo 1  OBIETTIVI1. Le parti contraenti convengono, sulla base dei principi di non discriminazione e reciprocità, di riconoscere, proteggere e controllare le denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzate originarie dei loro territori alle condizioni stabilite nel presente accordo.2. Le parti contraenti adottano le misure generali e specifiche necessarie per garantire il rispetto degli obblighi sanciti dal presente accordo e il conseguimento degli obiettivi da esso stabiliti.ARTIColo 2  PORTATA E CAMPO DI APPLICAZIONEIl presente accordo si applica ai seguenti prodotti:a) bevande spiritose quali definite,- per la Comunità, dal regolamento (CEE) n. 1576/89 del Consiglio [8], modificato da ultimo dall'atto relativo alle condizioni di adesione della Repubblica d'Austria, della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia,[8]  GU L 160 del 12.6.1989, pag. 1.- per la Slovenia, dalle norme sulla qualità delle bevande alcoliche e spiritose (Gazzetta ufficiale della Repubblica socialista federativa di Iugoslavia n. 16/88 e n. 63/88),e comprese nella voce 2208 della Convenzione internazionale sul sistema armonizzato di designazione e codificazione delle merci, firmata a Bruxelles il 14 giugno 1983;b) vini aromatizzati, bevande aromatizzate a base di vino, cocktail aromatizzati di prodotti vitivinicoli, in seguito denominati "bevande aromatizzate", quali definiti,- per la Comunità, dal regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio [9], modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2061/96,[9]  GU L 149 del 14.6.1991, pag. 1.- per la Slovenia, dalle norme sulla qualità dei vini (Gazzetta ufficiale della Repubblica socialista federativa di Iugoslavia n. 17/81 e n. 14/89),e compresi nelle voci 2205 ed ex 2206 della Convenzione internazionale sul sistema armonizzato di designazione e codificazione delle merci, firmata a Bruxelles il 14 giugno 1983.ARTIColo 3  DEFINIZIONIAi fini del presente accordo, s'intende per:a) "bevanda spiritosa originaria di", se tale dicitura è seguita dal nome di una delle parti contraenti: una bevanda spiritosa prodotta sul territorio della parte contraente in questione;b) "bevanda aromatizzata originaria di", se tale dicitura è seguita dal nome di una delle parti contraenti: una bevanda aromatizzata prodotta sul territorio della parte contraente in questione;c) "designazione": i termini utilizzati sull'etichetta, sui documenti che scortano il trasporto delle bevande spiritose o aromatizzate, sui documenti commerciali, in particolare sulle fatture e sulle bollette di consegna, nonché nella pubblicità;d) "omonimo": la stessa denominazione protetta o una denominazione protetta tanto simile da poter creare confusione, utilizzata per denotare luoghi di origine diversi o bevande spiritose e aromatizzate diverse originarie dei rispettivi territori delle parti contraenti;e) "etichettatura": il complesso delle designazioni ed altri riferimenti, contrassegni, illustrazioni o marchi commerciali che identificano le bevande spiritose e aromatizzate, apposti sul recipiente, incluso il dispositivo di chiusura o il cartellino ad esso appeso, e sul collarino della bottiglia;f) "presentazione": le denominazioni o i contrassegni utilizzati sui recipienti, inclusi i dispositivi di chiusura, sulle etichette e sull'imballaggio;g) "imballaggio": gli involucri protettivi, quali carta, rivestimenti di paglia d'ogni genere, cartoni e casse, utilizzati per il trasporto di uno o più recipienti e/o la loro presentazione in vista della vendita al consumatore finale;h) "marchio commerciale":- un marchio commerciale registrato secondo la normativa di una parte contraente,- un marchio commerciale di diritto comune riconosciuto dalla normativa di una parte contraente, e- un marchio commerciale conosciuto, di cui all'articolo 6 bis della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale (1967).TITOLO I  PROTEZIONE RECIPROCA DELLE DENOMINAZIONI  DI BEVANDE SPIRITOSE E BEVANDE AROMATIZZATEARTIColo 4  PRINCIPI1. Fatti salvi gli articoli 22 e 23 dell'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio di cui all'allegato 1 C dell'accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio (denominato in appresso "accordo ADPIC"), le parti contraenti adottano tutte le misure necessarie, a norma del presente allegato, per garantire la protezione reciproca delle denominazioni di cui all'articolo 5 utilizzate per designare bevande spiritose e bevande aromatizzate originarie del territorio delle parti contraenti. A tal fine, ciascuna parte contraente fornisce alle parti interessate i mezzi giuridici per impedire che una denominazione sia utilizzata per designare bevande spiritose o aromatizzate non originarie del luogo indicato dalla suddetta denominazione o del luogo in cui è stata tradizionalmente utilizzata la suddetta denominazione.2. In Slovenia, le denominazioni comunitarie protette:- possono essere utilizzate esclusivamente alle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari della Comunità, e- sono riservate esclusivamente alle bevande spiritose e aromatizzate originarie della Comunità a cui si applicano.3. Nella Comunità, le denominazioni slovene protette:- possono essere utilizzate esclusivamente alle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari della Slovenia, e- sono riservate esclusivamente alle bevande spiritose e aromatizzate originarie della Slovenia a cui si applicano.4. La protezione prevista dal presente accordo vieta, in particolare, l'uso delle denominazioni protette per bevande spiritose e aromatizzate non originarie della zona geografica indicata o del luogo in cui tali denominazioni sono tradizionalmente utilizzate, anche qualora-  sia indicata la vera origine delle bevande spiritose e aromatizzate;-  l'indicazione geografica in questione sia utilizzata in una traduzione;-  tale denominazione sia accompagnata da espressioni quali "genere", "tipo", "stile", "imitazione", "metodo" o altre espressioni analoghe.5. In caso di denominazioni omonime per le bevande spiritose e aromatizzate, la protezione è accordata ad entrambe le denominazioni. Le parti contraenti fissano le condizioni pratiche per differenziare tra loro le denominazioni omonime di cui trattasi, tenuto conto della necessità di garantire un trattamento equo dei produttori interessati e di non indurre in errore i consumatori.6. Le disposizioni del presente accordo non devono in alcun caso pregiudicare il diritto di una terza persona di utilizzare, per fini commerciali, il proprio nome o il nome del suo predecessore nell'attività commerciale, a condizione che tale nome non sia utilizzato in modo tale da indurre in errore i consumatori.7. Nessuna disposizione del presente accordo obbliga una parte contraente a proteggere una denominazione dell'altra parte contraente che non è protetta o che non è più protetta nel paese d'origine o che è caduta in disuso in tale paese.8. Ciascuna delle parti contraenti rinuncia ad avvalersi delle disposizioni dell'articolo 24, paragrafi da 4 a 7, dell'accordo ADPIC per rifiutare la protezione di una denominazione dell'altra parte.ARTIColo 5  DENOMINAZIONI PROTETTESono protette le seguenti denominazioni:a) per quanto concerne le bevande spiritose originarie della Comunità, quelle che figurano nell'allegato 1;b) per quanto concerne le bevande spiritose originarie della Slovenia, quelle che figurano nell'allegato 2;c) per quanto concerne le bevande aromatizzate originarie della Comunità, quelle che figurano nell'allegato 3;d) per quanto concerne le bevande aromatizzate originarie della Slovenia, quelle che figurano nell'allegato 4.ARTIColo 6  MARCHI COMMERCIALI1. La registrazione di un marchio commerciale per una bevanda spiritosa o aromatizzata che contiene o consiste di una denominazione di cui all'articolo 5 viene rifiutata ovvero, su richiesta di una parte interessata, viene invalidata se tale bevanda non è originaria del luogo indicato nella denominazione.2. Fatto salvo il paragrafo 1, un marchio commerciale registrato in buona fede entro il 31 dicembre 1995 può essere utilizzato fino al 31 dicembre 2005, a condizione che sia stato effettivamente utilizzato senza interruzione a partire dalla sua registrazione.ARTIColo 7  ESPORTAZIONILe parti contraenti adottano tutte le misure necessarie per garantire che, quando le bevande spiritose o aromatizzate originarie delle parti contraenti sono esportate e commercializzate al di fuori del loro territorio, le denominazioni di una parte contraente protette in virtù del presente accordo non vengano utilizzate per designare e presentare una bevanda spiritosa o aromatizzata originaria dell'altra parte contraente.ARTIColo 8  ESTENSIONE DELLA PROTEZIONENella misura in cui la legislazione pertinente delle parti contraenti lo consente, la protezione conferita dal presente accordo si estende alle persone fisiche e giuridiche nonché alle federazioni, associazioni e organizzazioni di produttori, di commercianti o di consumatori che hanno sede nel territorio dell'altra parte contraente.ARTIColo 9  APPLICAZIONE1. Se l'autorità competente designata in conformità dell'articolo 11 viene a conoscenza che la designazione o la presentazione di una bevanda spiritosa o aromatizzata, in particolare sull'etichetta o sui documenti ufficiali o commerciali, oppure nella pubblicità, viola il presente accordo, le parti contraenti applicano le misure amministrative necessarie e/o intentano le azioni legali opportune per combattere la concorrenza sleale o impedire l'impiego abusivo della denominazione protetta.2. Il ricorso alle misure e alle azioni di cui al paragrafo 1 deve intervenire in particolare nei seguenti casi:a) se la traduzione delle designazioni previste dalla legislazione comunitaria o dalla legislazione slovena nella lingua o nelle lingue dell'altra parte contraente comporta un termine che potrebbe indurre in errore quanto all'origine, alla natura o alla qualità della bevanda spiritosa o aromatizzata così identificata;b) se sui contenitori o sull'imballaggio, nella pubblicità o in documenti ufficiali o commerciali relativi a bevande spiritose o aromatizzate le cui denominazioni sono protette in virtù del presente accordo figurano designazioni, marchi commerciali, denominazioni, iscrizioni o illustrazioni che danno direttamente o indirettamente un'informazione errata o tale da indurre in errore sull'origine, sulla natura o sulle qualità materiali della bevanda;c) se viene utilizzato, per il confezionamento, un recipiente tale da indurre in errore quanto all'origine della bevanda spiritosa o aromatizzata.3. L'applicazione dei paragrafi 1 e 2 non pregiudica la facoltà per le persone e gli organismi di cui all'articolo 8 di prendere misure appropriate nei confronti delle parti contraenti, compreso il ricorso a un organo giurisdizionale.ARTIColo 10  ALTRE LEGGI INTERNE E ALTRI ACCORDI INTERNAZIONALIFatti salvi accordi contrari tra le parti contraenti, il presente accordo non esclude che dette parti, in virtù del loro diritto interno o di altri accordi internazionali, applichino una protezione più estesa, ora o in futuro, per le denominazioni protette in virtù del presente accordo.TITOLO II  CONTROLLI E RECIPROCA ASSISTENZA  TRA LE AUTORITÀ COMPETENTIARTICOLO 11  AUTORITÀ RESPONSABILI DELL'APPLICAZIONE1. Ciascuna delle parti contraenti designa le autorità responsabili dell'applicazione del presente accordo. Se una parte contraente designa più di un'autorità competente, essa garantisce il coordinamento delle attività di tali autorità. A tale scopo viene designata un'unica autorità.2. Le parti contraenti si notificano reciprocamente le denominazioni e gli indirizzi di tali autorità entro e non oltre due mesi dall'entrata in vigore del presente accordo. Dette autorità cooperano strettamente e direttamente.ARTICOLO 12  VIOLAZIONI1. Se una delle autorità di cui all'articolo 11 ha motivo di sospettare che:a) una bevanda spiritosa o aromatizzata di cui all'articolo 2 che è o è stata oggetto di scambi tra la Slovenia e la Comunità non sia conforme al presente accordo o alle norme previste dalle disposizioni legislative e regolamentari delle parti contraenti applicabili alle bevande spiritose e aromatizzate, eb) tale inosservanza rivesta interesse particolare per l'altra parte contraente e possa comportare il ricorso a misure amministrative e/o ad azioni legali,essa ne informa immediatamente la Commissione e l'autorità o le autorità competenti dell'altra parte contraente.2. Le informazioni fornite a norma del paragrafo 1 devono essere corredate di documenti ufficiali, commerciali o di altri documenti appropriati e indicare le eventuali misure amministrative o azioni legali. Tali informazioni includono in particolare i seguenti dati concernenti la bevanda spiritosa o aromatizzata di cui trattasi:a) il nome del produttore e della persona competente per lo smaltimento della bevanda spiritosa o aromatizzata;b) la composizione e le caratteristiche organolettiche di tale bevanda;c) la sua designazione e presentazione;d) dati in merito al mancato rispetto delle norme sulla produzione e la commercializzazione.TITOLO III  GESTIONE DELL'ACCORDOARTICOLO 13  GRUPPO DI LAVORO1. È istituito un gruppo di lavoro che opera sotto gli auspici del sottocomitato per l'agricoltura e la pesca.2. Il gruppo di lavoro vigila sul corretto funzionamento del presente accordo ed esamina tutte le questioni inerenti alla sua applicazione. In particolare, il gruppo di lavoro può formulare raccomandazioni volte a favorire il conseguimento degli obiettivi del presente accordo.ARTICOLO 14  COMPITI DELLE PARTI CONTRAENTI1. Le parti contraenti si tengono in contatto, direttamente o tramite il gruppo di lavoro di cui all'articolo 13, per quanto riguarda tutte le questioni relative all'applicazione e al funzionamento del presente accordo.2. In particolare, le parti contraenti:a) redigono e modificano, di comune intesa, gli allegati e il protocollo del presente accordo in funzione di eventuali modifiche delle disposizioni legislative e regolamentari delle parti contraenti stesse;b) si comunicano reciprocamente l'intenzione di decidere nuovi regolamenti o modifiche ai regolamenti vigenti in materia di pubblico interesse, quali la salute pubblica o la protezione dei consumatori, che hanno implicazioni per il mercato delle bevande spiritose e aromatizzate;c) si comunicano reciprocamente le decisioni giudiziarie relative all'applicazione del presente accordo, nonché le misure adottate in base a tali decisioni.3. Nel quadro del presente accordo, ciascuna delle parti contraenti può formulare suggerimenti intesi ad ampliare il grado di cooperazione nel mercato delle bevande spiritose e aromatizzate, tenuto conto dell'esperienza acquisita con l'applicazione dell'accordo stesso.TITOLO IV  DISPOSIZIONI GENERALIARTICOLO 15  TRANSITO DI PICCOLI QUANTITATIVIIl presente accordo non si applica alle bevande spiritose e aromatizzate:a) in transito sul territorio di una delle due parti contraenti, ob) originarie del territorio di una delle parti contraenti e spedite in piccoli quantitativi fra dette parti contraenti alle condizioni e secondo le procedure contemplate nel protocollo.ARTICOLO 16  AMBITO TERRITORIALE DI APPLICAZIONEIl presente accordo si applica, da una parte, ai territori in cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea, alle condizioni in esso indicate e, dall'altra, al territorio della Repubblica di Slovenia.ARTICOLO 17  INOSSERVANZA1. Le parti contraenti si consultano se una di esse ritiene che l'altra non abbia rispettato un impegno contemplato nel presente accordo.2. La parte contraente che chiede la consultazione comunica all'altra parte tutte le informazioni necessarie per un esame approfondito del caso di cui trattasi.3. Qualora un ritardo dovesse comportare un rischio per la salute dell'uomo o compromettere l'efficacia delle misure di repressione delle frodi, possono essere adottate appropriate misure protettive provvisorie senza previa consultazione, a condizione che la consultazione intervenga immediatamente dopo l'adozione delle misure.4. Se, in seguito alle consultazioni di cui ai paragrafi 1 e 3, le parti contraenti non hanno raggiunto un accordo, la parte che ha chiesto la consultazione o che ha adottato le misure di cui al paragrafo 3 può adottare idonee misure di salvaguardia per consentire la corretta applicazione del presente accordo.ARTICOLO 18  COMMERCIALIZZAZIONE DI SCORTE PREESISTENTI1. Le bevande spiritose e aromatizzate che al momento dell'entrata in vigore del presente accordo sono state prodotte, designate e presentate in modo conforme alle leggi e alla regolamentazione interna delle parti contraenti, ma che può essere vietato dal presente accordo, possono essere commercializzate dai grossisti per un periodo di un anno a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo e dai dettaglianti fino a esaurimento delle scorte. Le bevande spiritose e aromatizzate contemplate nel presente accordo non potranno più essere prodotte oltre i limiti delle rispettive regioni d'origine sin dall'entrata in vigore dell'accordo.2. Fatte salve disposizioni contrarie adottate dalle parti contraenti, la commercializzazione delle bevande spiritose e aromatizzate prodotte, designate e presentate a norma del presente accordo, ma la cui designazione e presentazione non sono più conformi al presente accordo in seguito a una modifica del medesimo, può essere proseguita fino a esaurimento delle scorte.Protocollo all'accordo  tra la Comunità europea e la Repubblica di Slovenia in merito al riconoscimento, alla protezione e al controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose  e bevande aromatizzateLE PARTI CONTRAENTI CONVENGONO QUANTO SEGUE:In applicazione dell'articolo 15, lettera b), del presente accordo, sono considerati piccoli quantitativi di bevande spiritose e aromatizzate i seguenti:1. i quantitativi presentati in recipienti di capacità non superiore a 5 litri, etichettati e muniti di un dispositivo di chiusura a perdere, a condizione che il quantitativo totale trasportato, composto o meno di più lotti distinti, non superi i 10 litri;2. a) i quantitativi non superiori a 10 litri contenuti nei bagagli personali dei viaggiatori;b) i quantitativi non superiori a 10 litri che formano oggetto di spedizioni tra privati;c) i quantitativi di proprietà di privati che traslocano;d) i quantitativi importati a fini di sperimentazione scientifica o tecnica, nei limiti di un ettolitro;e) i quantitativi destinati a rappresentanze diplomatiche, sedi consolari od organismi assimilati, importati in base alle franchigie per essi concesse;f) i quantitativi che costituiscono le provviste di bordo di mezzi di trasporto internazionali.Il caso di esenzione di cui al paragrafo 1 non può essere cumulato con uno o più casi di esenzione di cui al paragrafo 2.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;