CELEX: C2000/247/01
Language: it
Date: 2000-08-26 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 23 maggio 2000 nella causa C-209/98 (domanda di decisione pregiudiziale dello Østre Landsret): Enreprenørforeningens Affalds/Miljøsektion (FFAD) contro Københavns Kommune ("Art. 90 del Trattato CE (divenuto art. 86 CE) in relazione con l'art. 34 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 29 CE) e con l'art. 86 del medesimo Trattato (divenuto art. 82 CE) — Direttiva 75/442/CEE — Regolamento (CEE) n. 259/93 — Diritto speciale o esclusivo di raccogliere i rifiuti di cantiere — Protezione dell'ambiente")

26.8.2000               IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 C 247/1
                                                                        I
                                                                  (Comunicazioni)
                                                    CORTE DI GIUSTIZIA
                                                              CORTE DI GIUSTIZIA
                  SENTENZA DELLA CORTE                                       sorveglianza ed il controllo delle spedizioni di rifiuti in entrata
                                                                             ed in uscita dalla Comunità europea (GU L 30, pag. 1), in
                                                                             particolare degli artt. 2, lett. j), e 13 di tale regolamento, la
                         23 maggio 2000                                      Corte, composta dai signori G.C. Rodrı́guez Iglesias, presiden-
                                                                             te, J.C. Moitinho de Almeida, D.A.O. Edward e L. Sevón,
                                                                             presidenti di sezione, P.J.G. Kapteyn, C. Gulmann, P. Jann,
nella causa C-209/98 (domanda di decisione pregiudiziale                     H. Ragnemalm (relatore) e M. Wathelet, giudici; avvocato gene-
dello Østre Landsret): Enreprenørforeningens Affalds/Mil-                    rale: P. Léger; cancelliere: D. Louterman-Hubeau, amministra-
     jøsektion (FFAD) contro Københavns Kommune (1)                          tore principale, ha pronunciato, il 23 maggio 2000, una
                                                                             sentenza il cui dispositivo è il seguente:
(«Art. 90 del Trattato CE (divenuto art. 86 CE) in relazione
con l’art. 34 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica,
art. 29 CE) e con l’art. 86 del medesimo Trattato (divenuto
art. 82 CE) — Direttiva 75/442/CEE — Regolamento (CEE)                       1)    L’art. 34 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica,
n. 259/93 — Diritto speciale o esclusivo di raccogliere i                          art. 29 CE) si oppone ad un sistema di raccolta e di presa in
        rifiuti di cantiere — Protezione dell’ambiente»)                           carico dei rifiuti di cantiere non pericolosi destinati ad essere
                                                                                   ricuperati, in forza del quale soltanto un numero limitato di
                                                                                   imprese sia autorizzato a trattare i rifiuti prodotti in un
                         (2000/C 247/01)                                           Comune, qualora tale sistema costituisca, di fatto o di diritto,
                                                                                   un ostacolo all’esportazione, in quanto non consenta ai produt-
                                                                                   tori di rifiuti di esportare questi ultimi, in particolare per il
                                                                                   tramite di intermediari. Un tale ostacolo non può essere
                    (Lingua processuale: il danese)                                giustificato alla luce dell’art. 36 del Trattato CE (divenuto, in
                                                                                   seguito a modifica, art. 30 CE) o mediante il richiamo a finalità
                                                                                   di tutela dell’ambiente, in particolare mediante l’applicazione
                                                                                   del principio della correzione, anzitutto alla fonte, enunciato
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella            dall’art. 130 R, n. 2, del Trattato CE (divenuto, in seguito a
             «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                          modifica, art. 174, n. 2 CE), in mancanza di qualsiasi indizio
                                                                                   di pericolo per la salute o la vita delle persone o degli animali,
                                                                                   o per la preservazione delle specie vegetali, ovvero di un pericolo
Nella causa C-209/98, avente ad oggetto la domanda di                              per l’ambiente.
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-
l’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dallo Østre
Landsret (Danimarca), nella causa dinanzi ad esso pendente tra
Entreprenørforeningens Affalds/Miljøsektion (FFAD), agente
per conto della Sydhavnens Sten & Grus ApS, e Københavns                     2)    L’art. 90 del Trattato CE (divenuto art. 86 CE), letto in
Kommune, domanda vertente sull’interpretazione dell’art. 90                        combinato disposto con l’art. 86 del Trattato CE (divenuto
del Trattato CE (divenuto art. 86 CE), letto in combinato                          art. 82 CE), non si oppone all’istituzione di un sistema locale,
disposto con l’art. 34 del Trattato CE (divenuto, in seguito a                     come quello controverso nel procedimento a quo, il quale, al
modifica, art. 29 CE) e con l’art. 86 del Trattato CE (divenuto                    fine di risolvere un problema ambientale consistente nella
art. 82 CE), degli artt. 36 e 130 R, n. 2, del Trattato CE                         mancanza di capacità di trattamento dei rifiuti di cantiere non
(divenuti, in seguito a modifica, artt. 30 CE e 174, n. 2, CE),                    pericolosi e destinati al ricupero, preveda che soltanto un numero
degli artt. 7, n. 3, e 10 della direttiva del Consiglio 15 luglio                  limitato di imprese specificamente selezionate possa procedere
1975, 75/442/CEE, relativa ai rifiuti (GU L 194, pag. 39),                         al trattamento di tali rifiuti prodotti nella zona considerata,
come modificata dalla direttiva del Consiglio 18 marzo 1991,                       garantendo cosı̀ un flusso adeguato di rifiuti verso tali imprese,
91/156/CEE (GU L 78, pag. 32), nonché del regolamento                              escludendo nel contempo altre imprese, ancorché qualificate,
(CEE) del Consiglio 1o febbraio 1993, n. 259, riguardante la                       dalle dette operazioni di trattamento.
 ---pagebreak--- C 247/2                     IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            26.8.2000
3)     Né la direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE,                  norme per l’accelerazione delle procedure di dismissione di
       relativa ai rifiuti, come modificata dalla direttiva del Consiglio         partecipazioni dello Stato e degli enti pubblici in società per
       18 marzo 1991, 91/156/CEE, né il regolamento (CEE) del                     azioni (GURI n. 177 del 30 luglio 1994), nonché i decreti
       Consiglio 1o febbraio 1993, n. 259, riguardante la sorveglian-             relativi ai «poteri speciali» nel caso delle privatizzazioni dell’ENI
       za ed il controllo delle spedizioni di rifiuti in entrata ed in uscita     SpA e di Telecom Italia SpA, è venuta meno agli obblighi che
       dalla Comunità europea, impongono agli Stati membri di                     ad essa incombono in forza degli artt. 52, 59 del Trattato CE
       concludere con tutte le imprese autorizzate ai sensi dell’art. 10          (divenuti, in seguito a modifica, artt. 43 CE e 49 CE) e 73 B del
       della detta direttiva contratti relativi alla presa in carico ed al        Trattato CE (divenuto art. 56 CE), la Corte, composta dai
       recupero dei rifiuti di cantiere non pericolosi per l’ambiente.            signori G.C. Rodrı́guez Iglesias, presidente, D.A.O. Edward,
                                                                                  L. Sevón e R. Schintgen, presidenti di sezione, P.J.G. Kapteyn
4)     L’art. 7, n. 3, della direttiva 75/442, come modificata dalla              (relatore), A. La Pergola, J.-P. Puissochet, G. Hirsch, P. Jann,
       direttiva 91/156, deve essere interpretato nel senso che esso              H. Ragnemalm e M. Wathelet, giudici; avvocato generale: J. Mi-
       consente ad uno Stato membro di adottare provvedimenti in                  scho, cancelliere: signora D. Louterman-Hubeau, amministra-
       materia di trasporti di rifiuti, ivi compresi provvedimenti di             tore principale, ha pronunciato il 23 maggio 2000 una
       divieto dei trasporti dı̀ rifiuti di cantiere non pericolosi destinati     sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
       al ricupero, qualora il trasporto non sia conforme al suo piano
       di gestione, sempre che tale piano sia compatibile con le norme            1)    La Repubblica italiana, adottando gli artt. 1, n. 5, e 2 del
       del Trattato CE e della direttiva 75/442.                                        testo coordinato del decreto legge 31 maggio 1994, n. 332,
                                                                                        convertito con modificazioni nella legge 30 luglio 1994,
                                                                                        n. 474, recante norme per l’accelerazione delle procedure di
5)     L’art. 7, n. 3, della direttiva 75/442, come modificata dalla                    dismissione di partecipazioni dello Stato e degli enti pubblici in
       direttiva 91/156, deve essere interpretato nel senso che esso                    società per azioni, nonché i decreti relativi ai «poteri speciali»
       non conferisce ai singoli alcun diritto che essi, al fine di opporsi             nel caso delle privatizzazioni dell’ENI SpA e di Telecom Italia
       ad un provvedimento volto ad impedire movimenti di rifiuti non                   SpA, è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in
       conformi al piano di gestione, possano far valere dinanzi ai                     forza degli artt. 52, 59 del Trattato CE (divenuti, in seguito a
       giudici nazionali, lamentando la mancata comunicazione del                       modifica, artt. 43 CE e 49 CE) e 73 B del Trattato CE
       provvedimento alla Commissione.                                                  (divenuto art. 56 CE).
                                                                                  2)    La Repubblica italiana è condannata alle spese.
(1) GU C 234 del 25.7.1998.
                                                                                  (1) GU C 121 dell’1.5.1999.
                                                                                                    SENTENZA DELLA CORTE
                    SENTENZA DELLA CORTE
                                                                                                            (Quarta Sezione)
                             23 maggio 2000                                                                  25 maggio 2000
nella causa C-58/99: Commissione delle Comunità euro-                             nella causa C-82/98 P: Max Kögler contro Corte di
                 pee contro Repubblica italiana (1)                               giustizia delle Comunità europee e Consiglio dell’Unione
                                                                                                                europea (1)
(«Privatizzazione delle imprese pubbliche — Attribuzione di                       («Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado
                              poteri speciali»)                                   — Ricorso di un dipendente — Coefficiente correttore
                                                                                                       applicabile alla pensione»)
                             (2000/C 247/02)
                                                                                                             (2000/C 247/03)
                      (Lingua processuale: l’italiano)                                                (Lingua processuale: il tedesco)
Nella causa C-58/99, Commissione delle Comunità europee                           (Traduzione provvisoria: la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
(agenti: signor A. Aresu e signora M. Patakia) contro Repubbli-                                 «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
ca italiana (agente: professor U. Leanza, assistito dal signor
I.M. Braguglia), avente ad oggetto un ricorso diretto a far                       Nei procedimenti riuniti C-102/98 e C-211/98 aventi ad
constatare che la Repubblica italiana, adottando l’art. 1, n. 5, e                oggetto le domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla
l’art. 2 del testo coordinato del decreto legge 31 maggio 1994,                   Corte, ai sensi dell’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234
n. 332 (GURI n. 126 del 1o giugno 1994), convertito con                           CE), dal Bundessozialgericht (Germania), nella causa dinanzi
modificazioni nella legge 30 luglio 1994, n. 474, recante                         ad esso pendente tra Max Kögler, ex dipendente della Corte di