CELEX: 31989D0610
Language: it
Date: 1989-11-14 00:00:00
Title: DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 14 novembre 1989 che stabilisce i metodi di riferimento e l' elenco dei laboratori nazionali di riferimento per la ricerca dei residui (89/610/CEE) #

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31989D0610

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 14 novembre 1989 che stabilisce i metodi di riferimento e l' elenco dei laboratori nazionali di riferimento per la ricerca dei residui (89/610/CEE)  -   

Gazzetta ufficiale n. L 351 del 02/12/1989 pag. 0039 - 0050

Si definiscono picchi idonei i massimi di assorbimento dello spettro IR di un materiale standard, che soddisfino le seguenti condizioni :  2.8.1.1 .  Assorbimento massimo nella zona di numeri d'onda compresi tra 1 800 e 500 cm-1 .  2.8.1.2 .  Intensità dell'assorbimento non inferiore a :   //  a ) un'assorbenza molare specifica pari a 40 rispetto all'assorbenza 0 e 20 rispetto alla linea di base del picco, oppure   //  b ) un'assorbenza relativa pari al 12,5 % dell'assorbenza del picco più alto nella zona 1 800 _ 500 cm-1 se sono entrambi misurati rispetto all'assorbenza 0, e pari al 5 % dell'asorbenza del picco della zona 1 800 _ 500 cm-1 se sono entrambi misura rispetto alla loro linea di base del picco .  //  Nota : Anche se i picchi idonei di cui al punto a ) possono essere preferibili da un punto di vista teorico, quelli di cui al punto b ) sono in pratica di più facile determinazione .  2.8.2 .  Sono necessari almeno 6 picchi idonei nello spettro IR del materiale standard . Se il numero di picchi idonei è inferiore a 6, tale spettro IR non può essere impiegato quale spettro di riferimento .  2.8.3 .  Si determina il numero di picchi dello spettro IR dell'analita le cui frequenze corrispondono ad un picco idoneo dello spettro IR del materiale standard, con uno scostamento massimo di  +/-  1 cm-1 .  2.8.4 .  Criteri IR  2.8.4.1 .  Deve esserci assorbimento in tutte le zone dello spettro dell'analita che corrispondono ad un picco idoneo nello spettro di riferimento del materiale standard .  2.8.4.2 .  L'indice _ vale a dire la percentuale dei picchi idonei trovata nello spetto IR dell'analita _ deve raggiungere almeno il valore 50 .  2.8.4.3 .  Quando non si constata un'esatta corrispondenza con un picco idoeno, la zona interessata dello spettro dell'analita deve essere tale da ammettere la presenza di un picco corrispondente ( vedi figura 1 ).  1.2.3.4 //  Figurla I   //  //  Materiale standard   //  Picchi idonei : 1, 2 e 3  Campione A   //  Riscontrati : picchi idonei 1 e 3  Campione B   //  Riscontrati : picchi idonei 1 e 3  1.2 //  Lo spettro del campione A non esclude la presenza di un picco idoneo 2; il criterio 2.8.4.3 è quindi soddisfatto .   //  Lo spettro del campione B esclude la presenza di un picco idoneo 2; il criterio 2.8.4.3 non è quindi soddisfatto .  2.8.4.4 .  Il procedimento è applicabile soltanto ai picchi di assorbimento dello spettro del campione aventi un'altezza almeno 3 volte maggiore della distanza tra picco e picco del rumore .  Appendice all'allegato I  Elenco dei simboli e delle abbreviazioni  1.2Bo  = radioattività della frazione legata di un bianco campione  Bo/T  = frazione della radioattività della frazione legata di un bianco rispetto all'attività indotta ( frazione e legame zero rispetto al totale )  CI  = ionizzazione chimica  cpm  = impulsi al minuto  dpm  = disintegrazioni al minuto  EI  = ionizzazione a impatto elettronico  GC  = gascromatografia  HPLC  = cromatografia liquida ad alta prestazione  HPTLC  = cromatografia su strato sottile ad alta efficienza  HRMS  = spettrometria di massa ad alta risoluzione  IA  = prova immunologica  Img  = immunogramma  IR  = infrarosso  LC  = cromatografia in fase liquida  LRMS  = spettrometria di massa a bassa risoluzione  m  = massa  MS  = spettrometria di massa  NSB  = legame non specifico = legame aspecifico ( ASB )  Rf  = distanza percorsa rispetto al fronte del solvente  Sp  = spettrometria _ ad esempio a serie di diodi  T  = radioattività totale ( cpm o dpm ) indotta in un campione  TLC  = cromatografia su strato sottile  z  = carica  /  = tecniche combinate off-line  -  = tecniche combinate on-line   //  Esempio : HPLC/GC_MS = HPLC fuori linea seguito da GC con MS in linea .  ALLEGATO II  LABORATORI NAZIONALI DI REFERIMENTO  1.2.3Stato membro  Laboratorio di riferimento  Categoria residui  Belgio  Instituut voor Hygiëne en Epidemiologie J . Wijtsmanstraat 14 B-1050 Brussel  tutte le categorie  Danimarca  Veterinaerdirektoratets Laboratorium Kongensgade 16 DK-4100 Ringsted  A   //  Levnedsmiddelstyrelsens Centrallaboratorium Moerkhoej Bygade 19 DK-2860 Soeborg  B  Repubblica federale di Germania  Bundesgesundheitsamt Thielallee 88-92 D-1000 Berlin 33  A cat . III a ) ( antibiotici ) e b )   //  Staatliches Tieraerztliches Untersuchungsamt Stuttgart Azenberg Strasse 16 D-7000 Stuttgart 1  A cat . I b )   //  Tierhygienisches Institut Freiburg Am Moosweiher 2 D-7800 Freiburg  A cat . I a )   //  Landesuntersuchungsamt fuer das Gesundheitswesen Suedbayern Veterinaerstrasse 2 D-8042 Oberschleissheim  A cat . II   //  Staatliches Veterinaeruntersuchungsamt Arnsberg Zur Traubeneiche 10/12 D-5760 Arnsberg 2  A cat . I a ), b ), c )   //  Chemische Landesuntersuchungsanstalt Stuttgart Breitscheidstrasse 4 Postfach 100824 D-7000 Stuttgart 1  A cat . III a ) ( nitrofurani )   //  Chemische Landesuntersuchungsanstalt Offenburg Gerberstrasse 24 D-7600 Offenburg  B cat . II, b ) ( idrocarburi clorati : PCB e PCT )  Grecia  Centre of the Veterinary Institutions of Athens :   //  //  _ Institute of Infectious and Parasitic Diseases Laboratory of Biochemistry 25, Neapoleos Street GR-153 10 Aghia Paraskevi Athens  A cat . I b ); A cat . III a ) ( sulfamidici ); A cat . I c ) ( ormoni naturali ); B ( antiparassitari )   //  _ Institute of Animal Toxicology 25, Neapoleos Street GR-153 10 Aghia Paraskevi Athens  A cat . I a ); A cat . I c ) ( zeranolo, trenbolone ); A cat . III b )   //  _ Institute of Food Hygiene Iera Odos, 75 Botanikos GR-118 55 Athens  A cat . III a )  Spagna  Centro Nacional de Alimentacion y Nutricion c/Pozuelo Km 2 Majadahonda ( Madrid )  tutte le catogrie   //  Laboratorio de Sanidad y Produccion Animal Santa Fe ( Granada )  tutte le categorie   //  Laboratorio de Sanidad y Produccion Animal Algete ( Madrid )  tutte le categorie  Stato membro  Laboratorio di riferimento  Categoria residui  Francia  Laboratoire de dosages hormonaux Ecole nationale vétérinaire de Nantes CP 3018 F-44087 Nantes Cedex 03  A cat . I e II   //  Laboratoire central d'hygiène alimentaire ( LCHA ) 43, rue de Dantzig F-75015 Paris  B cat . I a ) e; B cat . II b ), e c )   //  Laboratoire des médicaments vétérinaires ( LMV ) La haute Marche-Javene F-35133 Fougères  A cat . III a ) e b ); B cat . I b ) e c )  Irlanda  Central Meat Control Laboratory Abbotstown, Castleknock IRL-Dublin 15  A, cat . I, II, III B, cat . I, tranne composti organici del cloro e del fosforo B cat . II, tranne bifenili policlorurati  //  State Laboratory Abbotstown, Castleknock IRL-Dublin 15  A, cat . I, II, III B, cat . I e II  Italia  Istituto Superiore di Sanità Viale Regina Elena 299 I-00161 Roma  tutte le categorie  Lussemburgo  Rijksinstituut voor Volksgezondheid en Milieuhygiëne Antonie van Leeuwenhoeklaan 9 NL-3720 BA Bilthoven  tutte le categorie   //  Institut d'hygiène et d'épidémiologie Rue J . Wijtsman 14 B-1050 Bruxelles  tutte le categorie  Paesi Bassi  Rijksinstituut voor Volksgezondheid en Milieuhygiëne Antonie van Leeuwenhoeklaan 9 NL-3720 BA Bilthoven  tutte le categorie   //  Rijkskwaliteitsinstituut voor land - en tuinbouwprodukten Bornesteeg 45 NL-6708 PD Wageningen  tutte le categorie  Portogallo  Laboratorio Nacional de Investigaçao Veterinaria Estrada de Benfica 701 P-1500 Lisboa  tutte le categorie  Regno Unito  Central Veterinary Laboratory New Haw, Weybridge UK-Surrey KT15 3NB  A cat . I, II, III B cat . I   //  Food Science Laboratory Colney Lane UK-Norwich NR4 7UA  A cat . III B cat . I e II   //  Veterinary Research Laboratories Stormont UK-Belfast BT4 3SD  A cat . I a ) e c ), II e III B cat . I e II   //  Food and Agricultural Chemistry Research Division Department of Agriculture for Northern Ireland Newforge Lane UK-Belfast BT9 5PX  A cat . I b ) e III B cat . I e II   //   //  //*****  DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  del 14 novembre 1989  che stabilisce i metodi di riferimento e l'elenco dei laboratori nazionali di riferimento per la ricerca dei residui  (89/610/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  vista la direttiva 64/433/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1964, relativa a problemi sanitari in materia di scambi intracomunitari di carni fresche (1), modificata da ultimo dalla direttiva 88/657/CEE (2), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1, lettera b) e l'articolo 5, paragrafo 3, secondo comma,  vista la direttiva 85/397/CEE del Consiglio, del 5 agosto 1985, concernente i problemi sanitari e di polizia sanitaria negli scambi intracomunitari di latte trattato termicamente (3), modificata dal regolamento (CEE) n. 3768/85 (4), in particolare l'articolo 5, paragrafo 3, secondo comma e l'articolo 11, paragrafo 4, terzo comma,  visto il parere del comitato scientifico veterinario,  considerando che, conformemente all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 64/433/CEE, e all'articolo 11, paragrafo 4 della direttiva 85/397/CEE, è opportuno fissare dei metodi di riferimento per valutare i risultati degli esami dei residui;  considerando che, conformemente all'articolo 5, paragrafo 3 della direttiva 85/358/CEE del Consiglio, del 16 luglio 1985, che completa la direttiva 81/602/CEE concernente il divieto di talune sostanze ad azione ormonica e delle sostanze ad azione tireostatica (5), modificata da ultimo dalla direttiva 88/146/CEE (6), e conformemente all'articolo 8, paragrafo 3, secondo comma della direttiva 86/469/CEE del Consiglio, del 16 settembre 1986, relativa alla ricerca di residui negli animali e nelle carni fresche (7), tutti gli esiti positivi delle analisi di campioni ufficiali devono essere confermati in caso di contestazione, mediante metodi di riferimento elaborati in conformità dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 64/433/CEE;  considerando che l'articolo 8, paragrafo 3, secondo comma della direttiva 64/433/CEE e l'articolo 5, paragrafo 3, secondo comma della direttiva 85/397/CEE prevedono che, in caso di controversia concernente l'individuazione di residui, la soluzione vada ricercata in base ad un metodo di riferimento; che nelle controversie relative ai residui di cui all'allegato I, lettera A, categorie I e II della direttiva 86/469/CEE deve essere applicato un metodo unico di riferimento;  considerando che la determinazione dei metodi di riferimento include la definizione dei procedimenti da seguire per le analisi di riferimento e dei criteri relativi all'esecuzione di dette analisi;  considerando che, per ragioni di carattere tecnico, è opportuno in una prima fase stabilire soltanto i metodi di riferimento relativi alla ricerca di taluni residui, escludendo i residui di elementi chimici;  considerando che l'articolo 4, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 64/433/CEE prevede la designazione, in ogni Stato membro, di almeno un laboratorio di riferimento incaricato di effettuare l'esame dei residui in caso di controversia;  considerando che, a norma dell'articolo 8, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 86/469/CEE spetta ai laboratori nazionali di riferimento, designati conformemente all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 64/433/CEE, coordinare le norme e i metodi di analisi per ogni residuo o gruppo di residui considerati, ciò che include anche l'organizzazione di analisi comparative periodiche effettuate su campioni frazionati da laboratori riconosciuti, e far rispettare i limiti stabiliti;  considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  I procedimenti analitici di riferimento da applicare per la conferma della presenza di residui dei composti elencati nell'allegato I della direttiva 86/469/CEE, ad eccezione degli elementi chimici (quali ad esempio i metalli pesanti e l'arsenico), sono i seguenti:  - prova immunologica,  - cromatografia su strada sottile,  - cromatografia liquida ad alta prestazione,  - gascromatografia,  - spettrometria di massa,  - spettrometria.  Articolo 2  Il procedimento analitico di riferimento deve essere fondato:  a) preferibilmente, sulla spettroscopia molecolare dalla quale si ottengono informazioni dirette sulla struttura molecolare della sostanza da esaminare, ovvero  b) su una combinazione di procedimenti dai quali si ottengono informazioni indirette sulla struttura molecolare delle sostanze da esaminare,  e il suo limite di rivelazione deve essere uguale o inferiore a quello delle analisi di routine.  Articolo 3  I criteri da applicare ai procedimenti analitici di riferimento sono indicati nell'allegato I.  Articolo 4  1. In caso di controversia tra Stati membri in merito all'individuazione dei residui elencati nell'allegato I, lettera A, categorie I e II della direttiva 86/469/CEE, il procedimento analitico di riferimento è costituito dall'esecuzione successiva di una gascromatografia e di una spettrometria di massa.  Articolo 5  I laboratori di riferimento dei vari Stati membri incaricati di effettuare le analisi di riferimento sono elencati nell'allegato II.  Articolo 6  La presente decisione sarà riesaminata anteriormente al 1o gennaio 1991 per tener conto dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecniche.  Articolo 7  Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, il 14 novembre 1989.  Per la Commissione  Ray MAC SHARRY  Membro della Commissione  (1) GU n. 121 del 29. 7. 1964, pag. 2012/64.  (2) GU n. L 382 del 31. 12. 1988, pag. 3.  (3) GU n. L 226 del 24. 8. 1985, pag. 13.  (4) GU n. L 362 del 31. 12. 1985, pag. 8.  (5) GU n. L 191 del 23. 7. 1985, pag. 46.  (6) GU n. L 70 del 16. 3. 1988, pag. 16.  (7) GU n. L 275 del 26. 9. 1986, pag. 36.  ALLEGATO I  1.2 // 1.   // DEFINIZIONI E CRITERI D'ORDINE GENERALE  // 1.1.   // Parametri   //   // Ai metodi analitici di riferimento vanno applicati i parametri indicati nell'allegato della direttiva 85/591/CEE del Consiglio.   // 1.2.  // Definizioni   // 1.2.1.   // Analita: un componente del campione del quale deve essere dimostrata la presenza. Il termine « analita » comprende, se del caso, anche i derivati formatisi durante l'analisi dall'analita propriamente detto.  // 1.2.2.   // Materiale standard: una sostanze ben definita, al massimo grado di purezza ottenibile, da usare nell'analisi come riferimento.   // 1.2.3.   // Materiale di riferimento: un campione di una sostanza o un singolo manufatto dei quali una o più proprietà siano determinate con sufficiente accuratezza, in modo da poterli usare per calibrare un'apparecchiatura o per verificare un metodo di misura. La relativa attestazione deve essere basata su un procedimento tecnicamente valido. Ove non fosse disponibile alcun materiale di riferimento, i parametri da misurare possono essere valutati analizzando un campione di materiale cui sia stata addizionata la sostanza di riferimento.   // 1.2.4.   // Specificità: denota la possibilità di utilizzare un metodo per distinguere l'analita da misurare da altre sostanze. Dipende principalmente dalla metodica applicata, ma può variare a seconda del tipo di composto o di matrice.   //   // I dati sulla specificità devono riferirsi almeno a tutte quelle sostanze che si ritiene possano provocare la comparsa di un segnale quando viene impiegata la metodica descritta (ad esempio: omologhi, analoghi, prodotti metabolici del residuo considerato). Da tali dati deve essere possibile risalire quantitativamente al limite oltre il quale il metodo non consente più di distinguere, nelle condizioni sperimentali, l'analita dalle altre sostanze.   //   // Le indicazioni in merito alla struttura chimica dell'analita ricavate con i metodo di riferimento dovrebbero essere quanto più possibile inquivocabili, vle a dire che il risultato dell'analisi dovrebbe escludere la presenza di tutti i composti chimici tranne uno. Quando da più di un composto si ottengono i medesimi risultati, significa che il metodo non è in grado di distinguere tra tali composti.   //   // Se una singola tecnica non permette di conformarsi al livello di specificità desiderato, quest'ultimo può essere raggiunto applicando un procedimento analitico che combini la purificazione alla separazione cromatografica e alla determinazione spettrometrica (ad esempio: GC-MS, LC-MS, GC-spettrometria nell'infrarosso, LC/spettrometria nell'infrarosso).   // 1.2.5.  // Accuratezza: nel presente documento, con questo termine si intende l'accuratezza del valore medio delle misure. La definizione qui adottata è quella riportata a punto 2.83 della norma ISO 3534-1977 (accuratezza della media: lo scostamento tra il valore vero e il valore medio dei risultati di prove che si otterrebbero applicando il metodo sperimentale un gran numero di volte).   //   // I principali elementi che limitano l'accuratezza sono:   //   // a) gli errori casuali,   //  // b) gli errori sistematici.   //   // Nel caso in cui si proceda ad un gran numero di esperimenti, l'accuratezza del valore medio si avvicina all'errore sistematico.   //   // Per valutare l'accuratezza di un metodo occorre specificare il numero di esperimenti effettuati.   //   // La misura dell'accuratezza è data dalla differenza, espressa in percentuale del valore vero, tra il valore medio misurato per una sostanza di riferimento ed il valore vero relativo a quest'ultima.  //  // Nei casi in cui non si disponga né di metodi di validità assoluta, né di materiali di riferimento garantiti, l'analita contenuto in un campione può provvisoriamente venir definito avvalendosi dei risultati ottenuti con l'ausilio dello stesso metodo di riferimento. In tale eventualità, quest'ultimo deve offrire un grado di specificità ed una possibilità di ricupero dell'analita superiori a quelli di tutti gli altri metodi conosciuti.   // 1.2.6.   // Precisione: la viabilità della ripetibilità intralaboratorio (nello stesso laboratorio) e della riproducibilità interlaboratorio (in differenti laboratori).   //   // Con il generico termine statistico « precisione » si intende la definizione data al punto 2.84 della norma ISO 3534-1977 (precisione: la concordanza tra i risultati di prove ottenuti applicando varie volte il procedimento sperimentale nelle condizioni fissate).   //   // Ai sensi dell'allegato della direttiva 85/591/CEE, i valori di precisione dei metodi di analisi da adottare in conformità delle disposizioni di detta direttiva verranno determinati con una prova interlaboratorio effettuata di preferenza secondo la norma ISO 5725-1986, che definisce i termini ripetibilità e riproducibilità. Per l'esecuzione di una tale prova saranno utilizzati campioni nei quali l'analita è presente in misura nota e prossima al livello di tolleranza da applicare.   //  // In attesa che la riproducibilità di metodo sia stata determinata con una prova intralaboratorio, per effettuare una prima selezione dei metodi potenzialmente utilizzabili sulla base della documentazione ottenibile, è sufficiente disporre dei dati sulla ripetibilità. A tale scopo, il termine ripetibilità è da intendere nel significato dato al punto 2.85 a) della norma ISO 3534-1977 [ripetibilità: concordanza tra i risultati di prove mutualmente indipendenti ottenuti con lo stesso metodo su un identico materiale, nelle medesime condizioni (stesso operatore, stessa apparecchiatura, stesso laboratorio) e in brevi intervalli di tempo].   //   // Per misurare la ripetibilità si usa il coefficiente di variazione quale definito al punto 2.35 della norma ISO 3534/1977 (coefficiente di variazione: il rapporto tra la deviazione standard e il valore assoluto della media aritmetica).  // 1.2.7.   // Limite di rivelazione: è la minima concentrazione misurata da cui si possa dedurre con ragionevole certezza statistica la presenza dell'analita. Esso è uguale alla media dei tenori misurati nei bianchi (n  20) più tre volte la deviazione standard del valore medio.   //   // Nota: Nel caso si preveda che fattori quali la specie, il sesso, l'età, ecc. possano influenzare le caratteristiche di un metodo, occorre disporre di una serie di bianchi per ogni singola popolazione omogenea cui tale metodo viene applicato.  // 1.2.8.   // Sensibilità: indica in che misura un metodo può rivelare piccole differenze nel tenore di un analita. Nel presente documento, la sensibilità è definita come la pendenza della curva di taratura in corrispondenza della concentrazione data.   // 1.2.9.   // Praticabilità: caratteristica non standardizzata di un procedimento analitico. Dipende dal campo di applicazione del metodo ed è determinata da parametri quali la quantità di campione necessaria ed i costi. Nel caso dei metodi di riferimento, la praticabilità riveste, per molti aspetti, un rilievo trascurabile rispetto a quello degli altri criteri definiti nel presente documento. In genere è sufficiente che le attrezzature e i reagenti necessari siano disponibili sul mercato.   // 1.2.10.   // Applicabilità: corrisponde all'elenco di prodotti ai quali il metodo può essere applicato direttamente ovvero con lievi modifiche.  // 1.2.11.   // Altri criteri eventualmente adottabili  // 1.2.11.1.   // Limite di decisione: è il più basso tenore dell'analita che, se realmente presente, può essere rivelato con un grado di probabilità statistica accettabile e può essere individuato applicando gli opportuni criteri del metodo. Quando in un intorno del limite di rivelazione l'accuratezza e la precisione si mantengono costanti, il limite di decisione è uguale alla media dei tenori misurati nei bianchi (n  20) più sei volte la deviazione standard del valore medio.  // 1.2.11.2.   // Quantificazione  // 1.2.11.2.1.   // Limite di quantificazione: è il più piccolo tenore misurato a partire dal quale è possibile determinare l'analita, con i seguenti gradi di accuratezza e ripetibilità (in uno stesso laboratorio):   //   // Accuratezza: nel caso di più analisi sullo stesso campione di riferimento, la differenza tra il valore medio delle misure e il valoro vero, espressa come percentuale del valore vero, non deve superare i limiti di - 20 % e + 10 %.   //   // Ripetibilità: nel caso di più analisi sullo stesso campione di riferimento, il coefficiente di variazione (CV) (1.2.6.) della media non deve superare i seguenti valori:   //   // C.V.  //  // - valore medio sino a 1m g/kg: 0,30   //   // - valore medio maggiore di 1 mg/kg e sino a 10 mg/kg: 0,20   //   // - valore medio maggiore di 10 mg/kg: 0,15   // 1.2.11.2.2.   // Curve di taratura   //   // Se il metodo richiede l'uso di curve di taratura, occorre conoscere:  //   // - la formula matematica che descrive la curva di taratura,   //   // - i valori numerici dei parametri della curva di taratura con intervalli di tolleranza del 95 %,   //  // - gli intervalli accettabili entro cui possono variare da un giorno all'altro i parametri delle curve di taratura,   //  // - l'intervallo di lavoro della curvba di taratura,   //  // - particolari sulla varianza delle variabili valida almeno nell'intervallo di lavoro della curva di taratura.   //  // Ogni qualvolta possibile, per tracciare le curve di taratura dei metodi di riferimento devono essere utilizzati adeguati standard interni.   // 1.2.11.3.   // Sensibilità all'interferenza  //  // Per quelle condizioni sperimentali che nella pratica potrebbero essere soggette a fluttuazione (ad esempio stabilità dei reagenti, composizione del campione, pH, temperatura) occorre indicare quali sono le variazioni che potrebbero influenzare i risultati analitici. La descrizione del metodo deve contenere indicazioni circa i mezzi per ovviare a tutte le prevedibili interferenze. Se necessario va precisata la metodologia di rivelamento alternativa adatta per la conferma. È di fondamentale importanza esaminare la possibile interferenza sulla determinazione dell'analita (dopo una qualsiasi specifica purificazione del campione).   // 1.2.11.4.   // Relazione tra i valori di tolleranza e i limiti analitici  //  // Per le sostanze con tolleranza zero, il limite di decisione del metodo analitico deve essere sufficientemente basso, in modo che il tenore di residui che si ritiene presente a seguito di un uso illecito possa essere rivelato con una probabilità di almeno il 95 %. I tenori tipici dei residui in vari materiali campione sono elencati nella pubblicazione comunitaria « Manuale di dati sperimentali per i metodi di riferimento » (prossimamente disponibile).   //   // Per le sostanze con un livello di tolleranza dato, il limite di quantificazione non deve superare tale livello, meno tre volte la deviazione standard prodotta dal metodo per un campione a livello di tolleranza.   // 2.   // CRITERI PER L'INDIVIDUAZIONE DEI RESIDUI   // 2.1.   // Esigenze di carattere generale   //   // I laboratori che effettuano le analisi destinate a confermare definitivamente la presenza di residui di sostanze organiche con basso peso molecolare - segnatamente quelle aventi un'azione ormonica o tireostatica - devono garantire il rispetto dei criteri per l'interpretazione dei risultati in conformità con quanto disposto nel presente capitolo. I criteri in parola sono destinati a permettere l'individuazione dell'analita e ad evitare risultati erroneamente positivi. Affinché si possa concludere in merito alla positività, i risultati devono essere conformi ai criteri indicati per lo specifico procedimento di analisi.  1.2 // 2.2.   // Definizioni relative alla presenza di un analita   // 2.2.1.   // Risultato positivo: la presenza dell'analita nel campione è provata dal procedimento analitico, quando risultano soddisfatti tanto i criteri generali quanto quelli specifici relativi al metodo di rivelazione adottato. Il risultato dell'analisi è quindi « positivo ».   // 2.2.2.  // Risultato negativo: il risultato dell'analisi è considerato « negativo » se i criteri fissati per il procedimento non risultano soddisfatti ovvero se l'analisi non indice una presenza dell'analita nel campione in misura superiore al limite di rivelazione.   //   // Nota: Un risultato negativo non prova l'assenza dell'analita campione.  // 2.2.3.  // Co-cromatografia: prima di eseguire l'operazione o le operazioni di cromatografia, la soluzione purificata da esaminare viene suddivisa in due parti:   //   // a) una parte viene sottoposta tal quale a cromatografia;   //   // b) all'altra parte viene addizionato il materiale standard da individuare e la cromatografia viene eseguita sulla soluzione ottenuta.   //   // La quantità del materiale standard addizionato deve essere analoga alla presunta quantità dell'analita.   // 2.3.   // Considerazione di carattere generale in merito all'intero procedimento analitico  // 2.3.1.   // Preparazione del campione   //   // Il campione deve essere prelevato e manipolato in modo che, se l'analita è presente, ci sia la medesima probabilità di rivelarlo.  // 2.3.2.   // Sensibilità all'interferenza   //   // Devono essere fornite le indicazioni di cui al punto 1.2.11.3 (sensibilità all'interferenza).   // 2.3.3.   // Criteri di ordine generale relativi all'intero procedimento   // 2.3.3.1.  // Devono essere noti la specificità (1.2.4) e il limite di rivelazione (1.2.7) del procedimento per l'analita e la matrice oggetto dell'analisi.   //   // Nota: Queste informazioni possono essere ottenute sulla base di dati sperimentali e/o per via teorica.  // 2.3.3.2.   // Nel caso di risultato positivo, il comportamento fisico e chimico dell'analita durante l'analisi non deve essersi discostato da quelli dal corrispondente materiale standard nella matrice adeguata.  // 2.3.3.3.   // Il risultato di un'analisi può essere considerato positivo o negativo soltanto entro i limiti di specificità e di rivelazione del procedimento relativo all'analisi e alla matrice oggetto dell'analisi stessa.  // 2.3.4.   // Criteri d'ordine generale per le tecniche di separazione   //   // L'intero procedimento va effettuato simultaneamente su ciascuna porzione di campione da analizzare e su campioni di riferimento che contengano quantità note dell'analita. In alternativa, uno standard interno può essere aggiunto ai campioni.   // 2.3.5.   // Criteri per la preconcentrazione, la purificazione e la separazione fisica e/o chimica offline   //   // L'analita deve trovarsi nella frazione che è caratterizzata del corrispondente materiale standard nel materiale di una matrice adeguata.   //   // I dati relativi alla ritenzione per gli standard, i campioni di controllo e le porzioni sottoposte ad analisi devono venir presentati unitamente al risultato finale, sia esso positivo o negativo.   // 2.4.   // Criteri per l'individuazione di un analita mediante HPLC/IA-Img   // 2.4.1.   // Il picco dell'analita nell'immunogramma deve essere ricavato da non meno di 5-11 frazioni HPLC.   //   // I dati relativi alla ritenzione degli standard, dei campioni di controllo e delle porzioni utilizzate per la prova devono venir presentati unitamente al risultato finale, sia esso positivo o negativo.  // 2.4.2.   // Reagenti   //   // Devono essere precisate l'origine e la qualità dell'anticorpo e del composto marcato.  // 2.4.3.   // Curva di taratura   //   // Dato che il metodo dipende dalle curve di taratura, devono essere forniti i dati di cui al punto 2.2.11.2.2 (curve di taratura).   //   // È necessario specificare l'intervallo di concentrazione di almeno 10 unità.   //   // Si richiedono almeno 6 punti di taratura adeguatamente distribuiti lungo la curva.   //   // Tutti i dati di base utilizzati per tracciare la curva di taratura devono venir presentati unitamente al risultato finale, sia esso positivo o negativo.   // 2.4.4.   // Ogni prova deve comprendere i controlli. Valori della concentrazione: zero e un valore preso nella prima metà dell'intervallo di lavoro, un valore centrale ed un valore preso nella seconda metà dell'intervallo di lavoro. I risultati ottenuti devono essere coerenti con quelli delle prove precedenti.   //   // Tutti i dati di base relativi ai campioni di controllo e alla porzione oggetto dell'analisi devono essere presentati unitamente al risultato finale, sia esso positivo o negativo.   // 2.4.5.  // Il ricupero va controllato e specificato.   // 2.4.6.  // Determinati parametri del controllo di qualità devono essere conformi a quelli delle prove precedenti, ad esempio Bo/T, NSB, pendenza o intercetta della curva di taratura.  // 2.4.7.   // Per la conferma è preferibile ricorrere ad una HPLC bidimensionale o a due immunogrammi ottenuti utilizzando anticorpi diversi.   // 2.5.   // Criteri per l'individuazione di un analita mediante TLC o HPTLC   // 2.5.1.   // I valori Rf dell'analita devono corrispondere a quelli caratteristici del materiale standard. Questa condizione è soddisfatta quando i valori Rf dell'analita non si discostano di oltre il ± 3 % dei valori Rf del materiale standard nelle stesse condizioni.  // 2.5.2.   // Alla vista, l'analita non deve risultare diverso dal materiale standard.   // 2.5.3.   // Il centro della macchia più vicina a quella dell'analita deve essere posto ad una distanza da quest'ultima pari almeno alla metà della somma dei diametri delle macchie.   // 2.5.4.   // Per l'individuazione, alla TLC si deve abbinare una co-cromatografia. In questa dovrebbe risultare ingrandita soltanto la macchia che si presume dovuta all'analita; l'aspetto della stessa non deve cambiare e non deve formarsi nessuna nuova macchia.   // 2.5.5.   // Come prova di conferma occorre effettuare una TLC bidimensionale.   // 2.6.  // Criteri per l'individuazione di un analita mediante HPLC-SP   // 2.6.1.   // La massima lunghezza d'onda di assorbimento dell'analita nello spettro deve essere la stessa del materiale standard, con un margine determinato dalla risoluzione del sistema di rivelazione. Per la rivelazione a serie di diodi il margine è di solito di ± 2 nm.   // 2.6.2.   // Per quanto concerne le parti dei due spettri con assorbenza relativa > 10 %, lo spettro dell'analita non deve apparire diverso da quello del materiale standard. Questo criterio è soddisfatto quando si hanno gli stessi massimi e in nessuno dei punti osservati la differenza tra i due spettri risulta superiore al 10 % dell'assorbenza del materiale standard.   // 2.6.3.   // Per l'individuazione, alla HPLC deve essere abbinata una co-cromatografia. Ne dovrebbe risultare una intensificazione del solo picco che si ritiene dovuto all'analita.  // 2.7.   // Criteri per l'individuazione di un analita mediante GC-MS   // 2.7.1.   // Criteri per la GC   // 2.7.1.1.   // Ove non si disponesse di un materiale adatto, si ricorra ad uno standard interno. Quest'ultimo dovrebbe essere preferibilmente costituito da una forma marcata di un isotopo stabile dell'analita.   // 2.7.1.2.   // Il tempo di ritenzione relativo dell'analita (vale a dire il rapporto tra il tempo di ritenzione dell'analita e quello standard interno) dovrebbe essere uguale a quello dell'analita standard, con uno scostamento di ± 0,5 %.   // 2.7.1.3.   // Se il requisito di cui al punto 2.7.1.2. non risulta soddisfatto, ovvero se non si utilizza alcuno standard interno, l'individuazione dell'analita deve essere comprovata con una co-cromatografia.   // 2.7.1.4.  // In caso di co-cromatografia, il tempo di ritenzione dell'analita addizionato al campione deve essere uguale al tempo di ritenzione dell'analita già presentate nel campione.  // 2.7.2.   // Criteri per GC-LRMS   // 2.7.2.1.   // Deve venir misurata l'intensità di almeno quattro ioni diagnostici. Se con il metodo applicato il composto non produce quattro ioni diagnostici, l'identificazione dell'analita deve esere basata sui risultati di almeno due applicazioni di metodi GC-LRMS mutualmente indipendenti con diversi derivati e/o tecniche di ionizzazione, ottenendo ogni volta due o tre ioni diagnostici.  // 2.7.2.2.   // Lo ione molecolare dovrebbe possibilmente essere uno dei quattro ioni diagnostici selezionati.  // 2.7.2.3.   // Le abbondanze relative di tutti gli ioni misurati per l'analita dovrebbero corrispondere a quelle relative dell'analita standard.   // 2.7.2.4.   // Le intensità relative degli ioni diagnostici rivelati, espresse in percentuale dell'intensità del picco di base, devono essere uguali a quelle dell'analita standard, con uno scostamento massimo di ± 10 % (metodo EI) o di ± 20 % (metodo CI).  // 2.7.3.   // Criteri per GC-HRMS; frammentografia  // 2.7.3.1.   // Per venir classificate come misure ad alta risoluzione, l'accuratezza delle determinazione di massa dovrebbe essere uguale o superiore a tre parti per milione.  // 2.7.3.2.   // L'abbondanza relativa di 3 o più ioni diagnostici deve essere uguale quella dell'analita standard, con uno scostamento di 10 % (metodo EI).   // 2.7.4.  // Criteri per GC-HRMS; massa accurata più isotopo naturale a bassa risoluzione   // 2.7.4.1.   // Per venir classificata come misura ad alta risoluzione, l'accuratezza della determinazione di massa deve essere pari o superiore a 3 parti per milione.   // 2.7.4.2.   // Il valore M/Z dello ione diagnosticato dovrebbre essere uguale al valore teorico del corrispondente analita standard.   // 2.7.4.3.   // Quando la misurazione di un singolo ione diagnosticato non soddisfa il criterio di specificità (1.2.4), il rapporto di abbondanza dell'isotopo naturale dello ione diagnosticato deve essere misurato con un metodo a bassa risoluzione. Detto rapporto dovrebbe essere uguale al valore teorico, entro i limiti di uno scostamento dato (normalmente 5 %).   // 2.7.4.4.   // Qualora applicando i criteri di cui ai punti 2.7.4.1, 2.7.4.2 e 2.7.4.3 non fosse possibile determinare in modo inequivocabile una composizione elementare, occorre ripetere la medesima procedura con un altro ione diagnostico.   // 2.8.   // Criteri per l'individuazione di un analita mediante spettrometria IR  // 2.8.1.   // Definizione di picchi idonei   //   // Si definiscono picchi idonei i massimi di assorbimento dello spettro IR di un materiale standard, che soddisfino le seguenti condizioni:   // 2.8.1.1.   // Assorbimento massimo nella zona di numeri d'onda compresi tra 1 800 e 500 cm-1.  // 2.8.1.2.   // Intensità dell'assorbimento non inferiore a:  //   // a) un'assorbenza molare specifica pari a 40 rispetto all'assorbenza 0 e 20 rispetto alla linea di base del picco, oppure   //   // b) un'assorbenza relativa pari al 12,5 % dell'assorbenza del picco più alto nella zona 1 800 - 500 cm-1 se sono entrambi misurati rispetto all'assorbenza 0, e pari al 5 % dell'asorbenza del picco della zona 1 800 - 500 cm-1 se sono entrambi misura rispetto alla loro linea di base del picco.   //   // Nota: Anche se i picchi idonei di cui al punto a) possono essere preferibili da un punto di vista teorico, quelli di cui al punto b) sono in pratica di più facile determinazione.  // 2.8.2.   // Sono necessari almeno 6 picchi idonei nello spettro IR del materiale standard. Se il numero di picchi idonei è inferiore a 6, tale spettro IR non può essere impiegato quale spettro di riferimento.   // 2.8.3.   // Si determina il numero di picchi dello spettro IR dell'analita le cui frequenze corrispondono ad un picco idoneo dello spettro IR del materiale standard, con uno scostamento massimo di ± 1 cm-1.   // 2.8.4.   // Criteri IR   // 2.8.4.1.   // Deve esserci assorbimento in tutte le zone dello spettro dell'analita che corrispondono ad un picco idoneo nello spettro di riferimento del materiale standard.   // 2.8.4.2.  // L'indice - vale a dire la percentuale dei picchi idonei trovata nello spetto IR dell'analita - deve raggiungere almeno il valore 50.   // 2.8.4.3.   // Quando non si constata un'esatta corrispondenza con un picco idoeno, la zona interessata dello spettro dell'analita deve essere tale da ammettere la presenza di un picco corrispondente (vedi figura 1).  1.2.3.4 //   // Figurla I   //   //  //  //  //  //  //  // Materiale standard   //   // Picchi idonei: 1, 2 e 3   //  //  //  //  //  // Campione A   //  // Riscontrati: picchi idonei 1 e 3  //  //  //  //  //  // Campione B   //   // Riscontrati: picchi idonei 1 e 3  1.2 //   // Lo spettro del campione A non esclude la presenza di un picco idoneo 2; il criterio 2.8.4.3 è quindi soddisfatto.   //   // Lo spettro del campione B esclude la presenza di un picco idoneo 2; il criterio 2.8.4.3 non è quindi soddisfatto.   // 2.8.4.4.   // Il procedimento è applicabile soltanto ai picchi di assorbimento dello spettro del campione aventi un'altezza almeno 3 volte maggiore della distanza tra picco e picco del rumore.  Appendice all'allegato I  Elenco dei simboli e delle abbreviazioni  1.2 // Bo   // = radioattività della frazione legata di un bianco campione   // Bo/T   // = frazione della radioattività della frazione legata di un bianco rispetto all'attività indotta (frazione e legame zero rispetto al totale)   // CI  // = ionizzazione chimica   // cpm   // = impulsi al minuto  // dpm   // = disintegrazioni al minuto   // EI   // = ionizzazione a impatto elettronico   // GC   // = gascromatografia   // HPLC   // = cromatografia liquida ad alta prestazione   // HPTLC   // = cromatografia su strato sottile ad alta efficienza   // HRMS   // = spettrometria di massa ad alta risoluzione   // IA   // = prova immunologica   // Img  // = immunogramma   // IR   // = infrarosso   // LC   // = cromatografia in fase liquida   // LRMS   // = spettrometria di massa a bassa risoluzione   // m   // = massa   // MS   // = spettrometria di massa   // NSB   // = legame non specifico = legame aspecifico (ASB)   // Rf   // = distanza percorsa rispetto al fronte del solvente   // Sp   // = spettrometria - ad esempio a serie di diodi   // T   // = radioattività totale (cpm o dpm) indotta in un campione   // TLC   // = cromatografia su strato sottile   // z   // = carica   // /  // = tecniche combinate off-line   // -   // = tecniche combinate on-line   //   // Esempio: HPLC/GC-MS = HPLC fuori linea seguito da GC con MS in linea.  ALLEGATO II  LABORATORI NAZIONALI DI REFERIMENTO  1.2.3 //  //  //  // Stato membro  // Laboratorio di riferimento  // Categoria residui  //  //  //  //  //  //  // Belgio   // Instituut voor Hygiëne en Epidemiologie J. Wijtsmanstraat 14 B-1050 Brussel   // tutte le categorie   // Danimarca   // Veterinaerdirektoratets Laboratorium Kongensgade 16 DK-4100 Ringsted   // A   //  // Levnedsmiddelstyrelsens Centrallaboratorium Moerkhoej Bygade 19 DK-2860 Soeborg   // B   // Repubblica federale di Germania  // Bundesgesundheitsamt Thielallee 88-92 D-1000 Berlin 33  // A cat. III a) (antibiotici) e b)   //   // Staatliches Tieraerztliches Untersuchungsamt Stuttgart Azenberg Strasse 16 D-7000 Stuttgart 1   // A cat. I b)   //   // Tierhygienisches Institut Freiburg Am Moosweiher 2 D-7800 Freiburg   // A cat. I a)   //   // Landesuntersuchungsamt fuer das Gesundheitswesen Suedbayern Veterinaerstrasse 2 D-8042 Oberschleissheim   // A cat. II   //   // Staatliches Veterinaeruntersuchungsamt Arnsberg Zur Traubeneiche 10/12 D-5760 Arnsberg 2   // A cat. I a), b), c)  //   // Chemische Landesuntersuchungsanstalt Stuttgart Breitscheidstrasse 4 Postfach 100824 D-7000 Stuttgart 1   // A cat. III a) (nitrofurani)   //   // Chemische Landesuntersuchungsanstalt Offenburg Gerberstrasse 24 D-7600 Offenburg   // B cat. II, b) (idrocarburi clorati: PCB e PCT)  // Grecia   // Centre of the Veterinary Institutions of Athens:   //   //   // - Institute of Infectious and Parasitic Diseases Laboratory of Biochemistry 25, Neapoleos Street GR-153 10 Aghia Paraskevi Athens   // A cat. I b); A cat. III a) (sulfamidici); A cat. I c) (ormoni naturali); B (antiparassitari)   //   // - Institute of Animal Toxicology 25, Neapoleos Street GR-153 10 Aghia Paraskevi Athens   // A cat. I a); A cat. I c) (zeranolo, trenbolone); A cat. III b)  //   // - Institute of Food Hygiene Iera Odos, 75 Botanikos GR-118 55 Athens   // A cat. III a)   // Spagna   // Centro Nacional de Alimentación y Nutrición c/Pozuelo Km 2 Majadahonda (Madrid)   // tutte le catogrie   //   // Laboratorio de Sanidad y Producción Animal Santa Fe (Granada)   // tutte le categorie   //   // Laboratorio de Sanidad y Producción Animal Algete (Madrid)   // tutte le categorie  //  //  //  // Stato membro  // Laboratorio di riferimento  // Categoria residui  //  //  //  //  // Francia  // Laboratoire de dosages hormonaux École nationale vétérinaire de Nantes CP 3018 F-44087 Nantes Cedex 03   // A cat. I e II   //   // Laboratoire central d'hygiène alimentaire (LCHA) 43, rue de Dantzig F-75015 Paris   // B cat. I a) e; B cat. II b), e c)   //   // Laboratoire des médicaments vétérinaires (LMV) La haute Marche-Javene F-35133 Fougères  // A cat. III a) e b); B cat. I b) e c)   // Irlanda  // Central Meat Control Laboratory Abbotstown, Castleknock IRL-Dublin 15   // A, cat. I, II, III B, cat. I, tranne composti organici del cloro e del fosforo B cat. II, tranne bifenili policlorurati   //   // State Laboratory Abbotstown, Castleknock IRL-Dublin 15   // A, cat. I, II, III B, cat. I e II   // Italia   // Istituto Superiore di Sanità Viale Regina Elena 299 I-00161 Roma   // tutte le categorie   // Lussemburgo   // Rijksinstituut voor Volksgezondheid en Milieuhygiëne Antonie van Leeuwenhoeklaan 9 NL-3720 BA Bilthoven   // tutte le categorie   //   // Institut d'hygiène et d'épidémiologie Rue J. Wijtsman 14 B-1050 Bruxelles   // tutte le categorie  // Paesi Bassi   // Rijksinstituut voor Volksgezondheid en Milieuhygiëne Antonie van Leeuwenhoeklaan 9 NL-3720 BA Bilthoven   // tutte le categorie   //  // Rijkskwaliteitsinstituut voor land- en tuinbouwprodukten Bornesteeg 45 NL-6708 PD Wageningen   // tutte le categorie  // Portogallo   // Laboratório Nacional de Investigação Veterinária Estrada de Benfica 701 P-1500 Lisboa   // tutte le categorie   // Regno Unito   // Central Veterinary Laboratory New Haw, Weybridge UK-Surrey KT15 3NB   // A cat. I, II, III B cat. I   //   // Food Science Laboratory Colney Lane UK-Norwich NR4 7UA   // A cat. III B cat. I e II   //   // Veterinary Research Laboratories Stormont UK-Belfast BT4 3SD   // A cat. I a) e c), II e III B cat. I e II   //   // Food and Agricultural Chemistry Research Division Department of Agriculture for Northern Ireland Newforge Lane UK-Belfast BT9 5PX   // A cat. I b) e III B cat. I e II   //    //   //