CELEX: C2000/302/32
Language: it
Date: 2000-10-21 00:00:00
Title: Causa C-303/00: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, con sentenza 31 maggio e 6 luglio 2000, nella causa M. Balestreri e L. Maura contro la Regione Lombardia

C 302/16                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      21.10.2000
Se il contributo forfettario per l’ispezione di carni fresche per            Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte
il mercato nazionale in conformità alla direttiva del Consiglio              suprema di Cassazione (sezione terza civile) con ordinan-
26 giugno 1964 nel 64/433/CEE (1) nella formulazione della                   za interlocutoria del 18 aprile 2000, nella causa Prefetto
direttiva 11 dicembre 1989, 89/662/CEE(2) che trova applica-                 provincia di Cuneo contro Carbone Silvano NQ ammini-
zione in base alla direttiva del Consiglio 15 giugno 1988,                             stratore unico soc. «Expo Casa Manta Srl»
88/409/CEE (3) vigente ai sensi del combinato disposto della
direttiva del Consiglio 29 gennaio 1985, 85/63/CEE (4) e
della decisione del Consiglio 15 giugno 1988, 88/408/CEE(5)                                          (Causa C-296/00)
comprenda anche le spese di un esame batteriologico necessa-
rio nel singolo caso.                                                                                 (2000/C 302/31)
( 1) GU 1988 L 194, pag. 28.                                                 Con ordinanza 18.04.2000, pervenuta nella Cancelleria della
( 2) GU 1964 L 121, pag. 2012.                                               Corte delle Comunità europee il 1o agosto 2000, nella causa
( 3) GU 1989 L 395, pag. 13.                                                 Prefetto provincia di Cuneo contro Carbone Silvano NQ
( 4) GU 1985 L 32, pag. 14.
( 5) GU 1988 L 194, pag. 24.
                                                                             amministratore unico soc. «Expo Casa Manta Srl», la Corte
                                                                             suprema di Cassazione (sezione terza civile) ha sottoposto alla
                                                                             Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente questione
                                                                             pregiudiziale:
                                                                             se rientri nell’ambito di applicazione dei regolamenti
                                                                             n. 519/94 (1) e n. 3285/94 (2) relativi al regime commune
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundes-                      applicabile alle importazioni da taluni paesi terzi una normati-
gerichtshof con ordinanza 27 aprile 2000 nella causa                         va nazionale che richiede la preventiva omologazione di
           Davidoff & Cie. SA contro GOFKID Ltd                              apparecchi telefonici senza filo (cordless) provenienti da paesi
                                                                             terzi esclusivamente ai fini della loro commercializzazione, e
                                                                             non anche della loro importazione.
                         (Causa C-292/00)
                          (2000/C 302/30)                                    (1) GU L 67 del 10.03.1994, pag. 89.
                                                                             (2) GU L 349 del 31.12.1994, pag. 53.
Con ordinanza 27 aprile 2000, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 31 luglio 2000, il Bundesgerichtshof, nella causa
Davidoff & Cie. SA contro GOFKID Ltd, ha sottoposto alla
Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
pregiudiziali:
1)    Se le disposizioni degli artt. 4, n. 4, lett. a), e 5, n. 2, della
      Prima direttiva 89/104/CEE (1) sul ravvicinamento delle
      legislazioni degli Stati membri in materia di marchi                   Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
      d’impresa in prosieguo: la «direttiva sui marchi» debbano              nale Amministrativo Regionale per il Lazio, con sentenza
      essere interpretate (o applicate per analogia) nel senso che           31 maggio e 6 luglio 2000, nella causa M. Balestreri e
      autorizzano gli Stati membri a tutelare maggiormente i                             L. Maura contro la Regione Lombardia
      marchi di impresa che godono di notorietà anche quando
      il marchio posteriore è o deve essere usato per prodotti o
      servizi identici o simili a quelli per i quali è stato registrato                              (Causa C-303/00)
      il marchio anteriore.
                                                                                                      (2000/C 302/32)
2)    Se gli artt. 4, n. 4, lett. a), e 5, n. 2, della direttiva
      sui marchi consentano al diritto nazionale di tutelare
      maggiormente i marchi di impresa che godono di noto-                   Con sentenza 31 maggio e 6 luglio 2000, pervenuta nella
      rietà solo nell’ipotesi in essi indicata (uso del marchio              Cancelleria della Corte delle Comunità europee l’8 agosto
      senza giusto motivo, in conseguenza del quale si tragga                2000, nella causa M. Balestreri e L. Maura contro la Regione
      indebito vantaggio dal carattere distintivo o dalla noto-              Lombardia, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
      rietà del marchio di impresa anteriore ovvero si rechi                 ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
      pregiudizio agli stessi) o se consentano disposizioni                  seguenti questioni pregiudiziali.
      nazionali integrative volte a tutelare i marchi noti contro
      segni posteriori che sono o debbono essere usati per                   1.    se le disposizioni di cui agli articoli 1, 4, 6, e 7 del
      prodotti o servizi identici o simili.                                        Regolamento Consiglio CEE n. 3950/92 (1) del 28 dicem-
                                                                                   bre 1922 ed agli articoli 3 e 4 del Regolamento commis-
(1) GU 1989 L 40, pag. 1.                                                          sione CEE n. 536/93 (2) del 9 marzo 1993 consentano di
                                                                                   derogare ai termini per l’assegnazione delle quote, e
                                                                                   conseguentemente per le compensazioni ed i prelievi,
                                                                                   nelle ipotesi in cui, in sede di accertamento della legitti-
 ---pagebreak--- 21.10.2000               IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      C 302/17
       mità dei contratti di affitto e di vendita delle quote stesse,       perlomeno, che abbia altrimenti usato tale varietà nella sua
       si verifichi che quelle in un primo tempo assegnate al               impresa.
       dante causa erano state determinate erroneamente, per
       motivi non imputabili all’Amministrazione;
                                                                            (1) GU L 227 del 1o settembre 1994, pag. 1.
                                                                            (2) GU L 173 del 25 luglio 1995, pag. 14.
2.     se le disposizioni comunitarie sopra indicate siano valide,
       in relazione all’articolo 33 (ex 39) del Trattato, nella parte
       in cui non prevedono che, in caso di verifica successiva
       delle quote individuali di riferimento affittate o compra-
       vendute, sia possibile assegnare retroattivamente la quota,
       correggendo le quantificazioni indicate nei bollettini in
       maniera errata per fatti non imputabili all’Amministrazio-
       ne stessa.                                                           Ricorso proposto il 17 agosto 2000 dalla Commissione
                                                                            delle Comunità europee contro la sentenza pronunciata
                                                                            l’8 giugno 2000 dalla IVa Sezione del Tribunale di primo
                                                                            grado delle Comunità europee nelle cause riunite T-79/96,
(1) GU L 405 del 31.12.1992, pag. 1.                                        T-260/97, e T-117/98, tra Camar srl, ricorrente nelle cause
(2) GU L 57 del 10.3.1993, pag. 12. Il numero del sopraccitato              T-79/96, T-260/97 e T-117/98, e Tico srl, ricorrente nella
    Regolamento è stato corretto, poiché errato nella domanda               causa T-117/98, la ricorrente nella causa T-79/96 essendo
    pregiudiziale.
                                                                            sostenuta dalla Repubblica Italiana, contro la Commis-
                                                                            sione delle Comunità europee, convenuta nelle cause
                                                                            T-79/96, T-260/97 e T-117/98, e il Consiglio dell’Unione
                                                                            europea, convenuto nella causa T-260/97, sostenuti dalla
                                                                            Repubblica francese, interveniente nelle cause T-79/96 e
                                                                                                        T-260/97
                                                                                                   (Causa C-312/00 P)
                                                                                                     (2000/C 302/34)
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dell’O-
berlandesgericht (corte d’appello) di Francoforte sul                       Il 17 agosto 2000, la Commissione europea, rappresentata in
Meno, con ordinanza 1o agosto 2000 nella causa Christian                    giudizio dai signori Christopher Van der Hauwaert e Luca
   Schulin contro Saatgut-Treuhandverwaltungs GmbH                          Visaggio, membri del servizio giuridico, in qualità di agenti,
                                                                            assistiti dall’avv. Alberto Dal Ferro del Foro di Vicenza, con
                                                                            domicilio eletto in Lussemburgo, Edificio Wagner, Kirchberg,
                          (Causa C-305/00)                                  presso il sig. Carlos Gómez de la Cruz, anch’egli membro del
                                                                            servizio giuridico, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia
                                                                            delle Comunità europee un ricorso contro la sentenza pronun-
                                                                            ciata l’8 giugno 2000, dalla IP Sezione del Tribunale di primo
                           (2000/C 302/33)                                  grado delle Comunità europee nelle cause riunite T-79/96,
                                                                            T-260/97 e T-117/98 tra Camar srl ricorrente nelle cause
                                                                            T-79/96, T-260/97 e T-117/98, e Tico srl, ricorrente nella
Con ordinanza 1o agosto 2000, pervenuta nella cancelleria                   causa T-117/98, la ricorrente nella causa T-79/96 essendo
della Corte l’11 agosto 2000, nella causa Christian Schulin                 sostenuta dalla Repubblica Italiana, contro la Commissione
contro Saatgut-Treuhandverwaltungs GmbH, l’Oberlandesge-                    delle Comunità europee, convenuta nelle cause T-79/96,
richt (corte d’appello) di Francoforte sul Meno, ha sottoposto              T-260/97 e T-117/98, e il Consiglio dell’Unione europea,
alla Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente                  convenuto nella causa T-260/97, sostenuti dalla Repubblica
questione pregiudiziale:                                                    francese, interveniente nelle cause T-79/96 e T-260/97.
                                                                            La ricorrente conclude che la Corte voglia:
Se le disposizioni dell’art. 14, n. 3, sesto trattino, del regola-
mento (CE) del Consiglio 27 luglio 1994, n. 2100 (1) concer-                —     annullare la sentenza impugnata
nente la privativa comunitaria per ritrovati vegetali (in prosie-
guo: il «regolamento sui ritrovati vegetali»), in combinato
disposto con l’art. 8 del regolamento (CE) della Commissione                e conseguentemente:
24 luglio 1995, n. 1768 (2), debbano essere intese nel senso
che il titolare di una varietà tutelata a norma del regolamento             —     dichiarare infondato il ricorso promosso con la causa
sui ritrovati vegetali può pretendere da ogni agricoltore le                     T-79/96;
informazioni di cui alle dette disposizioni, anche quando non
vi sono motivi per ritenere che tale agricoltore abbia compiuto,            —     dichiarare infondato il ricorso promosso con la causa
in ordine alla varietà di cui trattasi, uno degli atti di cui                     T-260/97 ivi compreso anche il ricorso per risarcimento
all’art. 13, n. 2, del regolamento sui ritrovati vegetali o,                      dei danni;