CELEX: C2000/006/57
Language: it
Date: 2000-01-08 00:00:00
Title: Causa T-241/99: Ricorso del signor Antonio Pernice contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 19 ottobre 1999

C 6/32                  IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            8.1.2000
Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                                Motivi e principali argomenti
a) dichiarare nulli gli artt. 2 e 3 della decisione della
     Commissione 20 luglio 1999 [C(1999)2539 def.] (1), in
     merito agli aiuti di Stato concessi dai Paesi Bassi a favore            Il ricorrente invoca, in primo luogo, la violazione dei diritti
     di 633 distributori di benzina olandesi situati nelle regioni           della difesa, facendo valere:
     di confine con la Germania.
                                                                             a) la violazione dell’art. 7, terzo comma, dell’allegato IX dello
Motivi e principali argomenti                                                     Statuto dei funzionari, in quanto l’autorità preposta a
                                                                                  concludere i contratti (in prosieguo: l’«APCC») non ha
                                                                                  rispettato il termine prescritto da tale disposizione, senza
I motivi e i principali argomenti sono identici a quelli dedotti                  fornire alcuna spiegazione a giustificazione di tale ritardo.
nella causa T-210/99.
                                                                             b) La violazione delle norme di corretta amministrazione in
                                                                                  materia di gestione del personale, nella misura in cui
(1) GU L 280 del 30.10.1999, pag. 87.
                                                                                  — uno dei tre membri chiamati ad esercitare congiunta-
                                                                                       mente per delega i poteri di APCC delegata era parte
                                                                                       anche dell’APCC delegata che ha adottato una prima
                                                                                       sanzione disciplinare, poi ritirata, e non presentava
                                                                                       quindi le garanzie di obiettività e di imparzialità
                                                                                       richieste;
Ricorso del signor Antonio Pernice contro la Commis-
sione delle Comunità europee, proposto il 19 ottobre                              — la decisione impugnata è stata adottata senza che
                               1999                                                    l’APCC abbia avuto conoscenza né delle osservazioni
                                                                                       del ricorrente sul progetto di verbale dell’audizione
                         (Causa T-241/99)                                              tenutasi in applicazione dell’art. 7, terzo comma, del-
                                                                                       l’allegato IX dello Statuto, né dei motivi ed argomenti
                                                                                       della difesa illustrati sia dinanzi alla commissione di
                           (2000/C 6/57)                                               disciplina sia nel corso dell’audizione di cui sopra.
                   (Lingua processuale: il francese)                         c) La violazione dell’art. 2 dell’allegato IX dello Statuto,
                                                                                  nonché dell’art. 25 dello Statuto, in quanto le negligenze
                                                                                  fatte valere contro il ricorrente ai sensi dell’art. 11, primo
Il 19 ottobre 1999, il signor Antonio Pernice, residente a                        comma e 12 primo comma, dello Statuto non gli sono
Torre d’Isola, con gli avv.ti Jean-Noël Louis, Greta-Françoise                    state comunicate in tempo utile, cosa che gli ha impedito
Parmentier e Véronique Peere, del foro di Bruxelles, con                          di far valere i suoi mezzi difensivi.
domicilio eletto in Lussemburgo, presso la Société de Gestion
Fiduciaire, Immeuble «Um Piquet», 2-4, rue Beck, ha proposto
dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
                                                                             Il ricorrente sostiene anche che la decisione impugnata è
                                                                             viziata da un errore manifesto di valutazione, dal momento
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                              che la realtà dei fatti addebitata non è stata dimostrata o, per lo
                                                                             meno, la loro qualificazione è stata manifestamente esagerata
                                                                             tenuto conto delle circostanze. Egli ritiene, inoltre, che l’APCC
— annullare la decisione della Commissione 22 dicembre                       ha violato il principio di proporzionalità comminandogli una
     1998 con la quale veniva rescisso, a titolo di sanzione                 sanzione disciplinare sproporzionata rispetto alla gravità delle
     disciplinare, senza preavviso, e con effetto a partire dal              negligenze accertate a suo carico, negligenze che, per unanime
     1o gennaio 1999, il suo contratto di agente temporaneo,                 parere dei membri della commissione di disciplina, giustificano
                                                                             una sanzione lieve, ossia il biasimo.
— condannare la Commissione a versare al ricorrente la
     somma stimata ex aequo et bono in 250 000 euro come
     risarcimento del danno materiale e morale subito a causa
     delle succesive irregolarità commesse dall’istituzione,
— condannare la Commissione a le spese.