CELEX: C2006/326/79
Language: it
Date: 2006-12-30 00:00:00
Title: Causa C-447/06: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Fővárosi Bíróság/Ungheria il 17 novembre 2006 — Vodafone Magyarország Mobil Távközlési Zártkörűen Működő Részvénytársaság e Innomed Medical Orvostechnikai Részvénytársaság/Magyar Állam, Budapest Főváros Képviselő-testülete e Esztergom Város Önkormányzat Képviselő-testülete

30.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 326/37
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Fővárosi Bíróság/Ungheria il 17 novembre 2006 — Vodafone Magyarország Mobil Távközlési Zártkörűen Működő Részvénytársaság e Innomed Medical Orvostechnikai Részvénytársaság/Magyar Állam, Budapest Főváros Képviselő-testülete e Esztergom Város Önkormányzat Képviselő-testülete
   (Causa C-447/06)
   (2006/C 326/79)
   Lingua processuale: l'ungherese
   Giudice del rinvio
   Fővárosi Bíróság/Ungheria.
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrenti: Vodafone Magyarország Mobil Távközlési Zártkörűen Működő Részvénytársaság e Innomed Medical Orvostechnikai Részvénytársaság
   
      Convenuti: Magyar Állam, Budapest Főváros Képviselő-testülete e Esztergom Város Önkormányzat Képviselő-testülete
   Questioni pregiudiziali
   
               1)
            
            
               Se il punto 3, lett. a), del capo 4 dell'allegato X (1) dell'Atto relativo alle condizioni di adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca e agli adattamenti dei trattati sui quali si fonda l'Unione europea (in prosieguo: l'«Atto di adesione»), applicabile ai sensi dell'art. 24 del citato Atto di adesione — a tenore del quale, nonostante gli articoli 87 e 88 CE, l'Ungheria può applicare, fino al 31 dicembre 2007 compreso, le riduzioni dell'imposta sulle attività economiche, per un massimo del 2 % degli introiti netti delle imprese, concesse a tempo determinato dall'amministrazione locale in base agli artt. 6 e 7 della legge C/1990 sulle imposte locali, possa interpretarsi nel senso che si tratta di una deroga transitoria che consente all'Ungheria di mantenere l'imposta sulle attività economiche fino a tale data.
            
         
               2)
            
            
               Da questo punto di vista, se l'art. 33, n. 1, della sesta direttiva del Consiglio 77/388/CEE (2), debba interpretarsi nel senso che impedisce a uno Stato membro di mantenere o istituire un'imposta applicabile alle attività esercitate dalle imprese a fini di lucro la cui base imponibile è costituita dagli introiti netti delle imprese da cui sia stato detratto il prezzo di acquisizione delle merci vendute, il prezzo dei servizi resi a terzi e il costo delle materie prime.
            
         
               3)
            
            
               In funzione della risposta che sarà data alle prime due questioni, e alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia, se si possa ritenere che l'attuale prassi delle autorità fiscali ungheresi di prima e seconda istanza le quali, eludendo l'esame della compatibilità dell'imposta sulle attività economiche con il diritto comunitario, propongono ai propri contribuenti di rettificare la loro dichiarazione con una dichiarazione complementare, debba essere interpretata nel senso che tale prassi, rendendo difficoltosa o ostacolando l'effettiva applicazione del diritto comunitario e obbligando i contribuenti a promuovere procedimenti fiscali dall'incerto esito, impedisce l'esercizio dei loro diritti e, quindi, che la Repubblica di Ungheria non si conforma agli obblighi ad essa imposti dall'art. 10 CE.
            
         
      (1)  GU L 236, pag. 846.
   
      (2)  GU L 145, pag. 1.