CELEX: 61981CJ0104
Language: it
Date: 1982-10-26
Title: Sentenza della Corte del 26 ottobre 1982. # Hauptzollamt Mainz contro C.A. Kupferberg & Cie KG a.A.. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Bundesfinanzhof - Germania. # Effetti degli accordi di libero scambio - Discriminazione fiscale. # Causa 104/81.

Avis juridique important

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61981J0104

SENTENZA DELLA CORTE DEL 26 OTTOBRE 1982.  -  HAUPTZOLLAMT MAINZ CONTRO C.A. KUPFERBERG UND CIE KG AA.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL BUNDESFINANZHOF).  -  EFFETTI DEGLI ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO - DISCRIMINAZIONE FISCALE.  -  CAUSA 104/81.  

raccolta della giurisprudenza 1982 pagina 03641 edizione speciale spagnola pagina 01097 edizione speciale svedese pagina 00531 edizione speciale finlandese pagina 00555

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . ACCORDI INTERNAZIONALI - ACCORDI DELLA COMUNITA - ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO - ADEMPIMENTO DA PARTE DELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE E DEGLI STATI MEMBRI  ( TRATTATO CEE , ART . 228 , N . 2 )    2 . ACCORDI INTERNAZIONALI - ACCORDI DELLA COMUNITA - NATURA COMUNITARIA - APPLICAZIONE UNIFORME DA PARTE DELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE E DEGLI STATI MEMBRI   ( TRATTATO CEE , ART . 228 , N . 2 )    3 . ACCORDI INTERNAZIONALI - ACCORDI DELLA COMUNITA - ACCORDO FRA LA CEE E LA REPUBBLICA PORTOGHESE - EFFICACIA DIRETTA - PRESUPPOSTI - CRITERI   ( TRATTATO CEE , ART . 228 )    4 . ACCORDI INTERNAZIONALI - ACCORDI DELLA COMUNITA - EFFICACIA DIRETTA - EFFICACIA DIRETTA AMMESSA DAI GIUDICI DI UNA SOLA PARTE CONTRAENTE - PRINCIPIO DI RECIPROCITA - TRASGRESSIONE - INSUSSISTENZA   ( TRATTATO CEE , ART . 228 )    5 . ACCORDI INTERNAZIONALI - ACCORDI DELLA COMUNITA - CREAZIONE DI UN AMBITO ISTITUZIONALE PER L ' ADEMPIMENTO DI UN ACCORDO - APPLICAZIONE GIURISDIZIONALE DELL ' ACCORDO NON ESCLUSA   ( TRATTATO CEE , ART . 228 )    6 . ACCORDI INTERNAZIONALI - ACCORDI DELLA COMUNITA - EFFICACIA DIRETTA - CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA - IRRILEVANZA - PRESUPPOSTI   ( TRATTATO CEE , ART . 228 )        7 . ACCORDI INTERNAZIONALI - ACCORDI DELLA COMUNITA - ACCORDO FRA LA CEE E LA REPUBBLICA PORTOGHESE - PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE FISCALE DELLE MERCI IMPORTATE - EFFICACIA DIRETTA   ( ACCORDO CEE-PORTOGALLO DEL 22 LUGLIO 1972 , ART . 21 , 1* COMMA )    8 . ACCORDI INTERNAZIONALI - ACCORDI DELLA COMUNITA - ACCORDO FRA LA CEE E LA REPUBBLICA PORTOGHESE - TRATTATO CEE - SCOPI DISTINTI - PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE FISCALE DELLE MERCI IMPORTATE - INTERPRETAZIONE DATA DALLA CORTE ALL ' ART . 95 DEL TRATTATO CEE - TRASPOSIZIONE NEL SISTEMA DELL ' ACCORDO - INAMMISSIBILITA   ( TRATTATO CEE , ART . 95 ; ACCORDO CEE-PORTOGALLO DEL 22 LUGLIO 1972 , ART . 21 , 1* COMMA )    9.ACCORDI INTERNAZIONALI - ACCORDI DELLA COMUNITA - ACCORDO FRA LA CEE E LA REPUBBLICA PORTOGHESE - PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE FISCALE DELLE MERCI IMPORTATE - RIDUZIONE FISCALE CONSENTITA DALLO STATO MEMBRO IMPORTATORE - MANCATA APPLICAZIONE ALLE MERCI ORIGINARIE DEL PORTOGALLO - MANCANZA DI MERCE NAZIONALE ANALOGA EFFETTIVAMENTE SOGGETTA ALLA RIDUZIONE - DISCRIMINAZIONE - INSUSSISTENZA   ( ACCORDO CEE-PORTOGALLO DEL 22 LUGLIO 1972 , ART . 21 , 1* COMMA )   10.ACCORDI INTERNAZIONALI - ACCORDI DELLA COMUNITA - ACCORDO FRA LA CEE E LA REPUBBLICA PORTOGHESE - PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE FISCALE DELLE MERCI IMPORTATE - MERCE ANALOGA - NOZIONE COMUNITARIA - CRITERI DI VALUTAZIONE   ( ACCORDO CEE-PORTOGALLO DEL 22 LUGLIO 1972 , ART . 21 , 1* COMMA )    

Massima

1 . I PROVVEDIMENTI NECESSARI PER ATTUARE LE DISPOSIZIONI DI UN ACCORDO CONCLUSO DALLA COMUNITA DEVONO ESSERE ADOTTATI , NELLO STATO ATTUALE DEL DIRITTO COMUNITARIO NEI SETTORI INTERESSATI DALL ' ACCORDO , TALORA DALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE , TALALTRA DAGLI STATI MEMBRI . CIO VALE IN PARTICOLARE PER GLI ACCORDI , COME QUELLI DI LIBERO SCAMBIO , CHE IMPONGONO OBBLIGHI ESTENDENTISI A NUMEROSI SETTORI DI CARATTERE MOLTO DIVERSO .    2 . DATO CHE , A NORMA DELL ' ART . 228 , N . 2 DEL TRATTATO , GLI STATI MEMBRI SONO VINCOLATI NELLO STESSO MODO DELLE ISTITUZIONI DELLA COMUNITA DAGLI ACCORDI INTERNAZIONALI CHE QUESTE HANNO IL  POTERE DI CONCLUDERE , NEL GARANTIRE IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI DERIVANTI DA UN ACCORDO DEL GENERE ESSI ADEMPIONO UN OBBLIGO NON SOLO NEI CONFRONTI DEL PAESE TERZO INTERESSATO , MA ANCHE E SOPRATTUTTO VERSO LA COMUNITA CHE SI E ASSUNTA LA RESPONSABILITA DEL CORRETTO ADEMPIMENTO DELL ' ACCORDO . IN TALE MODO LE DISPOSIZIONI DI QUESTO FANNO PARTE INTEGRANTE DELL ' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO .   DALLA NATURA COMUNITARIA DI QUESTE DISPOSIZIONI CONVENZIONALI DERIVA CHE I LORO EFFETTI NELLA COMUNITA NON POSSONO VARIARE A SECONDA CHE LA LORO APPLICAZIONE INCOMBA , IN PRA     TICA , ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE O AGLI STATI MEMBRI E , IN QUEST ' ULTIMO CASO , A SECONDA DEGLI EFFETTI CHE IL DIRITTO DI CIASCUNO DEGLI STATI MEMBRI ATTRIBUISCE , NELL ' ORDINAMENTO INTERNO , AGLI ACCORDI INTERNAZIONALI DA ESSI CONCLUSI . SPETTA PERTANTO ALLA CORTE , NELL ' AMBITO DELLA SUA COMPETENZA AD INTERPRETARE LE DISPOSIZIONI DEGLI ACCORDI , IL GARANTIRE LA LORO APPLICAZIONE UNIFORME NELL ' INTERA COMUNITA .    3 . NE LA NATURA NE LA STRUTTURA DELL ' ACCORDO FRA LA CEE E LA REPUBBLICA PORTOGHESE POSSONO OSTARE A CHE UN OPERATORE ECONOMICO INVOCHI UNA DELLE SUE DISPOSIZIONI DINANZI AD UN GIUDICE DELLA COMUNITA , BENCHE LA SOLUZIONE DELLA QUESTIONE SE UNA DISPOSIZIONE DEL GENERE SIA INCONDIZIONATA E SUFFICIENTEMENTE PRECISA PER AVERE EFFICACIA DIRETTA PRESUPPONGA L ' ESAME DELLA DISPOSIZIONE STESSA ALLA LUCE SIA DELL ' OGGETTO E DELLO SCOPO , SIA DEL CONTESTO DELL ' ACCORDO .    4 . SECONDO LE NORME GENERALI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE , OGNI ACCORDO DEVE ESSERE EDEMPIUTO IN BUONA FEDE DALLE PARTI . CIASCUNA DELLE PARTI CONTRAENTI , OLTRE AD ESSERE RESPONSABILE DELL '   ADEMPIMENTO COMPLETO DEGLI IMPEGNI CHE HA SOTTOSCRITTO , DEVE STABILIRE I MEZZI GIURIDICI IDONEI A RAGGIUNGERE TALE SCOPO NEL SUO ORDINAMENTO GIURIDICO , A MENO CHE L ' ACCORDO , INTERPRETATO ALLA LUCE DEL SUO OGGETTO E DEL SUO SCOPO , NON DETERMINI ESSO STESSO QUESTI MEZZI . CON QUEST ' ULTIMA RISERVA , IL FATTO CHE I GIUDICI DI UNA DELLE PARTI DI UN ACCORDO INTERNAZIONALE CONCLUSO DALLA COMUNITA RI TENGA CHE TALUNE DISPOSIZIONI DELL ' ACCORDO ABBIANO EFFICACIA DIRETTA , MENTRE I GIUDICI DELL ' ALTRA PARTE NON AMMETTONO TALE EFFICACIA , NON E , DI PER SE SOLO , TALE DA COSTITUIRE UNA MANCANZA DI RECIPROCITA NELL ' ATTUAZIONE DELL ' ACCORDO .    5 . IL SOLO FATTO CHE UN ACCORDO CONCLUSO DALLA COMUNITA ABBIA CREATO UN AMBITO ISTITUZIONALE PARTICOLARE PER LE CONSULTAZIONI E LE TRATTATIVE TRA LE PARTI CONTRAENTI RELATIVE ALL ' ADEMPIMENTO DELL ' ACCORDO STESSO NON BASTA AD ESCLUDERE QUALSIASI APPLICAZIONE GIURISDIZIONALE DI QUESTO .    6 . AL DI FUORI DELLE SITUAZIONI SPECIFICHE CHE POSSONO DETERMINARE LA LORO APPLICAZIONE , L ' ESISTENZA DI CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA LE QUALI CONSENTONO ALLE PARTI CONTRAENTI DI DEROGARE A DETERMINATE DISPOSIZIONI DI UN ACCORDO INTERNAZIONALE CONCLUSO DALLA COMUNITA NON E DI PER SE TALE DA INFICIARE LA POSSIBILE EFFICACIA DIRETTA DI TALUNE DISPOSIZIONI DELL ' ACCORDO .    7 . L ' ART . 21 , 1* COMMA DELL ' ACCORDO FRA LA CEE E LA REPUBBLICA PORTOGHESE IMPONE ALLE PARTI CONTRAENTI UN OBBLIGO INCONDIZIONATO DI NON DISCRIMINAZIONE IN MATERIA FISCALE CHE E SUBORDINATO UNICAMENTE ALL ' ACCERTAMENTO DELLA NATURA ANALOGA DELLE MERCI SOGGETTE AD UN DETERMINATO REGIME TRIBUTARIO ED I CUI LIMITI RISUL     TANO DIRETTAMENTE DALLO SCOPO DELL ' ACCORDO . COME TALE , DETTA DISPOSIZIONE PUO ESSERE APPLICATA DA UN GIUDICE E QUINDI PRODURRE EFFETTI DIRETTI NELL ' INTERA COMUNITA .    8 . BENCHE L ' ART . 21 DELL ' ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO FRA LA CEE E LA REPUBBLICA PORTOGHESE E L ' ART . 95 DEL TRATTATO CEE ABBIANO LO STESSO OGGETTO , IN QUANTO MIRANO ALL ' ELIMINAZIONE DELLE DISCRIMINAZIONI FISCALI , CIASCUNA DI QUESTE DUE DISPOSIZIONI , REDATTE DEL RESTO IN TERMINI DIVERSI , DEVE TUTTAVIA ESSERE CONSIDERATA E INTERPRETATA NEL PROPRIO AMBITO SPECIFICO .   ORA , DATO CHE IL TRATTATO CEE E L ' ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO PERSEGUONO SCOPI DIVERSI , LE INTERPRETAZIONI CHE SONO STATE DATE ALL ' ART . 95 NON POSSONO ESSERE TRASPOSTE , PER SEMPLICE ANALOGIA , NELL ' AMBITO DELL '   ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO .   SI DEVE QUINDI INTERPRETARE L ' ART . 21 , 1* COMMA , IN FUNZIONE DELLA SUA LETTERA E TENUTO CONTO DELLO SCOPO CHE ESSO PERSEGUE NELL ' AMBITO DEL REGIME DI LIBERO SCAMBIO ISTITUITO DALL ' ACCORDO .    9 . NON COSTITUISCE UNA DISCRIMINAZIONE AI SENSI DELL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL '    ACCORDO FRA LA CEE E LA REPUBBLICA PORTOGHESE LA MANCATA APPLICAZIONE , DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO , ALLE MERCI ORIGINARIE DEL PORTOGALLO DI UNA RIDUZIONE FISCALE CONTEMPLATA PER TALUNI GRUPPI DI PRODUTTORI O TIPI DI PRODOTTI QUALORA , SUL MERCATO DELLO STATO MEMBRO INTERESSATO , NON ESISTA ALCUN PRODOTTO ANALOGO CHE ABBIA EFFETTIVAMENTE FRUITO DI TALE RIDUZIONE .   10 . LA NOZIONE DI ANALOGIA DI CUI ALL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO FRA LA CEE E IL PORTOGALLO , PER QUANTO RIGUARDA LA SUA APPLICAZIONE NELLA COMUNITA , E UNA NOZIONE DI DIRITTO COMUNITARIO CHE DEVE COSTITUIRE OGGETTO DI UNA INTERPRETAZIONE UNIFORME DI CUI LA CORTE E GARANTE .   TENUTO CONTO DELLO SCOPO DI TALE DISPOSIZIONE , NON POSSONO ESSERE CONSIDERATE ANALOGHE AI SENSI DELLA DISPOSIZIONE STESSA DELLE MERCI CHE DIFFERISCANO FRA LORO SIA PER IL MODO DI FABBRICAZIONE , SIA PER LE LORO CARATTERISTICHE . NE CONSEGUE CHE I VINI LIQUOROSI AI QUALI SIA STATO AGGIUNTO DELL ' ALCOOL E I VINI DERIVATI DALLA FERMENTAZIONE NATURALE NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI ANALOGHI AI SENSI DELLA DISPOSIZIONE IN ESAME .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 104/81 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DAL BUNDESFINANZHOF NELLA CAUSA DINANZI AD ESSO PENDENTE FRA  HAUPTZOLLAMT MAINZ ( UFFICIO DOGANALE DI MAGONZA )   E  C . A . KUPFERBERG & CIE . KG A . A ., CON SEDE IN MAGONZA ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO 22 LUGLIO 1972 FRA LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E LA REPUBBLICA PORTOGHESE ( GU L 301 , PAG . 165 ), NONCHE SULL ' ART . 95 DEL TRATTATO CEE ,  

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA 24 MARZO 1982 , PERVENUTA ALLA CORTE IL 29 APRILE SEGUENTE , IL BUNDESFINANZHOF HA SOLLEVATO , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , VARIE QUESTIONI PREGIUDIZIALI RELATIVE ALL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 95 DEL TRATTATO E DELL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO TRA LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E LA REPUBBLICA PORTOGHESE , SOTTOSCRITTO A BRUXELLES IL 22 LUGLIO 1972 , CONCLUSO E APPROVATO , A NOME DELLA COMUNITA , COL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 19 DICEMBRE 1972 , N . 2844 ( GU L 301 , PAG . 164 ).    2 LE PARTI DELLA CAUSA PRINCIPALE SONO UN IMPORTATORE TEDESCO E LO HAUPTZOLLAMT DI MAGONZA E OGGETTO DELLA CONTROVERSIA E L ' ALIQUOTA DELL ' IMPOSTA DENOMINATA ' CONGUAGLIO DI MONOPOLIO '  ( MONOPOLAUSGLEICH ) CHE E STATA APPLICATA ALL ' ATTO DELLA MESSA IN LIBERA PRATICA , IL 26 AGOSTO 1976 , DI UNA PARTITA DI VINI DI PORTO PROVENIENTE DAL PORTOGALLO .    3 IL CONGUAGLIO DI MONOPOLIO COLPISCE , AI SENSI DELL ' ART . 151 , N . 1 , DELLA LEGGE TEDESCA SUL MONOPOLIO DEGLI ALCOLICI ( BRANNTWEINMONOPOLGESETZ ), GLI ALCOOL ED I PRODOTTI ALCOLICI IMPORTATI .    4 IN BASE ALL ' ART . 151 , N . 3 ( N . 2 ALL ' EPOCA DELLA MESSA IN LIBERA PRATICA DELLA MERCE DI CUI TRATTASI ), VENGONO CONSIDERATI PRODOTTI ALCOLICI , TRA L ' ALTRO , I VINI LIQUOROSI CHE HANNO UN TENORE DI ALCOOL SUPERIORE AL 14 % IN VOLUME . PER QUESTI VINI , IL CONGUAGLIO DI MONOPOLIO VIENE CALCOLATO , A NORMA DELL ' ART . 152 , N . 2 , DELLA STESSA LEGGE , IN FUNZIONE DELLA QUANTITA DI ALCOOL CHE SUPERA IL TENORE DI ALCOOL SUDDETTO .    5 L ' IMPORTO DEL CONGUAGLIO DI MONOPOLIO CORRISPONDE A QUELLO DELL ' IMPOSTA SUPPLEMENTARE SULL ' ALCOOL ( BRANNTWEINAUFSCHLAG ) RISCOSSA , A NORMA DELL ' ART . 78     DELLA SUDDETTA LEGGE , SUGLI ALCOOL DI ORIGINE NAZIONALE ESENTATI DALL ' OBBLIGO DELLA CONSEGNA AL MONOPOLIO . TUTTAVIA , L ' ART . 79 , N . 2 ( NELLA VERSIONE ALL ' EPOCA DEI FATTI DI CAUSA ), CONTEMPLA UNA RIDUZIONE DEL 21 % DELL ' IMPOSTA SUPPLEMENTARE PER GLI ALCOOL CHE VENGONO PRODOTTI , IN QUANTITA LIMITATA , DA TALUNE DISTILLERIE . TRA QUESTE FIGURAVANO A QUELL ' EPOCA , LE DISTILLERIE DI COOPERATIVE DI FRUTTICOLTORI CHE PRODUCEVANO , PER CIASCUNO DEI LORO MEMBRI , SOLO 3 ETTOLITRI AL MASSIMO L ' ANNO , OTTENUTI DA FRUTTA DI PRODUZIONE PROPRIA .    6 IN CONFORMITA AGLI ARTT . 151 E 152 SUDDETTI , LO HAUPTZOLLAMT DI MAGONZA PERCEPIVA , ALL ' ATTO DELL ' IMPORTAZIONE DI CUI TRATTASI E SECONDO L ' ALIQUOTA ALLORA IN VIGORE , DI 1 650 DM L ' ETTOLITRO DI ALCOOL ETILICO , LA SOMMA DI 18 103,90 DM COME CONGUAGLIO DI MONOPOLIO . L ' IMPORTATORE IMPUGNAVA TALE PROVVEDIMENTO DINANZI AL FINANZGERICHT DEL LAND RENANIA-PALATINATO , CHE LO MODIFICAVA RIDUCENDO IL CONGUAGLIO DI MONOPOLIO , IN BASE ALL ' ART . 79 , N . 2 , DELLA SUDDETTA LEGGE E DELL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO TRA LA COMUNITA E IL PORTOGALLO AI TERMINI DEL QUALE :    ' LE PARTI CONTRAENTI SI ASTENGONO DA OGNI MISURA O PRATICA DI CARATTERE FISCALE INTERNA CHE STABILISCA , DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE , UNA DISCRIMINAZIONE TRA I PRODOTTI DI UNA PARTE CONTRAENTE E I PRODOTTI ANALOGHI DELL ' ALTRA PARTE CONTRAENTE ' .   COSI FACENDO , IL FINANZGERICHT EQUIPARAVA I VINI DI PORTO IMPORTATI AI VINI LIQUOROSI NAZIONALI AI QUALI FOSSE STATO AGGIUNTO ALCOOL PROVENIENTE DALLE DISTILLERIE DI COOPERATIVE DI FRUTTICOLTORI E PRODOTTO NEI LIMITI SOPRA INDICATI .    7 LO HAUPTZOLLAMT DI MAGONZA HA PROPOSTO RICORSO AL BUNDESFINANZHOF IL QUALE HA SOTTOPOSTO ALLA CORTE LE QUESTIONI SEGUENTI :   1 . ' SE L ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO 22 LUGLIO 1972 FRA LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E LA REPUBBLICA PORTOGHESE , APPROVATO E RESO NOTO CON REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO 19 DICEMBRE 1972 , N . 2844 , COSTITUISCA UNA NORMA AVENTE EFFICACIA DIRETTA ED ATTRIBUISCA DIRITTI AI SINGOLI . IN CASO AFFERMATIVO , SE ESSO CONTENGA UN DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE CORRISPONDENTE A QUELLO DI CUI ALL ' ART . 95 , 1* COMMA , DEL TRATTATO CEE E VALGA ANCHE PER L ' IMPORTAZIONE DI VINI DI PORTO .       2.PER IL CASO CHE LE QUESTIONI SUB 1 VENGANO RISOLTE AFFERMATIVAMENTE :   A ) SE SI ABBIA UNA DISCRIMINAZIONE DEL TIPO DI QUELLE VIETATE DALL ' ART . 95 , 1* COMMA , DEL TRATTATO CEE O DALL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO CEE-PORTOGALLO PER IL SEMPLICE FATTO CHE , IN BASE ALLE NORME FISCALI INTERNE , E POSSIBILE , SU UN PIANO PURAMENTE GIURIDICO ED ASTRATTO , UN TRATTAMENTO DI FAVORE RISERVATO A PRODOTTI NAZIONALI ANALOGHI ( DISCRIMINAZIONE POTENZIALE ), OVVERO SI ABBIA UNA DISCRIMINAZIONE DEL TIPO DI QUELLE CUI SI RIFERISCONO LE SUDDETTE NORME SOLTANTO QUALORA DA UN CONCRETO RAFFRONTO TRA GLI ONERI FISCALI RISULTI IN PRATICA UN TRATTAMENTO PIU FAVOREVOLE PER I PRODOTTI NAZIONALI ANALOGHI .   B ) SE L ' ART . 95 DEL TRATTATO CEE O L ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO CEE-PORTOGALLO IMPONGANO L ' OBBLIGO DI CONCEDERE , PER UN PRODOTTO IMPORTATO DA UN ALTRO STATO MEMBRO O DAL PORTOGALLO E CHE , ALL ' IMPORTAZIONE , SIA SOTTOPOSTO ALLO STESSO ONERE FISCALE GRAVANTE SUL PRODOTTO NAZIONALE AD ESSO PIU SIMILE , L ' APPLICAZIONE DELL ' ALIQUOTA MENO ELEVATA CUI E SOGGETTO , SECONDO IL DIRITTO INTERNO , UN ALTRO PRODOTTO DA CONSIDERARSI ANCH ' ESSO , RISPETTO AL PRODOTTO IMPORTATO , ' SIMILARE '  AI SENSI DELL ' ART . 95 , 1* COMMA , DEL TRATTATO CEE ' .   SULLA PRIMA QUESTIONE   8 TALE QUESTIONE COMPRENDE TRE PARTI , LA PRIMA DELLE QUALI SI RIFERISCE ALL ' EFFICACIA DIRETTA DELL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO . IN CASO DI SOLUZIONE AFFERMATIVA , SI CHIEDE SE TALE NORMA ABBIA UNA PORTATA ANALOGA A QUELLA DELL ' ART . 95 , 1* COMMA , DEL TRATTATO CEE , MENTRE LA TERZA PARTE RIGUARDA IL SE LA NORME SI APPLICHI ANCHE ALL ' IMPORTAZIONE DI VINI DI PORTO .   SULLA PRIMA PARTE DELLA QUESTIONE   9 IN PRIMO LUOGO , IL BUNDESFINANZHOF CHIEDE SE L ' IMPORTATORE TEDESCO POSSA INVOCARE IL DETTO ART . 21 NEL RICORSO PROPOSTO , AVVERSO LA DECISIONE DELLE AUTORITA FISCALI , DINANZI AI GIUDICI TEDESCHI .    10 NELLE OSSERVAZIONI PRESENTATE ALLA CORTE , I GOVERNI DEL REGNO DI DANIMARCA , DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA , DELLA REPUBBLICA FRANCESE E DEL REGNO UNITO HANNO IN PARTICOLARE POSTO L ' ACCENTO SULLA QUESTIONE SE , IN GENE    RALE , UNA NORMA CHE FA PARTE DI UNO DEGLI ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO CONCLUSI DALLA COMUNITA CON I PAESI MEMBRI DELL ' ASSOCIAZIONE EUROPEA DI LIBERO SCAMBIO POSSA AVERE EFFICACIA DIRETTA NEGLI STATI MEMBRI DELLA COMUNITA .    11 IL TRATTATO CHE ISTITUISCE LA COMUNITA HA CONFERITO ALLE ISTITUZIONI IL POTERE NON SOLO DI ADOTTARE ATTI DA APPLICARSI NELLA COMUNITA , MA ANCHE DI CONCLUDERE ACCORDI CON PAESI TERZI E ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI IN CONFORMITA ALLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO . IN BASE ALL ' ART . 228 , N . 2 , GLI STATI MEMBRI SONO VINCOLATI DA QUESTI ACCORDI AL PARI DELLE CITATE ISTITUZIONI . DI CONSEGUENZA , SIA LE ISTITUZIONI COMUNITARIE CHE GLI STATI MEMBRI SONO TENUTI A GARANTIRE IL RISPETTO DEGLI OBBLIGHI DERIVANTI DA TALI ACCORDI .    12 I PROVVEDIMENTI NECESSARI PER ATTUARE LE DISPOSIZIONI DI UN ACCORDO CONCLUSO DALLA COMUNITA DEVONO ESSERE ADOTTATI IN BASE ALLO STATO ATTUALE DEL DIRITTO COMUNITARIO NEI SETTORI INTERESSATI DALL ' ACCORDO , TALORA DALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE TALALTRA DAGLI STATI MEMBRI . CIO VALE PARTICOLARMENTE PER GLI ACCORDI , COME QUELLI DI LIBERO SCAMBIO , CHE IMPONGONO OBBLIGHI ESTENDENTISI A NUMEROSI SETTORI DI CARATTERE MOLTO DIVERSO .    13 NEL GARANTIRE IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI DERIVANTI DA UN ACCORDO CONCLUSO DALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE , GLI STATI MEMBRI ADEMPIONO UN OBBLIGO NON SOLO NEI CONFRONTI DEL PAESE TERZO INTERESSATO , MA ANCHE E SOPRATTUTTO VERSO LA COMUNITA CHE SI E ASSUNTA LA RESPONSABILITA DEL CORRETTO ADEMPIMENTO DELL ' ACCORDO . IN TAL MODO LE DISPOSIZIONI DI ACCORDI SIFFATTI , COME LA CORTE HA GIA DICHIARATO NELLA SENTENZA 30 APRILE 1974 ( CAUSA 181/73 , HAEGEMAN , RACC , PAG . 449 ), COSTITUISCONO PARTE INTEGRANTE DELL ' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO .    14 DAL CARATTERE COMUNITARIO DI QUESTE NORME CONVENZIONALI DERIVA CHE I LORO EFFETTI NELLA COMUNITA NON POSSONO VARIARE A SECONDA CHE LA LORO APPLICAZIONE INCOMBA , IN PRATICA , ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE O AGLI STATI MEMBRI E , IN QUEST ' ULTIMO CASO , A SECONDA DEGLI EFFETTI CHE IL DIRITTO DI CIASCUNO DEGLI STATI MEMBRI ATTRIBUISCE NELL ' ORDINAMENTO INTERNO AGLI ACCORDI INTERNAZIONALI     DA ESSI STATI CONCLUSI . SPETTA PERTANTO , ALLA CORTE , NELL ' AMBITO DELLA SUA COMPETENZA AD INTERPRETARE LE DISPOSIZIONI DEGLI ACCORDI , IL GARANTIRE LA LORO APPLICAZIONE UNIFORME NELL ' INTERA COMUNITA .    15 I GOVERNI CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE NON CONTESTANO TALE CARATTERE COMUNITARIO DELLE DISPOSIZIONI DEGLI ACCORDI CONCLUSI DALLA COMUNITA . ESSI SOSTENGONO , TUTTAVIA , CHE I CRITERI GENERALMENTE AMMESSI PER DETERMINARE GLI EFFETTI DELLE DISPOSIZIONI DI ORIGINE PURAMENTE COMUNITARIA NON POSSONO ESSERE APPLICATI ALLE DISPOSIZIONI DI UN ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO CONCLUSO DALLA COMUNITA CON UN PAESE TERZO .    16 AL RIGUARDO , I GOVERNI SUDDETTI SI RICHIAMANO IN PARTICOLARE ALLA RIPARTIZIONE DEI POTERI NELLE RELAZIONI ESTERNE DELLA COMUNITA , AL PRINCIPIO DI RECIPROCITA CHE DISCIPLINA L ' APPLICAZIONE DEGLI ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO , ALL ' AMBITO ISTITUZIONALE INSTAURATO DA QUESTI ACCORDI AL FINE DI DEFINIRE LE CONTROVERSIE TRA LE PARTI CONTRAENTI ED ALLE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA CHE CONSENTONO ALLE PARTI DI DEROGARE AGLI ACCORDI .    17 E VERO CHE GLI EFFETTI , NELLA COMUNITA , DELLE DISPOSIZIONI DI UN ACCORDO DA QUESTA CONCLUSO CON UN PAESE TERZO NON POSSONO ESSERE DETERMINATI PRESCINDENDO DALL ' ORIGINE INTERNAZIONALE DELLE DISPOSIZIONI DI CUI TRATTASI . IN CONFORMITA AI PRINCIPI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE , LE ISTITUZIONI COMUNITARIE , CHE SONO COMPETENTI A NEGOZIARE E CONCLUDERE UN ACCORDO CON UN PAESE TERZO , SONO LIBERE DI CONVENIRE CON QUESTO DEGLI EFFETTI CHE LE DISPOSIZIONI DELL ' ACCORDO DEVONO PRODURRE NELL ' ORDINAMENTO INTERNO DELLE PARTI CONTRAENTI . SOLO SE TALE QUESTIONE NON SIA STATA DISCIPLINATA DALL ' ACCORDO INCOMBE AI GIUDICI COMPETENTI E IN PARTICOLARE ALLA CORTE , NELL ' AMBITO DELLA COMPETENZA ATTRIBUITALE DAL TRATTATO , RISOLVERLA AL PARI DI QUALUNQUE ALTRA QUESTIONE D ' INTERPRETAZIONE RELATIVA ALL ' APPLICAZIONE DELL ' ACCORDO NELLA COMUNITA .    18 IN BASE ALLE NORME GENERALI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE , OGNI ACCORDO DEV ' ESSERE ADEMPIUTO IN BUONA FEDE DALLE PARTI . SE CIASCUNA DELLE PARTI CONTRAENTI E RESPONSABILE DELL ' ADEMPIMENTO INTEGRALE DEGLI IMPEGNI CHE HA SOTTOSCRITTO , E     SUO COMPITO , PER CONTRO , STABILIRE I MEZZI GIURIDICI IDONEI A RAGGIUNGERE TALE SCOPO NEL SUO ORDINAMENTO GIURIDICO , A MENO CHE L ' ACCORDO , INTERPRETATO ALLA LUCE DEL SUO OGGETTO E DEL SUO SCOPO , NON DETERMINI ESSO STESSO QUESTI MEZZI . CON QUEST ' ULTIMA RISERVA , IL FATTO CHE I GIUDICI DI UNA DELLE PARTI RITENGANO CHE TALUNE DISPOSIZIONI DELL ' ACCORDO ABBIANO EFFICACIA DIRETTA , MENTRE I GIUDICI DELL ' ALTRA PARTE NON AMMETTONO TALE EFFICACIA DIRETTA , NON E , DI PER SE SOLO , TALE DA COSTITUIRE UNA MANCANZA DI RECIPROCITA NELL ' ATTUAZIONE DELL ' ACCORDO .    19 COME HANNO SOTTOLINEATO I GOVERNI , NELL ' AMBITO DEGLI ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO SONO ISTITUITI COMITATI MISTI CHE , AI SENSI DEGLI ACCORDI , SONO INCARICATI DELLA GESTIONE DI QUESTI E VEGLIANO SULLA LORO CORRETTA ESECUZIONE . AL RIGUARDO , ESSI POSSONO FORMULARE RACCOMANDAZIONI E , NEI CASI ESPRESSAMENTE CONTEMPLATI DALL ' ACCORDO , ADOTTARE DECISIONI .    20 IL SOLO FATTO CHE LE PARTI CONTRAENTI ABBIANO CREATO UN AMBITO ISTITUZIONALE PARTICOLARE PER LE CONSULTAZIONI E LE TRATTATIVE RELATIVE ALL ' ESECUZIONE DELL ' ACCORDO NON BASTA AD ESCLUDERE OGNI APPLICAZIONE GIURISDIZIONALE DELL ' ACCORDO STESSO . IL FATTO CHE UN GIUDICE DI UNA DELLE PARTI APPLICHI AD UNA CONTROVERSIA CONCRETA DINANZI A LUI PENDENTE UNA DISPOSIZIONE DELL ' ACCORDO CHE CONTENGA UN OBBLIGO INCONDIZIONATO E PRECISO E CHE , PERTANTO , NON NECESSITI DI ALCUN PREVIO INTERVENTO DA PARTE DEL COMITATO MISTO , NON SMINUISCE LA COMPETENZA CHE L ' ACCORDO CONFERISCE A QUESTO COMITATO .    21 PER QUANTO RIGUARDA LE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA , CHE CONSENTONO ALLE PARTI DI DEROGARE A TALUNE DISPOSIZIONI DELL ' ACCORDO , VA RILEVATO CHE ESSE SI APPLICANO SOLO IN CIRCOSTANZE DETERMINATE E , IN GENERALE , DOPO UN ESAME IN CONTRADDITTORIO NELL ' AMBITO DEL COMITATO MISTO . IN ASSENZA DI SITUAZIONI SPECIFICHE CHE POSSANO DETERMINARE LA LORO APPLICAZIONE , L ' ESISTENZA DI QUESTE CLAUSOLE CHE , DEL RESTO , NON HANNO INCIDENZA SULLE DISPOSIZIONI CHE VIETANO LE DISCRIMINAZIONI FISCALI , NON E , DI PER SE , TALE DA COMPROMETTERE LA POSSIBILE EFFICACIA DIRETTA DI TALUNE DISPOSIZIONI DELL ' ACCORDO .        22 DALL ' INSIEME DELLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO DERIVA CHE NE LA NATURA NE LA STRUTTURA DELL ' ACCORDO CONCLUSO CON IL PORTOGALLO POSSONO OSTARE A CHE UN OPERATORE ECONOMICO INVOCHI UNA DISPOSIZIONE DI TALE ACCORDO DINANZI AD UN GIUDICE NELLA COMUNITA .    23 CIO NON TOGLIE CHE LA QUESTIONE SE UNA DISPOSIZIONE DEL GENERE SIA INCONDIZIONATA E SUFFICIENTEMENTE PRECISA PER AVERE EFFICACIA DIRETTA DEBBA ESSERE ESAMINATA NELL ' AMBITO DELL ' ACCORDO DI CUI FA PARTE . PER RISOLVERE LA QUESTIONE PREGIUDIZIALE RELATIVA ALL ' EFFICACIA DIRETTA DELL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO TRA LA COMUNITA E IL PORTOGALLO E NECESSARIO ESAMINARE TALE DISPOSIZIONE ALLA LUCE SIA DELL ' OGGETTO E DELLO SCOPO , SIA DEL CONTESTO DELL ' ACCORDO .    24 L ' ACCORDO MIRA ALLA CREAZIONE DI UN REGIME DI LIBERO SCAMBIO NELL ' AMBITO DEL QUALE LE NORMATIVE RESTRITTIVE IN MATERIA COMMERCIALE SONO ELIMINATE PER LA PARTE ESSENZIALE DEGLI SCAMBI COMMERCIALI CONCERNENTI I PRODOTTI ORIGINARI DEI TERRITORI DELLE PARTI , IN PARTICOLARE CON LA SOPPRESSIONE DEI DAZI DOGANALI E DELLE TASSE D ' EFFETTO EQUIVALENTE NONCHE CON L ' ELIMINAZIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE E DELLE MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE .    25 VISTO IN TALE CONTESTO , L ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO TENDE AD EVITARE CHE LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI SCAMBI DI MERCI OTTENUTA CON LA SOPPRESSIONE DEI DAZI DOGANALI E DELLE TASSE D ' EFFETTO EQUIVALENTI NONCHE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE E DELLE MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE SIA RESA ILLUSORIA DA PRASSI FISCALI DELLE PARTI CONTRAENTI . TALE SAREBBE INFATTI IL CASO SE AL PRODOTTO IMPORTATO DI UNA PARTE VENISSE IMPOSTO UN ONERE FISCALE SUPERIORE A QUELLO GRAVANTE SUI PRODOTTI NAZIONALI ANALOGHI CH ' ESSO INCONTRA SUL MERCATO DI UNA ALTRA PARTE .    26 DA QUANTO SOPRA EMERGE CHE L ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO IMPONE ALLE PARTI CONTRAENTI UN OBBLIGO INCONDIZIONATO DI NON DISCRIMINAZIONE IN MATERIA FISCALE , CHE E SUBORDINATO AL SOLO ACCETTAMENTO DELL ' ANALOGIA DEI PRODOTTI SOGGETTI AD UN DETERMINATO REGIME TRIBUTARIO E I CUI LIMITI RISULTANO DIRETTAMENTE DALLO SCOPO DELL ' ACCORDO . COME TALE , LA SUDDETTA DISPOSIZIONE PUO ESSERE APPLICATA DA UN GIUDICE E QUINDI PRODURRE DIRETTAMENTE EFFETTI NELL ' INTERA COMUNITA .        27 LA PRIMA PARTE DELLA PRIMA QUESTIONE PREGIUDIZIALE VA PERTANTO RISOLTA NEL SENSO CHE L ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO TRA LA COMUNITA E IL PORTOGALLO HA EFFICACIA DIRETTA ED E ATTO AD ATTRIBUIRE AI VARI OPERATORI ECONOMICI DIRITTI CHE I GIUDICI DEVONO TUTELARE .   SULLA SECONDA PARTE DELLA QUESTIONE   28 PER IL CASO DI SOLUZIONE AFFERMATIVA DELLA PARTE DELLA QUESTIONE CONCERNENTE L ' EFFICACIA DIRETTA DELLA DISPOSIZIONE CONTROVERSA , IL BUNDESFINANZHOF CHIEDE POI SE TALE DISPOSIZIONE STABILISCA UN DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE ANALOGO A QUELLO DI CUI ALL ' ART . 95 , 1* COMMA , DEL TRATTATO CEE .    29 AL RIGUARDO BISOGNA RILEVARE CHE , ANCHE SE L ' ART . 21 DELL ' ACCORDO E L ' ART . 95 DEL TRATTATO CEE HANNO LO STESSO SCOPO IN QUANTO MIRANO ALL ' ELIMINAZIONE DELLE DISCRIMINAZIONI FISCALI , CIASCUNA DI QUESTE DUE DISPOSIZIONI , REDATTE PERALTRO IN TERMINI DIVERSI , DEVE TUTTAVIA ESSERE CONSIDERATA E INTERPRETATA NEL PROPRIO AMBITO SPECIFICO .    30 ORA , COME LA CORTE HA GIA DICHIARATO NELLA SENTENZA 9 FEBBRAIO 1982 ( CAUSA 270/80 , POLYDOR , NON ANCORA PUBBLICATA ) IL TRATTATO CEE E L ' ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO PERSEGUONO SCOPI DIVERSI . NE DERIVA CHE LE INTERPRETAZIONI CHE SONO STATE DATE ALL ' ART . 95 DEL TRATTATO NON POSSONO ESSERE TRASPOSTE , PER SEMPLICE ANALOGIA , NELL ' AMBITO DELL ' ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO .    31 BISOGNA QUINDI RISOLVERE LA SECONDA PARTE DELLA QUESTIONE NEL SENSO CHE L ' ART . 21 , 1* COMMA , VA INTERPRETATO IN FUNZIONE DELLA SUA LETTERA E TENUTO CONTO DELLO SCOPO CHE ESSO PERSEGUE NELL ' AMBITO DEL REGIME DI LIBERO SCAMBIO ISTITUITO DALL ' ACCORDO .   SULLA TERZA PARTE DELLA QUESTIONE   32 IL BUNDESFINANZHOF SOLLEVA INFINE LA QUESTIONE SE LA NORMA DI NON DISCRIMINAZIONE FISCALE DI CUI ALL ' ART . 21 DELL ' ACCORDO SI APPLICHI ANCHE ALL ' IMPORTAZIONE DI VINI DI PORTO .        33 AI TERMINI DELL ' ART . 2 , L ' ACCORDO SI APPLICA AI PRODOTTI ORIGINARI DELLA COMUNITA E DEL PORTOGALLO .    '  I ) COMPRESI NEI CAPITOLI DA 25 A 99 DELLA NOMENCLATURA DI BRUXELLES , ESCLUSI I PRODOTTI DI CUI ALL ' ALLEGATO I ;    II)COMPRESI NEI PROTOCOLLI NN . 2 E 8 , TENUTO CONTO DELLE MODALITA PARTICOLARI IVI PREVISTE ' .    34 I VINI DI PORTO SONO MENZIONATI NELL ' ART . 4 DEL PROTOCOLLO N . 8 CONCERNENTE IL REGIME CHE SI APPLICA A TALUNI PRODOTTI AGRICOLI . DETTO ARTICOLO STABILISCE CHE PER I PRODOTTI IN ESSO COMPRESI , ORIGINARI DEL PORTOGALLO , I DAZI ALL ' IMPORTAZIONE NELLA COMUNITA SONO RIDOTTI NELLE PROPORZIONI E NEI LIMITI DEI CONTINGENTI TARIFFARI INDICATI PER CIASCUNO DI ESSI .    35 DA TALI DISPOSIZIONI RISULTA CHE L ' ACCORDO SI APPLICA AI VINI DI PORTO , FATTE SALVE TALUNE LIMITAZIONI PER QUANTO RIGUARDA LA SOPPRESSIONE DEI DAZI DOGANALI . PER CONTRO , LE PARTICOLARI MODALITA CONTEMPLATE DAL PROTOCOLLO NON SCALFISCONO AFFATTO IL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE FISCALE SANCITO DALL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO .    36 BISOGNA QUINDI RISOLVERE L ' ULTIMA PARTE DELLA PRIMA QUESTIONE PREGIUDIZIALE NEL SENSO CHE L ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO TRA LA COMUNITA E IL PORTOGALLO SI APPLICA ANCHE ALL ' IMPORTAZIONE DI VINI DI PORTO .   SULLA SECONDA QUESTIONE   37 CON TALE QUESTIONE , IL BUNDESFINANZHOF MIRA AD OTTENERE GLI ELEMENTI DI INTERPRETAZIONE NECESSARI PER CONSENTIRGLI DI STABILIRE SE IL TRATTAMENTO FISCALE AL QUALE LE AUTORITA NAZIONALI HANNO SOTTOPOSTO I VINI DI PORTO IMPORTATI SIA IN CONTRASTO CON L ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO TRA LA COMUNITA E IL PORTOGALLO . PER RISOLVERE TALE QUESTIONE , E OPPORTUNO COLLEGARE DETTA DISPOSIZIONE , COME SOPRA INTERPRETATA , CON I DATI CHE RISULTANO DALL ' ORDINANZA DI RINVIO .        38 LA SECONDA QUESTIONE PREGIUDIZIALE , SUB A ), MIRA IN SOSTANZA AD ACCERTARE SE L ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO CONSENTA ALLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA DI APPLICARE , ALL ' ALCOOL AGGIUNTO AI VINI DI PORTO , L ' IMPOSTA SULL ' ALCOOL AD ALIQUOTA INTERA OPPURE OBBLIGHI TALE STATO MEMBRO AD APPLICARE L ' ALIQUOTA RIDOTTA CHE L ' ART . 79 , N . 2 , DELLA LEGGE SUL MONOPOLIO DEGLI ALCOOL CONTEMPLAVA PER L ' ALCOOL PRODOTTO DALLE DISTILLERIE DI COOPERATIVE DI FRUTTICOLTORI , NEI LIMITI DEL LORO DIRITTO DI DISTILLAZIONE .    39 DAI DATI CHE FIGURANO NELL ' ORDINANZA DI RINVIO NON EMERGE SE L ' ALCOOL AGGIUNTO AI VINI DI PORTO IMPORTATI SIA STATO O NO PRODOTTO IN CONDIZIONI ANALOGHE A QUELLE DA CUI DIPENDEVA LA RIDUZIONE DELL ' IMPOSTA SUPPLEMENTARE SULL ' ALCOOL CONTEMPLATA PER LE DISTILLERIE DI COOPERATIVE DI FRUTTICOLTORI . PER CONTRO , EMERGE DA QUESTI DATI CHE LE DISTILLERIE DI COOPERATIVE DI FRUTTICOLTORI CONSIDERATE DALLA LEGGE NAZIONALE NON PRODUCONO ALCOOL IDONEO AD ESSERE AGGIUNTO AI VINI LIQUOROSI .    40 PERTANTO E CHIARO CHE SUL MERCATO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA NON ESISTEVANO ALCOOL CHE POTESSERO ESSERE AGGIUNTI AL VINO AL FINE DI PRODURRE UN VINO LIQUOROSO ANALOGO AL VINO DI PORTO E CHE POTESSE FRUIRE DELLA RIDUZIONE D ' IMPOSTA CONTEMPLATA PER LE DISTILLERIE DI COOPERATIVE DI FRUTTICOLTORI .    41 DI CONSEGUENZA , LA MANCATA APPLICAZIONE AI VINI DI PORTO DI TALE RIDUZIONE NON E TALE DA COMPROMETTERE LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI SCAMBI COMMERCIALI TRA LA COMUNITA E IL PORTOGALLO PERSEGUITA DALL ' ACCORDO . TENUTO CONTO DELLO SCOPO DI QUESTO , L ' IPOTESI PURAMENTE TEORICA CHE LO STESSO PRODOTTO , SE FOSSE STATO FABBRICATO NELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA IN CONDIZIONI PARTICOLARI , AVREBBE POTUTO FRUIRE DI UNA RIDUZIONE D ' IMPOSTA NON E SUFFICIENTE PER FAR NASCERE L ' OBBLIGO DI CONCEDERE TALE RIDUZIONE AL PRODOTTO IMPORTATO .    42 PERTANTO , LA SECONDA QUESTIONE PREGIUDIZIALE , SUB A ), VA RISOLTA NEL SENSO CHE NON COSTITUISCE DISCRIMINAZIONE AI SENSI DELL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO TRA LA COMUNITA E IL PORTOGALLO LA MANCATA APPLICAZIONE DA PARTE DI UNO STATO     MEMBRO , AI PRODOTTI ORIGINARI DEL PORTOGALLO , DI UNA RIDUZIONE D ' IMPOSTA CONTEMPLATA PER TALUNI GRUPPI DI PRODUTTORI O TIPI DI PRODOTTI , QUALORA SUL MERCATO DELLO STATO MEMBRO NON ESISTA ALCUN PRODOTTO ANALOGO CHE ABBIA EFFETTIVAMENTE FRUITO DI TALE RIDUZIONE .    43 LA SECONDA QUESTIONE PREGIUDIZIALE , SUB B ), VERTE SUL SE L ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO TRA LA COMUNITA E IL PORTOGALLO DEBBA ESSERE INTERPRETATO NEL SENSO CHE ESSO OBBLIGA AD INTENDERE LA NOZIONE DI PRODOTTI ANALOGHI COME COMPRENDENTE NON SOLO I PRODOTTI ' DIRETTAMENTE '  ANALOGHI , MA ANCHE ALTRI PRODOTTI CHE BISOGNA CONSIDERARE ' ANCH ' ESSI SIMILARI ' .    44 DALL ' ORDINANZA DI RINVIO RISULTA CHE IL BUNDESFINANZHOF HA SOLLEVATO TALE QUESTIONE PARTENDO DAL PRESUPPOSTO CHE UN RAPPORTO DI ANALOGIA POSSA ESISTERE NON SOLO TRA I VINI DI PORTO ED ALTRI VINI LIQUOROSI , MA ANCHE TRA I PRIMI E I VINI DI TIPO PARTICOLARE A FORTE TENORE D ' ALCOOL DERIVANTI DALLA FERMENTAZIONE NATURALE CHE , NELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA , NON SONO COLPITI DA ALCUN TRIBUTO .    45 AL RIGUARDO , BISOGNA SOTTOLINEARE CHE LA NOZIONE DI ANALOGIA DI CUI ALL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO TRA LA COMUNITA E IL PORTOGALLO , PER QUANTO RIGUARDA LA SUA APPLICAZIONE NELLA COMUNITA , E UNA NOZIONE DI DIRITTO COMUNITARIO CHE DEVE COSTITUIRE OGGETTO DI UN '  INTERPRETAZIONE UNIFORME DI CUI LA CORTE E LA GARANTE .    46 TENUTO CONTO DELLO SCOPO DI TALE DISPOSIZIONE , COME SOPRA DESCRITTO , NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI ANALOGHI AI SENSI DI DETTA DISPOSIZIONE DEI PRODOTTI CHE DIFFERISCANO TRA DI LORO SIA PER IL MODO DI FABBRICAZIONE CHE PER LE LORO CARATTERISTICHE . NE DERIVA CHE I VINI LIQUOROSI AI QUALI E STATO AGGIUNTO DELL ' ALCOOL E I VINI DERIVATI DALLA FERMENTAZIONE NATURALE NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI ' SIMILARI '  AI SENSI DELLA DISPOSIZIONE IN ESAME .    47 BISOGNA PERTANTO RISOLVERE LA SECONDA QUESTIONE PREGIUDIZIALE , SUB B ), NEL SENSO CHE DEI PRODOTTI CHE DIFFERISCONO FRA DI LORO SIA PER IL MODO DI FABBRICAZIONE , SIA PER LE LORO CARATTERISTICHE NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI ' SIMILARI '  AI SENSI DELL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  48 LE SPESE SOSTENUTE DAI GOVERNI DEL REGNO DI DANIMARCA , DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA , DELLA REPUBBLICA FRANCESE E DEL REGNO UNITO , NONCHE DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , CUI SPETTA QUINDI PRONUNZIARSI SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ,   PRONUNCIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DAL BUNDESFINANZHOF CON ORDINANZA 24 MARZO 1981 , DICHIARA :   1* L ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO TRA LA COMUNITA E IL PORTOGALLO HA EFFICACIA DIRETTA ED E ATTO AD ATTRIBUIRE AI VARI OPERATORI ECONOMICI DIRITTI CHE I GIUDICI DEVONO TUTELARE .   2*ESSO VA INTERPRETATO IN FUNZIONE DELLA SUA LETTERA E TENUTO CONTO DELLO SCOPO CH ' ESSO PERSEGUE NELL ' AMBITO DEL REGIME DI LIBERO SCAMBIO ISTITUITO DALL ' ACCORDO .   3*LA SUDDETTA DISPOSIZIONE SI APPLICA ANCHE ALL ' IMPORTAZIONE DI VINI DI PORTO .   4*ESSA DEV ' ESSERE INTERPRETATA NEL SENSO CHE  A ) NON COSTITUISCE DISCRIMINAZIONE AI SENSI DELL ' ART . 21 , 1* COMMA , DELL ' ACCORDO TRA LA COMUNITA E IL PORTOGALLO , LA MANCATA APPLICAZIONE DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO , AI PRODOTTI ORIGINARI DEL PORTOGALLO , DI UNA RIDUZIONE D ' IMPOSTA CONTEMPLATA PER TALUNI GRUPPI DI PRODUTTORI O TIPI DI PRODOTTI QUALORA SUL MERCATO DELLO STATO MEMBRO INTERESSATO NON ESISTA ALCUN PRODOTTO ANALOGO CHE ABBIA EFFETTIVAMENTE FRUITO DI TALE RIDUZIONE .       B ) NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI ' SIMILARI '  DEI PRODOTTI CHE DIFFERISCONO TRA DI LORO SIA PER IL MODO DI FABBRICAZIONE , SIA PER LE LORO CARATTERISTICHE .