CELEX: 51992PC0448
Language: it
Date: 1992-11-04
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CHE MODIFICA E PREVEDE MISURE DI SEMPLIFICAZIONE LA DIRETTIVA 77/388/CEE

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                       C0M(92) 448 d e f .
                                       Bruxelles, 4   novembre 1992
                           PROPOSTA DI
                     DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                           CHE MODIFICA
              E PREVEDE MISURE DI SEMPLIFICAZIONE
                     LA DIRETTIVA 77/388/CEE
jJsP*'"
                   (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                 A ^~
                           RELAZIONE
I. INTRODUZIONE
   La direttiva    91/680/CEE del Consiglio, del 16 dicem-
   bre 1991 l**, ha completato, in vista della realizzazione
   del mercato interno, il sistema comune di imposta sul valore
   aggiunto integrandovi le disposizioni necessarie per la sop-
   pressione di tutti i controlli e di tutte le formalità at-
   tualmente da assolvere all'atto dell'attraversamento di una
   frontiera interna della Comunità: a partire dal 1 gennaio
   1993 vengono definitivamente soppressi per qualsiasi opera-
   zione effettuata tra Stati membri i concetti d'importazione
   e d'esportazione, la cui applicazione è limitata ai soli
   scambi con paesi terzi. La direttiva del 16 dicembre 1991
   istituisce inoltre un regime transitorio di tassazione degli
   scambi intracomunitari: per una durata limitata e in deroga
   al principio della tassazione nello Stato membro d'origine
   dei beni ceduti e dei servizi prestati, le operazioni intra-
   comunitarie - essenzialmente quelle realizzate tra operatori
   economici che sono soggetti passivi - saranno assoggettate
   all'imposta alle aliquote e alle condizioni dello Stato mem-
   bro di destinazione delle merci e dei servizi di cui tratta-
   si. Sono così state apportate sostanziali modifiche alla
   sesta direttiva 77/388/CEE *2'. Per agevolarne l'applicazio-
   ne al 1 gennaio 1993, è sembrato utile precisare e comple-
   tare talune delle nuove disposizioni.
   Le disposizioni complementari che costituiscono l'oggetto
   della presente proposta hanno in comune lo scopo di sempli-
   ficare le modalità di tassazione tanto per gli operatori,
   quanto per le amministrazioni degli Stati membri, senza tut-
   tavia modificare i principi di tassazione e le modalità di
   dichiarazione delle operazioni imponibili definiti dalla di-
   rettiva del 16 dicembre 1991. La proposta comporta cinque
   serie di disposizioni.
   In primo luogo vi sono alcune modifiche intese a precisare
   il testo di talune disposizioni della sesta direttiva quale
   è modificata dalla direttiva 91/680/CEE.
   Vi sono poi misure di semplificazione del trattamento fis-
   cale delle operazioni effettuate con territori terzi dal
   punto di vista del sistema comune d'imposta sul valore ag-
   giunto ma che riguardano beni che sono considerati merci co-
   munitarie a norma della legislazione doganale. Le semplifi-
   cazioni proposte riguardano tanto la presentazione dei prin-
   cipi di tassazione, quanto l'applicazione alle operazioni in
   questione delle stesse disposizioni fiscali che si applicano
(1) GU L 376 del 31.12.1991.
(2) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
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    di norma a tutte le merci non comunitarie che             entrano
    all'interno del territorio doganale della Comunità.
    Per gli scambi intracomunitari di prodotti soggetti ad
    accisa, le modalità di tassazione IVA sono adeguate alle
    disposizioni      #?f l a      direttiva      92/12/CEE,      del
    25 febbraio 1992 * 3 ) ,  relativa al regime generale, alla
    detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti
    soggetti ad accisa. Le nuove misure evitano agli operatori
    economici che non sono soggetti al regime generale di
    tassazione dei loro acquisti comunitari di dover chiedere di
    essere registrati ai fini dell'IVA per il solo fatto che
    acquistano in altri Stati membri dei prodotti soggetti ad
    accisa. Le procedure utilizzate ai fini dell'applicazione
    delle accise sono sfruttate ai fini dell'applicazione
    dell'IVA. Ne risulta non solo un alleggerimento degli
    obblighi di dichiarazione degli operatori, ma anche degli
    oneri di gestione delle registrazioni IVA che gravano sulle
    amministrazioni degli Stati membri.
    Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi * 4 '
    soggette all'imposta all'interno di uno Stato membro nel
   quale l'operatore non è residente, il testo attuale della
    sesta direttiva impone obblighi di natura diversa secondo lo
    Stato membro all'interno del quale le operazioni stesse sono
   realizzate. L'obiettivo delle nuove disposizioni proposte è
   di garantire che dette operazioni ricevano un trattamento
   equivalente quale che sia lo Stato membro interessato. A tal
   fine vengono adattate le disposizioni relative al debitore
   dell'imposta: i principi sanciti dalla direttiva 77/388/CEE
   sono confermati, ma si propone di generalizzare a tutta la
   Comunità l'applicazione di disposizioni che attualmente
   costituiscono soltanto delle facoltà offerte a ciascuno
   S£ato membro dall'articolo 21, punto 1, lettera a) . Gli
   "operatori possono quindi scegliere una delle              opzioni
   seguenti: designare un rappresentante fiscale che provvedere
   ad assolvere in loro vece gli obblighi cui è tenuto ogni
   debitore     dell'IVA,     oppure    designare    come    debitore
   dell'imposta il destinatario dei beni o dei servizi. In
   quest'ultimo caso il fornitore soggetto passivo può evitare
   di essere registrato ai fini IVA in uno Stato membro nel
   quale non risiede.
   L'ultima serie di misure complementari ha per oggetto la
   transizione tra le disposizioni in vigore fino al 31 dicem-
   bre 1992 e quelle che entreranno in vigore il 1 gennaio
   1993. Esse disciplinano tutte le operazioni che danno luogo
   a un movimento di beni tra Stati membri e che, pur essendo
   iniziate prima del 1 gennaio 1993, vale a dire nel quadro di
   una procedura di importazione/esportazione dei beni, si con-
   cluderanno solo dopo il 31 dicembre 1992, vale a dire in un
(3) GU L 76 del 23.3.1992.
(4) Diverse     dalle      prestazioni    di    servizi    di     cui
     all'articolo 21, punto 1, lettera b) .
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   momento in cui i concetti d'importazione e d'esportazione
   saranno già stati soppressi nel regime di circolazione
   interna alla Comunità. In mancanza di misure comuni intese a
   disciplinare tale transizione, dette operazioni porterebbero
   ad una situazione definitiva di doppia imposizione o di non
   imposizione, provocando così distorsioni di trattamento
   all'interno della Comunità.
II.PRESENTAZIONE DELLE SINGOLE DISPOSIZIONI DELL'ARTICOLO 1
   Punto 1
   Tenuto conto delle modifiche apportate alla definizione di
   "importazione di un bene1* (cfr. punto 2), il paragrafo 4
   dell'articolo 3 è stato precisato per evitare ogni rischio
   di   confusione   per   quanto   riguarda     il   trattamento
   applicabile alle operazioni effettuate con il Principato di
   Monaco o con l'Isola di Man, tenendo conto delle
   convenzioni e dei trattati ad essi applicabili.
   Punto 2
   La definizione di "importazione di un bene" è completata in
   modo da coprire l'insieme delle operazioni effettuate con
   territori all'interno dei quali il sistema comune di
   imposta sul valore aggiunto non è applicabile, quali che
   siano il trattamento e la natura di dette operazioni a
   norma delle disposizioni comunitarie in materia doganale .
   Punto 3
   Le disposizioni di cui all'articolo 7, paragrafo 3, primo
   comma possono per definizione applicarsi esclusivamente al-
   le merci provenienti da paesi terzi che sono vincolate a un
   regime doganale di sospensione dei diritti all'importazione
   cui sono soggette. Appartengono a tale categoria, dei di-
   versi regimi citati all'articolo 16, paragrafo 1, parte B
   solo quelli di cui alle lettere a), b ) , e) e d).   _
   La seconda modifica riguarda le disposizioni applicabili ai
   beni che, pur essendo considerati merci comunitarie dalla
   legislazione doganale, devono essere assoggettati all'IVA
   in quanto importazioni perché provengono da territori
   all'interno dei quali il sistema comune d'imposta sul
   valore aggiunto non è applicato (parti del territorio degli
   Stati membri a cui non si applicano le disposizioni fiscali
   del trattato che istituisce la Comunità economica europea o
   che sono escluse dal territorio d'applicazione della sesta
   direttiva; territori - o parti del territorio - di Stati
   non membri della CEE, ma facenti parte del territorio
   doganale della Comunità ... ) . Il nuovo testo proposto
   consente di garantire meglio che a tali operazioni siano
   applicate le medesime disposizioni che vengono applicate a
   qualsiasi   merce   non   comunitaria     che   beneficia   di
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un'ammissione    temporanea    nel    territorio    doganale
comunitario. Sono così raggruppate in un unico comma delle
disposizioni che attualmente figurano agli articoli 14 e 33
bis. La modifica realizza una notevole semplificazione dei
principi e delle c modalità di tassazione IVA delle
operazioni in questione e consente al tempo stesso di
snellire il dispositivo (cfr. punti 7 e 24).
Punto 4
Il testo attualmente in vigore per quanto riguarda il luogo
delle cessioni di beni a bordo di una nave, di un aereo o
di un treno nel corso di un trasporto intracomunitario
rischia di prestarsi a confusione; esso è stato quindi
modificato per specificare meglio quali siano le operazioni
a cui detta disposizione è applicabile.
Punto 5
La modifica proposta è intesa a confermare che, in caso di
importazione di beni, la base imponibile ai fini IVA è
costituita dal valore in dogana, ivi compreso per me
importazioni di beni in provenienza di territori benché
facenda parte del territorio doganale della Comunità,
costituiscono territori terzi al riguardo dell'IVA.
Punto 6
La modifica non è che un adattamento del nuovo testo
dell'articolo 10, paragrafo 3.
Punto 7
Si tratta di una modifica che deriva da quella di cui al
punto 3.
Punto 8
Questa modifica, che trae le necessarie conseguenze dalla
realizzazione del mercato interno, limita le esenzioni
all'esportazione alle sole operazioni con paesi o territori
terzi.
Punti 9. 10 e 11
Il testo proposto in questa serie di punti è una riorganiz-
zazione delle disposizioni che figurano attualmente al se-
condo comma dell'articolo 28 bis, paragrafo 1, lettera a) .
Tale riformulazione si propone due obiettivi: in primo luo-
go, semplificare il testo, distinguendo la definizione de-
gli acquisti che non devono essere assoggettati all'imposta
dalle disposizioni relative alla determinazione e al fun-
zionamento della soglia di applicazione della deroga stes-
sa; in secondo luogo, distinguere chiaramente, fra gli ac-
quisti soggetti all'imposta, quelli che rientrano nel regi-
 ---pagebreak---                                                             5 e.
me generale e quelli che rientrano in regimi particolari
(acquisti di prodotti soggetti ad accisa e di mezzi di
trasporto nuovi effettuati da operatori economici "sotto la
soglia", acquisti di mezzi di trasporto nuovi da parte di
privati). Un nuovo paragrafo 1 bis enuncia le condizioni
alle quali si applica la deroga al principio di tassazione
di qualsiasi acquisto effettuato da un operatore economico.
All'interno del nuovo paragrafo vengono inoltre distinte le
condizioni propriamente dette di applicazione della deroga
e gli elementi da prendere in considerazione per la deter-
minazione della soglia di applicazione della deroga. Queste
modifiche testuali consentono inoltre di limitare l'obbligo
di registrazione ai fini IVA ai soli operatori soggetti, di
diritto o su opzione, al regime generale di tassazione de-
gli acquisti, escludendo così gli operatori soggetti
all'imposta nel paese di destinazione solo in quanto acqui-
renti di prodotti soggetti ad accisa. Le disposizioni pre-
sentate ai punti 13 e 21 sono a loro volta una conseguenza
di queste ultime modifiche.
Punto 12
Questa disposizione completa le misure di semplificazione
per quanto riguarda la persona debitrice dell'imposta e
consente la loro applicazione effettiva quando il soggetto
passivo effettua, in uno Stato membro nel quale non è resi-
dente, un acquisto intracomunitario di beni destinati a una
cessione interna a tale Stato membro.
Punto 13
Vista la soppressione dell'obbligo di registrazione IVA de-
gli operatori soggetti all'imposta solo in quanto acquiren-
ti di prodotti soggetti ad accisa, era necessario adeguare
le condizioni alle quali detti acquirenti possono ricevere
i prodotti in esenzione dall'imposta dovuta nello Stato
membro di partenza della spedizione o del trasporto dei
prodotti stessi. Il testo della nuova lettera e) dell'arti-
colo 28 quater, parte A rinvia ora direttamente alle forma-
lità previste dalla direttiva 12/12/CEE in materia di cir-
colazione dei prodotti soggetti ad accisa. Queste disposi-
zioni consentono agli operatori e alle amministrazioni de-
gli Stati membri di sfruttare gli obblighi previsti in ma-
teria di accise ai fini dell'applicazione dell'imposta sul
valore aggiunto.
La lettera d) aggiunta all'articolo 28 quater, parte A,
precisa e adegua le esenzioni di cui alle lettere a) , b) e
e) ai casi di cessioni di beni assimilate a cessioni
effettuate a titolo oneroso.
Punto 14
La riorganizzazione della parte E è intesa a chiarire le
condizioni alle quali le esenzioni concesse dagli Stati
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membri in applicazione dell'articolo 16, paragrafo 1 o pa-
ragrafo 2, sono applicabili anche agli scambi intracomuni-
tari.
Punti 15 e 16
Queste disposizioni precisano il momento in cui l'imposta
diventa esigibile tanto per gli acquisti intracomunitari,
quanto per le cessioni intracomunitarie di beni effettuati
in esenzione dall'IVA.
Punti 17 e 18
I rinvìi all'articolo 11 sono completati per quanto
riguarda gli elementi da prendere in considerazione ai fini
della determinazione della base imponibile, in particolare
per le operazioni di acquisto intracomunitario di beni
soggetti all'imposta. Infine viene introdotta per gli
acquisti di prodotti soggetti ad accisa non effettuati nel
quadro del regime di sospensione delle accise stesse una
nuova disposizione che consente di ridurre la base
imponibile IVA quando l'acquirente ottiene il rimborso
delle accise assolte nello Stato membro di immissione in
consumo dei prodotti.
Punto 19
Nel corso del periodo di applicazione del regime
transitorio di tassazione degli scambi tra Stati membri,
l'imposta dovuta o assolta in uno Stato membro non può
essere dedotta in un altro Stato membro, ma può solo essere
oggetto   di   un   rimborso    alle    condizioni   definite
dall'articolo 17,    paragrafi 3    e     4.   L'articolo 17,
paragrafo 4 è stato completato per garantire il diritto al
rimborso agli operatori che effettuano acquisti di beni o
di servizi o importazioni di beni in uno Stato membro nel
quale essi non sono debitori di alcuna imposta. Per evitare
talune forme di frode o di evasione fiscale, dal .campo di
applicazione di queste disposizioni sono escluse le
cessioni di beni trasportati, a destinazione di un altro
Stato membro, dall'acquirente dei beni o per suo conto.
Punto 20
Le modifiche apportate all'articolo 21, punto 1, lettera a)
hanno lo scopo di generalizzare all'interno della Comunità
la possibilità, per i soggetti passivi che non risiedono
nello Stato membro nel quale effettuano operazioni
imponibili, di designare come debitore dell'imposta un
rappresentante fiscale o il destinatario dell'operazione.
Questa disposizione permette di alleggerire, in un certo
numero di casi, gli obblighi di dichiarazione di tali
operatori, pur salvaguardando interamente i principi
stabiliti per quanto riguarda         la definizione delle
operazioni soggette ali'IVA e il luogo di tassazione di
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dette operazioni. E' comunque escluso che un privato possa
essere designato come debitore dell'imposta.
Allo stesso modo, per le prestazioni di servizi il cui
luogo di tassazione è modificato dal regime transitorio, il
destinatario   del   servizio   può  essere     designato  come
debitore dell'imposta solo se è un soggetto passivo, o un
ente che non è soggetto passivo, registrato ai fini IVA.
Punto 21
Queste modifiche sono intese a garantire che ogni operatore
soggetto al regime generale di tassazione degli acquisti
intracomunitari di beni riceva un numero di identificazione
IVA e possa così ricevere da un altro Stato membro delle
merci in esenzione dall'imposta dovuta in quest'ultimo
Stato membro.
La   modifica    apportata    all'articolo 2 2 ,   paragrafo 11
discende invece dalle nuove disposizioni di cui ai punti 9,
10 e 11.
Punto 22
Gli operatori non residenti sono esclusi dal beneficio
della franchigia prevista dall'articolo 24, paragrafo 2 in
modo da evitare una limitazione del diritto a deduzione che
possono esercitare nello Stato membro nel quale risiedono.
Punto 23
L'articolo 28 quindecies contiene le misure necessarie per
disciplinare la transizione tra le disposizioni in vigore
fino al 31 dicembre 1992 e quelle che entreranno in vigore
a decorrere dal 1 gennaio 1993.
Non tutte le importazioni di beni effettuate prima del
1 gennaio 1993 saranno state assoggettate ali'IVA prima di
tale data: ad esempio, per i beni vincolati a un regime di
transito o di importazione temporanea, il fatto generatore
dell'imposta all'importazione sarà stato rinviato al momen-
to dello svincolo dei beni da tale regime, conformemente
alle disposizioni in vigore prima del 1 gennaio 1993. Si
tratta di disposizioni che riguardano non solo le importa-
zioni di beni da paesi terzi, ma anche gli scambi intraco-
munitari. Per evitare una soluzione di continuità nelle
condizioni d'imposizione di tali operazioni, l'applicazione
delle disposizioni in vigore prima del 1 gennaio 1993 è
prorogata fino al momento in cui i beni sono svincolati dai
regimi di sospensione (cfr. par. 1). Allo stesso tempo, per
evitare situazioni di non imposizione, il paragrafo 2 assi-
mila lo svincolo da tali regimi a un'importazione di beni
ai sensi delle disposizioni in vigore a decorrere dal
1 gennaio 1993; il paragrafo 3 precisa invece il luogo di
tale importazione.
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Grazie a queste disposizioni è certo che operazioni effet-
tuate in condizioni analoghe riceveranno un trattamento
equivalente. Tutte le importazioni di beni da altri Stati
membri, effettuate per definizione prima del 1 gennaio
1993, sono tassate allo stesso modo, che abbiano o meno be-
neficiato di un rinvio del fatto generatore dell'imposta.
Alle importazioni di beni in provenienza da paesi terzi ef-
fettuate prima del 1 gennaio 1993 ma non ancora assoggetta-
te all'imposta a tale data si applicheranno le stesse dis-
posizioni che sarebbero state applicabili se dette importa-
zioni fossero state effettuate dopo il 31 dicembre 1992: si
considera infatti che tali beni entrano nella Comunità solo
nel momento in cui sono svincolate dal regime al quale era-
no state vincolate nel 1992 o ancor prima. Di conseguenza
si può applicare a detti beni l'articolo 7, paragrafo 3.
Il paragrafo 2 assimila a un'importazione di beni anche la
conclusione di talune operazioni di transito comunitario
interno. Tale assimilazione è però soggetta a diverse limi-
tazioni. In primo luogo essa è valida solo per le operazio-
ni di transito iniziate ai fini di una cessione imponibile
effettuata prima del 1 gennaio 1993. Qualsiasi cessione di
beni effettuata dopo il 31 dicembre 1992 da un soggetto
passivo è infatti soggetta di diritto alle disposizioni del
regime transitorio di tassazione degli scambi tra Stati
membri. Inoltre rientrano nel campo d'applicazione della
disposizione solo le cessioni di beni che abbiano benefi-
ciato, o possano aver beneficiato, nello Stato membro di
partenza del trasporto, di un'esenzione a titolo dell'es-
portazione dei beni stessi verso un altro Stato membro.
Grazie a tale restrizione si evita la possibilità di una
doppia imposizione.
Sono previste misure particolari in deroga a tali principi
di tassazione affinché l'imposta non sia applicata nel caso
in cui il bene venga riesportato fuori della Comunità o
rispedito verso lo Stato membro a partire dal quale era
stato temporaneamente esportato. Queste disposizioni si ap-
plicano anche ai mezzi di trasporto acquistati o importati
alle condizioni generali d'imposizione del mercato interno
di uno Stato membro, o la cui data di prima messa in servi-
zio è anteriore al 1 gennaio 1988, o per i quali l'importo
dell'imposta dovuta è insignificante.
Queste misure particolari semplificano notevolmente le
modalità d'imposizione dei mezzi di trasporto che sono
stati vincolati a un regime nazionale         d'importazione
temporanea in esenzione IVA prima del 1 gennaio 1993 e non
sono stati svincolati da detto regime alla data del
31 dicembre 1992.
Punto 24
Questa   modifica   risulta  delle   disposizioni   aggiunte
all'articolo 7 paragrafo 3.
 ---pagebreak---                                                                       5.T.
                             PROPOSTA DI
                    DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                            CHE MODIFICA
            E PREVEDE MISURE DI SEMPLIFICAZIONE
                     LA DIRETTIVA 77/388/CEE
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
in particolare l'articolo 99,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando   che   l'articolo 3 della direttiva       91/680/CEE '*)
che    modifica     la    sesta     direttiva    77/388/CEE (2)    del
17 maggio 1977   fissa    al   1 gennaio 1993   la data   di messa  in
vigore delle sue disposizioni in ciascuno degli Stati membri;
considerando    che    per    facilitare   l'applicazione    di  dette
disposizioni e per applicare le semplificazioni necessarie è
opportuno   completare    il sistema    comune d'imposta    sul valore
aggiunto, quale è applicabile a decorrere dal 1 gennaio 1993,
al   fine   di   precisare      le   condizioni   di  assoggettamento
all'imposta di talune operazioni effettuate con territori terzi
e di talune operazioni interne alla Comunità nonché di definire
le misure necessarie per disciplinare          la transizione tra   le
 (1) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
 (2) GU L 376 del 31.12.1991.
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disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 1992 e quelle che
entreranno in vigore il 1 gennaio 1993;
considerando che per garantire la neutralità del sistema comune
di imposte sulla cifra d'affari sotto il profilo dell'origine
dei beni occorre completare la definizione di "importazione di
un bene" e del concetto di "territorio terzo";
considerando che un bene che, sotto il profilo doganale, non
risponde alle condizioni previste dagli articoli 9 e 10 del
trattato e al quale i regimi di sospensione dei dazi doganali
si applicano anche per quanto riguarda l'imposta sul valore
aggiunto, è sottoposto alle norme specifiche in materia
d'imposta sul valore aggiunto al momento dell'uscita dal regime
sospensivo; che, per motivi di trasparenza, è opportuno
precisare l'applicazione di tale principio;
considerando che occorre precisare la definizione del luogo
delle cessioni di beni effettuate a bordo di una nave, di un
aereo o di un treno nel corso di un trasporto all'interno della
Comunità;
considerando che il regime transitorio di tassazione degli
scambi tra Stati membri deve essere completato per tener conto
delle disposizioni comunitarie in materia di accise e per
precisare   e   semplificare   le modalità     di  applicazione
dell'imposta a talune delle operazioni che saranno effettuate
tra Stati membri a decorrere dal 1 gennaio 1993;
 ---pagebreak--- considerando    che     la    direttiva     92/12/CEE ^     del
25 febbraio 1992, relativa al regime generale, alla detenzione,
alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad
accisa, prevede procedure       e obblighi di dichiarazione
particolari quando tali prodotti siano spediti verso un altro
Stato membro; che le modalità di tassazione di talune cessioni
e di taluni acquisti intracomunitari di prodotti soggetti ad
accisa possono di conseguenza essere semplificate, a vantaggio
tanto dei debitori dell'imposta, quanto delle amministrazioni
competenti;
considerando che occorre precisare il campo d'applicazione
delle esenzioni di cui all'articolo 28 quater; che è inoltre
opportuno completare le disposizioni relative all'esigibilità
dell'imposta e alle modalità di determinazione della base
imponibile   di   talune   operazioni   effettuate   in regime
intracomunitario;
considerando che per le operazioni imponibili in regime interno
che saranno effettuate nel corso del periodo definito
all'articolo 28 terdecies da soggetti passivi non residenti
all'interno del paese, diverse dalle prestazioni di servizi per
le quali l'imposta è dovuta dal destinatario, è necessario
garantire un trattamento equivalente in tutti gli Stati membri;
che a tal fine occorre armonizzare le disposizioni relative al
debitore dell'imposta e prevedere che tutti gli Stati membri
applichino a dette operazioni il regime normale dell'imposta
sul valore aggiunto; che dette disposizioni consentono, a
talune condizioni, di semplificare le modalità di tassazione
degli acquisti intracomunitari di beni effettuati nello Stato
membro di cui all'articolo 28 ter, parte A, paragrafo 1;
(1) GU L 24 del 23.3.1992.
 ---pagebreak--- considerando che, alla luce delle disposizioni relative al
debitore dell'imposta dovuta in regime interno e per evitare
talune forme di frode o di evasione fiscale, è opportuno
precisare le disposizioni comunitarie in materia di rimborso ai
soggetti   passivi   non   residenti   all'interno    del  paese
dell'imposta del valore aggiunto di cui all'articolo 17,
paragrafo 3, modificato dall'articolo 28 septies;
considerando    che   la    soppressione,   a    decorrere   dal
1 gennaio 1993, della tassazione all'importazione e della
detassazione all'esportazione negli scambi tra gli Stati membri
rende necessarie misure di transizione per garantire la
neutralità del sistema comune d'imposta sul valore aggiunto e
per evitare casi di doppia imposizione o di non imposizione;
considerando   che   occorre   perciò   prevedere   disposizioni
particolari per i casi nei quali una procedura comunitaria che
sia stata iniziata prima del 1 gennaio 1993 ai fini di una
cessione prima di tale data da parte di un soggetto passivo che
agisce in quanto tale e riguardi beni spediti o trasportati a
destinazione di un altro Stato membro si concluda solo dopo il
31 dicembre 1992;
considerando che queste ultime disposizioni devono essere
applicabili anche alle operazioni imponibili effettuate prima
del 1 gennaio 1993 alle quali siano state applicate delle
esenzioni per effetto delle quali sia stato rinviato il momento
del fatto generatore dell'imposta;
considerando che occorre inoltre prevedere misure particolari
per i mezzi di trasporto che, senza essere stati acquistati o
importati alle condizioni generali del mercato interno di uno
Stato membro, hanno beneficiato in applicazione di disposizioni
nazionali di una franchigia dall'imposta a titolo della loro
importazione temporanea da un altro Stato membro;
 ---pagebreak--- considerando che l'applicazione di dette misure transitorie,
che riguardano sia gli scambi tra Stati membri, sia le
operazioni con territori terzi, presuppone un completamento
della definizione delle operazioni da assoggettare all'imposta
a decorrere dal 1 gennaio 1993 e una precisazione, per tali
casi, dei concetti di luogo d'imposizione, di fatto generatore
e di esigibilità dell'imposta;
considerando  che   occorre  quindi  modificare  la  direttiva
77/388/CEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
 ---pagebreak---                                    Articolo 1
La direttiva 77/388/CEE è modificata come segue:
1) Il    testo     dell'articolo 3,      paragrafo 4     è  sostituito  dal
   testo seguente:
    "4. In deroga al paragrafo 1, tenuto conto delle convenzioni
        e dei trattati ad essi applicabili, il Principato di
        Monaco e l'Isola di Man non sono considerati territori
        terzi.
        Gli    Stati    membri     prendono   le   misure   necessarie  per
        garantire che le operazioni effettuate in provenienza o
        a destinazione:
        - del Principato di Monaco sia trattate come operazioni
           effettuate in provenienza o a destinazione della
           Repubblica francese,
        - dell'Isola       di    Man   siano   trattate    come  operazioni
           effettuate in provenienza o a destinazione del Regno
           Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord."
2) Il      testo     dell'articolo 7,       paragrafo 1,     lettera b)   è
    sostituito dal testo seguente:
    "b) l'entrata nella Comunità di un bene proveniente da un
        territorio       terzo,     diverso    dai    beni   di   cui  alla
        lettera a ) . "
3) All'articolo 7, paragrafo 3:
   -    al      primo     comma,      dopo    i    termini    "articolo 16,
        paragrafo 1, parte B" sono aggiunti i termini "lettere
        a ) , b ) , e) e d ) " ;
 ---pagebreak---        al secondo comma, dopo i termini "al momento del suo
       ingresso nella Comunità" sono aggiunti i termini "a un
       regime    d'importazione    temporanea   in    esenzione
       dall'imposta sul valore aggiunto o";
       è aggiunto il comma seguente:
      "Ai fini dell'applicazione del secondo comma, i termini
      "un regime d'importazione temporanea       in esenzione
      dall'imposta sul valore aggiunto" si riferiscono alla
      direttiva 85/362/CEE ^       e al regime doganale di
      ammissione temporanea in esenzione totale da diritti
      all'importazione di cui i beni potrebbero beneficiare se
      venissero importati ai sensi del paragrafo 1, lettera a).
      (1) GU L 192 del 24.7.1985, pag. 20."
4) Il testo     dell'articolo 8, paragrafo 1,    lettera e)   è
   sostituito dal testo seguente:
   "e) qualora la cessione venga effettuata a passeggeri a
       bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso
       di un trasporto intracomunitario di passeggeri: nel
       luogo di partenza del trasporto. Per il transporto
       andate e ritorno, si considera il percorso di ritorno
       come un trasporto distinto.
       Ai fini dell'applicazione della presente disposizione,
       si considera:
       - "trasporto intracomunitario di passeggeri" qualsiasi
       trasporto di passeggeri il cui luogo di partenza e il
       cui luogo di arrivo sono situati su territori di Stati
      membri diversi;
 ---pagebreak---        - "luogo di partenza di un trasporto intracomunitario di
       passeggeri" il primo punto di imbarco di passeggeri
       previsto all'interno della Comunità;
       - "luogo di arrivo di un trasporto intracomunitario di
       passeggeri"    l'ultimo  punto   di  sbarco  di   passeggeri
       previsto all'interno della Comunità."
5) Il testo dell'articolo 11, parte B, paragrafo 1 è
   sostituito dal testo seguente:
   "1. La   base    imponibile   è   costituita,   anche   per   le
       importazioni di beni di cui all'articolo 7, paragrafo 1,
       lettera b ) , dal   valore  corrispondente   al   valore  in
       dogana, quale è definito dalle disposizioni comunitarie
       in vigore."
6) Il   testo    dell'articolo 12, paragrafo 1,      lettera b)   è
   sostituito dal testo seguente:
   "b) nei casi di cui all'articolo 10, paragrafo 3, secondo e
       terzo comma, l'aliquota applicabile è quella in vigore
       al momento in cui l'imposta diventa esigibile."
7) All'articolo 14, paragrafo 1, è soppressa la lettera e ) .
8) All'articolo 15, punto 2, i termini       "le cessioni   di beni
   spediti o trasportati, da un acquirente che non risieda nel
   territorio del paese o per conto del medesimo, fuori della
   Comunità" sono sostituiti dai termini "le cessioni di beni
   spediti o trasportati fuori della Comunità da un acquirente
   che non risieda all'interno della Comunità o per conto del
   medesimo."
 ---pagebreak--- 9) All'articolo 28 bis, paragrafo 1, lettera a ) , il testo del
   secondo comma è sostituito dal testo seguente:
    "In deroga al primo comma, non sono soggetti           all'imposta
   sul valore aggiunto gli acquisti         intracomunitari    di beni
   effettuati da un soggetto passivo o da un ente che non è
   soggetto      passivo      alle     condizioni     di      cui     al
   paragrafo 1 bis."
10) All'articolo 28 bis,     paragrafo 1,    è  aggiunta    la   lettera
    seguente:
    "e) gli acquisti intracomunitari di prodotti soggetti ad
        accisa effettuati a titolo oneroso all'interno del paese
        da un soggetto passivo o da un ente che non è soggetto
        passivo   che    benefici    della    deroga   di    cui    alla
        lettera a ) , secondo comma, quando le accise relative
        sono esigibili all'interno del paese a norma della
        direttiva 92/12/CEE.I1)
        (1) GU L 24 del 23.3.1992."
11) All'articolo 28 bis è inserito il seguente paragrafo:
    "l.bis Beneficiano     della   deroga   di  cui  al   paragrafo 1,
           lettera a ) ,    secondo       comma,     gli       acquisti
           intracomunitari di beni effettuati:
           - da un soggetto passivo che beneficia del regime
             forfettario di cui all'articolo 25, da un soggetto
             passivo che effettua unicamente cessioni di beni o
             prestazioni di servizi per cui non gode di alcun
             diritto a deduzione o da un ente che non è soggetto
             passivo,
 ---pagebreak---                                                                  10
         - entro il limite o fino al raggiungimento di un
            importo globale che non superi, nell'anno civile in
            corso, una soglia la cui determinazione spetta agli
            Stati membri ma che non può essere comunque
            inferiore al controvalore in moneta nazionale di
            10 000 ECU e
          - a condizione che l'importo globale degli acquisti
            intracomunitari di beni non abbia superato, nel
            corso del precedente anno civile, la soglia dì cui
            al secondo trattino.
          Ai fini dell'applicazione delle disposizioni che
          precedono, l'importo da prendere in considerazione è
          costituito     dall'importo    globale,   al    netto
          dell'imposta sul valore aggiunto dovuta o versata
          nello Stato membro di partenza della spedizione o del
          trasporto dei beni, degli acquisti intracomunitari di
          beni diversi dai mezzi di trasporto nuovi e diversi
          dai prodotti soggetti ad accisa."
12) All'articolo 28 ter, parte A, paragrafo 2, è aggiunto il
   comma seguente:
   "Ai fini dell'applicazione del primo comma, si considera
   che    l'acquisto    intracomunitario di beni     sia   stato
   assoggettato all'imposta nello Stato membro di arrivo della
    spedizione o del trasporto dei beni qualora l'acquirente
   dimostri di aver effettuato in tale Stato membro una
    successiva cessione imponibile per la quale il destinatario
    sia stato designato come debitore dell'imposta dovuta."
13) All'articolo 28 quater parte A:
    - il testo della lettera e) è sostituito dal testo
seguente:
 ---pagebreak---                                                                11
      "e) le cessioni di prodotti soggetti ad accisa spediti
    o trasportati, per essere consegnati all'acquirente, dal
    venditore, dall'acquirente o per conto dei medesimi,
    fuori   del   territorio   di    cui   all'articolo 3 ma
    all'interno della Comunità, quando tali cessioni sono
    effettuate a soggetti passivi o a enti che non sono
    soggetti passivi che beneficiano della deroga di cui
    all'articolo 28 bis, paragrafo 1, lettera a), secondo
    comma, purché la spedizione o il trasporto dei beni
    siano   effettuati    in    conformità    dell'articolo 7,
    paragrafi 4 e 5, o dell'articolo 16 della direttiva
    92/12/CEE.
    L'esenzione  non si applica alle cessioni di prodotti
    soggetti ad  accisa effettuate da soggetti passivi che
    beneficiano   della   franchigia dall'imposta     di cui
    all'articolo 24;"
- è aggiunta la lettera seguente:
"d) le cessioni di beni ai sensi dell'articolo 28 bis,
    paragrafo 5,   lettera b)    che beneficerebbero     delle
    esenzioni di cui sopra se fossero effettuate ad un altro
    soggetto passivo."
 ---pagebreak---                                                                    12
14) Il testo della parte E dell'articolo 28 quater è sostituito
   dal testo seguente:
   ••E. Altre «sanzioni
   1. All'articolo 16 è aggiunto il seguente paragrafo:
       "l.bis     Quando si avvalgono della facoltà di cui al
              paragrafo 1, gli Stati membri prendono le misure
              necessarie per assicurare che gli acquisti
              intracomunitari di beni assoggettati ad uno dei
              regimi o che si trovano in una delle situazioni di
              cui     all'articolo 16,     paragrafo 1,    parte B
              beneficino delle stesse disposizioni che sono
              applicabili alle cessioni di beni effettuate
              all'interno del paese nelle stesse condizioni."
   2. All'articolo 16, paragrafo 2:
      - dopo i termini "possono esentare" sono aggiunti i
         termini    "gli    acquisti   intracomunitari   di   beni
         effettuati da un soggetto passivo", e dopo i termini
         "che intende farne l'esportazione" sono aggiunti i
         termini "fuori della Comunità";
      - sono aggiunti i commi seguenti:
         "Quando si avvalgono di tale facoltà e con riserva
         delle consultazioni previste all'articolo 29, gli
         Stati membri esentano allo stesso modo gli acquisti
         intracomunitari di beni effettuati da un soggetto
         passivo, le importazioni e le cessioni di beni
         destinati a un soggetto passivo in vista di una
         successiva      cessione,    tal     quali    o    previa
         trasformazione, effettuata alle condizioni di cui
         all'articolo 28 quater, parte A, nonché le prestazioni
 ---pagebreak---                                                                     13
          di servizi connesse a tali cessioni, entro i limiti
          dell'importo delle cessioni di beni effettuate dal
          soggetto     passivo,    alle    condizioni    di    cui
          all'articolo 28 quater, parte A, nel corso dei dodici
          mesi precedenti.
          Gli Stati membri possono fissare un limite comune
          all'importo    delle   esenzioni    che   concedono   in
          applicazione del primo comma e in applicazione del
          secondo comma."
15) Il     testo    dell'articolo 28 quinquies,    paragrafo 3    è
   sostituito dal testo seguente:
    "3. In deroga al paragrafo 2, l'imposta diventa esigibile al
        momento    del    rilascio    della    fattura    di   cui
        all'articolo 22, paragrafo 3, lettera a), primo comma
        quando questa è stata rilasciata all'acquirente dopo la
        data del fatto generatore ma prima del giorno 15 del
        mese successivo a quello in cui si è verificato il fatto
        generatore."
16) All'articolo 28 quinquies, paragrafo 4, secondo comma, dopo
   i termini "quando questa è stata rilasciata" sono aggiunti
   i termini "dopo la data del fatto generatore ma".
 ---pagebreak---                                                                  14
17) All'articolo 28 sexies, paragrafo 1
        il testo della seconda frase        del   primo  comma è
        sostituito dal testo seguente:
        "In particolare, per gli acquisti intracomunitari di
        beni di cui all'articolo 28 bis, pragrafo 6, la base
        imponibile è determinata a norma dell'articolo 11,
        parte A, paragrafo 1, lettera b) e paragrafi 2 e 3."
        al secondo comma è aggiunta la frase seguente:
        "Se dopo il momento in cui viene effettuato l'acquisto
        intracomunitario   di beni     l'acquirente   ottiene il
        rimborso delle accise assolte nello Stato membro di
        partenza della spedizione o del trasporto dei beni
        stessi, la base imponibile è ridotta in misura
        corrispondente nello Stato membro nel quale l'acquisto
        intracomunitario è effettuato."
18) All'articolo 28 sexies, i paragrafi 2 e 3 diventano
   paragrafi 3 e 4 e viene inserito, come nuovo paragrafo 2,
   il testo seguente:
    "2. Per le cessioni di beni di cui all'articolo 28 quater,
        parte A, lettera d) , la base imponibile è determinata a
        norma dell'articolo 11, parte A, paragrafo 1, lettera b)
        e paragrafi 2 e 3."
 ---pagebreak---                                                                       15
19) All'articolo 17,              paragrafo 4,            modificato
    dall'articolo 28 septies è aggiunto il comma seguente:
    "Ai    fini    dell'applicazione     delle    disposizioni    che
    precedono:
    a) i soggetti passivi di cui all'articolo 1 della direttiva
        79/1072/CEE che abbiano effettuato all'interno del paese
        unicamente cessioni di beni o prestazioni di servizi per
        le quali il destinatario è stato designato come debitore
        dell'imposta    ai    sensi    dell'articolo 21,     punto 1,
        lettera a ) ,  sono    anch'essi    considerati,    ai   fini
        dell'applicazione di detta direttiva, soggetti passivi
        non residenti all'interno del paese;
    b) i soggetti passivi di cui all'articolo 1 della direttiva
        86/560/CEE che abbiano effettuato all'interno del paese
        unicamente cessioni di beni o prestazioni di servizi per
        le quali il destinatario è stato designato come debitore
        dell'imposta    ai    sensi    dell'articolo 21,     punto 1,
        lettera a ) ,  sono    considerati    anch'essi,    ai   fini
        dell'applicazione di detta direttiva, soggetti passivi
        non residenti all'interno della Comunità;
    e) le direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE non si applicano
        alle cessioni di beni esentate, o che possono          essere
        esentate,    a  norma   dell'articolo 28 quater,     parte A,
        quando  i beni   oggetto   della  cessione   sono  spediti  o
        trasportati dall'acquirente o per suo conto."
 ---pagebreak---                                                                     16
20) All'articolo 28 octies:
       il testo dell'articolo 21,        punto 1,   lettera a)    è
       sostituito dal testo seguente:
       "a) dai soggetti passivi che effettuano una cessione di
           beni o una prestazione di servizi imponibile diversa
           dalle prestazioni di servizi di cui alla lettera b)•
           Quando la cessione di beni o la prestazione di
           servizi imponibile è effettuata da un soggetto
           passivo non residente all'interno del paese:
           - gli Stati membri autorizzano detto soggetto
             passivo a designare quale debitore dell'imposta un
             altro soggetto passivo, o un ente che non è
             soggetto passivo che sia residente o registrato ai
             fini dell'imposta sul valore aggiunto all'interno
             del paese. A tal fine possono essere designati un
             rappresentante     fiscale    o    il    destinatario
             dell'operazione imponibile;
           - in mancanza di una designazione da parte del
             soggetto passivo che effettua l'operazione, gli
             Stati membri possono adottare disposizioni che
             stabiliscano che l'imposta è dovuta da un altro
             soggetto passivo, o da un ente che non è soggetto
             passivo,    residente     o   registrato    ai    fini
             dell'imposta sul valore aggiunto all'interno del
             paese. Possono in particolare essere designati a
             tal   fine    un   rappresentante    fiscale    o   il
             destinatario dell'operazione imponibile.
             Gli Stati membri possono inoltre prevedere che una
             persona    diversa    dal   soggetto    passivo    sia
             solidalmente tenuta ad assolvere l'imposta;"
 ---pagebreak---                                                          17
il testo dell'articolo 21, punto 1, lettera b) è sosti-
tuito dal testo seguente:
"b) dal destinatario di un servizio di cui all'artico-
    lo 9, paragrafo 2, lettera e) o dal destinatario,
    registrato ai fini dell'imposta sul valore aggiunto
    all'interno del paese, di un servizio di cui all'ar-
    ticolo 28 ter, parti C, D e E, quando il servizio è
    prestato da un soggetto passivo residente all'este-
    ro; tuttavia, gli Stati membri possono prevedere che
    il prestatore sia solidalmente tenuto ad assolvere
    1'imposta;"
il testo dell'articolo 21, punto 1, lettera d) è sosti-
tuito dal testo seguente:
"d) dalla persona che effettua un acquisto intracomuni-
    tario di beni imponibile.
    Quando l'acquisto intracomunitario di beni è effet-
    tuato da un soggetto passivo o da una persona che
    non è soggetto passivo non residente all'interno del
    paese:
    - gli Stati membri autorizzano l'acquirente a desi-
      gnare quale debitore dell'imposta un altro sogget-
      to passivo, o un ente che non è soggetto passivo,
      residente o registrato ai fini dell'imposta sul
      valore aggiunto all'interno del paese. A tal fine
      può essere designato un rappresentante fiscale;
    - in mancanza di una designazione da parte dell'ac-
      quirente, gli Stati membri possono adottare dispo-
      sizioni che stabiliscano che l'imposta è dovuta da
      un altro soggetto passivo, o da un altro ente che
      non è soggetto passivo, residente o registrato ai
      fini dell'imposta sul valore aggiunto all'interno
 ---pagebreak---                                                                    18
              del paese. A tal fine può essere designato, in
              particolare, un rappresentante fiscale.
              Gli Stati membri possono inoltre prevedere che una
              persona diversa da quella che effettua l'acquisto
              intracomunitario di beni sia solidalmente tenuta
              ad assolvere l'imposta."
21) All'articolo 28 nonies:
       all'articolo 22,     paragrafo 1,     lettera e),     primo
       trattino, dopo i termini "a norma dell'articolo 21,
       paragrafo 1, lettera b)" sono aggiunti i termini "e
       diverse da una cessione di beni o da una prestazione di
       servìzi per la quale il destinatario dell'operazione sia
       stato designato quale debitore dell'imposta a norma
       dell'articolo 21, punto 1, lettera b)";
       all'articolo 22, paragrafo 1,      lettera e),    dopo   il
       secondo trattino è inserito il trattino seguente:
       "-ogni soggetto passivo che effettua all'interno del
          paese acquisti intr acomuni tari di beni ai fini di
          proprie operazioni, quando queste rientrano fra le
          attività    economiche    di     cui    all'articolo 4,
          paragrafo 2 e sono effettuate all'estero,
       all'articolo 22, paragrafo 11, sono inseriti all'inizio
       del paragrafo stesso i termini "per quanto riguarda gli
       acquisti intracomunitari di prodotti soggetti ad accisa
       di cui all'articolo 28 bis, paragrafo 1, lettera e)
       nonché".
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22) Il testo dell'articolo 28 decies è sostituito dal testo
    seguente:
                       "Articolo 28 decies
Regime particolare delle piccole imprese
All'articolo 24, paragrafo 3 è aggiunto il comma seguente:
"In ogni caso le cessioni di mezzi di trasporto nuovi
effettuate alle condizioni di cui all'articolo 28 quater,
parte A nonché le cessioni di beni e le prestazioni di servizi
effettuate da un soggetto passivo non residente all'interno del
paese sono escluse dal beneficio della franchigia dall'imposta
di cui al paragrafo 2.
23) E aggiunto l'articolo seguente:
"Articolo 28 quindecies
Misure transitorie
1. Quando un bene:
       è stato introdotto prima del 1 gennaio 1993 all'interno
       del paese ai sensi dell'articolo 3,
   e
       dopo la sua entrata nell'interno del paese, è stato
       oggetto di una dichiarazione di assoggettamento a uno
       dei regimi di cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera
       b) o c ) , o è stato vincolato ad uno dei regimi di cui
       all'articolo 16, paragrafo 1, parte A,
 ---pagebreak---                                                                            20
   e
      non   è   stato  svincolato     da   detto   regime   prima   del  1
      gennaio 1993,
   le disposizioni in vigore al momento in cui il bene è stato
   assoggettato a detto regime continuano ad essere applicate
   per tutto il tempo in cui il bene rimane soggetto al regime
   stesso,     determinato      conformemente       alle    disposizioni
   succitate.
2. Sono  assimilati     all'importazione       di   un   bene   ai   sensi
   dell'articolo 7, paragrafo 1:
   a) qualsiasi uscita, anche irregolare, del bene dal regime
      di   cui   all'articolo    14, paragrafo      1,  lettera    e),  al
      quale il bene sia stato assoggettato prima del 1 gennaio
      1993 alle condizioni di cui al paragrafo 1;
   b) qualsiasi uscita, anche irregolare, del bene da uno dei
      regimi di cui all'articolo 16, paragrafo 1, parte A, al
      quale il bene sia stato assoggettato prima del 1 gennaio
      1993 alle condizioni di cui al paragrafo 1;
   e) la conclusione di un'operazione di transito comunitario
      interno iniziata prima del 1 gennaio 1993               all'interno
      della    Comunità    ai    fini    di   una    cessione    di   beni
      effettuata prima      del   1 gennaio     1993 a titolo      oneroso
      all'interno della Comunità da un soggetto passivo che
      agisce in quanto tale;
   d) la conclusione di un'operazione di transito comunitario
      esterno iniziata prima del 1 gennaio 1993;
 ---pagebreak---                                                                 21
   e) qualsiasi   irregolarità   o   infrazione    commessa  in
      occasione o nel corso di un'operazione di transito
      comunitario interno iniziata alle condizioni di cui alla
       lettera e) o di un'operazione di transito comunitario
      esterno di cui alla lettera d).
3. Nei casi di cui al paragrafo 2, l'importazione si considera
   effettuata, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, nello
   Stato membro nel quale il bene esce dal regime al quale era
   stato assoggettato prima del 1 gennaio 1993.
4. In deroga all'articolo 10, paragrafo 3, l'importazione di
   un bene, ai sensi del paragrafo 2, è effettuata senza dar
   luogo al fatto generatore dell'imposta quando:
   a) il bene importato è spedito o trasportato fuori della
      Comunità ai sensi dell'articolo 3;
   b) il bene importato ai sensi del paragrafo  2, lettera a),
      è diverso da un mezzo di trasporto ed      è rispedito o
      trasportato nello Stato membro a partire    dal quale era
      stato esportato avendo come destinatario  la persona che
      l'aveva esportato;
   e) il bene importato ai sensi del paragrafo 2, lettera a),
      è un mezzo di trasporto che era stato acquistato o
      importato, prima del 1 gennaio 1993, alle condizioni
      generali di imposizione del mercato interno di uno Stato
      membro, ai sensi dell'articolo 3, e/o non aveva
      beneficiato, a titolo della sua esportazione, di
      un'esenzione o di un rimborso dell'imposta sul valore
      aggiunto.
 ---pagebreak---                                                                    22
       Tale condizione si reputa soddisfatta quando la data
       della prima messa in servizio del mezzo di trasporto è
       anteriore    al   1 gennaio 1988    o    quando   l'importo
       dell'imposta     che     sarebbe     dovuto     a    titolo
       dell'importazione è insignificante."
24) All'articolo 33 bis, paragrafo 1, lettera b) è soppresso il
   terzo trattino."
                            Articolo 2
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni
   legislative, regolamentari e amministrative necessarie per
   conformarsi alla presente direttiva il 1 gennaio 1993.
2. Gli    Stati   membri    informano   la     Commissione   delle
   disposizioni   adottate per l'applicazione della presente
   direttiva.
3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle
   disposizioni di diritto interno che adottano nel settore
   disciplinato dalla presente direttiva.
4. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste
   contengono un riferimento alla presente direttiva o sono
   corredate da un siffatto riferimento all'atto della
   pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento
   sono decise dagli Stati membri.
 ---pagebreak---                                                             23
                           Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva
Fatto a Bruxelles,
                                           Per il Consiglio
                                           Il Presidente
 ---pagebreak---                                                           JtH.
        SCHEDA D'IMPATTO SULLE PMI E L'OCCUPAZIONE
La direttiva 91/680/CEE del Consiglio, del 16 dicembre
1991, ha completato, in vista della realizzazione del
mercato interno, il sistema comune di imposta sul valore
aggiunto, integrandovi le disposizioni necessarie per la
soppressione delle frontiere fiscali. La sesta direttiva
IVA 77/388/CEE ne è risultate cosi largamente modificata.
Per agevolarne l'applicazione al 1 gennaio 1993, è
sembrato utile precisare e completare talune delle nuove
disposizioni.
Questo è lo scopo della presente proposta. L'impatto di
quest'ultima sulle PMI è identico a quello di cui alla
proposta di direttiva sull'abolizione delle frontiere
fiscali (vedi schede allegate ai documenti COM(87) 322
def./2 e COM(90) 182 def.).
                    SCHEDA FINANZIARIA
L'applicazione della presente direttiva non influenzerà
le risorse proprie della Comunità.
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                 z^.-
                                                                     ISSN 0254-1505
                                                               COM (92) 448 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              09
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-466-IT-C
                                                             ISBN 92-77-48694-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo