CELEX: C1998/278/34
Language: it
Date: 1998-09-05 00:00:00
Title: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese proposto il 7 luglio 1998 (Causa C-239/98)

C 278/20               IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                       5.9.98
Ð Il suddetto giudizio del Tribunale si fonderebbe esclusi-                tanto nel caso di specie chiedere di essere risarcita per
    vamente su motivazioni le quali o sarebbero irrilevanti,               intero, poicheÂ il legislatore comunitario avrebbe
    o sarebbero espressione di opinioni giuridiche errate o                omesso di esercitare il suo potere discrezionale in sede
    altererebbero in modo giuridicamente viziato il quadro                 di determinazione dell'ammontare del danno.
    fattuale ricavabile dalla sentenza e dagli atti di causa.
                                                                      (1) GU C 184 del 13.6.1998, pag. 9.
Ð (In subordine) Il Tribunale avrebbe omesso di cercare
    di spiegare i lati oscuri dellla situazione oggettiva da
    esso stesso rilevati, poicheÂ non avrebbe ammesso le
    prove rilevanti prodotte dall'attrice, non le avrebbe
    esaminate e, in parte, non le avrebbe nemmeno men-
    zionate.                                                          Ricorso della Commissione delle ComunitaÁ europee contro
                                                                             la Repubblica francese proposto il 7 luglio 1998
(Sulla domanda relativa al nesso causale diretto e prevedi-                                   (Causa C-239/98)
bile)
                                                                                                (98/C 278/34)
Ð Il giudizio del Tribunale, secondo il quale le circo-
    stanze da esso accertate non dovrebbero essere qualifi-           Il 7 luglio 1998 la Commissione delle ComunitaÁ europee,
    cate come «un nesso di causalitaÁ diretto (e prevedibile)         rappresentata dalla signora Christina Tufvesson, consi-
    tra il danno fatto valere e l'adozione del regolamento            gliere giuridico, e dal signor Bernard Mongin, membro del
    n. 2340/90», sarebbe giuridicamente errato. Una cor-              servizio giuridico, in qualitaÁ di agenti, con domicilio eletto
    retta qualificazione porterebbe a concludere che dai              in Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz,
    fatti accertati dal Tribunale si ricaverebbe l'esistenza di       Centre Wagner, Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte
    un nesso causale del genere.                                      di giustizia delle ComunitaÁ europee un ricorso contro la
                                                                      Repubblica francese.
Ð I motivi addotti dal Tribunale a giustificazione del sud-
    detto giudizio sarebbero o irrilevanti, o fondati su opi-         La Commissione delle ComunitaÁ europee conclude che la
    nioni giuridiche errate o non potrebbero essere utiliz-           Corte voglia:
    zati se non a prezzo di una ricostruzione delle circo-
    stanze giuridicamente inammissibile.
                                                                      Ð dichiarare che la Repubblica francese, avendo omesso
                                                                           di adottare (e far entrare in vigore) e di comunicare
Ð (In subordine) Il Tribunale avrebbe omesso di cercare                    tutte le disposizioni legislative, regolamentari e ammi-
    di chiarire i lati oscuri della situazione di fatto da esso            nistrative necessarie per conformarsi completamente
    stesso rilevati, poicheÂ non avrebbe ammesso le prove                  alla direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/49/
    rilevanti prodotti dall'attrice, non le avrebbe esaminate              CEE, che coordina le disposizioni legislative, regola-
    e, in parte, non le avrebbe nemmeno menzionate.                        mentari ed amministrative riguardanti l'assicurazione
                                                                           diretta diversa dall'assicurazione sulla vita e che modi-
                                                                           fica le direttive 73/239/CEE e 88/357/CEE (terza diret-
(Sulla domanda relativa al danno anomalo e speciale)                       tiva «assicurazione non vita») (1) ed alla direttiva del
                                                                           Consiglio 10 novembre 1992, 92/96/CEE, che coor-
                                                                           dina le disposizioni legislative, regolamentari ed ammi-
Ð Una corretta qualificazione porterebbe a concludere                      nistrative riguardanti l'assicurazione diretta diversa
    che dagli accertamenti compiuti dal Tribunale si rica-                 dall'assicurazione sulla vita e che modifica le direttive
    verebbe l'esistenza di un danno anomalo e speciale.                    79/267/CEE e 90/619/CEE (terza direttiva «assicura-
                                                                           zione vita») (2), ed in particolare avendo omesso di tra-
(Sulla domanda in subordine avente ad oggetto il risarci-                  sporre dette direttive per quanto riguarda le «mutuel-
mento del danno derivante da atto lecito)                                  les» disciplinate dal code de la mutualiteÂ, eÁ venuta
                                                                           meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del
                                                                           Trattato CE e di dette direttive; e
Ð Il giudizio formulato dal Tribunale, secondo il quale la
    domanda introdotta mediante l'azione non potrebbe
    fondarsi sull'argomento dedotto in subordine dall'at-             Ð condannare la Repubblica francese alle spese.
    trice con riferimento all'ammontare del danno, giaÁ per
    il solo fatto che, a rigore, un diritto al risarcimento di        Motivi e principali argomenti
    un danno derivante da atto lecito non sussisterebbe, si
    baserebbe su un errore di diritto. L'attrice, la quale
    non ha proposto una domanda in subordine, bensì, in               La trasposizione delle direttive 92/49/CEE e 92/96/CEE da
    base a quanto risulta dagli atti, ha soltanto proposto            parte della Francia eÁ incompleta poicheÂ non eÁ stata estesa
    un argomento in subordine a sostegno della sua                    alle «mutuelles» disciplinate dal code de la mutualiteÂ, ai
    domanda, contrariamente al giudizio del Tribunale                 sensi degli artt. 8 modificati delle direttive 73/239/CEE (3)
    avrebbe quanto meno diritto, a rigore, al risarcimento            e 79/267/CEE (4). La sola comunicazione di un progetto di
    di un danno derivante da atto lecito e potrebbe per-              legge non ancora approvato e ancora in discussione con
 ---pagebreak--- 5.9.98                 IT                   Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                     C 278/21
gli operatori economici interessati non può sostituire la            Bernard Mongin, membri del servizio giuridico, in qualitaÁ
comunicazione delle misure di trasposizione. Le direttive            di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo presso il
dovevano essere trasposte entro il termine ultimo del                signor Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirch-
1o luglio 1994.                                                      berg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
                                                                     ComunitaÁ europee un ricorso contro la Repubblica fran-
                                                                     cese.
(1 ) GU L 228 dell'11.2.1992, pag. 1.
(2)  GU L 360 del 9.12.1992, pag. 1.
(3)  GU L 228 del 16.8.1973, pag. 3.
(4)  GU L 63 del 13.3.1979, pag. 1.
                                                                     La Commissione delle ComunitaÁ europee conclude che la
                                                                     Corte voglia:
                                                                     Ð dichiarare che la Francia, vietando l'emissione di certi-
                                                                          ficati di deposito, noncheÂ l'emissione di euro-obbliga-
                                                                          zioni in franchi francesi con una durata iniziale infe-
Domanda di pronuncia pregiudiziale 31 marzo e 1o aprile                   riore ad un anno e le emissioni di obbligazioni nazio-
1998, proposte dal Tribunale di prima istanza n. 35 di                    nali con una durata iniziale inferiore a tre anni per
Barcellona, nella causa OceÂano Grupo Editorial SA contro                 banche non stabilite in Francia, eÁ venuta meno agli
                 R. Murciano Quintero e altri                             obblighi ad essa incombenti in forza dell'art. 73 B del
                (Cause C-240/98 a C-244/98)                               Trattato CE, noncheÂ dall'art. 59 del Trattato CE e
                                                                          dalla direttiva del Consiglio 89/646/CEE (1),
                         (98/C 278/35)
                                                                     Ð condannare la Francia alle spese.
Con ordinanze 31 marzo 1998 (le prime due) e 1o aprile
1998 (le restanti), pervenute nella cancelleria della Corte
di giustizia l'8 luglio 1998, nelle cause OceÂano Grupo Edi-
                                                                     Motivi e principali argomenti
torial e R. Murciano Quintero (C-240/98), Salvat Editores
SA e J. M. SaÂnchez Alcón Prades (C-241/98), Salvat Edito-
res SA e J.L. Copano Badillo (C-242/98), Salvat Editores
SA e M. Berrouane (C-243/98) e Salvat Editores SA e VinÄa            Ð Violazione dell'art. 73 B CE: le regole del mercato del-
Feliu, il Tribunale di prima istanza n. 35 di Barcellona,                 l'euro-franco adottate il 19 novembre 1996 dal comiteÂ
l'8 luglio 1998, ha sottoposto alla Corte di giustizia delle              de eÂmissions continuano a prevedere che la durata dei
ComunitaÁ europee la seguente questione pregiudiziale:                    titoli emessi in occasione di un'emissione sul mercato
                                                                          dell'euro-franco non possa essere inferiore ad un anno.
                                                                          Il divieto fatto alle banche non stabilite in Francia di
Se l'ambito di tutela conferito al consumatore dalla diret-               emettere certificati di deposito noncheÂ titoli di breve
tiva del Consiglio 5 aprile 1993, 93/12/CEE (1), concer-                  durata in franchi costituisce un ostacolo alla libera cir-
nente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consu-            colazione di capitali, in violazione dell'art. 73 B CE.
matori, consenta al giudice nazionale di pronunciarsi ex
ufficio sul carattere abusivo di una di dette clausole in
quanto valutazione preventiva rispetto alla cognizione di            Ð Violazione dell'art. 59 e della direttiva 89/446/CEE:
un ricorso dinanzi ai tribunali ordinari.                                 poicheÂ l'emissione di certificati di deposito o di obbli-
                                                                          gazioni da parte delle banche costituisce servizi ai sensi
(1) GU L 95 del 21.4.1993, pag. 29.                                       dell'art. 60 CE, l'art. 59 CE osta all'applicazione di
                                                                          qualunque normativa nazionale che, senza giustifica-
                                                                          zione obiettiva, ponga ostacoli ad un prestatore di ser-
                                                                          vizi nell'esercizio effettivo di detta libertaÁ. Vietando
                                                                          alle banche non stabilite in Francia di procedere a
                                                                          emissioni di titoli alle quali le banche residenti pos-
                                                                          sono procedere senza restrizione, tali misure costitui-
                                                                          scono del pari restrizioni alla libera prestazione di ser-
Ricorso della Commissione delle ComunitaÁ europee contro                  vizi bancari, in contrasto con l'art. 59 CE noncheÂ con
       la Repubblica francese proposto l'8 luglio 1998                    l'art. 18(1) della direttiva 89/646/CEE che prevede per
                                                                          tutte le banche della ComunitaÁ la libertaÁ di fornire ser-
                       (Causa C-245/98)                                   vizi bancari transfrontalieri.
                         (98/C 278/36)
                                                                     (1) GU L 386 del 30.12.1989, pag. 1.
L'8 luglio 1998 la Commissione delle ComunitaÁ europee,
rappresentata dalla signora Maria Patakia e dal signor