CELEX: 62013TN0343
Language: it
Date: 2013-06-28 00:00:00
Title: Causa T-343/13: Ricorso proposto il 28 giugno 2013 — CN/Parlamento

24.8.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 245/14
            
         Ricorso proposto il 28 giugno 2013 — CN/Parlamento
   (Causa T-343/13)
   2013/C 245/17
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: CN (Brumath, Francia) (rappresentante: M. Velardo, avvocato)
   
      Convenuta: Parlamento europeo
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               condannare l’Unione europea e il Parlamento europeo alla corresponsione in favore del ricorrente della somma di 1 000 euro per i danni materiali subiti, aumentati degli interessi calcolati al tasso di 6,75%;
            
         
               —
            
            
               condannare l’Unione europea e il Parlamento europeo alla corresponsione in favore del ricorrente della somma di 40 000 euro per i danni morali subiti, aumentati degli interessi calcolati al tasso di 6,75%;
            
         
               —
            
            
               condannare l’Unione europea e il Parlamento europeo alle spese legali e di giudizio.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Con il presente ricorso CN, ex funzionario del Consiglio a riposo, mira ad ottenere il risarcimento del danno materiale e morale subito a seguito della pubblicazione nel sito istituzionale del Parlamento europeo, accessibile anche dall’esterno, dell’estratto di una petizione presentata dal ricorrente nel quale figurava una serie di dati personali tra cui anche informazioni relative al suo stato di salute ed alla presenza in famiglia di un soggetto disabile.
   La divulgazione dei dati sarebbe avvenuta in modo ampio, tenuto conto che digitando sul motore di ricerca Google il nome del ricorrente era possibile risalire all’estratto della petizione pubblicato dal Parlamento.
   Nonostante le richieste del ricorrente, il Parlamento non ha ritirato la pubblicazione dei dati personali e ha provveduto a tale ritiro solo in un secondo momento a seguito dell’intervento di un legale.
   A fondamento dell’illegittimità del comportamento del Parlamento europeo il ricorrente invoca:
   
               1)
            
            
               la violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali;
            
         
               2)
            
            
               la violazione dell’articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali;
            
         
               3)
            
            
               la violazione dell’articolo 22 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata il 13 dicembre 2006 e ratificata dall’Unione europea il 23 dicembre 2010;
            
         
               4)
            
            
               la violazione del Regolamento CE n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8, del 12 gennaio 2001, pag. 1).