CELEX: 31983R2024
Language: it
Date: 1983-07-18
Title: Regolamento (CEE) n. 2024/83 del Consiglio del 18 luglio 1983 che istituisce un dazio antidumping definitivo sul 4,4' -isopropilidendifenolo originario degli Stati Uniti d' America

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31983R2024

Regolamento (CEE) n. 2024/83 del Consiglio del 18 luglio 1983 che istituisce un dazio antidumping definitivo sul 4,4' -isopropilidendifenolo originario degli Stati Uniti d' America  

Gazzetta ufficiale n. L 199 del 22/07/1983 pag. 0004 - 0010 edizione speciale spagnola: capitolo 11 tomo 28 pag. 0144  edizione speciale portoghese: capitolo 11 tomo 28 pag. 0147 

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 2024/83 DEL CONSIGLIO  del 18 luglio 1983  che istituisce un dazio antidumping definitivo sul 4,4'-isopropilendifenolo originario degli Stati Uniti d'America  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3017/79 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte dei paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 1580/82 (2), in particolare l'articolo 12,  vista la proposta presentata dalla Commissione, previa consultazione del comitato consultivo istituito a norma del regolamento suddetto,  considerando quanto segue:  A. Provvedimenti provvisori  (1) Con il regolamento (CEE) n. 163/83 (3) è stato istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di 4,4'-isopropilendifenolo (comunemente chiamato bisfenolo), originario degli Stati Uniti d'America. In seguito alle argomentazioni, presentate in particolare dal principale esportatore americano, US Steel Chemicals, nonché dalle società General Electric US e General Electric Plastics BV, la Commissione ha informato gli esportatori interessati di avere intenzione di prorogare il dazio provvisorio per un periodo supplementare di due mesi allo scopo di concludere l'accertamento dei fatti. Non avendo gli esportatori che effettuano quasi tutti gli scambi del settore mosso alcuna obiezione, il dazio provvisorio è stato prorogato per un periodo non superiore a due mesi, con il regolamento (CEE) n. 1281/83 (4).  B. Procedura di accertamento definitivo dei fatti  (2) In seguito all'istituzione del dazio antidumping provvisorio, il principale esportatore americano, United States Steel Chemicals, Pittsburgh, Pennsylvania, e la filiale europea di un altro esportatore americano, General Electric Company, Indiana, hanno chiesto ed ottenuto di essere intesi oralmente.  Le suddette società, nonché un utilizzatore finale di bisfenolo nella Comunità, la Hoechst Holland NV, Weert, Paesi Bassi, si sono inoltre avvalse dell'opportunità di rendere noto il proprio punto di vista per iscritto.  (3) In base ai dati di cui allora disponeva, la Commissione ha chiesto ed ottenuto informazioni complementari rivolgendosi al produttore ricorrente, Progelec, a nome del quale il Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC) aveva introdotto il ricorso iniziale, e ad altri produttori non ricorrenti, legati ad esportatori americani come General Electric Plastics BV, Shell International Chemical Company, Dow Chemical GmbH e Dow H e V GmbH. La Commissione ha inoltre consultato alcuni consumatori comunitari del prodotto in questione, che hanno espresso la propria opinione sul dazio in esame.  Dopo aver esaminato in modo approfondito i dati raccolti, la Commissione ha effettuato una visita di controllo presso il ricorrente e presso la sede della Shell ICC, Londra, Regno Unito.  (4) Durante l'esame complementare dei fatti, effettuato dopo l'istituzione del dazio, le principali parti interessate sono state informate delle considerazioni in base alle quali si prospettava una determinazione definitiva.  (5) Le argomentazioni presentate dalle parti in seguito all'istituzione del dazio provvisorio riguardavano essenzialmente i seguenti punti:  - la comparabilità dei prodotti in questione;  - la determinazione dei margini di dumping, in particolare per quanto riguarda la qualità « off spec » (off specification);  - infine la determinazione del pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di dumping: le principali obiezioni sollevate a questo proposito riguardavano il volume delle importazioni rispetto al consumo comunitario, l'incidenza delle importazioni sui prezzi del produttore ricorrente, nonché le altre eventuali cause del pregiudizio subito dalla Progelec.  C. Prodotti analoghi  (6) Per quanto riguarda il bisfenolo delle qualità standard, policarbonato ed epoxy, l'esportatore americano ha ritirato l'argomentazione secondo la quale il prodotto venduto sul mercato americano non è analogo, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12, del regolamento (CEE) n. 3017/79, a quello esportato sul mercato comunitario.  È stata invece sostenuta la tesi che, nell'ambito della prima qualità, i bisfenoli « policarbonato » e « epoxy » non sono prodotti reciprocamente analoghi.  (7) In merito al bisfenolo « off spec », la posizione del principale esportatore americano, US Steel, rimasta totalmente invariata, verte sui seguenti punti:  - l'off spec è un prodotto che non può essere considerato come analogo al bisfenolo delle qualità standard;  - si tratta di un prodotto non riproducibile, derivante dalle interruzioni del processo di fabbricazione, di qualità nettamente inferiore al bisfenolo standard;  - la mancata osservanza di uno qualsiasi dei criteri che rientrano abitualmente nelle caratteristiche commerciali dei bisfenoli di prima qualità è sufficiente per declassare il prodotto, limitarne il numero di applicazione e quindi ridurne il valore commerciale;  - infine, soltanto un numero molto limitato di utilizzatori finali è in grado di impiegare questo prodotto, tenuto conto delle sue caratteristiche.  (8) Nell'inchiesta supplementare effettuata dalla Commissione, tanto per le qualità standard quanto per il bisfenolo « off spec » è risultato quanto segue:  a) da un punto di vista tecnico, i criteri che caratterizzano la qualità del bisfenolo sono essenzialmente il punto di cristallizzazione, il colore, il tenore di fenolo, il tenore di ferro, nonché la presenza di impurezze;  b) le caratteristiche commerciali relative ai criteri suddetti per i bisfenoli policarbonato e epoxy erano sostanzialmente le stesse negli Stati Uniti e nella Comunità, secondo il parere espresso dai produttori non ricorrenti legati ad esportatori americani e dai consumatori comunitari di bisfenolo;  c) per quanto riguarda la qualità « off spec », la mancata osservanza di una qualsiasi caratteristica commerciale relativa a detti criteri non implica necessariamente, per l'utilizzatore finale, difficoltà di impiego del prodotto, ma generalmente un supplemento del costo di esercizio, variabile secondo le applicazioni ed in particolare secondo le impurezze;  il supplemento del costo di esercizio, benché difficilmente quantificabile, era di norma poco rilevante;  la qualità « off spec » è stata fornita in modo costante e per molti semestri ad alcuni consumatori comunitari tra la fine del 1980 e l'inizio del 1982, rispettando le caratteristiche accettate da questi ultimi, in contraddizione con la tesi della non riproducibilità e del carattere unico di ciascun lotto;  infine, una gran parte di utilizzatori finali della Comunità è in grado di impiegare il bisfenolo « off spec » per una gamma di applicazioni piuttosto vasta;  il bisfenolo americano fatturato come « off specification » è di qualità tale da poter essere, in determinati lotti, equivalente a quella di un bisfenolo di prima qualità di tipo epoxy.  (9) Tenendo conto di tali risultati, la Commissione è quindi giunta alla conclusione che tutti i tipi di bisfenolo commercializzati nella Comunità, di origine americana o comunitaria, sono prodotti aventi almeno « caratteristiche estremamente simili ».  Essi sono quindi « prodotti analoghi » ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12, del regolamento (CEE) n. 3017/79.  D. Dumping  (10) Il principale esportatore americano, US Steel, ha persistito nel suo rifiuto di rendere noti i prezzi di vendita sul suo mercato interno e i dati particolareggiati relativi ai costi di produzione.  (11) Non essendo stata proposta alcuna nuova argomentazione in merito al bisfenolo di qualità standard (policarbonato ed epoxy), la constatazione preliminare dell'esistenza di dumping viene ormai considerata definitiva. La media ponderata dei margini di dumping espressa in percentuale del prezzo cif franco frontiera comunitaria, dazi non corrisposti, è di 22,86 % per la qualità policarbonato e di 29,61 % per la qualità epoxy.  (12) Nell'inchiesta della Commissione è stato confermato che il bisfenolo fatturato « off spec » costituiva un prodotto analogo agli altri tipi di bisfenolo commercializzati negli Stati Uniti e nella Comunità per cui, allo scopo di fissare il relativo valore normale, occorre tener conto dei costi di esercizio che l'utilizzatore finale deve eventualmente sostenere per impiegare il bisfenolo non totalmente conforme alle norme delle prime qualità, a causa di alcune differenze nelle caratteristiche fisiche del prodotto.  La Commissione ha quindi cercato di determinare l'incidenza di tali divergenze sul valore commerciale del bisfenolo « off spec » negli Stati Uniti. Tenendo conto della totale mancanza di collaborazione da parte del principale esportatore (punto 10), nonché dell'affinità tra le tecnologie della US Steel e della Progelec, la Commissione ha quindi calcolato un adeguamento del valore normale « off spec » in base ai dati più attendibili a sua disposizione. Partendo dal principio contabile seguito dal ricorrente per la sua seconda qualità, vale a dire imputando ai prodotti non conformi alle norme unicamente i costi variabili di produzione, oltre ad un margine di beneficio ragionevole, ed adeguando opportunamente il valore normale di 1 168,45 USD/MT fissato per il bisfenolo americano di prima qualità, nella fase franco fabbrica, il valore normale « off spec » è stato stabilito a 939,97 USD.  In base al suddetto valore normale il margine medio di dumping per il bisfenolo « off spec » è quindi di 51,65 %.  (13) Tenendo conto della revisione del margine di dumping per il bisfenolo « off spec » il margine medio di dumping, comprendente tutte le qualità, per le importazioni globali di bisfenolo americano nella Comunità nel periodo oggetto dell'indagine viene quindi fissato a 34,12 %.  E. Pregiudizio  (14) In base alle informazioni raccolte e verificate dopo l'istituzione del dazio provvisorio, attraverso un'analisi del mercato del bisfenolo è stato effettuato un riesame approfondito delle conclusioni provvisorie della Commissione.  In seguito al riesame suddetto è stata confermata l'analisi del pregiudizio contenuta nel regolamento (CEE) n. 163/83 e sono stati precisati alcuni punti, relativi in particolare alle seguenti questioni:  i) l'effettiva dimensione del mercato libero e del mercato destinato al consumo dei fabbricanti, con un calcolo esatto delle quote di mercato detenute dai vari operatori;  ii) l'incidenza delle importazioni americane sui prezzi del produttore ricorrente;  iii) la funzione svolta dai produttori legati ad esportatori americani;  iv) eventuali altri elementi atti a provocare pregiudizio alla Progelec, escluse le importazioni oggetto di dumping.  (15) Le importazioni nella Comunità di bisfenolo originario degli Stati Uniti d'America sono passate da una media di . . . (*) a . . . (*) nel 1978/1979 e il 1980, diminuendo a . . . (*) nel 1981 per aumentare nuovamente a . . . (*) nel 1982, di cui . . . (*) soltanto nel primo semestre.  Analogamente, la quota totale di mercato (relativa alle vendite sul mercato libero ed all'uso interno, pari a 130 000 tonnellate) detenuta dalle importazioni è passata da 0,61 % a 3,73 % tra il 1978 e il 1980, per ammontare a 1,60 % ed a 2 % rispettivamente nel 1981 e nel 1982. Poiché le importazioni americane erano destinate quasi totalmente al mercato libero, sul quale opera anche il ricorrente, la penetrazione del prodotto originario degli Stati Uniti è stata misurata rispetto al mercato libero comunitario: 2,70 % nel 1978, 3,03 % nel 1979, 16,23 % nel 1980, cifra corrispondente all'entrata della US Steel sul mercato comunitario al termine del 1979, 8,16 % nel 1981, percentuale conforme alle difficoltà di produzione incontrate dalla US Steel in quell'anno, ed ulteriore aumento a 16,6 % nel primo semestre del 1982, quando gli effetti dell'avviso di apertura della presente procedura non si erano ancora manifestati.  (16) Per quanto riguarda l'incidenza delle importazioni americane sui prezzi del produttore ricorrente, secondo quanto sostenuto dal principale esportatore americano, i prezzi su questo mercato erano determinati esclusivamente dalla interrelazione tra Progelec, quale principale fornitore europeo di bisfenolo sul mercato libero, ma non produttore di resine, e gli altri produttori europei non ricorrenti, DOW e Shell, i quali sono invece integrati in misura rilevante, nel processo a valle (resine), essendo il loro principale interesse costituito dalle resine e non dal bisfenolo stesso.  La US Steel aveva quindi affermato che le importazioni americane non avevano affatto influenzato i prezzi del mercato libero della Comunità, avendo la società attuato una politica di allineamento sui prezzi determinati dalla concorrenza tra Progelec, DOW e Shell.  Dal confronto tra i prezzi di vendita al momento della consegna al cliente in ciascuno dei principali Stati membri interessati, praticati dal produttore ricorrente e dai produttori non ricorrenti e tra i prezzi dei prodotti americani oggetto di pratiche di dumping sono emersi chiaramente i seguenti elementi:  - l'introduzione massiccia del bisfenolo americano sul mercato comunitario, verificatasi alla fine del 1979, ha provocato nel 1980 una flessione dei prezzi, che in termini assoluti sono diminuiti del 15 % rispetto al livello precedente; nel 1980 i prezzi di rivendita delle importazioni americane sono stati frequentemente inferiori del 3-5 % ai prezzi praticati dal ricorrente, nonostante questi ultimi fossero già stati ridotti; dal secondo trimestre del 1980 sino all'ultimo trimestre del 1981 i prezzi del bisfenolo americano erano inferiori al livello minimo necessario per permettere all'industria comunitaria di coprire i propri costi di produzione, nonostante la diminuzione del costo delle materie prime (benzene) verificatasi nel 1980; gli altri produttori non ricorrenti, integrati sul piano delle resine e quindi meno vulnerabili del ricorrente sul mercato libero, hanno evidentemente scelto di non entrare in un processo di depressione dei prezzi e quindi hanno generalmente mantenuto prezzi superiori a quelli praticati dalla US Steel e dal ricorrente;  - a decorrere dall'ultimo trimestre del 1980, in seguito al considerevole aumento dei costi di approvvigionamento del benzene, materia prima da cui si ricava il bisfenolo prodotto dal ricorrente, quest'ultimo non ha potuto mantenere i propri prezzi al livello eccessivamente basso al quale erano stati fissati nel 1980 in seguito alla concorrenza americana e quindi ha dovuto tentare di trasferire l'aumento dei costi di produzione ai prezzi di vendita; il rialzo dei prezzi nel 1981 ha coinciso con una provvisoria diminuzione delle esportazioni provenienti dagli Stati Uniti, ma l'aumento dei prezzi attuato dal ricorrente è stato inferiore a quanto sarebbe stato necessario per coprire il rincaro dei costi; nel 1981 i prezzi di rivendita delle importazioni americane sono stati frequentemente inferiori del 2-5 % rispetto ai prezzi praticati dal ricorrente; quindi soltanto nel primo trimestre del 1982 il ricorrente ha cessato di vendere in perdita il bisfenolo da lui prodotto.  Come emerge con particolare evidenza, soprattutto in base ai prezzi inferiori rilevati, le importazioni americane di bisfenolo, per le quali è stata accertata l'esistenza di pratiche di dumping, hanno svolto una funzione attiva sul mercato libero comunitario. Benché sino alla metà del 1981 l'andamento generale del mercato del bisfenolo abbia riflesso le variazioni di prezzo del benzene e, successivamente, la domanda di resine epoxy abbia esercitato un'influenza latente, la diminuzione dei prezzi del bisfenolo verificatasi nel 1980 e sino all'inizio del 1981 non avrebbe avuto luogo, almeno non in tale misura, se non fossero intervenute le importazioni americane oggetto di dumping. I produttori integrati DOW e Shell, essendo fabbricanti di resine piuttosto che di bisfenolo, dal punto di vista commerciale non avevano alcun interesse a ridurre i propri prezzi sul mercato libero ad un livello tale da permettere ai loro consumatori, e quindi produttori di resine, di attaccarli sul loro stesso mercato.  (17) Per quanto riguarda gli altri fattori in grado di provocare un pregiudizio al ricorrente, secondo quanto affermato dalla parte americana, in linea di massima l'origine delle difficoltà finanziarie della Progelec doveva essere attribuita alla funzione svolta dai produttori non ricorrenti DOW e Shell sul mercato del bisfenolo, dal punto di vista dei prezzi, delle capacità di produzione oppure della concorrenza esercitata sui mercati non comunitari.  i) In materia di prezzi, come già è stato affermato nel 1980 e per quasi tutto il 1981 i produttori non ricorrenti non avevano partecipato alla diminuzione dei prezzi, come risulta anche dalla flessione della loro quota di mercato totale, scesa dal 45,09 % al 38,43 % tra il 1979 e il 1980, e pari soltanto al 42,11 % nel 1981.  ii) È stato affermato che, in seguito all'installazione in Europa dei produttori non ricorrenti legati all'industria americana, le capacità di produzione erano in eccedenza già prima dell'arrivo della US Steel. A questo proposito occorre rilevare che il tasso di utilizzazione medio degli impianti, pari al 71,6 % nel 1979, dopo l'irruzione delle importazioni americane nel 1980 è sceso a 58,9 % per risalire soltanto a 60,8 % nel 1981. iii) Come occorre ancora rilevare, la concorrenza esercitata dai produttori non ricorrenti nei confronti delle vendite extracomunitarie della Progelec è regolarmente diminuita dal 1979 in poi, essendo le esportazioni extracomunitarie delle società suddette passate da . . . (*) nel 1979 a . . . (*) nel 1980, a . . . (*) nel 1981 e a . . . (*) nel 1982, con una flessione del 64,6 % in quattro anni.  (18) Come è stato inoltre sostenuto, tra le eventuali cause del pregiudizio subito dalla Progelec, escluse le importazioni incriminate, la diminuzione della domanda di bisfenolo nella Comunità poteva essere responsabile delle difficoltà del ricorrente.  A questo proposito, secondo quanto risulta dalle informazioni accertate dalla Commissione, la domanda di bisfenolo sul mercato libero comunitario è diminuita in misura nettamente minore a quanto inizialmente calcolato al momento della determinazione provvisoria. Il totale delle vendite sul mercato libero è sceso da 29 414 t a 28 190 t tra il 1979 e il 1980 (una flessione del 4,16 %) ed a 27 271 t nel 1981 (con una diminuzione di 7,28 % rispetto al 1979).  Nel 1980 il volume delle vendite del produttore ricorrente è diminuito del 12,50 % rispetto all'anno precedente, nonostante l'allineamento dei prezzi su quelli delle importazioni americane, e la quota corrispondente di mercato è scesa a 44,87 %, rispetto a 49,13 % del 1979.  Nel 1981 il volume delle vendite della Progelec è aumentato rispetto all'anno precedente, pur rimanendo ancora inferiore del 7,35 % rispetto al 1979, e analogamente la quota di mercato è aumentata ma senza raggiungere i valori del 1979.  Come risulta evidente, il calo di vendite subito dal produttore ricorrente nel 1980 e, in misura minore, nel 1981 ha superato nettamente la flessione della domanda, coincidendo con l'introduzione massiccia (4 575 t) del bisfenolo americano sul mercato comunitario, avvenuta nel 1980.  La quota di mercato del ricorrente non è inoltre diminuita a vantaggio dei produttori non ricorrenti, come dimostra la flessione da 45,09 % a 38,43 % della quota di mercato di questi ultimi tra il 1979 e il 1980. Probabilmente, per quanto riguarda i produttori non ricorrenti, una delle cause della diminuzione della quota di mercato è dovuta, oltre all'incidenza delle importazioni americane, alla decisione da essi presa di trasformare un quantitativo maggiore di bisfenolo in preresine, come risulta d'altra parte dalle cifre riservate relative agli usi interni di cui dispone la Commissione.  Secondo quanto è stato infine accertato, la contrazione alquanto moderata del mercato libero verificatasi dopo il 1979 ha colpito in maniera molto più grave l'industria comunitaria che non le importazioni di bisfenolo americano.  (19) Dall'accertamento definitivo dei fatti (punti da 2 a 18) risulta quindi che le importazioni di bisfenolo originario degli Stati Uniti oggetto di pratiche di dumping, considerate isolatamente, hanno provocato un grave pregiudizio.  F. L'interesse della Comunità  (20) Il principale esportatore americano e due utilizzatori finali del bisfenolo nella Comunità Scado NV e Hoechst Holland NV, Paesi Bassi, hanno dichiarato che l'istituzione di un dazio antidumping definitivo nei confronti delle importazioni di bisfenolo originario degli Stati Uniti limiterebbe le possibilità di approvvigionamento dei consumatori, i quali sono anche fabbricanti di resine, e pertanto una decisione definitiva in questo senso sarebbe contraria agli interessi della Comunità.  (21) A questo proposito la Commissione dopo aver riesaminato l'incidenza di eventuali provvedimenti di protezione sui prodotti derivati nei quali il bisfenolo è incorporato in quantità rilevante, è giunta alla conclusione che, nell'interesse della Comunità, non era possibile lasciare il maggiore produttore europeo non integrato, principale fornitore del mercato libero, in una situazione di totale vulnerabilità di fronte alle importazioni oggetto di pratiche di dumping accertate e causa di grave pregiudizio.  Per tutelare gli interessi dell'industria comunitaria è quindi necessario istituire un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di bisfenolo originario degli Stati Uniti d'America.  G. Dazio definitivo  (22) Tenendo conto dell'accertamento definitivo dei fatti e, in particolare, dei costi di produzione dell'industria comunitaria, la Commissione ha riesaminato il prezzo necessario per permettere all'industria comunitaria di non vendere il bisfenolo da essa prodotto in perdita e di realizzare un ragionevole profitto. In questo contesto è stato ritenuto equo effettuare una distinzione tra i prodotti di prima qualità (policarbonato e epoxy) e il bisfenolo non conforme alle norme abituali.  In base a tali considerazioni la Commissione ha concluso che un dazio antidumping inferiore all'importo del dazio provvisorio dovrebbe essere sufficiente per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria in seguito alle importazioni oggetto di dumping.  H. Impegni  (23) La US Steel, principale esportatore americano, ha offerto un impegno. La Commissione, previa consultazione, ritiene di non doverne tenere conto in considerazione delle caratteristiche del mercato comunitario del bisfenolo e del rischio che detto impegno possa essere aggirato.  (24) Per quanto riguarda le società esportatrici, su cui non è stato possibile effettuare un accertamento negativo del dumping a causa della mancanza di esportazioni nel periodo di riferimento, la Commissione ha determinato che non era opportuno escluderle dal dazio per la verosimile impossibilità che tali società possano esportare in modo competitivo senza ricorrere a pratiche di dumping.  I. Riscossione degli importi depositati a titolo di dazio provvisorio  (25) In seguito all'accertamento definitivo del margine di dumping e del grave pregiudizio, gli importi depositati in garanzia a titolo di dazio antidumping provvisorio del 37,6 % devono essere riscossi sino a concorrenza dell'importo del dazio definitivo,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di 4,4'-isopropilendifenolo, della sottovoce 29.06 B IV della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 29.06-37, originario degli Stati Uniti d'America.  2. Il dazio definitivo, espresso in percentuale del prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazi non corrisposti, è fissato a  - 14,17 % per le qualità « policarbonato » o « epoxy »;  - 36,65 % per il bisfenolo avente caratteristiche diverse.  Il prezzo franco frontiera comunitaria, dazi non corrisposti, s'intende netto se, in base alle condizioni di vendita, il pagamento viene effettuato entro trenta giorni dopo la data della spedizione e viene aumentato dell'1 % per ciascun mese di dilazione di pagamento accordato.  3. Al dazio di cui al paragrafo 1 si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  4. Ai fini del presente regolamento viene considerato come bisfenolo di qualità policarbonato o epoxy unicamente il bisfenolo che presenta tutte le caratteristiche seguenti:  - punto di cristallizzazione (base secca): >155,0 °C  - colore in soluzione (25 g di prodotto/35 ml di metanolo): µ100 APHA/HAZEN  - tenore di fenolo: µ0,10 %  - tenore di ferro: µ1,5 ppm  - altre impurezze: nessuna.  Articolo 2  Gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio, in conformità del regolamento (CEE) n. 163/83, sono riscossi definitivamente sino a concorrenza dei dazi istituiti a titolo definitivo per le diverse qualità del prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del presente regolamento.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, addì 18 luglio 1983.  Per il Consiglio  Il Presidente  Y. CHARALAMBOPOULOS  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 1.  (2) GU n. L 178 del 22. 6. 1982, pag. 9.  (3) GU n. L 23 del 26. 1. 1983, pag. 9.  (4) GU n. L 136 del 25. 5. 1983, pag. 12.  (*) Cifre riservate.  (*) Cifre riservate.