CELEX: C2003/146/37
Language: it
Date: 2003-06-21 00:00:00
Title: Causa C-131/03 P: Ricorso della società R.J. Reynolds Tobacco Holdings, Inc., RJR Acquisition Corp., R.J. Reynolds Tobacco Company, R.J. Reynolds Tobacco International, Inc., e Japan Tobacco, Inc., contro la sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione ampliata) nelle cause riunite T-377/00, T-379/00, T-380/00, T-260/01, T-272/01, Philip Morris International, Inc., R.J., R.J. Reynolds Tobacco Holdings, Inc., RJR Acquisition Corp., R.J. Reynolds Tobacco Company, R.J. Reynolds Tobacco International, Inc., e Japan Tobacco, Inc., contro Commissione delle Comunità europee, sostenuta dal Parlamento europeo, dal Regno di Spagna, dalla Repubblica francese, dalla Repubblica italiana, dalla Repubblica Portoghese, dalla Repubblica di Finlandia, dalla Repubblica federale di Germania, dalla Repubblica ellenica e dal Regno dei paesi bassi, presentato il 25 marzo 2003

C 146/22                IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            21.6.2003
—      condannare la Repubblica italiana alle spese processuali.         Japan Tobacco, Inc., con sede in Tokyo (Giappone), hanno
                                                                         proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                         un ricorso avverso la sentenza pronunciata dal Tribunale
Motivi e principali argomenti                                            di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione
                                                                         ampliata) il 15 gennaio 2003 nelle cause riunite T-377/00 (1),
                                                                         T-379/00 (2), T-380/00 (2), T-260/01 (3) e T-272/01 ( 4). Le
Ai sensi dell’articolo 249, secondo comma, del trattato che              società ricorrenti sono rappresentate dagli avvocati O.W. Brou-
istituisce la Comunità europea, i regolamenti sono obbligatori           wer, avocat, e P. Lomas, solicitor.
in tutti i loro elementi e direttamente applicabili in ciascuno
degli Stati membri.
Nel caso di specie, l’articolo 91 del regolamento CE n. 40/94
prevede per gli Stati membri un obbligo di designare, secondo
il proprio ordinamento nazionale, tribunali nazionali di prima
e seconda istanza competenti in materia di contraffazione e              Le ricorrenti concludono che la Corte voglia:
validità di marchi comunitari, nonché di comunicare alla
Commissione un elenco dei tribunali dei marchi comunitari da
essi designati contenente l’indicazione della denominazione e
competenza territoriale di ciascuno di tali tribunali. La data
ultima prevista per adempiere a questi obblighi era il 15 marzo          —     annullare la sentenza del Tribunale di primo grado
1997.                                                                          15 gennaio 2003 con cui è stato dichiarato e statuito
                                                                               quanto segue:
La Commissione deve constatare che la Repubblica italiana non
ha ancora provveduto a comunicarle le suddette informazioni e
non ha ancora designato alcun tribunale dei marchi comunita-
ri, risultando così parimenti inadempiente all’obbligo di cui
all’articolo 91, paragrafo 1, del suddetto regolamento.                        i)    i ricorsi sono respinti;
( 1) GU L 11 del 14.1.1994, pag. 1.
                                                                               ii)   le ricorrenti sopporteranno le proprie spese nonché,
                                                                                     in solido, quelle dichiarate dalla Commissione; e
Ricorso della società R.J. Reynolds Tobacco Holdings, Inc.,
RJR Acquisition Corp., R.J. Reynolds Tobacco Company,
R.J. Reynolds Tobacco International, Inc., e Japan Tobac-                      iii) gli intervenienti sopporteranno le proprie spese.
co, Inc., contro la sentenza pronunciata dal Tribunale di
primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione
ampliata) nelle cause riunite T-377/00, T-379/00, T-380/
00, T-260/01, T-272/01, Philip Morris International, Inc.,
R.J., R.J. Reynolds Tobacco Holdings, Inc., RJR Acquisition              —     Dichiarare ricevibili i ricorsi di annullamento in conside-
Corp., R.J. Reynolds Tobacco Company, R.J. Reynolds                            razione della manifesta illegittimità delle decisioni impu-
Tobacco International, Inc., e Japan Tobacco, Inc., contro                     gnate, statuendo definitivamente sulla controversia;
Commissione delle Comunità europee, sostenuta dal
Parlamento europeo, dal Regno di Spagna, dalla Repubbli-
ca francese, dalla Repubblica italiana, dalla Repubblica
Portoghese, dalla Repubblica di Finlandia, dalla Repubbli-
ca federale di Germania, dalla Repubblica ellenica e dal                 —     in subordine, dichiarare ricevibili i ricorsi di annullamento
     Regno dei paesi bassi, presentato il 25 marzo 2003                        e rinviare la causa al Tribunale affinché si pronunci sul
                                                                               merito;
                       (Causa C-131/03 P)
                         (2003/C 146/37)
                                                                         —     in subordine, rinviare la causa dinanzi al Tribunale
                                                                               affinché esamini la questione della ricevibilità unitamente
Il 25 marzo 2003, le società R.J. Reynolds Tobacco Holdings,                   al merito, statuendo di conseguenza;
Inc., con sede in Winston-Salem, North Carolina (Stati Uniti
d’America), RJR Acquisition Corp., con sede in Wilmington,
Delaware (Stati Uniti d’America), R.J. Reynolds Tobacco Com-
pany, con sede in Winston-Salem, North Carolina (Stati Uniti
d’America), R.J. Reynolds Tobacco International, Inc., con sede          —     condannare la Commissione alle spese ai sensi dell’art. 69,
in Winston-Salem, North Carolina (Stati Uniti d’America), e                    n. 2, del regolamento di procedura della Corte.
 ---pagebreak--- 21.6.2003               IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          C 146/23
Motivi e principali argomenti                                             Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Giudice
                                                                          di Pace di Genova-Voltri, con ordinanza 10 marzo 2003,
                                                                          nella causa dinanzi ad esso pendente fra Viacom Outdoor
Le ricorrenti sostengono che il Tribunale sarebbe incorso in                         Srl e la Società GIOTTO Immobilier Sarl
un errore di diritto avendo considerato che, in linea di
principio, la decisione di proporre un’azione giudiziaria dinan-
zi al giudice di uno Stato terzo non potrebbe essere considerata
quale decisione impugnabile. Ad eccezione della sentenza della
Corte 11 novembre 1891, causa 60/81, IBM/Commissione,                                              (Causa C-134/03)
secondo la quale è ammessa la ricevibilità in presenza di
«circostanze eccezionali», la giurisprudenza dimostrerebbe
chiaramente che la ricevibilità di nuove categorie o di nuovi
tipi di ricorso verrebbe determinata caso per caso.                                                 (2003/C 146/38)
Il Tribunale avrebbe erroneamente interpretato la giurispru-
denza laddove ha ritenuto, in conclusione, che nessun effetto
giuridico risultasse dal fatto di non poter più ottenere dalla
Corte una decisione pregiudiziale sulla questione della compe-
tenza della Commissione alla proposizione di un ricorso
giurisdizionale in uno Stato terzo ai fini del tentato recupero
del preteso mancato versamento di dazi doganali e dell’IVA.               Con ordinanza 10 marzo 2003 pervenuta nella Cancelleria
Ritenendo, in conclusione, che la proposizione di un ricorso              della Corte di Giustizia delle Comunità Europee il 25 marzo
giurisdizionale in uno Stato terzo piuttosto che nella Comunità           2003, nella causa Viacom Outdoor Srl contro la Società
non producesse effetti giuridici, Tribunale avrebbe parimenti             GIOTTO Immobilier Sarl, il Giudice di Pace di Genova-Voltri
erroneamente interpretato la giurisprudenza secondo cui,                  ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
quando sia stata definitivamente operata la scelta di avviare un          seguenti questioni pregiudiziali:
determinato procedimento in luogo di un altro, la decisione
recante tale scelta produrrebbe effetti giuridici ai sensi del-
l’art. 230 CE.
                                                                          1.    Se il conferimento ad un’impresa pubblica (Comuni) della
                                                                                gestione di un’imposta e di diritti quali quelli considerati
Il Tribunale non avrebbe nemmeno riconosciuto che, per                          in premessa, e relativi ad un mercato che costituisce parte
effetto delle decisioni impugnate, la Commissione avrebbe                       sostanziale del mercato comune e nel quale la stessa
espresso una posizione definitiva quanto ai propri poteri sulla                 impresa pubblica opera in posizione dominante osti:
base del diritto comunitario, il che produrrebbe effetti giuridici
ai sensi di consolidata giurisprudenza.
                                                                                a)    all’applicazione dell’art. 86 CE in combinato dispo-
                                                                                      sto con l’art. 82 CE;
Le ricorrenti deducono, inoltre, che il Tribunale sarebbe
parimenti incorso in errore laddove ha ritenuto che la District
Court, applicando essa stessa il diritto comunitario, potesse
rimediare all’inapplicabilità del regime del rinvio pregiudiziale               b)    all’applicazione dell’art. 86 CE in combinato dispo-
degli Stati Uniti. Dichiarando il ricorso irricevibile, il Tribunale                  sto con l’art. 49 CE.
avrebbe violato, a parere delle ricorrenti, il diritto delle
medesime ad una tutela giurisdizionale effettiva, applicando
ed interpretando, inoltre, erroneamente, la giurisprudenza
comunitaria relativa ai rimedi esperibili contro provvedimenti            2.    Se la devoluzione alla detta impresa pubblica del gettito
manifestamente illegittimi.                                                     derivante dall’imposta e dai diritti in questione osti:
Le ricorrenti sostengono, infine, che il Tribunale avrebbe
accolto una soluzione contraria all’art. 292 CE ed al sistema                   a)    all’applicazione dell’art 86 CE in combinato disposto
dei Trattati laddove ha ritenuto, in conclusione, che la US Dis-                      con l’art. 82 CE;
trict Court potesse risolvere qualsiasi controversia relativa al
potere della Commissione di proporre un’azione giudiziaria
negli Stati Uniti.                                                              b)    all’applicazione degli artt. 87 CE e 88 CE, costituen-
                                                                                      do un aiuto di Stato illegittimo (non notificato),
                                                                                      nonché incompatibile con il mercato comune.
( 1) GU 2001, C 79, pag. 23.
( 2) GU 2001, C 79, pag. 24.
( 3) GU 2002, C 3, pag. 39.
( 4) GU 2002, C 3, pag. 45.