CELEX: 52018PC0150
Language: it
Date: 2018-02-22
Title: Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Grecia, alla Spagna, alla Francia e al Portogallo

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 22.2.2018
            COM(2018) 150 final
            Proposta di
            DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
            relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea per fornire assistenza alla Grecia, alla Spagna, alla Francia e al Portogallo
            
               
         
         
            
               RELAZIONE
            
            
               1.Contesto della proposta
            
            
               La presente decisione riguarda la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) per un importo di 104 166 951 EUR al fine di fornire assistenza alla Grecia, alla Francia, al Portogallo e alla Spagna in seguito alle catastrofi che hanno colpito questi paesi nel corso del 2017. La mobilitazione è accompagnata dal progetto di bilancio rettificativo (PBR) n. 1/2018
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               , che propone di iscrivere gli stanziamenti necessari, sia in impegni che in pagamenti, nel bilancio generale 2018 dopo aver detratto l’anticipo già versato (6 520 846 EUR). 
            
            
               2.Informazioni e condizioni
            
            
               2,1Grecia - Terremoti a Lesbo
            
            
               Il 12 giugno 2017 un terremoto di magnitudo 6,3 sulla scala Richter ha colpito l’isola di Lesbo nell’Egeo settentrionale. Numerose scosse di assestamento hanno fatto seguito al sisma, causando danni ad abitazioni private, aziende e infrastrutture locali.
            
            
               1)La Grecia ha chiesto un contributo del FSUE il 1° settembre 2017, entro il termine di dodici settimane dalla data in cui si è verificato del primo danno.
            
            
               2)La catastrofe è di origine naturale.
            
            
               3)Secondo le stime delle autorità greche, i danni diretti totali ammontano a 54,4 milioni di EUR. La domanda è stata presentata sulla base dei criteri stabiliti per una “catastrofe naturale regionale” dall’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell’11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell’Unione europea
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                (di seguito denominato “il regolamento”), che definisce come “catastrofe naturale regionale” qualsiasi catastrofe naturale che provochi, in una regione di livello NUTS 2 di uno Stato ammissibile, danni diretti superiori all’1,5 % del prodotto interno lordo (PIL) di tale regione. Il danno causato a Lesbo rappresenta il 2,14 % del PIL della regione interessata, di livello NUTS 2, dell’Egeo settentrionale
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                e quindi supera la soglia dell’1,5 % del PIL regionale fissata dal regolamento.
            
            
               4)Nella domanda la Grecia ha chiesto il versamento di un anticipo, come previsto all’articolo 4 bis del regolamento. Il 24 ottobre 2017 la Commissione ha adottato la decisione di esecuzione C(2017) 7203, con cui ha concesso un anticipo di 135 912 EUR corrispondenti al 10 % del previsto contributo finanziario del FSUE, e successivamente, il 9 novembre 2017, ha versato alla Grecia la somma integrale.
            
            
               5)Nella domanda le autorità greche descrivono dettagliatamente la situazione dopo il terremoto e gli sforzi compiuti per assistere la popolazione colpita. La Grecia ha riferito che a Lesbo sono stati danneggiati dal terremoto dodici villaggi. È stata distrutta più della metà del villaggio di Vrisa e i suoi 850 abitanti sono stati evacuati per un lungo periodo a causa delle forti scosse di assestamento. È stato necessario effettuare riparazioni in 776 abitazioni e 200 case hanno dovuto essere ricostruite. Anche le scuole dell’area colpita sono rimaste chiuse. La cupola della chiesa di San Panteleimonas di Plomari è crollata. La strada principale tra Mitilene e Plomari ad Agios Isidoros e la strada verso Melinta sono state interrotte da frane. Anche vari siti storici, tra cui il Museo di storia naturale dell’Università nazionale capodistriana di Atene a Vrisa, hanno subito notevoli danni. La città di Chio e il villaggio di Kampos hanno subito danni più lievi.
            
            
               6)La Grecia ha stimato a 12,7 milioni di EUR il costo delle operazioni di emergenza e recupero ammissibili a norma dell’articolo 3, paragrafo 2 del regolamento. 
            
            
               7)Le autorità greche hanno confermato che i costi ammissibili non sono coperti da assicurazione. 
            
            
               8)La regione colpita fa parte delle “regioni in transizione” secondo la classificazione dei Fondi strutturali e d’investimento europei (2014-2020). Nella domanda le autorità greche non hanno comunicato alla Commissione l’intenzione di riassegnare i finanziamenti dei programmi dei fondi SIE a misure di recupero.
            
            
               9)La Grecia non ha chiesto l’attivazione del meccanismo di protezione civile dell’Unione. 
            
            
               10)Per quanto riguarda l’attuazione della normativa dell’Unione in materia di prevenzione e gestione del rischio di catastrofi, attualmente non sono in corso procedimenti di infrazione. 
            
            
               11)In seguito ai forti terremoti che hanno colpito la Grecia tra il 1978 e il 1981, il governo greco ha deciso di creare un quadro di prevenzione e gestione dei rischi di catastrofe naturale, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle comunità locali mediante un quadro per l’attuazione di strategie destinate a ridurre i rischi noti, la gestione dell’impatto dei terremoti e procedure/misure intese a prevenire nuovi rischi. Il sistema greco di protezione civile antisismica si basa su strategie volte principalmente a ridurre la vulnerabilità, tramite la prevenzione e l’attenuazione del rischio (e dei danni) e la gestione delle situazioni di emergenza e delle conseguenze di catastrofi.
            
            
               2,2Francia – Uragani Irma e Maria a Saint Martin e Guadalupa
            
            
               Il 5 e 6 settembre 2017 un uragano di categoria 5, denominato Irma, è passato con una violenza senza precedenti attraverso il nord-ovest dei Caraibi, causando numerosi morti e feriti e lasciando dietro di sé una scia di distruzione. L’occhio dell’uragano Irma è passato per l’isola di Saint Martin/Sint Maarteen con una velocità media di 290-295 km/h, distruggendo più del 90 % dell’isola. Solo due settimane più tardi, il 18 e 19 settembre, l’uragano Maria, anch’esso di categoria 5, determinato dalle stesse condizioni climatiche e meteorologiche dell’uragano Irma, ha attraversato i Caraibi causando di nuovo danni ingenti a Saint Martin/Sint Maarteen, a Guadalupa e in parti della Martinica.
            
         
         
            
               1)La Francia ha chiesto un contributo finanziario del FSUE il 27 settembre 2017, entro il termine di dodici settimane dalla constatazione del primo danno.
            
            
               2)La catastrofe è di origine naturale.
            
            
               3)Secondo le stime delle autorità francesi, i danni diretti totali causati dalla catastrofe ammontano a 1 956,2 milioni di EUR. La domanda è stata presentata sulla base dei criteri stabiliti per una “catastrofe naturale regionale” dall’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento. La domanda francese riguarda una sola regione di livello NUTS 2, comprendente Saint-Martin e Guadalupa. Dato che questa regione ha lo status di regione ultraperiferica ai sensi dell’articolo 349 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, si applica una soglia di danneggiamento più bassa corrispondete all’1 % del PIL regionale. I danni diretti registrati rappresentano il 21,9 % del PIL della regione
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                e superano di gran lunga la soglia dell’1 % applicabile alle regioni ultraperiferiche fissata dal regolamento.
            
            
               4)Nella domanda la Francia ha chiesto il versamento di un anticipo, come previsto all’articolo 4 bis del regolamento. Il 12 dicembre 2017 la Commissione ha adottato la decisione di esecuzione C(2017) 8726, con cui ha concesso un anticipo di 4 890 603 EUR corrispondenti al 10 % del previsto contributo finanziario del FSUE. L’anticipo è stato versato alla Francia in due rate, nel dicembre 2017 (2 369 757 EUR) e nel gennaio 2018 (2 520 846 EUR).
            
            
               5)Nella domanda le autorità francesi hanno descritto dettagliatamente la portata della distruzione causata dai due uragani. La forza dell’uragano Irma, di categoria 5 con venti di velocità media superiore a 275 km/h per oltre 3 giorni, è stata senza precedenti. Meno di due settimane dopo, l’uragano Maria ha colpito nuovamente i Caraibi, causando danni soprattutto a Guadalupa. Almeno 35 persone risultano morte nei Caraibi. Nel pieno della crisi quasi 3 000 vigili del fuoco, soccorritori, medici, gendarmi e soldati sono stati dispiegati nelle zone colpite per effettuare interventi di soccorso, assistenza e protezione della popolazione, alla quale sono state distribuite 226 tonnellate di alimenti e 735 000 litri di acqua. Al fine di garantire condizioni di alloggio accettabili sono stati allestiti moduli abitativi. A Saint-Martin le raffiche di vento hanno danneggiato il 90 % degli edifici dell’isola, di cui il 25 % è stato distrutto completamente e il 40 % dovrà essere ristrutturato. L’economia dell’isola è basata principalmente sul turismo. A causa dell’uragano si prevede una disoccupazione a lungo termine nel settore turistico, mentre il tasso generale di disoccupazione sta aumentando drasticamente. A Guadalupa, dopo il passaggio dell’uragano Maria nella notte tra il 18 e il 19 settembre 2017, sono stati mobilitati tutti i servizi pubblici per sgombrare le strade, soccorrere la popolazione e aiutarla a tornare a condizioni di vita normali. Circa 60 000 famiglie sono state private di elettricità per giorni e in molte zone la fornitura idrica è stata interrotta. Numerose piantagioni di banane, una delle principali fonti di reddito della Guadalupa, sono state devastate gravemente e ci vorranno due anni per riprendere la piena produzione.
            
            
               6)La Francia ha stimato a 191,4 milioni di EUR il costo delle operazioni di emergenza e recupero ammissibili a norma dell’articolo 3, paragrafo 2 del regolamento. 
            
            
               7)Le autorità francesi hanno confermato che i costi ammissibili non sono coperti da assicurazione.
            
            
               8)Le regioni ultraperiferiche colpite sono “regioni meno sviluppate” secondo la classificazione dei Fondi strutturali e d’investimento europei (2014-2020). Le autorità francesi hanno comunicato alla Commissione l’intenzione di riassegnare i finanziamenti dei programmi dei fondi SIE a misure di recupero.
            
            
               9)Su richiesta della Francia è stato attivato il meccanismo di protezione civile dell’Unione. La Commissione ha inoltre mobilitato un importo di 2,4 milioni di EUR per l’assistenza umanitaria immediata alle isole della regione colpita dall’uragano Irma. Per sostenere gli interventi di soccorso è stato utilizzato anche lo strumento di mappatura satellitare Copernicus.
            
            
               10)Per quanto riguarda l’attuazione della normativa dell’Unione in materia di prevenzione e gestione del rischio di catastrofi, attualmente non sono in corso procedimenti di infrazione.
            
            
               2,3Portogallo – Incendi forestali nella regione Centro
            
            
               Tra giugno e ottobre 2017 il Portogallo ha subito varie ondate di vasti incendi forestali provocati da elevate temperature, forti venti e scarsissima umidità. Questi incendi hanno colpito principalmente le regioni centrali e settentrionali del paese e hanno avuto un effetto devastante, causando la distruzione di infrastrutture pubbliche essenziali, edifici pubblici, abitazioni private e aziende nonché di terreni agricoli e forestali.
            
            
               1)La prima ondata di incendi ha avuto inizio nella regione Centro il 17 giugno 2017. Il Portogallo ha presentato una prima domanda di contributo del FSUE molto rapidamente, il 17 settembre 2017, ben prima della scadenza del termine previsto di dodici settimane. Tra luglio e ottobre il paese è stato tuttavia colpito nuovamente da gravi incendi. Per tener conto di questi eventi, il 13 ottobre 2017 e il 14 dicembre 2017 il Portogallo ha presentato aggiornamenti della sua domanda, comprendenti una stima riveduta dell’importo cumulativo dei danni causati dagli incendi nel periodo tra giugno e ottobre 2017.
            
            
               2)La catastrofe è di origine naturale.
            
            
               3)Secondo le stime delle autorità portoghesi riportate nella domanda finale, i danni diretti totali causati dagli incendi da giugno a ottobre ammontano a 1 458,0 milioni di EUR. La domanda è stata presentata per una “catastrofe naturale grave” ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento. Detto importo rappresenta lo 0,832 % del reddito nazionale lordo (RNL) del Portogallo e supera la soglia per catastrofi gravi prevista per la mobilitazione del Fondo di solidarietà pari a 1 051,6 milioni di EUR nel 2017 (cioè lo 0,6 % del RNL del Portogallo). La catastrofe rappresenta perciò una “catastrofe naturale grave” e rientra quindi nel campo di applicazione del regolamento.
            
            
               4)Nella domanda il Portogallo ha chiesto il versamento di un anticipo, come stabilito all’articolo 4 bis del regolamento. Il 9 novembre 2017 la Commissione ha adottato la decisione di esecuzione C(2017) 7517, con cui ha concesso un anticipo di 1 494 331 EUR. Tale importo era basato sulla stima dei danni iniziale del luglio 2017 e rappresentava il 10 % del contributo finanziario del FSUE, anticipato in quel momento. L’anticipo è stato versato integralmente al Portogallo il 29 novembre 2017.
            
            
               5)Nella domanda le autorità portoghesi hanno descritto dettagliatamente gli interventi compiuti per lottare contro gli incendi nonché gli effetti e le conseguenze della catastrofe. Gli incendi hanno colpito principalmente le regioni centrali e settentrionali nel periodo tra il 17 giugno e il 17 ottobre 2017. L’incendio di Pedrógão Grande, verificatosi in giugno, è costato la vita a 64 persone. Complessivamente, gli incendi hanno causato la morte di circa un centinaio di persone e numerosi feriti. Le ripercussioni sulla vita quotidiana e sulle proprietà private sono state considerevoli. La vasta superficie distrutta dagli incendi, descritta nella domanda, è stata registrata nel sistema europeo d’informazione sugli incendi boschivi (EFFIS). In base a tale sistema, la zona gravemente colpita dagli incendi si estende per 491 094 ettari, di cui 89 419 ha sono costituiti da terreni agricoli e 401 675 ha da foreste e altri terreni boschivi. 
            
            
               6)Il Portogallo ha stimato a 211,0 milioni di EUR il costo delle operazioni di emergenza e recupero ammissibili a norma dell’articolo 3, paragrafo 2, del regolamento. 
            
            
               7)Le autorità portoghesi hanno confermato che i costi ammissibili non sono coperti da assicurazione.
            
            
               8)Le regioni colpite sono “regioni meno sviluppate” secondo la classificazione dei Fondi strutturali e d’investimento europei (2014-2020). Le autorità portoghesi hanno comunicato alla Commissione l’intenzione di riassegnare i finanziamenti dei programmi dei fondi SIE a misure di recupero.
            
         
         
            
               9)Su richiesta del Portogallo è stato attivato il meccanismo di protezione civile dell’Unione per contribuire alla lotta contro gli incendi.
            
            
               10)Per quanto riguarda l’attuazione della normativa dell’Unione in materia di prevenzione e gestione del rischio di catastrofi, attualmente non sono in corso procedimenti di infrazione. 
            
            
               11)La domanda portoghese contiene una sintesi delle misure di prevenzione in atto: ad esempio, la risoluzione del Consiglio dei ministri n. 56/2015 pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Repubblica portoghese n. 147, del 30 luglio 2015, che approva il quadro strategico per la politica sul clima, il programma nazionale per i cambiamenti climatici e la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici - documenti strategici che sono in linea con la normativa dell’Unione in materia di prevenzione e gestione dei rischi legati a catastrofi come gli incendi forestali.
            
            
               2,4Spagna – Incendi forestali in Galizia
            
            
               Nel periodo tra il 10 e il 17 ottobre 2017 sono divampati violenti incendi nella regione Galizia, nel nord-ovest della Spagna. Gli incendi sono stati determinati dalle stesse condizioni meteorologiche che si sono manifestate in Portogallo, cioè da temperature elevate, venti e scarsissima umidità, ed hanno causato danni considerevoli a infrastrutture pubbliche essenziali, abitazioni private, imprese e terreni forestali.
            
            
               1)La Spagna ha chiesto un contributo del FSUE il 22 dicembre 2017, entro il termine di dodici settimane dal 10 ottobre 2017, quando è stato registrato il primo danno. 
            
            
               2)La catastrofe è di origine naturale.
            
            
               3)Le autorità spagnole stimano a 129,1 milioni di EUR i danni diretti totali causati dalla catastrofe. Tale importo è nettamente inferiore alla soglia per catastrofi gravi applicabile alla Spagna nel 2017, pari a 3 378,5 milioni di EUR (cioè 3 miliardi di EUR ai prezzi del 2011) ed è anche inferiore alla soglia per le cosiddette catastrofi regionali, pari all’1,5% del prodotto interno lordo regionale, che per la Galizia ammonta a 808 milioni di EUR. La catastrofe non può quindi essere considerata una “catastrofe naturale grave” né una “catastrofe naturale regionale” ai sensi del regolamento. La Spagna ha tuttavia risentito delle stesse condizioni meteorologiche che hanno causato la grave catastrofe in Portogallo. Per questo motivo le autorità spagnole hanno presentato una domanda sulla base della cosiddetta “disposizione relativa ai paesi limitrofi” dell’articolo 2, paragrafo 4, del regolamento, secondo la quale uno Stato ammissibile colpito dalla stessa catastrofe che costituisce una catastrofe naturale grave in uno Stato ammissibile limitrofo può beneficiare anch’esso dell’aiuto del FSUE. 
            
            
               4)Nella domanda le autorità spagnole hanno chiesto il versamento di un anticipo. Dato il basso livello dei danni e dell’importo del contributo previsto, il versamento di un anticipo non era giustificato. 
            
            
               5)Le autorità spagnole hanno fornito una descrizione dettagliata dell’impatto della catastrofe. La superficie dichiarata distrutta dagli incendi è costituita da 49 171 ettari di foreste e zone cespugliate e comprende siti Natura 2000. I servizi di soccorso hanno richiesto l’intervento di 300 soccorritori e 112 veicoli. 487 volontari sono stati mobilitati per aiutare ad estinguere gli incendi. La popolazione colpita dagli incendi comprende 96 730 persone. Quattro persone hanno perso la vita. In totale sono stati colpiti 151 dei 315 comuni della Galizia. In termini economici il settore più colpito è quello forestale, cha da solo ha subito danni diretti totali stimati a oltre 93,4 milioni di EUR. La Spagna ha reagito rapidamente alle esigenze più urgenti della popolazione colpita dagli incendi, fornendo un sostegno sociale, alloggi provvisori ed effettuando operazioni essenziali di emergenza e recupero delle infrastrutture.
            
            
               6)La Spagna ha stimato a 18,7 milioni di EUR il costo delle operazioni di emergenza e recupero ammissibili a norma dell’articolo 3, paragrafo 2, del regolamento. 
            
            
               7)Le autorità spagnole hanno confermato che i costi ammissibili non sono coperti da assicurazione.
            
            
               8)La regione Galizia è una “regione più sviluppata”, secondo la classificazione dei Fondi strutturali e d’investimento europei (2014-2020). Nella domanda le autorità spagnole non hanno comunicato alla Commissione l’intenzione di riassegnare i finanziamenti dei programmi dei fondi SIE a misure di recupero.
            
            
               9)La Spagna non ha chiesto l’attivazione del meccanismo di protezione civile dell’Unione.
            
            
               10)Per quanto riguarda l’attuazione della normativa dell’Unione in materia di prevenzione e gestione del rischio di catastrofi, attualmente non sono in corso procedimenti di infrazione. 
            
            
               11)Nella domanda la Spagna fa riferimento alla decisione n. 1313/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, su un meccanismo unionale di protezione civile. Il piano di emergenza territoriale per la Galizia (PLATERGA) prevede una serie di norme e procedure di intervento e prevenzione delle amministrazioni pubbliche per affrontare eventuali situazioni di emergenza che si verificano in Galizia. Inoltre, esiste un piano speciale di protezione civile contro gli incendi forestali, denominato PEIFOGA e aggiornato nel 2015.
            
            
               2,5Conclusione
            
            
               Per le ragioni sopra descritte, le catastrofi indicate nelle domande presentate dalla Grecia, dalla Francia, dal Portogallo e dalla Spagna soddisfano le condizioni stabilite dal regolamento per la mobilitazione del FSUE.
            
            
               3.Finanziamenti del FSUE - dotazioni 2018
            
            
               Il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020
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                (di seguito “il regolamento sul QFP”), in particolare l’articolo 10, consente la mobilitazione del FSUE nei limiti di un massimale annuo pari a 500 milioni di EUR (a prezzi 2011). Il punto 11 dell’accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria
                  6
                fissa le modalità di mobilitazione del FSUE.
            
         
         
            
               Dato che la solidarietà era la motivazione fondamentale per la creazione del FSUE, la Commissione ritiene che gli aiuti debbano essere progressivi. Ciò significa che, secondo la prassi adottata in passato, la parte dei danni che supera la soglia di mobilitazione del FSUE in caso di “catastrofe naturale grave” (0,6% dell’RNL o 3 miliardi di EUR ai prezzi del 2011, se tale importo è inferiore) dovrebbe determinare una maggiore intensità di aiuto rispetto ai danni al di sotto della soglia. I tassi applicati in passato per l’attribuzione di fondi per catastrofi gravi sono pari al 2,5% dei danni diretti totali inferiori alla soglia e al 6% per la parte dei danni che supera la soglia. Per le catastrofi regionali e le catastrofi riconosciute in base alla disposizione relativa ai paesi limitrofi si applica un tasso del 2,5%.
            
            
               Il contributo non può superare il costo totale stimato delle operazioni ammissibili. La metodologia per calcolare gli aiuti è stata descritta nella relazione annuale 2002-2003 sul FSUE e approvata dal Consiglio e dal Parlamento europeo.
            
            
               Sulla base delle domande presentate dalla Grecia, dalla Francia, dal Portogallo e dalla Spagna, il calcolo del contributo finanziario del FSUE, basato sulla stima dei danni diretti totali causati, è il seguente:
            
            
                     
                        Stati membri
                     
                  
                  
                     
                        Qualifica di catastrofe
                     
                  
                  
                     
                        Danni diretti complessivi
                     
                     
                     
                        (Mio EUR)
                     
                  
                  
                     
                        Soglia per catastrofe grave
                     
                     
                     
                        (Mio EUR)
                     
                  
                  
                     
                        2,5% dei danni diretti fino alla soglia 
                     
                     
                        (EUR)
                     
                  
                  
                     
                        6% dei danni diretti oltre la soglia
                     
                     
                        (EUR)
                     
                  
                  
                     
                        Importo totale dell’aiuto proposto
                     
                     
                     
                        (EUR)
                     
                  
                  
                     
                        Anticipi versati
                     
                     
                     
                     
                        (EUR)
                     
                  
               
                     
                        GRECIA
                     
                  
                  
                     
                        Regionale 
                     
                     
                        (art. 2, par. 3)
                     
                  
                  
                     
                        54.365
                     
                  
                  
                     
                        1 057,800
                     
                  
                  
                     
                        1 359 119
                     
                  
                  
                     
                        -
                     
                  
                  
                     
                        1 359 119
                     
                  
                  
                     
                        135 912
                     
                  
               
                     
                        FRANCIA
                     
                  
                  
                     
                        Regionale 
                     
                     
                        (art. 2, par. 3)
                     
                  
                  
                     
                        1 956,241
                     
                  
                  
                     
                        3 378,487
                     
                  
                  
                     
                        48 906 025
                     
                  
                  
                     
                        -
                     
                  
                  
                     
                        48 906 025
                     
                  
                  
                     
                        4 890 603
                     
                  
               
                     
                        PORTOGALLO
                     
                  
                  
                     
                        Grave
                     
                     
                        (art. 2, par. 2)
                     
                  
                  
                     
                        1 457,966
                     
                  
                  
                     
                        1 051,566
                     
                  
                  
                     
                        26 289 150 
                     
                  
                  
                     
                        24 383 982
                     
                  
                  
                     
                        50 673 132
                     
                  
                  
                     
                        1 494 331
                     
                  
               
                     
                        SPAGNA
                     
                  
                  
                     
                        Regionale
                     
                     
                        (art. 2, par. 4)
                     
                  
                  
                     
                        129.147
                     
                  
                  
                     
                        3 378,487
                     
                  
                  
                     
                        3 228 675
                     
                  
                  
                     
                        -
                     
                  
                  
                     
                        3 228 675
                     
                  
                  
                     
                  
               
                     
                  
                  
                     
                        TOTALE
                     
                  
                  
                     
                        104 166 951
                     
                  
                  
                     
                        6 520 846
                     
                  
               
               A norma dell’articolo 10, paragrafo 1, del regolamento sul QFP l’importo totale disponibile per la mobilitazione del FSUE all’inizio del 2018 era pari a 421 142 057 EUR, vale a dire la somma della restante dotazione 2018 di 280 371 754 EUR (cioè 574 342 834 EUR meno 293 971 080 EUR già mobilitati nel 2017
                  7
               ) e della restante dotazione 2017 di 140 770 303 EUR che non è stata spesa ed è stata riportata al 2018.
            
            
               L’importo che può essere mobilitato in questa fase dell’esercizio 2018 è pari a 277 556 348 EUR, corrispondenti all’importo totale disponibile per la mobilitazione del FSUE all’inizio del 2018 (421 142 057 EUR) meno l’importo di 143 585 709 EUR trattenuto al fine di rispettare l’obbligo di accantonare il 25% della dotazione annuale del 2018 fino al 1º ottobre 2018, come stabilito dall’articolo 10, paragrafo 1, del regolamento sul QFP. 
            
            
                     
                        Tabella ricapitolativa - Finanziamento del FSUE
                     
                  
                  
                     
                        Importo
                     
                     
                        EUR
                     
                  
               
                     
                        Dotazione 2017 riportata al 2018
                     
                  
                  
                     
                        140 770 303
                     
                  
               
                     
                        Dotazione 2018
                     
                  
                  
                     
                        574 342 834
                     
                  
               
                     
                        Dotazione 2018 anticipata nel 2017 in conformità all’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento sul QFP
                     
                  
                  
                     
                        -293 971 080
                     
                     
                        ----------------
                     
                  
               
                     
                        Totale disponibile all’inizio del 2018
                     
                  
                  
                     
                        421 142 057
                     
                  
               
                     
                        Meno gli importi già mobilitati nel 2018
                     
                  
                  
                     
                        -
                     
                  
               
                     
                        Meno il 25% della dotazione 2018 trattenuto
                     
                  
                  
                     
                        -143 585 709
                     
                     
                        ----------------
                     
                  
               
                     
                        Importo massimo attualmente disponibile (dotazioni 2017+2018)
                     
                  
                  
                     
                        277 556 348
                     
                  
               
                     
                        Importo totale dell’aiuto proposto per Grecia, Francia, Portogallo e Spagna
                     
                  
                  
                     
                        104 166 951
                     
                  
               
                     
                        Disponibilità residue fino al 1º ottobre 2018
                     
                  
                  
                     
                        173 389 387
                     
                  
               
               Proposta di
            
            
               DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
            
            
               relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea per fornire assistenza alla Grecia, alla Spagna, alla Francia e al Portogallo
            
            
               IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell’11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell’Unione europea
                  8
               , in particolare l’articolo 4, paragrafo 3,
            
            
               visto l’accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria
                  9
               , in particolare il punto 11,
            
            
               vista la proposta della Commissione europea,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea (il “Fondo”) è destinato a consentire all’Unione di rispondere in modo rapido, efficiente e flessibile alle situazioni di emergenza e a dimostrare solidarietà con la popolazione delle regioni colpite da catastrofi naturali.
            
            
               (2)Per il Fondo è fissato un massimale annuo pari a 500 000 000 EUR (a prezzi del 2011), come stabilito all’articolo 10 del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio
                  10
               .
            
            
               (3)Il 1° settembre 2017 la Grecia ha presentato una domanda di mobilitazione del Fondo in seguito a un terremoto che ha colpito l’isola di Lesbo nell’Egeo settentrionale il 12 giugno 2017.
            
            
               (4)Il 22 dicembre 2017 la Spagna ha presentato una domanda di mobilitazione del Fondo in seguito agli incendi che hanno colpito la regione Galizia nel nord-ovest della Spagna nel periodo dal 10 al 17 ottobre 2017.
            
         
         
            
               (5)Il 27 novembre 2017 la Francia ha presentato una domanda di mobilitazione del Fondo in seguito al passaggio dell’uragano Irma sull’isola di Saint Martin il 5 e 6 settembre 2017 e dell’uragano Maria che ha colpito Guadalupa il 18 e 19 settembre 2017.
            
            
               (6)Il 17 luglio 2017 il Portogallo ha presentato una domanda iniziale di contributo del Fondo in seguito ai gravi incendi divampati il 17 giugno 2017. In seguito ad altri incendi che hanno colpito il paese nel periodo tra giugno e ottobre 2017, il Portogallo ha presentato, il 13 ottobre 2017 e il 14 dicembre 2017, aggiornamenti della domanda che comprendono una stima riveduta dell’importo cumulativo dei danni causati dagli incendi tra giugno e ottobre 2017.
            
            
               (7)Le domande presentate da Grecia, Spagna, Francia e Portogallo soddisfano le condizioni per l’assegnazione di un contributo finanziario del Fondo stabilite all’articolo 4 del regolamento (CE) n. 2012/2002.
            
            
               (8)È pertanto opportuno procedere alla mobilitazione del Fondo per fornire un contributo finanziario alla Grecia, alla Francia, al Portogallo e alla Spagna.
            
            
               (9)Al fine di ridurre al minimo i tempi di mobilitazione del Fondo, la presente decisione dovrebbe applicarsi a decorrere dalla data della sua adozione,
            
            
               HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
            
            
               Articolo 1
            
            
               Nel quadro del bilancio generale dell’Unione per l’esercizio 2018, il Fondo di solidarietà dell’Unione europea è mobilitato per erogare 1 359 119 EUR alla Grecia, 3 228 675 EUR alla Spagna, 48 906 025 EUR alla Francia e 50 673 132 EUR al Portogallo, in stanziamenti di impegno e di pagamento.
            
            
               Articolo 2
            
            
               La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
            
            
               Essa si applica a decorrere dal ... [the date of its adoption]**..
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                  Per il Parlamento europeo
                        Per il Consiglio
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        COM(2018) 155 del 22.2.2018.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        GU L 311 del 14.11.2002, pag. 3.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        EL41 = il PIL regionale per Voreio Aigaio/Egeo settentrionale è pari a 2 545 milioni di EUR in base ai dati del 2014.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        8 928 milioni di EUR in base ai dati del 2014.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        Decisione (UE) 2017/1599 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2017, sulla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea per fornire assistenza all’Italia. 
               
               
                  
                     (8)
                  
                        GU L 311 del 14.11.2002, pag. 3.
               
               
                  
                     (9)
                  
                        GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
               
               
                  
                     (10)
                  
                        Regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884).