CELEX: 52000PC0479
Language: it
Date: 2000-07-26
Title: Proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione 2000/24/CE allo scopo d'istituire un programma speciale d'azione della Banca europea per gli investimenti a sostegno del consolidamento e del potenziamento dell'unione doganale CE-Turchia

Avis juridique important

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52000PC0479

Proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione 2000/24/CE allo scopo d'istituire un programma speciale d'azione della Banca europea per gli investimenti a sostegno del consolidamento e del potenziamento dell'unione doganale CE-Turchia  /* COM/2000/0479 def. - CNS 2000/0197 */  

Gazzetta ufficiale n. C 365 E del 19/12/2000 pag. 0167 - 0168

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO recante modifica della decisione 2000/24/CE allo scopo d'istituire un programma speciale d'azione della Banca europea per gli investimenti a sostegno del consolidamento e del potenziamento dell'unione doganale CE-Turchia(presentata dalla Commissione)RELAZIONEI. ANTEFATTI1. Il 23 dicembre 1963 il Consiglio ha adottato la decisione 64/732/CEE, relativa alla conclusione di un accordo ("accordo di Ankara") che creava un'associazione fra la Comunità economica europea e la Turchia [1] allo scopo di liberalizzare gli scambi bilaterali e stabilire un'unione doganale. Il protocollo aggiuntivo, in vigore dal 1° gennaio 1973, che è stato allegato all'accordo di associazione [2], ha fissato le condizioni, i dispositivi e il calendario per la graduale istituzione dell'unione doganale in tre fasi, nell'arco di 22 anni.[1]   GU 217 del 29 dicembre 1964, pag. 3685 e segg.[2]   GU L 293 del 29 dicembre 1972, pag. 4.2. Il 6 marzo 1995 il Consiglio ha deciso un pacchetto globale per lo sviluppo delle relazioni future con la Turchia, comprendente, oltre a misure di politica generale, una proposta di decisione del Consiglio di associazione CE-Turchia relativa all'attuazione della fase finale dell'unione doganale (cfr. punto 4) e una dichiarazione della Comunità sulla cooperazione finanziaria.La dichiarazione sulla cooperazione finanziaria evidenziava l'esigenza, da parte turca, di adattare il settore industriale alle nuove condizioni di concorrenza determinate dall'unione doganale e rafforzare i legami con l'Unione a livello di infrastrutture. A tal fine, la Comunità annunciava la "ripresa della cooperazione finanziaria con la Turchia prima dell'entrata in vigore dell'unione doganale" e dichiarava la propria intenzione di "adottare modalità di cooperazione nel primo semestre del 1995". La dichiarazione continuava enucleando gli elementi su cui basare la cooperazione finanziaria con la Turchia:- cospicue risorse finanziarie da mettere a disposizione per la cooperazione con la Turchia nell'arco di cinque anni, dal 1996;- ulteriore accesso ai prestiti BEI, ai sensi della politica mediterranea orizzontale 1992-1996 per il finanziamento di progetti infrastrutturali nei settori ambientale, energetico, dei trasporti e delle telecomunicazioni [3];[3]   Regolamento (CE) n. 1763/92 del Consiglio del 29 giugno 1992, GU L 181 del 1° luglio 1992, pag.5.- altri prestiti della BEI per cinque anni, dal 1996, allo scopo di migliorare la competitività dell'economia turca in seguito all'entrata in vigore dell'unione doganale;- altri finanziamenti comunitari (risorse di bilancio e prestiti BEI), disponibili per tutti i paesi mediterranei dal 1996 (nell'ambito del MEDA).3. In base a tale dichiarazione, il 25 luglio 1995 la Commissione ha presentato una proposta di regolamento del Consiglio relativo all'attuazione di un'azione speciale di cooperazione finanziaria a favore della Turchia, con cui stanziava 375 milioni di ecu per rafforzare le strutture economiche e sociali turche nella fase finale dell'attuazione dell'unione doganale [4].[4]   COM(95) 389 def. del 25 luglio 1995, GU C 271 del 17 ottobre 1995, pag. 12.Con la stessa proposta, la Commissione invitava il Consiglio ad approvare uno strumento speciale di prestiti BEI inteso a rafforzare la competitività dell'economia turca in seguito all'entrata in vigore dell'unione doganale. La proposta non prevedeva un importo specifico per l'azione speciale; tuttavia, a quell'epoca il massimale previsto nella dichiarazione del Consiglio di associazione del 6 marzo 1995 era 750 milioni di ecu in cinque anni.L'intento era ottenere che il pacchetto comprendente le due misure fosse approvato in tempo per la riunione del Consiglio di associazione dell'ottobre 1995. La proposta della Commissione incontrò tuttavia difficoltà sostanziali nella fase decisionale e il Consiglio non ne approvò mai la base giuridica. Le due misure di assistenza, compresa l'azione speciale BEI, non divennero dunque operative.4. Il 22 dicembre 1995 il Consiglio d'associazione CE-Turchia ha adottato la decisione n. 1/95 relativa all'attuazione della fase finale dell'unione doganale [5] che, in base a obbligazioni reciproche ed equilibrate, disciplinava l'attuazione dell'ultima fase dell'unione doganale.  Previa approvazione del Parlamento il 13 dicembre 1995, l'unione doganale è entrata in vigore il 31 dicembre 1995.[5]   Decisione 96/142/CE; GU L 35 del 13 febbraio 1996, pag. 1.5. Con l'entrata in vigore dell'unione doganale, la Turchia ha abolito i dazi doganali e tributi equivalenti, le restrizioni quantitative e i contingenti sui prodotti industriali importati dalla Comunità. Nel contempo, ha adottato gran parte dell'acquis comunitario nel settore doganale, della politica commerciale, della concorrenza e della proprietà intellettuale, industriale e commerciale. Entro il 31 dicembre 2000 la Turchia dovrà inoltre recepire nel proprio corpus giuridico tutta la normativa comunitaria sull'eliminazione degli ostacoli tecnici agli scambi.L'Unione europea e la Turchia hanno beneficiato entrambe dell'unione doganale, che si estende a oltre il 90 % degli scambi bilaterali. Dalla sua entrata in vigore, gli scambi hanno registrato un grande incremento, passando da 23,9 miliardi di euro nel 1995 a 31,5 miliardi nel 1999. La parte dell'UE nel totale degli scambi della Turchia è passata dal 49 % nel 1995 al 53 % nel 1999. L'eccedenza commerciale nominale dell'UE con la Turchia si è accresciuta da 4,9 miliardi di euro nel 1995 a 6,2 miliardi nel 1999. Ma soprattutto, nel periodo 1995-1999 è diminuita, a favore dell'UE, la proporzione di importazioni turche provenienti dai paesi terzi.6. Il Consiglio europeo di Lussemburgo del 12 e 13 dicembre 1997 ha confermato l'ammissibilità della Turchia all'adesione all'Unione europea e ha chiesto che fosse definita una strategia per preparare la Turchia all'adesione mediante il suo ravvicinamento all'Unione europea in tutti i settori.Il 4 marzo 1998 la Commissione ha quindi adottato la "Strategia europea per la Turchia" [6] con cui delineava un programma di lavoro inteso a consolidare e potenziare l'unione doganale e ad accelerare la cooperazione in altri settori importanti per l'ulteriore sviluppo delle relazioni con la Turchia. La strategia proponeva in sostanza le seguenti azioni: promuovere la cooperazione industriale e gli investimenti, anche delle PMI; migliorare l'accesso preferenziale reciproco ai mercati dei prodotti agricoli di base; concludere un accordo preferenziale sulla liberalizzazione dei servizi; garantire l'accesso reciproco ai mercati dei pubblici appalti; armonizzare la legislazione turca con la legislazione comunitaria nel campo delle telecomunicazioni e ravvicinarla a quella comunitaria in materia ambientale; avviare un dialogo macroeconomico a sostegno, in particolare, della liberalizzazione dei movimenti di capitali.[6]   COM(1998) 124 def. del 4 marzo 1998.Il Consiglio europeo di Cardiff del 15 e 16 giugno 1998 ha approvato questa strategia che, presa globalmente, costituisce una piattaforma per lo sviluppo delle reciproche relazioni su base solida ed evolutiva, ed ha quindi invitato la Commissione a proseguire la strategia e a presentare le eventuali proposte necessarie per attuarla efficacemente. Nel rammentare l'esigenza di un sostegno finanziario a tale scopo, il Consiglio di Cardiff ha infine preso atto dell'intenzione della Commissione di riflettere sulle modalità e sugli strumenti per consolidare l'attuazione della strategia e di presentare adeguate proposte a tale scopo.7. Il Consiglio europeo di Helsinki del 10 e 11 dicembre 1999 ha riconosciuto alla Turchia lo status di candidata all'Unione. In quanto tale alla Turchia si applicherà la strategia di preadesione in base agli stessi criteri applicati agli altri Stati candidati. La punta di diamante della strategia è il partenariato per l'adesione - nel quale si stabiliranno le priorità per la Turchia - che sarà adottato per la prima volta nel novembre 2000.8. Le relazioni tra l'UE e la Turchia sono tuttora imperniate sull'unione doganale, a beneficio di entrambe le parti. L'importo finanziario di riferimento per il potenziamento dell'unione doganale è di 15 milioni di euro per il periodo 2000-2002 [7]. Secondo la Strategia europea per la Turchia e in ossequio al nuovo status di paese candidato riconosciuto alla Turchia dal Consiglio europeo di Helsinki del dicembre 1999, la Commissione ha deciso di presentare al Consiglio e al Parlamento una proposta per l'istituzione di un programma d'azione speciale della BEI a sostegno del consolidamento e del potenziamento dell'unione doganale CE-Turchia, in sostituzione dell'azione speciale BEI del 1995.[7]   Regolamento (CE) n. 764/2000 del Consiglio, del 10 aprile 2000; GU L 94 del 14 aprile 2000, pag. 6.II. LA PROPOSTA9. Con questa comunicazione, la Commissione presenta una proposta di modifica del mandato generale di prestiti esterni conferito alla BEI con la decisione 2000/24/CE, nell'intento di istituire un programma speciale d'azione della BEI, dotato di 450 milioni di euro per il periodo 2000-2004, a sostegno del consolidamento e del potenziamento dell'unione doganale CE-Turchia.10. La presente proposta sostituisce la proposta relativa a un'azione speciale della BEI per rafforzare la competitività dell'economia turca, formulata nell'ambito della comunicazione n. 389 della Commissione del 25 luglio 1995 (cfr. punto 3), non adottata dal Consiglio. A quell'epoca, la proposta non prevedeva un importo specifico per l'azione speciale; tuttavia il massimale previsto nella dichiarazione del Consiglio di associazione del 6 marzo 1995 sulla ripresa della cooperazione finanziaria con la Turchia era 750 milioni di ecu in cinque anni.Il 4 gennaio 2000 il consiglio dei governatori della BEI ha approvato, su raccomandazione del consiglio di amministrazione del 24 novembre 1999, l'estensione del cosiddetto "strumento di preadesione", cosicché la BEI possa concedere prestiti sulle sue risorse ai paesi candidati per 8,5 miliardi di euro nell'arco di tre anni e mezzo dal gennaio 2000. Lo strumento di preadesione non beneficia di garanzia comunitaria. Possono accedervi solo i paesi che erano candidati all'adesione al momento della raccomandazione del consiglio di amministrazione ai governatori. Dopo il Consiglio europeo di Helsinki, è probabile che la BEI presenterà ai governatori una proposta intesa ad estendere alla Turchia il beneficio dello strumento di preadesione.Lo strumento di preadesione non stabilisce quote o ripartizioni per paese. Il finanziamento avviene secondo i consueti criteri della BEI, in particolare i requisiti di sicurezza, e viene deciso sulla base esclusiva dei rischi bancari. Nondimeno, si può ragionevolmente considerare che con i nuovi 450 milioni di euro proposti, che si aggiungono ai prestiti concessi nel quadro dello strumento di preadesione, l'UE onorerà l'impegno di prestiti speciali alla Turchia tramite la BEI, assunto nel contesto dell'unione doganale del 1995.11. Considerate le condizioni di concorrenza nell'unione doganale e in linea con gli obiettivi fissati nel 1995, la misura proposta è intesa a finanziare:- gli investimenti a favore della competitività dell'industria turca, delle PMI in particolare;- gli investimenti nelle infrastrutture dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni, allo scopo di migliorare i collegamenti fra infrastrutture turche e comunitarie mediante, se del caso e nei limiti delle risorse disponibili, progetti connessi con le reti transeuropee di trasporto nei paesi candidati (rete TINA), il  trasporto interstatale di petrolio greggio e di gas verso l'Europa (Inogate), i collegamenti verso l'Europa nel settore dell'energia prodotta con idrocarburi e il corridoio di trasporto Europa, Caucaso, Asia (Traceca);- gli investimenti di sostegno agli investimenti diretti di società dell'UE in Turchia;- gli investimenti in impianti tecnici per facilitare il funzionamento dell'unione doganale (laboratori, attrezzature di normalizzazione, ecc.), dove i prestiti BEI costituiscano uno strumento adeguato di finanziamento.12. A quest'azione speciale corrisponderà, nell'ambito del  mandato generale di prestiti esterni della BEI, un nuovo pacchetto specifico stanziato per sostenere il consolidamento e il potenziamento dell'unione doganale CE-Turchia. Di conseguenza, il totale degli stanziamenti a norma della decisione 2000/24/CE dovrà aumentare di 450 milioni di euro, vale a dire dell'importo corrispondente al pacchetto stabilito per il suddetto scopo. Restano invariate tutte le disposizioni afferenti al mandato generale di prestiti esterni della BEI, ivi comprese la durata e le modalità di relazione.13. Gli interventi della BEI nel quadro della presente proposta devono essere coerenti con tutti gli altri strumenti BEI di cui può disporre la Turchia. La Turchia è ammissibile ai prestiti BEI nell'ambito della dotazione mediterranea di 6,425 miliardi di euro, prevista nel nuovo mandato generale di prestiti esterni della BEI per il 2000-2007 [8] (quanto al pacchetto mediterraneo di 2,31 miliardi di euro nell'ambito del mandato generale BEI 1997 [9], la Turchia ha beneficiato di prestiti per 205 milioni di euro destinati perlopiù all'ambiente --gestione delle risorse idriche-- e di prestiti globali per l'industria). Nell'ambito del mandato speciale per la ricostruzione delle regioni colpite dal sisma del 1999 [10], a inizi 2000 la BEI ha approvato due dispositivi di prestito alla Turchia, per complessivi 600 milioni di euro, destinati sia alla ricostruzione di infrastrutture, abitazioni e piccole imprese, sia alle PMI colpite, in forma di prestiti globali a tre banche turche. A tutt'oggi, sono stati già concessi due prestiti per 225 milioni di euro. L'assistenza finanziaria a titolo dello strumento di preadesione della BEI dipenderà invece dalla valutazione che questa effettuerà della situazione finanziaria degli organismi o progetti beneficiari. Nell'ambito di MEDA II, inoltre, la Turchia riceverà ogni anno, fra il 2000 e il 2002, 127 milioni di euro in sovvenzioni, capitale di rischio (gestito dalla BEI) e agevolazioni di interessi (su prestiti BEI per l'ambiente).[8]   Decisione 2000/24/CE del Consiglio, del 13 gennaio 2000; GU L 9 del 13 gennaio 2000, pag. 24.[9]   Decisione 97/256/CE del Consiglio, del 14 aprile 1997; GU L 102 del 19 aprile 1997, pag. 33.[10]   Decisione 1999/786/CE del Consiglio, del 29 novembre 1999; GU L 308, pag. 35.14. La Comunità annette grande importanza al processo avviato dalla Turchia per migliorare e promuovere le prassi democratiche e il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e per estendere la partecipazione della società civile a tale processo [11]. Al riguardo, nel quadro della strategia di preadesione, la Commissione adotta annualmente una relazione periodica sul complesso delle relazioni UE-Turchia, con particolare riferimento ai criteri di Copenaghen applicabili ai paesi candidati.[11]   Vedi anche il regolamento (CE) n. 764/2000 del Consiglio, del 10 aprile 2000; GU L 94 del 14 aprile 2000, pag. 6.15. Su invito dei Consigli europei di Helsinki e Feira, la Commissione intende presentare quanto prima una proposta di quadro unico per il coordinamento di tutte le fonti di assistenza finanziaria dell'UE durante il periodo di preadesione della Turchia, a norma del regolamento (CE) n. 622/98 del Consiglio del 16 marzo 1998, relativo all'assistenza in favore dei paesi candidati all'adesione all'Unione europea, nell'ambito della strategia di preadesione, e in particolare all'istituzione di partenariati per l'adesione [12]. La presente proposta è pienamente compatibile con il suddetto quadro unico.[12]   GU L 85, del 20 marzo 1998, p. 1.III. INCIDENZA DI BILANCIO16. La presente proposta di modifica della decisione 2000/24/CE, intesa ad aggiungere un nuovo pacchetto di 450 milioni di euro per costituire un programma d'azione speciale della BEI a sostegno del potenziamento dell'unione doganale CE-Turchia, avrà sul fondo di garanzia per le azioni esterne un impatto complessivo di 26,33 milioni di euro [13][13]   Vedi anche il regolamento (CE, Euratom) n. 2728/1994 del  Consiglio del 31 ottobre 1994 che istituisce un fondo di garanzia per le azioni esterne (GU L 293 del 12 novembre 1994, pag. 1), modificato dal regolamento (CE, Euratom) n. 1149/1999 del Consiglio, del 25 maggio 1999 (GU L 139 del 2 giugno 1999, pag. 1).17. La Commissione propone di scaglionare i prestiti a titolo dell'azione speciale come indicato al punto 12.1 della scheda finanziaria in allegato. La dotazione richiesta per gli importi indicati sarà di 11,7 milioni di euro nel 2000, 5,85 milioni nel 2001 e 2,93 milioni annui dal 2002 al 2004.18. Il margine rimanente nella riserva per il fondo di garanzia per il 2000 è attualmente di 21,43 milioni di euro, calcolando tutte le azioni esterne già decise o proposte o prevedibili con un certo grado di sicurezza. La presente proposta ridurrà il margine a 9,73 milioni di euro. Se necessario, il margine rimanente per il 2000 sarà ancora sufficiente come copertura dei 108 milioni di euro per la nuova assistenza macrofinanziaria oppure dei 166 milioni di euro per i nuovi prestiti BEI.19. Quanto agli esercizi successivi, la dotazione annua necessaria per la presente proposta porterà la riserva residua del fondo di garanzia a 35,54 milioni di euro nel 2001, 30,61 milioni nel 2002, 51,51 milioni nel 2003 e 64,17 milioni nel 2004.Con questi importi, la Comunità è in grado di coprire 395 milioni di euro per la nuova assistenza macrofinanziaria o 600 milioni di euro per i nuovi prestiti BEI nel 2001; 340 milioni di euro per la nuova assistenza macrofinanziaria o 520 milioni di euro per i nuovi prestiti BEI nel 2002; 570 milioni di euro per la nuova assistenza macrofinanziaria od 880 milioni di euro per i nuovi prestiti BEI nel 2003; od ogni combinazione. Tenuto conto della riserva disponibile nel fondo di garanzia, la situazione, che sarà difficile nell'esercizio 2002, resterà tuttavia gestibile se non interverranno mutamenti.20. L'intento è che l'attuale proposta sia adottata in tempo utile per chiedere uno storno dalla riserva del fondo di garanzia già nel 2000. Se non vi sarà tempo per ottenere entro il 31 dicembre 2000 lo storno necessario dalla  riserva per prestiti e garanzia di prestiti al fondo di garanzia per le azioni esterne, la Commissione e la BEI -- in applicazione del punto 3 dell'allegato al regolamento (CE, Euratom) n. 2728/1994 del Consiglio del 31 ottobre 1994 secondo il quale, per quanto riguarda le garanzie sui prestiti BEI: "i versamenti al fondo (di garanzia) avvengono per frazioni annuali calcolate in base agli importi annui indicati nella scheda finanziaria acclusa alla proposta della Commissione, eventualmente adattati in funzione della decisione del Consiglio"-- adatteranno la scheda finanziaria riprogrammando di conseguenza i prestiti previsti (per esempio riprogrammando sul 2005 e il 2006 i prestiti di 200 milioni di euro previsti per il 2000).2000/0197 (CNS)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO recante modifica della decisione 2000/24/CE allo scopo d'istituire un programma speciale d'azione della Banca europea per gli investimenti a sostegno del consolidamento e del potenziamento dell'unione doganale CE-TurchiaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 308,vista la proposta della Commissione [14],[14]  GU C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Parlamento europeo [15],[15]  GU C [...] del [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) Il 23 dicembre 1963 il Consiglio ha adottato la decisione 64/732/CEE, relativa alla conclusione di un accordo di associazione fra la Comunità economica europea e la Turchia [16]. Il protocollo aggiuntivo, in vigore dal 1° gennaio 1973, che è stato allegato all'accordo di associazione [17], ha fissato le condizioni, i dispositivi e il calendario per la graduale istituzione di un'unione doganale in tre fasi, nell'arco di 22 anni.[16]   GU 217 del 29 dicembre 1964, pag. 3685 e segg.[17]   GU L 293 del 29 dicembre 1972, p. 4.(2) Il 6 marzo 1995 il Consiglio ha deciso un pacchetto globale per lo sviluppo delle relazioni future con la Turchia, comprendente una proposta di decisione del Consiglio di associazione CE-Turchia relativa all'attuazione della fase finale dell'unione doganale e una dichiarazione della Comunità sulla cooperazione finanziaria.(3) La dichiarazione precisava che la ripresa della cooperazione finanziaria con la Turchia avrebbe comportato anche "altri prestiti della BEI per cinque anni, dal 1996, allo scopo di migliorare la competitività dell'economia turca in seguito all'entrata in vigore dell'unione doganale".(4) In base a tale dichiarazione, il 25 luglio 1995 la Commissione ha presentato una proposta di regolamento del Consiglio relativo all'attuazione di un'azione speciale di cooperazione finanziaria a favore della Turchia. Con la stessa proposta, la Commissione invitava il Consiglio ad approvare uno strumento di prestiti BEI inteso a rafforzare la competitività dell'economia turca in seguito all'entrata in vigore dell'unione doganale. La proposta della Commissione incontrò tuttavia difficoltà sostanziali nella fase decisionale e il Consiglio non ne approvò mai la base giuridica.(5) Il Consiglio europeo di Lussemburgo del 12 e 13 dicembre 1997 ha chiesto di definire una strategia per preparare la Turchia all'adesione mediante il suo ravvicinamento all'Unione europea in tutti i settori. Il 4 marzo 1998 la Commissione ha presentato al Consiglio una comunicazione dal titolo "Strategia europea per la Turchia", con cui delineava un programma di lavoro inteso a consolidare e potenziare l'unione doganale e ad accelerare la cooperazione in settori importanti per l'ulteriore sviluppo delle relazioni con la Turchia.(6) Il Consiglio europeo di Cardiff del 15 e 16 giugno 1998 ha approvato la strategia europea per la Turchia in quanto piattaforma per lo sviluppo delle reciproche relazioni su base solida ed evolutiva. Nel rammentare l'esigenza di un sostegno finanziario per la strategia europea, il Consiglio europeo ha preso atto dell'intenzione della Commissione di riflettere sulle modalità e sugli strumenti per consolidarne l'attuazione, e di presentare adeguate proposte a tale scopo.(7) Il Consiglio europeo di Helsinki del 10 e 11 dicembre 1999 ha riconosciuto alla Turchia lo status di candidata all'Unione in base agli stessi criteri applicati agli altri Stati candidati.(8) Secondo la strategia europea per la Turchia e in ossequio al nuovo status di paese candidato riconosciutole dal Consiglio europeo di Helsinki, la presente decisione intende istituire un programma d'azione speciale della BEI a sostegno del consolidamento e del potenziamento dell'unione doganale CE-Turchia. L'obiettivo è promuovere il progresso in settori che richiedono ancora attenzione, relativi all'attuazione ed effettiva applicazione di alcuni testi di legge ai fini dell'unione doganale, come risulta dalle relazioni periodiche della Commissione sui progressi della Turchia verso l'adesione, e in settori individuati nella strategia europea per la Turchia.(9) La presente decisione sostituisce la proposta di programma d'azione speciale BEI presentata nel 1995 e, insieme con la prevista ammissione della Turchia a beneficiare  dello strumento di preadesione, intende consentire all'UE di onorare l'impegno di assistenza speciale tramite la BEI nel contesto dell'unione doganale del 1995.(10) Gli interventi della BEI nel quadro della presente decisione devono essere coerenti con gli altri strumenti BEI di cui dispone la Turchia, intesi in particolare a sostenere gli investimenti per la competitività dell'industria turca, in specie quelli delle PMI, gli investimenti nelle infrastrutture di trasporto, dell'energia e delle telecomunicazioni, allo scopo di rafforzare i collegamenti fra infrastrutture turche e comunitarie mediante, se del caso e nei limiti delle risorse disponibili, i progetti relativi alla rete TINA, il corridoio "Traceca" e le condutture di energia "Inogate"; gli investimenti di sostegno agli investimenti diretti di società dell'UE in Turchia; e, dove i prestiti BEI costituiscano uno strumento adeguato di finanziamento, anche gli investimenti in impianti tecnici per il funzionamento dell'unione doganale.(11) La decisione 2000/24/CE [18] del Consiglio accorda alla BEI la garanzia della Comunità in caso di perdite dovute a prestiti a favore di progetti realizzati al di fuori della Comunità (Europa centrale e orientale, paesi mediterranei, America Latina ed Asia, Sudafrica).[18]   GU L 9 del 13.1.2000, pag. 24.(12) La suddetta decisione 2000/24/CE prevede il ricorso al fondo di garanzia per le azioni esterne istituito dal regolamento (CE, Euratom) n. 2728/1994 del Consiglio del 31 ottobre 1994 [19], modificato dal regolamento (CE, Euratom) n. 1149/1999 del Consiglio del 25 maggio 1999 [20];[19]   GU L 293 del 12/11/1994, pag. 1.[20]   GU L 139 del 2/6/1999, pag. 1.(13) La garanzia comunitaria a copertura del mandato generale di prestiti esterni della BEI stabilito nella decisione 2000/24/CE va estesa al programma d'azione speciale della BEI a sostegno del consolidamento e del potenziamento dell'unione doganale CE-Turchia. È quindi necessario modificare la decisione 2000/24/CE.(14) Le disposizioni della presente decisione si fondano sul rispetto dei principi democratici, dello Stato di diritto, dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e del diritto internazionale, elementi essenziali delle politiche della Comunità europea e dei suoi Stati membri. La Comunità annette grande importanza alla necessità che la Turchia migliori e promuova le prassi democratiche e il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo ed estenda la partecipazione della società civile a tale processo.(15) Per l'adozione della presente decisione, il trattato non prevede poteri d'azione diversi da quelli dell'articolo 308,DECIDE:Articolo 1La seconda frase del secondo capoverso del paragrafo 1, articolo 1 della decisione 2000/24/CE, viene modificata come segue:(a)  nella parte introduttiva, l'importo di "18 410 milioni di euro" viene modificato in "18 860 milioni di euro";(b)  dopo il trattino "Sudafrica" va inserito il seguente quinto trattino:    "- Azione speciale a sostegno del consolidamento e del potenziamento dell'unione doganale CE-Turchia: 450 milioni di euro".Articolo 2La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee ed entra in vigore il giorno della sua adozione.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA1. Denominazione dell'azioneGaranzia della Comunità europea per un programma di prestiti speciali della BEI a sostegno del consolidamento e del potenziamento dell'unione doganale CE-Turchia.2. LINEA DI BILANCIOB0-220. Garanzia della Comunità europea sui prestiti concessi dalla Banca europea per gli investimenti a paesi terzi del Bacino mediterraneo.3. Base giuridicaArticolo 308 del trattato.4. Descrizione dell'azione4.1 Obiettivo generaleSostegno finanziario agli investimenti in Turchia a favore del consolidamento e del potenziamento dell'unione doganale.4.2 DescrizioneObiettivo dell'iscrizione in bilancio è fornire un sostegno finanziario alla garanzia di bilancio concessa dalla Comunità alla Banca europea per gli investimenti, a copertura di prestiti a favore della Turchia per l'importo di 450 milioni di euro.4.3 Periodo coperto e condizioni per il rinnovoLa durata del mandato generale di prestiti esterni della BEI è quella prevista dalla decisione 2000/24/CE. La garanzia vige fino all'ultimo rimborso del prestito, entro il termine di scadenza che la BEI determinerà autonomamente.5. Classificazione della spesa o dell'entrataSpesa obbligatoria/stanziamenti non dissociati.6. Natura della spesa o dell'entrataGaranzia a favore della Banca europea per gli investimenti.7. Incidenza finanziariaSolo in caso di attivazione della garanzia. Trattasi di garanzia globale, la cui copertura è limitata al 65 % del totale dei prestiti previsti a norma della decisione 2000/24/CE, ovvero al 65 % di 18 860 milioni di euro.7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (rapporto tra i singoli costi e il costo totale)Si propone un'iscrizione "per memoria" poiché gli importi di questa linea e i tempi per ricorrervi sono incerti e imprevedibili.7.2 Ripartizione dettagliata dei costiNessuna.7.3 Spese operative per studi, esperti, ecc. incluse nella Parte B del bilancioNessuna.8. Finanziamento delle spese operativeIn caso di inadempienza, il creditore è rimborsato direttamente dal fondo di garanzia istituito dal regolamento (CE, Euratom) n. 2728/94 del Consiglio del 31 ottobre 1994, modificato dal regolamento (CE, Euratom) n. 1149/1999 del Consiglio del 25 maggio 1999.Se il fondo di garanzia non dispone di risorse sufficienti per coprire l'inadempienza, si prelevano fondi aggiuntivi dal bilancio, procedendo come segue:- in primo luogo, si utilizza ogni eventuale margine rimanente nella riserva;- in secondo luogo, si utilizza ogni eventuale margine disponibile entro il massimale della rubrica 4 delle prospettive finanziarie o si procede a una ridistribuzione all'interno della rubrica 4;- in terzo luogo, si rivedono le prospettive finanziarie in base alle disposizioni dell'accordo interistituzionale, con eventuali ridistribuzioni all'interno di altre categorie.Per adempiere ai suoi obblighi, la Commissione può provvedere in via provvisoria al servizio del debito mediante fondi di tesoreria. In tal caso, si applica l'articolo 12 del regolamento (CEE, Euratom) n. 1552/89 del Consiglio del 29 maggio 1989.9. Misure volte ad accertare il rispetto delle disposizioni relative alla garanziaSecondo le consuete procedure della BEI, comprese le opportune disposizioni di controllo.10. Elementi dell'analisi costi-efficacia10.1 Obiettivi specifici e quantificati; popolazione target- Obiettivi quantificabili: aiutare l'industria turca, in particolare le PMI, a far fronte alle condizioni di concorrenza determinate dall'unione doganale; rafforzare i collegamenti con l'Unione a livello di infrastrutture (rete stradale e ferroviaria, porti, aeroporti, telecomunicazioni, elettricità); sostenere gli investimenti diretti di società dell'UE in Turchia e, dove i prestiti BEI costituiscano uno strumento di finanziamento adeguato, sostenere gli investimenti in impianti tecnici per il funzionamento dell'unione doganale.- Popolazione: Turchia.10.2 Giustificazione dell'azione- Sostenere il consolidamento e il potenziamento dell'unione doganale CE-Turchia.- Scelta dei mezzi: la BEI ha iniziato le sue operazioni di prestito in Turchia nel 1965 e da allora concede prestiti in Turchia a titolo di diversi strumenti comunitari. Grazie a queste operazioni, ha potuto stabilire contatti regolari con i competenti organismi turchi pubblici e privati e con le istituzioni finanziarie internazionali attive in Turchia.- Principali fattori di incertezza che potrebbero incidere sui risultati specifici dell'operazione: determinati sviluppi politici in Turchia.10.3 Controllo dell'azioneIndicatori di efficacia prescelti- A norma del considerando 18 e dell'articolo 2 della decisione 2000/24/CE, le informazioni che la Commissione trasmette annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio comprendono una valutazione del contributo che i prestiti a titolo della decisione stessa hanno apportato alla realizzazione dei corrispondenti obiettivi di politica estera della Comunità, tenendo conto degli obiettivi operativi e dell'adeguata verifica del raggiungimento degli stessi, definiti dalla BEI per i prestiti concessi ai sensi della suddetta decisione. L'efficacia dell'azione andrà valutata in funzione del raggiungimento degli obiettivi di cui al considerando 10 della presente decisione.11. Spese amministrative (Sezione III, parte A del bilancio)Nessuna. L'azione proposta non comporta aumenti né del personale della Commissione né delle spese amministrative.12. Incidenza sulla riserva per garanzie12.1 Calendario provvisorio dei prestiti da concedere durante il periodo di vigenza della decisione&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Stima dell'utilizzo della riserva di garanzia per la copertura del fondo di garanziaDal 1° gennaio 2000 il tasso di copertura del fondo di garanzia per le azioni esterne è del 9%. Il tasso della garanzia generale è del 65%.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;12.3 Stima dell'utilizzo della riserva di garanzia nell'ambito della presente proposta [21][21]   Situazione al 1° luglio 2000.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;* Nota: per il 2001 e gli esercizi successivi, in questa tabella non si è tenuto conto del presupposto di 400 milioni di euro all'anno per l'assistenza macrofinanziaria [22] di cui al considerando 21 della decisione 97/256/CE del Consiglio. La piena attuazione di tale presupposto, che richiede una dotazione annua di 36 milioni di euro, lascerebbe nella riserva un margine rimanente di 0,0 milioni di euro nel 2001 e 2002, di 15,51 milioni di euro nel 2003 e di 28,17 milioni di euro nel 2004. A fini comparativi, l'assistenza macrofinanziaria era di 460 milioni di euro nel 1997, di 150 milioni di euro nel 1998 e di 390 milioni di euro nel 1999. Inoltre, la decisione 94/179/Euratom del Consiglio del 21 marzo 1994 dà facoltà alla Commissione di contrarre prestiti per finanziare progetti intesi a migliorare la sicurezza e l'efficienza delle centrali nucleari in alcuni paesi terzi oppure progetti di smantellamento di simili impianti.  L'autorizzazione dei progetti a norma della suddetta decisione potrebbe richiedere una dotazione aggiuntiva di 36,77 milioni di euro nel periodo 2001-2003. Il livello attuale di accantonamento per l'Euratom copre il volume previsto di prestiti da concedere nel 2000, per un totale di 716 milioni di euro (un primo prestito di 212,5 milioni di euro è stato assegnato alla Bulgaria il 29 maggio 2000).