CELEX: 32014H0729(26)
Language: it
Date: 2014-07-08 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, dell' 8 luglio 2014 , sul programma nazionale di riforma 2014 del Regno Unito e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 del Regno Unito

29.7.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 247/136
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   dell'8 luglio 2014
   sul programma nazionale di riforma 2014 del Regno Unito e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 del Regno Unito
   2014/C 247/26
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
   visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (2), in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l'occupazione,
   visto il parere del comitato economico e finanziario,
   visto il parere del comitato per la protezione sociale,
   visto il parere del comitato di politica economica,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per la crescita e l'occupazione basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell'Europa.
            
         
               (2)
            
            
               Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla base delle proposte della Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (3), che insieme formano gli «orientamenti integrati». Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
            
         
               (3)
            
            
               Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo degli Stati membri hanno convenuto un patto per la crescita e l'occupazione che offre un quadro coerente per l'adozione di misure a livello nazionale, dell'UE e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche possibili. Essi hanno stabilito le misure da adottare a livello degli Stati membri, in particolare affermando l'impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 e l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese.
            
         
               (4)
            
            
               Il 9 luglio 2013 il Consiglio ha adottato una raccomandazione (4) sul programma nazionale di riforma 2013 del Regno Unito e ha formulato il suo parere sul programma di convergenza aggiornato del Regno Unito 2012/13 ‐ 2017/18.
            
         
               (5)
            
            
               Il 13 novembre 2013 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita, segnando l'inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche 2014. Il 13 novembre 2013 la Commissione ha altresì adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui il Regno Unito è stato annoverato tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di un esame approfondito.
            
         
               (6)
            
            
               Il 20 dicembre 2013 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita. Esso ha sottolineato la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l'erogazione di prestiti all'economia, di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la pubblica amministrazione.
            
         
               (7)
            
            
               Il 5 marzo 2014 la Commissione ha pubblicato i risultati dell'esame approfondito per il Regno Unito, a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011. L'analisi ha portato la Commissione a concludere che il Regno Unito continua a presentare squilibri macroeconomici che richiedono un monitoraggio e un'azione politica. In particolare, è opportuno continuare a prestare attenzione agli sviluppi relativi all'indebitamento delle famiglie, connesso ai livelli elevati di debito ipotecario e alle caratteristiche strutturali del mercato degli immobili residenziali, nonché all'andamento sfavorevole delle quote del mercato delle esportazioni. I rischi nel settore dell'edilizia abitativa sono dovuti al persistere di carenze strutturali nell'offerta di alloggi; le restrizioni intrinseche sul fronte dell'offerta, in particolare a Londra, e la reattività relativamente scarsa dell'offerta all'aumento della domanda continuano a far salire i prezzi delle abitazioni, soprattutto a Londra e nel sud-est, e spingono gli acquirenti a richiedere prestiti ipotecari elevati. È poco probabile che il mercato delle esportazioni in declino presenti dei rischi a breve termine, ma associato al disavanzo delle partite correnti rischia di porre problemi a livello strutturale, correlati a carenze in termini di competenze e a uno scarso livello di dotazione infrastrutturale. Per quanto riguarda le finanze pubbliche, non si prevede che il Regno Unito possa rispettare il termine per correggere il disavanzo eccessivo fissato dal Consiglio e lo sforzo di bilancio annuo medio è inferiore rispetto alla raccomandazione.
            
         
               (8)
            
            
               Il 30 aprile 2014 il Regno Unito ha presentato il suo programma nazionale di riforma 2014 e il suo programma di convergenza 2014. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
         
               (9)
            
            
               A norma dell'articolo 4 del protocollo n. 15 su talune disposizioni relative al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, l'obbligo di evitare disavanzi pubblici eccessivi di cui all'articolo 126, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea non si applica al Regno Unito. L'articolo 5 del protocollo prevede che il Regno Unito si sforzi di evitare un disavanzo pubblico eccessivo. L'8 luglio 2008 il Consiglio ha deciso, a norma dell'articolo 104, paragrafo 6, del trattato che istituisce la Comunità europea, che nel Regno Unito esiste un disavanzo eccessivo.
            
         
               (10)
            
            
               L'obiettivo della strategia di bilancio delineata nel programma di convergenza 2014 è di pareggiare il saldo di bilancio attuale corretto per il ciclo entro il termine di un periodo slittante di cinque anni, che si conclude nel 2018‐2019. Il programma di convergenza non comprende l'obiettivo a medio termine previsto dal patto di stabilità e crescita. Il disavanzo pubblico è stimato al 5,0 % del PIL nel 2014‐2015, dopo essere sceso da un picco dell'11,4 % del PIL nel 2009‐2010. Ciò non risulta in linea con il termine per la correzione del disavanzo eccessivo stabilito dal Consiglio. Secondo il programma di convergenza, il disavanzo eccessivo sarà corretto nel 2016‐2017 (attestandosi al 2,4 % del PIL), ossia due anni dopo il termine fissato dal Consiglio. Il programma di convergenza implica che il disavanzo strutturale della pubblica amministrazione (ricalcolato) evidenzierà un miglioramento di 0,3 punti percentuali passando al 4,4 % del PIL nel corso dell'anno fino al 2014‐2015. I programmi di bilancio non sono sufficienti a raggiungere lo sforzo di bilancio annuo medio raccomandato per correggere il disavanzo eccessivo. In seguito, il programma di convergenza prevede un miglioramento annuo del saldo strutturale (ricalcolato) di 0,8 punti percentuali nel 2015‐2016 e di 1,3 punti percentuali nel 2016‐2017. Complessivamente, il programma di convergenza è solo in parte conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita.
            
         
               (11)
            
            
               Il risanamento fino ad ora è stato principalmente realizzato mediante tagli alla spesa e si potrebbe pertanto prendere in considerazione il contributo potenziale alle entrate derivante dall'ampliamento della base imponibile. Il Regno Unito presenta un livello elevato di tasse non riscosse, soprattutto per quanto riguarda l'imposizione indiretta. Secondo il programma di convergenza, il rapporto debito/PIL è destinato a salire al 93,1 % nel 2015‐2016, per poi calare all'86,6 % nel 2018‐2019. Lo scenario macroeconomico del Regno Unito sul quale si fondano le proiezioni di bilancio del programma di convergenza è plausibile. I rischi potenziali per le proiezioni di bilancio derivano da una crescita inferiore al previsto dovuta a un contenimento dei salari che riduca i consumi privati e a un'incertezza che ostacoli gli investimenti. Nonostante ciò, le proiezioni sono coerenti con le previsioni della primavera 2014 dei servizi della Commissione, che infatti non prevedono la correzione del disavanzo eccessivo entro il termine fissato dal Consiglio. Inoltre, secondo le previsioni della Commissione, la variazione del saldo strutturale (corretta) per il periodo 2010‐2014 è inferiore in media dello 0,6 % del PIL all'anno rispetto alla raccomandazione e probabilmente sarà insufficiente anche nel 2015. Sulla base della sua valutazione del programma di convergenza e delle previsioni della Commissione, a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che siano necessarie misure aggiuntive per garantire l'osservanza della raccomandazione nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi.
            
         
               (12)
            
            
               Il Regno Unito ha adottato misure a livello di domanda e di offerta nel settore dell'edilizia residenziale. Sebbene sia aumentata, l'offerta di nuove proprietà resta bassa ed è di molto inferiore alla domanda. Questo fattore, combinato con tassi d'interesse bassi e condizioni più favorevoli per il credito ipotecario (ad esempio rapporto mutuo concesso/reddito percepito più alto), ha contribuito a far salire i prezzi delle case in alcune zone del Regno Unito, in particolar modo a Londra. La carenza di domanda è da tempo un fenomeno strutturale ed è probabile che il problema permanga nel medio termine. È necessario agire per incrementare ulteriormente l'offerta di immobili residenziali, introducendo incentivi adeguati per far crescere l'offerta a livello locale. Le autorità dovrebbero continuare a monitorare i prezzi degli alloggi e l'indebitamento dovuto all'accensione di un mutuo ed essere pronte a mettere in atto misure appropriate, ivi incluso l'adeguamento, se necessario, del sistema di incentivazione «Help to Buy 2» (garanzia di prestito). È necessario aumentare la trasparenza nell'utilizzo e l'impatto della regolamentazione macroprudenziale del settore dell'edilizia abitativa adottata dal comitato di politica finanziaria, che potrebbe essere utilizzata per risolvere il problema del rincaro eccessivo delle abitazioni e dell'aumento dell'indebitamento dovuto all'accensione di un mutuo. È opportuno prendere in considerazione riforme della tassazione dei terreni e dei beni immobili al fine di ridurre le distorsioni del mercato degli immobili residenziali.
            
         
               (13)
            
            
               Il Regno Unito continua ad affrontare le sfide della disoccupazione e sottoccupazione, nonché i problemi specifici relativi alla disoccupazione giovanile. Deve inoltre rispondere a sfide importanti rappresentate dalla necessità di dotare i giovani delle competenze e dell'esperienza lavorativa richieste dal mercato del lavoro e dall'esigenza di aumentare l'offerta di apprendistati. Ciò contribuisce a spiegare il fatto che l'utilizzo delle integrazioni salariali previste dallo Youth Contract («contratto giovani») resti inferiore alle previsioni. Il mercato del lavoro risente dello squilibrio tra domanda e offerta di competenze e le autorità stanno cercando di riqualificare la forza lavoro, al fine di affrontare sia il problema della disoccupazione sia quello della carenza di lavoratori altamente qualificati dal punto di vista professionale e tecnico. Sono state realizzate iniziative intese a migliorare la qualità dei programmi di apprendistato, ma sono necessari ulteriori sforzi. Inoltre, è necessario semplificare il sistema di qualifiche, tuttora complesso, al fine di facilitare il riconoscimento universale e promuovere un più alto grado di coinvolgimento dei datori di lavoro.
            
         
               (14)
            
            
               Le autorità stanno affrontando il problema degli scarsi incentivi all'occupazione, in particolare per i beneficiari di prestazioni sociali, con l'introduzione del «credito universale» (Universal Credit), che consentirà alle persone di mantenere una percentuale maggiore del loro sussidio al momento dell'inserimento nel mondo del lavoro. Il credito universale potrebbe sì avere un impatto positivo sull'occupazione, ma molto dipenderà da quanto sarà efficace la sua attuazione e dai servizi di supporto, tra cui l'interazione con altre prestazioni. L'attenzione al reinserimento professionale trova riscontro anche nella limitazione all' 1 % l'anno, fino al 2016, dell'aggiustamento annuale di molte prestazioni e molti crediti d'imposta destinati alla popolazione in età lavorativa.
            
         
               (15)
            
            
               Il Regno Unito continua ad affrontare le sfide relative all'incremento dell'occupazione delle persone con figli con il miglioramento dell'accesso a servizi di assistenza all'infanzia di qualità e a prezzi abbordabili. Continua a introdurre misure volte a rendere accessibili i servizi di assistenza all'infanzia sia ai genitori con un lavoro a tempo parziale sia a quelli che lavorano a tempo pieno, tenendo conto dei diversi livelli retributivi. I costi dei servizi di assistenza all'infanzia, tuttavia, restano tra i più alti dell'Unione e continuano a rappresentare un problema, soprattutto per le persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare e per le famiglie monoparentali.
            
         
               (16)
            
            
               Per quanto riguarda l'accesso ai finanziamenti, nonostante le condizioni dei mercati creditizi siano migliorate nel 2013, la crescita del credito resta debole e c'è bisogno di più tempo per valutare l'efficacia delle politiche vigenti. Sussistono particolari difficoltà per l'accesso al credito da parte delle PMI. Mentre le grandi imprese possono ottenere finanziamenti direttamente sui mercati all'ingrosso e avvantaggiarsi dei servizi finanziari avanzati offerti dal Regno Unito, le PMI dipendono in larga misura dalle banche per ottenere finanziamenti esterni. Sono stati compiuti buoni progressi nel dare seguito alla raccomandazione dell'anno scorso sulla concorrenza nel settore bancario mediante la creazione di nuove banche, le cosiddette challenger bank, ossia istituti che si propongono come alternativa alle principali banche del paese (un esempio è la TSB, che tuttavia non è ancora completamente indipendente).
            
         
               (17)
            
            
               Nel dicembre 2013 il Regno Unito ha pubblicato un piano nazionale aggiornato per le infrastrutture, un approccio strategico a lungo termine alla pianificazione, al finanziamento e alla realizzazione delle infrastrutture. Il piano predispone una «programmazione» per la realizzazione di investimenti di capitale lungimiranti fino al 2020 e oltre per un totale di 375 miliardi di GBP (circa 460 miliardi di EUR). Un'ampia parte della «programmazione» (340 miliardi di GBP, ossia circa 420 miliardi di EUR) riguarda investimenti nei settori dell'energia e dei trasporti. Si prevede che i tre quarti circa dei finanziamenti proverranno dal settore privato e il resto dal settore pubblico. Sebbene il piano costituisca un'iniziativa adeguata, permangono preoccupazioni circa l'elemento «settore privato» del finanziamento, la certezza delle regole e il rilascio in tempi rapidi dei permessi di costruire. Sono necessari meccanismi rigorosi per mitigare i rischi associati al finanziamento e all'esecuzione, assicurando nel contempo la trasparenza sulla spesa prevista ed effettiva per le infrastrutture.
            
         
               (18)
            
            
               Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica del Regno Unito. Essa ha valutato il programma nazionale di riforma e il programma di convergenza. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica del Regno Unito, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell'ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 6.
            
         
               (19)
            
            
               Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza del Regno Unito e il suo parere (5) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
            
         
               (20)
            
            
               Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di convergenza. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 2, 3, 5 e 6,
            
         RACCOMANDA che il Regno Unito adotti provvedimenti nel periodo 2014‐2015 al fine di:
   
               1.
            
            
               rafforzare la strategia di bilancio, cercando di correggere il disavanzo eccessivo in modo sostenibile, in linea con la raccomandazione del Consiglio nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi; perseguire una stretta di bilancio adottando un approccio differenziato e favorevole alla crescita, dando priorità alla spesa in conto capitale; valutare la possibilità di incrementare le entrate attraverso l'ampliamento della base imponibile, al fine di favorire il risanamento di bilancio; affrontare le strozzature strutturali relative alle infrastrutture, allo squilibrio tra domanda e offerta di competenze e all'accesso delle PMI ai finanziamenti per promuovere la crescita nell'esportazione di beni e servizi;
            
         
               2.
            
            
               aumentare la trasparenza nell'utilizzo e l'impatto della regolamentazione macroprudenziale nel settore dell'edilizia abitativa adottata dal comitato di politica finanziaria della Banca d'Inghilterra; adottare misure adeguate per far fronte al rapido aumento dei prezzi degli immobili in zone responsabili di una parte considerevole della crescita economica del Regno Unito, in particolare Londra, e attenuare i rischi correlati all'elevato indebitamento dovuto ai mutui ipotecari; monitorare il sistema di incentivazione «Help to Buy 2» e adeguarlo se necessario; prendere in considerazione riforme della tassazione dei terreni e dei beni immobili, comprese misure per la rivalutazione dei beni immobili, per ridurre le distorsioni del mercato degli immobili residenziali; proseguire gli sforzi per aumentare l'offerta di alloggi;
            
         
               3.
            
            
               rispettare gli impegni assunti con lo Youth Contract, soprattutto migliorando le competenze richieste dai datori di lavoro; assicurare il coinvolgimento dei datori di lavoro ponendo l'accento sulla necessità di affrontare il problema dello squilibrio tra domanda e offerta di competenze, attraverso la trasmissione di competenze più avanzate e di livello più alto, e di promuovere le offerte di apprendistato; ridurre il numero di giovani con competenze di base scarse;
            
         
               4.
            
            
               proseguire gli sforzi per ridurre la povertà infantile nelle famiglie a basso reddito, garantendo che il credito universale (Universal Credit) e altre riforme del sistema previdenziale offrano prestazioni adeguate con chiari incentivi all'occupazione e servizi di supporto; migliorare la disponibilità di servizi di assistenza all'infanzia a prezzi accessibili;
            
         
               5.
            
            
               proseguire gli sforzi per migliorare la disponibilità di finanziamenti bancari e non bancari per le PMI; garantire l'efficace funzionamento della Business Bank e sostenere una presenza maggiore di challenger bank;
            
         
               6.
            
            
               dare seguito al piano nazionale per le infrastrutture aumentando la prevedibilità dei processi di pianificazione e facendo chiarezza sugli impegni di finanziamento; assicurare la trasparenza e la responsabilità fornendo informazioni coerenti e tempestive sull'attuazione del piano.
            
         
      Fatto a Bruxelles, l'8 luglio 2014
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         P. C. PADOAN
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
   
      (3)  Mantenuta per il 2014 mediante decisione 2014/322/UE del Consiglio, del 6 maggio 2014, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione per il 2014 (GU L 165 del 4.6.2014, pag. 49).
   
      (4)  GU C 217 del 30.7.2013, pag. 93.
   
      (5)  A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.