CELEX: 51995PC0406
Language: it
Date: 1995-10-04
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione appartenenti ad un grupo assicurativo

Avis juridique important

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51995PC0406

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione appartenenti ad un grupo assicurativo  /* COM/95/406 DEF - COD 95/0245 */  

Gazzetta ufficiale n. C 341 del 19/12/1995 pag. 0016

Proposta di  direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla vigilanza supplementare sulle  imprese di assicurazione appartenenti ad un gruppo assicurativo (95/C 341/09) (Testo rilevante ai  fini del SEE) COM(95) 406 def. - 95/0245(COD)(Presentata dalla Commissione il 20 ottobre  1995) IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 57, paragrafo 2, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Comitato economico e sociale, deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 B del trattato, considerando che la direttiva 73/239/CEE del Consiglio, del 24 luglio 1973, recante coordinamento  delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di accesso e di  esercizio dell'assicurazione diretta diversa dall'assicurazione sulla vita (1), modificata da  ultimo dalla direttiva 95/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (2), e la direttiva  79/267/CEE del Consiglio, del 5 marzo 1979, recante coordinamento delle disposizioni legislative,  regolamentari ed amministrative riguardanti l'accesso all'attività dell'assicurazione diretta sulla  vita ed il suo esercizio (3) modificata da ultimo dalla direttiva 95/26/CE prescrivono alle imprese  di assicurazione di disporre di un margine di solvibilità; considerando che, in applicazione della direttiva 92/49/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992,  recante coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative  all'assicurazione diretta diversa dall'assicurazione sulla vita e che modifica le direttive  73/239/CEE e 88/357/CEE (4), e della direttiva 92/96/CEE del Consiglio, del 10 novembre 1992,  recante coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative  all'assicurazione diretta sulla vita e che modifica le direttive 79/267/CEE e 90/619/CEE (5),  l'accesso all'attività assicurativa e l'esercizio della stessa sono subordinati alla concessione di  un'autorizzazione amministrativa, rilasciata dalle competenti autorità dello Stato membro in cui  l'impresa di assicurazione ha la propria sede sociale; che grazie a tale autorizzazione l'impresa  può svolgere le proprie attività ovunque nella Comunità in regime di libero stabilimento o in  regime di libera prestazione di servizi; che incombe alle autorità competenti dello Stato membro  d'origine la responsabilità di vigilare sulla situazione finanziaria dell'impresa di assicurazione,  in particolare sulla sua solvibilità; considerando che i provvedimenti supplementari di vigilanza sulle imprese di assicurazione  appartenenti ad un gruppo dovrebbero permettere all'autorità preposta alla vigilanza su di  un'impresa di assicurazione che sia impresa madre di valutare con maggiore ponderatezza la  situazione finanziaria di detta impresa; che la vigilanza supplementare dovrebbe tener conto di  talune imprese attualmente non soggette a vigilanza in forza di direttive comunitarie; che la  presente direttiva non implica in alcun modo che gli Stati membri debbano svolgere un ruolo di  vigilanza in relazione a tali imprese considerate individualmente; considerando che le imprese di assicurazione in un mercato comune delle assicurazioni sono in  diretta concorrenza tra di loro e che pertanto le norme in materia di requisiti del capitale devono  essere equivalenti; che a tal fine i criteri utilizzati per determinare la vigilanza supplementare  non devono essere lasciati unicamente alla valutazione degli Stati membri; che, con l'adozione di  norme di base comuni, verrà dunque favorito al massimo l'interesse della Comunità poiché si  eviteranno distorsioni della concorrenza e si consoliderà il sistema assicurativo della Comunità;  che è necessario eliminare talune differenze esistenti tra le legislazioni degli Stati membri per  quanto concerne la vigilanza prudenziale cui sono soggette le imprese di assicurazione appartenenti  ad un gruppo; considerando che è necessario calcolare la situazione di solvibilità corretta per le imprese di  assicurazione appartenenti ad un gruppo; che varie autorità di vigilanza comunitarie applicano  metodi diversi per tenere conto degli effetti sulla posizione finanziaria di un'impresa di  assicurazione appartenente ad un gruppo; che tali metodi sono considerati in linea di massima  equivalenti sotto il profilo prudenziale; considerando che l'impostazione adottata consiste nell'attuare le misure di armonizzazione  considerate essenziali, necessarie e sufficienti ad ottenere il reciproco riconoscimento dei  sistemi di controllo prudenziale esistenti nel settore; considerando che talune disposizioni della presente direttiva definiscono norme minime; che lo  Stato membro di origine può imporre norme più restrittive nei confronti delle imprese di  assicurazione autorizzate dalle proprie autorità competenti; considerando che la presente direttiva riguarda unicamente i casi in cui il capitale di un'impresa  di assicurazione è detenuto in tutto o in parte da un'altra impresa di assicurazione o società di  partecipazione assicurativa; che la vigilanza sulle singole imprese di assicurazione da parte delle  autorità competenti resta un principio essenziale della vigilanza nel settore assicurativo; considerando che le autorità competenti devono quanto meno disporre dei mezzi atti ad ottenere da  tutte le imprese appartenenti ad un gruppo le informazioni necessarie per l'adempimento delle loro  funzioni; che è necessario instaurare una collaborazione tra le autorità responsabili della  vigilanza delle imprese di assicurazione, nonché tra le autorità responsabili della vigilanza dei  diversi settori finanziari; considerando che taluni tipi di operazioni intragruppo possono influenzare la posizione finanziaria  di un'impresa di assicurazione; che le autorità competenti devono stabilire se le operazioni  intragruppo siano sostanzialmente concluse alle normali condizioni di mercato; che l'applicazione  di tale principio generale non implica che le operazioni intragruppo concluse a condizioni diverse  debbano essere proibite in qualsiasi caso; che è pertanto auspicabile che le autorità competenti  controllino tali operazioni; considerando che la presente direttiva consentirà, in particolare, di applicare in maniera omogenea  in tutta la Comunità le norme prudenziali che sono stabilite in altra normativa comunitaria,  agevolando l'accesso all'attività assicurativa e il suo esercizio; che la sua applicazione deve  tendere, in particolare, a tutelare gli interessi degli assicurati; considerando che l'applicazione della presente direttiva richiede complessi adeguamenti delle  legislazioni di taluni Stati membri in materia di vigilanza prudenziale, diritto societario e  fiscalità e che appare pertanto giustificato che ai fini della definizione di una partecipazione in  altra impresa, detti Stati membri possano applicare, fino al 1° luglio 2001, la soglia del 25 % del  capitale o dei diritti di voto, HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1 Definizioni Ai fini della presente direttiva valgono le seguenti definizioni: a) «impresa di assicurazione»: un'impresa che abbia ottenuto l'autorizzazione amministrativa  conformemente all'articolo 6 della direttiva 73/239/CEE o all'articolo 6 della direttiva  79/267/CEE; b) «impresa di riassicurazione»: un'impresa che assume solo rischi ceduti da un'impresa di  assicurazione o da altre imprese di riassicurazione stabilite nella Comunità o in un paese terzo; c) «impresa madre»: un'impresa madre ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1 della direttiva  83/349/CEE del Consiglio (6), nonché ogni impresa che, a giudizio delle autorità competenti,  esercita effettivamente un'influenza dominante su un'altra impresa; d) «impresa figlia»: un'impresa figlia ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1 della direttiva  83/349/CEE, nonché ogni impresa su cui, a giudizio delle autorità competenti, un'impresa madre  esercita effettivamente un'influenza dominante. L'impresa figlia di un'altra impresa figlia è  considerata tale anche rispetto all'impresa madre capogruppo; e) «partecipazione»: il fatto di detenere direttamento o indirettamente almeno il 20 % dei diritti  di voto o del capitale di un'impresa; f) «impresa partecipante»: un'impresa madre o un'impresa che detiene una partecipazione; g) «impresa partecipata»: un'impresa figlia o ogni altra impresa in cui è detenuta una  partecipazione; h) «società di partecipazione assicurativa»: un'impresa non di assicurazione, le cui imprese figlie  sono esclusivamente o principalmente imprese di assicurazione o di riassicurazione, sempreché  almeno una di esse sia un'impresa di assicurazione; i) «società di partecipazione assicurativa mista»: un'impresa madre, che non sia una società di  partecipazione assicurativa o un'impresa di assicurazione avente come impresa figlia almeno  un'impresa di assicurazione; j) «autorità competenti»: le autorità nazionali preposte, per legge o regolamento, alla vigilanza  sulle imprese di assicurazione. Articolo 2 Campo d'applicazione Salvo il disposto dell'articolo 3, la presente direttiva riguarda le imprese di assicurazione  aventi sede sociale nella Comunità. Articolo 3 Vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione appartenenti ad un gruppo 1. Ferme restando le disposizioni delle direttive 73/239/CEE, 79/267/CEE, relative alla vigilanza  sulle imprese di assicurazione, gli Stati membri dispongono che la vigilanza su un'impresa di  assicurazione, che sia un'impresa partecipante in almeno un'impresa di assicurazione o  riassicurazione, venga integrata nella misura e secondo le modalità previste dagli articoli 5, 6, 8  e 9. 2. Ogni impresa di assicurazione la cui impresa madre è una società di partecipazione assicurativa  avente sede sociale nella Comunità è sottoposta ad una vigilanza supplementare nella misura e  secondo le modalità stabilite all'articolo 5, paragrafo 2, all'articolo 6, all'articolo 8 e  all'articolo 10. 3. Ogni impresa di assicurazione la cui impresa madre è una società di partecipazione assicurativa  mista avente sede sociale nella Comunità è sottoposta ad una vigilanza supplementare nella misura e  secondo le modalità stabilite all'articolo 5, paragrafo 2, all'articolo 6 e all'articolo 8. 4. L'esercizio della vigilanza supplementare conformemente al presente articolo non implica che le  autorità competenti debbano esercitare una funzione di vigilanza sulla società di partecipazione  assicurativa o sulla società di partecipazione assicurativa mista o sull'impresa di riassicurazione  individualmente considerate. 5. Gli Stati membri o le autorità competenti preposte all'esercizio della vigilanza supplementare  possono escludere dalla vigilanza supplementare un'impresa di assicurazione o un'altra impresa che  è un'impresa figlia o in cui è detenuta una partecipazione, nelle seguenti fattispecie: - se l'impresa è situata in un paese terzo ove esistono ostacoli di natura giuridica al  trasferimento delle informazioni necessarie; - se l'impresa presenta, a giudizio delle autorità competenti, un interesse trascurabile rispetto  allo scopo della vigilanza sulle imprese di assicurazione oppure; - se, a giudizio delle autorità competenti, la presa in considerazione della situazione finanziaria  dell'impresa nel calcolo della situazione di solvibilità corretta sarebbe inopportuna o fuorviante  sotto il profilo degli scopi della vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione. Articolo 4 Autorità competenti preposte all'esercizio della vigilanza supplementare 1. La funzione di vigilanza supplementare di cui all'articolo 3 viene esercitata dall'autorità  competente dello Stato membro che ha rilasciato l'autorizzazione all'impresa di assicurazione a  norma dell'articolo 6 della direttiva 73/239/CEE o dell'articolo 6 della direttiva 79/267/CEE. 2. Nel caso di pluralità di autorità competenti all'esercizio della vigilanza prudenziale sulle  imprese di assicurazione e di riassicurazione, gli Stati membri prendono i provvedimenti necessari  per organizzare il coordinamento tra tali autorità. Articolo 5 Disponibilità e qualità delle informazioni 1. Gli Stati membri prescrivono alle autorità competenti di esigere che in ogni impresa di  assicurazione che sia un'impresa partecipante o un'impresa partecipata di una o più imprese di  assicurazione, società di partecipazione assicurativa o imprese di riassicurazione, siano  instaurate adeguate procedure di controllo interno per la produzione dei dati e delle informazioni  utili per l'esercizio della vigilanza conformemente alla presente direttiva. 2. Gli Stati membri prendono i provvedimenti necessari affinché nessun ostacolo di natura giuridica  impedisca alle imprese soggette alla vigilanza di cui all'articolo 3 ed alle loro imprese  partecipate ovvero alle loro imprese partecipanti di scambiarsi le informazioni utili all'esercizio  della vigilanza conformemente alla presente direttiva. Articolo 6 Accesso alle informazioni 1. Gli Stati membri dispongono che le loro autorità competenti ad esercitare la vigilanza di cui  all'articolo 3 abbiano accesso a tutte le informazioni utili per la vigilanza su un'impresa di  assicurazione avente imprese partecipanti o imprese partecipate o partecipate di imprese  partecipanti nell'impresa di assicurazione. Le autorità competenti possono rivolgersi direttamente  alle imprese interessate al fine di ottenere le informazioni richieste ovvero possono ricevere tali  informazioni tramite l'impresa di assicurazione. 2. Gli Stati membri dispongono che le loro autorità competenti possano procedere sul loro  territorio nazionale, direttamente o tramite persone da esse incaricate a tal fine, alla verifica  in loco delle informazioni ricevute secondo il disposto del paragrafo 1. 3. Qualora, in sede di applicazione del paragrafo 2, le autorità competenti di uno Stato membro  desiderino verificare, in determinati casi, le informazioni riguardanti un'impresa di assicurazione  situata in altro Stato membro, devono chiedere alle autorità competenti dell'altro Stato membro che  si proceda a tale verifica. Le autorità che hanno ricevuto la richiesta di verifica devono darvi  seguito, nei limiti delle loro competenze, procedendovi esse stesse o consentendo di procedervi  alle autorità richiedenti ovvero ad un revisore o ad un perioto contabile. Articolo 7 Cooperazione tra le autorità competenti 1. Qualora delle imprese di assicurazione siano direttamente o indirettamente partecipate o abbiano  un'impresa partecipante comune e siano situate in Stati membri diversi, le autorità competenti di  ciascuno Stato membro si comunicano tutte le informazioni atte a consentire o agevolare l'esercizio  della vigilanza nell'ambito di applicazione della presente direttiva. 2. Qualora un'impresa di assicurazione ed un ente creditizio ai sensi della direttiva 77/780/CEE  del Consiglio (7) o un'impresa di investimento ai sensi della direttiva 93/22/CEE del Consiglio (8)  siano direttamente o indirettamente partecipati o abbiano un'impresa partecipante comune, le  autorità competenti e le autorità alle quali è demandata la pubblica funzione di vigilanza sulle  suddette altre imprese collaborano strettamente. Fatte salve le rispettive competenze, tali  autorità si comunicano tutte le informazioni atte ad agevolare l'assolvimento dei loro compiti, in  particolare nell'ambito di applicazione della presente direttiva. 3. Le informazioni ricevute in virtù della presente direttiva, ed in particolare gli scambi di  informazioni tra autorità competenti da questa previsti, sono coperte dal segreto d'ufficio di cui  all'articolo 16 della direttiva 92/49/CEE ed all'articolo 15 della direttiva 92/96/CEE. Articolo 8 Operazioni all'interno di un gruppo 1. Per stabilire se le operazioni siano realizzate sostanzialmente alle normali condizioni di  mercato, gli Stati membri dispongono che le autorità competenti controllino: a) le operazioni di cui al paragrafo 2 tra un'impresa di assicurazione e: i) un'impresa partecipata dell'impresa di assicurazione; ii) un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione; iii) un'impresa partecipata di un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione; b) le operazioni di cui al paragrafo 2 tra un'impresa di assicurazione ed una persona fisica che  detiene una partecipazione: i) nell'impresa di assicurazione o in una delle sue imprese partecipate; ii) in un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione; iii) in un'impresa partecipata di un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione. 2. Gli Stati membri dispongono che, almeno una volta l'anno, le imprese di assicurazione presentino  alle autorità competenti una relazione sulle operazioni descritte al paragrafo 1, concernenti in  particolare, purché siano significativi: - i prestiti; - le garanzie ed altre operazioni fuori bilancio; - gli elementi ammessi alla costituzione del margine di solvibilità; - gli investimenti. Articolo 9 Requisito di solvibilità corretta 1. Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 1, gli Stati membri esigono che un calcolo della solvibilità  corretta sia eseguito, conformemente all'allegato I. 2. Nel calcolo descritto all'allegato I va inclusa ogni impresa partecipata o impresa partecipante  avente sede sociale in un paese terzo e che sia: - un'impresa che, se fosse stabilita nella Comunità, sarebbe soggetta ad autorizzazione, in  conformità dell'articolo 6 della direttiva 73/239/CEE o dell'articolo 6 della direttiva  79/267/CEE; - un'impresa di riassicurazione; - una società di partecipazione assicurativa. 3. Se la situazione di solvibilità corretta è negativa, le autorità competenti adottano gli  opportuni provvedimenti al livello dell'impresa di assicurazione di cui trattasi. Articolo 10 Società di partecipazione assicurativa 1. Nel caso di cui all'articolo 3, paragrafo 2, gli Stati membri esigono l'applicazione di uno dei  metodi di vigilanza supplementare di cui all'allegato II. 2. Nel caso di cui all'articolo 3, paragrafo 2, nel calcolo vanno incluse tutte le imprese  partecipate della società di partecipazione assicurativa di cui all'articolo 9, paragrafo 2. 3. Se, a seguito di detta verifica, le autorità competenti giungono alla conclusione che lo stato  di solvibilità di un'impresa di assicurazione partecipata della società di partecipazione  assicurativa è compromesso, le autorità competenti adottano gli opportuni provvedimenti al livello  di tale impresa di assicurazione. Articolo 11 Attuazione 1. Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie  per conformarsi alla presente direttiva entro il 1° gennaio 1997 e le pongono in vigore entro il 1°  luglio 1997. Essi ne informano immediatamente la Commissione. 2. Gli Stati membri possono decidere di applicare, non oltre il 1° luglio 2001, la soglia del 25 %  ai fini della definizione di «partecipazione». 3. Quando gli Stati membri adottano le disposizioni di cui al paragrafo 1, queste contengono un  riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della  pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri. 4. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni legislative  che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. Articolo 12 Entrata in vigore La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Articolo 13 Destinatari Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.  (1) GU n. L 228 del 16. 8. 1973, pag. 3.  (2) GU n. L 168 del 18. 7. 1995, pag. 7.  (3) GU n. L 63 del 13. 3. 1979, pag. 1.  (4) GU n. L 228 dell'11. 8. 1992, pag. 1.  (5) GU n. L 360 del 9. 12. 1992, pag. 1.  (6) GU n. L 193 del 18. 7. 1983, pag. 1.  (7) GU n. L 322 del 17. 12. 1977, pag. 30.  (8) GU n. L 141 dell'11. 6. 1993, pag. 27.   ALLEGATO I CALCOLO DELLA SITUAZIONE DI SOLVIBILITÀ CORRETTA 1. Scelta del  metodo di calcolo e principi generali A. Per il calcolo della situazione di solvibilità corretta delle imprese di assicurazione di cui  all'articolo 3, paragrafo 1 vengono impiegati uno o più dei metodi illustrati qui di seguito. A tal  fine gli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità vengono corretti e raffrontati con  una situazione di solvibilità corretta. B. Indipendentemente dal metodo applicato, dal calcolo della situazione di solvibilità corretta  devono essere eliminati gli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità che siano il  frutto di operazioni interne al gruppo. A tal fine, sempreché tale eliminazione non sia già insita nel metodo prescelto, non vengono presi  in considerazione nel calcolo della situazione di solvibilità corretta: i) qualsiasi elemento, ammesso a costituire il margine di solvibilità dell'impresa di assicurazione  cui si riferisce il calcolo, della situazione di solvibilità corretta, che provenga in ultima  analisi: - da un'impresa collegata all'impresa di assicurazione in questione, - da un'impresa collegata ad un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione, e ii) qualsiasi elemento, ammesso a costituire il margine di solvibilità di un'impresa di  assicurazione collegata ovvero la soglia di solvibilità teorica di un'impresa di riassicurazione  collegata all'impresa di assicurazione partecipante cui si riferisce il calcolo della situazione di  solvibilità corretta, che provenga: - dall'impresa di assicurazione partecipante, - da imprese collegate a detta impresa, - da un impresa collegata ad un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione partecipante cui  si riferisce il calcolo della situazione di solvibilità corretta. Applicando, con gli opportuni adattamenti, le stesse regole, nel calcolo non si prendono in  considerazione: - tutte le quote del capitale sottoscritte ma non versate, - gli utili accantonati a riserva e gli utili futuri delle imprese di assicurazione del ramo vita. C. Ad eccezione del caso di un deficit di solvibilità in un'impresa figlia il suddetto calcolo  viene effettuato su base proporzionale (1), tenendo conto delle percentuali pertinenti delle  partecipazioni intermedie. D. Le autorità competenti provvedono a che la situazione di solvibilità corretta sia calcolata con  la stessa periodicità del calcolo del margine di solvibilità delle imprese di assicurazione a norma  delle direttive 73/239/CEE e 79/267/CEE. Le attività e le passività vengono valutate sulla base  delle disposizioni pertinenti delle direttive 73/239/CEE e 79/267/CEE, modificate dalle direttive  92/49/CEE e 92/96/CEE. 2. Metodi e situazioni da considerare 2.1. Imprese di assicurazione collegate Qualora un'impresa di assicurazione sia un'impresa che detiene una partecipazione diretta in  un'altra impresa di assicurazione, il calcolo della solvibilità corretta deve essere effettuato  secondo uno dei metodi descritti qui di seguito. Quale che sia il metodo utilizzato, se ad un'impresa di assicurazione sono collegate direttamente  più imprese di assicurazione, il calcolo della solvibilità corretta viene effettuato integrando  ciascuna delle imprese direttamente collegate. In caso di partecipazioni a catena (per esempio, un'impresa di assicurazione è una partecipante  diretta in un'altra impresa di assicurazione che è a sua volta un'impresa partecipante in  un'impresa di assicurazione) il calcolo della solvibilità corretta viene effettuato a livello di  ciascuna impresa partecipante che abbia fra le sue imprese collegate almeno un'impresa di  assicurazione o di riassicurazione. Se viene applicato il metodo 3, fatte salve le disposizioni specifiche contenute in altre  direttive, gli Stati membri possono non applicare il calcolo della situazione di solvibilità  corretta ad un'impresa di assicurazione se quest'ultima è un'impresa collegata di un'altra impresa  di assicurazione sita nello stesso Stato membro il quale, ai fini del calcolo della situazione di  solvibilità corretta, prende in considerazione le sue imprese di assicurazione e di riassicurazione  collegate. La stessa facoltà di esonero è ammessa allorché l'impresa partecipante è una società di  partecipazione assicurativa avente sede sociale nel medesimo Stato membro dell'impresa di  assicurazione, a condizione che sia soggetta al medesimo grado di vigilanza esercitata sulle  imprese di assicurazione. In entrambi i casi sopraindicati occorre accertare che il capitale sia  ripartito in maniera adeguata all'interno del gruppo assicurativo e sia effettivamente disponibile  per trasferimenti tra l'impresa collegata e l'impresa o le imprese partecipanti interessate. METODO 1: Metodo della deduzione e dell'aggregazione La situazione di solvibilità corretta dell'impresa di assicurazione partecipante è data dalla  differenza tra gli aggregati seguenti: 1) la somma: a) degli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità dell'impresa partecipante, b) della quota proporzionale dell'impresa partecipante nel margine di solvibilità dell'impresa  collegata che proviene dall'impresa partecipante; e 2) la somma: a) del valore contabile, nel bilancio dell'impresa partecipante, di tutti gli elementi ammessi a  costituire il margine di solvibilità dell'impresa collegata, b) della soglia di solvibilità minima richiesta per l'impresa partecipante, c) della quota proporzionale della soglia di solvibilità minima richiesta per l'impresa collegata;  se l'impresa collegata è un'impresa figlia e presenta un deficit di solvibilità, la soglia di  solvibilità minima va considerata per intero. METODO 2: Metodo della deduzione della soglia di solvibilità minima La situazione di solvibilità corretta dell'impresa partecipante è data dalla differenza tra gli  aggregati seguenti (2): i) la somma degli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità dell'impresa  partecipante, e ii) la somma: a) della soglia di solvibilità minima richiesta per l'impresa partecipante, b) della quota proporzionale della soglia di solvibilità minima richiesta per l'impresa collegata;  se l'impresa collegata è un'impresa figlia e presenta un deficit di solvibilità, la soglia di  solvibilità minima va considerata per intero. METODO 3: Metodo fondato sui conti consolidati Il calcolo della situazione di solvibilità corretta dell'impresa partecipante viene effettuato a  partire dai conti consolidati al fine di calcolare gli elementi consolidati ammessi a costituire il  margine di solvibilità dell'impresa partecipante e delle imprese collegate interessate  conformemente alla direttiva 91/674/CEE ed alle direttive 73/239/CEE e 79/267/CEE, modificate dalle  direttive 92/49/CEE e 92/96/CEE. La situazione di solvibilità corretta dell'impresa partecipante è data dalla differenza tra: i) gli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità, quali risultano dai conti  consolidati, e ii) la somma della soglia di solvibilità minima richiesta per l'impresa partecipante e della soglia  di solvibilità minima o della quota proporzionale pertinente richiesta per l'impresa collegata. Se  l'impresa collegata è un'impresa figlia e presenta un deficit di solvibilità, la soglia di  solvibilità minima va considerata per intero. 2.2. Imprese di riassicurazione collegate Per ciascuna impresa di riassicurazione collegata a un'impresa di assicurazione, viene stabilita  una soglia di solvibilità teorica secondo le medesime regole di cui all'articolo 16, paragrafo 3  della direttiva 73/239/CEE o all'articolo 18, paragrafo 3 della direttiva 79/267/CEE. Sono ammessi  a costituire i fondi propri teorici dell'impresa di riassicurazione collegata i medesimi elementi  dei fondi propri che sono computabili secondo le regole di cui all'articolo 24 della direttiva  92/49/CEE o all'articolo 25 della direttiva 92/96/CEE. Le attività e le passività vengono valutate  secondo le medesime regole di cui alle direttive 73/239/CEE e 79/267/CEE modificate dalle direttive  92/49/CEE e 92/96/CEE. La situazione di solvibilità corretta dell'impresa di assicurazione partecipante si ottiene  applicando i metodi e i principi generali definiti sopra. 2.3. Società di partecipazione assicurativa intermedie Metodi 1 e 2 Per ciascuna impresa di assicurazione partecipante in una società di partecipazione assicurativa  che sia un'impresa partecipante in un'impresa di assicurazione o di riassicurazione, il calcolo  della situazione di solvibilità corretta viene effettuato applicando, con gli opportuni  adattamenti, i metodi e i principi generali definiti sopra. Metodo 3 Della società di partecipazione assicurativa si tiene conto integrandola nel consolidamento dei  conti mediante applicazione, con gli opportuni adattamenti, dei metodi e principi generali definiti  sopra. 3. Imprese di paesi terzi Qualora esistano impedimenti giuridici al trasferimento delle informazioni necessarie per  l'inclusione nel calcolo di un'impresa collegata avente sede in un paese terzo, ai sensi  dell'articolo 9, paragrafo 2, il calcolo in applicazione dei metodi di cui al presente allegato  viene effettuato deducendo dagli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità corretto  il valore contabile, nel bilancio dell'impresa partecipante, di tutti gli elementi ammessi a  costituire il margine di solvibilità dell'impresa collegata. 4. Casi non previsti Nei casi non contemplati ai punti da 2.1 a 2.3 le autorità competenti dispongono l'applicazione di  un'opportuna combinazione dei metodi ivi definiti. (1) Quando nel presente allegato si parla di quota proporzionale o percentuale  pertinente, il calcolo deve essere effettuato sulla base della percentuale utilizzata per i conti  consolidati.  (2) La partecipazione in un'impresa collegata viene inclusa sulla base del valore netto di  inventario delle azioni.   ALLEGATO II METODI APPLICABILI PER LA VIGILANZA SUPPLEMENTARE DELLE IMPRESE DI  ASSICURAZIONE CHE SONO IMPRESE FIGLIE DI UNA SOCIETÀ DI PARTECIPAZIONE ASSICURATIVA ALLA QUALE FA  CAPO IN ULTIMA ANALISI UN'IMPRESA DI ASSICURAZIONE APPARTENENTE AD UN GRUPPO 1. Scelta  del metodo per la vigilanza supplementare - Al fine di accertare che il capitale dell'impresa sia sufficiente si applica uno dei metodi  definiti qui di seguito. - Per le imprese di assicurazione di cui all'articolo 3, paragrafo 2, che sono imprese figlie di  una società di partecipazione assicurativa e che hanno sede in diversi Stati membri, le autorità  competenti provvedono ad applicare in modo coerente i metodi definiti nel presente allegato. - Le autorità competenti provvedono ad esercitare la vigilanza supplementare con la stessa  periodicità del calcolo del margine di solvibilità delle imprese di assicurazione a norma delle  direttive 73/239/CEE e 79/267/CEE. 2. Metodi 2.1. «Prova di allarme solvibilità» Il capitale di una società di partecipazione assicurativa deve essere pari o superiore alla somma  delle soglie minime di solvibilità prescritte per le imprese collegate che sono imprese di  assicurazione e della soglia di solvibilità teorica per le imprese collegate che sono imprese di  riassicurazione. 2.2. «Prova dei conti consolidati» La situazione di capitale di una società di partecipazione assicurativa deve essere pari o  superiore alla somma delle soglie minime di solvibilità prescritte per le imprese collegate che  sono imprese di assicurazione e della soglia di solvibilità teorica per le imprese collegate che  sono imprese di riassicurazione. La situazione di capitale di una tale società di partecipazione  assicurativa è calcolata secondo il metodo basato sui conti consolidati, di cui all'allegato I,  punto 2.3, metodo 3. 3. Imprese aventi sede in paesi terzi Se esistono impedimenti giuridici al trasferimento delle informazioni necessarie per l'inclusione  nel calcolo di un'impresa collegata avente sede in un paese terzo, ai sensi dell'articolo 10,  paragrafo 2, il calcolo in applicazione dei metodi di cui al presente allegato viene effettuato  deducendo dagli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità il valore contabile della  partecipazione e di tutti gli altri elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità  dell'impresa collegata che sono detenuti dall'impresa di assicurazione. Proposta di  direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla vigilanza supplementare sulle  imprese di assicurazione appartenenti ad un gruppo assicurativo (95/C 341/09) (Testo rilevante ai  fini del SEE) COM(95) 406 def. - 95/0245(COD)(Presentata dalla Commissione il 20 ottobre  1995) IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 57, paragrafo 2, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Comitato economico e sociale, deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 B del trattato, considerando che la direttiva 73/239/CEE del Consiglio, del 24 luglio 1973, recante coordinamento  delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di accesso e di  esercizio dell'assicurazione diretta diversa dall'assicurazione sulla vita (1), modificata da  ultimo dalla direttiva 95/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (2), e la direttiva  79/267/CEE del Consiglio, del 5 marzo 1979, recante coordinamento delle disposizioni legislative,  regolamentari ed amministrative riguardanti l'accesso all'attività dell'assicurazione diretta sulla  vita ed il suo esercizio (3) modificata da ultimo dalla direttiva 95/26/CE prescrivono alle imprese  di assicurazione di disporre di un margine di solvibilità; considerando che, in applicazione della direttiva 92/49/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992,  recante coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative  all'assicurazione diretta diversa dall'assicurazione sulla vita e che modifica le direttive  73/239/CEE e 88/357/CEE (4), e della direttiva 92/96/CEE del Consiglio, del 10 novembre 1992,  recante coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative  all'assicurazione diretta sulla vita e che modifica le direttive 79/267/CEE e 90/619/CEE (5),  l'accesso all'attività assicurativa e l'esercizio della stessa sono subordinati alla concessione di  un'autorizzazione amministrativa, rilasciata dalle competenti autorità dello Stato membro in cui  l'impresa di assicurazione ha la propria sede sociale; che grazie a tale autorizzazione l'impresa  può svolgere le proprie attività ovunque nella Comunità in regime di libero stabilimento o in  regime di libera prestazione di servizi; che incombe alle autorità competenti dello Stato membro  d'origine la responsabilità di vigilare sulla situazione finanziaria dell'impresa di assicurazione,  in particolare sulla sua solvibilità; considerando che i provvedimenti supplementari di vigilanza sulle imprese di assicurazione  appartenenti ad un gruppo dovrebbero permettere all'autorità preposta alla vigilanza su di  un'impresa di assicurazione che sia impresa madre di valutare con maggiore ponderatezza la  situazione finanziaria di detta impresa; che la vigilanza supplementare dovrebbe tener conto di  talune imprese attualmente non soggette a vigilanza in forza di direttive comunitarie; che la  presente direttiva non implica in alcun modo che gli Stati membri debbano svolgere un ruolo di  vigilanza in relazione a tali imprese considerate individualmente; considerando che le imprese di assicurazione in un mercato comune delle assicurazioni sono in  diretta concorrenza tra di loro e che pertanto le norme in materia di requisiti del capitale devono  essere equivalenti; che a tal fine i criteri utilizzati per determinare la vigilanza supplementare  non devono essere lasciati unicamente alla valutazione degli Stati membri; che, con l'adozione di  norme di base comuni, verrà dunque favorito al massimo l'interesse della Comunità poiché si  eviteranno distorsioni della concorrenza e si consoliderà il sistema assicurativo della Comunità;  che è necessario eliminare talune differenze esistenti tra le legislazioni degli Stati membri per  quanto concerne la vigilanza prudenziale cui sono soggette le imprese di assicurazione appartenenti  ad un gruppo; considerando che è necessario calcolare la situazione di solvibilità corretta per le imprese di  assicurazione appartenenti ad un gruppo; che varie autorità di vigilanza comunitarie applicano  metodi diversi per tenere conto degli effetti sulla posizione finanziaria di un'impresa di  assicurazione appartenente ad un gruppo; che tali metodi sono considerati in linea di massima  equivalenti sotto il profilo prudenziale; considerando che l'impostazione adottata consiste nell'attuare le misure di armonizzazione  considerate essenziali, necessarie e sufficienti ad ottenere il reciproco riconoscimento dei  sistemi di controllo prudenziale esistenti nel settore; considerando che talune disposizioni della presente direttiva definiscono norme minime; che lo  Stato membro di origine può imporre norme più restrittive nei confronti delle imprese di  assicurazione autorizzate dalle proprie autorità competenti; considerando che la presente direttiva riguarda unicamente i casi in cui il capitale di un'impresa  di assicurazione è detenuto in tutto o in parte da un'altra impresa di assicurazione o società di  partecipazione assicurativa; che la vigilanza sulle singole imprese di assicurazione da parte delle  autorità competenti resta un principio essenziale della vigilanza nel settore assicurativo; considerando che le autorità competenti devono quanto meno disporre dei mezzi atti ad ottenere da  tutte le imprese appartenenti ad un gruppo le informazioni necessarie per l'adempimento delle loro  funzioni; che è necessario instaurare una collaborazione tra le autorità responsabili della  vigilanza delle imprese di assicurazione, nonché tra le autorità responsabili della vigilanza dei  diversi settori finanziari; considerando che taluni tipi di operazioni intragruppo possono influenzare la posizione finanziaria  di un'impresa di assicurazione; che le autorità competenti devono stabilire se le operazioni  intragruppo siano sostanzialmente concluse alle normali condizioni di mercato; che l'applicazione  di tale principio generale non implica che le operazioni intragruppo concluse a condizioni diverse  debbano essere proibite in qualsiasi caso; che è pertanto auspicabile che le autorità competenti  controllino tali operazioni; considerando che la presente direttiva consentirà, in particolare, di applicare in maniera omogenea  in tutta la Comunità le norme prudenziali che sono stabilite in altra normativa comunitaria,  agevolando l'accesso all'attività assicurativa e il suo esercizio; che la sua applicazione deve  tendere, in particolare, a tutelare gli interessi degli assicurati; considerando che l'applicazione della presente direttiva richiede complessi adeguamenti delle  legislazioni di taluni Stati membri in materia di vigilanza prudenziale, diritto societario e  fiscalità e che appare pertanto giustificato che ai fini della definizione di una partecipazione in  altra impresa, detti Stati membri possano applicare, fino al 1° luglio 2001, la soglia del 25 % del  capitale o dei diritti di voto, HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1 Definizioni Ai fini della presente direttiva valgono le seguenti definizioni: a) «impresa di assicurazione»: un'impresa che abbia ottenuto l'autorizzazione amministrativa  conformemente all'articolo 6 della direttiva 73/239/CEE o all'articolo 6 della direttiva  79/267/CEE; b) «impresa di riassicurazione»: un'impresa che assume solo rischi ceduti da un'impresa di  assicurazione o da altre imprese di riassicurazione stabilite nella Comunità o in un paese terzo; c) «impresa madre»: un'impresa madre ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1 della direttiva  83/349/CEE del Consiglio (6), nonché ogni impresa che, a giudizio delle autorità competenti,  esercita effettivamente un'influenza dominante su un'altra impresa; d) «impresa figlia»: un'impresa figlia ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1 della direttiva  83/349/CEE, nonché ogni impresa su cui, a giudizio delle autorità competenti, un'impresa madre  esercita effettivamente un'influenza dominante. L'impresa figlia di un'altra impresa figlia è  considerata tale anche rispetto all'impresa madre capogruppo; e) «partecipazione»: il fatto di detenere direttamento o indirettamente almeno il 20 % dei diritti  di voto o del capitale di un'impresa; f) «impresa partecipante»: un'impresa madre o un'impresa che detiene una partecipazione; g) «impresa partecipata»: un'impresa figlia o ogni altra impresa in cui è detenuta una  partecipazione; h) «società di partecipazione assicurativa»: un'impresa non di assicurazione, le cui imprese figlie  sono esclusivamente o principalmente imprese di assicurazione o di riassicurazione, sempreché  almeno una di esse sia un'impresa di assicurazione; i) «società di partecipazione assicurativa mista»: un'impresa madre, che non sia una società di  partecipazione assicurativa o un'impresa di assicurazione avente come impresa figlia almeno  un'impresa di assicurazione; j) «autorità competenti»: le autorità nazionali preposte, per legge o regolamento, alla vigilanza  sulle imprese di assicurazione. Articolo 2 Campo d'applicazione Salvo il disposto dell'articolo 3, la presente direttiva riguarda le imprese di assicurazione  aventi sede sociale nella Comunità. Articolo 3 Vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione appartenenti ad un gruppo 1. Ferme restando le disposizioni delle direttive 73/239/CEE, 79/267/CEE, relative alla vigilanza  sulle imprese di assicurazione, gli Stati membri dispongono che la vigilanza su un'impresa di  assicurazione, che sia un'impresa partecipante in almeno un'impresa di assicurazione o  riassicurazione, venga integrata nella misura e secondo le modalità previste dagli articoli 5, 6, 8  e 9. 2. Ogni impresa di assicurazione la cui impresa madre è una società di partecipazione assicurativa  avente sede sociale nella Comunità è sottoposta ad una vigilanza supplementare nella misura e  secondo le modalità stabilite all'articolo 5, paragrafo 2, all'articolo 6, all'articolo 8 e  all'articolo 10. 3. Ogni impresa di assicurazione la cui impresa madre è una società di partecipazione assicurativa  mista avente sede sociale nella Comunità è sottoposta ad una vigilanza supplementare nella misura e  secondo le modalità stabilite all'articolo 5, paragrafo 2, all'articolo 6 e all'articolo 8. 4. L'esercizio della vigilanza supplementare conformemente al presente articolo non implica che le  autorità competenti debbano esercitare una funzione di vigilanza sulla società di partecipazione  assicurativa o sulla società di partecipazione assicurativa mista o sull'impresa di riassicurazione  individualmente considerate. 5. Gli Stati membri o le autorità competenti preposte all'esercizio della vigilanza supplementare  possono escludere dalla vigilanza supplementare un'impresa di assicurazione o un'altra impresa che  è un'impresa figlia o in cui è detenuta una partecipazione, nelle seguenti fattispecie: - se l'impresa è situata in un paese terzo ove esistono ostacoli di natura giuridica al  trasferimento delle informazioni necessarie; - se l'impresa presenta, a giudizio delle autorità competenti, un interesse trascurabile rispetto  allo scopo della vigilanza sulle imprese di assicurazione oppure; - se, a giudizio delle autorità competenti, la presa in considerazione della situazione finanziaria  dell'impresa nel calcolo della situazione di solvibilità corretta sarebbe inopportuna o fuorviante  sotto il profilo degli scopi della vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione. Articolo 4 Autorità competenti preposte all'esercizio della vigilanza supplementare 1. La funzione di vigilanza supplementare di cui all'articolo 3 viene esercitata dall'autorità  competente dello Stato membro che ha rilasciato l'autorizzazione all'impresa di assicurazione a  norma dell'articolo 6 della direttiva 73/239/CEE o dell'articolo 6 della direttiva 79/267/CEE. 2. Nel caso di pluralità di autorità competenti all'esercizio della vigilanza prudenziale sulle  imprese di assicurazione e di riassicurazione, gli Stati membri prendono i provvedimenti necessari  per organizzare il coordinamento tra tali autorità. Articolo 5 Disponibilità e qualità delle informazioni 1. Gli Stati membri prescrivono alle autorità competenti di esigere che in ogni impresa di  assicurazione che sia un'impresa partecipante o un'impresa partecipata di una o più imprese di  assicurazione, società di partecipazione assicurativa o imprese di riassicurazione, siano  instaurate adeguate procedure di controllo interno per la produzione dei dati e delle informazioni  utili per l'esercizio della vigilanza conformemente alla presente direttiva. 2. Gli Stati membri prendono i provvedimenti necessari affinché nessun ostacolo di natura giuridica  impedisca alle imprese soggette alla vigilanza di cui all'articolo 3 ed alle loro imprese  partecipate ovvero alle loro imprese partecipanti di scambiarsi le informazioni utili all'esercizio  della vigilanza conformemente alla presente direttiva. Articolo 6 Accesso alle informazioni 1. Gli Stati membri dispongono che le loro autorità competenti ad esercitare la vigilanza di cui  all'articolo 3 abbiano accesso a tutte le informazioni utili per la vigilanza su un'impresa di  assicurazione avente imprese partecipanti o imprese partecipate o partecipate di imprese  partecipanti nell'impresa di assicurazione. Le autorità competenti possono rivolgersi direttamente  alle imprese interessate al fine di ottenere le informazioni richieste ovvero possono ricevere tali  informazioni tramite l'impresa di assicurazione. 2. Gli Stati membri dispongono che le loro autorità competenti possano procedere sul loro  territorio nazionale, direttamente o tramite persone da esse incaricate a tal fine, alla verifica  in loco delle informazioni ricevute secondo il disposto del paragrafo 1. 3. Qualora, in sede di applicazione del paragrafo 2, le autorità competenti di uno Stato membro  desiderino verificare, in determinati casi, le informazioni riguardanti un'impresa di assicurazione  situata in altro Stato membro, devono chiedere alle autorità competenti dell'altro Stato membro che  si proceda a tale verifica. Le autorità che hanno ricevuto la richiesta di verifica devono darvi  seguito, nei limiti delle loro competenze, procedendovi esse stesse o consentendo di procedervi  alle autorità richiedenti ovvero ad un revisore o ad un perioto contabile. Articolo 7 Cooperazione tra le autorità competenti 1. Qualora delle imprese di assicurazione siano direttamente o indirettamente partecipate o abbiano  un'impresa partecipante comune e siano situate in Stati membri diversi, le autorità competenti di  ciascuno Stato membro si comunicano tutte le informazioni atte a consentire o agevolare l'esercizio  della vigilanza nell'ambito di applicazione della presente direttiva. 2. Qualora un'impresa di assicurazione ed un ente creditizio ai sensi della direttiva 77/780/CEE  del Consiglio (7) o un'impresa di investimento ai sensi della direttiva 93/22/CEE del Consiglio (8)  siano direttamente o indirettamente partecipati o abbiano un'impresa partecipante comune, le  autorità competenti e le autorità alle quali è demandata la pubblica funzione di vigilanza sulle  suddette altre imprese collaborano strettamente. Fatte salve le rispettive competenze, tali  autorità si comunicano tutte le informazioni atte ad agevolare l'assolvimento dei loro compiti, in  particolare nell'ambito di applicazione della presente direttiva. 3. Le informazioni ricevute in virtù della presente direttiva, ed in particolare gli scambi di  informazioni tra autorità competenti da questa previsti, sono coperte dal segreto d'ufficio di cui  all'articolo 16 della direttiva 92/49/CEE ed all'articolo 15 della direttiva 92/96/CEE. Articolo 8 Operazioni all'interno di un gruppo 1. Per stabilire se le operazioni siano realizzate sostanzialmente alle normali condizioni di  mercato, gli Stati membri dispongono che le autorità competenti controllino: a) le operazioni di cui al paragrafo 2 tra un'impresa di assicurazione e: i) un'impresa partecipata dell'impresa di assicurazione; ii) un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione; iii) un'impresa partecipata di un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione; b) le operazioni di cui al paragrafo 2 tra un'impresa di assicurazione ed una persona fisica che  detiene una partecipazione: i) nell'impresa di assicurazione o in una delle sue imprese partecipate; ii) in un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione; iii) in un'impresa partecipata di un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione. 2. Gli Stati membri dispongono che, almeno una volta l'anno, le imprese di assicurazione presentino  alle autorità competenti una relazione sulle operazioni descritte al paragrafo 1, concernenti in  particolare, purché siano significativi: - i prestiti; - le garanzie ed altre operazioni fuori bilancio; - gli elementi ammessi alla costituzione del margine di solvibilità; - gli investimenti. Articolo 9 Requisito di solvibilità corretta 1. Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 1, gli Stati membri esigono che un calcolo della solvibilità  corretta sia eseguito, conformemente all'allegato I. 2. Nel calcolo descritto all'allegato I va inclusa ogni impresa partecipata o impresa partecipante  avente sede sociale in un paese terzo e che sia: - un'impresa che, se fosse stabilita nella Comunità, sarebbe soggetta ad autorizzazione, in  conformità dell'articolo 6 della direttiva 73/239/CEE o dell'articolo 6 della direttiva  79/267/CEE; - un'impresa di riassicurazione; - una società di partecipazione assicurativa. 3. Se la situazione di solvibilità corretta è negativa, le autorità competenti adottano gli  opportuni provvedimenti al livello dell'impresa di assicurazione di cui trattasi. Articolo 10 Società di partecipazione assicurativa 1. Nel caso di cui all'articolo 3, paragrafo 2, gli Stati membri esigono l'applicazione di uno dei  metodi di vigilanza supplementare di cui all'allegato II. 2. Nel caso di cui all'articolo 3, paragrafo 2, nel calcolo vanno incluse tutte le imprese  partecipate della società di partecipazione assicurativa di cui all'articolo 9, paragrafo 2. 3. Se, a seguito di detta verifica, le autorità competenti giungono alla conclusione che lo stato  di solvibilità di un'impresa di assicurazione partecipata della società di partecipazione  assicurativa è compromesso, le autorità competenti adottano gli opportuni provvedimenti al livello  di tale impresa di assicurazione. Articolo 11 Attuazione 1. Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie  per conformarsi alla presente direttiva entro il 1° gennaio 1997 e le pongono in vigore entro il 1°  luglio 1997. Essi ne informano immediatamente la Commissione. 2. Gli Stati membri possono decidere di applicare, non oltre il 1° luglio 2001, la soglia del 25 %  ai fini della definizione di «partecipazione». 3. Quando gli Stati membri adottano le disposizioni di cui al paragrafo 1, queste contengono un  riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della  pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri. 4. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni legislative  che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. Articolo 12 Entrata in vigore La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Articolo 13 Destinatari Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.  (1) GU n. L 228 del 16. 8. 1973, pag. 3.  (2) GU n. L 168 del 18. 7. 1995, pag. 7.  (3) GU n. L 63 del 13. 3. 1979, pag. 1.  (4) GU n. L 228 dell'11. 8. 1992, pag. 1.  (5) GU n. L 360 del 9. 12. 1992, pag. 1.  (6) GU n. L 193 del 18. 7. 1983, pag. 1.  (7) GU n. L 322 del 17. 12. 1977, pag. 30.  (8) GU n. L 141 dell'11. 6. 1993, pag. 27.   ALLEGATO I CALCOLO DELLA SITUAZIONE DI SOLVIBILITÀ CORRETTA 1. Scelta del  metodo di calcolo e principi generali A. Per il calcolo della situazione di solvibilità corretta delle imprese di assicurazione di cui  all'articolo 3, paragrafo 1 vengono impiegati uno o più dei metodi illustrati qui di seguito. A tal  fine gli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità vengono corretti e raffrontati con  una situazione di solvibilità corretta. B. Indipendentemente dal metodo applicato, dal calcolo della situazione di solvibilità corretta  devono essere eliminati gli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità che siano il  frutto di operazioni interne al gruppo. A tal fine, sempreché tale eliminazione non sia già insita nel metodo prescelto, non vengono presi  in considerazione nel calcolo della situazione di solvibilità corretta: i) qualsiasi elemento, ammesso a costituire il margine di solvibilità dell'impresa di assicurazione  cui si riferisce il calcolo, della situazione di solvibilità corretta, che provenga in ultima  analisi: - da un'impresa collegata all'impresa di assicurazione in questione, - da un'impresa collegata ad un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione, e ii) qualsiasi elemento, ammesso a costituire il margine di solvibilità di un'impresa di  assicurazione collegata ovvero la soglia di solvibilità teorica di un'impresa di riassicurazione  collegata all'impresa di assicurazione partecipante cui si riferisce il calcolo della situazione di  solvibilità corretta, che provenga: - dall'impresa di assicurazione partecipante, - da imprese collegate a detta impresa, - da un impresa collegata ad un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione partecipante cui  si riferisce il calcolo della situazione di solvibilità corretta. Applicando, con gli opportuni adattamenti, le stesse regole, nel calcolo non si prendono in  considerazione: - tutte le quote del capitale sottoscritte ma non versate, - gli utili accantonati a riserva e gli utili futuri delle imprese di assicurazione del ramo vita. C. Ad eccezione del caso di un deficit di solvibilità in un'impresa figlia il suddetto calcolo  viene effettuato su base proporzionale (1), tenendo conto delle percentuali pertinenti delle  partecipazioni intermedie. D. Le autorità competenti provvedono a che la situazione di solvibilità corretta sia calcolata con  la stessa periodicità del calcolo del margine di solvibilità delle imprese di assicurazione a norma  delle direttive 73/239/CEE e 79/267/CEE. Le attività e le passività vengono valutate sulla base  delle disposizioni pertinenti delle direttive 73/239/CEE e 79/267/CEE, modificate dalle direttive  92/49/CEE e 92/96/CEE. 2. Metodi e situazioni da considerare 2.1. Imprese di assicurazione collegate Qualora un'impresa di assicurazione sia un'impresa che detiene una partecipazione diretta in  un'altra impresa di assicurazione, il calcolo della solvibilità corretta deve essere effettuato  secondo uno dei metodi descritti qui di seguito. Quale che sia il metodo utilizzato, se ad un'impresa di assicurazione sono collegate direttamente  più imprese di assicurazione, il calcolo della solvibilità corretta viene effettuato integrando  ciascuna delle imprese direttamente collegate. In caso di partecipazioni a catena (per esempio, un'impresa di assicurazione è una partecipante  diretta in un'altra impresa di assicurazione che è a sua volta un'impresa partecipante in  un'impresa di assicurazione) il calcolo della solvibilità corretta viene effettuato a livello di  ciascuna impresa partecipante che abbia fra le sue imprese collegate almeno un'impresa di  assicurazione o di riassicurazione. Se viene applicato il metodo 3, fatte salve le disposizioni specifiche contenute in altre  direttive, gli Stati membri possono non applicare il calcolo della situazione di solvibilità  corretta ad un'impresa di assicurazione se quest'ultima è un'impresa collegata di un'altra impresa  di assicurazione sita nello stesso Stato membro il quale, ai fini del calcolo della situazione di  solvibilità corretta, prende in considerazione le sue imprese di assicurazione e di riassicurazione  collegate. La stessa facoltà di esonero è ammessa allorché l'impresa partecipante è una società di  partecipazione assicurativa avente sede sociale nel medesimo Stato membro dell'impresa di  assicurazione, a condizione che sia soggetta al medesimo grado di vigilanza esercitata sulle  imprese di assicurazione. In entrambi i casi sopraindicati occorre accertare che il capitale sia  ripartito in maniera adeguata all'interno del gruppo assicurativo e sia effettivamente disponibile  per trasferimenti tra l'impresa collegata e l'impresa o le imprese partecipanti interessate. METODO 1: Metodo della deduzione e dell'aggregazione La situazione di solvibilità corretta dell'impresa di assicurazione partecipante è data dalla  differenza tra gli aggregati seguenti: 1) la somma: a) degli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità dell'impresa partecipante, b) della quota proporzionale dell'impresa partecipante nel margine di solvibilità dell'impresa  collegata che proviene dall'impresa partecipante; e 2) la somma: a) del valore contabile, nel bilancio dell'impresa partecipante, di tutti gli elementi ammessi a  costituire il margine di solvibilità dell'impresa collegata, b) della soglia di solvibilità minima richiesta per l'impresa partecipante, c) della quota proporzionale della soglia di solvibilità minima richiesta per l'impresa collegata;  se l'impresa collegata è un'impresa figlia e presenta un deficit di solvibilità, la soglia di  solvibilità minima va considerata per intero. METODO 2: Metodo della deduzione della soglia di solvibilità minima La situazione di solvibilità corretta dell'impresa partecipante è data dalla differenza tra gli  aggregati seguenti (2): i) la somma degli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità dell'impresa  partecipante, e ii) la somma: a) della soglia di solvibilità minima richiesta per l'impresa partecipante, b) della quota proporzionale della soglia di solvibilità minima richiesta per l'impresa collegata;  se l'impresa collegata è un'impresa figlia e presenta un deficit di solvibilità, la soglia di  solvibilità minima va considerata per intero. METODO 3: Metodo fondato sui conti consolidati Il calcolo della situazione di solvibilità corretta dell'impresa partecipante viene effettuato a  partire dai conti consolidati al fine di calcolare gli elementi consolidati ammessi a costituire il  margine di solvibilità dell'impresa partecipante e delle imprese collegate interessate  conformemente alla direttiva 91/674/CEE ed alle direttive 73/239/CEE e 79/267/CEE, modificate dalle  direttive 92/49/CEE e 92/96/CEE. La situazione di solvibilità corretta dell'impresa partecipante è data dalla differenza tra: i) gli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità, quali risultano dai conti  consolidati, e ii) la somma della soglia di solvibilità minima richiesta per l'impresa partecipante e della soglia  di solvibilità minima o della quota proporzionale pertinente richiesta per l'impresa collegata. Se  l'impresa collegata è un'impresa figlia e presenta un deficit di solvibilità, la soglia di  solvibilità minima va considerata per intero. 2.2. Imprese di riassicurazione collegate Per ciascuna impresa di riassicurazione collegata a un'impresa di assicurazione, viene stabilita  una soglia di solvibilità teorica secondo le medesime regole di cui all'articolo 16, paragrafo 3  della direttiva 73/239/CEE o all'articolo 18, paragrafo 3 della direttiva 79/267/CEE. Sono ammessi  a costituire i fondi propri teorici dell'impresa di riassicurazione collegata i medesimi elementi  dei fondi propri che sono computabili secondo le regole di cui all'articolo 24 della direttiva  92/49/CEE o all'articolo 25 della direttiva 92/96/CEE. Le attività e le passività vengono valutate  secondo le medesime regole di cui alle direttive 73/239/CEE e 79/267/CEE modificate dalle direttive  92/49/CEE e 92/96/CEE. La situazione di solvibilità corretta dell'impresa di assicurazione partecipante si ottiene  applicando i metodi e i principi generali definiti sopra. 2.3. Società di partecipazione assicurativa intermedie Metodi 1 e 2 Per ciascuna impresa di assicurazione partecipante in una società di partecipazione assicurativa  che sia un'impresa partecipante in un'impresa di assicurazione o di riassicurazione, il calcolo  della situazione di solvibilità corretta viene effettuato applicando, con gli opportuni  adattamenti, i metodi e i principi generali definiti sopra. Metodo 3 Della società di partecipazione assicurativa si tiene conto integrandola nel consolidamento dei  conti mediante applicazione, con gli opportuni adattamenti, dei metodi e principi generali definiti  sopra. 3. Imprese di paesi terzi Qualora esistano impedimenti giuridici al trasferimento delle informazioni necessarie per  l'inclusione nel calcolo di un'impresa collegata avente sede in un paese terzo, ai sensi  dell'articolo 9, paragrafo 2, il calcolo in applicazione dei metodi di cui al presente allegato  viene effettuato deducendo dagli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità corretto  il valore contabile, nel bilancio dell'impresa partecipante, di tutti gli elementi ammessi a  costituire il margine di solvibilità dell'impresa collegata. 4. Casi non previsti Nei casi non contemplati ai punti da 2.1 a 2.3 le autorità competenti dispongono l'applicazione di  un'opportuna combinazione dei metodi ivi definiti. (1) Quando nel presente allegato si parla di quota proporzionale o percentuale  pertinente, il calcolo deve essere effettuato sulla base della percentuale utilizzata per i conti  consolidati.  (2) La partecipazione in un'impresa collegata viene inclusa sulla base del valore netto di  inventario delle azioni.   ALLEGATO II METODI APPLICABILI PER LA VIGILANZA SUPPLEMENTARE DELLE IMPRESE DI  ASSICURAZIONE CHE SONO IMPRESE FIGLIE DI UNA SOCIETÀ DI PARTECIPAZIONE ASSICURATIVA ALLA QUALE FA  CAPO IN ULTIMA ANALISI UN'IMPRESA DI ASSICURAZIONE APPARTENENTE AD UN GRUPPO 1. Scelta  del metodo per la vigilanza supplementare - Al fine di accertare che il capitale dell'impresa sia sufficiente si applica uno dei metodi  definiti qui di seguito. - Per le imprese di assicurazione di cui all'articolo 3, paragrafo 2, che sono imprese figlie di  una società di partecipazione assicurativa e che hanno sede in diversi Stati membri, le autorità  competenti provvedono ad applicare in modo coerente i metodi definiti nel presente allegato. - Le autorità competenti provvedono ad esercitare la vigilanza supplementare con la stessa  periodicità del calcolo del margine di solvibilità delle imprese di assicurazione a norma delle  direttive 73/239/CEE e 79/267/CEE. 2. Metodi 2.1. «Prova di allarme solvibilità» Il capitale di una società di partecipazione assicurativa deve essere pari o superiore alla somma  delle soglie minime di solvibilità prescritte per le imprese collegate che sono imprese di  assicurazione e della soglia di solvibilità teorica per le imprese collegate che sono imprese di  riassicurazione. 2.2. «Prova dei conti consolidati» La situazione di capitale di una società di partecipazione assicurativa deve essere pari o  superiore alla somma delle soglie minime di solvibilità prescritte per le imprese collegate che  sono imprese di assicurazione e della soglia di solvibilità teorica per le imprese collegate che  sono imprese di riassicurazione. La situazione di capitale di una tale società di partecipazione  assicurativa è calcolata secondo il metodo basato sui conti consolidati, di cui all'allegato I,  punto 2.3, metodo 3. 3. Imprese aventi sede in paesi terzi Se esistono impedimenti giuridici al trasferimento delle informazioni necessarie per l'inclusione  nel calcolo di un'impresa collegata avente sede in un paese terzo, ai sensi dell'articolo 10,  paragrafo 2, il calcolo in applicazione dei metodi di cui al presente allegato viene effettuato  deducendo dagli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità il valore contabile della  partecipazione e di tutti gli altri elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità  dell'impresa collegata che sono detenuti dall'impresa di assicurazione.