CELEX: C2002/156/06
Language: it
Date: 2002-06-29 00:00:00
Title: Causa C-111/02 P: Ricorso proposto il 25 marzo 2002 dal Parlamento europeo avverso la sentenza pronunciata il 23 gennaio 2002 dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Terza Sezione) nella causa T-237/00, che opponeva Patrick Reynolds al Parlamento europeo

29.6.2002               IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 156/3
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundes-                     Ricorso proposto il 25 marzo 2002 dal Parlamento
sozialgericht (Germania), con ordinanza 19 dicembre                         europeo avverso la sentenza pronunciata il 23 gennaio
2001, nella causa Cargo Ray Uluslararasi Tasimacilile ve                    2002 dal Tribunale di primo grado delle Comunità euro-
LTD., Sezgin Ergin e Vedat Calis contro Bundesanstalt für                   pee (Terza Sezione) nella causa T-237/00, che opponeva
                                Arbeit                                                 Patrick Reynolds al Parlamento europeo
                         (Causa C-48/02)                                                            (Causa C-111/02 P)
                                                                                                     (2002/C 156/06)
                         (2002/C 156/05)
                                                                            Il 25 marzo 2002 il Parlamento europeo, rappresentato dai
Con ordinanza 19 decembre 2001, pervenuta nella cancelleria                 signori Hannu von Hertzen e Dominique Moore, in qualità di
della Corte il 19 febbraio 2002, nella causa Cargo Ray                      agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto
Uluslararasi Tasimacilile ve LTD., Sezgin Ergin e Vedat Calis               dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
contro Bundesanstalt für Arbeit, il Bundessozialgericht ha                  ricorso avverso la sentenza pronunciata il 23 gennaio 2002
sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le                dal Tribunale di primo grado delle comunità europee (Terza
seguenti questioni pregiudiziali:                                           Sezione) nella causa T-237/00 che opponeva Patrick Reynolds
                                                                            al Parlamento europeo.
1)   Se l’art. 13 della decisione del Consiglio di associazione
     19 settembre 1980, n. 1/80, relativa allo sviluppo                     La ricorrente chiede che la Corte voglia:
     dell’associazione tra la Comunità economica europea e la
     Turchia, debba essere interpretato nel senso che vieta ad              —     annullare la sentenza del Tribunale impugnata;
     uno Stato membro della Comunità l’introduzione di
     norme nazionali che, rispetto alla disciplina giuridica                —     pronunciarsi in maniera definitiva sulla controversia,
     nazionale in vigore al 1 dicembre 1980, prevedano in via                     respingendo il ricorso di annullamento e il ricorso per
     generale nuove restrizioni dell’accesso al mercato del                       risarcimento in quanto non fondati;
     lavoro in danno di lavoratori turchi, o se il divieto di
     introdurre nuove restrizioni ai sensi dell’art. 13 della               —     in alternativa, rinviare la causa al Tribunale affinché esso
     decisione n. 1/80 si riferisca solo al momento del primo                     si pronunci nuovamente sul ricorso di annullamento e
     regolare soggiorno e della prima regolare occupazione di                     sul ricorso per risarcimento del signor Reynolds;
     un lavoratore.
                                                                            —     statuire sulle spese secondo giustizia.
2)   Se l’art. 13 della decisione del Consiglio di associazione
     19 settembre 1980, n. 1/80, relativa allo sviluppo
     dell’associazione tra la Comunità economica europea e                  Motivi e principali argomenti
     la Turchia, debba essere applicato anche ai lavoratori
     subordinati occupati in Turchia che, quali autotrasporta-              —     Insufficienza della motivazione del Tribunale per quanto
     tori operanti nel trasporto internazionale di merci, attra-                  riguarda l’obbligo dell’AIPN di soddisfare le «condizioni
     versano regolarmente uno Stato membro della Comunità                         minime» per porre fine ad un comando nell’interesse del
     senza appartenere al regolare mercato del lavoro di tale                     servizio di un dipendente presso il posto di segretario
     Stato membro.                                                                generale di un gruppo politico.
                                                                            —     Mancato rispetto della giurisprudenza relativa alla compe-
3)   Se l’art. 41, n. 1, del Protocollo addizionale 23 novembre
                                                                                  tenza dell’AIPN.
     1970 allegato all’accordo che crea un’associazione tra la
     Comunità economica europea e la Turchia debba essere
                                                                            —     Motivazione contraddittoria per quanto riguarda il pre-
     interpretato nel senso che un lavoratore turco è legittima-
                                                                                  sunto margine discrezionale dell’AIPN.
     to a far valere una restrizione della libera prestazione dei
     servizi contraria al protocollo stesso.
                                                                            —     Mancato rispetto della giurisprudenza in tema di diritti di
                                                                                  difesa.
4)   Se sussista una restrizione della libera prestazione dei
     servizi ai sensi dell’art. 41, n. 1, del Protocollo addizionale        —     Motivazione insufficiente e contraddittoria in relazione
     nel caso in cui uno Stato membro della Comunità, a                           all’importanza delle conseguenze della reintegrazione
     partire dall’entrata in vigore del detto protocollo, abolisca                sulla situazione materiale del comandato.
     l’esenzione dall’obbligo del permesso di lavoro in prece-
     denza prevista per gli autisti turchi operanti nel settore             —     Se il Tribunale non ha commesso alcun illecito adottando
     del trasporto internazionale di merci e dipendenti da un                     la decisione impugnata, non vi è motivo di dichiarare la
     datore di lavoro (turco) con sede in Turchia.                                responsabilità extracontrattuale della Comunità nel caso
                                                                                  di specie.