CELEX: 51998PC0408
Language: it
Date: 1998-07-08
Title: Proposta riesaminata di regolamento (CE) del Consiglio relativo alla cooperazione decentrata

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                             Bruxelles, 08.07.1998
                                            COM(1998)408def.
                                            95/0159 (SYN)
                     Propostariesaminatadi
           REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
     RELATIVO ALLA COOPERAZIONE DECENTRATA
(presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 C,
                    lettera d) del trattato CE)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                        RELAZIONE
(relativa agli emendamenti del Parlamento europeo in seconda lettura della procedura di
cooperazione che la Commissione ha accettato nonché a quelli che non ha accettato)
11 31 agosto 1995 la Commissione ha presentato al Consiglio e al Parlamento una
proposta di regolamento relativo alla cooperazione decentrata.
Tale proposta di regolamento del Consiglio, basata sull'articolo 130 W del trattato, viene
sottoposta alla procedura di cooperazione (art. 189 C del trattato).
Conformemente alla procedura di cooperazione, il 15 dicembre 1995 il Parlamento ha
reso il proprio parere in prima lettura.
Il 5 novembre 1997 il Consiglio ha adottato una posizione comune.
Il 1° aprile 1998 il Parlamento ha emesso il proprio parere in seconda lettura ed ha
adottato in totale 17 emendamenti (PE 167.396).
La Commissione, conformemente all'articolo 189 C, lettera d), presenta una proposta
riesaminata contenente gli emendamenti che ha accettato.
La proposta riesaminata intende stabilire le modalità di gestione della linea di bilancio
relativa alla cooperazione decentrata.
                                       2
 ---pagebreak---  COMMENTI SUGLI EMENDAMENTI ADOTTATI DAL PARLAMENTO IN
 SECONDA LETTURA
 l.    Analisi degli emendamenti accettati/respinti
 Gli emendamenti adottati in seconda lettura possono essere raggruppati in due categorie:
 1.1 Quelli che introducono una modifica accettabile e che la Commissione ha accettato
     Emendamenti n. 1 e 3 (nuovi considerando) e emendamento n. 4 (articolo 1)
     accettabili in quanto definiscono gli obiettivi della cooperazionc decentrata e
     delLutilizzazione della linea di bilancio che la Commissione intende attuare;
- emendamento n. 2 (terzo considerando) e emendamento n. 5 (articolo 4) relativi alla
     soppressione dell'importo di riferimento finanziario che non dipende soltanto
    dall'autorità di bilancio del Consiglio;
 - emendamento n. 6 (articolo 5, paragrafo 4) che ristabilisce la disposizione prevista
    nella proposta iniziale della Commissione e riguarda la necessità delle misure da
     prendere per esprimere il carattere comunitario degli aiuti;
 - emendamento n. 7 (articolo 5, paragrafo 5, lettera b) che non modifica
     fondamentalmente la portata dell'articolo e che è già stato accettato in prima lettura;
    emendamento n. 13 (articolo 10, secondo comma). Benché la fornitura di
    informazioni "particolareggiate" nel quadro della "sintesi" che deve figurare nella
    relazione annuale non sia giustificabile, la Commissione può accettare di impegnarsi
    affinché i partner delle azioni avviate siano chiaramente menzionati;
- emendamenti n. 14,15 e 16 (articoli 10, terzo comma, 11 e 12) che riducono un certo
    numero di obblighi supplementari inseriti nella posizione comune del Consiglio in
    materia di fornitura di informazioni sulle azioni avviate dalla Commissione e sui
    risultati delle valutazioni;
- emendamento n. 17 (articolo 13, secondo comma) che sopprime il limite
    nell'applicazione del regolamento (vedi dichiarazione della Commissione in proposito
    al momento dell'adozione della posizione comune) conformemente al F accettazione
    dell'emendamento n. 4.
1.2 Quelli che non sono accettabili e che la Commissione ha respinto
    Emendamento n. 11, prima parte, seconda frase e seconda parte (articolo 8)
    relativo, da un lato, alla partecipazione del Parlamento agli scambi di vedute sugli
    orientamenti annui e, dall'altro, alla trasparenza dei lavori effettuati in tale ambito. La
    Commissione non è in grado di accettare tale emendamento in quanto l'approccio
    raccomandato dal Parlamento non è conforme alle procedure autorizzate in materia di
    comitatologia dalla decisione del luglio 1987;
                                               3
 ---pagebreak--- emendamento n. 11, prima parte, prima frase (articolo 8) che, pur modificando il
dispositivo in materia di comitatologia in modo molto simile alla proposta iniziale
della Commissione, non può essere accettato, per ragioni di coerenza politica, in
quanto si allontana dal compromesso difficilmente acquisito al momento
dell'adozione della posizione comune del Consiglio e al quale la Commissione ha
aderito;
emendamento n. 12 (articolo 9) che riguarda la disposizione che prevede lo scambio
di vedute annuo sugli orientamenti generali e che intende sopprimerla quale
conseguenza logica del fatto che il contenuto di questa disposizione dovrebbe essere
trasferito mediante l'emendamento n. 11, prima parte, prima frase, all'articolo 8. Visto
che la Commissione non ha accettato quest'ultimo emendamento, la disposizione in
questione dev'essere ripresa a titolo dell'articolo 9 come figura nel testo della
posizione comune;
emendamento n. 8 (articolo 7, paragrafo 2) riguardante la soppressione della
previsione introdotta dal Consiglio relativa alle condizioni per il passaggio e
l'approvazione delle decisioni di finanziamento da parte del comitato di gestione
istituito dall'articolo 8 (azioni che superano ognuna la soglia di 1 MECU). La
Commissione, nonostante al momento dell'adozione della posizione comune avesse
espresso formalmente il proprio rammarico riguardo all'importo della soglia scelta dal
Consiglio, non è in grado di accettare l'emendamento in quanto il mantenimento del
dispositivo dell'articolo 7, paragrafo 2 è legato all'introduzione del dispositivo
dell'articolo 8 (instaurazione di un comitato di gestione di tipo II b), che è stato frutto
di un laborioso compromesso raggiunto in sede di Consiglio e al quale la
Commissione ha aderito (vedi più sotto l'emendamento n.ll, prima parte, prima
frase);
emendamenti n. 9 e 10 (articolo 7, paragrafi 5 e 6) volti ad estendere le possibilità per
i PVS di beneficiare dell'attribuzione di contratti e ad introdurre la possibilità di un
trattamento preferenziale (a pari condizioni di offerta) per gli offerenti del paese
beneficiario nonché dei paesi in via di sviluppo della regione. La Commissione, pur
comprendendo le motivazioni che li hanno ispirati, non è in grado di accettare questi
emendamenti essenzialmente per coerenza con le soluzioni scelte (in materia di
partecipazione alle gare e ai contratti nonché di forniture) in previsioni analoghe
contenute nel dispositivo dei regolamenti adottati in questi ultimi anni nel settore della
cooperazione allo sviluppo.
                                       7
 ---pagebreak---                                   PROPOSTA RIESAMINATA DI
                      REGOLAMENTO (CE) N. .../98 DEL CONSIGLIO
                                                del
                                relativo alla cooperazione decentrata
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 W,
vista la proposta della Commissione,
deliberando conformemente alla procedura di cui all'articolo 189 C del trattato,
considerando che la cooperazione decentrata costituisce un nuovo approccio della
cooperazione allo sviluppo che si prefigge, affidando l'attuazione agli operatori, gli
obiettivi congiunti di autonomia e di vitalità delle azioni;
considerando che l'importanza di un approccio allo sviluppo del tipo della cooperazione
decentrata è stata sottolineata nella Quarta Convenzione ACP-CE, nel regolamento
(CEE) n. 443/92 del Consiglio, del 25 febbraio 1992, riguardante l'aiuto finanziario e
tecnico per i paesi in via di sviluppo deH"America latina e dell'Asia nonché la
cooperazione economica con tali paesi1, nella risoluzione del Consiglio del
27 maggio 1991 sulla cooperazione con le organizzazioni non governative e in numerose
risoluzioni del Parlamento europeo;
considerando che l'autorità di bilancio ha deciso, nel quadro del bilancio 1992, di creare
una linea destinata a promuovere questo metodo di cooperazione in tutti i paesi in via di
sviluppo;
considerando che la linea di bilancio relativa alla cooperazione decentrata intende
contribuire a lungo termine a un effettivo cambiamento del metodo di cooperazione allo
sviluppo dell'Unione europea;
considerando che la cooperazione decentrata fornisce un importante contributo al
raggiungimento degli obiettivi della politica di cooperazione della Comunità di cui
all'articolo 130 U del trattato;
considerando che è necessario fissare le relative modalità di gestione,
11A ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                               Articolo 1
     (il) n. L 52 del 27.2.1992, pag. I.
                                                  vf
 ---pagebreak--- La Comunità sostiene azioni e iniziative di sviluppo sostenibile avviate da operatori della
cooperazione decentrata della Comunità e dei paesi in via di sviluppo, allo scopo di
promuovere in particolare:
     uno sviluppo più partecipativo che risponda alle esigenze e alle iniziative delle
     popolazioni dei paesi in via di sviluppo;
     un contributo alla diversificazione, al rafforzamento delle società civili e alla
     democratizzazione in tali paesi;
     la mobilitazione degli operatori della cooperazione decentrata della Comunità e dei
     paesi in via di sviluppo a favore di questi obiettivi nel quadro di programmi
     strutturati.
Queste azioni riguardano la promozione della cooperazione decentrata a vantaggio di tutti
i paesi in via di sviluppo.
                                          Articolo 2
Le azioni da attuare ai sensi del presente regolamento riguardano in via prioritaria i
seguenti settori:
     valorizzazione delle risorse umane e tecniche, sviluppo locale, rurale o urbano, nei
     settori sociale ed economico dei paesi in via di sviluppo;
     informazione e mobilitazione degli operatori della cooperazione decentrata;
     sostegno al potenziamento istituzionale e al rafforzamento della capacità d'azione di
     tali operatori;
     sostegno e controllo metodologici delle azioni.
                                          Articolo 3
 1 partner della cooperazione che possono ottenere un sostegno finanziario ai sensi del
presente regolamento sono gli operatori della cooperazione decentrata della Comunità e
dei paesi in via di sviluppo ovvero: autorità pubbliche locali, organizzazioni non
governative, gruppi professionali e gruppi d'iniziativa locali, cooperative, sindacali,
organizzazioni di donne o di giovani, istituti d'insegnamento e di ricerca, chiese e
qualsiasi associazione non governativa in grado di dare un contributo allo sviluppo.
                                          Articolo 4
 1. (ìli stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio nei limiti delle
 prospettive finanziarie.
 2. L'autorità di bilancio determina gli stanziamenti disponibili per ciascun esercizio
 tenendo conto dei principi di una sana gestione finanziaria espressi nell'articolo 2 del
 regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.
                                          Articolo 5
                                             G
 ---pagebreak--- 1. I mezzi che possono essere impiegati nel quadro delle azioni di cui all'articolo 1
comprendono in particolare studi, assistenza tecnica, azioni di formazione o altri servizi,
forniture e lavori, audit e missioni di valutazione e di controllo.
2. Il finanziamento comunitario può coprire sia spese d'investimento, ad esclusione
dell'acquisto di beni immobili, sia spese ricorrenti (comprese quelle di amministrazione,
manutenzione e funzionamento), dato che il progetto deve, per quanto possibile,
prefiggersi un obiettivo di vitalità a medio termine.
3. Per ciascuna azione di cooperazione si cercherà di ottenere un contributo dai partner
di cui all'articolo 3, entro i limiti delle loro possibilità in funzione delle caratteristiche di
ciascuna azione.
4. Si cercheranno possibilità di cofinanziamento, in particolare con gli Stati membri.
Saranno prese le misure necessarie ad esprimere il carattere comunitario degli aiuti forniti
a titolo del presente regolamento.
5. Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità stabiliti dal trattato e allo
scopo di garantire la massima efficacia delle azioni nel loro insieme, la Commissione può
prendere tutte le misure necessarie per il coordinamento, in particolare:
a) la creazione di un sistema per lo scambio e l'analisi costante di informazioni sulle
     azioni finanziate e quelle per cui è previsto il finanziamento da parte della Comunità
     e degli Stati membri;
b) il coordinamento nel luogo di attuazione delle azioni, attraverso scambi
     d'informazioni tra i rappresentanti della Commissione e degli Stati membri nel paese
     beneficiario o nei paesi beneficiari interessati.
                                             Articolo 6
Il sostegno finanziario a titolo del presente regolamento viene fornito sotto forma di aiuti
non rimborsabili.
                                             Articolo 7
1. La Commissione ha il compito di istruire, decidere e gestire le azioni di cui al
presente regolamento secondo le procedure di bilancio e le altre procedure in vigore, in
particolare quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale
delle Comunità.
2. Le decisioni relative alle azioni il cui finanziamento a titolo del presente regolamento
supera 1 milione di ecu per azione, nonché ogni modifica che comporta un aumento di
più del 20% dell'importo approvato inizialmente per tale azione sono adottate secondo la
procedura prevista all'articolo 8.
3. La valutazione dei progetti e dei programmi tiene conto dei fattori seguenti:
     efficacia e vitalità delle azioni,
     aspetti culturali e sociali, aspetti relativi all'uguaglianza dei sessi, ambiente,
     sviluppo delle istituzioni necessario a raggiungere gli obiettivi dell'azione,
                                              ^
 ---pagebreak---      esperienza acquisita nell'ambito di azioni analoghe.
4. Qualsiasi convenzione o contratto di finanziamento concluso a titolo del presente
regolamento prevede in particolare che la Commissione e la Corte dei conti possono
effettuare controlli in loco secondo le consuete modalità stabilite dalla Commissione nel
quadro delle disposizioni in vigore, in particolare quelle del regolamento finanziario
applicabile al bilancio generale delle Comunità.
5. La partecipazione alle gare e ai contratti d'appalto è aperta, a parità di condizioni, a
tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e del paese beneficiario. Può
essere estesa ad altri paesi in via di sviluppo e, in casi eccezionali debitamente
giustificati, ad altri paesi terzi.
6. Le forniture devono essere originarie degli Stati membri, del paese beneficiario o di
altri paesi in via di sviluppo. In casi eccezionali, debitamente giustificati, le forniture
possono provenire da altri paesi terzi.
                                           Articolo 8
 1. La Commissione è assistita dal Comitato geografico competente per lo sviluppo.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al Comitato un progetto delle misure
da adottare. Il Comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il
Presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è
formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per
l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione.
Nelle votazioni in seno al Comitato viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati
membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il Presidente, non partecipa al voto.
3. a) La Commissione adotta le misure previste che sono immediatamente applicabili.
     b)   Tuttavia, qualora le misure previste non siano conformi al parere reso dal
          Comitato, la Commissione le comunica senza indugio al Consiglio. In tal caso:
     la Commissione differisce di un mese a decorrere dalla data della comunicazione
     l'applicazione delle misure da essa decise;
     il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può adottare una decisione
     diversa entro il termine di cui al primo trattino.
                                           Articolo 9
Nell'ambito del Comitato di cui all'articolo 8 si procederà una volta l'anno ad uno
scambio di opinioni, sulla base degli orientamenti generali per le azioni da attuare
nell'anno seguente presentati dal rappresentante della Commissione.
                                           Articolo 10
Alla line di ogni esercizio finanziario, la Commissione presenta al Parlamento europeo e
al Consiglio una relazione annuale comprendente la sintesi delle azioni finanziate nel
corso dell'esercizio e una valutazione sull'esecuzione del presente regolamento nel corso
dell'esercizio stesso.
                                                ^
 ---pagebreak--- La sintesi fornisce in particolare informazioni dettagliate sugli operatori della
cooperazione decentrata con i quali sono stati conclusi i contratti.
                                        Articolo 11
La Commissione procede regolarmente a una valutazione delle azioni finanziate dalla
Comunità, per appurare se gli obiettivi che esse si prefiggono sono stati raggiunti e per
fornire orientamenti volti ad accrescere l'efficacia delle azioni future.
                                        Articolo 12
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì
                                                                             Per il Consiglio
                                                                                Il Presidente
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(98) 408 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                 11 06 02
                                            N. di catalogo : CB-C0-1)8-4I9-IT-C
                                                              ISBN 92-78-37538-
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                Ve'