CELEX: 51989PC0377
Language: it
Date: 1989-07-27
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CONCERNENTE IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE AI DISPOSITIVI ANTISPRUZZI DI ALCUNI VEICOLI A MOTORE E DEI LORO RIMORCHI

16. 10. 89                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                               N. C 263/19
               Proposta di direttiva del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
                  membri relative ai dispositivi antispruzzi di alcuni veicoli a motore e dei loro rimorchi
                                                 COM(89) 377 def. — SYN 210
                                 (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 24 agosto 1989)
                                                          (89/C 263/06)
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                              considerando che, non essendo ancora possibile istituire
                                                                   una prova unitaria delle prestazioni di questi dispositivi
                                                                   da effettuarsi al momento della loro installazione sui
 visto il trattato che istituisce la Comunità economica            vari tipi di veicolo, è opportuno — per compiere un
 europea, in particolare l'articolo 100A,                          primo passo verso il miglioramento della situazione
                                                                   — prevedere l'omologazione CEE dei dispositivi in
                                                                   questione; che per l'omologazione CEE sono stati presi
 vista la proposta della Commissione,                              in considerazione i due tipi attualmente sul mercato,
                                                                   ossia quelli ad assorbimento di energia e quelli a separa-
                                                                   tore aria/acqua, e che è stato necessario prevedere due
                                                                   prove distinte secondo il tipo di dispositivo da omologa-
 in cooperazione con il Parlamento europeo,                        re; che non essendo né equivalenti né comparabili,
                                                                   queste due prove comportano necessariamente valori
                                                                   minimi diversi per quanto concerne l'efficacia necessa-
 visto il parere del Comitato economico e sociale (1),             ria per il rilascio dell'omologazione CEE;
 considerando che è d'uopo adottare misure volte ad
 instaurare gradualmente il mercato interno, nel corso             considerando che si procederà in un secondo tempo, in
 di un periodo che termina il 31 dicembre 1992; che tale           base agli studi, alle ricerche e agli esperimenti attual-
 mercato interno comporta uno spazio senza frontiere               mente in corso, ad una modifica di queste due prove
 interne entro cui sia garantita la libera circolazione dei        per renderle equivalenti, senza escludere la possibilità
 beni, delle persone, dei servizi e dei capitali;                  di poterie sostituire con una prova unitaria delle presta-
                                                                   zioni del tipi di veicoli muniti di tali dispositivi;
 considerando che le prescrizioni tecniche cui devono
 soddisfare determinate categorie dei veicoli a motore e
 loro rimorchi ai sensi delle normative nazionali riguar-          considerando che il ravvicinamento delle legislazioni
 dano, fra l'altro, i dispositivi antispruzzi di tali veicoli;     nazionali relative ai veicoli a motore comporta il mutuo
                                                                   riconoscimento da parte degli Stati membri dei controlli
                                                                   effettuati da ciascuno di essi in base alle prescrizioni
                                                                   comuni,
 considerando che tali prescrizioni differiscono da uno
 Stato membro all'altro; che è pertanto necessario che
 tutti gli Stati membri adottino le stesse disposizioni a
 titolo complementare o in sostituzione delle normative
 vigenti per consentire, in particolare, l'applicazione a          HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
 tutti i tipi di veicoli del procedimento di omologazione
 CEE, di cui alla direttiva del Consiglio 70/156/CEE, del
 6 febbraio 1970, concernente il ravvicinamento delle                                        Articolo 1
 legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione
 dei veicoli a motore e dei loro rimorchi (1), modificata          1.    Ciascuno Stato membro omologa tutti i tipi di
 da ultimo dalla direttiva 87/403/CEE(2);                          dispositivi destinati a limitare la formazione di spruzzi
                                                                   o la proiezione di fango e di pietre provocata dai
                                                                   pneumatici dei veicoli in movimento, in appresso chia-
 considerando che per migliorare la sicurezza stradale è           mati «dispositivi antispruzzi» che siano conformi alle
 importante che tutti i veicoli commerciali pesanti avanti         prescrizioni di costruzione e di prova dell'allegato II.
 una determinata velocità minima per costruzione, siano
dotati di dispositivi antispruzzi per trattenere l'acqua e
 i piccoli oggetti prolettati verso l'alto e lateralmente dai
pneumatici dei veicoli stessi;                                     2.    Lo Stato membro che ha proceduto all'omologa-
                                                                   zione CEE adotta le misure necessarie per controllare,
                                                                   ove occorra, la conformità della produzione al tipo
                                                                   omologato, se necessario in collaborazione con le auto-
(!) GU n. L 42 del 23. 2. 1970, pag. 1.                            rità competenti degli altri Stati membri. A tale scopo
(2) GU n. L 220 dell'8. 8. 1987, pag. 44.                          applica le prescrizioni di cui all'allegato IV.
 ---pagebreak--- N. C 263/20                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   16. 10. 89
                         Articolo 2                              Dette autorità adottano le stesse disposizioni se vengo-
                                                                 no informate dalle autorità competenti di un altro Stato
Per ogni tipo di dispositivo antispruzzi omologato ai            membro dell'esistenza di una tale mancanza di con-
sensi dell'articolo 1, gli Stati membri attribuiscono al         formità.
costruttore o al suo mandatario un marchio di omologa-
zione CEE conforme al modello che figura
nell'appendice 3 dell'allegato II.                               2.     Le autorità competenti degli Stati membri si infor-
                                                                 mano reciprocamente, entro un mese, della revoca di
                                                                 un'omologazione CEE già concessa, comunicando una
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per               copia del certificato di omologazione recante in stampa-
impedire l'uso di marchi che possano generare confusio-          tello la dicitura firmata e datata « Revoca dell'omologa-
ne tra dispositivi antispruzzi omologati ai sensi dell'arti-     zione CEE», come pure i motivi del provvedimento.
colo 1 e altri dispositivi.
                                                                 3.     Qualora lo Stato membro che ha proceduto all'o-
                                                                 mologazione CEE contesti la mancanza di conformità
                          Articolo 3                             di cui è stato informato, gli Stati membri interessati
                                                                 cercheranno di comporre la controversia. La Commis-
                                                                 sione è tenuta informata. Essa procede, ove necessario,
1.     Gli Stati membri non possono vietare l'immissione
                                                                 alle consultazioni appropriate al fine di pervenire ad
sul mercato di dispositivi antispruzzi per motivi attinen-
                                                                 una soluzione.
ti alla costruzione o al funzionamento, se recano il
marchio di omologazione CEE.
                                                                                          Articolo 6
Tuttavia tale disposizione non osta a che uno Stato
membro adotti siffatti provvedimenti per i dispositivi           Ogni decisione di diniego o revoca dell'omologazione
antispruzzi recanti il marchio di omologazione CEE che           CEE o di divieto di immissione nel mercato o di uso,
sistematicamente, non siano conformi al tipo omolo-              presa in base alle disposizioni adottate in attuazione
gato.                                                            della presente direttiva, è motivata in maniera precisa.
                                                                 Essa viene notificata all'interessato con l'indicazione dei
                                                                 mezzi d'impugnazione previsti dalla normativa vigente
Lo Stato membro informa immediatamente gli altri                 negli Stati membri e dei termini entro cui devono essere
Stati membri e la Commissione dei provvedimenti adot-            proposte le impugnazioni.
tati, precisando i motivi della sua decisione. Le disposi-
zioni dell'articolo 5 sono ugualmente applicabili.
                                                                                          Articolo 7
La non conformità con il tipo omologato sussiste quan-           Ai sensi della presente direttiva, si intende per « veicolo »
do      non     vengono      rispettate  le    prescrizioni      ogni veicolo a motore della categoria N ed ogni rimor-
dell'allegato IL                                                 chio delle categorie O, categorie definite nell'allegato I
                                                                 dalla direttiva 70/156/CEE, destinato a circolare su
                                                                 strada, e che abbia una velocità massima per costruzio-
                                                                 ne superiore a 50 km/h.
                          Articolo 4
Entro il termine di un mese, le autorità competenti di
ogni Stato membro inviano a quelle degli altri Stati                                      Articolo 8
membri copia delle schede di omologazione CEE compi-
late per ogni tipo di dispositivo antispruzzi che esse           1.     Gli Stati membri non possono negare l'omologa-
omologano o rifiutano di omologare.                              zione CEE o l'omologazione di portata nazionale né
                                                                 negare o vietare la vendita, l'immatricolazione, la messa
                                                                 in circolazione, o l'uso di un veicolo per motivi attinenti
                                                                 ai dispositivi antispruzzi, se questi recano il marchio di
                          Articolo 5                             omologazione CEE e sono installati secondo le prescri-
                                                                 zioni dell'allegato III.
1.     Se lo Stato membro, che ha proceduto all'omolo-
gazione CEE, accerta che parecchi dispositivi antispruz-
zi recenti lo stesso marchio di omologazione CEE non
sono conformi al tipo da esso omologato, adotta i                                         Articolo 9
provvedimenti necessari per garantire la conformità
della fabbricazione al tipo omologato. Le autorità com-          Le modifiche necessarie per adeguare al progresso tecni-
petenti di detto Stato informano quelle degli altri Stati        co le disposizioni degli allegati alla presente direttiva
membri dei provvedimenti adottati che possono giunge-            sono adottate dalla Commissione secondo la procedura
re, se del caso, fino alla revoca dell'omologazione CEE.         dell'articolo 10.
 ---pagebreak--- 16. 10. 89                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          N. C 263/21
                          Articolo 10                                     parere del comitato. Essa lo informa del modo in cui
                                                                          ha tenuto conto del suo parere.
La Commissione è assistita da un comitato a carattere
consultivo, composto dai rappresentanti degli Stati
membri e presieduto dal rappresentante della Commis-                                                  Articolo 11
sione.                                                                    1.     Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni
                                                                          necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro
                                                                          il 1° ottobre 1991. Essi ne informano immediatamente
Il rappresentante della Commissione sottopone al comi-                    la Commissione.
tato un progetto delle misure da adottare. Il comitato
emette un parere su tale progetto entro un termine                        Le disposizioni adottate in forza del primo comma
che il presidente può fissare in base all'urgenza della                   fanno esplicito riferimento alla presente direttiva.
questione, procedendo eventualmente a votazione.                          2.     Gli Stati membri provvedono a comunicare alla
                                                                          Commissione il testo delle disposizioni essenziali di
                                                                          diritto interno che adottano nel settore disciplinato
Il parere è iscritto nel verbale; ogni Stato membro ha                    dalla presente direttiva.
inoltre il diritto di chiedere che la sua posizione figuri
a verbale.                                                                                            Articolo 12
                                                                          Gli Stati membri sono destinatari della presente diret-
La Commissione tiene in massima considerazione il                         tiva.
                                                              ALLEGATO I
                                                              DEFINIZIONI
             1. Dispositivo antispruzzi
                 Dispositivo atto a ridurre la polverizzazione dell'acqua e le prolezioni di fango e di ciotoli verso l'alto
                 da parte del pneumatici del veicolo in movimento. Si distinguono questi dispositivi secondo il principio
                 fisico di funzionamento (per esempio ad assorbimento di energia dell'acqua, a separazione aria/acqua,
                 ecc.). A seconda dei casi, il dispositivo antispruzzi è costituito da parafanghi, paraspruzzi, bordi esterni
                 muniti di un separatore aria/acqua o di un assorbitore di energia.
             2. Parafango
                 Elemento rigido o semirigido destinato ad arrestare l'acqua, il fango o la ghiaia prolettati dai pneumatici
                 in movimento e a canalizzarli verso terra. Il parafango può interamente o parzialmente far parte
                 integrante della carrozzeria o di altri elementi del veicolo come la parte inferiore della superficie di
                 carico, ecc.
             3. Paraspruzzi
                 Elemento flessibile fissato verticalmente dietro la ruota, sulla parte inferiore del telaio, della superficie
                 di carico o sul parafango.
                 Essa deve anche ridurre la possibilità che i pneumatici sollevino da terra piccoli oggetti ed in particolare
                 ciotoli proiettandoli verso l'alto o lateralmente contro gli altri utenti della strada.
             4. Separatore aria/acqua
                 Elemento che è parte costitutiva del bordo esterno e/o del paraspruzzi attraverso il quale possa passare
                 l'aria provocando una riduzione delle prolezioni di acqua nebulizzata.
             5. Assorbitore di energia
                 Elemento facente parte del parafango e/o del paraspruzzi e/o del bordo esterno che assorbe l'energia
                 delle prolezioni di acqua riducendo in tal modo la polverizzazione.
             6. Bordo esterno
                 Parte del parafango situata in un plano quasi verticale e parallela al plano longitudinale del veicolo. Può
                 far parte della carrozzeria del veicolo.
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            7. Ruote sterzanti
                 Le ruote azionate dal dispositivo di sterzo del veicolo.
            7. Asse autosterzante
                 Asse imperniato su un punto centrale in modo da descrivere un arco orizzontale. Ai fini della presente
                direttiva, un asse autosterzante del tipo « imperniato » viene considerato e trattato come un asse munito
                 di ruote sterzanti.
            9. Ruote autosterzanti
                 Le ruote che girano di un angolo non superiore a 20° in seguito all'attrito esercitato dal suolo.
             10. Asse sollevabile
                  Asse che durante il normale uso del veicolo può essere sollevato dal plano stradale.
             11. Veicolo a vuoto
                  Veicolo carrozzato (o con elemento(l)) rappresentativo(l) ed eventualmente, con liquido di raffredda-
                  mento, lubrificanti, carburante, strumenti, ruota di scorta e conducente, con una massa valutata
                  mediamente a 75 kg.
             12. Impronta di contatto
                  La parte del pneumatico in contatto con il manto stradale che serve a garantirne l'aderenza.
             13. Tipo di dispositivo antispruzzi
                  Per « tipo di dispositivo antispruzzi » si intendono quel dispositivo che hanno in comune le seguenti
                  principali caratteristiche:
                — il principio fisico adottato per ridurre gli spruzzi (per esempio : ad assorbimento di energia dell'acqua,
                     a separazione aria/acqua, ecc.),
                — i materiali,
                — la forma,
                — le dimensioni (nella misura in cui possono influire sul comportamento del materiale).
                                                             ALLEGATO II
                  PRESCRIZIONI RELATIVE ALL'OMOLOGAZIONE CEE DEI DISPOSITIVI ANTISPRUZZI
           1.      Prove da svolgere
           1.1.    Secondo il principio fisico funzionamento, i dispositivi antispruzzi sono sottoposti alle prove specifiche
                   descritte nelle appendici 1 e 2 e devono rispettarne i risultati fissati al punto 4 di tali appendici.
           2.      Domanda di omologazione CEE
           2.1.    La domanda di omologazione CEE di un tipo di dispositivo antispruzzi è presentata dal proprietario
                   del marchio di fabbrica o commerciale oppure dal suo mandatario.
           2.2.    Per ciascun tipo di dispositivo la domanda è corredata dalla seguente documentazione in triplice copia
                   e dalle informazioni e dal materiali che seguono:
           2.2.1. Una descrizione tecnica del dispositivo antispruzzi contenente il principio fisico di funzionamento e la
                   prova relativa cui deve essere sottoposto, i materiali utilizzati, uno o più disegni sufficientemente
                   particolareggiati ad una scala adeguata per consentirne l'identificazione.
           2.2.2. Quattro campioni : tre campioni per le prove e un quarto da conservare da parte del laboratorio per
                   qualsiasi controllo successivo. Il laboratorio può richiedere altri campioni.
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           2.3.   Iscrizioni
                  Ciascun campione deve recare chiaramente leggibile e indelebile, il marchio di fabbrica o commerciale
                  del richiedente ed essere provvisto dello spazio sufficiente per l'apposizione del marchio di omologazio-
                  ne CEE.
           3.     Omologazione CEE
           3.1.   Quando i campioni rappresentativi del tipo di dispositivo da omologare superano le prove specifiche
                  descritte nelle appendici 1 e 2, l'omologazione CEE è rilasciata al tipo di dispositivo in questione.
           3.2.   A ciascun tipo di dispositivo antispruzzi omologato CEE è attribuito un numero di omologazione.
           3.3.   Ogni dispositivo antispruzzi conforme ad un tipo omologato in applicazione della presente direttiva
                  deve recare un marchio di omologazione CEE. Il marchio di omologazione deve essere apposto sul
                  dispositivo in modo indelebile e ben leggibile anche quando il dispositivo è montato sul veicolo.
           3.4.   Il marchio omologazione CEE (il cui modello è riprodotto nell'appendice 3 del presente allegato) è
                  costituito da :
           3.4.1. Un rettangolo all'interno del quale è iscritta la lettera «e», seguita da una o più lettere o dal numero
                  distintivo dello Stato membro che ha rilasciato l'omologazione CEE :
                  1 per la Repubblica federale di Germania,
                  2 per la Francia,
                  3 per l'Italia,
                  4 per i Paesi Bassi,
                  6 per il Belgio,
                  9 per la Spagna,
                  11 per il Regno Unito,
                  13 per il Lussemburgo,
                  18 per la Danimarca,
                  21 per il Portogallo,
                  EL per la Grecia,
                  IRL per l'Irlanda.
           3.4.2. Il numero di omologazione CEE (corrispondente al numero della scheda di omologazione, il cui
                  modello è riprodotto nell'appendice 4 del presente allegato) apposto in prossimità del rettangolo,
                  sopra o sotto la lettera «e» oppure a sinistra o a destra della stessa lettera. Le cifre del numero di
                  omologazione devono essere situate dalla stessa parte della lettera « e » e orientate nello stesso verso.
                  Non si deve scrivere il numero di omologazione in cifre romane per evitare confusione con altri
                  simboli.
           3.4.3 La lettera « A » o « S » secondo che il dispositivo sia del tipo ad assorbimento di energia (A) o del tipo
                  separatore aria/acqua (S), collocata in qualsiasi posizione sopra o in prossimità del rettangolo.
                                                              Appendice 1
                            PROVE SUI DISPOSITIVI ANTISPRUZZI DEL TIPO DI ASSORBIMENTO
                                                      D'ENERGIA DELL'ACQUA
           1.     Principio
                  Scopo della presente prova è quello di quantificare la capacità del dispositivo di trattenere l'acqua
                  indirizzatagli contro una serie di getti. L'apparecchio di prova è concepito in modo da riprodurre le
                  condizioni di funzionamento del dispositivo montato sul veicolo con riferimento al volume ed alla
                  velocità dell'acqua proiettata dalla fascia di contatto di pneumatico.
           2.     Apparecchiatura
                  La figura 8 mostra l'apparecchiatura per la prova. Queste prove devono essere effettuate in un ambiente
                  privo di correnti d'aria.
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          3.    Procedimento
          3.1.  Prendere un campione del materiale da collaudare largo 500 ( + 0/ —5) mm e lungo 750 mm o fissare
                il dispositivo sul supporto verticale dell'apparecchiatura per la prova appurando che il campione sia
                collocato entro i limiti del collettore e che non vi sia aicun ostacolo che possa deviare l'acqua sia
                prima che dopo l'impatto.
          3.2.  Regolare la portata dell'acqua a 0,675 ( + / —0,01) 1/s e dirirgerne almeno 90 1 sul campione da una
                distanza, misurata orizzontalmente, di 500 ( + /— 2 mm) (figura 8).
           3.3. Far colare l'acqua dal campione nel collettore e calcolare la percentuale (differenza) tra la quantità di
                acqua raccolta e quella spruzzata.
           3.4. Ripetere la prova cinque volte a calcolare la media delle quantità percentuali di acqua raccolta.
           4.   Risultati
           4.1. La media calcolata delle percentuali di acqua raccolta durante le cinque prove non deve essere inferiore
                al 75 % della quantità di acqua spruzzata contro il dispositivo.
           4.2. Se la percentuale più alta e quella più bassa dell'acqua raccolta differiscono di più del 5 % della media,
                la prova non può ritenersi valida e va ripetuta.
                L'omologazione è rifiutata se nella seconda prova tali valori estremi si discostano nuovamente di oltre
                il 5 % della media e/o se il valore medio non risponde al requisito di cui al punto 4.1.
           4.3. Quando la posizione verticale del materiale o del dispositivo influisce sui risultati ottenuti, la procedura
                descritta ai precedenti punti 3.1 e 3.4 deve essere ripetuta nelle posizioni che danno la maggiore e la
                minore percentuale di acqua raccolta; rimangono d'applicazione le prescrizioni del punto 4.2.
                Le prescrizioni del precedente punto 4.1 rimangono d'applicazione per indicare i risultati di ciascuna
                prova.
                                                            Appendice 2
                     PROVA SUI DISPOSITIVI ANTISPRUZZI DEL TIPO SEPARATORI ARIA/ACQUA
           1.    Principio
                Questa prova ha lo scopo di determinare l'efficacia di un materiale poroso destinato a trattenere
                l'acqua con cui è stato irrorato mediante un polverizzatore a pressione aria/acqua.
                L'attrezzatura utilizzata per la prova deve simulare le condizioni cui sarebbe sottoposto il materiale,
                per quanto concerne volume e velocità degli spruzzi d'acqua prodotti dai pneumatici, se fosse fissato
                a un veicolo.
           2.    Apparecchiatura
           2.1. L'apparecchio di prova è descritto nella figura 9.
           3.    Procedura
           3.1. Fissare verticalmente nell'apparecchiatura di prova un campione di 305/100 mm, verificare che non
                esistano bolle d'aria fra il campione e la piastra superiore ricurva e che il collettore si trovi al posto
                previsto. Riempire il serbatoio del polverizzatore con un litro esatto d'acqua e collocarlo come indicato
                sulla figura.
           3.2  II polverizzatore deve essere regolato nel modo seguente:
                pressione (pressione del polverizzatore) : 5 bar + 10%/ —0%
                flusso : 1 litro/minuto + / — 5 secondi
                polverizzazione: circolare, circa 50 mm di diametro a 200 mm dai campione; ugello di 5 mm di
                diametro.
 ---pagebreak--- 16. 10. 89                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       N. C 263/25
           3.3. Polverizzare tutta l'acqua ed annotare il tempo impiegato. Lasciare che l'acqua scorra dai campione
                nel colletore per 60 secondi e misurare il volume di acqua raccolta. Misurare eventualmente la quantità
                di acqua restante nel serbatoio del polverizzatore. Calcolare la percentuale del volume di acqua raccolta
                rispetto al volume di acqua polverizzata.
           3.4. Ripetere cinque volte la prova e calcolare la percentuale media della quantità raccolta. Controllare
                prima di ogni prova che il collettore, il serbatoio del polverizzatore e il recipiente di misura siano
                asciutti.
           4.   Risultati
           4.1. La media calcolata della percentuale di acqua raccolta al termine di cinque prove non deve essere
                inferiore all'85% della quantità di acqua proiettata sul dispositivo.
           4.2. Se la percentuale maggiore e minore di acqua raccolta variano di più del 5% rispetto alla percentuale
                media, la prova non è valida e deve essere ripetuta.
 ---pagebreak--- N. C 263/26                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        16. 10. 89
                                                             Appendice 3
                                       ESEMPIO DI MARCHIO DI OMOLOGAZIONE CEE
                                                                                                  a    ^   1 2 mm
                                                                                                            2a
                                 148
          Il dispositivo antispruzzi recante il marchio di omologazione CEE sopra riprodotto è del tipo ad assorbimento
          di energia (A) omologato in Spagna (e9) con il numero 148. Le cifre della figura sono soltanto esemplificative.
 ---pagebreak--- 16. 10. 89                                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      N. C 263/27
                                                              Appendice 4
                                         MODELLO DI SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE
                                               (formato massimo: A4 (210 x 297 mm)
              e...                                                                      Indicazione dell'amministrazione
           Comunicazione concernente l'omologazione        CEE, il rifiuto, la revoca o l'estensione dell'omologazione CEE
                                                  di un tipo di dispositivo  antispruzzi
           N. di omologazione CEE                                 N. di estensione
             1. Marchio di fabbrica o commerciale del dispositivo
             2. Tipo del dispositivo: ad assorbimento di energia/separatore aria/acqua (l)
             3. Nome ed indirizzo del fabbricante
             4. Nome ed indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
             5. Caratteristiche dei dispositivi antispruzzi installati sul veicolo (breve descrizione, marchio commerciale
                 o nome, numero/i)
             6. Presentato all'omologazione CEE il
             7. Servizio tecnico responsabile delle prove di omologazione
             8. Data del verbale di collaudo effettuato dal servizio tecnico
             9. Data di omologazione CEE, del rifiuto, della revoca, dell'estensione dell'omologazione CEE( 1 )
           10. Motivi dell'eventuale estensione dell'omologazione CEE
           11.   Luogo
           12.   Data
           13.   Firma
           14.   Si allega la lista dei documenti costituenti la pratica di omologazione, depositata presso le competenti
                 autorità che hanno rilasciato l'omologazione; a richiesta se ne può ottenere copia.
           15. Eventuali osservazioni
           (!) Cancellare la dicitura inutile.
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                                                            ALLEGATO       III
           PRESCRIZIONI RELATIVE ALL'OMOLOGAZIONE CEE DI UN TIPO DI VEICOLO PER QUANTO
                             CONCERNE L'INSTALLAZIONE DEI DISPOSITIVI ANTISPRUZZI
           CAMPO DI APPLICAZIONE
           1.     Tutti i veicoli delle categorie N2, N3, 03 e 04 devono essere muniti, in fase di fabbricazione o
                  successivamente, di parafanghi e di paraspruzzi al fine di rispettare le seguenti prescrizioni.
           2.     Le prescrizioni di cui al precedente punto 1 non si applicano tuttavia ai veicoli telaio-cabina, ai
                  veicoli non carrozzati, ai veicoli « fuori strada » definiti nella direttiva 70/156/CEE né infine, ai veicoli
                  per i quali la presenza di dispositivi antispruzzi è incompatibile con l'impiego previsto.
           PRESCRIZIONI GENERALI
           3.     Assi
                  Se un veicolo è munito di uno o più assi sollevabili, il dispositivo antispruzzi deve:
           3.1.   Coprire tutte le ruote quando l'asse è abbassato e le ruote a contatto con il manto stradale quando
                  l'asse è sollevato;
           3.2.   Soddisfare alle condizioni applicabili agli assi fissi se è montato sulla parte ruotante. Se non è
                  montato su tale parte esso deve soddisfare alle condizioni applicabili agli assi sterzanti.
           4.     Posizione del bordo esterno
           4.1.   Nel caso di route non sterzanti, la distanza (e) tra il piano longitudinale tangente al lato esterno del
                  pneumatico escluso un eventuale rigonfiamento del pneumatico a contatto con il suolo e lo spigolo
                  interno del bordo del parafango non deve superare i 75 mm; se invece il raggio di quest'ultimo,
                  definito ai punti 7.2, 8.2 e 9.2 è inferiore a 1,0 R non dovrà superare i 100 mm (fig. 1).
           4.2.   Nel caso di ruote sterzanti ed autosterzanti la distanza « e » non deve superare i 100 mm.
           5.     Condizioni del veicolo
                  Per i controlli sull'osservanza delle disposizioni della presente direttiva il veicolo dev'essere nelle
                  seguenti condizioni :
                  a) deve essere scarico; una motrice per semirimorchio deve essere agganciata allo stesso. In ogni
                      caso le ruote devono essere disposte in posizione diritta;
                  b) le superfici di carico dei semirimorchi devono essere orizzontali;
                  e) la pressione dei pneumatici dev'essere quella normale.
           6.     Parafanghi e paraspruzzi
           6.1.   I parafanghi e i paraspruzzi delle ruote non sterzanti, coperti dal pavimento della carrozzeria o dalla
                  parte inferiore della superficie di carico, devono soddisfare alle specifiche di cui ai punti 7 o 8 o 9.
           6.2.   I parafanghi ed i paraspruzzi delle altre ruote devono soddisfare alle specifiche di cui ai punti 7 o 9.
           PRESCRIZIONI PARTICOLARI
           7.     Prescrizioni concernenti i dispositivi antispruzzi per gli assi muniti di ruote sterzanti oppure autoster-
                  zanti o non sterzanti
           7.1.    Parafanghi
           7.1.1. I parafanghi devono coprire la zona immediatamente superiore, anteriore e posteriore del pneumatico
                  o dei pneumatici :
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                  a) Nel caso di un asse singolo o di assi multipli in cui la distanza « d » (fig. 4) tra pneumatici montati
                       sugli assi adiacenti supera 300 mm, l'estremità anteriore (fig. 2, punto C) deve estendersi sino ad
                       una linea O-Z che formi con l'orizzontale un angolo O non superiore a 30° per gli assi muniti di
                       ruote sterzanti o autosterzanti, o a 20° per gli assi muniti di ruote non sterzanti.
                       L'estremità posteriore (fig. 2, punto A) deve estendersi verso il basso in modo da rimanere al
                       massimo a 100 mm al di sopra della linea orizzontale passante per il centro della ruota.
                  b) Nel caso di assi multipli in cui la distanza « d » tra pneumatici montati su assi adiacenti non
                       supera 300 mm, il parafango deve riprodurre quello mostrato nella figura 4a.
                  e) La larghezza totale «q» (fig. 1) del parafango dev'essere almeno sufficiente a coprire l'intera
                       larghezza del pneumatico « b » o dei due pneumatici nel caso di ruote gemelle, tenendo conto
                       delle condizioni estreme dell'unità pneumatico/ruota specificate dal costruttore. Le dimensioni
                       « b » ed « e » devono essere misurate all'altezza del mozzo, senza tener conto di eventuali iscrizioni,
                       nervature, cordoni di protezione, ecc. sui fianchi dei pneumatici.
           7.1.2. Il lato frontale della parte posteriore del parafango deve essere munito di un dispositivo per la
                  soppressione degli spruzzi conforme alle specifiche di cui all'allegato II. Tale dispositivo deve ricoprire
                  l'interno del parafango sino all'intersezione con la linea retta passante dal centro della ruota ed
                  inclinata di 30° rispetto all'orizzontale (fig. 3).
           7.1.3. Se i parafanghi sono costituiti da più elementi, quando sono montati non devono presentare alcuna
                  apertura che consenta l'eventuale fuoriuscita di proiezioni quando il veicolo è in movimento.
           7.2.   Bordi esterni
           7.2.1. Nel caso di assi singoli o di assi multipli in cui la distanza «d» dei pneumatici su assi adiacenti
                  supera 300 mm, l'estremità inferiore del bordo esterno non può essere posizionata ad una distanza e
                  con un raggio misurato dal centro del pneumatico inferiore ai valori che seguono (fig. 2) :
                  a) assi muniti di ruote sterzanti o autosterzanti: Rv = 1,5 R
                  — Parte anteriore (nel senso del veicolo) (estremità C a 30°)
                  — Parte posteriore (nel senso del veicolo) (estremità A a 100 mm)
                  — Parte superiore (immediatamente sopra il pneumatico)
                  b) assi muniti di ruote non sterzanti: Rv = 1,25 R
                  — Parte anteriore (estremità C a 20°)
                  — Parte posteriore (estremità A a 100 mm)
                  — Parte superiore (immediatamente sopra il pneumatico)
                  in cui R è il raggio del pneumatico montato sul veicolo ed Rv la distanza radiale a cui si trova il
                  profilo inferiore del bordo esterno.
           7.2.2. Nel caso di assi multipli, in cui la distanza « d » tra i pneumatici adiacenti non supera 300 mm, i
                  bordi esterni situati nello spazio tra gli assi devono trovarsi alla distanza fissata al punto 7.2.1 e
                  devono estendersi verso il basso per non più di 150 mm sopra la retta orizzontale congiungente il
                  centro delle due ruote in modo che la distanza tra le estremità inferiori adiacenti sull'orrizzontale
                  non sia maggiore di 60 mm (fig. 4 a).
           7.2.3. La profondità del bordo esterno non deve essere inferiore a 45 mm nella zona posteriore rispetto
                  alla verticale passante per il centro della ruota, mentre può ridursi gradualmente nella zona anteriore.
           7.2.4. Quando il veicolo è in movimento, nei bordi esterni o fra i bordi esterni e le altri parti del parafango
                  non deve esistere alcuna apertura che consenta la fuoriuscita di proiezioni.
           7.3.    Paraspruzzi
           7.3.1. La larghezza dei paraspruzzi dev'essere conforme a quanto previsto per « q » al punto 7.1.1 e), tranne
                  quando il paraspruzzi è collocato internamente al parafango, nel qual caso dev'essere almeno uguale
                  alla larghezza della fascia di contatto del pneumatico.
           7.3.2. L'orientamento prevalente dei paraspruzzi dev'essere quello verticale.
           7.3.3. L'orio inferiore dei paraspruzzi non deve distare dal suolo più di 200 mm (fig. 3).
           7.3.4. La massima distanza, misurata longitudinalmente, consentita tra i paraspruzzi e l'estremità posteriore
                  del pneumatico è di 300 mm.
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          7.3.5.  Nel caso di assi multipli in cui la distanza « d » tra i pneumatici di assi adiacenti è inferiore a 250
                  mm, devono essere dotate di paraspruzzi soltanto le ruote posteriori. In caso contrario occorre dotare
                  di paraspruzzi tutte le ruote (fig. 4 b).
          7.3.6.  Applicando ai paraspruzzi, ad una distanza di 50 mm dalla loro estremità inferiore, una forza di
                  3 N per ogni 100 mm di larghezza, la flessione che si verifica verso il retro non deve superare i
                  100 mm.
          7.3.7.  Tutta la superficie anteriore della parte dei paraspruzzi avente le dimensioni minime richieste, deve
                  essere munita di un dispositivo antispruzzi conforme alle specifiche di cui all'allegato II, appen-
                  dice I.
          7.3.8.  Fra il bordo inferiore posteriore del parafango ed il paraspruzzi non deve esistere alcuna apertura
                  che consenta la fuoriuscita di proiezioni.
          7.3.9.  Quando il dispositivo antispruzzi risponde alle specifiche relative ai paraspruzzi (punto 7.3), non è
                  necessario che venga installato un altro paraspruzzi.
           8.     Prescrizioni applicabili ai dispositivi antispruzzi dotati di assorbitore di energia per gli assi muniti di
                  ruote non sterzanti o autosterzanti (cfr. punto 6.1 precedente)
           8.1.    Parafanghi
           8.1.1. I parafanghi devono coprire la zona che si trova immediatamente al di sopra del pneumatico o dei
                  pneumatici. Le estremità anteriore e posteriore devono estendersi almeno fino al piano orizzontale
                  tangente al bordo superiore del pneumatico o dei pneumatici (fig. 5). Tuttavia, l'estremità posteriore
                  può essere sostituita dai paraspruzzi che in questo caso deve estendersi fino alla parte superiore del
                  parafango (o dell'elemento equivalente).
           8.1.2. Tutta la parte interna posteriore del parafango deve essere munita di un dispositivo antispruzzi che
                  risponda alle prescrizioni dell'allegato II, appendice 1.
           8.2.   Bordi esterni
           8.2.1. Nel caso di assi singoli o di assi multipli in cui la distanza fra i pneumatici adiacenti è superiore o
                  uguale a 250 mm, il bordo esterno deve coprire lo spazio compreso fra la parte bassa della parte
                  superiore del parafango ed una retta formata dalla tangente al bordo superiore del pneumatico o
                  dei pneumatici e fra il piano verticale tangente frontalmente al pneumatico ed il parafango o il
                  paraspruzzi collocato dietro la ruota o le ruote (fig. 5 b).
                  Nel caso di assi multipli, ogni ruota dovrà essere provvista di bordi esterni.
           8.2.2. Fra il bordo esterno e la parte inferiore del parafango non dovrà esistere alcuna apertura che consenta
                  la fuoriuscita di proiezioni.
           8.2.3. Quando i paraspruzzi non sono installati dietro ogni ruota (cfr. punto 7.3.5), il bordo esterno deve
                  estendersi ininterrottamente dal bordo esterno dei paraspruzzi sul piano verticale tangente al punto
                  più avanzato dal pneumatico (cfr. fig. 5 a) del primo asse.
           8.2.4. Tutta la superficie interna del bordo esterno di altezza non inferiore a 100 mm deve essere munita
                  di assorbitore di energia conforme alle prescrizioni dell'allegato II, appendice 1.
           8.3.    Paraspruzzi
                  I paraspruzzi devono estendersi sino alla parte inferiore dal parafango ed essere conformi alle
                  prescrizioni dei punti 7.3.1-7.3.9.
           9.     Prescrizioni applicabili ai dispositivi antispruzzi muniti di separatori aria/acqua per assi muniti di
                  ruote sterzanti, autosterzanti o non sterzanti
           9.1.    Parafanghi
          9.1.1.  I parafanghi devono essere conformi al punto 7.1.1 e).
          9.1.2.  Devono essere conformi al punto 7.1.1 a) anche i parafanghi per assi singoli o multipli in cui la
                  distanza tra i pneumatici di assi adiacenti è superiore a 300 mm.
          9.1.3.  Nel caso di assi multipli in cui la distanza tra i pneumatici di assi adiacenti non è superiore a
                  300 mm i parafanghi devono essere conformi al modello della figura 7.
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           9.2      Bordi esterni
           9.2.1.   I profili inferiori dei bordi esterni devono essere muniti di dispositivi antispruzzi conformi alle
                    specifiche di cui all'allegato II, appendice 1.
           9.2.2.   Nel caso di assi singoli o multipli in cui la distanza tra pneumatici adiacenti supera i 300 mm,
                    l'estremità inferiore del dispositivo antispruzzi applicato sul bordo esterno deve rispettare le seguenti
                    dimensioni massime ed il seguente raggio misurato dal centro della ruota (figura 6).
                    a) Assi muniti di ruote sterzanti o autosterzanti: Rv = 1,05 R
                    — Parte anteriore (estremità C a 30°)
                    — Parte posteriore (estremità A a 100 mm)
                    — Parte superiore (immediatamente sopra il pneumatico)
                    b) Assi muniti di ruote non sterzanti: Rv = 1,00 R
                    — Parte anteriore (estremità C a 20°)
                    — Parte posteriore (estremità A a 100 mm)
                    — Parte superiore (immediatamente sopra il pneumatico)
                    Dove R = raggio del pneumatico del veicolo; Rv = distanza radiale dell'estremità inferiore del
                    bordo esterno al centro della ruota.
           9.2.3.   Nel caso di assi multipli in cui la distanza fra i pneumatici di assi adiacenti non è maggiore di
                    300 mm, i bordi esterni situati negli spazi fra i due assi devono avere la forma specificata al
                    punto 7.1.3 ed estendersi verso il basso in modo da non distare più di 100 mm dall'orrizzontale
                    passante per il centro delle ruote (cfr. fig. 7).
           9.2.4.   La profondità del bordo esterno non dev'essere inferiore a 45 mm nella parte posteriore rispetto alla
                    verticale tracciata per il centro della ruota e può gradualmente ridursi nella parte anteriore.
           9.2.5.   Nel bordi esterni o fra i bordi esterni e i parafanghi non deve esistere alcuna apertura che consenta
                    la fuoriuscita di proiezioni.
           9.3.      Paraspruzzi
           9.3.1.   I paraspruzzi devono essere :
                    a) conformi al punto 7.3 (fig. 3) oppure
                    b) conformi ai punti 7.3.1, 7.3.2, 7.3.8, 9.3.2 (fig. 6).
           9.3.2.   I dispositivi antispruzzi conformi alle specifiche di cui all'allegato II appendice 2, devono essere
                    applicati ai paraspruzzi di cui al punto 9.3.1 b) almeno lungo tutto il profilo.
           9.3.2.1. L'estremità inferiore di questo dispositivo non deve distare da terra più di 200 mm.
           9.3.2.2. E deve avere un'altezza di almeno 100 mm.
           9.3.3.   Il paraspruzzi non deve distare sull'orrizontale più di 200 mm dal bordo posteriore del pneumatico.
           9.3.4.   Vale quanto specificato al punto 7.3.5.
           9.3.5.   Il paraspruzzi, esclusa la parte inferiore comprendente il dispositivo antispruzzo del tipo a separazione
                    aria/acqua, non deve flettersi verso il retro per più di 100 mm se sottoposto ad una forza di 3 N per
                    ogni 100 mm di larghezza, applicata direttamente sul dispositivo paraspruzzi nella sua posizione
                    d'impiego.
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                                                                Appendice
                                 Modello di scheda di omologazione CEE di un dispositivo antispruzzi
                                                [formato massimo: A4 (210 x 297 mm)]
           ALLEGATO ALLA SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE DI UN TIPO DI VEICOLO PER QUANTO
                               CONCERNE L'INSTALLAZIONE DEI DISPOSITIVI ANTISPRUZZI
           (Articoli 4, paragrafo 2 e 10 della direttiva 70/156/CEE del Consiglio del 6 febbraio 1970 concernente il
           ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei veicoli a motore e dei loro
                                                                 rimorchi)
                                                                                                Identificazione
                                                                                             dell'amministrazione
           N. di omologazione CEE                                  N. di estensione
              1. Marchio di fabbrica o commerciale del dispositivo
             2. Tipo e categoria del dispositivo
             3. Nome ed indirizzo del fabbricante
             4. Nome ed indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
             5. Caratteristiche dei dispositivi antispruzzi (tipo, breve descrizione, marchio commerciale o nome, numero
                 dell'omologazione)
             6. Veicolo presentato all'omologazione CEE il
             7. Servizio tecnico responsabile delle prove di omologazione CEE
              8. Data del verbale di collaudo effettuato dal servizio tecnico
              9. Numero del verbale di collaudo effettuato dal servizio tecnico
           10. Motivi dell'eventuale estensione dell'omologazione CEE
            11. L'estensione dell'omologazione relativamente all'installazione dei dispositivi antispruzzi CEE è stata
                 concessa/rifiutata (')
            12. Luogo
            13. Data
            14. Firma                               ...
            15. Si allega la lista dei documenti costituenti la pratica di omologazione, depositata presso le competenti
                 autorità che hanno rilasciato l'omologazione (CEE); a richiesta se ne può ottenere copia
            16. Eventuali osservazioni
            (') Cancellare la dicitura inutile.
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                                                         ALLEGATO       IV
                 CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE, SPECIFICHE GENERALI, CESSAZIONE DELLA
                                                          PRODUZIONE
           1.   Conformità della produzione
           1.1. Ogni dispositivo antispruzzi recante il marchio di omologazione CEE dev'essere conforme al tipo
                omologato. L'autorità che concede il marchio CEE conserva un esemplare che, unitamente alla scheda
                di omologazione CEE, possa essere usato per stabilire se i dispositivi commercializzati recanti il
                marchio di omologazione CEE rispondono ai requisiti richiesti.
           1.2. Un tipo di dispositivo è definito dal modello e dai documenti descrittivi depositati al momento della
                domanda di omologazione CEE. Possono essere considerati appartenenti allo stesso tipo quei dispositivi
                le cui caratteristiche siano identiche a quelle del dispositivo campione ed i cui componenti non
                differiscano da quelli del dispositivo depositato tranne che per varianti che non abbiano alcun effetto
                sulle proprietà specificate nel presente allegato.
           1.3. Il costruttore effettua periodici controlli per garantire la conformità della produzione del tipo di
                prodotto omologato.
                A tal fine il costruttore deve :
                — disporre presso la propria sede di un laboratorio attrezzato che consenta di effettuare le prove
                      essenziali,
                — fare effettuare le prove di conformità della produzione da un laboratorio autorizzato.
                I risultati dei controlli di conformità della produzione sono ritenuti validi dalle autorità competenti
                per il periodo di almeno un anno.
           1.4. Inoltre, l'autorità competente può effettuare dei controlli saltuari.
           1.5. La conformità della produzione con il tipo di dispositivo omologato è verificata nelle condizioni e
                conformemente ai metodi di cui all'allegato II.
                A richiesta delle autorità che hanno concesso l'omologazione, i costruttori mettono a loro disposizione
                i dispositivi del tipo precedentemente omologato per effettuare le prove o i controlli di conformità.
           1.6. La produzione è ritenuta conforme se su dieci campioni prelevati a caso, nove sono conformi alle
                specifiche del punto 4 delle appendici 1 e 2 dell'allegato II.
           1.7. Se non si verifica la condizione del punto 1.6, si esamina un nuovo campione di dieci unità prelevate
                a caso. La media di tutte le misure effettuate deve soddisfare alle specifiche del punto 4 delle appendici
                1 e 2 dell'allegato II e nessuno misura singola deve essere inferiore al 95 % di dette specifiche.
           2.   Specifiche generali
           2.1. I dispositivi antispruzzi sono costruiti in modo da funzionare correttamente quando sono usati in
                condizioni normali su strada bagnata. Devono inoltre essere privi di difetti strutturali o di costruzione
                che vadano a discapito del loro corretto funzionamento.
           3.   Cessazione della produzione
           3.1. Il titolare di un'omologazione CEE che cessa completamente la produzione ne informa immediatamente
                le autorità competenti.
 ---pagebreak--- N. C 263/34                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                             16. 10. 89
                                                              Figura 1
                                 Larghezza (q) del parafango (a) e posizione del bordo laterale (j)
                                               q ( 7 . 1 . 1 . e)
                                                                                                    e (4.1.)
          Nota: I numeri si riferiscono ai corrispondenti paragrafi dell'allegato III.
 ---pagebreak--- 16. 10. 89                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                     N. C 263/35
                                                               Figura 2
                                            Dimensioni del parafango e del bordo esterno
                                                                    T
                                                                                               (7.2.)
           Nota:  1. I numeri si riferiscono ai corrispondenti paragrafi dell'allegato III.
                 2. T : estensione del parafango.
                                                                Figura 3
                                               Posizione del parafango e del paraspruzzi
                                                                                                    (7.1.2.)
                                                                                                    (7.3.)
                                                                                                   mm max,
                                                                                   300 mm max,
           Nota: I numeri si riferiscono ai corrispondenti paragrafi dell'allegato III.
 ---pagebreak--- N. C 263/36                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                16. 10. 89
                                                              Figura 4
                    Parafanghi e bordi esterni per assi muniti di ruote sterzanti, autosterzanti o non sterzanti
                                                                 T
                                                     60 mm max./150 mm max. (7.2.2.)
                                                                                                   45 mm mini
                               a) Dimensioni dei parafanghi e dei bordi esterni per assi multipli
         Nota: 1. I numeri si riferiscono ai corrispondenti paragrafi dell'allegato III.
               2. T : estensione del parafango.
                                                                                                                   uZWmm
                                                                                                                   wmax.
                                                                                                   3 0 0 mm max.
                                    b) Posizione dei dispositivi antispruzzi per assi multipli
         Nota: I numeri si riferiscono ai corrispondenti paragrafi dell'allegato III.
 ---pagebreak--- 16. 10. 89                                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      N. C 263/37
                                                                 Figura 5
            Posizione dei dispositivi antispruzzi dotati di assorbitori di energia per assi muniti di ruote non sterzanti o
                                               autosterzanti (Allegato III — punti 6.1 e 8)
                       100 mm min.
                                                                                                            200 mm max,
                                                           < 250 mm                            300 mm max,
            a) Assi multipli in cui la distanza tra i pneumatici è inferiore a 250 mm
                                                                        (punto 8.1 e 8.3)
             100 mm m i n .
                                                 > , 2 5 0 mm                         300 mm max.
           b) Assi semplici o assi multipli in cui la distanza tra i pneumatici non è inferiore a 250 mm
 ---pagebreak--- N. C 263/38                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             16. 10. 89
                                                               Figura 6
          Posizione dei dispositivi antispruzzi dotati di separatori aria/acqua per essi muniti di ruote sterzanti e non
                                                               sterzanti
                                                                                                            f   200
                                                                  (9.3,2.)
             Nota:   1. I numeri si riferiscono ai corrispondenti paragrafi dell'allegato III.
                     2. T : estensione del parafango.
                                                                Figura 7
           Posizione dei dispositivi antispruzzi (parafanghi, paraspruzzi, bordi esterni) per assi multipli in cui la distanza
                                              tra i pneumatici non è superiore a 300 mm
                      /
                                            45 mm min.     (9.2.4.)
                                                                                           45 mm min.      (9.2.^.)
                                                             :9.2.1.)
                                                           d ^ 300
                        d ^250
               Paraspruzzi necessario.
             Nota:   1. I numeri si riferiscono ai corrispondenti paragrafi dell'allegato III.
                     2. T : estensione del parafango.
 ---pagebreak--- 16. 10. 89                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                           N. C 263/39
                                                           Figura 8
                      Apparecchiatura di prova per assorbitori di energia (cfr. allegato II, appendice 1)
                                                       F     500+2
           Nota: A = Acqua alimentata dalla pompa.
                   B = Flusso verso il serbatoio del collettore.
                   C = Collettore con le seguenti dimensioni interne : lunghezza 500 ( + 5/ — 0) mm
                        larghezza 75 ( + 2/ —0) mm (dimensioni interne).
                   D = Tubo del diametro di 54 mm a parete sottile.
                  E = 12 fori del diametro di 1,68 ( + 0,025/ —0) mm in direzione radiale.
                   F = Campione per la prova largo 500 ( + 0/ — 5) mm.
           Tutte le dimensioni lineari sono espresse in millimetri.
 ---pagebreak--- N. C 263/40                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        16. 10. 89
                                                         Figura 9
                      Apparecchiatura di prova per separatori aria/acqua (cfr. allegato II, appendice 2)
                                                                                                    —^    poLvctiiKAtor^.
                      Campione.
 305 rum          50 mrr                                                                                 n i       S**ÀX>
                                               .200 mm
          CcLLtktor e