CELEX: 61959CJ0044
Language: it
Date: 1960-12-16 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 16 dicembre 1960. # Rudolf Pieter Marie Fiddelaar contro Commissione della Comunità economica europea. # Causa 44-59.

Avis juridique important

|

61959J0044

SENTENZA DELLA CORTE DEL 16 DICEMBRE 1960.  -  RUDOLF PIETER MARIE FIDDELAAR CONTRO COMMISSIONE DELLA COMUNITA'ECONOMICA EUROPEA.  -  CAUSA 44/59.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 01077 edizione olandese pagina 01119 edizione tedesca pagina 01117 edizione italiana pagina 01049 edizione speciale inglese pagina 00535 edizione speciale danese pagina 00203 edizione speciale greca pagina 00539 edizione speciale portoghese pagina 00541

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . PROCEDURA - RICORSO DI MERITO ( PLEINE JURIDICTION ) - CONCLUSIONI IRRITUALMENTE PROPOSTE - CONDANNA D' UFFICIO  2 . DIPENDENTI - PERSONALE ASSUNTO IN BASE A CONTRATTO - PERIODO PRESTATUTARIO - REGIME APPLICABILE - CONTROVERSIE - COMPETENZA DELLA CORTE  ( TRATTATO CEE, ARTT . 173, 179 )  3 . DIPENDENTI - PERSONALE ASSUNTO IN BASE A CONTRATTO - PERIODO PRESTATUTARIO - " AGENTI " AI SENSI DELL' ART . 179 DEL TRATTATO CEE - CONCETTO  ( TRATTATO CEE, ART . 179 )  4 . DIPENDENTI - PERSONALE ASSUNTO IN BASE A CONTRATTO - PERIODO PRESTATUTARIO - CONTRATTO D' IMPIEGO - NATURA PUBBLICISTICA  5 . DIPENDENTI - PERSONALE ASSUNTO IN BASE A CONTRATTO - PERIODO PRESTATUTARIO - CONTRATTO D' IMPIEGO - ASSUNZIONE TEMPORANEA AI SENSI DELL' ART . 246 DEL TRATTATO CEE  ( TRATTATO CEE, ART . 246, N . 3 )  6 . DIPENDENTI - PERSONALE ASSUNTO IN BASE A CONTRATTO - PERIODO PRESTATUTARIO - CONTRATTO D' IMPIEGO A TEMPO INDETERMINATO - CONTRATTO PRELIMINARE A QUELLO DI DURATA LIMITATA  ( TRATTATO CEE, ART . 246, N . 3 )  7 . DIPENDENTI - PERSONALE ASSUNTO IN BASE A CONTRATTO - PERIODO PRESTATUTARIO - LICENZIAMENTO - VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA BUONA FEDE - RESPONSABILITA DELL' AMMINISTRAZIONE - RIPARAZIONE DEL DANNO  8 . DIPENDENTI - ATTO AMMINISTRATIVO - NECESSITA DI UNA SUFFICIENTE MOTIVAZIONE  

Massima

1 . NEI GIUDIZI DI MERITO ( PLEINE JURIDICTION ), LA CORTE, ANCHE IN MANCANZA DI RITUAL CONCLUSIONI, HA IL POTERE NON SOLO DI ANNULLARE GLI ATTI MA ANCHE DI CONDANNARE ( L' AMMINISTRAZIONE ) D' UFFICIO AL RISARCIMENTO DEL DANNO .  2 . VEDASI MASSIMA N . 1 DELLA SENTENZA NELLE CAUSE RIUNITE NN . 43-59, 45-59 E 48-59 .  OVE IL REGIME APPLICABILE AI DIPENDENTI NON SIA STATO DETERMINATO ED ESPRESSAMENTE DEFINITO DALLE COMPETENTI AUTORITA, DEVE CONSIDERARSI QUALE " REGIME APPLICABILE " AI SENSI DELL' ART . 179 DEL TRATTATO CEE QUELLO CHE RISULTA DALLE CONDIZIONI ESPRESSE O TACITE CHE NECESSARIAMENTE RISCIPLINANO I CONTRATTI D' ASSUNZIONE DEI DIPENDENTI . LA CORTE E PERTANTO COMPETENTE PER PRONUNCIARSI AI SENSI DELL' ART . 179 DEL TRATTATO CEE IL CHE TROVA CONFERMA NEL PRINCIPIO GENERALE ENUNCIATO ALL' ART . 173 DI DETTO TRATTATO .  */ 659J0043 /*.  3 . VEDASI MASSIMA N . 2 SENTENZA SOVRACITATA .  E' " AGENTE " AI SENSI DELL' ART . 179 DEL TRATTATO CEE PRIMA DELLA PROMULGAZIONE DELLO STATUTO DEI DIPENDENTI, QUALSIASI PERSONA ASSUNTA AL SERVIZIO DELLA COMUNITA .  */ 659J0043 /*.  4 . VEDASI MASSIMA N . 3 SENTENZA SOVRACITATA .  I CONTRATTI D' IMPIEGO DEI DIPENDENTI CHE LA COMMISSIONE HA STIPULATO AGENDO ENTRO I LIMITI DELLE ATTRIBUZIONI CONFERITELE IN VISTA DEL FUNZIONAMENTO DI UN PUBBLICO SERVIZIO, SONO DI DIRITTO PUBBLICO E SOTTOSTANNO ALLE NORME GENERALI DI DIRITTO AMMINISTRATIVO .  */ 659J0043 /*.  5 . VEDASI MASSIMA N . 4 SENTENZA SOVRACITATA .  PRIMA DELLA PROMULGAZIONE DELLO STATUTO DEI DIPENDENTI L' ART . 246 N . 3, DEL TRATTATO CEE VIETA DI PORRE IN ESSERE IN MODO ESPLICITO OD IMPLICITO, DEI RAPPORTI D' IMPIEGO PERMANENTI CHE DIANO LUOGO A LEGITTIMA ASPETTATIVA DELL' APPLICAZIONE DELLO STATUTO . NON E POSSIBILE A TAL PROPOSITO RICHIAMARSI ALLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA CECA LA QUALE AVEVA RICONOSCIUTO AI DIPENDENTI PRESTATUTARI DI DETTA COMUNITA UNA LEGITTIMA ASPETTATIVA ALL' ASSUNZIONE DEFINITIVA E CIO' IN QUANTO IL PARAGRAFO 7, ULTIMO COMMA, DELLA CONVENZIONE RELATIVA ALLE DISPOSIZIONI TRANSITORIE NON ESIGEVA CHE QUALSIASI CONTRATTO D' IMPIEGO AVESSE DURATA LIMITATA .  */ 659J0043 /*.  6 . VEDASI MASSIMA N . 5 SENTENZA SOVRACITATA .  SE CIONONOSTANTE SONO STATI CONCLUSI DEI CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO, CIO' SI SPIEGA CON L' IMPOSSIBILITA DI UNIFORMARSI, AL MOMENTO DELLA LORO STIPULAZIONE, AI CONTRATTI DI DURATA LIMITATA PREVISTI DALL' ART . 246, N . 3, DEL TRATTATO, IN QUANTO LE NECESSITA PERMANENTI DI CIASCUN SERVIZIO DELLA COMMISSIONE NON ERANO IN QUELL' EPOCA PREVEDIBILI . ESSI RAPPRESENTANO COSI' UNA FASE PRELIMINARE ALLA STIPULAZIONE DEI CONTRATTI CONTEMPLATI ALL' ART . 246, N . 3, DEL TRATTATO E NON POTREBBERO COMUNQUE FAR LEGALMENTE PRESUMERE LA CONCORDE INTENZIONE DELLE PARTI DI PORRE IN ESSERE I RAPPORTI GIURIDICI D' UN CONTRATTO D' IMPIEGO PERMANENTE, POSTO CHE UN' INTENZIONE DEL GENERE SAREBBE MANI FESTAMENTE CONTRARIA AL PRINCIPIO ENUNCIATO NEL CITATO ART . 246, N . 3 .  */ 659J0043 /*.  7 . VEDASI MASSIMA N . 6 SENTENZA SOVRACITATA .  IN VIRTU DEL PRINCIPIO DELLA BUONA FEDE I PROVVEDIMENTI DI LICENZIAMENTO DEVONO ESSERE SORRETTI DA MOTIVI TRATTI DALL' INTERESSE DEL SERVIZIO CHE ESCLUDANO OGNI ARBITRIO . LA MANCANZA DI SODDISFACENTI MOTIVI COSTITUISCE A CARICO DELLA COMMISSIONE UNA COLPA CONTRATTUALE DI CUI ESSA DEVE RISPONDERE . LA CIRCOSTANZA CHE I DIPENDENTI INDEBITAMENTE LICENZIATI SIANO STATI REINTEGRATI NELLE LORO PRECEDENTI FUNZIONI OD ASSUNTI AD ALTRO IMPIEGO, NON OSTA ALL' ASSEGNAZIONE A LORO FAVORE DI UNA RIPARAZIONE PECUNIARIA PER IL DANNO MORALE SUBITO A SEGUITO DELL' ILLECITO COMPORTAMENTO DELL' AMMINISTRAZIONE .  */ 659J0043 /*.  8 . VEDASI MASSIMA N . 7 SENTENZA SOVRACITATA .  L' ENUNCIAZIONE DEI MOTIVI D' INTERESSE PUBBLICO CHE GIUSTIFICANO UN ATTO AMMINISTRATIVO DEVE ESSERE FATTA IN MODO PRECISO ED ATTO AD ESSERE CONTESTATO : ALTRIMENTI IL DIPENDENTE DI CUI TRATTASI SI TROVEREBBE NELL' IMPOSSIBILITA DI ACCERTARSI SE I SUOI LEGITTIMI INTERESSI SONO STATI RISPETTATI ED INOLTRE IL CONTROLLO DELLA LEGITTIMITA DELLA DECISIONE SAREBBE IMPEDITO .  */ 659J0043 /*.  

Parti

NELLA CAUSA DI  RUDOLF PIETER MARIE FIDDELAAR,  RAPPRESENTATO ED ASSISTITO DALL' AVV . MARCEL SLUSNY DEL FORO DI BRUXELLES,  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . EMILE POOS, RUE DE NASSAU 9, RICORRENTE,  CONTRO  LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA,  RAPPRESENTATA DALL' AVV . PAUL LEULEUX, SUO CONSULENTE GIURIDICO, IN QUALITA DI AGENTE,  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . H . MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, PLACE DE METZ 2, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE PER OGGETTO :  - L' ANNULLAMENTO DELLE DECISIONI CONTENUTE NELLE LETTERE INVIATE AL RICORRENTE DALLA COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA IN DATA 24 LUGLIO E 14 AGOSTO 1959;  - L' ASSUNZIONE DEL RICORRENTE IN VIA TEMPORANEA NEL RUOLO LINGUISTICO COL GRADO LC, 1 ) SCATTO;  - IL RISARCIMENTO DEI DANNI .  

Motivazione della sentenza

SULLA COMPETENZA DELLA CORTE  CONVIENE ESAMINARE SE LA CORTE E COMPETENTE A CONOSCERE DELLA PRESENTE CAUSA; TALE QUESTIONE E DEL RESTO STATA SOLLEVATA DALLA CONVENUTA IN OCCASIONE DEL PROCEDIMENTO PER LA SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE MA NON E STATA RIPROPOSTA NEL PROCEDIMENTO PRINCIPALE .  AI SENSI DELL' ART . 179 DEL TRATTATO " LA CORTE DI GIUSTIZIA E COMPETENTE A PRONUNCIARSI SU QUALSIASI CONTROVERSIA TRA LA COMUNITA E GLI AGENTI DI QUESTA, NEI LIMITI ED ALLE CONDIZIONI DETERMINATE DALLO STATUTO O RISULTANTI DAL REGIME APPLICABILE A QUESTI ULTIMI "; ATTUALMENTE, IN ASSENZA DI UNO STATUTO ED IN ATTESA CHE QUESTO VENGA ADOTTATO, I DIPENDENTI - NEL SENSO PIU AMPIO DEL TERMINE - DELLA COMUNITA, SONO SOGGETTI AD UN REGIME SPECIALE E PROVVISORIO; IL REGIME APPLICABILE AI PREDETTI DIPENDENTI, NON ESSENDO ESSO STATO DETERMINATO NE DEFINITO ESPRESSAMENTE DALLE AUTORITA COMPETENTI, E QUELLO CHE RISULTA DALLE CONDIZIONI ESPRESSE O TACITE CHE NECESSARIAMENTE DISCIPLINANO I CONTRATTI DI ASSUNZIONE DEI DIPENDENTI DA PARTE DELLA COMUNITA . LA CORTE E PERTANTO COMPETENTE A PRONUNCIARSI SULLE CONTROVERSIE CHE NELLE ATTUALI CONDIZIONI E CIRCOSTANZE PONGONO DI FRONTE LA COMUNITA E DIPENDENTI IN QUANTO ESISTE FRA DI ESSI UN REGIME CHE NECESSARIAMENTE DISCIPLINA, ANCORCHE PROVVISORIAMENTE, I LORO RAPPORTI .  PER DI PIU L' ART . 173 DEL TRATTATO ENUNCIA IL PRINCIPIO GENERALE CHE " LA CORTE DI GIUSTIZIA ESERCITA UN CONTROLLO DI LEGITTIMITA SUGLI ATTI ... DELLA COMMISSIONE CHE NON SIANO RACCOMANDAZIONI O PARERI "; IL RICHIAMO A QUESTO PRINCIPIO, LUNGI DAL CONTRADDIRE O DI OSTARE ALL' APPLICAZIONE DELL' ART . 179, RIBADISCE, SE FOSSE NECESSARIO, LA FONDATEZZA DI TALE APPLICAZIONE . DEVESI PERTANTO DISATTENDERE, IN QUANTO NON FONDATA, L' OBIEZIONE SECONDO CUI L' ART . 179 NON POTREBBE TROVARE APPLICAZIONE ALLA FATTISPECIE PERCHE LA COMUNITA NON HA ANCORA ADOTTATO LO STATUTO DEI SUOI DIPENDENTI E, IN ASSENZA DI QUESTO, NON HA ESPRESSAMENTE DEFINITO IL REGIME PROVVISORIAMENTE APPLICABILE IN ATTESA DELLA ELABORAZIONE DELLO STATUTO E CIO' PERCHE, COME E GIA STATO DETTO, VI E NECESSARIAMENTE UN REGIME APPLICABILE AI RAPPORTI GIURIDICI CHE ESISTONO TRA LA COMUNITA ED I SUOI DIPENDENTI .  D' ALTRONDE DEVESI PURE DISATTENDERE COME INFONDATA, L' OBIEZIONE TRATTA DALLE DIFFERENTI ESPRESSIONI USATE, CIOE " AGENTS ", " FONCTIONNAIRES ", ECC . IN QUANTO E EVIDENTE, CHE NELLO STATO ATTUALE DELLE COSE, L' ESPRESSIONE " AGENT " QUALIFICA, IN ATTESA DELL' EMANAZIONE DELLO STATUTO DEI FUNZIONARI, QUALSIASI PERSONA ASSUNTA AL SERVIZIO DELLA COMUNITA .  SULLA RICEVIBILITA  1 ) COL SECONDO CAPO DELLE SUE CONCLUSIONI IL RICORRENTE CHIEDE ALLA CORTE DI DICHIARARE CHE EGLI DEVE ESSERE CONSIDERATO COME PROVVISORIAMENTE ASSUNTO QUALE FUNZIONARIO O DIPENDENTE NEL RUOLO LINGUISTICO, CON UN GRADO ED UNO SCATTO DETERMINATI .  IL POTERE DI NOMINA SPETTA ESCLUSIVAMENTE ALL' AMMINISTRAZIONE LA QUALE SOLA E COMPETENTE PER STABILIRE CON QUALE GRADO E SCATTO UN DIPENDENTE PUO' ESSERE ASSUNTO; LA CORTE NON PUO' SOSTITUIRSI ALLA COMMISSIONE IN TALI POTERI E COMPETENZE E PERTANTO IL SECONDO CAPO DELLE CONCLUSIONI PRINCIPALI DEL RICORRENTE NON E AMMISSIBILE .  2 ) IN VIA SUBORDINATA IL RICORRENTE CHIEDE ANCORA LA CONDANNA DELLA PARTE CONVENUTA A RISARCIRGLI IL DANNO MORALE .  AI SENSI DELL' ART . 38, PARAGRAFO 1, LETTERA D ) DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE LE CONCLUSIONI DEVONO ESSERE FORMULATE NELL' ATTO INTRODUTTIVO; IL PREDETTO CAPO DELLA DOMANDA E STATO ENUNCIATO PER LA PRIMA VOLTA NELLA MEMORIA DEPOSITATA DAL RICORRENTE IN RELAZIONE ALL' ISTRUTTORIA DISPOSTA DALLA CORTE IL 20 GIUGNO 1960 E NON SI TROVA NEMMENO IMPLICITAMENTE CONTENUTO NELLE CONCLUSIONI FORMULATE NELL' ATTO INTRODUTTIVO; TALE PRETESA DEVE QUINDI CONSIDERARSI TARDIVAMENTE FATTA VALERE ED E PERTANTO INAMMISSIBILE .  3 ) TUTTAVIA TRATTANDOSI NELLA SPECIE D' UN RICORSO DI MERITO ( PLEINE JURIDICTION ) LA CORTE, ANCHE IN MANCANZA DI RITUALI CONCLUSIONI HA IL POTERE NON SOLO DI ANNULLARE GLI ATTI MA, SE VI E LUOGO, ANCHE DI CONDANNARE D' UFFICIO LA CONVENUTA AL RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE DERIVATO DA UNA " FAUTE DE SERVICE ", CHE ESSA HA COMMESSO .  NEL MERITO  SULLA NATURA GIURIDICA DEI CONTRATTI D' IMPIEGO  TENUTO CONTO DELLE CONDIZIONI E DELLE CIRCOSTANZE IN CUI IL RICORRENTE E STATO ASSUNTO DALLA COMMISSIONE, IL CONTRATTO DI IMPIEGO INTERVENUTO FRA LE PARTI RISULTA DAI LORO TACITI ACCORDI; POCO IMPORTA STABILIRE SE TALE CONTRATTO E DI DIRITTO PUBBLICO O DI DIRITTO PRIVATO .  NELLA SPECIE, UNA DELLE PARTI CONTRAENTI, LA COMMISSIONE DELLA CEE, AGENDO ENTRO I LIMITI DELLE ATTRIBUZIONI CHE IL TRATTATO LE CONFERISCE, POSSIEDE, IN CONFORMITA ALL' ART . 210 DEL PREDETTO TRATTATO, LA PERSONALITA GIURIDICA; TALE PERSONALITA GIURIDICA E DI DIRITTO PUBBLICO IN VIRTU DEI POTERI E DELLE FUNZIONI CHE AD ESSA SONO PROPRIE ED IN CONSEGUENZA, IL CONTRATTO IN CONTESTO E STATO STIPULATO DA UNA PERSONA DI DIRITTO PUBBLICO . INOLTRE, QUESTO CONTRATTO E STATO CONCLUSO IN VISTA DEL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO LINGUISTICO DELLA COMMISSIONE E L' ATTIVITA DI QUESTO, INCARICATO DI GARANTIRE L' IDENTITA DEL CONTENUTO DEGLI ATTI DELLA COMMISSIONE NELLE QUATTRO LINGUE UFFICIALI DELLA COMUNITA, RAPPRESENTA UN IMPORTANTE ELEMENTO DEL PROCEDIMENTO IL QUALE, PER CIASCUNA DELLE LINGUE CONSIDERATE, CONDUCE ALL' ELABORAZIONE DI TALI ATTI : ESSO HA COSI' IL CARATTERE D' UN PUBBLICO SERVIZIO . IL CONTRATTO DI CUI E CAUSA E PERTANTO DI DIRITTO PUBBLICO E COME TALE SOGGETTO ALLE NORME GENERALI DI DIRITTO AMMINISTRATIVO .  SULL' ESISTENZA DI UN DIRITTO ALLA STABILITA' D' IMPIEGO  IL RICORRENTE ASSUME CHE I RAPPORTI GIURIDICI POSTI IN ESSERE DAL CONTRATTO IN CAUSA, ESSENDO DI DIRITTO PUBBLICO, GLI GARANTISCONO I BENEFICI DI UN REGIME PRESTATUTARIO E LA LEGITTIMA ASPETTATIVA AD UN IMPIEGO PERMANENTE; PERTANTO LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO IMPUGNATA, PONENDO FINE A TALI RAPPORTI, AVREBBE VIOLATO LE NORME GIURIDICHE APPLICABILI ALLE CONDIZIONI D' ASSUNZIONE DEL RICORRENTE E SAREBBE DI CONSEGUENZA ILLEGITTIMA . TALE ARGOMENTO NON E FONDATO; INFATTI L' ART . 246, 3 ) COMMA, DEL TRATTATO, PREVEDE CHE SINO A CHE NON SARA STATO ADOTTATO LO STATUTO DEI FUNZIONARI ED IL REGIME APPLICABILE AGLI ALTRI DIPENDENTI DELLA COMUNITA, PREVISTI DALL' ART . 212, CIASCUNA ISTITUZIONE PROVVEDE ALL' ASSUNZIONE DEL PERSONALE NECESSARIO ED ALL' UOPO CONCLUDE CONTRATTI DI DURATA LIMITATA; DA TALE NORMA SI EVINCE CHE I RAPPORTI DI LAVORO POSTI IN ESSERE FRA LA COMUNITA ED I SUOI DIPENDENTI PRIMA CHE SIANO ADOTTATI LO STATUTO ED IL REGIME CONTEMPLATI NELL' ART . 212 DEL TRATTATO, SONO LIMITATI NEL TEMPO . IL PERSONALE ASSUNTO PRIMA DI TALE DATA NON PUO' QUINDI PRETENDERE, IN BASE ALLE CONDIZIONI DELLA SUA ASSUNZIONE, DI ESSERE ASSEGNATO AD UN IMPIEGO PERMANENTE E DI FRUIRE DI UNO STATUTO FUTURO, IN QUANTO TALE ASSEGNAZIONE E TALE VANTAGGIO, STANNO IN CONTRADDIZIONE COL CARATTERE LIMITATO DI QUALSIASI RAPPORTO D' IMPIEGO POSTO IN ESSERE PRIMA DELL' ENTRATA IN VIGORE DELLO STATUTO O DEL REGIME PREDETTI . SE IL CONTRATTO IN CONTESTO E STATO CIONONPERTANTO CONCLUSO PER UNA DURATA INDETERMINATA, TALE CIRCOSTANZA SI SPIEGA CON L' IMPOSSIBILITA ALL' ATTO DELLA SUA STIPULAZIONE, DI UNIFORMARSI AI CONTRATTI DI DURATA LIMITATA PREVISTI DALL' ART . 246, 3 ) COMMA DEL TRATTATO, IN QUANTO LE NECESSITA PERMANENTI DI CIASCUN SERVIZIO DELLA COMMISSIONE NON ERANO IN QUELL' EPOCA PREVEDIBILI . IL CONTRATTO IN CAUSA RAPPRESENTA COSI' UNA FASE PRELIMINARE ALLA STIPULAZIONE DEI CONTRATTI CONTEMPLATI ALL' ART . 246, 3 ) COMMA, DEL TRATTATO E NON POTREBBE COMUNQUE FAR LEGALMENTE PRESUMERE LA COMUNE INTENZIONE DELLE PARTI DI PORRE IN ESSERE FRA DI LORO I RAPPORTI GIURIDICI DI UN CONTRATTO D' IMPIEGO PERMANENTE POSTO CHE UN' INTENZIONE DEL GENERE SAREBBE STATA MANIFESTAMENTE CONTRARIA AL PRINCIPIO ENUNCIATO NEL CITATO ARTICOLO 246, 3 ) COMMA . TALE INTENZIONE NON POTREBBE NEPPURE DEDURSI DAL FATTO CHE IL RICORRENTE HA PARTECIPATO AD UN CONCORSO PRIMA DI ENTRARE IN SERVIZIO ALLA COMMISSIONE, IN QUANTO LO SCOPO DI DETTO CONCORSO ERA DI METTERE A DISPOSIZIONE DELLE ISTITUZIONI DELLE COMUNITA EUROPEE UNA LISTA DI CANDIDATI ATTI AD ESSERE POI ASSUNTI E NON GIA QUELLO DI PROCEDERE ALL' IMMEDIATA ASSUNZIONE DI PERSONALE . INOLTRE, I RISULTATI DEL CONCORSO SONO STATI CONOSCIUTI ALCUNI MESI DOPO CHE IL RICORRENTE ERA STATO ASSUNTO E CIO' ESCLUDE OGNI NESSO DI CAUSALITA FRA L' APERTURA DEL CONCORSO E LA PARTECIPAZIONE AD ESSO DA UN LATO, E L' ASSUNZIONE DEL RICORRENTE, DALL' ALTRO .  IL RICORRENTE PERTANTO NON PUO' COMUNQUE FAR VALERE UN DIRITTO ALLA STABILITA DELL' IMPIEGO ED E INUTILE ESAMINARE SE LE QUALIFICHE DI " EXPERT " O " AUXILIAIRE " REALMENTE INDICAVANO LA NATURA DEI RAPPORTI GIURIDICI POSTI IN ESSERE FRA LE PARTI . STANDO COSI' LE COSE, TALUNI PROVVEDIMENTI ADOTTATI DALLA COMMISSIONE IN MERITO AL RICORRENTE E TALUNI BENEFICI CHE ESSA GLI HA ACCORDATO, NON POTREBBERO VALERE PER RICONOSCERE AL SUO IMPIEGO UN CARATTERE DI STABILITA IN QUANTO TALI PROVVEDIMENTI E BENEFICI NON POSSONO CONFERIRE AL PREDETTO CONTRATTO UN CONTENUTO ED UNA PORTATA CHE L' ART . 246, 3 ) COMMA, DEL TRATTATO ESPRESSAMENTE ESCLUDE . PERTANTO, L' ARGOMENTO DEL RICORRENTE SECONDO CUI LA COMMISSIONE AVREBBE, CON LA SUA CONDOTTA, FATTO SORGERE IN ESSO LA SPERANZA DI UNA SITUAZIONE STABILE ED AVREBBE COMMESSO CON CIO' UN ILLECITO, NON PUO' TROVARE ACCOGLIMENTO .  INFINE, NON E POSSIBILE, NELLA SPECIE, RICHIAMARSI ALLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA CECA LA QUALE AVEVA RICONOSCIUTO AI DIPENDENTI PRESTATUTARI DELLA CECA UNA LEGITTIMA ASPETTATIVA ALL' ASSUNZIONE DEFINITIVA, IN QUANTO IL PARAGRAFO 7, ULTIMO COMMA DELLA CONVENZIONE RELATIVA ALLE DISPOSIZIONI TRANSITORIE, NON ESIGEVA, CONTRARIAMENTE A QUANTO FA L' ART . 246, 3 ) COMMA, DEL TRATTATO ISTITUTIVO DELLA CEE CHE QUALSIASI CONTRATTO D' IMPIEGO STIPULATO PRIMA DELL' ENTRATA IN VIGORE DELLO STATUTO DEL PERSONALE, AVESSE UNA DURATA LIMITATA E NON ESCLUDEVA PERTANTO I RAPPORTI D' IMPIEGO CON CARATTERE DI STABILITA E CHE DESSERO LEGITTIMA ASPETTATIVA ALL' APPLICAZIONE DELLO STATUTO .  SUL MEZZO DI SVIAMENTO DI POTERE  IL RICORRENTE ASSUME CHE LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO NON SAREBBE STATA PRESA NELL' INTERESSE DEL SERVIZIO, O PER LO MENO NON ESSENZIALMENTE IN VISTA DI TALE INTERESSE, MA SAREBBE STATA DETERMINATA DA UN ARTICOLO CHE ESSO AVEVA PUBBLICATO SUL GIORNALE " ALGEMEEN HANDELSBLAAD " DI AMSTERDAM IL 14 FEBBRAIO 1959 E NEL QUALE SI METTEVA IN RILIEVO LA SORTE PRECARIA DEI TRADUTTORI DEL SERVIZIO LINGUISTICO DELLA COMMISSIONE; CHE COSI' LA DECISIONE IMPUGNATA, COSTITUENDO UNA SANZIONE DISCIPLINARE MASCHERATA, SAREBBE VIZIATA DA SVIAMENTO DI POTERE NEI SUOI CONFRONTI E PER DIMOSTRARE LA FONDATEZZA DI TALE CENSURA IL RICORRENTE HA CHIESTO DI PROVARE MEDIANTE TESTI LE SEGUENTI CIRCOSTANZE :  A ) " CHE IL DOTT . GUMMERER, CAPO DEL SERVIZIO LINGUISTICO, ASSICURO' IL RICORRENTE CHE EGLI NON AVEVA ALCUN RIMPROVERO DA FARGLI PER QUANTO CONCERNEVA IL SUO LAVORO E CHE NULLA GLI SAREBBE ACCADUTO SE NON VI FOSSE STATO L' INCIDENTE DELLA PUBBLICAZIONE DEL PREDETTO ARTICOLO ",  B ) " CHE SU RICHIESTA DEL SIGNOR STEMPELS, ADDETTO AL GABINETTO DEL PRESIDENTE HALLSTEIN, IL SIGNOR VAN RIEMSDIJCK, REVISORE DEL SERVIZIO OLANDESE, DICHIARO' CHE IL RICORRENTE DAVA PIENA SODDISFAZIONE PER QUANTO RIGUARDAVA IL SUO LAVORO E CHE, SECONDO LUI, NON VI ERA ALCUNA RAGIONE DI LICENZIARE IL RICORRENTE ALL' INFUORI, SENZA DUBBIO, DELL' ARTICOLO GIA CITATO ".  IL 20 GIUGNO 1960 LA CORTE HA DISPOSTO DI ACCERTARE MEDIANTE ESAMI TESTIMONIALI LE PREDETTE CIRCOSTANZE ED I TESTI CITATI SONO STATI ESCUSSI NELL' UDIENZA DEL 1 ) OTTOBRE 1960 .  IL DOTT . GUMMERER DICHIARO' DAVANTI ALLA CORTE DI NON AVER MAI DATO AL RICORRENTE LE ASSICURAZIONI DI CUI NEL PRIMO CAPITOLO SOVRA TRASCRITTO; CHE NON CONOSCENDO LA LINGUA OLANDESE NON ERA IN GRADO DI VALUTARE PERSONALMENTE LA QUALITA DEL LAVORO DEL RICORRENTE E CHE AVEVA DOVUTO BASARSI SULLA VALUTAZIONE FATTA DAI REVISORI OLANDESI; CHE SE QUALE CAPO DEL SERVIZIO DELLE TRADUZIONI, RESPONSABILE DEL SUO BUON FUNZIONAMENTO, RITENNE DOVER FARE AL RICORRENTE DELLE OSSERVAZIONI IN MERITO ALLA PUBBLICAZIONE DEL MENZIONATO ARTICOLO, EGLI HA TUTTAVIA CONSIDERATO DETTA PUBBLICAZIONE COME UNA RAGIONE " SOVRABBONDANTE " E NON " SUPPLEMENTARE " RISPETTO A QUELLE CHE LO HANNO INDOTTO A PROPORRE ALL' AUTORITA INVESTITA DEL POTERE DI NOMINA DI RINUNCIARE ALLA COLLABORAZIONE DEL RICORRENTE PRESSO IL SERVIZIO LINGUISTICO .  IL SIGNOR VAN RIEMSDIJCK HA DICHIARATO DAVANTI ALLA CORTE DI NON AVER MAI AFFERMATO CHE IL RICORRENTE DESSE " PIENA SODDISFAZIONE PER QUANTO RIGUARDAVA IL SUO LAVORO "; CHE AVREBBE INVECE ESPRESSO L' AVVISO CHE IL RICORRENTE, PUR NON ESSENDO INIDONEO AL PUNTO DA DOVERSI RINUNCIARE AI SUOI SERVIZI, NON ERA TUTTAVIA UN BUON TRADUTTORE; CHE NEL SUO COLLOQUIO COL SIGNOR STEMPELS AVEVA PARLATO DELL' ARTICOLO ATTRIBUITO AL RICORRENTE MA SOLTANTO IN VIA DEL TUTTO ACCESSORIA; IL SIGNOR STEMPELS HA CONFERMATO LA DEPOSIZIONE RESA DAL SIGNOR VAN RIEMSDIJCK .  INOLTRE IL SIGNOR VAN KARNEBEEK, ESCUSSO NELLA SUA QUALITA DI DIRETTORE GENERALE DELL' AMMINISTRAZIONE DELLA COMMISSIONE DELLA CEE HA DICHIARATO DI AVER PARLATO COL RICORRENTE DELL' ARTICOLO NON APPENA QUESTO FU PUBBLICATO MA DI AVER CONSIDERATO, DOPO TALE COLLOQUIO, CHIUSO L' INCIDENTE .  I TESTIMONI DI CUI SOPRA HANNO SOTTOSCRITTO IL PROCESSO VERBALE DELLA LORO DEPOSIZIONE AI SENSI DELL' ART . 47, PARAGRAFO 6, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE; I SIGNORI GUMMERER E VAN RIEMSDIJCK HANNO CONFERMATO CON GIURAMENTO LE LORO DICHIARAZIONI AI SENSI DELL' ART . 47, PARAGRAFO 5, DEL CITATO REGOLAMENTO .  I TESTI SOVRAMMENZIONATI NON HANNO CONFERMATO LE CIRCOSTANZE DEDOTTE DAL RICORRENTE A SOSTEGNO DEL DENUNCIATO MEZZO DI SVIAMENTO DI POTERE .  IL RICORRENTE ASSUME INOLTRE CHE L' ASSENZA DI QUALSIASI MOTIVO D' INTERESSE DEL SERVIZIO NELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO IMPUGNATA SAREBBE DIMOSTRATA DAL FATTO CHE UN ALTRO TRADUTTORE DELLA SEZIONE OLANDESE, IL SIGNOR VAN ALPHEN, E STATO MANTENUTO IN SERVIZIO BENCHE NELLA GRADUATORIA DI MERITO DEI TRADUTTORI, STABILITA IL 16 GENNAIO 1959 DAL DOTT . GUMMERER, EGLI SI TROVASSE COLLOCATO DOPO IL RICORRENTE .  QUAND' ANCHE IL VAN ALPHEN FOSSE STATO ILLEGITTIMAMENTE MANTENUTO IN SERVIZIO, TALE CIRCOSTANZA PER SE SOLA NON SAREBBE ATTA A GIUSTIFICARE IL MANTENIMENTO IN SERVIZIO DEL RICORRENTE QUALORA OBIETTIVAMENTE RISULTI CHE L' AUTORITA INVESTITA DEL POTERE DI NOMINA EBBE A DECIDERE IL SUO LICENZIAMENTO NELL' INTERESSE DEL SERVIZIO E PERTANTO IL PREDETTO ARGOMENTO E INCONFERENTE NELL' ATTUALE CONTROVERSIA E PER LA CORTE NON VI E LUOGO DI ESAMINARLO .  DA QUANTO SOVRAESPOSTO SI DEVE CONCLUDERE CHE IL RICORRENTE NON HA FORNITO LA PROVA CHE LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO IMPUGNATA E STATA DETERMINATA DALLA PUBBLICAZIONE NEL GIORNALE " ALGEMEEN HANDELSBLAAD " DEL 14 FEBBRAIO 1959 DELL' ARTICOLO ATTRIBUITOGLI E CHE ESSA COSTITUISCE UNA SANZIONE DISCIPLINARE MASCHERATA .  IL MEZZO DI SVIAMENTO DI POTERE VA PERTANTO DISATTESO .  SULLA MOTIVAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI LICENZIAMENTO  IN MATERIA CONTRATTUALE L' AGIRE DELL' AMMINISTRAZIONE E SEMPRE SOGGETTO AL RISPETTO DEL PRINCIPIO DELLA BUONA FEDE; IL CONTRATTO IN CONTESTO RICADE SOTTO IL DIRITTO AMMINISTRATIVO ED E SOGGETTO AL RISPETTO DI TALE PRINCIPIO; IL SUO CARATTERE PROVVISORIO O TEMPORANEO NON LO PUO' SOTTRARRE A TALE ESIGENZA . PERTANTO IL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO IMPUGNATO DEVE, PER LA RISOLUZIONE DI DETTO CONTRATTO, ESSER SORRETTO DA MOTIVI TRATTI DALL' INTERESSE DEL SERVIZIO CHE ESCLUDANO OGNI ARBITRIO, QUALI AD ESEMPIO LA NECESSITA DI RINUNCIARE AL SERVIZIO DI UN DIPENDENTE NON QUALIFICATO O CHE OCCUPA UN POSTO CHE E STATO SOPPRESSO PER ESIGENZE DI SERVIZIO .  L' ENUNCIAZIONE DEI MOTIVI D' INTERESSE PUBBLICO CHE GIUSTIFICANO UN ATTO AMMINISTRATIVO DEVE ESSERE FATTA IN MODO PRECISO ED ATTO AD ESSERE CONTESTATO, ALTRIMENTI IL FUNZIONARIO DI CUI TRATTASI SAREBBE POSTO NELL' IMPOSSIBILITA DI ACCERTARSI SE I SUOI LEGITTIMI INTERESSI SONO STATI RISPETTATI O LESI ED INOLTRE, IL CONTROLLO DELLA LEGITTIMITA DELLA DECISIONE SAREBBE IMPEDITO . NELLA SPECIE, LA LETTERA DI LICENZIAMENTO SI E LIMITATA A NOTIFICARE AL RICORRENTE LA VOLONTA DELL' AMMINISTRAZIONE DI POR FINE AL CONTRATTO SENZA INDICARE ALCUN MOTIVO; E VERO CHE NEL MESE DI DICEMBRE 1958 IL SIGNOR LANKES AVEVA FATTO CONOSCERE A TUTTI GLI " AUXILIAIRES " ED " EXPERTS " ASSUNTI NEL SERVIZIO LINGUISTICO, COMPRESOVI IL RICORRENTE, CHE ERA NECESSARIO RIDURRE L' ORGANICO DI TALE SERVIZIO, E CHE QUINDI NON TUTTI COLORO CHE PRESTAVANO LA LORO OPERA IN QUEL SERVIZIO AVREBBERO POTUTO ESSERE ASSUNTI NELL' ORGANIZZAZIONE DEFINITIVA; IL RICORRENTE HA POTUTO COMPRENDERE CHE LA RISOLUZIONE DEL SUO CONTRATTO SI RIFERIVA SENZA DUBBIO ED IN LINEA DI PRINCIPIO A TALE COMUNICAZIONE, MA VISTE LE CIRCOSTANZE DI CAUSA ED IN ISPECIE IL NOTEVOLE PERIODO DI TEMPO INTERCORSO DA TALE COMUNICAZIONE DI CARATTERE GENERICO E LA LETTERA DI LICENZIAMENTO, UNA ESPLICITA MOTIVAZIONE S' IMPONEVA . LA LETTERA DI LICENZIAMENTO DEVE PERTANTO ESSER DICHIARATA NON SODDISFACENTE .  QUESTA MANCANZA COSTITUISCE A CARICO DELLA COMMISSIONE UNA COLPA CONTRATTUALE DI CUI ESSA DEVE RISPONDERE . TALE RESPONSABILITA DEVE NELLA SPECIE ESSER VALUTATA CON RIGUARDO ALLA CIRCOSTANZA CHE LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO D' IMPIEGO E DIVENTATA EFFETTIVA E CHE L' OBBLIGO DELLA COMMISSIONE DEVE CONCRETARSI IN UN RISARCIMENTO DI DANNI .  PER VALUTARE IL DANNO DEVESI TENER CONTO DEL PREGIUDIZIO MORALE CHE IL RICORRENTE HA SUBITO PEL FATTO DELLE PREOCCUPAZIONI CHE GLI SONO DERIVATE DALLA SITUAZIONE ALEATORIA DETERMINATA DALL' ILLECITO DELLA COMMISSIONE ED ALTRESI' DELLA SUA ETA E DELLA SUA SITUAZIONE FAMILIARE .  NEI FATTI E NELLE CIRCOSTANZE DELLA CAUSA LA CORTE TROVA GLI ELEMENTI CHE LE CONSENTONO DI VALUTARE EX AEQUO ET BONO L' AMMONTARE DEL DANNO IN FR.B . 100.000 ,-; NE CONSEGUE CHE L' OFFERTA DELLA CONVENUTA DI CORRISPONDERE AL RICORRENTE L' IMPORTO DI FR.B . 100.000 ,- DEVE RITENERSI SODDISFACENTE . POSTO CHE CON ORDINANZA DEL 1 ) OTTOBRE 1960 IL PRESIDENTE DELLA CORTE HA INGIUNTO ALLA COMMISSIONE DELLA CEE DI VERSARE AL RICORRENTE UNA PROVVISIONALE DI FR.B . 60.000 ,- QUESTI ANDRANNO DEDOTTI DALL' IMPORTO DI FR.B . 100.000 ,- ASSEGNATO AL RICORRENTE QUALE RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE .  SUL TERMINE DI PREAVVISO CONCESSO DALLA COMMISSIONE  VI E LUOGO INOLTRE DI ESAMINARE SE IL PREAVVISO DATO DALLA COMMISSIONE PER POR FINE AL CONTRATTO IN CONTESTO SIA STATO NORMALMENTE CALCOLATO; IN ASSENZA DI QUALSIASI PRESCRIZIONE A TAL PROPOSITO NEL CONTRATTO D' IMPIEGO, SAREBBE VANO RICHIAMARSI AL REGIME APPLICABILE AI DIPENDENTI TEMPORANEI DELLA CECA IN QUANTO TALE REGIME NON PREVEDEVA, PER L' ASSUNZIONE DI DIPENDENTI TEMPORANEI, DEI CONTRATTI DI DURATA INDETERMINATA; DI CONSEGUENZA, SI DEVE FAR RICORSO AI PRINCIPI GENERALI DI DIRITTO NONCHE ALLE " CONDITIONS D' ENGAGEMENT DES AUXILIAIRES " ALLE QUALI LA CONVENUTA SI RICHIAMA . L' ART . 2 DELLE PREDETTE CONDIZIONI PREVEDE CHE PER LA RISOLUZIONE DEI CONTRATTI DI DURATA INDETERMINATA IL TERMINE DI PREAVVISO E CALCOLATO IN RAGIONE DI UN GIORNO PER OGNI SETTE GIORNI DI SERVIZIO; LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO IMPUGNATA HA PREVISTO SOLTANTO UN TERMINE DI CIRCA UN MESE MENTRE AI SENSI DELL' ART . 2 PREDETTO, IL PREAVVISO AVREBBE DOVUTO AVERE MAGGIOR DURATA . TUTTAVIA TALE TERMINE E STATO SUCCESSIVAMENTE PROROGATO PER DUE VOLTE DI UN MESE .  POSTO CHE IL RICORRENTE HA CONTINUATO A PERCEPIRE LA RETRIBUZIONE SINO ALLA SCADENZA DEL PREDETTO PREAVVISO ED HA NELLO STESSO TEMPO POTUTO VALERSI DI TALE PERIODO PER LA RICERCA DI UN NUOVO IMPIEGO, NE CONSEGUE CHE IL TERMINE DI PREAVVISO EFFETTIVAMENTE DATO DALLA COMMISSIONE AL RICORRENTE E STATO DI CIRCA TRE MESI . TENUTO CONTO DELLE POSSIBILITA DEL RICORRENTE DI TROVARE UN ALTRO IMPIEGO, LA CORTE RITIENE CHE TALE TERMINE DI PREAVVISO E RAGIONEVOLE E CHE QUINDI NESSUN ILLECITO PUO' PORSI, A QUESTO TITOLO, A CARICO DELLA COMMISSIONE .  

Decisione relativa alle spese

AI SENSI DELL' ART . 70 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE, LE SPESE INCONTRATE DALLE ISTITUZIONI NELLE CAUSE DEI DIPENDENTI DELLE COMUNITA, RIMANGONO A LORO CARICO SENZA PREGIUDIZIO DI QUANTO DISPONE L' ART . 69, PARAGRAFO 3, 2 ) COMMA, DEL CITATO REGOLAMENTO; AI SENSI DELL' ART . 69, PARAGRAFO 3, 1 ) COMMA, DEL REGOLAMENTO PREDETTO, LA CORTE PUO' INTERAMENTE O PARZIALMENTE COMPENSARE LE SPESE TRA LE PARTI SE ESSE SONO RISPETTIVAMENTE RIMASTE SOCCOMBENTI SU UNO O PIU CAPI; IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE SUI CAPI DELLA SUA DOMANDA CHE MIRAVANO A FAR ACCERTARE IL SUO DIRITTO ALLA STABILITA D' IMPIEGO E L' ILLEGALITA DEL TERMINE DI PREAVVISO DATO DALLA CONVENUTA PER LA CESSAZIONE DEL CONTRATTO IN CONTESTO; EGLI E PURE RIMASTO SOCCOMBENTE SUL CAPO DELLA DOMANDA INTESO A FAR DICHIARARE VIZIATA DA SVIAMENTO DI POTERE LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO IMPUGNATA; VI E QUINDI LUOGO DI RIPARTIRE LE SPESE FRA LE PARTI . 

Dispositivo

LA CORTE  DISATTESA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) LA COMMISSIONE DELLA CEE E TENUTA A CORRISPONDERE AL FIDDELAAR L' IMPORTO DI FR.B . 100.000, - CON DEDUZIONE DEI FR.B . 60.000 ,- PROVVISIONALMENTE PAGATIGLI IN OSSEQUIO ALL' ORDINANZA PRESIDENZIALE 1 ) OTTOBRE 1960;  2 ) LA COMMISSIONE DELLA CEE RIMBORSERA AL PREDETTO FIDDELAAR I DUE TERZI DELLE SPESE DI CAUSA DA ESSO INCONTRATE RESTANDO IL RIMANENTE TERZO A DI LUI CARICO;  3 ) IL PREDETTO FIDDELAAR SOPPORTERA LE SPESE DA LUI INCONTRATE NEL PROCEDIMENTO URGENTE PER LA SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA E QUELLE RELATIVE ALL' ISTRUTTORIA DISPOSTA DALLA CORTE;  4 ) LE SPESE RELATIVE AL PROCEDIMENTO URGENTE PER L' OTTENIMENTO DELLA PROVVISIONALE SONO POSTE A CARICO DELLA COMMISSIONE DELLA CEE .