CELEX: 51970PC0910
Language: it
Date: 1970-09-07
Title: Proposta di DIRETTIVA (CEE) DEL CONSIGLIO relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sulla produzione e vendita dei gelati (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (70) 910
Vol. 1970/0135
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                             COM(70)910 def.
                                             Bruxelles , 7 settembre 1970
                                                   r'
                                Proposta di
                       DIRETTIVA ( CEE ) DEL CONSIGLIO
           relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli
           Stati membri sulla produzione     e vendita dei gelati
                ( presentata dalla Commissione al Consìglio )
C0M(70 ) 910 def.
 ---pagebreak---                                 MOTIVAZIONE
           La presente proposta di direttiva intende sopprimere gli
ostacoli tecnici derivanti dalle divergenze tra le disposizioni le­
gislative ! regolamentari o amministrative attualmente applicabili ai
gelati .
           Durante i lavori per il ravvicinamento delle legislazioni na­
zionali sono emersi due problemi essenziali cui la proposta della Com­
missione vuole apportare una soluzione :
1° .       Il primo problema è se la sostanza grassa il cui uso è auto­
rizzato per la fabbricazione dei gelati debba limitarsi esclusivamente
al grasso butirrico ( come vogliono Germania , Francia e Lussemburgo ) op­
pure possa anche essere di origine vegetale com' è già ammesso negli
altri tre Stati membri .
           La Commissione propone che i - grassi di . origine vegetale pos­
sano essere Utilizzati nella fabbricazione dei gelati a condizione che
il consumatore ne sia informato senza equivoci dall' etichetta . La Com­
missione ritiene infatti che escludendo le sostanze grasse di origine
vegetale - a motivo sopratutto della situazione attualmente eccedentaria
del mercato del burro nella Comunità ei finirebbe per creare due mercati
di gelati . Una regolamentazione comunitaria che contemplasse una tale
limitazione sarebbe quindi in contrasto con i due principi direttivi in
materia di armonizzazione :                            '  J
           a ) permettere a tutte le imprese della Comunità di produrre
               per l' intero Mercato comune , a condizioni uguali di con­
               correnza e con facoltà di scelta delle proprie materie
               prime , dei prodotti che rispondano ai requisiti ricono­
               sciuti in materia di sanità pubblica :
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          b ) permettere a tutti i consumatori della Comunità di sce­
              gliere liberamente , grazie sopratutto ad un' informazione
              precisa , tra i vari prodotti in essa fabbricati .
2.        Il secondo problema emerso è quello relativo alla scelta dei
mezzi ritenuti idonei ad assicurare alle migliori condizioni la traspa­
renza del mercato e l' informazione del consumatore . A tal riguardo si
son prese in considerazione due possibilità :
          a ) un sistema di classificazione dei gelati in diverse cate­
              gorie di prodotti aventi una composizione qualitativamente
              e quantitativamente definita e con delle denominazioni ri­
              servate ed obbligatorie ;
          b ) una soluzione che in luogo delle categorie di prodotti
              ( salvo per i gelati al grasso vegetale e quelli all' acqua ),
              per quanto riguarda l' etichettatura , comporti da un lato
              l' adozione per determinati prodotti di denominazioni ri­
              servate , obbligatorie oppure facoltative ma subordinate a
              certe condizioni , e d' altro lato una regolamentazione
              stretta dell' uso di taluni termini come "àatte " , " crema ",
              " frutta " o " uova ".
          Pur ritenendo che entrambe le soluzioni sono tali da garantire
in ugual modo la realizzazione dell' obiettivo sopraindicato , la Commis­
sione ha adottato la prima dì esse in quanto preferita dal Gruppo di
lavoro .
          Indipendentemente dalle soluzioni date ai problemi suesposti ,
la proposta della Commissione prevede :
          a ) i requisiti cui devono rispondere i gelati sul piano bat­
              teriologico , precisando che il tenore totale in germi ba­
              nali , previsto all' articolo 9 f costituisce un livello
              d' allarme il cui superamento deve far scattare automati­
              camente delle sanzioni . Per assicurare il rispetto di
              tali esigenze , la proposizione comporta delle norme igie­
              niche cui le imprese1 dovranno attenersi nelle fasi di
                                                              • • •/ « • »
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               fabbricazione , imballaggio , immagazzinamento , trasporto
               ei messa in commercio dei gelati ;
           b ) una limitazione degli additivi , nella misura del minimo
               tecnologico necessario per la fabbricazione e il mante­
               nimento dei gelati in buono stato di conservazione 5
           c ) un' informazione precisa del consumatore mediante l' indi­
               cazione , nell' etichettatura , di denominazioni obbligatorie ,
               complementi di denominazioni facoltativa ma condizionali ,
               nonché altri elementi d' informazione come la presenza di
               determinati additivi .
           Infine , la presente proposta stabilisce la procedura da
seguire , nell' ambito del Comitato permanente per le derrate alimentari ,
quando si tratti di elaborare i metodi di analisi necessari al control­
lo delle caratteristiche batteriologiche , nonché della composizione dei
gelati .
           Gli Stati membri sono stati consultati nelle seguenti riunioni
           -     8 ottobre 1968
                5 novembre 1968
           -   10 dicembre 1968
           - 21 gennaio 1969
               19 febbraio 1969
               1^ marzo 1969
           - l8 aprile 1969
           - 10 e 11 luglio 1969
           - 22 e 23 settembre 1969
           - 7 novembre 1969
               11 dicembre 1969
           - 21 e 22 maggio 1970 .
CONSULTAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
           Poiché la proposta si basa sull' articolo 100 del trattato e
la sua attuazione comporta la modifica delle disposizioni legislative
di taluni Stati membri , è obbligatorio consultare il Parlamento ed il
Comitato economico e sociale .
 ---pagebreak---                              PROPOSTA DI DIRETTIVA
                              ( CEE ) DEL CONSIGLIO
                      relativa al ravvicinamento delle le­
                      gislazioni degli Stati membri sulla
                      produzione e vendita di gelati .
  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITA 1 EUROPEE ,
                                              •!
  visto il trattato che istituisce la Comunità Economica europea , in
  particolare l' articolo 100 .
  vista la proposta delia Commissione ,
  visto il parere del Parlamento Europeo ,
  visto il parere del Comitato economico e sociale ,
  considerando che le disposizioni legislative , regolamentari o amministra
  tive -in vigore in taluni Stati membri definiscono le caratteristiche di
  composizione e di fabbricazione alle quali devono rispondere i gelati e
  prescrivono regole particolari in materia di etichettatura ; che tali
  disposizioni differiscono da uno Stato membro all' altro ;
  considerando che le differenze fra le suddette legislazioni costringono
  i fabbricanti comunitari di gelati a differenziare la loro produzione a
  seconda dello Stato membro destinatario ; che tali differenze ostacolano ,
  d' altronde , gli scambi di detti prodotti e conseguentemente hanno un' in­
  cidenza diretta sull' instaurazione e il funzionamento del mercato comune
  considerando che , di conseguenza , è necessario determinare a livello co­
  munitario le regole da osservare per quanto riguarda la composizione , la
  fabbricazione , l' etichettatura e il trasporto dei gelati ; che è necessa­
  rio,' jLn particolare , precisare le denominazioni particolari sotto le
' quali tali prodotti saranno messi in commercio ; .
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considerando che il commercio di gelati contenenti germi patogeni o le
loro tossine non può essere tollerata ; che un basso tenore totale in
germi aerobi mesofili è indice di buona qualità batteriologica di un .
gelato , nonché della - sua preparazione in buone condizioni di fabbrica­
zione ; che , d' altra parte , la rilevazione di un più alto tenore totale
in germi di detta specie non implica necessariamente che il prodotto
esaminato sia dannoso alla salute ; che , per tali ragioni , è opportuno
fissare per tale tenore totale in germi aerobi mesofili un limite che
sia un segnale di allarme per le autorità incaricate del controllo ,
limite il cui superamento deve dare avvio ad un' azione tutelare da par­
te di tali qutorità per indurre gli interessati ad eliminare sollecita­
mente le cause della situazione anormale e non al ricorso automatico ad
un meccanismo repressivo ;
considerando che , senza pregiudicare l' adozione di norme comunitarie , è
opportuno che le disposizioni nazionali concernenti in particolare la
fabbricazione e il commercio dei prodotti del latte fermentati , l' igie­
ne alimentare , i materiali destinati ad entrare in contatto con i pro­
dotti alimentari , nonché l' etichettatura , non possano , fino all' entrata
in applicazione delle suddette norme comunitarie , creare ostacoli alla
libera circolazione dei gelati ;
considerando che la determinazione delle modalità di prelievo dei cam­
pioni e dei metodi di analisi necessari è t al controllo delle caratte­
ristiche di composizione e di fabbricazione dei gelati , nonché le modi­
fiche e gli eventuali complementi , da approvare in base ai risultati
delle ricerche scientifiche e tecniche , alla lista delle sostanze che
possono essere aggiunte nel corso della fabbricazione dei gelati stessi ,
costituiscono misure di applicazione di carattere tecnico e che è op­
portuno affidarne l' adozione alla Commissione al fine di semplificare
e di accelerare la procedura ;         i' -
considerando che in tutti i casi in cui il Consiglio conferisce alla
Commissione competenze per l' esecuzione .delle regole emanate nel set­
tore delle derrate alimentari , è opportuno prevedere una procedura che
instauri una stretta cooperazione tra gli Stati membri e la ; Commissione
nell' ambito del Comitato permanente per le derrate alimentari , istituito
con decisione del Consiglio n° 69/^lVCEE del 13 novembre 1969 ,
 ---pagebreak---                                                     3 -
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                             Articolo   1
                     Ai sensi della presente direttiva , si intendono per gelati i
prodotti definiti nell' allegato I , capitolo 1 .
                                             Articolo   2
                    Gli Stati membri adottano i provvedimenti atti ad assicurare
che i gelati possano essere messi in commercio soltanto se rispondenti
     • • • . e -
alle disposizioni della presente direttiva e dei suoi allegati »
                                             Articolo
                    Le denominazioni relative alle diverse categorie di gelati
definite nell' Allegato I , capitolo 2 , sono riservate ai prodotti che
rispondono alle norme di composizione stabilite per ciascuna di tali
categorie e devono essere applicate nel commercio per designare i pro­
dotti in questione .
                                             Articolo   k
1.                   Possono essere utilizzate per la fabbricazione dei gelati
       soltanto materie prime di qualità sana , leale e mercantile .
2.                   Salvo restando le disposizioni dell' articolo 5 » paragrafo 1 ,
       lettere a) e b) , e dell' Allegato III , lettera B t non possono' essere
   ° utilizzate per la fabbricazione dei gelati
                 . a ) sostanze grasse di origine animale diverse da quelle pro-
   s.l'      .    -•     yenienti dal latte ;-
                     b ) sostanze grasse di. origine , vegetale diverse dal', burro di
                         cacao . .. . t .- .      .        '•     . /•          -
                                                                       ♦ • •/ ♦ • #
 ---pagebreak---           Le disposizioni di cui al punto b ) non sono tuttavia applica­
bili alla fabbricazione dei gelati compresi nella categoria D , defi­
nita nell' allegato I , capitolo 2 , nonché ai rivestimenti di cui
all' articolo 5 » paragrafo 2 .
                                Articolo 5
          Possono essere utilizzate per la fabbricazione di gelati sol­
tanto le materie sapide qui di seguito indicate :
          a ) frutta , che non sia frutta in guscio , compresi polpe ,
              puree e succhi di frutta , freschi o conservati , anche
              concentrati o disidratati o altrimenti trasformati , ma
              esclusi polpe , puree e succhi di frutta solfitati ;
          b ) frutta in guscio e altre sostanze sapide naturali commesti­
              bili , fresche o conservate , anche concentrate o disidratate
              o altrimenti trasformate ;
          c ) bevande alcoliche ;
          d ) estratti ed essenze naturali ;
          e ) sostanze aromatiche sintetiche , la cui composizione chi­
              mica sia identica a quella dei principali elementi costi­
              tutivi degli aromi naturali .
          f ) etilvaniglina .
          Per quanto riguarda il rivestimento dei gelati , qualsiasi
rivestimento la cui composizione non risponda alla definizione di
uno dei prodotti del cioccolato di cui alle, lettere k ) , m) ri) , o ) ,
q),e r ) dell' allegato alla direttiva del Consiglio relativa al rav­
vicinamento delle legislazioni degli Stati membri per quanto riguarda
il cacao ed il cioccolato , ma di cui il colore , la struttura e il sa­
pore ricordino quelli dei suddetti prodotti , deve contenere almeno
1 ? 8$ , in peso , di cacao secco sgrassato . Tale proporzione è ridotta
al 3% se il rivestimento contiene , in peso , almeno 1*11$ di burro
di cacao e il 10% di estratto secco sgrassato del latte .
 ---pagebreak---                                 Articolo      6
1.          Non possono essere utilizzate nella fabbricazione di gelati
    le seguenti sostanze :
            a ) additivi diversi da quelli enumerati nell' allegato III ;
            b ) gli additivi enumerati nell' allegato III in una proporzione
                non conforme alle condizioni di impiego ivi stabilite .
2.          In deroga alle disposizioni del paragrafo 1 , è ammessa la pre­
    senza pei gelati fabbricati nella Comunità di additivi diversi da
    quelli enumerati nell' allegato III costituenti residui del trattamento
    subito dalle materie prime, utilizzate per la fabbricazione dei sud­
    detti gelati , conformemente alle disposizioni in vigore nello Stato
    membro d' origine .
            Tuttavia , la presenza di anidride solforosa e di sali dell' aci­
    do solforoso è autorizzata soltanto nel limite di 0,04 gr/kg , espresso
    in anidride solforosa .
                                     ' J ' ..  <
                                Articoïo      rt
            I gelati devono ritornare allo stato liquido ad una tempera­
tura superiore a 0° C nella massa .
                                Articolo      8
            Il peso di gelato per litro di prodotto finito non può essere
inferiore a 500 gr . Tuttavia , questo limite è ridotto a ^00 gr . quando
il tenore in materia secca totale del gelato considerato è uguale o su­
periore al 37$ in peso .
            Le disposizioni del precedente comma non si applicano ai ge­
lati per la fabbricazione dei quali è stata impiegata panna montata e
il cui tenore' in sostanze grasse di origine lattica è uguale o superiore
al' l^/ó in peso".
 ---pagebreak---                     I
                                    - 6 -
                                 Articolo 9
1.         I gelati devono essere esenti da germi patogeni e dalle loro
   tossine .
           Salva restando la definizione dei metodi di analisi di cui
   all' articolo 15 , l' assenza di salmonelle e di stafilococchi patogeni
   deve essere constatata rispettivamente in 25 millilitri e 0,1 milli­
   litro del prodotto riportato a volume normale .
2.         Qualora si accerti la presenza nei gelati , per millilitro del
   prodotto a volume normale , di oltre 100.000 germi aerobi mesofili in
   totale o di oltre 100 germi coliformi diversi dagli Escherichia coli ,
   nonché qualora la presenza di Escherichia coli non abbia potuto esse­
   re riscontrata in questa stessa quantità del prodotto ristretto , pro­
   dotto riportato a volume normale , le autorità competenti dello Stato
   membro interessato adottano i provvedimenti atti a porre rimedio , al
   più presto , alle cause di tale circostanza .
3«         Se i gelati sonò fabbricati in tutto od in parte utilizzando
   prodotti del latte fermentati , non si tiene conto , ai fini dell' ap­
   plicazione del paragrafo 2 , salva restando la definizione dei metodi
   d*analisi di cui all' articolo 15 , dei germi banali che sono stati
   utilizzati nella fabbricazione di tali prodotti o di quelli forma­
   tisi nel corso della fabbricazione .
                                 Articolo 10
1.         Sugli imballaggi o etichette sotto cui i gelati sono messi
   in commercio devono essere impresse , secondo le modalità definite
   nei paragrafi 2 e 3 , a caratteri ben visibili , chiaramente leggibili
   ed in maniera indelebile , le seguenti indicazioni ;
           a ) la denominazione loro data a seconda della categoria alla
               quale appartengono .
                   . Nel caso di miscela di due o più gelati appartenenti
        A      a categorie differenti , la denominazione riservata a ciascu­
               no di essi deve essere indicata in ordine d' importanza de­
               crescente secondo la proporzione della quantità presente ;
                                                              • • •/ • • •
 ---pagebreak---          b ) per i gelati muniti di rivestimento ai sensi dell' arti­
             colo 5 » paragrafo 2 , la menzione "rivestimento al cacao ";
         c ) per i gelati nella cui fabbricazione sono state impiegate
             una o diverse sostanze aromatiche , sintetiche o artifi­
             ciali di cui all' articolo k e ) , la dicitura "al sapore
             di       " o "al profumo di           seguita dall' indicazio­
             ne della o delle materie sapide impiegate ;
         d ) per i gelati per la cui fabbricazione è stata impiegata
             l' etilvaniglina , la menzione "etilvaniglina" o "aroma ar­
             tificiale ";
         e ) per i gelati per la cui fabbricazione sono stati impiegati
             uno o diversi coloranti di cui all' Allegato III , lettera A
             la menzione "con coloranti";
         f) l' indicazione del nome o della ragione sociale e dell' in­
             dirizzo o della sede sociale del fabbricante , del condì -
             zionatore o di un venditore , con la condizione che la per­
             sona indicata sia stabilita nella Comunità ;
         g) per i gelati importati da paesi terzi , oltre alle indica­
             zioni di cui ai punti a) e b ) , l' indicazione del. paese
             d' origine .
                                                           4
         Se i gelati sono offerti alla vendita al dettaglio , in imbal­
laggio , le indicazioni di cui al paragrafo la), b ) , c),d ) ed e ) de­
vono figurare su una delle facciate più apparenti del suddetto imbal
laggio , in caratteri uniformi e dello stesso colore . L' altezza dei
caratteri utilizzati per le indicazioni di cui al paragrafo 1 a ) de­
ve essere perlomeno eguale ad un quarto di quella di tutti . gli altri
caratteri che figurano sull' imballaggio , ma di non meno di 2 mm .
                                          '                     f
         Se x gelati sono venduti al. minuto senza imballaggio , le in­
dicazioni previste al paragrafo 1 , lettere dà-a ))^ g) devono figu­
rare ; ,                       J.
 ---pagebreak---                                      - 8 -
            a ) nei luoghi di vendita diretta al pubblico : sul banco ,
                 sull' apparecchio nel quale è fabbricato o conservato il
                 prodotto , o su un cartello fissato a questi due ultimi ;
             b ) negli esercizi in cui i prodotti possono essere serviti
                 per il consumo sul posto : sulla lista delle vivande , sul­
                 l' elenco dei prezzi delle consumazioni o , in mancanza , su
                 appositi cartelli collocati bene in vista .
            Le indicazioni previste al paragrafo 1 , lettere a ), b ) , c ),
    d ) ed e ) devono figurare a caratteri uniformi dello stesso colore
    e di altezza almeno uguale a k millimetri .
                                 Articolo 11
1.           Salve restando le disposizioni di cui all' articolo 10 , para­
    grafo 1 , lettera c ) e dell' Allegato I , capitolo 2 , lettere B , C J5 e G,
    l' etichettatura dei gelati non può fare riferimento a sostanze com­
    mestibili sapide o aromatiche , se non alle condizioni precisate nei
    paragrafi 2-6 .
2.          E' ammesso il riferimento ai termini "yogurt " e "Kefir " nel­
    l' etichettatura dei gelati appartenenti alle categorie A e D , defi­
    nite nell' Allegato I , capitolo 2 , soltanto nei casi in cui il tenore
    minimo in estratto secco sgrassato del latte previsto per i gelati
    considerati risulta èsclusivamente dai prodotti del latte fermentati
    impiegati .
3.          E' ammesso nell' etichettatura dei gelati appartenenti alle
    categorie A , B , C , D e F , definite nell' Allegato I , capitolo 2 , il
  , riferimento a un frutto contemplato nell' articolo 5 » paragrafo 1 a ),
                                       . - (
 • soltanto nei casi in cui detto frutto sia stato utilizzato in una
    delle forme di cui all' articolo 5 * paragrafo la ), per la fabbrica­
    zione dei gelati di cui si tratta , sempreché il loro tenore in frut­
    ta allo stato fresco , o l' equivalente in una delle altre forme di
    cui all' articolo 5 » paragrafo 1 a ), sia , in pesò , almeno del
            a ) 10$ , se si tratta di limone ;                       /
 ---pagebreak---          b ) se si tratta di altra frutta ;
               - 13% per i gelati compresi nelle categorie A , B e C ,
               - 20$ , per quelli compresi nelle categorie D e F.
         Nel caso siano state impiegate più specie di frutta :
         a ) l' indicazione del nome di una sola di esse è subordinata
               alla condizione che essa sia contenuta nel gelato consi­
               derato in proporzione conforme a quella' prevista al pre­
               cedente comma ;
         b ) l' indicazione del nome di queste differenti frutta è su­
            "" bordinata alla condizione che ciascuna di esse sia stata
               usata in quantità sufficiente per influenzare in maniera
               nettamente percepibile le caratteristiche organolettiche
               del gelato considerato poiché il tenore totale in frutta
               di quest' ultimo deve in ogni caso essere conforme a quel­
               lo previsto al precedente comma .
         L' espressione all' "uovo " può essere utilizzata soltanto se
il tenore in tuorlo d' uovo del gelato considerato è uguale almeno
al 7% .                              ^
         L' espressione " cioccolato " o un radicale o un derivato del
suddetto termine può essere utilizzata soltanto :
         a ) per indicare gelati ii cui tenore in cacao secco sgrassato
               sia eguale o superiore , in peso , al 2,5$ ;
         b ) nell' indicazione dell' eventuale rivestimento del gelato ,
               soltanto se il suddetto rivestimento corrisponde alla de­
               finizione di uno dei prodotti del cioccolato figurante al­
               le lettere k ) , m ) , n) , o ), q) ed r ) dell' Allegato alla
               direttiva del Consiglio , relativa al .ravvicinamento delle
               legislazioni degli Stati membri; per • quanto riguarda! il
               cacao e il cioccolato .
 r       E' consentito il riferimento àd una o più soètanze autorizzate
diverse da quelle di cui ai paragrafi 2 , 3 , k e 5 soltanto se le ca­
ratteristiche organolettiche dei gelati considerati sono influenzate
in . modo -nettamente percepibile da dette sostanze sapide .
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                                   Articolo 12
  1»          Sono vietate tanto nell' etichettatura , e nella presentazione
      alla vendita dei gelati , quanto nella relativa pubblicità , qualunque
      ne sia la forma , denominazioni di fantasia , inarchi , immagini ed altri
      segni figurativi e no , che suggeriscano caratteristiche regolamentate
      dalla presente direttiva e non possedute dal prodotto considerato e
      che siano atte a trarre in inganno il consumatore .
  2.4         I prodotti che non costituiscono gelato ai sensi dell' Alle­
      gato I , capitolo 1 , le cui caratteristiche organolettiche richiamino
      quelle del gelato , possono essere commercializzati soltanto se la lo­
      ro presentazione nella, vendita al dettaglio e la pubblicità di cui
      sono oggetto , sotto qualsiasi forma , non sono di natura da ingannare
      il consumatore facendo pensare che costituiscono gelato .
                                   Articolo 13
              Salva restando l' applicazione delle norme comuni che esse pre­
  vedono , le disposizioni della presente direttiva non ostacolano il mante­
  nimento , in ogni Stato membro , delle norme particolari concernenti la
  composizione o la presentazione commerciale , stabilite sul piano legisla­
  tivo , regolamentare o amministrativo o conformi agli usi leali o costanti
  del commercio , la cui osservanza conferisce il diritto , per taluni gelati ,
  all' utilizzazione di una denominazione specifica loro riservata .
                                   Articolo l*t
              Gli Stati membri non possono , per motivi attinenti alla compo­
  sizione , alle caratteristiche di fabbricazione , al condizionamento e al­
  l' etichettatura , vietare o ostacolare la messa in commercio di gelati
  che siano conformi alle definizioni o alle norme contenute nella presen­
  te direttiva e nei suoi allegati .
              Essi possono tuttavia esigere che le indicazioni previste
  all' articolo 10 , paragrafo 1 , alle lettere a ) , b ) r c ), d ) ed e ) siano
. stilate nella loro lingua nazionale .
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                                   Articolo 15
1.         Sono determinate conformemente alla procedura di cui all' ar­
   ticolo 16 le modalità relative al prelievo dei campioni e i metodi
   di analisi necessari per il controllo della composizione e delle
   caratteristiche di fabbricazione dei gelati .
2.         Secondo la stessa procedura e in base ai risultati delle ri­
   cerche scientifiche e tecniche , possono essere modificati e compie-
   tati gli allegati II e III della presente direttiva .
                                   Articolo 16
1.         Nei casi xn cui si fa riferimento alla procedura definita
   nel presente articolo , il Comitato permanente per le derrate alimen­
   tari , istituito con decisione del Consiglio n° 69/klk/CEE del 13 no­
   vembre 1969 , qui appresso denominato "Comitato", è chiamato a pronun­
   ciarsi dal suo Presidente , sia per iniziativa del medesimo sia a ri­
   chiesta di uno Stato membro .
                          :                       <      •
2,         Il rappresentante della Commissione presenta al Comitato un
   progetto delle misure da adottare . Il Comitato formula il proprio
   parere in merito a tali misure nel termine che il Presidente può
   stabilire tenuto conto dell' urgenza dei problemi in causa . Il Comi­
   tato sì pronuncia a maggioranza di 12 Voti ; i voti degli Stati mem­
   bri sono ponderati ai sensi dell' articolo 1^8 , paragrafo 2 del Trat­
   tato . Il Presidente non partecipa alla votazione .
                       ,       ;                                     -,
3.         a) la Commissione adotta le misure contemplate , quando esse
                sono conformi al parere del Comitato .
   '       b) Se non sono conformi al parere del Comitato o se questo
                non ha espresso alcun parere , la Commissione presenta sen­
                za indugio al Consiglio una proposta relativa alle misure
                da adottare . Il Consiglio statuisce a maggioranza qualifi­
                cata .
                                                                     «     »
           c ) Allo scadere di tre mesi dal ricorso al Consiglio , se
             ../quest' ultimo noii hs$ deliberato in merito , la. Commissione
              ■ adotta le misure . proposte . . - c. . ....... , .■ ^ . j
                                                                       • • •/ • • •
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                                       Articolo 17
                   La presente direttiva non si applica ai prodotti destinati
all' esportazione verso i paesi terzi .
                                       Articolo 18
1.                 Nel termine di un anno dalla notifica della presente diret­
       tiva , gli Stati membri modificano la loro legislazione per confor­
       marsi alle disposizioni che precedono é ne informano immediatamente
       la Commissione .
2.                 Allo spirare di un termine supplementare di due anni , la
       legislazione cosi 1 modificata è applicata ai prodotti fabbricati o
       importati nella Comunità .
3*                 Tuttavia , per un periodo di cinque anni dalla notifica del­
       la presente direttiva , gli Stati membri autorizzano l' utilizzazione :
                   a ) di macchine che permettono di raffreddare in due ore al
                       massimo ad una temperatura di 8° C le preparazioni di cui
                       all' Allegato II , capitolo *t , paragrafo 3 b ) ;
                  .b ) di macchine automatiche che lavorano in maniera continua ,
                       non conformi alle prescrizioni previste all' Allegato II ,
                       capitolo     paragrafo A-, prima frase ;
       sempreché si tratti , nell' uno o nell' altro caso , di macchine già in
       servizio alla data di tale notifica .
                   Per questo stesso periodo gli Stati membri autorizzano , per
       quanto riguarda le installazioni già esistenti alla data della no­
       tifica della presente direttiva , un' altezza di rivestimento dei muri
       non rispondente alle prescrizioni di cui all' Allegato II , capitolo 2 ,
       paragrafo 2 , b ) , sempreché tale altezza sia uguale o superiore a
       m . 1,50 .
if . ,            All' aito della notifica della presente direttiva , gli Stati
       membri provvedono inoltre ad informare la Commissione in tempo utile
                                                                          • •/ • •
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perché essa possa presentare le proprie osservazioni , di qualsiasi
progetto ulteriore di disposizioni essenziali d' ordine legislativo ,
regolamentare , amministrativo che essi intendono adottare nel set­
tore cui si applica la presente direttiva .
                           Articolo 19
       Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
                                 Fatto a Bruxelles , il
                                 Per il Consiglio
                                 Il Présidente
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                 DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI GELATI
                               CAPITOLO PRIMO
                                 DEFINIZIONE
             Con la denominazione gelati si intendono le preparazioni
alimentari portate allo stato solido o pastoso mediante congelamento
concomitante o posteriore all' impiego delle materie prime utilizzate
per la loro fabbricazione è destinate alla vendita e al consumo in
tale stato .
             Salve restando lé disposizioni degli articoli k e 5 » per la
fabbricazione dei gelati póssono essere utilizzate le seguenti materie
prime :
             - latte e prodotti del latte , freschi , conservati , concen­
                trati o Zuccherati j
             - materia grassa di origine vegetale ;
             - uova e tuorli d' uova di gallina ;
             - saccarosio ed altri zuccheri alimentari quali : sciroppo
                di glucosio , destrosio , fruttosio , lattosio :
             - sorbxte ;
             - amidi e fecole allo stato originario entro xl limite mas­
                simo di 15 gr/kg
             - frutta , cacao e ogni altra sostanza commestibile sapida
                prevista all' articolo 5 della presente direttiva ;
             L' acqua eventualmente utilizzata per la fabbricazione di
gelati deve essere riconosciuta potabile .
                                   CAPITOLO 2                      '
                                 CLASSIFJCAZIONE
             I gelati 00x1.9 suddivisi in sette categorie , definite come "
segue s                                                          ■
 ---pagebreak---                                    - 2 -
           A. " Crema prelata " o "Gelato di crema "
           Gelato contenente , in peso , almeno il 9% di materia grassa
di origine lattica , almeno il 7% di estratto secco sgrassato del lat­
te e il cui tenore minimo in residuo secco totale sia del 31% «
           Il tenore minimo in materia grassa di origine lattica è ri­
dotto al 7% quando la crema gelata soddisfa le condizioni richieste
dall' articolo 10 della presente direttiva perché possano esserle ap­
plicati i complementi di denominazione alla frutta o all' uovo .
           B. "Gelato al latte " o " gelato allo yogurt " o " gelato al kefir "
           Gelato contenente , in peso , almeno il 2,5% di materia grassa
di origine lattica , almeno il 5% di estratto secco sgrassato del latte
e il cui tenore minimo in residuo secco totale sia del 28% .
           Per quanto concerne il "gelato allo yogurt " e il " gelato al
kefir",- il tenore minimo in estratto secco sgrassato del latte prescritto
al precedente comma deve risultare esclusivamente dai prodotti del latte
fermentati impiegati .
           C . "Gelato al latte magro " o " gelato allo yogurt magro " o
               " gelato al kefir magro ".
           Gelato contenente , in peso , meno del 2,5% di materia grassa
d'i origine lattica , il 5% o più di estratto secco sgrassato del latte
e il cui tenore minimo in residuo secco totale sia del 25% .
           Per quanto concerne il " gelato allo yogurt magro" e il " ge­
lato al kefir magro ", il tenore minimo in estratto secco sgrassato del
latte prescritto al precedente comma deve risultare esclusivamente dai
prodotti del latte fermentati impiegati .
           D. "Gelato al grasso vegetale "
           Gelato contenente , in peso , almeno il 5% di materia grassa
di origine1 vegetale ed il cui tenóre minimo in residuo secco totale
sia del 28% .
                                                               • • •/ • • •
 ---pagebreak---                                          -3 -
              E. Gelato al . .... ( indicazione delle materie sapide di cui
                    all' articolo 5 » paragrafo 1 , lettere a ), b ) , c ) o d ) in
                    esso utilizzate ).
            . Gelato contenente , in peso , almeno il          di zuccheri alimen­
tari ed il cui tenore minimo in residuo secco totale sia del 2.5% •
              La denominazione " gelato alla frutta " o " gelato al .*...
( seguita dall' indicazione di uno o più frutti )" è applicata come segue :
              a ) se si tratta di frutta contemplata dall' articolo 5 » para­
                    grafo 1 a ) , il tenore in tale frutta allo stato fresco o
                    l' equivalente in questa stessa frutta sotto altre forme di
                    cui all' articolo 5 » paragrafo 1 a), deve essere uguale , in
                    pescr , ad almeno il 10$ , se si tratta di limoni , e ad alme­
                    no il 20$ , se si tratta di altra frutta . Le disposizioni
                    dell' articolo 11 , paragrafo 3 , secondo comma , sono appli-
                 • cabili quando siano stati utilizzati più d' uno di tali
          y         frutti ;
     *  i     b ) se si tratta di frutta contemplata dall' articolo 5 , para­
                    grafo 1 , b ) questa deve essere stata utilizzata secondo
                    le prescrizioni previste all' articolo 11 , paragrafo 6 .
                  «
              Le denominazioni " gelato alle uova ", " gelato al cioccolato "
o "gelato al ..... ( indicazione di un' altra materia sapida di cui
all' articolo 5 , paragrafo 1 b ) , c ) o d )" sono applicabili se i gelati
considerati rispondono rispettivamente alle disposizioni dell' articolo 11 ,
paragrafi *f , 5 a ) e 6 .          .
              F. "Gelato all' acqua "
              Gelato contenente , in peso , almeno il 14$ di zuccheri alimen­
tari e il cui tenore minimo in residuo secco totale sia del 15$ .
                                                                      • • •/ • ♦ •
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           G. "Sorbetto al        " ( indicazione delle materie sapide ri­
               prese di cui all' articolo 5 » paragrafo 1 a ) o c ) in esso
               utilizzate ) »                                (
           La denominazione " sorbetto alla frutta " o " sorbetto al .....
( seguito dall' indicazione di uno o più frutti )" si applica ai gelati
il cui tenore in frutta contemplata dall' articolo 5 » paragrafo 1 a),
allo stato fresco , o l' equivalente in una delle altre forme di cui al­
                                         }
l' articolo 5 » paragrafo 1 a ) sia , in peso , almeno del :
           a ) 15% . se si tratta di limoni , con un tenore minimo in re-
                                           f
               siduo secco totale pari al 19% » in peso ;
           b)        se si tratta di altra frutta , con un tenore minimo
               in residuo secco totale pari al 21% , in peso .
           La denominazione " sorbetto al         " seguita dall' indicazione
di una o più materie sapide di cui all' articolo 5 » paragrafo 1 , c ), si
                                             in
applica ai gelati il cui tenore minimo/ residuo secco totale sia pari
al 21% , in peso , e nella cui fabbricazione le materie sapide in causa
siano state utilizzate secondo le prescrizioni di cui all' articolo 11 ,
paragrafo 6 .
 ---pagebreak---                                                         ALLEGATO II
              NORME MINIME D T IGIENE PER LA FABBRICAZIONE , '
              L' IMBALLAGGIO , L' IMMAGAZZINAGGIO , IL TRASPOR­
              TO E LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI GELATI .
                                . Capitolo 1
                                     PERSONE
1.         Le persone addette alla fabbricazione e ali 'imballaggxo dei
   gelati sono tenute a portare durante la loro attività abiti da lavoro
   ed un copricapo puliti ed adeguati . E' fatto loro divieto di fumare ,
   di masticare e fiutare tabacco , di sputare e di prendere farmaci du­
   rante il lavoro .;
2.         Prima dell ^ inizio del lavoro e dopo ciascuna interruzione , le
   persone addette alla fabbricazione dei gelati sono tenute a lavarsi
   con cura le mani e le braccia . Se si tratta di gelati non confezio­
   nati , le stesse norme valgono anche per le persone addette all' imma­
   gazzinamento , al trasporto e ad altre operazioni o alla vendita .
3.         I fabbricanti e i distributori di gelati devono accertare ,
   secondo le leggi vigenti in materia nello Stato membro in cui sono
   stabiliti , lo stato impeccabile delle condizioni, sanitarie del per­
   sonale addetto a posti di lavoro in cui vi sia possibilità di conta­
   minare i gelati a causa di germi patogeni di cui fosse portatore e
   di malattie cutanee di cui fosse affetto .                        .      '
                            '      Capitolo 2
                                     LOCALI
                               T "   1  1   ,
1.         I gelati e le preparazioni per gelati possono essere fabbri­
   cati soltanto in locali adeguati rispondenti alle norme di cui ai
   successivi paragrafi 2 e 3 * La vendita al consumatore deve , in linea
   di principio , svolgersi in locali distinti da quelli in cui i gelati
   sono fabbricati . In caso contrario , il fabbricante deve adottare le
                                                               • • •/ • • •
 ---pagebreak---                                        - 2 -
      misure necessarie per evitare qualsiasi contatto fra i clienti ed
      il materiale o le materie pi'ime usate per la fabbricazione .
                                                  K
2.             I locali nei quali, i gelati e le preparazioni per gelati ven­
      gono prodotti e confezionati devono essere mantenuti in uno stato im­
      peccabile dal punto di vista igienico , ben illuminati , puliti e aerati .
      Inoltre devono :
               a ) avere un pavimento impermeabile ;
               b ) avere muri ricoperti , fino ad un' altezza di due metri , di
                   una tintura o di un rivestimento chiaro e lavabile . Tutta­
                   via un' altezza di m . 1,50 della tintura o del rivestimento
                   può essere tollerata per un periodo di. 5 anni dalla noti-
                   fic a della presente direttiva per le installazioni già
                   esistenti alla data della notifica stessa ;
               c ) essere esenti da odori sgradevoli .
               Gli animali domestici non devono essere ammessi nei locali
      di fabbricazione . I roditori e gli insetti devono essere sterminati
      sistematicamente .
3.             I locali , nei quali i gelati e le loro preparazioni sono
      fabbricati e confezionati , non possono essere utilizzati per altri
      scopi , che possono nuocere alla qualità delle materie prime o dei
      gelati , o inquinare i locali stessi .
               I gabinetti e i lavabi devono essere vicini gli uni ag3.i al­
      tri , facilmente raggiungibili e muniti dei mezzi necessari al mante­
      nimento di condizioni igieniche perfette . Essi devono essere vicini
      ai locali di fabbricazione , senza tuttavia comunicare direttamente
   \ con questi .
5,       -   , Le disposizioni di cui ai precedenti paragrafi 2 , 3 e           non
      si applicano alla fabbricazione di gelati di tipo' "soft-ice " oppure
    " "espresso ", preparati con macchine Automatiche che lavorano in ma­
                                                                   • • •/ • • •
 ---pagebreak--- niera continua a partire da . mix . liquidi o pastosi sterili , o pol­
 veri di mix sciolti in acqua potabile . Tuttavia , la preparazione dei
mix necessari alla fabbricazione di questo tipo di gelato deve effet­
 tuarsi soltanto in locali conformi alle condizioni previste da tali
 disposizioni .
                              Capitolo 3
            MACCHINARI , APPARECCHI , UTENSILI E RECIPIENTI
        I macchinari , apparecchi , utensili e recipienti
        a ) devono essere utilizzati esclusivamente per il trattamento
            di prodotti alimen tarif
                    »
        b ) devono essere fabbricati con materiali che non possono
            alterare le caratteristiche organolettiche , batteriolo­
            giche o chimiche dei gelati o renderli nocivi alla salute .
        I macchinari , apparecchi , utensili e recipienti
        à) devono essere impeccabili dal punto di vista igiehico ,
            sempre puliti e facili da lavare , resistenti alla pulitura ;
        b ) devono essere sottoposti periodicamente , con la frequenza
,           richiesta dalle condizioni di produzione , a pulitura e
            disinfezione efficaci con prodotti adatti , poi essere
            sciacquati con acqua potabile in quantità sufficiente ad
            eliminare completamente i resti dei disinfettanti impiegati .
      . La superficie ^ dei banchi di lavoro deve essere costituita da
materiale duro e . impermeabile , diverso dal legno .
        I ramaioli e gli altri, utensili impiegati per .la; preparazione ,
della miscela di gelato (agitare/rimestare ) e per la manipolazione
dei gelati devono consentire- .pli, evitare contatti delle mani , brapcia
o degli abiti con i prodotti .:;.; ■ / , jjr            >
 ---pagebreak---         Le dosatnci distributrici di gelati devono essere tenute
in recipienti attraversati da acqua corrente o in recipienti resisten­
ti agli acidi e contenenti una soluzione ali '1,5# di acido citrico
o di acido tartarico , rinnovata ogni ora .
                                 «
                            Capitolo k
                   IMPIEGO DELLE MATERIE PRIME
        La temperatura di decongelamento dei prodotti di uova conge­
late eventualmente utilizzate per la fabbricazione non può superare
10° C nella massa . Si può procedere a tale decongelamento soltanto
per un quantitativo di uova congelate che non eccede quello occor­
rente per la fabbricazione del giorno stesso .
        La miscela dell' insieme dei componenti utilizzati per la
fabbricazione dei gelati , esclusi gli elementi non pastorizzabili
quali la frutta fresca o secca o il cioccolato , dev' essere sotto­
posta , immediatamente prima del raffreddamento , ad un trattamento
termico efficace o ad ogni altro trattamento appropriato di effetto
equivalente affinché il prodotto finito sia conforme ai requisiti
prescritti sopratutto in materia batteriologica . Il raffreddamento va
effettuato entro un' ora dalla fine del trattamento termico .
        Qualora alla miscela cosi' trattata vengono aggiunti elementi
non pastorizzabili quali frutta fresca o secca o cioccolato , l' ag­
giunta va effettuata in modo che il prodotto finito sia conforme ai
requisiti di cui al comma precedente .
        La miscela ottenuta deve essere utilizzata per la fabbrica­
zione di gelati al più presto possibile , entro 72 ore al filassimo ,
e mantenuta fino all' uso ad una temperatura non superiore a 4° C.
Trascorso questo termine , la miscela dovrà essere di nuovo sotto­
posta al trattamento di cui sopra .
        Le disposizioni di cui al precedente paragrafo' 2 non sono
applicabili in caso di utilizzo di : :
 ---pagebreak---         a ) miscele pronte all' impiego , batteriologicamente sane e
             conservate in tale stato , sempreché siano mantenute ad
             una temperatura non superiore a      C fino al momento del
             loro congelamento ; •                                !
       b ) polvere di gelati o paste per gelati , batteriologicamente
             sane , discioite in acqua potabile ó in latte reso consuma­
             bile in tale stato mediante un trattamento termico appro­
             priato , sempreché tali' preparazioni possano essere portate
             in un' ora ad una temperatura di 8° C , qualora non siano
             immediatamente sottoposte al processo di congelamento ,
             siano mantenute ad una temperatura di non oltre k° C fino
           1 al momento in~cui si procede al congelamento.' .'
       Se i miscugli di cui al paragrafo 3 sono introdotti in macchi­
ne automatiche che lavorano in maniera continua , le macchine medesime
devono essere munite di dispositivi che consentano di mantenere i
miscugli ad una temperatura non superiore a         C. Il miscuglio non
deve rimanere in macchina per più di 36 ore .
       Gli eventuali residui di miscuglio o di gelato possono essere
riutilizzati all' interno dell' impresa soltanto dopo un nuovo tratta­
mento atto a garantire che il prodotto finito sarà conforme ai requi­
siti fissati , con particolare riguardo a quelli batteriologici .
       Le materie prime devono essere immagazzinate in buone condi­
zioni igieniche . I fabbricanti devono assicurarne una buona conser­
vazione .
                                Capitolo 3
                       IMMAGAZZINAMENTO E TRASPORTO
       Durante l' immagazzinamento e il trasporto dei gelati , dev' es­
sere garantito il loro mantenimento allo stato congelato .
 ---pagebreak---                                    - 6 -
           La temperatura , nella massa e in tutte le altre parti del
   prodotto , dev' essere sufficientemente bassa perché siano mantenute
   le caratteristiche organolettiche e i requisiti batteriologici
   d' origine . Essa non deve inai superare 5° C.
2.         I gelati sfusi devono essere trasportati e immagazzinati in
   recipienti che li tengano al riparo dell' aria . Nei locali di vendita ,
   i gelati sfusi devono restare al riparo dell' aria esterna salvo al
   momento della distribuzione . E 1 vietato travasare i gelati sfusi
   dal loro recipienti d' origine »
3»         I gelati imballati possono essere immagazzinati insieme ad
   altri prodotti alimentari nelle celle frigorifere , nei veicoli fri­
   goriferi e nei congelatori , a condizione che siano protetti contro
   le influenze nocive .
           Soltanto . i prodotti alimentari venduti allo stato surgelato ,
   e protetti da un imballaggio chiuso possono essere immagazzinati in­
   sieme ai gelati negli apparecchi di conservazione utilizzati per la
   vendita al pubblico .
k,         I veicoli adibiti al trasporto dei gelati o alla loro vendita
   non possono essere utilizzati per altri scopi che possano nuocere
   alla qualità dei gelati o provocarne l' inquinamento .
 ---pagebreak---                                                  ALLEGATO III
              ADDITIVI IL CUI IMPIEGO E » AUTORIZZATO PER LA
                        FABBRICAZIONE DI GELATI
A. Coloranti.
   II  .111               N
            Sono autorizzati per la fabbricazione , dei gelati , alle con­
    dizioni fissate , tutti i coloranti enumerati nella direttiva del
 - Consiglio del 23 ottobre 1962 , quale è stata successivamente modi­
    ficata , "relativa al ravvicinamento delle regolamentazioni degli
   Stati membri sulle sostanze coloranti che : possono essere impiegate,
   nei prodotti destinati all' alimentazione. - umana".. .■
 ---pagebreak---                                         - 2 -
 B. Addensanti e gelificanti : tensioattivi
   Numerazionel                                                    Tenore massimo
       CEE      !|   ••         Denommazione        • -         i  autorizzato
                                     ;                          i  ( in g/kg )
                   1° gruppo ( Addensanti e gelificanti ) ( l )
    E.400          Acido algmico                                   )
                                                                   v
    E ^01          Sodio algmato
    E 402          Potassio algmato                                >
    E kOk          Calcio alginato
    E 410          Agar-Agar                                       )
    E 411          Carrageen e carragenine                       j              5
    E 412          Farina di semi di carrube                       )
    E 414          Gomma di guar
    E 415          Gomma adragante                                 )
                                                                   \
    E kl6          Gomma arabica
    E 417          Gomma karaya                                    )
    E 430          Gelatine alimentari                                        10
I E kkO         j  Pectine                                         )
    E kkl          Acido pectico e acido pectinico                              5
    E kk2          Pectato di sodio
j E 460            Metilcellulosa ( 2 )                            l      1 (3) o
    E k6l       i Carbossimetilcellulosa ( 2 )
 ( l)' L' impiego di molti di questi addensanti e gelificanti in associa­
       zione è autorizzato soUianto in quantità tali che la somma delle
       loro percentuali , rispetto al tenore massimo autorizzato per ciascu­
       no d' essi , non sia superiore a 100 .
 { 2 ) Con indice di viscosità di 1.200 op in una soluzione al 2
 (3 ) Nei gelati compresi nella categoria A
 (4 ) Nei gelati compresi nelle categorie B , C , D , E. F e G.
                                                                     • • •/ • • •
 ---pagebreak---                                   - 3 -
Numerazione                                            ! Tenore massimo
      CEE
            j            Denommazione                  I autorizzato
            :                         !>           :
                                                       j ( in g/kg )
              2° gruppo ( Tensioattivi )
 E 322        Lecitine
 E **71       Mono- e "digliceridi di acidi grassi       )
  i' * . .    alimentari
                                                         *              –
 E 472        Monq e digliceridi di acidi grassi
              alimentari esterificati con uno de­        ! ? ..
                                                         \
                                                                      .
                                                            isolatamente
              gli .acidi seguenti- :
              acetico , lattico , citrico , tartarico
              e diacetil-tartarico                       ^ msieme
                                                         \
                                                         ;
 E M          Sucresteri : esteri di saccarosio e di  j )
              acidi grassi alimentari -                  )
 E            Sucrogliceridi ; miscugli di esteri di     )
              saccarosio e di mono- e digliceridi        )
              degli acidi grassi alimentari              )
 ---pagebreak---                                          - k -
C. Correttori di pH , correttori di sapore ed altri
 Numerazione j                                                 Tenore    massimo
    CEE                       Denominazione                    autorizzato
              !                                                  ( in   - g/kg )
   E 270           Acido lattico                               )
                                                               ;
   E 325           Lattato di sodio ( sale di sodio dell' a­   )
                   cido lattico )
   E 326           Lattato di potassio ( sale di potassio      )
                   dell' acido lattico )                       )
                                                               v
                                                               ;
   E 327           Lattato di calcio ( sale di calcio          )
                   dell' acido lattico )                       )
   E 330           Acido citrico                               )
   E 331           Citrati di sodio ( sale di sodio del­              . V.
                   l' acido citrico )                        1
                                                               x      isolatamente
   E 332           Citrati di potassio ( sali di potassio | )\             °
                                                                      insieme
                   dell' acido citrico )                       \
                                                               ;
   E 333           Citrati di calcio ( sali di calcio          )
                   dell' acido citrico )                       )
   E 334-          Acido tartarico                             )
                                                               )
   E 335           Tartrati di sodio ( sali di sodio del­      )
                   l' acido tartarico )                        )
   E 336           Tartrati di potassio ( sali di potas­       )
               I   sio dell' acido tartarico )                 )
                                                               \
   E 337           Tartrati doppi di sodio e di potassio
   E 339           Ortofosfati di sodio ( sali di sodio        )
                   dell' acido ortofosforico )                 )        0,7
   E 3*0           Ortofosfati di potassio ( sali di po­       )   ( tenore espresso
                   tassio dell' acido ortofosforico )          )   in anidride
                                                               )   fosforica ) isola­
   E 3*fl          Ortofosfati di calcio ( sali di calcio      )   tamente o insieme
                   dell' acido ortofosforico )                 )
                 »
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