CELEX: C2002/097/28
Language: it
Date: 2002-04-20 00:00:00
Title: Causa T-36/02: Ricorso dell'Associazione Bancaria Italiana (ABI) contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 21 febbraio 2002

C 97/14                   IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         20.4.2002
Motivi e principali argomenti                                               Ricorso dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) contro
                                                                            la Commissione delle Comunità europee, proposto il
                                                                                                     21 febbraio 2002
La ricorrente è una società farmaceutica giapponese la cui                                            (Causa T-36/02)
società controllata produceva D-pantolactone e D-Calcio Pan-
totenato (Vitamina B5), nonché pyridoxina (Vitamina B6)
nel periodo qui rilevante. Con la decisione impugnata, la                                              (2002/C 97/28)
Commissione ha inflitto un’ammenda alla ricorrente ed a sette
altre società per aver partecipato a otto diversi cartelli segreti
aventi lo scopo di ripartire il mercato e di fissare i prezzi dei                               (Lingua processuale: l’italiano)
prodotti vitaminici.
                                                                            Il 21 febbraio 2002, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), con
La ricorrente non contesta quanto rilevato dalla Commissione,               gli avvocati prof. Alberto Santa Maria, prof. Claudio Biscaretti
secondo cui la ricorrente ha violato l’art. (81) n. 1, CE, nonché           di Ruffia, Giuseppe Pizzonia e Marcello Valenti, ha proposto
l’art. 53, n. 1, dell’accordo SEE, partecipando ad intese rilevanti         dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
per il mercato comunitario nonché per il mercato SEE con                    un ricorso contro la Commissione europea
riferimento alle vitamine B5 e B6. Inoltre, la ricorrente non
contesta i fatti accertati dalla Commissione. Tuttavia, la
ricorrente chiede l’annullamento dell’art. 3, lett. f), della               La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
decisione che la condanna al pagamento di un’ammenda
di EUR 23 400 000, ovvero, in subordine, una sostanziale                    —     annullare la decisione emessa l’11 dicembre 2001 dalla
riduzione di tale ammenda.                                                        Commissione delle Comunità europee qui impugnata per
                                                                                  violazione delle forme sostanziali e/o per insussistenza,
                                                                                  contraddittorietà e/o carenza di motivazione della deci-
                                                                                  sione stessa ai sensi dell’art. 253 del Trattato CE in
La ricorrente rileva tra l’altro che la Commissione è incorsa in                  relazione agli artt. 87 e 77 ed al regolamento del Consiglio
un manifesto errore di giudizio, ha applicato erroneamente il                     n. 659/1999, come esposto in narrativa;
diritto ai fatti ed ha violato gli orientamenti generali in tema di
ammende:                                                                    —     in subordine, annullare in toto o in parte, la decisione de
                                                                                  qua, ai sensi dell’art. 230, 2o comma del Trattato CE, per
                                                                                  violazione o errata applicazione dell’art. 87, par. 1 o, in
—      avendo omesso di inserire la ricorrente in una terza                       alternativa subordinata, dell’art. 87, par. 3, lettere b) o c)
       categoria, dopo la Hoffmann-La Roche e la BASF, nel                        del Trattato CE, il tutto come precisato in narrativa;
       determinare l’importo dell’ammenda con riferimento alla
       gravità dell’infrazione, ovvero in subordine ed in viola-            —     in ulteriore subordine, nella denegata ipotesi che codesto
       zione del principio di parità di trattamento, avendo                       lll.mo Tribunale ritenga che gli articoli della legge
       omesso di inserire la ricorrente nella seconda categoria,                  23 dicembre 1998, n. 461 e del decreto legislativo
       dove è stata inserita la BASF;                                             17 maggio 1999, n. 153, di cui alla decisione qui
                                                                                  impugnata, costituiscano un regime di aiuti di Stato
                                                                                  incompatibile con il mercato comune, voglia escludere
—      avendo omesso di considerare quale circostanza atte-                       qualsiasi valenza di retroattività della decisione della
       nuante l’esecuzione solo parziale, da parte della ricorrente,              Commissione impugnata.
       dell’intesa relativa alla vitamina B5, cosı̀ da garantirle una
       sostanziale riduzione dell’importo di base dell’ammenda;             riservato ogni diritto
—      avendo omesso di esentare totalmente la ricorrente dal
       pagamento dell’ammenda ovvero di applicarle un’assai                 Motivi e principali argomenti
       significativa riduzione della stessa, dal 75 % al 100 %, per
       quanto concerne l’infrazione relativa alla vitamina B5, e
       ciò in applicazione della sezione B della circolare sulle           Il presente ricorso si rivolge contro la Decisione della Commis-
       circostanze che giustificano una riduzione dell’ammenda,             sione, dell’11 dicembre 2001, relativa al regime di aiuti di
       data la cooperazione dimostrata dalla ricorrente nel corso           Stato cui l’Italia ha dato esecuzione in favore delle banche
       del procedimento ovvero, in subordine, di applicare                  (C/54/A/2000/EC [ex NN 70/2000]). Questo regime di aiuto
       una riduzione più modesta dell’ammenda in forza delle                risulterebbe dell’applicazione della Legge n. 461, del
       sezioni C ovvero D della circolare indicata.                         2 dicembre 1998 — Legge «Ciampi»), nonché dal Decreto
                                                                            legislativo n. 153, del 17 maggio 1999, che prevedono talune
                                                                            misure fiscali per le operazioni di concentrazione bancaria e di
                                                                            retrocessione dei beni strumentali, inquadrandosi nel disegno
                                                                            unitario volto a favorire la privatizzazione del settore.
 ---pagebreak--- 20.4.2002                IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 97/15
A sostegno delle sue pretensioni, l’associazione ricorrente fa                  «Ciampi» nell’ambito del processo unitario di privatizza-
valere i seguenti motivi ed argomenti:                                          zione del sistema bancario italiano, iniziato proprio con
                                                                                la prima. Si ritiene a questo riguardo che la Legge «Amato»
                                                                                aveva formato oggetto di espressa valutazione da parte
                                                                                della Convenuta in diverse occasioni nei riguardi delle
—    Le misure fiscali di favore per le operazioni di concentra-
                                                                                banche siciliane e del banco di Napoli. A quest’ultimo
     zione bancaria non sono selettive e non configurano un
                                                                                riguardo viene invocata la violazione dei principi del
     aiuto ad hoc. Si ritiene a questo riguardo che l’introdu-
                                                                                legittimo affidamento, di proporzionalità e di certezza del
     zioni di incentivi fiscali per le operazioni di concentra-
                                                                                diritto.
     zione bancaria prevista, sin dal 1990, nella regolamenta-
     zione italiana, con la funzione primaria di agevolare la
     privatizzazione del settore non ha altro scopo che
     quello di rendere meglio funzionante e più reattivo
     l’ordinamento fiscale con riferimento alla specifica realtà
     in evoluzione del sistema bancario italiano.
—    Le misure fiscali di favore previste per le operazioni di            Ricorso della società Groupe Danone contro la Commis-
     retrocessioni dei beni non strumentali alle fondazioni               sione delle Comunità europee, proposto il 22 febbraio
     non costituiscono aiuti, nella misura in cui le misure                                               2002
     fiscali previste non comportano un’effettiva rinuncia dello
     Stato all’acquisizione di entrate fiscali.                                                     (Causa T-38/02)
                                                                                                     (2002/C 97/29)
—    Entrambe le misure fiscali non falsano né minacciano di
     falsare la concorrenza. Da parte della Commissione
     mancherebbe su questo punto una qualsiasi indagine                                      (Lingua processuale: il francese)
     istruttoria. Viene sottolineato a questo riguardo, che le
     banche italiane, rispetto alle altre concorrenti comunitari,
     sono anche penalizzate da una maggiore imposizione
     fiscale, che difficilmente si riscontra nei regimi fiscali di        Il 22 febbraio 2002 la società Groupe Danone, con sede in
     altri Stati membri.                                                  Parigi, rappresentata dagli avv.ti Antoine Winkler e Marc
                                                                          Waha, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle
                                                                          Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle
—    Le misure fiscali accordate per le operazioni di concentra-          Comunità europee.
     zione bancaria non influiscono sugli scambi fra gli Stati
     membri.
                                                                          La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
—    Mancanza d’istruttoria e carenza di motivazione sull’in-             —     annullare la decisione in base all’art. 230 del Trattato CE;
     sussistenza di ipotesi di aiuto di minimis.
                                                                          —     ridurre, in subordine, l’ammenda impostale dalla deci-
                                                                                sione, in base all’art. 229 del Trattato CE;
—    Il rifiuto della Convenuta di procedere ad una valutazione
     concreta della regolamentazione italiana in questione                —     condannare la Commissione alle spese.
     l’avrebbe privata dell’opportunità di meglio comprendere
     la portata ed i contenuti della stessa; ciò che l’avrebbe
     probabilmente consentito di accertarne la corretezza
     sotto il profilo dei primo e terzo paragrafi dell’art. 87 CE,        Motivi e principali argomenti
     nonché di valutare correttamente la pertinenza della sua
     finalità. Infatti, la Commissione non avrebbe capito né il
     contenuto né la portata della regolamentazione italiana
                                                                          La decisione impugnata nella presente causa riguarda due
     oggetto della causa.
                                                                          intese sul mercato belga della birra. La prima intesa sarebbe
                                                                          stata conclusa tra le società Interbrew N.V. e Brouwerijen
                                                                          Alken-Maes N.V. Essa comprenderebbe in particolare un patto
—    Nella decisione impugnata, nella valutazione della possi-            generale di non aggressione, un accordo sui prezzi nel
     bile non compatibilità di talune norme della legge in                commercio al minuto e una ripartizione del mercato «Hôtel
     questione ai fini dell’art. 87, par. 1, CE, la Commissione           Restaurant Café» («horeca»). La Commissione non condanna la
     non avrebbe tenuto in nessuna considerazione il rilievo,             Alken-Maes per la sua partecipazione a tale intesa, ma
     ampiamente già trattato nel procedimento davanti alla                unicamente il suo azionista maggioritario dell’epoca, la ricor-
     Commissione della comune valenza e continuità delle                  rente, a causa della propria partecipazione all’intesa e del fatto
     leggi «Amato» (Legge n. 218, del 30 luglio 1990) e                   che essa formava un’entità economica con la Alken-Maes.