CELEX: 52010PC0417
Language: it
Date: 2010-08-02
Title: Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ai sensi del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (domanda EGF/2009/031 DK/Linak, Danimarca)

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Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ai sensi del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (domanda EGF/2009/031 DK/Linak, Danimarca)  /* COM/2010/0417 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE EUROPEA |Bruxelles, 2.8.2010COM(2010)417 definitivoProposta diDECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOconcernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ai sensi del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (domanda EGF/2009/031 DK/Linak, Danimarca)RELAZIONEL'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria[1], al punto 28, consente di mobilitare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) oltre i limiti delle pertinenti rubriche del quadro finanziario, senza eccedere il massimale annuo di 500 milioni di euro.Le condizioni applicabili ai contributi del Fondo sono stabilite dal regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)[2].L'8 settembre 2009 la Danimarca ha presentato la domanda EGF/2009/031 DK/Linak per un contributo finanziario del FEG, a seguito di 198 licenziamenti presso la Linak A/S in Danimarca.Previo attento esame della domanda, la Commissione è giunta alla conclusione, conformemente all'articolo 10 del regolamento (CE) n. 1927/2006, che sono soddisfatte le condizioni per un contributo finanziario in forza del regolamento.RIASSUNTO DELLA DOMANDA E ANALISIDati principali:Numero di riferimento FEG EGF/2009/031Stato membro DanimarcaArticolo 2 Lettera c)Imprese interessate Linak A/SRegione NUTS II DK03 - SyddanmarkDivisione NACE (revisione 2) n/dPeriodo di riferimento 01/11/2008 – 30/06/2009Data di inizio dei servizi personalizzati 01/10/2009Data della domanda 08/09/2009Licenziamenti durante il periodo di riferimento 198Lavoratori licenziati destinati a ricevere sostegno 139Servizi personalizzati: bilancio in EUR 1 771 544Spese per l'attuazione del FEG[3]: bilancio in EUR 95 393Percentuale spese per l'attuazione del FEG 5,1 %Bilancio complessivo in EUR 1 866 936Contributo FEG in EUR (65 %) 1 213 5081.  La domanda è stata presentata alla Commissione l'8 settembre 2009 ed integrata con informazioni complementari fino al 30 marzo 2010.2.  La domanda soddisfa le condizioni per mobilitare il FEG quali indicate all'articolo 2, lettera c), del regolamento (CE) n. 1927/2006, ed è stata presentata entro il termine di dieci settimane di cui all'articolo 5 di detto regolamento.Analisi del legame tra i licenziamenti e i grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali legati alla globalizzazione o alla crisi finanziaria ed economica su scala mondiale3.  Nell'ottica di stabilire un nesso fra i licenziamenti e la crisi finanziaria ed economica globale, la Danimarca sostiene che i licenziamenti alla Linak A/S sono una diretta conseguenza dell'improvviso deterioramento della domanda di macchinari meccanici ed elettronici dovuto alla crisi economica e alla recessione ad essa legata. La Danimarca presenta inoltre i dati statistici di Eurostat che dimostrano come l'evoluzione generalmente favorevole della produzione nel settore "fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici" sia cambiata bruscamente nel quarto trimestre del 2008 nell'UE. Sia in Danimarca che in Germania (i produttori leader nell'UE) si sono registrati cali della produzione del 25 % e oltre fra il quarto trimestre del 2008 e il terzo trimestre del 2009.Il calo della produzione causato dalla crisi ha ulteriormente inasprito una situazione già difficile per le imprese del settore. Come conseguenza delle pressioni sui costi provenienti dall'Asia, dove i costi di manodopera sono una frazione di quelli dell'UE, la produzione si è progressivamente spostata al di fuori dell'UE, e quindi anche della Danimarca.La Linak A/S non è stata immune da dette pressioni sui costi. Pur riconoscendo che i licenziamenti alla Linak e in altre imprese del settore sarebbero avvenuti comunque, la Danimarca fa notare che in altre circostanze sarebbero stati distribuiti in un periodo più lungo e che sarebbe stata possibile una migliore pianificazione.Essendo un'azienda a conduzione familiare la Linak A/S non pubblica informazioni finanziarie, tuttavia la stampa ha riportato le dichiarazioni del direttore delle risorse umane dell'azienda secondo cui i licenziamenti sarebbero una diretta conseguenza del peggioramento dei dati relativi alle vendite. La Linak A/S è attiva nello stesso settore del Gruppo Danfoss, che ha licenziato un numero notevole di lavoratori nella stessa regione in seguito ad un crollo delle vendite a livello mondiale.La Danimarca prevede che molti dei posti di lavoro perduti alla Linak non torneranno in Danimarca dopo la crisi. Le pressioni sui costi nel settore, insieme all'importanza crescente dei mercati in Asia e nelle altre regioni al di fuori dell'UE, porteranno probabilmente qualunque nuova capacità di produzione al di fuori dell'UE.Dimostrazione del numero di licenziamenti e della conformità ai criteri dell'articolo 2, lettera c)4.  La Danimarca ha presentato questa domanda in base ai criteri di intervento di cui all'articolo 2, lettera c), del regolamento (CE) n. 1927/2006, che permette agli Stati membri, in circostanze eccezionali, debitamente motivate dallo Stato membro interessato, di richiedere un contributo del FEG anche se i criteri di intervento di cui alle lettere a) o b) non sono interamente soddisfatti, qualora gli esuberi abbiano un'incidenza molto grave sull'occupazione e sull'economia locale.I licenziamenti presso la Linak A/S sono avvenuti contemporaneamente, e nella stessa area geografica, ai licenziamenti oggetto di un'altra domanda di FEG (EGF/2009/015 DK/Danfoss Group). Questa domanda riguarda 1 443 licenziamenti in tre imprese collegate nel settore ingegneristico a Sønderborg, nel sud della Danimarca. Sønderborg è un comune di circa 76 000 abitanti situato in un'area della Danimarca relativamente isolata. I licenziamenti alla Linak si sono verificati nello stesso comune in cui operava il Gruppo Danfoss, contemporaneamente ai licenziamenti presso quest'ultimo e in uno dei settori in cui anch'esso era attivo.I licenziamenti nel Gruppo Danfoss sono avvenuti in due divisioni NACE 2 distinte (27 e 28) mentre quelli alla Linak nella divisione 27 NACE 2. Per questo motivo non è possibile presentare una domanda congiunta che raggruppi tutti i lavoratori, conformemente all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 1927/2006.L'impatto sul mercato del lavoro locale sarà particolarmente duro e, di conseguenza, le opportunità per i lavoratori in esubero ridotte. Presi insieme, i due casi di licenziamento hanno avuto un effetto devastante sul mercato del lavoro locale che ha visto la disoccupazione aumentare del 250 % fra la metà del 2008 e la metà del 2009.Secondo la Danimarca, poiché la coincidenza dei due licenziamenti ha messo i lavoratori e la regione interessati in una situazione anomala e difficile, il caso della Linak A/S merita di essere considerato come una circostanza eccezionale.5.  La domanda non soddisfa i criteri di cui all'articolo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1927/2006 poiché il numero di licenziamenti è inferiore alla soglia di 500 nell'arco di nove mesi prevista dall'articolo. La Danimarca sostiene tuttavia che il numero elevato di licenziamenti oggetto dell'altra domanda di FEG separata per il Gruppo Danfoss, molti dei quali avvenuti nella stessa divisione NACE 2, testimoni che il settore ha subito una grave perturbazione economica.6.  La domanda riguarda 198 licenziamenti alla Linak A/S nel periodo compreso fra il 1° novembre 2008 e il 30 giugno 2009. Tutti gli esuberi sono stati calcolati conformemente all'articolo 2, secondo comma, secondo trattino, del regolamento (CE) n. 1927/2006.Secondo la Danimarca, inoltre, si tratta di una domanda eccezionale che giustifica l'intervento del FEG poiché i licenziamenti sono avvenuti nello stesso settore, contemporaneamente e nella stessa regione rispetto a quelli oggetto di un'altra domanda di FEG (caso EGF/2009/015 DK/Danfoss Group). L'eccezionalità del caso sta nella combinazione di questi fattori che insieme costituiscono una situazione inconsueta e difficile per i lavoratori e per la regione interessati.Spiegazione della natura imprevista dei licenziamenti7.  La Danimarca sostiene che la crisi economica e finanziaria mondiale abbia ulteriormente inasprito una situazione già difficile per le imprese del settore ingegneristico. Le pressioni sui costi hanno esercitato pressione sulle imprese in paesi con costi elevati e la diminuzione della domanda, e quindi della produzione, causata della crisi non ha lasciato altra scelta alla Linak A/S se non di chiudere gli impianti di produzione in perdita. La crisi improvvisa non ha permesso di trovare alternative in modo rapido e l'intensità della recessione ha fatto sì che le perdite affrontate dal Gruppo fossero insostenibili.Identificazione delle imprese che hanno licenziato e dei lavoratori ammessi all'assistenza8.  La domanda cita un totale di 198 licenziamenti nell'impresa Linak A/S.La Danimarca stima che il 70 % dei lavoratori licenziati (139) riceverà assistenza dal FEG. Il restante 30 % troverà probabilmente un lavoro in maniera autonoma senza beneficiare dell'assistenza del FEG.9.  I lavoratori ammessi all'assistenza sono ripartiti come segue:Categoria | Numero | Percentuale |Uomini | 65 | 46,8 % |Donne | 74 | 53,2 % |Cittadini UE | n/d | n/d |Cittadini non UE | n/d | n/d |Da 15 a 24 anni | 23 | 16,5 % |Da 25 a 54 anni | 111 | 79,9 % |Più di 54 anni | 5 | 3,6 % |10.  In termini di categorie professionali la ripartizione è la seguente:Categoria | Numero | Percentuale |Professioni intellettuali e scientifiche | 11 | 7,9 % |Personale tecnico | 17 | 12,2 % |Operatori di impianti e macchine e addetti all'assemblaggio | 111 | 79,9 % |11.  Conformemente all'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1927/2006, la Danimarca ha confermato di applicare una politica di non discriminazione e di parità tra donne e uomini, dichiarando inoltre che continuerà ad applicarla nelle varie fasi di esecuzione dell'intervento del FEG, e in particolare nell'accesso al FEG.Descrizione del territorio in questione, delle sue autorità e degli altri soggetti interessati12.  Il territorio interessato è il comune di Sønderborg, istituito il 1° gennaio 2007 in seguito all'accorpamento di sette comuni. Il comune ha 76 647 abitanti. Dal punto di vista geografico, è costituito da due parti: l'isola di Als e la penisola di Sundeved, collegate da due ponti nella città principale di Sønderborg. Vi è una linea di traghetto che collega Als e Fyn attraverso lo stretto del Piccolo Belt, ma l'arteria principale dello Jutland del sud si trova ad ovest del comune. La parte nord dell'isola di Als, dove si trova il quartier generale della Linak, è una zona isolata. La città di Sønderborg dista soltanto 30 km dal confine con la Germania e una parte del comune si trova sulla parte settentrionale del Fiordo di Flensburg, separata da un breve tratto di acqua dalla sponda meridionale del Fiordo che si trova in Germania. Il comune si trova quindi nella regione di confine. La parte settentrionale della regione dello Schleswig-Holstein non è tuttavia fra le "regioni in crescita" della Germania. In effetti, negli ultimi dieci anni, un numero significativo di lavoratori si è spostato dalla Germania nello Jutland meridionale.Se non ci fosse stato un nucleo di imprese meccatroniche intorno alla Danfoss, Als in particolare sarebbe diventata sicuramente un'area periferica come ad esempio la zona sud e l'arcipelago meridionale di Fyn.La zona è caratterizzata da un'età media relativamente elevata e le previsioni demografiche prevedono un calo nella popolazione nei prossimi dieci anni, senza considerare gli effetti della improvvisa recessione economica.Nonostante il livello medio di istruzione e di formazione sia abbastanza alto, tipicamente in questa zona una parte significativa della popolazione è impiegata in lavori industriali non specializzati. In larga misura questa è la parte di popolazione al momento interessata dagli effetti della globalizzazione.13.  Fra i principali soggetti interessati vi sono il comune di Sønderborg e la regione della Danimarca del sud (Syddanmark).Impatto previsto dei licenziamenti sull'occupazione locale, regionale o nazionale14.  L'industria metallurgica nel comune di Sønderborg rappresenta circa il 25 % dell'occupazione complessiva nel comune. Nei primi nove mesi del 2009 il livello ufficiale della disoccupazione è aumentato di oltre il 300 % e nell'industria metallurgica ci sono stati più di 1 600 licenziamenti.15.  La Danimarca ha presentato elementi che dimostrano che l'aumento della disoccupazione a Sønderborg è stato superiore alla media danese nel periodo fra la metà del 2008 e la metà del 2009. In questo arco di tempo le cifre dei lavoratori disoccupati a Sønderborg sono aumentate del 250 % circa.16.  Con circa il 15 % della forza lavoro, il settore ingegneristico era quello più ampio nella zona e la perdita di posti di lavoro alla Linak A/S non sarà assorbita da altre imprese. Per i lavoratori licenziati sarà necessario seguire una nuova formazione, altrimenti sarà difficile trovare un altro impiego. Va sottolineato che nella zona di Sønderborg anche altri datori di lavoro fra i più importanti del settore hanno licenziato un numero elevato di lavoratori. Le possibilità che i lavoratori licenziati trovino un altro impiego nel settore sono quindi notevolmente ridotte.Pacchetto coordinato di servizi personalizzati da finanziare e stima dettagliata dei costi, compresa la complementarità con le azioni finanziate dai Fondi strutturali17.  La Danimarca propone un pacchetto di misure a favore dei lavoratori licenziati che fa seguito ad un percorso iniziale di consulenza professionale e di collocamento e ruota intorno a tre pilastri: istruzione e formazione, incentivi all'occupazione e incentivi per l'avvio di nuove imprese. Il pacchetto è concepito in modo da tenere conto del livello di istruzione dei lavoratori, della loro predisposizione alla mobilità e delle opportunità di lavoro presenti al momento, o attese in futuro, nella regione. Tutti i lavoratori ammessi all'assistenza prenderanno parte alla fase iniziale di consulenza e collocamento, mentre altre azioni potranno essere rivolte a gruppi più ridotti di lavoratori, alcuni dei quali usufruiranno, se necessario, di più azioni.18.  La consulenza professionale e il collocamento hanno lo scopo di individuare per ciascun lavoratore, a livello individuale, le opzioni più interessanti. A ciascun lavoratore ammesso all'assistenza sarà offerta la possibilità di seguire una formazione di base per individuare le sue competenze e capire quali meglio corrispondano alle misure attive a disposizione nel mercato del lavoro. Si stima che il 70 % dei lavoratori in esubero si servirà dell'azione, ad un costo stimato di 3 356 EUR per lavoratore.19.  Il pilastro "istruzione e formazione" comprende cinque azioni distinte:1) Formazione supplementare in turismo . Si stima che 18 lavoratori, in gran parte quelli con i livelli di istruzione più bassi, usufruiranno di questa azione, ad un costo stimato di 6 644 EUR per lavoratore. Lo scopo è permettere ai lavoratori di acquisire competenze utili per il settore del turismo, in crescita nella regione, ad esempio nell'ambito di: pubblicità, marketing, branding, concetto di servizio e amministrazione delle imprese.2) Formazione supplementare in tecnologie energetiche . Vista l'attenzione per la sostenibilità, si prevede che le piccole, medie e grandi imprese della regione richiederanno lavoratori specializzati. L'azione dovrebbe formare circa 12 lavoratori, in gran parte quelli con i livelli di istruzione più bassi, che entreranno in questo settore grazie alla collaborazione dei datori di lavoro della regione. Il costo stimato è di 6 644 EUR per lavoratore.3) Incoraggiare i giovani a riprendere e proseguire gli studi . Nell'area di Sønderborg si trova un gruppo di giovani che hanno abbandonato gli studi. Diverse iniziative sono state lanciate per far fronte a questo problema, purtroppo senza gli esiti desiderati. Questa azione ha lo scopo di riavvicinare all'istruzione i più giovani fra i lavoratori licenziati, per i quali è necessario un sostegno ulteriore che comprende sia guida che supporto materiale e finanziario per agevolare il passaggio dal lavoro allo studio. Si stima che 18 lavoratori fra quelli con i livelli di istruzione più bassi usufruiranno di questa azione, ad un costo stimato di 6 711 EUR per lavoratore.4) Istruzione e formazione in gestione delle imprese . Si stima che 9 lavoratori, in gran parte quelli con i livelli di istruzione più bassi, avranno la possibilità di ricevere formazione su aspetti dell'amministrazione delle imprese quali ad esempio contabilità, pianificazione, comunicazione e gestione strategica. La formazione prevede sia ore in aula che formazione pratica sul posto di lavoro ("on the job"). Il costo stimato è di 7 114 EUR per lavoratore.5) Corsi di recupero . Si stima che 48 lavoratori fra quelli più anziani (età compresa fra i 40 e i 60 anni) e con i livelli di istruzione più bassi avranno la possibilità di seguire corsi di recupero in materie quali lettura, ortografia e matematica per poter così usufruire di altre iniziative educative e professionali. Il costo stimato è di 5 302 EUR per lavoratore.20.  Il pilastro "incentivi all'occupazione" comprende tre azioni distinte:1) Incentivi per i lavoratori anziani che desiderano cambiare carriera . Questa azione prevede incentivi per permettere ai lavoratori più anziani (di età compresa fra i 40 e i 60 anni) che hanno lavorato nel settore metallurgico di cogliere le opportunità professionali presenti in altri settori. Poiché è improbabile che il settore metallurgico nella regione si riprenda nel futuro immediato, occorre agevolare il passaggio dei lavoratori ad altri settori. Si stima che circa 12 lavoratori usufruiranno dell'azione, che prevede guida e sostegno alla mobilità, con un costo stimato di 4 952 EUR per lavoratore.2) Tirocini e tutoraggio . Si stima che circa 36 lavoratori fra quelli più giovani e con un livello di istruzione basso sfrutteranno le opportunità di tirocini e tutoraggio in stretta collaborazione con le aziende della regione che in passato hanno assunto personale proveniente da altri settori. Il costo stimato è di 5 161 EUR per lavoratore. L'azione è volta a garantire che i lavoratori in questione mantengano un legame col mercato del lavoro e che il loro reinserimento sia più rapido possibile.3) Formazione in azienda . Per agevolare il reinserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro questa azione prevede una formazione pratica sul posto di lavoro, soprattutto all'interno di PMI, particolarmente concentrata sullo sviluppo di determinate competenze richieste dall'azienda in questione. Si stima che circa 36 lavoratori in esubero si avvarranno dell'azione, ad un costo stimato di 5 772 EUR per lavoratore.21.  Il pilastro "incentivi per l'avvio di nuove imprese" contiene tre azioni distinte, tutte e tre dirette principalmente ai lavoratori più anziani con i livelli di istruzione più bassi:1) Sostegno finanziario a chi avvia nuove imprese nelle industrie in crescita . È prevista un'assistenza finanziaria sotto forma di prestiti che prevedono l'ammortamento dei soli interessi per lavoratori in esubero che avviano una nuova impresa in settori in crescita quali l'industria del tempo libero o le attività di assistenza. Si stima che 6 persone usufruiranno di questa iniziativa. Il sostegno finanziario può essere concesso se il lavoratore licenziato assume altri lavoratori nell'impresa che avvia. Si stima che il prestito medio per imprenditore sarà di circa 26 846 EUR.2) Consulenza e tutoraggio continuativi agli imprenditori. L'azione prevede servizi di consulenza e tutoraggio ai nuovi imprenditori per un periodo continuato di tempo in modo da agevolarne la riuscita in tempi brevi. Si stima che 9 imprenditori usufruiranno dell'azione, per un costo stimato di circa 4 027 EUR per lavoratore. A ciascun imprenditore verrà assegnato un tutor con conoscenza del settore in grado di fornire consulenza regolarmente. Il programma di tutoraggio dovrebbe durare un anno ed è prevista contemporaneamente la creazione di reti all'interno di settori al momento, o potenzialmente, in crescita, intese quali luoghi di incontro, discussione e collaborazione per gli imprenditori.3) Sostegno per la pubblicità e il branding delle imprese in crescita . Questa azione prevede un servizio di consulenza professionale da parte di agenzie di pubblicità per quanto riguarda il branding e la pubblicità delle imprese appena avviate. Si stima che 2 lavoratori si avvarranno dell'azione, della durata di sei mesi, ad un costo stimato di 8 054 EUR per lavoratore.22.  Conformemente all'articolo 3 del regolamento (CE) n. 1927/2006 le spese di attuazione del FEG, comprese nella domanda, coprono le attività di preparazione, di gestione e di controllo, nonché le attività d'informazione e di pubblicità.23.  I servizi personalizzati prospettati dalle autorità danesi sono misure attive del mercato del lavoro che rientrano nelle azioni ammissibili definite all'articolo 3 del regolamento (CE) n. 1927/2006. Le autorità danesi stimano il costo totale di tali servizi a 1 771 544 EUR e le spese di attuazione del FEG a 95 393 EUR (cioè il 5,1 % dell'importo complessivo). Il contributo totale del FEG richiesto ammonta a 1 213 508 EUR (65 % dei costi complessivi).Azioni | Numero previsto di lavoratori interessati | Stima dei costi per lavoratore interessato (in EUR) | Costo totale (FEG e cofinanziamento nazionale) (in EUR) |Servizi personalizzati (primo paragrafo dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 1927/2006) |Consulenza professionale e collocamento | 139 | 3 356 | 466 443 |Istruzione e formazione |Formazione supplementare in turismo | 18 | 6 644 | 119 597 |Formazione supplementare in tecnologie energetiche | 12 | 6 644 | 79 732 |Incoraggiare i giovani a riprendere e proseguire gli studi | 18 | 6 711 | 120 805 |Istruzione e formazione in gestione delle imprese | 9 | 7 114 | 64 027 |Corsi di recupero | 48 | 5 302 | 254 497 |Incentivi all'occupazione |Incentivi per i lavoratori anziani che desiderano cambiare carriera | 12 | 4 953 | 59 436 |Tirocini e tutoraggio | 36 | 5 161 | 185 799 |Formazione in azienda | 36 | 5 772 | 207 785 |Incentivi per l'avvio di nuove imprese |Sostegno finanziario a chi avvia nuove imprese nelle industrie in crescita | 6 | 26 846 | 161 074 |Consulenza e tutoraggio continuativi agli imprenditori | 9 | 4 027 | 36 242 |Sostegno per la pubblicità e il branding delle imprese in crescita | 2 | 8 054 | 16 107 |Totale parziale "Servizi personalizzati" | 1 771 544 |Spese per l'attuazione del FEG (terzo paragrafo dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 1927/2006) |Attività preparatorie | 14 309 |Gestione | 47 696 |Informazione e pubblicità | 14 309 |Attività di controllo | 19 079 |Totale parziale spese per l'attuazione del FEG | 95 393 |Stima dei costi totali | 1 866 936* |Contributo del FEG (65% dei costi totali) | 1 213 508 |[* il totale non corrisponde a causa dell'arrotondamento]24.  La Danimarca conferma che le misure di cui sopra sono complementari alle azioni finanziate dai Fondi strutturali.Data di inizio effettivo previsto dei servizi personalizzati ai lavoratori interessati25.  Il 1° ottobre 2009 la Danimarca ha avviato la prestazione di servizi personalizzati ai lavoratori interessati inclusi nel pacchetto coordinato proposto per il cofinanziamento al FEG. Tale data rappresenta pertanto l'inizio del periodo di ammissibilità per qualsiasi assistenza concessa dal FEG.Procedure per la consultazione delle parti sociali26.  La regione della Danimarca del sud e il comune di Sønderborg hanno preparato la domanda insieme, coinvolgendo diverse parti sociali fra cui associazioni di industriali, sindacati e enti di istruzione e formazione. Si è tenuta inoltre un'udienza pubblica annunciata dalla stampa locale e regionale a cui tutte le parti interessate hanno avuto modo di partecipare.27.  Le autorità danesi hanno confermato che sono state rispettate le prescrizioni relative ai licenziamenti collettivi stabilite dalla legislazione nazionale e dalla normativa dell'UE.Informazioni sulle azioni prescritte dalla legislazione nazionale o dai contratti collettivi28.  Per quanto riguarda i criteri di cui all'articolo 6 del regolamento (CE) n. 1927/2006, nella domanda le autorità danesi:29.  hanno confermato che il contributo finanziario del FEG non sostituisce le azioni che sono di competenza delle imprese in forza della legislazione nazionale o di contratti collettivi,30.  hanno dimostrato che le azioni forniscono un sostegno a singoli lavoratori e non verranno utilizzate per finanziare la ristrutturazione di imprese o settori,31.  hanno confermato che le azioni ammissibili di cui ai punti da 17 a 24 non ricevono aiuti da altri strumenti finanziari dell'UE.Sistemi di gestione e di controllo32.  La Danimarca ha notificato alla Commissione che i contributi finanziari saranno gestiti e controllati dagli stessi organismi che gestiscono e controllano il Fondo sociale europeo (FSE) in Danimarca.Finanziamento33.  Vista la domanda della Danimarca, si propone un contributo del FEG all'insieme coordinato di servizi personalizzati pari a 1 213 508 EUR, importo che rappresenta il 65 % del costo totale. Lo stanziamento proposto dalla Commissione nell'ambito del Fondo si basa sulle informazioni fornite dalla Danimarca.34.  Tenuto conto dell'importo massimo di un contributo del FEG stabilito dall'articolo 10, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1927/2006, nonché del margine previsto per riassegnare stanziamenti, la Commissione propone di mobilitare il Fondo per l'importo totale di cui sopra, da assegnare a titolo della rubrica 1a del quadro finanziario.35.  Questo importo consente di avere ancora a disposizione almeno il 25 % dell'importo massimo annuale destinato al FEG per gli stanziamenti nel corso dell'ultimo quadrimestre dell'anno, come previsto dall'articolo 12, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1927/2006.36.  Con la presente proposta di mobilitazione del FEG, la Commissione avvia la procedura semplificata di dialogo a tre, conformemente al punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006, al fine di ottenere l'accordo dei due rami dell'autorità di bilancio sulla necessità di utilizzare il FEG e sull'importo richiesto. La Commissione invita il primo dei due rami dell'autorità di bilancio che pervenga a un accordo sul progetto di proposta di mobilitazione, al livello politico adeguato, a informare delle sue intenzioni sia l'altro ramo che la Commissione. In caso di disaccordo da parte di uno dei due rami dell'autorità di bilancio, sarà indetta una riunione ufficiale di dialogo a tre.37.  La Commissione presenterà separatamente una richiesta di storno per iscrivere nel bilancio 2010 gli stanziamenti di impegno e di pagamento necessari, conformemente al punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006.Fonte degli stanziamenti di pagamento38.  Allo stato attuale si prevede che gli stanziamenti di pagamento disponibili nella linea di bilancio 01.04 05 "Completamento del programma a favore delle imprese: miglioramento del contesto finanziario delle piccole e medie imprese (PMI)" nel 2010 non saranno utilizzati del tutto quest'anno.Gli stanziamenti di pagamento sono trasferiti su conti fiduciari come richiesto per far sì che il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) possa effettuare pagamenti agli intermediari finanziari in qualunque momento.La crisi finanziaria ha avuto un effetto significativo sul profilo di erogazione degli strumenti finanziari, in particolare quelli del settore del capitale di rischio. Secondo l'Associazione europea delle società di capitale di rischio (EVCA), gli investimenti e i disinvestimenti (uscite) sono scesi di oltre metà fra il 2007 e il 2009 rispetto alla situazione precedente la crisi. Questi sviluppi hanno influenzato in maniera sostanziale anche le previsioni in termini di erogazione per il 2010.In conseguenza degli elementi di cui sopra, non tutti gli stanziamenti di pagamento previsti nel bilancio 2010 risulteranno necessari quest'anno. È pertanto possibile mettere a disposizione l'importo di 1 213 508 EUR.Proposta diDECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOsulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ai sensi del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (domanda EGF/2009/031 DK/Linak, Danimarca)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,visto l'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria[4], in particolare il punto 28,visto il regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione[5], in particolare l'articolo 12, paragrafo 3,vista la proposta della Commissione europea[6],considerando quanto segue:(1) Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito per fornire sostegno supplementare ai lavoratori licenziati che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali dovuti alla globalizzazione e per assisterli nel reinserimento nel mercato del lavoro.(2) L'ambito di applicazione del FEG è stato ampliato e a partire dal 1° maggio 2009 è possibile chiedere un sostegno per i lavoratori licenziati a causa della crisi economica e finanziaria mondiale.(3) L'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 consente di mobilitare il FEG nei limiti di un importo annuo massimo di 500 milioni di EUR.(4) La Danimarca ha presentato una domanda di mobilitazione del FEG relativamente a licenziamenti avvenuti presso la Linak A/S. La domanda è conforme ai requisiti per la determinazione del contributo finanziario di cui all'articolo 10 del regolamento (CE) n. 1927/2006. La Commissione propone quindi di mobilitare un importo pari a 1 213 508 EUR.(5) Pertanto, è opportuno procedere alla mobilitazione del FEG per fornire un contributo finanziario in relazione alla domanda presentata dalla Danimarca,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Nel quadro del bilancio generale dell'Unione europea stabilito per l'esercizio 2010, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è mobilitato per fornire un importo pari a 1 213 508 EUR in stanziamenti d'impegno e di pagamento.Articolo 2La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .Fatto aPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl presidente Il presidente [1] GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.[2] GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.[3] In conformità dell'articolo 3, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1927/2006.[4] GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.[5] GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.[6] GU C […] del […], pag. […].