CELEX: 51997PC0062
Language: it
Date: 1997-02-21
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CEE) n. 3433/91 riguardo alle importazioni originarie della Thailandia e che impone dazi antidumping definitivi sulle importazioni di accendini tascabili, a pietra focaia e a gas, non ricaricabili originari della Thailandia, delle Filippine e del Messico

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
 •it    -à
                                                   Bruxelles, 21.02.1997
                                                   COM(97) 62 def.
                                     Proposta di
                    REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
che modifica il regolamento (CEE) n. 3433/91 riguardo alle importazioni originarie
   della Thailandia e che impone dazi antidumping definitivi sulle importazioni di
       accendini tascabili, a pietra focaia e a gas, non ricaricabili originari della
                       Thailandia, delle Filippine e del Messico
                          (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                        RELAZIONE
1.  Con il regolamento (CEE) n. 3433/91', il Consiglio ha imposto un dazio
    antidumping definitivo sulle importazioni di accendini tascabili, a pietra focaia e a
    gas, non ricaricabili originari, tra l'altro della Thailandia.
2.  Nel marzo 1995, in seguito ad una domanda di riesame contenente elementi di prova
    sufficienti del fatto che le misure in vigore nei confronti delle importazioni dalla
    Thailandia non erano più sufficienti per agire contro il dumping causa del
    pregiudizio, la Commissione ha iniziato un riesame2 del regolamento (CEE) n.
    3433/91 del Consiglio.
3.  Sempre nel marzo 1995, in seguito a denunce contenenti elementi di prova
    sufficienti relativamente alle pratiche di dumping e al conseguente grave pregiudizio,
    la Commissione ha avviato un procedimento antidumping3 relativo alle importazioni
    degli stessi prodotti originari delle Filippine e del Messico.
4.  Poiché è stato considerato opportuno valutare cumulativamente gli effetti delle
    importazioni dai tre paesi interessati, è stato deciso di istituire direttamente misure
    definitive senza passare attraverso la fase provvisoria. A tal fine la Commissione,
    prima di elaborare la proposta relativa a questi casi, ha comunicato alle parti
    interessate informazioni particolareggiate sui calcoli effettuati e ha fissato un termine
    sufficiente affinché le parti potessero presentare osservazioni e correggere gli errori
    materiali.
1
   GU n. L 326 del 28.11.1991, pag. 1.
2
   GU n. C 67 del 18.3.1995, pag. 4.
3
   GU n. C 67 del 18.3.1995, pag. 3
 ---pagebreak--- 5. Dall'inchiesta relativa al riesame è risultato che il margine di dumping relativo alle
   esportazioni dalla Thailandia era aumentato in misura significativa.          Espresso in
   percentuale del valore delle importazioni CIF frontiera comunitaria, il margine di
   dumping relativo all'unica società thailandese che ha effettuato esportazioni nel
   periodo dell'inchiesta era del 51,9%. Nei confronti delle esportazioni dalle Filippine
   sono stati stabiliti margini di dumping compresi tra il 36,7% e il 52,6%, mentre il
   margine di dumping dell'unico esportatore messicano era del 27,1%.
6. L'inchiesta ha inoltre messo in evidenza che il pregiudizio subito dall'industria
   comunitaria era grave dato che, in un mercato in espansione, i produttori comunitari
   interessati avevano subito perdite di quote di mercato e il deterioramento della
   redditività.
   In seguito all'analisi del nesso di causalità tra il pregiudizio e le importazioni oggetto
   di dumping dai paesi interessati (esposta nei punti 60-71 della proposta allegata), è
   stato concluso che, anche se altri elementi possono aver danneggiato l'industria
   comunitaria, le importazioni oggetto di dumping dalla Thailandia, dalle Filippine e
   dal Messico hanno causato un pregiudizio grave all'industria comunitaria.
7. Secondo quanto esposto nei punti 75-78 della proposta allegata, si considera che in
   questo contesto l'istituzione di misure è nell'interesse della Comunità. Dato che un
   produttore thailandese, l'unico produttore messicano e due produttori filippini
   hanno offerto impegni in merito alle esportazioni del prodotto in questione nella
   Comunità che sono stati considerati accettabili e in considerazione dell'elevato
   livello di collaborazione ottenuto nei tre casi, le misure definitive proposte dal
   Consiglio dovrebbero funzionare come un dispositivo di sicurezza supplementare
   rispetto agli impegni accettati.
                                            //>
 ---pagebreak--- 8. Sono state proposte misure nelle forme sotto specificate.
   - Le misure in vigore nei confronti della Thailandia dovrebbero essere abrogate, ma
   il dazio antidumping del 5,8% attualmente applicabile alle importazioni dei prodotti
   della società Politop, secondo quanto è esposto nei punti 83-86 della proposta
   allegata, dovrebbe essere lasciato in vigore come dazio antidumping individuale per
   detta società. Dovrebbe essere imposto un dazio residuo con un'aliquota pari a
   quella stabilita per la società che ha collaborato alla quale è stato attribuito il
   margine di dumping più elevato, pari al 51,9% (prendendo in considerazione il
   margine di dumping della società, che era inferiore al margine di pregiudizio).
   - Riguardo alle Filippine, dovrebbe essere imposto un dazio individuale nei confronti
   delle importazioni effettuate dalla Swedish Match Philippines (che non ha offerto
   impegni), con un'aliquota corrispondente al margine di pregiudizio, pari al 17%, che
   era inferiore al margine di dumping. Dovrebbe essere imposto un dazio residuo con
   un'aliquota pari a quella stabilita per la società che ha collaborato alla quale è stato
   attribuito il margine di dumping più elevato, pari al 43,0% (in questo caso
   prendendo in considerazione il margine di pregiudizio della società, che era inferiore
   al margine di dumping).
   - Riguardo al Messico, dovrebbe essere imposto un dazio residuo con un'aliquota
   pari a quella stabilita per l'unica società che ha collaborato il cui impegno è stato
   accettato, pari al 27,1% (in base al margine di dumping della società, che era
   inferiore al margine di pregiudizio).
 ---pagebreak---                               Regolamento (CE) n. del Consiglio
                                              del...
 che modifìca il regolamento (CEE) n. 3433/91 riguardo alle importazioni originarie
    della Thailandia e che impone dazi antidumping definitivi sulle importazioni di
        accendini tascabili, a pietra focaia e a gas, non ricaricabili originari della
                           Thailandia, delle Filippine e del Messico
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, in particolare gli articoli 9, 11 e 23,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
                                     A. PROCEDIMENTO
                                        1. Misure in vigore
 1.    Con il regolamento (CEE) n. 3433/91 2 , il Consiglio ha imposto un dazio
       antidumping definitivo sulle importazioni di accendini tascabili, a pietra focaia a gas,
       non ricaricabili (in seguito denominati "accendini non ricaricabili") originari, tra
       l'altro della Thailandia. L'aliquota applicabile ai prodotti originari della Thailandia
       era del 14,1%, fatta eccezione per la società Politop Co., Ltd. ("Politop"), con
       un'aliquota del dazio del 5,8% e per la società Thai Merry Co., Ltd. ("Thai Merry"),
       che era stata esonerata dal dazio in quanto aveva offerto un impegno, accettato dalla
       decisione n. 91/604/CEE della Commissione3.
 1
     GU n. L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2331/96 (GU n.
     L 317 del 6.12.1996, pag. 1.
2
     GUn. L 326 del 28.11.1991, pag. 1.
3
     GUn. L 326 del 28.11.1991, pag. 31
                                                   IJL.
 ---pagebreak--- 2.  In seguito alla revoca dell'impegno da parte della Thai Merry e alla conseguente
    imposizione di un dazio antidumping provvisorio sulle sue esportazioni nella
    Comunità, il Consìglio, con il regolamento (CE) n. 398/944, ha modificato il
    regolamento (CEE) n. 3433/91 per sopprimere l'esenzione dal dazio che era slata
    accordata a detta società. Le esportazioni della Thai Merry nella Comunità sono
    state in seguito sottoposte al dazio antidumping definitivo con l'aliquota del 14,1%.
                                    2. Domanda di riesame
3.  Il 18 marzo 1995, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
    europee5, la Commissione ha annunciato l'apertura di un riesame del regolamento
    (CEE) n. 3433/91 riguardo alle importazioni di accendini non ricaricabili originari
    della Thailandia e ha iniziato un'inchiesta a norma dell'articolo 11, paragrafo 3 del
    regolamento (CE) n. 3283/946, che nel corso dell'inchiesta è stato sostituito dal
    regolamento (CE) n. 384/96, in seguito denominato "regolamento antidumping di
    base". Il riesame intermedio è stato avviato in seguito ad una richiesta presentata
    nel marzo 1994 dalla Federazione europea dei fabbricanti di accendini (EFLM), per
    conto dei membri che rappresentavano quasi la totalità della produzione comunitaria
    del prodotto simile (il gruppo BIC, produttore in Francia, Grecia e Spagna, il
    gruppo Swedish Match, produttore in Francia e nei Paesi Bassi, Tokai Seiki GmbH,
    produttore in Germania e Flamagas, produttore in Spagna). La domanda, secondo
    la quale la misura in vigore nei confronti delle importazioni dalla Thailandia non era
    più sufficiente per agire contro il dumping causa del pregiudizio, conteneva prove
     sufficienti per giustificare l'apertura di un riesame.
4
   GU n. L 54 del 25.2.1994, pag. 1.
5
   GU n. C 67 del 18.3.1995, pag. 4.
6
   GU n. L 349 del 31.12.1994, pag. 1.
 ---pagebreak--- 4.  Poiché l'esame intermedio relativo alle importazioni originarie della Thailandia non
     sarebbe stato concluso prima della fine del periodo di cinque anni dopo il quale le
    misure in questione dovevano scadere (ovvero al 30 novembre 1996), il riesame
     intermedio, in conformità dell'articolo 11, paragrafo 7 del regolamento antidumping
     di base, verteva anche sulle circostanze di cui all'articolo 11, paragrafo 2 di detto
    regolamento (vale a dire sulle circostanze da esaminare nel contesto di unriesamein
    previsione della scadenza).
                                       3. Denunce
5.  Il 18 marzo 1995, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
     europee7, la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping
    relativo alle importazioni di accendini non ricaricabili originari delle Filippine e del
    Messico e ha iniziato un'inchiesta in conformità dell'articolo 5 del regolamento
    antidumping di base. Il procedimento è stato avviato in seguito a due denunce
    presentate nell'agosto 1994 nei confronti delle importazioni di accendini non
    ricaricabili originaririspettivamentedelle Filippine e del Messico.
    La denuncia relativa alle importazioni originarie delle Filippine è stata presentata dal
    gruppo BIC, dal gruppo Swedish Match e dalla Tokai Seiki GmbH, che
    rappresentavano oltre il 90% della produzione comunitaria complessiva del prodotto
    simile. Immediatamente prima dell'apertura, il produttore spagnolo Flamagas ha
    deciso di sostenere la denuncia.
    La denuncia relativa alle importazioni originarie del Messico è stata presentata
    unicamente dal gruppo BIC e dal gruppo Swedish Match. La denuncia era tuttavia
    ricevibile in quanto i produttori denunziarti rappresentavano una proporzione
    maggioritaria della produzione comunitaria complessiva dèi prodotto simile.
    Immediatamente prima dell'apertura, anche il produttore spagnolo Flamagas ha
    deciso di sostenere la denuncia.
7
   GU n. C 67 del 18.3.1995, pag. 3.
 ---pagebreak---    È stato considerato che gli elementi di prova relativi alle pratiche di dumping per le
   importazioni dalle Filippine e dal Messico e al conseguente grave pregiudizio
   addotti nelle denunce erano sufficienti per giustificare l'apertura di procedimenti
   antidumping. E stato tuttavia considerato opportuno che le inchieste pertinenti
   venissero svolte nell'ambito di un unico procedimento dato che le due denunce,
   presentate quasi contemporaneamente, contenevano affermazioni simili sulle
   importazioni dello stesso prodotto.
                             4. Apertura delle inchieste
6. La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura del riesame e del nuovo
   procedimento gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i
   rappresentanti dei paesi esportatori e i produttori comunitari denunziarti. Le parti
   interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto
   e di chiedere un'audizione.
7. Numerosi produttori dei paesi interessati e importatori hanno comunicato
   osservazioni scritte. Tutte le parti che ne hanno fatto richiesta sono state sentite.
8. L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping per i tre paesi esportatori interessati
   riguardava il periodo compreso tra il 1 aprile 1994 e il 31 dicembre 1994 (in
   appresso denominato "periodo dell'inchiesta"). Aifinidelle conclusioni in materia di
   dumping, pregiudizio e interesse della Comunità, la portata geografica dell'inchiesta
   per tale periodo era la Comunità nella sua composizione al momento dell'apertura
   del procedimento, comprendente quindi tutti i quindici Stati membri.
 ---pagebreak--- 9.  La Commissione ha inviato questionari a tutte le parti notoriamente interessate e ha
    ricevuto risposte particolareggiate dai produttori comunitari denunziarti, da due
    produttori thailandesi, da un produttore messicano e da una società ad esso
    collegata che esporta i prodotti negli Stati Uniti, nonché da un'altra società
    collegata che vende i prodotti sul mercato messicano, da tre produttori delle
    Filippine e da una società collegata in Giappone, da quattro importatori nella
    Comunità collegati ai produttori dei paesi esportatori interessati e da un importatore
    indipendente nella Comunità.
10. La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni considerate necessarie
    ai fini della determinazione del dumping e dell'accertamento del pregiudizio e ha
    svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
    a) produttori comunitari denunziarti:
    Produttori
        - BIC S.A., Redon, Francia
        - Feudor SA. (Swedish Match), Rillieux-la-Pape, Francia
    Produttori e uffici vendite
        - Flamagas S.A., Barcellona, Spagna
        - Laforest BIC S.A., Tarragona, Spagna
        - Violex BIC S.A., Atene (Grecia)
    Società responsabili delle vendite
        - BIC Deutschland GmbH, Ettlingen, Germania
        - BIC S.A., Clichy, Francia
        - Biro BIC Limited, Londra, Regno Unito
        - Cricket S.A. (Swedish Match), Rillieux-la-Pape, Francia
        - Ebas Nederland (Poppell B.V. - Swedish Match), Eindhoven, Paesi Bassi
 ---pagebreak---    (b) produttori/esportatori
    Thailandia:                 - Politop Co., Ltd. Bangkok, Thailandia
                                - Thai Merry Co., Ltd. Samutsakorn, Thailandia
   Filippine:
                               - Iwax Philippine, Inc., Rosario, Cavité, Filippine (l'inchiesta
                               riguardava anche la società collegata Iwahori Philippines,
                               Inc., Mariveles, Bataan, Filippine)
                               - Iwax Inc., Shizuoka, Giappone (relativamente alle
                               esportazioni dalle società consociate Iwax Philippine, Inc. e
                               Iwahori Philippines, Inc.)
                               - Swedish Match Philippines, Inc., Manila, Filippine
   Messico:
                               -   JMP     Mexico,      S.A.   de     C.V.,   Tijuana, Messico
                               (relativamente alla produzione di accendini non ricaricabili
                               in Messico)
                               - Tokai de Mexico, S.A. de C.V., Cuernavaca, Messico
                               (relativamente alle vendite di accendini non ricaricabili in
                               Messico)
                               - Scripto Tokai Corp., Fontana, USA (relativamente alle
                               esportazioni nella Comunità accendini non ricaricabili
                               fabbricati dalla JMP in Messico)
    (e) Importatori collegati ai produttori/esportatori
       - Iwax (U.K.) Ltd8, Ballymoney, Regno Unito
       - Poppell B. V. (Swedish Match), Eindhoven, Paesi Bassi
       - Tokai Seiki GmbH, Mònchengladbach, Germania
       - Tokai Seiki B. V., Hoofddorp, Paesi Bassi
8
  Questo importatore è diventato indipendente dopo il periodo dell'inchiesta.
                                                6
 ---pagebreak---     (d) Importatori indipendenti
       - Pollyflame International B.V., Roelofarendsveen, Paesi Bassi
                         5. Fase successiva del procedimento
11. Va osservato che in base a diverse considerazioni (esposte nei punti 40 - 44), la
    Commissione ha concluso che era giustificata la valutazione cumulativa degli effetti
    delle importazioni oggetto di dumping originarie del paese soggetto al riesame
    (Thailandia) e dei due paesi soggetti al nuovo procedimento (Filippine e Messico).
    Dal punto di vista della procedura, è stato deciso che nei confronti dei tre paesi
    interessati dovevano essere adottate direttamente, se necessario, misure definitive,
    senza la fase intermedia dei dazi provvisori (abrogando nello stesso tempo le misure
    in vigore nei confronti delle importazioni dalla Thailandia).
12. La Commissione ha ancora chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute
    necessarie aifinidelle conclusioni definitive.
13. Le parti sono state informate dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si
    intendeva raccomandare l'imposizione di dazi antidumping definitivi. È stato inoltre
    fissato un termine entro il quale le parti potevano presentare osservazioni (e offrire
    impegni) in seguito alle informazioni ricevute.
14. Alcune parti non hanno comunicato osservazioni, mentre altre parti hanno
    presentato argomentazioni che non giustificavano alcuna modifica alle conclusioni
    preliminari. Tre produttori/esportatori hanno offerto impegni entro i termini fissati.
 ---pagebreak--- 15. Ai fini dell'elaborazione di conclusioni che, senza la fase intermedia dei dazi
    provvisori, potessero essere considerate definitive, è stato necessario informare tutte
    le parti interessate dei fatti e delle considerazioni a titolo preliminare e definitivo e
    fissare periodi di tempo sufficienti per la presentazione delle osservazioni. In tali
    circostanze e in considerazione della necessità di definire le condizioni degli
    impegni, l'inchiesta ha richiesto molto tempo e ha superato il periodo normale
    previsto all'articolo 6, paragrafo 9 e all'articolo 11, paragrafo 5 del regolamento
    antidumping di base.
                B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
                                   1. Prodotto in esame
16. I prodotti soggetti al dazio antidumping definitivo di cui al punto 1 e i prodotti
    soggetti al procedimento avviato nei confronti delle importazioni originarie delle
    Filippine e del Messico sono gli accendini tascabili, a pietra focaia e a gas, non
    ricaricabili. I prodotti rientrano nel codice NC ex 9613 10 00.
    A questo proposito va rilevato che sul mercato sono disponibili altri tipi di accendini
    non ricaricabili (accendini piezoelettrici), aventi caratteristiche tecniche del tutto
    diverse da quelle dei prodotti in esame. Questi accendini non sono stati considerati
    identici ai prodotti in esame nell'inchiesta iniziale relativa alla Thailandia e quindi
    sono stati esclusi dall'inchiesta iniziale e dal campo di applicazione delle misure.
    Nel corso del presente riesame e del nuovo procedimento non sono emersi elementi
    tali da giustificare una diversa impostazione. Di conseguenza gli accendini
    piezoelettrici sono stati esclusi dalle presenti inchieste.
 ---pagebreak--- Nelle osservazioni presentate dopo la comunicazione delle informazioni, le autorità
thailandesi hanno affermato che il mercato comunitario degli accendini non
ricaricabili è diviso in due segmenti distinti, uno approvvigionato dagli accendini di
qualità superiore prodotti nella Comunità e l'altro dai prodotti importati di qualità
inferiore, provenienti, tra l'altro, dalla Thailandia. Questa affermazione, già
presentata in casi precedenti relativi agli accendini non ricaricabili, non può essere
accettata per i motivi già esposti in passato e qui riassunti.
Affinché il mercato di un determinato prodotto possa essere diviso in segmenti, è
almeno necessario che le differenze inerenti alle caratteristiche fisiche, chiaramente
percettibili per i consumatori, vengano da essi effettivamente percepite e che
esistano canali di vendita nettamente distinti. Queste condizioni non sono
soddisfatte per gli accendini non ricaricabili, dato che tutti i prodotti di questo tipo
sono globalmente considerati come accendini non ricaricabili, diversi da quelli
piezoelettrici, sono venduti indistintamente nello stesso genere di negozi a clienti
aventi le stesse aspettative (ovvero l'acquisto di un prodotto monouso appartenente
ad un'unica categoria di beni utilitari.
Va rilevato infine che, anche se i prodotti in esame sono fabbricati in diverse
dimensioni e modelli, tutti gli accendini non ricaricabili hanno essenzialmente le
stesse caratteristiche tecniche e le stesse applicazioni e svolgono le stesse funzioni.
Di conseguenza, come nelle precedenti inchieste, tutta la gamma di modelli di
accendini nonricaricabiliè stata considerata come un'unica categoria di prodotti.
 ---pagebreak---                                      2. Prodotto simile
17. Riguardo agli accendini non ricaricabili prodotti e venduti sul mercato interno dei
    tre paesi interessati, quando sono state realizzate vendite di questo tipo e sono state
    comunicate informazioni pertinenti, l'inchiesta ha messo in evidenza che tali prodotti
    erano in tutto e per tutto simili oppure presentavano caratteristiche analoghe a quelli
    esportati nella Comunità dai paesi in questione.
18. L'inchiesta ha inoltre stabilito che gli accendini non ricaricabili prodotti
    dall'industria comunitaria e venduti sul mercato comunitario e quelli importati dai
    tre paesi interessati hanno caratteristichefisichee tecniche simili e sono destinati agli
    stessi impieghi. Le eventuali differenze secondarie tra i prodotti importati dai paesi
    interessati e la produzione comunitaria (per esempio nella presentazione o nella
    tecnica impiegata per l'assemblaggio) non incidono sulle caratteristiche sostanziali
    del prodotto.      Gli accendini non ricaricabili prodotti e venduti dall'industria
    comunitaria e quelli importati dai tre paesi interessati devono quindi essere
    considerati come prodotti simili.
19. E stato pertanto concluso che gli accendini nonricaricabiliprodotti e venduti nella
    Comunità, quelli prodotti e venduti in Thailandia, nelle Filippine e in Messico e
    quelli esportati nella Comunità dai tre paesi suddetti debbano essere considerati
    prodotti simili, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento antidumping di
    base.
                                              10
 ---pagebreak---                                      C. DUMPING
                                   1. Valore normale
                                      (a) Thailandia
20. Un esportatore thailandese che ha collaborato, le cui esportazioni rappresentavano
    quasi la totalità delle importazioni provenienti dalla Thailandia nel periodo
    dell'inchiesta, aveva venduto accendini nonricaricabilisul mercato interno. Per due
    modelli il valore normale è stato determinato in base ai prezzi di vendita sul mercato
    interno, in quanto, dopo l'esclusione delle vendite non remunerative, in conformità
    dell'articolo 2, paragrafo 4 del regolamento antidumping di base, le restanti vendite
    remunerative dei modelli comparabili rappresentavano almeno il 5% del volume
    delle vendite dei modelli in esame alla Comunità.         Per un terzo modello, in
    mancanza di un volume sufficiente di vendite remunerative di un modello
    comparabile, il valore normale è stato calcolato in base ai costi di produzione della
    società, alle spese generali, amministrative e di vendita e al profitto.      Le spese
    generali, amministrative e di vendita e il profitto sono stati stabiliti in base alle
    succitate vendite remunerative.
21. Per l'altro esportatore thailandese non è stato calcolato alcun margine di dumping,
    poiché la società non ha più esportato dopo il 1992.
                                       (b) Messico
22. L'unico     esportatore messicano      che ha collaborato,      le cui esportazioni
    rappresentavano quasi la totalità delle importazioni nella Comunità provenienti dal
    Messico nel periodo dell'inchiesta, pur essendo orientato interamente verso le
    esportazioni, ha comunicato alcune informazioni sulle vendite del prodotto simile sul
    mercato interno, poiché una società dello stesso gruppo produceva e vendeva
    accendini nonricaricabilisul mercato messicano. Le vendite in questione, le uniche
    del prodotto simile sul mercato interno del Messico, erano tuttavia realizzate
    parzialmente in perdita e le restanti vendite remunerative erano inferiori al 5% dei
    quantitativi esportati nella Comunità.
                                            11
 ---pagebreak--- 23. La Commissione ha quindi calcolato il valore normale relativo a questo esportatore
    addizionando al costo di produzione di ciascun modello esportato le spese generali,
    amministrative e di vendita comunicate dalla società collegata che ha venduto
    accendini non ricaricabili sul mercato interno del Messico         Per il profitto, in
    mancanza di vendite remunerative rappresentative dei prodotti in questione sul
    mercato interno e di dati attendibili sulle vendite della stessa categoria generale di
    prodotti, è stato necessario cercare una soluzione alternativa.
24. A tal fine è stato esaminato se la Thailandia, per la quale erano disponibili dati
    rappresentativi e attendibili, potesse essere considerata un mercato comparabile al
    Messico nel settore in questione ed essere utilizzata come paese di riferimento per la
    determinazione del profitto. È stato concluso che sui due mercati si riscontravano
    condizioni simili. L'esportatore interessato ha inoltre riconosciuto che il margine di
    profitto realizzato in Thailandia non era superiore a quello normalmente ottenuto sul
    mercato messicano nello stesso settore commerciale.            Pertanto, ai fini della
    costruzione del valore normale per ciascun modello esportato dall'esportatore
    messicano che ha collaborato, il margine di profitto stabilito per la Thailandia, in
    conformità dell'articolo 2, paragrafo 6, lettera e) del regolamento antidumping di
    base, è stato addizionato al costo di produzione e alle spese generali, amministrative
    e di vendita relativi al mercato del Messico.
                                       (e) Filippine
25. Il confronto tra le statistiche sulle importazioni, dopo la detrazione, sulla base dei
    dati disponibili, delle importazioni di alcuni tipi di accendini esclusi dal campo di
    applicazione dell'inchiesta (cfr. punto 16 riguardo agli accendini piezoelettrici) e i
    quantitativi dichiarati per il periodo dell'inchiesta dai tre esportatori filippini che
    hanno collaborato, ha messo in evidenza un livello di collaborazione quasi totale.
                                             12
 ---pagebreak--- 26. Due esportatori filippini che hanno collaborato (appartenenti allo stesso gruppo)
    erano orientati interamente verso le esportazioni. Nel periodo dell'inchiesta il terzo
    esportatore che ha collaborato ha utilizzato, per le vendite sul mercato interno, una
    società collegata che è recentemente diventata indipendente e ha rifiutato di
    collaborare.     Pertanto non sono state ottenute informazioni sulle vendite del
    prodotto simile (oppure della stessa categoria generale di prodotti) sul mercato delle
    Filippine e il valore normale è stato costruito in base ai dati disponibili.
27. A tal fine è stato esaminato se la Thailandia, per la quale erano disponibili dati
    rappresentativi e attendibili, potesse essere considerata un mercato comparabile alle
    Filippine nel settore in questione ed essere utilizzata come paese di riferimento per
    la determinazione delle spese generali, amministrative e di vendita e del profitto. È
    stato concluso che sui due mercati siriscontravanocondizioni simili. Gli esportatori
    interessati hanno inoltre riconosciuto che le spese generali, amministrative e di
    vendita sostenute e il margine di profitto realizzato in Thailandia non erano superiori
    alle spese e al profitto normalmente riscontrati sul mercato delle Filippine nello
    stesso settore commerciale. Pertanto, ai fini della costruzione del valore normale
    relativo ai tre esportatori filippini che hanno collaborato, la Commissione ha
    addizionato il rispettivo costo di produzione per ciascun modello esportato, in
    conformità dell'articolo 2, paragrafo 6, lettera e) del regolamento antidumping di
    base, e un importo per le spese generali, amministrative e di vendita e il margine di
    profitto determinato in base ai corrispondenti importi stabiliti per la Thailandia.
                               2. Prezzo all'esportazione
28.  Sono state prese in considerazione praticamente tutte le vendite per l'esportazione
    realizzate dagli esportatori interessati nel periodo dell'inchiesta (non si è tenuto
    conto di alcuni modelli venduti in piccoli quantitativi, con il consenso dei
    rappresentanti delle società interessate).
                                             13
 ---pagebreak--- 29. Quando le vendite per l'esportazione sono state fatte direttamente ad importatori
    indipendenti, i prezzi all'esportazione sono stati generalmente stabiliti in base al
    prezzo effettivamente pagato o pagabile per il prodotto venduto per l'esportazione
    nella Comunità.
30. Quando i prodotti sono stati venduti a società collegate che hanno importato il
    prodotto in questione nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati calcolati in
    base ai prezzi dirivenditaal primo acquirente indipendente, adeguati per tener conto
    di tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita, comprendenti i dazi
    doganali e un congruo margine di profìtto (nel caso in esame pari al 5%). Il profitto
    è stato stabilito in base ai margini di profitto degli importatori indipendenti
    considerati adeguati nel settore commerciale in questione.
    Le ripartizioni dei costi relativi alle spese generali, amministrative e di vendita degli
    importatori ai fini del calcolo dei prezzi all'esportazione, ove necessario, sono state
    fatte generalmente in base al giro d'affari, tranne nei casi in cui gli importatori hanno
    presentato prove sufficienti per giustificare un altro metodo di ripartizione. Le
    ripartizioni comprendevano tutti i costi generali, di amministrazione e di vendita
    relativi alle vendite in esame, sostenuti dagli esportatori oppure dagli importatori
    collegati.    Ai fini del calcolo dei prezzi all'esportazione sono stati presi in
    considerazione gli sconti e le riduzioni connessi alle vendite degli importatori
    collegati agli acquirenti indipendenti.
                                        3. Confronto
31. La media ponderata del valore normale di ciascun modello, determinata con il
    metodo suesposto, è stata confrontata a livello franco fabbrica con il prezzo
    all'esportazione, in base alla media ponderata per la Thailandia e prendendo in esame
    le singole operazioni di esportazione per le Filippine e il Messico. Per questi due
    paesi, il prezzo all'esportazione è stato costruito in base ai prezzi di rivendita al
    primo acquirente indipendente.          GU andamenti dei prezzi di rivendita e dei
    corrispondenti prezzi all'esportazione costruiti erano sensibilmente diversi in
    relazione a differenti acquirenti, regioni e periodi e di conseguenza con il metodo
    basato sulla media ponderata dei prezzi all'esportazione non sarebbe stato possibile
    valutare correttamente il margine di dumping.
                                              14
 ---pagebreak--- 32.  Riguardo alle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, sono stati
     applicati adeguamenti in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento
     antidumping di base, quando sono stati presentati elementi di prova sufficienti. Gli
     adeguamenti riguardavano differenze tra i costi inerenti allo stadio commerciale
     (calcolate in base ai costi di pubblicità, sostenuti sul mercato interno, ma non per le
     esportazioni), nonché a trasporto, movimentazione, imballaggio e credito.
                                  4. Margini di dumping
33.  Dall'esame dei fatti risultava l'esistenza di pratiche di dumping per tutti gli
     esportatori che hanno collaborato, per i quali è stato possibile fare i calcoli, con
     margini di dumping pari alla differenza tra il valore normale e il prezzo
     all'esportazione debitamente adeguato.
 34. Le media ponderata dei margini di dumping, espressa in percentuale del prezzo
     francofrontieracomunitaria, è la seguente:
     Thailandia:       Thai Merry                                         51,9%
     Messico.          produzione della JMP Mexico ed esportazioni 27,1%
                       della Scripto Tokai Corp. USA
     Filippine:        produzione della Iwax Philippine Inc., e della
                       Iwahori Philippines Inc. ed esportazioni della
                       Iwax Inc. Japan (unico margine di dumping)         52.6%
                       Swedish Match Philippines, Inc.                    36.7%
                                              15
 ---pagebreak---                        D.      INDUSTRIA COMUNITARIA
35. L'inchiesta ha confermato che i produttori comunitari denunziarti, che erano
    rappresentati dalla EFLM (per conto dei quali è stata presentata la domanda di
    riesame intermedio relativo alle importazioni dalla Thailandia) oppure hanno agito
    separatamente in due gruppi distinti (uno dei quali ha presentato la denuncia relativa
    alle importazioni originarie delle Filippine e l'altro la denuncia relativa alle
    importazioni originarie del Messico) rappresentavano in tutti i casi una proporzione
    maggioritaria della produzione comunitaria complessiva del prodotto simile.
36. Nel corso dell'inchiesta svolta nei confronti delle società suddette, è risultato che
    due produttori o gruppi di produttori, vale a dire la Tokai Seiki GmbH e una delle
    sue società consociate nella Comunità e le società appartenenti al gruppo Swedish
    Match erano collegate rispettivamente all'unico esportatore messicano e ad un
    esportatore filippino e importavano il prodotto oggetto di dumping dai paesi
    interessati.
    In tali circostanze la Commissione ha esaminato se, in conformità dell'articolo 4,
    paragrafo 1, lettera a) del regolamento antidumping di base, le società in questione
    dovessero essere escluse dalla definizione di industria comunitaria.        A questo
    proposito va precisato che l'articolo 4, paragrafo 1, lettera a) non stabilisce che
    debbano essere automaticamente esclusi i produttori collegati agli esportatori
    oppure che importano i prodotti oggetto di dumping, bensì impone alla
    Commissione l'obbligo di considerare nei singoli casi se sia giustificata l'esclusione
    dei produttori che si trovino in tale situazione.
                                              16
 ---pagebreak--- 37. Riguardo alla Tokai Seiki GmbH, va rilevato in primo luogo che la società ha
    esplicitamente dichiarato di sostenere unicamente l'azione nei confronti delle
    Filippine e della Thailandia, precisando che la sua collaborazione a titolo di
    produttore comunitario potenziale era limitata alle inchieste relative a questi due
    paesi.     In secondo luogo l'inchiesta ha rivelato che questo produttore, oltre ad
    essere collegato all'unico esportatore messicano, aveva effettuato una parte
    considerevole delle importazioni nella Comunità di accendini non ricaricabili
    dichiarati come originari del Messico.
    A questo proposito va ricordato che le inchieste relative alle importazioni dal
    Messico e dalle Filippine sono state svolte nell'ambito di un unico procedimento
    (cfr. punto 5) e che era stata considerata giustificata la valutazione cumulativa degli
    effetti delle importazioni oggetto di dumping dalla Thailandia, dalle Filippine e dal
    Messico (cfr. punti 40-44). A questo proposito è stato considerato che non fosse
    opportuno tenere conto della situazione della Tokai Seiki GmbH ai fini
    dell'accertamento del pregiudizio poiché, data l'entità delle importazioni in
    questione dal Messico, i risultati ottenuti non sarebbero stati attendibili. È stato
    quindi ritenuto opportuno escludere la Tokai Seiki GmbH dalla definizione di
    industria comunitaria.
38. Riguardo      alle  società appartenenti     al gruppo    Swedish Match,      collegate
    all'esportatore filippino Swedish Match Philippines, Inc., si doveva stabilire se
    l'attività principale di queste società (che hanno sostenuto la denuncia nei tre casi e
    hanno pienamente collaborato alle tre inchieste) fosse la produzione e se le
    importazioni rappresentassero semplicemente un'attività marginale, volta ad
    integrare la produzione comunitaria, oppure se si trattasse di importatori con una
    limitata produzione supplementare nella Comunità.
                                              17
 ---pagebreak---     Dall'inchiesta è risultato che le importazioni delle società appartenenti al gruppo
    Swedish Match relativamente al prodotto in questione originario delle Filippine
    erano estremamente limitate e che le loro operazioni in questo settore rimanevano
    essenzialmente nella Comunità. È stato quindi considerato opportuno confermare
    che le società in questione erano comprese nell'industria comunitaria.
39. Le conclusioni sul pregiudizio sono quindi basate sulle informazioni presentate dalle
    società che hanno collaborato, a eccezione della Tokai Seiki GmbH, ovvero dai
    produttori appartenenti al gruppo BIC e al gruppo Swedish Match e dalla società
    spagnola Flamagas.
                                  E. PREGIUDIZIO
                                       1. Cumulo
40. Il regolamento antidumping di base stabilisce che gli effetti delle importazioni
    possono essere valutati cumulativamente se i paesi interessati sono simultaneamente
    soggetti a inchieste antidumping, se il margine di dumping stabilito per le
    importazioni da ciascun paese è superiore a quello minimo (superiore al 2%) e se il
    volume delle importazioni da ciascun paese non è trascurabile. Se sono soddisfatte
    queste condizioni, vanno esaminate le condizioni della concorrenza, in particolare
    per determinare se i prodotti importati originari dei paesi interessati sono
    intercambiabili, sono venduti a livelli di prezzi simili, utilizzano canali di
    distribuzione comuni o simili e sono presenti simultaneamente negli stessi mercati
    geografici.
                                           18
 ---pagebreak--- 41.    A questo proposito va ricordato che gli accendini non ricaricabili esportati dai tre
       paesi interessati sono simultaneamente oggetto di inchieste, nelle quali sono stati
       stabiliti margini di dumping compresi tra il 27,1% e il 52,6%. Inoltre, nessun paese
       esportatore ha consegnato alla Comunità quantitativi corrispondenti ad una quota di
       mercato inferiore all'I % e che pertanto avrebbero potuto essere considerati
       trascurabili.
       Alla luce delle condizioni della concorrenza, è stato stabilito che i prodotti importati
       originari dei paesi interessati erano intercambiabili e venduti a livelli di prezzi
       analoghi,     utilizzavano    canali    di    distribuzione     simili  ed    erano    presenti
       simultaneamente negli stessi mercati geografici.
       A questo proposito le parti interessate hanno presentato le argomentazioni esposte
       nei punti seguenti.
42.    I due produttori filippini collegati hanno contestato la correttezza del cumulo per le
       importazioni dalle Filippine e dal Messico sostenendo che, alla luce delle differenze
       riscontrate tra i due paesi in termini di volume e di tendenza delle importazioni, non
       si poteva concludere che gli accendini non ricaricabili originari delle Filippine e del
       Messico erano in concorrenza sul mercato comunitario in condizioni simili.
       A sostegno di tale affermazione, i produttori hanno affermato che l'effettivo tasso di
       incremento delle importazioni dalle Filippine era nettamente inferiore a quello delle
       importazioni dal Messico e che la differenza era tale da giustificare una valutazione
       distinta dell'effetto delle importazioni in questione sul mercato comunitario. Sono
       state comunicate informazioni per dimostrare che l'effettivo aumento delle
       importazioni dalle Filippine era inferiore a quello indicato dalle statistiche della
       Comunità.. È stato inoltre fatto riferimento ad un caso precedente9 in cui la
       Commissione aveva deciso di non valutare cumulativamente le importazioni dalla
       Corea e dalla Cina, poiché dall'inchiesta era risultato che il volume e la quota di
       mercato avevano "tendenze diametralmente opposte"10 e che la politica dei prezzi
       dei due paesi presentava differenze sostanziali.
9
    Regolamento (CEE) n. 763/90 della Commissione del 26 marzo 1990 (GU n. L 83 del 30.3.1990)
    che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di carburo di tungsteno e di
    carburo di tungsteno fuso originarie della Repubblica popolare cinese e chiude la procedura relativa
    alle importazioni dei medesimi prodotti originari della Repubblica di Corea.
10
    Punto 42 del regolamento (CEE) n. 763/90.
                                                    19
 ---pagebreak---     Tuttavia, anche se l'aumento delle importazioni dalle Filippine (corrispondente ad
    un incremento della quota di mercato dal 2% nel 1990 al 3,3% nel 1994) è inferiore
    a quello delle importazioni dal Messico, che partivano da un livello più basso (la
    quota di mercato del Messico, pari allo 0,1% nel 1990, ha raggiunto il 9,2% nel
     1994) occorre rilevare che nel periodo dell'inchiesta i due paesi avevano una quota
    di mercato significativa e che le esportazioni erano eseguite a prezzi sensibilmente
    inferiori a quelli dell'industria comunitaria. Va inoltre osservato che le importazioni
    dai due paesi sono aumentate in termini assoluti e rispetto alla quota di mercato e
    che i livelli di sottoquotazione dei prezzi erano simili.
    È stato pertanto considerato che le rispettive posizioni delle importazioni dalle
    Filippine e dal Messico sul mercato comunitario non presentavano differenze
    sufficienti per giustificare la conclusione secondo la quale le condizioni della
    concorrenza tra gli accendini nonricaricabilioriginari delle Filippine e del Messico
    erano diverse. Di conseguenza, larichiestadelle parti non è stata accettata.
43. Il rappresentante di un esportatore thailandese ha inoltre affermato che il pregiudizio
    causato     dalle    importazioni   dalla  Thailandia   non   poteva  essere   valutato
    cumulativamente con quello attribuito alle importazioni dal Messico e dalle
    Filippine, sostenendo che, benché l'articolo 3, paragrafo 4 del regolamento
    antidumping di base autorizzi la valutazione cumulativa se le importazioni in
    questione sono simultaneamente oggetto di inchieste antidumping, il cumulo delle
    importazioni dalla Thailandia, che sono oggetto di un riesame intermedio, con le
    importazioni provenienti dal Messico e dalle Filippine non sarebbe corretto in
    quanto le norme giuridiche (e i testi giuridici conseguenti) applicabili al riesame
     sono diverse da quelle applicabili ad un nuovo procedimento.
                                              20
 ---pagebreak---     Riguardo alla correttezza della valutazione globale degli effetti delle importazioni
    già soggette a misure e delle importazioni per la prima volta oggetto di un'inchiesta,
    si ritiene che, poiché il regolamento antidumping di base non esclude questo
    metodo, tra l'altro quando sia stata svolta un'inchiesta completa sul pregiudizio,
    qualsiasi decisione a questo proposito debba essere presa in base ad un valutazione
    approfondita del merito di ciascun caso, ovvero esaminando l'impatto del
    comportamento dei paesi esportatori interessati.
    A questo proposito va osservato che le misure antidumping applicabili alle
    importazioni dalla Thailandia non hanno impedito al paese esportatore, dopo la
    revoca dell'impegno da parte del principale esportatore thailandese nel 1993, di
    ricorrere nuovamente a pratiche di dumping, adottando quindi un comportamento
    analogo a quello delle Filippine e del Messico.
    Data l'analogia del comportamento si può ritenere che, nonostante le misure in
    vigore (che probabilmente non erano più sufficienti per agire contro il dumping), le
    importazioni dal paese soggetto al riesame abbiano contribuito, alla pari con le
    importazioni provenienti dai paesi soggetti al nuovo procedimento, al pregiudizio
    che potrebbe essere attribuito alle importazioni oggetto di dumping sottoposte
    all'inchiesta.
44. È stato pertanto considerato che, data l'analogia del comportamento dei tre paesi
    esportatori interessati (con la conseguente impossibilità di valutare separatamente il
    rispettivo contributo al pregiudizio) ed essendo soddisfatti i criteri relativi alle
    condizioni della concorrenza, la valutazione cumulativa era giustificata.
                                            21
 ---pagebreak--- Le autorità thailandesi hanno criticato questa impostazione, sostenendo che essa
avrebbe causato confusione tra l'imposizione di dazi antidumping per la prima
volta (nei confronti delle Filippine e del Messico) e le norme, assertivamente più
severe, applicabili per decidere se i dazi esistenti (applicabili alle importazioni dalla
Thailandia) dovevano essere lasciati in vigore (in forma modificata nell'ambito del
riesame intermedio che verteva anche sulle circostanze da esaminare nell'esame in
previsione della scadenza).
  Questa osservazione non è stata accettata, tra l'altro, in quanto l'argomentazione
  delle autorità thailandesi secondo la quale le norme in materia di pregiudizio
  applicabili a questo tipo di riesame sarebbero più rigorose di quelle applicabili ai
  nuovi procedimenti non sembra corretta, particolarmente alla luce del combinato
  disposto dell'articolo 3 e dell'articolo 11 del regolamento antidumping di base. In
  realtà, nell'ambito di un riesame di questo tipo, le istituzioni devono tener conto
  del fatto che le misure in vigore possono aver limitato gli effetti pregiudizievoli
  delle importazioni oggetto di dumping in esame. Queste ultime possono essere
  rimaste pregiudizievoli ovvero possono essere divenute tali a conferma della
  conclusione secondo la quale il pregiudizio rischia di riapparire in assenza di
  misure.
  Alla luce delle considerazioni suesposte, è stata confermata la correttezza della
  valutazione cumulativa dell'effetto simile e simultaneo delle importazioni oggetto
  di dumping dai tre paesi interessati.
                                         22
 ---pagebreak---                             2. Consumo comunitario totale
45. Per calcolare il consumo apparente complessivo del prodotto in questione sul
    mercato comunitario, le vendite di accendini nonricaricabilieseguite dai produttori
    comunitari nella Comunità sono state addizionate alle importazioni totali nella
    Comunità, dichiarate nell'ambito del codice NC 9613 10 00 (escludendo tuttavia,
    per le Filippine, le importazioni di accendini piezoelettrici non ricaricabili, in base a
    dati attendibili comunicati nel corso dell'inchiesta). Il consumo apparente
    complessivo di accendini non ricaricabili così calcolato è aumentato del 21% tra il
    1990 e il 1994.
46. È tuttavia noto che questa percentuale elevata non corrisponde al tasso di
    incremento reale. Gli importatori (in previsione di un aumento del dazio
    antidumping sugli accendini non ricaricabili di origine cinese) alla fine del 1994
    hanno infatti importato considerevoli quantitativi di questi prodotti dalla Repubblica
    popolare cinese. Una parte dei prodotti importati (circa 65 milioni di unità), che non
    poteva essere immessa sul mercato prima del 1995, è stata quindi immagazzinata e
    di conseguenza il consumo apparente complessivo per il 1994 è artificialmente
    aumentato.
    Per accertare il tasso effettivo di aumento del consumo, la Commissione ha stimato
    che, rispetto alle importazioni dalla Cina sdoganate nel 1994 (pari complessivamente
    a 176,7 milioni di unità), nello stesso anno sono state probabilmente rivendute (dagli
    esportatori a grossisti o a dettaglianti) circa 110 milioni di unità. L'aumento del
    consumo così calcolato è dell' 11% invece che del 21%. Questo tasso di incremento
    è abbastanza conforme all'attuale tendenza del consumo comunitario.
                                             23
 ---pagebreak---                 3. Fattori relativi alle importazioni oggetto di dumping
                           (a) Tasso di crescita delle importazioni
47.  Il tasso di crescita globale delle importazioni dai paesi interessati era molto alto
    (superiore al 280%). Tra il 1990 e il 1994, in termini di volume
    - le importazioni dal Messico si sono moltiplicate oltre 120 volte (rispetto ad un
    livello iniziale molto basso);
    - le importazioni dalle Filippine sono aumentate di oltre il 95%;
    - le importazioni dalla Thailandia sono aumentate del 18%, Nell'ambito del riesame,
    questo aumento rimane significativo, dato che probabilmente l'istituzione di misure
    antidumping nel 1991 (successivamente modificate nel 1994) ha inciso sul tasso di
    crescita delle importazioni dalla Thailandia, anche se gli effetti delle misure sono
    stati limitati dal calo dei prezzi di vendita dopo la revoca dell'impegno del principale
    esportatore thailandese.
                                    (b) Quota di mercato
48. La quota del mercato comunitario delle importazioni dei prodotti in questione
    originari dei tre paesi interessati, considerate complessivamente, tra il 1990 e il 1994
    è aumentata del 10% (passando dal 4,6% al 15%).              Nello stesso periodo, in un
    mercato in espansione, i produttori comunitari hanno perso una parte sostanziale
    della quota di mercato, pari a 8,5 punti percentuali, dal 57,3% nel 1990 al 48,6% nel
    1994. Anche la posizione di altri paesi terzi, considerati globalmente, ha subito una
    leggera erosione (da un esame più accurato è tuttavia risultato che, come è esposto
    nel punto 70, la quota di mercato della Repubblica popolare cinese nella Comunità è
    sostanzialmente aumentata a detrimento di paesi esportatori non soggetti alla
    presente inchiesta).
                                              24
 ---pagebreak---                                (e) Prezzi delle importazioni
49. Al fine del confronto tra i modelli, come è stato fatto in tutte le precedenti inchieste
    sugli accendini nonricaricabili,è stato considerato opportuno calcolare il margine di
    sottoquotazione unicamente in base agli accendini con un quantitativo di gas uguale
    0 quasi uguale, aventi quindi un numero simile di accensioni.
50. Per le vendite ad importatori indipendenti, il confronto è stato fatto tra il prezzo
    all'importazione CIF, adeguato a livello franco consegna, merce sdoganata e il
    prezzo di vendita dei produttori comunitari nella Comunità allo stesso stadio
    commerciale. Per le vendite ad importatori collegati, il confronto tra i prezzi è stato
    fatto in base alle vendite al primo acquirente indipendente.
    Il livello medio della sottoquotazione dei prezzi, espresso in percentuale del prezzo
    medio dell'industria comunitaria, era superiore al 30% in tutti i casi, con un'unica
    eccezione (la società filippina collegata al gruppo Swedish Match, le cui
    esportazioni nella Comunità, in quantitativi molto ridotti, non potevano essere
    considerate rappresentative delle esportazioni filippine di accendini non ricaricabili).
    1 prezzi degli accendini non ricaricabili importati dai paesi interessati erano quindi
    sensibilmente inferiori a quelli applicati dai produttori comunitari nel periodo
    dell'inchiesta.
                                             25
 ---pagebreak---                       4.     Situazione dell'industria comunitaria
                                 (a) Osservazioni generali
51. Il mercato degli accendini è molto sensibile al prezzo. Per evitare di perdere una
    parte delle vendite o della quota di mercato, i numerosi produttori e acquirenti
    tendono ad adeguare i loro prezzi rispetto al livello più basso offerto. Per far fronte
    alle importazioni oggetto di dumping a basso prezzo, l'industria comunitaria è
    quindi costretta a diminuire i prezzi nel tentativo di conservare la quota di mercato,
    il livello di produzione e l'utilizzazione degli impianti, oppure, se tenta di mantenere
    un livello dei prezzi costante, rischia di perdere una parte della quota di mercato.
                            (b) Capacità, produzione e vendite
52. Tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta, la capacità è rimasta stabile e la produzione è
    leggermente aumentata. Le vendite hanno avuto un lieve aumento in volume e sono
    leggermente diminuite in valore.
                                    (e) Quota di mercato
53. La quota di mercato dell'industria comunitaria è scesa dal 57,3% nel 1990 al 48,6%
    nel periodo dell'inchiesta.
                                              26
 ---pagebreak---                                         (d) Prezzi
54  I prezzi medi, dopo un leggero aumento sino al 1992, sono in seguilo lievemente
    diminuiti.   Va rilevato a questo proposito che, nel tentativo di conservare la quota
    di mercato, nel periodo in esame l'industria comunitaria ha venduto crescenti
    quantitativi di prodotti di particolare fattura (per esempio modelli dotati di una
    custodia oppure stampati, che normalmente sarebbero stati venduti a prezzi
    superiori a quelli degli accendini standard). L'inchiesta ha messo in evidenza che
    non è stato possibile applicare i prezzi più elevati che sarebbero stati necessari per
    modelli più complessi, con conseguenze negative per la redditività dell'industria
    comunitaria.
                                     (e) Redditività
55. L'utile medio dell'industria comunitaria sulle vendite del prodotto simile, negativo
    nel 1990, è migliorato sino a diventare appena positivo nel 1991. Nel 1992 l'utile
    medio si è deteriorato, pur rimanendo positivo, ma nel 1993 era nuovamente
    negativo.   Nel periodo dell'inchiesta, i prezzi medi di vendita erano lievemente
    superiori al costo medio di produzione.
                                    (f) Occupazione
56. Nel tentativo di contenere i costi, l'industria comunitaria ha costantemente ridotto il
    numero di lavoratori dipendenti (la riduzione dell'8% tra il 1990 e il 1993 è stata in
    parte compensata nel 1994, ma in quell'anno il livello dell'occupazione era ancora
    inferiore del 4% a quello del 1990).
                                             27
 ---pagebreak---                      5.      Conclusioni in materia di pregiudizio
57. I prezzi delle importazioni erano sostanzialmente inferiori ai prezzi medi
    dell'industria comunitaria, con un margine superiore al 30% (a eccezione della
    società filippina collegata ad un produttore comunitario, le cui esportazioni non
    erano sufficienti per essere considerate rappresentative delle esportazioni filippine).
58. Il pregiudizio causato all'industria comunitaria nel periodo in esame si è manifestato
    principalmente in due forme.
    - Diminuzione della quota di mercato: i produttori comunitari hanno perso 8,5
    punti percentuali tra il 1990 e il 1994 (o 15 punti percentuali nel 1994 rispetto al
    1992). Dato che, in termini di volume, le vendite dei produttori comunitari sono
    rimaste stabili, l'industria comunitaria non ha quindi potuto beneficiare in alcun
    modo dell'espansione del mercato.
    - Redditività insufficiente: la redditività dell'industria comunitaria è rimasta
    generalmente molto bassa (particolarmente per un settore in cui sono necessari
    investimenti sostanziali per l'innovazione). Questa situazione è dovuta al fatto che
    negli ultimi cinque anni l'industria comunitaria non ha potuto applicare alcun
    aumento dei prezzi (nonostante l'aumento della parte di prodotti di fattura
    particolare, normalmente più cari). Il livello di redditività eccessivamente basso del
    1994 non è più sostenibile per un periodo di tempo prolungato.         È quindi molto
    probabile che i produttori comunitari, entro un periodo relativamente breve,
    decidano di trasferire la produzione al di fuori della Comunità.
59. L'industria comunitaria, che apparentemente stava superando le difficoltà causate
    dalle pratiche di dumping del passato, si trova tuttora in una situazione precaria sul
    piano finanziario e commerciale. È stato pertanto concluso che l'industria
    comunitaria è stata danneggiata e ha subito un pregiudizio che può essere
    considerato grave.
                                            28
 ---pagebreak---                               F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
>60. Per determinare se il pregiudizio subito dall'industria comunitaria sia stato causato
     dalle importazioni oggetto di dumping dalla Thailandia, dal Messico e dalle Filippine
     e se altri fattori abbiano causato tale pregiudizio oppure vi abbiano contribuito, sono
     stati esaminati i seguenti elementi.
                     1. Effetto delle importazioni oggetto di dumping
 61. Nell'esame degli effetti delle importazioni oggetto di dumping, è stato constatato
     che l'aumento del volume e il calo dei prezzi di tali importazioni ha coinciso con la
     perdita della quota di mercato e il deterioramento della situazione finanziaria
     dell'industria comunitaria.
 62. Tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta, la quota di mercato delle importazioni oggetto
     di dumping dai tre paesi interessati è nettamente aumentata, passando dal 4,6% al
     15%, con un incremento superiore al 10% del consumo complessivo, mentre la
     quota di mercato dell'industria comunitaria è diminuita di oltre l'8,5% rispetto al
     consumo comunitario totale.         Inoltre, nel periodo dell'inchiesta, i prezzi degli
     accendini non ricaricabili importati dalla Thailandia, dalle Filippine e dal Messico
     erano sensibilmente inferiori a quelli applicati dai produttori comunitari (in media di
     un margine superiore al 30%).
     Dato che il mercato in questione è molto sensibile al prezzo, come è stato spiegato
     nel punto 51, appare evidente che la significativa sottoquotazione dei prezzi da parte
     delle importazioni oggetto di dumping dalla Thailandia, dalle Filippine e dal
     Messico, con il conseguente aumento della quota di mercato, ha considerevolmente
     danneggiato l'industria comunitaria, tanto più che i prodotti sono stati venduti
     attraverso gli stessi canali di vendita e agli stessi clienti dell'industria comunitaria.
                                               29
 ---pagebreak---                               2.      Effetti di altri fattori
        (a) Volume e prezzi delle importazioni non vendute a prezzi di dumping
63. Tra il 1990 e il 1994 le importazioni provenienti da paesi terzi, esclusi quelli soggetti
    a misure antidumping o alle presenti inchieste sono aumentate del 34%. Questo
    aumento non è tuttavia significativo in termini di quota di mercato (dal 10% nel
    1990 all'11,3% nel 1994).
64. Riguardo al livello dei prezzi di queste importazioni, va osservato che i dati
    Eurostat, basati su una composizione di accendini differenti, non possono essere
    considerati come una base adeguata ai fini della determinazione di prezzi unitari
    precisi. Le parti interessate non hanno comunque presentato prove documentate per
    dimostrare che gli effettivi livelli dei prezzi di dette importazioni fossero
    sensibilmente inferiori ai prezzi dell'industria comunitaria.
                (b) Andamento della domanda e variazioni del consumo
65. Come risulta da quanto precede (punti 45 e 46) nel periodo in esame non è stata
    accertata alcuna contrazione della domanda, né si sono avute variazioni
    dell'andamento dei consumi.
      (e) Restrizioni commerciali attuate da produttori comunitari e di paesi terzi
                                e concorrenza fra gli stessi
66.   Non sono stati presentati elementi di prova relativi all'esistenza di restrizioni
      commerciali attuate da paesi terzi tali da causare pregiudizio all'industria
      comunitaria.     Riguardo alla concorrenza tra altri paesi terzi e i produttori
      comunitari interessati, soltanto le importazioni dalla Cina, sotto esaminate, sono
      state prese in particolare considerazione.
                                              30
 ---pagebreak---                (d) Sviluppi tecnologici e prestazioni dell'industria comunitaria
                            in materia di esportazioni e produttività
67.  La capacità dell'industria comunitaria di seguire e talvolta di anticipare i concorrenti
     in materia di sviluppi tecnologici non è in discussione (i produttori comunitari hanno
     infatti registrato diversi brevetti relativi alla produzione di accendini non
     ricaricabili).
68.  La capacità dell'industria comunitaria di competere sui mercati d'esportazione al di
     fuori della Comunità è fuori discussione (tra il 1990 e il 1994 le vendite di accendini
     nonricaricabilidei produttori comunitari a paesi terzi sono aumentate del 14%).
69.  Le stesse considerazioni valgono per la produttività dell'industria comunitaria per
     persona occupata, che è leggermente aumentata tra il 1990 e il 1994.
            (e) Incidenza di altre importazioni non vendute a prezzi di dumping
70.  In questo contesto le importazioni dalla Repubblica popolare cinese sono state
     esaminate con particolare attenzione. Tra il 1990 e il 1994 infatti la quota di
     mercato della Repubblica popolare cinese per gli            accendini in questione nella
     Comunità è sensibilmente aumentata. I considerevoli quantitativi esportati dalla
     Repubblica popolare cinese nella Comunità sono inoltre stati venduti a prezzi di
     dumping molto bassi. Con il regolamento (CE) n. 1006/95 n il dazio antidumping
     imposto su queste importazioni è stato aumentato.
11
    GU n. L 101 del 4.5.1995, pag. 38.
                                                31
 ---pagebreak---     Tutti gli esportatori che hanno collaborato hanno affermato di aver dovuto seguire
    la tendenza dei prezzi dei prodotti cinesi per evitare di perdere una parte delle
    vendite. Benché questa argomentazione non sia completamente infondata, si ritiene
    che il fatto che la Repubblica popolare cinese (principalmente attraverso le pratiche
    di dumping) abbia potuto determinare le tendenze del mercato non dispensi altri
    paesi esportatori, i cui volumi di esportazioni non sono irrilevanti, dalla
    responsabilità di aver fatto ricorso a pratiche di dumping causa di pregiudizio.
    Rimane inoltre incontestabile che la dura concorrenza delle importazioni oggetto di
    dumping a basso prezzo dalla Thailandia, dalle Filippine e dal Messico ha
    contribuito in misura notevole alla pressione esercitata sui prezzi degli accendini non
    ricaricabili nella Comunità.
                        3. Conclusione sul rapporto di causalità
71. Nonostante il fatto che un altro elemento, vale a dire le importazioni oggetto di
    dumping dalla Repubblica popolare cinese, possa aver avuto effetti negativi
    sull'industria comunitaria, si ritiene che le importazioni oggetto di dumping dalla
    Thailandia, dalle Filippine e dal Messico abbiano causato un pregiudizio grave
    all'industria comunitaria.      Questa conclusione è fondata sui diversi elementi
    suesposti e particolarmente sul livello della sottoquotazione dei prezzi e sui
    quantitativi esportati, che hanno esercitato una forte pressione sui prezzi.
                                             32
 ---pagebreak---  G. PERSISTENZA O REITERAZIONE DEL DUMPING E DEL PREGIUDIZIO
                                    (THAILANDIA)
72.  Poiché, come è spiegato nel punto 4, l'esame intermedio relativo alle importazioni
     originarie della Thailandia non sarebbe stato concluso prima della fine del periodo
     di cinque anni dopo il quale le misure in questione dovevano scadere, il riesame
     intermedio nei confronti della Thailandia ha compreso le circostanze da esaminare
     nel contesto di un riesame in previsione della scadenza, in conformità dell'articolo
     11, paragrafo 2 di detto regolamento.
73.  Nel corso dell'esame, svolto al fine di determinare se, nell'ipotesi che le misure nei
     confronti della Thailandia dovessero scadere, tale scadenza implicava "il rischio
     del persistere o della reiterazione del dumping e del pregiudizio", è stato
     considerato che i seguenti elementi fossero particolarmente rilevanti:
     - dato che, prima della prevedibile scadenza, le importazioni in questione dalla
     Thailandia erano sempre oggetto di dumping (per di più ad un livello superiore a
     quello inizialmente accertato), appare estremamente improbabile che la scadenza
     delle misure possa eliminare le pratiche di dumping o coincidere con la loro
     scomparsa;
     - analogamente, riguardo all'analisi del pregiudizio, va osservato che, se le
     importazioni dalla Thailandia fossero state esaminate isolatamente invece che
     cumulativamente, sarebbe stato comunque concluso che queste importazioni
     avevano causato pregiudizio tale da giustificare (alla luce dei risultati dell'inchiesta
     sul volume e sui prezzi delle importazioni) l'aumento dell'importo del dazio
     antidumping applicabile. Questa conclusione, basata sull'esistenza e sul livello
     delle misure attualmente in vigore, sarebbe stata ulteriormente confermata alla luce
     della probabile scadenza.
                                            33
 ---pagebreak--- 71  Di conseguenza è stato considerato che, poiché la persistenza delle pratiche di
    dumping giustificherebbe la modifica delle misure in vigore nei confronti della
    Thailandia, la scadenza implicava il rischio del persistere o della reiterazione de
    dumping e del pregiudizio e pertanto è stato concluso che tali misure non dovevano
    scadere.
                      H.      INTERESSE DELLA COMUNITÀ
75. Per stabilire se fosse nell'interesse della Comunità istituire o modificare le misure
    antidumping nei confronti delle importazioni di accendini non ricaricabili dai paesi
    interessati, che erano oggetto di dumping e hanno causato pregiudizio all'industria
    comunitaria interessata, sono state prese in considerazione le osservazioni di tutte le
    parti interessate.   È stato esaminato se esistessero motivi convincenti per non
    istituire misure antidumping.
                                 1. Industria comunitaria
76. In assenza di misure nei confronti delle importazioni dalle Filippine e dal Messico e
    senza la modifica delle misure in vigore nei confronti della Thailandia, con il
    conseguente aumento dei prezzi degli accendini originari di tali paesi, l'industria
    comunitaria dovrebbe diminuire ulteriormente i prezzi oppure subirebbe un calo
    ancora più rapido delle vendite. Nei due casi, la situazionefinanziariadell'industria
    comunitaria si aggraverebbe. Di conseguenza, la produzione nella Comunità non
    sarebbe più praticabile e potrebbe cessare, con perdite di posti di lavoro
    nell'industria stessa e nei settori collegati.
                                              34
 ---pagebreak---     Verrebbero inoltre drasticamente ridotte le entrate necessarie per gli investimenti
    nelle attività di ricerca e sviluppo di prodotti conformi alle norme di sicurezza e alle
    tecniche di produzione più elaborate, che sono indispensabili per salvaguardare la
    competitività in un settore molto concorrenziale.          L'industria comunitaria, di
    conseguenza, a causa delle perdite subite entro un termine relativamente breve,
    sarebbe costretta arinunciarealla produzione nella Comunità.
    Appare quindi giustificato eliminare le distorsioni degli scambi provocate dalle
    pratiche di dumping affinché l'industria degli accendini nonricaricabili,che da lungo
    tempo investe e introduce innovazioni nella Comunità, abbia la possibilità di
    sopravvivere, salvaguardando al tempo stesso l'occupazione e i futuri investimenti.
                               2. Interesse dei consumatori
77. Le organizzazioni dei consumatori non hanno presentato osservazioni sulla
    questione dell'interesse della Comunità. Gli accendini nonricaricabilisono prodotti
    poco costosi che, in generale, sono acquistati senza preferenze precise. Benché le
    differenze tra i prezzi abbiano un effetto decisivo sulla scelta dei consumatori tra
    diversi accendini, il livello assoluto dei prezzi non sembra incidere in alcun modo
    sulla decisione di acquistare o no tale prodotto. L'aumento dei prezzi a livello
    dell'importatore, e in parte o interamente assorbito nella catena di distribuzione, non
    dovrebbe avere un'incidenza rilevante sul consumo complessivo di accendini non
    ricaricabili.
    Va inoltre rilevato che, dato il normale rialzo tra il prezzo all'importazione CIF e il
    prezzo al dettaglio, la catena di distribuzione dovrebbe assorbire quasi interamente
    l'incidenza che l'aumento dei prezzi derivante dalle misure antidumping avrebbe sui
    prezzi al consumo. Va inoltre osservato che gli eventuali aumenti dei prezzi non
    avranno un'incidenza sostanziale sul bilancio dei consumatori dato il basso prezzo
    unitario di questo articolo e in considerazione dell'importo molto limitato speso da
    ciascun acquirente.
                                              35
 ---pagebreak---                                      3. Conclusione
78. Dopo aver esaminato gli interessi delle diverse parti, è stato concluso che è
    nell'interesse della Comunità istituire misure antidumping per eliminare gli effetti
    pregiudizievoli delle importazioni oggetto di dumping in questione e che, d'altra
    parte, non esistono motivi convincenti per non istituire tali misure.
    In mancanza di misure, infatti, la produzione nella Comunità potrebbe cessare, con
    la conseguente perdita di posti di lavoro e la scomparsa degli investimenti.
    L'aumento dei prezzi e i conseguenti costi supplementari per i consumatori,
    relativamente limitati, non sono assolutamente comparabili al costo della totale
    scomparsa dell'industria comunitaria.
                             I. MISURE ANTIDUMPING
                 1.     Livello necessario per eliminare il pregiudizio
79. In conformità delle disposizioni pertinenti del regolamento antidumping di base, è
    stato esaminato se le misure dovessero essere inferiori ai margini di dumping
    accertati, qualora tali misure fossero sufficienti per eliminare il pregiudizio causato
    all'industria comunitaria. A tal fine è stato considerato che i prezzi di vendita di
    ciascun esportatore ad importatori indipendenti, adeguati a livello franco consegna,
    merce sdoganata (oppure, quando le vendite erano effettuate a importatori collegati,
    il prezzo di rivendita al primo acquirente indipendente) dovevano essere confrontati
    con i prezzi di vendita stabiliti allo stesso stadio commerciale e corrispondenti al
    costo di produzione dei produttori comunitari, maggiorato di un equo margine di
    profitto.
                                            36
 ---pagebreak--- 80. A tal fine, è stato considerato opportuno prendere in considerazione unicamente gli
    accendini con un quantitativo di gas uguale o quasi uguale, aventi quindi un numero
    simile di accensioni. Riguardo all'importo del profitto ritenuto equo, è stato
    esaminato se, in assenza delle importazioni oggetto di dumping in questione, fosse
    realizzabile il profitto utilizzato nei precedenti procedimenti relativi agli accendini
    nonricaricabili,pari ad un margine del 15% sul giro d'affari.
81  A questo proposito occorre ricordare che nel periodo in esame anche le
    importazioni oggetto di dumping dalla Repubblica popolare cinese potrebbero aver
    danneggiato l'industria comunitaria.        Di conseguenza, affinché il rimedio nei
    confronti delle importazioni oggetto di dumping dai tre paesi in questione sia
    commisurato al pregiudizio, è stato considerato appropriato e sufficientemente
    giustificato, ai fini del calcolo dell'attuale livello di eliminazione del pregiudizio,
    utilizzare un margine di profitto non superiore al 10%.          L'utilizzazione di un
    margine di profitto del 10% è stata considerata opportuna per tener conto dell'altro
    fattore di pregiudizio che potrebbe aver provocato il deterioramento della situazione
    dell'industria comunitaria nel periodo attualmente in esame. Questa scelta non
    implica quindi alcuna revisione globale delle precedenti risultanze in merito alla
    redditività dell'industria degli accendini.
82. Dai calcoli del livello di eliminazione del pregiudizio così effettuati è risultato che i
    margini di differenza tra i prezzi, espressi in percentuali del prezzo franco frontiera
    comunitaria, erano superiori ai corrispondenti margini di dumping per l'esportatore
    thailandese Thai Merry e per il produttore messicano JMP (i cui prodotti sono
    esportati dalla Scripto Tokai Corp. USA).
                                             37
 ---pagebreak---     Per i produttori filippini che hanno collaborato, le medie ponderate dei margini di
    differenza tra i prezzi, espresse in percentuale del prezzo franco frontiera
    comunitaria ed inferiori ai corrispondenti margini di dumping erano le seguenti:
    produzione della Iwax Philippine Inc. e della Iwahori Philippines
    ed esportazioni della Iwax Inc. Japan (margine unico):                    43%
    Swedish Match Philippines, Inc.                                           17%
                   2. Situazione della società thailandese Politop
83. Come già è stato precisato, alla fine dell'inchiesta iniziale relativa alla Thailandia, nei
    confronti della società Politop è stato imposto un dazio antidumping individuale
    basato sul corrispondente margine di dumping (5,8%). Il produttore ha collaborato
    anche al presente riesame, senza tuttavia comunicare dati in base ai quali fosse
    possibile calcolare nuovi margini di dumping e di pregiudizio. Questo produttore
    infatti, dopo aver esportato quantitativi non rilevanti nel 1992, non ha
    successivamente effettuato altre esportazioni di accendini non ricaricabili nella
    Comunità.
84. Dalla documentazione esaminata (e in particolare dalla corrispondenza commerciale
    della società) è emerso che questa situazione era dovuto al fatto che la Politop
    aveva rifiutato di vendere sottocosto. La Politop ha sostenuto di aver tenuto un
    comportamento corretto negli ultimi quattro anni e ha affermato che le sue
    esportazioni nella Comunità dovevano essere esenti dal dazio residuo aumentato che
    sarebbe stato probabilmente applicato alla Thailandia, chiedendo quindi un'aliquota
    del dazio nullo o almeno il mantenimento dell'attuale aliquota del 5,8%.
                                            38
 ---pagebreak--- 85. Nella ricerca di una soluzione equa, è stato considerato che, avendo la Politop
    cessato di esportare nella Comunità, nella fattispecie il margine di dumping residuo
    determinato per il periodo dell'inchiesta non poteva essere considerato un dato
    attendibile.
86.   In tali circostanze le informazioni disponibili più attendibili erano apparentemente i
      dati comunicati       dalla Politop nell'inchiesta precedente.       È stato pertanto
      considerato che, in queste circostanze particolari, la soluzione più appropriata era
      quella di lasciare in vigore l'aliquota del dazio attuale (5,8%).
                                         3. Impegni
87. Dopo essere stati informati dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si
    intendeva raccomandare l'abrogazione delle misure in vigore sulle importazioni dalla
    Thailandia e l'imposizione di dazi definitivi sulle importazioni originarie dei tre paesi
    interessati, un produttore thailandese, l'unico produttore messicano e due produttori
    filippini collegati hanno offerto impegni in merito alle esportazioni del prodotto in
    questione nella Comunità.
    Dopo aver esaminato le offerte, la Commissione ha concluso che gli impegni erano
    accettabili in quanto avrebbero eliminato gli effetti pregiudizievoli del dumping, in
    conformità dell'articolo 8, paragrafo 1 del regolamento antidumping di base.
    Inoltre, in considerazione dei canali di vendita utilizzati per le esportazioni in
    questione (effettuate a parti collegate oppure a importatori esclusivi nella
    Comunità), è stato considerato che gli impegni potevano essere efficacemente
    verificati.
                                              39
 ---pagebreak--- 88.   Il Comitato consultivo, sentito dalla Commissione, non ha fatto obiezioni
      sull'accettazione degli impegni. Gli impegni offerti sono stati accettati con la
      decisione 97/.../CE della Commissione12.
                                   4. Dazi individuali e residui
89.   Nonostante l'accettazione degli impegni offerti da alcuni produttori thailandesi,
      messicani e filippini:
      - le misure in vigore nei confronti della Thailandia devono essere abrogate;
      - devono essere imposti dazi individuali sulle importazioni eseguite dalla società
          thailandese Politop (con l'aliquota del 5,8%, come è esposto nei punti 83-86) e
          dalla società filippina Swedish Match Philippines, Inc., che non hanno offerto
          impegni (con un'aliquota corrispondente al margine inferiore di cui al punto 82,
          pariai 17%);
      - devono essere imposti dazi antidumping residui sulle importazioni dei prodotti
          in questione originari della Thailandia, delle Filippine e del Messico, per
          rafforzare gli impegni e per evitarne Pelusione.
12
    Cfr. pagina xx della presente Gazzetta ufficiale.
                                                      40
 ---pagebreak---       Dato l'elevato livello di collaborazione ottenuto dai tre paesi interessati (quasi del
       100%), i dazi definitivi residui da imporre nei confronti di ciascun paese dovrebbero
      avere un'aliquota corrispondente al livello massimo stabilito per la società che ha
      collaborato alla quale è stato attribuito il margine di dumping più elevato (l'aliquota
      dovrebbe quindi essere stabilita in base al margine di dumping oppure al margine di
      sottoquotazione dei prezzi di tale società). I dazi residui così determinati
      dovrebbero essere del 51,9% per la Thailandia, del 43,0% per le Filippine e del
      27,1% per il Messico.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO.
                                           Articolo I
Il regolamento (CEE) n. 3433/91, modificato dal regolamento (CE) n. 398/94, che
impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accendini tascabili, a pietra
focaia e a gas, non ricaricabili originari, tra l'altro della Thailandia è modificato nel modo
seguente:
1.    all'articolo 1, paragrafo 1, sono soppresse le parole "e della Thailandia";
2.    il testo dell'articolo 1, paragrafo 2, lettera d) è soppresso.
                                           Articolo 2
1.    Sono imposti dazi antidumping definitivi sulle importazioni di accendini a pietra
      focaia e a gas, non ricaricabili, di cui al codice NC ex 9613 10 00 (codice Taric:
      9613 10 00* 10), originari della Thailandia, delle Filippine e del Messico.
                                                 41
 ---pagebreak--- 2.     L'aliquota dei dazi applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio
       non corrisposto, è la seguente:
       (a) 51,9% per le importazioni originarie della Thailandia (codice addizionale Taric
       8900), a eccezione delle importazioni dei prodotti fabbricati e venduti per
       l'esportazione nella Comunità dalla società Politop Co. Ltd, Bangkok, alle quali si
       applica un'aliquota del 5,8% (codice addizionale Taric 8937);
       (b) 43,0% per le importazioni originarie delle Filippine (codice addizionale Taric
       8900), a eccezione delle importazioni dei prodotti fabbricati e venduti per
       l'esportazione nella Comunità dalla società Swedish Match Philippines, Inc., Manila,
       alle quali si applica un'aliquota del 17,0% (codice addizionale Taric 8938);
       (e) 27,1% per le importazioni originarie del Messico (codice addizionale Taric
       8900).
3. (a) I dazi di cui al paragrafo 2, lettera a) non si applicano agli accendini tascabili, a
       pietra focaia e a gas, non ricaricabili, prodotti e venduti per l'esportazione nella
       Comunità dalla società Thai Merry Co., Ltd. Samutsakorn (codice addizionale Taric
       8542).
   (b) I dazi di cui al paragrafo 2, lettera b) non si applicano agli accendini tascabili, a
       pietra focaia e a gas, non ricaricabili, prodotti dalle società Iwax Philippine, Inc.,
       Rosario, Cavité e Iwahori Philippines, Inc., Mariveles, Bataan e venduti per
       l'esportazione nella Comunità dalle società stesse oppure dalla Iwax Inc., Shizuoka,
       Giappone (codice addizionale Taric 8939).
   (e) I dazi di cui al paragrafo 2, lettera e) non si applicano agli accendini tascabili, a
       pietra focaia e a gas, non ricaricabili, prodotti dalla società JMP Mexico, S.A. de
       C.V., Tijuana e venduti per l'esportazione nella Comunità dalla società Scripto
       Tokai Corp., Fontana, USA (codice addizionale Taric 8940).
                                                42
 ---pagebreak--- 4.     Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme vigenti in materia di dazi
       doganali.
                                         Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a
                                                             Per il Consiglio
                                                               Il Presidente
                                              43
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                   ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 62 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                       02 11
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-055-IT-C
                                                             ISBN 92-78-16106-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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