CELEX: 52002PC0377
Language: it
Date: 2002-07-11
Title: Proposta di regolamento del parlamento europeo e del consiglio che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano

Avis juridique important

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52002PC0377

Proposta di regolamento del parlamento europeo e del consiglio che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano  /* COM/2002/0377 def. - COD 2002/0377 */  

Gazzetta ufficiale n. 262 E del 29/10/2002 pag. 0449 - 0484

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Introduzione1. Il 14 luglio 2000 la Commissione ha adottato un pacchetto di cinque proposte che costituiscono la rifusione in un testo unico della legislazione comunitaria esistente sull'igiene alimentare e sul settore veterinario contenuta in 17 direttive [documento COM (2000) 438]. Le proposte sono le seguenti:- Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'igiene dei prodotti alimentari [2000/0178 (COD)].- Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale [2000/179 (COD)].- Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme particolareggiate per l'organizzazione dei controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano [2000/180 (COD)].- Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce norme di polizia sanitaria per la produzione, la commercializzazione e l'importazione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano [2000/181 (CNS)].- Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che abroga alcune direttive recanti norme sull'igiene dei prodotti alimentari e le disposizioni sanitarie per la produzione e la commercializzazione di determinati prodotti di origine animale destinati al consumo umano e che modifica le direttive 89/662/CEE e 91/67/CEE [2000/182 (COD)].Le proposte in questione attualmente sono in fase di discussione al Parlamento europeo e al Consiglio conformemente alle procedure in vigore.2. Dal momento in cui le proposte sono state elaborate vi sono stati nuovi sviluppi e in particolare:- Esistono nuovi pareri scientifici, in particolare per quanto riguarda la sicurezza delle carni. Queste informazioni permettono di organizzare le ispezioni in questo settore in modo da tenere presenti i rischi attuali per la salute umana, pertanto le ispezioni sono maggiormente basate sui rischi e hanno basi scientifiche più solide. Inoltre è possibile integrare pienamente la strategia "dal produttore al consumatore", un elemento ritenuto di grande importanza per quanto riguarda la sicurezza delle carni.- La Commissione, come indicato nel Libro Bianco sulla sicurezza alimentare [documento COM (1999) 719], sta elaborando una proposta di regolamento in cui sono indicati, a livello orizzontale, i principi che stanno alla base dei controlli ufficiali su alimenti e mangimi. Gli stessi principi saranno applicabili all'organizzazione delle ispezioni sulle carni.Questa evoluzione comporta una radicale revisione della proposta della Commissione relativa a un Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme particolareggiate per l'organizzazione dei controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano [2000/180 (COD)].3. La Commissione pertanto ha deciso, in data 11 dicembre 2001, di ritirare la proposta contenuta nel documento 2000/180 (COD), e di presentare una proposta riveduta.4. La presente proposta contiene una versione modificata del documento 2000/180 (COD), che sostituisce completamente. Le modifiche riguardano principalmente i controlli ufficiali sulle carni fresche. Allo stesso tempo sono state rafforzate le norme in materia di gestione del rischio per i molluschi bivalvi vivi e per il latte e i suoi prodotti. La presente proposta è pienamente coerente con la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che abroga alcune direttive recanti norme sull'igiene dei prodotti alimentari e le disposizioni sanitarie per la produzione e la commercializzazione di determinati prodotti di origine animale destinati al consumo umano e che modifica le direttive 89/662/CEE e 91/67/CEE [2000/182 (COD)].II. Controlli ufficiali sulle carni5. Il sistema proposto per i controlli ufficiali sulla produzione della carne fresca è caratterizzato dai seguenti tratti:- poggia su basi scientifiche;- tratta tutti i rischi conosciuti che riguardano la sicurezza delle carni;- è imperniato sul ruolo del veterinario ufficiale;- è costituito da verifiche ufficiali dei sistemi seguiti dall'operatore, nonché da attività ispettive ufficiali;- comprende in modo chiaro la strategia "dal produttore al consumatore";- affronta le questioni relative alla salute e al benessere degli animali;- la frequenza e l'intensità dei controlli ufficiali sono proporzionate al rischio;- prevede, per alcuni settori e a determinate condizioni, la possibilità di coinvolgere il personale dello stabilimento;- prevede obblighi di formazione per tutto il personale incaricato dei controlli ufficiali.Dette caratteristiche sono esposte più in dettaglio qui di seguito.6. Le basi scientificheLa proposta è stata elaborata in base ai più recenti pareri del comitato scientifico per le misure veterinarie in relazione alla sanità pubblica (http://europa.eu.int/comm/food/fs/sc/scv/index_en.html). Le norme riguardanti le procedure ispettive possono essere adattate per tener conto dei pareri scientifici appena emessi. Può essere il caso, fra l'altro, dei nuovi dati scientifici sui rischi emergenti, l'uso della tecnologia e procedure ispettive specifiche.7. Rischi rilevantiIl sistema proposto contiene procedure di controllo di tutti i rischi microbiologici, chimici e fisici riguardanti la sicurezza degli alimenti. La proposta contiene requisiti per diversi di questi rischi, e fa riferimento ai requisiti contenuti in altre normative comunitarie, in particolare per quanto riguarda i rischi microbiologici e chimici. Solo le carni sane e conformi ai requisiti della legislazione comunitaria possono essere dichiarate idonee al consumo umano.8. Il veterinario ufficialeIl veterinario ufficiale svolge un ruolo centrale nel sistema: effettua le verifiche e le attività ispettive e adotta tutte le decisioni opportune. Per svolgere il proprio compito in modo ottimale nel quadro del sistema d'ispezione delle carni commisurato al rischio qui proposto, il veterinario ufficiale necessita di una formazione specifica, e la proposta contiene norme chiare in proposito. Essa specifica anche gli obblighi relativi alla formazione degli ausiliari ufficiali, che possono assistere il veterinario ufficiale.9. Verifiche dei sistemi seguiti dagli operatoriIn base alla nuova legislazione europea in materia d'igiene, l'operatore deve garantire, attraverso l'applicazione delle buone prassi igieniche (BPI) e delle procedure basate sui principi HACCP (Analisi di rischio e punti critici di controllo), la conformità delle carni prodotte ai requisiti della normativa comunitaria. Il veterinario ufficiale esegue verifiche volte a controllare se le BPI e le procedure HACCP applicate dall'operatore corrispondano alle norme vigenti. Le verifiche si svolgono su base permanente.10. Attività ispettiveOltre a effettuare verifiche dei sistemi seguiti dagli operatori, il veterinario ufficiale porta avanti opportune attività ispettive. Dette attività riguardano:- le informazioni rilevanti fornite dall'azienda di provenienza degli animali;- l'ispezione ante mortem;- il benessere degli animali;- l'ispezione post mortem;- i materiali specifici a rischio;- le prove di laboratorio;- la marchiatura sanitaria.Nell'effettuare le attività d'ispezione, il veterinario ufficiale tiene conto dei risultati delle verifiche sopra menzionate.11. La strategia "dal produttore al consumatore"Gli animali non sono ammessi alla macellazione se non risultano accompagnati delle opportune informazioni in materia di sicurezza alimentare fornite dall'allevamento. Il veterinario ufficiale esegue le attività d'ispezione tenendo conto di tali informazioni. I risultati delle ispezioni sono comunicati alla persona responsabile dell'allevamento degli animali nell'azienda. Se del caso, una parte dell'ispezione ante mortem può essere effettuata presso l'allevamento.12. Salute e benessere degli animaliL'ispezione ante mortem è effettuata dal veterinario ufficiale, il quale controlla, fra l'altro, la presenza di eventuali malattie animali e il rispetto delle norme pertinenti in materia di benessere degli animali. Gli animali che presentano segni clinici di una malattia sistemica o cachessia non sono ammessi alla macellazione ai fini del consumo umano. Possono essere ammessi a macellazione soltanto gli animali sani, puliti, identificati in conformità delle norme comunitarie e accompagnati dalle pertinenti informazioni dell'allevamento.13. Frequenza e intensità dei controlli ufficiali proporzionate al rischioLa frequenza e l'intensità dei controlli ufficiali si basano su una valutazione dei rischi per la salute rappresentati dal tipo di animale e dal tipo di processo. Almeno un veterinario ufficiale dev'essere presente durante l'intera ispezione ante e post mortem. È ammesso però un certo grado di flessibilità per le piccole imprese e per il settore dei volatili.14. Coinvolgimento del personale dello stabilimentoGli Stati membri possono, a certe condizioni, consentire al personale dello stabilimento di effettuare determinate attività ispettive normalmente svolte dagli ausiliari ufficiali nel controllo di volatili, conigli, suini da ingrasso e vitelli da ingrasso; il personale dello stabilimento deve aver ricevuto una formazione equivalente a quella degli ausiliari ufficiali.Può svolgere i compiti degli ausiliari soltanto il personale degli stabilimenti i cui operatori abbiano precedentemente mostrato di rispettare le norme, purché lo desiderino e rispettino condizioni severe. In tal modo le responsabilità sono ripartite in modo più chiaro fra l'operatore e l'autorità competente: l'operatore può adempiere meglio alla responsabilità primaria che ricade su di lui per quanto riguarda la sicurezza delle carni, e il veterinario ufficiale può svolgere con maggiore indipendenza le proprie attività di controllo.III. Molluschi bivalvi vivi15. In ragione delle loro particolari caratteristiche fisiologiche, i molluschi bivalvi vivi possono presentare alcuni rischi per la salute umana. In quanto organismi filtratori, essi possono concentrare nei propri tessuti microrganismi (batteri e virus), tossine di alghe presenti nell'ambiente acquatico e altri contaminanti. Sono pertanto necessarie misure particolari ai fini della gestione del rischio, compreso un attento monitoraggio dell'ambiente, in modo da garantire che i molluschi bivalvi vivi non presentino rischi per la salute umana.16. La presente proposta si propone di individuare meglio le azioni spettanti alle autorità incaricate di garantire la sicurezza dei prodotti. Fra queste, l'istituzione di un programma di monitoraggio delle zone di raccolta, per controllare:- la qualità microbiologica dei molluschi bivalvi vivi,- la presenza di plancton tossico,- la presenza di una contaminazione chimica.Se tali programmi di monitoraggio mostrano che i livelli fissati dalla Comunità sono stati superati, devono essere adottati provvedimenti urgenti per impedire che i molluschi arrivino fino ai consumatori.La proposta impone inoltre agli Stati membri di istituire sistemi di controllo per le pectinidae raccolte al di fuori delle zone di produzione classificate.IV. Latte e prodotti lattiero-caseari17. Si sentiva l'esigenza di specificare con più precisione le responsabilità delle autorità competenti rispetto ai controlli ufficiali sul latte e i prodotti lattiero-caseari. Per quanto riguarda il latte, in molti Stati membri vi è una stretta collaborazione tra il settore e le autorità competenti, in particolare per quanto attiene al controllo dei criteri sanitari e qualitativi del latte crudo al momento della sua raccolta.In tale contesto, la presente proposta intende garantire che, qualora il latte crudo non soddisfaccia i requisiti sanitari, si provveda a un'azione correttiva a livello dello stabilimento produttivo, e che il latte che potrebbe costituire un rischio per la salute umana non sia ammesso al consumo umano.V. Controlli su alimenti e mangimi: la coerenza della legislazione comunitaria18. I controlli di cui alla presente proposta devono essere collocati nel più ampio contesto della legislazione comunitaria in corso di formazione in seguito all'adozione del Libro bianco sulla sicurezza alimentare, e in particolare:- il recente regolamento che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare, e- il varo di una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai controlli ufficiali su alimenti e mangimi (Azione 4 dell'Allegato del Libro bianco sulla sicurezza alimentare).19. I principi di fondo riguardanti le responsabilità delle autorità degli Stati membri sono già contenuti nel regolamento che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare. Tale regolamento stabilisce in particolare che "Gli Stati membri applicano la legislazione alimentare e controllano e verificano il rispetto delle pertinenti disposizioni della medesima da parte degli operatori del settore alimentare e dei mangimi, in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione. A tal fine essi organizzano un sistema ufficiale di controllo e altre attività adatte alle circostanze, tra cui la comunicazione ai cittadini in materia di sicurezza e di rischio degli alimenti e dei mangimi, la sorveglianza della sicurezza degli alimenti e dei mangimi e altre attività di controllo che abbraccino tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione. Gli Stati membri determinano inoltre le misure e le sanzioni da applicare in caso di violazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi. Le misure e le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive".20. Nel Libro bianco sulla sicurezza alimentare si afferma che:"Vi è quindi la chiara esigenza di un quadro comunitario di sistemi di controllo nazionali che migliori la qualità dei controlli a livello comunitario e elevi quindi gli standard di sicurezza alimentare in tutta l'Unione europea. La gestione di tali sistemi di controllo rimarrà di responsabilità dei singoli Stati membri. Questo quadro comunitario sarà caratterizzato da tre elementi chiave.- Il primo elemento sarà dato da criteri operativi fissati a livello comunitario che le autorità nazionali saranno tenute a rispettare. Tali criteri costituiranno i riferimenti essenziali alla luce dei quali l'FVO valuterà le autorità competenti così da sviluppare un approccio coerente e completo per quanto concerne l'audit dei sistemi nazionali.- Il secondo elemento sarà dato dallo sviluppo di orientamenti comunitari per i controlli. Essi promuoveranno strategie nazionali coerenti e identificheranno le priorità a seconda dei rischi nonché le procedure di controllo più efficaci. Una strategia comunitaria dovrà applicare un approccio completo e integrato ai sistemi di controllo. Tali orientamenti forniranno inoltre indicazioni sullo sviluppo di sistemi per registrare l'efficacia e i risultati delle azioni di controllo come anche per fissare indicatori comunitari di efficacia.- Il terzo elemento del quadro comunitario consisterà nel miglioramento della cooperazione amministrativa nello sviluppo e nella gestione dei sistemi di controllo. Vi sarà una dimensione comunitaria rafforzata per lo scambio di buone prassi tra le autorità nazionali. In ciò rientrerà anche l'assistenza reciproca tra gli Stati membri grazie all'integrazione e al completamento del quadro giuridico attuale".La preparazione di una proposta della Commissione per un simile quadro comunitario di sistemi di controllo nazionali è ormai a buon punto, per cui la presente proposta sarà presentata formalmente dalla Commissione nel 2002. Essa riguarderà a livello orizzontale per tutti i tipi di alimenti e mangimi le questioni importanti per l'organizzazione di controlli ufficiali a livello nazionale e comunitario.21. Oltre ai principi e alle norme di cui ai paragrafi 19 e 20, si dovrà considerare che, per un certo numero di questioni, occorre stabilire norme più specifiche, in modo da descrivere con maggiore precisione i doveri delle autorità competenti in materia. Nella legislazione comunitaria vi sono già esempi di norme specifiche riguardanti i controlli: controlli dei residui, delle zoonosi, di talune encefalopatie spongiformi trasmissibili ecc. Analogamente, occorre prevedere la necessità di controlli più specifici per prodotti di origine animale quali carne, latte, prodotti della pesca e molluschi bivalvi vivi. Tali prodotti presentano una serie di rischi che giustificano pienamente la fissazione di controlli specifici. Questi ultimi vanno poi inseriti nel contesto più generale sopra descritto.2002/0141 (COD)Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umanoIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 152, paragrafo 4, lettera b),vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C [...], [...], pag. [...].visto il parere del Comitato economico e sociale [2],[2]  GU C [...], [...], pag. [...].visto il parere del Comitato delle regioni [3],[3]  GU C [...], [...], pag. [...].deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [4],[4]  GU C [...], [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) Il regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio del ... sull'igiene dei prodotti alimentari [5] stabilisce norme igieniche generali applicabili a tutti gli alimenti, mentre il regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio del ... che stabilisce norme specifiche in materia d'igiene per i prodotti alimentari di origine animale [6] contiene norme igieniche specifiche applicabili agli alimenti di origine animale.[5]  GU C [...], [...], pag. [...].[6]  GU C [...], [...], pag. [...].(2) Il regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio del ... relativo ai controlli ufficiali su alimenti e mangimi [7] stabilisce norme generali relative all'esecuzione di controlli ufficiali sugli alimenti.[7]  GU C [...], [...], pag. [...].(3) Oltre alle norme generali relative all'esecuzione di controlli ufficiali sugli alimenti, occorre stabilire norme specifiche per i controlli ufficiali sui prodotti di origine animale, al fine di tener conto degli aspetti specifici legati a tali prodotti.(4) I controlli ufficiali sui prodotti di origine animale devono riguardare tutti gli aspetti importanti per la tutela della salute umana, della salute e del benessere degli animali e per i consumatori, cui devono essere offerti cibi adatti e sani. Detti controlli devono basarsi sulle più recenti informazioni disponibili e pertanto essere adeguati man mano che si rendono disponibili nuove informazioni pertinenti.(5) La legislazione comunitaria in materia di sicurezza degli alimenti deve poggiare su una solida base scientifica. A tal fine, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare dev'essere consultata ogniqualvolta ciò risulti necessario.(6) La natura e intensità dei controlli ufficiali dev'essere basata su una valutazione dei rischi riguardanti la salute umana e animale, degli aspetti connessi col benessere degli animali e con l'adeguatezza del prodotto a seconda di specie e categoria degli animali macellati, nonché del tipo di procedimento e dell'operatore del settore alimentare interessato.(7) I controlli ufficiali sulla produzione di carne devono svolgersi in modo da garantire che le norme igieniche siano rispettate in modo costante e che i criteri e gli obiettivi fissati dalla legislazione comunitaria siano osservati dai gestori degli stabilimenti di produzione delle carni. I controlli ufficiali consistono in verifiche (audit) delle attività degli operatori e in attività di ispezione.(8) I controlli ufficiali sulla produzione di molluschi bivalvi vivi e sui prodotti della pesca devono essere effettuati per accertare il rispetto dei criteri e degli obiettivi fissati dalla legislazione comunitaria. I controlli ufficiali sulla produzione di molluschi bivalvi vivi devono anche riguardare le zone di stabulazione e produzione dei molluschi bivalvi, nonché il prodotto finale.(9) Inoltre, i controlli ufficiali sulla produzione di latte e prodotti lattiero-caseari devono essere effettuati in modo da accertare il rispetto dei criteri e degli obiettivi fissati dalla legislazione comunitaria. I controlli ufficiali sulla produzione di latte e prodotti lattiero-caseari devono fra l'altro riguardare gli stabilimenti di produzione, il latte crudo al momento della sua raccolta e i prodotti lattiero-caseari trasformati.(10) Le misure necessarie per l'applicazione del presente regolamento costituiscono misure di portata generale ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [8]. Pertanto esse devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della stessa,[8]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il presente regolamento stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano. Esso si applica in integrazione del regolamento (CE) n. .../... [relativo ai controlli ufficiali su alimenti e mangimi].Articolo 2Ai fini del presente regolamento, si applicano come del caso le definizioni di cui ai seguenti regolamenti:a) regolamento (CE) n. 178/2002 [9],[9]  GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1.b) regolamento (CE) n. .../... [relativo ai controlli ufficiali su alimenti e mangimi],c) regolamento (CE) n. .../... [sull'igiene dei prodotti alimentari],d) regolamento (CE) n. .../... [che stabilisce norme specifiche in materia d'igiene per i prodotti alimentari di origine animale].Inoltre, si applicano le seguenti definizioni:a) "veterinario ufficiale" significa un veterinario qualificato, ai sensi del presente regolamento, ad assumere tale funzione e nominato dall'autorità competente;b) "ausiliario del veterinario ufficiale" o "ausiliario ufficiale" significa un funzionario qualificato, ai sensi del presente regolamento, ad assumere tale funzione, nominato dall'autorità competente e operante sotto l'autorità e responsabilità di un veterinario ufficiale;c) "marchiatura sanitaria" significa un marchio applicato dal veterinario ufficiale o sotto la sua responsabilità indicante il rispetto di tutti i requisiti di cui al presente regolamento.Articolo 31. Qualora la legislazione nazionale o comunitaria richieda che gli stabilimenti siano autorizzati, l'autorità competente effettua una visita sul posto. Gli stabilimenti possono essere autorizzati soltanto se se ne dimostra il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa alimentare.Per gli stabilimenti di recente apertura, l'autorità competente emette un'autorizzazione condizionata qualora risulti da una visita sul posto che tutte le norme relative alle infrastrutture e alle attrezzature sono rispettate. L'approvazione finale può essere rilasciata soltanto se un'ulteriore visita in loco effettuata entro tre mesi dopo il rilascio dell'approvazione condizionata accerta il soddisfacimento degli altri requisiti della legislazione applicabile in materia di alimenti e di mangimi.2. Gli stabilimenti autorizzati ricevono un numero di riconoscimento cui vanno aggiunti dei codici indicanti i tipi di prodotti d'origine animale fabbricati. Nel caso dei mercati all'ingrosso, il numero di riconoscimento può essere completato da un numero secondario indicante le unità o i raggruppamenti di unità che vendono o fabbricano i prodotti di origine animale.3. Gli Stati membri tengono elenchi aggiornati degli stabilimenti autorizzati e dei rispettivi numeri di riconoscimento.Articolo 4In aggiunta alle norme più generali stabilite dalla legislazione comunitaria per i controlli ufficiali dei prodotti alimentari, gli Stati membri provvedono affinché i prodotti di origine animale siano sottoposti ai controlli ufficiali previsti dagli Allegati I-IV.Articolo 5Conformemente alla procedura di cui all'articolo 6 e, se del caso, previo parere dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare:a) gli Allegati I-IV devono essere modificati o integrati al fine di tener conto del progresso scientifico e tecnico;b) devono essere adottate le modalità d'applicazione necessarie per assicurare un'esecuzione uniforme del presente regolamento;c) possono essere stabiliti i criteri microbiologici per il controllo dell'igiene negli impianti produttivi.Articolo 61. La Commissione è assistita dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali istituito dall'articolo 58 del regolamento (CE) n. 178/2002.2. Laddove si faccia riferimento al presente paragrafo si applica la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE, nel rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 7 e 8 della stessa.3. Il termine previsto all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è di tre mesi.Articolo 7Il presente regolamento entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso si applica [a decorrere da un anno dopo la sua entrata in vigore] [10].[10]  Il presente regolamento deve avere la stessa data di applicazione degli altri testi giuridici che fanno parte della cosiddetta rifusione della legislazione in materia d'igiene.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioLa Presidente Il PresidenteALLEGATO ICARNI FRESCHELe norme specifiche di cui al presente Allegato si applicano ai macelli, agli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina e ai laboratori di sezionamento.Capitolo 1Tipo di controlli e decisioni ad essi conseguentiI. COMPITI DEL VETERINARIO UFFICIALEI.1 Compiti di verifica del veterinario ufficialeIl veterinario ufficiale effettua verifiche negli stabilimenti di produzione delle carni al fine di controllare che gli operatori rispettino le norme di cui al regolamento (CE) n. .../... [sull'igiene dei prodotti alimentari], al regolamento (CE) n. .../... [che stabilisce norme specifiche in materia d'igiene per i prodotti alimentari di origine animale] e al regolamento (CE) n. .../... [recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano] [11], e che abbiano conseguentemente adottato tutte le misure necessarie per garantire buone prassi igieniche e carni sicure. Tali verifiche comprendono:[11]  GU C [...], [...], pag. [...].A. Verifiche delle buone prassi igienicheSi tratta di controlli atti a verificare la costante osservanza delle procedure dell'operatore stesso per quanto riguarda almeno:a) concezione e manutenzione della struttura e delle attrezzature dello stabilimento;b) igiene dello stabilimento, compresa l'igiene prima, durante e dopo le operazioni;c) igiene personale;d) formazione in materia di igiene e procedure di lavoro;e) controllo degli organismi nocivi;f) controllo della qualità dell'acqua;g) controllo della temperatura;h) controllo delle carni che arrivano allo stabilimento e che ne escono;i) trattamento, raccolta e immagazzinaggio dei sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano, compresi i materiali specifici a rischio.B. Verifiche delle procedure basate sui principi dell'Analisi di rischio e punti critici di controllo (HACCP)Tali verifiche si effettuano per verificare la costante e corretta applicazione dei principi HACCP, nonché se le procedure HACCPgarantiscono che gli animali avviati alla macellazione:a) siano adeguatamente identificati;b) siano accompagnati dalle opportune informazioni fornite dall'azienda di provenienza degli animali;c) abbiano la pelle o il vello in condizioni tali da ridurre al minimo il rischio di contaminazione delle carni durante la macellazione;d) siano di aspetto sano;e) siano stati trasportati e trattati in modo conforme alle norme UE sul benessere degli animali;garantiscono, nella misura del possibile, che le carni, al termine del processo di macellazione:a) siano conformi ai criteri microbiologici stabiliti dalla legislazione comunitaria, compresi i parametri igienici e i pertinenti criteri relativi agli agenti patogeni;b) non contengano residui chimici superiori ai livelli stabiliti dalle normative comunitarie;c) non contengano residui di sostanze proibite dalla legislazione comunitaria;d) non contengano agenti contaminanti a livelli superiori a quelli stabiliti dalla legislazione comunitaria;e) non presentino rischi fisici, ad es. corpi estranei;f) non presentino anormalità o alterazioni pato-fisiologiche, per cui occorre portare all'attenzione del veterinario ufficiale le carcasse o le carni che contengano tali anormalità o alterazioni;g) non presentino contaminazione fecale o di altro tipo;h) non contengano materiali specifici a rischio, tranne quando stabilito dalla legislazione comunitaria e siano state, in generale, prodotte in conformità della legislazione comunitaria riguardante le encefalopatie spongiformi trasmissibili;i) siano conformi alle norme comunitarie relative alla rintracciabilità delle carni.C. Verifiche dell'uso di guideLaddove l'operatore, per conformarsi alle norme vigenti, ricorra a guide di buone prassi comunitarie o nazionali, dev'essere verificato il corretto uso di tali guide.D. Esecuzione delle verificheOccorre prestare particolare attenzione nell'esecuzione delle verifiche per quanto riguarda:a) la sorveglianza delle attività effettuate dal personale dello stabilimento su base permanente e in tutte le fasi del processo di macellazione e di sezionamento. A sostegno della verifica, il veterinario ufficiale può effettuare controlli di efficienza per accertare la conformità del lavoro svolto dal personale dello stabilimento ai criteri specifici stabiliti dall'autorità competente. Se del caso, sono adottate norme dettagliate riguardanti i controlli di efficienza, in conformità della procedura di cui all'articolo 6;b) la verifica di tutti i pertinenti registri dell'operatore;c) il prelievo di campioni per analisi di laboratorio qualora lo si ritenga necessario;d) la documentazione degli elementi considerati e dei risultati della verifica.I.2 Compiti ispettivi del veterinario ufficialeI risultati delle verifiche effettuate secondo il punto I.1 sono esaminati dal veterinario ufficiale nello svolgimento delle proprie mansioni ispettive e influenzano, se opportuno, il modo in cui tali mansioni vengono svolte.Le mansioni ispettive comprendono i seguenti aspetti:A. Informazioni sulla catena di produzione degli alimenti1. Le informazioni pertinenti contenute nei registri dello stabilimento di provenienza degli animali, che devono essere resi disponibili dall'operatore dell'azienda a norma del regolamento (CE) n. .../... [sull'igiene dei prodotti alimentari], sono controllate e analizzate dal veterinario ufficiale prima della macellazione degli animali. Di queste informazioni fanno parte almeno:a) la situazione dell'azienda di provenienza o la situazione regionale riguardante la salute degli animali;b) le condizioni di salute degli animali;c) dati relativi ai prodotti veterinari somministrati o ad altri trattamenti cui sono stati sottoposti gli animali durante l'allevamento (fino ai sei mesi precedenti), date delle somministrazioni o dei trattamenti e periodi di attesa;d) la presenza di malattie che potrebbero aver inciso sulla sicurezza delle carni;e) i risultati di tutte le analisi effettuate sui campioni prelevati dagli animali o su altri campioni prelevati a fini diagnostici, compresi i campionamenti effettuati nel quadro del monitoraggio e controllo delle zoonosi e dei residui;f) le pertinenti relazioni dei macelli relative ai risultati degli esami ante e post mortem sugli animali della stessa azienda di provenienza;g) i dati relativi alla produzione;h) nome e indirizzo del veterinario privato che normalmente assiste l'operatore dell'azienda di provenienza;i) il nome del veterinario ufficiale/dell'ufficio veterinario responsabile.2. Occorre stabilire, in conformità della procedura di cui all'articolo 6, norme dettagliate relative al modo in cui devono essere formulate e presentate le suddette informazioni.3. Nell'effettuare le ispezioni ante e post mortem, il veterinario ufficiale deve tener conto dei risultati documentati dei controlli e dell'analisi di tali informazioni.4. Nell'eseguire i propri compiti ispettivi, il veterinario ufficiale deve tener conto dei certificati ufficiali che accompagnano gli animali e delle eventuali dichiarazioni dei veterinari che effettuano i controlli a livello della produzione primaria, compresi i veterinari ufficiali e quelli autorizzati che partecipano a un sistema di rete di sorveglianza, come previsto all'articolo 14 della direttiva 64/432/CEE [12], modificata da ultimo dalla decisione 2001/298/CE [13].[12]  GU P 121 del 29.7.1964, pag. 1977.[13]  GU L 102 del 12.4.2001, pag. 63.5. Quando gli operatori della catena di produzione degli alimenti adottano misure aggiuntive per garantire la sicurezza degli alimenti mediante sistemi integrati, sistemi privati di controllo, certificazioni conferite da una terza parte indipendente o altri sistemi, e quando tali misure sono documentate e gli animali sottoposti a tali meccanismi chiaramente identificabili, il veterinario ufficiale può tenerne conto nell'espletare le proprie funzioni ispettive e nel verificare le procedure HACCP.B. Ispezione ante mortem [14][14]  Le seguenti norme non si applicano alla selvaggina in libertà.1. Prima della macellazione, tutti gli animali sono sottoposti a un'ispezione ante mortem da parte del veterinario ufficiale. L'ispezione ante mortem ha luogo entro 24 ore dall'arrivo al macello, e meno di 24 ore prima della macellazione. Inoltre, il veterinario ufficiale può richiedere in qualunque momento ulteriori ispezioni.2. L'ispezione deve in particolare permettere di accertare:a) se sono state rispettate le norme relative all'identificazione degli animali;b) che il benessere degli animali non sia stato compromesso;c) che la pelle o il vello siano in condizioni tali da ridurre al minimo il rischio di contaminazione delle carni durante la macellazione;d) se sussistono condizioni che potrebbero ripercuotersi negativamente sulla salute umana o animale, con particolare attenzione per l'individuazione delle zoonosi, delle malattie di cui all'elenco A dell'Ufficio internazionale delle epizoozie (UIE) e di altre malattie soggette a obbligo di notifica.3. Al macello il veterinario ufficiale esegue anche un'ispezione clinica di tutti gli animali che i suoi ausiliari o l'operatore abbiano eventualmente scartato in quanto non idonei alla macellazione.4. Quando disposto dal presente regolamento, parte dell'ispezione ante mortem può essere svolta nell'azienda di provenienza degli animali.5. In caso di macellazione d'emergenza al di fuori del macello, il veterinario ufficiale presso il macello esamina il certificato, emesso dal veterinario in conformità del regolamento (CE) n. .../... [che stabilisce norme specifiche in materia d'igiene per i prodotti alimentari di origine animale].C. Benessere degli animaliIl veterinario ufficiale verifica la conformità alle norme comunitarie relative al benessere degli animali, come le norme relative alla protezione degli animali al momento della macellazione e durante il trasporto.D. Ispezione post mortem1. La carcassa e le frattaglie sono immediatamente sottoposte a un'ispezione visiva post mortem. Tutte le superfici esterne devono essere esaminate; a tale scopo potrebbero essere necessarie una minima manipolazione della carcassa e/o delle frattaglie e/o speciali attrezzature tecniche. Occorre prestare un'attenzione particolare all'individuazione delle zoonosi, delle malattie di cui all'elenco A dell'UIE e di altre malattie soggette a obbligo di notifica. La velocità della catena di macellazione e il personale adibito alle ispezioni devono essere tali da consentire controlli adeguati. A seconda della specie cui appartiene l'animale, del tipo di azienda o del paese o regione di provenienza, nonché in funzione dei principi dell'analisi di rischio, è prevista una palpazione supplementare, oppure incisioni o prove di laboratorio, come indicato al Capitolo 3.2. Ove ciò sia ritenuto necessario per giungere a una diagnosi definitiva, oppure per individuare la presenza di una malattia degli animali o un eccesso di residui chimici o una non conformità rispetto ai criteri microbiologici, vengono effettuati ulteriori esami, come la palpazione e l'incisione di parti della carcassa e delle frattaglie, nonché prove di laboratorio.3. Ai fini dell'ispezione post mortem, le carcasse dei solipedi domestici, dei bovini di età superiore ai sei mesi e dei suini domestici di età superiore alle quattro settimane sono tagliate a metà longitudinalmente lungo la colonna vertebrale. Se ciò risulta necessario per l'ispezione, il veterinario ufficiale può disporre il taglio longitudinale di qualunque testa o carcassa. Tuttavia, per tener conto del progresso tecnologico o di situazioni sanitarie specifiche, l'autorità competente può autorizzare la presentazione all'ispezione di carcasse di solipedi domestici, bovini di età superiore ai sei mesi e suini domestici di età superiore alle quattro settimane non tagliate a metà.4. Durante l'ispezione sono adottate opportune precauzioni per garantire che la contaminazione della carne dovuta a operazioni come la palpazione, il taglio o l'incisione sia ridotta al minimo.5. Procedure alternative e analisi sierologiche o prove di laboratorio possono, previa consultazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare e conformemente alla procedura di cui all'articolo 6, sostituire le specifiche procedure ispettive post mortem di cui al Capitolo 3, purché diano garanzie almeno equivalenti.E. Materiali specifici a rischio (SRM)In conformità delle specifiche norme comunitarie in materia di SRM, le operazioni di rimozione, separazione, colorazione e, se del caso, marchiatura degli SRM devono essere controllate dal veterinario ufficiale. Questi garantisce l'adozione, da parte dell'operatore, di tutte le misure necessarie per evitare la contaminazione delle carni con SRM durante la macellazione (compreso lo stordimento) e la rimozione dei materiali specifichi a rischio.F. Prove di laboratorio e studi di base sugli agenti patogeni1. Nel contesto di:a) monitoraggio ufficiale delle zoonosi, compresi Salmonella spp., Campylobacter spp., Escherichia coli producente verotossina e ceppi batterici multiresistenti;b) prove specifiche di laboratorio per la diagnosi delle encefalopatie spongiformi trasmissibili di cui al regolamento (CE) n. 999/2001 [15];[15]  GU L 147 del 31.5.2001, pag. 1.c) rilevazione di sostanze o prodotti non autorizzati, controllo delle sostanze regolamentate e in particolare nel contesto dei piani nazionali sui residui di cui alla direttiva 96/23/CE [16];[16]  GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10.d) individuazione delle zoonosi, delle malattie di cui all'elenco A dell'UIE e di altre malattie soggette a obbligo di notifica;e) prove di laboratorio su animali ritenuti sospetti dal veterinario ufficiale, o prove di laboratorio effettuate affinché questi possa arrivare a una diagnosi definitiva;il veterinario ufficiale effettua il prelievo dei campioni e garantisce l'individuazione, il trattamento e l'invio dei campioni al laboratorio competente in conformità delle pertinenti specifiche, tenendo conto di altre norme comunitarie nei settori delle zoonosi, delle encefalopatie spongiformi trasmissibili e dei residui.2. Se necessario, sono adottate norme dettagliate riguardanti le prove di laboratorio, in conformità della procedura di cui all'articolo 6, comprese norme specifiche per studi di base su Salmonella spp., Campylobacter spp., Escherichia coli producente verotossina e ceppi batterici multiresistenti.G. Marchiatura sanitaria e d'identificazione1. Le carni degli ungulati domestici, dei mammiferi selvatici d'allevamento e della selvaggina in libertà di grosse dimensioni devono essere marchiate sotto la responsabilità del veterinario ufficiale. Una volta completata l'ispezione post mortem, le carcasse, mezze carcasse, i quarti e le carcasse tagliate in tre parti sono sottoposti a marchiatura sanitaria mediante un marchio impresso con l'inchiostro o a fuoco sulla superficie esterna, in modo da garantire la facile individuazione del numero dello stabilimento.2. A tal fine, il veterinario ufficiale deve sorvegliare:a) la marchiatura sanitaria;b) i marchi e il materiale per la confezione, se marchiato conformemente alla presente sezione.3. La marchiatura sanitaria può essere apposta soltanto qualora l'animale da cui è ottenuta la carne sia stato sottoposto a ispezione ante mortem dal veterinario ufficiale [17] e siano soddisfatti tutti gli altri requisiti di cui al presente regolamento.[17]  Questa norma non si applica alla selvaggina in libertà.4. La marchiatura sanitaria dev'essere:a) o un marchio ovale di almeno 6,5 cm di larghezza per 4,5 cm di altezza recante le seguenti informazioni in caratteri perfettamente leggibili:i) sulla parte superiore, la sigla del paese di spedizione in lettere maiuscole (cioè una delle seguenti: AT - B - DK - D - EL - E - FI - F - IRL - I - L - NL - P - SE - UK), seguita dal numero di riconoscimento veterinario dello stabilimento,ii) sulla parte inferiore, una delle seguenti sigle: CEE, EEC, EEG, EOK, EØF, ETY o EWG;b) o un marchio ovale di almeno 6,5 cm di larghezza per 4,5 cm di altezza recante le seguenti informazioni in caratteri perfettamente leggibili:i) sulla parte superiore, il nome del paese di spedizione in lettere maiuscole,ii) al centro, il numero di riconoscimento veterinario dello stabilimento,iii) sulla parte inferiore, una delle seguenti sigle: CEE, EEC, EEG, EOK, EØF, ETY o EWG.L'altezza deve essere pari ad almeno 0,8 cm per le lettere e ad almeno 1 cm per le cifre. La marchiatura sanitaria può, inoltre, indicare il veterinario ufficiale che ha effettuato l'ispezione delle carni. Le dimensioni e i caratteri del marchio possono essere ridotti nel caso di agnelli, capretti e porcellini.5. Le carcasse devono essere marchiate con inchiostro o a fuoco in conformità del punto 4:a) quelle che pesano più di 65 kg devono essere marchiate su ciascuna mezza carcassa, almeno in corrispondenza dei seguenti punti: superficie esterna delle cosce, lombi, schiena, petto e spalla,b) le carcasse di agnelli, capretti e porcellini devono recare almeno due bollature, una su ciascuna parte della carcassa, sulla spalla o sulla superficie esterna delle cosce,c) le altre carcasse sono marchiate almeno in quattro punti, sulla spalla e sulla superficie esterna delle cosce. Tuttavia, nel caso delle carcasse di agnelli, capretti e porcellini, la marchiatura sanitaria può avvenire sotto forma di etichetta o cartellino monouso.6. Il fegato dei bovini, dei suini e dei solipedi è marchiato a fuoco in conformità del punto 4.7. Tutti gli altri sottoprodotti della macellazione idonei al consumo umano sono immediatamente marchiati in conformità del punto 4, direttamente sul prodotto o sulla confezione o l'imballaggio. Il marchio di cui al punto 4 dev'essere applicato su un'etichetta fissata alla confezione o all'imballaggio o stampata sullo stesso.8. L'imballaggio dev'essere sempre marchiato in conformità del punto 9.9. Le carni sezionate e imballate e le frattaglie imballate di cui ai punti 6 e 7 devono recare una marchiatura sanitaria in conformità del punto 4. La marchiatura è applicata a un'etichetta fissata all'imballaggio o stampata sull'imballaggio in modo da essere distrutta quando questo viene aperto. La mancata distruzione della marchiatura è tollerata soltanto quando all'atto dell'apertura è l'imballaggio a venire distrutto. Tuttavia, quando la confezione soddisfa tutte le condizioni protettive dell'imballaggio, l'etichetta di cui sopra può essere attaccata alla confezione.10. Quando la carne fresca è confezionata in porzioni commerciali destinate alla vendita diretta ai consumatori si applicano i punti 7 e 9. Le norme relative alle dimensioni contenute al punto 4 non devono essere necessariamente applicate alla marchiatura di cui al presente punto. Se la carne è imballata in uno stabilimento diverso da quello in cui è stata originariamente confezionata, la confezione deve recare la marchiatura sanitaria del laboratorio di sezionamento in cui è stata originariamente confezionata, mentre l'imballaggio deve recare la marchiatura sanitaria del centro di imballaggio.11. Le carni dei solipedi e i relativi imballaggi devono recare una marchiatura speciale da definire a norma della procedura di cui all'articolo 6.12. I colori utilizzati per la marchiatura sanitaria sono quelli elencati nella legislazione comunitaria sulle sostanze coloranti.13. Le marchiature sanitarie non possono essere rimosse se la carne non è ulteriormente lavorata in un altro stabilimento autorizzato, nel quale il marchio originario viene sostituito dal numero distintivo dello stabilimento.H. Comunicazione dei risultati delle ispezioni1. Il veterinario ufficiale registra e valuta i risultati delle proprie attività ispettive. Se emerge la presenza di una malattia o condizione che potrebbe ripercuotersi sulla salute umana o animale, oppure una situazione che compromette il benessere degli animali, le relative informazioni vengono comunicate all'operatore dello stabilimento interessato. Qualora il problema sorga durante la produzione primaria, le informazioni vanno comunicate all'autorità competente responsabile della supervisione dell'azienda di provenienza degli animali o della zona di caccia, al veterinario privato che normalmente assiste l'azienda di provenienza e alla persona responsabile di tale azienda [18]. Una volta effettuata la comunicazione, la persona responsabile dell'azienda di provenienza è tenuta ad adottare misure atte a rimediare alla situazione.[18]  Qualora vi sia la necessità di trovare le prove della mancata osservanza delle buone prassi veterinarie o dell'uso illegale di sostanze farmaceutiche, i risultati ufficiali non vengono comunicati al veterinario privato, né alla persona responsabile dell'azienda.2. I risultati delle ispezioni e delle analisi devono essere comunicati alle pertinenti basi di dati.3. Se gli animali interessati sono stati allevati in un altro Stato membro o in un paese terzo, l'individuazione di una malattia o di una condizione che potrebbe ripercuotersi sulla salute umana o animale, oppure di una situazione che compromette il benessere degli animali, dev'essere comunicata all'operatore dello stabilimento di produzione delle carni e all'autorità competente dello Stato membro in cui si trova lo stabilimento. Quest'ultimo informa la Commissione qualora gli animali interessati siano stati allevati in un paese terzo.4. Se il veterinario ufficiale, effettuando le ispezioni ante o post mortem o qualunque altro tipo di attività ispettiva, sospetta la presenza di un agente infettivo indicato all'elenco A dell'UIE, informa immediatamente l'autorità centrale competente. Egli inoltre adotta tutte le misure e le precauzioni necessarie per prevenire il diffondersi dell'agente infettivo. Tali misure e precauzioni comprendono la chiusura dello stabilimento con interdizione di ogni ulteriore movimento verso o in provenienza dai suoi locali fino a che non sia stata confermata l'assenza dell'agente o non siano state messe in atto tutte le restrizioni e le misure necessarie.5. Se del caso, è necessario adottare norme dettagliate riguardanti la comunicazione dei risultati delle ispezioni, in conformità della procedura di cui all'articolo 6.II. DECISIONI IN CONSEGUENZA DEI CONTROLLISe dai controlli risultano deficienze, inadempienze o irregolarità, vengono adottate le misure opportune. Fra queste:A. Decisioni successive alla verifica delle buone prassi igieniche e delle procedure HACCP1. Se la verifica delle buone prassi igieniche o delle procedure HACCP rileva un'inadempienza, il veterinario ufficiale si accerta che l'operatore riveda immediatamente i procedimenti di controllo, scopra le cause se ciò è possibile, rimedi alle inadempienze e impedisca che si ripetano. A seconda della natura del problema, il veterinario ufficiale può adottare alcuni provvedimenti, ad esempio il rallentamento del processo.2. Qualora la verifica delle buone prassi igieniche o delle procedure HACCP o altre indagini rivelino che potrebbero essere immesse sul mercato carni che, in base alla sezione II.E del presente sottocapitolo, sono da considerarsi non idonee al consumo umano, e qualora l'operatore ometta di adattare immediatamente le procedure, il processo di macellazione o sezionamento è arrestato, per riprendere soltanto quando il veterinario ufficiale si sia persuaso che la situazione è sotto controllo. Una procedura simile è applicata, qualora il veterinario ufficiale lo ritenga necessario, anche nel caso in cui un'inadempienza si verifichi ripetutamente.3. Se del caso, il veterinario ufficiale dispone il richiamo, un ulteriore esame e, se necessario, il ritiro e/o la distruzione delle carni.4. Quando il processo debba essere interrotto ripetutamente e l'operatore non risulti in grado di impedire il ripetersi degli inconvenienti, l'autorità competente avvia la procedura di ritiro dell'autorizzazione concessa allo stabilimento.B. Decisioni relative alle informazioni sulla catena di produzione degli alimenti1. Gli animali privi di informazioni riguardanti la sicurezza alimentare contenute nei registri dell'azienda di provenienza non sono ammessi alla macellazione. Qualora gli animali siano già al macello, vengono abbattuti separatamente e dichiarati non idonei al consumo umano, fatte salve le norme specifiche che disciplinano i controlli veterinari nel commercio intracomunitario.2. In caso di considerazioni prioritarie in materia di benessere degli animali, gli animali possono essere macellati anche se non sono state fornite le informazioni relative alla catena di produzione degli alimenti. Devono però essere fornite tutte le informazioni sulla catena di produzione degli alimenti di cui necessiti il veterinario ufficiale ai fini di un'appropriata ispezione post mortem prima che la carcassa possa essere ammessa al consumo umano. In attesa di un giudizio definitivo, la carcassa e le relative frattaglie devono essere conservate separatamente dalle altre carni. Queste norme valgono anche in caso di macellazione di emergenza fuori dal macello.3. Quando i registri, la documentazione e le altre informazioni che accompagnano gli animali indicano che:a) gli animali provengono da un'azienda o da una zona soggetta a un divieto di movimento o ad altre restrizioni per ragioni connesse con la salute umana o animale;b) le norme relative all'uso di medicinali veterinari non sono state rispettate;c) sussistono altre condizioni che potrebbero incidere negativamente sulla salute umana o animale;gli animali non sono ammessi alla macellazione, a meno che non siano seguite procedure introdotte in base alla legislazione comunitaria al fine di eliminare i rischi per la salute umana o animale. Se gli animali sono già al macello, devono essere abbattuti separatamente e dichiarati non idonei al consumo umano. Se del caso si adottano le opportune precauzioni per salvaguardare la salute umana e animale. Se ritenuto necessario dal veterinario ufficiale, si procede a controlli presso l'azienda di provenienza.4. Qualora l'autorità competente rilevi che i dati, la documentazione e le altre informazioni che accompagnano gli animali non corrispondono alla situazione effettiva presso l'azienda di provenienza o alle vere condizioni degli animali o sono deliberatamente intese a fuorviare il veterinario ufficiale, l'autorità stessa interviene nei confronti della persona responsabile dell'azienda di provenienza degli animali e di ogni altra persona coinvolta, fra l'altro effettuando controlli aggiuntivi. I costi dei controlli aggiuntivi sono a carico dell'operatore dello stabilimento di provenienza o delle altre persone coinvolte.C. Decisioni riguardanti gli animali vivi1. Gli animali non identificati correttamente non sono ammessi alla macellazione e devono essere abbattuti separatamente e dichiarati non idonei al consumo umano. Se ritenuto necessario dal veterinario ufficiale, si procede a controlli presso l'azienda di provenienza.2. In caso di considerazioni prioritarie in materia di benessere degli animali, i cavalli possono essere macellati anche se non sono state fornite le informazioni necessarie sulla loro identità; dette informazioni devono però essere fornite prima che la carcassa sia ammessa al consumo umano. Queste norme valgono anche in caso di macellazione d'emergenza di cavalli fuori dal macello.3. Gli animali la cui pelle o vello sia in condizioni tali da presentare un maggiore rischio di contaminazione delle carni durante la macellazione non possono essere macellati ai fini del consumo umano.4. Gli animali affetti da una malattia o una condizione trasmissibile ad altri animali o agli esseri umani mediante la manipolazione o il consumo delle carni e, in generale, gli animali che portano i segni clinici di una malattia sistemica o di cachessia non possono essere macellati ai fini del consumo umano. Tali animali devono essere abbattuti separatamente, in condizioni tali da impedire la contaminazione di altri animali o carcasse, e dichiarati non idonei al consumo umano.5. La macellazione degli animali sospettati di essere affetti da una malattia o condizione che può incidere negativamente sulla salute umana o animale deve essere differita. Detti animali devono essere sottoposti a un esame dettagliato al fine di stabilire una diagnosi. Quando l'ispezione post mortem è necessaria ai fini della diagnosi, il veterinario ufficiale può decidere che gli animali in questione siano sottoposti a un'ispezione post mortem completata, se necessario, da campionamento ed esami di laboratorio. Gli animali sono macellati separatamente o al termine della macellazione normale, con tutte le precauzioni necessarie per evitare un'eventuale contaminazione delle altre carni.6. Gli animali che potrebbe presentare residui di farmaci veterinari eccedenti i livelli stabiliti dalla legislazione comunitaria, o residui di sostanze proibite, devono essere trattati in conformità della direttiva 96/23/CE.7. La macellazione di animali nell'ambito di un regime specifico di eradicazione o di controllo di una determinata malattia, come per la brucellosi o la tubercolosi o altre zoonosi come la salmonellosi, deve essere effettuata sotto il controllo diretto del veterinario ufficiale e nelle condizioni imposte da quest'ultimo. Gli animali devono essere macellati in modo da evitare la contaminazione di altri animali e/o delle carni di altri animali.8. Una volta che gli animali sono arrivati entro il perimetro del macello, non possono lasciarlo vivi, tranne i casi di grave guasto degli impianti. In tali circostanze sono consentiti soltanto i movimenti in direzione di un altro macello.D. Decisioni riguardanti il benessere degli animali1. In caso di mancato rispetto delle norme relative alla protezione degli animali al momento della macellazione o dell'abbattimento, il veterinario ufficiale si accerta che l'operatore adotti immediatamente le misure correttive necessarie e impedisca il ripetersi di tale mancanza. A seconda della natura della deficienza, il veterinario ufficiale può adottare alcuni provvedimenti, come il rallentamento o l'interruzione del processo di macellazione. Se del caso, il veterinario ufficiale informa le altre autorità competenti.2. Qualora rilevi il mancato rispetto delle norme relative alla protezione degli animali durante il trasporto, il veterinario ufficiale adotta le misure necessarie in conformità della pertinente legislazione comunitaria.E. Decisioni riguardanti le carniSono dichiarati non idonei al consumo umano:a) le carni di animali che non sono stati sottoposti a ispezione ante mortem, eccezion fatta per la selvaggina in libertà;b) salvo diversa disposizione del presente regolamento, le carni degli animali le cui frattaglie non siano state sottoposte a ispezione post mortem;c) le carni degli animali morti prima della macellazione, nati morti, abortiti o macellati prima dei 7 giorni di età;d) le carni risultanti da rifilatura dei punti di dissanguamento;e) le carni di animali affetti da una malattia animale soggetta a obbligo di notifica, tranne quando diversamente stabilito al Capitolo 3;f) le carni degli animali affetti da una malattia generalizzata, da setticemia, piemia, tossiemia o viremia;g) le carni non conformi ai criteri microbiologici stabiliti dalla legislazione comunitaria;h) le carni su cui sia stata rilevata un'infestazione parassitaria, tranne quando diversamente stabilito al Capitolo 3;i) fatte salve norme più specifiche della legislazione comunitaria, le carni contenenti residui di farmaci veterinari, contaminanti o altri residui chimici eccedenti i livelli consentiti dalla Comunità in tessuti commestibili; se del caso, un superamento del livello comunitario deve far scattare ulteriori analisi;j) fatte salve norme più specifiche della legislazione comunitaria, tutte le carni o carcasse di animali contenenti residui di sostanze proibite e tutte le carni di animali trattati con sostanze proibite;k) il fegato e i reni di animali di età superiore a due anni originari di regioni nelle quali l'esecuzione dei programmi approvati conformemente all'articolo 5 della direttiva 96/23/CE ha permesso di constatare la presenza generalizzata di metalli pesanti nell'ambiente;l) le carni trattate illegalmente con sostanze decontaminanti;m) le carni trattate illegalmente con radiazioni ionizzanti o raggi UV;n) le carni contenenti corpi estranei, eccezion fatta per la selvaggina in libertà qualora si tratti di materiale utilizzato per cacciare l'animale;o) le carni che superano i livelli massimi consentiti di radioattività stabiliti dalla legislazione comunitaria;p) le carni che presentano alterazioni fisiopatologiche, anomalie nella consistenza, un dissanguamento insufficiente o anomalie organolettiche, oppure le carni di animali deperiti;q) le carni contenenti materiali specifici a rischio, tranne nei casi previsti dalla legislazione comunitaria;r) le carni sporche o che presentano una contaminazione fecale o di altro tipo;s) il sangue di un animale la cui carcassa sia stata dichiarata non idonea al consumo umano conformemente ai punti precedenti, nonché il sangue contaminato dal contenuto dello stomaco o da qualsiasi altra sostanza;t) tutte le carni che, secondo il parere professionale del veterinario emesso dopo esame di tutte le informazioni pertinenti, possono costituire un pericolo per la salute umana o animale o per altri motivi non idonee al consumo umano.Capitolo 2Responsabilità e frequenza dei controlliI. IL GRUPPO D'ISPEZIONENell'effettuazione dei controlli di cui al Capitolo 1, il veterinario ufficiale può essere assistito da ausiliari ufficiali operanti sotto la sua autorità e responsabilità. Gli ausiliari ufficiali fanno parte di un gruppo d'ispezione indipendente sotto l'autorità e responsabilità del veterinario ufficiale. Gli ausiliari ufficiali possono svolgere le seguenti mansioni:a) raccogliere informazioni relative alle buone prassi igieniche e alle procedure HACCP;b) prestare assistenza nel corso dell'ispezione ante mortem presso il macello. In tal caso, il ruolo dell'ausiliario ufficiale consiste nell'effettuare una prima osservazione degli animali e in mansioni di carattere esclusivamente pratico;c) controlli relativi al benessere degli animali;d) ispezione post mortem, purché il veterinario ufficiale sorvegli il lavoro degli ausiliari ufficiali;e) controlli su rimozione, separazione, colorazione e, se del caso, marchiatura del materiale specifico a rischio;f) controlli delle carni sezionate e immagazzinate;g) prelievo dei campioni;h) ispezione e controllo degli stabilimenti, dei mezzi di trasporto, ecc.II. FREQUENZA DEI CONTROLLI1. L'autorità competente garantisce un'adeguata vigilanza ufficiale degli stabilimenti di produzione delle carni. La natura e intensità della vigilanza ufficiale si basa su una valutazione regolare dei rischi riguardanti la salute umana e animale, degli aspetti connessi col benessere degli animali e con l'adeguatezza del prodotto a seconda di specie e categoria degli animali macellati, nonché del tipo di procedimento e dell'operatore interessato. Nel calcolo del personale responsabile della catena di macellazione dev'essere seguito all'occorrenza un approccio scientifico. Il numero del personale ufficiale coinvolto dev'essere tale da consentire il rispetto di tutte le norme di cui al presente regolamento.2. In particolare si deve provvedere affinché:a) nei macelli e negli stabilimenti di lavorazione della selvaggina sia presente almeno un veterinario ufficiale nel corso dell'ispezione ante mortem e di quella post mortem.Per i macelli o gli stabilimenti di lavorazione della selvaggina di piccole dimensioni è consentita una certa flessibilità:i) l'ispezione ante mortem è effettuata dal veterinario ufficiale ma può aver luogo presso l'azienda di provenienza;ii) non è necessaria la presenza costante del veterinario ufficiale durante l'ispezione post mortem, purché se ne occupi un ausiliario ufficiale e le carni che presentano anomalie siano messe da parte ed esaminate dal veterinario ufficiale; dev'essere istituito un sistema documentato di controllo che consenta al veterinario ufficiale di accertarsi del rispetto di tutte le norme previste.Per quanto riguarda i volatili, la flessibilità può essere introdotta, sulla base di un'analisi dei rischi caso per caso effettuata dall'autorità competente, anche in macelli diversi da quelli di ridotte dimensioni.Non si applica la flessibilità:i) agli animali macellati d'emergenza o sospetti di presentare una malattia o una condizione che potrebbe ripercuotersi sulla salute umana;ii) ai bovini provenienti da mandrie che non siano state dichiarate ufficialmente esenti da tubercolosi;iii) ai bovini, ovini e caprini provenienti da mandrie che non siano state dichiarate esenti da brucellosi;iv) nel caso del manifestarsi di una malattia di cui all'elenco A o, se del caso, all'elenco B dell'UIE. Sono interessati gli animali che possono contrarre la malattia in questione e provengono da una regione specifica definita in base all'articolo 2 della direttiva 64/432/CEE, modificata da ultimo dalla decisione 2001/298/EC;v) se ritenuto necessario, per tener conto delle malattie emergenti o di particolari malattie dell'elenco B. Se del caso occorre adottare norme in conformità della procedura di cui all'articolo 6.Qualora necessario per garantire un'attuazione uniforme di questa disposizione, occorre approvare una definizione di stabilimento piccolo o di ridotte dimensioni, in conformità della procedura di cui all'articolo 6;b) nei laboratori di sezionamento, un membro del gruppo d'ispezione sia presente regolarmente, e almeno una volta alla settimana, durante la lavorazione delle carni.III. COINVOLGIMENTO DEL PERSONALE DELLO STABILIMENTO1. Gli Stati membri possono autorizzare il personale dello stabilimento ispezionato a effettuare le attività degli ausiliari ufficiali nel controllo della produzione di volatili e conigli. Si applicano però le seguenti condizioni:a) qualora lo stabilimento abbia applicato con successo per almeno 12 mesi le buone prassi igieniche e le procedure HACCP, l'autorità competente può autorizzarne il personale, purché questo abbia ricevuto una formazione equivalente a quella degli ausiliari ufficiali e abbia superato lo stesso esame, a svolgere le mansioni degli ausiliari sotto la supervisione del veterinario ufficiale. Il veterinario ufficiale presenzia allora all'intera ispezione ante e post mortem, supervisiona tali attività ed effettua regolari controlli di efficienza per accertare che il lavoro del personale dello stabilimento soddisfi i criteri stabiliti dall'autorità competente e documenta i risultati di tali controlli di efficienza. Se del caso, è necessario adottare norme dettagliate riguardanti i controlli di efficienza, in conformità della procedura di cui all'articolo 6. Quando il livello d'igiene nello stabilimento cala a causa del personale, quando le mansioni previste non sono svolte correttamente dallo stesso e, in generale, quando il personale svolge le proprie mansioni in modo non giudicato soddisfacente dall'autorità competente, il personale è sostituito dagli ausiliari ufficiali.b) L'autorità competente dello Stato membro decide in via di principio e caso per caso se consentire l'applicazione del sistema sopra descritto. In caso di decisione di principio in questo senso da parte dello Stato membro, quest'ultimo ne informa la Commissione, comunicandole anche le condizioni relative. Per gli stabilimenti di produzione delle carni in uno Stato membro in cui è applicato il sistema sopra descritto, il suo effettivo uso è opzionale, e gli stabilimenti non possono essere obbligati dall'autorità competente a introdurre il sistema in questione. Se l'autorità competente non è sicura che lo stabilimento soddisfi i requisiti, il sistema non è applicato in quello stabilimento. Per una valutazione in merito, l'autorità competente effettua un'analisi dei registri relativi alla produzione e alle ispezioni, del tipo di attività svolte nello stabilimento, della precedente conformità alle norme, dell'esperienza, delle capacità professionali e del senso di responsabilità in materia di sicurezza degli alimenti da parte del personale e di altre informazioni rilevanti.2. Gli Stati membri in cui vi sono almeno cinque anni di esperienza di personale degli stabilimenti che effettua compiti ispettivi nel settore dei volatili possono estendere il sistema a suini e vitelli da ingrasso, alle seguenti condizioni:a) lo Stato membro interessato deve presentare alla Commissione e agli altri Stati membri una relazione di valutazione attestante che il sistema ha funzionato correttamente per cinque anni nel settore dei volatili;b) l'Ufficio alimentare e veterinario della Commissione, quando la Commissione lo ritenga necessario, effettua una verifica del sistema dello Stato membro interessato per accertarne l'effettivo funzionamento;c) la Commissione può richiedere che lo Stato membro conferisca nuovamente il compito di effettuare ispezioni sui suini e i vitelli da ingrasso agli ausiliari ufficiali o adotti ogni altra misura appropriata qualora una relazione dell'Ufficio alimentare e veterinario o altre informazioni indichino che lo Stato membro potrebbe non essere in grado di garantire un'adeguata igiene o corrette ispezioni agli stabilimenti che producono carne suina o di vitello.Le condizioni relative all'applicazione del sistema nel settore dei volatili indicate al punto 1, lettere a) e b), valgono anche per l'applicazione del sistema nei settori dei suini e dei vitelli da ingrasso.3. Il personale dello stabilimento che ha ricevuto una specifica formazione sotto la supervisione del veterinario ufficiale può, sotto la responsabilità e la vigilanza dello stesso, effettuare prelievi di campioni e analisi specifiche.IV. QUALIFICHE PROFESSIONALIA. Qualifiche professionali del veterinario ufficiale1. Possono essere nominati veterinari ufficiali soltanto i veterinari che hanno superato un esame organizzato dall'autorità competente, come previsto dal regolamento (CE) n. .../... [relativo ai controlli ufficiali su alimenti e mangimi], o dall'ente incaricato a tal fine dall'autorità stessa.2. L'esame comprende almeno i seguenti argomenti:a) legislazione nazionale e comunitaria in materia di sanità pubblica veterinaria, sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali e sostanze farmaceutiche;b) principi della Politica agricola comune, misure di mercato, restituzioni all'esportazione e frodi (compreso il contesto globale: OMC, SPS, Codex Alimentarius, UIE);c) basi di trasformazione degli alimenti e tecnologia alimentare;d) principi, concetti e metodi delle buone prassi di fabbricazione e della gestione della qualità;e) gestione preventiva della qualità (buone prassi di allevamento);f) promozione e applicazione dell'igiene e sicurezza dei prodotti alimentari (buone prassi igieniche);g) principi, concetti e metodi dell'analisi di rischio;h) principi, concetti e metodi HACCP, utilizzo delle procedure HACCP in tutta la catena di produzione degli alimenti;i) prevenzione e controllo dei rischi per la salute umana derivanti dai prodotti alimentari;j) dinamiche della popolazione di infezioni e intossicazioni;k) epidemiologia diagnostica;l) sistemi di monitoraggio e sorveglianza;m) verifica e valutazione regolamentare dei sistemi per la gestione della sicurezza degli alimenti;n) principi e applicazioni diagnostiche dei moderni metodi di analisi;o) tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel settore della sanità pubblica veterinaria;p) elaborazione dati e applicazioni di biostatistica;q) indagini sui focolai delle malattie umane di origine alimentare;r) aspetti rilevanti delle encefalopatie spongiformi trasmissibili;s) benessere degli animali durante produzione, trasporto e macellazione;t) problemi ambientali connessi con la produzione di alimenti (compresa la gestione dei rifiuti);u) principio di precauzione e preoccupazioni dei consumatori;v) principi di formazione per il personale che lavora nella catena di produzione degli alimenti.3. Il veterinario dev'essere preparato alla cooperazione interdisciplinare.4. Le norme dettagliate concernenti il contenuto dell'esame di cui sopra sono adottate, se del caso, secondo la procedura di cui all'articolo 6.5. Inoltre, il veterinario deve ricevere almeno 200 ore di formazione pratica prima di essere nominato veterinario ufficiale. La formazione pratica è impartita da veterinari ufficiali, si svolge presso macelli, laboratori di sezionamento, posti di ispezione delle carni fresche e aziende e riguarda, fra l'altro, la verifica di sistemi di gestione della sicurezza degli alimenti.6. Il veterinario ufficiale deve tenersi aggiornato sui nuovi sviluppi mediante attività annuali di formazione permanente e leggendo le pubblicazioni specializzate.7. I veterinari che sono già stati nominati veterinari ufficiali e i veterinari ufficiali a tempo parziale devono acquisire, se necessario, le conoscenze richieste sugli argomenti di cui sopra tramite attività di formazione continua. Al riguardo l'autorità competente adotta i provvedimenti adeguati.B. Qualifiche professionali degli ausiliari ufficiali1. Possono essere nominati ausiliari ufficiali soltanto coloro che hanno superato un esame organizzato dall'autorità competente degli Stati membri o dall'ente incaricato a tal fine dall'autorità stessa.2. Solo i candidati che dimostrano di avere:a) seguito un corso teorico di almeno 600 ore, comprendente esercitazioni di laboratorio eb) ricevuto almeno 300 ore di formazione pratica sotto la supervisione di un veterinario ufficiale,sono ammessi all'esame di cui sopra. La formazione pratica si svolge sotto la supervisione di un veterinario ufficiale, presso macelli, laboratori di sezionamento, posti di ispezione delle carni fresche e aziende.3. La formazione e gli esami sono incentrati o sulla carne rossa o sulla carne di volatili. Tuttavia, coloro che hanno ricevuto la formazione per una delle due categorie e hanno superato il relativo esame possono frequentare una formazione abbreviata per presentarsi all'esame riguardante l'altra categoria.4. L'esame per gli ausiliari ufficiali consiste in una parte teorica e una pratica e verte sulle seguenti materie:a) per l'ispezione delle aziende:i) parte teorica:- nozioni generali sull'industria agricola - organizzazione, metodi di produzione, commercio internazionale, ecc.;- gestione preventiva della qualità (buone prassi di allevamento);- conoscenza di base delle malattie, in particolare delle zoonosi - virus, batteri, parassiti, ecc.;- controllo delle malattie e utilizzazione di medicinali/vaccini nonché controllo dei residui;- controllo igienico e sanitario;- benessere degli animali nell'allevamento, durante il trasporto e al macello;- norme ambientali - negli edifici, negli allevamenti e in generale;- leggi, regolamenti e disposizioni amministrative applicabili;- preoccupazioni dei consumatori e controllo della qualità.ii) parte pratica:- visite ad aziende di vario tipo che praticano diversi metodi di allevamento;- visite agli stabilimenti di produzione;- carico e scarico dei mezzi di trasporto;- visite a laboratori;- controlli veterinari;- documentazione;b) per l'ispezione al macello:i) parte teorica:- nozioni generali sull'industria delle carni - organizzazione, metodi di produzione, commercio internazionale, ecc.;- nozioni di igiene e di buone prassi igieniche, in particolare igiene aziendale, della macellazione, del sezionamento e dell'immagazzinaggio, nonché igiene del lavoro;- HACCP e verifica delle procedure HACCP;- nozioni di anatomia e fisiologia degli animali macellati;- nozioni di patologia degli animali macellati;- nozioni di anatomia patologica degli animali macellati;- conoscenza delle encefalopatie spongiformi trasmissibili;- conoscenza dei metodi e dei procedimenti di macellazione, ispezione, preparazione, confezionamento, imballaggio e trasporto delle carni fresche;- conoscenza di leggi, regolamenti e disposizioni amministrative applicabili;;- procedure di prelievo dei campioni;- aspetti legati alle frodi.ii) parte pratica:- identificazione degli animali;- controllo dell'età;- ispezione e valutazione degli animali macellati;- ispezione post mortem presso un macello;- identificazione delle specie animali mediante esame di parti tipiche dell'animale;- identificazione e relativo commento di più parti di animali macellati che presentano alterazioni;- controllo igienico, compresa la verifica delle buone prassi igieniche e delle procedure HACCP;- prelievo dei campioni;- rintracciabilità delle carni.Occorre adottare norme dettagliate riguardanti il contenuto dell'esame di cui sopra, se del caso, in conformità della procedura di cui all'articolo 6.La durata totale della formazione teorica e pratica degli ausiliari ufficiali aumenterà gradualmente fino ad arrivare alle 1400 ore nel 2010.Gli ausiliari ufficiali devono tenersi aggiornati sui nuovi sviluppi mediante attività annuali di formazione permanente e leggendo le pubblicazioni specializzate.Capitolo 3Norme specificheLe norme specifiche di cui al presente Capitolo si applicano in aggiunta a quelle di cui ai Capitoli 1 e 2.I. BOVINI DOMESTICII.1 Bovini di età superiore a sei settimaneA. Informazioni sulla catena di produzione degli alimentiPer la macellazione di un lotto di bovini provenienti dalla stessa azienda e inviati direttamente alla macellazione, le informazioni sulla catena di produzione degli alimenti riguardanti gli aspetti di cui al Capitolo 1, sezione I.2.A, sono inviate direttamente al gestore del macello dalle 24 alle 72 ore prima dell'arrivo del lotto al macello. Quando il gestore decide di accettare il lotto per macellarlo, invia immediatamente una copia delle informazioni al veterinario ufficiale, e in ogni caso entro 24 prima dell'arrivo del lotto.B. Ispezione post mortemLe carcasse e frattaglie dei bovini oltre le sei settimane di età sono sottoposte alle seguenti procedure d'ispezione post mortem:a) esame visivo della testa e della gola; incisione ed esame dei linfonodi sottomascellari, retrofaringei e parotidei (Lnn. retropharyngiales, mandibulares e parotidei); esame dei masseteri esterni, in cui si devono praticare due incisioni parallele alla mandibola, e dei masseteri interni (muscoli pterigoidei interni), che devono essere incisi lungo un unico piano. Esame visivo e palpazione della lingua, previamente isolata in modo da consentire un'accurata esplorazione delle cavità boccale e retroboccale. Asportazione delle amigdale;b) esame della trachea e dell'esofago; esame visivo e palpazione dei polmoni; incisione ed esame dei linfonodi bronchiali e mediastinici (Lnn. bifucationes, eparteriales e mediastinales). La trachea e le principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante taglio longitudinale e i polmoni devono essere incisi nel loro terzo inferiore perpendicolarmente al loro asse maggiore; dette incisioni non sono tuttavia necessarie quando i polmoni sono esclusi dal consumo umano;c) esame visivo del pericardio e del cuore; quest'ultimo deve essere inciso longitudinalmente in modo da aprire i ventricoli e tagliare il setto interventricolare;d) esame visivo del diaframma;e) esame visivo e palpazione del fegato e dei linfonodi periportali (Lnn. portales); incisione del fegato sulla faccia gastrica e incisione alla base del lobo caudato per l'esame dei dotti biliari;f) esame visivo del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici (Lnn. gastrici, mesenterici, craniales e caudales); palpazione e, se del caso, incisione dei linfonodi gastrici e mesenterici;g) esame visivo e, se necessario, palpazione della milza;h) esame visivo dei reni e incisione, se del caso, dei reni e dei linfonodi renali (Lnn. renales);i) esame visivo della pleura e del peritoneo;j) esame visivo degli organi genitali;k) esame visivo e, se del caso, palpazione e incisione delle mammelle e dei relativi linfonodi (Lnn. supramammarii). Nella vacca, le mammelle devono essere aperte con una lunga e profonda incisione fino ai seni galattofori (sinus lactiferes) e i linfonodi delle mammelle devono essere incisi, salvo quando esse sono escluse dal consumo umano.I.2 Bovini di età inferiore alle sei settimaneLe carcasse e frattaglie dei bovini di età inferiore alle sei settimane sono sottoposte alle seguenti procedure d'ispezione post mortem:a) esame visivo della testa e della gola; incisione ed esame dei linfonodi retrofaringei (Lnn. retropharyngiales); ispezione della cavità boccale e retroboccale; palpazione della lingua; asportazione delle amigdale;b) esame visivo dei polmoni, della trachea e dell'esofago; palpazione dei polmoni; incisione ed esame dei linfonodi bronchiali e mediastinici (Lnn. bifucationes, eparteriales e mediastinales). La trachea e le principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante taglio longitudinale e i polmoni devono essere incisi nel loro terzo inferiore perpendicolarmente al loro asse maggiore; dette incisioni non sono tuttavia necessarie quando i polmoni sono esclusi dal consumo umano;c) esame visivo del pericardio e del cuore; quest'ultimo deve essere inciso longitudinalmente in modo da aprire i ventricoli e tagliare il setto interventricolare;d) esame visivo del diaframma;e) esame visivo del fegato e dei linfonodi periportali (Lnn. portales); palpazione e, se del caso, incisione del fegato e dei suoi linfonodi;f) esame visivo del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici (Lnn. gastrici, mesenterici, craniales e caudales); palpazione e, se necessario, incisione dei linfonodi gastrici e mesenterici;g) esame visivo e, se necessario, palpazione della milza;h) esame visivo dei reni; se necessario, incisione dei reni e dei linfonodi renali (Lnn. renales);i) esame visivo della pleura e del peritoneo;j) esame visivo e palpazione della regione ombelicale e delle articolazioni. In caso di dubbio, la regione ombelicale deve essere incisa e le articolazioni devono essere aperte; esame del liquido sinoviale.II. OVINI E CAPRINI DOMESTICIA. Informazioni sulla catena di produzione degli alimentiPer la macellazione di un lotto di ovini o caprini provenienti dalla stessa azienda e inviati direttamente alla macellazione, le informazioni sulla catena di produzione degli alimenti riguardanti gli aspetti di cui al Capitolo 1, sezione I.2.A, sono inviate direttamente al gestore del macello dalle 24 alle 72 ore prima dell'arrivo del lotto al macello. Quando il gestore decide di accettare il lotto per macellarlo, invia immediatamente una copia delle informazioni al veterinario ufficiale, e in ogni caso entro 24 prima dell'arrivo del lotto.B. Ispezione post mortemLe carcasse e frattaglie di ovini e caprini sono sottoposte alle seguenti procedure d'ispezione post mortem:a) esame visivo della testa dopo scuoiamento e, in caso di dubbio, esame della gola, della bocca, della lingua e dei linfonodi retrofaringei e parotidei. Senza pregiudizio delle norme di polizia sanitaria, detti esami non sono necessari se l'autorità competente è in grado di garantire che la testa, compresi la lingua e il cervello, sarà esclusa dal consumo umano;b) esame visivo dei polmoni, della trachea e dell'esofago; palpazione dei polmoni e dei linfonodi bronchiali e mediastinici (Lnn. bifucationes, eparteriales e mediastinales); in caso di dubbio, tali organi e linfonodi devono essere incisi ed esaminati;c) esame visivo del pericardio e del cuore; in caso di dubbio, il cuore deve essere inciso ed esaminato;d) esame visivo del diaframma;e) esame visivo del fegato e dei linfonodi periportali (Lnn. portales); palpazione del fegato e dei suoi linfonodi; incisione del fegato sulla faccia gastrica per l'esame dei dotti biliari;f) esame visivo del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici (Lnn. gastrici, mesenterici, craniales e caudales);g) esame visivo e, se necessario, palpazione della milza;h) esame visivo dei reni; se necessario, incisione dei reni e dei linfonodi renali (Lnn. renales);i) esame visivo della pleura e del peritoneo;j) esame visivo degli organi genitali;k) esame visivo della mammella e dei relativi linfonodi;l) esame visivo e palpazione della regione ombelicale e delle articolazioni degli animali giovani. In caso di dubbio, la regione ombelicale deve essere incisa e le articolazioni devono essere aperte; esame del liquido sinoviale.III. SOLIPEDI DOMESTICIA. Informazioni sulla catena di produzione degli alimentiIl passaporto originale che accompagna l'animale al macello dev'essere controllato dal veterinario ufficiale per accertare se l'animale sia destinato alla macellazione ai fini del consumo umano.B. Ispezione post mortemLe carcasse e frattaglie dei solipedi sono sottoposte alle seguenti procedure d'ispezione post mortem:a) esame visivo della testa e, previa separazione della lingua, esame visivo della gola; palpazione e, se necessario, incisione dei linfonodi sottomascellari, retrofaringei e parotidei (Lnn. retropharyngiales, mandibulares e parotidei); esame visivo e palpazione della lingua, previamente isolata in modo da consentire un'accurata esplorazione delle cavità boccale e retroboccale. Asportazione delle amigdale;b) esame visivo dei polmoni, della trachea e dell'esofago; palpazione dei polmoni; palpazione e, se necessario, incisione dei linfonodi bronchiali e mediastinici (Lnn. bifucationes, eparteriales e mediastinales). La trachea e le principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante taglio longitudinale e i polmoni devono essere incisi nel loro terzo inferiore perpendicolarmente al loro asse maggiore; tuttavia, dette incisioni non sono necessarie quando i polmoni sono esclusi dal consumo umano;c) esame visivo del pericardio e del cuore; quest'ultimo deve essere inciso longitudinalmente in modo da aprire i ventricoli e tagliare il setto interventricolare;d) esame visivo del diaframma;e) esame visivo, palpazione e, se necessario, incisione del fegato e dei linfonodi periportali (Lnn. portales);f) esame visivo del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici (Lnn. gastrici, mesenterici, craniales e caudales); se del caso, incisione dei linfonodi gastrici e mesenterici.g) esame visivo e, se necessario, palpazione della milza;h) esame visivo e palpazione dei reni; se necessario, incisione dei reni e dei linfonodi renali (Lnn. renales);i) esame visivo della pleura e del peritoneo;j) esame visivo degli organi genitali degli stalloni e delle giumente;k) esame visivo della mammella e dei relativi linfonodi (Lnn. supramammarii); se del caso, incisione dei linfonodi sopramammari;l) esame visivo e palpazione della regione ombelicale e delle articolazioni degli animali giovani. In caso di dubbio, la regione ombelicale deve essere incisa e le articolazioni devono essere aperte; esame del liquido sinoviale;m) ricerca della melanosi e dei melanomi su tutti i cavalli grigi o bianchi in corrispondenza dei muscoli e dei linfonodi (Lnn. subrhomboidei) delle spalle sotto la cartilagine scapolare previo distacco del legamento di una spalla. I reni devono essere isolati ed esaminati mediante incisione attraverso l'intero organo.IV. SUINI DOMESTICIA. Ispezione ante mortem1. La macellazione di un lotto di suini provenienti da un'azienda può essere autorizzata solo:a) se i suini destinati alla macellazione sono stati sottoposti a un'ispezione ante mortem presso l'azienda di provenienza e sono accompagnati dal certificato sanitario previsto al Capitolo 3, sezione X, oppureb) le informazioni sulla catena di produzione degli alimenti, relative agli aspetti di cui al Capitolo 1, sezione I.2.A, sono state inviate al gestore del macello dalle 24 alle 72 ore prima dell'arrivo dei suini al macello. Quando il gestore decide di accettare il lotto per macellarlo, invia immediatamente una copia delle informazioni al veterinario ufficiale, e in ogni caso entro 24 prima dell'arrivo del lotto.2. L'ispezione ante mortem presso l'azienda di provenienza comprende quanto segue:a) controllo dei registri o della documentazione dell'azienda, comprese le informazioni sulla catena di produzione degli alimenti di cui al Capitolo 1, sezione I.2.A;b) esami per stabilire se i suini:i) siano affetti da una malattia o una condizione che potrebbe trasmettersi ad altri animali o agli esseri umani a causa della manipolazione o del consumo della carne, oppure mostrino un comportamento individuale o collettivo tale da far temere l'insorgere di una malattia di tale genere;ii) mostrino alterazioni generali del comportamento o segni di malattie che potrebbero rendere le carni non idonee al consumo umano;iii) mostrino segni di contenere residui chimici eccedenti i livelli stabiliti dalla legislazione comunitaria, o residui di sostanze proibite.Inoltre, occorre compiere i seguenti atti:a) prelievi regolari di campioni dall'acqua e dai mangimi per controllare l'osservanza dei periodi di attesa; se del caso, prelievo di campioni dagli animali;b) se del caso, ricerca di agenti zoonotici.3. L'ispezione ante mortem presso l'azienda è effettuata dal veterinario ufficiale o da un veterinario autorizzato partecipante a un sistema di rete di sorveglianza, come previsto all'articolo 14 della direttiva 64/432/CEE; i suini vengono inviati direttamente al macello e non possono confondersi con altri capi.4. Se l'ispezione ante mortem è stata effettuata presso l'azienda, l'ispezione ante mortem presso il macello può limitarsi al controllo dell'identità e a un esame diagnostico per accertare se siano state rispettate le norme relative al benessere degli animali, nonché se vi siano segni di condizioni che potrebbero influire negativamente sulla salute umana o animale.5. Se l'ispezione ante mortem non è stata effettuata presso l'azienda, il veterinario ufficiale effettua tale ispezione in conformità del Capitolo 1, sezione I.2.B.6. Allorché i suini non sono stati macellati entro i tre giorni successivi al rilascio del certificato sanitario previsto al punto 1, lettera a):a) se i suini non hanno lasciato l'azienda di provenienza, vengono rivisitati e si rilascia un nuovo certificato sanitario;b) se i suini sono già presso il macello, la macellazione può essere autorizzata dopo aver valutato il motivo del ritardo, purché gli animali siano sottoposti a un'ulteriore ispezione veterinaria ante mortem.B. Ispezione post mortem1. Carcasse e frattaglie di suini diversi dai suini da ingrasso allevati:a) in sistemazioni controllate, in sistemi integrati di produzione;b) con un flusso d'informazioni tra l'azienda di provenienza e il macello considerato soddisfacente dall'autorità competente;sono sottoposti alle seguenti procedure d'ispezione post mortem:a) esame visivo della testa e della gola; incisione ed esame dei linfonodi sottomascellari (Lnn. mandibulares); esame visivo della cavità boccale e retroboccale e della lingua.b) esame visivo dei polmoni, della trachea e dell'esofago; palpazione dei polmoni e dei linfonodi bronchiali e mediastinici (Lnn. bifucationes, eparteriales e mediastinales). La trachea e le principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante taglio longitudinale e i polmoni devono essere incisi nel loro terzo inferiore perpendicolarmente al loro asse maggiore; dette incisioni non sono tuttavia necessarie quando i polmoni sono esclusi dal consumo umano;c) esame visivo del pericardio e del cuore; quest'ultimo deve essere inciso longitudinalmente in modo da aprire i ventricoli e tagliare il setto interventricolare;d) esame visivo del diaframma;e) esame visivo del fegato e dei linfonodi periportali (Lnn. portales); palpazione del fegato e dei suoi linfonodi;f) esame visivo del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici (Lnn. gastrici, mesenterici, craniales e caudales); palpazione e, se del caso, incisione dei linfonodi gastrici e mesenterici;g) esame visivo e, se necessario, palpazione della milza;h) esame visivo dei reni; se necessario, incisione dei reni e dei linfonodi renali (Lnn. renales);i) esame visivo della pleura e del peritoneo;j) esame visivo degli organi genitali;k) esame visivo della mammella e dei relativi linfonodi (Lnn. supramammarii); nella scrofa, incisione dei linfonodi sopramammari;l) esame visivo e palpazione della regione ombelicale e delle articolazioni degli animali giovani; in caso di dubbio, la regione ombelicale deve essere incisa e le articolazioni devono essere aperte.2. I suini da ingrasso allevati in sistemazioni controllate, in sistemi di produzione integrati o con un flusso d'informazioni tra l'azienda e il macello considerato soddisfacente dall'autorità competente sono sottoposti al solo esame visivo. L'autorità competente può però, sulla base di dati epidemiologici o di altra natura, decidere che alcune o tutte le procedure sopra descritte siano applicate anche a questi tipi di suini da ingrasso.V. VOLATILIA. Ispezione ante mortem1. La macellazione di un gruppo di volatili provenienti da un'azienda può essere autorizzata solo:a) se i volatili destinati alla macellazione sono stati sottoposti a un'ispezione ante mortem presso l'azienda di provenienza e sono accompagnati dal certificato sanitario previsto al Capitolo 3, sezione X, oppureb) se le informazioni sulla catena di produzione degli alimenti, relative agli aspetti di cui al Capitolo 1, sezione I.2.A, sono state inviate al gestore del macello dalle 24 alle 72 ore prima dell'arrivo dei volatili al macello. Quando il gestore decide di accettare i volatili per macellarli, invia immediatamente una copia delle informazioni al veterinario ufficiale, e in ogni caso entro 24 prima dell'arrivo dei volatili.2. L'ispezione ante mortem presso l'azienda di provenienza comprende quanto segue:a) controllo dei registri o della documentazione dell'azienda, comprese le informazioni sulla catena di produzione degli alimenti di cui al Capitolo 1, sezione I.2.A;b) esami per stabilire se i volatili:i) siano affetti da una malattia o un disturbo che potrebbe trasmettersi ad altri animali o agli esseri umani a causa della manipolazione o del consumo della carne, oppure mostrino un comportamento individuale o collettivo tale da far temere l'insorgere di una malattia di tale genere;ii) mostrino alterazioni generali del comportamento o segni di malattie che potrebbero rendere le carni non idonee al consumo umano;iii) mostrino segni di contenere residui chimici eccedenti i livelli stabiliti dalla legislazione comunitaria, o residui di sostanze proibite.Inoltre, occorre compiere i seguenti atti:a) prelievi regolari di campioni dall'acqua e dai mangimi per controllare l'osservanza dei periodi di attesa; se del caso, prelievo di campioni dagli animali;b) se del caso, ricerca di agenti zoonotici.3. L'ispezione ante mortem presso l'azienda è effettuata dal veterinario ufficiale.4. Se l'ispezione ante mortem è stata effettuata presso l'azienda, l'ispezione ante mortem presso il macello può limitarsi al controllo dell'identità e a un esame diagnostico per accertare se siano state rispettate le norme relative al benessere degli animali, nonché se vi siano segni di condizioni che potrebbero influire negativamente sulla salute umana o animale. Questo esame diagnostico può essere effettuato da un ausiliario ufficiale.5. Se l'ispezione ante mortem non è stata effettuata presso l'azienda, il veterinario ufficiale effettua un esame per stabilire se:a) i volatili siano affetti da una malattia o condizione trasmissibile all'uomo o agli animali oppure mostrino un comportamento individuale o collettivo tale da far temere l'insorgere di una malattia di tale genere;b) mostrino alterazioni generali del comportamento o segni di malattie che potrebbero rendere le carni non idonee al consumo umano;c) mostrino segni di contenere residui chimici eccedenti i livelli stabiliti dalla legislazione comunitaria, o residui di sostanze proibite;e, se del caso, ricerca di agenti zoonotici.6. Allorché i volatili non sono stati macellati entro i tre giorni successivi al rilascio del certificato sanitario previsto al punto 1, lettera a):a) se i volatili non hanno lasciato l'azienda di provenienza, vengono rivisitati e si rilascia un nuovo certificato sanitario;b) se i volatili sono già presso il macello, la macellazione può essere autorizzata dopo aver valutato il motivo del ritardo e previo ulteriore esame dei volatili.7. Se i volatili mostrano sintomi clinici di una malattia, la loro macellazione ai fini del consumo umano è proibita. L'abbattimento di tali volatili presso il macello è però autorizzata alla fine del normale processo di macellazione, purché siano adottate le opportune precauzioni per evitare il rischio di diffondere organismi patogeni e si puliscano e disinfettino gli impianti subito dopo la macellazione.8. Nel caso dei volatili allevati per la produzione di foie gras e di volatili a eviscerazione differita provenienti dall'azienda di produzione, l'ispezione ante mortem viene effettuata conformemente al Capitolo 3, sezione VI.2.B. Ispezione post mortemTutti i volatili sono sottoposti a ispezione post mortem. Ai fini dell'ispezione sanitaria post mortem, il veterinario ufficiale deve:a) per ciascuna partita di volatili della stessa origine, esaminare i visceri e le cavità di un campione rappresentativo di esemplari;b) sottoporre a un esame approfondito un campione casuale di parti di volatili o di volatili interi dichiarati non idonei al consumo umano in seguito all'ispezione post mortem;c) svolgere le ulteriori indagini ritenute necessarie se esiste motivo di sospettare che le carni dei volatili in causa potrebbero non essere idonee al consumo umano;d) nel caso dei volatili allevati per la produzione di foie gras e di volatili a eviscerazione differita provenienti dall'azienda di produzione, controllare il certificato sanitario di cui al punto C che deve accompagnare le carcasse.C. Modello di certificato sanitarioCERTIFICATO SANITARIOper i volatili allevati per la produzione di foie gras e i volatili a eviscerazione differita provenienti dall'azienda di produzione, storditi, dissanguati e spiumati presso l'azienda e trasportati in un laboratorio di sezionamento provvisto di locale separato di eviscerazioneServizio competente:............................................... N.:1. Identificazione delle carcasse non eviscerateSpecie:Numero:2. Provenienza delle carcasse non eviscerateIndirizzo dell'azienda:3. Destinazione delle carcasse non eviscerateLe carcasse non eviscerate sono trasportate verso il seguente laboratorio di sezionamento:4. DichiarazioneIl sottoscritto veterinario ufficiale dichiara che:- le carcasse non eviscerate di cui sopra appartengono a volatili esaminati prima della macellazione presso l'azienda sopra indicata alle ........... (orario) del ............ (data) e giudicate sane;- i registri e la documentazione riguardanti gli animali sono conformi alle norme vigenti e non proibiscono di macellare i volatili.Fatto a ....................................., il(Luogo) (Data)Timbro..................................................(Firma del veterinario ufficiale)VI. LAGOMORFI D'ALLEVAMENTOSi applicano le norme previste per i volatili.VII. SELVAGGINA D'ALLEVAMENTOA. Ispezione ante mortem1. L'ispezione ante mortem può essere effettuata presso l'azienda di provenienza a cura del veterinario ufficiale. L'ispezione ante mortem presso l'azienda comprende il controllo dei registri o della documentazione dell'azienda, comprese le informazioni sulla catena di produzione degli alimenti di cui al Capitolo 1, sezione I.2.A, il prelievo regolare di campioni da acqua e mangimi e, se del caso, controlli per individuare agenti zoonotici. Se l'ispezione ante mortem ha luogo presso l'azienda, l'ispezione ante mortem presso il macello può limitarsi a rilevare le lesioni subite durante il trasporto e a controllare l'identità degli animali.2. Gli animali vivi esaminati presso l'azienda devono essere accompagnati da un certificato sanitario redatto secondo il modello fornito al Capitolo 3, sezione X, attestante che essi sono stati sottoposti a ispezione nell'azienda e sono stati giudicati sani.B. Ispezione post mortem1. L'ispezione post mortem consta di un esame per palpazione e, qualora ciò sia ritenuto necessario, dell'incisione delle parti dell'animale che abbiano subito alterazioni o che per qualunque altro motivo risultino sospette.2. Le procedure di ispezione post mortem descritte per i bovini e gli ovini, i suini domestici e i volatili si applicano alle specie corrispondenti di selvaggina d'allevamento.3. Se gli animali sono stati macellati presso l'azienda, il veterinario ufficiale del macello controlla il certificato emesso e firmato dal veterinario dell'azienda che attesta un risultato favorevole dell'ispezione ante mortem, la correttezza della macellazione e l'avvenuto dissanguamento durante il processo di macellazione stesso.VIII. SELVAGGINA IN LIBERTÀA. Ispezione post mortem1. La selvaggina in libertà è sottoposta a ispezione il più rapidamente possibile dopo l'ammissione allo stabilimento di lavorazione.2. Il veterinario ufficiale controlla se la selvaggina in libertà è accompagnata da una dichiarazione della persona appositamente formata di cui al regolamento (CE) n. .../... [che stabilisce norme specifiche in materia d'igiene per i prodotti alimentari di origine animale]. In caso affermativo, tiene conto di tale dichiarazione nell'effettuare l'ispezione post mortem.3. Durante l'ispezione post mortem il veterinario ufficiale procede alle seguenti operazioni:a) esame visivo della carcassa, delle sue cavità e, se del caso, dei relativi organi, al fine di:- individuare eventuali anomalie. A tal fine la diagnosi può basarsi su ogni informazione fornita dal cacciatore sul comportamento dell'animale prima dell'uccisione;- verificare che la morte non sia dovuta a cause diverse dalla caccia.Qualora i risultati dell'esame visivo non permettano una valutazione, deve essere effettuato un esame più accurato in laboratorio;b) esame delle alterazioni organolettiche;c) palpazione degli organi, se del caso;d) analisi a campione dei residui, inclusi i contaminanti ambientali, in caso di fondato sospetto circa la presenza di residui o contaminanti. Qualora, a causa di tale sospetto, venga effettuato un esame più approfondito, il veterinario deve attendere la conclusione dell'ispezione prima di procedere alla valutazione di tutti i capi uccisi in una determinata battuta di caccia o di parte di essi che si può presumere presentino le stesse anomalie.e) ricerca delle caratteristiche dalle quali possa essere desunta una pericolosità delle carni per la salute. In particolare:i) segnalazione, da parte del cacciatore, di alterazioni del comportamento e perturbazioni nello stato generale dell'animale vivo;ii) tumori o ascessi che si presentino numerosi o sparsi in organi interni o nella muscolatura;iii) artrite, orchite, alterazione patologica del fegato o della milza, infiammazione dell'intestino o della regione ombelicale;iv) presenza di corpi estranei nelle cavità, in particolare nello stomaco e nell'intestino, o nell'urina, con alterazioni del colore della pleura o del peritoneo;v) presenza di parassiti;vi) formazione di gas in notevole quantità nel tubo gastroenterico con alterazione del colore degli organi interni;vii) notevoli alterazioni del colore, della consistenza o dell'odore della muscolatura o degli organi;viii) vecchie fratture aperte;ix) cachessia e/o edema generalizzato o localizzato;x) conglutinazioni o concrescenze recenti di organi con la pleura o il peritoneo;xi) altre alterazioni notevoli ed evidenti, come ad esempio putrefazione.4. Su richiesta del veterinario ufficiale, la colonna vertebrale e la testa devono essere divise a metà longitudinalmente.5. Nel caso di selvaggina in libertà di piccole dimensioni che non è stata eviscerata immediatamente dopo l'uccisione, un campione rappresentativo di animali della stessa provenienza è sottoposto a ispezione sanitaria da parte del veterinario ufficiale. Qualora l'ispezione riveli la presenza di una malattia trasmissibile all'uomo o di difetti quali quelli di cui al punto 3, il veterinario ufficiale deve effettuare ulteriori controlli sull'insieme della partita al fine di determinare se essa debba essere dichiarata non idonea al consumo umano o se si debba procedere all'esame di ogni singola carcassa.6. In caso di dubbio, il veterinario ufficiale può eseguire, sulle parti in causa degli animali, ulteriori sezionamenti e ispezioni ritenuti necessari ai fini di una diagnosi definitiva.B. Decisioni in conseguenza dei controlliOltre ai casi di cui al Capitolo 1, sezione II.E, le carni che durante l'ispezione post mortem presentino caratteristiche come quelle elencate al punto A della presente sezione devono essere dichiarate non idonee al consumo umano.IX. RISCHI SPECIFICIA. Encefalopatie spongiformi trasmissibili1. L'ispezione dei bovini di età superiore alle sei settimane, degli ovini e dei caprini dev'essere effettuata in conformità del regolamento (CE) n. 999/2001, nonché di tutte le altre normative comunitarie pertinenti relative alle EST. Sono interessati almeno i seguenti aspetti:a) se del caso, prima di macellare l'animale dev'essere controllato lo stato della madre;b) quando c'è motivo di pensare che l'età indicata nelle informazioni di accompagnamento non sia esatta, il veterinario ufficiale esegue un controllo della dentatura;c) occorre prestare particolare attenzione a che tutti i bovini, ovini o caprini sospetti di essere affetti da un'encefalopatia spongiforme trasmissibile ai sensi del regolamento (CE) n. 999/2001 siano trattati in conformità delle specifiche ivi contenute. Gli animali sospetti devono essere macellati separatamente dagli altri, con tutte le precauzioni necessarie per limitare al minimo il rischio di contaminazione delle altre carcasse, della catena di macellazione e del personale presente nel macello.2. I controlli specifici per la diagnosi delle encefalopatie spongiformi trasmissibili devono essere effettuati in conformità della legislazione comunitaria in materia.B. Cisticercosi1. Le procedure di ispezione post mortem di cui al Capitolo 3, sezioni I e IV, sono le prescrizioni minime per l'esame della cisticercosi nei bovini di età superiore a 6 settimane e nei suini. Possono essere inoltre utilizzate analisi sierologiche specifiche. Nel caso dei bovini di età superiore a 6 settimane, l'incisione dei masseteri in sede di ispezione post mortem non è obbligatoria se si ricorre a un'analisi sierologica specifica. Altrettanto vale per i bovini di età superiore a 6 settimane allevati in un'azienda ufficialmente certificata come esente da cisticercosi.2. La carne infettata da cisticerco è dichiarata non idonea al consumo umano. Se tuttavia l'animale non è generalmente infettato da cisticerco, le parti non infette possono essere dichiarate idonee al consumo umano dopo aver subito un trattamento mediante il freddo.C. Trichinosi1. Le carcasse di suini (domestici, selvaggina d'allevamento e in libertà), di solipedi e di altre specie suscettibili di contrarre trichinosi devono essere sottoposte a un esame volto a individuare questa malattia, a meno che gli animali non siano stati allevati in un'azienda certificata come esente da trichinosi o abbiano subito un trattamento mediante il freddo.2. La carne di animali infettati da trichine è dichiarata non idonea al consumo umano.D. Morva1. Se del caso, i solipedi sono esaminati per accertare l'eventuale presenza di morva. La ricerca della morva nei solipedi include un esame accurato delle mucose della trachea, della laringe, delle cavità nasali, dei seni e delle loro ramificazioni, previa spaccatura mediana della testa e ablazione del setto nasale.2. La carne di cavallo in cui sia stata diagnosticata la presenza di morva è dichiarata non idonea al consumo umano.E. Tubercolosi1. Gli animali che abbiano reagito in modo positivo o dubbio a tubercolinoreazione sono macellati separatamente dagli altri, con tutte le precauzioni necessarie per limitare al minimo il rischio di contaminazione delle altre carcasse, della catena di macellazione e del personale presente nel macello.2. Le carni di animali che abbiano reagito in modo positivo o dubbio a tubercolinoreazione, e nelle quali l'ispezione post mortem abbia rivelato lesioni tubercolari localizzate in una serie di organi o zone della carcassa, sono dichiarate non idonee al consumo umano. In attesa di un parere dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare, le carni degli animali che abbiano reagito in modo positivo o dubbio a tubercolinoreazione, e nelle quali l'ispezione post mortem abbia rivelato lesioni tubercolari nei linfonodi o in un organo o parte della carcassa, sono dichiarate non idonee al consumo umano o sottoposte a un trattamento termico.F. Brucellosi1. Gli animali che abbiano reagito in modo positivo o dubbio al controllo della brucellosi sono macellati separatamente dagli altri, con tutte le precauzioni necessarie per limitare al minimo il rischio di contaminazione delle altre carcasse, della catena di macellazione e del personale presente nel macello.2. La carne di animali che abbiano reagito in modo positivo o dubbio al controllo della brucellosi, confermato da lesioni che mettano in evidenza un'affezione acuta, è dichiarata non idonea al consumo umano. Anche se non si constata alcuna lesione, le mammelle, gli organi genitali e il sangue sono comunque dichiarati non idonei al consumo umano.G. Norme dettagliateConformemente alla procedura di cui all'articolo 6 e previo parere dell'Autorità europea per la sicurezza degli alimenti, si stabilisce quanto segue:a) il trattamento mediante il freddo cui sottoporre la carne in relazione a cisticercosi e trichinosi e il trattamento termico cui sottoporre la carne in relazione alla tubercolosi;b) le condizioni alle quali le aziende possono essere certificate come ufficialmente esenti dal cisticerco e dalle trichine;c) se del caso, i metodi da applicare per l'esame delle condizioni di cui alla presente sezione.X. MODELLO DI CERTIFICATO SANITARIOCERTIFICATO SANITARIOper gli animali trasportati dall'azienda al macelloServizio competente:............................................... No:1. Identificazione degli animaliSpecie:Numero di animali:Marchio di identificazione:2. Provenienza degli animaliIndirizzo dell'azienda di provenienza:Identificazione del centro*:3. Destinazione degli animaliGli animali sono avviati al seguente macello:mediante i seguenti mezzi di trasporto:4. Altre informazioni pertinenti5. DichiarazioneIl sottoscritto dichiara che:- gli animali di cui sopra sono stati esaminati prima della macellazione presso l'azienda sopra indicata alle ........... (orario) del ............ (data) e giudicati sani;- i registri e la documentazione riguardanti gli animali sono conformi alle norme vigenti e non proibiscono di macellarli.Fatto a ....................................., il(Luogo) (Data)Timbro..................................................(Firma del veterinario)* opzionaleALLEGATO IIMOLLUSCHI BIVALVI VIVII. CONTROLLI UFFICIALI DELLE ZONE DI PRODUZIONE1. L'autorità competente fissa l'ubicazione e i confini delle zone di produzione di molluschi bivalvi. Le zone di produzione in cui è autorizzata la raccolta di molluschi bivalvi devono essere classificate dall'autorità competente nelle tre seguenti categorie in funzione del livello di contaminazione fecale:a) Zone di classe A: zone da cui possono essere raccolti molluschi bivalvi vivi direttamente destinati al consumo umano. I molluschi bivalvi vivi raccolti da queste zone devono soddisfare i requisiti sanitari per i molluschi bivalvi vivi di cui all'Allegato II, Sezione VII, Capitolo V del regolamento (CE) n. .../... [che stabilisce norme specifiche in materia d'igiene per i prodotti alimentari di origine animale].b) Zone di classe B: zone da cui i molluschi bivalvi vivi possono essere raccolti, ma possono essere immessi sul mercato ai fini del consumo umano soltanto dopo aver subito un trattamento in un centro di depurazione o previa stabulazione in modo da soddisfare i requisiti sanitari di cui alla lettera a). I molluschi bivalvi vivi provenienti da queste zone non devono superare i livelli (misurati mediante la prova del numero più probabile in cinque provette e tre diluizioni) di 6 000 coliformi fecali per 100 g di polpa o di 4 600 E. coli per 100 g di polpa nel 90% dei campioni.c) Zone di classe C: zone da cui i molluschi bivalvi vivi possono essere raccolti, ma possono essere immessi sul mercato soltanto previa stabulazione di lunga durata (minimo due mesi), combinata o meno con la depurazione, o previa depurazione intensiva per un periodo da determinare in conformità della procedura di cui all'articolo 6, in modo da soddisfare i requisiti sanitari di cui alla lettera a). I molluschi bivalvi vivi provenienti da queste zone non devono superare i livelli (misurati mediante la prova del numero più probabile in cinque provette e tre diluizioni) di 60 000 coliformi fecali per 100 g di polpa.2. Per consentire la classificazione delle zone produttive e determinare il livello di contaminazione fecale di una zona, l'autorità competente deve:a) effettuare un inventario delle fonti di inquinamento di origine umana o animale che possono costituire una fonte di contaminazione della zona di produzione;b) esaminare i quantitativi di inquinanti organici emessi nei diversi periodi dell'anno in funzione delle variazioni stagionali della popolazione umana e animale nel bacino idrografico, delle precipitazioni, del trattamento delle acque di scarico, ecc.;c) determinare le caratteristiche della circolazione di inquinanti sulla base dell'andamento della corrente, della batimetria e del ciclo delle maree nella zona di produzione;d) istituire un programma di campionamento dei molluschi bivalvi nella zona di produzione, basato sull'esame di dati prestabiliti e su un certo numero di campioni; la distribuzione geografica dei punti di campionamento e la frequenza del campionamento devono essere tali da garantire che i risultati dell'analisi siano quanto più possibile rappresentativi della zona considerata.3. Le zone di stabulazione e produzione classificate devono essere monitorate periodicamente al fine di:a) evitare eventuali infrazioni circa l'origine, la provenienza e la destinazione dei molluschi bivalvi vivi;b) verificare la qualità microbiologica dei molluschi bivalvi vivi relativamente alla zona di produzione e di stabulazione;c) verificare l'eventuale presenza di plancton tossico nelle acque di produzione e di stabulazione e di biotossine nei molluschi bivalvi vivi;d) verificare la presenza di contaminanti chimici nei molluschi bivalvi vivi.4. Per l'attuazione del paragrafo 3, lettere b), c) e d) di cui sopra, devono essere definiti piani di campionamento per svolgere tali controlli, ad intervalli regolari o caso per caso, se i periodi di raccolta sono irregolari. La distribuzione geografica dei punti e la frequenza del campionamento devono garantire risultati delle analisi il più possibile rappresentativi per quanto riguarda l'area considerata.a) Il piano di campionamento per il controllo della qualità microbiologica dei molluschi bivalvi vivi deve in particolar modo tenere conto:- delle probabili variazioni della contaminazione fecale;- dei parametri di cui al paragrafo 2.b) Il piano di campionamento per rilevare la presenza di plancton tossico nelle acque di produzione e stabulazione e di biotossine nei molluschi bivalvi vivi deve tener conto in particolare delle possibili variazioni della presenza di plancton contenente biotossine marine.Il campionamento deve essere predisposto come segue:- sorveglianza del plancton: campionamento periodico volto a individuare eventuali cambiamenti di composizione del plancton contenente tossine e la sua distribuzione geografica; qualora i risultati ottenuti facciano sospettare un accumulo di tossine nella polpa dei molluschi, si procede a un campionamento intensivo aumentando il numero dei punti di campionamento e dei campioni prelevati nelle acque di coltivazione e di pesca;- prove periodiche di tossicità sui molluschi più sensibili alla contaminazione provenienti dalla zona in questione;Il prelievo di campioni ai fini dell'analisi delle tossine nei molluschi dovrebbe avere almeno cadenza settimanale nei periodi in cui è consentita la raccolta. Tale frequenza può essere ridotta in determinate aree per le quali dati storici affidabili relativi alla presenza di tossine o fitoplancton suggeriscono un rischio molto basso di tossicità. Tuttavia, lo stato delle cose dev'essere periodicamente rivisto, al fine di valutare il rischio di tossicità connesso coi molluschi provenienti dalle aree in questione.Quando siano noti i tassi di accumulazione delle tossine di un gruppo di specie che vivono nella stessa zona, una specie con il tasso più elevato può essere utilizzata in qualità di indicatore, rendendo possibile lo sfruttamento di tutte le specie del gruppo se i livelli di tossine della specie che fa da indicatore si trovano sotto i limiti prescritti. Quando i livelli di tossine della specie che fa da indicatore si trovano al di sopra dei limiti prescritti, il raccolto delle altre specie è ammesso soltanto se ulteriori analisi sulle altre specie mostrano che i loro livelli di tossine restano al di sotto dei limiti.Per quanto riguarda il monitoraggio del plancton, i campioni devono essere rappresentativi della colonna d'acqua e fornire informazioni sulla presenza di specie tossiche e sulle tendenze in atto all'interno della popolazione esaminata. Qualora siano rilevati cambiamenti delle popolazioni tossiche che possono portare a un accumulo di tossine, occorre aumentare la frequenza del campionamento dei molluschi oppure decidere la chiusura precauzionale delle zone interessate fino a che non si siano ottenuti i risultati dell'analisi delle tossine.c) Il piano di campionamento per il controllo della presenza di contaminanti chimici deve consentire di determinare se siano superati i livelli di cui al regolamento (CE) n. 466/2001 [19].[19]  Ove appropriato.5. Se i risultati del campionamento indicano che i requisiti sanitari per i molluschi non sono rispettati, o che potrebbe esservi un altro rischio per la salute umana, la zona di produzione interessata viene chiusa alla raccolta di molluschi bivalvi vivi.Le zone chiuse possono essere riaperte soltanto quando i requisiti sanitari per i molluschi risultano nuovamente conformi alla legislazione comunitaria. Se, per via della presenza di plancton o per livelli eccessivi di tossine nei molluschi, una zona è stata chiusa, sono necessari almeno due risultati consecutivi al di sotto dei valori limite prescritti, separati da un intervallo di almeno 48 ore, affinché la zona possa essere riaperta. La decisione può contenere informazioni sulle tendenze concernenti i fitoplancton. Nei casi in cui vi siano dati affidabili relativi alla dinamica della tossicità di una certa zona, e purché siano disponibili dati recenti indicanti una tendenza decrescente della tossicità stessa, l'autorità competente può decidere di riaprire la zona in presenza di risultati al di sotto dei valori limite dati da un solo campionamento.6. L'autorità competente provvede a sorvegliare le zone di produzione dove la raccolta di molluschi bivalvi è vietata o soggetta a speciali condizioni, in modo da evitare la commercializzazione di prodotti nocivi per la salute umana.7. Oltre al monitoraggio delle zone di stabulazione e produzione di cui al paragrafo 3, verrà istituito un sistema di controllo comprendente analisi di laboratorio volte ad accertare il rispetto dei requisiti per il prodotto finito e in particolare a verificare che i livelli delle biotossine marine e dei contaminanti non superi i limiti di sicurezza, e che la qualità microbiologica dei molluschi sia tale da non costituire un rischio per la salute umana.8. L'autorità competente:a) redige e mantiene aggiornato un elenco delle zone di produzione e di stabulazione riconosciute dalle quali i molluschi bivalvi vivi possono essere prelevati conformemente alle disposizioni del presente Allegato, precisandone l'ubicazione, i confini e la classe di appartenenza.L'elenco dev'essere comunicato alle parti interessate dal presente Allegato, in particolare ai produttori, ai raccoglitori e ai responsabili dei centri di depurazione e dei centri di spedizione;b) informa senza indugio le parti interessate dal presente Allegato, in particolare i produttori, i raccoglitori e i responsabili dei centri di depurazione e di spedizione, di qualsiasi variazione relativa all'ubicazione, ai confini e alla classe della zona di produzione, nonché della chiusura, temporanea o definitiva, della medesima;c) agisce tempestivamente qualora i controlli di cui al presente Allegato indichino che una zona di produzione dev'essere chiusa o può essere riaperta.9. Per decidere in merito a classificazione, apertura e chiusura delle zone di raccolta, l'autorità competente può tener conto dei risultati dei controlli effettuati dagli operatori del settore alimentare o dall'organizzazione che rappresenta l'operatore interessato. In tal caso, l'analisi deve svolgersi in un laboratorio approvato dall'autorità competente e in conformità di un eventuale protocollo concordato fra l'autorità competente e le aziende o l'organizzazione interessate.II. CONTROLLI UFFICIALI DELLE PECTINIDAE RACCOLTE AL DI FUORI DELLE ZONE DI PRODUZIONE CLASSIFICATEGli Stati membri garantiscono l'organizzazione di appropriati controlli sulle pectinidae raccolte al di fuori delle zone di produzione classificate, al fine di garantire il rispetto dei requisiti sanitari, compresi quelli relativi alle biotossine.ALLEGATO IIIPRODOTTI DELLA PESCAOltre alle comuni norme di controllo, devono essere applicate le seguenti disposizioni.1. Controlli ufficiali sui prodotti della pesca devono essere svolti al momento dello sbarco o precedentemente alla prima vendita, in un impianto per le aste o in un mercato all'ingrosso.2. I controlli ufficiali comprendono quanto segue.a) Controlli organolettici.Controlli a campione effettuati al fine di verificare il rispetto dei criteri di freschezza stabiliti dalla normativa comunitaria. La valutazione organolettica deve essere ripetuta in caso di dubbi circa la freschezza dei prodotti.b) Test all'azoto basico volatile totale (ABVT)Qualora dall'esame organolettico emergano dubbi circa la freschezza dei prodotti della pesca, possono essere prelevati campioni che vengono sottoposti ad esami di laboratorio per determinare i livelli di ABVT (azoto basico volatile totale).I livelli di ABVT e i metodi di analisi da utilizzare sono quelli di cui alla decisione 95/149/CE.Qualora dall'esame organolettico emergano dubbi su altre condizioni che potrebbero nuocere alla salute umana, possono essere prelevati campioni a fini di verifica.c) Controlli dell'istaminaControlli per la sorveglianza dell'istamina al fine di verificare il rispetto dei livelli accettabili stabiliti dalla normativa comunitaria.Il livello d'istamina in taluni prodotti della pesca deve essere compreso entro i seguenti limiti in nove campioni di una partita:- il tenore medio non può superare 100 ppm,- due campioni possono avere un tenore superiore a 100 ppm ma inferiore a 200 ppm,- nessun campione può avere un tenore superiore a 200 ppm.Questi valori limite si applicano unicamente ai pesci delle seguenti famiglie: Scombridae, Clupeidae, Engraulidae, Coryfenidae, Pomatomidae e Scombraesosidae. Tuttavia, le acciughe sottoposte a trattamento di maturazione enzimatica in salamoia possono presentare tenori di istamina più elevati, che non devono comunque superare il doppio dei valori suddetti. Gli esami devono essere effettuati ricorrendo a metodi affidabili e scientificamente riconosciuti, quale, ad esempio, la cromatografia in fase liquida ad alto rendimento (HPLC).d) Controllo dei contaminantiÈ istituito un sistema di sorveglianza per il controllo del livello di contaminazione dei prodotti della pesca con contaminanti presenti nell'ambiente acquatico quali metalli pesanti e sostanze organo-clorurate.e) Se del caso, controlli microbiologicif) Controlli intesi a verificare il rispetto della normativa comunitaria relativa agli endoparassitig) Controlli intesi a verificare la possibile presenza sul mercato di specie di pesci velenosi o di pesci contenenti biotossineOve del caso, conformemente alla procedura di cui all'articolo 6 e previo parere dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare, sono stabiliti:- criteri di freschezza per la valutazione organolettica dei prodotti della pesca, in particolare nel caso in cui tali criteri non siano stati stabiliti nell'ambito della legislazione comunitaria vigente;- i limiti analitici, i metodi di analisi nonché i piani di campionamento da utilizzare nell'ambito dei controlli ufficiali sopra menzionati.3. I seguenti prodotti sono dichiarati non idonei al consumo umano:a) i prodotti della pesca che in seguito a controlli organolettici, chimici, fisici o microbiologici si rivelano non idonei al consumo umano;b) i pesci o le parti di pesci non sottoposti ad adeguati controlli al fine di individuare la presenza di endoparassiti secondo quanto disposto dalla legislazione comunitaria;c) i prodotti della pesca che contengono, nelle loro parti commestibili, contaminanti presenti nell'ambiente acquatico, come metalli pesanti e sostanze organo-clorurate, in quantità tali che l'assorbimento alimentare calcolato sia superiore alla dose giornaliera o settimanale ammissibile per l'uomo;d) i pesci e i prodotti della pesca velenosi che contengono biotossine;e) i prodotti della pesca o parti di essi considerati pericolosi per la salute umana.ALLEGATO IVLATTE E PRODOTTI LATTIERO-CASEARIOltre alle comuni norme di controllo, i controlli ufficiali comprendono:A. Controllo delle aziende1. Gli animali che si trovano presso le aziende di produzione sono sottoposti a ispezioni veterinarie regolari, al fine di garantire il rispetto delle norme sanitarie relative alla produzione di latte crudo, e in particolare di quelle relative allo stato di salute degli animali e all'uso di farmaci veterinari. Le ispezioni di cui sopra possono essere effettuate in occasione di controlli veterinari eseguiti in conformità di altre norme comunitarie.Se vi è motivo per sospettare che le norme relative alla salute degli animali non siano state applicate, si deve procedere a controllare lo stato di salute generale degli animali.2. Le aziende di produzione sono sottoposte a controlli regolari per garantire il rispetto delle norme igieniche. Se risulta un livello d'igiene inadeguato occorre adottare i provvedimenti opportuni per garantire che l'operatore corregga la situazione.B. Controllo del latte crudo al momento della raccolta1. L'autorità competente organizza, se del caso in cooperazione con gli operatori del settore alimentare che producono o raccolgono latte o col settore che rappresenta tali operatori, sistemi di controllo atti a garantire il rispetto delle norme che si applicano al latte crudo.2. Se il latte crudo non è conforme alle norme pertinenti, l'autorità competente adotta i provvedimenti opportuni per garantire che l'operatore del settore alimentare corregga la situazione.Se la situazione non è corretta entro i tre mesi a decorrere dalla notifica della mancata conformità alle norme, le forniture del latte di quell'azienda di produzione sono sospese fino a che l'operatore non dimostra che il suo latte è di nuovo conforme.3. Quando il latte crudo non risulta conforme ai criteri di sanità pubblica prescritti dalle normative, con conseguente possibilità che la sicurezza alimentare risulti compromessa, l'autorità competente definisce e attua procedure volte a sospendere le forniture del latte crudo fino al ristabilimento di condizioni che garantiscano la sicurezza. Allo stesso tempo, l'autorità competente comunicherà all'operatore se il latte debba essere distrutto o se possa essere utilizzato a condizioni chiaramente definite. Non appena tali condizioni sono raggiunte, l'autorità competente procede ad autorizzare nuovamente le forniture di latte.C. Controllo dei prodotti lattiero-caseari trasformatiI controlli ufficiali comprendono quanto segue.1. Una verifica della conformità del latte crudo utilizzato per la trasformazione alle norme pertinenti.2. Una verifica del raggiungimento degli obiettivi in materia di sicurezza alimentare, tramite opportuni controlli effettuati sui metodi impiegati dagli operatori del settore alimentare, quali:- trattamento termico o altri sistemi di trattamento fisico,- condizioni di trasformazione in generale, comprese quelle applicate ai metodi tradizionali di produzione.3. Un verifica della conformità dei prodotti finali alle norme che vi si applicano, in particolare per quanto riguarda i criteri microbiologici e l'etichettatura.SCHEDA PER LA VALUTAZIONE DELL'IMPATTO  IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)Titolo della propostaProposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano.Numero di riferimento del documentoproposta1. Esporre le ragioni per cui, tenuto conto del principio di sussidiarietà, è necessaria una normativa comunitaria in questo settore e quali sono i principali obiettivi.La proposta, contemplata dal programma d'azione contenuto nell'allegato al Libro bianco della Commissione sulla sicurezza alimentare, sostituisce la legislazione comunitaria vigente al fine di dotarla di maggiore coerenza, di fondamenti più solidi nei dati scientifici e nei rischi e renderla più compatibile con i futuri testi legislativi comunitari nei settori dell'igiene, delle zoonosi e dei controlli ufficiali.Ciò garantirà, innanzitutto, una migliore tutela dei consumatori contro i rischi associati al consumo di alimenti di origine animale. Rispetto a quello attuale, il nuovo sistema di controlli ufficiali sarà volto maggiormente ad individuare tutti i rischi noti che possono pregiudicare la salute umana e integrerà ai controlli ufficiali il principio "dal produttore al consumatore". Si darà vita a un sistema che tenga conto del tipo di processo di produzione e delle garanzie fornite dagli operatori. Per poter far fronte rapidamente ai rischi emergenti, sarà possibile modificare in modo flessibile gli allegati alla normativa.Negli ultimi decenni, la legislazione relativa ai controlli ufficiali sugli alimenti di origine animale ha gradualmente raggiunto una piena armonizzazione a livello europeo. In linea di principio ciò garantisce un pari livello di tutela dei consumatori in tutta Europa, oltre a un buon funzionamento del mercato interno. Tutte le parti interessate concordano sulla necessità di tale armonizzazione.impatto sulle imprese2. Indicare quali imprese saranno interessate dalla proposta.- Settori d'attività.Saranno interessate tutte le imprese del settore alimentare che prendono parte alla produzione di alimenti d'origine animale, in particolare quelle implicate nella produzione di carni fresche, molluschi bivalvi vivi, prodotti della pesca, latte e prodotti lattiero-caseari. Sono compresi i settori della produzione primaria e, nel caso dei molluschi bivalvi vivi, del latte e dei prodotti lattiero-caseari, quello della vendita al dettaglio.- Dimensioni delle imprese (qual è la concentrazione di piccole e medie imprese).La proposta interessa le imprese di qualsiasi dimensione, tra le quali si riscontra un numero elevato di piccole e medie imprese.- Indicare se esistono nella Comunità particolari zone geografiche in cui queste imprese sono concentrate.Esistono imprese di questo tipo in tutto il territorio della Comunità.3. Illustrare ciò che dovranno fare le imprese per adeguarsi alla proposta.Dovranno fornire all'autorità competente l'ausilio necessario per garantire che i controlli ufficiali possano essere realizzati con precisione ed efficacia. Dovranno tenere conto degli esiti dei controlli ufficiali, passando in rassegna il processo di produzione, provvedendo a sanare le carenze, i casi di mancata osservanza della regolamentazione e le irregolarità, nonché evitando che si ripresentino.Sulla scorta delle prescrizioni del sistema d'analisi di rischio e punti critici di controllo (Haccp), contenute nella proposta della Commissione 2000/179 (Cod) che stabilisce norme specifiche in materia d'igiene per i prodotti alimentari d'origine animale, gli operatori delle imprese appartenenti al settore delle carni fresche avranno in futuro una maggiore responsabilità nel controllo del processo di produzione. L'autorità competente, e più precisamente il veterinario ufficiale, verificherà su base permanente i controlli effettuati dall'operatore: il veterinario ufficiale sorveglierà le attività svolte dal personale dello stabilimento, verificherà i registri dell'operatore, preleverà campioni per farli analizzare in laboratorio se lo ritiene opportuno e documenterà gli esiti della sua attività. L'operatore dovrà agire in base alle conclusioni del veterinario ufficiale. Questi effettuerà peraltro ispezioni sistematiche degli animali e dei prodotti: esaminerà le informazioni che l'operatore è tenuto a fornire quando invia gli animali alla macellazione; effettuerà l'ispezione ante e post mortem; verificherà le condizioni degli animali e trasmetterà le sue conclusioni alle parti interessate. In alcuni di questi compiti può essere affiancato da assistenti ufficiali.A seconda del tipo d'impresa, e sottostando a condizioni rigorose e a stretta sorveglianza, l'operatore potrà effettuare talune attività solitamente svolte dall'autorità competente. Si crea in tal modo una situazione in cui i ruoli e le responsabilità dell'autorità competente e dell'operatore sono più chiaramente distinti, il che si conforma maggiormente alla definizione delle responsabilità data dal regolamento (CE) n. 178/2002 ("legislazione generale nel settore alimentare"): l'operatore deve garantire che le carni che produce rispondano alle prescrizioni della legislazione alimentare, mentre l'autorità competente deve verificare che tutte le prescrizioni sono rispettate. In tal modo l'operatore può assumersi a pieno la propria responsabilità e l'autorità competente gode di una maggiore libertà d'azione in caso di mancata osservanza delle norme (in quanto non è implicato nelle procedure dell'operatore). Il veterinario ufficiale vigilerà tuttavia in modo permanente sulle attività svolte dal personale dello stabilimento e non mancherà di effettuare personalmente i controlli più importanti, quale l'ispezione ante morte degli animali. La legislazione europea vigente relativa alle carni fresche di volatili da cortile (direttiva 71/118/ce) disciplina già il sistema descritto sopra. Ci si propone di migliorare tale sistema (introducendo, ad esempio, prescrizioni supplementari in materia di formazione) ed estenderlo gradualmente alla macellazione dei maiali da ingrasso e dei vitelli da ingrasso.4. Indicare i probabili effetti economici della proposta.- Sull'occupazione.Non si prevede pressoché alcun effetto sull'occupazione.- Sugli investimenti e sulla creazione di imprese.Attualmente si applicano già norme specifiche per l'organizzazione dei controlli ufficiali relativi ai prodotti d'origine animale. Non si prevede che le norme proposte impongano alle imprese investimenti straordinari per adeguarsi allo standard richiesto. I nuovi obblighi e le possibilità che si profilano potrebbero tuttavia indurre le imprese a compiere sforzi organizzativi supplementari. Le norme proposte non dovrebbero, come tali, dar luogo alla creazione di nuove imprese.- Sulla competitività delle imprese.La proposta intende, in primo luogo, migliorare la sicurezza alimentare. Se applicata correttamente, è atta ad accrescere la fiducia dei consumatori. Si può ritenere che le imprese trarranno benefici da tale aumento della fiducia.Dato che la natura e l'intensità dei controlli ufficiali saranno fondate, tra l'altro, su una valutazione regolare del tipo di processo e dell'operatore, gli operatori che hanno sempre rispettato i vincoli legislativi subiranno meno controlli rispetto a quelli più negligenti. I controlli ufficiali d'obbligo sono stati inoltre riesaminati in base ai pareri più recenti emessi dal comitato scientifico delle misure veterinarie in relazione con la sanità pubblica. Sono stati soppressi i controlli divenuti superflui in seguito, ad esempio, all'evoluzione delle pratiche d'allevamento, mentre ne sono stati introdotti altri. In generale, dato che i controlli si sono fatti più mirati, più fondati sui rischi e sui dati scientifici, ne potrebbe derivare un'incidenza positiva sulla competitività delle imprese.5. Segnalare se la proposta contiene misure designate a tenere conto della situazione specifica delle piccole e medie imprese (obblighi minori o diversi ecc.)Sono state introdotte alcune misure per tenere conto della situazione specifica delle piccole imprese. In particolare, si contempla la possibilità di adattare le prescrizioni relative ai controlli ufficiali nei macelli di piccole dimensioni. Le misure proposte sono praticamente identiche a quelle contenute nella legislazione attuale e dovrebbero offrire alle piccole imprese sufficiente flessibilità.Consultazione6. Elencare gli organismi che sono stati consultati in merito alla proposta e esporre le linee essenziali dei rispettivi pareri.La proposta è stata elaborata in due fasi. Dapprima è stato redatto un documento di lavoro intitolato "Ispezione delle carni ed elaborazione di una normativa comunitaria in materia alimentare fondata sul rischio", in cui si trattavano le questioni principali concernenti la revisione dell'ispezione delle carni. Questo documento è stato discusso con gli Stati membri ed è stato inviato per consultazione alle organizzazioni europee di consumatori, veterinari e operatori del settore alimentare.Sulla base delle reazioni suscitate da questo documento di lavoro, è stato elaborato un progetto di proposta di un nuovo testo legislativo, che è stato a sua volta discusso con gli Stati membri e trasmesso ufficialmente alle seguenti organizzazioni per una consultazione esterna:- Ufficio europeo delle unioni di consumatori (BEUC);- Associazione europea dei consumatori (AEC);- Comunità europea delle cooperative di consumo (Euro Coop);- European Livestock and Meat Trading Union (Uecbv);- Associazione dei centri di macellazione di pollame e dei commercianti d'importazione e d'esportazione di pollame dei paesi della CEE (AVEC);- Centro di collegamento delle industrie trasformatrici delle carni macellate della CEE (Clitravi);- Federazione dei veterinari europei (FVE).Il documento è stato inoltre inviato al Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell'Unione europea e al Comitato generale della cooperazione agricola dei paesi della Comunità economica europea (COPA/COGECA). Il testo è stato discusso in riunioni separate con rappresentanti di BEUC, Euro Coop, UECBV, CLITRAVI, FVE, della International Butchers' Confederation, della Federazione delle associazioni venatorie e conservazione della fauna selvatica dell'UE (FACE), della European Working Community for Food Inspection and Consumer Protection (Ewfc) e di molte organizzazioni nazionali di consumatori, veterinari e operatori del settore.In generale le organizzazioni consultate hanno accolto favorevolmente la proposta e ne hanno approvato gli obiettivi: far sì che l'ispezione delle carni si fondi maggiormente sui rischi e sui dati scientifici, integrare il principio "dal produttore al consumatore" e armonizzare la legislazione in materia d'ispezione delle carni con altre nuove normative comunitarie. Tutte le parti consultate hanno riconosciuto la necessità di rivedere la legislazione sull'ispezione delle carni e si sono dichiarate a favore della maggior parte delle disposizioni contenute nella proposta, quali l'introduzione dei compiti di verifica del veterinario ufficiale, i controlli sui dati forniti dallo stabilimento, il ruolo fondamentale dell'ispezione ante mortem, i controlli relativi alla rimozione dei materiali specifici a rischio, le prescrizioni in materia di benessere degli animali e la comunicazione delle informazioni agli stabilimenti al termine delle ispezioni. I principali punti di discussione sono stati la partecipazione del personale dello stabilimento a talune attività di controllo e il ruolo del veterinario ufficiale. I pareri su queste questioni, tuttavia, erano contrastanti.Per quanto riguarda la partecipazione del personale dello stabilimento a talune attività di controllo, le organizzazioni del settore ritengono che la sicurezza e l'integrità del processo di produzione debba essere a carico dell'operatore dell'impresa alimentare, il quale, con l'ausilio di verifiche ufficiali, deve pertanto detenere il controllo del personale e dei mezzi utilizzati per garantire la sicurezza alimentare, comprese le funzioni operative o quelle relative all'ispezione delle carni in linea. Le organizzazioni di consumatori concordano sul fatto che alcune responsabilità possano essere trasferite agli operatori, sebbene temano che ciò possa generare conflitti d'interesse in un settore in cui il rispetto delle norme costituisce un problema serio, e conferiscono quindi grande rilievo ai controlli indipendenti. La Fve disapprova la partecipazione del personale dell'impresa alle attività di controllo. La proposta della Commissione si ispira ad un sistema attualmente applicato nelle ispezioni dei volatili da cortile, in base al quale il personale dello stabilimento può svolgere talune attività di controllo con la supervisione permanente di un veterinario ufficiale. Il sistema, nel rispetto di rigorose condizioni, è esteso gradualmente a un numero ristretto di settori (maiali e vitelli da ingrasso) ed è rafforzato dall'introduzione di prescrizioni dettagliate a cui le imprese e il personale interessati devono attenersi (in particolare in materia di formazione). Ciò darà luogo a un sistema nel quale lo stabilimento potrà assumersi a pieno la propria responsabilità mentre è garantito un controllo permanente da parte di un veterinario ufficiale.Per quanto riguarda il ruolo del veterinario ufficiale, se da un lato le organizzazioni di consumatori ritengono che la presenza del veterinario ufficiale non sia necessariamente richiesta in modo permanente negli stabilimenti di piccola dimensione e negli allevamenti di volatili da cortile, la Fve auspica che il veterinario sia sempre presente, in tutti i tipi di stabilimenti. La Commissione è dell'idea che se s'introducesse una prescrizione che esige la presenza permanente del veterinario ufficiale negli stabilimenti di piccole dimensioni, molti di essi si vedrebbero costretti a chiudere. La proposta della Commissione mantiene pertanto inalterata la situazione per le piccole imprese: il veterinario ufficiale deve realizzare l'ispezione degli animali ante mortem, ma può affidare l'ispezione post mortem ad un assistente ufficiale, a condizione che tutte le carni anomale siano messe da parte per essere analizzate dal veterinario ufficiale. Questo sistema, basato su un'analisi dei rischi effettuata caso per caso dall'autorità competente, può essere applicato anche agli stabilimenti di volatili da cortile. Si ritiene che in questo tipo di stabilimenti il processo di macellazione non richieda necessariamente la presenza permanente di un veterinario ufficiale, quando si tratta di uno stabilimento che dimostra di avere sempre rispettato gli obblighi legislativi, che garantisce la presenza permanente di un assistente ufficiale con una buona formazione e in cui il veterinario ufficiale è presente la maggior parte del tempo.