CELEX: 62020TN0094
Language: it
Date: 2020-02-19 00:00:00
Title: Causa T-94/20: Ricorso proposto il 19 febbraio 2020 — Campine e Campine Recycling / Commissione

27.4.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 137/52
            
         
      Ricorso proposto il 19 febbraio 2020 — Campine e Campine Recycling / Commissione
      (Causa T-94/20)
      (2020/C 137/83)
      Lingua processuale: l'inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Campine (Beerse, Belgio) e Campine Recycling (Beerse) (rappresentanti: C. Verdonck, B. Gielen e Q. Silvestre, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  condannare la Commissione al risarcimento del danno corrispondente agli interessi moratori, al fine di ottemperare alla sentenza del Tribunale nella causa Campine (1), per il periodo compreso tra la data del pagamento a titolo provvisorio dell’ammenda da parte della Campine e l’11 dicembre 2019. Tali interessi moratori dovrebbero essere calcolati al tasso corrispondente al tasso di rifinanziamento della BCE applicabile, maggiorato di 3,5 punti percentuali — vale a dire per un importo di EUR 300 637,32 — oppure, in alternativa, al tasso d’interesse che il Tribunale ritenga appropriato;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione al pagamento degli interessi moratori sull’importo di cui al punto precedente, vale a dire sul risarcimento del danno corrispondente agli interessi moratori sulla parte di ammenda che è stata annullata. Tali interessi moratori dovrebbero essere calcolati al tasso corrispondente al tasso di rifinanziamento della BCE applicabile, maggiorato di 3,5 punti percentuali (calcolati sul risarcimento del danno di EUR 300 637,32, pari a EUR 28,83 al giorno) oppure, in alternativa, al tasso d’interesse che il Tribunale ritenga appropriato. Detti interessi moratori dovrebbero essere calcolati per il periodo decorrente dalla data del rimborso dell’importo capitale effettuato dalla Commissione in data 11 dicembre 2019, oppure, in alternativa, a partire dalla data di deposito della sentenza del Tribunale nella presente causa, oppure, in via ulteriormente alternativa, per il periodo decorrente dalla data che il Tribunale ritenga appropriata;
               
            
                  —
               
               
                  in subordine, annullare la lettera della Commissione del 13 gennaio 2020 oppure, in alternativa, il messaggio di posta elettronica della Commissione del 10 dicembre 2019, nei quali la Commissione ha rifiutato di pagare gli interessi moratori alle ricorrenti a seguito della sentenza del Tribunale nella causa T-240/17, e condannare la Commissione al pagamento del risarcimento ai sensi dell’articolo 340 TFUE, oppure, in alternativa, ad adottare misure appropriate al fine di assicurare la piena osservanza della sentenza del Tribunale del 7 novembre 2019, alla luce delle prescrizioni dell’articolo 266, paragrafo 1, TFUE;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione alle spese del procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che la Commissione europea è tenuta al risarcimento del danno ai sensi dell’articolo 266, paragrafo 2, TFUE e dell’articolo 340, paragrafo 2, TFUE. Le ricorrenti sostengono che, a seguito della sentenza del Tribunale nella causa Campine, la Commissione era tenuta, ai sensi dell’articolo 266, paragrafo 1, TFUE come interpretato dalla giurisprudenza, a titolo di misure per conformarsi a tale sentenza, non soltanto a rimborsare l’importo capitale dell’ammenda, ma anche a pagare gli interessi moratori a titolo di risarcimento a un tasso forfettario, per l’indisponibilità di tale importo nel periodo di riferimento (ossia il periodo compreso tra il pagamento a titolo provvisorio da parte delle ricorrenti e il rimborso da parte della Commissione), e che la Commissione non godeva di alcun potere discrezionale in proposito. Considerato l’effetto retroattivo della sentenza di annullamento, la Commissione dovrebbe pagare un risarcimento corrispondente agli interessi moratori, al fine di conformarsi alla sentenza del Tribunale nella causa Campine.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che la Commissione europea è tenuta al pagamento degli interessi moratori sul risarcimento dovuto. Le ricorrenti sostengono che il principio della restitutio in integrum esige che la Commissione paghi gli interessi moratori sul risarcimento, corrispondenti agli interessi moratori sulla parte dell’ammenda che è stata annullata.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che la lettera della Commissione del 13 gennaio 2020 oppure, in alternativa, il messaggio di posta elettronica della Commissione del 10 dicembre 2019, nei quali la Commissione ha rifiutato di pagare gli interessi moratori, sono illegittimi e devono, pertanto, essere annullati. Le ricorrenti sostengono che tali atti sono illegittimi per violazione degli articoli 266, paragrafo 1, e 296, paragrafo 1, TFUE.
               
            
         (1)  Sentenza del 7 novembre 2019, Campine e Campine Recycling / Commissione, T-240/17 (ECLI:EU:T:2019:778).