CELEX: E2011J0016
Language: it
Date: 2013-01-28 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 28 gennaio 2013 , nella causa E-16/11 — Autorità di vigilanza EFTA contro Islanda (Direttiva 94/19/CE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi — Obbligo di risultato — Emanazione dello Stato — Discriminazione)

9.5.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 132/11
            
         SENTENZA DELLA CORTE
   del 28 gennaio 2013
   nella causa E-16/11
   Autorità di vigilanza EFTA contro Islanda
   (Direttiva 94/19/CE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi — Obbligo di risultato — Emanazione dello Stato — Discriminazione)
   2013/C 132/06
   Nella causa E-16/11, Autorità di vigilanza EFTA contro Islanda — ISTANZA di dichiarazione secondo cui, non avendo versato ai depositanti della banca Icesave nei Paesi Bassi e nel Regno Unito l’importo minimo dell’indennizzo di cui all’articolo 7, paragrafo 1, dell’atto di cui al punto 19 bis dell’allegato IX dell’accordo sullo Spazio economico europeo (direttiva 94/19/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 1994, relativa ai sistemi di garanzia dei depositi) entro i termini di cui all’articolo 10 dell’atto, l’Islanda è venuta meno agli obblighi derivanti da tali atti, in particolare gli articoli 3, 4, 7 e 10, e/o l’articolo 4 dell’accordo sullo Spazio economico europeo — la Corte, composta da Carl Baudenbacher, presidente e giudice relatore, Páll Hreinsson e Ola Mestad (ad hoc), giudici, ha pronunciato, in data 28 gennaio 2013, una sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
   la Corte:
   
               1)
            
            
               respinge l’istanza;
            
         
               2)
            
            
               condanna l’Autorità di vigilanza EFTA a sopportare, oltre alle proprie spese, quelle sostenute dall’Islanda;
            
         
               3)
            
            
               condanna la Commissione europea a sopportare le proprie spese.