CELEX: C2002/044/04
Language: it
Date: 2002-02-16 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 13 dicembre 2001 nella causa C-1/00: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica francese ("Inadempimento di uno Stato — Rifiuto di porre fine all'embargo sulle carni bovine britanniche")

C 44/2                     IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                16.2.2002
rifiuti all’interno della Comunità europea, nonché in entrata e                 dell’art. 234 del Trattato CE, dal Bundesgerichtshof (Germania),
in uscita dal suo territorio (GU L 30, pag. 1), la Corte, composta              nella causa dinanzi ad esso pendente tra Georg Heininger e
dal sig. G.C. Rodrı́guez Iglesias, presidente, dalla sig.ra N. Col-             Helga Heininger e Bayerische Hypo- und Vereinsbank AG,
neric, presidente di sezione, e dai sigg. C. Gulmann,                           domanda vertente sull’interpretazione della direttiva del Consi-
D.A.O. Edward, A. La Pergola (relatore), L. Sevón, M. Wathelet,                glio 20 dicembre 1985, 85/577/CEE, per la tutela dei consuma-
R. Schintgen, V. Skouris, J.N. Cunha Rodrigues e C.W.A. Tim-                    tori in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali
mermans, giudici, avvocato generale: P. Léger, cancelliere:                     (GU L 372, pag. 31) e della direttiva del Consiglio 22 dicembre
H.A. Rühl, amministratore principale, ha pronunciato il                         1986, 87/102/CEE, relativa al ravvicinamento delle disposizio-
13 dicembre 2001 una sentenza il cui dispositivo è del                          ni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati mem-
seguente tenore:                                                                bri in materia di credito al consumo (GU 1987, L 42, pag. 48),
                                                                                come modificata dalla direttiva del Consiglio 22 febbraio
1)    Quando un provvedimento nazionale, che vieti in via generale              1990, 90/88/CEE (GU L 61, pag. 14), la Corte (Sesta Sezione),
      l’esportazione di rifiuti destinati allo smaltimento, è giustificato      composta dalla sig.ra F. Macken, presidente di sezione, dai
      dai principi della vicinanza, della priorità al ricupero e                sigg. C. Gulmann (relatore), J.-P. Puissochet, V. Skouris e
      dell’autosufficienza, ai sensi dell’art. 4, n. 3, lett. a), sub i), del   J.N. Cunha Rodrigues, giudici, avvocato generale: P. Léger
      regolamento (CEE) del Consiglio 1o febbraio 1993, n. 259,                 cancelliere: sig.ra D. Louterman-Hubeau, capodivisione, ha
      relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti     pronunciato il 13 dicembre 2001 una sentenza il cui dispositi-
      all’interno della Comunità europea, nonché in entrata e in                vo è del seguente tenore:
      uscita dal suo territorio, non è necessario verificare inoltre,
      separatamente, se tale misura nazionale sia conforme agli
                                                                                1)    La direttiva del Consiglio 20 dicembre 1985, 85/577/CEE,
      artt. 34 e 36 del Trattato (divenuti, in seguito a modifica,
                                                                                      per la tutela dei consumatori in caso di contratti negoziati fuori
      artt. 29 CE e 30 CE).
                                                                                      dei locali commerciali, dev’essere interpretata nel senso che essa
2)    L’art. 4, n. 3, del regolamento n. 259/93 non autorizza uno                     si applica ad un contratto di credito fondiario, quale quello di
      Stato membro, che abbia adottato una normativa volta a                          cui trattasi nella causa principale, sicché il consumatore che ha
      istituire un’obbligo di denuncia, a un ente riconosciuto, dei                   stipulato un contratto di tale tipo in uno dei casi previsti
      rifiuti destinati allo smaltimento, a disporre che, qualora questi              dall’art. 1 dispone del diritto di recesso istituito dall’art. 5.
      ultimi non siano attribuiti a un impianto centrale appartenente
      al suddetto ente, la loro spedizione in impianti di smaltimento           2)    La direttiva 85/577 osta a che il legislatore nazionale applichi
      situati in altri Stati membri è autorizzata solo a condizione che               un termine di un anno dalla stipulazione del contratto per
      il progettato smaltimento soddisfi i requisiti della normativa di               l’esercizio del diritto di recesso istituito dall’art. 5 di tale
      tale Stato membro in materia di tutela ambientale.                              direttiva, qualora il consumatore non abbia beneficiato dell’in-
                                                                                      formazione di cui all’art. 4 della suddetta direttiva.
3)    Gli artt. 3-5 del regolamento n. 259/93 ostano a che uno
      Stato membro, nel caso di spedizioni all’interno della Comunità
      di rifiuti da smaltire, anteponga al procedimento di notifica             (1) GU C 79 del 18.3.2000.
      previsto dal suddetto regolamento un autonomo procedimento
      di denuncia e di assegnazione di tali rifiuti.
(1) GU C 352 del 4.12.1999.
                                                                                                   SENTENZA DELLA CORTE
                    SENTENZA DELLA CORTE                                                                  13 dicembre 2001
                             (Sesta Sezione)
                                                                                nella causa C-1/00: Commissione delle Comunità europee
                           13 dicembre 2001                                                       contro Repubblica francese (1)
nella causa C-481/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale                        («Inadempimento di uno Stato — Rifiuto di porre fine
proposta dal Bundesgerichtshof): Georg Heininger e Helga                                   all’embargo sulle carni bovine britanniche»)
Heininger contro Bayerische Hypo- und Vereinsbank
                                  AG(1)
                                                                                                            (2002/C 44/04)
(«Tutela dei consumatori — Vendite porta a porta — Diritto
          di recesso — Contratto di credito ipotecario»)                                            (Lingua processuale: il francese)
                             (2002/C 44/03)
                                                                                (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                     (Lingua processuale: il tedesco)                                          «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                Nella causa C-1/00, Commissione delle Comunità europee
                                                                                (agenti: sigg. D. Booss e G. Berscheid), sostenuta da Regno
Nel procedimento C-481/99, avente ad oggetto la domanda di                      Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (agente: sig.
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                            J. E. Collins, assistito dai sigg. D. Anderson, QC, e M. Hoskins)
 ---pagebreak--- 16.2.2002                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 C 44/3
contro Repubblica francese (agenti: inizialmente sig.ra                              e negando in particolare la commercializzazione nel proprio
K. Rispal-Bellanger e sig. J.-F. Dobelle, poi sig.ra R. Loosli-                      territorio dei prodotti soggetti al suddetto programma, corretta-
Surrans e sig. J.-F. Dobelle, quindi sig.ra R. Loosli-Surrans e sig.                 mente bollati o etichettati, dopo il 30 dicembre 1999, è venuta
G. de Bergues), avente ad oggetto il ricorso diretto a far                           meno agli obblighi ad essa incombenti in forza di tale due
dichiarare che la Repubblica francese, rifiutandosi di adottare i                    decisioni, in particolare delle loro disposizioni citate.
provvedimenti necessari per conformarsi
                                                                               2)    Il ricorso è respinto per il resto.
—     alla decisione del Consiglio 16 marzo 1998, 98/256/CE,                   3)    La Repubblica francese è condannata a sopportare due terzi delle
      che stabilisce misure d’emergenza in materia di protezio-                      spese. La Commissione delle Comunità europee è condannata a
      ne contro l’encefalopatia spongiforme bovina, modifica                         sopportarne l’altro terzo.
      la decisione 94/474/CE e abroga la decisione 96/239/CE
                                                                               4)    Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord sopporta
      (GU L 113, pag. 32), nella versione risultante dalla
                                                                                     le proprie spese.
      decisione della Commissione 25 novembre 1998,
      98/692/CE (GU L 328, pag. 28), in particolare all’art. 6 e
      all’allegato III, e,                                                     (1) GU C 63 del 4.3.2000.
—     alla decisione della Commissione 23 luglio 1999,
      1999/514/CE, che fissa la data in cui possono iniziare le
      spedizioni di prodotti bovini dal Regno Unito nel quadro
      del Programma di esportazione su base cronologica in
      virtù dell’art. 6, paragrafo 5, della decisione 98/256 (GU                                   SENTENZA DELLA CORTE
      L 195, pag. 42), segnatamente all’art. 1,
                                                                                                           (Sesta Sezione)
e negando in particolare la commercializzazione nel proprio                                              13 dicembre 2001
territorio dei prodotti idonei ai fini del detto programma
contemplati dall’art. 6 e dall’allegato III della decisione 98/256,            nella causa C-79/00 (domanda di pronuncia pregiudiziale
come modificata dalla decisione 98/692, dopo il 1o agosto                      proposta dal Tribunal Supremo): Telefónica de España SA
1999, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza                  contro Administración General del Estado, interveniente:
di tali due decisioni, in particolare delle loro citate disposizioni,                                     Retevisión SA (1)
nonché in forza del Trattato CE, segnatamente degli artt. 10
CE e 28 CE, la Corte, composta dal sig. G.C. Rodrı́guez Iglesias,              («Direttiva 97/33/CE — Telecomunicazioni — Interconnes-
presidente, dal sig. P. Jann, dalle sig.re F. Macken e N. Colneric,            sione di reti — Obblighi incombenti agli organismi che
e dal sig. S. von Bahr, presidenti di sezione, dai sigg.                                                  forniscono reti»)
C. Gulmann, D.A.O. Edward, A. La Pergola, J.-P. Puissochet,
L. Sevón (relatore), M. Wathelet, R. Schintgen e V. Skouris,
giudici, avvocato generale: J. Mischo, cancelliere: sig.ra                                                 (2002/C 44/05)
L. Hewlett, amministratore, ha pronunciato il 13 dicembre
2001 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:                                        (Lingua processuale: lo spagnolo)
                                                                               (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                             «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
1)    La Repubblica francese, rifiutandosi di adottare i provvedimenti
      necessari per conformarsi
                                                                               Nel procedimento C-79/00, avente ad oggetto la domanda di
                                                                               pronuncia pregiudiziale proposta a norma dell’art. 234 CE dal
      —      alla decisione del Consiglio 16 marzo 1998, 98/256/CE,            Tribunal Supremo (Spagna), nella causa dinanzi ad esso
             che stabilisce misure d’emergenza in materia di protezione        pendente tra Telefónica de España SA e Administración
             contro l’encefalopatia spongiforme bovina, modifica la            General del Estado, interveniente: Retevisión SA, domanda
             decisione 94/474/CE e abroga la decisione 96/239/CE,              vertente sull’interpretazione degli artt. 4, n. 2 e 9, n. 2, della
             nella versione risultante dalla decisione della Commissione       direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 30 giugno
             25 novembre 1998, 98/692/CE, in particolare all’art. 6            1997, 97/33/CE sull’interconnessione nel settore delle teleco-
             e all’allegato III, e                                             municazioni e finalizzata a garantire il servizio universale
                                                                               e l’interoperabilità attraverso l’applicazione dei principi di
                                                                               fornitura di una rete aperta (ONP) (GU L 199, pag. 32) la Corte
      —      alla decisione della Commissione 23 luglio 1999,                  (Sesta Sezione), composta dalla sig.ra F. Macken (relatore),
             1999/514/CE, che fissa la data in cui possono iniziare            presidente di sezione, dai sigg. C. Gulmann, R. Schintgen,
             le spedizioni di prodotti bovini dal Regno Unito nel              V. Skouris e J.N. Cunha Rodrigues, giudici, avvocato generale:
             quadro del Programma di esportazione su base cronologica          F.G. Jacobs cancelliere: H.A. Rühl, amministratore principale,
             in virtù dell’art. 6, paragrafo 5, della decisione 98/256,        ha pronunciato il 13 dicembre 2001 una sentenza il cui
             segnatamente all’art. 1,                                          dispositivo è del seguente tenore: