CELEX: 51995PC0619
Language: it
Date: 1995-12-12
Title: Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sulla custodia degli animali selvatici in giardini zoologici

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                            Bruxelles, 12.12.1995
                                            COM(95) 619 def.
                                             95/0333 (SYN)
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
                                e
                          Proposta di
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
  sulla custodia degli animali selvatici in giardini zoologici
                (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---              COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
La Commissione informa il Consiglio che, ai fini dell'applicazione del principio di
sussidiarietà, essa ha deciso di ritirare la propria proposta del 31 luglio 1991 per una
direttiva del Consiglio recante norme minime sulla custodia degli animali in giardini
zoologici(1) e di sostituirla con la proposta di raccomandazione del Consiglio sulla
custodia degli animali in giardini zoologici allegata alla presente comunicazione. Tale
raccomandazione è giustificata dall'importanza che il Parlamento europeo, gli operatori
del settore, le organizzazioni per la protezione degli animali e l'opinione pubblica
attribuiscono al fatto che la Comunità partecipi alla definizione di orientamenti generali
relativi alle condizioni degli animali negli zoo.
Si calcola che attualmente nella Comunità oltre mille zoo espongano al pubblico un'ampia
varietà di animali esotici e non. Le collezioni variano considerevolmente da una sede
all'altra ed esistono notevoli differenze quanto alla professionalità, all'esperienza, alle
risorse finanziarie e umane, alle strutture e alle condizioni in cui vengono custoditi gli
animali. Ciò è dovuto naturalmente in primo luogo alle considerevoli differenze esistenti
nella normativa degli Stati membri in materia.
Nel corso degli anni la custodia degli animali negli zoo è stata sempre più oggetto di dure
critiche da parte dell'opinione pubblica, dei mass media, delle organizzazioni per la
protezione degli animali e del Parlamento europeo.
Gli operatori europei del settore si sono riuniti nell'Associazione europea degli zoo e degli
acquari (EAZA - European Association of Zoos and Aquaria), che prevede tra i requisiti
di adesione l'adozione di precisi standard per la sistemazione e la custodia degli animali
negli zoo.
Gli orientamenti contenuti nell'allegato alla proposta di raccomandazione del Consiglio
si ispirano in gran parte ai relativi standard forniti dall'EAZA.
La Commissione ritiene che l'unica via per ottenere un netto miglioramento della
situazione generale dei giardini zoologici nella Comunità sia l'adozione, da parte degli
Stati membri, di una normativa in materia, che disciplini il rilascio di licenze agli zoo e
si fondi su una serie di orientamenti approvati di comune accordo.
Essa raccomanda pertanto che il Consiglio adotti quanto prima la proposta di
raccomandazione annessa alla presente comunicazione.
(i)
     GU n. C 249 del 24.9.1991, pag. 14.
 ---pagebreak---                                             Proposta di
                            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
                     sulla custodia degli animali selvatici in giardini zoologici
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130S, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione^,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che il regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio, del 3 dicembre 1982, relativo
all'applicazione nella Comunità della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di
flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione(2), modificato da ultimo dal regolamento (CE)
n. 2727/95 della Commissione(3) richiede che sia dimostrata la disponibilità di adeguati impianti
per la sistemazione e il mantenimento di esemplari viventi di un gran numero di specie prima
che ne sia permessa l'importazione nella Comunità; che esso vieta inoltre l'esposizione al
pubblico per scopi commerciali delle specie elencate nell'allegato C, parte 1, e nell'appendice l
alla Convenzione, salvo deroga specifica accordata a scopi di insegnamento, ricerca o
allevamento;
considerando che la direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la
conservazione degli uccelli selvatici00, modificata da ultimo dalla direttiva 94/24/CE(5) e la
direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat
naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche(6), modificata da ultimo dall'atto di
adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, vietano la cattura, il possesso e il
commercio di un gran numero di specie, ma ammettono deroghe per motivi specifici, ad
esempio per fini didattici e di ricerca, di ripopolamento, di reintroduzione e di allevamento;
     GU n.   L  384 del 31.12.1982, pag. 1.
     GUn.    L  284 del 28.11.1995, pag. 3.
     GU n.   L  103 del 25.4.1979, pag. 1.
(5)
     GU n.   L  164, del 30.6.1994, pag. 9.
(6)
     GU n.   L  206 del 22.7.1992, pag. 1.
 ---pagebreak--- considerando che la corretta applicazione della normativa comunitaria presente e futura sulla
conservazione della fauna selvatica e l'esigenza che i giardini zoologici svolgano adeguatamente
il loro ruolo nell'ambito dell'istruzione pubblica, della ricerca scientifica e della conscivazione
delle specie rendono necessaria una base comune per la normativa degli Stati membri ir; (nerilo
al rilascio di licenze e all'ispezione dei giardini zoologici, alla custodia degli animali in dette
strutture, alla formazione e alla sicurezza del personale e all'istruzione e alla sicurezza dei
visitatori; che gli orientamenti contenuti nell'allegato alla presente raccomandazione si basano
su quelli definiti dall'Associazione europea degli zoo e degli acquari,
RACCOMANDA:
 1. Gli Stati membri adottano disposizioni in merito al rilascio di licenze e all'ispezione per i
     giardini zoologici(7), presenti o futuri, entro due anni dall'adozione della presente
     raccomandazione.
2. Il rilascio della licenza dovrebbe essere subordinato all'inoltro di una domanda dettagliata
     all'autorità competente designata dallo Stato membro.
 3. Ciascuna licenza dovrebbe contenere condizioni particolareggiate ed essere riesaminata ogni
     cinque anni. Nel periodo che intercorre tra una revisione e l'altra, l'autorità compiente
     dovrebbe sorvegliare iì rispetto delle condizioni stabilite nella licenza e, qualora abbia
     motivo di ritenere che tali condizioni non vengano osservate, dovrebbe effettuate in
     qualunque momento un'ispezione in loco adottando, se del caso, opportune misure
 4. Prima di concedere, negare o prorogare la licenza, l'autorità competente dovrebbe svolgere
     un'ispezione al fine di accertare che le norme di "legge" siano state rispettate.
 5. Le ispezioni devrebbero essere eseguite da almeno un funzionario dell'autorità competente
     e da due esperti non appartenenti alla struttura da visitare, uno dei quali devrebbe disporre
     di una vasta esperienza nella gestione e nella custodia professionale degli animali nei
     giardini zoologici e l'altro dovrebbe essere un veterinario con esperienza nella cura di
     animali selvatici. Essi dovrebbero compilare una relazione di ispezione, specificando le
     condizioni esistenti nel giardino zoologico in riferimento alle norme e formulando
     raccomandazioni in merito al rilascio della licenza.
 6. Se da un'ispezione risulta che le norme di legge non sono rispettate, non lo sono ancora o
     non lo sono più, l'autorità competente dovrebbe chiudere il giardino zoologico al pubblico.
     Essa dovrebbe tuttavia avere la facoltà di rilasciare una licenza provvisoria, nella quale
     venga specificato che il giardino zoologico deve adottare tutte le misure necessarie per
      conformarsi alle norme di legge entro dodici mesi dalla data di rilascio della licenza stessa.
      Se le condizioni stabilite nella licenza provvisoria non sono soddisfatte entro tale periodo,
      l'autorità competente dovrebbe revocare la licenza e chiudere il giardino zoologico al
      pubblico.
 (7)
      Qualsiasi complesso permanente nel quale vengono tenuti animali vivi per esposizione, ih
      esempio collezioni zoologiche, parchi di animali, zoo-safari, giardini di uccelli, acquari
      acquari per delfini, collezioni specialistiche come le collezioni di farfalle.
 ---pagebreak--- 7. Nel caso in cui un giardino zoologico venga chiuso, l'autorità competente devrebbe accertare
    che gli animali ricevano un'idonea sistemazione presso un giardino zoologico fornito di
    licenza o vengano soppressi evitando inutili sofferenze.
8. Sulla base degli orientamenti per la sistemazione e la custodia degli animali negli zoo
    contenuti nell'allegato, le disposizioni di cui al punto 1 dovrebbero garantire che tutti i
    giardini zoologici.
    8.1.    tengano gli animali in condizioni adeguate alle esigenze comportamentali, sociali e
            biologiche delle singole specie.
    8.2.    assicurino un elevato livello qualitativo nella custodia degli animali, applicando un
            vasto programma di trattamenti veterinari preventivi e curativi, di alimentazione e di
            allevamento fondato su conoscenze scientifiche.
    8.3.    tengano gli animali in condizioni che garantiscano la sicurezza e salute degli stessi,
            nonché la sicurezza e la salute del personale e dei visitatori.
    8.4.    tengano registri in cui siano indicati il numero, le specie, l'età e il sesso degli
            animali, il numero e le condizioni delle nascite, gli acquisti, il numero dei decessi
            e le relative cause.
    8.5.    espongano accurate informazioni su ogni specie esibita, comprendenti il nome
            (scientifico e volgare), l'area di distribuzione naturale, l'habitat, le caratteristiche
            biologiche e la situazione relativa alla conservazione della specie.
    8.6.    provvedano affinché il personale addetto alle cure degli animali sia sufficientemente
            e adeguatamente formato.
    8.7.    permettano l'accesso ad ispettori designati dall'autorità competente affinché possano
            prendere visione, in qualsiasi momento, dei luoghi, delle attrezzature, degli animali
            e dei registri dello stabilimento.
    8.8.    promuovano la conservazione della fauna e della flora selvatiche attraverso la ricerca,
            l'allevamento in cattività e l'istruzione del pubblico.
Fatto a Bruxelles,                                         Per il Consiglio,
                                                           Il Presidente
 ---pagebreak---                                                                             ALLEGATO
                     Orientamenti per le sistemazione e la custodia degli
                                        animali negli zoo
1.        Introduzione
1.1.      I presenti orientamenti si basano sulle attuali conoscenze e pratiche relative alla
sistemazione e alla custodia degli animali negli zoo.
1.2.      Ai fini dei presenti orientamenti si applicano le seguenti definizioni:
1.2.1.    Benessere: il benessere fisico, sociale e comportamentale degli animali.
1.2.2.    Recinto: lo spazio destinato ad accogliere gli animali.
1.2.3.    Recinzione esterna: ciò che serve a delimitare lo spazioriservatoad un animale.
1.2.4. Barriera esterna: una barriera fisica posta ad una certa distanza dalla recinzione allo
scopo di impedire il contatto fisico tra gli animali e il pubblico.
1.2.5. Animali pericolosi: gli esemplari delle specie elencate in appendice e ogni altro animale
che, per sua natura, per il momento particolare del ciclo sessuale, per l'istinto materno o per
qualsiasi altra causa - attitudine ad azzannare, graffiare, colpire con le corna, schiacciare,
iniettare veleno - può mettere a grave repentaglio l'incolumità dell'uomo o trasmettergli malattie.
 1.2.6. Carnivori pericolosi: esemplari delle specie elencate in appendice contrassegnati da un
asterisco.
2.        Assistenza agli animali - Benessere, salute e igiene
2.1.      Osservazione abituale degli animali
2.1.1. Lo stato e la salute di tutti gli animali devono essere controllati quotidianamente da
personale provvisto di un'adeguata formazione.
2.1.2. L'animale che appaia anormalmente stressato, malato o ferito deve essere
immediatamente controllato e, se del caso, sottoposto a cure veterinarie..
2.2.       Sistemazione - Spazio, esercizio fisico e raggruppamento
2.2.1. Gli animali devono disporre di un ambiente stimolante, di una superfìcie e di
suppellettili adatte alle loro esigenze comportamentali e biologiche e che consentano loro in
misura adeguata l'esercizio fisico necessario al loro benessere. Nei periodi in cui lo zoo è chiuso
al pubblico, se ve ne sono, gli animali devono ricevere la stessa attenzione e disporre delle
stesse possibilità di movimento di cui godono nel resto dell'anno.
 ---pagebreak--- 2.2.2.    I recinti devono essere di dimensioni sufficienti e gli animali vanno sistemati in modo
da:
2.2.2.1. evitare la costituzione di branchi o gruppi che siano eccessivamente dominati da singoli
individui;
2.2.2.2. evitare la possibilità che insorgano conflitti permanenti tra componenti del branco o del
gruppo o tra specie diverse quando siano esposte insieme;
2.2.2.3. far sì che il recinto non risulti sovraccarico oltre i limiti di capienza;
2.2.2.4. evitare l'eccessivo propagarsi di parassiti o altri organismi patogeni.
2.2.3. Gli animali non devono subire provocazioni artificiose per appagare la curiosità del
pubblico.
2.2.4. Gli animali appartenenti a specie socialmente organizzate vanno custoditi in gruppi
sociali compatibili, tipici della specie e, salvo in caso di necessità, non vanno tenuti isolati
2.2.5. Gli animali che occupano recinti contigui devono appartenere a specie che non
interagiscono con eccessive tensioni.
2.2.6. Per evitare inutili situazioni di stress e di sofferenza, gli animali gravidi o che hanno
piccoli (incluse le uova) devono poter eventualmente disporre di recinti separati.
2.3.      Sistemazione - Comfort e benessere
2.3.1. La temperatura, la ventilazione e l'illuminazione dei recinti devono essere sempre tali
da garantire il comfort e il benessere di tutti gli animali di una singola specie, tenendo conto in
particolare delle specifiche esigenze degli animali gravidi e appena nati e di quelli di recente
importazione.
2.3.2. L'illuminazione deve essere tale da consentire gli abituali controlli igienico-sanitari e
la pulizia dei recinti. La luce artificiale deve essere quanto più possibile vicina allo spettro solare
e, in ogni caso, mai di intensità tale da provocare disagio o sofferenza agli animali. I periodi di
luce e di oscurità devono essere alternati seguendo le variazioni stagionali del fotoperiodo
caratteristico del luogo in cui ha sede lo zoo.
2.3.3. Gli animali custoditi in recinti all'aperto vanno adeguatamente protetti dalle intemperie
o dall'eccessivo calore, qualora ciò risulti necessario per il loro comfort e il loro benessere.
2.3.4. Gli animali (semi)acquatici devono essere custoditi in spazi all'aperto, a condizione che
le fluttuazioni di temperatura dell'aria 3 e dell'acqua non siano tali da provocare problemi
igienici o sanitari. Le vasche devono essere libere dal ghiaccio in tutti i casi in cui ciò sia
necessario per il benessere degli animali interessati.
 ---pagebreak--- 2.4.      Materiali da inserire nei recinti
2.4.1. A seconda delle esigenze delle singole specie interessate, i recinti devono essere
equipaggiati con materiale adeguato, quale materiale per lettiera o nido, rami, tane, pozze
d'acqua, e, nel caso di animali (semi)acquatici, erba, ciottoli, ecc., in modo da favorire i
comportamenti naturali.
2.5.      Prevenzione dello stress o di lesioni agli animali
2.5.1. I recinti, i dispositivi, le attrezzature, le suppellettili e le recinzioni esterne devono
essere progettati, costruiti e mantenuti in condizioni tali da non comportare rischi di stress o di
lesioni per gli animali.
2.5.2. Tutti i difetti vanno riparati senza indugio, procedendo eventualmente alla sostituzione
del materiale danneggiato.
2.5.3. Eventuali difetti che possano recare danno agli animali vanno immediatamente riparati;
qualora non fosse possibile, agli animali va impedito qualsiasi contatto con la fonte di pericolo.
2.5.4. Qualsiasi vegetale che possa riuscire nocivo agli animali va tenuto fuori dalla loro
portata.
2.5.5. Le apparecchiature, inclusi i motori e i dispositivi elettrici, vanno installati in modo da
non mettere in pericolo gli animali, che non devono poterne interrompere il funzionamento.
2.5.6. I recinti non devono contenere oggetti che possano rappresentare un pericolo per gli
animali.
 2.5.7. L'acqua contenuta nelle vasche, nelle piscine, negli acquari, ecc. in cui vengono
custoditi animali acquatici non deve presentare rischi per la loro salute. Occorre prendere
 precauzioni per evitare l'ingresso di corpi estranei. Quando è trattata chimicamente,
 l'introduzione delle sostanze non deve provocare danni o disagi agli animali. Nel caso in cui si
 faccia uso di cloro, questo può essere aggiunto sotto forma di gas o di sciolto sotto forma di
 ipoclorito di sodio.
 2.5.8. Gli alberi situati in prossimità o all'interno dei recinti devono essere regolarmente
 controllati, potati o abbattuti in modo tale da evitare il rischio che gli animali vengano feriti
 dalla caduta di rami o se ne servano come mezzo di evasione.
 2.5.9. Al personale dello zoo deve essere vietato fumare in prossimità degli animali o durante
 la preparazione del loro pasto.
 2.5.10. Gli animali devono essere accuditi esclusivamente da personale esperto, adeguatamente
 formato ed autorizzato, o comunque sotto la sorveglianza di tale personale; in ogni circostanza
 occorre evitare agli animali inutili disagi, stress comportamentali o vere proprie lesioni fisiche.
 2.5.11. Eventuali contatti fisici diretti tra animali e pubblico sono ammessi soltanto sotto il
 controllo del personale dello zoo, per periodi $ tempo e secpndo modality compatibili con il
 benessere e il comfort degli animali.
 ---pagebreak--- 2.6.      Cibi e bevande
2.6.1. I cibi e le bevande destinati agli animali devono avere un valore nutritivo adeguato ed
essere in quantità sufficienti per le varie specie e i singoli animali di ciascuna specie, tenendo
conto delle condizioni, delle dimensioni, dell'età e dell'attività di ogni animale. Si dovrà altresì
tener conto di particolari circostanze (ad esempio, giorni o periodi più lunghi di digiuno, letargo)
e dell'esigenza di prevedere diete speciali per taluni animali (ad esempio, animali sottoposti a
trattamento veterinario o gravidi).
2.6.2. Per tutti gli aspetti dell'alimentazione occorre attenersi al parere di un veterinario o di
un altro specialista.
2.6.3. I cibi e le bevande devono essere conservati, preparati e somministrati agli animali nella
corretta osservanza delle norme igieniche, evitando ogni tipo di contaminazione chimica e
batteriologica.
2.6.4. Nella somministrazione dei cibi e delle bevande va tenuto conto del comportamento
naturale degli animali e in particolare della loro organizzazione sociale; se si utilizzano recipienti
per il cibo e per l'acqua, questi vanno collocati in modo che siano accessibili a tutti gli animali
che si trovano nel recinto.
2.6.5. La libera offerta di cibo da parte dei visitatori deve essere in linea di massima vietata,
ma può essere consentita sulla base di criteri selettivi. In tal caso si dovranno utilizzare
unicamente alimenti forniti o approvati dalla direzione dello zoo.
2.7.      Igiene e controllo delle malattie
2.7.1. Andranno applicati e rispettati standard adeguati di igiene sia per il personale, sia per
i recinti e i locali adibiti al trattamento degli animali.
2.7.2. Particolare attenzione deve essere rivolta alla pulizia quotidiana dei recinti degli animali
e delle relative attrezzature. Se il recinto contiene acqua, occorre controllarne regolarmente la
qualità al fine di evitare il rischio di malattie.
2.7.3. Si devono sempre avere immediatamente a disposizione prodotti non tossici per la
pulizia, acqua e mezzi per impiegare i prodotti suddetti.
2.7.4. Qualora in un animale venga riscontrata una malattia infettiva o contagiosa, occorre
chiedere e seguire il parere del veterinario sui criteri a cui attenersi per la pulizia e l'igiene dei
recinti o delle altre aree.
2.7.5. In tutti i recinti si dovrà provvedere ad un drenaggio adeguato, per evitare eccessi
d'acqua.
 ---pagebreak--- 2.7.6. I canaletti di scolo scoperti, salvo quelli che raccolgono le acque superficiali, non
devono essere accessibili agli animali.
2.7.7.   Irifiutivanno regolarmente rimossi ed eliminati.
2.7.8. Occone predisporre e applicare in tutto lo zoo un programma sicuro ed efficace per il
controllo degli insetti nocivi e, se necessario, dei predatori.
2.7.9. Gli addetti alla custodia degli animali e il resto del personale devono comunicare
immediatamente eventuali infezioni che potrebbero aver contratto o con le quali potrebbe essere
venuti in contatto, suscettibili di essere trasmesse agli animali o di pregiudicarne comunque la
salute; su tale base la direzione deve adottare opportune misure.
2.7.10. Gli addetti alla custòdia degli animali e il resto del personale devono inoltre comunicare
ogni eventuale handicap che impedisca loro di occuparsi degli animali in modo sicuro e
competente.
3.       Assistenza agli animali - Aspetti veterinari
3.1.      Debbono essére prese opportune disposizioni per l'assistenza veterinaria corrente di tutti
gli animali(1) sulla base di un programma controllato da un veterinario.
3.2.      Il programma deve prevedere esami di routine e controlli dei parassiti, nonché interventi
a titolo preventivo, come le vaccinazioni, da effettuare a intervalli regolari.
3.3.      Qualora nello zoo ci sia un servizio veterinario completo, esso deve disporre delle
seguenti attrezzature: un tavolo per l'esame clinico; una serie di strumenti chirurgici di base;
attrezzature per l'anestesia; strumenti diagnostici di base; sufficienti prese di corrente per
l'illuminazione e per altri dispositivi elettrici; attrezzature per il prelievo di sangue e di altri
campioni e per la loro preparazione e spedizione; una gamma completa di farmaci.
3.4.      Se lo zoo non dispone di un servizio veterinario completo, occorre comunque
approntare al suo interno un locale apposito per l'esame regolare degli animali, in un ambiente
pulito, ventilato e ben illuminato.
3.5.      Debbono esserci ambienti e impianti adeguati per curare animali stressati, malati o feriti
e per l'allevamento artificiale e l'allattamento.
3.6.      Devono essere disponibili attrezzature che consentano di prelevare, immobilizzare e
anestetizzare gli animali, |di effettuare la post-terapia di animali sottoposti a trattamento sedativo
e di praticare l'eutanasia senza inutili sofferenze.
3.7.      Debbono essere previsti locali appositi, lontani da quelli occupati da altri animali, che
consentano l'isolamento e l'esame veterinario dei nuovi arrivati.
(1)
       Nel caso di pesci e invertebrati si possono ammettere altri tipi di assistenza specializzata.
                                                    10
 ---pagebreak--- 3.8.     Gli animali di nuova acquisizione devono rimanere isolati per tutto il tempo necessario
e debbono essere sottoposti ad adeguati accertamenti veterinari prima di essere messi in contatto
con gli altri animali dello zoo.
3.9.     L'igiene dei locali in cui gli animali sono tenuti in isolamento o in quarantena va
particolarmente curata.
3.10.    Se prescritti dal veterinario responsabile, l'abbigliamento di protezione e gli strumenti
usati dal personale nella zona di isolamento vanno utilizzati, lavati e riposti soltanto in detta
zona.
3.11.    I farmaci, i vaccini e gli altri prodotti veterinari soggetti a particolari restrizioni devono
essere custoditi in un luogo sicuro, cui possano accedere soltanto persone autorizzate.
3.12.    La somministrazione di farmaci soggetti a particolari restrizioni deve essere effettuata
solo sotto il controllo di un veterinario.
3.13.    Con la consulenza di un veterinario, occorre predisporre la conservazione delle scorte
di antidoti o di prodotti potenzialmente tossici presso lo zoo, un ospedale locale o il veterinario
stesso.
3.14.    Le attrezzature veterinarie non più utilizzabili o contaminate vanno smaltite adottando
opportune misure di sicurezza.
4.       Attrezzature mortuarie
4.1.      Gli animali morti vanno trattati in modo da evitare il rischio di trasmissione di
infezioni.
4.2.      Per gli animali deceduti occorre stabilire le cause del decesso facendoli esaminare da
un veterinario, da un patologo o da un'altra persona provvista della necessaria competenza, a
meno che la causa sia evidente o l'esame impossibile.
4.3.      Se le carcasse degli animali non possono essere trasportate rapidamente in un
laboratorio veterinario esterno, lo zoo deve disporre delle attrezzature per effettuare, nel rispetto
della sicurezza e dell'igiene, gli esami post mortem e la manipolazione dei prelievi autoptici. Se
gli accertamenti post mortem non possono effettuarsi immediatamente occorre poter disporre di
impianti frigoriferi o di un surgelatore in attesa del trasferimento in un laboratorio per autopsie,
trasferimento da effettuarsi in un contenitore adeguatamente isolato.
4.4.      I servizi e gli impianti per gli esami post mortem devono prevedere, un efficace sistema
di scarico; pavimenti e pareti lavabili; un tavolo per le autopsie; una serie adeguata di strumenti
per le analisi post mortem; attrezzature per il prelievo e la conservazione dei campioni. Quando
sono presenti grandi animali, occorre disporre di un montacarichi.
4.5.      Dopo gli accertamenti post mortem effettuati nello zoo, la carcassa e i singoli organi
vanno rapidamente rimossi ed eliminati osservando le norme di sicurezza.
                                                    11
 ---pagebreak--- 4.6.      Occorre assicurare il massimo uso possibile scientifico o didattico dei materiali biologici
e autoptici tramite opportuni collegamenti con i veterinari, i ricercatori ed altre parti
eventualmente interessate.
5.        Misure di sicurezza
5.1.      Recinti
5.1.1. Gli animali pericolosi devono rimanere in permanenza nei recinti; per gli eventuali
spostamenti all'esterno va garantito il controllo di personale autorizzato. Nel caso di animali non
pericolosi lasciati liberi occorre accertarsi che rimangano nel perimetro dello zoo.
5.2.      Recinzioni esterne
5.2.1. Le recinzioni esterne, inclusi cancelli e porte, vanno progettate, costruite e conservate
in buono stato con l'obiettivo di mantenere gli animali all'interno degli spazi designati.
5.2.2. Per evitare un contatto diretto tra i visitatori e gli animali pericolosi attraverso, sotto
o sopra una recinzione, occorre predisporre una barriera esterna anetrata che impedisca tali
contatti.
5.3.      Delimitazione dell'area
5.3.1. La delimitazione dell'area, compresi i punti di accesso e di uscita, deve essere
progettata, realizzata e mantenuta in buono stato in modo tale da impedire l'ingresso di persone
non autorizzate e contenere tutti gli animali nel perimetro dello zoo.
5.3.2. Nell'area dello zoo le recinzioni non devono includere sezioni elettrificate situate a
meno di due metri dal suolo (salvo nei casi in cui esse costituiscano la normale barriera per gli
animali e non possano essere raggiunte dai visitatori).
5.4.      Segnali di avvertimento
5.4.1. Oltre che di barriere esterne, ogni recinzione che costituisca una minaccia per la
sicurezza deve essere munita di un numero adeguato di segnalazioni di sicurezza chiaramente
visibili e leggibili che avvertano del pericolo.
5.5.      Uscite
 5.5.1. Il numero di uscite dallo zoo deve essere commisurato alle dimensioni di quest'ultimo
e al numero massimo di visitatori previsto, affinché in caso di emergenza sia possibile una
sollecita evacuazione.
 5.5.2.   Le uscite devono essere chiaramente indicate e segnalate.
 5.5.3. Ogni uscita deve essere tenuta sgombra e deve potersi aprire facilmente dall'interno. Le
uscite devono essere tuttavia progettate in modo tale da impedire la fuga degli animali.
                                                  12
 ---pagebreak--- 5.6.      Recinti percorribili con autoveicoli
5.6.1. Quando primati e carnivori pericolosi vengono tenuti in recinti percorribili con
autoveicoli, l'entrata e l'uscita di questi recinti devono essere provviste di un sistema di doppi
cancelli, tra i quali dovrà lasciarsi sufficiente spazio per consentirne la chiusura davanti e dietro
ai veicoli che siano entrati o debbano uscire dai recinti. Il sistema di doppi cancelli deve essere
progettato, costruito e mantenuto in modo tale che, se un animale pericoloso si trova o ha
accesso allo spazio compreso fra i due cancelli, un cancello possa essere aperto solo dopo che
l'altro sia stato effettivamente chiuso. Si può prevedere il ricorso in caso di emergenza ad un
comando manuale del sistema, purché non comporti pericoli per i visitatori. I cancelli di accesso
e di uscita devono essere protetti da una rete posta perpendicolarmente alla rete perimetrale, su
ciascun lato della pista che attraversa il recinto, dello stesso tipo utilizzato per la recinzione
principale e su una profondità di almeno 25 metri dall'ingresso o dall'uscita.
5.6.2. Per gli altri animali pericolosi, salvo quelli dediti al pascolo o ungulati, per trattenere
i quali è sufficiente una griglia ferma-animali, dovranno essere previsti singoli cancelli di
entrata/uscita, tenuti costantemente sotto controllo dal personale.
5.6.3. I passaggi tra i recinti devono essere costruiti ih modo tale da impedire l'ingresso degli
animali in recinti contigui.
5.6.4. Gli eventuali pressori elettrici vanno progettati, installati e mantenuti in modo che,
anche in caso di guasto, il cancello o i cancelli da essi azionati si chiudano automaticamente,
impedendo agli animali di uscire dal recinto.
5.6.5. I cancelli azionati meccanicamente devono disporre di un dispositivo alternativo di
controllo per la chiusura e l'apertura manuale, qualora venga a mancare l'energia elettrica o in
altra situazione di emergenza; devono inoltre chiudersi automaticamente in caso di mancanza
di corrente.
5.6.6. Gli addetti ai cancelli azionati meccanicamente devono avere una visuale chiara e libera
da ostacoli dei cancelli stessLe dell'area ad essi finitima.
5.6.7. Per agevolare la circolazione si predisporrà un sistema di 9 circolazione a senso unico.
Le soste saranno permesse unicamente nei luoghi in cui la strada sia larga almeno sei metri.
5.6.8. Se il recinto percorribile con autoveicoli custodisce carnivori pericolosi, primati e altri
animali selvatici pericolosi:
5.6.8.1. non si consentirà l'accesso di alcun veicolo, a meno che non sia disponibile un veicolo
di salvataggio in grado di assicurarne l'immediato recupero;
5.6.8.2. si dovrà sempre vietare l'accesso ai veicoli che non abbiano un tetto solido;
                                                   13
 ---pagebreak--- 5.6.8.3. dovrà essere previsto un numero adeguato di cartelli ben visibili e facilmente leggibili
che rammentino ai visitatori che durante la visita al recinto occorre, a) restare sempre sui
veicoli; b) tenere chiuse tutte le porte del veicolo; e) tenere chiusi i finestrini e il tetto apribile
del veicolo; d) in caso di guasto, suonare il clacson o accendere con intermittenza i fari e
attendere l'arrivo di un veicolo di soccorso.
5.6.9. Nelle ore di apertura al pubblico, l'intera area dei recinti contenenti animali pericolosi
deve formare oggetto di sorveglianza continua. Il personale di controllo deve essere dotato di
un'idonea arma da fuoco ed essere addestrato ad utilizzarla, in modo che in caso di emergenza
sia possibile sopprimere un animale pericoloso che minacci di uccidere o ferire una persona.
5.7.      Trasferimento di animali dai recinti
5.7.1. Gli animali pericolosi non devono essere fatti uscire dai loro recinti abituali, salvo
quando detti animali, tenuti individualmente sotto controllo da personale autorizzato, non siano
in condizione di ferire i visitatori o di trasihettere loro malattie.
5.7.2. Occorre procedere con sufficiente cautela quando si intende far uscire dal recinto un
animale non pericoloso, data l'impossibilità, di prevederne le reazioni in simili circostanze.
5.7.3. Quando gli animali vengono usati per passeggiate, occorre adottare opportune
precauzioni per evitare danni ai visitatori e agli animali.
5.7.4. Ciascun animale trasferito all'esterno dello zoo deve essere sorvegliato da un membro
del personale appositamente autorizzato e in possesso della necessaria formazione; occorre
inoltre predisporre opportune misure per garantirne in ogni momento la sicurezza e il benessere.
5.7.5. Nel caso di animali pericolosi trasferiti all'esterno dello zoo devono essere
costantemente osservate opportune misure di sicurezza. Deve essere evitato il contatto diretto
con persone non autorizzate o che non dispongano della necessaria formazione o competenza.
5.7.6. È necessario poter disporre facilmente di attrezzature per il sollevamento, l'imballaggio
e il trasporto di animali presenti nello zoo.
5.8.      Fuga degli animali dai recinti
5.8.1. * La direzione dello zoo accerta quali pericoli possano insorgere in caso di fuga di un
animale dal recinto e si adopera per identificare il possibile o probabile percorso di fuga
intrapreso all'interno dello zoo e fuori di esso, nel verificarsi di tale eventualità.
5.8.2. Occorre predisporre piani di emergenza che il personale deve conoscere perfettamente
e che devono formare oggetto di esercitazioni.
 5.8.3. Detti piani devono prevedere la presenza costante di un dipendente dello zoo provvisto
della necessaria competenza per decidere in merito agli animali fuggiti e all'eventuale ricorso
alle armi da fuoco.
 5.8.4. I dipendenti cui sono affidate determinate mansioni nell'ambito dei piani di emergenza
devono seguire un'adeguata formazione iniziale e frequentare periodicamente corsi di
aggiornamento teorici e pratici.
                                                  14
 ---pagebreak--- 5.9.      Disposizioni di sicurezza per l'accesso del pubblico
5.9.1. I fabbricati, le strutture e le aree cui ha accesso il pubblico devono essere mantenuti in
condizioni di sicurezza.
5.9.2. Gli alberi delle aree cui ha accesso il pubblico devono essere regolarmente ispezionati
e potati o, se necessario, abbattuti.
5.9.3. Le passerelle e le strade sopra i recinti e i tunnel sotterranei vanno progettati, costruiti
e mantenuti in condizioni tali da poter sostenere senza pericoli il peso del numero massimo di
persone che può trovarvisi in un dato momento. Essi devono essere fuori della portata degli
animali pericolosi, in modo da evitare ogni contatto fra questi e i visitatori, e debbono essere
protetti dai danni che gli animali potrebbero arrecare alle loro strutture.
5.9.4. Occorre segnalare ai visitatori tutti i punti in cui una persona potrebbe cadere (luoghi
scoscesi, acqua); all'occorrenza, tali punti vanno protetti con opportune recinzioni.
5.9.5. I visitatori non sono autorizzati ad entrare in fabbricati che comportino rischi per la loro
salute e sicurezza. Tali fabbricati devono essere chiusi a chiave e contrassegnati con appositi
cartelli che segnalino il divieto.
5.9.6. Le altre zone alle quali il pubblico non può accedere devono essere chiaramente
delimitate, ad esempio mediante barriere e segnalazioni di pericolo.
5.10.     Pronto soccorso
5.10.1. Nello zoo devono essere sempre disponibili attrezzature e istruzioni scritte di pronto
soccorso.
5.10.2. Se lo zoo ospita animali velenosi, occorre disporre degli antidoti specifici, che vanno
conservati osservando rigorosamente le istruzioni della casa produttrice.
5.10.3. Il personale disporrà di istruzioni scritte su come intervenire in caso di incidente in cui
siano coinvolti un animale velenoso ed una persona. In particolare va specificato quanto segue:
a) le misure immediate da prendere; b) le informazioni da fornire su appositi moduli e da
comunicare all'ospedale locale, comprendenti il tipo di morso o puntura e la specie responsabile,
l'antidoto somministrato o fornito alla vittima, il nome della persona responsabile dello zoo e
il suo numero di telefono.
                                                 15
 ---pagebreak--- 6.        Registrazione dei dati
6.1.      Lo zoo deve tenere un registro aggiornato che includa tutti gli animali riconoscibili
individualmente e i gruppi di animali appartenenti o appartenuti allo zoo.
6.2.      L'inventario può essere realizzato mediante schedario o con un sistema computerizzato
che consenta di selezionare rapidamente l'informazione. E preferibile il ricorso al sistema
ISIS-ARKS. Per tutti i dati devono essere create copie di riserva permanenti, da conservare in
luogo sicuro.
6.3.      Vanno registrate le informazioni qui di seguito indicate:
6.3.1.    Nome scientifico corrente e, ove disponibile, nome volgare della specie.
6.3.2. Origine, specificando se l'animale è nato in cattività o se è stato prelevato dall'ambiente
naturale, genitori (se noti), precedente sede.
6.3.3.    Sesso degli animali (se determinabile).
6.3.4.    Data effettiva o presunta di nascita.
6.3.5. Segni caratteristici naturali o contrassegni artificiali (da specificare, ove necessario, con
una chiara descrizione e l'ausilio di foto a colori o disegni).
6.3.6. Dati clinici, comprendenti indicazioni specifiche sulle condizioni dell'animale, i farmaci
somministrati ed altre eventuali cure prestate, con le date relative.
6.3.7. Se necessario, informazioni sul comportamento e sulla posizione all'interno del gruppo,
comprese eventuali incompatibilità, conflitti e comportamenti particolari.
6.3.8. Ove necessario e fattibile, informazioni sulle prestazioni riproduttive presenti e passate
dell'animale e informazioni specifiche sulla sua discendenza.
6.3.9.    Data del decesso e risultato delle analisi post mortem.
6.3.10. Qualora un animale sia fuggito o abbia causato danni o ferite, fornire informazioni
 specifiche al riguardo e precisare i provvedimenti adottati per evitare il ripetersi di simili
 incidenti.
6.3.11. Data di entrata nello zoo o data di cessione, con il nominativo del cessionario e lo
 scopo della cessione.
 6.4.     Tutti i documenti richiesti ai sensi della normativa sulla conservazione e la protezione
 delle specie devono essere disponibili ai fini di un'eventuale ispezione.
 6.5.     Gli animali trasferiti in nuove sedi devono essere accompagnati da copia di tutta la
 documentazione pertinente.
                                                  16
 ---pagebreak--- 6.6.       Oltre alla documentazione individuale occorre predisporre un elenco annuale di tutti gli
animali ospiti dello zoo, recante le informazioni qui di seguito indicate:
6.6.1      Nome volgare e nome scientifico della specie.
6.6.2. Numero complessivo di animali, suddivisi per specie e per sessor), presenti in data
1° gennaio.
6.6.3. Numero di nuovi animali accolti nello zoo nel corso dell'anno, suddivisi per specie e
per sesso.
 6.6.4. Numero delle nascite registrate, suddivise per specie e per sesso(*).
6.6.5.     Numero di animali deceduti, suddivisi per specie e per sesso(*).
6.6.6. Numero, specie e sesso(*) degli animali che hanno lasciato lo zoo, incluse le vendite,
i prestiti, ecc..
6.6.7. Numero complessivo degli animali, suddivisi per specie e sesso(*), ancora presentì nello
zoo al 31 dicembre.
6.7.       L'elenco di cui al punto 6.6 deve essere redatto nella seguente forma:
       Nome         Nome       Numero    Arrivi     Nascite     Decessi    Animali vivi che   Numero totale
    volgare       scientifico  totale                                      hanno lasciato
                               all'/I                                      lo zoo             allVl
     . aaa          bbb         1.1.1    1.1.1      1.1.1       1.1.1          1.1.1           1.1.1
  7.         Destinazione deglijutimali in soprannumero
  7.1.        Gli animali dello zoo non possono essere vénduti o ceduti a privati, a meno che
  non si tratti di persone competenti che allevano con successo la specie di cui trattasi e
  che dispongono di adeguate conoscenze e strutture. È vietata la cessione a commercianti
  di animali, circhi o laboratori che se ne servono per esperimenti pericolosi.
  7.2.        Qualora un animale debba essere soppresso, l'operazione deve essere svolta
  evitando inutili sofferenze.
           ( }
            * Inclusi gli animali asessuati.
                                                17
 ---pagebreak--- 8.        Disposizioni relative alle specie in pericolo o minacciate di estinzione
8.1.      Gli esemplari di specie soggette ad una normativa internazionale, comunitaria o
nazionale inerente alla loro conservazione devono essere acquisiti e ceduti o soppressi nel
pieno rispetto delle norme ad essi applicabili.
8.2.      La riproduzione in cattività di specie estinte in natura o minacciate di estinzione
(UICN) deve avvenire se possibile nell'ambito di un libro genealogico e di un programma
di riproduzione definiti a livello internazionale o regionale.
9.        Caratteristiche delle attività didattiche
9.1.      Lo zoo deve disporre di un programma informativo e didattico per i visitatori e
in particolare per i gruppi scolastici, comprendente elementi di biologia, ecologia e
conservazione delle specie ospitate.
9.2.      Devono essere previste adeguate strutture per conferenze e gruppi di studio.
9.3.      Il programma didattico deve essere predisposto e curato con l'ausilio di un
esperto qualificato nel settore della didattica e della biologia.
9.4.      Nell'ambito del programma didattico, lo zoo deve mettere a disposizione dei
visitatori un opuscolo informativo scientificamente accurato sulla biologia ed ecologia dei
gruppi di animali ospitati e sul loro stato di conservazione nell'ambiente naturale.
9.5.      I recinti devono essere provvisti di cartelli che forniscano accurate informazioni
sulle specie esibite, comprendenti il nome scientifico e quello volgare, l'area di
distribuzione naturale, l'habitat, le caratteristiche biologiche, il comportamento e il loro
stato di conservazione in natura.
9.6.      Gli eventuali spettacoli aventi come protagonisti animali selvatici devono basarsi
sul comportamento naturale di questi ultimi, che gli spettatori sono invitati ad osservare
con l'ausilio di un commento scientificamente accurato.
10.       Attività di ricerca
10.1.     Quando uno o più esemplari vengono accolti nello zoo a scopo di ricerca, la
direzione è tenuta a collaborare con altri zoo, istituti di ricerca, università ed
organizzazioni per la protezione della natura.
11.       Personale
11.1.     Lo zoo deve disporre di un numero sufficiente di dipendenti, provvisti delle
necessarie competenze, al fine di assicurare in ogni momento un livello di gestione
qualitativamente elevato.
                                               18
 ---pagebreak---                                                                                  Appendice
            Animali e carnivori pericolosi di cui ai punti 1.2.5. e 1.2.6. degli
               orientamenti generali per la sistemazione e la custodia degli
                                     animali negli zoo
Premessa:
          Il presente elenco non include gli animali domestici.
          Gli animali elencati possono attentare all'incolumità delle persone o di altri
          animali grazie alla loro forza fisica, ai loro organi specifici di difesa, come il
          veleno, o al loro comportamento.
          Gli animali non compresi nell'elenco possono, in determinate circostanze,
          diventare anch'essi pericolosi.
          I carnivori pericolosi sono contraddistinti da un asterisco (*).
Mammiferi
Marsupiali
Adulti maschi di Macropus rufus, M. fuliginosus e M. robustus
Primati
Esemplari adulti di Pongidae spp e Hylobatidae spp
Maschi adulti di Cercopithecidae spp, tranne le specie Macaca sylvana e Cebidae spp
Carnivori
Tutti gli esemplari di Ursiaae spp*, Ailuropoda melcmoleuca, Canis lupus*, Canis rufus*,
Lycaon pictus*, Mellivora-capensis, Gulo gulo, Hyaenidaè spp, (in particolare la specie
Crocuta crocuta:*, ed esclusa la specie Proteles cristatus), Panthera spp*
Pinnipedi
Maschi adulti di Otariidae spp e Halichoerus gryphus
Tutti gli esemplari di Odobenus rosmarus, Mirounga spp e Hydrurga leptonyx
Cetacei
Tutti gli esemplari di Oremus orca
Proboscidati
Tutti gli esemplari di Elephantidae spp di oltre due anni di età.
                                              19
 ---pagebreak--- Perissodattili
Maschi adulti di Equidae spp
Tutti gli esemplari di Rhinocerotidae spp
Maschi adulti di Tapiridae spp
Artiodattili
Esemplari adulti di Suidae spp e Tayassuidae spp
Tutti gli esemplari di Hippopotamidae spp
Maschi in calore di Camelidae spp
Esemplari adulti di Alces alces
Tutti gli esemplari di Elaphurus davidianus
Maschi in calore di Cervus spp, Rangifer spp e Capreolus spp
Tutti gli esemplari di Giraffidae spp
Maschi di Boselaphus tragocamelus, Taurotragus spp, Addax nasomaculatus e Kobus spp
Tutti gli esemplari di Hippotragus spp, Oryx spp, Connochaetes spp, Alcelaphus spp,
Bison spp, Bos spp, Syncerus spp e Ovibos moschotus
Tutti i maschi di Budorcas toxicolor
Tutti i maschi in calore di Caprinae spp
Uccelli
Rotiti
Tutti gli esemplari di Struthio came lus
Tutti gli esemplari di Dromaius novaehollandiae nel periodo della riproduzione.
Tutti gli esemplari di Casuarius spp
Tutti gli esemplari di Rhea americana e Pterocnemia pennate, nel periodo della
riproduzione
                                          20
 ---pagebreak--- Ciconiidi e ardeidi
Tutti gli esemplari di Ardea goliath, Ephippiorhynchus senegalensis, Xenorhynchus
asiaticus e Leptoptilos spp
Gruidi
Tutti gli esemplari di Gruidae spp nel periodo della riproduzione
Rapaci e strigidi
Tutti gli esemplari di Falconiformes spp e Strigiformes spp
Bucerotidi
Tutti gli esemplari di Bucorvus spp
Rettili
Coccodrilli
Tutti gli esemplari di Alligatoridae spp, Crocodylidae spp, Gavialidae spp
Sauri
Tutti gli esemplari di Helodermatidae spp
Tutti gli esemplari di Varanus komodoensis, V. varius e V. salvator di oltre 1,5 metri di
lunghezza
Serpenti
Tutti gli esemplari di Boidae spp di oltre 3 metri di lunghezza
Tutti gli esemplari di Dispholidus typus, Thelotomis kirtlandii, Elapidae spp,
Hydrophiidae spp, Viperidae spp e Crotalidae spp
Pesci
Pesci condrali
Tutti gli esemplari di Myliobatoidei
Osteittì
Tutti gli esemplari di Synanceja sp, Inimicus sp, Pterois sp e Trachinus sp
                                           21
 ---pagebreak--- Invertebrati
Artropodi
Tutti gli esemplari di talune specie di Orthognata e Scorpiones
Molluschi
Tutti gli esemplari di talune specie di Conidae spp
Cefalopodi
Tutti gli esemplari di Hapalochlaena maculosa
                                           22
 ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(95) 619 def.
                                                DOCUMENTI
IT                                                                            14
                                             N. di catalogo : CB-CO-95-652-1T-C
                                                              ISBN 92-77-97096-0
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo