CELEX: 32011H0723(03)
Language: it
Date: 2011-07-12 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2011 , sul programma nazionale di riforma 2011 della Svezia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza aggiornato della Svezia, 2011-2014

23.7.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 217/9
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   del 12 luglio 2011
   sul programma nazionale di riforma 2011 della Svezia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza aggiornato della Svezia, 2011-2014
   2011/C 217/03
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 3,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l’occupazione,
   sentito il comitato economico e finanziario,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
            
         
               (2)
            
            
               Il Consiglio ha adottato il 13 luglio 2010 una raccomandazione sugli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (per il periodo 2010-2014) e il 21 ottobre 2010 una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (2), che insieme formano gli «orientamenti integrati». Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
            
         
               (3)
            
            
               Il 12 gennaio 2011 la Commissione ha adottato la prima Analisi annuale della crescita, che segna l’inizio di un nuovo ciclo di governance economica nell’UE e del primo semestre europeo di coordinamento integrato ed ex-ante delle politiche, che si fonda sulla strategia Europa 2020.
            
         
               (4)
            
            
               Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per il risanamento finanziario e le riforme strutturali (in linea con le conclusioni del Consiglio del 15 febbraio e del 7 marzo 2011 e in seguito all’Analisi annuale della crescita della Commissione). Il Consiglio europeo ha rilevato che occorre attribuire priorità al ripristino di bilanci sani e alla sostenibilità dei conti pubblici, alla riduzione della disoccupazione attraverso riforme del mercato del lavoro e a nuovi sforzi intesi ad aumentare la crescita. Esso ha invitato gli Stati membri a tradurre tali priorità in misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
            
         
               (5)
            
            
               Il 29 aprile 2011 la Svezia ha presentato il suo programma di convergenza aggiornato 2011, relativo al periodo 2011-2014, e il suo programma nazionale di riforma 2011. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente.
            
         
               (6)
            
            
               Prima della crisi economica del 2008-2009, l'economia svedese ha beneficiato di oltre un decennio di forte crescita sostenuta dalla domanda interna e dalle esportazioni nette. Trattandosi di un'economia orientata alle esportazioni con un settore finanziario di notevoli dimensioni, ha risentito fortemente del crollo della domanda esterna e del congelamento dei mercati finanziari nel 2008, che hanno determinato una contrazione del PIL del 5,1 % nel 2009 e un aumento del tasso di disoccupazione dal 6 % circa a oltre il 9 %. Grazie alla solida posizione di partenza, che non richiedeva grossi adeguamenti nel settore delle famiglie, in quello bancario e nel settore pubblico, nonché all'adeguata risposta della politica monetaria e di bilancio, la recessione è stata di durata piuttosto breve e si è concentrata principalmente nel settore manifatturiero orientato all’esportazione. Con il rilancio del commercio mondiale, l'economia svedese ha registrato una fortissima e ampia ripresa, e il PIL reale è aumentato del 5,5 % nel 2010. Per l'effetto combinato degli stabilizzatori automatici e delle misure discrezionali, il saldo di bilancio è passato da un avanzo del 3,7 % del PIL nel 2007 a un disavanzo dello 0,9 % del PIL nel 2009, prima di tornare a una situazione di equilibrio nel 2010.
            
         
               (7)
            
            
               Sulla base della valutazione del programma di convergenza aggiornato a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene plausibile lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio, fatta eccezione per il 2012, anno per il quale appare troppo favorevole rispetto alle previsioni di primavera dei servizi della Commissione. La strategia di bilancio illustrata nel programma di convergenza aggiornato è congrua, poiché contribuirebbe a conseguire l'obiettivo a medio termine della Svezia di realizzare un avanzo dell'1 % del PIL nell'arco di un ciclo. Questo fornirebbe un certo margine contro il rischio di superamenti del valore di riferimento del 3 % del PIL in caso di futura crisi. Secondo le proiezioni del programma, l'avanzo delle amministrazioni pubbliche passerà dallo 0,6 % del PIL nel 2011 al 3,7 % del PIL nel 2014, ultimo anno del programma. Tale miglioramento risulterebbe dalla forte crescita economica attesa, poiché il programma non prevede alcuno sforzo di risanamento in quegli anni. I rischi per gli obiettivi di bilancio sembrano sostanzialmente compensarsi. Poiché le previsioni di entrate presentate nel programma sono alquanto prudenti per il 2011, i risultati di bilancio potrebbero rivelarsi leggermente migliori quest'anno, mentre un certo rischio di dover rivedere al ribasso le proiezioni di bilancio a partire dal 2012 è collegato a ipotesi macroeconomiche favorevoli. Poiché il governo ha annunciato che a decorrere dal 2012 potrebbero essere attuate ulteriori misure fiscali espansionistiche previste nella finanziaria 2011 (tra cui una quinta fase del credito d'imposta per i lavoratori dipendenti, l'ulteriore incremento della soglia d'imponibilità per l'imposta sul reddito, un’IVA ridotta sui servizi di ristorazione e la riduzione delle imposte sulle pensioni), se vi è sufficiente margine di manovra fiscale, vi è il rischio di una politica di bilancio prociclica. Considerate anche le prospettive demografiche, è pertanto importante che la politica di bilancio sia mantenuta in una direzione che consenta la continuazione del rispetto dell'obiettivo di medio termine. Secondo l'ultima valutazione della Commissione i rischi riguardo alla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche sembrano essere scarsi.
            
         
               (8)
            
            
               L'attuale situazione dei mercati dell'edilizia abitativa e dei mutui è una potenziale fonte di instabilità. Dopo un'effimera lieve correzione al culmine della crisi finanziaria, i prezzi delle case in Svezia - a differenza di altri paesi - hanno ripreso la forte tendenza al rialzo osservata dalla seconda metà degli anni '90 e si collocano attualmente a un livello record. Al forte aumento dei prezzi sul mercato immobiliare ha fatto riscontro il crescente indebitamento delle famiglie, che a metà del 2010 ammontava a circa il 170 % del reddito disponibile, segnando così un record storico. Inoltre, un'ampia quota di mutui è a tassi variabili con scarso ammortamento. Questo rende le famiglie svedesi particolarmente vulnerabili di fronte ad aumenti dei tassi di interesse o a peggioramenti dell'occupazione. Una marcata correzione del mercato immobiliare potrebbe ripercuotersi sulla stabilità macroeconomica imponendo alle famiglie di contenere i consumi per riequilibrare i propri bilanci e aumentando i costi di finanziamento delle banche svedesi.
            
         
               (9)
            
            
               Per quanto riguarda il mercato del lavoro svedese, i giovani e i cittadini di paesi non appartenenti all'UE si trovano in una situazione di relativa debolezza rispetto alla media dell'Unione. È fondamentale continuare a migliorare la loro posizione sul mercato del lavoro per aumentare il tasso di occupazione complessivo e migliorare l’offerta di manodopera a lungo termine in modo da rispondere alla sfida demografica posta dall'invecchiamento della popolazione. Il governo svedese sta mettendo in atto diverse riforme per migliorare la situazione occupazionale di entrambi i gruppi, quali l'aumento dei fondi per l'orientamento, i tirocini, la formazione professionale per adulti, l'apprendistato, sussidi salariali mirati e corsi di lingua svedese generalizzati. Le ultime statistiche mostrano chiari segnali del fatto che il mercato del lavoro svedese sta migliorando su tutti i fronti, tranne che per le donne di origine straniera.
            
         
               (10)
            
            
               La Commissione ha valutato il programma di convergenza e il programma nazionale di riforma. Essa ha tenuto conto non solo della loro importanza per la sostenibilità della politica di bilancio e socioeconomica in Svezia ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'UE, vista la necessità di rafforzare la governance economica globale dell'UE fornendo contributi dell'UE alle future decisioni nazionali. La Commissione ritiene che i programmi affrontino in maniera adeguata le principali sfide che la Svezia deve fronteggiare. Tuttavia, mentre la strategia di bilancio del governo intesa a continuare a rispettare l’obiettivo di medio termine è congrua, a decorrere dal 2012 si dovrà avere cura di evitare una politica di bilancio eccessivamente generosa in periodi di crescita favorevoli. Si dovrebbe valutare il rischio di squilibri macroeconomici, in particolare quelli derivanti dall'aumento dei prezzi immobiliari e dall'indebitamento delle famiglie. Inoltre, occorre sorvegliare e migliorare la partecipazione al mercato del lavoro dei gruppi vulnerabili, in particolare dei giovani e delle donne di origine straniera.
            
         
               (11)
            
            
               Alla luce della valutazione che precede, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza aggiornato della Svezia per il 2011; il suo parere (3) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al seguente punto 1. Tenuto conto delle conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo 2011, il Consiglio ha altresì esaminato il programma nazionale di riforma della Svezia,
            
         RACCOMANDA che la Svezia adotti provvedimenti nel periodo 2011-2012 al fine di:
   
               1.
            
            
               mantenere una politica di bilancio che garantisca di continuare a rispettare l’obiettivo di medio termine;
            
         
               2.
            
            
               prendere misure preventive per affrontare i rischi macroeconomici associati all'incremento dei prezzi immobiliari e dell'indebitamento delle famiglie. Una vasta gamma di misure potrebbero essere considerate, quali la revisione della disciplina dei mutui, inclusi i requisiti patrimoniali delle banche, degli affitti, del regime fiscale degli immobili e delle licenze edilizie;
            
         
               3.
            
            
               sorvegliare e migliorare la partecipazione al mercato del lavoro dei giovani e di altri gruppi vulnerabili.
            
         
      Fatto a Bruxelles, addì 12 luglio 2011.
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         J. VINCENT-ROSTOWSKI
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  Mantenuti per il 2011 mediante decisione 2011/308/UE del Consiglio, del 19 maggio 2011, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (GU L 138 del 26.5.2011, pag. 56).
   
      (3)  Previsto all’articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97.