CELEX: 61970CJ0018
Language: it
Date: 1971-06-16 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 16 giugno 1971. # Anne Duraffour contro Consiglio delle Comunità europee. # Causa 18-70.

Avis juridique important

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61970J0018

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DEL 16 GIUGNO 1971.  -  ANNE DURAFFOUR CONTRO CONSIGLIO DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  CAUSA 18/70.  

raccolta della giurisprudenza 1971 pagina 00515 edizione speciale danese pagina 00143 edizione speciale greca pagina 00861 edizione speciale portoghese pagina 00207

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - ASSICURAZIONE INFORTUNI - OBBLIGAZIONE DELL' ISTITUZIONE - SOSTITUZIONE CON QUELLA DI UN ASSICURATORE - LIMITI  ( STATUTO DEL PERSONALE DELLE CC.EE ., ART . 73 )  2 . DIPENDENTI - ASSICURAZIONE INFORTUNI - SUICIDIO - ESCLUSIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE DELLE CC.EE ., ART . 73 )  3 . DIPENDENTI - ASSICURAZIONE INFORTUNI - DECESSO - PRESTAZIONI - SCADENZA - ASSENZA DI TESTIMONI - CARATTERE FORTUITO DELL' EVENTO - PRESUNZIONI - COLLABORAZIONE DELL' ISTITUZIONE PER L' ACCERTAMENTO DELLA VERITA  ( STATUTO DEL PERSONALE DELLE CC.EE ., ART . 73 )  

Massima

1 . NON ESSENDO STATA STABILITA LA DISCIPLINA DI CUI ALL' ART . 73 DELLO STATUTO, UN' ISTITUZIONE HA LA FACOLTA DI ADOTTARE PROVVEDIMENTI PROVVISORI E DI STIPULARE UNA POLIZZA NELLA QUALE SIANO PRECISATI I RISCHI COPERTI . IN TAL CASO, I DIRITTI E GLI OBBLIGHI DELL' ISTITUZIONE E DEI SUOI DIPENDENTI SONO PROVVISORIAMENTE DETERMINATI DALL' ART . 73 IN RELAZIONE ALLA POLIZZA . IN PROPOSITO, E DA ESCLUDERSI CHE L' OBBLIGAZIONE DIRETTA DELL' ISTITUZIONE, SANCITA DA DETTO ARTICOLO, POSSA ESSERE SOSTITUITA DALL' OBBLIGAZIONE DI UN ASSICURATORE, CON LA CONSEGUENZA DI PRIVARE GLI ASSICURATI DELLE GARANZIE GIURISDIZIONALI ATTRIBUITE LORO DALLO STATUTO .  2 . L' ESCLUSIONE DEL SUICIDIO DALLA COPERTURA DEI RISCHI D' INFORTUNIO NON E IN CONTRASTO COL DISPOSTO DELL' ART . 73 DELLO STATUTO DEL PERSONALE .  3 . FINO A QUANDO NON SIA PROVATO CHE LA MORTE E DOVUTA AD UNA CAUSA DIVERSA DAL SUICIDIO, LE PRESTAZIONI NON SONO DOVUTE . QUALORA IL DECESSO AVVENGA IN ASSENZA DI TESTIMONI, E SUFFICIENTE CHE IL CARATTERE FORTUITO DELL' EVENTO SI POSSA DESUMERE DA PRESUNZIONI ADEGUATAMENTE ATTENDIBILI, PRECISE E CONCORDI, NON CONTRADDETTE DA PRESUNZIONI CONTRARIE . L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA DEVE COLLABORARE COL DIPENDENTE ASSICURATO O CON GLI AVENTI CAUSA ONDE ACCERTARE LA VERITA .  

Parti

NELLA CAUSA 18-70  ANNE DURAFFOUR, VEDOVA DEL SIG . PAUL ROLAND GIA DIPENDENTE DELLA SEGRETERIA DEL CONSIGLIO DELLE COMUNITA EUROPEE, RESIDENTE IN BRUXELLES, CHE AGISCE SIA PER CONTO PROPRIO, SIA IN QUALITA DI TUTRICE LEGALE DEI FIGLI MINORENNI SYLVIE, PASCALE, JEAN-PATRICE, RENAUD E PIERRE ROLAND, CON L' AVVOCATO DOMICILIATARIO ERNEST ARENDT, DEL FORO DI LUSSEMBURGO, 34 B, RUE PHILIPPE II, RICORRENTE,  CONTRO  CONSIGLIO DELLE COMUNITA' EUROPEE, CON L' AVVOCATO JEAN BAUGNIET, ASSISTITO DALL' AVVOCATO ROGER BALCQ, AMBEDUE DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVVOCATO BADEN, 45, BOULEVARD PRINCE-HENRI, CONVENUTO,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DEL SILENZIO-RIFIUTO OPPOSTO DAL CONSIGLIO AL RICORSO AMMINISTRATIVO PRESENTATO DALLA RICORRENTE IL 15 GENNAIO 1970 E, PER QUANTO OCCORRA, DELLA DECISIONE 10 APRILE 1970, CON LA QUALE IL CONSIGLIO RESPINGEVA LA DOMANDA INTESA AD OTTENERE IL CAPITALE DI CUI L' ART . 73 DELLO STATUTO DEL PERSONALE PREVEDE IL VERSAMENTO IN CASO DI DECESSO, 

Motivazione della sentenza

1/3 IL SIG . PAUL ROLAND, DIPENDENTE DELLA SEGRETERIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DELLE COMUNITA EUROPEE, DECEDEVA PER ANNEGAMENTO NEL RODANO, NEL MESE DI FEBBRAIO 1969 . LA VEDOVA, RICORRENTE, CHE AGISCE SIA PER CONTO PROPRIO, SIA IN QUALITA DI TUTRICE DEI FIGLI MINORENNI, CHIEDEVA CON LETTERA 15 GENNAIO 1970 ALLA SEGRETERIA GENERALE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI CHE LE FOSSERO VERSATE LE INDENNITA PREVISTE DALL' ART . 73 DELLO STATUTO A FAVORE DEGLI AVENTI CAUSA DEI DIPENDENTI DECEDUTI IN SEGUITO AD INFORTUNIO DELLA VITA PRIVATA . POICHE LA DOMANDA VENIVA RESPINTA, LA RICORRENTE, A NORMA DELL' ART . 91 DELLO STATUTO, HA ADITO QUESTA CORTE ESSENZIALMENTE PER FAR CONDANNARE IL CONSIGLIO AL PAGAMENTO DELLE INDENNITA IN QUESTIONE .  4/6 A ) L' ART . 73 STABILISCE AL N . 1 :  " ALLE CONDIZIONI FISSATE DA UNA REGOLAMENTAZIONE ADOTTATA DI COMUNE ACCORDO DALLE ISTITUZIONI DELLE COMUNITA, PREVIO PARERE DEL COMITATO DELLO STATUTO, IL FUNZIONARIO E COPERTO SIN DAL GIORNO DELLA SUA ENTRATA IN SERVIZIO CONTRO I RISCHI DI MALATTIA PROFESSIONALE E I RISCHI D' INFORTUNIO . EGLI E TENUTO A CONTRIBUIRE, NEI LIMITI DELLO 0,1 PER CENTO DELLO STIPENDIO BASE, ALLA COPERTURA DEI RISCHI DELLA VITA PRIVATA .  I RISCHI NON COPERTI SONO PRECISATI IN TALE REGOLAMENTAZIONE ".  NEI NUMERI SUCCESSIVI, IL SUDDETTO ARTICOLO DETERMINA LE PRESTAZIONI CUI GLI INTERESSATI HANNO DIRITTO . TUTTAVIA, LA DISCIPLINA DI CUI AL N . 1, CHE DOVEVA FISSARE LE CONDIZIONI DI ASSICURAZIONE DEI DIPENDENTI E PRECISARE, FRA L' ALTRO, I RISCHI NON COPERTI, NON HA POTUTO FINORA ESSERE STABILITA PER MANCANZA DI ACCORDO FRA LE ISTITUZIONI .  7/10 PER GIUSTIFICARE IL SUO RIFIUTO, IL CONVENUTO SOSTIENE IN VIA PRINCIPALE CHE NEL FRATTEMPO, AL FINE DI ADEMPIERE DA PARTE SUA L' OBBLIGO IMPOSTO ALLE ISTITUZIONI, ESSO AVEVA COPERTO I SUOI DIPENDENTI CONTRO IL RISCHIO D' INFORTUNIO SOTTOSCRIVENDO UNA POLIZZA D' ASSICURAZIONE A LORO FAVORE . DETTA POLIZZA CONTERREBBE, A FAVORE DEGLI ASSICURATI, UNA STIPULAZIONE PER CONTO DI TERZI, ACCETTATA IN MODO IMPLICITO MA CERTO DALLA RICORRENTE, LA QUALE POTREBBE QUINDI VANTARE UNICAMENTE I DIRITTI ATTRIBUITILE DALLA POLIZZA E POTREBBE, A NORMA DI QUESTA, AGIRE SOLO CONTRO GLI ASSICURATORI . L' AZIONE DIRETTA CONTRO IL CONSIGLIO ANDREBBE QUINDI RESPINTA . LA RICORRENTE PER CONTRO SOSTIENE DI FONDARE LA SUA PRETESA DIRETTAMENTE SULL' ART . 73 E CHE SUO DEBITORE E DI CONSEGUENZA IL CONSIGLIO .  11/13 L' ART . 73 DELLO STATUTO RIGUARDA LA PREVIDENZA SOCIALE DEI DIPENDENTI E STABILISCE I DIRITTI E GLI OBBLIGHI RECIPROCI DELLE ISTITUZIONI E DEI DIPENDENTI STESSI . ONDE ADEMPIERE NELLA MISURA DEL POSSIBILE I SUOI OBBLIGHI, IL CONSIGLIO, IN MANCANZA DI ALTRE ALTERNATIVE, POTEVA ADOTTARE PROVVEDIMENTI PROVVISORI E STIPULARE UNA POLIZZA NELLA QUALE FOSSERO PRECISATI I RISCHI COPERTI . IL CONVENUTO, INOLTRE, CON NOTA DI SERVIZIO 11 LUGLIO 1966, RENDEVA NOTO AI DIPENDENTI CHE LE CLAUSOLE DI DETTA POLIZZA DETERMINAVANO PROVVISORIAMENTE I PRESUPPOSTI DELLE PRESTAZIONI DI CUI ALL' ART . 73 .  14/15 DI CONSEGUENZA, I DIRITTI E GLI OBBLIGHI DELL' ISTITUZIONE E DEI SUOI DIPENDENTI SONO PROVVISORIAMENTE DETERMINATI DALL' ART . 73 IN RELAZIONE ALLA POLIZZA . IN PROPOSITO, E DA ESCLUDERSI CHE L' OBBLIGAZIONE DIRETTA DELL' ISTITUZIONE, SANCITA DA DETTO ARTICOLO, POSSA ESSERE SOSTITUITA DALL' OBBLIGAZIONE DI UN ASSICURATORE, CON LA CONSEGUENZA DI PRIVARE LA CONTROPARTE DELLE GARANZIE GIURISDIZIONALI ATTRIBUITELE DALLO STATUTO .  16 B ) IL CONVENUTO ECCEPISCE IN SUBORDINE CHE LA MORTE E DOVUTA A SUICIDIO E NON DERIVA QUINDI DA INFORTUNIO, NE AI SENSI DELLA POLIZZA NE AI SENSI DELL' ART . 73 DELLO STATUTO, E CHE COMUNQUE LA RICORRENTE NON HA PROVATO IL CARATTERE FORTUITO DEL DECESSO .  17/20 E' OPPORTUNO STABILIRE SE IL SUICIDIO RIENTRI NELLA NOZIONE DI INFORTUNIO . PER INFORTUNIO, AI SENSI DELLA POLIZZA, S' INTENDE UN EVENTO PRODOTTOSI SENZA CONCORSO DELLA VOLONTA DELL' ASSICURATO, DAL QUALE SIA PROVATO CH' ESSO E DOVUTO ALL' AZIONE IMPROVVISA E VIOLENTA DI UNA FORZA ESTERNA E CHE ABBIA CAUSATO DELLE LESIONI O LA MORTE . IL SUICIDIO NON RIENTRA IN QUESTA DEFINIZIONE E L' ART . 4, LETTERA D ) STABILISCE QUINDI CHE LA COMPAGNIA NON RISPONDE DEL SUICIDIO O DEL TENTATIVO DI SUICIDIO . LA POLIZZA INOLTRE COPRE IL RISCHIO DI ANNEGAMENTO SOLO SE INVOLONTARIO .  21/22 L' ESCLUSIONE DELLA COPERTURA DEL SUICIDIO, IN CONSIDERAZIONE DEL SUO CARATTERE NON FORTUITO, E CONFORME ALLA PRASSI GENERALE IN MATERIA DI ASSICURAZIONE INFORTUNI E NON E IN CONTRASTO COL DISPOSTO DELL' ART . 73 . IL SUICIDIO NON DA QUINDI DIRITTO ALLE PRESTAZIONI CONTEMPLATE DA DETTO ARTICOLO .  23/24 C ) LE PARTI CONTRASTANO INOLTRE SULLA QUESTIONE DEL SE LA MORTE SIA DOVUTA A SUICIDIO . SI DEVE QUINDI STABILIRE COME E DA CHI DEBBANO ESSERE PROVATE LE CIRCOSTANZE DELLA MORTE .  25/28 L' ART . 73 TACE SU QUESTO PUNTO . SECONDO L' ART . 8 DELLA POLIZZA, " IL CONTRAENTE, IL BENEFICIARIO O GLI AVENTI CAUSA SONO TENUTI A PROVARE CHE LA MORTE, L' INVALIDITA PERMANENTE O L' INVALIDITA TEMPORANEA, SONO LA CONSEGUENZA DIRETTA ED ESCLUSIVA DI UN INFORTUNIO COPERTO DALLA PRESENTE POLIZZA ". BENCHE QUESTA CLAUSOLA RIGUARDI, DAL PUNTO DI VISTA FORMALE, UNICAMENTE I RAPPORTI CON GLI ASSICURATORI, AD ESCLUSIONE DI QUELLI FRA IL DIPENDENTE E L' ISTITUZIONE, E LEGITTIMO RITENERE CH' ESSA DISCIPLINI L' ONERE DELLA PROVA NEL SUO COMPLESSO, NELL' AMBITO DELL' APPLICAZIONE COMBINATA DELL' ART . 73 E DELLA POLIZZA . TENUTO CONTO DELLA CONNESSIONE FRA DETTO ARTICOLO E LA POLIZZA, E INAMMISSIBILE CHE, PER LO STESSO EVENTO, FRA LE VARIE PARTI INTERESSATE VIGANO DUE DIVERSI REGIMI IN FATTO DI PROVA .  29/30 BENCHE SIA PACIFICO CHE, FINO A QUANDO NON SIA PROVATO CHE LA MORTE E DOVUTA AD UNA CAUSA DIVERSA DAL SUICIDIO, LE PRESTAZIONI NON SONO DOVUTE, NON SI PUO' TUTTAVIA PRETENDERE CHE I BENEFICIARI PROVINO TUTTE LE CIRCOSTANZE DI UN DECESSO AL QUALE NON ERA PRESENTE ALCUN TESTIMONE . E' SUFFICIENTE CHE IL CARATTERE FORTUITO DELL' EVENTO SI POSSA DESUMERE DA PRESUNZIONI ADEGUATAMENTE ATTENDIBILI, PRECISE E CONCORDI, NON CONTRADDETTE DA PRESUNZIONI CONTRARIE .  31/33 D' ALTRO CANTO, SPETTA ALL' ISTITUZIONE CONVENUTA, IN QUANTO AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, IL COLLABORARE CON GLI AVENTI CAUSA DI UNO DEI SUOI DIPENDENTI ONDE ACCERTARE LA VERITA . LA RICORRENTE HA ADDOTTO NUMEROSI FATTI INTESI, IN PRIMO LUOGO, A PROVARE L' IMPROBABILITA DEL SUICIDIO PER ANNEGAMENTO, DATA LA PERSONALITA DEL MARITO, E IN SECONDO LUOGO A PROVARE CHE IL DEFUNTO NON ERA AFFETTO DA SQUILIBRIO PSICHICO GRAVE, TALE DA INDURLO A TOGLIERSI LA VITA . IL CONVENUTO HA INVECE OFFERTO DI PROVARE LO SQUILIBRIO PSICHICO DEL DEFUNTO, CHE RENDEREBBE MOLTO PROBABILE, ED ANZI CERTA, L' IPOTESI DI MORTE VOLONTARIA .  34/35 A NORMA DEGLI ARTT . 21 DEL PROPRIO STATUTO E 47, 49 E 60 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA CORTE PUO' CHIEDERE ALLE PARTI DI DARE INFORMAZIONI OPPURE ORDINARE L' ACCERTAMENTO DI DETERMINATI FATTI . DI CONSEGUENZA, PRIMA DI PROCEDERE OLTRE SI DEVE CONSENTIRE ALLA RICORRENTE DI PRECISARE PER ISCRITTO I FATTI CH' ESSA INTENDE PROVARE ED I MEZZI DI PROVA RELATIVI, SALVO RESTANDO IL DIRITTO DEL CONVENUTO DI DEDURRE ELEMENTI A SOSTEGNO DI PROPRI ASSUNTI; ENTRAMBE LE PARTI POTRANNO FORNIRE LA PROVA CONTRARIA .  

Decisione relativa alle spese

36 E' OPPORTUNO RISERVARE OGNI DECISIONE SULLE SPESE FINO ALLA PRONUNZIA DEFINITIVA . 

Dispositivo

LA CORTE ( PRIMA SEZIONE ),  PRONUNZIANDOSI IN VIA INTERLOCUTORIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) E' FISSATA AL 15 LUGLIO 1971 LA DATA ALLA QUALE LA RICORRENTE PRECISERA I FATTI CH' ESSA INTENDE PROVARE, INDICENDO PER CIASCUNO DI ESSI I MEZZI DI PROVA DI CUI INTENDE VALERSI .  2 ) SARA FISSATA CON ORDINANZA DELLA CORTE LA DATA ALLA QUALE IL CONVENUTO DOVRA, DAL CANTO SUO, COLLABORARE ALL' ISTRUTTORIA .  3 ) E' RISERVATA OGNI DECISIONE SULLE SPESE .