CELEX: 51965PC0155
Language: it
Date: 1965-04-13
Title: Proposta di una DIRETTIVA DEI CONSIGLIO relativa alle modalità delle misure transitorie nel settore delle attività non salariate delle industrie alimentari e delle industrie di fabbricazione delle bevande (classi 20 e 21 della CITI) (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (65) 155
Vol. 1965/0035
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMUNITÀ'                       ECONOMICA EUROPEA
                          COMMISSIONE
                                                   III/COM(65) 155 def .
                                                   Bruxelles . 13 aprilo 1965
                                   Proposta di una
                               DIRETTIVA DEI CONSIGLIO
                 relativa alle modalità delle misure transitorie
                  nel settore delle attività non salariato delle
                     industrie alimentari e dello industrie di
                            fabbricazione dello bevande
                            ( classi 20 e 21 della CITI )
                   ( presentata dalla Commissiono al Consiglio)
III/ COM(65) 155 dof .
 ---pagebreak---                                   Proposta
di una direttiva del Consiglio relativa alle modalità delle misure transi­
torie nel settore dello attività non salariate delle industrie alimentari
e delle industrie di fabbri caziono delle bevande
                        ( Classi 20 e 21 della CITI )
               (Presentata dalla Commissione al Consiglio )
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IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ 1 ECONOMICA EUROPEA,
Visto il Trattato oho istituisoo la Comunità Economica Europea , o in
particolare l' articolo 54 , paragrafo 2 , l' articolo 57 , paragrafo 1 ,
l' articolo 63 , paragrafo 2 o l' articolo 66 ;
Visto il Programma generalo por la soppressione dello restrizioni alla
libortà di stabilimento ( 1 ) e in particolare il titolo V , secondo e ter­
zo comma ;
Visto il Programma generale por la sopprossiono delle restrizioni alla
libera prestazione dei servizi ( 2 ), 0 in particolare il titolo VI , se­
condo e terzo comma ?
Vista la proposta della Commissiono ;
Visto il parere del Parlamento Europeo ;
Visto il parere del Comitato economico e sociale ;
Considerando che i Programmi generali prevedono , oltre alla soppres­
sione dello restrizioni , la necessità di esaminare so tale soppressio­
ne debba essere preoodutà , acoompagnata o seguita dal reciprooo rioo-
noscimonto dei diplomi , certificati o altri titoli , e dal ooordinamonto
delle disposizioni legislativo , regolamentari od amministrative riguar­
danti l' accesso allo attività considerate ed il loro esercizio , e se , in
attosa del riconoscimento e del coordinamento , dobba ossero eventualmente
applicato un rogimo transitorio ;
Considerando ohe il Consiglio ha già emanato una direttiva relativa allo
modalità delle misure transitorio nel settore delle attività di tra­
sformazione delle classi 23-40 CITI ( industria ed artigianato ) ( 3 ), Q
cho le disposizioni della presente direttiva devono essere armonizzate con
dotto misuro transitorio ;
( 1 ) Gazzetta Officiale dolio Comunità Europeo n. 2 del 15 gennaio 19^2 ,
      pagina 36/62
( 2) Gazzetta Ufficiale dello Comunità Europee n. 2 del 15 gennaio 1962 ,
      pagina 32/62
( 3 ) Gazzetta Officiale dello Comunità Europeo n. 117. del 23 luglio 19 64 ,
      pagina 1863/64 .
                                                               • ■ •/• • •
 ---pagebreak--- Considerando che noi sottoro dolio attività dolio industrio alimentari
o dolio industrio di fabbricazione dolio bevande non tutti gli Stati
membri prevedono condizioni di accesso e di esercizio por lo attività
in questione ; che la definizione di artigianato , e quindi la sua deli­
mitazione rispetto all' industria differiscono da uno Stato membro al­
l' altro | che , d' altra parte , precisamente per le attività artigiane ,
esistono talvolta libertà di accesso e di esercizio , talatra norme
rigorose che prescrivono il possesso di un titolo por l' ammissione al­
l' attività professionale ?
Considerando ohe all' atto dell' approvazione dei Programmi generali il
Consiglio ha constatato che per l' artigianato si pongono , in ordine al
coordinamento o al reciproco riconoscimento dei titoli , problemi la cui
soluzione richiede una preparazione minuziosa ;
Considerando che non è pertanto possibile procedere al previsto coordi­
namento in concomitanza con la soppressione delle discriminazioni ; che
tale coordinamento dovrà ossero attuato in una fase ultorioro ;
Considoando tuttavia che in mancanza di tale coordinamento immediato è
opportuno facilitare l' attuazione della libertà di stabilimento e la
libera prostazione dei servizi nelle attività considerato mediante l' a-
doziono di misure transitorie , quali quello prevista dai Programmi ge­
nerali , e ciò' in primo luogo per evitare cho siano oltromodo ostacola­
ti i cittadini di quegli Stati membri in cui l' accesso allo attività in
quostiono non è soggetto ad alcuna condiziono ;
Considerando che , per ovviare a questa conseguenza , le misuro transitorie
devono consistere principalmente noi l' ammettere , nei Paesi ospitanti nei
quali l' accesso alle attività considerate è soggetto a regolamentazione ,
oome condiziono sufficiente di questo accosso , l' esercizio offottivo
della professione nel Paoso di provenienza durante un periodo ragione­
vole o abbastanza vicino nel tempo , nel caso non sia richiesta una for­
mazione preliminare , por garantire cho il bonoficiario sia in possesso
di conoscenze professionali equivalenti a quello richiesto dai cittadini ;
considerando altresì' cho por taluno attività , spacificato con precisione ,
lo misuro transitorie possono provodoro cho gli Stati monbri , in attosa di
un succossivo riconoscimento doi diplomi , certificati o altri titoli , prò-
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vedano sin d' ora di riconoscere quale prova sufficiente delle conoscen­
 ze ed attitudini dell' interessato la sua iscrizione nel registro profes­
sionale di un altro Paese della CEB |
Considerando ohe è egualmente opportuno     prevedere , per gli Stati ohe
non subordinano ad alcuna regolamentazione l' acoesso alle attività con­
siderato , la possibilità di essere autorizzati , ove occorra por una o
più attività , ad esigere dai oittadini degli altri Stati membri la pro­
va che essi sono qualificati ad esercitare l' attività considerata nel
Paese di provenienza , al fine di evitare , in particolare , in questi
Stati un afflusso sproporzionato di persone ohe non avrebbero potuto sod­
disfare le condizioni di accesso e di esercizio riohioste noi loro Paese
di provenienza *
Considerando ohe simili autorizzazioni possono essere ammesse soltanto
con grande prudenza , poiohé , ove fossero troppo generalizzate , potreb­
bero ostacolare la libera circolazione } ohe occorre quindi delimitarle
nel tempo e nell' ambito d' applicazione od affidare alla Commissione ,
ala stregua di quanto il Trattato ha generalmente previsto per le clau­
sole di salvaguardia , il compito di autorizzare l' applicazione di tali
misure }
Considerando ohe le misure previste nella presente direttiva perderanno
la loro ragion d' essere quando il coordinamento delle condizioni di ao-
cesso all' attività in argomento e l' esercizio di quest' ultima , nonché il
mutuo riconoscimento dei diplomi , cortificati ed altri titoli obbligatori
saranno stati attuati }
Considerando altr»si' ohe tali misure dovranno comunque essere abrogate
al termine del periodo transitorio , in quanto non potrebbero surrogar® ,
dopo tale data , l' obbligo di ricorrere ai meooanismi espressamente previ­
sti dal Trattato , oioè il ooordinamento delle regolamentazioni nazionali
ed il reciproco ri oonos cimento dei titoli cui è subordinato in ogni Sta­
to membro l' acoesso alle attività non salariate di cui trattasi ed il lo­
ro esercizio , ove oio' si riveli necessario per agevolare l' aocesso e
l' esercizio medesimi ,
                                                                    • • •/• • •
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HA EMANATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                Articolo 1
1.    Gli Stati membri adottano , alle condizioni di seguito indicate ,
le seguenti misure transitorie per lo stabilimento nel loro territo­
rio delle persone fisiche e delle società di oui al titolo I dei Pro­
grammi generali , come pure per la prestazione dei servizi da parte di
dette persone e società , in appresso denominate benefioiari , nel set­
tore delle attività non salariate delle industrie alimentari e delle
industrie di fabbrioazione delle bevande ,
2.    Le attività considerate sono quelle a cui si applica la diret­
tiva del Consiglio del             , relativa all' attuazione della
libertà di stabilimento e dolla libera prestazione dei servizi por le
attività non salariata delle industrie alimentari e delle industrie di
fabbricazione delle bevande ( olassi 20 e 21 della CITI ).
                                Articolo 2
      Gli Stati membri nei quali si richiedono requisiti di qualifica­
zione por l' accesso a una attività di cui all' articolo 1 , paragrafo 2 ,
e per il relativo esercizio , provvedono affinché , prima dello stabili-
mento o prima di cominciare ad esercitare un' attività temporanea , il
beneficiario che lo richieda sia informato dolla regolamont aziono da cui
sarebbe disciplinata la pyofftosiono da lui contemplata.
                                                                • • •/ • • •
 ---pagebreak---                                    Articolo 3
1.      Qualora , in uno Stato membro , l' aooesso a una delle attività di
cui . all' articolo 1 , pas?agrafo 2 o l' esoroizio dello stesse sia subor­
dinato al possesso di conoscenze e attitudini generali , commerciali o
professionali , tale Stato membro rioono.sce come prova sufficiente di
tali conoscenze e attitudini l' esercizio effettivo in un altro Stato
embro dell' attività considerata ?
a) per sei anni consecutivi , a titolo indipendente o in qualità di
    dirigente con incari oo di gestire l' impresa ?
b ) ovvero per tre anni consecutivi , a titolo indipendente o in quali­
    tà di dirigente con incarico di gestire l' impresa qualora il bene­
    ficiario comprovi di aver rioovuto , per l' attività prescelta , una
    formazione professionale preliminare di almono tre anni attestata
    da un certificato riconosciuto dallo Stato o giudicata pienamente
    valida da un organismo professionale ' contpetentoj
c ) oworo per tre anni consecutivi a titolo indipendente qualora il
    beneficiario possa dimostrare di avero esercitato la professione
    considerata a titolo dipendente per almono cinque anni ?
d) oworo per oinque anni consecutivi con mansioni direttivo di cui al­
  . mono tre anni con mansioni teonioho che comportino la responsabilità
    di almeno un sottoro dell' impresa , qualora il beneficiario comprovi
    di avarricevuto , por l' attività proscelta , una formazione professio-
    nal proliminaro di almono tro anni attostata da un cortificato ri­
    conosciuto dallo Stato o giudicata pioanmento valida da un organi­
    smo professionale competente .
        Noi casi previsti allo precedenti lottere a) e o), questa atti­
vità non dove essere terminata da più di dieci anni alJLa data del depo­
sito dolla richiesta di cui all' articolo 4 » paragrafo 3 *
 ---pagebreak---  2.     In Italia , la prova dell' attitudine professionale a svolgere le
aansicni di dirigonto tecnico in un' impresa appartenente all' industria
di proparaziono di alimenti por lattanti , por bambini o dietetici , può 1
vonire addotta dal beneficiario cho non sia in possesso di un diploma
italiano , soltanto so , da un lato , possiede una formazione professio­
nale corrispondente a quolla riohiesta dalla legislazione italiana      o
una formazione analoga , attestata da un diploma rilasciato da un altro
Stato membro o , dall' altro , comprova
- l' osorcizio effettivo dell' attività in quostiono ai sonsi dol para­
    grafo 1 ,
- l' iscrizione in un registro profossionalo dol Paoso di provenienza ,
    cho corrisponda al tipo dol suo diploma .
                                   Articolo 4
        Per l' applicazione dell' articolo 3 :
1.      Gli Stati membri nei quali l' accesso a una dolio profossioni in­
dicate all' articolo 1 , paragrafo 2 o l' osorcizio di tale attività è su­
bordinata al possesso di conoscenze e attitudini gonorali , commorciali
o professionali , informano gli altri Stati membri con l' aiuto dolla
Commissiono , dolio carattoristiche essenziali dolla professione (descri­
zione dell' attività di questo profossioni ).
2.      L' autorità competente all' uopo designate designata dal paese di
provonienza attesta le attività professionali offettivamonto esorcitato
dal bonoficiario , nonché la loro durata. L' attestato viene redatto in
funzione dolla monografia professionale comunicata dallo Stato mombro
noi quale il bonoficiario intendo esercitare la professione a titolo
permanente oppure tomporanoo .
3.      Lo Stato mombro ospitanto ooncede l' autorizzazione ad esorcitaro
l' attività di cui trattasi su richiesta doli 'interessato , allorché l' at­
tività attestata corrisponda nei punti essenziali alla monografia pro­
fessionale comunicata a norma del paragrafo 1 e siano soddisfatte le
altro condizioni eventualmente previste dalla regolamentazione vigente
in detto Stato .
 ---pagebreak---                                   •Articolò' 5
1.     Qualora in uno Stato membro l' accesso a una delle attività di cui
all' articolo 1 , paragrafo 2 , o l' esercizio di tale attività non sia su­
bordinato al possesso di conoscenze e attitudini generali , commerciali
o professionali , in caso di gravi difficoltà risultanti dall' applicazio­
ne della direttiva del Consiglio , di cui all' articolo 1 paragrafo 2 ,
detto Stato può' ohiedore alla Commissione l' autorizzazione , per un pe­
riodo limitato , e per una o più attività determinate , ad esigere dai cit­
tadini dogli altri Stati membri che intendano esercitare tali attività
nel suo territorio la prova che . es^i hanno la qualifica richiesta per
esercitarle nel Paese di provenienza .
     ■ Tale facoltà non può' - essere esercitata nei confronti   delle per­
sone il cui paese di provenienza non subordina l' accesso alle attività
di cui trassasi alla prova di determinate conoscenze , né noi confronti
di quelle che risiedono nel paese ospitante da almeno cinque anni .
2.     Su richiesta debitamente motivata dello Stato membro interessate ,
la Commissione stabilisce senza indugio le condizioni e le modalità di
applioazione dell' autorizzazione di cui al paragrafo 1 del presente ar­
ticolo .
                                  Articolo 6
       Le disposizioni della presente direttiva restano applicabili du­
rante il periodo transitorio , sino all' entrata in vigore delle disposi­
zioni per il ooordinamento delle regolamentazioni nazionali riguardanti
l' accesso alle attività di cui trattasi e l' esoroizio delle stesse .
 ---pagebreak---                                  Artioolo 7
      Gli Stati inombri designano entro il tarmino previsto dall' articolo
8 lo autorità e gli organismi compotonti por il rilasoio dolio attesta­
zioni suddette e no informano immediatamento gli altri Stati membri e la
Commissiono .
                                 Articolo 8
       Gli Stati membri mettono in vigore le misuro necessario por con­
formarsi alla presente direttiva entro il termino di sei mesi dalla sua
notificazione e ne informano immedi tamento la Commissione .
                                 Articolo 9
       Gli Stati membri prondono cura di informare la Commissiono di
ogni progotto ulteriore di disposizioni essenziali di diritto interno
cho intendono adottaro noi campo regolato dalla presente direttiva .
                                 Articolo 10                           /
       Gli Stati membri sono dostinatari della prosento direttiva.
Fatto a Bruxollos , addi'                       Por il Consiglio
                                                Il Présidente
 ---pagebreak---                                       - 10
                                    RELAZIONE .              • ... !..
   1 , Oggetto della direttiva
          I Programmi generali per la soppressione delle restrizioni alla
  libertà di stabilimento e alla libera prestaziono dei servizi sono
  stati adottati dal Consiglio il 18 dicembre 1961 , in oonformità del­
  l' articolo 54, paragrafo 1 , e dell' articolo 63 , paragrafo 1 del Trat­
  tato .
          La Commissione ha l' onore di sottoporre al Consiglio , ai sensi
  dell' articolo 54, paragrafo 2 , dell' articolo 57 , paragrafo 1 , dell' ar-
. ticolo 63 , paragrafo 2 o dell 'articolo 66 , oltre alla proposta di di­
  rettiva relativa all' eliminazione delle restrizioni concernenti le
  attività non salariate delle industrio alimentari e delle          industrie
  della fabbricazione di bevande ( 1 ) , la proposta di un' altra diretti­
  va destinata a integrare , con misuro transitorie , la precedente .
  Sarebbe opportuno che queste due proposte venissero studiate contem­
  poraneamente .         ,
          La Commissione ritiene sufficiente che il Consiglio deliberi a
  maggioranza qualificata .
          II Consiglio dovrà dapprima consultare il Parlamento Europeo e
  il Comitato economico e sociale .
  ( 1 ) Documento
                                                                          • • • /• •
 ---pagebreak--- 2 . Considorazioni ^onorali sulla direttiva
a) Como già risulta dai termini della relazione concernente la diret­
     tiva sulla soppressione delle restrizioni ( 1 ), il presente proget­
     to si attiene in gran parte al tosto elaborato dal Consiglio nel
    corso della discussione sulla direttiva riguardante le misuro tran­
     sitorie applicabili all' industria e all' artigianato ( CITI - classi
     23 - 40) ( 2 ). La discussione delle misure transitorio non ha infatti
     sollevato problemi nuovi rispetto alla vecchia direttiva , salva una
    sola eccezione .
b ) La soppressione delle restrizioni nel campo dello stabilimento e dei
    servizi non è sufficiente per instaurare la libera circolazione pre­
    vista dal Trattato . Infatti un 'attività professionale può' venire
    effettivamente esercitata solo a determinate condizioni di ordino giu­
    ridico previste dal paese ospitante . Secondo che tali condizioni sia­
    no liberali o restrittive , il paese eserciterà un' attrazione più o me­
    no grande sugli stranieri che intendono esercitarvi un' attività pro­
    fessionale .
    Nell' elaborazione delle direttive per la soppressione delle restrizio­
    ni , si è ritenuto opportuno esaminare se l' eliminazione delle restrizio­
    ni debba essere preceduta, accompagnata o seguita dal reciproco ricono­
    scimento dei diplomi , certificati e altri titoli , nonché dal coordina­
    mento delle disposizioni legislative , regolamentari e amministrative
    concernenti l' accesso a queste attività e il loro esercizio .
     ( 1 ) Documento
     ( 2) Documento del Consiglio n . 241 d/64 (E.S.13 ) - Allegato II, pag . 2
 ---pagebreak---                                         - 12
      Queste metodo è espressamente prescritto al titolo V dol Programma
     relativo allo stabilimento e al titolo VI del Programma relativo al­
      la prostaziono dei servizi .
     Adottando questi programmi , il Consiglio dei ministri ha fatto in me­
     rito la seguente dichiarazione concernente in particolare il proble­
     ma dell'artigianato ( 1 ) r
     "Neil 'approvar® il Programma generale , il Consiglio ha osservato che
     per l'artigianato e il commercio al minuto si pongono problemi par­
     ticolari di coordinamento delle disposizioni legislative , regolamen­
     tari e amministrative e di reciproco riconoscimento dei diplomi ,
     certificati ed altri titoli e che , data la preparazione minuziosa
     che la soluzione di tali problemi richiedo , si ritiene opportuno
     adottare misure , transitorie per evitare alcune distorsioni che po­
     trebbero derivar^ dalla soppressione delle restrizioni . Invita per­
     tanto la Commissionai a . tener conto di queste considerazioni nel-
     l' elaborazione delle direttive ".
     La medesima opinione è stata espressa dal Comitato economico e so­
     ciale ( 2) e dal Parlamento europeo ( 3 ).
c ) Neil 'elaborare la direttiva per la soppressione delle restrizioni si
     è, potuto constatare che il coordinamento solleverà effettivamente al­
     cuni problemi »
     Questi problemi traggono origine dal fatto che la definizione del­
     l' artigianato , e pertanto la sua delimitazione rispetto all' indu­
     stria , da un lato , e la natura 0 la portata delle regolamentazio­
     ni in vigore por l' esercizio delle professioni artigiane , dall' al­
     tro , differiscono molto da un Paese membro all' altro . In conseguen­
     za di tali differenze nelle definizioni , il termine "artigianato "
( 1 ) 53a sessione del 23,24 e 25 ottobre 1961 , cfr . doc . 1325 (ES 23»
       allegato II )
( 2) Parere    del Comitato economico e sociale sul programma di stabili-
       mento , documento CES 20/61 , titolo V , B 12
( 3 ) Parere   del Parlamento europeo (relazione KREYSSIG, punto 42 e al­
       legato  C , pianto 59 ) documenti di seduta 1961 /62, documento 1 del
       24 febbraio 1961
                                                                      • • » J• • •
 ---pagebreak---     comprendo categorie di porsone o di improso molto diverse secondo lo Sta­
    to di cui si tratta . Dati i limiti di tempo imposti , non è possibile ef­
   fettuare un coordinamento preliminare , che si dovrebbe cominciare
   con l' armonizzazione delle definizioni .
   La direttiva si limita a prevedere delle misure per superare , fino
   a quando non intervenga un coordinamento , le maggiori difficoltà
   provenienti dalle differenze di definizione e di legislazione consta­
   tate in materia di ammissione alla professione .
3# Commento ai singoli articoli
Ad articolo 1
       Quest' articolo ha carattere esplicativo . In esso si precisa che
anche le società beneficiano delle disposizioni della direttiva . So ,
come ad esempio in Germania, anche le società possono esercitare un' at­
tività artigianale , la prova della qualifica eventualmente richiesta dai
soci sarà resa più facile dalle misure della direttiva .
Ad articolo 2
       Con questa disposizione si tien conto del fatto che è molto im­
portante per un imprenditore    aver©  informazioni sulle disposizioni
legislative , regolamentari e amministrative che lo interessino , prima
di cominciare un' attività nel paese ospitante . Ciò' vale sia por l' e­
ventuale stabilimento , che per la prestazione di servizi . L' autorità
incaricata di fornire dette informazioni viene designata dallo Stato
membro . La presente disposizione non concede pero' al richiedente un      '
diritto all' informazione , cosi' come non conferisco una responsabilità ;
è peraltro auspicabile che tali informazioni vengano fornite con solleci­
tudine e serietà .
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Ad articolo 3
        Quosta disposiziono costituisco il fondamento stesso della diret­
tiva , in quanto stabilisce lo condizioni alle quali i cittadini di Sta­
ti membri , in cui non esista alouna speciale norma in materia di acces­
so alla professione , possono esercitare l' attività professionale non
salariata negli Stati membri che dispongono di una regolamentazione .
Il principio è che il paese ospitante riconosce quale prova di quali­
fica le conoscenze professionali pratiche acquisite dal richiedente .
Anche la formazione professionale è importante .
Ad paragrafo 1
        Le varie modalità previste in questo paragrafo sono il risul­
tato di un lungo scambio di opinioni che ebbe luogo in sode di Consi­
glio quando venne elaborata la direttiva riguardante le misure transito­
rie applicabili nel settore dell' industria e dell' artigianato ( clas­
si 23-40 della CITI ). In quell' occasione il Consiglio si è associato
al parere della Commissione , secondo cui l' esercizio di un 'attività-
professionale non salariata per un periodo abbastanza lungo offre una
garanzia sufficiente che il lavoratore possieda la qualifica profes­
sionale richiesta . La durata dell ''esercizio effettivo di un' attività ,
di cui il richiedente deve fornire la prova , è stata fissata a sei an­
ni . La durata limite prevista per- i non salariati , cui sono assimila­
ti i dirigenti d' impresa , serve di criterio per stabilire le durate
limite nelle altre soluzioni di ricambio previste ai punti b ) e d ) del
paragrafo 1 . La durata richiesta per l 'osajpcizio effettivo di una at­
tività a titolo indipendente ridotta della metà , qualora il beneficia­
rio comprovi mediante attestato di aver ricevuto una formazione preli­
minare di almeno tre anni , oppure abbia esercitato come dipendente un' at­
tività di almeno cinque anni .
        A differenza delle precedenti soluzioni di ricambio , il punto d )
offre alle persone che abbiano finora occupato soltanto posti dipendenti ,
la possibilità di stabilirsi e di fornire dei servizi in posizione di
indipendente nel paese ospitante . A rendere questa soluzione equivalen­
te alle altre si provvede mediante la condiaion© di un periodo di at­
tività prolungato durante il quale il beneficiario deve aver occupato
posti . direttivi .   .                                               /
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Ad paragrafo 2
        Mancano disposizioni analoghe nella direttiva riguardante le mi­
sure transitorie applicabili nel settore dell' industria e dell' artigia­
nato .
        Questa norma è stata aggiunta perché la legislazione italiana
esige che i tecnici responsabili delle imprese menzionate siano muniti
del relativo diploma . Il "possesso di questo diploma dà diritto agli
interessati , se anche le altre condizioni richieste dalla legislazio­
ne italiana sono soddisfatte , ad essere iscritti nel registro della
professione corrispondente al tipo di diploma . Il fatto di tener con­
to delle iscrizioni analoghe nei registri degli altri Stati membri
anticipa semplicemente , in qualche modo , il rioonoscimento dei diplo­
mi , certificati e altri titoli previsto in questo campo . L' Italia , por
iniziativa della quale è etata inserita la disposizione , parte dal­
l' ipotesi che le condizioni di iscrizione in questi registri siano in
complesso analoghe a quelle esistenti in Italia ,
        Attualmente vige il principio secondo cui il beneficiario può 1
comprovare la sua qualificazione dimostrando di aver effettivamente
esercitato l' attività di cui trattasi in un altro Stato membro . Que­
sta prova sostituisce pero' solamente l' iscrizione nel registro - il
beneficiario deve , in ógni modo , presentare un diploma della specia­
lità nella quale esercita la sua attività , giacché soltanto questa
condizione     garantisce l' equivalenza della sua qualifica a quella del
cittadino del paese in cui si stabilisce . La prova di aver preceden­
temente esercitato l' attività verrà presa in considerazione soprat­
tutto in quei paesi e in quelle professioni che non possiedono registri
professionali corrispondenti 5 indipendentemente da questi casi , la
prova è anche ammissibile quando tali registri esistano , ma l' inters-
sato non vi sia iscritto .
Altre osservazioni sull 'articolo 3
        E' infine ovvio che la qualificazione può 1 essere dimostrata anche
modianto la presentazione di diplomi , certificati o altri titoli . In que­
sto caso occorro invocare altrosi' gli articoli 53 © 62, ai termini dei quali
le libertà già acquisite dovranno venir mantenute anche in materia di
riconoscimento amministrativo dei certificati per quanto riguarda l' am­
missione alla professione ( 1 )«
( 1 ) Relazione Thorn sul programma relativo alla prestazione di servizi ,
      punto 54 ( Parlamento Europeo , sessione 1961-1962 , documento del 1°
      zo 19Ü11 ,                                                     /
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       Il testo del paragrafo 1 garantisce nel contempo che fra due
Stati che richiedono la prova della qualifica , questa possa venire in
ogni caso data attestando l' esercizio della professione . Ma questo
esempio dimostra anche evidentemente , che è necessaria una direttiva re­
lativa al riconoscimento dei titoli , che dovrebbe di conseguenza sosti­
tuire entro breve tempo le misure transitorie .
Ad articolo 4
       Le disposizioni di questo articolo regolano la procedura da se­
guire per il rilascio dogli attestati di attività . Tale regolamentazio­
ne è resa necessaria dal fatto che i singoli campi di attività non
coincidono nei vari Stati membri . Questi devono pertanto scambiarsi
reciprocamente informazioni sulle proprie monografie professionali .
Le autorità del paese di origine possono cosi • redigere gli attesta­
ti relativi all' attività , tenendo presento come questa attività si
configura nel paese ospitante . Qiest 'ultimo può 1 allora paragonare-
l' attività effettivamente esercitata con la propria descrizione e ve­
dere se c' è concordanza .
       La Commissione indirizzerà una raccomandazione agli Stati membri
affinché semplifichino i moduli usati per le monografie .
       Altre condizioni poste dal paese ospitante , quali l' età minima
e la probità professionale , sono di carattere obiettivo e non , costituisco­
no quindi una discriminazione * Il richiedente dovrà quindi soddi­
sfarle in ogni caso .
Ad articolo 5
       Questo articolo è una replioa dell' articolo 3 ; si tratta infatti
dell' esercizio della professione in un paese senza regolamentazione
d' accesso , da parto di cittadini di Stati che richiedono la prova del­
le conoscenze e dell' esperienza acquisite . Con questa disposizione
si vogliono evitare lo distorsioni che potrebbero sorgere , dopo -la.
soppressione delle discriminazioni , per effetto di differenze molto
forti esistenti tra le regolamentazioni nazionali . Con essa si mira
quindi a proteggere i paesi che non dispongono di una regolamentazio­
ne in materia professionale .                                      -
       Per non rendere illusoria la libertà di circolazione delle persone ,
che rimane ancora da attuare , la Commissione accorderà l'autorizzazio­
ne prevista al paragrafo 2 solamente su richiesta motivata e per un
periodo limitato . L' articolo 5 non solleva obiezioni nei confronti del
Trattato , in quanto durante il periodo transitorio , il Consiglio può'
adottare alcune modalità di soppressione graduale .                 /
 ---pagebreak--- Ad articolo 6
       Il testo di questo articolo si allontana da quello dell' articolo
corrispondente della direttiva riguardante le misure transitorie applica­
bili al settore dell' industria e del commercio , in quanto esprime il pa­
rere della Commissione , secondo il quale le misure transitorie devono in
ogni caso restare in vigore soltanto entro i limiti del periodo transito­
rio , indipendentemente dal fatto che il riconoscimento dei diplomi o il
coordinamento delle disposizioni legislative , regolamentari e amministra­
tive relative all' accesso alle attività e al loro esercizio siano stati
nel frattempo attuati o meno . Ciò' impedisce , in particolare , di ritene­
re che la clausola di salvaguardia prevista all' articolo 5 della direttiva
possa venire applicata dopo l' espirazione del periodo transitorio , soprat­
tutto perché la disposizione corrispondente , prevista espressamente dall' ar­
ticolo 226 del Trattato , è limitata nel tempo .
Ad articolo 7
       La direttiva conferisce agli Stati membri il potere di designare l' au­
torità competente a rilasciare gli attestati . Vengono prese in considera­
zione le sole autorità che offrono la garanzia che questi attestati non
verranno rilasciati per compiacenza , di fatto , quindi , soltanto le pubbliche
autorità e gli enti di diritto pubblico .
       Anche le autorità amministrative locali verranno prese in considera­
zione per il rilascio di attestati concernenti le attività di carattere di­
rettivo e , allo stesso tempo , per indicare in base a quali documenti la
prova di questa attività è stata fornita .
       Perché non sorga alcun dubbio fra gli Stati membri sulle autorità
riconosciute competenti nei singoli Stati , gli Stati stessi debbono co­
municare alla Commissione e comunicarsi reciprocamente l' elenco di queste
autorità .
Ad articolo 8
       Il termine di sei mesi dovrebbe essere sufficiente per permettere
agli Stati membri di applicare le misure previste , tanto più che misure
analoghe sono già state prese in base alla direttiva precedente relativa
alle misure transitorie applicabili nel settore dell' industria e dell' arti­
gianato .
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Ad articolo 9
      La conoscenza delle modifiche giuridiche previsto negli Stati
membri nel quadro del campo d' applicazione della direttiva consentirà
alla Commissione di pronunciarsi in merito nella fase preparatoria di
dotto modificazioni . In tal modo la Commissiono adempirà più facilmente
la missione affidatale dal Trattato e sarà in grado di opporsi , pos­
sibilmente in tempo utile , alla tendenza costante delle legislazioni
nazionali ad evolversi in direzioni divergenti .