CELEX: 62018CN0076
Language: it
Date: 2018-02-06 00:00:00
Title: Causa C-76/18: Ricorso proposto il 6 febbraio 2018 — Commissione europea / Repubblica d'Austria

26.3.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 112/26
            
         Ricorso proposto il 6 febbraio 2018 — Commissione europea / Repubblica d'Austria
   (Causa C-76/18)
   (2018/C 112/34)
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: G. von Rintelen, P. Ondrůšek, M. Noll-Ehlers, agenti)
   
      Convenuta: Repubblica d'Austria
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               dichiarare che la convenuta, avendo omesso di adottare ovvero di comunicare alla Commissione tutte le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per il recepimento, nell’ordinamento giuridico interno, della direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE (1), è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza di tale direttiva;
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta al pagamento di una sanzione pecuniaria giornaliera di importo pari a EUR 42 377 per violazione dell’obbligo di comunicare le misure di recepimento, ai sensi dell’articolo 260, paragrafo 3, TFUE;
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta alle spese del procedimento.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   In base all’articolo 106, paragrafo 1, della direttiva 2014/25/UE, gli Stati membri dovevano adottare, entro il 18 aprile 2016, le misure nazionali necessarie per adeguare il loro ordinamento interno agli obblighi derivanti da tale direttiva. Poiché la Repubblica d’Austria non ha adottato ovvero non ha comunicato alla Commissione tutte le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per il recepimento della suddetta direttiva, la Commissione ha deciso di adire la Corte.
   Con il suo ricorso, la Commissione chiede di condannare la Repubblica d’Austria al pagamento di una sanzione pecuniaria giornaliera di importo pari a EUR 42 377. L’importo della sanzione pecuniaria è stato calcolato tenendo conto della gravità e della durata dell’infrazione nonché dell’effetto deterrente in funzione della capacità finanziaria di tale Stato membro.
   
      (1)  GU 2014, L 94, pag. 243.