CELEX: C2002/003/21
Language: it
Date: 2002-01-05 00:00:00
Title: Cause C-397/01-403/01: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Arbeitsgericht Lörrach, con ordinanza 26 settembre 2001, nelle cause Bernhard Pfeiffer Wilhelm Roith, Albert Süß, Michael Winter, Klaus Nestvogel , Roswitha Zeller und Matthias Döbele contro Deutsches Rotes Kreuz, Kreisverband Waldshut e.V.

5.1.2002                 IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 C 3/15
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Ar-                           3.    Se l’art. 6 della direttiva 93/104/CE del Consiglio
beitsgericht Lörrach, con ordinanza 26 settembre 2001,                               23 novembre 1993, concernente taluni aspetti dell’orga-
nelle cause Bernhard Pfeiffer Wilhelm Roith, Albert Süß,                             nizzazione dell’orario di lavoro, abbia un contenuto
Michael Winter, Klaus Nestvogel , Roswitha Zeller und                                sufficientemente preciso e incondizionato cosicché singo-
Matthias Döbele contro Deutsches Rotes Kreuz, Kreisver-                              li possono far valere tale norma dinanzi ai giudici
                        band Waldshut e.V.                                           nazionali qualora lo Stato non abbia correttamente
                                                                                     trasposto la direttiva nell’ordinamento nazionale.
                     (Cause C-397/01-403/01)
                            (2002/C 3/21)
                                                                               (1) GU L 307, pag. 18.
                                                                               (2) GU L 183, pag. 1.
Con ordinanza 26 settembre 2001, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 12 ottobre 2001, nelle cause Bernhard Pfeiffer
(C-397/01), Wilhelm Roith (C-398/01), Albert Süß
(C-399/01), Michael Winter (C-400/01), Klaus Nestvogel
(C-401/01), Roswitha Zeller (C-402/01) und Matthias Döbele
(C-403/01) contro Deutsches Rotes Kreuz, Kreisverband Wald-
shut e.V., l’Arbeitsgericht Lörrach ha sottoposto alla Corte                   Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge
di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni                      Raad der Nederlanden, con ordinanza 12 ottobre 2001,
pregiudiziali:                                                                 nella causa 1. ADIDAS A.G., 2. ADIDAS BENELUX B.V.
                                                                                         contro FITNESSWORLD TRADING LTD
1.a) Se il rinvio contenuto nell’art. 1, n. 3, della direttiva del
      Consiglio 23 novembre 1993, 91/104/CE (1), concernente                                             (Causa C-408/01)
      taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro,
      all’art. 2, n. 2, della direttiva del Consiglio 12 giugno
      1989, 89/391/CEE (2), concernente l’attuazione di misure                                             (2002/C 3/22)
      volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e
      della salute dei lavoratori durante il lavoro, ai sensi del
      quale le direttive non si applicano quando particolarità
      inerenti ad alcune attività specifiche nei servizi di prote-             Con ordinanza 12 ottobre 2001, pervenuta nella cancelleria
      zione civile vi si oppongono in modo imperativo, debba                   della Corte il 15 ottobre 2001, nella causa 1. ADIDAS A.G.,
      essere inteso nel senso che l’attività del ricorrente, assi-             2. ADIDAS BENELUX B.V. contro FITNESSWORLD TRADING
      stente soccorritore, rientra in tale esclusione.                         LTD, lo Hoge Raad der Nederlanden ha sottoposto alla Corte
                                                                               di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
                                                                               pregiudiziali:
1.b) Se la nozione di trasporto stradale di cui all’art. 1, n. 3,
      della direttiva 93/104/CE debba essere interpretata nel                  1.    a.    Se l’art. 5, n. 2, della prima direttiva del Consiglio
      senso che dall’ambito di applicazione della direttiva sono                           21 dicembre 1988, 89/104/CEE (1), sul ravvicina-
      escluse solo quelle attività di guida in cui, per la natura                          mento delle legislazioni degli Stati membri in mate-
      dell’attività, vengono percorse ampie distanze e di conse-                           ria di marchi di impresa vada interpretato nel senso
      guenza, a causa dell’imprevedibilità di eventuali impedi-                            che, in applicazione di una legge nazionale che
      menti, gli orari di lavoro non possono essere predetermi-                            ha trasposto questa disposizione, il titolare di un
      nati, ovvero se per circolazione stradale ai sensi di tale                           marchio rinomato nello Stato interessato possa
      disposizione debba intendersi anche l’attività nel servizio                          opporsi anche all’uso di tale marchio o di un
      di autoambulanza, che consiste, almeno, nella guida di                               contrassegno simile, nella maniera e nelle circostan-
      veicoli di soccorso e nell’accompagnamento dei pazienti                              ze indicate in tale disposizione, per prodotti o servizi
      durante il tragitto.                                                                 identici o simili a quelli per i quali il marchio è stato
                                                                                           depositato.
2.    Se l’art. 18, n. 1, lett. b), sub i), della direttiva 93/104/CE,
      tenuto conto della sentenza della Corte di giustizia                           b.    In caso di soluzione negativa della questione 1. a.:
      3 ottobre 2000, causa C-303/98, Simap (punti 73 e 74),                               se, nel caso di una legge nazionale che ha trasposto
      debba essere interpretato nel senso che il consenso                                  la disposizione dell’art. 5, n. 2, della direttiva 89/104,
      individuale del lavoratore deve espressamente indicare il                            si debba interpretare la nozione di «rischio di
      prolungamento dell’orario di lavoro oltre le 48 ore                                  confusione» di cui all’art. 5, n. 1, lett. b), della
      settimanali, ovvero il consenso può anche consistere nel                            direttiva nel senso che un tale rischio esista allorché
      fatto che il lavoratore conviene nel contratto con il datore                         una persona diversa dal suo titolare utilizza un
      di lavoro che le condizioni di lavoro sono disciplinate da                           marchio rinomato o un contrassegno simile, nella
      un contratto collettivo che, dal canto, suo consente un                              maniera e nelle circostanze indicate all’art. 5, n. 2,
     prolungamento dell’orario di lavoro settimanale ad una                                della direttiva, per prodotti o servizi identici o simili a
     media di oltre 48 ore.                                                                quelli per i quali il marchio è stato depositato.