CELEX: 62009FJ0060(01)
Language: it
Date: 2013-10-17 00:00:00
Title: SENTENZA DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA DELL’UNIONE EUROPEA (Seconda Sezione) 17 ottobre 2013.#Gerhard Birkhoff contro Commissione europea.#Funzione pubblica – Funzionari – Rinvio al Tribunale a seguito di annullamento – Retribuzione – Assegni familiari – Assegno per figli a carico – Figlio colpito da malattia grave o da infermità che lo rende incapace di provvedere al proprio sostentamento – Domanda di proroga del pagamento dell’assegno.#Causa F‑60/09 RENV.

Parti
               Motivazione della sentenza
               Dispositivo
               
            
            Parti
            Nella causa F‑60/09 RENV,
            avente ad oggetto il rinvio del ricorso F‑60/09, inizialmente proposto ai sensi degli articoli 236 CE e 152 EA,
            Gerhard Birkhoff,  ex funzionario della Commissione europea, residente in Weitnau (Germania), rappresentato da C. Inzillo, avvocato,
            ricorrente,
            contro
            Commissione europea,  rappresentata da J. Currall e B. Eggers, in qualità di agenti, assistiti da A. Dal Ferro, avvocato,
            convenuta,
            IL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA 
            (Seconda Sezione),
            composto da M.I. Rofes i Pujol, presidente, R. Barents e K. Bradley (relatore), giudici
            cancelliere: W. Hakenberg
            vista la fase scritta del procedimento,
            visto l’articolo 50 del regolamento di procedura,
            ha pronunciato la seguente
            Sentenza 
            
            Motivazione della sentenza
            1. La presente causa è stata rinviata al Tribunale con sentenza del Tribunale dell’Unione europea del 29 novembre 2011, Birkhoff/Commissione (T‑10/11 P; in prosieguo: la «sentenza di rinvio»), che ha annullato la sentenza del Tribunale del 27 ottobre 2010, Birkhoff/Commissione (F‑60/09; in prosieguo: la «sentenza del 27 ottobre 2010»), la quale aveva statuito sul ricorso pervenuto nella cancelleria del Tribunale il 24 giugno 2009, con cui il sig. Birkhoff chiedeva, sostanzialmente, l’annullamento della decisione della Commissione delle Comunità europee del 14 novembre 2008 che gli aveva negato la proroga, oltre il 31 dicembre 2008, del pagamento dell’assegno per figlio a carico (in prosieguo: l’«assegno controverso») che egli percepiva fin dal 1978, a norma dell’articolo 2, paragrafo 5, dell’allegato VII dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea (in prosieguo: lo «Statuto») per sua figlia, colpita da infermità.
            Contesto normativo 
            2. Ai sensi dell’articolo 2 dell’allegato VII dello Statuto:
            «1. Il funzionario che abbia uno o più figli a carico beneficia, alle condizioni previste dai paragrafi 2 e 3, di un assegno [mensile] per ogni figlio a carico.
            2. È considerato figlio a carico, il figlio legittimo, naturale o adottivo del funzionario o del coniuge, che sia effettivamente mantenuto dal funzionario.
            (…)
            3. L’assegno è concesso:
            (…)
            b) su richiesta motivata del funzionario interessato, per il figlio dai 18 ai 26 anni che riceve una formazione scolastica o professionale.
            (…)
            5. L’assegno continua ad essere versato senza alcun limite di età se il figlio è colpito da infermità o da malattia grave che lo renda incapace di provvedere al proprio sostentamento, per tutta la durata di detta malattia o infermità.
            (…)».
            3. La conclusione 223/04, approvata dai capi d’amministrazione mediante procedura scritta il 7 aprile 2004 e resa applicabile in seno alla Commissione, come direttiva interna, a partire dal 1° maggio 2004, con nota del direttore generale della direzione generale «Personale e amministrazione» del 24 maggio 2004 (in prosieguo: la «conclusione 223/04»), così dispone:
            «Oggetto: Assegno per figlio a carico. Nozione di figlio a carico (allegato VII, articolo 2, paragrafo 2, dello Statuto). Massimali di reddito del figlio oltre i quali questi non deve essere considerato a carico del genitore funzionario.
            (…)
            1. È opportuno esprimere in una percentuale del trattamento di base del funzionario di grado 1, primo scatto, la soglia di reddito del figlio oltre la quale questi non può ritenersi a carico del genitore funzionario comunitario. Tuttavia, si ritiene che il figlio rimanga a carico del detto funzionario nel caso in cui non sia coperto da un regime nazionale di assicurazione malattia.
            2. La detta percentuale è pari:
            per i figli fino a 18 anni, al 25% del trattamento di base di un funzionario di grado 1, scatto 1 (…);
            per i figli di età compresa tra i 18 ed i 26 anni, al 40% del summenzionato trattamento.
            3. Agli importi che ne scaturiscono, che devono essere calcolati in seguito a deduzione dei contributi sociali e prima della deduzione fiscale, si applica il coefficiente correttore fissato per il paese in cui il figlio esercita la propria attività lavorativa.
            (…)».
            Fatti 
            4. A partire dal 25 marzo 1978 il ricorrente ha beneficiato, in forza dell’articolo 2, paragrafo 5, dell’allegato VII dello Statuto, dell’assegno controverso per sua figlia (in prosieguo: la «sig.ra Birkhoff»), nata il 21 maggio 1955.
            5. La sig.ra Birkhoff è divenuta paraplegica in seguito ad un infortunio verificatosi il 25 marzo 1978. Essa dispone, a partire dal 1º febbraio 1998, di un reddito professionale dapprima in qualità di ricercatrice e, successivamente, in qualità di professore associato in Medicina legale all’Università di Varese (Italia).
            6. Con decisione del 4 luglio 2001 la Commissione ha soppresso, con effetto a partire dal 1° luglio 200l, il versamento al ricorrente dell’assegno controverso, in quanto i redditi professionali della sig.ra Birkhoff eccedevano l’importo equivalente al 40% del trattamento di base di un funzionario di grado 1, primo scatto. Il 10 dicembre 2001 il ricorrente ha proposto ricorso avverso la decisione summenzionata dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee. Quest’ultimo, con sentenza del 21 ottobre 2003, Birkhoff/Commissione (T‑302/01; in prosieguo: la «sentenza del 21 ottobre 2003»), ha annullato la decisione della Commissione del 4 luglio 2001 dichiarando che la Commissione, prima di valutare se il reddito della sig.ra Birkhoff eccedesse l’importo equivalente al 40% del trattamento di base di un funzionario di grado 1, primo scatto, avrebbe dovuto dedurre dal reddito della sig.ra Birkhoff le spese specifiche legate alla sua infermità a titolo di circostanze specifiche rispetto a una persona valida in una situazione dello stesso genere. In seguito alla sentenza del 21 ottobre 2003 il ricorrente ha continuato a beneficiare dell’assegno controverso.
            7. Il 30 luglio 2008 il ricorrente ha presentato per l’anno civile successivo una domanda di proroga del pagamento dell’assegno controverso (in prosieguo: la «domanda di proroga»), indicando che la sig.ra Birkhoff beneficiava di un reddito netto mensile di EUR 1 346,37, il quale, dedotte le spese che essa doveva sostenere sia per la sua infermità sia per la sua attività professionale, non le consentiva di provvedere autonomamente al proprio sostentamento, malgrado il beneficio dell’assegno controverso. Con lettera del 23 settembre 2008 la Commissione ha invitato il ricorrente a fornire precisazioni sulla sua domanda di proroga e, più in particolare, a fornire una copia della dichiarazione dei redditi della sig.ra Birkhoff per il 2007.
            8. Basandosi sui documenti forniti dal ricorrente il 30 settembre 2008, la Commissione ha respinto, con decisione del 14 novembre 2008, la domanda di proroga (in prosieguo: la «decisione del 14 novembre 2008») sulla base del rilievo che il reddito lordo o imponibile mensile della sig.ra Birkhoff, che ammontava a EUR 2 137,66 e, dedotte le spese connesse alla sua infermità, a EUR 1 397,56, eccedeva il reddito massimo del figlio a carico, fissato dalla conclusione 223/04, affinché un funzionario abbia diritto all’assegno controverso, cioè un importo, al netto degli oneri sociali, pari al 40% del trattamento di base di un funzionario di grado 1, primo scatto. Tale importo corrispondeva, nel 2007, ad EUR 992,97 mensili.
            9. Nella decisione del 14 novembre 2008 le spese deducibili dal reddito imponibile della sig.ra Birkhoff erano classificate in tre categorie. La prima categoria includeva le spese deducibili al 100%, cioè le spese per l’equipaggiamento di un’autovettura utilizzabile da parte di una persona disabile, le spese di acquisto e di manutenzione di un montascale per una persona su sedia a rotelle e le spese per l’aiuto domestico. La seconda categoria riguardava le spese non deducibili, sia perché prive di collegamento con l’infermità (spese connesse alla formazione e all’esercizio della professione della sig.ra Birkhoff, vale a dire le spese di partecipazione a corsi, a congressi e ad associazioni scientifiche, nonché le spese di abbonamento a periodici scientifici), sia perché non misurabili (spese maggiori di riscaldamento per il domicilio della sig.ra Birkhoff e spese connesse all’usura più rapida degli indumenti a causa dell’infermità). A queste due categorie veniva ad aggiungersene una terza, che includeva in particolare le spese di acquisto e di manutenzione di un’autovettura e le spese di acquisto di un telefono portatile per chiedere aiuto nel salire e scendere dall’auto, che erano dedotte a concorrenza del 30%.
            10. Con lettera del 4 dicembre 2008 il ricorrente ha presentato reclamo, ai sensi dell’articolo 90, paragrafo 2, dello Statuto, avverso la decisione del 14 novembre 2008.
            11. L’autorità che ha il potere di nomina ha respinto il reclamo con decisione del 2 aprile 2009 (in prosieguo: la «decisione del 2 aprile 2009»), per lo stesso motivo esposto nella decisione del 14 novembre 2008, sottolineando che il reddito della sig.ra Birkhoff da prendere in considerazione era il suo reddito mensile lordo o imponibile, vale a dire il suo reddito dedotti gli oneri sociali e prima della deduzione fiscale, e non il suo reddito al netto di imposte.
            Procedimenti dinanzi al Tribunale e al Tribunale dell’Unione europea 
            12. Nel suo ricorso proposto il 24 giugno 2009, a sostegno della domanda di annullamento della decisione del 14 novembre 2008, il ricorrente faceva valere un unico motivo vertente sulla violazione dell’articolo 2, paragrafo 5, dell’allegato VII dello Statuto. Il ricorrente contestava alla Commissione di aver preso in considerazione il reddito lordo o imponibile della sig.ra Birkhoff e non il suo reddito al netto di imposte.
            13. Inoltre, il ricorrente poneva in discussione, da una parte, il rifiuto della Commissione di dedurre al 100% talune spese della sig.ra Birkhoff che non avevano, secondo la Commissione, alcun nesso con la sua infermità e, dall’altra, la deduzione solo fino a concorrenza del 30% di un insieme di spese che erano, a parere della Commissione, soltanto parzialmente collegate alla sua infermità (v. punto 9 della presente sentenza).
            14. Il ricorrente lamentava peraltro la violazione dell’obbligo di motivazione, in quanto i calcoli effettuati dalla Commissione non sarebbero risultati con chiarezza dalla decisione del 14 novembre 2008.
            15. Con sentenza del 27 ottobre 2010 il Tribunale ha respinto il ricorso dichiarando, in primo luogo, che giustamente la Commissione, per specificare la nozione di figlio «incapace di provvedere al proprio sostentamento», ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 5, dell’allegato VII dello Statuto, aveva preso in considerazione il reddito della sig.ra Birkhoff al netto degli oneri sociali e prima della deduzione fiscale, e non il suo reddito, al netto degli oneri sociali, successivo al prelievo fiscale (sentenza del 27 ottobre 2010, punto 37). In secondo luogo, il Tribunale ha dichiarato che il procedimento non aveva permesso di individuare errori in fatto, errori in diritto o errori manifesti di valutazione nella decisione della Commissione di procedere alla deduzione di talune spese della sig.ra Birkhoff a concorrenza del 100% o del 30% e di non dedurne altre (sentenza del 27 ottobre 2010, punto 50).
            16. Con memoria depositata nella cancelleria del Tribunale dell’Unione europea il 3 gennaio 2011, il ricorrente ha impugnato, a norma dell’articolo 9 dell’allegato I dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, la sentenza del 27 ottobre 2010. Tale impugnazione è stata iscritta a ruolo con il numero T‑10/11 P.
            17. Con la sua sentenza di rinvio il Tribunale dell’Unione europea ha accolto l’impugnazione proposta dal ricorrente e ha annullato la sentenza del 27 ottobre 2010.
            18. Il Tribunale dell’Unione europea ha considerato, infatti, che il Tribunale avesse commesso un errore di diritto giudicando che la Commissione, per determinare la nozione di figlio «incapace di provvedere al proprio sostentamento», nel senso di cui all’articolo 2, paragrafo 5, dell’allegato VII dello Statuto, poteva prendere in considerazione il reddito del figlio prima della deduzione dell’imposta, e non il suo reddito netto successivo al prelievo fiscale (sentenza di rinvio, punto 41).
            19. Per contro, la sentenza di rinvio ha respinto la censura del ricorrente relativa a una erronea valutazione delle spese sostenute dalla sig.ra Birkhoff a causa della sua infermità, dichiarando che il Tribunale aveva giustamente considerato «che non si può contestare alla Commissione – che ha dedotto dal reddito lavorativo di cui trattasi non solo tutte le spese di equipaggiamento di un’autovettura utilizzabile da parte della figlia del ricorrente, ma anche tutte le spese di acquisto e di manutenzione di un montascale per la sua sedia a rotelle, nonché tutte le spese per l’aiuto domestico – di aver commesso un errore in fatto, un errore in diritto o un errore manifesto di valutazione, rifiutando di dedurre, da una parte, le spese collegate alla sua formazione e all’esercizio della sua professione e, dall’altra, le spese, qualificate come non misurabili, collegate al maggior riscaldamento del suo domicilio e alla più rapida usura dei suoi indumenti a causa della sua infermità, nonché effettuando una deduzione soltanto parziale (30%) delle spese da essa sostenute per l’acquisto e per la manutenzione di un’autovettura e l’acquisto di un telefono portatile» (sentenza di rinvio, punto 58).
            20. Il Tribunale dell’Unione europea ha anche considerato che non si potesse neppure addebitare al Tribunale un errore di diritto per aver dichiarato «che, in mancanza di qualsiasi disposizione statutaria in materia nonché di qualsiasi dimostrazione in tal senso fornita dal ricorrente, la fissazione del tasso della deduzione parziale summenzionata precisamente al 30% non era viziata né da un errore in fatto né da un errore in diritto, né da un errore manifesto di valutazione, tanto più che le spese oggetto di tale deduzione parziale riguardavano beni e servizi utilizzati su larga scala da chiunque e non soltanto dalle persone disabili» (sentenza di rinvio, punto 60).
            21. Dopo aver annullato la sentenza del 27 ottobre 2010, il Tribunale dell’Unione europea non ha statuito esso stesso sulla controversia, considerando che essa non fosse matura per essere giudicata. Secondo il Tribunale dell’Unione europea, infatti, per stabilire se il ricorrente avesse diritto all’assegno di cui trattasi, è altrettanto necessario tener conto delle prestazioni eventualmente concesse al ricorrente da un regime nazionale di previdenza sociale o di abbattimento fiscale in ragione della situazione particolare della sig.ra Birkhoff, oppure concesse a quest’ultima direttamente in base al suo regime previdenziale professionale, purché gli importi corrispondenti a tali prestazioni fossero effettivamente riscossi dal ricorrente per conto di sua figlia oppure direttamente da quest’ultima (sentenza di rinvio, punto 65).
            22. In seguito al rinvio della causa dinanzi al Tribunale, le parti sono state invitate a presentare le loro osservazioni scritte in conformità all’articolo 114 del regolamento di procedura.
            Conclusioni delle parti e procedimento 
            23. Per effetto della sentenza di rinvio, il Tribunale è investito della domanda di annullamento in primo grado del ricorrente, con la quale quest’ultimo chiedeva al Tribunale di voler:
            – annullare la decisione del 2 aprile 2009;
            – annullare ogni ulteriore atto e/o decisione antecedente alla decisione del 2 aprile 2009, connesso o conseguente, in particolare la decisione del 14 novembre 2008;
            – condannare la Commissione alla liquidazione delle somme non corrisposte a partire dal 1° gennaio 2009, maggiorate di rivalutazione e interessi, sino al saldo effettivo;
            – condannare la Commissione alle spese.
            24. La Commissione chiede che il Tribunale voglia:
            – respingere il ricorso in quanto infondato;
            – condannare il ricorrente alle spese.
            25. La cancelleria del Tribunale ha trasmesso alle parti, con lettere del 23 aprile 2013, una proposta del Tribunale diretta a porre fine alla controversia mediante composizione amichevole. Tale proposta è risultata infruttuosa.
            26. Con lettere del 24 aprile 2013 la cancelleria del Tribunale ha informato le parti del trattamento prioritario della presente causa e della fissazione dell’udienza al 13 giugno 2013. Inoltre, con la sua relazione preparatoria d’udienza, il giudice relatore ha invitato il ricorrente a precisare se per il 2007 la sig.ra Birkhoff avesse effettivamente percepito l’indennità prevista dalla legge italiana dell’11 febbraio 1980, n. 18 (GURI n. 44 del 14 febbraio 1980), e l’importo di tale indennità, trasmettendo al Tribunale, prima dell’udienza, ogni documento relativo all’importo effettivamente percepito. Il ricorrente ha ottemperato a tale richiesta entro il termine previsto.
            27. Il ricorrente e la Commissione hanno segnalato al Tribunale, con lettere, rispettivamente, del 29 maggio 2013 e del 3 giugno 2013, che non avrebbero assistito all’udienza.
            28. Con decisione del 19 giugno 2013 il Tribunale ha quindi chiuso la fase orale del procedimento, in applicazione dell’articolo 50 del regolamento di procedura, ed ha posto la causa in deliberazione.
            In diritto 
            Sull’oggetto della domanda di annullamento e sulla domanda di annullare ogni ulteriore atto e/o decisione antecedente alla decisione del 2 aprile 2009, connesso o conseguente 
            29. Ai punti da 18 a 20 della sentenza del 27 ottobre 2010 il Tribunale ha dichiarato che la domanda di annullamento della decisione del 2 aprile 2009 è, di per sé, priva di contenuto autonomo e si confonde con la domanda di annullamento della decisione del 14 novembre 2008. Il Tribunale ha inoltre dichiarato, al punto 59 della stessa sentenza, che è irricevibile la domanda di annullamento di ogni ulteriore atto e/o decisione antecedente alla decisione del 2 aprile 2009, connesso o conseguente. Tali constatazioni non sono state messe in discussione dalla sentenza di rinvio. In primo luogo, si deve quindi considerare che la domanda di annullamento è diretta avverso la decisione della Commissione del 14 novembre 2008, nonché contro ogni ulteriore atto e/o decisione antecedente alla decisione del 2 aprile 2009, connesso o conseguente. In secondo luogo, occorre respingere in quanto irricevibile, in forza dell’articolo 35 del regolamento di procedura, la domanda diretta contro ogni ulteriore atto e/o decisione antecedente alla decisione del 2 aprile 2009, connesso o conseguente, in quanto si limita a rinviare, in termini imprecisi, a decisioni della Commissione che non possono in tal modo essere identificate.
            Sulla domanda di annullamento della decisione del 14 novembre 2008 
            Argomenti delle parti
            30. Il ricorrente sostiene che la decisione del 14 novembre 2008 è illegittima poiché è stata adottata in violazione dell’articolo 2, paragrafo 5, dell’allegato VII dello Statuto. Egli lamenta, peraltro, la violazione dell’obbligo di motivazione, in quanto i calcoli effettuati dalla Commissione non risulterebbero chiaramente dalla decisione del 14 novembre 2008.
            31. Nelle osservazioni presentate in seguito alla sentenza di rinvio il ricorrente contesta, in primo luogo, il calcolo degli importi delle spese connesse all’infermità della sig.ra Birkhoff da dedurre dal reddito di quest’ultima, affermando sostanzialmente che la ponderazione effettuata dal medico di fiducia della Commissione sarebbe viziata da errore.
            32. In secondo luogo, il ricorrente afferma che l’unica indennità connessa alla condizione della sig.ra Birkhoff e da essa percepita è l’indennità di accompagnamento, prevista dalla legge italiana n. 18 del 1980. Tale indennità tuttavia non dovrebbe essere presa in considerazione in quanto, da una parte, non essendo soggetta all’imposta sul reddito, non farebbe parte del reddito della sig.ra Birkhoff e, dall’altra, costituisce un sostegno economico versato dallo Stato e non una prestazione concessa da un regime nazionale di previdenza sociale o di abbattimento fiscale al ricorrente in ragione della situazione particolare della sig.ra Birkhoff, oppure a quest’ultima direttamente in base al suo regime previdenziale professionale, ai sensi del punto 48 della sentenza del 21 ottobre 2003.
            33. La Commissione chiede che gli argomenti del ricorrente siano respinti.
            Giudizio del Tribunale
            34. Il Tribunale ricorda anzitutto che, secondo l’articolo 13, paragrafo 2, dell’allegato I dello Statuto della Corte, esso è vincolato sui punti di diritto dalla decisione di rinvio. Di conseguenza, la domanda di annullamento della decisione del 14 novembre 2008 deve essere esaminata prendendo in considerazione il reddito netto della sig.ra Birkhoff dedotte tutte le imposte, tasse e oneri e tenendo conto delle eventuali prestazioni concesse alla sig.ra Birkhoff a causa della sua situazione.
            35. Per contro, riguardo al calcolo degli importi da dedurre dal reddito della sig.ra Birkhoff, è giocoforza constatare che il Tribunale dell’Unione europea ha respinto il motivo d’impugnazione proposto dal ricorrente che riguardava la quantificazione delle spese sostenute dalla sig.ra Birkhoff, considerando che la Commissione avesse effettuato tale quantificazione senza commettere errori, mentre il fatto che essa si fosse basata sul parere del suo medico di fiducia era al riguardo irrilevante (sentenza di rinvio, punto 62). Di conseguenza, detta quantificazione non può essere rimessa in discussione dal ricorrente nella presente fase del procedimento e la censura che la riguarda deve essere respinta in quanto irricevibile.
            36. Quanto all’indennità di accompagnamento, il Tribunale ritiene che essa debba essere presa in considerazione per verificare se il ricorrente possa beneficiare delle disposizioni di cui all’articolo 2, paragrafo 5, dell’allegato VII dello Statuto.
            37. Infatti, il Tribunale dell’Unione europea ha dichiarato che è necessario dedurre dal reddito netto della sig.ra Birkhoff le «prestazioni eventualmente concesse al ricorrente da un regime nazionale di previdenza sociale o di abbattimento fiscale in ragione della situazione particolare [della sig.ra Birkhoff], ovvero concesse a quest’ultima direttamente in base al suo regime previdenziale professionale (…), purché gli importi corrispondenti a tali prestazioni siano effettivamente riscossi dal ricorrente per conto di sua figlia o direttamente da quest’ultima». Ora, sebbene sia vero che l’indennità di accompagnamento non viene concessa alla sig.ra Birkhoff «in base al suo regime previdenziale professionale», è pacifico tra le parti che tale indennità viene concessa da un regime nazionale di previdenza sociale, è dovuta alla sig.ra Birkhoff in ragione della sua infermità ed è effettivamente percepita da essa. Inoltre, il fatto che l’indennità di cui trattasi non sia presa in considerazione dalle autorità nazionali per calcolare l’imposta sul reddito è privo di qualsiasi rilievo, in quanto gli unici elementi da prendere in considerazione sono la finalità dell’indennità e il fatto che la sig.ra Birkhoff abbia effettivamente percepito l’indennità in questione.
            38. Risulta dal fascicolo che il reddito mensile netto della sig.ra Birkhoff ammontava, nel 2007, ad EUR 1 346,37, che la Commissione ha riconosciuto un importo di EUR 740,10 da dedurre da tale reddito a titolo di spese direttamente connesse alla sua infermità, che la sig.ra Birkhoff percepiva un assegno connesso alla sua condizione che ammontava ad EUR 457,66 e che, di conseguenza, l’importo di riferimento per il 2007 è pari ad EUR 1 063,93. Orbene, il massimale risultante da un’applicazione analogica della conclusione 223/04 corrispondeva ad EUR 992,97. Pertanto, la decisione del 14 novembre 2008 non è viziata da illegittimità nella parte in cui respinge la domanda del ricorrente per superamento del massimale previsto dall’articolo 2, paragrafo 5, dell’allegato VII dello Statuto, come interpretato alla luce di un’applicazione analogica della conclusione 223/04.
            39. Certo, la decisione del 14 novembre 2008 si basa sulla premessa errata secondo cui sarebbe necessario prendere in considerazione il reddito lordo della sig.ra Birkhoff. Tuttavia, occorre ricordare che l’amministrazione non può sostituire o aggiungere un motivo a una decisione nel corso del procedimento, a meno che non risulti che essa è in una situazione di competenza vincolata, di modo che l’eventuale annullamento della decisione controversa potrebbe avere soltanto l’effetto di obbligare l’amministrazione ad adottare una nuova decisione, identica nel merito alla decisione annullata (sentenze del Tribunale del 17 giugno 2008, De Fays/Commissione, F‑97/07, punto 70, e del 14 aprile 2011, Šimonis/Commissione, F‑113/07, punto 93 e la giurisprudenza ivi citata).
            40. Nella fattispecie, va osservato che l’articolo 2, paragrafo 5, dell’allegato VII dello Statuto non attribuisce all’autorità competente alcun potere discrezionale di concedere o negare l’assegno di cui trattasi, ma le conferisce una competenza vincolata, nel senso che dalla sua formulazione imperativa emerge che l’autorità è tenuta a concedere l’assegno per figlio a carico qualora constati che ricorrono le condizioni in esso elencate, e a negarlo nel caso contrario (sentenza del 21 ottobre 2003, punto 38). È pertanto giocoforza constatare che anche prendendo in considerazione soltanto il reddito netto della sig.ra Birkhoff, l’amministrazione non potrebbe che respingere la domanda del ricorrente.
            41. Si deve di conseguenza respingere la censura che deduce la violazione dell’articolo 2, paragrafo 5, dell’allegato VII dello Statuto.
            42. Deve essere inoltre respinta la censura, sollevata in primo grado, vertente sull’insufficienza di motivazione della decisione del 14 novembre 2008. Infatti, come il Tribunale ha indicato nella sua sentenza del 27 ottobre 2010, senza essere censurato dal Tribunale dell’Unione nella sua sentenza di rinvio, tale decisione comporta quantomeno un principio di motivazione, che consente all’istituzione di fornire informazioni complementari nel corso del giudizio e di assolvere così il suo obbligo di motivazione. È quanto la Commissione ha fatto nella fattispecie, producendo, nell’ambito delle misure di organizzazione del procedimento disposte dal Tribunale in primo grado, un parere emesso il 23 gennaio 2006 dal medico di fiducia dell’istituzione presso l’ufficio liquidatore della Commissione a Karlsruhe (Germania), da cui dipende il ricorrente, relativo al calcolo della percentuale fino a concorrenza della quale talune spese sono state effettivamente dedotte dal suo reddito (sentenza del 27 ottobre 2010, punti 15, 16 e 56).
            43. Di conseguenza, occorre respingere la domanda di annullamento della decisione del 14 novembre 2008.
            Sulla domanda diretta alla liquidazione delle somme non versate a partire dal 1° gennaio 2009, maggiorate di rivalutazione e interessi, fino al saldo effettivo 
            44. Tale domanda è diretta all’esecuzione dell’obbligo che graverebbe sulla Commissione qualora la domanda di annullamento fosse accolta. Poiché la domanda di annullamento è stata respinta, la domanda summenzionata diretta alla liquidazione delle somme non versate a partire dal 1º gennaio 2009, maggiorate di rivalutazione e interessi, fino al saldo effettivo, deve essere respinta.
            45. Ne consegue che il presente ricorso dev’essere respinto in quanto infondato.
            Sulle spese 
            46. Spetta al Tribunale, con la presente sentenza, statuire sulle spese inerenti, da un lato, ai procedimenti dinanzi ad esso avviati nonché, dall’altro, al procedimento di impugnazione dinanzi al Tribunale dell’Unione europea, conformemente all’articolo 115 del regolamento di procedura.
            47. Ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del regolamento di procedura, fatte salve le altre disposizioni del capo ottavo del titolo secondo dello stesso regolamento, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. Ai sensi del paragrafo 2 dello stesso articolo, il Tribunale può decidere, per ragioni di equità, che una parte soccombente sia condannata solo parzialmente alle spese, o addirittura che non debba essere condannata a tale titolo.
            48. Nella fattispecie, riguardo al procedimento dinanzi al Tribunale dell’Unione europea, l’impugnazione proposta dal ricorrente è stata accolta, cosicché le spese sostenute da quest’ultimo nella causa T‑10/11 P devono essere sopportate dalla Commissione, la quale sopporta inoltre le proprie spese in tale causa.
            49. Per contro, riguardo ai due procedimenti svoltisi dinanzi al Tribunale, risulta dalla motivazione suesposta che in definitiva il ricorrente è risultato soccombente. Inoltre, nelle sue conclusioni la Commissione ha espressamente chiesto la condanna del ricorrente alle spese.
            50. Tuttavia, si deve constatare che la decisione del 14 novembre 2008 è stata adottata sul fondamento dell’errata premessa che occorresse prendere in considerazione il reddito lordo della sig.ra Birkhoff.
            51. Alla luce delle suesposte considerazioni, e in applicazione delle disposizioni dell’articolo 87, paragrafo 2, del regolamento di procedura, il Tribunale decide, sulla base di un’equa valutazione delle circostanze, che, quanto alle spese relative alla causa F‑60/09, la Commissione sopporti l’integralità delle spese e che, nel presente procedimento su rinvio, ciascuna parte sopporti le proprie spese.
            
            Dispositivo
            Per questi motivi,
            IL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA 
            (Seconda Sezione)
            dichiara e statuisce:
            1) Il ricorso è respinto. 
            2) La Commissione europea sopporta le proprie spese ed è condannata a sopportare le spese sostenute dal sig. Birkhoff nella causa F‑60/09 e nella causa T‑10/11 P. 
            3) Ciascuna parte sopporta le proprie spese nella causa F‑60/09 RENV.