CELEX: 52011PC0819
Language: it
Date: 2011-11-23
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria nella zona euro

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		52011PC0819
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria nella zona euro /* COM/2011/0819 definitivo - 2011/0385 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	2011/0385 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
sul rafforzamento della sorveglianza
economica e di bilancio degli Stati membri che si trovano o rischiano di
trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria
nella zona euro
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 136, in combinato disposto con
l'articolo 121, paragrafo 6,
vista la proposta della Commissione europea,
visto il parere della Banca centrale europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
La crisi globale senza precedenti che ha colpito il
mondo negli ultimi tre anni ha pregiudicato gravemente la crescita economica e
la stabilità finanziaria e ha provocato un forte deterioramento del disavanzo
pubblico e del debito degli Stati membri, inducendo alcuni di essi a cercare
assistenza finanziaria al di fuori del quadro dell'Unione.
(2)              
È opportuno che il diritto dell’Unione preveda la
piena coerenza tra il quadro di sorveglianza multilaterale dell’Unione
stabilito dal trattato e le condizioni politiche cui è eventualmente soggetta
tale assistenza finanziaria. L’integrazione
economica e finanziaria degli Stati membri la cui moneta è l’euro impone una
sorveglianza rafforzata per prevenire che uno Stato membro in difficoltà sotto
il profilo della stabilità finanziaria contagi il resto della zona euro.
(3)              
È necessario che l’intensità della sorveglianza
economica e fiscale sia proporzionata alla gravità delle difficoltà finanziarie
incontrate e tenga nel debito conto la natura dell’assistenza finanziaria
ricevuta, che può variare da un semplice sostegno precauzionale sulla base
delle condizioni di ammissibilità fino a un programma completo di aggiustamento
macroeconomico subordinato a condizioni politiche rigorose. 
(4)              
Occorre che uno Stato membro la cui moneta è l’euro
sia soggetto a una sorveglianza rafforzata se è colpito – o rischia di essere
colpito – da gravi perturbazioni finanziarie onde garantire un rapido ritorno
alla normalità e proteggere gli altri Stati membri della zona euro da possibili
ripercussioni negative. Tale sorveglianza rafforzata dovrebbe comprendere un
accesso più ampio alle informazioni necessarie per monitorare in modo rigoroso
la situazione economica, fiscale e finanziaria, e la presentazione di relazioni
periodiche al comitato economico e finanziario (CEF) o a qualsiasi
sottocomitato che questo designi a tal fine. Le medesime modalità di
sorveglianza dovrebbero applicarsi agli Stati membri che chiedono di essere
assistiti a titolo precauzionale mediante la European Financial Stability
Facility (EFSF), il Meccanismo europeo di stabilità (MES), il Fondo monetario
internazionale (FMI) o un’altra istituzione finanziaria internazionale.
(5)              
Occorre rafforzare decisamente la sorveglianza in
merito alla situazione economica e fiscale degli Stati membri soggetti a un
programma di aggiustamento macroeconomico. Data la portata generale di
quest’ultimo, è opportuno sospendere gli altri procedimenti di sorveglianza
economica e fiscale per la sua durata, onde evitare la duplicazione degli oneri
di informazione. 
(6)              
È necessario definire norme atte a rafforzare il
dialogo tra le istituzioni dell’Unione, in particolare tra il Parlamento
europeo, il Consiglio e la Commissione, e ad assicurare una maggiore
trasparenza e responsabilità. 
(7)              
Una decisione relativa alla non conformità di uno
Stato membro con il suo programma di aggiustamento dovrebbe comportare anche la
sospensione dei pagamenti o degli impegni mediante fondi dell'Unione, come
previsto all'articolo 21, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. XXX recante
disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale
europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo
rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca compresi nel
quadro strategico comune e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo
regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, e che abroga il
regolamento (CE) n. 1083/2006,
HANNO
ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Oggetto e campo di applicazione 
1.           Il presente regolamento
stabilisce le disposizioni atte a rafforzare la sorveglianza economica e di
bilancio degli Stati membri che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi
difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria e/o che ricevono o
possono ricevere assistenza finanziaria da uno o più Stati, dalla European
Financial Stability Facility (EFSF), dal Meccanismo europeo di stabilizzazione
finanziaria (MESF), dal Meccanismo europeo di stabilità (MES) o da altre
istituzioni finanziarie internazionali (IFI), quale il Fondo monetario
internazionale (FMI).
2.           Il presente regolamento si
applica agli Stati membri la cui moneta è l’euro.
Articolo 2
Stati membri soggetti a sorveglianza rafforzata
1.           La Commissione può decidere
di assoggettare a sorveglianza rafforzata uno Stato membro che si trovi in
gravi difficoltà per quanto riguarda la sua stabilità finanziaria. Allo Stato
membro interessato è data la possibilità di pronunciarsi in via preliminare.
Ogni sei mesi la Commissione decide se prorogare la sorveglianza rafforzata.
2.           La Commissione decide se uno
Stato membro che riceve assistenza finanziaria a titolo precauzionale da uno o
più altri Stati, dalla European Financial Stability Facility (EFSF), dal
Meccanismo europeo di stabilità o da qualsiasi altra istituzione finanziaria,
quale il Fondo monetario internazionale, debba essere soggetto a sorveglianza
rafforzata. La Commissione redige un elenco degli strumenti di assistenza
finanziaria precauzionale in questione e lo aggiorna onde tener conto di
eventuali cambiamenti nella politica di sostegno finanziario della European
Financial Stability Facility (EFSF), del Meccanismo europeo di stabilità o di
qualsiasi altra istituzione finanziaria internazionale pertinente.
3.           Il paragrafo 2 non si applica
agli Stati membri che ricevono assistenza finanziaria a titolo precauzionale
sotto forma di una linea di credito che non è subordinata all’adozione di nuove
misure politiche da parte dello Stato interessato, finché tale linea di credito
non sarà utilizzata.
Articolo 3
Sorveglianza rafforzata
1.           Uno Stato membro soggetto a
sorveglianza rafforzata adotta, in concertazione e collaborazione con la
Commissione e d’intesa con la Banca centrale europea (BCE), misure atte a
eliminare le cause, o le cause potenziali, di difficoltà.
2.           Il rigoroso monitoraggio
della situazione fiscale di cui all’articolo 7, paragrafi 2, 3 e 6 del
regolamento (UE) n. XXX del Parlamento europeo e del Consiglio si applica
allo Stato membro soggetto a sorveglianza rafforzata, a prescindere
dall’esistenza di un disavanzo eccessivo. La relazione, conformemente al
paragrafo 3 del presente articolo, è presentata a cadenza trimestrale. 
3.           Su richiesta della
Commissione, lo Stato membro soggetto a sorveglianza rafforzata deve:
(a)         
comunicare alla Commissione, alla Banca centrale
europea e all’Autorità bancaria europea (ABE), alla frequenza richiesta,
informazioni disaggregate sulla situazione finanziaria degli enti finanziari
che sono sotto la sorveglianza delle proprie autorità nazionali di vigilanza;
(b)         
effettuare, con il monitoraggio dell’Autorità
bancaria europea, gli esercizi di prove di stress o le analisi di sensibilità
necessarie per valutare la resilienza del settore bancario a diversi shock
macroeconomici e finanziari secondo le modalità specificate dalla Commissione e
dalla Banca centrale europea, e trasmettere a queste ultime risultati
dettagliati al riguardo;
(c)         
sottostare a valutazioni periodiche della propria
capacità di vigilanza del settore bancario nel quadro di specifiche valutazioni
inter pares effettuate dall’Autorità bancaria europea;
(d)         
comunicare qualsiasi informazione necessaria per
monitorare gli squilibri macroeconomici come previsto dal regolamento
n. XXX del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prevenzione e la
correzione degli squilibri macroeconomici. 
4.           La Commissione, d’intesa con
la Banca centrale europea, effettua missioni di verifica sistematiche nello
Stato membro soggetto a sorveglianza per verificare i progressi realizzati
nell’attuazione delle misure di cui ai paragrafi 1, 2 e 3. Ogni trimestre
comunica i risultati delle verifiche effettuate al comitato economico e
finanziario (CEF), o a qualsiasi sottocomitato che questo designi a tal fine, e
valuta in particolare se siano necessarie ulteriori misure. Tali missioni di
verifica sostituiscono i controlli in loco previsti all’articolo 10 bis,
paragrafo 2, del regolamento (CE) 1467/97.
5.           Se, sulla base della
valutazione di cui al paragrafo 4, si giunge alla conclusione che sono
necessarie ulteriori misure e che la situazione finanziaria dello Stato membro
in questione ha importanti effetti negativi sulla stabilità finanziaria della
zona euro, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta
della Commissione, può raccomandare allo Stato membro interessato di chiedere
assistenza finanziaria e di elaborare un programma di aggiustamento
macroeconomico. Il Consiglio può decidere di rendere pubbliche dette
raccomandazioni. 
6.           Se le raccomandazioni di cui
al paragrafo 5 sono rese pubbliche:
(a)         
la commissione competente del Parlamento europeo
può invitare i rappresentanti dello Stato membro interessato a partecipare a
uno scambio di opinioni;
(b)         
il Parlamento dello Stato membro interessato può
invitare i rappresentanti della Commissione a partecipare a uno scambio di
opinioni. 
Articolo 4
Informazione in merito alle richieste di assistenza finanziaria previste
Uno Stato membro che desideri ottenere
assistenza finanziaria da uno o più altri Stati, dalla European Financial
Stability Facility (EFSF), dal Meccanismo europeo di stabilità, dal Fondo
monetario internazionale o da un'altra istituzione al di fuori del quadro
dell’Unione informa immediatamente delle proprie intenzioni il Consiglio, la
Commissione e la Banca centrale europea. Il comitato economico e finanziario, o
qualsiasi sottocomitato che questo designi a tal fine, svolge un dibattito
sulla richiesta prevista, dopo aver ricevuto la valutazione della Commissione. 
Articolo 5
Valutazione della sostenibilità del debito pubblico
Qualora sia richiesta l’assistenza finanziaria
della European Financial Stability Facility (EFSF) o del Meccanismo europeo di
stabilità, la Commissione – d’intesa con la Banca centrale europea e, se
possibile, con il Fondo monetario internazionale – elabora un’analisi della
sostenibilità del debito pubblico dello Stato membro interessato, che riguardi
anche la capacità dello Stato membro di rimborsare l’assistenza finanziaria
richiesta, e la trasmette al comitato economico e finanziario o a qualsiasi
sottocomitato che questo designi a tal fine.
Articolo 6
Programma di aggiustamento macroeconomico
1.           Uno Stato membro che riceve
assistenza finanziaria da uno o più altri Stati, dal Fondo monetario
internazionale, dalla European Financial Stability Facility (EFSF) o dal
Meccanismo europeo di stabilità elabora di concerto con la Commissione – che
agisce d'intesa con la Banca centrale europea – un progetto di programma di
aggiustamento volto a ristabilire una situazione economica sana e sostenibile e
a ripristinare pienamente la propria capacità di autofinanziarsi sui mercati
finanziari. Il progetto del programma di aggiustamento tiene debitamente conto
delle raccomandazioni vigenti nei confronti dello Stato membro in questione a
norma degli articoli 121, 126 e/o 148 del trattato – e delle azioni adottate
per ottemperarvi – mirando allo stesso tempo ad allargare, rafforzare e
approfondire le necessarie misure in materia di politiche.
2.           Il Consiglio, deliberando a
maggioranza qualificata su proposta della Commissione, approva il programma di
aggiustamento.
3.           La Commissione, d’intesa con
la Banca centrale europea, segue i progressi realizzati nell'attuazione del
programma di aggiustamento e ne informa ogni tre mesi il comitato economico e
finanziario o qualsiasi sottocomitato che questo designi a tal fine. Lo Stato
membro interessato coopera pienamente con la Commissione. In particolare,
fornisce alla Commissione tutte le informazioni che quest’ultima ritenga
necessarie per monitorare il programma. È d'applicazione l'articolo 3,
paragrafo 3. 
4.           La Commissione – d’intesa con
la Banca centrale europea – esamina insieme allo Stato membro interessato le
eventuali modifiche da apportate al programma di aggiustamento. Il Consiglio,
deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, decide in
merito alle modifiche da apportare al programma di aggiustamento.
5.           Se il monitoraggio di cui al
paragrafo 3 mette in luce deviazioni significative dal programma di
aggiustamento macroeconomico, il Consiglio, deliberando a maggioranza
qualificata su proposta della Commissione, può decidere che lo Stato membro in
questione non ottempera agli obblighi in materia di politiche previsti dal
programma di aggiustamento.
6.           Uno Stato membro soggetto a
un programma di aggiustamento che ha capacità amministrative insufficienti o
incontra problemi significativi nell’attuare il programma di aggiustamento
chiede assistenza tecnica alla Commissione. 
7.           La commissione competente del
Parlamento europeo può invitare i rappresentanti dello Stato membro interessato
a partecipare a uno scambio di opinioni sui progressi realizzati
nell’attuazione del programma di aggiustamento. 
8.           Il Parlamento dello Stato
membro interessato può invitare rappresentanti della Commissione a partecipare
a uno scambio di opinioni sui progressi realizzati nell’attuazione del
programma di aggiustamento. 
Articolo 7
Coerenza con la procedura per i disavanzi eccessivi 
1.           Il programma di aggiustamento
e le modifiche a esso previste all'articolo 6 del presente regolamento sono
considerati atti a sostituire la presentazione dei programmi di stabilità di
cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.
2.           Se lo Stato membro
interessato è oggetto, ai fini della correzione di un disavanzo eccessivo, di
una raccomandazione ai sensi dell’articolo 126, paragrafo 7, o di
un'intimazione ai sensi dell’articolo 126, paragrafo 9, del trattato:
(a)         
il programma di aggiustamento di cui all'articolo 6
del presente regolamento è considerato atto a sostituire in modo appropriato
anche le relazioni previste dall'articolo 3, paragrafo 4 bis, e dall'articolo
5, paragrafo 1 bis, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio;
(b)         
gli obiettivi di bilancio annuali del programma di
aggiustamento di cui all’articolo 6, paragrafo 3, del presente regolamento sono
considerati atti a sostituire in modo appropriato gli obiettivi di bilancio
annuali previsti in conformità dell’articolo 3, paragrafo 4, e dell’articolo 5,
paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1467/97 nella richiamata raccomandazione e
intimazione. Se lo Stato membro è oggetto di un’intimazione ai sensi dell’articolo
126, paragrafo 9, del trattato, il programma di aggiustamento di cui
all’articolo 6, paragrafo 3, del presente regolamento è considerato atto a
sostituire le indicazioni relative alle misure volte al conseguimento degli
obiettivi previsti dall’intimazione di cui all’articolo 5, paragrafo 1, del
regolamento (CE) n. 1467/97;
(c)         
l'attività di monitoraggio di cui all'articolo 6,
paragrafo 3, del presente regolamento è considerata atta a sostituire la
sorveglianza di cui all'articolo 10, paragrafo 1, e all'articolo 10 bis
del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio e la sorveglianza che
accompagna tutte le decisioni di cui all'articolo 4, paragrafo 2, e
all’articolo 6, paragrafo 2, di detto regolamento.
Articolo 8
Coerenza con la procedura per gli squilibri eccessivi
L’attuazione del regolamento (UE) n. XXX
sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici è sospesa per
gli Stati membri soggetti a un programma di aggiustamento macroeconomico
approvato dal Consiglio conformemente all'articolo 6, paragrafo 2, del presente
regolamento. La sospensione si applica per la durata del programma di
aggiustamento macroeconomico. 
Articolo 9
Coerenza con il semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche
L’attività di monitoraggio di cui all’articolo
6, paragrafo 3, del presente regolamento è considerata atta a sostituire la
sorveglianza e la valutazione del semestre europeo di coordinamento delle
politiche economiche di cui all’articolo 2 bis del regolamento (CE)
n. 1466/97 per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di
bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche
economiche.
Articolo 10
Coerenza con il regolamento (UE) n. XXX sulle disposizioni comuni per il
monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la
correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro
L’attuazione del regolamento (UE) n. XXX
sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti
programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli
Stati membri della zona euro è sospesa negli Stati membri soggetti a un
programma di aggiustamento macroeconomico approvato dal Consiglio conformemente
all’articolo 6, paragrafo 2, del presente regolamento. La sospensione si
applica per la durata del programma di aggiustamento macroeconomico.
Articolo 11
Sorveglianza post programma
1.           Uno Stato membro può essere
soggetto a sorveglianza al termine del programma finché non avrà rimborsato
almeno il 75% dell'assistenza finanziaria che ha ricevuto da uno e più altri
Stati membri, dal Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria, dalla
European Financial Stability Facility (EFSF), o dal Meccanismo europeo di
stabilità. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta
della Commissione, può prorogare la durata della sorveglianza post programma. 
2.           È d'applicazione l'articolo
3, paragrafo 3. Su richiesta della Commissione, lo Stato membro fornisce
inoltre le informazioni di cui all’articolo 7, paragrafo 3, del regolamento
(UE) n. XXX sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione
dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi
eccessivi negli Stati membri della zona euro.
3.           La Commissione effettua,
d’intesa con la Banca centrale europea, missioni di verifica periodiche nello
Stato membro soggetto a sorveglianza post programma allo scopo di valutarne la
situazione economica, fiscale e finanziaria. Ogni trimestre comunica i
risultati delle verifiche effettuate al comitato economico e finanziario o a
qualsiasi sottocomitato che questo designi a tal fine e valuta in particolare
se siano necessarie misure correttive. 
4.           Il Consiglio, deliberando a
maggioranza qualificata su proposta delle Commissione, può raccomandare allo
Stato membro soggetto a sorveglianza post programma di adottare misure
correttive.
Articolo 12
Votazione in seno al Consiglio
Solo i membri del Consiglio rappresentanti gli
Stati membri la cui moneta è l'euro prendono parte al voto delle misure di cui
all’articolo 2, paragrafo 1, all’articolo 3, all’articolo 6, paragrafi 2 e 4, e
all'articolo 11, paragrafo 4; il Consiglio delibera senza tenere conto del voto
del membro rappresentante lo Stato membro interessato. 
La maggioranza qualificata dei membri del
Consiglio di cui al primo comma è calcolata conformemente all’articolo 238,
paragrafo 3, lettera b), del trattato. 
Articolo 13
Tipi di assistenza e prestiti esclusi dall’applicazione degli articoli 5 e 6
Le disposizioni degli articoli 5 e 6 non si
applicano all’assistenza finanziaria concessa a titolo precauzionale e ai
prestiti effettuati per la ricapitalizzazione degli enti finanziari.
Articolo 14
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati
membri conformemente ai trattati.
Fatto a Bruxelles,
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente