CELEX: 51997PC0106(01)
Language: it
Date: 1997-03-20
Title: Proposta modificata di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO sul diritto di viaggiare all'interno della Comunità per i cittadini dei paesi terzi

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                        Bruxelles, 20.03.1997
                                                        COM(97)106 def.
                                                       95/0199 (CNS)
                                                       95/0201 (CNS)
                               Proposta modificata di
                          DIRETTIVA DEL         ÇQNSKJUQ
 sul diritto di viaggiare all'interno della Comunità per i cittadini dei paesi terzi
                               Proposta modificata di
                          DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
      relativa all'abolizione dei controlli sulle persone alle frontiere interne
(presentate dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 A, paragrafo 2
                                    del trattato CE)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                Relazione
1. Il 24 agosto 1995 la Commissione ha presentato un pacchetto di tre proposte di direttiva
   sulla libera circolazione delle persone all'interno della Comunità. La prima proposta
   riguarda il diritto di viaggiare all'interno della Comunità per i cittadini dei paesi terzi1,
   la seconda riguarda l'abolizione dei controlli sulle persone alle frontiere interne2 e la
   terza modifica le direttive 68/360/CEE e 73/148/CEE, relative alla soppressione delle
   restrizioni al trasferimento e al soggiorno all'interno della Comunità di alcune categorie
   di cittadini degli Stati membri e delle loro famiglie3.
   Il 23 ottobre 1996, per ciascuna di queste proposte il Parlamento europeo ha adottato
   una risoluzione legislativa in cui formula un parere favorevole e propone diversi
   emendamenti.
   Le presenti proposte modificate riguardano due delle tre suddette proposte di direttiva e
   precisamente quella relativa al diritto di viaggiare per i cittadini dei paesi terzi e quella
   relativa all'abolizione dei controlli sulle persone alle frontiere interne. Queste nuove
   proposte recepiscono gli emendamenti che la Commissione ha accettato al momento
   della discussione in Parlamento.
   Per la terza proposta di direttiva, che modifica il diritto derivato esistente in materia di
   trasferimento negli Stati membri di cittadini dell'Unione e delle loro famiglie non viene
   presentata di una proposta modificata, in quanto la Commissione non ha accolto
   nessuno degli emendamenti proposti dal Parlamento europeo.
2. Gli emendamenti alle due proposte di direttiva accettati dalla Commissione sono di due
   tipi.
   (1) Emendamenti che, secondo il Parlamento europeo, costituiscono un utile
            completamento delle disposizioni contenute nelle proposte:
            - per la proposta di direttiva relativa al diritto di viaggiare, rientrano in questa
              categoria: l'emendamento che inserisce un nuovo considerando sulla necessità
              di riservare pari trattamento, in materia di dichiarazione della propria presenza
              in uno Stato membro, ai beneficiari del diritto di viaggiare e ai cittadini
              dell'Unione; l'emendamento inteso ad includere, tra le categorie escluse dal
              campo d'applicazione della direttiva ed enumerate all'articolo 1, le persone che
              esercitano attività lucrative o non lucrative; l'emendamento che introduce un
              nuovo articolo 5 bis per enunciare in modo adeguato e chiaro un ulteriore
              obbligo per i beneficiari del diritto di viaggiare (cioè l'obbligo di lasciare lo
       1
           GU n° C 306 del 17.11.1995, pag. 5; COM (95) 346 def - CNS 95/0199
         2
            GU n° C 289 del 31.10.1995, pag. 16; COM (95)347 def. - CNS 95/0201
         3
            GU n° C307 del 18.11.1995, pag. 18; (COM) 348 def. - COD 95/0202
                                                     Z
 ---pagebreak---         Stato membro in cui si trovano, in caso di mancato rispetto delle condizioni
        stabilite per il loro soggiorno temporaneo in tale Stato);
      - per la proposta relativa all'eliminazione dei controlli sulle persone alle
        frontiere interne, rientrano in questa categoria due emendamenti relativi
        all'articolo 3, intesi a migliorare le definizioni di "volo intracomunitario" e "
        traversata marittima intracomunitaria", per renderle conformi alla proposta di
        decisione che stabilisce la convenzione sull'attraversamento delle frontiere
        esterne degli Stati membri, e a quelle fornite nella Convenzione di Schengen.
(2) Emendamenti che, secondo il Parlamento europeo, tendono a consolidare il
      fondamento giuridico comunitario delle due proposte di direttiva:
      - l'emendamento inteso ad inserire, in un nuovo primo considerando, il
        riferimento all'articolo 3, lettera d) del trattato CE, per iscrivere più
        chiaramente le proposte nel quadro del mercato interno;
      - l'emendamento inteso ad inserire la data del 31.12.1992 nel riferimento
        all'articolo 7A del trattato CE nel primo considerando delle proposte iniziali
        della Commissione.
 ---pagebreak---                Proposta modificata di direttiva del Consiglio sul diritto di viaggiare all'interno
                                        della Comunità per I cittadini dei paesi terzi
          Proposta iniziale                                        Proposta modificata
                                                                  (Il testo va considerato come immutato se nessuna modificazione
          COM(95) 346final- 95/0199(CNS)                                              figura nella colonna in basso)
          GU n° C 306 del 17.11.95 p. 5 - 8
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in
particolare l'articolo 100,
 vista la proposta della Commissione,
 visto il parere del Parlamento europeo,
 visto il parere del Comitato economico e sociale,
  visto il parere del Comitato delle regioni,
                                                                          considerando che l'articolo 3 del trattato prevede un
                                                                          mercato interno, garatteiiTTatP tea l'altro
                                                                          dall'eliminazione degli ostacoli alla liberà
                                                                          circolazione delle persone tra gli Stati membri, g
                                                                          misure relative all'entrata e alla circolazione delle
                                                                          persone nel mercato interno;
                                                                           considerando che l'articolo 7A del trattato
   considerando che l'articolo 7 A del trattato dispone l'in-              prevedeva l'instaurazione, entro il 31 dicembre
   staurazione del mercato interno, che comporta uno spa-                  1992. del mercato interno, che comporta uno spazio
   zio senza frontiere interne nel quale è assicurata, se-
   condo le disposizioni del trattato stesso, la libera circola-           senza frontiere interne nel quale sarebbe assicurata,
   zione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali;           secondo le disposizioni del trattato stesso, la libera
                                                                           circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e
                                                                           dei capitali;
   considerando che per realizzare tale obiettivo gli Stati
    membri devono riconoscere ai cittadini dei paesi terzi le-
    galmente presenti nel territorio di uno Stato membro il
    diritto di recarsi nel territorio degli altri Suti membri per
    soggiorni di breve durata; che, infatti, se tale diritto noft
    venisse attribuito, la presenza in altri Stati membri di
    persone non aventi il diritto di entrare nel territorio degli
    stessi potrebbe giustificare il mantenimento in vigore dei
    controlli alle frontiere interne;
                                                                      4-
 ---pagebreak--- considerando che il ravvicinamento delle legislazioni de-
gli Stati membri in materia ha incidenza diretta sull'in-
staurazione e sul funzionamento del mercato interno;
                                                                 considerando che per la registrazione dei cittadini
                                                                 dei paesi terzi che si avvalgono del diritto di
                                                                 viaggiare non si devono in linea di principio
                                                                 stabilire obblighi più rigorosi di quelli vigenti in
                                                                 situazioni analoghe per I cittadini dell'Unione:
considerando che il rilascio, da parte di uno Suto mem-
bro ad un citudino di un paese terzo, di un titolo di
soggiorno che autorizzi a risiedere nello Suto membro
stesso, è un atto che presenu sufficienti garanzie affin-
ché gli altri Suti membri non abbiano più necessità di
imporre l'obbligo di ottenere un previo visto rilasciato
dalle loro autorità e affinché riconoscano quindi alla per-
sona di cui trattasi il diritto di viaggiare; che, comunque,
 ogni Stato membro può espellere la persona interessau
 verso lo Stato membro che ha rilasciato il titolo di sog-
 giorno e che è obbligato a riammetterla, qualora essa
 soggiorni illegalmente nel suo territorio o non soddisfi le
 condizioni per l'esercizio del diritto di viaggiare ovvero
 costituisca una minaccia per l'ordine pubblico, la pub-
 blica sicurezza o le relazioni internazionali dello Suto;
 considerando che in ordine ai citudini di paesi terzi non
 residenti nella Comunità, i quali siano in possesso di un
 visto rilasciato da uno Suto membro che consenu di at-
  traversare le frontiere esterne di tutti gli Suti membri,
 essendo valido in tutu la Comunità ed essendo recipro-
  camente riconosciuto valido a u l fine dagli Suti membri,
  ciascuno Suto membro dispone di garanzie sufficienti
  per il riconoscimento del diritto di viaggiare; che lo
  stesso diritto deve essere riconosciuto a maggior ragione,
  ai citudini di paesi terzi che possono attraversare le
  frontiere esterne senza obbligo di visto; che comunque
  ogni Stato membro ha il diritto di espellere i citudini di
  paesi terzi che soggiornino illegalmente sul suo territo-
   rio, se non soddisfano le condizioni per cserciure il di-
   ritto di viaggiare o se costituiscono una minaccia per
   l'ordine pubblico, la pubblica sicurezza o le relazioni in-
   ternazionali dello Suto;
   considerando che le persone che eserciuno H diritto di
   viaggiare non devono costituire un onere per l'assistenza
   sociale dello Suto membro che esse visiuno e che è
   quindi opportuno subordinare ule diritto al possesso di
    risorse sufficienti per effettuare il viaggio;
    considerando che la presente direttiva si inserisce in un
    insieme di disposizioni comuniurie e nazionali che disci-
     plinano la posizione giuridica dei citudini dei paesi terzi
     negli Suti membri e che è quindi necessario precisare
     con esattezza l'ambito d'applicazione della direttiva
     stessa,
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:                                                               Articolo 1
                                                                                         Disposizioni introduttive
                           Articolo 1
 1. Gli Stati membri riconoscono ai cittadini di paesi                    1. Gli Stati membri riconoscono ai cittadini di
terzi legalmente presenti in uno Stato membro il diritto                 paesi terzi legalmente presenti in uno Stato membro
di viaggiare nel territorio degli altri Stati membri, alle                il diritto di viaggiare nel territorio degli altri Stati
condizioni stabilite dalla presente direttiva.                           membri, alle condizioni stabilite dalla presente
                                                                         direttiva.
                                                                         2. La presente direttiva non incide sui diritti:
                                                                         - riconosciuti dal diritto comunitario ai cittadini di
        La presente direttiva non incide sui diritti:                    paesi terzi che siano familiari di cittadini
                                                                         dell'Unione;
     riconosciuti dal diritto comuniurio ai citudini di
     paesi terzi che siano familiari di citudini dell'Unione;            - riconosciuti a cittadini di paesi terzi e ai loro
                                                                         familiari di qualsiasi cittadinanza, che in forza di
                                                                        accordi conclusi tra la Comunità e I suoi Stati
     riconosciuti a citudini di paesi terzi e ai loro familiari
     di qualsiasi cittadinanza, che in forza di accordi con-            membri e i paesi terzi, godano, in materia di entrata
    clusi tra la Comunità e i suoi Suti membri e i paesi                e di soggiorno in uno Stato membro, di diritti
    terzi, godano, in materia di entrau e di soggiorno in                identici a quelli riconsciuti ai cittadini dell'Unione
    uno Suto membro, di diritti identici a quelli ricono-               europea.
    sciuti ai citudini dell'Unione europea.
                                                                        3.         La presente direttiva non incide sulle
                                                                        dispositioni di diritto comunitario o nazionale
3.     La presente direttiva non incide sulle disposizioni di
diritto comuniurio o nazionale riguardanti:                             riguardanti:
                                                                        - il soggiorno di non breve durata,
— il soggiorno di non breve durata,
                                                                        - l'accesso all'occupazione» ad attività autonome e.
— l'accesso all'occupazione e ad attività autonome,                     ad altre attività lucrative o non lucrative.
                                                                        dei cittadini di paesi terzi.
dei citudini di paesi terzi.
                                                                                               Articolo 2
                                                                                               Definizioni
                                  Articolo 2
        Ai sensi della presente direttiva si intende per:              Ai sensi della presente direttiva si intende per:
                                                                       1) "diritto di viaggiare": il diritto di attraversare le
         1) «diritto di viaggiare» il diritto di attraversare le fron- frontiere interne della Comunità e di transitare o di
            tiere interne della Comunità e di transiure o di sog-      soggiornare nel territorio di uno Stato membro per
            giornare nel territorio di uno Suto membro per un          un breve periodo, senza che il beneficiario sia
            breve periodo, senza che il beneficiario sia obbligato     obbligato ad ottenere il visto degli Stati membri nel
            ad ottenere il visto degli Suti membri nel cui territo-    cui territorio esso esercita tale diritto;
            rio esso eserciu tale diritto;
                                                                       2) "titolo di soggiorno" qualsiasi titolo o
         2) «tìtolo di soggiorno» qualsiasi titolo o autorizzazione
                                                                       autorizzazione emanante dalle autorità di uno Stato
            emanante dalle autorità di uno Stato membro, che
            consenu ad una persona di soggiornare nel territorio       membro, che consenta ad una persona di
            dello stesso e sia riportato nell'elenco di cui all'arti-  soggiornare nel territorio dello stesso per un
            colo 3, paragrafo 4;                                       periodo superiore ai 6 mesi:
 ---pagebreak---    3) «visto ai sensi dell'articolo 2, punto 3» il visto valido in
         tutu la Comunità e reciprocamente riconosciuto per
         l'attraversamento delle frontiere esterne degli Suti
         membri;
   4) «citudino di un paese terzo» qualsiasi persona che
         non sia citudino dell'Unione europea ai sensi dell'ar-
         ticolo 8, paragrafo 1 del trattato che istituisce la Co-
         munità.
                             Articolo 3
    1.      Gli Suti membri riconoscono il diritto di viaggiare
   ai citudini di paesi terzi in possesso di un titolo di sog-
   giorno valido rilasciato da un altro Stato membro.
Tali persone possono viaggiare per un periodo ininter-
rotto non superiore a tre mesi sul territorio degli altri
Suti membri, purché soddisfino le seguenti condizioni:
— siano muniti di titolo di soggiorno e di documento di
     viaggio validi;
— dispongano dei mezzi di sussistenza sufficienti sia per
     la durau del soggiorno o del transito previsti sia per
     il ritorno nello Suto membro che ha rilasciato il ti-
     tolo di soggiorno o per il viaggio verso un paese
     terzo nel quale sia garantita la loro ammissione.
2.      Gli Suti membri riammettono alle condizioni se-
condo le modalità indicate in allegato qualsiasi persona
cui abbiano rilasciato un titolo di soggiorno e che sog-
giorni illegalmente nel territorio di un altro Stato mem-
bro, anche qualora la validità del titolo sia scaduta.
3.      Il citudino di un paese terzo titolare di un titolo di
soggiorno rilasciato da uno Suto membro, che eserciti il
diritto di viaggiare, può essere espulso se non soddisfa le
condizioni indicate nel paragrafo 1 o se costituisce una
minaccia per l'ordine pubblico, la pubblica sicurezza o le
relazioni internazionali dello Suto membro in cui eser-
ciu il diritto di viaggiare.
4. Gli Suti membri notificano alla Commissione e agli
altri Suti membri l'elenco dei documenti aventi valore di
titolo di soggiorno ai fini del presente articolo, nonché
qualsiasi modifica di tale elenco.
La Commissione pubblica tali elenchi e le eventuali suc-
cessive modifiche nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee.
 ---pagebreak---                            Articolo 4
 1. Gli Stati membri riconoscono il diritto di viaggiare
 ai cittadini di paesi terzi titolari di un visto ai sensi
 dell'articolo 2, punto 3.
 Tali persone possono viaggiare nel territorio degli Stati
 membri durante il periodo di soggiorno consentito dal
 visto, purché siano provviste di un documento di viaggio
 valido, corredato del visto, e soddisfino la condizione di
 cui all'articolo 3, paragrafo 1, secondo trattino.
 2. Gli Suti membri riconoscono il diritto di viaggiare
 ai citudini di paesi terzi esonerati dall'obbligo di visto da
 tutti gli Suti membri.
 Tali persone possono viaggiare nel territorio degli Suti
  membri per un periodo massimo di tre mesi, nell'arco dei
  sei mesi decorrenti dalla dau della prima entrata nel ter-
 ritorio di uno degli Suti membri, purché siano provviste
 di un documento di viaggio valido e soddisfino la condi-
 zione di cui all'articolo 3, paragrafo I, secondo trattino.
 3.     Il paragrafo 2 si applica anche ai citudini di paesi
 terzi assoggetuti all'obbligo di visto da uluni Suti
 membri.
 Per queste persone, tutuvia, il diritto di viaggiare è limi-
 u t o al territorio degli Suti membri che non hanno eso-
 nerato i citudini dei paesi terzi interessati dall'obbligo di
 essere muniti del visto, salvo che siano titolari di un visto
 ai sensi dell'articolo 2, punto 3.
 In quest'ultimo caso, il soggiorno nel territorio degli
 Suti membri che impongono l'obbligo del visto è limi-
 u t o al periodo consentito dal visto stesso.
 4.     Le disposizioni del presente articolo non ostano al
 diritto di ciascuno Suto membro di autorizzare al di là
 dei tre mesi il soggiorno di citudini di paesi terzi sul suo
 territorio.
 5.     Il citudino di un paese terzo ammesso per un sog-
 giorno di breve durau nella Comunità, che eserciti il di-
 ritto di viaggiare, può essere espulso se non soddisfa le
 condizioni subilite nel paragrafo 1 o nel paragrafo 2, se-
 condo che sia o non sia soggetto all'obbligo di visto, o se
 costituisce una minaccia per l'ordine pubblico, la pub-
 blica sicurezza o le relazioni internazionali, dello Suto
 membro in cui eserciu il diritto di viaggiare.
                          Articolo .Î
Gli Suti membri possono prescrivere alle persone che
eserciuno il diritto di viaggiare, di segnalare la loro pre-
senza nel proprio territorio.
                                                               %
 ---pagebreak---                                                                                                               Articolo 5 bis
                                                                                                           Fine del soggiorno
                                                                                          1. Le persone che si trovano in uno Stato membro
                                                                                         in virtù del diritto di viaggiare riconosciuto dalla
                                                                                         presente direttiva devono lasciare senza indugio il
                                                                                        territorio di tale Stato membro se non soddisfano
                                                                                        più le condizioni vigenti.
                                                                                        2.—Se il fatto che le condizioni vigenti non siano
                                                                                        più   soddisfatte   è   prevedibile,  le persone  in
                                                                                        questione dovranno lasciare lo Stato membro prima
                                                                                        che non ottemperino più a tali condizioni,
                          Articolo 6
Gli Suti membri mettono in vigore le disposizioni legi-
slative, regolamentari ed amministrative necessarie per
conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre
1996. Essi ne informano immediatamente la Commis-
Quando gii Suti membri adottano uli disposizioni, que-
ste contengono un riferimento alla presente direttiva o
sono corredate di un siffatto referimento all'atto della
pubblicazione ufficiale. Le modalità dèi riferimento sono
decise dagli Suti membri.
                          Articolo 7
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee.
                          Articolo 8
Gli Suti membri sono destinauri della presente direttiva.
                                                              ALLEGATO
              Condizioni e modalità diriammissioneda parte degli Sud membri di cittadini dei paesi terzi titolari di un
              Utolo di soggiorno da essirilasciato,che soggiornino illecitamente nel territorio di un altro Stato membro
                                                (articolo 3, paragrafo 2 della direttiva)
 ---pagebreak---                                                                          Allegato, punto -1 (nuovo)
                                                                         zL      Gli Stati membri si impegnano a rispettare
                                                                          rigorosamente le disposizioni della Convenzione
                                                                          europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e
                                                                          delle libertà fondamentali e a non espellere in un
                                                                          altro Stato membro le persone che, in virtù di detta
                                                                          convenzione, dovrebbero godere di una protezione
                                                                          nel proprio Stato.
1. Le presenti disposizioni in materia di riammissione si applicano ai cittadini di paesi terzi in possesso di
   un titolo di soggiorno ai sensi dell'articolo 2, punto 2, che esercitano il diritto di viaggiare ma soggior-
   nano illecitamente nel territorio di un altro Stato membro.
   Le presenti disposizioni non incidono sugli obblighi degli Stati membri di riammettere, conformemente
   alla convenzione di Dublino sul diritto d'asilo, i richiedenti d'asilo che soggiornino illegalmente in un
   altro Stato membro.
2. Le persone di cui al punto 1 entrate in uno Stato membro da un altro Suto membro per un soggiorno di
   breve durau o un transito, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1 e ivi soggiornanti illegalmente, devono
   recarsi immediatamente nello Stato membro per il quale abbiano un titolo di soggiorno, a meno che non
   siano autorizzate a recarsi in un altro paese in cui la loro ammissione sia garantiu.
   Il citudino di un paese terzo che desideri recarsi in un altro paese deve provare che può esservi am-
   messo, presentando, ad esempio, un'autorizzazione d'entrau o un visto validi e deve dimostrare di
   possedere i mezzi necessari, ad esempio un biglietto o altro documento che gli consenta di viaggiare,
   denaro liquido o un avere in conto bancario per il suo trasporto e il soggiorno nel paese in cui può
   essere ammesso.
3. Se il citudino di un paese terzo, il quale soggiorni illegalmente nel territorio di uno Stato membro, si
   rifiuu di lasciare ule territorio, gli S u d membri sono obbligati a riametterlo, secondo le modalità che
   seguono.
   Se l'interessato ha un titolo di soggiorno valido in un altro Stato membro, lo Suto membro che ha
   rilasciato ule titolo è tenuto a riammetterlo nel suo territorio.
   Gli Stati membri riammettono inoltre il citudino di un paese terzo conformemente all'articolo 3, para-
   grafo 2, entro il termine massimo di due mesi a decorrere dalla scadenza della validità del titolo di
   soggiorno.
   L'obbligo di riammissione esiste soltanto se la domanda di riammissione è presenuu entro un mese
   dalle autorità che hanno c o n s u u t o la presenza illegale dell'interessato nello Stato membro.
4. L'interessato deve essere riammesso dopo che le autorità competenti dello Stato membro richiedente
   hanno presentato una domanda che attesti il possesso di un titolo di soggiorno rilasciato dallo Stato
   membro invitato a riammetterlo.
   Lo Suto membro che riceve la domanda di cui al punto 3 deve rispondere entro otto giorni. In man-
   canza di risposta entro ule termine, si considera che lo Suto membro consenta la riammissione, a meno
   che non abbia esplicitamente richiesto una proroga di una settimana del termine presubilito.
   Lo Suto membro cui è s u u inviau la domanda di riammissione e tenuto a riammettere entro un mese
   la persona che ha accertato di riammettere. Questo termine può essere prorogato su accordo tra i due
   Stati membri interessati, su presenuzione di una domanda esplicita e motivau da parte dello Suto
   membro che desideri la proroga del termine.
   Gli Stati membri si comunicano gli elenchi delle autorità competenti per l'esame delle domande di riam-
   missione e dei punti di attraversamento della frontiera in cui può avvenire la riammissione.
5. I costi finanziari che la riammissione comporta sono sostenuti dalla persona interessau. Se quest'ultima
   non può sostenere le spese, il costo della riammissione, fino al punto in cui essa ha luogo, viene soste-
   nuto in linea di massima dallo Stato membro che chiede la riammissione.
                                                              IO
 ---pagebreak---             Proposta modificata di direttiva del Consiglio relativa all'abolizione dei controlli
                                          sulle persone alle frontiere interne
        Proposta iniziale                                     Proposta modificata
        COM(95) 347 final - 95/0201 (CNS)                     (Il testo «a considerato come immutato se nessuna modificazione
                                                               figura nella colonna in basso)
        GU n« C 289 del 31.10.95 p. 16-17
     IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
     visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in
     particolare l'articolo 100,
     visu la proposta della Commissione,
     visto il parere del Parlamento europeo,
     visto il parere del Comitato economico e sociale,
     visto il parere del Comitato delle regioni,
                                                                     considerando che l'articolo 3 del trattato prevede un
                                                                     mercato interno, caratterizzato tra l'altro
                                                                     dall'eliminazione ûssïi ostacoli alla libera
                                                                     circolazione delle persone tra gli Stati membri, e
                                                                     misure relative all'entrata e alla circolazione delle
                                                                     persone nel mercato interno;
considerando che l'articolo 7 A del trattato prevede l'in-         considerando che l'articolo 7A del trattato
staurazione del mercato interno, che comporta uno spa-             prevedeva l'instaurazione, entro il 31 dicembre
zio senza frontiere interne nel quale è assicurata, se-            1992» del mercato interno, che comporta uno spazio
condo le disposizioni del trattato stesso, la libera circola-      senza frontiere interne nel quale sarebbe assicurata,
zione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali;     secondo le disposizioni del trattato stesso, la libera
                                                                  circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e
                                                                  dei capitali;
                                                           ti
 ---pagebreak---  considerando che l'instaurazione del mercato interno ri-
 chiede quindi l'abolizione di tutti i controlli e di tutte le
 formalità, nei riguardi di tutte le persone, alle frontiere
 interne; che, in tale contesto, gli aeroporti e i porti ma-
 rittimi si trovano in una situazione particolare per il fatto
 che servono al traffico unto con altri Suti membri
 quanto con paesi terzi; che l'applicazione del principio
 della libera circolazione deve nondimeno portare all'abo-
 lizione dei controlli e delle formalità nei riguardi delle
 persone che effettuano voli intracomunitari o traversate
  marittime intracomuniurie;
  considerando che la Comunità e gli Suti membri hanno
  deciso di adottare i prowedimenu che ritengono neces-
  sari per rimuovere i motivi che hanno determinato l'ap-
  plicazione di controlli e di formalità di frontiera a norma
  delle legislazioni nazionali;
 considerando che le opportune misure di accompagna-
 mento sono sute attuate in maniera soddisfacente;
 considerando che ai fini dell'osservanza dell'obbligo
 chiaro e incondizionato stabilito dall'articolo 7 A è per-
 tanto necessario confermare per motivi di certezza del
 diritto, che i controlli e le formalità alle frontiere inteme
 devono essere aboliti;
 considerando che è opportuno far riferimento unto ai
 controlli effettuati o alle formalità imposte dalle autorità
 pubbliche quanto ai controlli effettuati o alle formalità
 imposte da altri soggetti in applicazione della normativa
 nazionale;
considerando che è opportuno fissare le condizioni alle
quali uno Suto membro può reintrodurre temporanea-
mente controlli alle frontiere interne in caso di minaccia
grave per l'ordine pubblico o la pubblica sicurezza,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                           Articolo 1
 1.    Qualsiasi persona, indipendentemente dalla sua na-
zionalità, ha il diritto di attraversare in qualsiasi luogo le
frontiere all'interno della Comunità senza controlli né
formalità di frondera.
2.     L'abolizione dei controlli e delle formalità per le
persone alle frontiere inteme non pregiudica l'esercizio
delle funzioni di polizia da parte delle autorità compe-
tenti in forza della legislazione di ciascuno Suto mem-
bro su tutto il suo territorio, né gli obblighi di possedere
e portare i titoli e documenti previsti dalla legge.
                                                             11
 ---pagebreak---                           Articolo 2
1. Qualsiasi Suto membro può reintrodurre, per'un
periodo non superiore a trenu giorni, controlli alle pro-
prie frontiere all'interno della Comunità in caso di mi-
naccia grave per l'ordine pubblico o la pubblica sicu-
rezza. Lo Suto membro interessato ne informa immedia-
umente la Commissione e gli altri Suti membri for-
nendo loro tutte le indicazioni opportune.
2.    Quando la minaccia grave per l'ordine pubblico o
la pubblica sicurezza persista oltre i trenu giorni, lo
Suto membro può mantenere in vigore i controlli alle
proprie frontiere all'interno della Comunità per periodi
rinnovabili non superiori a trenu giorni. Ogni rinnovo è
deciso su consuluzione degli altri Suti membri e della
Commissione.
Su richiesu dello Stato membro interessato, la Commis-
sione e gli altri Suti membri trattano in modo riservato
le informazioni fornite per giustificare il mantenimento
in vigore dei controlli.
3.    I controlli di cui ai paragrafi 1 e 2 e la durau del
periodo durante il quale sono eserciuti non eccedono i
limiti di quanto è strettamente necessario per fronteg-
giare la minaccia grave.
                          Articolo 3
Ai sensi della presente direttiva s'intende per:
 1) «frontiera di uno Stato membro all'interno della Comu-
    nità»:
    — le frontiere comuni terrestri degli Suti membri,
        compresi i punti terminali ferroviari o stradali per i
        collegamenti via ponte o galleria fra Suti membri;
    — gli aeroporti per i voli intracomuniuri:
        i porti marittimi per le traversate marittime intra-
        comunitarie;
                                                         /
 2) «volo intracomunitario»:                                        2) "volo intracomunitario":
    lo spostamento di un aeromobile fra due aeroporti co-           lo spostamento di un aeromobile fra due aeroporti
    munitari, senza scalo intermedio, che non inizi né ter-         comunitari, senza scalo intermedio al di fuori della
    mini in un aeroporto non comuniurio;                            Comunità, che non inizi né termini in un aeroporto
                                                                    non comunitario;
                                                                  3) "traversata marittima    intracomunitaria"
3) «traversata marittima intracomunitaria» :
   lo sposumento fra due porti comuniuri, senza scalo             lo spostamento fra due porti comunitari, senza scalo
   intermedio, di una nave in servizio regolare fra due o         intermedio al di fuori della Comunità, di una nave
   più porti comuniuri determinati;                               in servizio regolare tra due o più porti comunitari
                                                                  determinati;
                                                               i£
 ---pagebreak--- 4) «controllo o formalità di frontiera»:
    — qualsiasi controllo eserciuto, a causa o all'atto
        dell'attraversamento di una frontiera intema, dalle
        autorità pubbliche dello Suto membro ovvero da
        altri soggetti in forza della legislazione nazionale
        dello Suto membro stesso;
 > — qualsiasi formalità imposu ad una persona a causa
        del passaggio di una frontiera intema e da adem-
        piersi obbligatoriamente all'atto di ule passaggio.
                           Articolo 4
Entro due anni dall'attuazione della presente direttiva, e
successivamente ogni tre anni, la Commissione elabora
una relazione sull'applicazione della direttiva stessa e la
presenu al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comi-
u t o economico e sociale e al Comiuto delle regioni.
                           Articolo 5
Gli Suti membri mettono in vigore le disposizioni legi-
slative, regolamenuri ed amministrative necessarie per
conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre
1996. Essi ne informano immediaumente la Commis-
sione e comunicano altresì una ubella indicante la con-
cordanza fra ciascuna disposizione della presente diret-
tiva e le rilevanti disposizioni di diritto nazionale ema-
nate anteriormente alla presente direttiva ovvero succes-
sivamente per recepirla.
Quando gli Suti membri adotuno uli disposizioni, que-
ste contengono un riferimento alla presente direttiva o
sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della
pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono
decise dagli Suti membri.
                           Articolo 6
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee.
                           Articolo 7
Gli Suti membri sono destinauri della presente direttiva.
                                                             H
 ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 106 def.
                                                DOCUMENTI
IT                                                                    11 10 06
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-097-IT-C
                                                              ISBN 92-78-16750-9
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L-2985 Lussemburgo