CELEX: 62019CN0267
Language: it
Date: 2019-03-28 00:00:00
Title: Causa C-267/19: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Trgovački sud u Zagrebu (Croazia) il 28 marzo 2019 — PARKING d.o.o./SAWAL d.o.o.

5.8.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 263/25
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Trgovački sud u Zagrebu (Croazia) il 28 marzo 2019 — PARKING d.o.o./SAWAL d.o.o.
      (Causa C-267/19)
      (2019/C 263/30)
      Lingua processuale: il croato
      
         Giudice del rinvio
      
      Trgovački sud u Zagrebu
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: PARKING d.o.o.
      
         Resistente: SAWAL d.o.o.
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se una disposizione della legislazione nazionale, l’articolo 1 dell’Ovršni zakon (pubblicato nelle Narodne novine n. 112/12, 25/13, 93/14, 55/16 e 73/17), che autorizza i notai a procedere alla riscossione forzata di crediti sulla base di un atto autentico, rilasciando un mandato di esecuzione, in quanto titolo esecutivo, senza l’esplicito consenso della persona giuridica debitrice stabilita nella Repubblica di Croazia, sia conforme all’articolo 6, paragrafo 1, della CEDU e all’articolo 18 TFUE, tenuto conto delle sentenze pronunciate dalla Corte nelle cause C-484/15 e C-551/15.
               
            
                  2)
               
               
                  Se l’interpretazione fornita nelle sentenze della Corte del 9 marzo 2017, Zulfikarpašić (C-484/15, EU:C:2017:199), e Pula Parking (C-551/15, EU:C:2017:193), possa essere applicata alla causa Povrv-1614/2018 sopra illustrata, di cui è investito il giudice del rinvio, e, più precisamente, se il regolamento n. 1215/2012 debba essere interpretato nel senso che, in Croazia, i notai, nell’esercizio delle competenze loro attribuite dalla normativa nazionale nell’ambito dei procedimenti di esecuzione forzata sulla base di un «atto autentico», nei quali i convenuti per l’esecuzione sono persone giuridiche stabilite in altri Stati membri dell’Unione europea, non rientrano nella nozione di «autorità giurisdizionale» ai sensi di detto regolamento.