CELEX: 52013PC0072
Language: it
Date: 2013-02-13
Title: Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che estende il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento di esecuzione (UE) n. 2/2012 del Consiglio sulle importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e di loro parti originari della Repubblica popolare cinese alle importazioni di taluni elementi di fissaggio spediti dalle Filippine, indipendentemente dal fatto che siano o meno dichiarati originari delle Filippine e chiude l'inchiesta riguardante la possibile elusione delle misure antidumping istituite dal suddetto regolamento tramite importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e di loro parti spediti dalla Malaysia e dalla Thailandia, indipendentemente dal fatto che siano o meno dichiarati originari di tali paesi

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		52013PC0072
		
			Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che estende il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento di esecuzione (UE) n. 2/2012 del Consiglio sulle importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e di loro parti originari della Repubblica popolare cinese alle importazioni di taluni elementi di fissaggio spediti dalle Filippine, indipendentemente dal fatto che siano o meno dichiarati originari delle Filippine e chiude l'inchiesta riguardante la possibile elusione delle misure antidumping istituite dal suddetto regolamento tramite importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e di loro parti spediti dalla Malaysia e dalla Thailandia, indipendentemente dal fatto che siano o meno dichiarati originari di tali paesi /* COM/2013/072 final - 2013/0046 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Motivazione e obiettivi della proposta
La presente proposta riguarda l'applicazione
del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del
30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto
di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea
("regolamento di base") nell'inchiesta sulla possibile elusione delle
misure antidumping istituite dal regolamento di esecuzione (UE) n. 2/2012
del Consiglio sulle importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio
inossidabile e loro parti originari della Repubblica popolare cinese
("RPC") tramite importazioni dello stesso prodotto spedito dalla
Malaysia, dalla Thailandia e dalle Filippine.
 Contesto generale La proposta è presentata nel quadro dell'attuazione del regolamento di base ed è il risultato dell'inchiesta svolta in conformità dei requisiti sostanziali e procedurali di cui al regolamento di base, in particolare all'articolo 13 del medesimo. 
 Disposizioni vigenti nel settore della proposta Le misure attualmente in vigore erano state istituite dal regolamento di esecuzione (UE) n. 2/2012 del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di taluni elementi di fissaggio di acciaio inossidabile e di loro parti originari della Repubblica popolare cinese e di Taiwan a seguito di un riesame in previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1225/2009. 
 Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione Non pertinente. 
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
 Consultazione delle parti interessate 
 Le parti interessate coinvolte nel procedimento hanno avuto la possibilità di difendere i propri interessi durante l'inchiesta in conformità di quanto disposto dal regolamento di base. 
 Ricorso al parere di esperti 
 Non è stato necessario consultare esperti esterni. 
 Valutazione d'impatto La presente proposta è il risultato dell'applicazione del regolamento di base. Il regolamento di base non prescrive una valutazione d'impatto generale ma contiene un elenco esauriente delle condizioni da valutare. 
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
 Sintesi delle misure proposte Il 15 giugno 2012 la Commissione ha pubblicato il regolamento (UE) n. 502/2012, con il quale ha aperto d'ufficio un'inchiesta sulla possibile elusione delle misure antidumping istituite dal regolamento di esecuzione (UE) n. 2/2012 del Consiglio sulle importazioni di taluni elementi di fissaggio di acciaio inossidabile e di loro parti originari della Repubblica popolare cinese, tramite importazioni dello stesso prodotto spedito dalla Malaysia, dalla Thailandia e dalle Filippine, indipendentemente dal fatto che sia dichiarato o meno originario di tali paesi. La Commissione disponeva di sufficienti elementi di prova prima facie del fatto che le misure antidumping nei confronti delle importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e loro parti venivano eluse mediante un trasbordo in Malaysia, in Thailandia e nelle Filippine. L'allegata proposta di regolamento di esecuzione del Consiglio si basa sui risultati dell'inchiesta, che confermano che viene effettuato il trasbordo di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile di origine cinese attraverso le Filippine e che sono soddisfatti tutti gli altri criteri per accertare l'elusione di cui all'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base. Si propone pertanto di estendere le misure antidumping in vigore per taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e loro parti originari della RPC alle importazioni dello stesso prodotto spedito dalle Filippine. Il dazio corrisponde al dazio applicabile su scala nazionale alle importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e loro parti dalla RPC (27,4%). Il dazio è riscosso a titolo retroattivo a decorrere dalla data d'inizio dell'inchiesta. Tre società filippine si sono manifestate in seguito all'apertura dell'inchiesta chiedendo l'esenzione dall'eventuale estensione delle misure in quanto autentici produttori delle Filippine. Si propone di concedere l'esenzione a due delle tre società. La richiesta di esenzione della terza società è stata respinta dato che durante l'inchiesta è risultato che non si trattava né di un produttore né di un esportatore del prodotto in questione. Nello stesso tempo, i risultati dell'inchiesta non hanno confermato che sia stato effettuato trasbordo di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile di origine cinese in Malaysia e in Thailandia. Si propone pertanto di chiudere l'inchiesta per quanto riguarda questi due paesi. Il regolamento del Consiglio in oggetto dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 13 marzo 2013. 
 Base giuridica Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea, in particolare l'articolo 13. 
 Principio di sussidiarietà La proposta è di competenza esclusiva dell'Unione. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica. 
 Principio di proporzionalità La proposta rispetta il principio di proporzionalità per le ragioni esposte di seguito. 
 Il tipo di intervento è descritto nel summenzionato regolamento di base e non lascia margini all'adozione di decisioni a livello nazionale. 
 Non sono necessarie indicazioni su come ridurre e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini. 
 Scelta dello strumento 
 Strumento proposto: regolamento. 
 Altri strumenti non sarebbero adeguati per il seguente motivo: il precitato regolamento di base non prevede altre opzioni. 
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
Nessuna.
2013/0046 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
che estende il dazio antidumping definitivo
istituito dal regolamento di esecuzione (UE) n. 2/2012 del Consiglio sulle
importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e di loro
parti originari della Repubblica popolare cinese alle importazioni di taluni
elementi di fissaggio spediti dalle Filippine, indipendentemente dal fatto che
siano o meno dichiarati originari delle Filippine e chiude l'inchiesta
riguardante la possibile elusione delle misure antidumping istituite dal
suddetto regolamento tramite importazioni di taluni elementi di fissaggio in
acciaio inossidabile e di loro parti spediti dalla Malaysia e dalla Thailandia,
indipendentemente dal fatto che siano o meno dichiarati originari di tali paesi
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009
del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea[1]
("regolamento di base"), in particolare l'articolo 13,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
1.           PROCEDIMENTO
1.1.        Misure
in vigore
(1)       Il regolamento (UE) n. 2/2012
del Consiglio[2]
istituisce un dazio antidumping definitivo del 27,4% sulle importazioni di
taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e loro parti, originari
della Repubblica popolare cinese ("RPC"), per tutte le altre società,
eccetto quelle indicate all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento stesso, in
seguito al riesame in previsione della scadenza delle misure istituite dal
regolamento (CE) n. 1890/2005 del Consiglio[3] ("regolamento iniziale"). Tali
misure sono denominate nel seguito "misure in vigore" o "misure
iniziali" e l'inchiesta che ha portato all'istituzione delle misure
mediante il regolamento iniziale è denominata "inchiesta iniziale".
1.2.        Apertura
(2)       Sentito
il comitato consultivo e avendo stabilito che esistevano elementi di prova
prima facie sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta ai sensi
dell'articolo 13, paragrafo 3, e dell'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento
di base, la Commissione europea ("la Commissione") ha deciso di
avviare di sua iniziativa un'inchiesta sull'eventuale elusione delle misure
antidumping istituite sulle importazioni di taluni elementi di fissaggio in
acciaio inossidabile e loro parti originari della RPC e di assoggettare a
registrazione le importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio
inossidabile e loro parti spediti dalla Malaysia, dalla Thailandia e dalle
Filippine, dichiarati o meno come originari di questi paesi.
(3)       L'inchiesta è stata avviata
il 15 giugno 2012 con il regolamento (UE) n. 502/2012 della Commissione[4] ("regolamento
di apertura").
(4)       Dagli
elementi di prova a disposizione della Commissione risultava che, a seguito
dell'istituzione delle misure stabilite nel corso dell'inchiesta iniziale, era
stata operata una modifica significativa nella configurazione degli scambi
(esportazioni dalla RPC, dalla Malaysia, dalla Thailandia e dalle Filippine
verso l'Unione) e che non esistevano motivazioni o giustificazioni economiche
sufficienti diverse dall'istituzione delle misure di cui all'inchiesta
iniziale. La modifica sarebbe derivata dal trasbordo di taluni elementi di
fissaggio in acciaio inossidabile e loro parti originari della RPC attraverso
la Malaysia, la Thailandia e le Filippine verso l'Unione.
(5)       Gli elementi di prova
dimostravano inoltre che gli effetti riparatori delle misure in vigore
risultavano compromessi in termini sia di quantità che di prezzo. Dagli
elementi di prova risultava che le importazioni aggiuntive dalla Malaysia,
dalla Thailandia e dalle Filippine venivano effettuate a prezzi inferiori al prezzo
non pregiudizievole stabilito nell'inchiesta iniziale, adeguato per tenere
conto degli aumenti dei costi della materia prima.
(6)       Risultava infine che i prezzi
di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e loro parti spediti
dalla Malaysia, dalla Thailandia e dalle Filippine erano oggetto di dumping
rispetto al valore normale precedentemente stabilito dall'inchiesta iniziale,
adeguato per tenere conto dell'aumento dei costi della materia prima.
1.3.        Indagine
(7)       La Commissione ha notificato
l'apertura dell'inchiesta alle autorità della RPC, della Malaysia, della
Thailandia e delle Filippine, ai produttori esportatori di tali paesi, agli
importatori dell'Unione notoriamente interessati e all'industria dell'Unione.
(8)       Sono stati inviati moduli per
l'esenzione ai produttori/esportatori della Malaysia, della Thailandia e delle
Filippine noti alla Commissione oppure alle missioni dei paesi in questione
presso l'Unione europea. Sono stati inviati questionari ai
produttori/esportatori della RPC noti alla Commissione oppure alla missione
della RPC presso l'Unione europea. Sono stati inoltre inviati questionari agli
importatori noti dell'Unione.
(9)       Le parti interessate hanno
avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere
un'audizione entro il termine fissato nel regolamento di apertura. Tutte le
parti sono state informate del fatto che la mancata collaborazione avrebbe
potuto comportare l'applicazione dell'articolo 18 del regolamento di base e
l'elaborazione di risultati sulla base dei dati disponibili.
(10)     Sette produttori/esportatori
della Malaysia, sei della Thailandia e tre delle Filippine e le rispettive
società collegate nella RPC, ove del caso, hanno risposto alle domande dei
moduli di esenzione. Le risposte di due società della Malaysia, una della
Thailandia e una delle Filippine sono state respinte per motivi formali, ovvero
perché è risultato che le società in questione non erano produttori del
prodotto oggetto dell'inchiesta o perché non hanno collaborato dopo la
presentazione del modulo di esenzione oppure perché il modulo era stato
trasmesso in una fase molto tarda dell'inchiesta.
(11)     Ai questionari hanno risposto
due esportatori cinesi e quattro importatori/gruppi di importatori dell'Unione.
(12)     La Commissione ha svolto
visite di verifica presso le sedi delle seguenti società:
–              
MCP Precision Sdn. Bhd. (Malaysia)
–              
Sofasco Industires (M) Sdn. Bhd. (Malaysia)
–              
Tigges Fastener Technology Sdn. Bhd. (Malaysia) 
e la società commerciale collegata Tigges
Fasteners Trading Sdn. Bhd. (Malaysia)
–              
Tong Heer Fasteners Co. Sdn. Bhd. (Malaysia)
–              
Well Union Metal Sdn. Bhd. (Malaysia) 
e le sue società collegate a Taiwan: Linkwell
Industry e Linkfast Industry
–              
A.B.P. Stainless Steel Fastener Co., Ltd.
(Thailandia)
–              
Dura Fasteners Co., Ltd. (Thailandia)
–              
Taiyo Fasteners Co., Ltd. (Thailandia)
–              
Tong Heer Fasteners Co., Ltd. (Thailandia)
–              
TPC Stainless & Steel Fasteners Co., Ltd.
(Thailandia) 
e le società collegate TPC Fasteners Co. Ltd,
Thai Phaisarn Fastening Co. Ltd. e Phaisarn Fastening Ltd. Part. (Thailandia)
–              
Multi-Tek Fasteners Inc. (Filippine)
e la società collegata a Taiwan Multi-Tek
Fasteners & Parts Manufacturer Inc.
–              
Phil Shin Works Corporation (Filippine)
–              
Rosario Fasteners Corporation (Filippine) 
e la società collegata a Taiwan Lu Chu Shin
Yee Works Co., Ltd.
1.4.        Periodo di riferimento e
periodo dell'inchiesta
(13)     Il periodo di riferimento
("PR"), ovvero il periodo per il quale sono stati effettuati prove
del valore aggiunto e calcoli del dumping/underselling comprende 12 mesi, dal
1ºaprile 2011 al 31 marzo 2012. Il periodo dell'inchiesta ("PI"),
ovvero il periodo per il quale sono state effettuate analisi delle modifiche
della configurazione degli scambi e sono state esaminate possibili pratiche di
elusione, comprende il tempo trascorso tra l'istituzione delle misure iniziali
e il termine del PR.
2.           RISULTATI DELL'INCHIESTA
2.1.        Considerazioni generali
(14)     A norma dell'articolo 13,
paragrafo 1, del regolamento di base, per valutare l'esistenza di pratiche
di elusione si è proceduto a verificare se fosse intervenuto un cambiamento
della configurazione degli scambi tra la RPC, i tre paesi interessati e
l'Unione; se tale cambiamento fosse imputabile a pratiche, processi o
lavorazioni per i quali non vi fosse una sufficiente motivazione o
giustificazione economica oltre all'istituzione del dazio; se vi fossero prove
dell'esistenza di un pregiudizio o del fatto che gli effetti riparatori del
dazio risultassero indeboliti in termini di prezzi e/o di quantitativi del
prodotto oggetto dell'inchiesta; e se vi fossero prove dell'esistenza di
dumping in relazione ai valori normali precedentemente stabiliti nell'inchiesta
iniziale, se necessario a norma dell'articolo 2 del regolamento di base.
2.2.        Prodotto in esame e prodotto
oggetto dell’inchiesta
(15)     Il prodotto oggetto della
possibile elusione è costituito da determinati elementi di fissaggio in acciaio
inossidabile e loro parti originari della Repubblica popolare cinese
("prodotto in esame"), attualmente classificati ai codici NC 7318
12 10, 7318 14 10, 7318 15 30, 7318 15 51, 7318 15 61 e 7318 15 70.
(16)     Il prodotto oggetto
dell'inchiesta è uguale a quello descritto nel precedente considerando, ma è
spedito dalla Malaysia, dalla Thailandia e dalle Filippine, indipendentemente
dal fatto che sia o non sia dichiarato originario della Malaysia, della
Thailandia e delle Filippine, ed è attualmente classificato negli stessi codici
NC del prodotto in esame.("prodotto oggetto dell'inchiesta").
(17)     Dall'inchiesta è risultato che
gli elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e loro parti, definiti sopra,
esportati nell'Unione dalla RPC, e quelli spediti dalla Malaysia, dalla
Thailandia e dalle Filippine all'Unione hanno le stesse caratteristiche fisiche
e tecniche di base e gli stessi impieghi e pertanto sono considerati prodotti
simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento di base.
2.3.        Risultati riguardanti le
Filippine
2.3.1.     Livello di collaborazione
(18)     Come indicato nel precedente
considerando 10, solo tre società delle Filippine (una delle quali è
successivamente risultata non essere né produttore né esportatore del prodotto
oggetto dell'inchiesta) hanno presentato una risposta al modulo di esenzione.
Di conseguenza le società che hanno collaborato rappresentavano il 10% delle
esportazioni filippine del prodotto oggetto dell'inchiesta verso l'Unione
durante il PR. 
(19)     Anche due
produttori/esportatori cinesi hanno risposto al questionario, ma nessuno di
loro aveva esportato nelle Filippine durante il PI. 
(20)     Tenendo conto del livello
relativamente basso di collaborazione delle società filippine e cinesi, le
conclusioni riguardanti le importazioni di taluni elementi di fissaggio in
acciaio inossidabile e loro parti dalle Filippine verso l'Unione e le
esportazioni del prodotto in esame dalla RPC alle Filippine hanno dovuto essere
tratte dagli elementi disponibili, nel rispetto dell'articolo 18, paragrafo 1,
del regolamento di base. In questo caso, per determinare i volumi complessivi
delle importazioni dalle Filippine nell'Unione sono stati utilizzati i dati di
Eurostat e per quantificare le esportazioni complessive dalla RPC verso le
Filippine sono state utilizzate le statistiche nazionali cinesi.
(21)     Per quanto riguarda le
statistiche cinesi sulle esportazioni, va osservato che i dati sui flussi
commerciali tra la RPC e le Filippine coprono interi codici SA, che
corrispondono a gruppi di prodotti più ampi rispetto al prodotto in esame e al
prodotto oggetto dell'inchiesta. Tuttavia, tenendo conto della evidente tendenza
che si era manifestata, i dati possono essere utilizzati per determinare una
modifica della configurazione degli scambi.
(22)     Infine, come
ulteriore fonte di informazioni sono stati usati i dati forniti dalle autorità
delle Filippine. Pur non essendo completi, né dettagliati al punto da
costituire da soli una base per l'analisi, i dati hanno consentito di
verificare le conclusioni riguardanti la configurazione degli scambi.
2.3.2.     Cambiamento della
configurazione degli scambi
(23)     Dopo l'istituzione delle
misure iniziali sulle importazioni dalla RPC, le importazioni del prodotto
oggetto dell'inchiesta dalle Filippine verso l'Unione sono aumentate
improvvisamente e notevolmente. Dal livello minimo di meno di 100 t l'anno nel
2004-2005, sono passate ad oltre 12 000 t nel PR.
   || 2004 || 2005 || 2006 || 2007 || 2008 || 2009 || 2010 || 2011 || PR 
 Volume (t) || 69 || 23 || 1 369 || 6 048 || 7 046 || 5 406 || 15 580 || 14 528 || 12 075 
Fonte: Eurostat.
(24)     Contemporaneamente, le
esportazioni dalla Cina verso le Filippine sono aumentate nettamente negli anni
2004-PR, da 1 100 t ad oltre 15 000 t. 
   || 2004 || 2005 || 2006 || 2007 || 2008 || 2009 || 2010 || 2011 || PR 
 Volume (t)   || 1104 || 2022 || 2107 || 3727 || 3856 || 7513 || 11262 || 15553 || 15632   
Fonte: Statistiche delle esportazioni cinesi
(Global Trade Atlas Database)
(25)     Dai dati di cui sopra risulta
chiaramente che i quantitativi importati dalle Filippine nell'Unione erano
trascurabili nel 2004 e 2005. Tuttavia, nel 2006, in seguito all'istituzione
delle misure nei confronti della RPC, le importazioni hanno subito
un'impennata, sostituendosi in parte, quanto a volume, alle esportazioni dalla
RPC sul mercato dell'Unione. Inoltre, dopo l'istituzione delle misure in
vigore, le esportazioni dalla RPC verso l'Unione sono calate notevolmente
(70%). Si osserva anche che i dati ricevuti dalle autorità delle Filippine
confermano che solo una piccola percentuale delle importazioni dalla RPC è
stata immessa sul circuito commerciale nel territorio doganale delle Filippine.
La maggior parte delle importazioni era diretta alle zone economiche speciali. 
2.3.3.     Forma di elusione
(26)     A norma dell'articolo 13,
paragrafo 1, del regolamento di base, il cambiamento della configurazione degli
scambi deriva da pratiche, processi o lavorazioni per i quali non sussiste una
sufficiente motivazione o giustificazione economica oltre all'istituzione del
dazio. Le pratiche, i processi o le lavorazioni comprendono, tra l'altro, la
spedizione del prodotto oggetto delle misure attraverso paesi terzi.
(27)     Va
osservato che le esportazioni delle società filippine che hanno collaborato ammontavano
al 10% circa delle esportazioni totali del paese verso l'Unione durante il PR.
Le rimanenti esportazioni riguardano i produttori che non hanno collaborato
all'inchiesta o le operazioni di trasbordo. Quest'ultima conclusione è
sostenuta dalle informazioni e dai dati forniti dalle autorità filippine, in
particolare dai fatti seguenti: i) la maggior parte delle importazioni del
prodotto in esame dalla RPC era diretta alle zone economiche speciali e non è
entrata nei territori doganali delle Filippine, ii) il numero di autentici
produttori del prodotto oggetto dell'inchiesta nelle Filippine è molto ridotto.
(28)     È stato dunque confermato che
si sono svolte operazioni di trasbordo di prodotti originari della Cina
attraverso le Filippine.
2.3.4.     Insufficiente motivazione o
giustificazione economica oltre all'istituzione del dazio antidumping
(29)     Dall'inchiesta non emergono
altre motivazioni o giustificazioni economiche per il trasbordo se non
l'elusione delle misure in vigore riguardanti il prodotto in esame. Non sono
stati individuati altri elementi, se non il dazio, che si possono considerare
come una compensazione dei costi di trasbordo, in particolare per quanto
riguarda il trasporto e il nuovo carico di taluni elementi di fissaggio in
acciaio inossidabile e loro parti originari della RPC attraverso le Filippine.
2.3.5.     Indebolimento dell'effetto
riparatore del dazio antidumping 
(30)     Per valutare se il prodotto
importato oggetto dell'inchiesta abbia compromesso, in termini di quantità e
prezzi, gli effetti riparatori delle misure in vigore sulle importazioni del
prodotto in esame, sono stati impiegati i dati di Eurostat quali migliori dati
disponibili sulle quantità e sui prezzi delle esportazioni delle società delle
Filippine che non hanno collaborato. I prezzi determinati in questo modo sono
stati poi confrontati con il livello di eliminazione del pregiudizio stabilito
per i produttori dell'Unione nell'inchiesta iniziale. Vista la sostanziale
differenza di tempo tra il PI iniziale ed il PR della presente inchiesta, è
stato necessario tenere conto dell'evoluzione subita dagli elementi di base dei
costi di produzione. A tal fine il prezzo non pregiudizievole è stato adeguato
sulla base dell'aumento del prezzo delle materie prime e, per gli altri elementi
dei costi di fabbricazione e di vendita, sulla base delle variazioni
dell'indice dei prezzi al consumo nell'Unione. 
(31)     L'aumento delle importazioni
dalle Filippine nell'Unione da meno di 100 t nel 2004 ad oltre 12 000 t
nel PR è stato ritenuto significativo in termini quantitativi.
(32)     Il confronto tra il livello
adeguato di eliminazione del pregiudizio e la media ponderata dei prezzi
all'esportazione ha dimostrato l'esistenza dell'underselling. 
(33)     Si è quindi concluso che gli
effetti riparatori delle misure in vigore sono stati compromessi in termini sia
di quantità che di prezzo.
2.3.6.     Elementi di prova del dumping
(34)     In conformità all'articolo 13,
paragrafo 1, del regolamento di base, è stato infine esaminato se esistessero
prove di dumping in relazione al valore normale stabilito nell'inchiesta
iniziale. 
(35)     Nel regolamento iniziale il
valore normale era stato determinato in base ai prezzi praticati a Taiwan, che
nell'ambito dell'inchiesta è stato scelto come paese di riferimento a economia
di mercato adeguato per la RPC. Tuttavia, vista la sostanziale differenza di
tempo tra il PI iniziale ed il PR della presente inchiesta, è stato necessario
tenere conto dell'evoluzione subita dagli elementi di base dei costi di
produzione. A tal fine il valore normale è stato adeguato sulla base
dell'aumento del prezzo delle materie prime e, per gli altri elementi dei costi
di fabbricazione e di vendita, sulla base delle variazioni dell'indice dei
prezzi al consumo a Taiwan. 
(36)     I prezzi all'esportazione
dalle Filippine erano fondati sulle informazioni disponibili, ovvero quelle sui
prezzi medi all'esportazione di taluni elementi di fissaggio in acciaio
inossidabile e loro parti durante il PR, registrati da Eurostat. L'uso delle
informazioni disponibili è dovuto al basso livello di collaborazione dei
produttori del prodotto oggetto dell'inchiesta nelle Filippine. Il prezzo medio
all'esportazione usato nel calcolo era stato verificato rispetto al livello dei
prezzi all'esportazione dei due esportatori filippini che hanno collaborato ed
è risultato compatibile con tali prezzi. 
(37)     Ai fini di un confronto equo
tra il valore normale e il prezzo all'esportazione si è tenuto debitamente
conto, in forma di adeguamenti, delle differenze che influiscono sui prezzi e
sulla loro comparabilità, conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, del
regolamento di base. Sono stati quindi operati adeguamenti per le differenze a
livello dei trasporti, dell'assicurazione e dell'IVA non rimborsabile sulle
vendite all'esportazione nella RPC. Vista la limitata collaborazione dei
produttori delle Filippine e della RPC, gli adeguamenti sono stati effettuati
sulla base delle migliori informazioni disponibili. Di conseguenza, gli
adeguamenti dei costi di trasporto ed assicurazione sono stati basati sui costi
di trasporto ed assicurazione per tonnellata stabiliti nell'inchiesta iniziale.
(38)     Conformemente
all'articolo 2, paragrafi 11 e 12, del regolamento di base, il
dumping è stato calcolato mettendo a confronto la media ponderata adeguata del
valore normale determinato nel regolamento iniziale e la media ponderata dei
prezzi all'esportazione delle Filippine nel corso del PR della presente
inchiesta, espressa in percentuale del prezzo CIF frontiera dell'Unione, dazio
non corrisposto.
(39)     Il confronto tra la media
ponderata del valore normale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione
ha dimostrato l'esistenza del dumping.
2.4.        Conclusioni relative alla
Malaysia
2.4.1.     Livello di collaborazione
(40)     Come indicato al
considerando 10, hanno risposto al modulo di esenzione sette società della
Malaysia. Una è risultata non essere il produttore del prodotto oggetto
dell'inchiesta, mentre un'altra ha presentato risposte incomplete in una fase
molto avanzata dell'inchiesta, quando non era più possibile completare le
lacune, né verificare le informazioni e i dati forniti. Di conseguenza non è
stato possibile accogliere le due richieste di esenzione. Tuttavia, le altre
cinque società della Malaysia che hanno collaborato rappresentavano il 93% delle
esportazioni da tale paese del prodotto oggetto dell'inchiesta verso l'Unione
durante il PR.
2.4.2.     Cambiamento della
configurazione degli scambi
(41)     Dopo l'istituzione delle
misure iniziali sulle importazioni dalla RPC, le importazioni del prodotto
oggetto dell'inchiesta dalla Malaysia verso l'Unione sono aumentate
improvvisamente e notevolmente. Dal livello di meno di 2 000 t l'anno nel
2004-2005, sono passate ad oltre 13 000 t nel PR.
   || 2004 || 2005 || 2006 || 2007 || 2008 || 2009 || 2010 || 2011 || PR 
 Volume (t) || 1 701 || 1 849 || 7 930 || 13 548 || 13 712 || 9 809 || 9 615 || 13 498 || 13 363 
Fonte: Eurostat.
(42)     Occorre tuttavia sottolineare
che in seguito ai sopralluoghi di verifica si è potuto confermare che l'aumento
delle esportazioni dalla Malaysia verso l'Unione può essere dovuto all'aumento
della produzione di tale paese nello stesso periodo. Le società che hanno
collaborato, che sono risultate produttori della Malaysia non coinvolti nelle
pratiche di elusione, hanno effettuato il 93% delle esportazioni verso
l'Unione. Dall'inchiesta è risultato che solo una di tali società effettuava il
trasbordo del prodotto in esame, ma tale pratica riguardava piccole percentuali
delle sue vendite ed è terminata nel 2009. Nessuna delle società che hanno
collaborato è risultata effettuare operazioni di assemblaggio in cui si
utilizzano parti o semiprodotti originari della Cina.
(43)     Tenendo conto di quanto appena
esposto, si conclude che l'aumento delle importazioni dalla Malaysia è motivato
da un aumento della produzione interna. Di conseguenza, il cambiamento della
configurazione degli scambi tra la Malaysia e l'Unione non deriva da pratiche
di elusione.
2.5.        Conclusioni relative alla
Thailandia
2.5.1.     Livello di collaborazione
(44)     Come indicato al
considerando 10, sei società della Thailandia hanno risposto al modulo di
esenzione. Una di tali società non ha collaborato alle fasi successive della
procedura e per questo motivo non è stato possibile colmare le lacune ed
effettuare verifiche sul posto dei dati e delle informazioni trasmessi. Per
tale motivo la richiesta di esenzione è stata respinta. Tuttavia, le altre
cinque società della Thailandia che hanno collaborato rappresentavano il 67%
delle esportazioni da tale paese del prodotto oggetto dell'inchiesta verso
l'Unione durante il PR.
2.5.2.     Cambiamento della
configurazione degli scambi
(45)     Dopo l'istituzione delle
misure iniziali sulle importazioni dalla RPC, le importazioni del prodotto
oggetto dell'inchiesta dalla Thailandia verso l'Unione hanno seguito la
tendenza seguente:
   || 2004 || 2005 || 2006 || 2007 || 2008 || 2009 || 2010 || 2011 || PR 
 Volume (t) || 5 373 || 3 308 || 1 290 || 850 || 453 || 128 || 367 || 5 546 || 6 715 
Fonte: Eurostat.
(46)     Esaminando le esportazioni
dalla Thailandia verso l'Unione è necessario tenere presente che, a partire dal
novembre 2005 la Thailandia, come la RPC, è soggetta a misure antidumping
dell'Unione[5].
Queste misure sono scadute nel novembre 2010. Dopo la scadenza le esportazioni
dalla Thailandia verso l'Unione hanno subito un'impennata, da 367 t nel 2010 ad
oltre 5 500 t nel 2011 e oltre 6 700 t nel PR.
(47)     Occorre però osservare che le
esportazioni thailandesi verso l'Unione del prodotto oggetto dell'inchiesta
durante il PR sono, in termini assoluti, non molto superiori al livello del
2004, prima dell'istituzione delle misure antidumping nei confronti della RPC e
della Thailandia. In termini relativi (come quota delle importazioni totali
dell'Unione) le importazioni dalla Thailandia sono addirittura diminuite dal
12% circa al 7%.
(48)     L'inchiesta non ha consentito
di stabilire che siano state effettuate operazioni di trasbordo o assemblaggio
utilizzando parti o semiprodotti di origine cinese. Tenendo conto del fatto
che, prima che fossero istituite misure antidumping, le esportazioni dalla
Thailandia riguardavano prodotti effettivamente fabbricati in tale paese, è
difficile concludere che il livello attuale di esportazione, simile in termini
di volume, abbia origine diversa. Occorre anche sottolineare che i due maggiori
produttori thailandesi che hanno collaborato alla presente inchiesta erano
presenti anche nell'inchiesta iniziale riguardante tale paese. 
(49)     Tenendo conto di quanto appena
esposto, si conclude che l'aumento delle importazioni dalla Thailandia è
motivato in ampia misura da un aumento della produzione interna. Di
conseguenza, il cambiamento della configurazione degli scambi tra la Thailandia
e l'Unione non deriva da pratiche di elusione.
3.           MISURE
(50)     Alla luce di quanto precede,
la Commissione ha concluso che il dazio antidumping definitivo istituito sulle
importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e loro
parti originari della RPC è stato eluso tramite operazioni di trasbordo nelle
Filippine ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base.
(51)     A norma dell'articolo 13,
paragrafo 1, prima frase, del regolamento di base, le misure in vigore
applicabili alle importazioni del prodotto in esame dovrebbero essere estese
alle importazioni del prodotto oggetto dell'inchiesta, ovvero lo stesso
prodotto, spedito dalle Filippine, indipendentemente dal fatto che il prodotto
sia dichiarato o meno originario delle Filippine.
(52)     Data la scarsa collaborazione
alla presente inchiesta, le misure estese dovranno corrispondere a quelle
stabilite all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (UE)
n. 2/2012 per "tutte le altre società" della RPC, vale a dire
attualmente un dazio antidumping definitivo del 27,4% applicabile al prezzo
netto, franco frontiera dell'Unione, dazio non corrisposto.
(53)     Conformemente agli articoli
13, paragrafo 3 e 14, paragrafo 5, del regolamento di base, che dispone che le
misure estese devono applicarsi alle importazioni entrate nell'Unione in regime
di registrazione imposto dal regolamento di apertura, devono essere prelevati
dazi sulle importazioni registrate di taluni elementi di fissaggio in acciaio
inossidabile e loro parti spediti dalle Filippine.
4.           CHIUSURA DELL'INCHIESTA
RELATIVA ALLE IMPORTAZIONI DALLA MALAYSIA E DALLA THAILANDIA
(54)     In considerazione delle
conclusioni relative alla Malaysia e alla Thailandia è opportuno chiudere
l'inchiesta riguardante la possibile elusione di misure antidumping da parte di
importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e loro
parti spediti dalla Malaysia e dalla Thailandia e sospendere la registrazione
delle importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e
loro parti spediti dalla Malaysia e dalla Thailandia che era stata imposta dal
regolamento di apertura.
5.           RICHIESTE DI ESENZIONE
(55)     Come
illustrato nel considerando 10, sedici società situate in Malaysia, Thailandia
e nelle Filippine hanno risposto ai moduli di esenzione chiedendo di essere
esentate dall'eventuale estensione delle misure a norma dell'articolo 13,
paragrafo 4, del regolamento di base.
(56)     Le domande di esenzione delle
società della Malaysia e della Thailandia non sono state esaminate dato che
l'estensione delle misure non riguarda questi due paesi.
(57)     Una delle tre società
filippine che hanno chiesto l'esenzione è risultata non essere né produttore né
esportatore del prodotto oggetto dell'inchiesta durante il PI e non è stato
possibile trarre conclusioni in merito alla natura delle sue operazioni. Di
conseguenza a tale società non è stato possibile concedere l'esenzione allo
stadio attuale. Se dovesse tuttavia risultare, dopo l'estensione delle misure
antidumping in vigore, che sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo
11, paragrafo 4, e all'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento di base, la
situazione della società può essere riveduta, se richiesto.
(58)     Le visite di verifica hanno
consentito di accertare che gli altri due produttori esportatori filippini
erano autentici produttori. La Commissione ha quindi concluso che non erano
coinvolti in pratiche di elusione e che l'esenzione poteva essere concessa.
(59)     In tal caso si ritengono necessarie misure speciali volte a
garantire una corretta applicazione delle suddette esenzioni. Queste misure
speciali comprendono la presentazione alle autorità doganali degli Stati membri
di una fattura commerciale valida, conforme ai requisiti illustrati
nell'allegato del presente regolamento. Le importazioni non accompagnate da una
fattura di questo tipo sono assoggettate al dazio antidumping esteso. 
(60)     Altri produttori delle
Filippine che non si sono manifestati nell'ambito del presente procedimento e
che non hanno esportato il prodotto oggetto dell'inchiesta durante il PI, ma
che intendono presentare una richiesta di esenzione dal dazio antidumping
esteso a norma dell'articolo 11, paragrafo 4, e dell'articolo 13, paragrafo 4,
del regolamento di base, dovranno compilare un modulo di esenzione al fine di
consentire alla Commissione di valutare la richiesta. Di norma la Commissione
procede anche ad una visita di verifica in loco. Se le condizioni di cui
all'articolo 11, paragrafo 4, e all'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento
di base sono soddisfatte, l'esenzione può essere concessa. Quando l'esenzione
viene concessa la Commissione, previa consultazione del comitato consultivo,
può autorizzare, mediante decisione, l'esenzione dal dazio esteso dal presente
regolamento per le importazioni da società che non eludono le misure
antidumping istituite dal regolamento (UE) n. 2/2012.
6.           COMUNICAZIONE DELLE
CONCLUSIONI
(61)     Tutte le parti interessate
sono state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali che hanno
determinato le conclusioni di cui sopra e sono state invitate a presentare le
loro osservazioni. Non sono pervenute osservazioni successive alla
comunicazione delle conclusioni.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. Il dazio antidumping definitivo applicabile
a "tutte le altre società" della RPC, istituito dall'articolo 1,
paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 2/2012 sulle importazioni di taluni
elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e loro parti originari della
Repubblica popolare cinese, è esteso alle importazioni di taluni elementi di
fissaggio in acciaio inossidabile e loro parti spediti dalle Filippine,
indipendentemente dal fatto che siano o meno dichiarati originari delle
Filippine, attualmente classificabili ai codici NC ex 7318 12 10, ex 7318 14
10, ex 7318 15 30, ex 7318 15 51, ex 7318 15 61 ed ex 7318 15 70 (codici TARIC
7318 12 10 11, 7318 12 10 91, 7318 14 10 11, 7318 14 10 91, 7318 15 30 11, 7318
15 30 61, 7318 15 30 81, 7318 15 51 11, 7318 15 51 61, 7318 15 51 81, 7318 15
61 11, 7318 15 61 61, 7318 15 61 81, 7318 15 70 11, 7318 15 70 61 e 7318 15 70
81), ad eccezione di quelli prodotti dalle società elencate qui di seguito.
Società            Codice addizionale Taric
Multi-Tek Fasteners Inc, Clark Freeport Zone, 
Pampanga, Filippine      B355
Rosario Fasteners Corporation, Cavite Economic
Area, Filippine          B356
2. L'applicazione delle esenzioni concesse
alle società elencate al paragrafo 1 del presente articolo oppure autorizzate
dalla Commissione in conformità dell'articolo 3, paragrafo 2, è soggetta alla
condizione relativa alla presentazione alle autorità doganali degli Stati
membri di una fattura commerciale valida, conforme alle prescrizioni
dell'allegato. Qualora la suddetta fattura non
sia presentata, si applica il dazio antidumping di cui al paragrafo 1 del
presente articolo.
3. Il dazio esteso in virtù del paragrafo 1
del presente articolo viene riscosso sulle importazioni spedite dalle
Filippine, a prescindere dal fatto che siano dichiarate originarie delle
Filippine o no, registrate in conformità dell'articolo 2 del regolamento (UE)
n. 2/2012 e degli articoli 13, paragrafo 3 e 14, paragrafo 5 del regolamento
(CE) n. 1225/2009, ad eccezione di quelle prodotte dalle società elencate al
paragrafo 1. 
4. Salvo diversa indicazione, si applicano le
norme vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
L'inchiesta riguardante la possibile elusione
delle misure antidumping istituite dal regolamento (UE) n. 2/2012 sulle
importazioni di taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e loro
parti originari della Repubblica popolare cinese mediante importazioni di
taluni elementi di fissaggio in acciaio inossidabile e loro parti spediti dalla
Malaysia e dalla Thailandia, indipendentemente dal fatto che siano o meno
dichiarati originari della Malaysia e della Thailandia, è chiusa.
Articolo 3
1. Le richieste di esenzione dal dazio esteso
a norma dell'articolo 1 sono presentate per iscritto in una delle lingue
ufficiali dell'Unione europea e devono essere firmate da una persona autorizzata
a rappresentare il richiedente. La richiesta va inviata al seguente indirizzo:
Commissione
europea
Direzione generale del Commercio
Direzione H
Ufficio: N-105 08/20
1049 Bruxelles/Brussel
Belgique/België
Fax (32 2) 295 65 05
2. A norma dell'articolo 13,
paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1225/2009 la Commissione,
sentito il comitato consultivo, può autorizzare, mediante decisione,
l'esenzione dal dazio esteso a norma dell'articolo 1 per le importazioni
da società che non eludono le misure antidumping istituite dal regolamento (UE)
n. 2/2012.
Articolo 4
Le autorità doganali sono invitate a
sospendere la registrazione delle importazioni prevista conformemente
all'articolo 2 del regolamento (UE) n. 2/2012.
Articolo
5
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO
Una dichiarazione firmata da un responsabile
del soggetto giuridico che emette la fattura commerciale, formulata secondo il
seguente modello, deve figurare sulla fattura commerciale valida di cui
all'articolo 1, paragrafo 2:
1) nome e funzione del responsabile del
soggetto giuridico che ha emesso la fattura commerciale;
2) la seguente dichiarazione: "Il
sottoscritto certifica che il (volume) di (prodotto in esame) venduto per
l'esportazione nell'Unione europea e coperto dalla presente fattura è stato
fabbricato da (nome e indirizzo della società) (codice addizionale TARIC) in
(paese interessato). Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute
nella presente fattura sono complete ed esatte";
3) data e firma.
[1]               GU L 343
del 22.12.2009, pag. 51.
[2]               GU L 5
del 7.1.2012, pag. 1.
[3]               GU L 302
del 19.11.2005, pag. 1.
[4]               GU L 153
del 14.6.2012, pag. 8.
[5]               GU L 302 del 19.11.2005, pag. 1.