CELEX: 31990L0207
Language: it
Date: 1990-04-04 00:00:00
Title: Direttiva 90/207/CEE della Commissione del 4 aprile 1990 che modifica la seconda direttiva 82/434/CEE per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai metodi di analisi necessari per controllare la composizione dei prodotti cosmetici

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31990L0207

Direttiva 90/207/CEE della Commissione del 4 aprile 1990 che modifica la seconda direttiva 82/434/CEE per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai metodi di analisi necessari per controllare la composizione dei prodotti cosmetici  

Gazzetta ufficiale n. L 108 del 28/04/1990 pag. 0092 - 0101 edizione speciale finlandese: capitolo 13 tomo 19 pag. 0177  edizione speciale svedese: capitolo 13 tomo 19 pag. 0177  edizione speciale in lingua ceca: capitolo 13 tomo 010 pag. 122  - 131 edizione speciale in lingua estone: capitolo 13 tomo 010 pag. 122  - 131 edizione speciale in lingua ungherese capitolo 13 tomo 010 pag. 122  - 131 edizione speciale in lingua lituana: capitolo 13 tomo 010 pag. 122  - 131 edizione speciale in lingua lettone: capitolo 13 tomo 010 pag. 122  - 131 edizione speciale in lingua maltese: capitolo 13 tomo 010 pag. 122  - 131 edizione speciale in lingua polacca: capitolo 13 tomo 010 pag. 122  - 131 edizione speciale in lingua slovacca: capitolo 13 tomo 010 pag. 122  - 131 edizione speciale in lingua slovena: capitolo 13 tomo 010 pag. 122  - 131 edizione speciale in lingua bulgare: capitolo 13 tomo 09 pag. 238  - 247 edizione speciale in lingua romena: capitolo 13 tomo 09 pag. 238  - 247

		Direttiva della Commissionedel 4 aprile 1990che modifica la seconda direttiva 82/434/CEE per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai metodi di analisi necessari per controllare la composizione dei prodotti cosmetici(90/207/CEE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,considerando che la seconda direttiva 82/434/CEE della Commissione, del 14 maggio 1982, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai metodi di analisi necessari per controllare la composizione dei prodotti cosmetici [1], prevede un metodo di analisi comune concernente l'identificazione e il dosaggio della formaldeide libera;considerando che, alla luce dei nuovi dati scientifici e tecnici, si è rivelato necessario modificare questo metodo di analisi;considerando che le misure previste dalla presente direttiva sono conformi al parere del comitato per l'adeguamento al progresso tecnico delle direttive intese ad eliminare gli ostacoli tecnici agli scambi nel settore dei prodotti cosmetici,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1Il capitolo IV dell'allegato della seconda direttiva 82/434/CEE è sostituito dal testo che figura nell'allegato della presente direttiva.Articolo 2Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 1990. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Le disposizioni adottate in forza del primo comma si riferiscono esplicitamente alla presente direttiva.Articolo 3Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, il 4 aprile 1990.Per la CommissioneKarel Van MiertMembro della Commissione[1] GU n. L 185 del 30. 6. 1982, pag. 1.--------------------------------------------------ALLEGATO«IV. IDENTIFICAZIONE E DOSAGGIO DELLA FORMALDEIDE LIBERA1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONEIl metodo descrive l'identificazione e due dosaggi della formaldeide libera a seconda o no della presenza di donatori di formaldeide. Esso è applicabile a tutti i prodotti cosmetici.1.1. Identificazione1.2. Dosaggio colorimetrico globale con acetilacetoneQuesto metodo si applica quando la formaldeide è usata da sola o con altri conservanti che non cedano formaldeide.In caso contrario e se il risultato ottenuto con tale metodo supera la concentrazione massima autorizzata nel prodotto finito, si utilizza il metodo successivo.1.3. Dosaggio in presenza di prodotti che cedono formaldeideNel metodo precedente al momento della derivatizzazione le sostanze che cedono formaldeide sono idrolizzate e conducono a risultati troppo elevati (formaldeide libera e formaldeide liberata). È quindi obbligatorio separare la formaldeide libera con una cromatografia liquida.2. DEFINIZIONEIl contenuto di formaldeide libera nel campione determinato secondo questo metodo viene espresso in percentuale di massa di formaldeide.3. IDENTIFICAZIONE3.1. PrincipioIn ambiente di acido solforico, la formaldeide libera e quella combinata danno una colorazione rosa o malva in presenza di reattivo di Schiff.3.2. ReattiviTutti i reattivi devono essere di purezza analitica e l'acqua deve essere demineralizzata.3.2.1. Fucsina3.2.2. Solfito di sodio eptaidrato con 7H2O3.2.3. Acido cloridrico concentrato (d=1,19)3.2.4. Acido solforico, circa 1M3.2.5. Reattivo di SchiffIn un beker pesare 100 mg di fucsina (3.2.1), solubilizzarla alla temperatura di 80 °C con 75 ml di acqua demineralizzata. Raffreddare e aggiungere 2,5 g di solfito di sodio (3.2.2) e 1,5 ml di acido cloridrico (3.2.3). Portare a 100 ml.Tempo di conservazione: 2 settimane.3.3. Modo di operare3.3.1. Versare, in un beker da 10 ml, circa 2 g di campione.3.3.2. Aggiungere 2 gocce di H2SO4 (3.2.4) e 2 ml di reattivo di Schiff (3.2.5). Al momento dell'uso questo reattivo deve essere assolutamente incolore.Agitare e lasciare riposare per cinque minuti.3.3.3. Se entro cinque minuti si nota una colorazione rosa o malva, la quantità di formaldeide presente è superiore allo 0,01 %.Procedere allora al dosaggio della formaldeide libera e di quella combinata come descritto al punto 4, ed eventualmente al punto 5.4. DOSAGGIO COLORIMETRICO GLOBALE CON ACETILACETONE4.1. PrincipioIn presenza di acetato di ammonio la formaldeide reagisce con acetilacetone per formare la 3,5 diacetil-1,4-diidrotoluidina, che viene estratta con n-butanolo. Si misura quindi a 410 nm l'assorbanza dell'estratto butanolico.4.2. ReattiviTutti i reattivi devono essere di purezza analitica e l'acqua deve essere demineralizzata.4.2.1. Ammonio acetato anidro4.2.2. Acido acetico (d204 = 1,05)4.2.3. Acetilacetone distillato di recente sotto vuoto 25 mm Hg 25° e tale da non presentare assorbanza a 410 nm4.2.4. n-butanolo4.2.5. Acido cloridrico M4.2.6. Acido cloridrico, circa 0,1 M4.2.7. Idrossido di sodio M4.2.8. Salda d'amido: preparata di fresco secondo la Farmacopea europea (1 g/50 ml di acqua) 2a edizione 1980, parte I-VII-1-14.2.9. Soluzione di formaldeide al 37-40 %4.2.10. Soluzione titolata di iodio 0,05 M4.2.11. Soluzione titolata di sodio tiosolfato 0,1 M4.2.12. Reattivo all'acetilacetoneIn un matraccio tarato da 1000 ml sciogliere:- 150 g di acetato di ammonio (4.2.1)- 2 ml di acetilacetone (4.2.3)- 3 ml di acido acetico (4.2.2)Portare a volume con acqua (pH della soluzione circa 6,4).Questo reattivo deve essere stato preparato di recente.4.2.13. Reattivo (4.2.12) senza acetilacetone4.2.14. Soluzione di riferimento di formaldeide: soluzione madreIntrodurre 5 g di formaldeide (4.2.9) in un matraccio tarato da 1000 ml e portare a volume con acqua.Determinare il titolo della soluzione madre:Prelevare 10,00 ml, aggiungere 25,00 ml della soluzione titolata di iodio (4.2.10) e 10 ml di soluzione d'idrossido di sodio (4.2.7).Lasciare a riposo per cinque minuti.Acidificare con 11 ml di HCl (4.2.5) e dosare l'eccesso di iodio con una soluzione titolata di tiosolfato di sodio (4.2.11) in presenza di salda d'amido come indicatore.1,00 ml di soluzione di iodio (4.2.10) corrisponde a 1,5 mg di formaldeide.4.2.15. Soluzione di riferimento di formaldeide diluitaPipettare 5,00 ml di soluzione 4.2.14 in un matraccio tarato da 100 ml e portare a volume con acqua.Pipettare 5,00 ml della suddetta soluzione in un matraccio tarato da 500 ml e portare a volume con acqua.1 ml di quest'ultima soluzione contene circa 1 µg di formaldeide.Questo titolo va controllato esattamente.4.3. Apparecchiatura4.3.1. Materiale comune di laboratorio4.3.2. Filtro "separatore di fasi" Whatman 1 PS o analogo4.3.3. Centrifuga4.3.4. Bagnomaria con termostato a 60 °C4.3.5. Spettrofotometro4.3.6. Cellette di vetro con cammino ottico di 1 cm4.4. Modo di operare4.4.1. Soluzione campioneIn un matraccio tarato da 100 ml pesare con la precisione di 0,001 g una quantità (m espressa in g) di campione da analizzare, tale da contenere circa 150 µg di formaldeide.Portare a volume con acqua e mescolare (soluzione S). Verificare che il pH sia prossimo a 6, in caso contrario effettuare la diluizione nella soluzione di acido cloridrico (4.2.6).Versare in una beuta da 50 ml:- 10,00 ml di soluzione S- 5,00 ml di reattivo all'acetilacetone (4.2.12)- acqua sino ad un volume totale di 30 ml4.4.2. Soluzione di riferimentoLe possibili interferenze di un colore di fondo presente nel campione in esame possono essere eliminate con questa soluzione di riferimento.Porre in una beuta conica da 50 ml:- 10,00 ml di soluzione S- 5,00 ml del reattivo (4.2.13)- acqua sino ad un volume totale di 30 ml4.4.3. Soluzione per la prova in biancoPorre in una beuta da 50 ml:- 5,00 di reattivo all'acetilacetone (4.2.12)- acqua sino ad un volume totale di 30 ml4.4.4. Dosaggio4.4.4.1. Agitare le soluzioni preparate come indicato ai punti 4.4.1, 4.4.2 e 4.4.3.Immergere le beute in bagnomaria alla temperatura di 60 °C per dieci minuti esatti.Raffreddare poi tenendo le suddette beute per due minuti in un bagno di acqua ghiacciata.4.4.4.2. Trasferire separatamente il contenuto di ogni beuta in un imbuto separatore da 50 ml contenente 10,0 ml esatti di n-butanolo (4.2.4). Lavare ogni beuta con 3-5 ml di acqua,Agitare vigorosamente ogni imbuto separatore per 30 secondi esatti, Lasciare decantare.4.4.4.3. Filtrare la fase butanolica con un filtro "separatore di fasi" (4.3.2) nelle cellette di misura.Si può anche ricorrere ad un centrifugazione della fase organica (3000 g per cinque minuti).4.4.4.4. Misurare l'assorbanza A1 a 410 nm della fase organica della soluzione (4.4.1) rispetto alla fase organica della soluzione (4.4.2).4.4.4.5. Analogamente misurare l'assorbanza A2 della fase organica della soluzione (4.4.3) rispetto al n-butanolo.NB:Queste operazioni devono avvenire entro 25 minuti dall'inizio della termostatazione a 60 °C.4.4.5. Curva di taratura4.4.5.1. Porre in una beuta da 50 ml:- 5,00 ml di soluzione di riferimento diluita (4.2.15)- 5,00 ml di reattivo all'acetilacetone (4.2.12)- acqua sino ad un volume totale di 30 ml4.4.5.2. Continuare il procedimento analitico come descritto in (4.4.4) e misurare l'assorbanza usando n-butanolo (4.2.4) come riferimento.4.4.5.3. Ripetere il procedimento con 10, 15, 20, 25 ml di soluzione standard diluita (4.2.15).4.4.5.4. Per ottenere il valore del punto 0 (corrispondente alla colorazione dei reattivi) procedere come descritto al punto 4.4.4.5).4.4.5.5. Costruire la curva di taratura dopo la sottrazione del valore dell'assorbanza del punto 0 al valore di ogni assorbanza ottenuta ai punti 4.4.5.1 e 4.4.5.3.La legge Beer è rispettata per una quantità di formaldeide che non superi i 30 µg.4.5. Calcoli4.5.1. Sottrarre il valore di A2 da A1 e leggere sulla curva di taratura (4.4.5.5) la quantità C espressa in µg di formaldeide contenuta nella soluzione (4.4.1).4.5.2. Il contenuto di formaldeide del campione (% m/m) si calcola con la seguente formula:m : massa in grammi del campione da analizzare.4.6. Ripetibilità [1]Per un contenuto di formaldeide dello 0,2 %, la differenza tra i risultati di due determinazioni parallele effettuate sullo stesso campione non deve superare 0,005 % per il dosaggio colorimetrico con acetilacetone.Se con il dosaggio della formaldeide libera si ottengono valori superiori a quelli previsti dalla direttiva 76/768/CEE, e cioè:a) compresi tra 0,05 % e 0,2 % per prodotti non etichettati;b) superiore allo 0,2 % per prodotti etichettati o non: si deve operare con il metodo descritto al paragrafo 5.5. DOSAGGIO IN PRESENZA DI SOSTANZE CHE CEDONO FORMALDEIDE5.1. PrincipioLa formaldeide separata è trasformata in derivato lutidinico con acetilacetone in un reattore postcolonna. Il derivato formato viene identificato mediante assorbimento a 420 nm.5.2. ReattiviTutti i reattivi devono essere di purezza analitica e l'acqua deve essere demineralizzata.5.2.1. Acqua per HPLC5.2.2. Acetato di ammonio anidro5.2.3. Acido acetico concentrato5.2.4. Acetilacetone (conservato a 4 °C)5.2.5. Fosfato disodico anidro5.2.6. Acido ortofosforico all'85 % (d = 1,7)5.2.7. Metanolo5.2.8. Diclorometano5.2.9. Soluzione di formaldeide al 37-40 %5.2.10. Idrossido di sodio M5.2.11. Acido cloridrico M5.2.12. Acido cloridrico 0,002 M5.2.13. Salda d'amido preparata di fresco secondo la Farmacopea europea5.2.14. Soluzione titolata di iodio 0,05 M5.2.15. Soluzione titolata di sodio tiosolfato 0,1 M5.2.16. Fase mobileSoluzione acquosa di fosfato disodico (5.2.5) 0,006 M portata a pH 2,1 con acido ortofosforico (5.2.6).5.2.17. Reattivo postcolonnaDisciogliere in una beuta tarata da 1000 ml:- 62,5 g di acetato di ammonio (5.2.2)- 7,5 ml di acido acetico (5.2.3)- 5 ml di acetilacetone (5.2.4)Portare a volume con acqua (5.2.1).Mantenere questo reattivo al riparo della luce a 25 °C (conservazione: 3 giorni): non si devono evidenziare cambi di colore.5.2.18. Soluzione di riferimento di formaldeide: soluzione madreIn un matraccio tarato da 1000 ml, introdurre 10 g di soluzione di formaldeide (5.2.9) e portare a volume con acqua. Determinazione del titolo in formaldeide di tale soluzione:Prelevare 5,00 ml, aggiungere 25,00 ml della soluzione titolata di iodio (5.2.14) e 10 ml di soluzione di idrossido di sodio (5.2.10).Lasciare a riposo per cinque minuti. Acidificare con 11 ml di HCl (5.2.11) e titolare l'eccesso di iodio con una soluzione titolata di sodio tiosolfato (5.2.15) usando come indicatore salda d'amido (5.2.13).1,00 ml di soluzione di iodio 0,1 N corrisponde a 1,5 mg di formaldeide.5.2.19. Soluzione di riferimento di formaldeide: soluzione diluitaDiluire a 1/100 la soluzione madre nella fase mobile (5.2.16).1 ml di tale soluzione contiene circa 37 µ di formaldeide.Questo titolo va controllato esattamente.5.3. Apparecchiatura5.3.1. Materiale comune di laboratorio5.3.2. Una pompa HPLC senza pulsazioni5.3.3. Una pompa a bassa pressione senza pulsazioni per il reattivo (o una seconda pompa HPLC avente le stesse caratteristiche della prima)5.3.4. Una valvola di iniezione munita di un loop da 10 µl5.3.5. Il reattore postcolonna è costituito dai seguenti componenti:un pallone a tre colli da 1 l+ un riscaldatore per palloni da 1 l+ 2 colonne Vigreux con un minimo di 10 piatti (refrigerante ad aria)+ tubo inox (per scambio termico) da 1,6 mm - Ø interno 0,23 mm; L = 400 mm+ tubo in Teflon da 1,6 mm - Ø interno 0,30 mm; L = 5 m (vedere allegato I)+ 1 raccordo a T senza volume morto (Valco o equivalente)+ 3 raccordi Union senza volume mortoÈ possibile utilizzare un modulo postcolonna (Applied Biosystems PCRS 520 o equivalente) munito di un reattore da 1 ml.5.3.6. Membrana filtrante da 0,45 µm (Gelman o equivalente)5.3.7. Cartuccia filtrante SEP PAKR C 18 o equivalente5.3.8. Colonne pronte per l'uso- Bischoff hypersil RP 18 (tipo NC rif C 25.46 1805)(5 µm - L = 250 mm - Ø interno = 4,6 mm), oppure Dupont, Zorbax ODS (5 µm - L = 250 mm - Ø interno = 4,6 mm), oppure Phase SEP, spherisorb ODS 2 (5µm - L = 250 mm — Ø interno = 4,0 mm)5.3.9. Precolonna- Bischoff K1 hypersil RP 18 (Rif K1 G 6301 1805)5µm - L = 10 mm, o equivalente5.3.10. La colonna e la precolonna sono collegate con un sistema Ecotube (rif. A 15020508 Bischoff) equivalente.5.3.11. Effettuare il montaggio dell'apparecchiatura 5.3.5 secondo lo schema riportato nell'appendice 2I collegamenti dopo la valvola ad iniezione devono essere i più corti possibile. In questo caso il tubo inossidabile inserito tra l'uscita del reattore e l'entrata del rivelatore ha lo scopo di raffreddare la miscela prima della rivelazione. La temperatura non è nota, ma costante.5.3.12. Rivelatore UV visibile5.3.13. Registratore5.3.14. Centrifuga5.3.15. Bagno ad ultrasuoni5.3.16. Agitatore oscillante (tipo Vortex o equivalente)5.4. Modo di operare5.4.1. Curva di taraturaViene effettuata usando il valore dell'altezza dei picchi ottenuti in funzione delle concentrazioni corrispondenti. Si preparano le soluzioni standard per diluizione della soluzione di riferimento di formaldeide (5.2.19) con la fase mobile (5.2.16).- 1,00 ml di soluzione di riferimento (5.2.19) diluita a 20,00 ml corrisponde a circa 185 µg/100 ml- 2,00 ml di soluzione di riferimento (5.2.19) diluita a 20,00 ml corrisponde a circa 370 µg/100 ml- 5,00 ml di soluzione di riferimento (5.2.19) diluita a 25,00 ml corrisponde a circa 740 µg/100 ml- 5,00 ml di soluzione di riferimento (5.2.19) diluita a 20,00 ml corrisponde a circa 925 µg/100 mlLe soluzioni standard sono conservate per circa un'ora alla temperatura di laboratorio e devono essere preparate di recente.Si ha una buona linearità della curca di taratura per concentrazioni comprese fra 100 e 1500 µg/100 ml.5.4.2. Preparazione dei campioni5.4.2.1. Emulsioni (creme — fondi tinta — eyelliners)Pesare in una beuta tappata da 100 ml con la precisione di 0,001 g, una massa (m) del campione da esaminare (in g) corrispondente ad una quantità di formaldeide che si suppone di circa 100 µg.Aggiungere 20,00 ml di diclorometano (5.2.8) e 20,00 ml di acido cloridrico (5.2.12).Mescolare con l'agitatore oscillante (5.3.16) e con gli ultrasuoni (5.3.15). Separare le due fasi per centrifugazione (3000 g. per 2 minuti).Lavare quindi una cartuccia filtrante (5.3.7) con 2,00 ml di metanolo (5.2.7) e condizionarla con 5 ml di acqua (5.2.1). Far passare 4 ml della fase acquosa dell'estratto attraverso la cartuccia condizionata, eliminare i primi 2 ml e recuperare la frazione successiva.5.4.2.2. Lozioni e shampooPesare con la precisione di 0,001 g una massa (m) del campione in esame (in g) corrispondente ad una quantità di formaldeide che si suppone di circa 500 µg.Completare a 100 ml con la fase mobile (5.2.16) filtrare la soluzione su un filtro (5.3.6) e iniettarla o farla passare attraverso una cartuccia (5.3.7) come descritto precedentemente al 5.4.2.1. Tutte le soluzioni vanno iniettate subito dopo essere state preparate.5.4.3. Condizioni cromatografiche- Flusso della fase mobile: 1 ml/min- Flusso del reattivo: 0,5 ml/min- Flusso totale all'uscita del rivelatore: 1,5 ml/min- Volume iniettato: 10 µl- Temperatura di eluizione: nelle separazioni difficili la colonna è immersa in un bagno di ghiaccio fondente: attendere che si raggiunga l'equilibrio termico.- Temperature di reazione postcolonna: 100 °C- Rivelazione: 420 nmNB:Dopo l'uso il gruppo sistema cromatografico e postcolonna deve essere sciacquato con acqua 5.2.1. Nel caso di arresto di più di due giorni a tale risciacquo deve seguirne un altro effettuato con metanolo. Prima di ricondizionare il sistema effettuare un passaggio con acqua per evitare ricristallizzazioni.5.5. CalcoloEmulsioni (5.4.2.1)Tenore di formaldeide % (m/m):Lozioni e shampoo (5.4.2.2)Tenore in formaldeide % (m/m):dove:m = massa in g del campione in esame;C = concentrazione in µg/100 ml in formaldeide letta sulla curca di taratura (5.4.1).5.6. Ripetibilità [2]Per un tenore di formaldeide dello 0,2 % la differenza tra i risultati di due dosaggi paralleli effettuati su un medesimo campione non deve superare lo 0,005 %.Per un tenore di formaldeide dello 0,05 %, la differenza tra i risultati di due dosaggi paralleli effettuati su un medesimo campione non deve superare lo 0,001 %.[1] Secondo la norma ISO 5725.[2] Secondo la norma ISO 5725.--------------------------------------------------Appendice 1PREPARAZIONE DELLA CAMERA DI REAZIONE MEDIANTE BOBINA DI LEGNO A TUBO DI TEFLON ("TRICOTIN")ACCESSORI NECESSARI PER LA REALIZZAZIONE DEL "TRICOTIN"- 1 bobina di legno:diametro esterno di 5 cm con al centro un foro da 1,5 cm. Piantare 4 chiodi di acciaio equidistanti fra di loro (vedere lo schema della bobina in figura 1 e figura 2) in modo che ogni chiodo disti da quello adiacente 1,8 cm e sia piantato a 0,5 cm di distanza dalla circonferenza del foro.- 1 asta rigida (del tipo ad uncino) per realizzare gli occhielli con il tubo di Teflon.- Tubicino di Teflon da 1,6 mm — Ø interno: 0,3 mm — lunghezza: 5 m.REALIZZAZIONE DEL "TRICOTIN"Per realizzare il "Tricotin" occorre infilare il tubo di Teflon dall'alto verso il basso nel foro centrale della bobina (lasciandolo fuoriuscire dall'estremità inferiore della bobina di circa 10 cm; ciò consentirà di tirare leggermente la catenella durante la confezione); avvolgere quindi il tubicino attorno a ciascuno dei 4 chiodi per fare il primo giro (vedi figura 3).L'entrata e l'uscita del Tricotin saranno provviste di ferule e di viti di compressione, avendo cura di non schiacciare il Teflon quando si effettua l'aggraffatura.A partire dal secondo giro far passare il tubicino all'esterno di ciascun chiodo per poter formare un occhiello nel modo seguente:- far passare con l'aiuto dell'asta rigida il tubicino del giro inferiore sul tubicino del giro superiore (vedi figura 4).Ripetere l'operazione su ciascun chiodo rispettando l'ordine 1-2-3-4 fino a 5 m o alla lunghezza desiderata.Lasciare circa 10 cm di tubo per chiudere la catenella. Passare il tubo in ciascuno dei quattro occhielli e tirare leggermente: la catenella si chiude.NB:Esiste sul mercato un Tricotin confezionato per le reazioni postcolonna.Schema della bobina+++++ TIFF +++++--------------------------------------------------Appendice 21 = Pompa HPLC2 = Valvola di iniezione3 = Colonna con precolonna4 = Pompa reattivo5 = Raccordo a T senza volume morto5′ = T (Vortex)6-6′ = Raccordo Union senza volume morto7 = Tricotin7′ = Reattore8 = Pallone a tre colli con acqua bollente9 = Sistema di riscaldamento10 = Refrigerante11 = Tubo inox scambiatore di calore11′ = Scambiatore di calore12 = Rivelatore UV visibile13 = Modulo postcolonna PCRS 520+++++ TIFF ++++++++++ TIFF +++++--------------------------------------------------