CELEX: C1999/136/10
Language: it
Date: 1999-05-15 00:00:00
Title: Causa C-57/99 P: Ricorso della signora Karola Gluiber contro l'ordinanza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Prima Sezione) 21 dicembre 1998, nella causa T-122/98, Karola Gluiber contro Consiglio dell'Unione europea e Commissione delle Comunità europee, presentato il 19 febbraio 1999

15.5.1999              IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 136/7
Ricorso della signora Karola Gluiber contro l’ordinanza                  Motivi e principali argomenti
del Tribunale di primo grado delle Comunità europee
(Prima Sezione) 21 dicembre 1998, nella causa T-122/98,                  — Il Tribunale di primo grado non avrebbe dovuto dichiarare
Karola Gluiber contro Consiglio dell’Unione europea                          irricevibile il ricorso presentato in base agli artt. 173 e 215
e Commissione delle Comunità europee, presentato il                          del Trattato CE, in combinato con l’art. 5 del Trattato
                        19 febbraio 1999                                     sull’Unione europea, con la motivazione secondo cui i
                                                                             comportamenti contestati ricadrebbero nella competenza
                                                                             di un Stato membro. La distinzione tra comportamenti di
                       (Causa C-57/99 P)                                     uno Stato membro e quelli della Comunità è irrilevante per
                                                                             una comunità di diritto quale è l’Unione europea. Le
                                                                             direttive costituiscono atti giuridici che comportano per
                        (1999/C 136/10)                                      gli Stati membri un obbligo di attuazione nell’ambito degli
                                                                             obiettivi imposti dalla Commissione o dal Consiglio. In
Il 19 febbraio 1999, la signora Karola Gluiber, con l’avv.                   caso di omessa attuazione di une direttiva, la Corte di
Dr. Jur. Dieter Rogalla, con domicilio eletto in Lussemburgo                 giustizia deve intervenire per correggere la situazione
presso lo studio legale Decker & Braun, Avenue Marie-Thérèse,                esistente.
L-2013 Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla Corte di                    — Violazione del principio del diritto di essere sentiti: l’ordi-
giustizia delle Comunità europee un ricorso contro l’ordinanza               nanza impugnata è stata emessa senza che l’atto introdutti-
del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Prima                   vo fosse stato notificato ai convenuti. Del pari, la stessa
Sezione) 21 dicembre 1998 nella causa T-122/98, Karola                       ordinanza è stata emessa senza lo svolgimento della
Gluiber/Consiglio dell’Unione europea e Commissione delle                    trattazione orale ai sensi dell’art. 55 del regolamento di
Comunità europee.                                                            procedura.
La ricorrente in secondo grado conclude che la Corte voglia:
— annullare l’ordinanza del Tribunale di primo grado del
    21 dicembre 1998, nella causa T-122/98;                              Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Finanz-
                                                                         gericht di Brema, con ordinanza del 2 febbraio 1999, nella
                                                                           causa D. Wandel GmbH contro Hauptzollamt Bremen
— dichiarare la nullità dei singoli provvedimenti che discrimi-
    nano illegalmente la ricorrente a motivo della sua apparte-                                    (Causa C-66/99)
    nenza al sesso femminile;
                                                                                                   (1999/C 136/11)
— condannare i convenuti a impugnare in base alle norme
    del Trattato CE e a rendere inoperanti i provvedimenti,              Con ordinanza 2 febbraio 1999, pervenuta nella cancelleria
    discriminatori nei confronti della ricorrente, dello Stato           della Corte il 25 febbraio 1999, nella causa D. Wandel GmbH
    membro della Comunità Repubblica federale di Germania                e Hauptzollamt Bremen, il Finanzgericht di Brema, 2a Sezione,
    e del suo Stato federato;                                            ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
                                                                         seguenti questioni pregiudiziali:
— condannare i convenuti al versamento a favore della                    1. Se l’art. 201, n. 1, lett. A), in combinato disposto con il
    ricorrente di un importo totale pari a 18 700,32 DM,                     suo n. 2, del regolamento (CEE) del Consiglio del 12 ottobre
    corrispondente alle spese sostenute senza esito per il                   1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunita-
    giudizio dinanzi ai giudici tedeschi;                                    rio (GUCE L 302, del 19.10.1992, pag. 1), debba essere
                                                                             interpretato nel senso che sorge un’obbligazione doganale
— condannare i convenuti alle spese del presente procedi-                    all’importazione già se viene ricevuta dall’autorità doganale
    mento;                                                                   competente una dichiarazione doganale rispondente ai
                                                                             requisiti dell’art. 62 del codice doganale presentata per
— in subordine, sospendere il procedimento ai sensi del-                     l’immissione in libera pratica di merci non comunitarie e
    l’art. 82 bis, n. 1, lett. b), del regolamento di procedura              l’accettazione viene documentata da una annotazione sui
    della Corte di giustizia, per sottoporre la questione alla               registri doganali.
    Corte europea dei diritti dell’uomo, in particolare per              2. In caso di soluzione in senso affermativo della questione
    quanto riguarda la dichiarazione che la mancata completa                 sub 1):
    attuazione della direttiva 76/207/CEE del Consiglio delle
    Comunità europee nell’ordinamento tedesco costituisce                    Se l’art. 75 del codice doganale debba essere interpretato
    una violazione:                                                          nel senso che l’autorità doganale che a accettato una tale
                                                                             dichiarazione doganale è legittimata a considerare invalida
                                                                             la dichiarazione, o a invalidarla senza una richiesta del
    a) dell’art. 6 CEDU (Convenzione europea dei diritti                     dichiarante rivolta a tal fine, con la conseguenza che
         dell’uomo)                                                          un’obbligazione doganale sorta ai sensi dell’art. 201, n. 1,
                                                                             lett. a), del codice doganale va considerata come non sorta
    b) dell’art. 11 CEDU                                                     o, ai sensi dell’art. 233, lett. c), primo trattino, del codice
                                                                             doganale, è estinta, se le merci dichiarate non possono
                                                                             essere svincolate al dichiarante poiché prima dell’esecuzio-
    c) dell’art. 14 CEDU                                                     ne della visita doganale disposta sono state rimosse dal
                                                                             luogo di deposito a tal fine previsto e dall’ambito di
    d) dell’art. 50 CEDU.                                                    competenza dell’autorità doganale.