CELEX: 31991D0535
Language: it
Date: 1991-07-19 00:00:00
Title: 91/535/CEE: Decisione della Commissione, del 19 luglio 1991, che dichiara la compatibilità con il mercato comune di una concentrazione (Caso n. IV/M068 - Tetra Pak/Alfa-Laval) regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)

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31991D0535

91/535/CEE: Decisione della Commissione, del 19 luglio 1991, che dichiara la compatibilità con il mercato comune di una concentrazione (Caso n. IV/M068 - Tetra Pak/Alfa-Laval) regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 290 del 22/10/1991 pag. 0035 - 0043

DECISIONE DELLA COMMISSIONE  del 19 luglio 1991  che dichiara la compatibilità con il mercato comune di una concentrazione (Caso n. IV/M068 - Tetra Pak/Alfa-Laval) Regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio  (Il testo in lingua inglese è il solo  facente fede)  (91/535/CEE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicedmbre 1989, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese (1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 2,  vista la decisione del 19 marzo 1991 con la quale la Commissione ha avviato la procedura nel presente caso,  sentito il comitato consultivo in materia di concentrazioni (2),  considerando i seguenti fatti:  I. NATURA DELLA PROCEDURA  La procedura riguarda una concentrazione notificata alla Commissione a norma dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 4064/89. La notificazione ha avuto effetto a partire dal 18 febbraio 1991. L'operazione di concentrazione consiste nella proposta di  acquisizione mediante offerta pubblica, da parte di Tetra Pak International SA, della totalità del capitale azionario di Alfa-Laval AB.  II. LE PARTI  Nel 1989, ultimo anno per cui sono disponibili dati, Tetra Pak (Svizzera) ha presenato un fatturato mondiale di 3 218 milioni di ecu, di cui 1 645 milioni di ecu realizzati nella Comunità. Il fatturato comunitario non è stato realizzato per oltre due  terzi all'interno di un solo e medesimo Stato membro. L'attività di Tetra Pak è limitata ai sistemi di condizionamento di alimenti liquidi.  Le macchine per il condizionamento di liquidi prodotte da Tetra Pak si suddividono in due categorie principali: sistemi per l'imballaggio di liquidi in condizioni asettiche (sterili) e sistemi per l'imballaggio di liquidi concepiti per il latte  pastorizzato e i succhi di frutta freschi.  Alfa-Laval AB è una società svedese, quotata alla borsa valori di Stoccolma. Nel 1989, ultimo anno per la quale sono disponibili dati, ha presentato un fatturato mondiale di 2 145 milioni di ecu, di cui 780 milioni di ecu realizzati nella Comunità. Il  fatturato comunitario non è stato realizzato per oltre due terzi all'interno di un solo e medesimo Stato membro.  Alfa-Laval è uno dei principali produttori mondiali di apparecchiature di lavorazione. Le sue attività possono suddividersi in tre settori distinti:  - Industria: Alfa-Laval produce attrezzature industriali per cinque tipi principali di funzioni: automazione, dosaggio e analisi, regolazione dei flussi, separazione e tratttamento termico.  - Lavorazione di prodotti alimentari: Alfa-Laval produce quasi tutti i tipi di macchine utilizzate nell'industria alimentare. Si tratta di impianti per la fabbricazione, lo stoccaggio, la pastorizzazione, ecc. di latte e derivati del latte, succhi di  frutta, oli e grassi, vino e birra, pesce e carni e un'ampia gamma di altri prodotti alimentari.  - Attrezzature agricole: Alfa-Laval è uno dei principali produttori di attrezzature di lavorazione e di controllo in tale settore.  III. DIMENSIONE COMUNITARIA DELLA CONCENTRAZIONE  Qualora, grazie all'offerta pubblica di acquisto, Tetra Pak acquisisse l'intero capitale azionario di Alfa-Laval, l'operazione costituirebbe una concentrazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (CEE) n. 4064/89. Sono  inoltre raggiunte le soglie definite all'articolo 1, paragrafo 2 di detto regolamento e le parti non realizzano più dei due terzi del loro fatturato comunitario totale in uno Stato membro. L'operazione notificata ha quindi dimensione comunitaria.  IV. ANALISI  A. Introduzione  La Commissione ha studiato la relazione orizzontale e verticale tra le gamme di prodotti di Alfa-Laval e Tetra Pak. Essa può essere circoscritta agli elementi seguenti:  - sul piano orizzontale la concentrazione avrebbe effetti solo per quanto riguarda il condizionamento di minestre liquide. Ambedue le aziende hanno una tecnica di lavorazione atta ad essere utilizzata per questa operazione;  - sul piano verticale Alfa-Laval vende l'ingegneria per il macchinario, tubazioni di acciaio inossidabile, valvole e morsetti e scambiatori di calore. Tali prodotti sono utilizzati da Tetra Pak nella fabbricazione delle sue macchine di condizionamento.   Per quanto riguarda, quindi, la sovrapposizione orizzontale e verticale fra le gamme di prodotti delle due società, poiché tale sovrapposizione si verifica solo in un ambito molto limitato e in settori in cui esse hanno una quota di mercato assai  ridotta, secondo la Commissione l'operazione di cui trattasi non dà adito ad obiezioni sotto il profilo della sua compatibilità con il mercato comune.  Tuttavia, anche se tecnicamente la relazione verticale tra Tetra Pak e Alfa-Laval è circoscritta all'ambito sopra descritto, le due imprese producono attrezzature che, dal punto di vista dei clienti, sono in un certo senso complementari. Alfa-Laval  produce tutto il macchinario utilizzato per la lavorazione del latte e dei succhi fino al momento del condizionamento; Tetra Pak produce le macchine di condizionamento del latte e dei succhi. L'impresa risultante dalla fusione sarebbe quindi in grado di  offrire una gamma di prodotti più ampia che includerebbe ormai l'intera linea di trasformazione del latte e dei succhi.  L'esigenza di accertare con precisione la natura e la portata dei potenziali effetti di tale complementarità verticale ha indotto la Commissione ad avviare, in data 19 marzo 1991, la procedura in questo caso conformemente all'articolo 6, paragrafo 1,  lettera c) del regolamento (CEE) n. 4064/89. In particolare, nella decisione di inizio della procedura, la Commissione ha reputato necessario approfondire le questioni seguenti:  i) Nell'ipotesi che la capacità di offrire una gamma di prodotti più ampia di quella dei suoi concorrenti effettivi o potenziali conferisse a Tetra Pak un vantaggio significativo ai fini delle sue future vendite di macchine di imballaggio, occorreva  stabilire se l'operazione potesse porre in essere o rafforzare una posizione dominante sui mercati di tali macchine e relativi cartoni. Detta questione meritava secondo la Commissione un esame particolarmente attento, visto che Tetra Pak detiene quote  di mercato molto cospicue sui diversi mercati delle macchine per l'imballaggio e dei relativi fustellati.  ii) La società risultante dalla fusione acquisirebbe inoltre la possibilità di offrire, nel vendere impianti di lavorazione del latte e dei succhi, una gamma di prodotti più ampia, comprendente le attrezzature necessarie sia per la lavorazione, sia per  l'imballaggio. Nell'ipotesi che tale circostanza conferisse un vantaggio significativo ai fini della vendita delle macchine per la lavorazione, occorreva accertare se la concentrazione potesse porre in essere o rafforzare una posizione dominante sui  singoli mercati dei vari impianti di lavorazione.  B. Effetti della concentrazione  sull'attività di Tetra Pak  1. Introduzione  La Commissione ha analizzato gli effetti della concentrazione sui seguenti mercati nei quali opera Tetra Pak e che sono, a suo giudizio, mercati del prodotto di cui trattasi ai fini dell'esame della concentrazione a norma del regolamento:  - il mercato delle macchine utilizzate per l'imballaggio in cartoni di alimenti liquidi in condizioni asettiche e il mercato dei relativi cartoni;  - il mercato delle macchine utilizzate per il condizionamento in cartoni di alimenti liquidi in condizioni non asettiche e il mercato dei relativi cartoni.  2. Definizione del mercato  Le macchine per l'imballaggio asettico in cartoni sono macchine di tecnologia avanzata in grado di condizionare liquidi o semiliquidi asettici in contenitori di cartone senza che siano introdotti microrganismi nel liquido in questione. Trattasi di  macchine attualmente utilizzate soprattutto per il condizionamento del latte trattato con il procedimento UHT e di succhi trattati asetticamente.  La Commissione ha preso in esame i seguenti possibili prodotti di sostituzione di dette macchine:  - macchine per l'imballaggio asettico in contenitori di materiale diverso, come il vetro e la plastica;  - macchine per l'imballaggio non asettico in contenitori di cartone, vetro o plastica.  Si tratta dei prodotti di sostituzione più diretti per il mercato quale è stato definito sopra. Se tali prodotti non rientrano nel mercato rilevante ai fini dell'esame della notifica, è superfluo prendere in esame prodotti di sostituzione ancora meno  perfetti quali le macchine per le lattine.  Per stabilire se i possibili prodotti di sostituzione delle macchine di imballaggio asettico in cartoni costituiscono effettivamente un'alternativa ragionevole, la Commissione ha effettuato un'inchiesta ampia e particolareggiata che ha comportato  l'invio di un questionario dettagliato a numerose imprese del settore del latte dei diversi paesi della Comunità, come pure ai principali concorrenti di Alfa-Laval e di Tetra Pak e alle stesse Alfa-Laval e Tetra Pak.  2.1. Le macchine per l'imballaggio non asettico non costituiscono alternative ragionevoli  alle macchine per l'imballaggio asettico  I seguenti elementi dimostrano che l'elasticità della domanda di questi due tipi di macchine è bassa e che esse non possono quindi ragionevolmente essere considerate reciprocamente sostituibili.  i) Natura del prodotto finale: durata di conservazione  I liquidi imballati asetticamente hanno una durata di conservazione molto più lunga di quelli imballati non asetticamente. In linea di massima, il latte trattato asetticamente ha una conservabilità di sei mesi, mentre quello non trattato asetticamente  dura meno di un mese.  ii) Distribuzione  Le differenze di durata e di stabilità tra prodotti confezionati asetticamente e non asetticamente hanno conseguenze importanti allo stadio della distribuzione. I succhi e il latte confezionati non asetticamente devono essere mantenuti permanentemente  refrigerati contrariamente ai prodotti confezionati asetticamente. È questo uno dei motivi che rende molto difficile per i rivenditori del prodotto finale passare in tempi brevi da prodotti confezionati asetticamente a prodotti non asettici in risposta  a un piccolo, ma non irrilevante aumento di prezzo. Per operare tale sostituzione essi dovrebbero investire nella realizzazione di impianti refrigerati, nuovi o aggiuntivi, di distribuzione e/o di vendita.  iii) Gusto  Gli alimenti liquidi confezionati non asetticamente sono più costosi di quelli confezionati asetticamente, soprattutto a causa della maggiore onerosità della distribuzione, dello stoccaggio, del rischio di deterioramento e della presentazione. È lecito  desumerne che l'acquirente del prodotto finale attribuisce fondamentale importanza alle caratteristiche del prodotto sotto il profilo del gusto, e non alla natura del condizionamento.  iv) Il condizionamento nel caso del latte e dei succhi incide per non più del 10 % sul prezzo del prodotto finale. Un incremento del 10 % del costo totale del confezionamento (macchine e cartoni) potrebbe quindi provocare solo un amento dell'1 % del  prezzo del prodotto finale. Come spiegato sopra, i consumatori finali e i dettaglianti considerano i prodotti finali asettici e non asettici come reciprocamente sostituibili solo in parte, fra l'altro per motivi indipendenti dal prezzo. Sarebbe quindi  necessario un aumento molto considerevole dei costi di condizionamento con sistemi asettici per produrre uno spostamento significativo della domanda dei dettaglianti dai liquidi asettici ai liquidi non asettici, spostamento ripercorso poi dalle macchine  per l'imballaggio asettico alle macchine per l'imballaggio non asettico.  v) Nell'ambito della sua inchiesta la Commissione ha invitato varie imprese del settore latte e numerosi produttori di macchine per l'imballaggio asettico e non asettico ad indicare quale sarebbe stata la probabile reazione a un aumento dei prezzi delle  macchine per l'imballaggio asettico in generale. Dalle loro risposte risulta che l'elasticità in termini di prezzo della domanda di macchine per l'imballaggio asettico e non asettico è estremamente bassa. Oltre il 75 % delle risposte indica che sarebbe  necessario un aumento di prezzo superiore al 20 % per comportare modifiche dei programmi di acquisto e per sostituire i sistemi di imballaggio asettico con sistemi di imballaggio non asettico.    Alla luce di tali elementi la Commissione reputa che le macchine per l'imballaggio non asettico non costituiscono un'alternativa realistica e ragionevole alle macchine per l'imballaggio asettico.  2.2. Le macchine per l'imballaggio asettico che utilizzano contenitori di materiali diversi dal cartone non costituiscono alternative ragionevoli ai sistemi basati sui contenitori di cartone  I liquidi asettici in contenitori di cartone costituiscono oltre il 90 % del totale dei liquidi in imballaggi asettici. È tuttavia possibile condizionare liquidi asettici in contenitori di plastica o di vetro. La Commissione ha quindi esaminato se tali  metodi di condizionamento costituiscano un'alternativa ragionevole al condizionamento asettico in contenitori di cartone. Tutte le informazioni raccolte dalla Commissione indicano che tali prodotti non costituiscono parte del mercato o dei mercati del  prodotto di cui trattasi ai fini del presente caso e si configurano come sostituiti alquanto imperfetti dei sistemi che utilizzano contenitori di cartone. Questa conclusione si fonda sugli elementi che seguono:  i) Caratteristiche materiali dell'imballaggio  I prodotti asettici in contenitori di cartone si presentano nella forma di « brik » (parallelepipedi). Ciò significa che essi possono essere trasportati, presentati e immagazzinati in uno spazio molto più ridotto di quello che occorrerebbe per bottiglie  di vetro o di plastica. Inoltre, poiché un contenitore di cartone è molto più leggero di una bottiglia di vetro e occupa meno spazio di una bottiglia di vetro o di plastica, il costo di trasporto dei primi è più basso di quello dei secondi.  ii) La tutela dell'ambiente  Sotto il profilo della tutela dell'ambiente, le bottiglie di vetro sono considerate in modo più favorevole dei contenitori di cartone. La Commissione ha perciò analizzato la probabilità che per ragioni ambientali in un futuro prevedibile i sistemi di  condizionamento in cartoni vengano sostituiti da sistemi di imbottigliamento in vetro ed è giunta alla conclusione che questo non accadrà. Le risposte al questionario della Commissione indicano che gli acquirenti/locatori e i produttori di macchine di  condizionamento non prevedono tale sostituzione per un futuro prevedibile.  iii) Come spiegato sopra, il costo del condizionamento costituisce solo una piccola parte del prezzo totale al dettaglio dei liquidi in imballaggio asettico. La decisione di un dettagliante di acquistare un liquido condizionato secondo l'uno o l'altro  sistema sarà perciò influenzata solo in misura limitata da un aumento di prezzo piccolo, ma non irrilevante dei sistemi di imballaggio asettico in contenitori di cartone.  iv) Alle imprese del settore del latte e ai produttori di macchine di imballaggio sono state poste alcune domande volte a determinare se un aumento significativo del prezzo dei sistemi per l'imballaggio asettico in cartoni possa provocare un  significativo spostamento della domanda verso i sistemi di imballaggio asettico in materiali diversi dal cartone. Dalle risposte risulta che l'elasticità rispetto al prezzo della domanda fra queste due categorie di prodotti è assai bassa. Secondo oltre  il 75 % delle risposte sarebbe necessario un aumento di prezzo superiore al 20 % per comportare una sostituzione, nei programmi di acquisto, dei sistemi per l'imballaggio asettico in cartoni con i sistemi per l'imballaggio asettico in vetro o in  plastica.  Alla luce dei suddetti elementi la Commissione conclude che le macchine per l'imballaggio asettico in contenitori di plastica e di vetro non costituiscono, ai fini dell'esame della notifica, parte del mercato del prodotto di cui trattasi, e cioè delle  macchine per l'imballaggio asettico in contenitori di cartone.  2.3. Il mercato geografico rilevante  Le macchine per l'imballaggio asettico di Tetra Pak e del suo principale concorrente, PKL, sono vendute in tutta la Comunità. Per quel che consta alla Commissione, le differenze non sono significative per quanto riguarda il tipo e la natura delle  macchine fornite nelle diverse parti della Comunità. Le imprese ricorrono a sistemi di distribuzione simili in tutta la Comunità. La Commissione è giunta quindi alla conclusione che le condizioni di concorrenza per i prodotti di cui trattasi sono  sufficientemente omogenee in tutta la Comunità per sostenere che il mercato geografico rilevante, ai fini dell'esame della notifica, è l'intera Comunità.  3. Posizione dominante  3.1. Introduzione  Per determinare se Tetra Pak detenga una posizione dominante sui mercati del prodotto di cui trattasi, quali sono stati definiti sopra, la Commissione ha preso in esame una serie di elementi che sono pertinenti ai fini di tale esame secondo il disposto  dell'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio.  3.2. Quote di mercato  Tetra Pak riconosce di detenere attualmente una quota di mercato superiore al 90 % sul mercato della locazione e della vendita di macchine per l'imballaggio asettico in contenitori di cartone. Tetra Pak detiene da tempo tale quota di mercato.  3.3. Dimensioni e importanza dei concorrenti esistenti  Una quota di mercato del 90 % è di per sé un indicatore estremamente importante dell'esistenza di una posizione dominante. Tuttavia, in qualche rara circostanza anche una quota di mercato così alta può non comportare necessariamente una posizione  dominante. In particolare, se sul mercato sono presenti concorrenti sufficientemente attivi, l'impresa che detiene tale quota può trovarsi nell'impossibilità di tenere un comportamento sensibilmente indipendente dalle pressioni che caratterizzano un  mercato in concorrenza.  La Commissione ha individuato un unico concorrente effettivo di Tetra Pak sul mercato di cui trattasi, e cioè PKL Verpackungssysteme GmbH. Trattasi tuttavia di una piccola società con risorse finanziarie e materiali limitati. Di conseguenza ancorché PKL  sia da considerare un concorrente effettivo di Tetra Pak, resta peraltro incapace di soddisfare, a breve-medio termine, ordini per una quota significativa del mercato. L'incapacità di rispondere rapidamente a una variazione della domanda limita le  possibilità di PKL di costituire un reale ostacolo alla libertà commerciale di Tetra Pak. Inoltre le macchine di Tetra Pak e di PKL sono alquanto diverse sotto il profilo tecnico. In particolare le macchine di Tetra Pak a ciclo continuo pur essendo  maggiormente adatte all'impiego di cartoni preformati per il condizionamento di liquidi, non sono atte all'imballaggio di liquidi contenenti particolati.  3.4. Sostituibilità sotto il profilo dell'offerta; barriere all'entrata  La Commissione ha preso in esame anche le imprese capaci potenzialmente di affacciarsi sul mercato del prodotto di cui trattasi e sul mercato geografico rilevante per decidere se il rischio della loro entrata sia sufficientemente forte da privare Tetra  Pak della possibilità di tenere un comportamento sensibilmente indipendente dalle pressioni del mercato, elemento caratteristico di una posizione dominante.  La Commissione, pur avendo individuato in almeno un'impresa la capacità di ingresso potenziale sul mercato, ritiene che gli ostacoli all'entrata siano sufficientemente alti da impedire a tale impresa, o ad altri potenziali concorrenti, di limitare in  misura significativa la libertà d'azione di Tetra Pak, almeno a breve termine. Tale conclusione si fonda sui seguenti elementi:  - Tetra Pak è titolare di numerosi brevetti nel settore della produzione di macchine per l'imballaggio asettico in contenitori di cartone. I concorrenti potenziali non dispongono di questi preziosi brevetti.  - Dalle risposte al questionario della Commissione risulta che, per i potenziali acquirenti di macchine per l'imballaggio asettico in contenitori di cartone, uno dei fattori più importanti ai fini della decisione di acquisto è il fatto che il produttore  ne possa documentare l'affidabilità. Poiché un guasto a livello sterilizzazione può portare alla produzione di latte invendibile, con notevoli perdite finanziarie fino ad individuazione del difetto, la possibilità del produttore delle macchine di  garantire un prodotto finale sterilizzato è estremamente importante. Dalle risposte al questionario risulta che le imprese del settore latte ritengono che Tetra Pak abbia una provata affidabilità. Ciò rende molto difficile l'entrata nel mercato, almeno  a breve e medio termine, di un nuovo produttore.  - Una macchina per l'imballaggio asettico in contenitori di cartone è un macchinario molto complesso e per accedere al mercato sarebbe necessario investire una notevole quantità di know-how specializzato e di risorse. Trattandosi di un mercato maturo  caratterizzato da radicate abitudini (vedi sopra), un'impresa che voglia entrarvi si espone a un forte rischio di sostenere spese d'investimento che non saranno remunerate. È lecito ritenere che tali fattori diminuiscano la probabilità dell'entrata di  un nuovo concorrente in un futuro prevedibile.  Per quel che è noto alla Commissione, con la sola eccezione di Elopak/Shikoku, non vi sono produttori di macchine per l'imballaggio asettico in cartoni operanti al di fuori della Comunità per i quali sia ipotizzabile un'eventuale entrata sul mercato  comunitario in un futuro prevedibile.  Alla luce delle considerazioni sueposte, vista l'improbabilità dell'accesso di nuovi concorrenti sul mercato, secondo la Commissione difficilmente Tetra Pak subirà pressioni atte ad impedire di agire in modo sensibilmente indipendente dai suoi  concorrenti e clienti e, in ultima analisi, dai consumatori.  3.5. Conclusione  La Commissione conclude nel senso che Tetra Pak detiene una posizione dominante sul mercato delle macchine per l'imballaggio asettico in contenitori di cartone nell'insieme della Comunità.  4. Eventuale rafforzamento della posizione dominante esistente  Tetra Pak detiene una posizione di grande potere sul mercato. Di conseguenza la Commissione ha esaminato con estrema accuratezza se l'operazione sia atta a rafforzare in qualche modo tale posizione. Di fronte a una supremazia di questo tipo la  Commissione deve essere particolarmente vigilante perché nelle circostanze descritte anche un piccolissimo aumento del potere di mercato può avere effetti negativi sproporzionatamente ampi sulle condizioni di concorrenza del mercato.  Nella fattispecie la Commissione ha cercato di accertare se l'operazione sia atta a dare a Tetra Pak taluni vantaggi a livello della commercializzazione o vantaggi di altro tipo nei confronti di fornitori di apparecchiature non integrate di imballaggio  asettico in cartoni, vantaggi che potrebbero limitare la crescita di concorrenti esistenti o creare ostacoli all'ingresso sul mercato per concorrenti potenziali. Tale elemento è di particolare rilevanza nel presente caso in quanto le barriere, siano  esse tecniche o commerciali, all'ingresso sul mercato del macchinario di imballaggio asettico in cartoni sono già estremamente considerevoli e, qualora fossero posti in essere ostacoli addizionali precludendo ulteriormente il mercato ai concorrenti  potenziali, il fatto sarebbe alquanto preoccupante.  Tutte le accurate indagini della Commissione hanno permesso di concludere nel senso che la realizzazione di una linea completa (apparecchiature di lavorazione e di imballaggio) nell'ambito di una singola impresa non conferirà di fatto a Tetra Pak un  vantaggio di rilievo significativo atto ad impedire l'ingresso o la penetrazione sul mercato di concorrenti effettivi o potenziali. In effetti per numerosi motivi, tecnici e commerciali, le due categorie di macchinario sono distinte e separate. Tale  conclusione pare fondata per i seguenti motivi:  - soltanto in caso di acquisto simultaneo di macchinario di lavorazione e di condizionamento, la capacità di offrire entrambe le apparecchiature potrebbe essere potenzialmente significativa. Il mercato CEE di tali apparecchiature di lavorazione è un  mercato maturo. Secondo i dati di cui dispone la Commissione, negli ultimi tre anni meno del 5 % degli acquisti complessivi di macchinario di imballaggio è stato simultaneo agli acquisti di macchinario di lavorazione. Questa circostanza inevitabilmente  rende quasi trascurabile qualsiasi vantaggio potenziale di cui dispone Tetra Pak per effetto della concentrazione;  Inoltre quando gli acquirenti di macchinario di imballaggio asettico in cartoni sono stati invitati ad indicare in ordine di importanza i fattori che determinano la marca di macchinario di imballaggio asettico (prezzo, affidabilità, velocità, ecc.) da  acquistare, la capacità di offrire tanto macchinario di imballaggio che di lavorazione da parte di una singola impresa è stato invariabilmente considerato il fattore meno importante delle nove possibilità previste. Invitati ad effettuare una  classificazione analoga per i casi di acquisto simultaneo di macchinario di imballaggio e di lavorazione, la capacità di offrire entrambi i tipi di apparecchiature è stata ancora una volta ritenuto il fattore meno importante dei nove previsti;  - sui mercati del macchinario di lavorazione sono presenti vari concorrenti effettivi e potenziali di notevoli dimensioni e forza. Quindi qualora un concorrente effettivo o potenziale di Tetra Pak individuasse qualche vantaggio derivante dall'offerta  simultanea di apparecchiature di imballaggio e di lavorazione, non mancano le possibilità reali e appropriate per presentarsi sul mercato in tale veste;  - è altresì pertinente osservare che nessuno dei concorrenti effettivi o potenziali di Tetra Pak notoriamente operanti sul mercato dell'imballaggio asettico in cartoni ha ritenuto che le sue prospettive di espansione o di ingresso sul mercato venissero  pregiudicate dalla concentrazione;  - in termini tecnici/progettuali il collegamento tra il macchinario d'imballaggio asettico e il macchinario di lavorazione asettico non è complicato. Di conseguenza il passaggio da un'apparecchiatura Tetra Pak a quella di un altro produttore costituisce  un'operazione semplice né risulta difficile garantire un collegamento adeguato con un'apparecchiatura di lavorazione esistente, anche se quest'ultima è prodotta da Alfa-Laval. Sotto questo profilo è importante osservare che la tecnologia di  un'apparecchiatura di lavorazione asettica è una tecnologia di base. Di conseguenza non esistono rischi effettivi che il macchinario di lavorazione asettica Alfa-Laval possa rendere difficile il collegamento con un macchinario d'imballaggio diverso da  quello di Tetra Pak;  - le imprese di lavorazione del latte e dei succhi sono tipicamente imprese di grandi dimensioni con un potere d'acquisto estremamente significativo.  Alla luce di tali fattori la Commissione ritiene che la concentrazione non rafforzerà l'attuale posizione dominante di Tetra Pak su questo mercato.  Nel giungere a tale conclusioni, la Commissione non ha pretermesso la decisione 88/501/CEE (3) « Tetra Pak - BIG », confermata dal tribunale di primo grado con sentenza del 10 luglio 1990 nella causa T-51/89 (4). In tale caso essa aveva accertato che  Tetra Pak aveva abusato della posizione dominante sul mercato dell'imballaggio asettico in cartoni acquistando una società titolare di una licenza per un nuovo procedimento di imballaggio, impedendo così ai concorrenti di accedere a tale nuova  tecnologia. La Commissione ritiene tuttavia che la presente fusione non costituisca una struttura atta ad agevolare siffatti abusi.  5. Attività di tetra Pak nel campo delle apparecchiature non asettiche e dei fustellati  5.1. Sul mercato del macchinario di imballagio non asettico Tetra Pak detiene una quota di mercato estremamente elevata che è tuttavia inferiore a quella detenuta sul mercato delle apparecchiature di imballaggio asettico. Il collegamento tra  un'apparecchiatura d'imballaggio non asettico e una linea di lavorazione è persino più semplice di quello tra un'apparecchiatura d'imballaggio asettico e una linea di lavorazione. Di conseguenza i motivi in base ai quali è lecito ritenere che la  concentrazione non rafforzerà la posizione dominante di Tetra Pak sul mercato del macchinario asettico vale a maggior ragione sul mercato del macchinario non asettico. Alla luce di tali considerazioni la Commissione ritiene che l'operazione non porrà in  essere né rafforzerà una posizione dominante di Tetra Pak sul mercato del macchinario di imballaggio non asettico in cartoni.    5.2. Il mercato dei fustellati costituisce un mercato del prodotto distinto ai fini della valutazione della Commissione nel presente caso e non mancano fondati motivi per ritenere che Tetra Pak abbia una posizione dominante almeno sul mercato dei  fustellati adatti al macchinario d'imballaggio asettico. L'esistenza di detta posizione dominante deriva direttamente dalla posizione di forza di Tetra Pak sul mercato del macchinario d'imballaggio. Attualmente solo Tetra Pak fornisce i fustellati per  il macchinario d'imballaggio asettico di sua produzione. Essa detiene oltre l'80 % del mercato complessivo dei fustellati per il macchinario d'imballaggio asettico. Di conseguenza si avvantaggia dell'esistenza di un'infrastruttura di produzione,  distribuzione e commercializzazione di dimensioni superiori a quella dei suoi concorrenti. A causa della prevalente importanza assegnata dagli acquirenti alla salvaguardia delle condizioni di sterilizzazione essa beneficia anzi di un vantaggio  considerevole nella vendita dei cartoni adatti al suo macchinario. A causa delle serie conseguenze di eventuali carenze a livello sterilizzazione i clienti avranno sempre tendenza ad acquistare i cartoni dal produttore del macchinario. Ne segue dunque  che se l'operazione non è atta a porre in essere o a rafforzare una posizione dominante sul mercato del macchinario d'imballaggio asettico, la concentrazione non determinerà nemmeno il rafforzamento di una posizione sui mercati dei cartoni.  C. Effetti della concentrazione sulle attività di Alfa-Laval  1. I mercati del prodotto  Alfa Laval produce un'ampia gamma di macchinario di lavorazione utilizzato in numerose industrie. La Commissione nel presente caso ha cercato di stabilire i probabili effetti dovuti alla complementarità verticale tra il macchinario di imballaggio  asettico di Tetra Pak e le apparecchiature prodotte da Alfa-Laval che possono precedere una macchina Tetra Pak in una linea di lavorazione.  Dopo aver esaminato il settore del macchinario di lavorazione del latte la Commissione ha identificato un certo numero di fasi attraverso le quali il latte passa durante la lavorazione per il suo condizionamento asettico. Ciascuna fase richiede un  macchinario che rientra in una particolare categoria di prodotto non sostituibile ad una macchina utilizzata in un'altra categoria. Le fasi e i tipi di macchinario sono i seguenti:  - separatore: destinato a rimuovere la sostanza grassa dal latte e dalla panna;  - apparecchiatura di standardizzazione: destinata a portare ad un tenore standard la sostanza grassa contenuta nel latte e nella panna;  - scambiatore termico a piastre: destinato ad eliminare i germi patogeni pericolosi per la vita umana. Il prodotto che ne risulta può in seguito essere condizionato come latte pastorizzato mediante un'apparecchiatura di imballaggio non asettico;  - unità di lavorazione asettica: tale unità permette di eliminare i microorganismi responsabili della rapida alterazione del latte. Un'unità UHT riscalda il latte a 140° e lo raffredda rapidamente. Il latte così trattato, se confezionato in condizioni  asettiche, ha una conservabilità fino a sei mesi.  La Commissione è consapevole della possibilità di procedere a classificazioni alternative del macchinario che compone una linea di lavorazione del latte e della possibilità di includervi componenti quali pompe, valvole, serbatoi e sistemi di controllo.  Tuttavia le informazioni attualmente in possesso della Commissione indicano che la posizione di Alfa-Laval su tali mercati non è sensibilmente diversa da quella detenuta sui mercati sopra descritti e che tali mercati presentano caratteristiche tecniche  e commerciali analoghe a quelle definite. Alla luce di queste osservazioni la Commissione ritiene che includere o escludere i prodotti sopra citati tra gli altri mercati del prodotto di cui trattasi interessati dalla transazione in questione è  irrilevante ai fini dell'analisi sotto esposta. Per l'esame della concentrazione notificata la Commissione quindi ritiene che i mercati del prodotto per le attività nel campo del macchinario di lavorazione del latte di Alfa-Laval sono le categorie di  macchinario sopra indicate. Per ragioni analoghe la classificazione è anche applicabile all'analisi degli effetti della concentrazione nel settore della lavorazione dei succhi.  2. Il mercato geografico di riferimento  Le macchine vendute nelle categorie sopra menzionate sono sostanzialmente identiche in tutta la Comunità e vengono commercializzate a prezzi equivalenti. Le imprese ricorrono per la loro distribuzione nella Comunità a sistemi analoghi. Secondo la  Commissione dunque le condizioni di concorrenza nella Comunità per i prodotti in questione sono sufficientemente omogenee per ritenere che il mercato geografico di riferimento ai fini dell'esame della notifica sia la Comunità nel suo insieme.  3. Posizione dominante  3.1. Quote di mercato  Secondo le informazioni di cui dispone la Commissione, le quote di mercato per le categorie di prodotti in questione sono state nel 1990:  - separatori: Westfalia (5), Alfa-Laval, altri;  - apparecchiature di standardizzazione: Alfa-Laval, APV, altri;  - scambiatori termici: Alfa-Laval, APV, altri;  - sistemi di lavorazione asettica: Alfa-Laval, Finnah, APV, Stork, altri.  3.2. Dimensioni e importanza dei concorrenti  Su tutti i mercati rilevanti sopra elencati operano vari concorrenti effettivi di notevoli dimensioni ed importanza. Alcuni di essi, in particolare APV, sono imprese di grandi dimensioni dotate di cospicue risorse. Tuttavia va osservato che, per quanto  riguarda i separatori, le apparecchiature di standardizzazione e i sistemi di lavorazione asettica, Alfa-Laval detiene quote di mercato estremamente consistenti.  3.3. Sostituibilità dei prodotti offerti  3.3.1. Mercati contigui  Il grado di sostituibilità dal lato dell'offerta è estremamente elevato tra i separatori, le apparecchiature di standardizzazione e gli scambiatori termici a piastre per la lavorazione del latte e le apparecchiature analoghe per altri usi, tra cui la  fabbricazione della birra, lavorazione di alimenti e produzione di farmaceutici. Il macchinario utilizzato in tali diverse industrie richiede modeste modifiche per essere utilizzato nel settore del latte. La maggior parte delle imprese che produce  questo tipo di macchinario realizza un'elevata percentuale del relativo fatturato al di fuori dell'industria di lavorazione del latte e dei succhi.  3.3.2. Possibilità d'ingresso sul mercato  Le cognizioni tecniche necessarie per la produzione di separatori, apparecchiautre di standardizzazione, scambiatori termici a piastra non sono di acquisizione particolarmente difficile. Con tutta probabilità la decisione di un nuovo concorrente  potenziale circa l'opportunità di accedere ad uno dei mercati sopra menzionati sarà maggiormente informata a considerazioni relative alla commercializzazione e ai capitali necessari piuttosto che agli ostacoli all'entrata di tipo tecnico o giuridico.  4. Conclusioni  Alla luce delle considerazioni esposte è lecito ritenere che, per quanto riguarda i mercati del prodotto di cui trattasi sopra descritti, ancorché Alfa-Laval detenga una posizione di supremazia nei mercati rilevanti, attualmente non ha un potere sul  mercato sufficiente per poter operare in modo sostanzialmente indipendente dai suoi concorrenti, dalla clientela e in definitiva dai consumatori. Prima della concentrazione, quindi, Alfa-Laval non detiene una posizione dominante suscettibile di venir  rafforzata dalla presente operazione.  5. Inesistenza di una posizione dominante di Alfa-Laval  La Commissione ha proceduto ad un'ampia e approfondita indagine per determinare se la capacità di offrire tanto le apparecchiature di imballaggio quanto di lavorazione da parte di una singola impresa sia atta a conferire alla società derivante dalla  fusione un vantaggio sui suoi concorrenti per le apparecchiature di lavorazione di alimenti liquidi tale da permetterle su un certo arco di tempo di acquisire una posizione dominante su uno qualsiasi dei mercati identificati.  I risultati degli accertamenti effettuati hanno permesso di concludere nel senso che di fatto non sarà posta in essere una posizione dominante di questo tipo. Molte delle ragioni per cui la capacità di offrire tanto le apparecchiature di lavorazione  quanto di imballaggio non conferiranno ad Alfa-Laval vantaggi nei confronti dei suoi concorrenti tali da dar luogo ad una posizione dominante sono analoghe a quelle sopra esposte per l'attività di Tetra Pak nel settore delle macchine di imballaggio  asettico. Quanto sopra vale in particolare in relazione ai seguenti fattori:  - linee complete (o impianti « chiavi in mano »): trattasi di vendite inferiori al 5 % del totale delle vendite di apparecchiature di lavorazione;  - tecnologia utilizzata nel macchinario d'imballaggio e di lavorazione: trattasi di una tecnologia sostanzialmente diversa;  - collegamento tra macchinario d'imballaggio e di lavorazione: non presenta difficoltà;  - imprese di lavorazione del latte e dei succhi: trattasi di entità con notevole potere d'acquisto.  Inoltre, a causa della tecnologia relativamente semplice del macchinario di lavorazione, risulta estremamente facile sostituire una macchina (che si tratti di un separatore, di un'apparecchiatura di standardizzazione o di uno scambiatore termico a  piastre o di un'unità di lavorazione asettica) di un produttore a quella di un altro. La maggior parte delle linee di lavorazione del latte sono composte di macchine di vari fornitori e non esiste un vantaggio effettivo all'acquisto di tutta la linea da  un unico fornitore.  Quando gli acquirenti dei quattro tipi di macchinario di lavorazione sono stati invitati a classificare in ordine di importanza i fattori che determinano la marca in caso di acquisto di macchinario d'imballaggio asettico in cartoni (prezzo,  affidabilità, velocità, ecc.), invariabilmente la capacità di offrire macchinario d'imballaggio e di lavorazione è stata considerata il fattore meno importante delle nove alternative possibili. Invitati anche ad effettuare una classificazione analoga in  caso di acquisto simultaneo di macchine d'imballaggio e di lavorazione, la capacità di offrire entrambi i tipi di macchinario da parte di una singola impresa è risultata ancora una volta il fattore meno importante delle nove alternative suggerite.  Alla luce di tali elementi la Commissione ritiene che la concentrazione non sia atta a porre in essere una posizione dominante, per effetto della quale la concorrenza effettiva sarebbe ostacolata in misura significativa nel mercato comune, su alcuno dei  sopra menzionati mercati delle apparecchiature di lavorazione degli alimenti liquidi.  V. CONCLUSIONI  La Commissione ritiene pertanto che la concentrazione notificata sia compatibile col mercato comune ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 4064/89,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  La concentrazione notificata tra Tetra Pak e Alfa-Laval è dichiarata compatibile con il mercato comune.  Articolo 2  Sono destinatari della presente decisione:  Tetra Pak International SA  70, Avenue Général-Guisan  PO Box 446,  CH-1009 Pully (Lausanne)  Svizzera  Alfa-Laval AB  PO Box 12150  102 24 Stoccolma  Svezia Fatto a Bruxelles, il 19 luglio 1991. Per la Commissione  Leon BRITTAN  Vicepresidente   (1) GU n. L 395 del 30. 12. 1989, pag. 1; versione rettificata GU n. L 257 del 21. 9. 1990, pag. 13. (2) GU n. C 275 del 22. 10. 1991, pag. 6. (3) GU n. L 272 del 4. 10. 1988, pag. 27. (4) Raccolta 1990, pag. II-309. (5) Nella versione  pubblicata della presente decisione alcuni dati saranno d'ora in avanti omessi, conformemente alle disposizioni dell'articolo 17, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 4064/89 concernente i segreti relativi agli affari.