CELEX: 52000PC0522
Language: it
Date: 2000-09-06
Title: Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CEE) n. 1907/90, che stabilisce alcune norme di commercializzazione applicabili alle uova

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52000PC0522

Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CEE) n. 1907/90, che stabilisce alcune norme di commercializzazione applicabili alle uova  /* COM/2000/0522 def. */  

 Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (CEE) n.  1907/90, che stabilisce alcune norme di commercializzazione applicabili alle uova(presentata dalla Commissione)RELAZIONE Nella sua comunicazione al Consiglio sulla protezione delle galline ovaiole, la Commissione si è impegnata a proporre l'indicazione obbligatoria del sistema di allevamento nell'etichettatura delle uova.In occasione dell'adozione della direttiva 1999/74/CE, il Consiglio ha invitato la Commissione a presentarle, anteriormente al 1° gennaio 2002, una proposta volta ad adeguare le norme di commercializzazione applicabili alle uova, fissate dal regolamento (CEE) n.  1907/90 del Consiglio, alle nuove disposizioni previste da tale direttiva, tenendo conto soprattutto della possibilità di istituire un'etichettatura obbligatoria.La presente proposta risponde a tale richiesta.La prima modifica del regolamento (CEE) n.  1907/90 che viene proposta riguarda l'obbligo di indicare il sistema di allevamento sulle uova e sugli imballaggi, per garantire che il consumatore possa scegliere liberamente tra le varie categorie di uova secondo il modo di produzione. Tale obbligo si applica a tutte le uova commercializzate nell'Unione europea, comprese quelle provenienti da paesi terzi, per i quali tuttavia si offrono alcune alternative.È inoltre proposta una seconda modifica intesa a semplificare le norme mediante la fusione delle categorie B (uova di seconda qualità o conservate) e C (uova declassate e destinate all'industria) in una nuova categoria B delle uova destinate all'industria. Le uova dell'attuale categoria B rappresentano infatti un commercio di scarso volume nell'insieme dell'Unione europea e la maggior parte della filiera desidera fornire al consumatore uova di prima qualità.La presente proposta non ha incidenze finanziarie sul bilancio della Comunità.Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrecante modifica del regolamento (CEE) n.  1907/90, che stabilisce  alcune norme di commercializzazione applicabili alle uovaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CEE) n.  2771/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle uova [1], in particolare l'articolo 2, paragrafo 2,[1]  GU L 282 dell'1.11.1975, pag. 49. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n.  1516/96 (GU L 189 del 30.7.1996, pag. 99).vista la proposta della Commissione [2],[2]   GU Cconsiderando quanto segue:(1) Il regolamento (CEE) n.  1907/90 [3] stabilisce alcune norme di commercializzazione applicabili alle uova.[3]  GU L 173 del 6.7.1990, pag. 5. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n.  818/96 (GU L 111 del 4.5.1996, pag. 1).(2) Il sistema di allevamento delle galline è diventato un fattore prioritario per i consumatori all'acquisto delle uova. La Commissione si è impegnata a proporre una modifica delle norme di commercializzazione e a rendere obbligatoria l'indicazione del sistema di allevamento sulle uova e sugli imballaggi, per evitare che il consumatore possa essere indotto in errore. A tale scopo, le informazioni obbligatorie chiare e inequivocabili sono l'unico modo per garantire che il consumatore possa scegliere tra le varie categorie di uova nella piena consapevolezza del sistema di allevamento. L'apposizione obbligatoria delle menzioni appropriate corrisponde ai desideri espressi dai consumatori e dalle loro organizzazioni.(3) Tale obbligo deve applicarsi a tutte le uova messe in vendita nella Comunità europea e acquistate dai consumatori al di fuori dei luoghi di produzione, sia che esse siano prodotte nel territorio della Comunità europea, sia che provengano da paesi terzi. Tuttavia, nel caso di uova prodotte in paesi terzi l'indicazione del sistema di allevamento può essere sostituita dalla menzione "sistema d'allevamento indeterminato" o dall'indicazione dell'origine qualora i produttori nei paesi terzi non offrano sufficienti garanzie di equivalenza con i regolamenti tecnici e le norme applicabili alle procedure comunitarie; si assicura in tal modo che queste uova possano essere distinte da quelle contrassegnate conformemente ai sistemi di produzione e venga resa impraticabile un'ulteriore marcatura di tali uova con indicazioni ingannevoli. (4) Le uova di seconda qualità o conservate, classificate nella categoria B, rappresentano una parte poco significativa del mercato della Comunità europea. La maggior parte della filiera desidera fornire ai consumatori uova di prima qualità. È quindi opportuno fondere le attuali categorie B e C (uova destinate all'industria) in una nuova categoria B e prevedere la vendita esclusiva di tali uova per la trasformazione,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il regolamento (CEE) n.  1907/90 è modificato come segue:1) All'articolo 6, paragrafo 1, il terzo trattino è soppresso e il secondo trattino è sostituito dal seguente testo:«- categoria B o "uova di seconda qualità o declassate destinate alle imprese dell'industria alimentare riconosciute conformemente alla direttiva 89/437/CEE e all'industria non alimentare". »2) L'articolo 7 è sostituito dal seguente testo:«Articolo 71. a) Le uova della categoria A recano un marchio distintivo che indica il sistema di allevamento o un codice che designa il numero distintivo del produttore e che permette di identificare anche il sistema d'allevamento.b) La Commissione effettuerà una valutazione dei metodi di etichettatura applicati nei paesi terzi esportatori. Ove ritenga che le procedure applicate offrono sufficienti garanzie di equivalenza con i regolamenti tecnici e le norme comunitarie applicabili, le uova importate dai paesi in causa possono recare marchi o codici distintivi di cui alla lettera a). In caso contrario, le uova importate recano una della seguenti menzioni: "Sistema d'allevamento indeterminato", "Origine: non CE", o il paese di origine.c) Se del caso, la Commissione intavola trattative con i paesi suddetti in modo da trovare i mezzi ad essi idonei per fornire garanzie quanto al rispetto delle norme di etichettatura equivalenti alle procedure comunitarie.d) Tali indicazioni possono essere apposte soltanto se sono soddisfatte determinate condizioni da stabilire conformemente alla procedura prevista all'articolo 17 del regolamento (CEE) n.  2771/75.2. Le uova della categoria A possono recare uno o più dei seguenti marchi distintivi:a) la data di durata minima,b) una o più altre date che forniscano ulteriori informazioni al consumatore,c) la categoria di qualità,d) la categoria di peso,e) il numero del centro d'imballaggio,f) il nome o la ragione sociale del centro d'imballaggio,g) un marchio d'impresa o un marchio commerciale,h) un'indicazione relativa all'origine delle uova,i) un codice che identifichi l'azienda produttrice.Le indicazioni di cui alle lettere f) e g) possono essere apposte soltanto se sono soddisfatte le condizioni pertinenti previste all'articolo 10, paragrafo 1, lettera a), seconda parte della frase.Le indicazioni di cui alle lettere b) e h) possono essere apposte soltanto se sono soddisfatte le condizioni pertinenti previste all'articolo 10, paragrafo 3.»3) L'articolo 8 è sostituito dal seguente testo:«Articolo 81. Le uova della categorie B, eccettuate le uova incrinate, recano un marchio distintivo che indica la categoria di qualità. Possono inoltre essere munite di una o più delle indicazioni di cui all'articolo 7.2. Le uova della categoria A che non presentano più le caratteristiche stabilite per tale categoria sono declassate alla categoria B.  In tal caso, esse recano un marchio distintivo conformemente al paragrafo 1. I marchi eventualmente apposti conformemente all'articolo 7 o al paragrafo 1 del presente articolo possono essere mantenuti, tranne quello relativo alla categoria di peso, il quale sarà modificato se necessario.3. Tuttavia, in deroga alle disposizioni del paragrafo 2, le uova della categoria A le quali non presentino più le caratteristiche stabilite per tale categoria possono essere consegnate direttamente alle imprese dell'industria alimentare riconosciute conformemente alla direttiva 89/437CEE e all'industria non alimentare, senza i marchi distintivi di cui al paragrafo 2, a condizione che i loro imballaggi rechino sempre una stampigliatura che indichi chiaramente tale destinazione.»4) L'articolo 10, paragrafo 1, è modificato come segue:-Le lettere e) e f) sono sostituite dal seguente testo:«e) la data di durata minima seguita dalle raccomandazioni idonee di magazzinaggio, per le uova della categoria A, e la data d'imballaggio per le uova della categoria B;f) l'indicazione in chiaro delle condizioni di refrigerazione o del metodo di conservazione, quando si tratta di uova della categoria B.»-È aggiunta la seguente lettera g):«g) il sistema di allevamento per le uova della categoria A. Tale indicazione dev'essere usata secondo norme da stabilire conformemente alla procedura prevista all'articolo 17 del regolamento (CEE) n.  2771/75.»5) L'articolo 10, paragrafo 3, è sostituito dal testo seguente:« 3. Altre date e indicazioni relative all'origine delle uova possono essere apposte soltanto in conformità di norme da stabilire secondo la procedura prevista all'articolo 17 del regolamento (CEE) n.  2771/75. Tali norme riguarderanno, in particolare, i criteri relativi all'origine delle uova.  Tuttavia, qualora l'apposizione di diciture relative all'origine delle uova dovesse ostacolare la fluidità del mercato comunitario o qualora sorgessero serie difficoltà quanto al controllo dell'impiego di tali diciture e della loro efficacia, la Commissione può sospendere, secondo la medesima procedura, l'apposizione delle diciture stesse.  Fatto salvo quanto precede, quando grandi imballaggi contengono piccoli imballaggi o uova contrassegnate da riferimenti all'origine delle uova, tali indicazioni devono essere riportate anche sui grandi imballaggi. »6) All'articolo 15, lettera b), è aggiunto il seguente testo:«gg) Il sistema di allevamento per le uova della categoria A di cui all'articolo 10, paragrafo 1, lettera g), o una della seguenti menzioni: "Sistema d'allevamento indeterminato", "Origine: non CE", o il paese di origine.»Articolo 2La Commissione adotta, secondo la procedura prevista all'articolo 17 del regolamento (CEE) n. 2771/75, -le misure necessarie per agevolare il passaggio alle disposizioni del presente regolamento,-le misure necessarie per risolvere problemi pratici specifici. Tali misure, se debitamente giustificate, possono derogare a determinate disposizioni del presente regolamento.Articolo 3Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 2001.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il  Per il Consiglio Il Presidente