CELEX: 62007CJ0049
Language: it
Date: 2008-07-01 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (grande sezione) del 1 luglio 2008.#Motosykletistiki Omospondia Ellados NPID (MOTOE) contro Elliniko Dimosio.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Dioikitiko Efeteio Athinon - Grecia.#Artt. 82 CE e 86 CE - Nozione di "impresa" - Associazione senza scopo di lucro che rappresenta, in Grecia, la Federazione internazionale di motociclismo - Nozione di "attività economica "- Diritto speciale conferito per legge di emettere un parere conforme sulle domande di autorizzazione presentate ai fini dell’organizzazione di gare motociclistiche - Esercizio in parallelo di attività quali l’organizzazione di gare motociclistiche nonché la conclusione di contratti di sponsorizzazione, di pubblicità e di assicurazione.#Causa C-49/07.

Causa C-49/07
      Motosykletistiki Omospondia Ellados NPID (MOTOE)
      contro
      Stato ellenico
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Dioikitiko Efeteio Athinon)
      «Artt. 82 CE e 86 CE — Nozione di “impresa” — Associazione senza scopo di lucro che rappresenta, in Grecia, la Federazione internazionale di motociclismo — Nozione di “attività economica” — Diritto speciale conferito per legge di emettere un parere conforme sulle domande di autorizzazione presentate ai fini dell’organizzazione
         di gare motociclistiche — Esercizio in parallelo di attività quali l’organizzazione di gare motociclistiche nonché la conclusione di contratti di sponsorizzazione,
         di pubblicità e di assicurazione»
      
      Massime della sentenza
      1.        Concorrenza — Regole comunitarie — Impresa — Nozione 
      (Artt. 81 CE e 82 CE)
      2.        Concorrenza — Imprese pubbliche e imprese cui gli Stati membri riconoscono diritti speciali o esclusivi
      (Artt. 82 CE e 86 CE)
      1.        Una persona giuridica le cui attività consistono nell’organizzazione di gare sportive e nella conclusione, in tale contesto,
         di contratti di sponsorizzazione, di pubblicità e di assicurazione destinati allo sfruttamento commerciale di tali gare, e
         che costituiscono una fonte di reddito per tale ente, deve essere qualificata come impresa ai sensi del diritto comunitario
         della concorrenza. La circostanza che un’attività economica sia attinente allo sport non osta all’applicazione delle regole
         del Trattato, tra cui quelle che disciplinano il diritto della concorrenza.
      
      Tale conclusione non è inficiata dal fatto che l’ente disponga del potere di emettere il suo parere conforme circa le domande
         di autorizzazione presentate alle pubbliche autorità ai fini dell’organizzazione delle gare, poiché occorre distinguere la
         partecipazione di tale ente al processo decisionale delle summenzionate autorità dalle attività economiche dallo stesso esercitate,
         quali l’organizzazione e lo sfruttamento commerciale delle gare. Non incide su tale conclusione neppure il fatto che l’ente
         non persegua scopi di lucro, poiché la sua offerta di beni e servizi si pone in concorrenza con quella di altri operatori.
         A tale riguardo, associazioni senza scopo di lucro che offrono beni o servizi su un mercato determinato possono trovarsi reciprocamente
         in posizione di concorrenza. Infatti, il successo o la sopravvivenza economica di tali associazioni dipende, a lungo termine,
         dalla capacità di queste ultime di imporre, sul mercato in questione, le prestazioni che esse offrono, a detrimento di quelle
         proposte dagli altri operatori.
      
      (v. punti 22-23, 26-28)
      2.        Gli artt. 82 CE e 86 CE ostano ad una normativa nazionale che conferisca ad una persona giuridica, che organizza gare sportive
         e conclude in tale ambito contratti di sponsorizzazione, di pubblicità e di assicurazione, il potere di emettere un parere
         conforme sulle domande di autorizzazione presentate ai fini dell’organizzazione di tali gare, senza fissare limiti, obblighi
         e controlli all’esercizio di tale potere.
      
      Infatti, un sistema di concorrenza non falsata, come quello previsto dal Trattato, può essere garantito solo se sono garantite
         pari opportunità tra i vari operatori economici. Affidare ad una persona giuridica che, essa stessa, organizza e sfrutta commercialmente
         gare sportive, il compito di fornire all’amministrazione competente un parere conforme sulle domande di autorizzazione presentate
         ai fini dell’organizzazione di tali gare, equivale de facto a conferirle il potere di designare i soggetti autorizzati ad
         organizzare le suddette gare nonché a fissare le condizioni in cui le stesse si svolgono, concedendo in tal modo all’ente
         in questione un evidente vantaggio sui concorrenti. Una prerogativa siffatta può quindi indurre l’impresa che ne dispone a
         impedire l’accesso degli altri operatori sul mercato di cui trattasi o a falsare la concorrenza favorendo le gare che essa
         organizza o quelle alla cui organizzazione partecipa.
      
      (v. punti 51-53 e dispositivo)
SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione)
      1° luglio 2008 (*)
      
      «Artt. 82 CE e 86 CE – Nozione di “impresa” – Associazione senza scopo di lucro che rappresenta, in Grecia, la Federazione internazionale di motociclismo – Nozione di “attività economica ”– Diritto speciale conferito per legge di emettere un parere conforme sulle domande di autorizzazione presentate ai fini dell’organizzazione
         di gare motociclistiche – Esercizio in parallelo di attività quali l’organizzazione di gare motociclistiche nonché la conclusione di contratti di sponsorizzazione,
         di pubblicità e di assicurazione»
      
      Nel procedimento C‑49/07,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Dioikitiko Efeteio
         Athinon (Grecia) con decisione 21 novembre 2006, pervenuta in cancelleria il 5 febbraio 2007, nella causa tra
      
      Motosykletistiki Omospondia Ellados NPID (MOTOE)
      e
      Stato ellenico,
      LA CORTE (Grande Sezione),
      composta dal sig. V. Skouris, presidente, dai sigg. C.W.A. Timmermans, A. Rosas, K. Lenaerts e A. Tizzano, presidenti di sezione,
         dai sigg. J.N. Cunha Rodrigues, A. Borg Barthet, M. Ilešič, J. Malenovský, J. Klučka (relatore), T. von Danwitz, A. Arabadjiev
         e dalla sig.ra C. Toader, giudici,
      
      avvocato generale: sig.ra J. Kokott
      cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministratore principale
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 23 gennaio 2008,
      considerate le osservazioni presentate:
      –        per la Motosykletistiki Omospondia Ellados NPID (MOTOE), dall’avv. A. Pliakos, dikigoros;
      –        per il governo greco, dai sigg. S. Spyropoulos, K. Boskovits, dalle sig.re S. Trekli e Z. Chatzipavlou, in qualità di agenti;
      –        per la Commissione delle Comunità europee, dai sigg. T. Christoforou e F. Amato, in qualità di agenti,
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 6 marzo 2008,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli artt. 82 CE e 86 CE.
      
      2        Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Motosykletistiki Omospondia Ellados NPID (MOTOE) (Federazione
         greca di motociclismo; in prosieguo: la «MOTOE») e l’Elliniko Dimosio (Stato greco) riguardo al risarcimento pecuniario dei
         danni morali che la MOTOE asserisce di aver subito a causa del rifiuto implicito dell’Elliniko Dimosio di accordarle l’autorizzazione
         ad organizzare gare di motociclismo.
      
       Contesto normativo
      3        A norma dell’art. 49 del codice stradale greco, nella versione risultante dalla legge n. 2696/1999 (FEK A’ 57): 
      
      «1.       Possono svolgersi gare (…) di motociclette e di ciclomotori su strada e in luoghi pubblici o privati solo previa apposita
         autorizzazione.
      
      2.       L’autorizzazione di cui al paragrafo precedente viene concessa:
      (...)
      c)      per tutte le gare (…) di motociclette e di ciclomotori dal Ministro dell’Ordine pubblico o dalle autorità da quest’ultimo
         delegate, previo parere conforme della persona giuridica che rappresenta ufficialmente in Grecia (...) la Federazione internazionale
         di motociclismo (in prosieguo: la “FIM”)]».
      
       Controversia nella causa principale e questioni pregiudiziali
      4        La MOTOE è un’associazione di diritto privato senza scopo di lucro avente per oggetto l’organizzazione di gare motociclistiche
         in Grecia. Tra i suoi membri vi sono diversi club regionali di motociclismo.
      
      5        Il 13 febbraio 2000 tale associazione ha presentato al ministro competente una domanda diretta ad ottenere l’autorizzazione
         ad organizzare gare nell’ambito del trofeo panellenico della MOTOE, secondo un programma allegato a tale domanda.
      
      6        Conformemente all’art. 49, n. 2, del codice stradale greco, tale programma è stato trasmesso all’Elliniki Leschi Aftokinitou
         kai Perigiseon (Club automobilistico e turistico greco; in prosieguo: l’«ELPA»), persona giuridica, associazione senza scopo
         di lucro, che rappresenta in Grecia la FIM, per ottenere un parere conforme ai fini della concessione dell’autorizzazione
         richiesta. 
      
      7        Con lettera 16 marzo 2000 l’ELPA ha chiesto alla MOTOE, da un lato, di comunicarle il regolamento specifico per ogni gara
         prevista, due mesi prima della data di svolgimento della gara, allo scopo di controllare l’elenco dei partecipanti, il percorso
         o la pista su cui quest’ultima ha luogo, le misure di sicurezza adottate e, più in generale, al fine di verificare che la
         gara si svolga in tutta sicurezza. Dall’altro, essa ha chiesto ai club organizzatori delle gare di presentare copia dei loro
         statuti all’Ethniki Epitropi Agonon Motosykletas (Comitato nazionale per le gare motociclistiche; in prosieguo: l’«ETHEAM»),
         istituito dall’ELPA e incaricato dell’organizzazione nonché del controllo delle corse motociclistiche.
      
      8        Con domanda n. 28/5.5.2000 indirizzata al ministero competente, la MOTOE ha reiterato la sua richiesta diretta ad ottenere,
         per sei club, l’autorizzazione ad organizzare sei gare in date scaglionate tra il 9 luglio ed il 26 novembre 2000. Essa ha
         allegato a tale richiesta i regolamenti specifici relativi allo svolgimento di tali gare nonché copia degli statuti dei club
         in parola. Tale richiesta è stata trasmessa anche all’ELPA, affinché quest’ultima emettesse un parere conforme ai fini dello
         svolgimento delle suddette gare.
      
      9        L’ELPA e l’ETHEAM hanno inviato alla MOTOE un documento in cui sono richiamate talune regole relative all’organizzazione delle
         gare motociclistiche in Grecia. In tale documento viene segnatamente precisato che l’ETHEAM organizza i campionati, i trofei
         ed i premi organizzati nell’ambito delle gare motociclistiche su autorizzazione dell’ELPA, unico rappresentante per legge
         della FIM in Grecia. Un operatore o un club che soddisfi le condizioni richieste per l’organizzazione e lo svolgimento delle
         gare, qualora desideri bandire un trofeo o un premio speciale, deve, secondo tale documento, sottoporre all’ETHEAM il bando
         in questione. L’ETHEAM, dopo aver valutato i termini di quest’ultimo, adotta una decisione in cui fissa anche le condizioni
         di svolgimento della gara, conformemente ai regolamenti nazionali e internazionali. Ai fini dell’emissione di un parere conforme
         per l’organizzazione di una gara, anche nell’ambito di un trofeo o di un premio, ogni organizzatore incaricato di una di tali
         manifestazioni deve soddisfare le condizioni poste dal regolamento nazionale delle gare motociclistiche e dalle circolari
         dell’ETHEAM. L’ELPA e l’ETHEAM hanno del pari ricordato alla MOTOE che, se nel corso dell’anno un organizzatore chiede di
         bandire gare supplementari, le date di queste ultime non devono affatto influire sulle gare già programmate, ciò nell’interesse
         sia dei corridori sia degli organizzatori. Pertanto i programmi delle gare da organizzare nel corso del 2001 dovevano essere
         depositati presso l’ELPA e l’ETHEAM entro il 15 settembre 2000.
      
      10      In risposta alla domanda della MOTOE diretta a ottenere informazioni sul seguito dato alle sue domande di autorizzazione,
         il ministero competente ha indicato a quest’ultima, nell’agosto 2000, che non gli era pervenuto nessun documento dell’ELPA
         contenente il suo parere conforme a norma dell’art. 49 del codice stradale greco.
      
      11      Eccependo l’illegittimità di tale rigetto implicito, la MOTOE ha proposto un ricorso dinanzi al Dioikitiko Protodikeio Athinon
         (Tribunale amministrativo di primo grado di Atene), diretto ad ottenere un risarcimento pecuniario di GRD 5 000 000 per l’asserito
         danno morale subito a causa dell’impossibilità in cui si è trovata di organizzare la gara in questione.
      
      12      La MOTOE ha fatto valere che l’art. 49 del codice stradale greco è contrario, da un lato, al principio costituzionale di imparzialità
         degli organi amministrativi e, dall’altro, agli artt. 82 CE e 86, n. 1, CE, in quanto la disposizione nazionale controversa
         consente all’ELPA, la quale organizza direttamente gare motociclistiche, di istituire un monopolio in tale settore e di abusarne.
      
      13      L’ELPA è intervenuta dinanzi al Dioikitiko Protodikeio Athinon a sostegno dell’Elliniko Dimosio. Essa ha in particolare allegato
         alla sua memoria d’intervento i suoi statuti di associazione fondata nel 1924 ed il suo annuario del 2000, relativo alle gare
         motociclistiche pubblicato dall’ETHEAM. Tale annuario comprende le circolari dell’ETHEAM per il suddetto anno 2000, relative,
         segnatamente, ai documenti da produrre per fruire di un’autorizzazione, ai regolamenti da depositare per le gare, alla fissazione
         delle tasse da versare e agli altri aspetti finanziari. Lo stesso annuario contiene inoltre l’Ethnikos Athlitikos Kanonismos
         Motosikletas (regolamento nazionale sportivo di motociclismo, in prosieguo: l’«EAKM»).
      
      14      Per quanto riguarda l’EAKM, occorre menzionare quanto segue:
      
      –        il suo art. 10.7 prevede che qualsiasi manifestazione sportiva che comprende campionati, trofei o premi dell’ELPA e dell’ETHEAM
         può essere collegata alla promozione commerciale di uno sponsor menzionato nella denominazione principale o secondaria delle
         gare, ma solo previo parere conforme dell’ELPA e dell’ETHEAM;
      
      –        l’art. 60.6 dell’EAKM prevede che, durante lo svolgimento delle manifestazioni sportive, è consentita la pubblicità sulle
         tute dei corridori, sui loro caschi, a condizione però di non alterare le caratteristiche tecniche di questi ultimi, e sulle
         motociclette. Nelle gare di velocità e di motocross dei campionati, dei trofei e dei premi dell’ELPA e dell’ETHEAM gli organizzatori
         non hanno il diritto di imporre a un corridore, a un passeggero o ad un veicolo di pubblicizzare un qualsiasi prodotto, a
         meno che non abbiano il consenso del partecipante. Tuttavia, qualora sia in vigore un contratto di sponsorizzazione concluso
         dall’ELPA e dall’ETHEAM, i corridori, i passeggeri o le motociclette devono rispettare i termini di tale contratto;
      
      –        a tenore dell’art. 110.1 dell’EAKM, «[l]’organizzatore [di una gara motociclistica], direttamente o attraverso l’autorità
         di vigilanza [cioè l’ELPA e l’ETHEAM], deve assicurare la copertura assicurativa della manifestazione sportiva, che comprende
         la responsabilità dello stesso, dei costruttori, dei corridori, dei passeggeri (…), in caso di incidenti e di danni a terzi
         durante lo svolgimento della gara e delle prove».
      
      15      Il Dioikitiko Protodikeio Athinon ha respinto il ricorso della MOTOE argomentando, segnatamente, da un lato, che l’art. 49
         del codice stradale greco permette di garantire il rispetto delle regole internazionali relative all’organizzazione, in tutta
         sicurezza, delle gare motociclistiche e, dall’altro, che la MOTOE non ha fatto valere che la suddetta disposizione implicasse
         una posizione dominante sul mercato comune né che la medesima disposizione potesse esercitare un’influenza sugli scambi tra
         gli Stati membri né che l’ELPA avesse sfruttato abusivamente una posizione siffatta.
      
      16      La MOTOE ha proposto ricorso dinanzi al Dioikitiko Efeteio Athinon che rileva, anzitutto, che le attività dell’ELPA non si
         limitano all’ambito strettamente sportivo, cioè al potere conferito a quest’ultima dall’art. 49 del codice stradale greco,
         dato che essa svolge anche attività definite «economiche» dal giudice del rinvio, consistenti nella conclusione di contratti
         di sponsorizzazione, di pubblicità e di assicurazione. Il Dioikitiko Efeteio Athinon chiede quindi se l’ELPA possa essere
         definita un’impresa ai sensi del diritto comunitario della concorrenza, in particolare degli artt. 82 CE e 86 CE di modo che
         essa sarebbe soggetta al divieto di abuso di posizione dominante. Il giudice nazionale interpreta l’art. 49 del codice stradale
         greco nel senso che l’ELPA sarebbe l’unica persona giuridica autorizzata ad emettere un parere conforme su qualsiasi domanda
         presentata ai fini dell’organizzazione di una gara motociclistica. Esso sottolinea il fatto che tale associazione si occupa,
         parallelamente, dell’organizzazione di gare e della fissazione dei prezzi nonché delle summenzionate attività economiche.
      
      17      Il Dioikitiko Efeteio Athinon rileva poi che i richiedenti cui è stata negata l’autorizzazione ad organizzare una gara motociclistica,
         non avendo ottenuto il parere conforme dell’ELPA, non dispongono di alcun mezzo di ricorso interno effettivo avverso una decisione
         del genere. Infatti, da un lato, non sarebbe previsto che i rifiuti di parere conforme opposti dall’ELPA debbano essere motivati
         e, dall’altro, allorché un diniego di autorizzazione emanante dal ministero competente sia oggetto di un ricorso giurisdizionale
         fondato sull’assenza di motivazione e questo abbia successo, il diritto greco non prevederebbe che al richiedente venga concessa
         l’autorizzazione. Inoltre l’ELPA non subirebbe alcun controllo o valutazione di sorta circa l’uso da essa fatto della prerogativa
         conferitale dall’art. 49 del codice stradale greco. Tali circostanze porrebbero qualsiasi soggetto originario di un altro
         Stato membro dell’Unione europea e interessato ad organizzare gare motociclistiche in Grecia dinanzi ad un fatto compiuto.
      
      18      Alla luce di quanto precede, il Dioikitiko Efeteio Athinon ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte
         le seguenti questioni pregiudiziali:
      
      «1)      Se gli artt. 82 e 86 del Trattato CE debbano essere interpretati nel senso che includono nel loro ambito di applicazione anche
         le attività di una persona giuridica che ha la qualità di rappresentante nazionale della [FIM] e che svolga attività economiche
         come quelle precedentemente descritte, attraverso la conclusione di contratti di sponsorizzazione, di pubblicità e di assicurazione,
         relativamente alle manifestazioni sportive da essa organizzate nel settore dei veicoli a motore.
      
      2)      In caso di risposta affermativa, se [l’art. 49 del codice stradale greco] sia compatibile con le suddette disposizioni del
         Trattato CE, in quanto, ai fini della concessione da parte dell’autorità pubblica nazionale (nella fattispecie il Ministro
         dell’Ordine pubblico) di un’autorizzazione per l’organizzazione di una gara di veicoli a motore, attribuisce alla summenzionata
         persona giuridica il potere di emettere un parere conforme quanto all’organizzazione della gara, senza fissare limiti, obblighi
         e controlli all’esercizio di tale potere».
      
       Sulle questioni pregiudiziali
      19      Con le sue questioni, che è opportuno trattare congiuntamente, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, da un lato, se una
         persona giuridica, associazione senza scopo di lucro, quale l’ELPA, rientri nell’ambito di applicazione degli artt. 82 CE
         e 86 CE, dal momento che le sue attività consistono non solo nel partecipare alle decisioni amministrative che autorizzano
         l’organizzazione di gare motociclistiche, ma anche nell’organizzare direttamente le gare in questione e nel concludere in
         tale contesto contratti di sponsorizzazione, di pubblicità, nonché di assicurazione e, dall’altro, se tali disposizioni del
         Trattato ostino ad una regola, come quella enunciata dall’art. 49 del codice stradale greco, in quanto conferisce ad un’associazione
         siffatta il potere di emettere un parere conforme sulle domande di autorizzazione presentate ai fini dell’organizzazione di
         tali gare senza fissare limiti, obblighi e controlli all’esercizio di tale potere.
      
      20      In proposito occorre ricordare, anzitutto, che il diritto comunitario della concorrenza riguarda le attività delle imprese
         (sentenze 16 novembre 1977, causa 13/77, GB-Inno-BM, Racc. pag. 2115, punto 31, e 11 dicembre 2007, causa C‑280/06, ETI e a.,
         Racc. pag. I‑10893, punto 38 e la giurisprudenza ivi citata). Più specificamente, l’art. 82 CE è applicabile alle imprese
         che occupano una posizione dominante.
      
      21      Se il Trattato non definisce la nozione di impresa, la Corte ha ripetutamente dichiarato che va così definito qualsiasi ente
         che eserciti un’attività economica, a prescindere dal suo status giuridico e dalle sue modalità di finanziamento (sentenze
         23 aprile 1991, causa C‑41/90, Höfner e Elser, Racc. pag. I‑1979, punto 21, e 16 marzo 2004, cause riunite C‑264/01, C‑306/01,
         C‑354/01 e C‑355/01, AOK Bundesverband e a., Racc. pag. I‑2493, punto 46).
      
      22      Si deve ricordare, in proposito, che costituisce attività economica qualsiasi attività che consista nell’offrire beni o servizi
         su un determinato mercato (v., in particolare, sentenze 18 giugno 1998, causa C‑35/96, Commissione/Italia, Racc. pag. I‑3851,
         punto 36, e 12 settembre 2000, cause riunite da C‑180/98 a C‑184/98, Pavlov e a., Racc. pag. I‑6451, punto 75). Nei limiti
         in cui tale presupposto è soddisfatto, la circostanza che un’attività sia attinente allo sport non osta all’applicazione delle
         regole del Trattato (sentenze 12 dicembre 1974, causa 36/74, Walrave e Koch, Racc. pag. 1405, punto 4, e 15 dicembre 1995,
         causa C‑415/93, Bosman, Racc. pag. I‑4921, punto 73), tra cui quelle che disciplinano il diritto della concorrenza (v., in
         tal senso, sentenza 18 giugno 2006, causa C‑519/04 P, Meca-Medina e Majcen/Commissione, Racc. pag. I‑6991, punti 22 e 28).
      
      23      Come indicato nella decisione di rinvio e altresì confermato all’udienza dinanzi alla Corte, l’ELPA organizza, in cooperazione
         con l’ETHEAM, gare motociclistiche in Grecia e conclude in tale contesto contratti di sponsorizzazione, di pubblicità e di
         assicurazione destinati allo sfruttamento commerciale di tali gare. Tali attività costituiscono per l’ELPA una fonte di reddito.
      
      24      Secondo la giurisprudenza della Corte, le attività che si ricollegano all’esercizio delle prerogative dei pubblici poteri
         non presentano carattere economico che giustifichi l’applicazione delle norme sulla concorrenza previste dal Trattato (v.,
         in tal senso, sentenza 19 gennaio 1994, causa C‑364/92, SAT Fluggesellschaft, Racc. pag. I‑43, punti 30 e 31).
      
      25      Per quanto riguarda l’eventuale impatto dell’esercizio delle prerogative dei pubblici poteri sulla qualificazione di una persona
         giuridica quale l’ELPA come impresa ai sensi del diritto comunitario della concorrenza, va rilevato, come ha fatto l’avvocato
         generale al paragrafo 49 delle sue conclusioni, che la circostanza che un ente disponga, per l’esercizio di una parte delle
         proprie attività, di prerogative dei pubblici poteri non impedisce, di per sé sola, di qualificarlo come impresa ai sensi
         del diritto comunitario della concorrenza per il resto delle sue attività economiche (sentenza 24 ottobre 2002, causa C‑82/01
         P, Aéroports de Paris/Commissione, Racc. pag. I‑9297, punto 74). Infatti, la qualificazione come attività rientrante nell’esercizio
         dei pubblici poteri o come attività economica dev’essere effettuata separatamente per ogni attività esercitata da un dato
         ente. 
      
      26      Nel caso di specie, occorre distinguere la partecipazione di una persona giuridica quale l’ELPA al processo decisionale delle
         pubbliche autorità dalle attività economiche esercitate da questa stessa persona giuridica, come l’organizzazione o lo sfruttamento
         commerciale delle gare motociclistiche. Ne consegue che il potere di una siffatta persona giuridica di emettere il suo parere
         conforme circa le domande di autorizzazione presentate ai fini dell’organizzazione di tali gare non osta a che essa sia considerata
         come un’impresa ai sensi del diritto comunitario della concorrenza quanto alle summenzionate attività economiche.
      
      27      In merito all’incidenza che su tale qualificazione può avere il fatto che l’ELPA non persegue scopi di lucro, occorre rilevare
         che, nella sentenza 10 gennaio 2006, causa C‑222/04, Cassa di Risparmio di Firenze e a. (Racc. pag. I‑289, punti 122 e 123),
         la Corte ha precisato che la circostanza che l’offerta di beni e servizi sia fatta senza scopo di lucro non osta a che l’ente
         che effettua tali operazioni sul mercato vada considerato come un’impresa, poiché tale offerta si pone in concorrenza con
         quella di altri operatori che perseguono uno scopo di lucro.
      
      28      Tale è il caso delle attività esercitate da una persona giuridica come l’ELPA. Il fatto che la MOTOE, ricorrente nella causa
         principale, sia essa stessa un’associazione senza scopo di lucro, in quest’ottica, è ininfluente in ordine alla qualificazione
         come impresa di una persona giuridica quale l’ELPA. Da un lato, non è escluso che esistano in Grecia, oltre alle associazioni
         la cui attività consiste nell’organizzazione e nell’esercizio commerciale delle gare motociclistiche senza perseguire uno
         scopo di lucro, associazioni che esercitino tale attività perseguendo uno scopo siffatto e che siano quindi in concorrenza
         con l’ELPA. Dall’altro, associazioni senza scopo di lucro, che offrono beni o servizi su un mercato determinato, possono trovarsi
         reciprocamente in posizione di concorrenza. Infatti, il successo o la sopravvivenza economica di tali associazioni dipende,
         a lungo termine, dalla capacità di queste ultime di imporre, sul mercato in questione, le prestazioni che esse offrono, a
         detrimento di quelle proposte dagli altri operatori.
      
      29      Di conseguenza una persona giuridica quale l’ELPA va considerata come un’impresa ai sensi del diritto comunitario della concorrenza.
         Tuttavia, affinché sia ricompresa nell’art. 82 CE, è inoltre necessario che essa occupi una posizione dominante sul mercato
         comune o su una parte sostanziale di questo.
      
      30      A tale riguardo si deve ricordare che, nell’ambito di un procedimento di cui all’art. 234 CE, basato sulla netta separazione
         delle funzioni tra i giudici nazionali e la Corte, ogni valutazione dei fatti di causa rientra nella competenza del giudice
         nazionale (sentenza 14 febbraio 2008, causa C‑450/06, Varec, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 23). Tuttavia, al
         fine di dare a quest’ultimo una soluzione utile, la Corte può, in uno spirito di cooperazione con i giudici nazionali, fornirgli
         tutte le indicazioni che reputa necessarie.
      
      31      Prima di poter stabilire se una persona giuridica come l’ELPA detenga una posizione dominante ai sensi dell’art. 82 CE occorre
         definire il mercato di cui è causa sia sotto il profilo del prodotto e del servizio interessato sia sotto quello geografico
         (sentenza 14 febbraio 1978, causa 27/76, United Brands e United Brands Continentaal/Commissione, Racc. pag. 207, punto 10).
      
      32      Secondo una giurisprudenza consolidata, ai fini dell’applicazione dell’art. 82 CE, il mercato del prodotto o del servizio
         in esame comprende i prodotti o i servizi che sono sostituibili o sufficientemente interscambiabili con questo, in funzione
         non solo delle loro caratteristiche obiettive, grazie alle quali essi sono particolarmente atti a soddisfare i bisogni costanti
         dei consumatori, ma anche in funzione delle condizioni di concorrenza e della struttura della domanda e dell’offerta sul mercato
         rilevante (v., in tal senso, sentenze 11 dicembre 1980, causa 31/80, L’Oréal, Racc. pag. 3775, punto 25; 9 novembre 1983,
         causa 322/81, Nederlandsche Banden‑Industrie‑Michelin/Commissione, Racc. pag. 3461, punto 37, e 3 luglio 1991, causa C‑62/86,
         AKZO/Commissione, Racc. pag. I‑3359, punto 51).
      
      33      Va in proposito ricordato che dalla decisione di rinvio emerge che le attività svolte dall’ELPA consistono, da un lato, nell’organizzare
         gare motociclistiche e, dall’altro, nel loro sfruttamento commerciale mediante la conclusione di contratti di sponsorizzazione,
         di pubblicità e di assicurazione. Questi due tipi di attività non sono interscambiabili, ma rivestono piuttosto un carattere
         di complementarietà funzionale.
      
      34      Quanto alla definizione del mercato geografico rilevante, essa rientra, al pari di quella del mercato dei prodotti o dei servizi,
         in una valutazione di carattere economico. Il mercato geografico può così essere definito come il territorio nel quale tutti
         gli operatori economici si trovano in condizioni di concorrenza analoghe, con riferimento proprio ai prodotti o servizi considerati.
         In tale ottica non è affatto necessario che le condizioni obiettive di concorrenza tra gli operatori economici siano perfettamente
         omogenee. È sufficiente che esse siano analoghe o sufficientemente omogenee (v., in tal senso, sentenza United Brands e United
         Brands Continentaal/Commissione, citata supra, punti 44 e 53). Inoltre, tale mercato può essere limitato a un solo Stato membro
         (v., in tal senso, sentenza Nederlandsche Banden‑Industrie‑Michelin/Commissione, citata supra, punto 28).
      
      35      Come indicato nella decisione di rinvio e confermato anche all’udienza dinanzi alla Corte, le attività svolte dall’ELPA si
         limitano al territorio ellenico. Orbene, il territorio di uno Stato membro può costituire una parte sostanziale del mercato
         comune (v., in tal senso, sentenza 18 giugno 1991, causa C‑260/89, ERT, Racc. pag. I‑2925, punto 31). Spetta tuttavia al giudice
         del rinvio verificare se il criterio relativo alle condizioni di concorrenza analoghe o sufficientemente omogenee sia soddisfatto
         nella causa principale.
      
      36      Tale giudice dovrà valutare se l’ELPA detenga una posizione dominante proprio sul mercato così definito.
      
      37      Va ricordato al riguardo che, secondo una giurisprudenza costante, la nozione di «posizione dominante» di cui all’art. 82 CE
         concerne una posizione di potenza economica detenuta da un’impresa, che le consente di ostacolare il mantenimento di una concorrenza
         effettiva sul mercato in esame, fornendo alla stessa la possibilità di comportamenti rimarcabilmente indipendenti nei confronti
         dei suoi concorrenti, dei suoi clienti e, in ultima analisi, dei consumatori (sentenze United Brands e United Brands Continentaal/Commissione,
         citate supra, punto 65; 13 febbraio 1979, causa 85/76, Hoffmann-La Roche/Commissione, Racc. pag. 461, punto 38, e Nederlandsche
         Banden-Industrie-Michelin/Commissione, citata, punto 30). 
      
      38      Occorre aggiungere che un’impresa può essere messa in una siffatta posizione quando le sono accordati diritti speciali o esclusivi
         che le consentono di determinare se e, all’occorrenza, a quali condizioni altre imprese possano accedere al mercato in questione
         e svolgervi le loro attività.
      
      39      Occorre inoltre rilevare che l’art. 82 CE può essere violato da una norma come quella enunciata all’art. 49 del codice stradale
         greco solo se influisce sugli scambi tra Stati membri. Come ha ricordato l’avvocato generale ai paragrafi 63 e 64 delle sue
         conclusioni, tale pregiudizio agli scambi tra Stati membri potrà ritenersi sussistente solo quando, in base ad un complesso
         di elementi oggettivi di fatto e di diritto, appaia sufficientemente probabile che la condotta de qua sia atta ad esercitare
         un’influenza diretta o indiretta, attuale o potenziale, sugli scambi tra Stati membri, in modo tale da far temere che possa
         esserne ostacolata la realizzazione di un mercato unico fra Stati membri (sentenza 25 ottobre 2001, causa C‑475/99, Ambulanz
         Glöckner, Racc. pag. I‑8089, punto 48). Gli effetti puramente ipotetici o speculativi che possono caratterizzare il comportamento
         dell’impresa che occupa una posizione dominante non soddisfano tale criterio. Parimenti l’influenza sugli scambi intracomunitari
         non dev’essere irrilevante (sentenze 21 gennaio 1999, cause riunite C‑215/96 e C‑216/96, Bagnasco e a., Racc. pag. I‑135,
         punto 60, e Ambulanz Glöckner, citata, punto 48).
      
      40      Dunque, il pregiudizio agli scambi intracomunitari deriva in generale dalla combinazione di diversi fattori che, considerati
         isolatamente, non sarebbero necessariamente determinanti (sentenza 15 dicembre 1994, causa C‑250/92, DLG, Racc. pag. I‑5641,
         punto 54).
      
      41      Peraltro, la valutazione del carattere sensibile dell’incidenza sugli scambi tra Stati membri deve tener conto del comportamento
         dell’impresa dominante in questione, in quanto l’art. 82 CE osta a qualsiasi prassi atta a incidere sulla libertà degli scambi,
         in un senso che possa nuocere alla realizzazione degli scopi di un mercato unico fra gli Stati membri, in particolare isolando
         i mercati nazionali o modificando la struttura della concorrenza nel mercato comune (sentenza 31 maggio 1979, causa 22/78,
         Hugin Kassaregister e Hugin Cash Registers/Commissione, Racc. pag. 1869, punto 17).
      
      42      Il fatto che il comportamento di un’impresa in posizione dominante abbia per oggetto solo la distribuzione di prodotti in
         un unico Stato membro non è sufficiente a escludere che gli scambi tra Stati membri possano essere pregiudicati (v., in tal
         senso, sentenza 5 dicembre 2006, cause riunite C‑94/04 e C‑202/04, Cipolla e a., Racc. pag. I‑11421, punto 45). Infatti, un
         comportamento siffatto può avere l’effetto di consolidare compartimentazioni a livello nazionale, ostacolando così l’integrazione
         economica voluta dal Trattato (v., per analogia, sentenza 13 luglio 2006, cause riunite da C‑295/04 a C‑298/04, Manfredi e a.,
         Racc. pag. I‑6619, punti 45 e 46).
      
      43      Per quanto riguarda, in secondo luogo, la sfera di applicazione dell’art. 86 CE, il n. 1 di tale articolo prevede che gli
         Stati membri non emanano né mantengono, nei confronti delle imprese cui riconoscono diritti speciali esclusivi, alcuna misura
         contraria, segnatamente, alle norme del Trattato in materia di concorrenza. Va in proposito rilevato che una persona giuridica
         come l’ELPA, cui è stata accordata la prerogativa di emettere un parere conforme sulle domande di autorizzazione presentate
         al fine di organizzare gare motociclistiche, deve considerarsi come un’impresa cui lo Stato membro interessato ha riconosciuto
         diritti speciali ai sensi dell’art. 86, n. 1, CE.
      
      44      L’art. 86, n. 2, CE consente agli Stati membri di conferire ad imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico
         generale diritti esclusivi che possono ostacolare l’applicazione delle norme del Trattato in materia di concorrenza, nella
         misura in cui restrizioni della concorrenza, o persino l’esclusione di qualsiasi concorrenza da parte di altri operatori economici,
         sono necessarie per garantire l’adempimento della specifica funzione attribuita alle imprese titolari dei diritti esclusivi
         (sentenza 19 maggio 1993, causa C‑320/91, Corbeau, Racc. pag. I‑2533, punto 14).
      
      45      Per quanto riguarda l’organizzazione e lo sfruttamento commerciale di gare motociclistiche da parte di una persona giuridica
         come l’ELPA, il governo ellenico non ha asserito che a quest’ultima è stato attribuito l’esercizio di tali attività con un
         atto dei pubblici poteri. Non occorre quindi esaminare ulteriormente se le suddette attività possano costituire un servizio
         di interesse economico generale (v., in tal senso, sentenze 21 marzo 1974, causa 127/73, BRT e Société belge des auteurs,
         compositeurs et éditeurs, Racc. pag. 313, punto 20, e 11 aprile 1989, causa 66/86, Saeed Flugreisen e Silver Line Reisebüro,
         Racc. pag. 803, punto 55). 
      
      46      Quanto al potere di emettere un parere conforme sulle domande di autorizzazione presentate al fine di organizzare  gare motociclistiche,
         è pur vero che esso risulta da un atto dei pubblici poteri, cioè l’art. 49 del codice stradale greco, ma non può essere qualificato
         come attività economica, come ha rilevato l’avvocato generale al paragrafo 110 delle sue conclusioni.
      
      47      Una persona giuridica come l’ELPA non può quindi essere considerata come un’impresa incaricata di un servizio di interesse
         economico generale ai sensi dell’art. 86, n. 2, CE.
      
      48      Per quanto riguarda, in terzo luogo, la questione se gli artt. 82 CE e 86, n. 1, CE ostino ad una normativa nazionale come
         l’art. 49 del codice stradale greco, che conferisce ad una persona giuridica quale l’ELPA, che può occuparsi direttamente
         dell’organizzazione di gare motociclistiche e del loro sfruttamento commerciale, il potere di emettere un parere conforme
         sulle domande di autorizzazione presentate ai fini dell’organizzazione di tali gare, senza fissare limiti, obblighi e controllo
         all’esercizio di tale potere, occorre ricordare che il semplice fatto di creare o rafforzare una posizione dominante mediante
         la concessione di diritti speciali o esclusivi, ai sensi dell’art. 86, n. 1, CE, non è, in quanto tale, incompatibile con
         l’art. 82 CE. 
      
      49      Per contro, uno Stato membro contravviene ai divieti posti da queste due disposizioni quando l’impresa di cui trattasi è indotta,
         con il mero esercizio dei diritti speciali o esclusivi che le sono attribuiti, a sfruttare abusivamente la sua posizione dominante
         o quando questi diritti sono atti a produrre una situazione in cui l’impresa è indotta a commettere abusi del genere (sentenze
         Höfner e Elser, citata supra, punto 29; ERT, citata supra, punto 37, 10 dicembre 1991, causa C‑179/90, Merci convenzionali
         porto di Genova, Racc. pag. I‑5889, punti 16 e 17, nonché 5 ottobre 1994, causa C‑323/93, Centre d’insémination de la Crespelle,
         Racc. pag. I‑5077, punto 18). Al riguardo, non è necessario che un abuso si verifichi effettivamente (v., in tal senso, sentenza
         11 dicembre 1997, causa C‑55/96, Job Centre, Racc. pag. 7119, punto 36).
      
      50      In ogni caso, la violazione degli artt. 82 CE e 86, n. 1, CE sussiste dal momento che una misura imputabile ad uno Stato membro,
         segnatamente quella con cui lo Stato medesimo conferisce diritti speciali o esclusivi ai sensi di quest’ultima disposizione,
         crei un rischio di abuso di posizione dominante (v., in tal senso, sentenze ERT, citata supra, punto 37; Merci convenzionali
         porto di Genova, citata supra, punto 17, e 31 gennaio 2008, causa C‑380/05, Centro Europa 7, Racc. pag. I‑349, punto 60).
      
      51      Infatti un sistema di concorrenza non falsata, come quello previsto dal Trattato, può essere garantito solo se sono garantite
         pari opportunità tra i vari operatori economici. Affidare ad una persona giuridica come l’ELPA, che, essa stessa, organizza
         e sfrutta commercialmente gare motociclistiche, il compito di fornire all’amministrazione competente un parere conforme sulle
         domande di autorizzazione presentate ai fini dell’organizzazione di tali gare, equivale de facto a conferirle il potere di
         designare i soggetti autorizzati ad organizzare le suddette gare nonché a fissare le condizioni in cui le stesse si svolgono,
         concedendo in tal modo all’ente in questione un evidente vantaggio sui concorrenti (v., per analogia, sentenze 19 marzo 1991,
         causa C‑202/88, Francia/Commissione, Racc. pag. I‑1223, punto 51, e 13 dicembre 1991, causa C‑18/88, GB Inno BM, Racc. pag. I‑5941,
         punto 25). Una prerogativa siffatta può indurre l’impresa che ne dispone a impedire l’accesso degli altri operatori sul mercato
         di cui trattasi. Tale situazione di disparità tra le condizioni di concorrenza è inoltre sottolineata dal fatto, confermato
         all’udienza dinanzi alla Corte, che l’ELPA, quando organizza o partecipa all’organizzazione di gare motociclistiche, non è
         tenuta ad ottenere alcun parere conforme affinché l’amministrazione competente le conceda l’autorizzazione richiesta.
      
      52      Peraltro una siffatta normativa, che conferisce ad una persona giuridica come l’ELPA il potere di emettere un parere conforme
         su domande di autorizzazione presentate ai fini dell’organizzazione di gare motociclistiche senza che la stessa normativa
         fissi limiti, obblighi o controlli all’esercizio di tale potere, può indurre la persona giuridica incaricata di emettere tale
         parere conforme a falsare la concorrenza favorendo le gare che essa organizza o quelle alla cui organizzazione partecipa.
      
      53      Tenuto conto delle precedenti considerazioni, le questioni sollevate vanno risolte nel senso che una persona giuridica le
         cui attività consistono non soltanto nella partecipazione alle decisioni amministrative che autorizzano l’organizzazione di
         gare motociclistiche, ma anche nell’organizzare direttamente tali gare e nel concludere in tale contesto contratti di sponsorizzazione,
         di pubblicità e di assicurazione rientra nella sfera di applicazione degli artt. 82 CE e 86 CE. Tali articoli ostano ad una
         normativa nazionale che conferisca ad una persona giuridica, la quale organizza gare motociclistiche e conclude contratti
         di sponsorizzazione, di pubblicità e di assicurazione, il potere di emettere un parere conforme sulle domande di autorizzazione
         presentate ai fini dell’organizzazione di tali gare, senza fissare limiti, obblighi e controlli all’esercizio di tale potere.
      
       Sulle spese
      54      Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Grande Sezione) dichiara:
      Una persona giuridica le cui attività consistono non soltanto nella partecipazione alle decisioni amministrative che autorizzano
            l’organizzazione di gare motociclistiche, ma anche nell’organizzare direttamente tali gare e nel concludere in tale contesto
            contratti di sponsorizzazione, di pubblicità e di assicurazione rientra nella sfera di applicazione degli artt. 82 CE e 86 CE.
            Tali articoli ostano ad una normativa nazionale che conferisca ad una persona giuridica, la quale organizza gare motociclistiche
            e conclude contratti di sponsorizzazione, di pubblicità e di assicurazione, il potere di emettere un parere conforme sulle
            domande di autorizzazione presentate ai fini dell’organizzazione di tali gare, senza fissare limiti, obblighi e controlli
            all’esercizio di tale potere.
      Firme
      * Lingua processuale: il greco.