CELEX: 51996PC0229
Language: it
Date: 1996-05-23
Title: Proposta modificata di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sui nuovi prodotti o nuovi ingredienti alimentari

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                Bruxelles, 23.05.1996
                                                COM(96) 229 def. - COD 426
                      PARERE DELLA COMMISSIONE
  in applicazione dell'articolo 189 B, paragrafo 2, lettera d) del trattato CE,
                   sugli emendamenti del Parlamento europeo
              alla posizione comune del Consiglio riguardante la
                                  proposta di
REGOLAMENTO (CE) DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
          sui nuovi prodotti o nuovi ingredienti alimentari
   RECANTE MODIFICA DELLA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE
       in applicazione dell'articolo 189 A, paragrafo 2 del trattato CE
 ---pagebreak---  ---pagebreak---  Introduzione
 Il 7 luglio 1992, la Commissione ha presentato una proposta di regolamento del
 Consiglio sui nuovi prodotti o nuovi ingredienti alimentari (COM(92)295 def. - SYN
426).
 Dopo il parere del Parlamento europeo espresso il 27 ottobre 1993, la Commissione ha
preparato una proposta modificata che è stata presentata al Consiglio il 1° dicembre
 1993 (COM(93)631 def. - COD 426).
Il 23 ottobre 1995, il Consiglio ha adottato una posizione comune a maggioranza
qualificata.
Il 12 marzo 1996, il Parlamento europeo ha adottato 6 emendamenti alla posizione
comune adottata dal Consiglio il 23 ottobre 1995, in merito alla proposta della
Commissione di un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui nuovi
prodotti o nuovi ingredienti alimentari1.
Obiettivi del regolamento
Attualmente, nell'Unione europea i prodotti alimentari possono essere in genere
immessi sul mercato senza una valutazione o autorizzazione preliminari.
Recentemente, ha fatto la sua comparsa una nuova serie di materie prime, processi e
tecnologie, comprendenti, ma senza limitarsi ad esse, la biotecnologia moderna e le
tecniche di modificazione genetica. Queste innovazioni mirano ad esempio a migliorare
gli aspetti nutrizionali e dietetici dei prodotti alimentari, a promuovere una maggiore
efficienza tecnica a livello di produzione e di distribuzione, a ridurre il rischio di
contaminazione microbiologica o ad orientarsi verso raccolti con un minore utilizzo di
antiparassitari. Per garantire la protezione dei consumatori ed evitare che si formino
ostacoli agli scambi nel mercato interno, si è ritenuto necessario creare una procedura
comunitaria per l'immissione sul mercato dei "nuovi prodotti alimentari" frutto di
queste innovazioni e prevedere una valutazione di sicurezza, nonché precise
disposizioni in materia di etichettatura. La proposta ha pertanto una grande importanza
dal punto di vista della protezione dei consumatori e dell'informazione, nonché per il
buon funzionamento del mercato interno e la diffusione delle nuove tecnologie nel
settore agro-alimentare. A giudizio della Commissione, esiste un accordo generale tra
le istituzioni circa la necessità urgente di normative comunitarie al riguardo.
         GU C 190 del 29.7.1992, pag. 3.
 ---pagebreak--- Parere della Commissione
Conformemente al paragrafo 2, lettera d) dell'articolo 189 B del trattato CE, la
Commissione esprime il seguente parere su questi emendamenti.
La Commissione concorda con il Parlamento che il regolamento dovrebbe entrare in
vigore il più presto possibile e, di conseguenza, è favorevole all'emendamento 48 che
riduce il periodo di attuazione del regolamento da 12 mesi a 90 giorni.
La Commissione condivide le preoccupazioni del Parlamento esposte
nell'emendamento 53 onde garantire che gli additivi alimentari, gli aromi e i solventi
da estrazione siano conformi allo stesso livello di sicurezza dei nuovi prodotti
alimentari e condivide questo principio. Essa, tuttavia, non può esprimere parere
favorevole sul testo dell'emendamento 53 in quanto esso implica che l'esclusione è
condizionale e comporta la necessità di un'azione specifica. La Commissione desidera
sottolineare che la direttiva quadro sugli additivi alimentari (89/107/CEE)2 e la
posizione comune adottata dal Consiglio il 22 dicembre 1995, su una proposta di
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce una procedura
comunitaria per le sostanze aromatizzanti utilizzate o destinate ad essere utilizzate nei o
sui prodotti alimentari3, prevedono già lo stesso livello di sicurezza come per i nuovi
prodotti alimentari, ivi compresa la consultazione obbligatoria del Comitato scientifico
dell'alimentazione umana su ogni questione che possa avere ripercussioni sulla salute
pubblica. Per i solventi da estrazione, la direttiva 83/344/CEE4 prevede già un simile
elevato livello di protezione della salute pubblica.
L'emendamento 54 stabilisce che le disposizioni in materia di etichettatura
dell'articolo 8 si applicano ai nuovi prodotti ed ingredienti alimentari che sono oggetto
di una procedura di notifica semplificata. Preso di per sé, l'emendamento non solleva
difficoltà in quanto chiarisce semplicemente l'intenzione della posizione comune di
applicare una serie coerente di norme di etichettatura a tutte le categorie di nuovi
prodotti alimentari. Questo emendamento va però visto in congiunzione con
l'emendamento 55 che sopprime i termini "in modo significativo" all'articolo 8,
paragrafo 1, lettera a) della posizione comune, con la conseguenza che l'etichettatura di
nuovi prodotti alimentari sarà necessaria in tutti i casi in cui un nuovo alimento è
diverso da quelli prodotti in modo convenzionale. Bisogna ricordare che l'etichettatura
di differenze significative rispecchia fedelmente l'applicazione del principio scientifico
riconosciuto a livello internazionale dell'"equivalenza sostanziale" su cui si basa il
regolamento. Secondo la posizione comune, un operatore se può fornire prove secondo
cui il prodotto o l'ingrediente alimentare è sostanzialmente equivalente, sa di poter
ricorrere alla procedura di notifica e il prodotto non necessita un'etichettatura specifica.
Con la nuova formulazione dell'emendamento 55, l'operatore non può essere sicuro
2
         GU L 40 dell* 11.2.1989, pag. 27.
3
         GU C 59 del 28.2.1996, pag. 37.
4
         GU L 157 del 24.6.1988, pag. 28.
 ---pagebreak--- che il suo prodotto sostanzialmente equivalente non presenti differenze trascurabili e,
di conseguenza, la procedura di notifica può diventare inutilizzabile nella pratica.
La Commissione comprende le preoccupazioni del Parlamento di garantire che i
consumatori siano informati in merito a tutte le differenze tra i nuovi prodotti
alimentari e quelli prodotti in maniera convenzionale. Tuttavia, l'applicazione di un
criterio che comporterebbe un obbligo di etichettatura speciale anche per i nuovi
prodotti alimentari che sono sostanzialmente equivalenti può dare adito a difficoltà
pratiche. Soprattutto nel caso degli ortofrutticoli, fattori climatici e geografici, quali il
tipo di terreno, possono avere un notevole effetto sulle caratteristiche del prodotto
finale. Ad esempio, le variazioni climatiche da un anno all'altro provocano differenze
nel raccolto finale. In queste circostanze, può rivelarsi difficile decidere quali siano i
parametri da applicare per determinare se un nuovo prodotto alimentare è diverso dal
suo omologo prodotto in maniera convenzionale. Ai fini di un'informazione valida al
consumatore, la Commissione ritiene che un prodotto debba essere etichettato soltanto
se presenta caratteristiche che vanno al di là della gamma delle variazioni naturali e che
possono incidere sulla composizione, sul valore nutrizionale o sugli effetti o l'uso
previsto dei prodotti. La Commissione non può pertanto accogliere questi due
emendamenti e ritiene che si debbano esplorare tutte le vie atte a precisare il concetto
di differenza in modo che gli operatori economici dispongano di una maggiore certezza
giuridica.
L'attuale testo della posizione comune prevede che la presenza di un organismo
geneticamente modificato non debba essere indicata sull'etichetta se la sua presenza è
unicamente dovuta a caratteristiche agronomiche e non modifica le caratteristiche del
prodotto stesso. Questa esenzione concernerebbe ad esempio il granturco che è
geneticamente modificato per aumentare la resistenza ai parassiti. Gli emendamenti 51
e 52 hanno l'effetto di sopprimere questa esenzione. La Commissione non condivide
l'opinione del Parlamento secondo cui la presenza di organismi geneticamente
modificati debba essere sempre indicata sull'etichetta del prodotto in causa, anche se
questa presenza non ha effetti sulle proprietà del prodotto. L'etichettatura alimentare ha
lo scopo di informare i consumatori sulle caratteristiche degli alimenti. Le.informazioni
sui metodi di produzione e sulle caratteristiche agronomiche sono necessarie soltanto se
essi hanno un effetto sul prodotto finito. L'introduzione inoltre di una disposizione di
questo tipo renderebbe necessario stabilire sistemi di distribuzione separati per prodotti
alimentari contenenti OGM - cosa estremamente difficile da attuare nella pratica -
oppure prevedere un'etichettatura sistematica in tutti i casi in cui il prodotto può
contenere OGM. Sorgerebbero problemi particolari nel caso delle importazioni, in
quanto nessuno dei principali partner commerciali della Comunità prevede
un'etichettatura per questi casi e il prodotto OGM è normalmente mescolato al prodotto
convenzionale prima della spedizione nell'UE.
 ---pagebreak--- Inoltre, l'emendamento 51 prevede l'etichettatura di "un organismo geneticamente
modificato mediante tecniche genetiche". Secondo la Commissione, questa
formulazione dà adito ad un'incertezza giuridica, in quanto il concetto usato non è
abbastanza preciso e non corrisponde ad una definizione già esistente. La direttiva
90/220/CE fornisce già una chiara definizione degli OGM e questo è il motivo per cui
si propone di farvi riferimento nell'etichettatura di nuovi prodotti alimentari.
In base a questa analisi, la Commissione ha accolto un emendamento (n. 48) nella sua
proposta modificata. La Commissione desidera comunque sottolineare che esiste un
accordo generale sulla necessità urgente di elaborare un buon quadro regolamentare per
i nuovi prodotti alimentari a livello comunitario. A tal fine, la Commissione opererà in
modo costruttivo con le istituzioni nelle altre tappe della procedura decisionale
istituzionale, ricorrendo a tutte le possibilità disponibili onde risolvere i problemi in
sospeso sopra individuati.
 ---pagebreak---                                 Proposta modificata di
                 regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio
                   sui nuovi prodotti o nuovi ingredienti alimentari
(presentata dalla Commissione ai sensi dell'articolo 189 A, paragrafo 2 del trattato CE)
               Proposta attuale                                   Proposta modificata
                               Articolo 15, 1° paragrafo
 11 presente regolamento entra in vigore      II presente regolamento entra in vigore
  12 mesi dopo la pubblicazione nella         90 giorni dopo la pubblicazione nella
 Gazzetta ufficiale delle Comunità            Gazzetta ufficiale     delle Comunità
 europee.                                     europee.
 ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(96) 229 def.
                                                  DOCUMENTI
IT                                                                         10 15
                                               N. di catalogo : CB-CO-96-240-IT-C
                                                               ISBN 92-78-04464-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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