CELEX: 31985R2865
Language: it
Date: 1985-10-14 00:00:00
Title: REGOLAMENTO ( CEE ) N. 2865/85 DELLA COMMISSIONE, DEL 14 OTTOBRE 1985, CHE ISTITUISCE UN DAZIO ANTIDUMPING PROVVISORIO SULLE IMPORTAZIONI DI ALCUNI MODELLI DI BILANCE ELETTRONICHE ORIGINARI DEL GIAPPONE E ACCETTA GLI IMPEGNI ASSUNTI IN ORDINE A TALUNE IMPORTAZIONI DI QUESTI PRODOTTI ORIGINARI DEL GIAPPONE, CHIUDENDO LA RELATIVA PROCEDURA

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31985R2865

REGOLAMENTO ( CEE ) N. 2865/85 DELLA COMMISSIONE, DEL 14 OTTOBRE 1985, CHE ISTITUISCE UN DAZIO ANTIDUMPING PROVVISORIO SULLE IMPORTAZIONI DI ALCUNI MODELLI DI BILANCE ELETTRONICHE ORIGINARI DEL GIAPPONE E ACCETTA GLI IMPEGNI ASSUNTI IN ORDINE A TALUNE IMPORTAZIONI DI QUESTI PRODOTTI ORIGINARI DEL GIAPPONE, CHIUDENDO LA RELATIVA PROCEDURA  

Gazzetta ufficiale n. L 275 del 16/10/1985 pag. 0005 - 0012 edizione speciale spagnola: capitolo 11 tomo 22 pag. 0182  edizione speciale portoghese: capitolo 11 tomo 22 pag. 0182 

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 2865/85 DELLA COMMISSIONE  del 14 ottobre 1985  che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni modelli di bilance elettroniche originari del Giappone e accetta gli impegni assunti in ordine a talune importazioni di questi prodotti originari del Giappone, chiudendo la relativa procedura  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare gli articoli 10 e 11,  previa consultazioni in seno al comitato consultivo previsto dal suddetto regolamento,  considerando quanto segue:  A. Procedura  1. Il 3 settembre 1983, dopo aver ricevuto una denuncia presentata dal comitato europeo dei costruttori di strumenti di peso, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2) la Commissione ha annunciato l'avvio di una procedura antidumping riguardante le importazioni nella Comunità di alcuni modelli di bilance elettroniche originari del Giappone.  B. Azione provvisoria  2. Con il regolamento (CEE) n. 757/84 (3) la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni suddette.  C. Seguito della procedura  3. La Commissione ha debitamente informato dell'istituzione del dazio antidumping provvisorio gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i ricorrenti e ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di chiedere di essere sentite oralmente. Tutti gli esportatori noti e la maggior parte dei ricorrenti hanno rese note le loro osservazioni per iscritto, mentre un esportatore e due ricorrenti hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti oralmente.  4. Uno degli esportatori ha chiesto di prorogare di due mesi l'applicazione del dazio antidumping provvisorio.  5. Numerosi ricorrenti hanno affermato che al termine dell'indagine preliminare condotta dalla Commissione sono emersi nuovi elementi tali da rimettere in causa le conclusioni provvisorie dell'indagine effettuata. I ricorrenti hanno chiesto la continuazione dell'inchiesta tenendo conto dei nuovi elementi di prova.  6. La Commissione ha ritenuto sufficienti gli elementi di prova presentati dai ricorrenti per giustificare la continuazione della procedura tenendo conto delle mutate circostanze, nonché della proroga del periodo oggetto dell'inchiesta, invece di presentare al Consiglio una proposta relativa a dazi definitivi.  Con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (4) la Commissione ha annunciato la proroga della procedura antidumping relativa alle importazioni di alcuni modelli di bilance elettroniche originari del Giappone. Il dazio antidumping provvisorio istituito nel marzo 1984 è quindi scaduto, senza che si decidesse di trattenere le garanzie depositate.  7. La Commissione ne ha debitamente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, nonché i ricorrenti, ed ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di essere sentite oralmente. Alcuni esportatori e importatori hanno rese note le loro osservazioni per iscritto e hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti oralmente.  8. Ai fini di un ulteriore accertamento la Commissione ha chiesto ed ottenuto osservazioni scritte particolareggiate da parte di quasi tutti gli esportatori e importatori noti, nonché dei principali produttori comunitari ricorrenti.  9. Alcuni produttori comunitari, a nome dei quali tra l'altro era stata presentata la richiesta iniziale dell'avvio di una procedura, non hanno risposto al questionario inviato della Commissione per quanto riguarda le informazioni complementari per il periodo prorogato dell'inchiesta. La Commissione ne ha dedotto che questi produttori non erano più interessati al seguito della procedura e si è quindi basata unicamente, nel proseguire l'inchiesta, sulle informazioni fornite dai  produttori che hanno risposto al questionario e hanno collaborato attivamente all'inchiesta. La Commissione ha inoltre accertato che questi ultimi rappresentavano comunque una parte notevole della produzione comunitaria di bilance elettroniche.  10. La Commissione ha verificato le informazioni ritenute necessarie ai fini della continuazione dell'inchiesta ed ha svolto inchieste in loco presso la sede dei seguenti:  - produttori comunitari:  - W. and T. Avery Ltd, Smethwick, Warley, Regno Unito,  - Moreau SA, Saint Maur, Francia,  - Bizerba-Werke GmbH u. Co, Balingen, Repubblica federale di Germania;  - importatori comunitari:  - TEC Belgium NV/SA, Bruxelles, Belgio,  - TEC Europe Co Ltd, Londra, Regno Unito.  11. L'inchiesta iniziale relativa alle pratiche di dumping, che riguardava originariamente il periodo dal settembre 1982 all'agosto 1983, è stata prorogata per il periodo dal settembre 1983 al giugno 1984.  La Commissione ha tenuto conto delle informazioni fornitele dalle parti interessate relative al primo periodo dell'inchiesta.  D. Valore normale  12. Per quanto riguarda le importazioni di tutti i modelli di bilance da parte delle ditte Kubota e Ishida e di taluni modelli di bilance delle ditte Yamato e Teraoka il valore normale è stato determinato in via provvisoria in base ai prezzi di vendita praticati per le vendite sul mercato interno giapponese. I prezzi praticati sul mercato interno dalla ditta Kubota hanno formato oggetto di una ponderazione per tener conto del fatto che le vendite sono state effettuate in perdita. La società suddetta non ha inoltre fornito i dati complementari richiesti dalla Commissione per il periodo dal settembre 1983 al giugno 1984. In conformità dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b), del regolamento (CEE) n. 2176/84, la Commissione è quindi pervenuta alle conclusioni preliminari in base ai dati disponibili.  13. Per quanto riguarda le importazioni di alcuni modelli di bilance delle ditte Yamato e Teraoka, il valore normale è stato determinato provvisoriamente in base ai costi di produzione e alle spese generali, compreso un margine di profitto dell'8 %, considerato equo in base ai risultati d'esercizio dei produttori giapponesi ottenuti nel periodo 1981-1984. In questi casi la Commissione ha dovuto ricorrere al valore costruito, in quanto per alcuni modelli esportati dai produttori in questione non venivano effettuate vendite di prodotti comparabili sul mercato interno giapponese.  14. Per quanto riguarda la ditta Tokyo Electric Co, durante gli accertamenti che nel marzo 1984 avevano portato all'istituzione di un dazio antidumping provvisorio, la Commissione aveva definito il valore normale relativo a tutte le bilance esportate nella Comunità in base al valore costruito. La Commissione aveva deciso di procedere in tal modo, in quanto sul mercato interno giapponese la Tokyo Electric Co non vendeva modelli comparabili, e le vendite di bilance comparabili a una società di vendite collegata in Giappone non potevano essere considerate alla stregua di normali operazioni commerciali. Ai fini della determinazione del valore costruito, la Commissione ha tenuto conto dei costi dei materiali e della produzione, nonché delle spese di vendita e di gestione all'interno del gruppo, compreso un adeguato margine di profitto.  15. In seguito ad un ulteriore accertamento la Commissione ha tuttavia concluso che nell'ambito della struttura societaria, la società produttrice e la società di vendita formano parte integrante del gruppo industriale Tokyo Electric Co, nel quale la società di vendita svolge funzioni sostanzialmente identiche a quelle di un reparto o divisione vendite. Anche se sotto il profilo giuridico quest'ultima costituisce un'impresa autonoma, ci si trova incontestabilmente di fronte ad un'unica entità economica. Nel caso in esame l'elemento essenziale non è rappresentato dalla struttura giuridica, bensì dal fatto che la funzione principale della società di vendita sia la vendita o la promozione dei prodotti del gruppo, che tale società sia controllata dalla società madre tramite una partecipazione di maggioranza o altre forme di partecipazione.  Nel caso della Tokyo Electric Co la società di vendita viene controllata dalla società madre e il suo unico compito consiste nel vendere i prodotti del gruppo sul mercato interno. Ne consegue che la società di vendita dev'essere considerata parte integrante del gruppo e che soltanto i prezzi di vendita praticati da tale società di vendita nei confronti di clienti indipendenti sono stati realizzati nel corso di normali operazioni commerciali e possono quindi essere usati per calcolare il valore normale effettivo.  16. La Commissione ha quindi determinato il valore normale di un modello comparabile di bilancia, in base ai prezzi praticati dalla società di vendita della Tokyo Electric Co a rivenditori indipendenti. Le vendite di questo modello sul mercato interno giapponese rappresentano circa il 50 % delle esportazioni nella Comunità del modello comparabile. Inoltre nei casi in cui sul mercato interno giapponese erano state effettuate vendite di modelli di bilance comparabili a quelli esportati nella Comunità, è stato necessario calcolare il valore costruito. La Commissione ha calcolato i costi di produzione tenendo conto dei costi dei materiali e della produzione, nonché di tutte le spese di vendita e di gestione, sostenuti tra la produzione e la vendita agli acquirenti indipendenti, comprese le spese di vendita e di gestione della società di vendita, essendo queste come precisato al punto 15, parte della stessa entità economica.  17. Ai fini del calcolo dell'importo delle spese di vendita e di gestione, nonché delle altre spese generali, la Commissione ha rifiutato alcune ripartizioni dei costi elaborate dalla Tokyo Electric Co in base a un presunto rapporto diretto tra tali spese generali e determinate vendite, ritenendo insufficienti i relativi elementi di prova fornitile. La ripartizione dei costi è stata quindi effettuata in funzione al volume di vendita di ciascun prodotto.  18. Le conclusioni della Commissione in merito alle spese di vendita e di gestione da inserire nel calcolo del valore normale sono state contestate dalla Tokyo Electric Co. È stato tra l'altro affermato che le vendite venivano effettuate da una società indipendente, i cui costi di vendita e di gestione non avrebbero dovuto avere alcuna attinenza con il valore costruito.  19. Secondo la Commissione questa tesi non è compatibile con i metodi e colla finalità della determinazione del valore normale in base al valore costruito. Con tale metodo il valore normale deve essere calcolato come se si fossero verificate vendite sul mercato interno. Dato che nei prezzi di vendita devono necessariamente essere comprese le spese di vendita, di gestione e generali sostenute dal venditore, è necessario inserire nel valore costruito un importo corrispondente ai costi compresi nei prezzi di vendita praticati nel corso di normali operazioni commerciali per un prodotto della stessa categoria o dello stesso tipo. Il valore costruito deve comprendere tale importo indipendentemente dal fatto che si siano verificate vendite sul mercato interno. Inoltre, dato che le vendite di bilance elettroniche effettuate dalla Tokyo Electric Co nel corso di normali operazioni commerciali avvengono esclusivamente attraverso una società di vendita di proprietà del gruppo industriale e che quest'ultima deve essere considerata come un ufficio vendite del gruppo, le spese di vendita, di gestione e generali sostenute dalla società di vendita della Tokyo Electric Co sono i fattori di costo determinanti da prendere in considerazione per calcolare il valore costruito.  E. Prezzo all'esportazione  20. Per quanto riguarda le vendite effettuate da ditte giapponesi a importatori indipendenti nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto venduto.  In tutti gli altri casi, quando le esportazioni sono state effettuate a consociate nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati calcolati in base ai prezzi ai quali il prodotto importato è stato rivenduto per la prima volta a un acquirente indipendente; in tal caso sono stati apportati opportuni adeguamenti per tener conto di tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita, compresi i dazi e un margine di utili dell'8 %, considerato equo in base a un confronto con i margini di profitto realizzati da importatori indipendenti dei prodotti in questione.  21. Nel calcolo dei costi da detrarre, nel caso in cui gli importatori interessati hanno fornito sufficienti elementi di prova, la Commissione ha tenuto conto dei costi direttamente attribuibili alle vendite dei prodotti in questione. In tutti gli altri casi la ripartizione dei costi è stata effettuata in proporzione al volume di vendita delle bilance rispetto al fatturato globale.  22. La Tokyo Electric Co ha sostenuto che durante il periodo oggetto dell'indagine la sua consociata nel Regno Unito ha svolto in via provvisoria funzioni di coordinamento e ha prestato servizi per altre società controllate in Europa e che pertanto i suoi costi non dovevano essere computati nelle vendite di bilance nel Regno Unito.  Sono stati inoltre forniti elementi di prova in merito a talune spese di trasporto e di provvigioni che a giudizio della Tokyo Electric Co non andavano detratte.  La Commissione non è stata in grado di verificare adeguatamente questi dati e per il momento non ne ha quindi tenuto conto ai fini del calcolo dei prezzi all'esportazione.  F. Confronto  23. Per poter effettuare un valido confronto tra il valore normale e i prezzi all'esportazione, la Commissione ha tenuto conto, laddove necessario, di tutte le differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, in particolare quelle concer nenti le modalità di vendita, nei casi in cui è stato possibile dimostrare che tali differenze erano in diretto rapporto con le vendite in questione. Sono state accolte richieste di adeguamenti relative a differenze concernenti condizioni di credito, retribuzioni e spese di viaggio degli operatori commerciali, commissioni, imballaggio e trasporto. Tutti i confronti sono stati effettuati allo stadio franco fabbrica.  Non sono state accolte le richieste di adeguamento relative a differenze inerenti alle spese generali. A norma della legislazione comunitaria gli elementi da prendere in considerazione nel confronto tra i prezzi sono limitati ai fattori di cui all'articolo 2, paragrafi 9 e 10, del regolamento (CEE) n. 2176/84, vale a dire caratteristiche fisiche, quantitativi, condizioni e madalità di vendita, data e stadio commerciale. Le spese generali potrebbero essere prese in esame unicamente con riferimento alle condizioni e modalità di vendita, ma in questo contesto gli eventuali adeguamenti sono limitati alle differenze che hanno un rapporto diretto con le vendite in questione; ai sensi della legislazione comunitaria, in linea di massima questo non è il caso delle differenze in materia di spese di gestione e generali.  24. La Tokyo Electric Co ha chiesto che venisse effettuato un adeguamento per tutti i costi, comprese le spese generali, sostenuti dalla società di vendita operante esclusivamente sul mercato interno, sostenendo che tutti i costi di quest'ultimo si trovano in rapporto con la commercializzazione dei prodotti della società produttrice sul mercato interno.  Questa richiesta non può essere accolta, in quanto in primo luogo si basa su una distinzione formale tra l'ufficio vendite della società produttrice e le società di vendita. Tale differenza non può essere accertata, vista la stretta relazione tra produttore e società di vendita, vale a dire il controllo totale esercitato dal primo sulla seconda, illustrato nei precedenti paragrafi 15 e 19. L'argomento addotto dalla Tokyo Electric Co, secondo il quale il rapporto tra spese generali e vendite differisce a seconda che la commercializzazione venga effettuata dalla società di produzione oppure da una società di vendita, è pertanto privo di fondamento.  Inoltre, ai sensi del regolamento (CEE) n. 2176/84 si può tener conto unicamente delle differenze tra i fattori precisati all'articolo 2, paragrafi 9 e 10. Uno dei fattori determinanti nel caso della Tokyo Electric Co potrebbero essere le condizioni e modalità di vendita. Questo termine tecnico alquanto restrittivo definisce gli obblighi inerenti a un contratto di vendita, che possono essere fissati nel contratto stesso oppure nelle condizioni generali di vendita definite dal venditore. Occorre inoltre dimostrare che i costi in questione sono in rapporto diretto con le vendite. La Commissione ritiene che debba esistere un nesso funzionale diretto, vale a dire che questi sono sorti in quanto vi è stata una vendita determinata, e che essi sono indispensabili per soddisfare le condizioni di vendita stabilite.  25. Dato che, per definizione, le spese generali non presentano un rapporto funzionale diretto con transazioni di vendita determinate, in linea di massima esse non possono essere prese in considerazione ai fini di un adeguamento.  Non si può pretendere di deviare da questo principio a causa di differenze giuridiche formali quali l'attribuzione di alcune funzioni a una o a più società, la struttura societaria del gruppo oppure l'effettuazione delle vendite da parte di un ufficio integrato o ancora di una società controllata.  26. La Tokyo Electric Co ha inoltre chiesto che l'insieme dei costi della società di vendita in Giappone venisse sottoposto a una ponderazione, per tener conto di presunte differenze esistenti allo stadio commerciale. La richiesta non è stata accolta in quanto la Commissione, in base agli elementi di prova disponibili, sia sul mercato interno sia su quello dell'esportazione, ha preso in esame vendite effettuate allo stesso stadio commerciale, vale a dire a categorie di clienti similari.  27. Secondo la Tokyo Co, inoltre, dato che nel caso di importatori collegati tutti i costi dell'importazione vengono presi in considerazione ai fini del calcolo del prezzo all'esportazione costruito, si dovrebbe procedere in modo analogo nei casi in cui le vendite sul mercato interno vengano effettuate indirettamente mediante una società di vendita collegata. Questa argomentazione confonde due questioni diverse, vale a dire il metodo per costruire il prezzo all'esportazione in base al prezzo di rivendita di un importatore collegato e il confronto tra valore normale e prezzo all'esportazione. Per il calcolo del prezzo all'esportazione, in conformità del regolamento (CEE) n. 2176/84, devono essere dedotte tutte le spese sostenute tra l'importazione e la rivendita, onde evitare che il prezzo all'esportazione franco frontiera comunitaria risulti influenzato dal rapporto esistente tra l'esportatore e l'importatore collegato o da costi che insorgano nella Comunità. Per il confronto tra il valore normale e prezzo all'esportazione si applicano invece altre norme, in base alle quali i prezzi vengono adeguati in funzione di tutti i fattori per i quali sono stati presentati elementi di prova sufficienti, come risulta dal punto 23.  28. La Tokyo Electric Co ha chiesto in alternativa che le spese sostenute per assistenza tecnica, promozione delle vendite, ripresa di vecchi modelli, tariffe telefoniche e postali, riserve per crediti dubbi, nonché determinate imposte, dessero luogo ad altrettanti adeguamenti. Dato che sono stati forniti sufficienti elementi di prova relativi a un rapporto diretto tra i costi suddetti e le vendite in questione sul mercato interno giapponese, la Commissione ha provvisoriamente considerato tali costi come spese generali, per le quali in linea di massima non sono ammesse detrazioni.  29. La Tokyo Electric Co ha inoltre chiesto di tener conto di differenze tra i costi di produzione per il modello di bilancia il cui valore normale è stato determinato in base alle vendite sul mercato giapponese. Tali differenze riguarderebbero una spesa supplementare necessaria sul piano tecnico per garantire la precisione della bilancia a diverse altitudini. La Commissione ha deciso per il momento di non prendere in esame tali differenze, in quanto non dispone di sufficienti elementi di prova per accertare con sicurezza tali differenze tecniche e i conseguenti costi supplementari.  30. Laddove i prezzi all'esportazione divergevano, la Commissione ha confrontato il valore normale con il prezzo all'esportazione per ogni singola transazione. Per prezzi all'esportazione sufficientemente costanti, ovvero quando il risultato globale dei calcoli rimaneva invariato, la Commissione ha calcolato la media ponderata dei prezzi all'esportazione e l'ha confrontata con il valore normale.  G. Margini di dumping  31. Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping da parte di tutti gli esportatori interessati con margini di dumping pari alla differenza fra il valore normale determinato in precedenza ed il prezzo nella Comunità. L'entità dei margini varia secondo l'esportatore, lo stato membro importatore, il tipo di bilancia elettronica, nonché il periodo oggetto dell'inchiesta. Per ciascun esportatore oggetto dell'inchiesta sono stati accertati i seguenti margini medi ponderati:  1.2.3 //   //   //   //   // 1o Periodo: settembre 1982 - agosto 1983  // 2o Periodo: settembre 1983 - giugno 1984  //  //   //   // Tokyo Electric Co  // 12,0 %  // 26,8 %  // Teraoka  // 2,4 %  // 2,2 %  // Ishida  // 2,3 %  // 1,5 %  // Yamato  // 2,9 %  // 1,0 %  // Kubota  // 6,8 %  // dati non disponibili.  //   //   //  I margini di dumping presentavano notevoli divergenze a seconda degli stati membri importatori. Soprattutto nel caso della Tokyo Electric Co, i margini medi ponderati accertati nel secondo periodo d'inchiesta oscillavano tra il 42,2 % nel Regno Unito, il 20,5 % nei Paesi Bassi, il 12,2 % in Belgio e solo 3,6 % in Grecia. Per gli altri esportatori interessati i margini di dumping oscillavano, durante lo stesso periodo, tra il 0 % in Grecia e il 5,8 % nei Paesi Bassi.  La Commissione ritiene nondimeno che per l'insieme della Comunità è opportuno tener conto di una media ponderata dei margini di dumping, giacché ogni altra soluzione condurrebbe a risultati eccessivi o darebbe luogo a notevoli complicazioni amministrative.  H. Pregiudizio  32. Quanto al pregiudizio provocato dalle importazioni in dumping, dagli elementi di prova a disposizione della Commissione risulta che le importazioni di bilance elettroniche originarie del Giappone, pari a 4 167 unità nel 1980 sono salite a 8 315 unità nel 1982, a 11 605 unità nel 1983 e a 10 222 unità nel primo semestre 1984. Dalle statistiche disponibili risulta quindi che nel periodo 1980-1984 (compiendo un'estrapolazione per il secondo semestre 1984) le importazioni si sono quintuplicate e che, complessivamente, l'aliquota di mercato nella Comunità è passata dal 6,0 % al 22 %. Il pregiudizio è superiore negli stati membri in cui la legislazione nazionale in materia di pesi e misure e le relative misure di applicazione permettono una penetrazione dei prodotti giapponesi. Nel primo semestre 1984 l'aliquota di mercato delle bilance elettroniche originarie del Giappone era pari all'85 % in Grecia, al 77 % nei Paesi Bassi, al 58 % in Belgio ed al 30 % nel Regno Unito. Insieme, questi quattro stati membri hanno assorbito circa l'85 % delle importazioni di bilance elettroniche originarie del Giappone. L'aumento dell'aliquota di mercato delle bilance elettroniche giapponesi nella Comunità è dovuto principalmente alle esportazioni in dumping della Tokyo Electric Co. L'andamento del volume di esportazioni mostra che, nel secondo periodo dell'inchiesta, le esportazioni di bilance elettroniche della Tokyo Electric Co sono aumentate considerevolmente, in particolare verso il Regno Unito, i Paesi Bassi ed il Belgio, mentre invece le esportazioni di tutti gli altri esportatori giapponesi in questi tre stati membri, durante lo stesso periodo, sono calate. Questo andamento del volume di esportazione nei tre stati membri maggiormente colpiti dalle esportazioni in dumping è l'esatto riflesso dell'aumento dell'aliquota di mercato detenuta dalla Tokyo Electric Co e dell'entità del margine di dumping che da ultimo si è potuto riscontrare. È stata erosa non solo l'aliquota di mercato dei produttori comunitari, ma persino quella degli esportatori giapponesi i cui margini di dumping erano meno rilevanti.  33. La Commissione ha accertato che, complessivamente, nel periodo 1981-1984, la loro produzione è aumentata. Va tuttavia notato che il mercato delle bilance elettroniche è in rapida espansione su scala mondiale, trattandosi di un prodotto di recente tecnologia. Dall'inchiesta della Commissione risulta inoltre che i costruttori comunitari hanno potuto aumentare la propria produzione soprattutto grazie ad un'espansione delle loro vendite sui mercati della Comunità in cui le esportazioni in dumping dal Giappone non hanno provocato perturbazioni oppure hanno avuto scarsa incidenza. Negli stati membri in cui si sono invece concentrate le esportazioni giapponesi, vale a dire Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi e Grecia, le vendite dei produttori comunitari hanno superato a malapena il basso livello del 1981. Conseguentemente, sui mercati suddetti i produttori comunitari hanno perduto notevoli aliquote di mercato, passando dal 48 % nel 1981 al 32 % nel 1984.  34. La Commissione ha esaminato l'entità del pregiudizio arrecato ai produttori comunitari dai prezzi di vendita delle importazioni in dumping nella Comunità. Stando agli accertamenti in materia di bilance elettroniche, il progresso tecnico e il rilevante miglioramento di produttività verificatisi negli ultimi anni hanno determinato una tendenza alla flessione dei prezzi e quindi il netto calo dei prezzi registrati nella Comunità non può essere attribuito interamente alle importazioni in dumping. Dalle inchieste svolte presso le sedi di taluni fabbricanti comunitari è inoltre emerso che i prezzi di vendita praticati da questi ultimi, a uno stadio commerciale comparabile, dovevano conformarsi a quelli praticati per le bilance imporate dal Giappone con le quali si trovano in concorrenza.  I costruttori comunitari sono quindi costretti ad adeguarsi a tali prezzi, rinunciando a ogni profitto o addirittura subendo perdite, oppure a essere definitivamente eliminati dal mercato.  Le principali conseguenze di questa situazione si manifestano nel fatto che i prezzi praticati dai costruttori comunitari per i modelli di bilance in diretta concorrenza con le importazioni giapponesi sono talvolta nettamente inferiori ai costi di produzione, persino per quei costruttori che lavorano con i costi più bassi. I risultati ottenuti dalle imprese mostrano che, nonostante i continui e notevoli investimenti necessari in questo settore per tenere il passo con lo sviluppo tecnico, e malgrado i rilevanti miglioramenti della produttività, negli ultimi quattro anni si sono accumulate gravi perdite, benché il pregiudizio subito a causa delle importazioni giapponesi concorrenti sia stato in parte compensato da migliori risultati su mercati della Comunità meno aperti. Data la crescente pressione delle importazioni giapponesi in dumping su mercati sui quali i costruttori comunitari colpiti trovavano uno sbocco a circa il 50 % della loro produzione, questi ultimi non hanno potuto ottenere una adeguata redditività dei capitali investiti e le stesse possibilità di sopravvivenza in un settore estremamente avanzato sul piano tecnico risultano pertanto gravemente pregiudicate.  35. La Commissione ha esaminato se il pregiudizio sia stato causato da altri fattori, quali il volume e i prezzi delle importazioni non oggetto di dumping oppure l'andamento della domanda. In proposito è emerso che le importazioni nella Comunità provenienti da tutti gli altri paesi terzi tra il 1980 e il 1984 sono scese da 4 581 unità a 2 450 unità, mentre il consumo nella Comunità è nettamente aumentato.  36. Il notevole incremento delle importazioni in dumping e i relativi prezzi di vendita nella Comunità hanno indotto la Commissione a stabilire che le conseguenze delle importazioni oggetto di dumping di determinate bilance elettroniche originarie del Giappone, considerate isolamente, hanno arrecato un notevole pregiudizio all'industria comunitaria interessata.  I. Interesse della Comunità  37. Tenendo conto degli interessi della Comunità e dopo aver accertato in via provvisoria l'esistenza di pratiche di dumping e del pregiudizio da esse derivante, la Commissione ha concluso che è nell'interesse della Comunità adottare opportune misure. Onde evitare che nel corso della procedura il pregiudizio materiale si aggravi, è quindi necessario istituire un dazio antidumping provvisorio.  Il provvedimento dovrebbe comprendere anche gli altri quattro esportatori, quantunque i loro margini di dumping siano notevolmente inferiori a quello della Tokyo Electric Co, giacché le sensibili differenze tra singoli stati membri non permettono di ritenere trascurabili questi margini.  J. Aliquota del dazio  38. Visti i prezzi ai quali le bilance elettroniche originarie del Giappone sono vendute nella Comunità e i profitti necessari per coprire i costi di produzione di modelli comparabili fabbricati dall'industria comunitaria, l'aliquota del dazio dovrebbe corrispondere al margine di dumping accertato in via provvisoria per il secondo periodo oggetto dell'inchiesta. Secondo la Commissione, i risultati inerenti al secondo periodo dell'inchiesta, dal settembre 1983 al giugno 1984, sono determinanti, giacché durante questo periodo gli esportatori giapponesi hanno immesso sul mercato della Comunità nuovi modelli e una media ponderata relativa all'intero periodo dell'inchesta non avrebbe rispecchiato correttamente la situazione effettiva.  Tenuto conto delle differenze di prezzo tra i vari modelli di bilance sottoposti a inchiesta, il dazio dovrebbe essere fissato sotto forma di un dazio ad valorem.  39. Si deve stabilire un termine entro il quale le parti interessate possano rendere note le proprie osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite oralmente.  K. Impegni  40. Gli esportatori giapponesi interessati sono stati informati delle principali conclusioni dell'inchiesta preliminare e hanno formulato le loro osservazioni in merito. Successivamente, le ditte Yamato Scale Co Ltd, Teraoka Seikosno Co Ltd, Kutoba Ltd e Tokyo Electric Co hanno offerto impegni che sono stati esaminati dalla Commissione tenendo conto dei margini di dumping accertati in via provvisoria e del pregiudizio arrecato. La Commissione ha concluso che, dati i margini di dumping relativamente bassi nonché il minor volume delle rispettive esportazioni nella Comunità, gli impegni offerti da Yamato, Teraoka e Kubota sono sufficienti per eliminare il pregiudizio.  41. A tali condizioni gli impegni assunti dalle ditte Yamato, Teraoka e Kubota sono quindi considerati accettabili e la procedura nei loro confronti può essere chiusa senza ricorrere all'istituzione di dazi antidumping.  42. Per quanto riguarda la ditta Tokyo Electric Co, in considerazione del rilevante incremento del margine di dumping accertato nel secondo periodo dell'inchiesta, nonché del notevole aumento del volume delle esportazioni nella Comunità e dell'aliquota del mercato detenuta negli stati membri maggiormente colpiti come illustrato nel punto 32, la Commissione ha concluso che l'aumento di prezzo proposto dalla Tokyo Electric Co è insufficiente per eliminare il pregiudizio.  L'impegno offerto dalla società suddetta non è quindi ritenuto accettabile ed occorre istituire un dazio antidumping provvisorio.  Il comitato consultivo non ha sollevato obiezioni in merito,  HA ADOTTATO IL SEGUENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. Gli impegni proposti dalle ditte Yamato Scale Co Ltd, Teraoka Seikosno Co Ltd e Kubota Ltd nel quadro della procedura antidumping relativa alle importazioni di talune bilance elettroniche originarie del Giappone sono accettati.  2. La procedura relativa a Yamato Scale Co Ltd, Teraoka Seikosno Co Ltd e Kubota Ltd è chiusa.  Articolo 2  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di bilance elettroniche per il commercio al minuto, con indicazione numerica del peso, del prezzo unitario e del prezzo da pagare provviste o non di un dispositivo per stampare le tre indicazioni suddette, di cui alla voce ex 84.20 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 84.20-81, originarie del Giappone, fatta eccezione per le bilance elettroniche prodotte dalle società Yamato Scale Co Ltd, Teraoka Seikosno Co Ltd e Kubota Ltd. 2. L'importo del dazio è pari al 26,8 % del prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazi non corrisposti.  Per le importazioni di bilance elettroniche prodotte dalla Ishida Scales Manufacturing Co Ltd l'importo del dazio è pari all'1,5 % del prezzo netto, franco frontiera comunitaria.  I prezzi franco frontiera comunitaria sono netti, se nelle condizioni di vendita è stabilito che il pagamento venga effettuato entro 30 giorni dalla data di spedizione; il prezzo è aumentato o ridotto dell'1 % per ciascun anticipo o differimenti di un mese nel termine di pagamento.  3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è soggetta al deposito di una garanzia, pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 3  Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 2176/84, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere sentite oralmente dalla Commissione.  Articolo 4  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 2176/84, il presente regolamento è applicabile per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non approvi misure definitive prima della scadenza di detto periodo.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 14 ottobre 1985.  Per la Commissione  Willy DE CLERCQ  Membro della Commissione  (1) GU n. L 201 del 30. 7. 1984, pag. 1.  (2) GU n. C 236 del 3. 9. 1983, pag. 5.  (3) GU n. L 80 del 24. 3. 1984, pag. 9.  (4) GU n. C 196 del 25. 7. 1984, pag. 3.