CELEX: C2000/006/25
Language: it
Date: 2000-01-08 00:00:00
Title: Causa C-384/99: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno del Belgio presentato l'8 ottobre 1999

8.1.2000                   IT                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               C 6/13
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                  stesso servizio, Centre Wagner, Kirchberg, ha presentato
                                                                           dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
1. annullare la sentenza del Tribunale pronunciata l’8 luglio              ricorso contro il Regno del Belgio.
     1999 nella causa T-163/98, The Procter & Gamble Compa-
     ny/Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (mar-
     chi, disegni e modelli), nella parte in cui il Tribunale ha           La Commissione delle Comunità europee conclude che la
     ritenuto che la prima commissione di ricorso dell’Ufficio             Corte voglia:
     per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni
     e modelli), emanando la decisione 31 luglio 1998 nel                  — costatare che il Regno del Belgio non ha trasposto corretta-
     procedimento R 35/1998-1, non aveva violato l’art. 7,                     mente l’art. 5 della direttiva 97/33/CE (1) in connessione
     n. 1, lett. c), del regolamento (CE) n. 40/94 (1);                        con l’allegato 1 di quest’ultima, né ha adottato tutte le
                                                                               misure richieste per dare attuazione all’art. 5 della direttiva
2. condannare l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato                       97/33/CE in connessione con gli allegati I e III di tale
     interno (marchi, disegni e modelli) alle spese.                           direttiva, per cui è venuto meno agli obblighi che ad esso
                                                                               incombono in forza di queste disposizioni e del Trattato
                                                                               che istituisce la Comunità europea;
Motivi e principali argomenti
                                                                           — Condannare il Regno del Belgio alle spese.
Violazione del diritto comunitario nella parte in cui il Tribunale
di primo grado, con la sentenza impugnata, ha attribuito una
portata eccessivamente estesa alla disposizione contenuta
nell’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94 sul marchio          Motivi e principali argomenti
comunitario: il Tribunale si è limitato a rilevare che il sintagma
«babydry» non contenesse che dei segni atti, sotto il profilo
                                                                           Ai sensi dell’art. 249, terzo comma, e dell’art. 10, primo
commerciale, ad indicare la destinazione dei prodotti interessa-
                                                                           comma, del Trattato CE, nonché ai sensi dell’art. 23 della
ti, senza prendere in esame la questione se tale sintagma fosse
                                                                           direttiva 97/33/CE, il Belgio doveva adottare le disposizioni
idoneo a distinguere i prodotti medesimi come prodotti
                                                                           necessarie per conformarsi, entro il 31 dicembre 1997, a tale
provenienti da un’impresa. Orbene, un’interpretazione corretta
                                                                           direttiva. La Commissione addebita al Belgio di essere venuto
della causa di nullità prevista dall’art. 7, n. 1, lett. c), può
                                                                           meno agli obblighi derivanti dall’art. 5, della direttiva preve-
condurre unicamente a negare la registrazione come marchio
                                                                           dendo:
individuale di un segno a tal punto descrittivo da non poter
essere inteso se non quale descrizione del prodotto interessato
o di una delle sue caratteristiche. Si tratta dell’interpretazione         — l’estensione del campo dei servizi che possono essere
teleologica o sintetica, che esclude qualsiasi presunzione di                  finanziati a titolo del servizio universale alla prestazione di
inidoneità relativa ai segni descrittivi, interpretazione accolta              servizi a tariffe preferenziali a favore della stampa scritta;
dalla giurisprudenza dominante di una serie di Stati quali gli
Stati del Benelux, la Francia o la Germania, in cui il diritto di          — un metodo di calcolo dei contributi degli operatori al
marchio non è più inteso quale diritto di monopolio, in                        finanziamento del costo netto del servizio universale
conseguenza, fra l’altro, anche della prima direttiva del Consi-               incompleto e che non riflette gli obblighi di trasparenza
glio 21 dicembre 1988, 88/104/CEE, concernente il ravvicina-                   definiti all’art. 5, n. 1, della direttiva 97/33/CE: il decreto
mento delle legislazioni degli Stati membri sui marchi (2).                    destinato a indicare nei dettagli il metodo di calcolo del
                                                                               costo netto del servizio universale e quello della base
(1) GU 1994, L 11, pag. 1.
                                                                               contributiva degli operatori al suo finanziamento non è
(2) GU L 40 dell’11.2.1989, pag. 1.                                            stato ancora adottato e applicato; in ogni caso esso non è
                                                                               stato notificato alla Commissione;
                                                                           — un metodo di calcolo del costo netto del servizio universale
                                                                               inesatto: essa non prende in particolare in considerazione i
                                                                               benefici «immateriali» collegati alla fornitura del servizio
                                                                               universale (discostandosi cosı̀ dall’art. 5, n. 4, della direttiva
                                                                               97/33/CE) e non prende in conto tutti i principi contabili
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                          esposti all’allegato III della direttiva 97/33/CE: nozione di
     tro il Regno del Belgio presentato l’8 ottobre 1999                       costo netto evitabile, presa in conto dei costi e entrate
                                                                               previsionali e non cronologici, presa in conto delle entrate
                            (Causa C-384/99)                                   dirette e indirette relative alla prestazione di ciascuno dei
                                                                               servizi finanziati a titolo del servizio universale.
                              (2000/C 6/25)
                                                                           (1) GU L 199 del 26.7.1997, pag. 32.
L’8 ottobre 1999 la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dal signor Barry Doherty, membro del servizio
giuridico, in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussem-
burgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro dello