CELEX: 51993PC0218
Language: it
Date: 1993-05-19
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLE DISPOSIZIONI E ALLE NORME COMUNI PER LE ORGANIZZAZIONI CHE EFFETTUANO LE ISPEZIONI E LE VISITE DI CONTROLLO DELLE NAVI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                            C0M(93) 218 def.
                                            Bruxelles, 19 maggio 1993
                             Proposta di
                      DECISIONE DEL CONSIGLIO
       RELATIVA           ALLE      D I S P O S I Z I O N I    E
ALLE  NORME        COMUNI        PER     LE    ORGANIZZAZIONI
     CHE    EFFETTUANO             LE    I S P E Z I O N I   E   LE
      V I S I T E   DI    CONTROLLO            DELLE       NAVI
                  (presentata dalla Commissione)
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                      NOTA      ESPLICATIVA
INTRODUZIONE GENERALE
1.  Nella comunicazione "Una politica comune per la sicurezza in mare",
    approvata il 24 febbraio 1993, la Commissione osserva che nonostante
    le iniziative già attuate per ridurre i rischi di sinistri marittimi,
    a livello nazionale ed internazionale, i rischi inerenti alle attività
    dei trasporti marittimi sono ancora molto elevati (*).
2.  La comunicazione mette inoltre in evidenza le notevoli variazioni in
    materia di infortuni e di inadeguatezze registrate nelle flotte
    mondiali. Tali differenze continuano ad esistere nonostante le
    complesse norme internazionali che disciplinano il settore navale e
    che dovrebbero introdurre analoghi livelli di sicurezza in tutte le
    flotte.
3.  Le divergenze in materia di sicurezza sono dovute a diversi fattori,
    tra cui l'insufficiente applicazione delle norme da parte di numerosi
    operatori e delle autorità nazionali responsabili della sicurezza.
4.  L'organizzazione marittima internazionale (OMI) ha inoltre richiamato
    l'attenzione del settore della navigazione sul fatto che numerosi
    stati non sono in grado di esercitare e di mantenere un adeguato
    controllo delle norme di sicurezza e di tutela dell'ambiente per
    quanto riguarda le navi in essi registrate oppure battenti la loro
    bandiera.
5.  Dalle inchieste effettuate risulta che le cause degli incidenti e
    delle carenze accertate sulle navi devono essere attribuite ai metodi
    scelti dagli stati per applicare le norme stabilite a livello
    internazionale in materia di costruzione e di manutenzione delle navi
    di alto mare. Queste norme sono fissate generalmente da convenzioni
    internazionali volte a mantenere un adeguato livello di sicurezza e di
    prevenzione dell'inquinamento. In particolare:
    -   la convenzione internazionale sulla salvaguardia della vita umana
        in mare (SOLAS 1974) fissa le norme tecniche di sicurezza per le
        navi da carico superiori a un determinato tonnellaggio e per le
        navi per passeggeri sulle rotte internazionali,
(1) Comunicazione della Commissione "Una politica comune per la sicurezza
    in mare", pagg. 1-13.
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        la convenzione internazionale sul bordo libero         (LLC 1966)
        stabilisce le norme di sicurezza relative alla solidità e alla
        stabilità delle navi e
        la convenzione internazionale sulla prevenzione dell'inquinamento
        causato da navi (MARPOL 1973) fissa le norme in materia di
        costruzione e di funzionamento volte a prevenire 1'inquinamento
        marino.
6.  Secondo queste convenzioni, i governi nazionali sono responsabili
   della verifica della conformità alle norme internazionali e del
   rilascio dei corrispondenti certificati per quanto riguarda le navi
    iscritte nei registri nazionali. L'espletamento di questi compiti
   richiede infrastrutture tecniche e competenze talmente vaste che quasi
   tutti gli Stati membri non sono in grado di svolgere queste attività
   utilizzando    l'attuale   struttura delle amministrazioni    pubbliche
   nazionali.
7. Sino a venti anni fa, tuttavia, questi compiti erano già svolti da un
   numero limitato di enti estremamente specializzati, le società di
   classificazione, dotate di grande esperienza nel settore navale, che
   occupavano personale tecnico competente e utilizzavano strumenti
   efficaci in materia di ricerca e di elaborazione elettronica dei dati.
   Queste società valutavano già da tempo l'idoneità alla navigazione e
   la qualità nautica delle navi nell'ambito di contratti privati con gli
   armatori, ai fini della classificazione, in modo estremamente
   professionale, grazie all'efficienza delle loro strutture di sostegno.
   Le    amministrazioni    nazionali  hanno  pertanto  deciso,    secondo
   disposizioni specifiche delle convenzioni, di delegare alle società di
   classificazione diversi compiti in materia di ispezioni e di
   controlli, per esempio per quanto riguarda il controllo della
   conformità alle norme di sicurezza nazionali e internazionali e, in
   alcuni casi, il rilascio dei certificati di sicurezza.
8. Inoltre, né la convenzione del 1974 sulla salvaguardia della vita
   umana in mare, né la convenzione sul bordo libero precisano le norme
   tecniche alle quali tutte le navi devono conformarsi, nella fase di
   costruzione e per tutta la durata della loro utilizzazione, in modo
   sufficientemente particolareggiato affinché tali norme siano attuate
   uniformemente senza alcuna divergenza. Questa situazione si verifica
   in particolare per elementi quali lo scafo, i macchinari, gli impianti
   elettrici e di controllo. Queste parti essenziali sono controllate
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     secondo le norme delle società di classificazione. La convenzione sul
     bordo libero stabilisce esplicitamente che lo scafo, i macchinari, gli
     impianti elettrici e di controllo "costruiti e tenuti conformemente ai
     requisiti fissati dalla società di classificazione riconosciuta dal
     governo possono essere considerati sufficientemente solidi" (2) #
     Quasi tutti i governi nazionali hanno quindi deciso nello stesso tempo
     di delegare     alle società di classificazione           l'elaborazione    e
     l'applicazione delle norme di sicurezza relative a queste parti delle
     navi.
9.  Dopo    l'adozione     delle   convenzioni,   tuttavia,     le    società   di
     classificazione     sono nettamente     aumentate,    sino   a raggiungere
     attualmente un numero compreso tra 40 e 50. Questa situazione è
     all'origine del problema, dato che numerose società non possono
    dimostrare di avere i necessari requisiti di esperienza, affidabilità
    e professionalità e non hanno le caratteristiche tradizionali che
    giustifichino il fatto di essere delegate ad agire per conto dei
    governi    nazionali:     per   esempio   non   dispongono     di    personale
    sufficientemente qualificato e competente, né delle infrastrutture
    necessarie per predisporre e effettuare le prove, oppure per
    interpretare e in alcuni casi per fissare le norme. Sono inoltre
    insufficienti     i    criteri   procedurali    che    alcune    società    di
    classificazione devono seguire: per le navi in servizio, non sono
    definiti gli intervalli tra le visite di controllo e le condizioni
    nella quali una struttura parzialmente usurata o macchinari consumati
    debbano essere considerati insicuri.
10. Sul piano mondiale e nella Comunità si è quindi creata una situazione
    in cui le norme principali, vale a dire quelle relative allo scafo, ai
    macchinari e agli impianti elettrici e di controllo, in mancanza di
    principi    riconosciuti     a  livello   internazionale,     sono    definite
    unicamente sul piano interno dalle società di classificazione e la
    conformità delle navi alle norme è determinata da enti aventi diversi
    livelli di qualità e di competenze, le cui decisioni su questioni
    inerenti    alla    sicurezza   possono   essere    influenzate     da   altre
    considerazioni, quali l'esigenza di mantenere una flotta nella loro
    classificazione. Queste divergenze, oltre ad avere effetti negativi
    sulla sicurezza, creano svantaggi competitivi che possono indurre le
    società di classificazione con precedenti eccellenti ad adottare un
    atteggiamento    meno     rigoroso   in   materia    di   controllo     e   di
    certificazione.
(2) Convenzione internazionale sul bordo libero, 1966, allegato I, regola
    I.
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GIUSTIFICAZIONE DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
11. a) Quali sono gli obiettivi       dell'azione   proposta   rispetto  agli
    obblighi della Comunità?
    Il Consiglio straordinario dell'ambiente e dei trasporti, nella
    riunione del 25 gennaio 1993, ha chiesto alla Comunità e agli Stati
    membri di stabilire disposizioni rigorose e convergenti, per l'intera
    Comunità,   riguardo   all'applicazione   delle   norme    internazionali
    relative, tra l'altro, alla costruzione, alla certificazione e alla
    manutenzione delle navi. Nella comunicazione "Una politica comune per
    la sicurezza in mare", approvata dalla Commissione il 24 febbraio
    1993, è stata annunciata la proposta di una direttiva della Comunità
    relativa alle misure alle quali dovranno attenersi gli Stati membri e
    le organizzazioni internazionali responsabili della certificazione e
    del controllo della conformità delle navi alle norme delle convenzioni
    internazionali sulla sicurezza e sulla prevenzione dell'inquinamento
    in mare. La presente direttiva è pienamente conforme all'azione
    annunciata dalla Commissione.
    b) La responsabilità dell'azione proposta appartiene unicamente alla
    Comunità oppure deve essere condivisa con gli Stati membri?
    La responsabilità, ai sensi dell'articolo        84,   paragrafo   2  del
    trattato, è condivisa con gli Stati membri.
    e) Qual'è la dimensione comunitaria del problema?
    Tutti gli Stati membri sono interessati in qualità di stati            di
    bandiera e undici di essi anche in qualità di stati dei porti.
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d) Quai'è la soluzione più efficace in considerazione delle risorse
della Comunità e degli Stati membri?
La soluzione più efficace è a livello comunitario; nei paragrafi 12-15
sono  indicati   in modo particolareggiato i motivi dell'esigenza   di
un'azione comunitaria.
e) Quali sono i risultati concreti dell'azione proposta dalla Comunità
e quale sarebbe il costo dell'inazione?
Il risultato concreto della presente direttiva è l'applicazione di
norme   internazionali   in modo uniforme, indipendentemente dalla
nazionalità della nave e anche dal porto, in tutta la Comunità. Dalle
statistiche risulta che ogni anno di inattività implica un costo
elevato in termini di sinistri e di perdite di vite umane.
f) Quali sono le possibilità di azione della Comunità?
I provvedimenti proposti intendono risolvere i problemi a livello
comunitario, in considerazione del valore aggiunto che la Comunità può
produrre. Un elemento indispensabile per realizzare gli obiettivi
dell'azione    è   il   riconoscimento  comunitario   di   determinate
organizzazioni. Si potrà mantenere un livello adeguato di sicurezza e
di prevenzione dell'inquinamento soltanto se saranno fisssati i
requisiti minimi per il riconoscimento. I provvedimenti proposti
introducono inoltre criteri comuni in materia di scafo e di impianti
elettrici e di controllo. Con la definizione dei criteri di priorità
per il controllo da parte dello stato del porto saranno stabilite
adeguate modalità di esecuzione per evitare che le navi battenti
bandiera di paesi terzi ricevano un trattamento più favorevole delle
navi degli Stati membri.
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    g) È necessaria una legislazione uniforme oppure è sufficiente una
    direttiva che fissi gli obiettivi generali e lasci agli Stati membri
    la responsabilità di realizzarli?
    La direttiva fissa a livello comunitario un quadro comune di requisiti
    qualitativi ai quali devono conformarsi le organizzazioni alle quali
    gli Stati membri decidono di delegare i compiti in materia di
     ispezione e di controllo. La direttiva lascia tuttavia ai singoli
    Stati membri la responsabilità di stabilire le modalità di esecuzione
    più adatte al sistema interno, le disposizioni in materia di
    riconoscimento,   i mezzi di applicazione e        l'attuazione  della
    direttiva.
12. Dagli elementi delineati nell'introduzione generale risulta evidente
    la necessità di provvedere affinché i governi nazionali e le
    organizzazioni alle quali essi delegano i compiti di ispezione,
    controllo e certificazione abbiano le qualifiche necessarie: in altri
    termini le strutture, i metodi, le norme e le competenze tecniche
    degli enti responsabili devono garantire l'alta qualità del controllo
    della conformità alle norme internazionali. Dovrebbero inoltre essere
    fissate le norme relative agli scafi, ai macchinari e agli impianti
    elettrici e di controllo, in base alle quali si possano effettivamente
    valutare la costruzione e la manutenzione delle navi.
13. Le iniziative avviate nell'ambito delle organizzazioni internazionali
    non hanno sinora realizzato questi obiettivi.
    Numerosi stati che aderiscono all'OMI non possono migliorare le
    prestazioni degli enti che operano a loro nome. Per numerose
    organizzazioni, inoltre, il fatto di accettare standard di qualità
    superiori riconosciuti a livello internazionale implicherebbe la
    necessità di migliorare le loro attuali prestazioni in misura tale da
    scoraggiare una parte degli armatori irresponsabili che attualmente si
    rivolgono a loro. Se dovessero delegare i loro compiti soltanto a
    società di classificazione più rigorose, alcuni paesi in via di
    sviluppo avrebbero bisogno di un sostegno finanziario per migliorare
    la qualità delle loro società di classificazione e della loro flotta.
    In considerazione di tali circostanze è estremamente difficile
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    introdurre norme sufficientemente rigorose attraverso l'OMI, come è
    emerso nella prima riunione del Comitato sull'esecuzione degli stati
    di bandiera (cfr. paragrafo 17 seguente).
    I lavori in corso in sede di OMI sulle società di classificazione non
    riguardano inoltre l'esecuzione e l'elaborazione di norme relative
    agli scafi, ai macchinari e agli impianti elettrici e di controllo,
    che sono invece considerate parti essenziali della direttiva proposta
    dalla Commissione.
    E' inoltre evidente che la situazione sopra delineata non può essere
    risolta in modo efficace unicamente a livello nazionale. L'attuale
    situazione inaccettabile è infatti il risultato di due decenni nei
    quali le iniziative dei singoli Stati non sono riuscite ad ottenere
    il livello di sicurezza previsto dalle norme approvate a livello
    internazionale. E' quindi necessaria una soluzione comunitaria per
    disciplinare i rapporti tra i governi nazionali e le società di
    classificazione,   fissare   i criteri    qualitativi  per   gli  enti
    responsabili ed armonizzare l'elaborazione e l'esecuzione delle norme
    di sicurezza relative a scafo, macchinari ed impianti elettrici e di
    controllo. Infine, con le disposizioni relative al controllo dello
    stato del porto, la direttiva intende -evitare che le navi di paesi
    terzi ricevano un trattamento più favorevole delle navi battenti
    bandiera degli Stati membri.
14. Secondo il principio di proporzionalità, la direttiva proposta dalla
    Commissione stabilisce a livello comunitario un quadro comune di
    requisiti qualitativi per le organizzazioni alle quali gli Stati
    membri decidono di delegare i compiti, affinché le società di
    classificazione nella Comunità possano offrire prestazioni equivalenti
    in materia di sicurezza. La direttiva.lascia ai singoli Stati membri
    la responsabilità di scegliere i mezzi di esecuzione più adatti al
    rispettivo sistema interno, mentre le organizzazioni delegate hanno il
    compito di fissare, mantenere e applicare le norme pertinenti, sotto
    il controllo degli Stati membri in collaborazione con la Commissione.
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15. L'esigenza di introdurre criteri qualitativi per le organizzaioni
     operanti per conto degli Stati membri è già stata messa in evidenza
     dal Consiglio, che, nel regolamento (CEE) n. 613/91 del 4 marzo 1991,
     relativo al cambiamento di registro delle navi all'interno della
     Comunità, stabilisce che:
         "se un ente rilascia i certificati a nome di uno Stato membro,
         questo deve controllare che l'ente in questione disponga delle
         qualifiche, dèlie competenze tecniche e del personale necessari
         per rilasciare in applicazione delle convenzioni certificati che
         garantiscano un alto livello di protezione. L'ente deve essere in
         grado di fissare e aggiornare regole e requisiti aventi il valore
         di norme tecniche riconosciute e deve operare con ispettori
         qualificati e sperimentati per poter adeguatamente valutare lo
         stato di una nave" ^ ) .
CONTENUTI DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
16. La presente direttiva ha l'obiettivo di definire una serie di criteri
    per le società di classificazione e gli altri enti privati che operano
    per conto dei governi nazionali degli Stati membri. Con l'applicazione
    di tali criteri si intende fare in modo che le organizzazioni
    autorizzate a svolgere i compiti di controllo e di certificazione
    oppure le organizzazioni alle quali gli Stati membri intendono
    ricorrere per l'espletamento di tali compiti siano professionalmente
    efficienti, affidabili e sufficientemente competenti per esercitare un
    adeguato controllo della conformità alle norme in materia di sicurezza
    e di tutela dell'ambiente delle navi da classificare.
    La presente direttiva rappresenta un primo tentativo per migliorare la
    conformità alle norme internazionali in materia di sicurezza nel
    settore navale, in considerazione, tra l'altro, delle insoddisfacenti
    prestazioni di alcune organizzazioni responsabili della certificazione
(3) Regolamento   (CEE) n. 613/91 del Consiglio, del 4.3.1991, art. 3,
    par. 3.
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    e del controllo della conformità delle navi alle norme fissate dalle
    convenzioni. Inoltre, a causa delle lacune e delle carenze delle
    convenzioni, dei codici e delle risoluzioni adottati sul piano
    internazionale, i livelli di applicazione e delle loro disposizioni
    sono diversi e quindi variano anche i risultati ottenuti in materia di
    sicurezza e di tutela dell'ambiente. La presente direttiva intende
    inoltre stabilire il principio dell'elaborazione e dell'applicazione
    di requisiti minimi di sicurezza con effetto equivalente in tutto il
    territorio della Comunità, per eliminare divergenze sostanziali nella
    costruzione e nella manutenzione delle navi battenti bandiera degli
    Stati membri, in particolare per quanto riguarda le norme relative
    allo scafo, ai macchinari e agli impianti elettrici e di controllo.
17. L'OMI intende mettere a punto orientamenti non vincolanti per la
    delega del potere alle organizzazioni e definire i requisiti minimi
    per le organizzazioni che operano per conto dei governi.
    Il Sottocomitato sull'esecuzione degli stati di bandiera, recentemente
    costituito, è stato quindi invitato ad elaborare una proposta di
    risoluzione dell'OMI a questo proposito. Nella riunione dell'aprile
    1993 è stata completata una proposta di risoluzione.
    Il Sottocomitato presenterà una relazione sui risultati dei suoi
    lavori al Comitato per la sicurezza della navigazione e al Comitato
    per la tutela dell'ambiente marino, con l'obiettivo di invitare
    l'Assemblea ad adottare una risoluzione.
    I requisiti relativi alla delega del potere fissati nella direttiva
    sono del tutto simili a quelli presi in considerazione ai fini della
    risoluzione dell'OMI. I criteri definiti nell'allegato I della
    direttiva comprendono i requisiti minimi sinora elaborati dal
    Sottocomitato sull'esecuzione degli stati di bandiera.
    Qualora la risoluzione dell'Assemblea dovesse essere adottata nel
    novembre 1993, la Commissione è disposta a tenere debitamente conto
    delle racomandazioni dell'OMI, a condizione che gli orientamenti
    contengano disposizioni più particolareggiate riguardo ai rapporti tra
    i governi e le organizzazioni e che i criteri minimi per le
    organizzazioni   garantiscano   un   livello   di   sicurezza   almeno
    equivalente.
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18. Per raggiungere i fini suddetti, la direttiva ha due obiettivi, il
    primo dei quali riguarda la maggiore partecipazione dei governi
    nazionali al processo di certificazione e di controllo delle navi.
    Sono pertanto necessarie le seguenti disposizioni:
    a)   in primo luogo occorre stabilire che gli Stati membri, qualora
        decidano di delegare interamente o in parte i propri compiti in
        materia di ispezione e di certificazione della conformità alle
        convenzioni quali SOLAS, Bordo Libero e MARPOL oppure di ricorrere
        alle competenze di enti esterni per lo svolgimento delle ispezioni
        e dei controlli collegati a detta attività di certificazione,
        devono affidare tali compiti unicamente a organizzazioni che
        soddisfino una serie di criteri minimi comuni fissati nella
        direttiva, a garanzia delle loro capacità e dell'impegno ad
        operare ad un livello di affidabilità e di efficienza elevato.
        Questa disposizione si applica alle ispezioni, ai controlli e ai
        certificati richiesti dalle convenzioni citate nella direttiva; la
        direttiva non riguarda, per esempio, la certificazione di
        apparecchiature navali specifiche, né si riferisce ai certificati
        per le navi che non rientrano nel campo di applicazione delle
        convenzioni internazionali.
        L'elenco dei criteri è stato fissato in considerazione delle norme
        dell'Associazione internazionale delle società di classificazione
        (IACS) e dei requisiti stabiliti nella standardizzazione europea
        (CEN) EN 45004 (enti di ispezione) ed EN 29001. Secondo questi
        criteri, le organizzazioni autorizzate ad agire per conto degli
        Stati membri devono avere i seguenti requisiti:
        - mantenere un sistema di qualità documentato;
        - impiegare     personale    tecnico   qualificato,    che   lavori
           esclusivamente per l'organizzazione e in numero sufficiente per
           svolgere le ricerche e mettere a punto un sistema completo e
           adeguato di norme e regolamenti interni almeno per quanto
           riguarda lo scafo, i macchinari e gli impianti elettrici e di
           controllo; il personale deve inoltre essere in grado di svolgere
           tutte le ispezioni e i controlli richiesti dalle convenzioni per
           il rilascio dei certificati;
        - avere una rete mondiale di uffici di ispezione e classificare
           una flotta o un tonnellaggio superiore a un determinato limite
          minimo;
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         - dimostrare la propria disponibilità a collaborare        con  le
           attività di controllo dello stato del porto.
        Per deliberare in merito al riconoscimento delle organizzazioni,
         la Commissione consulterà un comitato che diventerà operativo non
        appena il Consiglio avrà adottato la direttiva.
    b)   In secondo luogo è necessario stabilire un rapporto funzionale tra
        le amministrazioni nazionali competenti e le organizzazioni che
        operano a loro nome, per salvaguardare la qualità e la coerenza
        delle norme, dei controlli e delle certificazioni. Il rapporto si
        basa su un accordo formale tra le parti in cui si definiscono i
        doveri e le funzioni specifiche assunti dalle organizzazioni; i
        governi     nazionali   devono    svolgere   controlli    periodici
        dell'attività di queste ultime e mettere in atto procedure di
        verifica comprendenti ispezioni casuali e particolareggiate delle
        navi. I governi devono inoltre inviare alla Commissione relazioni
        sui risultati del controllo e comunicare le informazioni relative
        alle prestazioni delle organizzazioni.
    e)  In terzo luogo la direttiva riguarda le navi battenti bandiere di
        paesi terzi. Poiché la sicurezza marittima è un problema mondiale,
        è necessario esigere dai governi dei paesi terzi, le cui navi
        intendono operare nelle acque comunitarie, lo stesso comportamento
        responsabile richiesto ai governi degli Stati membri riguardo alla
        delega dei compiti ad organizzazioni esterne. A tal fine la
        direttiva stabilisce che gli Stati membri, in qualità di stati del
        porto, verificano che le navi battenti bandiera di paesi terzi non
        ricevano un trattamento più favorevole delle navi battenti
        bandiera di uno Stato membro. A titolo prioritario saranno quindi
        sottoposte ad ispezioni le navi i cui certificati siano stati
        rilasciati da organizzazioni non riconosciute. Devono inoltre
        prese misure adeguate nei confronti delle navi non conformi alle
        norme riconosciute sul piano internazionale.
1Ç. Il secondo obiettivo della presente direttiva riguarda il fatto che
    tutte le navi che rientrano nel campo di applicazione delle
    convenzioni e battenti bandiera di uno Stato membro soddisfino i
    requisiti specifici volti ad ottenere risultati equivalenti in materia
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     di sicurezza e di affidabilità dello scafo, dei macchinari e degli
     impianti elettrici e di controllo. Questi requisiti valgono per la
     certificazione delle nuove navi e per i controlli da effettuare nel
    periodo in cui la nave è in servizio. L'elaborazione di norme
     sufficientemente particolareggiate per le navi di nuova costruzione
     implicherebbe tuttavia la necessità di rielaborare in pratica il
     sistema estremamente vasto e complesso di norme e di procedure delle
     società di classificazione, contenuto in alcune centinaia di volumi e
    di tenerlo costantemente aggiornato. Un'operazione di questo tipo non
    sarebbe né realistica, né necessaria, dato che le principali società
    di classificazione che aderiscono all'Associazione internazionale
    delle società di classificazione (IACS) nel corso degli anni hanno
    elaborato, conservato e aggiornato tutte le norme necessarie per i
    principali elementi delle navi. Nonostante alcune differenze, si
    ritiene generalmente che gli effetti in termini di sicurezza siano
    sostanzialmente equivalenti. La direttiva stabilisce quindi che lo
    scafo, i macchinari e gli impianti elettrici e di controllo devono
    essere costruiti e tenuti in efficienza secondo le norme fissate da
    una delle società di classificazione che soddisfi i requisiti comuni
    suddetti. Per salvaguardare l'equivalenza delle norme di sicurezza
    secondo    le   disposizioni    della    direttiva,    le   organizzazioni
    riconosciute devono consultarsi periodicamente.
20. La Commissione ritiene che la presente direttiva avrà la conseguenza
    immediata di migliorare e di armonizzare le norme in materia di
    sicurezza e di tutela dell'ambiente all'interno della Comunità, nonché
    di    attenuare   l'attuale   pressione    economica    esercitata   sulle
    organizzazioni    riconosciute   da    concorrenti   poco   corretti.   La
    Commissione condivide il parere espresso dal settore dei trasporti
    marittimi, secondo il quale la pressione economica impedisce alle
    società di classificazione di mantenere la necessaria indipendenza
    totale di giudizio nello svolgimento dei compiti loro assegnati dai
    governi nazionali. Con l'adozione della presente direttiva sarà
    ripristinata la fiducia nell'efficacia e nell'affidabilità delle
    ispezioni e dei controlli effettuati dalle organizzazioni riconosciute
    e nel loro costante impegno a conservare e ad aggiornare le norme in
    materia di scafo, macchinari ed impianti elettrici e di controllo.
21. Un'altra    conseguenza   positiva    della   presente    direttiva   sarà
    l'eliminazione dei diritti speciali o esclusivi accordati dagli Stati
    membri a determinate organizzazioni in base a criteri che non
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riguardano la qualità e la sicurezza. Con l'applicazione del principio
della libertà di fornire servizi all'interno della Comunità alle
organizzazioni   che  soddisfano   i requisiti    minimi  comuni,   le
organizzazioni qualificate potranno operare in condizioni di libera
concorrenza, mentre gli armatori e i governi potranno fruire di un
servizio di qualità elevata in materia di sicurezza. A tal fine la
direttiva stabilisce che gli Stati membri che delegano i propri
compiti ad organizzazioni esterne oppure che affidano a dette
organizzazioni determinate funzioni devono accettare che i compiti in
questione siano svolti da qualsiasi organizzazione riconosciuta.
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CONSIDERAZIONI PARTICOLARI
                                  Articolo 1
Il presente articolo definisce gli obiettivi della direttiva, ovvero
l'elaborazione di una serie di criteri ai quali devono attenersi le
società di classificazione e gli altri enti privati che operano a nome dei
governi nazionali degli Stati membri; con l'applicazione di tali criteri
s ' intende fare in modo che le organizzazioni autorizzate a svolgere le
attività di sorveglianza e di certificazione oppure le organizzazioni alle
quali gli     Stati   membri   intendono   rivolgersi   a tal   fine  siano
professionalmente efficaci, attendibili e capaci di esercitare un adeguato
controllo della conformità delle navi da classificare alle norme in
materia di sicurezza e di tutela dell'ambiente.
La direttiva costituisce una prima iniziativa volta a migliorare
l'osservanza delle norme internazionali di sicurezza applicabili al
settore dei trasporti marittimi, in considerazione, tra l'altro, delle
insoddisfacenti    prestazioni   in   materia    di   sicurezza  di  alcune
organizzazioni responsabili della certificazione e del controllo della
conformità delle navi alle norme fissate nelle convenzioni.
Inoltre, a causa delle lacune e delle carenze nelle convenzioni, nei
codici e nelle risoluzioni internazionali, le disposizioni pertinenti sono
state applicate in modo diverso, con risultati differenti in materia di
sicurezza e di tutela dell'ambiente. La direttiva intende pertanto
stabilire anche il principio dell'elaborazione e dell'applicazione di
requisiti minimi in materia di sicurezza con effetto equivalente in tutto
il territorio della Comunità, per eliminare le differenze sostanziali in
materia di costruzione e di manutenzione delle navi battenti bandiera
degli Stati membri, per quanto riguarda in particolare le norme relative
allo scafo, ai macchinari e agli impianti elettrici e di controllo delle
navi.
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                                  Articolo 2
 Il  presente  articolo  contiene   le definizioni dei  principali termini
utilizzati nella direttiva.
                                  Articolo 3
Paragrafo 1. Il presente articolo riafferma il principio secondo il quale
gli Stati sono i principali responsabili dell'applicazione delle norme
delle convenzioni internazionali alle quali hanno aderito. I singoli Stati
membri, per quanto possibile, devono fare in modo che gli enti che
effettuano le ispezioni delle navi e che rilasciano i certificati
pertinenti abbiano l'esperienza, le capacità e le competenze sufficienti
per svolgere tali compiti.
Paragrafo 2. Quasi tutte le convenzioni internazionali autorizzano
tuttavia gli Stati membri a delegare interamente o in parte ad
organizzazioni private o a periti il compito di effettuare le operazioni
di controllo e di ispezione delle navi (compresa la valutazione della
resistenza strutturale dello scafo, dell'affidabilità e della sicurezza
dei macchinari e degli impianti elettrici e di controllo) e di rilasciare
i certificati.
L'articolo stabilisce che le organizzazioni oppure i periti ai quali gli
Stati membri affidano lo svolgimento di questi compiti oppure ai quali gli
Stati membri si rivolgono per determinate consulenze devono essere
organizzazioni   riconosciute, ovvero enti che dimostrino        di avere
esperienza e capacità tecniche e di essere affidabili sul piano etico.
Questa disposizione non si applica al certificato di sicurezza dei
dispositivi radiotelegrafici e al certificato di sicurezza dei dispositivi
radiotelefonici per le navi da carico, il cui rilascio può essere delegato
ad altri enti per motivi pratici.
Paragrafo 3. Il presente articolo non si applica alla certificazione di
apparecchiature specifiche, che sarà disciplinata da un'altra direttiva
CEE.
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                                 Articolo 4
Paragrafo 1. Il presente articolo stabilisce che gli Stati membri possono
riconoscere come organizzazioni operanti a loro nome soltanto gli enti che
 soddisfano i criteri fissati nell'allegato I della presente direttiva. Le
organizzazioni che desiderano essere riconosciute ai fini dell'articolo 3
devono presentare agli Stati membri informazioni adeguate per dimostrare
la loro conformità a detti criteri.
Paragrafo 2. Ciascuno Stato membro deve notificare alla Commissione e agli
altri stati membri le organizzazioni riconosciute.
                                Articolo 5
Paragrafo 1. Secondo i principi della libera circolazione dei servizi e
dell'eliminazione dei diritti speciali ed esclusivi all'interno del
mercato comune, fissati negli articoli 60 e 90 del trattato, il presente
articolo stabilisce che gli Stati membri che delegano i compiti in materia
di sicurezza di cui all'articolo 3 non possono rifiutare ad alcuna
organizzazione riconosciuta situata nella Comunità l'autorizzazione ad
operare a loro nome. Qualora decidano di delegare detti compiti ad una
organizzazione oppure di ricorrere ai suoi servizi, gli Stati membri
devono accettare tutte le organizzazioni riconosciute situate nella
Comunità europea, ai sensi dell'articolo 58 del trattato, che offrano i
propri servizi per l'espletamento di detti compiti.
Paragrafo 2. Se l'organizzazione riconosciuta è situata in un paese terzo,
può essere chiesto il riconoscimento reciproco tra lo Stato membro e il
paese terzo per autorizzare detta organizzazione ad agire per conto dello
Stato membro.
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                                Articolo 6
Paragrafo 1. Dato che la direttiva intende coinvolgere maggiormente i
governi nazionali nell'attività di certificazione e di controllo delle
navi, il presente articolo descrive il rapporto funzionale che deve essere
stabilito tra     gli organi responsabili degli Stati membri e le
organizzazioni che svolgono i compiti loro delegati dai governi.
Paragrafo 2. Ai fini della trasparenza di detto rapporto devono essere
conclusi accordi scritti formali nei quali sono definiti i doveri e le
funzioni assunti dalle organizzazioni che operano per conto degli Stati
membri. Nell'accordo deve essere stabilito che gli Stati membri possono
svolgere controlli periodici ed ispezioni delle navi per le quali sono
stati delegati i compiti e le funzioni. Le organizzazioni devono inoltre
comunicare   agli   Stati membri   informazioni   sulla  flotta   da essi
classificata.
Paragrafo 3. Per agevolare la divulgazione delle informazioni in merito
alle prestazioni delle società di classificazione nella Comunità,
l'articolo istituisce una procedura di informazione della Commissione e
successivamente di tutti gli Stati membri in merito al rapporto funzionale
istituito dai singoli governi nazionali con le organizzazioni esterne.
                                Articolo 7
Il presente articolo istituisce un comitato consultivo composto da
rappresentanti degli Stati membri, preferibilmente esperti in materia di
sicurezza marittima e presieduto da un rappresentante della Commissione.
Il comitato si riunisce secondo le necessità per assistere la Commissione
riguardo alla modifica dell'allegato I e al ritiro del riconoscimento di
organizzazioni che non soddisfino più i criteri fissati nell'allegato I,
nonché in caso di sospensione per motivi inerenti a gravi rischi per la
sicurezza o per l'ambiente secondo la procedura dell'articolo 9.
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                                  Articolo 8
 Il presente articolo stabilisce che la Commissione può modificare
 l'allegato I per adeguarlo all'evoluzione delle convenzioni internazionali
pertinenti e per aggiornare i requisiti comuni. La Commissione può inoltre
decidere di ritirare il riconoscimento delle organizzazioni che non
 soddisfano più i criteri fissati nell'allegato I.
Nei   due  casi  la  Commissione   applica  la procedura specifica  di  cui
all'articolo 12.
                                  Articolo 9
Il presente articolo descrive la procedura da applicare per sospendere
l'autorizzazione concessa ad un'organizzazione riguardo allo svolgimento
dei compiti previsti dalla legge: qualora ritenga che le prestazioni della
società di classificazione che opera a suo nome non siano più attendibili
in termini di sicurezza e di tutela dell'ambiente, uno Stato membro può
sospendere l'autorizzazione, informandone la Commissione e gli altri Stati
membri. La Commissione decide di annullare la sospensione oppure di
ritirare il riconoscimento secondo la procedura dell'articolo 12 entro tre
mesi.
Questo articolo intende costituire una clausola di salvaguardia.
                                 Articolo 10
Paragrafo 1. Per quanto riguarda il principio della partecipazione diretta
dei governi nazionali al processo di controllo e di certificazione, il
presente articolo stabilisce l'obbligo della verifica dell'efficacia dei
compiti svolti dalle organizzazioni autorizzate e della loro conformità ai
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criteri fissati   nell'allegato I. Gli Stati membri devono adempiere gli
obblighi di cui   al paragrafo 1 e 2 effettuando direttamente il controllo
oppure, per le   organizzazioni situate in un altro stato, semplicemente
riesaminando il controllo effettuato dal governo di un altro Stato membro.
Paragrafo 2. Gli Stati membri devono       controllare  le  attività delle
organizzazioni delegate ogni anno.
Paragrafo 3. Gli Stati membri devono comunicare alla Commissione e agli
altri Stati membri i risultati del controllo e tutte le eventuali
informazioni sulle prestazioni dell'organizzazione.
                                Articolo 11
Paragrafo 1. A norma del presente paragrafo, nei porti comunitari devono
essere ispezionate a titolo prioritario le navi dotate di certificati
rilasciati da organizzazioni che, ai sensi della presente direttiva, non
soddisfino i criteri di qualità minimi, dato che si può ragionevolmente
mettere in dubbio la conformità della nave ai certificati. Gli Stati
membri, in qualità di stati dei porti, devono ispezionare a titolo
prioritario le navi aventi certificati di sicurezza e di classificazione
che non siano stati rilasciati da organizzazioni riconosciute.
Gli Stati membri devono prendere provvedimenti adeguati qualora le navi
non siano conformi alle norme approvate sul piano internazionale e
informare la Commissione e il segretariato della Nota d'intesa sul
controllo degli Stati del porto in merito a tutte le divergenze accertate
in qualità di enti portuali.
Paragrafo 3. Deve essere tenuta una documentazione delle prestazioni delle
organizzazioni   che operano    a nome degli     stati di bandiera. La
documentazione deve essere aggiornata ogni anno e distribuita agli altri
Stati membri e alla Commissione.
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                                Articolo 12
 Il presente articolo descrive la procedura da applicare quando la
Commissione deve deliberare sulle questioni di cui agli articoli 8 e 9. Si
tratta della procedura I dell'articolo 2 della decisione 87/373/CEE del
Consiglio, del 13 luglio 1987 (4) che stabilisce le modalità per
l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione.
                                Articolo 13
Questo articolo stabilisce che gli Stati membri devono verificare, anche
con controlli periodici, che le navi battenti la loro bandiera siano
conformi alle norme in materia di costruzione e di manutenzione dello
scafo, dei macchinari e degli impianti elettrici e di controllo fissate da
una società di classificazione tra le organizzazioni riconosciute. Le
società di classificazione devono inoltre consultarsi per mantenere
l'equivalenza delle norme tecniche.
Questa soluzione sembra la più ragionevole, dato che le norme esistenti in
materia sono cosi numerose e complesse che una rielaborazione completa
richiederebbe molto tempo, senza peraltro essere indispensabile, poiché le
principali società di classificazione nel corso degli anni hanno elaborato
e aggiornato tutte le norme tecniche necessarie per questi elementi
essenziali delle navi.
(4) GU L 197/33 del 17.7.1987. Decisione 87/373/CEE del Consiglio, del
    13.7.1987 che stabilisce le modalità per l'esercizio delle competenze
    di esecuzione conferite alla Commissione.
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                               Articolo 14
Il presente articolo stabilisce le disposizioni che i singoli Stati membri
devono attuare per conformarsi alla presente direttiva.
                               Articolo 15
Nessuna osservazione.
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                                 PROPOSTA DI
                 DIRETTIVA DEL CONSIGLIO SULLE NORME COMUNI
            PER LE ORGANIZZAZIONI RESPONSABILI DELL'ISPEZIONE E
                          DEL CONTROLLO DELLE NAVI
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la        Comunità  economica europea,  in
particolare l'articolo 84, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che è possibile migliorare la sicurezza e la prevenzione
dell'inquinamento in mare eliminando dalle acque comunitarie gli operatori
e le navi che non rispettano le norme minime e applicando rigorosamente le
convenzioni, i codici e le risoluzioni internazionali;
considerando che il controllo della conformità delle navi alle norme
internazionali uniformi in materia di sicurezza e di prevenzione
dell'inquinamento in mare spetta agli Stati di bandiera e di porto;
considerando che gli Stati membri sono responsabili del rilascio di
certificati internazionali in materia di sicurezza e di prevenzione
dell'inquinamento    a  norma   di    convenzioni   quali   la  convenzione
internazionale sulla salvaguardia della vita umana in mare (SOLAS 74), la
convenzione internazionale sul bordo libero (LL 66) e la convenzione
internazionale sulla prevenzione dell'inquinamento causato da navi (MARPOL
73/78), nonché dell'attuazione delle disposizioni in esse contenute;
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considerando che secondo dette convenzioni tutti gli Stati membri possono
delegare organizzazioni tecniche oppure ricorrere ad esse in varia misura
per quanto riguarda la certificazione della conformità e possono delegare
il rilascio dei pertinenti certificati di sicurezza;
considerando che a livello mondiale numerose società di classificazione
non sono in grado di applicare adeguatamente le norme, né sono attendibili
quando operano a nome dei governi nazionali, dato che non dispongono delle
strutture e delle competenze necessarie per svolgere i compiti loro
affidati a livello professionale;
considerando che in questo settore un'azione a livello comunitario è più
efficace delle azioni congiunte degli Stati membri;
considerando che è opportuno adottare una direttiva del Consiglio che
fissi i criteri minimi per il riconoscimento delle organizzazioni,
lasciando agli Stati membri il riconoscimento stesso, i mezzi di
esecuzione e l'applicazione della direttiva;
considerando che il Consiglio ha chiesto l'introduzione di requisiti a
livello comunitario per applicare le norme internazionali in modo da
eliminare dalle acque comunitarie le navi e gli operatori non conformi;
considerando   che  le norme EN      45004   ed EN   29001   e   le  norme
dell'Associazione internazionale delle società di classificazione (IACS)
costituiscono una garanzia adeguata della qualità delle prestazioni delle
organizzazioni;
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considerando che le organizzazioni che desiderano essere riconosciute ai
fini della presente direttiva devono presentare agli Stati membri
informazioni esaurienti e documenti di prova per dimostrare la loro
conformità ai criteri minimi; che gli Stati membri devono notificare alla
Commissione e agli altri Stati membri le organizzazioni da essi
riconosciute;
considerando che la creazione del mercato comune implica la libera
circolazione dei servizi e che pertanto non si può impedire alle
organizzazioni aventi i requisiti comuni che ne garantiscono le competenze
professionali e l'affidabilità di fornire i propri servizi nella Comunità;
considerando che è necessaria una maggiore partecipazione dei governi
nazionali alle operazioni di controllo delle navi e al rilascio dei
certificati pertinenti affinchè le norme internazionali in materia di
sicurezza siano applicate correttamente, anche qualora lo Stato membro
affidi ad enti esterni il compito di adempiere gli obblighi previsti dalla
legge;
considerando che è necessario istituire un comitato consultivo composto da
rappresentanti degli Stati membri per assistere la Commissione ai fini
dell'applicazione effettiva delle norme in vigore in materia di sicurezza
della navigazione e di tutela dell'ambiente marino;
considerando che la Commissione delibera secondo la procedura fissata
nell'articolo 12 per tener debitamente conto dei progressi realizzati in
sede internazionale e per aggiornare i criteri minimi;
considerando   che  in   base   alle   informazioni  comunicate  a   norma
dell'articolo 10 dagli Stati membri sulle prestazioni delle organizzazioni
operanti a loro nome la Commissione, secondo la procedura dell'articolo
12, decide se ritirare il riconoscimento di organizzazioni che non
soddisfano più i criteri minimi comuni;
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considerando tuttavia che gli Stati membri devono avere la possibilità di
sospendere l'autorizzazione accordata ad un'organizzazione a causa di
gravi rischi per la sicurezza o l'ambiente;
considerando che la Commissione delibera rapidamente in merito alla
conferma o all'abrogazione di tali misure nazionali secondo la procedura
suddetta;
considerando che i singoli Stati membri devono valutare periodicamente le
prestazioni delle organizzazioni operanti a loro nome e comunicare alla
Commissione e agli altri Stati membri informazioni particolareggiate in
merito;
considerando che gli Stati membri, in qualità di stati dei porti, devono
migliorare le condizioni di sicurezza e di prevenzione dell'inquinamento
nelle acque comunitarie eliminando le navi non conformi alle norme minime,
indipendentemente dalla bandiera delle navi;
considerando che il comitato agisce secondo la procedura I dell'articolo 2
della decisione 87/373/CEE del Consiglio;
considerando che la Commissione, nella decisione in merito al ritiro del
riconoscimento di organizzazioni che non soddisfino più i criteri
dell'allegato I, tiene in massima considerazione l'opinione del comitato e
la documentazione relativa alle prestazioni delle organizzazioni in
materia di sicurezza e di prevenzione dell'inquinamento;
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considerando che le società di classificazione devono aggiornare e
applicare le rispettive norme tecniche per armonizzare le disposizioni
relative mila sicurezza      e per    applicare uniformemente   le norme
internazionali all'interno della Comunità;
considerando che attualmente non esistono norme uniformi internazionali
alle quali debbano conformarsi tutte le navi nella fase di costruzione e
nell'intero periodo in cui sono in servizio per quanto riguarda lo scafo,
i macchinari e gli impianti elettrici e di controllo;
considerando che dette norme possono essere fissate secondo i regolamenti
delle società di classificazione;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
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 PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLE DISPOSIZIONI E ALLE NORME
 COMUNI PER LE ORGANIZZAZIONI CHE EFFETTUANO LE ISPEZIONI E LE VISITE DI
 CONTROLLO DELLE NAVI
                                  Articolo 1
 La presente direttiva intende stabilire le disposizioni alle quali devono
 attenersi gli Stati membri e le organizzazioni responsabili dell'ispezione,
del controllo e della certificazione delle navi per conformarsi alle
 convenzioni internazionali. In particolare devono essere elaborati e
applicati i requisiti di sicurezza per lo scafo, i macchinari e gli impianti
elettrici e di controllo delle navi che rientrano nel campo di applicazione
delle convenzioni internazionali.
                                  Articolo 2
Ai fini della presente direttiva e dei suoi allegati valgono le definizioni
seguenti:
"nave": qualsiasi nave che      rientri   nel campo  di  applicazione  delle
convenzioni internazionali;
"ispezioni e controlli": ispezioni e controlli imposti dalle convenzioni
internazionali;
"convenzioni internazionali": la convenzione internazionale del 1974 sulla
salvaguardia della vita umana in mare, la convenzione internazionale del
1966 sul bordo libero e la convenzione internazionale sulla prevenzione
dell'inquinamento causato da navi del 1973-1978, con i relativi protocolli
ed emendamenti e i codici aventi valore vincolante in tutti gli Stati
membri;
"organizzazione": qualsiasi società di classificazione ed altro ente privato
autorizzati dai governi ad effettuare valutazioni della sicurezza della navi
a loro nome;
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"organizzazione riconosciuta": qualsiasi organizzazione riconosciuta a norma
dell'articolo 4;
"certificato": i certificati rilasciati dagli Stati membri oppure a loro
nome conformemente alle convenzioni internazionali, fatta eccezione per i
certificati di esenzione;
"certificato    di   classificazione":   dichiarazione   di   una  società  di
classificazione    sull'idoneità strutturale e meccanica delle navi a
determinati impieghi e servizi secondo le norme e i requisiti da essa
fissati;
"sede": località in cui è situata la sede legale, l'amministrazione centrale
oppure in cui si svolge l'attività principale delle organizzazioni.
                                   Articolo 3
1.  Gli Stati membri, nell'esercizio delle responsabilità e nell'adempimento
    degli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali, si adoperano
    affinché    i   loro organi    competenti   applichino   adeguatamente  le
    disposizioni delle convenzioni internazionali, in particolare riguardo
    alle ispezioni e al controllo delle navi e al rilascio dei relativi
    certificati, nonché dei certificati di esenzione.
2.  Gli Stati membri che, per le navi battenti la loro bandiera, ai fini del
    paragrafo 1 decidano
    i)   di delegare interamente o in parte
             ispezioni e controlli, compresi quelli necessari per valutare la
            conformità all'articolo 13 riguardo alla resistenza strutturale
            dello scafo, nonché all'affidabilità e alla sicurezza dei
            macchinari e degli impianti elettrici e di controllo, oppure
            il rilascio o il rinnovo dei certificati, oppure
    ii)  di ricorrere a consulenze esterne per l'effettuazione delle
         ispezioni    e dei    controlli necessari     per  il rilascio    dei
         certificati,
    affidano questi compiti unicamente ad organizzazioni riconosciute.
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    Per quanto riguarda tuttavia il certificato di sicurezza delle
    apparecchiature radiotelegrafiche e il certificato di sicurezza delle
    apparecchiature radiotelefoniche delle navi da carico, detti compiti
    possono essere affidati ad altri enti aventi competenze adeguate in
    materia di radiocomunicazioni.
    Il   presente   articolo  non    si   applica   alla   certificazione   di
    apparecchiature navali specifiche.
                                 Articolo 4
1. Gli Stati membri possono riconoscere unicamente le organizzazioni che
    soddisfino i criteri fissati nell'allegato I. Le organizzazioni
   presentano agli Stati membri ai quali hanno chiesto il riconoscimento
    informazioni esaurienti e documenti di prova per dimostrare la
   conformità a detti criteri. Gli Stati membri notificano opportunamente
    il riconoscimento alle organizzazioni.
2. Ciascuno Stato membro notifica alla Commissione       e  agli altri   Stati
   membri le organizzazioni riconosciute.
                                 Articolo 5
1. Gli Stati membri, quando agiscono in applicazione dell'articolo 3,
   paragrafo 2, non possono rifiutare di delegare qualsiasi organizzazione
   riconosciuta con sede nella Comunità, né di ricorrere ai servizi di
   quest'ultima.
2. Per autorizzare un'organizzazione situata in un paese terzo a svolgere i
   compiti indicati nell'articolo 3 o una parte di essi, gli Stati membri
   possono    chiedere  al paese     terzo   interessato   di   accordare   il
   riconoscimento reciproco alle organizzazioni riconosciute con sede nella
   Comunità.
                                 Articolo 6
1. Gli Stati membri che decidano di ricorrere alla delega di cui
   all'articolo 3, paragrafo 2 instaurano un rapporto funzionale tra gli
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     organi nazionali responsabili e l'organizzazione autorizzata ad operare
     a nome del governo.
2.   Il rapporto funzionale deve essere disciplinato da un accordo scritto
     formale e non discriminatorio, nel quale siano definiti i compiti e le
     funzioni specifiche assunte dalle organizzazioni e nei quali sia
    previsto un controllo almeno periodico da parte del governo sui compiti
     che le organizzazioni sono autorizzate a svolgere a suo nome e sia
    prevista la possibilità di ispezioni causali e particolareggiate delle
    navi. L'accordo deve inoltre stabilire che le organizzazioni sono tenute
    a comunicare le informazioni essenziali sulla flotta classificata,
    nonché su eventuali modifiche di classificazione o declassamenti.
3.   I singoli Stati membri forniscono alla Commissione informazioni precise
    sul rapporto funzionale istituito ai sensi del presente articolo. La
    Commissione ne informa successivamente gli altri Stati membri.
                                  Articolo 7
È istituito un comitato a carattere consultivo, incaricato di assistere la
Commissione, composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal
rappresentante della Commissione. La Commissione convoca il comitato almeno
una volta ali'anno e ogniqualvolta sia necessario in caso di sospensione
dell'autorizzazione di un'organizzazione da parte di uno Stato membro ai
sensi dell'articolo 9.
Il comitato stabilisce il proprio regolamento interno.
                                 Articolo 8
La Commissione, secondo la procedura fissata nell'articolo 12, può
(a) modificare l'allegato I per
    (i) tener conto di eventuali modifiche delle convenzioni internazionali
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           e dell'entrata in vigore di nuove       convenzioni   internazionali,
           nonché di nuovi protocolli e codici;
      (ii) aggiornare i criteri dell'allegato I;
 (b) ritirare il riconoscimento di organizzazioni di cui all'articolo 4 che
     non soddisfino più i criteri fissati nell'allegato I.
                                   Articolo 9
Nonostante i criteri specificati nell'allegato I, qualora ritengano che
un'organizzazione riconosciuta non possa più essere autorizzata a svolgere i
compiti indicati nell'articolo 3 a causa di gravi rischi per la sicurezza o
l'ambiente, gli Stati membri possono sospendere tale autorizzazione.
In tali circostanze si applica la seguente procedura:
(a) lo Stato membro informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati
     membri della propria decisione, indicando gli elementi che la hanno
     motivata e dimostrandone la fondatezza;
(b) la Commissione decide se annullare la sospensione oppure se ritirare il
     riconoscimento   dall'organizzazione   secondo    la   procedura   di   cui
     all'articolo 12 entro un termine massimo di tre mesi.
                                  Articolo 10
1.   I singoli Stati membri devono accertare che le funzioni delegate alle
     organizzazioni riconosciute a norma dell'articolo 3 siano svolte
     efficacemente   e   che   siano   soddisfatti    i   criteri    specificati
    nell'allegato I. Gli Stati membri possono controllare direttamente le
    organizzazioni riconosciute oppure, qualora tali organizzazioni abbiano
     sede in un altro Stato membro, possono riesaminare il controllo
    corrispondente effettuato dal governo dell'altro Stato membro.
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 2.  Gli Stati membri effettuano il controllo ogni anno e inviano una
      relazione sui risultati delle verifiche effettuate alla Commissione e
      agli altri Stati membri al più tardi entro il 1° marzo di ogni anno
      successivo all'anno per il quale è stata valutata la conformità.
3.   Gli   Stati  membri   inviano  alla  Commissione  tutte  le  informazioni
     pertinenti per la valutazione delle prestazioni delle organizzazioni.
                                   Articolo 11
Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento degli obblighi in materia
di ispezione, in qualità di stati del porto,
 (a) gli Stati membri si adoperano affinché le navi battenti bandiera di
     paesi terzi non ricevano un trattamento più favorevole delle navi
     battenti bandiera degli Stati membri. A tal fine il fatto che i
     certificati della nave, compreso il certificato di classificazione,
     siano   stati rilasciati da un'organizzazione       non riconosciuta è
     considerato un criterio prioritario per la selezione delle navi da
     sottoporre a ispezione.
(b) Gli Stati membri prendono provvedimenti adeguati qualora le navi non
     siano conformi alle norme approvate sul piano internazionale e
     comunicano alla Commissione e al segretariato della Nota d'intesa sul
     controllo dello stato del porto quanto hanno accertato in merito
     all'eventuale rilascio di certificati validi da parte di organizzazioni
     operanti a nome di uno stato di bandiera a navi non conformi ai
     requisiti pertinenti delle convenzioni internazionali, oppure in merito
     ad eventuali difetti di navi aventi un certificato di classificazione
     valido relativi ad elementi oggetto del certificato.
2.   Ciascuno Stato membro tiene una documentazione relativa alle prestazioni
     delle organizzazioni operanti a nome degli stati di bandiera. La
     documentazione deve essere aggiornata ogni anno e distribuita agli altri
     Stati membri e alla Commissione.
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                                  Articolo 12
1. Per le questioni d'i .cui agli articoli 8 e 9 si applica la seguente
   procedura:
    (a) il rappresentante della Commissione sottopone al comitato di cui
        all'articolo 7 un progetto delle misure da adottare;
    (b) il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che
        il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione,
        eventualmente procedendo a votazione.
    (e) Il parere è iscritto a verbale; inoltre ciascuno Stato membro ha il
        diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
    (d) La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato
        dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del
        suo parere.
                        0
2. Nella preparazione dei progetti di decisione sulle questioni di cui
   all'articolo 8, lettera b ) , la Commissione tiene conto delle relazioni e
   delle informazioni indicate negli articoli 10 e 11. Nella preparazione
   dei progetti delle misure, la Commissione deve tenere in particolare
   considerazione   la documentazione relativa alle prestazioni delle
   organizzazioni    in   materia      di   sicurezza   e    di   prevenzione
   dell'inquinamento. I progetti di decisione su tali questioni possono
   essere presentati al comitato anche dagli Stati membri.
                                 Articolo 13
1. Gli Stati membri si adoperano affinché le navi battenti la loro bandiera
   siano costruite e mantenute in efficienza conformemente ai requisiti in
   materia di scafo, macchinari e impianti elettrici e di controllo fissati
   da una organizzazione riconosciuta.
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    Le società di classificazione di cui al paragrafo 1 si consultano
    periodicamente per mantenere l'equivalenza delle rispettive norme
    tecniche e della relativa applicazione. Le società in questione inviano
    alla Commissione regolari relazioni sui principali sviluppi relativi
    alle norme•
                                 Articolo 14
1.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative,
    regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente
    direttiva entro il 1° novembre 1994 e ne informano immediatamente la
    Commissione.
    Le misure adottate dagli Stati membri devono contenere un riferimento
    alla direttiva oppure devono essere accompagnate da tale riferimento al
    momento della pubblicazione ufficiale. Gli Stati membri stabiliscono le
    modalità relative all'introduzione di tale riferimento.
2.  Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione il testo
    delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel
    settore disciplinato dalla presente direttiva. La Commissione ne informa
    gli altri Stati membri.
                                 Articolo 15
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
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                                                                 ALLEGATO I
CRITERI MINIMI PER LE ORGANIZZAZIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 3
CRITERI GENERALI
 1. L'organizzazione riconosciuta deve poter dimostrare di avere una vasta
    esperienza in materia di valutazione degli aspetti inerenti alla
    progettazione e alla costruzione di navi mercantili.
2.  L'organizzazione deve avere nella sua classificazione una flotta di
     almeno 1 000 navi di lungo corso (di stazza superiore a 100 TSL) per un
    totale di almeno 5 Mio di TSL.
3.  L'organizzazione    deve   occupare   personale  tecnico   adeguato   alla
    consistenza della flotta classificata. Per soddisfare i requisiti di cui
     ai paragrafi 1 e 2 sono necessari almento 100 ispettori che si dedicano
    esclusivamente ai controlli.
4.  L'organizzazione deve avere norme e regolamenti completi relativi alla
    progettazione, alla costruzione e al controllo periodico delle navi
    mercantili, che devono essere pubblicati e tenuti costantemente
    aggiornati con programmi di ricerca e sviluppo.
5.  L'organizzazione deve pubblicare annualmente il proprio registro navale.
CRITERI SPECIFICI
1.  L'organizzazione dispone di
     (a)  un personale adeguato a livello tecnico e dirigenziale, nonché sul
          piano delle attività di sostegno e di ricerca;
     (b)  personale esterno esclusivo in tutto il mondo.
2.  L'attività dell'organizzazione è disciplinata da un codice etico.
3.  L'organizzazione è gestita e amministrata in modo tale da tutelare il
    carattere riservato delle informazioni richiesto dal governo.
4.  L'organizzazione   è disposta  a fornire   le informazioni pertinenti   al
    governo.
5.  La direzione dell'organizzazione definisce e documenta i propri
    programmi, obiettivi e impegni in materia di qualità e verifica che tali
    programmi siano compresi, attuati e mantenuti a tutti i livelli
    dell'organizzazione.
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6. L'organizzazione ha      messo   a   punto    ed    introdotto    e    applica
   effettivamente un sistema di qualità interno efficace basato sugli
   elementi pertinenti degli standard di qualità riconosciuti sul piano
   internazionale. Il sistema deve essere conforme alle norme EN 45004
    (enti      responsabili    dell'ispezione)      ed     EN 29001,      secondo
   l'interpretazione dei "Requisiti per la certificazione dei sistemi di
   qualità" dell'IACS e comprendere, tra l'altro, i seguenti elementi:
    (a)   le  norme  e  i regolamenti  dell'organizzazione    sono  stabiliti   e
         aggiornati in modo sistematico;
    (b)  le norme e i regolamenti dell'organizzazione sono rispettati;
    (e)  sono soddisfatti i requisiti dell'attività prevista dalla legge che
         l'organizzazione è autorizzata a svolgere;
    (d) sono definite e documentate le responsabilità, le autorizzazioni e
         l'interrelazione del personale la cui attività incide sulla qualità
         dei servizi dell'organizzazione.
   (e) tutte le attività sono svolte in condizioni controllate;
   (f) è in vigore un sistema di supervisione che controlla le operazioni
         e le attività svolte dagli ispettori e dal personale tecnico e
         amministrativo impiegato direttamente dall'organizzazione;
   (g) è attuato un sistema di qualificazione degli ispettori con un
         constante programma di aggiornamento;
   (h) è     tenuta    una  documentazione   per   dimostrare    il    grado   di
         realizzazione degli standard richiesti per gli aspetti inerenti ai
         servizi svolti, nonché l'efficace funzionamento del sistema di
         qualità; e
   (i) è applicato un vasto sistema di audit interni pianificati e
         documentati riguardo alle attività inerenti alla qualità in tutte
         le sedi.
7. L'organizzazione deve dimostrare di essere in grado
   (a)   di mettere a punto e di tenere aggiornata una serie completa e
         adeguata di norme e regolamenti relativi allo scafo, ai macchinari
         e agli impianti elettrici e di controllo aventi la qualità di
         standard tecnici riconosciuti a livello internazionale in base ai
         quali possono essere rilasciati certificati di sicurezza per le
         navi    passeggeri  conformi   alla   convenzione    SOLAS     (riguardo
         all'adeguatezza della struttura e dei principali macchinari a
        bordo) e i certificati di bordo libero (per quanto riguarda
         l'adeguatezza della resistenza);
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    (b)  di effettuare tutte le ispezioni e in controlli richiesti dalle
         convenzioni internazionali per il rilascio dei certificati.
8.  L'organizzazione è soggetta alla certificazione del sistema di qualità
    da parte di revisori indipendenti riconosciuti dal governo dello Stato
    in cui essa è situata.
9.  L'organizzazione autorizza i rappresentanti del governo e delle altre
    parti interessate a partecipare all'elaborazione delle norme e dei
    regolamenti.
10. L'organizzazione deve dimostrare ad essere disposta a collaborare con il
    controllo dello stato del porto riguardo alle navi che rientrano nella
    sua classificazione, in particolare per agevolare l'eliminazione delle
    inadeguatezze e delle altre divergenze accertate.
11. L'organizzazione  deve   fornire al governo tutte       le  informazioni
    pertinenti in merito alle modifiche di classificazione oppure ad
    eventuali declassamenti.
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                                                                    ISSN 0254-1505
                                                              COM(93)218def.
                                                          DOCUMENTI
IT                                                                        04 07
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-245-IT-C
                                                            ISBN 92-77-55856-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Commuta europee
L-2985 Lussemburgo