CELEX: 31982R2192
Language: it
Date: 1982-08-06 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 2192/82 della Commissione, del 6 agosto 1982, recante modalità di applicazione delle misure speciali per i piselli, le fave e le favette

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31982R2192

Regolamento (CEE) n. 2192/82 della Commissione, del 6 agosto 1982, recante modalità di applicazione delle misure speciali per i piselli, le fave e le favette  

Gazzetta ufficiale n. L 233 del 07/08/1982 pag. 0005 - 0013

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 2192/82 DELLA COMMISSIONE  del 6 agosto 1982  recante modalità di applicazione delle misure speciali per i piselli, le fave e le favette  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 1431/82 del Consiglio, del 18 maggio 1982, che prevede misure speciali per i piselli, le fave e le favette (1), in particolare l'articolo 3, paragrafo 7,  considerando che l'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 2036/82 del Consiglio (2), prevede che, in caso di vendita dei prodotti da parte del produttore, il primo acquirente deposita presso l'organismo all'uopo designato nello Stato membro in cui i piselli, le fave e le favette sono stati prodotti, il contratto stipulato con il produttore unitamente ad una dichiarazione nella quale si certifichi il quantitativo effettivamente consegnato da quest'ultimo; che, allo scopo di agevolare il controllo da parte degli Stati membri della sussistenza del diritto all'aiuto, è opportuno precisare le condizioni minime che devono figurare nei predetti contratti e dichiarazioni, nonché prescrivere un termine per il deposito dei contratti;  considerando che, onde garantire l'efficacia del controllo, è opportuno prevedere che esso verta su un numero rappresentativo di dichiarazioni di consegna;  considerando che, ai fini di una sana gestione del regime di aiuto, è opportuno che il primo acquirente soddisfi determinati requisiti in materia di controllo;  considerando che, in caso di vendita dei prodotti da parte del produttore, l'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2036/82 prevede il rilascio di un certificato da parte dell'organismo competente, previa verifica del contratto stipulato tra il primo acquirente e il produttore, con particolare riguardo al rispetto del prezzo minimo da pagare a quest'ultimo; che l'entrata in vigore di tali norme richiede l'adozione di disposizioni comunitarie relative alle condizioni per la stesura e l'utilizzazione di detti certificati, all'introduzione di formulari comunitari, nonché all'instaurazione di procedure di collaborazione amministrativa tra la Comunità e gli Stati membri; che, in attesa dell'istituzione del certificato comunitario, è opportuno prevedere l'uso negli Stati membri di certificati scelti discrezionalmente dalle autorità competenti;  considerando che, tenuto conto della prassi commerciale vigente nel settore dei piselli, delle fave e delle favette, è opportuno ammettere un margine di tolleranza per quanto riguarda la corrispondenza tra il quantitativo accertato dall'organismo competente e quello indicato nel certificato;  considerando che, ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 2036/82, l'aiuto è concesso soltanto per i prodotti effettivamente utilizzati nell'alimentazione umana o animale; che, ai fini di una sana gestione amministrativa, è opportuno definire la nozione di prodotti effettivamente utilizzati;  considerando che, a norma dell'articolo 14 del regolamento suddetto, gli Stati membri nel cui territorio i prodotti sono effettivamente utilizzati instaurano un sistema di controllo inteso a garantire che l'aiuto sia concesso soltanto per i prodotti per i quali il controllo stesso è previsto; che, affinché i prodotti effettivamente utilizzati siano quelli venduti dal produttore e la loro utilizzazione effettiva avvenga nell'ambito di imprese, è opportuno, per garantire l'efficacia del controllo, definire, da un lato, la nozione di impresa e, dall'altro, stabilire le modalità del suddetto controllo;  considerando che, ai fini di tale controllo, è opportuno basarsi in primo luogo sulla contabilità di magazzino delle imprese;  considerando che, per motivi di sana gestione amministrativa, è opportuno prevedere che i piselli, le fave e le favette siano utilizzati entro un certo termine a decorrere dalla data di arrivo dei prodotti presso l'impresa in cui avrà luogo l'utilizzazione effettiva; che, per semplificare il disbrigo delle pratiche amministrative, la notifica dell'arrivo dei prodotti da parte dell'impresa all'organismo competente dello Stato membro interessato va considerata come una domanda di controllo dei prodotti in questione;  considerando che, per consentire un'applicazione uniforme del regime di aiuto, è opportuno definire, da un lato, le indicazioni minime che devono figurare nella domanda di aiuto e, dall'altro, le modalità di versamento di detto aiuto agli aventi diritto;  considerando che l'articolo 10 del regolamento (CEE) n. 2036/82 prevede che, in caso di vendita dei prodotti da parte del produttore, il versamento dell'aiuto può essere anticipato al momento della sottoposizione a controllo dei prodotti presso l'impresa in cui saranno utilizzati, previa costituzione di una garanzia adeguata; che è pertanto opportuno definire il regime di tale garanzia e le condizioni alle quali essa può essere incamerata, integralmente o in parte;  considerando che, a norma dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2036/82, in caso di trasformazione dei prodotti per conto del produttore ai fini dell'alimentazione degli animali nell'azienda di quest'ultimo, l'aiuto è versato alle organizzazioni riconosciute che devono trasferirlo al produttore; che è pertanto opportuno definire le condizioni per il riconoscimento delle predette organizzazioni, nonché per il ritiro del riconoscimento stesso;  considerando che, nell'ipotesi sopra citata, per poter controllare se sussiste il diritto all'aiuto, è necessario stabilire i requisiti ai quali le organizzazioni riconosciute devono rispondere in materia di controllo; che, a tale scopo, è opportuno disporre che la contabilità di magazzino delle suddette organizzazioni debba comportare tutte le indicazioni necessarie per consentire l'espletamento del controllo;  considerando che, per addivenire ad un'applicazione uniforme del regime di aiuto in caso di trasformazione di prodotti per conto del produttore, è opportuno definire le modalità di versamento dell'aiuto alle organizzazioni riconosciute;  considerando che, tenuto conto del tempo richiesto per procedere ai controlli relativi al rispetto delle condizioni di riconoscimento, esiste il rischio che questi non possano essere soddisfatti in tempo utile; che, per ovviare a tale inconveniente, sembra opportuno prevedere la possiblità di concedere, per la campagna 1982/1983, un riconoscimento provvisorio alle organizzazioni interessate;  considerando che, affinché l'aiuto comunitario sia concesso esclusivamente per i prodotti per i quali è previsto, è necessario che gli Stati membri siano in grado di applicare un sistema di controllo sia sui piselli, le fave e le favette prodotti nella Comunità ed esportati verso i paesi terzi, sia sui prodotti in oggetto importati nella Comunità; che è pertanto opportuno definire il sistema di controllo;  considerando che le misure previste nel presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i foraggi essiccati,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  Il contratto di cui all'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2036/82 è depositato dal primo acquirente presso l'organismo all'uopo designato nello Stato membro in cui i piselli, le fave e le favette sono stati prodotti, al più tardi il giorno di presentazione della dichiarazione di consegna dei prodotti da parte del produttore al primo acquirente.  Tuttavia, se per un contratto sono presentate più dichiarazioni di consegna, il contratto deve essere depositato al più tardi il giorno di presentazione della prima dichiarazione.  Articolo 2  Il contratto concluso dal primo acquirente con il produttore deve recare almeno i dati seguenti:  a) nome, cognome, indirizzo e firma delle parti contraenti;  b) la data in cui è stato concluso;  c) la campagna della raccolta;  d) il quantitativo di piselli, fave e favette espresso in tonnellate e frazioni di tonnellata, ovvero la superficie, espressa in ettari e in are, in cui verrano raccolti i prodotti oggetto del contratto;  e) il prezzo da pagare al produttore per unità di peso e il tasso delle maggiorazioni e detrazioni da applicare, in conformità dell'articolo 3.  Articolo 3  1. Il prezzo da pagare, di cui all'articolo 2, lettera e), s'intende per una merce sana, leale e mercantile della qualità precisata all'articolo 11 del regolamento (CEE) n. 2036/82, partenza azienda agricola e caricata sul veicolo dell'acquirente.  2. a) Per ciascun punto di umidità o di impurezza in meno o in più rispetto alla qualità di cui al paragrafo 1, si applica al prezzo di vendita, secondo il caso, una maggiorazione o una detrazione pari all'1 %.  Tuttavia, qualora il tasso di umidità sia superiore al 16 % e inferiore o uguale al 18 %, si applica al prezzo di vendita, per ciascun punto di umidità in più rispetto al 16 %, una detrazione che può situarsi tra 1 e 1,5 %.  b) Qualora il tasso di umidità superi il 18 % o il tasso di impurezza superi il 5 %, le detrazioni da applicare al prezzo di vendita, per il tasso eccedente le percentuali di cui sopra, saranno convenute tra le parti contraenti.  3. Ai sensi del presente regolamento, si intendono per impurezze tutti i corpi estranei, organici o inorganici, diversi dai semi della specie in questione.  Articolo 4  La dichiarazione di consegna di cui all'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 2036/82 deve recare almeno i dati seguenti:  - nome, cognome, indirizzo e firma del produttore e del primo acquirente;  - gli estremi del contratto di cui all'articolo 6, paragrafo 4;  - il quantitativo effettivamente consegnato dal produttore e la data di consegna; - il tenore di umidità e di impurezza dei prodotti consegnati;  - l'attestato che il prodotto consegnato non è stato ammesso al beneficio del disposto del regolamento (CEE) n. 2358/71 del Consiglio (1).  Articolo 5  Ai fini del controllo, il primo acquirente deve:  - tenere, per i prodotti raccolti nella Comunità e per quelli importati, una contabilità di magazzino separata indicante almeno i quantitativi di prodotti entrati e usciti, il peso netto del prodotto come tale e, in caso di prodotti raccolti nella Comunità, il tenore di umidità e di impurezza;  - impegnarsi a mettere la propria contabilità finanziaria a disposizione dell'organismo competente;  - impegnarsi a fornire gli altri documenti giustificativi necessari.  Articolo 6  1. Gli Stati membri produttori verificano:  a) che il contratto sia conforme alle condizioni fissate all'articolo 2 e che il prezzo indicato sia almeno uguale al prezzo minimo;  b) che la dichiarazione di consegna sia conforme alle condizioni di cui all'articolo 4;  c) qualora il contratto si riferisca ad una superficie, la corrispondenza tra il quantitativo effettivamente consegnato e quello che può essere prodotto sulla superficie indicata nel contratto.  2. Il tasso di conversione da applicare ai fini della verifica dell'osservanza del prezzo minimo per un prodotto raccolto nel corso di una determinata campagna di commercializzazione è il tasso rappresentativo valido il primo giorno della campagna in causa.  3. Gli Stati membri produttori verificano, mediante sondaggio sul posto, l'esattezza di almeno il 5 % delle dichiarazioni di consegna.  4. Dopo le verifiche di cui al paragrafo 1, lettera a), gli Stati membri produttori attribuiscono al contratto un numero d'ordine, preceduto dalla lettera o dalle lettere seguenti, a seconda del paese in cui è stato concluso il contratto: B per il Belgio, D per la Germania, DK per la Danimarca, E per la Grecia, F per la Francia, I per l'Italia, IRL per l'Irlanda, L per il Lussemburgo, NL per i Paesi Bassi e UK per il Regno Unito.  Articolo 7  1. Su richiesta del primo acquirente, l'organismo competente dello Stato membro nel quale sono stati raccolti i piselli, le fave e le favette rilascia il certificato di cui all'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2036/82.  2. Il certificato viene rilasciato per il quantitativo consegnato in esecuzione di uno o più contratti.  Tuttavia, in caso di più consegne nel quadro di un solo contratto, il certificato può essere rilasciato per il quantitativo indicato in ogni singola dichiarazione di consegna.  3. Il certificato deve precisare il numero d'ordine di ogni contratto, preceduto dalla lettera o dalle lettere che lo contraddistinguono, nonché il quantitativo - ritoccato in base al metodo esposto in allegato - dei prodotti specificati nella dichiarazione o nelle dichiarazioni di consegna.  4. A condizione che l'interessato fornisca una cauzione sufficiente, gli Stati membri possono rilasciare il certificato prima che sia presentata la dichiarazione di consegna, per un quantitativo non superiore all'80 % di quello indicato nel contratto depositato.  Inoltre in caso d'impossibilità di presentare la dichiarazione di consegna soltanto per mancanza temporanea dei dati di cui all'articolo 4, quarto trattino, gli Stati membri possono egualmente rilasciare il certificato per un quantitativo non superiore all'80 % di quello effettivamente consegnato.  Il certificato relativo al saldo è rilasciato quando sono soddisfatte le condizioni previste agli articoli 4 e 6.  Gli Stati membri, ove constatino che, in applicazione del presente paragrafo, hanno rilasciato certificati per un quantitativo superiore a quello giustificato, provvedono a recuperare i certificati per i quantitativi eccedenti, oppure, se ciò è impossibile, richiedono che il primo acquirente versi un importo pari all'aiuto più elevato applicabile alla data di rilascio del certificato, moltiplicato per il quantitativo risultante in eccedenza rispetto a quello giustificato.  Articolo 8  1. Il modello del certificato è stabilito entro il 31 dicembre 1982, secondo la procedura di cui all'articolo 12 del regolamento (CEE) n. 1117/78 del Consiglio (2).  2. In attesa del certificato comunitario, gli Stati membri usano un certificato di loro scelta; quest'ultimo può essere impiegato sino al 30 giugno 1983.  3. Successivamente al 30 giugno 1983, gli Stati membri trasmettono quanto prima allo Stato membro che ha emesso i certificati un elenco contenente gli estremi dei certificati loro presentati.  4. Lo Stato membro che ha emesso i certificati verifica la corrispondenza tra quelli da esso emessi e quelli presentati negli altri Stati membri.  Articolo 9  1. Ogni certificato è valido in tutta la Comunità.  2. Ogni Stato membro deposita presso la Commissione il timbro e eventualmente la firma autorizzata che figurano su ogni certificato. La Commissione provvede a comunicarli agli altri Stati membri.  Articolo 10  In caso di dubbio quanto all'autenticità del certificato o delle diciture e dei visti che vi figurano, i servizi nazionali competenti provvedono, a fini di controllo, a rinviare il documento in questione o relativa fotocopia all'organismo emittente.  Articolo 11  1. Su richiesta di qualsiasi detentore di un certificato di cui all'articolo 7 e previa presentazione del medesimo da parte del detentore stesso, ogni organismo emittente rilascia, in sostituzione del certificato presentato e per un quantitativo globale di prodotti pari al quantitativo in esso indicato, certificati per quantitativi inferiori a quello indicato nel certificato presentato.  I certificati emessi in sostituzione di quello presentato hanno gli stessi effetti del certificato sostituito, nei limiti del quantitativo per i quali sono stati rilasciati.  2. Ad ogni certificato emesso in sostituzione di quello presentato sono attribuiti gli stessi riferimenti distintivi, oltre ad un numero d'ordine complementare.  Articolo 12  1. Ai fini del riconoscimento di cui all'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2036/82, l'organizzazione deve:  - comprendere almeno 150 produttori di piselli, fave e favette, ciascuno dei quali disponga di capi di bestiame in numero sufficiente a giustificare l'utilizzazione dei quantitativi prodotti e s'impegni ad impiegare i prodotti stessi unicamente per l'alimentazione del proprio bestiame;  - trasformare un quantitativo di almeno 400 tonnellate di piselli, fave e favette;  - tenere una contabilità finanziaria e di magazzino;  - sottoporsi ai controlli necessari;  - impegnarsi a far beneficiare i produttori dell'importo integrale dell'aiuto ricevuto.  2. Dopo aver verificato il rispetto delle condizioni specificate al paragrafo 1, l'organismo competente dello Stato membro accorda il riconoscimento all'organizzazione che he ha fatto domanda. Per la campagna 1982/1983 può essere tuttavia concesso un riconoscimento provvisorio, su semplice richiesta dell'organizzazione stessa. Se dalla verifica di cui sopra emerge che le condizioni di cui al paragrafo 1 non sono state rispettate, il riconoscimento provvisorio viene ritirato con effetto retroattivo.  Articolo 13  Gli Stati membri produttori istituiscono un sistema di controllo, onde verificare che i prodotti siano stati effettivamente consegnati dal produttore all'organizzazione riconosciuta ed effettivamente trasformati.  Articolo 14  Ai sensi dell'articolo 7 del regolamento (CEE) n. 2036/82, per trasformazione presso un'organizzazione riconosciuta s'intende qualsiasi operazione eseguita in seno a detta organizzazione, che modifichi, mediante macinazione od altro trattamento analogo, la natura dei prodotti destinati all'alimentazione animale.  Articolo 15  1. Qualora il primo acquirente abbia depositato il contratto anteriormente al 1o agosto 1982, si applicano le disposizioni del regolamento (CEE) n. 3075/78 della Commissione (1), in materia di contratti, nonché di maggiorazione o riduzione del prezzo minimo.  2. Il certificato di cui all'articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 3075/78, ove sia stato rilasciato anteriormente al 1o agosto 1982, può essere utilizzato sino al 31 marzo 1983 in luogo del certificato di cui all'articolo 7 del presente regolamento.  3. Gli Stati membri possono derogare nella misura necessaria al disposto degli articoli 4 e 5 sino al 31 dicembre 1982. Gli Stati membri notificano non appena possibile alla Commissione le misure da essi adottate in applicazione del presente paragrafo.  (1) GU n. L 162 del 12. 6. 1982, pag. 28.  (2) GU n. L 219 del 28. 7. 1982, pag. 1.  (1) GU n. L 246 del 5. 11. 1971, pag. 1.  (2) GU n. L 142 del 30. 5. 1978, pag. 1.  (1) GU n. L 367 del 28. 12. 1978, pag. 9.  Articolo 16  Ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2036/82, sono considerati come effettivamente utilizzati i prodotti che, rispetto ai punti a), b), c), d) ed e) della disposizione citata:  a) sono stati incorporati con altri prodotti in mangimi per animali dopo essere stati frantumati o macinati ed eventualmente torrefatti, oppure dopo essere stati trasformati in fiocchi;  b) - sono usciti dall'impresa senza subire alcuna trasformazione, previo imballaggio in confezioni nuove, di contenuto pari o inferiore a 12,5 kg, sempreché il loro tenore d'impurità non superi lo 0,25 % e che non contengano più dell'1 % di semi della stessa specie spezzati o danneggiati;  - sono usciti dall'impresa senza subire alcuna trasformazione dopo essere stati mescolati con almeno tre specie di altri semi e imballati in confezioni nuove, di contenuto pari o inferiore a 25 kg, sempreché il loro tenore di materie inorganiche non superi lo 0,25 % e che non contengano più dell'1 % di piselli, fave e favette spezzati o danneggiati;  c) hanno subito il processo di trasformazione previsto per la produzione di concentrati proteici;  d) hanno subito le seguenti trasformazioni:  - asportazione della membrana e eventualmente separazione dei cotiledoni,  - asportazione della membrana e macinazione ai fini della preparazione di farina destinata all'alimentazione umana,  - immersione in acqua e imballaggio, nel liquido di governo, in confezioni chiuse ermeticamente;  e) sono usciti dall'impresa senza aver subito alcuna trasformazione, previo imballaggio in confezioni nuove, di contenuto pari o inferiore a 12,5 kg, sempreché il loro tenore d'impurità non superi lo 0,25 % e che non contengano più dell'1 % di semi della stessa specie spezzati o danneggiati.  Articolo 17  1. Ai sensi del presente regolamento, per impresa s'intende qualsiasi locale o altro luogo situato entro il perimetro dello stabilimento nel quale i prodotti sono effettivamente utilizzati.  2. Inoltre, quando i prodotti sono destinati ad essere incorporati negli alimenti per animali ai sensi dell'articolo 16, lettera a), e che essi non possono essere conservati nel perimetro di cui al paragrafo 1, s'intende del pari per impresa qualsiasi locale situato all'esterno della stessa che presenti garanzie sufficienti ai fini del controllo dei prodotti conservati e riconosciuto preventivamente dall'organismo incaricato del controllo.  Articolo 18  1. All'entrata dei prodotti nell'impresa l'interessato ne informa immediatamente e per iscritto l'organismo competente dello Stato membro. Tale informazione vale come domanda di messa sotto controllo.  2. All'entrata dei piselli, delle fave e delle favette nell'impresa, essi sono pesati e sottoposti a un prelievo di campioni ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2036/82.  3. Il prelievo di campioni, la riduzione dei campioni da laboratorio in campioni da analisi, nonché la determinazione del tenore di umidità e di impurezza si effettuano secondo un metodo unico per tutta la Comunità.  Tuttavia, in attesa che venga definito un metodo comunitario, gli Stati membri applicano un metodo di loro scelta.  4. Salvo caso di forza maggiore, ad eccezione dei prodotti di cui all'articolo 16, lettere b) ed e), i prodotti posti sotto controllo non possono più uscire tal quali dall'impresa.  Tuttavia, a richiesta dell'interessato, può essere concessa una deroga per i prodotti destinati ad essere incorporati negli alimenti per animali, onde consentire che vengano macinati, trasformati in fiocchi o torrefatti fuori dell'impresa.  Articolo 19  1. L'organismo designato dallo Stato membro in cui i prodotti sono effettivamente utilizzati verifica la corrispondenza tra il quantitativo indicato nel certificato di cui all'articolo 7 e quello sottoposto a controllo nell'impresa. Il peso della quantità dei prodotti messi sotto controllo è determinato conformemente al metodo ripreso in allegato.  2. Se il quantitativo sottoposto a controllo non supera il 102 % di quello indicato nel certificato, l'organismo competente ammette al beneficio dell'aiuto il quantitativo sottoposto a controllo.  3. Se il quantitativo sottoposto a controllo supera il 102 % di quello indicato nel certificato, l'organismo competente ammette al beneficio dell'aiuto soltanto un quantitativo pari al 102 % di quello indicato nel certificato.  Articolo 20  Salvo caso di forza maggiore, la domanda di messa sotto controllo obbliga ad utilizzare effettivamente i prodotti ai sensi dell'articolo 16 entro 150 giorni dalla data di presentazione della domanda.  Tale obbligo è considerato adempiuto se il quantitativo effettivamente utilizzato e determinato in base al metodo esposto in allegato non è inferiore di oltre il 2 % al quantitativo indicato.    Articolo  21  1. L'organismo designato dallo Stato membro in cui i prodotti sono effettivamente utilizzati verifica la corrispondenza tra i quantitativi di piselli, fave e favette messi sotto controllo nell'impresa e il quantitativo degli stessi prodotti utilizzato conformemente al disposto dell'articolo 16.  2. Ai fini del controllo, l'impresa tiene, per i prodotti raccolti nella Comunità e per quelli importati, una contabilità di magazzino separata, indicante almeno i dati seguenti:  - i quantitativi entrati, con indicazione del peso netto del prodotto come tale, nonché, in caso di prodotti raccolti nella Comunità del tenore di umidità e di impurezza;  - i movimenti dei prodotti tra i locali o depositi dell'impresa, nonché le uscite ed entrate effettuate alle condizioni di cui all'articolo 18, paragrafo 4;  - i quantitativi di piselli, fave e favette effettivamente utilizzati ai sensi dell'articolo 16;  - i quantitativi di prodotti effettivamente utilizzati ai sensi dell'articolo 16, usciti dall'impresa;  - le fatture o documenti equivalenti, sia per i prodotti acquistati sia per quelli venduti.  L'impresa deve inoltre tenere la propria contabilità finanziaria a disposizione dell'organismo designato dallo Stato membro.  Articolo 22  1. La domanda di aiuto di cui all'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2036/82 è presentata al più tardi il giorno della presentazione delle domande di messa sotto controllo, dall'interessato nello Stato membro in cui i prodotti saranno effettivamente utilizzati.  2. Se la domanda di aiuto è presentata prima della domanda di messa sotto controllo, essa deve essere abbinata al deposito di una cauzione pari a 2,0 ECU per 100 kg di prodotto.  La cauzione è costituita sotto forma di garanzia prestata da un istituto rispondente ai criteri fissati dallo Stato membro in cui è presentata la domanda.  3. La domanda di aiuto reca almeno le indicazioni seguenti:  - nome, cognome, indirizzo del richiedente;  - il quantitativo di piselli, fave e favette per il quale è chiesto l'aiuto;  - la precisazione se l'aiuto richiesto sia quello stabilito in conformità dell'articolo 3, paragrafo 1, o dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 1431/82;  - gli estremi della cauzione.  La domanda può essere presentata per lettera, telegramma o telescritto.  Articolo 23  Per giorno di presentazione della domanda s'intende il giorno in cui la presentazione ha effettivamente luogo, a condizione che si tratti di un giorno lavorativo e che la presentazione sia effettuata al più tardi alle ore 16, ora belga.  Le domande presentate un giorno non lavorativo o un giorno lavorativo dopo le ore 16 si considerano presentate il giorno lavorativo successivo.  Articolo 24  1. Salvo caso di forza maggiore, la domanda di aiuto obbliga a sottoporre a controllo il quantitativo indicato nella domanda al più tardi alla fine del sesto o del nono mese successivo a quello nel quale la domanda di aiuto è stata presentata, a seconda che la domanda si riferisca all'aiuto di cui rispettivamente all'articolo 3, paragrafo 2, o all'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 1431/82.  2. L'obbligo di cui sopra si considera adempiuto, se il quantitativo sottoposto a controllo prima della scadenza del termine considerato è compreso tra il 93 e il 107 % del quantitativo indicato nella domanda.  3. La cauzione è incamerata integralmente se il quantitativo sottoposto a controllo è inferiore al 7 % di quello indicato nella domanda.  4. Se il quantitativo sottoposto a controllo è superiore al 7 % ma inferiore al 93 % di quello indicato nella domanda, la cauzione è incamerata per un quantitativo pari alla differenza tra il 93 % del quantitativo indicato nella domanda e il quantitativo effettivamente sottoposto a controllo.  5. Per i quantitativi superiori al 107 % del quantitativo indicato nella domanda, l'aiuto da concedere è quello valido il giorno in cui il prodotto è sottoposto a controllo.  Articolo 25  Ai sensi dell'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 1134/68, del Consiglio (1), si considera che il fatto generatore del diritto all'aiuto per i piselli, le fave e le favette abbia avuto luogo il giorno nel quale è stata presentata la domanda di messa sotto controllo di cui all'arti- colo 18.  Articolo 26  L'organizzazione riconosciuta di cui all'articolo 7 del regolamento (CEE) n. 2036/82 presenta mensilmente presso l'organismo designato dallo Stato membro ove ha luogo la trasformazione una dichiarazione di trasformazione relativa ai quantitativi trasformati nel mese precedente, dalla quale risultino almeno i dati seguenti:  - nome, cognome e indirizzo dei produttori dei prodotti di cui è stata effettuata la trasformazione;  - per singolo produttore, il quantitativo di prodotti dei quali è stata effettuata la trasformazione, aggiustato in base al metodo esposto in allegato.  Articolo 27  1. L'organismo designato dallo Stato membro in cui ha luogo la trasformazione dei prodotti presso un'organizzazione riconosciuta verifica la corrispondenza tra il quantitativo indicato nella dichiarazione di trasformazione e quello effettivamente trasformato.  2. A fini di controllo, l'organizzazione riconosciuta tiene una contabilità di magazzino ai sensi dell'articolo 13, dalla quale risultino almeno i dati seguenti:  - i quantitativi di prodotti come tali entrati a fini di trasformazione presso l'organizzazione risconosciuta, nonché il relativo tenore di impurezza e di umidità;  - i movimenti dei prodotti nel perimetro dell'organizzazione riconosciuta;  - i quantitativi di prodotti trasformati e ridistribuiti al produttore.  3. L'organizzazione riconosciuta tiene inoltre un registro da cui risultino almeno i dati seguenti:  - nome, cognome e indirizzo di ogni membro;  - superficie investita a piselli, fave e favette, rilevata per ogni membro al 15 maggio e al 31 dicembre di ogni campagna;  - membro di capi di bestiame, rilevato per ogni membro alle stesse date.  Articolo 28  1. Alla loro entrata presso l'organizzazione riconosciuta, i prodotti vengono pesati e sottoposti a un prelievo di campioni ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2036/82.  2. Il prelievo di campioni, la riduzione dei campioni da laboratorio in campioni da analisi, nonché la determinazione del tenore di umidità e di impurezza si effettuano secondo un metodo unico per tutta la Comunità. Tuttavia in attesa che venga definito un metodo comunitario, gli Stati membri applicano un metodo di loro scelta.  3. Salvo caso Tuttavia, forza maggiore, i prodotti non possono più uscire come tali dal perimetro dell'organizzazione riconosciuta.  Articolo 29  1. L'aiuto è concesso soltanto per piselli, fave e favette di qualità, sana, leale e mercantile.  Esso è versato per un prodotto il cui peso controllato è aggiustato in base al metodo esposto in allegato.  Non possono fruire dell'aiuto i prodotti contenenti più del 5 % di membrane o di semi decorticati, anche spezzati.  2. L'aiuto è corrisposto all'utilizzatore che ha presentato la domanda di cui all'articolo 22, a condizione che:  - questi abbia presentato all'organismo designato dallo Stato membro il certificato di cui all'articolo 7;  - l'organismo incaricato del controllo conformemente all'articolo 19 abbia verificato che il quantitativo indicato nel certificato è stato effettivamente utilizzato entro il termine specificato all'arti- colo 20.  - nel caso il prodotto sia stato utilizzato in conformità all'articolo 16, lettera d), terzo trattino, esso sia stato confezionato in imballaggio che rechi una scritta che precisa il processo di trasformazione subita.  3. L'aiuto è corrisposto all'organizzazione riconosciuta che ha presentato la dichiarazione di cui all'articolo 26, a condizione che l'organismo incaricato del controllo abbia proceduto alla verifica menzionata all'articolo 27 ed abbia accertato che l'utilizzazione del prodotto corrisponde a quella prevista dal presente regolamento.  Articolo 30  1. La concessione di un anticipo dell'aiuto ai sensi dell'articolo 10 del regolamento (CEE) n. 2036/82 è subordinata al deposito di una cauzione, d'importo pari a quello dell'aiuto indicato nella domanda di cui all'articolo 5 di detto regolamento, moltiplicato per il quantitativo precisato nella domanda di assoggettamento a controllo di cui all'articolo 18 del presente regolamento.  2. La cauzione è costituita sotto forma di garanzia prestata da un istituto rispondente ai criteri fissati dallo Stato membro in cui è presentata la domanda.  3. La cauzione è svincolata, allorché il quantitativo sottoposto a controllo risulta effettivamente utilizzato entro il termine specificato all'articolo 20. Se detto termine non è rispettato, la cauzione è incamerata.  Tuttavia, se l'utilizzazione avviene entro e non oltre il nono mese successivo alla scadenza del termine citato, la cauzione viene rimborsata, previa detrazione di un importo pari al 10 % della cauzione stessa per ogni mese o parte di mese di ritardo. Articolo 31  1. L'aiuto per i prodotti impiegati nell'alimentazione animale è fissato dalla Commissione una volta al mese, in modo che possa essere applicato sin dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stato fissato. Esso è tuttavia modificato ogniqualvolta necessario, in caso di mutamento considerevole della situazione sul mercato.  Immediatamente dopo averlo fissato, e comunque prima che sia applicato, la Commissione comunica agli Stati membri l'importo dell'aiuto da concedere per 100 kg di prodotti.  2. L'aiuto per i prodotti impiegati nell'alimentazione umana è fissato, secondo la procedura illustrata all'articolo 12 del regolamento (CEE) n. 1117/78, prima dell'inizio di ogni campagna di commercializzazione, in modo che possa essere applicato sin dal primo giorno di tale campagna.  Esso può essere modificato nell'intervallo tra una fissazione e l'altra, in caso di forte variazione del prezzo del mercato mondiale.  Articolo 32  1. Al momento dell'adempimento delle formalità doganali di esportazione verso i paesi terzi dei prodotti di cui all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 1431/82 che ottemperano alle condizioni per beneficiare dell'aiuto, l'esportatore deve presentare il certificato di cui all'articolo 7 od eventualmente all'articolo 15, paragrafo 2, relativo ad una quantità corrispondente ad almeno il 98 % del peso dei prodotti esportati, aggiustato conformemente al metodo ripreso in allegato. Il certificato munito del timbro dell'ufficio delle dogane e dell'indicazione della destinazione dei prodotti è inviato dall'ufficio in questione all'organismo competente dello Stato membro ove ha luogo l'esportazione.  2. Il paragrafo 1 non si applica ai prodotti di cui all'articolo 16, lettere b), d), primo trattino, ed e).  Articolo 33  1. Gli Stati membri mettono in opera un regime di controllo doganale o di controllo amministrativo che presenti garanzie equivalenti, il quale viene applicato dal momento della messa in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 1431/82 del Consiglio fino al momento in cui detti prodotti abbiano raggiunto una delle destinazioni seguenti:  - siano stati effettivamente utilizzati per uno degli usi di cui all'articolo 16 senza aver beneficiato dell'aiuto;  - siano stati riesportati verso i paesi terzi.  2. Non sono sottoposti al regime di cui al paragrafo 1 i prodotti che:  - sono confezionati senza aver subito alcuna trasformazione in imballaggi nuovi, di contenuto pari o inferiore a 12,5 kg, anche mescolati con altri semi;  - hanno subito l'asportazione della membrana e la separazione dei cotiledoni.  3. In caso di scambi intracomunitari di prodotti sottoposti al controllo previsto dal presente articolo, la prova che i prodotti hanno raggiunto una delle destinazioni di cui al paragrafo 1 è fornita dalla presentazione della copia di controllo T n. 5 emessa ed utilizzata conformemente alle disposizioni del regolamento (CEE) n. 223/77 del Consiglio (1), e del presente articolo. Nella casella intitolata « designazione delle merci » deve figurare una della menzioni seguenti:  - « prodotti importati »,  - « indfoerte produkter »,  - « eingefuehrte Erzeugnisse »,  - « eisagómena proïónta »  - « imported products »,  - « produits importés »,  - « ingevoerde produkten ».  La parte dell'esemplare di controllo intitolata « menzioni speciali » è riempita nel modo seguente:  casella 101: indicare la sottoposizione nella tariffa doganale comune dei prodotti;  casella 103: indicare il peso netto dei prodotti in tutte lettere;  casella 104: sopprimere la menzione « uscita dal territorio geografico della Comunità » al primo trattino ed aggiungere al secondo trattino l'una delle menzioni seguenti:  - « destinato a essere messo sotto il controllo previsto dal regolamento (CEE) n. 2192/82 »,  - « bestemt til at anbringes under den i forordning (EOEF) nr. 2192/82 omhandlede kontrol »,  - « dazu bestimmt, der Kontrolle nach der Verordnung (EWG) Nr. 2192/82 unterworfen zu werden »,  - «Poy proorízetai na ypachtheí ston élencho poy provlépetai ston kanonismó (EOK) arith. 2192/82 »,  -« intended to be placed under the control provided for by Regulation (EEC) No 2192/82 »,  - « destiné à être mis sous le contrôle prévu au règlement (CEE) no 2192/82 »,  - « bestemd om te worden geplaatst onder de controle bedoeld in Verordening (EEG) nr. 2192/82 ».  (1) GU n. L 188 dell'1. 8. 1968, pag. 1.  (1) GU n. L 38 del 9. 2. 1977, pag. 20.  ALLEGATO  Metodo di calcolo del peso dei piselli, delle fave e delle favette  1.2 // 100 - (i + h) 100 - (i1 + h1)  // × q = X 1.2 // i  // = impurezze dei piselli, delle fave e delle favette il cui peso è da determinare.  // h  // = umidità dei piselli, delle fave e delle favette il cui peso è da determinare.  // i1  // = impurezze  //   // della qualità per la quale è fissato l'aiuto.  // h1  // = umidità  // q  // = quantità dei prodotti come tali espressa in kg il cui peso è da determinare.  // X  // = peso dei prodotti da prendere in considerazione, espresso in kg.  Per impurezze s'intendono tutti i corpi estranei, organici e inorganici, diversi dai semi delle specie in questione.  Per il tenore di umidità e di impurezza si considerano soltanto i primi due decimali.  4.  Allorché l'esemplare di controllo di cui al paragrafo 3 non è restituito all'ufficio emettente o all'ufficio centrale competente entro nove mesi della data della sua emissione, lo Stato membro di partenza esamina il caso e ne informa la Commissione.  Articolo 34  Il regolamento (CEE) n. 3075/78 è abrogato.  Articolo 35  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Esso si applica dal 1o agosto 1982. Tuttavia gli articoli 32 e 33 si applicano a decorrere dal 1o ottobre 1982.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 6 agosto 1982.  Per la Commissione  Poul DALSAGER  Membro della Commissione