CELEX: 51987PC0194
Language: it
Date: 1987-05-12
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO PER IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE A TALUNI ELEMENTI E CARATTERISTICHE DEI TRATTORI AGRICOLI O FORESTALI A RUOTE

17. 8. 87                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 N . C 218/1
                                                                II
                                                       (Atti preparatori)
                                                 COMMISSIONE
               Proposta di direttiva del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
                      relative a taluni elementi e caratteristiche dei trattori agricoli o forestali a ruote
                                                       COM(87) 194 def.
                                 (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 19 maggio 1987)
                                                          (87/C 218/01)
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                               considerando che per quanto concerne in particolare
                                                                    le prescrizioni tecniche relative ai vetri di sicurezza
 visto il trattato che istituisce la Comunità economica             (parabrezza ed altri vetri) è opportuno riprendere quelle
 europea, in particolare l'articolo 100,                            adottate dalla Commissione economica per l'Europa
                                                                    dell'ONU nel suo regolamento n. 43 («prescrizioni uni-
 vista la proposta della Commissione,                               formi relative all'omologazione dei vetri di sicurezza e
 visto il parere del Parlamento europeo,                            dei materiali per vetri ») allegato all'accordo del 20 mar-
                                                                    zo 1958 concernente l'adozione di condizioni uniformi
 visto il parere del Comitato economico e sociale,                  di omologazione e di reciproco riconoscimento dell'o-
                                                                    mologazione degli equipaggiamenti e delle parti di vei-
 considerando che le prescrizioni tecniche alle quali               coli a motore(3);
 devono soddisfare i trattori ai sensi delle legislazioni
 nazionali riguardano, fra l'altro, le dimensioni e le
 masse, il regolatore di velocità, la protezione degli ele-
 menti motore, delle parti sporgenti e delle ruote, il
 comando del freno del rimorchio, parabrezza e gli altri            HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
 vetri, i collegamenti meccanici tra trattore e rimorchio
 nonché la posizione ed il fissaggio delle targhette e delle
 iscrizioni regolamentari sul corpo del trattore;                                            Articolo 1
considerando che queste prescrizioni differiscono da                1. Per trattore (agricolo o forestale) si intende qual-
 uno Stato membro all'altro; che pertanto le stesse pre-            siasi veicolo a motore a ruote o a cingoli, munito di
scrizioni devono essere adottate da tutti gli Stati mem-           almeno due assi, la cui funzione risiede essenzialmente
bri, a titolo complementare ovvero in sostituzione delle            nella potenza di trazione e che è specialmente concepito
attuali regolamentazioni, onde permettere segnatamen-              per tirare, spingere, portare o azionare determinati stru-
te l'applicazione, per ogni tipo di trattore, della proce-         menti, macchine o rimorchi destinati ad essere impiegati
dura di omologazione CEE che forma oggetto della                   nell'attività agricola o forestale. Esso può essere equi-
direttiva 74/150/CEE del Consiglio, del 4 marzo 1974,              paggiato per il trasporto di un carico e di accompagna-
concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli             tori.
Stati membri relative all'omologazione dei trattori agri-
coli o forestali a ruote (*), modificata per ultimo dalla          2.     La presente direttiva si applica soltanto ai trattori
direttiva 82/890/CEE(2);                                           definiti al paragrafo 1 montati su pneumatici e aventi
                                                                   una velocità massima per costruzione compresa tra 6 e
                                                                   30 km/h.
(') GU n. L 84 del 28. 3. 1974, pag. 10.                           (?) Doc. E/ECE/324 — E/ECE/TRANS/505 — Rév. 1/Add. 42/
(2) GU n. L 378 del 31. 12. 1982, pag. 45.                             Amend. 2 del 16 aprile 1986.
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                        Articolo 2                                                     Articolo 4
Gli Stati membri non possono rifiutare l'omologazione          Qualora si faccia ricorso alla procedura definita nel
CEE o l'omologazione di portata nazionale di un tratto-        presente articolo, la Commissione decide, previa consul-
re, né rifiutare l'immatricolazione o vietare la vendita,      tazione del comitato istituito dalla direttiva 74/150/
la messa in circolazione o l'utilizzazione di un trattore      CEE, in appresso denominato «comitato». Il comitato
per motivi concernenti :                                       delibera in merito alle richieste di parere formulate
                                                               dalla Commissione. La Commissione, richiedendo il
— le dimensioni e le masse,                                    parere del comitato, può fissare un termine entro il
                                                               quale dovrà essere emesso il parere. Le deliberazioni
— il regolatore di velocità, la protezione degli elementi      del comitato non sono seguite da alcuna votazione.
    motore, delle parti sporgenti e delle ruote nonché il      Tuttavia, ogni membro del comitato può esigere che la
    comando del freno del rimorchio,                           sua opinione figuri nel verbale.
— i parabrezza e gli altri vetri,
                                                                                       Articolo 5
— i collegamenti meccanici tra trattore e rimorchio,
                                                               1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni
— la posizione ed il fissaggio delle targhette e delle         necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro
    iscrizioni regolamentari sul corpo del trattore,           il 31 dicembre 1988. Essi ne informano immediatamente
                                                               la Commissione.
se questi sono conformi alle prescrizioni di cui ai corri-
spondenti allegati.                                            2.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione
                                                               il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno
                                                               che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente
                                                               direttiva.
                        Articolo 3
                                                                                       Articolo 6
Le modifiche necessarie per adeguare al progresso tecni-
co gli allegati sono adottate conformemente alla proce-        Gli Stati membri sono destinatari della presente diret-
dura prevista dall'articolo 4.                                 tiva.
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                                                           ALLEGATO 1
                                                      DIMENSIONI E MASSE
          1.     DEFINIZIONI
          1.1.   Per «lunghezza» s'intende la lunghezza del trattore misurata tra i piani verticali perpendicolari
                 all'asse longitudinale del trattore passanti per i punti estremi dello stesso exclusi:
                — retrovisori,
                — manovelle di avviamento,
                — attrezzi agricoli fissati temporaneamente davanti o dietro il trattore,
                — luci di posizione anteriori o laterali.
          1.2.   Per «larghezza» s'intende la larghezza del trattore misurata tra i piani verticali paralleli all'asse
                longitudinale del trattore passanti per i punti estremi dello stesso esclusi :
                — retrovisori,
                — indicatori di direzione,
                — luci di posizione anteriori, laterali, posteriori e di stazionamento,
                — deformazioni dei pneumatici dovute al peso del trattore,
                — elementi retrattili quali paraspruzzi elastici, pedane sollevabili,
                — attrezzi agricoli fissati davanti o dietro il trattore
          1.3.  Per «altezza» s'intende la distanza verticale tra il suolo ed il punto del trattore più distante dal
                suolo. Per determinare tale altezza il trattore deve essere:
                — munito di pneumatici nuovi, con il massimo raggio di rotolamento prescritto dal costruttore,
                — vuoto, ove la massa a vuoto è misurata conformemente alla definizione data dalla direttiva
                     74/150/CEE (allegato I, punto 2.4),
                — fermo e con motore spento,
                — disposto su una superficie possibilmente piana ed esclusa qualsiasi antenna.
          1.4.  Per « massa rimorchiabile» s'intende la massa totale effettiva del rimorchio trainato.
          1.5.  Per « carico verticale al gancio di traino » s'intende il carico trasmesso in condizione statica dall'anello
                del rimorchio al centro di riferimento del dispositivo di traino.
          1.6.  Per « dispositivo di traino » s'intende l'unità tecnica installata sul trattore del collegamento meccanico
                di un insieme trattore-rimorchio. A seconda della sua concezione detta unità tecnica è denominata
                staffa o gancio.
          1.7.  Per « centro di riferimento del dispositivo di traino » s'intende il punto dell'asse del perno equidistante
                dalle ali nel caso della staffa ed il punto risultante dall'intersezione del piano di simmetria del gancio
                con la generatrice della parte concava di detto gancio a livello del contatto con l'anello in posizione
                di trazione.
          1.8.  Per «interasse del trattore (I)» s'intende la distanza tra i piani verticali perpendicolari al piano
                longitudinale mediano del trattore passanti per gli assi del trattore.
          1.9.  Per «massa del trattore in ordine di marcia (Mt) » s'intende la massa definita al punto 2.4 dell'alle-
                gato I della direttiva 74/150/CEE (peso a vuoto del trattore in ordine di marcia, senza accessori forniti
                a richiesta, ma con liquido di raffreddamento, lubrificanti, carburanti, attrezzatura e conducente la
                cui massa è valutata convenzionalmente a 75 kg).
          1.10. Per «massa sull'asse anteriore del trattore in ordine di marcia (Ma)» s'intende la parte della massa
                del trattore in ordine di marcia, quale definita al punto 2.4 dell'allegato I della direttiva 74/150/CEE,
                che in condizione statica insiste sull'asse anteriore del trattore.
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           2.       PRESCRIZIONI
           2.1.     Dimensioni
                    Le dimensioni massime di un trattore sono le seguenti:
           2.1.1.   lunghezza : 12 m,
           2.1.2.   larghezza : 2,5 m,
           2.1.3.   altezza: 4 m.
           2.1.4.   le misurazioni necessarie per verificare le dimensioni di cui al precedente punto 2.1 sono eseguite
                    con il trattore nella sua configurazione normale di circolazione su strada (porte e finestrini chiusi,
                    pneumatici con la pressione normale indicata dal fabbricante,...), nonché con le ruote direttrici nella
                    posizione di avanzamento in linea retta.
           2.2.     Massa rimorchiabile
           2.2.1.   La massa rimorchiabile non deve superare:
           2.2.1.1. una volta e mezzo la massa del trattore in ordine di marcia se il rimorchio non è munito di freno,
           2.2.1.2. cinque volte la massa del trattore in ordine di marcia se il rimorchio è munito di freno meccanico,
           2.2.1.3. sei volte la massa del trattore in ordine di marcia se il rimorchio è munito di servofreno.
           2.3.     Carico verticale sul punto di attacco
           2.3.1.   Il carico verticale statico massimo è fissato dal costruttore. In alcuni casi esso non deve però superare
                    le tre tonnellate.
           2.3.2.   Condizioni di accettazione.
           2.3.2.1. applicando in corrispondenza del centro di riferimento del dispositivo di traino in condizione statica
                    ed in modo variabile un carico verticale non superiore a quello stabilito dal costruttore, devono
                    essere soddisfatte le seguenti due condizioni :
                     i) la massa sull'asse sterzante (Ma) non deve essere inferiore in condizioni statiche al 20% della
                        massa del trattore in ordine di marcia (Mt),
                    ii) la massa sull'asse più caricato non deve essere superiore a quella ammessa dalle caratteristiche
                        dei pneumatici quali risultano dalle tabelle raccomandate dai fabbricanti di pneumatici (Tabelle
                        ETRTO( 1 )).
           (') Organizzazione tecnica europea del pneumatico e del cerchione.
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                                                                Appendice
                                                                MODELLO
                                                                                     Indicazione dell'amministrazione
           ALLEGATO ALLA SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE DI UN TIPO DI TRATTORE PER QUANTO
                                             RIGUARDA LE DIMENSIONI E LE MASSE
           (Articolo 4, paragrafo 2 e articolo 10 della direttiva 74/150/CEE del Consiglio, del 4 marzo 1974, concernente
           il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione CEE dei trattori agricoli o
                                                            forestali a ruote
          Numero di omologazione CEE :
             1. Elemento o caratteristica/elementi o caratteristiche:
                 1.1. dimensioni
                       1.1.1. lunghezza:            m
                       1.1.2. larghezza:           m
                       1.1.3. altezza:           m
                 1.2. masse
                      1.2.1. massa rimorchiabile:               kg
                      1.2.2. Carico verticale sul punto di attacco:           N
            2. Marca (ragione sociale) del trattore :
            3. Tipo o denominazione commerciale del trattore :
            4. Nome e indirizzo del costruttore :
            5. Eventuale nome e indirizzo del mandatario:
            6. Trattore presentato all'omologazione il :
            7. Servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione:
            8. Data del verbale rilasciato da detto servizio:
            9. Numero del verbale rilasciato da detto servizio :
          10. L'omologazione CEE per quanto riguarda le dimensioni è le masse è concessa/rifiutata (')
          11. Luogo:
          12. Data :
          13. Firma :
          (!) Cancellare la menzione inutile.
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           14. Alla presente Comunicazione è allegata la seguente documentazione tecnica con il numero di omologazio-
               ne succitato :
                          disegni quotati,
                          vista esplosa o fotografia del trattore.
               Questi dati sono forniti alle autorità competenti degli altri Stati membri su loro esplicita richiesta.
           15. Eventuali osservazioni:
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                                                            ALLEGATO     II
          REGOLATORE DI VELOCITÀ, PROTEZIONE DEGLI ELEMENTI MOTORI, DELLE PARTI SPORGEN-
                        TI E DELLE RUOTE, COMANDO DELLA FRENATURA DEL RIMORCHIO
          1.          REGOLATORE DI VELOCITÀ
          1.1.       Se un regolatore di velocità è previsto d'origine dal costruttore, esso deve essere montato e ideato
                      in modo che il trattore soddisfi alle previsioni della direttiva 74/152/CEE( 1 ) relative alla velocità
                      massima per costruzione.
          2.          PROTEZIONE DEGLI ELEMENTI MOTORI, DELLE PARTI SPORGENTI E DELLE RUOTE
          2.1.       Prescrizioni generali
          2.1.1.     Gli elementi motori, le parti sporgenti e le ruote dei trattori devono essere progettati, montati o
                      protetti in modo da ridurre i rischi o la gravità di eventuali lesioni alle persone e da evitare gli
                      infortuni.
          2.1.2.      Deve essere garantita una sufficiente protezione delle parti pericolose degli elementi motori, delle
                     parti sporgenti e delle ruote. La protezione è ritenuta sufficiente se soddisfa ai requisiti del punto
                     2.2. Soluzioni diverse da quelle descritte dal punto 2.3 sono autorizzate se il costruttore apporta
                     la prova che hanno un effetto almeno equivalente ai requisiti del punto 2.3.
          2.2.        Definizioni
          2.2.1.     Per «dispositivo di protezione» s'intende un dispositivo destinato a garantire la protezione delle
                     parti pericolose. Ai sensi della presente direttiva i dispositivi di protezione comprendono carter,
                     coperchi e ripari.
          2.2.1.1.   Per «carter» s'intende un dispositivo di protezione situato immediatamente davanti alla parte
                     pericolosa e che, da solo o con altre parti della macchina, protegge da tutte le parti dal contatto
                     con la parte pericolosa.
          2.2.1.2.   Per «coperchio» s'intende un dispositivo di protezione situato davanti alla parte pericolosa e che
                     protegge dal contatto con la parte pericolosa dal lato coperto.
          2.2.1.3.   Per « riparo» s'intende un dispositivo di protezione che, mediante una guida, o delle sbarre o un
                     mezzo analogo imponga la distanza di sicurezza necessaria per rendere inaccessibile la parte
                     pericolosa.
          2.2.2.     Per « parte pericolosa » s'intende qualsiasi punto che, per posizione o per progettazione delle parti
                     fisse o mobili di un trattore comporti un rischio di lesione. Le parti pericolose sono in particolare :
                     i punti di pizzicamento, di cesoiamento, di taglio, di perforazione, di schiacciamento, di ingranag-
                     gio, i punti di ammissione e di attacco.
          2.2.2.1.   Per «punto di pizzicamento» s'intende qualsiasi punto pericoloso o parti che si spostano le une
                     rispetto alle altre o rispetto a parti fisse in modo tale che le persone o alcune parti del loro corpo
                     possano incorrere rischi di pizzicamento.
          2.2.2.2.   Per « punto di cesoiamento » s'intende qualsiasi punto pericoloso o parti che passano le une lungo
                      le altre o lungo altre parti in modo tale che le persone o alcune parti del loro corpo possano
                     correre rischi di pizzicamento o di cesoiamento.
          2.2.2.3.   Per «punto di taglio, di perforazione, di schiacciamento» s'intende qualsiasi punto pericoloso o
                     parti, mobili o fisse, taglienti, acuminate o smussate che possono ferire le persone o alcune parti
                     del loro corpo.
          2.2.2.4.   Per « punto di ingranaggio » s'intende qualsiasi punto pericoloso oppure spigoli sporgenti taglienti,
                     denti, coppiglie, viti e bulloni, ingrassatori, alberi e loro ghiere e quant'altro possa spostarsi in
                      modo tale che possano essere afferrate e trascinate persone, talune parti del loro corpo o dei loro
                      indumenti.
          2.2.2.5.    Per « punto di ammissione e punto di attacco » s'intende qualsiasi punto pericoloso in cui le parti,
                      spostandosi, restringono l'apertura nella quale possono essere afferrate persone, talune parti del
                      loro corpo o dei loro indumenti.
          (!) GU n. L 84 del 28. 3. 1974, pag. 33.
 ---pagebreak--- N . C 218/8                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               17. 8. 87
            2.2.3.   Per «portata» s'intende la distanza massima che può essere raggiunta dalle persone o da talune
                     parti del loro corpo verso l'alto, verso il basso, verso l'interno, dal di sopra, attorno e attraverso,
                     senza l'aiuto di un oggetto qualsiasi.
            2.2.4.   Per «distanza di sicurezza» s'intende la distanza corrispondente alla portata o alle dimensioni
                     del corpo con l'aggiunta di un supplemento di sicurezza.
            2.2.5.   Per « dispositivo di comando » s'intende qualsiasi dispositivo il cui azionamento diretto consente
                     di modificare la stato o il funzionamento del trattore o di un materiale ad esso agganciato.
            2.2.6.   Per « trattore a carreggiata stretta » s'intende qualsiasi trattore la cui carreggiata fissa regolabile
                     di uno degli assi sia inferiore a 1 150 mm.
            2.3.     Distanza di sicurezza per evitare un contatto con le parti pericolose
            2.3.1.    La distanza di sicurezza è misurata a partire dai punti che possono essere raggiunti per azionare,
                     eseguire la manutenzione ed ispezionare il trattore, nonché a partire dalle passerelle. Per « eseguire
                      la manutenzione e ispezionare il trattore» s'intendono unicamente i lavori eseguiti normalmente
                     dallo stesso conducente conformemente alle istruzioni per l'uso. Per determinare le distanze di
                      sicurezza si presume che il trattore si trovi nello stato per il quale è stato progettato e che non
                      venga usato alcun attrezzo per raggiungere la parte pericolosa. Il trattore deve soddisfare ai
                      requisiti essenziali dei punti de 2.3.2.1 a 2.3.2.5, oppure ai requisiti particolari dei punti da 2.3.2.6
                      a 2.3.2.14.
            2.3.2.   Protezione dei punti pericolosi
            2.3.2.1.  Portata verso l'alto.
                      La distanza di sicurezza relativa alla portata verso l'alto è di 2 500 mm (vedi figura 1) per una
                      persona in piedi.
                                                                Figura 1
            2.3.2.2. Portata verso il basso e al di sopra.
                     Per quanto concerne la portata al di sopra di uno spigolo, la distanza di sicurezza è:
                     a = distanza della parte pericolosa dal suolo,
                     b = altezza dello spigolo del dispositivo di protezione,
                     e = distanza orizzontale della parte pericolosa dallo spigolo (vedi figura 2).
                                                                                  Parte pericolosa
                                                                Figura 2
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                                    N. C 218/9
              Per la portata verso il basso ed al di sopra (in mm), devono essere rispettate le distanze di sicurezza indicate
              nella tabella 1.
                                                                TABELLA 1
                                                              Altezza dello spigolo del dispositivo di protezione b
              a : Distanza
               della parte              2 400         2 200     2 000          1 800        1600           1400          1200                           1000
          pericolosa dal suolo
                                                                  Distanza orizzontale e dalla parte pericolosa
                  2 400                                 100        100           100           100           100              100                         100
                  2 200                   —             250        350          400           500            500              600                         600
                  2 000                   —            —           350           500           800           700              900                       1 100
                  1 800                  —             —          —              600          900            900         1000                           1 100
                  1600                   —             —          —             500           900            900         1000                           1300
                  1400                   —             —          —              100          800            900         1000                           1300
                  1200                   —             —          —             —             500            900         1000                           1400
                  1000                   —             —          —             —             300            900         1000                           1 400
                    800                  —             —          —             —             —              600              900                       1300
                    600                  —             —          —             —             —             —                 500                       1 200
                    400                  —             —          —             —             —             —                 300                       1200
                    200                  —             —          —             —             —             —                 200                       1 100
              2.3.2.3.     Portata all'intorno
                           Se la parte del corpo in questione non deve raggiungere una parte pericolosa devono essere
                           rispettate almeno le distanze di sicurezza che figurano nella sottostante tabella 2. Per applicare le
                           distanze di sicurezza si presume che l'articolazione principale della parte corrispondente del corpo
                           sia appoggiata in modo stabile sullo spigolo. Le distanze di sicurezza sono considerate rispettate
                           soltanto dopo essersi accertati che la parte del corpo non possa assolutamente avanzare o
                           penetrare oltre.
                                                                 TABELLA 2
           Parte del corpo                 Dist. sicurezza r                                           Figura
    Mano, dalla prima falange
    delle dita alla loro estre-                 £120
    mità
                                                                                                                  ' " • • : • • . ' / / , ' • • ' • ' "
    Mano, dal polso alla estre-
                                                £230
    mità delle dita
 ---pagebreak--- N . C 218/10                                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             17. 8. 87
             Parte del corpo                   Dist. sicurezza r                                      Figura
      Braccio, dal gomito alla
                                                   2 550
      estremità delle dita
     Braccio, dalla spalla all'e-
                                                    2 850
      stremità delle dita
               2.3.2.4.      Penetrazione e portata attraverso
                             Se esiste una possibilità di penetrare in o attraverso un orifizio sino alle parti pericolose, devono
                             essere rispettate almeno le distanze di sicurezza indicate nelle tabelle 3 e 4.
                                                                        TABELLA 3
                                              Distanze di sicurezza per aperture allungate e parallele
                            Estremità                                       Mano sino alla base
         Membro                                     Dito                                                      Braccio
                             del dito                                          del pollice
           Figura
    Larghezza          di
    apertura rettan-
                             >4:£B        > 8:^12          > 1 2 ; £ 20         > 20: £ 30                   >30:Ì    '33          > J33
    golare o scanala-
    tura a
     Distanza di sicu-
     rezza dalla parte        2«5           200               2>20                2 200                         2 850
     pericolosa b
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        N. C 218/11
                                                              TABELLA 4
                                         Distanze di sicurezza per aperture quadrate o circolari
                        Estremità                                    Mano sino alla base
           Membro
                         del dito
                                               Dito
                                                                         del pollice
                                                                                                      Braccio                 -
                                                                   V
                                                                     \ 4
                                          ó
                                                                                •V
                                                                                    0                                    I
                                                                                             EU
            Figura                    !
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      Larghezza aper-
      tura diametro o
      lunghezza latera-  >4;$8        > 8: £ 1 2    >\2i£2S              > 25; <, 40                 > 40: £ 250            >250
      le a
      Distanza di sicu-
      rezza dalla zona     *is           £80          £120                  £200                        £850                  -
      pericolosa b
              2.3.2.5.  Distanze di sicurezza dai punti di pizzicamento
                        Un punto di pizzicamento non è considerato pericoloso per la parte del corpo indicata se le
                        distanze di sicurezza non sono inferiori a quelle che figurano nella tabella 5 e se ci si accerta che
                        non possa essere introdotta la parte del corpo adiacente e più larga.
                        Un punto di pizzicamento non è considerato pericoloso per le parti del corpo indicate se sono
                        rispettate almeno le distanze di sicurezza seguenti e se ci si accerta che non possa penetrare la
                        parte più grande del corpo adiacente :
                                                              TABELLA 5
 ---pagebreak--- N . C 218/12                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          17. 8. 87
            2.3.2.6.     Comandi
                         Per i comandi che richiedono uno sforzo compreso tra 80 e 150 N si deve prevedere per
                         l'impugnatura uno spazio libero di almeno 25 mm tra il comando e le parti contigue; per i
                         comandi che richiedono uno sforzo superiore a 150 N occorre prevedere per l'impugnatura uno
                         spazio minimo di almeno 50 mm.
                         Il pedale separato del freno direttore non richiede alcuna protezione in quanto punto di pizzica-
                         mento o di cesoiamento data la modesta corsa di ritorno.
                         Il foro per il passaggio dei comandi nelle parti della piattaforma o della cabina non richiede
                         protezione in quanto punto di pizzicamento e di cesoiamento qualora una utilizzazione corretta
                         escluda qualsiasi rischio di ferita per le parti del corpo in attività.
            2.3.2.7.     Attacco a tre punti
            2.3.2.7.1.   Posteriormente ad un piano che passa per un piano mediano dei punti di articolazione dei bracci
                         di sollevamento dell'attacco a tre punti occorre mantenere una distanza di sicurezza minima di
                         25 mm tra le parti mobili per ciascuna posizione della corsa n del dispositivo di sollevamento
                         (esclusi i punti estremi superiori ed inferiori di 0,1 n) nonché una distanza di 25 mm o un angolo
                         minimo di 30° per le parti che presentano una possibilità di cesoiamento tale da provocare una
                         modifica dell'angolo (vedi figura 3). La corsa n', diminuita di 0,1 n in alto ed in basso, è definita
                         come segue (vedi figura 4) :
                     Braccio di sollevamento                                             Piano passante per le aste
                                                                                                  mento
                                                                                                  Asta di sollevamento
                            Trattore
                     Braccio inferiore
                                                                  Figura 3
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        N. C 218/13
                                   '77777777777777777777777777}
                                                               Figura 4
          2.3.2.7.2. Per la corsa n del dispositivo di sollevamento idraulico, la posizione inferiore A del punto di
                     attacco del braccio inferiore è limitata dalla dimensione « 14» secondo la norma ISO 730, Parte 1,
                     e la posizione superiore B è limitata dalla corsa idraulica massima. La corsa n' corrisponde alla
                     corsa n diminuita sopra e sotto di 0,1 n, e costituisce la distanza verticale tra A' e B'.
          2.3.2.7.3. Attorno al profilo dei bracci di sollevamento occorre inoltre mantenere all'interno della corsa n'
                     una distanza minima di sicurezza 25 mm dalle parti adiacenti.
          2.3.2.7.4. Se, per l'attacco a tre punti, si utilizzano dispositivi di attacco che non richiedono la presenza di
                     un operatore tra il trattore e l'attrezzo portato (ad esempio nel caso di un accoppiatore rapido),
                     non si applicano le prescrizioni del punto 2.3.2.7.3.
          2.3.2.7.5. Nelle istruzioni per l'uso è opportuno precisare le parti pericolose situate anteriormente al piano
                     definito nella prima fase del punto 2.3.2.7.1.
          2.3.2.8.   Sedile del conducente e ambiente
                     In posizione seduto, qualsiasi punto di pizzicamento o di cesoiamento deve trovarsi fuori dalla
                     portata delle mani o dei piedi del conducente. Questa esigenza è considerata soddisfatta se sono
                     rispettate le seguenti condizioni :
          2.3.2.8.1. Il sedile del conducente è regolato nella posizione media sia longitudinale che verticale. Il limite
                     di portata del conducente è diviso in una zona A ed in una zona B. Il centro di queste zone
                     sferiche è situato a 70 mm anteriormente e 750 mm sopra del punto di riferimento del sedile (vedi
                     figura 5). La zona A è costituita da una sfera di 550 mm di raggio; la zona B è situata tra questa
                     sfera ed una sfera di 1 000 mm di raggio.
 ---pagebreak--- N . C 218/14                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              17. 8. 87
                                                 /
                                                   ^ ^
                                                          2M-n/
                                                             1^—4"|L                  Si-punto
                                                                 Figura 5
            2.3.2.8.2.   In prossimità dei punti di pizzicamento e di cesoiamento deve essere rispettata una distanza di
                         sicurezza di 120 mm nella zona A, e di 25 mm nella zona B, oppure un angolo minimo di 30° in
                         presenza di parti in condizioni di cesoiamento tali da provocare una modifica angolare.
            2.3.2.8.3.   Nella zona A, si deve tener conto unicamente dei punti di pizzicamento e di cesoiamento dovuti
                         ad elementi azionati da una fonte di energia esterna.
            2.3.2.8.4.   Se una parte pericolosa è dovuta alla presenza di elementi di costruzione adiacenti al sedile, deve
                         essere rispettata una distanza minima di sicurezza di 25 mm tra l'elemento di costruzione e il
                         sedile. Non esistono parti pericolose tra lo schienale del sedile e parti di costruzione adiacenti,
                         situate posteriormente allo schienale, se le parti di costruzione adiacenti sono lisce e se lo schienale
                         stesso del sedile è arrotondato nella zona contigua e non presenta spigoli acuti.
            2.3.2.9.     Eventuale sedile dell'accompagnatore
            2.3.2.9.1.   Nel caso in cui delle parti possono costituire un pericolo per i piedi, occorre prevedere dei
                         dispositivi di protezione entro un raggio emisferico di 800 mm a partire dal centro del bordo
                         anteriore del cuscino del sedile e verso il basso.
            2.3.2.9.2.   All'interno di una sfera con centro situato 670 mm sopra il centro del bordo anteriore del sedile
                         dell'accompagnatore, si devono proteggere le parti pericolose situate nelle zone A e B, come
                         descritto al punto 2.3.2.8. (vedi figura 6).
            2.3.2.10.    Trattori a carreggiata stretta
                         Nel caso di trattori a carreggiata stretta, i requisiti dei punti 2.3.2.8 e 2.3.2.9 non si applicano
                         alla zona situata al di sotto di un piano inclinato a 45° posteriormente, trasversale alla direzione
                         di avanzamento e passante per un punto situato 230 mm dietro al punto di riferimento del sedile
                         (vedi figura 7).
                         Se esistono parti pericolose in questa zona devono essere apposti sul trattore opportuni avverti-
                         menti.
             2.3.2.11.   Accesso al sedile del conducente e al sedile dell'accompagnatore.
             2.3.2.11.1. L'accesso deve essere privo di parti che possono provocare lesioni. Se non è possibile evitare parti
                         sporgenti nella zona di salita (ad esempio, pedale della frizione), occorre prevedere davanti, dietro
                         e a lato di queste parti una superficie sufficiente che consenta di posare almeno un piede.
             2.3.2.11.2. Sulla soglia dello sportello deve essere riservato un passaggio di almeno 150 mm (vedi figura 8).
                          Devono inoltre essere protette le parti pericolose con le quali il conducente può venire a contatto
                          in occasione delle normali operazioni di salita e di discesa (ad esempio, parti accuminate o
                          ustionanti).
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         N. C 218/15
                                                              Zona II
                                                                                \
                                                       /'     Zona I      *\           \
                                                      k—rSw                            )
                                                             Figura 6
                                                             Figura 7
          2.3.2.12. Direzione ed asse oscillante
                    Le parti che si spostano reciprocamente o rispetto a parti fisse devono essere protette qualora
                    siano situate all'interno della zona definita ai punti da 2.3.2.8 a 2.3.2.10.
          2.3.2.13. Alberi di trasmissione esposti
                    Gli alberi di trasmissione esposti (ad esempio per l'azionamento delle 4 ruote motrici), e che
                    ruotano soltanto durante la marcia, devono essere protetti se situati all'interno della zona definita
                    ai punti da 2.3.2.8 a 2.3.2.10.
          2.3.2.14. Parafanghi
                    I parafanghi devono soddisfare ai requisiti indicati al punto 2.5 per quanto concerne le zone
                    libere.
 ---pagebreak--- N . C 218/16                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         17. 8. 87
                                                           Figura 8
            2.4.   Metodo per determinare il punto di riferimento del sedile
            2.4.1. Considerazioni generali
                   Il metodo e il dispositivo da utilizzare per definire il punto di riferimento per qualsiasi tipo di
                   sedile imbottito sono descritti qui appresso.
            2.4.2.  Definizioni
                   Punto di riferimento del sedile (SIP) :
                   Punto situato nel piano verticale longitudinale centrale del dispositivo di riferimento del SIP
                   presentato in figura 9, disposto sul sedile del conducente conformemente ai punti 2.4.4 e 2.4.6.
                   Il punto di riferimento del sedile è fisso rispetto al veicolo e non si sposta a seguito delle
                   regolazioni e/o delle oscillazioni del sedile.
            2.4.3. Dispositivo per determinare il punto di riferimento del sedile (SIP)
                   Il dispositivo per determinare il SIP deve essere conforme alla figura 9. La massa del dispositivo
                   deve essere di 6 ± 1 kg. La parte inferiore del dispositivo deve essere piatta e levigata.
            2.4.4. Regolazione del sedile per determinare il punto di riferimento (SIP)
                   Se il sedile e la sua sospensione sono regolabili, il sedile deve essere regolato come segue prima
                   di procedere alla determinazione del punto di riferimento :
                   a) tutte le regolazioni (avanzamento, arretramento, altezza e inclinazione), devono essere nella
                       loro posizione media. In mancanza di una posizione media si utilizza la regolazione più vicina
                        al di sopra o posteriormente alla posizione media;
                   b) le sospensioni regolabili devono essere regolate in modo che la sospensione si trovi al centro
                       della sua oscillazione con il dispositivo di riferimento messo in loco e sotto carico. La
                       sospensione può essere bloccata meccanicamente in questa posizione durante la determinazione
                       del punto di riferimento (SIP);
                   e) se le suddette regolazioni sono in contrasto con le istruzioni del fabbricante, si seguono queste
                        ultime in modo da ottenere la regolazione raccomandata per un conducente di 75 kg.
                   d) se le suddette regolazioni sono in contrasto con le istruzioni del fabbricante, si applicano
                        queste ultime in modo da ottenere la regolazione raccomandata per un conducente del peso
                        di 75 kg.
                   Nota: Un conducente di 75 kg consente una buona approssimazione con il dispositivo di
                            riferimento sistemato sul sedile e caricato con una massa di 65 kg.
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          2.4.5.  Determinazione dei tre assi di riferimento x', y' e z', per il SIP
                  Le coordinate devono essere fissate come segue :
                  a) si localizza sul lato del supporto del sedile il foro di fissaggio che si trova nella posizione più
                      arretrata;
                  b) se l'asse del foro è parallelo all'asse di articolazione definito sul dispositivo, lo si assume come
                      y' (orientato da sinistra verso destra rispetto ad un conducente seduto — vedi figura 10);
                 e) se l'asse del foro è parallelo al piano verticale che passa per la linea mediana del sedile, si
                      assume come asse y' la retta parallela all'asse d'articolazione indicato che passa per il punto
                     di intersezione tra il piano di appoggio del supporto del sedile e l'asse del suddetto foro (vedi
                      figura 11);
                 d) in tutti gli altri casi, si assume l'asse y' in base a considerazioni relative al sedile in esame;
                  e) gli assi x' e z' sono definiti quali intersezioni dei piani orizzontale e verticale passanti per y'
                     con il piano verticale che passa per la linea mediana del sedile. Gli assi x' e z' devono essere
                     orientati in avanti e verso l'alto (vedi figure 10 e 11).
          2.4.6. Metodo per determinare il punto di riferimento del sedile (SIP)
                 Il punto di riferimento del sedile (SIP) si ottiene utilizzando il dispositivo illustrato in figura 9
                 procedendo come segue :
                 a) si ricopre il sedile con un pezzo di tessuto per facilitare una corretta sistemazione del
                     dispositivo;
                 b) si sistema il dispositivo (senza massa addizionale) sul cuscino del sedile spingendolo all'indietro
                     contro lo schienale;
                 e) si aggiungono delle masse per portare la massa totale del dispositivo da ± 1 kg a 26 ± 1 kg.
                     Il baricentro deve trovarsi 40 mm davanti il segno del punto di riferimento del sedile sulla
                     parte orizzontale del dispositivo (vedi figura 1);
                 d) si applica due volte una forza orizzontale di circa 100 N al dispositivo sul punto di riferimento
                     del sedile, come indicato in figura 9;
                 e) si aggiungono altre masse per portare la massa totale del dispositivo da 26 ± 1 kg a 65 ±
                     1 kg. Il baricentro delle masse aggiunte deve trovarsi 40 mm davanti il segno del punto di
                     riferimento del sedile sulla parte orizzontale del dispositivo (vedi figura 9);
                 f) dai due lati del sedile, su due piani verticali equidistanti dalla linea mediana longitudinale del
                     sedile, si misurano, con un'approssimazione di ± 1 mm, le coordinate definite al punto 5
                     delle intersezioni di detti piani sull'asse del punto di riferimento del sedile marcato dal
                     dispositivo;
                 g) devono essere annotate unitamente alle loro cause le condizioni che risultano dal metodo di
                     determinazione e che si scostano dal procedimento indicato nel presente allegato o che possono
                     essere fonte di errori.
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                                     Dimensioni in millimetri
                    (Forza verticale totale del dispositivo)
                                            Figura 9
             Dispositivo per la determinazione del punto di referimento del sedile
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                                                                                                 Asse di articolazione
                                                                                                 dorso/cosce
                                                                                                 sul dispositivo
                                         Figura 10
          Determinazione degli assi di riferimento del SIP (asse del foro di
                fissaggio parallelo all'asse di articolazione dorso/cosce
                                                                                                                       Asse di articolazione
                                                                                                                       dorso/cosce
                                                                                                                       sul dispositivo
                                                                 Figura 11
                   Determinazione dei tre assi di riferimento del SIP (asse del foro di fissaggio parallelo al piano
                                            verticale che passa per la linea mediana del sedile)
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            2.5.      Zona libera attorno alle ruote motrici
            2.5.1.    Per zona libera delle ruote s'intende lo spazio che deve restare libero attorno alla ruota motrice
                      rispetto alle parti adiacenti del veicolo, vale a dire, parafanghi, supporti di fissaggio, barra di
                      traino e condotte elettriche. È ammessa una zona libera ridotta sui veicoli i cui parafanghi servono
                      anche a raschiare la terra accumulata.
                      La zona libera delle ruote motrici, nel montaggio standard, deve corrispondere alle dimensioni
                      (in mm) indicate nella figura e nella tabella seguenti:
         Supporto di
         fissaggio
                         Carreggiata più stretta —.
                             Carreggiata più allargata
                            Carreggiata normale                Carreggiata stretta
                                                                                 h
                             50                GO               15               30
           3.        COMANDO DEL FRENO DEL RIMORCHIO
           3.1.      Dal posto di guida, il conducente deve poter azionare con un comando regolabile situato sul
                     trattore il dispositivo di frenatura di un rimorchio (freno di servizio e/o freno di stazionamento
                     e/o freno automatico).
                     Non è peraltro richiesta la presenza di un comando nel caso in cui il freno di servizio sia del tipo
                     ad inerzia.
           3.2.      Se il rimorchio non è agganciato al trattore, il freno di stazionamento deve poter essere azionato
                     da una persona in piedi a terra. Questo requisito non è prescritto se il freno di stazionamento è
                     azionato automaticamente quando il rimorchio è staccato dal trattore.
           3.3.      Il comando del freno del rimorchio può essere realizzato sia a pedale, a manetta o a leva.
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                                                               Appendice
                                                              MODELLO
                                                                                      Indicazione dell'amministrazione
           ALLEGATO ALLA SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE DI UN TIPO DI TRATTORE PER QUANTO
           RIGUARDA IL REGOLATORE DI VELOCITÀ, LA PROTEZIONE DEGLI ELEMENTI MOTORI, DELLE
                     PARTI SPORGENTI E DELLE RUOTE, IL COMANDO DEL FRENO DEL RIMORCHIO
           (Articolo 4 paragrafo 2 e articolo 10 della direttiva 74/150/CEE del Consiglio, del 4 marzo 1974, per il
           ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei trattori agricoli o forestali
                                                                a ruote)
           Numero di omologazione CEE :
             1. Elemento o caratteristica/elementi o caratteristiche:
                 1.1. eventuale regolatore di velocità
                 1.2. protezione degli elementi motori, delle parti sporgenti e delle ruote
                 1.3. comando del freno del rimorchio
             2. Marca (ragione sociale) del trattore:
             3. Tipo e denominazione commerciale del trattore :
             4. Nome e indirizzo del costruttore:
            5. Eventualmente, nome e indirizzo del suo mandatario:
            6. Descrizione dell'elemento e/o della caratteristica (degli elementi e/o delle caratteristiche) di cui al
                punto 1:
            7. Trattore presentato all'omologazione CEE il:
            8. Servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione:
            9. Data del verbale rilasciato da questo servizio:
          10. Numero del verbale rilasciato da questo servizio:
          11. L'omologazione CEE per quanto riguarda il regolatore di velocità, la protezione degli elementi motori,
                delle parti sporgenti e delle ruote, il comando del freno del rimorchio è accordata/rifiutata^)
          12. Luogo:
          13. Data:
          14. Firma:
          (l) Cancellare la dicitura inutile.
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            15. Sono allegati alla presente comunicazione i seguenti documenti recanti il numero di omologazione CEE
                sopra indicato:
                            disegni quotati,
                            vista esplosa o fotografia delle parti del trattore in questione:
                Tali dati sono comunicati alle competenti autorità degli Stati membri su loro esplicita richiesta.
            16. Eventuali osservazioni:
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                                                        ALLEGATO III
                                              PARABREZZA ED ALTRI VETRI
                                                       ALLEGATO       III-A
          DEFINIZIONI, DOMANDA DI OMOLOGAZIONE, OMOLOGAZIONE, MARCHI, SPECIFICAZIONI
                             GENERALI, PROVE E CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
          1.        DEFINIZIONI
          1.1.      Ai sensi della presente direttiva, si intende per:
                    « vetro temperato », un vetro costituito da una singola lastra di vetro che ha subito un trattamento
                   speciale per aumentare la resistenza meccanica e condizionare la frammentazione dopo la rottura,
          1.2.      «vetro stratificato», un vetro costituito da due o più lastre di vetro, mantenute assieme da uno
                   o più intercalari di materia plastica. Si fa la seguente distinzione:
          1.2.1.    «vetro stratificato ordinario» in cui nessuna delle lastre di vetro di cui è costituito è stata
                   trattata;
          1.2.2.    «vetro stratificato trattato», in cui un elemento delle lastre di vetro di cui è costituito ha subito
                   un trattamento speciale per aumentare la resistenza meccanica e condizionare la frammentazione
                   dopo la rottura;
          1.3.     «vetro di sicurezza rivestito di materia plastica», un vetro quale definito al punto 1.1 o 1.2
                   rivestito sulla faccia interna di uno strato di materia plastica;
          1.4.     «vetro di sicurezza vetro-plastica», un vetro stratificato con una lastra di vetro ed uno o più
                   pellicole di plastica fungenti da intercalare nel quale una superficie plastica è situata sulla faccia
                   interna quando il vetro è montato sul trattore;
          1.5.     «gruppo di parabrezza», un gruppo formato da parabrezza di forme e dimensioni diverse
                   sottoposto ad un esame delle loro caratteristiche meccaniche, del loro tipo di frammentazione e
                   del loro comportamento alle prove di resistenza alle aggressioni dell'ambiente;
          1.5.1.   «parabrezza piano», un parabrezza che non presenta alcuna curvatura nominale che dia luogo
                   ad un'altezza di segmento superiore a 10 mm per metro lineare;
          1.5.2.   «parabrezza bombato», un parabrezza che presenti una curvatura nominale che dia luogo ad
                   un'altezza di segmento superiore a 10 mm per metro lineare;
          1.6.     «doppio finestrino», un insieme costituito da due vetri installati separatamente nella stessa
                   apertura del trattore;
          1.7.     « doppio vetro », un insieme costituito da due vetri assemblati in fabbrica in modo permanente e
                   separati da uno spazio uniforme:
          1.7.1.   « doppio vetro simmetrico », un doppio vetro nel quale i due vetri che lo costituiscono sono dello
                   stesso tipo (temperato, stratificato, ecc) ed hanno le stesse caratteristiche principali e secondarie;
          1.7.2.   « doppio vetro assimmetrico », un doppio vetro nel quale i due vetri che lo costituiscono sono di
                   tipo « temperato, stratificato, ecc) diverso oppure hanno caratteristiche principali e/o secondarie
                   diverse;
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          1.8.     « caratteristica principale », una caratteristica che modifica sensibilmente le caratteristiche ottiche
                   e/o meccaniche di un vetro in modo rilevante dal punto di vista della funzione che il vetro deve
                   svolgere sul trattore. Questa espressione comprende anche il marchio di fabbrica o commerciale;
           1.9.    «caratteristica secondaria», una caratteristica che potrebbe modificare le proprietà ottiche e/o
                   meccaniche di un vetro in modo rilevante per la funzione cui il vetro è destinato sul trattore.
                   L'importanza del cambiamento viene valutata con riferimento agli indici di difficoltà :
           1.10.   «indici di difficoltà», una classificazione in due gradi che si riferisce alle variazioni riscontrate
                   in pratica in ciascuna delle caratteristiche secondarie. Un cambiamento dall'indice 1 all'indice 2
                   implica il ricorso a prove complementari;
           1.11.   «superficie di sviluppo di un parabrezza», il rettangolo minimo di vetro da cui può essere
                   sviluppato un parabrezza;
           1.12.   « angolo di inclinazione di un parabrezza », l'angolo compreso tra la verticale e la retta che passa
                   per il bordo superiore ed il bordo inferiore del parabrezza; queste rette sono definite in un piano
                   verticale contenente l'asse longitudinale del trattore;
           1.12.1. la misurazione dell'angolo di inclinazione va eseguita sul trattore posto a livello del suolo, in
                   stato di marcia, con il pieno di carburante, liquido di raffreddamento, lubrificanti, attrezzi e
                   ruote di scorta (ove forniti come accessori standard dal fabbricante), inclusa la massa del
                   conducente e di un accompagnatore per ciascuno dei quali si assume un peso di 75 ± 1 kg;
           1.12.2. nel caso di trattori muniti di sospensioni idropneumatiche, idrauliche o pneumatiche, ovvero di
                   un dispositivo di livellamento automatico in base al carico, la prova va eseguita nelle condizioni
                   normali di marcia specificate dal fabbricante;
           1.13.   «altezza del segmento», la distanza massima della superficie interna del vetro da un piano che
                   passa per i bordi dello stesso, misurata in direzione approssimativamente perpendicolare al vetro
                   (vedi allegato III-J, figura 1);
           1.14.   «tipo di vetro», i vetri, quali definiti ai punti da 1.1 a 1.4, che non presentano tra loro differenze
                   essenziali, in particolare riguardo alle caratteristiche principali e secondarie menzionate negli
                   allegati da U I C a II1-K;
           1.14.1. sebbene una modifica delle caratteristiche principali dia luogo ad un nuovo tipo di prodotto, si
                   ammette, che, in certi casi una modifica della forma e delle dimensioni non comporti necessaria-
                   mente una nuova serie completa di prove. Per alcune delle prove prescritte negli allegati specifici,
                   i vetri possono essere raggruppati quando sia evidente che le loro caratteristiche principali sono
                   analoghe;
           1.14.2. esemplari di vetri che presentano differenze solo rispetto alle caratteristiche secondarie possono
                   essere considerati dello stesso tipo; i campioni di tali vetri possono essere comunque sottoposti
                   a determinate prove, quando sia previsto esplicitamente nelle condizioni di prova;
           1.15.    «raggio minimo di curvatura», il valore approssimativo del più piccolo raggio dell'arco del
                    parabrezza misurato nella zona più incurvata.
           2.       DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
                    La domanda di omologazione CEE di un tipo di vetro è presentata dal fabbricante del vetro di
                    sicurezza o dal suo mandatario. Per ogni tipo di vetro la domanda può essere presentata soltanto
                    in uno degli Stati membri.
            2.2.    Per ogni tipo di vetro di sicurezza, la domanda deve essere corredata dai documenti indicati in
                    appresso, in triplice copia, e dalle seguenti indicazioni:
            2.2.1.  descrizione tecnica comprendente tutte le caratteristiche principali e secondarie, e
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          N. C 218/25
           2.2.1.1.       per i vetri diversi dai parabrezza, dei disegni in un formato che non superi il formato A4 o
                          questo formato ripiegato, con le seguenti indicazioni :
                          — la superficie massima,
                          — l'angolo minimo tra due lati adiacenti del vetro,
                          — eventualmente, un'altezza massima del segmento,
           2.2.1.2.       per i parabrezza :
           2.2.1.2.1.     un elenco dei modelli di parabrezza per cui si chiede l'omologazione, con l'indicazione del nome
                          de fabbricanti dei trattori, nonché del tipo o dei tipi di trattore;
           2.2.1.2.2.    dei disegni in scala 1/1 e dei diagrammi dei parabrezzi e del loro posizionamento sul veicolo,
                          sufficientemente particolareggiati da precisare :
           2.2.1.2.2.1. l'angolo di inclinazione del parabrezza,
           2.2.1.2.2.2. l'angolo di inclinazione dello schienale del sedile,
           2.2.1.2.2.3. la posizione e la dimensione delle zone di controllo delle qualità ottiche e, se necessario, delle
                         zone di tempera differenziale,
           2.2.1.2.2.4. la superficie di sviluppo del parabrezza,
           2.2.1.2.2.5. l'altezza massima del segmento del parabrezza,
           2.2.1.2.2.6. il raggio minimo di curvatura del parabrezza (unicamente ai fini del raggruppamento del
                         parabrezza);
           2.2.1.3.      per i doppi vetri, dei disegni che non superino il formato A4 o detto formato ripiegato, indicanti,
                         oltre all'informazione di cui al punto 2.2.1.1.:
                         — il tipo di ciascuno dei vetri che li costituiscono,
                         — il tipo di sigillatura (organica, vetro/vetro o vetro/metallo),
                         — lo spessore nominale dello spazio tra i due vetri.
          2.3.           Il richiedente deve inoltre presentare un numero sufficiente di campioni e di provette dei vetri
                         finiti nei vari modelli, d'accordo eventualmente con il servizio tecnico.
          3.             OMOLOGAZIONE
          3.1.           Se i campioni presentati per l'omologazione soddisfano ai requisiti dei punti da 5 a 7 qui
                         appresso, viene concessa l'omologazione del rispettivo tipo di vetro di sicurezza.
          3.2.           Ad ogni tipo definito dagli allegati III-D; III-E; IH-G e III-H o, se si tratta di parabrezza, ad ogni
                        gruppo omologato deve essere attribuito un numero di omologazione. Uno stesso Stato membro
                        non può attribuire lo stesso numero ad un altro tipo o gruppo di vetri di sicurezza.
          3.3.          L'omologazione, l'estensione dell'omologazione o il rifiuto della omologazione di un tipo di
                        vetro di sicurezza in applicazione della presente direttiva, saranno notificati agli Stati membri
                        mediante una scheda conforme al modello che figura nell'allegato II-B e nelle sue appendici.
          3.3.1.        Se si tratta di parabrezza, la notifica dell'omologazione sarà accompagnata da una documentazio-
                        ne, in base alla quale ogni modello di parabrezza viene inserito nel gruppo omologato, con
                        l'indicazione delle caratteristiche del gruppo stesso.
          3.4.          In aggiunta al marchio di cui al punto 4.1 ogni vetro di sicurezza ed ogni doppio vetro conforme
                        ad un tipo di omologato ai sensi della presente direttiva, dovrà recare, in modo ben visibile, il
                        marchio di omologazione CEE. Può essere inoltre apposto qualsiasi marchio di omologazione
                        particolare attribuito a ciascun vetro di un doppio vetro.
          3.5.          Il marchio di omologazione CEE è descritto in appendice.
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           3.6.   Accanto al marchio di omologazione CEE devono inoltre essere apposti i seguenti simboli:
                  51       se si tratta di vetro temperato,
                  SIP      se si tratta di vetro temperato per parabrezza,
                  52       se si tratta di vetro stratificato,
                  S2P      se si tratta di vetro stratificato per parabrezza,
                  53       se si tratta di vetro di plastica,
                  S3P      se si tratta di vetro di plastica per parabrezza,
                  54       se si tratta di un doppio vetro.
           3.7.   Il marchio di omologazione CEE ed il simbolo devono essere chiaramente leggibili ed indelebili
           4.     MARCATURA
           4.1.   Ogni vetro di sicurezza, compresi i campioni e le provette presentati per l'omologazione, deve
                  recare, in modo chiaramente leggibile ed indelebile, il marchio di fabbrica o commerciale.
           5.     REQUISITI GENERALI
           5.1.   Tutti i vetri devono essere di qualità tale da ridurre nella misura del possibile il pericolo di
                  lesioni corporali in caso di rottura. Essi devono essere sufficientemente resistenti negli incidenti
                  prevedibili in una circolazione normale, agli agenti atmosferici e termici, agli agenti chimici ed
                  all'abrasione.
           5.2.   I vetri di sicurezza devono inoltre avere una trasparenza sufficiente, non devono provocare
                  alcuna deformazione notevole degli oggetti visti in trasparenza né alcuna confusione fra i colori
                  impiegati nella segnaletica stradale. In caso di rottura, essi devono permettere al conducente di
                  continuare a vedere chiaramente la strada per frenare e fermare il suo veicolo in tutta sicurezza.
           6.     REQUISITI PARTICOLARI
                  Tutti i tipi di vetri di sicurezza devono, a seconda della categoria cui appartengono, soddisfare
                  ai seguenti requisiti particolari:
           6.1.   per quanto concerne i vetri a tempera uniforme, i requisiti di cui all'allegato III-D,
           6.2.   per quanto riguarda i vetri stratificati ordinari, i requisiti di cui all'allegato III-E,
           6.3.   oltre alle rispettive prescrizioni precedenti, il vetro di sicurezza rivestito di plastica deve essere
                  conforme alle prescrizioni dell'allegato III-F,
           6.4.   per quanto riguarda i vetri di plastica, i requisiti di cui all'allegato III-G,
           6.5.   per quanto concerne i doppi vetri, i requisiti di cui all'allegato III-H.
           7.     PROVE
                  Sono prescritte le seguenti prove:
           7.1.   Frammentazione
                  Questa prova ha lo scopo di :
           7.1.1. verificare la relativa innocuità dei frammenti e delle schegge prodotti dalla frammentazione e
           7.1.2. se si tratta di parabrezza, controllare la visibilità dopo la rottura.
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           7.2.      Prova di resistenza meccanica
           7.2.1.    Prova d'urto con la sfera
           7.2.1.1.  Prova con la sfera di 227 g. Questa prova ha lo scopo di verificare l'aderenza dello strato
                     intercalare del vetro stratificato e la resistenza meccanica del vetro temperato.
           7.2.2.    Prova di comportamento      all'urto della testa
                     Questa prova ha lo scopo di verificare se sono soddisfatte le condizioni inerenti alla limitazione
                     delle lesioni in caso di urto della testa contro il parabrezza, i vetri stratificati ed i vetri di plastica
                     nonché le unità a doppio vetro utilizzati come vetri laterali.
           7.3.      Resistenza alle condizioni dell'ambiente
           7.3.1.    Prova di resistenza all'abrasione
                     Questa prova ha lo scopo di stabilire se la resistenza all'abrasione supera un valore prescritto.
           7.3.2.    Prova di resistenza ad alta temperatura
                     Questa prova ha lo scopo di stabilire se l'intercalare del vetro stratificato e del vetro di plastica,
                     esposto a lungo ad alte temperature, presenta bolle o altri difetti.
           7.3.3.    Prova di resistenza alle radiazioni
                     Questa prova ha lo scopo di stabilire se la trasmissione luminosa dei vetri stratificati, del vetro
                     di plastica e del vetro rivestito di materia plastica, esposti a lungo a radiazione, è ridotta
                     considerevolmente, ovvero se il materiale è notevolmente scolorito.
           7.3.4.    Prova di resistenza all'umidità
                     Questa prova ha lo scopo di stabilire se un vetro stratificato, un vetro di plastica rivestito di
                     materia plastica sono in grado di resistere a lungo all'effetto dell'umidità, senza presentare difetti
                     rilevanti.
           7.3.5.    Prova di resistenza al cambiamento di temperatura
                     Questa prova ha lo scopo di stabilire se il materiale o i materiali plastici utilizzati per un vetro
                     di sicurezza quale definito ai precedenti punti 1.3 e 1.4 sono in grado di resistere a lungo
                     all'effetto di temperature estreme senza presentare alterazioni rilevanti.
          7.4.      Qualità ottiche
          7.4.1.    Prova di trasmissione luminosa
                    Questa prova ha lo scopo di stabilire se la regolare trasmissione luminosa di un vetro di sicurezza
                    supera un valore determinato.
          7.4.2.    Prova di distorsione ottica
                    Questa prova ha lo scopo di verificare se un parabrezza provoca una distorsione degli oggetti
                    visti attraverso di esso tale da infastidire il conducente.
          7.4.3.    Prova di separazione dell'immagine      secondaria
                    Questa prova ha lo scopo di verificare se la separazione angolare dell'immagine secondaria
                    dall'immagine primaria supera un valore determinato.
          7.4.4.    Prova di identificazione dei colori
                    Questa prova ha lo scopo di verificare se un parabrezza provoca la confusione dei colori visti
                    attraverso di esso.
          7.5.      Prova di resistenza al fuoco
                    Questa prova ha lo scopo di verificare che un composto di vetro stratificato o altro che
                    comporta una superficie di materia plastica applicata all'interno del trattore presenti un tasso di
                    combustione abbastanza basso.
 ---pagebreak--- N. C 218/28                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                  17. 8. 87
           7.6.    Resistenza agli agenti chimici
                   Questa prova ha lo scopo di verificare se il materiale o i materiali plastici utilizzati per un vetro
                   di sicurezza quale definito ai precedenti punti 1.3 e 1.4 resistono agli effetti di un'esposizione
                   agli agenti chimici che possono essere presenti o utilizzati in un veicolo (ad esempio, prodotti di
                   pulizia ecc.) senza presentare alterazioni.
           7.7.    Prove prescritte per le categorie di vetri definiti nei punti da 1.1 a 1.4 della presente direttiva
           7.7.1.  I vetri di sicurezza devono essere sottoposti alle prove indicate nella seguente tabella :
                                                                            Vetro                  Vetro             Vetro di
                                                                          temperate             stratificato         plastica
                   Frammentazione                                     III-D/2
                   Resistenza meccanica :
                   — sfera di 227 g                                   III-D/3.1              III-E/4             III-E/4
                   Urto della testa (')                                       —              III-E/3             III-G/3
                   Abrasione:
                   — superficie esterna                                       —              III-E/5.1           III-E/5.1
                   — superficie interna                               III-F/2         (2)    III-F/2         (2) III-F/2
                   Alta temperatura                                           —              III-C/5             III-C/5
                   Radiazione                                                 —              III-C/6             III-C/6
                   Umidità                                             III-C/7               III-C/7             III-C/7
                   Trasmissione luminosa                              HI-C/9.1               III-C/9.1           III-C/9.1
                                                                                        3                     3
                   Distorsione ottica                                  III-C/9.2      ()     III-C/9.2       ()  III-C/9.2    (3)
                   Immagine secondaria                                 III-C/9.3       (3)   III-C/9.3       (3) III-C/9.3    (3)
                   Resistenza al fuoco                                 III-C/8         (2)   III-C/8         (2) HI-C/8
                   Resistenza alle variazioni di temperatura           HI-C/10         (2)   III-C/10        (2) III-C/10
                   Resistenza agli agenti chimici                      IH-C/11         (2)   III-C/11        (2) III-C/11
                   (') Questa prova deve essere eseguita sui doppi vetri conformemente al punto 3 dell'allegato I1I-H.
                   (2) Se rivestito di materia plastica all'interno
                    (') Questa prova deve essere eseguita soltanto sui vetri utilizzati quali parabrezza.
                   Nota: I riferimenti che figurano nella tabella, ad esempio III-D/2, indicano l'allegato III-D, paragrafo 2, in
                           cui è riportata la relativa prova.
            7.7.2.  Un vetro di sicurezza viene omologato se soddisfa a tutti i requisiti prescritti nelle relative
                    indicazioni della tabella di cui sopra.
            8.     MODIFICA O ESTENSIONE DI OMOLOGAZIONE DEL TIPO DI VETRO DI SICUREZZA
            8.1.   Ogni modifica del tipo di vetro di sicurezza o, se si tratta di parabrezza, ogni aggiunta apportata
                   ad un gruppo di parabrezza deve essere notificata all'amministrazione competende che ha
                   proceduto all'omologazione. Questa può:
            8.1.1. ritenere che le modifiche apportate non siano tali da avere un'incidenza negativa considerevole,
                   che, se si tratta di parabrezza, il nuovo tipo rientri nel gruppo omologato e che, in ogni caso, il
                   vetro di sicurezza continui a soddisfare ai requisiti prescritti, oppure
            8.1.2. esigere dal servizio tecnico incaricato di procedere alle prove di redigere un nuovo verbale.
            8.2.     Notifica
            8.2.1.  La conferma dell'omologazione o il rifiuto (o l'estensione) dell'omologazione sono notificati agli
                    Stati membri con la procedura di cui al precedente punto 3.3.
            8.2.2.  L'amministrazione competente che ha concesso un'estensione di omologazione appone su ciascu-
                    na notifica di estensione un numero d'ordine.
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          9.             CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
          9.1.           Il vetro di sicurezza omologato in applicazione del presente allegato e degli allegati seguenti deve
                         essere fabbricato in modo da essere conforme al tipo omologato e deve soddisfare ai requisiti di
                         cui ai precedenti punti 5, 6 e 7
          9.2.           Per verificare la conformità alle prescrizioni del punto 9.1. si deve effettuare un controllo
                         permanente della produzione.
          9.3.           Il detentore di un'omologazione deve in particolare:
          9.3.1.         vigilare sulle procedure di controllo di qualità dei prodotti,
          9.3.2.          aver accesso all'apparecchiatura necessaria al controllo della conformità a ciascun tipo omolo-
                         gato,
          9.3.3.          registrare i dati concernenti i risultati di prova e i documenti allegati (') che devono essere tenuti
                         a disposizione per un periodo concordato con l'amministrazione competente,
          9.3.4.         analizzare i risultati di ogni tipo di prova per controllare e garantire la costanza delle caratteristi-
                         che del prodotto per quanto concerne le dispersioni ammissibili nella produzione industriale,
          9.3.5.         accertarsi almeno che per ogni tipo do prodotto siano eseguite le prove prescritte all'allegato
                         III-K
          9.3.6.         accertarsi che ogni prelievo di campioni o di provette che metta in evidenza la non conformità
                         per il tipo di prova considerato sia seguito da un nuovo prelievo e da una nuova prova. Vengono
                         prese tutte le disposizioni necessarie per ristabilire la conformità della rispettiva produzione.
          9.4.           L'amministrazione competente può verificare in qualsiasi momento i metodi di controllo di
                         conformità applicati in ciascuna unità di produzione (vedi punto 1.3. dell'allegato III-K).
          9.4.1.         Ad ogni ispezione devono essere presentati all'ispettore i registri di prova e di controllo della
                         produzione.
          9.4.2.         L'ispettore può selezionare a caso dei campioni che saranno sottoposti alle prove nel laboratorio
                         del fabbricante. Il numero minimo di campioni può essere determinato in funzione dei risultati
                         dei controlli del fabbricante.
          9.4.3.         Qualora il livello di qualità non fosse soddisfacente oppure se risultasse necessario verificare la
                         validità delle prove eseguite in applicazione del punto 2.4.2, l'ispettore può prelevare altri
                         campioni da inviare al servizio tecnico che ha eseguito le prove di omologazione.
          9.4.4.         L'amministrazione competente può effettuare tutte le prove prescritte nella presente direttiva.
          9.4.5.         La frequenza normale delle ispezioni è di 2 per ogni unità di produzione. Se nel corso di una di
                         queste ispezioni si registrano risultati negativi, la frequenza delle visite può essere aumentata
                         dall'amministrazione competente.
          10.            SANZIONI IN CASO DI N O N CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
          10.1.          L'omologazione concessa ad un tipo di vetro di sicurezza in applicazione della presente direttiva
                         può essere revocata qualora non sia soddisfatta la condizione di cui al punto 9.1.
          10.2.          Se uno Stato membro revoca un'omologazione precedentemente concessa, esse deve darne notifica
                         immediata agli Stati membri mediante una copia della scheda di omologazione recante in fondo
                         in lettere maiuscole la seguente indicazione datata e firmata « Omologazione revocata ».
          11.            NOMI ED INDIRIZZI DEI SERVIZI TECNICI INCARICATI DELLE PROVE DI OMOLO-
                         GAZIONE E DELLE AMMINISTRAZIONI COMPETENTI
                         Ogni Stato membro comunica agli altri Stati membri ed alla Commissione i nomi e gli indirizzi
                         dei servizi tecnici incaricati delle prove di omologazione e delle amministrazioni competenti che
                         rilasciano l'omologazione CEE ed alle quali devono essere inviate le schede di omologazione e
                         di rifiuto o di revoca di omologazione emesse negli altri Stati membri.
          (!) I risultati della prova di frammentazione sono registrati anche se non è prescritta una prova fotografica.
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                                                                Appendice
                                                  MARCHIO DI OMOLOGAZIONE CEE
             1.   Il marchio di omologazione CEE è costituito:
             1.1. da un rettangolo all'interno del quale si trova la lettera «e» minuscola seguita da un numero o dalle
                  lettere distintivi dello Stato membro che ha concesso l'omologazione:
                    1     per  la Repubblica federale di Germania,
                    2     per  la Francia,
                    3     per  l'Italia,
                    4     per  i Paesi Bassi,
                    6     per  il Belgio,
                    9     per  la Spagna,
                  11      per  il Regno Unito,
                  13      per  il Lussemburgo,
                  18      per  la Danimarca,
                  21      per  il Portogallo,
                  IRL     per   l'Irlanda,
                  EL      per  la Grecia;
             1.2. dalla lettera «s» minuscola seguita dal numero della lettera «p» minuscola, se si tratta di un vetro per
                  parabrezza conformemente al punto 3.6 dell'allegato III-A;
             1.3. da un numero di due cifre che indicano le due ultime cifre dell'anno di adozione della direttiva o del
                  suo adeguamento al progresso tecnico;
             1.4. da un numero di omologazione CEE corrispondente al numero della scheda di omologazione CEE.
                                                 Esempio di marchio di omologazione CEE
JL         I          .                                  1
           (^—           a >U*Y»                        &\
            Leggenda: il vetro recante il marchio di omologazione CEE qui raffigurato è un vetro stratificato non
                         utilizzabile per parabrezza (S 2) omologato in base all'edizione 1987 della direttiva (87), che ha
                         ottenuto l'omologazione CEE in Italia (e 3) con il numero 431.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                N. C 218/31
                                                         ALLEGATO    III-B
                                                                                Indicazione dell'amministrazione
          COMMUNICAZIONE CONCERNENTE L'OMOLOGAZIONE CEE, IL RIFIUTO, L'ESTENSIONE O
          LA REVOCA DELL'OMOLOGAZIONE CEE, L'ARRESTO DEFINITIVO DELLA PRODUZIONE (J) DI
                          UN TIPO DI VETRO, CONFORMEMENTE ALLA DIRETTIVA 87/.../CEE
          Numero di omologazione CEE :                             Estensione numero
            1. Categoria del vetro di sicurezza:
            2. Descrizione del vetro (vedi appendici 1, 2, 3, 4) e nel caso di un parabrezza, l'elenco conforme
               all'appendice 5:
            3. Marchio di fabbrica o commerciale:
           4. Nome e indirizzo del fabbricante:
           5. Eventualmente, nome e indirizzo del suo mandatario:
           6. Presentato all'omologazione in data:
           7. Servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione:
           8. Data del verbale di prova:
           9. Numero del verbale di prova :
          10. Osservazioni:
          11. Motivo o motivi dell'estensione dell'omologazione :
          12. L'omologazione è concessa/rifiutata/estesa/revocata (*) :
          13. Luogo:
          14. Data:
          15. Firma:
          16. Alla presente comunicazione viene allegato l'elenco dei documenti che costituiscono il fascicolo di
               omologazione depositato presso l'amministrazione competente che ha concesso l'omologazione e che
               può essere ottenuto su richiesta.
           (x) Cancellare le menzioni inutili.
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                                                              Appendice 1
                                                 VETRI A TEMPERA UNIFORME
                 (Caratteristiche principali e secondarie conformemente all'allegato Ul-D oppure all'allegato Hl-F)
           Numero di omologazione CEE:                                  Estensione numero:
           1.   Caratteristiche principali
           1.1. Diversi dai parabrezza (sì/no):
           1.2. Categoria di forma:
           1.3. Tipo di tempera:
           1.4. Categoria di spessore:
           1.5. Natura e tipo del o dei rivestimenti plastici:
           2.   Caratteristische secondarie
           2.1. Natura del materiale (cristallo levigato, vetro flottato, vetro tirato):
           2.2. Colorazione del vetro:
           2.3. Colorazione del o dei rivestimenti plastici :
           2.4. Incorporazione di conduttori (sì/no) :
           2.5. Incorporazione di fasce oscuranti (sì/no):
           3.   Criteri omologati
           3.1. Superficie più grande (vetro piano):
           3.2. Angolo più piccolo:
           3.3. Superficie sviluppata più grande (vetro bombato) :
           3.4. Altezza maggiore del segmento:
           4.   Osservazioni
           Documenti allegati:
           — Eventualmente elenco dei parabrezza.
           — (Vedi appendice 5).
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                                                             Appendice 2
                                                       VETRI STRATIFICATI
                 {Caratteristiche principali e secondarie conformemente     all'allegato lll-E oppure all'allegato 1U-F)
           Numero di omologazione CEE :                                 Estensione numero :
           1.   Caratteristiche principali
           1.1. Numero delle lastre di vetro :
           1.2. Numero di intercalari:
           1.3. Categoria di spessore:
           1.4. Spessore nominale del o degli intercalari :
           1.5. Trattamento speciale del vetro:
           1.6. Natura e tipo del o degli intercalari:
          1.7. Natura e tipo del o dei rivestimenti plastici:
          1.8. Spessore del o dei rivestimenti plastici :
          2.    Caratteristiche secondarie
          2.1. Natura del materiale (cristallo levigato, vetro flottato, vetro tirato) :
          2.2. Colorazione dell'intercalare (totale o parziale) :
          2.3. Colorazione del vetro:
          2.4. Colorazione del o dei rivestimenti plastici :
          2.5. Incorporazione di conduttori (si/no) :
          2.6. Incorporazione di fasce oscuranti (sì/no):
          3.    Osservazioni :
 ---pagebreak--- N. C 218/34                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                         17. 8. 87
                                                              Appendice 3
                                                         VETRI DI PLASTICA
                              (Caratteristiche principali e secondarie conformemente      all'allegato UI-G)
           Numero di omologazione CEE:                                  Estensione numero:
           1.   Caratteristiche principali
           1.1. Numero delle lastre di vetro :
           1.2. Numero delle pellicole di plastica :
           1.3. Spessore dell'elemento di vetro:
           1.4. Trattamento dell'elemento di vetro (sì/no):
           1.5. Spessore nominale del vetro :
           1.6. Spessore nominale della o delle pellicole di plastica fungenti da intercalari
          ,1.7. Natura e tipo della o delle pellicole di plastica fungenti da intercalari:
           1.8. Natura e tipo della pellicola di plastica esterna:
           2.   Caratteristiche secondarie
           2.1. Natura del materiale (cristallo levigato, vetro flottato, vetro tirato) :
           2.2. Colorazione del vetro (incolore/colorato) :
           2.3. Colorazione della o delle pellicole di plastica (totale/parziale) :
           2.4. Incorporazione di conduttori (sì/no) :
           2.5. Incorporazione di fasce oscuranti (sì/no) :
           3.   Osservazioni:
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    N. C 218/35
                                                              Appendice 4
                                                      UNITÀ A DOPPIO VETRO
                              (Caratteristiche principali e secondarie conformemente  all'allegato IIl-H)
          Numero di omologazione CEE:                                   Estensione numero:
          1.   Caratteristiche principali
          1.1. Composizione delle unità a doppio vetro (simmetrica/assimetrica) :
          1.2. Spessore nominale dello spazio :
          1.3. Metodo di assemblaggio :
          1.4. Tipo di ciascun vetro conformemente agli allegati III-D, III-E, III-F o III-G:
          2.   Documenti allegati
          2.1. Una scheda per ogni vetro costituente un'unità a doppio vetro assimetrica agli allegati in base ai quali
               detti vetri sono stati provati o omologati:
          2.2. Una scheda per i due vetri di un'unità a doppio vetro simmetrica conformemente all'allegato in base al
               quale detti vetri sono omologati :
          3.   Osservazioni :
 ---pagebreak--- N. C 218/36                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 17. 8. 87
                                                             Appendice 5
                                     CONTENUTO DELL'ELENCO DEI PARABREZZA (J)
          Per ciascuno dei parabrezza oggetto della presente omologazione devono essere fornite almeno le seguenti
                                                            informazioni :
           1. Costruttore del trattore:
          2. Tipo di trattore:
          3. Superficie sviluppata (F) :
          4. Altezza del segmento (S) :
          5. Raggio minimo di curvatura (r):
           6. Angolo di montaggio (d):
          7. Angolo dello schienale (1?):
                                            DESCRIZIONE DELLE COORDINATE
                                                       F, r, S del parabrezza
                                                       Coordinata del punto r
                                                        rispetto al parabrezza
           (') Questo elenco deve essere allegato alle appendici 1, 2 (eventualmente), 3 e 4 dell'allegato IH-B.
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                                                               ALLEGATO        lll-C
                                                     CONDIZIONI GENERALI DI PROVA
               1.         FRAMMENTAZIONE
               1.1.       Il vetro da sottoporre alla prova non deve essere fissato in modo rigido; esso può tuttavia essere
                          bloccato su un vetro uguale per mezzo di un nastro adesivo incollato lungo tutto il perimetro.
               1.2.       Per ottenere la frammentazione si deve utilizzare un martello con una massa di circa 75 g oppure
                          un altro dispositivo che dia risultati equivalenti. Il raggio di curvatura della punta è di 0,2 ±
                          0,5 mm.
               1.3.       Si deve effettuare una prova per ogni punto d'impatto prescritto.
               1.4.       Si esegue l'esame dei frammenti in base ai rilevamenti su carta fotografica di contatto ove
                          l'esposizione inizia al più tardi 10 secondi dopo l'urto e si conclude al più tardi a 3 minuti dallo
                          stesso. Sono prese in considerazione unicamente le linee più marcate che rappresentano la rottura
                          iniziale. Il laboratorio deve conservare le riproduzioni fotografiche delle frammentazioni ottenute.
               2.         PROVA D'URTO CON LA SFERA
               2.1.       Prova con la sfera di 227 g
               2.1.1.     Apparecchiatura
               2.1.1.1.   Sfera d'acciaio temprato, di 227 ± 2 g con diametro di circa 38 mm.
               2.1.1.2.   Dispositivo che consente di lasciar cadere la sfera in caduta libera da un'altezza da precisare oppure
                          dispositivo che consente di imprimere alla sfera una velocità equivalente a quella che potrebbe
                          assumere in caduta libera. Se si ricorre ad un dispositivo che proietta la sfera, la tolleranza sulla
                          velocità deve essere di ± 1 % della velocità equivalente alla velocità di caduta libera.
              2.1.1.3.    Supporto come quello rappresentato nella figura 1 e identico a quello descritto al punto 2.1.1.3. Il
                          telaio inferiore è posto su una cassa di acciaio alta circa 150 mm. Il vetro in prova è mantenuto sul
                          posto dal telaio superiore con una massa di circa 3 kg. Il supporto è saldato su una piastra d'acciaio
                          spessa circa 12 mm appoggiata al suolo con l'interposizione di una lastra di gomma spessa circa
                          3 mm e con una durezza di 50 DIDC.
                                                            Dimensioni in millimetri
                                                                 O 290
       Vetro di prova
          Guarnizione
          di gomma
                        j\ \\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\t^
     Lastra di                                                  Q 350 min.                                                 cni
     gomma
                                                                   Figura 1
                                                      Supporto per le prove con la sfera
 ---pagebreak--- N. C 218/38                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         17. 8. 87
           2.1.2.     Condizioni di prova
           2.1.2.1.   Temperatura : 20 ± 5° C.
           2.1.2.2.   Pressione: compresa tra 860 e 1 060 mbar.
           2.1.2.3.   Umidità relativa: 60 ± 2 0 % .
           2.1.3.      Provetta
           2.1.3.1.   La provetta deve essere piana, di forma quadrata, con Iato di 300 ± 10/0 mm.
           2.1.4.     Procedimento di prova
           2.1.4.1.   Si espone la provetta alla temperatura prescritta per almeno 4 ore immediatamente prima dell'inizio
                      della prova. Si dispone la provetta sul supporto (punto 2.1.1.3). Il piano della provetta deve essere
                      perpendicolare alla direzione incidente della sfera con una tolleranza inferiore a 3°.
                      La posizione del punto d'impatto deve distare al massimo 25 mm dal centro geometrico della
                      provetta per un'altezza di caduta superiore a 6 m. La sfera deve urtare la superficie della provetta
                      che rappresenta la faccia esterna del vetro di sicurezza montato sul trattore. La sfera deve produrre
                      un unico punto di impatto.
           3.         COMPORTAMENTO ALL'URTO DELLA TESTA
           3.1.       Apparecchiatura
           3.1.1.     Testa di manichino, di forma sferica o semisferica, realizzata in compensato di legno duro ricoperto
                      con una guarnizione di feltro sostituibile e munito o meno di una traversa di legno. Tra la parte
                      sferica e la traversa si trova un pezzo intermedio che simula il collo, e d'altro lato della traversa
                      un'asta di montaggio.
                      Le dimensioni sono indicate nella figura 2.
                      La massa totale di questo dispositivo deve essere di 10 ± 0,2 kg.
                                                                Dimensioni in millimetri
                                              Asta di montaggio
                        Traversa
                        (facoltativa
                       Pezzo
                       intermedio
                               Testa
            Guarnizione di feltro
            dello spessore di 5 mm
                                                               Figura 2
                                                         Testa di manichino
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          N. C 218/39
           3.1.2.    Dispositivo che consente di lasciar cadere la testa in caduta libera da un'altezza da precisare,
                     oppure dispositivo che consente di imprimere alla testa una velocità equivalente a quella che
                     potrebbe assumere in caduta libera.
                     Se si usa un dispositivo che proietta la testa del manichino, la tolleranza sulla velocità deve essere
                     di ± 1 % della velocità equivalente alla velocità di caduta lìbera.
           3.1.3.    Supporto, come quello rappresentato in figura 3, per le prove su provette piane. Il supporto è
                     costituito da due telai di acciaio, con i bordi lavorati larghi 50 mm, che si adattano l'uno sull'altro,
                     muniti di guarnizioni di gomma dello spessore di circa 3 mm, larghe 15 ± 1 mm e con una durezza
                     di 70 DIDC. Il telaio superiore è stretto contro quello inferiore con almeno 8 bulloni.
           3.2.      Condizioni di prova
           3.2.1.    Temperatura 20 ± 5° C.
           3.2.2.    Pressione: tra 860 e 1 060 mbar.
           3.2.3.    Umidità relativa: 60 ± 2 0 % .
                                                         Dimensioni in millimetri
                                              Guarnizione
                                             , di gomma                                        Bullone (')
                           -6-                          •é-                          S       fr                    A
                •è-                                                                              *e-
                                                                                           :±r
                                                                                                           JL
                          -&r                         ^                              <£
                                                                                        105
                                                      1 070
                                                      1 170
                                                                Figura 3
                                           Supporto per le prove con testa di manichino
          3.3.      Metodo di prova
          3.3.1.    Prova su provetta piana
                    La provetta piana lunga 1 100 + 5 mm/ —2 mm e larga 500 +5 mm/ —2 mm è mantenuta ad una
                    temperatura costante di 20 ± 5° C per almeno 4 ore prima delle prove. Si fissa la provetta nei
                    telai di supporto (punto 3.1.3); si stringono i bulloni in modo che lo spostamento della provetta
                    durante la prova non superi 2 mm. Il piano della provetta deve essere sensibilmente perpendicolare
                    alla direzione incidente della testa del manichino. La posizione del punto d'impatto deve trovarsi
                    ad una distanza massima di 40 mm dal centro geometrico della provetta. La testa deve urtare la
                    superficie della provetta che rappresenta la faccia interna del vetro di sicurezza montato sul trattore.
                    La testa deve provocare un unico punto di impatto. Si sostituisce la superficie d'urto della
                    guarnizione di feltro dopo 12 prove.
          (') La coppia minima raccomandata per M 20 è di 30 Nm.
 ---pagebreak--- N. C 218/40                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          17. 8. 87
           3.3.2.    Prova su parabrezza completo (utilizzata soltanto per un'altezza di caduta inferiore o pari a 1,5 m).
                     Il parabrezza è poggiato liberamente su un supporto con l'interposizione di un nastro di gomma di
                     durezza 70 DIDC spesso circa 3 mm; la larghezza del contatto perimetrale è di circa 15 mm. Il
                     supporto è costituito da un pezzo rigido riproducente la forma del parabrezza in modo che la testa
                     del manichino colpisca la faccia interna.
                     All'occorrenza, il parabrezza è mantenuto sul supporto con opportuni dispositivi di fissaggio.
                     Il supporto posa su uno zoccolo rigido con l'interposizione di una lastra di gomma di durezza 70
                     DIDC spessa circa 3 mm. La superficie del parabrezza deve essere sensibilmente perpendicolare
                     alla direzione incidente della testa del manichino.
                     Il punto d'impatto deve trovarsi al massimo a 40 mm dal centro geometrico del parabrezza. La
                     testa deve urtare la superficie del parabrezza che rappresenta la faccia interna del vetro di sicurezza
                     montato sul trattore. La testa deve produrre un unico punto di impatto.
                     Si sostituisce la superficie d'urto della guarnizione di feltro dopo 12 prove.
           4.        PROVA DI ABRASIONE
           4.1.       Apparecchiatura
           4.1.1.    Dispositivo di abrasione^), rappresentato schematicamente nella figura 4 e costituito dai seguenti
                     elementi :
                     — un disco orizzontale rotante, fissato al centro, dotato di senso di rotazione antiorario e di una
                          velocità di 65-75 g/min;
                                                                Figura 4
                                                  Schema del dispositivo d'abrasione
                    — due bracci paralleli zavorrati, ciascun braccio è munito di una rotella abrasiva speciale che
                         ruota liberamente attorno ad un asse orizzontale munito di cuscinetto a sfere; ciascuna rotella
                         appoggia sulla provetta con una pressione applicata da una massa di 500 g.
                    Il disco rotante del dispositivo di abrasione deve ruotare regolarmente, sensibilmente in un piano
                    (lo scostamento rispetto a detto piano non deve superare ± 0,05 mm ad una distanza di 1,6 mm
                    della periferia del disco). Le rotelle sono montate in modo che quando sono a contatto con la
                    provetta in rotazione, esse ruotino in senso inverso l'una rispetto all'altra ed esercitano cosi su una
                    corona di circa 30 cm 2 , due volte per ciascuna rotazione della provetta.
           (!) Un dispositivo di questo tipo è realizzato dalla Teledyne Taber (USA).
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            N. C 218/41
          4.1.2.     Rotelle abrasive( ] ), del diametro di 45-50 mm e dello spessore di 12,5 mm. Esse sono costituite da
                     un materiale abrasivo speciale finemente polverizzato, incorporato in una massa di gomma di
                     media durezza. Le rotelle devono presentare una durezza di 72 ± 4 DIDC misurata in punti
                     equidistanti sulla linea mediana della superficie abrasiva e la pressione è applicata verticalmente
                     lungo un diametro della rotella; le letture devono essere eseguite 10" dopo l'applicazione della
                     pressione.
                     Le rotelle abrasive devono essere rodate lentamente su una lastra di vetro piano per presentare una
                     superficie rigorosamente piana.
          4.1.3.     Sorgente luminosa, costituita da una lampadina ad incandescenza il cui filamento è contenuto in
                     un parallelepipedo di 1,5 mm x 1,5 mm x 3 mm. La tensione applicata al filamento deve essere
                     tale che la sua temperatura di calore sia 2 856 ± 50 K. Detta tensione deve essere stabilizzata a ±
                     1/1 000. Lo strumento di misura usato per verificare questa tensione deve avere una precisione
                     adatta a questa applicazione.
          4.1.4.     Sistema ottico, costituito da una lente con distanza focale, f, pari almeno a 500 mm e corretta per
                     le aberrazioni cromatiche. La apertura completa della lente non deve superare f/20. La distanza
                     tra lente e sorgente luminosa deve essere regolata in modo da ottenere un fascio luminoso
                     sensibilmente parallelo.
                     Si inserisce un diaframma per limitare il diametro del fascio luminoso a 7 ± 1 mm. Detto diaframma
                     deve essere disposto ad una distanza di 100 ± 50 mm dalla lente, dal lato opposto alla sorgente
                     luminosa.
          4.1.5.     Strumento per la misura della luce diffusa (vedi figura 5), costituito da una cellula fotoelettrica
                     con integratore sferico del diametro di 200-250 mm. La sfera deve essere munita di aperture di
                     entrata e di uscita della luce. L'apertura di entrata deve essere circolare e il suo diametro deve
                     essere almeno doppio di quello del fascio luminoso. L'apertura di uscita della sfera deve essere
                     munita di un dispositivo di intercettazione della luce oppure di un campione di riflessione a seconda
                     del procedimento specificato al punto 4.4.3. Il dispositivo intercettatore deve assorbire tutta la luce
                     quando sulla traiettoria del fascio luminoso non è disposta alcuna provetta.
                     L'asse del fascio luminoso deve passare per il centro delle aperture di entrata e di uscita. Il diametro
                     dell'apertura di uscita, b, deve essere pari a 2.a tg 4°, ove a è il diametro della sfera.
                     La cellula fotoelettrica deve essere disposta in modo da non poter essere raggiunta dalla luce
                     proveniente direttamente dall'apertura di entrata o dal campione di riflessione.
                     Le superfici interne della sfera d'integrazione e del campione di riflessione devono presentare fattori
                     di riflessione praticamente uguali; esse devono essere opache e non selettive. Il segnale di uscita
                     della cellula fotoelettrica deve essere lineare a ± 2 % nella gamma di intensità luminosa utilizzata.
                     La costruzione dell'apparecchio deve essere tale che non si verifichi alcuna deviazione dell'ago del
                     galvanometro quando la sfera non è illuminata.
                     L'insieme dell'apparecchiatura deve essere controllata ad intervalli regolari mediante campioni
                     calibrati di attenuazione di visibilità. Se si eseguono misure di attenuazione di visibilità con
                     un'apparecchiatura o con metodi diversi da quelli descritti sopra, i risultati devono essere opportuna-
                     mente corretti per concordarli con i risultati ottenuti con l'apparecchio di misura descritto sopra.
                                                                                  Cellula fotoelettrica
                                                                                           Deflettori
                 Lente
                                                                                                                 Dispositivo inter-
                                                                                                                 cettatore di luce
                                                                                                             Z.
                                                                                                             Apertura del
                                                                                                            dispositivo inter-
                                                                                                             cettatore di luce
                                                                Figura 5
                                      Apparecchiatura per misurare l'attenuazione di visibilità
          (!) Rotelle di questo tipo sono fabbricate dal Teledyne Taber (USA).
 ---pagebreak--- N. C 218/42                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         17. 8. 87
           4.2.   Condizioni di prova
           4.2.1. Temperatura: 20 ± 5° C.
           4.2.2. Pressione: tra 860 e 1 060 mbar.
           4.2.3. Umidità relativa: 60 ± 2 0 % .
           4.3.    Provette
                  Le provette devono essere piane, di forma quadrata, con il lato di 100 mm, facce sensibilmente
                  piane e parallele, con un foro centrale di fissaggio del diametro di 6,4 +0,2 m m / - 0 mm.
           4.4.   Procedimento
                  La prova deve essere realizzata sulla superficie delja provetta che rappresenta la superficie esterna
                  del vetro stratificato montato sul trattore nonché sulla superficie interna se quest'ultima è di
                  materia plastica.
           4.4.1. Immediatamente prima e dopo l'abrasione si puliscono le provette nel modo seguente:
                  a) pulire con un panno di lino e acqua corrente pulita;
                  b) sciacquare con acqua distillata o acqua demineralizzata;
                  e) essicare in corrente di ossigeno o di azoto;
                  d) eliminare tutte le eventuali tracce d'acqua tamponando delicatamente con un panno di lino
                      inumidito. All'occorrenza, essicare premendo leggermente tra due panni di lino.
                  Evitare qualsiasi trattamento ad ultrasuoni. Le provette pulite devono essere manipolate soltanto
                  per i borsi e messe al riparo da qualsiasi deterioramento o contaminazione superficiale.
           4.4.2. Condizionare le provette per almeno 48 h ad una temperatura di 20 ± 5° C e ad un'umidità relativa
                  di 60 ± 2 0 % .
           4.4.3. Disporre la provetta direttamente contro l'apertura di entrata della sfera d'integrazione. L'angolo
                  tra la normale alla sua superficie e l'asse del fascio luminoso non deve superare 8°.
                  Si eseguono allora le seguenti quattro letture:
                                                 Con inter-   Con campione
                                      Con                                                     Quantità
                      Lettura                     cettatore          di
                                    provetta                                                rappresentata
                                                   di luce      riflessione
                        T
                          l           No             No              Sì      Luce incidente
                        T
                          2            Sì            No              Sì      Luce totale trasmessa dalla provetta
                        T
                          3           No              Sì            No       Luce diffusa dalla apparecchiatura
                        T
                          4            Sì             Sì            No       Luce diffusa dalla apparecchiatura e dalla
                                                                             provetta
                  Ripetere le letture T p T,, T,, T 4 per altre posizioni prescritte della provetta per determinarne
                  l'uniformità.
                  Calcolare il fattore di trasmissione totale T — T 2 /T,.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                G a z z e t t a ufficiale delle C o m u n i t à e u r o p e e                    N . C 218/43
                   Calcolare il fattore di trasmissione diffusa, T d con la formula :
                                   T 4 - T, (T 2 /T,)
                   Calcolare la percentuale di attenuazione per diffusione di visibilità o della luce o di entrambe con
                   la formula :
                                 = 100%
                            T
                              t
                   Si misura l'attenuazione di visibilità iniziale della provetta per almeno quattro punti equidistanti
                   nella zona non sottoposta all'abrasione con la formula summenzionata. Si esegue la media dei
                   risultati ottenuti per ciascuna provetta. In luogo delle quattro misure si può ottenere un valore
                   medio facendo ruotare la provetta, con regolarità, alla velocità di tre giri/s o più.
                   Si eseguono per ciascun vetro di sicurezza tre prove con lo stesso carico. Utilizzare l'attenuazione
                   di visibilità quale misura dell'abrazione corrispondente, dopo aver sottoposto la provetta alla prova
                   di abrasione.
                   Si misura la luce diffusa dalla pista sottoposta all'abrasione per almeno quattro punti equidistanti
                   lungo detta pista applicando la formula summenzionata. Si fa la media dei risultati ottenuti per
                   ciascuna proverta. In luogo delle quattro misure si può ottenere un valore medio facendo ruotare
                   la provetta, con regolarità, alla velocità di tre gire/s o più.
          4.5.     La prova di abrasione è eseguita soltanto se il laboratorio che esegue la prova lo ritiene necessario
                   in base alle informazioni disponibili. Fatti salvi i materiali di vetro di plastica, non si richiede di
                   norma di procedere ad altre prove, in caso di modifica dello spessore dell'intercalare o del materiale.
          4.6.     Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                   Le caratteristiche secondarie non intervengono.
          5.       PROVA DI RESISTENZA ALL'ALTA TEMPERATURA
          5.1.      Procedimento
                   Riscaldare fino a 100° C tre campioni o tre provette quadrate di almeno 300 x 300 mm ricavate
                   dal laboratorio da tre parabrezza o da tre vetri; una dei lati corrisponde al bordo superiore del
                   vetro.
                   Mantenere questa temperatura per due ore e lasciar raffreddare i campioni a temperatura ambiente.
                   Se il vetro di sicurezza ha due superfici esterne di materiale non organico, la prova può essere
                   eseguita immergendo il campione verticalmente in acqua bollente per il tempo prescritto, avendo
                   cura di evitare qualsiasi urto termico involontario. Se i campioni sono ricavati da un parabrezza,
                   uno dei loro bordi deve essere costituito da una parte del bordo del parabrezza.
          5.2.     Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                   Colorazione dell'intercalare:
                   — incolore: 1,
                   — colorato: 2.
                   Le altre caratteristiche secondarie non intervengono.
          5.3.     Intepretazioni dei risultati
          5.3.1.   La prova di resistenza all'alta temperatura è considerata superata se non compaiono bolle né altri
                   difetti a più di 15 mm da un bordo non tagliato o a più di 25 mm da un bordo tagliato della
                   provetta o del campione o a più di 10 mm da qualsiasi fessura che si può verificare durante la
                   prova.
          5.3.2.   Una serie di provette o di campioni presentata all'omologazione considerata soddisfacente dal
                   punto di vista della prova di resistenza all'alta temperatura se si verifica una delle seguenti
                   condizioni :
          5.3.2.1. Tutte le prove hanno dato risultato positivo.
          5.3.2.2. Se una prova ha dato risultato negativo, una nuova serie di prove effettuate su una nuova serie di
                   provette o di campioni ha dato risultati soddisfacenti.
 ---pagebreak--- N. C 218/44                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            17. 8. 87
           6.       PROVA DI RESISTENZA ALLE RADIAZIONI
           6.1.     Procedimento
           6.1.1.     Apparecchiatura
           6.1.1.1. La sorgente delle radiazioni è costituita da una lampada a vapori di mercurio a media pressione,
                    composta da un tubo di quarzo che non produce ozono ed il cui asse è verticale. Le dimensioni
                    nominali della lampada devono essere di 360 mm di lunghezza e di 9,5 mm di diametro. La
                    lunghezza dell'arco deve essere di 300 ± 4 mm. La potenza di alimentazione della lampada deve
                    essere di 750 ± 50 W.
                    Può essere utilizzata qualsiasi altra sorgente di radiazione che produca lo stesso effetto della
                    lampada definita sopra. Per verificare che gli effetti di un'altra sorgente sono gli stessi, si deve
                    eseguire un confronto misurando la quantità di energia emessa in una fascia di lunghezza d'onda
                    mediante filtri adeguati. In questo caso la sorgente di sostituzione deve essere utilizzata con detti
                    filtri.
                    Nel caso dei vetri di sicurezza per i quali non esiste una correlazione soddisfacente tra questa prova
                    e le condizioni di utilizzacione occorre riesaminare le condizioni di prova.
           6.1.1.2. Trasformatore di alimentazione e condensatore in grado di fornire alla lampada (punto 6.1.1.1.)
                    un picco di tensione d'innesco di almeno 1 100 V ed una tensione di funzionamento di 500 ± 50 V.
           6.1.1.3. Dispositivo destinato a sostenere e a far ruotare i campioni ad una velocità compresa tra 1 e 5
                    giri/min attorno alla sorgente di radiazione disposta al centro in modo da assicurare un'esposizione
                    regolare.
           6.1.2.    Provette
           6.1.2.1. La dimensione delle provette dev'essere di 75 x 300 mm.
           6.1.2.2. Le provette sono ricavate dal laboratorio nella parte superiore dei vetri in modo che:
                    — per i vetri diversi dai parabrezza, il bordo superiore delle provette coincida con il bordo
                         superiore dei vetri;
                    — per i parabrezza, il bordo superiore delle provette coincida con il limite superiore della zona
                         nella quale dev'essere controllata e determinata la trasmissione regolare conformemente al
                         punto 9.1.2.2 del presente allegato.
           6.1.3.    Procedimento
                    Verificare il coefficiente di trasmissione regolare della luce attraverso tra campioni prima dell'esposi-
                    zione e conformemente alla procedura di cui ai punti da 9.1.1 a 9.1.2 del presente allegato. Proteggere
                    dalle radiazioni una parte di ciascun campione e disporre quindi il campione nell'apparecchio di
                    prova con il lato lungo parallelo all'asse della lampada ed a 230 mm da detto asse. Mantenere la
                    temperatura dei campioni a 45 ± 5° C per tutta la durata della prova. Disporre davanti alla
                    lampada la superficie di ciascun campione che costituisce la fascia esterna del vetro del trattore.
                    Per il tipo di lampada definito al punto 6.1.1.1 il tempo id esposizione dev'essere di 100 h.
                    Dopo l'esposizione, si misura nuovamente il coefficiente di trasmissione sulla superficie esposta di
                    ciascun campione.
           6.1.4.   Ogni provetta o campione (3 in totale) è esposta, conformemente alla procedura descritta sopra,
                    ad un irraggiamento tale che la radiazione in ciascun punto della provetta o del campione prodotta
                    sull'intercalare equivalga ad un irradiamento solare di 1 400 W/m 2 per 100 ore.
           6.2.     Indice di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                    Colorazione del vetro :
                    — incolore: 2,
                    — colorato: 1.
                    Colorazione dell'intercalare
                    — incolore: 1,
                    — colorato 2.
                    Le altre caratteristiche secondarie non intervengono.
           63.      Interpretazione dei risultati
           6.3.1.   Il risultato della prova di irradiamento è considerato positivo se si verificano le seguenti condizioni :
           6.3.1.1. Il fattore di trasmissione luminosa totale non scende al di sotto del 9 5 % del valore iniziale prima
                    dell'irraggiamento quando la trasmissione venga misurata conformemente ai punti 9.1.1 e 9.1.2 del
                    presente allegato e comunque :
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      N. C 218/45
          6.3.1.1.1. al di sotto del 70% per i vetri diversi dai parabrezza che devono soddisfare alle prescrizioni
                     concernenti il campo di visibilità del conducente in tutte le direzioni,
          6.3.1.1.2. Al di sotto del 7 5 % per i parabrezza nella zona in cui si deve controllare la trasmissione regolare
                     definita al punto 9.1.2.2 qui appresso.
          6.3.1.2.   Si può tuttavia tollerare una lieve colorazione quando si esamina, dopo l'irraggiamento, la provetta
                     o il campione su sfondo bianco, ma non deve apparire nessun altro difetto.
          6.3.2.     Una serie di provette o di campioni presentata all'omologazione è considerata soddisfacente dal
                     punto di vista della stabilità se si verifica una delle seguenti condizioni :
          6.3.2.1.   Tutte le prove hanno avuto esito positivo.
          6.3.2.2.   Se una prova ha avuto esito negativo, una nuova serie di prove effettuate su una nuova serie di
                     provette o di campioni ha dato risultati soddisfacenti.
          7.         PROVA DI RESISTENZA ALL'UMIDITÀ
          7.1.       Procedimento
                     Mantenere tre campioni o tre provette quadrate di almeno 300 mm x 300 mm verticalmente
                     durante due settimane in un ambiente chiuso in cui la temperatura è mantenuta a 50 ± 2° C e
                     l'umidità relativa a 95 ± 4 % .
                     Nota: queste condizioni escludono qualsiasi condensazione sulle provette.
                     Le provette sono preparate in modo che almeno un bordo delle provette coincida con un bordo di
                     origine del vetro.
                     Se si sottopongono alla prova varie provette nello stesso tempo dev'essere previsto un intervallo
                     opportuno tra ciascuna provetta. Devono essere prese precauzioni perchè il condensato che si forma
                     sulle pareti o sul soffitto dell'ambiente di prova non ricada sui campioni.
          7.2.       Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                     Colorazione dell'intercalare
                     — incolore: 1,
                     — colorato: 2.
                     Le altre caratteristiche secondarie non intervengono.
          7.3.       Interpretazione dei risultati
          7.3.1.     Un vetro di sicurezza è considerato soddisfacente dal punto di vista della resistenza all'umidità se
                     non si riscontrano cambiamenti di rilievo a oltre 10 mm dai bordi non tagliati ed a oltre 15 mm
                     dai bordi tagliati dopo una permanenza di 2 h in atmosfera ambiente per i vetri stratificati ordinari
                     e trattati e dopo una permanenza di 48 h in atmosfera ambiente per i vetri rivestiti di materia
                     plastica e per i vetri di plastica.
          7.3.2.     Una serie di provette o di campioni presentata all'omologazione è considerata soddisfacente dal
                     punto di vista della resistenza alla umidità se si verifica una delle seguenti condizioni :
          7.3.2.1.   Tutte le prove hanno avuto esito positivo.
          7.3.2.2.   Se una prova ha avuto esito negativo, una nuova serie di prove effettuate su una nuova serie di
                     provette o di campioni ha dato risultati soddisfacenti.
          8.         PROVE DI RESISTENZA AL FUOCO
          8.1.       Oggetto e campo d'applicazione
                     Questo metodo consente di determinare la velocità di combustione orizzontale dei materiali
                     utilizzati nell'abitacolo dei trattori dopo essere stati esposti all'azione di una piccola fiamma.
                     Questo metodo permette di controllare i materiali e gli elementi di rivestimento interno dei trattori,
                     individualmente o combinati sino ad uno spessore di 15 mm. Esso è utilizzato per valutare
                     l'uniformità dei lotti di produzione di questi materiali dal punto di vista delle caratteristiche di
                     combustione. Date le numerose differenze tra le situazioni reali che si verificano normalmente e le
                     precise condizioni di prova specificate nel presente metodo (applicazione orientamento all'interno
                     del trattore, condizioni di utilizzazione, origine delle fiamme, ecc.), quest'ultimo non può essere
                     considerato adatto alla valutazione di tutte le caratteristiche di combustione in un trattore reale.
 ---pagebreak--- N. C 218/46                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           17. 8. 87
           8.2.    Definizioni
           8.2.1. Velocità di combustione: quoziente tra la distanza combusta, misurata con questo metodo e il
                  tempo necessario alla fiamma per percorrere detta distanza. Essa si esprime in millimetri al minuto.
           8.2.2. Materiale composito : materiale costituito da più strati di materiali simili o differenti, agglomerati
                  mediante cementazione, collaggio, incorporazione, saldatura, ecc.
                  I materiali non sono considerati compositi se l'assemblaggio presenta discontinuità (ad esempio,
                  cucitura, punti di saldatura ad alta frequenza, rivettatura, ecc.) che consentono il prelievo di singoli
                  campioni conformemente al punto 8.5.
           8.2.3. Faccia esposta: la superficie rivolta verso l'abitacolo quando il materiale è installato sul trattore.
           8.3.   Principio
                  Un campione è disposto orizzontalmente in un supporto a forma di U ed esposto per 15 s all'azione
                  di una fiamma definita di debole energia in una camera di combustione ove la fiamma agisce sul
                  bordo libero del campione. La prova permette di determinare se e quando si spegne la fiamma
                  oppure il tempo necessario alla stessa per percorrere una distanza misurata.
           8.4.   Apparecchiatura
           8.4.1. Camera di combustione (figura 6), preferibilmente di acciaio inossidabile avente le dimensioni
                  indicate in figura 7.
                  La facciata anteriore di questa camera comprende una finestra di osservazione incombustibile che
                  può coprire l'intera facciata anteriore e che può servire da pannello di accesso.
                  II Iato inferiore delia camera presenta fori di ventilazione e la parte superiore comporta una fessura
                  di aerazione perimetrale.
                  La camera poggia su quattro piedi alti 10 mm. Su uno dei lati, la camera può presentare un orifizio
                  per l'introduzione del supporto del campione; dall'altro lato un'apertura lascia passare il tubo di
                  adduzione de! gaz. La materia fusa è raccolta in una vaschetta (vedi figura 8) disposta sul fondo
                  della camera tra i fori di ventilazione senza coprirli.
                                                            Figura 6
                           Esempio di camere di combustione con supporto del campione e vaschetta
 ---pagebreak--- 17. 8. 87            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                            N. C 218/47
                Dimensioni in millimetri — Tolleranze secondo ISO 2768
                                                  |                 385
                        Fessura d'aerazione
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    «3
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                        Bruciatore a gas            63.5 63.S   63.5   63.5    63.5
                                 I                                  Àr-       ^   -^-*-
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                                                                         19
                                         Figura 7
                            Esempio di camera di combustione
                  Dimensioni in millimetri — Tolleranze secondo ISO 2768
                             336                                           16
                                                                                "I ,
                                                                                   r
                                                                                      IT)
                                                                            e      l
                                         Figura 8
                                   Esempio di vaschetta
 ---pagebreak--- N. C 218/48                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         17. 8. 87
           8.4.2.    Supporto del campione, costituito da due lastre di metallo a forma di U o telai di materiale
                     resistente alla corrosione. Le dimensioni sono indicate in figura 9.
                     La lastra inferiore reca dei perni, mentre la lastra superiore presenta dei fori corrispondenti in
                     modo da permettere un fissaggio sicuro del campione.
                     I perni servono anche da riferimento per la misurazione dell'inizio e della fine della distanza di
                     combustione. Deve essere fornito un appoggio costituito da fili resistenti al calore del diametro di
                     0,25 mm, tesi attraverso la lastra inferiore del supporto del campione ad intervalli di 25 mm (vedi
                     figura 10).
                                      Dimensioni in millimetri — Tolleranze secondo ISO 2768
                                                                                                             5 x<XS'   ^-Coperchio
                                                                        04
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                                                    II                                                à          ~r—\
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                                     T27 * 0.2
                                                 ffi*jq,3
                                                 (356)
                                                       361
                                                               Figura 9
                                                 Esempio di supporto del campione
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       N. C 218/49
                                  Dimensioni in millimetri — Tolleranze secondo ISO 2768
                                        Fessure
                                                              Figura 10
                 Esempio di sezione del telaio a forma di U con la parte inferiore predisposta per fili di supporto
                    La parte inferiore del campione deve trovarsi 178 mm sopra la lastra di fondo. La distanza tra il
                    bordo del supporto del campione e l'estremità della camera deve essere di 22 mm; la distanza tra i
                    bordi longitudinali del supporto del campione ed i lati della camera deve essere di 50 mm (tutte le
                    misure sono misurate all'interno) (vedi figure 6 e 7).
          8.4.3.    Bruciatore a gas. La piccola sorgente delle fiamme è rappresentata da un becco Bunsen del diametro
                    interno di 9,5 mm. Questo è disposto nella camera di combustione in modo che il centro dell'ugello
                    venga a trovarsi 19 mm sotto il centro del bordo inferiore del lato aperto del campione (vedi
                    figura 7).
          8.4.4.    Gas di prova. Il gas fornito al becco deve avere un potere calorifico di circa 38 MJ/m 3 (ad esempio,
                    gas naturale).
          8.4.5.    Pettine di metallo, della lunghezza di almeno 110 mm e munito di sette o otto denti a punta
                    arrotondata ogni 25 mm.
          8.4.6.    Cronometro con una precisione di 0,5 s.
          8.4.7.    Cappa. La camera di combustione può essere posta in una cappa di laboratorio a condizione che
                    il volume interno della stessa sia compreso tra 20 volte e 110 volte il volume della camera di
                    combustione e che nessuna delle due dimensioni (altezza, larghezza o profondità) superi una delle
                    altre due di più di 2,5 volte.
                    Prima della prova si misura la velocità verticale dell'aria nella cappa di laboratorio 100 mm davanti
                    e dietro lo spazio previsto per la camera di combustione. Essa deve essere compresa tra 0,10 e
                    0,3 m/s in modo da evitare che l'operatore sia infastidito dai prodotti di combustione. È possibile
                    utilizzare una cappa a ventilazione naturale con una adeguata velocità dell'aria.
          8.5.      Campione
          8.5.1.    Forme e dimensioni
                    La forma e le dimensioni del campione sono indicate nella figura 11. Lo spessore del campione
                    corrisponde allo stesso spessore del prodotto da sottoporre alla prova ma non deve superare 13 mm.
                    Se il campione lo consente, la sua sezione deve essere costante sull'intera lunghezza. Se la forma e
                    le dimensioni di un prodotto non permettono il prelievo di un campione di dimensioni prescritte si
                    rispettano le seguenti dimensioni minime :
                    a) per i campioni di larghezza compresa fra 3 e 60 mm, la lunghezza deve essere 356 mm. In
                         questo caso il materiale è sottoposto alla prova nel senso della larghezza del prodotto;
 ---pagebreak--- N. C 218/50                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           17. 8. 87
                   b) per i campioni di larghezza compresa tra 60 e 100 mm, la lunghezza deve essere di almeno
                        138 mm. In questo caso, la distanza di combustione possibile corrisponde alla lunghezza del
                       campione e la sua misurazione inizia dal primo riferimento;
                   e) i campioni di larghezza inferiore a 60 mm e di lunghezza inferiore a 356 mm nonché i campioni
                       di larghezza compresa tra 60 e 100 mm di lunghezza inferiore a 138 mm ed i campioni di
                       larghezza inferiore a 3 mm non possono essere sottoposti alla prova con questo metodo.
          8.5.2.   Prelievo
                   Dal materiale da sottoporre alla prova devono essere prelevati almeno 5 campioni. Nei materiali
                   che presentano velocità di combustione diversa, a seconda della direzione del materiale (il che
                   è determinato con prove preliminari), cinque o più campioni devono essere prelevati e posti
                   nell'apparecchio di prova in modo da consentire la misurazione della velocità di combustione più
                   elevata. Se il materiale è fornito tagliato in larghezze determinate, deve essere tagliata una lunghezza
                   di almeno 500 mm sull'intera larghezza. Alcuni campioni devono essere prelevati dal pezzo ad una
                   distanza di almeno 100 mm dal bordo del materiale ed alla stessa distanza tra loro.
                   Se la forma del prodotto lo consente, i campioni devono essere prelevati nello stesso modo dai
                   prodotti finiti. Se lo spessore del prodotto supera 13 mm, lo si deve ridurre a 13 mm con un
                   procedimento meccanico dal lato opposto a quello rivolto alla cabina.
                   I materiali (vedi punto 8.2.2) devono essere sottoposti alla prova con un pezzo omogeneo.
                   Nel caso di più strati di materiali diversi, non considerati compositi, ogni strato compreso in una
                   profondità di 13 mm a partire dalla superficie rivolta verso la cabina deve essere sottoposto alla
                   prova separatamente.
                                                       Dimensioni in millimetri
                                  38                       254
                                                127
                                                            TT
                                    4-                      -é~                   -4
                                                              35G
                                                                Figura 11
                                                               Campione
           8.5.3.     Condizionamento
                    I campioni devono essere mantenuti per almeno 24 ore ed al massimo per 7 giorni ad una
                    temperatura di 23 ± 2° C con una umidità relativa di 50 ± 5 % e restare in tali condizioni sino al
                    momento della prova.
            8.6.    Procedimento
            8.6.1.  I campioni con superficie rivestita di panno o imbottita vengono posti su una superficie piana e
                    pettinati due volte contro pelo con il pettine (punto 8.4.5).
            8.6.2.  Il campione viene posto nell'apposito supporto (punto 8.4.2) in modo da presentare alla fiamma il
                    lato rivolto verso il basso.
            8.6.3.  Si regola la fiamma del gas ad un'altezza di 30 mm mediante il riferimento indicato sulla camera
                    di combustione con la presa d'aria del becco chiusa. Prima di iniziare le prove la fiamma deve
                    essere stata stabilizzata per almeno un minuto.
            8.6.4.  Si spinge il supporto del campione nella camera di combustione in modo che l'estremità del
                    campione sia esposta alla fiamma e dopo 15 s si interrompe l'arrivo del gas.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         N . C 218/51
          8.6.5.   La misurazione del tempo di combustione inizia nell'istante in cui il punto di attacco della fiamma
                   supera il primo riferimento. Si osserva la propagazione della fiamma sul lato che brucia più
                    rapidamente (lato superiore o inferiore).
          8.6.6.    La misurazione del tempo di combustione termina quando la fiamma raggiunge l'ultimo riferimento
                   o quando la fiamma si spegne prima di raggiungere detto punto. Se la fiamma non raggiunge
                   l'ultimo riferimento, si misura la distanza combusta sino al punto di estinzione della fiamma. La
                   distanza combusta è la parte decomposta del campione, distrutta in superficie o all'interno della
                   combustione.
          8.6.7.   Se il campione non si accende o se non continua a bruciare dopo l'estinzione del bruciatore oppure
                    se la fiamma si spegne prima di aver raggiunto il primo riferimento non permettendo così di
                    misurare la durata di combustione, nel verbale di prova si indica che la velocità di combustione è
                    di 0 mm/min.
          8.6.8.    Nel corso di una serie di prove o di prove ripetute, ci si deve accertare che la camera di combustione
                    e di supporto del campione abbiano una temperatura massima di 30° C prima dell'inizio della
                    prova.
          8.7.      Calcoli
                    La velocità di combustione, B, in millimetri per minuto, è data dalla formula :
                                                                   s
                                                               B = - x 60
                                                                   t
                   dove :
                   s è la lunghezza, in millimetri, della distanza combusta,
                   t è la durata di combustione, in secondi, per la distanza s.
          8.8.     Indici di diccifoltà delle caratteristiche secondarie
                   Non interviene alcuna caratteristica secondaria.
          8.9.     Interpretazione dei risultati
                   Il vetro di sicurezza ricoperto di materia plastica (punto 1.3) ed il vetro di sicurezza di plastica
                   (punto 1.4) sono ritenuti soddisfacenti dal punto di vista della resistenza al fuoco se la velocità di
                   combustione non supera 250 mm/min.
          9.       QUALITÀ OTTICHE
          9.1.     Prova di trasmissione luminosa
          9.1.1.     Apparecchiatura
          9.1.1.1. La sorgente luminosa è costituita da una lampadina ad incandescenza il cui filamento è contenuto
                   in un parallelepipedo di 1,5 mm x 1,5 mm x 3 mm. La tensione è applicata al filamento della
                   lampadina e deve essere tale che la sua temperatura di colore sia 2 856 ± 50 K. Detta tensione
                   deve essere stabilizzata a ± 1/1 000. Lo strumento di misura utilizzato per verificare questa tensione
                   deve avere una precisione adatta a questa applicazione.
          9.1.1.2. Il sistema ottico è costituito da una lente di distanza focale f pari almeno a 500 mm e corretta per
                   le aberrazioni cromatiche. L'apertura completa della lente non deve superare f/20. La distanza tra
                   lente e sorgente luminosa deve essere regolata in modo da ottenere un fascio luminoso sensibilmente
                   parallelo. Si inserisce un diaframma per limitare il diametro del fascio luminoso a 7 ± 1 mm.
                   Detto diaframma deve essere posto ad una distanza di 100 ± 50 mm dalla lente, dal lato opposto
                   alla sorgente luminosa. Il punto di misurazione deve essere preso al centro del fascio luminoso.
          9.1.1.3. Strumento di misura. Il ricevitore deve presentare una sensibilità spettrale relativa corrispondente
                   all'efficacia luminosa spettrale relativa CIE( 1 ) per la visione fotopica. La superficie sensibile del
                   ricevitore deve essere coperta da un diffusore e deve essere almeno pari a 2 volte la sezione del
                   fascio luminoso parallelo emesso dal sistema ottico. Se si ricorre ad una sfera di integrazione,
                   l'apertura della sfera deve essere almeno pari a due volte la sezione del fascio luminoso parallelo.
                   L'insieme costituito da ricevitore e strumento di misura deve essere una linearità migliore del 2 %
                   nella parte utile della scala. Il ricevitore deve essere centrato sull'asse del fascio luminoso.
          (x) Commissione internazionale per l'illuminazione.
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           9.1.2.       Procedimento
                      La sensibilità del sistema di misura deve essere regolata in modo che lo strumento di misura della
                      risposta del ricevitore indichi 100 divisioni quando il vetro di sicurezza non è posto sulla traiettoria
                      luminosa. Lo strumento deve indicare 0 quando il ricevitore non riceve alcuna luce.
                      Il vetro di sicurezza deve essere disposto ad una distanza dal ricevitore pari a circa 5 volte il
                      diametro del ricevitore. Il vetro di sicurezza deve essere posto tra il diaframma ed il ricevitore,
                      orientato in modo tale che l'angolo incidente del fascio luminoso sia di 0 ± 5°. Il fattore di
                      trasmissione della luce regolare deve essere misurato sul vetro di sicurezza; per ciascuno dei punti
                      misurati si legge il numero delle divisioni n sull'apparecchio di misura. Il fattore di trasmissione
                      della luce regolare xr è uguale a n/100.
           9.1.2.1.   Nel caso del parabrezza possono essere applicati 2 metodi di prova utilizzando sia un campione
                      ricavato nella parte più piatta di un parabrezza sia un pezzo quadrato appositamente preparato,
                      che presenti le stesse caratteristiche del materiale e lo spessore di un parabrezza; le misurazioni
                      vengono effettuate perpendicolarmente al vetro.
           9.1.2.2.   La prova viene seguita nella zona I' di cui al punto 9.2.5 del presente allegato.
           9.1.3.     Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                      Colorazione del vetro :
                      — incolore: 1,
                      — colorato : 2.
                      Colorazione dell'intercalare (nei parabrezza stratificati) :
                      — incolore: 1,
                      — colorato: 2.
                      Ombra e/o fasce oscuranti :
                      — escluso: 1,
                      — incluso: 2.
                      Le altre caratteristiche secondarie non intervengono.
           9.1.4.     Interpretazione dei risultati
                      La trasmissione regolare, misurata conformemente al punto 9.1.2, non deve essere inferiore al 7 5 %
                      nel caso dei parabrezza ed al 70% nel caso degli altri vetri diversi dai parabrezza.
                      Nel caso di finestrini situati in posizioni tali da non svolgere un ruolo essenziale per la visibilità
                      del conducente (ad esempio, tetto trasparente), il fattore regolare di trasmissione luminoso del
                      vetro, può essere inferiore al 7 0 % . I vetri con fattore regolare di trasmissione luminosa, inferiore
                      al 70 % devono essere marcati con un apposito simbolo.
           9.2.       Prova della distorsiona ottica
           9.2.1.      Campo di applicazione
                       Il metodo descritto è un metodo di proiezione che consente di valutare la distorsione ottica di un
                       vetro di sicurezza.
           9.2.1.1.     Definizioni
           9.2.1.1.1. Deviazione ottica : angolo tra la direzione apparente e la direzione reale di un punto visto attraverso
                       il vetro di sicurezza. Il valore di detto angolo è funzione dell'angolo di incidenza del raggio visivo,
                       dello spessore dell'inclinazione del vetro e del raggio di curvatura nel punto di incidenza.
           9.2.1.1.2. Distorsione ottica in una direzione MM' : differenza algebrica della deviazione angolare Aa misurata
                       tra due punti M et M' della superficie del vetro la cui distanza è tale che le loro proiezioni in un
                       piano perpendicolare alla direzione di osservazione distino di un valore fisso Ax (vedi figura 12).
                       Una deviazione in senso antiorario sarà considerata positiva e negativa in senso orario.
           9.2.1.1.3. Distorsione ottica in un punto M : distorsione ottica massima per tutte le direzioni M M ' a partire
                       dal punto M.
           9.2.1.2.     Apparecchiatura
                       Questo metodo è basato sulla proiezione su schermo di una sagoma opportuna attraverso il vetro
                       di sicurezza sottoposto alla prova. La modifica della forma dell'immagine proiettata, provocata
                       dall'inserimento del vetro sul percorso luminoso, dà una misura della distorsione ottica. L'apparec-
                       chiatura si compone dei seguenti elementi disposti come indicato in figura 15.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     N. C 218/53
          9.2.1.2.1. Proiettore di buona qualità con sorgente luminosa puntiforme a forte intensità, avente, ad esempio,
                     le seguenti caratteristiche :
                     — distanza focale almeno 90 mm,
                     — apertura circa 1/2,5,
                     — lampadina da 150 W quarzo alogeno (in caso di utilizzazione senza filtro),
                     — lampadina da 250 W quarzo 3 (in caso di utilizzazione di un filtro verde).
                                                               Figura 12
                                           Rappresentazione schematica della distorsione
               Osservazioni : Aa = <Xj — a 2 è la distorsione ottica nella direzione MM'.
                              Ax = MC è la distanza tra le due rette parallele alla direzione di osservazione e
                                       passanti per i punti M e M'.
                     Dispositivo (Sagoma)                                                            Diaframma.
                                                      •Condensatore
                                                               Figura 13
                                                   Disposizione ottica del proiettore
 ---pagebreak--- N. C 218/54                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        17. 8. 87
                                                              Figura 14
                                                 Dettaglio ingrandito del dispositivo
                       Il dispositivo di proiezione è rappresentato schematicamente in figura 13. Un diaframma del
                      diametro di 8 mm deve essere posto a circa 10 mm dalla lente dell'obiettivo.
           9.2.1.2.2. Diapositive (sagome) costituite ad esempio da un reticolo di cerchi chiari su fondo scuro (vedi
                      figura 14). Le diapositive devono essere di ottima qualità e presentare un buon contrasto per
                      consentire misurazioni con un errore inferiore al 5 % . In mancanza del vetro da sottoporre alla
                      prova, le dimensioni dei cerchi devono essere tali che, quando vengano proiettati, formino sullo
                                                                       +  R
                                                                    Rl      2
                      schermo un reticolo di cerchi di diametro               Ax con Ax = 4 mm (vedi le figure 12 e 15).
                 Proiettore
           f
                 2-                          * i
    Diaframma
                                     Angolo di inclinazione
                                                                                                          Direzione di
                                                                                                          osservazione
                 R, = 4 m
                 R7 = 2 — 4 m (preferibilmente 4 m)
                                                               Figura 15
                                 Disposizione dell'apparecchiatura per la prova della distorsione ottica
            9.2.1.2.3. Supporto, di preferenza tale da consentire spostamenti verticali ed orizzontali nonché una rotazione
                        del vetro di sicurezza.
            9.2.1.2.4. Sagoma di controllo per misurare le modifiche delle dimensioni quando si richieda una valutazione
                        rapida. Una forma adeguata è rappresentata in figura 16.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         N. C 218/55
                                                                Figura 16
                                                     Esempio di sagoma di controllo
           9.2.1.3.    Procedimento
           9.2.1.3.1. Considerazioni generali
                       Montare il vetro di sicurezza sul supporto (punto 9.2.1.2.3) con l'angolo di inclinazione prescritto.
                       Si proietta la diapositiva di prova attraverso la superficie in esame. Ruotare il vetro o spostarlo in
                       direzione orizzontale o verticale per esaminare l'intera superficie prescritta.
          9.2.1.3.2. Valutazione con l'uso di una sagoma di controllo
                       Se basta una valutazione rapida, con una precisione non superiore al 2 0 % , il valore A (vedi figu-
                       ra 16) è calcolato a partire dal valore limite Aa L , per la modifica della deviazione e dal valore R 2
                       quale distanza tra il vetro di sicurezza e lo schermo di proiezione:
                                                                 A = 0,145 Aa L . R 2
                       La relazione tra la modifica del diametro dell'immagine proiettata Ad e la modifica della deviazione
                       angolare Aa, è data dalla formula:
                                                                 Ad = 0,29 Aa . R2
                      dove
                      Ad è espressa in millimetri;
                      A è espressa in millimetri;
                      Aa L è espressa in minuti di arco;
                      Aa è espressa in minuti di arco;
                      R 2 è espressa in metri.
          9.2.1.3.3. Misurazione con dispositivo fotoelettrico
                      Se è richiesta una misurazione con una precisione superiore al 10 % del valore limite, il valore Ad
                      è misurato sull'asse di proiezione ove il valore della larghezza del punto luminoso è fissato nel
                      punto in cui la luminanza è 0,5 volte la luminanza massima dello spot.
          9.2.1.4.    Espressione dei risultati
                      Si determina la distorsione ottica dei vetri di sicurezza misurando d in tutti i punti della superficie
                      ed in tutte le direzioni per trovare Ad max.
          9.2.1.5.    Altro metodo
                      È inoltre consentito il ricorso alla tecnica strioscopica quale variante delle tecniche di proiezione,
                      a condizione che sia rispettata la precisione delle misure di cui ai punti 9.2.1.3.2 e 9.2.1.3.3.
          9.2.1.6.    La distanza Ax deve essere di 4 mm.
          9.2.1.7.    Il parabrezza deve essere montato con l'angolo di inclinazione corrispondente a quello del montaggio
                     sul trattore.
          9.2.1.8.   L'asse di proiezione nel piano orizzontale deve essere mantenuto in una posizione praticamente
                     perpendicolare alla traccia del parabrezza in detto piano.
 ---pagebreak--- N. C 218/56                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          17. 8. 87
           9.2.2.     Le misure devono essere eseguite :
           9.2.2.1.   nella zona I' definita al punto 9.2.5 del presente allegato.
           9.2.2.2.   La prova deve essere ripetuta se il parabrezza deve essere montato su un tipo di trattore il cui
                      campo di visibilità anteriore è diverso da quello del tipo di trattore per il quale il parabrezza è già
                      stato omologato.
           9.2.3.     Ìndice di difficoltà delle caratteristiche secondarie
           9.2.3.1.   Natura del materiale
                      — cristallo levigato: 1,
                      — cristallo flottato: 1,
                      — vetro tirato : 2.
           9.2.3.2.   Altre caratteristiche secondarie
                      Le altre caratteristiche secondarie non intervengono.
           9.2.4.     Numero di campioni
                      Sottoporre a prova quattro campioni
           9.2.5.     Definizione della zona V
           9.2.5.1.   La zona I' è costituita dell'intera superficie del parabrezza.
           9.2.6.     Interpretazione dei risultati
                      Un tipo di parabrezza si considera soddisfacente dal punto di vista della distorsione ottica se la
                      distorsione ottica non supera un arco massimo di 2' sui quattro campioni sottoposti alle prove.
           9.2.6.1.   Nessuna misura deve essere eseguita in una zona perimetrale larga 100 mm.
           9.2.6.2.   Nel caso di parabrezza in due parti non si esegue alcuna verifica in una fascia di 35 mm a partire
                      dal bordo del vetro che può essere adiacente al montante di separazione.
           9.3.       Prova di separazione dell'immagine secondaria
           9.3.1.     Campo di applicazione
                      Sono riconosciuti due metodi di prova :
                      — metodo di prova al bersaglio,
                      — metodo di prova al collimatore.
                      All'occorrenza queste prove possono essere utilizzate per prove di omologazione, di controllo di
                      qualità o di valutazione del prodotto.
           9.3.1.1.   Prova al bersaglio
           9.3.1.1.1. Apparecchiatura
                      Questo metodo si basa sull'esame attraverso il vetro di sicurezza di un bersaglio illuminato. Il
                      bersaglio può essere concepito in modo che la prova possa essere eseguita con un semplice metodo
                      « passa, non passa ». Di preferenza, il bersaglio deve essere di uno dei seguenti tipi :
                      a) bersaglio anulare illuminato il cui diametro esterno D sottende un angolo di T| minuti di arco
                          in un punto situato a x metri (figura 17 a);
                      b) bersaglio « corona e spot » illuminato, di dimensioni tali che la distanza D di un punto situato
                          sul bordo dello spot ed il punto più vicino all'interno della corona sottende un angolo di r|
                          minuti di arco in un punto situato a x metri (figura 17 b);
                      dove:
                      T| è il valore limite della separazione d'immagine secondaria,
                      x è la distanza tra vetro di sicurezza e bersaglio (non inferiore a 7 m),
                      D è dato dalla formula :
                                                                     D = x . tg TI
                      Il bersaglio illuminato è composto da una scatola luminosa, delle dimensioni di 300 x 300 x
                      150 mm circa, la cui parte anteriore è realizzata generalmente con un vetro ricoperto di carta nera
                      opaca o di pittura nera opaca. La scatola deve essere illuminata da una sorgente luminosa adatta.
                      L'interno della scatola deve essere ricoperto da uno strato di pittura bianca opaca. Può essere
                      opportuno utilizzare altre forme di bersaglio, ad esempio, quella rappresentata in figura 20. È pure
                      possibile sostituire il bersaglio con un dispositivo di proiezione ed esaminare su uno schermo le
                      immagini che ne risultano.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         N. C 218/57
              9.3.1.1.2. Procedimento
                         Il vetro di sicurezza deve essere montato con l'angolo d'inclinazione prescritto su un opportuno
                         supporto in modo che l'osservazione venga eseguita sul piano orizzontale che passa per il centro
                         del bersaglio.
                         La scatola luminosa deve essere osservata in un locale buio o semibuio. Devono essere esaminate
                         tutte le parti del vetro di sicurezza per individuare la presenza di qualsiasi immagine secondaria
                         associata al bersaglio illuminato. Il vetro di sicurezza deve essere ruotato in modo tale che
                         venga mantenuta la direzione corretta di osservazione. Per questo esame può essere utilizzato un
                         cannocchiale.
              9.3.1.1.3. Espressione dei risultati
                         Determinare se :
                         — utilizzando il bersaglio a) (vedi figura 17), le immagini primarie e secondarie del cerchio si
                             separano, vale a dire se è superato il valore limite di i), opppure
                         — utilizzando il bersaglio b) (vedi figura 17), l'immagine secondaria dello spot passa oltre il punto
                             di tangenza con il bordo interno del cerchio, vale a dire se è superato il valore limite di TJ.
                                                    Larghezza della
                                                    fessura 2 mm
                                                                  Figura 17
                                                           Dimensione dei bersagli
     Punto di                                                                          Bersaglio ,
     osservazione              Vetro di sicurezza                                                                            Sorgente
                                                                                                                              uminosa
                                                                                                                             idatta
                                                              /
                                                            1       <
       Angolo
       d'inclinazione                                Distanza di osservazione (x ^ 7 m)
                                                                  Figura 18
                                                     Disposizioni dell'apparecchiatura
 ---pagebreak--- N. C 218/58                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           17. 8. 87
                            Collimatore                                              Cannocchiale d'osservazione
                   Angolo d'inclinazione
                                                                                                            Piano dell'immagine
                1.  Lampadina,
                2.  Condensatore, apertura > 8,6 mm,
                3.  Schermo di vetro smerigliato, apertura > di quella del condensatore,
                4.  Filtro colorato con foro centrale del diametro — 0,3 mm, diametro > 8,6 mm,
                5.  Piastra con coordinate polari, diametro > 8,6 mm,
                6.  Lente acromatica, f^ 86 mm, apertura = 10 mm,
                7.  Lente acromatica, f ^ 86 mm, apertura = 10 mm,
                8.  Punto nero, diametro — 0,3 mm,
                9. Lente acromatica, f = 20 mm, apertura ^ 10 mm.
                                                               Figura 19
                                             Apparecchiatura per la prova al collimatore
          9.3.1.2.   Prova al collimatore
                     All'occorrenza si può applicare la procedura descritta nel presente paragrafo.
          9.3.1.2.1. Apparecchiatura
                     L'apparecchiatura è composta da un collimatore e da un cannocchiale e può essere realizzata come
                     indicato nella figura 19. Si può però utilizzare anche qualsiasi altro sistema ottico equivalente.
          9.3.1.2.2. Procedimento
                     Il collimatore forma all'infinito l'immagine di un sistema in coordinate polari con un punto
                     luminoso al centro (vedi figura 20). Nel piano focale del cannocchiale di osservazione un piccolo
                     punto opaco, di diametro leggermente superiore a quello del punto luminoso proiettato, è posto
                     sull'asse ottico occultando così il punto luminoso.
                     Quando una provetta che presenta un'immagine secondaria è posta tra il cannocchiale ed il
                     collimatore, è visibile ad una certa distanza al centro del sistema di coordinate polari un secondo
                     punto luminoso di minore intensità. Si può considerare che la separazione d'immagine secondaria
                     è rappresentata dalla distanza tra i due punti luminosi osservati al cannocchiale d'osservazione
                     (vedi figura 20). (La distanza tra il punto nero ed il punto luminoso al centro del sistema di
                     coordinate polari rappresenta la deviazione ottica).
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    N. C 218/59
                                                             Figura 20
                                Esempio di osservazione secondo il metodo di prova al collimatore
          9.3.1.2.3. Espressione dei risultati
                     Si esamina anzitutto il vetro di sicurezza mediante un metodo semplice per determinare la zona
                     che dà l'immagine secondaria più forte. Si esamina questa zona con il cannocchiale sotto l'angolo
                     d'incidenza adatto e si misura la separazione massima d'immagine secondaria.
          9.3.1.3.   La direzione d'osservazione nel piano orizzontale deve essere mantenuta approssimativamente
                     normale alla traccia del parabrezza su detto piano.
 ---pagebreak--- N. C 218/60                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          17. 8. 87
           9.3.2.   Le misurazioni devono essere eseguite:
           9.3.2.1. nella zona I' definita al punto 9.2.5 del presente allegato.
           9.3.2.2. Tipo di trattore.
                    La prova deve essere ripetuta se il parabrezza deve essere montato su un tipo di trattore il cui
                    campo di visibilità anteriore è diverso da quello del tipo di trattore per il quale il parabrezza è già
                    stato omologato.
           9.3.3.   Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
           9.3.3.1. Natura del materiale :
                    — cristallo levigato: 1,
                    — cristallo flottato : 1,
                    — vetro tirato : 2.
           9.3.3.2. Altre caratteristiche secondarie
                    Le altre caratteristiche secondarie non intervengono.
           9.3.4.   Numero di campioni
                    Sottoporre a prova quattro campioni.
           9.3.5.   Interpretazione dei risultati
                    Un tipo di parabrezza si considera come soddisfacente dal punto di vista della separazione
                    dell'immagine secondaria se nei quattro campioni sottoposti alle prove la separazione delle immagini
                    primaria e secondaria non supera un arco di 15'.
           9.3.5.1. Non si effettua alcuna misura nella zona perimentrale di 100 mm di larghezza.
           9.3.5.2. Nel caso di un parabrezza in due parti, non si effettua alcun controllo in una fascia di 35 mm a
                    partire dal bordo del vetro che può essere adiacente al montante di separazione.
           9.4.     Identificazione dei colori
                    Quando un parabrezza è colorato nella zona definita al punto 9.2.5, si verifica su quattro parabrezza
                    la possibilità di identificazione dei seguenti colori :
                    — bianco,
                    — giallo selettivo,
                    — rosso,
                    — verde,
                    — blu,
                    — ambra.
            10.     PROVA DI RESISTENZA ALLE VARIAZIONI DI TEMPERATURA
           10.1.    Metodo di prova
                    Due provette di 300 x 300 mm sono poste in un ambiente avente una temperatura di - 40° C ±
                    5° C per 6 ore. Esse vengono poi poste all'aria libera ad una temperatura di 23° C ± 2° C per
                    un'ora oppure sino al momento in cui le provette raggiungono una temperatura di equilibrio. Esse
                    vengono poi poste in una corrente d'aria ad una temperatura di 72° C ± 2° C per 3 ore. Le provette
                    vengono esaminate dopo essere state riposte all'aria libera a 23° C ± 2° C e raffreddate sino a tale
                    temperatura.
            10.2.   Indice di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                    Colorazione dell'intercalare o del rivestimento di materia elastica :
                    — incolore 1,
                    — colorato: 2.
                     Le altre caratteristiche secondarie non intervengono.
            10.3.    Interpretazione dei risultati
                     La prova di resistenza alle variazioni di temperatura è considerata superata se le provette non
                     presentano incrinature, opacità, delaminazione o altri evidenti deterioramenti.
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          11.       PROVA DI RESISTENZA AGLI AGENTI CHIMICI
          11.1.     Agenti chimici da utilizzare
          11.1.1.   Soluzione non abrasiva di sapone: 1 % in peso di oleato di potassio in acqua deionizzata;
          11.1.2.   Detergente per vetri : soluzione acquosa di isopropanolo e di etere monometile glicole dipropilenico,
                    ciascuno in concentrazione compresa tra 5 e 10 % in peso e di idrossido di ammonio in concentrazio-
                    ne compresa tra 1 e 5 % in peso;
          11.1.3.   Alcool denaturato non diluito: una parte in volume di alcool metilico in 10 parti in volume di
                    alcool etilico;
          11.1.4.   Benzina di riferimento: miscela del 50% in volume di toluene, del 30% in volume di 2.2.4
                    trimetilpentano, di 15% in volume di 2.4.4 trimetil-1-pentene e del 5 % in volume di alcool etilico;
          11.1.5.   Cherosene di riferimento: miscela del 50% in volume di n-ottano e del 50% in volume di
                    n-decano.
          11.2.     Metodo di prova
                    Due provette di 180 x 25 mm sono sottoposte alla prova con ciascuno degli agenti chimici di cui
                    al punto 11.1, utilizzando una nuova provetta per ciascuna prova e per ciascun prodotto. Dopo
                    ogni prova, le provette sono ripulite seguendo le istruzioni del fabbricante e quindi condizionate
                    per 48 ore ad una temperatura di 23° C ± 2° C e ad una umidità relativa di 50% ± 5 % . Queste
                    condizioni sono mantenute durante le prove.
                    Le provette sono completamente immerse nel liquido di prova, mantenute immerse per un minuto,
                    ritirate e immediatamente essiccate con un panno di cotone assorbente (pulito).
          11.3.     Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                    Colorazione dell'intercalare o del rivestimento di materia plastica :
                    — incolore: 1,
                    — colorato : 2.
                    Le altre caratteristiche secondarie non intervengono.
          11.4.     Interpretazione dei risultati
          11.4.1.   La prova di resistenza agli agenti chimici è considerata superata se la provetta non presenta
                    rammollimenti, appiccicature, incrinature superficiali o perdita apparente di trasparenza.
          11.4.2.   Una serie di provette presentata all'omologazione è considerata soddisfacente dal punto di vista
                    della resistenza agli agenti chimici se si verifica una delle seguenti condizioni :
          11.4.2.1. tutte le prove hanno dato risultato positivo.
          11.4.2.2. se una prova ha dato risultato negativo, una nuova serie di prove effettuate su una nuova serie di
                    provette ha dato risultati soddisfacenti.
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                                                               ALLEGATO      lll-D
                                                     VETRI A TEMPERA UNIFORME
           1.          DEFINIZIONE DEL TIPO
                       I vetri a tempera uniforme si considerano come appartenenti a tipi diversi se differiscono per
                       almeno una delle seguenti caratteristiche principali o secondarie.
           1.1.        Le caratteristiche principali sono le seguenti,
           1.1.1.      marchio di fabbrica o commerciale,
           1.1.2.      tipo della tempera (termina o chimica),
           1.1.3.      categoria di forma; si distinguono due categorie;
           1.1.3.1.    vetri piani
           1.1.3.2.    vetri piani e bombati,
           1.1.4.      categoria di spessore in cui rientra lo spessore nominale «e», essendo ammessa una tolleranza di
                       fabbricazione di ± 0,2 mm :
                       Categoria      I : e ^ 3,5 mm,
                       Categoria II: 3,5 mm < e < 4,5 mm,
                       Categoria III : 4,5 mm < e ^ 6,5 mm,
                       Categoria IV : 6,5 mm < e.
           1.2.        Le caratteristiche secondarie sono le seguenti:
           1.2.1.      Natura del materiale (cristallo levigato, vetro flottato, vetro tirato),
           1.2.2.      colorazione (incolore o colorato),
            1.2.3.     incorporazione o meno di conduttori.
           2.           FRAMMENTAZIONE
           2.1.         Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                        — Cristallo levigato : 2,
                       — Cristallo flottato: 1,
                        — Vetro tirato: 1.
                        Le altre caratteristiche secondarie non intervengono.
            2.1.1.      Conta soltanto la natura del materiale.
            2.1.2.      Se si considera che il vetro flottato e il vetro tirato abbiano lo stesso indice di difficoltà.
            2.1.3.      La prova di frammentazione deve essere ripetuta quando si passa da cristallo levigato al vetro
                        flottato o al vetro tirato e viceversa.
            2.2.        Scelta dei campioni
            2.2.1.      I campioni di ciascuna categoria di forma e di ciascuna categoria di spessore che siano difficili da
                         produrre venno scelti per le prove secondo i seguenti criteri :
            2.2.1.1.     per i vetri piani oggetto di una domanda di omologazione di cui al precedente punto 1.1.3.1 sono
                         fornite due serie di campioni corrispondenti :
            2.2.1.1.1. alla superficie più grande:
             2.2.1.1.2. all'angolo più piccolo tra due lati adiacenti.
             2.2.1.2.    Per i vetri piani e bombati oggetto di una domanda di omologazione di cui al punto 1.1.3.2 sono
                         fornite tre serie di campioni corrispondenti :
             2.2.1.2.1. alla superficie sviluppata più grande;
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          2.2.1.2.2. all'angolo più piccolo tra due lati adiacenti;
          2.2.1.2.3. all'altezza più grande del segmento;
          2.2.1.2.4. al vetro il cui angolo più piccolo tra due lati adiacenti è inferiore a 30°;
          2.2.1.2.5. all'altezza più grande del segmento superiore a 10 cm. L'altezza del segmento del vetro sottoposto
                     alla prova verrà registrata nel verbale di prova.
          2.2.2.      Le prove eseguite su campioni corrispondenti alla superficie più grande « S » sono ritenute applicabili
                     a qualsiasi altra superficie inferiore a S + 5 %.
          2.2.3.     Se i campioni presentati hanno un angolo y inferiore a 30°, le prove sono considerate applicabili a
                     tutti i vetri prodotti aventi un angolo superiore a y — 5°.
                     Se i campioni presentati hanno un angolo superiore a 30°, le prove sono considerate applicabili a
                     tutti i vetri fabbricati aventi un angolo superiore o pari a 30°.
          2.2.4.     Se l'altezza del segmento x dei campioni presentati è superiore a 100 mm, le prove sono considerate
                     applicabili a tutti i vetri prodotti aventi un'altezza di segmento inferiore a x + 30 mm.
                     Se l'altezza del segmento dei campioni presentati è inferiore o pari a 100 mm, le prove sono
                     considerate applicabili a tutti i vetri prodotti aventi un'altezza di segmento inferiore o pari a
                      100 mm.
          2.3.       Numero di campioni per serie
                     A seconda della categoria di forma definita al precedente punto 1.1.3 il numero di campioni che
                     figura in ciascun gruppo è il seguente :
                                             Tipo di vetro                                   Numero di campioni
                     Piano (1 o 2 serie)                                                             4
                     Piano e bombato (1 o 2 o 3 serie)                                               5
          2.4.       Metodo di prova
          2.4.1.     Il metodo usato è quello descritto al paragrafo 1 dell'allegato HI-C.
          2.5.       Punti d'impatto (vedi allegato III-J, figura 3).
          2.5.1.     Per i vetri piani ed i vetri bombati, i punti d'impatto rappresentati rispettivamente nelle figure 3 a),
                     3 b) e 3 e) dell'allegato III-J, sono i seguenti:
                     Punto 1 : a 3 centimetri dal bordo del vetro nella parte in cui il raggio di curvatura del contorno è
                     più piccolo;
                     Punto 2 : a 3 centimetri dal bordo su una delle mediane, scegliendo il vetro che reca eventuali tracce
                     di fissaggio;
                     Punto 3 : al centro geometrico del vetro;
                     Punto 4 : unicamente per i vetri bombati : questo punto è scelto sulla mediana più lunga nella parte
                     del vetro in cui il raggio di curvatura è più piccolo.
          2.5.2.     Per ogni punto di impatto prescritto si esegue un'unica prova.
          2.6.       Interpretazione dei risultati
          2.6.1.     Una prova è considerata superata se la frammentazione soddisfa le seguenti condizioni:
          2.6.1.1.   il numero di frammenti nell'intero quadrato di 5 x 5 cm non è inferiore a 40 né superiore a 400
                     oppure a 450 nel caso dei vetri di spessore non superiore a 3,5 mm;
          2.6.1.2.   per le esigenze di calcolo di cui sopra, i frammenti che sporgono da un lato del quadrato sono
                     contati quali mezzi frammenti;
          2.6.1.3.   la frammentazione non è verificata in una fascia di 2 cm di larghezza sull'intero perimetro dei
                     campioni rappresentante l'incastro del vetro né in un raggio di 7,5 cm attorno al punto d'impatto.
          2.6.1.4.   non sono ammessi frammenti di superficie superiore a 3 cm 2 tranne nelle parti definite al punto
                     2.6.1.3;
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          2.6.1.5.   sono ammessi alcuni frammenti di forma allungata purché la loro lunghezza non superi 7,5 cm e
                     le loro estremità non siano accuminate; se detti frammenti allungati raggiungono un bordo del
                     vetro, essi non possono formare con quest'ultimo un angolo superiore a 45°.
          2.6.2.     Una serie di campioni presentata per l'omologazione viene considerata soddisfacente dal punto di
                     vista della frammentazione se si verifica almeno una delle seguenti condizioni :
          2.6.2.1.   tutte le prove eseguite utilizzando i punti di impatto prescritti al punto 5.5.1 hanno dato risultato
                     soddisfacente;
          2.6.2.2.   una prova tra tutte quelle eseguite con i punti d'impatto prescritti al punto 2.5.1 ha dato un
                     risultato negativo per quanto concerne eventuali scostamenti non superiore ai seguenti limiti :
                     — al massimo 5 frammenti di lunghezza compresa tra 6 e 7,5 cm,
                     — al massimo 4 frammenti di lunghezza compresa tra 7,5 e 10 cm,
                     ed essa viene ripetuta su un nuovo campione conforme alle prescrizioni del punto 2.6.1 oppure
                     presenta scostamenti compresi nei limiti summenzionati;
          2.6.2.3.   se due prove tra tutte quelle eseguite con i punti d'impatto prescritti al punto 2.5.1 hanno dato un
                     risultato negativo per quanto concerne gli scostamenti non superiore ai limiti indicati al punto
                     2.6.2.2, ma una nuova serie di prove effettuate su una nuova serie di campioni è conforme alle
                     prescrizioni del punto 2.6.1 oppure se non più di due campioni della nuova serie presentano
                     scostamenti compresi entro i limiti indicati al punto 2.6.2.2.
          2.6.3.     Gli eventuali scostamenti riscontrati devono essere indicati nel verbale di prova al quale dovranno
                     essere allegate fotografie delle parti in causa del parabrezza.
          3.         RESISTENZA MECCANICA
          3.1.       Prova d'urto con la sfera da 227 g
          3.1.1.     Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                     — Cristallo levigato: 2,
                     — Cristallo flottato: 1,
                     — Vetro tirato: 1.
                     Colorazione:
                     — incolore: 1,
                     — colorato: 2.
          3.1.2.     Numero di provette
                     Per ogni categoria di spessore definita al precedente punto 1.1.4 vengono sottoposte alla prova sei
                     provette.
          3.1.3.     Metodo di prova
          3.1.3.1.    Il metodo di prova utilizzato è quello descritto al punto 2.1 dell'allegato III-C.
          3.1.3.2.   L'altezza di caduta (dalla parte inferiore della sfera alla faccia superiore della provetta) è l'altezza
                      indicata nella seguente tabella in funzione dello spessore del vetro :
                                    Spessore nominale del vetro                             Altezza di caduta
                                                 e ^ 3,5 mm                               2,0 m + 5/ - 0 mm
                                     3,5 mm < e                                           2,5 m + 5 / —0 mm
          3.1.4.      Interpretazione dei risultati
          3.1.4.1.    La prova d'urto con la sfera è considerata superata se la provetta non si rompe.
          3.1.4.2.    Una serie di provette presentata all'omologazione è considerata come soddisfacente dal punto di
                      vista della resistenza meccanica se si verifica almeno una delle seguenti condizioni :
          3.1.4.2.1. una prova al massimo ha dato un risultato negativo;
          3.1.4.2.2. se due prove hanno dato risultati negativi, una successiva serie di prove eseguite su una nuova serie
                      di provette ha tuttavia dato risultati positivi.
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          4.   QUALITÀ OTTICHE
          4.1. Trasmissione luminosa
               Le prescrizioni concernenti le qualità ottiche di cui al punto 9.1 dell'allegato III-C si applicano ai
               vetri o alle parti dei vetri che devono soddisfare alle prescrizioni concernenti il campo di visibilità
               del conducente in tutte le direzioni.
          4.2. Ai parabrezza si applicano le prescrizioni dei punti 9.1, 9.2 e 9.3 dell'allegato III-C.
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                                                          ALLEGATO 1U-E
                                                       VETRI STRATIFICATI
          1.     DEFINIZIONE DEL TIPO
                 I vetri stratificati diversi dai parabrezza si considerano còme appartenenti a tipi diversi se differiscono
                 per almeno una delle caratteristiche principali o secondarie.
          1.1.   Le caratteristiche principali sono le seguenti :
          1.1.1. marchio di fabbrica o commerciale;
          1.1.2. categoria di spessore del vetro nel quale è compreso lo spessore nominale «e», essendo ammessa
                 una tolleranza di fabbricazione di ± 0,2 n mm, dove « n» è in numero delle lastre di vetro:
                 — categoria       I : e ^ 5,5 mm,
                 — categoria II: 5,5 mm < e ^ 6,5 mm,
                 — categoria III : 6,5 mm < e.
          1.1.3. spessore nominale dello o degli intercalari;
          1.1.4. la natura (folgio o cuscino d'aria) e il tipo dello o degli intercalari, ad esempio, PVB o altro intercalare
                 di materia plastica);
          1.1.5. qualsiasi trattamento speciale al quale può essere stata sottoposta una delle lastre di vetro.
          1.2.   Le caratteristiche secondarie sono le seguenti:
          1.2.1. natura del materiale (cristallo levigato, vetro flottato, vetro tirato);
          1.2.2. colorazione dell'intercalare (incolore o colorato, totalmente o parzialmente);
          1.2.3. colorazione del vetro (incolore o colorato).
          2.     CONSIDERAZIONI GENERALI
          2.1.   Per i vetri stratificati ordinari che non siano parabrezza, le prove sono eseguite su provette piane
                 ricavate da vetri reali oppure fabbricate appositamente. In entrambi i casi le provette sono rigorosa-
                 mente rappresentative, sotto tutti gli aspetti, dei vetri per la fabbricazione dei quali si chiede
                 l'omologazione.
          2.2.   Prima di ogni prova le provette di vetro stratificato sono conservate per almeno 4 ore ad una
                 temperatura di 23° C ± 2° C. Le prove sono eseguite sulle provette non appena ritirate dal contenitore
                 nel quale sono state conservate.
          3.     PROVA DI COMPORTAMENTO ALL'URTO DELLA TESTA
          3.1.   Indice di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                 Non interviene alcuna caratteristica secondaria
          3.2.   Numero di provette
                 Sono sottoposte alle prove sei provette piane di 1 100 x 500 mm ( + 2 5 / - 0 mm).
          3.3.   Metodo di prova
          3.3.1. Il metodo applicato è quello descritto al punto 3 dell'allegato III-C.
          3.3.2. L'altezza di caduta è di 1,5 m + 0 / - 5 mm.
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          3.4.      Intepretazione dei risultati
          3.4.1.    Si ritiene che la prova dia risultati soddisfacenti se si verificano le seguenti condizioni:
          3.4.1.1. la provetta si flette e si spacca presentando numerose fessure circolari il cui centro è approssimativa-
                    mente il punto d'impatto;
          3.4.1.2. l'intercalare può essere strappato ma la testa del manichino non deve passare attraverso;
          3.4.1.3. dall'intercalare non devono staccarsi grossi frammenti di vetro.
          3.4.2.    Una serie di provette sottoposta alle prove di omologazione è considerata soddisfacente dal punto di
                    vista del comportamento all'urto della testa se si verifica una delle seguenti condizioni:
          3.4.2.1. tutte le prove hanno dato risultato positivo;
          3.4.2.2. se una prova ha dato risultato negativo, una nuova serie di prove effettuate su una nuova serie di
                    provette ha dato risultati soddisfacenti.
          4.        RESISTENZA MECCANICA, PROVA DI COMPORTAMENTO ALL'URTO DI UNA SFERA
                    DA 227 g
          4.1.      Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                    Non interviene alcuna caratteristica secondaria.
          4.2.     Numero di provette
                   Sono sottoposte alla prova quattro provette piane quadrate di 300 x 300 mm ( + 1 0 / —0 mm).
          4.3.     Metodo di prova
          4.3.1.    Il metodo utilizzato è quello descritto al punto 2.1 dell'allegato III-C.
          4.3.2.   L'altezza di caduta (dalla parte inferiore della sfera alla superficie superiore della provetta) è indicata
                   nella tabella seguente, a seconda dello spessore nominale:
                                        Spessore nominale                                    Altezza della caduta
                                                e ^ 5,5 mm                                  5 m + 25/ — 0 mm
                                    5,5 mm ^ e ^ 6,5 mm                                     6 m +25/ —0 mm
                                     6,5 mm ^ e                                             7m + 2 5 / - 0 m m
          4.4.     Interpretazione dei risultati
          4.4.1.   La prova d'urto della sfera è considerata positiva se si verifica una delle seguenti condizioni :
          4.4.1.1. la sfera non attraversa la provetta o il campione;
          4.4.1.2. la massa totale dei frammenti che possono formarsi sul lato opposto al punto d'impatto non supera
                   15 g.
          4.4.2.   Una serie di provette sottoposte alle prove di omologazione è considerata soddisfacente dal punto di
                   vista della resistenza meccanica se si verifica una delle seguenti condizioni :
          4.4.2.1. tutte le prove hanno dato risultato positivo;
          4.4.2.2. se due prove al massimo hanno dato risultato negativo ma una successiva serie di prove eseguite su
                   una nuova serie di provette ha dato risultati soddisfacenti.
          5.       RESISTENZA ALLE CONDIZIONI AMBIENTALI
          5.1.     Prova di resistenza all'abrasione
          5.1.1.   Indici di difficoltà e metodo di prova
                   Si applicano le prescrizioni del punto 4 dell'allegato III-C, e la prova prosegue per 1 000 cicli.
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          5.1.2. Interpretazione dei risultati
                 Il vetro di sicurezza è ritenuto soddisfacente dal punto di vista della resistenza all'abrasione se la
                 diffusione luminosa dovuta all'abrasione della provetta non è superiore al 2%.
          5.2.   Prova di resistenza all'alta temperatura
                 Si applicano le prescrizioni del punto 5 dell'allegato IH-C.
          5.3.   Prova di resistenza alle radiazioni
          5.3.1. Disposizioni generali
                 Questa prova viene eseguita soltanto se il laboratorio lo ritiene utile in base alle informazioni di cui
                 dispone sull'intercalare;
          5.3.2. Si applicano le prescrizioni del punto 6 dell'allegato III-C.
          5.4.   Prova di resistenza all'umidità
          5.4.1. Si applicano le prescrizioni del punto 7 dell'allegato HI-C.
          6.     QUALITÀ OTTICHE
          6.1.   Trasmissione luminosa
                 Ai vetri o alle parti dei vetri che devono soddisfare le prescrizioni in materia di campo di visibilità
                 del conducente in tutte le direzioni si applicano le prescrizioni concernenti le qualità ottiche di cui al
                 punto 9.1 dell'allegato III-C.
           6.2.  Ai parabrezza si applicano le prescrizioni dei punti 9.1, 9.2 e 9.3 dell'allegato III-C.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            N. C 218/69
                                                             ALLEGATO IIl-F
           VETRO DI SICUREZZA MUNITO DI UNA SUPERFICIE DI MATERIA PLASTICA SULLA FACCIA
                                                                INTERNA
            1.   I materiali per vetri di sicurezza quali definiti negli allegati III-D, III-E, III-G e III-H, se rivestiti sulla
                 faccia interna di uno strato di materia plastica, devono essere conformi oltre che alle disposizioni dei
                 rispettivi allegati anche alle seguenti disposizioni :
           2.    PROVA DI RESISTENZA ALL'ABRASIONE
           2.1. Indici di difficoltà e metodo di prova
                 Il rivestimento di materia plastica deve essere sottoposto ad una prova conformemente alle prescrizioni
                 del punto 4 dell'allegato III-C per una durata di 100 cicli.
           2.2. Interpretazione dei risultati
                 Il rivestimento di materia plastica è considerato soddisfacente dal punto di vista della resistenza
                 all'abrasione se la diffusione luminosa dovuta all'abrasione della provetta non supera il 4 %.
           3.    PROVA DI RESISTENZA ALL'UMIDITÀ
           3.1. Nel caso del vetro di sicurezza temperato munito di una superficie di materia plastica deve essere
                 eseguita una prova di resistenza all'umidità.
           3.2. Si applicano le disposizioni del punto 7 dell'allegato III-C.
          3.3. Indici di difficoltà e metodo di prova
                Si applicano le disposizioni del punto 7 dell'allegato III-C.
          3.4. Interpretazione dei risultati
                La prova è considerata soddisfacente e non si riscontra alcuna importante modifica irreversibile sulla
                provetta dopo una permanenza di 48 ore di atmosfera ambiente.
          4.    PROVA DI RESISTENZA AL FUOCO
                Si applicano le disposizioni del punto 8 dell'allegato III-C.
          5.    PROVA DI RESISTENZA ALLE VARIAZIONI DI TEMPERATURA
                Si applicano le disposizioni del punto 10 dell'allegato III-C.
          6.    PROVA DI RESISTENZA AGLI AGENTI CHIMICI
                Si applicano le disposizioni del punto 11 dell'allegato III-C.
          7.    QUALITÀ OTTICHE
          7.1. Trasmissione luminosa
                Ai vetri o alle parti di vetri che devono soddisfare le prescrizioni in materia di campo di visibilità del
                conducente in tutte le direzioni si applicano le disposizioni concernenti le qualità ottiche.
          7.2. Ai parabrezza si applicano le disposizioni dei punti 9.1, 9.2 e 9.3 dell'allegato III-C.
 ---pagebreak--- N. C 218/70                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         17. 8. 87
                                                           ALLEGATO       lll-G
                                                         VETRI DI PLASTICA
           1.     DEFINIZIONI TIPO
                  I vetri di plastica diversi dai parabrezzi si considerano come appartenenti a tipi diversi se differiscono
                  per almeno una delle seguenti caratteristiche principali o secondarie:
           1.1.   Le caratteristiche principali sono le seguenti :
           1.1.1. marchio di fabbrica o commerciale;
           1.1.2. categoria di spessore nella quale è compreso lo spessore nominale «e», essendo ammessa una
                  tolleranza di fabbricazione di ± 0,2 mm :
                  — categoria       I : e ^ 3,5 mm,
                  — categoria II: 3,5 mm < e ^ 4 , 5 mm,
                  — categoria III : 4,5 mm < e.
           1.1.3. spessore nominale del o dei fogli di plastica che fungono da intercalare;
           1.1.4. spessore nominale del vetro;
           1.1.5. tipo del foglio o dei fogli di plastica che fungono da intercalare o da intercalari (ad esempio, PVB o
                  altra materia plastica) e del foglio di plastica situato sulla faccia interna;
           1.1.6. qualsiasi trattamento speciale al quale può essere stata sottoposta la lastra di vetro.
           1.2.   Le caratteristiche secondarie sono le seguenti:
           1.2.1. natura del materiale (cristallo levigato, vetro flottato, vetro tirato);
           1.2.2. colorazione, totale o parziale, di tutti i fogli di plastica (incolori o colorati);
           1.2.3. colorazione del vetro (incolore o colorato).
           2.     DISPOSIZIONI GENERALI
           2.1.   Per i vetri di plastica le prove sono eseguite su provette piane ricavate da vetri normali o appositamente
                  fabbricate. In entrambi i casi le provette sono rigorosamente rappresentative, sotto tutti gli aspetti,
                  dei vetri per la cui fabbricazione è chiesta l'omologazione.
           2.2.   Prima di ogni prova le provette di vetro di plastica sono conservate per almeno quattro ore ad una
                  temperatura di 23° C ± 2° C. Le prove sono eseguite non appena le provette sono ritirate dall'ambien-
                  te in cui sono state conservate.
           2.3.    Il vetro presentato all'omologazione è ritenuto conforme alle disposizioni del presente allegato se ha
                   la stessa composizione di un parabrezza già omologato conformemente alle disposizioni dell'alle-
                   gato III-I.
           3.     PROVE DI RESISTENZA ALL'URTO DELLA TESTA
           3.1.   Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                  Non interviene alcuna caratteristica secondaria.
           3.2.   Numero di provette
                  Sono sottoposte alle prove sei provette piane di 1 100 mm x 500 mm + 5 / —2 mm.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      N. C 218/71
           3.3.     Metodo di prova
           3.3.1.   Il metodo utilizzato è quello descritto al punto 3 dell'allegato III-C.
           3.3.2.   L'altezza di caduta è di 1,5 m ± 5 mm.
           3.4.     Interpretazione dei risultati
           3.4.1.   La prova è ritenuta positiva se sono verificate le seguenti condizioni:
           3.4.1.1. La lastra di vetro si spezza presentando numerose fessure.
           3.4.1.2. Sono ammessi strappi dell'intercalare ma la testa del manichino non deve poter passare attraverso.
           3.4.1.3. Dall'intercalare non deve staccarsi alcun grosso frammento di vetro.
           3.4.2.   Una serie di provette presentata all'omologazione è considerata soddisfacente dal punto di vista del
                    comportamento all'urto della testa se si verifica una delle seguenti condizioni :
           3.4.2.1. tutte le prove hanno dato esito positivo;
           3.4.2.2. se una prova ha dato esito negativo, una nuova serie di prove eseguite su una nuova serie di provette
                    dà risultati positivi.
           4.       RESISTENZA MECCANICA — PROVA D'URTO DI UNA SFERA DI 227 g
           4.1.     Si applicano le disposizioni del punto 4 dell'allegato III-E fatta salva la tabella del punto 4.3.2 che
                    deve essere sostituita dalla seguente :
                                       Spessore nominale                                    Altezza di caduta
                                                e ^ 3,5 mm                               5m      + 25/-0mm
                                   3,5 mm < e ^ 4,5 mm                                   6m      + 25/ - 0 mm
                                                e > 4,5 mm                               7m      + 25/ - 0 mm
          4.2.      Tuttavia non si applica le prescrizioni del punto 4.4.1.2 dello allegato III-E.
          5.       RESISTENZA ALLE CONDIZIONI AMBIENTALI
          5.1.     Prova di abrasione
          5.1.1.   Prova di abrasione sulla faccia esterna
                   Si applicano le disposizioni del punto 5.1 dell'allegato III-E.
          5.1.2.   Prova di abrasione sulla faccia interna
                   Si applicano le disposizioni del punto 2.1 dell'allegato HI-F.
          5.2.     Prova di resistenza all'alta temperatura
                   Si applicano le disposizioni del punto 5 dell'allegato III-C.
          5.3.     Prova di resistenza alle radiazioni
                   Si applicano le disposizioni del punto 6 dell'allegato III-C.
          6.       PROVA DI RESISTENZA ALL'UMIDITÀ
                   Si applicano le disposizioni del punto 6 dell'allegato III-C.
          7.       PROVA DI RESISTENZA AL FUOCO
                   Si applicano le disposizioni del punto 8 dell'allegato III-C
 ---pagebreak--- N. C 218/72                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             17. 8. 87
          8.    QUALITÀ OTTICHE
          8.1.  Trasmissione luminosa
                Si applicano ai vetri o alle parti dei vetri che devono soddisfare alle prescrizioni in materia di campo
                di visibilità del conducente in tutte le direzioni le prescrizioni concernenti le qualità ottiche di cui al
                punto 9.1 dell'allegato III-C.
           8.2. Ai parabrezza si applicano le disposizioni dei punti 9.1, 9.2 e 9.3 dell'allegato III-C.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       N. C 218/73
                                                          ALLEGATO 1I1-H
                                                            DOPPI VETRI
          1.      DEFINIZIONI DEL TIPO
                  I doppi vetri si considerano come appartenenti a tipi diversi se differiscono per almeno una delle
                  seguenti caratteristiche principali o secondarie :
          1.1.    Le caratteristiche principali sono:
          1.1.1.  marchio di fabbrica o commerciale;
          1.1.2. composizione del doppio vetro (simmetrica, asimmetrica);
          1.1.3. tipo di ciascuno dei vetri componenti quale definito al punto 1 degli allegati III-D, III-E o III-G;
          1.1.4. spessore nominale dello spazio tra i due vetri;
          1.1.5. tipo di sigillatura (organica, vetro/vetro o vetro/metallo).
          1.2.   Le caratteristiche secondarie sono:
          1.2.1. le caratteristiche secondarie di ciascuno dei vetri componenti quali definite al punto 1.2 degli alle-
                 gati III-D, III-E, e III-C.
          2.     DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
          2.1.   Ciascun vetro componente il doppio vetro deve essere omologato oppure conforme ai requisiti
                 dell'allegato applicabile (allegato III-D, III-E o III-G).
          2.2.   Le prove eseguite su doppi vetri con uno spessore nominale dello spazio «e» sono considerate
                 applicabili a tutti i doppi vetri che presentano le stesse caratteristiche ed uno spessore nominale dello
                 spazio e ± 3 mm. Il richiedente può tuttavia presentare per l'omologazione il campione che comporta
                 il minimo ed il massimo spazio.
          2.3.   Nel caso di doppi vetri che hanno almeno un vetro stratificato o un vetro di plastica, le provette
                 sono conservate prima della prova per almeno quattro ore ad una temperatura di 23° C ± 2° C. Le
                 prove sono eseguite non appena le provette sono state ritirate dall'ambiente in cui sono state
                 conservate.
          3.     PROVA DI COMPORTAMENTO ALL'URTO DELLA TESTA
          3.1.   Indici di difficoltà delle caratteristiche secondarie
                 Non interviene alcuna caratteristica secondaria.
          3.2.   Numero di provette
                 Sono sottoposte alla prova sei provette da 1 100 mm x 500 mm ± 2 mm per ciascuna categoria di
                 spessore dei vetri componenti e per ciascuno spessore dello spazio quale definito al precedente punto
                 1.1.4.
          3.3.   Metodo di prova
          3.3.1. Il metodo utilizzato è quello descritto al punto 3 dell'allegato III-C.
          3.3.2. L'altezza di caduta è di 1,50 m + 0 / —5 mm.
          3.3.3. Se si tratta di un doppio vetro asimmetrico si eseguono tre prove su una faccia e tre prove sull'altra
                 faccia.
          3.4.   Interpretazione dei risultati
          3.4.1. Doppio vetro costituito da doppi vetri a tempera uniforme:
                 la prova del comportamento all'urto della testa è considerata positiva se si spezzano entrambi gli
                 elementi.
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          3.4.2.   Doppio vetro costituito da due vetri stratificati diversi dal parabrezza :
                   la prova del comportamento all'urto della testa è considerata positiva se si verificano le seguenti
                   condizioni :
          3.4.2.1. i due elementi della provetta si flettono e si spaccano presentando numerose fessure circolari con
                   centro approssimativamente nel punto d'impatto;
          3.4.2.2. sono ammesse eventuali lacerazioni dell'intercalare (o degli intercalari) ma la testa del manichino
                   non deve poter passare attraverso;
          3.4.2.3. dall'intercalare non devono staccarsi grossi frammenti di vetro.
          3.4.3.   Doppio vetro costituito da un vetro a tempera uniforme e da un vetro stratificato diverso dal
                   parabrezza :
          3.4.3.1. il vetro temperato si spezza;
          3.4.3.2. il vetro stratificato si flette e si spezza presentando numerose fessure circolari con centro prossimativa-
                   mente nel punto d'impatto;
          3.4.3.3. l'intercalare o gli intercalari possono essere lacerati ma la testa del manichino non deve passare
                   attraverso;
          3.4.3.4. dall'intercalare non devono staccarsi grossi frammenti di vetro.
          3.4.4.   Una serie di provette presentate per l'omologazione è considerata soddisfacente dal punto di vista
                   del comportamento all'urto della testa se si verifica una delle due condizioni seguenti :
          3.4.4.1. tutte le prove hanno dato risultato positivo;
          3.4.4.2. se una prova ha dato risultato negativo, una successiva serie di prove effettuate su una nuova serie
                   di provette ha dato risultati soddisfacenti.
          4.       QUALITÀ OTTICHE
                   Si applicano ai doppi vetri o parti di doppi vetri che devono soddisfare alle prescrizioni in materia
                   di campo di visibilità del conducente in tutte le direzioni le prescrizioni concernenti le qualità ottiche
                   di cui al punto 9.1 dell'allegato III-C.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         N. C 218/75
                                                     ALLEGATO 111-1
                RAGGRUPPAMENTO DEI PARABREZZA PER LE PROVE DI OMOLOGAZIONE
          1.   Elementi presi in considerazione:
          1.1. superficie sviluppata del parabrezza.
          1.2. altezza del segmento.
          1.3. curvatura.
          2.   Un gruppo è costituito da una categoria di spessore.
          3.   La classificazione si esegue per ordine crescente delle superfici di sviluppo.
               Saranno scelti i cinque parabrezza più grandi e i cinque più piccoli con attribuzione del seguente
               punteggio :
               1 al più grande, 1 al più piccolo.
               2 a quello immediatamente inferiore a 1, 2 a quello immediatamente superiore a 1,
               3 a quello immediatamente inferiore a 2, 3 a quello immediatemente superiore a 2,
               4 a quello immediatamente inferiore a 3, 4 a quello immediatamente superiore a 3,
               5 a quello immediatamente inferiore a 4, 5 a quello immediatamente superiore a 4.
          4.   Il punteggio assegnato per le altezze del segmento è il seguente per ciascuna delle due serie di cui
               al punto 3 :
               1 all'altezza massima del segmento,
               2 all'altezza immediatamente inferiore,
               3 all'altezza immediatamente inferiore al valore precedente, ecc.
          5.   Il punteggio assegnato per i raggi di curvatura è il seguente per ciascuna delle due serie definite al
               punto 3 :
               1 al raggio di curvatura più piccolo,
               2 al raggio immediatamente superiore,
               3 al raggio immediatamente superiore al raggio precedente, ecc.
          6.   I punteggi assegnati vengono sommati per ciascun parabrezza costituente le due serie definite al
               punto 3.
          6.1. Sono sottoposti alle prove complete di cui all'allegato III-I il parabrezza tra i cinque più grandi e
               quello tra i cinque più piccoli che presentano il totale più basso.
          6.2. Gli altri parabrezza della stessa serie sono sottoposti a prove ai fini del controllo delle qualità
               ottiche di cui al punto 9 dell'allegato IH-C.
          7.   Possono inoltre essere sottoposti a prove alcuni parabrezza i cui parametri presentano importanti
               differenze relativamente alla forma e/o al raggio di curvatura rispetto ai casi estremi del gruppo
               scelto qualora il servizio tecnico che procede a queste prove ritenga che detti parametri possano
               avere gravi effetti negativi.
          8.   I limiti del gruppo sono fissati in funzione delle superfici di sviluppo dei parabrezza. Se un
               parabrezza sottoposto alla procedura di omologazione per un tipo determinato presenta una
               superficie di sviluppo che non corrisponde ai limiti fissati e/o un'altezza di segmento notevolmente
               maggiore, oppure un raggio di curvatura notevolmente più piccolo, esso deve essere considerato
               come appartenente ad un nuovo tipo e sottoposto a prove complementari se il servizio tecnico lo
               ritiene necessario sotto l'aspetto tecnico tenuto conto delle informazioni di cui dispone in merito
               al prodotto ed al materiale utilizzati.
 ---pagebreak--- N. C 218/76                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           17. 8. 87
           9.         Nel caso in cui il titolare di un'omologazione in una categoria di spessore già omologata intenda
                      fabbricare successivamente un altro modello di parabrezza :
           9.1.       si verifica se esso può essere incluso nei cinque più grandi o nei cinque più piccoli scelti per
                      l'omologazione del gruppo considerato;
           9.2.       l'assegnazione dei valori sarà rifatta con il procedimento definito ai punti 3, 4 e 5;
           9.3.       se la somma dei valori assegnati al parabrezza reincorporato nei cinque più grandi o nei cinque
                      più piccoli :
           9.3.1.     è inferiore, esso sarà presentato per le seguenti prove:
           9.3.1.1.   Per i parabrezza temperati:
           9.3.1.1.1. frammentazione
           9.3.1.1.2. comportamento all'urto
           9.3.1.1.3. distorsione ottica
           9.3.1.1.4. separazione dell'immagine secondaria
           9.3.1.1.5. trasmissione luminosa
           9.3.1.2.   Per i parabrezza stratificati o di vetro di plastica :
           9.3.1.2.1. comportamento all'urto della testa
           9.3.1.2.2. distorsione ottica
           9.3.1.2.3. separazione dell'immagine secondaria
           9.3.1.2.4. trasmissione luminosa
           9.3.1.3.   Per i parabrezza stratificati trattati, le prove prescritte ai punti 9.3.1.1.1, 9.3.1.1.2 o 9.3.1.2.
           9.3.1.4.   Per i parabrezza rivestiti di plastica, secondo i casi, le prove prescritte al punto 9.3.1.1 o 9.3.1.2.
           9.3.2.     In caso contrario, si procederà soltanto alle prove previste per verificare le qualità ottiche definite
                      al punto 9 dell'allegato III-C.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       N. C 218/77
                                                        ALLEGATO III-)
                  MISURA DELLE ALTEZZE DEL SEGMENTO E POSIZIONE DEI PUNTI D'IMPATTO
                                                            Figura 1
          Determinazione dell'altezza del segmento « n » e posizione dei punti di impatto nei vari casi rappresentati in
                                                           A), B) e C)
          — Nel caso del vetro a curvatura semplice, l'altezza del segmento sera uguale a : h 1.
          — Nel caso del vetro a doppia curvatura, l'altezza del segmento sarà uguale a : h 1 + h 2 massimo.
 ---pagebreak--- N. C 218/78 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee         17. 8. 87
                                   •
                                                        Za
                                li.             -     --^r
                               2j.±                    1
                                                        r
                                                      v e -
                                                            /
                                   •   f
                           a) Vetro piano
                            b) Vetro piano
 ---pagebreak---   17. 8. 87                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 N. C 218/79
                                                        e) Vetro curvo
                                                      Figure 3 a), 3 b) e 3 e)
                                      Punti d'impatto prescritti per i vetri laterali e posteriori
            I punti 2 della figura 3 a), 3 b) e 3 e) sono esempi della posizione del punto 2 prescritta al punto 2.5
>           dell'allegato III-D.
 ---pagebreak--- N. C 218/80                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          17. 8. 87
                                                            ALLEGATO IU-K
                                     CONTROLLO DI CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
          1.       DEFINIZIONI
                   Ai sensi della presente direttiva, si intende per :
          1.1.     tipo di prodotto, tutti i vetri aventi le stesse caratteristiche principali;
          1.2.     categoria di spessore, tutti i vetri i cui diversi componenti hanno lo stesso spessore entro le tolleranze
                   consentite;
          1.3.     unità di produzione, insieme di mezzi di produzione di uno o più tipi di vetri installati in uno stesso
                   luogo geografico; essa può comprendere varie linee di produzione;
          1.4.     turno, un periodo di produzione della stessa linea di produzione per la durata giornaliera del lavoro;
          1.5.     campagna di produzione, un periodo continuo di fabbricazione dello stesso tipo di prodotto sulla
                   stessa linea di produzione;
          1.6.     Ps, numero di vetri dello stesso tipo di prodotto fabbricato dallo stesso turno;
          1.7.     Pr, numero di vetri dello stesso tipo di prodotto fabbricato nel corso di una campagna di produzione
          2.       PROVE
                   I vetri sono sottoposti alle seguenti prove :
          2.1.     Parabrezza e vetri a tempera uniforme
          2.1.1.   Prova di frammentazione conformemento alle disposizioni del punto 2 dell'allegato III-D.
          2.1.2.   Misurazione della trasmissione luminosa conformemente alle disposizioni del punto 9.1 dell'alle-
                   gato III-C.
          2.1.3.   Per i vetri utilizzati quali parabrezza:
          2.1.3.1. Prova di distorsione ottica conformemente alle disposizioni del punto 9.2 dell'allegato III-C.
          2.1.3.2. Prova di separazione dell'immagine secondaria conformemente alle disposizioni del punto 9.3
                   dell'allegato III-C.
          2.2.     Vetri stratificati ordinari e di plastica diversi dai parabrezza
          2.2.1.   Prova d'urto con sfera di 227 g conformemente alle disposizioni del punto 4 dell'allegato III-F.
          2.2.2.   Prove di resistenza all'alta temperatura conformemente alle disposizioni del punto 5 dell'alle-
                   gato III-C.
          2.2.3.   Misurazione della trasmissione luminosa conformemente alle disposizioni del punto 9.1 dell'alle-
                   gato III-C.
          2.2.4.   Unicamente per i vetri di plastica.
          2.2.4.1. Prova di resistenza all'abrasione conformemente alle disposizioni del punto 2.1 dell'allegato III-F.
          2.2.4.2. Prova di resistenza all'umidità conformemente alle disposizioni del punto 3 dell'allegato III-F.
          2.2.4.3. Prova di resistenza agli agenti chimici conformemente alle disposizioni del punto 11 dell'alle-
                   gato II-C.
          2.2.5.   Le precedenti condizioni sono considerate soddisfatte se le rispettive prove sono state eseguite su un
                   parabrezza avente la stessa composizione.
          2.3.     Vetri rivestiti di materia plastica
                   Oltre alle prove previste ai vari paragrafi del presente allegato, si eseguono le seguenti prove:
          2.3.1.   Prova di resistenza all'abrasione conformemente alle disposizioni del punto 2.1 dell'allegato III-F.
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           2.3.2.    Prova di resistenza all'umidità conformemente alle disposizioni del punto 3 dell'allegato III-F.
           2.3.3.    Prova di resistenza agli agenti chimici conformemente alle disposizioni del punto 11 dell'alle-
                     gato n i - c .
           2.4.      Doppi vetri
                     Si eseguono le prove previste dal presente allegato per ciascuno dei vetri componenti il doppio vetro
                     con la stessa frequenza e gli stessi requisiti.
           3.        FREQUENZA E RISULTATI DELLE PROVE
           3.1.       Frammentazione
           3.1.1.    Prove
           3.1.1.1. Si esegue una serie iniziale di prove comprendenti una rottura in ciascun punto d'impatto prescritto
                     dalla presente direttiva con registrazioni fotografiche all'inizio della produzione di ogni nuovo tipo
                     di vetro per determinare il punto di rottura più grave.
                     Tuttavia, per i parabrezza di vetro temperato, questa serie iniziale di prove è eseguita soltanto se la
                     produzione annua di vetri di questo tipo supera le 200 unità.
           3.1.1.2. Durante la campagna di produzione, la prova di controllo è eseguita al punto di rottura definito al
                     punto 3.1.1.1.
           3.1.1.3. Una prova di controllo deve essere eseguita all'inizio di ogni campagna di produzione o dopo una
                     modifica della colorazione.
          3.1.1.4. Nel corso della campagna di produzione le prove di controllo devono essere eseguite con la seguente
                     frequenza minima :
                                                                     Vetri temperati                  Parabrezza di
                                    Parabrezza di
                                                                         diversi                     vetro stratificato
                                  vetro temperato
                                                                     dai parabrezza                       trattato
                    — Ps < 200 : uno per campagna          — Pr < 500 : uno per turno         0,1 % per tipo
                         di produzione
                    — Ps > 200 : uno per ogni altra        — Pr > 500 : due per turno
                         ora di produzione
          3.1.1.5. Alla fine della campagna di produzione deve essere eseguita una prova di controllo su uno degli
                    ultimi vetri fabbricati.
          3.1.1.6. Se Pr < 20, deve essere eseguita un'unica prova di frammentazione per campagna di produzione.
          3.1.2.      Risultati
                    Tutti i risultati devono essere registrati, compresi i risultati per i quali non sono state effettuate
                    prove fotografiche.
                    Inoltre si esegue una prova fotografica per contatto per ogni turno tranne il caso in cui Pr < 500
                    nel quale si esegue una sola prova fotografica per contatto per ogni campagna di produzione.
          3.2.      Comportamento all'urto della testa
          3.2.1.    Prove
                    Il controllo viene eseguito su un prelievo corrispondente almeno allo 0,5% della produzione
                    giornaliera di parabrezza stratificati di una linea di produzione, con un massimo di 15 parabrezza al
                    giorno.
                    La scelta dei campioni deve essere rappresentativa della produzione dei vari tipi di parabrezza.
                    In ogni caso devono essere eseguite prove di comportamento all'urto della testa su almeno due
                    campioni per categoria di spessore all'anno.
          3.2.2.     Risultati
                    Tutti i risultati devono essere registrati.
 ---pagebreak--- N. C 218/82                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         17. 8. 87
          3.3.   Urto di una sfera di 227 g
          3.3.1. Prove
                 Le provette sono ricavate dai campioni. Per ragioni pratiche le prove possono però essere eseguite
                 su prodotti finiti o su una parte di detti prodotti.
                 Il controllo è eseguito su un prelievo corrispondente almeno allo 0,5 % del turno di produzione, con
                 un massimo di 10 campioni al giorno.
          3.3.2.  Risultati
                 Tutti i risultati devono essere registrati.
          3.4.   Alta temperatura
          3.4.1. Prove
                 Le provette sono ricavate dai campioni. Per ragioni pratiche le prove possono però essere eseguite
                 su prodotti finiti o su una parte di detti prodotti. Questi ultimi sono scelti in modo che tutti gli
                 intercalari vengono sottoposti alla prova nella percentuale corrispondente alla loro utilizzazione.
                 Il controllo è eseguito su almeno tre campioni della produzione giornaliera per colore di intercalare.
          3.4.2.  Risultati
                 Tutti i risultati devono essere registrati.
          3.5.   Trasmissione luminosa
          3.5.1. Prove
                 Sono sottoposti a questa prova dei campioni rappresentativi di prodotti finiti colorati.
                 Il controllo è eseguito almeno all'inizio di ogni campagna di produzione se una modifica delle
                 caratteristiche del vetro influisce sui risultati della prova.
                 Non sono sottoposti a questo esame i vetri la cui trasmissione luminosa regolare, misurata all'atto
                 dell'omologazione del tipo, è pari o superiore all' 80% nel caso dei parabrezza e al 7 5 % nei casi dei
                 vetri diversi dai parabrezza né i vetri della categoria V.
                 Nel caso dei vetri temperati il fornitore può presentare un certificato che attesti la conformità alle
                 precendenti prescrizioni in luogo della prova.
          3.5.2.  Risultati
                 Il valore della trasmissione luminosa deve essere registrato. Per i parabrezza con fasce di ombra o di
                 oscuramento si verifica inoltre, basandosi sui disegni di cui al punto 3.2.1.2.2.4, che dette fasce si
                 trovino fuori della zona I'.
          3.6.   Distorsione ottica e separazione dell'immagine secondaria
          3.6.1. Prove
                 Ogni parabrezza viene ispezionato per individuare eventuali difetti nell'aspetto. Con i metodi
                 prescritti o con qualsiasi altro metodo che dia risultati analoghi, si eseguono inoltre misure nelle
                 varie zone di visibilità con la seguente frequenza minima :
                 — se Ps < 200, un campione per ogni turno di produzione,
                 — se Ps ^ 200, due campioni per ogni turno di produzione,
                 — oppure l ' l % dell'intera produzione; i campioni prelevati sono rappresentativi dell'intera produ-
                     zione.
          3.6.2.  Risultati
                 Tutti i risultati devono essere registrati.
          3.7.   Resistenza all'abrasione
          3.7.1. Prove
                 Sono sottoposti a questa prova soltanto i vetri rivestiti di materia plastica ed i vetri di plastica. Il
                 controllo deve essere eseguito almeno una volta al mese e per ogni tipo di materiale plastico di
                 rivestimento o di materiale che funge da intercalare.
 ---pagebreak---                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       N. C 218/83
3.7.2.  Risultati
       Deve essere registrata la misura della diffusione luminosa.
3.8.   Resistenza all'umidità
3.8.1. Prove
       Sono sottoposti a questa prova soltanto i vetri ricoperti di materia plastica ed i vetri di plastica. Il
       controllo deve essere eseguito almeno una volta al mese e per ogni tipo di materiale plastico di
       rivestimento o di materiale che funge da intercalare.
3.8.2.  Risultati
       Tutti i risultati devono essere registrati.
3.9.   Resistenza agli agenti chimici
3.9.1. Prove
       Sono sottoposti a questa prova soltanto i vetri rivestiti di materia plastica ed i vetri di plastica. Il
       controllo è eseguito almeno una volta al mese e per ogni tipo di materiale plastico di rivestimento o
       di materiale che funge da intercalare.
3.9.2.  Risultati
       Tutti i risultati devono essere registrati.
 ---pagebreak--- N. C 218/84                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         17. 8. 87
                                                           ALLEGATO       Ul-L
                                                               MODELLO
                                                                                        Indicazione dell'amministrazione
          ALLEGATO ALLA SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE DI UN TIPO DI TRATTORE PER QUANTO
                                        CONCERNE IL PARABREZZA E GLI ALTRI VETRI
          (Articolo 4, paragrafo 2 e articolo 10 della direttiva 74/150/CEE del Consiglio, del 4 marzo 1974, concernente
          il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione CEE dei trattori agricoli o
                                                            forestali a ruote)
          Numero di omologazione CEE:                                    Estensione n:
             1. Marca (ragione sociale) del trattore:
            2. Tipo e denominazione commerciale del trattore:
            3. Nome e indirizzo del costruttore:
            4. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario:
            5. Descrizione del tipo di parabrezza e degli altri vetri (temperato, stratificato, plastica, vetro di plastica,
                piano, bombato, ecc.)
            6. Numero di omologazione CEE del parabrezza e degli altri vetri :
            7. Data di presentazione del trattore all'omologazione CEE:
            8. Servizio tecnico incaricato dell'omologazione :
            9. Data del verbale rilasciato dal suddetto servizio tecnico:
          10. Numero del verbale rilasciato dal suddetto servizio tecnico:
          11. L'omologazione CEE per quanto concerne il parabrezza e gli altri vetri è stata concessa/rifiutata (x)
          12. Luogo :
          13. Data:
          14. Firma:
          15. Alla presente comunicazione è allegata la seguente documentazione tecnica con il numero di omologazione
                succitato :
                            disegni quotati
                            vista esplosa o fotografia del parabrezza e degli altri vetri montati sulla cabina del trattore.
                Questi dati sono forniti alle autorità degli altri Stati membri su loro esplicita domanda.
          16. Eventuali osservazioni :
          (') Cancellare la menzione inutile.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         N. C 218/85
                                                            ALLEGATO       IV
                                 COLLEGAMENTI MECCANICI FRA TRATTORI E RIMORCHI
          1.        DEFINIZIONI
          1.1.     Per «collegamenti meccanici fra trattori e rimorchi» s'intendono le unità tecniche installate sul
                   trattore e sul rimorchio che provvedono alla connessione meccanica dell'insieme trattore-rimorchio.
                   Tra i vari tipi di collegamenti meccanici si possono distinguere:
                   a) dal  lato del trattore :
                        —  gancio,
                        —   staffa,
                        —  barra oscillante (chiamata comunemente barra di traino);
                   b) dal lato del rimorchio:
                        — anello.
          1.2.     Per «altezza dal suolo del dispositivo del rimorchio» s'intende la distanza tra il piano orizzontale
                   contenente il centro di riferimento del dispositivo di traino ed il piano orizzontale sul quale
                   appoggiano le ruote del trattore.
          1.3.     Per «sbalzo del dispositivo di rimorchio» s'intende la distanza tra il centro di riferimento del
                   dispositivo di rimorchio ed il piano verticale che passa per l'asse delle ruote posteriori del trattore.
          2.       CAMPO D'APPLICAZIONE
                   Dato che i collegamenti meccanici tra trattori e rimorchi sono normalmente e quasi esclusivamente
                   oggetto di transizioni internazionali e sono costituiti da gancio, staffa e anello, le prescrizioni della
                   presente direttiva concernono soltanto questi collegamenti.
          3.       PRESCRIZIONI
          3.1.     I ganci, le staffe e gli anelli sono soggetti alle prescrizioni dimensionali e di resistenza che figurano
                   ai seguenti punti 3.2 e 3.3.
          3.2.     Prescrizioni dimensionali
          3.2.1.   Le prescrizioni dimensionali sono quelle delle seguenti norme ISO :
          3.2.1.1. ISO 6489/1 — Veicoli agricoli — collegamenti meccanici su veicoli trattori — Parte 1: tipo gancio
                   — dimensioni (prima edizione dell'ottobre 1980).
          3.2.1.2. ISO 6489/2 — Veicoli agricoli — collegamenti meccanici su veicoli trattori — Parte 2: tipo staffa
                   — dimensioni (prima edizione dell'ottobre 1980).
          3.2.1.3. ISO 5692 — Veicoli agricoli — collegamenti meccanici tra veicoli — anelli di attacco — specificazioni
                   (prima edizione del febbraio 1979).
          3.2.2.   Inoltre, l'altezza massima dal suolo del dispositivo di rimorchio (h) rispetto alla distanza tra gli assi
                   (I) deve soddisfare una delle seguenti relazioni :
                   — h s£ 0,35 I se Ma ^ 0,35 Mt,                                      9
                   — h < 0,5 I se Ma > 0,35 Mt.
          3.2.3.   Lo sbalzo del dispositivo di rimorchio è indicato dal costruttore.
          3.3.     Prescrizioni di resistenza
                   Per verificarne la resistenza, i collegamenti meccanici sono sottoposti alla prova dinamica il cui
                   metodo figura in appendice.
                   Durante la prova non si devono verificare deformazioni permanenti né rotture.
 ---pagebreak--- N. C 218/86                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        17. 8. 87
                                                              Appendice 1
                                                 METODO DI PROVA DINAMICO
           1. Metodo di prova
              Questo metodo descrive la prova di fatica da applicare al dispositivo di attacco completo, vale a dire
              munito di tutti gli elementi necessari al suo fissaggio, ad esclusione del rimorchio. Tutti questi elementi
              sono montati su una istallazione di prova conformemente alle raccomandazioni del fabbricante relative
              al loro fissaggio sul rimorchio.
           2. Parametri di prova
              Gli elementi del dispositivo di attacco sono provati basandosi sui valori nominali della forza orizzontale
              e della forza verticale autorizzate. Dette forze sono specificate dal fabbricante.
           3. Procedimento
              La forza deve essere applicata sul dispositivo mediante un anello standard conforme alla norma ISO 5692
              di cui al punto 3.2.3 dell'allegato IV. La forza applicata per la prova è ottenuta moltiplicando per 1,3 le
              forze orizzontali e verticali di cui al precedente punto 2.
              Gli elementi in prova sono sottoposti a cicli di sollecitazione sinusoidale diretta posteriormente verso il
              basso ed applicata nel punto normale di contatto tra il dispositivo e l'anello con valori variabili tra la
              forza di contatto e la forza di prova prescritta.
              La forza di contatto è la più bassa possibile per evitare un eventuale gioco.
              Se in questi elementi sono incorporati degli ammortizzatori, questi sono mantenuti in loco durante la
              prova. In questo caso nel verbale di prova sarà registrato il loro comportamento prima, durante e dopo
              la prova.
              La frequenza delle sollicitazioni sinusoidali non deve superare 35 Hz per un numero di cicli pari a 2.IO6.
              Dopo la prova, qualsiasi rottura, deformazione permanente e fessura visibile ad occhio nudo deve essere
              registrata nel verbale.
           4. Tolleranze
              Si applicano le seguenti tolleranze alle misure eseguite durante la prova :
              — deflessione: ± 1 mm,
              — forza: ± 1%.
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     N. C 218/87
                                                               Appendice 2
                                                               MODELLO
                                                                                    Indicazione dell'amministrazione
          ALLEGATO ALLA SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE DI UN TIPO DI TRATTORE PER QUANTO
                       CONCERNE IL SUO COLLEGAMENTO MECCANICO C O N UN RIMORCHIO
          (Articolo 4, paragrafo 2 e articolo 10 della direttiva 74/150/CEE del Consiglio, del 4 marzo 1974, concernente
          il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione CEE dei trattori agricoli e
                                                            forestali a ruote)
          Numero di omologazione CEE :
            1. Marca (ragione sociale) del trattore:
            2. Tipo e denominazione commerciale del trattore:
            3. Nome e indirizzo del costruttore:
            4. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario :
            5. Descrizione del tipo di collegamento meccanico (gancio, staffa, attacco a tre punti, barra forata, barra
               oscillante, ecc.) :
            6. Data di presentazione del trattore all'omologazione CEE :
            7. Servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione:
            8. Data del verbale rilasciato dal suddetto servizio tecnico:
            9. Numero del verbale rilasciato dal suddetto servizio tecnico:
          10. L'omologazione CEE per quanto concerne il collegamento meccanico per l'attacco di un rimorchio è
               concessa/rifiutata (!) :
          11. Luogo:
          12. Data:
          13. Firma:
          14. Alla presente comunicazione è allegata la seguente documentazione recante il numero di omologazione
               CEE succitata :
                           disegni quotati
                           vista esplosa o fotografia del tipo di collegamento meccanico.
          15. Eventuali osservazioni:
          (') Cancellare la menzione inutile.
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                                                              ALLEGATO      V
           POSIZIONE E MODALITÀ DI FISSAGGIO DELLE TARGHETTE E DELLE ISCRIZIONI REGOLAMEN-
                                                 TARI SUL CORPO DEL TRATTORE
           1.       CONSIDERAZIONI GENERALI
           1.1.     Ogni trattore agricolo o forestale deve essere munito di una targhetta e delle iscrizioni descritte nei
                    punti seguenti. Detta targhetta e le iscrizioni sono apposte a cura del costruttore o del suo mandatario.
           2.       TARGHETTA DEL COSTRUTTORE
           2.1.     Una targhetta del costruttore, il cui modello figura in appendice al presente allegato, deve essere
                    solidamente fissata in un punto ben visible e facilmente accessibile su una parte che, normalmente,
                    non può essere sostituita durante l'uso; essa deve essere facilmente leggibile e comportare in modo
                    indelebile le seguenti indicazioni, citate nell'ordine:
           2.1.1.   Nome del costruttore.
           2.1.2.   Marca (se diversa dal nome).
           2.1.3.   Indirizzo.
           2.1.4.   Tipo di trattore (eventualmente, versione).
           2.1.5.   Numero di omologazione CEE.
                    Detto numero è composto dalla lettera « e » minuscola seguita, nell'ordine, dal numero, o gruppo di
                    lettere distintive dello Stato membro che ha concesso l'omologazione CEE :
                      1   per  la R.F. di Germania,
                      2   per  la Francia,
                      3   per  l'Italia,
                      4   per  i Paesi Bassi,
                      6   per  il Belgio,
                      9   per  la Spagna,
                    11    per  il Regno Unito,
                    13    per  il Lussemburgo
                    18    per  la Danimarca,
                    21    per  il Portogallo,
                    IRL   per  l'Irlanda
                    EL    per  la Grecia
                    e dal numero di omologazione corrispondente al numero della scheda di omologazione redatta per
                    il tipo di veicolo. Un asterisco è posto tra la lettera « e » ed il numero o il gruppo di lettere distintivo
                    dello Stato membro che ha concesso l'omologazione CEE nonché tra detto numero o dette lettere ed
                    il numero di omologazione.
           2.1.6.   Numero d'identificazione del trattore.
           2.1.7.   Messa a vuoto, in ordine di marcia.
           2.1.8.   Massa massima autorizzata per il trattore a pieno carico, dettagliata in base alle possibili gommature.
           2.1.9.   Massa massima a pieno carico autorizzata per l'insieme, nel caso in cui il trattore sia utilizzato con
                    un rimorchio agricolo, ove si distingue:
           2.1.9.1. rimorchio senza freno,
           2.1.9.2. rimorchio con freno,
           2.1.9.3. rimorchio servofreno.
           2.2.     Il costruttore può apporre indicazioni supplementari sotto o a lato delle iscrizioni prescritte, all'esterno
                    di un rettangolo chiaramente contrassegnato e comprendente soltanto le indicazioni prescritte ai
                    punti 2.1.1 a 2.1.9 (vedi esempio di targhetta del costruttore qui appresso).
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          3.       NUMERO D'IDENTIFICAZIONE DEL TRATTORE
                   Il numero d'identificazione del trattore è costituito da una combinazione strutturata di caratteri
                   assegnata a ciascun trattore dal costruttore. Esso ha lo scopo di consentire, senza il ricorso ad altre
                   indicazioni, l'identificazione univoca di qualsiasi trattore tramite il costruttore per un periodo di
                   trenta anni.
                   Il numero d'identificazione deve rispondere alle seguenti prescrizioni.
          3.1.     Esso deve essere indicato sulla targhetta del costruttore nonché sul telaio o su altra struttura analoga.
          3.1.1.   Per quanto possibile esso deve figurare su un'unica linea.
          4.       CARATTERI
          4.1.     Per tutte le iscrizioni di cui ai punti 2 e 3 devono essere usate lettere latine e cifre arabe. Tuttavia le
                   lettere latine utilizzate per le indicazioni di cui ai punti 2.1.1, 2.1.2 e 3 devono essere maiuscole.
          4.2.     Per l'indicazione del numero d'identificazione del veicolo :
          4.2.1.   non è ammesso l'uso delle lettere maiuscole I, 0 e Q nonché di trattini, di asterischi o altri segni
                   particolari;
          4.2.2.   le lettere e le cifre devono avere le seguenti altezze minime :
          4.2.2.1. 7 mm per i caratteri marcati direttamente sul telaio o su altra struttura analoga del trattore,
          4.2.2.2. 4 mm per i caratteri marcati sulla targhetta del costruttore.
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                                                Esempi di targhetta del costruttore
           L'esempio che segue non vuole pregiudicare le indicazioni che potranno figurare realmente sulla targhetta
           del costruttore; esso è dato unicamente a titolo indicativo.
                                                  BRAUN TRAKTOR WERKE
                                                              MAJOR
                                                            Lyoner Strade
                                                     AACHEN — Deutschland
                                                             e * 1 » 1792
                                                             Tipo: 190 E
                                                        Numero: AE 7954 W
                                                             PV : 2 350 kg
                                            Pneumatici               X       X      X
                                              PTAC                4 250    3 840 3 650
                                      PTR:
                                      — rimorchio non frenante : 3 350 kg
                                      — rimorchio con freno meccanico: 8 350 kg
                                      — rimorchio con servofreno : 11 450 kg
 ---pagebreak--- 17. 8. 87                                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      N. C 218/91
                                                                  Appendice
                                                                 MODELLO
                                                                                        Indicazione dell'amministrazione
            ALLEGATO ALLA SCHEDA DI OMOLOGAZIONE DI UN TIPO DI TRATTORE PER QUANTO
            CONCERNE IL PUNTO E LE MODALITÀ DI FISSAGGIO DELLE TARGHETTE E DELLE ISCRIZIONI
                                         REGOLAMENTARI SUL CORPO DEL TRATTORE
            (Articolo 4, paragrafo 2, e articolo 10 della direttiva 74/150/CEE del Consiglio, del 4 marzo 1974, concernente
            il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione CEE dei trattori agricoli o
                                                             forestali a ruote)
            Numero di omologazione CEE :
              1. Marca (ragione sociale) del trattore:
              2. Tipo e denominazione commerciale del trattore:
              3. Nome e indirizzo del costruttore:
             4. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario:
             5. Data di presentazione del trattore all'omologazione CEE:
             6. Servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione:
             7. Data del verbale rilasciato dal suddetto servizio:
             8. Numero del verbale rilasciato dal suddetto servizio:
             9. L'omologazione CEE per quanto concerne la posizione e le modalità di fissaggio delle targhette e delle
                 iscrizioni regolamentari sul corpo del trattore è concessa/rifiutata (l).
           10. Luogo:
           11. Data:
           12. Firma:
          (') Cancellare la menzione inutile.
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           13. È allegata alla presente comunicazione la seguente documentazione tecnica recante il numero di omologa-
               zione CEE succitato :
                           disegni quotati
                           vista esplosa o fotografia della posizione e delle modalità di fissaggio delle targhette e delle
                           iscrizioni regolamentari sul corpo del trattore.
               Questi dati sono forniti alle autorità competenti degli altri Stati membri su loro esplicita richiesta.
           14. Eventuali osservazioni: