CELEX: 51999PC0576(01)
Language: it
Date: 1999-11-10
Title: Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1251/1999 che istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi, per includervi il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre

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51999PC0576(01)

Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1251/1999 che istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi, per includervi il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre  /* COM/99/0576 def. - CNS 99/0236 */  

Gazzetta ufficiale n. C 056 E del 29/02/2000 pag. 0017 - 0018

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (CE) n. 1251/1999 che istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi, per includervi il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre(presentate dalla Commissione) RELAZIONE1. INTRODUZIONEIl regolamento (CEE) n. 1308/70 del Consiglio relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa [1] è stato elaborato innanzitutto per sostenere il lino tessile in quanto coltura tradizionale e attività rurale, localizzata soprattutto in Belgio, in Francia e nei Paesi Bassi. Successivamente, il settore, che si dedicava fondamentalmente alla produzione di fibre lunghe per uso tessile, si è trovato a dover affrontare mutamenti radicali. In quasi tutti gli Stati membri, infatti, le fibre corte di lino e le fibre di canapa hanno trovato nuovi sbocchi. In molti casi, in particolare in Spagna, sono state soprattutto coltivate in quanto tali e a costi inferiori per poter beneficiare dell'aiuto relativamente elevato previsto per la produzione di fibre lunghe.[1]  GU L 146 del 4.7.1970, pag. 1.L'organizzazione comune dei mercati in questo settore si fonda su un regime di aiuti per ettaro ma non prevede né meccanismi d'intervento, né stabilizzatori. Le importazioni non sono soggette ad alcun dazio o contingente e non esistono restituzioni all'esportazione. Il regime prevede i seguenti aiuti:un aiuto forfettario per ettaro di lino tessile, attualmente pari a 815,6 EUR/ha, differenziato da un lato secondo sei zone omogenee di produzione (in funzione delle rese storiche di semi) e, dall'altro, in base all'esistenza o meno di macerazione della paglia. L'aiuto è ripartito tra il produttore (25%) e il primo trasformatore (75%), ma può essere versato interamente al produttore se quest'ultimo è allo stesso tempo primo trasformatore,un aiuto forfettario per ettaro di canapa, pari attualmente a 662,8 EUR/ha, versato interamente al produttore e subordinato all'impiego di sementi certificate di varietà di canapa contenenti la sostanza psicotropa tetraidrocannabinolo (THC) in misura non superiore allo 0,3%, limite ridotto allo 0,2% a decorrere dalla campagna 2001/2002,una trattenuta sull'aiuto al lino, fissato  a 0 dal 1997/98, per misure promozionali,un aiuto all'ammasso privato in caso di gravi perturbazioni del mercato,un regime di controllo del tenore di THC e dell'uso di semi di canapa importati.Nel 1996 la Commissione ha proposto al Consiglio una modifica del regime, prevedendo in particolare una superficie massima garantita e la fissazione di due importi dell'aiuto per ettaro, a seconda che il raccolto fosse destinato ad ottenere paglia da fibre lunghe oppure paglia da fibre corte. La proposta non ha riscosso il consenso della maggioranza degli Stati membri. Dal 1995 l'importo dell'aiuto è stato ridotto del 7,5% per il lino e del 14,4% per la canapa. I controlli sono stati notevolmente potenziati e prevedono attualmente:l'inserimento delle superfici coltivate nel SIGC dei seminativi,il rispetto di una resa minima,un regime di contratti obbligatori tra produttori e primi trasformatori, accompagnati da impegni di trasformazione.Il regime è diventato estremamente complesso e la moltiplicazione dei controlli e delle procedure amministrative ne complica la gestione. Ciononostante, i provvedimenti adottati non si sono dimostrati efficaci, visto l'andamento delle superfici negli ultimi anni. Per quanto riguarda l'aspetto finanziario, il bilancio comunitario destinato al lino tessile e alla canapa è passato da 74 milioni di EUR nel 1995 a 158 milioni di EUR nel 1999.In considerazione di tale evoluzione, nell'ambito del pacchetto prezzi 1999/2000 la Commissione ha reso nota l'intenzione di presentare una proposta di riforma che potrebbe entrare in vigore a decorrere dalla campagna 2000/2001. Le presenti proposte legislative danno seguito a tale impegno e si fondano sull'analisi di seguito illustrata.2. DESCRIZIONE DEI SETTORI DEL LINO E DELLA CANAPA2.1. SuperficiNel 1998 venivano coltivati a lino tessile, in tutto il mondo, circa 520 000 ha. I paesi terzi grandi produttori sono la Federazione russa, la Cina e la Bielorussia. Nello stesso anno, la superficie mondiale coltivata a canapa da fibre era di circa 85 000 ha; produttori principali tra i paesi terzi sono la Corea del Nord e la Cina.Nell'Unione europea le superfici coltivate a lino tessile e canapa si estendevano tradizionalmente su circa 70 000 ha per quanto riguarda il lino tessile e su 7 000 ha per quanto riguarda la canapa; si trattava tuttavia di produzioni concentrate in zone geografiche molto ristrette in cui assumevano grande rilevanza. Dal 1994 le superfici hanno subito notevoli mutamenti.La superficie coltivata a lino tessile ha sfiorato i 208 000 ha per la campagna 1999/2000. Le semine sono rimaste più o meno invariate nei paesi produttori tradizionali, ma sono aumentate sensibilmente in Spagna (187 ha nel 1993, circa 126 000 ha nel 1999) e, in misura minore, nel Regno Unito (2 181 ha nel 1993, 20 000 nel 1996 e circa 15 000 nel 1999). Hanno inoltre suscitato nuovo interesse nella maggior parte degli altri Stati membri.Le superfici coltivate a canapa hanno superato i 40 000 ha nel 1998, mentre per il 1999 le stime prevedono circa 32 000 ha. In Spagna si è passati da una media inferiore a 700 ha tra il 1986 e il 1994 a circa 20 000 ha nel 1998, scendendo a circa 12 000 ha nel 1999. Nella maggior parte degli altri Stati membri sono in corso numerosi progetti di sviluppo.2.2. Produzione  e sbocchiLa  coltivazione di lino tessile e di canapa consente di raccogliere paglia, dalla quale si ottengono le fibre, materie legnose denominate canapuli o capecchi e, in alcuni casi, semi. Le fibre lunghe richiedono buone condizioni colturali e sono ottenute da paglia di lino tessile raccolta mediante estirpazione, ricavando come sottoprodotto fibre corte o stoppe. Per ottenere esclusivamente fibre corte di lino e fibre di canapa basta falciare la paglia.Per separare la fibra dai canapuli o capecchi la paglia di lino e di canapa viene di norma sottoposta a stigliatura presso un primo trasformatore. L'operazione, solitamente meccanica, richiede la macerazione preventiva della paglia, ossia un'azione chimica dell'acqua piovana per qualche settimana. Se la macerazione non ha luogo, la successiva stigliatura risulta più difficile e quindi più costosa. Delle fibre ottenute dalla stigliatura, soltanto quelle lunghe consentono di ottenere filati sufficientemente sottili per l'abbigliamento e la biancheria da casa di qualità. La paglia di lino e di canapa non è oggetto di scambi significativi tra la Comunità e i paesi terzi, mentre esistono numerosi flussi tra gli Stati membri produttori tradizionali. Per contro, gli scambi di fibre di lino raggiungono talvolta livelli non trascurabili. Nel 1998 le importazioni hanno superato le 9 000 t, spesso di qualità media e corrente in provenienza principalmente dall'Egitto e dalla Lituania. La Comunità rifornisce tutto il mondo di fibre lunghe di lino di qualità buona e superiore, difficili da produrre altrove, ma esporta anche fibre di qualità corrente. Nel 1998 sono state esportate circa 62 000 t, di cui 47 000 t di fibre lunghe e 15 000 t di fibre corte, principalmente verso la Cina e l'Europa dell'Est, dove vengono lavorate dall'industria della filatura, per riesportarle spesso in Europa sotto forma di filati.Le fibre di lino tessile e di canapa hanno attualmente tre categorie di sbocchi principali:le fibre lunghe di lino per uso tessile rappresentano il principale sbocco tradizionale. A sud della Manica e del mare del Nord beneficiano di condizioni naturali che determinano una qualità rinomata. La crisi della filatura europea, la concorrenza di altre materie prime e l'influenza della moda mettono periodicamente in difficoltà il settore, che continua a dipendere da un aiuto elevato che consente di far fronte a costi di produzione considerevoli (estirpazione della paglia, stigliatura). Talune fibre corte di lino possono inoltre trovare impiego nel settore tessile di qualità inferiore, o per filati misti insieme ad altre fibre,le fibre corte di lino e di canapa sono spesso utilizzate per la pasta di carta trovandovi uno sbocco praticamente infinito purché il loro prezzo rimanga prossimo allo zero. Talvolta addirittura, questo prodotto è utilizzato più per la cellulosa di capecchi che rimangono inframmezzati alle fibre che per le fibre stesse. Esse sono in concorrenza con altre materie vegetali cellulosiche ma hanno un costo di produzione più elevato. La produzione destinata alla pasta di cellulosa rappresentava inizialmente un sottoprodotto della produzione tessile o di altri sbocchi a maggiore valorizzazione. A causa dell'aiuto che copre spesso i costi, talvolta essa è diventata un fine produttivo a sé,le fibre corte - o in taluni casi lunghe - di lino e di canapa trovano una vasta gamma di sbocchi speciali, spesso nell'ambito della fabbricazione di prodotti industriali riciclabili. Può trattarsi di carta dalle caratteristiche particolari, come la carta moneta o taluni tipi di carta per sigarette; oppure può trattarsi di materiali compositi, stampati per parti di carrozzeria interna delle automobili, ovvero pressati per formare pannelli di mobili, ovvero isolanti per l'edilizia. Questi ultimi impieghi interessano un insieme di settori molto diversi tra loro e in rapida evoluzione. Alcune idee sono ancora alla fase della ricerca tecnologica, ma nella maggior parte dei casi i prodotti si trovano già nella fase industriale su piccola scala, come sperimentazione di processi intesi ad aumentare la produttività o migliorare talune caratteristiche del prodotto finito. Esistono sbocchi commerciali, spesso occupati da altre fibre vegetali quali la iuta o il sisal.I canapuli o capecchi vengono utilizzati come lettiera pregiata per gli animali, in particolare i cavalli, per la loro grande capacità di assorbimento. Considerando che la resa in canapuli è pari a circa il 50% del peso della paglia, lo strame è diventato uno degli sbocchi principali nel settore della canapa. I canapuli vengono inoltre impiegati per la fabbricazione di pannelli per l'edilizia. Gli scarti di lavorazione, costituiti principalmente da polveri, vengono spesso utilizzati per il compostaggio.In taluni casi si producono semi per l'avicoltura e la pesca, ma talvolta anche per l'alimentazione umana o la cosmesi, in particolare sotto forma di olio. Inoltre, esiste un settore delle sementi che beneficia degli aiuti per le sementi oltre che di quelli per la produzione di fibre di lino tessile o di canapa.La Commissione non dispone di dati ufficiali sulla produzione di paglia di lino e di canapa; tuttavia si può tentare di formulare delle stime approssimative sull'ordine di grandezza della produzione fondandosi sulle superfici dichiarate dagli Stati membri, sulla stima delle superfici effettivamente produttive e sulle indicazioni delle rese fornite dagli operatori e dagli Stati membri. Secondo tali stime e con la prudenza che esse impongono, la produzione comunitaria di fibre lunghe ammonterebbe a circa 70 000 t e quella di fibre corte a 120 000 t, di cui il 65% di lino. La produzione di canapuli ammonterebbe a circa 300 000 t.2.3. Costo e margine di produzioneIn mancanza di dati ufficiali significativi, alcuni risultati economici possono essere indicati a grandi linee in base alle informazioni fornite ai servizi della Commissione da alcuni produttori e trasformatori di lino e canapa. Tali risultati danno indicazioni sugli ordini di grandezza in gioco per gli operatori che ricercano la produzione effettiva.Per quanto riguarda il lino tessile occorre distinguere tre tipi di produzione:la produzione tradizionale di fibre lunghe nell'ambito della quale le fibre corte rappresentano soltanto un sottoprodotto. I relativi costi di produzione e di trasformazione sono elevati: rispettivamente, tra 800 e 1 000 EUR/ha e tra 900 e 1 100  EUR/ha. Le entrate, tuttavia, sono considerevoli, benché cicliche, dati i prezzi dei fili lunghi, rinomati in tutto il mondo, e le rese elevate di paglia (6-8 t/ha). Grazie al livello di aiuto attuale, i margini lordi per il produttore oscillano tra 400 EUR/ha e 700 EUR/ha; per quanto riguarda la produzione e la prima trasformazione della paglia, nel loro insieme, a un aiuto compreso tra 700 e 1 000 EUR/ha corrispondono margini variabili tra 450 e 1 200 EUR/ha,la produzione mirata esclusivamente alle fibre corte comporta costi di produzione inferiori, compresi tra 500 e 700 EUR/ha, tra l'altro perché il lino non viene estirpato bensì falciato. Le rese di paglia sono piuttosto basse, da 2 a 3 t/ha. Anche la trasformazione è molto meno onerosa - tra 250 e 350 EUR/ha - ma le entrate sono molto modeste a causa del prezzo di vendita delle fibre corte, soprattutto se vengono utilizzate per la pasta di carta comune. Questa produzione è quindi ampiamente dipendente dall'aiuto di circa 600 EUR/ha, che consente al produttore margini compresi tra 200 e 400 EUR/ha. Per l'insieme della filiera i margini sono invece negativi, fino a -250 EUR/ha, qualora gli operatori sostengano effettivamente gli oneri medi connessi alla produzione effettiva. Esistono tuttavia casi particolari di produzione di fibre corte di qualità che determinano un margine di 100-150 EUR/ha per la filiera,il modello di produzione intermedio comporta la ricerca di rese relativamente elevate e in aumento, di 4-6 t/ha di lino falciato o estirpato. I costi di produzione della paglia variano tra 700 e 900 EUR/ha mentre quelli di trasformazione oscillano tra 650 e 800 EUR/ha. I margini lordi per il produttore sono compresi tra 200 e 500 EUR/ha e quelli per la filiera nel suo insieme tra 200 e 600 EUR/ha, a fronte di un aiuto medio di circa 600 EUR/ha. Si tratta della produzione che trova soprattutto sbocchi tecnici, ad esempio nell'industria automobilistica e nell'edilizia.Per quanto riguarda la canapa, i risultati per il produttore dipendono in ampia misura dalla resa di paglia, in quanto i costi di produzione - tra 650 e 800 EUR/ha - e i prezzi di vendita della paglia sono relativamente uniformi in tutta l'Unione europea. Nelle zone con resa di 8 t/ha i margini possono così raggiungere 600 EUR/ha, mentre nelle zone con resa di 4 t/ha i margini sono prossimi ai 300 EUR/ha; anche i costi di trasformazione sono assai uniformi. I prezzi di vendita della fibra possono invece variare significativamente a seconda degli sbocchi considerati. Occorre sottolineare che in questo settore i canapuli rappresentano uno sbocco significativo non soltanto in termini quantitativi bensì di valore. Le entrate provenienti da questo prodotto rappresentano mediamente una quota superiore al 40% delle entrate complessive del trasformatore. Per quanto riguarda la filiera nel suo insieme, i margini lordi variano tra 150 e 750 EUR/ha, a fronte di un aiuto versato interamente al produttore di circa 660 EUR/ha.Benché si imponga la prudenza riguardo ai risultati relativi al lino tessile e alla canapa, si può affermare che i margini lordi delle due colture, tenuto conto degli aiuti, sono di un ordine di grandezza comparabile a quello delle colture concorrenti. A fronte di margini lordi analoghi, il lino tessile e la canapa sono invece caratterizzati da costi di produzione elevati prossimi all'importo dell'aiuto fisso per ettaro. Qualora il valore della produzione sia comunque modesto, l'agricoltore può realizzare notevoli profitti e addirittura un margine maggiore limitando le proprie spese di produzione al minimo strettamente necessario. La coltura di lino tessile o di canapa è così finalizzata, in taluni casi, innanzitutto ad ottenere l'aiuto comunitario.2.4. Prospettive degli sbocchi2.4.1. Le fibre lunghe di lino per uso tessileIl prodotto interessa superfici relativamente ridotte, dell'ordine di 70 000 ha, che non potrebbero aumentare di molto senza determinare ripercussioni negative sulla qualità o sui prezzi del mercato. Il sostegno a questo settore tradizionale, che garantisce la diversificazione delle colture, in particolare mediante una produzione poco inquinante, e l'attività in ambiente rurale di piccole e medie imprese, dovrebbe proseguire. Le rese sono elevate e la caccia al premio poco diffusa. Il settore è ben integrato nei tre Stati membri produttori principali, il che giustifica misure comuni.Il livello complessivo dell'aiuto non potrebbe essere ridotto in proporzioni notevoli senza mettere in pericolo tale attività. Tuttavia, l'esistenza di coefficienti che fanno variare l'aiuto per il lino tessile tra 615 EUR/ha e 960 EUR/ha, in funzione della macerazione e della sgranatura e soprattutto delle rese storiche di semi che appaiono superate, non fa che complicare inutilmente il regime.2.4.2. Le fibre di lino e di canapa per impieghi tecnici vari Le fibre, in genere corte, utilizzate per le carte speciali, i materiali compositi e altri nuovi prodotti riciclabili dispongono di sbocchi in espansione ma incerti.L'industria automobilistica fabbrica già ora pannelli di carrozzeria interna a base di fibre vegetali; si tratta di un mercato potenziale importante a causa delle norme di legge sempre più rigorose in materia di possibilità di riciclaggio. Attualmente tale industria utilizza lino e canapa nonché materie prime importate quali la iuta, il sisal o il kenaf, che hanno prezzi di norma lievemente inferiori e danno maggiori garanzie di disponibilità, malgrado la lontananza delle fonti di approvvigionamento.Per quanto riguarda il mercato dell'edilizia, il prezzo del lino, della canapa e delle materie prime rinnovabili supera di norma del 50%-100% quello delle fibre minerali più diffuse per l'isolamento o i pannelli pressati. Tuttavia, sono stati effettuati o si stanno effettuando notevoli investimenti al fine di sostituire le fibre minerali che talvolta presentano maggiori rischi ambientali e sanitari. Per la vasta gamma degli altri prodotti non tessuti a base di fibre di lino e di canapa, ad esempio nell'ambito della fabbricazione di carta speciale (carta  moneta, sigarette, bustine da tè) e di tessuti per uso medico, esiste una serie di sbocchi locali e limitati. Inoltre, sono allo studio impieghi geotessili, che in alcuni casi, come ad esempio nell'orticoltura, sono già una realtà.Attualmente è estremamente difficile quantificare l'entità futura di questi nuovi sbocchi. Per dare un'indicazione dell'ordine di grandezza, si può affermare che il quantitativo di fibre corte di lino e canapa che l'insieme del mercato potrebbe assorbire a medio termine si situa tra 50 000 e 120 000 t.Le superfici interessate dai nuovi sbocchi dovrebbero pertanto aumentare rispetto al modesto livello attuale, rimanendo tuttavia relativamente limitate nel corso dei prossimi anni. Per questi settori rimane necessario un certo livello di aiuto, al fine di garantire un aumento della produttività sia a livello di coltura che a livello di trattamento del raccolto. Tuttavia, taluni operatori e istituti di ricerca ritengono che vari prodotti potrebbero diventare rapidamente redditizi dal punto di vista commerciale anche a fronte di un aiuto comunitario molto ridotto.2.4.3. Le fibre corte di lino e di canapa per la pasta di carta comuneLe fibre per la pasta di carta comune o riciclata hanno sbocchi soltanto se viene corrisposto un aiuto che copra i costi di produzione e il reddito del produttore. A tali condizioni, il prezzo vendita può essere quasi nullo e gli sbocchi potenziali sono praticamente infiniti. Tuttavia, l'interesse economico di una siffatta spesa comunitaria appare molto contestabile, in quanto l'industria cartaria potrebbe approvvigionarsi di altre materie vegetali e gli agricoltori potrebbero ottenere redditi equivalenti con aiuti inferiori senza dover sopportare i costi di produzione. L'esistenza di un premio di importo elevato per un prodotto smerciato ad un prezzo quasi nullo è un incitamento alla caccia al premio. Il mercato della pasta di carta comune dovrebbe rimanere quello di un sottoprodotto e non essere promosso in quanto tale.2.4.4. I semi e i canapuli o capecchiI canapuli o capecchi rappresentano talvolta la valorizzazione principale della coltura di lino tessile o di canapa, in particolare in caso di produzione di fibre corte. Lo strame di fibre legnose di canapa è un prodotto di qualità apprezzato dagli allevatori di cavalli, ma i mercati rimangono per ora assai localizzati. I pannelli di legno pressati potrebbero costituire uno sbocco importante se i prezzi fossero molto moderati.I semi di lino tessile rappresentano un sottoprodotto a resa modesta rispetto a quella dei semi di lino oleoso. I semi di canapa hanno un mercato tradizionale ma limitato come alimento per uccelli e pesci. L'olio di semi di canapa può avere un mercato specializzato nella cosmesi. L'impiego di semi o di foglie di canapa nell'alimentazione umana, anche in assenza di THC, contribuisce alla diffusione dell'impiego della canapa come stupefacente e non ha giustificazione alimentare.L'aiuto non deve promuovere alcuno dei suddetti prodotti in quanto tale.2.5. Considerazioni specifiche sulla canapaDato il nesso biologico tra la canapa industriale e quella destinata ad ottenere sostanze psicotrope, i servizi della Commissione hanno già svolto diverse ispezioni per verificare il rischio che l'aiuto venga concesso per coltivazioni illecite. Si può affermare che, considerando le disposizioni introdotte di recente, il rischio che venga coltivata canapa ad elevato tenore di THC è minimo, anche se non inesistente.D'altro canto, l'Organo internazionale di controllo degli stupefacenti (l'INCB è un organo dell'ONU) rileva che [2]  di pari passo con l'estendersi della coltivazione della canapa si è sviluppato nell'Unione europea un mercato considerevole di prodotti alimentari a base di cannabis (o canapa indiana), i cui effetti sulla salute  non sono ancora stati sufficientemente studiati; l'ampia disponibilità, senza restrizioni, di tali prodotti nei negozi, dove si vendono liberamente a minorenni barrette alla cannabis, contribuisce  a rendere banale l'immagine di tale droga, sottoposta a controllo internazionale.[2]  Nota dell'INCB del 12.3.1999.Occorre quindi mantenere e potenziare la vigilanza affinché colture illecite non discreditino il settore della canapa destinata alla produzione di fibre. Per evitare tale rischio è necessario, da un lato, che la coltura di fibre di canapa sia rigorosamente controllata, il che richiede una limitazione delle superfici coltivate, e, dall'altro, che sia destinata esclusivamente a fini diversi dall'alimentazione umana.3. PROPOSTE DI RIFORMAI principali problemi economici dell'organizzazione comune di mercato derivano dall'esistenza, nel caso della produzione di fibre corte, di un aiuto per ettaro di importo molto elevato rispetto ai costi di produzione e al valore del prodotto. Un'eventuale sensibile riduzione dell'importo totale dell'aiuto, direttamente o tramite l'istituzione di una superficie massima garantita, determinerebbe la scomparsa della produzione tradizionale o economicamente giustificabile, senza necessariamente eliminare quella finalizzata al premio. Un provvedimento di questo tipo, da solo, non rappresenta quindi la soluzione.Per risolvere tali difficoltà occorre allineare l'aiuto per ettaro percepito dai produttori di lino e canapa destinati alla produzione di fibre al livello degli aiuti per i seminativi concorrenti. Allo stesso tempo, tuttavia, sarebbe introdotto un aiuto alla trasformazione della paglia, per garantire il mantenimento dell'attività economica per gli sbocchi ritenuti auspicabili.3.1. Pagamento per superficiePer quanto riguarda il sostegno diretto al produttore, la Commissione propone di inserire il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre nel regime previsto dal regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio che istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi [3].[3]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 1.In tal modo si compie un importante passo verso l'auspicata semplificazione della politica agricola comune e l'eliminazione delle cause di distorsione riscontrate. Per consentire una transizione armoniosa al livello di sostegno previsto per i cereali, l'importo dei pagamenti per superficie di lino e canapa destinati alla produzione di fibre dev'essere pari a quello concesso per il lino oleoso, che a sua volta deve allinearsi a quello per i cereali a decorrere dalla campagna 2002/2003. Si risolvono così contemporaneamente i problemi connessi all'esistenza di regimi di aiuto diversi per varietà di lino tessile e di lino oleoso talvolta difficili da classificare.Come per gli altri aiuti diretti, si applicherà al lino e alla canapa destinati alla produzione di fibre il regolamento (CE) n. 1259/1999 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune [4], in particolare l'articolo 3 concernente i requisiti in materia di protezione ambientale e l'articolo 7 relativo alla limitazione dei pagamenti.[4]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 113.Nell'ambito del regime in vigore per la campagna 1999/2000, danno diritto all'aiuto la raccolta e l'esistenza di una resa minima; tali condizioni sono tuttavia soggette ai rischi meteorologici e richiedono un dispositivo di controllo specifico di difficile attuazione. Dato l'allineamento dell'importo dell'aiuto per il lino e la canapa a quello versato per gli altri seminativi, tali condizioni, non previste dal regolamento (CE) n. 1251/1999, potrebbero essere abolite. Tuttavia, occorre evitare il rischio che vengano perseguiti obiettivi diversi da quelli previsti dal regime, in particolare fintantoché il pagamento per ettaro sarà superiore a quello per gli altri seminativi. È necessario prevedere la possibilità di subordinare la concessione del pagamento per ettaro per il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre a talune condizioni colturali, in particolare all'utilizzazione di sementi certificate.Inoltre, al fine di consentire il controllo sui quantitativi ammessi a beneficiare anche dell'aiuto alla trasformazione della paglia, occorre introdurre l'obbligo per i produttori di stipulare contratti di vendita della paglia con trasformatori riconosciuti.Per quanto riguarda la canapa, devono essere istituite misure di controllo rigorosissime, atte a garantire in particolare l'utilizzazione esclusiva di sementi di varietà a basso tenore di THC, entro i limiti esistenti. Inoltre, si propone di sottoporre ogni anno una quota elevata di produttori a controlli in loco, al fine di accertare il tenore di THC delle rispettive produzioni.Inoltre, la concessione dei pagamenti per superficie dev'essere subordinata alla consegna dell'intera produzione delle particelle investite a canapa a uno o più trasformatori riconosciuti. Tra le condizioni per il riconoscimento dovrà figurare l'impegno a non rifornire l'industria o il commercio di prodotti alimentari a base di canapa. Affinché l'insieme dei summenzionati controlli possa essere effettuato efficacemente, gli Stati membri dovranno fissare per ciascuna zona di produzione una superficie massima ammissibile al pagamento per superficie investita a canapa, in funzione delle rispettive capacità di controllo in tempo utile. Un meccanismo di questo tipo può essere istituito soltanto fondandolo su un regime di autorizzazioni preventive della coltura di canapa ammissibile al pagamento per superficie.3.2. Aiuto alla trasformazione di pagliaIn linea di principio l'aiuto alla trasformazione della paglia potrebbe essere concesso in base alla superficie coltivata o al quantitativo prodotto. Tuttavia, un aiuto per ettaro non favorisce la produttività e soprattutto mette sullo stesso piano tutti gli sbocchi commerciali. Un aiuto per tonnellata di prodotto evita i rischi di caccia al premio ma richiede il potenziamento dei controlli sui quantitativi in questione. Essendo la paglia più difficile da sorvegliare della fibra da essa ottenuta, l'aiuto dev'essere concesso al trasformatore della paglia, in funzione della produzione di fibre aventi determinate caratteristiche.Il settore della produzione di fibre lunghe di lino a uso tessile è per tradizione molto ben integrato tra le diverse regioni di produzione; esso richiede un sostegno analogo in tutti gli Stati membri produttori e quindi un'organizzazione comune del mercato. Il mantenimento di questo settore dipende da un aiuto alla trasformazione di importo tale da mantenere il sostegno complessivo medio per il prodotto prossimo al livello vigente per la campagna 1999/2000.L'importo dell'aiuto alla trasformazione di paglia, concesso per tonnellata di fibre lunghe, dovrà pertanto aumentare in misura proporzionale alla riduzione - secondo le scadenze previste dal regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio - del pagamento per superficie percepito dal produttore; dovrà inoltre essere adeguato in funzione dell'aiuto per le fibre corte prodotte contemporaneamente. Considerate le variazioni delle rese di paglia e di fibre, si propone di fissare l'importo a 60 EUR/tonnellata nel 2000/2001, facendolo aumentare progressivamente fino a 200 EUR/tonnellata per la campagna 2005/2006.Il mercato delle fibre corte di lino e delle fibre di canapa è invece molto più frammentato. Non dovrebbero comunque essere concessi aiuti alla trasformazione per fibre che rimangono inframmezzate ai canapuli o capecchi. A fronte dei modesti costi di trasformazione della paglia, prodotti di questo tipo sono quasi sempre destinati all'industria della pasta di carta comune. Per quanto riguarda le fibre corte e pulite, invece, il loro futuro economico esige, almeno provvisoriamente, un sostegno complementare oltre al pagamento per superficie, al fine di valorizzare gli investimenti già effettuati o in corso. Un sostegno di questo tipo promuoverebbe lo sviluppo di una coltura che ha effetti benefici sull'ambiente e la definizione di nuovi sbocchi agricoli che potrebbero trovare, a termine, un mercato industriale remunerativo.Per le fibre corte di lino e le fibre di canapa appare quindi indispensabile una fase di transizione tra il regime della campagna 1999/2000, il quale prevede un aiuto elevato per tutte le colture interessate, e il regime futuro fondato sui prezzi dei mercati industriali e sull'inserimento nel regime applicabile ai seminativi. Tale aiuto alla trasformazione verrebbe concesso per cinque anni.In considerazione del livello dell'aiuto per le fibre lunghe e delle variazioni delle rese, l'importo per tonnellata corrisponderebbe, il primo anno, al mantenimento approssimativo del livello medio di sostegno per ettaro di lino e di canapa in buone condizioni colturali. Tale importo rimarrebbe inalterato per cinque anni nonostante la riduzione del pagamento per superficie, per poi essere abolito alla scadenza del quinquennio. Si propone di fissare l'importo a 40 EUR/tonnellata per le campagne dal 2000/2001 al 2004/2005.L'aiuto alla trasformazione della paglia non verrebbe concesso qualora siano state create artificialmente le condizioni cui esso è subordinato.3.3. Sistema di stabilizzatoriI pagamenti per superficie sono soggetti alle norme relative alle superfici di base di cui al regolamento (CE) n. 1251/1999. Pertanto, l'inserimento del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre nel regime di sostegno ai produttori di taluni seminativi comporterà l'aumento delle superfici di base, alle condizioni previste dal summenzionato regolamento. Secondo i dati a disposizione della Commissione, rispetto al periodo di riferimento 1989-1991, la superficie di base dovrebbe essere aumentata di circa 80 000 ha, per la maggior parte negli Stati membri produttori tradizionali, le cui superfici del resto non hanno registrato evoluzioni. Per quanto riguarda gli altri Stati membri, esclusi la Spagna e il Regno Unito, le attuali superfici investite a lino e canapa destinati alla produzione di fibre rappresentano meno del 2% delle superfici di base che rimangono disponibili e delle superfici interessate dal ritiro volontario dalla produzione. Tale quota si avvicina all'8% in Spagna e al 17% nel Regno Unito, a causa dell'aumento considerevole delle domande di aiuto negli ultimi anni.Tenuto conto del fatto che non esiste un limite comunitario specifico per le superfici investite a lino e a canapa destinati alla produzione di fibre, al fine di evitare abusi e disciplinare le spese, è indispensabile istituire un sistema di stabilizzatori finanziari per l'aiuto alla trasformazione. Data l'identità degli sbocchi per fibre corte di lino e fibre di canapa, occorre prevedere per i due prodotti uno stabilizzatore comune.Si propone pertanto di fissare un quantitativo massimo garantito per le fibre lunghe di lino e un quantitativo massimo garantito per l'insieme delle fibre corte di lino e delle fibre di canapa. I due quantitativi massimi garantiti sono ripartiti tra gli Stati membri sotto forma di quantitativi nazionali garantiti. I quantitativi nazionali garantiti proposti si fondano sui seguenti elementi:le medie delle superfici dichiarate coltivate nelle ultime 5 campagne, arrotondate per eccesso. Tuttavia, tenuto conto dei mutamenti in corso e dei vari fenomeni rilevati, i risultati hanno dovuto essere ritoccati in ragione, da un lato, della tendenza rilevata negli ultimi anni e, dall'altro, delle superfici che possono essere considerate effettivamente produttive secondo i dati statistici e altre informazioni disponibili,le rese medie di fibre risultanti dalle informazioni fornite da taluni Stati membri e dagli operatori del settore,l'assegnazione di un quantitativo minimo per Stato membro di 50 tonnellate.Per non bloccare il sistema e consentire taluni trasferimenti tra attività relative alle fibre lunghe di lino e le altre fibre di lino o di canapa, si propone di autorizzare riassegnazioni tra i quantitativi nazionali dello stesso Stato membro, purché vengano garantite condizioni che attestino la realtà e l'interesse economico dell'operazione.Data la possibilità di immagazzinare paglia per diversi anni e di trasportarla da un trasformatore all'altro, è indispensabile limitare il rischio di abusi. Si impone l'attuazione di un sistema di controllo rigoroso dei quantitativi delle varie categorie di fibre prodotte. Per limitare i rischi, saranno ammissibili all'aiuto soltanto i quantitativi inferiori a un limite per ettaro oggetto di contratto, fissato dallo Stato membro interessato in base al quantitativo nazionale garantito e alla superficie oggetto di contratti di acquisto della paglia da parte dei primi trasformatori.3.4. Altre misureIl regime di promozione previsto per il lino tessile dal regolamento (CE) n. 1308/70 si fonda su un meccanismo di trattenute sull'aiuto che non sempre risponde alle reali esigenze e che crea difficoltà rispetto alla periodicità dei bilanci. In virtù del regime in questione, le misure di promozione già adottate si estendono fino al 30 settembre 2001. La promozione verrà ripresa nel quadro generale e armonizzata per i tutti i settori agricoli oggetto di misure di questo tipo. Per quanto riguarda la promozione nei paesi terzi, la Commissione ha già presentato proposte al Consiglio [5]; per quanto riguarda le misure all'interno della Comunità, sono allo studio proposte.[5]  COM(1998) 683 del 14.1.1999.Da quando è stato istituito, il regime di ammasso privato è stato poco utilizzato. All'epoca della crisi del 1989-1992, la lievitazione dei prezzi che la diminuzione delle superfici coltivate avrebbe dovuto provocare è stata rallentata dall'esistenza di considerevoli scorte private. Il sistema si giustifica ancora meno nell'ambito del regime proposto, che mira a stabilizzare la produzione di fibre e ad adeguare le superfici investite alle esigenze del mercato. Si propone pertanto di abolire il regime di ammasso privato in questo settore.Il controllo all'importazione sull'effettiva utilizzazione dei semi di canapa normalmente non destinati alla semina si rivela problematico; l'unica soluzione possibile è quella di porre come condizione la denaturazione dei semi in questione per impedire la germinazione.Data la radicalità delle modifiche proposte rispetto al regime vigente nel settore per la campagna 1999/2000, si propone di consentire alla Commissione di adottare le misure transitorie reputate necessarie per garantire la transizione armoniosa dal vecchio al nuovo regime.4. CONSIDERAZIONI FINALILa presente proposta legislativa annulla e sostituisce la proposta elaborata dalla Commissione nel 1996 [6], che non aveva potuto essere oggetto di decisione del Consiglio. La proposta è intesa a riformare radicalmente l'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa da fibra al fine di adeguarla ai mutamenti intervenuti e di semplificare il regime applicabile; essa si articola in due proposte di regolamento del Consiglio, la prima delle quali è intesa a inserire le colture in questione nel regime generale applicabile ai seminativi, mentre la seconda istituisce un sostegno complementare sotto forma di aiuto alla trasformazione della paglia di lino e di canapa.[6]  COM(96) 44 def. del 14.2.1996.Si propone così di modificare il regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio che istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi, al fine di inserirvi il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre e di adeguarlo alle esigenze specifiche delle due colture. Si prevede in particolare l'obbligo per i produttori di stipulare contratti di vendita della paglia con trasformatori riconosciuti, oltre a restrizioni e misure di controllo per evitare qualsiasi coltura illecita della canapa nell'ambito del presente regime.Occorre segnalare che la Commissione intende presentare a breve termine una proposta di riforma del settore del riso che potrebbe prevedere l'inserimento anche di questo prodotto nel regime previsto per i seminativi e quindi un'ulteriore modifica del regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio. In funzione degli sviluppi del dibattito in seno al Consiglio e delle date di adozione dei regolamenti in questione, potrà risultare necessario modificare l'ordine e la numerazione degli articoli o dei paragrafi della presente proposta. Dopo l'adozione da parte del Consiglio delle modifiche del regolamento (CE) n. 1251/1999 concernenti il lino, la canapa e il riso, la Commissione proporrà il consolidamento del summenzionato regolamento.Si propone inoltre, contemporaneamente, un regolamento recante organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre, nel cui ambito viene istituito un regime di aiuto alla trasformazione della paglia di lino e di canapa. L'aiuto verrebbe differenziato in base alla categoria merceologica: da un lato un aiuto per le fibre lunghe di lino e, dall'altro, un aiuto per le fibre corte di lino e le fibre di canapa. L'aiuto per la seconda categoria di fibre sarebbe temporaneo, in quanto destinato ad accompagnare la necessaria fase di adeguamento dei nuovi prodotti agli sbocchi industriali che si prospettano. La proposta prevede inoltre un meccanismo stabilizzatore delle spese, la condizione dei contratti di acquisto della paglia da parte di trasformatori riconosciuti e un regime applicabile agli scambi.Le misure proposte dovrebbero consentire di ridurre sensibilmente  talune superfici dichiarate coltivate a lino o canapa e di riservare i regimi di sostegno alle aziende dove ha luogo una produzione reale ed economicamente giustificata. Si stima che le spese dovrebbero ammontare a circa 80 milioni di EUR nel 2000/2001, per poi diminuire progressivamente fino a circa 50 milioni nel 2005/2006, per effetto della riduzione dei pagamenti per superficie e dell'abolizione dell'aiuto alla trasformazione di fibre corte di lino e di fibre di canapa.Le misure proposte vanno a beneficio delle piccole e medie imprese, numerose in questo settore, e contribuiscono a migliorare la situazione ambientale e la disciplina di bilancio. L'insieme delle misure in questione si iscrive nell'ottica generale di un'applicazione uniforme dei regimi relativi alla produzione agricola ed è di competenza esclusiva della Comunità.Tenuto conto dell'esigenza che gli agricoltori siano a conoscenza in tempo utile delle disposizioni applicabili ai prodotti che coltivano, è necessario che il Consiglio deliberi sulla proposta in questione entro l'inizio di marzo del 2000, al fine di consentirne l'applicazione a decorrere dalla campagna 2000/2001 che inizia il 1° luglio 2000. Al fine di segnalare a tutti gli operatori del settore che in sede comunitaria è in discussione un progetto di riforma dell'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa, è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee una comunicazione della Commissione. 99/0236 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrecante modifica del regolamento (CE) n. 1251/1999 che istituisce un regime  di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi, per includervi  il lino e la canapa destinati alla produzione di fibreIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 36 e 37,vista la proposta della Commissione [7],[7]  GU Cvisto il parere del Parlamento europeo [8],[8]  GU Cvisto il parere del Comitato economico e sociale [9],[9]  GU Cvisto il parere del Comitato delle regioni [10],[10]  GU Cconsiderando quanto segue: (1) La politica agricola comune si prefigge di conseguire gli obiettivi enunciati dall'articolo 33 del trattato, tenendo conto della situazione del mercato. (2) Dopo l'entrata in vigore del regolamento (CEE) n. 1308/70 del Consiglio, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa [11], il settore in questione ha subito profondi mutamenti; alla coltivazione tradizionale del lino, destinata soprattutto alla produzione di fibre lunghe per uso tessile, si è aggiunta una coltivazione di lino, a costi minori, finalizzata esclusivamente alla produzione di fibre corte.[11]   GU L 146 del 4 luglio 1970, pag.1 (3) Nel caso del lino a fibre corte e della canapa, l'importo dell'aiuto per ettaro, molto elevato rispetto ai costi di produzione o al valore del prodotto, ha in qualche modo incoraggiato la nascita di colture a fini di speculazione; le superfici coltivate a lino a fibre corte ed a canapa sono aumentate, senza che si sia verificato un analogo aumento della produzione o della domanda reale del mercato per tali prodotti; le misure adottate per evitare tale anomalia non hanno avuto i risultati auspicati, ma hanno ulteriormente complicato la normativa applicabile nel settore in questione. (4) Per risolvere i problemi sorti nel mercato del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre, occorre prevedere che l'aiuto concesso agli agricoltori interessati sia di livello analogo a quello delle colture concorrenti; a tal fine, nonché per semplificare la normativa applicabile, occorre inserire tali settori nel regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi istituito dal regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999 [12]; d'altra parte il regolamento (CE) n. ..../.... del Consiglio, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre [13], prevede un aiuto alla trasformazione della paglia di lino e di canapa, se giustificato al fine di mantenere l'attività economica.[12]  GU L 160 del 26 giugno 1999, pag. 1.[13]   Cfr. pag. .... della presente GU. (5) Per procurare un passaggio armonioso al livello di sostegno previsto per i cereali e per risolvere anche le attuali difficoltà legate all'esistenza di regimi di aiuto diversi per le varietà di lino tessile e lino da olio, è opportuno fissare l'importo dell'aiuto per il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre allo stesso livello di quello concesso per i semi di lino, che deve a sua volta convergere verso quello per i cereali nella campagna di commercializzazione 2002/2003. (6) Per evitare che vengano perseguiti obiettivi diversi da quelli previsti dal regolamento (CE) n. 1251/1999, è necessario subordinare la concessione del pagamento per ettaro per il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre a determinate condizioni colturali. (7) Nel caso della canapa, è opportuno prevedere misure specifiche destinate ad evitare che coltivazioni illegali si nascondano tra quelle che possono beneficiare dei pagamenti per superficie, causando perturbazioni dell'organizzazione comune dei mercati di tale prodotto; occorre pertanto stabilire che tali pagamenti siano concessi soltanto a favore di superfici sulle quali sono state coltivate varietà di canapa che offrano determinate garanzie per quanto riguarda il tenore in sostanze psicotrope; occorre inoltre che ogni Stato membro limiti le superfici coltivate a canapa in ciascuna regione di produzione, affinché sia controllato attentamente il rispetto dei limiti di sostanze psicotrope sulle superfici oggetto di domande di pagamento; è quindi opportuno stabilire un sistema di autorizzazione preliminare, che garantisca che non siano superate le superfici massime fissate dagli Stati membri. (8) Per consentire un controllo dei quantitativi ammissibili all'aiuto alla trasformazione della paglia nell'ambito del regolamento (CE) n. ..../...., è necessario stabilire un collegamento fra tale produzione e la superficie da cui è ottenuta; è quindi opportuno prevedere l'obbligo, per i produttori, di concludere contratti di vendita della paglia con primi trasformatori riconosciuti che offrano determinate garanzie,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il regolamento (CE) n. 1251/1999 è modificato come segue:1. Il testo dell'articolo 4, paragrafo 2, è sostituito dal testo seguente:« 2. Il calcolo di cui al paragrafo 1 è eseguito in base alla resa media cerealicola. Tuttavia, qualora il granturco sia trattato separatamente, per esso viene utilizzata la resa relativa al "granturco", mentre per i cereali, i semi oleosi e i semi di lino, nonché per il lino e per la canapa destinati alla produzione di fibre, viene utilizzata la resa relativa ai "cereali diversi dal granturco".»2. All'articolo 4, paragrafo 3, primo comma, le parole "per i semi di lino" sono sostituite da "per i semi di lino, il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre".3. È inserito il seguente articolo 5 bis:«Articolo 5 bis1. Per il lino destinato alla produzione di fibre, il pagamento per superficie è subordinato alla conclusione di contratti di vendita della paglia con primi trasformatori riconosciuti.2. Per la canapa destinata alla produzione di fibre, il pagamento per superficie è subordinatoall'utilizzazione di varietà aventi tenore in tetraidrocannabinolo non superiore allo 0,2%; tuttavia, per la campagna 2000/2001 tale limite è fissato allo 0,3%,alla conclusione di contratti di vendita dell'intera produzione, a fini diversi dall'alimentazione umana, con primi trasformatori riconosciuti.3. Per ogni zona di produzione, gli Stati membri fissano una superficie massima che può beneficiare dei pagamenti per superficie di canapa destinata alla produzione di fibre, in modo da garantire il controllo del tenore in tetraidrocannabinolo su almeno il 30% delle superfici per le quali vengono presentate domande di pagamento. Per garantire che non siano superate le superfici massime fissate, gli Stati membri istituiscono un sistema di autorizzazione preliminare della coltivazione della canapa, che limita a tali superfici le operazioni di semina da effettuare nell'ambito dell'attuale regime."4. L'articolo 9 è modificato come segue:a) al primo comma, dopo il sesto trattino è inserito il seguente testo:«- per il lino destinato alla produzione di fibre, le modalità relative ai contratti di vendita con primi trasformatori riconosciuti, di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 1,- per la canapa destinata alla produzione di fibre,i) le modalità relative ai contratti di vendita con primi trasformatori riconosciuti, di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 3,ii) le misure di controllo specifiche e i metodi da utilizzare per la determinazione quantitativa del tetraidrocannabinolo,»;b) al secondo comma, il primo trattino è sostituito dal seguente testo:« - subordinare la concessione dei pagamenti all'utilizzazione di:i) determinate sementi,ii) sementi certificate nel caso del frumento duro, nonché nel caso del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre,iii) talune varietà nel caso dei semi oleosi, del frumento duro, dei semi di lino, nonché del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre,oppure prevedere la possibilità per gli Stati membri di subordinare a tali condizioni la concessione di pagamenti;".5. All'allegato I, il punto IV è sostituito dai seguenti punti IV e V:>SPAZIO PER TABELLA>Articolo 2Conformemente all'articolo 3, paragrafo 6, terzo comma, del regolamento (CE) n. 1251/1999, entro il 1° maggio 2000 gli Stati membri presentano alla Commissione l'eventuale revisione dei piani di regionalizzazione al fine di inserirvi i dati relativi al lino e alla canapa destinati alla produzione di fibre.Articolo 3Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso è applicabile a partire dalla campagna 2000/2001.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì Per il Consiglio Il Presidente