CELEX: C2004/071/61
Language: it
Date: 2004-03-20 00:00:00
Title: Causa T-13/04: Ricorso del sig. Jens Peter Bonde e altri contro il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea, proposto il 15 gennaio 2004

C 71/34                 IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           20.3.2004
Ricorso del sig. Jens Peter Bonde e altri contro il Parlamen-               Motivi e principali argomenti
to europeo e il Consiglio dell’Unione europea, proposto il
                         15 gennaio 2004
                                                                            A sostegno della loro domanda i ricorrenti deducono che il
                          (Causa T-13/04)                                   controverso regolamento viola l’art. 191 del Trattato CE, in
                                                                            quanto il riconoscimento delle alleanze dei partiti politici
                                                                            a livello europeo non promuove l’integrazione nell’ambito
                                                                            dell’Unione europea, la formazione di una coscienza europea
                                                                            o l’espressione della volontà politica dei cittadini dell’Unione.
                           (2004/C 71/61)                                   Deducono altresì che viola la dichiarazione n. 11 dell’art. 191
                                                                            del Trattato CE, allegato all’Atto finale del Trattato di Nizza, in
                                                                            quanto implica un trasferimento di poteri alla Comunità
                                                                            europea non consentito, non fornisce adeguate garanzie sul
                    (Lingua processuale: l’inglese)                         fatto che i fondi concessi non vengano usati per attività di
                                                                            partiti politici nazionali, e operano discriminazioni nei con-
                                                                            fronti dei gruppi politici minori e delle minoranze. Essi
                                                                            affermano altresì che il controverso regolamento viola gli
                                                                            artt. 5, 189 e 202 del Trattato CE conferendo poteri decisionali
                                                                            sempre maggiori al Parlamento europeo.
Il 15 gennaio 2004 Jens Peter Bonde, Bagsvaerd, (Danimarca),
Inger Schörling, Gärle, (Svezia), Paul-Marie Coûteaux, Mirbeau,
(Francia), Nigel Paul Farage, Westerham, (Regno Unito), Wil-                I ricorrenti deducono altresì che il regolamento controverso
liam Abitbol, Parigi (Francia), Bent Hindrup Andersen, Horsens              viola taluni diritti fondamentali, in particolare, il divieto di
(Danimarca), Graham H. Booth, Paignton (Regno Unito),                       discriminazione, la libertà di pensiero, di coscienza e di
Florence Kuntz, Lione (Francia), Ulla Margrethe Sandbæk,                    religione e la libertà di espressione, che i ricorrenti ritengono
Copenaghen (Danimarca), Jeffrey William Titford, Frinton-on-                violati dal requisito dell’accettazione incondizionata dei princi-
Sea (Regno Unito), Per Gahrton, Täby (Svezia), Herman                       pi europei, come condizione preliminare per la provvista di
Schmid, Copenaghen (Danimarca), Jonas Sjöstedt, Umeå (Sve-                  fondi come pure le libertà di associazione e di riunione,
zia), Pernille Frahm, Bjert (Danimarca), Roger Helmer, Lutter-              assertivamente violati, in quanto il controverso regolamento
worth (Regno Unito), Daniel J. Hannan, Geat Bookham                         pone disposizioni per le soglie di ammissibilità, circostanze
(Regno Unito), Georges Berthu, Longré (Francia), Dominique                  che esclude i partiti delle minoranze e i partiti politici nazionali
F. C. Souchet, Saint-Gemme la Plaine (Francia), Thierry de                  indipendenti.
la Perriere, Luc-sur-Mer (Francia), Hans Kronberger, Vienna
(Austria), Jean-Louis Bernie, Nantes (Francia), Yves Butel,
Amiens (Francia) e Ole Krarup, Helsingor (Danimarca), rappre-
sentati dal sig. J. Dhont, lawyer, con domicilio eletto in
Lussemburgo, hanno proposto un ricorso contro il Parlamento
                                                                            Inoltre i ricorrenti sostengono che il controverso regolamento
europeo e il Consiglio dell’Unione europea.
                                                                            viola una serie di principi fondamentali del diritto europeo, e
                                                                            in particolare, il principio di parità di trattamento, in quanto
                                                                            pone discriminazioni nei confronti dei partiti politici delle
                                                                            minoranze e indipendenti, il principio della democrazia, in
                                                                            quanto tratta i membri del Parlamento europeo in maniera
I ricorrenti concludono che il Tribunale voglia:                            differenziata, a secondo che siano membri di partiti politici
                                                                            europei o no, e il principio di legalità, in quanto il Parlamento
                                                                            europeo ha adottato il controverso provvedimento in qualità
                                                                            di co-legislatore e sarà quindi chiamato a darvi esecuzione e ad
—     annullare il regolamento (CE) del Parlamento europeo e                amministrarlo unitariamente. I ricorrenti considerano altresì
      del Consiglio 4 novembre 2003, n. 2004/2003, relativo                 che sono stati violati i principi e le tradizioni comuni degli
      allo statuto e al finanziamento dei partiti politici a livello        Stati membri, in quanto sono stati fissati livelli molto elevati
      europeo, o, in subordine, annullarne talune parti o, in               per la provvista di fondi e la fedeltà a taluni ideali politici
      ulteriore subordine, disporre l’applicazione e l’esecuzione           europei. I ricorrenti deducono altresì, abuso di potere da parte
      legale del regolamento dei partiti europei, di modo che le            del Parlamento europeo e del Consiglio e violazione dei
      obiezioni dei ricorrenti risultino praticamente risolte;              principi di proporzionalità e sussidiarietà.
—     condannare il Parlamento europeo e il Consiglio alle spese
      di causa e agli onorari dell’avvocato, conformemente alla
      normativa in vigore.