CELEX: 61958CJ0036
Language: it
Date: 1959-07-17 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 17 luglio 1959. # Società Industriale Metallurgica di Napoli (S.I.M.E.T.), Meroni & C. Industrie Metallurgiche a Erba, Meroni & C. Industrie Metallurgiche a Milano, Fer.Ro (Ferriere Rossi) e Acciaierie San Michele contro l'Alta Autorità della Comunità europea del Carbone e dell'Acciaio. # Cause riunite 36-58, 37-58, 38-58, 40-58 e 41-58.

Avis juridique important

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61958J0036

SENTENZA DELLA CORTE DEL 17 LUGLIO 1959.  -  SOCIETA'INDUSTRIALE METALLURGICA DI NAPOLI (SIMET) MERONI ET CO., INDUSTRIE METALLURGICHE, ERBA, MERONI ET CO., INDUSTRIE METALLURGICHE, MILANO, FER.RO (FERRIERE ROSSI) - ACCIAIERIE SAN MICHELE CONTRO L'ALTA AUTORITA'.  -  CAUSE RIUNITE 36, 37, 38, 40 E 41/58.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00331 edizione olandese pagina 00359 edizione tedesca pagina 00349 edizione italiana pagina 00327 edizione speciale inglese pagina 00157 edizione speciale danese pagina 00145 edizione speciale greca pagina 00341 edizione speciale portoghese pagina 00343

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . PROCEDURA - RICEVIBILITA - TERMINI - DATA DEL DEPOSITO IN CANCELLERIA  ( ART . 33 DEL TRATTATO CECA )  2 . PROCEDURA - RICORSO DI LEGITTIMITA - DECISIONE GENERALE DELL' ALTA AUTORITA - CONCETTO  ( ART . 33, 2 ) COMMA DEL TRATTATO CECA )  3 . PROCEDURA - RICORSO DI LEGITTIMITA - RICEVIBILITA - DECISIONI GENERALI - IMPRESA - MOTIVI PROPOSTI  ( ART . 33, 2 ) COMMA DEL TRATTATO CECA )  4 . CONSORZIO - PEREQUAZIONE - COMMISURAZIONE D' UFFICIO - LEGITTIMITA - PRECEDENTI PRONUNZIE - INTERPRETAZIONE  ( ART . 53 DEL TRATTATO CECA )  

Massima

1 . AI SENSI DELL' ART . 33, PARAGRAFO 3 DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE 4 MARZO 1953, IN MATERIA DI TERMINI, VA PRESA IN CONSIDERAZIONE SOLO LA DATA DEL DEPOSITO IN CANCELLERIA E NON GIA LA DATA DELLA CONSEGNA ALL' UFFICIO POSTALE .  2 . UNA DECISIONE, NEI LIMITI IN CUI MODIFICA UNA PRECEDENTE DECISIONE GENERALE, PARTECIPA AL CARATTERE GENERALE DI QUESTA .  IL CARATTERE GENERALE DI UNA DECISIONE PUO' EVINCERSI DIRETTAMENTE DAL SUO CONTENUTO, SPECIE SE ESSA STABILISCE VARI PRINCIPI NORMATIVI, FISSA IN MODO ASTRATTO LE MODALITA DELLA LORO APPLICAZIONE ED INDICA LE CONSEGUENZE GIURIDICHE CHE NE DERIVANO .  E' GENERALE UNA DECISIONE CHE DETTE NORME D' ORGANIZZAZIONE GENERALI LE QUALI POSSONO AVERE IDENTICA IMPORTANZA IN UN NUMERO INDETERMINATO DI CASI E SONO O SARANNO APPLICABILI A QUALUNQUE SOGGETTO CHE POTRA ESSERNE DESTINATARIO .  3 . A NORMA DELL' ART . 33, 2 ) COMMA, DEL TRATTATO, LE IMPRESE POSSONO RICORRERE CONTRO LE DECISIONI GENERALI SOLTANTO SE LE RITENGANO INFICIATE DA SVIAMENTO DI POTERE NEI LORO CONFRONTI . IN TAL CASO PUO' ESSERE PROPOSTO SOLO DETTO MOTIVO .  4 . NELLA SENTENZA 9-56 LA CORTE NON HA DICHIARATO ILLEGITTIMA LA COMMISURAZIONE D' UFFICIO; ESSA HA AL CONTRARIO ACCERTATO CHE QUESTA COSTITUIVA UN RIMEDIO AL SILENZIO DELLE IMPRESE ED UN COROLLARIO INEVITABILE E NECESSARIO DEL SISTEMA DI CONTRIBUTI OBBLIGATORI .  

Parti

NELLE CAUSE RIUNITE DELLE  SOCIETA' INDUSTRIALE METALLURGICA DI NAPOLI ( SIMET )  SOCIETA PER AZIONI, NAPOLI ( 36-58 )  MERONI E C ., INDUSTRIE METALLURGICHE  SOCIETA IN ACCOMANDITA SEMPLICE, ERBA ( 37-58 )  MERONI E C ., INDUSTRIE METALLURGICHE  SOCIETA PER AZIONI, MILANO ( 38-58 )  FER.RO ( FERRIERE ROSSI )  DITTA INDIVIDUALE, MAGLIANO ALPI ( CUNEO ) ( 40-58 )  ACCIAIERIE SAN MICHELE  SOCIETA PER AZIONI, TORINO ( 41-58 )  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . GEORGES MARGUE, RUE ALPHONSE MUENCHEN 6, PARTI RICORRENTI,  RAPPRESENTATE RISPETTIVAMENTE DAI SIGG . VITTORIO FRIGERIO, AGOSTINO ARTIOLI, ALDO MERONI, GINO ROSSI, BARTOLOMEO ARAGNO,  ASSISTITI DALL' AVV . ARTURO COTTRAU, ESERCENTE A TORINO E PATROCINANTE PRESSO LA CORTE DI CASSAZIONE,  CONTRO  L' ALTA AUTORITA' DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO NEI PROPRI UFFICI, PLACE DE METZ 2, PARTE CONVENUTA,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO, PROF . GIULIO PASETTI, IN QUALITA DI AGENTE,  ASSISTITO DALL' AVV . ALBERTO TRABUCCHI, PROFESSORE DELL' UNIVERSITA DI PADOVA, PATROCINANTE PRESSO LA CORTE DI CASSAZIONE,  

Oggetto della causa

CAUSE CHE HANNO PER OGGETTO L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA 13-58 DEL 24 LUGLIO 1958, PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLE COMUNITA EUROPEE N . 10 DEL 30 LUGLIO 1958 E RELATIVA ALLA GESTIONE DEI MECCANISMI FINANZIARI ISTITUITI CON LE DECISIONI 22-54, 14-55, 26-55, 3-56 E 2-57; 

Motivazione della sentenza

A - SULLA RICEVIBILITA'  1 ) SE I RICORSI SIANO STATI INTRODOTTI NEL TERMINE PREVISTO DAL TRATTATO E DAL REGOLAMENTO DELLA CORTE  I RICORSI 36-58, 37-58, 38-58, 40-58 E 41-58 SONO FRA LORO IDENTICI, SALVO PER QUANTO RIGUARDA LA DATA IN CUI VENNERO ISCRITTI NEL REGISTRO DI CANCELLERIA; CON ESSI SI CHIEDE L' ANNULLAMENTO DI UNA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA DI DATA 24 LUGLIO 1958 PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLE COMUNITA EUROPEE DEL 30 LUGLIO 1958; AI SENSI DELL' ART . 33, 3 ) COMMA, DEL TRATTATO I RICORSI DEVONO ESSERE PRESENTATI NEL TERMINE DI UN MESE DALLA PUBBLICAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA .  AI SENSI DELL' ART . 85, PARAGRAFO 1, DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA COMUNITA EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO CHE, IN VIRTU DELL' ART . 111 DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE, VA APPLICATO AI RICORSI SOVRADDETTI, IL TERMINE D' IMPUGNAZIONE DELLE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA DECORRE DAL QUINDICESIMO GIORNO SUCCESSIVO A QUELLO DELLA PUBBLICAZIONE DELLA DECISIONE NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLE COMUNITA EUROPEE; AI SENSI DELL' ART . 85, PARAGRAFO 2, I TERMINI SONO PROROGATI, IN RAGIONE DELLA DISTANZA, DI GIORNI CINQUE PER COLORO CHE RISIEDONO IN ITALIA; L' ART . 33, PARAGRAFO 3, DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE STABILISCE CHE " AI FINI DEI TERMINI DI PROCEDURA SARA TENUTO CONTO SOLTANTO DELLA DATA DEL DEPOSITO IN CANCELLERIA ".  I RICORSI 40-58 E 41-58 SONO STATI REGISTRATI IN CANCELLERIA IL 22 SETTEMBRE 1958 CIOE POSTERIORMENTE AL 18 SETTEMBRE, GIORNO IN CUI, SECONDO QUANTO SI RICAVA DAGLI ARTICOLI SOVRACITATI, SCADEVA IL TERMINE D' IMPUGNAZIONE .  NELLA REPLICA LE RICORRENTI ASSUMONO CHE " PER STABILIRE IL MOMENTO IN CUI DEVE RITENERSI COMPIUTA LA NOTIFICAZIONE DI UN ATTO PER MEZZO DEL SERVIZIO POSTALE, OCCORRE AVERE RIGUARDO UNICAMENTE ALLA DATA DI CONSEGNA ALL' UFFICIO POSTALE ".  L' ASSUNTO DELLE RICORRENTI E TUTTAVIA IN CONTRASTO COL PARAGRAFO 3 DELL' ART . 33 DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE; INFATTI, OVE LA LORO TESI FOSSE ACCOLTA, LA PROROGA DEI TERMINI IN RAGIONE DELLA DISTANZA, PREVISTA DAL PARAGRAFO 2 DELL' ART . 35 DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE, NON SI GIUSTIFICHEREBBE, DAL MOMENTO CHE RIGUARDO ALLA CONSEGNA DEL PLICO AD UN UFFICIO POSTALE TUTTI GLI INTERESSATI SI TROVANO NELLA STESSA CONDIZIONE, QUALUNQUE SIA LA DISTANZA TRA LA LORO RESIDENZA E LA SEDE DELLA CORTE .  DA QUANTO DETTO RISULTA QUINDI CHE IL DEPOSITO IN CANCELLERIA DEI RICORSI 40-58 E 41-58 AVVENNE DOPO LA SCADENZA DEL TERMINE CHE IL TRATTATO ED IL REGOLAMENTO DELLA CORTE FISSANO PER L' IMPUGNAZIONE DELLE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA .  CONTRARIAMENTE A QUANTO LE RICORRENTI HANNO SOSTENUTO NELLA DISCUSSIONE ORALE, I RICORSI 40-58 E 41-58 NON POSSONO NEPPURE CONSIDERARSI DELLE DOMANDE D' INTERVENTO AD ADJUVANDUM AI SENSI DELL' ART . 34 DELLO STATUTO DELLA CORTE, E CIO' IN QUANTO NON SI TROVANO ADEMPIUTE LE CONDIZIONI STABILITE DALL' ART . 71 DEL REGOLAMENTO .  PER QUESTE RAGIONI I RICORSI 40-58 E 41-58 SONO IRRICEVIBILI .  I RICORSI 36-58, 37-58 E 38-58, REGISTRATI IN CANCELLERIA IL 5 SETTEMBRE, RISULTANO INVECE PROPOSTI NEL TERMINE STABILITO DAL TRATTATO E DAL REGOLAMENTO DELLA CORTE .  2 ) SE LA DECISIONE 13-58 SIA GENERALE OD INDIVIDUALE  AI SENSI DELL' ART . 33, 2 ) COMMA, DEL TRATTATO LE IMPRESE POSSONO IMPUGNARE LE DECISIONI INDIVIDUALI CHE LE RIGUARDANO E LE DECISIONI GENERALI CHE ESSE RITENGONO INFICIATE DA SVIAMENTO DI POTERE NEI LORO CONFRONTI; VI E LUOGO QUINDI DI STABILIRE SE LA DECISIONE 13-58 ORA IMPUGNATA SIA UNA DECISIONE INDIVIDUALE CHE RIGUARDA LE RICORRENTI OD UNA DECISIONE GENERALE .  LA DECISIONE 13-58 MIRA PRINCIPALMENTE A RIMEDIARE ALLE MANCHEVOLEZZE CHE LE SENTENZE 9-56 E 10-56 HANNO RILEVATO NELLA DECISIONE 14-55 DEL 26 MARZO 1955 E DETTA DECISIONE, COME LA CORTE HA ACCERTATO NELLA SENTENZA MERONI E C . C . ALTA AUTORITA ( 9-56 ), E UNA DECISIONE GENERALE, PER CUI LA DECISIONE 13-58, IN QUANTO MODIFICA LA DECISIONE 14-55, HA NECESSARIAMENTE ANCH' ESSA NATURA DI DECISIONE GENERALE .  DEL RESTO IL CARATTERE GENERALE DELLA DECISIONE 13-58 SI EVINCE DIRETTAMENTE DAL SUO CONTENUTO, POSTO CHE ESSA STABILISCE VARI PRINCIPI NORMATIVI, FISSA IN MODO ASTRATTO LE MODALITA DELLA LORO APPLICAZIONE ED INDICA LE CONSEGUENZE GIURIDICHE CHE NE DERIVANO; LA DECISIONE 13-58 DETTA NORME ORGANIZZATIVE GENERALI LE QUALI, COME QUELLE SANCITE DALLE PRECEDENTI DECISIONI GENERALI RELATIVE AL SISTEMA DI PEREQUAZIONE - CHE ESSE MODIFICANO - POSSONO AVERE IDENTICA IMPORTANZA IN UN NUMERO INDETERMINATO DI CASI E SONO O SARANNO APPLICABILI A QUALUNQUE SOGGETTO CHE POTRA ESSERNE DESTINATARIO .  NON PUO' ACCOGLIERSI LA TESI DELLE RICORRENTI SECONDO CUI LA DECISIONE 13-58, IN QUANTO DA FACOLTA ALL' ALTA AUTORITA DI RIVEDERE, VUOI PER CONFERMARLE, VUOI PER REVOCARLE, LE DECISIONI ADOTTATE DALLA CASSA DI PEREQUAZIONE E DALL' UFFICIO COMUNE, " RIGUARDEREBBE INDIVIDUALMENTE E DIRETTAMENTE UN RISTRETTO NUMERO DI IMPRESE SIDERURGICHE DELLA COMUNITA ASSAI FACILMENTE RICONOSCIBILI ".  PER LE RAGIONI SOVRAESPOSTE, AGLI EFFETTI DELL' ART . 33 DEL TRATTATO, LA DECISIONE 13-58 E UNA DECISIONE GENERALE .  3 ) SE I RICORSI 36-58, 37-58 E 38-58 CONTRO LA DECISIONE GENERALE 13-58 SIANO RICEVIBILI  DATO CHE LA DECISIONE 13-58 E GENERALE, LE RICORRENTI POSSONO IMPUGNARLA AI SENSI DELL' ART . 33 DEL TRATTATO SOLTANTO OVE LA RITENGANO INFICIATA DA SVIAMENTO DI POTERE NEI LORO CONFRONTI; QUINDI, BENCHE LE RICORRENTI ABBIANO IMPUGNATO LA DECISIONE 13-58 DENUNCIANDO, LA VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI, LA VIOLAZIONE DEL TRATTATO E LO SVIAMENTO DI POTERE NEI LORO CONFRONTI, A NORMA DELL' ART . 33, 2 ) COMMA, DEL TRATTATO SOLO QUEST' ULTIMO MEZZO POTEVA ESSERE FATTO VALERE .  B - NEL MERITO  SE LA DECISIONE 13-58 SIA VIZIATA DA SVIAMENTO DI POTERE  LE RICORRENTI SOLLEVANO IL DUBBIO CHE  " CON LA DECISIONE 13-58 SI SIA VOLUTO MASCHERARE ( SOTTO LA VESTE DI UN PROVVEDIMENTO GENERALE ) UNA DISPOSIZIONE PARTICOLARE VOLTA A COLPIRE, IN VIA DEL TUTTO ESCLUSIVA, QUELLE SOLE IMPRESE CHE, NON ESSENDO STATE IN GRADO D' IMPORTARE ROTTAME DA PAESI TERZI E NON AVENDO, QUINDI, POTUTO CONGUAGLIARE IL DEBITO PER ROTTAME ACQUISTATO ALL' INTERNO CON GLI ACCREDITAMENTI DEI PREMI SUL ROTTAME IMPORTATO, SI SONO POI VISTE ADDEBITARE SOMME ASTRONOMICHE IN RELAZIONE ALLA LORO IMPORTANZA ED AL LORO GIRO DI AFFARI ".  TUTTAVIA, CONTRARIAMENTE ALL' ASSUNTO DELLE RICORRENTI, LA DECISIONE 13-58 NON PUO' CONSIDERARSI COME INTESA A TALE SCOPO POSTO CHE ESSA MIRA A PORRE SU BASI LEGALI I SISTEMA FINANZIARI DI CUI LE SENTENZE 9-56 E 10-56 DEL 13 GIUGNO 1958 HANNO RILEVATO LE MANCHEVOLEZZE .  LE RICORRENTI ASSUMONO CHE L' ALTA AUTORITA, ADOTTANDO LA DECISIONE 13-58, HA VOLUTO TOGLIERE LORO LA POSSIBILITA DI PROPORRE " AI SENSI DELL' ART . 35 UN RICORSO PER CARENZA " E COSI' " OBBLIGARLE AD IMPUGNARE LA DECISIONE ( MASCHERATA DA PROVVEDIMENTO GENERALE ) ECCEPENDO IL VIZIO DI LEGITTIMITA PIU DIFFICILE A STABILIRSI, OSSIA IL " DETOURNEMENT DE POUVOIR A L' EGARD " ... ".  FORMULANDO TALE CENSURA LE RICORRENTI TRASCURANO ANCORA UNA VOLTA LO SCOPO DELLA DECISIONE 13-58 DIANZI MENZIONATO .  D' ALTRONDE LE DECISIONI GENERALI PRECEDENTI AVREBBERO POTUTO ESSERE RESE CONFORMI AI PRINCIPI AFFERMATI DALLA CORTE NELLE SENTENZE 9-56 E 10-56 SOLTANTO MEDIANTE UNA DECISIONE GENERALE ADOTTATA NELLE FORME PREVISTE DALL' ART . 53 B DEL TRATTATO .  LE RICORRENTI SOSTENGONO CHE LO SVIAMENTO DI POTERE E " DI EVIDENZA PALMARE " POSTO CHE L' ALTA AUTORITA HA AFFERMATO  " CHE IN VISTA DI SANARE LA SITUAZIONE ATTUALE E NECESSARIO ... CHE L' ALTA AUTORITA POSSA RIVEDERE, VUOI PER CONFERMARLE, VUOI PER REVOCARLE, LE DECISIONI PRESE DALLA CASSA DI PEREQUAZIONE E DALL' UFFICIO COMUNE ... "  CHE CON TALE DISPOSIZIONE L' ALTA AUTORITA  " VOLONTARIAMENTE O PER ERRATA INTERPRETAZIONE DELL' ART . 34 DEL TRATTATO, SI LASCIA " DETOURNER " DA ALTRI SCOPI CHE NON RIENTRANO CERTAMENTE IN QUELLI CHE LE FANNO OBBLIGO DI " PRENDERE I PROVVEDIMENTI CHE L' ESECUZIONE DI ANNULLAMENTO IMPORTA ". COME INFATTI SARA MAI POSSIBILE ALL' ALTA AUTORITA CONFERMARE LE DECISIONI PRESE DALLA CASSA DI PEREQUAZIONE E DALL' UFFICIO COMUNE, LE QUALI SONO STATE ANNULLATE DALLA ECC.MA CORTE DI GIUSTIZIA SOTTO IL DUPLICE PROFILO DI AVERE DICHIARATO ESEGUIBILI PRETESE PECUNIARIE SORTE DALL' APPLICAZIONE DELLA DECISIONE GENERALE 14-55 CHE E ILLEGITTIMA E DI AVER DICHIARATO ESEGUIBILI PRETESE PECUNIARIE ACCERTATE ATTRAVERSO UN PROCEDIMENTO PRIVO DI BASE GIURIDICA ".  ELEVANDO TALE CENSURA LE RICORRENTI TRASCURANO LA REALE PORTATA DELLE SENTENZE 9-56 E 10-56 LE QUALI NON RIGUARDANO LA SOSTANZA DELLE DELIBERE DEGLI ORGANISMI DI BRUXELLES, BENSI' LE MODALITA CON CUI LE DECISIONI CHE NE DERIVANO ERANO STATE APPLICATE ALLE IMPRESE; MENTRE LA DECISIONE 13-58 MIRA A RENDERE ADERENTE AL TRATTATO IL SISTEMA FINANZIARIO ISTITUITO CON LE DECISIONI 22-54, 14-55, 26-55, 3-56 E 2-57; LA CENSURA DELLE RICORRENTI TRAE ORIGINE DAL LORO TIMORE CHE L' ALTA AUTORITA DIA ALLA DECISIONE 13-58 UN' APPLICAZIONE CHE ESSE RITENGONO ILLEGITTIMA; UN SIMILE APPUNTO POTREBBE TUTTAVIA VENIR MOSSO SOLO DOPO CHE DELLE DECISIONI INDIVIDUALI AVRANNO DATO ATTUAZIONE ALLA DECISIONE 13-58 .  LE RICORRENTI RAVVISANO UN PRETESO " SVIAMENTO DI PROCEDURA " NEL FATTO CHE CON LA DECISIONE 13-58 L' ALTA AUTORITA HA VOLUTO  " CONFERMARE QUELLE STESSE DELIBERAZIONI E DECISIONI DEGLI ORGANISMI DI BRUXELLES CHE LA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA COMUNITA HA TANTO SEVERAMENTE CENSURATE NELLE SUE SENTENZE DEL 13 GIUGNO 1958, ADOPERANDO QUELLE STESSE ALIQUOTE DI PEREQUAZIONE TANTO ILLEGITTIMAMENTE E MISTERIOSAMENTE ELABORATE E QUEGLI STESSI " ESTRATTI CONTRO PROVVISORI " ( OGGI RIBATTEZZATI " ESTRATTI CONTO QUASI DEFINITIVI ") DICHIARATI DALL' ECC.MA CORTE ASSOLUTAMENTE PRIVI DI BASE LEGALE; PERSISTENDO CON TENACIA DEGNA DI MIGLIOR CAUSA A NON RENDER NOTI I DATI NON TUTELATI DAL SEGRETO PROFESSIONALE CHE POSSONO ESSERE UTILI AI GOVERNI ED A OGNI ALTRO INTERESSATO ".  FORMULANDO SIFFATTE CENSURE LE RICORRENTI RIPETONO NEI RIGUARDI DELLA DECISIONE 13-58 L' ERRORE D' INTERPRETAZIONE GIA RILEVATO E TRASCURANO CHE DETTA DECISIONE NON PREGIUDICA AFFATTO LE MODALITA CON CUI VERRA APPLICATA .  LE RICORRENTI RAVVISANO UN ULTERIORE SVIAMENTO DI POTERE NELLA CIRCOSTANZA CHE CON LA DECISIONE 13-58 L' ALTA AUTORITA VUOLE  " STABILIRE, CON EFFICACIA RETROATTIVA, LA POSSIBILITA DI PROCEDERE MEDIANTE VALUTAZIONE FORFETTARIA AL CALCOLO DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE DOVUTI DA QUELLE IMPRESE CHE HANNO OMESSO DI DENUNCIARE TEMPESTIVAMENTE IL MOVIMENTO ROTTAMI DELLA PROPRIA AZIENDA ".  ELEVANDO TALE CENSURA LE RICORRENTI TRASCURANO CHE NELLA SENTENZA 9-56 LA CORTE NON HA DICHIARATO ILLEGITTIMA LA COMMISURAZIONE D' UFFICIO MA HA AL CONTRARIO ACCERTATO CHE QUESTA ERA UN RIMEDIO AL SILENZIO DELLE IMPRESE ED UN COROLLARIO INEVITABILE E NECESSARIO DEL SISTEMA DI CONTRIBUTI OBBLIGATORI . LA CORTE HA PERSINO PRECISATO CHE IN MANCANZA DI TALE RIMEDIO SAREBBE INUTILE STABILIRE L' OBBLIGO DI CONTRIBUIRE IN QUANTO TUTTE LE IMPRESE SI DIFENDEREBBERO CON COMPORTAMENTO DI ASTENSIONE . RELATIVAMENTE ALLA COMMISURAZIONE D' UFFICIO, LA CORTE, NELLA SUA SENTENZA 9-56, SI E LIMITATA A RILEVARE UN DIFETTO DI MOTIVAZIONE CHE LASCIAVA IL CONTRIBUENTE ALL' OSCURO SULLE MODALITA CON CUI IL SUO DEBITO ERA ACCERTATO; LA DECISIONE 13-58 HA PRECISAMENTE LO SCOPO DI FORNIRE ALLA COMMISURAZIONE D' UFFICIO LA BASE GIURIDICA CHE LE MANCAVA .  DANDO A TALE COMMISURAZIONE LA BASE GIURIDICA CHE LE FACEVA DIFETTO, L' ALTA AUTORITA NON POTEVA FARE A MENO DI APPLICARLA ALLE IMPRESE CHE AVEVANO OMESSO DI DENUNCIARE IL LORO CONSUMO DI ROTTAME POICHE SENZA TALE APPLICAZIONE ESSE, PERSISTENDO NELLA LORO NEGLIGENZA, AVREBBERO POTUTO SFUGGIRE AL PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE DOVUTI .  LE RICORRENTI RAVVISANO UN PALESE SVIAMENTO DI POTERE NELLA CIRCOSTANZA CHE L' ALTA AUTORITA SIA RICORSA " A DEI PROVVEDIMENTI STRAORDINARI E PERICOLOSI QUALI LA COMMISURAZIONE D' UFFICIO " IN LUOGO DI LIMITARSI AD USARE DELLE AMMENDE E DEI MEZZI COERCITIVI PREVISTI DALL' ART . 47 DEL TRATTATO PER COSTRINGERE LE IMPRESE INADEMPIENTI A DENUNCIARE IL LORO CONSUMO DI ROTTAME .  DALLE CONSIDERAZIONI DIANZI SVOLTE EMERGE TUTTAVIA CHE ALLA COMMISURAZIONE D' UFFICIO SI PUO' LEGITTIMAMENTE PROCEDERE NEI CONFRONTI DELLE IMPRESE CHE SI SOTTRAGGONO ALL' OBBLIGO DI DICHIARARE IL LORO CONSUMO, OBBLIGO SENZA IL QUALE IL SISTEMA DI PEREQUAZIONE NON POTREBBE AVERE ATTUAZIONE; NELLA COMMISURAZIONE D' UFFICIO NON SI PUO' PERTANTO RAVVISARE UNO SVIAMENTO DI POTERE .  PER LE RAGIONI SOVRAESPOSTE LA CORTE RITIENE CHE LA DECISIONE 13-58 NON E INFICIATA DA SVIAMENTO DI POTERE .  

Decisione relativa alle spese

LE RICORRENTI SONO RIMASTE SOCCOMBENTI SU TUTTI I CAPI DELLA LORO DOMANDA E DEVONO QUINDI INTERAMENTE SOPPORTARE LE SPESE DI CAUSA . 

Dispositivo

LA CORTE  DISATTESA OGNI CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA,  DICHIARA E STATUISCE :  1 ) I RICORSI PROPOSTI DALLA DITTA INDIVIDUALE FER.RO, FERRIERE ROSSI, MAGLIANO ALPI - CUNEO ( 40-58 ) E DALLA SPA ACCIAIERIA SAN MICHELE, TORINO ( 41-58 ) PER L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 13-58 DEL 24 LUGLIO 1958, PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLE COMUNITA EUROPEE DEL 30 LUGLIO 1958, SONO IRRICEVIBILI .  2 ) I RICORSI PROPOSTI DALLA SPA SOCIETA INDUSTRIALE METALLURGICA DI NAPOLI ( SIMET ), NAPOLI ( 36-58 ), DALLA SOCIETA IN ACCOMANDITA SEMPLICE MERONI E C ., INDUSTRIE METALLURGICHE, ERBA ( 37-58 ) E DALLA SPA MERONI E C . INDUSTRIE METALLURGICHE, MILANO ( 38-58 ) PER L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE SUMMENZIONATA SONO RESPINTI PERCHE INFONDATI;  3 ) LE PARTI RICORRENTI SONO CONDANNATE ALLE SPESE DI CAUSA .