CELEX: 52013PC0892
Language: it
Date: 2013-12-18
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla clonazione di animali delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina allevati e fatti riprodurre a fini agricoli

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		52013PC0892
		
			Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla clonazione di animali delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina allevati e fatti riprodurre a fini agricoli /* COM/2013/0892 final - 2013/0433 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
1.1.        Motivazione della proposta
La clonazione è una tecnica relativamente nuova
per la riproduzione asessuata di animali, che genera copie genetiche quasi
esatte dell'animale clonato, vale a dire senza modificazione di geni.
Nella produzione alimentare la clonazione è una
tecnica nuova. Nell'attuale quadro normativo, quindi, i prodotti alimentari
ottenuti da cloni rientrano nell'ambito di applicazione del regolamento sui
nuovi prodotti alimentari[1]
e sono dunque soggetti ad un'autorizzazione precedente all'immissione sul
mercato basata su una valutazione dei rischi in materia di sicurezza
alimentare.
Nel 2008 la Commissione ha presentato una proposta[2] volta a snellire il
processo di autorizzazione nel regolamento sui nuovi prodotti alimentari. Nel
corso della procedura legislativa, il legislatore intendeva modificare la
proposta al fine di introdurre norme specifiche in materia di clonazione[3]. Tuttavia non è stato
raggiunto alcun accordo sulla portata e sulle caratteristiche di queste
modifiche, cosicché la proposta è stata abbandonata dopo una mancata
conciliazione nel marzo 2011. Di conseguenza la Commissione è stata invitata a
preparare una proposta legislativa in materia di clonazione nella produzione
alimentare basata su una valutazione d'impatto che esula dal regolamento sui
nuovi prodotti alimentari[4].
L'Autorità europea per la sicurezza alimentare
(EFSA) considera la clonazione innanzi tutto come un pericolo per il benessere
degli animali, inerente alla scarsa efficienza della tecnica. Nel 2012 l'EFSA
ha aggiornato il suo parere sulla clonazione degli animali[5] concludendo che,
malgrado l'aumento delle conoscenze scientifiche disponibili sulla clonazione,
l'efficienza di quest'ultima rimane comunque scarsa rispetto ad altre tecniche
riproduttive.
1.2.        Obiettivi della proposta
L'obiettivo della presente proposta è garantire
l'uniformità delle condizioni di produzione per gli agricoltori, tutelando nel
contempo la salute e il benessere degli animali.
1.3.        Quadro normativo
La direttiva 98/58/CE[6] riguardante la
protezione degli animali negli allevamenti stabilisce norme minime molto
generiche in materia di benessere degli animali utilizzati in agricoltura. La
direttiva non cita esplicitamente la clonazione ma esorta gli Stati membri a
evitare dolori, sofferenze o lesioni inutili agli animali da allevamento. Se la
clonazione provoca dolori, sofferenze o lesioni inutili gli Stati membri devono
agire a livello nazionale per evitare che ciò accada.
1.4.        Coerenza con altri obiettivi
e politiche dell'Unione
La presente iniziativa risponde alle
preoccupazioni summenzionate evitando nel contempo inutili oneri per gli
agricoltori e gli allevatori stabiliti nell'Unione e nei paesi terzi. 
La proposta prevede di sospendere sul territorio
dell'Unione:
•        l'utilizzo della tecnica di clonazione
per scopi di produzione alimentare; 
•        la commercializzazione di cloni vivi
(cloni animali).
Tali divieti provvisori limiteranno il ricorso ad
una tecnica di produzione che provoca sofferenze negli animali ai settori in
cui essa sembra dimostrarsi particolarmente vantaggiosa.
I divieti provvisori sono oggetto di verifiche per
tener conto dell'evoluzione delle conoscenze tecniche e dei progressi compiuti
nell'applicazione della tecnica di clonazione in settori diversi
dall'agricoltura.
La presente iniziativa esclude la clonazione
effettuata a scopi di ricerca, per la conservazione di razze rare o di specie
minacciate di estinzione e per la produzione di medicinali e dispositivi
medici.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONE D'IMPATTO
2.1.        Procedura di consultazione
2.1.1.     Metodi di consultazione e
principali settori interessati
Sono stati consultati gli Stati membri, le parti
interessate e i partner commerciali dei paesi terzi. 
Le discussioni con gli Stati membri si sono tenute
principalmente nell'ambito del comitato permanente per la catena alimentare e
la salute degli animali. Tutti gli Stati membri hanno inoltre compilato un
questionario specifico concernente la clonazione nei rispettivi territori.
Le parti interessate sono state consultate
nell'ambito del gruppo consultivo per la catena alimentare. Hanno preso parte
alle discussioni ventidue organizzazioni in rappresentanza di tutti i settori
interessati (agricoltori, allevatori, industria alimentare, commercianti al
dettaglio, consumatori e difensori dei diritti degli animali). Sono state
inoltre organizzate cinque riunioni tecniche con le organizzazioni che
rappresentano gli agricoltori, gli allevatori e l'industria alimentare.
È stato inviato un questionario specifico ai 15
principali partner commerciali dei paesi terzi, dai
quali sono pervenute 13 risposte.
Il pubblico è stato consultato nel marzo 2012
attraverso l'iniziativa di elaborazione interattiva delle politiche. A questo
strumento sono collegati circa 6 000 abbonati, dai quali sono pervenute
360 risposte[7].

Sono stati effettuati due sondaggi Eurobarometro
sulla clonazione: un'indagine specifica del 2008 sulla clonazione[8], realizzata in 27 Stati
membri, e un'indagine del 2010 sulla biotecnologia[9] con domande specifiche
sulla clonazione, realizzata in 27 Stati membri e in 5 paesi terzi.
Il Gruppo europeo per l'etica delle scienze e
delle nuove tecnologie (EGE), nella relazione specifica sulla clonazione
pubblicata nel 2008[10],
ha espresso dubbi quanto alla giustificazione della clonazione degli animali
per fini agricoli "considerando l'attuale livello di sofferenza e i
problemi di salute delle genitrici surrogate e dei cloni animali".
Sempre secondo le conclusioni dell'EGE, non vi sono "argomentazioni
convincenti che giustifichino la produzione alimentare ottenuta dai cloni e
dalla loro prole".
2.1.2.     Sintesi ed esame delle
risposte
Gli Stati membri hanno confermato che nell'Unione
gli animali non vengono attualmente clonati a fini agricoli. I settori
economici interessati (agricoltura e allevamento) hanno dichiarato di non
avere, al momento, nessun interesse a produrre animali a fini agricoli per
mezzo della clonazione. Gli agricoltori e gli allevatori hanno tuttavia
sottolineato che, per rimanere competitivi, devono poter disporre di geni di
altissima qualità, compreso il materiale riproduttivo proveniente da cloni.
Argentina, Australia, Brasile, Canada e Stati
Uniti hanno confermato la clonazione di animali sul proprio territorio ma non
sono stati in grado di indicare la portata di tali pratiche. In Brasile, in
Canada e negli Stati Uniti i cloni sono registrati da società private. In Canada la situazione
giuridica in materia di clonazione è simile a quella dell'Unione, ossia i
prodotti alimentari ottenuti da cloni animali sono considerati nuovi e
necessitano di un'autorizzazione prima di essere immessi sul mercato.
Argentina, Australia, Brasile, Canada, Nuova Zelanda, Paraguay e Stati Uniti
hanno sottolineato che le misure devono avere un fondamento scientifico. Hanno
inoltre precisato che le misure non devono imporre restrizioni al commercio
superiori a quanto sia necessario per conseguire obiettivi legittimi.
I cittadini dell'Unione, d'altro canto, hanno
espresso una posizione generalmente negativa nei confronti dell'uso della
tecnica di clonazione per la produzione di animali a fini agricoli.
La presente iniziativa tiene conto dell'esito
delle consultazioni. Essa affronta in modo proporzionato le preoccupazioni
giustificate e tiene conto dei limiti dei poteri conferiti alla Commissione dai
trattati. Questo vuol dire limitare le misure agli animali interessati (ovvero
le madri surrogate e i cloni) e alle specie che hanno maggiori probabilità di
essere clonate (bovina, suina, caprina, ovina ed equina) a fini agricoli.
2.1.3.     Esperti esterni
Nel 2008 l'Autorità europea per la sicurezza
alimentare (EFSA) ha emanato un parere sulla clonazione, incentrato sugli
animali clonati, sulla loro progenie e sui prodotti ottenuti da tali animali.
Questo parere è stato aggiornato da tre dichiarazioni nel 2009, nel 2010 e nel
2012[11].
Basandosi sui dati disponibili, l'EFSA ha riscontrato problemi di benessere
degli animali legati alla salute delle madri surrogate (in cui vengono
impiantati i cloni) e dei cloni stessi. Le genitrici surrogate soffrono in
particolare di disfunzioni della placenta che contribuiscono ad accrescere il
tasso degli aborti. Questo, insieme ad altri fattori, è la ragione della scarsa
efficienza della tecnica (6-15% per i bovini e 6% per i suini) e della
necessità di impiantare gli embrioni clonati in diverse madri surrogate per
poter ottenere un clone. Oltre a ciò, anomalie nei cloni e dimensioni
insolitamente grandi dei feti provocano parti difficili e decessi alla nascita.
L'elevato tasso di mortalità è infatti una caratteristica della tecnica di
clonazione. D'altro canto l'EFSA ha ripetutamente affermato che la clonazione
non ha alcuna incidenza sulla sicurezza della carne e del latte ottenuti dai
cloni.
2.2.        Valutazione d'impatto[12]
Sulla scorta dell'esperienza maturata con la
procedura legislativa fallita nel marzo 2011 e alla luce delle posizioni
espresse dalle parti interessate, sono state valutate quattro opzioni[13]. A seguito
dell'analisi delle quattro opzioni e dopo averne esaminato le ripercussioni e
gli obiettivi perseguiti, sono stati selezionati come base della presente
proposta alcuni elementi dell'opzione 4 (ovvero sospensione temporanea della
tecnica di clonazione e delle importazioni di cloni vivi). Sospendere
l'utilizzo della tecnica di clonazione e la commercializzazione di cloni
animali a fini agricoli garantisce parità di condizioni per tutti gli
agricoltori e gli allevatori dell'Unione e, nel contempo, un'adeguata
protezione del benessere degli animali. Al fine di preservare la competitività
degli agricoltori dell'Unione, la proposta non disciplina il materiale
riproduttivo proveniente da cloni.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
3.1.        Base giuridica 
La proposta si basa sull'articolo 43 del TFUE
(agricoltura). Le finalità della politica agricola dell'Unione, enunciate
nell'articolo 39 del TFUE, richiedono che si assicuri, tra l'altro, lo sviluppo
razionale della produzione agricola. Ciò significa
garantire condizioni uniformi di produzione per gli agricoltori. Nella
scelta dei mezzi per raggiungere tali finalità, occorre tenere conto anche
dell'articolo 13 del TFUE, il quale stabilisce che, nella formulazione e
nell'attuazione, tra le altre politiche dell'Unione, della politica agricola,
l'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia
di benessere degli animali in quanto esseri senzienti.
3.2.        Principio di sussidiarietà
Affrontare in maniera non sistematica la questione
della clonazione degli animali potrebbe condurre a distorsioni dei mercati
agricoli interessati. È quindi necessario assicurare che siano applicate le
medesime condizioni e affrontare pertanto la questione a livello di Unione.
3.3.        Principio di proporzionalità
La sospensione della tecnica di clonazione e la
sospensione delle importazioni di cloni vivi sono misure opportune e necessarie
per il conseguimento degli obiettivi. Rappresentano inoltre il miglior rapporto
costi-benefici per risolvere le questioni sul tappeto. 
Il ricorso alla tecnica di clonazione a fini
agricoli, nel suo stato attuale di sviluppo, sembra essere di utilità limitata.
Per questo motivo la presente proposta prende in considerazione solo gli
aspetti connessi alla produzione animale a fini agricoli. Essa non ha per
oggetto altri settori nei quali la clonazione possa essere giustificata da un
rapporto rischi-benefici positivo (quali la ricerca o l'impiego di materiale
riproduttivo proveniente da cloni).
La sospensione della tecnica di clonazione e delle
importazioni di cloni animali a fini agricoli assicura pertanto un equilibrio
ragionevole tra il benessere degli animali, le preoccupazioni dei cittadini e
gli interessi degli agricoltori, degli allevatori e delle altre parti
interessate.
3.4.        Scelta dello strumento
Lo strumento proposto è una direttiva. Strumenti
di altro tipo non sarebbero adeguati per i seguenti motivi:
i)       una direttiva consente agli Stati membri
di avvalersi degli strumenti di controllo esistenti in modo appropriato al fine
di applicare le norme dell'Unione, limitando così l'onere amministrativo;
ii)      gli strumenti normativi non vincolanti
("soft law") non sono considerati sufficienti ad impedire l'uso di
una tecnica nell'intera Unione.
Conformemente alla dichiarazione politica comune
degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi, gli Stati
membri si sono impegnati ad accompagnare soltanto in casi giustificati la
notifica delle loro misure di recepimento con uno o più documenti esplicativi
che chiariscano il rapporto tra gli elementi costitutivi di una direttiva e le
parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento. Considerando gli
obblighi giuridici limitati fissati dalla presente direttiva, nel quadro del
recepimento della presente direttiva non sono necessari documenti esplicativi
degli Stati membri.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
Questa iniziativa non ha alcuna incidenza sul
bilancio dell'UE e non richiede ulteriori risorse umane in seno alla
Commissione.
2013/0433 (COD)
Proposta di
DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
sulla clonazione di animali delle specie
bovina, suina, ovina, caprina ed equina allevati e fatti riprodurre a fini
agricoli
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 43, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione europea,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo,
previa trasmissione della proposta ai
parlamenti nazionali,
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)       La direttiva 98/58/CE del
Consiglio[14]
stabilisce norme minime generali riguardo al benessere degli animali negli
allevamenti. Essa esorta gli Stati membri a far sì che non vengano provocati
dolori, sofferenze o lesioni inutili agli animali da allevamento. Se la
clonazione provoca dolori, sofferenze o lesioni inutili gli Stati membri devono
agire a livello nazionale per evitare che ciò accada. Approcci nazionali
diversi in materia di clonazione degli animali potrebbero condurre a
distorsioni del mercato. È quindi necessario assicurare che si applichino le
medesime condizioni a tutti i soggetti coinvolti nella produzione e nella
distribuzione di animali vivi nell'intera Unione.
(2)       L'Autorità europea per la
sicurezza alimentare (EFSA) ha confermato che le genitrici surrogate utilizzate
nella clonazione soffrono in particolare di disfunzioni della placenta che
contribuiscono ad aumentare il tasso degli aborti[15]. Questo, insieme ad
altri fattori, è la ragione della scarsa efficienza della tecnica (6-15% per i
bovini e 6% per i suini) e della necessità di impiantare gli embrioni clonati
in diverse madri surrogate per poter ottenere un clone. Anomalie nei cloni e
dimensioni insolitamente grandi dei feti provocano inoltre parti difficili e
decessi alla nascita.
(3)       Tenuto conto delle finalità
della politica agricola dell'Unione, degli esiti delle recenti valutazioni
scientifiche dell'EFSA e delle prescrizioni in materia di benessere degli
animali di cui all'articolo 13 del trattato, è opportuno vietare
temporaneamente l'uso della clonazione per la produzione di animali di
determinate specie a fini agricoli.
(4)       Gli animali che hanno
maggiori probabilità di essere sottoposti a clonazione per fini agricoli sono
attualmente quelli appartenenti alle specie bovina, suina, ovina, caprina ed
equina. L'ambito d'applicazione della presente direttiva deve pertanto essere
limitato all'utilizzo della clonazione a fini agricoli per queste cinque
specie.
(5)       Secondo le previsioni, le
conoscenze relative alle ripercussioni della tecnica di clonazione sul
benessere degli animali utilizzati sono destinate ad aumentare. È probabile che
la tecnica di clonazione sia perfezionata con il passare del tempo. I divieti
devono pertanto applicarsi solo a titolo provvisorio. Occorre dunque
riesaminare la presente direttiva entro un periodo di tempo ragionevole,
tenendo conto dell'esperienza maturata dagli Stati membri durante la sua
attuazione, dei progressi scientifici e tecnici e dell'evoluzione della
situazione internazionale.
(6)       La presente direttiva
rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti dalla Carta
dei diritti fondamentali dell'Unione europea, segnatamente la libertà d'impresa
e la libertà delle scienze. La presente direttiva deve essere attuata
conformemente a detti diritti e principi,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1 
Oggetto e ambito di applicazione
La presente direttiva stabilisce norme in
materia di:
a)           clonazione degli animali
nell'Unione;
b)           immissione sul mercato di cloni
embrionali e di cloni animali.
Essa si applica alla clonazione di animali
delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina ("gli animali")
allevati e fatti riprodurre a fini agricoli.
Articolo 2 
Definizioni
Ai fini della presente direttiva si intende
per:
a)           animali "allevati e fatti riprodurre
a fini agricoli": gli animali allevati e fatti riprodurre per ricavarne
prodotti alimentari, lana, pelli, pellicce o per altri fini agricoli. Non sono
compresi gli animali allevati e fatti riprodurre esclusivamente per altri scopi
quali la ricerca, la produzione di medicinali e dispositivi medici, la
conservazione di razze rare o di specie minacciate di estinzione, gli eventi
sportivi e culturali;
b)           "clonazione": la
riproduzione asessuata di animali con una tecnica mediante la quale il nucleo
di una cellula di un singolo animale è trasferito in un oocita dal quale sia
stato prelevato il nucleo al fine di creare singoli embrioni geneticamente
identici ("cloni embrionali"), che possono successivamente essere
impiantati in madri surrogate per produrre popolazioni di animali geneticamente
identici ("cloni animali");
c)           "immissione sul mercato":
la prima messa a disposizione di un animale o di un prodotto sul mercato
interno. 
Articolo 3
Divieto provvisorio
Gli Stati membri vietano a titolo provvisorio:
a)           la clonazione di animali;
b)           l'immissione sul mercato di cloni
animali e di cloni embrionali.
Articolo 4
Sanzioni
Gli Stati membri
stabiliscono le norme sulle sanzioni applicabili in caso di violazioni delle
disposizioni nazionali adottate in forza della presente direttiva e prendono
tutte le misure necessarie a garantirne l'attuazione. Le sanzioni previste sono
efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano tali
disposizioni alla Commissione entro il [date for transposition of the Directive]
e provvedono a dare immediata notifica di ogni successiva modifica.
Articolo 5
Relazioni e riesame
1.           Entro il [date = 5 years after the
date of transposition of this Directive], gli Stati membri riferiscono alla
Commissione sull'esperienza acquisita nell'applicazione della presente
direttiva.
2.           La Commissione presenta una
relazione al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'applicazione della
presente direttiva, tenendo conto dei seguenti elementi:
a)      relazioni presentate dagli Stati membri a
norma del paragrafo 1;
b)      progressi scientifici e tecnici,
riguardanti in particolare aspetti della clonazione attinenti al benessere
degli animali;
c)      evoluzione della situazione
internazionale. 
Articolo 6
Recepimento
1.           Gli Stati membri mettono in vigore
le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per
conformarsi alla presente direttiva entro il [date = 12 month after the date of
transposition of this Directive]. Essi comunicano immediatamente alla
Commissione il testo di tali disposizioni.
Quando gli Stati membri adottano tali
disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono
corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le
modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.           Gli Stati membri comunicano alla
Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno adottate
nella materia disciplinata dalla presente direttiva. 
Articolo 7 
Entrata in vigore
La presente
direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. 
Articolo 8
Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
[1]               Regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 27 gennaio 1997, sui nuovi prodotti e i nuovi ingredienti
alimentari.
[2]               Proposta
di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai nuovi
prodotti alimentari [COM(2007) 872 definitivo del 14.1.2008]. 
[3]               Nella relazione della Commissione al Parlamento europeo
e al Consiglio sulla clonazione degli animali per scopi di produzione
alimentare [COM(2010) 585 definitivo del 19.10.2010] si suggeriva i) di
sospendere temporaneamente l'uso della tecnica di clonazione, dei cloni e dei
prodotti alimentari ottenuti da cloni per cinque anni; ii) di stabilire la
tracciabilità delle importazioni di materiale riproduttivo proveniente da
cloni: http://ec.europa.eu/dgs/health_consumer/docs/20101019_report_ec_cloning_it.pdf.
[4]               Nella risoluzione del 6 luglio 2011 sul programma di
lavoro della Commissione per il 2012, ad esempio, il Parlamento europeo
chiedeva una proposta legislativa per vietare gli alimenti ottenuti da cloni,
dalla loro prole e dalla loro discendenza:
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2011-0327+0+DOC+XML+V0//IT
[procedura 2011/2627(RSP), paragrafo 31].
[5]               Dichiarazione dell'EFSA del 2012, conclusioni generali a
pag. 18. Dichiarazioni dell'EFSA del 2012 e del 2010:           
http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/2794.htm e        
http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/1784.htm.
[6]               Direttiva 98/58/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998,
riguardante la protezione degli animali negli allevamenti (GU L 221
dell'8.8.1998, pag. 23).
[7]               Di cui: 34 provenienti da organizzazioni professionali,
34 da organizzazioni non governative, 16 da organismi amministrativi nazionali,
1 da un paese terzo, 9 da aziende, 26 dal mondo accademico, 10 dagli Stati
membri e 230 da singoli cittadini.
[8]               Atteggiamenti
degli europei nei confronti della clonazione animale:
http://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl_238_en.pdf e
http://ec.europa.eu/food/food/resources/docs/eurobarometer_cloning_sum_en.pdf.
[9]               Sondaggio
speciale Eurobarometro, relazione sulla biotecnologia, ottobre 2010: 
http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_341_en.pdf.
[10]             Aspetti
etici della clonazione animale a scopo alimentare, 16 gennaio 2008:        
http://ec.europa.eu/bepa/european-group-ethics/docs/publications/opinion23_en.pdf.      
http://ec.europa.eu/bepa/european-group-ethics/docs/publications/opinion23_en.pdf.
[11]             La
sicurezza alimentare, la salute e il benessere degli animali e l'impatto
ambientale di animali ottenuti per clonazione mediante SCNT (trasferimento
nucleare di cellule somatiche), della loro prole e dei prodotti ottenuti da
detti animali (parere e dichiarazioni):                
http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/doc/767.pdf; http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/doc/319r.pdf; http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/doc/1784.pdf; http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/doc/2794.pdf.
[12]             Per ulteriori dettagli si veda la valutazione d'impatto
contenuta nel documento di lavoro dei servizi della Commissione SEC
(2013) XXX.
[13]             1) Status quo, 2) autorizzazione prima dell'immissione sul
mercato di prodotti alimentari ottenuti da cloni, dalla loro prole e dalla loro
discendenza, 3) etichettatura dei prodotti alimentari ottenuti da cloni, dalla
loro prole e dalla loro discendenza, 4) sospensione delle tecniche di
clonazione e delle importazioni di cloni vivi, di prodotti alimentari ottenuti
da cloni e di materiale riproduttivo di cloni.
[14]             Direttiva 98/58/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998,
riguardante la protezione degli animali negli allevamenti (GU L 221
dell'8.8.1998, pag. 23).
[15]             Parere del comitato scientifico relativamente alla
sicurezza alimentare, alla salute e al benessere degli animali e all'impatto
ambientale di animali ottenuti per clonazione mediante trasferimento nucleare
di cellule somatiche (SCNT), della loro prole e dei prodotti ricavati da detti
animali:    
http://www.efsa.europa.eu/en/topics/topic/cloning.htm?wtrl=01.