CELEX: 21989D1230(01)
Language: it
Date: 1989-11-27 00:00:00
Title: DECISIONE N. 3/89 DEL CONSIGLIO DI COOPERAZIONE CEE- IUGOSLAVIA del 27 novembre 1989 che modifica, a seguito dell' introduzione del sistema armonizzato, il protocollo n.3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di cooperazione amministrativa

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21989D1230(01)

DECISIONE N. 3/89 DEL CONSIGLIO DI COOPERAZIONE CEE- IUGOSLAVIA del 27 novembre 1989 che modifica, a seguito dell' introduzione del sistema armonizzato, il protocollo n.3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di cooperazione amministrativa  

Gazzetta ufficiale n. L 392 del 30/12/1989 pag. 0002

DECISIONE N. 3/89 DEL CONSIGLIO DI COOPERAZIONE CEE-IUGOSLAVIA del 27 novembre 1989 che modifica, a seguito dell'introduzione del sistema armonizzato, il protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di cooperazione amministrativaIL CONSIGLIO DI COOPERAZIONE, visto l'accordo di cooperazione tra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia firmato il 2 aprile 1980, visto il protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa, in particolare l'articolo 25, considerando che le regole di origine contenute nel protocollo n. 3 sono basate sull'impiego della nomenclatura del Consiglio di cooperazione doganale; che il Consiglio di cooperazione doganale ha approvato il 14 giugno 1983 la «convenzione internazionale sul sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci» (in seguito denominato «sistema armonizzato»); che il sistema armonizzato ha sostituito, a decorrere dal 1° gennaio 1988, l'attuale nomenclatura ai fini del commercio internazionale; che è perciò necessario adattare le regole di origine contenute nel protocollo n. 3, nella misura in cui esse sono basate sull'utilizzazione del sistema armonizzato; considerando che, alla luce dell'esperienza acquisita, è apparso che si può migliorare la presentazione delle regole di origine, raggruppando in un'unica lista tutte le eccezioni alla regola generale del cambiamento della voce doganale e prevedendo istruzioni dettagliate sui criteri di interpretazione, DECIDE:Articolo 1Nell'articolo 1, paragrafo 3 del protocollo n. 3 le parole «nella lista C dell'allegato IV» sono sostituite da «nell'allegato II». Articolo 2Il testo dell'articolo 3 del protocollo n. 3 è sostituito dal testo seguente:  «Articolo 31.  Nel presente protocollo, con i termini ''capitoli'' e ''voci'' s'intendono i capitoli e le voci doganali (codici a quattro cifre) utilizzati nella nomenclatura che costituisce il ''sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci'' (qui di seguito denominato ''sistema armonizzato'' oppure SA).Con il termine ''classificato'' s'intende la classificazione di un prodotto o di un materiale in una determinata voce doganale. 2.  Ai fini dell'articolo 1, sono considerati materiali non originari quelli sufficientemente lavorati o trasformati quando il prodotto ottenuto è classificato in una voce doganale diversa da quella in cui sono classificati tutti i materiali non originari impiegati per la sua fabbricazione, fatte salve le disposizioni dei paragrafi 3 e 4. 3.  Se un prodotto è citato nelle colonne 1 e 2 della lista figurante nell'allegato III, le condizioni stabilite per detto prodotto nella colonna 3 si applicano in luogo della norma di cui al paragrafo 2. 4.  Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, le seguenti lavorazioni o trasformazioni sono sempre considerate insufficienti a conferire il carattere originario indipendentemente dal cambiamento o meno della voce doganale:a) le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione tal quale delle merci durante il loro trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in acqua salata, solforata o addizionata con altre sostanze, estrazione di parti avariate e operazioni analoghe);b)le semplici operazioni di spolveratura, di vagliatura, di cernita, di classificazione, di assortimento (ivi compresa la composizione di serie di merci), di lavatura, di verniciatura, di riduzione in pezzi;c)i) i cambiamenti dell'imballaggio e le divisioni e le riunioni dei colli,ii)la semplice immissione in bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione in astucci, scatole e su tavolette, ecc., ed ogni altra semplice operazione di condizionamento;d)l'apposizione sui prodotti o sul loro imballaggio di marchi, etichette, o altri segni distintivi similari;e)la semplice miscela di prodotti, anche di specie differenti, quando uno o più composti della miscela non corrispondono alle condizioni fissate dal presente protocollo per poter essere considerati originari;    f)la semplice riunione di parti di articoli per costituire un articolo completo;g)il cumulo di due o più operazioni indicate alle lettere da a) ad f);h)la macellazione degli animali.». Articolo 3Il testo dell'articolo 4 del protocollo n. 3 è sostituito dal testo seguente:  «Articolo 41.  Nella lista di cui all'allegato III, per ''valore'' s'intende il valore in dogana al momento dell'importazione dei materiali non originari utilizzati, o - qualora esso non sia noto né verificabile - il primo prezzo verificabile pagato per detti materiali nel territorio in questione.Il presente paragrafo si applica ''mutatis mutandis'' quando è necessario stabilire il valore dei materiali originari utilizzati. 2.  Nella lista di cui all'allegato III per ''prezzo franco fabbrica'' s'intende il prezzo franco fabbrica del prodotto ottenuto, detratte le imposte interne rimborsate o rimborsabili quando il prodotto è esportato.». Articolo 4L'articolo 6 del protocollo n. 3 è modificato come segue:1) Nel paragrafo 2, le parole «articolo 3, paragrafo 3» sono sostituite da «articolo 3, paragrafo 4» e le parole «della nomenclatura di Bruxelles» da «del sistema armonizzato». 2)Il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:«4.  Gli assortimenti, ai sensi della regola generale 3 del sistema armonizzato, sono considerati come originari a condizione che tutti gli articoli che entrano nella loro composizione siano originari. Tuttavia, un assortimento composto di articoli originari e non originari è considerato come originario nel suo insieme, a condizione che il valore degli articoli non originari non superi il 15 % del prezzo franco fabbrica dell'assortimento.». Articolo 51.  Il testo degli allegati I, II, III e IV del protocollo n. 3 è sostituito dal testo degli allegati I, II e III della presente decisione. 2.  Gli allegati V e VI diventano allegati IV e V. Articolo 61.  I prodotti esportati prima del 1° gennaio 1990, accompagnati da un certificato di circolazione EUR. 1 o da un formulario EUR. 2, sono considerati come originari in conformità alle norme in vigore il 1° gennaio 1990. 2.  I certificati di circolazione EUR. 1 ed i formulari EUR. 2 rilasciati o emessi prima del 1° gennaio 1990 in base alle norme in vigore prima di tale data sono accettati fino al 31 maggio 1990 incluso, conformemente alle norme in vigore quando sono stati rilasciati. 3.  Gli articoli 19 e 20 del protocollo n. 3 sono applicabili nel caso di merci esportate prima del 1° gennaio 1990, e i certificati di circolazione rilasciati a posteriori nonché i duplicati possono essere rilasciati in base alle norme in vigore prima di tale data. Articolo 7La presente decisione è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 1990. Fatto a Bruxelles, addì 27 novembre 1989. Per il Consiglio di cooperazione Il Presidente R. DUMAS         Dichiarazione comune riguardante la revisione delle modifiche alle regole di origine in conseguenza dell'introduzione del sistema armonizzato Se, in seguito alle modifiche apportate alla nomenclatura, le nuove norme introdotte con la decisione n. 3/89 modificano la sostanza di una norma esistente precedentemente alla decisione stessa, e risulta che tale modifica determina una situazione pregiudizievole agli interessi dei settori in questione e se una delle parti contraenti lo richiede entro il 31 dicembre 1992, il Consiglio di cooperazione esamina con urgenza se sia necessario ristabilire la sostanza della norma in questione quale essa era precedentemente alla decisione n. 3/89. In ogni caso il Consiglio di cooperazione decide se ristabilire o no la sostanza della norma in questione durante un periodo di tre mesi dalla presentazione della richiesta di una delle parti contraenti dell'accordo. Qualora venga ristabilita la sostanza della norma in questione le parti contraenti dell'accordo devono anche prevedere il quadro giuridico necessario per garantire che possano essere rimborsati tutti i dazi doganali indebitamente riscossi sui prodotti in questione importati dopo il 1° gennaio 1990.