CELEX: 62009CA0496
Language: it
Date: 2011-11-17 00:00:00
Title: Causa C-496/09: Sentenza della Corte (Terza Sezione) 17 novembre 2011 — Commissione europea/Repubblica italiana (Inadempimento di uno Stato — Sentenza della Corte che accerta un inadempimento — Mancata esecuzione — Art. 228 CE — Sanzioni pecuniarie)

28.1.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 25/5
            
         
      Sentenza della Corte (Terza Sezione) 17 novembre 2011 — Commissione europea/Repubblica italiana
      (Causa C-496/09) (1)
      
      (Inadempimento di uno Stato - Sentenza della Corte che accerta un inadempimento - Mancata esecuzione - Art. 228 CE - Sanzioni pecuniarie)
      (2012/C 25/07)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: L. Pignataro, E. Righini e B. Stromsky, agenti)
      
         Convenuta: Repubblica italiana (rappresentanti: G. Palmieri, agente, F. Arena e S. Fiorentino, avvocati dello Stato)
      
         Oggetto
      
      Inadempimento di uno Stato — Art. 228 CE — Omessa esecuzione della sentenza della Corte 1o aprile 2004 nella causa C-99/02 — Richiesta di fissare una penalità
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  La Repubblica italiana, non avendo adottato, alla data in cui è scaduto il termine impartito nel parere motivato emesso il 1o febbraio 2008 dalla Commissione delle Comunità europee ai sensi dell’art. 228 CE, tutti i provvedimenti che comporta l’esecuzione della sentenza 1o aprile 2004, causa C-99/02, Commissione/Italia, avente ad oggetto il recupero presso i beneficiari degli aiuti che, ai sensi della decisione della Commissione 11 maggio 1999, 2000/128/CE, relativa al regime di aiuti concessi dall’Italia per interventi a favore dell’occupazione, sono stati giudicati illegali e incompatibili con il mercato comune, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza di tale decisione e dell’art. 228, n. 1, CE.
               
            
                  2)
               
               
                  La Repubblica italiana è condannata a versare alla Commissione europea, sul conto «Risorse proprie dell’Unione europea», una penalità di importo corrispondente alla moltiplicazione dell’importo di base di EUR 30 milioni per la percentuale degli aiuti illegali incompatibili il cui recupero non è ancora stato effettuato o non è stato dimostrato al termine del periodo di cui trattasi, calcolata rispetto alla totalità degli importi non ancora recuperati alla data della pronuncia della presente sentenza, per ogni semestre di ritardo nell’attuazione dei provvedimenti necessari per conformarsi alla sentenza 1o aprile 2004, causa C-99/02, Commissione/Italia, a decorrere dalla presente sentenza e fino all’esecuzione di detta sentenza 1o aprile 2004.
               
            
                  3)
               
               
                  La Repubblica italiana è condannata a versare alla Commissione europea, sul conto «Risorse proprie dell’Unione europea», una somma forfettaria di EUR 30 milioni.
               
            
                  4)
               
               
                  La Repubblica italiana è condannata alle spese.
               
            
         (1)  GU C 24 del 30.1.2010.