CELEX: 62001TJ0141
Language: it
Date: 2005-01-18
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) del 18 gennaio 2005. # Entorn, Societat Limitada Enginyeria i Serveis contro Commissione delle Comunità europee. # FEAOG - Partecipazione finanziaria ad un progetto di dimostrazione della produzione di sommacco utilizzando nuove tecniche di coltura - Soppressione del contributo finanziario del Fondo. # Causa T-141/01.

Causa T‑141/01
      Entorn, Societat Limitada Enginyeria i Serveis
      contro
      Commissione delle Comunità europee
      «FEAOG — Partecipazione finanziaria ad un progetto di dimostrazione della produzione di sommacco utilizzando nuove tecniche di coltura
         — Soppressione del contributo finanziario del Fondo»
      
      Sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) 18 gennaio 2005 
      Massime della sentenza
      1.     Coesione economica e sociale — Interventi strutturali — Finanziamento comunitario — Decisione di sospensione, riduzione o
            soppressione di un contributo inizialmente concesso — Restituzione delle somme indebitamente versate — Obbligo incombente
            al beneficiario del contributo
      [Regolamenti (CEE) del Consiglio n. 2052/88, artt. 4, n. 1, e 5, n. 2, n. 4253/88, art. 24, e n. 4256/88, art. 8]
      2.     Coesione economica e sociale — Interventi strutturali — Finanziamento comunitario — Obbligo di informazione e di lealtà incombente
            al beneficiario del contributo — Irregolarità commesse da un terzo che agiva in nome del beneficiario — Irregolarità commesse
            dall’amministratore — Imputazione al beneficiario
      3.     Coesione economica e sociale — Interventi strutturali — Finanziamento comunitario — Somme versate a terzi — Somme considerate
            come versate direttamente al beneficiario del finanziamento — Presupposti 
      4.     Procedura — Domanda di provvedimenti istruttori e di organizzazione del procedimento — Domanda presentata in una fase del
            procedimento diversa da quella che consente la produzione di nuove offerte di prova — Ammissibilità — Presupposti 
      [Regolamento di procedura del Tribunale, artt. 44, n. 1, lett. e), e 48, n. 1]
      1.     L’art. 24 del regolamento n. 4253/88, recante disposizioni di applicazione del regolamento n. 2052/88 per quanto riguarda
         il coordinamento tra gli interventi dei vari Fondi strutturali, da un lato, e tra tali interventi e quelli della Banca europea
         per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti, dall’altro, non indica esplicitamente chi debba essere
         il destinatario di una decisione di soppressione di un contributo comunitario e non precisa a chi incomba l’obbligo di restituire
         alla Commissione le somme indebitamente versate.
      
      Tuttavia, dal disposto degli artt. 4, n. 1, e 5, n. 2, del regolamento n. 2052/88, relativo alle missioni dei Fondi a finalità
         strutturali, alla loro efficacia e al coordinamento dei loro interventi e di quelli della Banca europea per gli investimenti
         e degli altri strumenti finanziari esistenti, quale modificato, si evince che, quando l’iniziativa comunitaria assume la forma
         del finanziamento diretto, da parte della Commissione, di progetti pilota e di dimostrazione, le decisioni adottate a norma
         del regolamento n. 4253/88, come modificato, sono indirizzate ai beneficiari individuali dei contributi comunitari. Ne consegue
         che, nel caso di un’azione finanziata direttamente dalla Commissione ai sensi dell’art. 8 del regolamento n. 4256/88, recante
         le disposizioni d’applicazione del regolamento n. 2052/88 per quanto riguarda il FEAOG, sezione orientamento, la decisione
         di soppressione va indirizzata al beneficiario del contributo comunitario, cui incombe pertanto l’obbligo di restituzione.
      
      (v. punti 61, 88)
      2.     Il beneficiario di un contributo finanziario comunitario non può esimersi dall’obbligo di informazione e di lealtà che gli
         incombe nei confronti della Commissione ricorrendo ai servizi di un terzo piuttosto che ai suoi propri mezzi. Pertanto l’eventuale
         inadempimento di quest’ultimo nell’attuare istruzioni dell’amministratore della società beneficiaria è imputabile a quest’ultima.
      
      È parimenti imputabile alla società beneficiaria l’irregolarità grave costituita dalla partecipazione del suo amministratore
         a manovre dirette a sviare dai fini cui erano destinati i versamenti ottenuti a titolo di contributo comunitario. La partecipazione
         di altre persone a tali irregolarità non è tale da esentare il beneficiario del contributo dalla sua responsabilità per gli
         atti compiuti a suo nome dal suo amministratore.
      
      (v. punti 70, 79-80)
      3.     Vanno equiparate alle somme versate direttamente al beneficiario dalla Commissione a titolo di finanziamento comunitario le
         somme versate da quest’ultima a terzi su ordine del beneficiario. Invece, in assenza di un ordine che provenga dal detto beneficiario
         o che sia ad esso imputabile, queste somme non possono essere considerate versate al medesimo.
      
      (v. punti 90-91)
      4.     Al fine di permettere al Tribunale di valutare se una misura di organizzazione del procedimento sia utile ai fini del corretto
         svolgimento del medesimo, la parte che ne fa domanda deve fornirgli almeno un minimo di elementi idonei ad accreditare la
         rilevanza della misura ai fini del procedimento. Se una domanda siffatta è diretta ad ottenere nuovi elementi di fatto ed
         è presentata in una fase del procedimento in cui è in linea di principio vietata la produzione di nuovi mezzi di prova, la
         parte che sollecita l’adozione di tali misure deve esporre, in particolare, le ragioni per cui non ha potuto presentare tale
         domanda in precedenza.
      
      (v. punto 132)

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DEL TRIBUNALE (Seconda Sezione)18 gennaio 2005(1)
         
         
               «FEAOG  –  Partecipazione finanziaria ad un progetto di dimostrazione della produzione di sommacco utilizzando nuove tecniche di coltura
                   –  Soppressione del contributo finanziario del Fondo»
               
               
             Nella causa T-141/01,
            
            
            Entorn, Societat Limitada Enginyeria i Serveis, con sede in Barcellona (Spagna), rappresentata dagli avv.ti Belard-Kopke Marques-Pinto e C. Viñas Llebot, con domicilio eletto
            in Lussemburgo,
            
            
            ricorrente,
            
            contro
            Commissione delle Comunità europee,  rappresentata dalla sig.ra S. Pardo e dal sig. L. Visaggio, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
            
            convenuta,
            
             avente ad oggetto la domanda di annullamento della decisione della Commissione 4 marzo 1999, C (1999) 534, recante soppressione
            del contributo finanziario del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG), sezione orientamento, inizialmente
            accordato alla ricorrente con decisione 26 novembre 1993, C (93) 3394, conformemente al regolamento (CEE) del Consiglio 19 dicembre 1988,
            n. 4256, recante le disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2052/88 per quanto riguarda il FEAOG, sezione orientamento
            (GU L 374, pag. 25), relativamente al finanziamento di un progetto di dimostrazione della produzione di sommacco utilizzando
            nuove tecniche di coltura (progetto n. 93.ES.06.030),
            
            
            IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADODELLE COMUNITÀ EUROPEE (Seconda Sezione),
            
            
             composto dal sig. N. J. Forwood, presidente, dai sigg. J. Pirrung e A. W. H. Meij, giudici,
            
             cancelliere: sig. J. Palacio González, amministratore principale
            
            
            
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
            
               Contesto normativo 
            
         
         1
            
          Al fine di rafforzare la coesione economica e sociale ai sensi dell’art. 158 CE, il regolamento (CEE) n. 2052/88 del Consiglio
         24 giugno 1988, n. 2052, relativo alle missioni dei Fondi a finalità strutturali, alla loro efficacia e al coordinamento dei
         loro interventi e di quelli della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti (GU L 185,
         pag. 9), ha affidato ai fondi strutturali il compito, segnatamente, di promuovere lo sviluppo e l’adeguamento strutturale
         delle regioni il cui sviluppo è in ritardo, nonché l’accelerazione dell’adeguamento delle strutture agrarie e di promuovere
         lo sviluppo delle zone rurali nella prospettiva della riforma della politica agricola comune [art. 1, nn. 1 e 5, lett. a)
         e b)]. Tale regolamento è stato modificato dal regolamento del Consiglio 20 luglio 1993, n. 2081 (GU L 193, pag. 5).
         
         
         
         2
            
          L’art. 5, n. 2, lett. e), del regolamento n. 2052/88, come modificato dal regolamento n. 2081/93, dispone che l’intervento
         finanziario dei fondi strutturali può aver luogo sotto forma, segnatamente, di sussidi all’assistenza tecnica, includendovi
         anche le misure di preparazione, di valutazione ex ante, di sorveglianza e di valutazione ex post degli interventi e i progetti
         pilota e di dimostrazione.
         
         
         
         3
            
          Il 19 dicembre 1988 il Consiglio ha adottato il regolamento (CEE) n. 4256, recante le disposizioni d’applicazione del regolamento
         n. 2052/88 per quanto riguarda il FEAOG, sezione orientamento (GU L 374, pag. 25). Tale regolamento è stato modificato dal
         regolamento (CEE) del Consiglio 20 luglio 1993, n. 2085 (GU L 193, pag. 44).
         
         
         
         4
            
          L’art. 8 del regolamento n. 4256/88, come modificato dal regolamento n. 2085/93, dispone che il FEAOG può finanziare, entro
         il limite dell’1% della sua dotazione annuale, segnatamente, «la realizzazione di progetti pilota riguardanti l’adeguamento
         delle strutture agrarie e forestali e la promozione dello sviluppo rurale» (secondo trattino) e «la realizzazione di progetti
         dimostrativi, compresi i progetti riguardanti lo sviluppo e la valorizzazione delle foreste e quelli riguardanti la trasformazione
         e la commercializzazione di prodotti agricoli, destinati ad illustrare le possibilità effettive dei sistemi, dei metodi e
         delle tecniche di produzione e di gestione corrispondenti agli obiettivi della politica agricola comune» (terzo trattino).
         
         
         
         5
            
          Il 19 dicembre 1988 il Consiglio ha adottato anche il regolamento (CEE) n. 4253/88, recante disposizioni di applicazione del
         regolamento (CEE) n. 2052/88 per quanto riguarda il coordinamento tra gli interventi dei vari Fondi strutturali, da un lato,
         e tra tali interventi e quelli della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti, dall’altro
         (GU L 374, pag. 1). Tale regolamento è stato modificato dal regolamento (CEE) del Consiglio 20 luglio 1993, n. 2082 (GU L 193,
         pag. 20).
         
         
         
         6
            
          L’art. 24 del regolamento n. 4253/88, come modificato dal regolamento n. 2082/93, prevede, quanto alla riduzione ed alla soppressione
         del contributo:
         «1.     Se la realizzazione di un’azione o di una misura sembra non giustificare né in parte né totalmente il contributo finanziario
         assegnato, la Commissione procede ad un esame appropriato del caso nel quadro della partnership, chiedendo in particolare
         allo Stato membro o alle autorità da esso designate per l’attuazione dell’azione di presentare le loro osservazioni entro
         una scadenza determinata.
          2.       In seguito a questo esame la Commissione può ridurre o sospendere il contributo per l’azione o la misura in questione, se
         l’esame conferma l’esistenza di un’irregolarità o di una modifica importante che riguardi la natura o le condizioni di attuazione
         dell’azione o della misura e per la quale non sia stata chiesta l’approvazione della Commissione.
          3.       Qualsiasi somma che dia luogo a ripetizione di indebito deve essere restituita alla Commissione. Le somme non restituite sono
         aumentate degli interessi di mora, conformemente alle disposizioni del regolamento finanziario e in base alle modalità che
         saranno adottate dalla Commissione secondo le procedure di cui al titolo VIII».
         
         Contesto fattualeSocietà ricorrente
         
         7
            
          La società ricorrente, la Entorn, Societat Limitada Enginyeria i Serveis, è stata costituita il 4 giugno 1993 a Barcellona.
         
         
         
         8
            
          Fra i suoi associati figuravano la società Compañia de Estudios y Servicios para el Medio Ambiente Codema, SA, il sig. A e
         altre due persone fisiche. Le quote di queste ultime sono state riprese, successivamente, dalla società Codema. In occasione
         della costituzione della società, il sig. A è stato nominato presidente e consigliere delegato in forza del conferimento in
         capo al medesimo per un periodo di cinque anni di tutti i poteri del consiglio di amministrazione idonei ad essere legalmente
         delegati. Il 29 maggio 1998 il sig. A è stato rieletto presidente del consiglio di amministrazione per un nuovo periodo di
         cinque anni. Egli ha cessato le sue funzioni il 31 luglio 2001.
         
         
         
         9
            
          La sede della ricorrente è stata inizialmente fissata a Calle Juan Güell n. 152, ammezzato, a Barcellona. Nel 1996 la sede
         è stata trasferita a Calle Galileu n. 303, 1° piano‑A, e nel 1999 a Calle Guitard n. 45, 5° piano, sempre a Barcellona. La
         sede attuale della ricorrente si trova a quest’ultimo indirizzo.
         
         Altri soggetti Entorn 
         
         10
            
          Il 22 dicembre 1993 la società offshore Entorn Trading Ltd è stata costituita dal sig. B sull’isola di Guernesey. La sede
         di tale società è a Dublino.
         
         
         
         11
            
          La Entorn Trading ha conferito una procura al sig. C. Sulla base della stessa quest’ultimo ha creato il 5 luglio 1994 una
         succursale spagnola, battezzata Entorn SL-Sucursal en España (in prosieguo: la «Entorn Sucursal»). La Entorn Sucursal era
         rappresentata in via permanente dal sig. C. Essa aveva la sede presso l’impresa MB Consultores y Auditores, Plaza Ruiz de
         Alda, 4, 7° piano A, a Siviglia. Nel 1996 la sede della Entorn Sucursal è stata trasferita su ordine del sig. B, a Tenerife,
         ove sembra sia stata in seguito sciolta. 
         
         Domanda e concessione del contributo comunitario
         
         12
            
          Il contributo comunitario di cui alla decisione impugnata è stato concesso per un progetto denominato «progetto di dimostrazione
         della produzione di sommacco utilizzando nuove tecniche di coltura» (in prosieguo: il «progetto Sommacco»). Il sommacco è
         una pianta tipica della flora mediterranea dalle cui foglie, una volta essiccate e polverizzate, si estrae il tannino, una
         sostanza utilizzata per la concia delle pelli. Tale progetto di dimostrazione è stato concepito dal sig. B, il quale, alla
         fine del 1992, aveva preso contatto con il sig. A per esporgli la sua intenzione di realizzare tale progetto in Spagna. Su
         domanda del sig. B, quest’ultimo ha potuto prendere contatto, attraverso il sig. A, con il sig. C, residente a Siviglia, capo
         della sezione di programmazione del servizio per la ricerca della Junta de Andalusia, che si è ulteriormente incaricato dell’esecuzione
         tecnica del progetto e ha preso l’iniziativa di istituire la Entorn Sucursal.
         
         
         
         13
            
          Il 12 luglio 1993 una lettera intestata «Entorn SL» e con la menzione dell’indirizzo della ricorrente è stata inviata alla
         direzione generale «Agricultura» della Commissione all’attenzione di un funzionario di quest’ultima, il sig. D. Tale lettera
         esprime l’interesse della ricorrente a presentare il progetto Sommacco nell’ambito dell’art. 8 del regolamento n. 4256/88
         e chiede l’invio del modulo per la presentazione di una domanda. Essa reca la firma «A. López Gargallo», persona che, secondo
         le dichiarazioni del sig. A, è a lui sconosciuta e di cui non si è potuta provare l’esistenza.
         
         
         
         14
            
          Il 14 settembre 1993 una domanda di contributo comunitario è stata presentata alla Commissione. Essa era accompagnata da una
         lettera recante la stessa intestazione del 12 luglio 1993 e una firma non identificabile. Il 22 settembre 1993 una nuova versione
         della domanda di contributo è stata trasmessa alla Commissione perché, il 14 settembre, era stato inviato per errore un progetto
         non definitivo. La lettera di accompagnamento recava di nuovo la medesima intestazione e la firma «A. López Gargallo». Con
         telex datato 25 ottobre 1993, firmato dal sig. A, le coordinate bancarie della ricorrente erano comunicate alla Commissione.
         
         
         
         15
            
          Con decisione 26 novembre 1993, C (93) 3394 (in prosieguo: la «decisione di concessione»), adottata a norma dell’art. 8 del
         regolamento n. 4256/88 del Consiglio, la Commissione ha concesso alla ricorrente un contributo finanziario relativo al progetto
         n. 93.ES.06.030. Il costo totale del progetto era di ECU 1 381 132 ed il contributo finanziario comunitario era fissato ad
         un importo massimo di ECU 1 035 849.
         
         Attuazione del progetto
         
         16
            
          Con lettera 30 novembre 1993 venivano comunicati alla Commissione un nuovo indirizzo della «Entorn SL» (ad Albacete, Spagna)
         e nuove coordinate bancarie (un conto presso la Banca nazionale del lavoro a Madrid). L’intestazione di tale lettera indicava
         il nome «Entorn SL» e il nuovo indirizzo. La lettera recava di nuovo la firma «A. López Gargallo».
         
         
         
         17
            
          Con lettera 29 marzo 1994, firmata a nome del sig. A da una persona la cui firma non era leggibile, la Commissione veniva
         informata del fatto che, nell’ambito del progetto Sommacco, la «Entorn SL» aveva aperto «appositamente un ufficio che ne sarebbe
         divenuto la sede operativa», presso l’impresa MB Consultores y Auditores, a Siviglia. In tale lettera i sigg. C e A figuravano,
         rispettivamente, come responsabile tecnico e responsabile del progetto.
         
         
         
         18
            
          La ricorrente contesta la circostanza che il sig. A abbia partecipato al progetto Sommacco in quanto responsabile del progetto
         e amministratore della stessa ricorrente. Essa riconosce invece che ha partecipato al progetto in quanto consigliere tecnico
         per conto della società Codema e che quest’ultima ha fatturato alla Entorn Sucursal circa 2,25 milioni di peseta spagnole
         (ESP) per i servizi resi dal sig. A e per le relative spese di viaggio.
         
         
         
         19
            
          Il sig. A non intraprendeva alcuna iniziativa di ordine legale quanto alla somiglianza della ragione sociale della Entorn
         Sucursal e della ricorrente.
         
         
         
         20
            
          Conformemente alle disposizioni dell’allegato 2 della decisione di concessione, venivano versati due anticipi per un importo
         complessivo di ECU 725 094. Il primo di tali anticipi, per un importo di ECU 414 340, veniva versato, il 20 gennaio 1994,
         sul conto bancario menzionato nella lettera 30 novembre 1993. Con telex 25 agosto 1995, indirizzato alla «Entorn SL» all’indirizzo
         di Albacete, era annunciato il secondo anticipo. Quest’ultimo, per un importo di ECU 310 755, veniva versato su un conto presso
         la Banca Caixa a Madrid, la cui titolare era la «Entorn Trading Ltd Entorn SL». Tale numero di conto era stato comunicato
         alla Commissione con telex inviato il 14 luglio 1995, a nome della società MB Consultores y Auditores, ma recante una firma
         non corrispondente ad alcuna firma dei dipendenti di tale società.
         
         Procedimento amministrativo e decisione impugnata
         
         21
            
          Il 10 luglio 1997 la Commissione indirizzava alla «Entorn SL» a Siviglia una lettera con la quale la informava che i suoi
         uffici avevano avviato un’operazione di verifica tecnico‑contabile dei contributi finanziari già concessi ai sensi dell’art. 8
         del regolamento n. 4256/88. I controlli venivano effettuati nel luogo di realizzazione del progetto, a Siviglia, i giorni
         24 e 25 luglio 1997, alla presenza dei sigg. A e C.
         
         
         
         22
            
          In seguito ai controlli operati nel luglio 1997 la Commissione indirizzava alla «Entorn (Sumac)» una lettera datata 3 aprile 1998,
         che veniva notificata all’indirizzo di MB Consultores y Auditores a Siviglia. In tale lettera la Commissione rilevava l’esistenza
         di fatti che potevano costituire irregolarità e annunciava che aveva deciso di avviare il procedimento di cui all’allegato 2,
         n. 10, della decisione di concessione e all’art. 24 del regolamento n. 4253/88. La «Entorn (Sumac)» era anche informata del
         fatto che si sarebbe potuto richiedere il recupero degli importi sino ad allora accordati. Essa veniva infine invitata a fornire,
         in un termine di sei settimane, la prova che erano stati adempiuti gli obblighi derivanti dalla decisione di concessione.
         La Commissione riceveva una risposta con lettera 24 maggio 1998, inviata da Siviglia e firmata dal sig. C.
         
         
         
         23
            
          Il 4 marzo 1999 la Commissione adottava una decisione (in prosieguo: la «decisione impugnata») con cui disponeva la sospensione
         del contributo finanziario di cui trattasi e il rimborso, da parte della ricorrente e, se del caso, da parte delle persone
         giuridicamente responsabili dei suoi debiti, degli anticipi già versati entro 60 giorni dalla notifica della decisione. La
         decisione impugnata è cosi formulata:
         «1)     La domanda di contributo veniva presentata dalla società Entorn SL, con sede in Barcellona; a tale società veniva concesso
         il contributo comunitario all’epoca in cui una società denominata Entorn Trading Limited veniva costituita in Dublino e, su
         iniziativa del [sig. B], era stata aperta a Siviglia una filiale di questa società sotto la ragione sociale Entorn SL; tutti
         i pagamenti relativi al progetto effettuati dalla Commissione venivano effettuati a quest’ultima società; tale operazione
         era stata presentata alla Commissione come un semplice cambiamento di indirizzo del beneficiario, mentre in realtà si trattava
         di un cambiamento del beneficiario del progetto in assenza dell’accordo della Commissione.
          2)       Nel corso del controllo soprammenzionato presso la sede comunicata dal beneficiario, veniva constatato che tale sede apparteneva
         alla società MB Consultores y Auditores; gli ispettori non avevano potuto consultare alcun documento giustificativo, amministrativo
         o contabile relativo al progetto, mentre nei [paragrafi] 5 e 6 dell’allegato [2] della [d]ecisione di concessione, la Commissione
         prescrive che tutti i documenti relativi al progetto siano a disposizione dei servizi della Commissione presso la sede della
         società; d’altro lato, gli ispettori constatavano subito che le firme dei vari documenti presentati alla Commissione erano
         state falsificate nel contesto del progetto e che nessuna delle attrezzature la cui foto figura nell’allegato tecnico della
         relazione finale era stata utilizzata in questo contesto.
          3)       Dalla lettura di una copia del bilancio presentato al Ministero delle Finanze spagnolo nella dichiarazione fiscale della società
         Entorn SL risulta infine che il costo del progetto è stato più o meno di [ESP] 23 milioni, mentre il costo totale dichiarato
         ammonta a [ESP] 233 623 004; 
          considerato che, alla luce di quanto sopra, si deve sopprimere il contributo e procedere, conformemente all’art. 24, n. 3,
         del regolamento (CEE) del Consiglio n. 4253/88, al recupero degli importi concessi fino a tal giorno per il progetto; 
          considerato che, conformemente alla normativa nazionale applicabile alle società, i soci di talune società sono responsabili
         dei debiti della stessa;
         (…)
          ha adottato la seguente decisione:
         Articolo 1 Il contributo del FEAOG, sezione orientamento, di un massimo di ECU 1 035 849, concesso con decisione della Commissione C (93) 3394
         alla società Entorn SL relativamente al progetto n. 93.ES.06.030, intitolato “Progetto di dimostrazione della produzione di
         sommacco utilizzando nuove tecniche di coltura è soppresso”.
         Articolo 2 La società Entorn SL e, se del caso, le persone giuridicamente responsabili dei suoi debiti sono tenute a rimborsare la somma
         di [EUR] 725 094 (…)».
         
         
         
         24
            
          Tale decisione, indirizzata anche al Regno di Spagna, è stata notificata alla ricorrente, al suo indirizzo a Barcellona, il
         10 aprile 2001, non essendo riuscito il tentativo di notificarla all’indirizzo di Siviglia.
         
         
         
         25
            
          La Commissione ha inoltre trasmesso al Pubblico Ministero spagnolo il fascicolo concernente il progetto Sommacco, nonché i
         fascicoli concernenti altri due progetti in cui erano stati implicati, segnatamente, i sigg. A e C. Il Pubblico Ministero
         ha presentato denunce dinanzi ai competenti Juzgados de Instrucción per falso in scritture e truffa continuata. I sigg. A,
         B, C e D figurano tra le persone perseguite quanto al progetto Sommacco.
         
         Procedimento e conclusioni delle parti
         
         26
            
          Con atto introduttivo depositato in cancelleria il 20 giugno 2001 la ricorrente ha proposto il presente ricorso. Con atto
         separato, depositato in cancelleria il 25 giugno 2001, essa ha presentato anche una domanda diretta ad ottenere la sospensione
         dell’esecuzione della decisione impugnata. Con ordinanza 22 ottobre 2001, causa T‑141/01 R, Entorn/Commissione (Racc. pag. II‑3123),
         il presidente del Tribunale ha respinto la domanda di provvedimenti urgenti riservando le spese.
         
         
         
         27
            
          Quale misura di organizzazione del procedimento il Tribunale ha posto quesiti e chiesto alle parti di presentare documenti.
         Queste ultime hanno risposto a tali quesiti e a tale richiesta nel termine impartito. Nel luglio 2003 la ricorrente ha avuto
         la possibilità di consultare presso la cancelleria del Tribunale un fascicolo amministrativo depositato dalla Commissione,
         ad eccezione di taluni documenti il cui trattamento confidenziale era stato deciso dal Tribunale. Essa non ha chiesto di usufruire
         della possibilità di presentare osservazioni scritte su tale fascicolo.
         
         
         
         28
            
          Il 13 ottobre 2003 la ricorrente ha presentato una memoria dettagliata, intitolata «Osservazioni sulla relazione d’udienza».
         Essa ha prodotto, allegato a tale memoria, un documento redatto dall’unità di coordinamento della lotta antifrode (UCLAF)
         il 29 settembre 1997, contenente un resoconto di talune dichiarazioni che il sig. B aveva rilasciato a dipendenti di tale
         unità cui si era spontaneamente presentato nel settembre 1997. Tali dichiarazioni riguardavano, segnatamente, il ruolo svolto
         dal sig. B nell’ambito del progetto Sommacco. La ricorrente ha affermato di essere venuta a conoscenza di tale documento nell’ambito
         dei procedimenti penali avviati in Spagna, relativi ai fatti all’origine della presente causa. Inoltre, essa ha chiesto che
         i verbali dell’istruttoria penale siano versati agli atti. Il 4 novembre 2003 la ricorrente ha presentato una memoria con
         cui ha chiesto una serie di misure di organizzazione del procedimento e di mezzi istruttori.
         
         
         
         29
            
          Il Tribunale ha posto quesiti supplementari alle parti ed ha chiesto alla Commissione di produrre gli allegati del resoconto
         dell’UCLAF, soprammenzionato. Le parti hanno risposto ai quesiti nel termine impartito. La Commissione ha fornito i documenti
         richiesti opponendosi però a che fossero comunicati alla ricorrente. Dopo la verifica del loro carattere confidenziale e l’eliminazione
         di taluni dati non concernenti il progetto Sommacco, una parte di tali documenti è stata versata agli atti e comunicata alla
         ricorrente.
         
         
         
         30
            
          Il 14 gennaio 2004 si è svolta una riunione informale tra le parti dinanzi alla Seconda Sezione del Tribunale. Alle parti
         è stato impartito un termine per pronunciarsi sulla possibilità di una soluzione amichevole della controversia.
         
         
         
         31
            
          In seguito a tale riunione informale si è svolta il medesimo giorno un’udienza in occasione della quale le parti sono state
         sentite nelle loro difese e nelle loro risposte ai quesiti del Tribunale.
         
         
         
         32
            
          Con memorie registrate nella cancelleria del Tribunale il 26 febbraio e il 4 marzo 2004, le parti hanno dichiarato di non
         poter prendere in considerazione una soluzione amichevole della controversia.
         
         
         
         33
            
          La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
         
         
         
          
         –
            annullare la decisione impugnata;
         
         
         
         
          
         –
            chiedere alla Commissione attraverso misure di organizzazione del procedimento di produrre tutta la documentazione relativa
               al procedimento amministrativo che ha preceduto l’adozione della decisione impugnata, nonché tutta la documentazione fornita
               dalla Commissione che possa contribuire all’accertamento dell’esattezza dei fatti;
            
         
         
         
         
          
         –
            condannare la Commissione alle spese.
         
         
         
         
         
         34
            
          La Commissione chiede che il Tribunale voglia:
         
         
         
          
         –
            respingere il ricorso;
         
         
         
         
          
         –
            condannare la ricorrente alle spese.
         
         
         
         In diritto
          A – Sulla presa in considerazione del resoconto delle dichiarazioni del sig. B e degli allegati di tale documentoArgomenti delle parti
         
         35
            
          La Commissione si è opposta a che il resoconto delle dichiarazioni del sig. B sia versato al fascicolo per il motivo che la
         ricorrente non aveva potuto ottenere legalmente tale documento. Essa contesta l’affermazione di quest’ultima secondo cui essa
         è stata ammessa a partecipare, in quanto parte civile, al procedimento penale dinanzi ai giudici spagnoli e fa valere che
         la ricorrente ha potuto ottenere tale documento solo violando il segreto istruttorio. Essa sottolinea inoltre il carattere
         confidenziale del documento che, a suo parere, osta a che sia versato al fascicolo.
         
         
         
         36
            
          La ricorrente afferma che la maniera in cui ha ottenuto il documento di cui trattasi non è illegittima. Dopo aver sostenuto,
         in un primo tempo, di aver ottenuto il documento in quanto parte civile al procedimento penale, la ricorrente ha indicato,
         in risposta ad un quesito del Tribunale, che il documento le era stato rimesso dal sig. A, imputato nell’ambito del procedimento
         penale in Spagna.
         
         Giudizio del Tribunale
         
         37
            
          Per quanto sia censurabile il fatto che la ricorrente, in occasione della produzione del documento in parola, sia incorsa
         in affermazioni inesatte quanto alle circostanze in cui lo aveva ottenuto, tale fatto non è sufficiente, di per sé, ad escludere
         che il Tribunale lo prenda in considerazione. In effetti, in risposta al quesito del Tribunale, la ricorrente ha fornito una
         spiegazione plausibile di come ha potuto ottenere il documento stesso senza commettere atti illegittimi tali da impedirle
         di avvalersene nell’ambito del procedimento dinanzi al Tribunale.
         
         
         
         38
            
          Va rilevato in proposito che il documento di cui trattasi appartiene al fascicolo trasmesso dalla Commissione alle autorità
         spagnole in vista dell’eventuale avvio di procedimenti penali avverso i responsabili di comportamenti fraudolenti connessi
         al progetto Sommacco. Orbene, è conforme ai principi generali del diritto che disciplinano i procedimenti penali, e segnatamente
         al rispetto dei diritti della difesa, che tale documento sia stato comunicato, nell’ambito del procedimento penale, a persone
         passibili di incriminazione, tra cui figurava il sig. A, amministratore della ricorrente all’epoca dei fatti all’origine della
         controversia. In secondo luogo, non risulta che il sig. A, trasmettendo a sua volta il documento in parola alla ricorrente,
         abbia potuto commettere una violazione delle regole di diritto tale da escludere che il Tribunale prenda in considerazione
         un documento atto a fornire precisazioni circa i fatti all’origine della presente controversia.
         
         
         
         39
            
          Conseguentemente il resoconto delle dichiarazioni del sig. B dinanzi ai funzionari dell’UCLAF e gli allegati di tale resoconto
         che il Tribunale ha deciso di versare al fascicolo possono essere presi in considerazione nel contesto dell’esame dei motivi
         avanzati dalla ricorrente.
         
         
          B – Sul merito
         
         40
            
          La ricorrente invoca tre motivi a sostegno del suo ricorso. I primi due motivi, che vanno esaminati insieme, riguardano, rispettivamente,
         la violazione dell’art. 24 del regolamento n. 4253/88 e la violazione dell’obbligo di motivazione. Il terzo motivo riguarda
         la violazione dei diritti della difesa.
         
         Sul primo e sul secondo motivo, riguardanti la violazione dell’art. 24 del regolamento n. 4253/88 e la violazione dell’obbligo
               di motivazione Argomenti delle parti
         
         
         41
            
          Con i primi due motivi la ricorrente fa valere in sostanza, da un lato, che non può essere considerata beneficiaria del finanziamento
         comunitario talché essa non è il destinatario appropriato della decisione di soppressione del contributo e, dall’altro, che
         non ha percepito i versamenti corrispondenti alle prime due rate del contributo di modo che non le si può richiedere il rimborso
         di tali somme.
         
         
         
         42
            
          La ricorrente riconosce di essere, ai sensi della decisione di concessione, la beneficiaria del contributo e responsabile
         dell’esecuzione del progetto. Essa afferma però che la sua partecipazione all’elaborazione del progetto si è limitata a comunicare
         dati giuridici della società al sig. B e a indicare la zona e l’eventuale realizzatore tecnico di tale progetto in Spagna.
         La responsabilità dell’elaborazione del progetto e del suo ulteriore trattamento dinanzi ai servizi competenti della Commissione
         sarebbe spettata unicamente ed esclusivamente al sig. B. La ricorrente afferma al riguardo che tutti i documenti relativi
         al progetto Sommacco redatti a suo nome, ad eccezione del telex datato 25 ottobre 1993, firmato dal sig. A, con cui le sue
         coordinate bancarie sono state comunicate alla Commissione, costituiscono dei falsi e che la carta da lettere utilizzata non
         corrisponde a quella ufficialmente da essa utilizzata.
         
         
         
         43
            
          La ricorrente critica la mancanza di diligenza della Commissione, e più precisamente del funzionario responsabile della gestione
         dei progetti sulla base dell’art. 8 del regolamento n. 4256/88, in occasione della concessione del contributo per il progetto
         Sommacco e rileva una serie di circostanze circa le quali la Commissione avrebbe dovuto chiederle chiarimenti supplementari
         prima di effettuare il versamento del contributo.
         
         
         
         44
            
          Quanto alla sorte del progetto in seguito alla decisione di concessione, la ricorrente afferma che il suo amministratore,
         il sig. A, ricevendo la notifica della suddetta decisione, ha considerato che era impossibile per la ricorrente condurre il
         progetto a buon fine. Il sig. A ne avrebbe informato il sig. B e lo avrebbe pregato di comunicarlo al sig. D con cui il sig. B
         intratteneva, secondo la ricorrente, relazioni molto strette.
         
         
         
         45
            
          La ricorrente fa osservare come risulti dalla decisione impugnata che tale informazione nonché quella relativa ad un nuovo
         conto bancario su cui la Commissione doveva versare gli importi corrispondenti all’esecuzione del progetto sono state effettivamente
         comunicate alla Commissione. Essa sottolinea in proposito che i documenti relativi alla modifica del conto bancario beneficiario
         sono stati firmati da una persona chiamata A. López Gargallo, che non era abilitata a rappresentarlo.
         
         
         
         46
            
          La ricorrente sostiene che la Commissione ha accettato il cambiamento di beneficiario del contributo comunitario. Nel ricorso
         essa afferma che la Commissione ha tacitamente riconosciuto che aveva cessato di essere la beneficiaria del finanziamento
         previsto nella decisione di concessione. Nella replica essa fa valere che il dipendente della Commissione responsabile del
         progetto, il sig. D, ha accettato verbalmente il suo disimpegno.
         
         
         
         47
            
          Ad avviso della ricorrente il fatto che l’istituzione convenuta non le abbia dato l’opportunità di presentare le sue osservazioni
         prima di adottare la decisione impugnata dimostra che la Commissione non l’ha considerata come beneficiaria del contributo
         comunitario. Essa ritiene che ciò è corroborato dal fatto che tra la data della decisione impugnata (il 4 marzo 1999) e la
         sua notifica (il 10 aprile 2001) sono trascorsi due anni senza che le sia stata inoltrata al suo domicilio legale alcuna comunicazione
         relativa al progetto o allo svolgimento del procedimento amministrativo. Essa ritiene che sarebbe stato facile mettersi in
         rapporto con la ricorrente stessa, una volta fallito il tentativo di notifica della decisione alla Entorn Sucursal.
         
         
         
         48
            
          La ricorrente è del parere che la Commissione ponga deliberatamente in non cale il fatto che la società Entorn Sucursal ed
         essa stessa sono due soggetti distinti e che non c’è alcun collegamento tra loro, essendo diversi gli azionisti, i mandatari
         e gli amministratori delle due società. Dal suo punto di vista l’apparente somiglianza tra la sua ragione sociale e quella
         dell’Entorn Sucursal non è sufficiente a provare l’esistenza di un collegamento tra le due società.
         
         
         
         49
            
          La ricorrente afferma che né essa stessa né il suo amministratore di quel periodo, il sig. A, erano coinvolti in una rete
         organizzata al fine di ottenere in maniera fraudolenta sovvenzioni comunitarie, come afferma la Commissione. Secondo la ricorrente
         gli autori delle manovre di cui trattasi nella fattispecie sono i cittadini italiani sig. E e sig. B nonché il dipendente
         sig. D. Essa addebita alla Commissione di aver omesso di menzionare il ruolo svolto da quest’ultimo e di non averne esaminato
         il coinvolgimento nella suddetta rete. La ricorrente sostiene che è stato dopo aver appreso che essa non era più intenzionata
         a realizzare il progetto che il sig. B ha costituito un’impresa con una denominazione molto simile alla sua. A suo parere
         egli non ha potuto agire in tal senso senza il consenso del sig. D, il quale, con i sigg. B ed E, ha potuto inoltre avere
         l’idea di utilizzare la denominazione stessa.
         
         
         
         50
            
          La ricorrente ammette che il comportamento del sig. A non è scevro di colpe, poiché egli poteva e doveva reagire dinanzi alla
         creazione di una società con una denominazione somigliante alla sua. Essa sostiene tuttavia che un tale comportamento è spiegabile
         grazie alla circostanza che un’idea siffatta era appoggiata dal dipendente della Commissione responsabile della gestione del
         progetto. La ricorrente si chiede se il sig. A avesse il diritto di dubitare della competenza e dell’onestà di quel dipendente.
         Essa ritiene che non è giusto esigere dal primo un comportamento più rigoroso di quello del dipendente incaricato della gestione
         del progetto.
         
         
         
         51
            
          Riguardo alle dichiarazioni rilasciate dal sig. B dinanzi ai funzionari dell’UCLAF, la ricorrente aggiunge che tali dichiarazioni
         provano che il sig. B era il beneficiario effettivo del contributo e l’autore materiale della sua sottrazione. A suo parere
         il sig. B ha ammesso non soltanto la sua responsabilità, ma anche il rifiuto della ricorrente medesima a partecipare a tale
         malversazione.
         
         
         
         52
            
          Trattandosi del rimborso del contributo, la ricorrente è del parere che sarebbe necessario provare che essa ha effettivamente
         percepito gli importi il cui rimborso le viene richiesto. Essa sottolinea che la Commissione riconosce di aver versato il
         contributo ad una nuova società beneficiaria, mentre, sulla base della decisione di concessione, tali importi avrebbero dovuto
         esserle versati. Essa addebita alla Commissione di non aver fornito alcuna giustificazione per il versamento a quest’altra
         società e di non averle mai sollecitato spiegazioni quanto a tale modifica.
         
         
         
         53
            
          La ricorrente sostiene che essa è stata ritenuta dalla Commissione unica responsabile del rimborso soltanto allorché quest’ultima
         ha constatato l’impossibilità di recuperare il credito di cui trattasi presso la società che aveva effettivamente percepito
         il contributo, cioè la Entorn Sucursal.
         
         
         
         54
            
          La ricorrente sostiene infine che la Commissione ha violato l’obbligo di motivazione risultante dall’art. 253 CE, facendo
         valere che la decisione impugnata non indica con chiarezza e coerenza le ragioni che giustificano la sua assimilazione al
         destinatario della concessione del contributo e non dimostra in maniera chiara e coerente che essa ha effettivamente percepito
         gli importi di cui le viene richiesto il rimborso.
         
         
         
         55
            
          La Commissione sottolinea preliminarmente che la decisione impugnata nel caso di specie rientra in una serie di decisioni
         di soppressione di contributi concessi a titolo della sezione orientamento del FEAOG, da essa adottate a causa di gravi irregolarità
         accertate nell’attuazione dei progetti interessati. Secondo la Commissione esisteva un collegamento fra tali progetti per
         il fatto che le stesse società e le stesse persone fisiche sembravano a ciascuna occasione collegate, in un modo o in un altro,
         ai progetti in parola. La Commissione indica segnatamente che i sigg. A e C sono stati coinvolti in numerosi altri progetti
         per i quali sono stati soppressi i contributi comunitari.
         
         
         
         56
            
          La Commissione è del parere che la decisione impugnata sia stata indirizzata, con giusta ragione, alla ricorrente, la quale
         era la destinataria della decisione di concessione.
         
         
         
         57
            
          La Commissione afferma di essere stata informata soltanto di un cambiamento di indirizzo e di numero di conto bancario dal
         beneficiario, ma mai del fatto che si era verificato un cambiamento del beneficiario del contributo e sostiene poi che non
         è mai stato richiesto il suo accordo in ordine a quest’ultimo cambiamento. Essa sottolinea che il sig. A non soltanto ha omesso
         di informare i servizi della Commissione del fatto che la ricorrente rinunciava al contributo erogato, ma che inoltre lo stesso
         è rimasto strettamente collegato al progetto Sommacco per tutta la durata della sua esecuzione. La Commissione è del parere
         che i contatti permanenti tra il sig. A, amministratore della ricorrente, ed il sig. B, collegato alla società Entorn Sucursal,
         nonché la partecipazione del sig. A all’esecuzione del progetto Sommacco siano sufficienti a constatare l’esistenza di collegamenti
         notori tra la ricorrente e la società Entorn Sucursal.
         
         
         
         58
            
          Quanto agli addebiti della ricorrente secondo cui i servizi della Commissione, in occasione della concessione del contributo,
         non avrebbero agito con la diligenza e la prudenza necessarie, la Commissione afferma che tali elementi non modificano in
         nulla la responsabilità della ricorrente quanto all’utilizzazione dei fondi comunitari che le sono stati erogati in vista
         della realizzazione del progetto Sommacco.
         
         
         
         59
            
          La Commissione è del parere che la motivazione della decisione controversa permetta in maniera sufficiente alla ricorrente
         di conoscere le giustificazioni alla base della misura adottata. A suo avviso la ricorrente non può esigere che la Commissione
         giustifichi e provi nella sua decisione che la ricorrente è effettivamente la società che ha percepito i versamenti effettuati
         dai servizi della Commissione.
         
          Giudizio del Tribunale
         
         
         60
            
          In primo luogo, va esaminato se la Commissione abbia indirizzato a buon diritto alla ricorrente la decisione di soppressione
         del contributo a norma dell’art. 24, n. 2, del regolamento n. 4253/88, come modificato. In secondo luogo, va accertato se
         la Commissione avesse il diritto di esigere dalla ricorrente il rimborso del contributo comunitario versato, a norma dell’art. 24,
         n. 3, del regolamento n. 4253/88, come modificato.
         
         
         – Sulla soppressione del contributo
         
         
         61
            
          L’art. 24 del regolamento n. 4253/88 non indica esplicitamente chi debba essere il destinatario di una decisione di soppressione
         di un contributo comunitario. Ciò si spiega grazie alla struttura della disciplina degli interventi dei fondi strutturali
         risultante dal regolamento n. 2052/88, come modificato, le cui disposizioni di applicazione sono contenute nel regolamento
         n. 4253/88, come modificato. Risulta dal disposto dell’art. 4, n. 1, e dell’art. 5, n. 2, del regolamento n. 2052/88, come
         modificato, che l’iniziativa comunitaria è complementare alle azioni nazionali corrispondenti o vi contribuisce e solo eccezionalmente
         assume la forma del finanziamento diretto, da parte della Commissione, di progetti pilota e di dimostrazione. Conformemente
         a tale disciplina le decisioni adottate a norma del regolamento n. 4253/88, come modificato, sono indirizzate, a seconda dei
         casi, agli Stati membri o alle autorità competenti o ad altri organismi designati da questi ultimi, oppure, nel caso degli
         interventi diretti della Commissione, ai beneficiari individuali dei contributi comunitari. Ne consegue che, nel caso di un’azione
         finanziata direttamente dalla Commissione ai sensi dell’art. 8 del regolamento n. 4256/88, la decisione di soppressione va
         indirizzata al beneficiario del contributo comunitario.
         
         
         
         62
            
          Occorre quindi verificare se la ricorrente potesse essere considerata quale beneficiaria del contributo concesso per il progetto
         Sommacco.
         
         
         
         63
            
          Va anzitutto rilevato in proposito che la domanda di contributo è stata presentata a nome della ricorrente. Anche se è vero
         che la designazione «Entorn SL» utilizzata nella domanda e la relativa corrispondenza non è la denominazione completa della
         ricorrente (Entorn, Societat Limitada Enginyeria i Serveis), trattasi di un’abbreviazione di tale denominazione che viene
         naturalmente in mente e il cui utilizzo, congiuntamente con l’indirizzo della ricorrente, può unicamente essere intesa nel
         senso che la domanda è stata presentata a nome della ricorrente. Tuttavia né la lettera del 12 luglio 1993, che manifesta
         un interesse a presentare una domanda di contributo, né le lettere del 14 e 22 settembre 1993, che accompagnano le due versioni
         della domanda di contributo, recano la firma dell’amministratore della ricorrente. Inoltre, la ricorrente afferma che la carta
         da lettere non è quella da essa abitualmente utilizzata.
         
         
         
         64
            
          Nelle sue dichiarazioni rilasciate nel settembre 1997 dinanzi ai funzionari dell’UCLAF, il sig. B ha riconosciuto di aver
         firmato la lettera del 14 settembre 1993. Egli ha inoltre ammesso di aver utilizzato la firma «A. López Gargallo», figurante
         sulle lettere del 12 luglio e 22 settembre 1993.
         
         
         
         65
            
          La ricorrente ha riferito, nella sua domanda di provvedimenti urgenti rivolta al Tribunale nell’ambito della presente controversia,
         che il suo amministratore aveva consentito che la ricorrente sottoponesse il progetto Sommacco alla Commissione, i contatti
         diretti con la Commissione dovendo però essere stabiliti dal sig. B. Inoltre con telex 25 ottobre 1993, la cui autenticità
         non è contestata dalla ricorrente, l’amministratore di quest’ultima ha comunicato alla Commissione le coordinate bancarie
         della ricorrente, con la menzione «a integrazione della nostra proposta 93.ES.06.030» (como complemento a nuestra propuesta
         93.ES.06.030). Tale documento, che fa riferimento al numero con cui è stata trattata dalla Commissione la domanda di contributo
         per il progetto Sommacco, dimostra non soltanto che l’amministratore della ricorrente era a conoscenza del fatto che tale
         domanda di contributo era stata presentata a nome della società, ma anche che egli accettava, a nome della società, la responsabilità
         per la domanda di contributo in parola. Tale documento dimostra quindi che l’amministratore della ricorrente ha confermato
         le dichiarazioni rilasciate a nome della stessa nelle lettere 12 luglio 2003 e 14 e 22 settembre 2003. 
         
         
         
         66
            
          Ne consegue che la domanda di contributo è attribuibile alla ricorrente. È al riguardo ininfluente se le tre lettere summenzionate
         siano state firmate dal sig. B, come sembra risultare dalle sue dichiarazioni dinanzi all’UCLAF, o da persone sconosciute.
         
         
         
         67
            
          La decisione di concessione, adottata il 26 novembre 1993, è indirizzata, tramite lettera di notifica datata 29 novembre 1993,
         alla «Entorn SL» all’indirizzo che, all’epoca, era quello della ricorrente a Barcellona. Essa indica che «[l]a realizzazione
         dell’azione rientra nella responsabilità della Entorn SL» e che «[l]a società Entorn SL (beneficiaria) è destinataria della
         presente decisione». La ricorrente non ha contestato, durante la fase scritta e all’udienza, di essere stata effettivamente
         a conoscenza di tale decisione, che essa ha per di più allegato al ricorso. Soltanto in una memoria del 4 marzo 2004, con
         cui ha preso posizione sulla possibilità di un’eventuale soluzione amichevole della controversia, la ricorrente ha affermato
         che non esisteva alcuna prova di un invio di tale decisione per lettera raccomandata e che i suoi archivi non menzionavano
         il ricevimento di tale decisione. Tali affermazioni sono non soltanto tardive, ma anche in contraddizione con la presentazione
         dei fatti figurante nelle memorie della ricorrente. In effetti, nella parte del ricorso intitolata «Elementi di fatto relativi
         all’esecuzione ulteriore del progetto», la ricorrente indica, al punto 25, che il sig. A è stato «messo al corrente del contenuto
         e della portata della decisione della Commissione 29 novembre 1993», e, al punto 12 della replica, essa indica che il sig. A
         ha ricevuto «la notifica della decisione del novembre 1993 che concedeva al[la ricorrente] un contributo comunitario».
         
         
         
         68
            
          Il fatto che la decisione di concessione non indichi la denominazione completa della ricorrente non osta a che quest'ultima
         venga considerata destinataria di tale decisione. Infatti la denominazione figurante nella decisione di concessione corrisponde
         a quella figurante nelle lettere inviate alla Commissione prima della concessione del contributo e confermate dall’amministratore
         della ricorrente.
         
         
         
         69
            
          Alla luce di quanto precede va constatato che la ricorrente era la destinataria della decisione di concessione 26 novembre 1993
         e la beneficiaria del contributo comunitario.
         
         
         
         70
            
          In merito alla tesi della ricorrente secondo cui essa avrebbe perduto la qualità di beneficiaria per avere rinunciato al contributo,
         occorre constatare che non è stata prodotta alcuna prova delle sue dichiarazioni in merito. A tale proposito, l’affermazione
         figurante nel ricorso, secondo cui il suo amministratore avrebbe chiesto al sig. B di informare il dipendente responsabile
         della Commissione circa la rinuncia della ricorrente all’esecuzione del progetto, supponendo che sia esatta, non è sufficiente
         a far ritenere che la ricorrente abbia validamente rinunciato al contributo. Infatti, nessun elemento del fascicolo conferma
         che il sig. B abbia effettivamente messo la Commissione al corrente dell’intenzione della ricorrente di abbandonare il progetto.
         Ora, il beneficiario di un contributo comunitario non può esimersi dall’obbligo di informazione e di lealtà che gli incombe
         nei confronti della Commissione ricorrendo ai servizi di un terzo piuttosto che ai suoi propri mezzi. Pertanto l’eventuale
         inadempimento del sig. B nell’attuare istruzioni dell’amministratore della ricorrente è imputabile a quest’ultima.
         
         
         
         71
            
          Parimenti, le dichiarazioni della ricorrente secondo cui la Commissione avrebbe accettato il suo disimpegno non sono corroborate
         da alcun elemento del fascicolo. Non può inferirsi dalla presa in considerazione, da parte della Commissione, delle nuove
         coordinate bancarie fornitele che tale istituzione abbia accettato un cambiamento del beneficiario del contributo, dato che
         le comunicazioni indirizzatele a tal fine il 30 novembre 1993 ed il 14 luglio 1995 non fanno alcun riferimento ad un cambiamento
         dell’impresa beneficiaria. Va aggiunto che non è plausibile che la Commissione abbia accettato una modifica così importante
         del progetto quale la rinuncia del beneficiario responsabile della sua esecuzione o la sostituzione di quest’ultimo con un’altra
         impresa senza darne conferma scritta alla ricorrente. Il Tribunale rileva a questo proposito che la ricorrente fa valere,
         nel ricorso, che la Commissione avrebbe acconsentito tacitamente al cambiamento di beneficiario, mentre, nella replica, essa
         afferma che il dipendente responsabile l’avrebbe accettato «verbalmente». Tale contraddizione è idonea a far sorgere dubbi
         circa l’affidabilità delle dichiarazioni della ricorrente concernenti tali fatti.
         
         
         
         72
            
          Dato quanto precede, non sussiste alcun indizio che permetta di concludere che la ricorrente ha perso, dopo la concessione
         del contributo comunitario, la qualità di beneficiaria del medesimo.
         
         
         
         73
            
          La ricorrente fa valere inoltre che la decisione impugnata non avrebbe dovuto esserle indirizzata perché la responsabilità
         per le irregolarità constatate incombe, in primo luogo, ad altre persone, segnatamente ai sigg. B ed E e ad un dipendente
         della Commissione, il sig. D.
         
         
         
         74
            
          Va constatato al riguardo che l’amministratore della ricorrente, il sig. A, i cui atti compiuti a nome della ricorrente sono
         imputabili a quest’ultima, ha violato gravemente l’obbligo di informazione e di lealtà gravante su coloro che richiedono contributi
         finanziari e ne fruiscono.
         
         
         
         75
            
          In primo luogo, l’amministratore della ricorrente ha dato il suo accordo a che la domanda di contributo sia presentata dal
         sig. B, a nome della ricorrente. Egli ha confermato in seguito, segnatamente, le dichiarazioni rilasciate a nome della ricorrente
         nel contesto della domanda di contributo da parte di una persona che ha utilizzato la firma «A. López Gargallo». Egli ha quindi
         fatto credere ai servizi della Commissione che una persona con questa firma fosse abilitata a rappresentare la ricorrente.
         
         
         
         76
            
          In secondo luogo, il sig. A non ha provveduto a che la Commissione fosse correttamente informata dell’abbandono del progetto
         Sommacco da parte della ricorrente. Egli ha quindi lasciato sussistere la situazione che lasciava credere che il progetto
         fosse eseguito dalla ricorrente.
         
         
         
         77
            
          In terzo luogo, il sig. A era informato della creazione della società Entorn Sucursal, ma non ha fatto niente per opporvisi,
         mentre non poteva ignorare il notevole rischio che le due società potessero essere confuse dai servizi della Commissione.
         
         
         
         78
            
          In quarto luogo, il sig. A sapeva che il progetto Sommacco era attuato dalla Entorn Sucursal, poiché egli ha lavorato come
         consulente nell’ambito di tale progetto. In tale qualità non poteva sfuggirgli che il costo del progetto così come era stato
         eseguito era di gran lunga inferiore all’importo del contributo comunitario erogato. Il sig. A ha quindi tollerato che il
         progetto per cui era stato attribuito un contributo alla ricorrente fosse eseguito da un’altra società il cui nome era quasi
         identico a quello della ricorrente, in condizioni che potevano far chiaramente sospettare irregolarità, senza assicurarsi
         che la Commissione fosse correttamente informata dei fatti.
         
         
         
         79
            
          L’unica spiegazione plausibile di tale comportamento è che il sig. A abbia partecipato scientemente a manovre dirette a sviare
         dai fini cui erano destinati i versamenti ottenuti a titolo del contributo comunitario concesso alla ricorrente. Il sig. A
         ha quindi commesso irregolarità gravi imputabili alla ricorrente e che giustificano la soppressione del contributo.
         
         
         
         80
            
          La partecipazione di altre persone a tali irregolarità non è tale da esentare la ricorrente, quale beneficiaria del contributo,
         dalla sua responsabilità per gli atti compiuti a suo nome dal suo amministratore.
         
         
         
         81
            
          Trattandosi, più specificamente, delle dichiarazioni della ricorrente concernenti il ruolo svolto da un dipendente della Commissione
         nell’ambito delle manovre summenzionate, va rilevato che la partecipazione di un dipendente o agente dell’istituzione alle
         irregolarità in questione, anche ammesso sia provata, non è tale da escludere la soppressione del contributo.
         
         
         
         82
            
          In effetti il fatto che un dipendente sia venuto meno ai suoi obblighi – per negligenza o per un comportamento deliberatamente
         illecito – non mette al riparo il beneficiario del contributo dalle conseguenze dell’inosservanza dei propri obblighi.
         
         
         
         83
            
          In un contesto siffatto occorre disattendere la tesi secondo cui le dichiarazioni del sig. B dinanzi ai funzionari dell’UCLAF
         dimostrano il rifiuto della ricorrente di partecipare alle manovre dirette ad ottenere illegittimamente il versamento della
         sovvenzione per il progetto Sommacco, in quanto tale rifiuto ha indotto il sig. B alla costituzione di un’altra società con
         una denominazione molto simile. In effetti il sig. B ha dichiarato di avere avuto l'intenzione di acquistare la ricorrente
         ma, poiché ciò si era rivelato impossibile, aveva creato la Entorn Trading (Dublino) al fine di acquistarla tramite quest’ultima.
         Egli non menziona però né la ragione per cui l’acquisto della ricorrente non era possibile né il rifiuto eventuale di quest’ultima
         a partecipare a tali manovre.
         
         
         
         84
            
          Quanto, infine, all’asserita violazione dell’obbligo di motivazione, è sufficiente rilevare che la Commissione ha chiaramente
         riferito, nella decisione impugnata, che la decisione di concessione del contributo era stata indirizzata alla ricorrente
         e che non era stato autorizzato alcun cambiamento di beneficiario. Pertanto la decisione impugnata è sufficientemente motivata
         per quanto riguarda la qualità della ricorrente in quanto beneficiaria del contributo.
         
         
         
         85
            
          Ne consegue che la decisione di sopprimere il contributo è stata indirizzata correttamente  alla ricorrente.
         
         
         
         86
            
          Risulta da quanto precede che i primi due motivi non sono fondati per quanto riguarda la soppressione del contributo formulata
         all’art. 1 della decisione impugnata.
         
         
         – Sul rimborso delle somme versate per le prime due rate del contributo comunitario
         
         
         87
            
          L’art. 24, n. 3, del regolamento n. 4253/88, come modificato, dispone che «[q]qualsiasi somma che dia luogo a ripetizione
         di indebito deve essere restituita alla Commissione».
         
         
         
         88
            
          Tale disposizione non precisa a chi incombe l’obbligo di restituire alla Commissione le somme indebitamente versate. Emerge
         tuttavia dai regolamenti n. 2052/88 e n. 4253/88, come modificati, esposta al punto 61 supra, che, nel caso dei finanziamenti
         diretti da parte della Commissione, tale obbligo incombe al beneficiario del contributo. Ciò è confermato dal n. 10 delle
         condizioni finanziarie fissate all’allegato 2 della decisione di concessione, secondo il quale il beneficiario è abilitato
         a inviare le sue osservazioni prima dell’esecuzione di eventuali domande di rimborso.
         
         
         
         89
            
          Per poter chiedere al beneficiario il rimborso delle somme versate, da un lato, occorre che sia stata validamente decisa la
         riduzione, la sospensione o la soppressione del contributo. Orbene, fatto salvo l’esame delle censure concernenti la violazione
         dei diritti in materia di procedura della ricorrente, avanzate nell’ambito del terzo motivo, risulta dalla precedente esposizione
         che nel caso di specie sussistevano le condizioni per la soppressione del contributo.
         
         
         
         90
            
          Dall’altro, l’impiego del verbo «restituire» implica in linea di principio che l’obbligo di rimborso concerne soltanto le
         somme che il beneficiario ha effettivamente percepito. Tale interpretazione è corroborata dall’utilizzazione, in un parte
         delle diverse versioni linguistiche dell’art. 24, n. 3, del regolamento n. 4253/88, come modificato, dei termini «ripetizione
         di indebito» o di termini equivalenti (v. segnatamente le versioni spagnola, francese, italiana e olandese). Occorre a tale
         riguardo equiparare alle somme versate direttamente al beneficiario dalla Commissione quelle da essa versate a terzi su ordine
         del beneficiario. In effetti, in tal caso, la Commissione si limita ad eseguire le disposizioni prese dal beneficiario, in
         quanto creditore della somma versata, riguardo alle modalità del pagamento.
         
         
         
         91
            
          Invece il beneficiario del contributo non può essere tenuto a rimborsare alla Commissione somme che quest’ultima ha versato
         a terzi in assenza di un ordine che provenga da esso stesso o che gli sia imputabile.
         
         
         
         92
            
         È quindi necessario verificare se le prime due rate del contributo siano state versate alla ricorrente o se tali versamenti
         siano stati effettuati su ordine di quest’ultima.
         
         
         
         93
            
          La decisione impugnata contiene in merito constatazioni contraddittorie. Da una parte, essa indica «che il beneficiario ha
         ricevuto sinora nell’ambito di tale contributo della Comunità un importo totale di [ECU] 725 094», dall’altra, essa rileva
         che una succursale della Entorn Trading è stata aperta a Siviglia, che «[p]roprio a quest’ultima società sono stati inviati
         tutti i pagamenti compiuti, nell’ambito del progetto, dalla Commissione [e che tale] operazione è stata comunicata alla Commissione
         come un semplice cambiamento di indirizzo del beneficiario, mentre si tratta[va] di fatto di un cambiamento del beneficiario
         del progetto senza accordo della Commissione».
         
         
         
         94
            
          Risulta dai documenti del fascicolo che la prima rata del contributo è stata versata su un conto aperto presso la Banca nazionale
         del lavoro à Madrid. Secondo un estratto dei movimenti di tale conto, redatto il 19 luglio 1995 e figurante tra gli allegati
         delle dichiarazioni del sig. B ai funzionari dell’UCLAF, la prima rata del contributo è stata accreditata su tale conto il
         20 gennaio 1994. Il titolare del conto figurante su tale estratto è «Entorn Lda – en constitución». Un estratto del medesimo
         conto, datato 15 giugno 1995, indica quale titolare la «Entorn Trading Ltd». Risulta quindi che uno dei titolari del conto
         è uno dei soggetti creati dal sig. B, menzionati ai punti 10 e 11 supra, cioè «Entorn Trading Ltd», mentre la designazione
         «Entorn Lda – en constitución» non corrisponde esattamente né alla designazione della ricorrente, né a quella della succursale
         creata dal sig. C in Spagna. In ogni caso risulta da tali documenti che il titolare del conto non era la ricorrente, «Entorn,
         Societat Limitada Enginyeria i Serveis».
         
         
         
         95
            
          Ne consegue che la ricorrente non ha percepito il versamento della prima rata del contributo.
         
         
         
         96
            
          Quanto alla seconda rata del contributo risulta dagli atti che è stata versata su un conto aperto presso la banca Caixa di
         Madrid, il cui titolare era la «Entorn Trading Ltd (Entorn SL)». La ricorrente non ha quindi ricevuto nemmeno la seconda rata
         del contributo.
         
         
         
         97
            
          Quanto al problema se tali versamenti siano stati effettuati su ordine della ricorrente in modo da poterli equiparare a versamenti
         da essa stessa percepiti, va ricordato che il numero del conto su cui è stata versata la prima rata del contributo era stato
         comunicato alla Commissione con la lettera del 30 novembre 1993, menzionata al punto 16 supra. Nelle sue dichiarazioni dinanzi
         ai funzionari dell’UCLAF, il sig. B ha riconosciuto di aver firmato tale lettera.
         
         
         
         98
            
          Il conto su cui è stato effettuato il secondo versamento è stato comunicato alla Commissione con telex inviato il 14 luglio 1995
         utilizzando il formulario della «MB Consultores y Auditores, SL» a Siviglia, cioè dell’impresa presso cui la Entorn Sucursal
         aveva la sua sede. Non risulta dal fascicolo alcuna indicazione circa la persona che ha inviato detto telex.
         
         
         
         99
            
          Come constatato supra, al punto 79, il comportamento del sig. A non può essere spiegato se non con la sua partecipazione intenzionale
         alle manovre dirette a sviare i versamenti del contributo per il progetto Sommacco dalla loro destinazione.
         
         
         
         100
            
          L’invio di messaggi per il versamento delle rate del contributo che fornivano alla Commissione numeri di conto diversi da
         quello della ricorrente, pur dando l’impressione che si trattasse di conti della ricorrente, è un elemento essenziale di tali
         manovre. Ne discende che il sig. A ha acconsentito all’invio di tali messaggi il cui contenuto può conseguentemente essergli
         attribuito.
         
         
         
         101
            
          Orbene, in quanto presidente e consigliere delegato, il sig. A era abilitato a vincolare la ricorrente tramite gli atti compiuti
         da lui stesso o con il suo consenso a nome della società.
         
         
         
         102
            
          La lettera del 30 novembre 1993 è stata redatta a nome della ricorrente e reca la firma di «A. López Gargallo» che era stata
         utilizzata dal sig. B, secondo le sue dichiarazioni dinanzi all’UCLAF, nelle lettere del 12 luglio e del 22 settembre 1993
         (v. punto 64 supra). Poiché l'aver fatto credere alla Commissione che detta firma impegnasse la ricorrente era il risultato
         delle manovre del sig. A (v. punto 75 supra), va considerato che tale lettera era stata inviata col consenso di quest’ultimo.
         Ne consegue che essa è attribuibile alla ricorrente indipendentemente dall’identità della persona che l’ha concretamente firmata.
         Pertanto il versamento della prima rata del contributo può considerarsi effettuato su ordine della ricorrente. Esso può quindi
         essere equiparato ad un versamento ricevuto dalla ricorrente medesima.
         
         
         
         103
            
          Il telex 14 luglio 1995, con cui sono state comunicate alla Commissione nuove coordinate bancarie per il versamento della
         seconda rata, è stato redatto utilizzando un formulario recante la denominazione e l’indirizzo della società «MB Consultores
         y Auditores SL» di Siviglia. Nella rubrica «mittente» (remite) del formulario figura la menzione dattilografica «Entorn Trading,
         SL». Tale designazione non è identica a quella utilizzata sino ad allora nella corrispondenza relativa al progetto Sommacco
         indirizzata alla Commissione (cioè «Entorn SL»), ma è tuttavia simile.
         
         
         
         104
            
          Orbene la lettera del 29 marzo 1994, menzionata al punto 17 supra, aveva indicato alla Commissione che la «Entorn SL» ai fini
         del progetto Sommacco aveva aperto un ufficio a Siviglia, il cui indirizzo era quello dell’impresa «MB Consultores y Auditores
         SL». La lettera in questione reca la firma dattilografata del sig. A ed una firma manoscritta illeggibile che, stando alle
         dichiarazioni rilasciate dal sig. B dinanzi ai funzionari dell’UCLAF, è stata apposta da quest’ultimo. Tale lettera ha fatto
         credere, da una parte, che l’indirizzo di Siviglia fosse un indirizzo a cui poteva essere inviata corrispondenza destinata
         alla ricorrente relativamente al progetto Sommacco e, dall’altra, che messaggi inviati da tale indirizzo relativamente al
         suddetto progetto provenissero dalla ricorrente. Essa si inserisce pienamente nelle manovre intraprese nel caso di specie.
         Per tale motivo la lettera del 29 marzo 1994 è stata inviata con il consenso del sig. A e, essendo stata inviata a nome della
         ricorrente, è attribuibile a quest’ultima senza che occorra sapere chi l’abbia effettivamente firmata.
         
         
         
         105
            
          Sulla base della situazione come appariva in seguito a tale lettera, il telex inviato da parte della «Entorn Trading, SL»
         a partire dall’indirizzo di Siviglia il 14 luglio 1995, che fa anch’esso parte integrante delle manovre cui il sig. A ha scientemente
         partecipato, è del pari attribuibile alla ricorrente.
         
         
         
         106
            
          Ne consegue che il versamento della seconda rata del contributo sul conto comunicato con codesto telex alla Commissione dev’essere
         considerato come effettuato su ordine della ricorrente e che occorre equiparato ad un versamento ricevuto dalla ricorrente
         medesima.
         
         
         
         107
            
         È conseguentemente infondato il motivo basato sulla violazione dell’art. 24 del regolamento n. 4253/88, come modificato.
         
         
         
         108
            
          Riguardo all’asserita violazione dell’obbligo di motivazione, risulta chiaramente dalla decisione impugnata che, ad avviso
         della Commissione, la ricorrente, quale beneficiaria del contributo, aveva l’obbligo di rimborsare le due rate del contributo
         versate, dato che non era stato approvato alcun cambiamento del beneficiario. Una motivazione siffatta era sufficiente per
         consentire alla ricorrente di conoscere i motivi della decisione impugnata ed al Tribunale di esercitare il suo controllo.
         Occorre quindi disattendere il motivo fondato sulla violazione dell’obbligo di motivazione riguardo al rimborso delle due
         rate del contributo.
         
         Sul terzo motivo, riguardante la violazione dei diritti della difesa Argomenti delle parti
         
         
         109
            
          La ricorrente addebita alla Commissione il fatto di non averle dato la possibilità di presentare per iscritto le sue osservazioni
         in seguito ai controlli effettuati presso la sede della Entorn Sucursal a Siviglia. Essa riconosce che il sig. A, suo amministratore,
         era presente al controllo. Essa fa valere però di non avere avuto la possibilità di presentare una memoria.
         
         
         
         110
            
          La ricorrente dichiara di non comprendere come mai la Commissione, dopo aver preso conoscenza delle dichiarazioni scritte
         del sig. C, figuranti all’allegato 18 del controricorso, non si sia messa in contatto con i suoi rappresentanti. Essa ritiene
         che ciò costituisca una violazione grave dei diritti della difesa.
         
         
         
         111
            
          La Commissione afferma di aver rispettato i diritti della difesa della ricorrente nel caso di specie. Essa ritiene di aver
         dato alla ricorrente la possibilità di far valere le sue osservazioni sulla soppressione del contributo inviando la lettera
         del 3 aprile 1998, che enunciava chiaramente le censure formulate nei confronti della ricorrente e le accordava un termine
         ragionevole per far pervenire le sue osservazioni.
         
         
         
         112
            
          Secondo la Commissione la ricorrente non può invocare il fatto che tale lettera è stata inviata all’indirizzo di Siviglia
         per sostenere di essere stata privata del suo diritto di presentare osservazioni. Essa ritiene che i suoi servizi avessero
         buone ragioni per utilizzare l’indirizzo di Siviglia, non soltanto perché esso era l’ultimo indirizzo della ricorrente che
         le era stato comunicato, ma anche perché proprio a partire da tale indirizzo era stato gestito il progetto Sommacco e proprio
         là si era svolto il controllo del suddetto progetto e i controllori della Commissione avevano incontrato il sig. A.
         
          Giudizio del Tribunale
         
         
         113
            
          Il rispetto dei diritti della difesa in qualsiasi procedimento promosso nei confronti di una persona e che possa sfociare
         in un atto per essa lesivo costituisce un principio fondamentale del diritto comunitario e dev’essere garantito anche in mancanza
         di qualsiasi norma riguardante il procedimento di cui trattasi. Tale principio impone che i destinatari di decisioni che pregiudichino
         in maniera sensibile i loro interessi siano messi in condizione di far conoscere utilmente il proprio punto di vista (sentenze
         della Corte 24 ottobre 1996, causa C‑32/95 P, Commissione/Lisrestal e a., Racc. pag. I‑5373, punto 21, e del Tribunale 26 settembre 2002,
         causa T-199/99, Sgaravatti Mediterranea/Commissione, Racc. pag. II‑3731, punto 55).
         
         
         
         114
            
          Anche se l’art. 24 del regolamento n. 4253/88, come modificato, non contiene disposizioni espresse che disciplinino i diritti
         della difesa del beneficiario di un contributo che ci si prefigge di sopprimere, precisazioni concernenti tali diritti figurano
         invece al n. 10 dell’allegato 2 della decisione di concessione, relativo alle condizioni finanziarie. Secondo tale testo,
         il beneficiario di un contributo ha la possibilità di presentare le sue osservazioni, nel termine fissato dalla Commissione,
         prima che quest’ultima proceda alla sospensione, alla riduzione o alla soppressione del contributo ovvero alla ripetizione
         dell’indebito.
         
         
         
         115
            
          Nel caso di specie la lettera del 3 aprile 1998, diretta a garantire al beneficiario del contributo il suo diritto di essere
         sentito, conformemente al n. 10 delle condizioni finanziarie, non è stata indirizzata alla ricorrente, la cui sede nel corso
         di tutto il periodo rilevante si trovava a Barcellona, ma alla «Entorn (Sumac)» all’indirizzo di Siviglia presso la MB Consultores
         y Auditores, che era quello utilizzato dalla Entorn Sucursal.
         
         
         
         116
            
          Tuttavia, con la lettera del 29 marzo 1994, menzionata ai punti 17 e 104 supra, la Commissione era stata deliberatamente indotta
         in errore e portata a credere che l’indirizzo di Siviglia fosse l’indirizzo di un ufficio aperto dalla ricorrente ai fini
         del progetto Sommacco. Come si è constatato al punto 104 supra, tale lettera è attribuibile alla ricorrente.
         
         
         
         117
            
          Pertanto la Commissione poteva validamente utilizzare tale indirizzo per inviare alla ricorrente qualsiasi corrispondenza
         concernente il progetto Sommacco, compresa la lettera del 3 aprile 1998, destinata a darle l’occasione di formulare osservazioni
         sulle irregolarità addebitatele.
         
         
         
         118
            
          Certo, può apparire singolare che la Commissione abbia utilizzato tale indirizzo quando, al momento di inviare la lettera
         del 3 aprile 1998, disponeva della relazione di controllo redatta dall’UCLAF, da cui risulta che l’indirizzo di Siviglia era
         stato quello della Entorn Sucursal, che la sede di quest’ultima era stata trasferita, nel febbraio 1996, a Tenerife e che
         esistevano due società distinte la cui ragione sociale era molto simile.
         
         
         
         119
            
          La ricorrente non può tuttavia invocare tale fatto per far valere di non essere stata validamente posta in grado di presentare
         le sue osservazioni.
         
         
         
         120
            
          In effetti la ricorrente riconosce essa stessa che il suo amministratore, il sig. A, era a conoscenza dell’esistenza della
         lettera del 3 aprile 1998. Certo, essa sostiene che il sig. A ha inferito dalla circostanza che codesta lettera era stata
         inviata all’indirizzo di Siviglia che la Commissione non lo considerava responsabile delle irregolarità constatate. Tuttavia
         il sig. A non poteva ignorare che l’invio di tale lettera all’indirizzo di Siviglia derivava dalla confusione circa l’esatto
         indirizzo della ricorrente, creata e mantenuta deliberatamente dalle persone partecipanti alle manovre relative al progetto
         Sommacco, di cui egli faceva parte. Il sig. A sapeva inoltre che il contributo era stato concesso alla ricorrente e che non
         aveva provveduto lui stesso a che la Commissione fosse informata dell’asserita rinuncia a quest’ultimo. Alla luce di tali
         circostanze doveva risultargli evidente che la ricorrente aveva interesse a prendere visione del contenuto della lettera del
         3 aprile 1998 ed a presentare le sue osservazioni sulle irregolarità ivi menzionate. La ricorrente avrebbe quindi potuto presentare
         le sue osservazioni su tale lettera se avesse voluto.
         
         
         
         121
            
          Va aggiunto che una parte non può approfittare della sua propria immoralità (v., per analogia, sentenza della Corte 7 febbraio 1973,
         causa 39/72, Commissione/Italia, Racc. pag. 101, punto 10, e conclusioni dell’avvocato generale Mischo in occasione della
         sentenza della Corte 20 settembre 2001, causa C‑453/99, Courage e Crehan, Racc. pag. I‑6297, in particolare pag. I‑6300, paragrafo 39).
         Parimenti una parte non può invocare comportamenti illeciti di una persona abilitata ad agire a suo nome per sottrarsi alla
         propria responsabilità per atti compiuti da questa persona. Pertanto la ricorrente non può avvalersi dell’errore della Commissione
         che il suo amministratore ha scientemente contribuito a determinare.
         
         
         
         122
            
          Ne consegue che l’invio della lettera del 3 aprile 1998 all’indirizzo di Siviglia era sufficiente a salvaguardare i diritti
         della difesa della ricorrente.
         
         
         
         123
            
          Conseguentemente il terzo motivo della ricorrente, basato sulla violazione dei diritti della difesa, è infondato.
         
         
          C – Sulle domande di misure di organizzazione del procedimento e di mezzi istruttori formulate dalla ricorrenteArgomenti delle parti
         
         124
            
          Nel ricorso e nella replica la ricorrente ha chiesto che il Tribunale ingiunga alla Commissione di produrre «tutta la documentazione
         relativa al procedimento amministrativo che ha preceduto l’adozione della decisione [impugnata]».
         
         
         
         125
            
          Nelle sue osservazioni sulla relazione d’udienza 13 ottobre 2003, la ricorrente ha chiesto che il Tribunale «accetti che i
         verbali redatti nell’ambito dell’istruttoria penale siano versati agli atti, [ritenendo] che il loro contenuto [potesse] rivelarsi
         importante per la scoperta della verità».
         
         
         
         126
            
          Successivamente, nella memoria presentata il 4 novembre 2003, la ricorrente chiede al Tribunale, da un lato, di ordinare che
         la Commissione riveli tutti gli elementi riferentisi al caso Sommacco, sia precedenti sia successivi alla concessione della
         sovvenzione, che essa versi agli atti della presente causa tutti i documenti – riservati o meno – di cui dispone in merito
         a tale causa e, dall’altro, che il Tribunale senta in qualità di testimoni «i dipendenti della Commissione che sono potuti
         intervenire direttamente o indirettamente nel procedimento amministrativo precedente e successivo alla concessione della sovvenzione
         al progetto Sommacco, nonché coloro che hanno condotto l’inchiesta interna avviata dai servizi competenti della Commissione»
         ed il sig. B.
         
         
         
         127
            
          La ricorrente afferma di voler ottenere per tale via la conferma dei fatti richiamati nel resoconto dell’UCLAF sulle dichiarazioni
         del sig. B e, se del caso, precisazioni concernenti tali fatti. Essa ritiene inoltre che queste testimonianze potrebbero dimostrare
         che la decisione impugnata è stata adottata sulla base di fatti manifestamente erronei.
         
         
         
         128
            
          La Commissione ritiene che la ricorrente abbia potuto conoscere, nel corso del procedimento amministrativo, tutti i fatti
         e le circostanze necessari alla sua difesa. Essa fa valere che non può pronunciarsi sulla domanda diretta all’audizione di
         dipendenti quali testimoni perché è troppo imprecisa e perché le audizioni di testimoni richieste sarebbero irrilevanti nell’ambito
         della presente causa.
         
         Giudizio del Tribunale
         
         129
            
          Ai sensi dell’art. 64, n. 2, lett. a) e b), del regolamento di procedura del Tribunale, le misure di organizzazione del procedimento
         hanno, in particolare, lo scopo di garantire il buono svolgimento della fase scritta e della fase orale e facilitare la produzione
         delle prove, nonché di determinare i punti sui quali le parti devono completare la loro argomentazione o che richiedono istruttoria.
         Ai sensi dell’art. 64, nn. 3, lett. d), e 4, le dette misure possono essere proposte dalle parti in qualsiasi momento del
         procedimento e possono consistere nella richiesta di presentazione di documenti o di qualsiasi prova concernente la causa
         (sentenza della Corte 17 dicembre 1998, causa C‑185/95 P, Baustahlgewebe/Commissione, Racc. pag. I‑8417, punto 92).
         
         
         
         130
            
          Viceversa i mezzi istruttori ai sensi degli artt. 65‑67 del medesimo regolamento mirano a permettere di provare la veridicità
         delle dichiarazioni sui fatti rilasciate da una parte a sostegno dei suoi motivi (sentenza del Tribunale 8 novembre 2000,
         causa T-175/97, Bareyt e a./Commissione, Racc. PI pagg. I‑A‑229 e II‑1053, punto 90). A tale riguardo, conformemente all’art. 44,
         n. 1, lett. e), del medesimo regolamento, il ricorso contiene le offerte di prova del ricorrente. L’art. 48, n. 1, del suddetto
         regolamento permette inoltre alle parti di proporre nuovi mezzi di prova nella replica e nella controreplica, ma esige che
         le parti motivino tale ritardo. Tuttavia, a tenore dell’art. 66 del regolamento di procedura, quando il Tribunale dispone
         mezzi istruttori, sono riservati la prova contraria e l’ampliamento dei mezzi di prova.
         
         
         
         131
            
         È proprio alla luce di tali principi che va esaminato se occorra accogliere le domande di misure di organizzazione del procedimento
         e di mezzi istruttori formulate dalla ricorrente.
         
         
         
         132
            
          Per quanto riguarda, in primo luogo, la domanda diretta a che siano versati agli atti i verbali dell’istruttoria penale, formulata
         nelle osservazioni sulla relazione d’udienza, va rilevato che la ricorrente non ha prodotto dinanzi al Tribunale i verbali
         di cui trattasi. Tale domanda della ricorrente va quindi intesa nel senso che essa sollecita il Tribunale a chiedere alle
         autorità giudiziarie spagnole di produrre tali documenti. Anche se una domanda siffatta di misure di organizzazione del procedimento
         può essere formulata dalla ricorrente in ogni stadio del procedimento, spetta nondimeno al Tribunale valutare se la misura
         sollecitata sia utile ai fini del corretto svolgimento del procedimento. Al fine di permettere al Tribunale di effettuare
         tale valutazione, la parte che ne fa domanda deve individuare i documenti sollecitati e fornire al Tribunale un minimo di
         elementi idonei ad accreditare la rilevanza di tali documenti ai fini del procedimento (citata sentenza Baustahlgewebe/Commissione,
         punto 93). A tale riguardo, anche se una domanda di misure di organizzazione del procedimento è diretta ad ottenere, come
         nel caso di specie, nuovi elementi di fatto ed è presentata in una fase del procedimento in cui è in linea di principio vietata
         la produzione di nuove offerte di prova, la parte che sollecita l’adozione di tali misure deve in particolare esporre le ragioni
         per cui non ha potuto presentare tale domanda in precedenza.
         
         
         
         133
            
          Nel caso di specie la ricorrente si è già riferita nel suo ricorso al procedimento penale avviato in Spagna. L'eventuale rilevanza
         dei verbali redatti in tale contesto poteva, in linea di principio, essere valutata a partire da tale fase. Inoltre due verbali
         contenenti dichiarazioni rilasciate dai sigg. A e C nell’ambito dell’istruttoria penale sono stati versati agli atti dalla
         Commissione in allegato al controricorso. Ora, la domanda della ricorrente non contiene alcuna indicazione concreta che permetta
         di valutare l’utilità, ai fini della presente controversia, della produzione di altri verbali redatti nell’ambito di tale
         inchiesta, ad eccezione dell’affermazione generale secondo cui essa ritiene che «il loro contenuto può rivelarsi importante
         per la scoperta della verità», né spiegazioni delle ragioni per cui essa non ha chiesto in precedenza la produzione di tali
         documenti. Alla luce di tali considerazioni, il Tribunale ritiene che l’adozione di tale misura non sarebbe tale da assicurare
         il corretto svolgimento della fase scritta o orale, né da agevolare la produzione delle prove.
         
         
         
         134
            
          Per quel che riguarda, in secondo luogo, la domanda formulata nella memoria del 4 novembre 2003 e diretta ad ottenere che
         il Tribunale ingiunga alla Commissione di «rivelare una volta per tutte e senza riserve tutti gli elementi riferentisi al
         caso Sommacco, precedenti e successivi alla concessione della sovvenzione, anche se possono comportare il coinvolgimento di
         dipendenti della sua istituzione in un complotto internazionale destinato a frodare il bilancio della Comunità e le risorse
         dei cittadini europei» e di «versare agli atti della presente causa tutti i documenti –riservati o meno – di cui dispone al
         riguardo», occorre constatare, anzitutto, che non si può addebitare alla ricorrente di non averla presentata anteriormente.
         In effetti la ricorrente ha chiesto, sin dal ricorso, la produzione dell’intera documentazione relativa al procedimento amministrativo
         che aveva preceduto l’adozione della decisione impugnata, il Tribunale ha ordinato la produzione del fascicolo amministrativo
         e la Commissione ha prodotto un fascicolo che, a suo avviso, era quello amministrativo rilevante. Solo quando il sig. A ha
         trasmesso alla ricorrente il resoconto delle dichiarazioni del sig. B dinanzi all’UCLAF, la ricorrente ha potuto rendersi
         conto del fatto che il fascicolo amministrativo prodotto dalla Commissione non conteneva tutti i documenti relativi all’inchiesta
         dell’UCLAF e che potevano esistere altri documenti concernenti tale inchiesta.
         
         
         
         135
            
          Tuttavia la ricorrente non indica quale sarebbe l’utilità di tali documenti ai fini del procedimento, fatta salva la considerazione
         che a suo parere tali documenti potrebbero mostrare la partecipazione di taluni dipendenti della Commissione alle manovre
         fraudolente nell’ambito del progetto Sommacco. Orbene, come si è constatato ai punti 81 e 82 supra, pur ammettendo che sia
         provata, una partecipazione siffatta di dipendenti della Commissione, per quanto condannabile, non può inficiare di per sé
         la legittimità della decisione impugnata. Sotto questo profilo la misura sollecitata dalla ricorrente non è quindi rilevante
         per la soluzione della controversia.
         
         
         
         136
            
          In terzo luogo, quanto alla domanda diretta all’audizione di testimoni i cui nomi figurano nella memoria del 4 novembre 2003,
         la ricorrente si limita a dichiarare, quale indicazione dei fatti su cui auspica vengano sentiti i testimoni, che la loro
         audizione mira a «che i testimoni confermino e, se del caso, precisino dinanzi al Tribunale i fatti e gli elementi richiamati
         nel [resoconto delle dichiarazioni del sig. B dinanzi ai funzionari dell’UCLAF] e che certifichino che la [decisione impugnata]
         è illegittima nella misura in cui essa è stata adottata sulla base di fatti manifestamente erronei».
         
         
         
         137
            
          Circa le dichiarazioni del sig. B, occorre constatare che il loro contenuto corrisponde, in grandissima misura, alle indicazioni
         già figuranti nelle memorie delle parti e dei loro allegati. Anche se il sig. B ha fornito talune precisazioni rispetto ai
         fatti risultanti dal fascicolo, segnatamente riconoscendo talune firme che non era stato possibile identificare in precedenza,
         egli non ha contraddetto quei fatti. Ora, come risulta dall’esposizione di cui ai punti 66, 102 e 104 supra, il risultato
         della presente controversia non dipende dalla veridicità dei nuovi elementi contenuti nelle dichiarazioni del sig. B e non
         corroborati da altri documenti del fascicolo. In merito invece all’auspicio molto generico della ricorrente di dimostrare
         l’inesattezza dei fatti all’origine della decisione impugnata, va constatato che la ricorrente non precisa i fatti in questione
         e non invoca alcun motivo per spiegare come mai non ha presentato tale mezzo di prova nel ricorso.
         
         
         
         138
            
          Ne consegue che non occorre accogliere le domande di misure di organizzazione del procedimento e di mezzi istruttori formulate
         dalla ricorrente nelle osservazioni sulla relazione d’udienza e nella memoria del 4 novembre 2003.
         
         
         
         139
            
          Alla luce di quanto sopra il ricorso deve essere respinto.
         
         
         Sulle spese
         140
            
          Ai sensi dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura del Tribunale, la parte soccombente è condannata alle spese se ne
         è stata fatta domanda. Poiché è rimasta soccombente, la ricorrente va condannata alle spese, comprese quelle riguardanti i
         procedimenti sommari, conformemente a quanto chiesto dalla convenuta.
         
         
         Per questi motivi,
         
         
         
            
            IL TRIBUNALE (Seconda Sezione)
         
         
          dichiara e statuisce:
         
            
            
            
               1)
                  Il ricorso è respinto.
               
            
            
            
            
               2)
                  La ricorrente sopporterà le proprie spese e quelle sostenute dalla Commissione, ivi comprese quelle sostenute in occasione
                     del procedimento sommario.
                  
               
            
            
                  Forwood
               
               
                  Pirrung
               
               
                  Meij
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
            
            
            
            
            
            
            
         
         
          Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 18 gennaio 2005.
         
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                  H. Jung
               
               
                  J. Pirrung
               
            
         
            Indice
         
         
                  Contesto normativo
                     
               
            
                  Contesto fattuale
                     
               
            
                      
                        Società ricorrente
                     
               
            
                      
                        Altri soggetti Entorn
                     
               
            
                      
                        Domanda e concessione del contributo comunitario
                     
               
            
                      
                        Attuazione del progetto
                     
               
            
                      
                        Procedimento amministrativo e decisione impugnata
                     
               
            
                  Procedimento e conclusioni delle parti
                     
               
            
                  In diritto
                     
               
            
                      
                        A –  Sulla presa in considerazione del resoconto delle dichiarazioni del sig. B e degli allegati di tale documento
                     
               
            
                          
                        Argomenti delle parti
                     
               
            
                          
                        Giudizio del Tribunale
                     
               
            
                      
                        B –  Sul merito
                     
               
            
                          
                        Sul primo e sul secondo motivo, riguardanti la violazione dell’art. 24 del regolamento n. 4253/88 e la violazione dell’obbligo
                           di motivazione
                        
                     
               
            
                              
                        Argomenti delle parti
                     
               
            
                              
                        Giudizio del Tribunale
                     
               
            
                                  
                        –  Sulla soppressione del contributo
                     
               
            
                                  
                        –  Sul rimborso delle somme versate per le prime due rate del contributo comunitario
                     
               
            
                          
                        Sul terzo motivo, riguardante la violazione dei diritti della difesa
                     
               
            
                              
                        Argomenti delle parti
                     
               
            
                              
                        Giudizio del Tribunale
                     
               
            
                      
                        C –  Sulle domande di misure di organizzazione del procedimento e di mezzi istruttori formulate dalla ricorrente
                     
               
            
                          
                        Argomenti delle parti
                     
               
            
                          
                        Giudizio del Tribunale
                     
               
            
                  Sulle spese
                     
               
            
      
          1 –
            
            Lingua processuale: lo spagnolo.