CELEX: 62013CN0093
Language: it
Date: 2013-02-25 00:00:00
Title: Causa C-93/13 P: Impugnazione proposta il 25 febbraio 2013 dalla Commissione europea avverso la sentenza del Tribunale (Settima Sezione) 13.12.2012 , causa T-103/08, Versalis SpA, già Polimeri Europa SpA, Eni SpA/Commissione europea

20.4.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 114/28
            
         Impugnazione proposta il 25 febbraio 2013 dalla Commissione europea avverso la sentenza del Tribunale (Settima Sezione) 13.12.2012, causa T-103/08, Versalis SpA, già Polimeri Europa SpA, Eni SpA/Commissione europea
   (Causa C-93/13 P)
   2013/C 114/44
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: V. Di Bucci, G. Conte, R. Striani, agenti)
   
      Altre parti nel procedimento: Versalis SpA, già Polimeri Europa SpA, Eni SpA
   
      Conclusioni
   
   
               —
            
            
               annullare la sentenza impugnata nella parte in cui riduce a EUR 106 200 000 l’importo dell’ammenda inflitta dalla decisione ad ENI e Versalis;
            
         
               —
            
            
               respingere integralmente il ricorso di primo grado;
            
         
               —
            
            
               condannare le ricorrenti in primo grado alle spese relative ai due gradi di giudizio.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   
               (i)
            
            
               Il Tribunale avrebbe commesso un errore di diritto nel ritenere che la Commissione ha violato i diritti di difesa di ENI, applicando una maggiorazione a titolo di recidiva all’ammenda comminata in solido ad ENI e Versalis per due infrazioni commesse in passato da società controllate al 100 % o quasi da ENI, sebbene le due decisioni che avevano constatato tali infrazioni non fossero state indirizzate ad ENI (che non aveva pertanto ricevuto una comunicazione degli addebiti per dette infrazioni). In particolare, il Tribunale avrebbe ignorato che, con riferimento all’imputazione della recidiva, i diritti della difesa sono garantiti se, al momento in cui la Commissione annuncia la sua intenzione di imputare la recidiva, essa dà alle parti la possibilità di dimostrare che le relative condizioni non sono soddisfatte. Il Tribunale ha inoltre omesso di considerare che, imputando la recidiva per una successiva violazione delle regole di concorrenza, la Commissione non sanziona retroattivamente la prima violazione, ma trae semplicemente le conseguenze del fatto che la stessa impresa (entità economica) ha commesso una nuova infrazione.
            
         
               (ii)
            
            
               Il Tribunale avrebbe travalicato i limiti della sua competenza ed avrebbe violato il principio dispositivo, l’art. 21 dello Statuto della Corte nonché gli artt. 44, par. 1, e 48, par. 2, del Regolamento di procedura del Tribunale esaminando una questione di diritto (relativa ad una presunta violazione del principio di parità di trattamento nel calcolo dell’ammenda) che non era stata sollevata dalle ricorrenti nel ricorso introduttivo del giudizio.
            
         
               (iii)
            
            
               Il Tribunale avrebbe commesso un errore di diritto nell’interpretazione e nell’applicazione del principio di parità di trattamento con riferimento al «coefficiente moltiplicatore» a fini dissuasivi ed è incorso in un difetto di motivazione. In particolare, il Tribunale ha ignorato il margine di discrezionalità della Commissione per la determinazione delle ammende alla luce delle circostanze rilevanti, costringendola a compiere un puro calcolo matematico per stabilire il coefficiente moltiplicatore da applicare ad ENI e Versalis. Inoltre, il Tribunale avrebbe erroneamente chiesto alla Commissione di assicurare una diretta proporzionalità tra le percentuali di aumento dell’ammenda a fini dissuasivi ed i fatturati delle imprese, e non tra i coefficienti moltiplicatori o tra le ammende risultanti dall’applicazione dei coefficienti moltiplicatori (le ammende moltiplicate) ed il fatturato globale delle imprese.