CELEX: 51992PC0462
Language: it
Date: 1992-11-12
Title: Proposta di Direttiva del Consiglio recante modifica della Direttiva 88/407/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1988, che stabilisce le esigenze di polizia sanitaria applicabili agli scambi intracomunitari e alle importazioni di sperma surgelato di animali delle specie bovina, e che ne estende il campo di applicazione allo sperma bovino fresco

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                        C0M(92) 462 def.
                                        Bruxelles, 12 novembre 1992
                    Relazione della Commissione
                               sul le
      esigenze di polizia sanitaria applicabili agli scambi
      intracomunitari e alle importazioni da paesi terzi di
         sperma di animali della specie bovina, ai sensi
            dell'articolo 4 della direttiva 88/407/CEE
                          proposta di
                      Direttiva del Consiglio
   recante modifica della Direttiva 88/407/CEE del Consiglio,
   del 14 giugno 1988, che stabilisce le esigenze di polizia
    sanitaria applicabili agli scambi intracomunitari e alle
    importazioni di sperma surgelato di animali della specie
        bovina, e che ne estende il campo di applicazione
                     allo sperma bovino fresco
                   (presentate dalla Commissione)
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La direttiva 88/407/CEE del Consiglio stabilisce le esigenze di polizia sanitaria
applicabili agli scambi  intracomunitari e alle importazioni di sperma surgelato
di animali della specie bovina. Al momento della sua adozione gli Stati membri
presentavano situazioni assai diverse per quanto concerne lo status dei centri di
raccolta per lo sperma riguardo alla rinotracheite bovina infettiva/vulvovaginite
pustolosa infettiva. L'articolo 4 faceva pertanto obbligo alla Commissione di
presentare una relazione sulla situazione, accompagnata da proposte adeguate.
La situazione generale degli Stati membri, per quanto concerne questa malattia,
non ha subito cambiamenti significativi dopo l'adozione della direttiva. E'
tuttora necessario, visto il carattere a lungo termine dei programmi di
allevamento (generalmente 10 anni), autorizzare la raccolta di sperma di tori che
reagiscano positivamente ad un esame del sangue per la ricerca di tale mal attiai
Si propone pertanto, in attesa che termini il ciclo decennale (1998), di
continuare a utilizzare tori risultati positivi prima della vaccinazione e di
autorizzare ancora la vaccinazione, in attesa che gli Stati membri registrino
progressi significativi ne M'eradicazione di questa malattia a livello nazionale.
Si propone inoltre:
- di chiarire lo status dei tori all'arrivo nel centro di raccolta per quanto    i
  concerne la brucellosi, la leucosi bovina enzootica e la tubercolosi,
- di interrompere la prova di isolamento del virus per la ricerca dell'afta
  epizootica sui tori vaccinati prima dei 12 mesi precedenti  la raccolta e di
  ridurre dal 10% al 5% il numero di paillettes di sperma da sottoporre alla
  prova,
- di interrompere il trattamento dei tori con streptomicina contro la
  leptospirosi,
- di abolire la disposizione secondo la quale il toro deve aver soggiornato nel
  centro di raccolta per 30 giorni prima della raccolta dello sperma destinato
  agii scambi,
- di ampliare il campo di applicazione della direttiva allo sperma fresco e
- di consentire alla Commissione di apportare future modifiche agli allegati
  mediante la procedura di regolamentazione.
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                                     A Xily^
                             Relazione della Commissione
                                        sul le
               esigenze di polizia sanitaria applicabili agli scambi
               intracomunitari e alle importazioni da paesi terzi di
                  sperma di animali della specie bovina, ai sensi
                     dell'articolo 4 delia direttiva 88/407/CEE
 Introduzione
La direttiva 88/407/CEE del Consiglio, che stabilisce le esigenze di polizia
sanitaria applicabili agli scambi intracomunitari e alle importazioni di sperrrB
surgelato di animali della specie bovina, è stata adottata dal Consiglio il 14
giugno 1988^1^. Essa è stata successivamente modificata, in particolare dalla
direttiva 90/120/CEE del Consigiio^2^, del 5 marzo 1990, per quanto concerne le
norme relative allo sperma di tori risultati sieropositivi agli esami per la
ricerca della rinotracheite bovina infettiva prima dell'arrivo al centro di
raccolta, oppure dopo la vaccinazione nel centro stesso. L'articolo 4 prevedeva
disposizioni speciali per consentire agli Stati membri di continuare gii scambi
di sperma dei suddetti tori per un periodo transitorio fino al 31 dicembre 1602.
Queste norme dovevano essere riesaminate entro il 1" gennaio 1992.
L'obiettivo della presente relazione è di effettuare tale riesame e di
individuare inoltre gli altri problemi emersi durante il periodo di attuazione
delle direttive, quale base per le proposte di opportuni adeguamenti.
Rinotracheite bovina infettiva
La rinotracheite bovina infettiva è una malattia del bestiame causata da un
herpesvirus che si manifesta con infezioni sia a carico dell'apparato
respiratorio che urogenitale: il primo caso è il più comune nella Comunità. La
malattia può apparire in forma acuta o subacuta, ma non sono state identificate
differenze sierologiche tra i ceppi. L'infezione urogenitale provoca
t »lanopostite nel maschio e vulvovaginite nella femmina e può essere causa di
sterilità, soprattutto nella femmina. E' possibile impiegare vaccini per limitare
gli effetti della malattia, sebbene tali vaccini non servano probabilmente a
prevenire l'infezione da virus selvaggi.
(1) GU n. L 194 del 22.7.1988, pag. 10
(2) GU n. L 71 del 17.3.1990, pag. 37
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 La presenza del virus nello sperma è una fonte potenziale di contagio; a ciò si
aggiunge il problema dell'infezione allo stato latente. Ciò significa che, dopo
un'infezione clinica o subclinica, il virus può restare latente per tutta la vita
dell'animale oppure    essere riattivato e escreto a intervalli regolari, in
particolare se l'animale è soggetto a stress o alla somministrazione di
corticosteroidi. I tori infetti devono venir pertanto considerati, per tutta la
 loro vita, come una potenziale fonte d'infezione.
Sono pochi   i paesi che hanno tentanto di eradicare la malattia a livello
nazionale. In Danimarca esiste un programma nazionale, mentre l'Irlanda ha
adottato in passato misure intese a prevenire l'introduzione di forme virulente
 le quali, è stato affermato, non erano presenti sull'isola. I centri
d'inseminazione artificiale tentano, in generale, di mantenere i tori indenni da
rinotracheite bovina infettiva, vista l'importanza di questa malattia per la
riproduzione: ciò avviene non ammettendo alcun animale sieropositivo ai centri
oppure mediante una politica di vaccinazione dopo le prove iniziali (con
risultati negativi). Alcuni paesi mantengono separati    i riproduttori
sieropositivi da quelli sieronegativi. Nei centri con animali sieropositivi non
si utilizza lo sperma di animali che presentano manifestazioni cliniche. In
alcuni centri vi sono inoltre tori che non sono stati soggetti ad esami clinici
prima della loro ammissione e che sono stati vaccinati prima che la direttiva
venisse adottata: non si conosce pertanto il loro vero status. Gli scambi di
sperma dei tori di questa categoria sono consentiti sino al 31.12.1992, a
condizione che la prova di isolamento del virus effettuata sullo sperma prima
dell'esportazione dia esito negativo. Sono inoltre consentiti, senza la prova di
 isolamento del virus, anche gli scambi di sperma di tori risultati sieronegativi
prima della vaccinazione. In entrambi casi gli Stati in cui tutti i centri
risultano sieronegativi possono respingere spedizioni di sperma proveniente da
centri che non hanno questo stesso status.
Un problema di rilievo in questo settore è costituito dai lunghi periodi di
immagazzinamento dello sperma dopo la raccolta. Per questo motivo, e vista la
durata dei programmi di allevamento (generalmente 5 anni per sperimentare un toro
di razza da latte ed almeno cinque anni di utilizzazione dopo il periodo di
sperimentazione) vi saranno, alla fine del periodo transitorio, grosse scorte di
sperma. E' stata effettuata, su scala limitata, un'indagine in alcuni Stati
membri, dalla quale è emerso che un'improvvisa   interruzione, alla fine del 1992,
degli scambi di sperma di tori positivi si rivelerebbe assai costosa e priverebbe
l'industria di prezioso materiale genetico (tabella 1 ) .
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Anche nei centri di alcuni paesi terzi esistono tori di notevole valore genetico
ed è necessario poter accedere a questo materiale genetico per ancora un certo
periodo. Molti programmi di allevamento sono iniziati al momento dell'adozione
della direttiva, ossia nel 1988, e nell'ambito di questi programmi    i tori
continueranno ad essere utilizzati perlomeno fino al 1998.
E' evidente come la direttiva 88/407/CEE del Consiglio abbia contribuito
all'obiettivo di eradicare definitivamente questa malattia dai centri di
 inseminazione artificiale. Ma, sebbene questo rimanga l'obiettivo a lungo
termine, esistono alcuni dubbi sulla possibilità di mantenere un centro di
raccolta indenne da rinotracheite bovina infettiva senza ricorrere alla
vaccinazione, qualora il bestiame di quel paese risulti   infetto. La possibilità
d'infezione per via aerogena non viene normalmente considerata una delle
principali fonti d'infezione, soprattutto a lunga distanza, ma non può essere
tuttavia esclusa. E' pertanto fondamentale prevedere le possibili    iniziative da
adottare qualora un centro risulti   infetto.
Vi sono tre possibilità:
- macellazione di tutti i capi,
- vaccinazione di tutti i capi,
- esecuzione delle prove, con l'eliminazione degli animali    infetti e la
   vaccinazione dei restanti.
La prima possibilità è inaccettabile, visto il valore finanziario e genetico dei
tori. La seconda significherebbe lasciare tori infetti nel centro, con il
conseguente rischio per gli animali   in arrivo; essa non risponde inoltre
al l'obiettivo a lungo termine. La terza possibilità è pertanto la migliore.
Il progetto di proposta allegato alla presente relazione propone di mantenere,
fino alla fine del 1998, gli scambi di sperma di tori con uno status non definito
e di consentire la vaccinazione presso i centri di raccolta dei tori
sieronegativi, qualora gli Stati membri   interessati lo desiderino. La prova di
isolamento del virus continuerà ad essere richiesta per tutte le spedizioni di
sperma di tori sieropositivi  la cui sieronegatività non è stata accertata prima
della vaccinazione nel centro di inseminazione. Nessun toro sieropositivo può
essere ammesso al centro. I protocolli per le prove sierologiche e virologiche e
il numero di paillettes da sottoporre a prova verranno stabiliti dalla
Commissione.
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Afta epizootica
L'articolo 4 della direttiva dispone inoltre che la prova di isolamento dei virus
o di inoculazione sull'animale vada effettuata per lo sperma di tori vaccinati
contro l'afta epizootica qualora sia destinato ad un paese che non pratica la
vaccinazione. La direttiva 90/423/CEE ( 3 ) dei Consiglio ha vietato, a partire dal
1' gennaio 1992, l'impiego del vaccino contro l'afta epizootica e
nell'agosto 1991 tutti gli Stati membri avevano in pratica interrotto la
vaccinazione. Tale disposizione dev'essere pertanto riveduta. Il comitato
scent ifico veterinario ritiene che lo sperma di tori vaccinati prima dei 12 mesi
antecedenti alla raccolta dello sperma presenti un rischio trascurabile, nel caso
 in cui il centro fosse esente da afta epizootica al momento della raccolta. Si
propone pertanto che la prova venga eseguita per gli scambi di sperma tra tutti
gli Stati membri, ma limitandosi solamente allo sperma raccòlto nei 12 mesi dopo
 la vaccinazione. Il comitato scientifico veterinario ha inoltre raccomandato di
ridurre dal 10 al 5% il numero di paillettes da sottoporre alla prova.
Vista la politica di non vaccinazione non è inoltre più necessario escludere lo
sperma fresco dal campo d'applicazione della direttiva. Le prove di isolamento
del virus potrebbero ridurre le possibilità di scambi di sperma fresco, ma non
sono necessarie per tutte le raccolte (cfr. precedente paragrafo). Ciò vale anche
per la rinotracheite bovina infettiva.
Quarantena di tori e sperma
L'allegato C prevede
- i)    che i tori soggiornino presso un centro riconosciuto di raccolta per un
        periodo di 30 giorni prima della raccolta e
- ii)   che lo sperma venga immagazzinato per 30 giorni prima della spedizione.
Si ritiene che questa doppia quarantena non sia necessaria e si potrebbe pertanto
sopprimere uno di questi due elementi. Il periodo di quarantena per lo sperma
stesso fornisce la migliore garanzia che la situazione sanitaria al momento della
raccolta fosse soddisfacente. Occorre inoltre considerare che i tori vengono
sottoposti a numerosi esami prima di entrare nel centro.
(3) GU n. L 224 del 18.8.1990, pag. 13
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Si propone pertanto di abolire la condizione relativa al soggiorno del toro
presso il centro per i 30 giorni precedenti la raccolta. Per consentire gli
scambi di sperma fresco é inoltre necessario abolire la quarantena per questo
tipo di prodotto, basandosi sulla motivazione che gli scambi di sperma fresco
sono estremamente contenuti rispetto a quelli di sperma congelato.
Altri problemi
Alcune altre difficoltà sono state illustrate dagli Stati membri e vengono
pertanto proposte appropriate modifiche.
a)  La duplice condizione di trattare sia i tori che lo sperma con antibiotici
    contro la leptospirosi può essere sotitu ita dal trattamento del solo sperma
    con antibiotici adeguati.
b)  Al momento attuale un toro deve provenire da una mandria indenne da leucosi
    bovina enzootica oppure la madre dev'essere sottoposta alla relativa prova
    entro 30 giorni dall'arrivo del toro al centro d'inseminazione. Tale
    disposizione manca di logica, in quanto ciò che conta è lo status della madre
    al momento dello svezzamento. Si propone pertanto di effettuare tale esame
    sulla madre immediatamente dopo lo svezzamento. Qualora il toro sia nato in
    seguito a trapianto di embrione, la femmina ricevente è considerata la madre.
e)  Per quanto riguarda la brucellosi, le condizioni vigenti prevedono che il
    toro provenga da una mandria ufficialmente indenne e che non abbia
    soggiornato in una mandria di status inferiore. Quest'ultima condizione è
    automatica, viste le norme che disciplinano i movimenti di animali nelle    ,
    mandrie ufficialmente indenni, e ha dato luogo a problemi d'interpretazione.
    Si propone pertanto di far direttamente riferimento alla definizione di
    mandria ufficialmente indenne di cui alla direttiva 64/432/CEE^ 4 ).
(4) GU n. L 121 del 29.9.1964, pag. 2012/64
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                                  TABELLA 1
        Rinotracheite bovina infettiva - tori positivi e negativi
                 nel centri del Belgio e dei Paesi Bassi
                  Situazione prevista al 1' gennaio 1993
    Anno di nasclta        Pos11 i VI       Negativi      Totale
BAESI BASSI
          1981                   1               0           1
          1982                  3                0           3
          1983                  2                0           2
          1984                  7                1           8
          1985                  5                5          10
          1986                  5                6          11
          1987                 10               22          32
          1988                 61              340         401
          1989                 95              440         535
          1990                  -              450         450
          1991                  -              450         450
       TOTALE                 179             1714        1903
BELGIO
          1987                 10                1          11
          1988                 89               27         116
          1989                104               28         132
          1990                 96               37         133
          1991                  -              128         128
      TOTALE                  299              221         510
 ---pagebreak---                                      -~-i    -
                                      proposta di
                               Direttiva del Consiglio
             recante modifica della direttiva 88/407/CEE del Consiglio,
        del 14 giugno 1988, che stabilisce le esigenze di polizia sanitaria
           applicabili agli scambi intracomunitari e alle importazioni di
              sperma surgelato di animali della specie bovina, e che ne
             estende il campo d'applicazione allo sperma bovino fresco
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l'art icolo 43,
                                       (1)
vista la proposta della Commissione        ,
visto il parere del Parlamento europeo < 2 ) ,
                                                   (3)
visto il parere del Comitato economico e sociale       ,
considerando che la direttiva 88/407/CEE del Consiglio * 4 ) , modificata da ultimo
dalla direttiva 90/425/CEE (§), stabilisce le esigenze di polizia sanitaria
applicabili agli scambi intracomunitari e alle importazioni di sperma surgelato
di animali della specie bovina;
considerando che l'articolo 4 della direttiva 88/407/CEE stabi Iisce esigenze
provvisorie per gli scambi di sperma di tori risultati sieropositivi per quanto
concerne la rinotracheite bovina infettiva; che, in base al la relazione della
Commissione, è opportuno modificare tali esigenze; che dalla suddetta relazione
emerge la necessità di eliminare progressivamente, entro il 1998, i tori
risultati sieropositivi o con uno status sanitario ignoto prima della
vaccinazione nel centro, mantenendo in futuro la possibilità di vaccinare tali
animali nel centro; che è pertanto necessario modificare l'articolo 4 in tal
senso ;
CD   GU n. C
(2)  GU n. C
(3)  GU n. C
C4)  GU n. L 194 del 22.07.1988, pag. 10.
(5)  GU n. L 224 del 18.08.1990, pag. 29.
 ---pagebreak--- considerando che la vaccinazione di routine contro l'afta epizootica è stata
 interrotta nella Comunità sin dall'agosto 1991; che è pertanto necessario
modificare le disposizioni della direttiva, onde tener conto del cambiamento di
politica; che tale cambiamento consente inoltre gli scambi di sperma bovino
fresco nell'ambito di norme armonizzate;
considerando che è opportuno apportare ulteriori modiche alla direttiva
nell'intento di chiarire determinati aspetti e di tener conto dell'evoluzione
delle conoscenze tecniche, in particolare per quanto concerne il trattamento dei
tori contro la leptospirosi, allineando inoltre le norme relative alla
brucellosi, alla tubercolosi e alla leucosi a quel le stabi I ite dalla direttiva
64/432/CEE del Consiglio < 6 >;
considerando che occorre apportare alcune modifiche agli allegati secondo una
procedura che instauri una stretta coperazione tra gli Stati membri e la
Commissione in seno al Comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                     Articolo 1
La direttiva 88/407/CEE è modificata nel seguente modo:
1. Nel tìtolo è depennato l'aggettivo "surgelato".
2. All'articolo 1 è depennato l'articolo "surgelato".
3. All'articolo 3 il testo esistente diventa il testo del paragrafo 1 e viene
    aggiunto il seguente paragrafo:
    "2. Gli Stati membri che adottano un sistema di controlio alternativo capace
    di fornire garanzie equivalenti a quelle stabilite dalla presente direttiva
    per quanto concerne le spedizioni di sperma bovino all'interno del proprio
    territorio, con particolare riguardo al certificato, possono concedersi
    reciprocamente deroghe alle disposizioni del paragrafo 1, lettera d) e
    del l'art ico lo 6.
    Essi notificano tali deroghe alla Commissione."
(6) GU n. L 121 del 29.09.1964, pag. 2012/64
 ---pagebreak--- 4. All'articolo 4, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
   "Fermo restando il paragrafo 2, gli Stati membri autorizzano l'ammissione di
   sperma di tori che sono risultati negativi alla sieroneutralizzazione o al
   test Elisa per la ricerca di rinotracheite bovina infettiva/vulvovaginite
   pustolosa infettiva o che presentano un risultato positivo in seguito a
   vaccinazione effettuata conformemente alla presente direttiva.
   Sino al 31 dicembre 1998 gli Stati membri possono autorizzare l'ammissione di
   sperma di tori che risultano positivi alla sieroneutralizzazione o al test
   Elisa per la ricerca di rinotracheita bovina infettiva/vulvovaginite pustolosa
   infettiva e che non sono stati vaccinati conformemente alla presente
   dirett iva.
   In questo caso ogni partita deve subire un esame di inoculazione in animale
   vivo e/o una prova di isolamento del virus.
   Questo requisito non è richiesto per lo sperma di animali che, anteriormente a
   una prima vaccinazione nel centro di inseminazione, sono risultati negativi
   alle prove di cui al primo comma.
   Questi esami possono essere effettuati, in base ad accordo bilaterale, nel
   paese di raccolta o nel paese destinatario.
   1 protocolli da utilizzare per le prove previste dal presente articolo e il
   numero di paillettes da sottoporre a prova per ogni raccolta sono stabiliti
   secondo la procedura di cui all'articolo 18."
5. All'articolo 4, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente testo:
   "3. Gli Stati membri non possono opporsi all'ammissione di sperma di tori
   vaccinati contro l'afta epizootica. Qualora lo sperma sia stato tuttavia
   ottenuto da un toro vaccinato contro l'afta epizootica durante i 12 mesi
   precedenti la raccolta, il 5% di ogni raccolta (con un minimo di 5 paillettes)
   destinata ad essere inviata in un altro Stato membro dev'essere sottoposto,
   con esito negativo, ad una prova di isolamento del virus per la ricerca
   dell'afta epizootica".
 ---pagebreak--- 6.   L'articolo 12 è sostituito dal seguente testo:
                                     "Articolo 12
    Le norme stabilite dalla direttiva 90/675/CEE del Consiglio, del 10 dicembre
     1990, che fissa I principi relativi all'organizzazione dei controlli
    veterinari per i prodotti che provengono dai paesi terzi e che sono
                               (7
     introdotti nella Comunità    >, si applicano in particolare
    all'organizzazione dei controlli e alle misure adottate in seguito a tali
    controlli da parte degli StatI membri, nonché alle misure di salvaguardia da
    adottare."
7.  Gli articoli 13 e 14 sono soppressi.
8.  L'articolo 17 ò sostituito dal seguente testo:
                                     "Articolo 17
    Le modifiche degli al légati della presente direttiva, in particolare quelle
     intese ad adeguarli ali'evoluzione tecnologica, sono decise secondo la
    procedura di cui all'articolo 18."
9.  All'articolo 18, alla fine del 4 paragrafo è soppressa la parte di frase
    "salvo nei casi in cui il Consiglio si sia pronunciato a maggioranza semplice
    contro dette misure".
10. All'articolo 19, alla fine del 4 paragrafo è soppressa la parte di frase
    "salvo nei casi in cui il Consiglio si sia pronunciato a maggioranza semplice
    contro dette misure".
11. All'allegato A, alla fine del capitolo II è aggiunto il seguente comma:
    "L'autorità competente può autorizzare I'immagazzinamento, nei locali
    autorizzati per l'immagazzinamento dello sperma, di embrioni conformi ai
    requisiti della direttiva 89/556/CEE, del 25 settembre 1989, che stabilisce
    le condizioni di polizia sanitaria per gli scambi   intracomunitari e le
    importazioni da paesi terzi di embrioni di animali domestici della specie
    bovina   W."
(7) GU n. L 373 del 31.12.1990, pag. 1.
(8) GU n. L 302 del 19.10.1989, pag. 1.
 ---pagebreak--- 12. All'allegato B, capitolo l, paragrafo 1, la lettera b) è sostituita cai
    seguente testo:
    "b) aver fatto parte, prima dell'isolamento di cui alla lettera a ) , di una
    mandria ufficialmente indenne da tubercolosi e ufficialmente indenne da
    brucellosi, secondo le definizioni dell'allegato A, parte II della direttiva
    64/432/CEE."
13. All'allegato B, capitolo I, paragrafo 1, il primo comma della lettera e) è
    sostituito dal seguente testo:
    "provenire da una mandria indenne da leucosi bovina enzootica, secondo le
    definizioni della direttiva 64/432/CEE, o essere nati da femmine sottoposte,
    dopo lo svezzamento, ad una prova di immunodiffusione in agar gel, effettuata
    conformemente alla procedura dell'allegato G del la direttiva 64/432/CEE. Nel
    caso di animali nati in seguito a trapianto di embrione, per "femmina"
    s'intende la femmina ricevente."
14. All'allegato B, capitolo I, paragrafo 1, lettera e) è depennata     l'ultima
    parte di frase "e aver subito un trattamento contro la leptospirosi, con due
    iniezioni di streptomicina a un intervallo di 14 giorni (a 25 mg per chilo
    di peso vivo)."
15. All'ai legato B, capitolo 11, paragrafo 1, il punto (i i i) è sost itu ito dal
    seguente testo:
    " ( M i ) prova sierologica per la leucosi bovina enzootica, effettuata
    conformemente alla procedura dell'allegato C della direttiva 64/432/CEE, con
    esito negativo."
16. All'allegato B, capitolo II, paragrafo 1, punto (iv), è soppressa la parte di
    frase "fino al 31 dicembre 1992".
17. All'allegato B, capitolo II, paragrafo 3 sono soppresse le parti di frase
    "fino al 31 dicembre 1992" e, alla fine del paragrafo, "ai sensi
    dell'articolo 4, paragrafo 1, secondo, terzo, quarto e quinto comma".
18. All'allegato C, paragrafo 1, la lettera b) è sostituita dal seguente testo:
    "b) i) non siano stati vaccinati contro l'afta epizootica nei 12 mesi
    precedenti la raccolta
 ---pagebreak---      M ) siano stati vaccinati contro l'afta epizootica nei 12 mesi precedenti      la
     raccolta, nel qual caso il 5% (con un minimo di cinque paillettes) della
     raccolta dev'essere sottoposto, con esito negativo, ad una prova di
     isolamento del virus/esame per inoculazione sull'animale per la ricerca
    dell'afta epizootica;"
19. All'allegato C, paragrafo 1, la lettera d) è soppressa e le altre lettere
    cambieranno in conseguenza.
                                                                                    i
20. All'allegato C, paragrafo 3, il punto (i) è sostituito dal seguente testo:
     "essere immagazzinato in condizioni riconosciute, per un periodo mìnimo di 30
    giorni prima della spedizione. Tale disposizione non si applica allo sperma
    fresco."
21. All'allegato D, punto IV 4     (iii) la parola "partita" ò sostituita da
    "raccolta".                                                                  (
22. All'allegato D, il punto IV 5 è sostituito dal seguente testo:
    "5. lo sperma sopra descritto proviene da tori che:
          i) non sono stati vaccinati contro l'afta epizootica nei 12 mesi
         precedenti la raccoIta(1);
         o
          ii) sono stati vaccinati contro l'afta epizootica nei 12 mesi precedenti
                                                                                  i
          la raccolta, nel qual caso lo sperma proviene da una raccolta per la
         quale il 5% di ogni partita destinata agli scambi (con un minimo di
         cinque paillettes) è stato sottoposto, con esito negativo, alla prova di
          isolamento del virus per la ricerca dell'afta epizootica nel laboratorio
                      (2)."
23. All'allegato D, punto IV è aggiunto il seguente testo:
   "6. Lo sperma è stato immagazzinato in condizioni autorizzate per un periodo
        minimo di 30 giorni prima della spedizione(3)."
 ---pagebreak--- 24. All'allegato D, nella nota in calce (2) è soppressa la parte di frase
     "paragrafo 1, secondo comma".
25. All'allegato D è aggiunta la seguente nota in calce:
    "(3) può essere depennato per sperma fresco."
                                    Articolo 2
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni  legislative, regolamentari
   ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il
   1' aprile 1993. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
2. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un
   riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto
   riferimento all'atto della pubblicazione ufficiate. Le modalità di tale
   riferimento sono decise dagli Stati membri.
                                    Ar t i co Io 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a                                                     Per il Consiglio
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM(92) 462 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              03
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-486-IT-C
                                                             ISBN 92-77-49021-7
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo