CELEX: 51993PC0173
Language: it
Date: 1993-04-21
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO relativo agli scambi tra la Comunità economica europea e le Repubbliche di Serbia e di Montenegro

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                          COM(93)173             def.
                                                          Bruxelles, 21 apr i le 1993
                                              Progetto di
      VFHT
                            DECISIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI
                    DEGLI STATI MEMBRI RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
                              relativa agli scambi tra la Comunità
                               europea del carbone e dell'acciaio
                         e le Repubbliche di Serbia e di Montenegro
                                                Proposta di
;
  ffi't                             RFmi AMENTO ffìEEÌ DEL CONSIGLIO
               r e l a t i v o a g l i scambi t r a la Comunità economica europea
                           e le Repubbliche di Serbia e di Montenegro
                                       (presentati dalla C o m m i s s i o n e )
   ,/ * û
 ---pagebreak---                                      RELAZIONE
La risoluzione 820(1993) adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
impone,  tra  l'altro,  agli  Stati   membri  delle   Nazioni  Unite  di  rafforzare
l'embargo contro le Repubbliche di Serbia e Montenegro, in particolare limitando
ulteriormente   e  migliorando   il   controllo   dei   transiti   attraverso  dette
Repubbliche e sorvegliando   le esportazioni verso, le importazioni dalle e i
transiti attraverso le zone controllate dai serbi nelle Repubbliche di Croazia e
di Bosnia-Erzegovina.
Il Consiglio di sicurezza autorizza inoltre gli Stati membri delle Nazioni Unite
a sequestrare, trattenere e, eventualmente, confiscare i mezzi di trasporto e le
merci di cui si sospetti o si accerti che violano l'embargo.
Le presenti proposte della Commissione per un regolamento CEE e una decisione
CECA  mirano  ad  integrare  le   disposizioni   della   Risoluzione  820(1993)  del
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in testi che riuniscano i regolamenti
CEE e le decisioni CECA esistenti e, al tempo stesso, le relative modifiche per
quanto riguarda l'embargo contro le Repubbliche di Serbia e Montenegro.
                                                                                2
 ---pagebreak--- Progetto                                     '
                      DECISIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI
                 DEGLI STATI MEMBRI RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
                                           del     aprile 1993
                        relativa agli scambi tra la Comunità
                         europea del carbone e dell'acciaio
                     e le Repubbliche di Serbia e di Montenegro
I  RAPPRESENTANTI   DEI GOVERNI    DEGLI  STATI   MEMBRI   DELLA  COMUNITÀ   EUROPEA  DEL
CARBONE E DELL'ACCIAIO, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO,
considerando che il 7 aprile 1992 la Comunità e i suoi Stati membri hanno deciso
di riconoscere l'indipendenza della Repubblica di Bosnia-Erzegovina;
considerando che il 23 maggio 1992 tale repubblica è entrata a far parte delle
Nazioni Unite;
considerando   che   il   protrarsi   delle    attività   dirette    e  indirette   delle
Repubbliche di Serbia e di Montenegro nella Repubblica di Bosnia-Erzegovina e
nei suoi confronti è la causa principale dei drammatici sviluppi in atto in
quest'ultima repubblica;
considerando  che una continuazione di tali attività           comporterebbe ulteriori,
inaccettabili perdite di vite umane e danni materiali e ulteriori violazioni
della pace e della sicurezza internazionale in tale regione;
considerando che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha reiteratamente
espresso la sua seria preoccupazione per il rapido e violento deteriorarsi della
situazione nella Repubblica di Bosnia-Erzegovina;
considerando che il presidente della Repubblica di Bosnia-Erzegovina ha chiesto
alla   comun cà    internazionale    di   assistere    il   suo    paese   in   relazione
all'intervento delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro negli affari interni
della Repubblica di Bosnia-Erzegovina;
considerando   che   la   parte  dei   Serbi   di   Bosnia   non  ha   ancora  accettato
integralmente   il    piano   di  pace   della    Conferenza    internazionale    sull'ex
Iugoslavia, nonostante gli appelli in tal senso del Consiglio di sicurezza;
                                                                                          3
 ---pagebreak--- considerando che la Comunità e i suoi Stati membri, riuniti nell'ambito della
cooperazione   politica,    hanno   deciso  che   occorre   adottare  disposizioni    per
dissuadere   le Repubbliche di Serbia e di Montenegro da ulteriori violazioni
dell'integrità e della sicurezza della Repubblica di Bosnia-Erzegovina e per
indurre la parte dei Serbi di Bosnia a cooperare per il ripristino della pace in
tale repubblica;
considerando che occorre prevenire nuove violazioni dell'embargo in vigore nei
confronti delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro, in particolare tramite il
transito   attraverso   dette   repubbliche   e   tramite   attività  svolte   tra   tali
repubbliche e le zone della Repubblica di Croazia e della Repubblica di Bosnia-
Erzegovina controllate dai Serbi;
considerando che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, deliberando a
norma  del   Capitolo  VII    della   Carta  delle   Nazioni   Unite,  ha   adottato   la
Risoluzione   820(1993)   al   fine  di  rafforzare    l'embargo  nei  confronti   delle
Repubbliche   di  Serbia   e  di  Montenegro    deciso   nelle  Risoluzioni   713(1991),
752(1992) e 787(1992);
considerando che, data la situazione, la Comunità deve rafforzare l'embargo nei
confronti delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro, in conformità con le
decisioni n. 92/285/CECA1) e 92/470/CECA 2 );
considerando che la Comunità e i suoi Stati membri hanno concordato di servirsi
di uno strumento comunitario, anche per garantire un'applicazione uniforme in
tutta la Comunità di alcune di tali misure;
d'intesa con la Commissione,
 ---pagebreak--- DECIDONO:
                                    Articolo 1
(1)   A decorrere dal 26 aprile 1993, sono vietati:
      (a)     l'introduzione nel territorio della Comunità di qualsiasi merce o
              prodotto originario delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro,
              proveniente da tali repubbliche o transitato per tali repubbliche;
      (b)     l'esportazione verso le Repubbliche di Serbia e di Montenegro o il
              transito  per   dette  repubbliche  di  qualsiasi   merce  o  prodotto
              originario della Comunità, da essa proveniente o transitato per il suo
              territorio;
      (e)     l'ingresso di qualsiasi forma di traffico commerciale nelle acque
              territoriali delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro;
      (d)     qualsiasi attività avente per oggetto o effetto, diretto o indiretto,
              la promozione delle transazioni di cui alle lettere (a), (b) o (e);
                                    Articolo 2
      I divieti di cui all'articolo 1 non si applicano:
      (a)     all'esportazione o al transito attraverso la Comunità in direzione
              delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro di rifornimenti umanitari
              essenziali, approvati caso per caso dal Comitato istituito ai sensi
              della Risoluzione 724(1991) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni
              Unite conformemente alla sua procedura di "nulla osta";
      (b)     all'introduzione nel territorio della Comunità di merci e prodotti
              originari delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro o provenienti da
              dette repubbliche esportati da tali repubbliche anteriormente al 31
              maggio 1992 o transitati attraverso dette repubbliche anteriormente al
              26 aprile 1993;
 ---pagebreak--- (e)     ai transiti attraverso il territorio delle Repubbliche di Serbia e di
        Montenegro autorizzati dal suddetto comitato e a condizione che, nel
        caso di transiti sul Danubio, ogni imbarcazione interessata sia
        sottoposta a un effettivo controllo nel passaggio sul Danubio tra
        Vidin/Calafat e Mohacs;
(d)     all'ingresso nelle acque territoriali delle Repubbliche di Serbia e di
        Montenegro di traffico marittimo commerciale autorizzato caso per caso
        dal suddetto comitato o dovuto a cause di forza maggiore;
(e)     a qualsiasi attività avente per oggetto o per effetto, diretto o
        indiretto, la promozione delle attività citate nel presente articolo,
                              Articolo 3
A decorrere dal 26 aprile 1993, sono vietate:
(a)     l'introduzione nel territorio della Comunità di qualsiasi merce o
        prodotto originario delle zone protette dalle Nazioni Unite della
        Repubblica di Croazia o delle zone della Repubblica di Bosnia-
        Erzegovina controllate dalle forze serbe di Bosnia, proveniente da
        tali zone o transitato per tali zone;
(b)     l'esportazione verso le suddette zone o il transito per dette zone di
        qualsiasi merce o prodotto     originario  della  Comunità, da    essa
        proveniente o transitato per il suo territorio,
salvo   adeguata   autorizzazione,    rispettivamente   del   governo    della
Repubblica di Bosnia-Erzegovina o del governo della Repubblica di Croazia.
                              Articolo 4
Il divieto di cui all'articolo 3 non si applica alle esportazioni verso le
suddette zone, alle importazioni da tali zone o al transito per tali zone
di forniture alimentari essenziali, ivi compresi le forniture mediche e i
generi alimentari distribuiti da agenzie umanitarie internazionali.
                                                                               ù
 ---pagebreak---                             \    Articolo 5
Le seguenti attività sono soggette ad autorizzazione preventiva rilasciata
dalle autorità competenti degli Stati membri:
(a)      le esportazioni verso le Repubbliche di Serbia e di Montenegro di
        merci e prodotti forniti per fini umanitari essenziali, conformemente
        all'articolo 2, lettera (a) della presente decisione;
(b)      i transiti, conformemente alle disposizioni degli articoli 2 e 3 della
        presente decisione;
(e)      le esportazioni verso le zone protette dalle Nazioni Unite nella
        Repubblica di Croazia e le zone della Repubblica di Bosnia-Erzegovina
         controllate dalle forze serbe di Bosnia, nonché le importazioni da
         tali zone, conformemente all'articolo 3 della presente decisione.
                                 Articolo 6
L'articolo 1 si applica in deroga a qualsiasi diritto o obbligo conferito
o  imposto   da  qualsiasi    accordo   internazionale,    a  qualsiasi    contratto
stipulato o a qualsiasi licenza concessa prima del 31 maggio 1992.
                                 Articolo 7
Le disposizioni degli articoli 1, 3, 5 e 6 non si applicano alle attività
attinenti l'Unprofor, la conferenza sull'ex Iugoslavia o la Missione di
controllo della Comunità europea.
                                 Articolo 8
Tutte le imbarcazioni, veicoli da trasporto, tutto il materiale rotabile e
tutti  gli    aeromobili    la  cui    proprietà    è  detenuta,    attraverso    una
partecipazione    di  maggioranza     o  di  controllo,    da   una   persona  o   da
un'impresa    stabilita   nelle   Repubbliche    di   Serbia  e   di   Montenegro   o
operante   a partire    da  tali   repubbliche   sono   requisiti    dalle  autorità
competenti degli Stati membri.
Le spese di requisizione delle imbarcazioni, dei veicoli da trasporto, del
materiale    rotabile   e  degli    aeromobili   possono    essere    addebitate   ai
proprietari.
 ---pagebreak---                                 Articolo 9
Tutte le imbarcazioni, tutti i veicoli da trasporto, tutto il materiale
rotabile, tutti gli aeromobili e i carichi sospettati di aver violato o di
violare  la   decisione  n.   92/285/CECA   o  la  presente  decisione  vengono
trattenuti dalle autorità competenti degli Stati membri per l'espletamento
delle indagini.
                               Articolo 10
Ciascuno  Stato   membro   determina   le   sanzioni  da  imporre  in  caso  di
violazione delle disposizioni della presente decisione.
Qualora sia accertato che imbarcazioni, veicoli da trasporto, materiale
rotabile, aeromobili e carichi hanno violato la decisione 92/285/CECA o la
presente decisione, essi possono essere confiscati dallo Stato membro le
cui autorità competenti li hanno sequestrati o trattenuti.
                               Articolo 11
La Commissione adotta le disposizioni necessarie per l'applicazione della
presente decisione.
La Commissione è assistita da un comitato composto di rappresentanti degli
Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Il suddetto comitato è denominato "Comitato CEE per le sanzioni".
Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle
disposizioni da adottare. Il comitato esprime un parere in merito entro
una scadenza che il presidente può stabilire a seconda dell'urgenza della
questione.   Nel  caso  di   decisioni  che   il  Consiglio  deve  adottare  su
proposta della Commissione, il parere viene formulato con la maggioranza
prevista   all'articolo    148,   paragrafo   2   del  trattato.  I   voti  dei
rappresentanti degli Stati membri nell'ambito del comitato sono ponderati
nel modo previsto nel suddetto articolo. Il presidente non ha diritto di
voto.
                                                                                1
 ---pagebreak---       Le  misure   adottate   dalla  Commissione     sono  immediatamente     applicabili.
      Qualora  tuttavia   tali   disposizioni     non  siano    conformi   al  parere  del
      comitato, la Commissione      le comunica prontamente        al Consiglio. In tal
      caso, la Commissione rinvia per un periodo di 15 giorni               l'applicazione
      delle disposizioni che ha deciso.
      Il Consiglio, deliberando       a maggioranza     qualificata, può prendere      una
      decisione diversa entro la scadenza di cui al paragrafo precedente.
                                       Articolo 12
      La presente decisione è applicabile nel territorio della Comunità, ivi
      compreso   il  suo   spazio   aereo,   e  a   bordo   di   qualsiasi   aeromobile  o
      imbarcazione    soggetti   alla    giurisdizione    di   uno   Stato   membro,  o  a
      qualsiasi cittadino di uno Stato membro altrove stabilito o a qualsiasi
      organismo stabilito altrove registrato o costituito ai sensi della legge
      di uno Stato membro.
                                       Articolo 13
      Sono abrogate le decisioni (CEE) n. 92/285/CECA e 92/470/CECA.
                                       Articolo 14
      La presente decisione entra in vigore il giorno della sua pubblicazione
      sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatto a Bruxelles
Il presidente
                                                                                           e?
 ---pagebreak---              proposta de
                     REGOLAMENTO (CEE) n. .../93 DEL CONSIGLIO
                                        del     aprile 1993
              relativo agli scambi tra la Comunità economica europea
                    e le Repubbliche di Serbia e di Montenegro
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
considerando che il 7 aprile 1992 la Comunità e i suoi Stati membri hanno deciso
di riconoscere l'indipendenza della Repubblica di Bosnia-Erzegovina;
considerando che il 23 maggio 1992 tale repubblica è entrata a far parte delle
Nazioni Unite;
considerando   che  il   protrarsi  delle   attività   dirette   e   indirette  delle
Repubbliche di Serbia e di Montenegro nella Repubblica di Bosnia-Erzegovina e
nei suoi confronti è la causa principale dei drammatici sviluppi in atto in
quest'ultima repubblica;
considerando  che una continuazione di tali attività       comporterebbe ulteriori,
inaccettabili perdite di vite umane e danni materiali e ulteriori violazioni
della pace e della sicurezza internazionale in tale regione;
considerando che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha reiteratamente
espresso la sua seria preoccupazione per il rapido e violento deteriorarsi della
situazione nella Repubblica di Bosnia-Erzegovina;
considerando che il presidente della Repubblica di Bosnia-Erzegovina ha chiesto
alla   comunità   internazionale   di  assistere    il   suo   paese    in  relazione
all'intervento delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro negli affari interni
della Repubblica di Bosnia-Erzegovina;
                                                                                   Ac
 ---pagebreak--- considerando   che   la  parte    dei   Serbi  di    Bosnia   non   ha   ancora  accettato
integralmente    il  piano    di   pace   della    Conferenza    internazionale    sull'ex
Iugoslavia, nonostante gli appelli in tal senso del Consiglio di sicurezza;
considerando che la Comunità e i suoi Stati membri, riuniti nell'ambito della
cooperazione   politica,    hanno   deciso   che   occorre   adottare    disposizioni   per
dissuadere le Repubbliche di Serbia e di Montenegro da ulteriori violazioni
dell'integrità e della sicurezza della Repubblica di Bosnia-Erzegovina e per
indurre la parte dei Serbi di Bosnia a cooperare per il ripristino della pace in
tale repubblica;
considerando che occorre prevenire nuove violazioni dell'embargo in vigore nei
confronti delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro, in particolare tramite il
transito   attraverso   dette    repubbliche   e   tramite   attività    svolte  tra   tali
repubbliche e le zone della Repubblica di Croazia e della Repubblica di Bosnia-
Erzegovina controllate dai Serbi;
considerando che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, deliberando a
norma  del   Capitolo   VII   della   Carta   delle    Nazioni  Unite,    ha  adottato   la
Risoluzione   820(1993)   al   fine   di  rafforzare    l'embargo    nei  confronti   delle
Repubbliche   di  Serbia   e  di   Montenegro    deciso   nelle   Risoluzioni   713(1991),
752(1992) e 787(1992);
considerando che, data la situazione, la Comunità deve rafforzare l'embargo nei
confronti delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro, in conformità con le
disposizioni dei regolamenti (CEE) n. 1432/921) e 2656/922) del Consiglio;
considerando che la Comunità e i suoi Stati membri hanno concordato di servirsi
di uno strumento comunitario, anche per garantire un'applicazione uniforme in
tutta la Comunità di alcune di tali misure;
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione,
                                                                                          M
 ---pagebreak--- ADOTTA IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                     Articolo 1
(1)   A decorrere dal 26 aprile 1993, sono vietati:
      (a)     l'introduzione nel territorio della Comunità di qualsiasi merce o
              prodotto originario delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro,
              proveniente da tali repubbliche o transitato per tali repubbliche;
      (b)     l'esportazione verso le Repubbliche di Serbia e di Montenegro o il
              transito   per  dette  repubbliche  di   qualsiasi  merce  o  prodotto
              originario della Comunità, da essa proveniente o transitato per il suo
              territorio;
      (e)     l'ingresso di qualsiasi forma di traffico commerciale nelle acque
              territoriali delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro;
      (d)     qualsiasi attività avente per oggetto o effetto, diretto o indiretto,
              la promozione delle transazioni di cui alle lettere (a), (b) o (e);
      (e)     la fornitura a qualsiasi persona o organismo di servizi diversi da
              quelli finanziari finalizzati a qualsiasi tipo di attività economica
              svolta nelle Repubbliche di Serbia e di Montenegro.
(2)   Le  condizioni  del   divieto   imposto  ai  servizi  di   trasporto  sono  le
      seguenti:
      (a)     si rifiuta il permesso di decollare dal territorio della Comunità, di
              atterrarvi o di sorvolarlo a qualsiasi aeromobile destinato ad
              atterrare nel territorio delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro o
              decollato da tale territorio;
      (b)     ai fini del presente regolamento e delle normative ad esso relative,
              le  imbarcazioni   la cui proprietà    sia detenuta,   attraverso  una
              partecipazione di maggioranza o di controllo, da una persona o da
              un'impresa stabilita nelle Repubbliche di Serbia e di Montenegro o
              operante a partire da dette repubbliche si considerano imbarcazioni di
              dette repubbliche, indipendentemente dalla bandiera sotto la quale
              navigano.
                                                                                   -"?-?
 ---pagebreak---                                Articolo 2
I divieti di cui all'articolo 1 non si applicano:
(a)     all'esportazione o al transito attraverso la Comunità in direzione
        delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro di generi alimentari e
        prodotti medicinali notificati al Comitato istituito ai sensi della
        Risoluzione 724(1991) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
(b)     all'esportazione o al transito attraverso la Comunità in direzione
        delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro di rifornimenti umanitari
        essenziali,    approvati   caso  per   caso  dal   suddetto   comitato
        conformemente alla sua procedura di "nulla osta";
(e)     all'introduzione nel territorio della Comunità di merci e prodotti
        originari delle Repubbliche di Serbia e di Montenegro o provenienti da
        dette repubbliche esportati da tali repubbliche anteriormente al 31
        maggio 1992 o transitati attraverso dette repubbliche anteriormente al
        26 aprile 1993;
(d)     ai transiti attraverso il territorio delle Repubbliche di Serbia e di
        Montenegro autorizzati dal suddetto comitato e a condizione che, nel
        caso di transiti sul Danubio, ogni imbarcazione interessata sia
        sottoposta a un effettivo controllo nel passaggio sul Danubio tra
        Vidin/Calafat e Mohacs;
(e)     alle telecomunicazioni, ai servizi postali e legali compatibili con il
        presente regolamento e ai servizi la cui prestazione può essere
        necessaria a fini umanitari o ad altri fini eccezionali, approvati
        caso per caso dal suddetto comitato;
(f )     all'ingresso nelle acque territoriali delle Repubbliche di Serbia e di
        Montenegro di traffico marittimo commerciale autorizzato caso per caso
        dal suddetto comitato o dovuto a cause di forza maggiore;
(g)     a qualsiasi attività avente per oggetto o per effetto, diretto o
        indiretto, la promozione delle attività citate nel presente articolo.
                                                                                ^
 ---pagebreak---                               Articolo 3
A decorrere dal 26 aprile 1993, sono vietate:
(a)     l'introduzione nel territorio della Comunità di qualsiasi merce o
        prodotto originario delle zone protette dalle Nazioni Unite della
        Repubblica di Croazia o delle zone della Repubblica di Bosnia-
        Erzegovina controllate dalle forze serbe di Bosnia, proveniente da
        tali zone o transitato per tali zone;
(b)     l'esportazione verso le suddette zone o il transito per dette zone di
        qualsiasi merce   o prodotto   originario   della Comunità, da    essa
        proveniente o transitato per il suo territorio,
salvo   adeguata   autorizzazione,   rispettivamente     del   governo   della
Repubblica di Bosnia-Erzegovina o del governo della Repubblica di Croazia.
                              Articolo 4
Il divieto di cui all'articolo 3 non si applica alle esportazioni verso le
suddette zone, alle importazioni da tali zone o al transito per tali zone
di forniture alimentari essenziali, ivi compresi le forniture mediche e i
generi alimentari distribuiti da agenzie umanitarie internazionali.
                              Articolo 5
Le seguenti attività sono soggette ad autorizzazione preventiva rilasciata
dalle autorità competenti degli Stati membri:
(a)     le esportazioni verso le Repubbliche di Serbia e di Montenegro di
        merci e prodotti a fini medici, di generi alimentari e di forniture
        umanitarie essenziali, conformemente ali * articolo 2, lettere (a) e (b)
        del presente regolamento;
(b)     i transiti, conformemente alle disposizioni dell'articolo 2, lettera
         (d) e dell'articolo 3 del presente regolamento;
                                                                                /)h
 ---pagebreak--- (e)      le esportazioni verso le zone protette dalle Nazioni Unite nella
         Repubblica di Croazia e le zone della Repubblica di Bosnia-Erzegovina
         controllate dalle forze serbe di Bosnia, nonché le importazioni da
         tali zone, conformemente all'articolo 3 del presente regolamento.
                                Articolo 6
L'articolo 1 si applica in deroga a qualsiasi diritto o obbligo conferito
o  imposto   da qualsiasi   accordo    internazionale,   a  qualsiasi   contratto
stipulato o a qualsiasi licenza concessa prima del 31 maggio 1992.
                                Articolo 7
Le disposizioni degli articoli 1, 3, 5 e 6 non si applicano alle attività
attinenti l'Unprofor, la conferenza sull'ex Iugoslavia o la Missione di
controllo della Comunità europea.
                                Articolo 8
Tutte le imbarcazioni, tutti i veicoli da trasporto, tutto il materiale
rotabile e tutti gli aeromobili la cui proprietà è detenuta, attraverso
una partecipazione di maggioranza o di controllo, da una persona o da
un'impresa   stabilita   nelle   Repubbliche   di  Serbia   e  di   Montenegro  o
operante   a partire   da  tali   repubbliche   sono  requisiti   dalle  autorità
competenti degli Stati membri.
Le spese di requisizione delle imbarcazioni, dei veicoli da trasporto, del
materiale   rotabile   e  degli    aeromobili   possono  essere    addebitate  ai
proprietari.
                                Articolo 9
Tutte  le   imbarcazioni,    i  veicoli   da  trasporto,   tutto    il  materiale
rotabile, tutti gli aeromobili e i carichi sospettati di aver violato o di
violare il regolamento (CEE) n. 1432/92 e il presente regolamento vengono
trattenuti dalle autorità competenti degli Stati membri per l'espletamento
delle indagini.
                                                                                  /s-
 ---pagebreak---                                Articolo 10
Ciascuno   Stato  membro   determina   le   sanzioni  da  imporre  in   caso  di
violazione delle disposizioni del presente regolamento.
Qualora sia accertato che imbarcazioni, veicoli da trasporto, materiale
rotabile,   aeromobili  e  carichi   hanno violato    il regolamento   (CEE) n.
1432/92 o il presente regolamento, essi possono essere confiscati dallo
Stato membro le cui autorità competenti li hanno sequestrati o trattenuti.
                               Articolo 11
La Commissione adotta le disposizioni necessarie per l'applicazione          del
presente regolamento.
La Commissione è assistita da un comitato composto di rappresentanti degli
Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Il suddetto comitato è denominato "Comitato CEE per le sanzioni".
Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle
disposizioni da adottare. Il comitato esprime un parere in merito entro
una scadenza che il presidente può stabilire a seconda dell'urgenza della
questione.   Nel  caso  di   decisioni  che   il  Consiglio  deve  adottare   su
proposta della Commissione, il parere viene formulato con la maggioranza
prevista   all'articolo    148,   paragrafo   2   del  trattato.  I   voti   dei
rappresentanti degli Stati membri nell'ambito del comitato sono ponderati
nel modo previsto nel suddetto articolo. Il presidente non ha diritto di
voto.
                                                                                 y,ù
 ---pagebreak---       Le misure   adottate   dalla   Commissione    sono   immediatamente    applicabili.
      Qualora  tuttavia   tali  disposizioni     non  siano    conformi   al  parere  del
      comitato, la Commissione      le comunica prontamente       al Consiglio.    In tal
      caso, la Commissione rinvia per un periodo di 15 giorni              l'applicazione
      delle disposizioni che ha deciso.
      Il Consiglio, deliberando      a maggioranza     qualificata, può prendere      una
      decisione diversa entro la scadenza di cui al paragrafo precedente.
                                      Articolo 12
      Il presente regolamento è applicabile nel territorio della Comunità, ivi
      compreso  il  suo   spazio   aereo,   e  a   bordo   di   qualsiasi   aeromobile  o
      imbarcazione   soggetti   alla    giurisdizione    di   uno   Stato   membro,  o  a
      qualsiasi cittadino di uno Stato membro altrove stabilito o a qualsiasi
      organismo stabilito altrove registrato o costituito ai sensi della legge
      di uno Stato membro.
                                      Articolo 13
      Sono abrogati i regolamenti (CEE) n. 1432/92, 2656/92 e 2555/92.
                                      Articolo 14
      Il presente regolamento entra in vigore il giorno della sua pubblicazione
      sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
      Il  presente  regolamento    è   obbligatorio     in  tutti   i  suoi   elementi  e
      direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles
Per il Consiglio
Il presidente
                                                                                       If
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM(93)173def.
                                                            DOCUMENTI
rr                                                                              11
                                           N. di catalogo : CB-CO-93-204-IT-C
                                                             ISBN 92-77-55252-2
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo