CELEX: 52003PC0023(06)
Language: it
Date: 2003-01-21
Title: Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1255/1999 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari

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52003PC0023(06)

Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1255/1999 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari  /* COM/2003/0023 def. - CNS 2003/0011 */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (CE) n. 1255/1999 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari(presentata dalla Commissione)RELAZIONEProspettive politiche a lungo termine per un'agricoltura sostenibile1. VERSO UN'AGRICOLTURA SOSTENIBILEIl Consiglio europeo di Berlino ha approvato nel 1999 l'Agenda 2000, una nuova ed importante tappa nel processo di riforma della politica agricola comune (CAP). L'Agenda 2002 concretizza, per gli anni futuri, un modello europeo di agricoltura, con l'obiettivo di salvaguardare la diversità dei metodi di produzione diffusi in Europa, ed in particolare nelle regioni con problemi specifici. A tal fine sono necessari una maggiore rispondenza alle esigenze del mercato e una migliore competitività, la sicurezza e la qualità degli alimenti, la stabilizzazione dei redditi agricoli, la presa in considerazione dei problemi ambientali nell'ambito della politica agricola, una maggiore vitalità delle zone rurali, la semplificazione e un maggior decentramento.Questi obiettivi sono conformi alla strategia per lo sviluppo sostenibile approvata dal Consiglio europeo di Göteborg nel 2001, secondo la quale gli effetti socioeconomici ed ambientali delle varie politiche debbono essere valutati in modo coordinato e preso in considerazione nel processo decisionale.Nel luglio 2002 la Commissione ha adottato la comunicazione sulla revisione intermedia della politica agricola comune: verso una politica agricola sostenibile [1] Nella comunicazione viene valutato l'andamento del processo di riforma della PAC dal 1992 in poi. La conclusione è che sono stati realizzati numerosi obiettivi: l'equilibrio dei mercati è migliorato, vi è stata un'evoluzione favorevole dei redditi agricoli e sono state gettate basi solide per l'allargamento e i negoziati in corso con l'OMC. In numerosi settori permangono tuttavia delle lacune da colmare tra gli obiettivi stabiliti per la PAC e l'effettiva capacità di quest'ultima di soddisfare le aspettative della società. La Commissione ha pertanto proposto numerose modifiche della PAC.[1]  COM(2002) 394 def.Nel presentare le proprie proposte legislative la Commissione ha tenuto conto delle conclusioni del Consiglio europeo svoltosi a Bruxelles nell'ottobre 2002 e dell'intenso dibattito che la pubblicazione, nel luglio 2002, della comunicazione ha avviato in seno al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale, al Comitato delle regioni e ad altri Comitati consultivi, nonché nella società civile. Tale dibattito si è ampliato grazie a contatti negli Stati membri con i rappresentanti degli agricoltori, l'industria, i consumatori, i gruppi ambientali e le ONG. Ne è emerso un ampio consenso sul come proseguire la riforma della PAC, ma sono stati espressi anche preoccupazioni e dubbi. Nel presentare le proprie proposte la Commissione ha tentato di tener conto di questi dubbi e preoccupazioni, nonché delle analisi d'impatto e dei nuovi vincoli di bilancio derivanti dall'accordo di Bruxelles.L'accordo raggiunto dai capi di Stato e di governo a Bruxelles sulle proposte della Commissione per l'introduzione di aiuti diretti nei nuovi Stati membri ha rappresentato un'importante tappa nel processo dell'allargamento ed ha aperto la strada per la conclusione dei negoziati con i dieci paesi candidati, avvenuta a Copenaghen nel dicembre 2002. Questo accordo prevede, in un'Europa ampliata, un massimale per la spesa a sostegno dei mercati e per gli aiuti diretti, la cui crescita sarà inferiore al tasso di inflazione; viene inoltre ribadita l'importanza delle zone più svantaggiate e il carattere plurifunzionale dell'agricoltura e pertanto l'importanza del secondo pilastro.Oltre alla richiesta del Consiglio europeo di Berlino di eseguire una revisione intermedia della PAC sono necessarie nuove iniziative per venire incontro ai nuovi compiti e realizzare gli obiettivi stabiliti a Göteborg e a Bruxelles. In considerazione della nuova disciplina a lungo termine per la spesa agricola, che prevede l'introduzione di un massimale, è necessario definire chiaramente le prospettive future di sviluppo della politica agricola comune. Senza tale sicurezza, gli operatori del settore non potranno programmare il proprio avvenire. Come indicato nella comunicazione sulla revisione intermedia è quindi necessario proseguire le riforme, con i seguenti obiettivi:- Migliorare la competitività dell'agricoltura europea facendo dell'intervento una vera e propria rete di sicurezza, permettendo ai produttori europei di rispondere ai segnali di mercato e proteggendoli dalle fluttuazioni estreme dei prezzi.- Promuovere un'agricoltura sostenibile che risponda maggiormente alle esigenze del mercato completando la transizione dagli aiuti al prodotto agli aiuti al produttore, attraverso l'introduzione di un unico pagamento per azienda disaccoppiato dalla produzione, determinato in base ai riferimenti storici e subordinato al rispetto di norme ambientali, in materia di benessere degli animali e di sicurezza alimentare. Ciò dovrebbe consentire di rende più efficaci gli aiuti al reddito dei produttori.- Garantire un sistema più equilibrato di aiuti e rafforzare lo sviluppo rurale trasferendo risorse dal primo al secondo pilastro della PAC attraverso l'introduzione di un sistema comunitario di modulazione e ampliando il campo d'applicazione degli attuali strumenti a favore dello sviluppo rurale, nell'intento di promuovere la qualità alimentare, il rispetto di norme più rigorose e un maggior benessere degli animali.Definire chiaramente le prospettive politiche della PACLe ulteriori misure di riforma comporteranno molto probabilmente una spesa supplementare, dato che sarà necessario stabilizzare in modo adeguato i redditi degli agricoltori. In seguito alle decisioni in materia di bilancio adottate dal vertice di Bruxelles, l'incremento delle risorse disponibili potrà essere ottenuto solamente mediante altri risparmi per quanto riguarda il primo pilastro. Ulteriori misure di riforma richiederanno pertanto tagli sui pagamenti diretti esistenti e sulla spesa a sostegno dei mercati.Se i tagli di bilancio non verranno effettuati in modo equo, trasparente e prevedibile esiste il rischio concreto che l'Unione si trovi in una situazione di stallo dal punto di vista delle decisioni sull'agricoltura. Sarebbe allora necessario negoziare la riduzione e la riassegnazione delle spese in parallelo e caso per caso e diventerebbe quasi impossibile garantire un contributo equilibrato e equo dei singoli agricoltori. Gli agricoltori stessi avrebbero grosse difficoltà a programmare le proprie attività, dato che oltre alle ulteriori misure di riforma sarebbe impossibile prevedere come tali misure saranno finanziate. Questa situazione di incertezza non solo danneggerebbe gli interessi degli agricoltori, ma potrebbe anche ostacolare le decisioni necessarie per rendere la PAC più conforme alle aspettative della società. Una riforma frammentata della PAC potrebbe infatti inasprire molti dei problemi esistenti rischiando di compromettere seriamente l'agricoltura sostenibile. La Commissione ha pertanto proposto un meccanismo di risparmi che consente di soddisfare le nuove esigenze finanziarie ripartendo in modo equilibrato l'onere sull'intero settore agricolo.Promuovere la competitività dell'agricoltura europeaL'analisi d'impatto conferma la necessità di apportare gli adeguamenti proposti dalla Commissione nel luglio 2002. In seguito all'ampio dibattito sul sistema delle quote lattiere la Commissione ritiene che la riforma dell'Agenda 2000 vada ampliata per rispecchiare meglio la realtà dei prezzi e per differenziare ulteriormente il livello di aiuti a favore del burro e del latte scremato in polvere. Si propone inoltre di modificare il premio di qualità per il frumento duro per incoraggiare ulteriormente, e in modo semplice, le produzioni di qualità.Promuovere un'agricoltura sostenibile e più rispondente alle esigenze del mercatoDal dibattito sull'introduzione di un pagamento unico disaccoppiato per azienda sono emerse numerose preoccupazioni di cui la Commissione ha tenuto conto nelle proprie proposte.- Per evitare l'abbandono delle terre a seguito degli aiuti disaccoppiati, la Commissione ha sottolineato come gli agricoltori dovranno rispettare obblighi rigorosi in materia di gestione delle terre, quale parte dei nuovi meccanismi di condizionalità. Grazie ad una maggiore flessibilità, il fatto di disaccoppiare gli aiuti servirà a migliorare la situazione dei redditi di numerosi agricoltori in zone periferiche.- Per garantire un equilibrio tra gli interessi degli affittuari e quelli dei proprietari le proposte prevedono un sistema per il trasferimento dei diritti agli aiuti. I pagamenti verranno corrisposti solamente agli agricoltori che sono attivamente impegnati nella produzione o che mantengano le superfici agricole in buone condizioni agronomiche, salvaguardando il legame con la terra. Sono previste modalità specifiche per le attività di allevamento senza una corrispondente base agricola.Per quanto riguarda l'OMC, il nuovo pagamento unico per azienda è compatibile con la "green box" e gli aiuti disaccoppiati consentiranno all'Unione europea di rafforzare la propria posizione negoziale, al fine di conseguire i propri obiettivi in seno all'OMC, ad esempio riguardo alle questioni non commerciali. Le proposte relative agli aiuti disaccoppiati potrebbero pertanto rivelarsi fondamentali per ottenere la massima contropartita per il modello di agricoltura europeo.Affinché i benefici siano ottimali, soprattutto in termini amministrativi, i pagamenti unici per azienda dovranno riguardare il maggior numero possibile di settori: tutti i prodotti che fanno parte del regime COP (cereali, oleaginose e proteaginose), più le leguminose da granella, le sementi, le patate da fecola, le carni bovine e ovine. Saranno inglobati anche i pagamenti riveduti per il riso, il frumento duro e i foraggi essiccati nonché il settore lattiero-caseario, una volta attuati i relativi pagamenti. Le proposte per gli altri settori interessati dalla riforma (zucchero, olio d'oliva, tabacco, cotone e possibilmente ortofrutticoli e vino) saranno presentate nel corso del 2003.Rafforzare lo sviluppo ruraleLe proposte di estendere il campo d'applicazione degli attuali strumenti di sviluppo rurale nell'intento di promuovere la qualità degli alimenti, il rispetto di norme più rigorose e il benessere degli animali sono state ben accolte ovunque.La Commissione ha preso in seria considerazione le richieste reiterate degli Stati membri di semplificare, nell'ambito del secondo pilastro, la politica comunitaria di sviluppo rurale e concorda con gli Stati membri sull'importanza di una corretta gestione di tale pilastro. Essa ha già dato prova della propria disponibilità ad impegnarsi, in modo attivo e costruttivo, assieme agli Stati membri per conseguire tale semplificazione e ottenere risultati concreti. Alla fine del dicembre 2002 la Commissione ha presentato importanti proposte per agevolare la gestione dello sviluppo regionale a livello delle modalità d'applicazione della Commissione. La semplificazione diventa ancora più necessaria in considerazione delle attuali proposte di ampliare la portata e il campo d'applicazione dello sviluppo rurale. Un miglior equilibrio degli aiutiLe decisioni di Bruxelles di fissare un massimale della spesa a sostegno dei mercati agricoli significano che il meccanismo di trasferimento di risorse tra varie voci di bilancio non può essere attuato prima dell'inizio della prossima prospettiva finanziaria. La Commissione propone pertanto di introdurre, da quel momento, un sistema di modulazione che consenta di migliorare l'equilibrio degli aiuti tra il sostegno dei mercati e lo sviluppo rurale.Viste in particolare le conclusioni del Consiglio europeo di Bruxelles, la Commissione sottolinea la necessità di rafforzare ulteriormente il secondo pilastro. Da questo punto di vista, i trasferimenti dal primo verso il secondo pilastro devono essere considerati come un primo passo verso il necessario potenziamento dello sviluppo rurale, senza pregiudicare le discussioni future.Tale trasferimento a favore del secondo pilastro e il finanziamento di nuove esigenze derivanti da ulteriori riforme dei mercati verranno ottenuti mediante un nuovo sistema di decrescenza. Tale sistema introduce il principio dei contributi progressivi in funzione dell'importo complessivo dei pagamenti diretti ottenuti da un'azienda, nell'intento di rendere eque e facilmente applicabili le riduzioni dei pagamenti diretti2. GLI EFFETTI DELLE RIFORME PROPOSTELe proposte di modifica della PAC consentono un massimo di flessibilità nelle decisioni produttive e semplificano notevolmente le modalità per la concessione degli aiuti ai produttori, garantendo al tempo stesso la stabilità dei loro redditi. La loro attuazione comporterà l'abolizione di gran parte degli aiuti attualmente concessi che hanno un impatto negativo sull'ambiente, nonché una migliore applicazione della legislazione e maggiori incentivi per pratiche agricole sostenibili. Esse prevedono inoltre una notevole semplificazione della PAC, agevolano il processo di allargamento e consentono di meglio difendere la PAC nell'ambito dell'OMC.Gli adeguamenti proposti completeranno l'obiettivo internazionale dell'Unione di far sì che i paesi in via di sviluppo beneficino pienamente dell'espansione del commercio mondiale, garantendo al tempo stesso la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare. Come dimostra l'analisi di impatto, le proposte intese ad orientare gli aiuti verso metodi agricoli più estensivi e a provocare minori distorsioni negli scambi commerciali dovrebbero servire a ridurre i quantitativi esportati, contribuendo in tal modo a rafforzare i prezzi sul mercato mondiale, a tutto beneficio del settore agricolo dei paesi in via di sviluppo.Questi adeguamenti sono necessari se si vuole che l'Unione europea possa garantire, nei prossimi anni, un modello europeo di agricoltura sostenibile e prevedibile e diventano ancora più urgenti in considerazione della nuova disciplina di bilancio. L'UE sarà così capace di mantenere in futuro una politica stabile nei confronti degli agricoltori, di garantire una distribuzione trasparente e più equa degli aiuti ai redditi dei produttori e di meglio rispondere alle aspettative dei consumatori e dei contribuenti.2.1. Gli effetti economiciLa Commissione ha pubblicato, nella revisione intermedia [2], un'analisi approfondita sull'impatto delle modifiche proposte, nella quale si conclude in generale che nonostante le modeste variazioni del livello complessivo degli aiuti, queste proposte comporteranno una migliore ripartizione delle risorse tra i vari prodotti e un miglior trasferimento di reddito.[2]  Per ulteriori informazioni vedasi  http://europa.eu.int/comm/agriculture/ publi/reports/mtrimpact/index_en.htm.Tutte le analisi concordano nel prevedere una leggera diminuzione della produzione comunitaria di cereali, dovuta soprattutto all'applicazione dei pagamenti diretti disaccoppiati, alla proposta sul "credito energetico" e alla riduzione dei livelli di sostegno dei prezzi. Questi sviluppi deriveranno soprattutto dalla diminuzione delle superfici coltivate a cereali, dato che quasi tutte le analisi prevedono un incremento della resa media. Per il frumento la situazione dovrebbe essere meno problematica che per i cereali secondari, dato che le prospettive dei prezzi sul mercato mondiale sembrano più favorevoli.Gli effetti delle proposte della revisione intermedia sulla produzione di semi oleosi sono più differenziati, ma dalle analisi emerge generalmente una tendenza ad un leggero ribasso della produzione di semi oleosi "alimentari". Secondo l'analisi della Commissione i pagamenti relativi al "credito energetico" provocheranno un incremento nella produzione di colture energetiche, soprattutto di semi oleosi, perlopiù a scapito della produzione di cereali. L'introduzione di pagamenti diretti disaccoppiati nel settore dell'allevamento comporterà un certa flessione della produzione bovina e ovina in quanto promuoverà l'estensivizzazione del sistema produttivo, con la conseguenza di prezzi di mercato superiori ed effetti positivi sul reddito delle aziende interessate. Si ritiene che, in generale, gli effetti delle proposte contenute nella revisione intermedia sul reddito agricolo saranno assai limitati per il settore agricolo comunitario nel suo complesso, sebbene si potranno registrare divergenze a seconda dei prodotti e delle regioni. Per quanto riguarda il settore dell'allevamento, l'incremento di reddito connesso all'introduzione dei pagamenti diretti disaccoppiati, che provocheranno prezzi di mercato più elevati, verrà in gran parte annullato dall'impatto negativo sul reddito della diminuzione dei prezzi di mercato per i cereali secondari, a seguito dell'abolizione dell'intervento per la segale2.2. Gli effetti sul bilancioPer la Comunità a 15, le misure proposte comportano un risparmio valutato a 337 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2006 e a 186 milioni di euro all'anno circa a partire dal 2010. Questo risultato dipende dal fatto che i risparmi dovuti alle proposte sulle misure di mercato sono superiori agli effetti delle proposte concernenti gli aiuti diretti che ammontano, secondo le stime, a +729 milioni di euro nel 2006 e a oltre +1 610 milioni di euro all'anno circa a partire dal 2010.Per i nuovi paesi aderenti, tuttavia, l'impatto finanziario a partire dal 2010 rappresenta una spesa supplementare dell'ordine di 88 milioni di euro, che aumenta annualmente per raggiungere i 241 milioni di euro nel 2013, data la percentuale crescente delle spese che questi paesi dovranno destinare agli aiuti diretti.Si propone pertanto una riduzione degli aiuti diretti per la Comunità a 15 a partire dall'esercizio finanziario 2007, nell'intento di mantenere la spesa totale al di sotto del nuovo massimale stabilito a Bruxelles per il finanziamento delle misure di sostegno dei mercati e degli aiuti diretti in un'Europa ampliata a 25 Stati membri. La proposta è presentata nella seguente tabella:UE-25: Previsione di spesa per la voce 1a - Proposte di riforma&GT;SPAZIO PER TABELLA&GT;3. REVISIONE INTERMEDIA E PAESI ADERENTIConformemente alle modalità interne relative all'attuazione della procedura di informazione e di consultazione per l'adozione di alcune decisioni e di altre misure da prendere nel periodo che precede l'adesione, la Commissione trasmetterà le proposte allegate concernenti la revisione intermedia ai paesi aderenti, dopo che saranno state trasmesse al Consiglio. Ogni paese aderente potrà chiedere una discussione sulle suddette proposte secondo le modalità suddette [3].[3]  LE MODALITÀ INTERNE RELATIVE ALL'ATTUAZIONE DELLA PROCEDURA DI INFORMAZIONE E DI CONSULTAZIONE PER L'ADOZIONE DI ALCUNE DECISIONI ED ALTRE MISURE DA PRENDERE DURANTE IL PERIODO PRECEDENTE ALL'ADESIONE NON SONO ANCORA STATE ADOTTATE DALLA COMMISSIONE.4. DESCRIZIONE DELLE PROPOSTE4.1. Stabilizzare i mercati e migliorare le organizzazioni comuni di mercatoSeminativiCerealiSi propone una riduzione finale del 5% (rispetto al 20% proposto nell'Agenda 2000) per ridurre, a partire dal 2004/05, il prezzo d'intervento dei cereali a 95,35 EUR/t, facendo così dell'intervento una vera e propria rete di sicurezza. Per evitare un ulteriore accumulo delle scorte, la segala verrà esclusa dal sistema d'intervento. Essendo diminuita l'importanza dell'intervento, non sarà più giustificata una rettifica stagionale dei prezzi d'intervento. Si propone pertanto di abolire le maggiorazioni mensili. Non verranno più applicate le restituzioni alla produzione per gli amidi e alcuni prodotti derivati.Quale conseguenza della diminuzione del prezzo d'intervento dei cereali, i pagamenti relativi alle superfici per i cereali ed altri seminativi interessati aumenteranno da 63 a 66 EUR/t e faranno parte del pagamento unico per azienda.Colture proteicheL'attuale supplemento a favore delle colture proteiche (9,5 EUR/t) verrà mantenuto e trasformato in un aiuto specifico per superficie alla coltura di 55,57 EUR/ha, che verrà corrisposto entro il limite di una nuova superficie massima garantita di 1,4 milioni di ha.Frumento duroIl supplemento per il frumento duro nelle zone tradizionali di produzione sarà ridotto da 344,5 EUR/ha a 250 EUR/ha e farà parte del pagamento unico per azienda, mentre verrà progressivamente abolito l'aiuto specifico per le altre zone in cui la produzione è sovvenzionata, attualmente fissato a 139,5 EUR/ha. I tagli saranno attuati nell'arco di un triennio, a cominciare dal 2004.Sarà introdotto un nuovo premio per migliorare la qualità del frumento duro utilizzato per la produzione di semolino e pasta. Esso sarà corrisposto nelle zone di produzione tradizionali ad agricoltori che utilizzano un certo quantitativo di sementi certificate di varietà selezionate. Le varietà selezionate dovranno soddisfare i criteri di qualità previsti per la produzione di semola e di pasta. Il premio ammonta a 40 EUR/ha ed è corrisposto entro i limiti delle superfici massime garantite attualmente in vigore nelle zone di produzione tradizionali.Patate da fecolaIl regolamento (CE) n. 1766/1992 prevede un pagamento diretto per i produttori di patate da fecola, che è stato fissato a 110,54 EUR per ogni tonnellata di fecola nell'ambito dell'Agenda 2000. Il 50% di questo pagamento confluirà nell'aiuto unico per azienda, sulla base dei quantitativi tradizionalmente consegnati all'industria, mentre la restante parte verrà mantenuta quale pagamento specifico alla coltura di patate da fecola. Il prezzo minimo viene abolito.Foraggi essiccatiL'aiuto per i foraggi essiccati sarà ridistribuito tra i produttori e l'industria di trasformazione. L'aiuto diretto per i produttori confluirà nell'aiuto unico per azienda, in base ai quantitativi tradizionalmente consegnati all'industria. Saranno applicati massimali nazionali, per tener conto delle attuali quantità nazionali garantite. Per un periodo transitorio di 4 anni si applicherà un regime di aiuto unico semplificato per l'industria dei foraggi disidratati e essiccati al sole, con un aiuto decrescente che partirà da 33 EUR/t nel 2004/05. Le rispettive quantità nazionali garantite verranno conglobate.SementiIl regolamento (CE) n. 2358/71 introduce un aiuto per la produzione di varietà di sementi selezionate. L'aiuto che è attualmente corrisposto per ogni tonnellata di sementi prodotte, sarà integrato nel pagamento unico per azienda e sarà calcolato moltiplicando il numero di tonnellate che hanno beneficiato dell'aiuto per l'importo stabilito in applicazione dell'articolo 3 del summenzionato regolamento. RisoAl fine di stabilizzare il mercato in particolare a seguito dell'impatto dell'iniziativa "tutto tranne le armi", la Commissione propone una riduzione unica del prezzo di intervento del 50%, per arrivare ad un prezzo di sostegno effettivo di 150 EUR/t, in linea con il prezzo mondiale. Per stabilizzare il reddito dei produttori, l'attuale aiuto diretto verrà portato da 52 EUR/t a 177 EUR/t, equivalente alla compensazione totale per i cereali stabilita dalle riforme del 1992 e nell'Agenda 2000. Di questo importo, 102 EUR/t confluiranno nel pagamento unico per azienda e saranno corrisposti in base ai diritti storici entro il limite dell'attuale superficie massima garantita (SMG). I rimanenti 75 EUR/t, moltiplicati per la resa fissata dalla riforma del 1995, verranno corrisposti come aiuto specifico alla coltura. La superficie massima garantita verrà stabilita al valore più basso tra la media 1999-2001 e il livello dell'attuale SMG. Sarà introdotto un regime di ammasso privato che scatterà qualora il prezzo di mercato scenda al di sotto dell'effettivo prezzo di sostegno. Misure speciali interverranno inoltre nel caso in cui i prezzi di mercato scendano al di sotto di 120 EUR/t.Frutta in guscioL'attuale sistema verrà sostituito con un pagamento forfettario annuo di 100 EUR/ha per una superficie massima garantita di 800 000 ha, suddivisa in superfici nazionali garantite. L'aiuto potrà essere integrato da un importo massimo annuo di 109 EUR/ha concesso dagli Stati membri.Prodotti lattiero-caseariPer poter offrire prospettive stabili ai produttori di latte la Commissione propone di prolungare, fino alla campagna 2014/15, il sistema riformato di quote lattiere.Nel marzo 1999 il Consiglio europeo di Berlino ha deciso di rinviare, per motivi di bilancio, l'entrata in vigore della riforma nel settore lattiero-caseario. Considerando che l'attuale prospettiva finanziaria ha reso inaspettatamente disponibili alcune risorse di bilancio, la Commissione è fermamente convinta che occorre anticipare di un anno la riforma del settore lattiero-caseario decisa a Berlino, per poter conseguire quanto prima gli obiettivi e i benefici di questa riforma. è necessario inoltre ridurre il prezzo di sostegno per il latte, con un incremento corrispondente delle quote dell'1% all'anno nel 2007 e 2008, in base ai quantitativi di riferimento una volta che sarà stata pienamente attuata l'Agenda 2000.La prevista riduzione uniforme del 5% all'anno sarà sostituita con tagli asimmetrici del prezzo d'intervento del 3,5% all'anno per il latte scremato in polvere e del 7% all'anno per il burro, su un periodo di 5 anni. In totale, questa riduzione del 35% dei prezzi del burro e del 17,5% dei prezzi del latte scremato in polvere corrisponde ad una riduzione globale del 28% dei prezzi indicativi del latte nella Comunità su un periodo di 5 anni .Gli acquisti all'intervento per il burro verranno sospesi una volta raggiunto il limite di 30 000 tonnellate all'anno; al di sopra di tale limite si propone di continuare gli acquisti nell'ambito di una procedura di gara.Sarà prevista una compensazione supplementare per il 2007 e 2008 mediante pagamenti diretti, secondo lo stesso metodo di calcolo utilizzato nell'Agenda 2000. Tutti i pagamenti per il settore lattiero-caseario confluiranno nel pagamento unico per azienda.4.2. Disaccoppiamento degli aiuti diretti - introduzione di un pagamento unico per aziendaUn pagamento unico per azienda sostituirà la maggior parte dei premi previsti dalle varie organizzazioni comuni di mercato. Gli agricoltori beneficeranno di un pagamento unico per azienda basato su un importo di riferimento che copre, nel periodo di riferimento 2000-2002, i pagamenti per i seminativi, carni bovine (compresi POSEI e isole Egeo), i prodotti lattiero-caseari, gli ovini e i caprini, le patate da fecola, i legumi da granella, il riso, le sementi e i foraggi essiccati.Questo pagamento unico verrà suddiviso in diritti all'aiuto, per facilitarne il trasferimento. Ciascun diritto sarà calcolato dividendo l'importo di riferimento per il numero di ettari che danno diritto a questo importo (compresa la superficie foraggera) negli anni di riferimento.Ogni domanda di pagamento in base a diritti deve corrispondere ad una superficie ammissibile, definita come una qualsiasi superficie agricola dell'azienda. Non sono considerate superfici ammissibili quelle adibite a colture permanenti, foreste o quelle utilizzate per finalità non agricole al 31 dicembre 2002. Per le attività di allevamento senza una corrispondente base agricola o qualora l'aiuto al diritto sia superiore a 10 000 EUR è previsto un diritto ad un pagamento speciale, secondo modalità corrispondenti. Saranno in seguito stabiliti i massimali nazionali per il pagamento unico per azienda e per i pagamenti speciali. L'1% di questo importo verrà riservato, negli Stati membri, per far fronte a situazioni particolari.I diritti possono essere trasferiti, con o senza terreni, tra agricoltori di uno stesso Stato membro. Gli Stati membri possono designare le regioni nelle quali limitare i trasferimenti e possono inoltre adeguare i diritti in base alle medie regionali.Gli agricoltori potranno utilizzare questi terreni per qualsiasi attività agricola, tranne che per colture permanenti. I diritti che non saranno stati utilizzati entro un periodo massimo di 5 anni, salvo in caso di forza maggiore e in circostanze eccezionali, confluiranno in una riserva nazionale.Rafforzamento delle norme in materia di tutela ambientale, sicurezza alimentare, sanità e benessere degli animali e sicurezza sul lavoroLa condizionalità si applicherà alle norme obbligatorie europee in materia di ambiente, sicurezza degli alimenti, sanità e benessere animale e sicurezza sul lavoro a livello dell'azienda. Per evitare l'abbandono dei terreni ed i conseguenti problemi ambientali, al disaccoppiamento è stato associato l'obbligo, per i beneficiari dei pagamenti diretti, di mantenere tutti i propri terreni agricoli in buone condizioni agronomiche.Questo sistema sarà applicato all'insieme dell'azienda e le sanzioni interverranno ogniqualvolta si riscontri la mancata osservanza delle norme nell'azienda di un beneficiario. Ciò vale per tutti i settori, sia per le superfici agricole utilizzate che per quelle inutilizzate.Un sistema di sanzioni verrà applicato agli agricoltori che ricevono il pagamento unico per azienda o altri pagamenti diretti previsti dalla PAC ma che non soddisfano le suddette norme obbligatorie. La sanzione consisterà in una riduzione parziale o nell'abolizione dell'aiuto (in funzione della gravità del caso).Sistema di consulenza aziendaleIl sistema di consulenza aziendale sarà obbligatorio quale parte dei requisiti di condizionalità. In una prima fase esso verrà introdotto solamente per i produttori che ricevono pagamenti diretti per oltre 15 000 EUR all'anno o che hanno una cifra d'affari superiore a 100 000 EUR all'anno. Gli altri agricoltori potranno aderire al sistema su base volontaria. Questo servizio fornirà, attraverso un meccanismo di feedback, consulenza agli agricoltori su come applicare le norme e gli esempi di buona prassi nel processo produttivo. Gli audit aziendali comporteranno inventari strutturati e regolari e la contabilità dei flussi di materiali e dei processi all'interno dell'azienda considerati importanti per determinate finalità (aspetti ambientali, sicurezza degli alimenti e benessere animale). Gli aiuti per gli audit aziendali verranno finanziati nel quadro delle misure di sviluppo rurale.Set-aside ambientale a lungo terminePer beneficiare del pagamento unico per azienda i produttori attualmente soggetti all'obbligo di set-aside saranno tenuti a proseguire il set-aside su una superficie equivalente al 10% della superficie attualmente investita a cereali, semi oleosi e piante proteiche. L'agricoltura biologica non sarà soggetta a tale obbligo per quanto riguarda la superficie interessata. Il set-aside non prevederà una rotazione e non potrà essere utilizzato per finalità agricole, né per produrre colture a fini commerciali. Gli Stati membri potranno tuttavia consentire un set-aside con rotazione dei terreni qualora ciò sia necessario per motivi ambientali. In caso di trasferimenti di terreni continuerà a sussistere l'obbligo di set-aside. Sostegno alle colture energetiche - un credito energeticoLa Commissione propone un aiuto di 45 EUR/ha per le colture energetiche, per una superficie massima garantita di 1,5 milioni di ha a livello comunitario. L'aiuto sarà concesso solamente per quelle superfici la cui produzione è oggetto di un contratto tra l'agricoltore e l'industria di trasformazione, salvo qualora la trasformazione sia effettuata dall'agricoltore stesso nell'azienda. Entro 5 anni dall'inizio della sua applicazione, la Commissione presenterà una relazione al Consiglio sull'attuazione del regime delle colture energetiche, corredata di eventuali proposte.Sistema integrato di gestione e di controllo (S.I.G.C.)Il sistema integrato di gestione e di controllo dovrà essere adeguato in base alle nuove disposizioni in materia di aiuti diretti. L'introduzione del pagamento unico per azienda contribuirà in particolare a semplificare uno degli elementi essenziali dell'attuale S.I.G.C., dato che l'identificazione delle superfici investite a COP e della produzione di animali d'allevamento non condizionerà più il nuovo pagamento unico per azienda, tranne che per i prodotti che continuano a beneficiare di un pagamento specifico per la coltura, come il riso o il frumento duro. L'attuale sistema di sorveglianza e controllo dei pagamenti servirà ad agevolare controlli incrociati tra i diritti ai pagamenti e le superfici necessarie per ottenerli. Il sistema di identificazione delle parcelle agricole resta pertanto un elemento fondamentale del nuovo S.I.G.C.Le domande di aiuto dovranno essere sottoposte a controlli amministrativi per verificare l'ammissibilità delle superfici e l'esistenza dei relativi diritti ai pagamenti. Questi controlli amministrativi dovranno essere completati da controlli per sondaggio sul posto, che potranno avvalersi del telerilevamento per controllare le superfici. L'aiuto sarà ridotto oppure non verrà concesso qualora risulti dai vari controlli, che dovranno essere coordinati da un'autorità competente appositamente designata, che le condizioni di ammissibilità non sussistono.Va precisato che anche i controlli relativi alla condizionalità rientreranno nel nuovo S.I.G.C., che non si limiterà quindi alle condizioni di ammissibilità. Quello che si propone è pertanto un sistema di gestione e di controllo completamente integrato e i sistemi di controllo già esistenti negli Stati membri per verificare il rispetto delle norme obbligatorie di gestione e delle buone condizioni agronomiche potranno essere utilizzati nell'ambito del S.I.G.C. e dovranno essere quindi compatibili con esso. Questo vale, inter alia, per il sistema di identificazione e di registrazione degli animali istituito a norma della direttiva 92/102/CEE e del regolamento (CE) n. 1760/2000, ma dovranno essere compatibili con il S.I.G.C. anche i sistemi di gestione e di controllo applicabili ai regimi di aiuto di cui all'allegato IV della proposta del regolamento orizzontale.4.3. DecrescenzaPer garantire un migliore equilibrio degli aiuti e modalità prevedibili e trasparenti per il finanziamento delle esigenze future si propone di introdurre un sistema di decrescenza per il periodo 2006-2012.I pagamenti concessi ad un agricoltore in un determinato anno verranno ridotti nel seguente modo:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Nell'ambito del sistema summenzionato, la parte di modulazione proveniente dalla decrescenza, che inizierà con l'1% nel 2006 per passare al 6% nel 2011, verrà messa a disposizione degli Stati membri come aiuti comunitari supplementari a favore di misure da inserire nei programmi di sviluppo rurale. La ripartizione di questi importi tra Stati membri avverrà in base ai criteri della superficie agricola, dell'occupazione in agricoltura e del PIL pro capite in potere d'acquisto. I restanti importi saranno destinati a finanziare eventuali costi supplementari legati a nuove riforme dei mercati. La decrescenza e la modulazione non verranno applicate nei nuovi Stati membri fin quando i pagamenti diretti non avranno raggiunto il normale livello comunitario.4.4. Consolidare e rafforzare lo sviluppo ruraleSenza voler pregiudicare il futuro dibattito sulla revisione della politica di sviluppo rurale, la Commissione propone di ampliare il campo d'applicazione degli aiuti comunitari per lo sviluppo rurale introducendo nuovi interventi nel 'menu' delle misure disponibili nell'ambito del secondo pilastro. Non è invece prevista alcuna modifica delle principali modalità di attuazione degli aiuti per lo sviluppo rurale che sarebbe, a parere della Commissione, contro produttiva in questa fase intermedia del periodo di programmazione 2000-2006.Le nuove misure proposte sono tutte misure di accompagnamento e verranno finanziate dal FEAOG, sezione garanzia sull'intero territorio comunitario; i principali beneficiari saranno gli agricoltori. Spetterà agli Stati membri e alle regioni decidere se desiderano inserire queste misure nei loro programmi di sviluppo rurale. Le nuove misure comprendono:Primo: l'introduzione di un nuovo capitolo nel regolamento (CE) n. 1257/1999 dal titolo 'Qualità degli alimenti' che comprende due misure:- Incentivi a favore degli agricoltori che partecipano, su base volontaria, a programmi comunitari o nazionali riconosciuti intesi a migliorare la qualità dei prodotti agricoli e dei processi produttivi utilizzati e forniscono garanzie in materia ai consumatori. Tale aiuto, che potrà arrivare ad un massimo di 1 500 EUR per azienda in un determinato annuo, verrà corrisposto annualmente per un periodo massimo di cinque anni.- Aiuti a favore delle associazioni di produttori per iniziative di informazione dei consumatori e di promozione dei prodotti ottenuti nell'ambito dei programmi di qualità finanziati mediante la suddetta misura. Gli aiuti pubblici potranno arrivare fino ad un massimo del 70% dei costi ammissibili del progetto.Secondo: l'introduzione di un nuovo capitolo dal titolo 'Rispetto delle norme', che comprende due misure:- La possibilità, per gli Stati membri, di concedere aiuti temporanei e decrescenti ai propri agricoltori, per aiutarli ad attuare norme rigorose imposte dalla legislazione comunitaria nei settori dell'ambiente, della sanità pubblica, animale e vegetale, del benessere degli animali e della sicurezza sul lavoro. Il livello dell'aiuto va differenziato per tener conto dell'entità degli obblighi e dei costi aggiuntivi per gli agricoltori derivanti dall'introduzione di determinate norme. L'aiuto sarà forfettario e decrescente e verrà corrisposto per un massimo di cinque anni. Esso non potrà superare un importo massimo di 10 000 EUR per azienda in un determinato anno. L'aiuto non sarà in nessun caso erogato qualora l'inosservanza delle norme sia dovuta al mancato rispetto, da parte di un singolo agricoltore, di norme già previste dalla normativa nazionale.- Aiuti agli agricoltori quale contributo ai costi per il ricorso ai servizi di consulenza agricola. Gli agricoltori potranno beneficiare di aiuti pubblici fino ad un massimo del 80% dei costi di questi servizi la prima volta che vi faranno ricorso, entro un limite di 1 500 EUR.Terzo: l'introduzione, nell'attuale capitolo agri-ambientale del regolamento (CE) n. 1257/1999, della possibilità di concedere aiuti agli agricoltori che si assumono, per un periodo di almeno 5 anni, l'impegno di migliorare il benessere dei propri animali di allevamento al di là delle normali buone pratiche di allevamento. L'aiuto verrà erogato annualmente in base ai costi aggiuntivi e alla perdita di reddito derivanti da questi impegni, con un importo massimo di 500 EUR per unità di bestiame.Oltre ad una serie di altri adeguamenti tecnici derivanti dall'introduzione di nuove misure, la Commissione propone di cogliere l'opportunità offerta dalla modifica del regolamento n. 1257/1999 nell'ambito delle attuali proposte per semplificare e rendere più chiare alcune disposizioni di tale regolamento. Si tratta di chiarire il campo d'applicazione dei capitoli Silvicoltura e Formazione e di inserire, nel capitolo sull'adeguamento e lo sviluppo delle zone rurali (le cosiddette misure dell'articolo 33), un nuovo trattino relativo ai costi di gestione associati ai gruppi di partenariato locale. Nel 2004 la Commissione riesaminerà in che misura lo sviluppo rurale contribuisce ai suddetti obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare per quanto riguarda la biodiversità e l'attuazione della direttiva 92/43/CE (direttiva sugli habitat). In quell'occasione verrà inoltre valutata la possibilità di estendere ai piccoli produttori tradizionali di alimenti gli aiuti concessi agli agricoltori affinché rispettino le nuove norme in materia di qualità degli alimenti adottate a livello comunitario. Se necessario, la Commissione presenterà proposte intese a rafforzare il contributo della politica agricola comune a tali obiettivi.2003/0011 (CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (CE) n. 1255/1999 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseariIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,vista la proposta della Commissione [4],[4]  GU C ... del ... , pag. ...visto il parere del Parlamento europeo [5],[5]  GU C ... del ... , pag. ...considerando quanto segue:(1) Il regolamento (CE) n. ... del Consiglio, del ... [6], che istituisce un prelievo nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, ha introdotto un regime di prelievo per il mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari volto a ridurre lo squilibrio tra offerta e domanda su tale mercato e ad eliminare le conseguenti eccedenze strutturali; questo regime resterà in vigore per undici ulteriori periodi consecutivi di dodici mesi, a decorrere dal 1° aprile 2004.[6]  GU L ... del ... , pag. ...(2) Per incentivare il consumo di latte e prodotti lattiero-caseari nella Comunità e per migliorare la competitività di tali prodotti sui mercati internazionali, è opportuno diminuire il livello del sostegno del mercato, in particolare mediante una riduzione graduale, a partire dal 1° luglio 2004, del prezzo indicativo del latte e dei prezzi d'intervento del burro e del latte scremato in polvere, fissati dal regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio [7]. Allo stesso scopo è opportuno modificare i livelli del prezzo d'intervento di questi due prodotti.[7]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 48. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 509/2002 della Commissione (GU L 79 del 22.3.2002, pag. 15).(3) Al fine di evitare uno sbocco artificiale attraverso un massiccio ricorso all'intervento, occorre fissare un quantitativo massimo per gli acquisti di burro all'intervento.(4) Le misure di sostegno del reddito dei produttori lattieri tramite pagamenti diretti sono state modificate e riprese nel regolamento (CE) [...]. Esse devono pertanto essere eliminate dal regolamento (CE) n. 1255/1999.(5) E' pertanto necessario modificare in conformità il regolamento (CE) n. 1255/1999.HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :Articolo 1Il regolamento (CE) n. 1255/1999 è modificato come segue:1. All'articolo 3, paragrafo 1, il testo del primo trattino è sostituito dal seguente:"1. Il prezzo indicativo franco latteria nella Comunità del latte contenente il 3,7% di materie grasse è fissato a:- 30,98 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2000 al 30 giugno 2004,- 29,22 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2004 al 30 giugno 2005,- 27,47 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2005 al 30 giugno 2006,- 25,71 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2006 al 30 giugno 2007,- 23,96 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2007 al 30 giugno 2008,- 22,21 EUR/100 kg a partire dal 1° luglio 2008." 2. All'articolo 4, il testo del paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"1. I prezzi d'intervento nella Comunità sono fissati:a) per il burro, a- 328,20 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2000 al 30 giugno 2004,- 305,23 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2004 al 30 giugno 2005,- 282,44 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2005 al 30 giugno 2006,- 259,52 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2006 al 30 giugno 2007,- 236,73 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2007 al 30 giugno 2008,- 213,95 EUR/100 kg a partire dal 1° luglio 2008;b) per il latte scremato in polvere, a- 205,52 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2000 al 30 giugno 2004,- 198,32 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2004 al 30 giugno 2005,- 191,19 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2005 al 30 giugno 2006,- 184,01 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2006 al 30 giugno 2007,- 176,88 EUR/100 kg per il periodo dal 1° luglio 2007 al 30 giugno 2008,- 169,74 EUR/100 kg a partire dal 1° luglio 2008."3. All'articolo 6, il paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:"1. Quando, nel periodo dal 1° marzo al 31 agosto di ogni anno, in uno o più Stati membri i prezzi di mercato del burro raggiungono un livello inferiore al 92% del prezzo d'intervento nel corso di un periodo rappresentativo, gli organismi d'intervento acquistano, al 90% del prezzo d'intervento, il burro di cui al paragrafo 2 nello o negli Stati membri interessati a condizioni da stabilirsi. La Commissione può sospendere gli acquisti di burro all'intervento se i quantitativi offerti all'intervento nel periodo di cui al primo comma superano le 30 000 tonnellate.In tal caso gli organismi d'intervento possono procedere ad acquisti nell'ambito di una gara aperta permanente, a condizioni da stabilirsi.Se, nel corso di un periodo rappresentativo, i prezzi di mercato del burro nello o negli Stati membri interessati sono pari o superiori al 92% del prezzo d'intervento, la Commissione sospende gli acquisti."4. Gli articoli da 16 a 25 sono soppressi.Articolo 2Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 2004. Tuttavia l'articolo 1, paragrafo 3, si applica a decorrere dal 1° luglio 2004.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il Per il Consiglio Il Presidente