CELEX: 62020TN0771
Language: it
Date: 2020-12-29 00:00:00
Title: Causa T-771/20: Ricorso proposto il 29 dicembre 2020 — KS e KD / Consiglio e altri

22.2.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 62/43
            
         
      Ricorso proposto il 29 dicembre 2020 — KS e KD / Consiglio e altri
      (Causa T-771/20)
      (2021/C 62/54)
      Lingua processuale: l'inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: KS e KD (rappresentanti: F. Randolph, QC e J. Stojsavljevic-Savic, Solicitor)
      
         Convenuti: Consiglio dell’Unione europea, Commissione europea, Servizio europeo per l'azione esterna
      
         Conclusioni
      
      Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia disporre che:
      
                  —
               
               
                  i convenuti, congiuntamente o disgiuntamente, versino risarcimento e indennizzo (incluso il pagamento di interessi ad un tasso e per il lasso di tempo che la Corte riterrà appropriati) alle ricorrenti per il danno subito a causa della responsabilità dei primi per violazioni dei diritti umani fondamentali delle seconde, nel caso di specie gli articoli 2, 3, 6, 8 e 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (1) e 2, 4 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la «Carta») nella misura in cui riguarda la prima ricorrente, e gli articoli 2, 3, 6 e 13 CEDU e 2 e 47 della Carta nella misura in cui riguarda la seconda ricorrente, inforza dell’articolo 340, comma 2, TFUE; e
               
            
                  —
               
               
                  i convenuti paghino le spese delle ricorrenti ai sensi dell’articolo 134 del regolamento di procedura della Corte, i quali costi, a fini di chiarezza, non dovranno essere limitati agli importi di assistenza legale il cui pagamento è stato disposto dalla Corte con ordinanza del 20 novembre 2020 e dovranno includere le spese per il procedimento dinanzi alla commissione di riesame dei diritti umani (HRRP).
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Le ricorrenti chiedono ai convenuti risarcimento e indennizzo, in virtù dell’articolo 340, comma 2 TFUE, per il danno che lamentano di aver subito quale risultato dell’asserita violazione dei loro diritti umani fondamentali, in particolare ai sensi degli articoli 2 (elemento procedurale), 3, 6, n. 1 e 13 CEDU, e dei corrispondenti articoli 2, 4 e 47 della Carta.
      L’azione concerne fatti posteriori all’8 dicembre 2008, quando la responsabilità con riguardo alla polizia e alla giustizia è stata trasferita dall’amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Kosovo (UNMIK) all’Unione europea, ed EULEX aveva assunto il pieno controllo operativo nel settore dello Stato di diritto, a seguito dell’adozione dell’Azione comune 2008/124/PESC (2) l’8 febbraio 2008. Quest’ultima ha conferito un mandato esecutivo all’EULEX a provvedere affinché i casi di crimini di guerra, crimini etnici e altri reati gravi fossero «adeguatamente investigati, perseguiti, giudicati e puniti».
      Le ricorrenti deducono quanto segue:
      
                  —
               
               
                  una violazione continuata degli articoli 2 e 3 CEDU (elementi procedurali) da parte dei convenuti in quanto hanno omesso di adottare misure correttive dopo essere stati notificati, al più tardi il 29 aprile 2016, che la commissione di riesame dei diritti umani aveva stabilito la violazione degli articoli 2 e 3 CEDU da parte dell’EULEX nello svolgimento del mandato esecutivo;
               
            
                  —
               
               
                  una violazione continuata degli articoli 6 e 13 CEDU e 47 della Carta ad opera della decisione del Consiglio di istituire la commissione di riesame dei diritti umani senza il potere di fornire assistenza legale agli aventi diritto e senza il potere di rendere effettive le proprie decisioni e porre rimedio alle violazioni riscontrate;
               
            
                  —
               
               
                  sviamento o abuso di potere da parte del Consiglio e del Servizio europeo per l'azione esterna in data 12 ottobre 2017, in quanto hanno asserito che l’EULEX aveva fatto del suo meglio per indagare il sequestro di persona e probabile omicidio del coniuge della prima ricorrente e l’omicidio del coniuge e del figlio della seconda ricorrente, e che la commissione di riesame dei diritti umani non era finalizzata a costituire un organo giudiziario;
               
            
                  —
               
               
                  sviamento o omissione di esercitare il potere esecutivo adeguatamente nella misura in cui la decisione (PESC) 2018/856 del Consiglio (3) ha revocato il mandato esecutivo dell’EULEX l’8 giugno 2018, mentre le violazioni permanevano in atto.
               
            
         (1)  Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (in prosieguo: la «CEDU»).
      
         (2)  Azione comune 2008/124/PESC del Consiglio, del 4 febbraio 2008, relativa alla missione dell'Unione europea sullo Stato di diritto in Kosovo (EULEX KOSOVO) (GU 2008, L 42, pag. 92).
      
         (3)  Decisione (PESC) 2018/856 del Consiglio, dell'8 giugno 2018, che modifica l'azione comune 2008/124/PESC relativa alla missione dell'Unione europea sullo stato di diritto in Kosovo (GU 2018, L 146, pag. 5).