CELEX: 52001PC0155
Language: it
Date: 2001-03-22
Title: Proposta di Regolamento del Consiglio che completa l'allegato del regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione relativo alla registrazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine nel quadro della procedura di cui all'articolo 17 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                     Bruxelles, 22.03.2001
                                                     COM(2001) 155 definitivo
                                         Proposta di
                          REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
che completa l’allegato del regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione relativo alla
 registrazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine nel quadro
  della procedura di cui all’articolo 17 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio
                              (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                            RELAZIONE
Il Consiglio ha adottato, il 14 luglio 1992, il regolamento (CEE) n. 2081/92 relativo alla
protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli
ed alimentari.
A norma dell'articolo 13 del regolamento (CEE) n. 2081/92, le denominazioni registrate sono
protette contro qualsiasi impiego commerciale diretto o indiretto, qualsiasi usurpazione,
imitazione o evocazione, qualsiasi indicazione falsa o ingannevole relativa alla provenienza,
all'origine, alla natura o alle qualità essenziali dei prodotti, qualsiasi altra prassi che possa
indurre in errore il pubblico sulla vera origine dei prodotti.
Il regolamento (CEE) n. 2081/92 sostituisce i regimi nazionali in materia di protezione delle
denominazioni d'origine e delle indicazioni geografiche. All'articolo 17 esso prevede una
procedura di registrazione "semplificata" per le denominazioni giuridicamente già protette a
livello nazionale o sancite dall'uso. La decisione di registrazione è adottata secondo la
procedura del comitato di regolamentazione.
Date le conseguenze economiche della registrazione, il regolamento permette, a determinate
condizioni, ai produttori che non avrebbero più il diritto di utilizzare una denominazione
registrata, di continuare ad utilizzarla per un periodo massimo di cinque anni dalla data di
pubblicazione della registrazione.
Conformemente alla procedura semplificata, gli Stati membri hanno comunicato alla
Commissione circa 1500 denominazioni. Tra quelle comunicate dall'Italia, figura la
denominazione "Cacciatore", successivamente rettificata dal governo italiano in "Salamini
italiani alla cacciatora". La rettifica richiesta è stata accettata perché riflette esattamente la
situazione esistente in Italia al momento dell'entrata in vigore del regolamento, ossia la
denominazione che era protetta in virtù di accordi bilaterali tra l'Italia e la Germania, l'Austria,
la Spagna e la Francia.
La Commissione ha esaminato la conformità della domanda di registrazione agli articoli 2 e 4
del regolamento. Dopo aver chiesto informazioni complementari al governo italiano, la
Commissione ha sottoposto due volte la domanda di registrazione suddetta al parere del
comitato scientifico per le denominazioni di origine, le indicazioni geografiche e le
attestazioni di specificità. Il comitato ha espresso in entrambi i casi parere favorevole alla
registrazione della denominazione, per i motivi esposti di seguito alla lettera a).
La Commissione, accogliendo gli argomenti del comitato scientifico, ha avviato per tale
denominazione la procedura di registrazione prevista dal regolamento.
Un progetto di regolamento della Commissione inteso a registrare come DOP tale
denominazione è stato pertanto sottoposto il 23 gennaio 2001 al parere del comitato di
regolamentazione per le indicazioni geografiche e le denominazioni di origine.
Il risultato della votazione è stato il seguente: 30 voti favorevoli, 12 contrari, 45 astensioni.
Ciò equivale ad una mancanza di parere del comitato.
I voti erano così ripartiti:
A favore: Germania, Italia, Regno Unito.
                                                  2
 ---pagebreak--- Contro: Austria, Danimarca, Portogallo.
Astensioni: Belgio, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi,
Svezia.
Motivi dei voti contrari o delle astensioni:
a)      Dal disciplinare non risultano prove sufficienti circa l'esistenza di un legame
        essenziale o esclusivo tra l'ambiente geografico definito e il nome del prodotto
        considerato (Spagna, Francia, Grecia, Portogallo).
b)      La denominazione è composta da due nomi generici: 'salamini' e 'cacciatora'
        (Danimarca, Spagna, Portogallo).
c)      La portata della tutela prevista all'articolo 13 del regolamento per le denominazioni
        protette e il fatto che la denominazione in causa sia traducibile in altre lingue senza
        indicare necessariamente il prodotto 'Salamini italiani alla cacciatora' non danno
        sufficienti garanzie che altre denominazioni tradizionali analoghe in altre lingue
        (Landjäger, cazador, chasseur, ecc.) possano continuare ad essere utilizzate nel
        rispetto del regolamento (Austria, Belgio, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi
        Bassi, Svezia).
d)      La zona di produzione, trasformazione e fabbricazione definita per i "Salamini
        italiani alla cacciatora" è troppo estesa.
La Commissione ritiene tali motivi infondati, in quanto:
a)      La Commissione basa il suo giudizio sui due pareri favorevoli espressi dal comitato
        scientifico per le denominazioni di origine, le indicazioni geografiche e le
        attestazioni di specificità. Le risposte del comitato scientifico sono state favorevoli
        alla registrazione della denominazione per due motivi principali: 1) la materia prima
        proviene dagli stessi suini utilizzati per l'elaborazione di due DOP registrate, il
        "Prosciutto di Parma" e il "Prosciutto S. Daniele"; questi suini appartengono alla
        categoria del suino pesante italiano, sono allevati nella zona di produzione e ricevono
        un'alimentazione particolare, basata sui cereali locali e sui sottoprodotti delle attività
        casearie locali; 2) trattandosi di una denominazione tradizionale (articolo 2,
        paragrafo 3 del regolamento), bisogna far riferimento alla zona tradizionale di
        produzione, a prescindere dalla sua estensione.
        Tutto questo può dimostrare l'esistenza del legame essenziale o esclusivo richiesto
        dal regolamento.
b)      Nella denominazione "Salamini italiani alla cacciatora" non figurano due nomi
        generici, ma due nomi comuni traducibili in altre lingue. Tuttavia, l'intera
        denominazione definisce un prodotto ben preciso, che non può essere considerato
        come nome generico. Ai sensi del regolamento, per «denominazione divenuta
        generica» si intende il nome di un prodotto agricolo o alimentare che, pur collegato
        al nome del luogo o della regione in cui tale prodotto è stato inizialmente ottenuto o
        commercializzato, è divenuto il nome comune di un prodotto agricolo o alimentare.
        Non è provato che il nome "Salamini italiani alla cacciatora" sia divenuto il nome
        comune di un prodotto agricolo o alimentare.
                                                3
 ---pagebreak--- c)       È evidente che la denominazione tradizionale in oggetto (che non è di carattere
         generico) si compone, tra l'altro, di due nomi comuni, per definizione, traducibili in
         tutte le lingue. In alcuni Stati membri le traduzioni di questi nomi comuni servono a
         indicare salumi ben diversi dai "Salamini italiani alla cacciatora".
         L'articolo 13 del regolamento (CEE) n. 2081/92 prevede che le denominazioni
         registrate siano tutelate da qualsiasi usurpazione, imitazione o evocazione, anche se
         la denominazione protetta è una traduzione. Nel caso concreto spetta alle autorità
         nazionali competenti giudicare se l'uso, anche nella traduzione, di una
         denominazione protetta debba essere considerato come usurpazione, imitazione o
         evocazione nel senso del regolamento citato.
d)       Trattandosi di una zona tradizionale di produzione, essa va rispettata a prescindere
         dalla sua estensione. Inoltre, poiché la denominazione in causa non è geografica, non
         esiste alcun rischio che la differenza tra il nome geografico e la zona effettiva di
         produzione possa trarre in inganno il consumatore.
Poiché sul progetto di regolamento della Commissione non è stato emesso un parere, la
Commissione, in applicazione dell'articolo 15, quarto comma, del regolamento (CEE)
n. 2081/92, sottopone al Consiglio la presente proposta di regolamento e ne informa il
Parlamento.
                                                4
 ---pagebreak---                                                Proposta di
                               REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
 che completa l’allegato del regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione relativo alla
  registrazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine nel quadro
   della procedura di cui all’articolo 17 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio
                                    (Testo rilevante ai fini del SEE)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la proposta della Commissione,
visto il regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alla
protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli
e alimentari 1, in particolare l’articolo 17, paragrafo 2,
considerando quanto segue:
(1)      Per una denominazione notificata dal governo italiano a norma dell’articolo 17 del
         regolamento (CEE) n. 2081/92, sono state chieste informazioni complementari al fine
         di accertare la conformità di detta denominazione al disposto degli articoli 2 e 4 del
         regolamento in parola.
(2)      In esito all'esame delle informazioni complementari, la Commissione ha sottoposto
         due volte la domanda di registrazione al parere del comitato scientifico per le
         denominazioni di origine, le indicazioni geografiche e le attestazioni di specificità, che
         in entrambi i casi ha espresso parere favorevole alla registrazione della
         denominazione.
(3)      La materia prima utilizzata per il prodotto in causa proviene da suini che appartengono
         alla categoria del suino pesante italiano. Essi sono allevati nella zona di produzione e
         ricevono un'alimentazione particolare, basata sui cereali locali e sui sottoprodotti delle
         attività casearie locali. Trattandosi di una denominazione tradizionale ai sensi
         dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 2081/92), bisogna far
         riferimento alla zona tradizionale di produzione, a prescindere dalla sua estensione. Si
         può pertanto affermare che la denominazione in oggetto designa un prodotto agricolo
         originario di una regione determinata e che la sua qualità o le sue caratteristiche sono
         dovute essenzialmente all'ambiente geografico, comprensivo dei fattori naturali ed
         umani, come previsto all'articolo 2, paragrafo 3, e all'articolo 2, paragrafo 2, lettera a),
         secondo trattino, del regolamento citato.
1
         GU L 208 del 24.7.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1068/97
         (GU L 156 del 13.6.1997, pag. 10).
                                                    5
 ---pagebreak--- (4)     La denominazione di cui si chiede la registrazione non è il nome di un prodotto
        agricolo o alimentare che, pur collegato al nome del luogo o della regione in cui tale
        prodotto è stato inizialmente ottenuto o commercializzato, è divenuto il nome comune
        di un prodotto agricolo o alimentare. Non può pertanto essere considerato come una
        denominazione divenuta generica ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento
        (CEE) n. 2081/92.
(5)     La denominazione di cui si chiede la registrazione è protetta tramite accordi bilaterali
        tra l'Italia e, rispettivamente, la Germania, l'Austria, la Francia e la Spagna.
(6)     Ne consegue che la domanda di registrazione di questa denominazione è conforme agli
        articoli sopra citati. Tale denominazione va quindi registrata ed inserita nell’allegato
        del regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione 2.
(7)     Il comitato previsto all'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 2081/92 non ha emesso
        un parere entro il termine fissato dal presidente,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                              Articolo 1
L'allegato del regolamento (CE) n. 1107/96 è completato con la denominazione che figura
nell’allegato del presente regolamento.
                                              Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                Per il Consiglio
                                                Il Presidente
2
        GU L 148 del 21.6.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 813/2000
        (GU L 100 del 20.4.2000, pag. 5).
                                                   6
 ---pagebreak---                                         ALLEGATO
     A. PRODOTTI AGRICOLI DESTINATI ALL'ALIMENTAZIONE UMANA
                        DI CUI ALL'ALLEGATO I DEL TRATTATO
Prodotti a base di carne
ITALIA
Salamini italiani alla cacciatora (DOP)
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