CELEX: 62013TN0360
Language: it
Date: 2013-07-08 00:00:00
Title: Causa T-360/13: Ricorso proposto l’ 8 luglio 2013 — VECCO e a./Commissione

7.9.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 260/45
            
         Ricorso proposto l’8 luglio 2013 — VECCO e a./Commissione
   (Causa T-360/13)
   2013/C 260/81
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Verein zur Wahrung von Einsatz und Nutzung von Chromtrioxid und anderen Chrom-VI-verbindungen in der Oberflächentechnik eV (VECCO) (Memmingen, Germania) e altri 185 (rappresentanti: C. Mereu e K. Van Maldegem, avvocati)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               Dichiarare il ricorso ricevibile e fondato;
            
         
               —
            
            
               Dichiarare che il regolamento (UE) n. 348/2013 della Commissione, del 17 aprile 2013, recante modifica dell’allegato XIV del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) (GU 2013 L 108, pag. 1), è parzialmente illegittimo in quanto è basato su un manifesto errore di valutazione e viola l’articolo 58, paragrafo 2, del REACH, il principio di proporzionalità e il diritto di difesa (inclusi i principi di buona amministrazione e di eccellenza del parere scientifico);
            
         
               —
            
            
               Annullare parzialmente il regolamento (UE) n. 348/2013 della Commissione, nella parte in cui non contiene nel suo allegato alla voce n. 16, quinta colonna, sotto il titolo «Categorie di usi esentati», la seguente esenzione: «uso di triossido di cromo a scopi produttivi in soluzione acquosa, in osservanza di un valore massimo dell’esposizione di 5μg/m3 (o 0.005 mg/m3)» o espressioni simili intese ad esentare dall’ambito di applicazione dell’atto impugnato l’«uso di triossido di cromo nella galvanoplastica, nei processi d'incisione, nell’elettrolucidatura e in altri procedimenti e tecnologie di trattamenti di superficie nonché nella miscelazione» o parole in tal senso,;
            
         
               —
            
            
               Ordinare alla convenuta di rettificare il regolamento della Commissione (UE) n. 348/2013 per conformarsi alla sentenza del Tribunale; e
            
         
               —
            
            
               Condannare la convenuta alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono quattro motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo: il regolamento (UE) n. 348/2013 della Commissione è illegittimo poiché basato su numerosi errori manifesti di valutazione e deve essere annullato nella parte in cui non contiene un’esenzione dall’autorizzazione relativamente all’uso di triossido di cromo nell’industria della cromatura.
            
         
               2)
            
            
               Secondo motivo: il regolamento (UE) n. 348/2013 della Commissione è basato su una valutazione scientificamente e giuridicamente erronea (manifesto errore di valutazione) del rischio professionale relativo all’uso di triossido di cromo nella cromatura.
            
         
               3)
            
            
               Terzo motivo: il regolamento (UE) n. 348/2013 della Commissione viola l’articolo 58, paragrafo 2, del REACH e il principio di proporzionalità.
            
         
               4)
            
            
               Quarto motivo: alle ricorrenti non è stato garantito l’accesso ai documenti chiave che hanno costituito la base del regolamento (UE) n. 348/2013 della Commissione e, pertanto, la convenuta ha violato i diritti di difesa delle ricorrenti e i principi di buona amministrazione e di eccellenza del parere scientifico.