CELEX: 52011PC0757
Language: it
Date: 2011-11-15
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che modifica e proroga il periodo di applicazione della decisione 2010/371/UE, del 7 giugno 2010, relativa alla conclusione della procedura di consultazione con la Repubblica del Madagascar a titolo dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACPCE

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52011PC0757

	RELAZIONEIl 7 giugno 2010, a seguito della conclusione delle consultazioni tenutesi ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE, il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di adottare per un periodo di dodici mesi "misure appropriate" nei confronti della Repubblica del Madagascar (decisione 2010/371/UE[1]). Le misure sono state prorogate fino al 6 dicembre 2011 con decisione 2011/324//UE del Consiglio del 30 maggio 2011[2].Fra le misure appropriate adottate con decisione 2010/371/UE figurano in particolare la sospensione del sostegno al bilancio, dell'attuazione del PIN del 10° FES e delle azioni e pagamenti previsti dal 9° FES che coinvolgono direttamente il governo e le sue agenzie, nonché la riassunzione, da parte della Commissione, delle funzioni di ordinatore nazionale del FES. Le misure non incidono sui contributi alle operazioni umanitarie né su taluni progetti che comportano benefici diretti per la popolazione.L'intensa attività di mediazione condotta dalla Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe (SADC) per tutta la durata della crisi con il sostegno dell'UA, dell'UE e degli altri partner internazionali ha fatto sì che il 17 settembre 2011 la maggior parte dei principali interlocutori politici malgasci firmasse una tabella di marcia (roadmap) per porre fine alla crisi in Madagascar. Questo documento contiene gli impegni che i firmatari hanno concordato di assumere per attuare con successo un processo di transizione neutro, inclusivo e consensuale coronato da elezioni credibili, libere e trasparenti che consentano di ripristinare l'ordine costituzionale nel paese.La firma della roadmap costituisce effettivamente un primo passo importante, che dovrebbe però essere confermato da una sua attuazione rapida e efficace secondo le tappe stabilite nella roadmap stessa. Se così fosse, l'Unione dovrebbe essere pronta ad accompagnare, come ha sempre dichiarato dall'inizio della crisi, il processo di transizione e, a mano a mano che questo progredirà, potrebbe adottare anche misure volte a rilanciare progressivamente la nostra cooperazione allo sviluppo.In considerazione di questi sviluppi positivi, e per evitare un vuoto giuridico a partire dal 6 dicembre 2011, è opportuno modificare le misure appropriate, definite in allegato alla decisione 2010/371/UE del Consiglio del 7 giugno 2010, e prorogarne la validità per altri dodici mesi.Per trasmettere a nome dell'Unione un esplicito segnale che incoraggi le autorità malgasce e tutti i partner in causa a moltiplicare gli sforzi per attuare la roadmap, si propone di inviare un'altra lettera al presidente della transizione per informarlo di questa decisione e indicare, in uno schema di impegni reciproci, le misure che l'Unione si impegna ad adottare non appena la controparte malgascia avrà adempiuto gli impegni legati alle tappe principali della transizione o quelli eventualmente concordati nell'ambito del dialogo politico che potrebbe essere avviato tra le due parti.La decisione da adottare potrà essere riesaminata in qualsiasi momento, il che permetterà di modificarla in funzione dell'evoluzione politica del paese e dei progressi, o dell'assenza di progressi, registrati in termini di attuazione della roadmap.2011/0343 (NLE)Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOche modifica e proroga il periodo di applicazione della decisione 2010/371/UE, del 7 giugno 2010, relativa alla conclusione della procedura di consultazione con la Repubblica del Madagascar a titolo dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-CEIL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,visto l’accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000[3] e riveduto a Ouagadougou, Burkina Faso, il 22 giugno 2010[4] (in seguito denominato "l’accordo di partenariato ACP-CE"), in particolare l’articolo 96,visto l'accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo ai provvedimenti da prendere ed alle procedure da seguire per l'applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE[5], in particolare l'articolo 3,vista la proposta della Commissione europea,di concerto con l'Alta Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,considerando quanto segue:1.  La decisione 2010/371/UE[6], del 7 giugno 2010, relativa alla conclusione della procedura di consultazione con la Repubblica del Madagascar a titolo dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-CE è stata adottata per porre in essere misure appropriate in seguito alla violazione di elementi essenziali di cui all’articolo 9 dello stesso accordo.2.  Con decisione 2011/324/UE[7] del 30 maggio 2011, queste misure sono state prorogate fino al 6 dicembre 2011 in considerazione del fatto che dopo dodici mesi le parti malgasce non avevano firmato una roadmap per una transizione consensuale e che nessuna roadmap era stata ratificata dalla Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe, dall'Unione africana e dalla comunità internazionale.3.  I notevoli sforzi prodigati da tutte le parti politiche malgasce grazie alla mediazione della Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe hanno fatto sì che il 17 settembre 2011 la maggior parte dei principali esponenti politici malgasci firmasse una "roadmap" per porre fine alla crisi in Madagascar. La roadmap contiene gli impegni che i firmatari hanno concordato di assumere per attuare con successo un processo di transizione neutro, inclusivo e consensuale coronato da elezioni credibili, libere e trasparenti che consentano di ripristinare l'ordine costituzionale.4.  È quindi opportuno modificare le misure appropriate in vigore per consentire all'Unione di accompagnare il processo di transizione, fermo restando il rispetto da parte malgascia degli impegni legati alle tappe principali della roadmap o di quelli eventualmente concordati nell'ambito del dialogo politico che potrebbe essere avviato tra il governo malgascio e l'Unione europea.5.  Il periodo di applicazione della decisione 2010/371/UE, modificata dalla decisione 2011/324/UE, scade il 6 dicembre. Le misure appropriate, come modificate dalla presente decisione, dovrebbero applicarsi per un periodo di dodici mesi, fermo restando il loro periodico riesame in questo periodo,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONEArticolo 1La decisione 2010/371/UE, prorogata dalla decisione 2011/324/UE, è così modificata:1) le misure specificate nella lettera allegata alla decisione 2010/371/UE del 7 giugno 2010 sono sostituite dalle misure specificate in allegato alla presente decisione.2) All'articolo 3 della decisione 2010/371/UE, la seconda frase è sostituita dal testo seguente: "La presente decisione rimane in vigore fino al 6 dicembre 2012, fermo restando il suo riesame a scadenze regolari durante questo periodo".Articolo 2La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl presidenteALLEGATOBruxelles,PROGETTO DI LETTERA AL PRESIDENTE DELLA TRANSIZIONESignor Presidente,L’Unione europea ascrive la massima importanza alle disposizioni dell’articolo 9 dell’accordo di partenariato ACP-CE. In quanto elementi essenziali dell'accordo di partenariato, il rispetto dei diritti umani, le istituzioni democratiche e lo Stato di diritto sono alla base delle nostre relazioni.Con lettera del 16 giugno 2011, l'Unione europea L'ha informata della sua decisione 2011/324/UE, del 30 maggio 2010, di prorogare fino al 6 dicembre 2011 le misure appropriate ai sensi dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c), di tale accordo, adottata il 7 giugno 2010 nei confronti del Madagascar.Dopo questa data, l'Unione europea ha seguito attentamente la situazione politica nel Suo paese e ha sostenuto attivamente l'attività di mediazione svolta dalla Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe (SADC) e da altri partner africani, che il 17 settembre 2011 ha portato alla firma della roadmap come modificata in seguito al vertice della SADC dell'11-12 giugno 2011.L'Unione europea ha espresso compiacimento per questa firma e ha riaffermato la propria disponibilità a sostenere politicamente e finanziariamente il processo di transizione in risposta ad un'eventuale richiesta della Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe (SADC) e dell'Unione africana e in stretta collaborazione con la comunità internazionale.Quest'impegno dell'Unione europea è subordinato al rispetto, da parte del Madagascar, degli impegni seguenti:Impegni della controparte malgascia | Impegni dell'Unione europea |Firma della roadmap | Dichiarazione del portavoce dell'AR/VP Ashton (risposta positiva che si compiace della firma e indica la disponibilità ad accompagnare politicamente e finanziariamente la transizione con riserva di completamento del processo) Primi contatti ad alto livello con le autorità malgasce (visita di 2 ministri malgasci) Identificazione/elaborazione dei programmi a sostegno delle popolazioni vulnerabili a titolo del 10° FES e delle linee di bilancio Identificazione dei programmi di cooperazione allo sviluppo e di accompagnamento della transizione a titolo del 10° FES e delle linee di bilancio |Nomina del primo ministro "di consenso" e del governo di unità nazionale | Riconoscimento della legittimità del presidente e del governo di transizione del Madagascar, per consentire la presentazione delle credenziali dell'ambasciatore dell'Unione in Madagascar Convocazione della 1a seduta plenaria del dialogo politico a norma dell'articolo 8 dell'accordo di Cotonou (discussioni sulle condizioni e modalità della graduale ripresa della cooperazione) Consultazione della SADC e dell'UA per l'accompagnamento della transizione (il che presuppone l'approvazione della roadmap e delle prime misure di attuazione) e/o convocazione del gruppo internazionale di contatto sul Madagascar, risposta positiva e attiva partecipazione dell'Unione per coordinare una risposta congiunta della comunità internazionale Formulazione dei progetti di cooperazione allo sviluppo e accompagnamento della transizione a titolo del 10° FES e delle linee di bilancio |Insediamento del parlamento di transizione e della Commissione elettorale nazionale indipendente (CENI) e elaborazione e attuazione, con il sostegno dell'ONU (relazione di valutazione elettorale), di un quadro elettorale credibile | Se la relazione della missione di valutazione elettorale dell'ONU è giudicata soddisfacente e il calendario elettorale è giudicato realistico: inclusione del Madagascar nell'elenco dei paesi prioritari per una missione di osservazione elettorale dell'UE nel 2012 e, pertanto, conferma della volontà dell'Unione di inviare una missione di osservazione elettorale dell'UE in funzione delle disponibilità finanziarie e dopo una missione esplorativa Identificazione e formulazione delle misure di sostegno elettorale a titolo di diversi strumenti, in particolare lo strumento per la stabilità, in funzione delle disponibilità finanziarie |Adozione di una legge sull'amnistia ratificata dal parlamento di transizione e adozione da parte del parlamento di una legge che definisca le modalità delle dimissioni del presidente della transizione, del primo ministro e dei membri del governo qualora decidano di presentarsi alle elezioni | 2a seduta plenaria del dialogo politico a norma dell'articolo 8 dell'accordo di Cotonou (proseguimento delle discussioni sulle condizioni e modalità della graduale ripresa della cooperazione) Identificazione/formulazione di azioni a sostegno della riconciliazione nazionale e della democratizzazione |Svolgimento delle elezioni politiche e presidenziali | Invio di una missione di osservazione elettorale dell'UE in funzione delle disponibilità finanziarie |Proclamazione dei risultati delle elezioni e ripristino dell'ordine costituzionale | Dichiarazione dell'AR/VP Ashton sullo svolgimento e sui risultati delle elezioni e valutazione della loro credibilità Nel caso di uno scenario positivo, avvio della procedura di abrogazione della decisione a norma dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou e della decisione della Commissione europea relativa alla ripresa delle funzioni dell'ordinatore nazionale Avvio di azioni di ripresa della cooperazione allo sviluppo (FES e linee di bilancio) |Insediamento del nuovo presidente, del nuovo governo e del nuovo parlamento | Dichiarazione dell'AR/VP Ashton e del commissario Piebalgs a nome dell'Unione che si compiace del ripristino dell'ordine costituzionale e conferma la normalizzazione totale delle relazioni UE-Madagascar, con ripresa integrale della cooperazione allo sviluppo Abrogazione della decisione a norma dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou e della decisione della Commissione europea relativa alla ripresa delle funzioni dell'ordinatore nazionale |Esortiamo Lei e tutti i partner politici malgasci a proseguire con la massima perseveranza l'impegno prodigato per attuare prima possibile la roadmap, onde consentire all'Unione europea di accompagnare un processo di transizione consensuale e neutro per porre fine alla crisi in Madagascar, processo che dovrà concludersi con lo svolgimento di elezioni libere e credibili che permettano il ripristino dell'ordine costituzionale.Alla luce di quanto precede, l'Unione europea ha deciso di sostituire le misure specificate nella lettera allegata alla decisione 2010/371/UE del 7 giugno 2010, che Le è stata inviata il 16 giugno 2010, con le misure appropriate seguenti:- gli aiuti umanitari e di emergenza rimangono impregiudicati.- La Commissione europea potrà attuare determinati progetti e programmi che comportano benefici diretti per la popolazione.- Il sostegno al bilancio previsto nei programmi indicativi nazionali (PIN) del 9° e 10° Fondo europeo di sviluppo (FES) rimane sospeso.- I progetti e i programmi già in corso a titolo del 9° FES proseguono, tranne le azioni e i pagamenti che coinvolgono direttamente il governo e le sue agenzie, con possibilità di revisione in funzione dell'evoluzione della situazione politica. Modifiche e clausole aggiuntive ai contratti in corso dovranno essere esaminate caso per caso.- I progetti regionali sono valutati caso per caso.- L'attuazione del PIN del 10° FES è subordinata al rispetto degli impegni della controparte malgascia specificati nello schema di cui sopra, rispetto che determinerà progressivamente la risposta dell'Unione europea per quanto riguarda l'attuazione dei programmi di sostegno alle popolazioni e di accompagnamento della transizione e, a termine, la ripresa completa della cooperazione allo sviluppo con il Madagascar.Queste misure rimarranno in vigore per un periodo di dodici mesi, ma potranno essere riesaminate in qualsiasi momento in funzione degli sviluppi positivi o negativi della situazione politica in Madagascar.Voglia gradire, Signor Presidente, i sensi della nostra più alta considerazione.Per l’Unione europeaCatherine ASHTON Andris PIEBALGS[1] GU L 169 del 3.7.2010, pag. 13.[2] GU L 146 dell'1.6.2011, pag. 2.[3] GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.[4] GU L 287 del 4.11.2010, pag. 3.[5] GU L 317 del 15.12.2000, pag. 376.[6] GU L 169 del 3.7.2010, pag. 13.[7] GU L 146 dell'1.6.2011, pag. 2.