CELEX: 52006PC0509
Language: it
Date: 2006-10-09
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa al divieto provvisorio, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, dell'uso e della vendita in Austria di granturco geneticamente modificato (Zea mays L., linea MON 810) (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)

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52006PC0509

Proposta di decisione del Consiglio relativa al divieto provvisorio, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'uso e della vendita in Austria di granturco geneticamente modificato (Zea mays L., linea MON 810) (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)  /* COM/2006/0509 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 9.10.2006COM(2006) 509 definitivoProposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOrelativa al divieto provvisorio, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'uso e della vendita in Austria di granturco geneticamente modificato (Zea mays L., linea MON 810) (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. L'immissione in commercio di una varietà geneticamente modificata di Zea mays L., linea MON 810 è stata autorizzata a norma di decisioni della Commissione di cui alla parte C della direttiva 90/220/CEE del Consiglio e le autorità francesi hanno concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di tale organismo geneticamente modificato (OGM).2. In conformità dell'articolo 16 (clausola di salvaguardia) della direttiva 90/220/CEE, l'Austria ha successivamente informato la Commissione di avere deciso di vietare o limitare provvisoriamente l'immissione in commercio dello Zea mays L., linea MON 810, motivando tale decisione.3. Secondo i pareri espressi dal comitato scientifico delle piante, che era stato consultato, le informazioni trasmesse dall'Austria non costituivano nuove e importanti prove scientifiche non ancora prese in considerazione durante le prime valutazioni dei rischi del suddetto OGM e tali da richiedere una modifica del suo parere scientifico iniziale sulla sicurezza dello Zea mays L., linea MON 810.4. La direttiva 90/220/CEE è stata abrogata dalla direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati[1].5. Nel gennaio 2004 la Commissione ha chiesto all'Austria di riesaminare la propria clausola di salvaguardia alla luce della nuova normativa e, se del caso, di trasmetterle una nuova notifica a norma della direttiva 2001/18/CE.6. In conformità dell'articolo 23 della direttiva 2001/18/CE l'Austria ha trasmesso alla Commissione ulteriori informazioni a sostegno della sua attuale clausola di salvaguardia.7. L'articolo 23 della direttiva 2001/18/CE impone alla Commissione di adottare una decisione secondo la procedura di cui all'articolo 30, paragrafo 2, della stessa direttiva, alla quale si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, tenuto conto delle disposizioni dell'articolo 8 della medesima decisione.8. In conformità dell'articolo 28, paragrafo 1, della direttiva 2001/18/CE è stata consultata l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), istituita dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio[2], a norma del quale essa ha sostituito i comitati scientifici competenti; nel parere presentato l'8 luglio 2004[3], l'Autorità ha concluso che le informazioni trasmesse dall'Austria non costituivano nuove prove scientifiche tali da inficiare la valutazione dei rischi ambientali posti dallo Zea mays L., linea MON 810 e da giustificare un divieto riguardante tale OGM in Austria.9. In conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, della decisione 1999/468/CE, è stato perciò sottoposto al parere del comitato istituito a norma dell'articolo 30 della direttiva 2001/18/CE un progetto di decisione della Commissione che chiedeva all'Austria di abrogare la propria clausola nazionale di salvaguardia.10. Poiché il comitato, consultato il 29 novembre 2004, non ha formulato alcun parere sulla clausola di salvaguardia, a norma dell'articolo 5, paragrafo 4, della decisione 1999/468/CE la Commissione è tenuta a sottoporre senza indugio al Consiglio proposte in merito alle misure da prendere e a informarne il Parlamento europeo.11. In conformità dell'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE, il 24 giugno 2005 il Consiglio "Ambiente" ha manifestato a maggioranza qualificata la sua opposizione alla proposta che chiedeva all'Austria di abrogare la propria clausola di salvaguardia e la Commissione deve pertanto riesaminare le proprie proposte.12. Nella sua dichiarazione, il Consiglio ha affermato di ritenere che "sussistano ancora incertezze in merito alle misure nazionali di salvaguardia nel commercio dell[a] varietà di granturco geneticamente modificato (…) MON 810" e ha invitato la Commissione a "raccogliere ulteriori prove al riguardo e [a] valutare ulteriormente se i provvedimenti adottati [dall'Austria] (…) volti a sospender[n]e, come misura conservativa provvisoria, l'immissione in commercio (…) siano giustificati e se l'autorizzazione di [tale] organism[o] soddisfi ancora i requisiti in materia di sicurezza di cui alla direttiva 2001/18/CE".13. Nel novembre 2005 è stata consultata l'EFSA per sapere se vi fossero motivi scientifici per ritenere che, mantenendo in commercio lo Zea mays L., linea MON 810 alle condizioni indicate nell'autorizzazione, si sarebbero potuti verificare effetti nocivi per la salute umana o per l'ambiente; in particolare le si è chiesto di tener conto di altri dati scientifici eventualmente emersi successivamente al precedente parere scientifico relativo alla sicurezza di questo OGM.14. Nel suo parere del 29 marzo 2006 (pubblicato l'11 aprile 2006)[4] l'EFSA, dopo avere esaminato le prove presentate dall'Austria, ha ritenuto che i dati scientifici disponibili non suffraghino le motivazioni avanzate dall'Austria e ha concluso che non vi è motivo di pensare che il mantenimento in commercio dello Zea mays L., linea MON 810 possa provocare effetti nocivi per la salute umana o animale o per l'ambiente alle condizioni indicate nell'autorizzazione.15. In conformità dell'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE, la Commissione può pertanto presentare al Consiglio una proposta modificata, ripresentare le proprie proposte o presentare una proposta legislativa in base al trattato.16. Tenuto conto della dichiarazione del Consiglio del 20 giugno 2005 e consultata nuovamente l'EFSA, per la terza volta la valutazione scientifica dello Zea mays L., linea MON 810 conferma che è improbabile che il prodotto in questione possa provocare effetti nocivi per la salute umana o animale o per l'ambiente. La Commissione ritiene pertanto che la proposta non debba essere modificata e presenta nuovamente la propria proposta al Consiglio a norma dell'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE.Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOrelativa al divieto provvisorio, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'uso e della vendita in Austria di granturco geneticamente modificato ( Zea mays L., linea MON 810)(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva 90/220/CEE del Consiglio[5], in particolare l'articolo 23, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione,considerando quanto segue:(1) La decisione 98/294/CE della Commissione, del 22 aprile 1998, concernente l'immissione in commercio di granturco geneticamente modificato ( Zea mays L., linea MON 810) a norma della direttiva 90/220/CEE del Consiglio[6] autorizza l'immissione in commercio del prodotto.(2) Il 3 agosto 1998 le autorità francesi hanno concesso tale autorizzazione.(3) A norma dell'articolo 35, paragrafo 1, della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, che ha sostituito la direttiva 90/220/CEE[7], le procedure relative alle notifiche riguardanti l'immissione in commercio di organismi geneticamente modificati non completate entro il 17 ottobre 2002 sono disciplinate dalla direttiva 2001/18/CE.(4) Il 2 giugno 1999 l'Austria ha informato la Commissione di avere deciso di vietare provvisoriamente l'uso e la vendita dello Zea mays L., linea MON 810, motivando tale decisione con riferimento all'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 90/220/CEE.(5) Il 24 settembre 1999 il comitato scientifico delle piante ha concluso che le informazioni trasmesse dall'Austria non costituivano nuove e importanti prove scientifiche non ancora prese in considerazione durante la prima valutazione del fascicolo e tali da giustificare una modifica del parere iniziale espresso dal comitato medesimo sul prodotto.(6) Il 9 gennaio, il 9 febbraio e il 17 febbraio 2004 l'Austria ha trasmesso alla Commissione ulteriori informazioni a sostegno dei propri provvedimenti nazionali relativi al granturco della linea MON 810.(7) In conformità dell'articolo 28, paragrafo 1, della direttiva 2001/18/CE la Commissione ha consultato l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), istituita dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio[8], a norma del quale essa ha sostituito i comitati scientifici competenti.(8) In data 8 luglio 2004[9] l'EFSA ha concluso che le informazioni trasmesse dall'Austria non costituivano nuove prove scientifiche sufficienti a inficiare la valutazione dei rischi ambientali posti dal granturco della linea MON 810 e tali da giustificare un divieto dell'uso e della vendita del prodotto in Austria.(9) Poiché alla luce di tali circostanze non c'era motivo di ritenere che il prodotto comportasse un rischio per la salute umana o per l'ambiente, il 29 novembre 2004 la Commissione ha sottoposto all'esame del comitato istituito a norma dell'articolo 30 della direttiva 2001/18/CE, secondo la procedura di cui all'articolo 30, paragrafo 2, della medesima direttiva, un progetto di decisione che chiedeva all'Austria di abrogare la propria clausola provvisoria di salvaguardia.(10) Tale comitato non ha tuttavia formulato alcun parere e, a norma dell'articolo 5, paragrafo 4, della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione[10], la Commissione ha sottoposto al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere.(11) Il 24 giugno 2005, in conformità dell'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, ha respinto tale proposta.(12) Nella sua dichiarazione, il Consiglio ha affermato di ritenere che "sussistano ancora incertezze in merito alle misure nazionali di salvaguardia nel commercio dell[a] varietà di granturco geneticamente modificato (…) MON 810" e ha invitato la Commissione a "raccogliere ulteriori prove al riguardo e [a] valutare ulteriormente se i provvedimenti adottati [dall'Austria] (…) volti a sospender[n]e, come misura conservativa provvisoria, l'immissione in commercio (…) siano giustificati e se l'autorizzazione di [tale] organism[o] soddisfi ancora i requisiti in materia di sicurezza di cui alla direttiva 2001/18/CE".(13) Nel novembre 2005 la Commissione ha nuovamente consultato l'EFSA per sapere se vi fossero motivi scientifici per ritenere che, mantenendo in commercio il granturco della linea MON 810 alle condizioni indicate nell'autorizzazione, si sarebbero potuti verificare effetti nocivi per la salute umana o per l'ambiente[11]. In particolare è stato chiesto all'EFSA di tener conto di altri dati scientifici eventualmente emersi successivamente al precedente parere scientifico relativo alla sicurezza di questo OGM.(14) Nel suo parere del 29 marzo 2006 l'EFSA ha concluso che non vi è motivo di pensare che il mantenimento in commercio del granturco della linea MON 810 possa provocare effetti nocivi per la salute umana o animale o per l'ambiente alle condizioni indicate nell'autorizzazione.(15) L'Austria deve pertanto revocare i provvedimenti di salvaguardia relativi allo Zea mays L., linea MON 810,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1I provvedimenti adottati dall'Austria per vietare l'uso e la vendita del granturco geneticamente modificato Zea mays L., linea MON 810, la cui immissione in commercio è stata autorizzata dalla decisione 98/294/CE non sono giustificati dall'articolo 23 della direttiva 2001/18/CE.Articolo 2L'Austria adotta le disposizioni necessarie per conformarsi alla presente decisione entro venti giorni dalla notifica della stessa.Articolo 3La Repubblica d'Austria è destinataria della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il […].Per il ConsiglioIl Presidente [1] GU L 106 del 17.4.2001, pag. 1.[2] GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 575/2006 della Commissione (GU L 100 dell'8.4.2006, pag. 3).[3] Opinion of the Scientific Panel on Genetically Modified Organisms on a request from the Commission related to the Austrian invoke of Article 23 of Directive 2001/18/EC (Parere del gruppo di esperti scientifici sugli organismi geneticamente modificati a seguito di una richiesta della Commissione relativa all'invocazione dell'articolo 23 della direttiva 2001/18/CE da parte dell'Austria), The EFSA Journal (2004) n. 78, pagg. 1-13.[4] Opinion of the Scientific Panel on Genetically Modified Organisms on a request from the Commission related to genetically modified crops (Bt176 maize, MON810 maize, T25 maize, Topas 19/2 oilseed rape and Ms1xRf1 oilseed rape) subject to safeguard clauses invoked according to Article 16 of Directive 90/220/EEC , The EFSA Journal (2006) n. 338, pagg. 1-15.[5] GU L 106 del 17.4.2001, pag. 1.[6] GU L 131 del 5.5.1998, pag. 32.[7] GU L 117 dell'8.5.1990, pag. 15.[8] GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 575/2006 della Commissione (GU L 100 dell'8.4.2006, pag. 3).[9] Opinion of the Scientific Panel on Genetically Modified Organisms on a request from the Commission related to the Austrian invoke of Article 23 of Directive 2001/18/EC (Parere del gruppo di esperti scientifici sugli organismi geneticamente modificati a seguito di una richiesta della Commissione relativa all'invocazione dell'articolo 23 della direttiva 2001/18/CE da parte dell'Austria), The EFSA Journal (2004) n. 78, pagg. 1-13.[10] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.[11] Opinion of the Scientific Panel on Genetically Modified Organisms on a request from the Commission related to genetically modified crops (Bt176 maize, MON810 maize, T25 maize, Topas 19/2 oilseed rape and Ms1xRf1 oilseed rape) subject to safeguard clauses invoked according to Article 16 of Directive 90/220/EEC , The EFSA Journal (2006) n. 338, pagg. 1-15.