CELEX: 52002PC0684(02)
Language: it
Date: 2002-11-27
Title: Proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici specifici presenti negli alimenti (presentate dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

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52002PC0684(02)

Proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici specifici presenti negli alimenti (presentate dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)  /* COM/2002/0684 def. - COD 2001/0177 */  

Proposta modificata di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici specifici presenti negli alimenti (presentate dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)RELAZIONEA. ProceduraNell'agosto 2001 la Commissione ha presentato una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio, unitamente a una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti e recante modifica delle direttive 64/432/CEE, 72/462/CEE e 90/539/CEE del Consiglio (COM(2001) 452 def. - 2001/0176(COD)-2001/0177(COD)) per adozione mediante la procedura di codecisione stabilita all'articolo 251 del Trattato che istituisce la Comunità europea.Il 15 maggio 2002 il Parlamento europeo si è espresso in prima lettura. Il Parlamento ha adottato 66 emendamenti (rispettivamente 30 riguardanti la proposta di direttiva e 36 riguardanti la proposta di regolamento), 54 dei quali (rispettivamente 28 e 26) sono stati accolti dalla Commissione in toto o in parte ovvero sub condicione o previa riformulazione.Alla luce di tali sviluppi, la Commissione ha elaborato queste proposte modificate. Le modifiche sono riportate in "grassetto" e "sottolineate" ove rappresentano aggiunte o modifiche, e in "grassetto" e "barrato" quando comportano cancellazioni di testo. Soltanto grandi cambiamenti d'ordine linguistico verranno segnalati qui di seguito. Le modifiche editoriali apportate come dal seguente punto B III non sono contrassegnate nel testo.B. Spiegazione degli emendamentiI. Proposta di direttiva sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici1. Opportunità di coprire i prodotti di origine vegetale (e le miscele)Gli emendamenti 1, 6 e 12 del Parlamento europeo richiedono in toto o in parte che gli agenti zoonotici vengano monitorati non solo negli animali, nei mangimi e negli alimenti di origine animale come previsto nelle proposte della Commissione, ma anche negli alimenti di origine vegetale e negli alimenti di origine mista. La Commissione ha accettato questi emendamenti. Il monitoraggio dei prodotti di origine vegetale è un'utile aggiunta poiché, a quanto risulta, la frutta e la verdura ospitano in misura crescente agenti zoonotici, così da costituire una fonte di infezioni umane. La nuova formulazione in queste proposte rivedute non è la stessa degli emendamenti del Parlamento europeo, ma è in linea con essi: essa farà riferimento a "alimento" che, conformemente al regolamento (CE) n. 178/2002 del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare, sta a indicare qualsiasi sostanza o prodotto destinato a essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente che possa essere ingerito, da esseri umani.2. Raccolta di dati comparabiliDegli emendamenti 5, 12, 14, 28 e 31 de Parlamento europeo volti, in toto o in parte, a rafforzare la raccolta di dati comparabili e uniformi sulle zoonosi dagli Stati membri, si è tenuto conto modificando gli articoli pertinenti. Questi emendamenti sono in linea con l'obiettivo della proposta e con gli orientamenti seguiti dal gruppo di lavoro del Consiglio.3. Cooperazione tra le autorità nazionaliGli emendamenti 9 e 10 del Parlamento europeo chiedono che un elenco non esaustivo di autorità (comprese le autorità competenti per la legislazione in materia di mangimi) e di organizzazioni sia incluso nella cooperazione richiesta per la raccolta di dati sulle zoonosi a livello nazionale. La Commissione ha introdotto tali emendamenti nell'articolo pertinente. Gli emendamenti migliorano la proposta da un punto di vista tecnico e redazionale e sono globalmente in linea con gli sviluppi in seno al gruppo di lavoro del Consiglio.4. Relazioni e pubblicazione di relazioniGli emendamenti 4, 8 e parte dell'emendamento 20 del Parlamento europeo che sollecitano la pubblicazione tempestiva delle relazioni nazionali sulle zoonosi sono incorporati negli articoli pertinenti. L'altra parte dell'emendamento 2 in cui si chiede di accorciare il tempo concesso agli Stati membri per presentare le loro relazioni alla Commissione non è accettata. Anche se un'accelerazione dei tempi per le relazioni sarebbe auspicabile in quanto tale, ciò appare irrealistico alla luce dell'esperienza maturata con la direttiva vigente. Tuttavia gli emendamenti 29 e 32 che ridurrebbero i tempi in cui l'Autorità europea per la sicurezza alimentare dovrebbe compilare la relazione comuntiaria appaiono realistici e sono inclusi nella nuova proposta. Inoltre, la proposta riveduta stabilisce che gli Stati membri inviino le loro relazioni nazionali esclusivamente alla Commissione che le inoltrerà all'Autorità europea per la sicurezza alimentare. Sarà quest'ultima a produrre la relazione generale.5. Responsabilità degli operatori del settore alimentare in materia di conservazione di campioni e di risultati dei testGli emendamenti 17 e 19 del Parlamento europeo che accrescono le responsabilità delle aziende del settore alimentare di mantenere adeguati campioni di alimenti in caso di insorgenza di focolai di infezione e i risultati dei test sugli agenti zoonotici sono inclusi nel testo proposto. Gli emendamenti sono ampiamente in linea con gli orientamenti del gruppo di lavoro del Consiglio.6. Ampliare la portata del monitoraggio della resistenza antimicrobicaGli emendamenti 28-33 del Parlamento europeo che, in toto o in parte, estendono la portata del monitoraggio della resistenza antimicrobica ad agenti diversi da quelli zoonotici sono inclusi nel testo proposto fatta salva una modifica redazionale alla luce degli sviluppi in seno al Consiglio.7. Procedura di comitatologiaL'emendamento 23 del Parlamento europeo chiede che venga consultato, ove opportuno, anche il Comitato della rete delle malattie trasmissibili oltre al Comitato permanente per la catena alimentare e la sicurezza degli animali. Anche se ciò creerebbe una più forte correlazione tra le questioni veterinarie e la sanità pubblica, ciò non sarebbe in linea con i principi e le regole stabiliti nella decisione 1999/468/CE del Consiglio, come prescritto dall'articolo 202, terzo capoverso, del Trattato. Soltanto un comitato può assistere la Commissione nell'esercizio dei poteri che il Consiglio le ha delegato. Per tale motivo, la formulazione dell'articolo in questione è stata riveduta nel senso che la Commissione è assistita dal Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali o, se del caso, dall'altro Comitato.8. Criteri per l'inclusione di zoonosi e di altri agenti nel monitoraggioGli emendamenti 13, 25, 26, 28 e 31 del Parlamento europeo che trasferiscono certi criteri dagli allegati agli articoli sono stati accolti nella proposta. Gli emendamenti consentiranno al Parlamento europeo e al Consiglio di essere coinvolti qualora si proponessero ulteriori emendamenti ai criteri. Tali criteri riguardano l'aggiunta e la cancellazione di zoonosi dall'elenco di quelle soggette a monitoraggio o al requisito del monitoraggio della resistenza antimicrobica a integrazione del monitoraggio di isolati umani.9. Consultazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentareL'emendamento 16 del Parlamento europeo che rende obbligatoria la consultazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare all'atto di stabilire programmi coordinati di monitoraggio è incorporato nella proposta. Tale tipo di input scientifico è sempre utile. Tuttavia, si respinge l'emendamento 22 che prevede una consultazione sistematica prima di modificare gli allegati o di adottare misure transitorie. Questo perché non occorre un parere scientifico per stabilire misure d'ordine puramente amministrativo.10. VarieL'emendamento 18 del Parlamento europeo è respinto, poiché imporrebbe studi microbiologici sistematici (invece che "nella misura del possibile") nell'investigazione di focolai di origine alimentare. Ciò può non essere sempre possibile se l'alimento sospetto non è più disponibile.Gli emendamenti 2, 3, 6, 7, 11, 24, 27 del Parlamento europeo migliorano la proposta da un punto di vista tecnico e redazionale e se n'è perciò tenuto conto nella proposta riveduta.II. Proposta di regolamento sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti11. Obiettivo generale del regolamentoL'emendamento 7 del Parlamento europeo che aggiunge un obiettivo prioritario di lungo termine al fine di evitare completamente la presenza di agenti zoonotici nella catena dei mangimi e degli alimenti è respinto. Questo tipo di obiettivo è irrealistico; è impossibile conseguire un'assenza totale di agenti zoonotici nella catena dei mangimi e degli alimenti, indipendentemente dalle misure di controllo adottate.12. Coinvolgimento degli operatori del settore dei mangimi nei controlliGli emendamenti 11, 15, 17, 18, 19 e 20 del Parlamento europeo che coinvolgono il settore dei mangimi assieme a quello degli alimenti nelle misure di controllo per combattere le zoonosi sono presi in conto nella proposta. Gli emendamenti chiarificano e rafforzano il regolamento e sono in linea con gli sviluppi in seno ai gruppi di lavoro del Consiglio.13. Esclusione della produzione per uso proprio dal campo di applicazioneL'emendamento 8 del Parlamento europeo che esenta la produzione per uso proprio dal campo di applicazione del regolamento è introdotto nella proposta. Ciò è in linea con l'articolo 1, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 178/2002 del 28 gennaio 2002.14. Inclusione di prodotti (alimenti) di origine vegetale nel campo di applicazioneGli emendamenti 1 e 16 del Parlamento europeo, volti ad aggiungere controlli degli alimenti e di altri prodotti di origine vegetale nel campo di applicazione dei controlli sono respinti. I mangimi di origine vegetale sono già coperti dal regolamento. Le misure di controllo analoghe a quelle che interessano gli animali previste nel presente regolamento non sono possibili nella produzione di vegetali. Dei controlli degli alimenti di origine vegetale si tiene conto nel rimaneggiamento della legislazione sull'igiene alimentare (COM(2000) 438).15. Programmi di controllo nazionali che tengono conto delle ripercussioni economicheL'emendamento 14 del Parlamento europeo che sollecita gli Stati membri, all'atto di elaborare i loro programmi di controllo nazionali, di tener conto dei costi e benefici al fine di conseguire un'appropriata distribuzione dei costi è introdotto nell'articolo pertinente.16. Divieto dell'uso di antibioticiL'emendamento 3 del Parlamento europeo che aggiunge un obiettivo volto a proibire l'uso di qualsiasi antibiotico a scopi profilattici o di accelerazione della crescita degli animali è respinto. La Commissione ha già annunciato il ritiro progressivo e totale degli antimicrobici usati per l'accelerazione della crescita in una proposta a parte. L'uso di antibiotici quali medicamenti veterinari a fini profilattici non rientra nel campo di applicazione del presente regolamento. Tuttavia, la Commissione intende chiedere un parere scientifico sui rischi e sui benefici dell'uso di antimicrobici per il controllo della salmonella nelle popolazioni animali.17. Garanzie addizionali negli scambi intracomunitariGli emendamenti 2 e 22 del Parlamento europeo, volti ad assicurare garanzie addizionali a carattere transitorio per le regioni con scarsa prevalenza di agenti zoonotici sono respinti. Tali garanzie addizionali si sarebbero applicate a tutti gli agenti zoonotici presenti negli animali vivi, nelle uova da cova e nei prodotti alimentari. La proposta già comprende la possibilità di fissare garanzie addizionali per la salmonella per quanto concerne gli scambi di animali vivi e di uova da cova. Tuttavia, il fatto di estendere tale opzione ad altri agenti zoonotici può creare ostacoli agli scambi e sarebbe prematuro, poiché nella proposta attuale non vengono proposti al loro intento obiettivi di riduzione dei patogeni e programmi di controllo. Le garanzie addizionali per gli alimenti rientrano nel rimaneggiamento della legislazione sull'igiene alimentare (COM(2000) 438), attualmente in fase di prima lettura nell'ambito della procedura di codecisione. Tuttavia, si tiene conto dell'emendamento 23, poiché non ha nessun impatto sull'attuazione del regolamento.18. Sanzioni negli scambi intracomunitariL'emendamento 24 del Parlamento europeo che impone l'esclusione degli Stati membri privi di un programma di controllo approvato dagli scambi intracomunitari relativi ai prodotti o animali in questione è respinto. Le sanzioni saranno affrontate in una proposta separata di regolamento sui controlli ufficiali dei mangimi e degli alimenti.19. Importazioni da paesi terziL'emendamento 25 del Parlamento europeo che richiede uno stretto coinvolgimento dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (AESA) e dell'Ufficio alimentare e veterinario (UAV) nella verifica dell'esistenza di programmi di controllo equivalenti in paesi terzi è accolta soltanto per quanto concerne l'UAV, poiché tale compito non rientrerebbe nel mandato dell'AESA.20. Obiettivi di riduzione della salmonella, modelli di campionamento e calendario di attuazioneGli emendamenti 29, 32, 36 e 38 del Parlamento europeo volti a rendere più rigorosi gli obiettivi in materia di riduzione della salmonella e di aggiungerne altri sono in parte accolti nella proposta. L'obiettivo relativo alle galline ovaiole è ampliato in modo da coprire tutti i sierotipi di salmonella rilevanti per la sanità pubblica e si è aggiunto un nuovo obiettivo per i suini da macello. È prevista la possibilità di adottare un approccio progressivo per i suini. Questi cambiamenti sono conformi agli sviluppi in seno al Consiglio. La proposta del Parlamento europeo di aggiungere nuovi obiettivi per i vitelli, altri animali della specie bovina e gli ovini è respinta. Prima di fissare tali obiettivi è necessario un parere scientifico, soprattutto in considerazione del fatto che i bovini e gli ovini risultano essere sorgenti poco importanti della salmonellosi umana. L'emendamento volto a cambiare la frequenza minima di campionamento per le galline ovaiole da ogni 9 settimane a ogni 15 settimane è introdotto. La nuova frequenza assicura ancora un adeguato livello di controllo ed è linea con un precedente parere del Comitato scientifico veterinario della CE. Per quanto riguarda i suini da macello, il modello di campionamento richiede ulteriori lavori nel merito e s'intende decidere al proposito una volta che sarà stato raggiunto l'obiettivo di riduzione della salmonella. Infine, la colonna intitolata "dati" nell'allegato II.B.1 della proposta è cancellata dal testo originale poiché non fissa requisiti di rilievo e anche perché dalle discussioni in seno al Consiglio è emerso che potrebbe determinare confusione.21. Misure specifiche in branchi di pollame contaminatiNella proposta si tiene conto dell'emendamento 34 del Parlamento europeo che amplia certe misure predeterminate di controllo di branchi di galline ovaiole risultati positivi alla salmonella. Si respinge il corrispondente emendamento 33 per quanto concerne i branchi di galline ovaiole.22. Relazioni e pubblicazione di relazioniL'emendamento 10 del Parlamento europeo, volto ad abbreviare il tempo concesso agli Stati membri per presentare le loro relazioni alla Commissione, non è accolto.L'esperienza relativa all'attuale sistema di raccolta di dati ha dimostrato che gli Stati membri hanno difficoltà a rispettare la scadenza attuale, che è identica a quella fissata nella proposta.23. LaboratoriL'emendamento 26 del Parlamento europeo, volto ad abbreviare i termini entro i quali i laboratori sono tenuti ad applicare standard internazionali di garanzia della qualità è respinto. Accorciare i termini appare irrealistico, considerati i tempi necessari per preparare e raggiungere l'accreditamento e considerato anche che i laboratori non sono stati preavvertiti con sufficiente anticipo.24. Criteri per l'inclusione di zoonosi e altri agenti nel monitoraggioGli emendamenti 12, 13, 30 e 31 del Parlamento europeo che trasferiscono certi criteri dagli allegati al testo degli articoli sono stati accolti nella proposta. Gli emendamenti consentiranno al Parlamento europeo e al Consiglio di venire coinvolti qualora venissero proposti ulteriori emendamenti dei criteri. Tali criteri riguardano l'aggiunta e la cancellazione di obiettivi di riduzione dei patogeni per gli agenti zoonotici.25. Consultazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentareL'emendamento 21 del Parlamento europeo che rende obbligatoria la consultazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare prima di adottare qualsiasi decisione concernente misure specifiche di controllo è stato introdotto nella proposta. Il parere scientifico è necessario per la preparazione di tali decisioni. Tuttavia, l'emendamento 27 che richiede una consultazione sistematica prima di modificare gli annessi o di prendere misure transitorie è respinto perché un parere scientifico non è necessario allorché si adottano misure puramente amministrative.26. Modifiche redazionaliGli emendamenti 4, 5, 6, 9, 17 e 28 del Parlamento europeo migliorano la proposta da un punto di vista tecnico e redazionale. Essi comprendono anche la riformulazione delle disposizioni per i controlli in loco ad opera della Commissione. Se n'è tenuto conto nella proposta riveduta.III. Altri cambiamentiCerti cambiamenti tecnici sono stati apportati al testo per assicurare la sua conformità con l'Accordo interistituzionale del 22 dicembre 1998 sugli orientamenti comuni relativi alla qualità redazionale della legislazione comunitaria (GU C 73 del 17.3.1999, pag. 1), adottato in virtù della dichiarazione n. 39 allegata all'atto finale del Trattato di Amsterdam sulla qualità redazionale della legislazione comunitaria. Conformemente ai punti b) e g) di tale accordo, il testo è stato riveduto per tener conto degli orientamenti comuni e della guida pratica comune messa a punto conformemente al punto a) di detto accordo.2001/0177 (COD)Proposta modificata di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici specifici presenti negli alimenti (Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 152, paragrafo 4, lettera b),vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C ...visto il parere del Comitato economico e sociale  [2],[2]  GU C ...visto il parere del Comitato delle Regioni  [3],[3]  GU C ...deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [4],[4]  GU C ...considerando quanto segue:(1) La protezione della salute umana contro le malattie e le infezioni direttamente o indirettamente trasmissibili dagli animali all'uomo (zoonosi) è di importanza capitale.(2) Le zoonosi trasmissibili attraverso gli alimenti, oltre a causare malattie nell'uomo, possono comportare perdite economiche per l'industria alimentare e a livello della produzione primaria.(3) Costituiscono fonte di preoccupazione anche le zoonosi di origine diversa da quella alimentare, in particolare quelle trasmesse dagli animali selvatici e dagli animali da compagnia.(4) La direttiva 92/117/CEE del Consiglio, del 17 dicembre 1992, riguardante le misure di protezione dalle zoonosi specifiche e la lotta contro agenti zoonotici specifici negli animali e nei prodotti di origine animale allo scopo di evitare focolai di infezioni e intossicazioni alimentari [5] è stata adottata allo scopo di istituire sistemi di sorveglianza per talune zoonosi e misure di lotta contro la salmonella nel pollame.[5]  GU L 62 del 15.3.1993, pag. 38. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 1999/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 210 del 10.8.1999, pag. 12).(5) La direttiva 92/117/CEE fa obbligo agli Stati membri di presentare alla Commissione le misure nazionali che adottano per conseguire gli obiettivi della direttiva. Gli Stati membri hanno inoltre l'obbligo di redigere piani di sorveglianza della salmonella nel pollame. Quest'ultimo obbligo è stato tuttavia sospeso in virtù della direttiva 97/22/CE [6] che modifica la direttiva 92/117/CEE in attesa della revisione della direttiva 92/117/CE prevista dal suo articolo 15 bis.[6]  GU L 113 del 30.4.1997, pag. 9.(6) Numerosi Stati membri hanno già presentato i rispettivi piani di controllo della salmonella, che sono stati approvati dalla Commissione. Inoltre, tutti gli Stati membri avevano l'obbligo, a decorrere dal 1° gennaio 1998, di soddisfare i requisiti minimi per la salmonella specificati nell'allegato III, sezione I, della direttiva 92/117/CEE e di adottare norme che identificano le misure da adottare per impedire l'introduzione di salmonelle nelle aziende.(7) I requisiti minimi si concentravano sulla sorveglianza e il controllo della salmonella nei gruppi riproduttori delle specie Gallus gallus. Qualora nei campioni prelevati si fosse accertata e confermata la presenza di sierotipi di Salmonella Enteritidis o Salmonella Thyphimurium, occorreva adottare le misure specifiche di controllo dell'infezione imposte dalla direttiva 92/117/CEE.(8) Altre disposizioni legislative comunitarie disciplinano la sorveglianza e le misure di lotta contro determinate zoonosi nelle popolazioni animali, in particolare la direttiva 64/432/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1964, relativa a problemi di salute degli animali nel contesto degli scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina [7], per quanto riguarda la tubercolosi dei bovini e la brucellosi dei bovini, e la direttiva 91/68/CEE del Consiglio, del 28 gennaio 1991 relativa alle condizioni di polizia sanitaria da applicare negli scambi intracomunitari di ovini e caprini [8], per la brucellosi degli ovini e dei caprini.[7]  GU L 121 del 29.7.1964, pag. 1977. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1226/2002 (GU L 179 del 9.7.2002, pag. 13).[8]  GU L 46 del 19.2.1991 pag. 19. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione della Commissione 2002/261/CE (GU L 91 del 6.4.2002, pag. 31).(9) Inoltre, il regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio del ... [sull'igiene dei prodotti alimentari] [9] contempla elementi specifici necessari per la prevenzione, il controllo e la sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici e contiene requisiti specifici in materia di qualità microbiologica degli alimenti.[9]  GU L ...(10) A norma della direttiva 92/117/CEE occorre raccogliere dati relativi alla comparsa di zoonosi e di agenti zoonotici negli alimenti per animali, negli animali, nei prodotti alimentari e nell'uomo. Il sistema di raccolta dei dati, benché non armonizzato e pertanto non in grado di permettere raffronti tra gli Stati membri, costituisce comunque una base di valutazione della situazione attuale riguardo alle zoonosi e agli agenti zoonotici nella Comunità.(11) I risultati ottenuti grazie al sistema di raccolta dei dati dimostrano che alcuni agenti zoonotici, in particolare la Salmonella spp. e il Campylobacter spp., sono responsabili della maggior parte dei casi di trasmissione di zoonosi all'uomo. Sembra esservi una tendenza alla diminuzione dei casi di salmonellosi nell'uomo, in particolare dovuti a Salmonella Enteritidis e Salmonella Typhimurium, e che quindi rispecchia il successo delle relative misure di controllo adottate nella Comunità. Tuttavia, si ritiene che molti casi di infezione non vengano segnalati e pertanto i dati raccolti non danno necessariamente un quadro fedele della situazione.(12) Il Comitato scientifico per le misure veterinarie in relazione alla sanità pubblica, nel suo parere sulle zoonosi del 12 aprile 2000 ha considerato insufficienti le misure in vigore relative alla lotta contro le infezioni zoonotiche di origine alimentare e ha ritenuto che i dati epidemiologici attualmente raccolti dagli Stati membri sono incompleti e non pienamente comparabili. In base a tale constatazione, il comitato ha raccomandato di migliorare le disposizioni in materia di sorveglianza ed ha individuato alcune strategie finalizzate alla gestione del rischio.(13) È quindi necessario migliorare gli attuali sistemi di sorveglianza e di raccolta dei dati relativi a specifici agenti zoonotici, a partire dalla salmonella. Contemporaneamente, i sistemi di sorveglianza e di raccolta dei dati previsti dalla direttiva 92/117/CEE saranno sostituiti dalle norme previste dalla direttiva .... del Parlamento europeo e del Consiglio del .... [relativa alle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici che modifica la decisione 90/424/CEE e abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio] [10].[10]  GU L ...(14) È opportuno sancire il principio secondo cui la lotta contro le zoonosi deve abbracciare l'intera catena alimentare, dal campo alla tavola.(15) Le norme che disciplinano le misure di lotta dovrebbero, in linea di massima, essere quelle previste dalla normativa comunitaria in materia di alimenti per animali, salute animale e igiene dei prodotti alimentari.(16) Tuttavia, per talune zoonosi di origine alimentare e taluni agenti zoonotici è necessario stabilire misure di lotta specifiche.(17) Tali misure specifiche devono essere rapportate a obiettivi comunitari di riduzione della prevalenza di specifiche zoonosi di origine alimentare ed agenti zoonotici.(18) Nello stabilire gli obiettivi comunitari di riduzione delle zoonosi di origine alimentare e degli agenti zoonotici nella popolazione animale occorrerà tenere conto, in particolare, della loro incidenza e delle tendenze epidemiologiche riscontrate nelle popolazioni umana e animale, della loro gravità per l'uomo, delle potenziali conseguenze economiche a livello sanitario e per le imprese alimentari, nonché dell'esistenza di opportune misure volte a ridurne la prevalenza. Ove del caso, gli obiettivi comunitari possono essere fissati anche con riferimento ad altre parti della catena alimentare.(19) Per garantire il conseguimento degli obiettivi comunitari in tempo utile, è opportuno che gli Stati membri elaborino specifici programmi nazionali di controllo da sottoporre all'approvazione della Comunità.(20) Principali responsabili della sicurezza dei prodotti alimentari sono gli operatori economici. È pertanto opportuno che gli Stati membri incoraggino l'elaborazione di programmi di lotta che si estendono a tutta la filiera delle industrie alimentari.(21) Nel quadro di tali programmi è possibile che gli Stati membri o le imprese alimentari desiderino fare ricorso a specifici metodi di lotta. Tuttavia, certi metodi possono rivelarsi inaccettabili, in particolare se ostacolano il conseguimento dell'obiettivo comunitario, interferiscono specificamente con i necessari sistemi di analisi o costituiscono una potenziale minaccia per la sanità pubblica. È quindi opportuno provvedere procedure idonee che permettano alla Commissione di decidere che alcuni metodi di lotta debbano essere esclusi dai programmi stessi.(22) Possono anche esistere o essere messi a punto metodi di lotta che di per sé non rientrano in alcuna normativa comunitaria specifica in merito all'approvazione dei prodotti, ma che potrebbero contribuire a conseguire gli obiettivi di riduzione della prevalenza di zoonosi di origine alimentare od agenti zoonotici specifici. È pertanto opportuno conferire alla Commissione l'autorità di approvare il ricorso a tali metodi a livello comunitario.(23) È essenziale garantire che gli animali infetti vengano sostituiti con capi provenienti da gruppi o allevamenti che hanno formato oggetto di misure di lotta adottate conformemente al presente regolamento. Se è in vigore un programma specifico di lotta, è opportuno che i risultati delle analisi vengano trasmessi all'acquirente degli animali. A tal fine, è necessario inserire requisiti specifici nella pertinente normativa comunitaria in materia di scambi intracomunitari e di importazioni da paesi terzi, in particolare per quanto riguarda le partite di animali vivi e di uova da cova. Occorre pertanto opportunamente modificare la direttiva 64/432/CEE, la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali della specie bovina e suina e di carni fresche in provenienza dai paesi terzi [11] e la direttiva 90/539/CEE del Consiglio, del 15 ottobre 1990, relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova [12].[11]  GU L 302 del 31.12.1972, pag. 28. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1452/2001 (GU L 198 del 21.7.2001, pag. 11).[12]  GU L 303 del 31.10.1990, pag. 6. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione della Commissione 2001/867/CE (GU L 323 del 7.12.2001, pag. 29).(24) Per quanto concerne il controllo della salmonella, le informazioni disponibili tendono a indicare che i prodotti di pollame costituiscono un'importante fonte di salmonellosi umana. Le misure di controllo dovrebbero essere pertanto applicate a questo tipo di produzione, estendendo in tal modo le misure avviate in virtù della direttiva 92/117/CEE. Per quanto concerne la produzione di uova da tavola, è importante stabilire misure specifiche in merito alla immissione sul mercato di prodotti che non siano stati riscontrati esenti da salmonella. Per quanto concerne il pollame, l'obiettivo è di immettere sul mercato carne che con ragionevole sicurezza possa essere considerata esente da salmonella. È necessario un periodo transitorio affinché gli operatori del settore alimentare possano conformarsi alle misure previste, che potranno essere ulteriormente adattate in particolare alla luce della valutazione scientifica del rischio. Programmi di controllo equivalenti per il controllo delle zoonosi dovrebbero anche essere attuati nei paesi terzi che esportano verso la Comunità, contemporaneamente alle misure applicate nella Comunità.(25) È opportuno designare Laboratori di riferimento nazionali e comunitari a fini di orientamento e assistenza nelle materie che rientrano nel campo di applicazione del presente regolamento.(26) Per garantire l'applicazione uniforme delle disposizioni previste dal presente regolamento è opportuno prevedere l'organizzazione di controlli contabili e ispezioni comunitarie, conformemente alla legislazione comunitaria in tale ambito.(27) È opportuno stabilire le procedure di modifica di talune disposizioni del presente regolamento che tengano conto dei progressi in campo tecnico e scientifico e per l'adozione di misure transitorie e attuative.(28) Conformemente al principio di proporzionalità, è necessario e appropriato, per conseguire l'obiettivo di fondo di assicurare la salute del pubblico, fissare regole sul controllo della salmonella e di altre zoonosi di origine alimentare e altri agenti zoonotici aventi rilevanza a livello comunitario. Il presente regolamento non va al di là di quanto necessario per raggiungere gli obiettivi perseguiti conformemente a quanto disposto nell'articolo 5, terzo paragrafo del Trattato.(29) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono adottate conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 29 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [13].[13]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Capitolo I Disposizioni introduttiveArticolo 1 Oggetto e campo di applicazione1. Lo scopo del presente regolamento è quello di garantire che siano adottate misure adeguate ed efficaci di lotta contro specifiche zoonosi di origine alimentare e agenti zoonotici, in modo da ridurne la prevalenza e il pericolo per la sanità pubblica.2. Il presente regolamento disciplina:a) la fissazione di obiettivi di riduzione della prevalenza di specifiche zoonosi di origine alimentare nelle popolazioni animali, in particolare allo stadio della produzione primaria di animali, ma anche, se del caso, in altri stadi della catena alimentare, esclusa però la produzione primaria per uso domestico privato.b) l'adozione di programmi specifici di controllo definiti dagli Stati membri e dagli operatori del settore alimentare;c) l'adozione di norme specifiche relative a determinati metodi di lotta da applicare ai fini della riduzione della prevalenza delle zoonosi di origine alimentare e degli agenti zoonotici;d) la definizione di norme che disciplinano gli scambi intracomunitari e le importazioni dai paesi terzi di taluni animali e loro prodotti.Articolo 2 DefinizioniAi fini del presente regolamento si applicano le definizioni riportate agli articoli 2 e 3 del regolamento (CE) n. 178/2002 e all'articolo 2, lettere a) e b) della direttiva .../... [sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio].Si applicano anche le seguenti definizioni:a) "prevalenza": il numero di unità epidemiologiche risultate positive per una data zoonosi o agente zoonotico in una data popolazione, nel corso di un periodo di tempo chiaramente determinato;b) "allevamento": un animale o un gruppo di animali quali definiti all'articolo 2, paragrafo 2 lettera (a) della direttiva 64/432/CEE;c) "branco": un animale o gruppo di animali quale definito all'articolo 2, secondo comma, punto 7 della direttiva 90/539/CEE.Articolo 3 Autorità competenti1. Gli Stati membri designano l'autorità competente o le autorità competenti ai fini del presente regolamento . Ciascuno Stato membro affida ad una di dette autorità il compito di fungere da collegamento con la Commissione.2. Le autorità competenti sono responsabili in particolare:a) della definizione del programma di cui all'articolo 5, paragrafo 1 e della preparazione delle modifiche che sia necessario apportarvi in particolare alla luce dei dati e dei risultati ottenuti;b) della raccolta dei dati necessari alla valutazione degli strumenti utilizzati e dei risultati ottenuti nell'esecuzione dei programmi di controllo nazionali previsti dall'articolo 5, nonché della trasmissione annuale alla Commissione e all'Autorità europea per la sicurezza alimentare, entro il 31 maggio dell'anno successivo, di tali dati e risultati, compresi i risultati di eventuali indagini compiute, tenendo conto delle disposizioni adottate a norma dell'articolo 9, paragrafo 1 della direttiva .../.../CE [sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio];c) dello svolgimento di verifiche regolari negli stabilimenti degli operatori del settore alimentare e di quello dei mangimi per verificare la conformità ai requisiti previsti dal presente regolamento.Capitolo II Obiettivi comunitariArticolo 4 Obiettivi comunitari di riduzione della prevalenza delle zoonosi di origine alimentare e degli agenti zoonotici1. Sono definiti obiettivi comunitari di riduzione della prevalenza delle zoonosi e degli agenti zoonotici elencati nell'allegato I, , colonna 1 nelle popolazioni animali ivi elencate nella colonna 2,tenendo conto:a) dell'esperienza acquisita con l'applicazione delle vigenti misure nazionali;b) delle informazioni trasmesse alla Commissione e all'Autorità europea per la sicurezza alimentare in virtù della normativa in vigore, in particolare del quadro delle relazioni di cui all'articolo 9, paragrafo 1 della direttiva .../.../CE [sul monitoraggio delle zoonosi e degli agenti zoonotici recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio];c) dei seguenti criteri:.i) incidenza nelle popolazioni animali e umane, nei mangimi e negli alimenti,ii) gravità della patologia nell'uomo,iii) conseguenze economiche per la pubblica sanità e l'industria alimentare,iv) evoluzione epidemiologica nelle popolazioni animali e umane, nei mangimi e negli alimenti,v) possibili soluzioni prospettate nella corrispondente fase dell'obiettivo comunitario evi) sistemi di allevamento e metodi di produzione.Possono venir fissati obiettivi comunitari per altri stadi della catena alimentare, conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.2. Gli obiettivi comunitari contengono almeno i seguenti dettagli: .a) un'espressione numerica che rappresenti:i) la percentuale massima di unità epidemiologiche che rimangono positive e/oii) la percentuale minima di riduzione in un certo numero di unità epidemiologiche positive,b) il termine massimo entro il quale l'obiettivo comunitario dev'essere raggiunto,c) la definizione delle unità epidemiologiche di cui alla lettera a) comma (i) ed) la definizione dei metodi di prova necessari per verificare il conseguimento dell'obiettivo comunitario.3. Gli obiettivo comunitari sono definiti per la prima volta entro i rispettivi termini indicati nell'allegato I,  colonna 4.    Gli obiettivi comunitari, nonché le eventuali modifiche degli stessi, sono adottati conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2 e previa consultazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare.4. Fatte salve le norme comunitarie in materia di alimentazione animale, salute degli animali o igiene alimentare, si procede alla riduzione della prevalenza delle zoonosi di origine alimentare e degli agenti zoonotici elencati nell'allegato I secondo le norme stabilite dal presente regolamento o altre norme adottate in applicazione dello stesso.Capitolo III Programmi di controlloArticolo 5 Programmi di controllo degli Stati membri1. Gli Stati membri definiscono programmi di controllo nazionali per ciascuna delle zoonosi e ciascuno degli agenti zoonotici elencati nell'allegato I, in particolare alla luce degli obiettivi comunitari definiti all'articolo 4, della distribuzione geografica delle zoonosi sul loro territorio, e delle conseguenze economiche per i produttori primari, per le aziende che producono mangimi e per le imprese alimentari, che derivano dall'introduzione di efficaci programmi di controllo.2. I programmi di controllo nazionali sono attuati senza soluzione di continuità e coprono un periodo di almeno tre anni consecutivi.3. I programmi di controllo nazionali:a) prevedono la diagnosi delle zoonosi di origine alimentare e degli agenti zoonotici conformemente con i requisiti minimi e le norme minime in materia di campionamento stabiliti nell'allegato II, parte B;b) definiscono le responsabilità delle autorità competenti e degli operatori del settore dei mangimi e di quello alimentare interessati, in particolare nell'ambito dei loro programmi di controllo di cui all'articolo 7;c) specificano le misure da adottare in seguito all'accertamento delle zoonosi di origine alimentare e degli agenti zoonotici, in particolare per proteggere la sanità pubblica, compresa almeno l'attuazione dei requisiti specifici di cui all'allegato II;d) permettono la valutazione dei progressi compiuti in base alle loro disposizioni e la revisione dei programmi, in particolare alla luce dei risultati ottenuti in seguito alla diagnosi di zoonosi di origine alimentare ed agenti zoonotici.4. I programmi nazionali si riferiscono almeno ai seguenti segmenti della catena alimentare:a) produzione di alimenti per animali;b) produzione primaria di animali;c) trasformazione e preparazione di prodotti alimentari di origine animale.5. I programmi nazionali di controllo contengono, se del caso, le disposizioni stabilite per quanto riguarda i metodi di prova e i criteri rispetto ai quali vanno valutati i risultati delle prove, per sottoporre a prova gli animali e le uova da cova destinati ad essere trasportati sul territorio nazionale, quale parte dei controlli ufficiali di cui all'allegato II, Parte A, punto 1.6.6. Entro sei mesi dalla fissazione degli obiettivi comunitari di cui all'articolo 4, gli Stati membri presentano alla Commissione i loro programmi di controllo nazionali e definiscono le misure da attuare.Articolo 6 Approvazione dei programmi di controllo nazionali1. Entro sei mesi dalla presentazione di un programma di controllo nazionale, la Commissione ne verifica la conformità con le relative norme, compreso in particolare il presente regolamento. La Commissione può chiedere agli Stati membri di modificare o integrare i loro programmi di controllo nazionali per renderli conformi alla normativa comunitaria. Dopo che la Commissione ha appurato la conformità dei programmi di controllo nazionali, questi ultimi sono approvati conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.2. Per tenere conto dell'andamento della situazione nello Stato membro interessato, in particolare alla luce dei risultati di cui all'articolo 5, paragrafo 3, lettera d), modifiche ad un programma di controllo nazionale precedentemente approvato in virtù del paragrafo 1 possono essere approvate secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.3. Qualora la Commissione abbia chiesto complementi di informazione ad uno Stato membro, il periodo di sei mesi di cui al paragrafo 1 è sospeso fino alla trasmissione dell'informazione richiesta.Articolo 7 Programmi di controllo attuati dagli operatoridel settore dei mangimi e di quello degli alimenti1. Gli Stati membri incoraggiano gli operatori del settore dei mangimi e di quello alimentare o le associazioni che li rappresentano,  a definire propri programmi di controllo nei quali rientrino, nella massima misura possibile, tutte quante le maglie della catena di produzione, lavorazione e distribuzione.Tali programmi coprono almeno la produzione di alimenti per animali e la produzione primaria di animali.2. Gli operatori del settore dei mangimi e di quello alimentare o le associazioni che li rappresentano sottopongono all'approvazione dell'autorità competente dello Stato membro in cui hanno sede i propri programmi di controllo e le loro eventuali modifiche. Se la produzione primaria di animali ha luogo in diversi Stati membri, i programmi sono approvati singolarmente per ciascuno Stato membro.3. L'autorità competente può approvare i programmi di controllo presentati a norma del paragrafo 2 solo dopo essersi accertata, mediante ispezione, che essi sono conformi ai requisiti minimi di cui all'allegato II, quando tali requisiti sono pertinenti, e agli obiettivi del relativo programma nazionale di controllo.4. Gli Stati membri tengono elenchi aggiornati dei programmi degli operatori del settore dei mangimi e di quello alimentare e delle loro associazioni che hanno approvato.Tali elenchi sono trasmessi alla Commissione su richiesta di quest'ultima.5. Gli operatori del settore dei mangimi e di quello alimentare o le associazioni che li rappresentano comunicano regolarmente i risultati dei loro programmi alle competenti autorità.Capitolo IV Metodi di controlloArticolo 8 Metodi specifici di controllo1. Su iniziativa della Commissione o su richiesta di uno Stato membro, e, previa consultazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare, può essere adottato quanto segue secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2:a) decisioni che specificano metodi di controllo per ridurre la prevalenza delle zoonosi di origine alimentare e degli agenti zoonotici nella fase della produzione primaria di animali o in altre fasi della catena alimentare;b) norme relative alle condizioni del ricorso ai metodi di controllo di cui alla lettera a);c) norme dettagliate relative ai necessari documenti e procedure, nonché ai requisiti minimi che devono rispettare i metodi di controllo di cui alla lettera a);d) decisione che determinati metodi specifici di controllo non sono utilizzati nell'ambito di un programma di controllo.2. Le disposizioni di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c) non si applicano ai metodi di controllo che fanno uso di sostanze o tecniche cui si applica la normativa comunitaria vigente in materia di alimentazione animale, additivi alimentari o prodotti medicinali veterinari.Capitolo V CommercializzazioneArticolo 9 Scambi intracomunitari1. A decorrere al più tardi dalle date che figurano nell'allegato I, colonna 5, branchi e allevamenti di origine delle specie elencate alla colonna 2 sono sottoposti a prova per quanto riguarda le zoonosi di origine alimentare e gli agenti zoonotici elencati nella colonna 1 prima della spedizione di animali vivi o di uova da cova dall'azienda alimentare di origine. La data e il risultato delle prove sono iscritti nei relativi certificati sanitari.2. Gli Stati membri di destinazione possono, secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, essere autorizzati, per un periodo transitorio, a richiedere che i relativi certificati sanitari per le partite di animali e uova da cova soggetti a prova nello Stato membro di origine soddisfino gli stessi criteri per quanto concerne i risultati dei test, di quelli fissati nel contesto del rispettivo programma nazionale conformemente all'articolo 5, paragrafo 5, per le partite di animali e uova da cova da spedirsi nel loro territorio.L'autorizzazione può essere ritirata sulla base della stessa procedura.3. Norme specifiche relative alla decisione, da parte degli Stati membri, dei criteri di cui all'articolo 5, paragrafo 5 ed al paragrafo 2, possono essere stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.Articolo 10 Importazione da paesi terzi1. A decorrere dalle date di cui all'allegato I, colonna 5, l'ammissione o il mantenimento negli elenchi dei paesi terzi previsti dalla legislazione comunitaria per le relative specie o categoria, dai quali gli Stati membri sono autorizzati a importare animali o uova da cova contemplati dal presente regolamento sono soggetti a presentazione Commissione, da parte del paese terzo interessato, di un programma di controllo ufficiale equivalente a quello previsto dall'articolo 5. Il programma indica i dettagli delle garanzie offerte dal paese terzo in materia di ispezioni e controlli delle zoonosi di origine alimentare e degli agenti zoonotici. Le garanzie devono essere almeno di effetto equivalente a quello derivante dalle garanzie previste dal presente regolamento.L'Ufficio alimentare e veterinario della Commissione verifica l'equivalenza dei programmi di controllo in questi paesi terzi.2. I programmi presentati conformemente al paragrafo 1 sono approvati secondo le procedure di cui all'articolo 14, paragrafo 2 a condizione che sia oggettivamente provata l'equivalenza delle garanzie descritte dal programma con i relativi requisiti applicabili in base alle norme comunitarie. Garanzie alternative a quelle derivanti dalla applicazione del presente regolamento possono essere ammesse conformemente a detta procedura, a patto che esse non siano più favorevoli di quelle che si applicano agli scambi intracomunitari.3. Per i paesi terzi con i quali è stato stabilito un regolare flusso commerciale, si applicano le disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 6 e dell'articolo 6, paragrafi 1 e 3, concernenti i periodi di tempo per la presentazione e l'approvazione dei programmi di controllo nazionali. Per i paesi terzi che stabiliscono o ripristinano un flusso commerciale, si applicano i periodi di tempo previsti dall'articolo 6.4. Prima di ogni trasporto di animali vivi o di uova da cova delle specie elencate nell'allegato I, colonna 2 a partire dall'impresa alimentare di origine, i branchi o gli allevamenti di origine di specie elencate nell'allegato I, colonna 1, sono sottoposti a prove per l'accertamento delle zoonosi di origine alimentare o degli agenti zoonotici. La data e il risultato delle prove sono iscritti nei relativi certificati di importazione, per i quali i moduli prescritti dalla legislazione comunitaria sono modificati di conseguenza.5. Uno Stato membro di destinazione finale può, conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, essere autorizzato per un periodo transitorio a richiedere che i pertinenti certificati sanitari per partite di animali e di uova da cova soggetti a prova nel paese terzo di invio, soddisfino gli stessi criteri relativi ai risultati delle prove di quelli fissati nel suo programma di controllo nazionale approvato, per partite di animali e di uova da cova da spedirsi nel suo territorio.L'autorizzazione può essere ritirata sulla base della stessa procedura.6. L'ammissione o il mantenimento negli elenchi dei paesi terzi previsti dalla legislazione comunitaria per le relative categorie di prodotti, dai quali gli Stati membri sono autorizzati a importare i prodotti contemplati dal presente regolamento, sono soggetti a presentazione alla Commissione, da parte del paese terzo interessato, di garanzie equivalenti a quelle previste dal presente regolamento.Capitolo VI LaboratoriArticolo 11 Laboratori di riferimento1. I Laboratori comunitari di riferimento incaricati delle analisi e della ricerca delle zoonosi di origine alimentare e degli agenti zoonotici figuranti nell'elenco di cui all'allegato I, colonna 1, sono designati secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.2. Le responsabilità e i compiti dei Laboratori comunitari di riferimento, in particolare per quanto concerne il coordinamento delle loro attività, e quelle dei Laboratori nazionali di riferimento sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.3. Gli Stati membri designano i Laboratori nazionali di riferimento per le zoonosi e gli agenti zoonotici presenti negli alimenti elencati nell'allegato I, colonna 1. Essi comunicano alla Commissione i nomi e gli indirizzi dei laboratori.4. Determinate responsabilità e compiti dei Laboratori nazionali di riferimento, in particolare per quanto concerne il coordinamento delle loro attività e quelle dei pertinenti laboratori negli Stati membri, possono essere stabiliti conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.Articolo 12 Accreditamento dei laboratori, requisiti di qualità e metodi di ricerca riconosciuti1. I laboratori che partecipano ai programmi di controllo di cui agli articoli 5 e 7 presso i quali si procede all'analisi di campioni per diagnosticare la presenza delle zoonosi di origine alimentare ed agenti zoonotici elencati nell'allegato I, colonna 1, sono accreditati dalle autorità competenti.2. Al più tardi a partire dal 1° gennaio 2005, gli Stati membri si accertano che i laboratori di cui al paragrafo 1 applicano un sistema di garanzia della qualità che soddisfa le norme dell'attuale standard EN/ISO.I laboratori partecipano regolarmente a prove interlaboratorio organizzate e coordinate dal laboratorio nazionale di riferimento.3. Le prove volte ad accertare la presenza delle zoonosi e degli agenti zoonotici presenti negli alimenti figuranti all'allegato I, colonna 1 sono effettuate valendosi dei metodi e dei protocolli raccomandati dagli organismi internazionali di normalizzazione quali metodi di riferimento.Si possono utilizzare metodi alternativi se sono opportunamente convalidati conformemente a norme internazionali riconosciute ed offrono risultati equivalenti a quelli ottenuti dal metodo di riferimento pertinente di cui al primo sottoparagrafo.Se del caso, altri metodi di prova possono essere approvati conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.Capitolo VII AttuazioneArticolo 13 Modifiche degli allegati, modalità di attuazione e misure transitorieGli allegati possono essere modificati o possono essere adottate idonee modalità di attuazione o misure transitorie, comprese le necessarie modifiche ai relativi certificati sanitari, secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.La Commissione consulta l'Autorità europea per la sicurezza alimentare su qualsiasi questione abbia un impatto significativo sulla salute del pubblico.Articolo 14 Comitato1. La Commissione è assistita dal Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali istituito dall'articolo 58 del regolamento (CE) n. 178/2002.2. Qualora sia fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo presenti le disposizioni dellarticolo 8 della stessa.Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.Capitolo VIII Disposizioni generali e finaliArticolo 15 Controlli comunitari1. Esperti della Commissione svolgono controlli saltuari negli Stati membri e nei paesi terzi per assicurarsi che le disposizioni del presente regolamento, le norme adottate in virtù dello stesso ed eventuali misure di sicurezza siano applicate in modo uniforme.Tali controlli sono effettuati in cooperazione con le autorità competenti dello Stato membro interessato e detto Stato membro fornisce tutta l'assistenza necessaria agli esperti della Commissione per consentire loro di espletare i loro compiti.La Commissione informa l'autorità competente dello Stato membro interessato dei risultati dei controlli effettuati.2. Le disposizioni retroattive del presente articolo, in particolare per quanto concerne la cooperazione con le autorità competenti degli Stati membri, sono fissate in conformità della procedura di cu all'articolo 14, paragrafo 2.Articolo 16 Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee.Esso si applica a decorrere dal 1 gennaio 2003.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il PresidenteALLEGATO IA. Zoonosi specifiche di origine alimentare ed agenti zoonotici per i quali devono essere fissati obiettivi comunitari di riduzione della prevalenza ai sensi dell'articolo 4>SPAZIO PER TABELLA>a I sierotipi devono essere definiti una volta fissato l'obiettivo(b) Tale data si applica a una o ad entrambe le categorie di popolazioni animali. Previa consultazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare, può essere deciso un approccio progressivo.ALLEGATO IILotta contro le zoonosi di origine alimentare e gli agenti zoonotici elencati nell'allegato I, colonna 1A. Requisiti generali dei programmi nazionali di lottaI programmi devono tenere conto della natura della zoonosi e/o del relativo agente e della situazione specifica di ciascuno Stato membro e devono in particolare:a) definire l'obiettivo perseguito in funzione della rilevanza della zoonosi considerata;b) specificare quanto segue:1. In generale:1.1 l'insorgenza della zoonosi considerata nello Stato membro, con particolare riferimento ai risultati ottenuti nell'ambito della sorveglianza di cui all'articolo 4 della direttiva ../../CE [del Parlamento europeo e del Consiglio sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio];1.2 l'area geografica oppure, se del caso, le unità epidemiologiche nelle quali sarà attuato il programma;1.3 l'infrastruttura di cui dispongono le autorità competenti;1.4 un elenco dei laboratori accreditati nei quali saranno analizzati i campioni prelevati nell'ambito del programma;1.5 i metodi utilizzati per l'esame degli agenti zoonotici presenti negli alimenti;1.6 i controlli ufficiali (compresi i metodi di campionamento) a livello della produzione di mangimi e sugli allevamenti e/o branchi di animali in esame;1.7 i controlli ufficiali (compresi i metodi di campionamento) su altri segmenti della catena alimentare e a livello dei mangimi;1.8 il tipo di misure previste dalle autorità competenti in caso di rilevamento della presenza di zoonosi di origine alimentare ed agenti zoonotici in animali o prodotti, in particolare a tutela della sanità pubblica;1.9 la vigente normativa nazionale;2. Con riguardo alle industrie alimentari interessate dal programma:2.1 la struttura di produzione delle specie esaminate e dei prodotti da esse derivati;2.2 la struttura della produzione di mangimi;2.3 istruzioni pertinenti per il rispetto di buone pratiche zootecniche o altre linee guida (obbligatorie o facoltative) che definiscano quanto meno:- le norme igieniche da applicare nell'azienda;- le misure intese a prevenire l'introduzione di agenti infettivi veicolati dagli animali, dai mangimi, dall'acqua o dal personale dell'azienda;- le misure d'igiene nel trasporto degli animali a destinazione o in provenienza dall'azienda;2.4 il controllo veterinario sistematico delle aziende;2.5 la registrazione delle aziende;2.6 la documentazione tenuta presso le aziende;2.7 i documenti che accompagnano gli animali durante la spedizione;2.8 altri eventuali accorgimenti che permettano di rintracciare l'origine degli animali;c) rispettare le norme minime in materia di campionamento e i livelli minimi specificati nella parte B;d) se del caso, conformarsi ai requisiti minimi specificati nelle parti da C a E.B. Norme minime in materia di campionamento1. Una volta approvato il corrispondente programma di controllo nazionale ai sensi dell'articolo 5, l'operatore del settore alimentare è tenuto a prelevare a sue spese campioni da sottoporre ad analisi per la ricerca delle zoonosi di origine alimentare e degli agenti zoonotici di cui all'allegato II, rispettando i livelli minimi di campionamento indicati nella seguente tabella.>SPAZIO PER TABELLA>(a) I sierotipi saranno definiti all'atto di stabilire l'obiettivo comunitario.2. I dati raccolti sono corredati delle seguenti informazioni:a) data e luogo del campionamento;b) identificazione del branco/allevamento.3. Se gli animali sono stati vaccinati non è necessario effettuare l'analisi immunologica, salvo qualora sia stato dimostrato che il vaccino utilizzato non interferisce con il metodo di analisi applicato.C. Disposizioni specifiche concernenti il pollame da riproduzione della specie Gallus gallusQualora, in seguito ad un'indagine condotta conformemente al punto 1 della tabella nella parte B, venga confermata la presenza di Salmonella Enteritidis o di Salmonella Typhimurium in un branco di riproduzione di Gallus gallus occorre prendere come minimo le seguenti misure:Le uova non incubate provenienti dal branco devono essere distrutte o destinate alla fabbricazione di prodotti a base di uova o sottoposte a trattamento equivalente per garantire l'eliminazione di Salmonella Enteritidis e di Salmonella Typhimurium conformemente al regolamento (CE) n. .../... [sull'igiene dei prodotti alimentari];Fatte salve le disposizioni di cui alla Parte E, tutti i volatili del branco - compresi i pulcini di un giorno - devono essere macellati o distrutti in modo da ridurre nei limiti del possibile il rischio di diffusione della salmonella. La macellazione deve essere effettuata conformemente all'allegato II, sezione II, capitolo IV, punto 11, (relative disposizioni) del regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio del ... [che stabilisce norme igieniche specifiche per gli alimenti di origine animale] [14] e all'allegato II, capitolo III, sezione I, punto 5 (relative disposizioni) del regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio [che stabilisce norme dettagliate per l'organizzazione dei controlli ufficiali dei prodotti di origine animale destinati al consumo umano] [15].[14]  GU L ...[15]  GU L ...Se uova da cova provenienti da branchi in cui sia stata confermata la presenza di Salmonella Enteritidis o Salmonella Typhimurium sono ancora presenti in un'unità di incubazione, esse devono essere distrutte o trattate alla stregua di materiali di categoria 3 conformemente al regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio del ... [che stabilisce norme sanitarie relative ai prodotti animali derivati non destinati al consumo umano] [16].[16]  GU L ...D. Disposizioni specifiche concernenti i branchi di galline ovaioleA decorrere dal 1° gennaio 2008 le uova non possono essere usate per il consumo umano diretto (uova da tavola) a meno che esse non provengano da un branco commerciale di galline ovaiole sottoposte al sistema di analisi di alla tabella della parte B e risultate successivamente esenti da contaminazione.Le uova provenienti da branchi di cui non sia noto lo stato, sospetti di contaminazione o da branchi contaminati sono da considerarsi destinate alla produzione di prodotti a base di uova o ad essere sottoposte a trattamento equivalente onde garantire l'eliminazione di tutti i sierotipi di salmonella rilevanti per la sanità pubblica, conformemente al regolamento (CE) n. .../... [sull'igiene dei prodotti alimentari].Fatte salve le disposizioni della seguente parte E, tutti i volatili del branco devono essere macellati o distrutti in modo da ridurre nel limite del possibile il rischio di diffusione delle zoonosi. La macellazione deve essere effettuata conformemente all'allegato II, sezione II, capitolo IV, punto 11, (relative disposizioni) del regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio del ... [che stabilisce norme igieniche specifiche per gli alimenti di origine animale] e all'allegato II, capitolo III, sezione I, punto 5 (relative disposizioni) del regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio [che stabilisce norme dettagliate per l'organizzazione dei controlli ufficiali dei prodotti di origine animale destinati al consumo umano]E. Disposizioni specifiche concernenti i branchi di polliA decorrere dal 1° gennaio 2009 si applicano i seguenti criteri all'immissione sul mercato di carni di pollame fresche, a meno che non siano destinate a trattamento termico industriale o ad altro trattamento inteso ad eliminare la salmonella, conformemente al regolamento (CE) n. .../... [sull'igiene dei prodotti alimentari]:"Salmonella: assenza in 25 grammi"SCHEDA FINANZIARIA DELL'ATTO NORMATIVOSettore(i) d'intervento: Salute e tutela dei consumatoriAttività: misure in campo veterinario per la tutela della salute umanaDenominazione dell'azione:1. Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della decisione 90/424/CEE e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio2. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti e recante modifica delle direttive 64/432/CEE, 72/462/CEE e 90/539/CEE del Consiglio1. LINEA(E) DI BILANCIO + DENOMINAZIONEB1-330 Programmi di eradicazione e di sorveglianza delle malattie animali, nonché di controllo veterinario degli animali che presentano rischi per la sanità legati a fattori esterni.Questo capitolo copre i programmi di monitoraggio coordinati di cui all'articolo 6 della summenzionata proposta di direttiva, nonché certe azioni condotte in virtù dei programmi nazionali di controllo da attuarsi negli Stati membri, conformemente alla summenzionata proposta di regolamento. Le disposizioni finanziarie sono stabilite nel nuovo capitolo sulle zoonosi della decisione 90/424/CEE del Consiglio relativa a talune spese nel settore veterinario [17], riveduta conformemente alla summenzionata proposta di direttiva.[17]  GU L 224 del 18.8.1990. Decisione modificata da ultimo dalla decisione 2001/12/CE del Consiglio, GU L 3 del 6.1.2001, pag. 27B1-331 Altre azioni in campo veterinario, del benessere degli animali e della sanità pubblica.Questo capitolo copre il finanziamento dei pertinenti laboratori comunitari di riferimento.2. DATI COMPLESSIVI IN CIFRE2.1 Dotazione totale dell'azione (parte B): 2;4 milioni EUR in SI2.2 Periodo di applicazione: 2003-L'attuale direttiva sulle zoonosi (92/117/CEE) è riveduta. L'obiettivo è di potenziare il monitoraggio e il controllo delle zoonosi nella Comunità, onde tutelare la salute pubblica. Le spese sono legate a- attività dei laboratori comunitari di riferimento- cofinanziamento di programmi coordinati di sorveglianza su scala comunitaria- cofinanziamento di certe misure di controllo specifiche.Per quanto concerne il finanziamento di misure di controllo specifiche, il finanziamento comunitario continuerà sulla base delle norme esistenti di cui alla direttiva 92/117/CEE. Cfr. anche il seguente punto 5.1.2.Soltanto il cofinanziamento di programmi coordinati di sorveglianza è una misura tecnica addizionale rispetto alle misure già stabilite in virtù dell'esistente direttiva 92/117/CEE del Consiglio e finanziate in virtù della decisione 90/424/CEE del Consiglio. Per questa misura si prevede di stanziare annualmente 0,4 milioni EUR. Questo è il motivo per cui soltanto il finanziamento di questa nuova misura è incluso nella stima per le proposte.2.3 Stima complessiva pluriennale delle spese:a) Scadenzario stanziamenti d'impegno/stanziamenti di pagamento (intervento finanziario (cfr. punti 6.1.1)milioni EUR (al terzo decimale)>SPAZIO PER TABELLA>b) Assistenza tecnica e amministrativa (ATA) e spese d'appoggio (DDA) (cfr. punto 6.1.2)NO>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>c) Incidenza finanziaria globale delle risorse umane e delle altre spese di funzionamento (cfr. punti 7.2 e 7.3)>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>Queste risorse nell'ambito dei servizi della Commissione verranno usate per la gestione complessiva dell'attuazione delle proposte. Si tratterà essenzialmente della gestione tecnica dei programmi che verranno presentati dagli Stati membri e dai paesi non membri e che dovranno essere approvati dalla Commissione, nonché della supervisione/gestione del (co)finanziamento di azioni negli Stati membri.2.4 Compatibilità con la programmazione finanziaria e le prospettive finanziariex La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria in vigorea La proposta impone una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle prospettive finanziarie  La proposta può comportare l'applicazione delle disposizioni dell'accordo interistituzionale2.5 Incidenza finanziaria sulle entrateNo  Nessuna incidenza finanziaria (si tratta degli aspetti tecnici dell'attuazione di una misura)OPPURE  Incidenza finanziaria - impatto sulle entrate:N.B.: tutte le precisazioni e osservazioni relative al metodo di calcolo dell'incidenza sulle entrate devono essere riprese in un foglio a parte, da allegare alla presente scheda finanziaria.Milioni EUR (al primo decimale)>SPAZIO PER TABELLA>(Indicare le linee di bilancio interessate aggiungendo alla tabella il numero necessario di righe se l'incidenza riguarda più di una linea di bilancio)3. CARATTERISTICHE DI BILANCIO>SPAZIO PER TABELLA>* solo programmi coordinati di sorveglianza4. BASE GIURIDICABase giuridica per le proposte: articolo 152 del TrattatoStrumento finanziario: decisione 90/424/CEE del Consiglio del 26 giugno 1990 relativa a talune spese nel settore veterinario5. DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE5.1 Necessità dell'intervento comunitario [18][18]  Per ulteriori informazioni si rinvia al documento orientativo a sé stante.5.1.1 Obiettivi perseguitiPremessa: una revisione della legislazione vigente in materia di prevenzione delle zoonosi (direttiva 92/117/CEE) era prevista in virtù dell'articolo 15a della direttiva e, in tale contesto, era prevista un'estensione dei controlli alle galline ovaiole. Le proposte rientrano nel programma previsto nel Libro bianco sulla sicurezza alimentare adottato dalla Commissione il 12 gennaio 2000. È essenziale che le proposte rispettino i principi essenziali del Libro bianco sulla sicurezza alimentare, in particolare: assicurando un elevato standard di sicurezza alimentare, creando una politica integrata "dai campi alla tavola"; basandosi su un'analisi dei rischi, compresa la possibilità di tener conto del principio di precauzione e di altri fattori legittimi.L'obiettivo principale è di accrescere la protezione della salute pubblica essenzialmente grazie a una riduzione sensibile del numero di casi di salmonellosi negli esseri umani dovuta al consumo di alimenti. Ciò avverrà riducendo la prevalenza della salmonella nelle principali popolazioni di animali che sono fonte di salmonella (gruppi da riproduzione di Gallus gallus, branchi commerciali, tacchini e branchi da riproduzione di suini). La riduzione della prevalenza nelle popolazioni animali ridurrà la concentrazione nei prodotti primari e via via lungo la catena alimentare.Il costo della salmonellosi di origine alimentare (impatto della malattia umana) è stimato a 560-2840 milioni EUR all'anno. Considerati gli elevatissimi costi economici causati dalle zoonosi, non solo agli operatori, ma alla società nel suo complesso, il finanziamento pubblico di misure volte a ridurre o a eliminare le malattie/infezioni è giustificato. È chiara anche la necessità di una dimensione comunitaria del sostegno finanziario. La partecipazione finanziaria della Comunità costituisce un mezzo per assicurare che tutti gli Stati membri interessati da una determinata malattia/infezione compiano sforzi coordinati che, considerati nel loro insieme, sono destinati ad essere molto più efficaci ai fini di ridurre o eliminare tale minaccia nella Comunità, consentendo allo stesso tempo agli Stati di continuare ad affrontare problemi particolarmente importanti sul loro territorio. In mancanza di una partecipazione comunitaria, essi tenderanno naturalmente ad affrontare di preferenza soltanto le loro priorità proprie. Per quanto concerne il finanziamento di certe misure di controllo specifiche, il finanziamento comunitario verrà continuato sulla base delle regole vigenti ai sensi della direttiva 92/117/CEE, come è stabilito nelle proposte.L'unica nuova misura relativa a un cofinanziamento comunitario contenuta nelle proposte è legata a programmi coordinati di sorveglianza che costituiscono un elemento importante per accrescere la capacità di monitoraggio e definire valori di base per i patogeni (salmonella). Ciò costituirà una mossa preliminare per fissare o rivedere gli obiettivi di riduzione dei patogeni come prescritto dalle proposte.5.1.2 Disposizione adottate in relazione alla valutazione ex anteCome menzionato sopra, il finanziamento pubblico di misure volte a ridurre o eliminare le malattie/infezioni è giustificato. L'efficacia dei programmi condotti in uno Stato membro può essere limitata o pregiudicata qualora in altri Stati persistano elevati livelli di infezione sia direttamente a causa della contaminazione transfrontaliera sia indirettamente a seguito delle pressioni economiche risultanti da sforzi finanziari diseguali compiuti dalle autorità e dagli operatori in Stati diversi. Inoltre, per ragioni geografiche e storiche, le priorità nazionali non sono le stesse. Anche se i progressi nella riduzione o nell'eliminazione di malattie/infezioni sono stati diseguali e troppo limitati, le misure adottate si sono dimostrate efficaci in molti casi e indicano che, se adeguatamente gestite, possono assicurare miglioramenti sostanziali.Soltanto il cofinanziamento di programmi coordinati di sorveglianza costituisce una misura tecnica addizionale rispetto alle misure già definite in virtù della vigente direttiva 92/117/CEE del Consiglio e finanziate in virtù della decisione 90/424/CEE del Consiglio. Per questa nuova misura si prevede di stanziare annualmente 0,4 milioni EUR.Per quanto concerne il finanziamento di certe misure di controllo specifiche, il finanziamento comunitario verrà continuato sulla base delle regole esistenti stabilite nella direttiva 92/117/CEE. È probabile che un numero crescente di Stati membri presenterà una richiesta di cofinanziamento dei propri piani. Il finanziamento dei piani verrà gestito nel quadro delle procedure di bilancio e della programmazione annuale. Un limite massimo di 50% per il cofinanziamento di certe misure è stato inserito nella proposta revisione del capitolo sulle zoonosi dello strumento finanziario (decisione 90/424/CEE del Consiglio).5.1.3 Disposizioni adottate a seguito della valutazione ex post5.2 Azioni previste e modalità dell'intervento di bilancioTre ambiti:- Laboratori comunitari di riferimento (LCR): finanziamento comunitario al 100% degli LCR,come già stabilito dalla decisione 90/424/CEE del Consiglio. I programmi di lavoro tecnici annuali e i costi stimati devono essere discussi prima che venga adottata annualmente una decisione della Commissione. Il pagamento è versato alle autorità competenti negli Stati membri in questione.- Programmi coordinati di sorveglianza: cofinanziamento comunitario (50%) come da decisione 90/424/CEE del Consiglio. Programmi da stabilirsi tramite decisioni della Commissione.- Certe misure di controllo specifiche: i beneficiari sono gli allevatori, quando il loro bestiame o i prodotti da esso derivati devono essere macellati o eliminati a determinate condizioni, onde prevenire rischi per la salute pubblica. Il finanziamento dei programmi è subordinato alle procedure di cui alla decisione 90/424/CEE del Consiglio: in particulare, i programmi di finanziamento devono essere presentati dagli Stati membri su base annuale; una valutazione tecnica e finanziaria è effettuata dai servizi della Commissione prima di una loro adozione mediante decisione della Commissione. I pagamenti vengono versati alle autorità competenti negli Stati membri. Il limite massimo del cofinanziamento è stabilito al 50%.5.3 Modalità d'attuazioneGestione diretta dell'approvazione tecnica e finanziaria delle azioni ad opera del personale della Commissione. Pagamento delle azioni secondo le procedure di cui alla decisione 90/424/CEE del Consiglio. Rimborso delle spese negli Stati membri tramite pagamento alle autorità competenti. Cfr. anche il precedente punto 5.2.6. INCIDENZA FINANZIARIA6.1 Incidenza finanziaria complessiva sulla parte B (per tutto il periodo di programmazione)(Il metodo di calcolo degli importi totali indicati nella tabella che segue dev'essere esplicitato mediante la ripartizione fornita nella tabella 6.2)6.1.1 Intervento finanziario CE in milioni EUR (al terzo decimale)È incluso soltanto il finanziamento di nuove misure contemplate nelle proposte, vale a dire i programmi coordinati di sorveglianza>SPAZIO PER TABELLA>6.2. Calcolo delle spese per ciascuna delle misure previste nella parte B (per l'intero periodo di programmazione) [19][19]  Per ulteriori informazioni si rinvia al documento orientativo a sé stante.È incluso soltanto il finanziamento di nuove misure contemplate nelle proposte, vale a dire i programmi coordinati di sorveglianzaSI in milioniEUR (al terzo decimale)>SPAZIO PER TABELLA>Per il metodo di calcolo vedi allegato7. INCIDENZA SUL PERSONALE E SULLE SPESE DI FUNZIONAMENTO7.1. Effetti in termini di risorse umane>SPAZIO PER TABELLA>7.2 Incidenza delle spese per risorse umane>SPAZIO PER TABELLA>Gli importi corrispondono alle spese totali per 12 mesi.7.3 Altre spese di funzionamento derivanti dall'azione>SPAZIO PER TABELLA>Gli importi corrispondono alle spese totali dell'azione per 12 mesi.(1) Precisare il tipo di comitato e il gruppo di cui fa parte.I. Totale annuale (7.2 + 7.3)II. Durata dell'azioneIII. Costo totale dell'azione (I x II)  //  EURAnniEUR8. CONTROLLO E VALUTAZIONE8.1 Sistema di controllo- Finanziamento dei laboratori comunitari di riferimento (LCR): i programmi tecnici di lavoro e i costi stimati sono valutati di concerto tra i servizi della Commissione e i LCR; se del caso essi sono riveduti prima che venga adottata annualmente una decisione della Commissione.- Programmi coordinati di sorveglianza: il programma, come stabilito con decisioni della Commissione, viene eseguito ove possibile nell'arco di un unico anno. È probabile che le autorità degli Stati membri debbano eseguire campionamenti ed esami su propria iniziativa. Può venir coinvolta l'industria.- Cofinanziamento di certe misure di controllo specifiche: il contributo finanziario è introdotto nell'ambito di un piano nazionale presentato alla Commissione e da essa approvato. Il finanziamento delle misure di controllo è soggetto alle procedure di cui alla decisione 90/424/CEE del Consiglio: in particulare, i piani nazionali contenenti misure da finanziarsi devono essere presentati dagli Stati membri su base annuale; una valutazione tecnica e finanziaria è eseguita dai servizi della Commissione prima che venga adottata una decisione della Commissione. All'articolo 5.3.d) del proposto regolamento sono previste regole per consentire di valutare il grado di avanzamento dei piani di controllo. Allorché sono stabiliti obiettivi di riduzione dei patogeni, la Commissione decide la scadenza entro la quale l'obiettivo dev'essere raggiunto.Onde verificare l'attuazione dei piani nazionali pertinenti, l'articolo 16 stabilisce che la Commissione esegue controlli in loco.8.2 Modalità e periodicità della valutazionePer i laboratori comunitari di riferimento come anche per i piani di controllo attuati dagli Stati membri, viene eseguita annualmente una valutazione documentaria (cfr. sopra). Inoltre, l'Ufficio alimentare e veterinario dell'UE effettua missioni in loco per accertare l'attuazione della normativa comunitaria, nonché dei piani nazionali. La frequenza delle missioni è funzionale alla priorità stabilita per la problematica in questione. Sinora le missioni relative a grandi programmi di controllo delle zoonosi sono state condotte regolarmente con cadenza anche annuale. Inoltre, il servizio competente presso la Direzione generale "Salute e tutela dei consumatori" compie missioni di controllo contabile. È in vigore un sistema di definizione delle priorità. Ove si riscontrino carenze, si eseguono interventi correttivi.9. MISURE ANTIFRODECfr. sopra, punti 8.1 e 8.2.Inoltre, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) può intervenire di propria iniziativa o in seguito a informazioni pervenutegli da diverse fonti, in particolare quelle menzionate al precedente punto 8.2.ALLEGATO ALLA SCHEDA FINANZIARIAMetodo di calcolo dei costi stimati:1. Programmi coordinati di sorveglianzaL'articolo 6 della proposta di direttiva sulle misure di sorveglianza delle zoonosi prevede la possibilità di istituire programmi coordinati di sorveglianza. Tali programmi servono a creare gruppi di dati armonizzati da usarsi quali riferimenti all'atto di stabilire obiettivi di riduzione dei patogeni conformemente alla proposta di regolamento sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti. Poiché la Commissione si troverà a dover chiedere agli Stati membri di effettuare determinati programmi di campionamento e di test che potranno differire dalle procedure dei sistemi nazionali di sorveglianza, si ritiene necessario che la Comunità possa finanziare tali programmi coordinati.Ad esempio, uno studio singolo sulla prevalenza esatta della salmonella nella popolazione pollicola in diversi Stati membri richiederebbe l'esecuzione di prove su un numero rappresentativo di campioni. Calcolando circa 35.000 campioni nell'UE e tenendo conto del costo stimato di un test batteriologico della salmonella, vale a dire EUR 24, si stima che il finanziamento di tale studio sarebbe di EUR 800.000 all'anno, dei quali la Comunità cofinanzierebbe il 50%. Tali studi saranno necessari prevedibilmente con cadenza annuale in relazione alla definizione di obiettivi di riduzione dei patogeni per determinate combinazioni di patogeni/prodotti.