CELEX: 62017TN0493
Language: it
Date: 2017-08-03 00:00:00
Title: Causa T-493/17: Ricorso proposto il 3 agosto 2017 — Stancu/ERCEA

25.9.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 318/21
            
         Ricorso proposto il 3 agosto 2017 — Stancu/ERCEA
   (Causa T-493/17)
   (2017/C 318/28)
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Magdalena Catalina Stancu (Bucarest, Romania) (rappresentante: F. Elia, avvocato)
   
      Convenuta: Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca (ERCEA) (Bruxelles, Belgio)
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               A) Nel merito: dichiarare la nullità/illegittimità dell’atto pregiudizievole costituito dall’atto di licenziamento comminato alla lavoratrice con comunicazione orale del 10.01.2017, con immediato ripristino del rapporto di lavoro e con condanna al pagamento di tutte le retribuzioni medio tempore maturate;
            
         
               —
            
            
               B) Nel merito: dichiarare la nullità dell’atto pregiudizievole costituito dall’atto di proroga del periodo di prova, datato 28.10.2016, con accertamento dell’inesistenza del patto in prova dal 01.11.2016;
            
         
               —
            
            
               C) Nel merito: dichiarare la nullità/illegittimità degli atti costituenti l’indagine amministrativa definita CMS 16/035 — Administrative inquiry report datato 07.11.2016 e comunicato in data 16.11.2016, per le motivazioni tutte espresse in narrativa, con condanna alla eliminazione dell’indagine amministrativa dal sistema Sysper e da qualsivoglia altra banca dati presente nelle Istituzione dell’UE;
            
         
               —
            
            
               D) Nel merito: dichiarare la nullità/illegittimità dell’atto pregiudizievole costituito dal licenziamento datato 22.12.2016 denominato «note to the attention of ms catalina stancu» pervenuto in data 24.01.2017, per le motivazioni tutte espresse in narrativa, con immediato ripristino del rapporto di lavoro nonché con condanna al pagamento del risarcimento del danno costituito dalle retribuzioni maturate dalla data del licenziamento fino alla pubblicazione della sentenza. In subordine, in assenza di reintegrazione nel posto di lavoro, condannare ERCEA al risarcimento del danno da quantificarsi nella perdita degli stipendi fino alla scadenza del contratto (gennaio 2018) e pari ad euro 39 000,00;
            
         
               —
            
            
               E) Nel merito: in ogni caso, condannare ERCEA al pagamento a favore della lavoratrice della somma risarcitoria pari ad euro 300 000,00, ovvero della diversa somma di denaro, maggiore o minore, che sarà ritenuta di giustizia, per la grave lesione dell’immagine e della reputazione personale e professionale della ricorrente.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del suo ricorso, la ricorrente deduce quattro motivi.
   
               1.
            
            
               Il licenziamento orale ed immotivato viola l’art. 25 dello Staff Regulation che prevede «any decision relating to a specific individual under Staff Regulation shall at once be communicated in writing to the agent concerned. Any decision adversely affecting an agent shall state the grounds on wich is based…», individuando nella forma scritta della notifica alla lavoratrice la modalità di garanzia conoscitiva di quest’ultima per le decisioni inerenti la relazione lavoristica;
            
         
               2.
            
            
               L’atto di proroga del patto in prova viola l’art. 84 dello Staff Regulation — CEOS ove prevede all’art. 84, 3o comma, che il periodo di prova sia prolungato in casi eccezionali «….ai sensi del paragrafo 1….», richiamo puntuale che non giustifica un prolungamento a tempo indeterminato ovvero incerto; viola l’art. 84, 2o comma, ove prevede, che il rapporto di prova possa essere interrotto in qualsivoglia momento anteriore alla naturale scadenza concedendo otto giorni per le osservazioni alla proposta di licenziamento ed — in ogni caso — «… dandogli un preavviso di un mese…»;
            
         
               3.
            
            
               L’indagine amministrativa è illecita ed illegittima perché fondata su email inviata dalla lavoratrice, il cui contenuto controparte ha riconosciuto essere stata alterato nonché perché esprime un dubbio meramente soggettivo di veridicità dei documenti depositati dalla lavoratrice senza aver disposto alcun atto di accertamento tecnico;
            
         
               4.
            
            
               L’atto datoriale datato 22.12.2016 risulta radicalmente nullo perché è volto a far cessare un rapporto di lavoro non più esistente perché cessato a seguito del licenziamento orale. Inoltre: A) Il licenziamento della lavoratrice per mancato superamento del periodo di prova risulta essere illegittimo perché già dal 01.11.2016 non vi era più alcun patto in prova, B) L’illiceità-illegittimità delle affermazioni contenute nell’administrative inquiry report poste a base della valutazione del mancato superamento del periodo di prova, causa la totale ed assoluta arbitrarietà ed illegittimità dell’atto di licenziamento impugnato.