CELEX: C2007/269/51
Language: it
Date: 2007-11-10 00:00:00
Title: Causa C-385/07 P: Ricorso proposto il 13 agosto 2007 dalla Der Grüne Punkt — Duales System Deutschland GmbH avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione) 24 maggio 2007 , causa T-151/01, Der Grüne Punkt — Duales System Deutschland GmbH/Commissione delle Comunità europee, sostenuta dalla Vfw AG, dalla Landbell AG für Rückhol-Systeme e dalla Belland Vision GmbH

10.11.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 269/29
            
         Ricorso proposto il 13 agosto 2007 dalla Der Grüne Punkt — Duales System Deutschland GmbH avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione) 24 maggio 2007, causa T-151/01, Der Grüne Punkt — Duales System Deutschland GmbH/Commissione delle Comunità europee, sostenuta dalla Vfw AG, dalla Landbell AG für Rückhol-Systeme e dalla Belland Vision GmbH
   (Causa C-385/07 P)
   (2007/C 269/51)
   Lingua processuale: il tedesco
   Parti
   
      Ricorrente: Der Grüne Punkt — Duales System Deutschland GmbH (rappresentanti: W. Deselaers, E. Wagner, B. Meyring, Rechtsanwalt)
   
      Altre parti nel procedimento: Commissione delle Comunità europee, Vfw AG, Landbell AG für Rückhol-Systeme e Belland Vision GmbH
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee 24 maggio 2007, causa T-151/01;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione della Commissione 20 aprile 2001, 2001/463/CE, in un procedimento ex articolo 82 [CE] (Caso COMP D3/34493 — DSD) (1);
            
         
               —
            
            
               in subordine, rinviare la causa al Tribunale per una decisione conforme alla sentenza della Corte;
            
         
               —
            
            
               in ogni caso condannare la Commissione alle spese dei procedimenti dinanzi al Tribunale e alla Corte.
            
         Motivi e principali argomenti
   La ricorrente fonda il suo ricorso avverso la citata sentenza del Tribunale di primo grado su otto motivi.
   Con il primo motivo, la ricorrente sostiene che il Tribunale ha violato il suo obbligo di motivazione e pertanto anche l'art. 82 CE attraverso un accertamento contraddittorio della condotta che dovrebbe stare a fondamento dell'abuso. Da un lato, il Tribunale ha fondato l'abuso con il fatto che la ricorrente pretende il pagamento dell'intero corrispettivo per la licenza dalle imprese che non utilizzano il suo sistema o lo utilizzano solo per una parte degli imballaggi contrassegnati. Dall'altro lato, il Tribunale constaterebbe che per gli imballaggi che non partecipano al sistema della ricorrente, secondo le disposizioni controverse del contratto di utilizzazione del logo, la ricorrente «potrebbe» solo pretendere il pagamento per la prestazione di raccolta e riciclaggio.
   Il secondo, il quinto e il sesto motivo si riferiscono alla valutazione insufficiente o, rectius, chiaramente falsa e in contraddizione con gli atti e con i mezzi di prova proposti, dell'estensione della licenza offerta dalla ricorrente. In una valutazione priva di errori di diritto, il Tribunale avrebbe dovuto riconoscere che la ricorrente non concede una licenza isolata in modo tale che la decisione impugnata dovrebbe quindi essere interpretata come un accertamento del carattere abusivo del rifiuto di concedere una tale licenza; pertanto, la prescrizione diretta a far cessare l'infrazione, contenuta nell'art. 3 della decisione impugnata, equivarrebbe al rilascio forzato di una licenza. Il Tribunale avrebbe però erroneamente omesso di considerare i presupposti necessari secondo la giurisprudenza per un siffatto rilascio e non avrebbe nemmeno riconosciuto che un'ipotesi del genere sarebbe esclusa secondo il diritto dei marchi e il diritto degli imballaggi. In tale contesto la ricorrente fa valere la violazione dell'obbligo di motivazione, del principio di proporzionalità e, rispettivamente, dell'art. 82 CE e dell'art. 3 del regolamento del Consiglio n. 17.
   Con il terzo e il quarto motivo, la ricorrente fa valere che il Tribunale avrebbe violato il suo dovere di motivazione e pertanto anche l'art. 82 CE attraverso la constatazione, insufficientemente motivata ed erronea secondo il diritto tedesco dei marchi e degli imballaggi, che l'«asserita esclusività» non si addirebbe al marchio «Der Grüne Punkt». Con tale constatazione si violerebbe addirittura il principio fondamentale del diritto comunitario dei marchi secondo cui un marchio registrato attribuisce al suo titolare un diritto esclusivo, in particolare con riferimento all'uso del marchio per prodotti e servizi che sono identici o simili a quelli per cui il marchio è stato registrato.
   Con i suoi motivi settimo e ottavo la ricorrente fa valere due vizi procedurali. Da un lato, il Tribunale avrebbe introdotto nuovi accertamenti o accertamenti d'ufficio senza che l'oggetto di tali accertamenti fosse il contenuto della decisione impugnata o fosse stato introdotto dalle parti nel procedimento giurisdizionale. Dall'altro, il Tribunale sarebbe incorso in un vizio procedurale arrecante pregiudizio agli interessi della ricorrente violando il diritto fondamentale al trattamento di una causa in tempi ragionevoli.
   
      (1)  GU L 166, pag. 1.