CELEX: 52005PC0472
Language: it
Date: 2005-10-06
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce misure per la ricostituzione dello stock di anguilla europea

Avviso legale importante

|

52005PC0472

Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce misure per la ricostituzione dello stock di anguilla europea  /* COM/2005/0472 def. - CNS 2005/0201 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 6.10.2005COM(2005) 472 definitivo2005/0201 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche istituisce misure per la ricostituzione dello stock di anguilla europea(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. CONTESTO DELLA PROPOSTA1.1 ObiettiviObiettivo della proposta è pervenire alla ricostituzione dello stock di anguilla europea ai precedenti livelli storici di abbondanza di esemplari adulti e al reclutamento di anguille ceche.1.2 Elementi storiciL’anguilla europea è ampiamente presente in tutte le acque europee (estuari dei fiumi e acque interne). Nella loro fase adulta le anguille si riproducono nell’Oceano Atlantico centrale e occidentale, mentre le larve si diffondono negli estuari europei. La gestione dello stock di anguilla europea rappresenta un aspetto di portata comunitaria in quanto il pesce in questione costituisce uno stock unico distribuito su tutto il continente europeo.I pareri scientifici indicano che lo stock di anguilla è in grave pericolo.1.3 Disposizioni esistentiMolti Stati membri hanno adottato un’ampia gamma di misure di gestione dello stock di anguilla, quali le taglie minime di sbarco, l’istituzione di zone vietate e il ricorso a fermi stagionali, l’attribuzione di licenze di pesca per l’anguilla e disposizioni in materia di costruzione di dighe e passaggi per le anguille. Rispettivamente nel 1992 e nel 2000 sono state adottate la direttiva UE sulla conservazione degli habitat e la direttiva UE quadro sulle acque con l’obiettivo, tra l’altro, di proteggere, conservare e migliorare l’ambiente in cui l’anguilla trascorre gran parte del suo ciclo di vita.1.4 Differenze rispetto alle disposizioni attualmente in vigoreData la varietà di habitat e tipi di pesca nei differenti bacini fluviali in cui vive l’anguilla, non è possibile gestire tale stock utilizzando esclusivamente misure di gestione uniformi in tutte le zone. Il regolamento proposto individua pertanto obiettivi specifici per la gestione della popolazione di anguille. Per raggiungere tali obiettivi ciascuno Stato membro dovrebbe applicare misure di gestione adeguate al contesto locale. L’adozione di un obiettivo comune per tutti gli Stati membri è necessaria affinché le misure per ripristinare la popolazione di anguilla abbiano carattere equo. Il regolamento proposto stabilisce inoltre l’obbligo per gli Stati membri di definire, attuare, monitorare e valutare i mezzi per conseguire tali obiettivi oltre a riesaminare l’esperienza acquisita.Un approccio comunitario è necessario se si vuole che gli Stati membri partecipino in modo equo e equilibrato alla gestione degli stock di anguilla. Non è tuttavia chiaro se le misure nazionali in vigore siano eque e adeguate.1.5 Coerenza con altre politicheIl coordinamento e la coerenza tra le misure adottate nell’ambito della presente proposta e quelle contenute nelle direttive citate rivestono importanza fondamentale, in quanto, come indicato nella direttiva quadro sulle acque, il ripristino dello stock di anguilla costituisce un indicatore di continuità fluviale e di qualità delle acque.2. RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI E DELLE VALUTAZIONI DI IMPATTO2.1 ConsultazioniNel marzo 2003 la Commissione ha organizzato un seminario di studio regionale sulla gestione dello stock di anguilla nel corso del quale i pareri scientifici sul tema sono stati presentati e discussi da ricercatori scientifici, operatori del settore e delegati degli Stati membri. Il 1° ottobre 2003 la Commissione ha pubblicato una comunicazione dal titolo “Verso un piano d’azione comunitario per la gestione degli stock di anguilla europea” (COM(2003) 573 def.). Il documento è stato discusso dal Consiglio, le cui conclusioni sono state adottate nel luglio 2004. Sulla base di tali conclusioni la Commissione ha organizzato un secondo seminario il 17 settembre 2004 per discutere di obiettivi specifici e di misure immediate di gestione degli stock di anguilla.La Commissione, i consulenti scientifici, i rappresentanti dell’industria e gli Stati membri hanno concordato sul fatto che gli stock di anguilla sono in fase di esaurimento e che sono necessari interventi per arginare tale situazione e hanno stabilito che la Commissione avrebbe presentato misure specifiche di ripristino concernenti sia le attività di pesca che gli aspetti ambientali. Tutti i settori hanno concordato che la migliore metodologia d’intervento consiste nel fissare obiettivi di gestione a livello comunitario, lasciando però agli Stati membri la libertà di scegliere le modalità di intervento per conseguire tali obiettivi.Alcuni settori dell’industria hanno però sollevato il problema della disponibilità sul mercato di anguille ceche e hanno chiesto che sia imposto un divieto di esportazione di tali anguille e che siano concessi aiuti di Stato per il ripopolamento. La Commissione valuterà possibilità di adottare eventuali misure di mercato, facendo tuttavia rilevare che le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio impongono, tra l’altro, che le misure di mercato adottate per ottenere benefici in termini di conservazione incidano equamente sui diversi settori interessati. La Commissione intende affrontare la possibilità della concessione di aiuti di Stato per il ripopolamento nell’ambito del nuovo Fondo europeo per la pesca.2.2. Consultazione di espertiLa Commissione ha acquisito i pareri scientifici del Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (CIEM) e della Commissione consultiva europea per la pesca nelle acque interne (EIFAC). Tali pareri indicano che per ricostituire lo stock sono necessarie misure urgenti di gestione. I recenti reclutamenti di anguille sono arrivati appena all’1% dei livelli storici e le anguille adulte che emigrano verso il mare per la riproduzione presentano un elevato tasso di mortalità. È necessario proteggere questa risorsa per fare in modo che i bacini fluviali degli Stati membri siano popolati da un numero adeguato di anguille in migrazione e che un numero adeguato di esse sopravviva fino alla riproduzione.2.3 Valutazione di impattoIl settore della pesca all’anguilla in Europa è molto diversificato. I principali comparti al suo interno sono quelli della pesca all’anguilla ceca in Francia, Spagna e Regno Unito e l’allevamento di anguille nell’acquacoltura europea. A livello europeo le statistiche relative alla pesca dell’anguilla sono lacunose. I dati della FAO indicano che le catture medie di anguille selvatiche negli anni ’90 sono state di circa 15 000 t/anno mentre la produzione dell’acquacoltura si è attestata sulle 18 000 t/anno, con un valore di vendita di circa 150 milioni di euro. Inoltre, negli anni ’80 sono state catturate da 500 a 800 tonnellate di anguilla ceca (di valore molto elevato). Attualmente però tali catture sono scese a livelli molto bassi. I dati più recenti sul settore europeo della pesca all’anguilla parlano di 25 000 pescatori. In alcune zone, soprattutto negli estuari francesi, dove dalle consultazioni con il settore è emerso che operano circa 1 100 imbarcazioni che praticano la pesca dell’anguilla negli estuari e che altri 450 pescatori operano nei fiumi, la pesca dell’anguilla ceca rappresenta circa il 75% del fatturato realizzato dai pescatori.In mancanza di interventi per migliorare il tasso di sopravvivenza dell’anguilla argentata adulta, l’attuale scarsità di anguilla ceca avrà come conseguenza una diminuzione dell’anguilla gialla nei fiumi e, alla fine di una fase di crescita di cinque-dieci anni, anche la popolazione di anguilla argentata migrante finirà per decrescere. Se il declino della popolazione adulta dovesse riflettere quello del reclutamento di anguille ceche, ciò significherebbe una riduzione di cento volte della popolazione di anguille. Se, inoltre, il reclutamento di anguille ceche dovesse diminuire in parallelo con la diminuzione del numero di anguille argentate che emigrano, ciò significherebbe che in dieci anni lo stock di anguilla non esisterebbe più come risorsa sfruttabile con conseguente perdita di mercati e posti di lavoro. Questi effetti si aggiungono ai problemi immediati della scarsa disponibilità, e conseguente aumento dei prezzi, di anguilla ceca e all’incidenza della pesca sportiva.La presente proposta lascia agli Stati membri la scelta delle misure di conservazione da attuare per garantire la sopravvivenza dell’anguilla. Misure quali la riduzione della pesca all’anguilla gialla in estate, la riduzione della pesca all’anguilla argentata in autunno nel periodo della migrazione, un aumento degli interventi di ripopolamento, miglioramenti della qualità dell’acqua, modifiche alle dighe e alle turbine per favorire la migrazione delle anguille, una riduzione della pesca sportiva e interventi per favorire la migrazione, potrebbero essere inserite in un piano di gestione degli stock di anguilla. L’impatto socio-economico delle misure varierà a seconda delle misure scelte tra quelle elencate e non può essere valutato in astratto. L’aspetto fondamentale da non dimenticare è tuttavia che, in assenza di interventi e continuando l’attuale declino dello stock, i settori della pesca e dell’allevamento di anguille sono destinati a scomparire.3. ASPETTI LEGISLATIVILe misure di protezione degli Stock di anguilla rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 37 del trattato in quanto, ai fini dello stesso, essi sono considerati prodotti agricoli.3.1. Piano di gestione per l’anguillaL’elemento principale del regolamento riguarda la realizzazione di piani nazionali di gestione degli stock di anguilla, mediante i quali ciascuno Stato membro dovrà realizzare l’obiettivo del 40% di fuoriuscita delle anguille argentate adulte da ciascun bacino fluviale (percentuale misurata in relazione a condizioni normali). I piani dovrebbero essere rivisti dal comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca e, in caso di valutazione positiva, essere approvati dalla Commissione e entrare in vigore il 1° luglio 2007.3.2 Misure di breve termineData l’urgenza della situazione, la sopravvivenza delle anguille dovrebbe essere migliorata quanto più possibile, compatibilmente con le esigenze economico-sociali, imponendo il fermo della pesca per 15 giorni al mese. Il fermo dovrebbe restare in vigore finché i singoli Stati membri non abbiano attuato il piano di gestione per l’anguilla approvato dalla Commissione.3.3. Deroghe alle misure di breve termineLa pesca potrebbe essere autorizzata durante un periodo di fermo, qualora uno Stato membro possa dimostrare in modo affidabile che le misure già in vigore sono conformi con l’obiettivo del 40% di cui al punto 3.1 o la pesca riguardi l’anguilla ceca da utilizzarsi a fini di ricostituzione dello stock.3.4. Sussidiarietà e proporzionalitàLa ricostituzione dello stock di anguilla apporterà benefici ai pescatori di tutti gli Stati membri e avrà un notevole impatto positivo a livello economico e sociale nei settori che dipendono dall’anguilla, quali marketing, distribuzione e acquacoltura. Tutti gli Stati membri dovrebbero realizzare interventi equi, concertati e armonizzati per proteggere la popolazione di anguille così da poter beneficiare di un ripristino di tale popolazione. Per tale motivo il corpo principale del regolamento proposto impone agli Stati membri l’obbligo di conseguire un obiettivo specifico in materia di gestione dello stock di anguilla, lasciando però a discrezione degli Stati membri la scelta degli strumenti da utilizzare. Si tratta di una adeguata ripartizione di responsabilità tra gli Stati membri e la Comunità. La scelta di un approccio decentralizzato, basato precipuamente su piani di gestione dello stock di anguilla messi a punto dagli Stati membri, ma i cui obiettivi sono fissati dalla legislazione comunitaria e le cui qualità e adeguatezza sono soggette a revisione da parte delle istituzioni comunitarie, costituisce una metodologia adeguata in termini sia di sussidiarietà che di proporzionalità per gestire una risorsa della pesca comunitaria che è distribuita in diversi sistemi fluviali e interessa diverse attività e infrastrutture di pesca.4. INCIDENZA SUL BILANCIOSul bilancio comunitario il regolamento ha un’incidenza diretta aggiuntiva trascurabile. Gli aspetti di bilancio relativi al sostegno per la ricerca sulle anguille sono ripresi nel settimo programma quadro. Gli aiuti di Stato erogabili alla pesca e la loro applicabilità alla pesca dell’anguilla e alle misure ambientali sono affrontati nel quadro del Fondo europeo per la pesca.5. ELEMENTI AGGIUNTIVIA breve la Commissione intende proporre l’adozione di un sistema di tracciabilità come strumento di lotta al bracconaggio. Come primo passo in questa direzione la Commissione propone che le disposizioni in materia di applicazione e controllo della politica comune della pesca si applichino anche alla pesca dell’anguilla e ai prodotti derivati dall’anguilla. La Commissione intende inoltre prendere in considerazione misure per limitare l’esportazione di anguille ceche, compatibilmente con la legislazione in materia di commercio internazionale, allo scopo di aumentare in numero di tali anguille disponibile per interventi di ricostituzione dello stock e a fini di conservazione.Una gestione adeguata dello stock di anguilla e delle attività di pesca a esso relative impone di tenere in considerazione sia l’impatto delle attività di pesca che quello delle modifiche all’ambiente, quali dighe, passaggi per le anguille e impianti idroelettrici. Il presente regolamento riguarda la gestione dello stock di anguilla in quanto tale . Il campo di applicazione e le condizioni dell’assistenza finanziaria per l’attuazione delle misure in questione sono valutati attualmente nel quadro Fondo europeo per la pesca, periodo di programmazione 2007-2013.2005/0201 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche istituisce misure per la ricostituzione dello stock di anguilla europeaIL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 37.vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo ,considerando quanto segue:(1) I più recenti pareri scientifici del Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (CIEM) relativi all’anguilla europea indicano che tale stock ha superato i limiti biologici di sicurezza e che la pesca ai livelli attuali non è sostenibile.(2) Il CIEM ha fatto rilevare inoltre che gestione della pesca dell’anguilla presuppone un intervento coordinato a livello dei bacini idrografici e più a monte.(3) Il CIEM raccomanda di adottare urgentemente un piano di ricostituzione per l’intero stock e di ridurre a livelli il più possibile prossimi allo zero il suo sfruttamento e tutte le attività umane attinenti alla pesca e allo stock di anguilla, fino a quando tale piano di ricostituzione non sia stato definito e attuato.(4) Il 19 luglio 2004 il Consiglio ha adottato le conclusioni relative alla Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 1° ottobre 2003 “Verso un piano d’azione comunitario per la gestione degli stock di anguilla europea”[1], in cui esortava la Commissione a presentare proposte per la gestione di lungo termine dello stock di anguilla in Europa.(5) In tale ambito le condizioni e le esigenze all’interno della Comunità sono diverse e richiedono soluzioni specifiche. Di tale diversità si deve tenere conto nella pianificazione e esecuzione di misure finalizzate a garantire la protezione e lo sfruttamento sostenibile della popolazione di anguilla europea. Le decisioni dovrebbero essere adottate il più possibile in prossimità dei luoghi in cui avviene lo sfruttamento dell’anguilla. La priorità dovrebbe essere data alle iniziative adottate dagli Stati membri mediante l’elaborazione di piani di gestione adeguati alle condizioni regionali e locali.(6) La direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche[2] e la direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque[3] sono finalizzate, tra l’altro, a proteggere, conservare e migliorare l’ambiente acquatico in cui l’anguilla trascorre parte del suo ciclo di vita. È necessario pertanto assicurare il coordinamento e la coerenza tra le misure adottate nell’ambito del presente regolamento e quelle contenute nelle direttive citate.(7) In particolare, i piani di gestione dello stock di anguilla dovrebbero riguardare i bacini fluviali definiti conformemente alla direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque[4].(8) Il successo delle misure di ricostituzione dello stock di anguilla europea dipende dalla stretta cooperazione e dall’azione coerente a livello comunitario, di Stati membri e locale, come pure dall’informazione, la consultazione e la partecipazione dei settori pubblici interessati.(9) Per fare in modo che le misure di ricostituzione dello stock di anguilla siano eque e efficaci è necessario che gli Stati membri individuino le misure che intendono adottare e le zone interessate, che le informazioni in materia abbiano ampia diffusione e che le misure previste siano oggetto di valutazione.(10) Nei bacini fluviali in cui la pesca e altre attività umane che hanno rilevanza per le anguille possono avere effetti transfrontalieri, tutti i programmi e le misure devono essere coordinati per l’intero bacino in questione. Nel caso di bacini fluviali che si estendono oltre i confini della Comunità, quest’ultima dovrebbe fare in modo di garantire un opportuno coordinamento con i paesi terzi interessati, senza che, peraltro, tale esigenza di coordinamento impedisca agli Stati membri di adottare le azioni urgenti necessarie,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1OggettoIl presente regolamento stabilisce un quadro per la protezione e lo sfruttamento sostenibile dello stock di anguilla europea della specie Anguilla anguilla negli estuari e nei fiumi degli Stati membri che sfociano nei mari delle zone CIEM III, IV, VI, VII, VIII, IX o nel Mare Mediterraneo.Le misure di cui al presente regolamento sono adottate e attuate fatte salve le pertinenti disposizioni delle direttive comunitarie 92/43/CEE del Consiglio, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, e 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque.Articolo 2Fermo stagionale della pesca all’anguillaTra i giorni 1 e 15 di ogni mese è proibito pescare, sbarcare o detenere a bordo anguille della specie Anguilla anguilla .Articolo 3Deroga temporanea al fermo stagionale di pesca per aumentare il tasso di migrazioneIn deroga all’articolo 2, fino al 30 giugno 2007 è consentito pescare, sbarcare o detenere a bordo anguille della specie Anguilla anguilla tra i giorni 1 e 15 di ogni mese, purché:(a) le anguille abbiano lunghezza inferiore a 12 cm e(b) tutte le anguille catturate siano rilasciate nelle acque interne europee aventi accesso al mare allo scopo di favorire il tasso di migrazione delle anguille argentate adulte.Articolo 4Deroga temporanea al fermo stagionale di pesca per taluni bacini fluviali1. Se, per determinati bacini fluviali, le misure nazionali in vigore garantiscono già il conseguimento dell’obiettivo di cui all’articolo 6, paragrafo 4, gli Stati membri interessati possono presentare una richiesta di deroga, fino al 30 giugno 2007, dalle misure previste per tali bacini all’articolo 2.2. Gli Stati membri allegano alla richiesta una giustificazione tecnico-scientifica circostanziata indirizzata alla Commissione e agli altri Stati membri.3. La Commissione decide in merito alla richiesta dopo aver consultato il comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca.Articolo 5Deroga al fermo stagionale di pesca per i piani di gestioneIn deroga all’articolo 2, a partire dal 1° luglio 2007 è consentito pescare, sbarcare o detenere a bordo anguille della specie Anguilla anguilla tra i giorni 1 e 15 di ogni mese, purché tali attività di pesca siano conformi alle specifiche e alle restrizioni fissate in un piano di gestione per l’anguilla.Articolo 6Elaborazione del piano di gestione per l’anguilla1. Gli Stati membri individuano e definiscono i diversi bacini fluviali ubicati sul loro territorio nazionale che, anteriormente all’intervento dell’uomo, costituivano habitat naturali per l’anguilla europea (“bacini fluviali dell’anguilla”).2. Nel definire i bacini fluviali dell’anguilla gli Stati membri devono tenere in debita considerazione le disposizioni amministrative di cui all’articolo 3 della direttiva 2000/60/CE.3. Per ciascun bacino fluviale dell’anguilla, di cui alla definizione del paragrafo 1, gli Stati membri elaborano un piano di gestione per l’anguilla.4. L’obiettivo di ciascun piano per ciascun bacino fluviale dell’anguilla è quello di permettere con elevata probabilità il passaggio in mare di almeno il 40% della biomassa di anguilla adulta. La percentuale fa riferimento alla stima più elevata sulla possibile migrazione delle anguille dal bacino fluviale in assenza di attività umane che incidano sulla zona di pesca o sullo stock.5. Ciascun piano di gestione per l’anguilla deve comprendere sia i mezzi per fissare gli obiettivi di cui al paragrafo 4 sia i mezzi per monitorare e verificare il conseguimento di tale obiettivo.Articolo 7Approvazione del piano di gestione per l’anguilla1. Entro il 31 dicembre 2006 gli Stati membri comunicano alla Commissione tutti i singoli piani di gestione per l’anguilla predisposti in conformità dell’articolo 6.2. Sulla base della valutazione tecnico-scientifica del comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca, e se ciò risulta opportuno, il piano di gestione per l’anguilla viene approvato conformemente alla procedura di cui all’articolo 30, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2371/2002.3. Gli Stati membri attuano i piani di gestione per l’anguilla approvati ai sensi del paragrafo 2 a decorrere dal 1° luglio 2007.4. Entro il 31 dicembre 2006 gli Stati membri comunicano agli altri Stati membri e alla Commissione una sintesi dei piani di gestione per l’anguilla che intendono adottare.Articolo 8Piani di gestione per l’anguilla transfrontalieri1. Nel caso di bacini fluviali dell’anguilla che si estendono al territorio di più Stati membri, quest’ultimi elaborano congiuntamente il piano di gestione per l’anguilla.2. Se un bacino fluviale dell’anguilla si estende oltre il territorio della Comunità, gli Stati membri interessati cercano di mettere a punto il piano di gestione per l’anguilla di concerto con gli Stati terzi interessati.3. Se un bacino fluviale dell’anguilla si estende oltre il territorio della Comunità, deve essere rispettata la competenza di tutte le pertinenti organizzazioni regionali per la pesca.4. Mutatis mutandis, gli articoli 6 e 7 si applicano ai piani transfrontalieri di cui ai paragrafi 1 e 2.Articolo 9Relazioni e valutazione1. Entro il 31 dicembre 2009, gli Stati membri devono riferire alla Commissione in merito al monitoraggio, l’efficacia e i risultati di ciascun piano di gestione e, in particolare, per ciascun bacino fluviale devono produrre una stima della percentuale di biomassa di anguilla migrata in mare per la riproduzione con riferimento alla stima più elevata sulla possibile migrazione delle anguille dal bacino fluviale in assenza di attività umane che incidano sulla zona di pesca o sullo stock.2. Entro il 1° luglio 2010 la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, corredata di una valutazione statistica e scientifica sui risultati dell’applicazione dei piani di gestione per l’anguilla e del parere del comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca.3. Tenuto conto della relazione di cui al paragrafo 2, la Commissione può proporre tutte le misure adeguate per conseguire con probabilità elevate la ricostituzione dello stock di anguilla europea.Articolo 10Controllo ed esecuzione1. Il capitolo V del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel quadro della politica comune della pesca[5], si applica mutatis mutandis a tutte le misure di cui al presente regolamento.2. Non si applica l’articolo 22, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 2371/2002.Articolo 11Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl Presidente [1] COM(2003) 573 def.[2] GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).[3] GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.[4] GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2455/2001/CE (GU L 331 del 15.12.2001, pag. 1)[5] GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59.