CELEX: 51985PC0152
Language: it
Date: 1985-04-02
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO concernente le posizioni comuni degli Stati membri su proposte presentate alla 5a riunione della Conferenza delle parti della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione, che si terrà a Buenos Aires, Argentina, dal 22 aprile al 3 maggio 1985 (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (85) 152
Vol. 1985/0049
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
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concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---                                                                                    C0MC85) 152 def.
    COMMISSIONE                                                                    Bruxelles, 2 aprile 1985
            DELLE
COMUNITÀ EUROPEE
  S e g r e t a r i a to g e n e r a le
                                                                                   DOCUMENTO INTERNO
                                                              Proposta di
                                                        DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                        concernente le posizioni comuni degli Stati membri su
                        proposte presentate alla 5a riunione della Conferenza delle parti
                               della Convenzione sul commercio internazionale delle specie
                          di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione, che si
                         terrà a Buenos Aires, Argentina, dal 22 aprile al 3 maggio 1985
                                             (presentata dalla Commissione al Consiglio)
C0MC85) 152 def.
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                    COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
Oggetto : Proposte presentate alla 5a riunione della Conferenza delle parti
'           della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora
            e di fauna minacciate d'estinzione (CITES), che si terrà a Buenos
            Aires, Argentina, dal 22 aprile al 3 maggio 1985.
 1. INTRODUZIONE
      1.1.  Precedenti
            Dall'entrata in vigore del regolamento del Consiglio (CEE) n.
            3626/82 (1), ossia dal 1° gennaio 1984, il Belgio, il Lussemburgo ed
            i Paesi Bassi sono divenuti parti contraenti della Convenzione,
            cosicché sono ora parti contraenti della Convenzione otto Stati
            membri della Comunità. L'Irlanda e la Grecia non sono state finora
             in grado di ultimare le procedure di ratifica/adesione. Oggidè la
            Convenzione conta 87 parti contraenti.
            La 5a riunione della Conferenza delle parti avrà luogo a Buenos
            Aires, Argentina, dal 22 aprile al 3 maggio 1985.
             Come nelle precedendi riunioni, la Comunità europea parteciperà in
            qualità di osservatore, a norma dell'articolo XI (7) della
             Convenzione. La segreteria della Convenzione è stata informata in
             merito nell'ottobre 1984.
  (1) Regolamento (CEE) n. 3626/82, del Consiglio, del 3 dicembre 1982, relativo
  all'applicazione nella Comunità della Convenzione sul commercio internazionale
  delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione (GU L 384
  del 31.12.1982)
 ---pagebreak---    1.2. Adesione della Comunità alla Convenzione
         Nel settembre e nell'ottobre 1982, il gruppo di lavoro del Consiglio
         per l'ambiente ha discusso ed approvato una proposta della
         Commissione relativa all'adeguamento dell'articolo XXI della
         Convenzione che consente l'adesione della Comunità.
         Il governo danese, appoggiato da un terzo delle parti (aliquota
         minima necessaria) ha invitato la segreteria della Convenzione a
         convocare una riunione straordinaria, che ebbe luogo il 30 aprile
         1983, alla fine della 4a riunione regolare della Conferenza delle
         parti, tenuto a Gaborone, Botswana.
         Essa determinò l'adozione di un testo sostanzialmente modificato di
         emendamento, presentato dagli Stati Uniti di concerto con la
         Comunità, per 27 voti favorevoli, 9 contrari e 6 astensioni.
         Gli emendamenti della Convenzione entrano in vigore per le parti che
         li hanno accettati 60 giorni dopo che i due terzi delle parti hanno
         depositato uno strumento d'accettazione presso il governo
         depositario (art. 17, par. 3, della Convenzione). A norma della
         risoluzione 27 della 4a Conferenza delle parti, l"'emendamento della
         Comunità" entrerà in vigore quando sarà stato accettato da due terzi
         delle parti, ossia 54 parti "al momento della sua adozione".
2* PROBLEMI DI CARATTERE ISTITUZIONALE E GIURIDICO CONNESSI ALLA
   DETERMINAZIONE DI POSIZIONI COMUNI CHE GLI STATI MEMBRI DEVONO ADOTTARE SU
   PROPOSTE PRESENTATE ALLA CONFERENZA DELLE PARTI
   2.1.  La Commissione ritiene che,         a decorrere dall'adesione del
         regolamento n. 3626/82, del Consiglio, del 3 dicembre 1982, relativo
         all'applicazione nella Comunità della Convenzione sul commercio
         internazionale delle specie di flora e di fauna minacciate di
         estensione, la Comunità è competente, (verso l'esterno) per tutti i
         problemi concernenti la regolamentazione del commercio di esemplari
 ---pagebreak---      delle specie minacciate di estinzione, ossia anche delle specie non
      inserite negli Allegati del regolamento. L'argomento si basa sul
      fatto che emendare la Convenzione significherebbe "influire" (nel
      senso del caso ERTA) (1) sul regolamento, poiché quest'ultimo
      andrebbe modificato per tener conto degli emendamenti. Scopo del
      regolamento era infatti di evitare che misure nazionali di
      applicazione, che non erano uniformi, influissero sulla libera
      circolazione dei prodotti all'interno della Comunità, determinando
      distorsioni della concorrenza (cfr. 5° e 6° considerando). Pertanto
      a livello comunitario si è ritenuto necessario garantire che taluni
      strumenti di politica commerciale da utilizzare nel quadro della
      Convenzione, vengano applicati in modo uniforme (4° considerando).
      Tali obbietivi non possono essere raggiunti se la Comunità non sarà
      stata investita della competenza verso l'esterno per tutti i
      problemi concernenti la regolamentazione del commercio di esemplari
      di specie minacciate di estinzione.
      Secondo la Commissione, l'art. 15, par. 3, del regolamento n.
      3626/82 non può essere invocato a favore dell'argomento che la
      Comunità non riveste alcuna competenza verso l'esterno per quanto
       riguarda le specie non ancora contemplate dalla CITES ma per le
      quali sono già state presentate alla Conferenza delle proposte
      d'inserimento. L'art. 15. par. 3, ha vigore soltanto all'interno.
      Esso consente agli Stati membri di applicare nel commercio
       intercomunitario talune restrizioni al commercio di specie non
      contemplate da regolamento, restrizioni che devono essere analoghe a
      quelle che figurano nel regolamento. L'articolo definisce pertanto
       le misure ritenute giustificate ai sensi dell'articolo 36.
2.2.   La Comunità si riferisce alla dichiarazione da essa stessa formulata
      nel Processo Verbale del Consiglio in occasione dell'adozione del
       Regolamento n. 3626/82.
       Essa rimane dell'opinione che il principale fondamento giuridico per
 22/70, (1971) ECR. 263.
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           qualsiasi azione comunitaria in proposito è costituito dal'Art.113
           del Trattato CEE. Tuttavia,               la Comunità non è ancora parte
           contraente della CITES. Pertanto, gli Stati membri sono tenuti, a
           norma dell'art. 5 del Trattato CEE, ad agevolare la Comunità
           nell'esercizio della sua competenza in seno alla Conferenza.
           La Commissione ritiene che durante il periodo transitorio, ossia
           fino alla data in cui essa diverrà parte contraente della CITES, lo
           strumento per definire la posizione comune nei confronti degli
           emendamenti proposti alla Conferenza è quello indicato dall' art.
           116 del Trattato CEE, il quale sancisce che gli Stati membri
           procederanno, per quanto riguarda tutti i problemi di particolare
           interesse per il Mercato comune, nel quadro di organizzazioni
           internazionali aventi carattere economico, soltanto ad azioni
           comuni, e prevede che la Commissione presenti a tal fine le sue
           proposte.
           Dalla motivazione del regolamento 3626/82 risulta chiaramente che
           qualsiasi emendamento concernente gli Allegati della Convenzione
           riveste particolare interesse per il Mercato comune.
           Per quanto riguarda l'interrogativo se La CITES può essere
           considerata un'organizzazione internazionale avente carattere
           economico, la risposta deve essere affermativa. Sebbene non si possa
           negare che le finalità della CITES perseguino prevalentemente la
           protezione dell'ambiente, gli strumenti utilizzati per realizzare
           tali finalità hanno carattere prettamente commerciale.                La
           Convenzione disciplina il commercio delle specie minacciate, come
           risulta appunto dal titolo. Non è previsto alcun altro strumento.
           La CITES va quindi considerata come un'organizzazione internazionale
           avente carattere economico,                pur presentando anche altre
           caratteristiche.
                                       * * * * * * * * * * * * *
  La Commissione propone che il Consiglio adotti La proposta di decisione del
Consiglio, qui allegata.
 ---pagebreak---                                                       RISERVATO
                          DECISIONE DEL CONSIGLIO
           concernente le posizioni comuni degli Stati membri su
     proposte presentate alla 5a riunione della Conferenza delle parti
        della Convenzione sul commercio internazionale delle specie
      di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione, che si
      terrà a Buenos Aires, Argentina, dal 22 aprile al 3 maggio 1985.
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,          in
particolare l'Art. 116,
vista la proposta delta Commissione,
considerando che la Convenzione sul commercio internazionale delle specie
di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione è applicata nella
Comunità dal regolamento (CEE) n. 3626/82, del Consiglio, (1)
considerando che proposte di risoluzioni e di emendamenti delle Appendici
della Convenzione potrebbero direttamente influire su detto regolamento;
Considerando che la Comunità non è ancora parte contraente della
Convenzione, sebbene un emendamento in tal senso si trovi attualmente
presso le parti contraenti, per accettazione;
(1) GU n. L 384 del 31.12.1982, pag.1
 ---pagebreak--- considerando che in queste particolari circostanze spetta agli Stati membri
agite nei confronti di tali proposte, nel quadro di una posizione comune
che sarà decisa dal Consiglio;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :
                                 Articolo 1
Le posizioni comuni degli Stati membri, da adottare nella 5a riunione della
Conferenza delle parti della Convenzione sul commercio internazionale delle
specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione saranno in
armonia con le posizioni che figurano nell'Allegato della presente
decisione.
                                 Articolo 2
1. Quando una posizione comune di cui all'articolo 1 potrebbe essere
    interessata da una nuova informazione scientifica o tecnica presentata
    prima o durante la riunione della Conferenza delle parti, gli Stati
    membri rivedranno la posizione alla luce di detta informazione e
    stabiliranno una posizione comune sulla proposta in parola, prima che
    la Conferenza delle parti proceda alla sua votazione.
2. Per le proposte sulle quali non figura nell'allegato alcuna posizione
    comune, quest'ultima verrà stabilita prima che la Conferenza delle
    Parti proceda alla loro votazione.
    Fatto a Bruxelles, __ aprile 1985.                    Per il Consiglio,
 ---pagebreak--- ALLEGATO   della decisione del Consiglio del ...     aprile 1985 concernente le
posizioni comuni degli Stati membri su proposte presentate nella 5a riunione
della Conferenza delle parti della Convenzione sul commercio internazionale
delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione.
Punto XIII dell'ordine del giorno - Interpretazione ed applicazione della
Convenzione.
1.   Relazione sui rapporti nazionali a norma dell'art.     Vili,  par.  5 della
     Convenzione (doc. 5.19 e 5.20).
     a) Dalle discussioni del Comitato tecnico (Bruxelles, giugno 1984) risulta
        che nessuna delle principali funzioni definite nei rapporti annuali
        viene effettivamente realizzata. I rapporti annuali disponibili non
        consentano la sorveglianza dell'applicazione della Convenzione ad opera
        delle parti, né la sorveglianza quantitativa del commercio di esemplari
        delle specie elencate, per mancata presentazione delle relazioni
        annuali, per presentazione tardiva ed incompleta e per l'incorretta
         compilazione dei rapporti annuali. Tale situazione era stata discussa in
         tutte le riunioni precedenti della Conferenza delle parti, del Comitato
         tecnico e di vari gruppi di lavoro e formò oggetto di varie risoluzioni,
         senza peraltro registrare miglioramenti di qualche importanza. Ciò
         significa che, in dieci anni, la Convenzione non è stata in grado di
         fornire dati affidabili, che consentano di trarre conclusioni sugli
         effetti che il commercio internazionale esercita sulla conservazione
         della specie che essa contempla.
         La posizione comune è quindi di appoggiare qualsiasi azione volta
         migliore funzionamento del sistema dei rapporti annuali.
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   b) Nel contesto della discussione sui rapporti annuali verrà posto il
       problema dei rapporti sul commercio intracomunitario. L'argomento era
       stato discusso nella riunione del Comitato tecnico del giugno 1984 in
       base ad un rapporto del suo gruppo di lavoro sui rapporti annuali, nella
       riunione generale dell'IUCN tenuta a Madrid nel 1984 e nel seminario
       sull'applicazione della CITES nell'Asia e in Oceania, tenuto a Kuala
       Lumpur nell'ottobre 1984. L'India ha presentato alla Conferenza delle
       parti un progetto di risoluzione (doc. 5.20) che raccomanda che ogni
       parte contraente della Convenzione che sia membro di un accordo
       commerciale regionale ai sensi dell art. XIV, par. 3, della Convenzione,
       inserisca nei propri rapporti annuali, delle informazioni sul commercio
       con altri Stati mèmbri di detto accordo, a condizione che il compito di
       tenere i registri e di redigere i rapporti non si trovi direttamente in
      conflitto con le disposizioni dell'accordo commerciale regionale.
      A parte l'impossibilità tecnica e concreta dì redigere un rapporto sul
       commercio intracomunitario degli esemplari contemplati dalla CITES nel
      quadro del sistema adottato per l'applicazione della CITES nella
      Comunità, i controlli necessari per detti rapporti si porrebbero infatti
       in diretto conflitto con le disposizioni (e le finalità) del Trattato.
       Sebbene la proposta sembri essere stata presentata in riguardo della
      Comunità, la posizione comune è di astenersi. Si preparerà una
      dichiarazione, per conto della Comunità, che attesti che per le ragioni
      di cui sopra,       la Comunità non si considera interessata dalle
       raccomandazioni della risoluzione.        tenendo presenti eventuali
      conseguenze negative di una discussione in materia, sarà necessario
      sdrammatizzare l'interesse che talune parti portano all'argomento. Nei
       loro contatti con altre parti e con organizzazioni non governative, gli
      Stati membri illustreranno il funzionamento dei regolamenti comunitari
      per l'applicazione della Convenzione.
2. Commercio di avorio proveniente da elefanti africani (doc. 5.22)
   Questa risoluzione, elaborata e presentata dal Regno Unito, è stata
   discussa nella riunione del Comitato tecnico del giugno 1984 : essa
   incontrò l'adesione generale. Il comitato della Convenzione, istituito a
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   norma del regolamento CCEE) n. 3626/82 del Consiglio, ha rilevato alcune
   difficoltà connesse alle raccomandazioni, per quanto riguarda il commercio
   di giacenze detenute da paesi non-produttori, quali : erigere l'inventario
   e contrassegnare la merce prima della ri esportazione. Esso ha convenuto di
   presentale alla Conferenza delle parti, per discussione, un altro
   procedimento, che fissi una scandenza per la ri esportazione di merci non
   contrassegnate. Dato che questa risoluzione costituisce un importante passo
   in avanti nel proteggere le popolazioni africane di elefanti, essa merita
   di essere appoggiata. Gli Stati membri discuterranno soluzioni alternative
   per l'avorio riesportato, nonché le possibilità di garantire che le quote
   annue si basino su piani di gestione scientificamente fondati.
   La posizione comune è di votare a favore della risoluzione risultante dalle
   discussioni della Conferenza delle parti.
3. Commercio di pelli di leopardo (doc. 5.23)
   La risoluzione 13 della 4a Conferenza consente il commercio di pelli di
    leopardo per scopi non precipuamente commerciali (trofei di caccia, effetti
   personali, articoli domestici) e in quantitativi limitati (quote convenute
   dalla Conferenza delle parti e soltanto una pella/persona/anno). Lo
    Zimbabwe, lo Zambia e la Tanzania propongono quote annue più elevate, più
    proporziali al numero degli animali effettivamente uccisi, e ciò sia nel
    quadro dei piani di gestione, sia a scopo di difesa della vita e dei beni.
    Lo Zimbabwe chiede di essere autorizzato a fissare autonomamente quote
    annuali e di comunicare la sua decisione alla segreteria o - qualora la
    Conferenza non fosse d'accordo ~ che la Conferenza stessa fissi la quota di
    350 anima li/anno.
    Lo Zambia presenta due proposte analoghe,     per una quota annuale di 300
    animali.
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   La Tanzania propone di portare La sua quota da 60 a 250 animali.
   Queste proposte richiedono che si esamini attentamente il rapporto tra gli
   utili finanziari e la disponibilità dei proprietari terrieri a proteggere
   la specie.
   Si stabilirà una posizione comune alla luce di una discussione della
   Conferenza delle parti, soprattutto nei confronti della proposta presentata
   dalla Tanzania, in base ad ulteriori ragguagli scientifici.
4* Commercio di esemplari vegetali (doc. 5.24)
   Il gruppo di lavoro "Piante", sub-comitato del comitato tecnico, ha
   preparato numerose raccomandazioni ai fini di una migliore applicazione
   della Convenzione per quanto rigarda le piante. Le raccomandazioni di cui
   all'Allegato 1 e quelle di cui alle lettere a) e b) dell'Allegato 2 del
   dbc. 5.24 sono state approvate dal Comitato tecnico nel giugno 1984. La
   posizione comune è di appoggiare Le raccomandazioni in parola.
   La raccomandazione c) dell'allegato 2 pone alcune difficoltà. Adottarla
   comporterebbe l'impiego di certificati fitosanitari, invece di licenze di
   esportazione, per le piante inserite nell'Appendice I, moltiplicate
   artificialmente a scopo commerciale. Ciò non è conforme all'interpretazione
   accettata dall'art. VII, par. 4 della Convenzione. Un secondo problema è
   connesso con l'attuale impossibilità di adattare il certificato
   fitosanitario a quanto richiesto dalla raccomandazione di cui al punto ii).
   La posizione comune è di discutere queste difficoltà nelle riunioni del
   gruppo di lavoro "Piante" e di non appoggiare la raccomandazione c)
   dell'allegato 2 del documento 5.24.
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5.  Commercio di esemplari riprodotti in ranch (doc. 5.25)
    Questa proposta, volta ad un uniforme sistema per contrassegnare i prodotti
    ottenuti da operazioni in "ranch" contribuisce notevolmente a risolvere
    alcuni di problemi di individuazione nel commercio di tali prodotti.
    Sebbene non sia evidente in qual modo questa risoluzione possa influire
    sulle attuali operazioni di "ranch" e su quelle presentate per approvazione
    alla Conferenza delle parti nella presente riunione, e sebbene occorra
    discutere ulteriormente L'aspetto pratico di taluni elementi della
    risoluzione. La posizione comune è di approvare Le idee fondamentali.
6.  Importante commercio delle specie inserite nell'Appendice II (doc. 5/..)
    Il documento concernente questo punto non è ancora disponibile. Occorre
    quindi assumere una posizione comune sull'argomento, in un secondo tempo.
 7.  Controllo delle parti e prodotti derivati "facilmente identificabili" (doc.
     5 /..)
     La risoluzione proposta raccomanda che tutte le parti adottino una
     definizione    della   parola   "esemplare"   analoga   alla   formulazione
     dell'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 3626/82, del Consiglio, nella
     versione proposta dalla Commissione con documento (C0MC83) 557),del
     26.9.)983 (G.U. C 272 de I I '11.10.1983, pag. 7). L’adozione di questa
     proposta da parte del Consiglio attende l 'es ito della riunione della
     Conferenza delle parti per quanto riguarda le parti e prodotti derivati che
     beneficiano di esenzione. Si è dimostrato impossibile introdurre un elenco
     minimo" analogo all'allegato B del regolamento 3626/82.
     Poiché la raccomandazione contribuisce ad un migliore controllo delle parti
     e prodotti derivati, la posizione comune è di appoggiare la risoluzione.
 ---pagebreak---                                          - 6 -
  8* béfinizione di "scopi precipuamente commerciali11 (doc. 5/28)
      Sebbene dalla risoluzione proposta e dalla sua introduzione risulti
      iipossibile giungere ad una definizione generale del termine,                   la
      ^Soluzione e gli esempi che figurano nell'allegato della stessa
      costituiscono un importante orientamento per le parti importatrici sul
      esaminare il rilascio di una licenza di importazione per esemplari inseriti
     nell'Appendice I.
     Là posizione comune è di appoggiare la risoluzione.
  9. Periodo di validità delle licenze d'importazione (doc. 5/29)
     La risoluzione proposta raccomanda che, ai fini dei paragrafi 2 e 4
     dell'Art. I l i della Convenzione, un paese (ri Esportatore consideri non
     valida una licenza di importazione se presentata sei mesi dopo la data di
     rilascio. La proposta lascia a discrezione della Conferenza delle parti
 <   decidere se la raccomandazione debba applicarsi a t u t t i gli esemplari
     inseriti nell'Appendice I, oppure soltanto ad esemplari vivi. La posizione
     comune è di appoggiare la risoluzione che figura nell'Allegato 1 del doc.
     5/29,     che è conforme alle disposizioni in proposito contenute nel
     regolamento (CEE) n. 3418/83, della Commissione.
ltì* Certif icato di origine per gli esemplari inseriti nell'Appendice III (doc.
     S/30)
     La raccomandazione che il certificato di origine previsto d a l l ' a r t . V, par.
     3 , della Convenzione verrà rilasciato dalle competenti autorità di gestione
     della CITES, risolve il problema dal diverso signficato dello stesso
     certificato rilasciato in base a regolamenti doganali. La posizione comune
     è di appoggiare la risoluzione, suggerendo che essa sia integrata da una
     raccomandazione che definisca il termine "paese di origine" ai fini della
     CITES, nel modo seguente :
     a) Ai fini della Convenzione, con il termine "paese di origine" si intende
         il paese in cui gli esemplari sono stati prelevati dall'ambiente
         selvatico, allevati in cattività o moltiplicati artificialmente.
 ---pagebreak---                                              -7-
    b) ........
11, Definizione di "esemplare anteriore alla Convenzione" (doc. 5/31)
    IL documento       tra t t a     molto    dettagliatamente  tutti       gli    aspetti
    dell'espressione "anteriore alla Convenzione", chiarifica le difficoltà di
    interpretazione e di applicazione connesse alla formulazione d e l l ' a r t . VII,
    par. 2, della Convenzione, nonché le difficoltà sorte dopo l'adozione della
    risoluzione Conf. 4.11.
    La posizione comune è di appoggiare la risoluzione proposta.
12. Allevamento della tartaruga delle isole Cayman (doc. 5/32)
    Il progetto di risoluzione è stato presentato dal Regno Unito, su richiesta
    del segretariato e fornisce un'alternativa alla proposta di trasferire la
    popolazione in cattività della tartaruga verde delle isole Cayman
    dall'Appendice I all'Appendice II.
    Questa soluzione è la più opportuna. L'assenza di una popolazione selvatica
    entro la giurisdizione delle isole Cayman esclude l'adozione di una
    proposta in base alla risoluzione Conf. 3.15. La condizione di cui alla
    lettera a) di detta risoluzione, ossia che una popolazione selvatica di una
    specie inserita nell'Appendice I, presente net te rri torio di giurisdizione
    di una parte e ritenuta non più minacciata, ma anzi avvantaggiata dal
    "ranching" (allevamento),           costituisce un elemento fondamentale della
    nozione - accuratamente enunciata - di "ranching".                    Sfortunatamente,
    l'allevamento della tartaruga delle isole Cayman non ha potuto finora
    soddisfare la condizione di cui alla lettera c) e i i i ) della risoluzione
    Conf. 2.12, relativa all'allevamento in cattività. Non si può considerare
    che essa gestisca il ceppo zootecnico da cui discende in modo da
    "dimostrare di essere in grado di produrre una seconda generazione in
    ambiente controllato".           Tuttavia le operazioni di allevamento della
    tartaruga delle isole Cayman sono svolte in modo da soddisfare gli a ltri
    criteri sia della risoluzione Conf. 2.12, sia della risoluzione Conf. 3.15,
    è probabile che i suoi sforzi sfocino nella produzione di una seconda
    generazione nel prossimo futuro;, le sue ricerche sulla sopravvivenza delle
    specie, le sue a t t i v i t à didattiche, ecc. sono molto u t i l i per la protezione
 ---pagebreak---                                               - 8 -
    della tartaruga marina. La posizione comune è quindi di appoggiare La
    risoluzione che figura ne LI' ALLegato del documento 5.32, a condizione che
    esSa sia integrata da un dispositivo supplementare di controLLo. A taL
    fihe> si aggiungerà aL progetto di risoluzione il seguente paragrafo :
                 è) che questa risoluzione sia riveduta nella 7a riunione della
                    Conferenza delle parti.
13* Revisione generale di presunte infrazioni (doc. 5/33)
    Risoluzione proposta sembra affidare al comitato tecnico mansioni già
    assegnate alla segreteria a norma d e l l ' a r t . XII, par. 2, lettere (d) e (e),
    della Convenzione. Là risoluzione può essere quindi adottata soltanto
    prèvio consenso della segreteria.
    La posizione si baserà su quanto la segreteria comunicherà in proposito.
14* interpretazione d e l l ' a r t . XIV, par. 1 (doc. 5/34)
    Questo progetto di risoluzione, elaborato da dieci parti africane durante
    il seminario del giugno 1984 sull'applicazione della CITES in Africa è il
    risultato dell'insoddisfazione di taluni paesi produttori nei confronti di
    misure più rigorose adottate nei paesi consumatori per quanto riguarda il
    commercio di esemplari inseriti nelle Appendici II e III e di esemplari
    delle specie noh contemplate dalla CITES. Durante il seminario, la Comunità
    è stata criticata per le disposizioni concernenti l'Allegato C del
    regolamento n. 3626/82, del ConsiIgio, e fu fatto riferimento alla legge
    statunitense sulle specie minacciate di estinzione, nonché alla legge
    australiana sulla protezione degli animali selvatici.                 Nonostante i
    particolareggiate chiarimenti verbali e s c r i t t i sul funzionamento dei
    regolamenti comunitari sulla CITES, esposti nel seminario del giugno 1984 e
    in riunioni precedenti della Conferenza delle p a rti,                alcuni paesi
    produttori persistono nel considerare le misure più rigorose in atto nei
    paesi consumatori      come un'ingerenza           negli   affari    nazionali. Pur
 ---pagebreak---                                              -9-
     riconoscendo la preoccupazione dei paesi produttori, il Consiglio ritiene
     che l ' a r t . XIV, par. 1, della Convenzione non lasci spazio per una
     risoluzione di questo genere.
     La posizione comune è quindi di opporsi alla proposata in parola.
<15_ interpretazione dell'espressione "il testo dell'emendamento proposto^
      Il documento ivi afferente non è ancora disponibile.
 16.  Registro CITES dei commercianti di esemplari vivi di fauna selvatica (doc._
      5/36)
      La risoluzione proposta intende proteggere gli interessi dei commercianti
       regolari, iscrivendoli in un registro in cui figurano nome, numero della
       licenza, indirizzo, numeri di telefono e di telex, nome ed indirizzo dei
       respettivi gestori o d i r e tto r i, nonché il tipo di commercio. Le licenze
       saranno rilasciate soltanto ai commercianti che figurano in detto registro.
       Il sistema è inoltre inteso quale strumento per le autorità scientifiche e
       di gestione nell'espletamento delle loro mansioni, nonché per aiutare
       economicamente i paesi produttori. Il registro è inoltre inteso quale
       strumento per le autorità scientifiche e di gestione nell'espletamento
       delle loro mansioni, nonché per aiutare economicamente i paesi produttori.
        Il registro sarà accessibile a tutte le parti. Benché il problema dei
       traff icanti illegali di animali selvatici sia ben noto e richieda la
        costante attenzione delle p arti, è molto improbabile che il registro
        contribuisca a risolverlo. L'allegato 2 del documento 5.36, che spiega il
        termine "regist ro",, si limita ad aiutare un'autorità di gestione ad
        individuare un commerciante regolare. Il fatto che la Convenzione non esiga
         licenze d’ importazione per gli esemplari elencate nelle Appendici II e III
         riduce vieppiù tale già limitata funzione ed il fatto che il registro sia
        da aggiornare soltanto una volta all'anno comporta il rischio che le
         decisioni si basino su informazioni inesatte.         Data la scarsa u t i l i t à
         pratica rispetto all'enorme onere amministrativo, la posizione comune e di
         opporsi alla risoluzione.
 ---pagebreak---                                                - 10 -
17.    Relazione tra gli orientamenti CITES per il trasporto di animali vivi ed i
       regol amenti IATA per quanto concerne gli animali vivi (doc. 5 /..)
      JL .documento ivi afferente non è ancora disponibile.
i'8.   App;ftoyazione di massima di una Convenzione per la protezione di animali
       (doc. 5/38)
       La posizione comune è di appoggiare la risoluzione proposta, a condizione
       Che nel preambolo venga inserito un più stretto nesso tra le disposizioni
      CITES sul transporto di animali vivi e su un'adatta installazione degli
       stessi, e chedopo le parole "approva in linea di massima" venga aggiunto
      quanto segue : "e senza pregiudicare la posizione dei rispettivi governi
      per quanto riguarda il suo contenuto e la future conclusione".
  Punto XIV delt'-ordine del giorno -Argomenti generali di principio concernenti
  le Appendici.
  1.  Revisione decenalle delle Appendici (doc. 5 /,,)
      Il documento ivi afferente non è ancora disponibile. E' tuttavia ben noto
      che il sistema i s t i t u i t o dalla risoluzione Conf. 3.20, non ha sortito i
      risultati a tte si. L'unica seria revisione è stata quella concernente le
      specie europee.        Data l'importanza della corretta elencazione nelle
      Appendici, la posizione comune è di appoggiare qualsiasi proposta intesa ad
      Una migliore applicazione della risoluzione Conf. 3.20.
 2i   Esame dei criteri per ('emendamento delle Appendici I e II (do. 5/40)
      Nel seminario del giugno 1984 sull'applicazione della CITES in Africa, è
      Stata elaborata una risoluzione che raccomandava che nel caso delle
      categorie elencate nell'Appendice I anteriormente all'adozione della
      risoluzione conf. 1.1. (criteri di Berna), per le quali non è possibilie
      presentare entro un termine ragionevole o con ragionevole forzo i dati
      richiesti per tra s fe rirle all'Appendice II , non si applicheranno i criteri
 ---pagebreak--- di cui alla risoluzione Conf. 1.2.,            se i paesi d'origine convengono
introdurre un sistema di quote.
Pur comprendendo le difficoltà che incontrano i paesi in via di sviluppo ad
ottenere dati biologici che soddisfino i criteri di Berna, va notato che un
paese di origine non sarà in grado, in mancanza di tali dati, di soddisfare
 le condizioni di cui all'ar tic o lo IV, par 2, lettera a) della Convenzione.
La quote non basate su dati biologici sono arbitrarie e possono risultare
 in un eccessivo sfruttamento. L'adozione delta risoluzione in parola non è
 compatibile con le disposizioni della Convenzione e quindi la posizione
 comune è di respingere la proposta.
 Orientamenti per il segretariato           per preparare   le raccomandazioni  in
 conformità d e l l ' a r t . XV (doc.5/..)
  Il documento non è ancora disponibile.
  Criteri per l'inserimento di talune specie nell'Appendice III Cdoc. 5/12)
  La posizione comune è di appoggiare le raccomandazioni di cui alle lettere
  a) e b) del progetto di risoluzione, in cui si stabilisce che l'Appendice
  II comprenderà soltanto le specie originarie del paese che ha presentato le
  specie per l'inserimento (importante chiarimento della situazione per
  quanto riguarda l'elencazione di famiglie)              e che l'Appendice III
  comprenderà soltanto le specie non soggette a misure di conservazione entro
   il t e rri to rio di giurisdizione del paese interessato.        Le restrizioni
  all'esportazione applicate per scopi diversi da quello della conservazione
  non giustificano l'inserimento nell'Appendice III.
   Per quanto riguarda le raccomandazioni di cui alle lettere c) e d), la
   posizione comune va definita alla luce della discussione con i paesi
   produttori.
 ---pagebreak---                                              - 12 -
5i Nomenclature e classificazione applicate nelle Appendici (doc. 5 /..)
    Il documento ivi afferente non è ancora disponibile. La posizione comune è
    di seguire le raccomandazioni in proposito, espresse dal Comitatodella
    dolitene latura.
PuntoXV dell'ordine del     giorno         - Esame di proposte di emendamento       delle
Appendici I e II
1.  Proposte presentate       in         seguito    alla   risoluzione sul    "ranching"
    tal levamento)
    1.1.    Proposta australiana di trasferire la sua          populazione di Crocodylus
            porosus dalla la alla Ila
            Questa proposta era stata già presentata nella 4a riunione della
            Conferenza delle p arti,           del 1983,     ed in seguito r i t i r a t o ,
            riconoscendo che essa non forniva adeguati ragguagli sulla situazione
            e sulla conservazione della popolazione interessata, nè corrispondeva
            ai criteri di Berna. Nella nuova presentazione, tali lacune risultano
            colmate. La posizione comune è di appoggiare la proposta. Il gruppo
            IUCN/SSC specializzato per i cocodrilli appoggia unanimamente la
            proposta nella riunione dell'ottobre 1984, ritenendola utile alla
            conservazione delle          specie, senza danno per la popolazione
            australiana del Crocodylus porosus.
    1.2.    Proposta indonesiana di trasferire la sua          popolazione di Crocodylus
            porosus dalla la alla Ila
            Il gruppo IUCN/SSC speci lizzato per i crocodrilli si è unanimamente
            opposto a questa proposta poiché le informazioni fornite inducono
            talvolta in errore e per il fatto che mancano dati essenziali
            concernenti la conservazione, gli studi sul campo intesi a formare
            una base di gestione, il controllo della caccia, la regolamentazione
            sul prelievo di piccoli cocodrilli per rifornire gli allevamenti,
            sulla concessione di         licenzedi caccia e di allevamento; sulla
            marcatura   delle p e l l i , ecc.       Recenti rapporti sulla situazione
 ---pagebreak---                                          -13-
      d e ll'Irian Jaya dimostrano che questa popolazione è stata gravemente
      depauperata.
      Poiché la proposta chiarament non corrisponde ai criteri di Berna, ne
      a quelli della risoluzione Conf. 3.12., la posizione comune è di
      opporvisi, pur riconoscendo la necessità del governo indonesiano di
      correlare la protezione ai proventi ottenibili.
1.3.  Proposta francese di trasferire le popolazioni di Cheionia mydas
      dell'Europa e delle Isole Tromelin dalla la alla Ila
      Nell 1983, un'analoga proposta era stata presentata alla 4a riunione
      della Conferenza delle parti, ed in seguto ri t i r a t a per mancaza dei
      dati indispensabili ad un accurato esame degli aspetti positivi della
      proposta.
       Rimane quindi il problema di stabi lire se la presenta proposta
       contenga informazioni sufficienti, tali da consentire alla Conferenza
       delle parti di raggiungere una decisione positiva.
       Le relazioni di un gruppo di sette esperti internazionali, i quali
       avevano esaminato l'operazione nel mazo 1984,             sono in genere
       favorevoli al "ranch".            La proposta corrisponde ai criteri di
       conservazione s t a b i l i t i dalla risoluzione 15, 3a, Conferenza e se
       nella Conferenza delle p arti, la delegazione francese fornirà qualche
       altro ragguaglio sulle tecniche, di marcatura, anche le esigenze
       della risoluzione Conf. 3.15 saranno state soddisfate su questo
       punto.
       La posizione comune è di appoggiare la proposta.
 1.4.  Proposta del Suriname di trasferire la sua popolazione di Cheionia
       mydas dalla la alla Ila
       La proposta è stata approvata dalla Conferenza delle parti nella 4a
 ---pagebreak---                                        -14-
         riunione del 1983, a condizione che venga approvato un sistema di
         marcatura adeguato.      Il       punto 7 della      proposta   descrive
         dettagliatamente   Le tecniche di marcatura,              che pienamente
         corrispondono ai requisì fissati dalla risoluzione Conf. 3.15.
   1     Proposta del Regno Unito di trasferire la popolazione di Cheionia
         mydas allevata in cattività nelle isole Cayman dalla la alla Ila
         La posizione cui si riferisce il punto XIII - 12 dell'ordine del
         giorno, che implica il r i t i r o di questa proposta di "ranching" ad un
         determinato momento delle discussioni della Conferenza su questo
         argomento, e comunque prima che la Conferenza passi alla votazione.
         Gli Stati membri garantiscono che la Conferenza decida in merito al
         documento 5.32 prima dell'esame della proposta di "ranching".
2. Altre proposte di emendamento delle Appendici la e Ila
   Australia - Inserimento di Hoplocephalus bundaroides in Ila
   Questa specie è endemica in Australia e protetta dalle legge australiana;
   là proposta segnala che non si effettuano operazioni commerciali su scala
   internazionale e che nulla si sa su un eventuale commercio clandestino. E'
   dubbio che la proposta corrisponda ai criteri di Berna (mancanza di
   informazioni sulla consistenza della popolazione, tenendene e rischi minimi
   delle specie immesse in commercio).             Data l'esigua superficie di
   distribuzione, e per evitare che le specie siano commercializate, la
   posizione comune è nondimeno di appoggiare la proposta, a meno che si
   HfeSca a convincere l'Australia ad elencare la specie nell'Appendice III.
 ---pagebreak---                                   - 15 -
Australia 3 - Inserimento di Rheobatrachus spp. nell'Appendice II
Questo tipo di rana è richiesto per La ricerca scientifica. Vale in
proposito La posizione assunta in merito aLLa proposta precedente.
AustraLia 4 -   - Inserimento neLL'Appendice II di : Hippopus hippopus,   H.
                  porceLLanus, Tridacna crocea, T. maxima e T. squamosa
Queste cinque specie di moLLusco gigante sembrano meno vuLnerabiLi, ai fini
deL commercio, dat Le piccoLe dimensioni, Lo scarso vaLore ed iL più rapido
ritmo di riproduzione, che non Le due specie che furono inserite neL 1983
neLL'Appendice II (Tridacna gigas e Tridacna derasa) . I dati biologici e
commerciali che figurano neLLa proposta corrispondono ai criteri di Berna.
Adottando La proposta, L'Appendice II verrebbe a coprire L'intera famigLio
Tridacnic, eLeminando cosi i probLemi di individuazione di parti e prodotti
derivati, determinati daL fattoche soLtanto due specie i questa famigLia
erano in precedenza inserite in detta Appendeice.
 La posizione comune è di appoggiare La proposta.
 AustraLia 9 - 25 - Inserimento neLL'Appendice II di 17 generi di coraLLi
 Nonostante Le numerose ragioni di inserire questi coraLLi neLL'Appendice
 II,   La proposta presentata daLL'AustraLia sembra prematura.      Essa non
 fornisce aLcun data scientifico e soLtanto ragguagLi moLto generici suL
 Loro commercio. E' inoLtre poco chiaro se si debbano comprendere anche
 aLtri generi. NeLLa proposta non figura aLcuna osservazione di aLtri paesi
 d'origine, né si accenna ad eventuaLi difficoLtà di appLicazione.
 NeLLa sua forma attuaLe, La proposta potrebbe incontrare una massiccia
 opposizione, taLe da preguidicare future proposte migLiorate concernenti i
 coraLLi.     Sarebbe quindi opportuno
 ---pagebreak---                                 - 16 -
r i t i r a r e La proposta dopo averla discussa in seno al gruppo di Lavoro
scientifico e nella sessione plenaria di Conferenza delle parti.
La posizione comune è di respingere la proposta, qualora l'Australia
ne richiedesse la votazione.
Australia 26 - 35 - Depennamento dall'Appendice II di : Anigozanthos spp.,
                           Macropidia fuliginosa, Banksia spp., Conospermum spp.,
                           Dryandra formosa, Dryandra polycephala, Xylomelum spp.,
                           Crowea spp., Gelznowia verrucosa e Pimelea physodes.
Un'analoga proposta, espressa nella 4a riunione della Conferenza della parti
ha determinato i l depennamento di tre categorie (Chloantaceae spp.,
Verticordia sp,j. e Boronia spp.). Le altre proposte sono state respinte.
Questa nuova proposta riguarda dieci categorie, ivi comprese quelle preceden­
temente respinte.
La posizione comune è di appoggiare la proposta. Quest'ultima interessa
categorie endemiche in Australia ed attualn.ente oggetto della legislazione
nazionale, la quale contiene sufficienti elementi per la loro protezione,
tra cui alcune disposizioni di gestione e di sorveglianza.
Bangladesh 1 - 2 - Trasferimento dalla la alla Ila di Kachuga tecta tecta
e Li ssemys punctata punctata.
La proposta non presenta dati scientifici sulla popolazione; essa segnala,
l'esportazione legale verso Singapore, Hong Kong e Malesia, nonstante i l
fatto di essere inserita nell'Appendice I e certamente non corrisponde ai
criteri di Berna.
A meno che i l gruppo IUCN/SSC specializzato per la tartaruga di acqua dolce
appoggi la proposta nonostante lei attuali lacune, la posizione comune è
di respingerla. Cfr. anche India 6.
 ---pagebreak---                            - 17 -
Bangladesh 3 e 4 - Trasferimento dalla la alla Ila di Varanus bengalensis
                    e Varanus flavescens-
Con queste proposte, i l Bangladesh tenta di risolvere i l problema di
possedere oltre 2 milioni di pelli di lucertola non esportabili essendo
i l Varanus Bengalensis ed i l V. flavescens inseriti nell'Appendice I.
Sebbene le proposte affermino che la posa di trappole, la mattanza e la
caccia siano vietate dal 1973, esse riportano un volume di esportazione
di oltre 5 milioni di pelli di r e t t i l i , soprattutto di lucertole t ra i l
1972/73 ed i l 1979/80.
Poiché le proposte non corrispondono ai criteri di Berna, la posizione
comune è di respingerle, nella loro forma attuale. Tuttavia, gli Stati
membri discuteranno la possibilità di soluzioni alternative in seno agli
specifici gruppi di lavoro e nella sessione plenaria della Conferenza.
Va notato che nel contesto di "revisione decennale delle appendici" è stato
 ammesso che l'elencazione delle specie di Varanus sembra esigere una modi­
fica, ma da allora non è stato compiuto in proposito alcun passo concreto.
 Si stabilirà una posizione comune definitiva, alla luce delle discussioni
 di cui sopra.
 Brasile 1 - 8 - Trasferimento dalla Ila alla la di 7 specie di Cattleya
                  e di Laelia tenebrosa.
 Le proposte non corrispondono ai criteri di Berna; soltanto tre fra
 queste specie sono protette dalla legge brasiliana; i l commercio con gli
 Stati Uniti e con i Paesi europei, cui accennano dette proposte, è inat­
 tuabile, per mancanza di licenze brasiliane di esportazione. L inserimento
 nell'Appendice I di singole specie di orchidea aggraverebbe ulteriormente
 i problemi di individuazione e di applicazione. E' altresì noto che
  l'inserimento delle orchidee nell'Appendice I acuisce drammaticamente la
  situazione commerciale ed è quindi controproducente.
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La posizione comune è di respingere Le proposte in parola.
Cile 1 - Trasferimento dalla la alla Ila della popolazione andina di :
          Fitzroya cupressoides.
Nella 4a riunione della Conferenza delle p a rti, la popolazione costale
cilena è stata t r a s f e r i t a dall'Appendice I all'Appendice II . I dati pre­
sentati in questa nuova proposta sembrano corrispondere ai criteri di
Berna. Nondimeno, la proposta incontra pesanti opposizioni da parte delle
organizzazioni cilene e degli organismi internazionali per la protezione
della natura e si hanno prove che questa popolazione stia rapidamente dimi­
nuendo, malgrado t r a t t a s i di specie protetta e per mancanza di misure di
applicazione.
Poiché l'aspetto biologico di questa specie unica consente soltanto caute
misure, la posizione comune è di respingere la proposta.
Cina 1 - Trasferimento dalla Ila alla la di : Pygatrix (Rhinopithecus) spp.
La proposta corrisponde appieno ai criteri di Berna.           La posizione comune
è di appoggiarla.
Cina 2 — Trasferimento dalla la alla Ila di Selenarctos Thibetanus.
La proposta non contiene alcun ragguaglio sulla conservazione di questa
specie; essa ammette che in talune regioni la sua superficie di distribu­
zione è andata riducendosi e che le popolazioni sono diminuite. Essa non
corrisponde ai criteri di Berna. L'India e La Tailandia sono contrarie
a classificarle in una categoria inferiore, come suggerito. La posizione
comune è di respingere la proposta.
Cina 3 - Trasferimento dalla la alla Ila della popolazione cinese di : Felis
         bengalensis bengalensis.
La Felis bengalensis bengalensis è una sottospecie molto comune in Cina :
più abbondante, ad e s . , della Felis bengalensis chinensis, elencata
nell'Appendi ce II .
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Tuttavia La sottospecie, è minacciata in Tailandia, protetta in India e
considerata in pericolo dalla legge Nepalese. Sarebbe quindi probabilmente
impossibile trasferire l'intera sottospecie all'Appendice II. Il trasfe­
rimento della popolazione cinese soltanto sarebbe corretta dal punto di
vista scientifico, ma potrebbe far sorgere difficoltà in sede di applica­
zione. La presente situazione in cui due sottospecie, la F.b. bengalensis
e la F.b. chinensis sono elencate in Appendici diverse, già rende quasi
impossibile applicare i controlli relativi all'Appendice l i E' chiaro che
l'inserimento di alcune popolazioni di popolazioni di F.b. bengalensis
nell'Appendice I e di altre nell'Appendice II determinerebbe complicazioni
ancora più gravi. Pur riconoscendo la giustificazione scientifica della
proposta cinese, la posizione comune è di r i f iu ta rla nella sua forma attua­
 le. Si attirerà l'attenzione delle parti sugli attuali problemi di indivi­
duazione, causati dall'inserimento di F.b. bengalensis nell'Appendice I e
si suggerisce di esaminare se non sia più opportuno t r a s f e r i r l a all'Appen­
dice I I , in base alla risoluzione 20, 2a Conferenza.
 Cina 4 - Inserimento nell'Appendice I di : Camelus bactrianus.
 Sebbene La sua distribuzione attuale sia molto limitata e scarsa la sua
popolazione, è dubbio che la proposta di inserire nell'Appendice I i l
 Cammello selvatico della Battriana corrisponda ai criteri di Berna.
 Non sono stati forniti ragguagli sulla consistenza della popolazione e
 sulle tendenze;, non sussiste un commercio internazionale legale, nè si
 hanno ragguagli su un commercio clandestino. L'impossibilità di dis tin ­
 guere tra pelo di animali domestici e pelo di animali selvatici impedisce
 di inserire questa specie nell'Appendice I.
 La posizione comune è di respingere la proposta.
  Cina 5 - 7 - Inserimento nell'Appendice I di : Cervus a lb i r o s t r i s ,
               Muntiacus crinifrons e Budorcas taxicolor.
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I ragguagli forniti sono scarsissimi e non corrispondono ai criteri di
Berna.
Durante la riunione della Conferenza delle parti occorreranno ulteriori
informazioni sulla necessità di inserire questa specie nell'Appendice I.
La posizione comune sarà s tab i lita alla luce delle raccomandazioni del
gruppo di lavoro scientifico sulle proposte di emendamento (Comitato di
controllo).
Cina 8 - 10 - Inserimento nell'Appendice I di : Cycas panzhihuaensis,
                   Cathaya argyrophylla e Camellia Chrysantha.
Queste spècie possono essere inserite nell'Appendice I. Tuttaviia, i con­
t r o l l i si riveleranno d i f f i c i l i perchè l'eventuale commercio ricercherebbe
soltanto piantine e sementi.
Occorre stabilire una posizione comune in base alle raccomandazioni del
gruppo di lavoro "piante".
Costa Rica 1 - Depennamento dall'Appendice I di : Alouatta p a lliata
La proposta non corrisponde ai criteri di Berna per quanto riguarda i dati
scientifici : essa non contiene alcuna informazione sulla situazione della
specie, nè su misure di protezione applicate in a ltri paesi d'origine, e
neppure osservazioni di questi ultimi.
La posizione comune è di respingere la proposta.
 Costa Rica 2 - Inserimento nell'Appendice I di : Jabiru mieterla.
La specie può essere inserita nell'Appendice I e gli ornitologi che parte­
 cipano al gruppo di lavoro scientifico per gli emendamenti forniranno
 senza dubbio una più nutrita documentazione di quella contenuta nella
proposta.
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La posizione comune è di appoggiarla.
Costa Ri ca 3 - 4 - Trasferimento dalla Ila alla la di : Ara ambigua ed
                     Ara macao.
Entrambe le specie macao possono essere inserite nell'Appendice I.
I dati scientifici disponibili che devono giustificare le proposte non
sono stati presentati, nondimeno i casi sono di tutta evidenza.
La posizione comune è di appoggiare queste proposte.
Costa Rica 5 - Depennamento dall'Appendice I di : Bufo periglenes, e
                 successivo suo inserimento nell'Appendice III a cura del
                 Costa Rica.
 Non è chiaro perchè sia stata presentata questa proposta. Rimarrà in vigo­
 re la protezione completa, prevista dalla legislazione nazionale. Il com­
 mercio di animali vivi costituisce una grave minaccia potenziale, qualora
 la specie venisse classificata in una categoria inferiore. Inoltre, la
 proposta non contiene alcun dato scientifico. La posizione comune è di
 respingere la proposta.
 Danimarca/Norvegia 1 - Trasferimento dalla Ila alla la delle popolazioni
                          dell'America settentrionale di : Falco rusticolus.
 La posizione comune è di appoggiare la proposta, ben documentata, e che
  corrisponde ai criteri di Berna. La sua adozione verrebbe a correggere un
 evidente errore compiuto dalla 3a riunione della Conferenza delle p arti.
  Republica federale di Germania 1 - Trasferì mento dal l ' Appendi ce II alla I
                                       di : Monodon monoceros.
  La proposta sembra corrispondere ai criteri di Berna. La possibilità che
  i l prelievo annuale superi i l potenziale di riproduzione giustifica misure
  protettive. E' tuttavia dubbio che l'inserimento del narvalo nell'Appendi­
  ce I possa in qualche modo influire sulla caccia. In caso contrario,
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 L’inserimento nell'Appendi ce I sfocerebbe soltanto n e l l ’impossibiLità di
immettere nel commercio internazionale un sottoprodotto della caccia di
sussistenza. Il problema va risolto prima che vengano adottate misure
più rigorose a norma della CITES. Le misure nazionali di protezione, che
comprendono la fissazione di prudenti quote per le catture, può risultare
più efficace, sebbene i l fatto che la caccia si svolga in zone remote,
ponga difficoltà d'applicazione.
Questi aspetti della proposta vanno discussi nella riunione della Confe­
renza delle p arti. Qualora ris u lti che l'inserimento nell'Appendice I non
riduce l 'en t ità della caccia, la posizione comune è di r i t i r a r e la propos­
t a , ma di appoggiarla qualora si presentasse una prova concreta che essa
può influire s u l l 'e n t i t à delle catture.
Repubblica federale di Germania 2 - 3 - Inserimento nell'Appendice II di :
                                                 Rana hexadactyla e Rana t i g e r i n a .
La proposta presenta sufficienti informazioni sul commercio internazionale,
mentre non contiene dati di carattere biologico che la renderebbero confor­
me ai criteri di Berna. Se, prima o durante la riunione della Conferenza
delle parti si potrà suffragare l'affermazione che la popolazione "è stata
drasticamente ridotta nell'intero Bangla Desh ed in India" la posizione
comune sarà di appoggiare la proposta dato l'ingente volume di questo
commercio. Va notato che inserire queste specie nell'Appendice II sarebbe
utile ai paesi di origine nel formulare nuove misure di protezione, o
nell'adattare quelle esistenti e nel metterle in atto.
India 1 - Trasferimento dalla II alla I di : Loris tardigradus.
I dati forniti nella proposta sono insufficienti per renderla conforme ai
criteri di Berna. Tuttavia, negli ambienti scientifici non si hanno dubbi
sul fatto che la consistenza della popolazione sia andata rapidamente
decrescendo e che la caccia e la perdita di habitat contribuiscono
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  pesantemente al suo ulteriore declino. Pertanto, dati i potenziali peri-
i coli di carattere commerciale, la posizione comune è di appoggiare la
  proposta.
  India 2 - Trasferimento dalla I alla II di : Presbÿtis entellus.
  La proposta non fornisce a ltri ragguagli sulla popolazione che l'espres­
  sione "popolazione piuttosto consistente in India". Essa ammette che nei
  paesi vicini le popolazioni sono in pericolo, che nel Pakistan sono scar­
  se e nel Bangladesh soltanto 250-300. Essa afferma inoltre che, sulle
  15 sottospecie, 14 presentano una distribuzione locale e che i l commercio
  di dette sottospecie costituisce una minaccia per le loro popolazioni.
  La posizione comune è di respingere la; proposta.
   India 3 - Trasferimento dalla II alla I di : Presbytis phayrei.
   I ragguagli contenuti nella proposta sono minimi; è noto invece che la
   situazione della specie ne giustifica l'inserimento nell'Appendice I.
   Ulteriori informazioni, se necessarie, possono senz'altro essere fornite
   dal gruppo di lavoro scientifico per gli emendamenti.
   La posizione comune è di appoggiare la proposta.
   India 4 - Trasferimento dalla II alla I di : Equus kiang.
   Valgono qui le osservazioni relative alla precedente proposta.
    La posizione comune è di appoggiare la proposta.
    India 5 - Trasferimento dalla II alla I di : Falco Jugger.
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Situazione identica a quella delle due precedenti proposte.
La posizione comune è di appoggiare la proposta.
India. 6 - Trasferimento dalla la alla Ila di : Kachuga tecta t e c t a .
Cfr. proposta Bangladesh 2.
India 7 - 8 - Trasferimento dalla la alla Ila di : Trionyx gangeticus e
                Trionyx hurum.
La proposta non1 fòrnisce sufficienti dati biologici per conformarsi ai
critèri di Berna. L'esportazione dall'India è vietata e le specie sono
soggette a protezione rigorosa. Non è quindi chiaro perchè si sia pro-
posto di tra s fe rire queste specie nell'Appendice II.
La posizione comune è di respingere le proposte.
India 9 - Trasferimento dalla Ila alla la di : Sausurrea lappa.
Data la limitatissima distribuzione e la scarsa popolazione, unitamente
alle potenziali minacce di carattere commerciale dal fatto che ne venga
menzionato un commercio clandestino, è chiaro che la specie va inserita
nell'Appendice I.
La posizione comune è di appoggiare la proposta.
Indonesia 1 - Trasferimento dalla la alla Ila della popolazione indone­
                 siana di : Che Ioni a mydas.
La proposta fornisce insufficienti dati biologici : essa non è pertanto
 conforme ai criteri di Berna. E' chiaro che, trattandosi di specie
minacci ata, la Che Ioni a mydas non può essere sfruttata senza misure com­
pensative. In Indonesia, la tartaruga verde è protetta soltanto local­
 mente; i l "Piano d'azione e di gestione per la tartaruga verde" si trova
tuttora in fase di preparazione; inoltre taluni suoi aspetti non sono
 realistici.
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La posizione comune è di respingere La proposta.
Indonesia 2 - Trasferimento dalla la alla Ila di : Eretmochelys imbricata.
La proposta è analoga a quella precedente. Tuttavia, la tartaruga
Hawksbill non è per nulla protetta dalla legge indonesiana.
La posizione comune è di respingere la proposta.
Malawi 1 - Trasferimento dalla la alla Ila di : Crocodylus niloticus.
Questa proposta è connessa alla proposta di cui al punto XIV/2 d e ll'o rd i­
ne del giorno e fu elaborata dal Malawi, per conto di alcuni Stati africa­
ni, parti contraenti della CITES, in conseguenza del seminario del giugno
 1984, relativo all'applicazione in Africa della CITES. L'appendice II
suggerisce alcune quote per i singoli paesi d'origine. Date le osserva­
 zioni sulla proposta (punto XIV/2), la posizione comune è di respingerla,
nella sua forma attuale. Tuttavia, si prevede che una recente inchiesta
 scientifica sulla situazione del coccodrillo del Nilo in Africa, svolta
 sotto gli auspici del segretariato e con fondi della Comunità, possa otte­
 nere ragguagli più concreti per valutare le possibilità di un limitato
 sfruttamento della specie, in taluni paesi di origine. In tal caso, la
 posizione comune sarà stabi lita alla luce delle raccomandazioni dei
 relativi gruppi di lavoro della Conferenza delle parti.
 Mozambico 1 - Trasferimento dalla la alla Ila della popolazione del
               Mozambico di : Crocodilus niloticus.
 I dati biologici forniti sono insufficienti per rispondere ai criteri di
 Berna e non è chiaro quale programma di gestione sia previsto. Anche le
 informazioni sulle previste operazioni di allevamento sono insufficienti
 e la proposta non corrisponde ai requisiti della risoluzione 12, 3a Con­
 ferenza.
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La posizione comune è di respingere La proposta, tuttavia valgono in
proposito i commenti relativi alla proposta precedente.
Seicelle 1 - Trasferimento dalla la alla Ila della popolazione delle
                  Sei ce Ile di : Eretmochelys imbricata.
La proposta ammette che la popolazione sia in declino, fattore di per sè
sufficiente per respingerne i l trasferimento d a l l ’Appendice I all Appendi
ce II. La proposta ammette inoltre che è in atto un intenso commercio
clandestino. La prevista limitazione della caccia e delle esportazioni
di tartarugne maschio è inapplicabile a causa di analoghe d ifficoltà.
La    posizione   comune è di respingere la proposta.
Svezia 1 - Inserimento nell'Appendice II di : Cystophora c r i s t a t a .
Nonostante la proposta sia stata elaborata prima che fossero disponibili i
dati, poi presentati e discussi nella riunione del Comitato permanente
NAFO sulle scienze della pesca, nel gennaio 1985, gran parte dei dati scien­
t i f i c i presentati sono tuttora validi. I sorvoli effettuati nel 1984 sullo
stretto di Davis e sul Fronte hanno dato luogo alle prime valutazioni
affidabili della consistenza della popolazione che vive nell'Atlantico
nord-occidentale. Dai calcoli dei movimenti' della popolazione ri s u l t a che
èssa dovrebbe essere in grado di sostenere le catture della Groenlandia,
più un prelievo che può raggiungere i 12.000 animali sul Fronte. Queste
 conclusioni vanno interpretate con qualche cautela. I calcoli sulla mor­
t a l i t à complessiva della popolazione del Fronte indicano che essa ha subito
un'elevatissima mortalità causata dalla caccia, i l che non ris u l t a compa­
t i b i l e con una popolazione di circa 250.000 esemplari. Queste ed altre
 incoerenze possono essere chiarite soltanto da ulteriori studi s c i e n tif ic i.
 I dati sulle altre popolazioni della foca crestata rimangono invariati e
 figurano nella proposta. Poiché la scarsa portata della caccia attuale
è soprattutto dovuta alle misure adottate dalla Comunità, al di fuori del
 quadro della CITES, è necessaria una sorveglianza internazionale.
 ---pagebreak---                           - 27 -
La posizione comune è di appoggiare La proposta.
Svizzera 1 - 5 - Depennamento dall'Appendice I di : Gymnocarpus
                  przewalskii, Melandrium mongolicus. Si lene mongoli ca,
                   Stellaria pulvinata e Ammopiptanthus mongolicum.
Le specie non sono comprese nell"'IUCN Plani Red Data Book" (Libro rosso
sulle piante IUCN); non esiste alcun commercio, sia esso legale o illegale,
né alcuna potenziale minaccia di carattere commerciale. Nel 1973, le
specie erano inserite nell'Appendice I e nel 1981 i l Comitato per le
piante minacciate di estinzione ne aveva proposto i l depennamento nella
3a riunione della Conferenza delle parti.
La posizione comune è di appoggiare la proposta.
Svizzera 6 - 7 - Depennamento dall'Appendice II di : Thermopsis mongolica
                   e Caryopteris mongolica.
Valgono qui le osservazioni relative alle proposte precedenti.
La posizione comune è di appoggiare le proposte.
Tunisia 1 - Inserimento nell'Appendice II di : Vulpes ( Fennecus) zerda.
I dati biologici forniti non corrispondono ai criteri di Berna, ma i l cir­
cuito commerciale clandestino, menzionato nel rapporto, costituisce una
ragione sufficiente perché si adottino misure protettive.
Si stabi lirà una posizione comune alla luce dei ris u lta ti del gruppo di
 lavoro scientifico sugli emendamenti della Conferenza.
Regno Unito 1 - Inserimento nell'Appendice II di : Gruidae spp- ( la
                  specie non è ancora inserita nell' Appendice I).
 ---pagebreak---                          - 28 -
Undici specie sono già inserite nelle Appendici e questa proposta, con­
seguente ad una raccomandazione del comitato di controllo nella 4a riu­
nione della Conferenza delle p a r t i , intende elencare nell'Appendice II
le restanti nove specie', i l che corrisponde i criteri di Berna.
La posizione comune è di appoggiare la proposta.
U.S.A· 1 - Depennamento dall'Appendice II di : Mirounga angustirostris.
I dati biologici forniti giustificano i l depennamento della specie
dall'Appendice II. Il precedente sfruttamento dell'elefante marino setten­
trionale e meridionale, ne ha quasi causato l'estinzione, né si può impe­
dirne un futuro sfruttamento. L'Argentina e l'Australia ritengono entram­
be necessario un attento e continuo controllo internazionale.
La posizione comune è quindi di respingere la proposta.
U.S.A, 2 - Inserimento nell'Appendice II di : Brachypelma smithi.
La proposta non presenta dati sulla popolazione, ma l'elevata domanda inter
nazionale e i l commercio clandestino in atto giustificano i l controllo.
II fatto che la specie sia facilmente confusa con Brachypelma emilia e
che entrambe le specie vengano frequentemente commercializzate come specie
"AphonopeIma", rendono tuttavia difficoltose le operazioni di controllo.
Non è quindi chiaro perchè la B. emili a non sia stata contemporaneamente
proposta per l'inserimento nell'Appendice I I , soprattutto dato i l fatto
che i l commercio può agevolmente spostarsi verso detta specie.
Si stabilirà una posizione comune alla luce dei r i s u l t a t i del gruppo di
lavoro scientifico sugli emendamenti, della Conferenza.
 ---pagebreak---                          - 29 -
U-S.A. 3 - Trasferimento dalla Ila alla la di : Ceratozamia spp.
La proposta non presenta dati biologici. Si stabilirà una posizione comune
alla luce delle raccomandazioni del gruppo di lavoro "Piante".
U-S.A. 4 - Inserimento di tutte le parti e prodotti derivati della
           "FLORA spp." elencate nell'Appendice II, eccetto quelle
            specificate.
Occorre discutere questa proposta in seno al gruppo di lavoro "Piante".
Le parti hanno avuto tempo fino ad 20 gennaio 1985 per suggerire altre
esenzioni.
Si stabilirà una posizione comune in base alle raccomandazioni del gruppo
di lavoro "Piante".