CELEX: C2001/259/02
Language: it
Date: 2001-09-15 00:00:00
Title: Causa C-296/01: Ricorso della Commissione della Comunità europee contro la Repubblica francese, presentato il 25 luglio 2001

15.9.2001              IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 259/1
                                                                    I
                                                             (Comunicazioni)
                                                CORTE DI GIUSTIZIA
                                                          CORTE DI GIUSTIZIA
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-                   dagli articoli 6 e seguenti dello stesso regolamento [e] che tale
nale amministrativo regionale del Lazio con ordinanza                    procedura semplificata può essere applicata, in ragione di mere
18.4.2001, nella causa Monsanto Agricoltura Italia SpA,                  esigenze di celerità e semplificazione dell’azione amministrati-
Monsanto Europe S.A., Novartis Seeds SpA, Novartis                       va, per l’immissione in commercio di prodotti e ingredienti
Seeds A.G., Pioneer Hi Bred Italia SpA, Pioneer Overseas                 alimentari per i quali, essendo presenti nella loro composizione
Corporation, Assobiotec (Associazione Nazionale per                      proteine transgeniche, non si dispone di informazioni che
lo Sviluppo delle Biotecnologie) contro Presidenza del                   coprono tutte le implicazioni per la salute del consumatore
Consiglio dei ministri und Ministero della Sanità e contro               non essendo stati ancora utilizzati in maniera significativa per
Consiglio dei ministri, Presidente del consiglio dei mini-               il consumo umano e per l’interazione con l’ambiente, come si
stri, Ministero per le politiche comunitarie, Istituto Supe-             può desumere in generale dalla raccomandazione [del 29 luglio
       riore di Sanità e Consiglio Superiore di Sanità                   1997?].
                        (Causa C-236/01)                                 (1) GU L 43, del 14.02.1997, pag. 1.
                         (2001/C 259/01)
Con ordinanza 18.04.2001, pervenuta nella Cancelleria della
Corte di giustizia della Comunità europee il 19.06.2001, nella           Ricorso della Commissione della Comunità europee con-
causa Monsanto Agricoltura Italia SpA, Monsanto Europe S.A.,               tro la Repubblica francese, presentato il 25 luglio 2001
Novartis Seeds SpA, Novartis Seeds A.G., Pioneer Hi Bred Italia
SpA, Pioneer Overseas Corporation, Assobiotec (Associazione                                      (Causa C-296/01)
Nazionale per lo Sviluppo delle Biotecnologie) contro Presiden-
za del Consiglio dei ministri und Ministero della Sanità e
contro Consiglio dei ministri, Presidente del consiglio dei                                       (2001/C 259/02)
ministri, Ministero per le politiche comunitarie, Istituto Supe-
riore di Sanità e Consiglio Superiore di Sanità, il Tribunale
amministrativo regionale del Lazio ha sottoposto alla Corte              Il 25 luglio 2001 la Commissione della Comunità europee,
di giustizia della Comunità europee la seguente questione                rappresentata dal sig. G. zur Hausen, assistito dagli
pregiudiziale:                                                           avv.ti M.H. van der Woude e V. Landes, con domicilio eletto
                                                                         in Lussemburgo, ha presentato dinanzi alla Corte di giustizia
                                                                         delle della Comunità europee un ricorso contro la Repubblica
                                                                         francese.
L’articolo 5 del regolamento [n. 258/97/CE (1) è valido con
riferimento] agli articoli [153 e 174 CE] e ai principi di
proporzionalità e di ragionevolezza, [nonostante il fatto che]           La Commissione della Comunità europee chiede che la Corte
non preveda una completa valutazione di sicurezza dei                    voglia:
prodotti e degli ingredienti alimentari con riguardo ai rischi per
la salute e per l’ambiente e non garantisce una partecipazione           —     dichiarare che, non trasponendo né correttamente, né
informata degli Stati membri e dei relativi organismi scientifici,             completamente gli artt. 5, nn. 1, 2, 3 e 4, 6, nn. 2 e 5, 9,
il cui intervento è funzionale alle esigenze di tutela di tali                 n. 3, 11, nn. 1, 2, 3 e 6, 12, nn. 3 e 4, 19, nn. 2, 3, e 4,
valori, come dimostrato dalla procedura ordinaria disciplinata                 della direttiva de la 23 aprile 1990, 90/220/CEE,
 ---pagebreak--- C 259/2                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         15.9.2001
     modificata, sull’emissione deliberata nell’ambiente di                  —  contrariamente alla tesi sostenuta dalle autorità francesi,
     organismi geneticamente modificati (1), la Repubblica                      l’art. 6, n. 5, della direttiva dev’essere oggetto di una
     francese è venuta meno agli obblighi incombentile ai                       disposizione di trasposizione anche per i settori in cui
     sensi di tale direttiva nonché dell’art. 249 del Trattato CE;              l’autorità nazionale competente è un’amministrazione
                                                                                dello Stato e non un’istituzione pubblica;
—    condannare la Repubblica francese alle spese.
                                                                             —  le informazioni di cui dispone la Commissione non
                                                                                permettono di constatare l’inserimento nel diritto positivo
                                                                                francese di procedimenti o modalità di organizzazione
                                                                                che consentono l’applicazione effettiva dell’art. 9, n. 3,
                                                                                della direttiva;
Motivi e principali argomenti
                                                                             —  le disposizioni di cui all’art. 11, n. 1, e agli allegati II e III
L’obbligo in capo ad uno Stato membro di adottare tutte le                      sono soltanto oggetto di una trasposizione parziale;
misure necessarie per quanto riguarda il risultato da raggiunge-
re in conformità di una direttiva è un obbligo vincolante. Il
termine fissato all’art. 23 della direttiva 90/220/CEE è scaduto             —  ad eccezione di due decreti settoriali, le disposizioni citate
dal 23 ottobre 1991 e la trasposizione è tuttora incompleta                     dalle autorità francesi come trasponenti le disposizioni
per quanto concerne i punti seguenti:                                           dell’art. 11 nn. 2 e 3, della direttiva non riprendono con
                                                                                la precisione necessaria gli elementi che il notificante deve
                                                                                includere nel suo fascicolo di notifica;
—    il settore delle sostanze reattive non è coperto da alcuno
     dei numerosi atti di trasposizione; esso è segnatamente
     escluso dalla sfera di applicazione del decreto 96-850 che
     sembra essere inteso a coprire in maniera residua le                    —  l’obbligo risultante dall’art. 11, n. 6, primo trattino, della
     ipotesi che non sono oggetto di testi speciali;                            direttiva non è ripreso espressamente in alcuno dei decreti
                                                                                settoriali. L’informazione dell’autorità competente e la
                                                                                revisione delle informazioni e condizioni sono menziona-
—    l’art. 11 della legge 92-654 che subordina qualsiasi                       te dalla direttiva come obblighi complementari, ma
     emissione volontaria ad autorizzazione preliminare non                     distinti; esse vanno quindi trasposte espressamente e
     è stato completato, per tutti i settori, da disposizioni                   distintamente;
     giuridicamente vincolanti concernenti il fascicolo da
     presentare (trasposizione incompleta dell’art. 5, n. 2, e
     dell’allegato II modificato della direttiva);                           —  l’art. 12, nn. 3 e 4, della direttiva precisa le modalità di
                                                                                un procedimento secondo cui organi amministrativi
                                                                                nazionali sono abilitati a comunicare con la Commis-
—    se l’art. 5, n. 3, della direttiva offre senz’altro un «ampio              sione. É quindi necessario che a tali autorità venga
     margine» all’autorità competente per autorizzare l’emis-                   precisato, dal diritto nazionale, lo sfondo giuridico in cui
     sione, tale potere discrezionale non spetta agli Stati                     esse conducono le loro attività;
     membri in occasione della trasposizione della direttiva
     ma alle autorità competenti in occasione della notifica.
     Orbene, affinché tali autorità possano disporre dell’opzio-             —  la Commissione non ha ricevuto comunicazione di alcuna
     ne offerta dall’art. 5, n. 3, occorre che siffatta disposizione            misura diretta a garantire la trasposizione dell’art. 13,
     venga trasporta in diritto nazionale;                                      nn. 2 e 4, della direttiva;
—    l’art. 5, n. 4, della direttiva non è stato trasposto, eccezion
     fatta per taluni decreti. Menzionando decreti in corso di               —  l’art. 19, n. 2, della direttiva non è stato trasposto
     elaborazione le autorità francesi ammettono il difetto di                  attraverso disposizioni idonee a creare una situazione
     trasposizione;                                                             sufficientemente precisa, chiara e trasparente al fine di
                                                                                permettere ai singoli di conoscere i loro diritti ed i loro
                                                                                obblighi. L’art. 21 della legge 92-654 omette di esigere
                                                                                dal notificante che fornisca una giustificazione verificabile
—    i decreti di trasposizione prevedono che l’assenza di
     decisione allo spirare del termine di novanta giorni di cui                nell’interesse della domanda di riservatezza;
     all’art. 6, n. 2, della direttiva equivale a rifiuto di
     autorizzazione. In tale ipotesi, il rifiuto dell’autorità
     competente è evidentemente non motivato. Pur suppo-                     —  né la legge 92-654 né i decreti settoriali (ad eccezione del
     nendo che la motivazione di tale rifiuto sia comunicata                    decreto 94-359 relativo ai prodotti fitofarmaceutici),
     ulteriormente al notificante, il termine di novanta giorni                 prevedono l’obbligo di consultare il notificante e l’obbligo
     previsto dalla direttiva non può in tal modo venire                       di informarlo dopo l’adozione della decisione, obblighi
     osservato;                                                                 previsti all’art. 19, n. 3, della direttiva;
 ---pagebreak--- 15.9.2001               IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 259/3
—     dal momento che le autorità francesi hanno inteso attuare              La Commissione reputa inoltre che l’introduzione di un
      le esigenze derivanti dall’art. 19, n. 4, della direttiva              periodo transitorio dopo la data di scadenza del termine per la
      attraverso una «scheda d’informazione destinata al pubbli-             trasposizione della direttiva contravvenga agli obblighi imposti
      co», tale scheda deve imperativamente comprendere tutti                dalla direttiva stessa.
      gli elementi menzionati in tale disposizione della direttiva
      come elementi che non possono rimanere riservati.
                                                                             (1) GU L 175, pag. 40.
(1) GU L 117 dell’8.5.1990, pag. 15.
                                                                             Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                                tro la Repubblica ellenica, presentato il 27 luglio 2001
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
   tro la Repubblica ellenica presentato il 27 luglio 2001
                                                                                                     (Causa C-302/01)
                         (Causa C-301/01)
                                                                                                      (2001/C 259/04)
                          (2001/C 259/03)
                                                                             Il 27 luglio 2001 la Commissione delle Comunità europee,
Il 27 luglio 2001 la Commissione delle Comunità europee,                     rappresentata dal sig. Gotz zur Hausen, consigliere giuridico, e
rappresentata dal sig. Gotz zur Hausen, consigliere giuridico, e             dal sig. Panos Panagiotopoulos, pubblico dipendente nazionale
dal sig. Panos Panagiotopoulos, pubblico dipendente nazionale                in distacco presso il servizio giuridico, ha proposto dinanzi
in distacco presso il servizio giuridico, ha proposto dinanzi                alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso
alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso                    contro la Repubblica ellenica.
contro la Repubblica ellenica.
                                                                             La Commissione chiede che la Corte voglia:
La Commissione chiede che la Corte voglia:
                                                                             —     Dichiarare che la Repubblica ellenica, non avendo adotta-
—     dichiarare che la Repubblica ellenica, avendo limitato la                    to i provvedimenti necessari per assicurare che nel
      portata delle informazioni accessibili al pubblico allo                      comune di Epitelio i rifiuti siano recuperati o smaltiti
      Studio d’impatto ambientale, avendo fissato un termine                       senza pericolo per la salute dell’uomo e senza creare
      massimo di 15 giorni per la consultazione del pubblico e                     rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora,
      avendo previsto un periodo transitorio, scaduto nell’otto-                   senza causare inconvenienti da rumori od odori, avendo
      bre 1994, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti                     concesso, per il funzionamento di una discarica, un’auto-
      in forza degli artt. 6, n. 1, e 12 della direttiva del Consiglio             rizzazione che non contiene le informazioni necessarie, e
      27 giugno 1985, 85/337/CEE, concernente la valutazione                       avendo consentito il funzionamento di tale impianto
      dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e                   senza previa approvazione dello Studio d’impatto
      privati;                                                                     ambientale, è venuta meno agli obblighi impostile dagli
                                                                                   artt. 4 e 9 della direttiva del Consiglio 15 luglio 1975,
—     condannare la Repubblica ellenica alle spese.                                75/442/CEE (1) relativa ai rifiuti, come modificata dalla
                                                                                   direttiva 91/156/CEE, nonché 4, n. 2 della direttiva del
                                                                                   Consiglio 27 giugno 1985, 85/337/CEE (2) concernente
                                                                                   la valutazione dell’impatto ambientale di determinati
Motivi e principali argomenti                                                      progetti pubblici e privati.
                                                                             —     Condannare la Repubblica ellenica alle spese.
L’art. 6, n. 2, della direttiva 85/337/CEE (1) concernente la
valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti
pubblici e privati dispone che tutte le informazioni raccolte
dal committente sono messe a disposizione del pubblico.                      Motivi e principali argomenti
L’art. 2, n. 2, del decreto interministeriale 75308/5512/90
prevede che il pubblico possa accedere solo allo Studio
d’impatto ambientale, e a nessun’altra informazione. La diretti-             L’art. 4 della direttiva 75/442/CEE, come modificato, dispone
va stabilisce inoltre che gli Stati membri vigilano affinché al              che gli Stati membri adottano le misure necessarie per tutelare
pubblico interessato sia data la possibilità di esprimere il parere          la salute dell’uomo e l’ambiente dalle conseguenze nocive della
prima dell’avvio del progetto. La Commissione ritiene che il                 raccolta, del trasporto, del trattamento e del deposito dei rifiuti.
termine di 15 giorni sancito dal decreto interministeriale non               L’art. 9 richiede inoltre per ciascuno stabilimento di deposito
sia ragionevole, sotto il profilo pratico, per consentire al                 dei rifiuti la concessione di un’autorizzazione da parte delle
pubblico di esprimere il proprio parere.                                     autorità competenti.