CELEX: 61986CJ0111
Language: it
Date: 1987-12-16
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 16 dicembre 1987. # Évelyne Delauche contro Commissione delle Comunità europee. # Dipendenti - Parità di trattamento degli uomini e delle donne. # Causa 111/86.

Avis juridique important

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61986J0111

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DEL 16 DICEMBRE 1987.  -  EVELYNE DELAUCHE CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  DIPENDENTI - PARITA'DI TRATTAMENTO TRA UOMINE E DONNE.  -  CAUSA 111/86.  

raccolta della giurisprudenza 1987 pagina 05345

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - PROMOZIONE - MOTIVAZIONE - OBBLIGO - INSUSSISTENZA  ( STATUTO DEL PERSONALE, ART . 45 )  2 . DIPENDENTI - PROMOZIONE - POTERE DISCREZIONALE DELL' AMMINISTRAZIONE - SINDACATO GIURISDIZIONALE - LIMITI  ( STATUTO DEL PERSONALE, ART . 45 )  3 . DIPENDENTI - DOVERE DI ASSISTENZA DELL' AMMINISTRAZIONE - LIMITI - INTERESSE DEL SERVIZIO  

Massima

1 . L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA NON E OBBLIGATA A MOTIVARE UN PROVVEDIMENTO DI PROMOZIONE NE NEI CONFRONTI DEL DESTINATARIO, AL QUALE NON PUO RECARE PREGIUDIZIO, NE NEI CONFRONTI DEI CANDIDATI NON PROMOSSI, AI QUALI LA MOTIVAZIONE RISCHIEREBBE DI ESSERE DANNOSA .  2 . L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA DISPONE DI UN AMPIO POTERE DISCREZIONALE IN FATTO DI PROMOZIONI E LA CORTE DEVE LIMITARE IL PROPRIO SINDACATO AD ACCERTARE SE DETTA AUTORITA NON SI SIA VALSA DEL SUO POTERE IN MODO MANIFESTAMENTE ERRATO .  3 . LE ESIGENZE DEL DOVERE DI ASSISTENZA NON POSSONO IMPEDIRE ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA DI ADOTTARE I PROVVEDIMENTI CHE ESSA RITIENE NECESSARI NELL' INTERESSE DEL SERVIZIO .  

Parti

NELLA CAUSA 111/86,  EVELYNE DELAUCHE, DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, CON L' AVV . E . LEBRUN, DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . T . BIEVER, 83, BOULEVARD GRANDE-DUCHESSE CHARLOTTE,  RICORRENTE,  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RAPPRESENTATA DALLA SIG.RA M . WOLFCARIUS, MEMBRO DEL SUO UFFICIO LEGALE, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITA DALL' AVV . R . ANDERSEN, DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . G . KREMLIS, MEMBRO DEL SUO UFFICIO LEGALE, EDIFICIO JEAN MONNET, KIRCHBERG,  CONVENUTA,  AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE CON CUI LA COMMISSIONE NON HA PRESCELTO LA CANDIDATA COME CAPODIVISIONE ( AVVISO DI POSTO VACANTE COM/680/85 ), NONCHE DELLA DECISIONE CON CUI LA COMMISSIONE HA NOMINATO UN ALTRO CANDIDATO A DETTO POSTO, COME PURE LA CONDANNA DELLA COMMISSIONE A RISARCIRE LA RICORRENTE DEL DANNO SUBITO A CAUSA DI DETTE DUE DECISIONI,  LA CORTE ( PRIMA SEZIONE )  COMPOSTA DAI SIGNORI : G . BOSCO, PRESIDENTE DI SEZIONE, R . JOLIET E F . SCHOCKWEILER, GIUDICI,  AVVOCATO GENERALE : M . DARMON  CANCELLIERE : B . PASTOR, AMMINISTRATORE  VISTA LA RELAZIONE D' UDIENZA ED IN ESITO ALLA TRATTAZIONE ORALE DELL' 8 OTTOBRE 1987,  SENTITE LE CONCLUSIONI DELL' AVVOCATO GENERALE PRESENTATE ALL' UDIENZA DEL 19 NOVEMBRE 1987,  HA PRONUNZIATO LA SEGUENTE  SENTENZA  

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO DEPOSITATO NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 12 MAGGIO 1986 LA SIG.RA EVELYNE DELAUCHE, DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE, HA PROPOSTO UN RICORSO DIRETTO ALL' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE CON CUI LA COMMISSIONE NON L' HA PRESCELTA COME CAPODIVISIONE ( AVVISO DI POSTO VACANTE COM/680/85 ), NONCHE DELLA DECISIONE CON CUI LA COMMISSIONE HA NOMINATO UN ALTRO CANDIDATO A DETTO POSTO, ED ALTRESI LA CONDANNA DELLA COMMISSIONE A RISARCIRLA DEL DANNO SUBITO A CAUSA DI DETTE DECISIONI E PIU IN GENERALE A CAUSA DELLA MANCANZA DI PROVVEDIMENTI ATTI AD EVITARE LE DISCRIMINAZIONI BASATE SUL SESSO .  2 LA DELAUCHE POSSIEDE UNA LAUREA IN GIURISPRUDENZA . IL 1* GENNAIO 1979 E STATA PROMOSSA AL GRADO A 4 . DA ALLORA HA PRESENTATO SEI VOLTE LA CANDIDATURA PER POSTI DI GRADO A 3 . OGNI VOLTA SONO STATI PRESCELTI DEI CANDIDATI DI SESSO MASCHILE .  3 IL 12 APRILE 1985 LA COMMISSIONE PUBBLICAVA L' AVVISO DI POSTO VACANTE COM/680/85 RELATIVO AL CAPO DELLA DIVISIONE "DIRITTI AMMINISTRATIVI E FINANZIARI ". LA DELAUCHE PRESENTAVA LA SUA CANDIDATURA .  4 CON DECISIONE 11 LUGLIO 1975, NON MOTIVATA, LA COMMISSIONE NON PRESCEGLIEVA LA DELAUCHE . CON DECISIONE 29 LUGLIO 1985 LA COMMISSIONE NOMINAVA AL POSTO DI CUI TRATTASI IL SIG . CAPOGROSSI, IL QUALE E LAUREATO IN ECONOMIA E COMMERCIO E SPECIALIZZATO IN SCIENZE ATTUARIALI . QUESTI ERA STATO NOMINATO AL GRADO A 4 IL 1* GENNAIO 1983 .  5 IL 24 SETTEMBRE 1985 LA DELAUCHE PROPONEVA RECLAMO CONTRO LE DECISIONI DI CUI SOPRA . IL RECLAMO VENIVA RESPINTO IMPLICITAMENTE IL 24 GENNAIO 1986, INDI ESPRESSAMENTE IL 10 MARZO 1986 .  6 IL 12 MAGGIO 1986 LA DELAUCHE HA PROPOSTO IL PRESENTE RICORSO .  7 PER UN' ESPOSIZIONE PIU PARTICOLAREGGIATA DEGLI ANTEFATTI NONCHE DEI MEZZI E DEGLI ARGOMENTI DELLE PARTI, SI RINVIA ALLA RELAZIONE D' UDIENZA .  SUL RICORSO D' ANNULLAMENTO  SUL MEZZO RELATIVO ALLA TRASGRESSIONE DEL DIRITTO DI PREFERENZA INVOCATO DALLA DELAUCHE  8 CON UN PRIMO MEZZO LA DELAUCHE SOSTIENE CHE, QUALORA PIU CANDIDATI SIANO CONSIDERATI DEL PARI ATTI A COPRIRE UN POSTO E PER I POSTI DEL LIVELLO DI CUI TRATTASI VI SIA UN GRAVE SQUILIBRIO FRA I DUE SESSI, LA PREFERENZA DEV' ESSERE DATA AL CANDIDATO APPARTENENTE AL SESSO CHE SI TROVA IN MINORANZA . NEL PRESENTE CASO, LA COMMISSIONE AVREBBE ESPRESSAMENTE AMMESSO, NEL RISPONDERE AL RECLAMO, CHE LA CANDIDATURA DELLA DELAUCHE NON ERA MENO DEGNA DI ESSERE PRESA IN CONSIDERAZIONE DEL CANDIDATO PRESCELTO . A PARTE CIO, DA STATISTICHE ELABORATE DALLA COMMISSIONE RISULTEREBBE CHE LE DONNE OCCUPANO MENO DEL 2 % DEI POSTI DEI GRADI A 3, A 2 E A 1 . CIO PREMESSO, LA COMMISSIONE AVREBBE DOVUTO DARE LA PREFERENZA ALLA DELAUCHE .  9 VA DETTO CHE LA PRIMA DELLE DUE CONDIZIONI POSTE DALLA DELAUCHE PERCHE, A SUO PARERE, IL CANDIDATO APPARTENENTE AL SESSO IN MINORANZA GODA DEL DIRITTO DI PREFERENZA NEL PRESENTE CASO NON E SODDISFATTA . DALLA RISPOSTA AL RECLAMO SI DESUME INFATTI CHE LA COMMISSIONE NON HA RITENUTO CHE LA DELAUCHE FOSSE IDONEA TANTO QUANTO IL CAPOGROSSI AD OCCUPARE IL POSTO DI CUI TRATTASI . LA COMMISSIONE HA VICEVERSA RITENUTO CHE L' INTERESSE DEL SERVIZIO SAREBBE STATO MEGLIO GARANTITO DALLA NOMINA DEL CAPOGROSSI CHE DA QUELLA DELLA DELAUCHE .  10 CIO PREMESSO, IL PRIMO MEZZO VA DISATTESO SENZA CHE SIA NECESSARIO ACCERTARE SE, QUALORA SIANO SODDISFATTE LE CONDIZIONI INDICATE DALLA DELAUCHE, IL CANDIDATO APPARTENENTE AL SESSO IN MINORANZA FRUISCA EFFETTIVAMENTE DEL DIRITTO DI PREFERENZA .  SUL MEZZO RELATIVO AL DIFETTO DI MOTIVAZIONE  11 CON UN SECONDO MEZZO LA DELAUCHE SOSTIENE CHE LE DECISIONI IMPUGNATE SONO ILLEGITTIME PER DIFETTO DI MOTIVAZIONE . DUE MOTIVI AVREBBERO RESO NECESSARIA LA MOTIVAZIONE DI TALE DECISIONE .  12 IL PRIMO MOTIVO RIGUARDEREBBE LA NATURA INSOLITA DELLA SCELTA EFFETTUATA DALLA COMMISSIONE . LA DELAUCHE SOSTIENE INFATTI DI POTER VANTARE, RISPETTO AL CANDIDATO PRESCELTO, UNA MIGLIORE CONOSCENZA DEI SETTORI INDICATI NELL' AVVISO DI POSTO VACANTE ED UNA MAGGIORE MOBILITA . ESSA RILEVA INOLTRE DI ESSERE PIU ANZIANA DEL CONCORRENTE E DI AVERE UN' ANZIANITA DI SERVIZIO MAGGIORE DELLA SUA PER QUANTO RIGUARDA L' ISTITUZIONE ED IL GRADO A 4 . COSI STANDO LE COSE, LA COMMISSIONE AVREBBE DOVUTO MOTIVARE LA DECISIONE DI NOMINARE IL CAPOGROSSI .  13 VA RICORDATO IN PROPOSITO CHE, COME LA CORTE HA DECISO IN PARTICOLARE NELLE SENTENZE 13 LUGLIO 1972 ( BERNARDI / PARLAMENTO EUROPEO, 90/71, RACC . 1972, PAG . 603 ) E 30 OTTOBRE 1974 ( GRASSI / CONSIGLIO, 188/73, RACC . 1974, PAG . 1099 ), LE DECISIONI DI PROMOZIONE NON DEVONO ESSERE MOTIVATE NEI CONFRONTI DEI DESTINATARI, AI QUALI NON POSSONO RECARE PREGIUDIZIO, NE NEI CONFRONTI DEI CANDIDATI NON PROMOSSI AI QUALI LA MOTIVAZIONE RISCHIEREBBE DI ESSERE DANNOSA . IL PRIMO ARGOMENTO DELLA DELAUCHE NON PUO ESSERE QUINDI ACCOLTO .  14 IL SECONDO MOTIVO CHE AVREBBE IMPOSTO DI MOTIVARE LE DECISIONI IMPUGNATE RIGUARDA, SECONDO LA DELAUCHE, LE ESIGENZE PARTICOLARI DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO DEGLI UOMINI E DELLE DONNE . L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA DOVREBBE INFATTI MOTIVARE LA REIEZIONE DI UNA CANDIDATURA FEMMINILE QUALORA LE CIRCOSTANZE FACCIANO PRESUMERE, COME NEL PRESENTE CASO, UNA DISCRIMINAZIONE BASATA SUL SESSO . IN MANCANZA DI UN SIFFATTO OBBLIGO DI MOTIVARE, LA CANDIDATA DESIDEROSA DI DIMOSTRARE LA DISCRIMINAZIONE BASATA SUL SESSO SAREBBE INFATTI OBBLIGATA A FORNIRE UNA PROVA IMPOSSIBILE .  15 VA DETTO CHE, NELLA SENTENZA 12 FEBBRAIO 1987 ( BONINO / COMMISSIONE, 233/85, RACC . 1987, PAG . 739 ), LA CORTE HA GIA DICHIARATO CHE DAL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO DEGLI UOMINI E DELLE DONNE NON DERIVAVA ALCUN OBBLIGO DI MOTIVARE LE DECISIONI DI PROMOZIONE, NEMMENO QUALORA FRA I CANDIDATI VI SIANO DELLE DONNE . IL SECONDO ARGOMENTO DELLA DELAUCHE VA QUINDI DEL PARI RESPINTO .  16 DA QUANTO PRECEDE RISULTA CHE IL SECONDO MEZZO DEV' ESSERE DISATTESO .  SUL MEZZO RELATIVO ALLA TRASGRESSIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO DEGLI UOMINI E DELLE DONNE  17 CON UN TERZO MEZZO LA DELAUCHE DEDUCE CHE LE DECISIONI IMPUGNATE TRASGREDISCONO IL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO DEGLI UOMINI E DELLE DONNE, GIACCHE, ADOTTANDO QUESTE DECISIONI, LA COMMISSIONE AVREBBE EFFETTUATO UNA DISCRIMINAZIONE A CAUSA DEL SESSO . I SUOI RAPPORTI INFORMATIVI DIMOSTREREBBERO INFATTI CHE ESSA POSSIEDE TUTTE LE QUALITA NECESSARIE PER COPRIRE UN POSTO DI CAPODIVISIONE . LE REITERATE REIEZIONI DELLE SUE CANDIDATURE A POSTI DEL GENERE POTREBBERO QUINDI SPIEGARSI UNICAMENTE COL PRECISO INTENTO DELLA COMMISSIONE DI EVITARE NOMINE FEMMINILI A QUESTO LIVELLO GERARCHICO .  18 IN PROPOSITO VA RILEVATO CHE, SECONDO LA COSTANTE GIURISPRUDENZA DELLA CORTE, L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA DISPONE DI UN AMPIO POTERE DISCREZIONALE IN FATTO DI PROMOZIONI E CHE LA CORTE DEVE LIMITARE IL PROPRIO SINDACATO AD ACCERTARE SE DETTA AUTORITA NON SI SIA VALSA DEL SUO POTERE IN MODO MANIFESTAMENTE ERRATO ( SENTENZA 21 APRILE 1983, RAGUSA / COMMISSIONE, 282/81, RACC . 1983, PAG . 1245; SENTENZA 23 OTTOBRE 1986, VAYSSE / COMMISSIONE, 26/85, RACC . 1986, PAG . 3131; SENTENZA 5 FEBBRAIO 1987, HUYBRECHTS / COMMISSIONE, 306/85, RACC . 1987, PAG . 629 ).  19 NEL PRESENTE CASO L' AVVISO DI POSTO VACANTE ESIGEVA ESSENZIALMENTE L' ESAURIENTE CONOSCENZA DELLE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO E DEI REGOLAMENTI RIGUARDANTI I DIPENDENTI NONCHE LA COMPROVATA ATTITUDINE A DIRIGERE IL PERSONALE . DAI RAPPORTI INFORMATIVI DEL CAPOGROSSI SI DESUME CHE QUESTI AVEVA SVOLTO PER 12 ANNI CON GRANDE COMPETENZA MANSIONI DI AMMINISTRATORE NEL CAMPO DEI DIRITTI STATUTARI E CHE AVEVA DIMOSTRATO SUL LAVORO UNA SPICCATA ATTITUDINE A DIRIGERE IL PERSONALE .  20 NON EMERGE QUINDI CHE, NELLA SCELTA DEL CANDIDATO, LA COMMISSIONE SI SIA VALSA DEL POTERE DISCREZIONALE IN MODO MANIFESTAMENTE ERRATO OVVERO SI SIA LASCIATA GUIDARE DA CONSIDERAZIONI ESTRANEE ALL' INTERESSE DEL SERVIZIO .  21 CIO PREMESSO, IL TERZO MEZZO DEV' ESSERE DISATTESO .  SUL MEZZO RELATIVO ALLA TRASGRESSIONE DEL PRINCIPIO DELLA TUTELA DEL LEGITTIMO AFFIDAMENTO E DELL' INOSSERVANZA DEL DOVERE DI ASSISTENZA  22 CON UN QUARTO MEZZO LA DELAUCHE SOSTIENE CHE LA COMMISSIONE HA TRASGREDITO IL PRINCIPIO DELLA TUTELA DEL LEGITTIMO AFFIDAMENTO E NON HA ADEMPIUTO IL DOVERE DI ASSISTENZA NON PRESCEGLIENDOLA .  23 PER QUANTO RIGUARDA LA TRASGRESSIONE DEL PRINCIPIO DELLA TUTELA DEL LEGITTIMO AFFIDAMENTO, LA DELAUCHE SI RICHIAMA ALLE NUMEROSE DICHIARAZIONI DELLA COMMISSIONE RELATIVE ALLA NECESSITA DI INCORAGGIARE L' ACCESSO DELLE DONNE AI POSTI DI RESPONSABILITA . ESSA SOSTIENE CHE, A CAUSA DI QUESTE DICHIARAZIONI POTEVA LEGITTIMAMENTE ASPETTARSI CHE LA SUA CANDIDATURA AVESSE BUON ESITO .  24 SI DEVE OSSERVARE CHE LA DELAUCHE NON HA RICEVUTO PERSONALMENTE ASSICURAZIONI CHE POTESSERO FARLE SPERARE LA PROMOZIONE . DI CONSEGUENZA, ESSA NON HA COMUNQUE IL DIRITTO DI SOSTENERE CHE LE DECISIONI IMPUGNATE TRASGREDISCANO IL PRINCIPIO DEL LEGITTIMO AFFIDAMENTO .  25 PER QUANTO RIGUARDA L' INOSSERVANZA DEL DOVERE DI ASSISTENZA, LA DELAUCHE SOSTIENE CHE, DOPO I RIPETUTI INSUCCESSI DELLE SUE CANDIDATURE A POSTI DI GRADO A 3, LA COMMISSIONE AVREBBE DOVUTO TENER CONTO DEL SUO INTERESSE AD ESSERE INFINE PROMOSSA .  26 DALLA SENTENZA 29 OTTOBRE 1981 ( ARNING / COMMISSIONE, 125/80, RACC . 1981, PAG . 2539 ) SI DESUME CHE LE ESIGENZE DEL DOVERE DI ASSISTENZA NON POSSONO IMPEDIRE ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI ADOTTARE I PROVVEDIMENTI CHE RITENGA NECESSARI NELL' INTERESSE DEL SERVIZIO . COME SI E DETTO SOPRA, LA VALUTAZIONE DELL' INTERESSE DEL SERVIZIO EFFETTUATA DALLA COMMISSIONE NON ERA INFICIATA DA ERRORE MANIFESTO . LA COMMISSIONE NON E QUINDI VENUTA MENO AL DOVERE DI ASSISTENZA NEI CONFRONTI DELLA DELAUCHE NON PRESCEGLIENDOLA .  27 IL QUARTO MEZZO VA QUINDI DEL PARI DISATTESO .  28 DA QUANTO PRECEDE DISCENDE CHE IL RICORSO D' ANNULLAMENTO E INFONDATO E VA RESPINTO .  SUL RICORSO PER DANNI  29 LA DELAUCHE CHIEDE CHE LA COMMISSIONE SIA CONDANNATA A RISARCIRLE IL DANNO MATERIALE E MORALE SUBITO A CAUSA DELL' ADOZIONE DELLE DECISIONI IMPUGNATE COME PURE DELL' OMISSIONE, DA PARTE DELLA COMMISSIONE, DI ADOTTARE PROVVEDIMENTI PRATICI ATTI AD EVITARE CHE, IN OCCASIONE DELLA PROMOZIONE, VI SIANO DELLE DISCRIMINAZIONI BASATE SUL SESSO .  30 E' OPPORTUNO RICORDARE CHE LA RESPONSABILITA DELLA COMUNITA PRESUPPONE IL SUSSISTERE DI UN COMPLESSO DI CONDIZIONI RELATIVE ALL' ILLEGITTIMITA DEL COMPORTAMENTO DI CUI SI FA CARICO ALLE ISTITUZIONI, ALLA REALTA DEL DANNO ED ALL' ESISTENZA DI UN NESSO CAUSALE FRA IL COMPORTAMENTO E IL DANNO ASSERITO .  31 LA CENSURA RELATIVA AL FATTO CHE LA COMMISSIONE HA ADOTTATO LE DECISIONI IMPUGNATE E INFONDATA . DALL' ESAME DEL RICORSO D' ANNULLAMENTO RISULTA INFATTI CHE, NELL' ADOTTARE DETTE DECISIONI, LA COMMISSIONE NON HA FATTO NIENTE DI ILLEGITTIMO .  32 QUANTO ALLA CENSURA RELATIVA AL FATTO CHE LA COMMISSIONE SI SIA ASTENUTA DALL' ADOTTARE PROVVEDIMENTI PRATICI ATTI AD EVITARE CHE, IN OCCASIONE DELLE PROMOZIONI, VI SIANO DELLE DISCRIMINAZIONI BASATE SUL SESSO, ESSA RIGUARDA UNA QUESTIONE DI POLITICA GENERALE CIRCA L' ASSUNZIONE E LA PROMOZIONE DELLE DONNE . QUESTA CENSURA E INAMMISSIBILE DATO CHE LA DELAUCHE NON HA DIMOSTRATO DI AVER ALCUN INTERESSE PERSONALE A CRITICARE, IN OCCASIONE DELLA PRESENTE CAUSA, IL COMPORTAMENTO DELLA COMMISSIONE IN FATTO DI PARITA DEI SESSI NEL PUBBLICO IMPIEGO COMUNITARIO .  33 DA QUANTO PRECEDE DISCENDE CHE IL RICORSO DI DANNI E INFONDATO E VA RESPINTO .  

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  34 A NORMA DELL' ART . 69,  PAR  2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE E CONDANNATO ALLE SPESE . TUTTAVIA, A NORMA DELL' ART . 70 DELLO STESSO REGOLAMENTO, NELLE CAUSE PROMOSSE DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE .  

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI,  LA CORTE ( PRIMA SEZIONE )  DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO D' ANNULLAMENTO E RESPINTO .  2 ) IL RICORSO DI DANNI E RESPINTO .  3 ) CIASCUNA DELLE PARTI SOPPORTERA LE PROPRIE SPESE .