CELEX: 32019H0905(17)
Language: it
Date: 2019-07-09 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 9 luglio 2019, sul programma nazionale di riforma 2019 dell’Ungheria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2019 dell’Ungheria

5.9.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 301/101
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
      del 9 luglio 2019
      sul programma nazionale di riforma 2019 dell’Ungheria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2019 dell’Ungheria
      (2019/C 301/17)
      Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
      visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
      vista la raccomandazione della Commissione europea,
      viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
      viste le conclusioni del Consiglio europeo,
      visto il parere del comitato per l’occupazione,
      visto il parere del comitato economico e finanziario,
      visto il parere del comitato per la protezione sociale,
      visto il parere del comitato di politica economica,
      considerando quanto segue:
      
                  (1)
               
               
                  Il 21 novembre 2018 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2019. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il Consiglio europeo del 21 marzo 2019 ha approvato le priorità indicate nell’analisi annuale della crescita. Il 21 novembre 2018 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (2), la relazione sul meccanismo di allerta, in cui l’Ungheria non è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito.
               
            
                  (2)
               
               
                  Il 27 febbraio 2019 è stata pubblicata la relazione per paese relativa all’Ungheria 2019, nella quale sono valutati i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 13 luglio 2018 (3), il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.
               
            
                  (3)
               
               
                  L’Ungheria ha presentato il programma nazionale di riforma 2019 e il programma di convergenza 2019 il 30 aprile 2019. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
               
            
                  (4)
               
               
                  La programmazione dei fondi strutturali e d’investimento europei («fondi SIE») per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dall’articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (4), ove necessario per sostenere l’attuazione delle raccomandazioni pertinenti del Consiglio la Commissione può chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo accordo di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull’applicazione delle misure per collegare l’efficacia dei fondi SIE a una sana governance economica.
               
            
                  (5)
               
               
                  L’Ungheria è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita ed è soggetta alla regola del debito. Nel programma di convergenza 2019 il governo prevede un miglioramento del disavanzo nominale all’1,8 % del prodotto interno lordo (PIL) nel 2019, dal 2,2 % nel 2018, e un successivo miglioramento graduale all’1,2 % nel 2021 fino a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2023. In base al saldo strutturale ricalcolato (5), l’Ungheria sarebbe prossima al suo obiettivo di bilancio a medio termine (che è stato modificato da un disavanzo strutturale dell’1,5 % del PIL nel 2019 all’1,0 % del PIL nel 2020) nel 2022, per raggiungerlo l’anno successivo. Secondo il programma di convergenza, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire gradualmente per attestarsi sotto il 60 % entro la fine del 2022. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio è plausibile per il 2019 e nettamente favorevole a partire dal 2020, il che pone rischi per il conseguimento degli obiettivi di disavanzo. Allo stesso tempo le misure necessarie a sostegno degli obiettivi di disavanzo programmati a partire dal 2020 non sono state sufficientemente specificate.
               
            
                  (6)
               
               
                  Il 22 giugno 2018 il Consiglio ha concluso, ai sensi dell’articolo 121, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che nel 2017 per l’Ungheria si rilevava una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine. Alla luce della deviazione significativa riscontrata, il 22 giugno 2018 il Consiglio ha formulato una raccomandazione (6) in cui invitava l’Ungheria ad adottare le misure necessarie a garantire che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta (7) non superasse il 2,8 % nel 2018, livello corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dell’1,0 % del PIL. Il 4 dicembre 2018 il Consiglio ha adottato la decisione (UE) 2018/2028 (8), che stabilisce che l’Ungheria non aveva dato seguito effettivo alla sua raccomandazione del 22 giugno 2018, e ha formulato una raccomandazione riveduta (9). Con la raccomandazione del 4 dicembre 2018 il Consiglio ha chiesto all’Ungheria di adottare le misure necessarie a garantire che nel 2019 il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superasse il 3,3 %, livello corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dell’1,0 % del PIL. Il 14 giugno 2019 il Consiglio ha adottato la decisione (UE) 2019/1003 (10), che stabilisce che l’Ungheria non aveva dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 4 dicembre 2018. Inoltre, i dati relativi ai risultati di bilancio 2018 hanno evidenziato che l’Ungheria presentava una deviazione significativa rispetto all’aggiustamento raccomandato nel 2018.
               
            
                  (7)
               
               
                  In conformità dell’articolo 121, paragrafo 4, del trattato e dell’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97, il 5 giugno 2019 la Commissione ha rivolto all’Ungheria un avvertimento, in considerazione della deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine rilevata nel 2018. Il 14 giugno 2019 il Consiglio ha adottato la relativa raccomandazione (11) che conferma che l’Ungheria deve adottare le misure necessarie a garantire che nel 2019 il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superi il 3,3 %, livello corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dell’1,0 % del PIL. Sulla base delle previsioni di primavera 2019 della Commissione, nel 2019 vi è il rischio di deviazione rispetto a tale raccomandazione.
               
            
                  (8)
               
               
                  Con la sua raccomandazione del 14 giugno 2019 il Consiglio ha raccomandato all’Ungheria di adottare le misure necessarie a garantire che nel 2020 il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superi il 4,7 %, livello corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,75 % del PIL. In tal modo l’Ungheria si avvierebbe su un adeguato percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine. Sulla base delle previsioni di primavera 2019 della Commissione a politiche invariate, nel 2020 vi è il rischio di deviazione da tale requisito. Nel complesso il Consiglio ritiene che siano necessarie, a partire dal 2019, ulteriori significative misure per ottemperare alle disposizioni del patto di stabilità e crescita, in linea con la raccomandazione del Consiglio del 14 giugno 2019, al fine di correggere la deviazione significativa rilevata rispetto al percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine.
               
            
                  (9)
               
               
                  Grazie alla forte espansione economica il tasso di occupazione complessivo ha registrato un significativo miglioramento, che però non è andato a beneficio di tutti i gruppi. Il divario in termini di occupazione e di salario tra i gruppi di qualifiche professionali e tra uomini e donne resta ampio rispetto alla media dell’Unione. Il divario occupazionale di genere è ampio, a causa, in parte, della limitata offerta di servizi di assistenza all’infanzia di buona qualità. Deboli sono i risultati sul mercato del lavoro per i vari gruppi vulnerabili, tra cui i Rom e le persone con disabilità. Nonostante la riduzione, resta consistente il sistema dei lavori pubblici, dimostratosi inefficace nel far accedere i partecipanti a posti di lavoro nel mercato del lavoro primario. Altre politiche volte ad aiutare i disoccupati o le persone inattive a trovare lavoro o ad accedere alla formazione non sono sufficientemente mirate. Lo sviluppo delle competenze digitali potrebbe contribuire a migliorare l’occupabilità. Alcune misure adottate di recente mirano a incoraggiare altri pensionati a tornare nel mercato del lavoro e ad aumentarne il numero nel tempo. La situazione della povertà in Ungheria è nel complesso migliorata dal 2013. La durata delle indennità di disoccupazione è la più breve nell’Unione, con un massimo di tre mesi, ossia di gran lunga inferiore alla quantità di tempo mediamente necessaria per trovare un lavoro.
               
            
                  (10)
               
               
                  La percentuale di persone a rischio di povertà e di esclusione sociale è in calo. Vi è stato un netto spostamento per cui si è passati dalle prestazioni sociali al sostegno alle famiglie legato al lavoro e alle prestazioni in natura, che tuttavia non sono sufficientemente mirati ai poveri. Sebbene i contributi all’acquisto dell’abitazione siano aumentati, non vi è stato alcun miglioramento nell’offerta di alloggi sociali.
               
            
                  (11)
               
               
                  I risultati nel settore dell’istruzione sono inferiori alla media dell’Unione e presentano ampie disparità territoriali. L’abbandono scolastico è superiore e il tasso di istruzione terziaria inferiore alla media dell’Unione. Il sistema scolastico ostacola la mobilità sociale. Gli alunni vengono smistati precocemente nei diversi tipi di scuole, per cui si registrano ampi divari in termini di risultati scolastici e di percorsi professionali. La percentuale di scuole primarie con una partecipazione maggioritaria dei Rom è aumentata dal 10 % nel 2008 al 15 % nel 2017. L’impatto delle recenti misure volte ad assicurare una distribuzione uniforme degli alunni svantaggiati nelle scuole è limitato dall’esenzione delle scuole non statali dall’obbligo di accogliere alunni svantaggiati. I bambini svantaggiati si concentrano nelle scuole secondarie professionali, dove prevalgono livelli più bassi di competenze di base, tassi di abbandono più elevati e minori prospettive di retribuzione e di carriera. La bassa partecipazione dei gruppi svantaggiati, in particolare dei Rom, all’istruzione di qualità è un’occasione mancata per creare capitale umano. Anche la carenza di insegnanti rimane un problema. Gli stipendi degli insegnanti sono aumentati negli ultimi anni, ma sono ancora relativamente bassi rispetto ad altri diplomati dell’istruzione terziaria. Il basso numero di studenti nell’istruzione superiore non è in linea con la forte domanda di lavoratori altamente qualificati e con il premio salariale dei diplomati dell’istruzione terziaria, che è il più elevato dell’Unione. Gli istituti di istruzione superiore ungheresi godono della più bassa autonomia finanziaria nell’Unione. Inoltre, la modifica della legge sull’istruzione superiore dell’aprile 2017, che ha imposto ulteriori requisiti alle università internazionali per operare in Ungheria, ha sollevato ulteriori preoccupazioni sulla libertà accademica. Nel 2018 l’università ungherese con il più alto punteggio nelle classifiche internazionali ha manifestato l’intenzione di lasciare il paese a causa dell’incertezza normativa creata dalla modifica.
               
            
                  (12)
               
               
                  I risultati in termini di salute sono inferiori alla maggior parte degli altri Stati membri, in ragione sia di stili di vita malsani sia della limitata efficienza dell’assistenza sanitaria. La prevalenza del tabagismo, dei disturbi dovuti al consumo di alcol e dell’obesità è tra le più elevate dell’Unione. La probabilità per gli ungheresi di morire prematuramente a causa della cattiva qualità dell’aria è tra le più alte nell’Unione. Il numero di decessi evitabili è uno dei più elevati dell’Unione, e in parte è dovuto all’inadeguatezza dello screening e della gestione dell’assistenza primaria. Vi sono notevoli disparità socioeconomiche nell’accesso a un’assistenza di qualità. La spesa pubblica per l’assistenza sanitaria è inferiore alla media dell’Unione e i cittadini sono costretti a pagare di tasca propria per accedere ad un’assistenza di qualità, il che rischia di aumentare ulteriormente il divario socioeconomico. Il sistema resta fortemente incentrato sugli ospedali, con carenze nelle cure primarie, in particolare per quanto riguarda l’individuazione precoce e la prevenzione delle malattie croniche. Una notevole carenza di personale sanitario, in particolare medici di base e infermieri, riduce l’accesso all’assistenza nelle zone più povere.
               
            
                  (13)
               
               
                  L’aumento delle capacità di ricerca e innovazione potrebbe migliorare le modeste prestazioni dell’Ungheria in termini di innovazione e aumentare la produttività. Il basso livello di accumulazione del capitale intellettuale trova riscontro nel basso numero di domande di brevetto, di marchi e di disegni e modelli, nel numero ristretto di imprese innovative e nel basso livello di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Le piccole imprese sono particolarmente restie a innovare, il che ne ostacola la partecipazione nelle catene di valore mondiali. L’attività di ricerca e sviluppo (R&S) delle imprese è svolta in misura prevalente da alcune grandi società, per lo più di proprietà straniera, e beneficia di un generoso sostegno pubblico. Il sostegno alla cooperazione tra imprese e mondo della ricerca contribuirebbe a migliorare i risultati in termini di innovazione e di trasferimento di tecnologie. La qualità della ricerca pubblica risente di politiche inefficienti in materia di R&S e del sottofinanziamento, dato che la spesa del settore pubblico per R&S è ben al di sotto della media dell’Unione. Recenti provvedimenti volti a ridurre i finanziamenti e a limitare l’indipendenza dei centri accademici e di ricerca stanno creando incertezza in questi centri, il che potrebbe spingere all’emigrazione i ricercatori di maggiore talento, con il rischio di generare un calo persistente della qualità della ricerca.
               
            
                  (14)
               
               
                  Le scarse connessioni nei trasporti pubblici locali e gli elevati costi del pendolarismo contribuiscono alla disoccupazione nelle zone svantaggiate. Le cattive condizioni delle reti stradali e ferroviarie ostacolano la mobilità e riducono la sicurezza dei viaggi, con oltre la metà della rete stradale in cattive condizioni, soprattutto nelle regioni svantaggiate. Le reti di trasporto si concentrano su Budapest, mentre le reti locali e i collegamenti trasversali attraverso il paese non sono ben sviluppati. La congestione stradale è un problema crescente e un ostacolo alla produttività nelle aree urbane dell’Ungheria. Inoltre, le emissioni di gas a effetto serra prodotte dal trasporto su strada hanno registrato un forte incremento negli ultimi 5 anni.
               
            
                  (15)
               
               
                  L’efficienza energetica nel settore residenziale rimane debole. La rete elettrica deve essere predisposta per il peso crescente della generazione decentrata di energia elettrica da fonti rinnovabili. La metà del territorio ungherese è esposta in misura significativa ai rischi connessi ai cambiamenti climatici, tra cui siccità e inondazioni, per cui è necessario investire nella gestione idrica dei principali fiumi. L’inquinamento atmosferico e la qualità delle acque continuano a destare preoccupazione. Le principali fonti di inquinamento sono la combustione di combustibili solidi residenziali e le emissioni dell’agricoltura e dei trasporti. L’economia circolare è ancora in fase embrionale, il riciclaggio dei rifiuti urbani non è sufficientemente sviluppato e gli strumenti economici sono insufficienti per affrontare i problemi ambientali dell’Ungheria.
               
            
                  (16)
               
               
                  Continuano a destare preoccupazione la prevenzione e il perseguimento della corruzione. Diversi indicatori indicano che l’esposizione dell’Ungheria alla corruzione è aumentata negli ultimi anni. I rischi di corruzione e il nepotismo distorcono l’allocazione delle risorse, che non sono incanalate verso le imprese più produttive. Il funzionamento della procura è di fondamentale importanza per la lotta contro la corruzione. Nonostante le misure di lotta contro la corruzione di basso livello sembrino essere state applicate con un certo successo, non vi sono ancora segni di un’azione decisa per lottare contro la corruzione che coinvolge gli alti funzionari o la loro cerchia immediata in caso di accuse gravi. La responsabilità delle decisioni di chiudere le indagini è motivo di preoccupazione, in quanto non esistono mezzi di ricorso efficaci per contestare tali decisioni. La prevenzione della corruzione è ulteriormente ostacolata dalle restrizioni imposte dagli organi pubblici, tra cui spese dissuasive per l’accesso alle informazioni.
               
            
                  (17)
               
               
                  L’indipendenza, l’efficienza e la qualità del sistema giudiziario sono fondamentali per attrarre le imprese e favorire la crescita economica. I pesi e i contrappesi, fondamentali per garantire l’indipendenza della magistratura, sono considerati soggetti a ulteriori pressioni nel sistema della giustizia ordinaria. Il Consiglio nazionale della magistratura è confrontato a sfide crescenti nel controbilanciare i poteri del presidente dell’Ufficio giudiziario nazionale. Sono stati sollevati alcuni quesiti sulle conseguenze di questa situazione per l’indipendenza della magistratura. Per quanto riguarda la legge sulla giustizia amministrativa, va osservato che il 30 maggio 2019 il governo ha presentato una proposta di legge di ritiro della legge sull’entrata in vigore e norme transitorie per la giustizia amministrativa.
               
            
                  (18)
               
               
                  Il quadro in materia di appalti pubblici è migliorato negli ultimi anni; permangono tuttavia ostacoli alla concorrenza. Tra questi si possono annoverare l’uso di procedure con pubblicità limitata e irregolarità sistemiche nelle procedure di gara, in particolare per quanto riguarda criteri di selezione e di aggiudicazione inadeguati e disparità di trattamento degli offerenti. Sebbene alcuni indicatori segnalino miglioramenti, il numero di procedure con un unico offerente è ancora elevato. L’uso efficace degli appalti elettronici potrebbe aumentare ulteriormente l’efficienza e la trasparenza.
               
            
                  (19)
               
               
                  In Ungheria le strutture e i processi del dialogo sociale rimangono poco sviluppati e non permettono un coinvolgimento significativo delle parti sociali nell’elaborazione e nell’attuazione delle politiche. Le carenze nell’impegno dei vari interlocutori e la scarsa trasparenza minano il fondamento fattuale e la qualità delle politiche, il che genera cambiamenti frequenti e imprevedibili della normativa e scoraggia gli investimenti ad alto valore aggiunto.
               
            
                  (20)
               
               
                  Sono state attuate misure per migliorare ulteriormente il sistema fiscale, ma permangono alcuni problemi. La pressione fiscale sul lavoro è diminuita ma rimane elevata per i lavoratori a basso reddito. Le imposte settoriali specifiche e un gran numero di piccole imposte complicano il sistema fiscale e aumentano i costi di conformità, in particolare per le piccole imprese.
               
            
                  (21)
               
               
                  Le barriere normative e la partecipazione dello Stato nei mercati del prodotto ostacolano la selezione di imprese efficienti e limitano la concorrenza. Le autorità continuano ad affidare determinati servizi alle imprese statali o a imprese private appositamente create. Alcune norme e provvedimenti su misura e deroghe ad hoc al controllo della concorrenza ostacolano il funzionamento del mercato e limitano gli investimenti. Un ulteriore problema deriva dall’imprevedibilità del quadro giuridico, specie nel settore del commercio al dettaglio, che negli ultimi anni ha dovuto far fronte a frequenti modifiche della normativa. Nell’ultimo anno è stata introdotta una norma che impone un’autorizzazione speciale supplementare per le modifiche all’uso o alla progettazione dei locali al dettaglio. Anche la regolamentazione delle professioni resta restrittiva. La mancanza di concorrenza in questi settori può andare a scapito dell’innovazione e dell’efficienza.
               
            
                  (22)
               
               
                  La lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva è essenziale per rendere i sistemi fiscali più efficienti ed equi. Gli effetti di ricaduta delle strategie di pianificazione fiscale aggressiva dei contribuenti tra Stati membri richiedono un’azione coordinata delle politiche nazionali a integrazione della legislazione dell’Unione. L’Ungheria ha adottato misure contro la pianificazione fiscale aggressiva, ma registra afflussi e deflussi di capitale relativamente elevati effettuati attraverso società veicolo, che hanno un effetto nullo o scarso sull’economia reale. L’assenza di ritenute alla fonte sui pagamenti in uscita (ossia effettuati da residenti dell’Unione a favore di residenti di paesi terzi) di dividendi, interessi e royalty effettuati da società con sede in Ungheria può far sì che tali pagamenti sfuggano completamente all’imposizione fiscale se non sono tassati neanche nella giurisdizione di destinazione.
               
            
                  (23)
               
               
                  La programmazione dei fondi dell’Unione per il periodo 2021-2027 potrebbe contribuire a colmare alcune delle lacune individuate nelle raccomandazioni, in particolare nei settori di cui all’allegato D della relazione per paese 2019, consentendo all’Ungheria di impiegare al meglio tali fondi per i settori individuati, tenendo conto delle disparità regionali.
               
            
                  (24)
               
               
                  Nell’ambito del semestre europeo 2019 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica dell’Ungheria, che ha pubblicato nella relazione per paese 2019. Ha altresì valutato il programma di convergenza 2019, il programma nazionale di riforma 2019 e il seguito dato alle raccomandazioni rivolte all’Ungheria negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dell’Ungheria, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, data la necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
               
            
                  (25)
               
               
                  Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2019 e il suo parere (12) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
               
            RACCOMANDA che l’Ungheria adotti provvedimenti nel 2019 e nel 2020 al fine di:
      
         1.   
         
            garantire la conformità alla raccomandazione del Consiglio del 14 giugno 2019 al fine di correggere la deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine;
         
      
      
         2.   
         
            continuare l’integrazione nel mercato del lavoro dei gruppi più vulnerabili, in particolare migliorando le competenze dei lavoratori, e aumentare l’adeguatezza delle prestazioni di assistenza sociale e di disoccupazione; migliorare i risultati scolastici e aumentare la partecipazione dei gruppi svantaggiati, in particolare dei Rom, a un’istruzione di qualità nel sistema scolastico generale; migliorare i risultati nel settore della salute sostenendo le misure di prevenzione e rafforzando l’assistenza sanitaria di base;
         
      
      
         3.   
         
            incentrare la politica economica connessa agli investimenti sulla ricerca e l’innovazione, sull’energia a basse emissioni di carbonio, sulle infrastrutture di trasporto e sulla gestione dei rifiuti, nonché sull’efficienza energetica e delle risorse, tenendo conto delle disparità regionali; migliorare la concorrenza negli appalti pubblici;
         
      
      
         4.   
         
            potenziare il quadro anticorruzione, anche migliorando gli sforzi a livello di azione penale e di accesso alle informazioni pubbliche, e rafforzare l’indipendenza della magistratura; migliorare la qualità e la trasparenza del processo decisionale attraverso un efficace dialogo sociale e il coinvolgimento delle altre parti interessate, nonché conducendo periodicamente adeguate valutazioni d’impatto; continuare a semplificare il sistema fiscale, rafforzandolo allo stesso tempo contro il rischio di una pianificazione fiscale aggressiva; migliorare la competitività e la prevedibilità normativa nel settore dei servizi.
         
      
      
         Fatto a Bruxelles, il 9 luglio 2019
         
            
               Per il Consiglio
            
            
               Il presidente
            
            M. LINTILÄ
         
      
      
         (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
      
         (2)  Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25).
      
         (3)  GU C 320 del 10.9.2018, pag. 72.
      
         (4)  Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
      
         (5)  Saldo corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum e temporanee, ricalcolato dalla Commissione utilizzando la metodologia concordata.
      
         (6)  Raccomandazione del Consiglio, del 22 giugno 2018, al fine di correggere la deviazione significativa rilevata rispetto al percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine in Ungheria (GU C 223 del 27.6.2018, pag. 1).
      
         (7)  La spesa pubblica primaria netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell’Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell’Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. La formazione lorda di capitale fisso finanziata a livello nazionale è spalmata su un periodo di quattro anni. Rientrano nel calcolo le misure discrezionali in materia di entrate o gli aumenti delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la spesa.
      
         (8)  Decisione (UE) 2018/2028 del Consiglio, del 4 dicembre 2018, che stabilisce che l’Ungheria non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 22 giugno 2018 (GU L 325 del 20.12.2018, pag. 29).
      
         (9)  Raccomandazione del Consiglio, del 4 dicembre 2018, al fine di correggere la deviazione significativa rilevata rispetto al percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine in Ungheria (GU C 460 del 21.12.2018, pag. 4).
      
         (10)  Decisione (UE) 2019/1003 del Consiglio, del 14 giugno 2019, che stabilisce che l’Ungheria non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 4 dicembre 2018 (GU L 163 del 20.6.2019, pag. 64).
      
         (11)  Raccomandazione del Consiglio, del 14 giugno 2019, al fine di correggere la deviazione significativa rilevata rispetto al percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine in Ungheria (GU C 210 del 21.6.2019, pag. 4).
      
         (12)  A norma dell’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.