CELEX: 52013PC0094
Language: it
Date: 2013-02-22
Title: Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che estende il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento (CE) n. 1458/2007 del Consiglio sulle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari della Repubblica popolare cinese, alle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, provenienti dalla Repubblica socialista del Vietnam, indipendentemente dal fatto che siano o non siano dichiarati originari della Repubblica socialista del Vietnam

|
			
		
		
		52013PC0094
		
			Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che estende il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento (CE) n. 1458/2007 del Consiglio sulle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari della Repubblica popolare cinese, alle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, provenienti dalla Repubblica socialista del Vietnam, indipendentemente dal fatto che siano o non siano dichiarati originari della Repubblica socialista del Vietnam /* COM/2013/094 final - 2013/0058 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Motivazione e obiettivi della proposta
La presente proposta riguarda l'applicazione
del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009,
relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di
paesi non membri della Comunità europea (di seguito "il regolamento di
base") nell'inchiesta sull'eventuale elusione delle misure antidumping
istituite dal regolamento (CE) n. 1458/2007 del Consiglio sulle importazioni di
accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari della
Repubblica popolare cinese, tramite importazioni di accendini tascabili a
pietra focaia e a gas, non ricaricabili, provenienti dalla Repubblica
socialista del Vietnam. 
 Contesto generale La presente proposta è presentata nel quadro dell'attuazione del regolamento di base ed è il risultato di un'inchiesta svolta in conformità alle prescrizioni sostanziali e procedurali di tale regolamento, in particolare del suo articolo 13. 
 Disposizioni vigenti nel settore della proposta Le misure sono state stabilite dal regolamento (CE) n. 1458/2007 del Consiglio, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari della Repubblica popolare cinese. Tali misure sono scadute il 13 dicembre 2012. 
 Coerenza con le altre politiche e gli obiettivi dell'Unione Non pertinente. 
2.           ESITO DELLA CONSULTAZIONE
DELLE PARTI INTERESSATE E DELLA VALUTAZIONE DELL'IMPATTO
 Consultazione delle parti interessate 
 Le parti interessate coinvolte nel procedimento hanno avuto la possibilità di difendere i propri interessi nel corso dell'inchiesta, in conformità alle disposizioni del regolamento di base. 
 Ricorso al parere di esperti 
 Non è stato necessario consultare esperti esterni. 
 Valutazione dell'impatto La presente proposta risulta dall'attuazione del regolamento di base. Il regolamento di base non prevede una valutazione generale dell'impatto, ma contiene un elenco completo delle condizioni da valutare. 
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
 Sintesi delle misure proposte L'allegata proposta di regolamento di esecuzione del Consiglio si basa sui risultati dell'inchiesta che ha confermato l'assemblaggio di accendini effettuato in Vietnam con l'utilizzo di parti cinesi e la rispondenza a tutti gli altri criteri di accertamento dell'elusione di cui all'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base. Si propone quindi che il Consiglio adotti l'allegata proposta di estensione delle misure antidumping applicate alle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari della RPC alle importazioni dello stesso prodotto provenienti dal Vietnam. Il regolamento del Consiglio in oggetto sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 23 marzo 2013. 
 Base giuridica Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea, in particolare l'articolo 13. 
 Principio di sussidiarietà La proposta è di competenza esclusiva dell'Unione. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica. 
 Principio di proporzionalità La proposta rispetta il principio di proporzionalità per i seguenti motivi. 
 Il tipo di intervento è descritto nel regolamento di base sopra indicato e non consente l'adozione di decisioni a livello nazionale. 
 Non sono necessarie indicazioni su come ridurre e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini. 
 Scelta degli strumenti 
 Strumento proposto: regolamento. 
 Altri strumenti non sarebbero adeguati in quanto il regolamento di base sopra indicato non prevede opzioni alternative. 
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
La proposta non incide sul bilancio
dell'Unione.
2013/0058 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
che estende il dazio antidumping definitivo istituito
dal regolamento (CE) n. 1458/2007 del Consiglio sulle importazioni di accendini
tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari della Repubblica
popolare cinese, alle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a
gas, non ricaricabili, provenienti dalla Repubblica socialista del Vietnam,
indipendentemente dal fatto che siano o non siano dichiarati originari della
Repubblica socialista del Vietnam
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, 
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni
oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea[1] (di seguito "il
regolamento di base"), in particolare l'articolo 13,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
1.           PROCEDURA
1.1.        Contesto
(1)       Nel 1991, con il regolamento
(CEE) n. 3433/91[2],
il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo del 16,9% sulle
importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili,
originari, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese ("RPC")
("il prodotto oggetto dell'inchiesta").
(2)       Nel 1995, con il regolamento
(CE) n. 1006/95 del Consiglio[3],
il dazio ad valorem originario è stato sostituito da un dazio specifico di
0,065 ECU per accendino.
(3)       In seguito a un'inchiesta
svolta in conformità all'articolo 13 del regolamento di base, le suddette
misure sono state estese con il regolamento (CE) n. 192/1999 del Consiglio[4] 1) alle importazioni di
accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, provenienti o
originari di Taiwan e 2) alle importazioni di alcuni accendini ricaricabili originari
della RPC o provenienti o originari di Taiwan, con un valore unitario franco
frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, inferiore a 0,15 EUR. 
(4)       Nel 2001, con il regolamento
(CE) n. 1824/2001[5],
il Consiglio ha confermato i dazi antidumping definitivi istituiti dal
regolamento (CE) n. 1006/95 ed estesi dal regolamento (CE) n. 192/1999
("misure in vigore"), a norma dell'articolo 11,
paragrafo 2, del regolamento di base.
(5)       Nel 2007, con il regolamento
(CE) n. 1458/2007[6]
("il regolamento di apertura"), il Consiglio ha confermato il dazio
antidumping definitivo istituito con il regolamento (CE) n. 1824/2001, in
conformità all'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di base. Queste misure
sono denominate di seguito "misure iniziali" e l'inchiesta che ha
portato all'istituzione delle misure con il regolamento di apertura è
denominata "inchiesta iniziale". 
(6)       Il 12 dicembre 2012[7] la Commissione ha pubblicato un
avviso di scadenza delle misure antidumping.
(7)       Le misure sono scadute il
13 dicembre 2012 e il regolamento (CE) n. 1192/2012[8] ha posto termine alla
registrazione delle importazioni di accendini tascabili non ricaricabili, a gas
e a pietra focaia, provenienti dal Vietnam, indipendentemente dal fatto che
siano dichiarati o meno originari del Vietnam, a decorrere dalla stessa data
(vedasi anche il considerando 14). 
1.2.        Richiesta
(8)       Il 17 aprile 2012
la Commissione europea ha ricevuto, a norma dell'articolo 13, paragrafo 3, e
dell'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base, la richiesta ("la richiesta")
di avviare un'inchiesta sulla possibile elusione delle misure antidumping
istituite sulle importazioni di accendini tascabili non ricaricabili, a gas e a
pietra focaia, originari della RPC e di sottoporre a registrazione le
importazioni di accendini tascabili non ricaricabili, a gas e a pietra focaia,
provenienti dalla Repubblica socialista del Vietnam ("Vietnam"),
dichiarati o meno originari di tale paese.
(9)       La richiesta è stata
presentata dalla Société BIC, un produttore dell'Unione di accendini tascabili
non ricaricabili, a gas e a pietra focaia.
(10)     La richiesta conteneva
elementi di prova sufficienti dell'elusione delle misure iniziali tramite
operazioni di assemblaggio in Vietnam.
(11)     La richiesta ha dimostrato che
dopo l'istituzione delle misure iniziali la configurazione degli scambi
riguardanti le esportazioni dalla RPC e dal Vietnam verso l'Unione ha subito un
cambiamento significativo, per il quale non esistevano motivazioni o
giustificazioni economiche sufficienti oltre all'istituzione delle misure
iniziali. Tale modificazione della configurazione degli scambi sarebbe dovuta
alle operazioni di assemblaggio di accendini effettuate in Vietnam utilizzando
parti originarie della RPC.
(12)     Gli elementi di prova hanno
inoltre dimostrato che gli effetti riparatori delle misure iniziali sono stati
compromessi sia in termini di quantità che di prezzo. Dagli elementi di prova è
risultato in particolare che le crescenti importazioni dal Vietnam erano
effettuate a prezzi inferiori al prezzo non pregiudizievole stabilito
nell'inchiesta iniziale.
(13)     Infine, sono stati presentati
sufficienti elementi di prova del fatto che i prezzi degli accendini tascabili
non ricaricabili, a gas e a pietra focaia, provenienti dal Vietnam erano
oggetto di dumping rispetto al valore normale stabilito nell'inchiesta
iniziale.
1.3.        Apertura dell'inchiesta
(14)     Dopo aver stabilito, previa
consultazione del comitato consultivo, che esistevano elementi di prova
sufficienti per l'avvio di un'inchiesta a norma dell'articolo 13 del
regolamento di base, la Commissione ha aperto un'inchiesta con il regolamento
(UE) n. 548/2012[9]
("il regolamento di apertura"). In conformità all'articolo 13,
paragrafo 3, e all'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base, la
Commissione ha inoltre chiesto alle autorità doganali, con il regolamento di
apertura, di registrare le importazioni di accendini tascabili a gas e a pietra
focaia, non ricaricabili, provenienti dal Vietnam, dichiarati o meno originari
del Vietnam.
1.4.        Inchiesta
(15)     La Commissione ha informato
ufficialmente dell'apertura dell'inchiesta le autorità della RPC e del Vietnam,
i produttori esportatori di tali paesi, gli importatori dell'Unione
notoriamente interessati e la Société BIC (il richiedente), un produttore dell'Unione
che rappresenta più del 75% della produzione di accendini tascabili non
ricaricabili, a gas e a pietra focaia, dell'Unione europea. 
(16)     Sono
stati inviati questionari a 70 produttori esportatori della RPC e a 15
produttori esportatori del Vietnam noti alla Commissione perché menzionati
nella richiesta. Sono stati inoltre inviati questionari a 59 importatori
dell'Unione citati nella richiesta. Le parti interessate hanno avuto la
possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere
un'audizione entro il termine fissato nel regolamento di apertura. Tutte le
parti sono state informate del fatto che la mancata collaborazione poteva
comportare l'applicazione dell'articolo 18 del regolamento di base e
l'elaborazione di risultati sulla base dei dati disponibili.
(17)     Otto
dei quindici produttori esportatori del Vietnam si sono manifestati ed uno di
loro ha dichiarato di non voler essere considerato parte interessata poiché non
aveva fabbricato il prodotto oggetto dell'inchiesta e non aveva effettuato
esportazioni nell'Unione. 
(18)     Le sette società seguenti
hanno risposto al questionario e successivamente nelle loro sedi sono state
effettuate visite di verifica:
–              
Viet Giai Thanh Co. Ltd, Ho Chi Minh City
–              
Hoa Hung Co. Ltd, Tay Ninh Province
–              
Trung Lai Gas Lighter Manufacture Co. Ltd, Nghe An
Province
–              
Textion Plastic Co. Ltd, Binh Duong Province
–              
Cherry Year Vietnam Lighter Manufacture Co. Ltd,
Tay Ninh Province
–              
Huaxing Vietnam Manufacture Co. Ltd, Tay Ninh
Province
–              
Top Field Enterprises Co. Ltd, Tay Ninh Province
(19)     Nessuno dei produttori
esportatori noti della RPC si è manifestato o ha risposto al questionario. 
(20)     Per quanto riguarda gli
importatori, otto hanno risposto al questionario e sei si sono manifestati ed
hanno dichiarato di non voler essere considerati parti interessate perché non
avevano importato accendini tascabili non ricaricabili, a gas e a pietra focaia,
il prodotto oggetto dell'inchiesta, dal Vietnam nell'Unione. Le altre società
note non si sono manifestate.
(21)     In seguito all'apertura
dell'inchiesta, due importatori hanno chiesto ed ottenuto un'audizione, che si
è svolta nel settembre 2012. Gli importatori hanno anche presentato
osservazioni scritte, con le quali hanno contestato le motivazioni
dell'apertura dell'inchiesta per quanto riguarda la definizione del prodotto, i
volumi delle importazioni, la giustificazione economica della modificazione
della configurazione degli scambi, i motivi alla base della richiesta e la
situazione finanziaria del produttore dell'Unione che ha presentato la richiesta.
Secondo gli importatori non sussistevano motivi sufficienti per avviare
un'inchiesta. 
(22)     La Commissione ha fornito una
risposta dettagliata alle osservazioni ed ha offerto alle parti la possibilità
di commentarla. Essa ha spiegato perché riteneva che la richiesta contenesse
elementi di prova sufficienti a giustificare l'apertura dell'inchiesta. Le
osservazioni dei due importatori non hanno dimostrato che non esistevano prove
sufficienti a giustificare l'apertura dell'inchiesta.
1.5.        Periodo dell'inchiesta
(23)     L'inchiesta ha riguardato il
periodo compreso tra il 1° gennaio 2008 e il 31 marzo 2012
("il PI"). Sono stati rilevati dati per il PI al fine di esaminare,
tra l'altro, la presunta modificazione della configurazione degli scambi. Per
il periodo di riferimento compreso fra il 1° aprile 2011 e il
31 marzo 2012 ("il PR") sono stati rilevati dati più
dettagliati, al fine di esaminare il possibile indebolimento degli effetti
riparatori delle misure, nonché l'esistenza di pratiche di dumping.
2.           RISULTATI DELL'INCHIESTA
2.1.        Considerazioni generali
(24)     In conformità
all'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base, per valutare
l'esistenza di pratiche di elusione si è proceduto ad esaminare se si fosse
verificata una modificazione della configurazione degli scambi tra la RPC, il
Vietnam e l'Unione; se tale cambiamento derivasse da pratiche, processi o
lavorazioni per i quali non c'era una sufficiente motivazione o giustificazione
economica oltre all'istituzione del dazio; se vi fossero prove dell'esistenza
di un pregiudizio o del fatto che gli effetti riparatori del dazio risultavano
indeboliti in termini di prezzi e/o di quantità del prodotto oggetto
dell'inchiesta e se vi fossero prove dell'esistenza di pratiche di dumping
rispetto ai valori normali precedentemente accertati nell'inchiesta iniziale,
se necessario in conformità alle disposizioni dell'articolo 2 del regolamento
di base.
2.2.        Prodotto in esame e prodotto
oggetto dell'inchiesta
(25)     Il prodotto in esame è quello
definito nell'inchiesta iniziale: accendini tascabili non ricaricabili, a gas e
a pietra focaia, attualmente classificati al codice NC ex 9613 10 00,
originari della Repubblica popolare cinese ("prodotto in esame").
(26)     Il prodotto oggetto dell'inchiesta
è identico a quello definito nel precedente considerando, ma proviene dal
Vietnam, indipendentemente dal fatto che sia dichiarato originario del Vietnam
o meno, ed è attualmente classificato allo stesso codice NC del prodotto in
esame ("prodotto oggetto dell'inchiesta").
(27)     Dall'inchiesta è emerso che
gli accendini tascabili non ricaricabili, a gas e a pietra focaia, sopra
definiti, esportati dalla RPC nell'Unione e quelli spediti dal Vietnam
nell'Unione, presentano le stesse caratteristiche fisiche e tecniche di base e
sono destinati agli stessi impieghi e che quindi devono essere considerati
prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del
regolamento di base.
2.3.        Grado di collaborazione e
determinazione dei volumi degli scambi 
Vietnam
(28)     Come
indicato nel considerando 18, hanno risposto al questionario sette società. Nel
PR il volume totale di accendini venduti all'Unione secondo queste risposte ha
rappresentato più del 100% del volume totale di accendini importati nell'Unione
secondo la base di dati Comext di Eurostat. Anche se le informazioni sui volumi
delle vendite fornite nelle risposte sono state considerate inattendibili, come
spiegato al considerando 29, esse indicano tuttavia che sussisteva una stretta
collaborazione e che le società esaminate erano rappresentative.
(29)     Durante le visite di verifica
nelle sedi dei sette produttori esportatori vietnamiti è stato constatato che
tutti avevano fornito informazioni che non potevano essere considerate
attendibili e non consentivano di elaborare conclusioni valide per l'inchiesta.
In particolare, è emerso che le sette società hanno fornito dati inesatti sui
volumi di produzione, sulle importazioni delle parti di accendini e sulle
vendite complessive. È stato inoltre constatato che una parte delle attività
riguardanti il prodotto oggetto dell'inchiesta non era stata inclusa nella
contabilità e che alcune operazioni di assemblaggio erano state effettuate da
subcontraenti ufficiosi. Inoltre, non erano stati dichiarati o erano indicati in
modo errato i quantitativi delle importazioni di parti dalla RPC e una parte
delle vendite non figurava nei libri contabili delle società. Di conseguenza,
non è stato possibile stabilire con esattezza la produzione totale e il volume
totale delle vendite delle società interessate e conciliare con i dati forniti
nelle risposte al questionario i prezzi di vendita effettivi del prodotto
oggetto dell'inchiesta e i costi dei principali fattori produttivi, come il
gas. 
(30)     Vista la situazione descritta
al considerando 29, i produttori esportatori sono stati informati che, in
conformità all'articolo 18 del regolamento di base, è stato deciso di basare i
risultati e le conclusioni dell'inchiesta sui dati disponibili più attendibili.
Le parti hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni e di ottenere
un'audizione su richiesta. Tutte le parti hanno ricevuto una lettera che
esponeva i risultati specifici e dettagliati che hanno portato alla conclusione
che i dati forniti non potevano essere considerati attendibili e non erano
appropriati per l'accertamento dei fatti ai fini dell'inchiesta. 
(31)     Due produttori esportatori non
hanno presentato alcuna osservazione sull'intenzione di applicare l'articolo 18
del regolamento di base. Gli altri cinque produttori esportatori, costituiti da
due società singole e da un gruppo di tre società, hanno chiesto ed ottenuto
un'audizione che ha avuto luogo nel novembre 2012. Questi produttori
esportatori hanno anche presentato osservazioni per iscritto ed hanno contestato
l'intenzione della Commissione di non tener conto dei dati forniti e
l'eventuale conclusione dell'esistenza di un'elusione, raggiunta in base ai
dati disponibili più attendibili. 
(32)     Quattro produttori esportatori
non hanno contestato il fatto che le informazioni da loro fornite non fossero
complete o attendibili ed hanno ammesso le discrepanze contabili e il fatto che
non tutte le operazioni erano state comunicate o registrate nei libri
contabili. Secondo loro, queste differenze riguardavano però solo le vendite
sul mercato interno e non avevano effetti sulle vendite all'esportazione. Una
parte ha affermato che i suoi registri erano andati distrutti in un incendio
per giustificare l'incompletezza delle informazioni disponibili. Le parti hanno
anche sostenuto che la quantità di gas contenuta negli accendini non era stata
stimata correttamente dalla Commissione e che quindi le conclusioni sui volumi
di produzione non erano corrette. Una società ha sostenuto che le differenze
del consumo di gas derivassero dal fatto che il gas veniva fatto fuoriuscire
intenzionalmente durante i mesi più caldi. Le parti non sono riuscite tuttavia
a dimostrare con prove certe la fondatezza di tali asserzioni. 
(33)     Le società hanno anche
sostenuto di aver collaborato pienamente, senza celare informazioni sulle loro
attività. Hanno ammesso di aver presentato risposte lacunose, ma hanno negato
fermamente di aver fornito informazioni false e fuorvianti. Secondo loro, i
dati non divulgati e non verificabili non costituiscono di per sé una prova di
elusione e la Commissione non ha dimostrato con prove dirette l'esistenza di
un'elusione.
(34)     Va notato comunque che, sebbene
le società non abbiano fornito informazioni complete e accurate sulle loro
attività, la Commissione ha applicato metodi alternativi, come il consumo di
materie prime, per confrontare i principali dati forniti nelle risposte al
questionario con le informazioni fornite e verificate sul posto. Questi metodi
alternativi, anche se inevitabilmente meno precisi dei documenti contabili,
hanno dimostrato che i dati forniti non erano attendibili. Ad esempio, il
risultato relativo al volume di produzione ha dimostrato che i quantitativi di
produzione dichiarati dalle società non corrispondevano al loro consumo di
materie prime.
(35)     In seguito a un processo di
verifica, la Commissione ritiene che l'assenza di documenti contabili
attendibili, l'omissione di informazioni rilevanti per l'inchiesta e la
presentazione di informazioni false o fuorvianti abbiano reso i dati
inattendibili. 
(36)     Alla luce di
questi fatti, le conclusioni relative alle importazioni di accendini tascabili
non ricaricabili, a gas e a pietra focaia, dal Vietnam nell'Unione hanno dovuto
essere elaborate in base ai dati disponibili, in conformità all'articolo 18, paragrafo
1, del regolamento di base. Per evitare che la mancanza di informazioni fornite
dalle parti ostacolasse l'inchiesta, la Commissione ha quindi sostituito i dati
non verificabili forniti dai produttori vietnamiti con altri dati disponibili,
come i dati Comext di Eurostat, per stabilire i volumi totali delle
importazioni dal Vietnam verso l'Unione, e i dati relativi ai costi forniti
nella richiesta per stabilire la quota delle parti cinesi (vedasi considerando
50). 
Repubblica popolare cinese
(37)     I produttori esportatori
cinesi non hanno collaborato. Pertanto, le conclusioni sulle importazioni del
prodotto in esame nell'Unione e sulle esportazioni di accendini tascabili non
ricaricabili, a gas e a pietra focaia, dalla RPC verso il Vietnam hanno dovuto
essere elaborate in base ai dati disponibili, in conformità all'articolo 18,
paragrafo 1, del regolamento di base. Per determinare le esportazioni totali
dalla RPC verso il Vietnam sono state utilizzate le statistiche ONU-Comtrade
fornite nella richiesta.
2.4.        Cambiamento della
configurazione degli scambi
Importazioni di accendini tascabili non
ricaricabili, a gas e a pietra focaia, nell'Unione 
(38)     Le importazioni del prodotto
in esame dalla RPC sono diminuite nel 1991, quando le misure sono state istituite
per la prima volta. Sono rimaste ridotte anche nel corso delle successive
modifiche ed estensioni delle misure, avvenute nel 1995, 1999, 2001 e 2007. 
(39)     Tra
il 1° gennaio 2008 e il 31 marzo 2012 le importazioni di
accendini dalla RPC sono rimaste relativamente stabili in termini di volume:
circa 50 milioni di unità nel 2008 e nel 2009, 70 milioni nel 2010 e 60 milioni
nel 2011 e nel PR. Si trattava tuttavia solo di modelli ricaricabili e di
accendini piezoelettrici non soggetti alle misure. 
(40)     Le importazioni del prodotto
oggetto dell'inchiesta dal Vietnam verso l'Unione sono aumentate nel corso del
tempo. Mentre nel 1997 erano praticamente inesistenti, a partire dal 2007 il
loro volume è aumentato rapidamente. 
(41)     Nel PR le importazioni dal
Vietnam hanno rappresentato l'84% di tutte le importazioni nell'UE.
 Importazioni di accendini non ricaricabili dal Vietnam nell'UE27, in % di tutte le importazioni 
   || 2008 || 2009 || 2010 || 2011 || PR 
 Quota di mercato || 80% || 84% || 83% || 84% || 84% 
 Fonte: statistiche fornite nella richiesta 
Esportazioni di parti di accendini dalla RPC
verso il Vietnam
(42)     Nel PI sono state esportate
parti di accendini a pietra focaia dalla RPC verso il Vietnam, la destinazione
più importante delle esportazioni di accendini a pietra focaia dalla RPC.
Secondo le statistiche fornite nella richiesta, le esportazioni di parti di
accendini dalla RPC nel Vietnam sono aumentate considerevolmente dal 1999.
Mentre nel 1999 le esportazioni di parti di accendini dalla RPC verso il
Vietnam costituivano meno del 3% del totale delle esportazioni, nel 2010 il
Vietnam è diventato il principale paese di esportazione di parti di accendini,
raggiungendo una quota del 26%. In termini di volume, ciò corrisponde a un
aumento da meno di 50 milioni a 200 milioni di accendini finiti.
Volumi di produzione di accendini tascabili
non ricaricabili, a gas e a pietra focaia, nel Vietnam
(43)     Dato che le informazioni
fornite dai produttori vietnamiti non hanno potuto essere accettate, non è
stato possibile ottenere informazioni verificabili sui possibili livelli della
produzione effettiva di accendini tascabili non ricaricabili, a gas e a pietra
focaia. 
2.5.        Conclusioni sul cambiamento
della configurazione degli scambi
(44)     Il calo generale delle
esportazioni dalla RPC verso l'Unione, l'aumento delle esportazioni dal Vietnam
nell'Unione dal 2007 e il notevole aumento delle esportazioni di parti di
accendini dalla RPC verso il Vietnam dal 1999 hanno costituito un cambiamento
della configurazione degli scambi tra tali paesi, da un lato, e l'Unione,
dall'altro.
2.6.        Forma di elusione
(45)     L'articolo 13, paragrafo 1,
del regolamento di base stabilisce che la modificazione della configurazione
degli scambi deve derivare da pratiche, processi o lavorazioni per i quali non
vi sia una sufficiente motivazione o giustificazione economica oltre
all'istituzione del dazio. Le pratiche, i processi o le lavorazioni
comprendono, tra l'altro, l'assemblaggio di parti in un paese terzo. Per questo
motivo è stata verificata l'esistenza di operazioni di assemblaggio, in
conformità all'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento di base. 
Operazioni di assemblaggio
(46)     Come indicato sopra, l'assenza
di libri contabili attendibili e il rifiuto di fornire informazioni necessarie
all'inchiesta hanno comportato l'applicazione dell'articolo 18 del regolamento
di base. È stato quindi necessario verificare in base ai dati disponibili se le
operazioni di assemblaggio in Vietnam potessero essere considerate elusive o
meno. 
(47)     Dall'inchiesta è emerso che
l'elusione avviene con operazioni di assemblaggio effettuate da società
vietnamite che operano in stretta collaborazione con società registrate cinesi
e di Hong Kong. Le società vietnamite che hanno collaborato sono per la
maggioranza di proprietà di società cinesi e di Hong Kong. Anche i loro
dirigenti sono in gran parte professionisti cinesi che hanno lavorato
precedentemente per i produttori di accendini nella RPC.
(48)     I produttori vietnamiti
importano parti di accendini dalla RPC tramite società collegate registrate a
Hong Kong. Alcuni produttori vietnamiti hanno accordi sulla lavorazione con i
titolari cinesi e/o di Hong Kong. In base a questi accordi, il titolare cinese
fornisce le parti di accendini e la plastica alla fabbrica vietnamita e vende
gli accendini finiti. Anche senza questi accordi sulla lavorazione, gli
accendini prodotti in Vietnam sono venduti generalmente a società di Hong Kong,
che si occupano delle relazioni commerciali con gli importatori dell'UE.
(49)     Dato
che le informazioni fornite dai produttori vietnamiti non sono attendibili, non
è stato possibile determinare se le soglie percentuali stabilite nell'articolo
13, paragrafo 2, del regolamento di base siano state rispettate o meno.
Non è stato possibile verificare se le parti degli accendini originarie della
RPC costituiscano più o meno del 60% del valore totale degli accendini
assemblati e se il valore aggiunto alle parti importate sia superiore o
inferiore al 25% del costo di produzione.
(50)     In
assenza di informazioni attendibili fornite dai produttori vietnamiti, le
conclusioni hanno dovuto essere elaborate in base ai fatti disponibili. Dalle
informazioni fornite nella richiesta risulta che le parti degli accendini
originarie della RPC rappresentano tra il 60% e 70% del valore totale e che il
valore aggiunto delle parti importate corrisponde al 12% dei costi di
produzione. Questi valori si basano sui costi di produzione comparabili di un
fabbricante situato nella RPC. Si ritiene che i calcoli effettuati siano
abbastanza accurati e che riflettano la differenza dei costi del Vietnam,
perché le parti di accendini e le materie prime utilizzate sono le stesse nella
RPC e nel Vietnam. Qualsiasi adeguamento dovuto ai minori costi locali in
Vietnam comporterebbe una quota ancora più elevata del valore cinese degli
accendini finiti.
2.7.        Insufficiente motivazione o
giustificazione economica oltre all'istituzione del dazio antidumping
(51)     Dall'inchiesta non emergono
altre motivazioni o giustificazioni economiche per le operazioni di
assemblaggio se non l'elusione delle misure iniziali riguardanti il prodotto in
esame. I produttori vietnamiti hanno sostenuto che la causa della
delocalizzazione della produzione è rappresentata dai costi più bassi della
manodopera in Vietnam, ma questa affermazione non è stata comprovata. Una
differenza generale del costo della manodopera non spiega comunque come mai la
produzione di uno specifico settore (quello degli accendini) sia stata
delocalizzata in Vietnam, mentre la produzione di altri settori, ad esempio
quello delle parti di accendini, continui a rimanere nella RPC. 
2.8.        Pregiudizio o indebolimento
dell'effetto riparatore del dazio antidumping 
(52)     Nel regolamento di apertura è
stata esaminata l'esistenza del pregiudizio e la presente inchiesta ha lo scopo
di esaminare se gli effetti riparatori dei dazi in vigore siano stati
compromessi in termini di prezzi e/o quantità del prodotto simile.
(53)     Al fine di valutare se il
prodotto importato oggetto dell'inchiesta abbia compromesso, in termini di
quantità e di prezzi, gli effetti riparatori delle misure iniziali sulle
importazioni del prodotto in esame, è stata utilizzata la base di dati Comext
di Eurostat come fonte dei migliori dati disponibili sulle quantità e sui
prezzi delle importazioni dal Vietnam. I prezzi determinati in questo modo sono
stati confrontati con il livello di eliminazione del pregiudizio stabilito per
i produttori dell'Unione nel considerando 63 del regolamento (CE)
n. 1006/95. 
(54)     L'aumento delle importazioni
dal Vietnam verso l'Unione dallo 0,6% delle importazioni dell'Unione nel 1998
all'80% nel 2008 (inizio del PI) e all'84% delle importazioni dell'Unione nel
PR (fine del PI), come illustrato nella tabella del punto 2.4, è stato
considerato notevole in termini di quantità. Nello stesso periodo, le
importazioni dalla RPC verso l'Unione sono diminuite considerevolmente, dal 30%
al 10% della quota di tutte le importazioni. 
(55)     Il confronto tra il livello di
eliminazione del pregiudizio fissato nell'inchiesta iniziale e la media
ponderata del prezzo all'esportazione per le esportazioni dichiarate vietnamite
ha evidenziato un notevole pratica di underselling. Si è quindi concluso
che gli effetti riparatori del dazio, come determinato nel regolamento di
apertura, sono stati compromessi in termini sia di quantità che di prezzo.
2.9.        Elementi di prova del dumping 
(56)     In conformità all'articolo 13,
paragrafi 1 e 2, del regolamento di base, è stata infine esaminata l'esistenza
di pratiche di dumping mediante un confronto tra il valore normale stabilito
precedentemente nell'inchiesta iniziale e i prezzi all'esportazione dal
Vietnam.
(57)     Nel regolamento di apertura il
valore normale era stato calcolato in base ai prezzi praticati in Brasile, che
nell'ambito dell'inchiesta è stato scelto come paese di riferimento a economia
di mercato adeguato per la RPC. 
(58)     I
prezzi all'esportazione dal Vietnam sono stati stabiliti in base ai dati
disponibili, cioè sulla media dei prezzi all'esportazione degli accendini
tascabili non ricaricabili, a gas o pietra focaia, durante il PR, registrati
nella base di dati Comext di Eurostat. Il ricorso ai dati disponibili è stato
reso necessario dall'inattendibilità delle informazioni fornite dai produttori
vietnamiti sul prodotto oggetto dell'inchiesta. 
(59)     Ai fini di un confronto equo
tra il valore normale e il prezzo all'esportazione si è tenuto debitamente
conto, in forma di adeguamenti, delle differenze che influiscono sui prezzi e
sulla loro comparabilità, in conformità all'articolo 2, paragrafo 10, del
regolamento di base. Di conseguenza, sono stati operati adeguamenti per le
differenze dei costi di trasporto, assicurazione e imballaggio. Visto che i
produttori del Vietnam e della RPC non hanno fornito informazioni attendibili,
gli adeguamenti sono stati effettuati in base ai migliori dati disponibili e sono
quindi stati basati su una percentuale calcolata come proporzione dei costi
complessivi di trasporto, assicurazione e imballaggio rispetto al valore delle
vendite CIF all'Unione indicato dai produttori esportatori cinesi che hanno
collaborato all'inchiesta iniziale. 
(60)     In conformità all'articolo 2,
paragrafi 11 e 12, del regolamento di base, il dumping è stato calcolato
confrontando la media ponderata del valore normale stabilita nel regolamento di
apertura e la media ponderata corrispondente dei prezzi all'esportazione per le
esportazioni dichiarate vietnamite durante il PR dell'inchiesta, secondo la
base di dati Comext, espressa in percentuale del prezzo CIF frontiera
dell'Unione, dazio non corrisposto.
(61)     Il confronto tra la media
ponderata del valore normale e la media ponderata del prezzo all'esportazione,
dopo gli adeguamenti di cui al considerando 59, ha dimostrato l'esistenza di
notevoli pratiche di dumping. 
2.10.      Osservazioni sulla
comunicazione delle conclusioni
(62)     In seguito alla comunicazione
delle conclusioni, un gruppo di parti interessate costituito da produttori
vietnamiti e da importatori dell'UE ha presentato osservazioni sulle
conclusioni dell'inchiesta, ammettendo tuttavia di non essere direttamente
interessato dalle misure. Tali parti hanno sostenuto nuovamente che le
informazioni fuorvianti non erano state fornite intenzionalmente, che la
Commissione non aveva trovato alcuna prova diretta dell'esistenza di
un'elusione e che l'imposizione retroattiva delle misure non poteva dar luogo a
effetti riparatori, come dimostrava la mancata proroga delle misure iniziali
contro la Cina. Secondo le parti interessate, tale mancata proroga si basava su
conclusioni che riguardavano lo stesso periodo della conclusione secondo cui le
pratiche di elusione pregiudicavano gli effetti riparatori delle misure
iniziali. Inoltre, esse hanno contestato gli effetti prefissati e l'interesse
dell'Unione ad estendere le misure scadute nel dicembre 2012. Secondo loro, l'estensione
delle misure non comportava alcun beneficio per l'industria dell'UE e avrebbe penalizzato
soltanto gli importatori dell'UE.
(63)     In seguito alla presentazione
e all'ammissione di una richiesta valida per un'inchiesta antielusione, la
Commissione ha l'obbligo giuridico di esaminare in modo approfondito la
questione e di adottare provvedimenti appropriati, se necessario. Nel caso in
questione è stato constatato che erano soddisfatte tutte le condizioni
dell'articolo 13 del regolamento di base per determinare l'esistenza di
un'elusione. Di conseguenza, le misure hanno dovuto essere estese adeguatamente
alle importazioni dal Vietnam.
(64)     Nel valutare se le pratiche di
elusione pregiudichino gli effetti riparatori delle misure iniziali, la
Commissione deve basare la sua analisi sugli sviluppi successivi
all'istituzione delle misure e prendere in considerazione le conclusioni
dell'inchiesta iniziale in base alla quale sono stati determinati gli effetti
riparatori. La valutazione della necessità di avviare un riesame in previsione
della scadenza è effettuata invece a causa del rischio di persistenza o
reiterazione del dumping e del pregiudizio in futuro, in base a conclusioni riguardanti
un periodo diverso. Quindi, contrariamente a quanto sostenuto dalle parti
interessate, le due conclusioni non riguardano la stesso periodo. Per quanto
riguarda l'argomentazione che si colpirebbero soltanto gli importatori dell'UE
e che non vi sarebbero benefici per l'industria dell'Unione, la Commissione
ricorda che l'inchiesta iniziale ha confermato l'interesse dell'Unione
all'istituzione delle misure. In conformità all'articolo 13 del regolamento di
base, l'estensione degli effetti riparatori delle misure iniziali contro
l'elusione è giustificata finché le misure iniziali sono in vigore. Lo scopo
dell'estensione delle misure, in ogni caso, non è quello di penalizzare le
parti, bensì di correggere l'effetto distorsivo che le importazioni in dumping
dal Vietnam, che sono state oggetto di elusione, hanno avuto sul mercato dell'Unione,
con l'introduzione di una parità di condizioni, in termini di prezzi o di
quantità delle importazioni. Ad ogni modo, va notato che l'asserzione che le misure
abbiano effetto solo sugli importatori non è sostenuta da alcuna prova o
analisi. 
(65)     Un'altra parte interessata, un
importatore, ha presentato osservazioni riguardo all'inchiesta sostenendo di
non essere stato informato dell'apertura dell'inchiesta sull'elusione. A questo
riguardo va notato che tale parte non era nota alla Commissione prima
dell'apertura dell'inchiesta e che l'avviso di apertura è stato pubblicato
nella Gazzetta ufficiale.
(66)     Un altro importatore ha
risposto annunciando che entro sei mesi avrebbe presentato elementi di prova che
dimostravano che le sue importazioni di accendini non erano oggetto di
elusione. La Commissione ricorda che nell'avviso di apertura tutte le parti
interessate sono state invitate a presentare prove nel corso dell'inchiesta (si
vedano in particolare i considerando 10, 19 e 20 e l'articolo 3, paragrafo 2,
del regolamento (UE) n. 548/2012 della Commissione[10]). La Commissione deve
concludere l'inchiesta entro un termine di 9 mesi e non può quindi attendere in
questa fase la presentazione ulteriori elementi di prova.
3.           MISURE
(67)     In considerazione di quanto
precede, è stato concluso che il dazio antidumping definitivo istituito sulle
importazioni di accendini tascabili non ricaricabili, a gas o pietra focaia,
originari della RPC è stato eluso con operazioni di assemblaggio in Vietnam, ai
sensi dell'articolo 13, paragrafi 1 e 2, del regolamento di base.
(68)     A norma dell'articolo 13,
paragrafo 1, prima frase, del regolamento di base, è opportuno che le misure
iniziali applicate alle importazioni del prodotto in esame siano estese alle
importazioni del prodotto oggetto dell'inchiesta, cioè dello stesso prodotto,
ma proveniente dal Vietnam, dichiarato o meno originario del Vietnam.
(69)     Vista la mancata
collaborazione nella presente inchiesta, le misure che dovranno essere estese
sono quelle stabilite nell'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE)
n. 1458/2007, cioè un dazio antidumping definitivo di 0,065 EUR per
accendino. 
(70)     A norma dell'articolo 13,
paragrafo 3, e dell'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di
base, che stabilisce che le misure estese vengano applicate alle importazioni
sottoposte a registrazione all'ingresso dell'Unione in forza del regolamento di
apertura, dovranno essere prelevati dazi sulle importazioni registrate di
accendini tascabili non ricaricabili, a gas o pietra focaia, provenienti dal
Vietnam. Dato che le misure iniziali sono scadute il 13 dicembre 2012
e la registrazione è stata conclusa lo stesso giorno, il prelievo di dazi si
applicherebbe solo fino a tale data.
4.           DOMANDE DI ESENZIONE
(71)     Le
sette società vietnamite che hanno risposto al questionario hanno chiesto
l'esenzione da eventuali misure estese a norma dell'articolo 13, paragrafo 4,
del regolamento di base. 
(72)     Queste sette società risultano
tutte aver fornito informazioni false o fuorvianti. In conformità all'articolo
18, paragrafo 4, del regolamento di base, esse sono state informate che le
informazioni fornite non sono state accettate ed hanno ottenuto la possibilità
di dare ulteriori spiegazioni entro un termine specificato. 
(73)     Le ulteriori spiegazioni di
queste società non sono state tali da determinare un cambiamento delle
conclusioni. Pertanto, in conformità all'articolo 18, paragrafo 1, del
regolamento di base, i risultati riguardanti tali società si basano sui dati
disponibili. 
(74)     Vista la natura delle
informazioni false e/o fuorvianti di cui sopra, le esenzioni chieste dalle
sette società non hanno potuto essere concesse, in conformità all'articolo 13,
paragrafo 4, del regolamento di base. 
5.           COMUNICAZIONE DELLE
CONCLUSIONI
(75)     Tutte le parti interessate
sono state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali che hanno
portato alle conclusioni di cui sopra e sono state invitate a presentare
osservazioni. Le osservazioni comunicate oralmente e per iscritto dalle parti
sono state esaminate. Nessuna delle argomentazioni presentate ha indotto
modifiche delle risultanze definitive, 
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. Il dazio antidumping definitivo istituito
dall'articolo 1, paragrafo 2, regolamento (CE) n. 1458/2007 sulle importazioni
di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari
della Repubblica popolare cinese, è esteso alle importazioni di accendini
tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, provenienti dal Vietnam,
indipendentemente dal fatto che siano o non siano dichiarati originari del
Vietnam, attualmente classificati al codice NC ex 9613 10 00.
2. Il dazio esteso a norma del paragrafo 1 del
presente articolo è riscosso sulle importazioni provenienti dal Vietnam dal
27 giugno 2012 al 13 dicembre 2012, indipendentemente dal
fatto che siano o non siano dichiarate originarie del Vietnam, registrate in
conformità all'articolo 2 del regolamento (UE) n. 548/2012 nonché all'articolo
13, paragrafo 3, e all'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento (CE) n.
1225/2009.
3. Salvo indicazioni diverse, si applicano le
norme vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51.
[2]               GU L 326 del 28.11.1991, pag. 1.
[3]               GU L 101 del 4.5.1995, pag. 38.
[4]               GU L 22 del 29.1.1999, pag. 1.
[5]               GU L 248 del 18.9.2001, pag. 1.
[6]               GU L 326 del 12.12.2007, pag. 1.
[7]               GU C 382 del 12.12.2012, pag. 12.
[8]               GU L 340 del 13.12.2012, pag. 37.
[9]               GU L 165 del 26.6.2012, pag. 37.
[10]             GU L 165 del 26.6.2012, pag. 37.