CELEX: C1999/281/48
Language: it
Date: 1999-10-02 00:00:00
Title: Causa T-172/99: Ricorso di Francesca Pentericci contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 26 luglio 1999

2.10.1999                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         C 281/25
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                             le misure necessarie per adeguarsi alla sentenza, ai sensi
                                                                            dell’art. 34 del Trattato. Il 23 aprile 1999, la Commissione
     ai sensi dell’art. 40 del Trattato CECA:                               restituiva alla ricorrente la somma di 12 milioni di euro,
                                                                            affermando comunque che non riteneva necessario pagare
     — ordinare alla Commissione il pagamento alla British                  interessi su tale somma.
          Steel della somma di 3 533 474 sterline, o ogni altra
          somma che il Tribunale ritenga appropriata;                       La ricorrente afferma che, imponendo e ricevendo il pagamen-
                                                                            to di un’ammenda che era, nei limiti individuati dal Tribunale,
     — ordinare alla Commissione di pagare alla British Steel,              illegittima, la Commissione si è illegittimamente rifiutata
          al tasso che il Tribunale ritenga appropriato, gli                di risarcire la ricorrente con il pagamento degli interessi
          interessi sulla somma di 3 533 474 sterline (o ogni               sull’ammenda versata. Come diretto risultato di tale comporta-
          altra somma come sopra indicato) dal 24 aprile 1999               mento della Commissione, il quale costituisce un «errore» nel
          fino al giudizio definitivo di questo Tribunale;                  senso di cui all’art. 40 de Trattato CECA, la ricorrente ha
                                                                            sofferto una considerevole perdita economica. La Commis-
     — ordinare alla Commissione di pagare alla British Steel               sione dovrebbe quindi essere obbligata a pagare il risarcimento
          gli interessi, al tasso dell’8 %, sulla somma di cui ai           corrispondente al mancato guadagno sulla somma di 12 milio-
          punti sopra che il Tribunale ordinerà di pagare, a                ni di euro a partire dalla data in cui l’ammenda è stata versata
          partire dalla data della sentenza in tale causa fino al           fino al 23 aprile 1999, insieme con gli interessi su tale somma
          relativo pagamento;                                               fino alla data del pagamento.
     oppure, in subordine: ai sensi dell’art. 34 del Trattato               In subordine, la ricorrente sostiene che la Commissione è
     CECA:                                                                  responsabile ai sensi dell’art. 34 del Trattato CECA. Ai sensi
                                                                            delle disposizioni di tale articolo, quando una decisione della
     — dichiarare la           decisione della Commissione                  Commissione è stata annullata dalla Corte, la Commissione
          94/215/CECA affetta da vizi tali da rendere la Comu-              deve prendere i provvedimenti che l’esecuzione della decisione
          nità responsabile;                                                di annullamento importa. Se, entro un intervallo di tempo
                                                                            ragionevole, la Commissione non ha adottato i provvedimenti
     — dichiarare che, a causa dell’errore della Commissione,               necessari per adeguarsi alla sentenza, è ammesso ricorso per
          è derivato alla British Steel uno speciale e diretto              risarcimento dinanzi alla Corte. Nella fattispecie, la Commis-
          pregiudizio dall’essere stata privata illegittimamente            sione non ha adottato le misure necessarie ad adeguarsi alla
          dell’uso di 12 000 000 di euro a partire dalla data del           sentenza poiché non ha proceduto alla piena restitutio in
          pagamento di tale somma alla Commissione avvenuta                 integrum e quindi a risarcire la ricorrente del mancato guadagno
          il 2 giugno 1994;                                                 sull’ammontare dell’ammenda da essa illegittimamente
                                                                            imposta.
     — rinviare la causa alla Commissione e ordinare ad essa
          l’adozione di misure appropriate al fine di assicurare            (1) GU L 116 del 6.5.1994, pag. 1.
          un equo risarcimento per il pregiudizio causato diretta-
          mente dal suo comportamento, e, se del caso, pagare i
          relativi danni;
     e in ogni caso:
     — ordinare alla Commissione di pagare alla British Steel’s
          le spese sostenute.                                               Ricorso di Francesca Pentericci contro la Commissione
                                                                                delle Comunità europee, proposto il 26 luglio 1999
Motivi e principali argomenti                                                                        (Causa T-172/99)
La società ricorrente afferma che il 16 febbraio la Commissione                                       (1999/C 281/48)
ha adottato la decisione 94/215/CECA, relativa ad una proce-
dura ai sensi dell’art. 65 del Trattato CECA concernente gli
accordi e le pratiche concordate posti in essere dai produttori                                (Lingua processuale: l’italiano)
europei di travi (in prosieguo: la «decisione») (1). La ricorrente
era stata condannata ad un’ammenda di 32 milioni di ECU. Il                 Il 26 luglio 1999, Francesca Pentericci, con l’avvocato Marcello
13 aprile 1994, la ricorrente presentava dinanzi al Tribunale               Pentericci del foro di Ancona, con domicilio eletto in Lussem-
di primo grado (causa T-151/94) un ricorso per l’annullamento               burgo presso lo studio dell’avv. Jean Brucher, 10, rue de
della decisione. Tuttavia, il 2 giugno 1994, pagava alla                    Vianden, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado
Commissione l’intero ammontare dell’ammenda ad essa                         delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione
imposta.                                                                    delle Comunità europee.
L’11 marzo 1999, il Tribunale emetteva la sentenza nella causa              La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
T-151/94. Nella sentenza il Tribunale fissava l’ammontare
dell’ammenda a carico della ricorrente in 20 milioni di                     — annullare la decisione con cui la commissione giudicatrice
euro. Relativamente alla domanda riguardante gli interessi il                    del concorso COM A/12/98 non l’ha ammessa a partecipa-
Tribunale rilevava come spettasse alla Commissione adottare                      re alle prove scritte del concorso e pertanto riammeterla;
 ---pagebreak--- C 281/26                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         2.10.1999
— condannare la commissione esaminatrice a risarcire il                       — annullare le assunzioni cui la Commissione dovesse proce-
     danno provocato, per il cui ammontare ci si rimette                           dere a seguito del concorso COM/A/15/98 e in base agli
     all’equità di questa Corte;                                                   elenchi di idoneità pubblicati nella GUCE del 3 luglio
                                                                                   1999;
— condannare la commissione esaminatrice alle spese ex
     art. 87 del Regolamento di procedura.                                    — condannare la convenuta a sostenere le spese del procedi-
                                                                                   mento.
Motivi e principali argomenti
                                                                              Motivi del ricorso e argomenti principali
La ricorrente impugna la decisione della commissione giudica-
trice del Concorso COM A/12/98 che ha deciso di non
ammetterla alle prove scritte, sulla base della supposta mancan-              I ricorrenti contestano in particolare il modo in cui si è svolto
za di un’esperienza professionale minima, come previsto nel                   il concorso COM/A/15/98 e i risultati dello stesso. Al riguardo
bando di concorso.                                                            affermano che, secondo il bando del concorso, erano previste
                                                                              due opzioni: «Antifrode» e «Giustizia e affari interni». Ora,
                                                                              sempre secondo quanto sostenuto dai ricorrenti, le prove
A sostegno delle sue pretensioni, la ricorrente fa valere i                   dell’opzione «Giustizia e affari interni» vertevano in larghissima
seguenti motivi:                                                              parte sulla lotta antifrode, ciò che comporta una discriminazio-
— violazione e falsa applicazione dell’art. III p. 3) del bando               ne a favore dei candidati che hanno scelto la prima opzione.
     di concorso;
                                                                              A sostegno del loro ricorso, i ricorrenti fanno valere:
— violazione dell’obbligo di motivazione; e
— mancato rispetto del principio generale di buona ammini-                    — la violazione del bando di concorso;
     strazione e trasparenza.                                                 — la violazione del principio di uguaglianza tra candidati;
Secondo la ricorrente il bando avrebbe riconosciuto validi                    — la violazione del principio di buona amministrazione;
quale titolo di esperienza professionale i periodi di tirocinio,                   nonché
specializzazione e perfezionamento professionale, oltre ai                    — l’esistenza di uno sviamento di potere.
periodi complementari di formazione. Si afferma a questo
riguardo che la Commissione non ha tenuto conto di tutti i
certificati e le attestazioni contenute nel dossier del concorso.             In merito a quest’ultimo punto i ricorrenti affermano che la
In ogni caso, se la Convenuta avesse giudicato la documenta-                  convenuta avrebbe utilizzato la procedura di preselezione su
zione non chiara avrebbe almeno dovuto chiedere un chiari-                    fascicolo per tentare di escludere dal concorso la candidatura
mento esplicativo della stessa.                                               del signor Mazuel. Inoltre, il raffronto tra l’annuario della
                                                                              Commissione e la lista delle persone inserite nell’elenco di
                                                                              idoneità mostrerebbe che tale concorso è stato organizzato allo
                                                                              scopo di far passare in ruolo agenti precari della Commissione,
                                                                              anziché allo scopo di assumere all’esterno veri specialisti il cui
                                                                              profilo corrispondesse agli obiettivi dichiarati nel bando di
                                                                              concorso.
Ricorso proposto il 29 luglio 1999 dai signori Gilbert
Elkaim e Philippe Mazuel contro la Commissione delle
                        Comunità europee
                          (Causa T-173/99)
                           (1999/C 281/49)                                    Ricorso di Ana Caprile e a. contro la Commissione delle
                                                                                     Comunità europee, presentato il 30 luglio 1999
                    (Lingua processuale: il francese)
                                                                                                       (Causa T-174/99)
Il 29 luglio 1999, il signor Gilbert Elkaim, domiciliato a
Parigi, e il signor Philippe Mazuel, domiciliato a Bruxelles,                                           (1999/C 281/50)
rappresentati dall’avv. Nicolas Ravailhe, del foro di Bruxelles,
con domicilio eletto a Bruxelles presso lo studio di questo, 6,
rue Hydraulique, hanno proposto dinanzi al Tribunale di                                          (Lingua processuale: il francese)
primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la
Commissione delle Comunità europee.
                                                                              Il 30 luglio 1999, Ana Caprile, domiciliata in Belgio, Fabrizio
                                                                              dell’Olio, domiciliato in Italia, Konrad Fuhrmann e Olivier
I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:                                Radelet, domiciliati in Belgio, con gli avv.ti Georges Vandersan-
— annullare il concorso generale COM/A/15/98;                                 den e Laure Levi, del foro di Bruxelles, con domicilio eletto in
                                                                              Lussemburgo presso la Fiduciaire Myson SARL, 30, rue de
— annullare gli elenchi di idoneità pubblicati il 3 luglio 1999               Cessange, hanno presentato dinanzi al Tribunale di primo
     nella GUCE (pagina C 187/22) a seguito del concorso                      grado delle Comunità europee un ricorso contro la Commis-
     COM/A/15/98;                                                             sione delle Comunità europee.