CELEX: 62018CN0531
Language: it
Date: 2018-08-10 00:00:00
Title: Causa C-531/18 P: Impugnazione proposta il 10 agosto 2018 da PC avverso l’ordinanza del Tribunale (Quarta Sezione) del 30 maggio 2018, causa T-664/16, PJ / Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)

30.3.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 103/5
            
         
      Impugnazione proposta il 10 agosto 2018 da PC avverso l’ordinanza del Tribunale (Quarta Sezione) del 30 maggio 2018, causa T-664/16, PJ / Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)
      (Causa C-531/18 P)
      (2020/C 103/06)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente in sede di impugnazione: PC (rappresentanti: J. Lipinsky e C. von Donat, avvocati)
      
         Altra parte nel procedimento: PJ, Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, Erdmann & Rossi GmbH
      
         Conclusioni del ricorrente
      
      La ricorrente in sede di impugnazione chiede che la Corte voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare il dispositivo dell’ordinanza del Tribunale dell’Unione europea del 30 maggio 2018, nella causa T-664/16, e rinviare la causa al Tribunale;
               
            
                  —
               
               
                  condannare l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale alle spese processuali.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno dell’impugnazione la ricorrente fa valere tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Violazione dell’articolo 19, terzo comma, dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea (in combinato disposto con l’articolo 51, paragrafo 1, del Regolamento di procedura del Tribunale)
                  La constatazione, nell'ordinanza impugnata, del non luogo a statuire sulla domanda di sostituzione presentata dalla ricorrente in sede di impugnazione si baserebbe sull’erroneo presupposto dell'irricevibilità del ricorso nella causa T-664/16 nonché sull'erronea presunzione della rilevanza del legame tra la ricorrente in sede di impugnazione e il ricorrente dinanzi al Tribunale. Il Tribunale avrebbe dichiarato il ricorso di cui alla causa T-664/16 irricevibile in violazione dell’articolo 19, terzo comma, dello Statuto della Corte di giustizia, in quanto avrebbe applicato erroneamente l'obbligo incombente alle parti, in virtù di tale disposizione, di «essere rappresentate da un avvocato». Il Tribunale ha trascurato i requisiti di indipendenza degli avvocati. La formulazione e il significato dell'articolo 19, terzo comma, dello Statuto della Corte di giustizia sarebbero incompatibili con l'interpretazione del Tribunale. L'interpretazione del Tribunale non sarebbe neppure corroborata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia. Essa non sarebbe prevedibile e violerebbe il principio della certezza del diritto.
               
            
                  2.
               
               
                  Violazione dell’articolo 19, terzo comma, dello Statuto della Corte di giustizia (in combinato disposto con l’articolo 175, paragrafo 3, del Regolamento di procedura del Tribunale)
                  L’ordinanza impugnata violerebbe inoltre l'articolo 19, terzo comma, dello Statuto della Corte di giustizia (in combinato disposto con l’articolo 175, paragrafo 3, del Regolamento di procedura del Tribunale), dato che, sulla base di un’erronea applicazione di tale disposizione, il Tribunale ha considerato che la ricorrente in sede di impugnazione non era stata rappresentata da un avvocato indipendente al momento della presentazione della domanda di sostituzione e che, pertanto, la sua domanda era irricevibile. L'interpretazione del requisito dell’indipendenza degli avvocati adottata dal Tribunale non sarebbe giustificata né dal tenore né dal senso dell'articolo 19, terzo comma, dello Statuto della Corte (in combinato disposto con l’articolo 175, paragrafo 3, del regolamento di procedura del Tribunale).
               
            
                  3.
               
               
                  Violazione dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
                  L’ordinanza impugnata violerebbe, infine, l’articolo 47, paragrafi 1 e 2, della Carta, in quanto il Tribunale avrebbe fatto propria un’interpretazione della nozione di «indipendenza» degli avvocati comparenti ampia e non suffragata dal tenore dell’articolo 19, terzo comma, dello Statuto della Corte di giustizia, con la conseguente privazione della ricorrente di una tutela giurisdizionale effettiva.