CELEX: 62012TN0296
Language: it
Date: 2012-07-02 00:00:00
Title: Causa T-296/12: Ricorso proposto il 2 luglio 2012 — Health Food Manufacturer's Association e a./Commissione

18.8.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 250/19
            
         Ricorso proposto il 2 luglio 2012 — Health Food Manufacturer's Association e a./Commissione
   (Causa T-296/12)
   2012/C 250/35
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: The Health Food Manufacturer's Association (East Molesey, Regno Unito); Quest Vitamins Ltd (Birmingham, Regno Unito); Natures Aid Ltd (Kirkham, Regno Unito); Natuur- & gezonheidsProducten Nederland (Ermelo, Paesi Bassi); e New Care Supplements BV (Oisterwijk, Paesi Bassi) (rappresentanti: avv.ti B. Kelly e G. Castle, Solicitors, e P. Bogaert, lawyer)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               Annullare il regolamento (UE) della Commissione n. 432/2012 del 16 maggio 2012, relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini (GU L 136, pag. 1);
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione della Commissione del 16 maggio 2012 recante adozione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite e creazione di un elenco delle cosiddette indicazioni sulla salute in sospeso che non sono state né respinte né autorizzate dalla Commissione;
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono i seguenti tre motivi, per i quali il regolamento impugnato dev’essere considerato illegittimo.
   
               1)
            
            
               Primo motivo:
               
                           —
                        
                        
                           L’adozione di un elenco di indicazioni funzionali generiche sulla salute consentite e al contempo il mantenimento di talune indicazioni nel regime transitorio di cui all’articolo 28 del regolamento (CE) n. 1924/2006 (in quanto la suddivisione del procedimento di valutazione e l’adozione di un elenco parziale di indicazioni ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 1, costituiscono misure prive di ogni fondamento giuridico. Esse violano inoltre i principi di buona amministrazione, di certezza del diritto e di non discriminazione per diverse ragioni, tra le quali: la diversificazione dei procedimenti era ingiustificata; tale misura non è stata attuata in modo trasparente; essa ha avuto luogo in assenza di consultazione e senza fornire una motivazione adeguata; alcune indicazioni sono state poste «in sospeso» e continuano a beneficiare dei periodi transitori previsti dal regolamento (CE) n. 1924/2006 (nonostante l’incertezza giuridica in ordine a tali periodi transitori).
                        
                     
         
               2)
            
            
               Secondo motivo:
               
                           —
                        
                        
                           La mancata inclusione di numerose indicazioni sulla salute nell’elenco delle indicazioni consentite a causa dell’applicazione di criteri di valutazione inadeguati integra una violazione del regolamento (CE) n. 1924/2006, inoltre costituisce una violazione del principio di buona amministrazione, di certezza del diritto e del dovere di cooperazione con le autorità per la sicurezza alimentare nazionali, nonché dell’obbligo di fornire una motivazione adeguata.
                        
                     
         
               3)
            
            
               Terzo motivo:
               
                           —
                        
                        
                           In caso di mancato accoglimento dei motivi sopra esposti, i ricorrenti affermano che lo stesso regolamento (CE) n. 1924/2006 è invalido in quanto comporta una violazione del diritto di essere sentiti e una violazione del principio di certezza del diritto. L’illegittimità del regolamento (CE) n. 1924/2006 è invocata nel presente ricorso ai sensi dell’articolo 277 TFUE e a fondamento dell’illegittimità del regolamento (UE) n. 432/2012.