CELEX: C2004/007/09
Language: it
Date: 2004-01-10 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 18 novembre 2003 nella causa C-216/01 [domanda di pronuncia pregiudiziale dell'Handelsgericht Wien (Austria)]: Budějovický Budvar, národní podnik contro Rudolf Ammersin GmbH ("Protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine — Convenzione bilaterale tra uno Stato membro e un paese terzo che protegge indicazioni di origine geografica di tale paese terzo — Artt. 28 CE e 30 CE — Regolamento (CEE) n. 2081/92 — Art. 307 CE — Successione degli Stati nei trattati")

C 7/6                    IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             10.1.2004
                  SENTENZA DELLA CORTE                                                            SENTENZA DELLA CORTE
                          (Quinta Sezione)                                                             18 novembre 2003
                        20 novembre 2003                                      nella causa C-216/01 [domanda di pronuncia pregiudiziale
                                                                              dell’Handelsgericht Wien (Austria)]: Budějovický Budvar,
                                                                                  národní podnik contro Rudolf Ammersin GmbH (1)
nella causa C-212/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale
del Landesgericht Innsbruck): Margarete Unterpertinger,
    contro Pensionsversicherungsanstalt der Arbeiter (1)                      («Protezione delle indicazioni geografiche e delle denomina-
                                                                              zioni d’origine — Convenzione bilaterale tra uno Stato
                                                                              membro e un paese terzo che protegge indicazioni di origine
(«Sesta direttiva IVA — Esenzione delle prestazioni mediche                   geografica di tale paese terzo — Artt. 28 CE e 30 CE —
effettuate nell’esercizio delle professioni mediche e paramedi-               Regolamento (CEE) n. 2081/92 — Art. 307 CE — Successio-
                      che — Perizia medica»)                                                       ne degli Stati nei trattati»)
                            (2004/C 7/08)                                                                  (2004/C 7/09)
                    (Lingua processuale: il tedesco)                                               (Lingua processuale: il tedesco)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella       (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                                  «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
Nel procedimento C-212/01, avente ad oggetto la domanda                       Nel procedimento C-216/01, avente ad oggetto una domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                       di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
dell’art. 234 CE, dal Landesgericht Innsbruck (Austria), nella                dell’art. 234 CE, dallo Handelsgericht Wien (Austria), nella
causa dinanzi ad esso pendente tra Margarete Unterpertinger,                  causa dinanzi ad esso pendente tra Budějovický Budvar,
e Pensionsversicherungsanstalt der Arbeiter, domanda vertente                 národní podnik e Rudolf Ammersin GmbH domanda vertente
sull’interpretazione dell’art. 13, parte A, n. 1, lett. c), della sesta       sull’interpretazione degli artt. 28 CE, 30 CE e 307 CE, nonché
direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in                        del regolamento (CEE) del Consiglio 14 luglio 1992, n. 2081,
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri               relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle
relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di               denominazioni d’origine dei prodotti agricoli ed alimentari
imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU                     (GU L 208, pag. 1), come modificato dal regolamento (CE) del
L 145, pag. 1), nonché della giurisprudenza della Corte                       Consiglio 17 marzo 1997, n. 535, (GU L 83, pag. 3), la Corte,
derivante in particolare dalla sentenza 14 settembre 2000,                    composta dal sig. V. Skouris, presidente, dai sigg. P. Jann,
causa C-384/98, D. (Racc. pag. I-6795), la Corte (Quinta                      C. W. A. Timmermans (relatore), C. Gulmann e J. N. Cunha
Sezione), composta dal sig. A. Rosas (relatore), presidente della             Rodrigues, presidenti di sezione, dai sigg. D. A. O. Edward,
Terza Sezione facente funzioni di presidente della Quinta                     A. La Pergola, J.-P. Puissochet, R. Schintgen, dalla sig.ra
Sezione, dai sigg. D.A.O. Edward e A. La Pergola, giudici,                    N. Colneric e dal sig. S. von Bahr, giudici, avvocato generale:
avvocato generale: sig.ra C. Stix-Hackl, cancelliere: sig.ra                  sig. A. Tizzano, cancelliere: sig. H. von Holstein, cancelliere
M.-F. Contet, amministratore principale, ha pronunciato il                    aggiunto, ha pronunciato il 18 novembre 2003 una sentenza
20 novembre 2003 una sentenza il cui dispositivo è del                        il cui dispositivo è del seguente tenore:
seguente tenore:
                                                                              1)    L’art. 28 CE e il regolamento (CEE) del Consiglio 14 luglio
L’art. 13, parte A, n. 1, lett. c), della sesta direttiva del Consiglio             1992, n. 2081, relativo alla protezione delle indicazioni
17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle                      geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli
legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di                ed alimentari, come modificato dal regolamento (CE) del
affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base                        Consiglio 17 marzo 1997, n. 535, non ostano all’applicazione
imponibile uniforme deve essere interpretato nel senso che l’esenzione              di una disposizione di un trattato bilaterale, concluso tra uno
dall’imposta sul valore aggiunto prevista da tale disposizione non si               Stato membro ed uno Stato terzo, ai sensi del quale è attribuita
applica alla prestazione di un medico consistente nell’effettuare una               ad un’indicazione di origine geografica semplice e indiretta del
perizia relativa allo stato di salute di una persona per sostenere o                detto paese terzo una tutela nello Stato membro importatore
invalidare una domanda di versamento di una pensione di invalidità.                 indipendente da qualsiasi possibilità d’inganno e che consenta
La circostanza che il perito medico abbia ricevuto l’incarico da un                 di impedire l’importazione di un prodotto regolarmente commer-
giudice o da un istituto previdenziale è priva di rilevanza a tale                  cializzato in un altro Stato membro.
proposito.
                                                                              2)    L’art. 28 CE osta all’applicazione di una disposizione di un
                                                                                    trattato bilaterale, concluso tra uno Stato membro ed uno Stato
(1) GU C 212 del 28.7.2001.                                                         terzo ai sensi del quale è attribuita ad una denominazione che
                                                                                    non si riferisce né direttamente né indirettamente nel detto paese
                                                                                    all’origine geografica del prodotto che essa designa, una tutela
 ---pagebreak--- 10.1.2004                IT                            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                   C 7/7
     nello Stato membro importatore indipendente da qualsiasi                  dell’art. 234 CE, dal Tribunale di Ascoli Piceno nel procedimen-
     possibilità d’inganno e che consenta di impedire l’importazione           to penale dinanzi ad esso pendente a carico di Piergiorgio
     di un prodotto regolarmente commercializzato in un altro Stato            Gambelli e altri, domanda vertente sull’interpretazione degli
     membro.                                                                   artt. 43 CE e 49 CE, la Corte, composta dal sig. V. Skouris,
                                                                               presidente, dai sigg. P. Jann, C.W.A. Timmermans e J.N. Cunha
                                                                               Rodrigues, presidenti di sezione, dai sigg. D.A.O. Edward
3)   L’art. 307, primo comma, CE dev’essere interpretato nel senso
                                                                               (relatore) e R. Schintgen, dalle sig.re F. Macken e N. Colneric, e
     che consente ad un giudice di uno Stato membro, fatte salve le
                                                                               dal sig. S. von Bahr, giudici, avvocato generale: sig. S. Alber,
     verifiche che quest’ultimo deve effettuare in particolare alla luce
                                                                               cancelliere: sig. H.A. Rühl, amministratore principale, ha
     degli elementi forniti dalla presente sentenza, di applicare
                                                                               pronunciato il 6 novembre 2003 una sentenza il cui dispositivo
     disposizioni di trattati bilaterali come quelli di cui trattasi nella
                                                                               è del seguente tenore:
     causa principale, conclusi tra il detto Stato e un paese terzo, che
     prevedono la tutela di una denominazione di tale paese terzo,
     anche qualora le dette disposizioni si rivelino incompatibili con         Una normativa nazionale contenente divieti — penalmente sanziona-
     le norme del Trattato CE, per il fatto che si tratta di un obbligo        ti — di svolgere attività di raccolta, accettazione, prenotazione e
     che deriva da convenzioni concluse anteriormente alla data di             trasmissione di proposte di scommessa, relative, in particolare, a
     adesione all’Unione europea dello Stato membro di cui trattasi.           eventi sportivi, in assenza di concessione o autorizzazione rilasciata
     Nell’attesa che uno dei mezzi di cui all’art. 307, secondo                dallo Stato membro interessato, costituisce una restrizione alla
     comma, CE consenta di eliminare eventuali incompatibilità                 libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi previste,
     esistenti fra una convenzione anteriore alla detta adesione e il          rispettivamente, agli artt. 43 CE e 49 CE. Spetta al giudice del rinvio
     detto Trattato, il primo comma di tale articolo autorizza il detto        verificare se tale normativa, alla luce delle sue concrete modalità di
     Stato a continuare ad applicare una tale convenzione laddove              applicazione, risponda realmente ad obiettivi tali da giustificarla e se
     essa contenga obblighi a cui quest’ultimo resta vincolato in              le restrizioni che essa impone non risultino sproporzionate rispetto a
     forza del diritto internazionale.                                         tali obiettivi.
(1) GU C 245 dell’1.9.2001.                                                    (1) GU C 245 dell’1.9.2001.
                                                                                                   SENTENZA DELLA CORTE
                  SENTENZA DELLA CORTE
                                                                                                        (in seduta plenaria)
                         6 novembre 2003
                                                                                                        25 novembre 2003
nella causa C-243/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale                       nella causa C-278/01: Commissione delle Comunità euro-
del Tribunale di Ascoli Piceno): Piergiorgio Gambelli e                                          pee contro Regno di Spagna (1)
                                altri (1)
                                                                               («Inadempimento di uno Stato — Sentenza della Corte
(«Diritto di stabilimento — Libera prestazione dei servizi —                   che dichiara l’inadempimento — Mancata esecuzione —
Raccolta in uno Stato membro di scommesse sugli eventi                         Art. 228 CE — Sanzioni pecuniarie — Penalità — Qualità
sportivi e trasmissione, via Internet, verso un altro Stato                         delle acque di balneazione — Direttiva 76/160/CEE»)
membro — Divieto penalmente sanzionato — Normativa di
uno Stato membro che riserva a taluni enti il diritto di                                                    (2004/C 7/11)
                      raccogliere scommesse»)
                                                                                                   (Lingua processuale: lo spagnolo)
                            (2004/C 7/10)
                                                                               (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                    (Lingua processuale: l’italiano)                                          «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                               Nella causa C-278/01, Commissione delle Comunità europee
Nel procedimento C-243/01, avente ad oggetto la domanda                        (agente: signor G. Valero Jordana) contro Regno di Spagna
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                        (agente: signor S. Ortiz Vaamonde), avente ad oggetto un