CELEX: 52006PC0755
Language: it
Date: 2006-12-15
Title: Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1784/2003 relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali

Avviso legale importante

|

52006PC0755

Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1784/2003 relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali  /* COM/2006/0755 def. - CNS 2006/0256 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 15.12.2006COM(2006) 755 definitivo2006/0256 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrecante modifica del regolamento (CE) n. 1784/2003 relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. INTRODUZIONENel 2005 la produzione mondiale di cereali è ammontata a 1 599 milioni di tonnellate, risultando di poco inferiore ai consumi (1 614 milioni di tonnellate), mentre la produzione e il consumo mondiali di granturco hanno raggiunto, rispettivamente, 693 e 699 milioni di tonnellate. La produzione e il consumo di granturco rappresentano dunque poco meno della metà della produzione e del consumo mondiali di cereali. Se, da un lato, il granturco è impiegato in un’ampia gamma di prodotti alimentari e industriali, dall’altro il suo utilizzo come materia prima per la produzione di bioetanolo è in rapida crescita, soprattutto negli Stati Uniti.Nella campagna 2005/2006 le superfici coltivate a granturco nella UE sono risultate superiori a 6 milioni di ettari, pari al 12% di tutte le superfici coltivate a cereali. La produzione, due terzi della quale proviene da Francia (28%), Italia (20%) e Ungheria (18%), ha raggiunto quasi 50 milioni di tonnellate. Nella UE-27 la Romania avrà una posizione di leader nella produzione di granturco, seconda solo alla Francia, con una quota del 17% sulla produzione totale della UE.Nel medio termine l’andamento del mercato dei cereali nella UE sarà marcato dai seguenti sviluppi:-  una maggiore concorrenza a livello internazionale dovuta alla liberalizzazione del commercio mondiale;-  lo sviluppo della produzione di biocarburanti; nel 2004 sono stati utilizzati nella UE circa 1,2 milioni di tonnellate di cereali per la produzione di bioetanolo, pari allo 0,4% del raccolto complessivo della UE-25. L’uso dei cereali per la produzione di biocarburanti è in rapido aumento nella Comunità ma la creazione di nuovi impianti di trasformazione è un processo di lunga durata;-  con l’adesione della Romania e della Bulgaria lo squilibrio interno sui mercati dei cereali, dovuto agli elevati costi di trasporto, è destinato a aggravarsi ulteriormente.2. IL SISTEMA DI INTERVENTO UE PER I CEREALIIl sistema di intervento UE per i cereali prevede un prezzo minimo unico di 101,31 EUR/t[1] applicabile a tutti i principali tipi di cereali all’interno della UE[2]. Nella maggior parte degli Stati membri i prezzi sono generalmente superiori al prezzo minimo, le offerte di intervento sono piuttosto ridotte e, di conseguenza, le scorte si mantengono normalmente a livelli gestibili. Negli Stati membri meridionali, dove il consumo è superiore alla produzione, i prezzi di mercato tendono a essere superiori e le offerte di intervento sono quasi inesistenti.L’attuale prezzo di intervento è tuttavia attraente in regioni della Comunità con costi di produzione inferiori. In queste regioni, lontane dalle principali zone di consumo, gli operatori devono in generale far fronte a elevati costi di trasporto e a difficoltà logistiche. Si tratta di zone in cui il regime UE di intervento non assolve più l’obiettivo di rete di sicurezza ma è diventato un autentico sbocco commerciale, cui è destinata sistematicamente parte del raccolto. Ne deriva che zone deficitarie della Comunità sono penalizzate da alti prezzi dei cereali, mentre elevati quantitativi di cereali sono messi all’intervento nelle regioni con produzione eccedentaria.Al termine del raccolto 2003/2004 le scorte di intervento totali nella UE-25 erano scese a un livello storicamente basso di 3,6 milioni di tonnellate. Nel 2004/2005, grazie a un copioso raccolto di 285 milioni di tonnellate, risalirono rapidamente a 15,5 milioni di tonnellate, nonostante diverse misure adottate sui mercati interni e esterni per esaurire tali scorte. Nel 2005/2006 le scorte finali hanno evidenziato soltanto una leggera tendenza al ribasso (14 milioni di tonnellate) e ciò nonostante un raccolto sensibilmente inferiore (253 milioni di tonnellate).L’adesione della Romania e della Bulgaria aggraverà con ogni probabilità questa situazione. Le condizioni climatiche e strutturali nei due paesi sono ideali per la produzione di cereali e i ridotti prezzi di produzione implicano che l’attuale prezzo di intervento risulterà estremamente attraente per i produttori di tali paesi. Benché sia la Bulgaria che la Romania dispongano di porti marittimi, la struttura interna di trasporto dai luoghi di produzione alle strutture portuali è in genere sottosviluppata e la sistematica consegna all’intervento di grandi quantitativi di cereali può costituire un’opzione vantaggiosa per gli operatori.3. I PROBLEMI RELATIVI ALL’INTERVENTO PER IL GRANTURCOStoricamente la UE è un importatore netto di granturco e alla fine della campagna di commercializzazione 2003/2004 – come pure al termine di molte campagne precedenti – non si registravano scorte di granturco all’intervento. Oggi, tuttavia, il granturco costituisce il problema principale per il sistema di intervento.Al termine della campagna 2004/2005 le scorte di intervento complessive di granturco nella UE-25 hanno raggiunto 2,8 milioni di tonnellate, per attestarsi un anno più tardi al livello record di 5,6 milioni di tonnellate, pari al 40% delle scorte totali di intervento, nonostante il raccolto di granturco nella Comunità fosse stato di 5 milioni di tonnellate inferiore a quello dell’anno precedente. Regioni che prima dell’adesione esportavano granturco sul mercato internazionale consegnano ora gran parte del loro raccolto all’intervento. La gran parte (93%) delle scorte di intervento di granturco si trova attualmente in Ungheria.Sulla base di tutte le indicazioni di mercato la quota del granturco nelle scorte di intervento continuerà a aumentare e, alla fine dell’attuale campagna di commercializzazione, con un raccolto di granturco comparabile a quello della campagna precedente, più dei due terzi delle scorte di intervento totali saranno costituiti da granturco. Le stime della Commissione indicano che, in assenza di cambiamenti nell’attuale sistema di intervento, nel 2013 le scorte pubbliche di granturco potrebbero ammontare a 15,6 milioni di tonnellate.I possibili sbocchi per le sempre più consistenti scorte di intervento di granturco sono limitati. I prezzi del granturco a livello internazionale sono i più bassi tra tutti i principali cereali e una rivendita del granturco sul mercato internazionale comporterebbe elevati oneri finanziari. D’altro canto lo smercio delle scorte di intervento sul mercato interno è frenato dagli elevati costi di trasporto tra le zone eccedentarie e quelle deficitarie e potrebbe avere effetti molto negativi sul funzionamento di un mercato interno già penalizzato da una grave mancanza di fluidità.Dal punto di vista tecnico l’ammasso di lungo termine del granturco comporta alcune difficoltà finora non sperimentate con cereali quali il frumento o l’orzo. Il granturco non è adatto al regime dell’intervento e allo stoccaggio di lunga durata. Durante lo stoccaggio, infatti, i parametri di qualità del granturco possono alterarsi rapidamente, provocando il deterioramento biologico dei chicchi nonché la proliferazione di diversi funghi e parassiti. Alcuni degli elementi critici di questo processo sono il tenore di umidità massimo al momento della consegna all’intervento come pure la presenza di chicchi spezzati e di chicchi scaldati per essiccamento.Recentemente la Commissione ha adottato criteri di ammissibilità più rigorosi per garantire che il granturco consegnato all’intervento sia più adatto per lo stoccaggio a lungo termine, prevedendo la riduzione del tenore massimo di umidità al 13,5% e della percentuale dei chicchi spezzati e scaldati per essiccamento rispettivamente al 5% e allo 0,5%. Non si tratta tuttavia di una soluzione definitiva del problema, in quanto tali misure non impediranno in futuro un aumento delle scorte di intervento del granturco.4. MISURE PROPOSTEIl regime di intervento della UE per i cereali necessita di un adeguamento urgente per quanto riguarda il granturco, altrimenti gli agricoltori di alcune regioni della Comunità continueranno a coltivare questo cereale per consegnarlo all’intervento e le scorte pubbliche non cesseranno di aumentare. Nel solco della riforma della PAC del 2003, gli agricoltori dovrebbero basare le proprie decisioni sui segnali del mercato, ivi compresa la domanda di operatori privati. Questo principio si applica anche agli agricoltori che coltivano granturco nelle regioni eccedentarie e che dovrebbero produrre per il mercato e non per l’intervento pubblico.La Commissione ritiene che gli acquisti all’intervento di granturco debbano essere interrotti a partire dalla campagna 2007/2008. Questa decisione permetterebbe al mercato UE dei cereali di trovare un nuovo equilibrio e al regime di intervento nel settore dei cereali di ritrovare il ruolo originario di rete di sicurezza. All’interno della Comunità i coltivatori di cereali continueranno a beneficiare del regime dell’intervento per i principali tipi di cereali, compresi l’orzo e il frumento. L’esperienza maturata con la segale dimostra che l’esclusione di questo cereale dal regime di intervento nel 2003 si è tradotta in un mercato più dinamico, in una produzione maggiormente orientata al mercato e in prezzi migliori per gli agricoltori.Il granturco è seminato esclusivamente in primavera. I tempi di presentazione di questa proposta sono pertanto del tutto adeguati per gli agricoltori che devono prendere una decisione sulla semina di granturco nel 2007.A complemento della presente proposta, la Commissione si accinge a presentare al Consiglio una proposta di modifica temporanea delle condizioni di finanziamento da parte del FEAGA dei costi sostenuti dagli Stati membri per il reperimento di fondi destinati ad operazioni di ammasso pubblico. Questa misura apporterà, nel 2007 e nel 2008, uno sgravio a quegli Stati membri che devono sostenere costi supplementari per tali operazioni a causa dei loro tassi di interesse particolarmente elevati. La Commissione ritiene che la proposta di abolizione dell’intervento per il granturco e la proposta di sgravio finanziario temporaneo siano tra loro correlate e debbano essere adottate contemporaneamente dal Consiglio.5. INCIDENZA DELLE MISURE PROPOSTEUna volta che la riforma proposta entrerà in vigore, i prezzi ottenuti dai coltivatori di granturco nelle regioni eccedentarie dell’Europa centro-orientale non cambieranno significativamente, in quanto già oggi esiste una notevole differenza tra il prezzo all’intervento e i prezzi effettivamente versati agli agricoltori di queste regioni. Ne consegue che la proposta non dovrebbe comportare una riduzione significativa della produzione di granturco nella Comunità.L’applicazione della presente proposta dovrebbe contribuire a migliorare l’integrazione del mercato UE dei cereali: la coltivazione del granturco nelle regioni eccedentarie dell’Europa centrale tornerà a essere competitiva, sia sul mercato interno che sui mercati mondiali, verso i quali il granturco dovrà essere esportato senza sussidi come in passato. La proposta permetterebbe inoltre di potenziare la competitività della produzione di suini e pollame nelle regioni in questione grazie alla riduzione di costo dei mangimi, con ricadute benefiche sullo sviluppo economico delle stesse regioni.Il livello globale delle scorte di intervento dovrebbe diminuire in maniera sostanziale. Mentre il mantenimento del presente sistema porterebbe nel 2013 il volume totale delle scorte a 18,9 milioni di tonnellate (di cui 15,6 di granturco), l’esclusione del granturco dall’intervento permetterebbe di avere, nello stesso anno, scorte di appena 10 milioni di tonnellate. Inoltre le scorte sarebbero costituite esclusivamente da cereali adatti allo stoccaggio di lungo termine (frumento tenero e orzo), che potrebbero quasi sicuramente essere collocati sul mercato a condizioni economiche migliori.6. INCIDENZA FINANZIARIANell’esercizio 2005 l’ammasso pubblico di cereali ha comportato una spesa di 442 milioni di euro. Nel 2006 ci si attende una spesa di circa 350 milioni di euro e la lettera rettificativa al progetto preliminare di bilancio indica bisogni di spesa di 316 milioni di euro per l’intervento nel settore dei cereali nel 2007, di cui 136,9 milioni di euro solo per il granturco.Mentre lo status quo manterrebbe la spesa annua per l’ammasso pubblico di cereali al di sopra di 300 milioni di euro, la presente proposta consentirebbe un risparmio di 617,8 milioni di euro nel periodo 2008–2014. La spesa annua scenderebbe al di sotto di 300 milioni di euro a partire dall’esercizio 2008 e al di sotto di 200 milioni di euro a partire dal 2012.7. SEMPLIFICAZIONELa presente proposta, rendendo l’intervento nel settore dei cereali più semplice e efficace, dovrebbe essere vista come un ulteriore contributo alla semplificazione della PAC.2006/0256 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrecante modifica del regolamento (CE) n. 1784/2003 relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cerealiIL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 37, paragrafo 2, terzo comma,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,considerando quanto segue:(1) Le misure relative all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali, istituite dal regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio[3], prevedono per il mercato interno un regime di intervento il cui obiettivo è stabilizzare i mercati e garantire un equo tenore di vita alla popolazione agricola operante nel settore.(2) L’applicazione del regime in parola nel corso delle ultime campagne di commercializzazione ha determinato l’accumulo di scorte di intervento di granturco molto elevate, il cui smercio sul mercato comunitario e mondiale si rivela particolarmente difficile a causa dell’ubicazione di dette scorte. Il granturco è inoltre un cereale la cui conservazione è problematica e la cui commercializzazione, data l’alterazione progressiva della qualità, diviene via via più difficile man mano che aumenta la durata dello stoccaggio.(3) Si è constatato inoltre, al termine delle campagne menzionate, che il regime di intervento utilizzato non permette più di conseguire gli obiettivi per i quali era stato concepito, in particolare per quanto riguarda la situazione dei produttori di granturco in talune regioni della Comunità. In effetti, in alcune regioni, il regime di intervento è divenuto uno sbocco alternativo alla vendita dei prodotti sul mercato, dato che il prezzo effettivamente ottenuto dai produttori sopraccitati per il granturco raccolto è risultato spesso inferiore al prezzo d’intervento.(4) In queste condizioni il regime di intervento, per quanto riguarda il granturco, non svolge più il ruolo per il quale era stato concepito e impedisce inoltre un orientamento della produzione alle necessità del mercato.(5) Il mantenimento del regime di intervento nello stato attuale rischierebbe di determinare un nuovo aumento delle scorte di intervento di granturco, senza peraltro apportare benefici ai produttori interessati.(6) L’adozione di misure adeguate è pertanto necessaria per garantire il buon funzionamento del mercato comunitario dei cereali. A tal fine l’esclusione del granturco dal regime di intervento di cui al regolamento (CE) n. 1784/2003 appare la misura più adeguata, tenuto conto degli elementi sopraindicati e degli sbocchi di mercato per i produttori di granturco.(7) Occorre modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1784/2003,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il regolamento (CE) n. 1784/2003 è così modificato:1. All’articolo 4, paragrafo 1, il testo del secondo comma è sostituito dal seguente:“Il prezzo d’intervento per il sorgo in vigore nel mese di maggio resta valido per i mesi di luglio, agosto e settembre dello stesso anno.”2. All’articolo 5, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:“1. Gli organismi d’intervento designati dagli Stati membri acquistano il frumento tenero, il frumento duro, l’orzo e il sorgo raccolti nella Comunità e loro offerti, purché le offerte rispondano alle condizioni previste, in particolare in termini qualitativi e quantitativi.”Articolo 2Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .Esso si applica a decorrere dalla campagna 2007/2008.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA |1. | LINEA DI BILANCIO INTERESSATA: (nomenclatura 2007) 05 02 01 02 | STANZIAMENTI LR 2007: 316 milioni di euro |2. | TITOLO DEL PROVVEDIMENTO: Regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1784/2003 relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali. |3. | BASE GIURIDICA: Articolo 37 del trattato che istituisce la Comunità europea. |4. | OBIETTIVI DEL PROVVEDIMENTO: Esclusione del granturco dal regime di intervento previsto dal regolamento (CE) n. 1784/2003 relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali. |5. | INCIDENZA FINANZIARIA | PERIODO DI 12 MESI (Mio EUR) | ESERCIZIO FINANZIARIO 2007 (Mio EUR) | ESERCIZIO FINANZIARIO 2008 (Mio EUR) |5.0 | SPESE – A CARICO DEL BILANCIO DELLE CE (RESTITUZIONI/INTERVENTI) – DEI BILANCI NAZIONALI – DI ALTRI SETTORI | – | – 35,1 |5.1 | ENTRATE – RISORSE PROPRIE DELLA CE (PRELIEVI/DAZI DOGANALI) – NAZIONALI | – | – |2009 | 2010 | 2011 | 2012 | 2013 | 2014 |5.0.1 | PREVISIONI DI SPESA | –57,9 | –40,7 | –68,0 | –120,6 | –132,1 | –163,4 |5.1.1 | PREVISIONI DI ENTRATA |5.2 | METODO DI CALCOLO: Cfr. allegato. |6.0 | FINANZIAMENTO POSSIBILE A MEZZO STANZIAMENTI ISCRITTI NEL CAPITOLO CORRISPONDENTE DEL BILANCIO IN CORSO DI ESECUZIONE | SI NO |6.1 | FINANZIAMENTO POSSIBILE MEDIANTE STORNO DI FONDI DA CAPITOLO A CAPITOLO DEL BILANCIO IN CORSO DI ESECUZIONE | SI NO |6.2 | NECESSITÀ DI UN BILANCIO SUPPLEMENTARE | SI NO |6.3 | STANZIAMENTI DA ISCRIVERE NEI BILANCI SUCCESSIVI | SI NO |OSSERVAZIONI: Nel periodo 2008–2014 la proposta consentirebbe di realizzare risparmi nell’ordine di 617,8 milioni di euro. |Allegatomilioni di euro |1 – Mantenimento dello status quo | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 | 2013 | 2014 | Totale |Totale intervento | 323,9 | 326,9 | 313,7 | 304,7 | 314,0 | 315,9 | 337,9 | 2 237,1 |di cui frumento tenero | 54,1 | 36,4 | 28,3 | 19,2 | 12,9 | 12,2 | 9,0 | 171,9 |di cui orzo | 73,2 | 69,0 | 38,0 | 21,8 | 23,8 | 17,2 | 40,9 | 283,9 |di cui granturco | 196,7 | 221,5 | 247,4 | 263,8 | 277,3 | 286,6 | 288,0 | 1 781,3 |2 – Riforma | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 | 2013 | 2014 | Totale |Totale intervento | 287,6 | 267,7 | 257,7 | 226,6 | 188,4 | 181,1 | 174,2 | 1 583,2 |di cui frumento tenero | 50,4 | 36,0 | 40,6 | 59,3 | 70,1 | 77,0 | 66,2 | 399,5 |di cui orzo | 89,5 | 114,4 | 128,1 | 122,9 | 113,1 | 104,1 | 108,0 | 780,0 |di cui granturco | 147,7 | 117,4 | 89,0 | 44,4 | 5,2 | 0,0 | 0,0 | 403,7 |3 – Incidenza della proposta = 2 – 1 | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 | 2013 | 2014 | Totale |Totale intervento | –36,4 | –59,2 | –56,0 | –78,2 | –125,6 | –134,8 | –163,8 | –653,9 |di cui frumento tenero | –3,7 | –0,5 | 12,3 | 40,1 | 57,2 | 64,8 | 57,2 | 227,6 |di cui orzo | 16,2 | 45,5 | 90,1 | 101,2 | 89,3 | 86,9 | 67,0 | 496,2 |di cui granturco | –48,9 | –104,2 | –158,4 | –219,4 | –272,1 | –286,6 | –288,0 | –1 377,6 |4 – Spesa aggiuntiva – restituzioni all’esportazione | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 | 2013 | 2014 | Totale |1,2 | 1,3 | 15,3 | 10,1 | 5,0 | 2,7 | 0,4 | 36,1 |Incidenza totale = 3 + 4 | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 | 2013 | 2014 | Totale |–35,1 | –57,9 | –40,7 | –68,0 | –120,6 | –132,1 | –163,4 | –617,8 |[1] Con incrementi mensili.[2] Previsto per il frumento panificabile, il frumento duro, l’orzo, il granturco e il sorgo; non previsto per il frumento da foraggio, la segale e l’avena.[3] GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1154/2005 (GU L 187 del 19.7.2005, pag. 11).