CELEX: 51991PC0454
Language: it
Date: 1991-11-20
Title: Proposta di REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento ( CEE ) n. 1411/71 che fissa le disposizioni complementari dell' organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero­caseari per quanto riguarda il latte destinato al consumo umano

CQMVIISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                                            C0M(91) 454 def.
                                                                            Bruxelles, 20 novembre 1991
                                              RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
 •"Më                                relativa all'applicazione di talune disposizioni comunitarie
                               riguardanti la produzione e la commercializzazione del latte alimentare
                                   intero e presentata conformemente all'articolo 2 del regolamento
                                                      (CEE) n. 1027/91 del Consiglio
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                                                               Proposta di
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                                che modifica il regolamento (CEE) n. 1411/71 che fissa le disposizioni
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                                                   il latte destinato al consumo umano
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 ---pagebreak---  ---pagebreak---                      RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
          relativa all'applicazione di talune disposizioni comunitarie
   riguardanti la produzione e la commercializzazione del latte alimentare
        intero e presentata conformemente all'articolo 2 del regolamento
                          (CEE) n. 1027/91 del Consiglio
1•    Introduzione - Antefatti
      Il regolamento (CEE) n. 1411/71 disciplina la produzione e la
     commercializzazione del latte destinato al consumo umano. All'epoca in cui
     venne adottato tale regolamento, numerose difficoltà impedivano di fissare
     al 3,5% il tenore minimo di materie grasse del latte intero; è questo il
     motivo per cui la data di scadenza del periodo transitorio accordato per
     conformarsi alla condizione precisata all'articolo 6, paragrafo 2, del
     suddetto regolamento venne rinviata dal 31 dicembre 1973 al 31 marzo 1976.
     Vari Stati membri espressero il timore che, fissando al 3,5% il contenuto
     minimo di materie grasse del latte intero, si sarebbe potuto provocare una
     contrazione della domanda per motivi dietetici e, conseguentemente, un
     aumento del prezzo al minuto; inoltre, il Regno Unito e l'Irlanda, ove la
     normalizzazione del latte intero era praticamente sconosciuta, obiettarono
     più specificamente che la rispettiva domanda di questo tipo di latte,
     assai elevata e assai stabile in entrambi    i paesi, avrebbe rischiato di
     subire un contraccolpo negativo, se si fosse deciso di introdurre la
     normalizzazione.
      Il Consiglio, nel l'adottare il regolamento (CEE) n. 566/76, aveva perciò
      accettato che gli Stati membri potessero scegliere tra latte normalizzato
      e latte non normalizzato. Questa possibilità di opzione, in quanto si
      estendeva alla fabbricazione e alla commercializzazione del    latte intero,
      comportava   inevitabilmente l'imposizione di restrizioni negli scambi di
       latte intero fra gli Stati membri che avevano scelto la prima formula e
      quelli che avevano scelto la seconda.
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     L'articolo 2, paragrafo 6 del regolamento (CEE) n. 566/76 contemplava
     tuttavia due deroghe a tale disposizione. Più precisamente, uno Stato
     membro che avesse optato per la formula del latte intero non normalizzato
     non poteva vietare:
     a) la fabbricazione nel suo territorio di latte intero normalizzato
         destinato ad essere messo in commercio nel territorio di un altro Stato
         membro che avesse optato per quest'ultima formula;
     b) la commercializzazione nel suo territorio di latte intero normalizzato
         proveniente da un altro Stato membro, sempreché il relativo tenore di
         materie grasse non fosse inferiore a un tasso indicativo fissato dal
         Consigi io.
     Conseguentemente, a partire dalla campagna 1976/77, il Consiglio ha
     fissato annualmente tassi indicativi per l'Irlanda e il Regno Unito, ossia
     per i due Stati membri che hanno optato per il latte non normalizzato.
     Tendenze in materia di consumo e di scambi nel settore del latte liquido
2.1.  Consumo
      Il consumo di latte liquido assorbe quasi  il 25% della produzione lattiera
     comunitaria. Sull'arco del periodo 1970-1990 il consumo pro capite è
      leggermente calato, ma negli ultimi anni si è nettamente stabilizzato.
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            Come dimostrano le cifre sotto riportate, l'esistenza di un mercato comune
            per il latte e I prodotti    lattiero-casearI ha lasciato quasi intatte le
            diverse abitudini di consumo dei vari Stati membri.
T a b e l l a i ; Consumo totale di latte liquido (kg/pro capite)
                                            1978       1983       1988
       Be 1 g i o/Lussemburgo                  72         75         81
       Danimarca                              131        137        127
       Germania                                70         72         75
       Grecia                                             59         55
       Spagna                                  95         99        105
       Francia                                 74         72         75
        Ir landa                              186        183        184
        Italia                                 93        100         80
       Paesi Bassi                             97         96         94
       Por toga 1 lo                                                 77
       Regno Unito                            137        128        123
            Anche se il consumo complessivo di latte liquido ha accusato poche
             variazioni, si è nondimeno registrato uno slittamento costante dal latte
             intero verso il latte scremato o semi-scremato. A livello della Comunità
             dei Dieci, tra il 1984 e il 1989 la proporzione di latte intero consumato
             è scesa dal 6 8 % al 56%. Nel Regno Unito tale proporzione è calata dal 9 2 %
             al 7 1 % ed in Irlanda dal 100% al 91%.
             Per quanto riguarda il Regno Unito, va pure osservato che, tra il 1984 e
             il 1989, la proporzione di latte liquido venduto dai lattai è diminuita
             dal I'83% al 73%, mentre quella commercializzata nei grandi empori è salita
             dal 9% al 18%.
 ---pagebreak---                                           - 4 -
2
  -2- Scamb i
      Gli scambi    intracomuni tari di latte liquido in scatola interessano non più
      del 2% di tutto il latte destinato al consumo umano; soltanto nei tre
      paesi del Benelux le importazioni di latte alimentare in scatola si
      mantengono ad un livello relativamente elevato.
      Nel caso del Regno Unito, in cui il consumo di latte liquido assorbe il
      4 5 % della produzione lattiera complessiva, le importazioni di      latte
       liquido in scatola non superano globalmente lo 0,3%; esse consistono
      prevalentemente (90%) in latte scremato o semi-scremato.
      Nella sua relazione al Consiglio sull'applicazione del regolamento (CEE)
      n. 1411/71, la Commissione constatava nel 1978 l'impossibilità di valutare
       l'efficacia del disposto dell'articolo 3, paragrafo 6, poiché il Consiglio
      non aveva attuato il programma originariamente previsto, inteso a
       liberalizzare gli scambi     intracomunitari di latte intero.
      Con l'entrata     in vigore della direttiva 85/397/CEE del Consiglio relativa
      al latte trattato termicamente, sono stati soppressi, a datare dal
       1" gennaio 1989, tutti gli ostacoli tecnici alla libera circolazione del
       latte ai imentare.
      Proposta di conclusione
       La Commissione è pervenuta alle seguenti conclusioni:
       -    nell'ultimo decennio il consumo complessivo di latte liquido è rimasto
           piuttosto stabile; questa tendenza generale è riscontrabile sia negli
           Stati membri che hanno optato per il latte intero normalizzato, sia in
           quelli che hanno optato per il latte non normalizzato;
       -    per quanto riguarda più particolarmente il mercato britannico del      latte
            liquido, si è notato negli ultimi anni un forte slittamento verso il
            latte scremato o semi-scremato-, per effetto di questo fenomeno, la
            quota di mercato del latte intero nel Regno Unito è ora assai più
            vicina alla media comunitaria di quanto non sia mai stata in
            precedenza;
            in seguito all'entrata    in vigore della direttiva 85/397/CEE, che ha
            eliminato gli ostacoli tecnici, gli scambi     intracomunitari di  latte
            trattato termicamente sono stati    liberalizzati.
 ---pagebreak---                                 - 5 -
Considerato quanto precede, la Commissione ritiene ormai  ingiustificato
lasciare in vigore misure che hanno unicamente l'effetto di
compartimentare il mercato comunitario del latte intero destinato al
consumo umano. D'altro lato, essa non intende imporre a tutta la Comunità
uno schema unitario per quanto concerne II latte intero. Anzitutto, ciò
potrebbe avere un'incidenza negativa sul consumo di questo prodotto, negli
Stati membri  in cui tale armonizzazione venisse ad alterare la situazione
attuale; in secondo luogo, la Commissione è del parere che spetti al
consumatore operare una scelta fra due prodotti dotati di caratteristiche
diverse.
La Commissione propone pertanto di modificare il regolamento (CEE)
n. 1411/71 per ciò che riguarda il latte intero, in modo da autorizzarne
 la produzione e la commercializzazione sotto entrambe le formule in tutti
gli Stati membri. Per impedire eventuali distorsioni del mercato, essa
propone di aumentare il contenuto minimo di materie grasse del   latte
 intero non normalizzato, portandolo dal 3% al 3,5%.
 Infine, si dovrebbero prendere disposizioni per evitare che
 l'autorizzazione a produrre e commercializzare nel Regno Unito latte
 intero normalizzato interferisca con le norme comunitarie riguardanti il
 funzionamento dei "Milk Marketing Boards" (uffici di commercializzazione
del   latte).
 ---pagebreak---                                     Proposta di
                    REGOLAMENTO (CEE) N.      /91 DEL CONSIGLIO
                                        del
     che modifica iI regolamento (CEE) n. 1411/71 che fissa le disposizioni
        complementari dell'organizzazione comune dei mercati nel settore
          del latte e dei prodotti lattlero-caseari per quanto riguarda
                        il latte destinato al consumo umano
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
gli art icoli 42 e 43,
visto l'atto di adesione della Spagna e del Portogallo, in particolare
l'articolo 234, paragrafo 3 e l'articolo 310, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
considerando che in virtù dell'articolo 3, paragrafo 5 del regolamento (CEE)
n. 1411/71 del Consiglio, del 29 giugno 1971 <1) f modificato da ultimo dal
regolamento (CEE) n. 222/88 ^2^, gli Stati membri hanno dovuto optare, per
quanto riguarda il latte intero fabbricato e commercializzato nel loro
territorio, per una delle due formule di cui al paragrafo 1, lettera b ) ,
secondo trattino di detto articolo; che, conformemente ai paragrafi 6 e 7
dello stesso articolo, gli scambi di latte intero fra due Stati membri che
hanno optato per una formula diversa sono soggetti a talune norme restrittive;
considerando che, tenuto conto dell'evoluzione del consumo degli scambi
 intracomunitari delle varie categorie di latte alimentare, da un lato, e della
soppressione degli ostacoli agli scambi di questi prodotti nel settore
sanitario, dall'altro, è opportuno sopprìmere qualsiasi restrizione degli
scambi intracomunitari risultante dall'applicazione del regolamento in
oggetto; che occorre raggiungere questo obiettivo rispettando le abitudini di
 (1) GU n. L 148 del 3.7.1971, pag. 4.
 (2) GU n. L 28 de I I'1.2.1988, pag. 1.
 ---pagebreak---                                       -?-
 fabbricazione e di distribuzione del latte intero nei vari Stati membri; che è
 quindi opportuno ammettere nel territorio di ciascuno Stato membro la
 fabbricazione e la commercializzazione delle due suddette formule di latte
 intero, prevedendo una denominazione commerciale distinta per t due tipi di
 prodotti; che, per evitare distorsioni sul mercato, è necessario adattare in
 conseguenza il requisito concernente il tenore minimo di materia grassa del
  latte intero non normalizzato;
considerando che, ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 2 del summenzionato
regolamento, gli Stati membri possono prevedere una categoria di latte intero
supplementare, il cui tenore di materia grassa sia fissato almeno al 3,8%;
che, tenuto conto delle modifiche proposte per il regime del latte intero e
per evidenziare il carattere distinto della suddetta categoria supplementare,
è opportuno aumentare il tenore minimo di materia grassa-,
considerando che, ai sensi dell'articolo 25, paragrafo 1 del regolamento (CEE)
n. 804/68, uno Stato membro può essere autorizzato a concedere ad
un'organizzazione di produttori il diritto esclusivo di acquistare presso i
produttori stabiliti nella regione interessata il latte prodotto e
commercializzato senza avere subito trattamenti; che è opportuno precisare che
 il latte intero normalizzato è assimilato al latte che non ha subito
trattamenti per quanto riguarda l'applicazione della suddetta disposizione,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                    Articolo 1
 Il regolamento (CEE) n. 1411/71 è modificato come segue:
 1.   L'articolo 3 è modificato come segue:
      a) al paragrafo 1, lettera b)
          al secondo trattino, la percentuale "3%" è sostituita da   -3.5%-.
 ---pagebreak---                                       - 8 -
    b) al paragrafo 2, è aggiunto il seguente comma:
        "la denominazione "latte intero" deve essere completata con una delle
        seguenti diciture:
        - "tenore naturale di materia grassa"
        - "tenore rettificato di materia grassa";
     e) i paragrafi 5-8 sono soppressi.
2.   L'articolo 6 è modificato come segue.-
     a) al paragrafo 2, la percentuale "3,8%" è sostituita da "4,00%";
     b) è aggiunto il seguente paragrafo 6:
       "6. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 25, paragrafo 1 del
            regolamento (CEE) n. 804/68, il latte intero normalizzato è
           assimilato al latte che non ha subito trattamenti".
                                    Articolo 2
 Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dalla campagna lattiera 1992/1993.
 Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
 applicabile in ciascuno degli Stati membri.
 Fatto a Bruxe M e s ,
                                               Per iI Cons iglio
 ---pagebreak---                                            .3-
          S C H E D A             F I N A N Z I A R I A
                                                                      DATA:
1. LINEA DI BILANCIO:             Capitolo 20                  STANZIAMENTI    5.695 Mio ECU
                                                                                 (PB 1992)
2. DEFINIZIONE DEL PROVVEDIMENTO: Proposta di regolamento del Consìglio, che
    modifica il regolamento (CEE) n. 1411/71 che fissa le disposizioni complemen-
    tari dell'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei pro-
    dotti lattlero-casearI per quanto riguarda il latte destinato al consumo umano
3. BASE GIURIDICA: Artt. 42 e 43 del Trattato
4. OBIETTIVO DEL PROVVEDIMENTO: Soppressione degli ostacoli alla libera circo-
    lazione intracomunitaria delle varie categorie di latte alimentare e adatta-
    mento dei requisiti relativi al latte intero e al latte parzialmente scremato
5. INCIDENZE FINANZIARIE                                  Per iodo     Esercizio      Esercizio
                                                        di 12 mesi      in corso     successivo
                                                                          (91)          (92)
5.0     SPESE A CARICO
            DEL BILANCIO DELLE CE
             (RESTITUZIONI/INTERVENTI)                    p.m,                         p.m.
            DEI BILANCI NAZIONALI
            ALTRI SETTORI
5.1     ENTRATE
            RISORSE PROPRIE DELLE CE
             (PRELIEVI/DAZI DOGANALI)
            SUL PIANO NAZIONALE
                                                          1993      1994       1995        1996
5.0.1   PREVISIONI DI SPESA                               p.m.      p.m.       p.m.        p.m,
5.1.1   PREVISIONI DI ENTRATA
5.2     METODO DI CALCOLO:
6.0     FINANZIAMENTO POSSIBILE A MEZZO STANZIAMENTI ISCRITTI NEL
        CAPITOLO CORRISPONDENTE DEL BILANCIO IN CORSO DI ESECUZIONE                     SI /NO
6.1     FINANZIAMENTO POSSIBILE PER STORNO DI FONDI DA CAPITOLO A
        CAPITOLO DEL BILANCIO IN CORSO DI ESECUZIONE                                    SI/NO
6.2     NECESSITÀ DI UN BILANCIO SUPPLEMENTARE                                          SI/NO
6.3     STANZIAMENTI DA ISCRIVERE NEI BILANCI SUCCESSIVI                                SI/NO
OSSERVAZIONI :
L'Incidenza f i n a n z i a r i a di questa misura è nulla o trascurabile
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                                                               COM(91)454def.
                                                           DOCUMENTI
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                                          N. di catalogo : CBfCO-91-504-IT-C
                                                             ISBN 92-77-77476-2
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L-2985 Lussemburgo