CELEX: 51967PC0683
Language: it
Date: 1967-11-22
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo al valore in dogana delle merci (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (67) 683
Vol. 1967/0120
 ---pagebreak--- Disclaimer
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concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
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p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
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erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMMISSIÓNE DELLE ^CÓMWNfffi                              EO&OFEfi
                        V  "         - :         - - -- -
                                         COM(67)683 def.
                                         Bruxelles , 22 novembre 19° 7
                                                  t
                             Proposta ai
                      REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
               relativo al valore in dogana delle merci
            ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
 CCM(67 ) 683 def
 ---pagebreak---                                        RELAZIONE
Introduzione
1.       La Comunità è basata su un' unione doganale che prevede , per quanto
riguarda le relazioni degli Stati membri con i paesi terzi ,          l' adozione
di una tariffa doganale comune che , a seguito della decisione del Consi­
glio del 2 6     luglio 1966 ( 1 ), entrerà in applicazione a decorrere dal
1° luglio 19^8 . La tariffa suddetta prevede quasi esclusivamente, dazi
ad valorem , il cui ammontare complessivo dipende dal valore attribuito
alle merci importate . Pertanto , condizione essenziale per l' applicazione
uniforme della tariffa doganale comune , è che la valutazione delle merci
da parte dei servizi doganali degli S;tati membri avvenga sulla base di
criteri identici .
Z.        a realizzazione di tal© condizione è notevolmente facilitata dal
fatto che tutti gli Stati membri della Comunità' sono Parti contraenti-
delia Convenzione sul valore in dogana delle merci , firmata a Bruxelles
il 1 J dioembre 1950 ed entrata in vigore il 28 luglio 1953 » Al 1° lu­
glio 1967 le Parti contraenti erano - 22 ( 2 ). Dato che la Definizione del
valore in dogana contenuta nella suddetta Convenzione ( in seguito deno­
minata " Definizione di Bruxelles ") costituisce la base, del presente
progetto è opportuno illustrare brevemente, .le circostanze in cui è
stata elaborata .
                                                                        • • •/ • • •
 ( 1 ) G.U. delle Comunità europee n . 1 65 del 21.9*1 966 , pag . 2971 .
 ( 2 ) Germania, Austria , Belgio , Danimarca , Finlandia , Francia , Grecia ,
       Haiti , Irlanda , Italia , Konia , Lussemburgo , Norvegia , Pakistan ,
       Paesi - Bassi , Portogallo , Regno Unito , Ruanda , Svezia , Tunisia ,
       Turchia , Iugoslavia .
 ---pagebreak--- 3* "       Siccome i dazi ad. valorem hanno sostituito sempre più sposso    i da­
zi specifici , si è constatato che gli accordi tariffari "basati sui dazi
ad' valorem perdono parte della loro effioacia se le disposizioni in ma­
teria di valutazione delle merci non escludono ogni possibilità di far va
riare unilateralmente l' incidenza effettiva dei dazi concordati , modifi­
cando i sistemi di valutazione od i criteri utilizzati da detti sistemi .
       : I metodi arbitrari con cui venivano valutete in certi paesi le
importazioni , hanno indotto gli ambienti interessati all' espansione del
commercio internazionale ad intraprendere studi miranti a stabilire          un
sistema di valutazione neutro sia dal punto di vista della concorrenza ,
che da quello della politica commerciale .                           ,
4.          Dopo alcuni tentativi infruttuosi effettuati in occasione delle
conferenze economiche indetto nel 1927 e nel . 1930 sotto gli auspici
della Società delle Nazioni solo durante la Conferenza delle Fazioni
Unite . su.1 commercio e sull * occupazione , riunitasi nel 1947 a Ginevra si
è raggiunto per 1$. prima volta un accordo sui principi generali della
valutazione in dogana* Le conclusioni formulate da detta Conferenza so­
no .state inserite nell' articolo VII dell' Accordo generale sulle Tariffe
doganali e sul commero io (GATT ) .                      ■
5. -     - Dopo l' elaborazione delle disposizioni del GATT , il gruppo " Studi
per l' Unione doganale europea", . istituito a Bruxelles nel 1947 , ha su­
perato un' altra tappa sulla strada della cooperazione internazionale in
materia di metodi di valutazione . Uel 1949 » gli studi effettuati da dot­
to gruppo hanno condotto all' elaborazione di una definizione del valoro
conforme alla        prassi di un' Unione doganale europea .
6. ■ «     Siccome detta Unione non è stata più attuata , la definiziono ela­
borata dal gruppo di studio è stata successivamente ritoccata in modo
da renderla applicabile da parte di tutti i         paesi che hanno una tarif­
fa ad valorem basata sul prezzo CIP . Tale definizione è stata inserita
        *•
nella Convenzione sul valore in dogana delle merci .
 ---pagebreak--- 7»     In conformità, ai • principi enunciati dall' articolo VII del - GATT < .
relativo al valore in dogana , detta Convenzione sancisce uha nozióne
toorica dol valore destinata * .                        r           ^                      ;
                                                           *                        ......
- ad essere applicata uniformemente è. tutte le categorie di prodotti
   importati ;-        •   ■ •
- a rispecchiare con la maggiore fedeltà pos sibilo la prassi commer- ,
   oiale soguita in condizioni di libera concorjronza , e a consentire ,
   di far il più possibile riferimento ai documenti commerciali ?                                  ......
- a tutelare gli importatori onesti contro la concorrenza sleale at- -
   tuata mediante la sottovalutazione fraudolenta o menoj
- a rispondere sia alle esigonzo del commerciò che a quelle delle am­
   ministrazioni ., ■    •         v . :-                        J'               • • À;>-    .
       Nelle sue - linee generali , là norma adottati dagii autori della
                                                          * •    /•          A " ►   • ••            -
Definizione di Bruxelles , è - quella "del prezzo»'
- risultante dal contratto di vendila relativo alle merci . importate ,,
   tenendo conto di tutto le loro caratteristiche ; ,
- concordato ,, in condizioni di libera concorrenza tra un compratole -e
   un venditore indipendenti l' uno dall' altro ?: c -: v'                      :            . • - 'V     '
- valido al momento in cui i dazi doganali diventano esigibili ?
- chtì prevede là fornitura' dolle merci riè ! luogo d r introdùzione nel
   paese ; importatore i       -                    -
                                 .        ?.-<;• ■.   •; <-.V Ci" Z -f-T ; :       ^ "•          Li
8»     Riassumendo , la Definizione di Bruxelles sanoisco un concetto
teorioo , i cui elementi essenziali sono li grezzo , il tempo , il luogo
e la quantità » D' altronde , benché non sia espressamente menzionato
nella Definizione di Bruxelles , anohe lo stadio commerciale costituisce
un elemento essenziale del valore in dogana . Di conseguenza , i prezzi
all' importazione possono presentare variazioni in funzione dello sta­
dio commerciale o del livello al quale sono conoluse le vendite .
 ---pagebreak---         Opportuni provvedimenti di applicazione potranno all' occorrenza
precisar? le modalità relative alla presa in considerazione dello sta­
dio commerciale .       ■                      "> .    -
9» "    La Convenzione del 15 dicembre 1950 ha inoltro istituito un
Comitato "Valore" alle dipendenze del Consiglio di cooperazione doganale ,
ed incaricato in particolare di garantire l' interpretazione e l' applica­
zione uniforme della Definizione di Bruxelles e delle relative note
interpretative . A tal fine , dal 1953 detto organismo ha attuato un impor­
tante lovoro d' uniformazione , pubblicando in particolare raccomandazio­
ni , pareri , note , studi , noochè le note esplicative della Defiràisi-óne di
Bruxelles . Sono state . infine raccomandate alcune modifiche destinate
principalmente a garantire la concordanza dei testi francese ed inglese
della Definizione e delle relative note interpretative .
10 .    La Definizione di Bruxelles e le note interpretative riportate
rispettivamente negli allegati I e II , sono state inserite da ciascuno
Stato membro nella rispettiva legislazione nazionale , tenendo conto delle
possibilità di adattamento consentite dall' articolo IV della Convenzione .
Infatti , le note interpretative prevedono disposizioni facoltative che non
sono state adottate da tutti gli Stati membri é che trovano
applicazione diverga . Ne derivano talune divergenze che se venissero
conservate , ostacolerebbero l' applicazione uniforme della tariffa doga-
naie» oooune . ,        :                                ■
        Infine » l' Unione doganale ha determinato una situazione nuova, che
impone l' adattamento di talune disposizioni contenute nella Definizione
di Buxelles e delle relative note interpretative . !
        Questo è lo scopo del presente progetto .
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11 .    Il titolo I stabilisce le norme per la determinazione del valòrè
in dogana delle merci importate . Esso si attiene rigorosamente alla
Definizione di Bruxelles e alle relative note " interpretative , tenendo
conto delle modifiche concordate in seno al Consiglio di cooperazione
doganale al fine d' eliminare talune divergenze tra il testo franceso
e quello inglese , entrambi facenti fede . Inoltre , prevede talune di-
spozioni complementari volte a precisare le modalità di applicazione
della Definizione nell' ambito della Comunità-.
        Il titolo II delimita le compètenze del Consiglio e della Com­
missione in materia di valore in dogana e prevede in particolare
l' istituzione dì un comitato del valóre in dogana .
        Il titolo III contiene l'è disposizioni transitorie e finali .
 ---pagebreak--- TITOLO I (Disposizioni relativo alla determina ziono isl valore in dogana)
Articolo 1 (Definizione del valore - principi fondamentali )
12 .     Questo articolo corrispondo all' articolo I della Definizione
di Bruxelles e ripete il concetto di un contratto teorico di vendita »
Il suo scopo è di rendere possibile in qualsiasi circostanza il cal­
colo dei dazi doganali sulla "base di un prezzo cui un acquirente qual­
siasi potrebbe procurarsi lo merci importate , mediante una vendita ef­
fettuata in condizioni di libera concorrenza , nel porto o nel luogo
d' introduzione nel territorio doganale della Comunità . Le merci impor­
tate possono essere cosi' valutate indipendentemente dal fatto che
abbiano formato oggetto o meno di un contratto di vendita e qualunque
siano le condizioni previste da detto contratto .
         L' articolo 1 stabilisce i principi fondamentali relativi agli
elementi prezzo , luogo e tempo previsti dalla Definizione ! negli ar­
ticoli successivi vengono fomite altre precisazioni su tali elementi .
13 -     L' elemento prezzo induce a non considerare normali , ai sensi del-
    ι
la Definizione , i prezzi non corrispondenti a quello che si presume
poterebbe èssere fissato se le merci di cui trattasi fossero vendute .
in condizioni di libera concorrenza da un venditore ad un compratore
                 ■     ■                '
indipendenti l' uno dall' altro . La Raccomandazione del 1® giugno 19°5
dol Consiglio di coopcrazione doganale in merito all' applicazione della
Definizione del valore fornisce ulteriori precisazioni su tali prezzi ( 1 )
14 »     Por quànto concerne l' elemento luogo , . l' articolò 1° » paragrafo 2° ,
precisa che il prezzo normale deve essere determinato supponendo che
le merci vengano consegnate all' acquirente nel luogo d'introduzione nel
territorio doganale della Comunità . Al riguardo , il testo della Defini­
zione di Bruxelles ha dovuto essere adattato alla nuova situazione
creatasi con l' Unione doganale e pertanto le parole "luogo d' introdu­
zione nel paese d' importazione " impiegate nella Definizione di Bruxelles
sono state sostituito da " luogo d* introduzione nel territorio doganale
della Comunitàw . Hon rientra negli scopi dol presente progetto fornire
 ( 1 ) Raccolta del Consiglio di cooperazione doganale sul valore in dogana ,
       parte b , da 4 a 7 *
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una definizione dol territorio doganale della Comunità , dato cho la
portata di tale do finizione esorbita dallo disposizioni in materia
di valore in dogana . Tu -ttavia , il luogo d' introduzione è determina­
to in maniera precisa all' articolo 6 .
1 5.       Dall' articolo 1° risulta che t per determinare il valore in do­
gana , non si può' ricorrere ai prezzi praticati sul mercato interno
del paese d' esportazione , né a quelli fissati nella          Comunità per lo
merci cho non vi sono stato importato .
16 .       Inoltro , l' articolo 1° , paragrafo 2b ) stabilisce che nel valore
in dogana della transazione da prendere in considerazione devono es­
sere incluso tutto le spose relative alla vendita ed' alla consogna
delle merci nel luogo d' introduzione , sia che gravino sul venditore
o sull' acquirente e cho siano stato pagate o mono da - un terzo ( ad
  . o~ .. io , quando viene corrisposta una commissione all' agente interve­
nuto per conto del fornitore ). La limitazione del , luogo i 1 introduzio­
ne si applica soltanto alle spese di consegna di qui /. quel la di spedi­
zione costituiscono l' elemento essenziale .                          .       '■
           L' articolo 7 preoisa le principali spese relative alla vendita
ed alla consegna , da prendere in considerazione .
17 »       Infine , ai sensi dell' articolo 1° , paragrafo 2 c ) vanno esclusi
dal prezzo normale i dazi e lo tasse esigibili nel territorio dogana­
le della Comunità .             ■    '
Articolo 2 ( Definizione del valore - condizioni complementari )
18 .       L' articolo 2 , che si basa sull' articolo . II della , Definizione di
Bruxelles , tiene conto delle modifiche raccomandate dal Consiglio di
cooperazione doganale .
 ---pagebreak---      ■ J Detto articolo fornisce indicazioni sulle condizioni necessarie
ma non sufficienti , che devono sussistere affinché una vendita possa
essere considerata effettuata in condizioni dì liberà concorrenza da
un acquirente ad un venditore indipendenti l' uno dall' altro *
19 »A    In virtù dell' articolo 2 , paragrafo 1 a), una vendita non può 1
essere considerata tale ai sensi della Definizione so , in controparti­
ta dolle mo rei ed indipendentemente dal pagamento del     prezzo fatturato ,
l' acquirente effettua esborsi supplementari o presta servizi , sia di­
rettamente che indirettamente ,- in esecuzione di un obbligo contrattua­
le scritto o por qualsiasi altro motivo . Per esprimere tale concotto ,
il x testo di tale disposiziono si conforma alla spiegazione dell' espres
sione ''unica prestazione effettiva" come è stata fornita dal Comitato
per il valore del consiglio di cooperazione doganale ( 1 ).         ,
20 ;"    L' articolo 2 , paragrafo 1 b} contiene indicazioni in merito allo
relazioni tra venditore e compratore che determinano l' impossibilità
di considerare la vendita conforme alla norma . L' esistenza di tali
relazioni non impedisce che si' pòssa prendere in considerazione il
preszo di fattura per determinare il valore in dogana : tuttavia , tale
prezzo deve essere esaminato'1 in funzione delle incidenze che lo rela­
zioni in questione hanno potuto esercitare sulla sua fissazione . Come
esempio distali relazioni , si possono menzionare quelle intercorrenti
                    ,             .                 V    '
tra ditte che sono legate tra di loro da vincoli di dipendenza finan­
ziarie o d' altra indole ( società madri e figlie , contratti d' esclusivi-
ta , eco * ) .                                        ._
21' .    L' articolo 2 , paragrafo 1 c ) precisa che la vendita non è conforme
alle condizioni stabilite dalla norma teorica , qualora il fornitore
della merce ricavi un profitto qualsiasi da operazioni successive alla
transazione , ad esempio quando si tratta di vendite che prevedono
vantaggi risultanti da operazioni di vendita su licenza . Il termine
" atti di disposizione " va inteso in senso molto ampio ed abbraccia non
soltanto la cessione di       proprietà , ma anche ad esempio la cessione in
affitto di merci .
( 1 ) Cfr» nota pubblicata nel Bollettino n . 10 del Consiglio di coopera'
   v zione doganale (pag. 127 ).
 ---pagebreak---                                       - 9 -
22 .   L' articolo 2 , paragrafo 2 , illustra la portata doli 1 espressione
" persone associate in affari ".                  -
Articolo 3 ( Definizione del valore brevetti d' invenzione , ecc .)
23 »   L' articolo di cui trattasi si basa sulle disposizioni dell' arti­
colo IH della Definizione di Bruxelles e delle relative noto interpre­
tative .
       Lo merci importate vanno valutate in base alle caratteristiche e
alle propriotà che presentano all' atto della valutazione s ocmpre so lo
caratteristiche e le proprietà incorporate nelle merci' in virtù di
brevetti d' invenzione o di altri diritti di proprietà industriale
utilizzati nella loro fabbricazione . Ciò' vale ancho     per quanto      con­
cerne lo opere dell' ingegno coperte da diritti d' autore o da diritti
a-alojhi , utilizzato por la fabbricazione dolio merci importate , an­
corché tali diritti non vengano esplicitamente menzionati nell' arti - r
co'lo III della Dofinizione di Bruxelles .
24 .   Per le stosse ragioni , il valore in dogana deve, comprendere an­
che il diritto d' utilizzazione del marchio di fabbrica o di commercio ,
con cui le merci sono state importato . Tale disposizione si applica
indipendentemente dal fatto che      il marchio figuri o meno sulle merci
o che tali merci vengano designato nella fattura o nel contratto          di . '
vondita corno prodotti di marca .                     . ,
25 »   Tale disposiziono è giustificata dal fatto che in molti casi
il valore conferito alle merci importato dagli elementi incorporati di
cui ai paragrafi 23 e 24 non è compreso nell' importo, fatturato e dà - luo­
go a dello prestazioni particolari da parte dell' acquirente , del loca- -
tario o di qualsiasi altro utilizzatore dello merci .
                                                                      • • ml • • •
 ---pagebreak---   26 .       S' intendo tuttavia che il valor© in dogana delle merci importato
      'I-  .
  non deve comprendere il valore del diritto di riproduzione di un' idea
  incorporata o raffigurata . nelle merci importate . Il diritto di ripro­
  duzione nel paese d' importazione di un' idea o di un' opera originale
  dell' ingegno mediante le merci importate non deriva dal contratto di
  vendita provisto dalla Definizione in quanto tale contratto prevede :         •
  soltanto la fornitura incondizionata delle merci al compratore . .1 di­
  ritti di' riproduzione vengono acquisiti con un atto.' distinto privo
  d' influenza sulla determinazione del valore in dogana , anche se l' opera-*
  zione avviene in base ad un unigo contratto che prevede un prezzo glo­
  bale per tutti , i diritti ceduti al compratore ( diritto di proprietà e
  diritto di riproduzione ) ( 1 )*
  27v        La disposizione dol paragrafo 1 o ) ha lo scopo di garantire che
• le merci importate ed immesse al consumo con un marchio straniero di .
  fabbrica o di commercio vengano valutate secondo gli stessi principi ,
  sia che vengano1 importate con il marchio o che quest' ultimo venga ap­
  plicato " dopo • La disposizione è intesa ad evitare che il corrispetti­
  vo per il diritto di utilizzare un marchio straniero di fàbbrica o di
  commercio dopo l' importazione resti escluso dal valore in dogana , qua­
  lora le merci vengano importate sprovviste di        marchio e che il diritto
  di utilizzazione di tale marchio venga stipulato in un contratto a
  parte . :, -        x ;■
  28 . . Le disposizioni del paragrafo 1 contengono delle norme generali .
  per quanto riguarda gli elementi irreali da includere nel valore in
  dogana dello merci da valutare . £aro pero' che in taluni casi sia
  giusto prevedere dello, eccezioni ali 'applicazione di tali regole . Ai
  sensi del paragrafo 2 , dette eccezioni possono venir determinato se­
  condo la procedura prevista all' articolo 15 » <.
  29 », Lo disposizióni dei' paragrafi da 3 a 6 s' ispirano alla nota . .
  interpretativa 2 (ex nota interpretativa 1 ) dell' articolo III della
  Definizione di Bruxelles ed ai commenti riportati nelle ,note esplica­
  tive sul valore in dogana , nonché nella nota di valutazione n. V (2)
  elaborata dal Consiglio di cooperazione doganale .
  ( 1 ) Cfr. Raccomandazione del Consiglio di cooperazione doganale del
          2 dicembre 1964 relativa al trattamento da applicare in materia di
   ... valutazione delle merci al diritto di riproduzione nel paese d' im-
        • portazionet Raccolta del Consiglio di cooperazione doganale sul va­
          lore in dogana ; parto b 3 *
  ( 2 ) Raccolta del Consiglio di coopcrazione doganale sul valore in doga-
     f    nas parte 3 - B V-1 .
 ---pagebreak--- 30 .   Il paragrafo 3    si basa sulla nota interpretativa n . 2 , la quale
prevedo che il valore del diritto di utilizzare un marchio straniero
può 1 essere incorporato noi valoro in dogana anche qualora tale marohio
sia utilizzato posteriormonto all' importazione , per lo merci ottenute
mediante una lavorazione od una trasformazione successiva delle merci
importate .
31       paragrafi 4 , 5 © 6 preoìeano in quali casi il valoro dol dirit­
to di utilizzare il marohio straniero vada , incorporato in tutto o in
pasto ed in quali altri non vada invece comproso nel valoro in dogana .
32 . ' Il paragrafò ; 4 sànoiéce che il valore del diritto d' utilizzare
un marchio straniero deve essero incorporato integralmente nel valore
in dogana dello morci importato ., qualora dotto merci . siano . sottoposto
dopo l' importazione ad una - o più operazioni previsto ai commi      e b ). ,
L' inclusione integralo del vaiolo di . tale diritto è giustificata dal
fatto ohe le merci importato costituiscono     prodotti finiti o in via .
di rifinitura , per i quali dopo l' i.mportazione viene applicato il . .
marchio straniero * Le operazioni in questione effettuate dopo l' im- , . ,
portazione non hanno alcuna incidenza o incidono soltanto , in misura . .
minima sul carattere dei prodotti di marca .
33 . _ Secondo il paragrafo 5 a), il valore dol diritto di stilizzare
il marchio straniero dove essere escluso dal valore in dogana , quando
si tratta di prodotti correnti ohe possono essere ottenuti in condi­
zioni di libera concorrenza .
       Sono considerati prodotti correnti , lo merci , oomprese quelle
di marca , che possono essere liberamente acquistale in oommeroio , come
pozzi di ricambio , parti staccate od ancora prodotti por misoele . In
questi casi , il valoro dei diritto di utilizzare un marchiò straniero
dipendo dalle operazióni effettuate ali ' incorno della Comunità , sempre–
ché non èi tratti dèlie operazioni di* cui ài paragrafo ;4 a). ' " ;
 ---pagebreak---  ■                                .. : ,           - 12 - ' ■ : ' Λ, - ' : " ■*. "
              34»    Ai sensi del paragrafo 5 1a )» il valore del diritto d'utilizzare il
              marchio estero non va incorporato nel valore in dogana quando il diritto
              d'utilizzare il marchio per i prodotti finiti dipende da operazioni effet­
              tuate dopo l' importazione e non è subordinato all' utilizzazione delle mer-
              oi importate . Questa disposizione è destinata all' ipotesi in cui l' impor-
      V tatore che mette in vendita i prodotti finiti con il marchio estero possa
              utilizzare , per la produzione di tali merci secondo il processo di fabbri­
              cazione del proprietario del marchio , non solo merci fornite da detto prò- •
              prietario , ma anche merci identiche fornite da altri venditori . Si può
              considerare ohe , quando si verifica tale caso , il valoré del diritto d' uti–
          ;< lizzare il marchio ed il valore delle merci siano indipendenti l' uno del-.,
              l' altro ,                                     ' ■ ,
              35 . ; Il paragrafo 6 prevede l' inclusione parziale del valore del diritto
       ? di utilizzazione del marchio nell' ipotesi in cui l'uso di tale marchio di–
         ;■! penda aia da operazioni effettuate all' estèro ( produzione delle merci impor-
            ' tate ) che nella Comunità (lavorazione o trasformazione per ottenere il pro­
              dotto finito). Queste due operazioni contribuiscono a determinare il valore
' / del prodotto di marca. Pertanto , il valore del diritto di utilizzare il
              marchio deve essere ripartito , tenendo conto delle due operazioni .
         ' 3>6 » Il paragrafo 7 definisce , ispirandosi alla nota interpretativa 3 .
              ( ex nota interpretativa Z) dell' articolo III della Definizione di Bruxel-
       •- les nel testo emendato , cosa bisogna intendere , ai fini della valutazione
           , delle merci , per marchio di fabbrica o di commercio estero . I conimi da a)
              a c) di detto paragrafo definiscono il marchio estero riferendosi al prò– (
           " prietario di detto marchio ,,    , -
          , Articolo 4 (Quantità da prendere in considerazione )
              37 » , Tale articolo corrisponde alla nota interpretativa 3 all'articolo I
        ; della Definizione di Bruxelles ; esso precisa che , per determinare il valore
    ■         in dogana , bisogna' prendere in considerazione la quantità delle merci da .
              valutare . La necessità di siffatta norma deriva dal fatto che la Definizio-
      ìì ne e destinata ad essere applicata sempre , indipendentemente dal fatto che
       »
   ■■■ « le merci siano importate o meno in base ad un contratto di vendita.
 ---pagebreak--- D' altro canto , i contratti possono riguardare quantitativi più ingenti di
quelli presentati ai servizi doganali . Se la norma prevista dal presente
articolo non esistesse , per determinare il valore in dogana si dovrebbero
prendere in considerazione anche quantitativi di merci non importate . Tut­
tavia , in taluni settori commerciali è invalsa la prassi di stipulare con­
tratti per quantitativi da importare mediante consegne frazionate . Siffatte
pratiche commerciali vengono già prese in considerazione dagli Stati membri
a certe condizioni . Se necessario , verranno elaborate , seguendo la proce– -
dura prevista all' articolo 15 , norme comunitarie particolari per casi del
genere , volte a precisare in base a quali modalità la quantità può esercita­
re un' influenza sulla determinazione del valore in dogana .
Articolo 5 (Momento da prendere in considerazione )
38 .   La Definizione di Bruxelles sancisce che il momento da prendere in
considerazione per la determinazione del prezzo normale è "quello in cui i
duzi doganali diventano esigibili " ( articolo I , paragrafo l ). In virtù del­
la nota interpretativa 1 all' articolo I di detta Definizione , il momento
in cui i dazi doganali diventano esigibili potrà essere , in conformità alla
legislazione di ciascun paese , ad esempio , la data del regolare deposito
o della registrazione della dichiarazione doganale , la data del pagamento
dei dazi doganali o la data del ritiro delle merci . In seguito alle possi­
bilità cosi' offerte dalla citata , nota interpretativa t gli Stati membri
non hanno fissato in maniera uniforme il momento da prendere in considera-
                  t
zione per la determinazione del valore in dogana .
39 .   Il paragrafo a ) dell' articolo 5 del presente progetto precisa che il
momento da prendere in considerazione per la determinazione del valore in
dogana delle merci espressamente destinate al consumo diretto è la "data
in cui il servizio doganale accetta l' atto con il quale il dichiarante
 ---pagebreak--- manifesta la propria volontà di immettere dette merci al consumo" ( l ). Ai
sensi delle legislazioni nazionali resta inteso che il surriferito atto
non può in alcun caso avere effetto fino a quando le merci non sono giunte
al luogo indicato dalla dogana per l' operazione di sdoganamento e fintanto
che non sono stati presentati i documenti necessari per la loro immissione .
al consumo . I termini da prevedere per la presentazione delle merci e dei
documenti sono quelli stabiliti dalle legislazioni nazionali finché non
saranno stati fissati dalle disposizioni comunitarie da adottare in mate­
ria .     .'i .
40.      Il paragrafo "b ) dell'articolo 5 » contempla il caso delle merci che ,
dopo la loro introduzione nel territorio doganale , non vengono espressamen­
te destinate al consumo diretto . Detto paragrafo riguarda le merci immesse
al consumo sulla base di un altro regime doganale . Ciò si verifica ad esem­
pio per le merci immesse al consumo nella Comunità dopo aver sostato nei
depositi doganali o dopo essere state dichiarate in regime di tràffico di
perfezionamento . Klr non pregiudicare le norme che verranno adottate sul piano
comunitario per detti regimi doganali , si prevede che il problema in ogget­
to verrà risolto mediante gli atti adottati dal Consiglio o dalla Commi s- 1
sione e concernenti detti regimi doganali .
Articolo 6 (Luogo d' introduzione da prendere in considerazione ) , .
41 *     Tale articolo precisa , in rapporto ai modi d' inoltrò , il luogo, da   ,
prendere in considerazione per la determinazione del valore in dogana ; tie­
ne inoltre conto della necessità di fissare norme uniformi per le necessità,
dell' unione doganale .       .
( l ) Cfr . la Raccomandazione del 25 maggio 1962 della Commissione (G.U. del–
    . le Comunità europee n . 51 del 29 giugno 1962 , pag. 1545 )» °he ha stabi­
      lito il "momento da prendere in considerazione per la determinazione del–
v^'   l' aliquota del dazio doganale applicabile alle merci espressamente de­
      stinate al consumo ".
 ---pagebreak---                                     - 15 -
42 .    Per quante concerne le merci spedite via mare , il paragrafo 1 a )
prevede cerne prima regola che il porto di sbarco debba essere     considerato
come luogo d' introduzione .
43 *   La- seconda regola prevede che , in talune condizioni , invece del porto
di sbarco si possa prendere in considerazione il porto di trasbordo in uno'-
Stato membro .                    .
       La presente disposizióne ha lo scopo di semplificare la valutazione
sia per le amministrazioni doganali degli Stati membri' che per gli importa­
tori . In mancanza di tale norma , gli importatori sarebbero indotti a sbarca­
re le merci nel primo porto comunitario raggiunto , dichiarandole destinate
al consumo od a porle in regime sospensivo , avviandole poi verso il vero luogo
di destinazione nella Comunità . Potrebbero derivarne deviazioni d' introiti
tra Stati membri o deviazioni di traffico . Appare pertanto opportuno ammet­
tere quale luogo d' introduzione il porto di trasbordo , sempreché tale ope­
razione sia stata certificata dal servizio doganale di detto porto . Tutta–,
via , l' eventuale detrazione delle spese di trasporto sostenute tra il porto
di trasbordo e quello di sbarco non deve provocare un' alterazione del prez­
zo normale . Pertanto , potrebbe risultare necessario precisare l' applicazio­
ne della seconda norma , seguendo la procedura prevista dall' articolo 15 .
44 »   Il paragrafo 1 b ) prevede il caso delle merci inoltrate via mare e
quindi senza trasbordo per via fluviale , fino ad un porto di sbarco situato
all' interno della Comunità . Detto comma tiene conto del fatto che le spese
di trasporto sostenute all' interno del territorio doganale della Comunità
non vanno incluse nel valore in dogana . Ne consegue che si devono incorpora­
re nel valore in dogana solo le spese effettuate fino al pràmo porto situato'
allo sbocco del fiume o del canale od a monte dove le merci possono essere
sbarcate . Tuttavia , questa regola viene applicata solo se presso l' ufficio
doganale del porto di sbarco si comprovi che il nolo dovuto fino a questo
porto è superiore a quello dovuto fino ài porto considerato .
                                                                       •9 •I• •
 ---pagebreak---                                           - 16 -
  ■ 45«~    In conformità alla prasài generalmente seguita dagli Stati membri
    nel caso delle merci inoltrate per ferrovia, per via fluviale , per canale
    o per strada, ai sensi del paragrafo 1 c ) si considera luogo d' introduzio­
    ne la località dove si trova il primo ufficio doganale dopo l' attraversa­
, mente della frontiera del territorio doganale della Comunità .
; 46..'     Per quanto concerne le merci inoltrate per posta, il paragrafo 1 d)
    precisa che , per determinare le spese di consegna da includere nel valore
                                              ■  ■
 ■ in dogana, si deve considerare come luogo d' introduzione la località di
i' destinazione nel territorio doganale della Comunità . Difatti , le spese po-
f   ■ .
    stali applicabili nei paesi terzi per il trasporto di merci verso une Sta­
; to membro della Comunità sono identiche qualunque sia il luogo di destina­
    zione all' interno di detto Stato membro . Allorché una merce viene importata
.. in uno Stato membro per posta attraverso un altro Stato membro della Comu­
    nità , le tariffe postali applicabili nel paese di spedizione possono
' essere diverse da uno State membro all' altro .- Tuttavia, tali differenze
    sono minime e la loro incidenza sul valore delle merci è assai esigua .
! Di conseguenza , non è necessario tener conto di tali differenze , tanto
    piti che in pratica la loro determinazione è molto difficile .         ' _
    47 « .  Infine , il paragrafo 1 e ) contempla il caso delle merci importate
    per, vie diverse da quelle previste nei commi precedenti . Tale disposizione
; stabilisce che il luogo d' introduzione da prendere in considerazione è
; quello in cui viene oltrepassata la frontiera del territorio doganale della
    Comunità . Ciò vale sopratutto per le merci inoltrate per via aerea. Ne
   °onsegue che , secondo la prassi seguita dalla maggior parte degli Stati
    membri , dev' essere effettuata vina ripartizione proporzionale dei noli
    aerei , sulla base delle distanze percorse al di qua e al di là della
; frontiera del territorio doganale della Comunità . Ai fini della deter­
    minazione del valore in dogana devono essere prese in considerazione soltan­
    to le spese relative alla frazione del trasporto effettuato prima del pas-
  - saggio di tale frontiera . Le modalità d' applicazione di detta disposi­
    zione saranno fissate secondo la procedura prevista all' articolo 15 *
 ---pagebreak---                                         - 17 -
 48 .    Il paragrafo 2 de 1 . 'articolo 6 prevede il caso delle merci introdotte
nel territorio dogana' j della Comunità e quindi avviate verso il luogo di
 destinazione nella ,omunità transitando per il territorio austriaco o sviz­
 zero . Al fine di evitare qualsiasi malinteso circa la delimitazione delle
 spese di consegna ed allo scopo di evitare deviazioni di introiti doganali
a detrimento di uno o più Stati membri , si precisa che per la determinazio­
ne del luogo d' introduzione ai sensi dei commi a ), b ), c ) ed e ) del paragra­
fo 1 , si deve prendere in considerazione la frontiera del territorio doga­
nale della Comunità superata, per prima , semprecché si tratti d' un trasporto
diretto . In tal caso , le spese di trasporto relative al percorso effettuato
dal luogo d' introduzione stabilito come sopra vanno escluse dal valore in
dogana . In caso contrario e cioè se dette merci vengono depositate ad esem­
pio in un magazzino doganale di uno dei due Stati non membri , per la deter­
minazione del luogo d' introduzione ai sensi delle disposizioni di cui ai
commi b ) c ) ed e ) del paragrafo 1 bisogna prendere in considerazione la
frontiera del territorio doganale della Comunità superata per ultima .
        Tuttavia , questa norma non si applica alle merci inoltrate per posta
( paragrafo 1 d)), dato che , in tale fattispecie , ai fini della delimitazione
delle spese da includere nel valore in dogana , viene preso in considerazio­
ne il luogo di destinazione .
49 »    11 paragrafo 3 dell' articolo 6 tiene conto della situazione geografi­
ca particolare dei dipartimenti francesi d' Oltremare ( Guadalupa , Guiana ,
Martinica , Riunione ) nei confronti del territorio europeo della Comunità .
A tal fine , sono previste norme speciali per le merci introdotte nel terri­
torio doganale della Comunità e quindi spedite direttamente da un diparti-
mentro d' Oltremare verso il territorio europeo della Comunità , o spedite in
un dipartimento d' Oltremare da altre zone del territorio doganale della Co­
munità .
        Lo scopo di dette norme è quello di garantire che alle merci in og­
getto venga , per quanto possibile , riservato un trattamento analogo a quel­
lo previsto dal paragrafo 1 a favore delle merci di origine estera intro­
dotte nel territorio europeo della Comunità . Pertanto, il luogo d' introdu-
                                                                        • • • /* m •
 ---pagebreak---                                      - 18 -
ziono da prendere in considerazione nei casi specifici previsti dal para­
grafo 3 è il porto o l' aereoporto situato nella zona di provenienza del ter­
ritorio doganale , sempreché nel luogo di destinazione si accerti che le mer­
ci s.no state trasbordate o sbarcate sotto il controllo del servizio dogana­
le dal porto o dell 'aercoporto di provenienza ed a condizione che si tratti
di un trasporto diretto tra parti dei territorio doganale della Conunità .
50 .   Se non sussistono tali condizioni , ai sensi del 2° comma del presente
paragrafo , la norma di cui sopra non si applica . In tale ipotesi , dev' essere
preso in considerazione il luogo d' introduzione di cui ai paragrafi 1 e 2 ,
situato nella zona di destinazione della Comunità . Tale disposizione ha lo
scopo d' evitare che uno scalo in una parte del territorio doganale della
Comunità od un semplice sorvolo di tale parte od infine il deposito delle
merci in uno Stato non membro possa dar diritto a non includere nel valore
in dogana le spese sostenute per il trasporto dai dipartimenti franceci
d' Oltremare al territorio europeo ■ della Comuni tà .
Articolo 7 ( Spese )
51 .   Nel presente articolo sono indicate lo principali spese riguardanti
la vendita e la consegna delle merci nel luogo d' introduzione che , a norma
dell' articolo 1 , paragrafo 2 b ), sono comprese nel prezzo normale .
       Trattasi delle spese enumerate a titolo esemplificativo nella nota
interpretativa 2 all' articolo I paragrafo 2 b ) della Definizione di Bruxel­
les . Tale enumerazione è completata dall' aggiunta delle spese di scarico .
52 .   Difatti , la Definizione presuppone che le merci debbano poter essere
materialmente consegnabili al compratore nel porto d' introduzione in con­
formità alla prassi commerciale seguita in detto porto . Orbene , tale prassi
può assumere forme diverse a seconda della natura delle merci e degli usi
vigenti nei porti . Un contratto basato su un prezzo CIP può prevedere che
 ---pagebreak--- la consegna materiale avverrà , ad esempio ,, nella nave importatrice , al di
sopra dell' impavesata o sulla banchina . Per rendere più facile . la valuta­
zione , data la diversità , di tali situazioni , e l' incidenza relativamente
esigua in tali spese sul . valore in dogana., sembra , giustificato aggiungere
al valore in dogana , le spese , di sbarco . spltanto se sono . comprese nel 'prez­
zo delle merci consegnate nel luogo, d' introduzione .0 nel nolo fino a tale
luogo .
53 *     Il paragrafo .2 precisa come, deve essere . effettuata la ripartizione
delle spese eli trasporto , qualora il venditore le abbia incluse nel prezzo ,
nel caso in cui le merci siano state istradate con lo stesso modo di tra­
sporto oltre il. luogo d' introduzione e fino al luogo di destinazione nella
Comunità . Le spese di trasporto fino al luo^o d' introduzione possono essere
basate sulla medesima tariffa applicata per la consegna da tale luogo a
quello di destinazione . In tal caso ,, le spese per chilometro sono , uguali
per tutto il percorso complessiva,. ,e . la , ripartizione sarà facile da eS-s
fettuare . Tuttavia , talvolta la tariffa per il trasporto fino al luogo
d' introduzione è diversa da quella applicabile da detto luogo à quella di
destinazione * Ciò accade per - talune tariffe decrescenti , s che variano in -
funzione della distanza percorsa » Ad esempio , se le merci vengono spedite
da un luogo; E, situato ài di fuori del territorio doganale della Comunità ,
le spese per il trasporto diretto . da., E al., luogo di destinazione J), situato
all', interno della Comunità , possono essere inferiori §.11e ^pese complessive
per_ i }. trasporto effettuato in due tempi e . pioè da , E al. luogo d' introduzio­
ne e da questo luogo fino a D. In tal caso , l' accertamento delle spese di
trasporto effettivamente sostenute fino ài luogo d' introduzione , che devono
essere incluse nel valore in dogana risulta difficile per non dire impossi­
bile , soprattutto ove il càlcolo di tali spese non sia basato su una tariffa
di trasporto nota. Per tale ragione", nel paragrafo 2 dell' articolo 7 viene
prevista una soluzione atta a facilitare taie accertamento'. ;
         In linea di principio , è opportuno procedere ad ima ripartizione
proporzionale delle spese di trasporto basata sulle distanze percorse
al di qua e al di là del luogo d' introduzione nel territorio doganale della
Comunità. Tuttavia , qualora l' importatore , alla luoe di una tariffa di
trasporto obbligatoria e generale , ritenga che le spese relative al traspor–
 ---pagebreak---                                      - 20 -
to fino al luogo d' introduzione sarebbero inferiori a quelle calcolate in
base alla ripartizione proporzionale , dovrà comprovare tale fatto al ser­
vizio doganale . All' occorrenza , nel valore in dogana saranno incluse sol­
tanto le spese che sarebbero state occasionate , a norma di tale tariffa ,
dal trasporto fino al luogo d' introduzione .
54 *   Qualora le merci importate siano fatturate ad un prezzo unico franco-
destino corrispondente al prezzo nel luogo d' introduzione ( paragrafo 3 )>
non si dovrà procedere ad un aggiustamento detraendo le spese di trasporto
all' interno della Comunità , dato che se lo si facesse si perverrebbe ad un
valore inferiore al prezzo normale . Tuttavia , siffatta detrazione è ; ammessa
se l' importatore può comprovare che il prezzo praticato per una consegna
franco-frontiera sarebbe inferiore al prezzo unico franco-destino .
55 .   Qualora il trasporto venga effettuato gratuitamente 0 vi provveda
l' acquirente con propri mezzi , ai sensi del paragrafo 4 » bisogna includere
nel valere in dogana le spese di trasporto fino al luogo d' introduzione ,
calcolate in base alla tariffa abitualmente praticata dai vettori profes­
sionali per i trasporti analoghi . Lo scopo di tale disposizione è di ren-
                                                                        V
dere possibile la determinazione delle spese di trasporto da includere nel
valore in dogana , qualora non siano fatturate .                      :
56 .   Le autorità tedesche non comprendono nel valore in dogana delle merci
importate dai paesi terzi le spese di trasporto relative al transitò attra­
verso i territori tedeschi ove non si applica la legge fondamentale della
Repubblica federale e che sono soggetti alla, regolamentazione del commercio
tedesco . Il Governo tedesco ha proposto che anche gli altri Stati membri
adottino la medesima prassi , al fine di garantire agli importatori nella
Comunità un identico trattamente in materia di riscossione dei dazi previ­
sti dalla tariffa doganale comune . Il paragrafo 5 s' ispira a tale proposta .
 ---pagebreak---                                      - 21 -
 Articolo 8 ( Prezzo di fattura)
57 .   La- Definizione si ispira ad una norma teorica destinata a trovare
applicazione nella generalità dei casi , indipendentemente dal fatto che le
merci abbiano formato oggetto o meno di un contratto di vendita e dalle
condizioni previste in tale contratto . E' stata elaborata basandosi sulle
condizioni che intervengono nella maggior parte delle operazioni d' importa­
zione ; essa consente pertanto di determinare quasi sempre il valore in do­
gana sulla base del prezzo pagato o di quello da pagare ( prezzo di fattura ).
Tuttavia , tale prassi presuppone che siano definite le condizioni per l' ac­
cettazione del prezzo di fattura , quale base della valutazione . Tale è -lo
scopo dell' articolo 8 , che s' ispira alla nota interpretativa 5 ali 'artico­
lo I della Definizione di Bruxelles .
       Per evitare le sottovalutazioni e per proteggere gli importatori one­
sti contro la concorrenza sleale , le amministrazioni doganali devono potor
rifiutare di accettare il prezzo di fattura quale base della valutazione ,
anche se le condizioni previste da detto articolo siano soddisfatte , qualo­
ra il prezzo pagato o da pagare non fornisca un' indicazione valida del prez­
zo normale . Pertanto , tale articolo ha carattere facoltativo .
58 .   La prima condizione ( paragrafo 1 a ) è che il contratto di vendita
venga eseguito entro i termini di tempo di cui all' articolo 9 del presente
regolamento . Tale disposizione , che viene precisata più accuratamente ai
p\inti n . 64-69 > intende tener conto del fatto che la maggior parte delle
importazioni sono effettuate sulla base di un contratto stipulato in un' epo­
ca diversa da quella prevista dall' articolo 5 »
59 .   La seconda condizione per l' accettazione del prezzo di fattura ( para­
grafo 1 b ) richiede che , in deroga alle disposizioni dell' articolo 5 rela­
tivo al momento di prendere in considerazione per la determinazione del
prezzo normale , il prezzo pagato o da pagare corrisponda , all' atto della sua
fissazione , ai prezzi praticati per una vendita effettuata in condizioni
di libera concorrenza da un venditore ad un compratore , indipendenti l' un.o
dall 'altro .
                                                                     • • • Im • •
 ---pagebreak---            Detta condizione s' ispira alla Raccomandazione del 1° giugno 1965
  del Consiglio di cooperazione doganale relativa all' applicazione della •
  Definizione di Bruxelles ( l ) in cui si precisano i prezzi che non possono
  essere considerati come praticati nel caso' di una vendita effettuata in
  condizioni di libera concorrenza da un venditore ad un compratore , indipen­
  denti . 1 'uno: dall' altro .
   "     ■ Detta Raccomandazione precisa in particolare i metodi da seguire per
  confrontare i prezzi delle merci da valutare con i prezzi di merci identi­
 che o affini nonché i casi in cui le differenze di prezzo cosi' constatate
  possano nondimeno essere accettate .
  60.      La terza condizione per l' accettazione del prezzo di fattura ( para­
  grafo le ) contempla le rettifiche da apportare per tener contp dei diversi
• elementi che potrebbero differire , nella vendita in oggetto , dagli elementi
  costitutivi del prezzo • normale . r        .
           Tale condizione corrisponde alquanto disposto dal paragrafo b) della
 nota interpretativa 3 àll' articolo I della Definizione di Bruxelles . Infatti
  possono sussistere differenze -fera- lè condizioni previste dal . contratto per
  le merci da valutare e quelie contemplate dalla Y.endita teorica , quale è
  prevista dalla Definizione . Perciò 1 , il prezzo contrattuale può essere
 accettato , • ma a condizione d' apportarvi le necessarie rettifiche onde sod­
  disfare alle condizioni fissate, dalla Definizione .
  61 .     Il paragrafo 2 , riprendendo le 'disposizioni enunciate nell' ultimo com­
 ma della nota interpretativa $ all' articolo I della Definizione di Bruxelles
  indica alcune di tali rettifiche .-- Trattasi' in "particolare di ; prendere in
 considerazione le spese di qui all' articolo 1 , paragrafo 2 e all' articolo 1
 del' presente 'progètto , le riduzioni di prezzo accordate solo ai rappresen­
 tanti esclusivi j gli sconti normali , nonché qualsiasi altro abbuono sul
 prezzo usuale - di . concorrenza . , r:, : r   ..
  ( l ) Raccolta del Consiglio di cooperazione doganale sul valore, in dogana ;
        parte b , da 4 a 7 «
 ---pagebreak---                                       - 23 -
62 .    Sono equiparati ai rappresentanti ed ai concessionari esclusivi tut­
te le altre persone che operano in condizioni analoghe e ciò al fine di
evitare che le ultime siano soggette ad un trattamento diverso da quello
riservato alle prime per l' unica ragione che le loro attività sono diversa­
mente denominate .
63 .    L' espressione " prezzo usuale di concorrenza" di cui al paragrafo 2 c )
è precisata nella nota del 1° giugno 1965 del Consiglio di cooperazicne
doganale ( l ). Detta nota , richiamandosi alla Raccomandazione emanata nella
stessa data e relativa all' applicazione della Definizione di Bruxelles ,
dispone che , se non sono rifiutati in base a detta Raccomandazione , tutti
i prezzi praticati per le merci importate devono essere considerati come
prezzi usuali di concorrenza ai sensi della, nota interpretativa 5 all' ar­
ticolo I della Definizione .
Articolo 9 ( Tolleranza relativa 7-.11 ' elononto t, 'H:-ìpon )
64 .    Il paragrafo 1 prevede una tolleranza di 6 mesi per tutte le merci ,
dato che , in base all' esperienza degli Stati membri , tale termine abbraccia
nella maggior parte dei casi il periodo necessario per l' esecuzione dei
contratti .
65 .    Tuttavia , in taluni rami commerciali gli acquisti a termine costi­
tuiscono la regola e non l' eccezione . E' necessario tener conto di tale
prassi commerciale e consentire pertanto una tolleranza di 12 mesi per tut­
te le merci abitualmente vendute con consegna a termine ( paragrafo 2 ). Per
alcune di tali merci la tolleranza di 12 mesi potrà essere aumentata conse­
guentemente , senza però poter superare i 24 ( paragrafo 3 )»
66 .    Il paragrafo 4 prevede che le merci per le quali vengono ammesse tol­
leranze particolari , ai termini dei paragrafi 2 e 3 > saranno determinate
a livello comunitario . Tale metodo deve garantire un 'applicazione uniforme
delle tolleranze e agevolare il compito dei servizi doganali .
                                                                            /
( l ) Raccolta del Consiglio di cooperazione doganale sul valore in dogana ;
      parte 3-B III-l .
 ---pagebreak---                                              - 24 -
                                          /
     , 67 » 'In taluni casi le merci sono fabbricate su commessa . Pertanto , al
       fine di poter effettuare la valutazione in base al prezzo di fattura , ri­
       sulta giustificato ammettere tolleranze particolari che tengano conto dei
    , termini convenuti per là consegna . Tali casi sono previsti dal paragrafo 5 »
       68 .   Il paragrafo 6 dispone infine che , in caso di forza maggiore o di
       circostanze eccezionali che determinano un prolungamento del termine di con
       segna , può essere ammesso un corrispondente aumento della tolleranza accor­
       data per la consegna delle merci entro termini normali .
  ; 69.'      Nell' ambito della procedura prevista dall' articolo 15 del presente
- progetto , in periodo di fluttuazioni anormali dei prezzi ( paragrafo 7 )
 . l' applicazione delle tolleranze previste dall' articolo 9 può essere sospesa
       Articolo 10 (Modalità di pagamento)                     s
       70 .   Il paragrafo 1 si richiama al principio enunciato nella Definizione ,
   . secondo cui il prezzo da prendere in considerazione per la determinazione .
       del valore in dogana delle merci dichiarate per l' immissione diretta al
       consumo è un prezzo in contanti fissato al momento . previsto dall' articolo 5
       71 » Tuttavia , nella prassi si osserva che , secondo gli usi commerciali ,
 . il pagamento delle merci da valutare avviene spesse prima o dopo il momento
       previsto al paragrafo a) dell' articolo 5 * D' altro lato , tale momento non
       coincide generalmente . con la data presa in considerazione negli ambienti
; commerciali affinché un prezzo sia considerato pagato in contanti .
              I paragrafi 2-5 stabiliscono pertanto le norme da seguire in materia .
       72 .   Il paragrafo 2 a) rispetta gli usi commerciali consentendo di consi­
       derare come in contanti i prezzi , il cui pagamento deve intervenire tra il
       momento della spedizione delle merci e quello della loro importazione . Tale
       disposizione ha lo scopo di evitare la rettifica dei prezzi che nella pras­
       si commerciale sono considerati prezzi in contanti »
                    \                    . '     .' '        '     •'
                                                                               • • •/• • •
 ---pagebreak---  73 .  Il paragrafo 2 b ) prevede il caso in cui il pagamento parziale o tota­
 le delle merci debba intervenire dopo il momento previsto dall' articolo 5 »
 senza che venga peraltro concesso uno sconto per pagamento in contanti . In
 tal caso , è spesso difficile accertare se si tratti effettivamente di un
prezzo che gi risolverà in un pagamento differito . D' altro canto , una dimi­
nuzione del prezzo fatturato è giustificata soltanto se l' acquirente che
beneficia delle facilitazioni . di pagamento può ottenere un prezzo inferiore
pagando per pronta cassa . Pertanto , affinché sia ammessa la detrazione di
uno sconto , l' importatore deve comprovare l' esistenza di un prezzo diverso
in caso di pagamento in contanti .
74 »   Il paragrafo 3 precisa che lo sconto detraibile non può superare quel­
li abitualmente praticati , secondo gli usi commerciali . L' introduzione di ta­
le limite è necessaria per evitare abusi e per garantire agli importatori
il trattamento più uniforme possibile .
75 »   I paragrafi 4^5 contemplano il caso in cui il pagamento delle mèrci
debba avvenire prima della loro spedizione . Soltanto un pagamento da effet­
tuare prima di tale momento , va considerato come pagamento anticipato che
può dar luogo ad una rettifica . Detta rettifica è giustificata dal fatto
che il pagamento anticipato , che è lina prestazione in più rispetto al paga­
mento del prezzo di fattura , frutta generalmente un interesse a favore del
venditore. Se , per tale prestazione viene accordato uno sconto , si dovrà
tener conto di esso in sede di determinazione del valore in dogana , Viceversa ,
se tale sconto non è previsto , la necessaria rettifica del prezzo di fattura
verrà effettuata tenendo conto degli interessi che il compratore avrebbe dovu­
to corrispondere sul 1 ' importo . pagato anticipatamente . Qualora venga provato
che il prezzo pagato anticipatamente corrisponde a quello per contanti , il
prezzo di fattura non viene rettificato .
76 .   Quando le merci sono immesse al consumo a seguito di un regime dogana­
le diverso dall' immissione al consumo diretta ( ad esempio , regime di depo­
sito , di traffico di perfezionamento , di transito ), il momento della valu­
tazione di cui al paragrafo b ) dell' articolo 5 può essere diverso da
quello da prendere in considerazione per il prezzo in contanti di' cui al
paragrafo 1 . Pertanto , il paragrafo 6 prevede che le disposizioni dei para­
grafi da 1 a 5 possono esser adattate in conformità , seguendo la procedura
prevista dall' articolo 15 .                                        " ""
 ---pagebreak---                                       - 26 -
 Articolo 11 ( Conversione monetaria)
77 » Il prezzo 0 talune spese accessorie (ad esempio , spese di trasporto e
di assicurazione ) presi in considerazione ai fini della determinazione del
valore in dogana possono esser espressi in moneta diversa da quella dello
Stato membro in cui viene effettuata la valutazione . In tal oaso , occorre
convertire tali elementi nella moneta dello Stato membro interessato . Al fi­
ne di garantire l' applicazione uniforme nella Comunità delle regole di con-,
versione delle monete e nell' intento di evitare che l' esistenza di norme
diverse negli Stati membri possa dar vita a speculazioni , l' articolo 11 sta­
bilisce le disposizioni da seguire in materia . Tale articolo s' ispira al
regolamento n. 129/62/CEE del Consiglio relativo al valore dell'unità di
conto e ai tassi di cambio da applicare nel quadro della politica agricola
comune ( l ). L' articolo 11 del presente progetto prevede anzitutto ( par. l )
che il tasso di conversione da applicare a tutte le monete per le quali è
stata dichiarata la parità presso il Pondo monetario internazionale è
quello corrispondente alla parità riconosciuta da detta Istituzione . Benin­
teso tale regola presuppone che le variazioni di valore della moneta in og­
getto non superino i limiti previsti dalle norme di detta Istituzione .
78 .     Il paragrafo 2 prevede l' ipotesi dei paesi la cui moneta, pur non es­
sendo conforme alle condizioni previste dal paragrafo 1 , forma però oggetto
di quotazioni ufficiali sui mercati valutari degli Stati membri . Ispirando­
si ad una disposizione del surriferito regolamento , tale paragrafo prevede ,
che , per convertire la moneta in questione , occorre applicare il corso di
vendita rilevato sul o sui mercati valutari più rappresentativi dello Stato
membro in cui avviene la valutazione .
79 *     Il paragrafo 3 prevede infine che i cambi da applicare alle monete
non conformi alle condizioni di cui al paragrafo 1 e alle monete dei paesi
che fanno ricorso a tecniche di cambio anormali , quali i tassi fluttuanti ,
o i tassi di oambio multipli , vengono determinati e pubblicati in confor­
mità alla procedura prevista dall' articolo 15 del presente progetto , al fi­
ne di garantire la loro applicazione uniforme sul piano comunitario.
                          ,.                                          • • •/ • • •
 ( l ) G.U. delle Comunità europee n.106 del 30 ottobre 1962 , pag. 2553. "
 ---pagebreak---                                      - 27 -
Articolo 12 (Valori medi forfettari)                           '' ^         IV
80 .   La determinazione del valore in dogana solleva difficoltà qualora
all' atto della valutazione non si disponga delle indicazioni necessarie.' Ta­
li difficoltà sorgono specialmente quando talune merci sono abitualmente for­
nite in regime commerciale di commissione per essére vendute dopo l' importa­
zione ( ad esempio , in caso di merci deperibili quali gli ortofrutticoli ed i
fiori recisi) .
81 .   Nel settore dei prodotti petroliferi , sono state osservate difficoltà
d' indole diversa. Infatti , data la peculiare struttura del settore dei pro­
dotti petroliferi e le condizioni che presiedono alle transazioni commer­
ciali relative a tali prodotti , la determinazione del valóre' in dogana pre­
senta particolari difficoltà .
       Del resto , all' atto della fissazione dei dazi della tariffa doganale
comune per i prodotti petroliferi enumerati nell' elenco G allegato al Trat­
tato , gli Stati membri avevano riconosciuto che " la fissazione dei dazi ad
valorem potrebbe far sorgere talune difficoltà inerenti alla determi.aazion «
esatta del valore dei prodotti importati" (verbale della riunione del Consi­
glio tenutasi a Bruxelles l '8 maggio 1964» doc . S/367/64 (TDC 17 )»
82 .   Per ovviare alle difficoltà che sorgono in tali settori , alcuni Stati
membri ricorrono a valori medi forfettari basati in genere su prezzi prati­
cati in occasione d' importazioni precedenti ( caso delle merci deperibili ),
o su quotazioni mondiali ( caso dei prodotti petroliferi).
       Tali difficoltà potrebbero provocare deviazioni di traffico all' inter­
no della Comunità . E' pertanto opportuno prevedere la facoltà di fissare sul
piano nazionale , o su quello comunitario , valori medi forfettari per le ca­
tegorie di merci in questione . Tuttavia , in un regolamento di base , non
sembra opportuno limitare tale facoltà a talune merci ben determinate . In­
fatti , la necessità di stabilire valori medi forfettari , necessità che si è
già manifestata in altri settori diversi da quelli menzionati , potrà diveni­
re ancora maggiore . Le misure d' applicazione relative a tali valori dovran­
no essere precisate secondo la procedura prevista dall' articolo 15 »
                                                                  *»••/ •••
                                                                      «
 ---pagebreak--- Articolo 13(Dichiarazione particolareggiata del valore in dogana)
83 .   Le norme in vigore negli Stati membri per la dichiarazione del valore
in dogana presentano notevoli differenze . In "breve , le amministrazioni degli
Stati membri , applicano tre sistemi . Il primo prevede soltanto la dichiara­
zione dèi valore in dogana delle merci importate . Il secondo esige soltanto
la dichiarazione degli elementi di fatto relativi all' importazione delle
merci da valutare . Il terzo infine si basa sulla dichiarazione e del valore
doganale e di taluni elementi di fatto,.
84 .   Inoltre , anche le disposizioni relative ai documenti da presentare per
la valutazione ( fatture , contratti , ecc .) sono diverse .
85 . Al fine di assicurare un' applicazione uniforme delle norme di valuta­
zione , occorre poter fissare sul piano comunitario gli elementi e i documen­
ti da fornire ali 'ufficio di dogana . Le norme da seguire in materia possono
essere stabilite secondo la procedura prevista dall' articolo 15 •
 ---pagebreak---                                      - 29 -
TITOLO II ( Disposizioni istituzionali )
86 .   Il Conitato del valore in dogana ( articolo 14 ) è un organo composto
da rappresentanti degli Stati membri e della Commissione ed è incaricato di
esaminare tutti i problemi che possono sorgere in applicazione delle dispo­
sizioni contenute nel regolamento .
      Il progetto di regolamento contiene soltanto norme generali , sulla cui
applicazione dovranno constantemente vigilare gli organi della Comunità in
stretta collaborazione con i rappresentanti delle amministrazioni doganali
degli Stati membri . Il Comitato fornisce il quadro più adeguato per tale
cooperazione , soprattutto per quanto concerne l' adozione delle modalità
generali di attuazione .
87 .  Le soluzioni comunitarie sono adottate in conformità alle disposizio­
ni dell' articolo 15 , tenuto conto del parere favorevole del Comitato che si
pronuncia a maggioranza qualificata , mentre il Consiglio decide in ultima
istanza quando il Comitato non ha espresso parere favorevole sulle proposte
formulate dalla Conmissione .
      Naturalmente questa procedura non intacca affatto i poteri conferiti
alla Commissione ed agli Stati membri dagli articoli 169 e 170 del' Trattato .
88 .  Dato che il presente progetto s' ispira direttamente alla Definizione
di Bruxelles , è necessario armonizzare la posizione degli Stati membri in
merito ai lavori del Consiglio di Cooperazione doganale e del relativo
Comitato del valore ( articolo 16 ). Il Comitato di cui all' articolo 1A sem­
bra essere l' organo più adatto per tale azione .
                                                                       ./•
 ---pagebreak---                                          - 30 -
  TITOLO III (Disposizioni transitorie e finali )
  Sfera di applicazione della Definizione
  89 .   Ai sensi dell' articolo 1 del presente progetto , la definizione del
  valore in dogana sta alla base dell' applicazione della tariffa doganale
  comune . Essa non riguarda pertanto i soli dazi doganali ad valorem , ma in
  linea di principio è applicabile ogni qualvolta che nella tariffa doganale co­
  mune , appare l' espressione " ad valorem" o "valore " senza alcuna altra pre­
  cisazione . Di conseguenza , la parte "ad valorem" dei dazi misti , come pure
  il termine "valore" usato nel designare taluni formaggi (rotìe O4.O4 A               - '
  Emmental , Gruyère , Sbrinz ) vanno determinati in conformità alla Definizione
  del valore in dogana . Tale interpretazione è conforme all' addendum generale
  della Definizione di Bruxelles , in cui si raccomanda che la "nozione del
  valore , quale risulta nella Definizione e nelle presenti note interpretative ,
  venga utilizzata per la determinazione del valore di tutte le merci da
  dichiarare in dogana , comprese quelle esenti da dazi e le merci soggette
  a dazi specifici ".
         Tuttavia , le disposizioni dell' articolo 1 non escludono definizioni
  particolari del valore , come quella eccezionalmente riportata nella tariffa
  doganale comune per il mercurio di cui alla voce 28.05 D I (valore FOB);
  la norma speciale prevale su quella generale ( lex specialis derogat legi
  generali ).
  90 .   D' altro canto , l' articolo 1 verte soltanto sul valore delle merci
  importate e l' articolo 5 a) precisa il momento da prendere in considerazio­
  ne per la determinazione del valore in dogana delle merci dichiarate come
  destinate al consumo diretto . Non sono pertanto prese in considerazione le
' merci introdotte nel territorio doganale della Comunità in regime doganale
  particolare ( ad esempio importazione temporanea, traffico di perfeziona­
  mento ) senza essere successivamente immesse al consumo partendo da uno di
  tali regimi . Quando tali merci vengono immesse al consumo ( articolo 5 b) ,
  si applicano le disposizioni contenute nel presente regolamento , fatte salve
  le disposizioni specifiche previste dagli atti del Consiglio 0 della Com­
  missione relativi alla determinazione del valore in dogana delle merci im­
  messe al consumo partendo da un regime doganale diverso da quello dell' im­
  missione diretta al consumo ( articolo 17 )*
                                                                          • • • /m • •
 ---pagebreak---  yl .         Per quanto ritarda le merci che formano oggetto dei Trattati che isti­
 tuiscono la Comunità Europea del Carbone e dell' Acciaio ( C.E.C. A. ) e la Comunità
 Europea dell' Energia Atomica ( C.E.E.A. ) esse saranno ugualmente disciplinate dalle
 disposizioni del regolamento . I due Trattati citati non prevedono , ne esplicitamen­
 te nè implicitamente , delle disposizioni relative ali \inifaroazi .onB' della legisla­
 zione doganale . Detta uniformazione' non co-aporta alcuna modifica in rapporta
 al Trattato che istituisce la C.E.C. A. - il quale non limita la competenza degli
Stati membri in tale materia - e non deroga alle prescrizioni del Trattato C.E.E.A.
Dunque è permesso di concludere , in virtù, dell' articolo 232 del Trattato C.E.E. ,
che le disposizioni stabilite in materia sulla base di tale Trattato , sono valide
per le merci in causa .
Deviazioni di traffico e de entrate proveniente dai dazi doganali
92 .         In sede di elaborazione delle disposizioni contenute nel presente pro­
getto , è stato tenuto conto della necessità di evitare per quanto possibile devi­
azioni di traffico e di entrate doganale nella Comunità a scapito di uno 0 più
Stati membri . Qualora dovessero verificarsi ugualmente conseguenze del genere ,
potrebbero essere adottati seguendo la procedura prevista all' articolo 15 del
progetto , provvedimenti atti ad eliminare tali deviazioni , fatte salve le disposi­
zioni previste dal Trattato o dagli atti del Consiglio ( l ) ( articolo 18 ) .
Entrata in vigore del regolamento
93 .         Poiché la decisione del Consiglio del 26 luglio 1966 ha previsto l' attu­
azione dell' unione tariffaria a decorrere dal 1° luglio 1968 , l' articolo 20 prevede
per l' entrata in vigore del regolamento , la stessa data , onde contribuire all' appli­
cazione effettiva e corretta della tariffa doganale comune a partire da tale momen­
to .
             Dato che il presente progetto stabilisce soltanto i principi fondamento!:
per la determinazione del valore in dogana delle merci , è ovvio che saranno neces­
sari provvedimenti di attuazione .
94 «         Resta inteso che , nella misura in cui sono compatibili con le disposizio­
ni del presente progetto , le disposizioni legislative ,     regolamentari ed amministra­
tive degli Stati membri relative a settori non disciplinati dal presente progetto
di regolamento di base rimangono applicabili fino a quando verranno eventualmente
sostituite da provvedimenti comunitari di att-oazioaj di cui tali materie potranno
fare oggetto . Ci ?) si verificherà in particolare per i settori che richiedono misure
di attuazione , ai sensi degli articoli 9 paragrafo 4 > H paragrafo 3 » 12 e 13 del
                                                                                        y
( l ) Risoluzione del Consiglio dell' 11 maggio 1966 1 doc . 52l/66(AG 116 ) T/198/66 .
 ---pagebreak---  progetto o per i settori per i quali e previsto l' impiego di tali misure nella
 relazione ( specie per gli articoli 4 e 6 ).
Base giuridica del regolamento
95 .         La messa in opera dell' unione doganale , sulla quale è fondata la Comunità
Economica Europea, è disciplinata , per l' essenziale , nel Capitolo del Trattato che
le è dedicato . In tale Capitolo del Trattato figurano delle prescrizioni precise per
quanto attiene all' abolizione dei dazi doganali intracomunitari , all' instaurazione
progressiva della tariffa doganale comune ,nonché alle modifiche o alle sospensioni
autonome di essa . Per contro , per quanto riguarda le disposizioni nazionali legis­
lative , regolamentari e amministrative in materia doganale , l' articolo 27 del Trat­
tato prevedo soltanto un ravvicinamento nella misura necessaria, il quale deve
essere effettuato dagli Stati membri prima della fine della prima tappa. Tale arti­
colo non conferisce alle istituzioni della Comunità alcun potere per statuire delle
disposizioni obbligatorie .
                                                    »
96 .        In seguito ai lavori ai quali è stato proceduto in materia , con la parte­
cipazione degli Stati membri , la Commissione ha constato per?) che è necessario garan­
tire l' applicazione uniforme della tariffa doganale comune . A tal fine occorre , in
talune materie , adottare atti comunitari obbligatori necessari per precisare le
norme relative alla messa in opera di una legislazione doganale atta ad assicurare
l' uniformità di cui sopra . Trattandosi della messa in opera di un elemento di base
dell' unione doganale , e , nell' assenza di un potere di azione conferito alle isti-
                                                                 t
zioni comunitarie nel relativo Capitolo del Trattato , non sembra che gli atti comu­
nitari di cui si tratta possano essere basati su altre disposizioni specifiche del
Trattato , ed in particolare su quelle relative alla politica commerciale comune »
97 .        L' esigenza di una tmiforinazione risulta considerazioni asposte
qui sopra . In tali condizioni , e tenuto conto del fatto che l' applicazione uniforme
delle regole comuni sul valore in dogana non può essere assicurata se non dall' ado­
zione di un regolamento , la Commissione ritiene che questo atto può essere basato
soltanto sull' articolo 235 elei Trattato .                                    ,
 ---pagebreak---                       PROPOSTA DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
                     relativo al valore in do gana delle merci
                         ( presentata dalla Commissione al
                                      Consiglio )
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
          Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea
e in particolare suo articolo 235»
          Vista la proposta della Commissione,
          Visto il parere del Parlamento Europeo ,
          Visto il parere del Comitato Economico e Sociale ,
          Considerando che la Comunità Economica Europea è . fondata su di una
unione doganale , la cui messa in opera è disciplinata , per l' essenziale , dalle
disposizioni del Titolo I , Capitolo I , del Trattato |                     . r
          Considerando che tale Capitolo del Trattato comporta in insieme di
prescrizioni precise , per quanto attiene , in particolare , all' abolizione dei
dazi doganali tra gli Stati membri , all' instaurazione e alla messa in opera pro­
gressiva della tariffa doganale comune , nonché alle modifiche e alle sospensioni
autonomi dei dazi di essai che , per contro , se il predetto Capitolo contiene ,
nel suo articolo 27 , ura disposizione in virtù della quale gli Stati membri pro­
cedono , prima della fine della prima tappa , e nella misura necessaria , al ravvi­
cinamento delle loro disposizioni legislative , regolamentari e amministrative
in materia doganale , esso non conferisce alle istituzioni della Comunità il
potere di statuire delle disposizioni obbligatorie in tale material che un
esame approfondito cui si è proceduto , unitamente con gli Stati membri ha però
posto in luce la necessità di precisare in talune materie , con atti comunitari
obbligatori , le misure indispensabili alla messa in opera di una ]egi\slazione
doganale che garantisca un' applicazione uniforme della tariffa doganale comune !
          Considerando che , ai sensi della decisione del Consiglio del 26 luglio
1966 ( l ), gli Stati membri applicheranno dal 1° luglio 1968 la tariffa doganale
comune all' importazione dai paesi "terzi dei prodotti non compresi nell' alle­
gato II del Trattato :
( l ) G.U. delle Comunità europee n. I65 del 21 settembre 1966 , p . 2971 .
 ---pagebreak---           Considerando che la tariffa doganale comune sarà applicata dal 1
 luglio 1968 sinché all' importazione dai paesi terzi di alcuni prodotti compresi
 nell' allegato II del Trattato , ai quali saranno applicati dazi doganali ad
 valoremj
          Considerando che la tariffa doganale comune prevede quasi esclusiva­
 mente dazi ad valoremj
          Considerando che occorre determinare il valore in dogana in maniera
 uniforme in tutti gli Stati membri , in modo che sia identico in tutta la Comu­
 nità , il livellp della protezione costituita dalla tariffa doganale comune e
 sia cosi' impedita qualsiasi deviazione di traffico e di attività , nonché qual­
 siasi distorsione della concorrenza che potrebbero scaturire dall' esistenza
 di disposizioni nazionali divergenti !                      ~
          Considerando che occorre anche garantire agli importatori un trattamento
uguale per quanto riguarda la percezione dei dazi previsti dalla tariffa , doga­
nale comune j                                                           • ■ . , ,
          Considerando che gli Stati membri sono Parti contraenti della Conven­
 zione sul valor? in dogana delle iperci , firmata a Bruxelles il 15 dicembre 1950
 ed entrata in vigore il 28 luglio 1953j
          Considerando che detta Convenzione tiene conto dei principi in materia
di valutazione contenuti nell' Accordo Generale sialie Tariffe doganali ed il
Commercio (GATT) ;
                 1
          Considerando che a detta Convenzione sono annesse una Definizione sul
valore in dogana e delle Note interpretative che ne costituiscono parte inte­
grante ;
          Considerando che , ai sensi dell' articolo II della Convenzione sul valore ,
le Parti contraenti hanno l' obbligo di inserire la Definizione sul valore nella
 propria legislazione nazionale ;
          Considerando tuttavia che , ai sensi dell' articolo IV della suddetta
Convenzione , ciascuna Parte contraente può adattare il testo della Definizione
 inserendovi quelle disposizioni delle Note interpretative ritenute necessarie
e dando al testo la forma giuridica indispensabile perchè possa prendere effetto
nella legislazipne nazionale , con aggiunta , ove del caso , di disposizioni espli­
cative complementari per precisarne la portata ;
 ---pagebreak---                                        - 3 -
          Considerando che , per le possibilità di adattamento consentite da detto
 articolo , la Definizione e le Note interpretative sono state trasposte diver­
 samente nelle legislazioni degli Stati membri ;
         Considerando inoltre , che le Note interpretative contengono
 disposizioni facoltative che o non sono state recepite da tutti gli Stati
membri o la cui applicazione è diversa ?
         Considerando che per la diversità delle disposizioni legislative , regola­
mentari ed amministrative emanate dagli Stati membri sulla base della Defini­
zione e delle Note interpretative , non si raggiunge , pertanto , l' uniformità
richiesta per l' applicazione della tariffa doganale couuoe }
         Considerando inoltre che la instaurazione di un' unione doganale fra
gli Stati membri richiede l' adattamento alle esigenze di detta unione doganale
di talune disposizioni della Definizione e delle Note interpretative }
         Considerando che soltanto l' adozione di un regolamento comunitario
permette di raggiungere gli obiettivi predetti }
         Considerando che occorre garantire l' applicazione uniforme delle dispos-
sizioni del presente regolamento alle importazioni di tutte le merci e pre­
vedere , a tale fine , una procedura comunitaria che permetta di precisarne
la portata e stabilirne le modalità di applicazione nei termini richiesti } che
è necessario istituire un Comitato del valore in dogana al fine di attuare
in tale campo una collaborazione stretta ed efficace fra gli Stati membri e
la Commissione !
         Considerando che il Trattato non ha previsto poteri di azione
richiesti a tale effetto }
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
 ---pagebreak---                                        TITOLO T
                                      Articolo 1
 1.     Per l' applicazione della tariffa doganale comune , il valore in dogana
 delle merci _ importate è il prezzo normale , cioè il prezzo che può ritenersi
 convenuto per dette merci , al momento previsto dall' articolo 5 > in 'una
 vendita effettuala in condizioni di libera concorrenza , fra un compratore
 ed un venditore indipendenti l' uno dall' altro .
 2.     Il prezzo normale delle merci importate è determinato supponendo che :
 a ) le merci siano consegnate al compratore nel luogo d' introduzione nel
     territorio doganale della Comunità ;
 b ) tutte le spese riferentisi alla vendita e alla consegna delle merci nel
     luogo d' introduzione siano sopportate dal venditore e , pertanto , compre­
     se nel prezzo normale ;
 c ) i dazi doganali e le tasse esigibili nel territorio doganale della
     Comunità , siano sopportati dal compratore e , pertanto esclusi dal prezzo
     normale .                      -      -
                                      Articolo 2
 1.     Una vendita effettuata in condizioni di libera concorrenza fra un
 compratore ed un venditore , indipendenti l' uno dall' altro è una vendita
 nella quale , in particolare :
-a ) il pagamento del prezzo delle merci costituisce la sola prestazione
     effettiva del compratore ^ ifttesa . non soltanto come adempimento di un
     obbligo legale o contrattuale , ma anche di qualsiasi -. al tra contropre–
     stazione ;
 ---pagebreak---                                            – 5 –
  ^ b) il prezzo convenuto non è influenzato da relazioni commerciali finanzia­
         rie od altre , contrattuali o non , che potrebbero esistere , al di fuori di
         quelle create dalla vendita stessa , fra il venditore od una persona
         fisica o giuridica associata in affari al venditore , da ima parte , e ,
         il compratore od una persona fisica o giuridica associata in affari al
         compratore , dall' altra ;                 . ,
\ c ) nessuna parte del ricavato delle ulteriori vendite o di altri atti di
         disposizione o della utilizzazione delle merci    spetterà , . direttamente
         o indirettamente al venditore od a qualsiasi altra persona fisica o
         giuridica associata in affari al venditore .
    2 . . Due persone sono considerate associate in affari , se una di esse
    possegga un interesse qualunque negli affari o nei beni dell' altra , o se
 • ambedue abbiano un comune interesse negli affari o nei beni o se ancora
    una terza persona sia cointeressata negli affari o nei beni di ciascuna
V di esse , tali interessi , siano diretti od indiretti .
                                    /   Articolo 3
    1.    . Quando le merci da valutare :
    a) sono fabbricate secondo un brevetto d' invenzione o formano oggetto di
         un disegno o di un modello depositati ,
    b ) sono importate coperto da marchio di fabbrica o di commercio^
    c ) sono importate per telare oggetto di vendita o di altro atto di disposi–
       ' zione o per essere utilizzate ) ooparte da marchio di fabbrica o di com­
     ! toercio stranieri ,
         nella determinazione del prezzo normale si deve considerare che tale
         prezzo comprende il valore del diritto di utilizzazione del brevetto ,
         del disegno o del modello , o del marchio di fabbrica o di commercio rela­
         tivi a dette merci . Questa disposizione si applica anche quando si trat­
         ta di diritto di autore o di qualsiasi altro diritto di proprietà in­
         tellettuale od industriale .
                                                                                • • • /• • •
 ---pagebreak--- 2.     Le eccezioni alle disposizioni del paragrafo 1 possono essere stabi­
lite secondo la procedura prevista, dall' articolo 15 »
3.     Quando le merci sono importate per formare oggetto , dopo una ulteriore
lavorazione o trasformazione , sia di una vendita o di un altro . atto di disposi­
zione coperté da un marchio di fabbrica o di commercio stranieri , sia di una
utilizzazione coperte da un tale marchio , sono applicabili le disposizioni dei
paragrafi 4 » 5 e 6 .
4.     Il valore del diritto di utilizzazione di un marchio di fabbrica o
di commercio stranieri sarà compreso integralmente nel prezzo normale delle
merci da valutare , quando dette merci debbono subire dopo l' importazione ,
una o più delle operazioni seguenti :
a ) operazioni semplici , quali l' apposizione di un marchio , il frazionamento ,
    la cernita o l' imballaggio ;
b ) operazioni che non contribuiscono affatto o contribuiscono soltanto in
    minima parte a conferire alle merci su cui verrà apposto il marchio , le
    loro caratteristiche o proprietà essenziali .
5.     Il valore del diritto di utilizzazione di un marchio di fabbrica o di
commercio stranieri sarà integralmente escluso dal prezzo normale delle
merci da valutare , salvo che non siano applicabili le disposizioni del para­
grafo 4 » lettera, a ):
a ) quando le merci importate sono prodotti correnti , che possono essere
    ottenuti in condizioni di libera concorrenza ;
b ) o quando il diritto di utilizzazione del marchio per i prodotti finiti
    dipende dalle operazioni effettuate dopo l' importazione e non è vinco­
    lato all' utilizzazione delle merci importate .
6.     Quando le disposizioni dei paragrafi 4 e 5 non sono applicabili , è
inclusa nel prezzo normale delle merci da valutare      una pa,rte del valore
del diritto di utilizzare il marchio di fabbrica o di commercio stranieri ,
rimanendone esclusa la parte afferente alle operazioni successive', ali. 'impor­
tazione .
 ---pagebreak---  7.        Ai sensi del presente articolo ,un marchio di fabbrica o di commercio
 è considerato straniero , se appartiene :
a) ad una persona qualsiasi che , al di fuori del territorio doganale della
  ' Comunità , abbia coltivato , prodotto , fabbricato o messo in vendita le
     merci da valutare , o che abbia compiuto altre operazioni nei riguardi'-'
     delle merci stesse ;                                                     -
b ) ad una persona qualsiasi associata in affari con una qualsiasi persona
     indicata nella lettera a);
c ) ad una persona qualsiasi , i cui diritti sul marchio siano limitati da un
     accordo stipulato con una delle persone di cui alle lettere a) o b ).
                                       Articolo 4
           Il prezzo normale è determinato supponendo che la vendita verta sulla
quantità delle merci da valutare .                         .•
                                       Articolo 5               '          "
           Il momento di cui all' articolo 1 è :
a) per la determinazione del valore in dogana delle merci dichiarate per la
     diretta immissione in consumo , la data in cui l' ufficio di dogana accet­
     ta l' atto mediante il quale il dichiarante manifesta la sua volontà di
     procedere all' immissione in consumo di dette merci ;
b) per la determinazione del valore in dogana delle merci immesse in consu­
     mo' a seguito di un altro regime doganale r il momento stabilito dagli atti
     dispositivi del Consiglio o della Commissione relativi a tale regime o
     stabilito dagli Stati membri in conformità degli atti stessi .                  _
       ■ '                             Articolo 6                 '
1. .       Per l' applicazione delle disposizioni dell' articolo 1 , paragrafo . 2 ,
Ietterà b), per luogo d' introduzione nel territorio doganale della Comunità
s' intende :     r
 ---pagebreak--- a ) per le merci spedito via mare , il porto di sbarco o il " porto di trasbordo ,
    a condizione che il trasbordo sia stato accertato dall' ufficio di dogana
    di detto porto ;
b ) per le merci spedite via mare e sucessivamente via fiume , senza trasbordo ,
    il primo porto , situato sia alla foce del fiume o del canale sia a tate ,
    dove può essere effettuato lo sbarco delle merci , a condizione che venga
    comprovato all' ufficio di dogana che il nolo dovuto fino al porto di sbar­
    co sia superiore a quello dovuto fino al primo porto considerato ;
c ) per le merci spedite per ferrovia , per fiume , per canale o su strada ,- il
    luogo del primo ufficio di dogana ;               .               '
d ) per le merci spedite per via postale , il luogo di destinazione ;
e ) per le merci spedite per altre vie , il luogo di attraversamento della
    frontiera del territorio doganale della Comunità .
2.     Per .le merci introdotte nel territorio doganale della Comunità e spe­
dite direttamente fino al luogo di destinazione attraverso il territorio"
austriaco o svizzero , la frontiera del territorio doganale d.ella- Comunità
attraversata per prima è presa in considerazione per determinare il luogo
d' introduzione , in conformità delle disposizioni delle lettere a ), b ) , c )
ed e ) del paragrafo 1 .
       Quando le merci considerate non sono spedite direttamente , la fron­
tiera del territorio doganale della Comunità attraversata per ultima è presa
in considerazione per determinare il luogo d' introduzione in conformità del­
le disposizioni delle lettere b ), c ) ed e ) del paragrafo 1 .
3.     Per le merci introdotte nel territorio doganale della Comunità e spe­
dite direttamente da un dipartimento francese d' oltremare verso un' altra parte
del territorio doganale della Comunità , o viceversa ,   il luogo d' introduzio­
ne da prendere in considerazione è quello definito nei paragrafi 1 e 2 , si­
tuato nella parte del territorio doganale della Comunità , da dove provengono
dette merci , a condizione che le stesse abbiano formato oggetto di scarico
o di trasbordo accertati dall' ufficio di dogana .
 ---pagebreak---          Quando non sussistono le condizioni previste dal precedente comma ,
 il luogo d' introduzione da prendere in considerazione è quello definito
 nei paragrafi 1 e 2 , situato nella parte di destinazione del territorio
 doganale della Comunità .
                                   Articolo 7
 1.     Le spese considerate all' articolo 1 , paragrafo 2 , lettera b ),
 comprendono in particolare :
-   le spese di trasporto ;
-   le spese di assicurazione ; .       ' ;              -
-   le spese di carico ;
-   le spese di scarico nei limiti in cui sono comprese nel nolo delle .
    merci consegnate nel luogo di introduzione ;
- le commissioni ;
- le senserie ;
- le spese sostenute al di fuori del territorio doganale della Comunità
    per il rilaso-io dei documenti relativi all' introduzione delle merci .
  ' in detto territorio , ivi compresi i diritti di cancelleria ;
- i diritti e ìe tasse esigibili fuori del territorio doganale della
    Comunità , esclusi quelli dai quali le merci fossero state esonerate
    oppure il cui importo fosse stato o dovrebbe essere rimborsato ;
-r il costo degli imballaggi , escluso quello degli imballaggi che seguono
    un regime loro proprio ;
- le spese d' imballaggio (manodopera, materiali o altre spese ) •
2.      Quando le spese sostenute riguardano la consegna di merci spedite
con lo stesso modo di trasporto fino ad un punto situato al di là del
luogo d' introduzione nel territorio doganale della Comunità , le spese
di trasporto sono ripartite in proporzione alla distanza percorsa all' esterno
e all' interno del territorio doganale della Comunità, a meno che '
venga fornita ali 'ufficio di dogana la giustificazione delle spese che
sarebbero state sostenute , in applicazione di una tariffa obbligatoria
e generale , per il trasporto delle merci fino al luogo d' introduzione
nel territorio della Comunità ,
 ---pagebreak---                                         - 10
3.       Quando le merci importate sono fatturate ad un prezzo unico franco ■
destinazione che corrisponde al prezzo nel luogo d' introduzione , le spese
afferenti al trasporto nella Comunità non devono essere detratte da detto
prezzo . Tuttavia , tale detrazione è ammessa quando sia comprovato all' uf­
ficio di dogana che il prezzo che sarebbe stato praticato per la consegna
franco frontiera è inferiore al prezzo unico franco destinazione .
4.      Quando il trasporto è effettuato gratuitamente o con mezzi propri
del compratore , sono incluse nel valore in dogana le spese di trasporto
fino al luogo d' introduzione , calcolate in base alla tariffa abitualmente
applicata per trasporti identici .
5.      Quando le merci in provenienza da paesi tersi sono introdotte nel ter­
ritorio doganale della Comunità attraverso territori tedeschi , dove non si
applica la leggefondamentale della Repubblica federale di Germania e dove vi­
ge la regolamentazione del commercio interno tedesco , le spese dì consegna
relative a tale transito non sono comprese nel valore in dogana di dette mer­
ci .                                                                   -
                                   Articolo 8
1.      Il prezzo pagato o da pagare può essere ammesso come valore in dogana
a condizione che :
a) venga data esecuzione al contratto di vendita entro i termini previsti
     dall' articolo 9 >
b) il prezzo corrisponda , nel momento in cui è stato convenuto , ai prezzi pra­
     ticati in una vendita effettuata in condizioni di libera concorrenza fra
     un compratore ed un venditore , indipendenti l' uno dall' altro ;
c ) tale prezzo sia eventualmente rettificato per tener conto dei diversi
     elementi che , nella vendita considerata , potrebbero differire dagli ele­
     menti costitutivi del prezzo normale .
 ---pagebreak--- 2.      Le rettifiche previste dal paragrafo 1 della lettera c ) riguardano in
particolare : . .                       -
a) le spese di cui all' articolo 1,' paragrafo 2 ,
b) le riduzioni di prezzo concesse soltanto ai rappresentanti e concessionari
     esclusivi , e ad ogni altra persona fisica o giuridica , operante in condi­
     zioni comparabili ,
c) gli scoriti anormali , cioè quelli non concessi in via generale ed incon­
     dizionata , come pure qualunque altra riduzione sul prezzo usuale di con­
     correnza .
                                   Articolo 9 „
1.      Per l' applicazione delle disposizioni dell' articolo 8 , il prezzo paga­
to o da pagare potrà essere ammesso quando la data del contratto sia ante­
riore di non più di sei mesi rispetto al momento considerato nelle lette-;
re a) o b) dell' articolo 5 «
2.      Quando le merci siano vendute abitualmente con termine di consegna
eccedente i sei mesi , ma non i dodici , là tolleranza di sei mesi di cui al
paragrafo 1 , può essere prorogata a dodici mesi . .
3.    . Quando le merci siano vendute abitualmente con termine di consegna,
eccedente i dodici mesi , la tolleranza può essere prorogata per un periodo
corrispondente , senza tuttavia eccedere i ventiquattro mesi .
4» ,    La determinazione delle merci che usufruiscono delle tolleranze previ­
ste nei paragrafi 2 e 3 e la fissazione della tolleranza da ammettere ai
sensi del paragrafo 3 » sono stabilite secondo la procedura prevista
dall' articolo 15 .
5.      Per le merci fabbricate su ordinazione speciale , il prezzo pagato o
da pagare potrà essere accettato , conformemente alle disposizioni dell' ar­
ticolo 8 , a condizione che la consegna sia stata effettuata nei termini
convenuti .
 ---pagebreak---                                     - 12 -
6.       Quando per motivi di forza maggiore o per circostanze eccezionali ,
debitamente comprovati , il termine di consegna supera la tolleranza ammessa
nei paragrafi 1-5 , questa può essere prorogata in relazione .
7.      L' applicazione delle tolleranze previste dai paragrafi 1-5 » può essere
sospesa in periodi di fluttuazioni anormali dei prezzi , secondo la procedu­
ra prevista dall' articolo 15 .
                                 Articolo 10
1.      Il prezzo da prendere in considerazione per la determinazione del valo­
re in dogana delle merci dichiarate per la diretta immissione in consumo ,
® un prezzo in contanti , il cui pagamento deve avvenire nel momento previsto
dall' articolo 5 » lettera a).                                        . : 1
2.      Tuttavia , sono considerati prezzi in contanti :
a) il prezzo che , tenuto conto delle condizioni stipulate nella fattura o
    nel contratto , deve essere pagato tra- la data di spedizione delle merci
    ed il momento previsto dall' articolo 5 » lettera a);
b ) il prezzo che deve essere pagato posteriormente al momento previsto dal­
    l' articolo 5 » lettera a), a meno che non sia stato previsto uno sconto
    per pagamento in contanti o che non sia stata comprovata all' ufficio di .
    dogana l' esistenza di un prezzo diverso per pagamento in contanti ,
3.      L' ammontare dello sconto concesso per pagamento in contanti non deve
essere incluso nel valore in dogana , quando lo sconto stesso non superi
quello abitualmente praticato nel ramo di commercio in causa . Quando lo scon­
to concesso è più alto , viene defalcato dal valore in dogana soltanto l' ammon­
tare corrispondente allo sconto abituale .
                                                                            • • •/• • •
 ---pagebreak---                                            - 13 -
    4*     Faìte salve le disposizioni del paragrafo 2 , lettera a) , l' ammontare
. . dello sconto concesso per pagamento anticipato deve essere compreso nel
  . valore in dogana.                                                           ..
    5«    Patte salve, le disposizioni. del paragrafo 2 , lettera a), qualora non sia
    stato previsto nessuno sconto per pagamento anticipato , il prezzo pagato
    anticipatamente deve essere rettificato per ricavare il prezzo in contanti ,
    in quanto si considera che il pagamento anticipato abbia consentito al com–
, pratore di beneficiare di una riduzione di prezzo almeno uguale agli inte­
    ressi che la.eetooa versata in anticipo . avrebbe fruttato . Tuttavia, non si
    procede alla rettifica se si prova all' ufficio di dogana , che il prezzo pa­
    gato corrisponde al prezzo in contanti .                           .              .
    6.    Quando le merci sono immesse in consumo a seguito di un regime dogana­
    le diverso da quello della diretta immissione in consumo , le disposizioni
    dei paragrafi 1-5 possono essere corrispondentemente adattate , secondo la
    procedura prevista dall' articolo 15 »                                          ,
                                         Articolo 11                        , :
    1.      Quando alcuni elementi per determinare il valore di una merce sono
    espressi in una moneta diversa da quella dello Stato membro in cui ha luogo
    la valutazione , ài corso di cambio da applicare è quello corrispondente al­
    la parità monetaria dichiarata al Pondo monetario internazionale e da que­
    sto riconosciuta, sempreché le variazioni del valore di detta , moneta non
    superino le fluttuazioni ammesse dalle norme di detta Istituzione .
    2.      Per quanto concerne la moneta dei paesi che non hanno dichiarato la
    loro parità monetaria presso il Pondo monetario internazionale o la cui parità
    dichiarata non è riconosciuta dal Pondo , ma detta moneta è quotata sui mer­
    cati ufficiali di cambio dello Stato membro dove si effettua la valutazione ,
    il corso di cambio da applioare è l' ultimo corso di vendita constatato sul o
    sui mercati di cambio più rappresentativi dello Stato membro .
                                                                                 • • •/ • • •
 ---pagebreak---                                            - 14 -
3»           Per le monete non considerate nei paragrafi .! o 2 , nonché per la mone­
ta di un paese che ha fatto ricorso a tecniche anormali eli cambio , come corsi
di cambio fluttuanti o multipli , il corso di cambio da applicare è costato
e pubblicato secondo la procedura prevista dall' articolo 15 »
                                        Articolo 12
1. .         Per determinare il valore in dogana di determinate merci possono esse­
re , stabiliti valori medi forfettari .
2.           Le merci t nonché le regole ed i criteri per stabilire i valori medi_l-
forfettari sono determinati seoondo la procedura prevista àall*as, iioo«
10-15 ,
                                        Articolo 13 "  • ■ ;• '         .r .           :
             Oli elementi e i documenti da fornire all' ufficio di dogana pei* l' ap­
plicazione del presente regolamento sono stabiliti all' occorenza , secondo t
la procedura prevista dall' articolo 15 . ... ... .             ^
                                       . TITOLO II , .  ^
                                        Articolo 14
1.           E' istituito un Comitato del valore in' dogana , qui appresso denominato
il "Comitato", composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto da -
un rappresentante della Commissione .
             Il Comitato stabilisce il proprio regolamento interno .
2.           Il Comitato è compatente per l' esame di ogni problema sollevato
dall' applicazione del presente regolamento .
     • .\ .. '• ■. + ».                                                            /
                                                                             m • •/ • • •
 ---pagebreak--- 3.     In seno al Comitato , i voti degli Stati membri sono soggetti alla pon
derazione prevista dall 'articolò 148 , paragrafo 2 , del Trattato . Il pre­
sidente non partecipa alla votazione .                                    ,
4^     Il Comitato è convocato dal presidente , di sua iniziativa o su richie
sta di uno Stato membro .
                                                           *
                                                                        /
                                  Articolo 15      .
    . Le misura che la Commissione ritenga necessario prender§ per determinare
la portata delle disposizioni degli articoli 1-13 del presente regolamento :
sono adottate secondo la procedura prevista dai paragrafi 2 , 3 e 4 .
2.    Il rappresentante della Commissione sottopone al Comitato un progetto c
sulle misure da adottare . Il Comitato esprime il proprio parere su dette ( .
misure entro un termine che il presidente può stabilire secondo l' urgenza
del problema. Il Comitato delibera a maggioranza di dodici voti .
3.    La Commissione adotta le misure e dà loro applicazione quando sono con­
formi al parere del Comitato . Se non sono conformi al parere del Comitato o
se il Comitato non ha espresso il parere , la Commissione sottopone immedia^
tamentè al Consiglio una proposta sui provvedimenti da adottare .
4*    Qualora , allo scadere del temine di un mese , il Consiglio , deliberan­
do a maggioranza qualificata, non abbia preso alcun provvedimento , la
Commissione adotta le misure proposte dando loro applicazione .
                                  Articolo 16
   , Gli Stati membri si consultano in seno al Comitato allo scopo di con­
certare il loro atteggiamento in merito ai lavori del Consiglio di Coopera­
zione doganale e del relativo Comitato del valore , sull' applicazione della
Convenzione sul valore in dogana delle merci .
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                                   TITOLO III
                                  Articolo 17
      Il presente regolamento lascia salve le disposizioni contenute negli
atti dispositivi adottati dal Consiglio o dalla Commissione , riguardanti la
determinazione del valore in dogana delle merci immesse in consumo a seguito
di un regime doganale diverso da quello della diretta immissione in consumo .
                                  Articolo 18
      Fatte salve le disposizioni relative all' eliminazione delle deviazioni
di traffico o di entrate previste dal Trattato o dagli atti dispositivi del
Consiglio o della Commissione , possono essere adottate , secondo la procedu­
ra prevista dall' articolo 15 , misure destinate ad eliminare dette deviazioni .
                                  Articolo 19
      Ciascun Stato membro informa la Commissione delle disposizioni da esso
adottate per l' applicazione del presente regolamento . La Commissione comuni­
ca dette informazioni agli altri Stati membri .
                                                            /
                                  Articolo 20
      Il presente regolamento entra in vigore il 1° luglio 1968 .
      Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e di­
rettamente applicabile in ciascuno Stato membro .