CELEX: C2001/348/22
Language: it
Date: 2001-12-08 00:00:00
Title: Causa C-375/01: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro l'Irlanda, proposto il 27 settembre 2001

C 348/12                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        8.12.2001
contro Bundesanstalt für Arbeit (Ufficio federale per l’impiego),          La Commissione chiede che la Corte voglia:
il Bundessozialgericht ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:                      —      dichiarare che la Repubblica ellenica, avendo omesso di
                                                                                  adottare o, in subordine, di comunicare alla Commissione,
1.    Se l’art. 41, n. 1, del protocollo addizionale all’Accordo                  entro il termine impartito, i provvedimenti legislativi,
      23 novembre 1970 per la costituzione di un’associazione                     regolamentari e amministrativi necessari per conformarsi,
      tra la CEE e la Turchia debba essere interpretato nel senso                 pienamente alla direttiva del Consiglio 26 ottobre 1998,
      che:                                                                        98/81/CE (1), che modifica la direttiva 90/219/CEE, sul-
                                                                                  l’impiego confinato di migrorganismi geneticamente
                                                                                  modificati, è venuta meno agli obblighi ad essa incomben-
      a)    un lavoratore turco è legittimato ad invocare una                     ti in forza del Trattato CE;
            restrizione della libera prestazione dei servizi contra-
            ria al protocollo e — in caso affermativo —                    —      condannare la Repubblica ellenica alle spese.
      b)    sussiste una restrizione della libera prestazione dei
            servizi anche nel caso in cui uno Stato membro della
            Comunità abolisca un’esenzione dal permesso di                 Motivi e principali argomenti
            lavoro fino ad allora applicabile ad autisti turchi
            operanti nel trasporto internazionale di merci,
            impiegati presso un datore di lavoro (turco) con sede          Ai sensi dell’art. 249, terzo comma, del Trattato che istituisce
            in Turchia.                                                    la Comunità europea, la direttiva vincola lo Stato membro cui
                                                                           è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere.
2.    Se una siffatta restrizione riguardi esclusivamente la libera
      prestazione dei servizi ovvero anche o soltanto l’accesso            Ai sensi dell’art. 10, primo comma, del Trattato, gli Stati
      al mercato del lavoro ai sensi dell’art. 13 della decisione          membri adottano tutte le misure di carattere generale e
      n. 1/80 del Consiglio di associazione del 19 settembre               particolare atte ad assicurare l’esecuzione degli obblighi deri-
      1980, relativa allo sviluppo dell’associazione tra la CEE e          vanti dal Trattato ovvero determinati dagli atti delle istituzioni
      la Turchia.                                                          della Comunità.
3.    Se l’art. 13 della decisione n. 1/80 del Consiglio di
      associazione del 19 settembre 1980, relativa allo sviluppo           La Repubblica ellenica non contesta di essere tenuta ad adottare
      del l’associazione tra la CEE e la Turchia, debba essere             le misure necessarie a conformarsi alla citata direttiva.
      applicato anche a lavoratori turchi dipendenti da un
      datore di lavoro con sede in Turchia, che, quali autisti di
      TIR nell’ambito del trasporto internazionale di merci,               La Commissione constata che, ad oggi, la Repubblica ellenica
      attraversano regolarmente uno Stato membro della                     non ha adottato i provvedimenti necessari a trasporre piena-
      Comunità senza appartenere al (regolare) mercato del                 mente la direttiva di cui trattasi nell’ordinamento giuridico
      lavoro di detto Stato membro.                                        ellenico.
                                                                           (1) GU L 330 del 5.12.1998, pag. 13.
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
tro la Repubblica ellenica, presentato il 26 settembre 2001
                                                                           Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                                      tro l’Irlanda, proposto il 27 settembre 2001
                         (Causa C-371/01)
                                                                                                     (Causa C-375/01)
                          (2001/C 348/21)
                                                                                                      (2001/C 348/22)
Il 26 settembre 2001 la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dal sig. Götz Zur Hausen, consigliere giuridico,             Il 27 settembre 2001, la Commissione delle Comunità europee,
e dal sig. Panos Panagiotopoulos, funzionario nazionale in                 rappresentata dal sig. Richard Wainwright, in qualità di agente,
distacco presso il servizio giuridico, ha proposto dinanzi alla            con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la             Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro
Repubblica ellenica.                                                       l’Irlanda.
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La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                       79/409/CEE (1) e successive modifiche e delle altre specie
                                                                                migratrici che ritornano regolarmente in Italia e non
                                                                                avendo comunicato alla Commissione tutte le informa-
—     dichiarare l’Irlanda inadempiente per non aver emanato
                                                                                zioni opportune in merito alla maggior parte delle zone
      le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative               di protezione speciale da essa classificate, è venuta meno
      necessarie per conformarsi alla Direttiva del Consiglio,                  agli obblighi che le incombono in virtù dell’articolo 4,
      30 giugno 1997, 97/43/Euratom, riguardante la protezio-
                                                                                paragrafi 1, 2 e 3, della predetta direttiva.
      ne sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni
      ionizzanti connesse a esposizioni mediche, e che abroga
      la Direttiva 84/466/Comunità europea dell’energia atomi-            —     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
      ca (1), o comunque, per non aver comunicato le suddette                   spese di giudizio.
      disposizioni alla Commissione;
—     condannare l’Irlanda a pagare le spese.
                                                                          Motivi e principale argomenti
Motivi e principali argomenti
                                                                          Malgrado gli sforzi compiuti dalle autorità italiane per confor-
                                                                          marsi agli obblighi che loro incombono in virtù dell’articolo 4
L’art. 249 CE in base al quale la direttiva vincola ciascun Stato
                                                                          della direttiva, la Commissione ritiene che la classificazione
membro per quanto riguarda il risultato da raggiungere,
                                                                          delle zone di protezione speciale (di seguito «ZPS») sia ancora
comporta implicitamente un obbligo per gli Stati membri di
                                                                          insufficiente rispetto alle esigenze di tale disposizione, sia con
conformarsi alla direttiva nel termine in essa indicato. Tale
                                                                          riferimento alle specie di uccelli menzionati nell’allegato I della
termine è scaduto il 13 maggio 2000 senza che l’Irlanda
                                                                          direttiva, sia con riferimento alle altre specie migratrici che
abbia emanato i provvedimenti necessari per conformarsi alla
                                                                          ritornano regolarmente.
direttiva menzionata nelle conclusioni della Commissione.
(1) GU L 180, 9.7.1997, pag. 22.                                          Tenuto conto dell’attuale numero e dell’attuale superficie delle
                                                                          ZPS in Italia, è evidente che molte specie di uccelli dell’allegato I
                                                                          della direttiva, nonché molte altre specie migratrici non
                                                                          sono adeguatamente protette. Altro elemento che dimostra
                                                                          l’inadeguatezza della classificazione delle ZPS da parte delle
                                                                          autorità italiane è il fatto che un gran numero di zone umide
                                                                          importanti a livello internazionale non sono designate. In più,
                                                                          il raffronto in termini numerici tra il numero di «Important
                                                                          Bird Areas» (di seguito «IBA») e il numero di IBA parzialmente
Ricorso del 2 ottobre 2001 contro la Repubblica italiana,                 o totalmente coperte da ZPS, con riferimento a certe regioni e
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee                     province autonome, mostra che, nonostante il miglioramento
                                                                          della situazione per diverse regioni permangono alcune situa-
                                                                          zioni di sostanziale carenza, in particolare per alcune regioni
                         (Causa C-378/01)                                 che risultano estremamente importanti per l’avifauna.
                          (2001/C 348/23)
                                                                          Infine, i dati forniti dall’Italia alla Commissione, sono in molti
                                                                          casi insufficienti. In particolare, i dati ornitologici forniti sono
                                                                          spesso insufficienti sia dal punto di vista della completezza che
Il 2 ottobre 2001, la Commissione delle Comunità europee,                 dell’accuratezza dell’informazione. Questi difetti di comunica-
rappresentata dai signori Gregorio Valero Jordana e Roberto               zione violano il disposto dell’art. 4, par. 3, della direttiva ed
Amorosi, in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di                impediscono alla Commissione di svolgere il suo ruolo di
giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repub-              coordinamento affinché le ZPS designate costituiscano una
blica italiana.                                                           rete coerente e tale da soddisfare le esigenze di protezione delle
                                                                          specie interessate.
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                          (1) GU L 103, del 25.4.1979, pag. 1.
—     constatare che la Repubblica italiana, non avendo classifi-
      cato in maniera sufficiente come zone di protezione
      speciale i territori più idonei, per numero e per superficie,
      alla conservazione delle specie dell’allegato I della direttiva