CELEX: 51995PC0310
Language: it
Date: 1995-09-18
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLE PRESCRIZIONI MINIME INTESE AL MIGLIORAMENTO DELLA TUTELA DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE DEI LAVORATORI ESPOSTI AL RISCHIO DI ATMOSFERE ESPLOSIVE

Avis juridique important

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51995PC0310

Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLE PRESCRIZIONI MINIME INTESE AL MIGLIORAMENTO DELLA TUTELA DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE DEI LAVORATORI ESPOSTI AL RISCHIO DI ATMOSFERE ESPLOSIVE  /* COM/95/310 DEF - SYN 95/0235 */  

Gazzetta ufficiale n. C 332 del 09/12/1995 pag. 0010

Proposta di direttiva del Consiglio relativa alle prescrizioni minime intese al miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive (95/C 332/06) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(95) 310 def. - 95/0235(SYN)(Presentata dalla Commissione il 18 settembre 1995)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 118 A,vista la proposta della Commissione, presentata previa consultazione del comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro nonché dell'organo permanente per la sicurezza e la salubrità nelle miniere di carbone e nelle altre industrie estrattive,in cooperazione con il Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e sociale,considerando che l'articolo 118 A del trattato prevede che il Consiglio adotti, mediante direttiva, prescrizioni minime per promuovere il miglioramento in particolare dell'ambiente di lavoro, al fine di garantire un più elevato livello di protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori;considerando che, a norma dell'articolo precitato, le direttive evitano di imporre vincoli amministrativi, finanziari e giuridici tali da ostacolare la creazione e lo sviluppo di piccole e medie imprese;considerando che il miglioramento della sicurezza, dell'igiene e della salute sul luogo di lavoro costituisce un obiettivo che non deve essere subordinato a considerazioni puramente economiche;considerando che il rispetto delle prescrizioni minime intese a garantire un maggiore livello di sicurezza e di salute dei lavoratori in atmosfere esplosive costituisce un presupposto imprescindibile per la sicurezza e la salute dei lavoratori;considerando che la presente direttiva è una direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (1); che, pertanto, le disposizioni di quest'ultima direttiva si applicano appieno, fatte salve disposizioni più vincolanti e/o specifiche contenute nella presente direttiva, anche nel caso in cui i lavoratori siano esposti al pericolo di atmosfere esplosive;considerando che la presente direttiva costituisce un contributo concreto alla realizzazione della dimensione sociale del mercato interno;considerando che nelle motivazioni della direttiva 94/9/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 marzo 1994, sul ravvicinamento delle prescrizioni degli Stati membri applicabili ad apparecchiature e sistemi di sicurezza in vista di una loro corretta utilizzazione in ambiente esposti a rischi di esplosione (2), è definita la procedura che prevede una direttiva integrativa ai sensi dell'articolo 118 A del trattato che terrà conto del rischio di esplosione derivante dall'impiego e/o dal tipo e dal sistema di installazione dell'apparecchiatura;considerando che la protezione contro le esplosioni rappresenta un compito essenziale a favore della sicurezza; che in caso di esplosione, la vita e la salute di molti lavoratori sono pregiudicate dalla presenza di incendi incontrollabili e di variazioni brusche di pressione nonché di prodotti di reazione nocivi e dalla diminuzione dell'ossigeno respirabile presente nell'atmosfera circostante;considerando che le esplosioni sono caratterizzate da reazioni estremamente brevi e dal pericolo di propagazione delle esplosioni in impianti concatenati; che una volta verificatasi l'accensione, la possibilità di interventi manuali normalmente risulta inesistente; che pertanto le prescrizioni minime intese a migliorare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori in atmosfere esplosive richiedono, fin dalla fase di progettazione dei posti di lavoro, in particolare un'analisi dei rischi di tipo previsionale nonché l'applicazione di tutti gli accorgimenti di protezione necessari;considerando che la molteplicità dei rischi potenziali di esplosione esigono una valutazione globale del posto di lavoro, tenendo presente che alla luce delle evoluzioni tecniche in atto assumono importanza crescente le disfunzioni logiche (software) nei cicli di lavoro a comando automatico;considerando che i provvedimenti di natura organizzativa della protezione contro le esplosioni devono conformarsi alle esigenze tecniche del posto di lavoro, al fine di evitare punti deboli nel sistema di protezione contro le esplosioni; che ai sensi della direttiva 89/391/CEE il datore di lavoro è tenuto a far riferimento ad un sistema di valutazione dei rischi contro la sicurezza e la salute dei lavoratori sul posto di lavoro; che nella direttiva succitata il datore di lavoro è tenuto a redigere ed aggiornare un documento per la protezione contro le esplosioni, prescrizione dettata dall'intenzione di meglio definire l'obbligo di cui sopra; che tale documento può essere una componente della valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro in conformità dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera a) della direttiva 89/391/CEE; che in detto piano di protezione devono essere contenuti i provvedimenti necessari per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere potenzialmente esplosive;considerando che, parallelamente ai provvedimenti di prevenzione occorre prefigurare provvedimenti supplementari in grado di operare quando una accensione è già avvenuta; che soltanto in presenza di provvedimenti preventivi e supplementari si potrà realizzare il massimo livello di sicurezza tenuto conto delle condizioni di esercizio e della necessaria manutenzione;considerando che in linea di principio è prioritario evitare atmosfere esplosive ogni volta che il progresso tecnico lo renda possibile; che, nei casi in cui la tecnica non lo consenta, occorre impedire l'accensione di atmosfere esplosive ed eventualmente limitare gli effetti di un'esplosione ad un livello inoffensivo; che il datore di lavoro è tenuto a predisporre tutti i provvedimenti e i dispositivi di sicurezza necessari;considerando che rispetto a quanto disposto dalle direttive summenzionate le disposizioni della presente direttiva non possono esigere modifiche delle apparecchiature e dei sistemi di protezione destinati ad essere usati in atmosfere potenzialmente esplosive, progettati e costruiti, per quanto concerne la sicurezza e la protezione della salute, conformemente alle pertinenti direttive comunitarie;considerando che le prescrizioni minime qui elencate non in tutti i casi possono risultare sufficienti in quei reparti medici adibiti direttamente alla cura dei pazienti, in cui, oltre alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, si annette una particolare importanza alla protezione dei pazienti;considerando che la direttiva 90/396/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1990, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di apparecchi a gas (3), prevede requisiti essenziali per la commercializzazione e la messa in funzione di apparecchi a gas, relativi sia agli apparecchi stessi sia alla loro installazione, affinché non sia compromessa la sicurezza di persone, animali domestici e beni quando vengono impiegati rispettando le norme;considerando che, per evitare pericoli di miscele esplosive, dovuti tra l'altro alle condizioni atmosferiche o ad altri reagenti diversi dall'aria, nonché a sostanze chimiche instabili, non in tutti i casi le prescrizioni qui elencate possono risultare sufficienti e che pertanto si rendono necessari ulteriori provvedimenti;considerando che le direttive 92/91/CEE del Consiglio (4) e 92/104/CEE del Consiglio (5), intese a proteggere i lavoratori nei settori dell'industria estrattiva dei minerali, contemplano già la protezione contro le esplosioni; che le prescrizioni minime fissate in dette direttive sono più severe rispetto a quelle della presente direttiva per il maggiore potenziale di rischio presente nei settori dell'industria estrattiva dei minerali;considerando che la tutela dei lavoratori è già garantita dalle prescrizioni essenziali degli accordi internazionali quale ad esempio l'ADR e l'IMO che disciplinano l'impiego di mezzi di trasporto compresi i natanti,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:SEZIONE I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Scopo della direttiva1. La presente direttiva, che è la . . . direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE, fissa le prescrizioni minime in materia di sicurezza e di salute dei lavoratori, che possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosive ai sensi della definizione di cui all'articolo 2.2. Questa direttiva non vale per:a) settori sanitari adibiti direttamente alla cura dei pazienti;b) il corretto impiego degli apparecchi a gas in conformità della direttiva 90/396/CEE del Consiglio (6);c) produzione, manipolazione, stoccaggio e trasporto di esplosivi o di sostanze chimicamente instabili;d) industrie estrattive di minerali contemplate dalla direttiva 92/91/CEE o 92/104/CEE;e) l'impiego di mezzi di trasporto compresi i natanti per i quali si applicano le norme essenziali degli accordi internazionali quale ad esempio l'ADR e l'IMO.3. La direttiva 89/391/CEE, nonché le altre direttive pertinenti si applicano interamente a tutto il settore di cui al paragrafo 1, fatte salve disposizioni più vincolanti e/o specifiche contenute nella presente direttiva.Articolo 2 DefinizioneAi sensi della presente direttiva, si intende per atmosfera potenzialmente esplosiva una miscela, in condizioni atmosferiche di aria con sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri in cui, dopo l'ignizione, la combustione si propaga all'insieme della miscela incombusta.SEZIONE II OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO Articolo 3 Principi per evitare e proteggersi dalle esplosioniAi fini della prevenzione e della protezione contro le esplosioni il datore di lavoro adotta nell'ordine le misure tecniche e/o organizzative adeguate al tipo di azienda:a) evitare la formazione di atmosfere esplosive;b) evitare l'ignizione di atmosfere esplosive,c) ridurre gli effetti di una esplosione in modo da far sì che i lavoratori non corrano alcun pericolo.Articolo 4 Obblighi generali1. Al fine di salvaguardare la sicurezza e di tutelare la salute dei lavoratori e in applicazione dei principi fissati all'articolo 3 il datore di lavoro adotta le disposizioni necessarie affinché:- l'ambiente di lavoro in cui possono svilupparsi atmosfere esplosive in quantità tale da pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori, sia strutturato, tenendo conto dei necessari provvedimenti, in modo da permettere ai lavoratori di espletare le mansioni loro affidate senza pericolo per la sicurezza e la salute proprie o altrui,- sia garantita una adeguata sorveglianza allorché i lavoratori sono presenti in ambienti di lavoro in cui possono svilupparsi atmosfere esplosive in quantità tale da pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori,- i lavori in cui i lavoratori possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosive siano svolti soltanto da personale qualificato o sotto la sua sorveglianza,- i lavoratori indossino, se necessario, soltanto quegli indumenti di lavoro e i dispositivi di protezione adeguati all'impiego in settori in cui possono formarsi atmosfere esplosive in quantità tali da pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori.2. Fatte salve le disposizioni delle direttive del Consiglio 89/654/CEE (7), 89/655/CEE (8) e 97/57/CEE (9), il datore di lavoro deve garantire:- che in base al principio della valutazione complessiva del posto di lavoro le attrezzature e tutto il materiale di installazioni previsto per il funzionamento in settori dove possono formarsi atmosfere potenzialmente esplosive siano costruiti, installati e assemblati in modo da non comportare rischi di esplosione;- che, se necessario, gli accorgimenti da adottare in base all'articolo 3 siano combinati o contemplati e siano adottati provvedimenti contro la propagazione delle esplosioni;- che siano indicate, se del caso, adeguate uscite di emergenza e che siano messi a disposizione e mantenuti in efficienza mezzi di fuga e di salvataggio per garantire che i lavoratori possano in caso di pericolo abbandonare rapidamente e in sicurezza i luoghi a rischio.3. In base ad una adeguata strategia di tutela della sicurezza e della salute il datore di lavoro provvede affinché sia compilato ed aggiornato un documento per la sicurezza e la protezione della salute per quanto riguarda le misure di protezione contro le esplosioni (in appresso denominato «documento per la protezione contro le esplosioni») che soddisfi alle disposizioni degli articoli 6, 9 e 10 della direttiva 89/391/CEE.Da detto documento deve risultare in particolare che:- i rischi di esplosione cui sono esposti i lavoratori sono stati rilevati e valutati;- vengono adottati adeguati provvedimenti per conseguire gli obiettivi della presente direttiva;- i luoghi di lavoro e le attrezzature, compresi i dispositivi di allarme, sono concepiti, impiegati e mantenuti in efficienza secondo criteri di sicurezza;- sono stati adottati gli accorgimenti per l'impiego sicuro di attrezzature di lavoro in conformità della direttiva 89/655/CEE.Il documento per la protezione contro le esplosioni deve essere compilato prima dell'inizio dei lavori ed essere riveduto qualora l'ambiente di lavoro, in particolare i luoghi di lavoro, le attrezzature o il processo di lavoro abbiano subito modifiche, ampliamenti o trasformazioni rilevanti.4. Qualora nello stesso luogo di lavoro operino lavoratori di più imprese, ciascun datore di lavoro è responsabile per i settori soggetti al suo controllo.Il datore di lavoro che, conformemente alla legislazione e/o alla prassi nazionale, è responsabile del luogo di lavoro, deve coordinare e garantire l'attuazione di tutti i provvedimenti riguardanti la salute e la sicurezza dei lavoratori e specificare nel documento per la protezione contro le esplosioni l'obiettivo, i provvedimenti e le modalità di attuazione di detto coordinamento.In base alla direttiva 89/391/CEE il coordinamento non esclude la responsabilità dei singoli datori di lavoro.Articolo 5 Settori con atmosfera potenzialmente esplosiva1. Il datore di lavoro deve determinare i settori per i quali vigono le prescrizioni minime di cui all'allegato II.Egli deve ripartire in base all'allegato I i settori in cui possono essere presenti atmosfere esplosive.2. Il datore di lavoro deve vegliare affinché per i settori di cui al paragrafo 1 vengano applicate le disposizioni pertinenti delle prescrizioni minime di cui all'allegato II per il miglioramento della sicurezza e della tutela della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive.L'allegato IV, che ha una funzione orientativa, contiene dati utili per l'esecuzione di lavori nelle zone.3. Se necessario, i settori in cui possono formarsi atmosfere esplosive vanno contrassegnati nei punti di accesso secondo l'allegato III.Articolo 6 Informazione dei lavoratoriFatto salvo l'articolo 10 della direttiva 89/391/CEE, i lavoratori e i loro rappresentanti vengono informati su tutte le misure che vengono prese per la tutela della sicurezza e della salute sul lavoro, in particolare quelle relative all'applicazione degli articoli da 3 a 5 della presente direttiva.Articolo 7 Consultazione e partecipazione dei lavoratoriLa consultazione e la partecipazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti per quanto riguarda le questioni trattate dalla presente direttiva hanno luogo in conformità dell'articolo 11 della direttiva 89/391/CEE.Articolo 8 Informazione dei lavoratoriFatto salvo l'articolo 12 della direttiva 89/391/CEE, il datore di lavoro adotta i provvedimenti necessari affinché i lavoratori eventualmente esposti al rischio di atmosfere potenzialmente esplosive, possano essere adeguatamente informati, in particolare per quanto riguarda le prescrizioni degli articoli da 3 a 5 della presente direttiva.Articolo 9 Disposizioni particolari per attrezzature e luoghi di lavoro1. Le attrezzature da impiegare in settori in cui possono formarsi atmosfere esplosive, che per la prima volta dopo l'entrata in vigore della presente direttiva ed entro il 30 giugno 2003 sono a disposizione dell'impresa o dello stabilimento, devono ottemperare alle prescrizioni mimine elencate nell'allegato II A, qualora nessun altra direttiva comunitaria sia applicabile ovvero lo sia solo parzialmente.2. Le attrezzature da impiegare in settori in cui possono formarsi atmosfere esplosive, che per la prima volta dopo il termine del 30 giugno 2003 sono a disposizione dell'impresa e/o dello stabilimento, devono ottemperare alle prescrizioni degli allegati II A e B.3. I posti di lavoro con settori in cui può formarsi un'atmosfera potenzialmente esplosiva impiegati per la prima volta dopo l'entrata in vigore della presente direttiva, devono soddisfare alle prescrizioni minime della stessa.4. I luoghi di lavoro con settori in cui può formarsi una atmosfera esplosiva, nonché attrezzature già utilizzate prima dell'entrata in vigore della presente direttiva devono ottemperare entro tre anni da questa data alle prescrizioni minime della direttiva.5. Ove si proceda, dopo l'entrata in vigore della presente direttiva, a modifiche, ampliamenti o trasformazioni dai luoghi di lavoro con settori in cui può formarsi una atmosfera esplosiva, il datore di lavoro deve adottare, le misure necessarie affinché tali modifiche, ampliamenti e/o trasformazioni soddisfino alle prescrizioni minime della direttiva.SEZIONE III ALTRE DISPOSIZIONI Articolo 10 Adeguamento degli allegatiGli adeguamenti di carattere prettamente tecnico degli allegati, determinati:- dall'adozione di direttive di armonizzazione tecnica e di normalizzazione in materia di protezione contro le esplosionie/o- dal progresso tecnico, dall'evoluzione delle normative o delle specifiche internazionali o dalle conoscenze in materia di prevenzione e di protezione contro le esplosionisono adottati secondo la procedura prevista dall'articolo 17 della direttiva 89/381/CEE.Articolo 11 VademecumDi concerto con il Consiglio viene pubblicato un vademecum che illustra alcuni modi possibili di ottemperare alle prescrizioni minime contenute nella presente direttiva. Modifiche e integrazioni al vademecum vengono effettuate in conformità della procedura dell'articolo 17 della direttiva 89/391/CEE.Articolo 12 Disposizioni finali1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 1997. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, esse contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che hanno già adottato o che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.3. Gli Stati membri riferiscono alla Commissione ogni 5 anni sull'attuazione pratica delle disposizioni della presente direttiva, specificando i punti di vista delle parti sociali.La Commissione informa il Parlamento europeo, il Consiglio, il Comitato economico e sociale, il comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene del lavoro e la tutela della salute sul luogo di lavoro.Articolo 13 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU n. L 183 del 29. 6. 1989, pag. 1.(2) GU n. L 100 del 19. 4. 1994, pag. 1.(3) GU n. L 196 del 26. 7. 1990, pag. 15.(4) GU n. L 348 del 28. 11. 1992, pag. 9.(5) GU n. L 404 del 31. 12. 1992, pag. 10.(6) GU n. L 196 del 26. 7. 1990, pag. 15.(7) GU n. L 393 del 30. 12. 1989, pag. 1.(8) GU n. L 393 del 30. 12. 1989, pag. 13.(9) GU n. L 245 del 26. 8. 1992, pag. 6.ALLEGATO I RIPARTIZIONE DELLE AREE IN CUI POSSONO ESSERE PRESENTI ATMOSFERE ESPLOSIVE 1. PremessaLa seguente ripartizione vale per le aree in cui a causa delle condizioni locali e delle condizioni operative possono essere presenti atmosfere esplosive o presentarsi in quantità tali da richiedere i provvedimenti di protezione previsti agli articoli da 3 a 5.2. Aree in cui possono essere presenti atmosfere esplosiveUn'area in cui è presente un'atmosfera esplosiva in quantità tali da richiedere particolari provvedimenti protettivi per il mantenimento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori interessati è considerata area esposta a rischio di esplosione.Un'area in cui non è da prevedere un'atmosfera esplosiva in quantità tali da richiedere particolari provvedimenti di protezione è da considerare area non esposta a rischio di esplosione.Sostanze infiammabili sono da classificare come sostanze che possono formare una atmosfera esplosiva a meno che l'esame delle loro caratteristiche non abbia evidenziato che esse, in miscela con l'aria, non sono in grado di propagare autonomamente un'esplosione.3. Ripartizione delle aree in cui possono essere presenti atmosfere esplosiveLe aree in cui possono essere presenti atmosfere esplosive vengono ripartite in zone in base alla frequenza e alla durata della presenza di atmosfere esplosive, nonché della valutazione degli effetti prevedibili.Questo tipo di ripartizione evidenzia la gamma di provvedimenti da adottare ai sensi dell'allegato II, parte A. I criteri di orientamento per l'esecuzione dei lavori nelle zone (allegato IV) contemplano una serie di consegne utili in sede di applicazione.Zona 0Area in cui è presente in permanenza o per un lungo periodo o spesso una presenza esplosiva come miscela di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia.Zona 1Area in cui è da prevedere occasionalmente la formazione di atmosfere esplosive sotto forma di miscela con aria di sostanze quali gas, vapori o nebbia.Zona 2Area in cui non è da prevedere che si formi un'atmosfera esplosiva sotto forma di miscela con aria di sostanze combustibili quali gas, vapori o nebbie e qualora si formi, soltanto per un breve periodo.Zona 20Area in cui in condizioni operative normali è presente costantemente per un lungo periodo o spesso un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polveri infiammabili ed in cui possono formarsi depositi di polveri infiammabili nell'aria di spessore sconosciuto o eccessivo (depositi di polveri da soli non costituiscono una zona 20).Zona 21Area in cui può formarsi occasionalmente un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polveri infiammabili nell'aria ed in cui possono essere presenti depositi o strati di polveri infiammabili in generale.Zona 22Area in cui non è da prevedere che si formi un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polveri infiammabili o, qualora si formi, soltanto per un breve periodo od in cui possono essere presenti depositi o strati di polveri infiammabili.ALLEGATO II A. PRESCRIZIONI MINIME PER IL MIGLIORAMENTO DELLA TUTELA DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE DEI LAVORATORI ESPOSTI AL RISCHIO DI ATMOSFERE POTENZIALMENTE ESPLOSIVEOsservazione preliminareLe prescrizioni di cui al presente allegato si applicano- in tutti i casi in cui lo richiedano le caratteristiche dei luoghi di lavoro, dei posti di lavoro, delle attrezzature o delle sostanze impiegate ovvero i rischi derivanti dalle attività svolte;- ad attrezzature in aree non esposte ad atmosfere esplosive che si rendono necessarie o contribuiscono ad un funzionamento in condizioni di sicurezza di quelle attrezzature che si trovano nei settori esposti ad atmosfere esplosive.1. Provvedimenti organizzativi1.1. Lavoratore qualificatoIn ogni luogo di lavoro deve essere disponibile un numero sufficiente di lavoratori in possesso delle capacità, delle esperienze e della formazione necessarie a svolgere i compiti loro affidati nel campo della protezione contro le esplosioni.1.2. Istruzioni scritte, benestare di lavoroQualora il piano di protezione contro le esplosioni lo richieda:- dovranno essere impartite per ciascun luogo di lavoro e tenendo conto delle dimensioni dell'impresa e del tipo di attività istruzioni scritte sul modo di procedere;- per lavori pericolosi o per quelle operazioni di lavoro che interagiscono con altre e che pertanto possono rappresentare un pericolo, deve essere previsto un sistema di autorizzazione ad iniziare i lavori.Il benestare deve essere rilasciato da una persona responsabile al riguardo prima dell'inizio dei lavori.1.3. Verifica sistematica dei provvedimenti per la tutela della salute e della sicurezzaIl datore di lavoro deve vegliare affinché i provvedimenti per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori siano sistematicamente verificati per garantire il rispetto delle disposizioni della presente direttiva.2. Valutazione dei rischi di esplosione2.1. La valutazione dei rischi di esplosioni va effettuata in base alla:- probabilità e durata della presenza di atmosfere esplosive,- probabilità della presenza e dell'attivazione di fonti di ignizione,- entità degli effetti prevedibili.2.2. L'infiammabilità va valutata in particolare in base:- al possibile grado di dispersione delle sostanze combustibili,- alla possibile concentrazione nell'atmosfera delle sostanze combustibili entro i limiti di esplosibilità.2.3. I rischi di esplosione vanno valutati nel loro complesso.Sono rilevanti in particolare:- l'impianto,- le sostanze impiegate,- il processo,- le possibili mutue interazioni e con l'ambiente di lavoro.2.4. All'atto della valutazione dei rischi di esplosione vanno presi in considerazione reparti aziendali che tramite aperture sono o possono essere messi in collegamento con settori in cui possono formarsi atmosfere esplosive.3. Principi di progettazione3.1. All'atto della progettazione o della modifica di impianti esistenti occorre tener conto in particolare:- delle normali condizioni di esercizio, compresi i lavori di manutenzione,- delle caratteristiche costruttive,- dell'attivazione e della disattivazione degli impianti,- dei guasti e delle prevedibili fonti di errori,- dell'uso scorretto ragionevolmente prevedibile.Si dovrà pertanto anche accertare se:- le sostanze infiammabili possono essere sostituite da sostanze che non formano miscele esplosive,- se possono essere evitate attrezzature di raccordo e di collegamento nei settori in cui possono formarsi atmosfere esplosive.3.2. Qualora in base al piano di protezione contro le esplosioni non sia da escludere un pericolo per le persone o per l'ambiente, si dovranno adottare idonei provvedimenti e sistemi di protezione contro tale pericolo.3.3. Qualora non sia valutabile la probabilità di attivazione della fonte di ignizione, all'atto della definizione dei provvedimenti di protezione si dovrà considerare la fonte di ignizione come costantemente attiva.4. Provvedimenti di protezione contro le esplosioni4.1. Qualora l'atmosfera esplosiva contenga più tipi di gas, vapori, nebbie o polveri combustibili, i provvedimenti di protezione devono essere programmati per il massimo potenziale di pericolo.4.2. All'atto della prevenzione dei rischi di ignizione in base all'articolo 3 va tenuto conto anche delle scariche elettrostatiche che provengono dai lavoratori o dall'ambiente di lavoro come elementi portanti di carica o generatori di carica.4.3. Vanno adottati adeguati accorgimenti per evitare la propagazione delle esplosioni tramite reazioni a catena pericolose.4.4. Le attrezzature di lavoro ed i loro dispositivi di collegamento devono essere montati in modo tale da non presentare rischi di esplosione. Essi possono essere posti in servizio soltanto qualora dal piano di protezione contro le esplosioni risulti che il loro impiego non comporta alcun rischio di esplosione. Ciò vale anche per attrezzature e relativi dispositivi di collegamento che non sono attrezzi o sistemi di protezione ai sensi della direttiva 94/9/CE, qualora possano rappresentare un pericolo di ignizione unicamente per il fatto di essere incorporati in un impianto per motivi tecnici di processo.Vanno adottati adeguati accorgimenti per evitare il rischio di confusione tra i dispositivi di collegamento.4.5. Qualora, per le sue caratteristiche specifiche, un'attrezzatura portatile possa essere impiegata in settori esposti a gradi differenti di rischio potenziale, deve esserne garantito il funzionamento sicuro mediante adeguate misure organizzative, altrimenti andrà scelta per il caso più sfavorevole di impiego.4.6. Va garantito unicamente l'impiego di strumenti di misurazione per la rilevazione di atmosfere esplosive la cui sicurezza di funzionamento e la precisione rispondano alle effettive condizioni di impiego.4.7. Prima che venga raggiunta la situazione esplosiva, i necessari provvedimenti di protezione contro le esplosioni dovranno essere attuati con ancor maggiore sicurezza e i lavoratori dovranno in questo caso essere avvertiti con dispositivi ottici e/o acustici e, se del caso, essere evacuati.4.8. I sistemi di protezione aventi la funzione di scaricare la pressione di deflagrazione devono poter deviare senza pericolo la pressione di deflagrazione e le eventuali sostanze fuoriuscite.4.9. I gas di scarico sprigionati potenzialmente pericolosi devono essere evacuati in maniera adeguata.4.10. Accumuli di polveri infiammabili all'esterno degli impianti devono essere eliminati o resi inoffensivi.4.11. Attrezzature e sistemi di protezione in cui un guasto di alimentazione può portare ad una estensione del pericolo, devono poter essere mantenuti in condizioni sicure di funzionamento indipendentemente dal resto degli impianti.4.12. Gli apparecchi e sistemi di protezione a funzionamento automatico che deviano dalle condizioni di funzionamento previste devono poter essere disinseriti manualmente.4.13. L'energia accumulata deve essere dissipata o isolata nel modo più rapido e sicuro possibile quando vengono azionati gli interruttori di emergenza in modo da non costituire più una fonte di pericolo.Ciò non vale per l'energia accumulata elettrochimicamente.4.14. Prima che vengano messi in funzione luoghi di lavoro con settori in cui può formarsi un'atmosfera esplosiva, va verificata la sicurezza dell'intero impianto per quanto riguarda le esplosioni.Le condizioni necessarie per mantenere la protezione contro le esplosioni devono essere preservate.4.15. Dell'esecuzione dei controlli vanno incaricate persone che per la loro formazione professionale, la loro esperienza e le loro attuali mansioni dispongono di ampie conoscenze specifiche nel campo della protezione contro le esplosioni.Dette persone devono possedere qualifiche riconosciute per un determinato settore di controllo ed essere designate in conformità delle normative e/o prassi nazionali.B. CRITERI PER LA SCELTA DELLE ATTREZZATURE E DEI MATERIALIQualora il piano di protezione contro le esplosioni non preveda altrimenti, in base ad una valutazione del rischio, in tutte le aree in cui possono essere presenti atmosfere esplosive vanno impiegati attrezzature e materiali di installazione corrispondenti alle categorie di cui alla direttiva 94/9/CE.Zona 0Nella zona 0 si devono utilizzare apparecchi della categoria 1, destinati ad ambienti in cui si rileva, sempre, spesso o per lunghi periodi, un'atmosfera esplosiva dovuta a miscele di aria e gas, vapori o nebbie.Zona 1Nella zona 1 si devono utilizzare apparecchi della categoria 2, destinati ad ambienti in cui vi è probabilità che si formi occasionalmente un'atmosfera potenzialmente esplosiva formata da gas, vapori o nebbie; inoltre sono ammessi gli apparecchi utilizzabili nella zona 0.Zona 2Nella zona 2 si devono utilizzare apparecchi della categoria 3, destinati ad ambienti in cui non vi è probabilità che si formi un'atmosfera potenzialmente esplosiva formata da gas, vapori o nebbie, e qualora tuttavia si dovesse formare, in questo caso con tutta probabilità lo sarebbe soltanto raramente e per un breve periodo; inoltre sono ammessi gli apparecchi la cui utilizzazione è autorizzata per le zone 0 o 1.Zona 20Nella zona 20 si devono utilizzare apparecchi della categoria 1, destinati ad ambienti in cui sempre, spesso o per lunghi periodi si manifesti un'atmosfera potenzialmente esplosiva, formata da miscele di polvere ed aria.Zona 21Nella zona 21 si devono utilizzare apparecchi della categoria 2, destinati ad ambienti in cui vi è probabilità che si formi occasionalmente un'atmosfera potenzialmente esplosiva formata da miscele di polvere ed aria; inoltre sono ammessi gli apparecchi la cui utilizzazione è autorizzata nella zona 20.Zona 22Nella zona 22 si devono utilizzare apparecchi della categoria 3, destinati ad ambienti in cui non vi è probabilità che si formi un'atmosfera potenzialmente esplosiva formata da polvere in sospensione, ma qualora si dovesse formare, in questo caso con tutta probabilità soltanto raramente e durante un breve periodo; inoltre sono ammessi gli apparecchi la cui utilizzazione è autorizzata nelle zone 20 o 21.In conformità della direttiva 89/655/CEE il datore di lavoro deve garantire che le attrezzature ed i materiali impiegati siano idonei alle condizioni effettive di esercizio e di impiego; ciò vale, se del caso, per gli indumenti di lavoro e per le attrezzature individuali di protezione.ALLEGATO III Segnale di avvertimento per indicare settori in cui possono formarsi atmosfere in base all'articolo 5, paragrafo 3:>RIFERIMENTO A UN FILM>Settore in cui può formarsi un'atmosfera esplosiva.Caratteristiche:- forma: triangolare- pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero (il colore di sicurezza giallo deve costituire almeno il 50 % della superficie del segnale).ALLEGATO IV CRITERI ORIENTATIVI PER L'ESECUZIONE DEI LAVORI Per esercizio normale si intendono le condizioni in cui gli impianti funzionano normalmente in presenza di parametri prefissati.Zona 0In linea di massima non è ammessa la presenza di lavoratori e l'esecuzione di lavori.Non sono ammesse fonti di accensione in grado di attivarsi in condizioni di normale esercizio o in presenza di anomalie di funzionamento.Zona 1È autorizzata l'esecuzione di lavori, che possano costituire fonti di accensione in condizione di normale esercizio, soltanto se il piano di protezione contro le esplosioni per la zona interessata prevede il ricorso a misure adeguate.Non sono ammesse fonti di accensione in grado di attivarsi in condizioni di normale esercizio o in presenza di anomalie di funzionamento.Zona 2È autorizzata l'esecuzione di lavori, che possano costituire fonti di accensione in condizione di normale esercizio, soltanto se il piano di protezione contro le esplosioni per la zona interessata prevede il ricorso a misure adeguate.Non sono ammesse fonti di accensione in grado di attivarsi in condizioni di normale esercizio o in presenza di anomalie di funzionamento.Zona 20In linea di massima non è ammessa la presenza di lavoratori e l'esecuzione di lavori.Non sono ammesse fonti di accensione in grado di attivarsi in condizioni di normale esercizio o in presenza di anomalie di funzionamento.Zona 21È autorizzata l'esecuzione di lavori, per i quali si può prevedere la presenza di fonti d'accensione in condizioni di esercizio normale, qualora siano adottati i provvedimenti di protezione previsti dal relativo piano applicabile per la zona interessata.Non sono ammesse fonti di accensione in grado di attivarsi in condizioni di normale esercizio o in presenza di anomalie di funzionamento.Zona 22È autorizzata l'esecuzione di lavori, per i quali si può prevedere la presenza di fonti d'accensione in condizioni di esercizio normale, qualora siano adottati i provvedimenti di protezione previsti dal relativo piano applicabile per la zona interessata.Non sono ammesse fonti di accensione in grado di attivarsi in condizioni di normale esercizio o in presenza di anomalie di funzionamento.ALLEGATO V ELENCO NON ESAUSTIVO DI VOCI CITATE NEL VADEMECUM AI SENSI DELL'ARTICOLO 10, IN ADEMPIMENTO DELLE PRESCRIZIONI MINIME DELLA PRESENTE DIRETTIVA - Articolazione e contenuto del documento per la protezione contro le esplosioni (vedi articolo 4, paragrafo 3)- Provvedimenti di natura organizzativa (vedi allegato II, parte A, punto 1)- Valutazione dei rischi di esplosione (vedi allegato II, parte A, punto 2)- Capitoli previsti per la programmazione (vedi allegato II, parte A, punto 3)- Provvedimenti per la protezione contro le esplosioni (vedi allegato II, parte A, punto 4)- Istruzioni per la ripartizione in zone dei settori esposti a rischi d'esplosione (vedi allegato I)- Informazioni sulle norme da applicare in materia di acquisizione di attrezzature.