CELEX: 62016TN0257
Language: it
Date: 2016-05-19 00:00:00
Title: Causa T-257/16: Ricorso proposto il 19 maggio 2016 – NM/Consiglio europeo

11.7.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 251/43
            
         Ricorso proposto il 19 maggio 2016 – NM/Consiglio europeo
   (Causa T-257/16)
   (2016/C 251/49)
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: NM (Isola di Lesbo, Grecia) (rappresentanti: B. Burns Solicitor e P. O' Shea, BL)
   
      Convenuto: Consiglio europeo
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare l’accordo tra il Consiglio europeo e la Turchia del 18 marzo 2016 intitolato «Dichiarazione UE-Turchia, 18 marzo 2016»;
            
         
               —
            
            
               ordinare il rimborso alla ricorrente delle spese legali.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce cinque motivi.
   
               1.
            
            
               Primo motivo, vertente sull’incompatibilità dell’accordo tra il Consiglio europeo e la Turchia del 18 marzo 2016 intitolato «Dichiarazione UE-Turchia, 18 marzo 2016» con i diritti fondamentali dell’Unione Europea, in particolare con gli articoli 1, 18 e 19 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
            
         
               2.
            
            
               Secondo motivo, vertente sul fatto che la Turchia non è un Paese terzo sicuro ai sensi dell’articolo 36 della Direttiva 2005/85/CE del Consiglio del 1o dicembre 2005 recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato (GU L 326, 13.12.2005, pag. 13-34).
            
         
               3.
            
            
               Terzo motivo, vertente sulla circostanza che la direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell'accoglienza degli stessi (GU L 212, 7.8.2001, pag. 12-23) avrebbe dovuto essere attuata.
            
         
               4.
            
            
               Quarto motivo, vertente sul fatto che l’accordo impugnato costituisce in realtà un trattato vincolante o un «atto» avente effetti giuridici nei confronti della ricorrente e che la mancata conformità con l’articolo 218 TFUE e/o con l’articolo 78, paragrafo 3, TFUE, congiuntamente o singolarmente, rende invalido l’accordo impugnato.
            
         
               5.
            
            
               Quinto motivo, vertente sulla violazione del divieto di espulsione collettiva di cui all’articolo 19, paragrafo 1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.