CELEX: 31970H0014
Language: it
Date: 1969-11-25 00:00:00
Title: 70/14/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 25 novembre 1969, alla Repubblica italiana relativa al riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale degli accenditori (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

Avis juridique important

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31970H0014

70/14/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 25 novembre 1969, alla Repubblica italiana relativa al riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale degli accenditori (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 006 del 09/01/1970 pag. 0016 - 0018 edizione speciale danese: serie II tomo VI pag. 0006  edizione speciale inglese: serie II tomo VI pag. 0006 

+++++RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE DEL 25 NOVEMBRE 1969 ALLA REPUBBLICA ITALIANA RELATIVA AL RIORDINAMENTO DEL MONOPOLIO NAZIONALE A CARATTERE COMMERCIALE DEGLI ACCENDITORI ( IL TESTO IN LINGUA ITALIANA E IL SOLO FACENTE FEDE ) ( 70/14/CEE )  I  1 . CON LETTERA DEL 24 MARZO 1959 , IL GOVERNO ITALIANO HA COMUNICATO ALLA COMMISSIONE CHE IN ITALIA GLI ACCENDITORI SONO SOGGETTI AD UN MONOPOLIO NAZIONALE A CARATTERE COMMERCIALE AI SENSI DELL'ARTICOLO 37 DEL TRATTATO CEE .  IN VIRTU DI QUESTA DISPOSIZIONE GLI STATI MEMBRI SONO TENUTI A RIORDINARE PROGRESSIVAMENTE I MONOPOLI NAZIONALI IN MODO CHE VENGA ESCLUSA , ALLA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO , QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FRA I CITTADINI DEGLI STATI MEMBRI PER QUANTO RIGUARDA LE CONDIZIONI RELATIVE ALL'APPROVVIGIONAMENTO E AGLI SBOCCHI .  2 . IL R . D . 11 MARZO 1923 N . 560 E L'ANNESSA CONVENZIONE HANNO ABOLITO IL MONOPOLIO DI STATO DELLA VENDITA DEI FIAMMIFERI , CHE ESISTEVA DAL 1916 , ISTITUENDO IN SUA VECE UN'IMPOSTA DI FABBRICAZIONE . VENIVA CREATO AL TEMPO STESSO UN CONSORZIO OBBLIGATORIO DI TUTTE LE FABBRICHE ITALIANE DI FIAMMIFERI , IL " CONSORZIO INDUSTRIE FIAMMIFERI " ( CIF ) , AL QUALE VENIVA CONFERITO DA UN CANTO IL MONOPOLIO DELLA FABBRICAZIONE E DELLA VENDITA DEI FIAMMIFERI SUL TERRITORIO ITALIANO E VENIVA D'ALTRO CANTO AFFIDATO IL COMPITO DI GARANTIRE IL PAGAMENTO ALL'ERARIO DELL'IMPOSTA DI FABBRICAZIONE SUI FIAMMIFERI . DA PARTE SUA LO STATO SI IMPEGNAVA A FISSARE I PREZZI DI VENDITA AL PUBBLICO DEGLI ACCENDITORI E DELLE PIETRINE FOCAIE IN MISURA TALE DA NON COSTITUIRE UNA CONCORRENZA ALLO SMERCIO DEI FIAMMIFERI ( ART . 9 DELLA CITATA CONVENZIONE FRA LO STATO E IL CIF ) . LO STATO SI IMPEGNAVA ALTRESI A NON CONSENTIRE , FINCHE VIGESSE LA CONVENZIONE , LA ISTITUZIONE DI NUOVE FABBRICHE DI FIAMMIFERI E LORO SURROGATI .  IN VIRTU DEL R . D . L . 26 FEBBRAIO 1930 N . 105 ( CONV . IN L . 1* MAGGIO 1930 N . 611 ) E DI UNA CONVENZIONE FRA LO STATO ED IL CIF ANNESSA AL DECRETO ( " CONVENZIONE AGGIUNTIVA FRO LO STATO ED IL CONSORZIO INDUSTRIE FIAMMIFERI " ) , IL CIF HA OTTENUTO IL DIRITTO ESCLUSIVO DI FABBRICARE , IMPORTARE E VENDERE SUL TERRITORIO ITALIANO GLI " APPARECCHI D'ACCENSIONE AZIONATI DA PIETRINA FOCAIA E CHE POSSONO ESSERE USATI IN SOSTITUZIONE DI FIAMMIFERI " . PER QUANTO CONCERNE GLI ALTRI ACCENDITORI , L'ARTICOLO 3 DEL DECRETO PREVEDE CHE IL MINISTRO DELLE FINANZE HA FACOLTA DI ESERCITARE DIRETTAMENTE O DI AUTORIZZARE ENTI O PERSONE A ESERCITARE LA FABBRICAZIONE , L'IMPORTAZIONE E LA VENDITA . TUTTAVIA , L'ARTICOLO 10 DELLA CONVENZIONE ESTENDE IL DIRITTO ESCLUSIVO DEL CIF " ANCHE AD ALTRI APPARECCHI D'ACCENSIONE CHE FOSSERO EVENTUALMENTE POSTI IN COMMERCIO , COMUNQUE AZIONATI , PURCHE TASCABILI E ASSIMILABILI NELL'USO AGLI APPARECCHI TASCABILI A PIETRINA FOCAIA " .  L'OBBLIGO DI ADERIRE AL CIF FU IMPOSTO , PER TUTTA LA DURATA DELLA CONVENZIONE , ALLE QUATTRO FABBRICHE DI ACCENDITORI CHE ESISTEVANO IN ITALIA AL MOMENTO DELL'EMANAZIONE DEL DECRETO . UN SOLO FABBRICANTE DI ACCENDITORI ( LA SPA FABBRICHE FIAMMIFERI E AFFINI - SAFFA - CHE E ANCHE IL PRINCIPALE FABBRICANTE DI FIAMMIFERI ) FA PARTE OGGI DEL CIF ; LE ALTRE FABBRICHE HANNO CESSATO OGNI ATTIVITA .  LA CONVENZIONE , CHE SCADEVA IL 31 MAGGIO 1932 , E STATA PROROGATA PIU VOLTE . IN VIRTU DELL'ULTIMA PROROGA ( D . M . DEL 29 APRILE 1965 ) LA SCADENZA E PREVISTA PER IL 31 DICEMBRE 1974 .  3 . IL REGIME FISCALE DEGLI ACCENDITORI E STATO STABILITO CON D . L . DELL'11 GENNAIO 1956 , N . 2 ( CONV . IN L . 16 MARZO 1956 , N . 109 ) .  IN PRECEDENZA GLI ACCENDITORI ERANO SOTTOPOSTI AD UN'IMPOSTA DI FABBRICAZIONE : UN DIRITTO FISSO , VARIABILE SECONDO IL TIPO DI ACCENDITORI , ERA APPLICATO AI PRODOTTI NAZIONALI E AI PRODOTTI IMPORTATI ; A COMPROVA DEL PAGAMENTO DI TALE DIRITTO , GLI ACCENDITORI VENIVANO SOTTOPOSTI A PUNZONATURA . IN QUESTO REGIME LA FUNZIONE FISCALE DEL CIF CONSISTEVA NEL PAGARE IN ANTICIPO ALLO STATO , OGNI MESE , I DIRITTI SUGLI ACCENDITORI ; VENIVA COSI FACILITATA LA RISCOSSIONE DELL'IMPOSTA DA PARTE DELLO STATO . ALL'ATTO DELLA FISSAZIONE DEL PREZZO DI VENDITA , IL CIF TRASFERIVA L'IMPOSTA SUI CONSUMATORI .  IL D . L . DEL 1956 HA INTERAMENTE MODIFICATO QUESTO REGIME . IL DIRITTO FISSO , IL SISTEMA DI PUNZONATURA ED IL PAGAMENTO ANTICIPATO DELL'IMPOSTA DA PARTE DEL CIF SONO STATI SOPPRESSI . L'IMPOSTA DI FABBRICAZIONE E STATA TRASFORMATA IN UN'IMPOSTA DI CONSUMO , CHE I CONSUMATORI PAGANO ANNUALMENTE ACQUISTANDO UNA MARCA CONTRASSEGNO . NEL NUOVO REGIME ( PRECISATO CON DECRETO DEL MINISTRO DELLE FINANZE DEL 4 FEBBRAIO 1956 ) IL CIF NON HA ALTRA FUNZIONE CHE DI DISTRIBUIRE LE MARCHE CONTRASSEGNO .  IL DECRETO DEL 1956 HA D'ALTRA PARTE CONFERMATO ESPRESSAMENTE CHE RESTANO IN VIGORE TUTTE LE DISPOSIZIONI SUGLI ACCENDITORI NON IN CONTRASTO CON IL DECRETO STESSO . IL MONOPOLIO DI FABBRICAZIONE , D'IMPORTAZIONE E DI VENDITA DI CUI GODE IL CIF NON HA DUNQUE SUBITO MUTAMENTI .  LE IMPORTAZIONI DI ACCENDITORI IN PROVENIENZA DAGLI ALTRI STATI MEMBRI HANNO SUBITO UN NOTEVOLE AUMENTO , ESSENDO PASSATE DA 9.836 PEZZI NEL 1958 A 290.802 PEZZI NEL 1968 ED A 479.660 PEZZI NEL PERIODO GENNAIO/OTTOBRE 1969 .  4 . LA COMMISSIONE RITIENE CHE L'AUMENTO DELLE IMPORTAZIONI DI ACCENDITORI PROVENIENTI DAGLI ALTRI STATI MEMBRI , EFFETTUATO DAL MONOPOLIO , NON BASTA PER REALIZZARE L'OBIETTIVO DELL'ARTICOLO 37 .  IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE IL PERIODO TRANSITORIO VOLGE AL TERMINE , OCCORRE ORA ADOTTARE MISURE CHE PERMETTANO DI ESCLUDERE QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FRA I CITTADINI DEGLI STATI MEMBRI PER QUANTO RIGUARDA LE CONDIZIONI RELATIVE ALL'APPROVVIGIONAMENTO E AGLI SBOCCHI .  L'ARTICOLO 37 , CHE FA PARTE DEL TITOLO RELATIVO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI E , IN PARTICOLARE , DEL CAPITOLO SULL'ABOLIZIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE FRA GLI STATI MEMBRI , MIRA A RAGGIUNGERE , ALLA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO , PER I PRODOTTI SOGGETTI A UN MONOPOLIO NAZIONALE A CARATTERE COMMERCIALE ( O AD UN REGIME ASSIMILATO ) , LO STESSO RISULTATO CHE , PER GLI ALTRI PRODOTTI , VIENE RAGGIUNTO TRAMITE L'APPLICAZIONE DEGLI ARTICOLI 30 - 34 , CIOE LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI .  UNA DIVERSA PROCEDURA E STATA PREVISTA ALLO SCOPO DI OTTENERE QUESTO RISULTATO NEI SETTORI COPERTI DAI MONOPOLI NAZIONALI . IL RIORDINAMENTO PROGRESSIVO DI QUESTI E STATO PREVISTO DA UN CANTO AL FINE DI TENER CONTO DEL FATTO CHE , PER GLI STATI MEMBRI INTERESSATI , I PRODOTTI SOGGETTI A MONOPOLIO DAVANO LUOGO A PROBLEMI PARTICOLARI E , D'ALTRO CANTO , ONDE EVITARE CHE L'ABOLIZIONE , IN DETTI SETTORI , DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE E DELLE MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE , RESTI PRIVA DI CONSEGUENZE PRATICHE . SI POTEVA INFATTI TEMERE CHE LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI SCAMBI IN ORDINE AI PRODOTTI SOGGETTI A MONOPOLIO NON SI SAREBBE REALIZZATA SE I MONOPOLI , IN VIRTU DEI LORO DIRITTI ESCLUSIVI D'IMPORTARE , DI ESPORTARE E DI COMMERCIALIZZARE CERTI PRODOTTI , FOSSERO RIMASTI LIBERI DI DECIDERE IN CHE MISURA , ED A QUALI CONDIZIONI , I PRODOTTI PROVENIENTI DAGLI ALTRI STATI MEMBRI POSSONO ESSERE AMMESSI SUL MERCATO NAZIONALE ( O IN CHE MISURA I PRODOTTI NAZIONALI POSSONO ESSERE ESPORTATI VERSO GLI ALTRI STATI MEMBRI ) .  PER QUESTA RAGIONE L'ARTICOLO 37 HA PREVISTO CHE ALLA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO VENGA ESCLUSA " QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FRA I CITTADINI DEGLI STATI MEMBRI PER QUANTO RIGUARDA LE CONDIZIONI RELATIVE ALL'APPROVVIGIONAMENTO E AGLI SBOCCHI " .  VA SOTTOLINEATO CHE L'ARTICOLO 37 NON SI LIMITA A ESIGERE LA SOPPRESSIONE DELLE DISCRIMINAZIONI CHE RISULTANO DIRETTAMENTE DALLE DISPOSIZIONI APPLICABILI AI PRODOTTI SOGGETTI A MONOPOLIO : IN MANCANZA DI UNA DISPOSIZIONE SUI MONOPOLI NAZIONALI , TALE OBIETTIVO POTREBBE ESSERE REALIZZATO MEDIANTE ALTRE NORME DEL TRATTATO , IN PARTICOLARE QUELLE CHE VIETANO LE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE AI DAZI DOGANALI E LE MISURE D'EFFETTO EQUIVALENTE ALLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE . DISCENDE DA QUANTO IN PRECEDENZA E STATO DETTO IN MERITO ALLE CARATTERISTICHE PECULIARI DEI MONOPOLI NAZIONALI E DELLE RESTRIZIONI CHE ESSI POSSONO PROVOCARE , CHE L'OBIETTIVO DEL " RIORDINAMENTO " - E CIOE L'ESCLUSIONE DI QUALSIASI DISCRIMINAZIONE - E DI ESCLUDERE CHE POSSANO ANCORA VERIFICARSI , ALLA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO , LE DISCRIMINAZIONI CUI POSSONO DAR LUOGO CERTI POTERI PARTICOLARI DI CUI I MONOPOLI DISPONGONO IN ORDINE ALL'IMPORTAZIONE E ALLO SMERCIO SUL LORO MERCATO , O ALL'ESPORTAZIONE , DI CERTI PRODOTTI .  QUESTI SONO GLI OBIETTIVI FISSATI DALL'ARTICOLO 37 : L'ITALIA E TENUTA A RIORDINARE IL MONOPOLIO DEGLI ACCENDITORI , PRIMA DELLA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO , IN MANIERA TALE CHE ESSI VENGANO REALIZZATI . LA COMMISSIONE , DAL CANTO SUO , OLTRE L'OBBLIGO GENERALE DI VEGLIARE ALL'APPLICAZIONE DEL TRATTATO , HA QUELLO DI RACCOMANDARE , SECONDO IL DISPOSTO DEL PARAGRAFO 6 DELL'ARTICOLO 37 , LE MODALITA DEL RIORDINAMENTO PREVISTO DA TALE ARTICOLO .  5 . NELL'ESERCIZIO DEI DIRITTI ESCLUSIVI CONFERITIGLI DALLA LEGGE , IL CIF PROVVEDE ALLA DISTRIBUZIONE SUL MERCATO ITALIANO SIA DEGLI ACCENDITORI DI FABBRICAZIONE NAZIONALE CHE DI QUELLI IMPORTATI . A TAL FINE , IL CIF INTERVIENE IN TUTTE LE FASI DELLA COMMERCIALIZZAZIONE : ACQUISTA GLI ACCENDITORI DAI PRODUTTORI ; EFFETTUA , PER GLI ACCENDITORI DI FABBRICAZIONE ESTERA , TUTTE LE OPERAZIONI DOGANALI ; MANTIENE SCORTE ; INVIA I PRODOTTI AI DETTAGLIANTI E PRESTA IL SERVIZIO DI ASSISTENZA TECNICA .  A ) GLI ACQUISTI DI ACCENDITORI DA PARTE DEL CIF SONO OGGETTO , OGNI ANNO , DI UNA TRATTATIVA FRA IL CIF E I PRODUTTORI ; SULLA BASE DELLE SUE PREVISIONI , IL CIF DECIDE QUINDI IN ORDINE ALLE QUANTITA E AI MODELLI DA ACQUISTARE . IL PREZZO DI CESSIONE CHE IL CIF PAGA AI PRODUTTORI E LIBERAMENTE DISCUSSO FRA LE PARTI .  B ) IN QUANTO IMPORTATORE ESCLUSIVO , IL CIF E IL SOLO CHE POSSA COMPIERE LE OPERAZIONI DOGANALI CHE CONSENTONO DI IMPORTARE I PRODOTTI DI FABBRICAZIONE ESTERA .  C ) PER QUANTO CONCERNE LA RIVENDITA , IL R . D . DEL 1930 STABILISCE ( ARTICOLO 6 ) CHE GLI ACCENDITORI DI QUALITA CORRENTE ( " DI METALLO COMUNE O D'ALTRA MATERIA NON DI PREGIO , SENZA RIVESTIMENTI OD ORNAMENTAZIONI " ) SONO VENDUTI ESCLUSIVAMENTE A MEZZO DELLE RIVENDITE DI GENERI DI MONOPOLIO . GLI ALTRI ACCENDITORI POSSONO ESSERE VENDUTI TANTO DALLE ANZIDETTE RIVENDITE QUANTO DA PRIVATI ESERCENTI ; LA LICENZA CHE QUESTI DEVONO OTTENERE A TAL FINE E CONCESSA DAL MINISTERO DELLE FINANZE SU PARERE FAVOREVOLE DEL CIF .  D ) A MANO A MANO CHE I RIVENDITORI ESAURISCONO LE SCORTE DI CUI DISPONGONO , TRASMETTONO ORDINAZIONI AL CIF , CHE LI RIFORNISCE A PARTIRE DAI PROPRI DEPOSITI . TUTTAVIA GLI AGENTI DEI FABBRICANTI POSSONO RACCOGLIERE LE ORDINAZIONI PRESSO I RIVENDITORI E TRASMETTERLE QUINDI AL CIF .  E ) PER QUANTO RIGUARDA IL PREZZO CHE IL CIF PRATICA NEI CONFRONTI DEI COMMERCIANTI , BISOGNA DISTINGUERE SECONDO CHE SI TRATTI DEGLI ACCENDITORI DI QUALITA CORRENTE , MENZIONATI PRIMA SUB C ) , O DEGLI ALTRI ACCENDITORI . PER I PRIMI , IL PREZZO E FISSATO CON DECRETO DEL MINISTRO DELLE FINANZE ; SI TRATTA DI UN PREZZO DI MASSIMA : E IN FACOLTA DEL CIF DI CEDERE A MENO ( CFR . ARTICOLO 7 DEL R . D . DEL 1930 E ARTICOLO 6 DELLA CONVENZIONE ) . PER QUANTO RIGUARDA GLI ALTRI ACCENDITORI , E CIOE PER LA GRANDE MAGGIORANZA , I PREZZI SONO FISSATI DAL CIF .  F ) IL CIF PROVVEDE AL SERVIZIO DI ASSISTENZA TECNICA .  6 . SULLA BASE DELLE INFORMAZIONI DI CUI DISPONE , LA COMMISSIONE CONSTATA :  A ) CHE TALUNE RESTRIZIONI SONO IMPOSTE ALLO SMERCIO , SUL MERCATO ITALIANO , DEGLI ACCENDITORI DI QUALITA CORRENTE : CERTI MODELLI NON SONO IMPORTATI DAL MONOPOLIO ;  B ) CHE ALCUNI MODELLI DI ACCENDITORI DI FABBRICAZIONE ESTERA SONO VENDUTI SUL MERCATO ITALIANO A PREZZI MOLTO PIU ELEVATI E TALORA AL DOPPIO DEI PREZZI PRATICATI , PER GLI STESSI PRODOTTI , IN ALTRI PAESI DELLA CEE ;  C ) CHE ALCUNI MODELLI DI ACCENDITORI DI FABBRICAZIONE ESTERA SONO VENDUTI SUL MERCATO ITALIANO A PREZZI MOLTO PIU ELEVATI CHE ALTRI MODELLI , PARAGONABILI , DI ACCENDITORI DI FABBRICAZIONE ITALIANA ;  D ) CHE IN DIVERSI CASI IL CIF NON HA ESEGUITO INTERAMENTE LE ORDINAZIONI DI ACCENDITORI ESTERI TRASMESSEGLI DAI DETTAGLIANTI , OPPURE LE HA ESEGUITE CON NOTEVOLE RITARDO ; CHE INOLTRE , IN CERTI CASI , L'ESECUZIONE INCOMPLETA DI UN'ORDINAZIONE HA PROVOCATO IL RIFIUTO , DA PARTE DEL CIF , DI CONCEDERE AL RIVENDITORE LA DILAZIONE DI PAGAMENTO CHE E ACCORDATA QUANDO L'ORDINAZIONE RAGGIUNGE UN IMPORTO MINIMO .  7 . I FATTI SOPRA DESCRITTI COSTITUISCONO DISCRIMINAZIONI NELLE CONDIZIONI RELATIVE AGLI SBOCCHI A DANNO DEI FORNITORI DEGLI ALTRI STATI MEMBRI . LA COMMISSIONE RITIENE CHE QUESTA SITUAZIONE DERIVI DAI POTERI MOLTO ESTESI CHE SONO STATI CONFERITI AL CIF :  A ) LA FACOLTA , DI CUI IL CIF GODE , DI DECIDERE LIBERAMENTE IN ORDINE ALLE QUANTITA E AI MODELLI DI ACCENDITORI DA ACQUISTARE , GLI PERMETTE DI LIMITARE ARBITRARIAMENTE LE IMPORTAZIONI ;  B ) ESSENDO IL SOLO AUTORIZZATO AD EFFETTUARE LE OPERAZIONI IN DOGANA , IL CIF PUO PROVOCARE RITARDI NELLO SMERCIO DEI PRODOTTI ESTERI ;  C ) ESSENDO IL SOLO AUTORIZZATO A MANTENERE SCORTE , IL CIF PUO PROVOCARE RITARDI NEL RIFORNIMENTO DEI RIVENDITORI IN ACCENDITORI D'IMPORTAZIONE ;  D ) IL CIF PUO , RIFIUTANDO DI DARE IL PROPRIO ASSENSO PER LA CONCESSIONE DI UNA LICENZA DI VENDITA , LIMITARE LE POSSIBILITA DI VENDITA SUL MERCATO ITALIANO DA PARTE DI FORNITORI STRANIERI ;  E ) LA FACOLTA DI FISSARE I PREZZI DI VENDITA AI DETTAGLIANTI PER LA GRANDE MAGGIORANZA DEGLI ACCENDITORI , PERMETTE AL CIF DI IMPORRE MARGINI PIU ELEVATI PER I PRODOTTI ESTERI CHE PER I NAZIONALI E DI INFLUENZARE IN MANIERA DECISIVA LA POSIZIONE CONCORRENZIALE DEGLI ACCENDITORI ESTERI SUL MERCATO ITALIANO ;  F ) IL DIRITTO ESCLUSIVO DI EFFETTUARE IL SERVIZIO DI ASSISTENZA TECNICA PUO PROVOCARE DISCRIMINAZIONI , IN QUANTO RENDE POSSIBILI RITARDI NELLA PRESTAZIONE DI DETTO SERVIZIO PER QUANTO CONCERNE I PRODOTTI ESTERI ; TALI RITARDI POTREBBERO APPORTARE PREGIUDIZIO AL BUON NOME DI UN DETERMINATO PRODOTTO .  PER QUESTI MOTIVI LA COMMISSIONE RITIENE CHE LA SOLUZIONE MIGLIORE , PERCHE FIN D'ORA DI SICURA EFFICACIA , PER REALIZZARE L'OBIETTIVO FISSATO DALL'ARTICOLO 37 , CONSISTE NELLA SOPPRESSIONE DEI DIRITTI ESCLUSIVI , DI CUI IL CIF GODE , DI IMPORTARE E DI COMMERCIALIZZARE , NELLA MISURA IN CUI TALI DIRITTI CONCERNONO IL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI .  8 . QUANTO ALL'ASPETTO FISCALE DEL MONOPOLIO , LA COMMISSIONE TIENE A FARE RILEVARE CHE NON SAREBBE POSSIBILE INVOCARE L'ARTICOLO 90 , PARAGRAFO 2 , DEL TRATTATO CEE PER ESCLUDERE O LIMITARE LA NECESSITA DI RIORDINARE IL MONOPOLIO DEGLI ACCENDITORI CONFORMEMENTE ALLE DISPOSIZIONI DELL'ARTICOLO 37 . L'ARTICOLO 90 , PARAGRAFO 2 , SI LIMITA INFATTI A STABILIRE CHE LE IMPRESE AVENTI CARATTERE DI MONOPOLIO FISCALE SONO SOTTOPOSTE ALLE NORME DEL TRATTATO NEI LIMITI IN CUI L'APPLICAZIONE DI TALI NORME NON OSTI , IN LINEA DI DIRITTO E DI FATTO , ALL'ADEMPIMENTO DELLA SPECIFICA MISSIONE LORO AFFIDATA ; D'ALTRO CANTO , LO SVILUPPO DEGLI SCAMBI NON DEVE ESSERE COMPROMESSO IN MISURA CONTRARIA AGLI INTERESSI DELLA COMUNITA .  RISULTA DA QUANTO E STATO DETTO PRIMA , SUB 3 , CHE IL CIF NON ESERCITA PIU OGGI ALCUNA MISSIONE FISCALE , DATO CHE L'IMPOSTA E PAGATA DAL CONSUMATORE .  II  PER QUESTI MOTIVI , LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , IN CONFORMITA DELL'ARTICOLO 37 , PARAGRAFO 6 , DEL TRATTATO CEE , RACCOMANDA ALLA REPUBBLICA ITALIANA DI PRENDERE , AL PIU TARDI IL 31 DICEMBRE 1969 , LE MISURE SEGUENTI :  1 . PERMETTERE AI FORNITORI DEGLI ALTRI STATI MEMBRI DI EFFETTUARE SENZA ALCUNA RESTRIZIONE IMPORTAZIONI DI ACCENDITORI IN PROVENIENZA DAGLI STATI MEMBRI . A TAL FINE , TUTTE LE FORMALITA NECESSARIE PER L'IMMISSIONE DI DETTI PRODOTTI SUL MERCATO ITALIANO DEVONO POTER ESSERE ESPLETATE DIRETTAMENTE DAGLI ACQUIRENTI O DALLE PERSONE DA QUESTI DESIGNATE , SENZA PASSARE PER IL TRAMITE DEL CIF , IN MODO CHE GLI INTERESSATI POSSANO DISPORRE IMMEDIATAMENTE DEI PRODOTTI IN QUESTIONE .  2 . PERMETTERE CHE POSSANO ESSERE EFFETTUATE LIBERAMENTE TUTTE LE OPERAZIONI NECESSARIE AI FINI DELLA COMMERCIALIZZAZIONE , SUL MERCATO ITALIANO , DEGLI ACCENDITORI PROVENIENTI DAGLI ALTRI STATI MEMBRI .  A TAL FINE :  - PERMETTERE AI FORNITORI DEGLI STATI MEMBRI DI DISPORRE DI SCORTE IN ITALIA ;  - NON PIU SUBORDINARE LA CONCESSIONE DI UNA LICENZA DI VENDITA DI ACCENDITORI AL PARERE FAVOREVOLE DEL CIF ;  - PERMETTERE AI FORNITORI DEGLI ALTRI STATI MEMBRI DI PRESTARE IL SERVIZIO DI ASSISTENZA TECNICA ;  - PERMETTERE CHE I PREZZI DEI PRODOTTI PROVENIENTI DAGLI ALTRI STATI MEMBRI POSSANO ESSERE STABILITI SULLA BASE DI UNA TRATTATIVA FRA VENDITORI E ACQUIRENTI NEI VARI STADI DELLA COMMERCIALIZZAZIONE .  FATTO A BRUXELLES , IL 25 NOVEMBRE 1969 .  PER LA COMMISSIONE  IL PRESIDENTE  JEAN REY