CELEX: 62016CN0228
Language: it
Date: 2016-04-22 00:00:00
Title: Causa C-228/16 P: Impugnazione proposta il 22 aprile 2016 dalla Dimosia Epicheirisi Ilektrismou AE (DEI) avverso l’ordinanza del Tribunale (Quarta Sezione) del 9 febbraio 2016, causa T-639/14, Dimosia Epicheirisi Ilektrismou A.E. (DEI)/Commissione europea

13.6.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 211/39
            
         
      Impugnazione proposta il 22 aprile 2016 dalla Dimosia Epicheirisi Ilektrismou AE (DEI) avverso l’ordinanza del Tribunale (Quarta Sezione) del 9 febbraio 2016, causa T-639/14, Dimosia Epicheirisi Ilektrismou A.E. (DEI)/Commissione europea
      (Causa C-228/16 P)
      (2016/C 211/50)
      Lingua processuale: il greco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Dimosia Epicheirisi Ilektrismou A.E. (DEI) (rappresentanti: Efthymios Bourtzalas, Anargiros Oikonomou, Efstathia Salaka, Charalampos Synodinos, Charisios Tagaras, Denis Waelbroeck, avvocati)
      
         Altra parte nel procedimento: Commissione europea
      
         Conclusioni della ricorrente
      
      
                  —
               
               
                  che venga annullata l’ordinanza impugnata,
               
            
                  —
               
               
                  che la Corte ordini il rinvio della causa dinanzi al Tribunale affinché si pronunci in ordine alle conclusioni della ricorrente dirette all’annullamento dell’atto impugnato del 12 giugno 2014,
               
            
                  —
               
               
                  che la convenuta venga condannata all’integralità delle spese sia del giudizio di primo grado, sia della presente impugnazione.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      La ricorrente sostiene che l’ordinanza impugnata è viziata da rilevanti errori di diritto e deve essere annullata per i seguenti motivi:
      
                  1)
               
               
                  errore manifesto di diritto e difetto di motivazione per quanto riguarda la valutazione che la causa T-639/14 è diventata privo di oggetto, nei limiti in cui tale valutazione si basa sulla presunta «sostituzione» dell’atto impugnato con l’atto della Commissione del 25 marzo 2015;
               
            
                  2)
               
               
                  violazione dei principi di buona amministrazione, certezza del diritto e tutela giurisdizionale effettiva nel ritenere che l’atto del 25 marzo 2015 abbia sostituito l’atto impugnato;
               
            
                  3)
               
               
                  errore manifesto di diritto per quanto riguarda l’interpretazione ed applicazione del principio di legalità degli atti degli organi dell’Unione europea;
               
            
                  4)
               
               
                  travisamento dei fatti e violazione del diritto di essere sentiti per quanto riguarda il giudizio che la motivazione dell’atto impugnato «non fa affatto riferimento al carattere statale dell’eventuale aiuto in forma di lodo arbitrale» e valutazione manifestamente erronea nel ritenere che gli errori di diritto dell’atto impugnato fatti valere dalla DEI «saranno necessariamente oggetto di una valutazione nella (…) causa T-352/15».
               
            
                  5)
               
               
                  snaturamento della motivazione della DEI in ordine ai criteri in base ai quali avrebbe dovuto essere deciso l’annullamento o meno del procedimento nella presente causa per quanto attiene alla denuncia del 2012 ed errore manifesto di diritto per quanto riguarda la valutazione che la denuncia del 2012 è stata respinta «implicitamente» con l’atto della Commissione del 25 marzo 2015 e
               
            
                  6)
               
               
                  errore di diritto e valutazione manifestamente erronea nel giudicare che ciascuna parte debba sopportare le proprie spese.