CELEX: C2003/171/29
Language: it
Date: 2003-07-19 00:00:00
Title: Causa C-243/03: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, proposto il 6 giugno 2003

19.7.2003                IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          C 171/19
3)    Come debba interpretarsi l’esigenza che l’uso del marchio             Ricorso presentato il 5 giugno 2003 contro il Regno dei
      sia «necessario» per fornire istruzioni per l’uso del prodot-            Paesi Bassi dalla Commissione delle Comunità europee
      to. Se il criterio della necessità possa risultare soddisfatto,
      sebbene sia di per sé possibile fornire istruzioni per l’uso
                                                                                                      (Causa C-241/03)
      senza menzionare specificamente un marchio altrui,
      limitandosi a menzionare semplicemente, per esempio, il
      principio tecnico di funzionamento del prodotto. Quale                                           (2003/C 171/28)
      significato abbia a questo riguardo il fatto che per il
      consumatore le istruzioni per l’uso possano risultare più
      difficili da capire, qualora non si faccia un riferimento
      nominale al marchio di un terzo.                                      Il 5 giugno 2003 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                            rappresentata da G. Zavvos e W. Wils, in qualità di agenti, ha
4)    Di quali fattori occorra tener conto nel valutare i buoni             proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
      usi commerciali. Se la menzione di un marchio altrui                  un ricorso contro il Regno dei Paesi Bassi.
      nel contesto della vendita dei propri prodotti implichi
      l’affermazione che i prodotti del venditore corrispondono
                                                                            La ricorrente conclude che la Corte voglia:
      per l’origine, per le qualità tecniche o per altre caratteristi-
      che ai prodotti cui si riferisce il marchio altrui.
                                                                            —      dichiarare che, non avendo adottato le misure legislative,
5)    Se rilevi per la liceità dell’uso di un marchio altrui il fatto              regolamentari e amministrative necessarie per conformar-
                                                                                   si alla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
      che l’operatore commerciale che fa riferimento al marchio
                                                                                   16 maggio 2000, 2000/26/CE, concernente il ravvicina-
      altrui venda, oltre ai pezzi di ricambio e agli accessori,
      anche altri prodotti propri, insieme ai quali tali pezzi di                  mento delle legislazioni degli Stati membri in materia di
                                                                                   assicurazione della responsabilità civile risultante dalla
      ricambio o accessori devono essere usati.
                                                                                   circolazione di autoveicoli e che modifica le direttive 73/
                                                                                   239/CEE e 88/357/CEE del Consiglio (Quarta direttiva
( 1) GU L 40, pag. 1.                                                              assicurazione autoveicoli) ( 1), ovvero non avendone dato
                                                                                   comunicazione alla Commissione, il Regno dei Paesi Bassi
                                                                                   è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti a norma
                                                                                   di tale direttiva;
                                                                            —      condannare il Regno dei Paesi Bassi alle spese del
                                                                                   procedimento.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
nale di primo grado di Barcellona, con ordinanza 5 maggio
2003, nella causa QDQ MEDIA, S.A. contro Alejandro                          Motivi e argomenti principali
                            Omedas Lecha
                          (Causa C-235/03)                                  Il termine per la trasposizione della direttiva è spirato il
                                                                            20 luglio 2002.
                           (2003/C 171/27)
                                                                            (1 ) GU 2000, L 181, pag. 65.
Con ordinanza 5 maggio 2003, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 2 giugno 2003, nella causa QDQ MEDIA, S.A.
contro Alejandro Omedas Lecha, il Tribunale di primo grado
di Barcellona ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                            Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                                tro la Repubblica francese, proposto il 6 giugno 2003
Se nell’ambito della tutela del creditore quale deriva dalla
direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 29 giugno
2000, 2000/35/CE (1), relativa alla lotta contro i ritardi di                                         (Causa C-243/03)
pagamento nelle transazioni commerciali, sia possibile include-
re fra i costi di recupero del credito le spese derivanti                                              (2003/C 171/29)
dall’assistenza di un legale richiesta in occasione del procedi-
mento d’ingiunzione promosso per il recupero del detto
credito.
                                                                            Il 6 giugno 2003 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                            rappresentata dal sig. E. Traversa, in qualità di agente, assistito
( 1) GU L 200 dell’8.8.2000, pag. 35.                                       dall’avv. N. Coutrelis, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
                                                                            proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                            un ricorso contro la Repubblica francese.
 ---pagebreak--- C 171/20                IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           19.7.2003
La Commissione delle Comunità europee conclude che la                     Ricorso della Repubblica francese contro il Parlamento
Corte voglia:                                                             europeo ed il Consiglio dell’Unione europea, proposto il
                                                                                                     10 giugno 2003
1.    dichiarare che la Repubblica francese, avendo istituito
      una norma specifica che limita la deducibilità dell’IVA
                                                                                                    (Causa C-244/03)
      afferente l’acquisto di beni di equipaggiamento per il fatto
      che sono stati finanziati mediante sovvenzioni, è venuta
      meno agli obblighi che le incombono in forza del diritto                                       (2003/C 171/30)
      comunitario, violando in particolare gli artt. 17 e 19 della
      sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, modificata,
      in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati
      membri relative all’imposte sulla cifra d’affari — Sistema          Il 10 giugno 2003, la Repubblica francese, rappresentata dai
      comune d’imposta sul valore aggiunto: base imponibile               sigg. F. Alabrune, G. de Bergues e Ch. Lemaire, in qualità di
      uniforme ( 1);                                                      agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto,
                                                                          dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, un
2.    condannare la Repubblica francese alle spese.                       ricorso contro il Parlamento europeo ed il Consiglio dell’Unio-
                                                                          ne europea.
Motivi e principali argomenti                                             La Repubblica francese chiede che la Corte voglia:
                                                                          —     annullare l’art. 1, punto 2, della direttiva del Parlamento
Gli artt. 17-20 della sesta direttiva stabiliscono il regime del
                                                                                europeo e del Consiglio 27 febbraio 2003, 2003/15/
diritto a deduzione dell’IVA da parte dei soggetti passivi. I
                                                                                CE ( 1), nella parte in cui introduce il nuovo art. 4 bis nella
soggetti passivi che effettuano contemporaneamente operazio-
                                                                                direttiva del Consiglio 76/768/CEE (2), concernente il
ni che danno diritto a deduzione e operazioni che non danno
                                                                                ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relati-
diritto a deduzione possono dedurre dall’importo dell’imposta
                                                                                ve ai prodotti cosmetici;
di cui sono debitori per operazioni soggette l’importo che essi
hanno versato per i loro acquisti di beni o prestazioni di servizi
utilizzati, entro il limite di un prorata calcolato secondo le            —     condannare il Parlamento europeo ed il Consiglio alle
modalità previste dall’art. 19.                                                 spese.
La normativa francese prevede una limitazione della deduzione
dell’IVA afferente i beni finanziati da sovvenzioni in condizioni         Motivi e principali argomenti
non previste dalla sesta direttiva. Infatti, il sistema messo in
atto dalla normativa francese per i soggetti passivi misti esclude
dal diritto a deduzione l’IVA versata all’acquisto di un bene di          L’art. 4 bis della direttiva 76/768/CEE, introdotto dall’art. 1,
equipaggiamento, fino a concorrenza della quota di tale                   punto 2, della direttiva 2003/15/CE, vieta l’immissione sul
acquisto finanziata da una sovvenzione, ove la quota così                 mercato dei prodotti cosmetici la cui formulazione finale o i
finanziata non venga ripercossa nel prezzo delle operazioni               cui ingredienti o combinazioni di ingredienti siano stati oggetto
imponibili. Questa esclusione, che riguarda acquisti di beni              di una sperimentazione animale e proibisce la realizzazione di
destinati ad attività nell’ambito della direttiva, interviene             sperimentazioni animali relative a prodotti cosmetici finiti o a
prima dell’eventuale applicazione del prorata di deduzione e              ingredienti o a combinazioni di ingredienti. Tale divieto è più
diminuisce l’importo dell’IVA cui è applicato, se del caso, il            severo di quello esistente precedentemente ed incompatibile
suddetto prorata per calcolare l’IVA deducibile. Ora, le deroghe          con le norme dell’Organizzazione mondiale del Commercio.
al diritto a deduzione sono ammesse solo nei casi espressamen-
te previsti dalla sesta direttiva. Il governo francese non può
invocare l’art. 2 della prima direttiva del Consiglio 11 aprile           Il governo francese chiede l’annullamento dell’art. 1, punto 2),
1967, 67/227/CEE, in materia di armonizzazione delle legisla-             della direttiva in quanto, in via principale, esso viola il principio
zioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di             della certezza del diritto. Il legislatore comunitario, infatti, non
affari, ai termini del quale l’IVA è esigibile previa deduzione           ha tenuto conto delle esigenze derivanti dal principio della
dell’importo dell’IVA che ha gravato direttamente sul costo dei           certezza del diritto poiché non ha definito in maniera chiara e
diversi elementi costitutivi del prezzo, per giustificare una             precisa l’ambito di applicazione dell’art. 4 bis e ha utilizzato
siffatta limitazione del diritto a deduzione.                             più volte l’espressione imprecisa «allo scopo di conformarsi
                                                                          alle disposizioni della presente direttiva». Le disposizioni
                                                                          dell’art. 4 bis suscitano delicate questioni interpretative e, di
Sembra anche che le autorità francesi applichino la medesima              conseguenza, può accadere che gli Stati membri recepiscano in
limitazione di deduzione ai soggetti passivi che effettuano solo          modo differente nei loro ordinamenti nazionali le disposizioni
operazioni che danno diritto a deduzione.                                 della direttiva di modifica. Del resto, il rispetto della certezza
                                                                          del diritto è ancora più rilevante quando si tratta di imporre
                                                                          obblighi ai singoli. Nel caso di specie, l’imprecisione e la poca
( 1) GU L 145 del 13.06.1977, pag. 1.                                     chiarezza dell’art. 4 bis non consentono alle imprese di
                                                                          individuare quali siano le situazioni e i rapporti giuridici che
                                                                          rientrano in tale articolo.