CELEX: C2007/095/10
Language: it
Date: 2007-04-28 00:00:00
Title: Causa C-35/05: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 15 marzo 2007 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte Suprema di Cassazione) — Reemtsma Cigarettenfabriken GmbH/Ministero delle Finanze (Ottava direttiva IVA — Artt. 2 e 5 — Soggetti passivi non residenti all'interno del paese — Imposta indebitamente versata — Modalità per il rimborso)

28.4.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 95/7
            
         Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 15 marzo 2007 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte Suprema di Cassazione) — Reemtsma Cigarettenfabriken GmbH/Ministero delle Finanze
   (Causa C-35/05) (1)
   
   (Ottava direttiva IVA - Artt. 2 e 5 - Soggetti passivi non residenti all'interno del paese - Imposta indebitamente versata - Modalità per il rimborso)
   (2007/C 95/10)
   Lingua processuale: l'italiano
   Giudice del rinvio
   Corte Suprema di Cassazione
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrente: Reemtsma Cigarettenfabriken GmbH
   
      Convenuto: Ministero delle Finanze
   Oggetto
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Corte Suprema di Cassazione — Interpretazione degli artt. 2 e 5 della direttiva 79/1072/CEE: ottava direttiva del consiglio 6 dicembre 1979, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Modalità per il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto ai soggetti passivi non residenti all'interno del paese (GU L 331, pag. 11) — Imposta indebitamente versata in quanto fatturata per errore
   Dispositivo
   
               1)
            
            
               Gli artt. 2 e 5 dell'ottava direttiva del Consiglio 6 dicembre 1979, 79/1072/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Modalità per il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto ai soggetti passivi non residenti all'interno del paese, devono essere interpretati nel senso che l'imposta sul valore aggiunto non dovuta ed erroneamente fatturata al destinatario delle prestazioni, poi versata all'erario dello Stato membro del luogo di tali prestazioni, non può formare oggetto di rimborso ai sensi di tali disposizioni.
            
         
               2)
            
            
               Ad eccezione dei casi espressamente previsti dalle disposizioni di cui all'art. 21, punto 1, della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, come modificata dalla direttiva del Consiglio 14 dicembre 1992, 92/111/CEE, solo il prestatore dev'essere considerato debitore dell'imposta sul valore aggiunto nei confronti delle autorità tributarie.
            
         
               3)
            
            
               
                           —
                        
                        
                           I principi di neutralità, effettività e non discriminazione non ostano ad una legislazione nazionale, quale quella in esame nella causa principale, secondo cui soltanto il prestatore di servizi è legittimato a chiedere il rimborso delle somme indebitamente versate alle autorità tributarie a titolo di imposta sul valore aggiunto, mentre il destinatario dei servizi può esercitare un'azione civilistica di ripetizione dell'indebito nei confronti del prestatore. Tuttavia, nel caso in cui il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto divenga impossibile o eccessivamente difficile, gli Stati membri devono prevedere, in ossequio al principio di effettività, gli strumenti necessari per consentire a tale destinatario di recuperare l'imposta indebitamente fatturata.
                        
                     
                           —
                        
                        
                           Tale soluzione non è inficiata dalla normativa nazionale in materia di imposizione diretta.
                        
                     
         
      (1)  GU C 93 del 16.4.2005.