CELEX: 62019CA0213
Language: it
Date: 2022-03-08 00:00:00
Title: Causa C-213/19: Sentenza della Corte (Grande Sezione) dell’8 marzo 2022 — Commissione europea / Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord [Inadempimento di uno Stato – Articolo 4, paragrafo 3, TUE – Articolo 310, paragrafo 6, e articolo 325 TFUE – Risorse proprie – Dazi doganali – Imposta sul valore aggiunto (IVA) – Tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea – Lotta contro le frodi – Principio di effettività – Obbligo per gli Stati membri di mettere a disposizione della Commissione europea risorse proprie – Responsabilità finanziaria degli Stati membri in caso di perdite di risorse proprie – Importazioni di prodotti tessili e di calzature provenienti dalla Cina – Frode ampia e sistematica – Criminalità organizzata – Importatori inadempienti – Valore in dogana – Sottovalutazione – Base imponibile dell’IVA – Assenza di controlli doganali sistematici basati su un’analisi dei rischi ed effettuati prima dello svincolo delle merci di cui trattasi – Assenza di costituzione sistematica di garanzie – Metodo utilizzato per stimare l’importo delle perdite di risorse proprie tradizionali relative alle importazioni che presentano un rischio elevato di sottovalutazione – Metodo statistico basato su prezzi medi stabiliti a livello dell’Unione – Ammissibilità]

25.4.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 171/3
            
         
      Sentenza della Corte (Grande Sezione) dell’8 marzo 2022 — Commissione europea / Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord
      (Causa C-213/19) (1)
      
      (Inadempimento di uno Stato - Articolo 4, paragrafo 3, TUE - Articolo 310, paragrafo 6, e articolo 325 TFUE - Risorse proprie - Dazi doganali - Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea - Lotta contro le frodi - Principio di effettività - Obbligo per gli Stati membri di mettere a disposizione della Commissione europea risorse proprie - Responsabilità finanziaria degli Stati membri in caso di perdite di risorse proprie - Importazioni di prodotti tessili e di calzature provenienti dalla Cina - Frode ampia e sistematica - Criminalità organizzata - Importatori inadempienti - Valore in dogana - Sottovalutazione - Base imponibile dell’IVA - Assenza di controlli doganali sistematici basati su un’analisi dei rischi ed effettuati prima dello svincolo delle merci di cui trattasi - Assenza di costituzione sistematica di garanzie - Metodo utilizzato per stimare l’importo delle perdite di risorse proprie tradizionali relative alle importazioni che presentano un rischio elevato di sottovalutazione - Metodo statistico basato su prezzi medi stabiliti a livello dell’Unione - Ammissibilità)
      (2022/C 171/03)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: L. Flynn e F. Clotuche-Duvieusart, agenti)
      
         Convenuto: Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (rappresentanti: inizialmente F. Shibli, S. Brandon, Z. Lavery e S. McCrory, poi F. Shibli e S. McCrory, agenti, assistiti da J. Eadie e I. Rogers, QC, nonché da S. Pritchard, T. Sebastian e R. Hill, barristers)
      
         Intervenienti a sostegno del convenuto: Regno del Belgio (rappresentanti: J.-C. Halleux, P. Cottin e S. Baeyens, agenti), Repubblica di Estonia (rappresentante: N. Grünberg, agente), Repubblica ellenica (rappresentante: M. Tassopoulou, agente), Repubblica di Lettonia (rappresentanti: inizialmente K. Pommere, V. Soņeca e I. Kucina, poi K. Pommere, agenti), Repubblica portoghese (rappresentanti: P. Barros da Costa, S. Jaulino, L. Inez Fernandes e P. Rocha, agenti), Repubblica slovacca (rappresentante: B. Ricziová, agente)
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, non avendo preso in considerazione gli importi corretti dei dazi doganali e non avendo messo a disposizione l’importo corretto delle risorse proprie tradizionali relative a talune importazioni di prodotti tessili e di calzature provenienti dalla Cina, è venuto meno agli obblighi a esso incombenti in forza degli articoli 2 e 8 della decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell’Unione europea, degli articoli 2 e 8 della decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee, degli articoli 2, 6, 9, 10, 12 e 13 del regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 del Consiglio, del 26 maggio 2014, concernente le modalità e la procedura di messa a disposizione delle risorse proprie tradizionali e delle risorse proprie basate sull’IVA e sull’RNL, nonché le misure per far fronte al fabbisogno di tesoreria, come modificato dal regolamento (UE, Euratom) 2016/804 del Consiglio, del 17 maggio 2016, degli articoli 2, 6, 9, 10, 11 e 17 del regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 del Consiglio, del 22 maggio 2000, recante applicazione della decisione 94/728/CE, Euratom, relativa al sistema delle risorse proprie della Comunità, nonché dell’articolo 105, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell’Unione, e dell’articolo 220, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario, come modificato dal regolamento (CE) n. 648/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 aprile 2005, in conseguenza della violazione degli obblighi ad esso incombenti in virtù dell’articolo 325 TFUE, dell’articolo 46 del regolamento n. 952/2013, dell’articolo 13 del regolamento n. 2913/92, come modificato dal regolamento n. 648/2005, dell’articolo 248, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d’applicazione del regolamento n. 2913/92, come modificato dal regolamento (CE) n. 3254/1994 della Commissione, del 19 dicembre 1994, dell’articolo 244 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione, del 24 novembre 2015, recante modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento n. 952/2013, nonché dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera d), e degli articoli da 85 a 87 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, come modificata dalla direttiva 2009/69/CE del Consiglio, del 25 giugno 2009;
                  inoltre il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, non comunicando tutte le informazioni necessarie alla Commissione europea per determinare l’importo delle perdite di risorse proprie tradizionali e non fornendo, come richiesto, i motivi delle decisioni di annullamento delle obbligazioni doganali accertate, è venuto meno agli obblighi a esso incombenti in forza dell’articolo 4, paragrafo 3, TUE.
               
            
                  2)
               
               
                  Il ricorso è respinto quanto al resto.
               
            
                  3)
               
               
                  Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord è condannato a sopportare i quattro quinti delle spese sostenute dalla Commissione europea e sopporterà le proprie spese.
               
            
                  4)
               
               
                  La Commissione europea sopporterà un quinto delle proprie spese.
               
            
                  5)
               
               
                  Il Regno del Belgio, la Repubblica di Estonia, la Repubblica ellenica, la Repubblica di Lettonia, la Repubblica portoghese e la Repubblica slovacca sopporteranno le proprie spese.
               
            
         (1)  GU C 164 del 13.05.2019.