CELEX: 52012PC0254
Language: it
Date: 2012-05-30
Title: Proposta modificata di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce l'"EURODAC" per il confronto delle impronte digitali per l'efficace applicazione del regolamento (UE) n. […/…] [che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide] e per le richieste di confronto con i dati EURODAC presentate dalle autorità di contrasto degli Stati membri e da Europol a fini di contrasto, e che modifica il regolamento (UE) n. 1077/2011 che istituisce un’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi in IT su larga scala e nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (Rifusione)

|
			
		
		
		52012PC0254
		
			Proposta modificata di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce l'"EURODAC" per il confronto delle impronte digitali per l'efficace applicazione del regolamento (UE) n. […/…] [che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide] e per le richieste di confronto con i dati EURODAC presentate dalle autorità di contrasto degli Stati membri e da Europol a fini di contrasto, e che modifica il regolamento (UE) n. 1077/2011 che istituisce un’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi in IT su larga scala e nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (Rifusione) /* COM/2012/0254 final - 2008/0242 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
L’EURODAC è stato creato dal regolamento (CE)
n. 2725/2000 che istituisce l’“Eurodac” per il confronto delle impronte
digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino[1] Nel
dicembre 2008 la Commissione ha adottato una proposta di rifusione diretta a
modificare tale regolamento[2]
(in seguito “proposta del dicembre 2008”).
Scopo della proposta era fornire un sostegno
più efficace all'applicazione del regolamento Dublino[3] e affrontare
adeguatamente i problemi di protezione dei dati. La proposta ha inoltre
allineato il quadro di gestione IT con quello dei regolamenti SIS II e VIS,
disponendo il trasferimento dei compiti di gestione operativa dell’EURODAC alla
futura agenzia per la gestione operativa dei sistemi di tecnologia
dell’informazione su larga scala del settore della libertà, della sicurezza e
della giustizia[4]
(in seguito "agenzia IT"). La proposta del dicembre 2008 prevede
altresì l’abrogazione del regolamento di attuazione e l’integrazione del suo contenuto
nel regolamento EURODAC. Sono state infine introdotte modifiche per tener conto
degli sviluppi dell’acquis in materia di asilo e dei progressi tecnici
intervenuti dopo l’adozione del regolamento del 2000.
Il 3 dicembre 2008 la proposta è stata trasmessa
al Parlamento europeo e al Consiglio, e il Parlamento l’ha a sua volta
trasmessa alla commissione per le libertà pubbliche e gli affari interni
(LIBE). Nella seduta del 7 maggio 2009 il Parlamento europeo ha adottato una
risoluzione legislativa[5]
che approva la proposta della Commissione con alcuni emendamenti.
Nel settembre 2009 la Commissione ha adottato
una proposta modificata (in seguito: "proposta del settembre 2009")[6] al duplice scopo di
tener conto della risoluzione del Parlamento europeo e degli esiti dei
negoziati in sede di Consiglio e di introdurre la possibilità per le autorità
di contrasto degli Stati membri ed Europol di accedere alla banca dati centrale
dell'EURODAC a fini di prevenzione, accertamento e indagine di reati di
terrorismo e altri reati gravi. 
Tale proposta introduce, in particolare, una
clausola passerella per permettere l’accesso a fini di contrasto e le
necessarie disposizioni di accompagnamento, e modifica la proposta del dicembre
2008. È stata presentata insieme alla proposta di decisione del Consiglio sulle
richieste di confronto con i dati EURODAC presentate dalle autorità di
contrasto degli Stati membri e da Europol a fini di contrasto[7] (in seguito
"decisione del Consiglio"), che stabilisce le modalità esatte di tale
accesso.
Il Parlamento europeo non ha emesso una
risoluzione legislativa sulle proposte del settembre 2009.
Con l'entrata in vigore del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e l'abolizione del sistema dei
pilastri, la proposta di decisione del Consiglio è decaduta. Secondo la
comunicazione sulle ripercussioni dell'entrata in vigore del trattato di
Lisbona sulle procedure decisionali interistituzionali in corso[8], la proposta avrebbe
dovuto essere formalmente ritirata e sostituita con una nuova proposta per
tenere conto del nuovo quadro del TFUE. 
Tuttavia, per procedere nei negoziati sul
pacchetto asilo e per agevolare la conclusione di un accordo sul regolamento
EURODAC, nel 2010 la Commissione ha ritenuto più opportuno ritirare dal
regolamento EURODAC le disposizioni che si riferiscono all'accesso a fini di
contrasto, e l'11 ottobre 2010 ha presentato una nuova proposta[9], simile alla rifusione
del 2008 del regolamento EURODAC.
Nella relazione della proposta del 2010 la
Commissione ha osservato che facilitare l'adozione del nuovo regolamento
EURODAC avrebbe contribuito altresì all'istituzione tempestiva dell'agenzia per
la gestione operativa dei sistemi di tecnologia dell’informazione su larga
scala del settore della libertà, della sicurezza e della giustizia, dato che, a
partire dal 1° dicembre 2012, tale agenzia sarà responsabile anche della
gestione dell'EURODAC.
In seguito è comunque risultato chiaro che
includere l'accesso all'EURODAC a fini di contrasto è necessario per
raggiungere un equo compromesso nei negoziati sul pacchetto del sistema europeo
comune di asilo, da completare entro la fine del 2012. La Commissione ha
pertanto deciso di presentare nuove proposte volte a consentire l'accesso all'EURODAC
a fini di contrasto, ma in tale occasione ha rifuso i testi in un unico nuovo
regolamento EURODAC, procedimento reso possibile dall'entrata in vigore del
TFUE, in quanto presentare uno strumento unico costituisce una migliore prassi
legislativa. 
Il regolamento (UE) n. 1077/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, che
istituisce un’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga
scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, prevede che tale agenzia
svolga i compiti relativi all'EURODAC attribuiti alla Commissione in qualità di
autorità responsabile della gestione operativa dell'EURODAC conformemente ai
regolamenti (CE) n. 2725/2000 e (CE) n. 407/2002, nonché alcuni
compiti relativi all'infrastruttura di comunicazione, in particolare la
supervisione, la sicurezza e il coordinamento delle relazioni tra gli Stati
membri e il fornitore. L'agenzia dovrebbe assumere i compiti che tale
regolamento le conferisce, e le pertinenti disposizioni del regolamento (UE)
n. 1077/2011 devono essere modificate di conseguenza. Inoltre, Europol
dovrebbe beneficiare dello status di osservatore nel consiglio di
amministrazione dell'agenzia quando sono all'ordine del giorno questioni
relative all'EURODAC. 
Con la presente proposta, quindi, la proposta
del 2010 viene ritirata e sostituita da una nuova, in primo luogo per tener
conto della risoluzione del Parlamento europeo e dei risultati dei negoziati in
seno al Consiglio; in secondo luogo per dare alle autorità di contrasto degli
Stati membri e ad Europol la possibilità di consultare la banca dati centrale dell'EURODAC
a fini di prevenzione, accertamento e indagine di reati di terrorismo e altri
reati gravi; e in terzo luogo per introdurre le necessarie modifiche al
regolamento (UE) n. 1077/2011.
La proposta cerca di risolvere una carenza
strutturale in termini di informazione e verifica, che deriva dall'attuale
mancanza di uno strumento dell'UE accessibile alle autorità di contrasto che
consenta di determinare quale Stato membro sia in possesso di informazioni su
un richiedente asilo. Mentre le autorità di contrasto di uno Stato membro
possono generalmente accedere a banche dati di altri Stati membri contenenti
dati sui cittadini dell'UE, esse non hanno alcuna possibilità reale di
scambiarsi informazioni sui richiedenti asilo.
L’obiettivo è adesso fare in modo che anche le
autorità di contrasto possano consultare l’EURODAC a fini di prevenzione,
accertamento e indagine di reati di terrorismo e altri reati gravi. In tal modo
le autorità di contrasto potranno chiedere il confronto dei dati relativi alle
impronte digitali con quelli conservati nella banca dati centrale dell'EURODAC allo
scopo di determinare l'identità esatta o di ottenere ulteriori informazioni su
una persona indagata per un reato grave o su una vittima di reato. I dati relativi
alle impronte digitali costituiscono un elemento importante per la
determinazione dell'identità esatta di una persona e sono generalmente
riconosciuti come importanti fonti d'informazione per la prevenzione,
l'accertamento e l'indagine dei reati di terrorismo e altri reati gravi. Grazie
al sistema di concordanza/non concordanza ("hit/no hit"), l'autorità
di contrasto richiedente potrà sapere se la banca dati nazionale sull'asilo di
un altro Stato membro contiene informazioni sulla persona su cui si indaga. In
tal caso, potrà chiedere ulteriori informazioni a tale Stato membro tramite gli
strumenti esistenti per lo scambio di informazioni, ad esempio la decisione
quadro 2006/960/GAI del Consiglio relativa alla semplificazione dello
scambio di informazioni e intelligence tra le autorità degli Stati membri
dell'Unione europea incaricate dell'applicazione della legge.
Il confronto delle impronte digitali in
possesso delle autorità di contrasto designate dagli Stati membri e di Europol
con i dati dattiloscopici presenti nella banca dati dell'EURODAC sarà autorizzato
solo se necessario, in casi specifici e circostanze ben definite. Le
disposizioni che disciplinano l’accesso ai dati e la sicurezza dei dati tengono
conto dell’accesso a fini di contrasto. È quindi necessario modificare il
regolamento EURODAC affinché preveda questa nuova finalità.
Contesto generale
Il programma dell’Aia sollecita un
miglioramento dello scambio transfrontaliero di informazioni tra autorità di
contrasto, anche estendendo l’accesso agli archivi di dati dell’Unione europea.
Il programma di Stoccolma auspica una raccolta di dati ben mirata e uno
sviluppo dello scambio di informazioni e dei relativi strumenti, dettato dalle
esigenze in materia di applicazione della legge. 
Le conclusioni del comitato misto del
Consiglio GAI del 12-13 giugno 2007 invitavano la Commissione a presentare,
quanto prima, le proposte necessarie per permettere ai servizi di polizia e di
contrasto degli Stati membri e all'Europol di avere accesso a determinate
condizioni all'EURODAC a fini di consultazione nel quadro dell'esercizio delle
loro competenze nel settore della prevenzione, dell'accertamento e
dell'indagine di reati di terrorismo e di altri reati gravi.
Gli effetti prodotti dall’accesso all'EURODAC
a fini di contrasto, introdotto nella presente proposta modificata, sono
esaminati nella valutazione d'impatto allegata alla proposta stessa. 
L'attuale proposta modifica anche il
regolamento (UE) n. 1077/2011 (il regolamento istitutivo dell'agenzia) per
allinearlo al regolamento EURODAC. 
2.           Coerenza con altre politiche
La presente proposta è pienamente in linea con
il programma dell’Aia del 2004 e con il programma di Stoccolma del 2009, con il
patto europeo sull’immigrazione e l’asilo approvato dal Consiglio europeo del
15-16 ottobre 2008 e con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea,
in particolare per quanto riguarda il diritto di asilo e la protezione dei dati
personali.
La proposta è altresì in linea con la
comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo
concernente il miglioramento dell’efficienza e l'incremento
dell'interoperabilità e delle sinergie tra le banche dati europee nel settore
della giustizia e degli affari interni[10]:
secondo tale comunicazione, il Consiglio e le autorità incaricate
dell'applicazione della legge considerano il fatto che le autorità competenti
per la sicurezza interna non possano accedere ai dati VIS, ai dati relativi
all’immigrazione contenuti in SIS II e ai dati EURODAC come una grave lacuna
che compromette l’identificazione di presunti autori di gravi atti di
criminalità. Dopo l'adozione della comunicazione, avvenuta nel 2005, è stata
adottata la decisione VIS che consente alle autorità di contrasto e ad Europol
di accedere alla banca dati del VIS. 
3.           Conformità con la Carta dei
diritti fondamentali
Il rispetto dei diritti fondamentali è un
obbligo giuridico soggetto alla verifica della Corte di giustizia europea. La
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che ha lo stesso valore
giuridico dei trattati, si applica alle istituzioni, agli organi e agli
organismi dell'Unione, nonché agli Stati membri nell'attuazione del diritto
dell'Unione. Il rispetto dei diritti fondamentali è una condizione di
legittimità degli atti dell'UE. Nell'elaborare la proposta si è tenuto
pienamente conto degli effetti sui diritti fondamentali e della necessità di
garantire che essa rispetti i diritti tutelati dalla Carta. Nella valutazione
d'impatto allegata alla proposta è stata prestata la debita attenzione al
diritto di asilo e al diritto alla protezione dei dati personali[11].
Per quanto riguarda il diritto di asilo,
sancito dall'articolo 18 della Carta, le modifiche alle disposizioni del
regolamento riguardanti l’obbligo di informare i richiedenti asilo in ordine
all’applicazione del sistema Dublino fanno sì che questo diritto possa essere
effettivamente esercitato. La nuova disposizione che impone agli Stati membri
di indicare nell’EURODAC se agiscono in applicazione delle clausole
discrezionali previste dal regolamento Dublino agevola la comunicazione tra gli
Stati membri e, facendo chiarezza su quale Stato membro si occupa del caso,
riduce l’incertezza per il richiedente asilo. Per quanto riguarda la situazione
particolare dei richiedenti protezione internazionale, è sorta la
preoccupazione che i dati estratti dall’EURODAC a fini di contrasto possano
cadere nelle mani degli stessi paesi da cui il richiedente è fuggito o di cui
teme la persecuzione. Gli effetti sul richiedente, sui suoi familiari e amici
potrebbero essere nefasti, il che rischia anzitutto di demotivare i rifugiati
dal presentare domanda ufficiale di protezione internazionale. Di conseguenza,
la proposta vieta esplicitamente di trasmettere a paesi terzi, organizzazioni o
enti i dati ottenuti in virtù del regolamento. È altresì previsto un vasto
meccanismo di monitoraggio e valutazione della proposta, il cui obiettivo sarà
anche stabilire se l’attivazione della funzione di ricerca a fini di contrasto
provochi una stigmatizzazione dei richiedenti protezione internazionale. In
conclusione, la proposta non limita il diritto di asilo garantito dall'articolo
18 della Carta.
Quanto al diritto alla protezione dei dati di
carattere personale, sancito dall'articolo 8 della Carta, assicurando una
gestione efficiente della cancellazione dei dati la presente proposta
garantisce che i dati siano conservati in modo da non consentire
l’identificazione degli interessati per un tempo superiore a quello necessario
al conseguimento delle finalità per le quali sono stati raccolti. Lo stesso
principio è sotteso alla modifica in virtù della quale il periodo di
conservazione dei dati relativi a cittadini di paesi terzi o apolidi, cui sono
state rilevate le impronte digitali in relazione all’attraversamento irregolare
di una frontiera esterna, è allineato con il periodo durante il quale il
regolamento Dublino attribuisce la competenza in base a tali informazioni.
Il confronto con i dati EURODAC a fini di
prevenzione, accertamento o indagine di reati di terrorismo e altri reati gravi
costituisce una limitazione del diritto alla protezione dei dati di carattere
personale, in quanto tali fini non sono compatibili con i fini per cui i dati
erano stati raccolti in origine e per cui è stato istituito l'EURODAC. Inoltre,
l'EURODAC contiene dati di persone che, in linea di principio, non sono
sospettate di aver commesso reati. 
L'uso dei dati EURODAC a fini di contrasto
implica un cambiamento dello scopo del trattamento dei dati e costituisce una
sorta di ingerenza nel diritto alla protezione dei dati[12]. Secondo l'articolo
52, paragrafo 1, della Carta, eventuali limitazioni all'esercizio del diritto
alla protezione dei dati di carattere personale devono essere previste dalla
legge e rispettare il contenuto essenziale di tale diritto, devono essere
necessarie per conseguire una finalità di interesse generale riconosciuta
dall'Unione o per proteggere i diritti e le libertà altrui, e devono essere
proporzionate, cioè adatte a realizzare dell'obiettivo previsto e non eccedente
quanto è necessario per raggiungerlo. 
La legge che impone tale limitazione
dev'essere formulata con precisione sufficiente a consentire all'individuo di
adeguare il proprio comportamento e tutelarlo contro l'arbitrarietà. Deve
altresì indicare con sufficiente chiarezza il potere discrezionale conferito
alle autorità competenti e il modo in cui tale potere è esercitato[13]. La prevenzione,
l'accertamento e l'indagine di reati di terrorismo e altri reati gravi
contribuisce alla creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia in
quanto interesse generale riconosciuto dall'Unione nell'articolo 3,
paragrafo 2, del TUE. Inoltre, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo
riconosce all'articolo 8, paragrafo 2, che l'ingerenza di un'autorità pubblica
nell'esercizio del diritto al rispetto della vita privata può essere
giustificata nell'interesse della sicurezza nazionale, della pubblica sicurezza
o della prevenzione dei reati. La misura proposta per consentire alle autorità
di contrasto di determinare se un altro Stato membro sia in possesso di dati su
un richiedente asilo è più efficace e meno intrusiva delle norme vigenti:
attualmente, le autorità di contrasto degli Stati membri devono contattare a
livello bilaterale tutti gli altri Stati membri che partecipano all'EURODAC per
appurare se un altro Stato membro conservi dati su un richiedente asilo. Questo
procedimento oggi in vigore, inefficace ai fini della lotta contro la
criminalità, richiede che le autorità di contrasto accedano a un numero
superiore di dati personali, o ai dati concernenti un numero di persone
maggiore di quello necessario per stabilire se esistano le informazioni
necessarie. 
La proposta prevede altresì salvaguardie
efficaci che attenuano la limitazione del diritto alla protezione dei dati
personali. Il confronto dei dati EURODAC a scopi di contrasto fa seguito a una
procedura in due fasi: può essere compiuto soltanto dopo un primo controllo a
norma del trattato di "Prüm", in conformità della decisione
2008/615/GAI del Consiglio, e se tale controllo ha dato risultati negativi. Di
conseguenza, gli Stati membri che non hanno applicato la decisione 2008/615/GAI
del Consiglio non potranno svolgere ricerche nell'EURODAC a fini di contrasto. 
Per di più, il confronto dei dati EURODAC a
fini di contrasto può essere eseguito soltanto a fini di prevenzione,
accertamento e indagine di reati di terrorismo e altri reati gravi, se
necessario in un caso particolare di cui alle decisioni quadro del Consiglio
2002/475/GAI sulla lotta contro il terrorismo e 2002/584/GAI relativa al
mandato d'arresto europeo. Questo esclude, da un lato, che il confronto possa
essere effettuato per reati non gravi, dall'altro che possano essere svolti
confronti sistematici o di massa dei dati. Inoltre, le autorità di contrasto
designate possono chiedere il confronto con i dati EURODAC soltanto se esistono
fondati motivi per ritenere che tale confronto contribuisca in misura
sostanziale alla prevenzione, all’accertamento o all’indagine del reato in
questione. Una volta ricevuta una richiesta in tal senso da un'autorità di
contrasto designata, un'autorità di verifica controlla se ricorrono le strette
condizioni per richiedere un confronto con i dati EURODAC a fini di contrasto.
Se l'autorità di verifica approva la richiesta, la trasmette al punto di
accesso nazionale, che a sua volta la trasmette al sistema centrale dell'EURODAC.
Gli Stati membri non possono condurre ricerche su base sistematica e periodica.
La proposta prevede quindi, come salvaguardia aggiuntiva, un procedimento in
tre fasi relativo alle autorità che possono consultare il sistema. Il confronto
con l'EURODAC a fini di contrasto fornisce risultati tramite un sistema
"hit/no hit", vale a dire, può determinare esclusivamente se un altro
Stato membro sia in possesso di dati su un richiedente asilo. La proposta non
prevede nuove possibilità di trattare informazioni personali aggiuntive in
seguito a una risposta pertinente.
Inoltre, la proposta prevede rigorose misure
di sicurezza dei dati per garantire la sicurezza dei dati personali trattati e
affida il controllo delle attività di trattamento ad autorità pubbliche
indipendenti di protezione dei dati. Stabilisce anche che il trattamento di
tutti i dati personali effettuato dalle autorità di contrasto sui dati EURODAC
una volta estratti è soggetto alla decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio.
Le persone devono avere il diritto di accedere
ai dati e rettificarli e di accedere ai mezzi di ricorso, in particolare il
diritto al ricorso giurisdizionale; si deve inoltre garantire che i trattamenti
siano controllati da autorità pubbliche indipendenti. Il Garante europeo della
protezione dei dati (per quanto riguarda tutte le attività di trattamento nel
sistema EURODAC) e le autorità nazionali di protezione dei dati verificheranno
il rispetto delle leggi in materia di protezione dei dati e, in caso di
necessità, le faranno applicare. Di conseguenza, la limitazione del diritto
alla protezione dei dati personali che comporta il confronto con i dati EURODAC
previsto dalla presente proposta è corredato delle salvaguardie necessarie ad
assicurare il rispetto dei diritti fondamentali.
Le banche dati dei richiedenti asilo potrebbero
contenere impronte digitali di persone che hanno almeno 14 anni di età, ma non
tutti gli Stati membri considerano penalmente responsabili le persone di questa
età. Gli Stati membri devono garantire che i dati di minori che estraggono
consultando tali banche dati e che, secondo la rispettiva normativa nazionale,
non possono essere ritenuti penalmente responsabili, siano trattati in modo lecito
e non discriminatorio (rispetto ai dati di minori che sono cittadini dello
Stato membro in questione), rispettando al contempo il principio dell'interesse
superiore del minore.
La presente proposta risulta, in conclusione, pienamente
in linea con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in
particolare per quanto riguarda il diritto di asilo (articolo 18) e la
protezione dei dati di carattere personale (articolo 8). È inoltre in linea con
l’articolo 16 del TFUE, che riconosce ad ogni persona il diritto alla
protezione dei dati di carattere personale che la riguardano.
4.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D’IMPATTO
La presente proposta modificata reintroduce
tutte le disposizioni proposte nella proposta di decisione del Consiglio del
2009, ormai decaduta. Introduce, in più, due misure tecniche connesse alle
disposizioni in materia di asilo[14].
Nessuno di questi elementi è nuovo e tutti sono stati attentamente esaminati
nelle valutazioni d'impatto delle precedenti proposte del 2008 e del 2009.
Di conseguenza, non sono state svolte nuove consultazioni né valutazioni
d'impatto specifiche. Comunque, ai fini della proposta sono ancora valide le
valutazioni d'impatto del 2008 e del 2009[15].
A giugno 2007 la Commissione ha pubblicato il
Libro verde sul futuro regime comune europeo in materia di asilo[16], che individua le
possibili scelte per definire il futuro assetto del regolamento Dublino e del
regolamento EURODAC. In risposta alla vasta consultazione pubblica sul libro
verde, sono pervenuti 89 contributi da un’ampia gamma di parti interessate.
I servizi della Commissione hanno discusso i
risultati della relazione di valutazione e la scaletta delle modifiche al
regolamento proposte insieme agli Stati membri nel marzo 2008 in sede di
comitato per l’immigrazione e l’asilo, e insieme agli operatori degli Stati
membri nell’ottobre 2007 e nell’aprile 2008 in occasione di due riunioni
informali di esperti dedicate alle conclusioni della relazione di valutazione.
Nell’approntare le modifiche al regolamento
sono stati inoltre consultati informalmente l’UNHCR, il Consiglio europeo per i
rifugiati e gli esuli e il Garante europeo della protezione dei dati. 
Nell'elaborare le proposte del 2008, destinate
a migliorare il funzionamento dell'EURODAC, e le proposte modificate del 2009
relative alla consultazione a fini di contrasto, la Commissione ha consultato
gli Stati che applicano l'acquis di Dublino, vale a dire gli Stati membri,
l’Islanda, la Norvegia e la Svizzera, così come Europol, tramite due
questionari e una riunione di esperti svoltasi a Bruxelles il 25-26 settembre
2007, durante la quale gli esperti hanno potuto chiarire le risposte fornite al
questionario ed esprimere ulteriori opinioni. In una riunione tenutasi a
Bruxelles l’8 ottobre 2007 sono state consultate diverse organizzazioni
intergovernative e non governative e altri esperti attivi nel settore
dell’asilo e dei diritti fondamentali. I rappresentanti delle autorità
nazionali di protezione dei dati negli Stati che attuano l’acquis di Dublino,
l’autorità di controllo comune di Europol e il garante europeo della protezione
dei dati sono stati tutti consultati nell’ambito di una riunione svoltasi a
Bruxelles l’11 ottobre 2007. Non vi sono state opportunità di consultare in
merito alla proposta il Liechtenstein, che ha aderito all'acquis di Dublino
molto di recente.
Un elenco dettagliato delle parti consultate è
accluso alla valutazione d’impatto allegata alla proposta del 2009. 
5.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
La presente proposta modifica la proposta
modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce
l’“EURODAC” per il confronto delle impronte digitali per l’efficace
applicazione del regolamento (CE) n. [.../...] [che stabilisce i criteri e
i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una
domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un
cittadino di un paese terzo o da un apolide], presentata dalla Commissione nel
2010 (COM(2010) 555). 
Modifica inoltre il regolamento (UE)
n. 1077/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre
2011, che istituisce un’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi
IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
La presente proposta modificata utilizza
l'articolo 78, paragrafo 2, lettera e), del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea (TFUE) come base giuridica per quanto riguarda i criteri e
i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una
domanda di asilo o di protezione sussidiaria, ossia l'articolo del TFUE che
corrisponde alla base giuridica della proposta originale (articolo 63,
paragrafo 1, lettera a), del trattato che istituisce la Comunità europea). Utilizza
inoltre l'articolo 87, paragrafo 2, lettera a), del TFUE come base giuridica
per gli elementi connessi alla raccolta, all'archiviazione, al trattamento,
all'analisi e allo scambio delle pertinenti informazioni a scopo di contrasto,
e l'articolo 88, paragrafo 2, lettera a), del TFUE come base giuridica relativa
al campo di azione e ai compiti di Europol, compresi la raccolta,
l'archiviazione, il trattamento, l'analisi e lo scambio di informazioni. 
Il titolo V del TFUE non si applica al Regno
Unito né all’Irlanda, a meno che tali Stati membri decidano altrimenti secondo
le modalità indicate nel protocollo sulla posizione del Regno Unito e
dell’Irlanda allegato al trattato sull'Unione europea (TUE) e al TFUE. 
Il Regno Unito e l’Irlanda sono vincolati dal
regolamento (CE) n. 2725/2000 del Consiglio, avendo notificato che
intendono partecipare alla sua adozione e applicazione a norma del suddetto
protocollo. La posizione di tali Stati membri rispetto al regolamento in vigore
non pregiudica la loro eventuale partecipazione al regolamento modificato. 
Ai sensi del protocollo sulla posizione della
Danimarca allegato al TUE e al TFUE, la Danimarca non partecipa all’adozione da
parte del Consiglio delle misure proposte a norma del titolo V del TFUE (ad
eccezione delle "misure che determinano quali siano i paesi terzi i cui
cittadini devono essere in possesso di un visto all’atto dell’attraversamento
delle frontiere esterne degli Stati membri" e delle "misure relative
all’instaurazione di un modello uniforme per i visti"). Di conseguenza, la
Danimarca non partecipa all'adozione del presente regolamento, che non la
vincola né è ad essa applicabile. Tuttavia, poiché la Danimarca applica
l’attuale regolamento EURODAC in seguito a un accordo internazionale[17] concluso con la Comunità
europea nel 2006, essa dovrà notificare alla Commissione, conformemente
all’articolo 3 dell’accordo, la decisione di attuare o meno il contenuto delle
modifiche adottate.
La presente proposta mantiene i cambiamenti
introdotti nelle precedenti proposte per abolire il comitato di cui
all'articolo 22 del regolamento. 
6.           CONSEGUENZE DELLA PROPOSTA
SUGLI STATI NON MEMBRI DELL'UE ASSOCIATI AL SISTEMA DUBLINO
Parallelamente all’associazione di vari paesi
terzi all’acquis di Schengen, la Comunità/l'Unione europea ha concluso o sta
concludendo con questi stessi paesi accordi di associazione all’acquis di
Dublino/EURODAC:
–     
accordo di associazione dell’Islanda e della
Norvegia, concluso nel 2001[18];
–     
accordo di associazione della Svizzera, concluso il
28 febbraio 2008[19];
–     
protocollo di associazione del Liechtenstein,
firmato il 18 giugno 2011[20].
Per stabilire diritti e obblighi tra la
Danimarca – che è stata associata, come si è già detto, all’acquis di
Dublino/EURODAC con un accordo internazionale – e i paesi associati di cui
sopra, sono stati conclusi altri due strumenti tra la Comunità e i paesi
associati[21].
In conformità dei tre accordi citati, i paesi
associati accettano l’acquis di Dublino/EURODAC e i relativi sviluppi senza
eccezioni. Pur non partecipando all’adozione di atti che modificano l’acquis di
Dublino o si basano su di esso (quindi neanche alla presente proposta), tali
paesi devono notificare alla Commissione entro un termine stabilito se decidono
di accettare o meno il contenuto di tali atti una volta approvati dal Consiglio
e dal Parlamento europeo. Qualora la Norvegia, l’Islanda, la Svizzera o il
Liechtenstein non accettino un atto che modifica l’acquis di Dublino/EURODAC o
si basa su di esso, si applica la clausola “ghigliottina” e pertanto i rispettivi
accordi cessano di avere efficacia, a meno che il comitato misto/congiunto
istituito dagli accordi decida altrimenti all’unanimità.
Il
campo di applicazione dei citati accordi di associazione con l'Islanda, la
Norvegia, la Svizzera e il Liechtenstein e del parallelo accordo con la
Danimarca non comprende la consultazione dell'EURODAC a fini di contrasto. 
La presente proposta, come la proposta del
2009, prevede che il confronto dei dati relativi alle impronte digitali tramite
l'EURODAC possa essere effettuato soltanto dopo che le banche dati nazionali di
impronte digitali e i sistemi nazionali automatizzati d'identificazione dattiloscopica
degli altri Stati membri a norma della decisione del Consiglio 2008/615/GAI (i cosiddetti
accordi di Prüm) hanno dato risultati negativi. Di conseguenza, gli Stati
membri che non hanno applicato tale decisione del Consiglio e non possono
effettuare un controllo a norma degli accordi di Prüm non possono effettuare un
controllo EURODAC a fini di contrasto. Analogamente, gli Stati associati che
non hanno applicato gli accordi di Prüm o non partecipano ad essi non possono
condurre tale controllo EURODAC. 
7.           Illustrazione dettagliata
della proposta
I riferimenti al "congelamento" dei
dati nella rifusione del 2008 sono stati trasformati in riferimenti al
"contrassegno" dei dati relativi alle persone riconosciute come
beneficiarie di protezione internazionale. Nel regolamento originario, i dati
delle persone che hanno ottenuto protezione internazionale rimanevano nel
sistema EURODAC ma venivano congelati. In tal modo il sistema EURODAC
registrava le risposte relative alle impronte digitali di persone riconosciute
come beneficiarie di protezione internazionale, ma gli Stati membri non erano
informati di tali risposte. La nuova proposta intendeva invece
"contrassegnare" tali dati allo scopo di far sapere agli Stati membri
se esisteva una risposta relativa a una determinata persona. Se un beneficiario
di protezione internazionale cerca di presentare una nuova domanda di asilo,
gli Stati membri possono così venirne a conoscenza. 
Varie modifiche della proposta del 2010 sono
direttamente riprese dalla proposta decaduta del settembre 2009 sull'accesso
all'EURODAC a fini di contrasto. La presente sezione presenta quindi, da un
lato, le modifiche relative alle altre disposizioni della proposta, dall'altro,
le modifiche che si ispirano per lo più alla proposta del settembre 2009; per
facilitare il confronto sono stati indicati i riferimenti agli articoli di
quest'ultima proposta. 
I seguenti elementi sono ripresi dalla
proposta del settembre 2009: 
Articolo 1, paragrafo 2, che stabilisce le
condizioni – dall'articolo 1 della proposta del settembre 2009. 
Articolo 5 sulle autorità designate
autorizzate ad accedere ai dati EURODAC – dall'articolo 3 della proposta del
settembre 2009, tranne per il titolo che è stato precisato. 
Articolo 6 sulle autorità di verifica
incaricate di garantire il rispetto delle condizioni per chiedere il confronto
delle impronte digitali con i dati EURODAC – dall'articolo 4 della proposta del
settembre 2009. 
Articolo 7 su Europol – dall'articolo 5 della
proposta del settembre 2009.
Capo VI (articoli 19-22) sulla procedura di confronto
e trasmissione dei dati a fini di contrasto – dagli articoli 6-9 della proposta
del settembre 2009. 
Articoli 33 sulla protezione dei dati, 34
sulla sicurezza dei dati, 35 sul divieto di trasferire i dati, 36 sulla
registrazione e sui trasferimenti – dagli articoli 10-13 della proposta del
settembre 2009.
Articolo 39, paragrafo 3, sulle spese connesse
alla prevenzione, all'accertamento e all'indagine dei reati indicati nel
regolamento – dall'articolo 14 della proposta del settembre 2009.
Articolo 40, paragrafi 8 e 9, sulle relazioni
annuali sull'accesso all'EURODAC a fini di contrasto – dall'articolo 17,
paragrafi 1 e 3, della proposta del settembre 2009, modificato.
Articolo 43 sulla notifica delle autorità
designate e delle autorità di verifica – dall'articolo 16 della proposta del
settembre 2009.
I seguenti elementi non figurano né nella
proposta del settembre 2009, né nella proposta del 2010:
L'articolo 2, paragrafo 1, contiene ulteriori
definizioni relative all'agenzia IT e ad Europol, nonché alla natura dei reati
di terrorismo e degli altri reati. 
L'articolo 2, paragrafi 2 e 4, chiarisce i
casi in cui a fini di protezione dei dati si applica la direttiva 95/46/CE e in
che modo si applica la decisione quadro 2008/977/GAI. 
Nell'articolo 29 è stata migliorata la disposizione
relativa all'opuscolo, precisando che dev'essere redatto in un linguaggio semplice
e comprensibile ai richiedenti. 
Il capo VIII (articolo 38) introduce diverse
modifiche al regolamento (UE) n. 1077/2011 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 25 ottobre 2011, che istituisce un’agenzia europea per la
gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà,
sicurezza e giustizia. All'articolo 41, relativo alle sanzioni, sono state
aggiunte le parole "ed Europol". 
In tutta la rifusione, i riferimenti
all'"Autorità di gestione" sono stati sostituiti da riferimenti
all'"agenzia". 
8.           INCIDENZA SUL BILANCIO
La presente proposta comporta una modifica
tecnica del sistema centrale dell’EURODAC diretta a permettere il confronto a
fini di contrasto. È altresì proposta una nuova funzione di ricerca sulla base
di impronte latenti.
Della proposta del 2010, la presente proposta
mantiene i miglioramenti del sistema per quanto riguarda nuove funzioni
incentrate sull'asilo relative a informazioni sullo status dell'interessato (a
seguito dei negoziati nell'ambito del Consiglio). La scheda finanziaria
allegata alla presente proposta riflette questo cambiamento e vale anche per
gli elementi che riguardano le richieste di confronto con i dati EURODAC
presentate dalle autorità di contrasto degli Stati membri e da Europol a fini
di prevenzione, accertamento e indagine di reati di terrorismo e altri reati
gravi - COM(2009) 344.
I costi non amministrativi, stimati a 2,415
milioni di euro (2,771 milioni di euro inclusi i costi amministrativi e di
risorse umane), comprendono tre anni di manutenzione tecnica e riguardano i
servizi di tecnologia dell’informazione, il software e l’hardware,
l’aggiornamento e la personalizzazione necessari per permettere la
consultazione a fini di contrasto, nonché le modifiche introdotte in relazione
alla finalità originaria dell’asilo non connesse con l’accesso a fini di
contrasto. Nella scheda finanziaria continuano a figurare gli importi della
proposta di rifusione del regolamento EURODAC adottata il 10 settembre 2009,
lievemente modificati per riflettere i costi del personale dell'agenzia IT.
Dato il livello relativamente modesto dei costi complessivi, non saranno richieste
risorse aggiuntive né sarà necessario riequilibrare il bilancio della DG Affari
interni e il finanziamento verrà attinto alle linee di bilancio esistenti, quelle
dell'agenzia IT o della DG Affari interni. 
9.           Principio di sussidiarietà
Dato il carattere transnazionale dei problemi
connessi all’asilo e alla protezione dei rifugiati, l’UE si trova nella
posizione ideale per proporre soluzioni, nell’ambito del sistema comune europeo
di asilo, alle questioni illustrate sopra che riguardano il regolamento
EURODAC. Sebbene con il regolamento del 2000 si sia raggiunto un livello
considerevole di armonizzazione, è ancora possibile perfezionare il sostegno
fornito dall’EURODAC all’attuazione del regolamento Dublino. Per la gestione di
una banca dati dell'UE creata al fine di contribuire all’attuazione di un
regolamento che si occupa dei flussi transnazionali dei richiedenti asilo,
l’intervento dell’UE risulta essenziale. 
È necessario poi modificare il regolamento
EURODAC per prevedere una finalità secondaria, ossia permettere l’accesso ai
dati memorizzati nella banca centrale EURODAC ai fini della lotta contro il
terrorismo e la criminalità. Questo obiettivo non può essere sufficientemente
realizzato dagli Stati membri poiché solo la Commissione può proporre tale
modifica. 
10.         Principio di proporzionalità
Le valutazioni d'impatto pubblicate insieme
alle proposte del 2008 e del 2009[22]
esaminano le singole subopzioni per la soluzione dei problemi individuati
cercando di ottenere un compromesso ideale tra utilità pratica e impegno
necessario, e giungono alla conclusione che privilegiando un'azione a livello
dell'UE non si va oltre quanto è necessario alla soluzione di questi problemi,
che è poi l'obiettivo perseguito.
La valutazione d’impatto pertinente conclude
che permettere alle autorità di contrasto di accedere all’EURODAC è l’unico mezzo
per stabilire in modo tempestivo, accurato, sicuro e efficiente in termini di
costi se, ed eventualmente dove, esistano dati sui richiedenti asilo negli
Stati membri. Se l'obiettivo è appurare o verificare l'esatta identità di un
richiedente asilo, non esistono alternative ragionevoli e efficaci all’EURODAC
che permettano alle autorità di contrasto di ottenere gli stessi risultati. 
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ð nuovo
2008/0242 (COD)
Proposta modificata di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
che istituisce l'"EURODAC" per il
confronto delle impronte digitali per l'efficace applicazione del regolamento
(UE) n. […/…] [che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello
Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale
presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un
apolide] ð e per le richieste di confronto con i
dati EURODAC presentate dalle autorità di contrasto degli Stati membri e da
Europol a fini di contrasto, e che modifica il regolamento (UE) n. 1077/2011
che istituisce un’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi in IT
su larga scala e nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia ï 
(Rifusione)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea che istituisce la Comunità europea, in
particolare l'articolo 78, paragrafo 2, lettera
e) 63, punto 1, lettera a), ð l'articolo 87, paragrafo 2, lettera a),
e l'articolo 88, paragrafo 2, lettera a) ï,
vista la proposta della Commissione[23],
visto il parere del garante europeo della
protezione dei dati[24],
visto il parere del Parlamento europeo europeo[25],
Ödeliberando secondo
la procedura legislativa ordinaria,Õ
considerando quanto segue:
ònuovo
(1)       Occorre
apportare una serie di modifiche sostanziali al regolamento (CE)
n. 2725/2000 del Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce
l'"Eurodac" per il confronto delle impronte digitali per l'efficace
applicazione della convenzione di Dublino[26] e al regolamento (CE)
n. 407/2002 del Consiglio, del 28 febbraio 2002, che definisce talune
modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 2725/2000 che istituisce
l'"Eurodac" per il confronto delle impronte digitali per l'efficace
applicazione della convenzione di Dublino[27]. Per ragioni di chiarezza, è
quindi opportuno provvedere alla rifusione di tali regolamenti.
ê 2725/2000/CE
considerando 1
(1)       Gli Stati membri hanno ratificato la
convenzione di Ginevra, del 28 luglio 1951, relativa allo status dei rifugiati,
modificata dal protocollo di New York del 31 gennaio 1967.
ê 2725/2000/CE
considerando 2 (adattato)
(2)       Gli
Stati membri hanno concluso la convenzione sulla determinazione dello Stato
competente per l'esame di una domanda di asilo presentata in uno degli Stati
membri delle Comunità europee, firmata a Dublino il 15 giugno 1990 (in seguito
denominata: "la convenzione di Dublino").
ò nuovo
(2)       Una
politica comune nel settore dell'asilo, che preveda un sistema europeo comune
di asilo, costituisce un elemento fondamentale dell'obiettivo dell'Unione
europea relativo alla progressiva realizzazione di uno spazio di libertà,
sicurezza e giustizia aperto a quanti, spinti dalle circostanze, cercano
legittimamente protezione internazionale nell'Unione.
(3)       Il
4 novembre 2004 il Consiglio europeo ha adottato il programma dell'Aia,
determinando gli obiettivi da conseguire nel periodo 2005-2010 nello spazio di
libertà, sicurezza e giustizia. Il patto europeo sull’immigrazione e l’asilo,
approvato dal Consiglio europeo del 15-16 ottobre 2008, chiede che sia
completata l’istituzione del sistema europeo comune di asilo introducendo una
procedura unica in materia di asilo, che preveda garanzie comuni e uno status
uniforme per i rifugiati e per i beneficiari di protezione sussidiaria. 
ê 2725/2000/CE
considerando 3 (adattato)
ðnuovo
(4)       Ai fini dell'applicazione della convenzione di Dublino Ö del regolamento
(UE) n. […/…] [che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione
internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese
terzo o da un apolide][28] Õ, è necessario
determinare l'identità dei richiedenti asilo ð protezione internazionale ï e delle persone fermate in relazione all'attraversamento irregolare
delle frontiere esterne della Comunità dell'Unione. È inoltre auspicabile, ai fini di
un’efficace applicazione della convenzione di Dublino
Ö del regolamento
(CE) n. [.../...] del Consiglio [che stabilisce i criteri e i meccanismi
di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di
protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino
di un paese terzo o da un apolide] Õ e, in
particolare, dell’articolo 1018, paragrafo 1, lettere c) ed e) b) e
d), consentire a ciascuno Stato membro di accertare se uno straniero Ö un cittadino di
un paese terzo o un apolide Õ trovato illegalmente Ö in condizioni
di soggiorno irregolare Õ nel suo territorio
abbia presentato domanda di asilo ð protezione internazionale ï in un altro Stato membro.
ê 2725/2000/CE
considerando 4
(5)       Costituendo le impronte
digitali un elemento importante per la determinazione dell'identità esatta di
tali persone, occorre istituire un sistema per il confronto dei dati relativi
alle loro impronte digitali.
ê 2725/2000/CE
considerando 5 
ðnuovo
(6)       A tal fine, è necessario
istituire un sistema denominato "EurodacEURODAC", comprendente un'unità ð un sistema ï centrale, che opererà presso la Commissione e che gestirà una banca dati centrale informatizzata di dati sulle relativi
alle impronte digitali, e i mezzi telematici necessari per le
trasmissioni tra gli Stati membri e la banca dati centrale ð il sistema centrale, (in seguito
"infrastruttura di comunicazione") ï.
ò nuovo
(7)       Il
programma dell'Aia sollecita il miglioramento dell'accesso agli archivi di dati
esistenti dell'Unione europea. Inoltre, il programma di Stoccolma auspica una
raccolta di dati ben mirata e uno sviluppo dello scambio di informazioni e dei
relativi strumenti, dettato dalle esigenze in materia di applicazione della
legge. 
(8)       Nella
lotta al terrorismo e ad altri reati gravi è essenziale che le autorità di
contrasto dispongano delle informazioni più complete e aggiornate possibili per
poter svolgere i loro compiti. Le informazioni contenute nell'EURODAC sono
necessarie a fini di prevenzione, accertamento e indagine di reati di
terrorismo e altri reati gravi. È pertanto necessario che i dati dell'EURODAC
siano messi a disposizione delle autorità designate dagli Stati membri e di
Europol a fini di confronto, nel rispetto delle condizioni previste dal
presente regolamento.
ònuovo
(9)       Nella
sua comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo concernente il
miglioramento dell'efficienza e l'incremento dell'interoperabilità e delle
sinergie tra le banche dati europee nel settore della giustizia e degli affari
interni[29],
del 24 novembre 2005, la Commissione sostiene che le autorità incaricate della
sicurezza interna potrebbero accedere all'EURODAC in casi ben definiti, qualora
vi sia il fondato sospetto che l'autore di un reato di terrorismo o di un altro
reato grave abbia presentato domanda di asilo. Nella stessa comunicazione la
Commissione dichiara inoltre che, ai fini del rispetto del principio di
proporzionalità, occorre che l'EURODAC sia interrogato a questo scopo soltanto
quando prevalga l'interesse della sicurezza pubblica, ossia qualora il reato o
l'atto terroristico del quale si cerca di identificare l'autore sia così
riprovevole da giustificare l'interrogazione di una banca dati contenente dati
relativi a persone con la fedina penale pulita, e conclude che i limiti che le
autorità responsabili della sicurezza interna devono rispettare per poter
consultare l'EURODAC devono pertanto essere sempre molto più elevati rispetto a
quelli fissati per l'interrogazione di banche dati giudiziarie.
(10)     Inoltre,
Europol svolge un ruolo fondamentale nell'ambito della cooperazione tra le
autorità degli Stati membri nel settore dell'investigazione di reati
transfrontalieri contribuendo alla prevenzione, all'analisi e all'indagine di
attività criminali su scala europea. Pertanto, anche Europol dovrebbe avere
accesso ai dati EURODAC nel quadro dei suoi compiti e in conformità della
decisione che istituisce l'Ufficio europeo di polizia (Europol) (2009/371/GAI)[30].
(11)     Poiché
l'EURODAC è stato istituito per agevolare l'applicazione del regolamento (UE)
n. […/…] [che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello
Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale
presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un
apolide], l'accesso all'EURODAC al fine di prevenire, accertare o indagare
reati di terrorismo e altri reati gravi costituisce una nuova finalità rispetto
a quella iniziale nonché un'ingerenza nel diritto al rispetto della vita
privata di coloro i cui dati personali sono trattati nell'EURODAC. Un'ingerenza
di questo tipo dev'essere prevista dalla legge, che dev'essere formulata con
precisione sufficiente a consentire all'individuo di adeguare il proprio
comportamento, e deve tutelare dall'arbitrarietà e indicare con sufficiente
chiarezza il potere discrezionale conferito alle autorità competenti e il modo
in cui tale potere è esercitato. In una società democratica qualunque ingerenza
dev'essere necessaria per conseguire un interesse legittimo e proporzionato e
dev'essere commisurata all'obiettivo legittimo che intende perseguire.
(12)     La
finalità per cui era stato inizialmente istituito l'EURODAC non rendeva
necessario prevedere la possibilità di chiedere confronti con la banca dati
sulla base di un'impronta latente, cioè di una traccia dattiloscopica
rilevabile sul luogo del reato; tale possibilità è tuttavia fondamentale nel
settore della cooperazione di polizia. La possibilità di confrontare
un'impronta latente con i dati relativi alle impronte digitali conservati nell'EURODAC
rappresenta, per le autorità designate dagli Stati membri, uno strumento
utilissimo per la prevenzione, l'accertamento e l'indagine di reati di
terrorismo e altri reati gravi, quando per esempio l'unica prova disponibile sul
luogo del reato consiste nelle impronte latenti.
(13)     Il
presente regolamento stabilisce anche le condizioni alle quali dovrebbero
essere autorizzate le richieste di confronto dei dati relativi alle impronte
digitali con i dati EURODAC a fini di prevenzione, accertamento e indagine di
reati di terrorismo e altri reati gravi, e le garanzie necessarie per
assicurare la tutela del diritto fondamentale al rispetto della vita privata di
coloro i cui dati personali sono trattati nell'EURODAC.
(14)     Per
assicurare la parità di trattamento di tutti i richiedenti e i beneficiari di
protezione internazionale, e per garantire la coerenza con l’acquis dell'Unione
vigente in materia di asilo, in particolare con la direttiva 2004/83/CE del
Consiglio, del 29 aprile 2004, recante norme minime sull'attribuzione, a
cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona
altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul
contenuto della protezione riconosciuta[31], e con il regolamento (UE)
n. [.../...] [che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione
internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese
terzo o da un apolide], è opportuno estendere il campo di applicazione del
presente regolamento onde includere i richiedenti protezione sussidiaria e i
beneficiari di tale protezione.
ê 2725/2000/CE
considerando 6 (adattato)
ðnuovo
(15)     È altresì necessario invitare
gli Stati membri a rilevare ð e trasmettere ï tempestivamente ð i dati relativi alle ï le impronte digitali di tutti i richiedenti
asilo ð protezione internazionale ï e di tutti gli stranieri Ö i cittadini di
paesi terzi e gli apolidi Õ che vengano fermati
in relazione all'attraversamento irregolare della frontiera esterna di uno
Stato membro, qualora costoro abbiano almeno 14 anni di età.
ê 2725/2000/CE
considerando 7 (adattato)
ðnuovo
(16)     È necessario dettare
disposizioni precise in ordine alla trasmissione all'unità ð al sistema ï centrale dei dati relativi a tali impronte digitali, alla registrazione,
nella
banca dati ð nel sistema ï centrale, dei dati suddetti e di altri dati pertinenti, alla loro
memorizzazione, al loro confronto con altri dati relativi a impronte digitali,
nonché in ordine alla trasmissione dei risultati di tali confronti e al congelamento ð contrassegno ï ed alla cancellazione dei dati registrati. Dette disposizioni possono
differire ed essere specificamente adattate per quanto riguarda altre categorie
di stranieri Ö cittadini di
paesi terzi o apolidi Õ.
ònuovo
(17)     È
opportuno che le risposte pertinenti ottenute dall'EURODAC siano verificate da
un esperto in dattiloscopia in modo da garantire l'esatta determinazione della
competenza ai sensi del regolamento (UE) n. […/…] [che stabilisce i
criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per
l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli
Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide]. 
ê 2725/2000/CE
considerando 8 (adattato)
ðnuovo
(18)     Gli
stranieri Ö I cittadini di
paesi terzi e gli apolidi Õ che hanno presentato
domanda di asilo ð protezione internazionale ï in uno Stato membro possono avere la possibilità di chiedere asilo ð protezione internazionale ï per vari anni ancora in un altro Stato membro. Pertanto, il periodo
massimo durante il quale le impronte digitali devono essere conservate dall'unità ð dal sistema ï centrale dovrebbe essere piuttosto lungo. Dato che la maggior parte degli stranieri Ö dei cittadini
di paesi terzi e degli apolidi Õ che hanno
soggiornato nella Comunità Ö nell'Unione
europea Õ per vari anni
avranno ottenuto uno status giuridico definito ovvero avranno persino acquisito
la cittadinanza di uno Stato membro al termine di tale periodo, si ritiene che
dieci anni costituiscano un periodo ragionevole per la conservazione dei dati
relativi alle impronte digitali.
ê 2725/2000/CE
considerando 9 (adattato)
(19)     Il periodo di conservazione
dovrebbe essere ridotto in talune situazioni particolari in cui non vi sia
necessità di conservare i dati dattiloscopici così a lungo. I dati
dattiloscopici dovrebbero essere cancellati non appena gli
stranieri Ö i cittadini di
paesi terzi e gli apolidi Õ cui tali dati si
riferiscono acquisiscono la cittadinanza di uno Stato membro.
ònuovo
(20)     È
opportuno conservare i dati di coloro le cui impronte digitali sono state
inizialmente registrate nell’EURODAC al momento della presentazione della
domanda di protezione internazionale e ai quali è stata riconosciuta la
protezione in uno Stato membro, al fine di consentire il confronto di detti
dati con quelli registrati al momento della presentazione di un’altra domanda
di protezione internazionale.
(21)     L'agenzia
europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di
libertà, sicurezza e giustizia istituita dal regolamento (UE) n. 1077/2011
del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2011[32] (in
seguito "l'agenzia") è stata incaricata di svolgere i compiti della
Commissione relativi alla gestione operativa dell'EURODAC in conformità del
presente regolamento, nonché di determinati aspetti dell'infrastruttura di
comunicazione, a partire dal 1° dicembre 2012, data in cui l'agenzia entrerà in
funzione. L'agenzia dovrebbe assumere i compiti ad essa conferiti dal presente
regolamento e le disposizioni in materia del regolamento (UE) n. 1077/2011
dovrebbero essere modificate di conseguenza. Inoltre, Europol dovrebbe
beneficiare dello status di osservatore alle riunioni del consiglio di
amministrazione dell'agenzia quando è all'ordine del giorno una questione
relativa all'applicazione del presente regolamento riguardante l'accesso per la
consultazione dell'EURODAC da parte delle autorità designate dagli Stati membri
e di Europol a fini di prevenzione, accertamento e indagine di reati di
terrorismo e altri reati gravi. È opportuno che Europol possa nominare un
rappresentante in seno al gruppo consultivo EURODAC dell'agenzia. 
(22)     Lo
statuto dei funzionari dell'Unione europea ("statuto dei funzionari")
e il regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea ("regime"),
stabiliti con regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 del Consiglio (di
seguito indicati complessivamente come "statuto"), dovrebbero
applicarsi a tutti i membri del personale dell'agenzia che si occupano di
questioni attinenti al presente regolamento.
ê 2725/2000/CE
considerando 10 (adattato)
ðnuovo
(23)     È necessario precisare
chiaramente le competenze rispettive della Commissione e
degli Stati membri ð e dell'agenzia ï, nei riguardi dell'unità ð del sistema ï centrale ð e dell'infrastruttura di comunicazione,
e degli Stati membri ï, per quanto concerne l'utilizzazione
il trattamento, la sicurezza, l'accesso e
la rettifica dei dati registrati.
ònuovo 
(24)     È
necessario designare le autorità competenti degli Stati membri e il punto di
accesso centrale nazionale attraverso i quali sono inoltrate le richieste di
confronto con i dati EURODAC, e conservare un elenco delle unità operative in
seno alle autorità designate autorizzate a chiedere tale confronto ai fini
specifici della prevenzione, dell'accertamento e dell'indagine di reati di
terrorismo di cui alla decisione quadro 2002/475/GAI del Consiglio, del 13
giugno 2002, sulla lotta contro il terrorismo[33], e di altri reati gravi di cui
alla decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa
al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri[34].
(25)     Le
richieste di confronto con i dati conservati nella banca dati centrale EURODAC
devono essere presentate dalle autorità operative in seno alle autorità
designate al punto di accesso nazionale attraverso l'autorità di verifica, e
devono essere motivate. Le unità operative in seno alle autorità designate che
sono autorizzate a chiedere i confronti con i dati EURODAC non possono agire in
qualità di autorità di verifica. Le autorità di verifica devono assicurare
l'assoluta conformità alle condizioni di accesso previste nel presente
regolamento, per poi trasmettere la richiesta di confronto al sistema centrale dell'EURODAC
attraverso il punto di accesso nazionale, previa verifica del rispetto di tutte
le condizioni di accesso. In casi eccezionali di urgenza in cui sia necessario
un accesso tempestivo per rispondere a una minaccia specifica e reale connessa
a reati di terrorismo o altri reati gravi, l'autorità di verifica deve trattare
la richiesta immediatamente ed effettuare la verifica a posteriori.
(26)     Ai
fini della protezione dei dati personali e per escludere confronti sistematici,
che dovrebbero essere vietati, il trattamento dei dati EURODAC dovrebbe
avvenire solo in casi specifici e quando necessario a fini di prevenzione,
accertamento e indagine di reati di terrorismo e altri reati gravi. Inoltre,
l'accesso dovrebbe essere consentito soltanto quando i confronti con le banche
dati nazionali dello Stato membro e con i sistemi nazionali automatizzati
d'identificazione dattiloscopica degli altri Stati membri ai sensi della
decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento
della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e
alla criminalità transfrontaliera[35],
danno esiti negativi. Tale condizione richiede la preventiva attuazione della
decisione del Consiglio, in quanto non dev'essere consentito svolgere un
controllo nell'EURODAC a fini di contrasto senza aver prima preso le
disposizioni di cui sopra. Costituisce un caso specifico il fatto che la
richiesta di confronto sia connessa a un evento specifico e concreto o a un
pericolo specifico e concreto associato a un atto di terrorismo o a un altro
reato grave, oppure a persone specifiche nei cui confronti sussistano fondati
motivi di ritenere che intendano commettere o abbiano commesso reati di
terrorismo o altri reati gravi. Un altro caso specifico è quello in cui la
richiesta di confronto è connessa a una persona che è vittima di un atto di
terrorismo o altro reato grave. Le autorità designate ed Europol dovrebbero
pertanto chiedere un confronto con i dati EURODAC soltanto quando hanno fondati
motivi per ritenere che tale confronto fornisca informazioni che contribuiranno
in modo sostanziale alla prevenzione, all'accertamento o all'indagine di reati
di terrorismo o altri reati gravi.
(27)        Se
lo Stato membro richiedente stabilisce che i dati EURODAC si riferiscono a un
minore, deve utilizzarli a fini di contrasto soltanto nel rispetto della
propria legislazione sui minori e in conformità dell'obbligo di considerare in
primo luogo l'interesse superiore del minore.
ê 2725/2000/CE
considerando 11
(28)     Mentre la responsabilità
extracontrattuale della Comunitàdell'Unione in relazione alle attività del
sistema EurodacEURODAC sarà disciplinata dalle pertinenti
disposizioni del trattato, è necessario dettare regole specifiche per la
responsabilità extracontrattuale degli Stati membri in relazione al
funzionamento del sistema. 
ê 2725/2000/CE
considerando 12
(29)     Secondo il principio di
sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato, l'obiettivo delle misure
proposte, vale a dire l'istituzione presso la Commissione di un sistema per il confronto dei dati sulle relativi
alle impronte digitali, come supporto all'attuazione della politica di
asilo della Comunitàdell'Unione, non può, per sua stessa natura,
essere sufficientemente realizzatoconseguito in misura sufficiente dagli Stati
membri e può dunque essere realizzatoconseguito meglio a livello comunitariodi
Unione. Secondo il principio di proporzionalità di cui al suddetto
articolo, il presente regolamento non va al di
là disi limita a quanto necessario
per il raggiungimentoconseguimento di dettoi
obiettivoi.
ê 2725/2000/CE
considerando 15 (adattato)
ðnuovo
(30)     La direttiva 95/46/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela
delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché
alla libera circolazione di tali dati[36],
si applica al trattamento dei dati personali effettuato dagli Stati membri Ö in applicazione
del presente regolamento Õ nel contesto del sistema Eurodac ð, tranne se tale trattamento viene svolto
dalle autorità designate degli Stati membri a fini di prevenzione, accertamento
e indagine di reati di terrorismo e altri reati gravi ï. 
ònuovo
(31)     La
decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio, del 27 novembre 2008, sulla
protezione dei dati personali trattati nell’ambito della cooperazione
giudiziaria e di polizia in materia penale[37], si applica a tutti i trattamenti
di dati personali effettuati dalle autorità designate degli Stati membri a fini
di prevenzione, accertamento e indagine di reati di terrorismo e altri reati
gravi in conformità del presente regolamento.
ê 2725/2000/CE
considerando 16
(16)     A norma dell'articolo 286 del trattato, la
direttiva 95/46/CE si applica altresì alle istituzioni e agli organismi
comunitari. Poiché l'unità centrale sarà istituita presso la Commissione, la
suddetta direttiva si applicherà al trattamento dei dati personali effettuato
dall'unità centrale.
ê 2725/2000/CE
considerando 17
(32)     I principi sanciti dalla
direttiva 95/46/CE in tema di protezione dei diritti e delle libertà delle
persone fisiche, in particolare il loro diritto alla tutela della vita privata,
con riguardo al trattamento dei dati personali, andrebbero rafforzati o
chiariti, in particolare in rapporto ad alcuni settori.
ònuovo
(33)     Occorre
vietare il trasferimento dei dati ottenuti ai sensi del presente regolamento a
paesi terzi, a organizzazioni internazionali o a soggetti di diritto privato
onde garantire il diritto di asilo e tutelare i richiedenti protezione
internazionale dalla divulgazione dei loro dati a paesi terzi. Questo divieto
non pregiudica il diritto degli Stati membri di trasferire tali dati a paesi
terzi cui si applica il regolamento (UE) n. […/…] [che stabilisce i
criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per
l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli
Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide], in modo che
gli Stati membri possano cooperare con quei paesi terzi ai fini del presente
regolamento. 
(34)     Le
autorità nazionali incaricate del controllo del trattamento dei dati personali
dovrebbero vigilare sulla liceità del trattamento dei dati personali effettuato
dagli Stati membri, mentre l'autorità di controllo istituita dalla decisione
Europol dovrebbe vigilare sulla liceità delle attività di trattamento dei dati
eseguite da Europol.
(35)     Il
regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18
dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al
trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi
comunitari, nonché alla libera circolazione di tali dati[38], in
particolare gli articoli 21 e 22 sulla riservatezza e sulla sicurezza del
trattamento, si applica al trattamento dei dati personali effettuato da
istituzioni, organi e organismi dell'Unione in applicazione del presente
regolamento. Occorre tuttavia precisare taluni punti per quanto concerne la
responsabilità in materia di trattamento dei dati e il controllo della
protezione degli stessi. 
(36)     È
opportuno che le autorità nazionali di controllo verifichino la liceità del
trattamento dei dati personali effettuato dagli Stati membri e che il garante
europeo della protezione dei dati, di cui all'articolo 41 del regolamento (CE)
n. 45/2001, controlli le attività delle istituzioni, degli organi e degli
organismi dell'Unione attinenti al trattamento dei dati personali effettuato ai
sensi del presente regolamento.
ê 2725/2000/CE
considerando 18
ðnuovo
(37)     È opportuno controllare e
valutare l'attività dell'EurodacEURODAC ð a intervalli regolari ï. 
ê 2725/2000/CE
considerando 19 (adattato)
ðnuovo
(38)     Gli Stati membri dovrebbero
istituire un sistema di sanzioni Ö efficaci, proporzionate e dissuasive Õ per punire l'uso il
trattamento dei dati Ö inseriti Õ registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale con finalità contrarie a quelle dell'EurodacEURODAC.
ònuovo
(39)     È
necessario che gli Stati membri siano informati della situazione di determinate
procedure di asilo onde facilitare un'adeguata applicazione del regolamento
(UE) n. […/…] [che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione
internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese
terzo o da un apolide]. 
(40)     Il
presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e dev'essere applicato di
conseguenza, e osserva i principi sanciti segnatamente dalla Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione europea. In particolare, il presente regolamento
rispetta pienamente il diritto di ciascuno alla protezione dei dati personali e
il diritto di asilo.
(41)     A
norma degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca,
allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, la Danimarca non partecipa all'adozione del presente
regolamento, non è da esso vincolata, né è soggetta alla sua applicazione. Per
quanto riguarda la Danimarca il presente regolamento, ad eccezione della
procedura di confronto e trasmissione dei dati a fini di contrasto di cui agli
articoli 5, 6, agli articoli da 19 a 22, agli articoli 33, 36, all'articolo 39,
paragrafo 3, all'articolo 40, paragrafo 8, e all'articolo 43, costituisce una
modifica al regolamento EURODAC ai sensi dell'accordo tra la Comunità europea e
il Regno di Danimarca in merito ai criteri e ai meccanismi di determinazione
dello Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in
Danimarca oppure in uno degli altri Stati membri dell'Unione europea e in
merito a "Eurodac" per il confronto delle impronte digitali per
l'efficace applicazione della convenzione di Dublino[39]. Di
conseguenza, a norma dell'articolo 3 di tale accordo, la Danimarca notificherà
alla Commissione la sua decisione di attuare o meno il contenuto del presente
regolamento; in caso affermativo, il presente regolamento determinerà il
sorgere di obbligazioni reciproche, ai sensi del diritto internazionale, tra la
Danimarca e l'Unione europea. Quando il presente regolamento di rifusione sarà
adottato e oggetto di una raccomandazione della Commissione relativa a una
decisione del Consiglio che autorizzi l'avvio di negoziati, la Danimarca sarà
consultata in merito alla sua intenzione di prendere parte ai negoziati su
accordi complementari che riguardino anche la procedura di confronto e
trasmissione dei dati a fini di contrasto prevista agli articoli 5, 6, agli
articoli da 19 a 22, agli articoli 33, 36, all'articolo 39, paragrafo 3, all'articolo
40, paragrafo 8, e all'articolo 43.
(42)     A
norma dell'articolo 3 del protocollo sulla posizione del Regno Unito e
dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato
al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, e fatto salvo l'articolo 4 di tale protocollo, il Regno Unito [non
partecipa all'adozione del presente regolamento, non è da esso vincolato né è
soggetto alla sua applicazione / ha notificato che desidera partecipare all'adozione
e all'applicazione del presente regolamento].
(43)     A
norma dell'articolo 3 del protocollo n. 21 sulla posizione del Regno Unito
e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato
al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, e fatto salvo l'articolo 4 di tale protocollo, l'Irlanda [non
partecipa all'adozione del presente regolamento, non è da esso vincolata né è
soggetta alla sua applicazione / ha notificato che desidera partecipare
all'adozione e all'applicazione del presente regolamento].
(44)     Per
quanto riguarda la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia, il presente
regolamento, ad eccezione della procedura di confronto e trasmissione dei dati
a fini di contrasto di cui agli articoli 5, 6, agli articoli da 19 a 22, agli
articoli 33, 36, all'articolo 39, paragrafo 3, all'articolo 40, paragrafo 8, e all'articolo
43, costituisce una nuova misura connessa all'EURODAC ai sensi dell'accordo tra
la Comunità europea e la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia relativo
ai criteri e meccanismi per determinare lo Stato membro competente per l'esame
di una domanda d'asilo presentata in uno Stato membro oppure in Islanda o in
Norvegia[40].
Di conseguenza, se la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia
decideranno di darvi attuazione nel rispettivo ordinamento giuridico interno,
il presente regolamento sarà applicato dai due paesi nelle reciproche relazioni
e nelle relazioni con gli Stati membri dell'Unione europea. Quando il
presente regolamento di rifusione sarà adottato e oggetto di una
raccomandazione della Commissione relativa a una decisione del Consiglio che
autorizzi l'avvio di negoziati, la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia
saranno consultati in merito alla loro intenzione di prendere parte ai
negoziati su accordi complementari che riguardino anche la procedura di
confronto e trasmissione dei dati a fini di contrasto prevista agli articoli 5,
6, agli articoli da 19 a 22, agli articoli 33, 36, all'articolo 39, paragrafo
3, all'articolo 40, paragrafo 8, e all'articolo 43.
(45)     Per
quanto riguarda la Confederazione svizzera, il presente regolamento, ad
eccezione della procedura di confronto e trasmissione dei dati a fini di
contrasto di cui agli articoli 5, 6, agli articoli da 19 a 22, agli articoli 33,
36, all'articolo 39, paragrafo 3, all'articolo 40, paragrafo 8, e all'articolo 43,
costituisce una nuova misura connessa all'EURODAC ai sensi dell'accordo tra la
Comunità europea e la Confederazione Svizzera relativo ai criteri e ai
meccanismi che permettono di determinare lo Stato membro competente per l'esame
di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri o in Svizzera[41]. Di
conseguenza, se la Svizzera deciderà di recepirlo nel proprio ordinamento
giuridico interno, il presente regolamento sarà di applicazione tra la
Confederazione svizzera e gli Stati membri dell'Unione europea. Quando
il presente regolamento di rifusione sarà adottato e oggetto di una
raccomandazione della Commissione relativa a una decisione del Consiglio che
autorizzi l'avvio di negoziati, la Confederazione svizzera sarà consultata in
merito alla sua intenzione di prendere parte ai negoziati su accordi
complementari che riguardino anche la procedura di confronto e trasmissione dei
dati a fini di contrasto prevista agli articoli 5, 6, agli articoli da 19 a 22,
agli articoli 33, 36, all'articolo 39, paragrafo 3, all'articolo 40, paragrafo
8, e all'articolo 43, previo un accordo distinto sull'applicazione delle
disposizioni in materia della decisione 2008/615/GAI del Consiglio sul
potenziamento della cooperazione transfrontaliera. 
(46)     Per
quanto riguarda il Principato del Liechtenstein, il presente regolamento, ad
eccezione della procedura di confronto e trasmissione dei dati a fini di
contrasto di cui agli articoli 5, 6, agli articoli da 19 a 22, agli articoli 33,
36, all'articolo 39, paragrafo 3, all'articolo 40, paragrafo 8, e all'articolo 43,
costituisce una nuova misura connessa all'EURODAC ai sensi del protocollo tra
la Comunità europea, la Confederazione svizzera e il Principato del
Liechtenstein sull'adesione del Principato del Liechtenstein all’accordo tra la
Comunità europea e la Confederazione svizzera relativo ai criteri e ai
meccanismi che permettono di determinare lo Stato competente per l’esame di una
domanda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera[42]. Di
conseguenza, se il Principato del Liechtenstein deciderà di recepirlo nel
proprio ordinamento giuridico interno, il presente regolamento sarà di
applicazione tra il Principato del Liechtenstein, la Confederazione svizzera e
gli Stati membri dell'Unione europea. Quando il presente regolamento
di rifusione sarà adottato e oggetto di una raccomandazione della Commissione
relativa a una decisione del Consiglio che autorizzi l'avvio di negoziati, il
Principato del Liechtenstein sarà consultato in merito alla sua intenzione di
prendere parte ai negoziati su accordi complementari che riguardino anche la
procedura di confronto e trasmissione dei dati a fini di contrasto prevista
agli articoli 5, 6, agli articoli da 19 a 22, agli articoli 33, 36, all'articolo
39, paragrafo 3, all'articolo 40, paragrafo 8, e all'articolo 43, previo un
accordo distinto sull'applicazione delle disposizioni in materia della
decisione 2008/615/GAI del Consiglio sul potenziamento della cooperazione
transfrontaliera. 
ê 2725/2000/CE
considerando 22 (adattato)
(47)     È opportuno far coincidere
l'ambito di applicazione territoriale del presente regolamento con quello della convenzione di Dublino. Ö del regolamento
(UE) n. […/…] [che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione
internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese
terzo o da un apolide]. Õ 
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
Scopo dell'"EurodacEURODAC"
1.           È istituito un sistema
denominato "EurodacEURODAC", allo scopo di concorrere alla
determinazione dello Stato membro competente, ai sensi della
convenzione di Dublino Ö del regolamento
(UE) n. […/…] [che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione
internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese
terzo o da un apolide] Õ, per l'esame di una
domanda di asilo ð protezione internazionale ï presentata in uno Stato membro ð da un cittadino di un paese terzo o da
un apolide, ï e di facilitare inoltre l'applicazione di tale
convenzione Ö del richiamato
regolamento Õ secondo le
disposizioni del presente regolamento.
2.           L'Eurodac comprende:
a)           l'unità centrale di cui all'articolo 3;
b)           una banca dati centrale informatizzata,
nella quale vengono trattati i dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1,
all'articolo 8, paragrafo 2 e all'articolo 11, paragrafo 2, in vista del
confronto dei dati sulle impronte digitali dei richiedenti asilo e delle
categorie di stranieri di cui all'articolo 8, paragrafo 1 e all'articolo 11,
paragrafo 1;
c)           i mezzi di trasmissione dei dati tra gli
Stati membri e la banca dati centrale.
2.           Il
presente regolamento definisce inoltre le condizioni per le richieste di
confronto dei dati relativi alle impronte digitali con i dati conservati nella
banca dati centrale dell'EURODAC, presentate dalle autorità designate degli
Stati membri e dall'Ufficio europeo di polizia (Europol) a fini di prevenzione,
accertamento e indagine di reati di terrorismo e altri reati gravi.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
3.           Fatto salvo il trattamento Fatta salva l'utilizzazione dei dati
destinati all'EurodacEURODAC da parte dello Stato membro d'origine
in banche dati istituite ai sensi della propria legislazione nazionale, i dati sulle relativi
alle impronte digitali e gli altri dati personali possono essere
trattati nell'EurodacEURODAC solo per gli scopi previsti ð dal presente regolamento e ï dall'articolo 1532, paragrafo 1, della
convenzione di Ö del
regolamento Õ Dublino. 
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
Articolo 2
Definizioni
1.           Ai sensi del presente
regolamento si intende per:
a)      "convenzione
di Ö regolamento Õ Dublino": la convenzione sulla determinazione dello Stato competente per
l'esame di una domanda di asilo presentata in uno degli Stati membri delle
Comunità europee, firmata a Dublino il 15 giugno 1990 Ö il regolamento
(UE) n. […/…] [che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione
internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese
terzo o da un apolide] Õ; 
b)      "richiedente asilo ð protezione internazionale ï": lo straniero Ö il cittadino di
un paese terzo o l'apolide Õ che ha presentato
una domanda di asilo o per conto del quale è stata presentata una
siffatta domanda ð protezione internazionale ai sensi
dell'articolo 2, lettera g), della direttiva 2004/83/CE del Consiglio, sulla
quale non sia stata ancora adottata una decisione definitiva ï;
c)      "Stato membro d'origine":
i)       in relazione ai
richiedenti asilo Ö alle persone di
cui all'articolo 6 Õ, lo Stato membro che
trasmette i dati personali all'unità ð al sistema ï centrale e che riceve i risultati del confronto;
ii)      in relazione alle persone di cui
all'articolo 8 11, lo Stato membro che trasmette i dati
personali all'unità ð al sistema ï centrale;
iii)     in relazione alle persone di cui
all'articolo 11 14, lo Stato membro che trasmette detti dati all'unità ð al sistema ï centrale e che riceve i risultati del confronto;
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
d)      "rifugiato" ð "beneficiario di protezione
internazionale" ï: Ö il cittadino di
un paese terzo o l'apolide Õ la persona cui è
stato riconosciuto lo status di rifugiato ai sensi della convenzione di
Ginevra, del 28 luglio 1951, relativa ai rifugiati, modificata dal protocollo
dei New York del 31 gennaio 1967 ð che ha diritto alla protezione
internazionale quale definita all'articolo 2, lettera a), della direttiva
2004/83/CE del Consiglio ï;
e)      "risposta pertinente": la
corrispondenza constatata o le corrispondenze constatate dall'unità ð dal sistema ï centrale, sulla base di un confronto, tra i dati sulle relativi
alle impronte digitali registrati nelle banche
dati Ö nella banca
dati centrale Õ e quelli trasmessi
da uno Stato membro relativi a una persona, fatto salvo l'obbligo degli Stati
membri di controllare immediatamente l'esito del confronto a norma
dell'articolo 4 18, paragrafo 6.
4;
ònuovo
f)       "punto di
accesso nazionale": il sistema nazionale designato per comunicare con il
sistema centrale;
g)      "agenzia":
l'agenzia istituita con regolamento (UE) n. 1077/2011; 
h)      "Europol":
l'Ufficio europeo di polizia istituito con decisione 2009/371/GAI;
i)       "dati
EURODAC": tutti i dati relativi alle impronte digitali conservati nella
banca dati centrale conformemente all'articolo 11 e all'articolo 16, paragrafo
2;
j)       "reati di
terrorismo": i reati che, ai sensi della legislazione nazionale,
corrispondono o sono equivalenti ai reati di cui agli articoli da 1 a 4 della
decisione quadro 2002/475/GAI;
k)      "reati
gravi": le forme di reato che corrispondono o sono equivalenti a quelle di
cui all'articolo 2, paragrafo 2, della decisione quadro 2002/584/GAI, se
punibili con una pena detentiva o una misura di sicurezza privativa della
libertà personale per un periodo massimo di almeno tre anni conformemente al
diritto nazionale;
l)       "dati relativi alle impronte
digitali": i dati sulle impronte di tutte le dita o almeno degli indici e,
qualora queste ultime non fossero disponibili, sulle impronte di tutte le altre
dita, oppure un'impronta latente.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
2.           I termini definiti
nell'articolo 2 della direttiva 95/46/CE hanno lo stesso significato nel
presente regolamentoð , a meno che il trattamento dei dati
personali sia effettuato dalle autorità designate degli Stati membri a fini di
prevenzione, accertamento e indagine di reati di terrorismo e altri reati
gravi ï.
3.           Salvo diverse disposizioni, i
termini definiti nell'articolo 1 2 della convenzione di
Ö del
regolamento Õ Dublino hanno lo
stesso significato nel presente regolamento. 
ònuovo
4.           I
termini definiti nell'articolo 2 della decisione quadro 2008/977/GAI hanno lo
stesso significato nel presente regolamento laddove il trattamento dei dati
personali sia effettuato dalle autorità designate degli Stati membri a fini di
prevenzione, accertamento e indagine di reati di terrorismo e altri reati gravi
in conformità del presente regolamento.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
Articolo 3
Unità
centrale Ö Architettura del sistema e principi
di base Õ 
1.           È istituita presso la Commissione
un'unità centrale, alla quale è affidato il compito di gestire la banca dati
centrale di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera b) per conto degli Stati
membri. L'unità centrale è dotata di un sistema informatizzato per il
riconoscimento delle impronte digitali.
ònuovo
1.           L'EURODAC
consta di:
a) una banca dati
centrale informatizzata per le impronte digitali (sistema centrale) costituita
da
–              
un'unità centrale, 
–              
un sistema di continuità
operativa;
b) un'infrastruttura di
comunicazione tra il sistema centrale e gli Stati membri, dotata di una rete
virtuale cifrata dedicata ai dati EURODAC (infrastruttura di comunicazione).
2.           Ciascuno
Stato membro dispone di un unico punto di accesso nazionale.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
2.3.        I
dati riguardanti i richiedenti asilo e le persone
di cui agli articoli 8 e 11 9, 14 e 17
sono trattati dall'unità ð dal sistema ï centrale per conto dello Stato membro d'origine alle condizioni
indicate nel presente regolamento Ö e sono tenuti
separati con mezzi tecnici adeguati Õ.
ê 2725/2000/CE
articolo 1, paragrafo 2, terzo comma 
ðnuovo
4.           Le norme cui è soggetto l'EurodacEURODAC si applicano anche alle operazioni
effettuate dagli Stati membri dal momento della trasmissione dei dati all'unità ð al sistema ï centrale fino all'utilizzazione dei risultati del confronto.
ê 2725/2000/CE
articolo 4, paragrafo 1, seconda frase (adattato)
ðnuovo
5.           La procedura di tale
rilevamento delle impronte digitali è
stabilita ð e applicata ï in conformità delle prassi nazionali dello Stato membro interessato e
in conformità delle salvaguardie previste ð dalla Carta dei diritti fondamentali
dell'Unione europea, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti
dell'uomo e delle libertà fondamentali ï dalla convenzione europea dei diritti dell'uomo e della dalla convenzione delle Nazioni Unite sui
diritti del fanciullo. 
ònuovo
Articolo 4
Gestione
operativa
1.           L'agenzia
è responsabile della gestione operativa dell'EURODAC. In cooperazione
con gli Stati membri, l'agenzia provvede a che in qualsiasi momento siano
utilizzate, previa analisi costi/benefici, le migliori tecnologie disponibili
per il sistema centrale.
2.           L'agenzia
è responsabile altresì dei seguenti compiti relativi all'infrastruttura di
comunicazione:
a) controllo;
b) sicurezza;
c) coordinamento delle
relazioni tra gli Stati membri e il gestore.
3.           La
Commissione è responsabile di tutti gli altri compiti relativi
all'infrastruttura di comunicazione, in particolare: 
a) compiti di
esecuzione del bilancio;
b) acquisizione e
rinnovo;
c) aspetti
contrattuali.
4.           Prima
che l'agenzia entri in funzione, la Commissione è responsabile di tutti i
compiti attribuiti all'agenzia stessa in forza del presente regolamento. 
5.           La
gestione operativa dell'EURODAC consiste nell'insieme dei compiti necessari a
garantire un funzionamento dell'EURODAC 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, in
conformità del presente regolamento, e comprende in particolare la manutenzione
e gli adeguamenti tecnici necessari a garantire che il sistema funzioni a un
livello di qualità operativa soddisfacente, specialmente per quanto riguarda il
tempo richiesto per l'interrogazione del sistema centrale.
6.           Fatto
salvo l'articolo 17 del regolamento n. 31 (CEE), 11 (CEEA)[43],
l'agenzia applica norme adeguate in materia di segreto professionale o altri
doveri di riservatezza equivalenti a tutti i membri del proprio personale che
devono lavorare con i dati EURODAC. Questo obbligo vincola tale personale anche
dopo che abbia lasciato l'incarico o cessato di lavorare, ovvero portato a
termine le attività.
ònuovo
Articolo 5
Autorità
designate per l'accesso a fini di contrasto
1.           Gli
Stati membri designano le autorità autorizzate ad accedere ai dati EURODAC a
norma del presente regolamento. Le autorità designate sono le autorità degli
Stati membri responsabili della prevenzione, dell'accertamento o dell'indagine
di reati di terrorismo e altri reati gravi.
2.           Ciascuno
Stato membro conserva un elenco delle autorità designate.
3.           A
livello nazionale, ciascuno Stato membro conserva un elenco delle unità
operative in seno alle autorità designate che possono chiedere il confronto con
i dati EURODAC attraverso il punto di accesso nazionale.
Articolo 6 
Autorità di
verifica
1.           Ciascuno
Stato membro designa un organismo nazionale unico affinché eserciti le funzioni
di autorità di verifica. L'autorità di verifica è l'autorità dello Stato membro
responsabile della prevenzione, dell'accertamento o dell'indagine di reati di
terrorismo e altri reati gravi.
2.           Compete
all'autorità di verifica garantire il rispetto delle condizioni per la
richiesta di confronto delle impronte digitali con i dati EURODAC.
Soltanto l'autorità di
verifica è autorizzata a trasmettere le richieste di confronto delle impronte
digitali al punto di accesso nazionale che comunica con il sistema centrale.
Articolo 7 
Europol
1.           Europol
designa un'unità specializzata composta di funzionari di Europol autorizzati ad
agire in qualità di autorità di verifica e, di concerto con ciascuno Stato
membro, designa il punto di accesso nazionale di quello Stato membro che
comunica al sistema centrale le sue richieste di confronto dei dati relativi
alle impronte digitali. 
2.           Europol
designa un'unità operativa autorizzata a chiedere il confronto con i dati
EURODAC attraverso il suo punto di accesso nazionale.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
Articolo 8
3 
Ö Statistiche Õ 
3. 1.       Ogni
tre
mesi ð mese ï l'unità centrale Ö l'agenzia Õ elabora una
statistica Ö sull'attività
del sistema centrale Õ da cui risultano ð in particolare ï:
a)      il numero dei dati trasmessi relativi ai richiedenti asilo e alle persone di cui
all'articolo 9 8, paragrafo 1 e all'articolo 11, paragrafo 1, all'articolo 14, paragrafo 1, e all'articolo 17,
paragrafo 1;
b)      il numero delle risposte pertinenti
riguardanti i richiedenti asilo ð protezione internazionale ï che hanno presentato domanda in un altro Stato membro;
c)      il numero delle risposte pertinenti
riguardanti le persone di cui all'articolo 8
14, paragrafo 1, che hanno presentato domanda ð di protezione internazionale ï in un momento successivo;
d)      il numero delle risposte pertinenti
riguardanti le persone di cui all'articolo 11
17, paragrafo 1, che hanno presentato in precedenza domanda ð di protezione internazionale ï in un altro Stato membro;
e)      il numero dei dati sulle relativi
alle impronte digitali che l'unità ð il sistema ï centrale ha dovuto nuovamente richiedere ð ripetutamente ï agli Stati membri di origine, in quanto i dati sulle relativi
alle impronte digitali trasmessi inizialmente non erano idonei al
confronto mediante il sistema informatizzato per il riconoscimento delle
impronte digitali.;
ònuovo
f)       il numero di
richieste di contrassegno e rimozione di contrassegno trasmesse in conformità
dell'articolo 18, paragrafi 1 e 2;
g)      il numero delle
risposte pertinenti riguardanti le persone di cui all'articolo 18, paragrafo 1,
per le quali erano state registrate risposte pertinenti ai sensi delle lettere
b) e d).
ê 2725/2000/CE
ðnuovo
2.           Alla fine di ogni anno viene elaborata una statistica in cui
sono sintetizzati i dati delle statistiche ð mensili ï trimestrali elaborate dall'inizio dell'avvio dell'attività dell'Eurodac ð relative all'anno in questione ï e da cui risulta il numero delle persone nei cui confronti sono state
constatate risposte pertinenti, ai sensi delle lettere b), c) e d). ð La statistica contiene dati separati per
ciascuno Stato membro. ï
4.           Secondo la procedura di cui all'articolo
23, paragrafo 2, l'unità centrale può essere incaricata di svolgere altri
lavori statistici sulla scorta dei dati da essa trattati.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
CAPO II
RICHIEDENTI ASILO Ö PROTEZIONE
INTERNAZIONALE Õ
Articolo 9
4
Rilevamento,
trasmissione e confronto delle impronte digitali
1.           Ciascuno Stato membro procede
tempestivamente al rilevamento delle impronte digitali di tutte le dita di ogni
richiedente asilo ð protezione internazionale ï di età non inferiore a 14 anni e ð , non appena possibile e in ogni caso
entro 72 ore dalla presentazione della domanda di protezione internazionale ai
sensi dell'articolo 20, paragrafo 2, del regolamento Dublino, ï trasmette sollecitamente all'unità Ö tali dati Õ ð al sistema ï centrale Ö insieme ai Õ i dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1, 11, lettere da a) b) a
f) g).

ònuovo
ð L'inosservanza del termine di 72 ore
non dispensa gli Stati membri dal rilevare e trasmettere le impronte digitali
al sistema centrale. Quando lo stato dei polpastrelli non consente di
effettuare un rilevamento delle impronte di qualità tale da assicurare un
confronto appropriato ai sensi dell'articolo 25, lo Stato membro d'origine
provvede a rilevare nuovamente le impronte digitali del richiedente e le
ritrasmette quanto prima e in ogni caso entro 48 ore dal buon esito del
rilevamento. ï
ê 2725/2000/CE
(2)     I dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1 sono registrati
immediatamente nella banca dati centrale dall'unità centrale oppure, nella
misura in cui sono soddisfatte le condizioni tecniche necessarie a tal fine,
direttamente dallo Stato membro d'origine.
ònuovo
2.           In
deroga al paragrafo 1, quando non è possibile rilevare le impronte digitali di
un richiedente a causa di provvedimenti che ne tutelano la salute o per motivi
di salute pubblica, gli Stati membri rilevano e inviano le impronte digitali
del richiedente quanto prima e in ogni caso entro 48 dacché tali motivi sono
venuti meno.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
3.           I dati relativi alle impronte
digitali di cui all'articolo 5, paragrafo 1 11, lettera b)
a), trasmessi da qualsiasi Stato membro, Ö ad eccezione
dei dati trasmessi a norma dell'articolo 10, lettera b), Õ sono ð automaticamente ï confrontati dall'unità centrale con i
dati relativi alle impronte digitali trasmessi da altri Stati membri e già
registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale. 
4.           L'unità ð Il sistema ï centrale provvede affinché, su richiesta di uno Stato membro, il
confronto di cui al paragrafo 3 venga effettuato con i dati relativi alle
impronte digitali trasmessi precedentemente dallo stesso Stato membro, oltre
che con i dati trasmessi dagli altri Stati membri.
5.           L'unità ð Il sistema ï centrale trasmette, senza indugio, ð automaticamente ï la risposta pertinente o il risultato negativo del confronto allo
Stato membro d'origine. In caso di risposta pertinente, vengono trasmessi, per tutte le serie di dati corrispondenti
alla risposta pertinente, i dati di cui
all'articolo 5, paragrafo 1 8, lettere da a) a ð g) ï . Tuttavia, i dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera b)
vengono trasmessi solo se sono alla base della risposta pertinente ð , insieme al contrassegno di cui
all'articolo 18, paragrafo 1, se applicabile ï . 
La
trasmissione allo Stato membro d'origine del risultato del confronto può essere
effettuata direttamente, sempreché siano soddisfatte le condizioni tecniche
necessarie a tal fine.
7.           Le modalità di applicazione necessarie
per l'attuazione dei paragrafi da 1 a 6 sono adottate secondo la procedura di
cui all'articolo 22, paragrafo 1.
ò nuovo
Articolo 10
Informazioni sullo status
dell'interessato
Le seguenti informazioni
sono inviate al sistema centrale e ivi conservate in conformità dell'articolo 9
ai fini della trasmissione di cui all'articolo 9, paragrafo 5:
a)           Quando
un richiedente protezione internazionale, o altro richiedente di cui
all'articolo 18, paragrafo 1, lettera d), del regolamento Dublino, giunge nello
Stato membro competente in seguito a un trasferimento effettuato in forza di
una decisione che acconsente a una richiesta di ripresa in carico di cui
all’articolo 24 del regolamento Dublino, lo Stato membro competente aggiorna i
dati registrati in conformità dell’articolo 8 relativi all’interessato,
aggiungendo la data di arrivo.
b)           Quando
un richiedente protezione internazionale giunge nello Stato membro competente
in seguito a un trasferimento effettuato in forza di una decisione che
acconsente a una richiesta di presa in carico di cui all’articolo 22 del
regolamento Dublino, lo Stato membro competente invia i dati registrati in conformità
dell’articolo 11 relativi all’interessato, e include la data di arrivo. 
c)           Non
appena può stabilire che l'interessato, i cui dati sono stati registrati
nell'EURODAC in conformità dell'articolo 11, ha lasciato il territorio degli
Stati membri, lo Stato membro d'origine aggiorna i dati registrati in
conformità dell'articolo 11 relativi all'interessato, aggiungendo la data in
cui questi ha lasciato il territorio, in modo da agevolare l'applicazione
dell'articolo 19, paragrafo 2, e dell'articolo 20, paragrafo 5, del regolamento
Dublino.
d)           Non
appena si assicura che l'interessato, i cui dati sono stati registrati
nell'EURODAC in conformità dell'articolo 11, ha lasciato il territorio degli
Stati membri per effetto di una decisione di rimpatrio o di un provvedimento di
allontanamento emessi da quello Stato membro a seguito del ritiro o del rigetto
della domanda come previsto all'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento
Dublino, lo Stato membro d'origine aggiorna i dati registrati in conformità
dell'articolo 11 relativi all'interessato, aggiungendo la data di
allontanamento o la data in cui questi ha lasciato il territorio. 
e)           Lo
Stato membro che assume la competenza in conformità dell’articolo 17, paragrafo
1, del regolamento Dublino aggiorna i dati registrati in conformità
dell’articolo 11 relativi all’interessato, aggiungendo la data in cui è stata
presa la decisione di esaminare la domanda.
ê 2725/2000/CE
ðnuovo
Articolo 11
5
Registrazione dei dati
1.           Nella banca dati ð Nel sistema ï centrale vengono registrati unicamente i seguenti dati:
a b) dati
relativi alle impronte digitali;
b a) Stato
membro d'origine, luogo e giorno in cui è stata presentata la domanda di asilo ð protezione internazionale; nei casi di
cui all'articolo 10, lettera b), la data della domanda corrisponde alla data
inserita dallo Stato membro che ha provveduto al trasferimento del
richiedente ï;
c) sesso;
d) numero di riferimento assegnato dallo Stato
membro d'origine;
e) data di rilevamento delle impronte digitali;
f) data della trasmissione dei dati all'unità ð al sistema ï centrale;
g) data di inserimento dei dati nella banca dati centrale;
ònuovo
g) identificativo
utente dell'operatore;
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
h) particolari relativi ai destinatari ai quali sono stati trasmessi i
dati e data/date della/delle trasmissioni.
h) nei casi di cui
all'articolo 10, lettera a) o b), la data di arrivo dell'interessato in seguito
a trasferimento;
i) nei casi di cui
all'articolo 10, lettera c), la data in cui l'interessato ha lasciato il
territorio degli Stati membri;
j) nei casi di cui
all'articolo 10, lettera d), la data in cui l'interessato ha lasciato il
territorio degli Stati membri o ne è stato allontanato;
k) nei casi di cui
all'articolo 10, lettera e), la data in cui è stata presa la decisione di
esaminare la domanda.
2.      Dopo la registrazione nella banca dati centrale, l'unità centrale
distrugge i supporti utilizzati per la trasmissione, a meno che lo Stato membro
d'origine non ne chieda la restituzione.
Articolo 12
6
Conservazione dei dati
Ciascuna serie di dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1 11 viene conservata presso la banca dati ð il sistema ï centrale per dieci anni a decorrere dalla data alla quale le impronte
sono state rilevate.
Decorso tale termine, l'unità centrale
cancella automaticamente i dati Ö sono cancellati
automaticamente Õ dalla banca dati ð dal sistema ï centrale.
Articolo 13
7
Cancellazione
anticipata dei dati
1.           I dati riguardanti le persone che hanno acquisito la
cittadinanza di uno Stato membro prima della scadenza del periodo di cui
all'articolo 6 12 sono cancellati dalla banca dati ð dal sistema ï centrale, a norma dell'articolo 15
27, paragrafo 3 4,
non appena lo Stato membro d'origine viene a conoscenza che gli interessati
hanno acquisito tale cittadinanza.
ònuovo
2.           Il
sistema centrale informa tutti gli Stati membri d'origine della cancellazione a
cura di un altro Stato membro d'origine, per il motivo di cui al paragrafo 1,
di dati che hanno generato una risposta pertinente con i dati da quelli trasmessi
riguardanti persone di cui all'articolo 9, paragrafo 1, o all'articolo 14,
paragrafo 1.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
CAPO III
STRANIERI Ö CITTADINI DI
PAESI TERZI O APOLIDI Õ FERMATI IN RELAZIONE
ALL'ATTRAVERSAMENTO IRREGOLARE DI UNA FRONTIERA ESTERNA
Articolo 14
8
Rilevamento e
trasmissione di dati relativi alle impronte digitali
1.           Ciascuno Stato membro procede
tempestivamente, in conformità delle salvaguardie previste dalla
convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla convenzione delle Nazioni
Unite sui diritti del fanciullo, al rilevamento
delle impronte digitali di tutte le dita di stranieri
Ö cittadini di
paesi terzi o apolidi Õ di età non inferiore
a quattordici 14 anni, che siano fermati dalle competenti
autorità di controllo in relazione all'attraversamento irregolare via terra,
mare o aria della propria frontiera in provenienza da un paese terzo e che non
siano stati respinti ð o che rimangano fisicamente nel
territorio degli Stati membri e che non siano in stato di trattenimento,
custodia o altrimenti confinati per tutto il periodo che va dal fermo
all'allontanamento sulla base di una decisione di respingimento ï.
2.           Lo Stato membro interessato
trasmette sollecitamente ð quanto prima e in ogni caso entro 72
ore dalla data del fermo ï all'unità ð al sistema ï centrale i seguenti dati relativi agli stranieri
Ö ai cittadini di
paesi terzi o apolidi Õ di cui al paragrafo
1 non respinti:
a) b) dati
relativi alle impronte digitali;
b) a) Stato
membro d'origine, luogo e data del fermo;
c) sesso;
d) numero di riferimento assegnato dallo Stato
membro d'origine;
e) data di rilevamento delle impronte digitali;
f) data della trasmissione dei dati all'unità ð al sistema ï centrale;
ò nuovo
g) identificativo
utente dell'operatore.
3.           In
deroga al paragrafo 2, i dati di cui al medesimo paragrafo 2 relativi alle
persone fermate nei modi descritti al paragrafo 1 che rimangono fisicamente nel
territorio degli Stati membri ma sono in stato di trattenimento, custodia o
altrimenti confinati dal momento del fermo per oltre 72 ore, sono trasmessi
prima della loro liberazione.
4.           L'inosservanza
del termine di 72 ore di cui al paragrafo 2 non dispensa gli Stati membri dal
rilevare e trasmettere le impronte digitali al sistema centrale. Quando lo
stato dei polpastrelli non consente di effettuare un rilevamento delle impronte
di qualità tale da assicurare un confronto appropriato ai sensi dell'articolo
25, lo Stato membro d'origine provvede a rilevare nuovamente le impronte
digitali dell'interessato e le ritrasmette quanto prima e in ogni caso entro 48
ore dal buon esito del rilevamento. 
5.           In
deroga al paragrafo 1, quando non è possibile rilevare le impronte digitali
dell'interessato a causa di provvedimenti che ne tutelano la salute o per
motivi di salute pubblica, lo Stato membro interessato rileva e invia le
impronte digitali entro il termine previsto al paragrafo 2 dacché tali motivi
sono venuti meno.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
Articolo 15
9
Registrazione dei dati
1.           Sono registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale i dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera g) e all'articolo 8 14, paragrafo 2.
Fatte salve le disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 3 8, i dati trasmessi all'unità ð al sistema ï centrale ai sensi dell'articolo 8
14, paragrafo 2, sono registrati all'unico scopo di
confrontarli con i dati relativi ai richiedenti asilo ð protezione internazionale ï trasmessi successivamente alla stessa unità
ð allo stesso sistema ï centrale.
L'unità ð Il sistema ï centrale non confronta i dati trasmessilegli ai
sensi dell'articolo 8 14, paragrafo 2,
con dati già registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale né con i dati che le gli vengono successivamente trasmessi ai sensi
dell'articolo 8 14, paragrafo 2.
2.           Si applicano le
procedure di cui all'articolo 4, paragrafo 1, seconda frase, all'articolo 4,
paragrafo 2 e all'articolo 5, paragrafo 2, nonché le disposizioni adottate ai
sensi dell'articolo 4, paragrafo 7. Ai fini del
confronto dei dati relativi ai richiedenti asilo ð protezione internazionale ï trasmessi successivamente all'unità ð al sistema ï centrale con i dati di cui al paragrafo 1, si applicano le procedure
di cui all'articolo 4 9, paragrafi 3,
5 e 6 3 e 5, e all'articolo 25, paragrafo
4.
Articolo 16
10
Conservazione dei dati
1.           Ciascuna serie di dati
riguardanti gli stranieri Ö i cittadini di
paesi terzi o gli apolidi Õ di cui all'articolo 8 14,
paragrafo 1, viene conservata nella banca dati ð nel sistema ï centrale per ð un anno ï due anni a decorrere dal rilevamento delle
loro impronte digitali. Decorso tale termine, l'unità centrale
cancella automaticamente i dati Ö sono cancellati
automaticamente Õ dalla banca dati ð dal sistema ï centrale.
2.           I dati relativi agli stranieri Ö ai cittadini di
paesi terzi o agli apolidi Õ di cui all'articolo 8 14,
paragrafo 1, sono cancellati
immediatamente dalla banca dati ð dal sistema ï centrale, a norma dell'articolo 15
28, paragrafo 3, se
Ö non
appena Õ lo Stato membro
d'origine, prima che scada il termine di due anni ð un anno ï di cui al paragrafo 1, viene a conoscenza di una delle seguenti
circostanze:
a) allo straniero Ö al cittadino di
un paese terzo o all’apolide Õ è stato rilasciato
un permesso Ö titolo Õ di soggiorno;
b) lo straniero Ö il cittadino di
un paese terzo o l’apolide Õ ha lasciato il
territorio degli Stati membri;
c) lo straniero Ö il cittadino di
un paese terzo o l’apolide Õ ha acquisito la
cittadinanza di uno Stato membro.
ònuovo
3.           Il
sistema centrale informa tutti gli Stati membri d'origine della cancellazione a
cura di un altro Stato membro d'origine, per i motivi di cui al paragrafo 2,
lettera a) o b), di dati che hanno generato una risposta pertinente con i dati
da quelli trasmessi riguardanti persone di cui all'articolo 14, paragrafo 1. 
4.           Il
sistema centrale informa tutti gli Stati membri d'origine della cancellazione a
cura di un altro Stato membro d'origine, per il motivo di cui al paragrafo 2,
lettera c), di dati che hanno generato una risposta pertinente con i dati da
quelli trasmessi riguardanti persone di cui all'articolo 9, paragrafo 1, o
all'articolo 14, paragrafo 1. 
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
CAPO IV
STRANIERI Ö CITTADINI DI
PAESI TERZI O APOLIDI Õ ILLEGALMENTE PRESENTI Ö SOGGIORNANTI Õ IN UNO STATO MEMBRO
Articolo 17
11
Confronto dei dati sulle relativi
alle impronte digitali
1.           Al fine di stabilire se uno straniero Ö un cittadino di
un paese terzo o un apolide Õ illegalmente presente Ö soggiornante Õ nel suo territorio
abbia precedentemente presentato una domanda d'asilo ð di protezione internazionale ï in un altro Stato membro, ciascuno Stato membro può trasmettere all'unità ð al sistema ï centrale qualsiasi dato relativo alle impronte digitali eventualmente
rilevate di tale straniero Ö cittadino di
paese terzo o apolide Õ, purché di età non
inferiore a 14 anni, insieme al numero di riferimento assegnato.
Di norma, la verifica dell'avvenuta presentazione
di una domanda d'asilo ð di protezione internazionale ï in un altro Stato membro ha luogo quando:
a) lo straniero Ö il cittadino di
un paese terzo o l'apolide Õ dichiara di avere
inoltrato una domanda d'asilo ð di protezione internazionale ï, ma non indica lo Stato membro in cui l'ha presentata;
b) lo straniero Ö il cittadino di
un paese terzo o l'apolide Õ non chiede l'asilo ð protezione internazionale ï ma rifiuta di essere rimpatriato nel suo paese di origine affermando
che vi si troverebbe in pericolo; oppure
c) lo straniero Ö il cittadino di
un paese terzo o l'apolide Õ cerca di evitare
l'allontanamento con altri mezzi, rifiutandosi di cooperare alla propria
identificazione, in particolare non esibendo alcun documento di identità oppure
esibendo documenti falsi.
2.           Quando partecipano alla
procedura di cui al paragrafo 1, gli Stati membri trasmettono all'unità ð al sistema ï centrale i dati sulle relativi alle impronte di tutte le dita o
almeno degli indici e, qualora queste ultime non fossero disponibili, sulle
impronte di tutte le altre dita degli stranieri Ö dei cittadini
di paesi terzi o degli apolidi Õ di cui al paragrafo
1.
3.           I dati relativi alle impronte
digitali dello straniero Ö dei cittadini
di paesi terzi o degli apolidi Õ di cui al paragrafo
1 sono trasmessi all'unità ð al sistema ï centrale esclusivamente ai fini del confronto con i dati sulle relativi
alle impronte digitali dei richiedenti asilo ð protezione internazionale ï trasmessi da altri Stati membri e già registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale.
I dati sulle
relativi alle impronte digitali di detto straniero Ö detti cittadini
di paesi terzi o apolidi Õ non sono registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale né sono confrontati con i dati trasmessi all'unità ð al sistema ï centrale ai sensi dell'articolo 8
14, paragrafo 2.
4.           Ai fini del confronto dei
dati sulle relativi alle impronte digitali trasmessi a
norma del presente articolo con i dati sulle
relativi alle impronte digitali dei
richiedenti asilo ð protezione internazionale ï trasmessi da altri Stati membri e già registrati presso l'unità ð il sistema ï centrale, si applicano le procedure di cui all'articolo 4 9,
paragrafi 3, 5 e 6 3 e 5, nonché le disposizioni adottate a norma
dell'articolo 4, paragrafo 7.
5.           Non appena i risultati del confronto
sono stati trasmessi allo Stato membro d'origine, l'unità centrale provvede a:
a) cancellare i dati relativi alle impronte digitali e gli altri dati
ad essa trasmessi ai sensi del paragrafo 1, e a 
b) distruggere i supporti utilizzati dallo Stato membro d'origine per
trasmettere i dati all'unità centrale, a meno che lo Stato membro d'origine non
ne abbia chiesto la restituzione.
CAPO V
RIFUGIATI
RICONOSCIUTI Ö BENEFICIARI DI
PROTEZIONE INTERNAZIONALE Õ 
Articolo 12
Congelamento dei dati
1.           I dati riguardanti richiedenti asilo
registrati ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, sono congelati nella banca
dati centrale se tali persone sono riconosciute e ammesse come rifugiati in uno
Stato membro. Il congelamento è effettuato dall'unità centrale dietro
istruzione dello Stato membro d'origine.
Finché non sarà stata adottata una decisione ai sensi del paragrafo 2,
le risposte pertinenti relative alle persone che sono state riconosciute e
ammesse in uno Stato membro come rifugiati, non sono trasmesse. L'unità
centrale comunica allo Stato membro richiedente un risultato negativo.
2.           Cinque anni dopo l'avvio dell'attività
dell'Eurodac, sulla base di statistiche attendibili elaborate dall'unità
centrale sulle persone che hanno presentato una domanda d'asilo in uno Stato
membro dopo essere state riconosciute e ammesse come rifugiati in un altro
Stato membro, è adottata una decisione secondo le pertinenti disposizioni del
trattato, in merito all'opportunità che i dati relativi alle persone
riconosciute e ammesse come rifugiati in uno Stato membro:
a) siano conservati ai sensi dell'articolo 6, ai fini del confronto
previsto dall'articolo 4, paragrafo 3; ovvero
b) siano cancellati non appena la persona sia stata riconosciuta e
ammessa come rifugiato.
3.           Nel caso di cui al paragrafo 2, lettera
a) i dati congelati ai sensi del paragrafo 1 sono sbloccati e cessa di
applicarsi la procedura di cui a detto paragrafo 1.
4.           Nel caso di cui al paragrafo 2, lettera
b):
a) i dati che sono stati congelati ai sensi del paragrafo 1 sono
immediatamente cancellati dall'unità centrale; 
b) i dati relativi a persone successivamente riconosciute e ammesse
come rifugiati sono cancellati a norma dell'articolo 15, paragrafo 3 non appena
lo Stato membro d'origine viene a conoscenza che l'interessato è stato
riconosciuto e ammesso come rifugiato in uno Stato membro.
5.           Le modalità di applicazione relative
alla procedura di completamento dei dati di cui al paragrafo 1 e
all'elaborazione delle statistiche di cui al paragrafo 2 sono adottate secondo
la procedura di cui all'articolo 22, paragrafo 1.
ònuovo
Articolo 18
Contrassegno
dei dati
1.           Lo
Stato membro d'origine che ha concesso protezione internazionale a un
richiedente i cui dati siano stati precedentemente registrati nel sistema
centrale conformemente all'articolo 11 provvede a contrassegnare i relativi
dati nel rispetto dei requisiti della comunicazione elettronica con il sistema
centrale definiti dall'agenzia. Il contrassegno è conservato nel sistema
centrale in conformità dell'articolo 12 ai fini della trasmissione di cui
all'articolo 9, paragrafo 5. 
2.           Lo
Stato membro d'origine rimuove il contrassegno precedentemente apposto ai dati
di un cittadino di un paese terzo o di un apolide conformemente al paragrafo 1
se lo status dell'interessato è revocato o è cessato, oppure se ne viene
rifiutato il rinnovo ai sensi dell'articolo 14 o dell'articolo 19 della
direttiva 2004/83/CE del Consiglio. 
ò nuovo
CAPO VI
PROCEDURA PER IL
CONFRONTO E LA TRASMISSIONE DEI DATI A FINI DI CONTRASTO
Articolo 19 
Procedura
per il confronto dei dati relativi alle impronte digitali con i dati EURODAC
1.           Le
autorità designate di cui all'articolo 5, paragrafo 1, ed Europol possono
presentare all'autorità di verifica una richiesta motivata in formato
elettronico affinché siano trasmessi al sistema centrale dell'EURODAC, a fini
di confronto, dati relativi alle impronte digitali attraverso il punto di
accesso nazionale. Ricevuta tale richiesta, l'autorità di verifica controlla se
ricorrono le condizioni per richiedere un confronto di cui all'articolo 20 o all'articolo
21, a seconda dei casi.
ònuovo
2.           Se
ricorrono tutte le condizioni per richiedere un confronto, l'autorità di
verifica trasmette la richiesta al punto di accesso nazionale che la trasmette
al sistema centrale dell'EURODAC per il confronto con tutti i dati EURODAC.
3.           In
casi eccezionali di urgenza, l'autorità di verifica può trasmettere al punto di
accesso nazionale i dati relativi alle impronte digitali per un confronto
immediato appena ricevuta la richiesta da un'autorità designata e verificare
solo a posteriori se siano rispettate tutte le condizioni di cui all'articolo
20 o all'articolo 21, compresa l'effettiva sussistenza di un caso eccezionale
di urgenza. La verifica a posteriori ha luogo senza indebiti ritardi previo
trattamento della richiesta.
4.           Se
con la verifica a posteriori si accerta che l'accesso non era giustificato,
tutte le autorità che hanno avuto accesso ai dati comunicati dall'EURODAC li
distruggono e ne informano l'autorità di verifica.
Articolo 20 
Condizioni per l'accesso delle autorità designate ai dati EURODAC
1.           Le
autorità designate possono chiedere il confronto dei dati relativi alle
impronte digitali con i dati conservati nella banca dati centrale EURODAC nei
limiti delle loro competenze, soltanto se il confronto con le banche nazionali
dei dati dattiloscopici e l'accesso ai sistemi nazionali automatizzati
d'identificazione dattiloscopica degli altri Stati membri ai sensi della
decisione 2008/615/GAI danno esiti negativi, e se:
a)      il confronto è
necessario a fini di prevenzione, accertamento e indagine di reati di
terrorismo e altri reati gravi;
b)      il confronto è
necessario in un caso specifico; non si eseguono confronti sistematici; e 
c)      esistono
fondati motivi per ritenere che il confronto con i dati EURODAC contribuisca in
misura sostanziale alla prevenzione, all’accertamento o all’indagine di uno
qualsiasi dei reati in questione.
2.           Le
richieste di confronto con i dati EURODAC sono limitate alla ricerca dei dati
relativi alle impronte digitali.
Articolo 21 
Condizioni per l'accesso di Europol ai dati EURODAC
1.           Europol
presenta le richieste di confronto con i dati EURODAC entro i limiti delle sue
competenze e ove ciò sia necessario per l'adempimento delle sue funzioni ai
sensi della decisione Europol e ai fini di un'analisi specifica o di analisi
generali di tipo strategico.
2.           Le
richieste di confronto con i dati EURODAC sono limitate al confronto dei dati
relativi alle impronte digitali.
3.           Il
trattamento delle informazioni ottenute da Europol mediante il confronto con i
dati EURODAC è soggetto all'autorizzazione dello Stato membro d'origine. Tale
autorizzazione è ottenuta attraverso l'unità nazionale Europol dello Stato
membro.
Articolo 22 
Comunicazione tra le autorità di verifica e i punti di accesso nazionali
1.           Le
autorità di verifica degli Stati membri ed Europol si avvalgono
dell’infrastruttura di comunicazione dell'EURODAC per trasmettere i dati ai
punti di accesso nazionali, e viceversa. Tutte le comunicazioni avvengono per
via elettronica.
2.           Le
impronte digitali vengono digitalizzate dagli Stati membri e trasmesse nel
formato dei dati indicato nell'allegato I, in modo che i dati possano essere
confrontati dal sistema informatizzato per il riconoscimento delle impronte
digitali.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
CAPO VI
VII
TRATTAMENTO UTILIZZAZIONE E PROTEZIONE DEI
DATI,
SICUREZZA E RESPONSABILITÀ
Articolo 23
13
Responsabilità in
materia di trattamento utilizzazione dei dati
1.           Lo Stato membro d'origine è
tenuto a garantire:
a) la legalità
liceità del rilevamento delle impronte
digitali;
b) la legalità
liceità della trasmissione all'unità ð al sistema ï centrale dei dati sulle relativi alle impronte digitali e degli altri
dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1
11, all'articolo 8 14,
paragrafo 2, e all'articolo 11 17,
paragrafo 2;
c) l'esattezza e l'attualità dei dati al momento
della trasmissione all'unità ð al sistema ï centrale;
d) ferma restando la responsabilità della
Commissione ð dell'agenzia ï, la legalità liceità della registrazione, della
conservazione, della rettifica e della cancellazione dei dati nella banca dati ð nel sistema ï centrale;
e) la legalità
liceità del trattamento dell'uso dei risultati del confronto dei dati
sulle relativi
alle impronte digitali trasmessi dall'unità ð dal sistema ï centrale.
2.           A norma dell'articolo 14 34,
lo Stato membro d'origine garantisce la sicurezza dei dati di cui al paragrafo
1 prima e durante la trasmissione all'unità ð al sistema ï centrale, nonché la sicurezza dei dati che esso riceve da quest'ultima ð quest'ultimo ï.
3.           Lo Stato membro d'origine è
responsabile dell'identificazione definitiva dei dati ai sensi dell'articolo 4 25,
paragrafo 6 4.
4.           La Commissione ð L'agenzia ï provvede affinché l'unità ð il sistema ï centrale operi ai sensi delle disposizioni del presente regolamento e delle relative
modalità di applicazione. In particolare, la Commissione ð l'agenzia ï:
a) adotta le misure necessarie affinché le
persone che lavorano nell'unità ð con il sistema ï centrale non trattino usino i dati Ö ivi Õ registrati presso la banca dati centrale per scopi diversi da
quelli dell'EurodacEURODAC, quali definiti all'articolo 1,
paragrafo 1;
b) garantisce che le persone che lavorano nell'unità centrale
soddisfino tutte le richieste fatte dagli Stati membri ai sensi del presente
regolamento per quanto concerne la registrazione, il confronto, la rettifica e
la cancellazione dei dati di cui sono responsabili;
b) c) adotta le misure necessarie
per garantire la sicurezza dell'unità ð del sistema ï centrale a norma dell'articolo 14
34;
c) d) fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 20 e i poteri dell'organo di
controllo indipendente che sarà istituito ai sensi dell'articolo 286, paragrafo
2 del trattato Ö competenze del
garante europeo della protezione dei dati Õ, garantisce che solo
le persone autorizzate a lavorare nell'unità ð con il sistema ï centrale abbiano accesso ai dati Ö ivi Õ registrati presso la banca dati centrale.
La Commissione ð L'agenzia ï comunica al Parlamento europeo e al Consiglio ð , e al garante europeo della protezione
dei dati, ï le misure adottate ai sensi della lettera a).
ê 407/2002/CE
articolo 2 (adattato)
ðnuovo
Articolo 24
2
Trasmissione
1.           Le impronte digitali vengono
digitalizzate e trasmesse nel formato dei dati indicato nell'allegato I. L'unità
centrale, sSe necessario al suo funzionamento efficace ð del sistema centrale ï, Ö l'agenzia Õ definisce i
requisiti tecnici per la trasmissione del formato dei dati da parte degli Stati
membri all'unità ð al sistema ï centrale e viceversa. L'unità centrale Ö agenzia Õ assicura che i dati
relativi alle impronte digitali trasmessi dagli Stati membri possano essere
confrontati dal sistema informatizzato per il riconoscimento delle impronte
digitali.
2.           Gli Stati membri dovrebbero trasmettere Ö trasmettono Õ i dati di cui
all'articolo 5, paragrafo 1 del regolamento
Eurodac 11, paragrafo 1, all'articolo 14,
paragrafo 2, e all'articolo 17, paragrafo 2, per via elettronica. ðI dati di cui all'articolo 11, paragrafo 1, e
all'articolo 14, paragrafo 2, sono automaticamente registrati nel sistema
centrale. ï L'unità centrale, sSe
necessario al suo funzionamento efficace ð del sistema centrale, l'agenzia ï, definisce i
requisiti tecnici per assicurare che i dati possano essere adeguatamente
trasmessi per via elettronica dagli Stati membri all'unità ð al sistema ï centrale e viceversa.La trasmissione dei dati su carta utilizzando
il modulo riportato nell'allegato II o mediante altri supporti (dischetti,
CD-ROM o altri supporti che saranno sviluppati e generalmente utilizzati in
futuro) dovrebbe rimanere limitata ai casi di prolungati guasti tecnici.
3.           Il numero di riferimento di
cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera d)
del regolamento Eurodac 11, lettera d),
all'articolo 14, paragrafo 2, lettera d), e all'articolo 17, paragrafo 1,
rende possibile l'attribuzione univoca dei dati a una persona e allo Stato
membro che trasmette i dati. Esso inoltre rende possibile asserire se tali dati
si riferiscono a un richiedente asilo o a una
persona di cui agli articoli 8 o 11 del
regolamento Eurodac 9, 14 o 17. 
4.           Il numero di riferimento inizia con la lettera o le lettere di identificazione che
contraddistinguono lo Stato membro che ha trasmesso i dati, conformemente alla
norma di cui all'elenco dell'allegato I. La lettera
o le lettere di identificazione sono seguite dal codice che identifica la
categoria di persone. I dati relativi ai richiedenti
asilo Ö alle persone di
cui all'articolo 9, paragrafo 1, Õ sono contrassegnati
da "1", quelli relativi alle persone di cui all'articolo 8 del regolamento Eurodac 14, paragrafo 1, da "2" e quelli
relativi alle persone di cui all'articolo 11
del regolamento Eurodac 17 da
"3". 
5.           L'unità centrale Ö agenzia Õ definisce le
procedure tecniche necessarie affinché gli Stati membri assicurino il
ricevimento di dati univoci da parte dell'unità ð del sistema ï centrale.
64.         L'unità ð Il sistema ï centrale conferma il più rapidamente possibile il ricevimento dei dati
trasmessi. A tal fine l'unità centrale Ö agenzia Õ definisce i
requisiti tecnici necessari ad assicurare che agli Stati membri sia fornita, se
richiesta, la ricevuta di conferma.
Articolo 25
3
Effettuazione dei
confronti e trasmissione dei risultati
1.           Gli Stati membri assicurano
la trasmissione di dati relativi alle impronte digitali di qualità adeguata al
confronto mediante il sistema informatizzato per il riconoscimento delle
impronte digitali. L’unità centrale ð agenzia ï definisce la qualità adeguata dei dati relativi alle impronte digitali
trasmessi, se necessario ad assicurare che i risultati del confronto da essa effettuato ð dal sistema centrale ï raggiungano un livello molto
elevato di accuratezza. L'unità ð Il sistema ï centrale verifica, non appena possibile, la qualità dei dati relativi
alle impronte digitali trasmessi. Qualora essi non siano idonei al confronto
mediante il sistema informatizzato per il riconoscimento delle impronte
digitali, l’unità ð il sistema ï centrale ð informa ï chiede allo lo
Stato membro di trasmettere quanto prima. ð Lo Stato membro interessato
trasmette ï dati relativi alle impronte digitali qualitativamente più adeguati ð usando lo stesso numero di riferimento
dei precedenti dati ï.
2.           L'unità ð Il sistema ï centrale effettua i confronti seguendo l'ordine di arrivo delle
richieste. Ogni richiesta deve essere esaminata entro 24 ore. In caso di dati
trasmessi per via elettronica, uUno
Stato membro può chiedere che, per motivi di diritto interno, i confronti
ritenuti particolarmente urgenti siano effettuati entro un'ora. Qualora questi
tempi non possano essere rispettati a causa di circostanze che esulano dalla
responsabilità dell'unità centrale ð agenzia ï, l'unità ð il sistema ï centrale evade la richiesta in via prioritaria non appena dette
circostanze sono venute meno. In tali casi l'unità centrale ð agenzia ï, se necessario ad assicurare il suo
funzionamento efficace ð del sistema centrale ï, definisce i criteri per assicurare che le richieste siano evase in
via prioritaria.
3.           L'unità centrale ð agenzia ï, se necessario ad assicurare il suo
funzionamento efficace ð del sistema centrale ï, definisce le procedure operative per l'elaborazione dei dati ricevuti
e per la trasmissione del risultato del confronto.
ê2725/2000/CE articolo
4, paragrafo 6 (adattato)
ðnuovo
4.           Il risultato del confronto è immediatamente controllato
nello Stato membro d'origine ð da un esperto in dattiloscopia ï. L'identificazione definitiva è effettuata dallo Stato membro
d'origine in collaborazione con gli Stati membri interessati, a norma
dell'articolo 15 32 della convenzione di
Ö del
regolamento Õ Dublino.
Le informazioni, pervenute dall'unità ð dal sistema ï centrale, riguardanti dati comunque ritenuti inattendibili sono
cancellate o distrutte non appena ne sia stata
accertata l'inattendibilità.
ònuovo
5.           Se
l'identificazione definitiva ai sensi del paragrafo 4 rivela che il risultato
del confronto ricevuto dal sistema centrale è inesatto, gli Stati membri
comunicano questa circostanza alla Commissione e all'agenzia. 
ê 407/2002/CE
(adattato)
ðnuovo
Articolo 26
4
Comunicazione tra gli Stati
membri e l'unità ð il sistema ï centrale
I dati trasmessi dagli Stati membri all'unità ð al sistema ï centrale e viceversa utilizzano i servizi generici di IDA di cui alla
decisione n. 1719/1999/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio
1999, relativa ad una serie di orientamenti, compresa l'individuazione di
progetti di interesse comune per reti transeuropee per lo scambio elettronico
di dati fra amministrazioni (IDA) ð l'infrastruttura di comunicazione dell'EURODAC ï. L'unità centrale Ö agenzia Õ, se necessario ad
assicurare il suo funzionamento efficace ð del sistema centrale ï, definisce le procedure tecniche necessarie all'utilizzo dei servizi
generici di IDA ð dell'infrastruttura di
comunicazione ï.
Articolo 14
Sicurezza
1.           Lo Stato membro d'origine adotta le misure necessarie per:
a)
vietare alle persone non autorizzate l'accesso alle installazioni nazionali in
cui vengono effettuate le operazioni che spettano allo Stato membro in
relazione alle finalità dell'Eurodac (controllo all'ingresso
dell'installazione);
b)
impedire la lettura, la duplicazione, la rettifica o la cancellazione dei dati
e dei supporti dei dati dell'Eurodac da parte di persone non autorizzate
(controllo dei supporti dei dati);
c)
garantire che sia possibile verificare e stabilire a posteriori quali dati
siano stati registrati nell'Eurodac, quando e da chi (controllo della
registrazione dei dati);
d)
impedire la registrazione non autorizzata di dati nell'Eurodac, nonché
qualsiasi modifica o cancellazione non autorizzata di dati ivi registrati
(controllo dell'inserimento dei dati);
e)
garantire che le persone autorizzate all'uso dell'Eurodac accedano soltanto ai
dati di loro competenza (controllo dell'accesso);
f)
garantire che sia possibile verificare e stabilire a quali autorità possano
essere trasmessi i dati registrati nell'Eurodac mediante gli appositi
dispositivi di trasmissione (controllo della trasmissione);
g)
impedire la lettura, la duplicazione, la rettifica o la cancellazione non
autorizzate di dati, sia durante la trasmissione diretta alla banca dati
centrale o in provenienza da essa, sia durante il trasporto dei loro supporti
all'unità centrale o in provenienza da essa (controllo del trasporto).
2.           Per quanto riguarda il funzionamento dell'unità centrale,
la Commissione è responsabile dell'applicazione delle misure di cui al
paragrafo 1.
ê 2725/2000/CE
ðnuovo
Articolo 27
15
Accesso ai dati registrati
nell'EurodacEURODAC e loro rettifica o cancellazione
1.           Lo Stato membro d'origine può
accedere ai dati da esso trasmessi che sono registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale, ai sensi delle disposizioni del presente regolamento.
Nessuno Stato membro può consultare i dati
trasmessi da un altro Stato membro né può ricevere tali dati, ad eccezione di
quelli risultanti dal confronto di cui all'articolo 4 9,
paragrafo 5.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
2.           Le autorità degli Stati
membri che, ai sensi del paragrafo 1, hanno accesso ai dati registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale sono designate da ciascuno Stato membro, il quale ð ai fini dell'articolo 1, paragrafo 1.
La designazione indica la specifica unità competente a svolgere i compiti
connessi all'applicazione del presente regolamento. Ogni Stato membro ï comunica Ö senza
indugio Õ alla Commissione ð e all'agenzia ï l'elenco di dette autorità ð e le relative modifiche. L'agenzia
pubblica l'elenco consolidato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Qualora l'elenco subisca modifiche, l'agenzia pubblica una volta all'anno un
elenco consolidato aggiornato. ï
3.           Fatte salve le cancellazioni
effettuate a norma dell'articolo 6,
dell'articolo 10, paragrafo 1 e dell'articolo 12, paragrafo 4, lettera a)
12 o dell'articolo 16, paragrafo 1,
soltanto lo Stato membro d'origine ha il diritto di modificare i dati che ha
trasmesso all'unità ð al sistema ï centrale, rettificandoli o integrandoli, ovvero di cancellarli.
Qualora registri direttamente i dati nella banca dati centrale, lo
Stato membro d'origine può provvedere direttamente a modificarli o cancellarli.
Se lo Stato membro d'origine non registra direttamente i dati nella
banca dati centrale, l'unità centrale li modifica o li cancella su richiesta
dello stesso Stato membro.
4.           Se uno Stato membro o l'unità centrale ð agenzia ï è in possesso di indizi dai quali risulta che dati registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale sono di fatto inesatti, ne avvisa quanto prima lo Stato
membro d'origine.
Analogamente, sSe uno Stato
membro è in possesso di indizi dai quali risulta che nella banca dati ð nel sistema ï centrale sono stati registrati dati in modo non conforme al presente
regolamento, ne avvisa parimenti quanto prima ð l'agenzia, la Commissione e ï lo Stato membro d'origine. Quest'ultimo controlla i dati in questione
e, ove necessario, li modifica o cancella senza indugio.
5.           L'unità centrale ð agenzia ï non trasferisce né rende disponibili alle autorità di un paese terzo i
dati registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale, se non specificamente autorizzata nell'ambito di un accordo comunitario dell'Unione
sui criteri e i meccanismi per determinare lo Stato competente dell'esame di
una domanda d'asilo ð di protezione internazionale ï.
Articolo 22
Modalità di applicazione
1.           Il Consiglio, deliberando alla
maggioranza prevista all'articolo 205, paragrafo 2 del trattato, adotta le
modalità di applicazione necessarie a:
–              
definire la procedura di cui all'articolo 4,
paragrafo 7,
–              
definire la procedura applicabile al congelamento dei
dati, di cui all'articolo 12, paragrafo 1,
–              
compilare le statistiche di cui all'articolo 12,
paragrafo 2.
Nei casi in cui tali modalità di applicazione abbiano implicazioni
finanziarie per le spese operative a carico degli Stati membri, il Consiglio
delibera all'unanimità.
2.           Le misure di cui all'articolo 3,
paragrafo 4 sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 23,
paragrafo 2.
Articolo 28
16
Conservazione delle
registrazioni da parte dell'unità centrale
1.           L'unità centrale ð agenzia ï conserva le registrazioni di tuttei le
operazioni di i trattamentoi dei
dati avvenutei nell'unità ð nel sistema ï centrale. Le registrazioni devono indicare lo scopo dell'accesso, la
data, la durata, i dati trasmessi, i dati impiegati per l'interrogazione e il
nome dell'unità che ha immesso Ö inserito Õ o estratto i dati,
nonché le persone responsabili.
2.           Le registrazioni possono
essere utilizzate esclusivamente per controllare, a fini di protezione dei
dati, l'ammissibilità del trattamento dei dati, nonché per garantire la sicurezza
dei dati ai sensi dell'articolo 14 34. Le registrazioni devono essere protette da
adeguate misure contro l'accesso non autorizzato e sono cancellate dopo un anno ð dopo la scadenza del periodo di
conservazione di cui all'articolo 12 e all'articolo 16, paragrafo 1 ï, a meno che non siano necessarie per procedure di controllo già
avviate. 
ònuovo
3.           Ciascuno
Stato membro adotta, in relazione al proprio sistema nazionale, le misure
necessarie per conseguire gli obiettivi enunciati ai paragrafi 1 e 2. Ciascuno
Stato membro conserva altresì le registrazioni del personale debitamente
autorizzato ad inserire e ad estrarre i dati.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
Articolo 23
Comitato
1.           La Commissione è assistita da un
comitato.
2.           Nei casi in cui è fatto riferimento al
presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione
1999/468/CE.
Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione
1999/468/CE è fissato a tre mesi.
3.           Il comitato adotta il proprio
regolamento interno.
Articolo 29
18
Diritti dell'interessato delle persone interessate
1.           Lo Stato membro d'origine
provvede a informare la persona soggetta al presente regolamento ð per iscritto e se del caso oralmente,
in una lingua a lei comprensibile o che si può ragionevolmente supporre
tale ï:
a) dell'identità del responsabile del trattamento
ed eventualmente del suo rappresentante;
b) delle finalità Ö dello
scopo Õ per cui i Ö suoi Õ dati saranno
trattati nell'ambito dell'EurodacEURODAC ð , compresa una descrizione delle
finalità del regolamento Dublino, conformemente all'articolo 4 del medesimo
regolamento ï;
c) dei destinatari dei dati;
d) riguardo alla persona di cui all'articolo 4 9 o
all'articolo 8 14, dell'esistenza di un obbligo di rilevamento delle per rilevare le sue impronte digitali;
e) dell'esistenza di un diritto di accesso ai
dati che la riguardano e di un diritto di rettifica di
tali dati Ö del diritto di
chiedere che i dati inesatti che la riguardano siano rettificati Õ ð o che i dati che la riguardano trattati
illecitamente siano cancellati, nonché del diritto di ottenere informazioni
sulle procedure da seguire per esercitare tali diritti, compresi gli estremi
del responsabile del trattamento e delle autorità nazionali di controllo di cui
all'articolo 31, paragrafo 1 ï.
Per quanto riguarda la persona di cui all'articolo
4 9
o all'articolo 8 14, le informazioni di cui alla lettera a) sono
fornite all'atto del rilevamento delle sue impronte digitali.
Per quanto riguarda la persona di cui all'articolo
11 17,
le informazioni di cui alla lettera a) sono fornite al più tardi quando i dati
che la concernono sono trasmessi all'unità ð al sistema ï centrale. Quest'obbligo non sussiste nei casi in cui fornire dette
informazioni risulta impossibile o implicherebbe uno sforzo sproporzionato.
ònuovo
È redatto un opuscolo
comune contenente quanto meno le informazioni di cui al paragrafo 1 del
presente articolo e all'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento Dublino,
secondo la procedura di cui all'articolo 40, paragrafo 2, del regolamento
Dublino. L'opuscolo dev'essere scritto in modo chiaro e semplice, in una lingua
comprensibile all'interessato o che si può ragionevolmente supporre tale. 
Se la persona soggetta
al presente regolamento è un minore, gli Stati membri provvedono a comunicare
le informazioni in modo consono alla sua età. 
ê 2725/2000/CE
ðnuovo
2.           In ciascuno Stato membro le persone interessate gli interessati possono, secondo le leggi, i
regolamenti e le procedure di tale Stato, esercitare i diritti di cui
all'articolo 12 della direttiva 95/46/CE.
Gli interessati hanno il diritto di ottenere la
comunicazione dei dati ad essi relativi registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale e dello Stato membro che li ha trasmessi all'unità ð al sistema ï centrale, fermo restando l'obbligo di fornire altre informazioni ai
sensi dell'articolo 12, lettera a), della
direttiva 95/46/CE. L'accesso ai dati può essere autorizzato soltanto da uno
Stato membro.
3.           In ciascuno Stato membro
tutti gli interessati possono chiedere che i dati di fatto inesatti siano
rettificati o che i dati registrati illegalmente
illecitamente siano cancellati. La
rettifica e la cancellazione vengono effettuate senza eccessivo ritardo dallo
Stato membro che ha trasmesso i dati, secondo le proprie leggi, regolamenti e
procedure.
4.           Se i diritti di rettifica e
di cancellazione vengono esercitati in uno Stato membro diverso da quello o da
quelli che hanno trasmesso i dati, le autorità di detto Stato membro prendono
contatto con le autorità dello Stato membro o degli Stati membri in questione
affinché questi verifichino l'esattezza dei dati, nonché la legalità liceità
della loro trasmissione e registrazione nella banca dati ð nel sistema ï centrale.
5.           Qualora risulti che i dati
registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale sono di fatto inesatti o vi sono stati registrati illegalmente illecitamente,
lo Stato membro che li ha trasmessi li rettifica o li cancella a norma
dell'articolo 15 27, paragrafo 3. Lo Stato membro conferma per
iscritto agli interessati, senza eccessivo indugio, di aver adottato le
opportune misure per rettificare o cancellare i dati che li riguardano.
6.           Ove contesti che i dati
registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale sono di fatto inesatti o vi sono stati registrati
illegalmente, lo Stato membro che li ha trasmessi indica per iscritto alle persone interessate agli interessati, senza eccessivo indugio, i
motivi per cui rifiuta di rettificare o cancellare i dati in questione.
Lo Stato membro deve anche fornire agli
interessati le informazioni relative alle azioni che possono avviare se non
accettano le spiegazioni fornite. Le informazioni riguardano anche le modalità
per proporre ricorso o se del caso presentare denuncia dinanzi alle autorità
competenti o agli organi giurisdizionali di detto Stato membro, nonché
l'assistenza finanziaria o di altro tipo disponibile secondo le leggi, i
regolamenti e le procedure di tale Stato membro.
7.           Ogni richiesta a norma dei
paragrafi 2 e 3 deve contenere tutti i particolari necessari per
l'identificazione della persona interessata
dell'interessato, comprese le impronte
digitali. Questi dati sono utilizzati unicamente ai fini dell'esercizio dei diritti
di cui ai paragrafi 2 e 3 e vengono distrutti subito dopo.
8.           Le autorità competenti degli
Stati membri collaborano attivamente fra di loro per rendere rapidamente
effettivo l'esercizio dei diritti di cui ai paragrafi 3, 4 e 5.
ònuovo
9.           Se
una persona chiede la comunicazione dei dati che la riguardano in conformità
del paragrafo 2, l'autorità competente conserva una registrazione della
richiesta sotto forma di documento scritto, che mette senza indugio a
disposizione delle autorità nazionali di controllo, su loro richiesta.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
9. 10.     In
ciascuno Stato membro l'autorità nazionale di controllo assiste gli l'interessatio ð , su sua richiesta, ï nell'esercizio dei loro suoi diritti, ai sensi dell'articolo 28,
paragrafo 4, della direttiva 95/46/CE.
10. 11.   L'autorità nazionale di
controllo dello Stato membro che ha trasmesso i dati e l'autorità nazionale di
controllo dello Stato membro in cui la persona
interessata l'interessato si trova
le gli
prestano assistenza e, a richiesta, consulenza nell'esercizio dei suoi diritti
di rettifica o di cancellazione. Le autorità nazionali di controllo dei due
Stati cooperano a tal fine. Le richieste di assistenza possono essere rivolte
all'autorità nazionale di controllo dello Stato membro in cui la persona l'interessato
si trova, che le trasmette all'autorità dello Stato membro che ha trasmesso i
dati. La
persona interessata può, inoltre, richiedere l'assistenza e la consulenza
dell'autorità comune di controllo di cui all'articolo 20.
11. 12.   In ciascuno Stato membro
qualsiasi persona alla quale sia stato rifiutato il diritto di accesso di cui
al paragrafo 2 può proporre ricorso o, se del caso, può presentare denuncia
dinanzi alle autorità competenti o agli organi giurisdizionali di detto Stato
secondo le leggi, i regolamenti e le procedure di detto Stato.
12. 13.   Chiunque può, secondo le
leggi, i regolamenti e le procedure dello Stato membro che ha trasmesso i dati,
proporre ricorso o, se del caso, presentare denuncia dinanzi alle autorità
competenti o agli organi giurisdizionali di detto Stato in merito ai dati che
lo riguardano e che sono registrati nella banca dati ð nel sistema ï centrale, al fine di esercitare i suoi diritti ai sensi del paragrafo
3. Alle autorità nazionali di controllo è fatto obbligo di prestare assistenza
e, a richiesta, consulenza alla persona
interessata all'interessato, ai
sensi del paragrafo 10 13, per tutto l'iter processuale.
Articolo 30
19
ÖVigilanza dell' Õ Aautorità nazionale di controllo
1.           Ciascuno Stato membro dispone
che la l'autorità
o le autorità nazionali di controllo designate a norma dell'articolo 28,
paragrafo 1, della direttiva 95/46/CE
controllino in modo indipendente, secondo la propria legislazione interna, che
il trattamento dei dati a carattere personale da parte dello Stato membro in
questione, nonché la loro trasmissione all'unità ð al sistema ï centrale avvengano legalmente lecitamente e ai sensi del presente
regolamento.
2.           Ogni Stato membro garantisce
che la rispettiva autorità nazionale di controllo possa avvalersi della
consulenza di persone in possesso di adeguate conoscenze in materia di impronte
digitali.

ònuovo
Articolo 31
Vigilanza
del garante europeo della protezione dei dati
1.           Il
garante europeo della protezione dei dati controlla che tutte le attività di
trattamento dei dati personali relative all'EURODAC, in particolare da parte
dell'agenzia, siano effettuate in conformità del regolamento (CE)
n. 45/2001 e del presente regolamento.
2.           Il
garante europeo della protezione dei dati provvede affinché almeno ogni quattro
anni sia svolto un controllo delle attività di trattamento dei dati personali
effettuate dall'agenzia, conformemente alle norme di revisione internazionali.
Una relazione su tale controllo è trasmessa al Parlamento europeo, al
Consiglio, all'agenzia, alla Commissione e alle autorità nazionali di
controllo. All'agenzia è data la possibilità di presentare osservazioni prima
dell'adozione della relazione.
Articolo 32
Cooperazione
tra le autorità nazionali di controllo e il garante europeo della protezione
dei dati
1.           Le
autorità nazionali di controllo e il garante europeo della protezione dei dati,
ciascuno dei limiti delle proprie competenze, cooperano attivamente nell'ambito
delle rispettive responsabilità e assicurano la vigilanza coordinata
dell'EURODAC.
2.           Se
necessario, ciascuno nei limiti delle proprie competenze, essi si scambiano
informazioni pertinenti, si assistono vicendevolmente nello svolgimento di
revisioni e ispezioni, esaminano difficoltà di interpretazione o applicazione
del presente regolamento, studiano problemi inerenti all'esercizio di una
vigilanza indipendente o all'esercizio dei diritti delle persone cui i dati si
riferiscono, elaborano proposte armonizzate per soluzioni congiunte di
eventuali problemi e promuovono la sensibilizzazione del pubblico in materia di
diritti di protezione dei dati, se necessario.
3.           Le
autorità nazionali di controllo e il garante europeo della protezione dei dati
si riuniscono a tale scopo almeno due volte l'anno. I costi di tali riunioni e
la gestione delle stesse sono a carico del garante europeo della protezione dei
dati. Nella prima riunione è adottato un regolamento interno. Ulteriori metodi
di lavoro sono elaborati congiuntamente, se necessario. Ogni due anni è
trasmessa al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e all'agenzia
una relazione congiunta sulle attività svolte.
Articolo 33 
Protezione
dei dati personali a fini di prevenzione, accertamento e indagine di reati di
terrorismo e altri reati gravi 
1.           Al
trattamento dei dati personali effettuato a fini di contrasto in conformità del
presente regolamento si applica la decisione quadro 2008/977/GAI. 
2.           Il
trattamento dei dati personali da parte di Europol ai sensi del presente
regolamento è effettuato conformemente alla decisione 2009/371/GAI.
3.           I
dati personali ottenuti dall'EURODAC in virtù del presente regolamento sono
trattati soltanto a fini di prevenzione, accertamento e indagine di reati di
terrorismo e altri reati gravi.
4.           I
dati personali che uno Stato membro o Europol hanno ottenuto dall'EURODAC in
virtù del presente regolamento sono cancellati dagli archivi nazionali e da
quelli di Europol dopo un mese, salvo se necessari ai fini di specifiche
indagini penali svolte da quello Stato membro o da Europol.
5.           L'autorità
nazionale competente designata a norma della decisione quadro 2008/977/GAI
controlla la liceità del trattamento dei dati personali effettuato ai sensi del
presente regolamento dagli Stati membri, nonché il trasferimento di tali dati
all'EURODAC e dall'EURODAC.
Articolo 34
Sicurezza
dei dati
1.           Lo
Stato membro competente garantisce la sicurezza dei dati prima e nel corso
della trasmissione al sistema centrale. 
2.           Ciascuno
Stato membro, in relazione al proprio sistema nazionale, adotta le misure
necessarie, compreso un piano di sicurezza, al fine di:
a)      proteggere
fisicamente i dati, tra l'altro mediante l'elaborazione di piani di emergenza
per la protezione delle infrastrutture critiche;
b)      negare alle
persone non autorizzate l'accesso alle strutture nazionali nelle quali lo Stato
membro effettua operazioni ai fini dell'EURODAC (controlli all'ingresso delle
strutture);
c)      impedire che
supporti di dati possano essere letti, copiati, modificati o cancellati senza
autorizzazione (controllo dei supporti di dati); 
d)      impedire che
siano inseriti dati senza autorizzazione e che sia presa visione, senza
autorizzazione, di dati personali memorizzati o che essi siano modificati o
cancellati senza autorizzazione (controllo della conservazione);
e)      impedire che i
dati siano trattati nell'EURODAC senza autorizzazione e che i dati trattati
nell'EURODAC siano modificati o cancellati senza autorizzazione (controllo
dell'inserimento dei dati);
f)       garantire che
le persone autorizzate ad accedere all'EURODAC abbiano accesso soltanto ai dati
previsti dalla loro autorizzazione di accesso, ricorrendo a identità di utente
individuali e uniche e utilizzando esclusivamente modalità di accesso riservato
(controllo dell'accesso ai dati);
g)      garantire che
tutte le autorità con diritto di accesso all'EURODAC creino profili che
descrivano le funzioni e le responsabilità delle persone autorizzate ad
accedere ai dati e ad inserire, aggiornare, cancellare e consultare i dati, e
mettano senza indugio tali profili a disposizione delle autorità nazionali di
controllo di cui all'articolo 25 della decisione quadro 2008/977/GAI, su
richiesta di queste ultime (profili personali);
h)      garantire la
possibilità di verificare e stabilire a quali organismi possano essere
trasmessi dati personali mediante apparecchiature di comunicazione dei dati
(controllo della comunicazione);
i)       garantire che
sia possibile verificare e stabilire quali dati siano stati trattati
nell'EURODAC, quando, da chi e per quale scopo (controllo della registrazione
dei dati);
j)       impedire, in
particolare mediante tecniche appropriate di cifratura, che all'atto della
trasmissione di dati personali dall'EURODAC o verso l'EURODAC, oppure durante
il trasporto dei supporti di dati, tali dati personali possano essere letti,
copiati, modificati o cancellati senza autorizzazione (controllo del
trasporto);
k)      controllare
l'efficacia delle misure di sicurezza di cui al presente paragrafo e adottare
le necessarie misure di carattere organizzativo relative al controllo interno
per garantire l'osservanza del presente regolamento (autocontrollo).
3.           L'agenzia
adotta le misure necessarie per conseguire gli obiettivi enunciati al paragrafo
2 per quanto riguarda il funzionamento dell'EURODAC, compreso un piano di
sicurezza.
Articolo 35 
Divieto di
trasferire dati a paesi terzi, organizzazioni internazionali o soggetti di
diritto privato
I dati personali provenienti dalla banca dati
centrale dell'EURODAC, trasmessi a uno Stato membro o ad Europol in virtù del
presente regolamento, non sono trasferiti a paesi terzi, organizzazioni
internazionali o soggetti di diritto privato stabiliti all'interno o
all'esterno dell'Unione europea, né sono messi a loro disposizione. Questo
divieto non pregiudica il diritto degli Stati membri di trasferire tali dati a
paesi terzi cui si applica il regolamento Dublino.
Articolo 36 
Registrazione
e documentazione
1.           Gli
Stati membri ed Europol provvedono affinché tutti i trattamenti dei dati
derivanti dalle richieste di confronto con i dati EURODAC ai sensi del presente
regolamento siano registrate o documentate per verificare l'ammissibilità della
richiesta, per controllare la liceità del trattamento dei dati, l'integrità e
la sicurezza dei dati, e ai fini dell'autocontrollo.
2.           Il
registro o la documentazione indicano in ogni caso:
a)      lo scopo esatto
della richiesta di confronto, compresa la forma di reato di terrorismo o altro
reato grave in questione e, per Europol, lo scopo esatto della richiesta di
confronto;
b)      il riferimento del
rispettivo fascicolo nazionale;
c)      la data e l'ora
esatta della richiesta di confronto inviata al sistema centrale dell'EURODAC
dal punto di accesso nazionale;
d)      l'autorità che
ha chiesto l'accesso per il confronto e il responsabile che ha presentato la
richiesta ed elaborato i dati;
e)      se è stata
esperita la procedura d'urgenza di cui all'articolo 19, paragrafo 3, e la
decisione presa in merito alla verifica a posteriori;
f)       i dati usati
per il confronto;
g)      conformemente
alle disposizioni nazionali o alle disposizioni della decisione Europol,
l'identificazione del funzionario che ha effettuato la consultazione e del
funzionario che ha ordinato di consultare i dati o di fornirli.
3.           Le
registrazioni o i documenti sono usati solo ai fini del controllo della liceità
del trattamento dei dati e per garantire la sicurezza dei dati. Soltanto le registrazioni
che non contengono dati personali possono essere usate ai fini del controllo e
della valutazione di cui all'articolo 38. Le autorità nazionali di controllo
competenti a verificare l'ammissibilità della richiesta e controllare la liceità
del trattamento dei dati, l'integrità e la sicurezza dei dati, hanno accesso a
tali registrazioni, su loro richiesta, per l'adempimento delle loro funzioni.
ê 2725/2000/CE
ðnuovo
Articolo 37
17
Risarcimento dei danni
1.           Le persone e gli Stati membri
che hanno subito un danno in conseguenza di un trattamento illecito di dati o
di qualsiasi altro atto incompatibile con le disposizioni del presente
regolamento hanno diritto di ottenere un risarcimento dallo Stato membro
responsabile del pregiudizio. Lo Stato membro è esonerato in tutto o in parte
da tale responsabilità se prova che l'evento dannoso non gli è imputabile.
2.           Ogni Stato membro è
responsabile per i danni causati alla banca dati ð al sistema ï centrale in caso di inosservanza da parte sua degli obblighi derivanti
dal presente regolamento, tranne nel caso e nei limiti in cui la Commissione ð l'agenzia o un altro Stato membro ï abbia omesso di adottare misure ragionevolmente idonee ad evitare i
danni o a minimizzarne gli effetti.
3.           Le azioni proposte contro uno
Stato membro per il risarcimento dei danni di cui ai paragrafi 1 e 2 sono
disciplinate dalle leggi dello Stato membro convenuto.
ònuovo
CAPO VIII
MODIFICHE DEL
REGOLAMENTO (UE) N. 1077/2011 
Articolo 38
Disposizioni che modificano il regolamento (UE) n. 1077/2011 
1.           L'articolo
5 è sostituito dal seguente:
"Articolo 5
Compiti relativi a Eurodac
Con riguardo a Eurodac,
l'agenzia svolge:
a)         i compiti attribuiti all'agenzia
conformemente al regolamento (UE) n. .…/…. [del Parlamento europeo e
del Consiglio che istituisce l'"EURODAC" per il confronto delle
impronte digitali per l'efficace applicazione del regolamento (UE) n. {…/…}];
b)           i compiti relativi alla formazione sull'uso
tecnico di Eurodac."
2.           L'articolo
12, paragrafo 1, è così modificato:
a)      le lettere t),
u) e v) sono sostituite dalle seguenti:
"t)      adotta le
relazioni sul funzionamento tecnico del SIS II in conformità dell'articolo 50,
paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1987/2006 e dell'articolo 66,
paragrafo 4, della decisione 2007/533/GAI, e del VIS in conformità
dell'articolo 50, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 767/2008 e
dell'articolo 17, paragrafo 3, della decisione 2008/633/GAI; e sul
funzionamento di Eurodac in conformità dell'articolo 40, paragrafo 4, del
regolamento (UE) n. …./…. [del Parlamento europeo e del Consiglio che
istituisce l'"EURODAC" per il confronto delle impronte digitali per
l'efficace applicazione del regolamento (UE) n. {…/….} che stabilisce i
criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per
l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli
Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide] e per le richieste di confronto con i dati Eurodac
presentate dalle autorità di contrasto degli Stati membri e da Europol a fini
di contrasto;
u)      adotta la
relazione annuale sulle attività del sistema centrale di Eurodac conformemente all'articolo
40, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. …./…. [del Parlamento europeo
e del Consiglio che istituisce l'"EURODAC" per il confronto delle
impronte digitali per l'efficace applicazione del regolamento (UE) n. …/….];

v)      presenta osservazioni sulle relazioni del
garante europeo della protezione dei dati relative ai controlli di cui all'articolo
45 del regolamento (CE) n. 1987/2006, all'articolo 42, paragrafo 2, del
regolamento (CE) n. 767/2008 e all'articolo 31, paragrafo 2, del
regolamento (UE) n. …./…. [del Parlamento europeo e del Consiglio che
istituisce l'"EURODAC" per il confronto delle impronte digitali per
l'efficace applicazione del regolamento (UE) n. …/….] e
assicura adeguato seguito ai controlli;"
b)      la lettera x) è
sostituita dalla seguente:
"x)    elabora statistiche sulle attività del
sistema centrale di Eurodac conformemente all'articolo 8, paragrafo 2, del
regolamento (UE) n. …./…. [del Parlamento europeo e del Consiglio che
istituisce l'"EURODAC" per il confronto delle impronte digitali per
l'efficace applicazione del regolamento (UE) n. …/….];" 
c)      la lettera z) è
sostituita dalla seguente:
"z)    provvede alla pubblicazione annuale
dell'elenco delle autorità designate conformemente all'articolo 27, paragrafo
2, del regolamento (UE) n. …./…. [del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce l'"EURODAC" per il confronto delle impronte
digitali per l'efficace applicazione del regolamento (UE) n. …/….];".

3.           All'articolo
15, il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:
“4.        Europol
e Eurojust possono assistere alle riunioni del consiglio di amministrazione in
qualità di osservatori quando sono all'ordine del giorno questioni concernenti
il SIS II, in relazione all'applicazione della decisione 2007/533/GAI. Europol
può assistere alle riunioni del consiglio di amministrazione in qualità di
osservatore anche quando sono all'ordine del giorno questioni concernenti il
VIS, in relazione all'applicazione della decisione 2008/633/GAI, o questioni
concernenti Eurodac, in relazione all'applicazione del regolamento (UE)
n. ..../… [del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce
l'"EURODAC" per il confronto delle impronte digitali per l'efficace
applicazione del regolamento (UE) n. …/…];".
4.           L'articolo
17 è così modificato: 
a)      al paragrafo 5,
la lettera g) è sostituita dalla seguente:
"g)        fatto
salvo l'articolo 17 dello statuto, stabilisce le clausole di riservatezza per
conformarsi, rispettivamente, all'articolo 17 del regolamento (CE)
n. 1987/2006, dell'articolo 17 della decisione 2007/533/GAI, all'articolo
26, paragrafo 9, del regolamento (CE) n. 767/2008 e all'articolo 4,
paragrafo 6, del regolamento (UE) n. …./…. [del Parlamento europeo e
del Consiglio che istituisce l'"EURODAC" per il confronto delle
impronte digitali per l'efficace applicazione del regolamento (UE) n. …/….];"

b)      al paragrafo 6,
la lettera i) è sostituita dalla seguente:
"i)         relazioni
sul funzionamento tecnico di ogni sistema IT su larga scala di cui all'articolo
12, paragrafo 1, lettera t), e la relazione annuale sulle attività del sistema
centrale di Eurodac di cui all'articolo 12, paragrafo 1, lettera u), sulla base
dei risultati del controllo e della valutazione".
5.           All'articolo
19, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente: 
"3. Sia Europol che
Eurojust può nominare un rappresentante in seno al gruppo consultivo SIS II.
Europol può nominare anche un rappresentante in seno ai gruppi consultivi VIS
ed Eurodac".
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
CAPO VII
IX
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 39
21
Spese
1.           Le spese connesse
all'istituzione e alla gestione dell'unità centrale ð del sistema centrale e
dell'infrastruttura di comunicazione ï sono a carico del bilancio generale dell'Unione europea.
2.           Le spese per le unità i ð punti di accesso ï nazionali, incluse quelle per il
loro collegamento con la banca dati ð il sistema ï centrale, sono a carico dei
singoli Stati membri.
3.           Gli
Stati membri ed Europol istituiscono e mantengono a loro spese l'infrastruttura
tecnica necessaria all'attuazione del presente regolamento e si fanno carico
degli oneri derivanti dalle richieste di confronto con i dati EURODAC a fini di
prevenzione, accertamento e indagine dei reati di cui al presente regolamento. 
3.           Le spese di trasmissione dei dati
inviati dallo Stato membro d'origine e dei risultati del confronto inviati a
tale Stato sono a carico di quest'ultimo.
Articolo 40
24
Relazione annuale,
monitoraggio e valutazione
1.           La Commissione ð L'agenzia ï trasmette annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio una
relazione sull'attività dell'unità ð del sistema ï centrale. La relazione annuale contiene anche informazioni sulla
gestione e le prestazioni dell'EurodacEURODAC, misurate sulla base di indicatori
quantitativi predeterminati per gli obiettivi di cui al paragrafo 2.
2.           La Commissione ð L'agenzia ï provvede affinché vengano attivatie sistemi Ö procedure Õ attie a
monitorare il funzionamento dell'unità ð del sistema ï centrale in rapporto a determinati obiettivi di produzione,
economicità e qualità del servizio.
3.           La Commissione
sottopone periodicamente a valutazione il funzionamento dell'unità centrale
allo scopo di accertare il rapporto di efficacia dei costi rispetto agli
obiettivi conseguiti e di fornire direttive per migliorare l'efficienza del suo
futuro funzionamento. 
4.           Un anno dopo
l'inizio dell'attività dell'Eurodac, la Commissione presenta una relazione
valutativa sull'operato dell'unità centrale focalizzata sul livello della
domanda in rapporto alle attese e sui problemi operativi e gestionali alla luce
dell'esperienza acquisita, allo scopo di individuare i possibili miglioramenti
da introdurre nel breve termine nel suo funzionamento pratico.
ònuovo
3.           Ai
fini della manutenzione tecnica, delle relazioni e delle statistiche, l'agenzia
ha accesso alle informazioni necessarie riguardanti i trattamenti effettuati
nel sistema centrale.
4.           Ogni
due anni l'agenzia presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, alla
Commissione e al garante europeo della protezione dei dati una relazione sul
funzionamento tecnico del sistema centrale, ivi compresa la sua sicurezza. 
ê 2725/2000/CE
ðnuovo
5.           Tre anni dopo l'inizio
dell'attività dell'Eurodac ð la data di decorrenza di applicazione
del presente regolamento di cui all'articolo 46, paragrafo 2 ï, e successivamente ogni sei ð quattro ï anni, la Commissione presenta una valutazione complessiva del sistema dell'EURODAC,
nella quale analizza i risultati conseguiti rispetto agli obiettivi, valuta se
continuino a sussistere i motivi che ne avevano giustificato l'istituzione e
studia le eventuali implicazioni per la sua futura attività ð , formulando, se del caso, le
raccomandazioni necessarie ï. ðLa Commissione trasmette la valutazione al
Parlamento europeo e al Consiglio. ï
ònuovo
6.           Gli
Stati membri forniscono all’agenzia e alla Commissione le informazioni
necessarie per redigere le relazioni di cui ai paragrafi 4 e 5. 
7.           L'agenzia
fornisce alla Commissione le informazioni necessarie per presentare le
valutazioni globali di cui al paragrafo 5. 
8.           Gli
Stati membri ed Europol predispongono ciascuno una relazione annuale
sull’efficacia del confronto dei dati relativi alle impronte digitali con i
dati EURODAC a fini di contrasto, in cui figurino informazioni e statistiche
sulla finalità precisa del confronto, compreso il tipo di reato di terrorismo o
altro reato grave, il numero di richieste di confronto, il numero e il tipo di
casi in cui si è giunti a un’identificazione, nonché sulla necessità di
trattare casi eccezionali d’urgenza, sui casi d’urgenza effettivamente trattati
e sui casi di cui l’autorità di verifica non ha confermato l’urgenza dopo la
verifica a posteriori. Tali relazioni sono trasmesse alla Commissione.
9.           L'agenzia,
gli Stati membri ed Europol forniscono alla Commissione le informazioni
necessarie per redigere le relazioni di valutazione di cui al paragrafo 5. Tali
informazioni non mettono a repentaglio i metodi di lavoro e non comprendono indicazioni
sulle fonti, sui membri del personale o sulle indagini delle autorità
designate.
ê 2725/2000/CE
(adattato)
ðnuovo
Articolo 41
25
Sanzioni
Gli Stati membri Ö adottano le
misure necessarie per Õ garantiscono garantire
che qualsiasi Ö ogni Õ trattamento uso
dei dati registrati Ö inseriti Õ nella banca dati ð nel sistema ï centrale contrario allo scopo dell'EurodacEURODAC quale definito all'articolo 1,
paragrafo 1, sia oggetto di adeguate sanzioni Ö passibile di
sanzioni, anche a carattere amministrativo e/o penale in conformità della
legislazione nazionale, che siano effettive, proporzionate e dissuasive Õ.
Articolo 42
26
Applicazione
territoriale
Le disposizioni del presente regolamento non si
applicano ai territori a cui non si applica la
convenzione di Ö il
regolamento Õ Dublino.
ònuovo
Articolo 43
Notifica
delle autorità designate e delle autorità di verifica
1.           Entro
[tre mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] gli Stati membri
notificano alla Commissione le autorità designate e notificano senza indugio le
eventuali modifiche. 
2.           Entro
[tre mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] gli Stati membri
notificano alla Commissione le autorità di verifica e notificano senza indugio
le eventuali modifiche.
3.           Entro
[tre mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] Europol notifica
alla Commissione la sua autorità di verifica e il punto di accesso nazionale
designato, e notifica senza indugio le eventuali modifiche.
4.           La
Commissione pubblica annualmente le informazioni di cui ai paragrafi 1, 2 e 3
nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
ònuovo
Articolo 44
Disposizione
transitoria
I dati congelati nel
sistema centrale in conformità dell'articolo 12 del regolamento (CE)
n. 2725/2000 del Consiglio sono sbloccati e contrassegnati in conformità
dell'articolo 18, paragrafo 1, del presente regolamento alla data di cui
all'articolo 46. 
Articolo 45
Abrogazione
Il regolamento (CE)
n. 2725/2000 del Consiglio, dell'11 dicembre 2000, e il regolamento (CE) n. 407/2002 del Consiglio sono abrogati
con effetto dalla data di cui all'articolo 46, paragrafo 2.
I riferimenti ai
regolamenti abrogati vanno letti secondo la tavola di concordanza di cui
all'allegato III.
ê 2725/2000/CE
articolo 27 (adattato)
ðnuovo
Articolo 46
27
Data di eEntrata in vigore e decorrenza
dell'applicazione
1.           Il presente regolamento entra
in vigore il giorno della Ö ventesimo
giorno successivo alla Õ pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee Ö dell'Unione
europea Õ .
2.           Il presente regolamento si
applica ð due anni dopo essere entrato in
vigore. ï ed Eurodac inizia la propria attività a decorrere dalla data in cui la
Commissione lo pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, non
appena siano soddisfatte le seguenti condizioni:
a) ciascuno Stato membro abbia notificato alla Commissione di aver
espletato i preparativi tecnici necessari per trasmettere dati all'unità
centrale, secondo le modalità di applicazione adottate ai sensi dell'articolo
4, paragrafo 7 e per conformarsi alle modalità di applicazione adottate ai
sensi dell'articolo 12, paragrafo 5 e 
b) la Commissione abbia espletato i preparativi tecnici necessari
affinché l'unità centrale inizi a funzionare secondo le modalità di
applicazione adottate ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 7 e dell'articolo 12,
paragrafo 5.
ònuovo
3.           Gli
Stati membri notificano alla Commissione e all'agenzia di aver espletato i
preparativi tecnici necessari per trasmettere i dati al sistema centrale,
quanto prima e in ogni caso non oltre due anni dall'entrata in vigore del
presente regolamento. 
4.           Il
presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile negli Stati membri conformemente ai trattati.
ê 2725/2000/CE
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il
presidente                                                   Il presidente
ê 407/2002/CE
ðnuovo
Allegato I
Formato per lo scambio dei dati relativi alle
impronte digitali
È stabilito il seguente formato per lo scambio di
dati relativi alle impronte digitali:
ANSI/NIST - CSL 1 1993 ð ANSI/NIST-ITL 1a-1997, Ver.3, giugno
2001 (INT-1) ï e qualsiasi altro futuro sviluppo di questo standard. 
Norma per le lettere che contraddistinguono lo
Stato membro
Si applica la seguente norma ISO: ISO 3166 –
codice di 2 lettere.
ALLEGATO II
é
ALLEGATO II
Regolamenti abrogati
(di cui all'articolo 45)
 Regolamento (CE) n. 2725/2000 del Consiglio Regolamento (CE) n. 407/2002 del Consiglio || (GU L 316 del 15.12.2000, pag. 1) (GU L 62 del 5.3.2002, pag. 1) 
ALLEGATO III
Tavola di concordanza
 Regolamento (CE) n. 2725/2000 || Il presente regolamento 
 Articolo 1, paragrafo 1 || Articolo 1, paragrafo 1 
 Articolo 1, paragrafo 2, primo comma || Articolo 3, paragrafo 1 
 Articolo 1, paragrafo 2, secondo comma || soppresso 
 Articolo 1, paragrafo 2, terzo comma || Articolo 3, paragrafo 4 
 Articolo 1, paragrafo 3 || Articolo 1, paragrafo 3 
 Articolo 2 || Articolo 2 
 Articolo 3, paragrafo 1 || soppresso 
 Articolo 3, paragrafo 2 || Articolo 3, paragrafo 3 
 Articolo 3, paragrafo 3 || Articolo 8 
 Articolo 3, paragrafo 4 || soppresso 
 Articolo 4, paragrafo 1 || Articolo 9, paragrafo 1, articolo 3, paragrafo 5 
 Articolo 4, paragrafo 2 || soppresso 
 Articolo 4, paragrafo 3 || Articolo 9, paragrafo 3 
 Articolo 4, paragrafo 4 || Articolo 9, paragrafo 4 
 Articolo 4, paragrafo 5 || Articolo 9, paragrafo 5 
 Articolo 4, paragrafo 6 || Articolo 25, paragrafo 4 
 Articolo 5 || Articolo 11 
 Articolo 6 || Articolo 12 
 Articolo 7 || Articolo 13 
 Articolo 8 || Articolo 14 
 Articolo 9 || Articolo 15 
 Articolo 10 || Articolo 16 
 Articolo 11, paragrafi 1-4 || Articolo 17, paragrafi 1-4 
 Articolo 11, paragrafo 5 || soppresso 
 Articolo 12 || Articolo 18 
 Articolo 13 || Articolo 23 
 Articolo 14 || soppresso 
 Articolo 15 || Articolo 27 
 Articolo 16 || Articolo 28 
 Articolo 17 || Articolo 37 
 Articolo 18 || Articolo 29 
 Articolo 19 || Articolo 30 
 Articolo 20 || soppresso 
 Articolo 21 || Articolo 39 
 Articolo 22 || soppresso 
 Articolo 23 || soppresso 
 Articolo 24 || Articolo 40 
 Articolo 25 || Articolo 24 
 Articolo 26 || Articolo 42 
 Articolo 27 || Articolo 46 
 Regolamento (CE) n. 407/2002 || Il presente regolamento 
 Articolo 2 || Articolo 24 
 Articolo 3 || Articolo 25 
 Articolo 4 || Articolo 26 
 Articolo 5, paragrafo 1 || Articolo 3, paragrafo 3 
 Allegato I || Allegato I 
 Allegato II || soppresso 
SCHEDA FINANZIARIA
LEGISLATIVA 
1.           CONTESTO DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni 
              2.2.    Sistema
di gestione e di controllo 
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA
PREVISTA DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa
interessate 
              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi
dell'incidenza prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza prevista
sugli stanziamenti [dell'organismo] 
              3.2.3. Incidenza prevista
sulle risorse umane [dell'organismo]
              3.2.4. Compatibilità con il
quadro finanziario pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione di
terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle
entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA 
11.         CONTESTO DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
11.1.      Titolo della
proposta/iniziativa 
Proposta
modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce
l’“EURODAC” per il confronto delle impronte digitali per l’efficace
applicazione del regolamento (UE) n. [.../...] [che stabilisce i criteri e i
meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una
domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un
cittadino di un paese terzo o da un apolide] e per le richieste di confronto
con i dati EURODAC presentate dalle autorità di contrasto degli Stati membri e
da Europol a fini di contrasto, e che modifica il regolamento (UE) n. 1077/2011
che istituisce un'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su
larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia. 
11.2.      Settore/settori interessati
nella struttura ABM/ABB[44]

Settore
Affari interni (titolo 18)
Attività:
Agenzia per la gestione operativa dei sistemi di tecnologia dell’informazione
su larga scala del settore della libertà, della sicurezza e della giustizia
(capitolo 18 02 11)
11.3.      Natura della
proposta/iniziativa 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto
pilota/un'azione preparatoria[45]

x La proposta/iniziativa riguarda la proroga
di un'azione esistente 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda un'azione riorientata verso una nuova azione 
11.4.      Obiettivi
11.4.1.   Obiettivo/obiettivi strategici
pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa 
Non
pertinente
11.4.2.   Obiettivo/obiettivi specifici e
attività ABM/ABB interessate 
Obiettivo specifico n. 1
Contribuire al completamento del sistema comune europeo di asilo
adottando standard comuni di protezione più elevati, sostenendo la cooperazione
pratica e aumentando la solidarietà all'interno dell'UE e tra l'UE e i paesi
terzi, con l'appoggio del Fondo europeo per i rifugiati.
Obiettivo specifico n. 2
Favorire la prevenzione, l'accertamento e l'indagine di reati di
terrorismo e altri reati gravi 
Attività ABM/ABB interessate
18 02 - Solidarietà – Frontiere esterne, rimpatri, visti e libera
circolazione delle persone
11.4.3.   Risultati e incidenza previsti
Precisare gli effetti
che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi interessati.
Rispetto
alla proposta precedente [COM (2010) 555 definitivo], la presente proposta
mantiene i miglioramenti del sistema per quanto riguarda nuove funzioni
incentrate sull'asilo, aggiungendo al contempo la funzione di consultazione a
fini di contrasto proposta in origine nei documenti COM (2009) 342 definitivo e
COM (2009) 344 definitivo.
La
proposta è intesa a gestire e proteggere meglio i dati degli interessati e al
tempo stesso ad agevolare le procedure applicate dagli Stati membri per
stabilire lo Stato membro competente per la valutazione di una domanda di
asilo. È destinata ad agevolare la prevenzione, l’accertamento e l’indagine di
reati di terrorismo e altri reati gravi autorizzando l’accesso all’EURODAC per
la consultazione a fini di contrasto.
11.4.4.   Indicatori di risultato e di
incidenza 
Precisare gli
indicatori che permettono di seguire la realizzazione della
proposta/iniziativa.
Per
quanto riguarda i miglioramenti dell'efficienza dell'EURODAC e la migliore
organizzazione della protezione dei dati, si assumerebbero come indicatori le
statistiche annuali sul funzionamento dell'EURODAC, che indicheranno le
risposte mancate o errate, i ritardi nelle trasmissioni ecc., insieme alla
valutazione quadriennale dell'EURODAC. La sostituzione del
"contrassegno" dei dati al "congelamento" dei dati previsto
dal regolamento originale dovrebbe essere effettuata dall'agenzia IT entro due
anni dalla pubblicazione del presente regolamento. Il successo
nell'applicazione sarà misurato in base alla relazione annuale sull'EURODAC, da
cui si desumerà il numero dei casi contrassegnati, e alle risposte contenute
nella valutazione quadriennale trasmessa dagli Stati membri, che permetterà di
constatare se tali informazioni abbiano permesso un ritrasferimento al paese
che avrebbe dovuto ospitare la persona cui i dati si riferiscono. Il
cambiamento delle norme sulla cancellazione dei dati è destinato a garantire
che nell'EURODAC non siano conservati dati di cittadini dell'UE. Questo può
essere verificato al momento in cui altri paesi aderiranno all'UE (come la
Croazia) per garantire che i dati relativi a cittadini croati siano cancellati
automaticamente. Gli effetti di questo cambiamento saranno riferiti nella
valutazione quadriennale.
Per
quanto riguarda l'agevolazione della prevenzione, dell'accertamento e
dell'indagine dei reati di terrorismo e altri reati gravi, sarebbero assunti
come indicatori le statistiche sul numero di reati di terrorismo e altri reati
gravi prevenuti, accertati e indagati grazie a una consultazione dell'EURODAC a
fini di contrasto. Le modifiche di tecnologia dell’informazione volte a
permettere il confronto con le impronte digitali latenti dovrebbero essere
completate dall'agenzia IT due anni dopo la pubblicazione del presente
regolamento. Non si può prevedere il numero di richieste che saranno effettuate
a fini di contrasto, ma anche se fosse possibile risolvere o prevenire soltanto
un piccolo numero di reati gravi nel corso di molti anni, l'investimento
sarebbe meritato. La proposta prevede notevoli salvaguardie per impedire un uso
eccessivo degli strumenti di accesso a fini di contrasto (deve trattarsi di un
reato grave ai sensi del mandato di arresto europeo e dev'essere stato
effettuato preliminarmente un controllo a norma del trattato di Prüm); di
conseguenza, un indicatore di successo sarà costituito dal fatto che le
richieste siano limitate a quelle che rientrano in questi limiti ristretti. 
Gli
strumenti statistici sono previsti all'articolo 40 della rifusione. 
11.5.      Motivazione della
proposta/iniziativa 
11.5.1.   Necessità da coprire nel breve
e lungo termine 
La
relazione che precede la proposta indica, ai paragrafi 1, 3, 5 e 7, le seguenti
necessità.
Affinché
gli Stati membri possano essere informati circa lo status di quei richiedenti
che in realtà hanno già ottenuto protezione internazionale presso uno Stato
membro, è necessario sbloccare i dati sui rifugiati (ovvero renderli
consultabili). 
Per
poter facilitare ulteriormente l’applicazione del regolamento Dublino, gli
Stati membri devono indicare nell’EURODAC che applicano la clausola di
sovranità o la clausola umanitaria previste da quel regolamento; in altri
termini lo Stato membro interessato dovrà indicare che si riconosce competente
per l’esame della domanda di un richiedente per il quale non sarebbe di norma
competente in base ai criteri del regolamento Dublino. 
Per
garantire la coerenza dell’acquis in materia di asilo, si propone di estendere
il campo di applicazione del regolamento alla protezione sussidiaria. 
Ai
fini della coerenza dell’acquis in materia di asilo, si propone di allineare il
periodo di conservazione dei dati relativi a cittadini di paesi terzi o apolidi
cui sono state rilevate le impronte digitali in relazione all’attraversamento
irregolare della frontiera esterna con il periodo durante il quale l’articolo
10, paragrafo 1, del regolamento Dublino attribuisce la competenza in base alle
suddette informazioni (un anno). 
In
base ai risultati dei negoziati in sede di Consiglio, è stato introdotto un
nuovo articolo affinché gli Stati membri siano informati sullo status
dell'interessato (richiedente asilo o irregolare). L’articolo dispone che gli
Stati membri siano informati anche se una data persona, i cui dati figurano
nella banca dati, è stata trasferita mediante una procedura di presa in carico
a norma del regolamento Dublino ovvero se quella persona ha lasciato il
territorio degli Stati membri volontariamente o in esito a una decisione di
rimpatrio o a un provvedimento di allontanamento.
Per
agevolare la prevenzione, l’accertamento e l’indagine di reati di terrorismo e
altri reati gravi, sarà autorizzato l’accesso all’EURODAC per la consultazione
a fini di contrasto.
11.5.2.   Valore aggiunto dell'intervento
dell'Unione europea
Europol
sostiene che la criminalità transfrontaliera è in espansione e rappresenta uno
dei pericoli più gravi per la nostra società. Senza una cooperazione adeguata
ed efficiente tra le autorità di contrasto degli Stati membri, ivi compreso
l'accesso alle informazioni in possesso di altri Stati membri, per tali
autorità sarà molto difficile, se non impossibile, adempiere i loro compiti
relativi alla prevenzione, all'accertamento e all'indagine di reati di
terrorismo e altri reati gravi, e quindi combattere efficacemente la
criminalità transfrontaliera. Data la natura stessa di questi reati, occorrono
strumenti a livello dell’UE per porre le basi di una cooperazione tra Stati
membri.
Inoltre,
un’azione a livello europeo contribuirà a garantire l’applicazione di norme
armonizzate sulla protezione dei dati; un livello armonizzato di protezione
sarebbe difficilmente ottenibile se gli Stati membri dovessero legiferare da
soli. La mancanza di interventi a livello dell'UE sarebbe deleteria per la
protezione dei dati, in quanto costringe le autorità di contrasto a trattare un
numero di dati molto maggiore di quello richiesto per accedere a un repertorio centrale
di dati disponibili. Inoltre, poiché le salvaguardie non sarebbero armonizzate
nell'UE, il livello di protezione dei singoli individui per quanto riguarda la
protezione dei loro dati personali potrebbe variare notevolmente tra uno Stato
membro e un altro. Le autorità di contrasto, infatti, dovrebbero presentare
richieste di dati a tutti gli Stati membri, piuttosto che una sola richiesta
allo Stato membro interessato. Tutte queste richieste impongono in fin dei
conti di trattare un numero di dati molto maggiore, il che compromette di per
sé la protezione dei dati. 
Poiché
l'EURODAC è una banca dati per le impronte digitali gestita attualmente dalla
Commissione europea e in futuro dall'agenzia IT, l'Unione può soltanto
introdurre i miglioramenti necessari al sistema EURODAC quali indicati
dall'ultima valutazione dell'EURODAC. L'unità centrale deve introdurre i
cambiamenti relativi al contrassegno dei dati (al posto del precedente
congelamento degli stessi). Gli Stati membri che desiderano accedere
all'EURODAC a fini di contrasto possono farlo soltanto mediante un sistema
coordinato a livello centrale, come previsto nel presente regolamento di
rifusione EUROCAST. L'Unione deve pertanto prevedere la base su cui poter
effettuare il confronto delle impronte digitali latenti ottenute sul luogo del
reato con le impronte digitali prelevate dal vivo nel corso di una domanda di
asilo. Tale confronto di dati non sarebbe possibile senza un'azione a livello
dell'Unione. 
11.5.3.   Insegnamenti tratti da
esperienze analoghe
Fin
dal 15 gennaio 2003 l'EURODAC si è rivelato un'utile banca dati contenente le
impronte digitali di tutti i richiedenti asilo dell'UE. La maggior parte delle
sue specifiche originali hanno sopperito bene alle funzioni desiderate, ma,
come ha dimostrato la valutazione dei regolamenti Dublino ed EURODAC compiuta
nel 2007[46],
occorre introdurre alcune modifiche per migliorarne l'uso. La maggior parte
delle modifiche effettuate tramite il presente regolamento di rifusione si basa
quindi sugli insegnamenti tratti dalla valutazione precedente. In più,
l'utilizzo dell'EURODAC a fini di contrasto aumenta l'efficienza, perché
equivale a usare meglio dati già esistenti in cambio di un modesto investimento
da parte dell'UE. 
11.5.4.   Coerenza ed eventuale sinergia
con altri strumenti pertinenti
La
presente proposta è stata redatta in piena coerenza con la proposta di
rifusione del regolamento Dublino[47].
11.6.      Durata e incidenza finanziaria

¨ Proposta/iniziativa di durata limitata

–     
¨  Proposta/iniziativa in vigore a decorrere dal [GG/MM]AAAA fino al
[GG/MM]AAAA 
–     
¨  Incidenza finanziaria dal AAAA al AAAA 
x Proposta/iniziativa di durata
illimitata
–     
Attuazione con un periodo di avviamento dal AAAA al
AAAA,
–     
seguito da un funzionamento a pieno ritmo.
11.7.      Modalità di gestione prevista[48] 
x Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a:
–     
¨  agenzie esecutive 
–     
x organismi creati dall'Unione europea[49]

–     
¨  organismi pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico 
–     
¨  persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V
del trattato sull'Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente
atto di base ai sensi dell'articolo 49 del regolamento finanziario 
¨ Gestione congiunta
con organizzazioni internazionali (specificare)
Se è indicata più di
una modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce
"Osservazioni".
Osservazioni 
L'EURODAC sarà
trasferito all'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su
larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia ("agenzia
IT"). Gli elementi aggiuntivi specificati nella rifusione del regolamento
EURODAC saranno sviluppati dall'agenzia IT.
12.         MISURE DI GESTIONE 
12.1.      Disposizioni in materia di
monitoraggio e di relazioni 
Precisare frequenza e
condizioni.
Nell’ambito
delle relazioni annuali sulle attività dell’unità centrale dell’EURODAC verrà
verificato che le modifiche introdotte con la presente proposta diano risultati
in termini di efficienza. Il garante europeo della protezione dei dati
verificherà le questioni connesse alla protezione dei dati.
Le
autorità nazionali incaricate del controllo del trattamento dei dati personali
dovrebbero vigilare sulla liceità del trattamento dei dati personali effettuato
dagli Stati membri, mentre l'autorità di controllo comune di Europol, istituita
dalla decisione Europol, dovrebbe vigilare sulla liceità delle attività di
trattamento dati eseguite da Europol.
Il
regolamento EURODAC originale prevedeva la valutazione dell'EURODAC
all'articolo 24; anche la proposta di rifusione comprende un articolo (40) sul
monitoraggio e sulla valutazione.
12.2.      Sistema di gestione e di
controllo 
12.2.1.   Rischi individuati 
Se
non verranno introdotte modifiche importanti al regolamento in vigore, potrebbe
essere compromessa l'efficienza dell'EURODAC e la sua funzione di sostegno
all'attuazione del regolamento Dublino. Un rischio notevole dipenderebbe anche
dall'incapacità di tenere il passo con i cambiamenti dell'acquis in materia di
asilo e di protezione dei dati.
12.2.2.   Modalità di controllo previste 
Sono
assunti come indicatori i dati statistici sul funzionamento dell’EURODAC, ad
esempio quelli relativi alle risposte mancate o errate, ai ritardi nelle
trasmissioni, ecc. 
12.3.      Misure di prevenzione delle
frodi e delle irregolarità 
Precisare le misure di
prevenzione e di tutela in vigore o previste.
Per
la lotta alle frodi, alla corruzione e ad altre attività illecite, le
disposizioni del regolamento (CE) n. 1037/1999 si applicano senza restrizioni
all'agenzia responsabile della gestione operativa dell'EURODAC. 
L’agenzia
aderisce inoltre all’accordo interistituzionale relativo alle indagini interne
svolte dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e adotta
immediatamente le opportune disposizioni, applicabili a tutto il personale dell’agenzia.

Le
decisioni in materia di finanziamento, nonché gli accordi e gli strumenti di
esecuzione che ne conseguono, prevedono espressamente la possibilità che la
Corte dei conti e l'OLAF effettuino, se del caso, controlli sul posto sui
beneficiari delle risorse dell'agenzia nonché sugli agenti responsabili della
loro allocazione.
13.         INCIDENZA FINANZIARIA
PREVISTA DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
13.1.      Rubrica/rubriche del quadro
finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate 
–     
Linee di bilancio di spesa esistenti 
Secondo l'ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione…...………………………] || Diss./Non diss. ([50])   || di paesi EFTA[51] || di paesi candidati[52]   || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 3A || 18.02.11.01 Agenzia per la gestione operativa dei sistemi di tecnologia dell’informazione su larga scala del settore della libertà, della sicurezza e della giustizia — Contributo ai titoli 1 e 2 18.02.11.02 Agenzia per la gestione operativa dei sistemi di tecnologia dell’informazione su larga scala del settore della libertà, della sicurezza e della giustizia — Contributo al titolo 3 || Diss. || No || No || Sì || No 
–     
Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la
creazione 
Secondo l'ordine delle rubriche del quadro finanziario
pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione…………………………….] || Diss./Non diss. || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
   || [XX.YY.YY.YY]   ||   || Sì/No || Sì/No || Sì/No || Sì/No 
13.2.      Incidenza prevista sulle spese

13.2.1.   Sintesi dell'incidenza prevista
sulle spese 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || Numero || [Rubrica 3A] 
 DG: <Affari interni> ||   ||   || Anno N[53] (2013) || Anno N+1 || Anno N+2 ||   || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 Titolo 1 – (Risorse umane)[54]   || Impegni || (1) || 0,128 || 0,064 || 0,064 ||   ||   ||   ||   || 0,256 
 Pagamenti || (2) || 0,128 || 0,064 || 0,064 ||   ||   ||   ||   || 0,256 
 Titolo 2 – (Altre spese amministrative)[55]   || Impegni || (1a) || 0,100 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   || 0,100 
 Pagamenti || (2a) || 0,100 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   || 0,100 
 Titolo 3 (Spese di esercizio) || Impegni || (3a) || 2,415 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   || 2,415 
   || Pagamenti || (3b) || 1,690 || 0,725 || 0 ||   ||   ||   ||   || 2,415 
 TOTALE degli stanziamenti per la DG <Affari interni> || Impegni || =1+1a +3a || 2,643 || 0,064 || 0,064 ||   ||   ||   ||   || 2,771 
 Pagamenti || =2+2a +3b || 1,918 || 0,789 || 0,064 ||   ||   ||   ||   || 2,771 
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || "Spese amministrative" 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 DG: <Affari interni> || 
  Risorse umane || 0 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   
  Altre spese amministrative || 0 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE DG <Affari interni> || Stanziamenti || 0 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Impegni totali = pagamenti totali) || 0 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N[56]   || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 2,643 || 0,064 || 0,064 ||   ||   ||   ||   || 2,771 
 Pagamenti || 1,918 || 0,789 || 0,064 ||   ||   ||   ||   || 2,771 
13.2.2.   Incidenza prevista sugli
stanziamenti [dell'organismo] 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi 
–     
x La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi, come spiegato di seguito:
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)
 Specificare gli obiettivi e i risultati ò ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 RISULTATI 
   || Tipo di risultato[57] || Costo medio del risultato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Costo totale 
 OBETTIVO SPECIFICO N. 1[58]: Requisiti in materia di asilo derivanti dal regolamento EURODAC   
 Cambiamenti diversi da quelli dell'accesso a scopi di contrasto || Esecuzione ||   || 1 || 0,100 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,100 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo specifico 1 || 1 || 0,100 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,100 
 OBIETTIVO SPECIFICO N. 2: Favorire la prevenzione, l'accertamento e l'indagine di reati di terrorismo e altri reati gravi 
 Cambiamenti per l'accesso a fini di contrasto || Esecuzione ||   || 1 || 2,543 || 1 || 0,064 || 1 || 0,064 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 2,671 
 Totale parziale Obiettivo specifico 2 || 1 || 2,543 || 1 || 0,064 || 1 || 0,064 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 2,671 
 COSTO TOTALE || 2 || 2,643 || 1 || 0,064 || 1 || 0,064 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 2,771 
13.2.3.   Incidenza prevista sulle
risorse umane dell'agenzia IT 
13.2.3.1.          Sintesi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
di natura amministrativa 
–     
x La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
amministrativi, come spiegato di seguito:
Mio EUR (al terzo
decimale)
   || Anno N[59]   || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 Funzionari (gradi AD) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Funzionari (gradi AST) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Agenti contrattuali || 0,128 || 0,064 || 0,064 ||   ||   ||   ||   || 0,256 
 Agenti temporanei ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Esperti nazionali distaccati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 0,128 || 0,064 || 0,064 ||   ||   ||   ||   || 0,256 
 Fabbisogno annuale di risorse umane || N || N+1 || N+2 
 Totale risorse umane || 2 || 1 || 1 
Il personale dell'agenzia IT già in funzione non
può essere utilizzato per il miglioramento dell'EURODAC poiché non si occupa di
sviluppo ed è necessario per il funzionamento delle attuali mansioni
dell'EURODAC. I cambiamenti previsti dalla rifusione per consentire il
confronto delle impronte digitali latenti prelevate sul luogo del reato con le
impronte digitali "rollate" prese dal vivo richiedono una competenza
che attualmente l'agenzia IT e la Commissione non possiedono. Sarà quindi necessario
assumere agenti contrattuali nel modo seguente.
Nell'anno N: due agenti contrattuali che svolgano
compiti tecnici (specifiche tecniche, assistenza tecnica alle mansioni
amministrative, coordinamento dei servizi interni) e che si occupino della
preparazione e della pubblicazione della gara d'appalto, della commissione
d'apertura, del comitato di valutazione, della relazione di valutazione, della
decisione di aggiudicazione, della firma del contratto. 
Negli anni N+1 e N+2: un membro del personale
addetto a compiti tecnici (gestione del progetto, follow-up degli elementi da
fornire per il contratto, controllo di qualità e accettazione di tali elementi,
coordinamento dei servizi interni, ordini di servizio, richieste di
cambiamento).
Nell'anno N+3 le nuove funzioni diventeranno
operative, una volta completata la fase di sviluppo, e quindi non sarà
necessario personale aggiuntivo. 
13.2.3.2.          Fabbisogno previsto di
risorse umane per la DG di appartenenza
–     
x La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di risorse umane 
–     
¨  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di risorse umane,
come spiegato di seguito:
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
 ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) 
  Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) || 
 || XX 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 01 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ||  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[60]   || 
 || XX 01 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 04 yy[61]   || - in sede[62]   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 05 02 (AC, END, INT – ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 02 (AC, END, INT – ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || TOTALE ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
XX è il settore politico o il titolo di
bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse
umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell'azione
e/o reimpiegati all'interno della stessa DG, integrato dall'eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell'ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
Descrizione dei
compiti da svolgere:
 Funzionari e agenti temporanei ||   
 Personale esterno ||   
La descrizione del calcolo dei costi per gli
ETP dev'essere inserita nel paragrafo 3 dell'allegato. 
13.2.4.   Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale 
–     
x La proposta/iniziativa è compatibile con i quadri finanziari
pluriennali 2007-13 e 2014- 2020.
–     
¨  La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente
rubrica del quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
–     
¨  La proposta/iniziativa richiede l'applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[63].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
13.2.5.   Partecipazione di terzi al
finanziamento 
–     
La proposta/iniziativa non prevede il cofinanziamento
da parte di terzi 
–     
La proposta/iniziativa prevede il cofinanziamento
indicato di seguito:
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || Totale 
 Specificare l’organismo di cofinanziamento ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE stanziamenti cofinanziati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
13.3.      Incidenza prevista sulle
entrate 
–     
¨  La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle
entrate.
–     
x La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
¨         sulle risorse proprie 
(1)                   
x      sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l'esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[64]   
 Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare la o le linee di spesa
interessate.
Linea
delle entrate 6312
Precisare il metodo di
calcolo dell'incidenza sulle entrate.
[NO,
IS e CH contribuiscono per un totale del 12,452% ai pagamenti effettuati nel
corso di ogni anno] 
[1]               GU L 62 del 5.3.2002, pag. 1.
[2]               Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che
istituisce l’“Eurodac” per il confronto delle impronte digitali per l’efficace
applicazione del regolamento (CE) n. [.../...] [che stabilisce i criteri e i
meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda
di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un
cittadino di un paese terzo o da un apolide] (COM(2008) 825 definitivo).
[3]               Regolamento
(CE) n. 343/2003 del Consiglio, del 18 febbraio 2003, che stabilisce i criteri
e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di
una domanda d’asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un
paese terzo (GU L 50 del 25.2.2003, pag. 1).
[4]               La proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che
istituisce un’agenzia per la gestione operativa dei sistemi di tecnologia
dell’informazione su larga scala del settore della libertà, della sicurezza e
della giustizia (COM(2009) 293 definitivo) è stata adottata il 24 giugno 2009.
Una proposta modificata è stata adottata il 19 marzo 2010: proposta modificata
di regolamento (UE) n. …/… del Parlamento Europeo e del Consiglio che
istituisce un’agenzia per la gestione operativa dei sistemi di tecnologia
dell’informazione su larga scala del settore della libertà, della sicurezza e
della giustizia (COM (2010) 93 definitivo).
[5]               Creazione del sistema "Eurodac" per il confronto delle impronte
digitali (rifusione), P6_TA (2009)0378.
[6]               La proposta risponde alle conclusioni del Consiglio del 12 e 13 giugno
2007, che sollecitavano l'accesso dei servizi di polizia e di contrasto degli
Stati membri e dell'Europol all'Eurodac.
[7]               COM(2009) 344 definitivo.
[8]               COM(2009) 665 definitivo/2.
[9]               COM(2010)
555 definitivo.
[10]             COM(2005) 597 definitivo.
[11]             Si
veda la valutazione d'impatto del 2009, SEC(2009) 936, pagg. 15-16 e 57.
[12]             Si
veda il riferimento all'"ingerenza nei diritti fondamentali" nella
sentenza della Corte di Giustizia del 20 maggio 2003 nelle cause riunite
C-465/00, C-138/01 e C-139/01, Österreichischer Rundfunk e altri, Raccolta
2003, pag. I-4989, punto 83. 
[13]             Domande
riunite 30562/04 e 30566/04, S. and Marper / Regno Unito, sentenza del 4
dicembre 2008.
[14]             Una per garantire la coerenza con il regolamento Dublino, l'altra per
chiarire l'esigenza che le risposte pertinenti automatizzate del sistema siano
verificate da un esperto in dattiloscopia.
[15]             SEC(2008) 2981 e SEC(2009) 936.
[16]             COM(2007) 301 definitivo.
[17]             Accordo tra la Comunità europea e il Regno di Danimarca in merito ai
criteri e ai meccanismi di determinazione dello Stato competente per l’esame di
una domanda d’asilo presentata in Danimarca oppure in uno degli altri Stati
membri dell’Unione europea e in merito a “Eurodac” per il confronto delle
impronte digitali per l’efficace applicazione della convenzione di Dublino (GU
L 66 dell’8.3.2006).
[18]             Accordo tra la Comunità europea e la Repubblica d’Islanda e il Regno di
Norvegia relativo ai criteri e meccanismi per determinare lo Stato competente
per l’esame di una domanda d’asilo presentata in uno Stato membro oppure in
Islanda o in Norvegia (GU L 93 del 3.4.2001, pag. 40).
[19]             Accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sui
criteri e i meccanismi per determinare lo Stato competente per l’esame di una
domanda di asilo presentata in uno degli Stati membri o in Svizzera (GU L 53
del 27.2.2008, pag. 5).
[20]             Protocollo
tra la Comunità europea, la Confederazione svizzera e il Principato del
Liechtenstein sull'adesione del Principato del Liechtenstein all’accordo tra la
Comunità europea e la Confederazione svizzera relativo ai criteri e ai
meccanismi che permettono di determinare lo Stato competente per l’esame di una
domanda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera (GU L 160
del 18.6.2011, pag. 39).
[21]             Protocollo tra la Comunità europea, la Confederazione svizzera e il
Principato del Liechtenstein all’accordo tra la Comunità europea e la
Confederazione svizzera relativo ai criteri e ai meccanismi che permettono di
determinare lo Stato competente per l’esame di una domanda di asilo introdotta
in uno degli Stati membri o in Svizzera (2006/0257 CNS, concluso il 24.10.2008,
non ancora pubblicato nella GU) e protocollo all’accordo tra la Comunità
europea e la Repubblica d’Islanda e il Regno di Norvegia relativo ai criteri e
meccanismi per determinare lo Stato competente per l’esame di una domanda
d’asilo presentata in uno Stato membro oppure in Islanda o in Norvegia (GU L 93
del 3.4.2001).
[22]             SEC(2008) 2981 e SEC(2009) 936.
[23]             COM(2012)
XXX. 
[24]             GU
L 92 del 10.4.2010, pag. 1.
[25]             GU C 189 del 7.7.2000, pag. 105 e pag. 227 e parere espresso il
21 settembre 2000 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
[26]             GU L 316 del 15.12.2000, pag. 1.
[27]             GU L 62 del 5.3.2002, pag. 1.
[28]             COM(2008)
XXX.
[29]             COM(2005) 597 del 24.11.2005.
[30]             GU L 121 del 15.5.2009, pag. 37.
[31]             GU L 304 del 30.9.2004, pag. 12.
[32]             GU L 286 dell'1.11.2011, pag. 1.
[33]             GU L 164 del 22.6.2002, pag. 3.
[34]             GU L 190 del 18.7.2002, pag. 1.
[35]             GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1.
[36]             GU
L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
[37]             GU L 350 del 30.12.2008, pag.
60.
[38]             GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.
[39]             GU L 66 dell'8.3.2006, pag. 38. 
[40]             GU L 93 del 3.4.2001, pag. 40.
[41]             GU L 53 del 27.2.2008, pag. 5.
[42]             GU L 160 del 18.6.2011, pag. 39.
[43]             GU 45 del 14.6.1962, pag. 1385.
[44]             ABM:
Activity Based Management (gestione per attività) – ABB: Activity Based
Budgeting (bilancio per attività).
[45]             A
norma dell'articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b), del regolamento
finanziario.
[46]             COM(2007)
299 definitivo.
[47]             Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che
stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro
competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata
in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (COM(2008)
820).
[48]             Le
spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti al regolamento
finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html
[49]             A
norma dell'articolo 185 del regolamento finanziario.
[50]             Diss.
= Stanziamenti dissociati / Non diss. = Stanziamenti non dissociati.
[51]             EFTA:
Associazione europea di libero scambio.
[52]             Paesi
candidati e, se del caso, paesi candidati potenziali dei Balcani occidentali.
[53]             L'anno
N è l'anno in cui inizia a essere attuata la proposta / iniziativa.
[54]             Per
la spiegazione dei costi relativi alle risorse umane si veda il punto 13.2.3.1.
[55]             Conferenze,
riunioni, altre spese amministrative. 
[56]             L'anno
N è l'anno di inizio dell'attuazione della proposta/iniziativa.
[57]             I
risultati sono i prodotti e servizi da fornire (ad esempio: numero di scambi di
studenti finanziati, numero di km di strade costruiti ecc.).
[58]             Quale
descritto nella sezione 1.4.2. "Obiettivo/obiettivi specifici…".
[59]             L'anno
N è l'anno di inizio dell'attuazione della proposta/iniziativa.
[60]             AC=
agente contrattuale; INT = personale interinale (intérimaire); JED =
giovane esperto in delegazione (jeune expert en délégation). AL= agente
locale; END= esperto nazionale distaccato. 
[61]             Entro il massimale per il personale esterno previsto dagli stanziamenti
operativi (ex linee "BA").
[62]             Principalmente
per i fondi strutturali, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
(FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[63]             Cfr.
punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.
[64]             Per
quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi doganali, contributi
zucchero), gli importi indicati devono essere importi netti, cioè importi lordi
da cui viene detratto il 25% per spese di riscossione.