CELEX: C2005/106/28
Language: it
Date: 2005-04-30 00:00:00
Title: Causa C-52/05 P: Ricorso di Maurizio Turco contro la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione) 23 novembre 2004, nella causa T-84/03, Maurizio Turco, sostenuto dalla Repubblica di Finlandia, dal Regno di Danimarca e dal Regno di Svezia, contro Consiglio dell'Unione europea, sostenuto dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e dalla Commissione delle Comunità europee, proposto il 9 febbraio 2005

30.4.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 106/14
            
         Ricorso di Maurizio Turco contro la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione) 23 novembre 2004, nella causa T-84/03, Maurizio Turco, sostenuto dalla Repubblica di Finlandia, dal Regno di Danimarca e dal Regno di Svezia, contro Consiglio dell'Unione europea, sostenuto dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e dalla Commissione delle Comunità europee, proposto il 9 febbraio 2005
   (Causa C-52/05 P)
   (2005/C 106/28)
   Lingua processuale: l'inglese
   Il 9 febbraio 2005, Maurizio Turco, residente in Pulsano (Italia), rappresentato dai sigg. O. W. Brouwer e C. E. Schillemenns, lawyers, ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione) 23 novembre 2004, nella causa T-84/03 (1), Maurizio Turco, sostenuto dalla Repubblica di Finlandia, dal Regno di Danimarca e dal Regno di Svezia, contro Consiglio dell'Unione europea, sostenuto dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e dalla Commissione delle Comunità europee.
   Il ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale di primo grado 23 novembre 2004 con cui questo:
               
                           a)
                        
                        
                           ha respinto il ricorso proposto dal ricorrente nella parte relativa al rifiuto di accesso al documento n. 9077/02, contenente un'opinione del Servizio giuridico concernente una proposta di direttiva del Consiglio che fissa standard minimi per l'accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri;
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           ha condannato il ricorrente ed il Consiglio a sopportare ciascuno la metà delle spese relative al ricorso;
                        
                     
         
               —
            
            
               ove necessario, rinviare la causa al Tribunale affinché sia decisa da quest'ultimo;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio alle spese, ivi incluse quelle sostenute da eventuali intervenienti.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Il ricorrente sostiene che la sentenza del Tribunale contiene errori di diritto relativi all'interpretazione e all'applicazione dell'art. 4, n. 2, del regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 30 maggio 2001, n. 1049 (2), relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (in prosieguo: il «regolamento»).
   I fondamenti dell'impugnazione e gli argomenti giuridici su cui il ricorrente si basa consistono nel fatto che, nella fattispecie, il Tribunale:
   
               (i)
            
            
               non ha interpretato ed applicato correttamente il termine giuridico «consulenza legale» di cui all'art. 4, n. 2, del regolamento;
            
         
               (ii)
            
            
               ha qualificato erroneamente il parere legale come «consulenza legale» ai sensi dell'art. 4, n. 2, del regolamento e ha contravvenuto allo scopo ed al contenuto degli artt. 4, n. 2 e 4, n. 3, ed al sistema e alla struttura correlati del regolamento;
            
         
               (iii)
            
            
               ha interpretato ed applicato erroneamente (ai sensi della giurisprudenza comunitaria consolidata) il principio secondo cui deve essere garantito il più ampio accesso possibile ai documenti detenuti dalle istituzioni comunitarie e che eccezioni a tale principio devono essere ammesse in limiti quanto più restrittivi;
            
         
               (iv)
            
            
               ha interpretato ed applicato erroneamente (ai sensi della giurisprudenza comunitaria consolidata) il principio secondo cui le domande di accesso a documenti debbano essere valutate caso per caso;
            
         
               (v)
            
            
               ha interpretato ed applicato erroneamente il concetto di «interessi pubblici prevalenti» e ha commesso un errore di diritto ponendo il relativo onere della prova in capo al ricorrente;
            
         
               (vi)
            
            
               ha violato il principio di diritto comunitario secondo cui l'ordinamento giuridico comunitario si fonda sul principio di legalità; e
            
         
               (vii)
            
            
               non ha fornito una motivazione sufficiente e ha omesso di replicare a certi argomenti dedotti dal ricorrente.
            
         
      (1)  GU C 112 del 10.5.2003, pag. 38.
   
      (2)  GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43