CELEX: C2006/331/03
Language: it
Date: 2006-12-30 00:00:00
Title: Cause riunite C-94/04 e C-202/04: Sentenza della Corte (Grande Sezione) 5 dicembre 2006 (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dalla Corte d'appello di Torino e dal Tribunale di Roma) — Federico Cipolla/Rosaria Portolese in Fazari (causa C-94/04), Stefano Macrino, Claudia Capodarte/Roberto Meloni (causa C-202/04) (Regole comunitarie in materia di concorrenza — Regimi nazionali relativi alla tariffa degli onorari di avvocato — Determinazione di tariffe professionali — Libera prestazione dei servizi)

30.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 331/2
            
         Sentenza della Corte (Grande Sezione) 5 dicembre 2006 (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dalla Corte d'appello di Torino e dal Tribunale di Roma) — Federico Cipolla/Rosaria Portolese in Fazari (causa C-94/04), Stefano Macrino, Claudia Capodarte/Roberto Meloni (causa C-202/04)
   (Cause riunite C-94/04 e C-202/04) (1)
   
   (Regole comunitarie in materia di concorrenza - Regimi nazionali relativi alla tariffa degli onorari di avvocato - Determinazione di tariffe professionali - Libera prestazione dei servizi)
   (2006/C 331/03)
   Lingua processuale: l'italiano
   Giudice del rinvio
   Corte d'appello di Torino e Tribunale di Roma
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrenti: Federico Cipolla (causa C-94/04), Stefano Macrino, Claudia Capodarte (causa C-202/04)
   
      Convenuti: Rosaria Portolese in Fazari (causa C-94/04), Roberto Meloni (causa C-202/04)
   Oggetto
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Corte d'appello di Torino — Applicabilità delle norme comunitarie sulla concorrenza ai servizi offerti dagli avvocati — Normativa nazionale che prevede tariffe vincolanti e che determina la nullità di un accordo tra il cliente e l'avvocato con il quale si stabilisce il compenso professionale
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Tribunale di Roma — Compatibilità con gli artt. 10 e 81 CE di una normativa nazionale che approva una tariffa forense che include i servizi degli avvocati che rientrano nell'attività giudiziale e le prestazioni stragiudiziali che possono essere svolte anche da non avvocati — Tariffa proposta dall'ordine professionale forense
   Dispositivo
   
               1)
            
            
               Gli artt. 10 CE, 81 CE e 82 CE non ostano all'adozione, da parte di uno Stato membro, di un provvedimento normativo che approvi, sulla base di un progetto elaborato da un ordine professionale forense quale il Consiglio nazionale forense, una tariffa che fissi un limite minimo per gli onorari degli avvocati e a cui, in linea di principio, non sia possibile derogare né per le prestazioni riservate agli avvocati né per quelle, come le prestazioni di servizi stragiudiziali, che possono essere svolte anche da qualsiasi altro operatore economico non vincolato da tale tariffa.
            
         
               2)
            
            
               Una normativa che vieti in maniera assoluta di derogare convenzionalmente agli onorari minimi determinati da una tariffa forense, come quella di cui trattasi nella causa principale, per prestazioni che sono al tempo stesso di natura giudiziale e riservate agli avvocati costituisce una restrizione della libera prestazione dei servizi prevista dall'art. 49 CE. Spetta al giudice del rinvio verificare se tale normativa, alla luce delle sue concrete modalità di applicazione, risponda realmente agli obiettivi della tutela dei consumatori e della buona amministrazione della giustizia, che possono giustificarla, e se le restrizioni che essa impone non appaiano sproporzionate rispetto a tali obiettivi.
            
         
      (1)  GU C 94 del 17.4.2004.
   
      GU C 179 del 10.7.2004.