CELEX: 62010CJ0316
Language: it
Date: 2011-12-21
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 21 dicembre 2011.#Danske Svineproducenter contro Justitsministeriet.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Vestre Landsret - Danimarca.#Art. 288, secondo comma, TFUE - Regolamento (CE) n. 1/2005 - Protezione degli animali durante il trasporto - Trasporto stradale di animali domestici della specie suina - Altezza minima dei compartimenti - Ispezione durante il viaggio - Densità di carico - Diritto degli Stati membri di adottare norme dettagliate.#Causa C-316/10.

Causa C‑316/10
      Danske Svineproducenter
      contro
      Justitsministeriet
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Vestre Landsret)
      «Art. 288, secondo comma, TFUE — Regolamento (CE) n. 1/2005 — Protezione degli animali durante il trasporto — Trasporto stradale di animali domestici della specie suina — Altezza minima dei compartimenti — Ispezione durante il viaggio — Densità di carico — Diritto degli Stati membri di adottare norme dettagliate»
      Massime della sentenza
      1.        Agricoltura — Ravvicinamento delle legislazioni — Protezione degli animali durante il trasporto — Condizioni generali applicabili
            — Altezza interna dei compartimenti
      (Regolamento del Consiglio n. 1/2005)
      2.        Agricoltura — Ravvicinamento delle legislazioni — Protezione degli animali durante il trasporto — Condizioni generali applicabili
            — Controllo regolare delle condizioni di benessere degli animali durante il trasporto
      (Regolamento del Consiglio n. 1/2005
      3.        Agricoltura — Ravvicinamento delle legislazioni — Protezione degli animali durante il trasporto — Condizioni generali applicabili
            — Superficie al suolo disponibile per animale
      (Regolamento del Consiglio n. 1/2005)
      1.        Il regolamento n. 1/2005, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate, non osta all’adozione,
         da parte di uno Stato membro, di norme applicabili al trasporto stradale di suini, le quali, al fine di rafforzare la certezza
         del diritto, precisano, nel rispetto dell’obiettivo di protezione del benessere degli animali e senza stabilire criteri eccessivi
         in materia, i requisiti previsti da detto regolamento per quanto concerne l’altezza interna minima dei compartimenti destinati
         agli animali, purché tali norme non provochino costi aggiuntivi o difficoltà tecniche tali da svantaggiare vuoi i produttori
         dello Stato membro che ha adottato dette norme, vuoi i produttori degli altri Stati membri che intendano esportare i loro
         prodotti verso o attraverso il primo Stato membro, circostanza che spetta al giudice nazionale verificare, tenendo conto degli
         standard generalmente accettati, nel rispetto del regolamento n. 1/2005, dagli Stati membri diversi da quello da cui provengono
         le norme di cui trattasi. Non possono tuttavia considerarsi proporzionate norme transitorie più rigorose concernenti l’altezza
         interna minima dei compartimenti per viaggi di durata superiore a otto ore per il trasporto di suini il cui peso supera i
         40 kg, laddove lo stesso Stato membro abbia adottato norme meno rigorose nell’ambito del regime di diritto comune.
      
      (v. punti 59-60, 68 e dispositivo)
      2.        Il regolamento n. 1/2005, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate, osta all’adozione,
         da parte di uno Stato membro, di norme applicabili al trasporto stradale di suini volte a precisare i requisiti previsti da
         detto regolamento per quanto riguarda l’accesso agli animali al fine di controllare a intervalli regolari le loro condizioni
         di benessere esclusivamente per i viaggi di durata superiore a otto ore.
      
      Infatti, a differenza di quanto disponeva il regime disciplinato dalla direttiva 91/628 e dal regolamento n. 411/98, le disposizioni
         del regolamento n. 1/2005 relative all’ispezione degli animali durante il trasporto sono applicabili a tutti i mezzi di trasporto,
         indipendentemente dalla durata del viaggio.
      
      (v. punti 62, 68 e dispositivo)
      3.        Il regolamento n. 1/2005, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate, non osta all’adozione,
         da parte di uno Stato membro, di norme secondo le quali, in caso di trasporto stradale di suini, gli animali devono disporre
         di una superficie minima variabile a seconda del loro peso, superficie che corrisponde, per un animale di 100 kg, a 0,42 m2 quando la durata del viaggio è inferiore a otto ore e a 0,50 m2 per i viaggi di durata superiore.
      
      (v. punto 68 e dispositivo)
SENTENZA DELLA CORTE (Terza Sezione)
      21 dicembre 2011 (*)
      
      «Art. 288, secondo comma, TFUE – Regolamento (CE) n. 1/2005 – Protezione degli animali durante il trasporto – Trasporto stradale di animali domestici della specie suina – Altezza minima dei compartimenti – Ispezione durante il viaggio – Densità di carico – Diritto degli Stati membri di adottare norme dettagliate»
      Nel procedimento C‑316/10,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 267 TFUE, dal Vestre Landsret
         (Danimarca), con decisione 28 giugno 2010, pervenuta in cancelleria il 1° luglio 2010, come rettificata dalla decisione 24
         agosto 2010, pervenuta in cancelleria il 26 agosto 2010, nella causa
      
      Danske Svineproducenter
      contro
      Justitsministeriet,
      con l’intervento di:
      Union européenne du commerce de bétail et de la viande,
      LA CORTE (Terza Sezione),
      composta dal sig. K. Lenaerts, presidente di sezione, dal sig. J. Malenovský, dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta, dai sigg. E. Juhász
         e D. Šváby (relatore), giudici,
      
      avvocato generale: sig. Y. Bot
      cancelliere: sig.ra A. Impellizzeri, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 15 settembre 2011,
      considerate le osservazioni presentate:
      –        per la Danske Svineproducenter, dall’avv. H. Sønderby Christensen, advokat,
      –        per l’Union européenne du commerce de bétail e de la viande, dagli avv.ti J.‑F. Bellis, A. Bailleux, avocats, e E. Werlauff,
         advokat,
      
      –        per il governo danese, dalla sig.ra V. Pasternak Jørgensen, in qualità di agente, assistita dall’avv. P. Biering, advokat,
      –        per la Commissione europea, dai sigg. B. Schima e H. Støvlbæk, in qualità di agenti,
      vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’art. 288, secondo comma, TFUE, degli artt. 3, secondo
         comma, lett. f) e g), e 37, del regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 2004, n. 1/2005, sulla protezione degli animali
         durante il trasporto e le operazioni correlate, che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97
         (GU 2005, L 3, pag. 1), nonché del capo II, punti 1.1, lett. f), e 1.2, e del capo VII, parte D, dell’allegato I di detto
         regolamento n. 1/2005.
      
      2        Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Danske Svineproducenter, organizzazione di categoria
         di allevatori di suini, e lo Justitsministeriet (Ministero della Giustizia) in merito, segnatamente, alla compatibilità con
         il regolamento n. 1/2005 di una normativa nazionale complementare diretta a precisare su alcuni punti l’applicazione di quest’ultimo,
         quale il decreto 21 dicembre 2006, n. 1729, concernente la protezione degli animali durante il trasporto (bekendtgørelse om
         beskyttelse af dyr under transport, Lovtidende 2006 A; in prosieguo: il «decreto n. 1729/2006»), e alla conformità di alcune disposizioni di tale decreto con detto regolamento.
      
       Contesto normativo
       Il diritto dell’Unione
       Il regolamento n. 1/2005
      3        Il secondo, sesto, ottavo, decimo e undicesimo ‘considerando’ del regolamento n. 1/2005 così recitano:
      
      «(2)      Ai sensi della direttiva 91/628/CEE del Consiglio, del 19 novembre 1991, relativa alla protezione degli animali durante il
         trasporto [e recante modifica delle direttive 90/425/CEE e 91/496/CEE (GU L 340, pag. 17), come modificata dalla direttiva
         del Consiglio 29 giugno 1995, 95/29/CE (GU L 148, pag. 52; in prosieguo: la “direttiva 91/628”)], il Consiglio ha adottato
         regole nell’ambito del trasporto di animali per eliminare gli ostacoli tecnici agli scambi di animali vivi e consentire il
         buon funzionamento delle organizzazioni di mercato, assicurando nel contempo un livello soddisfacente di protezione degli
         animali in questione.
      
      (…)
      (6)      Il Consiglio ha invitato la Commissione il 19 giugno 2001 (...) a presentare proposte per provvedere all’effettiva attuazione
         e garantire un controllo rigoroso della legislazione comunitaria vigente, migliorare la protezione e il benessere degli animali
         e prevenire l’insorgere e la propagazione di malattie infettive degli animali e creare condizioni più rigorose per evitare
         dolore e sofferenza, al fine di salvaguardare il benessere e la salute degli animali durante e dopo il trasporto.
      
      (…)
      (8)      Il comitato scientifico della salute e del benessere degli animali ha adottato l’11 marzo 2002 un parere sul benessere degli
         animali durante il trasporto. Sulla base di esso la legislazione comunitaria dovrebbe essere modificata per tener conto delle
         nuove prove scientifiche, dando al tempo stesso la priorità all’esigenza di assicurare adeguatamente nell’immediato futuro
         l’attuabilità di detta legislazione.
      
      (…)
      (10)      Alla luce dell’esperienza acquisita nel contesto della direttiva [91/628] per quanto concerne l’armonizzazione della legislazione
         comunitaria sul trasporto di animali e date le difficoltà incontrate a causa del diverso recepimento di tale direttiva a livello
         nazionale, appare più appropriato stabilire regole comunitarie in tale ambito sotto forma di regolamento. In attesa dell’adozione
         di disposizioni dettagliate per talune specie con particolari esigenze e che costituiscono una parte molto limitata del patrimonio
         zootecnico della Comunità, occorre consentire agli Stati membri di stabilire o mantenere norme nazionali supplementari applicabili
         al trasporto degli animali di dette specie.
      
      (11)      Al fine di garantire un’applicazione coerente ed effettiva del presente regolamento in tutta la Comunità in base al suo principio
         fondamentale secondo cui gli animali non debbono essere trasportati in condizioni tali da esporli a lesioni o a sofferenze
         inutili, è opportuno elaborare disposizioni particolareggiate per far fronte alle particolari esigenze che emergono in relazione
         ai vari tipi di trasporto. Siffatte disposizioni particolareggiate dovrebbero essere interpretate ed applicate conformemente
         al suddetto principio e aggiornate tempestivamente ogniqualvolta, alla luce in particolare di nuovi pareri scientifici, non
         siano più tali da garantire la conformità con il suddetto principio per determinate specie o tipi di trasporto».
      
      4        Ai sensi dell’art. 1 del regolamento n. 1/2005:
      
      «1.      Il presente regolamento si applica al trasporto di animali vertebrati vivi all’interno della Comunità (…)
      (…)
      3.      Il presente regolamento non osta ad eventuali misure più vincolanti degli Stati membri intese a migliorare il benessere degli
         animali durante i trasporti effettuati interamente sul loro territorio o durante i trasporti marittimi in partenza dal loro
         territorio.
      
      (…)».
      5        L’art. 3 di tale regolamento, intitolato «Condizioni generali per il trasporto di animali», così dispone:
      
      «Nessuno è autorizzato a trasportare o a far trasportare animali in condizioni tali da esporli a lesioni o a sofferenze inutili».
      Inoltre sono soddisfatte le seguenti condizioni:
      (…)
      f)      (…) le condizioni di benessere degli animali sono controllate a intervalli regolari e opportunamente preservate;
      g)      agli animali è garantito un sufficiente spazio d’impiantito e un’altezza sufficiente considerati la loro taglia e il viaggio
         previsto;
      
      (…)».
      6        Ai sensi dell’art. 6, n. 3, di detto regolamento:
      
      «I trasportatori trasportano gli animali conformemente alle specifiche tecniche di cui all’allegato I».
      7        Il capo II dell’allegato I del regolamento n. 1/2005 contiene le specifiche tecniche relative ai mezzi di trasporto. Il suo
         punto 1, che raggruppa le disposizioni applicabili a tutti i mezzi di trasporto, è formulato nei termini seguenti:
      
      «1.1      I mezzi di trasporto, i contenitori e le loro attrezzature sono concepiti, costruiti, mantenuti e usati in modo da:
      (…)
      f)      garantire l’accesso agli animali in modo da consentirne l’ispezione e la cura;
      (…)
      1.2.      Nel compartimento destinato agli animali e a ciascuno dei suoi livelli dev’essere garantito uno spazio sufficiente per assicurare
         che vi sia una ventilazione adeguata sopra gli animali allorché questi si trovano in posizione eretta naturale, senza impedire
         per nessun motivo il loro movimento naturale.
      
      (…)».
      8        Il capo III di tale allegato riguarda le pratiche di trasporto. Il suo punto 2, intitolato «Durante il trasporto», contiene
         la seguente disposizione:
      
      «2.1. Gli spazi messi a disposizione devono corrispondere almeno alle cifre riportate, per quanto concerne gli animali e i rispettivi
         mezzi di trasporto, nel capo VII».
      
      9        Dedicato in particolare alla durata del viaggio, il capo V di detto allegato, al suo punto 1, riguardante inter alia gli animali
         domestici della specie suina, stabilisce le seguenti norme:
      
      «(…)
      1.2.      La durata di viaggio degli animali delle specie di cui (...) non deve essere superiore a 8 ore.
      1.3.      La durata massima del viaggio di cui al punto 1.2 può essere prolungata se si soddisfano le disposizioni addizionali di cui
         al capo VI.
      
      (…)».
      10      Detto capo VI contiene le disposizioni addizionali applicabili ai viaggi di lunga durata, in particolare di animali domestici
         della specie suina, esposte in quattro punti.
      
      11      Il punto 1 di tale capo, che concerne tutti i viaggi di lunga durata, elenca requisiti concernenti il tetto, il pavimento
         e la lettiera, l’alimentazione e i divisori, nonché criteri minimi per talune specie. A tale ultimo proposito, la sola condizione
         applicabile ai suini è che il peso degli animali trasportati nell’ambito di un viaggio di lunga durata sia superiore a 10 kg,
         salvo se accompagnati dalla madre. I punti 2‑4 di detto capo riguardano rispettivamente la riserva d’acqua per il trasporto
         in contenitori, la ventilazione nonché il controllo della temperatura per i mezzi di trasporto su strada e l’impiego di un
         sistema di navigazione.
      
      12      Il capo VII del medesimo allegato I stabilisce le norme in materia di densità di carico ed è formulato nei termini seguenti:
      
      «Gli spazi disponibili per gli animali devono corrispondere almeno alle dimensioni in appresso:
      (…)
      D.      Suini
      Trasporto ferroviario e stradale
      Tutti i suini devono almeno potersi coricare e restare naturalmente in posizione eretta.
      Per soddisfare questi requisiti minimi, durante il trasporto la densità di carico dei suini del peso di 100 kg non dovrebbe
         essere superiore a 235 kg/m2.
      
      Per la razza, le dimensioni e lo stato fisico dei suini può essere necessario aumentare la superficie al suolo minima richiesta.
         Essa può essere aumentata fino al 20% anche in base alle condizioni meteorologiche e alla durata del viaggio.
      
      (…)».
      13      In conformità dell’art. 37 del regolamento n. 1/2005, le disposizioni summenzionate sono applicabili, in linea di principio,
         a decorrere dal 5 gennaio 2007. L’ultimo comma di tale articolo così dispone:
      
      «Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri».
       La direttiva 91/628 e il regolamento (CE) n. 411/98
      14      La direttiva 91/628 è stata abrogata dal regolamento n. 1/2005, in conformità dell’art. 33 di quest’ultimo. Tale direttiva
         si applicava, in particolare, al trasporto di animali domestici della specie suina all’interno di uno Stato membro e/o da
         uno Stato membro ad un altro.
      
      15      Per quanto riguarda in particolare i suini, l’allegato della direttiva 91/628, al suo capitolo I, lettera A, punto 2, lett. a)
         e b), enunciava i requisiti da rispettare relativamente all’altezza minima dei compartimenti destinati agli animali in termini
         simili a quelli che figurano nel regolamento n. 1/2005.
      
      16      Al capitolo VI di tale allegato, il punto 47 dello stesso riguardava la densità di carico. La lettera D di tale punto, dedicata
         ai suini, era formulata in termini identici a quelli della parte D del capo VII dell’allegato I del regolamento n. 1/2005,
         riprodotto al punto 12 della presente sentenza.
      
      17      Il punto 48, che costituisce il capitolo VII di detto allegato, relativo in particolare alla durata del viaggio, conteneva
         le seguenti disposizioni:
      
      «(…)
      2.      La durata di viaggio [degli animali domestici della specie suina, inter alia] non deve essere superiore a 8 ore.
      3.      La durata massima del viaggio di cui al punto 2 può essere prolungata se per il veicolo di trasporto ricorrono le seguenti
         condizioni supplementari:
      
      (…)
      –        accesso diretto agli animali;
      (…)».
      18      Adottato conformemente all’art. 13, n. 1, della direttiva 91/628, il regolamento (CE) del Consiglio 16 febbraio 1998, n. 411,
         che stabilisce norme complementari relative alla protezione degli animali applicabili agli autoveicoli adibiti al trasporto
         di animali su percorsi di durata superiore a otto ore (GU L 52, pag. 8), è entrato in vigore il 1° luglio 1999. Ai sensi del
         suo art. 1, in combinato disposto con il punto 3 del suo allegato, detto regolamento disponeva che tali veicoli, quando sono
         utilizzati per il trasporto in particolare di suini, sono «attrezzati in modo da consentire in qualsiasi momento un accesso
         diretto a tutti gli animali trasportati per poterli ispezionare e prestare loro tutte le cure adeguate».
      
      19      Il regolamento n. 411/98 è stato anch’esso abrogato dal regolamento n. 1/2005, ai sensi dell’art. 33 di quest’ultimo.
      
      20      Nella sentenza 8 maggio 2008, causa C‑491/06, Danske Svineproducenter (Racc. pag. I‑3339), la Corte ha dichiarato:
      
      «1)      Una normativa nazionale (...) contenente valori numerici per quanto attiene all’altezza dei compartimenti degli animali affinché
         i trasportatori possano fare riferimento a norme più precise rispetto a quelle indicate dalla direttiva 91/628 (...) può rientrare
         nel margine di discrezionalità attribuito agli Stati membri dall’art. 249 CE, a condizione che tale normativa, volta al rispetto
         dell’obiettivo di protezione degli animali durante il trasporto perseguito da tale direttiva (...) non impedisca, in violazione
         del principio di proporzionalità, il conseguimento degli obiettivi di eliminazione degli ostacoli tecnici agli scambi di animali
         vivi e di buon funzionamento delle organizzazioni di mercato, perseguiti anche essi dalla detta direttiva (...). Spetta al
         giudice del rinvio accertare se la detta normativa rispetti tali principi.
      
      2)      Il capitolo VI, punto 47, parte D, dell’allegato alla direttiva 91/628 (...) deve essere interpretato nel senso che uno Stato
         membro è autorizzato ad istituire un regime nazionale secondo cui, in caso di trasporto di durata superiore ad otto ore, la
         superficie disponibile per animali è quantomeno pari a 0,50 m2 per suini di 100 kg».
      
       Il diritto nazionale
      21      Il decreto n. 1729/2006 impone il rispetto di talune norme per il trasporto di suini.
      
      22      Per quanto attiene all’altezza minima dei compartimenti, l’art. 9, n. 1, di tale decreto così dispone:
      
      «1. In caso di trasporto di suini del peso di 40 kg e oltre, l’altezza interna di ciascun piano di carico – calcolata dal
         punto più alto del pianale al punto più basso del soffitto (ad esempio, bordo inferiore di eventuali travi o montanti) – deve
         rispondere ai seguenti requisiti minimi:
      
      
               Peso medio [(in kg)]
            
            
               Altezza interna con sistema di ventilazione meccanica
            
            
               Altezza interna con diverso sistema di ventilazione
            
         
               40
            
            
               74 cm
            
            
               89 cm
            
         
               50
            
            
               77 cm
            
            
               92 cm
            
         
               70
            
            
               84 cm
            
            
               99 cm
            
         
               90
            
            
               90 cm
            
            
               105 cm
            
         
               100
            
            
               92 cm
            
            
               107 cm
            
         
               110
            
            
               95 cm
            
            
               110 cm
            
         
               130
            
            
               99 cm
            
            
               114 cm
            
         
               150
            
            
               103 cm
            
            
               118 cm
            
         
               170
            
            
               106 cm
            
            
               121 cm
            
         
               190
            
            
               109 cm
            
            
               124 cm
            
         
               210
            
            
               111 cm
            
            
               126 cm
            
         
               230
            
            
               112 cm
            
            
               127 cm»
            
         
      23      Il n. 5 del medesimo articolo disciplina l’altezza per l’ispezione in caso di viaggio di durata superiore a otto ore nei termini
         seguenti:
      
      «Se la durata complessiva del trasporto di suini del peso di 40 kg o oltre eccede le 8 ore, il mezzo di trasporto utilizzato
         deve essere attrezzato in modo tale da garantire, in ogni momento, il rispetto di un’altezza interna per ispezioni di almeno
         140 cm per ogni piano, misurato dal punto più alto del pianale fino al punto più basso del soffitto (ad esempio, bordo inferiore
         di eventuali travi o montanti), ad esempio, mediante un tetto amovibile combinato con piani di carico mobili, o strutture
         analoghe. Nel predisporre l’altezza interna di 140 cm per ispezioni, nel caso di trasporto di animali su più piani, per gli
         altri piani deve essere rispettata quantomeno l’altezza minima netta di cui al menzionato paragrafo 1».
      
      24      Le norme in materia di densità di carico sono previste dall’allegato 2 del decreto n. 1729/2006, la cui parte D, dedicata
         ai suini, è formulata come segue:
      
      «Trasporto ferroviario e trasporto stradale, inclusi autorimorchi
      1.      Trasporto di durata inferiore a otto ore:
      
               Peso vivo (in kg)
            
            
               Superficie (in m2) per animale
               
            
         
               25
            
            
               0,17
            
         
               50
            
            
               0,26
            
         
               75
            
            
               0,33
            
         
               100
            
            
               0,42
            
         
               200
            
            
               0,70
            
         
               250 o oltre
            
            
               0,80
            
         
      Può rendersi necessario aumentare la superficie minima indicata supra in considerazione della razza, delle dimensioni e dello
         stato di salute dell’animale. Può anche rendersi necessario un aumento della superficie fino al venti per cento in base alle
         condizioni atmosferiche e alla durata del trasporto.
      
      2.      Trasporto di durata superiore a otto ore:
      
               Peso vivo (in kg)
            
            
               Superficie (in m2) per animale
               
            
         
               25
            
            
               0,20
            
         
               50
            
            
               0,31
            
         
               75
            
            
               0,39
            
         
               100
            
            
               0,50
            
         
               200
            
            
               0,84
            
         
               250 o oltre
            
            
               0,96
            
         (…)».
      25      L’art. 36, n. 4, secondo comma, di detto decreto contiene una disposizione transitoria di cui i trasportatori potevano avvalersi
         fino al 15 agosto 2010 per gli autoveicoli immatricolati entro e non oltre il 15 agosto 2005. Secondo tale disposizione:
      
      «In caso di trasporto [di durata superiore a otto ore] di suini di 40 Kg o oltre, l’altezza interna tra ciascun piano di carico
         – calcolata dal punto più alto del pianale fino al punto più basso del soffitto (ad esempio, bordo inferiore di eventuali
         travi o montanti) – deve rispondere ai seguenti requisiti minimi:
      
      
               Peso medio in kg
            
            
               Altezza interna con sistema di ventilazione meccanica
            
            
               Altezza interna con diverso sistema di ventilazione
            
         
               Suini del peso da 40 kg a 110 kg
            
            
               100 cm
            
            
               107 cm
            
         
               Suini del peso da 110 kg a 150 kg
            
            
               110 cm
            
            
               118 cm
            
         
               Suini del peso da 150 kg a 230 kg
            
            
               112 cm
            
            
               127 cm
            
         
               Suini di peso superiore a 230 kg 
            
            
               > 112 cm
            
            
               > 127 cm»
            
         
       Causa principale e questione pregiudiziale
      26      Il 14 maggio 2005, la Danske Svineproducenter ha proposto dinanzi al Vestre Landsret (Corte della regione occidentale) un
         ricorso contro lo Justitsministeriet, sostenendo che la normativa danese relativa al trasporto di animali in vigore prima
         del decreto n. 1729/2006 prevedeva, per il trasporto di suini, alcune norme relative all’altezza minima dei compartimenti,
         all’altezza minima per l’ispezione e alla densità massima di carico, incompatibili con varie norme di diritto comunitario,
         e in particolare a disposizioni della direttiva 91/628. In seguito a un primo rinvio pregiudiziale, la Corte si è pronunciata
         sull’interpretazione, in proposito, di tale direttiva nella citata sentenza Danske Svineproducenter, nei termini riportati
         al punto 20 della presente sentenza.
      
      27      Nell’ambito del medesimo procedimento pendente dinanzi al giudice del rinvio, la ricorrente nella causa principale ha in seguito
         sostenuto che le norme simili contenute nel decreto n. 1729/2006, ormai vigenti, sono in contrasto con il regolamento n. 1/2005.
      
      28      In tale contesto, il Vestre Landsret ha nuovamente deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente
         questione pregiudiziale:
      
      «Se l’art. [288, secondo comma,] TFUE e l’art. 37 del regolamento (…) n. 1/2005 (…) nonché l’art. 3, [secondo comma,] lett. f)
         e g), [di tale regolamento] in combinato disposto con il capo II, punti 1.1, lett. f), e 1.2, [dell’allegato I dello stesso]
         e l’art. 3, [secondo comma,] lett. g), [del medesimo regolamento] in combinato disposto con il capo VII, parte D, di [tale]
         allegato (…) debbano essere interpretati nel senso che ostano all’adozione, da parte di uno Stato membro, di norme nazionali
         che prevedano requisiti dettagliati [in materia di trasporto stradale di suini] per l’altezza interna di trasporto, per l’altezza
         per ispezioni e per la densità di carico».
      
       Sulla questione pregiudiziale
       Osservazioni preliminairi
      29      La Danske Svineproducenter e l’Union européenne du commerce de bétail et de la viande chiedono alla Corte di riformulare la
         questione sollevata dal giudice del rinvio in modo tale da ampliarne o precisarne la portata.
      
      30      Pertanto, da un lato, la ricorrente nella causa principale invita la Corte a risolvere tre questioni corrispondenti a quelle
         sollevate nell’ambito del rinvio pregiudiziale che ha dato luogo alla citata sentenza Danske Svineproducenter.
      
      31      D’altro lato, l’Union européenne du commerce de bétail et de la viande suggerisce di riformulare la questione pregiudiziale
         in maniera da ricomprendervi anche il principio di libera circolazione delle merci, il principio di leale collaborazione e
         l’art. 30, n. 2, del regolamento n. 1/2005. Sarebbe d’altronde necessario far rientrare in tale questione norme nazionali
         che prevedono non requisiti dettagliati, ma valori numerici che non compaiono nel regolamento.
      
      32      A tale proposito, occorre ricordare che, nell’ambito della cooperazione tra la Corte e gli organi giurisdizionali nazionali
         quale prevista dall’art. 267 TFUE, spetta unicamente al giudice nazionale, il quale è investito della controversia e deve
         assumersi la responsabilità della futura pronuncia giurisdizionale, valutare, alla luce delle peculiarità della causa dinanzi
         ad esso pendente, sia la necessità di una decisione in via pregiudiziale ai fini della pronuncia della propria sentenza sia
         la rilevanza delle questioni che esso propone alla Corte. La facoltà di determinare le questioni da sottoporre a quest’ultima
         è quindi riservata al giudice nazionale e le parti nella causa principale non possono modificarne il tenore (v., in particolare,
         sentenza 15 ottobre 2009, causa C‑138/08, Hochtief e Linde-Kca-Dresden, Racc. pag. I‑9889, punti 20 e 21 nonché giurisprudenza
         ivi citata).
      
      33      Peraltro, una modifica delle questioni pregiudiziali sotto il profilo sostanziale o una risposta alle questioni complementari
         menzionate nelle osservazioni della ricorrente nella causa principale sarebbe incompatibile con l’obbligo della Corte di dare
         ai governi degli Stati membri e alle parti interessate la possibilità di presentare osservazioni ai sensi dell’art. 23 del
         suo Statuto, tenuto conto del fatto che, in base alla suddetta disposizione, agli interessati vengono notificate solo le decisioni
         di rinvio (v, in tal senso, sentenza Hochtief e Linde-Kca-Dresden, cit., punto 22 e giurisprudenza ivi citata).
      
      34      Ne consegue che la Corte non può accogliere le domande di riformulazione della questione pregiudiziale presentate dalla Danske
         Svineproducenter e dall’Union européenne du commerce de bétail et de la viande.
      
      35      Non occorre peraltro accogliere la domanda di riapertura del procedimento presentata dalla Danske Svineproducenter, pervenuta
         presso la cancelleria della Corte il 9 dicembre 2011. Infatti, da un lato, tale domanda è sostanzialmente basata sulla sentenza
         con la quale lo Højesteret (Corte suprema) avrebbe respinto il ricorso che tale parte nel procedimento principale aveva proposto
         contro la decisione di rinvio al fine di ottenere che fossero sottoposte alla Corte questioni pregiudiziali integrative di
         quella contenuta nella presente decisione. Orbene, siffatta circostanza è di per sé irrilevante nel presente rinvio pregiudiziale.
         Dall’altro, per quanto attiene al riferimento alla sentenza 6 ottobre 2011, causa C 381/10, Astrid Preissl (non ancora pubblicata
         nella Raccolta), si deve constatare che nessuna motivazione indica perché tale sentenza giustificherebbe la riapertura del
         procedimento nell’ambito del rinvio pregiudiziale in esame.
      
       Risposta della Corte
      36      Con la sua questione, il giudice del rinvio chiede alla Corte, in sostanza, se il regolamento n. 1/2005 debba essere interpretato
         nel senso che osta all’adozione, da parte di uno Stato membro, di misure che stabiliscono, per il trasporto stradale di suini,
         norme numeriche relative, in primo luogo, all’altezza interna dei compartimenti destinati agli animali, in secondo luogo,
         all’ispezione degli animali durante il viaggio e, in terzo luogo, alla superficie disponibile per animale, norme che possono
         variare, se del caso, a seconda che disciplinino viaggi di durata superiore o inferiore a otto ore. Detto giudice opera una
         correlazione precisa tra tali norme e, rispettivamente, l’art. 3, secondo comma, lett. g), in combinato disposto con l’allegato I,
         capo II, punto 1.2, l’art. 3, secondo comma, lett. f), in combinato disposto con l’allegato I, capo II, punto 1.1, lett. f),
         e l’art. 3, secondo comma, lett. g), in combinato disposto con l’allegato I, capo VII, parte D, di detto regolamento.
      
      37      Tuttavia, mediante la formulazione della sua questione, letta alla luce degli sviluppi della decisione di rinvio, detto giudice
         sottolinea che, nella citata sentenza Danske Svineproducenter, la Corte si è già pronunciata sulla compatibilità di misure
         nazionali come quelle di cui alla causa principale con la direttiva 91/628, le cui disposizioni presentano evidenti analogie
         con quelle del regolamento n. 1/2005 per quanto riguarda gli aspetti interessati da tali misure. In tale contesto, il Vestre
         Landsret si interroga sull’eventuale incidenza del fatto che la materia sia ormai disciplinata a livello dell’Unione da un
         regolamento, e non più da una direttiva, quanto alla possibilità per gli Stati membri di continuare a emanare misure di questo
         tipo.
      
      38      A tale proposito, si deve rilevare che, ai sensi dell’art. 288, secondo e terzo comma, TFUE, mentre le direttive vincolano
         gli Stati membri per quanto attiene al risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito
         alla forma e ai mezzi, i regolamenti sono obbligatori in tutti i loro elementi e sono direttamente applicabili negli Stati
         membri.
      
      39      Pertanto, a causa della loro stessa natura e della loro funzione nell’ambito delle fonti del diritto dell’Unione, le disposizioni
         dei regolamenti producono in genere effetti immediati negli ordinamenti giuridici nazionali senza che le autorità nazionali
         debbano adottare misure di attuazione (v. sentenza 24 giugno 2004, causa C‑278/02, Handlbauer, Racc. pag. I‑6171, punto 25
         e giurisprudenza ivi citata).
      
      40      Tuttavia, alcune delle loro disposizioni possono richiedere, per la loro attuazione, l’adozione di misure di applicazione
         da parte degli Stati membri (sentenza Handlbauer, cit., punto 26 e giurisprudenza ivi citata).
      
      41      Da una costante giurisprudenza emerge peraltro che gli Stati membri possono adottare norme di attuazione di un regolamento
         se queste non ostacolano la sua applicabilità diretta, se non dissimulano la sua natura comunitaria e se precisano l’esercizio
         del margine discrezionale ad essi conferito da tale regolamento pur rimanendo nei limiti delle sue disposizioni (sentenza
         14 ottobre 2004, causa C‑113/02, Commissione/Paesi Bassi, Racc. pag. I‑9707, punto 16 e giurisprudenza ivi citata).
      
      42      Pertanto, il fatto che la normativa dell’Unione in materia di protezione degli animali durante il trasporto sia ora contenuta
         in un regolamento non significa necessariamente che qualsiasi misura nazionale di applicazione di tale regolamento sia ora
         abolita.
      
      43      Per stabilire se una misura nazionale di applicazione del regolamento n. 1/2005 sia conforme al diritto dell’Unione occorre
         dunque fare riferimento alle disposizioni pertinenti di tale regolamento, al fine di verificare se tali disposizioni, interpretate
         alla luce degli obiettivi di quest’ultimo, vietino, impongano o consentano agli Stati membri di emanare talune misure di applicazione
         e, in particolare in quest’ultima ipotesi, se la misura di cui trattasi rientri nel margine di discrezionalità riconosciuto
         a ciascuno Stato membro.
      
      44      Per quanto attiene agli obiettivi del regolamento n. 1/2005, occorre rilevare che, se è certamente vero che l’eliminazione
         degli ostacoli tecnici agli scambi di animali vivi e il buon funzionamento delle organizzazioni di mercato, menzionati al
         secondo ‘considerando’di detto regolamento, rientrano nella finalità di quest’ultimo allo stesso modo in cui rientrerebbero
         in quella della direttiva 91/628, di cui esso è il prolungamento, dal secondo, sesto e undicesimo ‘considerando’ di detto
         regolamento emerge tuttavia che, al pari della richiamata direttiva, il suo obiettivo principale risiede nella protezione
         degli animali durante il trasporto. A tale proposito, quanto constatato al punto 29 della citata sentenza Danske Svineproducenter
         per quanto concerne gli obiettivi di tale direttiva rimane quindi valido per il regolamento n. 1/2005.
      
      45      È alla luce di tali considerazioni che va esaminata la compatibilità con tale regolamento di misure nazionali come quelle
         di cui alla causa principale, che stabiliscono, per il trasporto stradale di suini, norme numeriche relative all’altezza interna
         dei compartimenti, all’ispezione degli animali durante il viaggio e alla superficie disponibile per animale.
      
       Altezza interna dei compartimenti
      46      Per quanto riguarda l’altezza interna dei compartimenti destinati agli animali degli autoveicoli utilizzati per il trasporto
         di suini, la normativa di cui trattasi nella causa principale contiene due tipi distinti di norme. Da un lato, l’art. 9, n. 1,
         del decreto n. 1729/2006, che è applicabile indipendentemente dalla durata del viaggio, stabilisce norme relative all’altezza
         interna minima dei compartimenti a seconda del peso degli animali trasportati. Dall’altro, l’art. 36, n. 4, di tale decreto
         dispone, a titolo transitorio, norme della stessa natura, ma più rigorose, che sono però applicabili soltanto ai viaggi superiori
         a otto ore. Tali norme sono identiche a quelle esaminate nell’ambito della citata sentenza Danske Svineproducenter, come emerge
         dai punti 14, 15 e 34 della medesima.
      
      47      Tale aspetto del trasporto stradale di suini è disciplinato dall’art. 3, secondo comma, lett. g), del regolamento n. 1/2005,
         nonché dai capi II, punto 1.2, e VII, parte D, prima frase, del suo allegato I. Da tutte queste disposizioni discende che,
         negli autoveicoli utilizzati per il trasporto di suini, l’altezza interna dei compartimenti destinati agli animali dev’essere
         sufficiente affinché essi possano stare naturalmente in posizione eretta, tenuto conto della loro dimensione e del viaggio
         previsto, e che sia garantita una ventilazione adeguata sopra gli animali allorché questi si trovano in posizione eretta naturale,
         senza che sia impedito il loro movimento naturale. Come dichiarato al punto 15 della presente sentenza, tali disposizioni
         sono simili a quelle della direttiva 91/628, interpretata dalla citata sentenza Danske Svineproducenter.
      
      48      Poiché tale regolamento non stabilisce in maniera precisa l’altezza dei compartimenti interni, ed essendo le sue disposizioni
         pertinenti in materia simili a quelle della direttiva 91/628, va riconosciuto agli Stati membri, a tale riguardo, un certo
         margine di discrezionalità, identico a quello che è stato loro riconosciuto nell’ambito di tale direttiva da detta sentenza.
      
      49      Peraltro, come sostenuto dal governo danese, l’adozione da parte di uno Stato membro di norme che precisano in concreto, a
         livello nazionale, la portata di requisiti formulati in termini generali dal regolamento n. 1/2005 è tale da rafforzare la
         certezza del diritto, in quanto tali norme stabiliscono criteri che aumentano la prevedibilità dei requisiti di tale regolamento
         e che, così facendo, contribuiscono tanto al rispetto di questi ultimi da parte degli operatori economici interessati, quanto
         all’efficacia e all’obiettività dei controlli che tutte le autorità competenti devono effettuare a tal fine.
      
      50      L’adozione di misure nazionali che stabiliscono norme numeriche relative all’altezza interna dei compartimenti non è quindi,
         di per sé, contraria a detto regolamento.
      
      51      Tali norme devono comunque essere conformi sia alle disposizioni e agli obiettivi del regolamento n. 1/2005, sia ai principi
         generali del diritto dell’Unione, in particolare al principio di proporzionalità.
      
      52      Tale principio, che deve essere rispettato in particolare dalle autorità legislative e di regolamentazione degli Stati membri
         in sede di applicazione del diritto dell’Unione, esige che i mezzi approntati da una disposizione siano idonei a realizzare
         l’obiettivo perseguito e non vadano oltre quanto è necessario per raggiungerlo (v., in tal senso, sentenza 24 giugno 2010,
         causa C‑375/08, Pontini e a., Racc. pag. I‑5767, punto 87 e giurisprudenza ivi citata). Detto principio comporta tra l’altro
         che, in presenza di una normativa dell’Unione che persegue più obiettivi di cui uno principale, uno Stato membro che adotta
         una norma nei limiti del margine di discrezionalità conferitogli da una disposizione di tale normativa deve rispettare tale
         obiettivo principale senza impedire la realizzazione degli altri obiettivi di detta normativa. Pertanto, rispetto a tali altri
         obiettivi, una norma nazionale di questo tipo dev’essere idonea ad assicurare la realizzazione di detto obiettivo principale
         e non andare oltre quanto necessario per raggiungerlo (v., per analogia, sentenza Danske Svineproducenter, cit., punti 31,
         32 e 40).
      
      53      Occorre procedere a una verifica sotto tali diversi profili per ciascuno dei due tipi di norme di cui trattasi in questa sede.
      
      54      Per quanto concerne, in primo luogo, disposizioni che precisano l’altezza interna minima dei compartimenti come quelle di
         cui trattasi nella causa principale, si deve necessariamente dichiarare che le norme che esse stabiliscono sono idonee a realizzare
         l’obiettivo principale della protezione degli animali durante il trasporto, perseguito dal regolamento n. 1/2005 (v., per
         analogia, sentenza Danske Svineproducenter, cit., punto 46).
      
      55      Occorre tuttavia osservare che norme di questo tipo, essendo destinate ad applicarsi a qualsiasi trasporto di suini effettuato,
         per lo meno in parte, sul territorio dello Stato membro che le stabilisce, possono pregiudicare la realizzazione degli obiettivi
         dell’eliminazione degli ostacoli tecnici agli scambi di animali vivi e del buon funzionamento delle organizzazioni di mercato
         perseguiti anche dal regolamento n. 1/2005. Pertanto, occorre verificare che, rispetto a tali obiettivi, norme di questo tipo
         siano necessarie e proporzionate all’obiettivo principale di protezione degli animali durante il trasporto perseguito da tale
         regolamento, senza che la loro applicazione limiti la libera circolazione delle merci tanto all’importazione quanto all’esportazione
         (v., per analogia, sentenza Danske Svineproducenter, cit., punto 43) in maniera sproporzionata (v., per analogia, sentenza
         25 febbraio 2010, causa C‑562/08, Müller Fleisch, Racc. pag. I‑1391, punti 38 e 42).
      
      56      Pertanto, norme numeriche riguardanti l’altezza interna minima dei compartimenti come quelle stabilite dal decreto n. 1729/2006
         devono essere proporzionate all’obiettivo di protezione degli animali durante il trasporto e non andare oltre quanto necessario
         per conseguirlo.
      
      57      A tale proposito si deve, in particolare, verificare che dette norme non vadano oltre quanto necessario per conseguire l’obiettivo
         di protezione del benessere degli animali durante il trasporto come definito dalle disposizioni del regolamento n. 1/2005,
         secondo le quali, da un lato, tutti i suini devono poter restare in posizione eretta naturale e, dall’altro, all’interno del
         compartimento e a ciascuno dei suoi livelli dev’essere garantito uno spazio sufficiente per assicurare che vi sia una ventilazione
         adeguata sopra gli animali allorché questi si trovano in posizione eretta naturale, senza impedire per nessun motivo il loro
         movimento naturale.
      
      58      Inoltre, occorre altresì verificare che dette norme non provochino costi aggiuntivi o difficoltà tecniche che possano svantaggiare
         vuoi i produttori dello Stato membro che le ha adottate, vuoi i produttori degli altri Stati membri che intendano esportare
         i loro prodotti verso o attraverso il primo Stato membro (v. per analogia, sentenza Danske Svineproducenter, cit., punto 45).
      
      59      Poiché il fascicolo presentato alla Corte non contiene elementi di valutazione, spetta al giudice del rinvio effettuare le
         verifiche necessarie a tale riguardo, tenendo conto degli standard generalmente accettati, nel rispetto del regolamento n. 1/2005,
         dagli Stati membri diversi da quello da cui provengono tali norme.
      
      60      Occorre tuttavia rilevare sin d’ora che norme concernenti l’altezza interna minima dei compartimenti per viaggi di durata
         superiore a otto ore, come quelle enunciate nella disciplina transitoria di cui all’art. 36, n. 4, del decreto n. 1729/2006,
         non possono considerarsi proporzionate, in quanto lo stesso Stato membro ha adottato, d’altro canto, norme meno rigorose,
         come quelle di cui all’art. 9, n. 1, di tale decreto, nell’ambito del regime di diritto comune.
      
       Ispezione degli animali durante il viaggio
      61      In conformità dell’art. 9, n. 5, del decreto n. 1729/2006, gli autoveicoli destinati al trasporto di suini il cui peso supera
         i 40 kg per viaggi di durata superiore a otto ore devono essere concepiti in maniera tale da garantire, in ogni momento, il
         rispetto di un’altezza interna per ispezioni di almeno 140 cm per ciascun piano.
      
      62      A tale proposito, il regolamento n. 1/2005 prevede, all’art. 3, secondo comma, lett. f), in combinato disposto con il capo II,
         punto 1.1, lett. f), del suo allegato I, che i mezzi di trasporto destinati al trasporto di animali devono essere concepiti
         in modo da consentire un accesso agli animali al fine di controllare a intervalli regolari le loro condizioni di benessere.
         Orbene, si deve constatare che, a differenza di quanto disponeva il regime disciplinato dalla direttiva 91/628 e dal regolamento
         n. 411/98, le disposizioni del regolamento n. 1/2005 relative all’ispezione degli animali durante il trasporto sono applicabili
         a tutti i mezzi di trasporto, indipendentemente dalla durata del viaggio.
      
      63      Di conseguenza, una misura nazionale che stabilisce requisiti specifici in tale materia applicabili ai soli viaggi la cui
         durata eccede otto ore è in contrasto con dette disposizioni del regolamento n. 1/2005, dato che un accesso agli animali al
         fine di controllare a intervalli regolari le loro condizioni di benessere dev’essere previsto per qualsiasi viaggio.
      
      64      Inoltre, si deve aggiungere che, come emerge, mutatis mutandis, dai punti 54‑59 della presente sentenza, norme numeriche che
         stabiliscono un’altezza minima per l’ispezione onde consentire un tale accesso devono rispondere agli obiettivi del regolamento
         n. 1/2005 ed essere proporzionate a questi ultimi.
      
       Superficie disponibile per animale
      65      Conformemente all’allegato 2, parte D, punti 1 e 2, del decreto n. 1729/2006, in caso di trasporto stradale di suini, gli
         animali devono disporre di una superficie minima variabile a seconda del loro peso, superficie che corrisponde, per un suino
         di 100 kg, a 0,42 m2 quando la durata del viaggio è inferiore a otto ore, e a 0,50 m2 per i viaggi di durata superiore.
      
      66      Tale aspetto del trasporto di animali vivi è disciplinato dall’art. 3, secondo comma, lett. g), del regolamento n. 1/2005,
         ai sensi del quale «agli animali è garantito un sufficiente spazio d’impiantito (...) considerati la loro taglia e il viaggio
         previsto». Per quanto riguarda, in particolare, i suini, l’allegato I, capo VII, parte D, di tale regolamento precisa che,
         per consentire a questi ultimi di coricarsi e di restare naturalmente in posizione eretta, «la densità di carico dei suini
         del peso di 100 kg non dovrebbe essere superiore a 235 kg/m2»; tale superficie al suolo, considerata minima, può essere aumentata del 20% a seconda, in particolare, della durata del
         viaggio. Per animali di 100 kg, tali valori corrispondono rispettivamente a una superficie disponibile di 0,42 m2 e di 0,50 m2.
      
      67      Si deve pertanto dichiarare che norme numeriche relative alla densità massima di carico come quelle riportate nell’allegato
         2, punti 1 e 2, del decreto n. 1729/2006 sono conformi alle norme minime e massime prescritte dal regolamento n. 1/2005 (v.,
         per analogia, sentenza Danske Svineproducenter, cit., punto 50).
      
      68      Alla luce di tutte le considerazioni che precedono, occorre risolvere la questione sollevata dichiarando che il regolamento
         n. 1/2005 dev’essere interpretato nel senso che:
      
      –        tale regolamento non osta all’adozione, da parte di uno Stato membro, di norme applicabili al trasporto stradale di suini,
         le quali, al fine di rafforzare la certezza del diritto, precisano, nel rispetto dell’obiettivo di protezione del benessere
         degli animali e senza stabilire criteri eccessivi in materia, i requisiti previsti da detto regolamento per quanto concerne
         l’altezza interna minima dei compartimenti destinati agli animali, purché tali norme non provochino costi aggiuntivi o difficoltà
         tecniche tali da svantaggiare vuoi i produttori dello Stato membro che ha adottato dette norme, vuoi i produttori degli altri
         Stati membri che intendano esportare i loro prodotti verso o attraverso il primo Stato membro, circostanza che spetta al giudice
         del rinvio verificare; non possono tuttavia considerarsi proporzionate norme come quelle enunciate nella disciplina transitoria
         di cui all’art. 36, n. 4, del decreto n. 1729/2006, laddove lo stesso Stato membro abbia adottato norme meno rigorose, come
         quelle di cui all’art. 9, n. 1, di tale decreto, nell’ambito del regime di diritto comune;
      
      –        tale regolamento osta all’adozione, da parte di uno Stato membro, di norme applicabili al trasporto stradale di suini volte
         a precisare i requisiti previsti da detto regolamento per quanto riguarda l’accesso agli animali, al fine di controllare a
         intervalli regolari le loro condizioni di benessere esclusivamente per i viaggi di durata superiore a otto ore, e
      
      –        tale regolamento non osta all’adozione, da parte di uno Stato membro, di norme secondo le quali, in caso di trasporto stradale
         di suini, gli animali devono disporre di una superficie minima variabile a seconda del loro peso, superficie che corrisponde,
         per un animale di 100 kg, a 0,42 m2 quando la durata del viaggio è inferiore a otto ore e a 0,50 m2 per i viaggi di durata superiore.
      
       Sulle spese
      69      Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Terza Sezione) dichiara:
      Il regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 2004, n. 1/2005, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni
            correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97, dev’essere interpretato nel senso
            che:
      –        tale regolamento non osta all’adozione, da parte di uno Stato membro, di norme applicabili al trasporto stradale di suini,
            le quali, al fine di rafforzare la certezza del diritto, precisano, nel rispetto dell’obiettivo di protezione del benessere
            degli animali e senza stabilire criteri eccessivi in materia, i requisiti previsti da detto regolamento per quanto concerne
            l’altezza interna minima dei compartimenti destinati agli animali, purché tali norme non provochino costi aggiuntivi o difficoltà
            tecniche tali da svantaggiare vuoi i produttori dello Stato membro che ha adottato dette norme, vuoi i produttori degli altri
            Stati membri che intendano esportare i loro prodotti verso o attraverso il primo Stato membro, circostanza che spetta al giudice
            del rinvio verificare; non possono tuttavia considerarsi proporzionate norme come quelle enunciate nella disciplina transitoria
            di cui all’art. 36, n. 4, del decreto 21 dicembre 2006, n. 1729, concernente la protezione degli animali durante il trasporto,
            laddove lo stesso Stato membro abbia adottato norme meno rigorose, come quelle di cui all’art. 9, n. 1, di tale decreto, nell’ambito
            del regime di diritto comune;
      –        tale regolamento osta all’adozione, da parte di uno Stato membro, di norme applicabili al trasporto stradale di suini volte
            a precisare i requisiti previsti da detto regolamento per quanto riguarda l’accesso agli animali al fine di controllare a
            intervalli regolari le loro condizioni di benessere esclusivamente per i viaggi di durata superiore a otto ore, e
      –        tale regolamento non osta all’adozione, da parte di uno Stato membro, di norme secondo le quali, in caso di trasporto stradale
            di suini, gli animali devono disporre di una superficie minima variabile a seconda del loro peso, superficie che corrisponde,
            per un animale di 100 kg, a 0,42 m2 quando la durata del viaggio è inferiore a otto ore e a 0,50 m2 per i viaggi di durata superiore.
      Firme
      * Lingua processuale: il danese.