CELEX: 52012PC0073
Language: it
Date: 2012-03-07
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al miglioramento del regolamento titoli nell'Unione europea e ai depositari centrali di titoli e recante modifica della direttiva 98/26/CE

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		52012PC0073
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al miglioramento del regolamento titoli nell'Unione europea e ai depositari centrali di titoli e recante modifica della direttiva 98/26/CE /* COM/2012/073 final - 2012/0029 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           Contesto della proposta
I depositari centrali di titoli (CSD) sono
istituti di importanza sistemica per i mercati finanziari. Qualsiasi
negoziazione di titoli in borsa e fuori borsa è seguita da processi di
post-negoziazione che conducono al regolamento dell'operazione, ossia alla
consegna di titoli contro contante. I CSD sono istituti di importanza
fondamentale che consentono di procedere al regolamento ricorrendo ai
cosiddetti sistemi di regolamento titoli. I CSD si occupano inoltre della prima
registrazione e della gestione accentrata di conti titoli, da cui si evincono
la quantità di titoli emessi, l’emittente, i cambiamenti nella proprietà dei
titoli.
I CSD svolgono un ruolo cruciale anche per il
mercato delle garanzie, in particolare a fini di politica monetaria. Ad
esempio, quasi tutte le garanzie ammissibili per le operazioni di politica
monetaria delle banche centrali nell'UE, in particolare nell’area dell’euro,
vengono registrate nei sistemi di regolamento titoli gestiti dai CSD.
Nel 2010 i sistemi di regolamento titoli
nell'UE hanno regolato operazioni per un valore di circa 920 000 miliardi
di EUR e a fine 2010 detenevano quasi 39 000 miliardi di EUR in titoli. Vi
sono oltre 30 CSD nell’UE, di norma uno in ogni paese, e due CSD “internazionali”
(ICSD – Clearstream Banking Luxembourg e Euroclear Bank), che rappresentano una
sottocategoria di CSD specializzata nell'emissione di obbligazioni
internazionali, comunemente note come “Eurobonds ”. 
Mentre generalmente a livello nazionale i CSD
operano in maniera sicura ed efficace, a livello internazionale il livello di
sicurezza degli accordi e delle comunicazioni tra CSD è minore, pertanto un
investitore affronta rischi e costi più elevati quando effettua un investimento
transfrontaliero. Ad esempio, il numero di mancati regolamenti è più elevato
nelle operazioni transfrontaliere rispetto alle operazioni nazionali, mentre i
costi delle operazioni transfrontaliere sono fino a quattro volte più elevati
di quelli connessi a operazioni nazionali.
Tali problemi di sicurezza sono imputabili a
una serie di fattori, tra cui: 
·      la durata del ciclo di regolamento: il tempo che intercorre tra la
negoziazione e il regolamento non è armonizzato nell’UE, il che causa
disfunzioni nel regolamento transfrontaliero di titoli;
·      una percentuale esigua, ma sostanziale di titoli esiste ancora in
formato cartaceo: il ciclo di regolamento è molto più lungo ed espone gli
investitori a maggiori rischi; 
·      i mancati regolamenti: ossia le situazioni in cui un’operazione non è
regolata alla data prevista, non sono soggetti a penalità sufficientemente
dissuasive in tutti i mercati e, laddove esistono, le misure relative alla
disciplina di regolamento variano ampiamente tra i mercati;
·      mentre la direttiva 98/26/CE concernente il carattere definitivo del
regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli[1] riduce le disfunzioni nel
sistema di regolamento titoli dovute a procedure d'insolvenza nei confronti di
uno dei partecipanti al sistema, essa non tratta gli altri rischi del sistema o
la resilienza del CSD che lo gestisce. Alcuni CSD sono esposti anche al rischio
di credito e al rischio di liquidità derivanti dalla prestazione di servizi
bancari accessori al regolamento;
·      gli accordi di collegamento tra CSD, pur essendo considerati un primo
passo verso il consolidamento dei mercati europei dei regolamenti, sollevano
preoccupazioni sotto il profilo della sicurezza, in assenza di norme
prudenziali specifiche in materia. Inoltre, essi aumentano l’interconnessione tra
CSD, il che giustifica ulteriormente l'introduzione di un quadro prudenziale
comune.
Anche l'assenza di un mercato interno unico
efficiente per i regolamenti crea notevoli problemi. Il mercato europeo della
post-negoziazione deve ancor far fronte a ostacoli significativi, come ad
esempio la limitazione dell'accesso degli emittenti di titoli ai CSD, la
diversità dei regimi e delle norme in materia di autorizzazione dei CSD nei
diversi paesi dell'UE e una concorrenza limitata tra i diversi CSD nazionali. Ne
risulta un mercato fortemente frammentato. Di conseguenza, il regolamento
transfrontaliero delle operazioni si fonda su una catena di detentori
eccessivamente complessa che coinvolge spesso vari CSD e numerosi altri
intermediari, con ripercussioni negative in termini di efficienza, ma anche di
rischi associati alle operazioni transfrontaliere.
Tali problemi sono importanti poiché le
operazioni transfrontaliere in Europa (che si tratti dalla vendita o
dell’acquisto ordinario di titoli o di trasferimenti di garanzie) sono in
continua crescita e i CSD sono sempre più interconnessi. Si prevede inoltre che
questa tendenza sarà ulteriormente rafforzata con l’entrata in funzione,
prevista nel 2015, di TARGET2 Securities (T2S), un progetto promosso
dall'Eurosistema per istituire in Europa una piattaforma comune
transfrontaliera di regolamento titoli senza frontiere.
2.           Esito della consultazione delle parti
interessate e valutazione dell'impatto
La presente proposta di regolamento mira a
risolvere tali problemi. Essa introduce l'obbligo di fare figurare tutti i
valori mobiliari in scritture contabili e di registrarli presso un CSD prima di
negoziarli in sedi regolamentate. Essa propone inoltre di armonizzare i periodi
di regolamento e la disciplina di regolamento all'interno dell'UE. La proposta
introduce inoltre un insieme comune di norme, ispirate alle norme
internazionali, per ridurre i rischi legati alle operazioni e ai servizi
offerti dai CSD. Visto che i CSD saranno soggetti ai medesimi requisiti
sostanziali in tutta l'UE, potranno beneficiare di requisiti uniformi in
materia di autorizzazione e di un passaporto valido in tutta l'UE, il che
consentirà di eliminare le attuali barriere di accesso. 
La proposta di regolamento aumenterà pertanto
la sicurezza del sistema e aprirà il mercato dei servizi dei CSD, migliorando
così l'efficacia del regolamento titoli. La proposta completerà inoltre il
quadro normativo sulle infrastrutture dei mercati mobiliari, parallelamente
alla direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati degli strumenti finanziari
(MiFID)[2]
per quanto riguarda le sedi di negoziazione e alla proposta di regolamento in
materia di operazioni su derivati (EMIR) per quanto riguarda le controparti
centrali (CCP).
L'iniziativa è stata accolta molto
favorevolmente a livello politico. Il Consiglio ECOFIN del 2 dicembre 2008
ha evidenziato la necessità di rafforzare la sicurezza e la solidità dei
sistemi di regolamento titoli gestiti da CSD e ha convenuto che la normativa
dell’UE è necessaria per eliminare gli ostacoli giuridici connessi alla
post-negoziazione, comprese le barriere di accesso ai CSD. La necessità di
disporre di norme adeguate per i CSD è inoltre riconosciuta a livello
internazionale. Già nel 2001 le autorità di regolamentazione internazionali
delle banche e dei valori mobiliari (CSPR-IOSCO) avevano adottato una serie di
raccomandazioni per i sistemi di regolamento titoli che le autorità di
regolamentazione europee (SEBC-CESR) hanno ripreso e adattato nel 2009 in forma
di orientamenti non vincolanti. Nell'ottobre 2010 il Consiglio per la stabilità
finanziaria ha rinnovato l'invito ad aggiornare le norme per rendere più solide
le infrastrutture di base del mercato e ha chiesto la revisione e il
miglioramento delle norme esistenti. 
La presente iniziativa è il risultato di
consultazioni e di un dialogo intensi e continui con tutte le principali parti
in causa, tra cui le autorità di regolamentazione dei valori mobiliari e delle
banche, la BCE e tutti i tipi di partecipanti al mercato. Essa prende in
considerazione i pareri espressi nel corso di una consultazione pubblica tra il
13 gennaio e il 1° marzo 2011 e i dati trasmessi da numerose parti interessate
a partire dall'estate 2010. 
Inoltre, la società Oxera Consulting è stata
incaricata di effettuare uno studio dei costi e dei prezzi nel settore della
post-negoziazione. Oxera ha fornito una prima relazione nel 2009 e una seconda
nel 2011. Tali relazioni forniscono dati utili sulle differenze di costi tra la
post-negoziazione transfrontaliera e quella nazionale in Europa.
In linea con l'azione finalizzata a migliorare
la regolamentazione, la Commissione ha effettuato una valutazione dell'impatto
delle alternative strategiche. Le varie opzioni sono state valutate in funzione
dei principali obiettivi perseguiti, ossia rafforzare la sicurezza, l’efficacia
e la parità delle condizioni di concorrenza tra CSD in Europa. La valutazione è
stata effettuata esaminando l'efficacia di ogni opzione dal punto di vista del
conseguimento degli obiettivi di cui sopra e della loro efficacia in termini di
costi. 
Il progetto di relazione sulla valutazione
dell'impatto è stato trasmesso il 16 marzo 2011 al comitato per la valutazione
dell'impatto della Commissione, seguito dall'inoltro di un progetto di
relazione modificato l'8 agosto 2011. Le osservazioni del comitato hanno
consentito di migliorare sensibilmente il progetto di relazione: sono stati
rafforzati la base fattuale dell’analisi dei problemi riscontrati e l’esame
delle diverse opzioni strategiche, in particolare in relazione ai servizi
bancari accessori al regolamento, è stata inclusa una stima dell’insieme dei
benefici e delle incidenze delle varie opzioni sui diversi gruppi di parti
interessate ed è stato proposto un quadro di monitoraggio e di valutazione più
chiaro e solido. 
3.           Elementi giuridici della proposta
3.1.        Base giuridica
La proposta si basa sull'articolo 114 del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea (nel prosieguo "il
TFUE"), che costituisce la basa giuridica più adeguata in materia. La
proposta mira principalmente a risolvere il problema della mancanza di
sicurezza ed efficienza del regolamento titoli e i conseguenti ostacoli al
funzionamento del mercato interno che risultano dalle divergenze nella
legislazione nazionale che disciplina il regolamento titoli e le attività dei
CSD, introducendo un insieme di norme comuni su determinati aspetti del ciclo
di regolamento e della disciplina da rispettare in materia, nonché un insieme
comune di requisiti prudenziali per migliorare la resilienza e l'accessibilità
dei CSD che gestiscono sistemi di regolamento titoli. In assenza di queste
norme e requisiti comuni, è probabile che a livello nazionale vengano adottate
misure divergenti che avranno un impatto negativo diretto sulla sicurezza,
l'efficienza e la concorrenza nei mercati dei regolamenti nell'Unione. Il
regolamento è considerato lo strumento più appropriato per garantire che tutti
i partecipanti al mercato siano soggetti a obblighi uniformi e direttamente
applicabili in materia di ciclo di regolamento e di relativa disciplina e che i
CSD siano soggetti a norme prudenziali uniformi e direttamente applicabili
nell'Unione, il che dovrebbe rafforzarne la resilienza e il ruolo centrale
nella gestione di sistemi di scritture contabili e nel processo di regolamento.

Poiché l'obiettivo principale del regolamento
proposto è quello di imporre direttamente agli operatori una serie di obblighi
giuridici, tra cui la registrazione della quasi totalità dei valori mobiliari
sotto forma di scritture contabili presso un CSD,e termini più stringenti per
il regolamento titoli, e visto che i CSD sono responsabili della gestione dei
sistemi di regolamento titoli e dell'applicazione di misure per garantire la
puntualità del regolamento in tutta l'Unione, è essenziale che tutti i CSD
rispettino costantemente e in ogni momento i requisiti prudenziali uniformi e
rigorosi indicati nella proposta. È pertanto necessario includere nella
presente proposta anche un insieme di norme uniformi e direttamente applicabili
in materia di autorizzazione e vigilanza continua dei CSD come corollario agli
obblighi giuridici imposti agli operatori.
3.2.        Sussidiarietà e
proporzionalità
In virtù del principio di sussidiarietà, di
cui all'articolo 5, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea, l'Unione
interviene soltanto se gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere
conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, ma possono, a motivo della
portata o degli effetti dell'azione in questione, essere conseguiti meglio a
livello dell’Unione. 
La presente proposta mira essenzialmente a
rendere i mercati mobiliari più sicuri e più efficienti all’interno
dell’Unione, il che richiede un'azione coordinata a livello di UE. L'azione
dell'Unione è inoltre giustificata dalla natura dei CSD e dalla loro crescente
interconnessione, in particolare dopo l'introduzione del T2S. 
Per quanto riguarda l'autorizzazione e la
vigilanza dei CSD, la proposta di regolamento mira a trovare un equilibrio tra
le competenze delle autorità nazionali e gli interessi di altre autorità
competenti. L'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati
(AESFEM) svolgerà un ruolo fondamentale nel risolvere i conflitti, agevolare
gli accordi di cooperazione tra autorità nazionali e definire norme tecniche in
stretta consultazione con i membri del Sistema europeo di banche centrali
(SEBC).
Determinati aspetti sono già disciplinati
dalla vigente normativa dell'Unione. Ad esempio, i sistemi di regolamento
titoli sono già definiti nella direttiva 98/26/CE concernente il carattere
definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di
regolamento titoli[3]
e la direttiva 2004/39/CE (MiFID) prevede determinate norme di accesso dei
partecipanti al sistema di regolamento titoli da loro scelto. La proposta di
regolamento è in linea con tali atti dell’Unione. 
Inoltre, la proposta rispetta pienamente il
principio di proporzionalità, sancito dall'articolo 5, paragrafo 4, del
trattato sull'Unione europea, che dispone che l'azione dell'Unione debba essere
adeguata al raggiungimento degli obiettivi e non andare al di là di quanto
necessario. Essa è compatibile con tale principio e rappresenta un giusto
equilibrio tra l'interesse pubblico in questione e l'efficacia in termini di
costi delle misure proposte. La proposta ha tenuto pienamente conto della
necessità di trovare un giusto equilibrio tra sicurezza ed efficienza dei
mercati, da una parte, e costi sostenuti delle parti interessate dall’altra.
3.3.        Spiegazione dettagliata della
proposta
Il regolamento proposto si articola in due
parti principali: misure che riguardano tutti gli operatori nel quadro del
regolamento titoli (titolo II) e misure specifiche per i CSD (in particolare i
titoli III, IV e V). Gli altri titoli, che disciplinano il campo di
applicazione e le definizioni (titolo I) e le disposizioni transitorie e le
disposizioni finali (titolo VI), si applicano ad entrambe le parti della
proposta.
3.3.1.     Campo di applicazione della
proposta (titolo I)
La proposta di regolamento riguarda tutti i
CSD, ma esenta dai requisiti di autorizzazione e vigilanza i membri del SEBC ed
altri organismi nazionali o pubblici che svolgono servizi analoghi, ad esempio
gli organismi nazionali degli Stati membri incaricati della gestione del debito
pubblico o che intervengono nella medesima, che sarebbero altrimenti
qualificati come CSD. Tali istituzioni sono comunque soggette a tutti i
requisiti che riguardano i CSD. Esse sono esentate dalle disposizioni del
titolo IV, che prevede la separazione tra i servizi bancari accessori al
regolamento e altri servizi dei CSD, poiché tali istituzioni, per loro stessa
natura, offrono tali servizi accessori.
In materia di strumenti finanziari, la
proposta copre tutti gli strumenti finanziari per quanto riguarda gli obblighi
imposti a carico dei CSD, ma disciplina principalmente i valori mobiliari di
cui all'articolo 4, paragrafo 1, punto 18), della direttiva 2004/39/CE (MiFID)
(essenzialmente azioni e obbligazioni) ai fini del titolo II sul regolamento
titoli. 
3.3.2.     Regolamento titoli (titolo II)
Uno degli obiettivi fondamentali del
regolamento proposto è quello di rendere più sicuri i regolamenti. Il titolo II
prevede tre tipi di misure per conseguire tale obiettivo. In primo luogo,
impone la dematerializzazione e/o l’accentramento dei titoli, ossia l'emissione
di titoli per mezzo di scritture contabili. Questa misura è volta ad aumentare
l'efficienza del regolamento, a facilitare la riduzione dei periodi di
regolamento e a garantire l'integrità dell'emissione semplificando la
riconciliazione dei titoli detenuti. I titoli registrati mediante scritture
contabili non devono necessariamente essere registrati in un CSD prima di
essere negoziati o forniti a titolo di garanzia. Essi possono essere, ad
esempio, registrati presso soggetti che curano la tenuta di registri. Tuttavia,
se vengono negoziati in sedi disciplinate dalla direttiva 2004/39/CE (MiFID),
devono essere registrati presso un CSD al fine di poter beneficiare della
tutela relativa ai sistemi di regolamento titoli prevista della direttiva
98/26/CE e al fine di facilitare la riconciliazione tra i titoli registrati e
quelli negoziati. Il regolamento proposto prevede un periodo transitorio
sufficientemente lungo, ossia fino a 1° gennaio 2018, per consentire agli
operatori degli Stati membri dove esistono ancora quantità importanti di titoli
in forma cartacea di conformarsi a tale misura.
In secondo luogo, il titolo II armonizza il
periodo di regolamento per le operazioni su titoli effettuate in tutta l'UE. In
Europa la maggior parte delle operazioni su titoli è regolata, a seconda del
mercato, due o tre giorni dopo il giorno di negoziazione. Il periodo di
regolamento sarà armonizzato e fissato a due giorni dopo il giorno di
negoziazione, anche se saranno ammessi periodi di regolamento più brevi. In
terzo luogo, il titolo II armonizza le misure relative alla disciplina di
regolamento in tutta l'UE. Si tratta di misure ex ante volte a impedire
mancati regolamenti e di misure ex post per gestire i casi in cui si
sono verificati tali mancati regolamenti. L'obiettivo fondamentale è ridurre i
mancati regolamenti e scoraggiare qualsiasi tipo di concorrenza che comporti un
indebolimento delle norme relative alla disciplina di regolamento, ad esempio
tra mercati in cui sono in vigore regimi di penalità diversi. Le disposizioni
proposte non si limitano ai CSD e sono volte ad assoggettare i partecipanti al
mercato che non consegnano i titoli alla data fissata per il regolamento a una
procedura armonizzata di acquisto forzoso (buy-in), che può essere
eseguita da una controparte centrale (nel caso di un’operazione compensata)
oppure può essere prevista dal regolamento interno delle sedi di negoziazione. 
3.3.3.     CSD (titolo III)
Autorizzazione e vigilanza dei depositari
centrali di titoli (capitolo I))
La direttiva 98/26/CE definisce già i sistemi
di regolamento titoli come accordi formali che consentono il trasferimento dei
titoli tra diversi partecipanti. Tuttavia, tale direttiva non disciplina gli
istituti responsabili della gestione di tali sistemi. Considerata la crescente
complessità di tali sistemi e i rischi connessi al regolamento è essenziale che
gli istituti che gestiscono i sistemi di regolamento titoli siano
giuridicamente definiti, autorizzati e soggetti a vigilanza sulla base di un
insieme comune di norme prudenziali. Un CSD è definito come una persona
giuridica che gestisce un sistema di regolamento titoli e che presta almeno un
altro servizio di base (un servizio di notariato o di gestione accentrata).
Inoltre i CSD sarebbero autorizzati a prestare solamente determinati servizi
"accessori", per lo più correlati ai servizi di base offerti. Se tali
servizi accessori includono servizi fiscali, i CSD dovrebbero assicurarsi che
siano conformi alla legislazione fiscale dello Stato membro interessato. Nel caso
di procedure di esenzione dalla ritenuta alla fonte, i CSD dovrebbero attenersi
a tutti i requisiti che lo Stato membro d'origine dei pagamenti soggetti alla
ritenuta alla fonte pone per autorizzare gli intermediari finanziari ad
applicare la ritenuta e richiedere l'esenzione dalla ritenuta alla fonte per
conto dei beneficiari effettivi del pagamento. Ciò potrebbe in particolare
comportare l'obbligo di notificare le informazioni sugli investitori
direttamente allo Stato membro d'origine (in cambio della possibilità di
richiedere l'esenzione dalla ritenuta alla fonte), che a sua volta le potrebbe
trasmettere allo Stato membro di residenza del beneficiario effettivo degli
strumenti finanziari.
I CSD dovranno essere autorizzati dalle
autorità nazionali competenti del luogo in cui si sono stabiliti e soggetti
alla loro vigilanza . Tuttavia, data la crescente dimensione transfrontaliera
delle loro attività, potrebbe essere necessario consultare altre autorità
competenti per uno o più dei sistemi di regolamento titoli gestiti dai CSD e
per altre entità del gruppo. L'AESFEM svolgerà un ruolo importante
nell’elaborazione di progetti di norme tecniche volte ad armonizzare il
processo di autorizzazione e a garantire la cooperazione tra le autorità. 
La proposta prevede che ai CSD autorizzati sia
rilasciato un "passaporto" che consenta loro di fornire servizi
nell'Unione, sia esercitando la propria attività direttamente in un altro Stato
membro, sia aprendo una succursale in tale Stato. Un CSD di un paese terzo può
operare nell'Unione se è riconosciuto dall'AESFEM. Tale riconoscimento può
essere concesso soltanto se la Commissione ha accertato che il quadro giuridico
e di vigilanza del paese terzo è equivalente a quello dell'Unione e che il
paese terzo prevede a sua volta un effettivo riconoscimento equivalente del
quadro di regolamentazione e vigilanza dell'Unione. Il CSD è soggetto ad
un'autorizzazione e ad una vigilanza effettive nel paese terzo in questione e
devono esistere gli accordi di cooperazione tra l'AESFEM e le autorità di tale
paese.
Requisiti
per i CSD e conflitto di leggi (capi II e III)
Vista l'importanza sistemica dei CSD e il
fatto che offrano servizi fondamentali per i mercati mobiliari, è necessario
che siano disciplinati da norme prudenziali molto rigorose che consentano di
garantire la loro solidità finanziaria e la tutela dei loro partecipanti. Nel
capo II i requisiti per i CSD sono raggruppati in varie categorie: requisiti
organizzativi (sezione 1), norme sulla condotta negli affari (sezione 2),
requisiti per i servizi CSD (sezione 3), requisiti prudenziali (sezione 4) e
requisiti per i collegamenti tra CSD (sezione 5).
La sezione 1 impone ai CSD di dotarsi di
solidi dispositivi di governo societario, di un'alta dirigenza, di un consiglio
e di azionisti idonei e che possiedano opportune esperienze nonché di istituire
un comitato degli utenti in rappresentanza degli emittenti e dei partecipanti
per ciascun sistema di regolamento titoli. Qualsiasi esternalizzazione di
servizi o attività non dovrebbe compromettere né la responsabilità di un CSD
nei confronti di partecipanti ed emittenti, né l'esercizio delle funzioni di
vigilanza e di sorveglianza da parte delle varie autorità. Costituiscono per
contro un'importante eccezione gli accordi di esternalizzazione con organismi
pubblici, come il progetto T2S gestito dall'Eurosistema, che sono disciplinati
da un apposito quadro giuridico convenuto tra le autorità competenti.
La sezione 2 introduce requisiti importanti
per i CSD, richiedendo loro di stabilire criteri di partecipazione ai sistemi
di regolamento non discriminatori, trasparenti e basati sui rischi. Tali
requisiti sono rafforzati dalle disposizioni sull'accesso di cui al capo IV. Si
introducono inoltre importanti principi sulla trasparenza della divulgazione al
pubblico dei prezzi e della comunicazione alle autorità competenti dei costi e
dei ricavi dei servizi forniti.
Nella sezione 3, all’articolo 34 sui requisiti
per i servizi CSD, si riconosce l'importante ruolo svolto dai CSD nel garantire
l’integrità dell’emissione di titoli, indicando anche gli obblighi sulla
riconciliazione su base infragiornaliera. In materia di segregazione dei conti
finalizzata a proteggere le attività dei partecipanti, la proposta va oltre i
requisiti di cui alla direttiva 2004/39/CE (MiFID) e richiede ai CSD di
segregare i conti di ciascun partecipante rispetto a quelli di altri
partecipanti e di consentire ai partecipanti di segregare i conti dei loro
clienti. Per quanto concerne il regolamento in contanti, la proposta prevede
che i CSD regolino i conti tramite le banche centrali ogniqualvolta sia pratico
o possibile. Il regolamento tramite banche commerciali è consentito, ma,
contrariamente ad alcune prassi correnti, deve essere effettuato attraverso un
ente creditizio che agisce in qualità di agente di regolamento.
I requisiti prudenziali per i CSD, indicati
nella sezione 4, comprendono importanti disposizioni sull'attenuazione del
rischio operativo. Visto che i CSD non sarebbero autorizzati a offrire
direttamente servizi di tipo bancario, il principale rischio che correranno
sarà il rischio operativo. Tali disposizioni comprendono le misure opportune
per garantire in qualsiasi momento la continuità delle operazioni, ivi compreso
il regolamento. I requisiti patrimoniali sono inoltre fissati in riferimento
alle spese operative: i CSD dovrebbero detenere capitale, utili non distribuiti
e riserve che consentano loro di coprire almeno sei mesi di spese operative.
Considerato che i CSD sono sempre più
interconnessi e che tale processo dovrebbe accelerare con l'avvento del T2S,
l’articolo 45 prevede importanti requisiti prudenziali per i CSD collegati tra
loro, compresa la formulazione di norme identiche sul carattere definitivo del
regolamento. 
Il capo III mira ad aumentare la certezza del
diritto per le operazioni su titoli, proponendo una regola per determinare
quale sia, in caso di conflitto di leggi, la legge applicabile agli aspetti
patrimoniali relativi agli strumenti finanziari detenuti da un CSD.
Accesso ai CSD (capo IV)
La presente iniziativa mira, tra l'altro,
all'apertura del mercato dei servizi dei CSD e alla rimozione delle barriere di
accesso. Il capo IV esamina tre tipi di accesso: a) tra emittenti e CSD, b) tra
CSD e CSD, e c) tra CSD e altre infrastrutture di mercato.
In molti Stati membri gli emittenti sono
tenuti per legge ad emettere alcuni tipi di titoli, in particolare azioni, nei
CSD nazionali. L'articolo 47 introduce il diritto di registrare i propri titoli
in uno dei CSD autorizzati nell'Unione, nonché il diritto per i CSD di fornire
servizi per titoli che sono stati emessi secondo la legislazione di un altro
Stato membro. Al fine di tenere conto delle specificità nazionali, si riconosce
che tale diritto dovrebbe lasciare impregiudicate le disposizioni di diritto
societario sulla base delle quali i titoli sono stati emessi. 
Le sezioni 2 e 3 stabiliscono i principi in
materia di accesso. Un CSD dovrebbe avere il diritto di diventare partecipante
di un sistema di regolamento titoli di un altro CSD in base a principi non discriminatori
e basati sul rischio. Un CSD dovrebbe inoltre avere il diritto, richiamandosi
agli stessi principi, di chiedere ad un altro CSD di mettere a punto
funzionalità specifiche dietro pagamento di una commissione calcolata sulla
base del metodo del costo maggiorato. Analogamente, un CSD dovrebbe avere il
diritto di ricevere i flussi relativi alle operazioni dalle CCP e dalle sedi di
negoziazione e tali infrastrutture dovrebbero avere accesso ai sistemi di
regolamento titoli gestiti dai CSD. La risoluzione di eventuali controversie
tra le autorità competenti dovrebbe competere all'AESFEM. 
3.3.4.     Enti creditizi designati ad
agire come agenti di regolamento (titolo IV)
Come illustrato in precedenza, se il ricorso
al un regolamento tramite banca centrale non né pratico né possibile, i CSD
possono offrire ai propri partecipanti regolamenti tramite banche commerciali.
Tuttavia, i CSD non dovrebbero fornire i servizi accessori al regolamento, ma
dovrebbero essere autorizzati dalle proprie autorità competenti a designare un
ente creditizio che agisca in qualità di agente di regolamento per l'apertura
di conti correnti e la concessione di linee di credito per facilitare il
regolamento, a meno che le autorità competenti non dimostrino, sulla base degli
elementi disponibili, che l'esposizione di un ente creditizio alla
concentrazione del rischio di liquidità e del rischio di credito non sia
sufficientemente attenuata. Tale separazione tra CSD e agenti di regolamento
costituisce una misura importante per gestire e migliorare la sicurezza dei
CSD. I servizi bancari accessori al regolamento aumentano l'esposizione ai
rischi dei CSD e di conseguenza anche la probabilità di un loro inadempimento o
di gravi situazioni di stress. Sebbene i servizi bancari prestati da alcuni CSD
siano forniti su base infragiornaliera e siano limitati ai servizi accessori al
regolamento, gli importi gestiti sono tuttavia importanti e un inadempimento di
tali CSD avrebbe conseguenze negative sui mercati mobiliari e dei pagamenti. Il
requisito di fornire i servizi bancari tramite un soggetto giuridico distinto
rispetto a quello che offre i servizi di base dei CSD è finalizzato a prevenire
che i rischi connessi alla fornitura di servizi bancari siano trasmessi alla
fornitura di servizi di base dei CSD, in particolare in caso di insolvenza o in
caso di grave stress correlato ai servizi bancari. Tale requisito consentirà ai
CSD e alle autorità pubbliche di valutare più opzioni per individuare soluzioni
adeguate in caso di inadempimento dell'agente di regolamento che offre servizi
bancari. Per i CSD che attualmente forniscono servizi bancari, i costi
principali associati a tale misura sono i costi legali connessi alla
costituzione di un soggetto giuridico distinto per la fornitura di servizi
bancari, mentre i CSD intenzionati a sviluppare tali servizi in futuro non
affronterebbero costi addizionali significativi per creare un soggetto
giuridico distinto. Non esistono alternative meno rigorose della separazione
dei servizi bancari che consentano di eliminare completamente il pericolo di
trasmissione dei rischi dai servizi bancari ai servizi di base dei CSD. 
Al fine di assicurare l'efficienza risultante
dalla fornitura di servizi di CSD e di servizi bancari all'interno dello stesso
gruppo di imprese, il requisito che impone che i servizi bancari siano prestati
da un ente creditizio distinto non dovrebbe impedire all’ente creditizio di
appartenere allo stesso gruppo di imprese del CSD. Tuttavia, se i servizi di
CSD e i servizi bancari sono entrambi forniti all'interno dello stesso gruppo
di imprese, le attività dell'ente creditizio che fornisce servizi bancari
dovrebbero essere limitate alla fornitura di servizi bancari accessori al
regolamento. Questa restrizione è volta a ridurre il profilo di rischio globale
del gruppo che risulta dalla presenza di un ente creditizio al suo interno.
L'autorità competente dovrebbe essere in grado di dimostrare, caso per caso,
l'assenza di rischio sistemico in relazione alla fornitura concomitante di
servizi di CSD e di servizi bancari da parte del medesimo soggetto giuridico.
In tal caso l'autorità potrebbe presentare una richiesta motivata alla
Commissione europea, la quale potrebbe concedere la deroga. In ogni caso le
attività di un CSD autorizzato ad operare in qualità di ente creditizio
dovrebbero essere limitate alla fornitura di servizi bancari accessori al
regolamento. 
L’ente creditizio che agisce come agente di
regolamento dovrebbe essere autorizzato a norma della direttiva 2006/48/CE
relativa all’accesso all’attività degli enti creditizi ed al suo esercizio[4]. Tuttavia, dato che la gestione
di uno o più sistemi di regolamento titoli da parte di un CSD dovrebbe essere
tutelata il più possibile da possibili rischi generati da agenti di
regolamento, tali agenti dovrebbero soddisfare requisiti supplementari in
materia di attenuazione del rischio di credito e del rischio di liquidità per
ogni sistema di regolamento titoli che gestiscono. 
Considerando che la direttiva 2006/48/CE non
disciplina specificamente il rischio di credito e il rischio di liquidità
infragiornalieri derivanti dalla fornitura di servizi bancari accessori al
regolamento, gli enti creditizi dovrebbero essere soggetti anche a requisiti
specifici e rafforzati in materia di attenuazione del rischio di credito e del
rischio di liquidità, che dovrebbero essere applicati a tutti i sistemi di
regolamento titoli per i quali agiscono come agenti di regolamento. I requisiti
proposti per gli agenti di regolamento traggono ispirazione dalle norme
internazionali emanate da CSPR-IOSCO per le infrastrutture dei mercati
finanziari e dalle correnti prassi di mercato. Essi comprendono la piena
collateralizzazione delle esposizioni creditizie, il monitoraggio della
liquidità infragiornaliera, tenendo conto del rischio di liquidità generato
dall'inadempimento dei due maggiori partecipanti e dei limiti di concentrazione
relativi ai fornitori di liquidità. 
3.3.5.     Sanzioni (titolo V)
Nella comunicazione della Commissione
intitolata "Potenziare i regimi sanzionatori nel settore dei servizi
finanziari"[5]
è stato effettuato un riesame dei poteri sanzionatori attualmente in vigore e
della loro applicazione pratica volto a promuoverne la convergenza attraverso
una serie di attività di vigilanza. Un esame dei regimi nazionali vigenti ha
rivelato, ad esempio, che il livello delle sanzioni pecuniarie varia
notevolmente da uno Stato membro all'altro, che alcune autorità competenti non
dispongono di determinati importanti poteri sanzionatori e che altre non
possono comminare sanzioni a persone fisiche e giuridiche. Di conseguenza, la
Commissione propone che in caso di violazione del regolamento gli Stati membri
debbano assicurare che possano essere applicate idonee sanzioni e misure
amministrative. A tal fine le autorità competenti dovrebbero poter infliggere
un insieme di sanzioni e misure amministrative minime, tra cui la revoca
dell'autorizzazione, richiami pubblici, sostituzioni in seno al management,
restituzione dei profitti generati dalla violazione del presente regolamento
(laddove determinabili) e ammende amministrative. Il livello massimo delle
ammende amministrative non dovrebbe essere inferiore a quanto indicato nel
regolamento, ossia al 10% del fatturato annuo per le persone giuridiche o, per
le persone fisiche, cinque milioni di EUR o il 10% del reddito annuo. Nel
determinare tipo e livello di sanzione, le autorità competenti dovrebbero
tenere in considerazione una serie di criteri fissati dal regolamento, tra cui
la dimensione e la capacità finanziaria del responsabile, l’impatto della
violazione e l'atteggiamento collaborativo del responsabile La proposta di
regolamento non impedisce ai singoli Stati membri di stabilire norme più
rigorose.
3.3.6.     Osservanza degli articoli 290
e 291 del TFUE
Il 23 settembre 2009 la Commissione ha adottato
le proposte relative ai regolamenti istitutivi dell'Autorità bancaria europea
(ABE), dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e
professionali (AEAP) e dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei
mercati (AESFEM). A tale riguardo la Commissione ricorda le dichiarazioni
relative agli articoli 290 e 291 del TFUE rilasciate in occasione dell'adozione
dei regolamenti istitutivi delle autorità di vigilanza europee, secondo le
quali: "Per quanto riguarda la procedura per l'adozione delle norme di
regolamentazione, la Commissione sottolinea l'originalità del settore dei
servizi finanziari, derivante dalla struttura Lamfalussy, che è stata
riconosciuta esplicitamente nella Dichiarazione 39 allegata al TFUE. La
Commissione nutre tuttavia seri dubbi sul fatto che le restrizioni al suo ruolo
in materia di adozione di atti delegati e misure di esecuzione siano coerenti
con gli articoli 290 e 291 del TFUE."
4.           Incidenza sul bilancio
La proposta
incide sul bilancio dell'Unione europea per le funzioni attribuite all'AESFEM
così come indicato nella scheda finanziaria legislativa allegata alla presente
proposta.
2012/0029 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio
relativo al miglioramento del regolamento titoli nell'Unione europea e ai
depositari centrali di titoli e recante modifica della direttiva 98/26/CE
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[6],
visto il parere della Banca centrale europea[7],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
I depositari centrali di titoli (CSD), insieme alle
controparti centrali (CCP), contribuiscono in ampia misura a mantenere le
infrastrutture post-negoziazione che tutelano i mercati finanziari e
garantiscono ai partecipanti al mercato che le operazioni su titoli siano
eseguite correttamente e tempestivamente anche in periodi di forte stress. 
(2)              
Visto che i sistemi di regolamento titoli gestiti
dai CSD si collocano alla fine del processo di regolamento, essi sono di
importanza sistemica per il funzionamento dei mercati mobiliari. Dato che i
sistemi di regolamento titoli gestiti dai CSD rappresentano l'ultimo anello
della catena di detenzione dei titoli che consente ai partecipanti di risalire
ai titoli detenuti dagli investitori, essi rappresentano anche un fondamentale
strumento di controllo dell'integrità di un'emissione e svolgono pertanto un
ruolo di rilievo nel preservare la fiducia degli investitori. Inoltre, i
sistemi di regolamento titoli gestiti dai CSD sono strettamente correlati alla
collateralizzazione di operazioni di politica monetaria e al processo di
collateralizzazione tra enti creditizi e in quanto tali hanno un ruolo
importante nei mercati delle garanzie.
(3)              
Mentre la direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 19 maggio 1998, concernente il carattere
definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di
regolamento titoli[8]
ha ridotto le disfunzioni nei sistemi di regolamento titoli dovute a procedure
di insolvenza a carico di un partecipante di tale sistema, è ora necessario
affrontare altri rischi cui sono esposti i sistemi di regolamento, nonché il
rischio di insolvenza o di disfunzione dei CSD che gestiscono i sistemi di
regolamento titoli. Un certo numero di CSD è esposto al rischio di credito e al
rischio di liquidità derivanti dalla prestazione di servizi bancari accessori
al regolamento.
(4)              
In assenza di norme prudenziali comuni, il
crescente numero di regolamenti transfrontalieri consentiti dalla conclusione
di accordi tra CSD rischia di pregiudicare la capacità di resilienza dei CSD
che importano i rischi assunti da CSD di altri Stati membri. Inoltre,
nonostante l'aumento dei regolamenti transfrontalieri, i mercati dei
regolamenti nell'Unione rimangono frammentati e i regolamenti transfrontalieri
comportano costi più elevati in ragione delle diverse norme nazionali che
disciplinano gli stessi regolamenti e le attività dei CSD, nonché della
concorrenza limitata tra CSD. Tale frammentazione ostacola le operazioni di
regolamento transfrontaliere, causando anche rischi e costi supplementari. In
assenza di obblighi identici a carico degli operatori e di norme prudenziali
comuni per i CSD, eventuali misure divergenti a livello nazionale potrebbero
avere un impatto negativo diretto sulla sicurezza, l'efficienza e la
concorrenza nei mercati dei regolamenti nell'Unione. È necessario eliminare
questi ostacoli significativi al funzionamento del mercato interno ed evitare
distorsioni della concorrenza, nonché prevenirne l'insorgenza in futuro. Di
conseguenza, è opportuno che la base giuridica appropriata per il presente
regolamento sia l’articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, come interpretato in conformità con la giurisprudenza costante della
Corte di giustizia dell'Unione europea.
(5)              
È necessario stabilire in un regolamento una serie
di obblighi uniformi imposti ai partecipanti al mercato in merito a determinati
aspetti del ciclo e della disciplina di regolamento e prevedere un insieme di
requisiti comuni a carico dei CSD che gestiscono i sistemi di regolamento
titoli. Occorre che le norme direttamente applicabili del regolamento
assicurino che tutti gli operatori e i CSD siano soggetti ai medesimi obblighi
e alle stesse norme direttamente applicabili. Occorre che il regolamento
aumenti la sicurezza e l'efficienza dei regolamenti nell'Unione, prevenendo
norme nazionali divergenti risultanti dal recepimento di una direttiva. È
opportuno che l'introduzione di un regolamento riduca la complessità della
regolamentazione per gli operatori derivante dalle diverse norme nazionali e
consenta ai CSD di offrire servizi su base transfrontaliera senza doversi
attenere a una serie di requisiti nazionali divergenti, ad esempio, in materia
di autorizzazione, vigilanza, organizzazione o rischi dei CSD. Occorre che il
regolamento contribuisca inoltre a eliminare distorsioni della concorrenza
imponendo requisiti identici a carico dei CSD.
(6)              
Il 20 ottobre 2010[9]
il Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB) ha auspicato una maggiore
solidità delle principali infrastrutture di mercato e ha invocato una revisione
e un miglioramento delle norme vigenti. Il Comitato sui sistemi di pagamento e
di regolamento (CSPR) della Banca dei regolamenti internazionali (BRI) e
l'Organizzazione internazionale delle commissioni dei valori mobiliari (IOSCO)
stanno ultimando i progetti di norme internazionali. Tali norme sono volte a
sostituire le raccomandazioni della BRI del 2001, che a livello europeo sono
state riprese e adattate nel 2009 dal Sistema europeo di banche centrali (SEBC)
e dal comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori mobiliari
(CESR) mediante orientamenti non vincolanti. 
(7)              
Nelle sue conclusioni del 2 dicembre 2008[10], il Consiglio ha sottolineato
la necessità di rafforzare la sicurezza e la solidità dei sistemi di
regolamento titoli e di affrontare il problema degli ostacoli giuridici alla
post-negoziazione all'interno dell'Unione.
(8)              
Uno dei principali compiti del SEBC consiste nel
promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento. In questo senso
i membri del SEBC svolgono un'attività di sorveglianza volta a garantire la
solidità dei sistemi di compensazione e pagamento. Spesso i membri del SEBC
agiscono come agenti di regolamento per il contante delle operazioni su titoli.
Essi sono anche importanti clienti dei CSD, i quali gestiscono spesso la
collateralizzazione di operazioni di politica monetaria. Occorre che i membri
del SEBC siano opportunamente coinvolti e che siano pertanto consultati in
materia di autorizzazione e vigilanza dei CSD, riconoscimento dei CSD di paesi
terzi e approvazione di collegamenti tra CSD. È inoltre opportuno che, sempre
nell'ottica di un pieno coinvolgimento, essi siano consultati in sede di
elaborazione di norme tecniche di regolamentazione e attuazione, nonché di
orientamenti e di raccomandazioni. È opportuno che le disposizioni del presente
regolamento lascino impregiudicate le competenze della Banca centrale europea
(BCE) e delle banche centrali nazionali (BCN), al fine di garantire che i
sistemi di compensazione e di pagamento all'interno dell'Unione e in altri
paesi siano efficienti ed affidabili.
(9)              
Le banche centrali degli Stati membri o altri
organismi che svolgono funzioni analoghe in determinati Stati membri, ad
esempio gli organismi degli Stati membri incaricati della gestione del debito
pubblico o che intervengono nella medesima, possono fornire una serie di
servizi che li qualificherebbero come CSD. Occorre che tali istituzioni siano
esentate dai requisiti in materia di autorizzazione e vigilanza, ma restino
assoggettate all'insieme di requisiti prudenziali che si applicano ai CSD.
Poiché le banche centrali agiscono in qualità di agenti di regolamento, è
opportuno che siano esentate anche dai requisiti di cui al titolo IV del
presente regolamento.
(10)          
Occorre che il presente regolamento si applichi,
salvo altrimenti specificato, al regolamento di operazioni su tutti gli
strumenti finanziari e a tutte le attività svolte dai CSD. È inoltre
necessario che il presente regolamento lasci impregiudicata la restante
normativa dell'Unione riguardante strumenti finanziari specifici, come la
direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre
2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a
effetto serra nella Comunità e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio[11] e le misure adottate in
conformità con tale direttiva.
(11)          
La registrazione dei titoli mediante scritture
contabili rappresenta un elemento importante per rendere più efficiente il
regolamento e garantire l'integrità dell'emissione di titoli, in particolare in
un contesto di crescente complessità dei metodi di detenzione e di trasferimento.
Per motivi di sicurezza, il presente regolamento stabilisce che tutti i valori
mobiliari siano registrati tramite scrittura contabile. È opportuno che il
presente regolamento non imponga un metodo specifico per la prima registrazione
tramite scrittura contabile, che può essere fatta con l’accentramento tramite
l'emissione di un certificato globale, o direttamente tramite
dematerializzazione. È opportuno che il presente regolamento non imponga il
tipo di istituto che dovrebbe registrare i titoli mediante scritture contabili
all’atto dell’emissione e che consenta a diversi soggetti, inclusi i soggetti
incaricati della tenuta di registri, di svolgere tale funzione. Tuttavia,
quando tali titoli sono negoziati nelle sedi di negoziazione disciplinate dalla
direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile
2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica le direttive
85/611/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 93/22/CEE del Consiglio[12] o forniti come garanzia conformemente alle condizioni della direttiva
2002/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 giugno 2002, relativa
ai contratti di garanzia finanziaria[13], è
opportuno che tali titoli siano registrati nel sistema di scritture contabili
di un CSD, al fine di garantire, tra l'altro, che tali titoli possano essere
tutti regolati in un sistema di regolamento titoli.
(12)          
Al fine di garantire la sicurezza del regolamento,
occorre che i partecipanti ad un sistema di regolamento titoli che acquistano o
vendono determinati strumenti finanziari, ossia valori mobiliari, strumenti del
mercato monetario, quote di un organismo di investimento collettivo e quote di
emissioni assolvano le obbligazioni cui sono tenuti alla data fissata per il
regolamento.
(13)          
Periodi di regolamento più lunghi per operazioni su
valori mobiliari creano incertezza ed espongono a maggiori rischi i
partecipanti ai sistemi di regolamento titoli. Le differenze in termini di
durata dei periodi di regolamento negli Stati membri ostacolano la
riconciliazione e sono fonte di errori per emittenti, investitori ed
intermediari. È pertanto necessario prevedere un periodo di regolamento comune
che agevoli l'individuazione della data fissata per il regolamento e
l'attuazione di misure relative alla disciplina di regolamento. È opportuno che
la data fissata per il regolamento di operazioni su valori mobiliari che sono
ammessi alla negoziazione in sedi di negoziazione disciplinate dalla direttiva
2004/39/CE sia entro e non oltre il secondo giorno lavorativo dopo la
negoziazione. 
(14)          
È necessario che i CSD e altre infrastrutture di
mercato adottino misure per prevenire e gestire i mancati regolamenti. È
essenziale che tali norme siano applicate in modo uniforme e diretto
all'interno dell'Unione. In particolare, occorre che i CSD e altre
infrastrutture di mercato siano tenuti a mettere in atto procedure che
consentano loro di adottare le opportune misure per sospendere ogni
partecipante che sia sistematicamente causa di mancati regolamenti e di rendere
pubblica la sua identità, a condizione che tale partecipante abbia la
possibilità di presentare osservazioni prima che sia adottata una tale
decisione.
(15)          
Uno dei modi più efficaci per gestire il mancato
regolamento è quello di assoggettare i partecipanti inadempienti ad un acquisto
forzoso (buy-in), in forza del quale i titoli da consegnare vengano
acquistati nel mercato dopo la data prevista per il regolamento e consegnati al
partecipante destinatario. Occorre che il presente regolamento preveda per
tutti i valori mobiliari, gli strumenti del mercato monetario, le quote di un
organismo di investimento collettivo e le quote di emissioni norme uniformi in
merito a determinati aspetti dell'operazione di acquisto forzoso (buy-in)
come la tempistica, il periodo di preavviso, i prezzi e le penalità.
(16)          
Visto che lo scopo principale del presente
regolamento è quello di introdurre una serie di obblighi giuridici direttamente
applicabili a carico degli operatori, tra cui l’obbligo di registrare mediante
scritture contabili presso un CSD di tutti i valori mobiliari negoziati nelle
sedi di negoziazione disciplinate dalla direttiva 2004/39/CE o forniti in
garanzia alle condizioni indicate nella direttiva 2002/47/CE, e l’obbligo di
regolare le obbligazioni cui sono tenuti entro e non oltre il secondo giorno
lavorativo dopo la negoziazione, e considerato che i CSD sono responsabili del
funzionamento dei sistemi di regolamento titoli e dell'applicazione di misure
volte a garantire la puntualità del regolamento all'interno dell'Unione, è
essenziale garantire che tutti i CSD siano sicuri e solidi e che rispettino
costantemente i rigorosi requisiti in materia di organizzazione, di condotta
negli affari e prudenziali imposti dal presente regolamento. Norme uniformi e
direttamente applicabili in materia di autorizzazione e vigilanza continua dei
CSD costituiscono un corollario essenziale degli obblighi giuridici imposti ai
partecipanti al mercato dal presente regolamento. È pertanto necessario
includere le norme che riguardano l'autorizzazione e la vigilanza dei CSD nello
stesso atto giuridico che stabilisce gli obblighi giuridici dei partecipanti al
mercato. 
(17)          
Tenendo conto del fatto che i CSD dovrebbero essere
soggetti ad una serie di requisiti comuni e al fine di eliminare gli attuali
ostacoli al regolamento transfrontaliero, occorre che i CSD autorizzati abbiano
la facoltà di fornire i propri servizi all'interno del territorio dell'Unione
sia tramite lo stabilimento di una succursale, sia in regime di prestazione
diretta di servizi. 
(18)          
In un mercato dei regolamenti senza frontiere
all'interno dell'Unione è necessario definire le competenze delle diverse
autorità coinvolte nell’applicazione del presente regolamento. È opportuno che
gli Stati membri designino le autorità competenti responsabili per
l'applicazione del presente regolamento, cui occorre accordare i poteri di
vigilanza e di indagine necessari per l'esercizio delle loro funzioni. È
opportuno che i CSD siano subordinati all'autorizzazione e alla vigilanza delle
autorità competenti nel loro luogo di stabilimento, che sono nella posizione
migliore per esaminarne il funzionamento quotidiano, per procedere a regolari
riesami e per adottare eventualmente le opportune misure, e che dovrebbero
essere dotati dei necessari poteri a tal fine. È tuttavia opportuno che tale
autorità consulti fin dalle prime fasi e collabori con altre autorità
interessate, comprese le autorità responsabili della vigilanza dei singoli
sistemi di regolamento titoli gestiti dai CSD e, se del caso, le banche
centrali interessate che agiscono in qualità di agente di regolamento per i
singoli sistemi di regolamento titoli, nonché se pertinente, le autorità
competenti per altre entità del gruppo. Tale collaborazione implica anche la
notifica immediata alle autorità interessate in caso di situazioni di emergenza
che incidono sulla liquidità e la stabilità del sistema finanziario in uno
degli Stati membri in cui sono stabiliti i CSD o i loro partecipanti.
Ogniqualvolta un CSD fornisce servizi in uno Stato membro diverso da quello in
cui è stabilito tramite lo stabilimento di una succursale o in regime di
prestazione diretta di servizi, l’autorità competente del suo luogo di
stabilimento ha la principale responsabilità di vigilanza su tale CSD.
(19)          
È necessario che qualsiasi persona giuridica che
rientri nella definizione di CSD sia autorizzata dalle autorità nazionali
competenti prima di avviare la sua attività. Al fine di tenere in
considerazione i diversi modelli d'impresa, occorre che i CSD siano definiti
con riferimento a determinati servizi di base, ossia il regolamento, che
presuppone la gestione di un sistema di regolamento titoli, nonché la
prestazione di servizi di notariato e di servizi di gestione accentrata dei conti
titoli. Occorre che un CSD gestisca almeno un sistema di regolamento titoli e
offra almeno un servizio di base. È pertanto opportuno che tale definizione
escluda le entità che non gestiscono sistemi di regolamento titoli, come i
soggetti che curano la tenuta di registri o autorità e organismi pubblici
incaricati della gestione di un sistema di registri istituiti o designati a
norma della direttiva 2003/87/CE. Tale combinazione è essenziale affinché i CSD
possano svolgere il proprio ruolo nel regolamento dei titoli e al fine di
garantire l'integrità dell'emissione di titoli.
(20)          
Al fine di evitare che i CSD si espongano a rischi
in attività diverse da quelle oggetto di autorizzazione a norma del presente
regolamento, occorre che le attività dei CSD autorizzati siano limitate alla
fornitura dei servizi previsti dalla loro autorizzazione ed è opportuno che non
detengano alcuna partecipazione secondo la definizione della quarta direttiva
78/660/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1978, basata sull'articolo 54, paragrafo
3, lettera g), del trattato e relativa ai conti annuali di taluni tipi di
società[14],né
detengano direttamente o indirettamente oltre il 20% dei diritti di voto o del
capitale di istituti diversi da quelli che forniscono servizi analoghi.
(21)          
Al fine di garantire la sicurezza del funzionamento
dei sistemi di regolamento titoli, è opportuno che tali sistemi siano gestiti
solo dai CSD soggetti alle norme stabilite nel presente regolamento o da banche
centrali.
(22)          
Fatti salvi i requisiti specifici previsti dalla
legislazione fiscale degli Stati membri, è opportuno che i CSD siano
autorizzati a fornire servizi accessori ai loro servizi di base che
contribuiscano a migliorare la sicurezza, l'efficienza e la trasparenza dei
mercati mobiliari. Se la fornitura di tali servizi è correlata a procedure
fiscali in materia di esenzione dalla ritenuta alla fonte, la stessa continuerà
ad essere svolta in conformità con la legislazione dello Stato membro
interessato. 
(23)          
Occorre che un CSD che intenda affidare un servizio
di base a terzi, o fornire un nuovo servizio di base o accessorio, o gestire un
altro sistema di regolamento titoli, o avvalersi di un'altra banca centrale
come agente di regolamento o stabilire un collegamento con altri CSD richieda
la relativa l'autorizzazione seguendo la stessa procedura prevista per
l'autorizzazione iniziale, in questo caso, però, occorre che l'autorità
competente comunichi al CSD richiedente se l'autorizzazione è stata concessa o
meno osservando un termine di tre mesi.
(24)          
I CSD stabiliti in paesi terzi possono offrire ad
emittenti e partecipanti stabiliti nell’Unione servizi in relazione con le loro
attività nell’Unione sia tramite lo stabilimento di una succursale sia in
regime di prestazione diretta di servizi e possono stabilire collegamenti con CSD
stabiliti nell'Unione previo riconoscimento da parte dell'AESFEM. Visto il
carattere internazionale dei mercati finanziari, l'AESFEM è l'autorità che
meglio si presta per il riconoscimento di CSD di paesi terzi. L'AESFEM può
riconoscere CSD di paesi terzi solo se la Commissione conclude che essi sono
soggetti ad un quadro giuridico e di vigilanza equivalente a quello disposto
dal presente regolamento, se sono effettivamente subordinati ad autorizzazione
e vigilanza nel loro paese e se sono stati conclusi accordi di cooperazione tra
l'AESFEM e le autorità competenti per i CSD. Il riconoscimento da parte
dell'AESFEM è subordinato a un effettivo riconoscimento equivalente del quadro
prudenziale che si applica ai CSD stabiliti nell'Unione e autorizzati a norma
del presente regolamento.
(25)          
Considerando la natura internazionale dei mercati
finanziari e l'importanza sistemica dei CSD, è necessario assicurare la
convergenza a livello internazionale dei requisiti prudenziali ai quali sono
soggetti. È opportuno che le disposizioni del presente regolamento siano in
linea con le raccomandazioni formulate da CSPR-IOSCO e SEBC-CESR. Occorre che
l'AESFEM tenga conto delle norme vigenti e della loro evoluzione nell’elaborare
le norme tecniche di regolamentazione e di attuazione, e gli orientamenti e le
raccomandazioni previsti dal presente regolamento e nel proporne la revisione.
(26)          
Vista la complessità e la natura sistemica dei CSD
e dei servizi che forniscono, occorre che norme di governo societario
trasparenti garantiscano che l'alta dirigenza, i membri del consiglio, gli
azionisti e i partecipanti, che sono nella posizione di esercitare un
controllo, ai sensi della definizione di cui alla settima direttiva 83/349/CEE
del Consiglio, del 13 giugno 1983, basata sull'articolo 54, paragrafo 3,
lettera g), del trattato e relativa ai conti consolidati[15], sul funzionamento di un CSD
siano idonei ad assicurare una gestione sana e prudente del CSD.
(27)          
È opportuno che norme di governo societario
trasparenti garantiscano che siano presi in considerazione sia gli interessi
degli azionisti, della dirigenza e del personale dei CSD, sia gli interessi dei
loro utenti. Occorre che tali principi di governo societario siano applicati
senza pregiudicare il modello proprietario adottato dai CSD. Occorre che per
ogni sistema di regolamento titoli gestito da un CSD sia istituito un comitato
degli utenti e che il consiglio del CSD lo consulti in merito alle principali
questioni che interessano i suoi membri.
(28)          
Data l'importanza dei compiti affidati ai CSD, occorre
che il presente regolamento stabilisca che i CSD non possano trasferire le loro
responsabilità a terzi esternalizzando le loro attività. È opportuno che
l'esternalizzazione delle attività sia soggetta a condizioni rigorose che non
sollevino i CSD dalla responsabilità per le proprie attività e che non
pregiudichino la vigilanza e la supervisione dei CSD. Occorre che
l'esternalizzazione di servizi di CSD ad organismi pubblici possa, a
determinate condizioni, essere esentata da tali requisiti.
(29)          
È opportuno che le norme sulla condotta negli
affari garantiscano la trasparenza delle relazioni tra CSD e utenti. In
particolare, occorre che i CSD adottino e rendano pubblici i criteri di
trasparenza, oggettività e non discriminazione che disciplinano la partecipazione
al sistema di regolamento titoli, in modo da limitare l'accesso dei
partecipanti solo sulla base dei rischi connessi. Occorre che alle autorità
competenti siano messe in condizione di intervenire in maniera rapida e
adeguata in caso di rifiuto ingiustificato da parte di un CSD di fornire i
propri servizi ad un partecipante. È necessario che i CSD rendano pubblici
prezzi e commissioni dei servizi forniti. Al fine di fornire un accesso aperto
e non discriminatorio ai servizi dei CSD, tenuto conto del significativo potere
di mercato dei CSD sul territorio dei rispettivi Stati membri, occorre che un
CSD non possa divergere dai prezzi pubblicati. È opportuno che i CSD adottino
procedure di comunicazione riconosciute. Tali disposizioni sulla partecipazione
integrano e rafforzano il diritto dei partecipanti al mercato di avvalersi di
un sistema di regolamento titoli in un altro Stato membro, previsto dalla
direttiva 2004/39/CE. 
(30)          
Visto il ruolo centrale dei sistemi di regolamento
titoli nei mercati finanziari, è opportuno che nel fornire i propri servizi i
CSD garantiscano la puntualità del regolamento, l'integrità dell'emissione, la
segregazione dei conti titoli detenuti per ciascun partecipante nonché la
possibilità di procedere, su richiesta, a ulteriori segregazioni dei conti dei
clienti dei partecipanti. Occorre che i CSD assicurino che tali requisiti si
applichino separatamente a ciascun sistema di regolamento titoli da essi
gestito.
(31)          
Al fine di evitare i rischi di regolamento dovuti
all'insolvenza di un agente di regolamento, occorre che un CSD regoli,
ogniqualvolta sia pratico o possibile, il contante dell'operazione su titoli
mediante conti correnti aperti presso una banca centrale. Se tale soluzione non
né pratica né possibile, occorre che i CSD abbiano la facoltà di regolare
un'operazione tramite conti aperti presso un ente di credito stabilito alle
condizioni di cui alla direttiva 2006/48/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 14 giugno 2006, relativa all'accesso all'attività degli enti
creditizi ed al suo esercizio[16]
e sottoposto sia a una specifica procedura di autorizzazione sia ai requisiti
prudenziali di cui al titolo IV del presente regolamento. È opportuno che
quest'ultimo, quando agisce in qualità di agente di regolamento, sia in grado
di fornire ai partecipanti dei CSD i servizi indicati nel presente regolamento
e contemplati dall'autorizzazione, e che possa altrimenti offrire altri servizi
non contemplati dal presente regolamento. 
(32)          
Considerando che la direttiva 2006/48/CE non
disciplina specificamente il rischio di credito e il rischio di liquidità
infragiornalieri derivanti dalla fornitura di servizi bancari accessori al
regolamento, occorre che gli enti creditizi che forniscono tali servizi siano
soggetti anche a requisiti specifici e rafforzati in materia di attenuazione
del rischio di credito e del rischio di liquidità, che dovrebbero essere
applicati a tutti i sistemi di regolamento titoli per i quali agiscono come
agenti di regolamento. Al fine di garantire il pieno rispetto delle misure
specifiche volte ad attenuare il rischio di credito e il rischio di liquidità,
è opportuno che le autorità competenti abbiano la possibilità di richiedere ai
CSD di designare più di un ente creditizio ogniqualvolta possano dimostrare,
sulla base degli elementi disponibili, che le esposizioni di un ente creditizio
alla concentrazione del rischio di credito e del rischio di liquidità non siano
pienamente attenuate.
(33)          
Il requisito secondo cui il regolamento del
contante di un'operazione su titoli deve essere svolto da un soggetto giuridico
distinto che agisce in qualità di agente di regolamento è una misura importante
volta ad aumentare la sicurezza e la resilienza dei CSI. Una tale separazione
tra servizi di base dei CSD e servizi bancari accessori al regolamento appare
infatti indispensabile per eliminare ogni pericolo di trasmissione di rischi
dai servizi bancari, come il rischio di credito e il rischio di liquidità, alla
fornitura di servizi di base dei CSD. Non esistono misure meno invasive per
eliminare il rischio di credito e il rischio di liquidità per garantire il
livello auspicato di sicurezza e di resilienza dei CSD. Tuttavia, al fine di
assicurare l'efficienza risultante dalla fornitura di servizi di CSD e di
servizi bancari all'interno dello stesso gruppo di imprese, occorre che il
requisito che impone che i servizi bancari siano svolti da un ente creditizio
distinto non impedisca a tale ente creditizio di appartenere allo stesso gruppo
di imprese cui appartiene il CSD. Se i servizi di CSD e i servizi bancari sono
entrambi forniti all'interno dello stesso gruppo di imprese, per aumentare la
sicurezza e l'efficienza dei servizi offerti è opportuno che le attività
dell'ente creditizio che fornisce servizi bancari siano limitate alla fornitura
di servizi bancari accessori al regolamento. Inoltre, è opportuno che sia
prevista la possibilità di deroga all'obbligo di separazione tra servizi di
base dei CSD e servizi bancari accessori al regolamento nel caso in cui non vi
sia alcun pericolo di trasmissione del rischi di credito e del rischio di
liquidità dai servizi bancari alla fornitura di servizi di base dei CSD. Al
fine di garantire un'applicazione uniforme della possibilità di deroga al
divieto a carico dei CSD di fornire servizi accessori di tipo bancario, occorre
che la Commissione abbia il potere di decidere, su richiesta di un'autorità
nazionale competente, se è possibile concedere una tale delega alla luce
dell'assenza del rischio sistemico relativo alla fornitura concomitante di
servizi di base dei CSD e di servizi bancari da parte dello stesso soggetto
giuridico. In ogni caso è necessario che le attività di un CSD che goda di una
tale deroga e sia autorizzato ad operare in qualità di ente creditizio siano
limitate esclusivamente alla fornitura di servizi bancari accessori al
regolamento.
(34)          
Al fine di assicurare un sufficiente grado di
sicurezza e di continuità dei servizi forniti dai CSD, occorre che essi siano
soggetti a specifici requisiti prudenziali e patrimoniali uniformi e
direttamente applicabili che attenuino il rischio giuridico, operativo e di
investimento cui sono esposti.
(35)          
Occorre che la sicurezza degli accordi di
collegamento conclusi tra CSD sia garantita da requisiti specifici che
consentano l'accesso dei relativi partecipanti ad altri sistemi di regolamento
titoli. Occorre che il requisito che impone che i servizi accessori di tipo
bancario vengano forniti da soggetti giuridici separati non impedisca ai CSD di
avvalersi di tali servizi, in particolare quando agiscono in qualità di
partecipanti a un sistema di regolamento titoli gestito da un altro CSD. È
particolarmente importante che tutti i potenziali rischi che risultano dagli
accordi di collegamento, tra cui il rischio di credito, di liquidità,
organizzativo oppure ogni altro rischio pertinente per i CSD siano pienamente
attenuati. Per i collegamenti di interoperabilità è importante che i sistemi di
regolamento titoli connessi siano identici per quanto riguarda il momento di
immissione nel sistema degli ordini di trasferimento, l’irrevocabilità degli
ordini di trasferimento e il carattere definitivo dei trasferimenti di titoli e
contante. Occorre che ai CSD che utilizzano un'infrastruttura informatica
comune per i regolamenti si applichino gli stessi criteri.
(36)          
In quanto gestori dei sistemi di regolamento
titoli, i CSD svolgono un ruolo fondamentale nel processo di trasferimento dei
titoli su conti titoli. Al fine di aumentare la certezza giuridica, in
particolare in un contesto transfrontaliero, è importante stabilire regole
chiare sulla legge che disciplina la proprietà dei titoli che un CSD detiene
nei propri conti. Secondo la linea adottata dalle norme vigenti in materia di
conflitto di leggi, occorre che la legge applicabile sia quella del luogo in
cui sono detenuti i conti di un CSD.
(37)          
In molti Stati membri gli emittenti sono tenuti per
legge ad emettere alcuni tipi di titoli, in particolare azioni, avvalendosi dei
CSD del proprio paese. Al fine di eliminare tale ostacolo al buon funzionamento
del mercato della post-negoziazione nell’Unione e di consentire agli emittenti
di scegliere il modo più efficiente per gestire i loro titoli, occorre che gli
emittenti abbiano il diritto di scegliere un CSD qualsiasi stabilito
nell'Unione per registrare i propri titoli e usufruire di tutti i servizi pertinenti
offerti da un CSD. Occorre che le autorità competenti siano messe in condizione
di intervenire in maniera rapida e adeguata in caso di rifiuto ingiustificato
da parte di un CSD di fornire i propri servizi ad un emittente. Al fine di
tutelare i diritti degli azionisti, è opportuno che il diritto degli emittenti
di scegliere un CSD non osti all'applicazione del diritto societario nazionale
in base al quale i titoli sono costituiti e che regola il rapporto fra gli
emittenti e i loro azionisti.
(38)          
Il codice di condotta europeo in materia di compensazione
e regolamento del 7 novembre 2006[17]
ha istituito un quadro non vincolante che consente l'accesso tra CSD e ad altre
infrastrutture di mercato. Tuttavia, il settore della post-negoziazione resta
frammentato lungo linee nazionali, il che aumenta i costi delle operazioni
transfrontaliere. È necessario stabilire condizioni uniformi per i collegamenti
tra CSD e per l'accesso dei CSD agli altri CSD e ad altre infrastrutture di
mercato. Al fine di consentire ai CSD di concedere ai propri partecipanti
l'accesso ad altri mercati, occorre che i CSD abbiano il diritto di agire in
qualità di partecipanti di un altro CSD o di richiedere a un altro CSD di
mettere a punto funzionalità specifiche per accedervi. Occorre che le autorità
competenti siano messe in condizione di intervenire in maniera rapida e
adeguata in caso di rifiuto ingiustificato da parte di un CSD di concedere
l'accesso ad altri CSD. Visto che i collegamenti tra CSD possono comportare
altri rischi per il regolamento, occorre che siano soggetti ad autorizzazione e
vigilanza da parte delle rispettive autorità competenti.
(39)          
È inoltre opportuno che i CSD abbiano accesso ai
flussi relativi alle operazioni di una CCP o di una sede di negoziazione e
occorre che tali infrastrutture di mercato abbiano accesso ai sistemi di
regolamento titoli gestiti dai CSD, a meno che questi accessi non pregiudichino
lo svolgimento delle loro attività. Occorre che le autorità competenti siano
messe in condizione di intervenire in maniera rapida e adeguata in caso di
rifiuto ingiustificato da parte di un CSD o di un'infrastruttura di mercato di
concedere l'accesso ai propri servizi.
(40)          
Un quadro solido in materia prudenziale e di
condotta negli affari per il settore finanziario dovrebbe basarsi su regimi di
vigilanza e sanzionatori forti. A tal fine, è opportuno che le autorità di
vigilanza siano dotate dei poteri necessari per intervenire e che possano fare
affidamento su regimi sanzionatori che scoraggino comportamenti illeciti. La
revisione degli attuali poteri sanzionatori e della loro applicazione pratica
al fine di promuovere la convergenza dei sistemi sanzionatori tra le diverse
attività di vigilanza è stata oggetto nella comunicazione dell'8 dicembre 2010
della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
sociale europeo e al Comitato delle regioni sul rafforzamento delle sanzioni
nel settore dei servizi finanziari.
(41)          
Pertanto, al fine di garantire una reale conformità
da parte dei CSD, degli enti creditizi designati come agenti di regolamento,
dei membri dei loro organi direttivi e di qualsiasi altra persona che detenga
il controllo effettivo delle loro attività o che sia soggetta ai requisiti del
presente regolamento, occorre che le autorità competenti siano in grado di
applicare sanzioni e misure amministrative efficaci, proporzionate e
dissuasive.
(42)          
Al fine di garantire un'applicazione delle sanzioni
uniforme e dissuasiva in tutti gli Stati membri, è opportuno che il presente
regolamento indichi un elenco delle principali sanzioni e misure amministrative
che devono essere a disposizione delle autorità competenti, che conferisca a
tali autorità il potere di imporre tali sanzioni e misure alle persone fisiche
e giuridiche che si rendono responsabili di una violazione e che stabilisca un
elenco di criteri fondamentali per determinare il livello e il tipo di sanzioni
e di misure da applicare nonché il livello delle sanzioni amministrative
pecuniarie. Occorre che nel fissare le ammende amministrative si tenga conto di
fattori quali eventuali benefici finanziari individuati risultanti dalla
violazione, la gravità e la durata della violazione, eventuali circostanze
aggravanti o attenuanti, la necessità che le ammende abbiano un effetto
deterrente e, se opportuno, si preveda una riduzione dell’ammenda in caso di
collaborazione con l'autorità competente. È opportuno che l'adozione e la
pubblicazione delle sanzioni rispettino i diritti fondamentali stabiliti dalla
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare il diritto
al rispetto della vita privata e della vita familiare di cui
all'articolo 7, il diritto alla protezione dei dati di carattere personale
di cui all'articolo 8 e il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice
imparziale di cui all'articolo 47.
(43)          
Al fine di individuare possibili violazioni,
occorre applicare meccanismi efficaci che incentivino la segnalazione alle
autorità competenti di violazioni potenziali o effettive del presente
regolamento. È altresì opportuno che tali meccanismi prevedano garanzie
adeguate per le persone che segnalano violazioni potenziali o effettive del
presente regolamento e per le persone accusate di tali violazioni. Occorre
istituire procedure appropriate per garantire alla persona accusata il diritto
alla protezione dei dati personali, il diritto alla difesa e il diritto di
essere ascoltata prima dell'adozione di una decisione definitiva che la
riguarda nonché il diritto di ricorso effettivo dinanzi al giudice contro una
decisione o una misura che la riguarda. 
(44)          
Occorre che il presente regolamento lasci
impregiudicate disposizioni di legge degli Stati membri in materia di sanzioni
penali.
(45)          
La direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con
riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di
tali dati[18],
disciplina il trattamento dei dati personali effettuato negli Stati membri in
applicazione del presente regolamento. È opportuno che lo scambio o la
trasmissione di dati personali tra autorità competenti degli Stati membri
avvenga in conformità con le norme sul trasferimento dei dati personali di cui
alla direttiva 95/46/CE. Il trattamento dei dati personali da parte dell'AESFEM
in applicazione del presente regolamento è disciplinato dal regolamento (CE) n.
45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000,
concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei
dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché
la libera circolazione di tali dati[19].
Occorre che lo scambio o la trasmissione di dati personali da parte dell'AESFEM
avvenga in conformità alle norme sul trasferimento di dati personali di cui al
regolamento (CE) n. 45/2001.
(46)          
Il presente regolamento rispetta i diritti
fondamentali e osserva i principi riconosciuti in particolare nella Carta dei
diritti fondamentali dell'Unione europea, soprattutto il diritto al rispetto
della vita privata e familiare, il diritto alla protezione dei dati personali, il
diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, il diritto di non
essere giudicato o punito due volte per lo stesso reato nonché la libertà di
esercitare un'attività e deve essere applicato in conformità a tali diritti e
principi.
(47)          
Occorre che l'Autorità europea degli strumenti
finanziari (AESFEM), istituita con il regolamento (UE) n. 1095/2010 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 24 novembre 2010 che istituisce
l’Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e
dei mercati), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione
2009/77/CE della Commissione[20],
svolga un ruolo centrale nell'applicazione del presente regolamento,
assicurando un'applicazione uniforme della normativa dell'Unione da parte delle
autorità nazionali competenti e risolvendo le controverse tra tali autorità. 
(48)          
Trattandosi di un organo con una competenza
altamente specializzata in materia di titoli e mercati mobiliari, è efficiente
e opportuno incaricare l'AESFEM dell'elaborazione di progetti di norme tecniche
di attuazione e di regolamentazione che non comportino scelte politiche e della
loro presentazione alla Commissione. Nei casi specificati, occorre che l'AESFEM
coinvolga direttamente i membri del SEBC e l'Autorità bancaria europea (ABE),
istituita con il regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 24 novembre 2010 , che istituisce l’Autorità europea di
vigilanza (Autorità bancaria europea), modifica la decisione
n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/78/CE della Commissione[21].
(49)          
Occorre che la Commissione abbia il potere di
adottare norme tecniche di regolamentazione conformemente all'articolo 290 del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea e secondo le procedure di cui
agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010 per quanto riguarda
i dettagli delle misure relative alla disciplina di regolamento, le
informazioni e altri elementi che un CSD deve includere nella domanda di
autorizzazione, le informazioni che le varie autorità devono scambiarsi nel
quadro della vigilanza dei CSD, i dettagli degli accordi di cooperazione tra
autorità del paese di origine e autorità del paese ospitante, gli elementi dei
dispositivi di governo societario dei CSD, i dettagli dei registri tenuti dai
CSD, i dettagli delle misure che i CSD devono attuare al fine di mantenere
l'integrità dell'emissione, la protezione dei titoli dei partecipanti,
l’effettuazione tempestiva dei regolamenti, l'attenuazione del rischio
operativo e dei rischi derivanti dai collegamenti tra CSD, i dettagli dei
requisiti patrimoniali per i CSD e i dettagli dei requisiti prudenziali per il
rischio di credito e per il rischio di liquidità per gli enti creditizi
designati. 
(50)          
Occorre inoltre che la Commissione abbia il potere
di adottare norme tecniche di attuazione tramite atti di esecuzione
conformemente all'articolo 291 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea e alla procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) n.
1095/2010 per quanto riguarda i formati standard e i modelli relativi alla
domanda di autorizzazione dei CSD, la trasmissione di informazioni tra le varie
autorità competenti ai fini della vigilanza dei CSD, gli accordi di
cooperazione rilevanti tra autorità del paese di origine e autorità del paese
ospitante, il formato dei registri tenuti dai CSD, le procedure previste per i
casi in cui a un partecipante o a un emittente è negato l'accesso a un CSD, per
i casi in cui è negato tra CSD oppure i casi in cui è negato tra CSD e altre
infrastrutture di mercato la consultazione delle varie autorità prima della
concessione dell'autorizzazione ad un agente di regolamento.
(51)          
È opportuno autorizzare la Commissione ad adottare
atti delegati, in conformità all'articolo 290 del trattato. In particolare, è
necessario che siano adottati atti delegati per quanto riguarda: dettagli
specifici riguardanti le definizioni, i criteri in base ai quali le operazioni
di un CSD in uno Stato membro ospitante dovrebbero essere considerate di
notevole importanza per tale Stato membro, i servizi per i quali un CSD di un
paese terzo deve chiedere il riconoscimento dell'AESFEM e le informazioni che
il richiedente è tenuto a fornire all'AESFEM nella sua domanda di
riconoscimento, i rischi che possono giustificare il rifiuto di un CSD di
concedere l'accesso ai partecipanti e gli elementi della procedura alla quale
possono ricorrere i partecipanti richiedenti, la valutazione delle situazioni
in cui il regolamento in moneta della banca centrale non è pratica o possibile,
gli elementi della procedura di accesso degli emittenti ai CSD, di accesso tra
CSD e tra CSD e altre infrastrutture di mercato. 
(52)          
Al fine di assicurare condizioni uniformi di
applicazione del presente regolamento, occorre conferire competenze di
esecuzione alla Commissione per quanto riguarda le decisioni sulla valutazione
delle norme di paesi terzi ai fini del riconoscimento di CSD di tali paesi e
sulla concessione di deroghe all'obbligo di separare i servizi bancari
accessori al regolamento dai servizi di base dei CSD. Occorre che tali poteri
siano esercitati conformemente alle disposizioni del regolamento (UE) n.
182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che
stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo
da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione
attribuite alla Commissione[22].
(53)          
Poiché l’obiettivo del presente regolamento, vale a
dire la fissazione di requisiti uniformi per il regolamento e per i CSD, non
può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può quindi, a
causa delle dimensioni dell’azione, essere realizzato meglio a livello
dell’Unione, quest’ultima può intervenire, in base al principio di
sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato sull’Unione europea. Il
presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali
obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello
stesso articolo.
(54)          
È necessario modificare la direttiva 98/26/CE al
fine di conformarla alla direttiva 2010/78/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 24 novembre 2010, recante modifica delle direttive 98/26/CE,
2002/87/CE, 2003/6/CE, 2003/41/CE, 2003/71/CE, 2004/39/CE, 2004/109/CE,
2005/60/CE, 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2009/65/CE per quanto riguarda i poteri
dell’Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea), dell’Autorità
europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni
aziendali e professionali), e dell’Autorità europea di vigilanza (Autorità
europea degli strumenti finanziari e dei mercati)[23], nel senso che sistemi di
regolamento titoli non saranno più notificati alla Commissione, ma all'AESFEM.
(55)          
Occorre rinviare l'applicazione dei requisiti in
materia di autorizzazione e di riconoscimento stabiliti nel presente
regolamento al fine di concedere ai CSD stabiliti nell'Unione o in paesi terzi
il tempo sufficiente per richiedere l'autorizzazione e il riconoscimento di cui
al presente regolamento. 
(56)          
È inoltre necessario rinviare l’applicazione dei
requisiti in materia di registrazione di taluni valori mobiliari mediante
scritture contabili e dell’obbligo di regolamento nei sistemi di regolamento
titoli entro e non oltre il secondo giorno lavorativo successivo alla
negoziazione, al fine di concedere ai partecipanti al mercato che detengono titoli
in forma cartacea o con periodi di regolamento più lunghi il tempo sufficiente
per conformarsi a tali disposizioni,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Titolo I
Oggetto, campo di applicazione e definizioni 
Articolo 1
Oggetto e campo di applicazione
1.                      
Il presente regolamento stabilisce obblighi
uniformi per il regolamento degli strumenti finanziari nell'Unione e disciplina
l’organizzazione dei depositari centrali di titoli e lo svolgimento delle loro
attività per promuovere un regolamento sicuro e agevole.
2.                      
Il presente regolamento si applica al regolamento
di tutti gli strumenti finanziari e a tutte le attività dei depositari centrali
di titoli (Central Securities Depositories - CSD), salvo diversa
indicazione nelle disposizioni del regolamento stesso.
3.                      
Il presente regolamento fa salve le disposizioni
della normativa dell'Unione in materia di strumenti finanziari specifici, in
particolare la direttiva 2003/87/CE.
4.                      
Gli articoli da 9 a 18 e l'articolo 20, nonché le
disposizioni del titolo IV, non si applicano ai membri del Sistema europeo di
banche centrali (SEBC), ad altri organismi nazionali degli Stati membri che
svolgono funzioni analoghe né ad altri organismi pubblici degli Stati membri
incaricati della gestione del debito pubblico o che intervengono nella
medesima.
Articolo 2
Definizioni
1.                      
Ai fini del presente regolamento si intende per:
(1)         
"depositario centrale di titoli"
("CSD"): persona giuridica che gestisce un sistema di regolamento
titoli di cui al punto 3 della sezione A dell'allegato e svolge almeno un altro
servizio di base di cui alla sezione A dell’allegato; 
(2)         
"regolamento": completamento di
un’operazione in titoli allo scopo di assolvere le obbligazioni dei
partecipanti mediante il trasferimento di fondi o di titoli;
(3)         
"sistema di regolamento titoli": sistema
ai sensi dell'articolo 2, lettera a), primo e secondo trattino, della direttiva
98/26/CE la cui attività consiste nell'esecuzione di ordini di trasferimento
così come definiti all'articolo 2, lettera i), secondo trattino, della
direttiva 98/26/CE; 
(4)         
"periodo di regolamento": il periodo di
tempo intercorrente tra la data dell'operazione e la data fissata per il
regolamento;
(5)         
"giorno lavorativo": giorno lavorativo
così come definito all’articolo 2, lettera n), della direttiva 98/26/CE;
(6)         
"mancato regolamento": il mancato
verificarsi del regolamento di un'operazione in titoli alla data fissata per il
regolamento a causa della mancanza di titoli o di contante, a prescindere dal
motivo di tale mancanza; 
(7)         
"data fissata per il regolamento": la
data alla quale le parti di un'operazione in titoli convengono che debba avere
luogo il regolamento; 
(8)         
"controparte centrale" ("CCP"):
soggetto che si interpone tra le controparti di contratti negoziati su uno o
più mercati finanziari agendo come acquirente nei confronti di ciascun
venditore e come venditore nei confronti di ciascun acquirente; 
(9)         
"autorità competente": l'autorità
designata da ogni Stato membro ai sensi dell'articolo 10;
(10)     
"partecipante": partecipante, così come
definito all'articolo 2, lettera f), della direttiva 98/26/CE, compresa una
CCP, ad un sistema di regolamento titoli; 
(11)     
"partecipazione": partecipazione ai sensi
dell'articolo 17, prima frase, della direttiva 78/660/CEE o il fatto di
detenere, direttamente o indirettamente, almeno il 20% dei diritti di voto o
del capitale di un'impresa;
(12)     
"Stato membro di origine": lo Stato
membro nel quale un CSD ha ricevuto l'autorizzazione; 
(13)     
"Stato membro ospitante": lo Stato membro
diverso dallo Stato membro di origine in cui un CSD ha una succursale o presta
servizi; 
(14)     
"succursale": sede di attività diversa
dalla sede dell'amministrazione centrale che costituisce una parte, priva di
personalità giuridica, di un CSD e fornisce servizi per i quali il CSD è stato
autorizzato; 
(15)     
"controllo": la relazione tra due imprese
così come definita all'articolo 1 della direttiva 83/349/CEE;
(16)     
"inadempimento del partecipante":
situazione in cui nei confronti di un partecipante viene aperta una procedura
d'insolvenza, così come definita all’articolo 2, lettera j), della direttiva
98/26/CE;
(17)     
"consegna contro pagamento": meccanismo
di regolamento titoli che collega il trasferimento di titoli con il
trasferimento di fondi in modo che la consegna dei titoli si verifichi solo se
avviene il pagamento corrispondente; 
(18)     
"conto titoli": conto sul quale i titoli
possono essere accreditati o addebitati; 
(19)     
"collegamento tra CSD": accordo tra CSD
in virtù del quale un CSD apre un conto nel sistema di regolamento titoli di un
altro CSD al fine di facilitare il trasferimento di titoli dai suoi
partecipanti ai partecipanti di tale CSD. Il collegamento tra CSD comprende
l’accesso con collegamento standard, l’accesso con collegamento personalizzato
e collegamenti di interoperabilità;
(20)     
"accesso con collegamento standard":
collegamento tra CSD con il quale un CSD è collegato con un altro CSD come ogni
altro partecipante al sistema di regolamento titoli gestito da questo secondo
CSD;
(21)     
"accesso con collegamento
personalizzato": collegamento tra CSD con il quale un CSD fornisce ad un
altro CSD servizi specifici, diversi dai servizi forniti agli altri
partecipanti al suo sistema di regolamento titoli;
(22)     
"collegamenti di interoperabilità":
collegamenti tra CSD grazie ai quali i sistemi di regolamento titoli gestiti da
CSD diventano interoperabili, secondo la definizione di cui all'articolo 2,
lettera o), della direttiva 98/26/CE;
(23)     
"valori mobiliari": valori mobiliari così
come definiti all’articolo 4, punto 18, della direttiva 2004/39/CE;
(24)     
"strumenti del mercato monetario":
strumenti del mercato monetario così come definiti all’articolo 4, punto 19,
della direttiva 2004/39/CE;
(25)     
"quote di un organismo di investimento
collettivo": quote di organismi di investimento collettivo di cui
all'allegato I, sezione C, punto 3, della direttiva 2004/39/CE;
(26)     
"quote di emissioni": qualsiasi unità riconosciuta
conforme ai requisiti della direttiva 2003/87/CE;
(27)     
"mercato regolamentato": mercato
regolamentato così come definito all’articolo 4, punto 14, della direttiva
2004/39/CE;
(28)     
"sistema multilaterale di negoziazione":
sistema multilaterale di negoziazione così come definito all’articolo 4, punto
15, della direttiva 2004/39/CE;
(29)     
"sistema organizzato di negoziazione":
qualsiasi sistema diverso da un mercato regolamentato o sistema multilaterale
di negoziazione gestito da un'impresa di investimento o da un gestore del
mercato che consente l'interazione tra interessi multipli di acquisto e di
vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, in modo da dare luogo a
contratti conformemente alle disposizioni del titolo II della direttiva
2004/39/CE;
(30)     
"impresa figlia": un'impresa figlia così
come definita all'articolo 1 della direttiva 83/349/CEE;
(31)     
"agente di regolamento": agente di
regolamento così come definito all'articolo 2, lettera d), della direttiva
98/26/CE;
2.                      
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati conformemente all'articolo 64 riguardo a misure intese a
specificare gli elementi tecnici delle definizioni di cui al paragrafo 1, punti
17, 20, 21 e 22 nonché a specificare i servizi accessori di cui ai punti da 1 a
4 della sezione B dell'allegato e i servizi di cui ai punti 1 e 2 della sezione
C dell'allegato. 
Titolo II
Regolamento titoli 
Capo I
Scrittura contabile
Articolo 3
Scrittura contabile
1.                      
Le società che emettono valori mobiliari ammessi
alla negoziazione in mercati regolamentati provvedono affinché tali titoli
siano rappresentati mediante scritture contabili con l’accentramento tramite
l'emissione di un certificato globale, che rappresenta l'intera emissione, o
tramite l'emissione diretta dei titoli in forma dematerializzata. 
2.                      
Nei casi in cui i titoli di cui al paragrafo 1 sono
negoziati in mercati regolamentati, in sistemi multilaterali di negoziazione o
in sistemi organizzati di negoziazione oppure sono trasferiti per effetto di un
contratto di garanzia finanziaria così come definito all'articolo 2, lettera
a), della direttiva 2002/47/CE, tali titoli sono registrati in un CSD sotto
forma di scrittura contabile prima della data dell’operazione, a meno che non
siano già stati registrati sotto tale forma. 
Articolo 4
Controllo del rispetto della normativa
1.                      
Le autorità dello Stato membro nel quale è
stabilita la società che emette titoli garantiscono il rispetto dell'articolo
3, paragrafo 1.
2.                      
Le autorità competenti per la vigilanza dei mercati
regolamentati, dei sistemi multilaterali di negoziazione e dei sistemi
organizzati di negoziazione garantiscono l'applicazione dell'articolo 3,
paragrafo 2, quando i titoli di cui all’articolo 3, paragrafo 1, sono negoziati
in mercati regolamentati, in sistemi multilaterali di negoziazione o in sistemi
organizzati di negoziazione.
3.                      
Le autorità degli Stati membri responsabili
dell'applicazione della direttiva 2002/47/CE garantiscono l'applicazione
dell’articolo 3, paragrafo 2, del presente regolamento quando i titoli di cui
all'articolo 3, paragrafo 1, del presente regolamento vengono trasferiti per
effetto di un contratto di garanzia finanziaria così come definito all'articolo
2, lettera a), della direttiva 2002/47/CE. 
Capo II
Periodi di regolamento
Articolo 5
Date fissate per il regolamento
1.                      
I partecipanti ad un sistema di regolamento titoli
che acquistano o vendono per conto proprio o per conto di un terzo valori
mobiliari, strumenti del mercato monetario, quote di un organismo di
investimento collettivo e quote di emissioni assolvono l’obbligazione nei
confronti del sistema di regolamento titoli alla data fissata per il
regolamento.
2.                      
Per quanto riguarda i valori mobiliari di cui al
paragrafo 1 negoziati in mercati regolamentati, in sistemi multilaterali di
negoziazione o in sistemi organizzati di negoziazione, la data fissata per il
regolamento non è successiva al secondo giorno lavorativo dopo la negoziazione.

3.                      
L'autorità interessata dello Stato membro il cui
diritto è applicabile al sistema di regolamento titoli gestito da un CSD
garantisce l'applicazione dei paragrafi 1 e 2.
Capo III
Disciplina di regolamento
Articolo 6 
Misure per impedire i mancati regolamenti 
1.                      
Un mercato regolamentato, un sistema multilaterale
di negoziazione o un sistema organizzato di negoziazione stabiliscono procedure
che consentono di confermare i dettagli pertinenti delle operazioni in
strumenti finanziari di cui all’articolo 5, paragrafo 1, alla data alla quale
gli ordini sono stati inviati. 
2.                      
Per ciascun sistema di regolamento titoli che
gestisce, un CSD stabilisce procedure che facilitano il regolamento delle
operazioni in strumenti finanziari di cui all'articolo 5, paragrafo 1, alla
data fissata per il regolamento. Il CSD incoraggia il sollecito regolamento
alla data fissata per il regolamento tramite meccanismi appropriati, quali ad
esempio una struttura tariffaria progressiva.
3.                      
Per ciascun sistema di regolamento titoli che
gestisce, un CSD istituisce strumenti di monitoraggio che gli consentono di
individuare preventivamente i regolamenti delle operazioni in strumenti finanziari
di cui all'articolo 5, paragrafo 1, che con ogni probabilità non avverranno, e
chiede ai partecipanti di regolare tali operazioni alla data fissata per il
regolamento.
4.                      
L'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei
mercati (AESFEM) elabora, in consultazione con i membri del Sistema europeo di
banche centrali (SEBC), progetti di norme tecniche di regolamentazione per
specificare i dettagli delle procedure che consentono di confermare i dettagli
pertinenti delle operazioni e che facilitano il regolamento (paragrafi 1 e 2)
nonché per specificare i dettagli degli strumenti di monitoraggio che
individuano i probabili mancati regolamenti di cui al paragrafo 3. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

Articolo 7
Misure per gestire i mancati regolamenti 
1.                      
Per ciascun sistema di regolamento titoli che
gestisce, un CSD stabilisce un sistema per il monitoraggio dei mancati
regolamenti delle operazioni in strumenti finanziari di cui all'articolo 5,
paragrafo 1. Il CSD comunica regolarmente all'autorità competente ed a
qualsiasi persona avente un interesse legittimo il numero e i dettagli dei
mancati regolamenti nonché qualsiasi altra informazione pertinente. Le autorità
competenti comunicano all'AESFEM tutte le informazioni pertinenti sui mancati
regolamenti. 
2.                      
Per ciascun sistema di regolamento titoli che
gestisce, un CSD stabilisce procedure che facilitano il regolamento delle
operazioni in strumenti finanziari di cui all'articolo 5, paragrafo 1, che non
sono regolate alla data fissata per il regolamento. Tali procedure prevedono un
meccanismo di penalità sufficientemente dissuasivo a carico dei partecipanti
che provocano i mancati regolamenti. 
3.                      
Un partecipante ad un sistema di regolamento titoli
che non consegna al partecipante destinatario gli strumenti finanziari di cui
all’articolo 5, paragrafo 1, alla data fissata per il regolamento è soggetto
all’acquisto forzoso (buy-in) con il quale tali strumenti sono
acquistati sul mercato non oltre quattro giorni dopo la data fissata per il
regolamento e consegnati al partecipante destinatario, nonché ad altre misure
ai sensi del paragrafo 4. 
4.                      
Le misure di cui al paragrafo 3 specificano almeno
i seguenti elementi:
(a)         
la penalità giornaliera pagata dal partecipante
inadempiente per ogni giorno lavorativo tra la data fissata per il regolamento
e la data effettiva del regolamento; 
(b)         
il periodo di preavviso dato al partecipante
inadempiente prima dell’esecuzione dell’acquisto forzoso (buy-in);
(c)         
la fissazione del prezzo ed i costi
dell’acquisto forzoso (buy-in);
(d)         
se del caso, la parte che esegue l’acquisto forzoso
(buy-in).
(e)         
l'importo del risarcimento per il partecipante
destinatario se l’esecuzione dell’acquisto forzoso (buy-in) non è
possibile.
5.                      
Le misure di cui al paragrafo 3 garantiscono che:
(a)         
il partecipante destinatario riceve almeno il
prezzo degli strumenti finanziari concordato al momento dell'operazione;
(b)         
la penalità giornaliera pagata dal partecipante
inadempiente è sufficientemente dissuasiva per il partecipante inadempiente
stesso;
(c)         
se l'esecuzione dell’acquisto forzoso (buy-in)
non è possibile, l'importo del risarcimento in contanti versato al partecipante
destinatario è più elevato del prezzo degli strumenti finanziari concordato al
momento dell'operazione e dell’ultimo prezzo pubblicamente disponibile per tali
strumenti nella sede di negoziazione dove l’operazione è avvenuta, ed è
sufficientemente dissuasivo per il partecipante inadempiente;
(d)         
le parti di cui al paragrafo 7, comprese le
controparti centrali, che eseguono l’acquisto forzoso (buy-in) indicano
ai partecipanti le commissioni applicate per questo servizio;
(e)         
se l’acquisto forzoso (buy-in) è eseguito da
una parte diversa dal partecipante inadempiente, il partecipante inadempiente
rimborsa tutti gli importi pagati dalla parte che esegue l’acquisto
conformemente ai paragrafi 3 e 4. 
6.                      
I CSD, le controparti centrali, i mercati
regolamentati, i sistemi multilaterali di negoziazione e i sistemi organizzati
di negoziazione stabiliscono procedure che consentono loro di sospendere un
partecipante che sistematicamente non consegna gli strumenti finanziari di cui
al paragrafo 1 o il contante alla data fissata per il regolamento nonché di
divulgare al pubblico la sua identità solo dopo avergli dato la possibilità di
formulare osservazioni. 
7.                      
I paragrafi da 2 a 6 si applicano a tutte le
operazioni in strumenti finanziari di cui all’articolo 5, paragrafo 1, ammessi
alla negoziazione in mercati regolamentati, negoziati in sistemi multilaterali
di negoziazione o in sistemi organizzati di negoziazione o compensati mediante
controparte centrale. 
Per le operazioni che vengono compensate mediante
controparte centrale prima di essere regolate in un sistema di regolamento
titoli, le misure di cui ai paragrafi da 3 a 5 vengono eseguite dalla
controparte centrale. 
Per le operazioni non compensate mediante
controparte centrale, i mercati regolamentati, i sistemi multilaterali di
negoziazione e i sistemi organizzati di negoziazione includono tra le proprie
norme interne l'obbligo per i partecipanti di essere oggetto delle misure di
cui ai paragrafi da 3 a 5.
8.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare i dettagli
del sistema di monitoraggio dei mancati regolamenti e le segnalazioni sui
mancati regolamenti di cui al paragrafo 1, i dettagli delle procedure che
facilitano il regolamento delle operazioni dopo i mancati regolamenti di cui al
paragrafo 2 e le misure di cui ai paragrafi da 3 a 5. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
Articolo 8
Controllo del rispetto della normativa 
1.                      
L'autorità interessata dello Stato membro il cui
diritto è applicabile al sistema di regolamento titoli gestito da un CSD
garantisce l'applicazione degli articoli 6 e 7 e sorveglia l’applicazione delle
penalità imposte, in stretta cooperazione con le autorità competenti per la
vigilanza dei mercati regolamentati, dei sistemi multilaterali di negoziazione,
dei sistemi organizzati di negoziazione e delle controparti centrali di cui
all'articolo 7. In particolare, le autorità sorveglia l’applicazione delle
penalità di cui all’articolo 7, paragrafi 2 e 4, nonché delle misure di cui
all'articolo 7, paragrafo 6.
2.                      
Al fine di garantire prassi di vigilanza uniformi,
efficienti ed efficaci all’interno dell’Unione in relazione agli articoli 6 e 7
del presente regolamento, l'AESFEM può emanare orientamenti a norma
dell’articolo 16 del regolamento (UE) n. 1095/2010.
Titolo III
Depositari centrali di titoli
Capo I
Autorizzazione e vigilanza dei depositari centrali di titoli (Central
Securities Depositories - CSD) 
Sezione 1
Autorità responsabili dell'autorizzazione e della vigilanza dei CSD
Articolo 9
Autorità competente
Un CSD è autorizzato e vigilato dall'autorità
competente dello Stato membro in cui è stabilito. 
Articolo 10
Designazione dell'autorità competente
1.                      
Ogni Stato membro designa l'autorità competente
incaricata delle funzioni previste dal presente regolamento in materia di
autorizzazione e vigilanza dei CSD stabiliti sul proprio territorio e ne
informa l'AESFEM.
Se uno Stato membro designa più di un'autorità
competente, esso ne specifica chiaramente i rispettivi ruoli e designa una sola
di esse come responsabile della cooperazione con le autorità competenti degli
altri Stati membri, le autorità interessate di cui all'articolo 11, l'AESFEM e
l'ABE quando espressamente menzionato nel presente regolamento. 
2.                      
L'AESFEM pubblica sul suo sito internet l'elenco
delle autorità competenti designate conformemente al paragrafo 1.
3.                      
Alle autorità competenti sono conferiti i poteri di
vigilanza e di indagine necessari per l'esercizio delle loro funzioni.
Articolo 11
Autorità interessate
1.                      
Le seguenti autorità sono coinvolte
nell'autorizzazione e nella vigilanza dei CSD ogniqualvolta specificamente
menzionato nel presente regolamento:
(a)         
l’autorità responsabile della supervisione del
sistema di regolamento titoli gestito dal CSD nello Stato membro il cui diritto
è applicabile a detto sistema di regolamento titoli; 
(b)         
se del caso, la banca centrale nell'Unione nei cui
libri contabili viene regolato il contante di un sistema di regolamento titoli
gestito dal CSD, oppure, in caso di regolamento attraverso un ente creditizio
in conformità del titolo IV, la banca centrale nell'Unione che emette la valuta
pertinente.
2.                      
L'AESFEM pubblica sul suo sito internet l'elenco
delle autorità interessate designate conformemente al paragrafo 1.
Articolo 12
Cooperazione tra autorità
1.                      
Le autorità di cui agli articoli 9 e 11 e l'AESFEM
cooperano strettamente per l'applicazione del presente regolamento, in
particolare nelle situazioni di emergenza di cui all'articolo 13. Ove opportuno
e pertinente, tale cooperazione include altre autorità e organismi pubblici, in
particolare quelli istituiti o designati a norma della direttiva 2003/87/CE.
Al fine di garantire prassi di vigilanza uniformi,
efficienti ed efficaci all’interno dell’Unione, compresa la cooperazione tra le
autorità di cui agli articoli 9 e 11 nelle varie valutazioni necessarie per
l'applicazione del presente regolamento, l'AESFEM può emanare orientamenti
rivolti alle autorità di cui all'articolo 9 a norma dell’articolo 16 del
regolamento (UE) n. 1095/2010.
2.                      
Nell'esercizio delle loro funzioni generali, le
autorità competenti considerano debitamente l'impatto potenziale delle loro
decisioni sulla stabilità del sistema finanziario in tutti gli altri Stati
membri interessati, in particolare nelle situazioni di emergenza di cui
all'articolo 13, sulla base delle informazioni disponibili.
Articolo 13
Situazioni di emergenza
Le autorità di cui agli articoli 9 e 11
informano immediatamente l'AESFEM e si informano vicendevolmente di ogni
situazione di emergenza in relazione ad un CSD, compresi gli sviluppi sui
mercati finanziari che potrebbero avere effetti negativi sulla liquidità dei
mercati e sulla stabilità del sistema finanziario in uno degli Stati membri in
cui il CSD o uno dei suoi partecipanti sono stabiliti.
Sezione 2
Condizioni e procedure per l'autorizzazione dei CSD
Articolo 14
Autorizzazione di un CSD
1.                      
Qualsiasi persona giuridica che rientra nella
definizione di CSD deve ottenere un'autorizzazione dall’autorità competente
dello Stato membro in cui è stabilita prima di iniziare la sua attività. 
2.                      
L'autorizzazione specifica quali servizi, tra
quelli elencati alle sezioni A e B dell'allegato, il CSD è autorizzato a
prestare. 
3.                      
Il CSD rispetta in modo continuativo le condizioni
necessarie per l'autorizzazione.
Il CSD notifica all'autorità competente, senza
indebito ritardo, ogni modifica importante avente un'incidenza sulle condizioni
di rilascio dell'autorizzazione.
Articolo 15
Procedura di concessione dell'autorizzazione
1.                      
Il CSD richiedente presenta la domanda di
autorizzazione alla sua autorità competente.
2.                      
La domanda di autorizzazione è accompagnata da
tutte le informazioni necessarie per permettere all'autorità competente di
accertare che il CSD richiedente abbia adottato, al momento del rilascio
dell'autorizzazione, tutte le disposizioni necessarie per garantire il rispetto
degli obblighi di cui al presente regolamento. La domanda di autorizzazione
contiene il programma operativo indicante il tipo di attività previste e la
struttura organizzativa del CSD.
3.                      
Entro venti giorni lavorativi dal ricevimento della
domanda l’autorità competente accerta che essa sia completa. Se la domanda è
incompleta, l'autorità competente fissa un termine entro il quale il CSD
richiedente deve trasmettere informazioni mancanti. L’autorità competente
informa il CSD richiedente quando la domanda è considerata completa.
4.                      
Dal momento in cui la domanda viene considerata
completa l'autorità competente trasmette tutte le informazioni contenute nella
domanda alle autorità interessate di cui all'articolo 11 e consulta dette
autorità a proposito delle caratteristiche del sistema di regolamento titoli
gestito dal CSD richiedente.
5.                      
Prima di concedere l'autorizzazione al CSD
richiedente, l'autorità competente consulta le autorità competenti dell'altro
Stato membro interessato nei seguenti casi: 
(a)         
il CSD è una filiazione di un CSD autorizzato in un
altro Stato membro; 
(b)         
il CSD è una filiazione dell'impresa madre di un
CSD autorizzato in un altro Stato membro; 
(c)         
il CSD è controllato dalle stesse persone fisiche o
giuridiche che controllano un altro CSD autorizzato in un altro Stato membro.
La consultazione di cui primo comma riguarda
quanto segue:
(a)         
l'idoneità degli azionisti e dei partecipanti di
cui all’articolo 25, paragrafo 4, nonché l'onorabilità e la professionalità
delle persone che dirigono effettivamente l'attività del CSD nei casi in cui
tali azionisti, partecipanti e persone sono comuni al CSD richiedente e al CSD
autorizzato in un altro Stato membro; 
(b)         
se le relazioni di cui al paragrafo 5 tra il CSD
autorizzato in un altro Stato membro e il CSD richiedente non influenzano la capacità
di quest'ultimo di soddisfare i requisiti del presente regolamento. 
6.                      
Entro sei mesi dalla presentazione della domanda
completa l'autorità competente comunica per iscritto al CSD richiedente, con
una decisione pienamente motivata, se l'autorizzazione è stata concessa o
rifiutata.
7.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare le
informazioni che il CSD richiedente fornisce all'autorità competente nella
domanda di autorizzazione. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1095/2010. 
8.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati standard,
modelli e procedure per la domanda di autorizzazione. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
attuazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.
Articolo 16
Effetti dell’autorizzazione
1.                      
Le attività di un CSD autorizzato si limitano alla
prestazione dei servizi contemplati dalla sua autorizzazione. 
2.                      
I sistemi di regolamento titoli possono essere
gestiti soltanto da CSD e banche centrali.
3.                      
Un CSD autorizzato non è esposto ai rischi connessi
alla prestazione di servizi accessori di tipo bancario da parte dell'ente
creditizio designato a prestare tali servizi a norma del titolo IV.
4.                      
Un CSD autorizzato può soltanto avere una
partecipazione in una persona giuridica le cui attività siano limitate alla
prestazione dei servizi di cui alle sezioni A e B dell'allegato.
Articolo 17
Estensione e esternalizzazione delle attività e dei servizi
1.                      
Un CSD autorizzato presenta domanda di
autorizzazione all'autorità competente dello Stato membro in cui è stabilito
quando intende esternalizzare a terzi un servizio di base ai sensi
dell’articolo 28 o estendere le proprie attività ad una o più delle seguenti: 
a)      servizi di base e servizi accessori
aggiuntivi di cui alle sezioni A e B dell’allegato non contemplati
dall'autorizzazione iniziale; 
b)      gestione di un altro sistema di
regolamento titoli;
c)      regolamento totale o parziale del
contante del suo sistema di regolamento titoli nei libri contabili di un'altra
banca centrale;
d)      creazione di un collegamento tra CSD.
2.                      
La concessione dell’autorizzazione di cui al
paragrafo 1 è soggetta alla procedura di cui all'articolo 15. 
L'autorità competente informa il CSD richiedente
del rilascio o del rifiuto dell’autorizzazione entro tre mesi dalla
presentazione della domanda completa. 
Articolo 18
Revoca dell'autorizzazione
1.                      
L'autorità competente dello Stato membro nel quale
il CSD è stabilito revoca l'autorizzazione in uno qualunque dei seguenti casi: 
(a)         
qualora il CSD non abbia utilizzato
l'autorizzazione per 12 mesi, rinunci espressamente all'autorizzazione o non
abbia prestato alcun servizio o esercitato alcuna attività nel corso dei sei
mesi precedenti;
(b)         
qualora il CSD abbia ottenuto l'autorizzazione
presentando false dichiarazioni o con qualsiasi altro mezzo illecito;
(c)         
qualora il CSD non soddisfi più le condizioni di
rilascio dell’autorizzazione e non abbia adottato le azioni correttive
richieste dall'autorità competente entro un termine fissato;
(d)         
qualora il CSD abbia violato gravemente e
sistematicamente le disposizioni del presente regolamento.
2.                      
A partire dal momento in cui essa viene a
conoscenza di uno dei casi di cui al paragrafo 1, l’autorità competente
consulta immediatamente le autorità interessate di cui all'articolo 11 sulla
necessità o meno di revocare l'autorizzazione, a meno che tale decisione non
sia urgente.
3.                      
L'AESFEM e ogni altra autorità interessata di cui
all'articolo 11 possono chiedere in qualsiasi momento all'autorità competente
dello Stato membro in cui il CSD è stabilito di verificare se il CSD continua a
rispettare le condizioni di rilascio dell'autorizzazione. 
4.                      
L'autorità competente può limitare la revoca ad un
servizio, un'attività o uno strumento finanziario particolare.
Articolo 19
Registro dei CSD
1.                      
Le decisioni adottate dalle autorità competenti ai
sensi degli articoli 14, 17 e 18 sono immediatamente comunicate all'AESFEM.
2.                      
Le banche centrali informano immediatamente
l'AESFEM dei CSD che esse gestiscono. 
3.                      
Il nome di ciascun CSD che opera a norma del
presente regolamento e al quale sono stati concessi l'autorizzazione o il
riconoscimento ai sensi degli articoli 14, 17 e 23 è iscritto in un elenco che
specifica i servizi e le categorie di strumenti finanziari per i quali il CSD è
stato autorizzato. L'elenco comprende le succursali gestite dal CSD in altri
Stati membri e i collegamenti tra CSD. L'AESFEM pubblica l'elenco sul suo sito
internet e ne cura l'aggiornamento.
4.                      
Le autorità competenti di cui all'articolo 9
comunicano all'AESFEM gli istituti che operano come CSD entro 90 giorni a
decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. 
Sezione 3
Vigilanza dei CSD
Articolo 20
Riesame e valutazione
1.                      
L'autorità competente riesamina almeno una volta
all'anno le disposizioni, le strategie, le procedure e i meccanismi attuati da
un CSD per attenersi alle disposizioni del presente regolamento e valuta i
rischi ai quali il CSD è esposto o potrebbe essere esposto. 
2.                      
L'autorità competente stabilisce la frequenza e il
grado di dettaglio del riesame e della valutazione di cui al paragrafo 1
tenendo conto delle dimensioni, dell'importanza sistemica, della natura,
dell'ampiezza e della complessità delle attività del CSD interessato. Il
riesame e la valutazione sono aggiornate almeno una volta l'anno.
3.                      
L'autorità competente può sottoporre il CSD a
ispezioni in loco. 
4.                      
Nell'effettuare il riesame e la valutazione di cui
al paragrafo 1, l’autorità competente consulta tempestivamente le autorità
interessate di cui all'articolo 11 per quanto riguarda il funzionamento dei
sistemi di regolamento titoli gestiti dal CSD.
5.                      
L’autorità competente informa regolarmente, e
almeno una volta l'anno, le autorità interessate di cui all'articolo 11 circa i
risultati del riesame e della valutazione di cui al paragrafo 1, comprese
eventuali azioni correttive o penalità.
6.                      
Nell'effettuare il riesame e la valutazione di cui
al paragrafo 1, le autorità competenti incaricate della vigilanza dei CSD
legati dai tipi di rapporti di cui all'articolo 15, paragrafo 5, primo comma,
lettere a), b) e c), si trasmettono vicendevolmente tutte le informazioni atte
a facilitare loro i compiti. 
7.                      
L'autorità competente chiede al CSD che non
soddisfa le prescrizioni del presente regolamento di adottare tempestivamente
le azioni o le misure richieste dalla situazione.
8.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare quanto
segue: 
(a)         
le informazioni che il CSD fornisce all'autorità
competente ai fini del riesame di cui al paragrafo 1;
(b)         
le informazioni che l'autorità competente fornisce
alle autorità interessate di cui al paragrafo 5;
(c)         
le informazioni che le autorità competenti di cui
al paragrafo 6 si comunicano vicendevolmente.
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
9.           L'AESFEM elabora, in consultazione
con i membri del SEBC, progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire
formati standard, modelli e procedure per fornire le informazioni di cui al
paragrafo 8, primo comma. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
attuazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.
Sezione 4
Prestazione di servizi in un altro Stato membro
Articolo 21
Libertà di prestare servizi in un altro Stato membro 
1.                      
Un CSD autorizzato può esercitare le proprie
attività nel territorio dell'Unione o mediante lo stabilimento di una
succursale o mediante la prestazione diretta di servizi, purché i tipi di attività
interessate siano contemplati dall'autorizzazione.
2.                      
Un CSD che intende prestare i propri servizi nel
territorio di un altro Stato membro per la prima volta o che intende modificare
la gamma dei servizi prestati comunica all'autorità competente dello Stato
membro nel quale è stabilito le seguenti informazioni: 
(a)         
lo Stato membro nel quale intende operare;
(b)         
il programma operativo indicante in particolare i
servizi che intende prestare;
(c)         
nel caso di una succursale, la struttura
organizzativa della succursale e i nomi delle persone responsabili della sua
gestione.
3.                      
Entro tre mesi dal ricevimento delle informazioni
di cui al paragrafo 2, l'autorità competente trasmette tali informazioni
all'autorità competente dello Stato membro ospitante a meno che, considerando
la prestazione dei servizi previsti, non abbia motivi di dubitare
dell'adeguatezza della struttura amministrativa o della situazione finanziaria
del CSD che intende prestare i suoi servizi nello Stato membro ospitante.
4.                      
Quando l'autorità competente rifiuta di comunicare
le informazioni all'autorità competente dello Stato membro ospitante, essa
indica al CSD interessato, entro tre mesi dalla ricezione di tutte le predette
informazioni, le ragioni del suo rifiuto.
5.                      
Il CSD può iniziare a fornire i suoi servizi nello
Stato membro ospitante:
(a)         
al momento del ricevimento della comunicazione
dell'autorità competente dello Stato membro ospitante che conferma il
ricevimento della comunicazione di cui al paragrafo 3;
(b)         
in caso di mancato ricevimento di una
comunicazione, dopo due mesi dalla data di trasmissione della comunicazione di
cui al paragrafo 3.
6.                      
In caso di modifica di una qualsiasi delle
informazioni comunicate conformemente al paragrafo 2, il CSD ne avverte per
iscritto l'autorità competente dello Stato membro di origine almeno un mese
prima che la modifica venga attuata. L'autorità competente dello Stato membro
di origine informa l'autorità competente dello Stato membro ospitante in merito
a tali modifiche. 
Articolo 22
Cooperazione tra le autorità dello Stato membro di origine e di quello
ospitante
1.                      
Se un CSD autorizzato in uno Stato membro ha
stabilito una succursale in un altro Stato membro, l’autorità competente dello
Stato membro di origine del CSD, nell’esercizio delle sue responsabilità e dopo
aver informato l'autorità competente dello Stato membro ospitante, può eseguire
ispezioni in loco in tale succursale.
2.                      
Le autorità competenti degli Stati membri ospitanti
possono esigere che i CSD che prestano servizi ai sensi dell’articolo 21
presentino loro relazioni periodiche sulle attività da essi svolte in tali
Stati membri ospitanti, in particolare ai fini della raccolta dei dati
statistici.
3.                      
Su richiesta dell'autorità competente dello Stato
membro ospitante, l'autorità competente dello Stato membro di origine del CSD
comunica in tempi ragionevoli l’identità degli emittenti e dei partecipanti ai
sistemi di regolamento titoli gestiti dal CSD che presta servizi nello Stato
membro ospitante ed altre eventuali informazioni pertinenti relative alle
attività del CSD nello Stato membro ospitante.
4.                      
Quando, tenuto conto della situazione dei mercati
dei valori mobiliari nello Stato membro ospitante, le attività di un CSD che ha
stabilito una succursale o collegamenti di interoperabilità con altri CSD o
sistemi di regolamento titoli nello Stato membro ospitante hanno acquisito
un'importanza sostanziale per il funzionamento dei mercati dei valori mobiliari
e la tutela degli investitori nello Stato membro ospitante, le autorità
competenti dello Stato membro di origine e quelle dello Stato membro ospitante
concludono adeguati accordi per la vigilanza delle attività di tale CSD nello
Stato membro ospitante.
5.                      
Quando l'autorità competente dello Stato membro
ospitante ha motivi chiari e dimostrabili per ritenere che un CSD che presta
servizi sul suo territorio a norma dell'articolo 21 non ottemperi agli obblighi
derivanti dalle disposizioni del presente regolamento, ne informa l'autorità
competente dello Stato membro di origine. 
Se, nonostante le misure prese dall'autorità
competente dello Stato membro di origine o per il fatto che tali misure si
rivelano insufficienti, il CSD persiste nel non ottemperare agli obblighi che
gli derivano dalle disposizioni del presente regolamento, l'autorità competente
dello Stato membro ospitante, dopo aver informato l'autorità competente dello
Stato membro di origine, adotta tutte le misure necessarie per garantire il
rispetto delle disposizioni del presente regolamento nel territorio dello Stato
membro ospitante. L'AESFEM è informata di tali misure senza indugio.
L'autorità competente dello Stato membro ospitante
può deferire la questione all'AESFEM, che può intervenire conformemente ai
poteri che le sono conferiti dall'articolo 19 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
6.                      
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati conformemente all'articolo 64 riguardo alle misure che
stabiliscono i criteri secondo i quali le operazioni di un CSD in uno Stato
membro ospitante potrebbero essere considerate di sostanziale importanza per il
funzionamento dei mercati dei valori mobiliari e la tutela degli investitori in
tale Stato membro ospitante.
7.                      
L'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di
attuazione volti a stabilire formati standard, modelli e procedure per la
trasmissione delle informazioni di cui ai paragrafi 1, 3 e 5.
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
attuazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.
Sezione 5
Relazioni con i paesi terzi
Articolo 23
Paesi terzi
1.                      
Un CSD stabilito in un paese terzo può prestare
servizi CSD, attraverso una succursale o direttamente, a emittenti e
partecipanti stabiliti nell’Unione in relazione alle attività da essi svolti
nell'Unione e può creare collegamenti con un CSD stabilito nell'Unione solo se
tale CSD è riconosciuto dall'AESFEM. 
2.                      
Previa consultazione delle autorità di cui al
paragrafo 3, l'AESFEM riconosce un CSD stabilito in un paese terzo che ha
presentato domanda di riconoscimento per fornire i servizi di cui al paragrafo
1, se sono soddisfatte le seguenti condizioni: 
(a)         
la Commissione ha adottato una decisione conformemente
al paragrafo 6;
(b)         
il CSD è soggetto ad un'autorizzazione e ad una
vigilanza effettive, che garantiscano la piena conformità ai requisiti
applicabili nel paese terzo in questione;
(c)         
sono stati conclusi accordi di cooperazione tra
l'AESFEM e le autorità competenti del paese terzo in questione conformemente al
paragrafo 7.
3.                      
Per valutare se le condizioni di cui al paragrafo 2
sono rispettate, l'AESFEM si consulta con:
(a)         
le autorità competenti degli Stati membri in cui il
CSD del paese terzo intende prestare servizi;
(b)         
le autorità competenti incaricate della vigilanza
dei CSD stabiliti nell'Unione con i quali un CSD di un paese terzo CSD ha
stabilito collegamenti;
(c)         
le autorità di cui all'articolo 11, paragrafo 1,
lettera a);
(d)         
l'autorità del paese terzo responsabile dell'autorizzazione
e della vigilanza dei CSD.
4.                      
Il CSD di cui al paragrafo 1 presenta domanda di
riconoscimento all'AESFEM. 
Il CSD richiedente fornisce all'AESFEM tutte le
informazioni ritenute necessarie ai fini del riconoscimento. Entro 30 giorni
lavorativi dal ricevimento della domanda, l’AESFEM accerta che essa sia
completa. Se la domanda è incompleta, l'AESFEM fissa un termine entro il quale
il CSD richiedente deve trasmettere informazioni mancanti. 
La decisione in merito al riconoscimento è basata
sui criteri di cui al paragrafo 2.
Entro sei mesi dalla presentazione della domanda
completa l'AESFEM comunica per iscritto al CSD richiedente, con una decisione
pienamente motivata, se il riconoscimento è stato concesso o rifiutato.
5.                      
L'AESFEM, in consultazione con le autorità di cui
al paragrafo 3, riesamina il riconoscimento del CSD stabilito in un paese terzo
in caso di estensione nell'Unione, da parte di tale CSD, dei servizi di cui al
paragrafo 1, in conformità della procedura di cui ai paragrafi da 1 a 4. 
L'AESFEM revoca il riconoscimento del CSD quando
le condizioni e i requisiti di cui al paragrafo 2 non sono più soddisfatti o
nelle circostanze di cui all'articolo 18.
6.                      
La Commissione può adottare una decisione
conformemente alla procedura di cui all'articolo 66, con la quale stabilisce
che le disposizioni legislative e di vigilanza del paese terzo assicurano che i
CSD ivi autorizzati soddisfano requisiti giuridicamente vincolanti equivalenti
ai requisiti fissati dal presente regolamento, che in tale paese terzo i CSD
sono soggetti su base continuativa ad una vigilanza e ad un controllo del
rispetto della normativa effettivi e che il quadro giuridico di tale paese
terzo prevede un sistema di equivalenza effettivo per il riconoscimento dei CSD
autorizzati a norma di regimi giuridici di paesi terzi. 
7.                      
In conformità con l'articolo 33, paragrafo 1, del
regolamento (UE) n. 1095/2010, l'AESFEM conclude accordi di cooperazione
con le autorità competenti interessate dei paesi terzi le cui disposizioni
legislative e di vigilanza sono state riconosciute equivalenti al presente
regolamento conformemente al paragrafo 6. Tali accordi specificano almeno:
(a)         
il meccanismo per lo scambio di informazioni tra
l'AESFEM e le autorità competenti dei paesi terzi interessati, compreso
l'accesso a tutte le informazioni relative ai CSD autorizzati nei paesi terzi
richieste dall'AESFEM;
(b)         
il meccanismo per la tempestiva comunicazione
all'AESFEM nel caso in cui l'autorità competente di un paese terzo ritenga che
un CSD soggetto alla sua vigilanza violi le condizioni della sua autorizzazione
o altre disposizioni legislative che è tenuto a osservare;
(c)         
le procedure riguardanti il coordinamento delle
attività di vigilanza, comprese, se opportuno, le ispezioni in loco.
Se un accordo di cooperazione prevede il
trasferimento di dati personali da parte di uno Stato membro, il trasferimento
è conforme alle disposizioni della direttiva 95/46/CE, e se un accordo di
cooperazione prevede il trasferimento di dati personali da parte dell'AESFEM,
il trasferimento è conforme alle disposizioni del regolamento (UE) n. 45/2001.
8.                      
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati conformemente all'articolo 64 riguardo alle misure volte a
specificare i servizi per i quali un CSD stabilito in un paese terzo è tenuto a
chiedere il riconoscimento da parte dell'AESFEM a norma del paragrafo 1 e alle
informazioni che il CSD richiedente è tenuto a fornire all’AESFEM nella domanda
di riconoscimento a norma del paragrafo 4. 
Capo II
Requisiti per i CSD
Sezione 1
Requisiti organizzativi
Articolo 24
Disposizioni generali
1.                      
I CSD si dotano di solidi dispositivi di governo
societario, ivi compresa una chiara struttura organizzativa con linee di
responsabilità ben definite, trasparenti e coerenti, procedure efficaci per l'individuazione,
la gestione, la sorveglianza e la segnalazione dei rischi ai quali sono o
potrebbero essere esposti nonché politiche retributive e meccanismi di
controllo interno adeguati, tra cui valide procedure amministrative e
contabili.
2.                      
I CSD adottano politiche e procedure
sufficientemente efficaci per assicurare il rispetto del presente regolamento,
compreso il rispetto da parte dei dirigenti e dei dipendenti di tutte le
disposizioni del presente regolamento.
3.                      
I CSD mantengono e applicano disposizioni
organizzative e amministrative scritte efficaci per individuare e gestire ogni
potenziale conflitto di interessi tra di essi, compresi i dirigenti, il
personale, i membri del consiglio o le persone a essi direttamente o
indirettamente legate, e i loro partecipanti o i loro clienti. Essi mantengono
adeguate procedure di risoluzione e le applicano ogniqualvolta si verifichi un
potenziale conflitto di interessi. 
4.                      
I CSD rendono accessibili al pubblico i loro
dispositivi di governo societario e le norme che ne disciplinano l'attività.
5.                      
I CSD dispongono di procedure adeguate affinché i
propri dipendenti possano segnalare violazioni a livello interno avvalendosi di
uno specifico canale. 
6.                      
I CSD sono soggetti ad audit frequenti e
indipendenti. I risultati degli audit sono comunicati al consiglio e messi a
disposizioni dell'autorità competente.
7.                      
Un CSD vincolato da legami patrimoniali ad un altro
CSD, ad una società di partecipazione finanziaria o ad un ente creditizio di
cui al titolo IV adotta politiche e procedure dettagliate che specificano come
i requisiti di cui al presente articolo si applicano al gruppo e alle diverse
entità del gruppo.
8.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare gli strumenti
di monitoraggio dei rischi per i CSD di cui al paragrafo 1, le responsabilità
del personale in posizioni chiave nei confronti di tali rischi, i potenziali
conflitti di interessi di cui al paragrafo 3, nonché i metodi di audit di cui
al paragrafo 6 a livello sia del CSD che del gruppo. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
Articolo 25
Alta dirigenza, consiglio e azionisti
1.                      
L'alta dirigenza di un CSD possiede l'onorabilità e
l'esperienza necessarie per assicurare una gestione sana e prudente del CSD.
2.                      
I CSD hanno un consiglio di cui almeno un terzo dei
membri, ma non meno di due di essi, sono indipendenti. 
3.                      
La remunerazione dei membri indipendenti e di altri
membri non esecutivi del consiglio non è legata ai risultati economici del CSD.

4.                      
Il consiglio è composto di membri adeguati che
possiedono opportune competenze, esperienze e conoscenze dell'entità e del
mercato. 
5.                      
I CSD stabiliscono chiaramente i ruoli e le
responsabilità del consiglio e ne mettono a disposizione dell'autorità
competente i verbali delle riunioni.
6.                      
Gli azionisti ed i partecipanti dei CSD che sono in
grado di esercitare un controllo, diretto o indiretto, sulla gestione del CSD,
sono in grado di assicurarne una gestione sana e prudente. 
7.                      
I CSD:
(a)         
trasmettono all'autorità competente e rendono
pubbliche informazioni sulla proprietà del CSD, in particolare l'identità delle
parti che sono in grado di esercitare un controllo sulla gestione del CSD e
l'entità dei loro interessi;
(b)         
comunicano all'autorità competente e rendono
pubblico qualsiasi trasferimento di proprietà che dia origine a cambiamenti
dell'identità delle persone che esercitano il controllo sul funzionamento del
CSD.
8.                      
Entro 60 giorni lavorativi dal ricevimento delle
informazioni di cui al paragrafo 4, l’autorità competente adotta una decisione
sulle modifiche proposte nel controllo del CSD. L'autorità competente rifiuta
di approvare le modifiche proposte al controllo del CSD quando vi siano ragioni
obiettive e dimostrabili per ritenere che tali modifiche mettano a repentaglio
la gestione sana e prudente del CSD o la sua capacità di rispettare il presente
regolamento. 
Articolo 26
Comitato degli utenti
1.                      
I CSD istituiscono comitati degli utenti per
ciascun sistema di regolamento titoli da essi gestito. Tali comitati sono
composti di rappresentanti degli emittenti e dei partecipanti ai sistemi di
regolamento titoli. I pareri formulati dal comitato degli utenti sono
indipendenti da influenze dirette dei dirigenti del CSD.
2.                      
Il CSD stabilisce il mandato di ciascun comitato
degli utenti istituito, i dispositivi di governo societario necessari per
assicurarne l'indipendenza, le sue procedure operative, i criteri di ammissione
e il meccanismo di elezione dei suoi membri. I dispositivi di governo
societario sono resi pubblici e garantiscono che il comitato degli utenti
riferisca direttamente al consiglio e si riunisca regolarmente.
3.                      
I comitati degli utenti formulano pareri
all'attenzione del consiglio del CSD sulle misure significative che possono
influire sui loro membri, compresi i criteri di accettazione degli emittenti o
dei partecipanti ai loro rispettivi sistemi di regolamento titoli, il livello
dei servizi e la struttura dei prezzi. 
4.                      
Fatto salvo il diritto delle autorità competenti a
essere debitamente informate, i membri del comitato degli utenti sono tenuti
alla riservatezza. Quando il presidente di un comitato degli utenti accerta che
su una data questione un membro si trova in una situazione di conflitto di
interessi reale o potenziale, il membro non è autorizzato a votare sulla
predetta questione.
5.                      
Il CSD informa immediatamente l'autorità competente
di ogni decisione per la quale il consiglio decide di non seguire il parere del
comitato degli utenti.
Articolo 27
Conservazione dei dati

1.                      
I CSD conservano per un periodo minimo di cinque
anni tutti i dati relativi ai servizi forniti e alle attività esercitate, per
permettere all'autorità competente di controllare il rispetto degli obblighi
del presente regolamento.
2.                      
I CSD mettono i dati di cui al paragrafo 1 a
disposizione dell'autorità competente e delle autorità interessate di cui
all'articolo 11, su richiesta, per l’espletamento delle loro funzioni. 
3.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare i dettagli
dei dati di cui al paragrafo 1 che devono essere conservati per verificare che
i CSD rispettino le disposizioni del presente regolamento. 
L'AESFEM presenta tali progetti alla Commissione
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
4.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire il formato dei
dati di cui al paragrafo 1 che devono essere conservati per verificare che i
CSD rispettino le disposizioni del presente regolamento. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
attuazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.
Articolo 28
Esternalizzazione 
1.                      
Se un CSD esternalizza servizi o attività a terzi,
esso resta pienamente responsabile del rispetto di tutti gli obblighi che gli incombono
ai sensi del presente regolamento e si conforma in ogni momento alle seguenti
condizioni:
(a)         
l'esternalizzazione non comporta delega della sua
responsabilità;
(b)         
il rapporto e gli obblighi del CSD nei confronti
dei suoi partecipanti o emittenti restano invariati;
(c)         
le condizioni di rilascio dell'autorizzazione del
CSD non cambiano;
(d)         
l'esternalizzazione non ostacola l'esercizio delle
funzioni di vigilanza e di sorveglianza, incluso l'accesso in loco per
acquisire informazioni pertinenti necessarie allo svolgimento di tali funzioni;
(e)         
l'esternalizzazione non ha per effetto quello di
privare il CSD dei sistemi e dei mezzi di controllo necessari per gestire i
rischi ai quali è esposto;
(f)           
il CSD conserva le competenze e le risorse
necessarie per valutare la qualità dei servizi forniti, la capacità
organizzativa e l'adeguatezza patrimoniale del prestatore di servizi, per
vigilare efficacemente sui servizi esternalizzati e per gestire i rischi
connessi all'esternalizzazione; 
(g)         
il CSD ha accesso diretto alle informazioni pertinenti
dei servizi esternalizzati;
(h)         
il prestatore di servizi collabora con l'autorità
competente e le autorità interessate di cui all'articolo 11 in merito alle
attività esternalizzate; 
(i)           
il CSD garantisce che il prestatore di servizi
rispetti le norme stabilite dalla pertinente legislazione in materia di
protezione dei dati che sarebbe di applicazione se i prestatori di servizi
fossero stabiliti nell'Unione. Il CSD ha la responsabilità di assicurare che
tali norme siano stabilite in un contratto tra le parti e che siano mantenute.
2.                      
Il CSD definisce in un accordo scritto i suoi
diritti e obblighi e quelli del prestatore di servizi. L'accordo di
esternalizzazione prevede la possibilità per il CSD di porre fine all’accordo.
3.                      
Un CSD mette a disposizione dell'autorità
competente e delle autorità interessate di cui all'articolo 11, su richiesta,
tutte le informazioni necessarie per permettere loro di valutare se le attività
esternalizzate sono conformi agli obblighi del presente regolamento.
4.                      
L’esternalizzazione di un servizio di base è
soggetto ad autorizzazione dell'autorità competente, a norma dell'articolo 17. 
5.                      
I paragrafi da 1 a 4 non si applicano quando un CSD
esternalizza alcuni dei suoi servizi o delle sue attività a un organismo
pubblico e quando l’esternalizzazione è disciplinata da un quadro giuridico,
regolamentare e operativo specifico, concordato e formalizzato congiuntamente
dall'organismo pubblico e dal CSD pertinente e approvato dalle autorità
competenti sulla base dei requisiti stabiliti nel presente regolamento. 
Sezione 2
Norme sulla condotta negli affari
Articolo 29
Disposizioni generali
1.                      
I CSD è concepito per rispondere alle esigenze dei
loro partecipanti e dei mercati per i quali operano.
2.                      
I CSD hanno finalità e obiettivi chiaramente
definiti, misurabili e realizzabili, ad esempio in relazione ai livelli minimi
di servizio, alle aspettative sotto il profilo della gestione dei rischi ed
alle priorità commerciali.
3.                      
I CSD si dotano di norme trasparenti per la
gestione dei reclami. 
Articolo 30
Requisiti di partecipazione
1.                      
Per ciascun sistema di regolamento titoli che
gestisce, un CSD si dota di criteri di partecipazione pubblici che consentono
un accesso equo e aperto. Tali criteri sono trasparenti, oggettivi, basati sul
rischio e non discriminatori, in modo da garantire un accesso al CSD equo e
aperto. Criteri che restringono l'accesso sono autorizzati soltanto se la loro
finalità è controllare il rischio al quale il CSD è esposto.
2.                      
I CSD trattano senza indugio le domande di accesso
rispondendo al più tardi entro un mese e rendono pubbliche le procedure
applicate per il trattamento delle domande di accesso.
3.                      
I CSD possono rifiutare l'accesso ad un
partecipante che soddisfa i criteri di cui al paragrafo 1 soltanto se motivano
la loro decisione per iscritto, sulla base di un'analisi completa dei rischi.
In caso di rifiuto, il partecipante richiedente ha
il diritto di introdurre un reclamo presso l'autorità competente del CSD che
gli ha rifiutato l’accesso. 
L'autorità competente responsabile esamina
debitamente il reclamo valutando i motivi del rifiuto e trasmette al
partecipante richiedente una risposta motivata. 
L'autorità competente responsabile consulta
l’autorità competente del luogo di stabilimento del partecipante richiedente in
merito alla sua valutazione del reclamo. Se l'autorità del luogo di
stabilimento del partecipante richiedente non è d'accordo con la valutazione,
la questione viene deferita all'AESFEM, che può intervenire conformemente ai
poteri che le sono conferiti dall'articolo 19 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
Se il rifiuto del CSD di concedere l'accesso al
partecipante richiedente viene ritenuto ingiustificato, l'autorità competente
responsabile ordina al CSD di concedere l'accesso al partecipante richiedente.
4.                      
I CSD si dotano di procedure obiettive e
trasparenti per sospendere i partecipanti che non soddisfano più i criteri di
partecipazione di cui al paragrafo 1 e assicurare il loro ordinato ritiro. 
5.                      
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati conformemente all'articolo 64 riguardo alle misure volte a
specificare i rischi che possono giustificare il rifiuto dell'accesso da parte
di un CSD, nonché a specificare gli elementi della procedura di cui al
paragrafo 3.
6.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati standard e
modelli per la procedura di cui al paragrafo 3. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
attuazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.
Articolo 31
Trasparenza
1.                      
Per ciascun sistema di regolamento titoli che
gestisce, nonché per ciascuno degli altri servizi che fornisce, un CSD rende
pubblici i prezzi e le commissioni applicate ai servizi forniti. I CSD
pubblicano separatamente i prezzi e le commissioni di ciascun servizio fornito
e di ciascuna funzione prestata, compresi gli sconti e le riduzioni, nonché le
condizioni da soddisfare per beneficiarne. Essi consentono ai clienti l'accesso
separato agli specifici servizi prestati.
2.                      
I CSD pubblicano il proprio listino prezzi in modo
da facilitare il confronto delle offerte e consentire ai clienti di conoscere
in anticipo il prezzo che dovranno pagare per l'uso dei servizi.
3.                      
I CSD sono tenuti a praticare la politica dei
prezzi da essi pubblicata. 
4.                      
I CSD forniscono ai propri clienti informazioni che
consentono loro di verificare la fattura a fronte dei listini prezzi
pubblicati.
5.                      
I CSD informano tutti i partecipanti dei rischi
associati ai servizi da essi forniti.
6.                      
I CSD contabilizzano separatamente costi e ricavi
dei servizi forniti e comunicano tali informazioni all'autorità competente.
Articolo 32 
Procedure di comunicazione con i partecipanti e con altre infrastrutture di
mercato
Nelle procedure di comunicazione con i
partecipanti ai sistemi di regolamento titoli da essi gestiti e con le infrastrutture
di mercato con le quali si interfacciano, i CSD utilizzano le procedure e le
norme di comunicazione riconosciute in materia di messaggistica e dati di
riferimento, al fine di rendere più efficienti la registrazione, il pagamento e
il regolamento. 
Sezione 3
Requisiti per i servizi CSD
Articolo 33
Disposizioni generali
Per ciascun sistema di regolamento titoli che
gestisce, un CSD si dota di regole e procedure appropriate, comprese solide
pratiche e verifiche contabili, al fine di contribuire a garantire l'integrità
delle emissioni di titoli nonché a ridurre e gestire i rischi associati alla
custodia e al regolamento delle operazioni in titoli. 
Articolo 34 
Integrità dell'emissione
1.                      
Un CSD adotta le opportune misure di
riconciliazione per verificare che il numero di titoli che costituiscono
un'emissione di titoli o parte di un'emissione di titoli presentata al CSD è
pari alla somma dei titoli iscritti nei conti titoli dei partecipanti al
sistema di regolamento di titoli gestito dal CSD. Tali misure di riconciliazione
vengono effettuate su base infragiornaliera. 
2.                      
Se ritenuto opportuno e qualora nel processo di
riconciliazione per una determinata emissione di titoli siano coinvolte altre
entità, quali ad esempio gli emittenti, le autorità di registrazione, gli
agenti di emissione, gli agenti di trasferimento, i depositari comuni, altri
CSD o altre entità, il CSD chiede a tali entità di stabilire adeguate misure di
cooperazione e di scambio di informazioni con il CSD in modo da garantire
l'integrità dell'emissione.
3.                      
In un sistema di regolamento titoli gestito da un
CSD non sono ammessi gli scoperti su titoli, i saldi debitori o la creazione di
titoli.
4.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare le misure
di riconciliazione che un CDS adotta ai sensi dei paragrafi da 1 a 3. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
Articolo 35
Protezione dei titoli dei partecipanti
1.                      
Per ciascun sistema di regolamento titoli che
gestisce, un CSD tiene registri e una contabilità che gli consentono, in
qualsiasi momento e immediatamente, di distinguere, nei conti presso il CSD, i
titoli di un partecipante dai titoli di ogni altro partecipante, e, se del
caso, dalle proprie attività. 
2.                      
I CSD tengono registri e una contabilità che
consentono ad un partecipante di distinguere i propri titoli da quelli dei suoi
clienti. 
3.                      
Un CSD offre di tenere registri e una contabilità
che consentono ad un partecipante di distinguere i titoli di ciascuno dei
clienti di tale partecipante, se e come richiesto dal partecipante stesso
("segregazione per singolo cliente"). 
4.                      
Un CSD rende pubblico il livello di protezione e i
costi associati ai vari livelli di segregazione da esso forniti e offre tali
servizi a condizioni commerciali ragionevoli.
5.                      
Un CSD non usa i titoli di un partecipante per
finalità per le quali che non abbia ottenuto il consenso esplicito del
partecipante. 
6.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione che specificano i metodi
di scrittura contabile e le strutture dei conti che rendono possibile la
distinzione tra le detenzioni di cui ai paragrafi da 1 a 3 nonché i metodi di
valutazione delle stesse. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
Articolo 36
Carattere definitivo del regolamento 
1.                      
Un CSD garantisce che il sistema di regolamento
titoli che gestisce offre un'adeguata protezione ai partecipanti. Il sistema di
regolamento titoli gestito da un CSD è designato e notificato secondo le
procedure di cui all'articolo 2, lettera a), della direttiva 98/26/CE. 
2.                      
Un CSD stabilisce procedure per i suoi sistemi di
regolamento titoli che consentono una tempestiva realizzazione del regolamento,
un'esposizione minima dei partecipanti al rischio di controparte e al rischio
di liquidità nonché una bassa percentuale di mancati regolamenti. 
3.                      
Un CSD definisce chiaramente il momento in cui gli
ordini di trasferimento in un sistema di regolamento titoli sono irrevocabili,
legalmente vincolanti e opponibili a terzi. 
4.                      
Un CSD rende noto il momento in cui i trasferimenti
di fondi e di titoli in un sistema di regolamento titoli sono irrevocabili,
legalmente vincolanti e opponibili a terzi. 
5.                      
I paragrafi 3 e 4 si applicano fatte salve le
disposizioni applicabili ai collegamenti e alle infrastrutture informatiche
comuni per il regolamento di cui all’articolo 45.
6.                      
Un CSD assicura il carattere definitivo del regolamento
entro la fine del giorno lavorativo corrispondente alla data fissata per il
regolamento. Su richiesta del suo comitato degli utenti, il CSD installa
sistemi che consentono il regolamento infragiornaliero o in tempo reale.
7.                      
I proventi in contanti dei regolamenti titoli
vengono messi a disposizione dei beneficiari entro la fine del giorno
lavorativo corrispondente alla data fissata per il regolamento. 
8.                      
Tutte le operazioni in titoli contro contante tra
partecipanti diretti ai sistemi di regolamento titoli gestiti da un CSD sono
regolate con il meccanismo della consegna contro pagamento. 
9.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione che specificano gli
elementi delle procedure di cui al paragrafo 2, che consentono la tempestiva
realizzazione del regolamento. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
Articolo 37
Regolamento in contanti 
1.                      
Per le operazioni denominate nella valuta del paese
in cui si svolge il regolamento, un CSD regola i pagamenti in contanti dei suoi
rispettivi sistemi di regolamento titoli attraverso conti aperti presso una
banca centrale che opera in tale valuta, se pratico o possibile. 
2.                      
Quando il regolamento presso le banche centrali non
è pratico o non è possibile, un CSD può proporre di regolare i pagamenti in
contanti per la totalità dei suoi sistemi di regolamento titoli o per parte di
essi attraverso conti aperti presso un ente creditizio. Se un CSD propone di regolare
attraverso conti aperti presso un ente creditizio, lo fa conformemente alle
disposizioni del titolo IV. 
3.                      
Se il CSD propone di regolare sia attraverso conti
aperti presso le banche centrali che attraverso conti aperti presso un ente
creditizio, i suoi partecipanti hanno il diritto di scegliere tra queste due
opzioni. 
4.                      
Un CSD fornisce ai partecipanti al mercato
informazioni sufficienti per consentire loro di individuare e valutare i rischi
e i costi associati a tali servizi.
5.                      
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati conformemente all'articolo 64 riguardo alle misure che
definiscono i casi in cui il regolamento dei pagamenti in contanti in una
specifica valuta attraverso conti aperti presso una banca centrale non è
pratico o non è possibile, nonché riguardo alle misure che definiscono i metodi
di valutazione di tale regolamento. 
Articolo 38
Regole e procedure da seguire in caso di inadempimento dei partecipanti
1.                      
Per ciascun sistema di regolamento titoli che
gestisce, un CSD si dota di regole e procedure da seguire in caso di
inadempimento dei partecipanti che siano efficaci e chiaramente definite,
nonché in grado di garantire che il CSD possa intervenire tempestivamente per
contenere le perdite, limitare le pressioni sulla liquidità e continuare ad
assolvere le sue obbligazioni. 
2.                      
I CSD rendono pubbliche le norme e le procedure da
seguire in caso di inadempimento dei partecipanti.
3.                      
I CSD, insieme ai loro partecipanti e agli altri
soggetti interessati, sottopongono le procedure da seguire in caso di
inadempimento dei partecipanti a verifiche e revisioni periodiche, per
assicurare che siano pratiche ed efficaci.
4.                      
Per assicurare l’applicazione uniforme del presente
articolo, l'AESFEM può emanare orientamenti a norma dell’articolo 16 del regolamento
(UE) n. 1095/2010.
Sezione 4
Requisiti prudenziali
Articolo 39
Requisiti generali 
I CSD adottano un solido quadro per la
gestione globale dei rischi giuridici, commerciali, operativi o di altro
genere. 
Articolo 40
Rischio giuridico
1.                      
Ai fini della sua autorizzazione e vigilanza,
nonché dell'informazione dei suoi clienti, un CSD si dota di regole, procedure
e contratti chiari e comprensibili, anche per tutti i sistemi di regolamento
titoli che gestisce. 
2.                      
I CSD formulano le norme, le procedure e i contratti
in modo che possano essere esecutivi in tutte le giurisdizioni pertinenti,
anche in caso di inadempimento dei partecipanti. 
3.                      
Un CSD che opera in diverse giurisdizioni individua
e attenua i rischi derivanti da potenziali conflitti di leggi tra le varie
giurisdizioni.
Articolo 41
Rischio commerciale generale
I CSD si dotano di solidi strumenti
informatici di gestione e controllo per individuare, monitorare e gestire i
rischi commerciali generali, compresa la strategia commerciale, i flussi
finanziari e le spese operative. 
Articolo 42
Rischio operativo 
1.                      
I CSD individuano tutte le potenziali fonti di
rischio operativo, interne ed esterne, e ne riducono al minimo l'impatto
avvalendosi di strumenti informatici, procedure e controlli adeguati, anche per
tutti i sistemi di regolamento titoli che gestiscono. 
2.                      
I CSD mantengono strumenti informatici appropriati,
in grado di garantire un livello elevato di sicurezza e affidabilità operativa,
e sono dotati di capacità adeguate. Gli strumenti informatici gestiscono in
maniera adeguata la complessità, la diversità e il tipo dei servizi forniti e
delle attività esercitate, in modo da assicurare norme di sicurezza elevate
nonché l'integrità e la riservatezza delle informazioni detenute.
3.                      
Per il proprio servizio di notariato e per quello
di gestione accentrata nonché per ciascun sistema di regolamento titoli che
gestisce, i CSD stabiliscono, attuano e mantengono una politica adeguata di
continuità operativa ed un piano di ripristino in caso di incidente allo scopo
di preservare i servizi, assicurare la ripresa tempestiva delle attività e
l'adempimento degli obblighi del CSD in caso di eventi che comportino un
rischio significativo di perturbare le attività. 
4.                      
Il piano di cui al paragrafo 3 prevede almeno la
ripresa di tutte le operazioni in corso al momento della disfunzione in modo da
permettere ai partecipanti al CSD di continuare ad operare con certezza e di
completare il regolamento alla data prevista. Esso prevede anche l'allestimento
di un secondo sito di trattamento dotato del necessario livello di risorse,
capacità e funzionalità chiave, compreso personale adeguatamente qualificato ed
esperto. 
5.                      
Il CSD prevede ed attua un programma per testare i
dispositivi di cui ai paragrafi da 1 a 4.
6.                      
I CSD individuano, sorvegliano e gestiscono i
rischi ai quali i principali partecipanti ai sistemi di regolamento titoli che
essi gestiscono, nonché i fornitori di servizi e utenze, e altri CSD o altre
infrastrutture di mercato possono esporre le loro attività. 
7.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare i rischi
operativi di cui ai paragrafi 1 e 6, i metodi per testare, gestire o ridurre al
minimo tali rischi, compresi una politica adeguata di continuità operativa ed
un piano di ripristino in caso di incidente di cui ai paragrafi 3 e 4 ed i
metodi di valutazione degli stessi. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
Articolo 43
Rischio di investimento 
1.                      
I CSD detengono le proprie attività finanziarie
presso banche centrali o enti creditizi autorizzati che dispongono di pratiche
contabili, procedure di custodia e controlli interni ben solidi e in grado di
proteggere pienamente tali attività.
2.                      
I CSD possono accedere rapidamente alle proprie
attività, se necessario.
3.                      
I CSD investono le loro risorse finanziarie
unicamente in contanti o in strumenti finanziari altamente liquidi con un
rischio di mercato e di credito minimi. Tali investimenti possono essere
liquidati a breve termine, con un effetto negativo minimo sui prezzi.
4.                      
I CSD tengono conto della propria esposizione
complessiva al rischio di credito nei confronti di singoli enti quando prendono
decisioni di investimento e assicurano che la propria esposizione complessiva
nei confronti di ogni ente rimanga entro limiti di concentrazione accettabili. 
Articolo 44
Requisiti patrimoniali
1.                      
Il capitale, assieme agli utili non distribuiti e
alle riserve del CSD, è proporzionale ai rischi derivanti dalle attività del
CSD. È in qualsiasi momento sufficiente a:
(a)         
garantire che il CSD sia adeguatamente protetto dal
rischio operativo, giuridico, commerciale, di custodia e di investimento; 
(b)         
coprire eventuali perdite commerciali generali, in
modo che il CSD possa continuare a prestare servizi;
(c)         
assicurare una liquidazione o una ristrutturazione
ordinata delle attività del CSD su un periodo adeguato in caso di
inadempimento; 
(d)         
consentire al CSD di far fronte alle spese
operative del momento e a quelle previste per almeno sei mesi, nel quadro di
una serie di scenari di stress.
2.                      
Un CSD si dota di un piano per:
(a)         
raccogliere capitale aggiuntivo nel caso in cui il
capitale proprio si avvicini o scenda al di sotto dei requisiti di cui al
paragrafo 1; 
(b)         
procedere ad una liquidazione o ristrutturazione
ordinata delle attività e dei servizi nel caso in cui il CSD non sia in grado
di raccogliere nuovo capitale. 
Tale piano è approvato dal consiglio di
amministrazione o da un opportuno comitato del consiglio e aggiornato
periodicamente.
3.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare il
capitale, gli utili non distribuiti e le riserve di un CSD di cui al paragrafo
1 nonché le caratteristiche del piano di cui al paragrafo 2. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1095/2010. 
Sezione 5
Requisiti per i collegamenti tra CSD
Articolo 45
Collegamenti tra CSD
1.                      
Prima di stabilire un collegamento tra CSD, e su
base continuativa una volta che il collegamento è stabilito, tutti i CSD
interessati individuano, valutano, verificano e gestiscono tutte le potenziali
fonti di rischio, per se stessi e per i loro partecipanti, derivanti
dall'accordo di collegamento.
2.                      
Gli accordi di collegamento sono soggetti ad
autorizzazione, come previsto all'articolo 17, paragrafo 1, lettera d). 
3.                      
Un collegamento fornisce un'adeguata protezione ai
CSD collegati e ai loro partecipanti, in particolare per quanto riguarda
possibili crediti assunti dai CSD e i rischi di concentrazione e di liquidità
che derivano dall’accordo di collegamento. 
Un collegamento si appoggia su un opportuno
accordo contrattuale che stabilisce i diritti e gli obblighi dei CSD collegati
e, se necessario, dei partecipanti ai CSD. Un accordo contrattuale con
implicazioni intergiurisdizionali consente di scegliere chiaramente la legge
che disciplina ciascun aspetto delle operazioni del collegamento.
4.                      
In caso di trasferimento provvisorio di titoli tra
CSD collegati, è vietato il ritrasferimento di titoli prima che il
trasferimento originario diventi definitivo. 
5.                      
Un CSD che utilizza un intermediario per gestire un
collegamento con un altro CSD valuta, verifica e gestisce i rischi
supplementari derivanti dal ricorso a tale intermediario.
6.                      
I CSD collegati si dotano di solide procedure di
riconciliazione per garantire l'esattezza delle rispettive registrazioni.
7.                      
I collegamenti tra CSD consentono di regolare con
il meccanismo della consegna contro pagamento le operazioni tra partecipanti ai
CSD collegati ogniqualvolta pratico e possibile. I motivi di un eventuale
regolamento senza detto meccanismo vengono comunicati alle autorità competenti.
8.                      
I sistemi di regolamento titoli interoperabili e i
CSD che utilizzano una infrastruttura di regolamento comune stabiliscono
momenti identici per: 
(a)         
l'immissione nel sistema di ordini di
trasferimento;
(b)         
l'irrevocabilità degli ordini di trasferimento;
(c)         
il carattere definitivo dei trasferimenti di titoli
e di contante.
9.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare le
condizioni di cui al paragrafo 3, in base alle quali ciascun tipo di accordo di
collegamento tutela adeguatamente i CSD collegati e i loro partecipanti, in
particolare nei casi in cui un CSD intenda partecipare al sistema di
regolamento titoli gestito da un altro CSD, il monitoraggio e la gestione dei
rischi supplementari di cui al paragrafo 5 derivanti dal ricorso ad
intermediari, i metodi di riconciliazione di cui al paragrafo 6, i casi nei
quali il regolamento tramite consegna contro pagamento attraverso i
collegamenti è pratico e possibile, come stabilito al paragrafo 7, e i metodi
di valutazione degli stessi. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
Capo III
Conflitto di leggi
Articolo 46
Diritto applicabile agli aspetti patrimoniali
1.                      
Le questioni riguardanti gli aspetti patrimoniali
relativi agli strumenti finanziari detenuti da un CSD sono disciplinate dal
diritto del paese nel quale il conto è detenuto. 
2.                      
Se il conto è utilizzato a fini di regolamento in
un sistema di regolamento titoli, il diritto applicabile è quello che
disciplina il sistema di regolamento titoli. 
3.                      
Se il conto non è utilizzato a fini di regolamento
in un sistema di regolamento titoli, si presume che esso sia detenuto nel luogo
in cui il CSD ha la residenza abituale ai sensi dell’articolo 19 del
regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio[24]. 
4.                      
Quando il presente articolo prescrive
l'applicazione della legge di un determinato paese, esso si riferisce
all'applicazione delle norme giuridiche in vigore in quel paese, ad esclusione
delle norme di diritto internazionale privato.
Capo IV
Accesso ai CSD
Sezione 1
Accesso degli emittenti ai CSD
Articolo 47
Libertà di emissione in un CSD autorizzato nell'UE
1.                      
Fatto salvo il diritto societario secondo il
quale i titoli sono emessi, l'emittente ha il diritto di far registrare tali
titoli in qualsiasi CSD stabilito in qualsiasi Stato membro.
2.                      
Quando un emittente presenta una domanda di
registrazione dei propri titoli presso un CSD, quest’ultimo tratta la domanda
senza indugio e risponde all’emittente richiedente entro tre mesi. 
3.                      
Un CSD può rifiutare di fornire servizi ad un
emittente. Tale rifiuto può soltanto essere basato su un’analisi completa del
rischio o sull’assenza di un accesso del CSD a flussi relativi alle operazioni
provenienti dal mercato sul quale sono o saranno negoziati i titoli
dell’emittente richiedente. 
4.                      
Se un CSD rifiuta di prestare servizi ad un
emittente, esso comunica all'emittente richiedente i motivi del rifiuto. 
In caso di rifiuto, l’emittente richiedente ha il
diritto di introdurre un reclamo presso l'autorità competente per il CSD che
gli ha rifiutato i servizi. 
L'autorità competente per il CSD esamina
debitamente il reclamo valutando i motivi del rifiuto forniti dal CSD e
trasmette all’emittente una risposta motivata. 
L'autorità competente per il CSD consulta
l’autorità competente del luogo di stabilimento dell’emittente richiedente in
merito alla sua valutazione del reclamo. Se l'autorità del luogo di
stabilimento dell’emittente richiedente non è d'accordo con la valutazione, la
questione viene deferita all'AESFEM, che può intervenire conformemente ai
poteri che le sono conferiti dall'articolo 19 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
Se il rifiuto del CSD di prestare servizi ad un
emittente viene ritenuto ingiustificato, l'autorità competente responsabile
ordina al CSD di prestare servizi all’emittente richiedente.
5.                      
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati conformemente all'articolo 64 riguardo alle misure volte a
specificare i rischi che possono giustificare il rifiuto, da parte di un CSD,
di prestare servizi agli emittenti nonché a specificare gli elementi della
procedura di cui al paragrafo 4. 
6.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati standard e
modelli per la procedura di cui al paragrafo 2. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
attuazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma conformemente alla procedura
di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.
Sezione 2
Accesso tra CSD
Articolo 48
Accesso con collegamento standard
Un CSD ha il diritto di diventare partecipante
di un altro CSD conformemente all’articolo 30 e previa autorizzazione del
collegamento tra CSD di cui all'articolo 17.
Articolo 49
Accesso con collegamento personalizzato
1.                      
Se un CSD chiede ad un altro CSD di mettere a punto
funzionalità specifiche per ottenere l’accesso a questo secondo CSD, il CSD cui
è presentata la domanda può respingerla soltanto sulla base di considerazioni
sui rischi. Non può respingere la domanda in base alla perdita di quote di
mercato.
2.                      
Per la messa a disposizione dell’accesso con
collegamento personalizzato il CSD cui è presentata la domanda può esigere dal
CSD richiedente il pagamento di una commissione calcolata secondo il metodo del
costo maggiorato, a meno che non diversamente convenuto dalle due parti.
Articolo 50
Procedura per i collegamenti tra CSD
1.                      
Quando un CSD presenta una domanda di accesso ad un
altro CSD, quest’ultimo tratta la domanda senza indugio e risponde al CSD
richiedente entro tre mesi.
2.                      
Un CSD può rifiutare l’accesso ad un CSD
richiedente soltanto se detto accesso incide sul funzionamento dei mercati
finanziari e provoca un rischio sistemico. Tale rifiuto può essere basato
esclusivamente su un'analisi completa dei rischi. 
Se un CSD rifiuta l’accesso, esso fornisce al CSD
richiedente le ragioni del suo rifiuto.
In caso di rifiuto, il CSD richiedente ha il
diritto di introdurre un reclamo presso l'autorità competente per il CSD che
gli ha rifiutato l’accesso. 
L'autorità competente responsabile esamina
debitamente il reclamo valutando i motivi del rifiuto e trasmette al CSD
richiedente una risposta motivata. 
L'autorità competente responsabile consulta
l’autorità competente per il CSD richiedente in merito alla sua valutazione del
reclamo. Se l'autorità competente per il CSD richiedente non è d'accordo con la
valutazione, ciascuna delle due autorità può deferire la questione all'AESFEM,
che può intervenire conformemente ai poteri che le sono conferiti
dall'articolo 19 del regolamento (UE) n. 1095/2010.
Se il rifiuto del CSD di concedere l'accesso al
CSD richiedente viene ritenuto ingiustificato, l'autorità competente
responsabile ordina al CSD di concedere l'accesso al CSD richiedente.
3.                      
Se i CSD concordano di stabilire un collegamento,
essi sottopongono la loro decisione alle rispettive autorità competenti per
autorizzazione, in conformità con l’articolo 17, che valuteranno se i
potenziali rischi derivanti dall’accordo di collegamento, quali rischi di
credito, di liquidità, operativi e di altro genere, siano pienamente attenuati.

Le rispettive autorità competenti per i CSD
rifiutano di autorizzare un collegamento qualora ciò possa incidere sul
funzionamento dei sistemi di regolamento titoli gestiti dal CSD richiedente.
4.                      
Le rispettive autorità competenti per i CSD si
consultano vicendevolmente a proposito dell'approvazione del collegamento e
possono, se reso necessario da decisioni divergenti, deferire la questione
all'AESFEM, che può intervenire conformemente ai poteri che le sono conferiti
dall'articolo 19 del regolamento (UE) n. 1095/2010. 
5.                      
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati conformemente all'articolo 64 riguardo alle misure intese a
specificare gli elementi delle procedure di cui ai paragrafi da 1 a 3.
6.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati standard e
modelli per la procedura di cui ai paragrafi da 1 a 3. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
attuazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.
Sezione 3
Accesso tra un CSD e un'altra infrastruttura di mercato
Articolo 51
Accesso tra un CSD e un'altra infrastruttura di mercato 
1.                      
Le controparti centrali e le sedi di negoziazione
forniscono ai CSD, su richiesta, i flussi relativi alle operazioni su base non
discriminatoria e trasparente e possono imporre una commissione calcolata
secondo il metodo del costo maggiorato, a meno che non diversamente convenuto
dalle due parti.
I CSD consentono alle controparti centrali o alle
sedi di negoziazione di accedere ai loro sistemi di regolamento titoli su base
non discriminatoria e trasparente e possono imporre una commissione calcolata
secondo il metodo del costo maggiorato, a meno che non diversamente convenuto
dalle due parti.
2.                      
Se una delle parti presenta ad un’altra una domanda
di accesso ai sensi del paragrafo 1, tale domanda viene trattata rapidamente e
la parte richiedente riceve risposta entro un mese.
3.                      
La parte cui è presentata la domanda può negare
l’accesso soltanto qualora esso incida sul funzionamento dei mercati finanziari
e provochi un rischio sistemico. Non può respingere la domanda in base alla
perdita di quote di mercato.
La parte che nega l'accesso comunica alla parte
richiedente i motivi del rifiuto sulla base di un'analisi completa dei rischi.
In caso di rifiuto, la parte richiedente ha il diritto di introdurre un reclamo
presso l'autorità competente per la parte che gli ha rifiutato l’accesso. 
L'autorità competente responsabile esamina
debitamente il reclamo valutando i motivi del rifiuto e trasmette alla parte
richiedente una risposta motivata. 
L'autorità competente responsabile consulta
l’autorità competente per la parte richiedente in merito alla sua valutazione
del reclamo. Se l'autorità competente per la parte richiedente non è d'accordo
con la valutazione, ciascuna delle due autorità può deferire la questione
all'AESFEM, che può intervenire conformemente ai poteri che le sono conferiti
dall'articolo 19 del regolamento (UE) n. 1095/2010.
Se il rifiuto della parte di concedere l'accesso
viene ritenuto ingiustificato, l'autorità competente responsabile ordina a tale
parte di concedere l'accesso ai suoi servizi.
4.                      
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati conformemente all'articolo 64 riguardo alle misure intese a
specificare gli elementi della procedura di cui ai paragrafi da 1 a 3.
5.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati standard e
modelli per la procedura di cui ai paragrafi da 1 a 3. 
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
attuazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.
Titolo IV 
Enti creditizi designati per prestare servizi
accessori di tipo bancario ai partecipanti ai CSD
Articolo 52
Autorizzazione a prestare servizi accessori di tipo bancario 
1.                      
Un CSD in sé non presta nessuno dei servizi
accessori di tipo bancario di cui alla sezione C dell'allegato. 
2.                      
In deroga al paragrafo 1, quando un’autorità
nazionale competente di cui all’articolo 53, paragrafo 1, del presente
regolamento ha accertato che un CSD si sia dotato di tutte le salvaguardie
necessarie per consentirgli di prestare servizi accessori, l’autorità
competente può presentare una domanda alla Commissione per consentire a detto
CSD di prestare anche i servizi accessori elencati alla sezione C
dell'allegato. La domanda deve contenere:
a) elementi che giustifichino la domanda e
illustrino nei dettagli i meccanismi che il CSD ha stabilito per gestire tutti
i rischi associati; 
b) una valutazione ragionata che dimostri che
questa soluzione costituisce il modo più efficace per garantire la resilienza
sistemica; 
c) un’analisi dell’impatto previsto sul mercato
finanziario pertinente e sulla stabilità finanziaria. 
Sulla base di una valutazione dell’impatto
dettagliata, della consultazione delle imprese interessate e dei pareri
dell’ABE, dell’AESFEM e della BCE, la Commissione adotta una decisione di
esecuzione ai sensi della procedura di cui all’articolo 66. La Commissione
motiva la propria decisione di esecuzione. 
I CSD che beneficiano di deroga sono autorizzati
come enti creditizi, come previsto dal titolo II della direttiva 2006/48/CE. L’autorizzazione
è limitata esclusivamente alla prestazione dei servizi accessori di tipo
bancario che essi sono autorizzati a prestare conformemente al paragrafo 4 e
implica il rispetto dei requisiti prudenziali e di vigilanza di cui agli
articoli 57 e 58. 
3.                      
Un CSD che intende regolare in tutto o in parte il
contante del suo sistema di regolamento titoli conformemente all'articolo 37,
paragrafo 2, del presente regolamento, deve ottenere l'autorizzazione a
designare a tal fine un ente creditizio autorizzato conformemente al titolo II
della direttiva 2006/48/CE, a meno che l'autorità competente di cui
all'articolo 53, paragrafo 1, del presente regolamento, non abbia accertato,
sulla base delle prove disponibili, che l'esposizione di un ente creditizio
verso la concentrazione dei rischi a norma dell’articolo 57, paragrafi 3 e 4,
del presente regolamento, non sia sufficientemente attenuata. In quest’ultimo
caso, l’autorità competente di cui all’articolo 53, paragrafo 1, può chiedere
al CSD di designare più di un ente creditizio. Gli enti creditizi designati sono
considerati agenti di regolamento. 
4.                      
L'autorizzazione di cui al paragrafo 2 si
applica ai servizi accessori elencati alla sezione C dell'allegato che l’ente
creditizio designato o il CSD al quale è stata concessa la deroga ai sensi del
paragrafo 2 del presente articolo potrebbero voler fornire ai CSD partecipanti.
5.                      
Se il CSD e l’ente creditizio designato
appartengono ad un gruppo di imprese controllate in ultima analisi dalla stessa
impresa madre, l’autorizzazione di detto ente creditizio designato, prevista
dal titolo II della direttiva 2006/48/CE, è limitata esclusivamente alla
prestazione dei servizi accessori di tipo bancario che esso è autorizzato a
prestare conformemente al paragrafo 3 del presente articolo. Gli stessi
requisiti si applicano per i CSD ai quali è stata concessa una deroga ai sensi
del paragrafo 2 del presente articolo. 
6.                      
Il CSD e gli enti creditizi designati rispettano in
modo continuativo le condizioni necessarie per l'autorizzazione ai sensi del
presente regolamento.
Il CSD notifica alle autorità competenti, senza
indebito ritardo, ogni modifica importante avente un'incidenza sulle condizioni
di rilascio dell'autorizzazione.
Articolo 53
Procedure di concessione e di revoca dell'autorizzazione 
1.                      
Il CSD presenta la domanda di autorizzazione a
designare un ente creditizio, a norma dell'articolo 52, all'autorità competente
dello Stato membro in cui è stabilito. 
2.                      
La domanda contiene tutte le informazioni
necessarie per permettere all'autorità competente di accertare che il CSD e
l’ente creditizio designato abbiano adottato, al momento del rilascio
dell'autorizzazione, tutte le disposizioni necessarie per garantire il rispetto
degli obblighi ai quali sono soggetti ai sensi del presente regolamento. Essa è
corredata di un programma operativo indicante i servizi accessori di tipo
bancario previsti, la struttura dell’organizzazione delle relazioni tra il CSD
e gli enti creditizi designati e in che modo l’ente creditizio intende
rispettare i requisiti prudenziali di cui all’articolo 57, paragrafi 1, 3 e 4. 
3.                      
L’autorità competente applica la procedura di cui
all'articolo 15, paragrafi 3 e 6.
4.                      
Prima di concedere l'autorizzazione al CSD,
l'autorità competente consulta le seguenti autorità:
(a)         
l’autorità interessata di cui all’articolo 11,
paragrafo 1, lettera a), per l’impatto che la prestazione di servizi da parte
degli enti creditizi designati può avere sul funzionamento del sistema di
regolamento titoli gestito dal CSD richiedente;
(b)         
l’autorità competente di cui all’articolo 58,
paragrafo 1, per la capacità degli enti creditizi di rispettare i requisiti
prudenziali di cui all'articolo 57.
5.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare le
informazioni che il CSD richiedente fornisce all'autorità competente.
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1095/2010.
6.                      
L'AESFEM elabora, in consultazione con i membri del
SEBC, progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati standard,
modelli e procedure per la consultazione delle autorità di cui al paragrafo 4
prima della concessione dell’autorizzazione.
L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di
attuazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.
Articolo 54
Estensione dei servizi accessori di tipo bancario 
1.                      
Un CSD che intende estendere i servizi accessori di
tipo bancario per i quali ha designato un ente creditizio presenta una domanda
di estensione all'autorità competente dello Stato membro in cui il CSD è
stabilito. 
2.                      
La domanda di estensione è soggetta alla procedura
di cui all'articolo 53. 
Articolo 55
Revoca dell'autorizzazione
1.                      
L'autorità competente dello Stato membro nel quale
il CSD è stabilito revoca l'autorizzazione in uno qualunque dei seguenti casi: 
(a)         
qualora il CSD non abbia utilizzato
l'autorizzazione entro 12 mesi o rinunci espressamente all'autorizzazione,
oppure qualora l’ente creditizio designato non abbia prestato alcun servizio o
esercitato alcuna attività nel corso dei sei mesi precedenti;
(b)         
qualora il CSD abbia ottenuto l'autorizzazione
presentando false dichiarazioni o con qualsiasi altro mezzo illecito;
(c)         
qualora il CSD e l’ente creditizio designato non
soddisfino più le condizioni di rilascio dell’autorizzazione e non abbiano
adottato le azioni correttive richieste dall'autorità competente entro un
termine fissato;
(d)         
qualora il CSD e l’ente creditizio designato
abbiano violato gravemente e sistematicamente le disposizioni del presente
regolamento.
2.                      
Prima di revocare l'autorizzazione, l'autorità
competente consulta le autorità interessate di cui all’articolo 11, paragrafo
1, lettera a), e le autorità di cui all'articolo 58, paragrafo 1, circa la
necessità di revocare l'autorizzazione, a meno che tale decisione non debba
essere presa con urgenza. 
3.                      
L'AESFEM, ogni autorità interessata di cui
all’articolo 11, paragrafo 1, lettera a), e ogni altra autorità di cui
all'articolo 58, paragrafo 1, possono chiedere in qualsiasi momento
all'autorità competente dello Stato membro in cui il CSD è stabilito di
verificare se il CSD e l’ente creditizio designato continuano a rispettare le
condizioni di rilascio dell'autorizzazione. 
4.                      
L'autorità competente può limitare la revoca ad un
servizio, un'attività o uno strumento finanziario particolare.
Articolo 56
Registro dei CSD
1.                      
Le decisioni adottate dalle autorità competenti ai
sensi degli articoli 52, 54 e 55 sono comunicate all'AESFEM.
2.                      
L'AESFEM introduce nell'elenco che è tenuta a
pubblicare sul proprio sito internet in conformità dell’articolo 19, paragrafo
3, le seguenti informazioni:
(a)         
il nome di ciascun CSD che è stato oggetto di una
decisione ai sensi degli articoli 52, 54 e 55; 
(b)         
il nome di ciascun ente creditizio designato; 
(c)         
l’elenco dei servizi accessori di tipo bancario che
un ente creditizio designato è autorizzato a prestare per i CSD partecipanti.
3.                      
Le autorità competenti comunicano all'AESFEM quali
enti forniscono servizi accessori di tipo bancario secondo le norme del diritto
nazionale 90 giorni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 57
Requisiti prudenziali applicabili agli enti creditizi designati per fornire
servizi accessori di tipo bancario 
1.                      
Un ente creditizio designato per fornire servizi
accessori di tipo bancario presta i servizi di cui alla sezione C dell’allegato
che sono contemplati dall'autorizzazione.
2.                      
Un ente creditizio designato per fornire servizi
accessori di tipo bancario rispetta la legislazione attuale o futura
applicabile agli enti creditizi. 
3.                      
Un ente creditizio designato per fornire servizi
accessori di tipo bancario soddisfa i seguenti requisiti prudenziali specifici
per il rischio di credito connesso a tali servizi per ogni sistema di
regolamento titoli:
(a)         
si dota di un quadro solido per la gestione del
corrispondente rischio di credito;
(b)         
individua, con frequenza e regolarità, le fonti del
rischio di credito, misura e controlla le corrispondenti esposizioni creditizie
e si avvale di strumenti appropriati per controllare il suddetto rischio;
(c)         
copre integralmente le corrispondenti esposizioni
creditizie verso singoli debitori a mezzo di garanzie e di altre risorse
finanziarie equivalenti;
(d)         
se per gestire il rischio di credito corrispondente
è necessaria una garanzia, accetta soltanto garanzie a basso rischio di
credito, di liquidità e di mercato;
(e)         
stabilisce e applica scarti di garanzia e limiti di
concentrazione adeguatamente prudenti sui valori delle garanzie costituite per
coprire le esposizioni creditizie di cui alla lettera c); 
(f)           
adotta disposizioni giuridicamente vincolanti che
consentano di vendere o di impegnare la garanzia in breve tempo, in particolare
nel caso delle garanzie transfrontaliere;
(g)         
stabilisce limiti sulle sue esposizioni creditizie
corrispondenti;
(h)         
analizza e pianifica come far fronte a eventuali
esposizioni creditizie residue, adotta regole e procedure per l'attuazione di
tali piani;
(i)           
offre crediti solo ai partecipanti che hanno un
conto corrente aperto presso l’ente creditizio stesso;
(j)           
prevede una procedura di rimborso automatico di
credito infragiornaliero e scoraggia il credito overnight attraverso
tassi dissuasivi. 
4.                      
Un ente creditizio designato per fornire servizi
accessori di tipo bancario soddisfa i seguenti requisiti prudenziali specifici
per il rischio di liquidità connesso a tali servizi per ogni sistema di
regolamento titoli:
(a)         
si dota di un quadro solido per misurare,
controllare e gestire il rischio di liquidità cui è esposto per ciascuna valuta
del sistema di regolamento titoli per la quale agisce in qualità di agente di
regolamento; 
(b)         
sorveglia in permanenza il livello di attività
liquide che detiene e determina il valore delle attività liquide disponibili
tenendo conto di scarti di garanzia adeguati su tali attività; 
(c)         
valuta costantemente il proprio fabbisogno di
liquidità e il rischio di liquidità a cui è esposto; in questo senso tiene
conto del rischio di liquidità generato dall’inadempimento dei due partecipanti
verso i quali detiene le esposizioni più cospicue; 
(d)         
attenua il corrispondente rischio di liquidità con
risorse immediatamente disponibili quali accordi di prefinanziamento e, qualora
ciò non sia possibile, cerca di ottenere le linee di credito necessarie o
dispositivi analoghi per coprire le corrispondenti esigenze di liquidità solo
con gli enti che hanno un adeguato profilo di rischio e di mercato e individua,
misura e controlla il rischio di liquidità derivante da tali enti; 
(e)         
stabilisce e applica opportuni limiti di
concentrazione per ciascuno dei fornitori di liquidità corrispondenti, compresa
la sua impresa madre e le sue filiazioni;
(f)           
determina e sottopone a test l’adeguatezza delle
risorse corrispondenti tramite prove di stress regolari e rigorose;
(g)         
analizza e pianifica come far fronte alle eventuali
carenze di liquidità e adotta regole e procedure per l'attuazione di tali
piani;
(h)         
basa i suoi servizi di credito infragiornalieri su
risorse proporzionate e almeno della stessa durata, composte di capitale,
depositi in contante e operazioni di assunzione di prestito;
(i)           
deposita i corrispondenti saldi in contante su
appositi conti presso banche centrali, ove ciò sia pratico e possibile;
(j)           
si assicura di poter riutilizzare, con l'assenso
informato del cliente, le garanzie reali fornite da un acquirente inadempiente.
5.                      
L'ABE elabora, in consultazione con l’AESFEM ed i
membri del SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare
quanto segue: 
(a)         
la frequenza, la misura e il controllo delle
esposizioni creditizie di cui al paragrafo 3, lettera b), e i tipi di strumenti
di gestione del rischio che devono essere utilizzati per controllare il rischio
derivate da tali esposizioni;
(b)         
in che cosa consistono le risorse finanziarie equivalenti
ai fini del paragrafo 3, lettera c); 
(c)         
i tipi di garanzie reali che possono essere
considerati a basso rischio di credito, di liquidità e di mercato ai fini del
paragrafo 3, lettera d);
(d)         
in che cosa consistono gli scarti di garanzia ai
fini del paragrafo 3, lettera e), e del paragrafo 4, lettera b);
(e)         
i limiti di concentrazione per i valori delle
garanzie di cui al paragrafo 3, lettera e), per le esposizioni creditizie di
cui al paragrafo 3, lettera g), e per i fornitori di liquidità di cui al
paragrafo 4, lettera e);
(f)           
in che cosa consistono i tassi dissuasivi ai fini
del paragrafo 3, lettera j);
(g)         
i dettagli della sorveglianza di cui al paragrafo
4, lettera b), e la metodologia per calcolare il valore delle attività liquide
disponibili ai fini del paragrafo 4, lettera b), e per misurare il fabbisogno
di liquidità e il rischio di cui al paragrafo 4, lettera c); 
(h)         
in che cosa consistono le risorse immediatamente
disponibili e un profilo adeguato di rischio e di mercato ai fini del paragrafo
4, lettera d);
(i)           
la frequenza, il tipo e il periodo di tempo delle
prove di stress ai fini del paragrafo 4, lettera f);
(j)           
i criteri per valutare quando è pratico e possibile
depositare saldi in contante su conti presso banche centrali ai fini del
paragrafo 4, lettera j).
L'ABE presenta i progetti di norme tecniche di
regolamentazione alla Commissione entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
Alla Commissione è delegato il potere di adottare
le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente alla
procedura di cui agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE)
n. 1093/2010.
Articolo 58
Vigilanza degli enti creditizi designati per fornire servizi accessori di tipo
bancario 
1.                      
L'autorità competente di cui alla direttiva
2006/48/CE è responsabile dell'autorizzazione e della vigilanza, alle
condizioni stabilite in tale direttiva, degli enti creditizi designati per
fornire servizi accessori di tipo bancario e per quanto riguarda la loro
conformità con l'articolo 57, paragrafi 3 e 4, del presente regolamento.
2.                      
L’autorità competente di cui all’articolo 9, in
consultazione con l’autorità competente di cui al paragrafo 1, esamina e valuta
almeno annualmente se gli enti creditizi designati rispettano l’articolo 57,
paragrafo 1, e se tutte le disposizioni richieste fra gli enti creditizi
designati e i CSD consentono loro di rispettare gli obblighi previsti dal
presente regolamento.
3.                      
Ai fini della tutela dei partecipanti ai sistemi di
regolamento titoli da esso gestito, un CSD garantisce di avere accesso, tramite
l’ente creditizio da esso designato, a tutte le informazioni necessarie ai fini
del presente regolamento e riferisce eventuali violazioni alle autorità
competenti di cui al paragrafo 1 e all’articolo 9.
4.                      
Al fine di garantire, all'interno dell'Unione, una
vigilanza uniforme, efficiente ed efficace degli enti creditizi designati per
fornire servizi accessori di tipo bancario, l'ABE, in consultazione con
l'AESFEM e i membri del SEBC, può emanare orientamenti indirizzati alle
autorità competenti conformemente all’articolo 16 del regolamento (UE) n.
1093/2010. 
Titolo V
Sanzioni 
Articolo 59 
Sanzioni e misure amministrative
1.                      
Gli Stati membri stabiliscono le norme relative
alle sanzioni e misure amministrative da applicare, nelle circostanze definite
all'articolo 60, a quanti si rendano responsabili di violazioni delle
disposizioni del presente regolamento e adottano tutti i provvedimenti
necessari a garantirne l’applicazione. Le sanzioni e le misure sono efficaci,
proporzionate e dissuasive.
Entro 24 mesi dall'entrata in vigore del presente
regolamento gli Stati membri comunicano all’AESFEM e alla Commissione le norme
di cui al primo comma. Essi ne comunicano senza indugio alla Commissione e
all’AESFEM ogni successiva modifica.
2.                      
Le autorità competenti sono in grado di applicare
sanzioni e misure amministrative nei confronti dei CSD, degli enti creditizi
designati, dei membri dei loro organi direttivi e di qualsiasi altra persona
che detenga il controllo effettivo delle loro attività nonché di qualsiasi
altra persona fisica o giuridica che sia responsabile di una violazione. 
3.                      
Nell'esercizio dei loro poteri sanzionatori nelle
circostanze definite all'articolo 60, le autorità competenti collaborano
strettamente per garantire che le sanzioni e le misure amministrative producano
i risultati voluti dal presente regolamento e per coordinare le proprie
iniziative al fine di evitare eventuali duplicazioni e sovrapposizioni
nell'applicazione di sanzioni e misure amministrative nei casi transfrontalieri
a norma dell'articolo 12.
Articolo 60
Poteri sanzionatori
1.                      
Il presente articolo si applica alle seguenti
disposizioni del presente regolamento:
(a)         
prestazione di servizi di cui alle sezioni A, B e C
dell’allegato, in violazione degli articoli 14, 23 e 52; 
(b)         
ottenimento delle autorizzazioni richieste a norma
degli articoli 14 e 52 a mezzo di false dichiarazioni o con qualsiasi altro
mezzo illecito di cui all’articolo 18, paragrafo 1, lettera b), e all'articolo
55, paragrafo 1, lettera b);
(c)         
mancato rispetto da parte dei CSD dei requisiti
patrimoniali, in violazione dell'articolo 44, paragrafo 1;
(d)         
mancato rispetto da parte dei CSD dei requisiti
organizzativi, in violazione degli articoli da 24 a 28; 
(e)         
mancato rispetto da parte dei CSD delle norme sulla
condotta negli affari, in violazione degli articoli da 29 a 32;
(f)           
mancato rispetto da parte dei CSD dei requisiti per
i servizi CSD, in violazione degli articoli da 34 a 38;
(g)         
mancato rispetto, da parte dei CSD, dei requisiti
prudenziali, in violazione degli articoli da 40 a 44;
(h)         
mancato rispetto da parte dei CSD dei requisiti per
i collegamenti tra CSD, in violazione dell’articolo 45;
(i)           
rifiuto abusivo da parte dei CSD di concedere tipi
di accesso diversi, in violazione degli articoli da 47 a 51;
(j)           
mancato rispetto da parte degli enti creditizi
designati dei requisiti prudenziali specifici relativi al rischio di credito,
in violazione dell’articolo 57, paragrafo 3;
(k)         
mancato rispetto da parte degli enti creditizi
designati dei requisiti prudenziali specifici relativi al rischio di liquidità,
in violazione dell’articolo 57, paragrafo 4.
2.                      
Fatti salvi i poteri di vigilanza delle autorità
competenti, in caso di violazione di cui al paragrafo 1, le autorità
compenti hanno il potere, conformemente alla legislazione nazionale, di imporre
quanto meno le seguenti sanzioni e misure amministrative: 
(a)         
una dichiarazione pubblica indicante la persona
responsabile della violazione e la natura della violazione;
(b)         
un'ingiunzione diretta al soggetto responsabile
della violazione di porre termine al comportamento in questione e di non
reiterarlo;
(c)         
la revoca delle autorizzazioni concesse ai sensi
degli articoli 14 e 52, in conformità degli articoli 18 e 55; 
(d)         
la revoca dei membri degli organi di gestione degli
istituti responsabili della violazione;
(e)         
sanzioni amministrative pecuniarie fino al doppio
dell'ammontare dei profitti ricavati grazie alla violazione, se possono essere
determinati;
(f)           
nel caso di una persona fisica, sanzioni
amministrative pecuniarie fino a 5 milioni di EUR o fino al 10% del reddito
complessivo annuo della persona fisica nell’anno civile precedente;
(g)         
nel caso di una persona giuridica, sanzioni
amministrative pecuniarie fino al 10% del fatturato complessivo annuo della
persona giuridica nell’esercizio finanziario precedente; se l'impresa è una
filiazione di un'impresa madre, il fatturato complessivo annuo è il fatturato
complessivo annuo risultante nei conti consolidati dell'impresa madre
capogruppo nell’esercizio finanziario precedente.
3.                      
Le autorità competenti possono disporre di altri
poteri sanzionatori oltre a quelli indicati al paragrafo 2 e possono prevedere
sanzioni amministrative pecuniarie di importo più elevato di quello stabilito
nel suddetto paragrafo.
4.                      
Le sanzioni e misure amministrative imposte per
violazione del presente regolamento sono immediatamente pubblicate, assieme
alle informazioni relative almeno al tipo e alla natura della violazione nonché
all’identità dei soggetti che ne sono responsabili, a meno che tale
pubblicazione metta gravemente a rischio la stabilità dei mercati finanziari. Nel
caso in cui la pubblicazione possa arrecare un danno sproporzionato alle parti
coinvolte, le autorità competenti pubblicano le misure e le sanzioni senza
rivelare l’identità degli interessati. 
La pubblicazione delle sanzioni rispetta i diritti
fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,
in particolare il diritto al rispetto della vita privata e familiare e il
diritto alla protezione dei dati di carattere personale.
Articolo 61 
Applicazione effettiva delle sanzioni 
1.                      
Nello stabilire il tipo e il livello di sanzione o
misura amministrativa le autorità competenti tengono conto dei seguenti
criteri: 
(a)         
la gravità e la durata della violazione;
(b)         
il grado di responsabilità dell'autore della
violazione; 
(c)         
la dimensione e la capacità finanziaria della
persona fisica o giuridica responsabile, quale risulta dal fatturato
complessivo della persona giuridica o dal reddito annuo della persona fisica;
(d)         
l'ammontare dei profitti realizzati e delle perdite
evitate da parte della persona fisica o giuridica responsabile o l’ammontare
delle perdite subite da terzi, nella misura in cui possano essere determinati;
(e)         
il livello di cooperazione che la persona fisica o
giuridica responsabile ha dimostrato nei confronti dell'autorità competente,
ferma restando la necessità di garantire la restituzione dei guadagni
realizzati o delle perdite evitate;
(f)           
precedenti violazioni da parte della persona fisica
o giuridica responsabile.
2.                      
Le autorità competenti possono tenere conto di
ulteriori fattori aggiuntivi se questi sono specificati nella legislazione
nazionale.
Articolo 62 
Segnalazione di violazioni 
1.                      
Gli Stati membri adottano dispositivi efficaci per
promuovere la segnalazione alle autorità competenti di violazioni del presente
regolamento.
2.                      
I meccanismi di cui al paragrafo 1 includono
almeno:
(a)         
procedure specifiche per il ricevimento di
segnalazioni di violazioni e per le relative verifiche; 
(b)         
un'adeguata protezione di quanti segnalano
violazioni potenziali o effettive;
(c)         
la protezione dei dati personali sia della persona
che segnala le violazioni potenziali o effettive sia della persona fisica
presunta responsabile della violazione, in conformità ai principi stabiliti
nella direttiva 95/46/CE;
(d)         
procedure adeguate per garantire il diritto di
difesa del presunto responsabile, nonché il diritto a essere sentito prima che
venga presa una decisione che lo riguarda e il diritto a un effettivo ricorso
giurisdizionale nei confronti di qualsiasi decisione o misura che lo riguardi.
Titolo VI
Atti delegati, disposizioni transitorie, modifica della direttiva 98/26/CE e
disposizioni finali
Articolo 63
Delega di poteri
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati conformemente all’articolo 64 riguardo all’articolo 2, paragrafo
2, all’articolo 22, paragrafo 6, all'articolo 23, paragrafi 1 e 4, all’articolo
30, paragrafi 1 e 3, all’articolo 37, paragrafo 1, all’articolo 50, paragrafi
1, 2 e 3, all’articolo 51, paragrafi 2 e 3.
Articolo 64
Esercizio della delega
1.                      
Il potere di adottare atti delegati è conferito
alla Commissione fatte salve le condizioni stabilite al presente articolo.
2.                      
La delega dei poteri di cui all’articolo 63 è
conferita per un periodo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento. 
3.                      
La delega di poteri di cui all’articolo 63 può
essere revocata in qualunque momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La
decisione di revoca pone fine alla delega di poteri ivi specificata. Gli
effetti della decisione di revoca decorrono dal giorno successivo a quello
della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da
una data successiva ivi specificata. La decisione di revoca lascia
impregiudicata la validità degli atti delegati già in vigore.
4.                      
Non appena adotta un atto delegato, la Commissione
ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio. 
5.                      
L’atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 63
entra in vigore solo né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno formulato
obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato
o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il
Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono formulare obiezioni.
Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del
Consiglio.
Articolo 65
Competenze di esecuzione
Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti di esecuzione ai sensi dell'articolo 23, paragrafo 6, e
dell'articolo 52, paragrafo 2, terzo comma. Tali atti di esecuzione sono
adottati conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 66, paragrafo
2.
Articolo 66
Procedura di comitato
1.                      
La Commissione è assistita dal comitato europeo dei
valori mobiliari istituito dalla decisione 2001/528/CE della Commissione[25]. Tale comitato è un comitato
ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
2.                      
Quando la Commissione esercita le competenze di
esecuzione conferitele dal presente regolamento, si applica l’articolo 5 del
regolamento (UE) n. 182/2011.
Articolo 67
Disposizioni transitorie
1.                      
Gli istituti che sono stati notificati all'AESFEM
come CSD alle condizioni di cui all'articolo 19, paragrafo 4, chiedono tutte le
autorizzazioni necessarie ai fini del presente regolamento entro due anni a
decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
2.                      
Entro due anni a decorrere dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento, un CSD stabilito in un paese terzo chiede o
l’autorizzazione all’autorità competente dello Stato membro nel quale il CSD
presta i propri servizi se intende prestare i propri servizi sulla base
dell'articolo 14, oppure il riconoscimento dell’AESFEM se intende prestare i
propri servizi sulla base dell’articolo 23. 
3.                      
Se, alla data di entrata in vigore del presente
regolamento, un CSD stabilito in un paese terzo fornisce già servizi in uno
Stato membro in conformità con la legislazione nazionale di tale Stato membro,
detto CSD è autorizzato a continuare a fornire servizi fino a quando
l'autorizzazione di cui all'articolo 14 o il riconoscimento di cui all'articolo
23 siano concessi o respinti.
4.                      
I collegamenti tra un CSD stabilito in un paese
terzo e i CSD autorizzati negli Stati membri sono accettati fino a quando
l'autorizzazione di cui all'articolo 14 o il riconoscimento di cui all'articolo
23 siano concessi o respinti. 
Articolo 68
Modifica della direttiva 98/26/CE
1.                      
All’articolo 2 della direttiva 98/26/CE, il terzo
trattino della lettera a) è sostituito dal seguente:
"-       designato, fatti salvi altri
requisiti generali più rigorosi imposti dalla legislazione nazionale, come
sistema e notificato all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei
mercati dallo Stato membro di cui si applica la legge, dopo che lo Stato membro
stesso ne abbia accertato la conformità alle regole dello stesso.”.
2.                      
Entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente
regolamento, gli Stati membri adottano, pubblicano e comunicano alla
Commissione le misure necessarie a conformarsi alle disposizioni di cui al
paragrafo 1. 
Articolo 69Relazioni e riesame 
1.                      
L’AESFEM, in cooperazione con l’ABE e le autorità
di cui agli articoli 9 e 11, presenta alla Commissione relazioni annuali che
valutano le tendenze, i rischi potenziali e le vulnerabilità, e, se necessario,
raccomanda azioni preventive o correttive nei mercati dei servizi disciplinati
dal presente regolamento. Tali relazioni comprendono almeno:
(a)         
una valutazione dell’efficienza del regolamento per
le operazioni nazionali e transfrontaliere per ciascuno Stato membro, basata
sul numero e sul volume dei mancati regolamenti, sull’importo delle penalità di
cui all’articolo 7, paragrafo 4, sul numero e sul volume delle operazioni di
acquisto forzoso (buy-in) di cui all'articolo 7, paragrafo 4, e su
eventuali altri criteri pertinenti; 
(b)         
una valutazione della quantità di regolamenti che
avvengono all’esterno dei sistemi di regolamento titoli gestiti da CSD, basata
sul numero e sul volume delle operazioni e su eventuali altri criteri
pertinenti; 
(c)         
una valutazione dei servizi transfrontalieri
rientranti nel campo di applicazione del presente regolamento, basata sul
numero e sui tipi di collegamenti CSD, sul numero di partecipanti esteri ai
sistemi di regolamento titoli gestiti da CSD, sul numero e sul volume delle
operazioni che coinvolgono tali partecipanti, sul numero degli emittenti esteri
che registrano i propri titoli presso un CSD ai sensi dell'articolo 47 e su
eventuali altri criteri pertinenti. 
2.                      
Le relazioni di cui al paragrafo 1 relative ad un
determinato anno civile sono comunicate alla Commissione entro il 30 aprile
dell’anno civile successivo. 
Articolo 70 
Entrata
in vigore e applicazione
1.                      
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea.
2.                      
L'articolo 5 si applica a decorrere dal 1° gennaio
2015.
3.                      
L'articolo 3, paragrafo 1, si applica a decorrere
dal 1° gennaio 2020.
Il
presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 7.3.2012
Per il Parlamento europeo                                                           Per
il Consiglio
The President                                                                                The
President
                                                                                                      
ALLEGATO 
Servizi
Sezione
A
Servizi di base dei depositari centrali di titoli
1.                      
Registrazione iniziale dei titoli in un sistema di
scritture contabili (servizio di notariato);
2.                      
funzione di gestione dei conti titoli al livello
più elevato ("servizio di gestione accentrata");
3.                      
gestione di un sistema di regolamento titoli
(servizio di regolamento).
Sezione
B
Servizi accessori di tipo non bancario dei depositari centrali di titoli 
Servizi forniti dai CSD che contribuiscono a
migliorare la sicurezza, l'efficienza e la trasparenza dei mercati mobiliari,
tra cui: 
1.                      
servizi connessi al servizio di regolamento, ad
esempio:
(a)         
organizzazione, in qualità di agente, di un
meccanismo di prestito titoli tra i partecipanti a un sistema di regolamento
titoli;
(b)         
fornitura, in qualità di agente, di servizi di
gestione delle garanzie per i partecipanti a un sistema di regolamento titoli;
(c)         
confronto degli ordini di regolamento,
indirizzamento degli ordini, conferma e verifica delle transazioni;
2.                      
servizi connessi ai servizi di notariato e di
gestione accentrata, ad esempio:
(a)         
fornitura di servizi connessi ai registri degli
azionisti;
(b)         
trattamento iniziale delle operazioni societarie,
inclusi gli aspetti relativi alla fiscalità, alle assemblee generali e ai
servizi di informazione;
(c)         
fornitura di servizi per le nuove emissioni,
inclusa l'assegnazione e la gestione dei codici ISIN e simili;
(d)         
indirizzamento e trattamento degli ordini, raccolta
e trattamento delle commissioni e relativa comunicazione;
3.                      
gestione di conti titoli in relazione al servizio
di regolamento, alla gestione delle garanzie e ad altri servizi accessori;
4.                      
altri servizi, quali:
(a)         
servizi generali di gestione delle garanzie,in
qualità di agente;
(b)         
informativa;
(c)         
fornitura di dati e statistiche ai mercati/agli
uffici statistici;
(d)         
servizi informatici. 
Sezione
C
Servizi accessori di tipo bancario 
1.                      
Servizi di tipo bancario per i partecipanti a un
sistema di regolamento titoli connessi al servizio di regolamento, ad esempio: 
(a)         
fornitura di conti correnti;
(b)         
accettazione di depositi in contante;
(c)         
apertura di linee di credito;
(d)         
servizi di prestito titoli; 
2.                      
servizi di tipo bancario o servizi accessori agli
altri servizi di base elencati nelle sezioni A e B, quali:
(a)         
fornitura di conti correnti per il regolamento e
accettazione di depositi in contanti dai titolari di conti titoli;
(b)         
concessione di titoli in prestito ai titolari di
conti titoli;
(c)         
servizi di tipo bancario che agevolano il
trattamento delle operazioni societarie, ad esempio: 
–              
(i)            prefinanziamento di redditi e di
proventi da rimborso titoli
–              
(ii)           prefinanziamento di pagamenti
fiscali.
ALLEGATO 
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni 
              2.2.    Sistema
di gestione e di controllo 
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa
interessate 
              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi
dell'incidenza prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza prevista
sugli stanziamenti operativi 
              3.2.3. Incidenza prevista
sugli stanziamenti di natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità con il
quadro finanziario pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione di
terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle
entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA

1.                      
FRAMEWORK OF THE PROPOSAL/INITIATIVE 
1.1.                
Titolo della proposta/iniziativa 

Regolamento
del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al miglioramento del
regolamento titoli nell'Unione europea e ai depositari centrali di titoli e
recante modifica della direttiva 98/26/CE

1.2.                
Settore/settori interessati nella struttura ABM/ABB[26] 

Mercato
interno – mercati finanziari

1.3.                
Natura della proposta/iniziativa 

ý La proposta/iniziativa
riguarda una nuova azione 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto
pilota/un'azione preparatoria[27]

¨ La proposta/iniziativa riguarda la proroga
di un'azione esistente 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda un'azione riorientata verso una nuova azione 

1.4.                
Obiettivi
1.4.1.          
Obiettivo/obiettivi strategici pluriennali della
Commissione oggetto della proposta/iniziativa 

Migliorare la sicurezza e l'efficienza dei mercati
finanziari; stimolare il mercato interno dei servizi bancari.

1.4.2.          
Obiettivo/obiettivi specifici e attività ABM/ABB
interessate 
 
 Obiettivi specifici Alla luce degli obiettivi generali riportati sopra, si perseguono i seguenti obiettivi specifici: ·      aumentare la sicurezza dei regolamenti transfrontalieri ·      aumentare l'efficienza dei regolamenti transfrontalieri ·      assicurare parità di condizioni in relazione ai servizi forniti dai CSD 

1.4.3.          
Risultati e incidenza previsti

Precisare gli effetti che la proposta/iniziativa
dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi interessati.
 La proposta mira a: ·      accrescere la sicurezza e l'efficienza dei regolamenti armonizzando i periodi di regolamento e garantire che la maggior parte dei valori mobiliari sia emessa in forma di scritture contabili; ·      migliorare la disciplina di regolamento istituendo un quadro adeguato e armonizzato per prevenire e gestire i mancati regolamenti; ·      regolamentare adeguatamente tutti i CSD che operano nell'UE; ·      garantire la coerenza dei requisiti per i CSD e il coordinamento della vigilanza da parte delle autorità nazionali di regolamentazione; ·      ridurre i costi dei regolamenti transfrontalieri per gli investitori; ·      garantire una scelta più ampia agli emittenti e agli investitori facilitando l'accesso ai CSD; ·      rendere più eque le condizioni di concorrenza nella fornitura dei servizi di CSD in modo da migliorare la qualità e ridurre le commissioni dei servizi di CSD per emittenti ed investitori 

1.4.4.          
Indicatori di risultato e di incidenza 

Precisare gli
indicatori che permettono di seguire la realizzazione della
proposta/iniziativa.
 ·      Una relazione in cui si valuta l'efficienza dei regolamenti per ogni mercato dell'UE. Gli indicatori potrebbero includere: numero e volume dei mancati regolamenti (differenziando tra operazioni nazionali e transnazionali), volume delle penalità inflitte ai CSD, numero di procedure di acquisto forzoso (buy-in) e numero di casi di sospensione della partecipazione a causa di mancati regolamenti sistematici. ·      Una relazione che misuri il volume dei crediti di mercato, per valutare se l'armonizzazione dei periodi di regolamento ha portato a una maggiore efficienza delle operazioni societarie. ·      Una relazione che misuri il grado di internalizzazione dei regolamenti da parte di depositari al di fuori dei sistemi di regolamento titoli gestiti da CSD. Si tratta di un'informazione importante in termini di rischio sistemico e per valutare se sia necessario un intervento dell'UE in materia. ·      Una relazione che valuti se vi è un aumento dell’attività transfrontaliera Gli indicatori potrebbero includere il numero dei collegamenti tra CSD, il numero dei partecipanti esteri ai CSD, il volume delle operazioni per numero di partecipanti stranieri e il numero degli emittenti stranieri che accedono ai CSD esteri. ·      Una relazione sui prezzi applicati nell'UE per i servizi di base dei CSD, quali il regolamento e la custodia di titoli, nel quadro di operazioni transfrontaliere e nazionali. ·      Un'indagine presso CSD, emittenti e altre infrastrutture di mercato che consenta di valutare in quale misura le misure adottate hanno permesso di eliminare le barriere di accesso o se sono ancora presenti degli ostacoli (di natura pratica o giuridica). 

1.5.                
Motivazione della proposta/iniziativa 
1.5.1.          
Necessità da coprire nel breve e lungo termine 
 
 In seguito all'applicazione del regolamento negli Stati membri: ·      i periodi di regolamento sarebbero armonizzati; ·      la grande maggioranza dei valori mobiliari sarebbe emessa in forma di scrittura contabile; ·      si rafforzerebbe la disciplina di regolamento grazie alla creazione di un apposito quadro armonizzato volto a prevenire e gestire i mancati regolamenti; ·      tutti i CSD che operano nell'UE sarebbero adeguatamente regolamentati sulla base di una serie di requisiti comuni; ·      l'autorizzazione e la vigilanza dei CSD sarebbero armonizzate e il coordinamento tra gli organismi nazionali di regolamentazione sarebbe rafforzato; ·      l'accesso ai CSD (da parte di emittenti, altri CSD e altre infrastrutture di mercato) e da parte di CSD (ad altri CSD e ad altre infrastrutture di mercato) aumenterebbe e le condizioni di accesso sarebbero armonizzate. 

1.5.2.          
Valore aggiunto dell'intervento dell'Unione europea
 
 ·      I mercati finanziari hanno una vocazione transfrontaliera che si sta concretizzando sempre di più. La natura dei problemi individuati in relazione ai servizi dei CSD, e in particolare ai regolamenti nell'UE, è essenzialmente legata alle operazioni transfrontaliere. Di conseguenza, l'efficacia di misure realizzate in maniera autonoma e non coordinata dai singoli Stati membri sarebbe probabilmente molto ridotta in un contesto transfrontaliero. ·      La natura sistemica dei CSD e la loro crescente interconnessione in Europa richiedono un'azione coordinata. ·      Il vigente acquis disciplina aspetti correlati, in particolare dalla direttiva relativa ai contratti di garanzia finanziaria, dalla direttiva sul carattere definitivo del regolamento (SFD), dalla direttiva relativa ai mercati degli strumenti finanziari (MiFID), dalla direttiva sui requisiti patrimoniali (CRD) nonché dalla possibile futura direttiva sul diritto dei titoli. È opportuno che ogni nuova proposta sia perfettamente in linea con tali misure adottate a livello di UE. Il modo più efficace per raggiungere tale obiettivo è un'azione congiunta. ·        

1.5.3.          
Insegnamenti tratti da esperienze analoghe

I
CSD sono istituti importanti per i mercati finanziari, in quanto assicurano la
registrazione e la custodia di titoli, oltre a gestire i sistemi che
garantiscono il regolamento di operazioni su titoli, ossia l'effettiva consegna
di titoli contro contante. In quanto tali, sono infrastrutture importanti dei
mercati finanziari, così come le sedi di negoziazione, le controparti centrali
(CCP) e i repertori di dati sulle negoziazioni. Le sedi di negoziazione sono
disciplinate dalla direttiva relativa ai mercati degli strumenti finanziari
(MiFID), mentre le controparti centrali e i repertori di dati sulle
negoziazioni saranno disciplinati anche a livello dell'UE una volta che la
proposta di regolamento sulle operazioni sui derivati, sulle controparti
centrali e sui repertori di dati sulle negoziazioni sarà approvato dal
Parlamento europeo e dal Consiglio ed entrerà in vigore. La direttiva MiFID è
in vigore dal novembre 2007 e ha consentito di aumentare la concorrenza tra le
sedi di negoziazione degli strumenti finanziari, garantendo agli investitori
una maggiore possibilità di scelta in termini di prestatori di servizi e di
disponibilità di strumenti finanziari. 

1.5.4.          
Coerenza ed eventuale sinergia con altri strumenti
pertinenti

Determinati
aspetti sono già contemplati dalla vigente normativa dell'Unione. Ad esempio, i
sistemi di regolamento titoli sono già definiti nella direttiva 98/26/CE
concernente il carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e
nei sistemi di regolamento titoli[28]
e la direttiva 2004/39/CE (MiFID) prevede determinate norme di accesso dei
partecipanti al sistema di regolamento titoli da loro scelto. Altri aspetti
sono stati inclusi nelle proposte della Commissione. Ad esempio, anche la
proposta della Commissione sulle vendite allo scoperto e alcuni aspetti dei credit
default swap affrontano il tema della disciplina di regolamento per
determinate categorie di strumenti finanziari. Inoltre, la proposta della
Commissione relativa alle operazioni su derivati, alle controparti centrali e
ai repertori di dati sulle negoziazioni stabilisce norme in materia di compensazione,
una procedura strettamente connessa al regolamento. La proposta di regolamento
è in linea con tali disposizioni a livello di UE. 

1.6.                
Durata e incidenza finanziaria 

¨ Proposta/iniziativa di durata limitata

–     
¨  Proposta/iniziativa in vigore a decorrere dal [GG/MM]AAAA fino al
[GG/MM]AAAA 
–     
¨  Incidenza finanziaria dal AAAA al AAAA 
ý Proposta/iniziativa di durata
illimitata
–     
Attuazione con un periodo di avviamento dal 2013 al
2015
–     
seguito da un funzionamento a pieno ritmo.

1.7.                
Modalità di gestione prevista[29] 

¨ Gestione centralizzata diretta da parte della Commissione 
¨ Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a:
–     
¨  agenzie esecutive 
–     
ý  organismi creati dalle Comunità[30]
–     
¨  organismi pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico 
–     
¨  persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V
del trattato sull'Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente
atto di base ai sensi dell'articolo 49 del regolamento finanziario 
¨ Gestione concorrente
con gli Stati membri 
¨ Gestione decentrata
con paesi terzi 
¨ Gestione congiunta
con organizzazioni internazionali (specificare)
Se è indicata più di
una modalità di gestione, fornire ulteriori precisazioni alla voce
"Osservazioni".
Osservazioni 
-

2.                      
MISURE DI GESTIONE 
2.1.                
Disposizioni in materia di monitoraggio e di
relazioni 

Precisare la frequenza
e le condizioni.
L'articolo
81 del progetto di regolamento istitutivo dell'Autorità europea degli strumenti
finanziari e dei mercati (AESFEM) prevede la valutazione delle esperienze
acquisite grazie all'operato dell'AESFEM entro tre anni dall'avvio effettivo
delle sue attività. A tal fine, la Commissione pubblicherà una relazione
generale che sarà trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio.

2.2.                
Sistema di gestione e di controllo 
2.2.1.          
Rischi individuati 
 
 È stata realizzata una valutazione dell'impatto per la proposta di riforma del sistema di vigilanza finanziaria dell'UE a corredo dei progetti di regolamento istitutivo dell'Autorità bancaria europea, dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. Le risorse aggiuntive da assegnare all'AESFEM previste a seguito della presente proposta sono necessarie al fine di consentire all'AESFEM di svolgere i propri compiti, in particolare per: ·      attuare un regime armonizzato e rafforzato in materia di disciplina di regolamento, garantendo la coerenza del monitoraggio e della segnalazione di mancati regolamenti ed elaborando norme per le misure volte a prevenire e gestire i mancati regolamenti; ·      garantire l’armonizzazione e il coordinamento delle norme applicabili ai CSD tramite la stesura di norme; ·      rafforzare e garantire un’applicazione uniforme delle competenze nazionali di regolamentazione, formulando orientamenti in materia di cooperazione tra autorità ed elaborando norme che specificano il contenuto della domanda di autorizzazione nonché le informazioni da fornire alle autorità competenti e da scambiare tra le autorità a fini di vigilanza; ·      garantire il coordinamento e l'armonizzazione delle condizioni di accesso concesse alle imprese di paesi terzi; ·      garantire l’armonizzazione e il coordinamento delle norme sull'accesso ai CSD da parte di partecipanti, emittenti e altri CSD nonché tra CSD e altre infrastrutture di mercato. La mancanza di risorse potrebbe non garantire lo svolgimento tempestivo ed efficiente del ruolo dell'AESFEM. 
2.2.2. Modalità di
controllo previste
I
sistemi di gestione e controllo previsti dal regolamento che istituisce
l'AESFEM si applicano altresì al ruolo attribuito all'AESFEM dalla presente
proposta. 
L'insieme
definitivo di indicatori per valutare le prestazioni dell'AESFEM sarà deciso
dalla Commissione al momento in cui si dovrà procedere alla prima valutazione
richiesta. Per la valutazione definitiva, gli indicatori quantitativi saranno
altrettanto importanti degli elementi qualitativi raccolti nel corso delle
consultazioni. La valutazione sarà ripetuta ogni tre anni.

2.3.                
Misure di prevenzione delle frodi e delle
irregolarità 

Precisare le misure di
prevenzione e di tutela in vigore o previste.
Ai
fini della lotta contro la frode, la corruzione e qualsiasi altra attività
illegale, all’AESFEM saranno applicate senza restrizioni le disposizioni del
regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall’Ufficio per la lotta
antifrode (OLAF).
L’AESFEM
aderisce all'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999, fra il Parlamento
europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione delle Comunità
europee, relativo alle inchieste interne effettuate dall'Ufficio europeo per la
lotta antifrode (OLAF) e adotta immediatamente le disposizioni opportune che si
applicano a tutto il personale dell’AESFEM.
Le
decisioni di finanziamento, gli accordi e gli strumenti di applicazione che ne
derivano prevedono espressamente che la Corte dei conti e l'OLAF possono, se
necessario, effettuare un controllo in loco presso i beneficiari degli
stanziamenti dell'AESFEM e presso gli agenti responsabili della loro
allocazione.

3.                      
INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.                
Rubrica/rubriche del quadro finanziario pluriennale
e linea/linee di bilancio di spesa interessate 

·      Linee di bilancio di spesa esistenti 
Secondo l'ordine delle rubriche del quadro finanziario
pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Descrizione………………………...…….] || Diss./Non diss. ([31]) || di paesi EFTA[32] || di paesi candidati[33] || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
   || 12.0404.01 [AESFEM – Sovvenzione ai titoli 1 e 2 (spese di personale e amministrative)] || Diss. || SÌ || NO || NO || NO 
·      Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione 
Secondo l'ordine delle rubriche del quadro finanziario
pluriennale e delle linee di bilancio.
-

3.2.                
Incidenza prevista sulle spese 
3.2.1.          
Sintesi dell'incidenza prevista sulle spese 

Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 1A || Competitività per la crescita e l'occupazione 
 DG: MARKT ||   ||   || Anno 2013[34] || Anno 2014 || Anno 2015 ||   ||   || TOTALE 
  Stanziamenti operativi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 12.0404.01 || Impegni || (1) || 0.385 || 0.354 || 0.354 ||   ||   ||   ||   || 1.093 
 Pagamenti || (2) || 0.385 || 0.354 || 0.354 ||   ||   ||   ||   || 1.093 
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati  dalla dotazione di programmi specifici[35] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio ||   || (3) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la DG MARKT || Impegni || =1+1a +3 || 0.385 || 0.354 || 0.354 ||   ||   ||   ||   || 1.093 
 Pagamenti || =2+2a+3 || 0.385 || 0.354 || 0.354 ||   ||   ||   ||   || 1.093 
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 0.385 || 0.354 || 0.354 ||   ||   ||   ||   || 1.093 
 Pagamenti || (5) || 0.385 || 0.354 || 0.354 ||   ||   ||   ||   || 1.093 
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 1A del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 || 0.385 || 0.354 || 0.354 ||   ||   ||   ||   || 1.093 
 Pagamenti || =5+ 6 || 0.385 || 0.354 || 0.354 ||   ||   ||   ||   || 1.093 
Osservazioni:
Gli stanziamenti operativi sopra indicati sono connessi
alle funzioni specifiche conferite all'AESFEM in base alla proposta:
1) Funzioni connesse alla disciplina di
regolamento, (2 norme di regolamentazione, 1 orientamento e funzioni di tenuta
dei registri)
Le misure in oggetto mirano ad introdurre un monitoraggio
e una comunicazione costanti riguardo ai mancati regolamenti e a ridurne la
frequenza attuando misure preventive e sanzionatorie.
L'AESFEM sarà tenuta a redigere due norme tecniche
di regolamentazione sulle misure volte a prevedere i mancati regolamenti, sugli
strumenti di monitoraggio per individuale i casi probabili, sulle misure per
gestire i mancati pagamenti e sui dettagli del relativo sistema di monitoraggio
e di comunicazione.
L'AESFEM dovrà inoltre pubblicare orientamenti
indirizzati alle autorità affinché sia garantita un'applicazione uniforme,
efficiente ed efficace delle misure di prevenzione e di gestione dei mancati
pagamenti.
L'AESFEM riceverà inoltre dalle autorità
competenti i dati rilevanti sui mancati regolamenti.
2) Funzioni connesse all'autorizzazione e alla
vigilanza dei CSD (3 norme di regolamentazione, 4 norme di attuazione, 1
orientamento, funzioni di tenuta dei registri e funzioni permanenti)
Tali misure mirano a introdurre un quadro
coerente in materia di autorizzazione e di vigilanza dei CSD e ad aumentare la
cooperazione tra le autorità. Ciò dovrebbe, tra l'altro, ridurre gli oneri
derivanti dalla regolamentazione a carico dei CSD coinvolti in operazioni
transfrontaliere.
L'AESFEM dovrà elaborare tre norme tecniche di regolamentazione
e tre norme tecniche di attuazione riguardanti la domanda di autorizzazione, le
informazioni fornite dai CSD alle autorità competenti, le informazioni
scambiate tra autorità a fini di vigilanza e la cooperazione tra autorità del
paese di origine e del paese ospitante.
L'AESFEM dovrà inoltre pubblicare orientamenti per
assicurare una cooperazione uniforme, efficiente ed efficace tra autorità nel
quadro delle diverse valutazioni necessarie per l'attuazione del regolamento.
L'AESFEM dovrà tenere un registro dettagliato
delle attività dei CSD che operano nell'Unione, inclusi i nomi dei CSD
autorizzati e dei sistemi di regolamento titoli gestiti dai CSD, i servizi
forniti, le autorità competenti, i CSD di paesi terzi, ecc.
L'AESFEM svolgerà un ruolo importante in relazione
ai CSD non-UE che intendono fornire i propri servizi con o senza l'apertura di
una succursale all'interno nell'Unione o che mirano a stabilire un collegamento
con un CSD nell'Unione. In particolare, L'AESFEM dovrà valutare se tali CSD
sono soggetti a un'autorizzazione e a una vigilanza effettive nei rispettivi
paesi d'origine e dovrà stabilire accordi di cooperazione con le autorità
competenti di tali paesi. 
L'AESFEM svolgerà anche una seria di altre
funzioni permanenti, compreso il compito di intervenire in caso di disaccordo
tra le autorità del paese di origine e del paese ospitante e di essere
informata in situazioni di emergenza.
3) Funzioni connesse ai requisiti per i CSD (8
norme di regolamentazione, 2 norme di attuazione, 1 orientamento, funzioni
permanenti)
Queste misure mirano ad introdurre requisiti
omogenei per i CSD in termini organizzativi e di governo societario, di
condotta negli affari, di servizi e di quadro prudenziale. Ciò dovrebbe creare
un ambiente più sicuro per i servizi dei CSD e ridurre gli oneri derivanti
dalla regolamentazione a carico dei CSD coinvolti in operazioni
transfrontaliere.
L'AESFEM dovrà redigere otto norme tecniche di
regolamentazione e due norme tecniche di attuazione al fine di specificare alcuni
dettagli in relazione a numerosi requisiti regolamentari per i CSD, in
particolare in materia di questioni organizzative, tenuta di registri, accesso
da parte dei partecipanti, riconciliazione dei conti titoli, segregazione dei
conti titoli, carattere definitivo del regolamento, attenuazione del rischio
operativo, requisiti patrimoniali e collegamenti tra CSD. 
L'AESFEM dovrà inoltre emanare orientamenti in
materia di norme e procedure applicate dai CSD in caso di inadempimento di un
partecipante.
L'AESFEM svolgerà inoltre funzioni permanenti che
derivano dal suo potere di intervenire in caso di disaccordo tra autorità circa
l'accesso dei partecipanti ai CSD.
4) Funzioni connesse ai requisiti di accesso (3
norme di attuazione, funzioni permanenti)
Queste misure hanno lo scopo di aumentare
l'efficienza consentendo agli emittenti e agli investitori di accedere ai CSD
da loro scelti.
L'AESFEM dovrà redigere tre norme tecniche di
attuazione in relazione alla procedura di accesso ai CSD da parte degli
emittenti, tra CSD e tra CSD e altre infrastrutture di mercato.
L'AESFEM svolgerà inoltre funzioni permanenti che
derivano dal suo potere di intervenire in caso di disaccordo tra autorità circa
l'accesso.
5) Funzioni connesse al monitoraggio e alla
valutazione della proposta (2 relazioni annuali)
L'AESFEM dovrà elaborare due relazioni annuali.
Una di esse valuterà l'efficienza dei regolamenti in ciascuno dei mercati
dell'UE, basandosi sulla comunicazione standardizzata sui mancati regolamenti
da parte dei partecipanti al mercato, l'altra invece valuterà se vi è un
aumento dell'attività transfrontaliera, basandosi sui dati raccolti nel
registro dell'AESFEM. 
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || “Spese amministrative” 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno 2013 || Anno 2014 || Anno 2015 ||   ||   || TOTALE 
 DG: MARKT || 
  Risorse umane || 0 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   
  Altre spese amministrative || 0 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE DG MARKT || Stanziamenti || 0 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 0 || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno 2013[36] || Anno 2014 || Anno 2015 ||   ||   || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 0.385 || 0.354 || 0.354 ||   ||   ||   ||   || 1.093 
 Pagamenti || 0.385 || 0.354 || 0.354 ||   ||   ||   ||   || 1.093 

3.2.2.          
Incidenza prevista sugli stanziamenti operativi 

–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi 
–     
ý  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi, come spiegato di seguito:
Gli obiettivi specifici della proposta sono
illustrati al punto 1.4.2. Essi saranno conseguiti attraverso le misure
legislative proposte, da attuare a livello nazionale, e mediante il
coinvolgimento dell'AESFEM. Non è possibile attribuire risultati numerici
concreti a ciascun obiettivo operativo, ma il ruolo dell'AESFEM e il suo
contributo agli obiettivi della proposta sono descritti in modo dettagliato
alla sezione 3.2.1.

3.2.3.          
Incidenza prevista sugli stanziamenti di natura
amministrativa
3.2.3.1.    
Sintesi 

–     
ý  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
amministrativi 
–     
¨  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
amministrativi, come spiegato di seguito:

3.2.3.2.    
 Fabbisogno previsto di risorse umane 

–     
ý  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di risorse umane 
–     
¨  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di risorse umane,
come spiegato di seguito:
Osservazioni:
A seguito della proposta, non sono necessarie
ulteriori risorse umane e amministrative per la DG MARKT. Continueranno a essere
impiegate le risorse attualmente impiegate per seguire la direttiva 1997/9/CE.

3.2.4.          
Compatibilità con il quadro finanziario pluriennale
attuale 

–     
¨  La proposta/iniziativa è compatibile con il quadro finanziario
pluriennale attuale.
–     
ý  La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente
rubrica del quadro finanziario pluriennale.
La proposta prevede che l'AESFEM svolga funzioni
supplementari. Ciò richiederà delle risorse aggiuntive alla linea di bilancio
12.0404.
–     
¨  La proposta/iniziativa richiede l'applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[37].

3.2.5.          
Partecipazione di terzi al finanziamento 

–     
¨  La proposta/iniziativa non prevede il cofinanziamento da parte di
terzi 
–     
ý  La proposta/iniziativa prevede il cofinanziamento indicato di
seguito:
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno 2013 || Anno 2014 || Anno 2015 ||   ||   || Totale 
 Stati membri attraverso autorità nazionali di vigilanza UE* || 0.577 || 0.531 || 0.531 ||   ||   ||   ||   || 1.639 
 TOTALE stanziamenti cofinanziati || 0.577 || 0.531 || 0.531 ||   ||   ||   ||   || 1.639 
* Stima basata sul
vigente meccanismo di finanziamento previsto dal regolamento istitutivo
dell'AESFEM (Stati membri 60%, Unione 40%).

3.3.                
Incidenza prevista sulle entrate 

–     
ý  La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle
entrate.
–     
¨  La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
–                   
¨         sulle risorse proprie 
–                   
¨         sulle entrate varie 
Allegato alla scheda finanziaria
legislativa della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio relativo al miglioramento del regolamento titoli nell'Unione europea
e ai depositari centrali di titoli e recante modifica della direttiva 98/26/CE
I costi relativi alle funzioni che l'AESFEM
dovrà svolgere sono stati valutati come spese per il personale (Titolo 1),
conformemente alla classificazione dei costi contenuta nel progetto di bilancio
dell'AESFEM per il 2012 presentato alla Commissione.
La proposta della Commissione contiene
disposizioni in virtù delle quali l'AESFEM è chiamato a definire 13 nuove norme
tecniche di regolamentazione e 9 norme tecniche di attuazione al fine di
garantire che le disposizioni di natura altamente tecnica vengano attuate in
modo uniforme in tutta l'Unione. Inoltre, l'AESFEM dovrà sviluppare anche 3
orientamenti, volti essenzialmente a garantire una cooperazione efficiente ed
efficace tra le autorità, nonché 2 relazioni annuali che mirano a monitorare e
valutare l'efficacia del regolamento. Inoltre l'AESFEM gestirà il registro dei
CSD e si occuperà di una serie di altre funzioni permanenti. 
Per quanto riguarda i tempi, si prevede che il
regolamento entrerà in vigore all'inizio del 2013 e che per questo motivo
l'AESFEM avrà bisogno di risorse aggiuntive a partire dal 2013. Si stima che vi
sia bisogno di personale aggiuntivo soltanto per le norme tecniche, gli
orientamenti e le relazioni che dovranno essere presentati dall'AESFEM. Si
ritiene che l'AESFEM possa svolgere le altre funzioni permanenti, ad esempio in
relazione al riconoscimento dei CSD non-UE e alla mediazione tra autorità,
facendo affidamento sul personale già in servizio. Per quanto riguarda la
natura dei posti da coprire, la tempestiva pubblicazione delle nuove norme
tecniche richiederà in particolare l’assunzione di altri funzionari per gli
aspetti giuridici, politici e relativi alla valutazione dell’impatto.
La valutazione dell'impatto sul numero di FTE
necessari per l'elaborazione della norme tecniche, degli orientamenti e delle
relazioni è basata sulle seguenti ipotesi:
·      un funzionario in media redige 5 norme tecniche all'anno e lo stesso
funzionario può elaborare gli orientamenti e le relazioni connesse. Ciò implica
che per il 2013 sono necessari 4 funzionari; 
·      un funzionario esperto di valutazione dell'impatto è necessario per le
norme tecniche summenzionate;
·      un giurista è necessario per la redazione delle norme tecniche e degli
orientamenti di cui sopra.
Ciò significa che dal 2013 sono necessari
altri 6 FTE.
Si ritiene che tale aumento di FTE sarà
mantenuto nel 2014 e nel 2015, poiché con tutta probabilità le norme saranno
terminate solamente nel 2014 e nel 2015 e potrebbero rendersi necessarie delle
modifiche.
Altre ipotesi:
·      in base alla distribuzione degli ETP nel progetto di bilancio per il
2012, i 6 FTE aggiuntivi dovrebbero essere composti da 4 agenti temporanei
(74%), 1 esperto nazionale distaccato (16%) e 1 agente contrattuale (10%);
·      i costi salariali annuali medi per le diverse categorie di personale si
basano sugli orientamenti della DG BUDG;
·      coefficiente di ponderazione salariale per Parigi dell'1,27;
·      costi di formazione stimati a 1 000 EUR per FTE all'anno;
·      costi di missione di 10 000 EUR, stimati sulla base del progetto
di bilancio del 2012 per persona;
·      costi relativi alle assunzioni (viaggio, albergo, visite mediche, costi
di insediamento e altre indennità, costi di trasferimento, ecc.) pari a
12 700 EUR, stimati sulla base del progetto di bilancio per il 2012 per
l'assunzione di nuovi collaboratori.
Il metodo di calcolo dell'aumento del bilancio
per i prossimi tre anni figura in modo più dettagliato nella tabella che segue.
Il calcolo tiene conto del fatto che il bilancio dell'Unione finanzia il 40%
dei costi.
 Tipologia di costo || Calcolo || Importo (in migliaia) 
   ||   || 2013 || 2014 || 2015 || Totale 
   ||   ||   ||   ||   ||   
 Titolo 1: Spese di personale ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   
 11 Stipendi e indennità ||   ||   ||   ||   ||   
 - di cui agenti contrattuali || =4*127*1,27 || 645 || 645 || 645 || 1 935 
 - di cui END || =1*73*1,27 || 93 || 93 || 93 || 278 
 - di cui agenti contrattuali || =1*64*1,27 || 81 || 81 || 81 || 244 
   ||   ||   ||   ||   ||   
 12 spese relative all'assunzione || =6*12,7 || 76 ||   ||   || 76 
   ||   ||   ||   ||   ||   
 13 spese di missione || =6*10 || 60 || 60 || 60 || 180 
   ||   ||   ||   ||   ||   
 15 formazione || =6*1 || 6 || 6 || 6 || 18 
   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale titolo 1: spese di personale ||   || 961 || 885 || 885 || 2 732 
   ||   ||   ||   ||   ||   
 Di cui contributo dell'Unione (40%) ||   || 385 || 354 || 354 || 1 093 
 Di cui contributo per Stato membro (60%) ||   || 577 || 531 || 531 || 1 639 
La tabella che segue presenta l'organigramma
proposto per i quattro posti di agente temporaneo:
 Gruppo di funzione e grado || Posti temporanei 
   ||   
 AD 8 || 1 
 AD 7 || 1 
 AD 6 || 1 
 AD 5 || 1 
   ||   
 Totale AD || 4 
[1]               GU L166 dell’11.6.1998, pag. 45.
[2]               GU L 145 del 30.4.2004, pag. 1.
[3]               GU L166 dell'11.6.1998, pag. 45.
[4]               GU L 177 del 30.6.2006, pag. 1.
[5]               COM(2010) 716 dell'8.12.2010.
[6]               GU C […] del […], pag. […].
[7]               GU C […] del […], pag. […].
[8]               GU L 166
dell’11.6.1998, pag. 45.
[9]               FSB "Reducing the moral hazard posed by
systemically important financial institutions", 20 ottobre 2010.
[10]             Conclusioni della 2911esima riunione del
Consiglio ECOFIN, 2 dicembre 2008.
[11]             GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32.
[12]             GU L 145 del 30.4.2004, pag. 1.
[13]             GU L 168 del 27.6.2002, pag. 43.
[14]             GU L 222 del 14.8.1978, pag. 11.
[15]             GU L 193 del 18.7.1983, pag. 1.
[16]             GU L 177 del 30.6.2006, pag. 1.
[17]             "Codice di condotta europeo in materia di
compensazione e di regolamento", firmato dalla FESE (Federation of
European Securities Exchanges), dall'EACH (European Association of
Clearing Houses) e dall'ECSDA (European Central Securities Depositories
Association) il 7 novembre 2006.
[18]             GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
[19]             GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.
[20]             GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84.
[21]             GU L 331 del 15.12.2010, pag. 12.
[22]             GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
[23]             GU L 331 del 15.12.2010, pag. 120.
[24]             GU L 177 del 4.7.2008, pag. 6.
[25]             GU L 191 del 13.7.2001, pag. 45.
[26]             ABM: Activity Based Management (gestione per attività) –
ABB: Activity Based Budgeting (bilancio per attività).
[27]             A norma dell'articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b),
del regolamento finanziario.
[28]             GU L166 dell'11.6.1998, pag. 45.
[29]             Le
spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti al regolamento
finanziario sono disponibili sul sito: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html.
[30]             A norma dell'articolo 185 del regolamento
finanziario.
[31]             Diss. = Stanziamenti dissociati / Non diss. = Stanziamenti
non dissociati.
[32]             EFTA: Associazione europea di libero scambio. 
[33]             Paesi candidati e, se del caso, paesi potenziali
candidati dei Balcani occidentali.
[34]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[35]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta.
[36]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[37]             Cfr. punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.