CELEX: 52011PC0911
Language: it
Date: 2011-12-21
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla dichiarazione di accettazione da parte degli Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, dell'adesione della Federazione russa alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori

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/* COM/2011/0911 definitivo - 2011/0447 (NLE) */  Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla dichiarazione di accettazione da parte degli Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, dell'adesione della Federazione russa alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori  

	RELAZIONECONTESTO DELLA PROPOSTAScopo della convenzione dell'Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori ("convenzione del 1980"), ratificata fino ad oggi da 86 paesi, tra cui tutti gli Stati membri dell'Unione europea, è ristabilire lo status quo, assicurando l'immediato rientro dei minori illecitamente trasferiti o trattenuti, attraverso un sistema di cooperazione tra le autorità centrali nominate da ciascuno Stato contraente.Prevenire la sottrazione di minori è un puntello della politica dell'Unione europea nel settore dei diritti del minore e l'Unione si attiva a livello internazionale per favorire una migliore applicazione della convenzione del 1980 incoraggiando gli Stati terzi ad aderirvi. In particolare la Commissione sottolinea da sempre la necessità che la Federazione russa aderisca alla convenzione del 1980 affinché i casi di sottrazione di minori possano essere trattati nell'ambito di un quadro giuridico comune UE-Russia.Dopo che la questione è stata discussa per diversi anni a vari livelli, segnatamente nell'ambito del consiglio di partenariato permanente UE-Russia su giustizia, libertà e sicurezza, il 28 luglio 2011 la Russia ha infine deciso di depositare lo strumento di adesione alla convenzione del 1980, che è entrata in vigore nel paese il 1° ottobre 2011.L'articolo 38, quarto comma, della convenzione del 1980 stabilisce che l'adesione avrà effetto solo nei rapporti tra lo Stato aderente e gli Stati contraenti che avranno dichiarato di accettare detta adesione. L'Unione europea deve quindi decidere se accettare l'adesione della Russia e, in caso affermativo, gli Stati membri dovranno dichiarare di accettare detta adesione nell'interesse dell'Unione europea.Dal momento che la sottrazione internazionale di minori è competenza esterna esclusiva dell'Unione europea, la decisione con cui gli Stati membri accettano o meno l'adesione della Russia alla convenzione del 1980 deve essere presa tramite decisione del Consiglio.RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI CON LE PARTI INTERESSATEL'adesione della Russia alla convenzione del 1980 era attesa da tempo sia dall'Unione europea che dagli Stati membri, che in diverse occasioni hanno sollecitato la Commissione affinché sottolineasse fermamente, nell'ambito delle riunioni con gli omologhi russi, la necessità di intraprendere misure concrete per l'adesione alla convenzione.Nella riunione di esperti, organizzata dalla Commissione europea a novembre 2009 per discutere la cooperazione tra la Russia e l'Unione, gli Stati membri hanno espresso generale consenso a favore di una cooperazione con il paese sotto forma di accordi multilaterali, soprattutto in materia di diritto di famiglia. In questo contesto è stata sottolineata l'importanza del quadro giuridico rappresentato dalla convenzione del 1980.L'assenza di un quadro giuridico comune tra l'Unione e la Russia per affrontare casi delicati di sottrazione di minori è dimostrata anche dal fatto che la prima decisione con cui la Commissione[1] ha autorizzato uno Stato membro ad avviare negoziati formali con uno Stato terzo in base alla procedura stabilita dal regolamento (CE) n. 664/2009[2] del Consiglio riguardava appunto un accordo bilaterale con la Russia in materia di sottrazione di minori.Gli Stati membri hanno peraltro accolto con favore il progetto di cooperazione comune per l'applicazione nella Federazione russa delle convenzioni dell'Aia sulla tutela dei diritti dei minori ( Application of the Hague Conventions on the protection of children’s rights in the Russian Federation ), avviato dall'UE e dalla Russia il 9 febbraio 2011 allo scopo di facilitare l'adesione del paese alle convenzioni dell'Aia sul diritto di famiglia, compresa quella del 1980.ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTALa giurisprudenza[3] della Corte di giustizia individua nella sottrazione internazionale di minori una questione di competenza esterna esclusiva dell'Unione europea, avendo quest'ultima emanato una normativa interna con il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale ("regolamento Bruxelles II bis")[4], che si applica tra gli Stati membri dal 1° marzo 2005. Il regolamento, che rispetto alla convenzione del 1980 stabilisce norme anche più restrittive sulla sottrazione di minore da parte di un genitore, soprattutto all'articolo 11, fa direttamente riferimento alla Convenzione del 1980 e ne riprende i principi nel diritto dell'Unione.La convenzione del 1980 è stata adottata più di 20 anni prima del regolamento Bruxelles II bis e non contempla quindi disposizioni sull'adesione di organizzazioni internazionali, come l'Unione europea (la cosiddetta clausola sulle organizzazioni regionali di integrazione economica). Questa circostanza rende necessaria la ratifica o l'adesione alla convenzione da parte degli Stati membri nell'interesse dell'Unione europea.È quindi opportuno che gli Stati membri dichiarino, nell'interesse dell'Unione europea, di accettare l'adesione della Russia alla convezione del 1980. Per garantire la coerenza e l'uniformità del diritto dell'Unione, è necessario che la suddetta dichiarazione di accettazione sia resa simultaneamente dagli Stati membri entro un lasso di tempo definito dalla decisione del Consiglio. La Commissione propone che gli Stati membri depositino la dichiarazione entro due mesi dall'adozione della decisione del Consiglio.Ai fini dell'applicazione pratica della convenzione del 1980, è fondamentale che ciascuno Stato contraente nomini un'autorità centrale, come previsto all'articolo 6 della convenzione stessa, incaricata di adempiere agli obblighi che le vengono imposti dalla convenzione. Tutti gli Stati membri hanno nominato un'autorità centrale ai sensi della convenzione del 1980. Fin a oggi, la Federazione russa non ha ancora nominato l'autorità centrale preposta ad assistere i cittadini europei nel caso in cui un minore venga illecitamente trasferito verso la Russia. È quindi auspicabile che la dichiarazione di accettazione dell'adesione della Federazione russa alla convenzione del 1980 abbia effetto dal momento dalla nomina dell'autorità centrale da parte delle Federazione russa.Considerato che la decisione riguarda un accordo internazionale, la base giuridica pertinente è l'articolo 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in combinato disposto con l'articolo 81, paragrafo 3. Il Consiglio delibera all'unanimità previa consultazione del Parlamento europeo.INCIDENZA SUL BILANCIONessuna2011/0447 (NLE)Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOrelativa alla dichiarazione di accettazione da parte degli Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, dell'adesione della Federazione russa alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minoriIL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 218 e l'articolo 81, paragrafo 3,vista la proposta della Commissione europea,visto il parere del Parlamento europeo[5],considerando quanto segue:1.  La tutela e la promozione dei diritti del minore sono prioritarie per l'Unione europea, come stabilito all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea, e prevenire la sottrazione dei minori è ritenuto un elemento essenziale di questa politica.2.  L'Unione europea ha adottato il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale ("regolamento Bruxelles II bis"), il cui scopo è tutelare i minori dalle conseguenze negative del loro trasferimento illecito o del loro mancato ritorno e definire procedure in grado di garantire l'immediato ritorno del minore nello Stato di residenza abituale, tutelando al tempo stesso il diritto di visita e di affidamento.3.  Il regolamento Bruxelles II bis completa e rafforza la convenzione dell'Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori ("convenzione del 1980") la quale istituisce, in ambito internazionale, un sistema di cooperazione tra autorità centrali mirante ad assicurare l'immediato rientro dei minori illecitamente trasferiti o trattenuti. In particolare l'articolo 11 del regolamento Bruxelles II bis riprende le norme e i principi della convenzione del 1980.4.  Gli Stati membri dell'Unione europea sono tutti parti contraenti della convenzione del 1980.5.  L'Unione europea incoraggia gli Stati terzi ad aderire alla convenzione del 1980 e sostiene la sua corretta attuazione partecipando, tra l'altro, alle commissioni speciali regolarmente organizzate dalla Conferenza dell'Aia di diritto internazionale privato.6.  L'Unione europea sottolinea in che misura l'esistenza di un quadro giuridico comune applicabile tra gli Stati membri dell'Unione e i paesi terzi possa offrire la migliore soluzione in casi delicati di sottrazione internazionale di minori, qualora le vie diplomatiche e i tentativi di mediazione falliscano.7.  A tal fine l'Unione europea sollecita da tempo l'adesione della Federazione russa alla convenzione del 1980, una questione importante tanto nell'ambito delle discussioni sulla cooperazione giudiziaria in materia civile tra l'Unione europea e la Federazione russa nel contesto del consiglio di partenariato permanente UE-Russia su giustizia, libertà e sicurezza che a livello ministeriale.8.  La Federazione russa ha depositato lo strumento di adesione alla convenzione del 1980 il 28 luglio 2011 e la convenzione è entrata in vigore nel paese il 1° ottobre 2011.9.  L'articolo 38, quarto comma, della convenzione del 1980 stabilisce che l'adesione avrà effetto solo nei rapporti tra lo Stato aderente e gli Stati contraenti che avranno dichiarato di accettare detta adesione.10.  Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, in particolare il parere 1/03 del 7 febbraio 2006 sulla conclusione della nuova Convenzione di Lugano, le disposizioni della convenzione del 1980 influiscono sul diritto derivato dell'Unione in materia di sottrazione internazionale di minori e responsabilità genitoriale, nello specifico sul regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale. Le questioni trattate dalla convenzione del 1980 sono quindi di competenza esterna esclusiva dell'Unione europea.11.  La convenzione del 1980 stabilisce che solo gli Stati sovrani possono aderirvi. L'Unione europea non può quindi né aderire alla convenzione né depositare la dichiarazione con cui accetta l'adesione della Russia.12.  Pertanto gli Stati membri dovranno depositare la dichiarazione con cui accettano l'adesione della Russia nell'interesse dell'Unione europea.13.  È quindi opportuno che gli Stati membri dichiarino, nell'interesse dell'Unione europea, di accettare l'adesione della Russia alla convezione del 1980 affinché questa possa applicarsi tra l'Unione europea e la Federazione russa. Tenuto conto del prezioso contributo della convenzione del 1980 alla tutela del minore in ambito internazionale, è auspicabile che le disposizioni della convenzione siano applicate senza indugio.14.  Dal momento che le disposizioni della convenzione del 1980 possono essere pienamente applicate solo se lo Stato contraente ha nominato l'autorità centrale di cui all'articolo 6 della convenzione, è opportuno che la dichiarazione di accettazione prenda effetto dal momento della nomina della suddetta autorità da parte della Federazione russa.15.  A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, la Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione, non è da essa vincolata, né è soggetta alla sua applicazione,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Gli Stati membri dell'Unione europea depositano simultaneamente, entro il [AGGIUNGERE DATA: due mesi dopo l'adozione], una dichiarazione con la quale accettano, nell'interesse dell'Unione europea, l'adesione della Federazione russa alla convenzione dell'Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori usando la seguente formulazione:"Il/La/L' [STATO MEMBRO] dichiara di accettare, nell'interesse dell'Unione europea, l'adesione della Federazione russa alla convenzione dell'Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori dal momento della nomina da parte della Federazione russa dell'autorità centrale di cui all'articolo 6 della convenzione."La convenzione entra in vigore il primo giorno del terzo mese di calendario successivo alla nomina dell'autorità centrale da parte della Federazione russa".Articolo 2La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .Articolo 3Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl presidente [1] C(2010) 8577 definitivo.[2] GU L 200 del 31.7.2009, pagg. 46-51.[3] Parere 1/03 della Corte del 7 febbraio 2006 sulla competenza della Comunità a concludere la nuova convenzione di Lugano concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale[4] GU L 338 del 23.12.2003.[5] GU C […] del […], pag. […].