CELEX: C2001/212/18
Language: it
Date: 2001-07-28 00:00:00
Title: Causa C-190/01 P: Ricorso della società Mannesmannröhren-Werke AG contro la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Prima Sezione ampliata) 20 febbraio 2001 nella causa T-112/98, Mannesmannröhren-Werke AG contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 2 maggio 2001

28.7.2001               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 212/11
Ricorso della società Mannesmannröhren-Werke AG con-                            ratificata; essa non crea però alcun nuovo diritto ma
tro la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comu-                        codifica solo principi generali non scritti del diritto
nità europee (Prima Sezione ampliata) 20 febbraio 2001                          comunitario.
nella causa T-112/98, Mannesmannröhren-Werke AG con-
tro la Commissione delle Comunità europee, presentato                           Il Tribunale è incorso in un errore di diritto misconoscen-
                         il 2 maggio 2001                                       do che il principio dell’efficienza amministrativa — nella
                                                                                fattispecie l’efficiente attuazione dell’art. 81 CE — non
                                                                                può in alcun modo giustificare una limitazione dei diritti
                        (Causa C-190/01 P)                                      comunitari fondamentali ai sensi del criterio dell’«effet-
                                                                                utile». Nel caso in oggetto il Tribunale lede l’essenza stessa
                                                                                del principio fondamentale nemo tenetur se ipsum accusare.
                          (2001/C 212/18)                                       L’adottata limitazione è inoltre sproporzionata perché la
                                                                                chiusura dell’istruttoria, fruttuosa secondo la Commis-
                                                                                sione, è stata possibile in un altro modo e nel frattempo
Il 2 maggio 2001 la Mannesmannröhren-Werke AG, rappre-
                                                                                la Commissione ha adottato una decisione sulla questione
sentata dagli avv.ti Dr. Martin Klusmann e Dr. Frederik
                                                                                fondamentale e ha inflitto un’ammenda alle imprese
Wiemer, studio legale Freshfields Bruckhaus Deringer, del foro
                                                                                coinvolte, compresa la ricorrente.
di Düsseldorf, ha impugnato dinanzi alla Corte di giustizia
delle Comunità europee la sentenza del Tribunale di primo
grado delle Comunità europee (Prima Sezione ampliata) 20 feb-                   Il Tribunale ha inoltre erroneamente ritenuto che solo la
braio 2001 nella causa T-112/98, Mannesmannröhren-Werke                         confessione non possa essere richiesta, mentre un imputa-
AG contro la Commissione delle Comunità europee.                                to dovrebbe addurre contro se stesso altri mezzi probatori
                                                                                diversi dalla confessione, in particolare la prova documen-
                                                                                tale. «Confessione» e «prova documentale» sono tuttavia
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                       mezzi probatori dallo stesso valore qualitativo, che
                                                                                potrebbero entrambi singolarmente dimostrare, di volta
1.    annullare parzialmente la sentenza del Tribunale di primo                 in volta, la commissione di un’infrazione.
      grado delle Comunità europee 20 febbraio 2001, nella
      causa T-112/98 (1), Mannesmannröhren-Werke AG con-                        Infine, il Tribunale sostiene erroneamente di poter far
      tro la Commissione delle Comunità europee, nella parte                    dipendere il riconoscimento di un diritto fondamentale
      in cui ha respinto il ricorso della Mannesmannröhren-                     dal fatto che tutti gli Stati membri riconoscano, in
      Werke AG contro la decisione della Commissione                            generale, detto diritto nel proprio ordinamento nazionale.
      15 maggio 1998, K(98) 1204, in un procedimento ai                         Poiché in ogni caso tutti gli Stati membri della Comunità
      sensi dell’art. 81 del Trattato CE;                                       europea sono anche paesi aderenti alla CEDU, essi devono
                                                                                conformarsi al livello di tutela relativo a quest’ultima, cosı̀
2.    annullare per intero l’art. 1 della decisione K(98)1204                   come è stato attuato con la giurisprudenza «Funke».
      della Commissione 15 maggio 1998 emanata in un
      procedimento ai sensi dell’art. 81 del Trattato CE; in              —     Violazione dei principi giuridici della certezza del diritto
      subordine — conformemente all’art. 54 dello Statuto                       e della chiarezza del diritto: la linea di demarcazione tra
      della Corte di giustizia — rinviare la causa al Tribunale di              la risposta-confessione, non dovuta, e la dovuta risposta
      primo grado per una nuova pronuncia conforme ai criteri                   sui fatti, che si ricava dalla motivazione della sentenza di
      giuridici della Corte di giustizia;                                       primo grado, non persuade e non può neanche essere
                                                                                tracciata chiaramente.
3.    condannare la Commissione a tutte le spese.
                                                                          —     Violazione dell’art 6, n. 2, CE.
                                                                          —     Violazione dell’art 6, n. 1, CE.
Motivi e principali argomenti                                             —     Disconoscimento delle garanzie del diritto nazionale per
                                                                                le persone fisiche.
—     Violazione del principio giuridico nemo tenetur se ipsum            —     Erronea riproduzione delle tesi della ricorrente.
      accusare. Erroneamente il Tribunale si basa sostanzialmen-
      te sulla sentenza della Corte 18 ottobre 1989, causa
      374/87, Orkem/Commissione. Nel frattempo infatti, gra-
      zie una giurisprudenza consolidata (2) della Corte europea
      dei diritti dell’uomo, si è stabilito che l’art. 6 della
      Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti
      dell’uomo e delle libertà fondamentali (in prosieguo: la
      «CEDU») contiene implicitamente il principio nemo tenetur           (1) GU C 150 del 19.5.2001, pag. 21 (non ancora pubblicata nella
      se ipsum accusare. Parimenti il Tribunale ha ignorato i                 Raccolta).
      principi del diritto comunitario formulati negli artt. 47,          (2) Sentenza 25 febbraio 1993, Funke/Francia. Sentenza 17 dicembre
      n. 2, e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione             1996, Saunders/Regno Unito.
      Europea, il cui livello di tutela ai sensi dell’art. 52, n. 3,
      della Carta non può essere inferiore al livello di tutela
      della CEDU; è vero che la Carta non è stata ancora