CELEX: 51994PC0070(01)
Language: it
Date: 1994-03-30
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che adotta un programma specifico di ricerca e d' insegnamento nel settore della sicurezza e salvaguardia nucleare (1994-1998)

Avis juridique important

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51994PC0070(01)

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che adotta un programma specifico di ricerca e d' insegnamento nel settore della sicurezza e salvaguardia nucleare (1994-1998)  /* COM/94/70DEF - CNS 94/0072 */  

Gazzetta ufficiale n. C 113 del 23/04/1994 pag. 0004

Proposta di decisione del Consiglio che adotta un programma specifico di ricerca e d'insegnamento nel settore della sicurezza e salvaguardia nucleare (1994-1998) (94/C 113/05) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(94) 70 def. - 94/0072(CNS)(Presentata dalla Commissione il 30 marzo 1994)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 7,vista la proposta della Commissione, presentata dopo consultazione del comitato scientifico e tecnico,visto il parere del Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e sociale,considerando che, con decisione . . ./. . ./Euratom, il Consiglio ha adottato un programma quadro di azioni comunitarie di ricerca e d'insegnamento per il periodo 1994-1998 che definisce le attività che verranno svolte nel settore della sicurezza e salvaguardia nucleare; che la presente decisione è adottata, nella misura opportuna, alla luce dei motivi esposti nel preambolo di tale decisione;considerando che, per le attività attinenti al trattato Euratom, l'articolo 2 della decisione . . ./. . ./Euratom prevede che l'attuazione del programma quadro avvenga mediante programmi specifici adottati conformemente all'articolo 7 del trattato e che ogni programma specifico definisca in dettaglio le modalità di realizzazione del medesimo, ne fissi la durata e preveda i mezzi ritenuti necessari;considerando che il presente programma sarà realizzato principalmente attraverso azioni a compartecipazione finanziaria ed azioni concertate;considerando che il contenuto del programma quadro di azioni comunitarie di ricerca e d'insegnamento è stato definito in base al principio di sussidiarietà; che il presente programma specifico precisa il contenuto delle azioni che verranno svolte conformemente a tale principio nel settore della sicurezza e salvaguardia nucleare;considerando che, come previsto dall'allegato III della decisione . . ./. . ./Euratom, la Comunità deve attuare un programma «sicurezza e salvaguardia nucleare» inteso a migliorare le conoscenze in questo settore e a stimolare un'ampia collaborazione tra Stati membri in materia di sicurezza e salvaguardia nucleare;considerando la necessità di incoraggiare la ricerca di base nel settore della sicurezza nucleare per rendere possibile lo sviluppo di concetti innovativi;considerando che il presente programma e la sua attuazione contribuiscono a potenziare i sinergismi tra le attività di ricerca e d'insegnamento condotte della Comunità e quelle realizzate nel settore della sicurezza e salvaguardia nucleare dai centri di ricerca, dalle università e dalle imprese, piccole e medie imprese incluse, stabiliti negli Stati membri;considerando che la decisione sopra citata stabilisce che le azioni comunitarie di ricerca hanno come obiettivi primari di rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria comunitaria europea e di renderla maggiormente competitiva a livello internazionale, pur garantendo i massimi livelli di sicurezza possibili;considerando che, per l'attuazione del presente programma (1994-1998), possono rivelarsi utili azioni di cooperazione internazionale, in virtù dell'articolo 101 del trattato Euratom, con altri paesi terzi e organizzazioni internazionali;considerando che l'attuazione del presente programma comprende anche attività di diffusione e di valorizzazione dei risultati della ricerca nonché attività di stimolo della mobilità e della formazione dei ricercatori, elaborate nell'ambito del presente programma, secondo quanto necessario per la sua buona esecuzione;considerando, da un lato, la necessità di esaminare in modo permanente e sistematico lo stato di realizzazione del presente programma per poterlo eventualmente adeguare all'evoluzione scientifica e tecnologica in questo settore; dall'altro, l'esigenza di far svolgere al momento opportuno una valutazione indipendente delle realizzazioni del programma contenente tutti gli elementi di valutazione necessari al momento della definizione degli obiettivi del prossimo programma quadro di ricerca e d'insegnamento per la Comunità europea dell'energia atomica; che, al termine del presente programma, si deve altresì procedere ad una valutazione finale dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi definiti nella presente decisione;considerando che il CCR può partecipare alle azioni indirette contemplate dal presente programma;considerando che attraverso il proprio programma di azioni dirette, il CCR contribuisce in parte alla realizzazione degli obiettivi comunitari di ricerca e d'insegnamento nei settori contemplati dal presente programma,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1 Per il periodo dal (data d'adozione di questo programma) al 31 dicembre 1998 è adottato un programma specifico di ricerca e d'insegnamento nel settore della sicurezza e salvaguardia nucleare, quale definito all'allegato I.Articolo 2 1. L'importo ritenuto necessario per l'esecuzione del programma ammonta a 160 milioni di ECU, di cui 17,2 % per spese amministrative e di personale.2. L'allegato II contiene la ripartizione indicativa dell'importo.3. Il summenzionato importo, ritenuto necessario per l'esecuzione del programma, potrà essere maggiorato in seguito e conformemente alla decisione di cui all'articolo 1, paragrafo 3 della decisione . . ./. . ./Euratom (programma quadro 1994-1998).4. L'autorità di bilancio stabilisce gli stanziamenti disponibili per ciascun esercizio nel rispetto delle priorità scientifiche e tecnologiche fissate dal programma quadro di azioni comunitarie di ricerca e d'insegnamento per la Comunità europea dell'energia atomica (1994-1998).Articolo 3 L'allegato III e l'allegato I, capitolo 3 contengono le modalità dettagliate per la realizzazione del presente programma, in aggiunta a quelle previste all'articolo 5.Articolo 4 1. La Commissione esaminerà in modo sistematico e permanente, avvalendosi dell'assistenza di esperti esterni e indipendenti, lo stato di realizzazione del presente programma rispetto agli obiettivi definiti nell'allegato I. Essa valuta in particolare se gli obiettivi, le priorità e gli strumenti finanziari sono ancora adeguati all'evoluzione della situazione. Ove necessario, essa presenta proposte volte ad adeguare e completare il programma in funzione dei risultati di detta valutazione.2. Alla scadenza del presente programma, la Commissione incaricherà esperti indipendenti di eseguire una valutazione finale dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi definiti nell'allegato III del programma quadro di ricerca e d'insegnamento (1994-1998) e nell'allegato I della presente decisione. Essa trasmette la relazione di valutazione finale al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale.Articolo 5 1. La Commissione è responsabile dell'esecuzione del programma.2. Per l'attuazione del programma, la Commissione è assistita dal comitato consultivo per il programma sicurezza e salvaguardia nucleare, istituito con la decisione del Consiglio del . . .Articolo 6 Ai sensi dell'articolo 101, secondo comma del trattato Euratom, la Commissione è autorizzata ad avviare negoziati in vista della conclusione di accordi internazionali con paesi terzi europei, nonché con organizzazioni internazionali stabilite in Europa, per associarli a tutto o a parte del programma.Articolo 7 Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.ALLEGATO I OBIETTIVI E CONTENUTO SCIENTIFICO E TECNICO Il presente programma specifico rispecchia gli orientamenti del programma quadro per la Comunità europea dell'energia atomica, applica i criteri di selezione definiti in tale sede e ne precisa gli obiettivi scientifici e tecnologici.Il primo paragrafo dell'allegato III del programma quadro è parte integrante del presente programma.1. IL CONTESTOMalgrado l'energia nucleare abbia raggiunto una notevole maturità nella Comunità e nel resto del mondo occidentale - come testimoniato dall'eccellente livello di sicurezza raggiunto dai suoi impianti nucleari - essa è lungi dall'essere universalmente accettata nella nostra società. L'azione comunitaria mira pertanto a stimolare una vasta collaborazione per migliorare le conoscenze in settori specifici e sviluppare una nuova impostazione, globale e dinamica al contempo, della sicurezza nucleare in senso lato. La definizione comune delle priorità contribuirà a ravvicinare i punti di vista per far capire che l'energia nucleare, alla stregua di altre tecnologie giunte a maturazione, può beneficiare di sviluppi ulteriori. Nuove soluzioni tecnologiche possono essere trovate per risolvere i problemi che rendono attualmente inaccettabile per alcuni questo tipo di produzione di energia. Chiaramente, le nuove tecnologie non saranno necessariamente applicate semplicemente perché esistono; così come non possiamo permetterci, in base alle conoscenze attualmente disponibili, di esprimere un giudizio definitivo sul loro impiego da parte delle generazioni future.In questo senso, un approccio dinamico e globale significa che occorre migliorare la comprensione e la quantificazione del rischio globale associato all'impiego dell'energia nucleare considerando il ciclo completo, tutte le esposizioni alle radiazioni ionizzanti - dovute non solo all'energia nucleare, ma anche alle applicazioni mediche e alla radioattività naturale - prendendo in considerazione le condizioni accidentali e normali, gli obblighi storici derivanti dalla sua applicazione altrove (ad esempio nella Comunità di Stati Indipendenti - CSI) e le possibilità di evoluzione tecnologica come negli altri settori ad alta tecnologia.Per sostenere questo approccio, le varie attività sono definite e gestite nell'ambito di un unico programma. Di conseguenza, si è deciso di non raggrupparle come insieme di singole azioni (come nel precedente programma quadro), anche se sono strutturate secondo le dominanti delle rispettive attività legate all'impiego dell'energia nucleare in senso globale. La maturità tecnica raggiunta ormai in alcuni settori del ciclo nucleare richiede un nuovo orientamento delle priorità, le quali devono concentrarsi sui problemi dell'esposizione dell'uomo e delle conseguenze per l'ambiente. In tale ottica saranno avviate diverse azioni concertate per garantire uno scambio adeguato delle informazioni e delle basi di dati. Come indicato nelle differenti attività proposte, il CCR vi sarà strettamente associato (1).2. LE ATTIVITÀ PROPOSTEEsplorazione di nuovi concettiLe attività proposte illustrano un nuovo approccio di tipo esplorativo volto a migliorare l'accettazione dell'energia nucleare attraverso un'iniziativa integrata attinente ai tre aspetti che destano maggiori preoccupazioni:- sicurezza dei reattori, soprattutto rispetto agli incidenti gravi,- gestione dei radionuclidi a vita lunga (compreso il plutonio),- rischio di dirottamento di materiali fissili.Tali attività saranno realizzate in stretta cooperazione con le autorità, l'industria e la comunità scientifica.Si propongono pertanto due orientamenti principali: da un lato rivedere la concezione e progettazione dei reattori e del ciclo del combustibile per individuare e studiare soluzioni concettuali promettenti; dall'altro, esplorare le possibilità di nuove opzioni alternative nel campo della gestione delle scorie, tra cui i processi di separazione e di trasmutazione (S& T).2.1. Concetti di sicurezzaOltre al continuo incremento della sicurezza dei reattori che risulta dall'esperienza operativa delle centrali in funzione e dai nuovi risultati della ricerca, l'industria esamina nuovi concetti, soprattutto i sistemi detti di sicurezza passiva o intrinseca, da installare nei futuri reattori. Il programma prevede ricerche teoriche e sperimentali per valutare questi concetti in termini di fattibilità, affidabilità e vantaggi per la sicurezza globale. Queste ricerche saranno di tipo generico e non specifiche per un tipo di reattore. I risultati costituiranno una base di dati che consentirà all'industria di determinare cosa meglio corrisponda alle future tendenze di sviluppo nella Comunità e nel mondo.Gli approcci intesi a ridurre la quantità di radioattività a vita lunga nel combustibile esaurito, cambiando la composizione della sostanza fissile, potranno essere inseriti in un'analisi globale del ciclo del combustibile, compresi gli aspetti di salvaguardia per l'impiego dei materiali fissili.Per l'esecuzione di studi su strategie avanzate del combustibile, sarà necessario condurre qualche ricerca sperimentale in concertazione con il CCR.2.2. Separazione e trasmutazioneSi devono studiare metodi per ridurre l'inventario degli elementi a vita lunga (tempo di dimezzamento > 30 anni) dei residui nucleari, anche se sarà comunque inevitabile lo stoccaggio definitivo delle scorie in depositi sotterranei profondi. Basandosi sull'attuale tecnologia, si può raggiungere l'obiettivo grazie ad un ritrattamento molto selettivo del combustibile irradiato (separazione) e all'irraggiamento ripetuto degli isotopi dei residui in reattori veloci appositamente adattati oppure in altri impianti di irraggiamento (trasmutazione). Gli studi sulla fattibilità e sui vantaggi potenziali in termine di costo, salute, sicurezza e impatto sull'ambiente di progetti di S & T devono continuare parallelamente all'avvio dei primi sviluppi tecnici.Alcuni lavori di questo settore saranno condotti in concertazione con il CCR.Sicurezza dei reattoriData l'importanza della comprensione degli incidenti gravi per evitare un eventuale rilascio di materie radioattive in tale eventualità, si studieranno in particolare i relativi fenomeni e i meccanismi.È inoltre previsto lo studio di diversi metodi di riduzione delle conseguenze degli incidenti gravi.2.3. Incidenti graviÈ previsto lo studio di diversi fenomeni, per esempio, il degrado del nocciolo e il rilascio e comportamento dei prodotti di fissione. I risultati del progetto PHEBUS sui prodotti di fissione, organizzato congiuntamente dal CEA (Cadarache) e dal CCR (Ispra) forniranno dati essenziali al riguardo. Si esamineranno i problemi di interazione combustibile fuso/refrigerante e nocciolo fuso/calcestruzzo nonché i problemi per il sistema primario e l'integrità del contenimento derivanti dalla generazione e combustione di idrogeno.Per quanto riguarda l'interazione del combustibile fuso con i materiali circostanti, l'impianto FARO del CCR di Ispra continuerà a fornire risultati sperimentali.Oltre allo studio della meccanica di progressione dell'incidente, saranno esaminati la buona tenuta dei sistemi di contenimento e i materiali dei diversi elementi dal punto di vista della sicurezza in condizioni estreme per poter valutare i margini di sicurezza in situazioni di incidente grave.Le attività proposte comprendono studi teorici e sperimentali, elaborazione di codici di calcolo nonché esercizi comparativi per la convalida. Si prevede di utilizzare congiuntamente gli impianti sperimentali esistenti ed eventualmente nuovi in grande scala.Completamento del ciclo del combustibile nucleareUno dei principali obiettivi di questo programma è di contribuire all'ulteriore integrazione dei lavori intrapresi dalla Comunità e dagli Stati membri al fine di elaborare le basi tecniche in vista di una comprensione comune della problematica scientifica in materia di deposito definitivo dei residui radioattivi a vita lunga, precisamente del combustibile esaurito e dei residui ad alta attività (HLW) vetrificati. I problemi strategici sono: l'orizzonte di tempo da considerare per l'analisi dei concetti di smaltimento, la possibilità di recuperare i residui depositati e la salvaguardia del combustibile esaurito.Occorre tener presente che anche gli Stati membri che non dispongono di un programma nucleare possono trovarsi nella situazione di dover smaltire residui radioattivi, provenienti per esempio da reattori di ricerca.2.4. Problemi di sicurezza dello smaltimento geologicoSecondo l'analisi della Comunità sulla sicurezza a lungo termine dello smaltimento geologico dei residui ad alta attività, (studio PAGIS - Performance Assessment of Geological Isolation Systems), nell'ipotesi di una prevedibile evoluzione naturale, lo smaltimento geologico può garantire una protezione adeguata anche per decine di migliaia di anni dopo che è stato effettuato, a patto di scegliere siti adatti. I problemi fondamentali su cui si deve raggiungere un consenso, almento a livello europeo sono:- l'accuratezza delle previsioni sull'evoluzione ambientale e sulle attività umane nelle vicinanze di un deposito che diminuisce man mano che queste sono proiettate verso un futuro più lontano. Ciò deve riflettersi in un orizzonte a lungo termine che limiti il periodo per il quale si devono elaborare analisi di sicurezza dei concetti di smaltimento;- la possibilità di recuperare i materiali depositati e la valutazione delle conseguenze per la sicurezza, i costi e le relative limitazioni per stabilire se i vantaggi del recupero superino quelli dell'attuale opzione di depositi permanentemente sigillati e inaccessibili che rendono difficile il recupero dei residui;- l'intrusione accidentale che comporta un vasto campo di scenari. Un approccio comune su questo problema sarebbe auspicabile nella prospettiva di fornire salvaguardie e mezzi per assicurarne l'efficacia per periodi più lunghi.Una posizione comune su questi problemi costituisce un elemento essenziale per una filosofia di sicurezza europea in materia di smaltimento dei residui radioattivi.Il piano d'azione della Comunità in materia di residui radioattivi dovrebbe svolgere un ruolo importante al fine di raggiungere un accordo su questa problematica tra gli Stati membri e stimolarne la partecipazione alle relative ricerche.2.5. Laboratori sotterranei per lo smaltimento dei rifiutiI laboratori sotterranei sono necessari per una ricerca efficace sui problemi cruciali dello smaltimento geologico. Come nei programmi precedenti, devono continuare le prove e la ricerca sullo smaltimento dei residui nei laboratori sotterranei ad Asse (Germania) e a Mol (Belgio). Altri nuovi laboratori potranno essere integrati in un'azione comunitaria. Questi impianti devono offrire a ricercatori di tutti gli Stati membri ampie possibilità di realizzare progetti di ricerca in condizioni rappresentative. I progetti dovranno fornire elementi quantitativi e qualitativi per caratterizzare eventuali siti di smaltimento, elaborare concetti di deposito ottimizzati e valutare l'efficacia della protezione a lungo termine delle strategie di smaltimento.Si devono svolgere ricerche sulle barriere geologiche e artificiali nonché sviluppare tecniche speciali di scavo ed impianto minerario e compiere studi radiologici nei laboratori sotterranei e negli impianti di ricerca associati per contribuire a dimostrare anche la fattibilità e la sicurezza dei depositi sotterranei.2.6. Ricerca di supportoPer la valutazione di schemi di smaltimento dei rifiuti, saranno necessari ulteriori lavori di ricerca e di modellazione sul comportamento delle barriere naturali e artificiali, sul trasferimento della radioattività dai colli di residui depositati, attraverso la geosfera, alla biosfera, nonché sulla verifica e la convalida dei modelli di previsione evolutiva a lungo termine dell'ambiente geologico dei depositi. Le ricerche sugli «analoghi naturali» e gli studi di geoprospettiva forniscono anche informazioni utili sull'evoluzione dei sistemi di smaltimento.È previsto lo sviluppo di processi avanzati e controllati, intesi a minimizzare i volumi dei residui al fine di introdurre delle prassi standard sicure ed efficaci.Un altro tema di ricerca e sviluppo consiste nell'elaborazione di dati scientifici a sostegno delle politiche comunitarie nel settore delle norme di sicurezza nucleare e di metodi affidabili per l'attuazione di tali politiche.Le azioni volte a migliorare la cultura di sicurezza dell'energia nucleare e la fiducia nella sicurezza devono includere l'applicazione tecnica dei principi di ottimizzazione radiologica e l'ulteriore sviluppo di una metodologia di garanzia-qualità, congiuntamente con la «rete di laboratori di prova» della Comunità.Impatto radiologico sull'uomo e l'ambienteIl trattato Euratom definisce la responsabilità della Comunità nello «stabilire norme di sicurezza uniformi per la protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori e vigilare sulla loro applicazione» e nello «studiare gli effetti nocivi delle radiazioni sugli organismi viventi». Anche se le attuali norme di radioprotezione e l'informazione scientifica su cui essi si basano sono di alta qualità, è imperativo ridurre il margine di incertezza che permane nella quantificazione dei rischi di irraggiamento dovuti alle radiazioni ionizzanti nella produzione di energia, nell'industria e in medicina nonché quelli dovuti all'esposizione alle radiazioni naturali. Ciò concerne tutte le fasi del ciclo nucleare dove possono verificarsi situazioni di esposizione (potenziale), le conseguenze degli incidenti nucleari, la limitazione della portata degli effetti eventuali sulla salute, l'attenuazione delle conseguenze per l'ambiente e lo sviluppo di metodi di gestione in caso di emergenze nucleari. La molteplicità dei temi e delle discipline implicate presuppongono una strategia interdisciplinare in fatto di ricerca sulla protezione dalle radiazioni e una intensa partecipazione della ricerca svolta in ambito universitario.Le priorità definite qui di seguito sono strettamente correlate al lavoro di convalida proposto con riferimento agli obblighi storici legati principalmente alle conseguenze per la salute e l'ambiente dell'incidente di Cernobil e di altri incidenti e ai precedenti scarichi incontrollati di materiali radioattivi nella Comunità di Stati Indipendenti.2.7. Comprensione dei meccanismi di azione delle radiazioniOccorre capire quali sono i meccanismi con cui le radiazioni agiscono sulle cellule per poter prevedere, con un certo grado di affidabilità, gli effetti delle radiazioni a dosi molto basse partendo dalla conoscenza degli effetti determinati sperimentalmente. Il proseguimento degli studi sugli effetti ereditari indotti dalle radiazioni e sugli effetti dopo irraggiamenti «in utero» contribuiranno ad approfondire la conoscenza dei meccanismi a livello cellulare. Questa comprensione sarà ottenuta facendo appello alle tecniche più moderne della biologia molecolare e cellulare, studiando la formazione di mutazioni e aberrazioni cromosomiche nonché il ruolo della riparazione del DNA e combinando questo lavoro con i recenti sviluppi di modellazione del trasferimento di energia da radiazioni per chiarire i modelli globali biofisici dell'azione delle radiazioni sulle cellule. L'estensione di questa comprensione alle manifestazioni cancerogene indotte dalle radiazioni si avvantaggerà delle nuove conoscenze acquisite nel settore dell'oncogenesi, correlate in genere a studi in corso sui fenomeni precoci a livello molecolare e cellulare nella formazione di cancro indotto da radiazioni. Lo sviluppo di modelli sul manifestarsi di forme di cancro sotto l'effetto delle radiazioni, basati su solidi principi biologici, contribuirà a stimare in modo più preciso i rischi connessi con l'irradiazione.2.8. Valutazione dei rischi da radiazioniLa valutazione del rischio dipende dalla stima affidabile del livello di esposizione la quale a sua volta dipende dalla determinazione precisa delle dosi interne ed esterne ricevute. Ciò necessita ricerche sul trasferimento delle materie radioattive all'essere umano attraverso l'ambiente nonché ricerche sul metabolismo in funzione dell'età e sulla biocinetica dei radionuclidi incorporati. Saranno svolti lavori specifici per sviluppare una strumentazione più sensibile e specializzata per misurare le irradiazioni esterne e interne nonché sull'ampliamento e l'applicazione dei modelli di analisi del rischio per l'impatto sulla salute e sull'ambiente degli scarichi di materiali radioattivi e degli incidenti nucleari. Le stime dei rischi in cui si convertono le dosi di radiazioni in probabilità di effetti indotti sulla salute dovranno derivare da studi epidemiologici su popolazioni esposte prendendo in considerazione le conoscenze sui meccanismi radiobiologici.2.9. Riduzione dei livelli di esposizioneI criteri, i metodi e le strategie per ridurre l'esposizione alle radiazioni ionizzanti, indipendentemente dalla sorgente (naturale, medica, industriale), devono essere ulteriormente sviluppati nell'ottica di una riduzione o di una prevenzione degli effetti indotti sulla salute. Quest'azione comprende aspetti di controllo e sorveglianza delle esposizioni, tecniche di ripristino dell'ambiente, compreso il ripristino dei siti, il trattamento delle conseguenze per la salute, compresi i danni acuti da radiazioni, la gestione dei rischi in situazioni normali e di emergenza, la realizzazione di una filosofia ottimale per la radioprotezione («ALARA»: As Low As Reasonably Achievable) che tenga conto delle considerazioni sociali ed economiche. Questi principi devono applicarsi a problemi pratici, quali l'elaborazione di criteri per il riciclaggio di materiali provenienti da impianti nucleari smantellati, l'esposizione professionale legata alle operazioni di gestione dei residui, di smantellamento e di ripristino dell'ambiente, nonché le strategie di ottimizzazione e le tecniche diagnostiche in radiologia medica.Obblighi storiciLa situazione nell'Europa centrale e orientale e nella Comunità di Stati Indipendenti comporta obblighi in materia di sicurezza nucleare che la comunità internazionale deve assumere a suo carico, non soltanto per motivi altruistici. A parte le considerazioni umanitarie, l'Unione europea ha tutto l'interesse e deve continuare ad assumere la responsabilità per la creazione di condizioni sicure nei paesi confinanti. L'incidente di Cernobil ci deve ricordare che il materiale radioattivo rilasciato in occasione di un incidente non si ferma ai confini nazionali.Le conseguenze dell'incidente di Cernobil e di altri incidenti nucleari, così come gli scarichi non controllati di materiali radioattivi nella CSI, hanno prodotto contaminazioni ambientali e rischi per la salute; esse costituiscono un'occasione per varare progetti di collaborazione comprendenti schemi di formazione intensiva e distacco di persone.Questa parte del programma specifico mira a costituire un gruppo operativo incaricato di elaborare strategie di riduzione a lungo termine, di sorvegliare regolarmente l'evoluzione continua della situazione, di avviare la ricerca sui progetti mirati e di creare i necessari collegamenti catalitici e un opportuno coordinamento tra il programma di R& S e i programmi di assistenza tecnica. La collaborazione con la CSI, avviata nel 1991, ha trovato un'ampia adesione nella CSI e deve proseguire. Il sostegno dei partner dell'UE sarà realizzato attraverso il programma quadro, ma anche attraverso altri programmi di assistenza tecnica dell'UE.2.10. Conseguenze di Cernobil e di altri incidenti d'irradiazioneLe ricerche sull'ambiente nelle zone terrestri e acquatiche maggiormente contaminate comprenderanno l'analisi delle vie di trasferimento dell'esposizione, la valutazione e la convalida delle basi di dati radioecologici. In questi lavori si rivolgerà una particolare attenzione all'utilizzazione dei risultati degli studi radioecologici per le valutazioni predittive e lo sviluppo di migliori sistemi di gestione dei piani di emergenza in modo da definire non solo una linea di condotta atta a mitigare le conseguenze di un incidente, ma da prevedere anche un programma quadro efficace per incidenti futuri. Si tratta essenzialmente delle conseguenze sull'ambiente e dell'applicabilità di contromisure in zone fortemente contaminate, dello sviluppo di criteri di intervento, di procedure di gestione dei residui e di ripristino dell'ambiente.Gli studi sugli effetti sanitari saranno incentrati sullo sviluppo di metodi di dosimetria biologica e retrospettiva, in stretta cooperazione con studi epidemiologici sull'incidenza del cancro nei gruppi di popolazione più esposti. Uno studio di strategie di trattamento applicate in incidenti con vittime esposte a dosi superiori alla norma servirà a stabilire dei protocolli migliorati di trattamento sulla base delle metodologie più recenti. La maggiore frequenza di cancri alla tiroide nei bambini in Bielorussia e in Ucraina richiede una ricerca sistematica per ottenere dati validi su questo tipo di cancro indotto dalle radiazioni nonché una proiezione nel futuro della portata di questo problema sanitario. Parallelamente, il trattamento di pazienti colpiti da cancro alla tiroide dovrà essere ottimizzato mediante lo sviluppo di protocolli terapeutici.2.11. Reti di cooperazioneNel settore della radioprotezione, è stata avviata alla fine del 1991 una collaborazione con istituti della Bielorussia, della Federazione russa e dell'Ucraina in cui partecipano circa 100 istituti europei e altrettanti istituti della CSI, che è sfociata nella creazione di un laboratorio centrale in Ucraina. Questa rete rafforzerà la collaborazione nell'ambito del programma di ricerca tra l'Unione europea e la CSI in tutti i settori della sicurezza della fissione nucleare. La rete può inoltre fungere da piattaforma di coordinamento di varie iniziative internazionali e bilaterali in questi settori.L'esistenza di reti comparabili nel campo della gestione dei residui e del risanamento dei siti aiuterà i paesi dell'Europa centrale e dell'Est a mettere a punto soluzioni sicure per i loro problemi specifici. Le reti di scambio d'informazione daranno inoltre la possibilità d'accedere ad informazioni utili concernenti l'esperienza russa in materia di gestione dei residui. La cooperazione nel campo della sicurezza dei reattori riguarderà sia i problemi specifici dei reattori russi sia la ricerca in settori rilevanti per i futuri impianti. La graduale inclusione dei paesi dell'Europa orientale nei programmi comunitari di sicurezza nucleare deve costituire un efficace strumento per la realizzazione di una vera e propria cultura della sicurezza.3. ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA3.1. Azioni concertate e a compartecipazione finanziariaIl programma realizzerà attività di R& S attraverso azioni a compartecipazione finanziaria e azioni concertate. Le prime saranno parzialmente sovvenzionate dalla Comunità in funzione dei rischi economici e tecnici nonché del rispettivo campo di ricerca. Sarà conferita un'attenzione particolare ai grandi progetti integrati che saranno definiti in consultazione con i principali partner. Altri partner, scelti in base ad un bando di gara, vi saranno associati. Le attività a compartecipazione finanziaria saranno completate da azioni concertate nei campi dove il programma comunitario può avvantaggiarsi solo del coordinamento degli sforzi degli Stati membri e delle loro industrie nello stesso campo.3.2. Diffusione e valorizzazione dei risultatiLa diffusione rapida ed efficace dei risulti sarà garantita dalla comunicazione diretta di relazioni sullo stato di avanzamento tra i partecipanti alle reti, da riunioni di specialisti e conferenze pluridisciplinari, nonché mediante la pubblicazione sistematica di relazioni annuali di programmi, relazioni finali e la raccolta degli altri atti di seminari scientifici.I risultati della R& S saranno inoltre raggruppati e trattati in basi di dati gestite separatamente da ogni rete, onde fornire informazioni scientifiche e tecniche facilmente disponibili.La comunicazione delle attività e dei risultati del programma nonché l'informazione del pubblico costituiranno degli elementi importanti.3.3. Formazione e mobilitàSaranno garantite possibilità di formazione e di mobilità del personale scientifico attraverso attività secondo lo schema di «Formazione e perfezionamento europeo in materia di radioprotezione» (ERPET: European Radiation Protection Education and Training) e gli «Eurocourses» organizzati congiuntamente con il CCR di Ispra. La mobilità dei ricercatori sarà promossa mediante azioni di distacco di personale presso i grandi progetti di R& S e mediante l'assegnazione di borse.3.4. Cooperazione internazionaleGrazie ad una stretta cooperazione con gli organismi nazionali ed internazionali competenti in materia di sicurezza nucleare, gestione dei residui e radioprotezione, la Comunità potrà contribuire, su scala mondiale contro gli effetti delle radiazioni ionizzanti. L'azione potenzierà l'integrazione degli sforzi nazionali in vista di un miglioramento della competitività dell'industria nucleare europea e fornità alle autorità di regolamentazione della Comunità i dati essenziali.La cooperazione e l'integrazione della ricerca in materia di sicurezza e salvaguardia nucleare sono già ben collaudate con i paesi terzi quali gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone e alcuni paesi dell'EFTA. Questa cooperazione, unitamente alla collaborazione con i paesi dell'Europa centrale e dell'Est (PECO), inclusa la Comunità di Stati Indipendenti (CSI), che è di particolare importanza, porterà ad una ulteriore armonizzazione delle impostazioni nazionali nello sviluppo di norme di sicurezza. Continuerà inoltre la stretta interazione instaurata con l'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA), l'Agenzia per l'energia nucleare dell'Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economico (AEN/OCSE), l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), le organizzazioni internazionali non governative, come la Commissione internazionale per la protezione radiologica (CIPR), la Commissione internazionale delle unità e misure radiologiche (CIUR) e l'Organizzazione internazionale di normalizzazione (ISO). Questa cooperazione internazionale costituisce il principale strumento per ottenere un consenso universale sui problemi fondamentali di sicurezza nucleare e di radioprotezione.Una cooperazione particolarmente stretta ed approfondita con istituti di ricerca e università della CSI sulle conseguenze dell'incidente di Cernobil sarà messa in opera e contribuirà a convalidare i risultati di base ottenuti nell'ambito di altre azioni. Le informazioni da acquisire in materia di contaminazione dell'ambiente e di esposizione della popolazione alle radiazioni sono estremamente importanti per stabilire un legame tra gli approcci e le situazioni reali di contaminazione.(1) Una descrizione più dettagliata di queste attività di ricerca del CCR, che sono definite in una proposta di decisione separata del Consiglio, è presentata per informazione nell'allegato IV, al fine di assicurare la trasparenza quanto alla loro complementarità con le corrispondenti azioni indirette.ALLEGATO II RIPARTIZIONE INDICATIVA DELL'IMPORTO RITENUTO NECESSARIO >SPAZIO PER TABELLA>La ripartizione tra diversi settori non esclude la possibilità che i progetti rientrino in più settori.ALLEGATO III MODALITÀ DI REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA 1. Le modalità di partecipazione finanziaria della Comunità sono quelle previste all'allegato IV della decisione relativa al programma quadro di azioni comunitarie di ricerca e d'insegnamento per la Comunità europea dell'energia atomica (1994-1998).Le modalità di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle università e le modalità di diffusione dei risultati sono precisate nelle disposizioni previste dall'articolo 4 del trattato Euratom. Nell'attuazione del presente programma si applicano tuttavia le precisazioni/deroghe seguenti:- oltre alle organizzazioni ufficiali di cui all'articolo 2, paragrafo 2 della decisione del Consiglio che rientrano nel disposto dell'articolo 7 relativo alle condizioni di partecipazione, possono partecipare al programma, alle medesime condizioni previste per le organizzazioni summenzionate, anche le organizzazioni nazionali stabilite in altri paesi e che sono impegnate in un'opera di normalizzazione e standardizzazione dei metodi di misura;- le partecipazioni di organizzazioni internazionali europee potranno essere finanziate sulla stessa base di quelle delle organizzazioni comunitarie nei casi debitamente specificati.2. Il presente programma è realizzato mediante:2.1. Partecipazione finanziaria della Comunità ad attività di ricerca e d'insegnamento eseguite da terzi o da istituti del CCR in associazione con terzi:a) azioni a compartecipazione finanziaria comprendenti le seguenti modalità:- progetti di ricerca e d'insegnamento realizzati da imprese, centri di ricerca e università, compresi i consorzi di azioni integrate che li raggruppano intorno ad un tema comune;- sostegno al finanziamento di infrastrutture o impianti indispensabili per la realizzazione di un'azione di coordinamento (attività di coordinamento potenziata);b) azioni concertate di coordinamento, in particolare attraverso reti di concertazione, di progetti di ricerca e d'insegnamento già finanziati da poteri pubblici o organismi privati. L'azione concertata può svolgere anche il coordinamento necessario al funzionamento delle reti tematiche le quali, nell'ambito di progetti di ricerca e d'insegnamento di azioni a compartecipazione finanziaria [cfr. 2.1. a), primo trattino] raggruppano intorno ad uno stesso obiettivo tecnologico o industriale produttori, utilizzatori, università e centri di ricerca;c) misure specifiche, per esempio misure a favore della normalizzazione o misure volte a creare strumenti a vocazione generale al servizio dei centri di ricerca, delle università e delle imprese. La partecipazione della Comunità può arrivare al 100 % del costo di queste misure.2.2. Misure di preparazione, di accompagnamento e di sostegno comprendenti le modalità seguenti:- studi di supporto al presente programma e di preparazione di eventuali azioni future;- conferenze, seminari, gruppi di lavoro e altre riunioni scientifiche e tecniche, comprese le riunioni intersettoriali e multidisciplinari di coordinamento;- consulenze esterne, nonché l'accesso a basi di dati scientifici;- pubblicazioni scientifiche, compresa la diffusione, la promozione e la valorizzazione dei risultati;- studi di valutazione delle conseguenze socio-economiche, nonché degli eventuali rischi tecnologici connessi con i progetti del presente programma;- attività di formazione nell'ambito della ricerca contemplata dal presente programma;- valutazione indipendente (compresi gli studi) della gestione e delle realizzazioni delle attività del presente programma.ALLEGATO IV DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ DI RICERCA DEL CENTRO COMUNE DI RICERCA (CCR) CORRISPONDENTI AI SETTORI COPERTI DA QUESTO PROGRAMMA SPECIFICO E FACENTI L'OGGETTO DELLA PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO PER IL PROGRAMMA DEL CCR [COM(94) 70 def. - 94/0074(CNS)] Il contributo del CCR riguarderà i seguenti settori:- sicurezza dei reattori,- sicurezza del ciclo combustibile,- controllo di sicurezza e gestione delle materie fissili.Sicurezza dei reattoriLe attività del CCR riguarderanno essenzialmente i seguenti elementi:- contributo alla prevenzione degli incidenti: elaborazione di tecniche non distruttive di analisi (NDA) al fine di perfezionare le procedure d'ispezione, sviluppo di metodologie di quantificazione al fine di armonizzare tali procedure;- studi probabilistici di sicurezza: il CCR contribuirà al miglioramento delle metodologie e alla creazione del consenso sulla loro applicazione nel quadro degli studi di sicurezza;- realizzazione, mediante reti europee, di studi sui meccanismi di invecchiamento dei componenti, metodo di attenuazione, valutazione dell'integrità delle strutture e delle possibilità d'ispezione;- studi sugli incidenti gravi che saranno svolti, da una parte, mediante studi sui fenomeni che si producono all'interno e all'esterno del contenitore nel corso di esperimenti sulla degradazione del nocciolo del reattore utilizzando materie reali a temperature reali; tali operazioni saranno svolte su piccola e grande scala presso il CCR. D'altra parte, si svolgeranno studi sulle fughe dei prodotti di fissione e dei fenomeni di trasferimento grazie alla partecipazione all'interpretazione dei risultati sperimentali che simulano fughe accidentali, effettuati da altri laboratori, in particolare il CEA (studio sul termine sorgente) e realizzando al CCR esperimenti sulla risospensione degli aerosol. Tali studi saranno svolti in stretto contatto con le attività riguardanti questo settore, previste nell'ambito delle azioni indirette.Tali lavori continueranno ad essere oggetto di notevoli attività di cooperazione nel quadro di reti cui partecipano partner europei e non europei. Essi mirano, in particolare, ad elaborare strumenti comuni di calcolo destinati all'industria e alle autorità di sicurezza.Queste attività si baseranno ampiamente sulla facoltà del CCR di creare reti di cooperazione fra i partner europei interessati e di partecipare così all'attuazione della politica comunitaria prevista dal trattato.Sicurezza del ciclo del combustibileL'obiettivo principale degli studi condotti dal CCR è di ridurre l'impatto sull'ambiente provocato dall'uso dell'energia nucleare, mediante ricerche sul ciclo del combustibile che consentano di ottimizzare la gestione della fine del ciclo a valle. Esse saranno svolte in collaborazione con le attività riguardanti questo settore previste nel quadro delle azioni indirette.Le ricerche mireranno ad una migliore conoscenza degli attinidi e del ciclo del plutonio, nonché all'elaborazione di una strategia ottimale in materia di gestione dei residui, in particolare riducendo al minimo la produzione di residui ad alta attività. Esse terranno conto dell'evoluzione registrata nella progettazione dei reattori.Inoltre, le ricerche mireranno a rafforzare l'attuale strategia degli Stati membri, incentrata sul deposito dei rifiuti radioattivi negli strati geologici profondi e ad esplorare le strategie di gestione che potrebbero consentire di ridurre i residui nei futuri impianti del ciclo del combustibile. La ricerca sarà svolta in stretta cooperazione con i laboratori nazionali.Le attività verteranno in particolare sui seguenti temi:- studi sulla sicurezza del comportamento dei combustibili nucleari (UO2 e ossido misto);- analisi fisico-chimiche fondamentali e allo stato solido degli attinidi;- studio degli aerosol nucleari;- minimizzazione degli attinidi secondari e di altri radionuclidi a vita lunga che compaiono nel ciclo del combustibile nucleare;- tecnologia dei combustibili che contengono plutonio;- caratterizzazione dei combustibili irradiati in vista della loro eliminazione;- radionuclidi per applicazioni mediche.Controllo di sicurezza e gestione delle materie fissiliLa ricerca svolta al CCR mira a conseguire, entro i termini richiesti, dei risultati o delle nuove tecniche la cui applicazione è necessaria per garantire il rispetto degli obblighi in materia di controlli di sicurezza imposti dal trattato e di quelli derivanti dal trattato di non proliferazione nucleare.Occorre in particolare elaborare tecniche che consentano di far fronte alle nuove sfide legate all'evoluzione del ciclo del combustibile e al rafforzamento dei regimi di controllo.Queste attività mirano allo sviluppo e al perfezionamento di tecniche fra cui:- tecniche di prove non distruttive che utilizzano le radiazioni gamma e neutroniche per l'analisi dei rifiuti, degli scarti di lavorazione e dei combustibili irradiati;- misure di materie, in volume e peso, in grandi serbatoi nelle fabbriche di combustibile e negli impianti di ritrattamento;- tecniche di installazione dei sigilli e nuovi sistemi di marcatura per gli oggetti contenenti materie nucleari e per i contenitori;- sistemi di controllo che utilizzano l'immagazzinamento e l'elaborazione digitale di immagini per la sorveglianza e l'esame automatici e per il perfezionamento delle registrazioni a lungo termine, senza presenza di ispettori.Le attività verteranno in particolare sulla ricerca in materia di progetti di sistemi integrati multisensoriali che possono funzionare in assenza di ispettori ricorrendo ad una tecnologia robotica mobile. Tali sistemi utilizzeranno software intelligenti per l'elaborazione di dati e la contabilità delle materie.Queste attività si avvarranno degli impianti sperimentali PERLA («Performance and training laboratory»), TAME («Tank measurement») e LASCO («Laboratory for surveillance and containment») del CCR che offrono condizioni di sperimentazione simili alle condizioni degli impianti.Infine, le attività del CCR nel settore dei controlli di sicurezza si integrano anche in una cooperazione europea, che ha dato origine a ESARDA («Europen Safeguards Research and Development Association»), e internazionale con gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone e la Russia.