CELEX: 62014CN0514
Language: it
Date: 2014-09-05 00:00:00
Title: Causa C-514/14 P: Impugnazione proposta il 14 novembre 2014 dalle Éditions Odile Jacob SAS avverso la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 5 settembre 2014 , causa T-471/11, Odile Jacob/Commissione

26.1.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 26/14
            
         Impugnazione proposta il 14 novembre 2014 dalle Éditions Odile Jacob SAS avverso la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 5 settembre 2014, causa T-471/11, Odile Jacob/Commissione
   (Causa C-514/14 P)
   (2015/C 026/19)
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Éditions Odile Jacob SAS (rappresentanti: J.-F. Bellis, O. Fréget e L. Eskenazi, avvocati)
   
      Altre parti nel procedimento: Commissione europea, Lagardère SCA, Wendel
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   
               —
            
            
               dichiarare la presente impugnazione ricevibile e fondata;
            
         
               —
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale del 5 settembre 2014, causa T-471/11, Éditions Odile Jacob SAS/Commissione europea, e statuire sulla controversia che ne è oggetto;
            
         
               —
            
            
               accogliere le conclusioni presentate dalla ricorrente in primo grado e, quindi, annullare la decisione del 13 maggio 2011, n. SG-Greffe (2011) D/C(2011)3503, adottata nel caso COMP/M.2978 Lagardère/Natexis/VUP, in seguito alla sentenza del Tribunale del 13 settembre 2010, causa T-452/04, Éditions Odile Jacob/Commissione europea, con cui la Commissione ha nuovamente autorizzato la Wendel in qualità di acquirente degli attivi ceduti in base agli impegni collegati alla decisione della Commissione del 7 gennaio 2004 che autorizza l'operazione di concentrazione Lagardère/Natexis/VUP;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione europea e le intervenienti al pagamento delle spese dei due gradi di giudizio, incluse quelle relative al procedimento sommario e alla procedura di rettifica.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno della sua impugnazione, la ricorrente invoca tre motivi.
   In primo luogo, la ricorrente sostiene che il Tribunale ha commesso un errore di diritto omettendo di constatare che la Commissione ha violato l'articolo 266 TFUE e l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali. Il vizio da cui la legittimità della prima decisione di autorizzazione è inficiata avrebbe reso illegittima anche la decisione impugnata, in quanto quest'ultima non avrebbe rimediato agli effetti della carenza di indipendenza del mandatario nel corso della totalità della sua funzione. Conseguentemente, l'adozione da parte della Commissione della decisione impugnata costituisce, secondo la ricorrente, una violazione delle regole dell'equo processo e vanifica l'effettività del controllo giurisdizionale dei suoi atti.
   In secondo luogo, la ricorrente ritiene che il Tribunale abbia commesso un errore di diritto nel considerare che la decisione di autorizzazione condizionale potesse costituire la base legale ai fini di una nuova decisione di autorizzazione.
   Da ultimo, la ricorrente censura il Tribunale per aver travisato i criteri giuridici di valutazione dell'indipendenza dal cessionario degli attivi ceduti nei confronti del cedente e per aver commesso errori di diritto e uno snaturamento dei fatti collegati a tale valutazione.