CELEX: C2006/310/05
Language: it
Date: 2006-12-16 00:00:00
Title: Causa C-385/06: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Nederlandse Raad van State (Paesi Bassi) il 18 settembre 2006 — Sociaal Economische Samenwerking West-Brabant/Algemene Directie voor de Arbeidsvoorziening

16.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 310/3
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Nederlandse Raad van State (Paesi Bassi) il 18 settembre 2006 — Sociaal Economische Samenwerking West-Brabant/Algemene Directie voor de Arbeidsvoorziening
   (Causa C-385/06)
   (2006/C 310/05)
   Lingua processuale: l'olandese
   Giudice del rinvio
   Nederlandse Raad van State
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrente: Sociaal Economische Samenwerking West-Brabant
   
      Convenuto: Algemene Directie voor de Arbeidsvoorziening
   Questioni pregiudiziali
   
               1)
            
            
               
                           a.
                        
                        
                           Se uno Stato membro o un organo amministrativo di tale Stato possa far discendere un potere direttamente da un regolamento — pertanto senza fondamento nel diritto nazionale.
                        
                     
                           b.
                        
                        
                           In caso di soluzione affermativa, se l'art. 23, n. 1, del regolamento (CEE) 19 dicembre 1988, n. 4253 (1), recante disposizioni di applicazione del regolamento (CEE) n. 2052/88 per quanto riguarda il coordinamento tra gli interventi dei vari Fondi strutturali, da un lato, e tra tali interventi e quelli della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti, dell'altro, come modificato dal regolamento n. 2082/93 (il regolamento di coordinamento) (GU CE 1993 L 193/6), conferisca il potere di revocare la fissazione di un aiuto e successivamente di recuperare l'importo erogato, posto che l'art. 23 del regolamento di coordinamento obbliga gli Stati membri a far ciò, in caso di abuso o di negligenza ai sensi dell'articolo medesimo.
                        
                     
         
               2)
            
            
               In caso di soluzione negativa, se l'art. 10 del Trattato CE, in combinato disposto con l'art. 249 del Trattato medesimo, comporti che una norma nazionale quale l'art. 4.49, primo comma, dell'Algemene wet bestuursrecht (Legge generale sul diritto amministrativo) — in forza della quale l'organo amministrativo può revocare o modificare a svantaggio del beneficiario la fissazione di un aiuto a) in forza di fatti o circostanze di cui al momento della fissazione dell'aiuto non poteva ragionevolmente essere a conoscenza e in base ai quali l'aiuto sarebbe stato fissato ad un livello inferiore a quello stabilito dalla decisione di concessione, b) qualora la fissazione dell'aiuto non fosse corretta e il beneficiario del medesimo lo sapeva o avrebbe dovuto saperlo, o c) qualora il beneficiario dopo la fissazione dell'aiuto non abbia rispettato le condizioni da cui esso dipendeva — debba essere interpretata in modo conforme al regolamento.
            
         
               3)
            
            
               In caso di soluzione affermativa, se siffatta interpretazione trovi il suo limite nei principi generali del diritto facenti parte del diritto comunitario, segnatamente i principi della certezza del diritto e della tutela del legittimo affidamento.
            
         
               4)
            
            
               In caso di soluzione affermativa della terza questione, relativamente a siffatta limitazione si pone ancora la seguente questione: se ai principi giuridici della certezza del diritto e dell'affidamento, posti a fondamento dell'art. 4.49, primo comma, dell'Algemene wet bestuursrecht, debba riconoscersi una portata più ampia di quella attribuita ai principi generali del diritto comunitario, segnatamente quelli della certezza del diritto e della tutela del legittimo affidamento, il cui rispetto deve essere garantito ai fini dell'applicazione del regolamento di coordinamento.
            
         
               5)
            
            
               Se, tenendo conto dell'art. 10 del Trattato CE, in sede di applicazione dei principi comunitari della certezza del diritto e della tutela del legittimo affidamento sia rilevante che il beneficiario dell'aiuto sia una persona giuridica di diritto pubblico.
            
         
               6)
            
            
               Allorché si debba procedere alla revoca della fissazione dell'aiuto e al recupero dei fondi erogati, in forza dell'art. 23, primo comma, del regolamento di coordinamento, o a norma dell'art. 4.49, primo comma, dell'Algemene wet bestuursrecht interpretato in conformità del regolamento, se l'art. 23, primo comma, del regolamento di coordinamento imponga dette misure anche se è accertato che lo Stato membro ha già restituito al Fondo sociale europeo il sussidio indebitamente pagato, ovvero che è stato preso un accordo a questo fine.
            
         
               7)
            
            
               Nell'ipotesi in cui l'art. 23, primo comma, del regolamento di coordinamento non obblighi alla revoca e alla restituzione, se nel diritto comunitario si possano individuare altre norme, come l'art. 4, n. 1, del regolamento 18 dicembre 1995, n. 2988 (2), relativo alla tutela degli interessi finanziari della Comunità (GU 1995 L 312/1), in forza delle quali lo Stato membro, direttamente o a norma dell'interpretazione conforme al regolamento dell'art. 4.49, primo comma, Awb, è tenuto a procedere alla revoca e al recupero di aiuti erogati in violazione del diritto europeo, come nella fattispecie in esame.
            
         
      (1)  GU L 374, pag. 1.
   
      (2)  GU L 312, pag. 1.