CELEX: 51999PC0335
Language: it
Date: 1999-07-14
Title: Proposta modificata di regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla cooperazione allo sviluppo con il Sudafrica

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                              Bruxelles, 14.07.1999
                                              COM(1999) 335 def.
                                              99/0070 (COD)
                       Proposta modificata di
REGOLAMENTO (CE) DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
                           CONSIGLIO
     relativo alla cooperazione allo sviluppo con il Sudafrica
  (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250,
                     paragrafo 2 del trattato CE)
 ---pagebreak---                                         RELAZIONE
Il regolamento proposto definisce gli obiettivi e le procedure inerenti alle operazioni
che rientrano nella linea di bilancio B7-3200.
La prima versione della presente proposta è stata presentata dalla Commissione il 12
marzo 1999.
Basandosi sulla relazione dell’on. Raimondo Fassa, il 5 maggio 1999 il Parlamento ha
approvato (in prima lettura) la proposta della Commissione con 6 emendamenti.
La Commissione ha comunicato al Parlamento la sua posizione in merito agli
emendamenti proposti: uno può essere accettato integralmente, due possono essere
accettati in parte e gli altri tre non possono essere accettati.
La Commissione deve pertanto redigere una proposta modificata contenente gli
emendamenti accettati (cfr. testo sottolineato), che dovrebbero migliorare il
coordinamento e la sostenibilità dei programmi avviati.
Gli emendamenti che la Commissione non ha potuto accettare riguardavano
determinate procedure dei comitati, respinte perché, per motivi di chiarezza e di
coerenza, occorreva mantenere una certa uniformità in materia di comitatologia, il
coordinamento sistematico con la BEI nel paese beneficiario, inattuabile in quanto la
BEI non dispone di una rappresentanza permanente, e l’istituzionalizzazione della
trasmissione delle valutazioni e delle relazioni all’Assemblea nazionale sudafricana,
che creerebbe un precedente discutibile.
La proposta iniziale della Commissione è stata discussa con il gruppo di lavoro
“Africa” del Consiglio, ma senza giungere ad una posizione comune.
                                              2
 ---pagebreak---                                     Proposta modificata di
         REGOLAMENTO (CE) DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
                                        CONSIGLIO
                 relativo alla cooperazione allo sviluppo con il Sudafrica
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL' UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 179,
vista la proposta della Commissione1,
deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 251,
(1)      considerando che, a decorrere dalle elezioni dell'aprile 1994 e
         dall'insediamento di un governo democratico, la Comunità è passata ad una
         strategia di sostegno alle politiche e alle riforme intraprese dalle autorità
         sudafricane;
(2)      considerando che il Consiglio ha adottato il regolamento (CE) n. 2259/96 del
         Consiglio, del 22 novembre 1996, relativo alla cooperazione allo sviluppo con
         il Sudafrica2;
(3)      considerando che il suddetto regolamento scadrà il 31 dicembre 1999;
(4)      considerando che l'Accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la
         Comunità europea e la Repubblica sudafricana stabilisce, al Titolo VII, che
         l'assistenza finanziaria sotto forma di aiuti non rimborsabili è coperta da una
         speciale linea di credito sul bilancio comunitario, che la Comunità si dichiara
         disposta a continuare a stanziare importi rilevanti per la cooperazione
         finanziaria con il Sudafrica, e prenderà le opportune decisioni in base ad una
         proposta della Commissione;
(5)      considerando che, una volta entrato in vigore tale Accordo, si potrebbero
         rendere disponibili altri strumenti adeguati, in particolare nel quadro del futuro
         accordo di cooperazione CE/ACP e dell'ammissibilità del Sudafrica a
         beneficiare del Fondo europeo di sviluppo;
(6)      considerando che il suddetto Accordo contiene, al Titolo V, disposizioni sugli
         obiettivi, sulle priorità, sui metodi e sull'attuazione della cooperazione allo
         sviluppo con il Sudafrica;
1
         COM (1999) 124 def. del 12.3.1999
2
         GU L 306 del 28.11.1996.
                                              3
 ---pagebreak--- (7)    considerando che, alla luce dell'esecuzione del suddetto regolamento (CE)
       n. 2259/96 del Consiglio, del 22 novembre 1996, e della relazione speciale
       n. 7/98 della Corte dei Conti sul programma di aiuto allo sviluppo della
       Comunità europea relativo al Sudafrica (1986-1996), occorre adattare il
       regolamento (CE) n. 2259/96 del Consiglio, del 22 novembre 1996, in
       particolare per quanto riguarda la semplificazione delle procedure, una
       maggiore concentrazione sulle priorità settoriali e il decentramento del
       processo decisionale;
(8)    considerando che l'assistenza fornita ai sensi del presente regolamento sarà
       attuata coerentemente con le azioni di altri donatori, ivi comprese le istituzioni
       multilaterali,
(9)    considerando che la decisione 87/373/CEE del Consiglio, del 13 luglio 19873,
       stabilisce le modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite
       alla Commissione e le modalità di funzionamento del Comitato che assisterà la
       Commissione;
(10)   considerando che il funzionamento di tale Comitato dovrebbe seguire la
       procedura gestionale oppure, se non si ritenga opportuna tale procedura, la
       procedura consultiva;
(11)   considerando che il regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del
       18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle
       Comunità4, istituisce un quadro giuridico comune per tutti i settori delle
       risorse proprie e delle spese delle Comunità;
(12)   considerando che il regolamento (CE, Euratom) n. 2185/96 del Consiglio,
       relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai
       fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le
       frodi e altre irregolarità5, si applica a tutti i settori di attività delle Comunità,
       fatte salve le specifiche disposizioni della normativa comunitaria relative alle
       diverse aree delle sue politiche,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                         Articolo 1
                                         Obiettivi
La Comunità avvia una cooperazione tecnica e finanziaria con il Sudafrica a sostegno
delle politiche e delle riforme attuate dalle autorità nazionali di detto paese in un
contesto di dialogo politico e di partenariato.
3
       GU L 197 del 18.7.1987.
4
       GU L 312 del 23.12.1995.
5
       GU L 292 del 15.11.1996.
                                             4
 ---pagebreak--- Scopo del programma comunitario di cooperazione, intitolato "Programma europeo
per la ricostruzione e lo sviluppo in Sudafrica", sarà contribuire allo sviluppo
economico e sociale armonioso e duraturo del Sudafrica e al suo inserimento
nell'economia mondiale e consolidare le fondamenta di una società democratica e di
uno Stato di diritto in cui siano pienamente rispettati i diritti umani e le libertà
fondamentali.
In questo contesto, la Comunità darà la priorità al sostegno di azioni che
contribuiscano alla lotta contro la povertà.
                                          Articolo 2
                                  Settori di cooperazione
La cooperazione allo sviluppo attuata ai sensi del presente regolamento si concentra
principalmente sui seguenti aspetti:
-       sostegno alle politiche, agli strumenti e ai programmi finalizzati alla
        progressiva integrazione dell'economia sudafricana nell'economia e negli
        scambi mondiali, alla creazione di posti di lavoro, allo sviluppo del settore
        privato, alla cooperazione e all'integrazione regionale. Per quanto riguarda
        quest'ultimo aspetto, si dedicherà particolare attenzione al sostegno ai
        programmi di adeguamento che si svilupperanno nella regione a seguito
        dell'istituzione dell'area di libero scambio ai sensi dell'Accordo sugli scambi,
        lo sviluppo e la cooperazione, in particolare nell'ambito dell'Unione doganale
        dell'Africa del Sud (South African Customs Union - SACU). Si potrà inoltre
        vagliare l'opportunità di promuovere la cooperazione finalizzata al reciproco
        interesse generale tra imprese dell’Unione europea e del Sudafrica;
-       miglioramento delle condizioni di vita e fornitura di servizi sociali di base;
-       sostegno alla democratizzazione, alla tutela dei diritti umani, a una pubblica
        amministrazione efficiente, al rafforzamento delle autorità locali e al
        coinvolgimento della società civile nel processo di sviluppo.
Si promuoveranno il dialogo e il partenariato tra le autorità e i partner e gli operatori
non governativi impegnati nel campo dello sviluppo.
I programmi si concentreranno sulla lotta alla povertà, terranno conto delle esigenze
delle comunità in precedenza sfavorite e prenderanno in considerazione le dimensioni
dello sviluppo connesse al genere e all'ambiente.
                                          Articolo 3
                      Ammissibilità dei partner della cooperazione
I partner della cooperazione che possono beneficiare di un'assistenza finanziaria ai
sensi del presente regolamento sono le autorità e gli organismi pubblici nazionali,
provinciali e locali, organizzazioni non governative e basate sulle comunità locali,
                                              5
 ---pagebreak--- organizzazioni regionali e internazionali, istituti e operatori pubblici o privati.
Qualsiasi altro organismo può essere ammesso a beneficiare dell'assistenza a
condizione che entrambe le Parti lo designino come tale.
                                        Articolo 4
       Strumenti, natura delle spese, informazioni relative al programma e
                                     coordinamento
1.       Gli strumenti che si possono utilizzare nel quadro delle attività di
         cooperazione di cui all'articolo 2 comprendono in particolare studi, assistenza
         tecnica, formazione o altri servizi, forniture e opere, nonché verifiche e
         missioni di valutazione e di controllo.
2.       I finanziamenti comunitari, in valuta locale o straniera a seconda delle
         necessità e della natura dell'operazione, possono riguardare:
         –     spese a carico del bilancio statale a sostegno dell'attuazione delle
               riforme e delle politiche nei settori prioritari individuati attraverso un
               dialogo politico, sotto forma di sostegno diretto al bilancio settoriale;
         –     investimenti e apparecchiature;
         –     in determinati casi, e in particolare qualora un programma sia attuato
               da un partner non governativo, tenendo conto del fatto che il
               programma deve puntare per quanto possibile alla sostenibilità a lungo
               termine, spese ordinarie (ivi compresi le spese amministrative e i costi
               operativi e di manutenzione).
         Una parte dei finanziamenti può essere fornita, in modo mirato (ad esempio
         per imprenditori emergenti), sotto forma di capitale di rischio o di
         sovvenzioni sui tassi d'interesse per presiti della Banca Europea per gli
         Investimenti.
3.       In linea di massima, per ciascuna operazione di cooperazione si esige un
         contributo finanziario dei partner di cui all'articolo 3. Tale contributo è
         richiesto sulla base delle disponibilità del partner in questione e tenendo
         conto della natura di ciascuna operazione, specie quando occorra garantire
         la sostenibilità dei progetti di avviamento per attività a durata illimitata una
         volta cessato il finanziamento comunitario, e può essere un contributo in
         natura. In specifici casi in cui il partner è un'organizzazione non governativa
         o un'organizzazione basata su una comunità locale, tale contributo può non
         essere richiesto.
4.       La Commissione può adottare qualsiasi opportuna misura per assicurarsi che
         venga resa nota la provenienza comunitaria degli aiuti forniti nel quadro del
         presente regolamento.
5.       Si possono vagliare le possibilità di cofinanziamento con altri donatori, in
         particolare gli Stati membri.
                                              6
 ---pagebreak--- 6.       Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità cui si fa
         riferimento nel trattato, e al fine di assicurare la massima efficacia degli aiuti,
         la Commissione può adottare tutte le misure necessarie per il coordinamento,
         in particolare:
         a)     l'istituzione di un sistema che consenta uno scambio sistematico di
                informazioni sulle azioni finanziate o per le quali è in programma un
                finanziamento da parte della Comunità, degli Stati membri e della BEI;
         b)     il coordinamento in loco di tali azioni tramite periodici incontri e
                scambi di informazioni tra i rappresentanti della Commissione e degli
                Stati membri nel paese beneficiario.
7.       La Commissione, in collegamento con gli Stati membri, può adottare tutte le
         misure necessarie per assicurare un coordinamento adeguato con gli altri
         donatori interessati.
                                          Articolo 5
                             Forma del sostegno finanziario
Il sostegno finanziario concesso ai sensi del presente regolamento consiste in aiuti non
rimborsabili.
                                          Articolo 6
                                    Programmazione
1.       La programmazione indicativa triennale basata su obiettivi specifici si svolge
         nel contesto di stretti contatti con il Governo sudafricano e tenendo conto dei
         risultati del coordinamento di cui all'articolo 4, paragrafi 6 e 7, e delle
         esigenze del beneficiario. Tale programmazione dovrebbe portare a una
         concentrazione degli aiuti ogni anno in un numero limitato di settori
         individuati tra quelli cui si fa riferimento all'articolo 2. Se del caso, si
         predisporrebbe il proseguimento di determinate iniziative per periodi più
         lunghi.
2.       Per prepararsi a ciascun ciclo di programmazione, nel contesto di un
         maggiore coordinamento, anche in loco, con gli Stati membri, la
         Commissione compila un documento di sintesi sulla strategia di
         cooperazione (documento strategico) che viene esaminato dal Comitato di
         cui all'articolo 8, in appresso denominato "il Comitato". Tale documento
         strategico tiene conto dei risultati dell'ultima valutazione generale delle
         operazioni finanziate nel quadro del regolamento n. 2259/96 e del presente
         regolamento, o di altre valutazioni periodiche delle azioni. Il documento
         viene discusso a richiesta della Commissione o di uno o più membri del
         Comitato. In tal caso, se non è possibile trovare l'auspicabile unanimità sul
         documento strategico, il Comitato esprime il suo parere conformemente alla
         procedura di cui all'articolo 8.
                                              7
 ---pagebreak--- 3. La Commissione trasmette al Comitato per informazione un programma
   indicativo triennale redatto sulla base di tale esame, che dev'essere firmato
   dalla Commissione e dal Governo sudafricano. Una volta l'anno si procede a
   uno scambio di opinioni, sulla base di una presentazione degli orientamenti
   generali delle operazioni da attuare nell'anno successivo svolta dal
   rappresentante della Commissione.
                                   Articolo 7
                                   Procedure
1. La Commissione è responsabile della valutazione, delle decisioni e della
   gestione delle azioni svolte nel quadro del presente regolamento,
   conformemente alle procedure di bilancio e alle altre procedure in vigore, in
   particolare quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio
   generale delle Comunità europee.
2. Nel caso specifico del contributo del PERS ai programmi regionali nell'area
   SADC finanziati dal FES, detto contributo può essere utilizzato secondo le
   modalità della Convenzione di Lomé, a condizione che siano rispettate le
   disposizioni del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle
   Comunità europee.
3. Al fine di assicurare la trasparenza e il conseguimento degli obiettivi di cui
   all'articolo 4, paragrafo 6, la Commissione trasmette agli Stati membri e ai
   loro rappresentanti locali le schede di identificazione dei progetti non appena
   è stata presa la decisione di valutarli. La Commissione aggiorna
   successivamente le schede di identificazione dei progetti e le trasmette agli
   Stati membri.
4. Tutte le convenzioni di finanziamento o tutti i contratti conclusi nel quadro
   del presente regolamento prevedono verifiche in loco da parte della
   Commissione e della Corte dei Conti conformemente alle consuete modalità
   stabilite dalla Commissione ai sensi delle norme in vigore, in particolare
   quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale
   delle Comunità europee.
   La Commissione, inoltre, può effettuare verifiche e ispezioni in loco
   conformemente al regolamento n. 2185/96.
   Le misure adottate dalla Commissione conformemente alla procedura di cui
   all'articolo 8 prevedono un'adeguata tutela degli interessi finanziari della
   Comunità europea, conformemente al regolamento n. 2988/95.
5. Qualora le azioni diano luogo a convenzioni di finanziamento tra la
   Comunità e il Sudafrica, tali convenzioni stipulano che alla Comunità non
   sono imputate imposte, dazi e altri oneri.
6. La partecipazione agli inviti a presentare offerte e ai contratti è aperta, a
   parità di condizioni, a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri,
                                        8
 ---pagebreak---    del Sudafrica e degli altri Stati ACP. In casi debitamente giustificati e per
   assicurare il miglior rapporto costo-efficacia, la partecipazione può essere
   ampliata a comprendere paesi terzi.
7. Le forniture sono originarie degli Stati membri della Comunità europea, del
   Sudafrica o degli altri Stati ACP. In casi eccezionali, debitamente giustificati,
   possono essere originarie di altri paesi.
8. Salvo diverse disposizioni del presente regolamento, i contratti sono firmati
   dal Governo del Sudafrica. Se non sono coperti da una convenzione di
   finanziamento, inoltre, i contratti sono conclusi dalla Commissione.
   In applicazione dell'articolo 111 del regolamento finanziario applicabile al
   bilancio generale delle Comunità europee, i pagamenti sono effettuati tramite
   un pagatore delegato locale che verrà stabilito d'intesa tra le autorità
   sudafricane e la Commissione, e che aprirà conti bancari in valuta locale e
   in EURO. Il pagatore delegato deve tenere una contabilità esauriente delle
   operazioni di questi conti e sottostare ai controlli della Commissione e della
   Corte dei Conti.
   In applicazione dell'articolo 109 del regolamento finanziario applicabile al
   bilancio generale delle Comunità europee, si può nominare un Ordinatore
   nazionale
                                    Articolo 8
                                 Comitatologia
1. La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli
   Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al Comitato un progetto delle
   misure da adottare. Il Comitato formula il suo parere sul progetto entro un
   termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione
   in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148,
   paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve
   prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni del Comitato, ai
   voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata
   nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
   La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili.
   Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal Comitato, la
   Commissione le comunica immediatamente al Consiglio. In tal caso, la
   Commissione può differire di un mese al massimo, a decorrere da tale
   comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise.
   Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una
   decisione diversa entro il termine di cui al comma precedente.
3. In deroga al paragrafo 2, per le decisioni di finanziamento relative a qualsiasi
   operazione di costo superiore a 5 Mio di EUR e inferiore a 25 Mio di EUR, o
                                        9
 ---pagebreak---           per qualsiasi adeguamento di una delle suddette operazioni che comporti un
          incremento superiore al 20% dell'importo inizialmente concordato, e per le
          proposte avanzate che apportano modifiche sostanziali nell'esecuzione di un
          progetto per il quale è già stato assunto un impegno, il Comitato, entro un
          termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione
          in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a
          votazione. Il parere è iscritto a verbale; inoltre ciascuno Stato membro ha il
          diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
          La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal
          Comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
4.        La Commissione informa sinteticamente il Comitato delle decisioni di
          finanziamento che intende adottare in relazione ai progetti e ai programmi di
          valore inferiore ai 5 Mio di EUR. Tali informazioni sono fornite almeno una
          settimana prima che venga presa la decisione.
5.        Qualora l'incremento di cui al paragrafo 3 sia superiore a 5 Mio di EUR ma
          inferiore al 20% dell'impegno iniziale, si chiede il parere del Comitato
          tramite procedure semplificate e accelerate.
6.        Nel caso dei programmi approvati dal Comitato e finanziati in varie tranche
          relative a più di un esercizio finanziario, la Commissione adotta anno per
          anno decisioni di finanziamento, che non superano la spesa massima stabilita
          per il programma approvato ed entro i limiti delle risorse finanziarie messe a
          disposizione dall'autorità di bilancio, senza ulteriori comunicazioni al
          Comitato.
                                           Articolo 9
                                    Controllo e valutazione
Al termine di ciascun esercizio finanziario, la Commissione presenta al Parlamento
europeo e al Consiglio una relazione annuale sull'esecuzione del presente
regolamento. Tale relazione espone i risultati dell'esecuzione del bilancio per quanto
riguarda gli impegni e i pagamenti, nonché i progetti e i programmi finanziati nel
corso dell'anno. La relazione contiene statistiche sulle aggiudicazioni effettuate per
l'esecuzione di progetti e programmi.
La Commissione controlla inoltre i progressi compiuti rispetto agli obiettivi di
ciascuna operazione in termini di esiti e risultati, utilizzando indicatori verificabili in
maniera obiettiva.
La Commissione valuta periodicamente le operazioni finanziate dalla Comunità per
stabilire se gli obiettivi di tali operazioni sono stati raggiunti e fissare orientamenti per
migliorare l'efficacia delle operazioni future. Sintesi delle relazioni di valutazione
sono trasmesse agli Stati membri. Le relazioni complete sono messe a disposizione
degli Stati membri che ne facciano richiesta.
Entro il 31 ottobre 2003, e diciotto mesi prima della scadenza del presente
regolamento, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una
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 ---pagebreak--- valutazione generale delle operazioni finanziate dalla Comunità che costituiscono il
programma triennale 2000-2002 ai sensi del presente regolamento, accompagnata se
necessario da proposte di emendamento del regolamento stesso e, in quest'ultimo
caso, da suggerimenti sul futuro del regolamento.
                                      Articolo 10
                                 Stanziamenti annuali
Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio entro i limiti delle
prospettive finanziarie.
Ogni anno nei commenti iscritti nel bilancio si fissa un massimale nell'ambito dello
stanziamento annuo per i contratti di assistenza tecnica che la Commissione deve
concludere per l'esecuzione di operazioni congiunte a reciproco vantaggio della
Commissione e del beneficiario.
                                      Articolo 11
                                        Durata
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla sua
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e scade il 31 dicembre
2006.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
Per il Parlamento europeo                    Per il Consiglio
Il Presidente                                Il Presidente
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