CELEX: C2004/059/11
Language: it
Date: 2004-03-06 00:00:00
Title: Causa C-525/03: Ricorso del 16 dicembre 2003 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 59/6                  IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           6.3.2004
La verifica contabile proposta dall’ECHO aveva carattere                   Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
discriminatorio, non essendovi alcuna giustificazione per pro-             tro la società G. & E. Gianniotis EPE, operante con la
cedere ad una tale verifica una volta che il Ministero degli esteri        denominazione commerciale di «Nosokomio Agia Eleni»,
tedesco aveva confermato lo status giuridico dalla IH come                                  proposto il 16 dicembre 2003
organizzazione caritativa.
                                                                                                   (Causa C-524/03)
(1) GU C 31 dell’8 febbraio 2003, pag. 21.
(2) Regolamento 20 giugno 1996, relativo all’aiuto umanitario (GU                                    (2004/C 59/10)
    L 163 del 2 luglio 1996, pag. 1).
                                                                           Il 16 dicembre 2003, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                           rappresentata dal sig. Dimitris Triantafyllou, membro del
                                                                           servizio giuridico, assistito dal sig. Nicolaos Korogiannakis,
                                                                           avvocato in Atene, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
                                                                           proposto un ricorso dinanzi alla Corte di giustizia delle
                                                                           Comunità europee contro la società G. & E. Gianniotis EPE,
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                      operante con la denominazione commerciale di «Nosokomio
tro la BIOTRAST A.E., società di sviluppo di tecnologie                    Agia Eleni».
        d’avanguardia, proposto il 15 dicembre 2003
                         (Causa C-523/03)                                  La ricorrente chiede che la Corte voglia condannare la conve-
                                                                           nuta:
                          (2004/C 59/09)                                   a)    a pagare la somma di EUR 236 977,93 corrispondente a
                                                                                 EUR 212 010,17 a titolo di capitale e EUR 24 697,76 a
                                                                                 titolo di interessi moratori a partire dalla data in cui è
                                                                                 diventata esigibile ciascuna nota di debito fino al
Il 15 dicembre 2003, la Commissione delle Comunità europee,                      31 ottobre 2003.
rappresentata dal sig. Dimitris Triantafyllou, membro del
servizio giuridico, assistito dal sig. Nicolaos Korogiannakis,             b)    a pagare interessi dell’importo di EUR 42,16 al giorno dal
avvocato in Atene, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha                       31 ottobre 2003 fino al saldo totale del debito.
proposto un ricorso dinanzi alla Corte di giustizia delle
Comunità europee contro la BIOTRAST A.E., società per                      c)    a sopportare le spese.
azioni di sviluppo di tecnologie d’avanguardia. La ricorrente
chiede che la Corte voglia:
                                                                           Motivi e principali argomenti
condannare la ricorrente:
                                                                           a)    Obbligo di restituzione della somma indebitamente paga-
                                                                                 ta dalla Commissione
a)    a pagare la somma di EUR 730 726,81, corrispondente a
      EUR 661 838,82 a titolo di capitale e EUR 68 887,99 a
      titolo di interessi moratori a partire dalla data in cui è           b)    Data alla quale gli interessi diventano esigibili.
      divenuta esigibile la nota di debito al tasso di interesse del
      4,77 % fino al 31 dicembre 2002 e al tasso di interesse
      del 6,77 % dal 1o gennaio 2003.
b)    a pagare interessi nell’importo di EUR 122,75 al giorno
      dal 31 ottobre 2003 e fino al saldo totale del debito.
                                                                           Ricorso del 16 dicembre 2003 contro la Repubblica
c)    a sopportare le spese.                                               italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità
                                                                                                         europee
                                                                                                   (Causa C-525/03)
Motivi e principali argomenti
                                                                                                     (2004/C 59/11)
a)    Obbligo di restituzione della somma indebitamente paga-
      ta dalla Commissione.
b)    Data alla quale gli interessi diventano esigibili.                   Il 16 dicembre 2003, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                           rappresentata dai signori Klaus Wiedner e Claudio Loggi, in
                                                                           qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle
                                                                           Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.
 ---pagebreak--- 6.3.2004                 IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                               C 59/7
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                  Dipartimento della protezione civile, per l’acquisto, da parte
                                                                             del Corpo forestale dello Stato, di apparati radio ricetrasmitten-
—     constatare che la Repubblica italiana, avendo adottato                 ti per le comunicazioni con i velivoli antincendio, nonché per
      l’articolo 1, secondo comma e l’articolo 2, primo, secondo             l’acquisizione e/o implementazione, sempre da parte del citato
      e terzo comma, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio             Dipartimento, di servizi di spegnimento aereo degli incendi
      dei Ministri n. 3231 del 24 luglio 2002, che consentono                boschivi, in quest’ultimo caso stabilendo, analogamente a
      di ricorrere alla trattativa privata, in deroga alle disposizio-       quanto disposto per l’acquisto dei velivoli aerei, che i relativi
      ni delle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici          contratti potranno essere stipulati anche in deroga alla norma-
      di forniture e di servizi, e in particolare alle norme                 tiva di recepimento delle direttive comunitarie in materia di
      comuni di pubblicità e di partecipazione previste dai                  appalti pubblici e segnatamente, delle direttive 92/50CEE e 93/
      titoli III e IV della direttiva 93/36/CEE (1) e III e V della          36/CEE.
      direttiva 92/50/CEE (2), per l’acquisto di velivoli aerei per
      la lotta agli incendi boschivi nonché per l’acquisizione di
      servizi di spegnimento degli incendi e che consentono,                 La Commissione considera che anche in tali ipotesi la possibi-
      parimenti, di far ricorso alla procedura suddetta per                  lità di ricorrere alla trattativa privata sembra dover essere
      l’acquisto di attrezzature tecnologiche ed informatiche                esclusa e che, in ogni caso, nessuna prova della sussistenza
      nonché di apparati radio ricetrasmittenti, senza che                   delle condizioni che legittimano il ricorso alla medesima è
      alcuna delle condizioni legittimanti la deroga alle suddette           stata fornita dalle autorità italiane. In particolare, nessuna delle
      norme comuni sia soddisfatta e, comunque, senza garanti-               condizioni di cui all’articolo 6, paragrafi 2 e 3 della direttiva
      re alcuna forma di pubblicità diretta a consentire un                  93/36/CEE e all’articolo 11, paragrafi 2 e 3 della direttiva 92/
      confronto concorrenziale tra i potenziali offerenti, ha                50/CEE sembra essere soddisfatta.
      violato gli obblighi che le incombono in virtù della
      direttiva 93/36/CEE de Consiglio, del 18 giugno 1992,
      nonché degli articoli 43 e 49 del Trattato CEE;                        (1) GU L 199 del 9.8.1993, p. 1.
                                                                             (2) GU L 209 del 24.7.1992, p. 1.
—     condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.
Motivi e principali argomenti
Gli appalti aventi ad oggetto forniture di velivoli aerei rientrano
nel campo di applicazione della direttiva 93/36/CEE che
coordina la procedura di aggiudicazione degli appalti pubblici               Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
di forniture.                                                                tro il Regno dei Paesi Bassi, presentato il 15 dicembre
                                                                                                             2003
Ai sensi dell’articolo 6 della direttiva, le amministrazioni
                                                                                                     (Causa C-527/03)
aggiudicatrici attribuiscono gli appalti di forniture con proce-
dura aperta ovvero con procedura ristretta. Il ricorso alla
procedura negoziata è consentito nei soli casi tassativamente                                         (2004/C 59/12)
previsti ai paragrafi 2 e 3 del medesimo articolo 6. Il
paragrafo 3 include tra i casi in cui è ammessa la procedura
negoziata quello in cui, per l’estrema urgenza determinata da
avvenimenti imprevedibili per l’amministrazione e ad essa non
imputabili, non possano essere osservati i termini per una                   Il 15 dicembre 2003 la Commissione delle Comunità europee,
procedura di messa in concorrenza con preventiva pubblica-                   rappresentata dai sigg. Knut Simonsson e Wouter Wils, in
zione.                                                                       qualità di agenti, ha presentato un ricorso contro il Regno dei
                                                                             Paesi Bassi dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                             europee.
La Commissione rileva che, nel caso di specie, non appare
sussistere alcuna delle condizioni alle quali il richiamato
articolo 6 della direttiva 93/36/CEE subordina la possibilità di
derogare alle disposizioni della direttiva medesima e che, in                La ricorrente conclude che la Corte voglia:
particolare, non appaiono sussistere ragioni di urgenza tali da
consentire all’amministrazione aggiudicatrice di avvalersi della             1.    Dichiarare che il Regno dei Paesi Bassi è venuto meno ai
deroga di cui al paragrafo 3, lettera d) di detta disposizione.                    propri obblighi derivanti dalla direttiva del Parlamento
                                                                                   europeo e del Consiglio 27 novembre 2000, 2000/59/
                                                                                   CE, relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti
La Commissione rileva, inoltre, che l’ordinanza contestata                         prodotti dalle navi e i residui del carico (1), non avendo
prevede numerose altre possibilità di ricorrere alla trattativa                    adottato le misure legislative, regolamentari e amministra-
privata, e cioè per l’acquisto delle attrezzature necessarie                       tive necessarie per conformarsi a tale direttiva o, in ogni
a potenziare gli allestimenti tecnologici ed informatici del                       caso, non avendole comunicate alla Commissione.