CELEX: 32013D1127(02)
Language: it
Date: 2013-11-26 00:00:00
Title: Decisione della Commissione, del 26 novembre 2013 , relativa alla notifica trasmessa ai paesi terzi che la Commissione considera possano essere identificati come paesi terzi non cooperanti a norma del regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata

27.11.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 346/26
            
         DECISIONE DELLA COMMISSIONE
   del 26 novembre 2013
   relativa alla notifica trasmessa ai paesi terzi che la Commissione considera possano essere identificati come paesi terzi non cooperanti a norma del regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata
   2013/C 346/03
   LA COMMISSIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
   visto il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 (1), in particolare l'articolo 32,
   considerando quanto segue:
   1.   INTRODUZIONE
   
   
               (1)
            
            
               Il regolamento (CE) n. 1005/2008 (il regolamento INN) istituisce un regime unionale per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN).
            
         
               (2)
            
            
               Il capo VI del regolamento INN stabilisce la procedura concernente l'identificazione dei paesi terzi non cooperanti, i provvedimenti da adottare in relazione ai paesi identificati come paesi terzi non cooperanti, l'elaborazione di un elenco dei paesi non cooperanti, la radiazione dall'elenco dei paesi non cooperanti, la pubblicità dell'elenco dei paesi non cooperanti e le misure di emergenza.
            
         
               (3)
            
            
               In conformità all'articolo 32 del regolamento INN, la Commissione deve notificare ai paesi interessati la possibilità di essere identificati come paesi terzi non cooperanti. Tale notifica è di natura preliminare. La notifica, trasmessa ai paesi terzi, della possibilità di essere identificati come paesi terzi non cooperanti è basata sui criteri di cui all'articolo 31 del regolamento INN. La Commissione deve inoltre adottare tutti i provvedimenti previsti all'articolo 32 con riguardo a tali paesi. In particolare, la Commissione deve includere nella notifica le informazioni sui fatti essenziali e sulle considerazioni che motivano tale identificazione, la possibilità per tali paesi di rispondere fornendo prove atte a confutare l'identificazione o, se del caso, un piano d'azione inteso a risanare la situazione nonché i provvedimenti correttivi adottati. La Commissione deve accordare ai paesi terzi interessati tempo e mezzi adeguati per rispondere alla notifica, nonché un termine ragionevole per porre rimedio alla situazione.
            
         
               (4)
            
            
               A norma dell'articolo 31 del regolamento INN, la Commissione europea può identificare i paesi terzi che considera paesi non cooperanti in materia di lotta alla pesca INN. Possono essere identificati come non cooperanti i paesi terzi che non adempiano all'obbligo ad essi imposto dal diritto internazionale, nella loro qualità di Stati di bandiera, Stati di approdo, Stati costieri o Stati di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e far cessare la pesca INN.
            
         
               (5)
            
            
               L'identificazione dei paesi terzi non cooperanti è basata sull'esame di tutte le informazioni indicate all'articolo 31, paragrafo 2, del regolamento INN.
            
         
               (6)
            
            
               A norma dell'articolo 33 del regolamento INN, il Consiglio può elaborare un elenco dei paesi non cooperanti. A tali paesi si applicano le misure indicate, tra l'altro, all'articolo 38 del regolamento INN.
            
         
               (7)
            
            
               A norma dell'articolo 20, paragrafo 1, del regolamento INN, gli Stati di bandiera sono tenuti a notificare alla Commissione le loro disposizioni in materia di attuazione, controllo ed esecuzione delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione applicabili ai propri pescherecci.
            
         
               (8)
            
            
               A norma dell'articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN, la Commissione coopera sul piano amministrativo con i paesi terzi su questioni attinenti all'attuazione di detto regolamento.
            
         2.   PROCEDURA RELATIVA ALLA REPUBBLICA DI COREA
   
   
               (9)
            
            
               La notifica della Repubblica di Corea (Corea) come Stato di bandiera è stata accettata dalla Commissione in conformità all'articolo 20 del regolamento INN a decorrere dal 1o gennaio 2010.
            
         
               (10)
            
            
               Dall'11 al 15 luglio 2011 la Commissione, con il sostegno dell'EFCA, ha effettuato una missione in Corea nell'ambito della cooperazione amministrativa di cui all'articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN.
            
         
               (11)
            
            
               Scopo della missione era verificare le informazioni concernenti le disposizioni della Corea in materia di attuazione, controllo ed esecuzione delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione che devono essere rispettate dai pescherecci di tale paese, nonché le misure da esso adottate per ottemperare ai propri obblighi in materia di lotta contro la pesca INN e soddisfare i requisiti e gli aspetti relativi all'attuazione del sistema di certificazione delle catture dell'Unione.
            
         
               (12)
            
            
               La relazione finale sulla missione è stata inviata alla Corea il 5 ottobre 2011.
            
         
               (13)
            
            
               Le osservazioni della Corea sulla relazione finale della missione sono pervenute il 28 marzo 2012.
            
         
               (14)
            
            
               Nella lettera dell'11 ottobre 2011 la Commissione ha trasmesso alle autorità coreane informazioni concernenti le attività di pesca INN individuate svolte da imbarcazioni coreane.
            
         
               (15)
            
            
               Dal 17 al 18 aprile 2012 la Commissione ha effettuato una seconda missione in Corea per verificare il seguito dato alle misure adottate nella prima missione.
            
         
               (16)
            
            
               La Corea ha presentato ulteriori osservazioni scritte il 16 maggio 2012, il 25 giugno 2012, il 21 dicembre 2012, il 19 giugno 2013 e il 21 giugno 2013. Ha inoltre fornito risposte nel corso di riunioni svoltesi a Bruxelles in data 26 gennaio 2012, 8 giugno 2012, 6 settembre 2012, 9 ottobre 2012, 8 marzo 2013, 13 marzo 2013, 22 aprile 2013, 31 maggio 2013 e 25 luglio 2013. Le due parti hanno scambiato osservazioni scritte a livello politico il 27 giugno 2013 e il 17 luglio 2013.
            
         
               (17)
            
            
               La Corea è parte contraente della Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico (CCAMLR), della Commissione per la conservazione del tonno rosso del sud (CCSBT), della Commissione interamericana per il tonno tropicale (IATTC), della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (ICCAT), della Commissione per il tonno dell'Oceano Indiano (IOTC), dell'Organizzazione regionale di gestione della pesca per il Pacifico meridionale (SPRFMO), della WCPFC, dell'Organizzazione per la pesca nell'Atlantico nord-occidentale (NAFO) e dell'Organizzazione per la pesca nell'Atlantico sud-orientale (SEAFO). La Corea del Sud ha ratificato l'UNCLOS e l'UNFSA. Ha aderito all'accordo FAO del 2003 inteso a favorire il rispetto delle misure internazionali di conservazione e di gestione da parte dei pescherecci in alto mare (accordo FAO).
            
         
               (18)
            
            
               La Commissione ha esaminato tutte le informazioni pertinenti al fine di valutare la conformità della Corea ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione (2), sanciti negli accordi internazionali e stabiliti dalle organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP) menzionate nel considerando 17.
            
         
               (19)
            
            
               La Commissione si è avvalsa di informazioni tratte dai dati disponibili pubblicati dalla CCAMLR, dalla IOTC e dall'ICCAT, sotto forma di relazioni di conformità o di elenchi di pescherecci INN, nonché di informazioni pubblicamente disponibili tratte dalla relazione del Ministero del Commercio degli Stati Uniti al Congresso a norma della sezione 403 a) del Magnuson-Stevens Fisheries Conservation and Management Reauthorisation Act del 2006, gennaio 2013 (relazione del Servizio nazionale per la pesca marittima — National Marine Fisheries Service NMFS).
            
         3.   POSSIBILITÀ, PER LA REPUBBLICA DI COREA, DI ESSERE IDENTIFICATA COME PAESE TERZO NON COOPERANTE
   
   
               (20)
            
            
               A norma dell'articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione ha esaminato gli obblighi spettanti alla Corea come Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i parametri elencati all'articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.
            
         3.1.   Ricorrenza di pescherecci INN e di flussi commerciali INN [articolo 31, paragrafo 4, lettera a), del regolamento INN]
   
   
               (21)
            
            
               La Commissione, sulla base delle informazioni ricavate dalle sue missioni in loco e della conferma scritta trasmessa dallo Stato terzo costiero interessato, ha stabilito che nel 2011 e 2012 erano state commesse diciannove infrazioni gravi di pesca INN da parte di navi battenti bandiera coreana.
            
         
               (22)
            
            
               Dalle prove raccolte si desume che le suddette navi battenti bandiera coreana si sono rese responsabili delle infrazioni gravi di seguito indicate, in violazione delle misure di conservazione e di gestione applicabili nelle zone di pesca di cui trattasi, in quanto: hanno pescato senza essere in possesso di una licenza, di un'autorizzazione o di un permesso in corso di validità, rilasciati dallo Stato di bandiera o dallo Stato costiero competente; hanno pescato in zone di divieto o durante un periodo di divieto; si sono avvalse di documenti amministrativi dello Stato costiero falsificati per importare nell'UE prodotti della pesca catturati illegalmente nelle acque soggette alla giurisdizione dello Stato costiero; si sono avvalse di documenti falsificati o non validi per far convalidare i certificati di cattura dalle autorità coreane e importare i prodotti nell'UE; hanno falsificato o occultato la marcatura, l'identità o l'immatricolazione; hanno ostacolato i funzionari dello Stato costiero nell'esercizio delle loro funzioni ispettive volte a verificare l'osservanza delle vigenti misure di conservazione e di gestione; non hanno pagato le sanzioni irrogate dalle autorità competenti dello Stato costiero; hanno illegalmente e unilateralmente modificato il nome della nave e l'indicativo di chiamata. Inoltre, all'uscita dalla ZEE dello Stato costiero, tali navi non hanno ottemperato all'obbligo di registrare e dichiarare le catture o i dati ad esse connessi e non hanno preliminarmente informato le autorità dello Stato costiero. Infine, hanno partecipato a operazioni di trasbordo senza rispettare le condizioni delle rispettive autorizzazioni rilasciate dai competenti Stati costieri, senza avere preliminarmente informato gli Stati costieri e senza avere chiesto e ottenuto dagli Stati competenti l'autorizzazione a effettuare il trasbordo. Tutti questi elementi sono stati portati all'attenzione delle autorità coreane con lettera dell'11 ottobre 2011.
            
         
               (23)
            
            
               La Commissione ritiene inoltre che, per stabilire la particolare gravità dei fatti, sia opportuno tener conto del modello di comportamento di tali navi battenti bandiera coreana. Il valore, l'entità e la ripetizione della attività illecite commesse, quali descritte nel considerando 22, costituiscono indicazioni supplementari della gravità dell'infrazione.
            
         
               (24)
            
            
               L'inosservanza degli obblighi normativi degli Stati costieri volti a garantire l'attuazione di fermi stagionali, moratorie o zone di divieto riservate alla pesca artigianale arreca grave pregiudizio alla sostenibilità delle risorse della pesca nei paesi costieri in via di sviluppo e mina le fonti di sostentamento delle popolazioni locali.
            
         
               (25)
            
            
               Inoltre, agendo nel modo illustrato nel considerando 22, le navi in questione hanno ostacolato la capacità delle competenti autorità degli Stati costieri di monitorarne e controllarne le attività svolte in mare. La Commissione ha ritenuto che il fatto di effettuare trasbordi in mare senza rispettare le condizioni imposte dall'ICCAT o senza l'autorizzazione dello Stato costiero interessato e in violazione delle sue disposizioni legislative e regolamentari costituisca un'infrazione particolarmente grave e che tale comportamento possa seriamente compromettere il conseguimento degli obiettivi perseguiti dalle norme infrante, mettere a repentaglio la sostenibilità delle risorse della pesca e privare le autorità competenti dell'unica possibilità di monitorare tali attività, con conseguenti rischi in termini di tracciabilità e controllo dei prodotti della pesca. In alcuni casi la persistente mancanza di cooperazione delle navi coreane ha ulteriormente rafforzato la gravità delle infrazioni commesse. Infine, la maggior parte di queste infrazioni è definita come infrazione grave dalle leggi degli Stati costieri competenti.
            
         
               (26)
            
            
               Sulla base delle informazioni raccolte, la Commissione è giunta alla conclusione che la Corea non ha adottato provvedimenti adeguati per prevenire, rilevare e sanzionare le attività ricorrenti di pesca INN praticate da pescherecci operanti nelle proprie acque. In effetti, le informazioni disponibili confermano che infrazioni ricorrenti sono state commesse da pescherecci battenti bandiera coreana operanti nelle acque di paesi terzi. La Commissione ha appurato che in diversi casi, nonostante disponessero di pertinenti informazioni, le competenti autorità coreane: non hanno avviato procedimenti; non hanno sanzionato le navi interessate; non hanno provveduto ad applicare effettivamente le sanzioni irrogate a tali navi; in alcuni casi hanno addirittura ridotto il livello delle sanzioni accessorie. Inoltre, a motivo della mancata cooperazione dello Stato di bandiera (Corea), gli Stati costieri in questione non hanno potuto adottare misure efficaci per garantire il rispetto delle norme. La Commissione ha inoltre constatato che, nei casi in cui le autorità coreane avevano irrogato sanzioni nei confronti di tali navi battenti la loro bandiera, il livello delle ammende era chiaramente inadeguato e le sanzioni mancavano del carattere efficace, proporzionato e dissuasivo prescritto dalle norme e raccomandazioni internazionali, in particolare l'articolo 19 dell'UNFSA e il punto 21 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN (IPOA).
            
         
               (27)
            
            
               Da informazioni trasmesse da una società coreana e dalle informazioni raccolte nel corso della sua missione del marzo 2011 la Commissione ha desunto che durante un periodo di 4 anni erano stati effettuati trasbordi in mare lungo la costa dell'Africa occidentale, dall'Angola alla Guinea Bissau, in violazione delle leggi e dei regolamenti di Panama e degli Stati costieri.
            
         
               (28)
            
            
               La Commissione ha la prova che sono stati effettuati trasbordi illegali da parte di navi appartenenti a soggetti coreani. Conformemente all'articolo 62 dell'UNCLOS, i cittadini di altri Stati che pescano nella ZEE di uno Stato costiero sono tenuti a rispettare le misure di conservazione e le altre condizioni stabilite nelle leggi e nelle regolamentazioni dello Stato costiero. La Commissione ritiene pertanto che il fatto di effettuare trasbordi in mare senza rispettare le condizioni imposte o senza l'autorizzazione dello Stato costiero interessato e in violazione delle sue disposizioni legislative e regolamentari costituisca un'infrazione INN di particolare gravità e possa seriamente compromettere la sostenibilità delle risorse della pesca nelle acque di tale Stato costiero.
            
         
               (29)
            
            
               Considerata la situazione illustrata nella presente sezione della decisione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese interessato, si è potuto stabilire, a norma dell'articolo 31, paragrafo 3 e paragrafo 4, lettera a), del regolamento INN, che la Corea non ha rispettato gli obblighi ad essa incombenti a norma del diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera con riguardo ai pescherecci INN e alla pesca INN svolta o coadiuvata da pescherecci battenti la sua bandiera o da suoi cittadini e non ha preso provvedimenti sufficienti per contrastare le attività di pesca INN ricorrenti e documentate svolte da pescherecci che in precedenza battevano la sua bandiera.
            
         3.2.   Mancata cooperazione ed esecuzione (articolo 31, paragrafo 5, del regolamento INN)
   
   
               (30)
            
            
               Con riguardo alla questione di stabilire se la Corea cooperi efficacemente con la Commissione e con gli Stati costieri allo svolgimento di indagini sulla pesca INN e sulle attività connesse, va rilevato che gli elementi di prova raccolti dalla Commissione indicano che tale paese è venuto meno ai propri obblighi di Stato di bandiera ai sensi del diritto internazionale.
            
         
               (31)
            
            
               Con riguardo alle diciannove navi battenti bandiera coreana di cui al considerando 21, va rilevato che, poiché le autorità della Corea non hanno cooperato con la Commissione nel quadro dell'articolo 26 del regolamento INN, la Commissione ha avviato la procedura di cui all'articolo 27 di tale regolamento nei confronti degli operatori interessati.
            
         
               (32)
            
            
               Questa situazione indica che la Corea non ha nemmeno cooperato e coordinato attività con l'Unione europea e con altri Stati nel prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN, come indicato al punto 28 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN. La Corea non ha inoltre tenuto conto delle raccomandazioni di cui al punto 24 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, secondo il quale gli Stati di bandiera sono tenuti ad assicurare un monitoraggio, un controllo e una sorveglianza esaustivi ed efficaci dell'attività di pesca, dal punto di sbarco e fino alla destinazione finale, anche attuando un sistema di controllo satellitare (VMS) in conformità alle pertinenti norme regionali, nazionali e internazionali. Ciò comprende l'obbligo di avere a bordo un dispositivo VMS per i pescherecci che rientrano nella loro giurisdizione. Analogamente, la Corea non ha tenuto conto delle raccomandazioni di cui al punto 45 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, secondo il quale gli Stati di bandiera sono tenuti ad assicurare che ogni peschereccio autorizzato a battere la loro bandiera operante in acque al di fuori della loro sovranità o giurisdizione sia in possesso di un'autorizzazione di pesca valida rilasciata dallo Stato di bandiera interessato. La Corea non si è neppure conformata al punto 47(7) del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, in quanto prima di concedere le licenze di pesca non si è documentata su eventuali precedenti infrazioni commesse dalle navi.
            
         
               (33)
            
            
               Va altresì osservato che la Corea non ha provveduto ad aggiornare il piano d'azione nazionale contro la pesca INN del 2005, contrariamente a quanto raccomandato ai punti 26 e 27 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN. Il piano coreano del maggio 2013 inteso a rafforzare il regime volto a prevenire e scoraggiare le attività di pesca INN da parte di navi battenti bandiera coreana è allo stadio di progetto e non costituisce un piano d'azione nazionale contro la pesca INN chiaro e particolareggiato. La Corea non ha migliorato il suo livello di attuazione del piano d'azione internazionale contro la pesca INN onde garantire il coordinamento interno degli interventi realizzati a livello nazionale per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN. In particolare, sono stati disattesi diversi obiettivi in materia di monitoraggio, controllo e sorveglianza della flotta oceanica. Nel corso della sua missione la Commissione ha constatato che la Corea non attua un sufficiente scambio di informazioni con gli Stati costieri. Tale paese non è ancora in grado di ottemperare alle proprie responsabilità di Stato di bandiera e Stato di approdo a norma del diritto internazionale.
            
         
               (34)
            
            
               Nel corso della missione condotta in Corea nel luglio 2011 la Commissione ha osservato che non esisteva un centro di controllo della pesca (CCP) in grado di controllare la flotta oceanica coreana; essa ha inoltre rilevato che la divisione per la pesca d'altura (Long Distance Waters Fisheries Division) non era in grado di confermare se una determinata nave si trovasse all'interno o all'esterno di una data zona geografica, né se una determinata nave operante in una data zona (ZEE o zona regolamentata da un'ORGP) fosse effettivamente autorizzata a operare in tale zona. Inoltre, per quanto concerne la convalida dei certificati di cattura per la flotta oceanica, è emerso che l'autorità coreana responsabile del controllo qualità dei prodotti della pesca, il National Fisheries Products Quality Inspection Service, non disponeva dei mezzi necessari per verificare le informazioni riportate nei certificati di cattura e in altre fonti di informazione affidabili, come le licenze di pesca detenute dagli operatori economici, le posizioni VMS dei pescherecci, le dichiarazioni di cattura o copie dei giornali di bordo. Secondo le informazioni trasmesse dal governo della Corea, è stato istituito un nuovo ministero per gli oceani e la pesca e un CCP sarà incaricato del controllo della flotta nazionale. Tuttavia la vigente normativa non è ancora conforme all'articolo 18, paragrafo 3, lettera e) e lettera g), punto iii), e all'articolo 18, paragrafo 4, dell'UNFSA. In tale contesto, deve essere posto rimedio alle carenze identificate in termini di risorse umane, disponibilità di dati sulle posizioni dei pescherecci o di dati storici, metodi utilizzati e formazione dei funzionari responsabili.
            
         
               (35)
            
            
               Con riguardo alle norme amministrative riguardanti il trasbordo in mare di prodotti della pesca, la Corea ha fatto presente che tali norme esistono solo nei casi disciplinati da ORGP o se gli Stati costieri disciplinano tali attività. In quest'ultimo caso è stato precisato che al governo coreano non perviene alcuna relazione riguardante tali operazioni di trasbordo in mare. A questo proposito vale la pena ricordare che nell'ambito di trasbordi in mare effettuati da navi coreane nelle acque dell'Africa sono state commesse le infrazioni di cui ai considerando da 21 a 28 e che in relazione a tali trasbordi sono state presentate nel 2011 richieste di verifica da parte di vari Stati membri (3).
            
         
               (36)
            
            
               Il fatto che sia stata avviata una procedura a norma dell'articolo 27 del regolamento INN è un'ulteriore indicazione del fatto che la Corea non ha ottemperato alle responsabilità ad essa spettanti con riguardo ai propri pescherecci operanti in alto mare, secondo il disposto dell'articolo 18, paragrafi 1 e 2, dell'UNFSA. Inoltre, a norma dell'articolo 19, paragrafo 1, dell'UNFSA, lo Stato di bandiera è tenuto a garantire che i pescherecci battenti la propria bandiera rispettino le norme di conservazione e di gestione delle ORGP.
            
         
               (37)
            
            
               La Commissione ha esaminato se la Corea ha adottato misure di contrasto efficaci nei confronti degli operatori responsabili di pesca INN e se sono state inflitte sanzioni sufficientemente severe da privare i trasgressori dei benefici risultanti da tale pesca INN.
            
         
               (38)
            
            
               I casi ricorrenti di pesca INN descritti nei considerando da 21 a 28 indicano che la Corea non ha adottato misure di contrasto in risposta a tale pesca INN a seguito delle richieste della Commissione europea.
            
         
               (39)
            
            
               Il fatto di non esercitare un controllo efficace sulle proprie navi e di non sanzionare la loro partecipazione a tali attività illegali pregiudica la capacità della Corea di ottemperare agli obblighi previsti all'articolo 117 dell'UNCLOS, secondo il quale gli Stati hanno il dovere di adottare misure nazionali per i propri cittadini ai fini della conservazione delle risorse biologiche d'alto mare. A questo riguardo va anche notato che l'importanza di prendere provvedimenti efficaci nei confronti dei proprietari effettivi è confermata dalla pertinente documentazione della FAO e dell'OCSE, che sottolinea l'importanza di disporre di informazioni sui proprietari effettivi al fine di lottare contro le attività illegali (4) e la necessità di tenere registri dei pescherecci e dei proprietari effettivi (5). Tale pratica amministrativa, che potrebbe incoraggiare operatori INN a immatricolare pescherecci INN, non è conforme all'articolo 94 dell'UNCLOS.
            
         
               (40)
            
            
               Il mancato rispetto, da parte della Corea nella sua qualità di Stato di bandiera, degli obblighi ad essa spettanti in materia di osservanza e di esecuzione, stabiliti all'articolo 19 dell'UNFSA, è confermato anche dalle informazioni raccolte dalla Commissione durante le missioni effettuate nel 2011 e 2012 nonché dalle informazioni raccolte dalla Commissione in conformità all'articolo 25 del regolamento INN. La Commissione ha stabilito che pescherecci battenti bandiera coreana hanno esercitato attività ricorrenti di pesca INN. Tale situazione ha comportato l'avvio delle procedure di cui agli articoli 26 e 27 del regolamento INN. Le procedure di cui all'articolo 27 sono tuttora in corso al fine di stabilire se le attività di pesca INN sono adeguatamente sanzionate in modo da garantire l'osservanza, scoraggiare le violazioni e privare i trasgressori dei benefici risultanti dalle loro attività illecite. Le autorità coreane sono state informate in merito a tali procedure con lettere datate 11 ottobre 2011, 22 dicembre 2011 e 2 marzo 2012.
            
         
               (41)
            
            
               In conformità ai punti 34 e 35 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, gli Stati devono provvedere affinché i pescherecci autorizzati a battere la loro bandiera non esercitino né coadiuvino attività di pesca INN; prima di registrare un peschereccio, gli Stati devono altresì garantire di essere in grado di esercitare le proprie responsabilità per assicurare che esso non intraprenda attività di pesca INN. Inoltre, le attività descritte nel considerando 59 svolte da cittadini coreani dediti alla pesca del tonno tropicale nel Golfo di Guinea, che comprendevano trasbordi effettuati in violazione della normativa da navi battenti bandiera del Ghana, pregiudicano la capacità della Corea di ottemperare agli obblighi di cui all'articolo 94, paragrafo 2, lettera b), dell'UNCLOS, in base al quale uno Stato di bandiera esercita giurisdizione, a norma del suo diritto interno, su ciascuna nave battente la sua bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull'equipaggio della stessa.
            
         
               (42)
            
            
               Le prove disponibili confermano che la Corea non ha ottemperato ai propri obblighi a norma del diritto internazionale per quanto riguarda l'adozione di misure di contrasto efficaci. A questo proposito si rammenta che, in base alla legge coreana per lo sviluppo dell'industria marittima (Ocean Industry Development Act) del 2007, quale modificata nel marzo 2013, i pescherecci battenti bandiera coreana devono essere dotati di sistema VMS unicamente quando operano in zone regolamentate da ORGP che impongono tale requisito o quando operano in acque nazionali nell'ambito di accordi di pesca che la Corea ha sottoscritto con paesi terzi (6). Pertanto non vi è alcun obbligo giuridico di disporre di un sistema VMS per le navi operanti in zone d'altura non regolamentate da ORGP o nelle acque di Stati costieri con cui non esiste un accordo di pesca. Secondo le informazioni trasmesse dalle autorità coreane il 25 luglio 2013, 97 dei 344 pescherecci oceanici coreani non sono attualmente dotati di sistema VMS. L'Ocean Industry Development Act del luglio 2013 non istituisce l'obbligo di installare un sistema VMS per l'intera flotta oceanica coreana, a prescindere dalla zona in cui operano le singole navi. L'obbligo di installare un sistema di localizzazione VMS costituisce ormai una prassi accettata a livello internazionale, che rientra in quanto tale negli obblighi degli Stati di bandiera ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 3, lettera e), UNFSA. Agendo nel modo descritto nel presente considerando e nei considerando da 21 a 28 la Corea ha dimostrato di non soddisfare le condizioni di cui all'articolo 94 dell'UNCLOS, secondo il quale uno Stato di bandiera assume giurisdizione, a norma del suo diritto interno, su ciascuna nave battente la propria bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull'equipaggio della stessa. Inoltre, non essendo stata in grado di dimostrare di aver agito e operato in conformità alle norme dettagliate fissate nell'articolo 19 dell'UNFSA, la Corea è venuta meno agli obblighi ad essa spettanti a norma dello stesso articolo, in quanto Stato di bandiera, in materia di osservanza ed esecuzione.
            
         
               (43)
            
            
               Inoltre, per quanto riguarda le misure di contrasto adottate dalla Corea, le missioni effettuate dalla Commissione in tale paese hanno evidenziato anche la necessità di rivedere le sanzioni applicabili alle violazioni, quali previste nella direttiva ministeriale coreana del 29 dicembre 2009 sulle norme dell'Unione europea in materia di pesca INN (Fishery Resources Control Act). Le sanzioni penali previste dal sistema giuridico coreano limitano l'ammenda a 1 000 USD per infrazione. Il livello di tali sanzioni è chiaramente inadeguato e non è assolutamente proporzionato alla gravità delle possibili infrazioni, al loro impatto potenziale sulla risorsa e ai benefici che i trasgressori potrebbero trarre dagli illeciti commessi. L'Ocean Industry Development Act di recente adozione (luglio 2013) non stabilisce chiaramente un catalogo di sanzioni dissuasive (penali e amministrative) e di sanzioni accessorie. L'attuale sistema riveduto prevede una serie di deroghe per la sospensione delle licenze, non definisce in modo chiaro le infrazioni gravi, contiene definizioni ambigue e metodi poco chiari per calcolare il livello delle sanzioni. Nell'ambito della missione del marzo 2011 e degli scambi intercorsi successivamente con la Corea la Commissione ha osservato che, nonostante disponessero di informazioni sufficienti per notificare le infrazioni commesse dai propri pescherecci operanti nelle zone d'altura e nelle acque di paesi terzi, le autorità coreane non sono intervenute tempestivamente per avviare i procedimenti e, ove del caso, sanzionare in modo adeguato i pescherecci interessati. Conformemente all'articolo 62 dell'UNCLOS, i cittadini di altri Stati che pescano nella ZEE di un paese terzo sono tenuti a rispettare le misure di conservazione e le altre condizioni stabilite nelle leggi e nelle regolamentazioni degli Stati costieri. A tale riguardo, le prassi amministrative seguite dalla Corea non sono conformi agli obblighi internazionali che incombono a tale paese, in quanto Stato di bandiera, a norma dell'UNCLOS.
            
         
               (44)
            
            
               È pertinente osservare che la Corea è stata menzionata anche nella relazione del servizio nazionale per la pesca marittima degli Stati Uniti (NMFS) (7). Tale paese è stato identificato per non aver applicato sanzioni sufficienti per scoraggiare l'esercizio, da parte delle proprie navi, di attività di pesca che violano le misure di conservazione e di gestione previste da un accordo internazionale per la gestione della pesca. In particolare, la suddetta relazione esprime preoccupazione per il fatto che la Corea non esercita un controllo efficace sui nove pescherecci attualmente autorizzati a pescare nella zona della convenzione CCAMLR. Analoghe preoccupazioni sono state espresse nel corso della 18a riunione straordinaria dell'ICCAT del novembre 2012 con riguardo alle attività di cittadini coreani presumibilmente coinvolti in operazioni di trasbordo illegali, come spiegato nel considerando 59. Il governo coreano ha successivamente indicato che era stata adottata una modifica della legge in questione volta a rafforzare le sanzioni contro le attività di pesca INN. Nonostante l'Ocean Industry Development Act del luglio 2013, il nuovo sistema sanzionatorio non è ancora sufficiente per scoraggiare le attività di pesca INN, come spiegato nel considerando 43.
            
         
               (45)
            
            
               Vista la situazione descritta nei considerando 43 e 44, si conclude che il livello delle sanzioni previste dalla legislazione coreana per le infrazioni di pesca INN non è conforme all'articolo 19, paragrafo 2, dell'UNFSA, secondo il quale le sanzioni applicabili alle violazioni devono essere di severità adeguata per garantire efficacemente l'osservanza delle norme e scoraggiare le violazioni ovunque si verifichino e devono privare i trasgressori dei vantaggi ottenuti dalle loro attività illecite. Inoltre il comportamento della Corea per quanto riguarda l'applicazione di misure di contrasto efficaci non è conforme alle raccomandazioni del punto 21 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, in base al quale gli Stati devono provvedere affinché le sanzioni applicabili alle attività di pesca INN esercitate dai pescherecci siano sufficientemente severe da prevenire, scoraggiare ed eliminare in modo efficace la pesca INN e da privare i trasgressori dei benefici risultanti da tali attività.
            
         
               (46)
            
            
               Il mancato rispetto, da parte della Corea, dei propri obblighi in materia di osservanza e di esecuzione, come descritto nella presente sezione, viola anche l'articolo III 8 dell'accordo FAO, secondo il quale ciascuna parte adotta misure di contrasto nei confronti dei pescherecci autorizzati a battere la propria bandiera che agiscono in violazione delle disposizioni dell'accordo FAO, ove necessario anche rendendo la violazione di tali disposizioni un reato ai sensi della legislazione nazionale. Le sanzioni applicabili a tali violazioni devono essere infatti sufficientemente severe da garantire il rispetto degli obblighi sanciti dall'accordo FAO e da privare i trasgressori dei vantaggi ottenuti dalle loro attività illecite.
            
         
               (47)
            
            
               Per quanto riguarda la storia, la natura, le circostanze, l'entità e la gravità dei casi di pesca INN considerati, la Commissione ha tenuto conto delle attività di pesca INN ricorrenti e ripetitive svolte da pescherecci battenti bandiera coreana fino al 2013, illustrate nei considerando da 21 a 24.
            
         
               (48)
            
            
               Con riguardo alla capacità esistente delle autorità coreane va notato che, secondo l'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite (8), la Corea è considerata un paese ad altissimo sviluppo umano (12mo su 186 paesi). Tenuto conto di questa posizione, non si ritiene necessario esaminare la capacità esistente delle competenti autorità coreane. Infatti il livello di sviluppo di questo paese, come indicato nel presente considerando, non può essere considerato un fattore che pregiudica la capacità delle autorità competenti di cooperare con altri paesi e di porre in atto azioni di contrasto.
            
         
               (49)
            
            
               In linea con l'analisi formulata nel considerando 48 si osserva inoltre che, in base alle informazioni acquisite nel corso della missione di luglio 2011, non si può ritenere che le autorità coreane manchino di risorse finanziarie, quanto piuttosto del contesto giuridico e amministrativo e dei poteri necessari per lo svolgimento delle loro mansioni.
            
         
               (50)
            
            
               Considerata la situazione spiegata nella presente sezione della decisione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si è potuto stabilire, a norma dell'articolo 31, paragrafi 3 e 5, del regolamento INN, che la Corea non ha osservato gli obblighi ad essa incombenti a norma del diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera con riguardo agli impegni di cooperazione e di esecuzione.
            
         3.3.   Mancata applicazione delle norme internazionali (articolo 31, paragrafo 6, del regolamento INN)
   
   
               (51)
            
            
               La Corea ha ratificato l'UNCLOS e l'UNFSA e ha aderito all'accordo FAO. Essa è inoltre parte contraente della CCAMLR, della CCSBT, della IATTC, dell'ICCAT, della IOTC, della SPRFMO, della WCPFC, dalla NAFO e della SEAFO.
            
         
               (52)
            
            
               La Commissione ha esaminato le informazioni ritenute rilevanti in relazione allo status della Corea di parte contraente della CCAMLR, della IOTC e dell'ICCAT.
            
         
               (53)
            
            
               Nel corso della riunione della CCAMLR del 2011 (9), con riguardo alla nave Insung No 7 sono state espresse preoccupazioni sul livello delle sanzioni irrogate dalla Corea nei confronti dell'operatore, della nave e del comandante, tenuto conto della gravità delle attività illegali esercitate. Il comitato permanente della CCAMLR per l'attuazione e l'osservanza delle norme (Standing Committee on Implementation and Compliance — SCIC) ha proposto l'inserimento della nave Insung No 7 nell'elenco delle navi INN delle parti contraenti, ma tale iniziativa è stata bloccata dalla Corea nel corso della 30ma riunione della CCAMLR.
            
         
               (54)
            
            
               Dalla relazione di conformità della IOTC per la Corea, emanata dal comitato di conformità nella sua sessione del 2011 (10), risulta che tale paese non si è conformato agli obblighi statistici stabiliti nelle risoluzioni 05/05, 09/06 e 10/06 (mancata dichiarazione delle catture accessorie di tartarughe marine e uccelli marini, dichiarazione solo parziale delle catture di squali). Il comitato ha inoltre individuato una serie di inosservanze, da parte della Corea, degli obblighi di comunicazione connessi alle seguenti risoluzioni: risoluzione 10/04 sul programma di osservazione regionale (la Corea non ha presentato i rapporti degli osservatori); risoluzioni 01/06 e 03/03 sul programma IOTC di documentazione statistica per il tonno obeso (la Corea non ha presentato alla IOTC la propria valutazione dei dati di esportazione rispetto a quelli di importazione). Con lettera del 22 marzo 2011 il presidente della IOTC ha comunicato alla Corea le preoccupazioni formulate dal comitato con riguardo al livello di osservanza delle norme da parte di tale paese.
            
         
               (55)
            
            
               Secondo le informazioni tratte dalla relazione di conformità della IOTC del 10 marzo 2012 (11), nel 2011 la Corea non ha rispettato, o ha rispettato solo in parte, diverse risoluzioni adottate dalla IOTC. In particolare, non tutti gli attrezzi da pesca presentavano la marcatura prescritta dalla risoluzione 01/02 relativa alle norme di gestione. Per quanto riguarda il sistema VMS, la Corea non si è conformata alla risoluzione 10/01, in quanto nella relazione di attuazione non sono state fornite informazioni sulla sintesi delle registrazioni VMS. La Corea si è conformata solo in parte all'obbligo di trasmettere dati sugli squali previsto dalla risoluzione 05/05. Il presidente del comitato di conformità ha inoltre individuato casi significativi di inosservanza del quadro normativo della IOTC. Si tratta della mancata presentazione, da parte della Corea, dei rapporti degli osservatori (risoluzione IOTC 11/04) e di una relazione sull'esito dell'esame dei dati riguardanti le esportazioni di tonno obeso.
            
         
               (56)
            
            
               Inoltre, stando alla circolare IOTC 2013-2014 (12), nel 2012 è stata segnalata la partecipazione di una nave coreana a possibili infrazioni constatate nell'ambito del programma IOTC di osservazione regionale per il monitoraggio dei trasbordi in mare.
            
         
               (57)
            
            
               Si ricorda che nel 2010 l'ICCAT ha inviato alla Corea una lettera di identificazione (13). In tale lettera la Corea è stata identificata per non essersi pienamente ed effettivamente conformata all'obbligo di comunicare statistiche stabilito nella raccomandazione ICCAT 05-09. Nella stessa lettera l'ICCAT ha sottolineato che la Corea non aveva trasmesso tutte le informazioni e i dati necessari, in particolare: i dati relativi al compito I (presentazione dopo la scadenza del termine); i dati relativi al compito II (presentazione dopo la scadenza del termine nel caso dei dati relativi alle catture e allo sforzo di pesca e mancata presentazione nel caso dei dati relativi alla taglia delle catture); le tabelle di conformità (presentazione dopo la scadenza del termine); le relazioni sui trasbordi (mancata presentazione); le informazioni relative alle norme di gestione per le grandi tonniere con palangari (presentazione dopo la scadenza del termine); la relazione sull'attuazione della raccomandazione 08-05 (presentazione dopo la scadenza del termine); la relazione sull'attuazione di un piano di pesca annuale (ricevimento dopo la scadenza del termine) e il piano di gestione della capacità (presentazione dopo la scadenza del termine). Il comitato ha inoltre segnalato superamenti dei limiti di cattura nelle seguenti attività: pesca del tonno bianco nell'Atlantico meridionale in violazione della raccomandazione 07-03; pesca del pesce spada nell'Atlantico meridionale (per il secondo anno consecutivo) in violazione della raccomandazione 06-03; pesca del pesce spada nell'Atlantico settentrionale (per il terzo anno consecutivo) in violazione della raccomandazione 08-02. Per quanto riguarda la raccomandazione 08-01, essendo tra i paesi meno attivi nella pesca del tonno obeso, alla Corea non era stato assegnato uno specifico limite di cattura per tale specie. Tuttavia il comitato ha sottolineato che non era previsto che le catture praticate dai paesi meno attivi in questo tipo di pesca superassero 2 100 tonnellate. Il comitato ha espresso preoccupazione per la tendenza al rialzo delle catture di tonno obeso praticate della Corea e per la mancata adozione, da parte di tale paese, di misure efficaci intese a riportare il prelievo di marlin bianco entro i limiti specificati dalla raccomandazione 06-09.
            
         
               (58)
            
            
               Una lettera di identificazione è stata inviata alla Corea con riguardo a varie inosservanze delle misure di gestione e degli obblighi di comunicazione nel 2010 (14). In tale lettera si segnalava alla Corea che l'ICCAT aveva deciso di mantenerne l'identificazione nell'ambito della sua raccomandazione 06-13 concernente le misure commerciali. La Corea è stata inoltre identificata per la mancata osservanza degli obblighi ad essa spettanti nell'ambito della raccomandazione ICCAT 05-09 sul rispetto degli obblighi di segnalazione statistica, della raccomandazione 06-09 intesa a rafforzare ulteriormente il piano di ricostituzione degli stock di marlin azzurro e marlin bianco e della raccomandazione 07-03 sui limiti di cattura per l'alalunga australe per il 2008, 2009, 2010 e 2011. A questo proposito il comitato di conformità ha stabilito che la Corea non aveva trasmesso entro i termini fissati tutti i dati e le relazioni prescritte, segnalando in particolare le seguenti carenze: mancata trasmissione e trasmissione tardiva dei dati e delle relazioni, presentazione di dati incompleti o di scarsa qualità. Il comitato ha inoltre espresso preoccupazione per la mancata adozione, da parte della Corea, di misure efficaci intese a mantenere le catture di alalunga australe entro i limiti specificati dalla raccomandazione 07-03 e le catture di istioforidi entro i limiti specificati dalla raccomandazione 06-09, come dimostra l'eccessivo prelievo registrato nel 2008 e nel 2009 per l'alalunga australe e il marlin bianco. A fronte delle suddette carenze, nella lettera di identificazione l'ICCAT ha chiesto alla Corea: di reagire sollecitamente alle circolari annuali del segretariato concernenti l'applicazione degli obblighi di comunicazione e, a tal fine, di riesaminare le proprie procedure in materia di raccolta dei dati e di comunicazione; di presentare al segretariato piani di gestione preliminari per l'alalunga australe e gli istioforidi, comprese le misure previste per mantenere gli sbarchi entro i livelli stabiliti, e dati sulla capacità della flotta per le attività di pesca in cui erano stati superati i limiti di cattura.
            
         
               (59)
            
            
               L'ICCAT ha inviato alla Corea una lettera di richiamo concernente varie inadempienze constatate nel 2011 (15). In tale occasione il comitato di conformità ha espresso preoccupazione per il fatto che la Corea non si era pienamente conformata agli obblighi ad essa spettanti nell'ambito della raccomandazione ICCAT volta a promuovere il rispetto delle misure di conservazione e di gestione dell'ICCAT da parte dei cittadini delle parti contraenti e delle parti, entità, o entità di pesca non contraenti cooperanti (raccomandazione 06-14). Il comitato ha inoltre espresso preoccupazione per le attività di cittadini coreani che partecipano alla pesca del tonno tropicale nel Golfo di Guinea (possibili trasbordi effettuati in violazione della normativa da navi battenti bandiera del Ghana). Il comitato ha esortato la Corea ad affrontare il problema della partecipazione di cittadini coreani alle attività illegali che vengono praticate nell'ambito di tale tipo di pesca. Infine, la Corea è stata invitata a comunicare all'ICCAT le azioni adottate per promuovere il rispetto delle norme da parte dei suoi cittadini che partecipano alla pesca del tonno tropicale nel Golfo di Guinea.
            
         
               (60)
            
            
               L'ICCAT ha inviato alla Corea una lettera di richiamo concernente le attività di cittadini coreani che partecipano alla pesca del tonno tropicale nel Golfo di Guinea (possibili trasbordi in mare effettuati in violazione della normativa nel 2012) (16). In tale lettera l'ICCAT ha chiesto alla Corea di prendere tutti i provvedimenti necessari a garantire che i propri pescherecci e cittadini non partecipano alle attività illegali che vengono praticate nell'ambito di tale tipo di pesca.
            
         
               (61)
            
            
               Non esercitando un controllo adeguato sui pescherecci operanti in alto mare in conformità alle norme delle ORGP e non garantendo il rispetto delle raccomandazioni della CCAMLR, dell'ICCAT e della IOTC da parte di tali pescherecci, la Corea agisce in violazione dell'articolo 18, paragrafo 3, lettera a), dell'UNFSA, che impone agli Stati le cui navi praticano la pesca in alto mare di adottare misure di controllo intese a garantire il rispetto delle norme delle ORGP da parte delle loro navi.
            
         
               (62)
            
            
               Come descritto nel considerando 57, la Corea non ottempera agli obblighi derivanti dall'articolo 18, paragrafo 3, lettera b), punto ii), dell'UNFSA, in quanto consente ai propri pescherecci di praticare attività di pesca in violazione delle condizioni stabilite dall'ICCAT. Essa non rispetta neppure l'articolo 18, paragrafo 3, lettera d), dell'UNFSA, in quanto non osserva le norme di gestione per la marcatura degli attrezzi da pesca. La Corea non rispetta gli obblighi in materia di registrazione e comunicazione tempestiva di cui all'articolo 18, paragrafo 3, lettere e) e g), dell'UNFSA, in quanto non ha trasmesso alla IOTC e all'ICCAT la pertinente documentazione (relazioni annuali, relazioni statistiche e relazioni degli osservatori, dati sugli scambi e sulle catture accessorie). La Corea non soddisfa le condizioni fissate all'articolo 18, paragrafo 3, lettera g), dell'UNFSA in quanto non si è conformata all'obbligo di trasmettere alla IOTC la sintesi delle registrazioni VMS e di monitorare i trasbordi in mare.
            
         
               (63)
            
            
               Occorre infine notare che, contrariamente alle raccomandazioni di cui ai punti 25, 26 e 27 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, la Corea non ha provveduto ad aggiornare il piano d'azione nazionale contro la pesca INN.
            
         
               (64)
            
            
               Considerata la situazione spiegata nella presente sezione della decisione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si è potuto stabilire, a norma dell'articolo 31, paragrafi 3 e 6, del regolamento INN, che la Corea non ha osservato gli obblighi ad essa incombenti a norma del diritto internazionale con riguardo all'osservanza di norme, regolamenti e misure di conservazione e di gestione internazionali.
            
         3.4.   Difficoltà specifiche dei paesi in via di sviluppo
   
   
               (65)
            
            
               Si ricorda che, secondo l'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite (17), la Corea è considerata un paese ad altissimo sviluppo umano (12mo su 186 paesi). D'altro canto la Corea è elencata nell'allegato V del regolamento (CE) n. 1905/2006 nella categoria dei paesi e territori non in via di sviluppo.
            
         
               (66)
            
            
               Tenuto conto di tale elemento, la Corea non può essere considerata un paese che soffre di difficoltà specifiche derivanti direttamente dal suo livello di sviluppo.
            
         
               (67)
            
            
               Va osservato che la notifica della Corea come Stato di bandiera è stata accettata dalla Commissione in conformità all'articolo 20 del regolamento INN a decorrere dal 1o gennaio 2010. La Corea ha successivamente confermato, come prevede l'articolo 20, paragrafo 1, del regolamento INN, che dispone di una disciplina nazionale destinata a garantire l'attuazione, il controllo e l'osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione applicabili ai propri pescherecci.
            
         
               (68)
            
            
               La Commissione ha segnalato alla Corea le varie carenze riscontrate nel corso delle missioni e delle riunioni realizzate. La Commissione ha cercato di ottenere la cooperazione delle autorità coreane e di incoraggiare l'attuazione di misure correttive volte ad ovviare alle carenze riscontrate. La Corea non ha intrapreso sufficienti azioni correttive e non ha realizzato progressi nella correzione delle carenze rilevate. La Commissione ha analizzato la recente revisione dell'Ocean Industry Development Act, intesa a definire le sanzioni, istituire un centro di controllo della pesca, dotare di sistema VMS tutti i pescherecci d'altura e creare nuovi programmi di formazione per i marittimi. Tuttavia, questo nuovo testo giuridico nazionale non è ancora conforme, per i motivi già illustrati alla sezione 3 della presente decisione, ai requisiti stabiliti dagli articoli 62, 94, 117 e 118 dell'UNCLOS, dagli articoli 18, 19 e 20 dell'UNFSA nonché da varie raccomandazioni di ORGP di cui la Corea è parte contraente. Con riguardo agli altri rilievi formulati, la Commissione ha confermato, a seguito di una serie di incontri svoltisi con le autorità coreane nel periodo aprile-luglio 2013, che la Corea non ha posto in essere alcun piano concreto per attuare le azioni annunciate e che tale paese non è ancora in grado di applicare la legislazione nazionale e di controllare la propria flotta al di là delle zone soggette alla sovranità o giurisdizione nazionale.
            
         
               (69)
            
            
               La situazione descritta nella presente sezione conferma che la Corea è un paese altamente sviluppato che dispone di mezzi sufficienti per affrontare e correggere le carenze individuate; tuttavia, le autorità coreane non hanno ancora provveduto a istituire e ad attuare misure di lotta contro le attività di pesca INN.
            
         
               (70)
            
            
               Alla luce della situazione descritta nella presente sezione della decisione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si è potuto stabilire, a norma dell'articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, che lo stato di sviluppo e il comportamento complessivo della Corea per quanto riguarda la pesca non sono pregiudicati dal livello di sviluppo di tale paese.
            
         4.   PROCEDURA RELATIVA ALLA REPUBBLICA DEL GHANA
   
   
               (71)
            
            
               La notifica della Repubblica del Ghana (Ghana) come Stato di bandiera è stata accettata dalla Commissione in conformità all'articolo 20 del regolamento INN a decorrere dal 1o gennaio 2010.
            
         
               (72)
            
            
               Dal 28 al 31 maggio 2013 la Commissione, con il sostegno dell'EFCA, ha effettuato una missione in Ghana nell'ambito della cooperazione amministrativa di cui all'articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN.
            
         
               (73)
            
            
               Scopo della missione era verificare le informazioni concernenti le disposizioni del Ghana in materia di attuazione, controllo ed esecuzione delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione che devono essere rispettate dai pescherecci di tale paese, nonché le misure adottate dal Ghana per ottemperare ai propri obblighi nella lotta contro la pesca INN e soddisfare i requisiti e gli aspetti relativi all'attuazione del sistema di certificazione delle catture dell'Unione.
            
         
               (74)
            
            
               La relazione finale sulla missione è stata inviata al Ghana il 14 giugno 2013.
            
         
               (75)
            
            
               Dal 16 al 18 luglio 2013 la Commissione ha effettuato una seconda missione in Ghana per verificare il seguito dato alle misure adottate nella prima missione. Il 17 luglio 2013 la Commissione ha trasmesso al Ghana una serie di osservazioni scritte sulla situazione constatata nel paese. Il 23 luglio ha avuto luogo una riunione tecnica in videoconferenza tra le autorità del Ghana e la Commissione. Il 1o agosto 2013 la Commissione ha trasmesso al Ghana il verbale della riunione.
            
         
               (76)
            
            
               Il 23 settembre 2013 è pervenuta un'ulteriore comunicazione del Ghana.
            
         
               (77)
            
            
               Il Ghana è parte contraente dell'ICCAT, della Commissione baleniera internazionale (IWC) e del Comitato africano per la pesca nelle acque interne e l'acquacoltura (CIFAA), nonché del Comitato per la pesca del Golfo di Guinea centro-occidentale (FCWC) e del Comitato per la pesca nell'Atlantico centro-orientale (COPACE), che sono entrambi organi consultivi subregionali di pesca.
            
         
               (78)
            
            
               Il Ghana ha ratificato l'UNCLOS e ha firmato l'accordo FAO del 2009 sulle misure di competenza dello Stato di approdo intese a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (accordo FAO sulle misure di competenza dello Stato di approdo).
            
         
               (79)
            
            
               Per valutare l'osservanza, da parte del Ghana, degli obblighi internazionali che incombono a tale paese come Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione (18), sanciti negli accordi internazionali citati nel considerando 76 e stabiliti dalle ORGP citate nei considerando 76 e 79, la Commissione ha cercato e analizzato tutte le informazioni pertinenti ai fini di tale esercizio.
            
         
               (80)
            
            
               La Commissione si è avvalsa di informazioni tratte dai dati disponibili pubblicati dall'ICCAT, dalla Commissione per la pesca nell'Atlantico nord-orientale (NEAFC), dall'Organizzazione per la pesca nell'Atlantico sud-orientale (SEAFO) e dall'Organizzazione per la pesca nell'Atlantico nord-occidentale (NAFO), sotto forma di relazioni di conformità o di elenchi di navi INN, nonché di informazioni pubblicamente disponibili tratte dalla relazione del Servizio nazionale per la pesca marittima (Ministero del Commercio degli Stati Uniti) (19). Essa si è inoltre avvalsa dei risultati delle missioni effettuate in Ghana nel 2013.
            
         5.   POSSIBILITÀ PER IL GHANA DI ESSERE IDENTIFICATO COME PAESE TERZO NON COOPERANTE
   
   
               (81)
            
            
               A norma dell'articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione ha esaminato gli obblighi spettanti al Ghana come Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i parametri elencati all'articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.
            
         5.1.   Ricorrenza di pescherecci INN e di flussi commerciali INN [articolo 31, paragrafo 4, lettere a) e b), del regolamento INN]
   
   
               (82)
            
            
               La Commissione, sulla base di informazioni tratte dagli elenchi dei pescherecci INN delle ORGP e di informazioni raccolte nel corso delle missioni in loco effettuate in Ghana nel maggio e luglio 2013, ha appurato che il peschereccio INN «Yucatan Basin» figurante negli elenchi NAFO, SEAFO e NEAFC è stato ribattezzato con il nome «Trinity» ed è attualmente immatricolato sotto bandiera del Ghana (20).
            
         
               (83)
            
            
               A tale riguardo si ricorda che, a norma dell'articolo 94, paragrafi 1 e 2, dell'UNCLOS concernente gli obblighi dello Stato di bandiera, ogni Stato di bandiera assume giurisdizione, a norma del suo diritto interno, su ciascuna nave battente la propria bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull'equipaggio della stessa. Tale articolo impone inoltre agli Stati l'obbligo di tenere un registro delle navi battenti la loro bandiera. A questo proposito, alla luce di tale caso specifico e delle procedure ad esso afferenti, la Commissione ritiene che il Ghana non sia in grado di impedire l'immatricolazione di navi INN sotto la sua bandiera, cosa che indica che tale paese non esercita le proprie responsabilità di Stato di bandiera a norma del diritto internazionale.
            
         
               (84)
            
            
               Inoltre, nell'ambito dell'attuazione del regolamento UE sulla pesca INN ad opera degli Stati membri, la Commissione ha raccolto le prove di ripetute infrazioni commesse da navi battenti bandiera del Ghana in violazione delle misure di conservazione e di gestione dell'ICCAT, che il 23 aprile 2013 hanno portato alla notifica ufficiale del Ghana da parte dell'UE al segretariato dell'ICCAT. L'UE ha trasmesso al segretariato dell'ICCAT tutte le informazioni atte a confermare i rilievi formulati. Tali infrazioni riguardavano diversi trasbordi in mare effettuati da tonniere con reti da circuizione battenti bandiera del Ghana all'interno della zona ICCAT in violazione del divieto di trasbordo in mare previsto dalle norme ICCAT (raccomandazione ICCAT 12-06). La notifica ufficiale trasmessa al segretariato dell'ICCAT evidenziava inoltre la presunta inosservanza, da parte del Ghana, della raccomandazione ICCAT 03-14 concernente le norme minime per l'istituzione di un sistema VMS nella zona della convenzione ICCAT. Al ricevimento di tali informazioni il segretariato dell'ICCAT ha notificato alle autorità del Ghana, in data 30 aprile 2013, i possibili casi di inadempienza delle norme ICCAT e le ha invitate a trasmettere i risultati delle loro indagini al riguardo prima del 18 ottobre 2013.
            
         
               (85)
            
            
               A tale proposito, nel periodo 2009-2012 diversi pescherecci con reti da circuizione battenti bandiera ghanese hanno effettuato all'interno della zona ICCAT ripetuti trasbordi illegali in mare verso due navi da trasporto anch'esse battenti bandiera del Ghana. In conformità alla raccomandazione ICCAT 06-11 (21), i pescherecci con reti da circuizione non sono autorizzati a trasbordare tonnidi in mare all'interno della zona ICCAT. La Commissione ha accertato che erano stati effettuati ripetuti trasbordi in violazione di tale raccomandazione ICCAT e ha rilevato che tali operazioni irregolari erano state convalidate dalle autorità nazionali sui certificati di cattura del Ghana che accompagnavano le esportazioni di prodotti della pesca verso l'UE.
            
         
               (86)
            
            
               In parallelo, la Commissione ha raccolto prove che dimostrano che, anteriormente al 1o ottobre 2012, il Ghana non ha mai imposto alle proprie tonniere operanti nella zona ICCAT l'obbligo di segnalare la posizione geografica, contrariamente al disposto dei paragrafi 3, 4 e 5 della raccomandazione ICCAT 03-14.
            
         
               (87)
            
            
               Analogamente, nell'ambito dell'attuazione del regolamento INN ad opera degli Stati membri dell'UE, la Commissione ha raccolto prove di ripetute infrazioni di pesca INN commesse da navi battenti bandiera ghanese operanti senza autorizzazione di pesca nelle acque soggette alla giurisdizione di paesi limitrofi (ZEE di Benin, Togo, Costa d'Avorio e Nigeria). La Commissione ha osservato che gli Stati membri hanno individuato una serie di infrazioni a seguito delle verifiche da essi effettuate sulle informazioni contenute nei certificati di cattura convalidati dalle autorità del Ghana.
            
         
               (88)
            
            
               La Commissione ha altresì osservato che il Ghana, nella sua qualità di Stato costiero, non ha adottato idonee misure rispetto alle attività ricorrenti di pesca INN praticate da pescherecci che operano nelle sue acque marittime o utilizzano i suoi porti. Tali attività di pesca INN sono debitamente documentate nelle ultime tre relazioni annuali sulle attività di monitoraggio, controllo e sorveglianza presentate dalle autorità del Ghana alla Commissione nel corso della missione del maggio 2013.
            
         
               (89)
            
            
               La Commissione, in conformità all'articolo 31, paragrafo 4, lettera b), del regolamento INN, ha esaminato anche le misure adottate dal Ghana per quanto riguarda l'accesso al proprio mercato di prodotti della pesca provenienti dalla pesca INN.
            
         
               (90)
            
            
               A tale riguardo la Commissione ha osservato che il Ghana non ha adottato idonee misure rispetto all'accesso ricorrente di prodotti della pesca provenienti dalla pesca INN al proprio mercato e alla propria industria. Nell'ambito dell'attuazione del regolamento INN ad opera degli Stati membri, la Commissione ha raccolto prove che dimostrano che prodotti della pesca (principalmente tonnidi) catturati o trasbordati illegalmente nella zona ICCAT o nelle ZEE di paesi limitrofi sia da navi del Ghana che da navi straniere sono stati sbarcati nel porto ghanese di Tema, sono stati successivamente venduti da operatori ghanesi a società ghanesi e trasformati in impianti ghanesi senza che le competenti autorità del Ghana li individuassero e ne impedissero l'ingresso nella catena di approvvigionamento.
            
         
               (91)
            
            
               Stante la situazione descritta nella presente sezione della decisione, la Commissione ritiene che sia dimostrata la ricorrenza delle attività di pesca INN svolte da navi ghanesi e da navi operanti nelle acque marittime del Ghana.
            
         
               (92)
            
            
               Considerata la situazione illustrata nella presente sezione della decisione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese interessato, si è potuto stabilire, a norma dell'articolo 31, paragrafi 3 e 4, del regolamento INN, che il Ghana non ha rispettato gli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera con riguardo ai pescherecci INN e alla pesca INN svolta o coadiuvata da pescherecci battenti la sua bandiera o da suoi cittadini e non ha preso provvedimenti sufficienti per contrastare le attività di pesca INN ricorrenti e documentate svolte da pescherecci che in precedenza battevano la sua bandiera. Inoltre il Ghana non ha adempiuto all'obbligo ad esso imposto dal diritto internazionale, nella sua qualità di Stato di commercializzazione, di impedire l'accesso al proprio mercato di prodotti della pesca provenienti dalla pesca INN.
            
         5.2.   Mancata cooperazione ed esecuzione (articolo 31, paragrafo 5, del regolamento INN)
   
   
               (93)
            
            
               Con riguardo alla questione di stabilire se il Ghana cooperi efficacemente con la Commissione e con gli Stati membri dell'UE allo svolgimento di indagini sulla pesca INN e sulle attività connesse, gli elementi di prova raccolti dalla Commissione indicano che tale paese è venuto meno ai propri obblighi di Stato di bandiera a norma del diritto internazionale.
            
         
               (94)
            
            
               In particolare, la Commissione ha esaminato in che modo il Ghana ha collaborato nell'ambito delle procedure previste dal regolamento INN, se ha adottato misure di contrasto efficaci nei confronti degli operatori responsabili delle attività constatate di pesca INN, menzionate nei considerando da 83 a 85, e se sono state inflitte sanzioni sufficientemente severe da privare i trasgressori dei benefici risultanti da tali attività.
            
         
               (95)
            
            
               Con riguardo agli obblighi del Ghana in materia di cooperazione e di esecuzione, si rammenta che diverse tonniere battenti bandiera ghanese hanno operato in violazione delle misure di conservazione e di gestione dell'ICCAT o in violazione di leggi e regolamenti nazionali dei paesi limitrofi (in particolare Benin, Togo, Costa d'Avorio e Nigeria). In relazione a questi casi specifici, la Commissione dispone di prove che dimostrano che il Ghana non ha reagito, o non ha reagito in modo adeguato, alle ripetute richieste di assistenza trasmesse da Stati membri dell'Unione a norma del regolamento INN. La Commissione ritiene che le attività di pesca non autorizzate praticate da navi ghanesi nella zona economica esclusiva di Stati costieri limitrofi costituiscano una violazione dell'articolo 62, paragrafo 4, dell'UNCLOS, in quanto sono state svolte senza rispettare le modalità e le condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari di tali Stati costieri. Nel corso della missione del maggio 2013 la Commissione ha inoltre appurato che il Ghana non ha provveduto a notificare le infrazioni rilevate agli Stati costieri limitrofi direttamente interessati da tali attività di pesca non autorizzate praticate nelle loro acque su specie altamente migratorie, contravvenendo così ai propri obblighi di cooperazione a norma dell'articolo 64 dell'UNCLOS.
            
         
               (96)
            
            
               Alla luce di tale situazione, la Commissione ha osservato che il Ghana non ha esercitato un controllo efficace sulle suddette attività di pesca e non ha individuato violazioni ricorrenti di norme internazionali e nazionali commesse da suoi pescherecci. La Commissione ha appurato che il Ghana non disponeva di informazioni riguardo a dove e in quali acque di paesi terzi operassero effettivamente i suoi pescherecci. Tali elementi costituiscono un'ulteriore conferma dell'incapacità del Ghana, in qualità di Stato di bandiera, di monitorare e controllare le attività di pesca della propria flotta e di esercitare giurisdizione su ogni nave battente la propria bandiera, secondo il disposto dell'articolo 94 dell'UNCLOS.
            
         
               (97)
            
            
               È inoltre previsto che, per dissuadere i pescherecci di cui è stata segnalata la partecipazione ad attività pregiudizievoli per l'efficacia delle misure di conservazione e di gestione delle ORGP, gli Stati contraenti dell'ICCAT possono ricorrere a procedure delle ORGP fino a quando lo Stato di bandiera non prenda i provvedimenti adeguati.
            
         
               (98)
            
            
               Anche per quanto riguarda l'immatricolazione dei pescherecci il comportamento del Ghana non è conforme alle raccomandazioni di cui ai punti 34 e 44 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, che invitano gli Stati di bandiera a provvedere affinché i pescherecci autorizzati a battere la loro bandiera non esercitino né coadiuvino attività di pesca INN e ad adottare misure volte a impedire l'esercizio della pesca da parte di navi che non siano state a tal fine autorizzate in conformità alla legislazione nazionale nelle zone soggette a giurisdizione nazionale.
            
         
               (99)
            
            
               In particolare, nella missione effettuata nel maggio 2013 la Commissione ha acquisito prove che dimostrano che prima di aprile 2013 il Ghana non disponeva di procedure che consentissero di verificare le informazioni trasmesse dagli operatori economici ghanesi relative a operazioni di pesca coperte da certificati di cattura convalidati dal Ghana. Sulla base di questo elemento e di ulteriori riscontri trasmessi dalle autorità competenti degli Stati membri, la Commissione ha stabilito che il Ghana non è in grado di esercitare un controllo efficace sulle attività di pesca della propria flotta peschereccia e che tale paese incontra notevoli difficoltà nel garantire una certificazione affidabile dei prodotti della pesca catturati dai propri pescherecci. Nella missione in loco effettuata nel maggio 2013 la Commissione ha constatato che nell'aprile 2013 erano state introdotte alcune azioni correttive volte a rendere più affidabile il sistema di certificazione delle catture. Tuttavia la Commissione è del parere che, in mancanza di un'azione efficace di controllo e monitoraggio delle attività di pesca praticate dalla flotta ghanese, le nuove procedure istituite nell'aprile 2013 non siano ancora sufficienti per ovviare alle carenze riscontrate in materia di applicazione delle norme.
            
         
               (100)
            
            
               A tale riguardo, le verifiche e le ispezioni effettuate dagli Stati membri su prodotti della pesca coperti da certificati di cattura del Ghana hanno portato a individuare attività ricorrenti di pesca INN praticate da tonniere ghanesi e hanno dimostrato che il Ghana convalidava i certificati di cattura senza di fatto controllare le informazioni trasmesse dagli operatori economici. Di conseguenza, diverse importazioni di prodotti della pesca catturati illegalmente da navi ghanesi sono state respinte alle frontiere dell'Unione da parte di vari Stati membri.
            
         
               (101)
            
            
               La Commissione ha inoltre acquisito prove che confermano che il Ghana non è in grado di collaborare con l'Unione e di rispondere alle sue richieste di informazioni riguardanti presunte attività di pesca INN esercitate da navi ghanesi operanti nella zona ICCAT. A tale riguardo la Commissione ha appurato che il Ghana non è stato in grado di comunicare agli Stati membri dell'UE le posizioni geografiche dei propri pescherecci operanti nella zona ICCAT nel periodo precedente il 1o ottobre 2012, contrariamente a quanto disposto dalla raccomandazione ICCAT 03-14 (22). La Commissione ha osservato che nel corso del suddetto periodo il Ghana non aveva provveduto a installare dispositivi VMS a bordo delle tonniere operanti nella zona ICCAT, né aveva imposto alcun obbligo di informazione ai suoi pescherecci, contrariamente a quanto previsto ai punti 3, 4 e 5 della raccomandazione ICCAT 03-14. Tale situazione dimostra che il Ghana non era in grado di indagare adeguatamente sulle presunte attività di pesca INN e sulle attività connesse, di fornire al riguardo le informazioni richieste e prendere opportuni provvedimenti.
            
         
               (102)
            
            
               I fatti descritti nei considerando da 92 a 100 indicano che il Ghana, nella sua qualità di Stato di bandiera, non ha rispettato le condizioni di cui all'articolo 94, paragrafo 2, lettera b), dell'UNCLOS, secondo il quale uno Stato di bandiera assume giurisdizione, a norma del suo diritto interno, su ciascuna nave battente la propria bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull'equipaggio della stessa.
            
         
               (103)
            
            
               Anche per quanto riguarda la cooperazione con altri Stati il comportamento del Ghana non è conforme alle raccomandazioni del punto 28 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, che invita gli Stati a coordinare le loro attività e a cooperare direttamente nel prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN, in particolare istituendo meccanismi di cooperazione che consentano di intervenire rapidamente nei casi di pesca INN.
            
         
               (104)
            
            
               Analogamente, in materia di monitoraggio, controllo e sorveglianza il Ghana non si è conformato alle raccomandazioni di cui al punto 24 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, secondo il quale gli Stati di bandiera sono tenuti ad assicurare un monitoraggio, un controllo e una sorveglianza esaustivi ed efficaci delle attività di pesca. La Commissione ha constatato che la situazione descritta ha impedito al Ghana di collaborare efficacemente con gli Stati membri dell'UE. Tale paese non è stato in grado di rispondere alle richieste degli Stati membri, né di indagare sulle presunte attività di pesca INN rilevate, riferire al riguardo e prendere opportuni provvedimenti.
            
         
               (105)
            
            
               Oltre a tale incapacità di indagare sulle presunte attività di pesca INN, riferire al riguardo e prendere opportuni provvedimenti, la Commissione ha osservato che il Ghana non ha provveduto ad adottare misure di contrasto efficaci e sanzioni nei confronti dei pescherecci e degli operatori economici che hanno partecipato alle violazioni e alle infrazioni descritte nei considerando da 83 a 85. A questo proposito, nel corso della missione in loco del maggio 2013 la Commissione ha constatato che il Ghana ha istituito un comitato interministeriale incaricato di indagare sulle suddette presunte violazioni e adottare misure di contrasto; tuttavia nessun progresso è stato osservato fino ad ora in questo campo.
            
         
               (106)
            
            
               Sulla base della normativa in materia di pesca e delle relazioni annuali sull'attività di monitoraggio, controllo e sorveglianza trasmesse dal Ghana per l'ultimo triennio, la Commissione ha osservato che il Ghana dispone di un quadro giuridico che prevede un sistema di sanzioni dissuasivo, ma che di fatto fino a poco tempo fa non venivano praticamente applicate sanzioni e che le azioni di contrasto e repressione non producono risultati.
            
         
               (107)
            
            
               Inoltre, la Commissione ha appurato nel corso della missione del maggio 2013 che il Ministero ghanese per la pesca e lo sviluppo dell'acquacoltura non dispone di un servizio giuridico incaricato di citare in giudizio i cittadini o le imprese che partecipano ad attività di pesca INN. A questo proposito la Commissione ha stabilito che, in base alle procedure giuridiche vigenti a norma degli articoli 115 e 116 della legge del Ghana sulla pesca del 2002, i tribunali sono competenti a trattare le violazioni della normativa in materia di pesca, salvo nel caso in cui ai trasgressori possano essere applicate sanzioni amministrative con il consenso del pubblico ministero. La Commissione ha inoltre osservato che le procedure giuridiche del Ghana intese a garantire l'osservanza delle norme e a sanzionare le violazioni presentano notevoli problemi di attuazione (durata eccessiva delle procedure, scarsi risultati in termini di rilevamento delle infrazioni e di applicazione delle sanzioni, ecc.). In questo contesto, la Commissione ritiene che le procedure giuridiche vigenti in materia di contrasto e repressione non consentono alle autorità nazionali competenti di adottare misure di contrasto efficaci né, in particolare, di imporre sanzioni sufficientemente severe da privare i trasgressori dei benefici risultanti da pratiche di pesca INN.
            
         
               (108)
            
            
               I fatti descritti nei considerando da 103 a 106 costituiscono una prova dell'incapacità del Ghana, nella sua qualità di Stato di bandiera, di esercitare piena giurisdizione sui propri pescherecci e indicano che tale paese non ha rispettato le condizioni di cui all'articolo 94, paragrafo 2, lettera b), dell'UNCLOS, secondo il quale uno Stato di bandiera assume giurisdizione, a norma del suo diritto interno, su ciascuna nave battente la propria bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull'equipaggio della stessa.
            
         
               (109)
            
            
               Inoltre, sulla base delle informazioni ricavate dalle missioni della Commissione, si può concludere che il Ghana non dispone di un registro aggiornato. Le autorità del Ghana hanno riferito che nel registro nazionale figurano 327 pescherecci immatricolati sotto bandiera ghanese. Tuttavia questo dato non corrisponde a quelli ricavati dalla missione della Commissione, da cui risulta che sono 117 le navi ghanesi titolari di una licenza di pesca in corso di validità. A questo proposito, data la palese discrepanza tra il numero di pescherecci battenti bandiera ghanese e il numero di navi titolari di una licenza di pesca del Ghana, nel corso della missione effettuata nel maggio 2013 l'autorità marittima del Ghana (GMA) ha riconosciuto la necessità di verificare ed aggiornare il registro nazionale delle navi da pesca. Tenuto conto di questa situazione, la Commissione è giunta alla conclusione che il Ghana non ha adempiuto ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera a norma del diritto internazionale, con particolare riguardo all'articolo 94, paragrafo 2, dell'UNCLOS, che impone agli Stati di bandiera di tenere un registro delle navi battenti la loro bandiera.
            
         
               (110)
            
            
               Anche per quanto riguarda l'immatricolazione delle navi da pesca il comportamento del Ghana non è conforme alle raccomandazioni formulate ai punti 36 e 38 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, che invita gli Stati di bandiera a rifiutare l'immatricolazione di navi responsabili di precedenti violazioni e ad evitare che le navi cambino bandiera per eludere le disposizioni o le misure di conservazione e di gestione adottate a livello nazionale, regionale o mondiale.
            
         
               (111)
            
            
               Analogamente, il comportamento del Ghana per quanto riguarda l'applicazione di misure di contrasto efficaci non è conforme alle raccomandazioni del punto 21 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, in base al quale gli Stati devono provvedere affinché le sanzioni applicabili alle attività di pesca INN esercitate dai pescherecci siano sufficientemente severe da prevenire, scoraggiare ed eliminare in modo efficace la pesca INN e da privare i trasgressori dei benefici risultanti da tali attività. Inoltre, il Ghana non ha provveduto ad attuare un piano d'azione nazionale inteso a contrastare la pesca INN, contravvenendo così alle raccomandazioni di cui ai punti 25, 26 e 27 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN.
            
         
               (112)
            
            
               Nel corso della missione del maggio 2013 la Commissione ha appurato che le leggi e i regolamenti del Ghana non prevedono l'obbligo, per i pescherecci di paesi terzi operanti in Ghana sulla base di licenze di pesca ghanesi, di comunicare le loro posizioni VMS alle competenti autorità del Ghana. Inoltre il Ghana non esige che le navi straniere operanti nella sua ZEE ottengano una licenza di pesca ghanese. Sulla base di quanto precede, ed essendo il sistema VMS universalmente considerato come uno strumento affidabile per monitorare le attività di pesca, la Commissione ha ritenuto che il Ghana non possa garantire, in quanto Stato costiero, un controllo e un monitoraggio efficaci delle attività praticate dai pescherecci di paesi terzi operanti nelle proprie acque. Le attività ricorrenti di pesca INN segnalate nelle relazioni di monitoraggio, controllo e sorveglianza trasmesse dal Ghana per gli ultimi tre anni confermano questa analisi. In particolare, da tali relazioni ufficiali risulta che navi industriali o semi-industriali del Ghana sono spesso poste in stato di fermo o sanzionate dalle autorità ghanesi per attività di pesca illegali esercitate in zone riservate alla pesca artigianale (acque di profondità inferiore a 30 m). In questo contesto, la Commissione ritiene che tale assenza di controllo e monitoraggio da parte del Ghana su queste navi operanti nelle sue acque marittime crei condizioni favorevoli all'esercizio della pesca INN nella ZEE del Ghana.
            
         
               (113)
            
            
               Analogamente, nel corso della missione del maggio 2013 la Commissione ha osservato che le autorità del Ghana incaricate del monitoraggio, del controllo e della sorveglianza delle attività di pesca nella ZEE ghanese non dispongono di mezzi sufficienti per effettuare operazioni e ispezioni in mare. La commissione per la pesca dipende esclusivamente dai mezzi logistici e dalle navi pattuglia della marina ghanese. La Commissione ha altresì osservato che il coordinamento e la cooperazione tra la commissione per la pesca e la marina ghanese non sono sufficienti a garantire un sistema efficace di monitoraggio, controllo e sorveglianza delle attività di pesca praticate nella ZEE del Ghana. La Commissione ritiene che tale mancanza di mezzi per intervenire in mare comprometta qualsiasi sforzo teso a garantire il rispetto delle norme e crei condizioni favorevoli allo sviluppo delle attività di pesca INN constatate nella ZEE del Ghana.
            
         
               (114)
            
            
               La Commissione ha osservato un notevole squilibrio tra la capacità amministrativa del Ghana per il monitoraggio e il controllo delle attività di pesca delle navi industriali operanti nelle acque ghanesi e il numero di licenze di pesca rilasciate alle navi industriali autorizzate a operare nella ZEE del Ghana (oltre a 12 000 navi artigianali, sono autorizzate a operare nella ZEE ghanese 117 navi industriali). Tale situazione conferma che, rispetto all'entità delle attività di pesca praticate nelle acque soggette alla sua giurisdizione, il Ghana non dispone della capacità necessaria per garantire l'osservanza delle norme. La Commissione ha inoltre osservato che tale paese non ha adottato un piano nazionale di gestione della pesca basato sui migliori dati scientifici disponibili, come previsto all'articolo 61, paragrafo 2, e all'articolo 62, paragrafo 4, dell'UNCLOS.
            
         
               (115)
            
            
               Alla luce dei fatti descritti nei considerando da 111 a 113, la Commissione ritiene che il Ghana, nella sua qualità di Stato costiero, non abbia adempiuto agli obblighi ad esso imposti dall'articolo 61, paragrafo 2, e dall'articolo 62, paragrafo 1, dell'UNCLOS, che impone agli Stati costieri l'obbligo di promuovere l'obiettivo dell'utilizzo ottimale delle risorse biologiche nelle rispettive ZEE sulla base dei migliori dati scientifici di cui dispongono, in particolare adottando misure di conservazione e di gestione che consentano di preservare le risorse biologiche e di evitarne l'eccessivo sfruttamento.
            
         
               (116)
            
            
               Per quanto riguarda la storia, la natura, le circostanze, l'entità e la gravità dei casi di pesca INN considerati, la Commissione ha tenuto conto delle attività di pesca INN ricorrenti e ripetitive svolte da pescherecci battenti bandiera ghanese fino al 2013.
            
         
               (117)
            
            
               A tale riguardo va osservato che, nel periodo 2011-2013, il Ghana è stato più volte oggetto di lettere di richiamo dell'ICCAT per non essersi pienamente ed effettivamente conformato ai propri obblighi stabiliti nelle raccomandazioni 09-01, 10-01 e 11-01 riguardanti un programma pluriennale di conservazione e di gestione per il tonno obeso. Per diversi anni la flotta ghanese operante nella zona ICCAT non ha rispettato i limiti di cattura imposti dall'ICCAT per il tonno obeso e il Ghana non ha preso misure efficaci per porre fine al sistematico sovrasfruttamento di questa specie. Il Ghana non rispetta i limiti di cattura del tonno obeso previsti dalle raccomandazioni ICCAT. Pur riconoscendo i progressi compiuti dal Ghana per compensare l'eccessiva pressione di pesca esercitata sulle risorse di tonno obeso negli anni passati, la Commissione osserva che tale paese si è limitato a bloccare l'espansione della propria capacità di pesca industriale, ma non ha adottato misure intese a ridurre tale capacità al fine di conformarsi alle suddette raccomandazioni ICCAT. In tale contesto, la Commissione ritiene che la costante sovraccapacità della flotta tonniera ghanese nell'ambito dell'ICCAT e l'eccessiva pressione di pesca conseguentemente esercitata sul tonno obeso (in particolare nel 2008, 2009 e 2010) costituiscano una manifestazione strutturale delle attività di pesca INN praticate dalla flotta tonniera ghanese nella zona ICCAT e violino le condizioni generali previste all'articolo 62 dell'UNCLOS sullo sfruttamento delle risorse biologiche.
            
         
               (118)
            
            
               Con riguardo alla capacità esistente delle autorità ghanesi va notato che, secondo l'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite (23), il Ghana è considerato un paese a sviluppo umano medio (135mo su 186 paesi). Questo dato è confermato anche dall'allegato II del regolamento (CE) n. 1905/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (24), in cui il Ghana è elencato nella categoria dei paesi a basso reddito.
            
         
               (119)
            
            
               Nonostante l'analisi formulata nel considerando 117, in base alle informazioni acquisite nel corso della missione nel maggio 2013 si può ritenere che, pur godendo di poteri sufficienti, le autorità nazionali non dispongano delle strutture amministrative e organizzative necessarie per assolvere le funzioni ad esse demandate. Questa situazione pregiudica inoltre la capacità delle autorità competenti di cooperare con altri paesi e di porre in atto misure volte a garantire il rispetto delle norme.
            
         
               (120)
            
            
               Considerata la situazione illustrata nella presente sezione della decisione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si è potuto stabilire, a norma dell'articolo 31, paragrafi 3 e 5, del regolamento INN, che il Ghana non ha osservato gli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera e di Stato costiero con riguardo agli impegni di cooperazione e di esecuzione.
            
         5.3.   Mancata applicazione delle norme internazionali (articolo 31, paragrafo 6, del regolamento INN)
   
   
               (121)
            
            
               Il Ghana ha ratificato l'UNCLOS e ha firmato l'accordo FAO sulle misure di competenza dello Stato di approdo nel 2010. Esso è inoltre parte contraente dell'ICCAT e membro dell'FCWC (Comitato per la pesca del Golfo di Guinea centro-occidentale), che è un organo consultivo subregionale di pesca.
            
         
               (122)
            
            
               La Commissione ha esaminato tutte le informazioni sulla conformità del Ghana alle disposizioni dell'FCWC. Nel dicembre 2009 è stato adottato un piano d'azione regionale sulla pesca INN nelle zone marittime dei paesi membri dell'FCWC (piano d'azione FCWC). A seguito della riunione del gruppo di lavoro dell'FCWC sulla pesca INN tenutasi nell'aprile 2010 sono state adottate diverse azioni da realizzare a livello nazionale, concernenti in particolare le procedure per la registrazione delle navi, la cooperazione tra i paesi membri dell'FCWC in materia di sensibilizzazione, un accordo sulle misure degli Stati di approdo e l'elaborazione di un elenco delle navi industriali autorizzate in ciascun paese membro dell'FCWC (25). Inoltre, nel corso della prima sessione della conferenza ministeriale dell'FCWC svoltasi nel dicembre del 2009, è stato deciso, nel quadro della «dichiarazione di Accra sulla lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata», che tutti i paesi membri dell'FCWC devono conformarsi pienamente al piano d'azione.
            
         
               (123)
            
            
               Il Ghana non ha preso alcuna misura per attuare il piano d'azione dell'FCWC o le raccomandazioni della prima riunione del gruppo di lavoro dell'FCWC sulla pesca INN.
            
         
               (124)
            
            
               La Commissione ha esaminato tutte le informazioni ritenute pertinenti con riguardo alla conformità del Ghana agli obblighi ad esso spettanti nella sua qualità di parte contraente dell'ICCAT.
            
         
               (125)
            
            
               Si ricorda che nel 2010 l'ICCAT ha inviato al Ghana una lettera di identificazione riguardante le carenze riscontrate in materia di comunicazione (26). In tale lettera il Ghana è stato identificato dall'ICCAT nell'ambito della sua raccomandazione concernente le misure commerciali (06-13) per non essersi pienamente ed effettivamente conformato ai propri obblighi in conformità alla raccomandazione ICCAT 05-09 sul rispetto degli obblighi di segnalazione statistica. Nella stessa lettera l'ICCAT ha precisato che il Ghana non aveva trasmesso entro i termini fissati tutti i dati e le relazioni prescritte, e segnatamente i dati relativi al compito I e al compito II, le tabelle di conformità e le informazioni relative alle norme di gestione delle grandi tonniere con palangari. Il segretariato dell'ICCAT ha espresso preoccupazione per l'effettiva attuazione della raccomandazione 08-01, e in particolare per l'eccessivo prelievo di tonno obeso esercitato dal Ghana per il terzo anno consecutivo. Il segretariato dell'ICCAT ha inoltre sottolineato che, nonostante la raccomandazione 09-01 avesse adeguato il limite di cattura di tonno obeso assegnato al Ghana per il 2010, in parte mediante trasferimento dall'Unione europea, nell'ambito della raccomandazione 08-01 era stato chiesto al Ghana di compensare nel 2009 e/o nel 2010 l'eccessivo prelievo di tale specie esercitato nel 2008. Il Ghana era stato inoltre invitato ad affrontare tale questione nel piano d'azione previsto dalla raccomandazione 09-01 nonché a riesaminare le proprie procedure in materia di raccolta dati e comunicazione alla luce dei requisiti dell'ICCAT.
            
         
               (126)
            
            
               Nella lettera di identificazione inviata al Ghana nel 2011 (27) l'ICCAT ha deciso di mantenerne l'identificazione nell'ambito della raccomandazione 06-03 concernente le misure commerciali. In effetti il Ghana non si era ancora pienamente ed efficacemente conformato agli obblighi ad esso spettanti in virtù della raccomandazione ICCAT 05-09 sul rispetto degli obblighi di segnalazione statistica e della raccomandazione intesa a modificare la raccomandazione concernente un programma pluriennale di conservazione e di gestione per il tonno obeso (raccomandazione 09-01). Nella stessa lettera l'ICCAT ha precisato che ancora una volta il Ghana non aveva trasmesso entro i termini fissati tutti i dati e le relazioni prescritte, e segnatamente i dati relativi al compito I (con riguardo alle caratteristiche della flotta), la relazione sulle azioni interne per i pescherecci di lunghezza superiore a 20 metri, le informazioni relative alle norme di gestione per le grandi tonniere con palangari e le relazioni sul programma di documentazione statistica dell'ICCAT. Il segretariato dell'ICCAT ha inoltre espresso preoccupazione per la mancata adozione, da parte del Ghana, di misure volte a mantenere le catture di tonno obeso dell'Atlantico entro i limiti specificati dalle raccomandazioni 08-01 e 09-01 e per un possibile superamento dei limiti di capacità indicati nella raccomandazione 04-01. Il Ghana è stato nuovamente invitato a riesaminare le proprie procedure in materia di raccolta dati e comunicazione alla luce dei requisiti dell'ICCAT. È stato altresì invitato a trasmettere al segretariato dell'ICCAT un piano preliminare per il miglioramento dei dati nonché, in particolare, informazioni concernenti i programmi di monitoraggio, i programmi di osservazione, le ispezioni in porto e i programmi di campionamento per la pesca artigianale, in modo da garantire il rispetto di tutti gli obblighi di comunicazione dell'ICCAT entro i rispettivi termini. Il Ghana è stato infine invitato a trasmettere al segretariato dell'ICCAT un piano preliminare volto a compensare il superamento del contingente di cattura del tonno obeso, che tenga conto delle misure adottate per tale specie nel 2010 e dei dati concernenti la capacità della flotta.
            
         
               (127)
            
            
               Nella lettera di richiamo trasmessa dall'ICCAT nel 2012 (28) il Ghana è stato identificato per non essersi pienamente ed efficacemente conformato agli obblighi ad esso spettanti in virtù della raccomandazione ICCAT sul rispetto di obblighi di segnalazione statistica (05-09) e della raccomandazione concernente un programma pluriennale di conservazione e di gestione per il tonno obeso (04-01). Nella stessa lettera l'ICCAT ha sottolineato che ancora una volta il Ghana non aveva trasmesso i dati sulle caratteristiche della flotta relativi al compito I (modulo ST01) e la relazione sulle azioni interne per le navi di lunghezza superiore a 20 metri. Le tabelle di conformità sono state trasmesse dopo la scadenza del termine. È stata inoltre sollevata la questione dell'eccessiva pressione di pesca esercitata sullo stock meridionale di pesce spada in violazione della raccomandazione 09-03. Con riguardo alla mancata adozione delle misure di conservazione e di gestione dell'ICCAT per il tonno obeso, il Ghana è stato invitato ad attuare misure efficaci intese a vietare i trasbordi in mare da parte di pescherecci ghanesi con reti a circuizione, a conformarsi alle disposizioni sulla capacità della flotta di cui alle raccomandazioni 09-01 (29), 10-01 (30) e 11-01 (31), ad attuare il piano volto a compensare il superamento del contingente di cattura del tonno obeso previsto dalla raccomandazione 11-01 e a cooperare con la Costa d'Avorio all'esecuzione di ispezioni di navi battenti bandiera ghanese nel porto di Abidjan.
            
         
               (128)
            
            
               Nella lettera di richiamo inviata dall'ICCAT nel 2013 (32) il segretariato dell'ICCAT ha espresso preoccupazione per il fatto che il Ghana non si era sufficientemente adoperato per attuare pienamente la raccomandazione ICCAT 11-01 concernente un programma pluriennale di conservazione e di gestione per il tonno obeso e il tonno albacora. Pur riconoscendo i progressi compiuti da tale paese per compensare l'eccessiva pressione di pesca esercitata negli anni precedenti sullo stock di tonno obeso, l'ICCAT ha chiesto al Ghana di continuare ad adoperarsi per attuare pienamente le limitazioni applicabili ai pescherecci e il piano nazionale di gestione delle catture di tonno rosso, nonché le disposizioni in materia di comunicazione dei dati in conformità alla raccomandazione 11-01.
            
         
               (129)
            
            
               Inoltre, per quanto riguarda gli elementi fattuali individuati dai servizi di ispezione della Commissione, con lettera del 23 aprile 2013 quest'ultima ha comunicato al segretariato dell'ICCAT gli elementi che potrebbero configurare una possibile inosservanza, da parte del Ghana, della raccomandazione ICCAT 08-09 relativa alla procedura per la revisione e la comunicazione delle informazioni concernenti il rispetto delle norme. Con lettera del 30 aprile 2013 (33) il segretariato dell'ICCAT ha informato il Ghana in merito alla possibile inosservanza della raccomandazione ICCAT 12-06 relativa ai trasbordi in mare, della raccomandazione ICCAT 11-16 relativa agli accordi di accesso e della raccomandazione ICCAT 03-14 relativa alle trasmissioni VMS. Il Ghana è stato invitato a comunicare all'ICCAT l'esito delle indagini eventualmente realizzate rispetto a tali osservazioni e le eventuali misure adottate per ovviare a tali inosservanze.
            
         
               (130)
            
            
               Ulteriori elementi sono emersi nel corso delle missioni svolte dalla Commissione in Ghana nel maggio e nel luglio 2013. Nonostante i pescherecci operanti nella zona ICCAT debbano essere dotati di dispositivi VMS (in conformità alla raccomandazione ICCAT 03-14), nel periodo precedente l'ottobre 2012 sono stati constatati casi di assenza o di interruzione del segnale VMS nel corso delle campagne di pesca. Per quanto riguarda l'operatività del sistema VMS, si è constatato che il Ghana ha cercato di migliorare il proprio sistema di monitoraggio e di controllo istituendo un centro VMS. Questi sforzi, tuttavia, non sono sufficienti per ovviare alle carenze individuate in relazione al VMS.
            
         
               (131)
            
            
               Il sistema VMS in dotazione alle navi ghanesi non è utilizzato adeguatamente per verificare se le attività di cattura sono effettivamente conformi al campo di applicazione delle licenze di pesca. Mancano infatti le risorse e le procedure amministrative e organizzative necessarie per il corretto funzionamento del sistema: non esistono orientamenti o istruzioni definitive per l'installazione, il sistema non consente di visualizzare nello stesso ambiente i dati VMS e i dati di posizione provenienti da altre fonti, né tiene conto di eventuali zone di pesca protette. Esiste un unico punto di accesso ai dati VMS, di cui dispone unicamente la divisione incaricata del monitoraggio e del controllo della pesca. Altri servizi nazionali, tra cui gli organi amministrativi competenti per il rilascio dei certificati di cattura (sia ad Accra che a Tema) non hanno accesso a tali dati.
            
         
               (132)
            
            
               Analogamente, pur riconoscendo gli sforzi compiuti dal Ghana nel 2011 per garantire la trasparenza delle proprie attività di pesca, il segretariato dell'ICCAT ha espresso due principali motivi di preoccupazione: la mancanza di un sistema VMS in grado di operare efficacemente e il persistere di trasbordi illegali di tonno in mare ad opera di pescherecci ghanesi con reti da circuizione.
            
         
               (133)
            
            
               Nel 2012 il Ghana ha ricevuto dal segretariato dell'ICCAT, nell'ambito di un memorandum d'intesa, un aiuto finanziario per l'installazione di un nuovo sistema VMS al fine di ottemperare alle norme dell'ICCAT in materia di comunicazione dei dati VMS. Tale sistema è operativo dal 1o ottobre 2012. Tuttavia, nella fase di attuazione progressiva del memorandum d'intesa (da febbraio a ottobre 2012), le autorità del Ghana non hanno imposto ai loro pescherecci operanti nella zona ICCAT alcun obbligo di comunicare la posizione giornaliera, contrariamente al disposto della raccomandazione ICCAT 03-14 sul sistema VMS e dell'articolo 47 del regolamento nazionale in materia di pesca del 2010.
            
         
               (134)
            
            
               Inoltre, il sistema di monitoraggio e di controllo e il centro VMS istituito dal Ghana coprono unicamente la flotta interna di tale paese. L'installazione di un dispositivo VMS non costituisce un prerequisito per la concessione di una licenza di pesca del Ghana alle navi di paesi terzi. Pertanto, le autorità del Ghana non ricevono dati VMS dai pescherecci di paesi terzi operanti nelle loro acque, cosa che crea condizioni favorevoli allo svolgimento di attività di pesca INN nella ZEE del Ghana. Il Ghana non ha comunicato al segretariato dell'ICCAT i risultati dell'attuazione del memorandum d'intesa riguardante l'installazione del sistema VMS.
            
         
               (135)
            
            
               Per quanto riguarda il sistema degli osservatori autorizzati, il Ghana non rispetta pienamente il programma di osservazione previsto dalla raccomandazione ICCAT 10-10 riguardante la definizione di norme minime per il programma di osservazione scientifica dei pescherecci.
            
         
               (136)
            
            
               Per quanto riguarda l'attuazione del regime di ispezione in porto previsto dalla raccomandazione ICCAT 97-10, nonostante il quadro giuridico del Ghana conferisca alle autorità nazionali i poteri necessari per lo svolgimento delle loro mansioni, la mancanza di esperienza e di formazione degli ispettori di pesca nazionali fa sì che in Ghana tale regime non venga applicato o fatto rispettare.
            
         
               (137)
            
            
               Inoltre il Ghana non ha rilevato reiterate violazioni delle raccomandazioni ICCAT commesse da navi battenti la sua bandiera, che hanno effettuato trasbordi illegali in mare e praticato attività di pesca non coperte da licenza nelle ZEE limitrofe. Le ispezioni in porto sono estremamente carenti e non vengono svolte in modo efficiente. Ciò è dovuto alla scarsa preparazione del personale e alla mancanza di un regime di ispezione in porto e di orientamenti e manuali per l'esecuzione delle ispezioni. Gli osservatori non sono a conoscenza delle norme ICCAT. Gli ispettori della pesca dipendono dalle informazioni e dalla logistica messe a disposizione dagli operatori economici presso i quali è effettuata l'ispezione. Tali carenze non hanno permesso al Ghana di soddisfare gli obblighi previsti dalla raccomandazione ICCAT 06-11 che istituisce un programma per i trasbordi.
            
         
               (138)
            
            
               Allo stesso modo, dalle missioni della Commissione è emerso che nel periodo 2009-2012 diverse navi da trasporto e tonniere del Ghana non hanno rispettato la raccomandazione ICCAT 06-11. Le autorità del Ghana hanno convalidato certificati di cattura che menzionavano operazioni vietate di trasbordo in mare, firmati dai capitani di entrambe le navi. Come indicato nel considerando 126, con lettera di richiamo del segretariato dell'ICCAT datata 21 febbraio 2012 il Ghana è stato esplicitamente invitato ad attuare misure efficaci intese a vietare i trasbordi in mare per i pescherecci ghanesi con reti a circuizione. Come indicato nel considerando 128, con lettera del 30 aprile 2013 il segretariato dell'ICCAT ha inoltre informato il Ghana in merito alla possibile inosservanza della raccomandazione ICCAT 12-06 relativa ai trasbordi in mare.
            
         
               (139)
            
            
               A seguito della lettera di richiamo del 21 febbraio 2012 con cui l'ICCAT invitava il Ghana ad ovviare all'inosservanza delle disposizioni sulla capacità della flotta di cui alle raccomandazioni 09-01, 10-01 e 11-01, nel corso della missione del maggio 2013 la Commissione ha indagato sulla riduzione della capacità di pesca del Ghana. Come riconosciuto dall'autorità marittima ghanese, la capacità di pesca del paese non è stata ridotta, ma ne è stata unicamente arginata l'espansione. L'autorità accetta di sostituire la capacità delle navi demolite o radiate dal registro nazionale, ma rifiuta di registrare nuove tonniere sotto bandiera ghanese. Il Ghana non ha istituito misure efficaci per garantire una reale riduzione della capacità, per cui il rischio di sovrasfruttamento dello stock di tonno obeso non è stato mitigato.
            
         
               (140)
            
            
               Le carenze evidenziate dalle missioni della Commissione di maggio e luglio 2013 e le informazioni complementari riportate nei considerando da 129 a 138 dimostrano che il Ghana è venuto meno agli obblighi ad esso spettanti in qualità di Stato di bandiera e di Stato costiero a norma degli articoli 62, 94 e 118 dell'UNCLOS.
            
         
               (141)
            
            
               Come indicato nel considerando 133, il Ghana non esercita le proprie responsabilità di Stato costiero conformemente all'articolo 62, paragrafo 4, lettera e), dell'UNCLOS, che prevede l'obbligo di chiedere ai pescherecci operanti nelle proprie acque marittime di trasmettere rapporti di posizione VMS. Tali carenze del quadro giuridico nazionale sono in contrasto con quanto previsto al punto 24(3) del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, secondo il quale gli Stati sono tenuti ad assicurare un monitoraggio, un controllo e una sorveglianza esaustivi ed efficaci dell'attività di pesca, dall'inizio delle operazioni, al punto di sbarco e fino alla destinazione finale, anche attuando un sistema di controllo satellitare (VMS) in conformità alle pertinenti norme regionali, nazionali e internazionali, compreso l'obbligo di avere a bordo un dispositivo VMS per i pescherecci che rientrano nella loro giurisdizione.
            
         
               (142)
            
            
               Il comportamento descritto nei considerando da 129 a 138 compromette la capacità del Ghana di ottemperare ai propri obblighi a norma dell'articolo 94, paragrafo 2, lettera b), dell'UNCLOS, secondo il quale uno Stato di bandiera assume giurisdizione, a norma del suo diritto interno, su ciascuna nave battente la propria bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull'equipaggio della stessa.
            
         
               (143)
            
            
               Inoltre, gli elementi raccolti nel corso delle missioni della Commissione dimostrano che le procedure del Ghana per l'immatricolazione delle navi non tengono conto del fatto che le navi stesse o i loro proprietari abbiano in precedenza partecipato ad attività INN. Tale modo d'agire non è conforme all'articolo 94 dell'UNCLOS.
            
         
               (144)
            
            
               Inoltre, la mancata trasmissione delle informazioni relative alle misure di conservazione e di gestione, delle statistiche, degli elenchi dei pescherecci e delle tabelle di conformità pregiudica la capacità del Ghana di conformarsi agli obblighi ad esso imposti dall'articolo 118 dell'UNCLOS, che stabilisce l'obbligo di cooperazione tra gli Stati in materia di conservazione e di gestione delle risorse biologiche delle zone d'alto mare.
            
         
               (145)
            
            
               La Commissione ha esaminato tutte le informazioni ritenute pertinenti con riguardo a eventuali atti o omissioni del Ghana che potrebbero aver compromesso l'efficacia delle leggi, dei regolamenti o delle misure internazionali di conservazione e di gestione.
            
         
               (146)
            
            
               A tale riguardo va precisato che il quadro giuridico del Ghana prevede misure di controllo, come il regolamento sulla pesca del 2010, che impongono ai pescherecci ghanesi l'obbligo di ottenere un'autorizzazione preliminare prima di condurre operazioni di pesca in paesi stranieri. Tuttavia la Commissione ha osservato che, contrariamente a quanto previsto dal quadro giuridico nazionale, le autorità del Ghana non hanno adempiuto a tali obblighi, riducendo così l'efficacia delle regolamentazioni applicabili in materia di lotta contro la pesca INN nel 2010, 2011 e 2012.
            
         
               (147)
            
            
               Analogamente, in occasione della missione del maggio 2013 la Commissione ha osservato che il Ghana non ha attuato l'articolo 94 della legge sulla pesca del 2002, che dispone che venga istituita un'unità avente funzioni di monitoraggio, controllo, sorveglianza e contrasto con la partecipazione di tutti gli organismi pubblici competenti. In questo contesto, l'articolo 95 della legge sulla pesca del 2002 prevede che al personale della marina e dell'aeronautica del Ghana nonché dell'Istituto di ricerca sulle acque possa essere conferito l'incarico ufficiale di far rispettare le leggi e i regolamenti che disciplinano le attività di pesca. Tuttavia la Commissione ha osservato che il Ghana non ha attuato tali disposizioni, riducendo così l'efficacia delle regolamentazioni applicabili in materia di lotta contro la pesca INN.
            
         
               (148)
            
            
               Nel corso della missione del maggio 2013 la Commissione ha osservato che prima del 1o ottobre 2012 il Ghana non aveva mai imposto alle proprie tonniere operanti nella zona ICCAT l'obbligo di segnalare la posizione geografica, contravvenendo agli obblighi ad esso spettanti in quanto parte contraente dell'ICCAT secondo il disposto dei paragrafi 3, 4 e 5 della raccomandazione ICCAT 03-14. Agendo nel modo descritto il Ghana non ha attuato neppure le disposizioni degli articoli 42, 47, 48 e 49 del regolamento sulla pesca del 2010. A questo riguardo la Commissione ha osservato che, contrariamente a quanto previsto dal quadro giuridico nazionale, il Ghana non ha attuato tali disposizioni, riducendo così l'efficacia delle leggi, dei regolamenti e delle misure internazionali di conservazione e di gestione applicabili in materia di lotta contro la pesca INN.
            
         
               (149)
            
            
               Nel corso della missione del maggio 2013 la Commissione ha inoltre osservato che il Ghana non ha attuato l'articolo 42 della legge sulla pesca del 2002 e l'articolo 1 del regolamento sulla pesca del 2010, che prevedono l'obbligo di adottare un piano nazionale di sviluppo e di gestione della pesca. Secondo le leggi e i regolamenti del Ghana, tale piano deve essere basato sui migliori dati scientifici disponibili, garantire l'utilizzo ottimale delle risorse della pesca, evitandone così l'eccessivo sfruttamento, ed essere coerente con i principi di buona gestione. A questo riguardo la Commissione ha osservato che, contrariamente a quanto previsto dal quadro giuridico nazionale, il Ghana non ha attuato tali disposizioni, riducendo così l'efficacia delle regolamentazioni applicabili in materia di lotta contro la pesca INN.
            
         
               (150)
            
            
               Infine è opportuno precisare che il Ghana è stato menzionato anche nella relazione del servizio nazionale per la pesca marittima degli Stati Uniti (NMFS) (34). Il Ghana è stato identificato per non avere gestito i propri pescherecci nel rispetto delle misure di conservazione e di gestione adottate dall'ICCAT, con particolare riguardo alle raccomandazioni 05-09, 11-01, 04-01, 11-01 e 06-11. Inoltre il servizio nazionale per la pesca marittima degli Stati Uniti (NMFS) ha espresso preoccupazione per quanto riguarda la capacità del Ghana di conformarsi ai requisiti dell'ICCAT in materia di limitazioni della capacità e di attuare e far rispettare i divieti di trasbordo in mare. L'NMFS ritiene anche che il Ghana debba compiere ulteriori progressi per quanto riguarda il rispetto delle raccomandazioni dell'ICCAT, dando attuazione al piano concordato per compensare l'eccessiva pressione di pesca esercitata sullo stock di tonno obeso e migliorando la raccolta dei dati. Chiede infine che siano effettuate stime più precise delle catture, affinché l'ICCAT possa meglio valutare lo stato degli stock di tonno obeso.
            
         
               (151)
            
            
               Per quanto riguarda l'attuazione degli strumenti internazionali, il comportamento del Ghana non è conforme alle raccomandazioni di cui al punto 10 del piano internazionale contro la pesca INN, che invita gli Stati, in via prioritaria, a ratificare, accettare o aderire all'UNFSA. La Commissione ritiene che tale raccomandazione rivesta particolare importanza nel caso del Ghana, che ha una considerevole flotta di pescherecci dediti alla cattura di specie altamente migratorie (principalmente tonnidi nella zona ICCAT).
            
         
               (152)
            
            
               Considerata la situazione illustrata nella presente sezione della decisione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si è potuto stabilire, a norma dell'articolo 31, paragrafi 3 e 6, del regolamento INN, che il Ghana non ha osservato gli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale con riguardo all'osservanza di norme, regolamenti e misure di conservazione e di gestione internazionali.
            
         5.4.   Difficoltà specifiche dei paesi in via di sviluppo
   
   
               (153)
            
            
               Si ricorda che, secondo l'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite (35), il Ghana è considerato un paese a sviluppo umano medio (135mo su 186 paesi). Si ricorda inoltre che, conformemente al regolamento (CE) n. 1905/2006, il Ghana è elencato nella categoria dei paesi a reddito basso. Tenuto conto della classificazione del Ghana, la Commissione ha valutato se le informazioni da essa raccolte potevano essere correlate alle specifiche difficoltà del Ghana in quanto paese in via di sviluppo.
            
         
               (154)
            
            
               Anche se, in generale, in materia di controllo e monitoraggio possono sussistere carenze specifiche di capacità, le difficoltà specifiche del Ghana riconducibili al suo livello di sviluppo non possono giustificare l'assenza di disposizioni specifiche nel quadro giuridico nazionale che rimandino a strumenti nazionali intesi a contrastare, scoraggiare ed eliminare le attività di pesca INN. Inoltre, tali difficoltà specifiche non possono giustificare il fatto che il Ghana non ha applicato in modo efficace la legislazione interna per sanzionare le infrazioni connesse alla pesca INN. Peraltro alcuni elementi inducono a ritenere che il mancato rispetto delle norme internazionali dipenda principalmente dalla mancanza di cooperazione tra le autorità nazionali e dalla mancata attuazione della normativa nazionale e del diritto internazionale. Va infine osservato che il livello di sviluppo del Ghana è superiore a quello dei paesi di questa regione del mondo, per cui è logico ritenere che, rispetto a molti altri paesi africani, il Ghana si trovi in una migliore posizione per far fronte alle proprie responsabilità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione a norma del diritto internazionale.
            
         
               (155)
            
            
               È inoltre pertinente osservare che l'Unione ha già finanziato in Ghana un'azione specifica di assistenza tecnica in materia di lotta alla pesca INN (36). Non sussistono elementi che dimostrino che il Ghana ha tenuto conto dei pareri formulati per rimediare alle carenze constatate.
            
         
               (156)
            
            
               Alla luce della situazione descritta nella presente sezione della decisione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si è potuto stabilire, a norma dell'articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, che nel caso del Ghana non sussistono ostacoli di rilievo allo sviluppo. Tenuto conto della natura delle carenze riscontrate, il livello di sviluppo del Ghana non può spiegare o altrimenti giustificare il comportamento complessivo di tale paese come Stato di bandiera o Stato costiero in relazione alla pesca e l'insufficienza della sua azione per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN.
            
         
               (157)
            
            
               Alla luce della situazione descritta nella presente sezione della decisione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si è potuto stabilire, a norma dell'articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, che lo stato di sviluppo e il comportamento complessivo del Ghana per quanto riguarda la pesca non sono pregiudicati dal livello di sviluppo di tale paese.
            
         6.   PROCEDURA RELATIVA A CURAÇAO
   
   
               (158)
            
            
               Curaçao faceva parte delle Antille olandesi (Curaçao, Sint Maarten, Bonaire, Sint Eustatius e Saba) prima del 10 ottobre 2010, data in cui le Antille olandesi hanno cessato di esistere. La notifica delle Antille olandesi come Stato di bandiera è stata accettata dalla Commissione il 12 febbraio 2010. Il 28 marzo 2011 Curaçao ha notificato le proprie autorità competenti ai fini del regolamento INN.
            
         
               (159)
            
            
               Dal 4 all'8 marzo 2013 la Commissione, con il sostegno dell'EFCA, ha effettuato una missione a Curaçao nell'ambito della cooperazione amministrativa di cui all'articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN.
            
         
               (160)
            
            
               Scopo della missione era verificare le informazioni concernenti le disposizioni di Curaçao in materia di attuazione, controllo ed esecuzione delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione che devono essere rispettate dai pescherecci di tale paese, nonché le misure adottate da Curaçao per ottemperare ai propri obblighi nella lotta contro la pesca INN e soddisfare i requisiti e gli aspetti relativi all'attuazione del sistema di certificazione delle catture dell'Unione.
            
         
               (161)
            
            
               La relazione finale sulla missione è stata consegnata ai rappresentanti di Curaçao l'8 marzo 2013.
            
         
               (162)
            
            
               Dal 3 al 6 giugno 2013 la Commissione ha effettuato un'ulteriore missione a Curaçao.
            
         
               (163)
            
            
               Il 5 giugno 2013 la Commissione ha trasmesso a Curaçao una serie di osservazioni scritte sulla situazione constatata nel paese.
            
         
               (164)
            
            
               Curaçao ha presentato le proprie osservazioni con lettera pervenuta il 31 luglio 2013.
            
         
               (165)
            
            
               Curaçao è parte non contraente cooperante dell'ICCAT e ha ratificato l'UNCLOS.
            
         
               (166)
            
            
               Per valutare l'osservanza, da parte di Curaçao, dei suoi obblighi internazionali come Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, stabiliti dall'UNCLOS e dall'ICCAT, la Commissione ha cercato e analizzato tutte le informazioni pertinenti ai fini di tale esercizio.
            
         
               (167)
            
            
               A tal fine la Commissione si è avvalsa delle informazioni tratte dai dati disponibili pubblicati dalle ORGP, nel caso specifico l'ICCAT. Inoltre, nel valutare l'osservanza, da parte di Curaçao, degli obblighi internazionali ad essa spettanti come Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, nonché il suo comportamento con riguardo alle norme stabilite dalle ORGP, la Commissione ha preso atto anche dell'intenzione, espressa da Curaçao nel corso della missione condotta dalla Commissione nel giugno 2013, di sviluppare la pesca internazionale e di diventare membro a pieno titolo dell'ICCAT.
            
         7.   POSSIBILITÀ PER CURAÇAO DI ESSERE IDENTIFICATA COME PAESE TERZO NON COOPERANTE
   
   
               (168)
            
            
               A norma dell'articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione ha esaminato le responsabilità spettanti a Curaçao come Stato di bandiera, Stato di approdo o Stato costiero. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i parametri elencati all'articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.
            
         7.1.   Ricorrenza di pescherecci INN e di flussi commerciali INN [articolo 31, paragrafo 4, lettera a), del regolamento INN]
   
   
               (169)
            
            
               Secondo le informazioni tratte dagli elenchi di pescherecci INN delle ORGP si osserva che non esistono pescherecci battenti bandiera di Curaçao negli elenchi INN provvisori o definitivi e che non esistono precedenti di pescherecci INN battenti bandiera di Curaçao sulla base dei quali la Commissione potrebbe analizzare il comportamento di tale paese con riguardo ad attività ricorrenti di pesca INN. Tuttavia è utile notare che, stando alle informazioni pervenute alla Commissione, si sono verificati vari casi di presunte attività INN esercitate da due navi battenti bandiera di Curaçao. In effetti, i governi del Giappone e della Nuova Zelanda hanno comunicato nel 2011 al Ministero dello sviluppo economico che una nave battente bandiera di Curaçao pescava specie di squali demersali con reti da imbrocco per acque profonde nella zona regolamentata dall'Organizzazione regionale di gestione della pesca per il Pacifico meridionale (SPRFMO). L'utilizzo di reti da imbrocco per acque profonde è stato vietato in tale zona nell'ambito delle misure concordate nell'Atto finale delle consultazioni internazionali per la creazione dell'Organizzazione regionale di gestione della pesca per il Pacifico meridionale (l'Atto finale) del 2009 (37). Inoltre, per tale nave erano stati convalidati da Curaçao certificati di cattura per il periodo in questione. Curaçao ha avviato una procedura di indagine in relazione alla nave in questione e ha preso misure precauzionali per farne cessare l'attività di pesca nella zona della Convenzione SPRFMO. Tuttavia, nessuna sanzione è stata imposta alla nave. In conclusione, agendo nel modo sopra descritto Curaçao ha violato gli articoli 117 e 118 dell'UNCLOS.
            
         7.2.   Mancata cooperazione ed esecuzione (articolo 31, paragrafo 5, del regolamento INN)
   
   
               (170)
            
            
               La Commissione ha esaminato se Curaçao ha adottato misure di contrasto efficaci nei confronti degli operatori responsabili di pesca INN e se sono state inflitte sanzioni sufficientemente severe da privare i trasgressori dei benefici risultanti da tale pesca INN.
            
         
               (171)
            
            
               Dalle missioni realizzate dalla Commissione a Curaçao nel marzo e giugno 2013 sono emersi numerosi elementi che dimostrano che tale paese non ha esercitato correttamente le proprie funzioni di Stato di bandiera. In particolare, lo Stato di bandiera ha l'obbligo di esercitare efficacemente la propria giurisdizione e il proprio controllo in campo amministrativo, tecnico e sociale sulle navi battenti la sua bandiera, in conformità all'articolo 94 dell'UNCLOS e alle norme del piano d'azione internazionale contro la pesca INN. Le missioni della Commissione hanno evidenziato gravi carenze in ordine alle capacità di Curaçao in materia di gestione della pesca e della flotta e alla qualità di attuazione delle misure e procedure di monitoraggio, controllo e sorveglianza.
            
         
               (172)
            
            
               In primo luogo, sulla base delle informazioni ricavate dalle missioni svolte dalla Commissione nei mesi di marzo e giugno 2013, è stato appurato che il sistema sanzionatorio per le attività di pesca INN non è sufficiente, in quanto le sanzioni non sono abbastanza efficaci da garantire il rispetto delle norme, scoraggiare le violazioni ovunque si verifichino e privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite.
            
         
               (173)
            
            
               In secondo luogo, le missioni hanno rivelato gravi carenze del sistema di tracciabilità di Curaçao. Infatti, come confermato dai vari controlli documentali realizzati in loco, le autorità di Curaçao non sono in grado di garantire la tracciabilità in tutte le fasi delle attività di pesca: cattura, trasbordo, sbarco, trasporto, esportazione e commercializzazione.
            
         
               (174)
            
            
               In terzo luogo, il controllo esercitato da Curaçao sulla sua flotta oceanica presenta carenze sostanziali. Il controllo di tale segmento della flotta e delle relative catture spetta al Ministero dello sviluppo economico, che è anche responsabile del rilascio, della sospensione e del ritiro del licenze di pesca. Curaçao non dispone di un centro di controllo della pesca. Considerate le caratteristiche tecniche della flotta oceanica di Curaçao, le capacità di tale paese di controllare il comportamento di tale flotta e la sua conformità agli obblighi e alle norme vigenti risultano estremamente carenti sia sotto il profilo amministrativo che dal punto di vista tecnico e organizzativo. Nonostante i moderni mezzi di trasmissione di cui sono dotate le tonniere con reti da circuizione di Curaçao, le limitate funzionalità del software VMS installato nei locali del Ministero dello sviluppo economico e il sistema di raccolta dati basato su supporto cartaceo non consentono di raggiungere il necessario livello di controlli dei dati trasmessi.
            
         
               (175)
            
            
               In quarto luogo, le autorità di Curaçao non garantiscono un monitoraggio continuo dei dati VMS ricevuti. Per quanto riguarda le carenze tecniche e operative, il software utilizzato per leggere e raccogliere i dati VMS ha funzionalità limitate. Le navi ausiliarie sono dotate di VMS e dovrebbero trasmettere i dati sistematicamente, mentre le navi da trasporto, benché dotate di VMS, sono tenute a trasmetterli soltanto quando trasportano il pesce.
            
         
               (176)
            
            
               In quinto luogo, nel corso delle missioni di marzo e giugno 2013 la Commissione ha osservato che il coordinamento e la cooperazione in materia di comunicazione dei dati tra le navi oceaniche battenti bandiera di Curaçao e le autorità competenti di tale paese non sono sufficienti a garantire un sistema efficace di monitoraggio, controllo e sorveglianza delle attività di pesca. Tale elemento dimostra l'incapacità di Curaçao, in qualità di Stato di bandiera, di monitorare e controllare le attività di pesca della propria flotta e di esercitare giurisdizione su ogni nave battente la propria bandiera, secondo il disposto dell'articolo 94 dell'UNCLOS. Analogamente, il comportamento di Curaçao in materia di monitoraggio, controllo e sorveglianza non è conforme alle raccomandazioni di cui al punto 24 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, secondo il quale gli Stati di bandiera sono tenuti ad assicurare un monitoraggio, un controllo e una sorveglianza esaustivi ed efficaci delle attività di pesca.
            
         
               (177)
            
            
               In sesto luogo, la carenza di risorse umane, la mancata verifica dell'esattezza dei dati trasmessi dalle navi su base giornaliera e la mancanza di specifiche procedure di verifica e di apposite verifiche negli orientamenti o nei manuali destinati ai funzionari del Ministero dello sviluppo economico costituiscono una violazione degli obblighi internazionali spettanti a Curaçao nella sua qualità di Stato di bandiera, con particolare riguardo all'articolo 94 dell'UNCLOS. Analogamente, Curaçao non ha provveduto ad attuare il piano d'azione internazionale contro la pesca INN, in particolare il punto 34.
            
         
               (178)
            
            
               Alla luce della situazione descritta nei considerando da 173 a 176, Curaçao ha dimostrato di non soddisfare le condizioni di cui all'articolo 94, paragrafo 2, lettera b), dell'UNCLOS, secondo il quale uno Stato di bandiera assume giurisdizione, a norma del suo diritto interno, su ciascuna nave battente la propria bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull'equipaggio della stessa.
            
         
               (179)
            
            
               Curaçao è inoltre venuta meno ai propri obblighi giuridici internazionali derivanti dall'articolo 118 dell'UNCLOS, che disciplina la cooperazione degli Stati per la conservazione e la gestione delle risorse biologiche. In particolare, l'assenza di un centro di controllo della pesca ufficialmente istituito, che operi su base permanente e funga da punto di contatto unico, costituisce un grave ostacolo per una cooperazione efficace con i paesi terzi che partecipano a operazioni di trasbordo e di sbarco di tonnidi effettuate da navi di Curaçao.
            
         
               (180)
            
            
               Curaçao non ha quindi potuto dimostrare di cooperare e coordinare attività con altri Stati nel prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN, come indicato al punto 28 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, in particolare al punto 28, paragrafo 6, che invita gli Stati a sviluppare meccanismi di cooperazione che consentano, tra l'altro, di intervenire rapidamente nei casi di pesca INN.
            
         
               (181)
            
            
               Per quanto riguarda il sistema di certificazione delle catture, nel corso delle missioni della Commissione di marzo e giugno 2013 è stato osservato che il sistema di gestione utilizzato a Curaçao per la convalida dei certificati di cattura presenta una serie di lacune. Curaçao ha convalidato certificati di cattura senza che siano stati effettuati controlli e verifiche in loco delle informazioni da parte delle autorità nazionali competenti, contrariamente a quanto prescritto dalla raccomandazione ICCAT 09-11 (38). Inoltre è stata osservata una totale mancanza di cooperazione delle autorità di Curaçao con gli Stati di sbarco (Costa d'Avorio, Senegal, Ghana, ecc.). Il sistema di certificazione delle catture è unicamente basato su controlli documentali. I movimenti delle navi in mare possono essere monitorati mediante VMS, ma il sistema di base non consente la raccolta di dati storici e l'emissione di allarmi. Tali fatti dimostrano l'incapacità di Curaçao di conformarsi alle norme fissate dagli articoli 118 e 119 dell'UNCLOS.
            
         
               (182)
            
            
               Per quanto riguarda la convalida dei certificati di cattura, non esistono altri mezzi di controllo oltre al VMS. Di conseguenza, per le navi che operano sempre fuori delle acque di Curaçao e che sbarcano o trasbordano la maggior parte delle catture in Costa d'Avorio e in Angola, le autorità di Curaçao dipendono esclusivamente dalle informazioni trasmesse dagli operatori. Nessun controllo è effettuato nei porti di sbarco o di trasbordo, né esiste una qualsiasi forma di collaborazione con i paesi di sbarco o trasbordo.
            
         
               (183)
            
            
               Curaçao non ha elaborato un sistema di dichiarazione delle catture che consenta di registrare tutte le catture in tempo reale, né un sistema di giornale di bordo elettronico. Tale paese non è stato quindi in grado di garantire il pieno controllo e la tracciabilità, né controlli incrociati efficaci delle posizioni VMS, degli sbarchi e delle informazioni sugli sbarchi e sui trasbordi. Pertanto, il comportamento di Curaçao a questo riguardo non è conforme alle raccomandazioni formulate al punto 28 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN.
            
         
               (184)
            
            
               A Curaçao la legge di base che disciplina il settore internazionale della pesca è il decreto nazionale sulla pesca nelle acque d'altura (Landsbesluit visserij op volle zee — PB n. 109) del 7 ottobre 2010. Il decreto nazionale del 2010 istituisce un regime di licenze internazionali e prevede disposizioni in materia di trasbordi, obblighi di comunicazione e VMS.
            
         
               (185)
            
            
               Il decreto nazionale sulla pesca del 1991 (Visserijlandsverordening) è la legge nazionale di base in materia di pesca che stabilisce le regole e i regolamenti applicabili nelle acque territoriali di Curaçao e nella relativa zona di pesca.
            
         
               (186)
            
            
               Per quanto riguarda il quadro giuridico e amministrativo di Curaçao, la missioni effettuate dalla Commissione in marzo e giugno 2013 hanno evidenziato una serie di carenze nelle strutture e nei sistemi predisposti da tale paese. In particolare, Curaçao non dispone di un registro delle infrazioni e delle sanzioni che consenta di verificare se i proprietari delle navi hanno precedenti di pesca INN. Nel complesso lo scarso livello delle sanzioni amministrative e delle ammende non consente di disporre di un sistema sanzionatorio coerente e dissuasivo. Secondo i dati trasmessi da Curaçao, la legislazione nazionale non prevede misure di esecuzione amministrativa. Pertanto non è possibile infliggere un'ammenda amministrativa a soggetti responsabili di infrazioni INN, né il governo di Curaçao può adottare misure preventive o repressive. Agendo nel modo sopra descritto, Curaçao non ha rispettato l'articolo 94 dell'UNCLOS.
            
         
               (187)
            
            
               Nel corso delle missioni di marzo e giugno 2013 e sulla base di quanto comunicato da Curaçao, la Commissione ha osservato che, nonostante le palesi lacune del quadro giuridico e amministrativo nazionale, le competenti autorità di Curaçao non hanno provveduto ad avviare le procedure necessarie per l'adeguamento di un codice di condotta in materia di pesca INN e la revisione della normativa nazionale in materia di pesca.
            
         
               (188)
            
            
               Pertanto gli elementi raccolti dalla Commissione dimostrano che il comportamento di Curaçao per quanto riguarda l'applicazione di misure di contrasto efficaci non è conforme alle raccomandazioni formulate dal punto 21 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, che invita gli Stati a provvedere affinché le sanzioni applicabili alle attività di pesca INN esercitate dai pescherecci siano sufficientemente severe da prevenire, scoraggiare ed eliminare in modo efficace la pesca INN e da privare i trasgressori dei benefici risultanti da tali attività.
            
         
               (189)
            
            
               Con riguardo alla capacità esistente delle autorità di Curaçao, l'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite non contiene informazioni sul livello di sviluppo del paese. Tuttavia, secondo gli indicatori dello sviluppo mondiale della Banca Mondiale (39), Curaçao è considerata un paese ad alto livello di reddito. Tenuto conto di questa posizione, non si ritiene necessario esaminare la capacità esistente delle competenti autorità di Curaçao.
            
         
               (190)
            
            
               Sulla base delle informazioni ottenute dalle missioni effettuate dalla Commissione nel marzo e giugno 2013, non si può ritenere che le autorità di Curaçao manchino di risorse finanziarie, quanto piuttosto del necessario contesto giuridico e amministrativo e dei poteri per svolgere le loro mansioni. Va inoltre sottolineato che, conformemente alle raccomandazioni di cui ai punti 85 e 86 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN concernenti i requisiti speciali dei paesi in via di sviluppo, la Commissione ha sostenuto Curaçao nell'applicazione del regolamento INN dell'UE attraverso un programma specifico di assistenza tecnica da essa finanziato (40).
            
         
               (191)
            
            
               Sulla base di quanto precede, si conclude che, a norma dell'articolo 31, paragrafo 3 e paragrafo 5, lettere b) e d), del regolamento INN, Curaçao non ha osservato gli obblighi ad essa incombenti a norma del diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera con riguardo agli impegni di cooperazione e di esecuzione.
            
         7.3.   Mancata applicazione delle norme internazionali (articolo 31, paragrafo 6, del regolamento INN)
   
   
               (192)
            
            
               Curaçao ha ratificato l'UNCLOS ed è parte non contraente cooperante dell'ICCAT dal 17 novembre 2010.
            
         
               (193)
            
            
               Per meglio comprendere l'attuazione delle norme internazionali da parte di Curaçao, è opportuno precisare che nel 2007 il Regno dei Paesi Bassi ha ratificato l'UNCLOS a nome delle Antille olandesi e che tutti gli strumenti legislativi da queste adottati anteriormente al 10 ottobre 2010 sono attuati da Curaçao.
            
         
               (194)
            
            
               La Commissione ha esaminato tutte le informazioni ritenute rilevanti in relazione allo status di Curaçao di parte non contraente cooperante dell'ICCAT. La Commissione ha esaminato inoltre tutte le informazioni ritenute pertinenti con riguardo all'accordo di Curaçao ad applicare le misure di conservazione e di gestione adottate dall'ICCAT.
            
         
               (195)
            
            
               La Commissione ha esaminato le informazioni trasmesse dall'ICCAT sulla conformità di Curaçao alle norme e alle misure vigenti. A tal fine la Commissione si è avvalsa delle tabelle di conformità dell'ICCAT (41).
            
         
               (196)
            
            
               Con riguardo al 2012, il comitato incaricato di verificare la conformità alle misure di conservazione e di gestione dell'ICCAT ha identificato Curaçao per il mancato rispetto dell'obbligo di comunicare all'ICCAT relazioni, statistiche e dati entro i termini impartiti. Nelle tabelle di conformità della relazione stilata da tale comitato (42) Curaçao è stata identificata per la presentazione tardiva o incompleta dei seguenti documenti: relazioni annuali/statistiche relative alle caratteristiche della flotta (compito I); azioni interne (navi di lunghezza superiore a 20 m) in materia di misure di gestione e di conservazione; informazioni sugli accordi di accesso; relazioni sui trasbordi; tabelle di conformità riguardanti i contingenti e i limiti di cattura. Le suddette inosservanze delle norme e delle raccomandazioni dell'ICCAT (in particolare la raccomandazione ICCAT 11-12), insieme agli altri elementi evidenziati nelle sezioni 7.1 e 7.2 della presente decisione, dimostrano che Curaçao non si è pienamente conformata ai propri obblighi di Stato di bandiera con riguardo alle misure di gestione e di conservazione, secondo il disposto degli articoli 117 e 118 dell'UNCLOS.
            
         
               (197)
            
            
               Per quanto riguarda la politica relativa alla flotta, la Commissione ha appurato che tutte le navi industriali di Curaçao appartengono ad armatori stranieri e che per Curaçao è possibile identificarne soltanto il proprietario effettivo. La Commissione è del parere che la disponibilità di informazioni sulle coordinate dei proprietari effettivi non costituisca una prova sufficiente dell'esistenza di un legame reale tra lo Stato di bandiera e le navi; essa ritiene quindi che tale situazione non sia conforme alle disposizioni sulla nazionalità delle navi di cui all'articolo 91 dell'UNCLOS.
            
         
               (198)
            
            
               Inoltre, dalle informazioni ottenute nel corso delle missioni di marzo e giugno 2013 risulta che l'immatricolazione dei pescherecci operanti in alto mare è effettuata da un'autorità (l'autorità marittima di Curaçao), mentre tutte le attività di gestione e monitoraggio sono demandate a un'altra autorità (il Ministero dello sviluppo economico). Tale ripartizione delle funzioni richiederebbe uno stretto coordinamento e una stretta cooperazione tra le autorità competenti. Tuttavia, dalle missioni svolte dalla Commissione nei mesi di marzo e giugno 2013 è emerso che tra queste due autorità non esiste una siffatta cooperazione. Gli elementi raccolti nel corso delle suddette missioni della Commissione dimostrano inoltre che le procedure di Curaçao per l'immatricolazione delle navi non tengono conto del fatto che le navi stesse o i loro proprietari abbiano in precedenza partecipato ad attività INN. È infatti emerso che, all'atto dell'immatricolazione, le autorità competenti di Curaçao non eseguono alcun controllo sui precedenti della nave o sulla sua eventuale partecipazione ad attività INN. Agendo nel modo descritto Curaçao non soddisfa i requisiti in materia di immatricolazione delle navi o di autorizzazione a battere bandiera stabiliti dalla risoluzione ICCAT 05-07 e non osserva l'articolo 94 dell'UNCLOS. Anche per quanto riguarda l'immatricolazione delle navi da pesca il comportamento di Curaçao non è conforme alle raccomandazioni formulate ai punti 36 e 38 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, che invita gli Stati di bandiera a rifiutare l'immatricolazione di navi responsabili di precedenti violazioni e ad evitare che le navi cambino bandiera per eludere le disposizioni o le misure di conservazione e di gestione adottate a livello nazionale, regionale o mondiale. Tale comportamento di Curaçao per quanto riguarda l'immatricolazione dei pescherecci non è neppure conforme alle raccomandazioni formulate al punto 39 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, che invita gli Stati a prendere tutte le misure possibili, anche negando alle navi l'autorizzazione di pesca e il diritto di battere la propria bandiera, per evitare cambi abusivi di bandiera. Tale pratica, nota sotto il nome di «flag hopping», consiste nel cambio frequente e ripetuto di bandiera per eludere le norme o le misure di gestione e di conservazione.
            
         
               (199)
            
            
               A questo si aggiunge il fatto che Curaçao, oltre al registro nazionale, tiene un registro delle navi locate a scafo nudo che consente alle navi battenti un'altra bandiera di battere temporaneamente la bandiera di Curaçao. Vale la pena notare che, quando immatricolano in tale registro una nave che non batte bandiera di Curaçao, le autorità di tale paese si limitano ad informarne l'altro Stato di bandiera. In questi casi le autorità di Curaçao non effettuano altre verifiche sugli operatori e/o sui proprietari effettivi dei pescherecci. Va detto inoltre che si sono verificati casi di navi da trasporto battenti bandiera di Curaçao che sono state registrate presso l'ICCAT da un altro paese (le Filippine), senza che ciò fosse notificato alle autorità di Curaçao. In conclusione, tale pratica di Curaçao non è conforme all'articolo 94 dell'UNCLOS, che definisce le responsabilità degli Stati di bandiera rispetto alle navi battenti la loro bandiera. Va notato a questo proposito che la Federazione internazionale dei lavoratori del trasporto considera Curaçao come una bandiera di comodo (43).
            
         
               (200)
            
            
               Va infine osservato che Curaçao non ha elaborato un piano d'azione nazionale contro la pesca INN, contrariamente a quanto raccomandato ai punti 25 e 27 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN.
            
         
               (201)
            
            
               Sulla base di quanto precede si conclude che, a norma dell'articolo 31, paragrafi 3 e 6, del regolamento INN, Curaçao non ha osservato gli obblighi ad essa incombenti a norma del diritto internazionale con riguardo ai regolamenti e alle misure internazionali di conservazione e di gestione.
            
         7.4.   Difficoltà specifiche dei paesi in via di sviluppo
   
   
               (202)
            
            
               Si ricorda che Curaçao non è elencata nell'allegato II del regolamento (CE) n. 1905/2006, che classifica gli Stati in funzione del loro livello di sviluppo, e che nell'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite non esistono altre informazioni sul livello di sviluppo di Curaçao. Al contrario, secondo gli indicatori dello sviluppo mondiale della Banca mondiale del 2013 (44), Curaçao è considerata un paese ad alto livello di reddito.
            
         
               (203)
            
            
               Tenuto conto delle risultanze delle missioni e del pertinente indicatore di sviluppo della Banca mondiale, Curaçao non può essere considerata come un paese che soffre di difficoltà specifiche derivanti direttamente dal suo livello di sviluppo. Non sono state riscontrate prove a conferma del fatto che il mancato rispetto, da parte di Curaçao, degli obblighi che ad essa incombono a norma del diritto internazionale sia dovuto a uno scarso sviluppo. Analogamente, non esistono prove concrete che consentano di correlare le carenze riscontrate in materia di monitoraggio, controllo e sorveglianza delle attività di pesca con le carenze a livello di capacità e di infrastrutture.
            
         
               (204)
            
            
               È inoltre pertinente osservare che già nel 2011 la Commissione ha finanziato a Curaçao un'azione specifica di assistenza tecnica in materia di lotta alla pesca INN (45). Non sussistono elementi che dimostrino che Curaçao ha tenuto conto dei pareri formulati per rimediare alle carenze constatate.
            
         
               (205)
            
            
               Sulla base di quanto precede si conclude che, conformemente al disposto dell'articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, lo stato di sviluppo e il comportamento complessivo di Curaçao per quanto riguarda la pesca non sono pregiudicati dal livello di sviluppo di tale paese.
            
         8.   CONCLUSIONI CONCERNENTI LA POSSIBILE IDENTIFICAZIONE DEI PAESI TERZI NON COOPERANTI
   
   
               (206)
            
            
               Alla luce delle conclusioni suesposte concernenti il mancato adempimento, da parte di Curaçao, del Ghana e della Corea, dell'obbligo ad essi imposto dal diritto internazionale, nella loro qualità di Stati di bandiera, Stati di approdo, Stati costieri o Stati di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e far cessare la pesca INN, è opportuno notificare a questi paesi, a norma dell'articolo 32 del regolamento INN, la possibilità di essere identificati come paesi che la Commissione considera come paesi terzi non cooperanti in materia di lotta contro la pesca INN.
            
         
               (207)
            
            
               In conformità all'articolo 32, paragrafo 1, del regolamento INN, la Commissione deve notificare a Curaçao, al Ghana e alla Corea la possibilità di essere identificati come paesi terzi non cooperanti. La Commissione deve inoltre adottare tutti i provvedimenti previsti all'articolo 32 del regolamento INN nei confronti di Curaçao, del Ghana e della Corea. Ai fini di una corretta amministrazione occorre fissare un termine entro il quale tali paesi possano rispondere per iscritto alla notifica e porre rimedio alla situazione.
            
         
               (208)
            
            
               Inoltre la notifica a Curaçao, al Ghana e alla Corea della possibilità di essere identificati come paesi che la Commissione considera come paesi non cooperanti ai fini della presente decisione non esclude né comporta automaticamente che la Commissione o il Consiglio possano successivamente procedere all'identificazione e alla compilazione di un elenco di paesi non cooperanti,
            
         DECIDE:
   Articolo unico
   Si notifica a Curaçao, alla Repubblica del Ghana e alla Repubblica di Corea la possibilità di essere identificate come paesi terzi che la Commissione considera come paesi terzi non cooperanti in materia di lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
   
      Fatto a Bruxelles, il 26 novembre 2013
      
         
            Per la Commissione
         
         Maria DAMANAKI
         
            Membro della Commissione
         
      
   
   
      (1)  GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1.
   
      (2)  Per lo Stato di commercializzazione e le misure corrispondenti si veda il piano d'azione internazionale della FAO per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN, paragrafi da 65 a 76, e il codice di condotta per una pesca responsabile della FAO del 1995, articolo 11, paragrafo 2.
   
      (3)  Lettera del QIA del 12 luglio 2011.
   
      (4)  OCSE, relazione «Ownership and Control of Ships», consultabile sul sito: http://www.oecd.org/dataoecd/53/9/17846120.pdf
   
      (5)  FAO, «Comprehensive record of fishing vessels, refrigerated transport vessels, supply vessels and beneficial ownership», relazione di uno studio svolto dal dipartimento della pesca della FAO, marzo 2010, consultabile sul sito: ftp://ftp.fao.org/FI/DOCUMENT/global_record/eims_272369.pdf) e piano d'azione internazionale contro la pesca INN, punto 18.
   
      (6)  La Corea ha concluso accordi di pesca con 13 paesi (Russia, Giappone, Cina, Tuvalu, Kiribati, Isole Salomone, Papua Nuova Guinea, Isole Cook, Francia, Iran, Australia, Mauritania e Ecuador).
   
      (7)  Relazione dell'NMFS, pag. 24.
   
      (8)  Informazioni tratte dal sito http://hdr.undp.org/en/statistics/
   
      (9)  Relazione CCAMLR della 30ma riunione della Commissione, Australia, Hobart, 24 ottobre-4 novembre 2011, CCAMLR-XXX, punti 9.12-9.28.
   
      (10)  Relazione di conformità della IOTC per la Corea a cura del comitato di conformità, 8a sessione del comitato, 14-16 marzo 2011, IOTC-2011-S15-CoC25Rev1[E].
   
      (11)  Relazione di conformità della IOTC del 10.3.2012, IOTC-2012-CoC09-CR14_Rev1[E].
   
      (12)  Circolare IOTC del 12 febbraio 2013.
   
      (13)  Lettera di identificazione ICCAT del 4 marzo 2010, circolare ICCAT n. 590 del 4 marzo 2010.
   
      (14)  Lettera di identificazione ICCAT del 18 gennaio 2011, circolare ICCAT n. 173 del 18 gennaio 2011.
   
      (15)  Lettera di richiamo ICCAT del 21 febbraio 2012, circolare ICCAT n. 636 del 21 febbraio 2012.
   
      (16)  Lettera di richiamo ICCAT dell'11 febbraio 2013, circolare ICCAT n. 610 dell'11 febbraio 2013.
   
      (17)  Cfr. nota 8.
   
      (18)  Per lo Stato di commercializzazione e le misure corrispondenti si veda il piano d'azione internazionale della FAO per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN, paragrafi da 65 a 76, e il codice di condotta per una pesca responsabile della FAO del 1995, articolo 11, paragrafo 2.
   
      (19)  Informazioni tratte dal sito http://www.nmfs.noaa.gov/ia/iuu/msra_page/2013_biennial_report_to_congress__jan_11__2013__final.pdf
   
      (20)  Informazioni tratte dai siti http://www.neafc.org/mcs/iuu/blist e http://iuu-vessels.org/iuu/iuu/search
   
      (21)  Raccomandazione ICCAT 06-11 che istituisce un programma per i trasbordi, in base alla quale tutte le operazioni di trasbordo di tonnidi e specie affini nella zona della convenzione ICCAT devono avere luogo in porto.
   
      (22)  Raccomandazione ICCAT 03-14 relativa alle norme minime per l'istituzione di un sistema di controllo dei pescherecci (VMS) nella zona della convenzione ICCAT.
   
      (23)  Cfr. nota 8.
   
      (24)  GU L 378 del 27.12.2006, pag. 41.
   
      (25)  Informazioni tratte dal sito web dell'FCWC: http://www.fcwc-fish.org/
   
      (26)  Lettera ICCAT del 4 marzo 2010, circolare ICCAT n. 592 del 4 marzo 2010.
   
      (27)  Lettera ICCAT del 18 gennaio 2011, circolare ICCAT n. 174 del 18 gennaio 2011.
   
      (28)  Lettera ICCAT del 21 febbraio 2012, circolare ICCAT n. 634 del 21 febbraio 2012.
   
      (29)  Raccomandazione ICCAT 09-01 concernente un programma pluriennale di conservazione e di gestione per il tonno obeso.
   
      (30)  Raccomandazione ICCAT 10-01 concernente un programma pluriennale di conservazione e di gestione per il tonno obeso.
   
      (31)  Raccomandazione ICCAT 11-01 concernente un programma pluriennale di conservazione e di gestione per il tonno obeso.
   
      (32)  Lettera ICCAT dell'11 febbraio 2013, circolare ICCAT n. 609 dell'11 febbraio 2013.
   
      (33)  Lettera ICCAT del 30 aprile 2013, circolare ICCAT n. 2104 del 30 aprile 2013.
   
      (34)  Relazione dell'NMFS, pag. 23.
   
      (35)  Cfr. nota 8.
   
      (36)  Accompanying developing countries in complying with the Implementation of Regulation (EC) No 1005/2008 on Illegal, Unreported and Unregulated (IUU) Fishing — Aiutare i paesi in via di sviluppo a conformarsi al regolamento (CE) n. 1005/2008 sulla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, EuropeAid/129609/C/SER/Multi.
   
      (37)  Informazioni tratte dal sito: http://www.southpacificrfmo.org/assets/Convention-and-Final-Act/2272942-v1-SPRFMOSignedFinalAct.pdf
   
      (38)  Raccomandazione ICCAT 09-11: raccomandazione ICCAT che modifica la raccomandazione 08-12 relativa a un programma ICCAT di documentazione delle catture di tonno rosso.
   
      (39)  Informazioni tratte dal sito: http://data.worldbank.org/country/CW Tali informazioni sono state utilizzate al posto dell'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite e del regolamento (CE) n. 1905/2006, in cui Curaçao non è menzionata.
   
      (40)  Accompanying developing countries in complying with the Implementation of Regulation (EC) No 1005/2008 on Illegal, Unreported and Unregulated (IUU) Fishing — Aiutare i paesi in via di sviluppo a conformarsi al regolamento (CE) n. 1005/2008 sulla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata), EuropeAid/129609/C/SER/Multi, 13-27 giugno 2011.
   
      (41)  Allegato 10, appendice 3, del verbale della 18ma riunione straordinaria dell'ICCAT (gennaio 2013), relazione per il biennio 2012-2013, parte I (2012), vol. 1.
   
      (42)  Cfr. nota 41.
   
      (43)  Informazioni tratte dal sito: http://www.itfglobal.org/flags-convenience/flags-convenien-183.cfm
   
      (44)  Informazioni tratte dal sito: http://data.worldbank.org/country/CW
   
      (45)  Cfr. nota 40.