CELEX: 62016CA0129
Language: it
Date: 2017-07-13 00:00:00
Title: Causa C-129/16: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 13 luglio 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Szolnoki Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság — Ungheria) — Túrkevei Tejtermelő Kft./Országos Környezetvédelmi és Természetvédelmi Főfelügyelőség (Rinvio pregiudiziale — Ambiente — Articoli 191 e 193 TFUE — Direttiva 2004/35/CE — Applicabilità ratione materiae — Inquinamento dell’aria causato dall’incenerimento illegale di rifiuti — Principio del «chi inquina paga» — Normativa nazionale che stabilisce la responsabilità solidale del proprietario del fondo sul quale l’inquinamento è stato generato e della persona che causa l’inquinamento)

4.9.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 293/6
            
         Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 13 luglio 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Szolnoki Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság — Ungheria) — Túrkevei Tejtermelő Kft./Országos Környezetvédelmi és Természetvédelmi Főfelügyelőség
   (Causa C-129/16) (1)
   
   ((Rinvio pregiudiziale - Ambiente - Articoli 191 e 193 TFUE - Direttiva 2004/35/CE - Applicabilità ratione materiae - Inquinamento dell’aria causato dall’incenerimento illegale di rifiuti - Principio del «chi inquina paga» - Normativa nazionale che stabilisce la responsabilità solidale del proprietario del fondo sul quale l’inquinamento è stato generato e della persona che causa l’inquinamento))
   (2017/C 293/08)
   Lingua processuale: l'ungherese
   
      Giudice del rinvio
   
   Szolnoki Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Túrkevei Tejtermelő Kft.
   
      Convenuto: Országos Környezetvédelmi és Természetvédelmi Főfelügyelőség
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               Le disposizioni della direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, lette alla luce degli articoli 191 e 193 TFUE devono essere interpretate nel senso che, sempre che la controversia di cui al procedimento principale rientri nel campo di applicazione della direttiva 2004/35, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare, esse non ostano a una normativa nazionale che identifica, oltre agli utilizzatori dei fondi su cui è stato generato l’inquinamento illecito, un’altra categoria di persone solidamente responsabili di un tale danno ambientale, ossia i proprietari di detti fondi, senza che occorra accertare l’esistenza di un nesso di causalità tra la condotta dei proprietari e il danno constatato, a condizione che tale normativa sia conforme ai principi generali di diritto dell’Unione, nonché ad ogni disposizione pertinente dei Trattati UE e FUE e degli atti di diritto derivato dell’Unione.
            
         
               2)
            
            
               L’articolo 16 della direttiva 2004/35 e l’articolo 193 TFUE devono essere interpretati nel senso che, sempre che la controversia di cui al procedimento principale rientri nel campo di applicazione della direttiva 2004/35, essi non ostano a una normativa nazionale, come quella controversa nel procedimento principale, ai sensi della quale non solo i proprietari di fondi sui quali è stato generato un inquinamento illecito rispondono in solido, con gli utilizzatori di tali fondi, di tale danno ambientale, ma nei loro confronti può anche essere inflitta un’ammenda dall’autorità nazionale competente, purché una normativa siffatta sia idonea a contribuire alla realizzazione dell’obiettivo di protezione rafforzata e le modalità di determinazione dell’ammenda non eccedano la misura necessaria per raggiungere tale obiettivo, circostanza che spetta al giudice nazionale verificare.
            
         
      (1)  GU C 211 del 13.6.2016.