CELEX: 
Language: it
Date: 1003-03-03
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma dell’accordo tra la Comunità europea ed il Regno di Danimarca, che estende alla Danimarca le disposizioni del regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio, del 18 febbraio 2003, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo e del regolamento (CE) n. 2725/2000 del Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce l'«Eurodac» per il confronto delle impronte digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino # Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e il Regno di Danimarca, che estende alla Danimarca le disposizioni del regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio, del 18 febbraio 2003, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo e del regolamento (CE) n. 2725/2000 del Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce l'«Eurodac» per il confronto delle impronte digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                         Bruxelles, 17.9.2004
                                                         COM(2004) 594 definitivo
                                                         2004/0205 (CNS)
                                             Proposta di
                                 DECISIONE DEL CONSIGLIO
    relativa alla firma dell’accordo tra la Comunità europea ed il Regno di Danimarca, che
    estende alla Danimarca le disposizioni del regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio,
   del 18 febbraio 2003, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato
     membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati
       membri da un cittadino di un paese terzo e del regolamento (CE) n. 2725/2000 del
       Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce l'«Eurodac» per il confronto delle
            impronte digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino
                                             Proposta di
                                 DECISIONE DEL CONSIGLIO
   relativa alla conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e il Regno di Danimarca,
        che estende alla Danimarca le disposizioni del regolamento (CE) n. 343/2003 del
    Consiglio, del 18 febbraio 2003, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
     dello Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno
   degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo e del regolamento (CE) n. 2725/2000
      del Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce l'«Eurodac» per il confronto delle
            impronte digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino.
                                   (presentate dalla Commissione)
IT                                                                                             IT
 ---pagebreak---                                              RELAZIONE
   I.         CONTESTO POLITICO E GIURIDICO
   Ai sensi degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato
   sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non ha
   partecipato all’adozione, da parte del Consiglio, del regolamento (CE) n. 343/2003, che
   stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per
   l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un
   paese terzo («regolamento Dublino II») e del regolamento (CE) n. 2725/2000, che istituisce
   l'«Eurodac» per il confronto delle impronte digitali per l'efficace applicazione della
   convenzione di Dublino («regolamento Eurodac»).
   Tuttavia, la Danimarca è parte contraente della convenzione sulla determinazione dello Stato
   competente per l’esame di una domanda d’asilo presentata in uno degli Stati membri delle
   Comunità europee («convenzione di Dublino»), firmata a Dublino il 15 giugno 1990.
   Il 19 gennaio 2001, la Comunità ha concluso un accordo con il Regno di Norvegia e la
   Repubblica d’Islanda relativo ai criteri e ai meccanismi che consentono di determinare lo
   Stato competente per l’esame di una domanda d’asilo presentata in uno degli Stati membri
   oppure in Islanda o in Norvegia. L’articolo 12 dell’accordo prevede che la Danimarca possa
   chiedere di aderire e che le condizioni di tale adesione siano determinate dalla Comunità,
   dalla Norvegia e dall’Islanda, con il consenso della Danimarca, in un protocollo allegato
   all’accordo stesso.
   La Danimarca ha chiesto di concludere accordi internazionali con la Comunità al fine di
   disciplinare le sue relazioni con gli altri Stati membri riprendendo gli strumenti comunitari
   esistenti.
   Nella sua comunicazione dell’aprile 2002, la Commissione, pur approvando la possibilità di
   concludere, in determinati casi specifici, a titolo eccezionale e transitorio, accordi
   internazionali con la Danimarca, ha, tuttavia, stabilito le condizioni per tali accordi,
   riguardanti in particolare la competenza della Corte di giustizia e gli obblighi della Danimarca
   nelle sue relazioni esterne nei settori presi in considerazione. Il Consiglio, con decisione del 6
   maggio 2003, ha autorizzato la Commissione a negoziare un accordo con il Regno di
   Danimarca al fine di estendere alla Danimarca le disposizioni del regolamento (CE) n.
   343/2003 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro
   competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un
   cittadino di un paese terzo e del regolamento (CE) n. 2725/2000, che istituisce l'«Eurodac»
   per il confronto delle impronte digitali per l'efficace applicazione della convenzione di
   Dublino e a negoziare con la Repubblica d’Islanda e il Regno di Norvegia la conclusione di
   un protocollo ai sensi dell’articolo 12 dell’accordo tra la Comunità europea e la Repubblica
   d'Islanda e il Regno di Norvegia relativo ai criteri e meccanismi per determinare lo Stato
   competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno Stato membro oppure in
   Islanda o in Norvegia. Essa ha ritenuto importante concludere un accordo con la Danimarca
   parallelamente al protocollo di cui all’accordo con Norvegia e Islanda al fine di garantire la
   competenza della Corte di giustizia nei confronti della Danimarca, sia per l’interpretazione
   che per l’applicazione degli accordi e dei regolamenti interessati e di disciplinare le
   reciproche obbligazioni nell’ambito di accordi internazionali.
IT                                                   2                                                IT
 ---pagebreak---    I negoziati per la conclusione dell’accordo hanno avuto inizio nel giugno 2003 e il testo è
   stato siglato l’8 giugno 2004.
   Per quanto concerne la Comunità, la base giuridica dell'accordo è l'articolo 63, paragrafo 1,
   lettera a), in combinato disposto con l'articolo 300 del trattato CE.
   Le proposte qui allegate costituiscono lo strumento giuridico per la firma e la conclusione
   dell’accordo. Il Consiglio deciderà a maggioranza qualificata (articolo 251 sulla base
   dell’articolo 67, paragrafo 5, primo trattino del trattato CE). Il Parlamento europeo dovrà
   essere ufficialmente consultato sulla conclusione dell'accordo, conformemente all’articolo
   300, paragrafo 3, del trattato CE.
   II.       RISULTATI DEI NEGOZIATI
   La Commissione ritiene che gli obiettivi stabiliti dal Consiglio nelle sue direttive di negoziato
   siano stati raggiunti e che il progetto di accordo sia accettabile per la Comunità.
   Il contenuto definitivo dell’accordo può riassumersi come segue:
   –         L'accordo si compone complessivamente di 11 articoli. Esso contiene altresì un
             allegato, che ne costituisce parte integrante.
   –         Esso rende applicabili alla Danimarca le disposizioni relative alla determinazione
             dello Stato competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in Danimarca o
             in un altro Stato membro da un cittadino di un paese terzo.
   –         Conferisce alla Corte di giustizia il compito di garantire l’interpretazione e
             l’applicazione uniforme delle disposizioni dell’accordo e dei regolamenti cui esso si
             riferisce.
   –         Attribuisce alla Corte di giustizia la competenza a conoscere le questioni
             pregiudiziali poste dagli organi giudiziari danesi riguardanti l’interpretazione delle
             disposizioni dell’accordo, a pari titolo con il regime applicabile agli organi giudiziari
             degli altri Stati membri.
   –         Attribuisce alla Corte di giustizia la competenza a pronunciarsi, su richiesta della
             Danimarca, su questioni interpretative delle disposizioni disciplinate dall’accordo,
             allo stesso modo e con i medesimi effetti che rispetto agli altri Stati membri, al
             Consiglio o alla Commissione, sulle questioni d’interpretazione dei regolamenti
             adottati ai sensi dell’articolo 63 del trattato CE.
   –         Si applicano le procedure d’infrazione stabilite dal trattato CE.
   –         L’accordo obbliga la Danimarca ad accettare tutte le modifiche ai regolamenti ai
             quali esso si riferisce nonché alle loro disposizioni d’attuazione.
   –         L’accordo disciplina le reciproche obbligazioni delle parti contraenti nel caso in cui
             una delle parti contraenti intenda concludere un accordo internazionale avente effetto
             sulle disposizioni disciplinate dall’accordo.
IT                                                    3                                                IT
 ---pagebreak---    –       L’accordo contiene una disposizione che obbliga la Danimarca a contribuire
           annualmente ai costi operativi connessi all’installazione ed all’attività dell’Unità
           centrale di Eurodac, in proporzione della percentuale rappresentata dal suo prodotto
           interno lordo rispetto al prodotto interno lordo di tutti gli Stati membri.
   –       L’accordo prevede, nei suoi “considerando”, che la convenzione di Dublino è
           sostituita dal presente accordo per le relazioni tra la Danimarca e gli altri Stati
           membri.
   –       L’accordo prevede disposizioni concernenti il suo termine finale di applicazione .
   III.    CONCLUSIONI
   Tenuto conto dei risultati di cui sopra, la Commissione propone che il Consiglio:
   –       decida che l'accordo sia firmato a nome della Comunità ed autorizzi il presidente del
           Consiglio a designare la o le persone debitamente abilitate a firmare a nome della
           Comunità;
   –       approvi, previa consultazione del Parlamento europeo, l'accordo qui allegato tra la
           Comunità europea e il Regno di Danimarca che estende alla Danimarca le
           disposizioni del regolamento (CE) n. 343/2003 che stabilisce i criteri e i meccanismi
           di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda
           d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo e del
           regolamento (CE) n. 2725/2000 che istituisce l'«Eurodac» per il confronto delle
           impronte digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino.
IT                                                 4                                             IT
 ---pagebreak---                                                  Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
     relativa alla firma dell’accordo tra la Comunità europea ed il Regno di Danimarca, che
     estende alla Danimarca le disposizioni del regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio,
    del 18 febbraio 2003, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato
      membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati
        membri da un cittadino di un paese terzo e del regolamento (CE) n. 2725/2000 del
        Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce l'«Eurodac» per il confronto delle
             impronte digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 63, paragrafo 1,
   lettera a), in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, prima frase,
   vista la proposta della Commissione1,
   considerando quanto segue:
   (1)      Con decisione del 6 maggio 2003, il Consiglio ha autorizzato la Commissione a
            negoziare un accordo tra la Comunità europea e il Regno di Danimarca che estende
            alla Danimarca le disposizioni del regolamento (CE) n. 343/2003 che stabilisce i
            criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di
            una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese
            terzo e del regolamento (CE) n. 2725/2000, che istituisce l'«Eurodac» per il confronto
            delle impronte digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino.
   (2)      I negoziati finalizzati alla firma dell’accordo si sono svolti tra giugno 2003 e aprile
            2004.
   (3)      Fatta salva una eventuale conclusione ad una data successiva, l'accordo siglato a
            Lussemburgo in data 8 giugno 2004, deve essere firmato.
   (4)      A norma dell’articolo 3 del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell’Irlanda
            allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea,
            il Regno Unito e l’Irlanda partecipano all’adozione e all’applicazione della presente
            decisione,
   1
            GU C…
IT                                                   5                                                 IT
 ---pagebreak---    DECIDE:
                                              Articolo unico
   Fatta salva una eventuale conclusione ad una data successiva, il presidente del Consiglio è
   autorizzato a designare la persona o le persone abilitate a firmare, per conto della Comunità
   europea, l'accordo tra la Comunità europea e il Regno di Danimarca che estende alla
   Danimarca le disposizioni del regolamento (CE) n. 343/2003 che stabilisce i criteri e i
   meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda
   d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo e del
   regolamento (CE) n. 2725/2000, che istituisce l'«Eurodac» per il confronto delle impronte
   digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                  Per il Consiglio
                                                  Il Presidente
IT                                                   6                                           IT
 ---pagebreak---                                                                  2004/0205 (CNS)
                                                     Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
    relativa alla conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e il Regno di Danimarca,
         che estende alla Danimarca le disposizioni del regolamento (CE) n. 343/2003 del
     Consiglio, del 18 febbraio 2003, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
     dello Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno
   degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo e del regolamento (CE) n. 2725/2000
      del Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce l'«Eurodac» per il confronto delle
             impronte digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino.
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 63, paragrafo 1,
   lettera a), in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, prima frase e
   paragrafo 3, primo comma,
   vista la proposta della Commissione2,
   visto il parere del Parlamento europeo3
   considerando quanto segue:
   (1)      La Commissione ha negoziato, in nome della Comunità europea, un accordo con il
            Regno di Danimarca che estende alla Danimarca le disposizioni le disposizioni del
            regolamento (CE) n. 343/2003 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
            dello Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno
            degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo e del regolamento (CE) n.
            2725/2000, che istituisce l'«Eurodac» per il confronto delle impronte digitali per
            l'efficace applicazione della convenzione di Dublino.
   (2)      Tale accordo è stato firmato in nome della Comunità europea il .......... 2004, fatta
            salva un’eventuale conclusione a una data successiva, conformemente alla decisione
            ...../...../CE del Consiglio del [..........].
   (3)      Tale accordo deve essere approvato.
   (4)      A norma dell’articolo 3 del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell’Irlanda
            allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea,
            il Regno Unito e l’Irlanda partecipano all’adozione e all’applicazione della presente
            decisione,
   2
            GU C…
   3
            GU C…
IT                                                         7                                           IT
 ---pagebreak---    DECIDE:
                                                      Articolo 1
   L'accordo tra la Comunità europea e il Regno di Danimarca che estende alla Danimarca le
   disposizioni le disposizioni del regolamento (CE) n. 343/2003 che stabilisce i criteri e i
   meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda
   d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo e del
   regolamento (CE) n. 2725/2000, che istituisce l'«Eurodac» per il confronto delle impronte
   digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino è approvato in nome della
   Comunità.
   Il testo dell’accordo è allegato alla presente decisione.
                                                      Articolo 2
   Il Presidente del Consiglio procede alla notifica prevista all’articolo 10, paragrafo 2,
   dell’accordo4.
                                                      Articolo 3
   La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                         Per il Consiglio
                                                         Il Presidente
   4
            La data di entrata in vigore dell’accordo sarà il primo giorno del secondo mese successivo alla notifica
            delle Parti contraenti.
IT                                                          8                                                        IT
 ---pagebreak---                                                Allegato I
                                              ACCORDO
                                       tra la Comunità europea
                                                    e
                                        il Regno di Danimarca
    in merito ai criteri e ai meccanismi per determinare lo Stato competente per l'esame di
      una domanda d'asilo presentata in Danimarca oppure in uno degli altri Stati membri
   dell’Unione europea e in merito a “Eurodac” per il confronto delle impronte digitali per
                        l'efficace applicazione della convenzione di Dublino
   LA COMUNITÀ EUROPEA,
   di seguito “la Comunità”, da un lato, e
   IL REGNO DI DANIMARCA,
   di seguito “la Danimarca”, dall’altro,
   1.       AVUTO RIGUARDO alla partecipazione della Danimarca alla Convenzione per
            determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno
            degli Stati membri dell'Unione europea, firmata a Dublino il 15 giugno 1990, in
            appresso “Convenzione di Dublino”.
   2.       AVUTO RIGUARDO all’articolo 12 dell’accordo tra la Comunità europea e la
            Repubblica d'Islanda ed il Regno di Norvegia relativo ai criteri e meccanismi per
            determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno
            Stato membro oppure in Islanda o in Norvegia.
   3.       RICONOSCENDO che il regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio, del 18
            febbraio 2003, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato
            membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati
            membri da un cittadino di un paese terzo, di seguito ”regolamento Dublino II”,
            sostituisce la “Convenzione di Dublino”.
   4.       CONSTATANDO che il regolamento della Commissione (CE) n. 1560/2003 recante
            modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio che
            stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente
            per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un
            cittadino di un paese terzo è stato adottato dalla Commissione il 2 settembre 2003.
   5.       CONSIDERANDO l’importanza del regolamento (CE) n. 2725/2000 del Consiglio,
            dell'11 dicembre 2000, che istituisce l'«Eurodac» per il confronto delle impronte
            digitali per l'efficace applicazione della convenzione di Dublino, di seguito
            ”regolamento Eurodac”. (Il “regolamento Eurodac ” e “il regolamento Dublino II”
            sono indicati di seguito come i “regolamenti”.)
IT                                                  9                                            IT
 ---pagebreak---    6.  CONSTATANDO che il Consiglio, il 28 febbraio 2002, ha adottato il regolamento
       (CE) n. 407/2002 che definisce talune modalità di applicazione del ”regolamento
       Eurodac”.
   7.  CONSIDERANDO il protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato
       sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea (“il protocollo
       sulla posizione della Danimarca”) a norma del quale ”il regolamento Dublino II” e il
       ”regolamento Eurodac” non sono vincolanti o applicabili in Danimarca.
   8.  INTENDENDO applicare, a norma del diritto internazionale, le disposizioni dei
       regolamenti, le loro future modifiche, nonché le relative misure di attuazione, alle
       relazioni tra la Comunità e la Danimarca, quale Stato membro con una posizione
       particolare rispetto al titolo IV del trattato che istituisce la Comunità europea.
   9.  SOTTOLINEANDO l’importanza di un adeguato coordinamento tra la Comunità e
       la Danimarca rispetto alla negoziazione e alla conclusione di accordi internazionali
       che possano incidere sul campo d'applicazione dei regolamenti o determinarne
       modifiche.
   10. SOTTOLINEANDO che la Danimarca dovrebbe cercare di aderire agli accordi
       internazionali conclusi dalla Comunità ove la partecipazione danese sia rilevante per
       l’applicazione coerente dei regolamenti e del presente accordo.
   11. AFFERMANDO che la Corte di giustizia delle Comunità europee dovrebbe essere
       competente al fine di garantire l’applicazione e l’interpretazione uniforme del
       presente accordo, comprese le disposizioni dei regolamenti e qualunque misura di
       attuazione della Comunità costituente parte dell’accordo.
   12. FACENDO RIFERIMENTO alla competenza conferita alla Corte di giustizia delle
       Comunità europee a norma dell’articolo 68, paragrafo 1, del trattato che istituisce la
       Comunità europea di pronunciarsi, in via pregiudiziale, in merito alla validità e
       all’interpretazione degli atti delle istituzioni comunitarie basati sul titolo IV del
       trattato, compresa la validità e l’interpretazione del presente accordo, e alla
       circostanza che tale disposizione non è vincolante per la Danimarca, né ad essa
       applicabile, ai sensi del protocollo sulla posizione della Danimarca.
   13. RITENENDO che la Corte di giustizia delle Comunità europee dovrebbe essere
       competente, alle medesime condizioni, a pronunciarsi in via pregiudiziale in merito a
       questioni relative alla validità e all’interpretazione del presente accordo sollevate da
       una giurisdizione danese, e che tale giurisdizione dovrebbe, pertanto, poter richiedere
       una pronuncia in via pregiudiziale alle medesime condizioni delle giurisdizioni degli
       altri Stati membri con riferimento all’interpretazione dei regolamenti e delle loro
       misure di attuazione.
   14. FACENDO RIFERIMENTO alla disposizione secondo cui, ai sensi dell’articolo 68,
       paragrafo 3, del trattato che istituisce la Comunità europea,il Consiglio dell’Unione
       europea, la Commissione europea e gli Stati membri possono chiedere alla Corte di
       giustizia delle Comunità europee di pronunciarsi sull’interpretazione degli atti delle
       istituzioni comunitarie basate sul titolo IV del trattato, compresa l’interpretazione del
       presente accordo, e alla circostanza che tale disposizione non è vincolante per la
IT                                              10                                               IT
 ---pagebreak---         Danimarca, né ad essa applicabile, ai sensi del protocollo sulla posizione della
        Danimarca.
   15.  RITENENDO che alla Danimarca dovrebbe essere conferita la possibilità, alle
        medesime condizioni degli altri Stati membri con riferimento all’interpretazione dei
        regolamenti e delle loro misure di attuazione, di richiedere alla Corte di giustizia di
        pronunciarsi in merito a questioni relative all’interpretazione del presente accordo.
   16.  SOTTOLINEANDO che, ai sensi della legge danese, le giurisdizioni danesi
        dovrebbero – nell’interpretazione del presente accordo comprese le disposizioni dei
        regolamenti e qualunque misura di attuazione che costituisce parte integrante
        dell’accordo – tenere debito conto delle pronunce contenute nella giurisprudenza
        della Corte di giustizia delle Comunità europee e delle giurisdizioni degli Stati
        membri delle Comunità europee con riferimento all’interpretazione dei regolamenti e
        delle loro misure di attuazione.
   17.  CONSIDERANDO che sarebbe possibile richiedere alla Corte di giustizia delle
        Comunità europee di pronunciarsi in merito a questioni riguardanti il rispetto degli
        obblighi derivanti dal presente accordo ai sensi delle disposizioni del trattato che
        istituisce la Comunità europea disciplinanti i procedimenti avanti alla Corte.
   18.  CONSIDERANDO che, ai sensi dell’articolo 300, paragrafo 7, del trattato che
        istituisce la Comunità europea, il presente accordo vincola gli Stati membri, è
        pertanto appropriato che la Danimarca, in caso di mancato rispetto da parte di uno
        Stato membro, possa adire la Commissione quale custode del trattato.
   19.  CONSIDERANDO che la Danimarca, ai sensi dell’articolo 3 del protocollo sulla
        posizione della Danimarca, non sopporta le conseguenze finanziarie di misure che
        non sono vincolanti in Danimarca, né ad essa applicabili, diverse dai costi
        amministrativi, e che pertanto il contributo della Danimarca ai costi operativi
        derivanti dalla costituzione e dalla gestione dell'unità centrale di Eurodac, ai sensi
        dell’articolo 3 del “regolamento Eurodac” deve essere determinato.
   20.  SOTTOLINEANDO che il protocollo di cui all’articolo 12 dell’accordo tra la
        Comunità europea e l'Islanda e la Norvegia relativo ai criteri e meccanismi per
        determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno
        Stato membro oppure in Islanda o in Norvegia, garantirà le relazioni tra Islanda e
        Norvegia, da un lato, e la Danimarca, dall’altro, per ciò che concerne le disposizioni
        del “regolamento Dublino II” e il “regolamento Eurodac”.
   21.  DESIDERANDO che il contenuto di detto protocollo sia determinato dalla Comunità
        europea e dall’Islanda e la Norvegia parallelamente al presente accordo, agendo con
        il consenso della Danimarca,
   HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:
                                         ARTICOLO 1
                                            Scopo
   1.   Scopo del presente accordo è applicare le disposizioni del regolamento (CE) n.
        343/2003 del Consiglio, del 18 febbraio 2003, che stabilisce i criteri e i meccanismi
IT                                            11                                                IT
 ---pagebreak---       di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda
      d'asilo presentata in Danimarca o in un altro Stato membro dell’Unione europea da
      un cittadino di un paese terzo (“regolamento Dublino II), del regolamento (CE) n.
      2725/2000 del Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce l'«Eurodac» per il
      confronto delle impronte digitali per l'efficace applicazione della convenzione di
      Dublino, (”regolamento Eurodac”) e le relative misure di attuazione alle relazioni tra
      la Comunità e la Danimarca, ai sensi dell’articolo 2, paragrafi 1 e 2.
   2. È obiettivo delle Parti contraenti giungere all’applicazione ed interpretazione
      uniformi delle disposizioni dei regolamenti e delle loro misure di attuazione in tutti
      gli Stati membri.
   3. Le disposizioni degli articoli 3, paragrafo 1, 4, paragrafo 1 e 5, paragrafo 1 del
      presente accordo discendono dal protocollo sulla posizione della Danimarca.
                                        ARTICOLO 2
                 Il “regolamento Dublino II”e il “regolamento Eurodac”
   1. Le disposizioni del “regolamento Dublino II”, allegato al presente accordo e di cui
      forma parte integrante, nonché le misure di attuazione adottate ai sensi dell’articolo
      27, paragrafo 2, del “regolamento Dublino II” e – per quanto concerne le misure di
      attuazione adottate dopo l’entrata in vigore del presente accordo – attuate dalla
      Danimarca ai sensi dell’articolo 4 del presente accordo, si applicheranno, in base al
      diritto internazionale, alle relazioni tra la Comunità e la Danimarca.
   2. Le disposizioni del “regolamento Eurodac” allegato al presente accordo e di cui
      forma parte integrante, nonché le misure di attuazione adottate ai sensi degli articoli
      22 o 23, paragrafo 2, del “regolamento Eurodac” e – per quanto concerne le misure
      di attuazione adottate dopo l’entrata in vigore del presente accordo – attuate dalla
      Danimarca ai sensi dell’articolo 4 del presente accordo, si applicheranno, in base al
      diritto internazionale, alle relazioni tra la Comunità e la Danimarca.
   3. Si applica la data di entrata in vigore del presente accordo invece delle date di cui
      all’articolo 29 del “regolamento Dublino II” e all’articolo 27 del “regolamento
      Eurodac”.
                                        ARTICOLO 3
          Modifiche al “regolamento Dublino II” e al “regolamento Eurodac”
   1. La Danimarca non prende parte all’adozione delle modifiche del “regolamento
      Dublino II” e del “regolamento Eurodac” e tali modifiche non sono vincolanti per la
      Danimarca, né applicabili ad essa.
   2. Nel caso di adozione di modifiche ai regolamenti, la Danimarca notificherà alla
      Commissione la sua decisione di attuare o meno il contenuto di tali modifiche. La
      notifica dovrà essere effettuata al momento dell’adozione delle modifiche oppure nei
      30 giorni successivi.
IT                                             12                                             IT
 ---pagebreak---    3. Qualora la Danimarca decida di attuare il contenuto delle modifiche, la notifica dovrà
      indicare se l’attuazione può aver luogo in via amministrativa oppure richieda
      l’approvazione del Parlamento.
   4. Se la notifica indica che l’attuazione può aver luogo in via amministrativa la notifica
      dovrà, inoltre, dare atto che tutte le necessarie misure amministrative entrano in
      vigore alla data di entrata in vigore delle modifiche ai regolamenti oppure sono
      entrate in vigore alla data della notifica, se questa seconda data è posteriore.
   5. Se la notifica indica che l’attuazione richiede l’approvazione del Parlamento in
      Danimarca, si applicano le seguenti disposizioni:
      a)     I provvedimenti legislativi entrano in vigore in Danimarca alla data di entrata
             in vigore delle modifiche ai regolamenti oppure nei 6 mesi successivi alla
             notifica, se questo secondo termine è posteriore;
      b)     Se i provvedimenti legislativi non sono entrati in vigore in Danimarca alla data
             delle modifiche ai regolamenti, la Danimarca dovrà, nella misura in cui ciò sia
             compatibile con il suo diritto nazionale, applicare provvisoriamente il
             contenuto sostanziale delle modifiche;
      c)     La Danimarca dovrà notificare alla Commissione la data di entrata in vigore
             delle misure legislative di attuazione e qualsivoglia specifica misura adottata in
             merito all’applicazione provvisoria.
   6. La notifica della Danimarca di cui ai paragrafi 4 o 5, attestante che il contenuto delle
      modifiche è stato attuato in Danimarca, determina il sorgere di obbligazioni
      reciproche, ai sensi del diritto internazionale, tra la Danimarca e la Comunità. Le
      modifiche ai regolamenti costituiranno dunque modifiche al presente accordo e
      saranno considerate allegati ad esso.
   7. Nel caso in cui:
      a)     la Danimarca comunichi la decisione di non accettare il contenuto delle
             modifiche; oppure
      b)     la Danimarca non effettui la notifica entro il termine di trenta giorni di cui al
             paragrafo 2; oppure
      c)     le misure legislative non entrino in vigore in Danimarca entro il termine
             stabilito al paragrafo 5,
      il presente accordo verrà considerato risolto a meno che le parti decidano altrimenti
      entro 90 giorni, oppure, nel caso previsto alla lettera c), le misure legislative entrino
      in vigore in Danimarca entro il medesimo periodo. La risoluzione avrà effetto 3 mesi
      dopo la scadenza del periodo di 90 giorni.
   8. Le richieste trasmesse ai sensi del “regolamento Dublino II” prima della data di
      risoluzione dell’accordo di cui al paragrafo 7 sono tuttavia impregiudicate.
IT                                            13                                                IT
 ---pagebreak---                                         ARTICOLO 4
                                    Misure di attuazione
   1. La Danimarca non prenderà parte all’adozione dei pareri resi dal comitati di cui
      all’articolo 27, paragrafo 2, del “regolamento Dublino II” e dall’articolo 23,
      paragrafo 2, del ”regolamento Eurodac” o all’adozione delle “modalità di
      applicazione” ai sensi dell’articolo 22 del “regolamento Eurodac”. Le misure di
      attuazione adottate ai sensi dell’articolo 27, paragrafo 2, del “regolamento Dublino
      II” oppure ai sensi dell’articolo 23, paragrafo 2, del ”regolamento Eurodac” e le
      “modalità di applicazione” ai sensi dell’articolo 22 del “regolamento Eurodac” non
      sono vincolanti per la Danimarca, né ad essa applicabili.
   2. Qualora siano adottate misure di attuazione ai sensi dell’articolo 27, paragrafo 2, del
      “regolamento Dublino II” e ai sensi degli articoli 22 o 23, paragrafo 2, del
      ”regolamento Eurodac”, le misure di attuazione devono essere comunicate alla
      Danimarca. La Danimarca comunicherà alla Commissione la sua decisione di attuare
      o meno il contenuto di tali misure. La notifica dovrà essere effettuata alla data della
      comunicazione delle misure di attuazione od entro i 30 giorni successivi.
   3. La notifica dovrà attestare che tutte le necessarie misure amministrative entrano in
      vigore alla data di entrata in vigore delle misure di attuazione oppure sono entrate in
      vigore alla data della notifica, se questa seconda data è posteriore.
   4. La notifica danese attestante che il contenuto delle misure di attuazione è stato
      attuato in Danimarca, determina il sorgere di obbligazioni reciproche, ai sensi del
      diritto internazionale, tra la Danimarca e la Comunità. Le misure di attuazione
      formeranno dunque parte integrante del presente accordo.
   5. Nel caso in cui:
      a)     la Danimarca comunichi la decisione di non attuare il contenuto delle misure di
             attuazione; oppure
      b)     la Danimarca non effettui la notifica entro il termine di trenta giorni di cui al
             paragrafo 2;
      il presente accordo verrà considerato risolto a meno che le parti decidano altrimenti
      entro 90 giorni. La risoluzione avrà effetto 3 mesi dopo la scadenza del periodo di 90
      giorni.
   6. Le richieste trasmesse ai sensi del “regolamento Dublino II” prima della data di
      risoluzione dell’accordo di cui al paragrafo 5 sono tuttavia impregiudicate.
   7. Qualora, in casi eccezionali, l’attuazione richieda l’approvazione parlamentare
      danese, la notifica della Danimarca, ai sensi del paragrafo 2, dovrà farne menzione,
      con conseguente applicazione dell’articolo 3, paragrafi da 5 a 8.
IT                                           14                                                IT
 ---pagebreak---                                           ARTICOLO 5
            Accordi internazionali che influiscono sul “regolamento Dublino II”
                                 e sul “regolamento Eurodac”
   1.  Gli accordi internazionali di cui è parte la Comunità basati sulle norme del
       “regolamento Dublino II ” e sul “regolamento Eurodac” non sono vincolanti per la
       Danimarca, né ad essa applicabili.
   2.  La Danimarca si asterrà dal prendere parte ad accordi internazionali che possono
       influire sul campo di applicazione dei regolamenti allegati al presente accordo o
       causarne modifiche per quanto concerne la determinazione della competenza ad
       esaminare una richiesta di asilo o misure riguardanti la comparazione delle impronte
       digitali di cittadini di paesi terzi coperte dal “regolamento Eurodac”, a meno che non
       vi sia l’accordo della Comunità e non siano intervenute intese soddisfacenti in merito
       al rapporto tra il presente accordo e l’accordo internazionale in questione.
   3.  Nel negoziare accordi internazionali che possono influire sul campo di applicazione
       dei regolamenti allegati al presente accordo o causarne modifiche, la Danimarca
       coordinerà la sua posizione con quella della Comunità e si asterrà da qualunque
       azione possa compromettere gli obiettivi di una posizione comunitaria nell’ambito
       della sua sfera di competenza in tali negoziati.
                                          ARTICOLO 6
      Competenza della Corte di Giustizia in merito all’interpretazione dell’accordo
   1.  Qualora sorga una questione concernente la validità o l’interpretazione di questo
       accordo in una causa pendente avanti ad un organo giudiziario danese, quest’ultimo
       può richiedere alla Corte di giustizia di pronunciarsi in merito nelle medesime
       circostanze in cui un organo giudiziario di un altro Stato membro dell’Unione
       europea vi sarebbe obbligato ai sensi del “regolamento Dublino II”, del “regolamento
       Eurodac” e delle loro misure di attuazione di cui all’articolo 2, paragrafi 1 e 2.
   2.  Ai sensi della legge danese, gli organi giudiziari danesi dovranno, nell’interpretare il
       presente accordo, tenere in debito conto le pronunce contenute nella giurisprudenza
       della Corte di giustizia relativamente alle disposizioni del “regolamento Dublino II”,
       del “regolamento Eurodac ” e di ogni altra misura di attuazione comunitaria.
   3.  La Danimarca può, come il Consiglio, la Commissione e qualunque altro Stato
       membro, richiedere alla Corte di giustizia di pronunciarsi su una questione di
       interpretazione del presente accordo. Le pronunce rese dalla Corte di giustizia in
       risposta a tale richiesta non si applicano alle sentenze di organi giudiziari di altri Stati
       membri che abbiano acquisito autorità di cosa giudicata.
   4.  La Danimarca ha la facoltà di sottoporre osservazioni alla Corte di giustizia nei casi
       in cui un organo giudiziario di uno Stato membro le abbia sottoposto una questione
       pregiudiziale in merito all’interpretazione di qualunque disposizione di cui
       all’articolo 2, paragrafi 1 e 2.
IT                                              15                                                  IT
 ---pagebreak---    5.       Si applicano il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia delle Comunità
            europee ed il suo regolamento di procedura.
   6.       In caso di modifica delle disposizioni del trattato che istituisce la Comunità europea
            concernenti le pronunce della Corte di giustizia con conseguenze rispetto alle
            pronunce concernenti il “regolamento Dublino II” e il “regolamento Eurodac”, la
            Danimarca può notificare alla Commissione la sua decisione di non applicare le
            modifiche rispetto al presente accordo. La notifica deve essere effettuata al momento
            dell’entrata in vigore delle modifiche ed entro 60 giorni da essa.
            In tal caso il presente accordo sarà considerato risolto. La risoluzione avrà effetto 3
            mesi dopo la notifica.
   7.       Le richieste trasmesse ai sensi del “regolamento Dublino II” prima della data di
            risoluzione dell’accordo di cui al paragrafo 6 sono tuttavia impregiudicate.
                                             ARTICOLO 7
         Competenza della Corte di giustizia delle Comunità europee in relazione al rispetto
                                              dell’accordo
   1.       La Commissione può introdurre un ricorso avanti alla Corte di giustizia nei confronti
            della Danimarca nell’ipotesi di mancato rispetto di qualunque obbligazione derivante
            dal presente accordo.
   2.       La Danimarca può presentare un reclamo alla Commissione in caso di mancato
            rispetto da parte di uno Stato membro delle obbligazioni derivanti dal presente
            accordo.
   3.       Si applicano le disposizioni pertinenti del trattato che istituisce la Comunità europea
            che disciplinano i procedimenti avanti alla Corte di giustizia, nonché il protocollo
            sullo statuto della Corte di giustizia delle Comunità europee ed il suo regolamento di
            procedura.
                                             ARTICOLO 8
                                        Applicazione territoriale
   Il presente accordo si applica ai territori di cui all’articolo 299 del trattato che istituisce la
   Comunità europea e in conformità dell’articolo 26 del “regolamento Eurodac” e dell’articolo
   26 del “regolamento Dublino II”.
                                           ARTICOLO 8 BIS
                             Contributi finanziari concernenti “Eurodac”
   Per quanto riguarda i costi amministrativi ed operativi derivanti dalla costituzione e dalla
   gestione dell'unità centrale di Eurodac, la Danimarca verserà al bilancio generale dell'Unione
   europea un contributo annuo, calcolato in proporzione della percentuale che il prodotto
   interno lordo della Danimarca rappresenta rispetto al prodotto interno lordo di tutti gli Stati
   partecipanti.
IT                                                 16                                                 IT
 ---pagebreak---    Questa disposizione si applicherà a partire dall’anno in cui la Danimarca si collegherà
   all’unità centrale.
   Il contributo della Danimarca all’iniziale installazione dell’unità centrale consisterà in un
   importo forfettario equivalente all’importo rimborsato sulla contribuzione danese al bilancio
   generale della Comunità europea, a causa della sua iniziale mancata partecipazione al
   “regolamento Eurodac”.
                                              ARTICOLO 9
                                         Denuncia dell’accordo
   1.        Il presente accordo avrà termine nel caso in cui la Danimarca informi gli altri Stati
             membri che non intende più avvalersi delle disposizioni della parte I del protocollo
             sulla posizione della Danimarca, ai sensi dell’articolo 7 del protocollo stesso.
   2.        Il presente accordo può essere denunciato da ciascuna delle Parti contraenti dandone
             notifica all’altra Parte contraente. La denuncia sarà efficace trascorsi sei mesi dalla
             data della notifica.
   3.        Le richieste trasmesse prima della data di denuncia dell’accordo ai sensi dei paragrafi
             1 o2 sono tuttavia impregiudicate.
                                             ARTICOLO 10
                                             Entrata in vigore
   1.        Il presente accordo è adottato dalle Parti contraenti ai sensi delle rispettive procedure.
   2.        Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla
             data della notifica effettuata dalle Parti contraenti del completamento delle rispettive
             procedure richieste a tale scopo.
                                             ARTICOLO 11
                                              Testi autentici
   Il presente accordo è redatto in duplice copia nelle lingue ceca, danese, estone, finlandese,
   francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, nederlandese, polacca, portoghese,
   slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca e ungherese, ciascun testo facente ugualmente
   fede.
IT                                                  17                                                  IT
 ---pagebreak---                                                Allegato II
   REGOLAMENTO (CE) n. 343/2003 del Consiglio, del 18 febbraio 2003, che stabilisce i criteri e
   i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda
   d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo.
   REGOLAMENTO (CE) n. 2725/2000 del Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce
   l'«Eurodac» per il confronto delle impronte digitali per l'efficace applicazione della convenzione
   di Dublino.
IT                                                18                                                  IT