CELEX: 52003PC0333
Language: it
Date: 2003-06-12
Title: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica le direttive 79/117/CEE e 96/59/CE

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52003PC0333

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica le direttive 79/117/CEE e 96/59/CE  /* COM/2003/0333 def. - COD 2003/0119 */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica le direttive 79/117/CEE e 96/59/CE(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. AntefattiGli inquinanti organici persistenti (persistent organic pollutants o POP) sono sostanze chimiche che persistono nell'ambiente, sono soggette a bioaccumulo attraverso la catena alimentare e rischiano di produrre effetti negativi per la salute umana e per l'ambiente. Si tratta di inquinanti che vengono trasportati attraverso i confini, a distanze notevoli dal punto di emissione, fino a regioni dove non sono mai stati utilizzati o prodotti. Gli ecosistemi artici e le popolazioni autoctone che vivono in quelle zone sono particolarmente a rischio, vista la diffusione ambientale a vasto raggio e la bioamplificazione che caratterizza tali sostanze. Per tutti questi motivi gli inquinanti organici persistenti rappresentano una minaccia per l'ambiente e per la salute umana in tutto il mondo e la comunità internazionale ha invocato la necessità di intervenire per ridurne ed eliminarne la produzione, l'utilizzo e l'emissione.La Comunità europea e gli Stati membri hanno firmato, nel giugno 1998, il protocollo sugli inquinanti organici persistenti alla convenzione regionale dell'UNECE sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (CLRTAP) e nel maggio 2001 la convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti, di portata mondiale. Anche gran parte dei paesi candidati e in via di adesione ha firmato il protocollo e la convenzione. Adesso è dunque venuto il momento di perfezionare la normativa di attuazione, a livello comunitario, per concludere i suddetti strumenti internazionali. Le proposte devono essere presentate con urgenza, visto che:- la convenzione di Stoccolma entrerà in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di deposito del cinquantesimo strumento di ratifica; al gennaio 2003, 26 paesi avevano già ratificato la convenzione;- il protocollo UNECE sugli inquinanti organici persistenti entrerà in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di deposito del sedicesimo strumento di ratifica; al gennaio 2003, 14 Parti della convenzione CLRTAP avevano già ratificato il protocollo;- l'impegno a ratificare quanto prima la convenzione è stato ribadito in varie sedi, tra cui il Sesto programma di azione in materia di ambiente (decisione 1600/2002/CE [1]) e, recentemente, nella dichiarazione politica presentata al Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg.[1]  GU L 242 del 10.9.2002, pag. 1.La presente proposta di regolamento intende dare esecuzione alle principali disposizioni contenute nella convenzione e nel protocollo che non sono ancora sufficientemente disciplinate dalla normativa comunitaria. Parallelamente a questa proposta vengono presentate proposte separate di decisioni del Consiglio relative alla conclusione dei due strumenti internazionali da parte della Comunità.2. Il protocollo UNECEL'organo esecutivo della convenzione CLRTAP ha adottato il protocollo sugli inquinanti organici persistenti il 24 giugno 1998 ad Aarhus, in Danimarca. Lo strumento riguarda un elenco di 16 sostanze, di cui 11 pesticidi, due sostanze chimiche industriali e tre sottoprodotti che si formano non intenzionalmente. L'obiettivo ultimo del protocollo è l'eliminazione degli scarichi, delle emissioni e delle fuoriuscite di inquinanti organici persistenti. Il protocollo vieta del tutto la produzione e l'utilizzo di alcuni prodotti (aldrin, clordano, clordecone, dieldrin, endrin, esabromobifenile, mirex e toxafene), per altri prevede l'eliminazione in una fase successiva (DDT, eptacloro, esaclorobenzene e bifenili policlorurati (PCB)) e limita rigorosamente l'uso del DDT, dell'esaclorocicloesano (HCH, compreso il lindano) e dei PCB. Il protocollo include disposizioni per il trattamento dei rifiuti dei prodotti vietati e impone alle Parti di ridurre le emissioni di diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ed esaclorobenzene (HCB) al di sotto dei livelli raggiunti nel 1990 (o, in alternativa, in un anno compreso tra il 1985 e il 1995). Infine, per l'incenerimento dei rifiuti urbani, pericolosi e ospedalieri vengono fissati valori limite specifici.Il protocollo dell'UNECE sugli inquinanti organici persistenti è stato firmato da 36 delle 48 Parti alla convenzione CLRTAP, tra cui tutti gli Stati membri e tutti i paesi candidati all'adesione escluse l'Estonia, Malta e la Turchia. A marzo 2003, 14 Parti, tra cui sette Stati membri e due paesi candidati, avevano ratificato il protocollo che, per entrare in vigore, deve essere ratificato da almeno 16 Parti.3. La convenzione di StoccolmaLa convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (POP) è stata formalmente adottata da 127 governi e sottoscritta da 91 paesi e dalla Comunità europea il 22-23 maggio 2001 a Stoccolma, dopo tre anni di negoziati condotti sotto gli auspici del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (United Nations Environment Programme - UNEP). I negoziati sono riusciti nell'intento di istituire un forte regime internazionale volto a promuovere un'azione a livello mondiale nei confronti di un primo gruppo di dodici inquinanti organici persistenti, che sono tutti inseriti anche nel protocollo UNECE. L'obiettivo generale della convenzione è di proteggere la salute umana e l'ambiente dagli inquinanti organici persistenti. In particolare si fa riferimento al principio di precauzione già istituito nel principio n. 15 della Dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo ma, elemento ancora più importante, il principio viene reso operativo nell'articolo 8, che fissa le regole per aggiungere altre sostanze chimiche alla convenzione. Di nove sostanze chimiche prodotte intenzionalmente che ora figurano all'allegato A della convenzione (aldrin, clordano, dieldrin, endrin, esaclorobenzene, eptacloro, mirex, toxafene e PCB) è vietata la produzione e l'utilizzo, salvo in caso di esenzioni generiche o specifiche. Sono inoltre rigorosamente limitati la produzione e l'impiego del DDT, un pesticida ancora in uso in molti paesi in via di sviluppo per controllare il vettore della malaria e di altre patologie, come prescritto dall'allegato B della convenzione.Le deroghe generiche consentono la ricerca di laboratorio, l'uso come campioni di riferimento e la presenza non intenzionale di contaminanti in tracce in prodotti e articoli. Anche gli articoli attualmente in uso e contenenti POP sono soggetti ad un'esenzione, a condizione che le Parti forniscano al Segretariato della convenzione informazioni sui suddetti usi e il piano nazionale di gestione dei rifiuti di tali articoli.La convenzione limita rigorosamente l'importazione e l'esportazione di dieci POP prodotti intenzionalmente; alla scadenza delle deroghe specifiche per le varie sostanze, le importazioni e le esportazioni sono consentite solo ai fini di uno smaltimento senza rischi per l'ambiente da svolgersi in condizioni ben limitate.Nella convenzione sono contemplate disposizioni speciali per le Parti che hanno sistemi di valutazione per procedere al riesame delle sostanze chimiche esistenti e valutarne le caratteristiche di inquinanti organici persistenti, nonché adottare misure regolamentari per impedire lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di nuove sostanze che presentino le caratteristiche degli inquinanti organici persistenti.Il rilascio dei sottoprodotti non intenzionali inseriti nell'allegato C (diossine, furani, PCB e HCB) deve essere continuamente ridotto al minimo, con l'obiettivo ultimo di eliminare tali sostanze, ove ciò risulti fattibile. Lo strumento principale per raggiungere questo obiettivo sono i piani d'azione nazionali, che dovrebbero comprendere inventari delle fonti di tali sostanze e stime sul loro rilascio, nonché piani per ridurne le emissioni. La disposizione più rigorosa riguardo ai sottoprodotti comporta che le Parti devono promuovere e, in base ai rispettivi piani nazionali, imporre il ricorso alle migliori tecniche disponibili per le nuove fonti di sostanze appartenenti alle principali categorie di fonti.La convenzione prevede anche di individuare e gestire, in condizioni di sicurezza, le scorte contenenti o costituite da inquinanti organici persistenti; i rifiuti contenenti, costituiti o contaminati da POP devono essere smaltiti in modo che gli inquinanti organici persistenti ivi contenuti siano distrutti o trasformati irreversibilmente in modo tale da non presentare più le caratteristiche di questo tipo di inquinanti. Quando la distruzione o la trasformazione irreversibile non rappresentano la soluzione preferibile dal punto di vista ambientale o se il tenore di POP è basso, i rifiuti devono essere smaltiti in altro modo che non comporti rischi per l'ambiente. Le operazioni di smaltimento che possono condurre al recupero o al riutilizzo di inquinanti organici persistenti sono esplicitamente vietate. Per quanto riguarda i movimenti transfrontalieri dei rifiuti occorre tener conto delle pertinenti regole, norme e linee guida internazionali, quali la convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di scorie tossiche e della loro eliminazione.Oltre alle misure di controllo, la convenzione prevede vari obblighi di carattere generale. Ciascuna Parte è, ad esempio, tenuta ad elaborare e si sforza di attuare un piano nazionale per favorire o procedere allo scambio di informazioni e promuovere e favorire la sensibilizzazione e l'accesso del pubblico alle informazioni sugli inquinanti organici persistenti. Le Parti devono inoltre incoraggiare o svolgere opportune attività di ricerca, sviluppo, monitoraggio e cooperazione riguardo ai POP ed eventualmente alle sostanze alternative o alle sostanze che possono essere annoverate tra gli inquinanti organici persistenti. Esse infine devono riferire periodicamente alla Conferenza delle Parti in merito alle misure adottate per attuare le disposizioni della convenzione.La convenzione riconosce le esigenze particolari dei paesi in via di sviluppo e dei paesi ad economia in transizione e per questo fra gli obblighi generali figurano disposizioni specifiche in materia di assistenza tecnica e di risorse e meccanismi finanziari.Nel complesso 150 paesi più la Comunità europea hanno firmato la convenzione di Stoccolma entro le scadenze fissate per i firmatari. A marzo 2003, 30 paesi l'avevano già ratificata. La convenzione entrerà in vigore dopo la cinquantesima ratifica. Tutti gli Stati membri e i paesi candidati, eccetto due (Cipro ed Estonia), hanno firmato la convenzione e finora sei Stati membri e due paesi candidati l'hanno anche ratificata.4. Normative comunitarie in vigoreL'attuale normativa comunitaria prevede restrizioni all'immissione in commercio e all'utilizzo di gran parte delle sostanze prodotte intenzionalmente elencate nella convenzione e nel protocollo. Non esiste, tuttavia, alcuna normativa comunitaria per tre sostanze: mirex, clordecone ed esabromobifenile. Le restrizioni attualmente applicate sono principalmente quelle stabilite dalla direttiva 79/117/CEE del Consiglio [2] relativa al divieto di immettere in commercio e impiegare prodotti fitosanitari contenenti determinate sostanze attive. Le limitazioni all'utilizzo dei PCB sono stabilite dalla direttiva 76/769/CEE del Consiglio [3] concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati Membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi.[2]  GU L 33 dell'8.2.1979, pag. 36, modificata da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia.[3]  GU L 262 del 27.9.1976, pag. 201, modificata da ultimo dalla direttiva 2003/11/CE della Commissione (GU L 42 del 15.2.2003, pag. 45).La lacuna più vistosa dell'attuale normativa comunitaria è la mancanza di disposizioni che vietino la produzione delle sostanze chimiche che ora figurano negli elenchi dei due strumenti, né è prevista alcuna disciplina che vieti la produzione dei nuovi inquinanti organici persistenti che possano venire aggiunti agli accordi in futuro. Un'altra notevole lacuna è il fatto che la maggior parte dei divieti attualmente previsti dalla legislazione comunitaria sull'immissione in commercio e l'uso di sostanze chimiche specifiche che sono inquinanti organici persistenti non sono totali: la direttiva 79/117/CEE riguarda infatti solo l'utilizzo delle sostanze come prodotti fitosanitari e non, ad esempio, come biocidi o a fini industriali. Inoltre, non sempre è vietato immettere in commercio e utilizzare sostanze chimiche che si ritrovano come componenti di articoli e le deroghe concesse nelle due direttive citate in precedenza sono ben più ampie di quelle consentite dalla convenzione.Gran parte degli inquinanti organici persistenti inclusi figura già nel regolamento (CEE) n. 2455/92 del Consiglio relativo alle esportazioni e importazioni comunitarie di taluni prodotti chimici pericolosi [4] e dunque l'esportazione e l'importazione di tali sostanze sono già soggette alla procedura di previo consenso informato. Il regolamento è stato di recente sostituito dal regolamento (CE) n. 304/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio [5] che attua gli obblighi della convenzione di Rotterdam sulla procedura di previo assenso informato (PIC) per taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio internazionale. Infine, il regolamento (CE) n. 304/2003 vieta l'esportazione dei 10 inquinanti organici persistenti attualmente presenti nell'elenco della convenzione di Stoccolma, conformemente alle disposizioni in essa contenute.[4]  GU L 251 del 29.8.1992, pag. 13, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2247/98 della Commissione (GU L 282 del 20.10.1998, pag. 12).[5]  GU L 63 del 6.3.2003, pag. 1.L'obbligo di impedire la commercializzazione e l'uso di nuove sostanze chimiche assimilabili ai POP può già essere attuato nell'ambito dei regimi di valutazione previsti per le nuove sostanze (nel quadro della direttiva 67/548/CEE del Consiglio [6]), per i prodotti fitosanitari (direttiva 91/414/CEE del Consiglio [7]) e per i biocidi (direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [8]). Tuttavia, nessuna di queste direttive può impedire la produzione di nuove sostanze aventi le caratteristiche di inquinanti organici persistenti. Questa possibilità dovrebbe essere prevista dal futuro sistema REACH proposto nel Libro bianco "Strategia per una politica futura in materia di sostanze chimiche" (comunicazione della Commissione COM(2001)88 definitivo).[6]  GU P 196 del 16.8.1967, pag. 1, modificata da ultimo dalla direttiva 2001/59/CE della Commissione (GU L 225 del 21.8.2001, pag. 1).[7]  GU L 242 del 19.8.1991, pag. 1, modificata da ultimo dalla direttiva 2003/5/CE della Commissione (GU L 8 del 14.1.2003, pag. 7).[8]  GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1.Per quanto riguarda la produzione non intenzionale di POP, vari strumenti comunitari avranno un impatto sulla riduzione delle emissioni di tali sostanze. Le misure principali di riduzione delle emissioni sono fissate dalla direttiva 96/61/CE (la cosiddetta direttiva IPPC [9]), che disciplina le principali fonti fisse (fonti industriali, industria energetica e gestione dei rifiuti) che producono POP come sottoprodotti. Il Registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER), un inventario comunitario delle principali emissioni e fonti responsabili, è stato istituito dalla decisione 2000/479/CE della Commissione [10] e comprende già tutti gli inquinanti organici persistenti prodotti non intenzionalmente, ad esclusione dei PCB. L'elenco degli inquinanti da registrare sarà ampliato in vista di altri obblighi internazionali e verranno inseriti anche i PCB.[9]  GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26.[10]  GU L 192 del 28.7.2000, pag. 36.La direttiva sull'incenerimento dei rifiuti (2000/76/CE [11]), che disciplina tutti gli impianti di incenerimento dei rifiuti, riguarda una fonte molto importante di inquinanti organici persistenti che si formano come sottoprodotti. Inoltre, la direttiva sui grandi impianti di combustione (2001/80/CE [12]) è importante per quanto riguarda le emissioni di POP. La direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso [13] impone la separazione dei componenti pericolosi del veicolo prima della frantumazione e prevede uno smaltimento adeguato dei rifiuti frantumati: queste due disposizioni dovrebbero contribuire a ridurre il rilascio di inquinanti organici persistenti dagli impianti di frantumazione, che rientrano tra le fonti di queste sostanze. Due direttive adottate di recente - la direttiva 2002/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) [14] e la direttiva 2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche [15] - istituiscono la separazione obbligatoria dei componenti che contengono PCB per garantire che essi vengano smaltiti adeguatamente e limitano l'utilizzo di alcune sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Tutte queste direttive contribuiranno a ridurre le emissioni di POP nell'ambiente.[11]  GU L 332 del 28.12.2000, pag. 91.[12]  GU L 309 del 27.11.2001, pag. 1.[13]  GU L 269 del 21.10.2000, pag. 34, modificata da ultimo dalla decisione 2002/525/CE della Commissione (GU L 170 del 29.6.2002, pag. 81).[14]  GU L 37 del 13.2.2003, pag. 24.[15]  GU L 37 del 13.2.2003, pag. 19.Per quanto riguarda la prevenzione di emissioni accidentali di sostanze pericolose, la direttiva 96/82/CE del Consiglio [16] sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose (la cosiddetta direttiva Seveso II) è un importante strumento della normativa comunitaria.[16]  GU L 10 del 14.1.1997, pag. 13, modificata da ultimo dalla decisione 98/433/CE della Commissione (GU L 192 dell'8.7.1998, pag. 19).In merito al rilascio di inquinanti organici persistenti nelle acque, la direttiva 76/464/CEE del Consiglio [17] concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità ha una certa rilevanza; tuttavia, sono stati fissati valori limite di emissione solo per l'HCB (con la direttiva 88/347/CEE del Consiglio [18]). La direttiva 76/464/CEE è ormai integrata nella direttiva quadro sulle acque (direttiva 2000/60/CE [19]) e alcuni degli inquinanti elencati compaiono anche nell'elenco delle sostanze prioritarie.[17]  GU L 129 del 18.5.1976, pag. 23, modificata da ultimo dalla direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1).[18]  GU L 158 del 25.6.1988, pag. 35.[19]  GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.Per concludere, in generale si può affermare che, per quanto riguarda le misure per il controllo e la riduzione delle emissioni, la normativa comunitaria è perfettamente in sintonia con le disposizioni previste dai due strumenti internazionali qui esaminati. Mancano però obiettivi di riduzione delle emissioni in quanto tali a livello comunitario e gli attuali inventari delle emissioni non comprendono tutte le fonti di inquinanti organici persistenti. La normativa comunitaria sugli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) è ancora molto limitata, ma la Commissione sta preparando una proposta di direttiva derivata nell'ambito della direttiva 96/62/CE del Consiglio in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente, che dovrebbe fissare un obiettivo quantificato per l'emissione nell'aria del benzo[a]pirene, quale indicatore degli IPA.Nel 2001 la Commissione ha adottato una comunicazione sulla strategia comunitaria sulle diossine, i furani e i bifenili policlorurati (COM(2001) 593 def.). La strategia punta a valutare l'attuale stato dell'ambiente e degli ecosistemi, a ridurre l'esposizione umana alle diossine e ai PCB nel breve termine, a mantenere l'esposizione umana entro livelli di sicurezza nel medio-lungo termine e a ridurre gli effetti sull'ambiente delle diossine e dei PCB. La strategia non propone modifiche legislative, quanto varie altre misure, compreso un adeguato controllo dell'osservanza della normativa comunitaria in vigore (in particolare della direttiva sullo smaltimento dei PCB e della direttiva IPPC). In questo senso la strategia potrebbe rappresentare un piano d'azione comunitario per ridurre ed eliminare le emissioni di questi inquinanti organici persistenti.La gestione delle scorte, prima che diventino rifiuti, rientra nell'ambito della normativa sulle sostanze chimiche in vigore e, quando si tratta di sicurezza degli impianti e in particolare di depositi di grandi dimensioni, della direttiva Seveso II. Varie disposizioni sulla gestione dei rifiuti contenute nel protocollo UNECE e nella convenzione figurano già nella normativa comunitaria, ed in particolare nella direttiva 75/442/CEE [20] sui rifiuti, che rappresenta il quadro normativo per la politica comunitaria sulla gestione dei rifiuti. La direttiva 91/689/CEE [21] prevede altri obblighi in materia di gestione e di controllo dei rifiuti pericolosi e la direttiva 96/59/CE del Consiglio istituisce disposizioni speciali per lo smaltimento dei PCB. Tuttavia, se si escludono i PCB, per il momento la normativa comunitaria non prevede restrizioni al recupero di rifiuti contenenti inquinanti organici persistenti, come invece prevede la convenzione.[20]  GU L 194 del 25.7.1975, pag. 39, modificata da ultimo dalla decisione 96/350/CE della Commissione (GU L 135 del 6.6.1996, pag. 32).[21]  GU L 377 del 31.12.1991, pag. 20, modificata da ultimo dalla direttiva 94/31/CE del Consiglio (GU L 168 del 2.7.1994, pag. 28).I movimenti transfrontalieri di rifiuti sono disciplinati dal regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio [22], che rappresenta il principale strumento di recepimento nel diritto comunitario della convenzione di Basilea. I rifiuti contenenti, costituiti o contaminati da sostanze POP rientrano anche in quel regolamento. Attualmente, i movimenti di questo tipo di rifiuti all'interno della Comunità devono seguire una procedura basata sulla notifica preventiva scritta e sul consenso scritto; per le esportazioni verso paesi terzi, il regolamento stabilisce che le esportazioni a fini di smaltimento sono totalmente vietate, mentre le esportazioni a fini di recupero sono consentite solo se le operazioni di recupero avvengono in paesi dell'OCSE [23]. Le importazioni nella Comunità sono consentite solo se provengono dai paesi dell'EFTA o da paesi firmatari della convenzione di Basilea o ancora, se i rifiuti sono destinati al recupero, anche da altri paesi OCSE. Il regolamento è attualmente in fase di riesame. La proposta della Commissione stabilisce che i movimenti di rifiuti contenenti, costituiti o contaminati da sostanze elencate nella convenzione di Stoccolma sono soggetti alle stesse disposizioni applicabili ai rifiuti destinati allo smaltimento: in altri termini, ciò significa che tutti i movimenti di rifiuti all'interno della Comunità continueranno ad effettuarsi previa notifica scritta e consenso scritto e che tutte le esportazioni verso paesi terzi saranno vietate; per le importazioni nella Comunità, esse saranno consentite solo se provenienti dai paesi EFTA o da paesi firmatari della convenzione di Basilea.[22]  GU L 30 del 6.2.1993, pag. 1, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2557/2001 della Commissione (GU L 349 del 31.12.2001, pag. 1).[23]  L'espressione utilizzata nel regolamento è "paesi ai quali si applica la decisione dell'OCSE". Per decisione dell'OCSE s'intende la decisione del Consiglio dell'OCSE, del 30 marzo 1992, sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero, modificata.5. Strategia di attuazioneLa Comunità e gli Stati membri manifestano un forte impegno per una rapida ratifica e un'efficace esecuzione dei due strumenti internazionali sugli inquinanti organici persistenti. Visto l'attuale stato delle ratifiche, la Comunità deve rispettare scadenze rigide se vuole essere certa di diventare parte firmataria prima della prima Conferenza delle Parti, che dovrebbe presumibilmente avere luogo nel 2004.Anche gran parte dei paesi candidati e in via di adesione ha sottoscritto gli accordi internazionali sui POP. Secondo un recente sondaggio, tutti i 10 Stati in via di adesione hanno confermato l'intenzione di ottemperare agli obblighi internazionali sui POP. Prevedibilmente, la situazione riguardo all'attuazione pratica delle disposizioni proposte nei paesi candidati e in via di adesione sarà per molti aspetti analoga a quella degli attuali Stati membri; tuttavia, in mancanza di informazioni dettagliate precise, la Commissione non ha potuto analizzare questo elemento in maniera completa ed esauriente prima dell'adozione di questa proposta. Per questo motivo, nelle prime fasi del processo decisionale, la Commissione provvederà ad ottenere altre informazioni scientifiche sulla situazione in questi paesi, anche mediante consultazioni con i paesi candidati e in via di adesione, per verificare se in questi paesi vi possano essere ripercussioni che vanno al di là di quelle previste per gli attuali Stati membri. Dopo il sondaggio, la Commissione potrà eventualmente intervenire nel quadro dei trattati di adesione, introducendo anche modifiche alla proposta allegata.Gli accordi sugli inquinanti organici persistenti hanno un campo d'applicazione molto vasto, nel senso che le misure di controllo di queste sostanze coprono l'intero ciclo di vita dei POP, dalla produzione allo smaltimento. La normativa comunitaria derivata non comprende ancora tutte queste misure.Anche se gran parte degli inquinanti organici persistenti elencati non è più prodotta né utilizzata all'interno della Comunità, la legislazione sulle sostanze chimiche attualmente in vigore non contempla disposizioni effettive per impedire l'immissione sul mercato degli inquinanti organici persistenti prodotti intenzionalmente o per eliminarli. A ciò si aggiunge il fatto che la normativa comunitaria sui rifiuti non contempla tutti i provvedimenti istituiti dalla convenzione di Stoccolma.In concomitanza con l'attuale proposta, la Commissione sta preparando anche una riforma organica della normativa sulle sostanze chimiche, per dare un seguito al Libro bianco "Strategia per una politica futura in materia di sostanze chimiche", che riguarda tutte le principali normative sui prodotti chimici attualmente in vigore. Il nuovo atto legislativo dovrebbe essere lo strumento migliore per attuare le misure di controllo necessarie in materia di produzione, immissione in commercio e utilizzo degli inquinanti organici persistenti prodotti intenzionalmente. Vista però la scala e la complessità della proposta, l'adozione definitiva delle nuove norme potrebbe richiedere del tempo. Per questo motivo, e per agevolare una ratifica rapida dei due strumenti internazionali sugli inquinanti organici persistenti, nella presente proposta vengono inseriti, in via provvisoria, i provvedimenti di attuazione in materia di produzione, immissione in commercio e utilizzo degli inquinanti organici persistenti che figurano negli elenchi dei due strumenti. A medio termine, i suddetti provvedimenti verranno successivamente integrati nella nuova normativa sulle sostanze chimiche; la proposta al riguardo prevederà pertanto provvedimenti opportuni per trasferire le disposizioni in materia dal presente regolamento sugli inquinanti organici persistenti.Alcune disposizioni in materia di controllo contenute nei due strumenti sui POP rappresentano obiettivi cui aspirare più che obblighi giuridicamente vincolanti; inoltre, alcune disposizioni sono di chiara competenza comunitaria, mentre altre rientrano fra le competenze che la Comunità condivide con gli Stati membri o fra le competenze esclusive di questi ultimi. Non tutte le disposizioni degli accordi comportano pertanto nuove disposizioni a livello comunitario. In generale, la Comunità ha esercitato le proprie competenze riguardo a tutte le misure di controllo e anche in altri campi (ad esempio la ricerca e il monitoraggio). Tuttavia, se da un lato le misure di controllo riguardanti le sostanze chimiche di produzione intenzionale dovrebbero continuare ad essere pienamente armonizzate per evitare eventuali distorsioni del mercato interno, d'altro canto l'attuazione di altre misure di controllo delle emissioni riguardanti i sottoprodotti, le disposizioni sulla contaminazione del suolo e alcuni obblighi generali previsti dalla convenzione potrebbero invece rientrare nel principio della sussidiarietà.In questa situazione, il modo più adeguato per garantire l'esecuzione in tempi ragionevoli delle principali disposizioni in materia di controllo previste dalla convenzione di Stoccolma e dal protocollo dell'UNECE è l'adozione di un unico strumento giuridico orizzontale. In un secondo tempo occorrerà introdurre disposizioni riguardanti la produzione, l'immissione in commercio e l'utilizzo degli inquinanti organici persistenti elencati e in materia di prevenzione della produzione e dell'uso delle sostanze che presentano le caratteristiche degli inquinanti organici persistenti nell'ambito della nuova normativa sulle sostanze chimiche. In futuro, inoltre, con l'evolversi della normativa comunitaria e degli accordi internazionali sui POP, potrà essere necessario introdurre altre disposizioni nella legislazione comunitaria.Viene pertanto presentata una proposta di regolamento, che consente un'esecuzione più rapida e diretta dei due strumenti in tutta la Comunità, compresi i nuovi Stati membri; in questo modo si evitano inoltre lacune legislative e incoerenze tra i vari testi nazionali e comunitari, garantendo un'applicazione pratica più omogenea.La finalità principale del regolamento è la protezione della salute umana e dell'ambiente e pertanto la base giuridica è rappresentata dall'articolo 175, paragrafo 1 del trattato. Tuttavia, i divieti e le restrizioni in materia di produzione, immissione sul mercato e utilizzo dei POP attengono al funzionamento del mercato interno e in quel senso la base giuridica è l'articolo 95, paragrafo 1 del trattato.6. Le nuove norme proposteLa proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio intende dare attuazione alle principali disposizioni della convenzione di Stoccolma e del protocollo UNECE sugli inquinanti organici persistenti prodotti intenzionalmente, vietando la produzione, l'utilizzo e l'immissione in commercio delle sostanze elencate. Per garantire un livello elevato di protezione della salute umana e dell'ambiente, il nuovo regolamento non contempla la possibilità, consentita invece dagli accordi internazionali, di continuare a consentire la produzione, l'immissione in commercio e l'uso di alcune sostanze elencate per determinati usi limitati.La proposta contiene anche disposizioni sulle scorte e sui rifiuti che, per alcuni versi, vanno oltre quelle fissate dalla convenzione. Poiché la normativa sui sottoprodotti elencati è in larga misura già in vigore, si propone di inserire nel regolamento solo disposizioni riguardo agli inventari delle emissioni e allo sviluppo e attuazione dei piani d'azione nazionali.Oltre alle disposizioni sulle misure di controllo, il regolamento prevede alcuni obblighi generali ispirati alle disposizioni della convenzione e del protocollo.La possibilità di aggiungere nuovi inquinanti organici persistenti è un elemento fondamentale della proposta di regolamento, in quanto tra breve verranno verosimilmente aggiunte nuove sostanze chimiche sia alla convenzione che al protocollo UNECE. A seguito della decisione di aggiungere una sostanza all'elenco nell'ambito di uno dei due strumenti internazionali sui POP (che sono giuridicamente vincolanti), il regolamento deve essere modificato di conseguenza attraverso la procedura del comitato di regolamentazione. Questa procedura è sufficiente perché tutti gli Stati membri e il Consiglio avranno già trattato la questione dell'aggiunta di nuovi inquinanti organici persistenti nel corso dei negoziati internazionali; la procedura prevede inoltre la possibilità che il Parlamento europeo intervenga in merito alle proposte della Commissione e alle decisioni prese. La procedura del comitato di regolamentazione dovrebbe consentire alla Commissione di decidere l'inserimento di una sostanza nuova nel giro di un anno.Per garantire la certezza giuridica, si propone di abrogare le restrizioni all'immissione in commercio e all'uso, ormai obsolete, previste dalla direttiva 79/117/CEE del Consiglio per otto pesticidi che hanno le caratteristiche degli inquinanti organici persistenti. Si propone inoltre una leggera modifica alla direttiva sullo smaltimento dei PCB (96/59/CE), anche se rimangono invariate le attuali limitazioni applicabili a queste sostanze.7. Contenuto del regolamentoArticolo 1L'articolo illustra l'oggetto e il campo di applicazione del regolamento, sottolineando il tipo di misure di controllo da mettere in atto, e stabilisce anche che il regolamento è subordinato agli strumenti internazionali giuridicamente vincolanti in materia. Il secondo paragrafo chiarisce inoltre che le misure di controllo relative alla produzione, alla commercializzazione e all'uso di cui agli articoli 3 e 4 non sono applicabili ai rifiuti.Articolo 2Ai fini del regolamento risultano necessarie solo poche definizioni, che sono basate sulle definizioni contenute nella convenzione o nella normativa comunitaria in vigore, ad eccezione del termine "articoli". Per le definizioni di "sostanza", "rifiuto" e "recupero" il testo rinvia alle definizioni della normativa comunitaria applicabile.Articolo 3L'articolo 3 stabilisce i divieti e le restrizioni in materia di produzione, immissione in commercio e utilizzo di inquinanti organici persistenti prodotti intenzionalmente. Nel primo paragrafo si cita l'allegato I, che comprende sia i dieci POP prodotti intenzionalmente e inseriti nella convenzione sia due delle tre sostanze aggiuntive previste dal protocollo UNECE. Attualmente, in base alle informazioni disponibili, queste sostanze non vengono prodotte né utilizzate negli attuali Stati membri (eccetto l'utilizzo di apparecchiature esistenti che impiegano PCB) e non vengono invocate deroghe specifiche dalla Comunità o dagli Stati membri nell'ambito della convenzione. Sulla base delle informazioni disponibili, gran parte dei paesi candidati ha vietato l'importazione e l'utilizzo delle sostanze elencate, che non vengono nemmeno prodotte. Due paesi candidati hanno tuttavia chiesto una deroga temporanea specifica sull'utilizzo dell'HCB come prodotto intermedio. In sintonia con l'obiettivo di eliminarle, si propone comunque di vietare completamente la produzione e l'utilizzo di queste sostanze, anche se gli accordi internazionali ne consentono la produzione e l'uso per alcune.Nel secondo paragrafo si fa riferimento all'allegato II, che contiene un elenco delle sostanze che dovrebbero essere soggette a limitazioni di produzione, immissione in commercio e uso. Per il momento solo l'HCH (lindano) vi figura. Il protocollo ne limita la produzione e l'uso, ma ne consente ancora molti impieghi, mentre nella Comunità l'immissione in commercio e l'uso di questa sostanza come prodotto fitosanitario sono cessati nel luglio 2002, a seguito della decisione 2000/801/CE della Commissione. In base a informazioni disponibili, sembra tuttavia che il lindano venga ancora usato in pochissimi casi come biocida e per uso farmaceutico in alcuni Stati membri e probabilmente anche in alcuni paesi candidati. Per questo non si è ritenuto ancora possibile vietarne completamente la produzione, l'immissione in commercio e l'uso e il lindano compare dunque nell'allegato II, con l'indicazione degli usi specifici consentiti, che sono tutti conformi agli obblighi internazionali in vigore.Nell'ambito della convenzione con l'espressione "uso della sostanza chimica" s'intende l'uso della sostanza in quanto tale e come componente di preparati chimici, ma anche come componente di manufatti (ad esempio il legno che viene preservato con sostanze chimiche); questo concetto è messo in evidenza nell'articolo 3 del regolamento.Articolo 4In questo articolo vengono definite alcune deroghe generali alle disposizioni in materia di produzione, immissione in commercio e utilizzo; le deroghe ricalcano le poche deroghe generali inserite nell'articolo 3, paragrafo 5 e negli allegati A e B della convenzione. A fini di chiarezza e coerenza, le stesse deroghe limitate si applicheranno alle tre sostanze supplementari elencate nel protocollo, anche se questo, in teoria, consente esenzioni più ampie (ad esempio in caso di emergenze di salute pubblica e per le cosiddette applicazioni minori).Le deroghe generali riguardano i quantitativi di sostanze da utilizzare per la ricerca di laboratorio, come campioni di riferimento o presenti sotto forma di contaminanti in tracce in prodotti e articoli. I quantitativi di una sostanza presente come componente di articoli fabbricati o già in uso prima dell'entrata in vigore del divieto in questione sono ammessi solo nei casi in cui la Comunità abbia notificato al Segretariato che un determinato tipo di articolo continua a rimanere in uso nel proprio territorio. Questo obbligo di notifica si applica, tuttavia, solo alle sostanze che figurano nella convenzione e per questo viene fatto riferimento alla parte A dell'allegato I e dell'allegato II. Poiché questa deroga potrebbe riguardare l'uso ma anche l'immissione in commercio di articoli (ad esempio se gli articoli vengono fabbricati o importati, ma non sono venduti prima dell'entrata in vigore del divieto), deve essere applicata in tutta la Comunità e per questo è la Commissione a doverla notificare al Segretariato. In genere l'iniziativa della notifica dovrebbe provenire dallo Stato membro che desidera applicare la deroga. Si sottolinea che questa procedura non è applicabile alle apparecchiature esistenti che utilizzano PCB, in quanto la convenzione e l'allegato I del regolamento prevedono una deroga speciale per tali articoli. Riguardo alle altre sostanze attualmente presenti nella convenzione, non si hanno notizie in merito all'immissione in commercio e all'uso di articoli trattati all'interno della Comunità. La situazione nei paesi candidati e in via di adesione potrebbe essere diversa, ma con la notifica di eventuali articoli rimasti, questi potrebbero essere ancora utilizzati.Ai sensi della convenzione l'uso del DDT e dell'HCB è consentito, a determinate condizioni, come prodotti intermedi all'interno del sito produttivo e in un sistema chiuso. Nell'ottica di eliminare tali sostanze, questa deroga specifica non viene accolta dal regolamento, anche se il concetto viene integrato nel terzo paragrafo dell'articolo, per un'eventuale applicazione a sostanze che dovessero comparire in futuro. Per quanto riguarda le sostanze elencate nella convenzione, e dunque nella parte A dell'allegato I o dell'allegato II del presente regolamento, l'uso come prodotto intermedio deve essere comunicato al Segretariato della convenzione: poiché per definizione è vietata l'immissione in commercio di tali sostanze, l'obbligo di notifica spetta agli Stati membri, che devono comunque informare la Commissione e gli altri Stati membri dell'avvenuta notifica.Articolo 5L'articolo 5 ricalca le disposizioni dell'articolo 6 della convenzione e contiene pertanto provvedimenti per individuare le scorte di POP di produzione intenzionale e per gestirle senza rischi per l'ambiente. Il regolamento è però più specifico della convenzione, in quanto si è ritenuto che scorte di POP obsolete o stoccate incautamente abbiano causato gravi rischi per la salute umana e per l'ambiente.Il primo paragrafo stabilisce che le scorte eventualmente rimaste e costituite da o contenenti inquinanti organici persistenti che risultano completamente vietati debbano essere trattate alla stregua di rifiuti, ai quali si applicano dunque la normativa comunitaria in materia di rifiuti e l'articolo 7 del regolamento. Si presume che non vi siano più scorte delle sostanze chimiche elencate all'allegato I all'interno degli Stati membri. La situazione è diversa in alcuni paesi candidati e in via di adesione, dove sono invece presenti ingenti quantitativi di pesticidi obsoleti. Per dare un quadro delle scorte esistenti nei dieci paesi in via di adesione, la Commissione ha di recente svolto uno studio [24] in merito, dal quale emerge che vi sono scorte ingenti di pesticidi obsoleti in Polonia e nei paesi baltici, che potrebbero contenere fino a 27 000 tonnellate di pesticidi POP. Per smaltire queste scorte in sicurezza potrà essere necessaria un'assistenza tecnico-finanziaria dell'UE, attraverso strumenti finanziari esistenti, ad esempio per creare le capacità per la pianificazione a livello di gestione dei rifiuti o per la costruzione di impianti di smaltimento sicuri.[24]  Obsolete Pesticides Status in Candidate Countries, relazione definitiva, settembre 2002, Commissione europea, Direzione generale Ambiente.Il secondo paragrafo contiene le disposizioni applicabili alle scorte di POP soggette solo a limitazioni. I detentori di scorte per un quantitativo superiore ai 100 kg devono comunicare all'autorità competente dello Stato membro la natura e il quantitativo di tali scorte entro 12 mesi dall'entrata in vigore della limitazione in questione e successivamente a scadenze annue, fino alla fine del periodo di validità della restrizione. Gli Stati membri sono tenuti a controllare che le scorte siano stoccate, manipolate e gestite adeguatamente.L'articolo 12 del regolamento prevede inoltre che gli Stati membri presentino, a scadenze triennali, un rapporto sintetico alla Commissione riguardo alle scorte di cui hanno notizia. Ciò consentirà alla Commissione di verificare e valutare la necessità di adottare altre misure comunitarie che garantiscano il conseguimento degli obiettivi stabiliti nel regolamento.Articolo 6Per inglobare tutte le principali disposizioni in materia di controllo e le sostanze elencate che figurano nella convenzione e nel protocollo, il regolamento contempla alcune disposizioni generali sulla riduzione delle emissioni. L'articolo 8 impone agli Stati membri di creare e conservare inventari delle emissioni per le diossine, i furani e altri POP sotto forma di sottoprodotti elencati nei due strumenti internazionali e inclusi nell'allegato III del regolamento. Gli Stati membri devono inoltre preparare e attuare piani d'azione nazionali per individuare, caratterizzare e ridurre le emissioni delle sostanze in questione, come stabilito dalla convenzione. Gli inventari delle emissioni e i piani d'azione nazionali sono considerati strumenti essenziali per una riduzione permanente delle emissioni di sottoprodotti POP all'insegna dell'efficacia dei costi.Articolo 7La normativa comunitaria sui rifiuti si applica già a tutti i rifiuti che contengono inquinanti organici persistenti. Tuttavia, poiché l'articolo 6, paragrafo 1, lettera d) della convenzione istituisce disposizioni dettagliate che non sono ancora contemplate dalla legislazione comunitaria, il regolamento prevede un articolo su tali disposizioni specifiche in materia di gestione dei rifiuti.L'articolo 7 stabilisce norme generali sui rifiuti che contengono le sostanze elencate nella convenzione o nel protocollo. Gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) non figurano nella convenzione; poiché sarebbe complesso applicare le suddette norme specifiche ai rifiuti contenenti IPA, questo gruppo di sostanze non è compreso nel campo di applicazione di questo articolo. Per garantire certezza giuridica, viene aggiunto l'allegato IV sui rifiuti.In generale i rifiuti contenenti uno qualsiasi degli inquinanti organici persistenti elencati devono essere smaltiti tempestivamente, in modo da distruggere o trasformare irreversibilmente i POP. La convenzione riconosce, tuttavia, che non è sempre consigliabile né fattibile eliminare completamente il contenuto di inquinanti organici persistenti. Il secondo paragrafo dell'articolo sancisce pertanto che i rifiuti possono essere smaltiti anche ai sensi dell'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE qualora il tenore delle sostanze in questione nei rifiuti sia inferiore ai limiti di concentrazione indicati nell'allegato IV del regolamento. Nell'attuale allegato IV non vengono ancora inseriti i valori limite, che sono in via di formulazione e che saranno introdotti successivamente con la procedura del comitato di regolamentazione.La convenzione consente anche una deroga all'obbligo di base se la distruzione non rappresenta una soluzione preferibile sotto il profilo ambientale. Nel presente testo non si propone di accogliere questa deroga nella normativa comunitaria, in quanto la distruzione dei POP è considerata l'unica soluzione sostenibile, sotto il profilo ambientale, per trattare i rifiuti che presentano un'elevata concentrazione di inquinanti organici persistenti. Sulla base di questa considerazione, la disposizione contenuta nella direttiva 96/59/CE sullo smaltimento dei PCB/PCT - che consente, come metodo di smaltimento, lo stoccaggio sotterraneo permanente nelle miniere di sale, a prescindere dalla concentrazione di POP - diventa obsoleta. Per impedire il ricorso a questa soluzione di smaltimento e per garantire la certezza giuridica, all'articolo 18 si propone di modificare la direttiva 96/59/CE.Ai sensi della convenzione, i paragrafi 3 e 4 stabiliscono che il riutilizzo o il recupero dei rifiuti contenenti POP non è consentito, a meno che le sostanze in questione contenute non vengano distrutte nel processo o isolate dai rifiuti ed eliminate successivamente in modo che non presentino rischi per l'ambiente. Il recupero dei residui di PCB è invece già vietato completamente dalla direttiva 96/59/CE: questa disposizione più rigida deve prevalere e per questo vi si fa riferimento al paragrafo 4.Articolo 8Questo articolo impone di formulare un piano di attuazione, ai sensi dell'articolo 7 della convenzione. Essendo Parte della convenzione, anche la Comunità deve predisporre un piano di attuazione. Poiché, tuttavia, le competenze in merito alle questioni trattate dalla convenzione sono condivise tra la Commissione e gli Stati membri, questa stessa ripartizione dei compiti deve ritrovarsi anche a livello dei piani di attuazione.Ne consegue che i piani devono essere successivamente attuati ed eventualmente aggiornati e rinnovati. Per favorire la cooperazione e lo scambio di informazioni all'interno della Comunità, i piani di attuazione devono essere presentati alla Commissione e agli altri Stati membri.Articolo 9L'articolo 9 impone alla Commissione e agli Stati membri l'obbligo di istituire, in stretta collaborazione, programmi e meccanismi adeguati per il monitoraggio ambientale di tre sostanze tra quelle elencate: le diossine, i furani e i PCB. L'obbligo va oltre le disposizioni contenute negli accordi internazionali, ma rimanda alla comunicazione della Commissione sulla strategia in materia di diossine, furani e PCB. Visto che attualmente mancano dati sulla presenza nell'ambiente e sulle tendenze riguardanti le diossine, i furani e i PCB e vista la necessità di valutare l'efficacia delle misure volte a limitare tali sostanze, si ritiene necessario prevedere una disposizione specifica sul monitoraggio. A tal fine occorre però che siano disponibili strumenti di misurazione e monitoraggio che garantiscano le condizioni adeguate per svolgere tali attività. Si può prevedere che strumenti di questo tipo saranno disponibili completamente nel giro di 10-15 anni.Non si ritiene invece necessario imporre obblighi analoghi nei confronti di altri inquinanti organici persistenti in quanto per il momento è sufficiente l'invito generale a procedere al monitoraggio contenuto nella convenzione.Articolo 10Le disposizioni in materia di scambio delle informazioni dell'articolo 9 della convenzione sono recepite dall'articolo 10 del regolamento. Tali disposizioni devono essere recepite in quanto lo scambio di informazioni tra paesi, la sensibilizzazione e l'accesso alle informazioni svolgono un ruolo determinante per eliminare l'inquinamento da POP. In sintonia con la convenzione, l'articolo 10 istituisce anche disposizioni sulla riservatezza delle informazioni.Articolo 11Questo articolo si ispira all'articolo 12 della convenzione e definisce gli obblighi generali della Commissione e degli Stati membri riguardo all'assistenza tecnica da offrire ai paesi in via di sviluppo e ai paesi ad economia in transizione. L'assistenza tecnica deve puntare a rafforzare le capacità di questi paesi e a trovare soluzioni per varie problematiche, tra cui l'utilizzo del DDT in alcuni paesi in via di sviluppo. La convenzione consente ancora la produzione e l'uso del DDT per il controllo degli insetti vettori di patologie in paesi che non dispongono di alternative sicure, efficaci ed economiche. Per eliminare gradualmente l'uso del DDT, e in sintonia con la comunicazione della Commissione COM(2003) 93 def. [25], occorre incentivare la ricerca, lo sviluppo e l'introduzione di alternative al DDT.[25]  Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Aggiornamento sul programma d'azione della CE - Azione accelerata di lotta contro l'HIV/AIDS, la malaria e la tubercolosi nel quadro della riduzione della povertà - Questioni politiche in sospeso e sfide future, del 26.2.2003.Nell'ambito dell'assistenza tecnica, la Commissione e gli Stati membri potrebbero inoltre sostenere le organizzazioni non governative, il cui ruolo può essere di grande importanza.Articolo 12Il primo paragrafo dell'articolo 12 riguarda la comunicazione delle informazioni all'interno della Comunità. In base alle informazioni trasmesse dagli Stati membri e alle proprie attività di monitoraggio, la Commissione potrà valutare il funzionamento del regolamento nel suo complesso.Il secondo paragrafo fissa obblighi specifici di comunicazione in materia di produzione e immissione in commercio delle sostanze che figurano nell'allegato I o II, conformemente all'articolo 15 della convenzione. Poiché le questioni riguardanti il mercato interno sono di competenza comunitaria, la Commissione stilerà un rapporto congiunto partendo dalle informazioni fornite dagli Stati membri e lo trasmetterà al Segretariato della convenzione (cfr. paragrafo 4).Il terzo paragrafo istituisce due obblighi specifici di notificazione per gli Stati membri. Ogni tre anni essi devono infatti presentare relazioni sintetiche sulle scorte e sugli inventari delle emissioni. In questo modo la Commissione potrà valutare il funzionamento delle misure di controllo a livello comunitario ed eventualmente proporre le opportune modifiche.Se si escludono questi obblighi specifici, le disposizioni generali in materia di notifica delle informazioni previste dalla convenzione e dal protocollo non vengono riprese nel regolamento e la questione è di competenza degli Stati membri.Articolo 13L'articolo contiene una disposizione standard in materia di sanzioni in caso di violazioni.Articolo 14Questo articolo, unito all'articolo 16, istituisce le procedure da seguire per la modifica e l'aggiornamento degli allegati al regolamento. Se a livello internazionale si decide di inserire una sostanza nella convenzione o nel protocollo UNECE, la Commissione deve preparare una proposta di modifica degli allegati interessati; la decisione è adottata con la procedura del comitato di regolamentazione. Ai sensi dell'articolo 22 della convenzione, le modifiche degli allegati A, B o C entreranno in vigore dopo un anno dalla data alla quale viene comunicata la decisione di modifica, a meno che la Parte interessata non comunichi l'impossibilità di accettare la modificazione o abbia formulato una dichiarazione specifica contestualmente allo strumento di ratifica, come previsto dall'articolo 25, paragrafo 4 della convenzione.La Commissione riesamina periodicamente le condizioni precise e le possibili deroghe riguardanti i divieti e le limitazioni imposti alle sostanze inserite negli allegati. In particolare, la Commissione deve riesaminare, prima del 31 dicembre 2007, la voce di cui all'allegato II, parte B, relativa all'HCH, compreso il lindano, sulla base dei risultati delle valutazioni dei rischi e dello sviluppo delle conoscenze e delle tecniche riguardo alle alternative all'HCH. Devono inoltre prevedersi modifiche adeguate alla luce degli sviluppi che avverranno nella Comunità e a norma della convenzione e del protocollo.Articolo 15La convenzione e il protocollo non impongono alle Parti di designare autorità competenti. Poiché tuttavia il regolamento attribuisce vari compiti agli Stati membri, è sembrato opportuno prevedere la designazione di autorità specifiche per l'espletamento delle funzioni amministrative previste dal regolamento.Articolo 16Nell'ambito di questo articolo vengono illustrate le procedure di comitato da seguire. Non si propone di istituire un nuovo comitato; il comitato istituito dalla direttiva 67/548/CEE dovrebbe assistere la Commissione.Articoli 17 e 18Questi articoli abrogano alcune disposizioni attualmente in vigore. Le limitazioni previste dalla direttiva 79/117/CEE riguardo a otto pesticidi POP diventano obsolete e, secondo una buona pratica legislativa, devono essere abrogate. Si propone inoltre di modificare la disposizione contenuta nella direttiva 96/59/CE del Consiglio sullo smaltimento dei PCB/PCT, che consente lo stoccaggio permanente dei rifiuti di PCB, alla luce del contenuto della convenzione e del disposto del regolamento proposto in questa sede. Va invece sottolineato che le altre restrizioni specifiche riguardo ai PCB previste dalla stessa direttiva rimangono valide.Articolo 19Questo articolo standard riguarda l'entrata in vigore e l'applicazione del nuovo regolamento. Poiché esso applica le disposizioni di due strumenti internazionali a sé stanti, non è opportuno collegare la data di applicazione del regolamento all'entrata in vigore dei due strumenti internazionali e per questo si propone invece una data fissa.AllegatiGli allegati contengono gli elenchi degli inquinanti organici persistenti soggetti alle varie disposizioni dei due accordi internazionali e, pertanto, del presente regolamento. Dopo l'approvazione nell'ambito di uno dei due accordi internazionali, le nuove sostanze verranno aggiunte all'allegato o agli allegati interessati. Gli allegati possono anche essere modificati, a norma dell'articolo 14. Viste le differenze negli elenchi di inquinanti organici persistenti e nelle disposizioni previste dai due strumenti, è necessario prevedere vari allegati per il regolamento, onde specificare chiaramente l'ambito di applicazione di ciascuna misura di controllo.Nell'allegato I viene inserito l'elenco di 10 sostanze di produzione intenzionale inserite sia nella convenzione sia nel protocollo (parte A) e l'elenco di due sostanze supplementari presenti solo nel protocollo. Tutte queste sostanze sono completamente vietate ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1. L'allegato prevede solo una deroga specifica per una sostanza, che riguarda le apparecchiature esistenti che contengono PCB. Tuttavia, per sostanze aggiunte successivamente potrebbero essere consentiti alcuni utilizzi (ad esempio come prodotti intermedi), purché siano conformi agli accordi internazionali.L'allegato II elenca le sostanze soggette a limitazioni della produzione, immissione in commercio e utilizzo ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2. Anche questo allegato, come il precedente, è suddiviso in due parti, in base allo statuto attribuito alle sostanze nell'ambito dei due accordi internazionali. Per il momento contiene solo una sostanza che figura nella parte B, ovvero l'esaclorocicloesano (lindano), che attualmente è ancora consentito in alcuni usi limitati: due di questi utilizzi sono limitati nel tempo, mentre per gli altri non c'è scadenza. La Commissione dovrebbe tuttavia riesaminare i rimanenti utilizzi delle sostanze entro la fine del 2007 e per questo viene inserita una condizione specifica all'articolo 14, paragrafo 2.L'allegato III contiene l'elenco delle sostanze di produzione non intenzionale, alle quali si applicano gli inventari delle emissioni e le misure di riduzione delle emissioni previste dall'articolo 6.L'allegato IV elenca le sostanze cui si applicano disposizioni specifiche in materia di gestione dei rifiuti, come previsto dall'articolo 7. L'allegato contiene inoltre i limiti di concentrazione di cui al paragrafo 2 del medesimo articolo. Poiché si tratta di limiti ancora in corso di formulazione nell'ambito delle convenzioni di Basilea e di Stoccolma, e visto che la Commissione sta varando adesso i propri studi sul tema, per il momento non è stato inserito alcun valore limite.8. CostiL'impatto economico della proposta è considerato trascurabile negli attuali Stati membri. In alcuni paesi candidati e in via di adesione permangono tuttavia ingenti scorte di POP obsoleti e il loro smaltimento in condizioni di sicurezza avrà un notevole impatto finanziario. L'UE prevede comunque un'assistenza tecnica e finanziaria attraverso strumenti finanziari esistenti, ad esempio per aiutare a creare le necessarie capacità di pianificazione per la gestione dei rifiuti e per costruire impianti di smaltimento sicuri.In generale il regolamento non dovrebbe comportare costi aggiuntivi rispetto a quelli già contemplati dalla legislazione comunitaria in vigore. Per quanto riguarda la Commissione, non si prevedono costi aggiuntivi rispetto a quelli già messi a disposizione per i lavori relativi a POPs. Per quanto riguarda gli stati membri, ci sarà un impatto, in quanto aumenterà leggermente l'onere amministrativo in considerazione di alcuni obblighi di notificazione e comunicazione delle informazioni.Questi costi devono però essere rapportati ai benefici. Le disposizioni del regolamento contribuiscono ad eliminare le sostanze più pericolose che suscitano timori a livello mondiale; il testo recepisce inoltre obblighi di natura internazionale rispetto ai quali la Comunità, gli Stati membri e gran parte dei paesi candidati e in via di adesione si erano già impegnati.2003/0119 (COD)Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica le direttive 79/117/CEE e 96/59/CEIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95, paragrafo 1 e l'articolo 175, paragrafo 1,vista la proposta della Commissione [26],[26]  GU Cvisto il parere del Comitato economico e sociale europeo [27],[27]  GU Cvisto il parere del Comitato delle regioni [28],[28]  GU Cdeliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [29],[29]  GU Cconsiderando quanto segue:(1) Poiché il presente regolamento riguarda principalmente la protezione dell'ambiente la sua base giuridica è l'articolo 175, paragrafo 1 del trattato. Tuttavia, poiché i divieti e le limitazioni in materia di produzione, immissione in commercio e uso degli inquinanti organici persistenti attengono al funzionamento del mercato interno, esso si fonda anche sull'articolo 95, paragrafo 1 del trattato.(2) La continua emissione nell'ambiente di inquinanti organici persistenti suscita grave preoccupazione nella Comunità. Queste sostanze chimiche sono trasportate attraverso le frontiere internazionali e depositate lontano dal luogo di emissione e persistono nell'ambiente, sono soggette a bioaccumulo attraverso la catena alimentare e presentano un rischio per la salute umana e per l'ambiente. Occorre pertanto adottare provvedimenti ulteriori per tutelare la salute umana e l'ambiente contro tali inquinanti.(3) Considerate le responsabilità che le incombono in materia di protezione dell'ambiente, il 24 giugno 1998 la Comunità ha firmato il protocollo sugli inquinanti organici persistenti alla convenzione del 1979 sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (in prosieguo: "il protocollo"), e il 22 maggio 2001 la convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (in prosieguo: "la convenzione").(4) Per attuare in maniera coerente ed efficace gli obblighi assunti dalla Comunità a norma del protocollo e della convenzione, è necessario istituire un comune quadro normativo che preveda, in particolare, l'eliminazione della produzione, dell'immissione in commercio e dell'uso di inquinanti organici persistenti di produzione intenzionale.(5) Inoltre, considerato il principio di precauzione e visto l'obiettivo finale - cioè l'eliminazione del rilascio nell'ambiente di inquinanti organici persistenti - in alcuni casi è opportuno prevedere misure di controllo più rigorose rispetto a quelle contemplate dal protocollo e dalla convenzione.(6) Lo strumento migliore per attuare le necessarie misure di controllo riguardo alla produzione, all'immissione in commercio e all'uso delle sostanze elencate dovrebbe essere la nuova normativa intesa ad attuare il Libro bianco della Commissione "Strategia per una politica futura in materia di sostanze chimiche" [30]. Tuttavia, considerata la portata e la complessità di questa nuova normativa, si prevede che la sua adozione richiederà tempo; poiché è importare ratificare al più presto la convenzione e il protocollo, il presente regolamento deve temporaneamente attuare le suddette misure.[30]  COM(2001) 88 definitivo.(7) L'immissione in commercio e l'uso della maggior parte degli inquinanti organici persistenti che figurano nel protocollo o nella convenzione sono già stati gradualmente eliminati all'interno della Comunità con i divieti istituiti dalla direttiva 79/117/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1978, relativa al divieto di immettere in commercio e impiegare prodotti fitosanitari contenenti determinate sostanze attive [31] e dalla direttiva 76/769/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi [32]. Per ottemperare agli obblighi che la Comunità ha assunto a norma del protocollo e della convenzione e per ridurre al minimo le emissioni di inquinanti organici persistenti è, tuttavia, necessario e opportuno vietarne anche la produzione e limitare al minimo le deroghe.[31]  GU L 33 dell'8.2.1979, pag. 36; direttiva modificata da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia.[32]  GU L 262 del 27.9.1976, pag. 201; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/11/CE della Commissione (GU L 42 del 15.2.2003, pag. 45).(8) La produzione e l'uso di esaclorocicloesano (HCH), compreso il lindano, sono soggetti a limitazioni a norma del protocollo, ma non sono completamente vietati. Questa sostanza viene ancora utilizzata in alcuni Stati membri e non è pertanto ancora opportuno vietarne completamente l'uso. Tuttavia, poiché si riconoscono la nocività dell'HCH e i possibili rischi connessi alla sua emissione nell'ambiente, la produzione e l'impiego di questa sostanza devono essere limitati al minimo e infine eliminati.(9) Le scorte di inquinanti organici persistenti, se obsolete e gestite incautamente, possono comportare gravi rischi per l'ambiente e per la salute umana, ad esempio attraverso la contaminazione del suolo e delle acque sotterranee. È pertanto opportuno adottare disposizioni che vadano al di là di quelle previste dalla convenzione. Le scorte di sostanze vietate devono essere trattate alla stregua di rifiuti, mentre le scorte di sostanze di cui sono ancora consentiti la produzione e l'uso devono essere notificate alle autorità competenti ed essere soggette ad un'adeguata sorveglianza.(10) In linea con la comunicazione della Commissione sulla strategia comunitaria sulle diossine, i furani e i bifenili policlorurati (PCB) [33], con il protocollo e con la convenzione, le emissioni di inquinanti organici persistenti che sono sottoprodotti non intenzionali di processi industriali devono essere individuate e limitate con l'obiettivo finale di eliminarle definitivamente. Occorre elaborare e applicare adeguati piani d'azione nazionali, che riguardino tutte le fonti e tutte le misure interessate, comprese quelle già previste dalla normativa comunitaria in vigore, al fine di ridurre progressivamente le emissioni nell'ottica dell'efficacia dei costi.[33]  GU C 322 del 17.11.2001, pag. 2.(11) In linea con la suddetta comunicazione, occorre istituire opportuni programmi e meccanismi atti a fornire adeguati dati sul monitoraggio riguardo alla presenza nell'ambiente di diossine, furani e PCB. È tuttavia necessario garantire la disponibilità degli strumenti adeguati, che devono poter essere utilizzati in condizioni soddisfacenti sotto il profilo economico e tecnico.(12) Secondo la convenzione, gli inquinanti organici persistenti contenuti nei rifiuti devono essere distrutti o trasformati irreversibilmente in sostanze che non presentino caratteristiche analoghe. Poiché la normativa comunitaria attualmente in vigore in materia di rifiuti non prevede norme specifiche per le sostanze in questione, tali disposizioni devono essere contemplate dal presente regolamento. Per garantire un livello elevato di protezione e la possibilità di adempiere agli obblighi previsti, successivamente saranno istituiti valori limite che fissino il contenuto di tali sostanze nei rifiuti ad un valore basso.(13) Secondo la convenzione, ciascuna parte deve elaborare un piano di attuazione degli obblighi previsti dalla convenzione. Poiché la Comunità e gli Stati membri hanno in materia competenze concorrenti, i piani di attuazione devono essere predisposti sia a livello nazionale sia a livello comunitario. Occorre pertanto promuovere la cooperazione e uno scambio di informazioni tra la Commissione e le autorità degli Stati membri.(14) Conformemente alla convenzione e al protocollo, le altre parti devono essere informate in merito agli inquinanti organici persistenti; occorre inoltre incentivare lo scambio di informazioni con i paesi terzi che non sono parti degli strumenti in oggetto.(15) Per realizzare gli obiettivi della convenzione è necessario, ove opportuno, offrire assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo e ai paesi ad economia in transizione. La Commissione e gli Stati membri devono pertanto fornire tempestivamente un'assistenza tecnica adeguata nell'intento specifico di potenziare le capacità di attuare la convenzione dei suddetti paesi, anche riguardo ad aspetti quali l'impiego residuo del DDT come controllo dei vettori di malattie e lo sviluppo e l'applicazione di prodotti, metodi e strategie alternativi adeguati.(16) Le misure adottate per ridurre le emissioni di inquinanti organici persistenti devono essere valutate periodicamente per verificarne l'efficacia. A tal fine gli Stati membri devono riferire periodicamente alla Commissione, in particolare in merito agli inventari delle emissioni, alle scorte notificate e alla produzione e all'immissione in commercio delle sostanze soggette a limitazioni.(17) La convenzione e il protocollo stabiliscono che le parti possano indicare altre sostanze cui applicare le disposizioni internazionali; ne consegue pertanto che altre sostanze possono essere aggiunte negli strumenti in questione e che il presente regolamento deve essere modificato di conseguenza. Deve inoltre essere possibile modificare le voci esistenti degli allegati del presente regolamento, anche al fine di adeguarli all'evoluzione tecnica e scientifica.(18) Le misure necessarie per l'applicazione del presente regolamento costituiscono misure di portata generale ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [34]. Pertanto, esse devono essere adottate mediante la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della stessa.[34]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(19) Gli Stati membri devono prevedere sanzioni da irrogare in caso di violazioni del presente regolamento e garantire l'applicazione delle medesime. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.(20) Poiché gli scopi del presente regolamento, in particolare la protezione dell'ambiente e della salute umana dagli inquinanti organici persistenti, non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri, visti gli effetti transfrontalieri di tali inquinanti, e possono dunque essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire inbase al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali scopi, in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.(21) Alla luce di quanto precede, occorre modificare la direttiva 79/117/CEE e la direttiva 96/59/CE del Consiglio, del 16 settembre 1996, concernente lo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili (PCB/PCT) [35],[35]  GU L 243 del 24.9.1996, pag. 31.HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1 Oggetto e campo di applicazione1. Il presente regolamento riguarda la produzione, l'immissione in commercio, l'uso, l'emissione e lo smaltimento delle sostanze soggette a divieti o limitazioni in forza della convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (in prosieguo: "la convenzione"), o del protocollo del 1998 sugli inquinanti organici persistenti alla convenzione del 1979 sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (in prosieguo: "il protocollo").Dette sostanze figurano agli allegati da I a IV del presente regolamento.2. Gli articoli 3 e 4 non si applicano ai rifiuti costituiti da sostanze elencate nell'allegato I o II, o che le contengono o che ne sono contaminati.Articolo 2 DefinizioniAi fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni:a) "immissione in commercio", la fornitura o la messa a disposizione a titolo oneroso o gratuito;b) "articolo", un oggetto costituito da una o più sostanze o preparati al quale, nel corso della fabbricazione, viene conferita una forma, una superficie o un disegno specifici che, ai fini dell'uso finale, sono più determinanti della composizione chimica;c) la definizione di "sostanza" di cui all'articolo 2 della direttiva 67/548/CEE del Consiglio [36];[36]  GU P 196 del 16.8.1967, pag. 1; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2001/59/CE della Commissione (GU L 225 del 21.8.2001, pag. 1).d) la definizione di "rifiuto" di cui all'articolo 1, lettera a) della direttiva 75/442/CEE del Consiglio [37];[37]  GU L 194 del 25.7.1975, pag. 39; direttiva modificata da ultimo dalla decisione 96/350/CE della Commissione (GU L 135 del 6.6.1996, pag. 32).e) la definizione di "recupero" di cui all'articolo 1, lettera f) della direttiva 75/442/CEE.Ai fini del presente regolamento, anche l'importazione nel territorio doganale della Comunità è considerata un'immissione in commercio.Articolo 3 Controllo della produzione, dell'immissione in commercio e dell'uso1. Sono vietati la produzione, l'immissione in commercio e l'uso delle sostanze elencate nell'allegato I sia allo stato puro che all'interno di preparati o come componenti di articoli.2. La produzione, l'immissione in commercio e l'uso delle sostanze elencate nell'allegato II, sia allo stato puro che all'interno di preparati o come componenti di articoli, sono soggetti a limitazioni secondo le condizioni di cui a detto allegato.Articolo 4 Deroghe alle misure di controllo1. L'articolo 3 non si applica alle sostanze seguenti:a) a sostanze utilizzate per attività di ricerca di laboratorio o come campione di riferimento;b) a sostanze presenti non intenzionalmente in sostanze, preparati o articoli, sotto forma contaminante in tracce.2. L'articolo 3 non si applica ad una sostanza presente come componente di articoli prodotti o già in uso alla data di entrata in vigore della pertinente disposizione del presente regolamento o prima di tale data.Tuttavia, gli Stati membri informano immediatamente la Commissione se vengono a conoscenza degli articoli di cui al primo comma.Se la Commissione viene informata in merito a tali articoli o ne apprende comunque l'esistenza, ove opportuno ne informa tempestivamente il segretariato della convenzione.3. Se una sostanza figura nella parte A dell'allegato I o nella parte A dell'allegato II, gli Stati membri che intendono autorizzare, fino alla scadenza del termine specificato nell'allegato pertinente, la produzione e l'uso della sostanza in oggetto come prodotto intermedio all'interno del sito produttivo e in un sistema chiuso, ne informano il segretariato della convenzione.Tuttavia, tale notificazione può avvenire solo in presenza delle seguenti condizioni:a) nell'allegato pertinente è stata inserita un'annotazione destinata espressamente a consentire la produzione e l'uso della sostanza;b) il processo produttivo trasformerà la sostanza in una o più sostanze diverse che non presentano le caratteristiche di un inquinante organico persistente;c) le persone e l'ambiente non devono prevedibilmente essere esposte a quantitativi rilevanti della sostanza nel corso della produzione e dell'uso della sostanza stessa.La notificazione viene trasmessa anche agli altri Stati membri e alla Commissione e include informazioni sulla produzione totale, effettiva o stimata, e sull'uso della sostanza chimica in oggetto, nonché informazioni sul tipo di processo che avviene all'interno del sito produttivo e in un sistema chiuso, compresa la quantità di inquinante organico persistente non trasformato utilizzato come materiale di partenza e presente non intenzionalmente sotto forma di contaminante in tracce nel prodotto finale.I termini di cui al primo comma possono essere modificati, previa nuova notificazione dello Stato membro interessato al segretariato della convenzione, qualora, a norma della medesima, la produzione e l'uso della sostanza in oggetto sono consentiti per un ulteriore periodo, in forma espressa o tacita.Articolo 5 Scorte1. Il detentore di scorte costituite da sostanze elencate nell'allegato I o contenenti tali sostanze è tenuto a smaltire tali scorte come se fossero rifiuti e in conformità con l'articolo 7.2. Chiunque detenga un quantitativo superiore a 100 kg di scorte costituite da una delle sostanze elencate nell'allegato II o contenenti tali sostanze, comunica all'autorità competente dello Stato membro nel quale si trovano le scorte informazioni sul tipo e sull'entità delle medesime. Dette informazioni sono trasmesse entro dodici mesi dall'entrata in vigore della pertinente disposizione del presente regolamento e successivamente ogni anno, fino alla scadenza del termine indicato nell'allegato II in merito alla limitazione dell'uso.Chi detiene le scorte deve gestirle in maniera sicura, efficace e senza rischi per l'ambiente.3. Gli Stati membri provvedono al controllo sistematico dell'uso e della gestione delle scorte oggetto della notificazione.Articolo 6 Riduzione delle emissioniEntro due anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento gli Stati membri preparano e conservano inventari delle emissioni per le sostanze elencate nell'allegato III.Entro lo stesso termine elaborano un piano d'azione nazionale destinato ad individuare, caratterizzare e ridurre le emissioni complessive di origine antropica di ciascuna delle sostanze dell'allegato III.Ogni Stato membro esegue il piano d'azione nazionale nell'ambito del piano di attuazione nazionale istituito a norma dell'articolo 8.Articolo 7  Gestione dei rifiuti1. I rifiuti costituiti da una delle sostanze elencate nell'allegato IV, o che le contengono o ne sono contaminati, sono smaltiti con tempestività e in modo da garantire che il contenuto di inquinanti organici persistenti sia distrutto o trasformato irreversibilmente affinché i rifiuti residui e le emissioni non presentino alcuna caratteristica degli inquinanti organici persistenti.2. In deroga al paragrafo 1, i rifiuti costituiti da una delle sostanze elencate nell'allegato IV, o che le contengono o ne sono contaminati, possono in alternativa essere smaltiti a norma dell'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE, purché il tenore delle sostanze contenute nei rifiuti sia inferiore ai limiti di concentrazione indicati nell'allegato IV del presente regolamento.3. Sono vietati il reimpiego o il recupero dei rifiuti costituiti da una delle sostanze elencate nell'allegato IV, o che le contengono o ne sono contaminati.4. In deroga al paragrafo 3, il recupero di rifiuti costituiti da una delle sostanze elencate nell'allegato IV, o che le contengono o ne sono contaminati, è consentito qualora l'operatore dimostri che gli inquinanti organici persistenti contenuti nei rifiuti siano distrutti nell'operazione di recupero, siano trasformati irreversibilmente durante l'operazione di recupero o siano isolati dai rifiuti che li contengono e successivamente eliminati a norma del paragrafo 1.Il primo comma si applica salvo il disposto della direttiva 96/59/CE.Articolo 8  Piani di attuazione1. Gli Stati membri elaborano, entro due anni dall'entrata in vigore del presente regolamento, un piano di attuazione per adempiere agli obblighi assunti a norma della convenzione.Non appena adottano il piano di attuazione nazionale, gli Stati membri ne informano la Commissione e gli altri Stati membri.Ogni Stato membro esegue il proprio piano e lo riesamina e lo aggiorna come opportuno.2. Entro due anni dall'entrata in vigore del presente regolamento la Commissione elabora un piano per attuare gli obblighi assunti dalla Comunità a norma della convenzione.Non appena la Commissione adotta il piano di attuazione comunitario ne informa gli Stati membri.La Commissione riesamina e aggiorna il piano d'attuazione comunitario come opportuno.Articolo 9 Controllo sistematicoLa Commissione e gli Stati membri predispongono, in stretta collaborazione, adeguati programmi e meccanismi compatibili con lo stato dell'arte, per fornire in modo continuativo dati comparabili risultanti dal controllo sistematico della presenza nell'ambiente di diossine, furani e PCB. Nel predisporre detti programmi e meccanismi si tiene debitamente conto degli sviluppi avvenuti nell'ambito del protocollo e della convenzione.Articolo 10 Scambio di informazioni1. La Commissione e gli Stati membri agevolano e istituiscono lo scambio di informazioni, all'interno della Comunità e con i paesi terzi, riguardo alla riduzione o all'eliminazione della produzione, dell'uso e dell'emissione di inquinanti organici persistenti e alle alternative a dette sostanze, specificando i rischi e i costi socio-economici connessi a tali alternative.2. La Commissione e gli Stati membri incentivano e agevolano la consapevolezza e l'accesso del pubblico all'informazione relativa agli inquinanti organici persistenti ed alla riduzione od eliminazione della produzione, dell'uso e delle emissioni dei medesimi.3. La Commissione e gli Stati membri tutelano tutte le informazioni riservate inviate da un paese terzo, come convenuto con il medesimo. Salvo il disposto della direttiva 90/313/CEE del Consiglio  [38], le informazioni riguardanti l'ambiente e la salute e la sicurezza delle persone non sono considerate riservate.[38]  GU L 158 del 23.6.1990, pag. 56.Articolo 11 Assistenza tecnicaLa Commissione e gli Stati membri collaborano per fornire un'assistenza tecnica adeguata e tempestiva, comprese attività di formazione ed il sostegno ad organizzazioni non governative, ai paesi in via di sviluppo e ai paesi ad economia in transizione per aiutarli, tenendo conto delle loro particolari esigenze, a sviluppare e potenziare le capacità di ottemperare agli obblighi che incombono su detti paesi in forza della convenzione.Articolo 12 Comunicazioni e rapporti1. Gli Stati membri inviano, ogni tre anni, alla Commissione informazioni sull'applicazione del presente regolamento.2. Gli Stati membri forniscono alla Commissione, a scadenze annue, dati statistici sui quantitativi totali, effettivi o stimati, relativi alla produzione e all'immissione in commercio di sostanze elencate nell'allegato I o II.3. Entro tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento, e successivamente ogni tre anni, gli Stati membri comunicano alla Commissione quanto segue:a) informazioni sintetiche ricavate dalle notificazioni sulle scorte pervenute a norma dell'articolo 5, paragrafo 2;b) informazioni sintetiche ricavate dagli inventari delle emissioni di cui all'articolo 6, paragrafo 1;c) informazioni sintetiche riguardanti la presenza nell'ambiente di diossine, furani e PCB di cui all'articolo 9.4. La Commissione, secondo la periodicità stabilita dalla conferenza delle parti della convenzione, compila, sulla base delle informazioni trasmesse dagli Stati membri a norma del paragrafo 2, un rapporto relativo alle sostanze che figurano nella convenzione e lo comunica al segretariato della convenzione.5. La Commissione compila periodicamente un rapporto sull'applicazione del presente regolamento e lo integra con le informazioni presentate dagli Stati membri a norma dei paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo per costituire una relazione di sintesi. Un sommario di tale sintesi viene trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio.Articolo 13 SanzioniGli Stati membri determinano le sanzioni da irrogare in caso di violazione delle norme del presente regolamento e adottano ogni provvedimento per assicurare l'applicazione delle sanzioni stesse. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano le relative disposizioni alla Commissione entro un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento e provvedono poi a dare immediata notificazione delle eventuali modificazioni successive.Articolo 14 Modificazioni degli allegati1. Quando una sostanza viene aggiunta agli elenchi della convenzione o del protocollo, ove opportuno la Commissione modifica di conseguenza gli allegati del presente regolamento, secondo la procedura di cui all'articolo 16, paragrafo 2.2. Le modificazioni delle voci degli allegati, anche al fine di adeguarli all'evoluzione scientifica e tecnica, sono adottate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 16, paragrafo 2.In particolare, la Commissione riesamina, prima del 31 dicembre 2007, la voce di cui all'allegato II, parte B, relativa all'HCH, compreso il lindano, sulla base dei risultati delle valutazioni dei rischi e dello sviluppo delle conoscenze e delle tecniche riguardo alle alternative all'HCH.Articolo 15 Autorità competentiOgni Stato membro designa la o le autorità competenti incaricate di espletare le funzioni amministrative necessarie ai fini del presente regolamento e ne informa la Commissione entro tre mesi dall'entrata in vigore del medesimo.Articolo 16 Procedura del Comitato1. La Commissione è assistita dal comitato istituito dall'articolo 29 della direttiva 67/548/CEE.2. Quando venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.Articolo 17  Modificazione della direttiva 79/117/CEEAlla parte B dell'allegato della direttiva 79/117/CEE, "Composti organici clorurati persistenti", le voci da 1 a 8 sono soppresse.Articolo 18 Modificazione della direttiva 96/59/CEAll'articolo 2 della direttiva 96/59/CE, la lettera f) è sostituita dalla seguente:"f) smaltimento: le operazioni D 8, D 9, D 10 e D 15 di cui all'allegato II della direttiva 75/442/CEE".Articolo 19  Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il PresidenteALLEGATO IELENCO DELLE SOSTANZE VIETATEParte A - Sostanze inserite nella convenzione e nel protocollo>SPAZIO PER TABELLA>Parte B - Sostanze inserite solo nel protocollo>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IIELENCO DI SOSTANZE SOGGETTE A LIMITAZIONIParte A - Sostanze inserite nella convenzione e nel protocollo>SPAZIO PER TABELLA>Parte B - Sostanze inserite solo nel protocollo>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IIIELENCO DELLE SOSTANZE SOGGETTE A DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONISOSTANZA (N. CAS)Dibenzo-p-diossine e dibenzofurani policlorurati (PCDD/PCDF)Esaclorobenzene (HCB) (N. CAS: 118-74-1)Bifenili policlorurati (PCB)Idrocarburi policiclici aromatici (IPA)ALLEGATO IVELENCO DELLE SOSTANZE SOGGETTE ALLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI DI CUI ALL'ARTICOLO 7>SPAZIO PER TABELLA>SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO  IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)Denominazione della propostaProposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica le direttive 79/117/CEE e 96/59/CE.Numero di riferimento del documento-La proposta1. In considerazione del principio di sussidiarietà esporre i motivi per i quali è necessaria una normativa comunitaria in questo settore, nonché gli obiettivi principaliIl regolamento istituisce disposizioni a livello comunitario per l'attuazione della convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti e del protocollo UNECE sugli inquinanti organici persistenti, in base alle competenze che gli Stati membri e la Comunità condividono. L'obiettivo ultimo dei due strumenti internazionali citati è la protezione della salute umana e dell'ambiente dagli inquinanti organici persistenti.Il regolamento punta ad agevolare un'attuazione rapida ed efficace dei due strumenti, evitando lacune legislative e incoerenze tra i vari atti comunitari e nazionali e consentendo un'applicazione pratica più omogenea. Questo approccio dovrebbe inoltre contribuire al funzionamento efficace del mercato interno.L'impatto sulle imprese2. Determinare l'incidenza della propostaIn teoria ci saranno ripercussioni per le imprese di qualsiasi dimensione che si occupano della produzione, immissione in commercio, uso, emissione e smaltimento degli inquinanti organici persistenti inseriti nel regolamento. Occorre tuttavia sottolineare che, in base alle informazioni disponibili, le sostanze elencate non vengono praticamente più prodotte all'interno della Comunità o nei paesi in via di adesione e nei paesi candidati e dunque l'incidenza diretta della proposta è da considerarsi scarsa.La proposta ha un impatto analogo in tutta la Comunità, nei paesi in via di adesione e nei paesi candidati e non è intesa ad alcuna regione in particolare.3. Precisare gli obblighi imposti alle imprese per conformarsi alla propostaVisto che, in base alle informazioni disponibili, all'interno della Comunità le sostanze elencate non vengono prodotte né vi sono scorte, per il momento non ci sono obblighi diretti per le imprese degli attuali Stati membri. In alcuni paesi in via di adesione e paesi candidati si ritrovano ancora ingenti scorte obsolete di POP, ma gran parte di esse è detenuta dai governi e non dalle imprese. Se verranno aggiunte altre sostanze al regolamento, che dovessero essere ancora in produzione e uso o che dovessero essere ancora esportate, le imprese interessate dovranno garantire il rispetto delle norme e delle condizioni stabilite e riferire periodicamente in merito alla produzione, all'importazione, all'esportazione e alla detenzione di scorte delle sostanze in questione.Per quanto riguarda la prevenzione e la limitazione degli inquinanti organici persistenti in elenco ed il relativo monitoraggio, non sono state introdotte disposizioni aggiuntive dirette per le imprese. Le industrie che emettono i quantitativi maggiori di queste sostanze sono già soggette a obblighi in materia di prevenzione, riduzione e monitoraggio nell'ambito della normativa comunitaria in vigore.I rifiuti contenenti i POP elencati devono essere smaltiti con tempestività e secondo norme specifiche: per alcune imprese questa disposizione potrebbe comportare dei cambiamenti nelle pratiche di gestione dei rifiuti in uso.4. Definire la prevedibile incidenza economica della propostaÈ difficile procedere ad una valutazione precisa dell'impatto economico della proposta. Per alcuni versi il regolamento proposto va oltre gli obblighi previsti dagli strumenti internazionali; nella maggior parte dei casi, tuttavia, tali obblighi aggiuntivi non incideranno, visto che le sostanze attualmente inserite non sono più prodotte né utilizzate all'interno della Comunità. Si può pertanto affermare che la proposta non avrà un'incidenza significativa sull'occupazione, sugli investimenti e sulla creazione di nuove imprese, né sulla competitività delle imprese stesse.5. Indicare se la proposta contiene misure destinate a tener conto della situazione specifica delle piccole e medie imprese (esigenze più limitate o diverse ecc.)La proposta ha un campo di applicazione orizzontale e contiene disposizioni generali. Non contiene pertanto misure destinate specificamente o adattate alle piccole e medie imprese.Consultazione6. Elencare le organizzazioni consultate in merito alla proposta ed esporre le principali osservazioniNon è stata avviata alcuna consultazione esterna distinta sulla proposta, visto che il testo si basa sull'esito degli ampi negoziati internazionali che sono stati seguiti da vicino dalle associazioni dell'industria chimica, dalle organizzazioni ambientaliste e dei consumatori e da altre parti interessate. Le posizioni congiunte della Comunità e degli Stati membri sono state preparate nel corso di riunioni di coordinamento e le informazioni ottenute in tali sedi sono servite a preparare le proposte di attuazione.Durante le riunioni di negoziazione sono stati organizzati incontri separati per uno scambio di opinioni con i paesi in via di adesione e i paesi candidati. Dopo la conclusione dei negoziati, nel corso di incontri bilaterali e regionali con vari paesi candidati e paesi in via di adesione si è discusso dell'attuazione a livello comunitario e della situazione e dei piani esistenti in tali paesi riguardo agli obblighi internazionali. È stato inoltre effettuato uno studio particolare incentrato sui pesticidi POP obsoleti nei dieci paesi in via di adesione, anche per raccogliere informazioni generali utili per l'elaborazione delle proposte della Commissione.