CELEX: 52009PC0677
Language: it
Date: 2009-12-17
Title: Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 452/2007 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di assi da stiro originarie, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese

Avviso legale importante

|

52009PC0677

Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 452/2007 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di assi da stiro originarie, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese  /* COM/2009/0677 def. - NLE 2009/0178 */  

	[pic] | COMMISSIONE EUROPEA |Bruxelles, 17.12.2009COM(2009) 677 definitivo2009/0178 (NLE)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrecante modifica del regolamento (CE) n. 452/2007 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di assi da stiro originarie, tra l'altro, della Repubblica popolare cineseRELAZIONE1) CONTESTO DELLA PROPOSTA |Motivazione e obiettivi della proposta La presente proposta riguarda l'applicazione del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005, del 21 dicembre 2005, (in appresso "regolamento di base") nel procedimento relativo alle importazioni di assi da stiro originarie, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese, a seguito di un riesame relativo ai nuovi esportatori a norma dell'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento di base. |Contesto generale La presente proposta rientra nel quadro dell'attuazione del regolamento di base ed è il risultato di un'inchiesta svolta conformemente ai requisiti sostanziali e procedurali di cui al regolamento di base. |Disposizioni vigenti nel settore della proposta Le misure attualmente in vigore sono imposte dal regolamento (CE) n. 452/2007 del Consiglio, che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese e dell'Ucraina. |Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione Non pertinente. |2) CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DELL'IMPATTO |Consultazione |In conformità alle disposizioni del regolamento di base, le parti interessate dal procedimento hanno avuto la possibilità di difendere i propri interessi nel corso dell'inchiesta. |Ricorso al parere di esperti |Non è stato necessario consultare esperti esterni. |Valutazione dell'impatto La presente proposta si iscrive nel quadro dell'attuazione del regolamento di base. Il regolamento di base non prevede una valutazione generale dell'impatto, ma contiene un elenco esauriente delle condizioni da valutare. |3) ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA |Sintesi delle misure proposte Il 30 aprile 2009 la Commissione europea ("la Commissione") ha avviato un riesame relativo ai nuovi esportatori delle misure antidumping applicabili alle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese istituite dal regolamento (CE) n. 452/2007 del Consiglio, del 23 aprile 2007. La domanda di riesame è stata presentata da un produttore esportatore cinese, la società Greenwood Houseware (Zhuhai) Ltd, la quale ha fornito elementi di prova prima facie che dimostrano che non ha prodotto assi da stiro prima e nel corso del periodo dell'inchiesta del procedimento antidumping iniziale. Dall'inchiesta di riesame è emerso che la Greenwood Houseware (Zhuhai) Ltd ha soddisfatto le disposizioni pertinenti del regolamento di base come nuovo esportatore e di conseguenza è stato calcolato un margine di dumping individuale. Il dazio antidumping definitivo applicabile alla società va perciò fissato al livello del margine di dumping constatato. Si propone pertanto che il Consiglio adotti l'allegata proposta di regolamento, che modifica il dazio antidumping applicabile alla Greenwood Houseware (Zhuhai) Ltd e sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 28 gennaio 2010. |Base giuridica Regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 del Consiglio, del 21 dicembre 2005. |Principio di sussidiarietà La proposta è di competenza esclusiva dell'Unione europea (UE). Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica. |Principio di proporzionalità La proposta risulta conforme al principio di proporzionalità per i motivi indicati di seguito. |Il tipo di intervento è descritto nel regolamento di base sopra menzionato e non consente l'adozione di decisioni a livello nazionale. |Non sono necessarie indicazioni su come ridurre al minimo e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e amministrativo a carico dell'UE, dei governi nazionali, degli enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini. |Scelta degli strumenti |Strumenti proposti: regolamento. |Altri strumenti risulterebbero inadeguati per i motivi indicati di seguito. Il regolamento di base sopraindicato non prevede altre opzioni. |4) INCIDENZA SUL BILANCIO |La proposta non comporta alcuna incidenza sul bilancio dell'UE. |2009/0178 (NLE)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrecante modifica del regolamento (CE) n. 452/2007 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di assi da stiro originarie, tra l'altro, della Repubblica popolare cineseIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato dell'Unione europea e visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea[1] ("regolamento di base"), in particolare l'articolo 11, paragrafo 4,vista la proposta presentata dalla Commissione, previa consultazione del comitato consultivo,considerando quanto segue:A. MISURE IN VIGORE(1) Le misure attualmente in vigore sulle importazioni di assi da stiro originarie, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese ("RPC") consistono in dazi antidumping definitivi istituiti dal regolamento (CE) n. 452/2007 del Consiglio[2]. In conformità allo stesso regolamento, sono stati istituiti dazi antidumping anche sulle importazioni di assi da stiro originarie dell'Ucraina.B. INCHIESTA ATTUALE1. Domanda di riesame(2) Il riesame relativo al "nuovo esportatore" è stato avviato sulla base della richiesta e delle informazioni presentate dalla Greenwood Houseware (Zhuhai) Ltd (in appresso "il richiedente" o "Greenwood Houseware" ), un esportatore della RPC. Il richiedente ha sostenuto di non essere collegato ad alcun produttore esportatore della RPC soggetto alle misure antidumping applicabili alle assi da stiro. Egli ha inoltre affermato di non aver esportato assi da stiro nella Comunità nel periodo dell'inchiesta iniziale ("PI iniziale", cioè dal 1° gennaio 2005 al 31 dicembre 2005), ma di aver iniziato ad esportarle dopo tale periodo.2. Avvio di un riesame relativo a un "nuovo esportatore"(3) La Commissione ha esaminato le prove presentate dal richiedente e le ha ritenute sufficienti per giustificare l'avvio di un riesame a norma dell'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento di base. Dopo aver sentito il comitato consultivo e dato all'industria comunitaria la possibilità di presentare osservazioni, la Commissione ha avviato, con il regolamento (CE) n. 356/2009[3], un riesame del regolamento (CE) n. 452/2007 in relazione al richiedente e ha iniziato l'inchiesta.(4) In conformità al regolamento della Commissione che avvia il riesame, è stato abrogato il dazio antidumping del 38,1% istituito dal regolamento (CE) n. 452/2007 sulle importazioni di assi da stiro prodotte dal richiedente. Contemporaneamente, a norma dell'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base, è stato chiesto alle autorità doganali di adottare i provvedimenti opportuni per registrare tali importazioni.3. Prodotto in esame(5) I prodotti oggetto dell'attuale riesame sono gli stessi dell'inchiesta in seguito a cui sono state adottate le misure in vigore sulle importazioni di assi da stiro originarie, tra l'altro, della RPC, vale a dire assi da stiro con o senza supporto, dotate o meno di piano aspirante e/o riscaldante, comprendenti un braccio per stirare le maniche, e i componenti essenziali, vale a dire le gambe, il piano ed il portaferro, che attualmente rientrano nei codici NC ex 3924 90 00, ex 4421 90 98, ex 7323 93 90, ex 7323 99 91, ex 7323 99 99, ex 8516 79 70, ex 8516 90 00 e sono originari della RPC.4. Parti interessate(6) La Commissione ha informato ufficialmente dell'apertura del riesame il richiedente, i rappresentanti dell'industria comunitaria e i rappresentanti del paese esportatore. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le proprie osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.(7) La Commissione ha inoltre inviato al richiedente un modulo per ottenere il trattamento riservato alle imprese operanti in condizioni di economia di mercato/trattamento individuale ("TEM/TI") e un questionario, ricevendo risposte entro i termini stabiliti.(8) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della concessione del TEM/TI e della determinazione del dumping. Sono state effettuate visite di verifica presso:a) il produttore esportatore della RPCGreenwood Houseware (Zhuhai) Ltd, Repubblica popolare cineseb) le società collegate al produttore esportatoreBrabantia S&S, Hong KongBrabantia S&L Belgium NV, Overpelt, BelgioBrabantia Belgium NV, Overpelt, BelgioBrabantia International BV, Valkenswaard, Paesi BassiBrabantia Branding BV, Valkenswaard, Paesi BassiBrabantia Export, Valkenswaard, Paesi BassiBrabantia S&L (UK) Ltd, Bristol, Regno UnitoBrabantia UK Limited, Bristol, Regno Unito(9) Vista la necessità di stabilire un valore normale per il produttore esportatore della RPC, nel caso in cui il TEM non fosse stato concesso, è stata effettuata una verifica per determinare il valore normale sulla base dei dati di un produttore dell'industria comunitaria nei locali della seguente società:Vale Mill Ltd, Rochdale, Regno Unito5. Periodo dell'inchiesta(10) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo tra il 1° ottobre 2007 e il 31 marzo 2009 ("periodo dell'inchiesta" o "PI"). Il periodo dell'inchiesta di 18 mesi è stato scelto per utilizzare i dati anche in una inchiesta parallela relativa alla restituzione riguardante il richiedente.C. RISULTATI DELL'INCHIESTA1. Qualifica di "nuovo esportatore"(11) L'inchiesta ha confermato che il richiedente non aveva esportato il prodotto in esame durante il PI iniziale e che aveva cominciato ad esportarlo nella Comunità dopo questo periodo. Durante il PI iniziale la società commerciale collegata al richiedente ha esportato assi da stiro acquistate da un altro produttore cinese. Tuttavia, si trattava di un'attività commerciale che non era contraria all'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento di base.(12) Inoltre, il richiedente ha potuto dimostrare di non essere collegato a nessuno degli esportatori o produttori della RPC soggetti alle misure antidumping in vigore sulle importazioni di assi da stiro originarie della RPC.(13) Pertanto, è stato confermato che il richiedente va considerato un "nuovo esportatore" ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento di base.2. Trattamento riservato alle imprese operanti in economia di mercato(14) A norma dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera b), del regolamento di base, nelle inchieste antidumping relative alle importazioni originarie della RPC, il valore normale è determinato conformemente ai paragrafi da 1 a 6 di detto articolo per i produttori esportatori che hanno dimostrato di soddisfare i criteri di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), di tale regolamento, vale a dire quando tali produttori esportatori dimostrano che per la produzione e la vendita del prodotto simile prevalgono le condizioni di un'economia di mercato. A titolo puramente indicativo, questi criteri sono brevemente riassunti qui di seguito:1. le decisioni delle società in materia di attività commerciali e costi sono prese in risposta a condizioni del mercato, senza ingerenze significative da parte dello Stato, e i costi rispecchiano i valori di mercato;2. le imprese dispongono di una serie unica e ben definita di documenti contabili soggetti a revisione contabile indipendente, in linea con le norme internazionali in materia di contabilità (IAS – International Accounting Standards ) e utilizzati per tutti i fini;3. non esistono distorsioni di rilievo derivanti dal precedente sistema ad economia non di mercato;4. la certezza del diritto e la stabilità sono garantite dalle leggi in materia fallimentare e di proprietà;5. le conversioni del tasso di cambio sono effettuate ai tassi di mercato.(15) Il richiedente ha chiesto il TEM a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera b), del regolamento di base ed è stato invitato a compilare il relativo modulo di richiesta. Egli trasmesso il modulo compilato di richiesta del TEM entro il termine stabilito.(16) La Commissione ha raccolto tutte le informazioni ritenute necessarie e ha verificato tutte le informazioni presentate nella richiesta del TEM nei locali della società richiedente.(17) Non si è ritenuto opportuno concedere il TEM al richiedente, dato che non soddisfa il secondo e terzo criterio di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), del regolamento di base.(18) Per quanto riguarda il secondo criterio, si è constatato sul posto che non sono stati rispettati i principi fondamentali delle norme internazionali in materia di contabilità ("IAS"), in particolare la norma IAS 1 (principio contabile della competenza, compensazione, mancanza di una corretta rappresentazione delle transazioni, resoconto errato di informazioni fondamentali sul regime fiscale applicabile alla società), sia nei conti sia nella loro revisione, il che ha messo in dubbio l'affidabilità della contabilità di questa società. Di conseguenza, si è concluso che la società non ha dimostrato di soddisfare il secondo criterio.(19) Per quanto riguarda il terzo criterio, si è constatato sul posto che la società ha fruito di regimi fiscali specifici ripresi dal precedente sistema di economia pianificata. Dalla verifica sul posto è emerso infatti che durante il PI il richiedente non ha pagato alcuna imposta sul reddito, poiché era ancora nei primi due anni di redditività del programma fiscale speciale applicato alle imprese straniere, che prevede l'esenzione delle società dall'imposta sul reddito nei primi due anni di redditività e la riduzione a metà dell'aliquota applicabile (fissata al 25%) nei tre anni successivi, il che significa che nel caso in questione la società fruisce di una riduzione del 50% delle imposte sul reddito fino al 2012. La società era anche esonerata dal pagamento di varie imposte, tra cui l'imposta comunale di manutenzione, la tassa di protezione delle rive, il dazio doganale e l'IVA sugli acquisti delle attrezzature. L'inchiesta ha rivelato l'esistenza di notevoli distorsioni per quanto riguarda i diritti di utilizzo dei terreni ("DUT") concernenti il richiedente, il che porta a concludere che tali diritti non corrispondono alle condizioni di un'economia di mercato. Tenuto conto di quanto precede, si è concluso che la società non ha dimostrato di soddisfare il terzo criterio.(20) Il richiedente e l'industria comunitaria hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni in merito alle suddette conclusioni. L'industria comunitaria si è detta d'accordo con i risultati di cui sopra, ma ha affermato anche che la Commissione avrebbe dovuto valutare le ripercussioni della distorsione dei prezzi dell'acciaio sul mercato cinese. Per quanto riguarda il secondo criterio, il richiedente ha sostenuto di essere conforme alle norme IAS, mentre riguardo al terzo criterio, egli ha presentato osservazioni e spiegazioni sul suo regime fiscale e sulle questioni dei DUT sollevate dalla Commissione.(21) Per quanto concerne le osservazioni dell'industria comunitaria, va notato che la questione della distorsione dei prezzi dell'acciaio sul mercato cinese non è stata esaminata a causa di altre evidenti manchevolezze constatate riguardo al TEM. Non è stata perciò raggiunta alcuna conclusione su questo punto.(22) La Commissione ha riveduto ed esaminato attentamente le osservazioni presentate dal richiedente. Riguardo al secondo criterio, le spiegazioni fornite non hanno cambiato i fatti su cui si basa la constatazione delle discrepanze contabili, mentre le spiegazioni relative alle norme IAS applicabili non sono state giudicate pertinenti. Riguardo al terzo criterio, in particolare la tassa di protezione, il dazio doganale e le esenzioni dall'IVA, le spiegazioni e informazioni fornite dal richiedente sono state accettate. Tuttavia, le altre spiegazioni e informazioni fornite dal richiedente non hanno rimosso le evidenti insufficienze riguardanti il terzo criterio, vale a dire il fatto che la concessione dei terreni è legata a imprese commerciali, alla costruzione di infrastrutture pubbliche senza compensazione e alla mancanza di variazioni del prezzo dei DUT con il passare del tempo. In considerazione delle evidenti manchevolezze rimanenti per quanto riguarda il terzo criterio, tale criterio continua a non essere soddisfatto.(23) Sulla base di quanto precede, si è concluso che il richiedente non ha dimostrato di soddisfare tutti i criteri di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), del regolamento di base, e quindi non può essergli concesso il TEM.3. Trattamento individuale(24) Conformemente all'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento di base, un dazio a livello nazionale, se del caso, è istituito per i paesi cui si applica l'articolo 2, paragrafo 7, lettera a), tranne nei casi in cui le società possono dimostrare di soddisfare tutti i criteri di cui all'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento di base e possono quindi ottenere il TI.(25) La Greenwood Houseware ha chiesto il TI nel caso in cui non le fosse concesso il TEM.(26) In base alle informazioni disponibili, è stato stabilito che la società soddisfaceva le condizioni previste all'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento di base. Si è pertanto concluso che al richiedente poteva essere concesso il TI.4. Valore normale4.1. Paese di riferimento(27) Conformemente all'articolo 2, paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base, nel caso di importazioni provenienti da paesi non retti da un'economia di mercato e qualora non sia possibile concedere il TEM, per i paesi di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera b), di detto regolamento, il valore normale è determinato in base al prezzo o al valore costruito in un paese di riferimento.(28) Nell'avviso di apertura, la Commissione ha dichiarato che intendeva scegliere la Turchia come paese di riferimento appropriato per determinare il valore normale per la RPC e ha invitato le parti interessate a presentare osservazioni al riguardo. La Turchia è già stata usata come paese di riferimento nell'inchiesta iniziale.(29) Non è stata presentata alcuna osservazione in merito alla scelta della Turchia come paese di riferimento per determinare il valore normale.(30) La Commissione ha cercato la collaborazione dei produttori turchi. Sono state inviate lettere e questionari a tre società turche, nessuna delle quali ha collaborato all'inchiesta o fornito informazioni pertinenti. La Commissione ha ricontattato tutti i produttori noti in Turchia, senza ricevere alcuna risposta. L'industria comunitaria e il richiedente sono stati informati di tale situazione e invitati a presentare osservazioni pertinenti relative ai metodi da utilizzare per la scelta del paese terzo a economia di mercato. Non sono pervenute osservazioni.(31) In considerazione di quanto precede, è stato ritenuto opportuno, in conformità all'articolo 2, paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base, chiedere all'industria comunitaria se intendeva collaborare per consentire alla Commissione di ottenere le informazioni necessarie per determinare il valore normale.(32) Sono state inviate lettere e questionari ai produttori dell'industria comunitaria al fine di ottenere le informazioni necessarie per determinare il valore normale e la Greenwood Houseware è stata invitata a presentare osservazioni al riguardo.(33) La Greenwood Houseware non ha fatto pervenire alcuna osservazione sull'utilizzazione dei dati ottenuti dall'industria comunitaria per determinare il valore normale.(34) Un produttore europeo ha presentato in tempo utile tutte le informazioni necessarie per la determinazione del valore normale ed ha accettato di collaborare all'inchiesta. È stato perciò deciso di stabilire il valore normale su questa base.4.2. Determinazione del valore normale(35) In seguito alla scelta di utilizzare i dati dell'industria comunitaria, il valore normale è stato calcolato in base alle informazioni verificate nei locali del produttore comunitario che ha collaborato, Vale Mill Ltd.(36) Le vendite del prodotto simile effettuate dal produttore comunitario sul mercato interno sono risultate rappresentative rispetto alle esportazioni del prodotto in esame verso la Comunità effettuate dal produttore esportatore della RPC.(37) In conformità all'articolo 2, paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base, il valore normale per la RPC è stato determinato in base alle informazioni verificate ricevute dal solo produttore comunitario che ha collaborato, vale a dire in base ai prezzi pagati o pagabili sul mercato comunitario per tipi di prodotti simili, se risulta che le vendite sono state effettuate nel corso nel corso di normali operazioni commerciali, oppure in base a valori costruiti, se risulta che non sono state effettuate vendite sul mercato interno di tipi di prodotti comparabili nel corso di normali operazioni commerciali, vale a dire in base al costo di produzione delle assi da stiro fabbricate dal produttore comunitario, maggiorato di un importo ragionevole per le spese generali, amministrative e di vendita e per i profitti. Il margine di profitto utilizzato è conforme a quello dell'inchiesta iniziale.5. Prezzo all'esportazione(38) Il richiedente ha effettuato tutte le vendite all'esportazione verso la Comunità tramite imprese commerciali e intermediarie collegate, situate al di fuori della Comunità (una società registrata a Hong Kong) e all'interno della Comunità (25 società registrate in vari Stati membri dell'UE).(39) Dato che tutte le vendite all'esportazione verso la Comunità sono state effettuate tramite imprese commerciali collegate, il prezzo all'esportazione è stato calcolato in base ai prezzi del prodotto venduto dalle imprese commerciali collegate al primo acquirente indipendente, in conformità all'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento di base.(40) La società Greenwood Houseware ha fatto ricorso a numerose società collegate per realizzare le sue vendite al primo acquirente indipendente della Comunità. Il prodotto in esame è stato dapprima immesso in libera circolazione della Comunità da una società collegata alla società richiedente e quindi venduto a diverse società collegate che hanno eseguito operazioni commerciali ed altre attività per conto del richiedente in vari Stati membri dell'UE. Il richiedente ha chiesto che i calcoli sul dumping siano limitati alle transazioni relative alle sue tre principali parti collegate, operanti nei Paesi Bassi, nel Regno Unito e in Belgio, che rappresentano una percentuale considerevole delle sue vendite nell'UE. Visto l'elevato numero totale di società di vendita collegate e i limiti di tempo cui è soggetta l'inchiesta, si ritiene opportuno basare le conclusioni riguardanti il dumping sui principali mercati sopramenzionati del richiedente nell'UE. La Commissione ha verificato la totalità delle vendite all'esportazione provenienti dalla RPC via Hong Kong, fino all'entrata in libera circolazione nell'UE del prodotto in esame e alla sua rivendita a varie imprese commerciali. Solo a questo punto la Commissione ha limitato la sua valutazione del dumping ai tre principali mercati sopra menzionati.(41) Di conseguenza, a norma dell'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento di base, i prezzi all'esportazione sono stati costruiti in base ai prezzi ai quali il prodotto importato è stato rivenduto per la prima volta ad acquirenti indipendenti nei Paesi Bassi, nel Regno Unito e in Belgio. Una detrazione ha dovuto essere fatta per tutte le spese sostenute tra l'importazione e la rivendita, tra cui i costi generali, amministrativi e di vendita delle società importatrici durante il PI, che sono state verificate sul posto presso le rispettive imprese.(42) Anche i margini di profitto realizzati dal richiedente nelle operazioni concernenti il prodotto in esame durante il PI hanno dovuto essere detratti. A tale riguardo non è stato possibile utilizzare il profitto effettivo degli operatori commerciali collegati, dato che il legame tra il produttore esportatore e gli operatori commerciali collegati ha reso inaffidabili questi livelli di profitto. Inoltre, la società ha spiegato sul posto che normalmente non contabilizzava questi margini di profitto nel modo richiesto dall'inchiesta. Il richiedente ha perciò proposto che la Commissione utilizzi il margine di profitto normale impiegato nel corso dell'inchiesta precedente. In mancanza di altre cifre, come spiegato sopra, è stato quindi deciso di utilizzare il tasso stabilito nell'inchiesta iniziale.6. Confronto(43) In conformità all'articolo 2, paragrafi 11 e 12, del regolamento di base, il margine di dumping per la società Greenwood Houseware è stato calcolato in base a un confronto tra la media ponderata del valore normale, per tipo di prodotto, e la media ponderata del prezzo all'esportazione, per tipo di prodotto, secondo il metodo sopra menzionato.(44) Il confronto è stato effettuato a livello franco fabbrica e allo stesso stadio commerciale.(45) Ai fini di un confronto equo tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, si è tenuto debitamente conto, sotto forma di adeguamenti, delle differenze che incidono sui prezzi e sulla loro comparabilità, in conformità all'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base. Ove applicabili e giustificati, sono stati apportati adeguamenti per le differenze a livello di imposte indirette, spese di trasporto e di assicurazione, movimentazione, carico e costi accessori, spese d'imballaggio e di credito, garanzie e commissioni.7. Margine di dumping(46) Il confronto ha evidenziato l'esistenza di un dumping. Il margine di dumping, espresso in percentuale del prezzo netto, franco frontiera dell'Unione europea, dazio non corrisposto, è del 22,7%.D. RISCOSSIONE RETROATTIVA DEL DAZIO ANTIDUMPING(47) In considerazione di quanto precede, il dazio antidumping applicabile al richiedente va riscosso retroattivamente sulle importazioni del prodotto in esame soggette a registrazione secondo l'articolo 3 del regolamento (CE) n. 356/2009 della Commissione.E. COMUNICAZIONE DELLE CONCLUSIONI(48) Le parti interessate sono state informate dei fatti essenziali e delle considerazioni in base a cui si intendeva istituire un dazio antidumping definitivo modificato sulle importazioni di assi da stiro provenienti dal richiedente e riscuotere retroattivamente tale dazio sulle importazioni soggette a registrazione.(49) Tutte le parti interessate hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni. Le osservazioni sono state prese in considerazione se ritenute pertinenti, ma non erano tali da modificare le conclusioni.(50) Conformemente all'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di base, il presente riesame non modifica la data di scadenza delle misure istituite dal regolamento (CE) n. 452/2007,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. La tabella figurante nell'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 452/2007 è modificata con la seguente aggiunta:Paese | Costruttore | Aliquota del dazio (%) | Codice addizionale TARIC |Repubblica popolare cinese | Greenwood Houseware (Zhuhai) Ltd | 22,7 | A953 |2. Il dazio così istituito viene riscosso retroattivamente sulle importazioni del prodotto in esame, registrate conformemente all'articolo 3 del regolamento (CE) n. 356/2009. Le autorità doganali sono invitate a cessare la registrazione delle importazioni del prodotto in esame originario della Repubblica popolare cinese e fabbricato dalla società Greenwood Houseware (Zhuhai) Ltd.3. Salvo altrimenti disposto, si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.Articolo 2Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno Stato membro.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl Presidente [1] GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1.[2] GU L 109 del 26.4.2007, pag.12.[3] GU L 109 del 30.4.2009, pag. 6.