CELEX: 51997PC0071
Language: it
Date: 1997-04-16
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 93/6/CEE del Consiglio relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese d'investimento e degli enti creditizi

Avis juridique important

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51997PC0071

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 93/6/CEE del Consiglio relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese d'investimento e degli enti creditizi  /* COM/97/0071 def. - COD 97/0124 */  

Gazzetta ufficiale n. C 240 del 06/08/1997 pag. 0024

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 93/6/CEE del Consiglio relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese d'investimento e degli enti creditizi (97/C 240/02) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(97) 71 def. - 97/0124 (COD)(Presentata dalla Commissione il 16 giugno 1997)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 57, paragrafo 2, prima e terza frase,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale,visto il parere dell'Istituto monetario europeo,deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 B del trattato,considerando che i rischi connessi alle transazioni in prodotti di base e ai relativi strumenti derivati sono attualmente disciplinati dalla direttiva 89/647/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1989, relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi (1), modificata da ultimo dalla direttiva 96/10/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (2); che, tuttavia, i rischi di mercato insiti nelle posizioni in merci e strumenti derivati su merci non sono colti con sufficiente accuratezza da quest'ultima direttiva; che è necessario estendere la definizione di «portafoglio di negoziazione» perché comprenda le posizioni in merci e strumenti derivati su merci che sono detenute a fini di negoziazione e sono soggette principalmente ai rischi di mercato; che gli enti sono tenuti a conformarsi alla presente direttiva per quanto riguarda la copertura dei rischi relativi alle merci sull'insieme delle loro attività;considerando che la direttiva 93/6/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi (3) stabilisce un metodo uniforme per il calcolo dei requisiti patrimoniali a copertura dei rischi di mercato cui sono esposte le imprese di investimento e gli enti creditizi; che gli enti hanno elaborato propri sistemi di gestione del rischio (modelli interni), destinati a misurare più accuratamente rispetto al metodo uniforme detti rischi di mercato; che l'impiego di metodi più accurati di misurazione dei rischi deve essere incoraggiato;considerando che l'impiego di modelli interni al fine di calcolare i requisiti patrimoniali presuppone rigorosi meccanismi di controllo interno e deve essere assoggettato all'autorizzazione e alla vigilanza delle autorità competenti; che la costante affidabilità dei risultati dei calcoli secondo i modelli interni deve essere verificata mediante una procedura di controlli ex post;considerando che le regole adottate ad un livello internazionale più vasto per favorire l'impiego di metodi più sofisticati di gestione del rischio fondati su modelli interni possono avere l'effetto di diminuire l'entità dei requisiti patrimoniali imposti agli enti creditizi dei paesi terzi; che detti enti creditizi sono in concorrenza con le imprese di investimento e gli enti creditizi aventi sede negli Stati membri; che la direttiva 93/6/CEE deve essere modificata allo scopo di istituire per le imprese di investimento e gli enti creditizi aventi sede negli Stati membri analoghi incentivi ad elaborare ed impiegare modelli interni;considerando che ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali per i rischi di mercato le posizioni in oro e in strumenti derivati sull'oro devono essere trattate analogamente alle posizioni in cambi;considerando che l'emissione di titoli di debito subordinati non deve automaticamente impedire che i titoli di capitale di un emittente siano inclusi in un portafoglio ammesso a beneficiare della ponderazione del 2 % per il rischio specifico a norma dell'allegato I, punto 33 della direttiva 93/6/CEE;considerando che la presente direttiva è conforme ai risultati dei lavori di un'altra sede di coordinamento internazionale delle autorità di vigilanza in materia di trattamento prudenziale dei rischi di mercato e delle posizioni del portafoglio di negoziazione in merci e strumenti derivati su merci;considerando che talune imprese di investimento la cui attività principale consiste nella negoziazione di merci e strumenti derivati su merci possono non essere ancora pronte ad impiegare modelli interni o a conformarsi ai requisiti patrimoniali prescritti dalla presente direttiva per le posizioni in merci e strumenti derivati su merci; che presumibilmente saranno messi a punto tempestivamente, per le imprese d'investimento, modelli interni appropriati e con un favorevole rapporto costo/efficacia per la gestione dei rischi su merci e strumenti derivati su merci, ed in particolare di quelli riguardanti i contratti a premio; che per dare a dette imprese il tempo di migliorare i loro sistemi di gestione del rischio è opportuno che le autorità competenti, a determinate condizioni, possano esimersi dal prescrivere alle imprese di investimento di rispettare, prima del 1° gennaio 2000, i requisiti patrimoniali per le merci di cui all'allegato VII della direttiva 93/6/CEE;considerando che la presente direttiva costituisce il mezzo più appropriato per conseguire gli obiettivi auspicati; che le sue disposizioni restano nei limiti e non vanno al di là di quanto è necessario per il raggiungimento di tali obiettivi;considerando che la presente direttiva riguarda un settore disciplinato dall'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) e che è stata pertanto espletata la procedura di cui all'articolo 99 di detto accordo;considerando che il comitato consultivo bancario è stato consultato in merito al progetto della presente direttiva,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La direttiva 93/6/CEE è così modificata:1) L'articolo 2 è così modificato:a) nel punto 6, la lettera a) nonché l'alinea ed i punti i) ed ii) della lettera b) sono sostituiti dal testo seguente:«a) le posizioni detenute in proprietà da tale ente in strumenti finanziari, merci e strumenti derivati su merci destinati a successiva vendita e/o acquisite dall'ente al fine di beneficiare a breve termine di differenze effettive e/o previste tra i prezzi di acquisto e di vendita o di altre variazioni di prezzo o di interesse, nonché posizioni in strumenti finanziari, merci e strumenti derivati su merci derivanti da operazioni di "matched principal broking", oppure posizioni destinate a coprire il rischio inerente ad altri elementi del portafoglio;b) le esposizioni dovute a transazioni non liquidate, consegne differite e titoli derivati negoziati fuori borsa, di cui ai punti 1, 2, 3 e 5 dell'allegato II, le esposizioni dovute a operazioni di vendita con patto di riacquisto e concessione di titoli e di merci in prestito, basati su titoli o su merci compresi nel portafoglio di negoziazione ai sensi della lettera a) contemplati nell'allegato II, punto 4, e, previa approvazione delle autorità competenti, le esposizioni dovute ad operazioni di vendita con patto di riacquisto e ad assunzione di titoli e di merci in prestito, contemplati in detto punto 4, che soddisfano le condizioni previste ai successivi punti i), ii), iii) e v) oppure le condizioni previste ai successivi punti iv) e v):i) le esposizioni sono valutate quotidianamente rispetto ai prezzi di mercato secondo le procedure previste all'allegato II;ii) la garanzia è adattata per tener conto di variazioni sostanziali del valore dei titoli o delle merci oggetto del contratto o della transazione in questione, in conformità di norme approvate dalle autorità competenti;».b) I punti 15 e 16 sono sostituiti dai seguenti:«15) "Warrant": un titolo che attribuisce al detentore il diritto di acquistare un titolo o una merce sottostante ad un prezzo convenuto fino alla o alla data di scadenza del warrant stesso. Esso può essere liquidato mediante consegna dei titoli o della merce sottostanti o in contanti.16) "Finanziamento delle scorte": la posizione che risulta quando una scorta di merce è venduta a termine ed il costo del finanziamento è bloccato fino alla data di consegna.»c) Al punto 17, il primo comma è sostituito dal seguente:«17) "Operazione di vendita con patto di riacquisto": la transazione con la quale un ente o la sua controparte trasferisce valori mobiliari o merci o diritti garantiti relativi alla proprietà di valori mobiliari o merci, laddove la garanzia sia emessa da una borsa valori riconosciuta che detenga i diritti sui valori mobiliari o sulle merci e il contratto non consenta all'ente di trasferire o costituire in pegno un particolare titolo o merce contemporaneamente presso più controparti, con l'obbligo di riacquistarli (o di riacquistare titoli o merci della stessa specie) ad un determinato prezzo e ad una data stabilita o da stabilire da parte di chi effettua il trasferimento. Costituisce un'operazione di vendita con patto di riacquisto per l'ente che trasferisce i titoli o le merci e per chi li riceve.»d) Il punto 18 è sostituito dal seguente:«18) "Concessione e assunzione di titoli o merci in prestito": la transazione con la quale un ente o la sua controparte trasferisce titoli o merci contro adeguata garanzia con l'impegno per chi riceve il prestito di restituire titoli o merci equivalenti ad una data da stabilirsi o quando richiesto dal concedente il prestito, costituisce una concessione di titoli o merci in prestito per l'ente che trasferisce i titoli o le merci e un'assunzione di titoli o merci in prestito per l'ente a cui tali titoli o merci sono trasferiti.Un'assunzione di titoli o merci in prestito è considerata contratto a livello di operatori del settore se la controparte è soggetta ad un coordinamento prudenziale in un ambito comunitario o è un ente creditizio della zona A ai sensi della direttiva 89/647/CEE o un'impresa d'investimento riconosciuta di un paese terzo e/o se il contratto è concluso con una stanza di compensazione o una borsa riconosciuta.»2) All'articolo 4, paragrafo 1, primo comma, i punti i) ed ii) sono sostituiti dai seguenti:«i) copertura patrimoniale, calcolata conformemente agli allegati I, II e VI e, se del caso, all'allegato VIII, per il loro portafoglio di negoziazione;ii) copertura patrimoniale, calcolata conformemente agli allegati III e VII e, se del caso, all'allegato VIII, per tutte le loro attività;».3) All'articolo 5, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:«2. In deroga al paragrafo 1, gli enti che calcolano la copertura patrimoniale per il portafoglio di negoziazione conformemente agli allegati I e II e, se del caso, all'allegato VIII, effettuano la vigilanza e il controllo dei loro grandi fidi conformemente alla direttiva 92/121/CEE, fatte salve le modifiche di cui all'allegato VI della presente direttiva.»4) All'articolo 7, il paragrafo 10 e l'alinea del paragrafo 11 sono sostituiti dai seguenti:«10. Qualora non sia applicata la deroga di cui ai paragrafi 7 e 9, le autorità competenti possono, ai fini del calcolo della copertura patrimoniale di cui agli allegati I e VIII e delle esposizioni verso i clienti di cui all'allegato VI, su base consolidata, consentire la compensazione di posizioni nette del portafoglio di negoziazione di un ente con posizioni del portafoglio di negoziazione di un altro ente in conformità degli allegati I, VI e VIII.Inoltre esse possono consentire la compensazione di posizioni in cambi detenute da un ente con posizioni in cambi detenute da un altro ente, conformemente agli allegati III e/o VIII. Possono inoltre consentire la compensazione di posizioni in merci detenute da un ente con posizioni in merci detenute da un altro ente, conformemente agli allegati VII e/o VIII.11. Le autorità competenti possono altresì consentire la compensazione relativamente al portafoglio di negoziazione e alle posizioni in cambi e merci, rispettivamente, di imprese stabilite in paesi terzi, se sono contemporaneamente soddisfatte le seguenti condizioni:».5) All'articolo 8, il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:«5. Le autorità competenti impongono agli enti di segnalare immediatamente i casi in cui le loro controparti in operazioni di vendita con patto di riacquisto o di concessione e assunzione di titoli e merci in prestito non adempiono i loro obblighi. La Commissione riferisce al Consiglio in merito a detti casi e alle relative implicazioni a livello di trattamento delle operazioni stesse nella presente direttiva, entro un termine di tre anni dalla data di cui all'articolo 12. La segnalazione contiene inoltre precise indicazioni sulla rispondenza degli enti a ciascuna delle condizioni loro applicabili di cui all'articolo 2, punto 6), lettera b), punti da i) a v), in particolare quelle di cui al punto v). Essa specifica inoltre le eventuali variazioni intervenute nel volume relativo delle operazioni tradizionali di prestito dell'ente nonché l'entità delle relative operazioni di vendita con patto di riacquisto e concessione e assunzione di titoli o merci in prestito. Laddove, sulla base di siffatta relazione nonché di altre informazioni, la Commissione constati la necessità di ulteriori misure di salvaguardia per prevenire irregolarità, essa presenta adeguate proposte.»6) È inserito l'articolo 12 bis.«Articolo 12 bis1. Gli Stati membri le cui imprese di investimento, a giudizio delle autorità competenti, non sono ancora in grado di impiegare modelli interni al fine di calcolare i requisiti patrimoniali per le posizioni in merci conformemente all'allegato VIII possono, fino al 31 dicembre 1999, prescrivere coefficienti di "spread", coefficienti di riporto e coefficienti secchi alternativi a quelli indicati nell'allegato VII, punti 13 e 16.2. I coefficienti alternativi di cui al paragrafo 1 sono subordinati alle seguenti condizioni:i) i coefficienti alternativi sono stabiliti dalle autorità competenti;ii) le autorità competenti riesaminano periodicamente detti coefficienti alla luce degli sviluppi sui mercati delle merci;iii) i coefficienti alternativi non sono in nessun caso inferiori alla metà dei valori indicati ai punti 13 e 16 dell'allegato VII;iv) le autorità competenti comunicano alla Commissione i coefficienti alternativi e mettono a disposizione di questa e degli altri Stati membri i dati sulla base dei quali detti coefficienti alternativi sono stati calcolati.»7) Gli allegati I, II, III, V e VI sono modificati conformemente all'allegato I della presente direttiva.8) Sono aggiunti gli allegati VII e VIII di cui all'allegato II della presente direttiva.Articolo 21. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 1997. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le principali disposizioni di diritto interno che adottano nella materia disciplinata dalla presente direttiva.Articolo 3La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 4Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU n. L 386 del 30. 12. 1989, pag. 14.(2) GU n. L 85 del 3. 4. 1996, pag. 17.(3) GU n. L 141 dell'11. 6. 1993, pag. 1.ALLEGATO I 1) L'allegato I è così modificato:a) Al punto 4, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente:«Le autorità competenti possono consentire che la copertura patrimoniale di un contratto "future" negoziato in borsa sia uguale alla garanzia richiesta dalla borsa se hanno la certezza che essa fornisce una misura precisa del rischio connesso con il contratto a termine in questione e che il metodo utilizzato per calcolare la garanzia è equivalente al metodo di calcolo esposto nel presente allegato o nell'allegato VIII.»b) Al punto 5, secondo comma, il secondo periodo e successivi sono sostituiti dai seguenti:«Le autorità competenti impongono l'adozione di garanzie contro gli altri rischi, diversi dal rischio delta, connessi con i contratti a premio. Le autorità competenti hanno facoltà di permettere che la copertura patrimoniale richiesta per un contratto a premio venduto, negoziato in borsa, sia uguale alla garanzia richiesta dalla borsa, se ritengono che essa fornisca una misura precisa del rischio connesso con il contratto a premio e che il metodo utilizzato per calcolare la garanzia sia equivalente al metodo di calcolo esposto nel presente allegato o nell'allegato VIII per tali contratti a premio. Inoltre esse possono permettere che la copertura richiesta per un contratto a premio acquistato, negoziato in borsa oppure fuori borsa, sia pari a quella per il titolo sottostante, a condizione che la copertura risultante non superi il valore di mercato del contratto stesso. La copertura per un contratto a premio venduto fuori borsa è fissata in relazione al titolo sottostante.»c) Il punto 6 è sostituito dal seguente:«6. Per i "warrant" su titoli di debito e su azioni valgono le norme previste al paragrafo 5 per i contratti a premio.»d) Al punto 33, il punto i) è sostituito dal seguente:«i) i titoli di capitale non devono essere quelli di emittenti che hanno emesso solo titoli di debito negoziati per i quali è attualmente prevista, nella tabella 1 (cfr. punto 14), la ponderazione dell'8 % o ai quali si applica un coefficiente di ponderazione inferiore solo perché sono coperti da garanzia o da fideiussione;».2) L'allegato II è così modificato:a) Il punto 1 è sostituito dal seguente:«1. Per le transazioni su obbligazioni, azioni e merci (ad esclusione dei contratti di vendita con patto di riacquisto e di concessione e assunzione di titoli o merci in prestito) che risultano non liquidate dopo lo scadere delle relative date di consegna, va calcolata la differenza di prezzo alla quale l'ente si trova esposto. Trattasi della differenza tra il prezzo di liquidazione convenuto per l'obbligazione, l'azione o la merce in questione e il suo valore corrente di mercato, quando tale differenza può comportare una perdita per l'ente. Al fine di calcolare la copertura patrimoniale richiesta, occorre moltiplicare la differenza per il fattore appropriato, quale risulta dalla colonna A della tabella di cui al punto 2.»b) I punti 3.1 e 3.2 sono sostituiti dai seguenti:«3.1. Un ente è tenuto a detenere una copertura per il rischio controparte se:i) ha effettuato esborsi per titoli o merci prima di riceverli o ha consegnato titoli o merci prima di riceverne il corrispettivo, eii) in caso di transazioni transfrontaliere, è passato un giorno o più dalla data del pagamento o della consegna.3.2. La copertura patrimoniale è pari all'8 % del valore dei titoli o delle merci o della somma liquida di spettanza dell'ente moltiplicato per la ponderazione del rischio applicabile alla pertinente controparte.»c) Il titolo e il primo comma del punto 4.1 sono sostituiti dai seguenti:«Operazioni di vendita con patto di riacquisto nonché concessione e assunzione di titoli o merci in prestito4.1. Per le operazioni di vendita con patto di riacquisto e le concessioni di titoli o merci in prestito in cui i titoli o le merci trasferite costituiscono elementi del portafoglio di negoziazione, l'ente calcola la differenza tra il valore di mercato dei titoli o delle merci e il finanziamento ottenuto dall'ente o il valore di mercato della garanzia, qualora tale differenza sia positiva. Per le operazioni di vendita con patto di riacquisto e l'assunzione di titoli o merci in prestito, l'ente calcola la differenza tra il finanziamento concesso dall'ente stesso o il valore di mercato della garanzia e il valore di mercato dei titoli o delle merci ricevute, qualora tale differenza sia positiva.»3) L'allegato III è così modificato:a) Il punto 1 è sostituito dal seguente:«1. Se la somma della posizione complessiva netta in cambi e della posizione netta in oro di un ente, calcolata in conformità del metodo in appresso, rappresenta più del 2 % del totale dei fondi propri del medesimo, per calcolare la copertura patrimoniale per il rischio di cambio si moltiplica tale somma per l'8 %.»b) I punti 3.1 e 3.2 sono sostituiti dai seguenti:«3.1. L'ente calcola dapprima la posizione aperta netta in ciascuna divisa (compresa quella utilizzata nella segnalazione) e in oro. La posizione consiste nella somma dei seguenti elementi (positivi o negativi):- la posizione netta a pronti (ossia tutte le voci dell'attivo meno tutte le voci del passivo compresi i ratei d'interesse maturati, nella divisa in questione e, per l'oro, la posizione netta a pronti in oro);- la posizione netta a termine (ossia tutti gli importi da ricevere meno tutti gli importi da versare nell'ambito di operazioni a termine su divise e oro, compresi i "future" su valuta e oro e il capitale di "swap" su valuta non inclusi nella posizione a pronti);- garanzie irrevocabili (e titoli analoghi) di cui è certa l'escussione e che risulteranno presumibilmente irrecuperabili;- entrate/uscite nette future non ancora maturate ma già integralmente coperte (a discrezione dell'ente che effettua la segnalazione e con l'accordo preventivo delle autorità competenti, le entrate/uscite nette future non ancora contabilizzate, ma già integralmente coperte da transazioni su cambi esteri a termine possono essere comprese in tale voce. L'ente deve attenersi in via continuativa a questo metodo);- l'equivalente netto delta (o su base delta) del portafoglio totale dei contratti a premio in valuta estera;- il valore di mercato di altri contratti a premio (cioè non in valuta estera e non in oro);- le posizioni detenute da un ente al fine specifico di salvaguardarsi dagli effetti negativi dei tassi di cambio sul coefficiente di capitale possono essere escluse dal calcolo delle posizioni aperte nette in divisa. Tali posizioni dovrebbero essere di natura non negoziabile o strutturale e la loro esclusione, nonché qualsiasi modifica delle condizioni della loro esclusione, è subordinata all'accordo delle autorità competenti. Lo stesso trattamento, fatte salve le condizioni sopra indicate, può essere applicato alle posizioni detenute da un ente in relazione a voci già detratte nel calcolo dei fondi propri.3.2. Le autorità competenti hanno facoltà di consentire agli enti di utilizzare il valore netto attualizzato nel calcolo della posizione aperta netta in ciascuna valuta e in oro.»c) Al punto 4, il primo periodo è sostituito dal seguente:«4. Successivamente, le posizioni corte e lunghe nette in ciascuna valuta diversa da quella di segnalazione e la posizione netta, corta o lunga, in oro sono convertite nella valuta di segnalazione ai tassi di cambio e alla quotazione a pronti.»d) Il punto 7 è sostituito dal seguente:«7. In secondo luogo, le autorità competenti possono consentire agli enti di applicare un metodo diverso da quelli previsti ai punti da 1 a 6 ai fini del presente allegato. La copertura patrimoniale risultante da tale metodo deve essere di entità superiore al 2 % della posizione aperta netta calcolata secondo il punto 4 e, sulla base di un'analisi dei movimenti dei tassi di cambio durante tutti i cicli operativi continui di dieci giorni lavorativi nell'arco degli ultimi 3 anni, superiore alle perdite probabili per il 99 % o più dei casi.Il metodo alternativo descritto nel presente paragrafo può essere impiegato solo se sono soddisfatte le seguenti condizioni:i) la formula per il calcolo e i coefficienti di correlazione sono definiti dalle autorità competenti in base alla loro analisi dei movimenti dei tassi di cambio;ii) i coefficienti di correlazione sono regolarmente riveduti dalle autorità competenti alla luce degli sviluppi sui mercati dei cambi.»4) L'allegato V è così modificato:a) Al punto 2, il primo periodo è sostituito dal seguente:«In deroga al punto 1, le autorità competenti hanno facoltà di consentire agli enti tenuti a soddisfare i requisiti patrimoniali di cui agli allegati I, II, III, IV, VI, VII e VIII di utilizzare una definizione alternativa unicamente nell'ambito di detti requisiti.»b) Il punto 4 è sostituito dal seguente:«4. I prestiti postergati di cui al punto 2, lettera c) non possono superare il limite massimo del 150 % dei fondi propri originari destinati a soddisfare gli obblighi di cui agli allegati I, II, III, IV, VI, VII e VIII e possono avvicinarsi a questo limite massimo soltanto in particolari circostanze considerate accettabili dalle autorità competenti.»c) I punti 6 e 7 sono sostituiti dai seguenti:«6. Le autorità competenti possono permettere alle imprese d'investimento di superare il limite massimo per i prestiti postergati di cui al punto 4 qualora ritengano che ciò sia compatibile con norme prudenziali e a condizione che il totale di tali prestiti postergati e degli elementi di cui al punto 5 non superi il 200 % dei fondi propri originari destinati a soddisfare gli obblighi di cui agli allegati I, II, III, IV, VI, VII e VIII oppure il 250 % di detto importo laddove le imprese d'investimento detraggano l'elemento di cui al punto 2, lettera d), nel computo dei fondi propri.7. Le autorità competenti possono permettere agli enti creditizi di superare il limite massimo per i prestiti postergati di cui al punto 4 qualora ritengano che ciò sia compatibile con norme prudenziali e a condizione che il totale di tali prestiti postergati e degli elementi di cui al punto 5 non superi il 250 % dei fondi propri originari destinati a soddisfare gli obblighi di cui agli allegati I, II, III, VI, VII e VIII.»5) L'allegato VI è così modificato:a) Al punto 2, il punto i) è sostituito dal seguente:«i) la differenza - se positiva - tra le posizioni lunghe dell'ente rispetto alle posizioni corte in tutti gli strumenti finanziari emessi dal cliente in questione;».b) Al punto 8, 2), il penultimo e l'ultimo periodo sono sostituiti dai seguenti:«Dieci giorni dopo che si è verificato il superamento, le componenti di quest'ultimo, selezionate secondo i criteri di cui sopra, sono imputate alla riga appropriata nella colonna 1 della seguente tabella in ordine ascendente rispetto alle coperture per rischio specifico di cui all'allegato I e/o, se del caso, all'allegato VIII e/o delle coperture di cui all'allegato II.L'ente deve inoltre disporre di una copertura patrimoniale aggiuntiva pari alla somma delle coperture per rischio specifico previste dall'allegato I, dall'allegato VIII, se del caso, e/o delle coperture di cui all'allegato II per dette componenti, moltiplicata per il corrispondente coefficiente della colonna 2.»ALLEGATO II «ALLEGATO VIIRISCHIO SULLE POSIZIONI IN MERCI1) Ciascuna posizione in merci o in prodotti derivati su merci è espressa in unità di misura standard. Il prezzo a pronti in ciascuna merce è espresso nella moneta di segnalazione.2) Le posizioni in oro o in strumenti derivati sull'oro sono ritenute soggette al rischio di cambio e sono pertanto trattate in base alle disposizioni dell'allegato III o, se del caso, dell'allegato VIII ai fini del calcolo del rischio di mercato.3) Ai fini del presente allegato, è possibile escludere dal calcolo del rischio sulle posizioni in merci le posizioni che abbiano solo valore di finanziamento delle scorte.4) Il rischio di tasso d'interesse ed il rischio di cambio non coperti da altre disposizioni del presente allegato sono inclusi nel calcolo del rischio generale su titoli di debito negoziati e nel calcolo del rischio di cambio.5) Quando la posizione corta ha scadenza anteriore a quella della posizione lunga, gli enti devono cautelarsi anche nei confronti del rischio di carenza di liquidità che potrebbe essere presente in taluni mercati.Compensazione6) Ai fini del punto 17, la differenza (positiva) tra la posizione lunga (corta) dell'ente rispetto alla sua posizione corta (lunga) nelle stesse merci e in contratti derivati nell'identica merce, siano essi "futures", contratti a premio e "warrants", è la sua posizione netta in ciascuna merce. Le autorità competenti consentono che le posizioni in strumenti derivati siano equiparate, con le modalità specificate ai successivi punti da 8 a 10, a posizioni nella merce sottostante.7) Le autorità competenti possono consentire la compensazione fra diverse sottocategorie della stessa merce ove queste siano consegnabili l'una per l'altra o fra merci simili nel caso in cui tra esse vi sia uno stretto rapporto di sostituibilità e possa essere inequivocabilmente comprovata una correlazione reciproca del 90 % per una durata minima di 1 anno. Non può essere tuttavia consentita alcuna compensazione tra i due elementi di uno "swap" su merci se tali elementi consistono in merci differenti che non appartengono alla medesima sottocategoria, secondo la definizione che precede.Strumenti particolari8) I "future" su merci e gli impegni a termine di acquisto o vendita di singole merci sono incorporati nel sistema di misurazione sotto forma di importi nozionali nell'unità di misura standard; viene loro assegnata una scadenza in funzione della data di consegna. Le autorità competenti hanno facoltà di permettere che la copertura patrimoniale richiesta per un "future" negoziato in borsa sia uguale alla garanzia richiesta dalla borsa se ritengono che essa fornisca una misura precisa del rischio connesso con il "future" e che il metodo utilizzato per calcolare la garanzia sia equivalente al metodo di calcolo esposto nel presente allegato o nell'allegato VIII.9) Gli "swap" su merci le cui componenti siano, da un lato, un prezzo fisso e, dall'altro, il prezzo corrente di mercato sono incorporati nel metodo basato sulle fasce di scadenza sotto forma di una serie di posizioni equivalenti all'importo nozionale del contratto; a ciascun pagamento dello "swap" deve corrispondere una posizione iscritta nella pertinente casella dello scadenzario (tabella 4). Le posizioni sono posizioni lunghe se l'ente corrisponde un prezzo fisso e riceve un prezzo variabile e corte se l'ente riceve un prezzo fisso e corrisponde un prezzo variabile.Gli "swap" su merci le cui componenti siano costituite da merci diverse sono riportati nel pertinente prospetto di segnalazione ai fini dell'applicazione del metodo basato sulle fasce di scadenza.10) I contratti a premio su merci o su strumenti derivati su merci sono equiparati, ai fini del presente allegato, a posizioni di valore pari a quelle dello strumento sottostante a cui il contratto a premio si riferisce moltiplicato per il suo coefficiente delta ai fini del presente allegato. Queste ultime posizioni possono essere compensate con eventuali posizioni di segno opposto nelle identiche merci o negli identici strumenti derivati su merci sottostanti. Il coefficiente delta applicato è quello della borsa valori dell'operazione o quello calcolato dalle autorità competenti oppure, laddove non sia disponibile né l'uno né l'altro o per i contratti a premio fuori borsa, quello calcolato dall'ente stesso purché il modello che esso usa sia considerato accettabile dalle autorità competenti.Tuttavia, le autorità competenti possono anche disporre che gli enti calcolino i propri coefficienti delta ricorrendo ad un metodo da esse prescritto.Le autorità competenti impongono l'adozione di garanzie contro gli altri rischi, diversi dal rischio delta, connessi con i contratti a premio su merci. Le autorità competenti hanno facoltà di permettere che la copertura patrimoniale richiesta per un contratto a premio su merci negoziato in borsa sia uguale alla garanzia richiesta dalla borsa, se ritengono che essa fornisca una misura precisa del rischio connesso con il contratto a premio e che il metodo utilizzato per calcolare la garanzia sia equivalente al metodo di calcolo esposto nel presente allegato o nell'allegato VIII per tali contratti a premio. Inoltre esse possono permettere che la copertura richiesta per un contratto a premio su merci, negoziato in borsa oppure fuori borsa, sia pari a quella per la merce sottostante, a condizione che la copertura risultante non superi il valore di mercato del contratto stesso. La copertura per un contratto a premio venduto fuori borsa è fissata in relazione alla merce sottostante.11) Per i "warrant" su merci valgono le stesse norme esposte sopra al punto 10 per i contratti a premio su merci.12) L'ente che trasferisce merci o diritti garantiti relativi alla proprietà di merci in un'operazione di vendita con patto di riacquisto e l'ente che trasferisce merci nell'ambito di un accordo di concessione di merci in prestito include dette merci nel calcolo della sua copertura patrimoniale in conformità del presente allegato.a) Metodo basato sulle fasce di scadenza13) L'ente imputa tutte le posizioni alle pertinenti fasce di scadenza di cui alla colonna 1 della tabella 4, attribuendo tutte le scorte di beni materiali alla prima fascia. Per i mercati con date di consegna giornaliere, possono essere compensati tra di loro i contratti aventi date di scadenza distanti non più di dieci giorni.>SPAZIO PER TABELLA>14) L'ente calcola quindi la somma delle posizioni lunghe e di quelle corte in ciascuna fascia di scadenza. L'entità del primo (secondo) valore che è compensato dal secondo (primo) in una determinata fascia di scadenza costituisce la posizione compensata nella predetta fascia, mentre la posizione residua lunga o corta costituisce la posizione non compensata per la medesima fascia.15) La parte della posizione lunga (corta) non compensata di una determinata fascia di scadenza che è compensata dalla posizione corta (lunga) non compensata di una fascia di scadenza successiva costituisce la posizione compensata di due fasce di scadenza. La parte della posizione lunga non compensata o della posizione corta non compensata che non può essere compensata in questo modo costituisce la posizione non compensata.16) Il requisito patrimoniale dell'ente risulta dalla somma dei seguenti elementi:i) la somma delle posizioni lunghe e corte compensate moltiplicate per il relativo coefficiente di "spread" per ciascuna fascia di scadenza di cui alla colonna 2 della tabella 4 e per il prezzo a pronti della merce;ii) la posizione compensata fra due diverse fasce di scadenza per ciascuna fascia in cui venga riportata una posizione non compensata, moltiplicata per lo 0,6 % (coefficiente di riporto) e per il prezzo a pronti della merce;iii) le posizioni non compensate residue, moltiplicate per il 15 % (coefficiente secco) e per il prezzo a pronti della merce in questione.b) Metodo semplificato17) Il requisito patrimoniale dell'ente risulta dalla somma dei seguenti elementi:i) il 15 % della posizione netta, lunga o corta, in ciascuna merce, moltiplicata per il prezzo a pronti di tale merce;ii) il 3 % della posizione lorda, lunga più corta, in ciascuna merce, moltiplicata per il prezzo a pronti di tale merce.ALLEGATO VIIIIMPIEGO DI MODELLI INTERNI1) Ferme restando le condizioni stabilite nel presente allegato, le autorità competenti possono consentire agli enti di calcolare il loro requisito patrimoniale in relazione al rischio di posizione, al rischio di cambio e/o al rischio sulle posizioni in merci utilizzando i loro sistemi interni di gestione del rischio in sostituzione o in combinazione con i metodi descritti negli allegati I, III e VII. L'impiego di un modello interno è in ogni caso subordinato all'esplicita approvazione dell'autorità di vigilanza competente.2) L'autorità di vigilanza dà il proprio benestare a condizione che il sistema di gestione del rischio dell'ente sia concettualmente corretto ed applicato con integrità e che siano rispettati, in particolare, i seguenti criteri qualitativi:i) Il modello interno di misurazione del rischio deve essere strettamente integrato nel processo quotidiano di gestione del rischio dell'ente e fornire i dati sulla base dei quali gli alti dirigenti sono informati dell'esposizione al rischio dell'ente.ii) L'ente deve disporre di un'unità autonoma di controllo del rischio, indipendente dalle unità di negoziazione e che risponda direttamente agli alti dirigenti dell'ente. L'unità deve essere responsabile della progettazione e della messa in atto del sistema di gestione del rischio dell'ente ed elaborare e analizzare rapporti quotidiani sui risultati del modello di misurazione del rischio e sulle opportune misure da prendere in termini di limiti operativi.iii) Il consiglio d'amministrazione e gli alti dirigenti dell'ente devono partecipare attivamente al processo di controllo dei rischi ed i rapporti quotidiani dell'unità di controllo dei rischi devono essere esaminati da dirigenti di livello gerarchico tale da disporre del potere di imporre riduzioni sia delle posizioni assunte dai singoli operatori sia dell'esposizione complessiva al rischio dell'ente.iv) L'ente deve disporre di sufficiente personale specializzato nell'impiego di modelli sofisticati nell'area della negoziazione, del controllo dei rischi, della revisione e dei servizi di "back-office".v) L'ente deve aver stabilito procedure per verificare e imporre l'osservanza di una serie documentata di politiche e controlli interni sull'insieme del funzionamento del sistema di misurazione dei rischi.vi) I modelli dell'ente devono aver dato prova, sulla base di riscontri storici, di misurare il rischio con soddisfacente precisione.vii) L'ente deve mettere in atto frequentemente un rigoroso programma di prove di stress, il cui esito viene valutato dagli alti dirigenti e rispecchiato nelle politiche e nei limiti da essi stabiliti.3) Le autorità di vigilanza devono inoltre accertarsi che i modelli dell'ente continuino ad essere sufficientemente precisi nel tempo, avvalendosi del programma di test retrospettivi periodici che deve essere attuato dall'ente.4) L'ente deve mettere regolarmente in atto, nell'ambito del processo di revisione interna, una verifica indipendente del sistema di misurazione del rischio. Detta verifica deve comprendere sia l'attività delle unità di negoziazione sia quella dell'unità indipendente di controllo del rischio. Almeno una volta l'anno l'ente deve procedere ad un riesame dell'intero processo di gestione del rischio. Detto riesame deve valutare:i) l'adeguatezza della documentazione del sistema e del processo di gestione del rischio e dell'organizzazione dell'unità di controllo del rischio;ii) l'integrazione delle misure del rischio di mercato nella gestione quotidiana del rischio e l'integrità del sistema di informazione dei dirigenti;iii) le modalità seguite dall'ente per approvare i modelli di quantificazione del rischio ed i sistemi di valutazione che sono utilizzati dagli addetti al "front-office" e al "back-office";iv) la portata dei rischi di mercato rilevati dal modello di misurazione del rischio e la convalida di eventuali modifiche rilevanti del processo di misurazione del rischio;v) l'accuratezza e la completezza dei dati sulla posizione, l'accuratezza e la congruità delle ipotesi di volatilità e di correlazione e l'accuratezza dei calcoli di valutazione e di sensibilità del rischio;vi) il processo di verifica che l'ente impiega per valutare le coerenza, la tempestività e l'affidabilità delle fonti dei dati utilizzati per i modelli interni, anche sotto il profilo dell'indipendenza delle fonti stesse; evii) il processo di verifica che l'ente impiega per valutare i test retrospettivi che vengono effettuati per verificare l'accuratezza del modello.5) In deroga a quanto disposto dal punto 1, gli enti che impiegano modelli sono soggetti ad un coefficiente patrimoniale distinto a copertura del rischio specifico su titoli di debito o titoli di capitale negoziati come definito nell'allegato I nella misura in cui le autorità competenti ritengano che tale rischio non sia sufficientemente incorporato nei loro modelli. Le autorità competenti stabiliscono in ogni caso un requisito patrimoniale minimo a copertura del rischio specifico del 50 % del requisito patrimoniale calcolato secondo l'allegato I per gli enti che impiegano modelli.6) Ai fini del punto 8, ii) i valori calcolati dall'ente stesso sono rettificati mediante un fattore di moltiplicazione di 3.7) Agli stessi fini, ai risultati dei calcoli dell'ente si applica, oltre al fattore di moltiplicazione, anche una maggiorazione compresa fra 0 e 1, secondo quanto indicato nella tabella 5, sulla base dell'esito del programma di test retrospettivi illustrato in appresso.Il coefficiente di rischio calcolato secondo il modello viene messo a confronto con la variazione effettiva del valore del portafoglio. Il test retrospettivo è svolto quotidianamente, sulla base delle variazioni effettiva ed ipotetica, posto che le posizioni rimangano immutate alla chiusura delle contrattazioni, del valore del portafoglio.Se la variazione del valore del portafoglio supera il valore a rischio calcolato secondo il modello, si ha uno scostamento. Il numero degli scostamenti, quale è riportato nella tabella 5, è quello risultante dalla verifica casuale di 250 valori.>SPAZIO PER TABELLA>Le autorità competenti possono, in singoli casi, esimere l'ente dall'applicare il fattore di maggiorazione se, data l'eccezionalità della situazione, l'incremento del fattore di moltiplicazione sarebbe ingiustificato e il modello è fondamentalmente corretto. In tale contesto spetta all'ente dimostrare che l'incremento non sarebbe giustificato.Qualora si verifichino numerosi scostamenti, le autorità competenti revocano l'autorizzazione del modello o impongono provvedimenti atti ad assicurare il pronto miglioramento del modello.Gli enti devono registrare ogni scostamento messo in luce dai test retrospettivi e i motivi dello scostamento stesso e informare immediatamente le autorità competenti dell'entità degli scostamenti e dei relativi motivi.8) Ciascun ente deve soddisfare un requisito patrimoniale corrispondente al maggiore dei due importi seguenti:i) la misura del valore a rischio del giorno precedente calcolata in base ai parametri indicati nel presente allegato;ii) la media delle misure del valore a rischio giornaliero nei sessanta giorni operativi precedenti, moltiplicata per i fattori di moltiplicazione di cui al punto 6 e rettificata applicando il fattore di cui al punto 7.9) Il calcolo del valore a rischio è soggetto ai seguenti requisiti minimi:i) calcolo del valore a rischio su base almeno giornaliera;ii) intervallo di confidenza unilaterale del 99 %;iii) periodo di detenzione rapportato a 10 giorni;iv) periodo storico di osservazione di almeno un anno;v) serie di dati aggiornate con frequenza trimestrale.10) Le autorità competenti devono esigere che il modello rifletta accuratamente tutti i rischi di prezzo sostanziali dei contratti a premio e delle posizioni assimilabili a contratti a premio.11) Le autorità competenti devono esigere che il modello di misurazione del rischio tenga conto di un numero sufficiente di fattori di rischio, a seconda del livello di attività dell'ente nei rispettivi mercati. Devono essere rispettate le seguenti disposizioni minime:i) Per quanto riguarda il rischio di tasso di interesse, il sistema di misurazione del rischio modella la curva di rendimento in base ad uno dei metodi generalmente accettati. Per esposizioni sostanziali al rischio di tasso d'interesse nelle valute e nei mercati principali, la curva di rendimento è suddivisa in almeno sei segmenti di scadenza al fine di tener conto delle variazioni di volatilità dei tassi lungo la curva di rendimento. Il sistema di misurazione del rischio deve inoltre tener conto del rischio di movimenti non perfettamente correlati fra curve di rendimento diverse.ii) Per quanto riguarda il rischio di cambio, il sistema di misurazione del rischio deve incorporare i fattori di rischio corrispondenti alle singole valute in cui sono denominate le posizioni dell'ente. Per l'oro si impiega un fattore di rischio distinto.iii) Per quanto riguarda il rischio sui titoli di capitale, il sistema di misurazione del rischio deve impiegare un fattore di rischio distinto almeno per ciascuno dei mercati mobiliari nei quali l'ente detiene posizioni significative.iv) Per quanto riguarda il rischio sulle posizioni in merci, il sistema di misurazione del rischio deve impiegare un fattore di rischio distinto almeno per ciascuna merce nella quale l'ente detiene posizioni significative. Il sistema di misurazione del rischio deve cogliere anche il rischio di movimenti non perfettamente correlati tra merci simili, ma non identiche e l'esposizione alle variazioni dei prezzi a termine risultante da scadenze non congruenti. Esso deve inoltre tener conto delle caratteristiche dei mercati, in particolare delle date di consegna e del margine di cui dispongono gli operatori per liquidare le posizioni.12) Le autorità competenti possono consentire agli enti di utilizzare correlazioni empiriche nell'ambito della stessa categoria di rischio e fra categorie di rischio distinte a condizione di essersi sincerate che il metodo di misurazione delle correlazioni dell'ente è corretto ed applicato con integrità.»