CELEX: 31983R0163
Language: it
Date: 1983-01-21 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 163/83 della Commissione del 21 gennaio 1983 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sul 4,4' -isopropilidendifenolo originario degli Stati Uniti d' America

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31983R0163

Regolamento (CEE) n. 163/83 della Commissione del 21 gennaio 1983 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sul 4,4' -isopropilidendifenolo originario degli Stati Uniti d' America  

Gazzetta ufficiale n. L 023 del 26/01/1983 pag. 0009 - 0013

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 163/83 DELLA COMMISSIONE  del 21 gennaio 1983  che istituisce un dazio antidumping provvisorio sul 4,4'-isopropilidendifenolo originario degli Stati Uniti d'America  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3017/78 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte dei paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 1580/82 (2), in particolare l'articolo 11,  previa consultazione del comitato consultivo istituito dal predetto regolamento,  considerando che nell'aprile 1982 la Commissione ha ricevuto una denuncia depositata dal Consiglio europeo delle federazioni dei produttori chimici (CEFIC) a nome della Progil-Electro Chimie (Progelec), unico produttore comunitario presente sul mercato libero se si escludono i produttori associati agli esportatori americani; che questo produttore comunitario rappresenta da solo il 20 % circa della produzione comunitaria di bisfenolo A e dispone di una capacità produttiva nettamente superiore alle dimensioni del mercato libero;  considerando che la denuncia conteneva elementi di prova riguardo all'esistenza di pratiche di dumping, nonché al notevole pregiudizio da esse derivante; che detti elementi sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura; che, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), la Commissione ha pertanto annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di bisfenolo A della sottovoce 29.06 B IV della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 29.06.37, originario degli Stati Uniti d'America, ed ha iniziato un'inchiesta;  considerando che la Commissione ne ha dato notifica ufficialmente agli esportatori ed agli importatori notoriamente interessati, nonché al governo statunitense;  considerando che la Commissione ha fornito a tutte le parti interessate l'occasione di esprimere il loro punto di vista per iscritto e di chiedere un'audizione;  considerando che tutti gli esportatori americani, tranne la Union Carbide Corporation di New York, e tutti gli importatori notoriamente interessati hanno colto l'occasione di esprimere la loro opinione per iscritto; che, nella fattispecie, il principale esportatore, la United States Steel Corporation di Pittsburgh, Pensilvania, ed uno degli importatori, la Consolco NV di Amsterdam, Paesi Bassi, hanno chiesto ed ottenuto una spiegazione verbale;  considerando che due utilizzatori finali comunitari di bisfenolo, la Scado NV di Zwolle, Paesi Bassi, e la Hoechst Holland NV di Weert, Paesi Bassi, si sono avvalsi della possibilità di esprimere il loro punto di vista per iscritto;  considerando che, ai fini della determinazione preliminare del dumping e del pregiudizio, la Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni considerate necessarie ed ha proceduto a controlli in loco presso le seguenti ditte:  - produttori comunitari:  - Progil-Electro Chimie (Progelec), Courbevoie,  - Shell Chemical International Trading Co., Londra,  - esportatore: United States Steel Corporation, Pittsburgh, Pensilvania,  - importatori:  - Raab Karcher & Cie, Essen,  - Chimilux, Parigi,  - Usvico Spa, Milano;  considerando che la Commissione ha chiesto ed ottenuto informazioni scritte molto particolareggiate sia da parte del produttore comunitario ricorrente in merito al pregiudizio e alla sue cause, che da parte del principale esportatore americano, United States Steel Corporation, e di tutti gli importatori individuati, nonché da parte di taluni produttori comunitari non ricorrenti, associati ad esportatori americani; che le informazioni così raccolte sono state controllate ove necessario dalla Commissione;  considerando che il periodo di indagine fissato dalla Commissione per determinare l'eventuale presenza di pratiche di dumping corrisponde ai dodici mesi precedenti il 31 marzo 1982;  considerando che durante questo periodo le importazioni originarie degli Stati Uniti d'America sono state quasi identiche alle esportazioni nella Comunità realizzate dalla United States Steel Corporation;  considerando che, per determinare il dumping eventualmente praticato dagli Stati Uniti d'America, per fissare il valore normale la Commissione ha chiesto all'unico esportatore che ha operato durante il periodo dell'indagine di fornire le informazioni dettagliate circa le sue vendite sul mercato interno americano a clienti non associati in affari, oppure informazioni dettagliate relative ai costi di produzione;  considerando che è opportuno distinguere, tanto negli Stati Uniti quanto nella Comunità, due qualità standard di bisfenolo e più precisamente le qualità « Policarbonato » ed « Epossi »; che, inoltre, in caso di funzionamento difettoso degli impianti di produzione, normalmente limitato alle fasi di avviamento e di riavviamento, viene prodotto anche del bisfenolo fuori specifiche « off spec », vale a dire non corrispondente alle specifiche « Policarbonato » o « Epossi »;  considerando che l'esportatore americano ha rifiutato di divulgare i prezzi di vendita praticati sul mercato nazionale, nonché di fornire informazioni dettagliate relative ai costi di produzione, facendo osservare quanto segue:  - ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12, del regolamento (CEE) n. 3017/79, il bisfenolo delle qualità standard venduto sul mercato americano non è un prodotto analogo, a quello esportato sul mercato comunitario;  - non gli era possibile commercializzare il bisfenolo « off spec » da lui stesso prodotto sul mercato americano e la sua produzione totale « fuori specifiche » veniva esportata nella Comunità per esservi venduta a prezzi inferiori alle due qualità standard, prezzi che corrispondono, secondo l'esportatore, alla qualità più scadente del prodotto; quindi anche per il bisfenolo « off spec » non esiste un prodotto analogo commercializzato sul mercato degli Stati Uniti e, di conseguenza, il valore normale dev'essere calcolato per ciascuna di queste tre categorie sulla base dei prezzi del prodotto analogo e cioè, secondo l'esportatore, sulla base dei prezzi all'esportazione del bisfenolo americano praticati nei confronti di paesi europei non membri della Comunità (paesi scandinavi e Spagna);  considerando che, dopo aver esaminato accuratamente le specifiche tecniche delle qualità « Policarbonato » e « Epossi », tanto dell'esportatore suddetto quanto del produttore comunitario ricorrente, nonché di taluni altri produttori comunitari associati ad esportatori degli Stati Uniti, la Commissione ritiene che le differenze rilevate tra le specifiche dei mercati statunitense e comunitario (in prevalenza norme sul punto di cristallizzazione, sul tenore di fenolo, di ferro, di ceneri e norme di colorazione) sono minime; che, sulla base degli elementi disponibili, esse non consentirebbero di concludere che il bisfenolo venduto negli Stati Uniti non possiede « caratteristiche strettamente simili » a quelle del prodotto venduto nella Comunità; che, inoltre, l'attento esame dei risultati delle analisi effettuate dall'esportatore americano per ciascuna partita di bisfenolo « Policarbonato » e « Epossi », esportato nella Comunità durante il periodo dell'indagine, ha rafforzato la convinzione della Commissione secondo la quale il bisfenolo delle qualità standard venduto sul mercato americano costituisce effettivamente un prodotto analogo a quello esportato nella Comunità;  considerando che una parte del bisfenolo importata dalla Comunità, originario degli Stati Uniti d'America, è stato fatturato dall'esportatore americano come bisfenolo fuori specifiche (« off spec »), vale a dire non corrispondente alle specifiche « Policarbonato » o « Epossi »; che la proposta dell'esportatore statunitense di scegliere come valore normale per questo tipo di bisfenolo i prezzi all'esportazione in taluni paesi terzi non può essere accettata dalla Commissione in quanto non è da escludersi che queste vendite siano esse stesse oggetto di  considerando pertanto che data l'assoluta mancanza di dati relativi alle vendite interne od ai costi di produzione dell'esportatore statunitense per quanto riguarda tanto le qualità « Policarbonato » ed « Epossi », quanto le vendite fatturate « fuori specifiche », la Commissione non aveva altra possibilità se non quella di fissare il valore normale sulla base dei dati disponibili, vale a dire:  - per il bisfenolo corrispondente alle specifiche « Policarbonato » ed « Epossi », di accettare il valore normale indicato nel ricorso, cioè il prezzo stimato franco fabbrica negli Stati Uniti per il bisfenolo di qualità Epossi, di solito meno caro della qualità Policarbonato, imballato in sacchi (come accade per le esportazioni verso la Comunità), valore normale che peraltro non è stato contestato dall' esportatore statunitense;  - per il bisfenolo fatturato « fuori specifiche », i cui costi di produzione possono essere considerati identici a quelli delle qualità standard di cui sopra, di adottare parimenti il valore normale indicato nel ricorso;  considerando che, per quanto riguarda il prezzo all' esportazione, la Commissione ha fissato il prezzo effettivamente pagato o da pagare all'esportazione verso la Comunità, controllato sui documenti dell'esportatore; che, di comune accordo con l'esportatore, si è proceduto ad un certo numero di adeguamenti normalmente effettuati in modo da calcolare un prezzo all'esportazione nelle fasi « franco fabbrica »; che in questo modo la Commissione ha tenuto conto, in base alle informazioni verificate, delle condizioni di pagamento, delle spese di trasporto fino alla frontiera comunitaria e delle spese connesse, quali premi di assicurazione e spese di deposito in magazzino; considerando che, per quanto riguarda le altre società esportatrici di cui la Commissione è venuta a conoscenza, i risultati preliminari delle indagini sono stati i seguenti:  - la General Electric Co., Indiana, non ha più effettuato esportazioni di bisfenolo nella Comunità dal 1979, ma la sua filiale europea, la General Electric Plastics BV, fa di questo prodotto un uso pressoché esclusivo;  - la Shell Chemical Co., Texas, non ha effettuato esportazioni di bisfenolo dal 1980, ma la sua filiale europea, la Shell International Chemical Company Limited, ne fa uso pressoché esclusivo ed è presente sul mercato libero della Comunità;  - la Dow Chemical Co., Michigan, non ha parimenti più esportato nella Comunità dal 1978, ma la sua filiale europea, la Dow Chemical BV (Paesi Bassi) fa del bisfenolo un uso pressoché esclusivo ed è presente sul mercato libero della Comunità;  considerando che la determinazione del dumping è stata pertanto effettuata sulla base di un confronto tra il valore normale definito in precedenza, nella fase « franco fabbrica », ed i prezzi all'esportazione sui principali mercati comunitari, nella medesima fase, durante il periodo dell'indagine; che il confronto è stato effettuato per ciascuna delle qualità « Policarbonato » e « Epossi », per il bisfenolo fatturato « off spec »; che è stato effettuato un confronto mensile ricorrendo, ove opportuno, a delle medie ponderate;  considerando che, alla luce delle informazioni in suo possesso la Commissione non ha rilevato tra le caratteristiche tecniche del bisfenolo venduto sul mercato americano e quello esportato nella Comunità, differenze che possano pregiudicare in maniera significativa la comparabilità dei prezzi; che, comunque, l'esportatore statunitense non ha presentato argomenti o elementi di prova che dimostrino la necessità di adeguare i prezzi;  considerando che l'esame preliminare dei dati succitati ha rivelato l'esistenza di pratiche di dumping nei confronti delle importazioni oggetto dell'inchiesta, originarie degli Stati Uniti d'America;  considerando che dette pratiche di dumping sono state più o meno estese a seconda dello Stato membro comunitario di destinazione interessato; che i margini di dumping - pari alla differenza tra il valore normale definito in precedenza ed i prezzi all'esportazione del bisfenolo nella Comunità - hanno rappresentato le seguenti percentuali del prezzi cif franco frontiera comunitaria, non sdoganato; medie ponderate del 49,1 %, 47,4 %, 25,3 % e 23,5 % per le vendite effettuate rispettivamente sui mercati francese, olandese, italiano e tedesco; ovvero per l'insieme della Comunità, medie ponderate del 22,9 % per la qualità « Policarbonato », del 29,6 % per la qualità « Epossi » e dell'83,1 % per il bisfenolo fatturato « off spec », con una media ponderata globale del 40,0 %, per le importazioni complessive di bisfenolo statunitense nella Comunità durante il periodo dell'indagine; infine, un margine di dumping massimo dell'88,5 % per determinate transizioni;  considerando che per gli esportatori che non hanno risposto al questionario della Commissione, o che non sono intervenuti durante l'indagine preliminare, il margine di dumping è stato determinato in base ai dati disponibili; che la Commissione ha ritenuto che i risultati della sua indagine costituissero una base idonea per l'accertamento del dumping e che, inoltre, il rifiuto a cooperare verrebbe incoraggiato se il margine di dumping fissato per questi esportatori fosse inferiore alla percentuale del 40,0 %, fissata per il principale esportatore presso il quale la Commissione ha potuto effettuare determinati controlli;  considerando che, per quanto riguarda il pregiudizio arrecato delle importazioni oggetto di dumping all'industria comunitaria, delle informazioni comunicate alla Commissione risulta che il volume totale delle importazioni nella Comunità di bisfenolo originario degli Stati Uniti d'America è passato da (*) t nel 1978 a (*) t nel 1980 ed a (*) t nel 1981, raggiungendo poi (*) t nel primo semestre 1982; che il tasso medio annuo di incremento di queste importazioni è stato pertanto del 58 % nel periodo 1978-1982; che, correlativamente, la quota del mercato libero detenuta da queste importazioni è aumentata considerevolmente, passando da 2,9 % nel 1978 a 20,1 % nei primi sei mesi del 1982;  considerando che le penetrazioni delle importazioni oggetto di dumping è stata diversa a seconda degli Stati membri; che essa è stata particolarmente forte in Francia, in cui ha raggiunto il 47,9 % del mercato libero durante il primo trimestre 1982;  considerando che l'industria comunitaria, nei confronti della quale deve essere determinato il pregiudizio, esclude, i produttori associati a fabbricanti statunitensi;  considerando che un attento esame dei prezzi delle importazioni di bisfenolo originario degli Stati Uniti d'America, nella fase franco frontiera della Comunità, ha posto in rilievo la conseguente diminuzione dei prezzi sul mercato comunitario a partire dal primo trimestre del 1980 fino al primo trimestre 1982, diminuzione che ha obbligato l'industria della Comunità ad allineare i suoi prezzi su quelli delle importazioni statunitensi e le ha impedito di applicare gli aumenti di prezzi che altrimenti si sarebbero verificati tenuto conto della maggiorazione dei prezzi di costo;  considerando che, nonostante l'allineamento dei prezzi del produttore comunitario ricorrente, i prezzi di rivendita delle importazioni statunitensi hanno raggiunto una percentuale inferiore fino al 2 % rispetto a quelli da esso praticati; che, inoltre, i prezzi di rivendita di queste importazioni sono stati inferiori al livello minimo necessario per coprire i costi di produzione dell'industria comunitaria;  considerando che, per quanto riguarda l'impatto di queste importazioni sull'industria comunitaria, dalle informazioni verificate dalla Commissione risulta che la produzione di bisfenolo del produttore ricorrente è scesa da (*) t nel 1979 a (*) t nel 1981 ed a (*) t durante il primo trimestre del 1982, il che significa una riduzione di oltre il 25 % del ritmo annuo di produzione tra il 1979 e l'inizio del 1982; che questo calo della produzione è stato superiore alla percentuale stimata di regressione del consumo sul mercato libero registrata nella Comunità durante il medesimo periodo; che il tasso medio di utilizzo delle capacità produttive è sceso da (*) nel 1979 a (*) nel 1981 ed a (*) nel primo trimestre 1982;  considerando che la massiccia intrusione sul mercato comunitario del bisfenolo americano (la cui quota del mercato libero è passata dal 3,6 al 20,8 % nel periodo 1979-1980) verificatasi nel 1980 ha coinciso con una drastica regressione delle vendite dell'industria comunitaria; che, nel 1981 e nel primo trimestre 1982, nonostante l'allineamento dei suoi prezzi su quelli di rivendita delle importazioni oggetto di dumping, il produttore comunitario ricorrente è riuscito a realizzare un volume di vendite ancora inferiore del 7,9 % rispetto al 1979;  considerando che il progressivo aumento della quota di mercato detenuta dall'industria comunitaria ricorrente è stato limitato dalla penetrazione delle importazioni oggetto di dumping;  considerando che la pressione esercitata da queste importazioni sui prezzi di vendita dell'industria comunitaria e la caduta della produzione hanno diminuito considerevolmente la sua redditività, al punto che nel 1980 e nel 1981 il produttore comunitario ricorrente ha subito perdite finanziarie per quanto riguarda il bisfenolo;  considerando che la Commissione ha esaminato anche gli altri elementi che, isolatamente o combinati, arrecano pregiudizio alla produzione comunitaria; che essa ha tempestivamente esaminato i prezzi ed il volume delle importazioni che non sono state oggetto di denunce di dumping, nonché l'evoluzione della domanda di bisfenolo nella Comunità;  considerando che il volume delle importazioni originarie di paesi che non sono oggetto di denunce di dumping è stato basso durante il periodo dell'indagine e che, nella fattispecie, da 2 600 t circa nel 1979 è passato a 1 200 t nel 1981 per risalire a 1 300 t soltanto nel primo semestre 1982; che, inoltre, secondo le informazioni di cui dispone la Commissione, la parte principale di queste importazioni non compare sul mercato libero comunitario;  considerando che, dalle informazioni di cui dispone la Commissione, risulta che la domanda di bisfenolo sul mercato libero comunitario è passata da circa 25 000 a 22 000 t nel periodo 1979-1980 (con un calo del 12 %) ed in seguito si è stabilizzata; che, anche se la diminuzione del consumo libero ha indiscutibilmente avuto un impatto sull'industria comunitaria, le perdite di vendita subite dal produttore ricorrente nel 1980 (-13,5 % rispetto al 1979) hanno ampiamente superato la caduta della domanda proprio in coincidenza con l'arrivo in quantità massicce sul mercato libero della Comunità del bisfenolo statunitense; che inoltre, è stato chiaramente stabilito che la contrazione del mercato libero verificatasi dal 1979 ha inciso maggiormente sull'industria comunitaria che sulle importazioni di bisfenolo americano;  considerando che, di conseguenza, pur riconoscendo che determinati elementi, diversi dalle importazioni in regime di dumping, hanno chiaramente arrecato un pregiudizio all'industria comunitaria, in base agli elementi di prova di cui dispone la Commissione ritiene che il pregiudizio causato durante il periodo dell'indagine dall'aumento delle importazioni oggetto di dumping e dalla conseguente diminuzione dei prezzi, debba essere tuttavia considerato, isolatamente, grave;  considerando che, in tali condizioni e al fine di evitare ogni danno che possa sopravvenire durante l'indagine, gli interessi della Comunità richiedono un'azione immediata consistente nell'imposizione di un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di bisfenolo originario degli Stati Uniti d'America; che la Commissione ritiene che un dazio inferiore del 37,6 % al margine di dumping accertato, dovrebbe essere sufficiente per eliminare il pregiudizio arrecato all'industria comunitaria dalle importazioni oggetto di dumping, in funzione del prezzo necessario per consentire all'industria comunitaria di non vendere più il bisfenolo in perdita e di realizzare un utile ragionevole;  considerando che, in questo contesto, la Commissione ha esaminato l'incidenza di eventuali misure di protezione sui prodotti derivati contenenti principalmente bisfenolo; che all'esame di questa incidenza e del tasso del dazio provvisorio non si è giunti a conclusioni differenti;  considerando che la General Electric Co. ha offerto di impegnarsi a non praticare, in futuro, prezzi inferiori al valore normale constatato al momento dell'esportazione; che anche la società Shell Chemical Co. ha espresso l'intenzione di presentare un impegno in materia di prezzi; che la Commissione ritiene che questi impegni non possano essere accettati;  considerando che è opportuno fissare un termine durante il quale le parti interessate possano, dopo l'istituzione del dazio provvisorio, comunicare il loro punto di vista e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sul 4,4'-isopropilidendifenolo della sottovoce 29.06 B IV della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 29.06-37, originario degli Stati Uniti d'America.  2. Il dazio provvisorio è pari al 37,6 % del prezzo franco frontiera comunitaria non sdoganato.  Il prezzo franco frontiera della Comunità, non sdoganato, è netto quando le condizioni di vendita stabiliscono il pagamento entro 30 giorni dalla data della spedizione; esso è aumentato dell'1 % per ciascun mese di ritardo nel pagamento accordato.  3. Al dazio provvisorio si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  4. La messa in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una cauzione pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 3017/79, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare il loro punto di vista e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 3017/79, il presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi oppure sino all'approvazione di misure definitive da parte del Consiglio.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 21 gennaio 1983.  Per la Commissione  Wilhelm HAFERKAMP  Vicepresidente  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 1.  (2) GU n. L 178 del 22. 6. 1982, pag. 9.  (3) GU n. C 93 del 14. 4. 1982, pag. 4.  (*) Dati riservati.  (*) Dati riservati.