CELEX: 52014PC0394
Language: it
Date: 2014-06-27
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo ad alcune procedure di applicazione dell’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra (codificazione)

|
			
		
		
		52014PC0394
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo ad alcune procedure di applicazione dell’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra (codificazione) /* COM/2014/0394 final - 2014/0199 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           Nel contesto dell'Europa dei
cittadini, la Commissione attribuisce grande importanza alla semplificazione e
alla chiara formulazione della normativa dell'Unione, affinché diventi più
comprensibile e accessibile ai cittadini, offrendo loro nuove possibilità di
far valere i diritti che la normativa sancisce.
Questo obiettivo non può essere realizzato
fintanto che le innumerevoli disposizioni, modificate a più riprese e spesso in
modo sostanziale, rimangono sparse, costringendo chi le voglia consultare a
ricercarle sia nell'atto originario sia negli atti di modifica.
L'individuazione delle norme vigenti richiede pertanto un notevole impegno di
ricerca e di comparazione dei diversi atti.
Per tale motivo è indispensabile codificare le
disposizioni che hanno subito frequenti modifiche, se si vuole che la normativa
dell'Unione sia chiara e trasparente.
2.           Il 1° aprile 1987 la
Commissione ha deciso[1]
di dare istruzione ai propri servizi di procedere alla codificazione di
tutti gli atti dopo non oltre dieci modifiche, sottolineando che si
tratta di un requisito minimo e che i vari servizi dovrebbero sforzarsi di
codificare i testi di loro competenza anche a intervalli più brevi, al fine di
garantire la chiarezza e la comprensione immediata delle disposizioni.
3.           Le conclusioni della presidenza del
Consiglio europeo di Edimburgo (dicembre 1992) hanno ribadito questa
necessità[2],
sottolineando l’importanza della codificazione, poiché offre la certezza
del diritto applicabile a una determinata materia in un preciso momento.
La codificazione va effettuata nel pieno rispetto
dell'iter di adozione della legislazione dell'Unione.
Dal momento che in sede di codificazione
nessuna modificazione di carattere sostanziale può essere apportata agli atti
che ne fanno oggetto, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione
hanno concluso un accordo interistituzionale, del 20 dicembre 1994,
per un metodo di lavoro accelerato che consenta la rapida adozione degli atti
di codificazione.
4.           Lo scopo della presente proposta è
quello di avviare la codificazione del regolamento (CE) n. 153/2002
del Consiglio, del 21 gennaio 2002, relativo ad alcune procedure di
applicazione dell’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità
europee e i loro Stati membri, da una parte, e la ex Repubblica iugoslava di
Macedonia, dall’altra, e dall’accordo interinale tra la Comunità europea e la
ex Repubblica iugoslava di Macedonia[3].
Il nuovo regolamento sostituisce i vari regolamenti che esso incorpora[4], preserva in pieno la
sostanza degli atti oggetto di codificazione e pertanto non fa altro che
riunirli apportando unicamente le modifiche formali necessarie ai fini
dell’opera di codificazione.
5.           La
proposta di codificazione è stata elaborata sulla base del consolidamento
preliminare, in 22 lingue ufficiali, del regolamento (CE)
n. 153/2002 e degli strumenti di modifica dello stesso, effettuato
dall'Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, attraverso un sistema
di elaborazione dati. Nei casi in cui è stata assegnata una nuova
numerazione agli articoli, la concordanza tra la vecchia e la nuova numerazione
è esposta in una tavola che figura all'allegato II del regolamento
codificato.
ê 153/2002
(adattato)
2014/0199 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo ad alcune procedure di applicazione
dell’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i
loro Stati membri, da una parte, e la ex Repubblica iugoslava di
Macedonia, dall’altra (codificazione)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato Ö sul
funzionamento dell'Unione europea Õ, in particolare
l'articolo Ö 207,
paragrafo 2 Õ ,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[5],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
ê 
(1)       Il regolamento (CE) n.
153/2002[6]
del Consiglio ha subito varie e sostanziali modifiche[7]. A fini di chiarezza e
razionalizzazione è opportuno procedere alla sua codificazione.
ê 153/2002 cons.
1 (adattato)
(2)       Un accordo di stabilizzazione
e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte,
e la ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall'altra Ö (inappresso
denominato «ASA»), è stato Õ firmato a
Lussemburgo il 9 aprile 2001 Ö ed è entrato in
vigore il 1° aprile 2004 Õ .
ê 153/2002 cons.
3 (adattato)
(3)       Occorre stabilire le
procedure di applicazione di determinate disposizioni Ö dell'ASA Õ 
ê 153/2002 cons.
4 (adattato)
(4)       A norma dell' Ö ASA Õ, determinati
prodotti originari della ex Repubblica iugoslava di Macedonia beneficiano
all'importazione Ö nell’Unione Õ di un'aliquota
ridotta del dazio doganale, entro i limiti di contingenti tariffari. Occorre
pertanto stabilire le disposizioni necessarie per il calcolo delle aliquote
ridotte dei dazi doganali.
ê 153/2002 cons.
5 (adattato)
(5)       L' Ö ASA
indica Õ già i prodotti che
possono beneficiare di dette misure tariffarie, i volumi corrispondenti (e i
rispettivi incrementi), i dazi applicabili, i periodi di applicazione e i
criteri di ammissibilità.
ê 153/2002 cons.
7 (adattato)
(6)       Per semplificare le procedure
e consentire la pubblicazione tempestiva dei regolamenti che applicano i
contingenti tariffari Ö dell’Unione Õ, occorre autorizzare
la Commissione, assistita dal comitato di cui all'articolo 229 del regolamento (UE)
n 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio[8], ad adottare i
regolamenti recanti apertura e gestione dei contingenti tariffari applicabili
ai prodotti di «baby beef».
ê 153/2002 cons.
8 (adattato)
(7)       Occorre autorizzare la
Commissione, assistita dal comitato di cui all'articolo 285 del regolamento
(UE) n 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio[9], ad adottare i
regolamenti recanti apertura e gestione dei contingenti tariffari che
potrebbero venire accordati in seguito al negoziato di ulteriori concessioni
tariffarie in applicazione dell'articolo 29 dell' Ö ASA Õ.
ê 153/2002 cons.
9
(8)       I dazi dovrebbero essere
totalmente sospesi quando il trattamento preferenziale consista in dazi ad
valorem pari o inferiori all'1 % o in dazi specifici pari o inferiori a
1 euro.
ê 37/2014 art. 1
e allegato, pt. 8 (adattato)
(9)       L'esecuzione delle clausole
bilaterali di salvaguardia dell' Ö ASA Õ richiede condizioni
uniformi per l'adozione di misure di salvaguardia e altre misure. Tali misure
dovrebbero essere adottate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio[10].
(10)     La Commissione dovrebbe
adottare atti di esecuzione immediatamente applicabili qualora lo richiedano
imperativi motivi di urgenza, in casi debitamente giustificati relativi a
circostanze eccezionali e critiche sollevate ai sensi dell'articolo 37,
paragrafo 4, lettera b), e dell'articolo 38, paragrafo 4, dell' Ö ASA Õ,
ê 153/2002
(adattato)
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Oggetto
Ö Il presente regolamento Õ stabilisce le
procedure per l'adozione di norme dettagliate per l'applicazione di determinate
disposizioni dell'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità
europee e i loro Stati membri, da una parte, e la ex Repubblica iugoslava di
Macedonia, dall'altra (in appresso denominato « Ö ASA Õ).
ê 37/2014 art. 1
e allegato, pt. 8, 1 (adattato)
Articolo 2
Concessioni per i prodotti di «baby-beef»
Le norme dettagliate per l'applicazione
dell'articolo 27, paragrafo 2, dell'Ö ASA Õ, riguardanti il
contingente tariffario per i prodotti «baby-beef», vengono adottate dalla
Commissione secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 12,
paragrafo 4, del presente regolamento.
ê 37/2014 art. 1
e allegato, pt. 8, 3 (adattato)
Articolo 3
Ulteriori concessioni
Qualora, in applicazione dell'articolo 29
dell' Ö ASA Õ, vengano accordate
ulteriori concessioni per i prodotti della pesca entro i limiti di contingenti
tariffari, le norme dettagliate per l'attuazione di tali contingenti tariffari
vengono adottate dalla Commissione secondo la procedura d'esame di cui
all'articolo 12, paragrafo 4, del presente regolamento.
ê 153/2002
(adattato)
Articolo 4
Riduzioni tariffarie
1. Fatto salvo il paragrafo 2, le
aliquote del dazio preferenziale vengono arrotondate Ö per difetto Õ al primo decimale.
2. Le aliquote preferenziali sono assimilate
ad un'esenzione totale dai dazi se il risultato della loro determinazione in
applicazione del paragrafo 1 è:
a)           pari o inferiore all'1 % nel
caso dei dazi ad valorem; o
b)           pari o inferiore a 1 euro per
ogni singolo importo nel caso di dazi specifici.
ê 37/2014 art. 1
e allegato, pt. 8, 5
Articolo 5
Adeguamenti tecnici
Le modifiche e gli adeguamenti tecnici delle
norme dettagliate di attuazione adottate a norma del presente regolamento resi
necessari dalle modifiche apportate ai codici della nomenclatura combinata e
alle suddivisioni della TARIC o dalla conclusione di nuovi accordi, protocolli,
scambi di lettere o altri atti tra l'Unione e la ex Repubblica iugoslava di
Macedonia, sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 12,
paragrafo 4.
ê 3/2003 art. 1
(adattato)
Articolo 6
Clausola
di salvaguardia generale e clausola di penuria
1. Se uno Stato membro chiede alla Commissione
di prendere misure conformemente agli articoli 37 e 38 dell' Ö ASA Õ, esso fornisce alla
Commissione le informazioni necessarie per giustificare la sua richiesta.
ê 3/2003 art. 1
(adattato)
è1 37/2014
art. 1 e allegato, pt. 8, 6
2. Quando la Commissione stabilisce, su
richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, che sussistono le
condizioni di cui agli articoli 37 e 38 dell' Ö ASA Õ:
a)           ne informa gli Stati membri
immediatamente, se agisce di propria iniziativa, oppure, se agisce su richiesta
di uno Stato membro, entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data in
cui è stata ricevuta la richiesta;,
b)           consulta il comitato Ö di cui
all'articolo 12, paragrafo 3, Õ in merito alle
misure proposte;
c)           informa contemporaneamente l'ex
Repubblica iugoslava di Macedonia e le notifica l'avvio delle consultazioni in
sede di comitato di stabilizzazione e di associazione ai sensi
dell'articolo 37, paragrafo 4, e dell'articolo 38,
paragrafo 3, dell' Ö ASA Õ;
d)           comunica
contemporaneamente al comitato di stabilizzazione e di associazione tutte le
informazioni necessarie Ö per le Õ consultazioni Ö di cui alla
lettera c) Õ.
3. è1 Al
termine delle consultazioni Ö di cui al
paragrafo 2, lettera c),Õ , e se non è stato
possibile pervenire a un accordo, la Commissione può decidere, secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 12, paragrafo 4 del presente
regolamento, di non agire o di prendere le misure del caso ai sensi degli
articoli 37 e 38 dell' Ö ASA Õ. ç 
La decisione è notificata immediatamente al
Consiglio al comitato di stabilizzazione e di associazione.
La decisione è di applicazione immediata.
ê 37/2014 art. 1
e allegato, pt. 8, 6 (adattato)
4. Le consultazioni nell'ambito del comitato
di stabilizzazione e di associazione Ö di cui al
paragrafo 2, lettera c) Õ si considerano
comunque concluse dopo 30 giorni dalla notifica di cui al paragrafo 2.
ê 37/2014 art. 1
e allegato, pt. 8, 7 (adattato)
Articolo 7 
Circostanze eccezionali e critiche
Qualora si verifichino circostanze eccezionali
e critiche ai sensi dell'articolo 37, paragrafo 4, lettera b), e
dell'articolo 38, paragrafo 4, dell' Ö ASA Õ , la Commissione può
prendere misure immediate ai sensi degli articoli 38 e 39 dell' Ö ASA Õ, secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 12, paragrafo 4, del presente
regolamento o, in casi di urgenza, ai sensi dell'articolo 12,
paragrafo 5, del presente regolamento.
Se la Commissione riceve una richiesta di uno
Stato membro, prende una decisione in merito entro cinque giorni lavorativi dal
ricevimento della richiesta.
ê 3/2003 art. 1
(adattato)
Articolo 8
Clausola di salvaguardia per i
prodotti dell'agricoltura e della pesca
Fatte salve le procedure di cui agli
articoli 6 e 7, le misure necessarie relative ai prodotti
dell'agricoltura e della pesca ai sensi degli articoli 30 o 37 dell' Ö ASA Õ o delle disposizioni
degli allegati Ö dell'ASA Õ attinenti a tali
prodotti, nonché del Ö relativo Õ protocollo 3,
possono essere adottate secondo le procedure previste dai regolamenti che
istituiscono l'organizzazione comune dei mercati agricoli o dei mercati dei
prodotti della pesca e dell'acquacoltura, nonché dalle specifiche disposizioni
approvate a norma dell'articolo Ö 352 Õ del trattato e
applicabili alle merci risultanti dalla trasformazione di prodotti
dell'agricoltura e della pesca, purché siano rispettate le condizioni di cui
all'articolo 30 dell'Ö ASA Õ, oppure
all'articolo 37, paragrafi 3, 4 e 5, dell' Ö ASA Õ .
Articolo 9
Dumping
Qualora una pratica possa giustificare
l'applicazione da parte Ö dell’Unione Õ delle misure di cui
all'articolo 36, paragrafo 1, dell' Ö ASA Õ, l'introduzione
delle misure in questione è decisa in conformità del regolamento (CE) n. 1225/2009
del Consiglio[11]
e della procedura di cui all'articolo 36, paragrafo 2, dell' Ö ASA Õ.
Articolo 10
Concorrenza
ê 37/2014 art. 1
e allegato, pt. 8, 8 (adattato)
1. Nel caso di una pratica che può
giustificare l'applicazione, da parte dell'Unione, delle misure di cui
all'articolo 69 dell' Ö ASA Õ, la Commissione,
previo esame del caso, di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato
membro, decide se tale pratica è compatibile con l'Ö ASA Õ. Se necessario, essa
adotta misure di salvaguardia secondo la procedura d'esame di cui
all'articolo 12, paragrafo 4, Ö del presente
regolamento Õ fatta eccezione per
gli aiuti cui si applica il regolamento (CE) n. 597/2009 del Consiglio[12], Ö e nel cui caso
le Õ misure sono adottate
secondo le procedure stabilite in detto regolamento. Le misure sono adottate
unicamente se sussistono le condizioni di cui all'articolo 69,
paragrafo 5, dell'Ö ASA Õ.
ê 3/2003 art. 1
(adattato)
2. Ö Qualora
determinate Õ pratiche possano esporre
Ö l’Unione Õ a misure prese
dall'ex Repubblica iugoslava di Macedonia conformemente
all'articolo 69 dell' Ö ASA Õ, Ö la Commissione, Õ dopo aver esaminato
la questione, Ö decide Õ sulla compatibilità Ö delle pratiche
stesse Õ con il principio
enunciato nell' Ö ASA Õ. Se del caso, essa
prende le opportune decisioni in base ai criteri che risultano
dall'applicazione degli articoli 101, 102 e 107 del trattato.
Articolo 11
Frode o mancata cooperazione
amministrativa
1. Ai fini dell'interpretazione
dell'articolo 42 dell' Ö ASA Õ si ritiene che non
si sia prestata la cooperazione amministrativa necessaria per verificare la
prova dell'origine quando si rilevino, tra l'altro:
a)           l'assenza di cooperazione
amministrativa, ad esempio la mancata comunicazione dei nomi e degli indirizzi
delle autorità doganali o statali preposte al rilascio e alla verifica dei
certificati di origine, la mancata trasmissione dei facsimili dei timbri
utilizzati per autenticare i certificati o il mancato aggiornamento di queste
informazioni;
b)           carenze ripetute nella verifica del
carattere originario dei prodotti e nell'adempimento degli altri requisiti di
cui al protocollo 4 Ö dell'accordo
ASA Õ , nonché
nell'identificazione o nella prevenzione della violazione delle norme di
origine;
c)           il rifiuto ripetuto di Ö effettuare o
l'indebito ritardo nell'effettuare Õ, su richiesta della
Commissione, la verifica a posteriori della prova dell'origine e Ö la tempestiva
comunicazione dei relativi risultati Õ;
d)           il
rifiuto ripetuto Ö di ottenere o
l'indebito ritardo nell'ottenere Õ l'autorizzazione a
svolgere missioni di cooperazione amministrativa e investigativa nell'ex
Repubblica iugoslava di Macedonia, onde verificare l'autenticità dei documenti
o l'esattezza delle informazioni necessarie per la concessione del trattamento
preferenziale a norma Ö dell'ASA Õ degli accordi, o le
indagini necessarie per individuare o prevenire le violazioni delle norme di
origine;
e)           Ö il Õ ripetuto mancato
rispetto delle disposizioni del protocollo n. 5 Ö dell'ASA Õ sull'assistenza
amministrativa reciproca in materia doganale, nella misura Ö esso Õ abbia un'incidenza
nell'applicazione delle disposizioni relative agli scambi dell'accordo
interinale e, successivamente, dell' Ö ASA Õ.
2. La Commissione, sulla base di informazioni
fornite dagli Stati membri o di propria iniziativa, qualora accerti che
sussistono le condizioni di cui all'articolo 42 dell' Ö ASA Õ:
a)           ne informa il Consiglio;
b)           avvia immediatamente consultazioni
con l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia per trovare una soluzione adeguata
ai sensi dell' Ö articolo 42
dell'ASA Õ.
La Commissione può inoltre:
a)           invitare gli Stati membri ad
adottare i provvedimenti cautelari necessari per tutelare gli interessi
finanziari Ö dell’Unione Õ; 
b)           pubblicare un avviso nella Gazzetta
ufficiale Ö dell’Unione
europea Õ per indicare che
esistono dubbi fondati in merito all'applicazione dell'articolo 42 dell'Ö ASA Õ.
ê 37/2014 art. 1
e allegato, pt. 8, 9 (adattato)
3. In attesa che si trovi una soluzione
reciprocamente soddisfacente attraverso le consultazioni di cui al paragrafo 2,
primo comma, lettera b), la Commissione può prendere le misure che ritiene
opportune a norma dell'articolo Ö 42 Õ dell'Ö ASA Õ, nonché secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 12, paragrafo 4, del presente
regolamento.
ê 37/2014 art. 1
e allegato, pt. 8, 10 (adattato)
Articolo 12
Procedura di comitato
1. Ai fini dell'articolo 2, la
Commissione è assistita dal comitato Ö per
l'organizzazione comune dei mercati agricoli Õ istituito
dall'articolo 229 del regolamento (UE) n. 1308/2013. Esso è un comitato
ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
2. Ai fini dell'articolo 4, la
Commissione è assistita dal comitato del codice doganale, istituito
dall'articolo 285 del regolamento (EU) n. 952/2013. Esso è un
comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
3. Ai fini degli articoli 6, 7,10 e11, la
Commissione è assistita dal comitato per le misure di salvaguardia istituito
dall'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 260/2009
del Consiglio[13].
Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
4. Nei casi in cui è fatto riferimento al
presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE)
n. 182/2011.
5. Nei casi in cui è fatto riferimento al
presente paragrafo, si applica l'articolo 8 del regolamento (UE)
n. 182/2011 in combinato disposto con l'articolo 5 del medesimo
regolamento.
ê 3/2003 art. 1
(adattato)
Articolo 13
Notifica
La Commissione procede, a nome Ö dell’Unione Õ, alle notifiche al
consiglio di stabilizzazione e di associazione e al comitato di stabilizzazione
e di associazione previste dall'Ö ASA Õ.
ê 
Articolo 14
Abrogazione
Il
regolamento (CE) n. 153/2002 è abrogato.
I riferimenti al regolamento abrogato si
intendono fatti al presente regolamento e si leggono secondo la tavola di
concordanza di cui all'allegato II.
ê 153/2002
(adattato)
Articolo 15
Entrata
in vigore 
Il presente
regolamento entra in vigore il Ö ventesimo Õ giorno Ö successivo
alla Õ pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale Ö dell’Unione
Europea Õ.
Il
presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
[1]               COM(87) 868 PV.
[2]               V. Allegato 3,
parte A, delle conclusioni. 
[3]               Iscritta nel programma
legislativo per il 2014.
[4]               Allegato I della presente proposta.
[5]               GU C [...] del [...], pag. [...].
[6]               Regolamento (CE) n. 153/2002 del Consiglio,
del 21 gennaio 2002, relativo ad alcune procedure di applicazione
dell’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i
loro Stati membri, da una parte, e la ex Repubblica iugoslava di Macedonia,
dall’altra, e dall’accordo interinale tra la Comunità europea e la ex
Repubblica iugoslava di Macedonia (GU L 25 del 29.1.2002, pag. 16).
[7]               V.
Allegato I.
[8]               Regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione
comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE)
n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007
del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671).
[9]               Regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice
doganale dell’Unione (Codice doganale aggiornato) (GU L 269 del
10.10.2013, pag. 1).
[10]             Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i
principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati
membri dell’esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla
Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
[11]             Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30
novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping
da parte di paesi non membri della Comunità europea (GU L 343 del 22.12.2009,
pag. 51).
[12]             Regolamento (CE) n. 597/2009 del Consiglio, dell'11 giugno 2009,
relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti
da paesi non membri della Comunità europea (GU L 188 del 18.7.2009,
pag. 93).
[13]             Regolamento (CE) n. 260/2009 del Consiglio, del
26 febbraio 2009, relativo al regime comune applicabile alle
importazioni (GU L 84 del 31.3.2009, pag. 1).
é
ALLEGATO I
Regolamento abrogato ed elenco delle
sue modificazioni successive
 Regolamento (CE) n. 153/2002 del Consiglio (GU L 25, 29.1.2002, pag. 16) ||   || 
 || Regolamento (CE) n. 3/2003 del Consiglio (GU L 1, 4.1.2003, pag. 30) ||   
 || Regolamento (UE) n. 37/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 18, 21.1.2014, pag. 1) || limitatamente al punto 8 dell’allegato 
_____________
ALLEGATO II
Tavola di concordanza
 Regolamento (CE) n. 153/2002 || Presente regolamento 
 Articolo 1 || Articolo 1 
 Articolo 2 || Articolo 2 
 Articolo 4 || Articolo 3 
 Articolo 6 || Articolo 4 
 Articolo 7 || Articolo 5 
 Articolo 7 bis, paragrafo 1 || Articlo 6, paragrafo 1 
 Articolo 7 bis, paragrafo 5, frase introduttiva || Articlo 6, paragrafo 2, frase introduttiva 
 Articolo 7 bis, paragrafo 5, primo trattino || Articlo 6, paragrafo 2, lettera a) 
 Articolo 7 bis, paragrafo 5, secondo trattino || Articlo 6, paragrafo 2, lettera b) 
 Articolo 7 bis, paragrafo 5, terzo trattino || Articlo 6, paragrafo 2, lettera c) 
 Articolo 7 bis, paragrafo 5, quarto trattino || Articlo 6, paragrafo 2, lettera d) 
 Articolo 7 bis, paragrafo 6 || Articlo 6, paragrafo 3 
 Articolo 7 bis, paragrafo 10 || Articlo 6, paragrafo 4 
 Articolo 7 ter || Articolo 7 
 Articolo 7 quater || Articolo 8 
 Articolo 7 quinquies || Articolo 9 
 Articolo 7 sexies || Articolo 10 
 Articolo 7 septies, paragrafo 1, frase introduttiva || Articolo 11, paragrafo 1, frase introduttiva 
 Articolo 7 septies, paragrafo 1, primo trattino || Articolo 11, paragrafo 1, punto a) 
 Articolo 7 septies, paragrafo 1, secondo trattino || Articolo 11, paragrafo 1, punto b) 
 Articolo 7 septies, paragrafo 1, terzo trattino || Articolo 11, paragrafo 1, punto c) 
 Articolo 7 septies, paragrafo 1, quarto trattino || Articolo 11, paragrafo 1, punto d) 
 Articolo 7 septies, paragrafo 1, quinto trattino || Articolo 11, paragrafo 1, punto e) 
 Articolo 7 septies, paragrafo 2, primo comma, frase introduttiva || Articolo 11, paragrafo 2, primo comma, frase introduttiva 
 Articolo 7 septies, paragrafo 2, primo comma, primo trattino || Articolo 11, paragrafo 2, primo comma, lettera a) 
 Articolo 7 septies, paragrafo 2, primo comma, secondo trattino || Articolo 11, paragrafo 2, primo comma, lettera b) 
 Articolo 7 septies, paragrafo 2, secondo comma, frase introduttiva || Articolo 11, paragrafo 2, secondo comma,      frase introduttiva 
 Articolo 7 septies, paragrafo 2, secondo comma, primo trattino || Articolo 11, paragrafo 2, secondo comma, lettera a) 
 Articolo 7 septies, paragrafo 2, secondo comma, secondo trattino || Articolo 11, paragrafo 2, secondo comma, lettera b) 
 Articolo 7 septies, paragrafo 3 || Articolo 11, paragrafo 3 
 Articolo 7 septies bis || Articolo 12 
 Articolo 7 octies || Articolo 13 
 –– || Articolo 14 
 Articolo 8 || Articolo 15 
 –– || Allegato I 
 –– || Allegato II 
_____________