CELEX: 51990PC0174
Language: it
Date: 1990-06-15
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CHE MODIFICA LA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 88/77/CEE DEL 3 DICEMBRE 1987 CONCERNENTE IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE AL PROVVEDIMENTI DA PRENDERE CONTRO L' EMISSIONE DI GAS INQUINANTI PRODOTTI DAL MOTORI AD ACCENSIONE SPONTANEA DESTINATI ALLA PROPULSIONE DI VEICOLI

N. C 187/6                                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        27. 7. 90
cui fa riferimento la raccomandazione . . . / . . ./CCE del            formarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 1991.
Consiglio, nonché i sistemi di telecomunicazione, pubblici e           Essi ne informano immediatamente la Commissione.
privati, che utilizzano direttamente tale apparato e nei quali
gli utenti che dispongano di un determinato servizio in uno            Le disposizioni adottate in forza del primo comma fanno
Stato membro possano accedere a tale servizio in qualsiasi             espresso riferimento alla presente direttiva.
altro Stato membro.
                                                                       2.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo
                                                                       delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel
                            Articolo 2                                 campo disciplinato dalla presente direttiva.
Gli Stati membri assegnano al DECT la banda di frequenze
1880 - 1900 MHz entro il 1° gennaio 1992. Il DECT va                                              Articolo 4
considerato prioritario e deve essere protetto nella banda di
frequenze in questione.                                                La Commissione riferisce al Consiglio sull'applicazione di
                                                                       questa direttiva entro la fine del 1995.
                            Articolo 3
                                                                                                 Articolo 5
1.     Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni
legali, regolamentari ed amministrative necessarie per con-            Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
               Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 88/77/CEE del Consiglio, del 3 dicembre
                1987, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da
               prendere contro l'emissione di gas inquinanti prodotti dai motori ad accensione spontanea destinati
                                                      alla propulsione di veicoli
                                                   COM(90) 174 def. — SYN 272
                                         (Presentata dalla Commissione il 21 maggio 1990)
                                                            (90/C 187/03)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                   motore e di adeguare in tal senso le direttive già emanate; che
                                                                       il terzo programma d'azione prevede che vengano compiuti
visto il trattato che istituisce la Comunità economica euro-           ulteriori sforzi per ridurre in modo significativo il livello
                                                                       attuale delle emissioni dei veicoli a motore;
pea, in particolare l'articolo 100 A,
vista la proposta della Commissione,                                   considerando che la direttiva 88/77/CEE (J) prescrive i
                                                                       valori limite per le emissioni di ossido di carbonio, di
in cooperazione con il Parlamento europeo,                             idrocarburi incombusti e di ossidi di azoto prodotte dai
                                                                       motori ad accensione spontanea utilizzati nei veicoli a
                                                                       motore, basati su una procedura di prova rappresentativa
visto il parere del Comitato economico e sociale,                      delle condizioni europee di cirolazione per i veicoli in
                                                                       questione; che ai sensi dell'articolo 6 della presente direttiva,
considerando che occorre adottare le misure volte all'instau-          detti valori limite saranno ulteriormente ridotti e sarà fissato
razione progressiva del mercato interno nel corso di un                un valore limite per le emissioni di particolati;
periodo che scada il 31 dicembre 1992; che detto mercato
interno comporta uno spazio senza frontiere interne nel quale
è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone,        considerando che dall'attività compiuta dalla Commissione
dei servizi e dei capitali;                                            in questo settore è emerso che l'industria motoristica comu-
                                                                       nitaria dispone o sta perfezionando le tecnologie che consen-
                                                                       tono un'ulteriore riduzione dei valori limite in questione e il
considerando che il primo programma d'azione della Comu-               rispetto di una rigorosa norma per le emissioni di partico-
nità europea per la tutela dell'ambiente, approvato il 22              lati;
novembre 1973 dal Consiglio, raccomanda di tener conto dei
più recenti progressi scientifici nella lotta contro l'inquina-
mento atmosferico provocato dai gas emessi dai veicoli a               (>) GU n. L 36 del 9. 2. 1988, pag. 33.
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 considerando che è opportuno introdurre queste norme più               — vietare l'immatricolazione, la vendita, l'immissione in
 rigorose in due fasi, di cui la prima dovrebbe coincidere con le          circolazione o l'utilizzazione di veicoli nuovi di tale tipo,
 date di entrata in vigore delle norme europee più rigorose in             ovvero
 materia di emissione delle autovetture; che la seconda fase
                                                                       — negare l'omologazione CEE o l'omologazione di portata
 mira all'introduzione di una scadenza più lunga per l'indu-
                                                                           nazionale per un tipo di motore ad accensione spontanea,
 stria motoristica europea fissando dei valori limite basati sul
                                                                           ovvero
 previsto progresso delle tecnologie attualmente in fase di
 sviluppo e tale da concedere all'industria un tempo sufficiente       — vietare la vendita o l'utilizzazione di nuovi motori ad
 al perfezionamento di tali tecnologie; che l'applicazione della           accensione comandata,
 seconda fase presuppone la realizzazione di determinate
 condizioni di base per quanto concerne la disponibilità di             qualora siano soddisfatti i requisiti di cui agli allegati della
 carburante diesel a basso tenore di zolfo ed un corrisponden-         direttiva 88/77/CEE, modificata da ultimo dalla presente
 te carburante di riferimento per le prove di emissioni, il            direttiva.
progresso realizzato dalle tecnologie di controllo delle emis-
                                                                       2.     Gli Stati membri non possono più rilasciare un'omo-
 sioni nonché la disponibilità di un metodo perfezionato per il
                                                                       logazione CEE o emettere il documento di cui all'articolo 10,
controllo di conformità della produzione che la Commissio-
                                                                       paragrafo 1, ultimo trattino della direttiva 70/156/CEE e
ne adotta in applicazione della procedura per l'adeguamento
                                                                       devono negare l'omologazione di portata nazionale dei tipi di
 al progresso tecnico di cui all'articolo 4 della direttiva
                                                                       motori ad accensione spontanea e dei tipi di veicoli azionati
 88/77/ CEE ; che la Commissione intende presentare entro la
                                                                       da un motore ad accensione spontanea:
fine del 1993 una relazione esauriente in merito al Consiglio
che consenta a quest'ultimo di decidere entro il 30 settembre          — a decorrere dal 1 ° luglio 1992 nel caso in cui le emissioni
 1994 quali saranno i valori limite per le emissioni di                    di inquinanti gassosi e di particolati prodotte dal motore
particolati stabiliti per la seconda fase;                                 non sono conformi ai valori limite fissati nella riga A,
                                                                       — a decorrere dal 1° ottobre 1996 nel caso in cui le
considerando che al fine di consentire all'ambiente europeo                emissioni di inquinanti gassosi e di particolati prodotte
di trarre il massimo beneficio dalle suddette disposizioni e               dal motore non sono conformi ai valori limite fissati nella
allo stesso tempo di garantire l'unità del mercato, è necessa-             riga B
rio applicare le norme europee più rigorose basate sull'armo-
nizzazione totale,                                                     della tabella del punto 6.2.1 dell'allegato I della direttiva
                                                                       88/77/CEE.
                                                                       3.     Gli Stati membri devono vietare l'immatricolazione, la
                                                                       vendita, la messa in circolazione e l'utilizzazione di veicoli
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:                                     nuovi azionati da un motore ad accensione spontanea e
                                                                       vietare la vendita e l'uso di motori ad accensione spontanea
                                                                       nuovi:
                             Articolo 1                                — a decorrere dal 1 ° gennaio 1993 nel caso che le emissioni
                                                                           di inquinanti gassosi e di particolati prodotte dal motore
La direttiva 88/77/CEE è modificata come segue:                            non sono conformi ai valori limite stabiliti nella
                                                                           riga A,
1) Il titolo è sostituito dal titolo seguente:                         — a decorrere dal 1° ottobre 1997 nel caso in cui le
«Direttiva del Consiglio, del 3 dicembre 1987, per il                      emissioni di inquinanti gassosi e di particolati prodotte
ravvicinamento delle legislazioni dei paesi membri relative                dal motore non sono conformi ai valori limite fissati nella
alle misure da prendere contro l'emissione di inquinanti                   riga B
gassosi e di particolati prodotti dai motori ad accensione
                                                                       della tabella del punto 8.3.1.1 dell'allegato I della direttiva
spontanea destinati alla propulsione dei veicoli»
                                                                       88/77/CEE.
2) Gli allegati I, II, III, V e Vili sono modificati conforme-
      mente all'allegato della presente direttiva.
                                                                                                  Articolo 3
                                                                       1.     Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni
                                                                       legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per
                            Articolo 2
                                                                       conformarsi alla presente direttiva entro il 30 giugno 1991.
                                                                       Essi ne informano immediatamente la Commissione.
1.      A decorrere da 1° luglio 1991, gli Stati membri non
possono, per motivi attinenti agli inquinanti gassosi ed ai            2.     Le disposizioni adottate in forza del precedente para-
particolati emessi da un motore:                                       grafo fanno espresso riferimento alla presente direttiva.
— negare l'omologazione CEE o il rilascio del documento di
     cui all'articolo 10, paragrafo 1, ultimo trattino della                                      Articolo 4
     direttiva 70/1561CEE (*), ovvero l'omologazione di
     portata nazionale per un tipo di veicolo azionato con un          Entro il 30 settembre 1994 il Consiglio decide, in base ad una
     motore ad accensione spontanea, ovvero                            relazione e ad una proposta presentate dalla Commissione
                                                                       entro la fine del 1993, in merito ai valori limite dell'emissione
(') GU n. L 42 del 23. 2. 1970, pag. 1.                                di particolati di cui alla riga B, quarta colonna delle tabelle
 ---pagebreak--- N. C 187/8                                            Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee                                            2 7 . 7. 90
dei punti 6.2.1 e 8.3.1.1 dell'allegato I della direttiva                               del cetano) e di un corrispondente c a r b u r a n t e di riferi-
88/77/CEE.                                                                              m e n t o per le prove delle emissioni;
                                                                                        nuovo m e t o d o statistico per il controllo di conformità
Nella sua relazione la Commissione riferirà in merito ai
                                                                                        della produzione d a adottare ai sensi di q u a n t o disposto
progressi realizzati nei settori seguenti:
                                                                                        dall'articolo 4 della direttiva 8 8 / 7 7 / C E E .
— tecniche di controllo delle emissioni inquinanti l'atmosfe-
    ra p r o d o t t e dai motori ad accensione spontanea;
                                                                                                                 Articolo     5
— definizione e disponibilità di carburante diesel migliorato
    (ad esempio tenore di zolfo, tenore di aromatici, valore                       Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
                                                                        ALLEGATO
                                          Modifiche apportate agli allegati della direttiva 8 8 / 7 7 / C E E
                                                                       ALLEGATO       I
       CAMPO D'APPLICAZIONE, DEFINIZIONI E SIGLE, DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE, PRESCRIZIONI E
                                                   PROVE, CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
       1. Leggi:
       «1.                 La presente direttiva si applica agli inquinanti gassosi ed ai particolati prodotti da tutti i veicoli dotati di motori ad
                           accensione spontanea ed ai motori ad accensione spontanea specificati nell'articolo 1, ad eccezione dei veicoli
                           appartenenti alle categorie N i , N 2 e M 2 per i quali l'omologazione sia stata concessa in base alla direttiva
                           70/220/CEE (»), modificata da ultimo dalla direttiva 89/491/CEE (2).»
       2.1. Leggi:
       «2.1.               Per omologazione di un motore s'intende l'omologazione di un tipo di motore per quanto concerne l'emissione di
                           inquinanti gassosi e di particolati;».
       2.4. Aggiungi quanto segue:
                           Per inquinanti particolati si intende qualsiasi materiale raccolto su un determinato mezzo filtrante dopo una
                           diluizione dell'emissione allo scappamento del motore ad accensione spontanea pari o inferiore 325 K con aria
                           depurata al filtro.
       2.9. Leggi:
       «2.9.               Abbreviazioni ed unità
                           Tutti i volumi e le portate volumetriche sono calcolate a 273 K ed a 101,3 kPa.
                           P                 kW            potenza netta non corretta
                           CO                g/kWh         emissione di ossido di carbonio
                           HC                g/kWh          emissione di idrocarburi
                           NOx               g/kWh         emissione di ossidi di azoto
                           PT                g/kWh          emissione di particolato
                           conc              ppm            concentrazione (ppm/vol)
                           massa             g/h            portata massica di inquinante
        t1) GU n. L 76 del 6. 4. 1970, pag. 1.
        (2) GU n. L 238 del 15. 8. 1989, pag. 34.
 ---pagebreak--- 27. 7. 90                                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            N. C 187/9
                    WF                               fattore di ponderazione
                    WFr                              fattore di ponderazione effettivo
                    G
                      EXH              kg/h          portata massica di gas di scarico (in condizioni umide)
                    V
                      'EXH             m 3 /h        portata volumica di gas di scarico (in condizioni secche)
                    V
                       " EXH           m 3 /h        portata volumica dì gas di scarico (in condizioni umide)
                    G
                      AIR              kg/h         portata massica di aria di ammissione
                    V'AIR              m 3 /h       portata volumica di aria di ammissione (in condizioni umide)
                    G
                      FUEL             kg/h         portata massica di carburante
                    G
                      DIL              kg/h         portata massica di aria di diluizione
                    V'DIL              m 3 /h       portata volumica di aria di diluizione (in condizioni umide)
                    M
                      SAM              kg           massa del campione che attraversa i filtri per il prelievo dei particolati
                    V
                      SAM              m3           volume del campione che passa attraverso i filtri di prelievo dei particolati (in
                                                    condizioni umide)
                    G
                      EDF             kg/h          portata massica diluita equivalente
                    V
                      "EDF            m 3 /h        portata volumica diluita equivalente (in condizioni umide)
                                                    indice che individua un singolo procedimento
                    Pf                mg            massa del campione di particolati
                    GT0T              kg/h          portata massica di gas di scarico diluito
                    V"TOT             m 3 /h        portata volumica di gas di scarico diluito (in condizioni umide)
                    q                               rapporto di diluizione
                    r                               rapporto tra le sezioni trasversali della sonda di campionamento e del tubo di
                                                    scappamento
                    Ap                m2            sezione trasversale della sonda di campionamento isocinetica
                    AT                m2            sezione trasversale del tubo di scappamento
                    HFID                            analizzatore a ionizzazione di fiamma riscaldata
                    NDUVR                           analizzatore ad assorbimento non dispersivo di risonanza nell'ultravioletto
                    NDIR                            analizzatore non dispersivo ad assorbimento nell'infrarosso
                    CLA                             analizzatore a chemiluminescenza
                    HCLA                            analizzatore a chemiluminescenza riscaldato».
      3.1.1. Leggi:
      «3.1.1.       La domanda di omologazione di un tipo di motore per quanto concerne il livello dell'emissione di inquinanti
                    gassosi e di particolati deve essere presentata dal costruttore del motore o dal suo mandatario.»
      3.2.1. Leggi:
      «3.2.1.       La domanda di omologazione di un veicolo per quanto concerne le emissioni di inquinanti gassosi e di particolati
                    del motore deve essere presentata dal costruttore del veicolo o dal suo mandatario.»
      6.1. Leggi:
      «6.1.         Generalità
                    Gli elementi che possono influire sull'emissione di inquinanti gassosi e di particolati devono essere progettati,
                    costruiti e montati in modo che, in condizioni normali di utilizzazione e malgrado le vibrazioni cui può essere
                    sottoposto, il motore possa soddisfare le prescrizioni della presente direttiva.»
      6.2. Leggi:
       <6.2.        Prescrizioni relative all'emissione di inquinanti gassosi e di particolati
                    L'emissione di inquinanti gassosi e di particolati del motore presentato per la prova deve essere misurata con il
                    metodo descritto nell'allegato IH. L'allegato V descrive i sistemi analitici raccomandati per gli inquinanti gassosi e
                    per i sistemi di campionamento del particolato. Il servizio tecnico può autorizzare altri sistemi o analizzatori
                    qualora risulti provato che forniscono risultati equivalenti. Per ogni singolo laboratorio, l'equivalenza è data
                    quando i risultati di prova sono compresi entro il + 5 % dei risultati di prova di uno dei sistemi di riferimento qui
                    descritti. Nel caso delle emissioni di particolato è autorizzato quale sistema di riferimento soltanto il sistema con
                    diluizione flusso totale. Ai fini dell'introduzione di un nuovo sistema nella direttiva, la determinazione
                    dell'equivalenza deve basarsi sul calcolo di ripetibilità e riproducibilità con una prova interlaboratorio, quale
                    descritta nella ISO 5725;»
 ---pagebreak--- N. C 187/10                                       Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee                                           2 7 . 7. 90
     6.2.1. Leggi:
      «6.2.1.         La massa dell'ossido di carbonio, la massa degli idrocarburi, la massa degli ossidi di azoto e la massa di particolari
                      non deve superare i quantitivi che figurano nella seguente tabella:
                                                                                                                      Massa di particolato (PT)
                                                     Massa di                 Massa di               Massa di                  g/kWh
                                            ossido di carbonio (CO)       idrocarburi (HC)    ossidi di azoto (NOx)
                                                      g/kWh                    g/kWh                  g/kWh
                                                                                                                        < 85 kW      > 85 kW
                                A
                                                        4,5                      1,1                     8,0             0,63          0,36
                        (1° luglio 1992)
                                B
                                                        4,0                      1,1                     7,0                0,3/0,15 (*)
                       (l°ottobrel996)
                          Da decidere in base all'articolo 4.»
      8.3.1.1. Leggi:
      «8.3.1.1.       Si preleva un motore dalla serie e lo si sottopone alla prova descritta nell'allegato III. Le masse rilevate di ossido di
                      carbonio, di idrocarburi, di ossidi di azoto e di particolari non devono superare i valori indicati nella tabella
                      seguente:
                                                                                                                      Massa di particolato (PT)
                                                     Massa di                 Massa di               Massa di                  g/kWh
                                            ossido di carbonio (CO)       idrocarburi (HC)    ossidi di azoto (NOx)
                                                      g/kWh                    g/kWh                  g/kWh
                                                                                                                        < 85 kW      > 85 kW
                                A
                                                        4,9                     1,23                     9,0              0,7           0,4
                        (1° luglio 1992)
                                B
                                                        4,0                     1,1                      7,0                0,3/0,15 (*)
                       (l°ottobrel996)
                      (*) Da decidere in base all'articolo 4.
       .3.1.2.        Quarta frase, leggi :
                      «Si calcola la media aritmetica (x) dei risultati ottenuti con il campione per ciascun inquinante.
                      Ultima frase, leggi:
                      «L = valori limite indicati al punto 8.3.1.1 per ciascun inquinante considerato, e
                      k = fattore statistico che dipende da "n" ed è dato dalla seguente tabella:».
     Allegato II: il titolo dell'allegato è modificato come segue:
                                                                     «ALLEGATO II
                                                     DOCUMENTO INFORMATIVO N.
                                       conforme all'allegato I della direttiva 70/156/CEE del Consiglio
     concernente l'omologazione CEE e relativa alle misure da prendere contro l'emissione di inquinanti gassosi e particolari prodotti
                                             dai motori ad accensione spontanea destinati ai veicoli
                                (Direttiva 88/77'/CEE,        modificata da ultimo dalla direttiva . . . / . . ./CEE)».
      Punto 2 dell'appendice 1, leggi:
      «2.             Eventuali dispositivi antinquinamento supplementari non considerati altrove
                      Descrizione e/o schema . . .».
 ---pagebreak--- 27. 7. 90                                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         N. C 187/11
                                                                     ALLEGATO III
                                                           PROCEDIMENTO DI PROVA
       1.1. Leggi:
       «1.1.         Il presente allegato descrive il metodo per determinare le emissioni inquinanti gassose e di particolati prodotti dai
                     motori sottoposti alla prova.»
       2. Leggi:
       «2.           METODO DI MISURAZIONE
                     Le emissioni provenienti dallo scarico del motore comprendono idrocarburi, ossido di carbonio, ossidi di azoto e
                     particolati. I quantitativi dei suddetti inquinanti devono essere determinati ininterrottamente nel corso di un ciclio
                     di prova prescritto. Il ciclio di prova consiste in un certo numero di regimi di funzionamento a velocità ed a potenze
                     che corrispondono alla tipica gamma operativa dei motori ad accensione spontanea. Durante ciascun tipo di
                     funzionamento si deve determinare la concentrazione di ciascun inquinante gassoso, la portata dei gas di scarico e
                     la potenza sviluppata. Per i particolati si preleva un campione durante l'intero ciclo di prova. Tutti i valori devono
                     essere utilizzati per calcolare la massa in g di ciascun inquinante emesso per kWh come descritto nel presente
                     allegato.»
       3.1.4. Leggi:
       «3.1.4.       Un sistema di scarico non isolato e non raffreddato che si estenda almeno fino a 0,5 m oltre il punto in cui sono
                     disposte le sonde di prelievo del campione delle emissioni grezze allo scarico e che presenti una contropressione allo
                     scarico compresa tra ± 650 Pa ( ± 5 mm Hg) del valore limite superiore alla massima potenza nominale, come è
                     stato indicato dal costruttore del motore nella documentazione commerciale e di servizio del veicolo;».
       3.2. Leggi:
       :<3.2.        Apparecchiatura di analisi e di campionamento
                     Il sistema comprende un analizzatore HFID per la misurazione degli idrocarburi incombusti (HC) e degli
                     analizzatori NDIR per la misurazione dell'ossido di carbonio (CO) e dell'anidride carbonica ( C 0 2 , per l'eventuale
                     calcolo del rapporto di diluizione), un analizzatore CLA, HCLA o equivalente per la misurazione degli ossidi di
                     azoto (NO x ), e un sistema di diluizione e di filtraggio per la misurazione dei particolati (PT). Data la presenza di
                     idrocarburi pesanti nei gas di scarico dei motori ad accensione spontanea, il sistema HFID dovrà essere riscaldato e
                     mantenuto ad una temperatura compresa tra 453 e 473 K (tra 180 e 200 °C).
                     La precisione degli analizzatori deve essere almeno di ± 2,5 % dell'indicazione a fondo scala. La scala degli
                     analizzatori dovrà essere scelta opportunamente in funzione dei valori misurati.»
       3.3.1. Leggi:
       «3.3.1.       Il sistema non deve presentare perdite di gas. Il progetto e i materiali usati devono essere tali che il sistema non
                     influenzi la concentrazione dell'inquinante nei gas di scarico. Possono essere utilizzati i seguenti gas:
                             Utilizzatore                    Gas di taratura                              Gas i verifica dello zero
                                CO                           CO in N 2                      Azoto o aria secca depurata
                                HC                           C 3 H 8 in aria                Aria secca depurata
                                NO x                         NOinN2(1)                      Azoto o aria secca depurata
                                co2                          C 0 2 in N 2                   Azoto o aria secca depurata
                      (') La quantità di N 0 2 contenuta in questo gas non deve superare il 5 % di tenore di NO.
       4.2. Ultima frase, leggi:
                      «A seconda del metodo di misura utilizzato, il calcolo delle emissioni HC e di PT deve basarsi su G E X H e
 ---pagebreak--- N. C 187/12                                         Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee                                          2 7 . 7. 90
     4.3.1.4. Leggi:
      «4.3.1.4.      Utilizzando aria secca depurata (od azoto) si azzerano gli analizzatori di CO, C 0 2 (se utilizzato) e N O x ; l'aria secca
                     dovrà essere depurata per l'analizzatore HC. Gli analizzatori devono essere tarati utilizzando gli appositi gas
                     campione.»
      Dopo il punto 4.3.1.5 vengono aggiunti i seguenti nuovi punti 4.3.1.6, 4.3.1.7 e 4.3.1.8:
      «4.3.1.6.      I contatori di gas o l'apparecchiatura di misurazione del flusso utilizzati per determinare il flusso attraverso i filtri
                     dei particolati e per calcolare il rapporto di diluizione devono essere tarati con un dispositivo di misurazione del
                     flusso d'aria campione a monte dello strumento. Detto dispositivo deve essere conforme alle disposizioni
                     dell'organismo nazionale di normalizzazione del rispettivo paese. La tolleranza dei punti di misurazione del
                     dispositivo di taratura deve essere di ± 1,0 % dell'intera gamma di funzionamento oppure di ± 2,0 % del punto;
                     si applica il valore più basso.»
      «4.3.1.7.      Se viene utilizzato un sistema di diluizione del flusso parziale con sonda isocinetica, il rapporto di diluizione deve
                     essere controllato con motore in marcia utilizzando concentrazioni di C 0 2 o N O x nei gas di scarico greggi o
                     diluiti.»
      «4.3.1.8.      Se si utilizza un sistema di diluizione del flusso totale, il flusso totale deve essere verificato mediante un controllo del
                     propano. La massa gravimetrica del propano iniettato nel sistema viene detratta dalla massa misurata con il
                     sistema a diluizione del flusso totale e quindi divisa per la massa gravimetrica. Eventuali scarti superiori a ± 3 %
                     devono essere corretti.»
      Dopo il punto 4.3.4.4 viene aggiunto il seguente nuovo punto 4.3.4.5:
      «4.3.4.5.      La gamma di velocità del gas di scarico e le variazioni di pressione devono essere controllate e regolate
                     conformemente alle disposizioni dell'allegato V se applicabili.»
      4.6.. 4.6.1. e 4.6.2. Leggi:
      «4.6.          Funzionamento di prova
                     Almeno due ore prima della prova, ciascun filtro deve essere disposto in una capsula di Petri chiusa ma non sigillata
                     e posta in una camera di pesatura per la stabilizzazione. Alla fine del periodo di stabilizzazione si pesa ciascun filtro
                     e si registra la tara. Il filtro deve essere conservato in una capsula di Petri e deve restare nella camera di pesatura sino
                     a quando viene utilizzato per la prova oppure in un supporto per filtri sigillato. Se il filtro non viene utilizzato entro
                     un'ora dopo averlo prelevato dalla camera di pesatura, esso deve essere ripesato prima dell'uso.
                     Per ciascun tipo di funzionamento del ciclo di prova, la velocità prescritta deve essere mantenuta con una precisione
                     di ± 50 rpm e la coppia prescritta deve essere mantenuta con una precisione di ± 2 % della coppia massima alla
                     velocità di prova. La temperatura del carburante all'entrata della pompa d'iniezione deve essere compresa tra 306 e
                     316 K (tra 33 e 43 °C). Il regolatore ed il sistema di alimentazione devono essere regolati come prescritto nella
                     documentazione commerciale e di servizio del costruttore. Per ciascuna prova devono essere eseguite le seguenti
                     operazioni:
      4.6.1.         Si installano come prescritto l'apparecchiatura e le sonde. Se viene utilizzato un sistema di diluizione del flusso
                     totale per la diluizione nei gas di scarico, il tubo di scappamento deve essere collegato al sistema regolando a nuovo
                      opportunamente le tarature della strozzatura di immissione e la contropressione allo scarico. Il flusso totale deve
                     essere regolato in modo da mantenere la temperatura delle emissioni diluite allo scarico inferiore o pari a 325 K
                      immediatamente prima dei filtri del particolato per il tipo di funzionamento che determina il flusso caldo massimo
                      a partire dal flusso allo scarico e/o dalla temperatura.
      4.6.2.          Si avviano rispettivamente il sistema di raffreddamento ed il sistema di diluizione del flusso totale oppure il sistema
                      di diluizione del flusso parziale.»
      4.6.5. Leggi:
      «4.6.5.         Si azzerano e si tarano gli analizzatori delle emissioni; si avvia il sistema di campionamento del particolato. Se si
                      utilizza un sistema di diluizione del flusso parziale, il rapporto di diluizione deve essere regolato in modo da
                      mantenere la temperatura dell'emissione allo scarico pari o inferiore a 325 K immediatamente prima dei filtri
                      del particolato per il tipo di funzionamento che presenta il flusso di calore massimo che determina il flusso
                      caldo massimo dell'emissione allo scarico e determinato con il flusso e/o la temperatura dell'emissione allo
      4.6.6. Leggi:
      «4.6.6.         Si avvia la sequenza di prova (vedi punto 4.1). Si fa funzionare il motore per sei minuti per ciascun tipo di
                       funzionamento eseguendo le variazioni di regime e di carico durante il primo minuto. Le indicazioni degli
                       analizzatori devono essere registrate su registratore a nastro per l'intera durata di sei minuti ed il gas di scarico
 ---pagebreak--- 27. 7. 90                                                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         N. C 187/13
                     deve fluire negli analizzatori almeno durante gli ultimi tre minuti. Per il prelievo del particolato, si utilizza una
                     coppia di filtri (filtro principale e supplementare, vedi allegato V) per l'intero procedimento di prova. Nel caso di
                      un sistema di diluzione di flusso parziale, il prodotto del rapporto di diluizione e del flusso di gas allo scarico per
                     ciascun tipo di funzionamento deve essere compreso entro il + 7 % della media di tutti i tipi di funzionamento. Nel
                      caso del sistema di diluizione del flusso totale, il flusso massimo totale deve essere mantenuto entro il + 7 % della
                      media di tutti i tipi di funzionamento. La massa del campione che passa attraverso i filtri del particolato CM SAM )
                      deve essere corretta per ogni tipo di funzionamento per tener conto del fattore di pesatura legato al tipo di
                      funzionamento ed alla portata massima di emissione allo scarico o di carburante. Per il campionamento si deve
                      applicare un periodo di almeno 20 secondi. Il campionamento deve essere eseguito il più tardi possibile per ciascun
                      funzionamento. La velocità ed il carico del motore, la temperatura dell'aria di immissione ed il flusso dell'emissione
                      allo scarico devono essere registrati nel corso degli ultimi cinque minuti di ciascun tipo di funzionamento,
                      soddisfacendo ai requisiti di velocità e di carico durante il periodo di campionamento del particolato ma comunque
                      durante l'ultimo minuto di ciascun tipo di funzionamento.»
       4.7. Leggi:
       «4.7.          Valutazione dei risultati
       4.7.1.         Alla fine della prova si deve registrare la massa totale del campione passata attraverso i filtri (M S A M ). I filtri devono
                      essere riportati nella camera di pesatura e condizionati per almeno due ore, ma non oltre 80 ore, e quindi pesati. Si
                      registra il peso lordo dei filtri. La massa di particolato (Pf) è la somma delle masse di particolato raccolto nel filtro
                     principale ed in quello supplementare.
       4.7.2.         Per la valutazione e la registrazione delle emissioni gassose, si individuano gli ultimi 60 secondi di ogni tipo di
                      funzionamento e si determina il valore medio di HC, CO e N O x per ciascun tipo di funzionamento viene
                      determinata in base alle medie delle letture registrate ed al corrispondenti dati di taratura. È tuttavia consentito
                      utilizzare un tipo diverso di registrazione purché garantisca l'ottenimento di dati equivalenti.»
       4.8.1. Leggi:
       «4.8.1.        I risultati finali della prova registrati per le emissioni gassose risultano dai seguenti calcoli:»
       4.8.2. Prima riga, leggi:
                      «Le emissioni gassose sono calcolate come segue:»
       Dopo il punto 4.8.2 aggiungere i seguenti nuovi punti 4.8.3, 4.8.4 e 4.8.5:
       «4.8.3.        L'emissione di particolato dev'essere calcolata come segue. Le formule generali del presente paragrafo si applicano
                      sia ai sistemi di diluizione del flusso totale sia a quelli di diluizione del flusso parziale:
                                         maSS
                      PT      =
                                  IP, • WFi
       4.8.3.1.       Il flusso massico di particolato è calcolato come segue:
                                            Pf • G Er DurF
                      py         _                    -
                                        M S AM • 1 000
                      oppure
                                           Pf • V" E D F
                                          VSAM • 1 000
       4.8.3.2.       G E D F , V" E D F , M S A M e VSAM devono essere determinati sommando i valori medi dei singoli tipi di funzionamento
                      durante il periodo di campionamento:
                        J
                          EDF    -
                                        EG      p; • WF,
                                        ^ ^ EFDnF , ;
                      V'EDF      =      £V" E D F ; 1 • WF,
                      M A                  M
                         SSAM
                           AM    =       £   <
                      V^SAM
                          c4W     =     XVc
 ---pagebreak--- N. C 187/14                                   Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee                                        2 7 . 7. 90
     4.8.3.3. Il fattore effettivo di pesatura WF E per ciascun tipo di funzionamento è calcolato come segue:
                             M CSAM,i
                                  A U , • ^EDF
                                            G
              WFc,,     =
                             M SAM        ^EDRi
              oppure
                              V
                               SAM,i * V "EDF
              WFE,,
                              V          V
                                SAM "      "EDF,I
              Il valore dei fattori effettivi di pesatura devono avere una tolleranza di ± 0,003 sui fattori di pesatura indicati
              nell'allegato III, punto 4.8.2.
     4.8.4.   I risultati finali della prova registrati per l'emissione di particolato si ricavano con i seguenti calcoli qualora si
              utilizzi il sistema di diluizione del flusso totale (allegato V, sistema 4):
     4.8.4 1. Si determina la portata volumica di gas di scarico diluita V " T O T P e r       tuttl
                                                                                                     i opi di funzionamento. V " T O T l
              corrisponde a V " E D F l nelle formule generali di cui al punto 4.8.3.2
     4.8.4.2. Nel caso in cui si utilizzi un sistema di diluizione semplice, M S A M e la massa che attraversa ì filtri di prelievo (GF 1
              nell'appendice V, sistema 4).
     4.8.4 3. Nel caso in cui si utilizzi un sistema a doppia diluizione, M S A M è la massa che attraversa i filtri di prelievo (GF 1
              nell'allegato V, sistema 4) da cui si sottrae la massa dell'aria di diluizione secondaria (GF 2 dell'allegato V, sistema
              4).
     4.8.5.   I risultati finali della prova registrati per l'emissione di particolato, si ricavano dai seguenti calcoli nel caso di
              utilizzazione del sistema di diluizione del flusso parziale (allegato V, sistema 5) Utilizzando vari tipi di controllo
              della percentuale di diluizione, si applicano diversi metodi di calcolo per G E D F oppure V" E D F . Tutti ì calcoli si
              basano sui valori medi del singoli tipi di funzionamento durante il periodo di campionamento.
     4.8 5 1  Tipo di campionamento frazionato con sonda isocinetica
              V
               EDF,i      =      G E xH,, • q,
              oppure
              V'EDF,,      =     V" E xH,,'q,
                                 G
                                   DIL,i + ( G EXH,i " r )
                                        (GEXH,i • r )
              oppure
                               V"DiL, + (V"EXHyr)
              q,
                                      (V"EXH,T)
              dove r è il rapporto delle sezioni trasversali della sonda isocinetica e del tubo di scappamento
     4.8 5 2. Tipo di campionamento frazionato con misurazione di CO2 oppure N O x .
              G                  G
                EDF,.      =       EXH,i " qi
              oppure
              V'EDF,, =          V"EXH.,-q.
                                ConcE>1 - ConcA>1
               q,          =
                                Conce, - ConcA>1
               Dove Conc E =          concentrazione dell'emissione grezza allo scarico
                       Conc D =       concentrazione dell'emissione allo scarico diluita
                       Conc A =       concentrazione dell'aria diluita
               Le concentrazioni       misurate in condizioni secche devono essere convertite in condizioni umide conformemente
               all'allegato VI.
 ---pagebreak--- 27. 7. 90                                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         N . C 187/15
      4.8.5.3.          Tipo di campionamento totale con misurazione di C 0 2 e metodo di bilanciamento del carbonio.
                                              206 • G Fuel j
                          J
                            EDF,i =
                                          co 2 D ; i - co 2 A ; 1
                        Dove C 0 2 D = C 0 2 concentrazione dell'emissione allo scarico diluita
                                 C 0 2 A = C 0 2 concentrazione dell'aria diluita (concentrazioni volumiche percentuali in condizioni
                                               umide)
                        Questa formula è basata sul bilanciamento del carbonio (gli atomi di carbonio forniti al motore sono emessi quale
                        C 0 2 e risulta dai seguenti calcoli:
                                    =
                        GEDF.I           G EDH>i • qj
                                                    206 • GFuel;1
                                        GEXH,Ì ' ( G 0 2 D j i ~ C 0 2 A i)
      4.8.5.4.          Tipo di campionamento totale con controllo del flusso massico.
                                   =
                        GEDF.Ì           G E X H ; • q;
                                          ( G TOT,i -    G
                                                           DIL,i)
                                                                            ALLEGATO V
      Il titolo è modificato come segue:
                                                      «SISTEMI DI ANALISI E DI CAMPIONAMENTO»
      Punto 1 leggi:
      « 1.               Determinazione delle emissioni gassose
                        Vengono descritti tre sistemi di analisi per la determinazione delle emissioni gassose, basati sull'uso di:
                        — un analizzatore HFID per la misurazione degli idrocarburi,
                        — un analizzatore NDIR per la misurazione dell'ossido di carbonio,
                        — un analizzatore CLA, HCLA o un analizzatore equivalente, con o senza condotta di campionamento
                              riscaldata, per la misurazione degli ossidi di azoto.»
      Dopo la figura 3 è aggiunto il seguente nuovo punto 2:
      «2.               Determinazione dell'emissione di particolari
                        La determinazione dell'emissione di particolari richiede un sistema di diluizione in grado di mantenere la
                        temperatura del gas di scarico diluito pari o inferiore a 325 K, un sistema di campionamento dei particolari ed una
                        bilancia di precisione al microgrammo che possa essere posta in una camera di pesatura con aria condizionata.
                        Vengono descritti essenzialmente due diversi sistemi di diluizione di campionamento (il sistema di diluizione del
                        flusso totale ed il sistema di diluizione del flusso parziale). Le specificazioni relative ai filtri, alla bilancia ed alla
                        camera di pesatura si applicano ad entrambi i sistemi.
      2.1.              Filtri per il campionamento dei particolari
      2.1.1.            Si richiedono dei filtri di fibre di vetro rivestite di fluorocarbonio oppure dei filtri (a membrana) al
                        fluorocarbonio.
      I filtri per i particolari devono avere un diametro minimo di 47 mm (diametro della macchia 37 mm). Sono ammessi filtri con
      diametro più grande.
      2.1.3.            L'emissione allo scappamento diluita dev'essere raccolta da una coppia di filtri disposti in serie (un filtro principale
                        ed uno supplementare) durante la sequenza di prova. Il filtro supplementare dev'essere posto a non più di 100 mm a
                        valle del filtro principale e non entrare in contatto con quest'ultimo.
      2.1.4.            Il carico minimo raccomandato per un filtro principale di 47 mm (37 mm di diametro della macchia) è di 0,5 mg
                        mentre su un filtro principale da 70 mm (60 mm di macchia) detto carico è di 1,3 mg.
                        Per altri filtri si raccomandano carichi minimi equivalenti di 0,5 mg/1075 mm 2 (vale a dire massa/superficie della
                        macchia).
 ---pagebreak--- N. C 187/16                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                     27. 7. 90
     2.2.   Specificazioni relative alla camera di pesatura ed alla bilancia di precisione al microgrammo
     2.2.1. La temperatura della camera (o del vano) nel quale vengono condizionati e pesati filtri od il particolato dev'essere
            mantenuta entro ± 6 K per un punto richiesto, compreso tra 293 Ke303 K per l'intera durata di condizionamento
            e di pesatura del filtro. L'umidità relativa dev'essere mantenuta entro ± 10 % dell'umidità relativa per un punto
            richiesto compreso tra 35 e 55 %.
     2.2.2. La camera (o vano) dev'essere priva di qualsiasi contaminante (ad esempio polvere) che potrebbe depositarsi sui
            filtri del particolato durante la loro stabilizzazione. Devono essere pesati almeno due filtri di riferimento non
            ancora utilizzati entro 4 ore ma preferibilmente contemporaneamente alle pesature del filtro di prelievo del
            campione. Se il peso medio del filtro di riferimento varia di oltre ± 6 , 0 % rispetto al carico minimo raccomandato
            per il filtro durante le pesatura del filtro di prelievo, si scartano tutti i filtri di prelievo e si ripetono le prove per le
            emissioni.
            Se la pesata varia tra — 3,0 e — 6,0 %, il costruttore può scegliere tra la ripetizione della prova oppure l'aggiunta di
            una perdita di peso medio al peso netto del campione. Se la pesata varia tra + 3,0 e + 6,0 %, il costruttore può
            scegliere tra la ripetizione della prova o l'accettazione delle pesate misurate del filtro di prelievo. Se la variazione del
            peso medio è inferiore al ± 3,0% si applicano le pesate misurate del filtro di prelievo del campione. I filtri di
            riferimento devono avere la stessa dimensione ed essere dello stesso materiale dei filtri di prelievo del campione e
            devono essere sostituiti almeno una volta al mese.
     2.2.3. La bilancia di precisione al microgrammo utilizzata per le pesature di tutti i filtri deve avere una precisione
            (deviazione standard) del 2 % ed una precisione di lettura dell'I % del carico minimo raccomandato per il
            filtro.
     2.3.   Descrizioni supplementari
            Tutte le parti del sistema di diluizione e del sistema di prelievo del campione compreso tra il tubo di scappamento ed
            il supporto del filtro, in contatto con il gas di scarico greggio e diluito, devono essere progettate in modo da ridurre
            al minimo il deposito o l'alterazione dei particolari. Tutte le parti devono essere realizzate con materiale non
            conduttore elettrico che non reagisca con i componenti del gas di scarico e messe a massa onde prevenire fenomeni
            elettrostatici.
            Sistema 4 (sistema di diluizione del flusso totale)
            Viene descritto un sistema di campionamento del particolato basato sulla diluizione dell'emissione completa allo
            scarico utilizzando il principio CVS (Campionamento a volume costante). La figura 4 schematizza tale sistema. Si
            misura il volume totale della miscela dell'emissione allo scappamento e dell'aria di diluizione e si preleva un
            campione per l'analisi.
            Si determina in seguito la massa delle emissioni di particolato a partire dalla massa del campione raccolto su una
            coppia di filtri, il flusso del campione ed il flusso totale dell'aria di diluizione nonché il gas di scarico per l'intera
            durata della prova. Si può usare una PDP oppure un CFV ed un sistema a diluizione semplice o a doppia diluizione.
            Le emissioni gassose non devono essere determinate con un sistema CVS. I componenti devono soddisfare le
            seguenti prescrizioni.
            EP        Tubo di scappamento
                      La lunghezza del tubo di scappamento compresa tra l'uscita del collettore di scarico del motore o del
                      turbocompressore ed il tunnel di diluizione non deve superare 10 m. Se il sistema supera 4 m di lunghezza si
                      devono isolare tutte le tubazioni eccedenti. Lo spessore radiale dell'isolamento dev'essere almeno di
                      25 mm. La conducibilità termica del materiale isolante non deve presentare un valore superiore a
                      0,1 W/mk misurato a 673 K.
            PDP       Pompa volumetrica
                      La PDP misura il flusso totale delle emissioni di scarico diluite in base alla rotazione della pompa e del
                      volume spostato. La PDP o il sistema di ammissione dell'aria di diluizione non devono ridurre
                      artificiosamente la contropressione del sistema di scarico. La tolleranza della pressione statica misurata con
                      il sistema CVS in funzione deve essere di ± 1,5 kPa sulla pressione statica misurata senza collegamento alla
                      CVS e per un identico regime e carico del motore. La tolleranza della temperatura della miscela di gas
                      immediatamente a monte della PDP dev'essere di ± 6 K sulla temperatura media di funzionamento rilevata
                      durante la prova qualora non venga calcolato il flusso.
             CFV      Flusso critico di Venturi
                      Il CFV misura il flusso totale diluito in condizioni critiche. Le variazioni della pressione statica delle
                      emissioni gregge allo scarico devono rispettare le prescrizioni indicate per la PDP. La tolleranza della
                      temperatura della miscela di gas immediatamente a monte del CFV dev'essere di ± 11 K sulla temperatura
                      media di funzionamento rilevata durante la prova qualora non venga calcolato il flusso.
             HE       Scambiatore di calore (facoltativo, se è utilizzato EFC)
                      Lo scambiatore di calore dev'essere di capacità sufficiente per mantenere la temperatura entro i limiti
                       summenzionati.
 ---pagebreak--- 27. 7. 90                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              N. C 187/17
          EFC Calcolo elettronico del flusso (facoltativo, se si utilizza HE)
              Se non si mantiene costante la temperatura all'entrata della PDP o del CFV, è necessario un sistema di
              calcolo del flusso per la misurazione continua della portata.
          PDT Tunnel preliminare dì diluizione
              Il tunnel preliminare di diluizione deve essere:
              — di diametro sufficientemente piccolo da provocare un flusso turbolento (numero di Reynolds superiore
                   a 4 000) e sufficientemente lungo da provocare una miscelazione completa dell'emissione allo scarico e
                   dell'aria di diluizione;
              — del diametro di almeno 460 mm nel caso di un sistema di diluizione semplice oppure di almeno 200 mm
                   nel caso di un sistema a doppia diluizione.
              L'emissione allo scarico del motore dev'essere diretta verso il basso nel punto dove essa è introdotta nel
              tunnel preliminare di diluizione ed interamente miscelata.
          SDS Sistema di diluizione semplice
              Il metodo di diluizione semplice preleva un campione dal tunnel preliminare e lo inoltra attraverso i filtri di
              campionamento. La portata del PDP o del CFV devono essere tali da mantenere l'emissione allo scarico
              diluita ad una temperatura inferiore o pari a 325 K immediatamente a monte del filtro preliminare del
              particolato.
          DDS Sistema a doppia diluizione
              Il metodo a doppia diluizione preleva un campione dal tunnel preliminare e lo trasferisce ad un tunnel di
              diluizione supplementare nel quale il campione viene ulteriormente diluito. Il campione doppiamente
              diluito viene quindi inoltrato attraverso i filtri di campionamento. La portata del PDT o del CFV devono
              essere tali da mantenere il flusso dell'emissione allo scarico nel PDT ad una temperatura inferiore o pari a
              325 K immediatamente a monte del filtro principale del particolato.
          PSP La sonda di prelievo del particolato (unicamente per SDS)
              La sonda di prelievo del particolato dev'essere:
              — installata a monte in un punto in cui l'aria di diluizione ed il gas di scarico sono ben miscelati (vale a dire
                   sull'asse del tunnel di diluizione, all'inarca ad una distanza di 10 diametri del tunnel a valle del punto in
                   cui le emissioni dello scarico entrano nel tunnel di diluizione);
              — di diametro interno minimo di 12 mm.
              La distanza tra la sonda ed il sostegno del filtro non deve superare 1020 mm. La sonda non deve essere
              riscaldata.
          PTT Tubo di trasporto del particolato (unicamente per DDS)
              Il tubo di trasporto del particolato dev'essere:
              — installato a monte del punto in cui l'aria di diluizione ed il gas di scarico (vale a dire sull'asse del tunnel di
                   diluizione, ad una distanza pari a circa 10 diametri del tunnel a valle del punto in cui le emissioni dello
                   scarico entrano nel tunnel di diluizione);
              — di diametro interno minimo di 12 mm;
              — a non più di 910 mm dal piano dell'entrata rispetto al piano dell'uscita.
              Il campione di particolato deve defluire lungo l'asse del tunnel supplementare di diluizione e dirigersi a
              valle. Il tubo di trasporto non deve essere riscaldato.
          SDT  Tunnel supplementare di diluizione (unicamente per DDS)
              Il tunnel supplementare di diluizione deve avere un diametro minimo di 75 mm ed una lunghezza tale da
              consentire una permanenza di almeno 0,25 secondi del campione diluito due volte. Il supporto del primo
              filtro deve essere posto a non più di 300 mm dall'uscita del tunnel supplementare di diluizione.
          DAF Filtro dell'aria di diluizione
              L'aria di diluizione filtrata deve avere alla sua ammissione una temperatura di 298 ± 5 K e può essere
              prelevata per determinare i livelli di fondo del particolato che possono quindi essere sottratti dai valori
              misurati nell'emissione allo scarico diluita.
          FH  Supporto(i) del filtro
               Per il primo filtro e per quello supplementare può essere utilizzato un unico sostegno oppure due sostegni
               separati. Devono essere soddisfatte le prescrizioni dell'allegato V, punto 2.1.3. I supporti del filtro non
               devono essere riscaldati.
 ---pagebreak--- N. C 187/18                          Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee                                          27. 7. 90
            SP   Pompa di prelievo
                 La pompa di prelievo del particolato dev'essere posta a distanza sufficiente dal tunnel in modo che la
                 temperatura del gas all'entrata resti costante ( ± 3 K) qualora non si ricorra al calcolo del flusso. La pompa
                 0 le pompe di prelievo devono funzionare durante l'intero periodo di prova. Per trasferire il campione
                 attraverso i filtri di raccordo, si utilizza un sistema di derivazione.
            DP   Pompa dell'aria di diluizione (unicamente per DDS)
                 La pompa per l'aria di diluizione dev'essere disposta in modo tale che l'aria per la diluizione secondaria
                 venga fornita ad una temperatura di 298 ± 5 K.
            GF 1 Flussometro del gas (flusso campione del particolato)
                 Il contatore di gas o l'apparecchiatura di misurazione del flusso devono essere posti a distanza sufficiente
                 dal tunnel in modo che la temperatura del gas all'entrata resti costante ( ± 3 K) qualora non si ricorra al
                 calcolo del flusso.
            GF 2 Flussometro del gas (aria di diluizione, unicamente per DDS)
                 1 contatori di gas o l'apparecchiatura di misurazione del flusso devono essere disposti in modo che la
                 temperatura del gas all'entrata sia di 298 ± 5 K.
                 Sistema 5 (sistema di diluizione del flusso parziale)
                 Viene descritto un sistema di campionamento di particolato basato sulla diluizione di una parte del gas di
                 scarico. La figura 5 rappresenta uno schema di detto sistema. La massa delle emissioni di particolato è
                 calcolata a partire da una massa di campione raccolta su una coppia di filtri, dal rapporto di diluizione, dal
                 flusso campione e dal flusso di gas di scarico o dal flusso di carburante durante il periodo di prova. Il calcolo
                 del rapporto di diluizione dipende dal tipo di sistema usato. Può essere raccolta soltanto una frazione
                 dell'emissione allo scarico diluita (campionamento frazionato) oppure tutta l'emissione allo scarico diluita
                 (campionamento totale). Entrambi i tipi descritti si equivalgono a condizione che soddisfino i requisiti
                 dell'allegato III, punti 4.6.6 e 4.8.3.3. I componenti devono soddisfare i seguenti requisiti:
            EP   Tubo di scappamento
                 Per i tipi senza sonda isocinetica si deve disporre di un tubo diritto della lunghezza di almeno 6 diametri a
                 monte e 3 diametri a valle dell'estremità della sonda. Per un tipo con sonda isocinetica, il tubo di
                 scappamento dev'essere privo di gomiti, curve e brusche variazioni di diametro per una lunghezza di
                 almeno 15 diametri a monte a 4 diametri a valle dell'estremità della sonda. La velocità del gas di scarico
                 nella zona di prelievo del campione dev'essere compresa tra 10 m/s e 200 m / s . Le variazioni di pressione
                 del gas di scarico non devono superare ± 500 Pa rispetto alla media. Eventuali misure intese a ridurre le
                 variazioni di pressione utilizzando un sistema di scappamento del tipo a telaio (comprendente un
                 silenziatore) non devono alterare le prestazioni del motore né provocare il deposito del particolato.
            PR   Sonda di prelievo
                 La sonda dev'essere installata rivolta a monte sull'asse del tubo di scappamento, in un punto nel quale siano
                 soddisfatte le condizioni di flusso summenzionate. Il rapporto del diametro del tubo di scappamento e
                 quello della sonda non dev'essere inferiore a 4.
            ISP  Sonda di prelievo isocinetica (facoltativa se si utilizza il controllo della portata massica EGA)
                 La sonda di prelievo isocinetica dev'essere progettata in modo da fornire un campione proporzionale del
                 gas grezzo allo scarico. A tal fine, la ISP sostituisce la PR descritta e dev'essere connessa con un trasduttore
                 di pressione differenziale ed un dispositivo di controllo della velocità per ottenere un flusso isocinetìco
                 all'estremità della sonda. Il diametro interno minimo dev'essere di 12 mm.
            EGA  Analizzatore del gas di scarico (facoltativo qualora si utilizzi ISP o il controllo della portata massica)
                 Possono essere utilizzati analizzatori di C 0 2 o di N O x (unicamente con i metodi di bilanciamento del
                 carbonio). Gli analizzatori devono essere tarati come gli analizzatori utilizzati per misurare gli inquinanti
                 gassosi. Per la determinazione delle differenze di concentrazione possono essere utilizzati uno o più
                 analizzatori.
            IT    Tubo di trasporto
                 Il tubo di trasporto del particolato dev'essere:
                 — riscaldato o isolato in modo che la temperatura del gas nel tubo di trasporto non sia inferiore a 423 K.
                      Se la temperatura del gas è inferiore a 423 K, essa non deve essere inferiore alla temperatura del gas di
                      scarico;
                 — di diametro pari o superiore al diametro della sonda ma comunque non superiore a 25 mm;
                 — di lunghezza non superiore a 1 000 mm dal piano dell'entrata al piano dell'uscita.
                 Il campione di particolato deve uscire lungo l'asse del tunnel di diluizione e dev'essere diretto a valle.
 ---pagebreak--- 27. 7. 90                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           N. C 187/19
          SC   Regolatori di velocità (unicamente per ISP)
               Un sistema di regolazione della pressione è necessario per la separazione isocinetica dell'emissione allo
               scarico mantenendo una pressione differenziale zero tra EP ed ISP. In tali condizioni, le velocità del gas di
               scarico in EP e in ISP sono identiche e la portata attraverso ISP è una frazione costante della portata del gas
               di scarico. La regolazione si effettua variando la velocità dell'aspiratore (SB) e mantenendo costante la
               velocità del compressore (PB) durante ciascun tipo di funzionamento. L'errore residuo nel sistema di
               regolazione della pressione non deve superare ± 0 , 5 % della gamma di misurazione del trasduttore di
               pressione (DPT). Le variazioni di pressione nel tunnel di diluizione non devono superare la media di ±
               250 Pa.
          DPT  Trasduttore di pressione differenziale (unicamente per ISP)
               Il trasduttore di pressione differenziale deve avere una gamma di funzionamento pari o inferiore a ±
               500 Pa.
          FC 1 Regolatore di flusso (aria di diluizione)
               Per controllare la diluizione e la portata di aria occorre un regolatore di flusso. Esso può essere connesso al
               flusso dello scarico o al flusso del carburante e/o al segnale differenziale di C 0 2 , se si utilizza
               un'alimentazione con aria pressurizzata. FC 1 regola direttamente il flusso d'aria.
          GF 1 Flussometro del gas (aria di diluizione)
               Il contatore di gas o l'apparecchiatura di misurazione del flusso devono essere disposti in modo che la
               temperatura del gas all'entrata resti compresa tra 298 ± 5 K.
          SB   Aspiratore (unicamente per il tipo di campionamento         razionato)
          PB    Compressore
               Per regolare la diluizione della portata massica di aria, PB dev'essere connesso al FC 1. Quali segnali di
               comando possono essere utilizzati i segnali differenziali del flusso dello scarico oppure del flusso di
               carburante e/o C 0 2 . Non occorre PB nel caso in cui venga utilizzata un'alimentazione.
          DAF  Filtro dell'aria di diluizione
               L'aria di diluizione può essere filtrata all'entrata, deve avere una temperatura di 298 ± 5 K e può essere
               prelevata per determinare i livelli di fondo di particolato che possono essere sottratti dai valori misurati per
               l'emissione allo scarico diluita.
          DT    Tunnel di diluizione
               Il tunnel di diluizione dev'essere:
               — di diametro abbastanza piccolo da provocare un flusso turbolento (numero di Reynolds non superiore a
                     4 000) e sufficientemente lungo da provocare una miscelazione completa dell'emissione allo scarico e
                     dell'aria di diluizione;
               — di almeno 25 mm di diametro per il tipo a campionamento totale;
               — di diametro di almeno 75 mm per il tipo a campionamento frazionato.
               L'emissione allo scarico del motore dev'essere diretta a valle nel punto in cui essa è introdotta nel tunnel di
               diluizione e miscelata completamente con l'aria di diluizione mediante un orifizio di miscelazione. Per i
               sistemi frazionati, occorre verificare la qualità della miscelazione dopo la messa in funzione del tunnel
                «profilo C0 2 » con il motore in marcia (almeno 6 punti di misurazione equidistanti).
          PSS  Sistema di prelievo del particolato
                Il sistema di prelievo del particolato dev'essere configurato in modo da raccogliere un campione dal tunnel
                di diluizione e da farlo passare attraverso i filtri di prelievo (campionamento frazionato) oppure si fa
                passare tutta l'emissione allo scarico diluita attraverso i filtri di prelievo (campionamento totale). Per
                evitare le conseguenze dei sistemi di regolazione, si raccomanda di far funzionare la pompa per l'intera
                durata della prova. Per far passare il campione attraverso i filtri di prelievo al momento voluto, si utilizza un
                sistema di derivazione con valvola a sfera posta tra la sonda ed il supporto del filtro. L'interferenza
                dell'operazione di derivazione sui sistemi di regolazione dev'essere corretta in meno di 3 secondi.
           PSP  Sonda di prelievo del particolato (unicamente per il campionamento            frazionato)
                La sonda di prelievo del particolato dev'essere:
                — installata di fronte ed a monte in un punto in cui l'aria di diluizione ed il gas di scarico sono
                     perfettamente miscelati (vale a dire sull'asse del tunnel di diluizione, a circa 10 diametri del tunnel a
                     valle del punto in cui l'emissione allo scarico entra nel tunnel di diluizione).
                — di + 12 mm di diametro interno.
 ---pagebreak--- N. C 187/20                         Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee                                       2 7 . 7. 90
            PTT  Tubo di trasporto del particolato
                 Il tubo di trasporto del particolato non dev'essere riscaldato e non deve superare la lunghezza di
                 1 020 mm:
                 — fra l'estremità della sonda ed il supporto del filtro nel caso del campionamento frazionato;
                 — tra l'estremità dei tunnel di diluizione e di supporto del filtro nel caso del campionamento totale;
            FH   Supporto o supporti del filtro
                 per il filtro principale e quello supplementare può essere usato un unico supporto o supporti separati.
                 Devono essere soddisfatte le prescrizioni dell'allegato V, punto 2.1.3. I supporti del filtro non devono
                 essere riscaldati.
            SP   Pompa di prelievo
                 La pompa di prelievo del particolato dev'essere posta a distanza sufficiente dal tunnel in modo che la
                 temperatura di entrata del gas sia costante ( + 3 K) se non si utilizza il calcolo del flusso.
            FC 2 Regolatore di flusso (flusso di prelievo del particolato,    facoltativo)
                 Si può usare un regolatore di flusso per migliorare la precisione della portata di prelievo del
                 particolato.
            GF 2 Flussometro del gas (flusso di prelievo di particolato)
                 I contatori di gas o l'apparecchiatura per la misurazione del flusso devono essere posti ad una distanza
                 sufficiente dal tunnel in modo che la temperatura di entrata del gas sia costante ( ± 3 K), qualora non venga
                 utilizzato il calcolo del flusso.
            BV    Valvola a sfera
                 La valvola a sfera deve avere un diametro non inferiore a quello del tubo di prelievo ed un tempo di manovra
                 inferiore a 0,5 secondi.»
 ---pagebreak---                                        FH       SP GF1
                                                                   DOS
                                          rAr-r
                                       •EH
                                  HE
                             Facoltativo,
                             se la mandata
                             e compensata
                                                       Facoltativo
                                                                       Ventilatore
                  Figura 4
Sistema di diluizione nel circuito principale
 ---pagebreak---                                                                EGA
G ( omhustibile  GEXH
                                         Gas di scarico greggi
 Alcuni componenti sono facoltativi (vedi testo
                                                                              Figura S
                                                                Sistema di diluizione in derivazione
 ---pagebreak--- 27. 7. 90                                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    N. C 187/23
                                                              ALLEGATO       Vili
                                                                (MODELLO)
                                                CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE CEE
                Appendice, punto 1.4 leggi:
                «1.4.         Livelli di emissione
                              CO                                                   g/kWh
                              HC                                                   g/kWh         determinato con un sistema a
                              NO                                                   g/kWh         flusso totale o parziale.»
                              PT                                                   g/kWh
                Proposta di regolamento (CEE) del Consiglio sulla cooperazione amministrativa nel campo delle
                                                              imposte indirette
                                                     COM(90) 183 def. — SYN 275
                                           (Presentata dalla Commissione il 17 maggio 1990)
                                                               (90/C 187/04)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                      scopo di contribuire all'eliminazione dei controlli alle fron-
                                                                          tiere conformemente agli obiettivi enunciati all'articolo 8 A
visto il trattato che istituisce la Comunità economica euro-              del trattato e non quello di armonizzare le disposizioni fiscali
pea, in particolare l'articolo 100 A,                                     ai sensi dell'articolo 100 A, paragrafo 2; che è inoltre
                                                                          necessario che il regime delle imposte indirette venga instau-
                                                                          rato e funzioni efficacemente senza rischi di frodi che
vista la proposta della Commissione,                                      potrebbero determinare distorsioni di concorrenza;
in cooperazione con il Parlamento europeo,
                                                                          considerando tuttavia la perdurante esigenza degli Stati
                                                                          membri di esercitare i controlli sul traffico intracomunitario
visto il parere del Comitato economico e sociale,                         di beni e di servizi alla stessa stregua dei controlli esercitati
                                                                          sulle transazioni interne soggette ad imposte indirette; che
considerando che l'instaurazione del mercato interno ai sensi             l'assenza di siffatti controlli può portare al diffondersi
dell'articolo 8 A del trattato esige uno spazio senza frontiere           dell'evasione e della frode fiscale attraverso i confini degli
interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle              Stati membri e può determinare perdite per l'erario, viola-
merci, delle persone, dei servizi e dei capitali; che la libera           zioni dei principi della giustizia fiscale e distorsioni delle
circolazione delle merci, delle persone e dei servizi postula, in         condizioni di concorrenza fra gli Stati membri;
 particolare, l'abolizione dei controlli alle frontiere all'interno
 della Comunità;
                                                                          considerando che è quindi opportuno rafforzare la collabo-
                                                                          razione fra le amministrazioni nazionali preposte alle impo-
 considerando che, per garantire piena efficacia all'elimina-              ste indirette e fra queste amministrazioni e la Commissione
 zione dei controlli alle frontiere, evitando nel contempo una             secondo principi e regole comuni in modo da garantire
 perdita di gettito tributario per gli Stati membri, le misure di          l'instaurazione e l'ordinato funzionamento del mercato inter-
 armonizzazione fiscale adottate per il completamento del
 mercato interno e per il periodo transitorio richiedono
 l'istituzione di un sistema comune di cooperazione ammini-
 strativa fra le autorità competenti degli Stati membri;                   considerando che, nel prendere i provvedimenti opportuni
                                                                           per realizzare la cooperazione amministrativa, ciacuno Stato
 considerando che le disposizioni del presente regolamento,                membro dovrà tenere nella dovuta considerazione la neces-
 che istituiscono il suddetto sistema di cooperazione, hanno lo            sità di riscontri e verifiche sulle transazioni intracomunitarie