CELEX: 32006D0895(01)
Language: it
Date: 2004-05-26 00:00:00
Title: 2006/895/CE: Decisione della Commissione, del 26 maggio 2004 , relativa ad un procedimento ai sensi dell’articolo 81 del trattato CE nei confronti di The Topps Company Inc, Topps Europe Limited, Topps International Limited, Topps UK Limited e Topps Italia SRL (Caso COMP/C-3/37.980 — Souris-Topps) [notificata con il numero C(2004) 1910]

13.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               L 353/5
            
         
      DECISIONE DELLA COMMISSIONE
   
   del 26 maggio 2004
   relativa ad un procedimento ai sensi dell’articolo 81 del trattato CE nei confronti di The Topps Company Inc, Topps Europe Limited, Topps International Limited, Topps UK Limited e Topps Italia SRL
   Caso n. COMP/C-3/37.980 — Souris-Topps
   [notificata con il numero C(2004) 1910]
   (il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
   (2006/895/CE)
   Il 26 maggio 2004 la Commissione ha adottato una decisione concernente un procedimento ai sensi dell’articolo 81 del trattato CE. Conformemente alla disposizione dell‘articolo 30 del regolamento (CE) n. 1/2003
          (1)
       del Consiglio, la Commissione con la presente pubblicazione indica i nomi delle parti interessate ed il contenuto essenziale della decisione, tenuto conto del legittimo interesse dell’impresa alla protezione dei propri segreti aziendali. La versione non riservata del testo integrale della decisione nella lingua facente fede del caso e nelle lingue di lavoro della Commissione figura sul sito Internet della DG COMP al seguente indirizzo: http://europa.eu.int/comm/competition/index_en.html.
   
   I:   SINTESI DELL’INFRAZIONE
   
               (1)
            
            
               I destinatari della presente decisione sono The Topps Company Inc (in prosieguo «Topps USA»), Topps Europe Ltd (in prosieguo «Topps Europe»), Topps UK Ltd (in prosieguo «Topps UK»), Topps International Ltd (in prosieguo «Topps International») e Topps Italia SRL (in prosieguo «Topps Italia») (congiuntamente indicate come «Topps»).
            
         
               (2)
            
            
               I destinatari hanno violato l’articolo 81, paragrafo 1 del trattato partecipando con numerosi loro intermediari nel Regno Unito, in Italia, Finlandia, Germania, Francia e Spagna ad un complesso di accordi e pratiche concordate al fine di restringere importazioni parallele di adesivi, figurine ed altri articoli da collezione Pokémon dal 4 febbraio 2000 al 29 novembre 2000.
            
         
               (3)
            
            
               Il caso trae origine da una denuncia da La Souris Bleue, commerciante francese al dettaglio di articoli da collezione, il quale sosteneva che Topps e i suoi distributori erano riusciti ad impedire importazioni parallele di autoadesivi e di album Pokémon dalla Spagna in Francia.
            
         
               (4)
            
            
               La decisione concerne prodotti Pokémon da collezione, più precisamente autoadesivi, figurine o tatuaggi temporanei, popolari tra bambini piccoli, che seguono determinati temi (ad esempio membri di squadre sportive o personaggi di serie di cartoni animati). Pokémon è il nome di una vasta gamma di personaggi inizialmente sviluppati per il videogioco Nintendo «Game Boy» ma anche utilizzati, su licenza, da Topps per illustrare prodotti da collezione. Nel 2000 vi è stata una notevole domanda di articoli Pokémon da collezione.
            
         
               (5)
            
            
               La definizione del mercato rilevante può essere lasciata aperta dato che il caso concerne una restrizione di concorrenza per oggetto.
            
         
               (6)
            
            
               La decisione constata l’esistenza di accordi e pratiche concordate tra Topps e sette dei suoi intermediari europei con l’obiettivo globale di restringere in importazioni parallele di articoli Pokémon da collezione tre Stati membri. Topps e i suoi intermediari hanno perseguito tale obiettivo con i seguenti strumenti e meccanismi:
               
                           —
                        
                        
                           Topps ha attivamente raccolto informazioni in modo da scoprire, dai suoi intermediari, casi di commercio parallelo;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           Topps ha controllato la destinazione finale dei prodotti Pokémon;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           allorché, dai suoi intermediari, scopriva casi di commercio parallelo, Topps chiedeva il loro aiuto al fine di rintracciare le importazioni parallele partendo dalla loro fonte;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           Topps ha anche coinvolto i suoi intermediari esigendo e ricevendo dagli stessi l’assicurazione che le scorte non sarebbero state riesportate verso altri Stati membri;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           in alcuni casi, quando ha avuto l’impressione che i suoi intermediari non cooperassero, Topps ha minacciato di tagliare l’approvvigionamento.
                        
                     
         
               (7)
            
            
               Topps ha riconosciuto di «avere svolto attività che hanno l’effetto di impedire gli scambi transfrontalieri all’interno dell’UE» e che «è difficile riconciliare con l’articolo 81 il divieto totale alle esportazioni e un’estesa protezione territoriale per i suoi distributori nelle succitate circostanze».
               
            
         
               (8)
            
            
               Gli accordi e pratiche concordate tra Topps e i suoi distributori o agenti sono restrittivi per oggetto. Essi sono volti ad impedire agli intermediari l’esportazione sia attiva che passiva di prodotti Pokémon al di fuori dei loro rispettivi territori contrattuali. Poiché l’oggetto degli accordi e delle pratiche concordate nella fattispecie consiste nel restringere la concorrenza, non è necessario considerare i loro effetti concreti sulla concorrenza. Ciò nonostante le prove di cui la Commissione dispone nel suo fascicolo dimostrano che, di fatto, sono state impedite le importazioni parallele.
            
         
               (9)
            
            
               Il regolamento sull’esenzione per categoria n. 1983/83, applicabile fino al 31 maggio 2000 e il regolamento n. 2790/1999 non sono applicabili dato che le restrizioni erano volte a garantire una protezione territoriale assoluta, per cui coprivano sia le vendite attive che passive. Gli accordi non potevano neppure beneficiare di un’esenzione individuale ai sensi dell’articolo 81, paragrafo 3 del trattato giacché non contribuivano a migliorare la distribuzione di detti prodotti ed erano dannosi per i consumatori.
            
         
               (10)
            
            
               La decisione è destinata a tutte le affiliate europee di Topps che hanno partecipato agli accordi e pratiche concordate anticoncorrenziali nonché alla società madre USA, congiuntamente e disgiuntamente responsabili dell’infrazione. Quest’ultima è considerata responsabile in quanto era in grado di esercitare un’influenza decisiva sul comportamento delle sue controllate al 100 %. La Commissione presume legalmente, in base alla giurisprudenza della Corte, che questo potere di esercitare un’influenza sia stato effettivamente esercitato. Topps non è riuscita a confutare questa presunzione giuridica che, al contrario, è stata confermata dalla partecipazione parallela di tutte le controllate europee e dalla duplice posizione di un dipendente Topps che operava in qualità di Managing Director della controllata irlandese e di vicepresidente (internazionale) della società madre USA. La decisione non è destinata agli intermediari di Topps in quanto la loro responsabilità rispetto all’infrazione è meno significativa.
            
         II:   AMMENDA
   
               (11)
            
            
               Nella valutazione della gravità, la Commissione ritiene che le infrazioni volte ad impedire importazioni parallele tra Stati membri siano per loro stessa natura violazioni molto gravi dell’articolo 81, paragrafo 1, del trattato. Tali violazioni hanno per obiettivo di ripartire artificiosamente il mercato unico e quindi di compromettere un principio fondamentale del trattato. Per quanto concerne l’incidenza effettiva dell’infrazione, la Commissione tiene conto del fatto che non dispone di prove indicanti che le restrizioni di importazioni parallele siano state applicate sistematicamente a tutti gli intermediari o prodotti. Sembra che alcuni degli accordi o pratiche concordate non siano stati attuati interamente e possano aver avuto un effetto limitato in termini di valore delle merci interessate. La Commissione non ha prove di effetti sostanziali delle restrizioni sul mercato. Quanto alla dimensione del mercato rilevante, gli accordi o pratiche concordate individuati nella presente decisione concernono sette mercati nazionali, ma gli effetti restrittivi sono stati principalmente sentiti soltanto in tre Stati membri importatori.
            
         
               (12)
            
            
               Di conseguenza, l’infrazione commessa da Topps è considerata seria. Pertanto la Commissione ritiene che 2 650 000 euro siano un importo appropriato da prendere in considerazione come base ai fini del calcolo dell’ammenda. Dato che l’infrazione è stata di breve durata (dal 4 febbraio 2000 al 29 novembre 2000), l’importo di base dell'ammenda non è maggiorato.
            
         
               (13)
            
            
               La Commissione nel caso di specie non tiene conto di circostanze aggravanti.
            
         
               (14)
            
            
               Per quanto riguarda le circostanze attenuanti, la Commissione tiene conto del fatto che Topps ha posto fine all’infrazione dopo il primo intervento della Commissione. Pertanto, l’importo di base dell’ammenda è ridotto del 20 % (530 000 euro). La Commissione inoltre ritiene che Topps abbia cooperato in maniera efficace con la Commissione durante il procedimento. Topps è andata al di là di quanto era per legge tenuta a fare ai sensi dell’articolo 11 del regolamento n. 17, non ha contestato i fatti sui quali si basa l’infrazione ed ha contribuito in maniera significativa all’accertamento dell’infrazione. Pertanto l’importo di base dell’ammenda è ridotto di un’ulteriore 20 % (530 000 euro).
            
         
               (15)
            
            
               In considerazione di quanto sopra, l’importo finale dell’ammenda inflitta a Topps è di 1 590 000 euro.
            
         
   
      (1)  GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 411/2004 (GU L 68 del 6.3.2004, pag. 1).