CELEX: C1996/064/34
Language: it
Date: 1996-03-02 00:00:00
Title: Ricorso della società AssiDomän Kraft Products AB e di altre sei società produttrici di pasta di legno contro la Commissione delle Comunità europee (Causa T-227/95)

N.C 64/16           nf                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          2 . 3 . 96
 Motivi e principali argomenti                                          Ricorso della società AssiDomàn Kraft Products AB e di
                                                                        altre sei società produttrici di pasta di legno contro la
                                                                                    Commissione delle Comunità europee
 I ricorrenti, che gestiscono una discoteca in Francia, e                                       ( Causa T-227/95 )
 l'organizzazione di imprenditori della quale fanno parte
                                                                                                   ( 96/C 64/34 )
 impugnano la decisione della Commissione 13 ottobre
 1995, la quale, a loro giudizio, non avrebbe tenuto conto
 degli effetti della sentenza del Tribunale 24 gennaio 1995                              (Lingua processuale: l'inglese)
 nella causa T-5/93 , Tremblay. In questa sentenza il Tribu­
 nale ha annullato la decisione della Commissione 12 no­                Il 15 dicembre 1995 la società AssiDomàn Kraft Products
 vembre 1992, relativa ad un' intesa fra le società di autori dei       AB e altre sei società produttrici di pasta di legno,
 diversi Stati membri, la quale avrebbe provocato un abuso di           rappresentate dall'avv. John Pheasant, solicitor, e dall'avv.
 posizione dominante della SACEM, che si è concretata in                Christophe Raux, con domicilio eletto in Lussemburgo
 una tariffa eccessiva e discriminatoria, « nella parte in cui          presso la Chambers of Loesch & Wolter, 11 rue Goethe,
 respinge la censura dei ricorrenti relativa alla compartimen­          hanno presentato al Tribunale di primo grado delle Comu­
 tazione del mercato risultante dall' esistenza di un' asserita         nità europee un ricorso contro la Commissione delle
 intesa tra la SACEM e le società di gestione di diritti d'autore       Comunità europee .
 degli altri Stati membri ».
                                                                        Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia :
                                                                       — annullare la decisione della Commissione 4 ottobre
Dopo aver ripreso, in modo meramente formale, l'esame di                     1995 ;
questa parte della denuncia, il 23 giugno 1995 essa l'ha
respinta ufficialmente in base all'art. 6 del regolamento            , — intimare alla Commissione di adottare tutti i provvedi­
 99/63 . Nonostante le osservazioni formulate dai ricorrenti,               menti necessari per applicare la sentenza della Corte di
l'istituzione convenuta ha ribadito la sua posizione attra­                 giustizia 31 marzo 1993 , pronunciata nelle cause riunite
verso la decisione impugnata . Secondo quest'ultima, la                     C-89, 104, 114, 116 , 117, e 125-129/85 , A. Ahlstrom
valutazione dell'esistenza di una concertazione spetterebbe                 Oy contro Commissione e, in particolare, rimborsare
solo ai giudici nazionali , i quali possono avvalersi del rinvio            alle ricorrenti le ammende versate da ognuna di esse o
pregiudiziale di cui all'art. 177.                                          rispettivamente dalle loro danti causa , per gli importi
                                                                            esposti all'allegato 6 del ricorso;
I ricorrenti fanno anzitutto valere che quest'ultima decisione         — intimare alla Commissione di pagare gli interessi calco­
                                                                            lati sulle dette somme
evidenzia come la Commissione non abbia ottemperato alle
richieste del Tribunale di primo grado e non abbia in realtà                1 ) ai tassi correntemente praticati dall' « EMCF » e
proceduto ad un'inchiesta ed alle indagini concrete che la                       dall' «EMI»,piùl'l,5 % dalle data in cui le ammende
citata sentenza 24 gennaio 1995 richiedeva . Essa non ha                         sono state versate dalle società svedesi destinatarie di
quindi rispettato gli obblighi, che incombono all'istituzione                    detta decisione, o
che emana l'atto annullato, di adottare i provvedimenti che
l'art. 176 le impone di assumere ai fini dell'esecuzione della              2 ) al tasso di prestito base correntemente praticato
sentenza .
                                                                                 dalla Banque Nationale de Belgique, più l' I % dalla
                                                                                 data in cui le ammende sono state versate dalle dette
                                                                                 società svedesi,
La Commissione è stata censurata dal Tribunale, in quanto
quello che essa ha fatto e quello che ha detto di aver fatto era            nella misura degli importi esposti all'allegato 9 del
insufficiente . Essa non poteva limitarsi, una volta emanata                ricorso, fino al rimborso del capitale da parte della
la sentenza, a tenere lo stesso comportamento. In effetti, il               Commissione ; e
Tribunale ha annullato la decisione della Commissione, in
quanto essa non aveva sufficientemente risposto alla cen­              — condannare la Commissione alle spese sostenute dalle
sura di compartimentazione dovuta all' intesa fra società di                ricorrenti .
autori . Il Tribunale non avrebbe annullato e rinviato la
decisione alla Commissione, affinché quest'ultima non                  Motivi e principali argomenti
procedesse ad una inchiesta che i giudici nazionali non sono
in grado di eseguire, vista la loro competenza territoriale            Le ricorrenti, o le loro danti causa, sono fra le destinatarie
limitata .                                                             della decisione della Commissione 19 dicembre 1984,
                                                                       85/202/CEE, relativa ad un procedimento a norma
                                                                       dell'art. 85 del Trattato CEE (IV/29.725-pasta di legno ),
La ricorrente ravvisa inoltre in questo comportamento una              con la quale la Commissione ha irrogato ammende di
violazione del dovere di motivazione ed uno sviamento di               importo variante da 50 000 ECU a 500 000 ECU. Le
potere .                                                               ricorrenti, che non hanno mai riconosciuto le asserite
                                                                       violazioni, non hanno proposto un ricorso di annullamento
                                                                       di detta decisione e hanno versato alla Commissione le
                                                                       ammende. In seguito a ricorso proposto dalle altre destina­
                                                                       tarie della decisione, con sentenza della Corte di giustizia
                                                                       31 marzo 1993 , pronunciata nelle cause riunite 89, 104,
 ---pagebreak--- 2 . 3 . 96            I   IT     1               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     N. C 64/ 17
 114, 116, 117 e 125-129/85 , A. Ahlstròm Oy contro                       — condannare il Consiglio e/o la Commissione a soppor­
Commissione, la Corte ha dichiarato inesistenti varie                          tare le spese sostenute dalla ricorrente.
violazioni asserite dalla Commissione, e ha annullato
totalmente o parzialmente le ammende irrogate dalla                       Motivi e principali argomenti
Commissione stessa . Conformemente a detta sentenza, le
ricorrenti hanno chiesto alla Commissione il rimborso delle
                                                                          La ricorrente, una piccola impresa a conduzione familiare,
ammende da esse versate . Con controversa lettera 4 ottobre
                                                                          opera nel commercio delle pellicce sin da quando si è
 1995 , firmata dal commissario responsabile in materia di                stabilita nel Regno Unito nel 1963 . La maggior parte
concorrenza, la Commissione si è rifiutata di effettuare tale             dell'attività della ricorrente ( circa l' 80% ) è basata sull'uti­
rimborso in quanto la decisione che irrogava le ammende                   lizzo di pelli originarie degli Stati Uniti d'America e del
era sempre in vigore rispetto alle ricorrenti .                           Canada e importate da questi paesi .
Le ricorrenti sostengono che per effetto dell'annullamento                L'art. 3 , n. 1 , del regolamento del Consiglio 4 novembre
di un atto comunitario da parte della Corte l'atto stesso è               1991 , n. 3254 , che vieta l'uso di tagliole nella Comunità e
nullo erga omnes e ex tunc. L'istituzione di cui trattasi deve            l' introduzione nella Comunità di pellicce e di prodotti
pertanto considerare o riconsiderare la posizione di tutte le             manifatturati di talune specie di animali selvatici originari di
parti interessate alla luce del dispositivo e della motivazione           paesi che utilizzano per la loro cattura tagliole o metodi non
della sentenza della Corte . Detta istituzione è anche tenuta
                                                                          conformi alle norme concordate a livello internazionale in
ad effettuare una restitutio in integrum . Ciò richiede il                materia di cattura mediante trappole senza crudeltà ( GU
ripristino dello status quo ante e la restituzione di ogni                1991 L 308 , pag. 1 ) vieta l' introduzione nella Comunità di
indebito arricchimento derivante dall'atto nullo, e include
                                                                          pelli di talune specie (tra cui il topo muschiato ) originarie di
l'obbligo di pagare interessi calcolati su ogni importo                   determinati paesi terzi ( in prosieguo: il « divieto di impor­
posseduto in base all'atto nullo.                                         tazione »). La formulazione letterale dell' art. 3 , n. 1 ,
                                                                          sembrerebbe indicare che il divieto entrerà in vigore a
Alla luce della sentenza della Corte, gli artt. 1 , n. 1 , e 1 , n. 2,
                                                                          decorrere dal 1° gennaio 1996 e verrà applicato alle pelli
della decisione sulla pasta di legno non costituiscono una
                                                                          provenienti da tutti i paesi terzi . La mera prospettiva di un
base legittima per l'imposizione delle ammende su ognuna                  simile divieto nonché l' incertezza sulle modalità della sua
delle destinatarie della decisione cui si riferiscono gli artt. 1 ,
                                                                          applicazione hanno già causato una perdita finanziaria
n. 1 , o 1 , n. 2 . La Commissione non può legittimamente
                                                                          rilevante e costante alla ricorrente . Non appena il divieto
continuare ad essere in possesso di ogni ammenda versata in
                                                                          verrà applicato ( dal 1° gennaio o da una data successiva ),
base agli artt. 1 , n. 1 , e 1 , n. 2 . Le ammende devono pertanto        esso causerà danni persino più rilevanti, di natura e gravità
essere rimborsate con un interesse ad un tasso corrispon­
                                                                          tali da poter effettivamente soffocare l'attività della ricor­
dente al valore per la Commissione del possesso per un                    rente .
periodo di oltre dieci anni delle ammende versate dalle
destinatarie svedesi della decisione . Soltanto in tale modo
                                                                          La ricorrente sostiene che tali danni sono e saranno il
può essere ripristinato lo status quo ante.
                                                                          risultato di un comportamento illegittimo del Consiglio e/o
                                                                          della Commissione e deduce che :
                                                                          a ) è da ritenersi illegittima l'adozione e l'attuazione da
                                                                                parte del Consiglio del divieto di importazione di cui al
                                                                                regolamento n. 3254/91 , in quanto :
Ricorso proposto dalla S. Lehrfreund Limited contro il
Consiglio dell'Unione europea e la Commissione delle                              i ) il Consiglio non era competente ai sensi del Trattato
           Comunità europee, il 15 dicembre 1995                                      CE ad adottare il divieto di importazione ai sensi del
                          ( Causa T-228/95 )                                          regolamento n. 3254/91 ;
                              ( 96/C 64/35 )
                                                                                 ii ) il divieto di importazione di cui al regolamento
                                                                                      n. 3254/91 è in contrasto con il principio di
                 (Lingua processuale: l'inglese)
                                                                                      proporzionalità;
Il 15 dicembre 1995 la S. Lehrfreund Limited, con i signori                     iii ) il divieto di importazione di cui al regolamento
Nicholas Forwood, QC, e Mark Hoskins, Barrister, con                                  n. 3254/91 trasgrediva, all'epoca della sua ado­
domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio legale Thill                         zione, le norme del GATT ed è ora in contrasto con
& Pauly, 11 , avenue de la Gare, L-1611 , ha proposto                                 l'accordo OMC;
dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
un ricorso contro il Consiglio dell'Unione europea e la                   b ) la Commissione ha illegittimamente omesso di adottare i
Commissione delle Comunità europee.                                             provvedimenti necessari per l'attuazione del regola­
                                                                                mento n . 3254/91 , che avrebbero permesso di indivi­
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia :                                  duare i paesi terzi dai quali l'importazione di pelli è
                                                                                consentita nonché le modalità per la certificazione
— condannare il Consiglio e/o la Commissione, ai sensi                          dell'origine di tali pelli;
     degli artt. 178 e 215 del Trattato CE, a risarcire i danni
     subiti dalla ricorrente stessa, danni ancora da quantifi­            c ) gli atti e le omissioni della Commissione e/o del
    carsi ; e                                                                   Consiglio hanno determinato una situazione di incer­