CELEX: C2004/300/55
Language: it
Date: 2004-12-04 00:00:00
Title: Causa C-416/04 P: Ricorso della The Sunrider Corporation contro la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione) 8 luglio 2004, nella causa T-03/02 tra The Sunrider Corporation e Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), controparte nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell'UAMI: sig. Juan Espadafor Caba, proposto il 29 settembre 2004

4.12.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 300/29
            
         Ricorso della The Sunrider Corporation contro la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione) 8 luglio 2004, nella causa T-03/02 (1) tra The Sunrider Corporation e Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), controparte nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell'UAMI: sig. Juan Espadafor Caba, proposto il 29 settembre 2004
   (Causa C-416/04 P)
   (2004/C 300/55)
   Il 29 settembre 2004 la The Sunrider Corporation, con sede in Torrance, California (Stati Uniti d'America), rappresentata dall'avv. A. Kockläuner, ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione) nella causa T-203/02 tra The Sunrider Corporation e l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), controparte nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell'UAMI: sig. Juan Espadafor Caba.
   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               1.
            
            
               annullare in toto la sentenza del Tribunale di primo grado 8 luglio 2004 nella causa T-203/02 («la sentenza impugnata»);
            
         
               2.
            
            
               condannare l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) alle spese di procedimento dinanzi alla Corte di giustizia;
            
         
               3.
            
            
               annullare la decisione della prima commissione di ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno 8 aprile 2002 (procedimento R 1046/2000-1);
            
         
               4.
            
            
               condannare l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) alle spese del procedimento dinanzi al Tribunale di primo grado e all'UAMI.
            
         Motivi e principali argomenti:
   La ricorrente chiede che la sentenza del Tribunale di primo grado venga annullata per i seguenti motivi:
   
      Violazione dell'art. 43, nn. 2 e 3, del regolamento del Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40/94, sul marchio comunitario (in prosieguo: il «regolamento n. 40/94»), in combinato disposto con l'art. 15, n. 3, dello stesso regolamento (uso illecito)
   
   Il Tribunale di primo grado ha interpretato erroneamente l'art. 43, nn. 2 e 3, del regolamento n. 40/94 in combinato disposto con l'art, 15, n. 3, dello stesso regolamento, in quanto ha erroneamente tenuto conto dell'uso del marchio da parte di un terzo.
   A tale proposito, il Tribunale ha interpretato erroneamente la ripartizione dell'onere della prova ai sensi dell'art. 15, nn. 1 e 3, del regolamento n. 40/94. Inoltre, il Tribunale ha tenuto conto di prove e dichiarazioni non conclusive (implicite) prodotte dall'opponente. Poi, il Tribunale si è basato su presunzioni invece che su solide prove. Infine, il Tribunale avrebbe dovuto esaminare se, alla luce di tutti gli elementi di fatto e di diritto rilevanti, al tempo della decisione emessa dal Tribunale, potesse essere legittimamente adottata una nuova decisione avente un dispositivo identico a quello della decisione che costituiva oggetto del ricorso.
   
      Violazione dell'art. 43, n. 2, del regolamento n. 40/94: Insussistenza di una prova soddisfacente del marchio anteriore
   
   Inoltre, il Tribunale ha violato l'art. 43, n. 2, del regolamento n. 40/94 in quanto ha interpretato erroneamente la nozione di uso effettivo ai sensi dell'art. 43, n. 2, del regolamento n. 40/94.
   In particolare, il Tribunale non ha tenuto in debita considerazione che:
   
               —
            
            
               l'opponente ha prodotto soltanto tre fatture per l'anno 1996, il cui importo complessivo ammonta solo a 3 476 EUR;
            
         
               —
            
            
               l'opponente ha prodotto per il 1997 soltanto due fatture, il cui importo complessivo ammonta solo a 1 306 EUR;
            
         
               —
            
            
               nella fattispecie si trattava di beni a basso costo e, quindi, di beni di produzione di massa e di largo consumo;
            
         
               —
            
            
               tali beni erano relativamente semplici da vendere;
            
         
               —
            
            
               le vendite più convenienti dei beni in questione erano quelle relative ad un solo cliente;
            
         e che, pertanto, il marchio anteriore ES 372 221«VITAFRUT» non è stato oggetto di un uso effettivo ai sensi dell'art. 43, nn. 2 e 3, del regolamento n. 40/94, trattandosi di un uso sporadico, occasionale, minimo e non presente in una parte sostanziale del territorio in cui era tutelato.
   
      Violazione dell'art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94
   
   Inoltre, i marchi da confrontare non sono sufficientemente simili per creare confusione relativamente ai prodotti consistenti in «bevande alle erbe e vitaminiche» per i quali il richiedente il marchio n. 156 422«VITAFRUIT» chiede tutela. In particolare, i beni «bevande alle erbe e vitaminiche», da un lato, e i «succhi di frutta concentrati», dall'altro, presentano solo una vaga somiglianza avendo solo pochi elementi in comune.
   Ciò si fonda sul fatto che i beni da confrontare si differenziano nei loro aspetti qualitativi, nei loro ingredienti di base e nelle condizioni di produzione, ossia i macchinari, il know-how ed i mezzi di produzione necessari. Inoltre, i beni da confrontare si differenziano relativamente al modo in cui sono utilizzati, alle loro qualità funzionali ed alle loro modalità di distribuzione. Pertanto, le caratteristiche che tali beni possono avere in comune sono superate dalle loro differenze.
   
      (1)  GU C 233 28.9.2002, pag. 26.