CELEX: 61968CJ0024
Language: it
Date: 1969-07-01 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 1° luglio 1969. # Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana. # Causa 24-68.

Avis juridique important

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61968J0024

SENTENZA DELLA CORTE DEL 1 LUGLIO 1969.  -  COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE CONTRO REPUBBLICA ITALIANA.  -  CAUSA 24/68.  

raccolta della giurisprudenza 1969 pagina 00193 edizione speciale danese pagina 00047 edizione speciale greca pagina 00055 edizione speciale portoghese pagina 00057 edizione speciale svedese pagina 00389 edizione speciale finlandese pagina 00387

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DAZI DOGANALI - SOPPRESSIONE - SCOPO  ( TRATTATO CEE, ARTT . 9, 12 )  2 . DAZI DOGANALI - SOPPRESSIONE - IMPOSIZIONI DI EFFETTO EQUIVALENTE - NOZIONE - IDENTITA NEL TRATTATO E NEL REGOLAMENTO - TRIBUTI INTERNI E IMPOSIZIONI DI EFFETTO EQUIVALENTE - DISTINZIONE  ( TRATTATO CEE, ARTT . 9, 12 E 95 )  3 . DAZI DOGANALI - SOPPRESSIONE - ISTITUZIONE DI NUOVI DAZI - E' VIETATA - DIVIETO TASSATIVO  ( TRATTATO CEE, ARTT . 9, 12 )  

Massima

1 . I DAZI DOGANALI SONO VIETATI A PRESCINDERE LA QUALSIASI CONSIDERAZIONE CIRCA LO SCOPO IN VISTA DEL QUALE SONO STATI ISTITUITI COME PURE CIRCA LA DESTINAZIONE DEI PROVENTI CHE NE DERIVANO .  2 . A ) UN ONERE PECUNIARIO, SIA PUR MINIMO, IMPOSTO UNILATERALMENTE, A PRESCINDERE DALLA SUA DENOMINAZIONE E DALLA SUA STRUTTURA E CHE COLPISCE LE MERCI NAZIONALI O ESTERE IN RAGIONE DEL FATTO CHE ESSE VARCANO LA FRONTIERA, SE NON E UN DAZIO DOGANALE PROPRIAMENTE DETTO, COSTITUISCE UNA TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 9, 12, 13 E 16 DEL TRATTATO, ANCHE SE NON SIA RISCOSSO A PROFITTO DELLO STATO, NON ABBIA ALCUN EFFETTO DISCRIMINATORIO O PROTEZIONISTICO E IL PRODOTTO COLPITO NON SIA IN CONCORRENZA CON UN PRODOTTO NAZIONALE .  B ) I REGOLAMENTI RELATIVI ALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI AGRICOLI NON INTENDONO ATTRIBUIRE ALLA NOZIONE DI TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE UN SIGNIFICATO DIVERSO DA QUELLO CHE LE E PROPRIO NEL CONTESTO DEL TRATTATO STESSO, E CIO' TANTO MENO IN QUANTO TALI REGOLAMENTI, NEL CAMPO SPECIFICO DELL' INSTAURAZIONE DI UN MERCATO COMUNE PER I PRODOTTI AGRICOLI, PERSEGUONO GLI SCOPI DEGLI ARTICOLI 9, 13 DEL TRATTATO, DI CUI COSTITUISCONO L' APPLICAZIONE .  3 . A ) IL DIVIETO DI NUOVI DAZI DOGANALI O TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE, CONNESSO AL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI PRODOTTI, COSTITUISCE UNA FORMA FONDAMENTALE CHE, SALVE RESTANDO LE ALTRE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO, NON PATISCE ECCEZIONI .  B ) DAGLI ARTICOLI 95 E SEGG . SI DESUME CHE LA NOZIONE DI TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE NON COMPRENDE I TRIBUTI CHE COLPISCONO ALLO STESSO MODO, ALL' INTERNO DELLO STATO, I PRODOTTI IMPORTATI E I PRODOTTI NAZIONALI SIMILARI O COMPARABILI O CHE QUANTOMENO, IN MANCANZA DI PRODOTTI DEL GENERE, RIENTRANO NELL' AMBITO DI UN TRIBUTO INTERNO GENERALE ENTRO I LIMITI PREVISTI DAL TRATTATO .  LA PRESTAZIONE DI UN DETERMINATO SERVIZIO, IN DETERMINATE IPOTESI, PUO' DAR LUOGO AD UNA CONTROPRESTAZIONE AD ESSO PROPORZIONATA .  

Parti

NELLA CAUSA 24-68  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL DOTT . SANDRO GAUDENZI, IN QUALITA DI AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL DOTT . EMILE REUTER, CONSIGLIERE GIURIDICO DELLA COMMISSIONE, BOULEVARD ROYAL 4, RICORRENTE,  CONTRO  REPUBBLICA ITALIANA, RAPPRESENTATA DAL MINISTRO PLENIPOTENZIARIO ADOLFO MARESCA, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DALL' AVV . PIETRO PERONACI, SOSTITUTO AVVOCATO GENERALE DELLO STATO, E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AMBASCIATA D' ITALIA, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO DI FAR ACCERTARE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DAL TRATTATO CEE RISCUOTENDO IL TRIBUTO DENOMINATO " DIRITTO DI STATISTICA " SULLE MERCI ESPORTATE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI, IN VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 16 DEL TRATTATO CEE, E RISCUOTENDO IL TRIBUTO DENOMINATO " DIRITTO DI STATISTICA " SULLE MERCI DISCIPLINATE DA REGOLAMENTI DEL CONSIGLIO RELATIVI A TALUNE ORGANIZZAZIONI COMUNI DEI MERCATI AGRICOLI ED IMPORTATE DAGLI ALTRI STATI MEMBRI, IN VIOLAZIONE DI DETTI REGOLAMENTI, 

Motivazione della sentenza

1 LA COMMISSIONE HA PROPOSTO ALLA CORTE, IN APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 169 DEL TRATTATO, UN RICORSO DIRETTO A FAR ACCERTARE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA, RISCUOTENDO IL DIRITTO DI STATISTICA SULLE MERCI ESPORTATE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI, E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DALL' ARTICOLO 16 DEL TRATTATO CHE ISTITUISCE LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA .  2 LO STESSO RICORSO TENDE A FAR ACCERTARE SE, RISCUOTENDO IL DIRITTO DI STATISTICA SULLE MERCI, SOGGETTE A DEI REGOLAMENTI DEL CONSIGLIO RELATIVI A DETERMINATE ORGANIZZAZIONI COMUNI DEI MERCATI AGRICOLI E IMPORTATE DAGLI ALTRI STATI MEMBRI, LA REPUBBLICA ITALIANA SIA VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DAL COMBINATO DISPOSTO DEGLI ARTICOLI : 189 DEL TRATTATO CEE; 21, N . 1, DEL REGOLAMENTO 120/67 CEE; 19, N . 1, DEL REGOLAMENTO 121/67 CEE; 13, N . 1, DEL REGOLAMENTO 122/67 CEE; 13, N . 1, DEL REGOLAMENTO 123/67 CEE; 22, N . 1, DEL REGOLAMENTO 804/68 CEE; 22, N . 1, DEL REGOLAMENTO 805/68 CEE; 23, N . 1, DEL REGOLAMENTO 359/67 CEE E 3, N . 1, DEL REGOLAMENTO 136/66 CEE .  SULLA NOZIONE DI TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE  3 COME DICE L' ARTICOLO 9 DEL TRATTATO CEE, LA COMUNITA E FONDATA SOPRA UN' UNIONE DOGANALE CHE IMPLICA IL DIVIETO, FRA GLI STATI MEMBRI, DEI DAZI DOGANALI E DI QUALSIASI TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE, COME PURE L' ADOZIONE DI UNA TARIFFA DOGANALE COMUNE NEI LORO RAPPORTI COI PAESI TERZI . L' ARTICOLO 12 VIETA L' INTRODUZIONE DI NUOVI DAZI DOGANALI ALL' IMPORTAZIONE E ALL' ESPORTAZIONE O DI TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE . GLI ARTICOLI 13 E 16 STABILISCONO CHE I DAZI DOGANALI E LE TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE, TANTO ALL' ESPORTAZIONE QUANTO ALL' IMPORTAZIONE, IN VIGORE TRA GLI STATI MEMBRI, VANNO ABOLITI SECONDO LE MODALITA ED ENTRO I TERMINI CONTEMPLATI DAGLI ARTICOLI STESSI .  4 LA SEDE DI QUESTI ARTICOLI ALL' INIZIO DELLA PARTE RISERVATA AI FONDAMENTI DELLA COMUNITA - L' ARTICOLO 9 AL PRIMO POSTO NEL TITOLO RELATIVO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI, GLI ARTICOLI 12, 13 E 16 NELLA SEZIONE RIGUARDANTE L' ABOLIZIONE DEI DAZI DOGANALI - E SUFFICIENTE A PORRE IN RILIEVO IL RUOLO FONDAMENTALE DEI DIVIETI DI CUI TRATTASI . LA FORZA DI QUESTE PROIBIZIONI E TALE CHE, ONDE EVITARE CHE SIANO ELUSE COL FAVORE DELLA VARIETA DELLE PRATICHE DOGANALI O FISCALI, IL TRATTATO HA VOLUTO PREVENIRE QUALSIASI POSSIBILE LACUNA NELLA LORO APPLICAZIONE .  5 L' ARTICOLO 17 PRECISA INFATTI CHE I DIVIETI DI CUI ALL' ARTICOLO 9 VANNO APPLICATI ANCHE SE I DAZI DOGANALI HANNO CARATTERE FISCALE . L' ARTICOLO 95, IL QUALE SI TROVA NELLA PARTE DEL TRATTATO RELATIVA ALLA " POLITICA DELLA COMUNITA " E PRECISAMENTE NEL CAPITOLO DEDICATO ALLE DISPOSIZIONI FISCALI, MIRA, MEDIANTE IL DIVIETO DI APPLICARE AI PRODOTTI IMPORTATI TRIBUTI INTERNI SUPERIORI A QUELLI CHE COLPISCONO I PRODOTTI NAZIONALI, A COLMARE LE BRECCE CHE, PER LA VIA FISCALE, SI POTREBBERO APRIRE NEI DIVIETI DI CUI SOPRA .  6 NEL VIETARE I DAZI DOGANALI, IL TRATTATO NON DISTINGUE LE VARIE MERCI A SECONDA CHE ESSE SIANO O MENO IN CONCORRENZA COI PRODOTTI DEL PAESE IMPORTATORE . L' ABOLIZIONE DELLE BARRIERE DOGANALI NON MIRA QUINDI ESCLUSIVAMENTE AD ELIMINARE IL LORO CARATTERE PROTEZIONISTICO : AL CONTRARIO, IL TRATTATO HA INTESO DARE ALLA NORMA DELL' ABOLIZIONE DEI DAZI DOGANALI E DELLE TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE PORTATA ED EFFETTO GENERALI, ONDE GARANTIRE LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI .  7 DAL COMPLESSO DI QUESTO SISTEMA E DAL CARATTERE GENERALE E ASSOLUTO DEL DIVIETO DI APPLICARE QUALSIASI DAZIO DOGANALE ALLE MERCI CHE CIRCOLANO FRA GLI STATI MEMBRI, RISULTA CHE I DAZI DOGANALI SONO VIETATI A PRESCINDERE DA QUALSIASI CONSIDERAZIONE CIRCA LO SCOPO IN VISTA DEL QUALE SONO STATI ISTITUITI, COME PURE CIRCA LA DESTINAZIONE DEI PROVENTI CHE NE DERIVANO . LA GIUSTIFICAZIONE DI DETTO DIVIETO VA RICERCATA NELL' OSTACOLO CHE GLI ONERI PECUNIARI - SIA PURE MINIMI - APPLICATI IN RAGIONE DEL PASSAGGIO DELLE FRONTIERE COSTITUISCONO PER LA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI .  8 L' ESTENSIONE DEL DIVIETO CHE COLPISCE I DAZI DOGANALI ALLE TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE SERVE A COMPLETARE, RENDENDOLO EFFICACE, IL DIVIETO DEGLI OSTACOLI PER GLI SCAMBI CHE DERIVANO DAI DAZI STESSI . L' USO DI QUESTE DUE NOZIONI COMPLEMENTARI MIRA QUINDI AD EVITARE, NEL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI, L' IMPOSIZIONE DI QUALSIASI ONERE PECUNIARIO BASATO SUL FATTO CHE DELLE MERCI CIRCOLANTI ALL' INTERNO DELLA COMUNITA HANNO VARCATO LA FRONTIERA DI UNO STATO .  9 PER STABILIRE SE UNA TASSA ABBIA UN EFFETTO EQUIVALENTE A QUELLO DI UN DAZIO DOGANALE, SI DEVE DUNQUE CONSIDERARE DETTO EFFETTO ALLA LUCE DEGLI SCOPI PERSEGUITI DAL TRATTATO NELLE PARTI, TITOLI E CAPITOLI IN CUI SONO COLLOCATI GLI ARTICOLI 9, 12, 13 E 16, IN ISPECIE CON RIGUARDO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI . DI CONSEGUENZA UN ONERE PECUNIARIO, SIA PUR MINIMO, IMPOSTO UNILATERALMENTE, A PRESCINDERE DALLA SUA DENOMINAZIONE E DALLA SUA STRUTTURA E CHE COLPISCE LE MERCI NAZIONALI O ESTERE IN RAGIONE DEL FATTO CHE ESSE VARCANO LA FRONTIERA, SE NON E UN DAZIO DOGANALE PROPRIAMENTE DETTO, COSTITUISCE UNA TASSA DI EFFETTO EQUIVALENTE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 9, 12, 13 E 16 DEL TRATTATO, ANCHE SE NON SIA RISCOSSO A PROFITTO DELLO STATO, NON ABBIA ALCUN EFFETTO DISCRIMINATORIO O PROTEZIONISTICO E IL PRODOTTO COLPITO NON SIA IN CONCORRENZA CON UN PRODOTTO NAZIONALE .  10 DAL COMPLESSO DELLE DISPOSIZIONI SOPRA MENZIONATE E DAI LORO RAPPORTI CON LE ALTRE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO, RISULTA CHE IL DIVIETO DI NUOVI DAZI DOGANALI O TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE, CONNESSO AL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI PRODOTTI, COSTITUISCE UNA NORMA FONDAMENTALE CHE, SALVE RESTANDO LE ALTRE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO, NON PATISCE ECCEZIONI .  11 A QUESTO PROPOSITO, DAGLI ARTICOLI 95 E SEGUENTI SI DESUME CHE LA NOZIONE DI TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE NON COMPRENDE I TRIBUTI CHE COLPISCONO NELLO STESSO MODO, ALL' INTERNO DELLO STATO, I PRODOTTI NAZIONALI SIMILARI O COMPARABILI, O CHE QUANTO MENO, IN MANCANZA DI PRODOTTI DEL GENERE, RIENTRANO NELL' AMBITO DI UN TRIBUTO INTERNO GENERALE, OVVERO HANNO LO SCOPO DI COMPENSARE, ENTRO I LIMITI PREVISTI DAL TRATTATO, TRIBUTI INTERNI DEL GENERE . INOLTRE, SE NON SI PUO' ESCLUDERE CHE, IN DETERMINATE IPOTESI, UN DETERMINATO SERVIZIO EFFETTIVAMENTE PRESTATO POSSA DAR LUOGO AD UNA CONTROPRESTAZIONE AD ESSO PROPORZIONATA, TALE POSSIBILITA E CIRCOSCRITTA A CASI SINGOLI CHE NON SI PRESTINO AD ELUDERE GLI ARTICOLI 9, 12, 13 E 16 DEL TRATTATO .  SUL TRIBUTO DI CUI E CAUSA  12 LA CONVENUTA ECCEPISCE ANZITUTTO CHE, A TORTO LA COMMISSIONE HA SCISSO IL DIRITTO DI STATISTICA IN DUE NOZIONI DISTINTE RIFERENTISI L' UNA ALL' IMPORTAZIONE E L' ALTRA ALL' ESPORTAZIONE, MENTRE LA NATURA GIURIDICA DEL TRIBUTO DI CUI E CAUSA ANDREBBE VALUTATA TENENDO CONTO DEL SUO VERO ASPETTO, NON GIA FRAZIONANDOLA IN DUE TRIBUTI DISTINTI . LA CIRCOSTANZA CHE IL DIRITTO DI STATISTICA COLPISCE TUTTI I TRANSITI DI MERCI ATTRAVERSO LA LINEA DI FRONTIERA SENZA DISTINZIONI FRA IMPORTAZIONE ED ESPORTAZIONE, NE FRA MERCI NAZIONALI E MERCI ESTERE, ESCLUDEREBBE DI PER SE LA POSSIBILITA DI RITENERE CHE LA TASSA ABBIA EFFETTI EQUIVALENTI A QUELLI DI UN DAZIO DOGANALE, GIACCHE NON SUSSISTEREBBE ALCUN EFFETTO PROTEZIONISTICO PER I PRODOTTI NAZIONALI, NE ALCUN EFFETTO DISCRIMINATORIO .  13 LA COMMISSIONE, AL CONTRARIO, RAVVISA NEL DIRITTO DI STATISTICA DUE TASSE DISTINTE, AVENTI EFFETTO EQUIVALENTE A QUELLO DI UN DAZIO DOGANALE ALL' IMPORTAZIONE E, RISPETTIVAMENTE, ALL' ESPORTAZIONE ED ATTE A PRODURRE EFFETTI PROTEZIONISTICI O DISCRIMINATORI, ANCHE SE DI MINIMA ENTITA .  14 DAL PUNTO DI VISTA DEL TRATTATO, E IRRILEVANTE CHE NELLA TASSA DI CUI E CAUSA SI DEBBA RAVVISARE UN UNICO TRIBUTO OVVERO DUE TRIBUTI DISTINTI, COSTITUENTI UN DAZIO ALL' ESPORTAZIONE E, RISPETTIVAMENTE, UN DAZIO ALL' IMPORTAZIONE . LA TASSA DI CUI TRATTASI, COLPENDO IN VIA GENERALE TUTTI I TRANSITI ATTRAVERSO LA FRONTIERA, RENDE PIU DIFFICILE LA COMPENETRAZIONE VOLUTA DAL TRATTATO E PRODUCE QUINDI SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI UN EFFETTO EQUIVALENTE AD UN DAZIO DOGANALE . LA SUA MINIMA ENTITA NON NE MODIFICA LA NATURA ALLA LUCE DEI PRINCIPI DEL TRATTATO, POSTO CHE QUESTO, IN SEDE IN CONTROLLO DELLA LEGITTIMITA DEI TRIBUTI DEL GENERE, NON CONSENTE DI SOSTITUIRE UN CRITERIO QUANTITATIVO A QUELLI RELATIVI ALLA NATURA DELLA TASSA .  15 IL GOVERNO ITALIANO ECCEPISCE ANCORA CHE IL DIRITTO DI CUI E CAUSA COSTITUISCE LA CONTROPRESTAZIONE DI UN SERVIZIO E NON PUO' QUINDI ESSERE CONSIDERATO COME UNA TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE . SECONDO IL GOVERNO ITALIANO, LA STATISTICA DI CUI TRATTASI HA LO SCOPO DI DETERMINARE, IN MODO PRECISO, I MOVIMENTI REALI DI MERCI E, DI CONSEGUENZA, LE MODIFICHE DELLA SITUAZIONE DEL MERCATO . LA PRECISIONE ASSOLUTA DELLE INFORMAZIONI PORREBBE GLI IMPORTATORI IN UNA POSIZIONE COMPETITIVA MIGLIORE SUL MERCATO ITALIANO, MENTRE GLI ESPORTATORI AVREBBERO UN ANALOGO VANTAGGIO PER QUANTO RIGUARDA IL MERCATO ESTERO . I VANTAGGI PARTICOLARI ATTRIBUITI A QUESTI OPERATORI ECONOMICI GIUSTIFICHEREBBERO IL FATTO CHE IL FINANZIAMENTO DI QUESTO SERVIZIO PUBBLICO SIA POSTO A LORO CARICO E METTEREBBERO INOLTRE IN EVIDENZA IL CARATTERE RETRIBUTIVO DEL DIRITTO DI CUI E CAUSA .  16 LE INFORMAZIONI STATISTICHE DI CUI TRATTASI SONO UTILI A TUTTI GLI OPERATORI ECONOMICI E, FRA L' ALTRO, ALLE AMMINISTRAZIONI COMPETENTI . ANCHE SE DOVESSERO AVVANTAGGIARE IN MODO PARTICOLARE LA POSIZIONE COMPETITIVA DEGLI IMPORTATORI E DEGLI ESPORTATORI, SI TRATTEREBBE PUR SEMPRE DI UN VANTAGGIO COSI' GENERALE E COSI' DIFFICILE DA VALUTARE CHE LA TASSA DI CUI E CAUSA NON PUO' COMUNQUE ESSERE CONSIDERATA COME LA CONTROPARTITA DI UN DETERMINATO SERVIZIO .  17 DALLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO EMERGE CHE IL TRIBUTO DI CUI E CAUSA, IN QUANTO COLPISCE LE ESPORTAZIONI, E IN CONTRASTO CON L' ARTICOLO 16 DEL TRATTATO .  18 PER QUANTO RIGUARDA IL DIRITTO DI STATISTICA SULLE IMPORTAZIONI, DAGLI ALTRI STATI MEMBRI, DI PRODOTTI SOGGETTI A REGOLAMENTI RELATIVI ALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI, LE DISPOSIZIONI SOPRA MENZIONATE DI DETTI REGOLAMENTI VIETANO, NEL COMMERCIO INTRACOMUNITARIO, LA RISCOSSIONE DI QUALSIASI DAZIO DOGANALE O TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE . LA NOZIONE DI " TASSA DI EFFETTO EQUIVALENTE ", CHE DIPENDE DA QUELLA DI " DAZIO DOGANALE ", NEI REGOLAMENTI TESTE MENZIONATI E STATA PRESA DAGLI ARTICOLI 9, 12 E 13 DEL TRATTATO . NULLA IN DETTI REGOLAMENTI CONSENTE DI RITENERE CH' ESSI INTENDANO ATTRIBUIRE A DETTA NOZIONE UN SIGNIFICATO DIVERSO DA QUELLO CHE LE E PROPRIO NEL CONTESTO DEL TRATTATO STESSO, E CIO' TANTO MENO IN QUANTO TALI REGOLAMENTI, NEL CAMPO SPECIFICO DELL' INSTAURAZIONE DI UN MERCATO COMUNE PER I PRODOTTI AGRICOLI, PERSEGUONO GLI SCOPI DEGLI ARTICOLI 9-13 DEL TRATTATO, DI CUI COSTITUISCONO L' APPLICAZIONE .  19 A NORMA DELL' ARTICOLO 189 DEL TRATTATO, DETTI REGOLAMENTI SONO OBBLIGATORI IN TUTTI I LORO ELEMENTI E DIRETTAMENTE APPLICABILI IN CIASCUNO DEGLI STATI MEMBRI . VIOLANDO LE LORO DISPOSIZIONI, LA CONVENUTA E QUINDI VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DAL TRATTATO .  

Decisione relativa alle spese

20 A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 3, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE E CONDANNATO ALLE SPESE . LA CONVENUTA E RIMASTA SOCCOMBENTE . 

Dispositivo

LA CORTE,  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 . RISCUOTENDO, ALL' ESPORTAZIONE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI DELLA COMUNITA, LA TASSA DI CUI ALL' ARTICOLO 42 DEL D.P.R . 26 GIUGNO 1965, N . 723, LA REPUBBLICA ITALIANA E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DALL' ARTICOLO 16 DEL TRATTATO CHE ISTITUISCE LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA .  2 . RISCUOTENDO, ALL' IMPORTAZIONE DAGLI ALTRI STATI MEMBRI, LA TASSA DI CUI SOPRA SULLE MERCI SOGGETTE A DEI REGOLAMENTI DEL CONSIGLIO RELATIVI A DETERMINATE ORGANIZZAZIONI COMUNI DEI MERCATI AGRICOLI, LA REPUBBLICA ITALIANA E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DALL' ARTICOLO 189 DEL TRATTATO E DAGLI ARTICOLI 21, N . 1, DEL REGOLAMENTO 120/67 CEE; 19, N . 1, DEL REGOLAMENTO 121/67 CEE; 13, N . 1, DEL REGOLAMENTO 122/67 CEE; 13, N . 1, DEL REGOLAMENTO 123/67 CEE; 22, N . 1, DEL REGOLAMENTO 804/68 CEE; 22, N . 1, DEL REGOLAMENTO 805/68 CEE; 23, N . 1, DEL REGOLAMENTO 359/67 CEE E 3, N . 1, DEL REGOLAMENTO 136/66 CEE .  3 . LE SPESE SONO POSTE A CARICO DELLA CONVENUTA .