CELEX: E2000C0380
Language: it
Date: 2000-12-18 00:00:00
Title: 2000/380/: Decisione dell'autorità di vigilanza EFTA n. 380/00/COL, del 18 dicembre 2000, sulla legge in materia di rimborsi temporanei a sostegno della cinematografia in Islanda (Legge 43/1999) (Islanda)

Avviso legale importante

|

E2000C0380

2000/380/: Decisione dell'autorità di vigilanza EFTA n. 380/00/COL, del 18 dicembre 2000, sulla legge in materia di rimborsi temporanei a sostegno della cinematografia in Islanda (Legge 43/1999) (Islanda)  

Gazzetta ufficiale n. L 089 del 29/03/2001 pag. 0037 - 0045

Decisione dell'autorità di vigilanza EFTAn. 380/00/COLdel 18 dicembre 2000sulla legge in materia di rimborsi temporanei a sostegno della cinematografia in Islanda(Legge 43/1999)(Islanda)L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,visto l'accordo sullo Spazio economico europeo(1), in particolare gli articoli da 61 e 63,visto l'accordo tra gli stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia(2), in particolare l'articolo 24 e l'articolo 1 del protocollo 3,viste le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato(3),vista la decisione dell'Autorità del 4 giugno 1999, mediante la quale è stato avviato un procedimento a norma dell'articolo 1, paragrafo 2, del protocollo 3 all'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte,dopo aver invitato le parti interessate a presentare le loro osservazioni conformemente ai detti articoli(4),considerando quanto segue:I. I FATTIProceduraCon lettera del ministero dell'Industria e del Commercio, datata 10 marzo 1999, ricevuta e registrata dall'autorità il 7 aprile 1999 (doc. n. 99-2531-A), le Autorità islandesi hanno notificato, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 3, del protocollo 3 all'accordo che istituisce un'Autorità di vigilanza e una Corte di giustizia, misure di sostegno a favore del settore cinematografico in Islanda. L'Autorità ha successivamente saputo che il disegno di legge del governo sulle misure di sostegno era stato approvato dal Parlamento islandese l'11 marzo 1999 (legge 43/1999 sul rimborso temporaneo dei costi di film girati in Islanda, in appresso denominata "la legge"). Con decisione del 4 giugno 1999 (doc n. 114/99/COL), l'Autorità ha avviato un procedimento formale di esame relativo alle misure di aiuto previste dalla legge. Tale decisione, tramite una lettera inviata nella stessa data, è stata comunicata alle Autorità islandesi, che sono state invitate inoltre a presentare le proprie osservazioni entro un mese dal ricevimento della comunicazione. Dopo ripetute proroghe del termine, esse hanno infine inviato le proprie osservazioni con lettera del 15 ottobre 1999, registrata dall'Autorità in data 26 ottobre 1999 (doc. n. 99/7966-A).La decisione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C 223 del 5.8.1999 (nelle lingue dell'Unione) e sul supplemento SEE n. 40/1 del 16 settembre 1999 (nelle lingue EFTA). Malgrado agli interessati fosse stata offerta l'opportunità di presentare osservazioni entro un mese dalla pubblicazione della decisione sulla Gazzetta ufficiale e sul supplemento SEE, non sono stati inoltrati commenti.Nella decisione di avviare il procedimento, l'Autorità ha espresso dubbi sulla compatibilità delle misure d'aiuto della legge con l'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE, basati sul fatto che il rimborso dei costi di produzione cinematografica rappresenta un aiuto operativo normalmente non approvato dall'Autorità, e che la legge islandese non aveva come obiettivo la promozione di attività di specifico valore culturale. Le riserve dell'Autorità sono state inoltre esposte più approfonditamente in una lettera datata 9 settembre 1999 diretta alle autorità islandesi (doc. n. 99-6620-D). Facendo riferimento alla prassi della Commissione delle Comunità europee, e in particolare alle decisioni "Francia"(5) e "Irlanda"(6), la direzione concorrenza e aiuti di Stato dell'Autorità ha sottolineato che il regime non prevedeva alcun meccanismo per garantire che i film finanziati fossero selezionati secondo criteri culturali, e che, imponendo ai produttori dei film di sostenere la totalità dei costi in Islanda, esso causava una restrizione alla libera prestazione dei servizi all'interno del SEE.I temi oggetto di riserva sono stati al centro degli incontri bilaterali svoltisi a Bruxelles il 30 giugno 1999 e il 7 ottobre 1999, di una riunione "pacchetto" tenutasi il 26 novembre 1999 a Reykjavik e di un incontro multilaterale organizzato il 21 marzo 2000 a Bruxelles. Durante quest'ultimo, si è svolto un dibattito con gli Stati EFTA sulle conseguenze e sulle implicazioni che può presentare l'applicazione dei criteri elaborati dalla Commissione delle Comunità europee alla valutazione dei regimi a sostegno dell'industria cinematografica, alla luce dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE.Con lettera datata 24 luglio 2000 (doc. n. 00-5245-C), l'Autorità ha espresso il parere che, a norma dei criteri elaborati dalla Commissione delle Comunità europee in materia di sostegno comunitario alla cinematografia e tenuto conto dei commenti trasmessi per iscritto dalle autorità islandesi, le misure d'aiuto previste dalla legge non potessero godere dell'esenzione di cui all'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE, e dovessero quindi essere considerati incompatibili con tale accordo. Alla luce di ciò, l'Autorità invitava le autorità islandesi a trasmettere le proprie osservazioni entro due mesi dalla ricezione della lettera citata. Nella risposta inviata tramite fax in data 8 settembre 2000 e registrata dall'Autorità il giorno 14 settembre 2000 (doc. n. 00-6356-A), le autorità islandesi hanno informato quest'ultima che il governo del paese stava per elaborare un nuovo disegno di legge, nel quale si teneva conto delle riserve espresse dall'Autorità in merito alla compatibilità della legge con l'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE. Inoltre, il governo islandese confermava che si sarebbe astenuto dall'applicare le disposizioni della legge, come richiesto nella decisione dell'Autorità del 4 giugno 1999. L'11 ottobre 2000 ha avuto luogo un incontro tra le autorità islandesi e alcuni rappresentanti della direzione concorrenza e aiuti di Stato dell'Autorità, durante il quale si è svolto un esame più approfondito degli emendamenti proposti dal governo islandese. In tale sede, le autorità islandesi hanno inoltre confermato che non era stata erogata nessuna somma ai sensi della legge criticata. Il disegno di legge definitivo che modifica la legge 43/1999 sui rimborsi temporanei a sostegno della cinematografia in Islanda(7) è stato trasmesso all'Autorità con lettera del ministero delle Finanze datata 28 novembre 2000, registrata dall'Autorità il 4 dicembre 2000 (doc. n. 00-8857-A).Descrizione delle misure di aiuto previste dal disegno di legge che modifica la legge 43/1999Come recita l'articolo 1 del disegno di legge che modifica la legge sui rimborsi temporanei a sostegno della cinematografia in Islanda, al 43/1999 (in appresso denominato "il proposto atto di modifica"), scopo delle misure di sostegno alla cinematografia previste dal proposto atto di modifica è "arricchire la cultura del paese e promuovere la storia e la natura islandesi fornendo sostegno temporaneo a lavori cinematografici e a programmi televisivi prodotti in Islanda."Ai sensi dell'articolo 2 del proposto atto di modifica, si concede un rimborso di una parte dei costi relativi alla produzione di film e di programmi televisivi nel paese. Tali disposizioni precisano inoltre che "qualora più dell'80 % dei costi totali di produzione venga sostenuto in Islanda, il rimborso sarà calcolato a partire del totale dei costi di produzione relativi all'intero Spazio economico europeo." Per costi di produzione si intendono tutti i costi sostenuti in Islanda, deducibili dal reddito d'impresa a norma delle disposizioni della legge sulla tassazione del reddito e del patrimonio. I pagamenti a dipendenti e fornitori possono essere conteggiati nei costi di produzione solo se secondo prove certe siano soggetti a imposizione fiscale nel paese.Gli articoli 3 e 4 del proposto atto di modifica si riferiscono alla procedura per presentare le domande e all'istituzione di una commissione competente a valutare le domande di rimborso. Tale commissione dovrà stabilire se il film o il programma televisivo promuovano la cultura nazionale, e, quando lo giustifichino le circostanze, se contenga riferimenti alla storia e alla natura dell'Islanda.Le condizioni per ottenere il rimborso sono stabilite all'articolo 4 del proposto atto di modifica e prevedono in particolare il requisito per il quale la produzione deve essere adatta a promuovere la cultura islandese e la storia e la natura locali, e inoltre dev'essere costituita nel paese una società finalizzata alla produzione del film (secondo il diritto del paese, un società si considera stabilita in Islanda anche quando una società iscritta nel registro di un altro Stato membro del SEE ha una filiale o un'agenzia nel territorio islandese).L'articolo 5 del proposto atto di modifica stabilisce l'intensità degli aiuti consentita nel quadro del regime: "I costi di produzione di cui all'articolo 2 vengono rimborsati nella misura del 12 %." Il ministro dell'Industria concede i rimborsi sulla base delle raccomandazioni della commissione di cui all'articolo 3 dell'atto stesso. L'articolo 7 del proposto atto di modifica prevede che: "qualora il richiedente abbia ricevuto una sovvenzione dal Fondo cinematografico islandese per la produzione dello stesso film o programma televisivo, la sovvenzione verrà detratta dall'importo di quanto viene considerato come costi di produzone nazionali. La somma della sovvenzione concessa dal Fondo cinematografico islandese e del rimborso di cui all'articolo 5 non deve superare il 50 % del totale dei costi di produzione relativi allo stesso film o programma televisivo."Ai sensi dell'articolo 8 del proposto atto di modifica: "il ministro dell'Industria emana un regolamento sull'applicazione della presente legge. Tale regolamento stabilisce tra l'altro norme sulle procedure di rimborso previste dalla presente legge, contempla la facoltà per il ministro di rinviare quei rimborsi che eccedano l'importo stanziato nel bilancio del governo, e fissa le condizioni per la concessione dei rimborsi, la presentazione delle domande, la risposta alle domande e le decisioni sui rimborsi."In conformità con l'articolo 9 del proposto atto di modifica, il regime entrerà in vigore immediatamente e cesserà di avere efficacia il 31 dicembre 2006. Le richieste di rimborso già approvate restano valide anche oltre tale data.II. VALUTAZIONEObbligo di sospendere l'esecuzione di una misuraAi sensi dell'articolo 1, paragrafo 3, del protocollo 3 all'acordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte: "all'autorità di vigilanza sono comunicati, in tempo utile perché presenti le sue osservazioni, i progetti diretti a istituire o modificare aiuti. Se ritiene che un progetto non sia compatibile con il funzionamento dell'accordo SEE a tenore dell'articolo 61 dell'accordo SEE, l'Autorità di vigilanza EFTA inizia senza indugio la procedura prevista dal paragrafo 2. Lo Stato interessato non può dare esecuzione alle misure progettate prima che tale procedura abbia condotto a una decisione finale".Nella decisione di avviare il procedimento, l'Autorità ha ritenuto l'aiuto illegale per motivi procedurali, dal momento che era stato notificato tardivamente ed attuato senza attendere la decisione dell'Autorità. Durante il procedimento, tuttavia, le autorità islandesi hanno assicurato di non aver ancora erogato alcun pagamento a norma della legge 43/1999.L'Autorità conclude perciò che le autorità islandesi hanno rispettato l'obbligo di non esecuzione di cui all'articolo 1, paragrafo 3, del protocollo 3 all'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte.Nozione di aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 61 dell'accordo SEEL'articolo 61 dell'accordo SEE recita: "Salvo deroghe contemplate dal presente accordo, sono incompatibili con il funzionamento del medesimo, nella misura in cui incidano sugli scambi fra parti contraenti, gli aiuti concessi da Stati membri della Comunità, da Stati EFTA o mediante risorse statali sotto qualsiasi forma, che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza."Le misure di aiuto previste nel proposto atto di modifica sono finanziate dal bilancio dello Stato. Il proposto atto di modifica concede ai produttori cinematografici un vantaggio che non avrebbero ottenuto nella normale attività economica. L'aiuto perciò rafforza la posizione del ricevente rispetto alle imprese concorrenti. In genere, le misure di aiuto incidono sulla concorrenza e gli scambi fra le parti contraenti del SEE, quando l'impresa beneficiaria svolge un'attività economica che comporta scambi tra le parti contraenti. È possibile girare film in diversi punti del SEE, e inoltre i prodotti dell'industria cinematografica vengono poi scambiati tra le parti contraenti, e possono quindi entrare in concorrenza per attrarre il pubblico. L'aiuto alla produzione concesso a norma del proposto atto di modifica potrebbe pertanto falsare la concorrenza tra differenti località adatte all'industria cinematografica e incidere sulle condizioni di mercato durante la fase della commercializzazione. Di conseguenza, il proposto atto di modifica sul rimborso temporaneo dei costi di produzione comporta aiuti secondo la definizione dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE.Compatibilità delle misure di aiuto con l'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEEL'Autorità ha cercato di stabilire se gli aiuti concessi a norma del proposto atto di modifica possano essere approvati per motivi culturali. Va osservato che, a differenza di altri settori, l'Autorità non ha finora adottato una disciplina sugli aiuti all'industria cinematografica e televisiva. La valutazione della compatibilità degli aiuti concessi in tale campo deve basarsi direttamente sull'articolo 61 dell'accordo SEE, interpretato in particolar modo alla luce della prassi della Commissione delle Comunità europee in merito.Nella sua prassi decisionale la Commissione delle Comunità europee ha sempre avuto un atteggiamento favorevole nei confronti degli aiuti all'industria cinematografica e televisiva, che sono stati generalmente considerati compatibili con il trattato CE, a condizione che fossero necessari per la promozione della cultura e la conservazione del patrimonio e che venissero rispettate talune norme fondamentali del trattato CE, come l'assenza di discriminazioni e la libera prestazione dei servizi(8).La Commissione delle Comunità europee ha riconosciuto in numerosi documenti politici che la produzione e la distribuzione di film e programmi rivestono un ruolo fondamentale per l'identità culturale europea. Nell'ultimo documento, "Principi ed orientamenti per la politica audiovisiva della Comunità nell'era digitale"(9), si afferma che, alla luce della particolare importanza di tale settore, la Commissione definisce gli obiettivi prioritari della politica audiovisiva nei termini seguenti: "incoraggiare la produzione e la distribuzione di opere europee grazie a un quadro legislativo certo e stabile che garantisca la libertà di fornire servizi nel settore audiovisivo, prevedendo allo stesso tempo appropriati meccanismi di sostegno."(10).Con il trattato di Maastricht, è stata introdotta un'eccezione culturale alle regole del trattato CE in materia di aiuti di Stato. In forza di tale eccezione culturale, sancita dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera d), del trattato CE [attualmente articolo 87, paragrafo 3, lettera d)(11)], la Commissione può considerare compatibili con il mercato comune "gli aiuti destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio, quando non alterino le condizioni degli scambi e della concorrenza nella Comunità in misura contraria all'interesse comune". Detta clausola di esenzione non è prevista nell'accordo SEE. Tuttavia, l'Autorità ritiene che talune misure di sostegno alla cinematografia possano essere approvate per ragioni culturali a norma dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE, nella misura in cui le decisioni della Commissione delle Comunità europee basate sull'articolo 92, paragrafo 3, lettera d), del trattato CE [attualmente articolo 87, paragrafo 3, lettera d)] non si discostano dalla prassi precedente ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE [attualmente articolo 87, paragrafo 3, lettera c)]. A tale proposito, l'Autorità fa riferimento alla decisione della Commissione delle Comunità europee in materia di misure di sostegno all'industria cinematografica in Irlanda, nella quale si chiarisce che "si deve sottolineare che l'introduzione nel trattato sull'Unione europea del 1992 dell'articolo 151, paragrafo 1 e dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera d), non ha necessariamente comportato un cambiamento nelle politiche della Commissione nel settore culturale, dal momento che la Commissione aveva già tenuto in considerazione gli elementi di cui ai detti articoli nel valutare la compatibilità degli aiuti nel campo delle attività culturali".(12).L'Autorità è consapevole del fatto che la Commissione delle Comunità europee, nelle proprie recenti decisioni in merito, ha escluso l'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE [equivalente all'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE] e basato la propria approvazione sull'articolo 87, paragrafo 3, lettera d), del trattato CE. Secondo la Commissione delle Comunità europee l'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE non era applicabile dal momento che le misure di sostegno alla cinematografia in questione costituivano un aiuto operativo, di norma non consentito ai sensi di tale articolo. Inoltre, le misure di questo genere non avrebbero come obiettivo primario lo sviluppo di un'attività economica, ma piuttosto la creazione di un prodotto culturale (il film). L'Autorità ritiene comunque che il punto di vista della Commissione delle Comunità europee non precluda il ricorso all'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE come base giuridica per l'approvazione di misure di sostegno alla cinematografia negli Stati EFTA, purché si tenga sufficientemente conto dei criteri elaborati dalla Commissione a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera d), del trattato CE.Alla luce delle considerazioni che precedono, l'Autorità ha esaminato se sia possibile approvare il proposto atto di modifica a norma dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE. Ai sensi di tale articolo, "gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche ..." possono essere considerati compatibili con l'accordo SEE "... sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse".Secondo la prassi della Commissione in materia di aiuti di Stato alla cinematografia(13), gli aiuti operativi a tale settore possono essere considerati compatibili con il diritto comunitario a condizione che vengano soddisfatti i seguenti criteri:- deve essere in qualche modo garantito il contenuto culturale del film beneficiario dell'aiuto,- l'intensità dell'aiuto non deve superare il 50 % dei costi di produzione,- il produttore deve essere libero di spendere almeno il 20 % delle risorse finanziarie del film in altri Stati SEE senza perdere il diritto agli aiuti su tale parte dei costi di produzione,- l'aiuto deve soddisfare i principi generali di compatibilità degli aiuti di Stato (necessità, proporzionalità e trasparenza), nonché i principi fondamentali dell'accordo SEE.L'Autorità ritiene che tali criteri realizzino un giusto equilibrio tra gli obiettivi di creazione culturale e di sviluppo del settore audiovisivo, da un lato, e l'interesse della concorrenza dall'altro. Inoltre essi adattano le condizioni generali che sono alla base dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE, cioè necessità e proporzionalità dell'aiuto, alle circostanze e alle esigenze specifiche dell'industria cinematografica.Deve essere garantito il contenuto culturale del film destinatario dell'aiutoL'Autorità desidera sottolineare che tale criterio non mira a restringere le competenze degli Stati EFTA nel campo degli affari culturali, né intende determinare quale tipo di produzioni cinematografiche debbano essere considerate di valore culturale nel quadro del regime di aiuti nazionali al settore. Tuttavia, perché sia concessa un'esenzione per motivi culturali al divieto generale di aiuti operativi, e alla luce della prassi della Commissione, secondo la quale è necessario che l'aiuto sia innanzitutto diretto a promuovere la creazione di un film come prodotto culturale, e non a promuovere il settore cinematografico in sé e per sé, l'Autorità ritiene che il regime debba perseguire chiaramente l'obiettivo di dare sostegno alla produzione di film, piuttosto che lo sviluppo dell'industria che ruota attorno a tale produzione. Inoltre, esso deve essere strutturato in maniera tale da garantire la promozione della cultura, attraverso l'erogazione delle sovvenzioni. Ciò significa che gli enti nazionali responsabili della concessione degli aiuti devono giudicare la richiesta di finanziamento secondo criteri artistici e culturali. Oltre a ciò, il requisito relativo ai contenuti culturali esclude gli aiuti a produzioni che non contribuiscono alla cultura, come ad esempio i prodotti meramente commerciali.Durante il procedimento di indagine formale, l'Autorità aveva espresso perplessità a proposito di numerose disposizioni della legge approvata l'11 marzo 1999. Secondo l'Autorità, tali disposizioni erano soprattutto intese a sostenere l'industria cinematografica in Islanda attirando capitali stranieri, senza però che fosse garantita a sufficienza la selezione di film finanziabili alla luce di criteri culturali. Nel proposto atto di modifica si stabilisce invece esplicitamente che le misure di sostegno perseguono obiettivi culturali, come quello di valorizzare la cultura nazionale e promuovere la storia e la natura islandesi. Inoltre, le richieste di rimborso dei costi di produzione vengono prese in esame da una commissione, che le giudica alla luce di criteri culturali. L'Autorità è quindi convinta che tali disposizioni assicurino la valutazione dei film finanziati in base a qualità e valore artistico.L'intensità dell'aiuto non deve superare il 50 % dei costi di produzionePer raggiungere un giusto equilibrio tra gli obiettivi della promozione della cinematografia e del mantenimento di una concorrenza senza distorsioni, è opportuno porre un limite agli aiuti di Stato per le singole produzioni. Il rispetto di un tetto massimo di aiuti in materia è necessario per stimolare le normali iniziative commerciali proprie di un contesto di economia di mercato ed evitare una corsa agli aiuti tra le parti contraenti. Inoltre, il massimale del 50 % per i costi di produzione è coerente anche con la soglia stabilita da altri meccanismi sovrannazionali di sostegno al cinema, come gli aiuti forniti dal programma comunitario MEDIA II (1996-2000)(14) e dal programma Eurimage del Consiglio d'Europa. Tenendo conto del fatto che, dal 1998, tutti i regimi di sostegno alla cinematografia approvati dalla Commissione delle Comunità europee rispettano il tetto massimo del 50 % senza eccezione(15), e al fine di assicurare parità di condizioni tra i produttori di film all'interno del SEE, l'Autorità ritiene che sia importante limitare l'intensità consentita degli aiuti al 50 % delle risorse finanziarie destinate alla produzione.L'intensità degli aiuti fissati ai sensi dell'articolo 5 del proposto atto di modifica, che arriva a una soglia massima del 12 % dei costi di produzione, rispetta il tetto del 50 % stabilito per gli aiuti. Inoltre, le regole di cumulo di cui all'articolo 7 del proposto atto di modifica garantiscono che, qualora uno stesso progetto cinematografico riceva sovvenzioni dal Fondo cinematografico islandese, l'importo corrispondente sia dedotto dall'ammontare dei costi di produzione nazionali a norma del proposto atto di modifica. In nessuna circostanza il cumulo degli aiuti concessi allo stesso film può superare il 50 % dei costi totali di produzione.I produttore deve essere libero di spendere almeno il 20 % delle risorse finanziarie del film in altri Stati SEE senza perdere il diritto a percepire integralmente gli aiutiSebbene sia vero che le misure di aiuto dovrebbero innanzitutto essere intese a promuovere la produzione di un film come prodotto culturale, l'Autorità riconosce che in assenza di condizioni umane e tecniche sufficientemente sviluppate i cineasti si troveranno nell'impossibilità di esprimere la propria creatività. Di conseguenza, e nella misura necessaria per permettere la presenza costante, se non lo sviluppo, di condizioni tecniche ed umane adatte alla creazione culturale nello Stato EFTA interessato, gli Stati EFTA possono fornire un sostegno al settore cinematografico che vada oltre l'aiuto alla produzione di un singolo film, obbligando i produttori del film a spendere parte delle risorse finanziarie a loro disposizione per il progetto nel paese che offre l'aiuto. Tale possibilità non è però illimitata. Infatti non sembra opportuno che alcuni servizi puramente tecnici, che non fanno parte dell'ambiente culturale necessario, debbano sottostare a tale obbligo. Alla luce di tutto ciò, la Commissione ha elaborato la "regola dell'80 %/20 %", che consente agli Stati membri della Comunità europea di "territorializzare" fino all'80 % dei costi totali di produzione nel proprio paese. Tale requisito implica che, quando nel paese che concede l'aiuto viene speso meno dell'80 % dei costi totali di produzione, potranno venire sovvenzionati solo i costi di produzione sostenuti nel paese in questione. Se la proporzione è dell'80 % o superiore, tutti i costi sostenuti all'interno del SEE possono essere conteggiati nella base ammissibile alla sovvenzione.Anche qualora un regime di sostegno alla cinematografia non contenga una norma specifica che costringa i produttori a spendere, in misura totale o parziale, le risorse finanziarie del film all'interno del paese che eroga le sovvenzioni, altre disposizioni, e in particolare quelle relative alle modalità di calcolo dell'aiuto, possono avere lo stesso effetto. Per quanto riguarda la legge approvata l'11 marzo 1999, l'Autorità era del parere che alcune norme in essa contenute (specie l'articolo 2 della legge stessa) potessero indurre il produttore di un film a spendere in Islanda una proporzione delle proprie risorse superiore a quella che avrebbe volontariamente impegnato. In tale contesto, la "regola dell'80 %/20 %" prevede che la somma da rimborsare debba essere calcolata sulla base dei costi totali di produzione, indipendentemente dalla località in cui vengono spese le risorse del film, purché il produttore abbia impiegato almeno l'80 % del budget totale del film nel paese erogatore. Si ritiene tuttavia che ogniqualvolta i produttori spendano in Islanda meno dell'80 % delle risorse stanziate per i film, gli interessi delle altre parti contraenti dell'accordo SEE siano già tutelati a sufficienza. In tali casi, l'ammontare del rimborso può essere calcolato sulla base dei soli costi affrontati in Islanda.Ai sensi delle disposizioni del proposto atto di modifica (cfr. articolo 2), viene concesso un rimborso su una parte dei costi sostenuti per la produzione di film e programmi televisivi in Islanda. Tuttavia, si sottolinea che "qualora più dell'80 % dei costi totali di produzione di un lungometraggio o di un programma televisivo siano sostenuti in Islanda, il rimborso verrà calcolato sulla base del totale dei costi di produzione relativi a tutto il territorio dello Spazio economico europeo." Ciò significa che il produttore di un film è libero di spendere fino al 20 % del budget al di fuori dell'Islanda senza perdere le sovvenzioni relative a tale ammontare. Se invece meno dell'80 % viene speso in Islanda, gli aiuti vengono calcolati sulla base dei costi sostenuti in Islanda. La territorializzazione degli aiuti è conforme ai criteri stabiliti nella prassi seguita dalla Commissione delle Comunità europee in materia di regimi di sostegno alla cinematografia nella Comunità europea. Inoltre, tale principio realizza un equilibrio tra il desiderio giustificato di promuovere il settore cinematografico in Islanda e l'esigenza di garantire la libera prestazione dei servizi all'interno del SEE. L'Autorità può pertanto concludere che le disposizioni inserite nel proposto atto di modifica sono pienamente conformi ai criteri descritti sopra.L'aiuto deve soddisfare i principi generali in materia di aiuti di Stato (necessità, proporzionalità e trasparenza)Per quanto riguarda la necessità dell'aiuto, è universalmente accettato che la cinematografia europea ha bisogno di un consistente sostegno statale se si vuole garantire l'espressione della cultura e della capacità creativa nel nostro continente. Tale sostegno è essenziale per assicurare la presenza dell'Europa su un mercato dominato da prodotti audiovisivi provenienti da paesi non appartenenti al SEE. La tutela della produzione audiovisiva dei singoli Stati EFTA consente di promuovere la diversità culturale come altrimenti non sarebbe possibile(16). In mancanza di aiuti statali, si può prevedere che a causa del mercato e del pubblico limitato di cui godono i film europei, e in particolare quelli girati in lingue a diffusione limitata nel nostro continente, i produttori cinematografici non sarebbero in grado di coprire i propri costi con i guadagni derivanti dalla distribuzione dei prodotti nelle sale di proiezione, al circuito televisivo e al settore delle videocassette. È generalmente ammesso che le forze di mercato non possono garantire da sole il livello di produzione desiderato. Alla luce di tali circostanze, il regime di sostegno islandese alla cinematografia può essere considerato necessario.Le passate perplessità sulla proporzionalità dell'aiuto sono state eliminate dal proposto atto di modifica. Ai sensi delle disposizioni proposte, l'intensità dell'aiuto non aumenta più all'aumentare delle risorse finanziarie impegnate per il film. Inoltre, il proposto atto di modifica ha abolito il requisito secondo il quale la produzione deve essere dotata di un budget minimo di 80 milioni di ISK per poter richiedere le sovvenzioni. Con tali modifiche, il regime di sostegno alla cinematografia può essere considerato proporzionale ai suoi obiettivi, cioè la valorizzazione della cultura islandese indipendentemente dalle risorse finanziarie impegnate. Infine, l'Autorità prende nota del fatto che il regime di aiuti è temporalmente limitato a un quinquennio (fino al dicembre 2006).L'aiuto deve soddisfare i principi fondamentali dell'accordo SEEA norma della legge approvata l'11 marzo 1999, per ottenere il rimborso il produttore cinematografico doveva essere stabilito in Islanda. L'Autorità riteneva tale requisito una restrizione alla libera prestazione dei servizi non giustificabile per ragioni culturali. Ai sensi dell'articolo 4, lettera c), del proposto atto di modifica, i produttori cinematografici non sono più obbligati a costituire una società in Islanda per poter beneficiare del sistema. Per le imprese con sede centrale nel territorio del SEE, è sufficiente disporre di una succursale o di un'agezia in Islanda. Inoltre, la norma legata al territorio per la determinazione dell'ammontare del rimborso è stata limitata all'importo richiesto dalla "regola dell'80 %/20 %". L'Autorità può pertanto concludere che le disposizioni del proposto atto di modifica sono conformi alle libertà fondamentali sancite dall'accordo SEE.ConclusioniLe misure di sostegno alla cinematografia di cui al disegno di legge che modifica la legge sui rimborsi temporanei a sostegno della cinematografia in Islanda sono compatibili con l'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE. Pertanto, l'Autorità può chiudere il procedimento nei confronti della legge 43/1999, avviato ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, del protocollo 3 all'accordo che istituisce un'Autorità di vigilanza e una Corte di giustizia. L'Autorità desidera però sottolineare che tale conclusione è fondata sul disegno di legge che modifica la legge 43/1999, come trasmesso all'Autorità con lettera del ministero delle Finanze in data 28 novembre 2000, registrata dall'Autorità il 4 dicembre 2000 (doc. n. 00-8857-A). Eventuali modifiche al disegno di legge in questione che possano influenzare la valutazione delle misure di aiuto ai sensi dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE, non rientrano nell'approvazione di cui alla presente decisione. Tali modifiche dovrebbero essere notificate all'Autorità e potrebbero essere attuate solo dopo l'approvazione da parte dell'Autorità stessa.Inoltre, per consentire all'Autorità di vigilare costantemente sull'attuazione del regime, le autorità islandesi sono invitate, ai sensi del capitolo 32 degli orientamenti sugli aiuti di Stato dell'Autorità, a presentare una relazione annuale semplificata sull'attuazione del regime stesso, strutturata secondo il formato di cui all'allegato IV agli orientamenti sugli aiuti di Stato dell'Autorità. Si raccorda alle autorità islandesi che ai sensi del punto 5 del capitolo 32 degli orientamenti sugli aiuti di Stato dell'Autorità, "per ciascun regime la prima relazione dovrebbe essere inviata all'Autorità di vigilanza EFTA entro sei mesi dalla fine dell'esercizio finanziario nel quale il regime è stato autorizzato dall'Autorità di vigilanza EFTA."Infine, a norma del punto 6 del capitolo 32 degli orientamenti sugli aiuti di Stato dell'Autorità: "qualora le relazioni non siano presentate entro il termine, l'Autorità di vigilanza EFTA potrebbe essere costretta ad avviare la procedura di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del protocollo 3 all'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte in merito al regime di aiuti in questione",HA ADOTTATO LA SEGUENTE DECISIONE:1. Le misure di aiuto di cui al disegno di legge che modifica la legge 43/1999 sui "rimborsi temporanei a sostegno della cinematografia in Islanda" sono compatibili con l'accordo SEE.2. Il procedimento di indagine formale nei confronti della legge originaria, 43/1999, sul "Temporaneo rimborso dei costi dei film girati in Islanda", come approvata dal Parlamento islandese l'11 marzo 1999, è dichiarato chiuso.3. Le autorità islandesi sono invitate, ai sensi del capitolo 32 degli orientamenti sugli aiuti di Stato dell'Autorità, a presentare una relazione annuale semplificata sull'attuazione del regime.Fatto a Bruxelles, il 18 dicembre 2000.Per l'Autorità di vigilanza EFTAKnut AlmestadPresidenteHannes HafsteinMembro del Collegio(1) In appresso denominato accordo SEE.(2) In appresso denominato accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte.(3) Guida all'applicazione e all'interpretazione degli articoli 61 e 62 dell'accordo SEE e dell'articolo 1 del protocollo 3 all'accordo che istituisce un'Autorità di vigilanza e una Corte di giustizia, adottata ed emanata il 19 gennaio 1994 dall'Autorità di vigilanza EFTA, pubblicata nella GU L 231 del 3.9.1994 e nel supplemento SEE n. 32 del 3.9.1994, modificata da ultimo con decisione n. 78/00/COL dell'Autorità del 12.4.2000 (non ancora pubblicata); in appresso denominata "orientamenti sugli aiuti di Stato".(4) La decisione di avvio del procedimento è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale C 223 del 5 agosto 1999 (nelle lingue dell'Unione) e nel supplemento SEE n. 40/1 del 16 settembre 1999 (nelle lingue EFTA).(5) Aiuto di Stato N 3/98 - Francia.(6) Aiuto di Stato NN 49/97 e N 357/99 - Irlanda; tale decisione è consultabile anche su Internet: http://europa.eu.int/comm/secretariat_general/sgb/state_aids/industrie/nn049-97.pdf(7) L'autorità sottolinea che il titolo del disegno di legge che modifica la legge 43/1999 non coincide esattamente con quello della legge originaria, ma è evidente tuttavia che l'atto legislativo da modificare è lo stesso.(8) Cfr. la prima relazione sulla presa in considerazione degli aspetti culturali nell'azione della Comunità europea, COM (96) 160 def. del 17.4.1996, pubblicata su Internet: http://europa.eu.int/comm/dg10/culture/cult-asp/en/index.html; cfr. inoltre la decisione 89/441/CEE della Commissione, del 21 dicembre 1988, relativa agli aiuti accordati dal governo greco all'industria cinematografica per la produzione di film greci (GU L 208 del 20.7.1989, pag. 38).(9) COM(99) 657 del 14.12.1999.(10) La politica audiovisiva (citata sopra), pagg. 8/9.(11) Citazione conforme alla "Nota informativa sulla citazione degli articoli dei trattati nei testi della Corte e del Tribunale" (cfr.: http://curia.eu.int/en/jurisp/remnot.htm).(12) Aiuto di Stato NN 49/97 e N 357/99 - Irlanda; tale decisione è consultabile anche su Internet: http://europa.eu.int/comm/secretariat_general/sgb/state_aids/industrie/nn049-97.pdf(13) Aiuto di Stato N 3/98 - Francia; Aiuto di Stato N 486/97 - Pesi Bassi; Aiuto di Stato N 4/98 - Germania; Aiuto di Stato NN 49/97 e N 357/99 - Irlanda; Aiuto di Stato N 748/99 - Svezia.(14) Articolo 3 della decisione 95/563/CE del Consiglio, del 10 luglio 1995, relativa all'attuazione di un programma di incentivazione dello sviluppo e della distribuzione delle opere audiovisive europee (GU L 321 del 30.12.1995).(15) Aiuto di Stato N 3/98 - Francia; Aiuto di Stato N 486/97 - Paesi Bassi; Aiuto di Stato N 4/98 - Germania; Aiuto di Stato NN 49/97 e N 357/99 - Irlanda; Aiuto di Stato N 748/99 - Svezia.(16) Ciò è stato recentemente confermato nella relazione del gruppo di alto livello sulla politica audiovisiva http://europa.eu.int/comm/dg10/avpolicy/key_doc/hlg_en.html