CELEX: C2003/070/14
Language: it
Date: 2003-03-22 00:00:00
Title: Causa C-23/03: Domanda di pronuncia pegiudiziale proposta dal Tribunale Ordinario di Torino Sezione IV penale — con ordinanza 13 gennaio 2003, nel procedimento penale dinanzi ad esso pendente a carico di Michel Mulliez e.a.

C 70/8                    IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            22.3.2003
       la violazione di tale prescrizione, violino gli artt. 30-37           Domanda di pronuncia pegiudiziale proposta dal Tribuna-
       (principio della libera circolazione delle merci) del Tratta-         le Ordinario di Torino Sezione IV penale — con ordinanza
       to CE del 25 marzo 1957, nella versione in vigore al                  13 gennaio 2003, nel procedimento penale dinanzi ad
       6 settembre 2001, art. 48 e segg. dello stesso Trattato                        esso pendente a carico di Michel Mulliez e.a.
       (principio della libera circolazione delle persone) ovvero
       l’art. 59 e segg. (principio della libera circolazione dei
       servizi), in quanto tali articoli comportano che una società
       tedesca che per il tramite di venditori stabiliti nei Paesi                                      (Causa C-23/03)
       Bassi venda o voglia vendere abbonamenti a riviste, a
       priori sia soggetta al possesso di un’autorizzazione previa
       e temporanea e stabiliscono che la violazione di tali
       disposizioni sia addirittura penalmente perseguibile, e ciò
       laddove gli interessi che il legislatore ha inteso tutelare                                       (2003/C 70/14)
       avrebbero potuto essere garantiti in una maniera diversa,
       meno drastica.
b)     Se ai fini della soluzione della prima questione sia
       rilevante il fatto che ai sensi della stessa legge 25 giugno
       2002 la vendita di quotidiani, riviste, nonché la vendita
       di abbonamenti a quotidiani non sia in alcun modo                     Con ordinanza 13 gennaio 2003, pervenuta nella cancelleria
       soggetta a previa autorizzazione.                                     della Corte di giustizia delle Comunità europee il 23 gennaio
                                                                             2003, il Tribunale Ordinario di Torino — Sezione IV penale
                                                                             — ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                             le seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                             1)    Se l’art. 6 della direttiva 68/151 CEE (1) possa essere
                                                                                   inteso nel senso di obbligare gli Stati membri a stabilire
                                                                                   adeguate sanzioni non solo per la mancata pubblicità del
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Recht-                             bilancio e del conto profitti e perdite delle società
bank de Rotterdam, con ordinanza 21 gennaio 2003, nella                            commerciali, ma anche per la pubblicazione infedele
causa Optiver B.V. e 38 altri contro Stichting Autoriteit                          dello stesso, delle altre comunicazioni sociali dirette ai
                          Financiële Markten                                       soci, al pubblico, o di qualsiasi informazione sulla
                                                                                   situazione economica, patrimoniale o finanziaria che la
                                                                                   società abbia obbligo di fornire sulla società stessa o sul
                            (Causa C-22/03)                                        gruppo alla quale essa appartiene.
                             (2003/C 70/13)                                  2)    Se con riferimento all’obbligo dei singoli Stati membri di
                                                                                   adottare «adeguate sanzioni» per le violazioni previste
                                                                                   dalla Prima e Quarta direttiva (68/151 e 78/660 ( 2), le
                                                                                   direttive stesse e, in particolare, il combinato disposto
                                                                                   degli articoli 44 par. 3 lett. g) del Trattato Istitutivo delle
Con ordinanza 21 gennaio 2003, pervenuta nella cancelleria
                                                                                   Comunità Europee, 2 par. 1 lett. f) e 6 della cd. Prima
della Corte il 23 gennaio 2003, nella causa Optiver B.V. e
                                                                                   direttiva (68/151/CE) e 2 par. 2-3-4 della cd Quarta
38 altri contro Stichting Autoriteit Financiële Markten, il
                                                                                   direttiva (78/660/CE, come integrata dalle direttive 83/
Rechtbank de Rotterdam ha sottoposto alla Corte di giustizia
                                                                                   349 ( 3) e 90/605 ( 4), debba essere interpretato (o meno)
delle Comunità europee la seguente questione pregiudiziale:
                                                                                   nel senso che tali norme ostino ad una legge di uno Stato
                                                                                   membro che escluda la punibilità della violazione degli
                                                                                   obblighi di pubblicità e fedele informazione di certi atti
La direttiva 85/303/CEE ( 1) e in particolare l’interpretazione                    societari (tra cui il bilancio ed il conto profitti e perdite),
degli artt. 11 e 12 della stessa ostino alla riscossione di una                    allorquando:
tassa, come sopra descritta, a carico degli intermediari di valori
mobiliari calcolata sugli utili lordi ricavati da attività relative a
detti valori mobiliari.
                                                                                   a)    il falso sia solo qualitativo;
( 1) Direttiva del Consiglio 10 giugno 1985, 303/CEE, che modifica la
     direttiva 69/335/CEE concernente le imposte indirette sulla raccol-           b)    la falsa comunicazione sociale o l’omessa informa-
     ta di capitali (GU L 156, pag. 23).                                                 zione determinino una variazione del risultato eco-
                                                                                         nomico di esercizio o una variazione del patrimonio
                                                                                         sociale netto non superiori ad una certa soglia
                                                                                         percentuale;
 ---pagebreak--- 22.3.2003                IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             C 70/9
      c)    siano fornite informazioni che, quantunque finaliz-             Ricorso del 15 gennaio 2003 contro la Commissione delle
            zate a ingannare i soci o il pubblico a scopo di                  Comunità europee presentato dalla Repubblica italiana
            ingiusto profitto, siano conseguenza di valutazioni
            estimative che, singolarmente considerate, differi-
            scono da quelle corrette in misura non superiore ad                                        (Causa C-24/03)
            una determinata soglia;
                                                                                                        (2003/C 70/15)
      d)    le falsità o le omissioni fraudolenti e, comunque,
            le comunicazioni e informazioni non fedelmente
            rappresentative della situazione patrimoniale, finan-
            ziaria e del risultato economico della società, non
                                                                            Il 15 gennaio 2003, la Repubblica italiana rappresentata
            alterino «in modo sensibile» la situazione patrimo-
                                                                            dal prof. Umberto Leanza, in qualità di agente, assistito
            niale o finanziaria del gruppo;
                                                                            dall’avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli, ha presentato alla
                                                                            Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
                                                                            Commissione delle Comunità europee.
3)    Se con riferimento all’obbligo dei singoli Stati membri di
      adottare «adeguate sanzioni» per le violazioni previste
      dalla Prima e Quarta direttiva (68/151 e 78/660), le
      direttive stesse e, in particolare, il combinato disposto             La ricorrente chiede:
      degli articoli 44 par. 3 lett. g) del Trattato Istitutivo delle
      Comunità Europee, 2 par. 1 lett. f) e 6 della cd. Prima               l’annullamento della decisione della Commissione 5 novembre
      direttiva (68/151/CE) e 2 par. 2-3-4 della cd Quarta                  2002 n. 4127 ( 1), che esclude dal finanziamento comunitario
      direttiva (78/660/CE, come integrata dalle direttive (83/             a titolo FEAOG — sez. garanzia — le seguenti spese effettuate
      349 e 90/605), debba essere interpretato (o meno) nel                 dalla Repubblica italiana:
      senso che tali norme ostino ad una legge di uno Stato
      membro che, a fronte della violazione di quegli obblighi
                                                                            —      punto della relazione B.2.1 — eserc. fin. 1999/2000 —
      di pubblicità e fedele informazione gravanti sulle società,
      posti a presidio della tutela degli «interessi tanto dei soci                ortofrutticoli — importo: euro 68 050
      come dei terzi», costruisca un sistema sanzionatorio che:
                                                                            —      punto della relazione B.2.1 — eserc. fin. 2000/2001 —
                                                                                   ortofrutticoli — importo: euro 7 853
      a)    nei casi più gravi (danno patrimoniale) attribuisce
            solo ai soci e ai creditori il diritto di chiedere la           —      punto della relazione B.4.1.6 — eserc. fin. 1998/1999 —
            sanzione, con conseguente esclusione di una tutela                     ammasso cereali — importo: euro 1 272 616,34
            generalizzata ed effettiva dei terzi,
      b)    nei casi meno gravi (mancanza di danno patrimonia-
            le o di querela) prevede una semplice contravvenzio-            Motivi e principali argomenti
            ne che, calata nel sistema processuale italiano [per i
            motivi esposti in motivazione], risulta di carente
            effettività,
                                                                            1. O r t o f r u t t i c o l i
      c)    consente alle parti private — attraverso il sistema
            della remissione dilazionata della querela — di                 La Commissione ritiene che le Autorità italiane non abbiano
            annullare del tutto la tutela del bene della trasparenza        pienamente rispettato le disposizioni dei regolamenti n. 2200/
            in materia societaria.                                          96 (2) (art. 25) e n. 659/97 ( 3) (art. 9, commi 2 e 3) con come
                                                                            conseguenza la sottovalutazione dei quantitativi comunicati
                                                                            all’atto della fissazione dell’indennità comunitaria di ritiro: ciò
                                                                            ha comportato l’adozione da parte della Commissione di una
                                                                            ICR elevata.
( 1) GU L 65, del 14.3.1968, pag. 8.
( 2) GU L 222, del 14.8.1978, pag. 11.
( 3) GU L 193, del 18.7.1983, pag. 1.
                                                                            Si ritiene pertanto che sulla base della normativa comunitaria
( 4) GU L 317, del 16.11.1990, pag. 60.
                                                                            vigente le Autorità italiane abbiano fornito sufficienti informa-
                                                                            zioni alla Commissione che avrebbe avuto la possibilità di
                                                                            rivedere il calcolo dell’ICR con differenze minime rispetto al
                                                                            dato finale comunicato dall’Organismo pagatore. La mancata
                                                                            rettifica dell’ICR da parte della Commissione non è imputabile
                                                                            all’Amministrazione italiana che ha provveduto a segnalarla e
                                                                            a quantificarla.