CELEX: 52004PC0046
Language: it
Date: 2004-01-30
Title: Proposta di decisione del Consiglio che proroga il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2002/148/CE, che conclude le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE

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52004PC0046

Proposta di decisione del Consiglio che proroga il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2002/148/CE, che conclude le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE  /* COM/2004/0046 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che proroga il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2002/148/CE, che conclude le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Il 18 febbraio 2002, in chiusura delle consultazioni tenutesi ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE [1], il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di adottare "misure adeguate" nei confronti dello Zimbabwe [2]; Tali misure includevano la sospensione del finanziamento del sostegno al bilancio e del finanziamento di tutti i progetti, nonché la sospensione della firma del programma indicativo nazionale relativo al 9° FES. Esse esplicitamente non interessavano i contributi alle operazioni di carattere umanitario e i progetti a diretto beneficio della popolazione, in particolare nei settori sociale, della democratizzazione, del rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto. Le misure prevedevano anche la sospensione dell'articolo 12 dell'allegato 2 dell'accordo di partenariato ACP-UE, relativo ai pagamenti correnti e ai movimenti di capitali, nella misura necessaria all'applicazione di altri provvedimenti restrittivi, in particolare del congelamento di fondi.[1]  Le consultazioni ai sensi dell'articolo 96 sono state avviate nell'intento di concordare le misure che il governo dello Zimbabwe avrebbe dovuto adottare per porre rimedio alla situazione, con un particolare accento su cinque punti (fine della tolleranza da parte delle autorità verso qualunque forma di violenza di matrice politica; invito, in tempi brevi, di partner internazionali che forniscano sostegno e svolgano il ruolo di osservatori per le future elezioni e ai quali venga consentito pieno accesso a tal fine; tutela della libertà dei mezzi di informazione; indipendenza del potere giudiziario e rispetto delle sue decisioni e fine dell'occupazione illegale di proprietà).[2]  Cfr. decisione 2002/148/CE del Consiglio (GU L 50/64 del 21.2.2002). Inoltre (cfr. conclusioni del Consiglio affari generali del 18 febbraio 2002), il Consiglio ha anche adottato specifiche sanzioni PESC (Posizione comune del Consiglio 2002/145/PESC e regolamento (CE) n. 310/2002 del Consiglio relativi a talune misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe; GU L 50/1-12).2. L'istituzione di queste misure è stata motivata dalle serie violazioni dei diritti umani e della libertà di opinione, di associazione e di riunione pacifica. Una motivazione ancora più impellente era costituita dai tentativi da parte del governo dello Zimbabwe di impedire lo svolgimento di elezioni libere e democratiche rifiutando l'accesso di osservatori internazionali e di giornalisti.3. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, della decisione del 18 febbraio 2002, le misure si applicano per un periodo di dodici mesi. Lo stesso articolo stabilisce che le misure saranno revocate quando prevarranno condizioni tali da garantire il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto.4. Il 18 febbraio 2003 [3], in considerazione del fatto che il governo dello Zimbabwe continuava a violare gli elementi essenziali citati nell'articolo 9 dell'accordo di partenariato ACP-CE e che la situazione del paese era tale da non garantire il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto, il Consiglio ha deciso di prorogare per un ulteriore periodo di 12 mesi, fino al 20 febbraio 2004, le misure adeguate nei confronti dello Zimbabwe.[3]  Cfr. GU L 46 del 20.2.2003.5. Dal febbraio 2003 non vi sono stati progressi sui cinque punti posti in evidenza dalle consultazioni svoltesi ai sensi dell'articolo 96. Al contrario, l'attuale situazione dello Zimbabwe desta ancora grande preoccupazione. Nell'ultimo anno, diverse relazioni dei capi missione [4] ad Harare hanno fornito dettagliate informazioni sul deterioramento della situazione.[4]  Cfr. Relazione dei capi missione del 3.2.2003 sulla situazione dei diritti umani nello Zimbabwe; relazione dei capi missione del 6.2.2003 sulla situazione nello Zimbabwe; relazione dei capi missione del 2.5.2003 sulla tortura nello Zimbabwe; relazione dei capi missione del 9.5.2003 sui parametri per il dialogo con lo Zimbabwe; relazione aggiornata dei capi missione del 15.5.2003 sulla situazione dei diritti umani nello Zimbabwe; relazione dei capi missione del 2.9.2003 sulla distribuzione alimentare nello Zimbabwe; relazione dei capi missione del 30.10.2003 sulla questione del Daily News.6. Poiché non vi è un impegno da parte del governo dello Zimbabwe ad adottare concrete misure per porre rimedio alla situazione nei cinque settori che più destano inquietudine, l'abolizione o anche solo la riduzione delle misure non sembrano giustificate. È anche da escludere un'estensione di tali misure, che potrebbe avere un'incidenza negativa sulla popolazione dello Zimbabwe.7. Per questo motivo, la Commissione ritiene che la decisione debba essere prorogata per un ulteriore periodo di 12 mesi a partire dal 20 febbraio 2004. Poiché la proposta di decisione riguarda solo la proroga, e non la modifica, delle esistenti misure adeguate, non è necessario riaprire consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE.8. La decisione sarà regolarmente riesaminata e le misure saranno revocate quando prevarranno condizioni tali da garantire il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto. L'Unione europea si riserva inoltre il diritto di adottare misure aggiuntive.Conclusione9. Alla luce di quanto sopra, la Commissione propone al Consiglio di adottare l'allegata decisione.Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che proroga il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2002/148/CE, che conclude le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CEIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 300, paragrafo 2, comma 2,visto l'accordo interno [5] relativo ai provvedimenti da prendere e alle procedure da seguire per l'applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, applicato provvisoriamente con decisione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri del 18 settembre 2000, in particolare l'articolo 3,[5]  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 376.vista la proposta della Commissione,considerando quanto segue:(1) Con la decisione 2002/148/CE del Consiglio [6] sono state concluse le consultazioni con la Repubblica dello Zimbabwe ai sensi dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di partenariato ACP-CE e sono state adottate misure appropriate, come specificato nell'allegato alla predetta decisione.[6]  GU L 50 del 21.2.2002, pag. 64.(2) Con la decisione 2003/112/CE [7] del Consiglio l'applicazione delle misure di cui all'articolo 2 della decisione 2002/148/CE del Consiglio è stata prorogata per altri 12 mesi. Ai sensi dell'articolo 1 della decisione, le misure scadrebbero il 20 febbraio 2004.[7]  GU L 46 del 20.2.2003, pag. 25.(3) Il governo dello Zimbabwe continua a violare le disposizioni di base di cui all'articolo 9 dell'accordo di partenariato ACP-CE e le attuali condizioni nel paese non sono tali da garantire il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto.(4) Si ritiene pertanto necessaria una proroga del periodo di applicazione delle misure,DECIDE:Articolo 1Il periodo di applicazione delle misure di cui all'articolo 2 della decisione 2002/148/CE, prorogato fino al 20 febbraio 2004 dalla decisione 2003/112/CE del Consiglio, viene prorogato di altri 12 mesi fino al 20 febbraio 2005. Le misure saranno riviste ad intervalli regolari e almeno entro sei mesi.La lettera riportata in allegato alla presente decisione è indirizzata al Presidente dello Zimbabwe.Articolo 2La presente decisione entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOBruxelles,LETTERA AL PRESIDENTE DELLO ZIMBABWEL'Unione europea attribuisce la massima importanza alle disposizioni dell'articolo 9 dell'accordo di partenariato ACP-CE. In quanto elementi essenziali dell'accordo di partenariato, il rispetto dei diritti umani, delle istituzioni democratiche e dello Stato di diritto sono alla base delle nostre relazioni.Con lettera datata 19 febbraio 2002, l'Unione europea La ha informata della sua decisione di concludere le consultazioni tenute ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE e di adottare alcune 'misure appropriate' ai sensi dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) di tale accordo.Con lettera datata 19 febbraio 2003, l'Unione europea La ha informata della sua decisione di non revocare l'applicazione delle 'misure appropriate'.Oggi, a distanza di altri 12 mesi, l'Unione europea ritiene che i principi democratici vengano tuttora trascurati nello Zimbabwe e che il governo non abbia compiuto alcun progresso nei cinque settori menzionati nella decisione del Consiglio del 18 febbraio 2002 (porre fine alla violenza di matrice politica, elezioni libere ed eque, libertà dei mezzi di comunicazione, indipendenza del potere giudiziario, porre fine alle occupazioni illegali delle aziende agricole).Alla luce di quanto sopra, l'Unione europea non ritiene opportuno revocare le misure appropriate da essa adottate.Tali misure saranno revocate soltanto nel momento in cui le condizioni vigenti nel paese garantiranno il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto. L'Unione europea si riserva il diritto di adottare ulteriori misure restrittive.L'Unione europea seguirà da vicino gli sviluppi nello Zimbabwe e ribadisce ancora una volta che non intende penalizzare la popolazione dello Zimbabwe e che continuerà a contribuire alle operazioni di tipo umanitario e ai progetti che forniscono un sostegno diretto alla popolazione, in particolare i progetti in campo sociale e quelli riguardanti la democratizzazione, il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, ai quali non si applicano le suddette misure.L'Unione europea desidera portare avanti il dialogo con lo Zimbabwe, sulla base dell'accordo di partenariato ACP-CE, e si augura che Ella prenda tutti i provvedimenti necessari per garantire nuovamente il rispetto dei diritti fondamentali sanciti dall'accordo di partenariato e per riportare il paese sulla strada della pace sociale e della ripresa economica. Ciò permetterebbe di porre fine all'attuale sospensione della firma del 9° programma indicativo nazionale FES per lo Zimbabwe, consentendo in tal modo il ripristino, nel breve termine, di tutti gli strumenti di cooperazione.Distinti saluti,Per la Commissione     Per il Consiglio