CELEX: 51991PC0242
Language: it
Date: 1991-07-09
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA ALL' ADOZIONE DI STANDARD PER L' EMISSIONE VIA SATELLITE DI SEGNALI TELEVISIVI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                              C0M(91) 242 def. - SYN 350
                              Bruxelles, 9   luglio 1991
                     Proposta di
               DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
          relativa all'adozione di standard
            per l'emissione via satellite
                di segnaii televisivi
            (Presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                     - 2 -
                              NOTA ESPLICATIVA
La situazione attuale
    La diffusione diretta via satellite di programmi televisivi è
    attualmente regolata dalla Direttiva del Consiglio 86/529/CEE dei
    3 novembre 1986 ( D .    Essa prevede    l'obbligo dell'utilizzo del
    sistema MAC/Packet per emissioni effettuate dai satelliti di grande
    potenza (satelliti BSS).
2.  Il testo di questa Direttiva è il risultato di una serie di
    modifiche a partire dall'idea originale chiaramente espressa nella
    Comunicazione       delia     Commissione      al    Consiglio     del
    24 maggio 1985 < 2 ) .  Quest'ultima   si   prefiggeva   di   ottenere
    l'adozione del sistema MAC/Packet come esclusivo standard europeo
    senza alcuna distinzione fra i vari tipi di satellite, nonché di
    evitare, anche solo per un periodo transitorio, l'uso di altri
    standard da parte degli Stati Membri.
3.  Invece, la situazione giuridica risultante dal combinato disposto
    degli articoli 1 e 2 della suddetta Direttiva, ha prodotto un
    doppio regime per le trasmissioni via satellite: uno, regolato
    dalla Direttiva, per i satelliti di grande potenza e l'altro,
    senza alcuna restrizione, per gii altri           satelliti che non
    rientrano nel campo di applicazione della Direttiva.
    Questo doppio regime ha condotto a un doppio mercato. Lo sviluppo
    tecnologico ha creato delle condizioni favorevoli per satelliti di
    media potenza che hanno cominciato a trasmettere utilizzando gli
    standard PAL e SECAM.
    Nello stesso periodo sono stati effettuati importanti investiments
     in sistemi diversi. Da un lato, l'industria europea ha investito
    nello sviluppo de! MAC, avendo come scopo fi naie la HDTV;
    dall'altro, un buon numero di diffusori e di operatori hanno
     investito in emissioni via satellite utilizzando PAL e SECAM.
La strategia
4.  Vista la situazione sopraindicata, diviene estremamente difficile
    per la Comunità raggiungere l'obiettivo che si era posto - lo
    sviluppo delia HDTV con lo standard europeo HD-MAC passando
    attraverso la fase intermedia delio standard D2-MAC, seguendo
     l'approccio del progetto EUREKA-95. Ciò permette una transizione
    verso l'Alta Definizione secondo il principio di compatibilità con
(1) G.U. n. L 311 dei 6.1..1986, pag. 28 e ss.
(2) COM (85) 264 del 24.5.1985.
 ---pagebreak---                                      - 3 -
     i sistemi esistenti, il che costituisce un chiaro vantaggio per i
     consumator i.
    Questo obiettivo è stato considerato di interesse strategico per
     l'Europa nell'ambito di due Decisioni adottate all'unanimità dal
    Consiglio il 27 aprile 1989 (89/337/CEE) e il 7 dicembre 1989
     (89/630/CEE) C3) #
     Il problema concreto che si pone ora è di come agire per passare
    dall'evoluzione divergente risultante dalla Direttiva dell'86 ad
    un'evoluzione convergente.
    Nella situazione attuale, caratterizzata dall'esistenza di un
    doppio mercato con interessi fortemente contrastanti, non basta più
    pensare di adottare una soluzione legislativa che di per sé
    rimpiazzi     la Direttiva che espira il 31 dicembre 1991. Questo
    rappresenta una condizione necessaria ma non sufficiente.
     In parallelo é necessario creare uno scenario credibile per il
    prossimo decennio, attraverso un fermo impegno da parte di tutti
    gli attori economici in causa.
6.  Questa strategia globale potrà metter fine ad un periodo di
     incertezza che ha condizionato il cammino verso l'Aita Definizione
    europea. Inoltre, questo consentirà alla Commissione di assolvere
    più efficacemente, in termini di mercato, il proprio compito
    regolatore nel settore delle norme e degli standard.
    Cosi come sottolineato nella Comunicazione della Commissione al
    Consiglio      del   16 novembre 1990 (4>   relativa   al la ^olitica
     industriale in un contesto aperto e concorrenziale, gli starnarci
     promuovono I a compet11 i v i t à
     -   ri ducendo I costi per i produttori
     -   forgiando le preferenze dei consumatori per determinati prodotti
         in base alle loro abitudini
     -   consentendo l'emergere di nuovi mercati, in particolare per le
         tecnologie in via di sviluppo, laddove esse diventano una
         conditio sine qua non per la produzione industriale o la
          commercializzazione.
 7.   Le caratteristiche proprie al settore televisivo mettono in mostra
      una forte interdipendenza tra i vari attori.
      Da una parte, il mercato delle apparecchiature di ricezione
       televisiva    non   può   svilupparsi  senza   un'adeguata   offerta
       quantitativa e qualitativa di programmi che usano nuovi standard e
  (3) G.U. n. L 142 del 25.5.1989, pag. 1 e ss.; G.u. n. L 363 del
       13.12.1989, pag. 30 e ss.
  (4) COM (90) 556 del 16.11.1990.
 ---pagebreak---                                    - 4 -
    di un numero sufficiente di ore di trasmissione, e dall'altro ò
    chiaro che non avrebbe senso cominciare a trasmettere senza che
    esista un numero sufficiente di ricevitori. Di più, nessuna di
    queste operazioni può verificarsi senza che vi sia una sufficiente
    capacità da parte dei satelliti.
8.  L'insieme delle considerazioni espresse         in precedenza   hanno
    condotto la Commissione a prendere l'iniziativa di ragruppare
    attorno ad un tavolo        le diverse categorie di attori per
    sollecitare la loro attiva partecipazione per la messa a punto di
    una strategia d'insieme. Questa strategia include tanto gli aspetti
    giuridici e dì standard (una chiara definizione del nuovo regime a
    partire dal 1 gennaio 1992 con la garanzia di preservare i diritti
    legittimamente acquisiti durante la situazione attuale di doppio
    regime), quanto gli aspetti più direttamente collegati all'area di
    attività delle imprese ( essenzialmente un programma che precisi le
    date e le cifre nell'intento di sviluppare progressivamente uin
    mercato per la televisione in D2-MAC e in HD-MAC).
9.  Al fine di mettere in opera la strategia sopraindicata, la
    Commissione ha proceduto a delle consultazioni delle parti in
    causa: industria, radi odiffusori privati e pubblici, operatori dei
    satelliti e dei cavi, produttori di programmi. Due riunioni
    plenarie si sono tenute il 28 febbraio e iI 27 marzo 1991, riunioni
    che sono state preparata e seguite da numerosi contatti e incontri
    bilaterali e multi laterali.
GII strumenti
10. Sulla base     delle considerazioni     precedenti   che  hanno   fin
    dall'inizio goduto di un largo consenso tra gli operatori
    consultati, la Commissione ha identificato un doppio strumento per
    raggiungere questi obiettivi.
    Questo doppio strumento consiste in una combinazione della nuova
    direttiva con un "Protocollo d'intesa" (Il Protocollo). Ai sensi di
    questo    Protocollo   gli    operatori   in   causa   s!   impegnano
    reciprocamente nel quadro di una azione coordinata volta ailo
    sviluppo e alla promozione sul mercato di apparecchiature e servizi
    nello standard D2-MAC e con il formato 16:9.
11. li legame inseparabile tra ia direttiva e il Protocollo sarà
    consacrato dall'inserzione nel preambolo della direttiva di un
    riferimento esplicito all'esistenza de! Protocollo e ai contenuto
    di quest'ultimo.
    Inoltre la partecipazione della Commissione ai Protocollo e ia
    prospettiva d'incentivi    finanziabili sul Bilancio Comunitario
    renderanno possibile assicurare una coerenza tra le dimensione
    relativa alla definzione degli standard, che riantra nella
 ---pagebreak---                                       - 5 -
     competenza delle istituzioni comunitarie, e la dimensione operativa
     che é propria delle imprese interessate.
12. Nel corso dei numerosi contatti tra le parti in causa sono emersi
     importanti elementi di consenso. Esiste un'intento comune sul
    contenuto di base del Protocollo. I problemi specifica che
     rimangono ancora aperti possono essere risolti tenuto conto
    dell'interesse comune a raggiungere un accordo in una materia di
    cosi grande importanza.
13. La Commissione ha presentato le linee principali della propria
    strategia al Consiglio Telecomunicazioni               in occasione della
    riunione di Lussemburgo del 3 giugno 1991. Sebbene in presenza di
    punti      di   vista  ancora    divergenti     la Commissione     é   stata
     incoraggiata all'unanimità a proseguire seguendo               la propria
    proposta; un'enfasi       particolare é stata posta sulla grande
     importanza del Protocollo e sull'intimo legame che esiste tra i due
    strumenti, la direttiva e il Protocollo.
    Esistono quindi       le condizioni per iniziare la procedura che
    dovrebbe condurre all'adozione delia nuova direttiva da parte del
    Consiglio prima della fine dell'anno, in parallelo con la
    conclusione formale del Protocollo.
La direttiva
 14. Il progetto di direttiva proposto dalla Commissione si          articola sir-
     5 punti chiave
      a. L'HD-MAC é definito come la sola norma per la HDTV. Questo
          obiettivo sarà raggiunto attraverso una norma intermedia, il D2-
          MAC nel formato 16:9.
      b. Tutti l nuovi servizi e tutti i nuovi satelliti operativi a
          partire dalla data di applicazione della direttiva devono usare
           esclusivamente la norma di D2-MAC.
       e. I servizi in PAL/SECAM operativi al 31 dicembre 1991 possono
           continuare senza che alcuna data diretta o indiretta sia fissata
           per la fine delle loro trasmissioni e ciò nonostante le
           previsioni contenute nel punto b. sopraindicato. Il Protocollo
            allo stesso tempo prevedere degli incentivi per la trasmissione
            simultanea in D2-MAC dei servizi in questione ("Simulcast").
        d   Le apparecchiature (le antenne per la ricezione del satellite e
             l televisori superiori a 52 cm) posti in vendita sul mercato
            comunitario    a   partire     dal    V     gennaio   1993    dovranno
            obbligatoriamente     contenere     i    meccanismi   necessari     per
             permettere la ricezione in D2-MAC.
 ---pagebreak---                                   - 6 -
    e. La durata della direttiva sarà di dieci anni. La Commissione
       redigerà ogni due anni un rapporto di valutazione che sarà
       inviato al Consiglio e al Parlamento Europeo.
Il Protocollo d'Intesa (Il Protocollo)
15. Il Protocollo forma il secondo indispensabile pilastro su cui
    poggia l'attuale strategia della Commissione. Esso trova la propria
    origine nella decisione del        Consiglio del    27 aprile   1989
    (89/337/CEE)<5) che prevede un piano d'azione nel settore della
    HDTV.
16. La firma del Protocollo é aperta a tutte le parti interessate
    (industriali, radiodiffusori pubblici e privati, operatori dei
    satelliti e dei cavi) nonché alla Commissione. Il Protocollo sarà
    giuridicamente vincolante per tutte le parti in causa, includendo a
    questo scopo una clausola compromissoria per permettere la sua
    interpretazione e la scelta di una giurisdizione in caso di
    controversie.
17. Il Protocollo si articola su 5 punti chiave:
    a. un'azione coordinata per promuovere la norma D2-MAC nel formato
       16:9 in vista dell'introduzione della HDTV.
    b. degli    impegni  a contenuto     quantitativo  e giuridicamente
       vincolanti tra le partì firmatarie che prevedono, per esempio,
       un numero minimo di televisori da produrre, un numero di ore di
       programmi    da diffondere,    la disponibilità    dei  satelliti
        (quest'accordo non conterrà tuttavia in nessun modo delle
       clausole sui prezzi di vendita o sulle quote di mercato e in
       ogni modo dovrà rispettare le regole di concorrenza previste dal
       Trattato).
    e. un sistema di      incentivi, finanziato    in particolare dalla
       Comunità e volto soprattutto a facilitare il "Simulcast" e a
        incoraggiare l'avvio di emissioni in D2-MAC.
    d. la creazione di un consorzio tra i firmatari a cui             la
       Commissione parteciperà secondo le formule più appropriate.
        Il ruolo del consorzio sarà quello di coordinare l'azione
       promozionale, di amministrare gli incentivi comunitari e di
       sovra intendere al rispetto degli obblighi assunti dalle parti in
       causa.
    e. La durata del Protocollo sarà di cinque anni rinnovabili.
(5) G.U. n. L 142 del 25.5.1989 p. 1 e ss.
 ---pagebreak---                                    - 7 -
La messa in opera.
18. La Commissione    intende giungere prima della         fine dell'anno
    all'adozione della direttiva e contestualmente alla fi m a del
    Protocollo, i! cui testo sarà comunicato al Parlamento Europeo e al
    Consigi io.
19. Ciò renderà possibile ottenere un doppio risultato: da un lato
    risulterà definitivamente confermata la strategia della Comunità
    volta all'introduzione del HD-MAC come norma comune europea;
    dall'altro lato fornirà ai produttori di apparecchiature, ai
    radiodiffusori, agli operatori dei satelliti e dei cavo, ai
    produttori di programmi nonché ai consumatori, una base sicura per
    orientarli nelle loro decisioni sul mercato.
20. Successivamente    sarà    affrontato    l'aspetto    riguardante    il
    finanziamento del sistema d'incentivi. La Commissione prospetta a
    questo scopo l'utilizzo di un importo di un ordine di grandezza di
    circa 100 MECU all'anno su un periodo di cinque anni. Le
    discussioni informali in vista delle conclusioni del Protocollo
    sono andati in questo senso. Per quel che riguarda il 1992 l'APB
    già prevede un importo di quest'ordine di grandezza ripartito su
    varie voci.
21. Parallelamente al rafforzamento dell'aspetto relativo allo standard
    di emissioni della strategia europea all'alta definizione, :^«?so in
     opera attraverso    l'effetto congiunto del Protocollo e de ir*.,
     direttiva,   lo sviluppo     della   parte   relativa   ai   programmi
     costituisce ugualmente una priorità tanto per la promozione del
     formato 16:9 che per l'effettiva introduzione di servizi ad alta
     definizione a partire dal 1995.
 ---pagebreak---                                  - 8 -
                                Proposta di
                          DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                     relativa all'adozione di standard
                       per remissione vìa satellite
                           di segnali televisivi
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce       la   Comunità    economica  europea,  in
particolare l'artìcolo 100A,
vista la proposta della Commissione,
 in cooperazione con il Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
 considerando che la direttiva    86/529/CEE    del  Consigiio<1>   contiene  la
 previsione di riesame,
 considerando   che con    le decisioni     del    Consiglio   89/337/CEE^2) e
             3
 89/630/CEE< ) la Comunità ha riconosciuto l'importanza strategica della
 televisione   ad   alta   definizione    (HDTV)    per    l'industria   europea
 dell'elettronica di consumo e per l'industria europea della televisione e
 del cinema e ha definito il quadro strategico per l'introduzione della
 HDTV europea;
 considerando che la Direttiva 86/529/CEE ha stabilito un doppio regime
 limitando l'applicazione della direttiva a un solo tipo di satellite e che
 come conseguenza si é creato un doppio mercato nel quale lo standard MAC é
 utilizzato nei servizi di diffusione via satellite (BSS) e soprattutto le
 norme PAL e SECAM nei servizi via satellite fisso (FSS);
 considerando che al fine di raggiungere gli obiettivi comunitari contenuti
 nelle decisioni 89/337/CEE e 89/630/CEE e al fine di contribuire alla
 realizzazione di un mercato unico nel settore delle emissioni televisive
 via satellite, come previsto nell'articolo 8a del trattato, é necessario
 intraprendere azioni che creino una convergenza di standard usando in
parallelo uno strumento normativo e un accordo tra i principali attori
presenti sul mercato-,
 (1) GU n. L 311 del 6.11.1986, pag. 28.
 (2) GU n. L 142 del 25.5.1989, pag. 1.
 (3) GU n. L 363 del 13.12.1989, pag. 30
 ---pagebreak---                                                                                —I
                                   - 9 - •
  considerando che é nel più grande interesse dei consumatori europei
  tracciare una via verso la HDTV basata su criteri dì compatibilità e di
  evoluzione    al  fine   di  evitare discontinuità   e   duplicazioni   di
  investimenti;
  considerando che HD-MAC é stato sviluppato come standard europeo per
  l'emissione di servizi di HDTV basati sui criteri di compatibilità e di
 evoluzione e che il D2-MAC offre la migliore soluzione attualmente
 disponibile per lo sviluppo della HDTV con il formato 16:i> D2-MAC come
 principale passo in detta direzione;
 considerando che occorre stabilire standard comuni per le trasmissioni via
 satellite come elemento che consente una effettiva libera concorrenza
 tenendo conto che gli standard promuovono la competitività ri ducendo i
costi per i produttori, forgiando le preferenze dei consumatori per
determinati prodotti in base alle loro abitudini e consentendo l'emergere
di nuovi mercati in particolare per le tecnologie in via di sviluppo,
 laddove esse diventano una condizione preliminare per        la produzione
 industriale o la commercializzazione;
considerando che     i servizi messi     in opera durante   il periodo di
applicazione della direttiva 86/529/CEE secondo le sue disposizioni non
devono essere costretti a cessare o a modificarsi; che tuttavia degli
incentivi possono essere previsti con lo scopo di incoraggiare al tempo
stesso l'uso degli standard MAC, in particolare attraverso l'emissione
simultanea ("Simulcast");
considerando che nell'interesse dei consumatori é necessario stabilire uno
standard comune per i sistemi di accesso condizionato ai servizi in D2-MAC
e HDTV;
considerando che le reti dì televisione via cavo e di antenna coiÉet"r,w» _ ^ ^ ^
(SMATV) costituiscono un fattore rilevante nelle infrastutture televisive    -*^
di molti Stati membri e che saranno di grande importanza per il futuro dei
servizi della HDTV;
considerando che la decisione 89/337/CEE ha previsto un piano di azione
 per l'introduzione dell'HDTV, nell'ambito di una stretta cooperazione a
 livello comunitario tra la Commissione, gli Stati membri e l'Industria
 europea ;
 considerando che radiodìffusori, operatori del satellite, produttori di
 apparecchiature e operatori     del cavo sono pienamente      impegnati per
  introdurre al più presto i servizi in 16:9 D2-MAC. conformemente agli
  obiettivi definiti nella decisione 89/337/CEE e che di conseguenza hanno
  dichiarato la loro Intenzione di aderire ad un Protocollo d'Intesa cu.
  anche la Commissione sarà parte;
  considerando che l'accordo informale definirà le obbligazioni delle varie
  parti per «o sviluppo e la promozione dei servizi in 16:9 D2-MAC in Europa
  secondo i termini e le disposizioni della presente direttiva e che
   costituirà parte integrante delia strategia globale per l'introduzione
   della HDTV;
 ---pagebreak---                                      - 10 -
considerando che gli sforzi          della ricerca europea debbono situarsi
all'avanguardia di tutti i nuovi sviluppi significativi come tendenza
verso le emissioni in televisione digitale e che l'Europa deve consolidare
i propri sforzi dì ricerca attraverso la cooperazione;
considerando che in vista del prevedibile progresso tecnico in questo
settore occorre tener conto fin d'ora di ogni successivo sviluppo dei
sistemi esistenti e che occorre prevedere l'eventuale revisione della
presente direttiva;
considerando che é nell'interesse generale cosi come nell'interesse dei
principali attori sul mercato che questa direttiva sia attuata nei più
brevI term i n i poss i b iIi,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA
                                     Articolo 1
Gli stati Membri prendono tutte le misure necessarie per promuovere e
favorire l'introduzione e lo sviluppo di servizi avanzati di trasmissione
via satellite per programmi televisivi utilizzando lo standard HD-MAC per
le trasmissioni della televisione ad alta definizione e lo standard di D2-
MAC per le altre trasmissioni in formato 16:9.
                                     Art I co lo 2
1.  Per le trasmissioni di servizi televisivi in alta           definizione  può
    essere utilizzato soltanto lo standard HD-MAC.
2.  Nelle trasmissioni di servìzi di televisione via satellite su 625 linee
    ricevibili da telespettatori che utilizzano apparecchiature domestiche
    di ricezione di emissioni via satellite, anche nel caso in cui si
     intendano redistribuire tali trasmissioni attraverso le reti via cavo,
    può essere utilizzato solo lo standard D2-MAC:
    -   per tutti i servizi    in formato 16:9;
    -   per tutti i servizi trasmessi da un satellite che usi        la banda di
        frequenza BSS (11.7 fino a 12.5 G H z ) ;
    -   per tutte le trasmissioni via satellite di un servizio che inizi a
        partire dalla data di messa in applicazione della presente direttiva
        o che usi un satellite messo in funzione a partire dalla data di
        messa in applicazione della presente direttiva.
                                     Art ico lo 3
I servizi via satellite operativi al 31 dicembre 1991 e che usano gli
standard D-MAC/PAL o SECAM possono continuare ad usare lo stesso standard
per le trasmissioni su 625 linee in formato 4:3 a partire dalla data di
messa    in   applicazione     della   presente    direttiva, in   deroga   alle
disposizioni articolo 2, paragrafo 2, terzo trattino.
 ---pagebreak---                                     - 11 -
                                    Articolo 4
 Gli Stati membri prendono tutte le misure necessare affinché, a partire dal
 1 gennaio 1993, tutte le nuove apparecchiature televisive con uno schermo
 di dimensioni superiori a 52 cm. e tutte le apparecchiature di ricezione
 del satellite in vendita nella Comunità abbiano incorporati gli strumenti
 necessari a ricevere i segnali in D2-MAC.
                                   Articolo 5
Gli Stati Membri prendono tutte le misure necessarie affinché:
     tutti I nuovi sistemi di ridistribuzione terrestri o tutti l sistemi
     esistenti    di  ridistribuzione    terrestri che  hanno la necessaria
     capacità tecnica siano organizzati in modo tale che I segnali in HD-MAC
     possano essere trasmessi attraverso la rete dal suo inizio fino
     all'utente finale: nel caso della TV via cavo e dei sistemi di antenne
     collettive (SMATV) canali nella iperbanda (300-450 MHz) ciascuno di 12
     MHz come larghezza di banda saranno attribuiti a questo scopo; ì
     sistemi di redistribuzione terrestri che non abbiano la necessaria
     capacità tecnica dovranno uniformarsi a quanto sopra indicato, qualora
     i loro operatori decidessero un miglioramento delia rete;
     se gli operatori via cavo decidono la redistribuzione via cavo dei
     programmi ricevuti da essi in formato 16:9 e in standard D2-MAC o HD-
     MAC, gli operatori dovranno anche ridistribuire questi programmi nello
     stesso formato 16:9 e in standard D2-MAC o HD-MAC;
                                   Art ico io 6
Nei caso di tutti i servizi che utilizzano lo standard D2-MAC, che sono
criptati ed usano un sistema di accesso condizionato, gli Stati membri
adottano le misure necessarie affinché a partire dal termine di alterazione
della presente direttiva venga utilizzato solo un sistema di accesso
condizionato pienamente compatibile con il D2-MAC e standardizzato in
quanto tale da una organizzazione europea di standardizzazione.
                                   Ar t i co Io 7
 La presente direttiva si applica fino al 31 dicembre 2001. Ogni due anni la
 Commissione sottopone al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato
 economico e sociale un rapporto sull'applicazione della presente direttiva
 e se necessario presenta ulteriori proposte di adeguamento agli sviluppi
  intervenuti nel campo delle trasmissioni televisive via satellite.
                                    Art ico lo 8
  1.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni          legislative,
       regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente
       direttiva entro tre mesi dalia data della sua notificazione. Essi ne
       informano immediatamente   la Commissione.
 ---pagebreak---                                  - 12 -
    Quando gii Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono
    un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto
    riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del
    riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione i testi delle disposizioni
    di diritto nazionale che adottano nella materia disciplinata dalla
    presente direttiva.
                                 Art ico lo 9
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, iI
                                                      Per iI Consigi io
                                                         Il Presidente
 ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                            COy(91)242def.
                                                                            16 15
rr
                                                                **V
                                         N. di catalogo : CB-GO-91-304-IT-C
                                                              ISBN 92-77-74182-1
   Ufficio celle pubbUcazioni ufficiaU delle Comunità europee
   L-2985 Lussemburgo