CELEX: 52006PC0263
Language: it
Date: 2006-06-02
Title: Proposta di decisione del Consiglio che autorizza la Grecia e il Portogallo ad introdurre misure particolari di deroga all’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari (I testi in lingua greca e portoghese sono i soli facenti fede)

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52006PC0263

Proposta di decisione del Consiglio che autorizza la Grecia e il Portogallo ad introdurre misure particolari di deroga all’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari (I testi in lingua greca e portoghese sono i soli facenti fede)  /* COM/2006/0263 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 2.6.2006COM(2006) 263 definitivoProposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOche autorizza la Grecia e il Portogallo ad introdurre misure particolari di deroga all’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari(I testi in lingua greca e portoghese sono i soli facenti fede)(presentata dalla Commissione)RELAZIONECONTESTO DELLA PROPOSTA |110 | Motivazione e obiettivi della proposta A norma dell’articolo 27, paragrafo 1, della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, il Consiglio, deliberando all’unanimità su proposta della Commissione, può autorizzare ogni Stato membro ad introdurre misure particolari di deroga alle disposizioni di detta direttiva, allo scopo di semplificare la riscossione dell’imposta o di evitare talune frodi o evasioni fiscali. Con lettera protocollata dal Segretariato generale della Commissione il 19 settembre 2005, il Portogallo ha chiesto l’autorizzazione ad introdurre misure di deroga all’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE. Conformemente all’articolo 27, paragrafo 2, della direttiva 77/388/CEE, con lettera dell’8 marzo 2006 la Commissione ha informato gli altri Stati membri della richiesta presentata dal Portogallo. Il 9 marzo 2006 la Commissione ha notificato al Portogallo che aveva ricevuto tutti i dati da essa ritenuti necessari per valutare la richiesta. Con lettera protocollata dal Segretariato generale della Commissione il 15 marzo 2006, le autorità greche hanno chiesto una proroga della deroga vigente autorizzata con decisione 2002/736/CE (come modificata dalla decisione 2004/227/CE). Dette autorità hanno chiesto nel contempo di passare dal regime di esenzione a un meccanismo di inversione contabile in deroga all’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE del Consiglio. Conformemente all’articolo 27, paragrafo 2, della direttiva 77/388/CEE, la Commissione, con lettera del 28 marzo 2006, ha informato gli altri Stati membri della richiesta presentata dalla Grecia. Con lettera del 31 marzo 2006, la Commissione ha notificato alla Grecia che disponeva di tutti i dati da essa ritenuti necessari per valutare la richiesta. |120 | Contesto generale Come regola generale, l’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE, nella versione dell’articolo 28 octies, stabilisce che, in regime interno, il soggetto passivo che effettua una cessione di beni o una prestazione di servizi è di norma debitore dell’imposta sul valore aggiunto (IVA). La Grecia e il Portogallo vorrebbero applicare un meccanismo di inversione contabile, in base al quale il soggetto passivo destinatario della cessione o prestazione diverrebbe debitore dell’IVA nelle seguenti cessioni e prestazioni: (1) cessioni di rottami ferrosi e non ferrosi, avanzi e materiali di recupero, comprese le cessioni di semiprodotti ottenuti dalla trasformazione, dalla lavorazione o dalla fusione di metalli non ferrosi; (2) cessioni di prodotti semilavorati ferrosi e non ferrosi e prestazione di taluni servizi di lavorazione correlati; (3) cessioni di residui ed altri materiali riciclabili costituiti da metalli ferrosi e non ferrosi, loro leghe, scorie, ceneri, scaglie e residui industriali contenenti metalli o loro leghe, nonché prestazione di servizi consistenti nella selezione, nel taglio, nella frammentazione e nella pressatura di tali prodotti; (4) cessioni di rottami ferrosi nonché di ritagli, avanzi, cascami e materiali di recupero e riciclabili consistenti in residui di vetreria, vetro, carta, cartone e board, stracci, osso, cuoio, cuoio ricostituito, pergamena, cuoi e pelli greggi, tendini e nervi, spago, corde e funi, gomma e plastica, e prestazione di taluni servizi di lavorazione correlati; (5) cessioni dei materiali di cui al punto (4) dopo che sono stati sottoposti a talune trasformazioni come ad esempio la ripulitura, la lucidatura, la selezione, il taglio o la fusione in lingotti; (6) cessioni di cascami e avanzi provenienti dalla lavorazione di materiali di base. Il meccanismo di inversione contabile si applicherebbe unicamente alle cessioni e prestazioni effettuate in Grecia e in Portogallo. Il Portogallo ha sottolineato le difficoltà incontrate, a causa dell’evasione fiscale, nella riscossione dell’IVA dovuta nel settore del commercio dei materiali di rifiuto. Una delle forme tipiche di evasione consiste nel mancato versamento alle autorità fiscali, da parte di un’impresa operante nella catena di approvvigionamento dei materiali di rifiuto, dopo la rivendita delle materie prime, dell’IVA fatturata, mentre i clienti possono legittimamente detrarre l’imposta. Tale situazione dà luogo a una riduzione delle entrate dello Stato e conferisce al fornitore un ingiusto vantaggio di mercato a danno delle imprese operanti legalmente. In base alle stime del Portogallo, nel 2005 non è stata versata l’imposta sul valore aggiunto per il 44% delle dichiarazioni IVA presentate nel settore dei materiali di rifiuto. Anche la Grecia ha subito perdite di reddito in questo settore. In virtù della decisione 2004/227/CE del Consiglio, che proroga la decisione 2002/736/CE del Consiglio, la Grecia è stata autorizzata ad applicare, fino alla fine del 2005, un’esenzione delle cessioni e degli acquisti intracomunitari di determinati materiali di recupero effettuati da soggetti passivi il cui fatturato relativo a tali prodotti nell’anno precedente era inferiore a 900 000 EUR. Essa è stata inoltre autorizzata ad applicare un’esenzione delle cessioni e degli acquisti intracomunitari di metalli non ferrosi di recupero, senza limiti relativi al fatturato del soggetto passivo. In base alla valutazione delle autorità greche, tale esenzione non ha avuto gli effetti sperati di prevenzione della frode e dell’evasione fiscale. Le imprese cui si applica l’esenzione hanno lo svantaggio di non poter detrarre l’imposta sul valore aggiunto (IVA) versata per le cessioni da esse effettuate, cosa che ne ha ridotto la competitività. Di conseguenza è aumentato il numero delle imprese che hanno chiesto e ottenuto l’autorizzazione a non applicare l’esenzione, avvalendosi della possibilità prevista dalla decisione 2002/736/CE. Analogamente al Portogallo e ad altri Stati membri, il governo greco vorrebbe applicare un meccanismo di inversione contabile. Tale meccanismo non presenterebbe lo svantaggio di privare il fornitore del diritto alla detrazione; esso garantirebbe inoltre una più ampia copertura della misura, consentendo di evitare ulteriori perdite fiscali. La proposta autorizza l’applicazione del meccanismo di inversione contabile fino al 31 dicembre 2009. Va tuttavia osservato che il 16 marzo 2005 la Commissione ha presentato una proposta di direttiva recante modifica della direttiva 77/388/CEE per quanto riguarda talune misure aventi lo scopo di semplificare la riscossione dell’IVA e di contribuire a contrastare l’evasione e l’elusione, e recante abrogazione di talune decisioni che autorizzano misure derogatorie (razionalizzazione delle deroghe concesse a norma dell’articolo 27). Tale proposta comprende, tra l’altro, disposizioni simili alla misura richiesta. La deroga proposta cesserà pertanto di avere effetto, unicamente nella misura in cui sarà contemplata dalla direttiva “razionalizzazione”, a partire dall’entrata in vigore delle misure relative a questo settore contenute nella direttiva scaturita dalla proposta di razionalizzazione. |130 | Disposizioni vigenti nel settore della proposta Deroghe analoghe in relazione all’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE sono state concesse ad altri Stati membri. |141 | Coerenza con altri obiettivi e politiche dell’Unione Non pertinente. |CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DELL’IMPATTO |Consultazione delle parti interessate |219 | Non pertinente. |Ricorso al parere di esperti |229 | Non è stato necessario consultare esperti esterni. |230 | Valutazione dell’impatto La proposta di decisione mira a semplificare la riscossione dell’imposta e ad evitare le possibili frodi o evasioni dell’IVA e ha pertanto un potenziale impatto economico positivo. L’impatto sarà comunque ridotto, visto il campo d’applicazione limitato della deroga. |ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA |305 | Sintesi delle misure proposte Autorizzare la Grecia e il Portogallo ad applicare una misura di deroga all’articolo 21, paragrafo 1, della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio per quanto riguarda l’utilizzo di un meccanismo di inversione contabile per le cessioni interne di alcuni materiali di rifiuto. |310 | Base giuridica Articolo 27, paragrafo 1, della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme. |329 | Principio di sussidiarietà La proposta è di competenza esclusiva della Comunità. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica. |Principio di proporzionalità La proposta è conforme al principio di proporzionalità per le ragioni seguenti. |331 | La presente decisione riguarda un’autorizzazione concessa a due Stati membri su richiesta dei medesimi e non costituisce un obbligo. |332 | Tenuto conto del campo di applicazione circoscritto della deroga, la misura particolare è commisurata all’obiettivo perseguito. |Scelta dello strumento |341 | Strumenti proposti: altri. |342 | Altri strumenti non sarebbero adeguati per le ragioni seguenti. A norma dell’articolo 27 della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati Membri relative alle imposte sulla cifra di affari, una deroga alle disposizioni comuni in materia di IVA può essere introdotta soltanto se autorizzata dal Consiglio, che delibera all’unanimità su proposta della Commissione. L’unico strumento idoneo è una decisione del Consiglio. |INCIDENZA SUL BILANCIO |409 | La proposta non ha alcuna incidenza sul bilancio comunitario. |INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI |Riesame/revisione/clausola di temporaneità |533 | La proposta contiene una clausola di temporaneità. |1.  Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOche autorizza la Grecia e il Portogallo ad introdurre misure particolari di deroga all’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari(I testi in lingua greca e portoghese sono i soli facenti fede)IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme[1], in particolare l’articolo 27, paragrafo 1,vista la proposta della Commissione[2],considerando quanto segue:2.  A norma dell’articolo 27, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE il Consiglio, deliberando all’unanimità su proposta della Commissione, può autorizzare ogni Stato membro a introdurre misure particolari di deroga a detta direttiva, allo scopo di semplificare la riscossione dell’imposta o di evitare talune frodi o evasioni fiscali.3.  Con lettera protocollata dal Segretariato generale della Commissione il 19 settembre 2005, il Portogallo ha chiesto l’autorizzazione a introdurre una misura particolare di deroga all’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE.4.  A norma dell’articolo 27, paragrafo 2, della direttiva 77/388/CEE, la Commissione ha informato gli altri Stati membri, con lettera dell’8 marzo 2006, della richiesta presentata dal Portogallo. Con lettera del 9 marzo 2006, la Commissione ha comunicato al Portogallo che disponeva di tutti i dati ritenuti necessari per valutare la richiesta.5.  Con lettera protocollata dal Segretariato generale della Commissione il 15 marzo 2006, la Grecia ha chiesto l’autorizzazione a introdurre una misura particolare di deroga all’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE.6.  A norma dell’articolo 27, paragrafo 2, della direttiva 77/388/CEE, la Commissione ha informato gli altri Stati membri, con lettera del 28 marzo 2006, della richiesta presentata dalla Grecia. Con lettera del 31 marzo 2006, la Commissione ha comunicato alla Grecia che disponeva di tutti i dati da essa ritenuti necessari per valutare la richiesta.7.  Scopo della misura di deroga all’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE è consentire alla Grecia e al Portogallo di contrastare l’elusione o l’evasione fiscale nel settore dei materiali di rifiuto. Una tipica pratica è quella secondo la quale le imprese operanti nella catena di commercializzazione dei materiali di rifiuto, molte delle quali risultano poi irreperibili, non versano l’IVA alle autorità fiscali dopo la rivendita delle materie prime. I loro clienti, tuttavia, in possesso di una fattura valida, continuano a poter fruire di una detrazione fiscale.8.  La misura è commisurata agli obiettivi perseguiti, in quanto non è destinata ad applicarsi generalmente, ma solo a operazioni e settori specifici per i quali sussistono notevoli problemi di elusione o evasione fiscale.9.  Deroghe analoghe sono state concesse ad altri Stati membri per contrastare l’elusione o l’evasione dell’IVA e sono risultate efficaci.10.  È opportuno limitare l’autorizzazione al 31 dicembre 2009, in modo da poter valutare in base all’esperienza acquisita fino a tale data se la deroga rimanga giustificata o no. Il 16 marzo 2005, tuttavia, la Commissione ha presentato una proposta di direttiva che razionalizza alcune delle deroghe concesse in virtù dell’articolo 27 della direttiva 77/388/CEE. È pertanto necessario che per le parti della presente decisione che rientrano nell’oggetto della direttiva proposta il periodo di applicazione sia limitato fino alla data di entrata in vigore della medesima.11.  La deroga non incide negativamente sulle risorse proprie delle Comunità provenienti dall’IVA,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1In deroga all’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 77/388/CEE, nella versione dell’articolo 28 octies, la Grecia e il Portogallo sono autorizzati a designare quale debitore dell’IVA il soggetto passivo destinatario di una cessione di beni o di una prestazione di servizi ai sensi dell’articolo 2 della presente decisione.Articolo 2Il destinatario della cessione di beni o della prestazione di servizi può essere designato quale debitore dell’IVA nei seguenti casi:(1) cessioni di rottami ferrosi e non ferrosi, avanzi e materiali di recupero, comprese le cessioni di semiprodotti ottenuti dalla trasformazione, dalla lavorazione o dalla fusione di metalli non ferrosi;(2) cessioni di prodotti semilavorati ferrosi e non ferrosi e prestazione di taluni servizi di lavorazione correlati;(3) cessioni di residui ed altri materiali riciclabili costituiti da metalli ferrosi e non ferrosi, loro leghe, scorie, ceneri, scaglie e residui industriali contenenti metalli o loro leghe, nonché prestazione di servizi consistenti nella selezione, nel taglio, nella frammentazione e nella pressatura di tali prodotti;(4) cessioni di rottami ferrosi nonché di ritagli, avanzi, cascami e materiali di recupero e riciclabili consistenti in residui di vetreria, vetro, carta, cartone e board, stracci, osso, cuoio, cuoio ricostituito, pergamena, cuoi e pelli greggi, tendini e nervi, spago, corde e funi, gomma e plastica, e prestazione di taluni servizi di lavorazione correlati;(5) cessioni dei materiali di cui al punto (4) dopo che sono stati sottoposti a talune trasformazioni come ad esempio la ripulitura, la lucidatura, la selezione, il taglio o la fusione in lingotti;(6) cessioni di cascami e avanzi provenienti dalla lavorazione di materiali di base.Articolo 3L’autorizzazione concessa ai sensi dell’articolo 1 della presente decisione scade alla data di entrata in vigore di una direttiva che razionalizza le deroghe concesse in virtù dell’articolo 27 della direttiva 77/388/CEE relativamente alle cessioni e prestazioni di cui all’articolo 2 della presente decisione contemplate da tale direttiva, o il 31 dicembre 2009, se quest’ultima data è anteriore.Articolo 4La Repubblica ellenica e la Repubblica portoghese sono destinatarie della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl presidente [1] GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/18/CE (GU L 51 del 22.2.2006, pag. 12).[2] GU C […] del […], pag. […].