CELEX: 62010CN0458
Language: it
Date: 2010-09-17 00:00:00
Title: Causa C-458/10: Ricorso proposto il 17 settembre 2010 — Commissione europea/Granducato di Lussemburgo

18.12.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 346/29
            
         Ricorso proposto il 17 settembre 2010 — Commissione europea/Granducato di Lussemburgo
   (Causa C-458/10)
   ()
   2010/C 346/48
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: S. Pardo Quintillán e O. Beynet, agenti)
   
      Convenuto: Granducato di Lussemburgo
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   
               —
            
            
               dichiarare che, non avendo trasposto completamente e correttamente l’art. 9, n. 3, lett. b), c) ed e) della direttiva 98/83/CE (1), il Granducato di Lussemburgo è venuto meno agli obblighi impostigli dall’art. 9, n. 3, lett. b), c) ed e) della direttiva 98/83/CE;
            
         
               —
            
            
               condannare il Granducato di Lussemburgo alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   La Commissione deduce due censure a sostegno del suo ricorso.
   Con la prima censura la Commissione sostiene l’incompletezza della trasposizione dei punti b) e c) dell’art. 9, n. 3, della direttiva 98/83. Infatti, la normativa nazionale non prevedrebbe che la decisione di deroga debba contenere «i risultati del precedente controllo pertinente» e non preciserebbe «la quantità di acqua fornita ogni giorno», «la popolazione interessata» e «gli eventuali effetti sulle industrie alimentari interessate».
   Con la seconda censura la Commissione fa valere che la trasposizione del punto e) dell’art. 9, n. 3, della direttiva è incompleta e incorretta in quanto le autorità lussemburghesi sosterrebbero in particolare che, poiché tocca all’autore della domanda di deroga definire ad attuare le misure correttive, è questo stesso autore che dovrebbe fornire una «sintesi del piano», un «calendario dei lavori» e una «stima dei costi» delle misure, e non l’autore della decisione di concessione della deroga, come richiesto dalla direttiva.
   
      (1)  Direttiva del Consiglio 3 novembre 1998, 98/83/CE, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (GU L 330, pag. 32).