CELEX: 31995R0685
Language: it
Date: 1995-03-27 00:00:00
Title: Regolamento (CE) n. 685/95 del Consiglio, del 27 marzo 1995, relativo alla gestione dello sforzo di pesca riguardante talune zone e risorse di pesca comunitarie

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31995R0685

Regolamento (CE) n. 685/95 del Consiglio, del 27 marzo 1995, relativo alla gestione dello sforzo di pesca riguardante talune zone e risorse di pesca comunitarie  

Gazzetta ufficiale n. L 071 del 31/03/1995 pag. 0005 - 0014

REGOLAMENTO (CE)  N. 685/95 DEL CONSIGLIO del 27 marzo 1995 relativo alla gestione dello sforzo di pesca riguardante  talune zone e risorse di pesca comunitarieIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 43, vista la proposta della Commissione  (1), visto il parere del Parlamento europeo  (2), visto il parere del Comitato economico e sociale  (3), considerando che a norma dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 3760/92 del Consiglio, del 20  dicembre 1992, che istituisce un regime comunitario della pesca e dell'acquicoltura  (4), spetta al  Consiglio stabilire le misure comunitarie che definiscono le condizioni di accesso alle acque e  alle risorse e di esercizio delle attività di pesca; considerando che il regolamento (CE) n. 1275/94  (5) prevede, per adattare e integrare nella  normativa comunitaria i regimi di accesso alle acque e alle risorse stabiliti dall'atto di adesione  della Spagna e del Portogallo, che il Consiglio si pronunci, anteriormente al 1° gennaio 1995,  sulle misure da adottare a norma dell'articolo 3; considerando che è necessario rispettare gli equilibri esistenti e l'acquis comunitario, in  particolare il principio della stabilità relativa; considerando che occorre impedire un aumento dello sforzo di pesca globale attualmente in essere  nelle zone e per le risorse contemplate dall'atto di adesione della Spagna e del Portogallo e  prevedere una diminuzione di tale sforzo di pesca qualora l'evoluzione delle risorse dovesse  esigere una riduzione generale delle possibilità di pesca; considerando che è necessario tener conto della complessità delle attività di pesca e delle  caratteristiche biologiche, geografiche e geomorfologiche delle risorse; che, in particolare, si  dovrà tener conto della necessità di preservare l'equilibrio di tali risorse nelle zone  particolarmente sensibili; considerando che l'attuazione della regolazione dello sforzo di pesca compete agli Stati membri di  bandiera; che sembra quindi necessario garantire la trasparenza delle modalità di gestione e di  controllo; considerando che l'instaurazione di un regime di gestione dello sforzo di pesca richiede talune  misure comunitarie di accompagnamento, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 A norma delle disposizioni della politica comune della pesca, il  presente regolamento stabilisce, con effetto dal 1° gennaio 1996, i criteri e le procedure per  l'instaurazione di un regime di gestione dello sforzo di pesca nelle zone CIEM Vb, VI, VII, VIII,  IX X e COPACE 34.1.1, 34.1.2, 34.2.0. Articolo 2 1.  Gli Stati membri redigono l'elenco nominativo dei pescherecci battenti la loro  bandiera autorizzati ad esercitare le attività di pesca nelle zone di pesca di cui all'allegato I. 2.  Gli Stati membri possono includere successivamente altri pescherecci nel loro elenco  nominativo, a condizione che esistessero dei diritti di pesca al momento in cui l'elenco nominativo  era stato redatto. 3.  Gli Stati membri possono successivamente sostituire i pescherecci iscritti nel loro elenco  nominativo. 4.  Si continuano ad applicare i criteri e le procedure di cui agli articoli 3 e 5 in occasione di  qualsiasi modifica degli elenchi nominativi. TITOLO I Misure riguardanti le catture delle specie demersali Articolo 3 1.  Per ciascuna  attività di pesca destinata alla cattura di specie demersali di cui all'allegato I, gli Stati  membri valutano lo sforzo di pesca necessario sulla base dei criteri comunitari per la valutazione  dello sforzo di pesca di cui allegato II. 2.  Tali valutazioni dello sforzo di pesca tengono conto delle seguenti condizioni: i)  il livello dello sforzo di pesca deve consentire a ciascuno Stato membro di sfruttare  pienamente le proprie possibilità di pesca per ciascun tipo di pesca, vale a dire sia le specie  soggette a TAC, ripartite o meno, che le specie non soggette a tali limitazioni; ii)  il livello dello sforzo di pesca è stabilito a norma delle norme comunitarie; l'equilibrio  esistente nello sfruttamento per attività e per zona non può essere alterato; iii)  il livello dello sforzo di pesca non deve in alcun modo compromettere la stabilità relativa  dei diversi tipi di pesca. 3.  Gli Stati membri instaurano un dispositivo di regolazione dello sforzo di pesca qualora lo  sforzo potenziale di pesca, corrispondente al libero accesso dei pescherecci indicati nell'elenco  nominativo, sia superiore allo sforzo valutato. 4.  Gli Stati membri interessati valutano lo sforzo di pesca nella zona CIEM VIIa e VIIf, a nord di  50°30&prime; di latitudine nord, in funzione delle attività di pesca tradizionali. 5.  Gli Stati membri interessati valutano lo sforzo di pesca nella zona situata a sud di  56°30&prime; di latitudine nord, ad est di 12° di longitudine ovest e a nord di 50°30&prime; di  latitudine nord sulla base degli attuali livelli di attività dei loro pescherecci ad eccezione di  quelli battenti bandiera della Spagna. In questa zona, il numero di pescherecci battenti bandiera  della Spagna non può essere superiore a 40, nella stretta osservanza del disposto del paragrafo 2,  punto ii). TITOLO II Misure riguardanti le catture delle specie pelagiche Articolo 4 1.  Per le attività  di pesca destinate alla cattura di specie pelagiche, incluse quelle altamente migratrici di cui  all'allegato I, gli Stati membri adottano le misure volte ad assicurare la verifica a posteriori  dell'effettivo sforzo di pesca. 2.  In alcuni casi particolari, lo sforzo di pesca può essere regolamentato dal Consiglio secondo  la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 3760/92, tenendo conto,  segnatamente, degli equilibri esistenti nello sfruttamento per tipo di pesca e per zona. 3.  Al fine di garantire che i controlli dello sforzo di pesca di cui all'articolo 3, paragrafi 4 e  5, si applichino alla pesca delle specie pelagiche e di altre specie non pelagiche nelle zone CIEM  VIIa e VIIf, il Consiglio delibererà su proposta della Commissione a norma della procedura di cui  al paragrafo 2 del presente articolo. TITOLO III Disposizioni generali Articolo 5 1.  Entro il 31 marzo 1995, gli Stati membri  comunicano alla Commissione le seguenti informazioni: -  gli elenchi nominativi di cui all'articolo 2 per quanto riguarda le specie demersali; -  la valutazione dello sforzo di pesca necessario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, -  se del caso, il dispositivo di regolazione previsto dello sforzo di pesca di cui all'articolo 3,  paragrafo 3. 2.  Gli Stati membri comunicano periodicamente alla Commissione qualsiasi modifica apportata alle  informazioni di cui al paragrafo 1. 3.  La Commissione trasmette le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 agli Stati membri. Articolo 6 1.  Entro il 30 aprile 1995 la Commissione, sulla base delle informazioni di cui  all'articolo 5 e dopo stretta consultazione con gli Stati membri interessati, sottopone al  Consiglio una proposta di regolamento riguardante la regolazione dello sforzo di pesca. 2.  Il Consiglio delibera su tale proposta entro il 30 giugno 1995 secondo la procedura di cui  all'articolo 8, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 3760/92, procedendo o meno alla modifica delle  condizioni di esercizio delle attività di pesca comunicate dagli Stati membri interessati e  rispettando pienamente i principi della stabilità relativa e della non discriminazione. Il regolamento che sarà adottato dal Consiglio può prevedere l'adozione di modalità applicative,  secondo la procedura di cui all'articolo 18 del regolamento (CEE) n. 3760/92, ivi compreso, a  talune condizioni, l'adattamento delle condizioni di esercizio delle attività di pesca, nel  rispetto dei criteri e delle condizioni di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2 del presente  regolamento. La Commissione riesamina le condizioni di esercizio delle attività di pesca qualora i massimali  relativi allo sforzo di pesca compromettano lo sfruttamento completo di contingenti di uno Stato  membro e adotta le misure adeguate al fine di porre rimedio a tale situazione a norma della  procedura di cui al secondo comma. 3.  Qualora il Consiglio non deliberi entro il 31 luglio 1995, la Commissione adotta, sulla base  della proposta menzionata al paragrafo 1, se possibile entro il 31 ottobre 1995, secondo la  procedura di cui all'articolo 18 del regolamento (CEE) n. 3760/92, le misure necessarie per  assicurare che lo sforzo di pesca di ciascuno Stato membro non aumenti rispetto al livello in  essere. 4.  Qualora le misure di cui al paragrafo 3 non siano adottate dalla Commissione anteriormente al  31 dicembre 1995, si applicano gli elenchi nominativi dei pescherecci e, se necessario, i  dispositivi di regolazione dello sforzo di pesca comunicati dagli Stati membri alla Commissione. Articolo 7 1.  Entro il 31 marzo 1995, gli Stati membri adottano le misure necessarie per  garantire il rispetto dello sforzo di pesca valutato a norma dell'articolo 3 e notificano tali  misure alla Commissione, che le comunica agli altri Stati membri. In tale ambito, lo Stato membro può regolamentare lo sforzo di pesca controllando l'attività della  propria flotta e adottando le opportune misure ove il livello dello sforzo di pesca stia per  raggiungere il livello consentito a norma dell'articolo 6. 2.  Gli Stati membri, ogniqualvolta ciò sia necessario, rilasciano permessi di pesca speciali per i  pescherecci battenti la loro bandiera. 3.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per obbligare i pescherecci battenti la loro  bandiera a comunicare le entrate e le uscite dalle zone, comprese le entrate e le uscite dai porti  situati all'interno di quelle zone oggetto di limitazioni dello sforzo o della capacità di pesca,  nonché nella zona situata a sud di 56°30&prime; di latitudine nord, all'est di 12° di longitudine  ovest e a nord di 50°30&prime; di latitudine nord. Per i pescherecci attrezzati con un sistema di  sorveglianza automatico in tempo reale e autorizzato a norma della legislazione comunitaria, la  comunicazione può essere effettuata mediante tale sistema. 4.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per obbligare i pescherecci battenti la loro  bandiera a comunicare altresì all'entrata e all'uscita da una zona le catture detenute a bordo, a  decorrere dell'entrata in funzione entro il 1° gennaio 1998 delle infrastrutture comunitarie di  gestione dei dati relativi alle catture dei pescherecci nelle acque comunitarie. 5.  Le comunicazioni di cui ai paragrafi 3 e 4 sono inviate simultaneamente allo Stato di bandiera  e agli Stati costieri interessati. 6.  Entro il 30 giugno 1995, la Commissione presenta proposte di modifica del regolamento (CEE) n.  2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, che istituisce un regime di controllo applicabile  nell'ambito della politica comune della pesca  (1), e segnatamente dell'articolo 6 relativo  all'obbligo di registrare le catture e lo sforzo di pesca. Anteriormente al 31 dicembre 1995, il  Consiglio delibera su tali proposte. 7.  Entro il 30 giugno 1995 il Consiglio delibera su una proposta della Commissione di modifica  della decisione 89/631/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1989, relativa ad un contributo  finanziario della Comunità alle spese sostenute dagli Stati membri per garantire il rispetto del  regime comunitario di conservazione e di gestione delle risorse della pesca  (2), al fine di  prevedere a favore dell'Irlanda un concorso finanziario supplementare, anche per le spese di  funzionamento, nel rispetto delle pratiche comunitarie consentite e nel quadro degli orientamenti  finanziari. 8.  La Commissione fornisce agli Stati membri, entro il 15 settembre di ogni anno una relazione  completa sulle ispezioni effettuate dalla Commissione nel corso del precedente anno civile,  unitamente ad una valutazione dei risultati delle ispezioni e ad un compendio degli eventuali  miglioramenti suggeriti alla modalità nazionali di esecuzione. Articolo 8 Anteriormente al 1° gennaio 1996 gli Stati membri interessati adottano le disposizioni  di cui all'allegato III. Articolo 9 1.  Le disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 4, paragrafo 2, e 7 si applicano ai  pescherecci di lunghezza tra le perpendicolari superiore a 15 metri. 2.  La capacità di pesca che rappresentano i pescherecci di dimensioni inferiori a tale limite è  valutata globalmente per ciascun tipo di pesca. Articolo 10 A norma delle disposizioni di cui agli articoli 4 e 8 del regolamento (CEE) n.  3760/92, entro il 31 dicembre 1995 il Consiglio stabilisce i totali ammissibili di catture per le  diverse popolazioni di sugarello nelle zone CIEM  X e COPACE e ripartisce tali possibilità di pesca  tra la Spagna e il Portogallo nelle loro zone rispettive. Articolo 11 1.  Gli Stati membri interessati, a norma delle disposizioni di cui all'articolo 9  del regolamento (CEE) n. 3760/92, procedono allo scambio delle disponibilità di pesca loro  assegnate alle condizioni di cui all'allegato IV, punto  1. 2.  A decorrere dal 1° gennaio 1996, gli Stati membri interessati limitano le loro catture secondo  le condizioni di cui all'allegato IV, punto 2. Articolo 12 1.  Entro il 30 giugno 1995 il Consiglio, a norma delle disposizioni e delle  procedure di cui all'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 3760/92 e nel rispetto del principio di  non discriminazione, delibera sulle modifiche da apportare al regolamento (CEE) n. 3094/86 del  Consiglio, del 7 ottobre 1986, che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse  della pesca  (1), alla luce degli elementi di cui all'allegato V. 2.  Entro il 30 giugno 1995 la Commissione presenta delle proposte per migliorare le misure  tecniche di conservazione, segnatamente per quanto riguarda la selettività degli attrezzi da pesca  nelle acque comunitarie occidentali. Il Consiglio delibera su tali misure entro il 31 dicembre 1995  a norma delle disposizioni e delle procedure di cui all'articolo 4 del regolamento (CEE) n.  3760/92. Articolo 13 Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione  nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, addì 27 marzo 1995. Per il Consiglio Il Presidente J. PUECH  ALLEGATO I >SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA>  ALLEGATO II CRITERI COMUNITARI PER LA VALUTAZIONE DELLO SFORZO DI PESCA Sforzo di pesca A norma dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 3760/92, lo sforzo di pesca è definito come  segue: -  per una nave, è il prodotto della sua capacità e della sua attività; -  per una flotta o un gruppo di navi, è la somma degli sforzi di pesca di ciascuna nave  interessata. Capacità La capacità di un peschereccio è espressa come segue: -  per i pescherecci che utilizzano attrezzi mobili, è la potenza di cui dispongono espressa in KW  (chilowatt); -  per i pescherecci che utilizzano attrezzi fissi, è la potenza di cui dispongono espressa in KW e  la stazza. Se necessario, in base alle proposte degli Stati membri e di concerto con gli Stati  membri interessati, la Commissione esaminerà la possibilità di fissare criteri più precici di  valutazione dello sforzo di pesca. Attività L'attività di pesca di un peschereccio è valutata in base al tempo trascorso ogni anno nella zona  di pesca.  ALLEGATO III CONDIZIONI DI ESERCIZIO DI TALUNE ATTIVITÀ DI PESCA 1.  Attrezzi mobili Negli elenchi nominativi dei pescherecci battenti bandiera della Spagna e del Portogallo figura  l'elenco dei pescherecci che hanno accesso alle acque continentali dell'altro Stato membro. Per i tipi di pesca praticati delle acque continentali delle zone CIEM VIII, IX e COPACE, le  autorità spagnole e portoghesi competenti stabiliscono programmi nazionali di pesca per  regolamentare l'attività dei rispettivi pescherecci nelle acque dell'altro Stato membro. Tali  programmi devono segnatamente rispettare i livelli globali dello sforzo di pesca, sotto forma di  numero di pescherecci e di capacità totale, raggiunto nel periodo 1986-1995. La cattura di crostacei è autorizzata a titolo accessorio, sino ad un massimo del 10  % del volume  delle catture detenute a bordo nel corso di battute dirette alla pesca di nasello e di altre specie  demersali. 2.  Palangari di superficie e tonnare con lenza a traino Le attività di pesca dei pescherecci battenti bandiera della Spagna nelle acque continentali  soggette alla sovranità o giurisdizione del Portogallo nelle zone CIEM IX e COPACE e le attività di  pesca dei pescherecci battenti bandiera del Portogallo nelle acque continentali soggette alla  sovranità o giurisdizione della Spagna nelle zone CIEM VIII, IX e COPACE sono autorizzate a norma  delle vigenti disposizioni comunitarie. 3.  Pesca di tonnidi L'accesso dei pescherecci spagnoli nelle acque insulari sotto sovranità o giurisdizione del  Portogallo nelle zone CIEM X e COPACE e quello dei pescherecci portoghesi nelle acque insulari  sotto sovranità o giurisdizione della Spagna nella zona COPACE è escluso, tranne l'eventuale  accesso dei pescherecci che esercitano attività di pesca con attrezzi tradizionali previsti nel  quadro di un accordo comune.  ALLEGATO IV MISURE RIGUARDANTI LO SCAMBIO DI TALUNE POSSIBILITÀ DI PESCA E LA  LIMITAZIONE DI TALUNE CATTURE AUTORIZZATE 1.  Scambi di possibilità di pesca 1.1.  Gli scambi tra la Francia e il Portogallo sono tacitamente rinnovabili per il periodo dal  1995 al 2002, fatta salva la possibilità per ciascuno Stato membro di modificarne i termini ogni  anno al momento della fissazione dei TAC e dei contingenti. Tali scambi riguardano i seguenti TAC: i)  un TAC comune di acciughe fissato per le zone CIEM VIII e IX: il Portogallo cede annualmente  alla Francia l'80  % delle sue possibilità di pesca, da pescare esclusivamente nelle acque soggette  alla sovranità o giurisdizione della Francia; ii)  un TAC di nasello nelle zone CIEM VIIIc, IX, X e COPACE: La Francia cede annualmente al  Portogallo il 70  % delle sue possibilità di pesca, da pescare esclusivamente nelle acque soggette  alla sovranità o giurisdizione del Portogallo; iii)  un TAC di merluzzo bianco nella zona NAFO 3M: la Francia cede annualmente al Portogallo tutte  le sue possibilità di pesca. 1.2.  Gli scambi tra la Spagna e la Francia, fondati sull'accordo bilaterale del 1992 riguardante  le acciughe, si operano a decorrere dal 1995 in un'ottica pluriennale, tenendo conto delle  preoccupazioni dei due Stati membri, ivi comprese, segnatamente, il livello annuo di scambi di  contingenti, le misure di controllo e i problemi di mercato, fatta salva la possibilità per  ciascuno Stato membro di modificarne i termini ogni anno in occasione della fissazione dei TAC e  dei contingenti. Tali scambi riguardano i seguenti TAC: i)  per il TAC di merluzzo bianco nelle zone CIEM Vb, VI, XII e XIV, la Francia cede annualmente  alla Spagna 10 tonnellate di possibilità di pesca; ii)  per il TAC di merluzzo bianco nelle zone CIEM VIIb,  k, VIII, IX, X e COPACE 34.1.1, la  Francia cede annualmente alla Spagna 50 tonnellate di possibilità di pesca; iii)  per il TAC di asinello nelle zone CIEM Vb, VI, XII e XIV, la Francia cede annualmente alla  Spagna 10 tonnellate di possibilità di pesca; iv)  per il TAC di asinello nelle zone CIEM VII, VIII, IX, X e COPACE 34.1.1, la Francia cede  annualmente alla spagna 55 tonnellate di possibilità di pesca; v)  per il TAC di merlano nelle zone CIEM Vb, VI, XII e XIV, la Francia cede annualmente alla  Spagna 10 tonnellate di possibilità di pesca; vi)  per il TAC di merluzzo carbonaro nella zona CIEM VIIb,  k, la Francia cede annualmente alla  Spagna 50 tonnellate di possibilità di pesca; vii)  per il TAC di nasello nelle zone CIEM Vb, VI, XII e XIV, la Francia cede annualmente alla  Spagna 2  200 tonnellate di possibilità di pesca; viii)  per il TAC di rana pescatrice nella zona CIEM VII, la Francia cede annualmente alla Spagna  300 tonnellate di possibilità di pesca; ix)  per il TAC di acciughe nella zona CIEM VIII, la Spagna cede annualmente alla Francia 9  000  tonnellate di possibilità di pesca. 1.3.  Gli scambi tra il Belgio e la Spagna sono tacitamente rinnovabili per il periodo 1995-2002,  fatta salva la possibilità per ciascuno Stato membro di modificarne i termini ogni anno in  occasione della fissazione dei TAC e dei contingenti. Tali scambi riguardano i seguenti TAC: i)  per il TAC di merluzzo bianco nelle zone CIEM Vb, VI, XII e XIV, il Belgio cede annualmente  alla Spagna 10 tonnellate di possibilità di pesca; ii)  per il TAC di aringhe nelle zone CIEM Vb, VI, XII e XIV, il Belgio cede annualmente alla  Spagna 10 tonnellate di possibilità di pesca; iii)  il TAC di merlano nella zona CIEM VIIb,  k, il Belgio cede annualmente alla Spagna 15  tonnellate di possibilità di pesca; iv)  per il TAC di rana pescatrice nella zona CIEM VII, il Belgio cede annualmente alla Spagna 150  tonnellate di possibilità di pesca; v)  per il TAC di rombo giallo nella zona CIEM VIIIa,  b,  d ed e, la Spagna cede annualmente al  Belgio 30 tonnellate di possibilità di pesca; vi)  per il TAC di scampo nella zona CIEM VII, la Spagna cederà annualmente al Belgio 100  tonnellate di possibilità di pesca; vii)  per il TAC di rana pescatrice nella zona CIEM VIIIa,  b e d, la Spagna cede annualmente al  Belgio 60 tonnellate di possibilità di pesca; viii)  per il TAC di nasello nella zona CIEM VIIIa,  b ed e, la Spagna cede annualmente al Belgio  30 tonnellate di possibilità di pesca. 2.  Limitazione delle catture autorizzate 2.1.  Nelle acque soggette alla sovranità o giurisdizione del Portogallo, la Spagna limita  annualmente le sue catture di nasello e di sugarello rispettivamente a 850 e 2  250 tonnellate. 2.2.  Nelle acque soggette alla sovranità o giurisdizione della Spagna, il Portogallo limita  annualmente le sue catture di nasello e di sugarello rispettivamente a 850 e 2  250 tonnellate.  ALLEGATO V MODIFICHE DELLE MISURE TECNICHE DI CONSERVAZIONE DELLA PESCA 1.  Divieto di  utilizzare reti da posta derivante per la cattura di tonnidi nelle acque soggette alla sovranità o  giurisdizione del Portogallo e della Spagna nelle zone CIEM VIII, IX, X e COPACE. 2.  Divieto di utilizzare ciancioli per la cattura di tonni tropicali (tonnetto striato, tonno  obeso e albacore) nelle acque soggette alla sovranità o giurisdizione del Portogallo nella zona  CIEM X a nord di 36°30&prime; di latitudine nord e nella zona COPACE a nord di 31° di latitudine  nord e a est di 17°30&prime; di longitudine ovest.