CELEX: 31985D0561
Language: it
Date: 1985-12-13 00:00:00
Title: 85/561/CEE: Decisione della Commissione del 13 dicembre 1985 relativa ad una procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/30.017 - Diritto di costituzione: Rose) (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)

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31985D0561

85/561/CEE: Decisione della Commissione del 13 dicembre 1985 relativa ad una procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/30.017 - Diritto di costituzione: Rose) (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 369 del 31/12/1985 pag. 0009 - 0018

DECISIONE DELLA COMMISSIONEdel 13  dicembre 1985relativa ad un procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE(IV/30.017    Diritto di costituzione: Rose)(Il testo in lingua francese è il solo facente  fede)(85/561/CEE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che  istituisce la Comunità economicaeuropea,visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio  1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato (1), modificato da  ultimo dall'atto di adesione della Grecia, in particolare gli articoli 2, 3 e 4,vista la denuncia  presentata da René Royon alla Commissione il 31 gennaio 1980 conformemente all'articolo 3,  paragrafo 1 del regolamento n. 17,vista la decisione della Commissione di iniziare la procedura il  9 dicembre 1983,vista la domanda d'attestazione negativa e la notifica presentate il 27 aprile 1985  da Alain Meilland, conformemente all'articolo 4 del regolamento n. 17,dopo aver dato alle imprese  interessate il modo di far valere il loro punto di vista in merito agli addebiti contestati  conformemente all'articolo 19, paragrafo 1 del regolamento n. 17 e al regolamento n. 99/63/CEE  della Commissione, del 25 luglio 1963, relativo alle audizioni previste dall'articolo 19, paragrafi  1 e 2 del regolamento n. 17 del Consiglio (2),visto il parere del comitato consultivo in materia di  intese e posizioni dominanti,considerando quanto segue:I. I FATTIA. Le parti1.Le parti implicate  nel presente caso svolgono la loro attività principale nel settore economico delle piante  ornamentali e sono specializzate nella specie «Rose» che costituisce un mercato particolare.2.La  società in nome collettivo Meilland e Cie, con sede ad Antibes sfrutta in tutti i paesi le varietà  di rose create e diffuse con il nome Selection Meilland. I soci sono:Alain Meilland,Marie-Louise Paolino, vedova di Francis Meilland,Raymond Richardier.Le  attività dell'impresa comprendono la costituzione di nuove varietà di rosai, la produzione delle  piante, lo sfruttamento delle medesime (piante da giardino) o dei fiori (fiori recisi) e la loro  distribuzione all'ingrosso e al dettaglio tramite una rete di licenziatari e sottolicenziatari su  scala internazionale.La società a responsabilità limitata Universal Plants, di Cannet des Maures, è  specializzata in particolare nella produzione di rosai. Essa costituisce, inoltre, un certo numero  di varietà e detiene i relativi diritti di sfruttamento.I soci sono:Alain Meilland,Raymond  Richardier,e Marie-Louise Paolino, precitata, cura l'amministrazione.Le due imprese suddette  agiscono sotto la denominazione Universal Rose Selection-Meilland (URS-M, qui di seguito  «Meilland»).Data l'importanza economica qualitativa e quantitativa delle sue varietà, offerte in  numerosi paesi ed, in particolare, sui due principali mercati della pianta ornamentale, che sono  l'America settentrionale e l'Europa, Meilland è da trent'anni uno dei principali costitutori e  produttori mondiali di rose. Il fatturato è di circa 12 milioni di ECU, realizzati per due terzi  nei paesi della Comunità, se si prende in considerazione sia le vendite della sua produzione sia i  canoni percepiti sullo sfruttamento delle sue varietà da parte dei terzi.3.In Francia, Meilland ha  concesso lo sfruttamento commerciale delle sue varietà a Francisque Richardier e consorte (qui di  seguito «Richardier»), legati a Raymond Richardier da vincoli familiari. Essi hanno il diritto  esclusivo di produrre e di vendere, anche tramite terzi, in quel paese i rosai e i fiori recisi  delle varietà Selection Meilland, in esecuzione di un contratto concluso con Meilland il 30  settembre 1968. A questo titolo, essi operano sotto la denominazione Universal Rose  Selection-France (URS-F), a Tassin-la-Demi-Lune, in qualità di licenziatari generali e aloro  volta concedono sottolicenze ai vivaisti e agli orticoltori francesi che desiderano sfruttare  queste varietà.4.Nel 1971 anche R. Royon, allora dipendente di Meilland come direttore con funzioni  amministrative, con particolare competenza in materia di diffusione internazionale delle varietà  Selection Meilland, era divenuto, parallelamente e a titolo indipendente, uno dei sottolicenziatari  di Richardier. A questo titolo, egli produceva in serra, nella sua impresa «Les Roses du Capitou» a  Antibes, fiori recisi di piante delle varietà Selection Meilland tra cui la varietà Sonia. Nel  1983, Royon cessava la propria attività e cedeva gli stabilimenti.B. I prodotti e la loro  distribuzione5.I prodotti oggetto del contratto esaminato nella presente procedura, sono i rosai e  le rose recise delle varietà Sweet Promise-Sonia Meilland e Pitica/Kyria, che sono varietà  Selection Meilland; la seconda è una mutazione naturale della prima ed è stata scoperta nelle serre  Royon nel 1971. Le varietà Selection Meilland sono destinate in generale sia agli orticoltori  specializzati nella produzione di fiori recisi venduti come tali al consumatore, sia ai privati  come piante da giardino. In pratica tutte queste varietà sono protette, generalmente da un  certificato di costituzione vegetale in tutti gli stati membri   tranne la Grecia ed il Lussemburgo    e in certi paesi terzi, talvolta da un brevetto; inoltre ciascuna di esse è distribuita sotto un  marchio di fantasia di cui è stato effettuato il deposito internazionale. Nel gennaio 1980, data  alla quale risale la denuncia, venivano coltivate circa 150 varietà Selection Meilland con una  produzione superiore a 1 000 o 2 000 piedi; nell'insieme della Comunità ed in 25 paesi del mondo,  24 di esse, tra cui la varietà Sonia, erano utilizzate al fine di essere vendute sotto forma di  fiori recisi. Parallelamente numerose altre varietà venivano utilizzate da Meilland esclusivamente  come materiale da selezione.6.a)Per quel che riguarda i rosai da giardino, destinati ai privati,  si calcola che il numero di piedi venduti ogni anno in Europa ammonta a 150 milioni. Circa 20  milioni sono varietà protette e rappresentano un volume d'affari al dettaglio di circa 30 milioni  di ECU. Essi sono forniti per due terzi dai quattro costitutori principali   i tedeschi Kordes e  Tantau ed i francesi Meilland e Delbard   o dai loro licenziatari nei diversi paesi della  Comunità.b)Per quel che riguarda il commercio dei fiori recisi, che è realizzato per il 90 % con  varietà protette, si reputa che ammonti a 200 milioni il numero dei piedi di rosaio che sono  sfruttati dai rosaisti di tutto il mondo. I due terzi si trovano in Europa e rappresentano 3 000  ettari di serre; quivi, in media 20 milioni di questi piedi sono rinnovati ogni anno per una somma  di circa 25 milioni di ECU. Se sitiene conto delle importazioni provenienti daipaesi terzi, circa  cinque miliardi di rose recise sono vendute ogni anno ai privati nella Comunità. Più o meno la metà  di questa cifra è costituita da varietà di rose che sono protette a nome di quattro grandi  produttori (Meilland e Kordes, più o meno a parità secondo gli anni, poi l'americano Hill ed,  infine, l'olandese De Ruiter).7.In generale le varietà coltivate sono «creazioni» in quanto sono il  frutto di una ricerca condotta sul almeno due varietà preesistenti, mediante incroci più o meno  sistematici nell'ambito di una selezione creativa. Negli stabilimenti dei costitutori, come del  resto in natura, le «selezioni» d'incrocio possono anche avvenire empiricamente per effetto di  fattori quali il vento o gli insetti, pur essendo certe varietà il risultato di mutazioni. Si  distingue la «mutazione naturale», comparsa spontaneamente su un piede di una varietà preesistente,  dalla «mutazione provocata» artificialmente con procedimenti scientifici più o meno aleatori.La  mutazione consiste in un ramo, comunemente denominato «mutazione» o «sport», che compare su un  piede di una varietà preesistente, la cosiddetta «varietà madre». Germogli prelevati dal primo ramo  consentono di moltiplicarli all'infinito mediante innesto, conservandone le caratteristiche. La  mutazione naturale, commercialmente conveniente, è un fenomeno relativamente raro e per di più  generalmente individuabile solo dall'occhio competente di un esperto. Per essere legalmente  protetta in quanto «costituzione vegetale», in Francia e nei paesi in cui vige un sistema di  protezione che si ispira alla Convenzione UPOV (Convenzione internazionale per la protezione della  costituzione vegetale, conclusa a Parigi il 2 dicembre 1961), la mutazione deve subire, come ogni  nuova varietà, i necessari esami preliminari per accertare la presenza delle caratteristiche  richieste dalla legge. Sia le mutazioni che le varietà ottenute mediante selezione, vengono  sottoposte all'uopo ad una serie di esami che si estendono su più cicli vegetativi ed il cui esito  è differito ed incerto; l'opportunità di impiegare le relative spese va quindi valutata in base  all'esperienza e alla conoscenza del potenziale mercato.8.Nel caso specifico in cui, come per la  varietà Pitica/Kyria, un terzo ha scoperto una mutazione naturale su un piede di una varietà madre  già essa stessa protetta a nome del primo costitutore, si pone il problema di stabilire la portata  degli eventuali rispettivi diritti   ossia dei diritti del terzo scopritore e del costitutore  iniziale   sulla nuova varietà risultante da tale mutazione. Nel campo delle specie vegetali,  questa questione di principio riveste una considerevole importanza economica specialmente in  materia orticola e florale, poiché qualsiasi nuova varietà   sia essa mutazione o creazione   può  ottenere rapidamente un successo notevole e conquistare una considerevole quota di mercato come ad  esempio a suo tempo la rosa Baccara o la Sonia. I rapporti tra il costitutore della varietà madre mutata per cause naturali o della varietà  costituente la base della variazione e il terzo che ha scoperto o creato la nuova varietà sono  disciplinati dalle seguenti disposizioni della legge francese n. 70-489, dell'11 giugno 1970,  relativa alla protezione delle costituzioni vegetali:a)Articolo 1, paragrafo 1:«Agli effetti della  presente legge, per costituzione vegetale si intende la nuova varietà vegetale, creata o  scoperta».b)Articolo 3, paragrafo 1:«Per ogni costituzione vegetale può essere rilasciato un  titolo, il cosiddetto certificato di costituzione vegetale, che conferisce al titolare il diritto  esclusivo di produrre, introdurre nel territorio nel quale la presente legge è d'applicazione,  vendere o offrire in vendita tutta la pianta o parte di essa, come pure tutti gli elementi di  riproduzione o moltiplicazione vegetativa della varietà considerata e delle varietà da essa  ottenute per ibridazione, quando la loro produzione esiga l'uso ripetuto della  varietàiniziale».c)Articolo 23, paragrafo 2:«Ferme restando le disposizioni dell'articolo 3, non  è lesiva dei diritti del titolare di un certificato di costituzione l'utilizzazione della varietà  tutelata come base della variazione per ottenere una nuova varietà».La legge francese si ispira  alla Convenzione UPOV il cui articolo 5, paragrafo 3 dispone che:«l'autorizzazione del costitutore  non è necessaria per l'uso di una nuova varietà come base di variazione per la creazione di altre  nuove varietà né per la loro commercializzazione»,e che tale autorizzazione è obbligatoria  solo:«quando l'impiego ripetuto della nuova varietà è necessario alla produzione su scala  commerciale di un'altra varietà».Nel caso di specie è sufficiente constatare che l'articolo 1,  paragrafo 1, della legge francese non distingue a seconda che la varietà sulla quale è stata  scoperta una mutazione era o meno essa stessa già protetta dal nome di un costitutore iniziale; il  diritto di costituzione vegetale per la nuova varietà Pitica/Kyria scoperta dal sig. Royon,  spettava dunque a quest'ultimo se non in esclusiva almeno per una parte essenziale nel quadro di  una divisione ex lege dei diritti relativi a questa nuova costituzione. Sulla base di queste  disposizioni, Meilland ha rivendicato ex lege, nel corso della procedura, non già un diritto  esclusivo, ma una soluzione del tipo «coproprietà» riguardante la varietà Pitica/Kyria. 9.Nel quadro dello sfruttamento delle varietà Selection Meilland in Francia, di cui ha ottenuto la  licenza, Richardier fornisce liberamente a tutti gli orticoltori e vivaisti che ne facciano  richiesta tre tipi di sottolicenze non esclusive, eventualmente cumulative, per ciascuna varietà  che essi desiderino sfruttare:a)del contratto «fiori recisi» che concede una sottolicenza per  produrre esclusivamente fiori recisi e venderli all'ingrosso e al dettaglio,b)del contratto  «vivaista fiori recisi», che concede una sottolicenza per produrre e vendere esclusivamente rosai  destinati ad essere venduti all'ingrosso agli orticoltori che producono fiori recisi (titolari di  un contratto «fiore reciso»),c)del contratto «giardino» che concede una sottolicenza per produrre  esclusivamente rosai e venderli al dettaglio e all'ingrosso alla clientela privata.In seguito  all'estensione della rete Meilland e alla stipulazione di un contratto per varietà concessa, sono  migliaia i contratti di contenuto analogo conclusi in Francia con circa 900 sottolicenziatari di  Richardier.C. Gli accordi10.L'accordo di cui trattasi è il contratto di sottolicen-za «fiori  recisi», concluso tra URS-F (Richardier) eR. Royon il 28 ottobre 1971, il quale contiene la  seguente clausola relativa alle mutazioni:Articolo X: «L'utilizzatore si impegna ad informare il  distributore o il suo rappresentante, entro 15 giorni, della comparsa di qualsiasi mutazione dei  rosai della varietà oggetto del presente contratto, che egli utilizza per ottenere fiori recisi.  Questa mutazione, che resterà di proprietà di Universal Rose Selection-Meilland, dovrà esserle  rimessa affinché possa esaminarla e giudicarne l'idoneità alla commercializzazione. In caso  affermativo, Universal Rose Selection-Meilland retribuirà l'utilizzatore in base alle  caratteristiche qualitative della nuova varietà».Dal 1974 questa clausola è stata sostituita dalla  seguente:Nuovo articolo XII: «Mutazioni: l'utilizzatore si obbliga ed informare il distributore o  il suo rappresentante, entro 15 giorni, della comparsa di qualsiasi mutazione dei rosai della  varietà di cui all'articolo 17, da cui ottiene fiori recisi. L'utilizzatore dovrà rimettere tale  mutazione al distributore affinché questo possa esaminarla e giudicarne l'idoneità al certificato  di costituzione vegetale e alla commercializzazione.Il distributore dovrà comunicare la propria  decisione all'utilizzatore entro tre anni della consegna, periodo durante il quale l'utilizzatore  si asterrà dal moltiplica-re questa varietà a fini commerciali. Qualora decida di lanciare sul  mercato la mutazione, il distributore dovrà darne notizia all'utilizzatore. In mancanza di accordo,  il compenso sarà fissato in misura del 15 % dei canoni lordi per tutta la durata dello sfruttamento  della nuova varietà. Le spese di sperimentazione, protezione e distribuzione saranno interamente a  carico del distributore.Qualora il distributore non abbia comunicato la propria decisione nel  termine di tre anni, si presume che egli abbia rinunciato al proprio diritto sulla mutazione, che  sarà quindi tenuto a restituire all'utilizzatore».Inoltre, dal 1974, a detto contratto è stato  aggiunto un articolo VIII, intitolato Garanzia, del seguente tenore:Articolo VIII: «Garanzia: Il  distributore si limita a garantire l'esistenza materiale del brevetto, della domanda di certificato  di costituzione vegetale o del certificato stesso.L'utilizzatore s'impegna a non impugnare  questititoli.In caso di rigetto della domanda di certificato di costituzione vegetale o di  annullamento del brevetto o del certificato stesso ad instanza di un terzo, il contratto si  considererà risoluto dal giorno del passaggio in giudicato di dette decisioni senza indennità né da  una parte né dall'altra. Il distributore tratterrà i canoni versati e potrà pretendere i canoni già  maturati alla data della decisione definitiva.Da tale data l'utilizzatore non sarà più tenuto a  pagare alcun canone».11.Le clausole sulle mutazioni dell'accordo erano state stipulate inizialmente  tra Richardier e Royon in base ad un contratto di licenza concluso il 30 settembre 1968 tra URS-M  (Meilland) e URS-F (Richardier), che conteneva a sua volta la clausola seguente:Articolo IV-(5): «I  coniugi Richardier informeranno URS-Meilland di tutte le eventuali mutazioni di nuove varietà di  rose sui rosai sfruttati da essi o dai loro sottolicenziatari. Le mutazioni resteranno di proprietà  di URS-Meilland, che valuterà l'opportunità di metterle in commercio».Al 30 ottobre 1972, questa  clausola è stata però sostituita dalla clausola seguente:Nuovo articolo IV-(5): «I coniugi  Richardier informeranno URS-Meilland di qualsiasi eventuale mutazione di nuova varietà di rosa sui  rosai sfruttati da essi o dai loro sottolicenziatari».A tale modifica del contratto di licenza di  base non ha fatto riscontro, per quanto riguarda le mutazioni, un adattamento dell'accordo concluso  tra Richardier e Royon il 28 ottobre 1971. 12.Negli altri stati membri le varietà Selection Meilland sono sfruttate, secondo il caso, da  licenziatari esclusivio da agenti di Meilland, che distribuiscono sottolicenze a circa 2 000  sottolicenziatari. Salvo in Germania, questi ultimi hanno l'obbligo di non contestare i titoli di  protezione dell'inventore e di trasferirgli la proprietà delle mutazioni. Per quel che riguarda la  Germania, tutti i contratti conclusi a partire dal 1972 da Meilland e dal suo licenziatario tedesco  Strobel &  Co. con sottolicenziatari, figura una nuova clausola sulle mutazioni, del seguente  tenore:«1)Qualora nel corso della moltiplicazione vegetativa delle varietà oggetto del presente  contratto il licenziatario scopra mutazioni (sports), egli è tenuto ad avvertirne l'agente.  Quest'ultimo, o il suo rappresentante, può esaminare la mutazione in loco ma non può influire sulla  sua futura utilizzazione.Il licenziatario, in quanto inventore di questa mutazione, può riservarsi  il diritto sulla nuova varietà ottenuta da tale sport, salvo che il giudice decida diversamente, in  conformità del paragrafo 12, secondo comma della legge sul certificato di costituzione. Se il  licenziatario intende alineare il proprio diritto su detto sport a norma dei paragrafi 1 e 2 o far  licenziare la mutazione, l'agente conserva un diritto d'opzione».13.Migliaia di contratti simili  all'accordo in causa sono conclusi sia da Meilland che dagli altri grandi costitutori di rose nella  Comunità. Questo è il contesto economico nel quale si situa l'accordo in causa.14.La versione  modificata nel 1974 del contratto tipo «fiori recisi», sottoscritto da Royon (nuovo articolo XII  sulle mutazioni), e articolo VIII intitolato Garanzia, che comporta la clausola di non  impugnazione, è stata notificata da Meilland con domanda di attestazione negativa il 27 aprile  1985, vale a dire più di nove mesi dopo l'audizione orale del 4 luglio 1984.D. L'applicazione alla  Pitica/Kyria dell'articolo X del contratto URS-F (Richardier)/R. Royon15.Superando la rosa Baccara,  divenuta di dominio pubblico nel 1974 dopo aver fornito 25 milioni di piedi, la Sonia è la rosa che  ha registrato il maggior successo di vendita con circa 40 milioni di piedi piantati in 15 paesi  dalla sua creazione nel 1960, precedendo la Visa   circa 15 milioni di piedi   e risultando  nettamente in testa a tutte le altre varietà. Nel 1984 circa 40 varietà Selection Meilland venivano  sfruttate per «fiori recisi». Oltre alle varietà citate, dieci varietà avevano fornito  complessivamente da uno a cinque milioni di piedi, le altre meno di un milione: tra queste ultime  figurava, a livello intermedio, la varietà Pitica/Kyria con circa 500 000 piedi. Queste varietà contavano allora, insieme a Pitica, sei mutazioni naturali scoperte da terzi nei  rispettivi stabilimenti, mutazioni che rappresentavano in totale circa quattro milioni di piedi  piantati per «fiori recisi» in una decina di paesi.16.Nel 1971, Royon annunciò la scoperta di varie  mutazioni naturali della varietà Sonia nello stabilimento «Roses du Capitou» di sua proprietà ad  Antibes. In applicazione del citato articolo 10 del contratto concluso il 28 ottobre 1971 con  Richardier, egli inviava immediatamente alcuni innesti a Meilland affinché li esaminasse. Non  avendo ricevuto alcuna risposta, il 10 dicembre 1973 Royon depositava, a titolo cautelare, una  domanda di certificato di costituzione per una di tali varietà, sotto la denominazione varietale di  Pitica, e ne informava Meilland.Con lettera del 7 marzo 1974, egli ribadiva il proprio interesse  per questa nuova varietà; Meilland rivendicava allora i propri diritti sulla stessa come risulta da  una lettera del 10 aprile 1974 a Royon, redatta nei seguenti termini:«Essendo stata questa  mutazione, alla quale Lei ha attribuito il riferimento «RR7», scoperta nelle sue piantagioni di  «Sweet Promise/Sonia Meilland», oggetto del contratto di licenza n. 1442-2, sottoscritto il 28  ottobre 1971 tra Universal Rose Selection-France (Signor Francisque Richardier) e Lei stesso,  potremmo convenire quanto segue:1)In caso di nostra decisione positiva entro il 31 marzo 1975 in  merito al lancio della varietà di cui trattasi:Lei ci cederà il titolo di protezione che ha già  giudicato necessario depositare a titolo cautelare;da parte nostra, ci impegnamo a versarLe  annualmente entro il 31 dicembre di ogni anno il 15 % dei canoni lordi percepiti durante il periodo  di sfruttamento di detta varietà in tutti i paesi e territori;le spese di sperimentazione, di  tutela (in particolare quelle da Lei già impegnate) e di distribuzione resteranno interamente a  nostro carico.2)In caso di nostra decisione negativa entro il 31 marzo 1975 quanto al lancio di  detta varietà, ci impegnamo a rinunciare al nostro diritto su questa mutazione».17.Si apriva allora  un periodo di negoziati, nel corso dei quali Royon giudicava insufficiente il compenso offerto da  Meilland, manifestando l'intenzione di sfruttare egli stesso la rosa Pitica e di chiederne la  protezione in tutti i paesi nei quali Meilland decidesse di rinunciare ai propri diritti. Il 18  novembre 1974, ossia a meno diun mese dalla scadenza del termine di un anno apertodalla domanda  di certificato del 10 dicembre 1973, per iniziare le formalità di protezione negli altri paesi,  Meilland annunciava formalmente le proprie intenzioni:proteggere la varietà in tutti i paesi in cui  fosse possibile;chiedere in questi paesi la tutela dello sfruttamento sia in «fiori recisi», sia in  «giardino»;non aumentare il tasso di compenso spettanteallo scopritore dal contratto di  sottolicenza del 28 ottobre 1871, modificato nel 1974.Su questa base il 23 novembre 1974 fu  stipulato un contratto di cessione le cui clausole principali erano le seguenti:a)con atto  distinto, Royon cede a Meilland (nella fattispecie a Universal Plants Sarl) la sua domanda di  certificato di costituzione in Francia n. 00730 per la varietà di Pitica, nonché i suoi diritti di  priorità negli altri paesi e, in generale, tutti i propri diritti all'invenzione;b)Meilland si  impegna a rimborsare integralmente le spese sostenute de Royon per la registrazione di Pitica e  provvede a richiederne la protezione in tutti i paesi in cui sia possibile (in particolare: paesi  del mercato comune, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Marocco, Ungheria) (articli 2, 3 e 4); i titoli di  protezione ai quali Meilland dovesse successivamente rinunciare verrebbero retrocessi gratuitamente  a Royon (articolo 5); Meilland s'impegna ad attribuire a Pitica una denominazione commerciale  protetta in tutti i paesi con il marchio di fabbrica, che Royon potrà liberamente usare (articolo  6); la cessione, da parte di Royon di tutti i propri diritti sarà compensata con un canone pari al  15 % dei canoni lordi corrisposti dai licenziatari di Pitica (articolo 7); Royon resta libero di  produrre fiori recisi della varietà Pitica nel suo stabilimento «Roses du Capitou», e le licenze di  moltiplicazione da lui già concesse ad orticoltori saranno confermate fermo restando il diritto  esclusivo di Meilland a qualsiasi altra forma di sfruttamento (articoli 8, 9 e 10); Meilland s'impegna a dare a Pitica la maggior possibile diffusione, ma resta unico arbitro  delle decisioni concernenti la commercializzaal pari delle altre varietà di cui Universal Plants  detiene i diritti esclusivi di lancio e di distribuzione (articoli 11 e 12); Meilland s'impegna a  compiere tutti gli esperimenti necessari per stabilire l'idoneità di Pitica allo sfruttamento in  «giardino», ad informare Royon dei risultati ed eventualmente ad applicare le clausole del presente  contratto allo sfruttamento in «giardino» (articolo 13). 18.Nel luglio 1977, Meilland dichiarava la rosa Pitica inadatta allo sfruttamento per piante da  giardino, sulla base degli esperimenti realizzati da lui stesso, o dai suoi agenti o licenziatari,  nei Paesi Bassi, in Germania, negli Stati Uniti e in Israele. Nell'agosto1977 i diritti di  protezione della suddetta varietà in Ungheria e Marocco venivano retrocessi gratuitamente a Royon e  si rinunciava per mancanza di interesse ad ogni protezione in Svezia e Danimarca. La  commercializzazione di questa varietà di «fiori recisi» è iniziata nel 1978, data alla quale le è  stato attribuito il marchio Kyria, il cui deposito internazionale è avvenuto a nome di Meilland.  All'epoca le piantagioni di Pitica-Kyria comprendevano 50 000 piedi suddivisi in tre paesi; alla  fine del 1980 esse raggiungevano complessivamente 265 000 piedi localizzati in parecchi paesi (in  Francia, in Giappone, negli Stati Uniti, nell'America latina e in misura molto minore in Italia e  in Svizzera). Questa varietà nel 1984 raggiungeva nell'ambito delle altre sessanta varietà Meilland  coltivate per la vendita in fiori recisi sin dalle origini. Le altre mutazioni scoperte da terzi  (Prive, Carinella e Carlita) sono state prodotte rispettivamente in cinque, quattro e tre paesi,  raggiungendo complessivamente da 500 000 e 1 000 000 di piedi a seconda dell'accoglienza  innanzitutto dei licenziatari, indi del pubblico. In via generale, il numero e l'entità dei fattori  che favoriscono o contrastano il successo di una varietà su un mercato sono in gran parte  imprevedibili e non sempre dipendono direttamente dalle decisioni e dai mezzi impiegati dal  costitutore e dai suoi agenti. Inoltre, specie per la Pitica che per il suo colore rosa pallido  rientra nella gamma della varietà madre Sonia, anch'essa rosa, lo sfruttamento nell'ambito di una  collezione di varietà è necessariamente subordinato alle esigenze della collezione.E. La denuncia  di Royon e le deduzioni di Meilland19.Il 28 gennaio 1980 Royon ha denunciato l'articolo X del suo  contratto del 28 ottobre 1971 con Richardier per violazione delle regole di concorrenza del  trattato CEE. Egli ritiene che tale clausola abbia obbligato a cedere a Meilland i propri diritti  sulla varietà Pitica con il contratto del 23 novembre 1974 le cui clausole, specie in materia di  compenso, gli sono state imposte senza discussione. Egli ritiene inoltre che Meilland, nonostante  la sua rete mondiale di distribuzione e produzione, non abbia fatto per questa varietà ogni  possibile sforzo commerciale. Royon ritiene che il contestato articolo X e la sua generalizzazione  a tutti i sottolicenziatari utilizzatori delle rose Selection Meilland impedisca loro di vendere  sul mercato internazionale le nuove rose da essi scoperte, falsando il gioco della concorrenza  all'interno del mercato comune, ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1.La procedura, aperta il 9  dicembre 1983 in seguito a tale denuncia, è stata estesa dalla Commissione allaclausola di non  impugnazione contenuta nello stesso contratto tipo di licenza di URS-F (Richardier) (vedi punto 10  in fine: articolo VIII intitolato «Garanzia») che vieta al sottolicenziatario di impugnare i titoli  di costituzione vegetale rilasciati a Meilland.20.Meilland ha dedotto a sua difesa soprattutto gli  argomenti seguenti:a)Quanto all'articolo X cui si riferisce la denuncia, esso non è stato  applicato a Royon poiché questi, in quanto dipendente di Meilland come direttore fino al febbraio  1972, ha rimesso allora al datore di lavoro le mutazioni di Sonia scoperte nel 1971. Inoltre, per  la stessa ragione, Royon non godeva a tale data della libertà di esercitare indipendentemente  l'attività di costitutore. Infine, non ha rispettato egli stesso il contratto impugnato  innanzitutto firmando il 10 dicembre 1973 una domanda di certificato di costituzione vegetale per  una varietà che Meilland non aveva giudicato opportuno scegliere, in seguito non invocando  espressamente l'articolo X del contratto nel corso delle trattative ulteriori. Meilland non ha  d'altra parte mai invocato l'articolo X nei confronti dei propri licenziatari o sottolicenziatari;  del resto, dal 1974 il nuovo articolo XII dei suoi contratti riconosce i diritti dello scopritore  sulle mutazioni e conferisce a Meilland solo un diritto di opzione, a suo parere del tutto  legittimo. Meilland osserva in proposito che il problema del rilascio di un certificato di  costituzione per una mutazione scoperta su un piede di una varietà madre già protetta a nome del  primo costitutore si pone in termini fondamentalmente diversi da quello del rilascio di un brevetto  per il miglioramento di un'invenzione industriale protetta; in effetti il brevetto di  perfezionamento presuppone l'esistenza di un brevetto principale, il quale richiede a sua volta uno  «sforzo inventivo» che manca del tutto nella scoperta fortuita di una mutazione. Nella fattispecie  non vi è alcun motivo di far beneficiare Royon di quello che, in un certo senso, è un brevetto di  perfezionamento; infatti, da un lato, la «capacità di mutazione» è già intrinsecamente compresa nel  capitale genetico della varietà madre e quindi il merito spetta esclusivamente al creatore di detta  varietà; d'altra parte, il ramo derivato dalla mutazione naturale di una rosa, specie a  riproduzione asessuata, è già per sé una nuova varietà che risponde alle condizioni della  protezione legale poiché le sue caratteristiche naturali soddisfano, quanto a distinzione,  omogeneità e stabilità, i requisiti previsti dalla legge, senza alcun intervento dello  scopritore.D'altra parte, secondo Meilland, non essendo il problema dei diritti sulla mutazione  regolatoespressamente dalla summenzionata legge france-se, relativa alla protezione delle  costituzioni vegetali, è normale che, nel silenzio della legge, le parti di un contratto di licenza  di una costituzione vegetale statuiscano di comune accordo in proposito. Meilland ritiene di aver  fatto tutto sommato, per la varietà Pitica, gli stessi sforzi di promozione commerciale che per le  altre varietà, tenuto conto delle esigenze di gestione del gruppo, sebbene un primo esame nel 1971  avesse effettivamente sottovalutato le qualità intrinseche della nuova varietà. Ad ogni modo, il  licenziatario che effettua la scoperta non ha generalmente né i mezzi né la volontà di lanciarsi  nello sfruttamento di una mutazione o preferisce rimetterla   anche spontaneamente   a Meilland se  non altro per approfittare della sua rete di distribuzione mondiale.b)Quanto alla clausola che  vieta al licenziatario di impugnare i titoli di costituzione vegetale di Meilland, questi osserva  anzitutto che nessuno è obbligato a contrattare; viceversa, una volta accettate, tutte le clausole  di un contratto devono essere rispettate in buona fede dalle parti, che hanno liberamente espresso  il loro consenso; di conseguenza è assurdo che il licenziatario cerchi di sfruttare i vantaggi  della licenza di un diritto di proprietà intellettuale e riservarsi nel contempo la possibilità di  contestare tale diritto. Nella fattispecie Royon, ex dipendente di Meilland, di cui conosce  prodotti e metodi, dispone di informazioni che lo pongono in una situazione particolarmente  favorevole per creare o sfruttare situazioni litigiose. Inoltre la soppressione della citata  clausola rappresenterebbe generalmente un premio alla ad utilizzare legalmente la licenza, pur non  pagando i relativi canoni, per il solo fatto di averla impugnata, cioè in un certo senso con  l'avallo giudiziale. Infine, le transazioni nei processi per contraffazione diventerebbero  praticamente impossibili, essendo per lo più fondate sull'impegno del contraffattore di ritirare  ogni istanza di nullità dei titoli dell'attore, implicando ciò manifestamente la sua definitiva  rinuncia a proporre taleistanza.Tutto ciò che priverebbe il licenziante dei suddetti effetti  positivi della clausola in questione scoraggerebbe inevitabilmente, nel lungo periodo, la politica  di licenza non esclusiva praticata da Meilland e, in definitiva, vanificherebbe in vantaggi  macroeconomici di tale politica, anche sul piano della concorrenza.c)La notifica presentata il 27  aprile 1985 da Meilland non contiene nuovi elementi sostanziali rispetto alle argomentazioni e alle  informazioni fornite nel corso della procedura, specie nell'audizione orale del 4 luglio 1984. II. VALUTAZIONEA. Articolo 85, paragrafo 121.Ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato  sono incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le  decisioni di associazioni d'imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il  commercio tra stati membri e che abbiano per oggetto e per effetto d'impedire, restringere o  falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune.22.Le parti sono imprese, ai  sensi dell'articolo 85, che al momento dei fatti esercitavano la loro attività principale nel  settore economico dei fiori ornamentali, e, ai sensi di tale articolo gli accordi di cui trattasi  sono accordi tra imprese.23.Le due clausole seguenti di detti accordi hanno per oggetto e per  effetto di restringere il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune:a)l'articolo X  dell'accordo in causa concluso il28 ottobre 1971 tra URS-F (Richardier) e il sottolicenziatario  Royon, che obbliga quest' ultimo a rimettere a Meilland le mutazioni da esso eventualmente scoperte  sui rosai della varietà concessa Sonia:il carattere restrittivo di questa prima disposizione  risiede nel fatto che essa obbliga il licenziatario a rimettere di fatto completamente i diritti  che esso è autorizzato a rivendicare sulle sue scoperte ai sensi della precitata legge francese;  quindi, il contratto che priva il sig. Royon di tutti i diritti sulle mutazioni e lo riduce a  percepire un canone, ha per conseguenza l'eliminazione del licenziatario in quanto potenziale  offerente di mutazioni sia sul piano nazionale che sui mercati degli stati membri; in via generale,  il carattere restrittivo di tale obbligo non è stato sostanzialmente mitigato dalle modifiche  apportate nel 1974 ai contratti tipo (nuovo articolo XII), che limitano a tre anni il termine  assegnato a Meilland per esigere l'esecuzione di detto obbligo da parte di tutti i suoi  licenziatari o sottolicenziatari; nella fattispecie, la lettera indirizzata il10 aprile 1974 a  Royon da Meilland si riferiva espressamente al diritto di quest'ultimo sulla mutazione Pitica, che  era apparsa nel 1971, ed è appunto in esecuzione di tale precedente obbligo contrattuale che  Universal Plant Sarl eRoyon hanno stipulato il 28 ottobre 1971 il contratto che fissava le  modalità di cessione dei diritti di Royon;gli argomenti addotti da Meilland per negare a Royon ogni  diritto di proprietà sulla mutazione della varietà madre Sonia non possono essere accolti; infatti  le mutazioni scoperte nelle serre di Royon nel corso dello sfruttamento della licenza di produzione  e vendita concessagli da Richardier, sono da considerarsi indipendenti dalle attività di Royon,  essendo queste attività direttamente connesse alle mansioni amministrative da lui esercitate nel  gruppo Meilland; le parti non negano, come comprovato dall'esistenza del contratto di licenza  oggetto della presente procedura, che Royon, nonostante le sue funzioni di direttore nel gruppo  meilland, abbia nel contempo e con il consenso di Meilland gestito indipendentemente la sua impresa  «Les Roses du Capitou»; il fatto, peraltro eccepito da Meilland, che la rosa è una specie a  riproduzione asessuata e che le sue mutazioni hanno carattere naturale poiché è la stessa a  determinarne le caratteristiche di omogeneità e di stabilità varietali, che ne giustificano la  protezione legale, esclude di per sé ogni attività di costituzione di Royon incompatibile con i  suoi obblighi verso l'allora datore di lavoro; d'altra parte, il fatto che sia nata una «varietà  (la Pitica) nuova» a termini di legge implica di per sé un'attività inventiva che si è  materializzata in questa varietà che indubbiamente esiste e presenta caratteristiche nuove; il  fatto che l'invenzione abbia carattere involontario e fortuito e non implichi, come sostiene  Meilland, uno «sforzo» inventivo, non è di per sé sufficiente per negare ad essa ogni protezione;  va rilevato al riguardo che, in materia di costituzione vegetale, sia la legge francese  summenzionata (in particolare l'articolo 1, primo comma) che le legislazioni degli altri stati  membri, nonché la convenzione UPOV (gia menzionata), matrice comune, stabiliscono espressamente che  la scoperta di una varietà può giustificare il rilascio di un certificato di costituzione vegetale  allo stesso titolo della creazione di una varietà nel quadro di lavori di selezione; d'altra parte,  l'attitudine di Royon alla corretta osservazione dell'esistenza e della qualità di una mutazione  naturale procedeva a sua volta da un preliminare sforzo inventivo, quanto meno implicito, come  comprovato, in particolare, dal fatto che un primo esame sfavorevole della mutazione da parte di  Meilland è stato successivamente contraddetto dai fatti;b)l'obbligo del licenziatario, previsto  nello stesso contratto dall'articolo VIII intitolato «Garanzia», di non impugnare i titoli di protezione della varietà concessa:il carattere restrittivo di questa  seconda clausola consiste nel fatto che essa priva il licenziatario della possibilità di intentare,  come qualsiasi terzo, l'azione di annullamento per eliminare un ostacolo alla propria attività  economica. Gli esami e le prove ufficiali che precedono il rilascio di un certificato di  costituzione di una nuova varietà vegetale non mitigano tale restrizione; infatti essi non  escludono del tutto l'ipotesi di un'attribuzione ingiustificata del diritto né implicano la  preventiva rinuncia di imprese ad ogni opposizione o azione di contraffazione cui abbiano  interesse; in via generale, anche quando un licenziatario può impugnare un titolo di proprietà  intellettuale proprio grazie alle informazioni ricevute dal licenziante, il mantenimento di una  libera concorrenza ed eventualmente l'annullamento di un diritto esclusivo indebitamente concesso  rivestono un interesse pubblico, che prevale su qualsiasi considerazione sulle relazioni  privilegiate tra le parti di un contratto di licenza.24.Le restrizioni imposte da queste due  clausole sono sensibili:a)si tratta in effetti di restrizioni sensibili sul mercato dei prodotti  di cui trattasi nella CEE, data l'importanza qualitativa e quantitativa su questo mercato della  varietà di rose «Selection Meilland», e ciò soprattutto se si tiene conto del fatto che una sola  varietà, eventualmente una mutazione da un licenziatario, può acquisire una posizione importante od  anche dominante sul mercato; in conformità con la giurisprudenza della Corte di giustizia delle  Comunità europee, in particolare la sentenza del 12 dicembre 1967 nella causa 23/67, Brasserie de  Haecht (1), il carattere sensibile delle restrizioni constatate nella fattispecie deriva in  particolare dall'effetto cumulativo che è prodotto dall'esistenza in Francia e negli altri stati  membri di migliaia di contratti simili che obbligano per ogni varietà i licenziatari ed i  sottolicenziatari a cedere al datore di licenza le mutazioni da essi scoperte e a non impugnare i  titoli di protezione al medesimo concessi; tutto ciò conferisce complessivamente a queste  restrizioni un'importanza economica ancor maggiore. Tali restrizioni tendono a concentrare presso  Meilland tutte le varietà scoperte da centinaia di licenziatari;b)mente il commercio tra stati  membri, tenuto conto, in particolare, dell'effetto cumulativo qui sopra descritto. Da un lato,  l'obbligo di Royon di nonimpugnare i titoli di protezione concessi è imposto anche all'insieme  dei licenziatari e sottolicenziatari in tutta la Comunità, e vale anche per i diritti di la  posizione di Meilland nei confronti dei concorrenti in tutto il mercato comune; dall'altro,  l'obbligo di Royon di rinunciare a tutti i suoi eventuali diritti sulle mutazioni è imposto  ugualmente all'insieme dei licenziatari e sottolicenziatari nella Comunità a l'eccezione della  Germania, e riguarda i diritti di Royon non solo in Francia ma negli altri stati membri; esso  elimina quindi Royon stesso e in generale tutti gli altri licenziatari di Meilland, in quanto  offerenti internazionali di questo tipo di varietà, da tutto il mondo ed in particolare dal mercato  comunitario.25.Ricorrono pertanto le condizioni d'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 1, del  trattato.B. Articolo 85, paragrafo 326.Ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3, le disposizioni  dell'articolo 85, paragrafo 1, possono essere dichiarate inapplicabili agli accordi che  contribuiscono a migliorare la produzione o la distribuzione dei prodotti o a promuovere il  progresso tecnico o economico, riservando agli utilizzatori una congrua parte dell'utile che ne  deriva e senza:aimporre alle imprese interessate restrizioni che non siano indispensabili per  raggiungere tali obiettivi;bdare a tali imprese la possibilità di eliminare la concorrenza per una  parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi.27.Per quanto attiene all'obbligo del licenziatario  di rinunciare completamente ai suoi eventuali diritti sulle future mutazioni:nella fattispecie  quest'obbligo di Royon non riguardava precisamente le sue attività di produzione, moltiplicazione o  distribuzione della varietà Sonia ceduta in licenza o dei fiori recisi, che ne sono il prodotto  finale; che esso non aveva anzi nulla a che vedere con le condizioni specifiche di produzione o di  distribuzione e con gli sforzi o gli effetti, pur se indiretti, di promozione del progresso tecnico  o economico;il solo rapporto che, nel presente contesto, possa stabilirsi tra il suddetto obbligo  del licenziatario e la produzione, la distribuzione o la promozione del progresso tecnico o  economico è un rapportonegativo nel senso che la clausola litigiosa ha avuto solo l'effetto di  privare anticipatamente Royon della nuova varietà Pitica, che egli avrebbe potuto possibilità, il  solo risultato pratico della clausola è di diminuire contemporaneamente anche l'interesse del  licenziatario per le eventuali qualità delle mutazioni osservate;d'altra parte non può sostenersi  che gli effetti positivi dell'articolo 85, paragrafo 3, saranno automaticamente garantiti dal fatto  che detto obbligo trasferisce la responsabilità di qualsiasi iniziativa concernente la produzione e  la distribuzione della nuova varietà Pitica al gruppo Meilland, che dispone all'uopo di maggiori  mezzi d'azione rispetto al licenziatario Royon; infatti sia la varietà madre, per cui è stata  concessa la licenza, che la sua mutazione devono essere sfruttate conformemente alle esigenze della  gestione di Meilland e della sua collezione; di conseguenza la mutazione non beneficia della  sollecitudine esclusiva che gli sarebbe stata prodigata da Royon, il quale avrebbe potuto  concentrare, per assicurarne il successo, tutte le sue risorse, nonché la sua profonda conoscenza  del mercato internazionale; questa valutazione è corroborata dal fatto che, nonostante l'insistenza  di Royon, sono passati cinque anni (1971 1976) tra la scoperta della nuova varietà Pitica e  l'inizio della sua commercializzazione da parte di Meilland.Non si tratta quindi di un obbligo che  possa soddisfare la prima condizione dell'articolo 85, paragrafo 3, e che ciò di per sé esclude  qualsiasi utile per gli utilizzatori ai sensi di tale articolo; che quest'obbligo di Royon non era  indispensabile per assicurare un soddisfacente sfruttamento della varietà Sonia, di cui gli era  stata concessa la licenza.28.Quanto all'obbligo del licenziatario di non impugnare i titoli di  protezione concessi:l'obbligo di non impugnare un diritto di costituzione impedisce al  licenziatario e a tutti i terzi interessati lo sfruttamento della stessa varietà in virtù di una  licenza di agire liberamente nella sfera delle descrizioni e rivendicazioni relative a tale  varietà, ostacolando perciò il progresso tecnico;nell'ipotesi che il diritto di costituzione fosse  stato indebitamente concesso a Meilland, il suo licenziatario sarebbe tenuto nondimeno a pagare i  canoni o ad acquistare i piedi di rosa per lo sfruttamento della varietà di cui trattasi e in tal  caso non sarebbe neppure libero di venderla in particolare in altri paesi dove eventualmente non è  protetto. Il suddetto obbligo non soddisfa quindi la prima condizione dell'articolo 85, paragrafo 3, e ciò  esclude di per sé sia un utile per gli utilizzatori che la necessità di esame per accertare se  ricorrano le ultime due condizioni di tale articolo.29.Per motivi suesposti, i contratti di cui  trattasi non soddisfano tutte le condizioni prescritte per beneficiare di una esenzione ai sensi  dell'articolo 85, para-grafo 3.Non è quindi necessario esaminare se la ratifica tardiva, avvenuta  il 27 aprile 1985, possa coprire il contratto in causa, che scade nel 1983, o se il contratto  rientra nella categoria degli accordi che sono dispensati dalla notifica ai sensi dell'articolo 4,  paragrafo 2, del regolamento n. 17.III. ARTICOLO 3 DEL REGOLAMENTO N. 1730.Quando la Commissione  constata un'infrazione all'articolo 85 o all'articolo 86 del trattato essa può, a norma  dell'articolo 3 del regolamento n. 17, obbligare le imprese interessate a porvi fine; tuttavia,  nella fattispecie non ricorrono più gli estremi per obbligare le parti a por fine alle infrazioni  constatate perché il contratto in questione, che Royon aveva stipulato con Richardier il 28 ottobre  1971, è stato denunciato nel 1983 quando Royon ha cessato la propria attività e venduto gli  stabilimenti della sua impresa «Roses du Capitou».Vi sono motivi, nondimeno, per ritenere che in  passato siano state commesse infrazioni; è infatti necessario chiarire al pubblico la posizione  della Commissione, in particolare al riguardo dell'articolo 85, paragrafo 3, in merito alle due  restrizioni di cui trattasi; ciò è peraltro nell'interesse dello stesso ricorrente, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Sono contrarie all'articolo 85,  paragrafo 1, del trattato CEE le seguenti clausole del contratto di licenza concluso il 28 ottobre  1971 modificate nel 1974, tra URS-F (Richardier) e R. Royon per lo sfruttamento della varietà di  rosa Sonia Meilland (contratto «fiori recisi»): 1l'obbligo imposto al licenziatario, R. Royon, dall'articolo X del contratto di cedere a Meilland  tutte le mutazioni scoperte sui rosai della varietà concessa, sicché esse restano di proprietà  esclusiva di Meilland che decide unilateralmente circa il loro sfruttamento commerciale;2l'obbligo  imposto a questo proposito al detentore della licenza dalla nuova versione del contratto, dopo la  modifica introdotta nel 1974 (nuovo articolo XII), che dà al costitutore Meilland un termine di tre  anni, a decorrere dalla data della consegna di una mutazione da parte del detentore della licenza,  per imporre la sua decisione unilaterale relativa allo sfruttamento commerciale della  mutazione;3l'obbligo imposto al detentore della licenza della nuova versione del contratto  formulata nel 1974 (nuovo articolo VIII intitolato Garanzia) di non contestare la validità delle  domande di certificati di costituzione vegetale o dei certificati di costituzione di una specie  vegetale concessagli in licenza.Articolo 2La richiesta d'esecuzione, in base all'articolo 85,  paragrafo 3, del trattato CEE, a favore delle clausole di cui all'articolo 1 è respinta.Articolo  3Sono destinatarie della presente decisione:1SNC Meilland &  Cie, 134, Bld Francis Meilland,  F-06600 Antibes;2Universal Plant Sarl, 134, Bld Francis Meilland, F-06600 Antibes;3Universal Rose  Sélection-France (M. et Mme Francisque Richardier), F-69160 Tassin-la-Demi-Lune;4M. René Royon,  128, Les-Bois-de-Font-Merle, F-06250 Mougins.Fatto a Bruxelles, il 13 dicembre  1985.Per la CommissionePeter SUTHERLANDMembro della Commissione(1) GU n. 13  del 21. 2. 1962, pag. 204/62. (2) GU n. 127 del 20. 8. 1963, pag. 2268/63. (1) Rec. 1967, pag. 532.