CELEX: 62015CA0188
Language: it
Date: 2017-03-14 00:00:00
Title: Causa C-188/15: Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 14 marzo 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation — Francia) — Asma Bougnaoui, Association de défense des droits de l’homme (ADDH)/Micropole SA, già Micropole Univers SA (Rinvio pregiudiziale — Politica sociale — Direttiva 2000/78/CE — Parità di trattamento — Discriminazione basata sulla religione o sulle convinzioni personali — Requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa — Nozione — Desiderio di un cliente che le prestazioni non vengano assicurate da una dipendente che indossa un velo islamico)

15.5.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 151/4
            
         Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 14 marzo 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation — Francia) — Asma Bougnaoui, Association de défense des droits de l’homme (ADDH)/Micropole SA, già Micropole Univers SA
   (Causa C-188/15) (1)
   
   ((Rinvio pregiudiziale - Politica sociale - Direttiva 2000/78/CE - Parità di trattamento - Discriminazione basata sulla religione o sulle convinzioni personali - Requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa - Nozione - Desiderio di un cliente che le prestazioni non vengano assicurate da una dipendente che indossa un velo islamico))
   (2017/C 151/05)
   Lingua processuale: il francese
   
      Giudice del rinvio
   
   Cour de cassation
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Asma Bougnaoui, Association de défense des droits de l’homme (ADDH)
   
      Convenuta: Micropole SA, già Micropole Univers SA
   
      Dispositivo
   
   L’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, dev’essere interpretato nel senso che la volontà di un datore di lavoro di tener conto del desiderio di un cliente che i servizi di tale datore di lavoro non siano più assicurati da una dipendente che indossa un velo islamico non può essere considerata come un requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa ai sensi di detta disposizione.
   
      (1)  GU C 221 del 6.7.2015.