CELEX: 51996PC0406
Language: it
Date: 1996-07-30
Title: Progetto di RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO E DEI RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI MEMBRI RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO SULLA PARITÀ DI OPPORTUNITÀ PER I DISABILI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                              Bruxelles, 30.07.1996
                                              COM(96) 406 def.
                                              96/0216 (CNS)
              COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE
                                   SULLA
             PARITÀ' DI OPPORTUNITÀ' PER I DISABILI
    Una nuova strategia della Comunità europea nei confronti dei disabili
                                  Progetto di
RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO E DEI RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI
       DEGLI STATI MEMBRI RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
                                   SULLA
                        PARITÀ DI OPPORTUNITÀ
                              PER I DISABILI
                      (presentato dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                        INDICE
I.   Comunicazione della Commissione sulla parità di opportunità per i disabili
     Una nuova strategia della Comunità europea nei confronti dei disabili
     Sintesi e conclusioni strategiche.                                           \%-
     1.      Contesto: gli ostacoli alla parità di opportunità                    2.
     2.      La nuova strategia in materia di parità di opportunità               5.
     3.      Un quadro per l'esercizio della parità di opportunità                7.
     4.      Una strategia della Comunità europea in materia di parità di
             opportunità per i disabili                                           8.
             i)     Dialogo politico con gli Stati membri                         8.
             li)     Dialogo sociale tra le parti sociali                         8.
             iii)   Dialogo sociale con le Organizzazioni Non
                     Governative (ONG)                                            9.
             iv)     Integrazione: formulazione della linea di azione           10.
             v)      Integrazione: strategia occupazionale di Essen             10.
             vi)     Integrazione: tecnologie dell'informazione e della
             comunicazione                                                      11.
             vii)    Integrazione: i Fondi strutturali                          11.
     Conclusioni.                                                               12.
     Allegato
     Evoluzione delle strategie a livello europeo e a livello internazionale.   13.
 II. Progetto di risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti degli Stati membri
     riuniti in sede di Consiglio sulla parità di opportunità per i disabili.    15
 ---pagebreak---                               I.
      COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE
                           SULLA
               PARITÀ DI OPPORTUNITÀ
                     PER I DISABILI
Una nuova strategia della Comunità europea nei confronti dei
                           disabili
                                                             /l <x
 ---pagebreak---                               Sintesi e conclusioni strategiche.
1. La disabilità, quale presa in considerazione nella presente Comunicazione, assume
molteplici forme - fisica, sensoriale, mentale e intellettuale. Il numero di persone nella
Comunità europea direttamente colpite da una qualche forma di menomazione, viene
costantemente stimato a circa un decimo della popolazione complessiva, e ammonta
attualmente a circa 37 milioni. Di questi circa la metà è in età lavorativa.
2. Sotto molteplici aspetti le nostre società sono organizzate per un cittadino "medio" che
non soffre di menomazioni e pertanto un gran numero di cittadini è escluso dai diritti e
dalle opportunità della grande maggioranza:
        nell'istruzione: giovani continuano ad incontrare problemi di accesso all'istruzione
        ordinaria e ad un'adeguata formazione di buona qualità;
        sul lavoro: la probabilità per i disabili di essere disoccupati è due o tre volte più
        elevata e ciò' per periodi più lunghi rispetto al resto della popolazione;
        mobilità e accesso: numerosi sistemi di trasporto continuano ad essere
        inaccessibili o difficilmente accessibili;
        alloggio: alloggi adattati o adattabili sono spesso rari o estremamente costosi;
         sistemi assistenziali: questi sistemi in generale offrono un'assistenza minima che
        è spesso insufficientemente coerente con l'obiettivo di agevolare la partecipazio.
3. La politica svolta da numerosi anni intesa ad adattare i disabili alle loro menomazioni
è risultata insufficiente e si assiste ora ad un importante lavoro di revisione. La vecchia
strategia viene ora sostituita da un più forte impegno a identificare e rimuovere i vari
ostacoli che si frappongono alla parità di opportunità e alla piena partecipazione a tutti
gli aspetti della vita. Mutando il modo in cui organizziamo le nostre società è possibile
ridurre o addirittura superare i maniera effettiva gli ostacoli che incontrano i disabili. Più
che l'angusto obiettivo dell'adattamento è l'integrazione che viene considerata la chiave
di accesso alla vita attiva. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha concretizzato
questa nuova impostazione nel 1993 adottando la risoluzione sulle norme standard per la
parità di opportunità per i disabili.
4. La responsabilità primaria per interventi in questo campo risiede negli Stati membri.
La realizzazione della nuova strategia ha luogo in tutti gli Stati membri, secondo modalità
differenti, in campi differenti e a ritmi differenti. La Commissione propone che il
Consiglio faccia propria questa nuova impostazione adottando una risoluzione sulla parità
di opportunità quale solenne impegno politico degli Stati membri - sia individualmente,
sia collettivamente - a perseguire l'obiettivo della parità di opportunità e della non
discriminazione per i disabili.
5. La presente risoluzione dovrebbe servire come quadro di riferimento per lo scambio
strutturato di informazioni utili tra gli Stati membri, come una piattaforma per stimolare
il chiarimento di finalità comuni e l'identificazione delle migliori prassi, nonché come una
guida per l'elaborazione e la valutazione di adeguati provvedimenti nell'ambito delle
rispettivi sfere di azione degli Stati membri e della Comunità.
                                                                                            * & -
 ---pagebreak--- 6. Da anni la Comunità europea si adopera per promuovere migliori condizioni di vita e
di lavoro per i disabili. La Commissione ritiene che il sostegno a livello comunitario
possa continuare ad apportare un notevole valore aggiunto al processo di riflessione e di
azione tra gli Stati membri e al loro interno. La Commissione pertanto prospetta una serie
di azioni concrete coerenti con la risoluzione che comportano, tra l'altro, le seguenti
iniziative:
         Integrazione. Per ottimizzare l'integrazione dei problemi dei disabili nelle
         principali strategie ed azioni della Comunità la Commissione intende rafforzare
         l'attività del suo gruppo interservizi per i disabili.
         Cooperazione. Sarà costituito un gruppo di alto livello per i disabili costituito da
         rappresentanti degli Stati membri con il compito di passare in rassegna le linee
         di azione negli Stati membri e di raccogliere informzioni ed esperienze.
         Promozione delle attività delle Organizzazioni Nob Governative fONGY La
         Commissione desidera consolidare la cooperazione svolta nel corso degli ultimi
         anni nell'ambito di HELIOS II. Essa inoltre si compiace per la costituzione del
         nuovo Forum indipendente europeo dei disabili ed intende sviluppare attivamente
         i contatti e stimolare l'attività delle ONG.
         Occupazione. Nell'elaborazione della relazione unica al Consiglio europeo di
         Dublino, la prossima tappa nel processo di Essen, la Commissione assumerà
         l'iniziativa di rafforzare le linee di azione per la prevenzione della disoccupazione
         di lunga durata e per l'integrazione dei disabili nella vita attiva. Non va
          naturalmente dimenticato che l'obiettivo primario dei Fondi strutturali,
          segnatamente del Fondo sociale è quello di promuovere l'occupazione.
         Tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TTCY La Commissione si
         preoccupa di mettere a frutto il potenziale della società dell'informazione nel
          conseguimento della parità di opportunità, segnatamente tramite lo sviluppo delle
          ITC e intende costituire a tale scopo un gruppo ad hoc interno.
          I Fondi strutturali. Un importo totale di 5,5 miliardi di ECU è destinato
          specificamente alla lotta contro l'emarginazione per il periodo 1994-99. Come
          componente della sua prossima valutazione intermedia dei Fondi strutturali la
          Commissione intende verificare la portata e l'impatto delle azioni nei confronti dei
          disabili. L'avvio di una nuova serie di progetti nel quadro delle iniziative
          comunitarie, compreso HORIZON, è previsto verso la fine del 1996.
 7. La presente Comunicazione è intesa a fornire un rinnovato impulso verso una
 concezione basata sui diritti della parità di opportunità per i disabili, sia negli Stati
 membri, sia a livello della Comunità. Compito comune è quello di valorizzare e dare
 spazio alla diversità umana. Questo è compito di ognuno in un'Europa dei popoli che
valorizza l'equità e l'efficienza.
 1.       Contesto: gli ostacoli alla parità di opportunità
 8. Uno su dieci cittadini nella Comunità europea soffre di una menomazione. Benché
 negli ultimi anni si siano registrati significativi progressi, restano numerosi problemi che
 ---pagebreak--- continuano a determinare la sottopartecipazione dei disabili alla vita delle nostre società.
Questi problemi sono documentati e riconosciuti. Una relazione particolarmente esauriente
dal titolo "Cittadini invisibili" è stata pubblicata dalle ONG per celebrare la giornata
europea dei disabili nel dicembre del 1995. Il Parlamento europeo ha fatto riferimento in
più occasioni alla situazione negativa dei disabili e alle discriminazioni (nonché alla
violenza) di cui essi possono essere vittime nell'Unione. Nella sua Risoluzione 83-580/93
dell'aprile 1993 esso ha invitato la Commissione, tra l'altro, a costituire un Forum per
esaminare il problema della violenza contro i disabili e a redigere relazioni annuali sulla
loro situazione negli Stati membri. La prima di queste relazioni è stata realizzata all'inizio
del 1996. Il Comitato economico e sociale ha parlato della grave situazione in cui versano
i disabili. Anche il Comitato delle regioni ha fatto riferimento all'emarginazione e alla
discriminazione di cui sono vittime i disabili.
9. Tra i problemi che restano - e variano notevolmente da Stato membro a Stato membro
- vanno evidenziati i seguenti:
        Nel campo dell'istruzione. Numerosi bambini continuano ad essere esclusi dalle
        scuole ordinarie unicamente a causa della limitata mobilità, della menomazione
        sensoriale o di difficoltà di comunicazione e di apprendimento e anche per il fatto
        che le autorità responsabili non sono adeguatamente coscienti o, insensibili, alle
        loro capacità e al loro potenziale. Troppo spesso i bambini disabili sono confinati
        nella loro carriera scolastica (e anche dopo) in istituzioni le quali, mentre
        forniscono speciale assistenza, nondimeno li isolano e non offrono loro
        opportunità o opportunità drasticamente ridotte di impegno sociale normale.
        Sul lavoro. Varie stime ufficiali fanno ritenere che la probabilità per i disabili di
        essere disoccupati è almeno due o tre volte più elevata e di durata più lunga
        rispetto al resto della popolazione attiva. Inoltre essi possono essere colpiti in
        maniera sproporzionata durante le crisi economiche. Pertanto sono essi a pagare
        un costo più elevato durante i periodi di incertezza economica e di trasferimenti
        di attività. Poiché l'indipendenza economica è fondamentale per l'esercizio di altre
        libertà, questa forma di discriminazione ha gravi ripercussioni sulla qualità della
        vita dei disabili.
        La disoccupazione non rappresenta necessariamente una corrispondente mancanza
         di capacità o di merito. In numerosi casi i datori di lavoro e gli eventuali datori
         di lavoro sono inclini a vedere soltanto la menomazione e non l'effettiva capacità
         della persona in parola e pertanto può1 essere sottovalutato l'apporto che potrebbe
         essere dato all'azienda. Posti di lavoro inadeguati, modalità rigide di lavoro,
         nonché la prevalenza della discriminazione sono tutti fattori che vi contribuiscono.
         Troppo poco ci si impegna da parte dei datori di lavoro a riflettere sul modo di
         sopperire positivamente alle esigenze dei disabili.
         Mobilità e accesso. Anche se aspetti dell'accesso (in senso lato) sono rilevanti
         nella nostra società estremamente mobile, numerosi sistemi di trasporto ed edifici
         pubblici continuano ad essere inaccessibili o difficilmente accessibili. Ciò' è
         aggravato da barriere architetturali e infrastnitturali. Benché nel campo delle
         comunicazioni si siano fatti significativi progressi tecnologici, si potrebbe fare di
         più per ottimizzare il potenziale affrancante di questa tecnologia e far sì che futuri
         sviluppi tengano del tutto conto delle esigenze dei disabili. 1 principi della
 ---pagebreak---          "progettazione per tutti" e "accesso universale" presentano naturalmente numerosi
         vantaggi intersettoriali per molti più gruppi.
         Alloggio. Con la carenza di alloggi, per i disabili non sono disponibili alloggi
         adatti o costantemente adattabili. Un successivo adattamento comporta spesso costi
         proibitivi. La situazione presenta implicazioni negative non soltanto per i disabili,
         ma anche per la crescente popolazione europea di anziani.
         Sistemi di sicurezza sociale. Nel campo della sicurezza sociale una fascia
         numerosa di disabili vive ancora vicino al livello di povertà o anche al di sotto.
        I sistemi di assistenza forniscono un minimo di sostegno che spesso è
        insufficientemente orientato all'obiettivo di agevolare la partecipazione. Troppo
        spesso non si è coscienti, o lo si è in maniera insufficiente, dei costi
         supplementari e delle continue esigenze dei disabili che vanno oltre quelle di una
        persona media. Il riconoscimento ed il supporto ad una vita indipendente sono
        ancora saltuari. La complessità e la crescente massa di norme nel campo
        dell'assistenza e della prestazione dei servizi, nonché la ripartizione delle
         responsabilità tra ministeri ed enti amministrativi può' dar luogo a confusione ed
         essere alienante di per sé. L'informazione sui servizi disponibili può' risultare
         dispersiva e in questi casi ciò' è il motivo della sottoutilizzazione del sostegno.
10. La sottopartecipazione dei disabili a tutti gli aspetti delle nostre società necessita di
maggiore attenzione e intervento sia a livello nazionale che comunitario per numerose
ragioni.
11. L'emarginazione e la discriminazione violano vari diritti umani universali. Il rispetto
e la promozione dei diritti umani e della diversità umana sono da lunga pezza elementi
caratterizzanti delle nostre società e costituiscono una parte essenziale dei nostri valori
europei condivisi. Il diritto principale in gioco è quello di uguaglianza. La dimensione dei
diritti umani della Comunità riveste la massima importanza ed è stata sottolineata
ripetutamente dalla Corte di giustizia, dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei
Ministri. Il rispetto dei diritti umani è menzionato specificamente come uno degli obiettivi
principali dell'Unione all'art. F.2 del Trattato sull'Unione europea. I principi fondamentali
dei diritti umani e della non discriminazione sono stati riaffermati dalla Commissione nel
suo parere alla Conferenza intergovernativa.
12. In termini economici l'emarginazione strutturale e la discriminazione a motivo delta
menomazione minano anche l'efficacia del mercato del lavoro. Un mercato che
strutturalmente esclude una parte significativa delle sue risorse umane non può' essere
descritto come efficente, né tantomeno equo. La società nel suo complesso (compresi i
contribuenti) subisce perdite quando le capacità non sono debitamente riconosciute e
messe in grado di operare.
13. Parlando più in generale l'attuale e giustificato sentimento di urgenza della Comunità
europea riguardo alla riduzione della disoccupazione strutturale, alla protezione
dell'occupazione esistente e alla creazione di nuovi posti di lavoro deve farsi carico del
problema estremamente pratico della varietà di ostacoli arbitrari che si frappongono
all'accesso al mercato del lavoro e alla partecipazione dei disabili. La generale tendenza
al ripensamento delle politiche del mercato del lavoro fa sì che l'accento sia
maggiormente posto su provvedimenti attivi per rafforzare la capacità di quanti cercano
lavoro di competere sul mercato del lavoro piuttosto che considerarli semplicemente
 ---pagebreak--- destinatari passivi di sostegno al reddito. Questa tendenza presenta ovvie e dirette
implicazioni per la reintegrazione dei disabili nel posto di lavoro.
14. L'emarginazione e la discriminazione in base alla menomazione impongono costi
onerosi allo Stato assistenziale. Numerosi, se non la maggioranza, dei vari complessi
programmi di supporto realizzati nel corso degli anni dagli Stati membri sono stati in
primo luogo orientati alla preservazione del soggetto piuttosto che a metterlo in grado di
partecipare nella maniera più completa possibile alla vita sociale. La diminuzione della
dipendenza (e della mentalità di dipendenza) che continua a isolare la persona ed imporre
oneri allo Stato tornerebbe a beneficio di tutti.
2.      La nuova strategia in materia di parità di opportunità
 15. La risposta storica delle istituzioni al problema della disabilità è stata in larga misura
quella della compensazione sociale tramite assistenza, relegazione dalla vita sociale e
sviluppo di servizi assistenziali specializzati. Anche se promosse da lodevoli intenti queste
risposte politiche hanno chiaramente aggravato il problema dell'emarginazione e della
sottopartecipazione.
 16. Una delle maggiori sfide cui devono far fronte oggi le nostre società è quella di
valorizzare e di dare spazio alla diversità umana. I tradizionali processi socioeconomici
hanno avuto tendenza, tuttavia, ad essere costruiti sulla base di una concezione di
normalità in cui non rientravano i disabili. Un esempio classico è la progettazione di
edifici a misura di persona "media" che dimentica di tener conto delle persone con
impedimento motorio. Pertanto queste persone sono sia state escluse dai processi sociali
 o hanno visto diminuite notevolmente le loro opportunità di partecipazione.
 ---pagebreak---  17. L'assenza reale, o l'invisibilità virtuale dei disabili nella vita della società non ha fatto
altro che contribuire a diffusi stereotipi. Ciò' a sua volta ha contribuito al ciclo
autoperpetuantesi di emarginazione. E' in questo modo che pregiudizi, mancanza di parità
di opportunità e la discriminazione possono considerarsi come aspetti che si rafforzano
a vicenda.
18. Si riconosce sempre più che questa situazione non deve continuare. Un breve esame
dell'evoluzione delle mentalità riguardo ai problemi dei disabili a livello europeo e a
livello internazionale è riportato in allegato. A stimolare quest'evoluzione è stato il
riconoscimento che la differenza umana può' essere valorizzata nel modo migliore
generando processi socioeconomici costruiti da tutte le persone su un piano di parità. Il
valore principale dell'eguaglianza - qui inteso come parità di opportunità - viene ora
considerato il modello di riferimento in base al quale le strutture socioeconomiche devono
essere valutate. Esso costituisce l'essenza della strategia in materia di disabili basata sui
diritti.
L'ideale della parità di opportunità naturalmente ha una portata più ampia del principio
di non discriminazione ma nondimeno lo include.
19. Il compito complessivo può' essere riassunto nel modo migliore con il termine di
"mainstreaming". Si tratta di formulare una strategia per rendere possibile la piena
partecipazione e il coinvolgimento generale dei disabili ai processi economici e sociali
e altri nel rispetto delle scelte personali. Esso significa inoltre che i relativi problemi non
devono essere considerati più a lungo in maniera separata dall'ordinario comune
meccanismo decisionale, ma dovrebbero essere visti chiaramente come un elemento
integrale. Quest'impostazione trova applicazione - e presenta vantaggi - per tutti i disabili
a prescindere dal tipo o dalla gravità della menomazione in parola.
20. In tutti gli Stati membri dell'Unione europea si rileva la stessa evoluzione verso un
modello di parità di opportunità nelle strategie in materia di disabili. Gradualmente, ma
percettibilmente, le politiche degli Stati membri sono volte a conferire pari diritti efficaci
e non semplicemente a gestire provvedimenti per ovviare a limitazioni funzionali.
Naturalmente questo cambiamento si è prodotto in modi differenti, in campi differenti e
a ritmi differenti a seconda degli Stati membri.
21. Una tendenza particolarmente significativa negli Stati membri è il graduale abbandono
delle tradizionali risposte costituite da strutture separate per sopperire alle esigenze dei
disabili, segnatamente nel campo dell'istruzione e dell'occupazione (scuole speciali,
laboratori protetti, ecc.). Queste risposte sono sempre più sostituite da iniziative che
promuovono l'integrazione nei sistemi scolastici ordinari e nel lavoro aperto e assistito
dovunque possibile. La concezione e la realizzazione dei programmi di assistenza e di
aiuto in tutti i settori sono guidate in misura crescente da un'impostazione incentrata sulla
persona - un'impostazione che valorizza l'autonomia e che riconosce il desiderio naturale
e il diritto della persona ad influenzare le modalità di tali programmi e il desiderio di
vivere nella propria casa e nella propria comunità.
22. Alcuni Stati membri hanno già principi generali di parità e di non discriminazione
proclamati nelle loro Costituzioni; altri hanno emendato la vigente legislazione
antidiscriminazione o introdotto una nuova legislazione che contempla i disabili. Altri
 Stati membri stanno pensando all'introduzione di siffatti provvedimenti.
 ---pagebreak--- 23. In questo contesto giova rilevare che alcuni progressi sono già stati fatti dalle parti
sociali quando hanno riconosciuto il problema dell'emarginazione e cercato di risolverlo.
Numerose imprese hanno già adottato propri programmi in materia di parità di
opportunità per i disabili. Uno sviluppo particolarmente positivo è rappresentato dalla
Dichiarazione europea delle imprese contro l'emarginazione del 1995 che comprende
anche la situazione dei disabili.
3.      Un quadro per l'esercizio della parità di opportunità
24. La Commissione ritiene essenziale che la Comunità europea chiarisca e ribadisca la
sua strategia globale nei confronti dei disabili, il cui punto qualificante dovrebbe essere
un impegno condiviso da tutti gli Stati membri a promuovere la parità di opportunità, a
eliminare la discriminazione in questo campo e a riconoscere i diritti dei disabili.
25. Ogni analisi del ruolo della Comunità europea in questo campo deve cominciare dal
riconoscimento che le nostre società e i governi degli Stati membri che le rappresentano
portano la responsabilità primaria delle azioni intese ad eliminare l'emarginazione e la
discriminazione in base alla disabilità. Poiché gli interventi a favore dei disabili hanno
in ciascuno Stato membro un proprio quadro socio culturale, ciò' fa sì cha la forma della
risposta all'obiettivo della parità di opportunità vari a seconda del contesto nazionale,
regionale o locale.
26. La Commissione propone pertanto l'adozione da parte del Consiglio e dei
rappresentanti dei Governi degli Stati membri riuniti in sede del Consiglio di una
risoluzione sulla parità di opportunità - di cui un progetto di testo si trova in allegato alla
presente comunicazione. Il progetto di risoluzione si basa esplicitamente sul rispetto della
diversità dei sistemi nell'Unione europea e sul valore aggiunto che apporterebbe
l'adozione di comuni orientamenti in vista di determinati obiettivi politici condivisi. Essa
è intesa ad esprimere il solenne impegno politico degli Stati membri - sia individualmente
che collettivamente nell'ambito del Consiglio e a livello della Comunità - ad operare per
conseguire la parità di opportunità e la non discriminazione per i disabili.
27. Mentre laRisoluzione costituisce un'accettazione delle autorevoli norme standard delle
Nazioni Unite sulla parità di opportunità per i disabili, essa non è intesa a ripetere
verbatim i contenuti di dette norme e nemmeno significa semplicemente una reiterazione
degli impegni già assunti dagli Stati membri nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite.
28. Mentre le norme standard non sono vincolanti in senso strettamente giuridico, esse
contengono un forte richiamo morale e politico agli Stati affinché intervengano. Esse
stimolano altresì gli Stati a cooperare nell'elaborazione di strategie per la parità di
opportunità per i disabili.
29. La presente Risoluzione dovrebbe pertanto essere considerata e impiegata come un
quadro di riferimento per lo scambio strutturato di utili informazioni tra gli Stati membri;
come una piattaforma per promuovere la definizione di comuni obiettivi e l'identificazione
delle migliori prassi, nonché come una guida per l'elaborazione e la valutazione di
adeguati provvedimenti nel rispettive sfere di azione degli Stati membri e della Comunità.
30. Da parte sua la Commissione ritiene che l'intervento a livello comunitario possa
apportare un notevole valore aggiunto al necessario processo di riflessione tra gli Stati
 ---pagebreak--- membri e al loro interno. Essa ritiene inoltre che sono in gioco i principali principi e
obiettivi della Comunità che giustificano ulteriormente il suo particolare impegno in
questo campo. In ciò' rientra l'impegno di garantire la libera circolazione dei lavoratori,
di promuovere la mobilità degli studenti, di garantire la realizzazione e lo sviluppo del
mercato unico e di garantire l'esercizio dei diritti della cittadinanza dell'Unione. Ciò' esige
non solo un graduale innalzamento degli standard verso le migliori prassi a livello degli
Stati membri, ma altresì una più ferma mobilitazione a livello della Comunità.
4.       Una strategia della Comunità europea in materia di parità di
         opportunità per i disabili.
31. La graduale evoluzione delle mentalità ha offerto lo sfondo su cui la Commissione
ha riflettuto riguardo alla configurazione della sua nuova strategia a favore dei disabili.
32. Poiché la responsabilità primaria delle azioni risiede negli Stati membri, spetta alla
Comunità impegnarsi per apportare quanto più valore aggiunto possibile al processo di
riflessione e di cambiamento. Si pensa che ciò' possa essere realizzato secondo le seguenti
modalità.
i)       Dialogo politico con gli Stati membri
33. La Commissione intende operare per consolidare la valida cooperazione instaurata
negli ultimi anni nell'ambito di HELIOS II sia con che tra gli Stati membri. A tal fine
nella misura degli stanziamenti disponibili, la Commissione intende costituire un gruppo
di alto livello per i disabili costituito da rappresentanti degli Stati membri. Il compito di
questo gruppo sarà quello di analizzare recenti orientamenti sulle priorità dei governi
riguardo ai disabili, di riunire informazioni ed esperienze e di fornire consulenza sui
metodi per rilevare in futuro la situazione a livello della Comunità per quanto riguarda
i disabili.
34. La Commissione intende inoltre costituire un osservatorio o una rete per le varie
strategie nazionali a favore dei disabili facendo ricorso ad esperti indipendenti negli Stati
membri. L'osservartorio o la rete avranno il compito di: chiarire concetti fondamentali e
la terminologia; operare a favore di concezioni comuni, segnatamente nel campo della
statistica; fornire una precisa base di conoscenze riguardo alle attuali strategie; fornire
valutazioni indipendenti dei progressi realizzati; infine effettuare ricerche utili, valide e
accuratamente mirate. Essi dovranno cooperare con altri osservatori per conseguire
sinergie nell'acquisizione di conoscenze. L'attività dell'osservatorio o della rete dovrebbe
essere di inestimabile aiuto per il gruppo di alto livello e si prospetta l'instaurazione tra
di loro di reciproci vantaggiosi rapporti di lavoro. La Commissione potrà integrare il
lavoro di ricerca dell'osservatorio a partire dai propri programmi di ricerca, quali, ad
esempio, TIDE, Biomed. In questo contesto rivestirà un particolare interesse la prevista
comunicazione della Commissione "Ricerca comunitaria e attività di sviluppo riguardo
 alle persone anziane e disabili".
 35. Per facilitare il dialogo la Commissione propone di organizzare una riunione
 congiunta almeno una volta all'anno tra il gruppo di alto livello e il Forum europeo dei
 disabili di cui al paragrafo 41 seguente.
 ii)     Dialogo sociale tra le parti sociali
 ---pagebreak--- 36. Nel corso degli ultimi anni il dialogo sociale si è concentrato in misura crescente sui
problemi dell'occupazione e le parti sociali hanno fortemente sostenuto la strategia
occupazionale di Essen e le iniziative per integrare i disabili nel mercato del lavoro e
nella vita attiva.
37. Il Comitato per il Dialogo Sociale ed il Comitato Permanente per l'Occupazione
possono fornire rilevanti contributi all'elaborazione di nuove iniziative a favore dei
disabili. La Commissione invita le parti sociali a svolgere una particolare cooperazione
riguardo ai problemi indicati nella presente comunicazione.
iii)    Dialogo sociale con le Organizzazioni Non Governative (ONG)
38. La Commissione è stata fortemente incoraggiata dall'attivo interesse e dalla
partecipazione di un'ampia gamma di organizzazioni di disabili al processo europeo di
cooperazione, nonché dall'unanime riconoscimento del "valore aggiunto" del sostegno
europeo. Essa è stata particolarmente motivata dall'attiva partecipazione delle ONG dei
disabili al suo Forum sociale nel 1996.
39. La messa in comune di esperienze e di buone prassi nell'Unione europea si è
sviluppata nell'ambito dei successivi programmi HELIOS tramite numerose reti UE
operanti di concerto nel campo dei problemi dei disabili. Più di 800 partner e di 80 ONG
europee hanno collaborato sia su base settoriale che collettiva in questo ambito. Ciò' ha
consentito la discussione e la definizione di concetti fondamentali e ha fornito un tramite
per l'ampia diffusione di buone prassi. Ciò' ha inoltre consentito alle ONG operanti in
questo campo di partecipare più efficacemente al processo democratico e ha accresciuto
la loro fiducia in se stesse e la consapevolezza riguardo ai mutamenti a livello europeo.
L'attuale programma HELIOS II perviene a scadenza alla fine del 1996. Si prevede che
la relazione finale indipendente di valutazione sarà ultimata a metà 1997. Uno dei risultati
pratici di HELIOS II saranno dettagliate "Guide di buona prassi", riguardanti anche
l'integrazione economica, sociale e scolastica, che saranno pubblicate verso la fine
dell'anno sotto gli auspici della Commissione.
40. Nella misura in cui il bilancio della Comunità lo consente la Commissione intende
continuare a fornire supporto a organizzazioni che operano nel campo dei disabili al fine
di promuovere la cooperazione europea. Il criterio primario al riguardo sarà il contributo
fornito alla promozione della parità di opportunità a livello europeo.
41. La Commissione si compiace per la recente costituzione del nuovo Forum europeo
indipendente per i disabili che riunisce organizzazioni di disabili di tutti gli Stati membri
rappresentanti la grande maggioranza degli interessi dei disabili nell'Unione europea. Il
suo regolamento è stato firmato da ONG europee e da Consigli nazionali attualmente
coinvolti nel programma HELIOS II. Il nuovo Forum avrà l'opportunità di operare in
stretto contatto con le istituzioni europee su base proattiva. Da parte sua la Commissione
si impegna a cooperare attivamente e a incontrare periodicamente il Forum europeo dei
disabili nell'intento di consolidare la cooperazione che si è instaurata con numerose ONG
negli ultimi anni.
42. Una delle priorità della Commissione resta quella di far prendere coscienza delle
evoluzioni negli Stati membri e nella Comunità. Questo impegno continuerà ad essere
sostenuto dalla Commissione, specialmente grazie all'organizzazione di "Giornate
nazionali di informazione" in ciascuno Stato membro e tramite il costante impiego di
 ---pagebreak--- pubblicazioni quali "Helioscope" (pubblicato in 11 lingue ufficiali) e "Heliosflash"
(pubblicato in 3 lingue ufficiali) che raggiungono circa 40 mila lettori scelti. Un tratto
significativo di "Helioscope" è rappresentato dal fatto che numerosi articoli vengono di
norma forniti da disabili. "Helioscope" è diventata una pubblicazione molto apprezzata
e richiesta dai disabili e per i disabili e soddisfa un'evidente esigenza di cui si dovrà
continuare a tener conto.
43. L'organizzazione ogni anno di una "Giornata europea dei disabili" ha contribuito in
maniera molto positiva alla presa di coscienza e a conferire una dimensione europea alla
cooperazione in questo campo. Sempre nella misura in cui lo consente il bilancio della
Comunità, la Commissione intende continuare a sponsorizzare ogni anno questa giornata
europea, di concerto con il Parlamento europeo e altre istituzioni della Comunità.
44. La Commissione è inoltre cosciente della nuova e importante tendenza per cui
numerosi enti locali e regionali realizzano forme di partnership con le ONG e le parti
sociali al fine di operare insieme per la creazione di ambienti favorevoli ai disabili.
Attualmente sono in via di sviluppo reti embrionali di dette città/località, ad esempio, nel
quadro della Dichiarazione di Barcellona (1995). Il Comitato economico e sociale, il
Comitato delle regioni ed altri organismi pertinenti quali le ONG saranno invitati ad
esprimersi sull'ulteriore potenziale di questi nuovi elementi nelle aree urbane e rurali e
sul possibile ruolo della Commissione nell'apportare un valore aggiunto europeo da
mettere a frutto.
iv)      Integrazione: formulazione della linea d'azione
45. La Commissione ha intrapreso iniziative per rafforzare i suoi propri meccanismi
interni per coinvolgere tutte le DG interessate in un gruppo interservizi per i disabili, per
accrescere così la sensibilità riguardo ai problemi dei disabili e promuovere una
cooperazione a carattere più intersettoriale all'interno della Commissione in questo campo.
In tal modo si confida di operare a favore dell'integrazione dei problemi dei disabili in
maniera trasversale. In questo contesto la Commissione passerà in rassegna le possibili
iniziative nei vari settori d'intevento, in particolare la ricerca, l'istruzione ed i trasporti.
La Commissione intende inoltre chiedere il parere delle ONG sulle sue iniziative e
proposte che riguardano i disabili.
46. Da quanto sopra emerge un'importante indicazione di principio: vale a dire che tutte
le riflessioni strategiche riguardo ai mutamenti nelle nostre società e riguardo a tempestivi
adeguamenti nella prassi debbono tener conto dell'esperienza dei disabili. Attualmente nel
campo dei disabili risultano di particolare importanza due di questi temi strategici:
l'occupazione e la società dell'informazione.
v)       Integrazione: strategia occupazionale di Essen
47. Il programma di azione in materia di politica sociale della Commissione (1995-7)
comporta già un impegno a presentare una coerente strategia occupazionale per i disabili
sotto forma di una comunicazione nel 1997. Alcuni elementi fondamentali di questa
strategia sono ora definiti. Nella relazione unica del 1995 e nella relazione interinale del
 1996 la Commissione ed il Consiglio hanno convenuto obiettivi strutturali per la strategia
occupazionale. Uno di questi obiettivi è quello di prevenire la disoccupazione di lunga
durata. Qualora sia attuato, questo impegno presenta una grande importanza per i disabili
poiché sono essi che corrono maggiormente il rischio di diventare disoccupati di lunga
                                                                                             10
 ---pagebreak--- durata e quindi di essere emarginati. Nell'elaborazione della relazione unica per il
Consiglio europeo di Dublino la Commissione assumerà l'iniziativa di rafforzare le linee
di azione per la prevenzione della disoccupazione di lunga durata e per l'integrazione dei
disabili nella vita attiva.
48. Le parti sociali saranno invitate dalla Commissione a elaborare una posizione comune
riguardo alla buona prassi in questo campo. La relazione 1997 della Commissione
sull'occupazione comprenderà per la prima volta un capitolo a parte per i disabili.
Attualmente la Commissione è attivamente impegnata a rivedere le proprie politiche
interne riguardanti l'occupazione e lo sviluppo di carriera dei disabili nei servizi della
Commissione stessa. Questa revisione sarà completata entro il 1996.
vi)     Integrazione: la società dell'informazione
49. La Commissione è attivamente interessata ad esaminare le possibilità per mettere a
profitto tutti gli aspetti della società dell'informazione nel raggiungimento della parità di
opportunità per i disabili e nel miglioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro.
Questi problemi vengono discussi in generale nel Libro verde della Commissione sulle
condizioni di vita e di lavoro nella società dell'informazione: "Prima viene la persona".
Un gruppo ad hoc interno sarà costituito dalla Commissione per fare progressi al riguardo
con il mandato di esaminare lo spazio per una speciale iniziativa a livello europeo, basata
sulle esperienze finora acquisite, ad esempio nell'iniziativa TIDE. Alla base di ciò' sta una
rassegna delle buone applicazioni delle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione (TCI) a favore dei disabili e un esame dell'ulteriore potenziale di
conseguire economie di scala rendendo le TCI più accessibili e utili ai disabili.
50. Il Forum europeo dei disabili sarà invitato ad apportare le sue idee su questo tema nel
corso del periodo di consultazione sul Libro verde durante i restanti mesi del 1996. Esso
è già stato invitato a esprimere il suo parere sulle esigenze prioritarie riguardo ai problemi
occupazionali.
51. Una base di dati specializzata, denominata Handynet, elaborata nell'ambito del
programma HELIOS II, rende disponibili 50 mila informazioni ai disabili e agli operatori
nel campo della riabilitazione. Essa è disponibile in 12 lingue su CD-ROM ed è
accessibile in centri designati negli Stati membri. La Commissione ritiene che il problema
di un'ulteriore espansione dell'accessibilità a questo sistema e qualunque allargamento del
suo campo di applicazione (eventualmente in connessione con Internet) debbano essere
attentamente esaminati.
vii)     Integrazione: i Fondi strutturali
 52. Dal 1989, allorché i Fondi strutturali della Comunità europea sono stati trasformati
in un importante strumento di pianificazione e di sviluppo, essi si sono proposti i due
obiettivi di coesione economica e sociale in tutte le regioni della Comunità La
promozione dell'occupazione è considerata una particolare priorità.
 53. Nel corso dell'attuale periodo di programmazione, 1994-1999, i Fondi strutturali, in
particolare il Fondo sociale europeo (FSE), costituiscono il principale strumento
finanziario a livello comunitario per migliorare la situazione dei disabili
                                                                                            11
 ---pagebreak--- 54. Nel periodo 1994-1999 il FSE fornisce sostegno ai disabili principalmente nell'ambito
dell'azione per lottare contro l'emarginazione dal mercato del lavoro. Il supporto FSE
prevede la definizione di pacchetti globali di provvedimenti che costituiscono un tragitto
per l'integrazione/reintegrazione sul mercato del lavoro per gli emarginati sociali,
compresi i disabili. I pacchetti di provvedimenti integrati comprendono orientamento e
consulenza, supporto all'autoccupazione, sussidi salariali, programmi di esperienze di
lavoro, ecc. Le azioni vengono realizzate principalmente nel quadro dell'obiettivo 1
(regioni meno sviluppate), dell'obiettivo 2 (regioni in ritardo) e 3 (misure orizzontali). Un
importo complessivo di 5,5 miliardi di ECU è destinato specificamente alla lotta contro
l'emarginazione per il periodo 1994-1999. I documenti di programmazione degli Stati
membri evidenziano che i disabili costituiscono uno dei principali gruppi beneficiari delle
azioni per lottare contro l'emarginazione dal mercato del lavoro.
55. Oltre a queste attività nel quadro dei programmi strutturali principali va segnalato,
nell'ambito dell'iniziativa comunitaria OCCUPAZIONE, uno sportello separato -
HORIZON - che è stato costituito con il compito di promuovere l'integrazione dei disabili
nel mondo del lavoro. Dal 1994 al 1999 un importo di 513 milioni di ECU è stato
destinato a OCCUPAZIONE-HORIZON. Una nuova tornata di progetti per il periodo
1997-99 sarà avviata negli Stati membri verso la fine dell'anno. In questo contesto la
Commissione si compiace del fatto che un gran numero di reti avviate nell'ambito di
HELIOS II sono ora divenute partner attivi nel programma OCCUPAZIONE-HORIZON.
56. La Commissione sta ora avviando iniziative per far sì che queste rilevanti risorse
finanziarie vengano spese nel modo più efficace possibile e che esse vengano percepite
come parte integrante della strategia della Comunità europea nei confronti dei disabili.
Un particolare impegno di informazione è posto per conferire maggiore visibilità
all'iniziativa HORIZON. Una speciale conferenza europea sarà organizzata dalla
Commissione nel 1997 per passare in rassegna le iniziative promettenti e per esaminare
le modalità di integrare strategie e prassi efficaci nel periodo successivo.
57. Anche l'iniziativa comunitaria URBAN può' contribuire a migliorare la situazione dei
disabili. Dotata di 850 milioni di ECU questa iniziativa si propone il recupero di aree
urbane depresse, con azioni di sostegno a gruppi svantaggiati, fra cui i disabili.
58. Nell'ambito del prossimo esame a medio termine dei Fondi strutturali la Commissione
verificherà attentamente la portata e l'impatto delle azioni nei confronti dei disabili.
Inoltre la Commissione desidera attirare l'attenzione degli Stati membri sulla necessità di
coinvolgere più direttamente i gruppi di disabili nell'applicazione e nel controllo delle
azioni dei Fondi strutturali.
Conclusioni
59. La presente comunicazione ha delineato la tendenza verso una strategia in materia di
parità di opportunità basata sui diritti sia negli Stati membri, sia a livello della Comunità.
Essa ha illustrato i vari motivi per cui questa tendenza si è affermata e gli argomenti che
la rendono indispensabile in termini di principi e di praticabilità. Il compito comune è
quello di valorizzare e dare spazio alla diversità umana. E' un impegno di ciascuno in
un'Europa dei popoli che valorizza l'equità e l'efficienza.
                                                                                           12
 ---pagebreak---                                                                                ALLEGATO
EVOLUZIONE DELLE STRATEGIE A LIVELLO COMUNITARIO E A
LIVELLO INTERNAZIONALE
Negli ultimi decenni la tendenza a considerare il problema dei disabili in una prospettiva
basata sui diritti è maturata e si è ampiamente affermata a livello internazionale. Il
problema della parità di opportunità per i disabili è stato oggetto di molta attenzione nelle
Nazioni Unite e nelle sue varie agenzie specializzate, nonché in altre organizzazioni
regionali per un lungo periodo di tempo. Significativo è il fatto che in un'importante
risoluzione adottata nel 1975, contenente una dichiarazione sui diritti dei disabili,
l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite abbia sottolineato che i disabili hanno gli stessi
diritti umani (e responsabilità) delle altre persone.
La designazione del 1981 quale Anno internazionale dei disabili da parte dell' Assemblea
Generale delle Nazioni Unite ha inaugurato il decennio dei disabili (1983-1992). Il
principale risultato dell'Anno internazionale dei disabili è stato il programma mondiale
di azioni per i disabili che è stato adottato dall'Assemblea Generale nel 1982. Oltre a
proclamare importanti principi nel campo della prevenzione e della riabilitazione, esso
poneva in rilievo il diritto dei disabili ad avere le stesse opportunità degli altri cittadini
e a un'uguale parte nel miglioramento delle condizioni di vita risultanti dal progresso
economico e sociale.
Questa nuova impostazione si è concretizzata nel 1993 con l'adozione da parte
dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di una risoluzione dal titolo "Norme
standard per la parità di opportunità per i disabili". Queste norme sono state definite sulla
base dell'esperienza acquisita nel corso del decennio delle Nazioni Unite per i disabili
(1983-1992). Queste norme ed i valori che esse rappresentano sono stati ribaditi in
maniera significativa in successive dichiarazioni dell'ONU sui diritti umani, quali la
Dichiarazione di Vienna e il Programma di azione per i diritti umani (1993), il Vertice
mondiale per lo sviluppo sociale e il Programma di azione adottato a Copenhagen (1995),
nonché la piattaforma di azione adottata alla Conferenza mondiale sulle donne di Pechino
(1995).
Mentre le norme standard non sono vincolanti in senso strettamente giuridico, esse
comportano tuttavia un forte impegno morale e politico per gli Stati membri ad agire.
Esse stimolano inoltre gli Stati a cooperare nella definizione di strategie per la parità di
opportunità per i disabili.
L'Anno internazionale del 1981, e il Programma mondiale di azione che ne è scaturito,
hanno fornito lo stimolo per un accresciuto interesse e coinvolgimento della Comunità.
Una serie di autorevoli dichiarazioni e risoluzioni in questo campo è stata adottata dal
Consiglio tra gli anni '80 e i primi anni '90. Un'importante risoluzione del Consiglio e dei
rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio è stata adottata
il 21 dicembre 1992 riguardo all'integrazione sociale dei disabili a livello comunitario.
Il 24 luglio 1986 è stata adottata una Raccomandazione del Consiglio riguardante
l'occupazione dei disabili nella Comunità. Essa invitava gli Stati membri a "adottare tutti
i provvedimenti appropriati per promuovere pari opportunità per i disabili nel campo
                                                                                            13
 ---pagebreak--- dell'occupazione e della formazione professionale" e a svolgere politiche intese ad
eliminare la discriminazione contro i lavoratori disabili. Questa raccomandazione definisce
inoltre un quadro orientativo per azioni positive. Un'altra Risoluzione è stata adottata dal
Consiglio e dai Ministri dell'Istruzione riuniti in sede di Consiglio il 31 maggio 1990
riguardo all'integrazione dei bambini e dei giovani disabili nei normali sistemi scolastici.
I programmi HELIOS (1988-1992) ed HELIOS II (1993-1996) si propongono di offrire
una piattaforma di cooperazione tra gli Stati membri con scambio di informazioni
riguardanti l'integrazione socioeconomica, la parità di opportunità e la vita autonoma
grazie a vari provvedimenti generali e specifici.
I Fondi strutturali della Comunità, specialmente il Fondo sociale europeo, hanno svolto
e svolgono una funzione fondamentale nello sforzo dell'Europa di promuovere la parità
di opportunità per i disabil. I principali quadri comunitari di sostegno (QCS) e i
documenti unici di programmazione (DUP) (1994-1999) contemplano sia provvedimenti
a favore direttamente dei disabili o prevedono misure che possono essere utilizzate dai
disabili. L'iniziativa comunitaria Occupazione comprende un programma specifico -
HORIZON - specialmente destinato all'integrazione dei disabili nel mercato del lavoro.
Altre iniziative o programmi significativi sono Socrates (partnership e scambi tra scuole
e istituti), Leonardo da Vinci (istruzione e formazione professionale), l'iniziativa TIDE
(Tecnologia per l'integrazione socioeconomica dei disabili e degli anziani) e RTD
(Ricerca e sviluppo tecnico). Come mostra lo studio HEART nell'ambito di TIDE, benché
la fornitura di servizi debba articolarsi a seconda delle caratteristiche dei singoli Stati
membri, va promossa un minimo di convergenza sulle norme standard per rendere
possibili livelli comparabili di opportunità per i disabili e per migliorare la competitività
dei produttori europei. ESPRIT, il programma per le tecnologie dell'informazione,
contribuisce a migliorare il livello di opportunità - ad esempio i progetti INTER (sviluppo
di arti artificiali che interreagiscono direttamente con il sistema nervoso umano) e
SCATIS (udito virtuale, i cui risultati possono rivelarsi utili per le persone con problemi
uditivi).
Una prossima Comunicazione della Direzione generale XIII intende delineare
un'impostazione olistica per la ricerca e lo sviluppo riguardo alle esigenze e al potenziale
degli anziani e dei disabili. Detta Comunicazione si propone di definire un programma
di ricerca volto ad acquisire conoscenze che contribuiscano ad informare i decisori che
si trovano ad affrontare sfide e opportunità economiche e ambientali provenienti da una
popolazione europea che invecchia e che conta un numero crescente di cittadini disabili.
II programma SPORTS prevede anche azioni specifiche a favore degli sportivi che
soffrono di menomazioni. Il Piano comunitario di azione per assistere il turismo, istituito
nel 1992, considera i disabili come una categoria di turisti che necessita di una più
precisa attenzione poiché il turismo e le attività del tempo libero contribuiscono al
raggiungimento dell'integrazione sociale dei disabili. Va inoltre fatto riferimento al Libro
verde sui trasporti del 1996 della Commissione dal titolo "La rete dei cittadini" che tiene
 conto delle esigenze delle persone con ridotta mobilità.
 A più ampio livello regionale il Consiglio d'Europa, nella sua memorabile risoluzione
 dell'aprile del 1992 dal titolo "Una coerente politica per l'integrazione dei disabili" ha del
 pari elaborato un interessante modello per i suoi Stati membri inteso a fornire parità di
 opportunità per i disabiìi.
                                                                                             14
 ---pagebreak---                              IL
                        PROGETTO DI
RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO E DEI RAPPRESENTANTI DEGLI STATI
            MEMBRI RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
                           SULLA
           PARITÀ1 DI OPPORTUNITÀ' PER I DISABILI
                                                         15
 ---pagebreak---                                                                                             C
                                      PROGETTO DI                      ^ G ) O 2 ^ G > C      ^ S ).
 RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO E DEI RAPPRESENTANTI DEGLI STATI
                     MEMBRI RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
                                           SULLA
                    PARITÀ' DI OPPORTUNITÀ' PER I DISABILI
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA ED I RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI
DEGLI STATI MEMBRI RIUNITI IN SENO AL CONSIGLIO)
Visto il Trattato che istituisce la Comunità europea;
visto il parere del Parlamento europeo;
visto il parere del Comitato economico e sociale;
visto il parere del Comitato delle regioni:
1.      PRENDONO NOTA della Comunicazione della Commissione europea dal titolo
        "Parità di opportunità per i disabili - Una nuova strategia della Comunità europea
        nei confronti dei disabili".
2.      RILEVANO che i disabili costituiscono una fascia rilevante della popolazione
        della Comunità e che come gruppo essi devono indubbiamente far fronte ad una
        serie di ostacoli che impediscono loro di conseguire la parità di opportunità,
        l'indipendenza e la piena integrazione economica e sociale.
3.      RILEVANO che il rispetto dei diritti umani è un principio fondamentale degli
        Stati membri e sottolineano che esso è menzionato specificamente all'art. F.2 del
        Trattato sull'Unione europea.
4.      RILEVANO INOLTRE che i principi della parità di opportunità e della non-
        discriminazione per tutti, compresi i disabili, rappresentano valori fondamentali
        condivisi da tutti gli Stati membri.
5.      RAMMENTANO che la raccomandazione del Consiglio del 24 luglio 1986
        concernente l'occupazione dei disabili nella Comunità1 invita gli Stati membri a:
                 "prendere tutte le misure atte ad assicurare eque possibilità per i minorali
                 nel campo dell'occupazione e formazione professionale, inclusa la
                formazione iniziale, nonché il riadattamento e il reinserimento"
        GUL 225/43, 12.8.1986.
                                                                                        16
 ---pagebreak--- 6.  SOTTOLINEANO che la libera circolazione dei lavoratori, il completamento e lo
    sviluppo del mercato interno, nonché l'affermazione dei diritti dei consumatori
    devono essere garantiti a beneficio di tutti i cittadini dell'Unione europea, inclusi
    i disabili.
7.  RITENGONO che una migliore coesione sociale nella Comunità europea
    comporta la promozione della parità di opportunità per i disabili e la cessazione
    delle discriminazioni nei loro confronti; SOTTOLINEANO che l'accesso ai sistemi
    d'istruzione e di formazione costituisce una precondizione per una valida
    integrazione nella vita economica e sociale.
8.  RAMMENTANO che l'obiettivo generale delle norme standard delle Nazioni
    Unite relative alla parità di opportunità per i disabili, adottate dall'Assemblea
    generale il 27 dicembre 1993 , è quello di offrire ai disabili la possibilità di
    godere degli stessi diritti e degli stessi obblighi degli altri.
9.  RAMMENTANO che dette norme esigono un impegno a tutti i livelli sia negli
    Stati che nell'ambito della cooperazione internazionale per promuovere i principi
    della parità di opportunità e della non discriminazione a favore dei disabili.
10. RAMMENTANO che il Libro bianco "Politica sociale europea - Uno strumento
    di progresso per l'Unione", adottato dalla Commissione il 27 luglio 19943 afferma
    che la Commissione intende elaborare un adeguato strumento che faccia propri i
    principi delle norme standard delle Nazioni Unite in materia di parità di
    opportunità per disabili.
11.  SOTTOLINEANO che, mentre la responsabilità in questo campo risiede in primo
    luogo negli Stati membri, la Comunità europea deve apportare un contributo,
    promuovendo la cooperazione tra gli Stati membri e sostenendo la diffusione delle
    migliori prassi nella Comunità.
12. SOTTOLINEANO che gli obiettivi indicati in questa risoluzione sulla parità di
    opportunità per i disabili e la cessazione delle discriminazioni non pregiudicano
    il diritto di ciascun Stato membro di stabilire proprie norme e disposizioni per
    conseguire gli stessi obiettivi, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà.
    Risoluzione 48/46 del 20 dicembre 1993 dell'Assemblea generale delle Nazioni
    Unite.
     COM(94) 333 del 27 luglio 1994.
                                                                                        17
 ---pagebreak---    ADOTTANO la presente risoluzione in cui gli Stati membri:
   RIAFFERMANO i principi e i valori cui si informano le Norme standard delle
   Nazioni Unite relative alla parità di opportunità per i disabili.
   Ciò' comporta:
            l'affermazione del principio della parità di opportunità nell'elaborazione di
            politiche globali nel campo della disabilità,
            iniziative per evitare o abolire qualsiasi forma di discriminazione basata
            sulla disabilita.
   Ai sensi della presente Risoluzione:
            il termine "disabile" intende significare qualsiasi persona con un
            impedimento di natura fisica, sensoriale, mentale o intellettuale che
            incontra ostacoli alla partecipazione su basi di parità e di uguale validità
            rispetto a tutti gli altri in tutti gli aspetti della vita sociale;
            "parità di opportunità" indica il processo tramite il quale i vari sistemi
            della società e dell'ambiente, quali servizi, attività, informazione e
            documentazione sono resi disponibili a tutti su una base di parità e di
            uguale efficacia.
   Il principio di pari diritti effettivi significa che i bisogni di qualsiasi persona
   rivestono pari importanza, che il rispetto della diversità umana deve stare alla base
   della progettazione delle società e che tutte le risorse disponibili devono essere
   impiegate in modo tale da garantire per ogni singola persona pari opportunità di
   partecipazione.
   Si IMPEGNANO ad adottare pertinenti politiche nazionali, qualora necessario o
   opportuno, riguardo alle linee direttrici allegate alla presente risoluzione.
   Si IMPEGNANO ad instaurare una attiva cooperazione tra di loro e con la
   Commissione nell'elaborazione e nella raccolta di dati base riguardo ai disabili.
   Si IMPEGNANO a garantire che i rappresentanti dei disabili e dei loro organismi
   siano più attivamente coinvolti nell'attuazione e nel controllo di politiche e azioni
            pertinenti della Comunità a loro beneficio.
   Pertanto gli Stati membri INVITANO la Commissione:
a) a promuovere tramite appropriati meccanismi - di concerto con gli Stati membri
   e con organizzazioni non governative di disabili e operanti a favore di disabili -
   lo scambio sistematico di informazioni, statistiche ed esperienze utili, riguardanti
   segnatamente politiche innovative e di buona prassi.
b) A garantire che i principi enunciati nella presente Risoluzione e nelle linee
   direttrici allegate alla stessa vengano presi in considerazione anche nelle politiche
                                                                                       18
 ---pagebreak---    interne della Commissione e in ogni proposta che essa presenti in materia di
   legislazione, di programmi e di iniziative comunitari.
e) A presentare relazioni periodiche al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato
   economico e sociale e al Comitato delle regioni sulla base delle informazioni
   fornite dagli Stati membri sui progressi conseguiti e sugli ostacoli incontrati
   nell'applicazione della Risoluzione.
   INVITANO inoltre altre istituzioni e altri organi della Comunità a riflettere sul
   modo migliore di integrare i principi summenzionati nel contesto delle proprie
   politiche e attività interne.
                                                                                   19
 ---pagebreak---                                     LINEE DIRETTRICI
                       Linee direttrici per l'attuazione del principio
                              di pari opportunità per i disabili
Qui di seguito sono indicati alcuni campi di cui gli Stati membri dovrebbero attivamente
tener conto per conseguire la parità di opportunità nel campo della disabilità.
/.      Mettere i disabili in grado di partecipare alla vita socia/e
a.      Rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza. Ciò' può' concretizzarsi accettando i
disabili come persone capaci e responsabili che hanno proprie e ugualmente legittime
scelte di vita. Tra l'altro ciò' comprende il supporto al concetto di vita indipendente e ai
mezzi necessari per realizzarla. Il conseguimento dell'integrazione e della partecipazione,
nonché i metodi impiegati dovrebbero essere sistematicamente consoni del tutto alla
dignità, all'indipendenza e alla sfera privata dei disabili nel rispetto di questi valori.
b.      Revisione dei sistemi di istruzione e di formazione per promuovere la
partecipazione: può' ottenersi incoraggiando i disabili ad esprimere il meglio delle loro
capacità per integrarsi e partecipare alla vita sociale su una base di parità e inserirsi sul
mercato del lavoro ad un livello effettivamente commisurato alle loro capacità. Ciò' si
può' conseguire, fra l'altro, accelerando la tendenza a integrare i bambini disabili nella
scuola normale nel rispetto del principio di scelta e garantendo una mutua benefica
continuità tra istruzione "normale" e "speciale". Si dovrebbero prevedere più attive misure
in materia di occupazione per promuovere l'accesso al lavoro aperto e assistito dei
disabili. La sperimentazione di iniziative innovative (telelavoro, autooccupazione,
integrazione in iniziative locali di occupazione e in progetti di creazione di posti di lavoro
in nuovi settori ad elevata crescita di occupazione, ecc.) può' aprire nuove vie
all'occupazione. L'applicazione dei sistemi di informazione e di comunicazione hanno
confermato di migliorare l'efficacia e la validità del contributo dei disabili al mercato del
lavoro. Una componente indispensabile di siffatta strategia è costituita da un riesame dei
programmi di formazione per garantire la loro pertinenza.
e.      Revisione delle strutture di assistenza e di altro tipo per promuovere la
partecipazione: può' avvenire grazie ad una ridefinizione di tali strutture per far sì che
esse non comportino l'isolamento della persona, bensì che svolgano un ruolo attivo in un
contesto partecipativo. In particolare il compito di soddisfare i bisogni persistenti dei
disabili dovrebbe essere considerato come un supporto essenziale ad una durevole
partecipazione. Le strategie generali in materia di salute, riabilitazione e di prevenzione
dovrebbero essere più strettamente orientate, se del caso, al perseguimento della parità
di opportunità. Dovrebbe essere attivamente promosso e sostenuto il positivo sviluppo
verso una riabilitazione basata sulla comunità (CBR).
d.       Passaggio        ad un'impostazione           incentrata      sull'utente        nella
progettazione/applicazione di servizi di supporto: è realizzabile migliorando la
 progettazione e la fornitura di servizi. Un elemento chiave di tali mutamenti dovrebbe
 essere la "messa al centro" della problematica dei disabili nella progettazione iniziale e
 nella successiva revisione dei sistemi di supporto e nella loro concreta applicazione.
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 ---pagebreak---  e.       Integrazione: può' essere attuata dando priorità alla erogazione di servizi e di
 assistenza nell'ambito di adeguate strutture, facendo sì che i disabili siano in grado di
 vivere nella comunità e godere di un normale stile di vita con l'indispensabile sostegno
 che dovrà essere efficace, effettivo e sostenibile.
/         Garantire la costante disponibilità dei servizi: può' avvenire garantendo il
 coordinamento tra progettazione dei servizi e fornitura degli stessi, prevedendo un
 processo di chiarificazione delle normative e dei campi di responsabilità, facendo in modo
 che i servizi dispensati siano aderenti all'effettivo ciclo di vita dei disabili e che non
 intervengano interruzioni ed infine elaborando strategie coerenti e accessibili di
 inforni azione. Una particolare attenzione dovrà essere annessa alla costituzione di gruppi
 interministeriali di coordinamento.
g.        Garantire il principio di partecipazione: a tale scopo va promossa e facilitata la
 crescita delle Organizzazioni Non Governative (ONG) a rappresentanza diretta dei disabili
 e promosso il dialogo a tutti i livelli nella formulazione e valutazione di tutti i
 provvedimenti legislativi pertinenti e nella fornitura di servizi. In questo ambito
 dovrebbero rientrare tutte quelle aree politiche che possono presentare implicazioni per
 il godimento del principio di parità di opportunità per i disabili. Siffatta partecipazione
 dovrebbe essere considerata una precondizione per un'efficace evoluzione delle politiche.
 Una particolare attenzione dovrebbe essere data alle reti nazionali di supporto di tali ONG
 facendo ricorso, tra l'altro, alla tecnologia dell'informazione. Si dovrebbe inoltre in
 particolare cercare di coinvolgere dette ONG come interlocutori a pieno titolo degli enti
  locali, delle imprese e delle organizzazioni commerciali e dei sindacati nello sviluppo di
  strategie locali a favore della parità di opportunità e della non discriminazione.
  2.      Rimozione degli ostacoli alla partecipazione:
  Considerare i problemi di accesso alla luce del principio di parità di opportunità e del
  diritto alla partecipazione: questo obiettivo può' essere raggiunto grazie alla progressiva
  rimozione di esistenti barriere architetturali, di comunicazione e di trasporto ed
  elaborando orientamenti dettagliati e applicabili in materia di accessibilità. Ciò' si può'
  conseguire anche prevedendo un ambiente esente da ostacoli nella progettazione e nella
  costruzione di nuove strutture e nello sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione. Una
  particolare attenzione dovrà essere dedicata all'esigenza di sfruttare sviluppi positivi nel
 campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
 3.       Rendere accessibili le varie sfere sociali
 a.       Promuovendo l'uguaglianza dello stato sociale dei disabili: occorre conferire ai
 disabili diritti uguali e parimenti efficaci per accedere e partecipare a tutte le attività della
 società, sociale, economica, culturale, sportiva, turistica e politica. Ciò' può' comportare
 tra l'altro la definizione di provvedimenti e misure contro la discriminazione. Tutti i
 provvedimenti anti di seri minatori dovrebbero essere improntati al principio di "ragionevole
 adeguamento" alla situazione dei disabili. Una pari attenzione dovrà essere annessa agli
 aspetti di autosufficienza per quanto riguarda un costante e reale miglioramento della
 qualità di vita.
  b.      Promuovendo l'occupazione dei disabili come mezzo basilare di integrazione:
  questo obiettivo può' essere raggiunto migliorando a tal fine strategie di concertazione a
                                                                                               21
 ---pagebreak--- vari livelli: istruzione, formazione, lavoro, non discriminazione, assistenza sociale, servizi
 sociali, alloggio, sanità, ecc. Con particolare attenzione si guarderà all'introduzione di
normative antidiscriminazione in questo campo. Dette normative dovrebbero contemplare
il requisito di "ragionevole adeguamento" alla situazione dei disabili. Ci si dovrà inoltre
preoccupare di sviluppare e promuovere attivamente la tendenza verso una "occupazione
assistita".
4.       Educare Vopinione pubblica ad essere ricettiva riguardo alle strategie di
         parità di opportunità per i disabili.
Sensibilizzare ed educare: ciò' può' avvenire sviluppando strategie intese a influenzare
atteggiamenti sociali fondamentali nei riguardi dei disabili grazie alla sensibilizzazione
e all'informazione. Queste strategie dovrebbero proporsi di concentrare l'attenzione
pubblica sulla persona al di là dell'aspetto della disabilita e dovrebbero cercare di rendere
cosciente il pubblico delle capacità positive dei disabili e della loro pari aspirazione
umana e del loro diritto a partecipare e a condividere gli obblighi della partecipazione.
                                                                                           22
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(96) 406 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                        05 04
                                            N. di catalogo : CB-CO-96-422-IT-C
                                                              ISBN 92-78-07944-8
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                                                 *-ì