CELEX: 22012A1215(02)
Language: it
Date: 2012-12-15 00:00:00
Title: Protocollo relativo alla cooperazione culturale

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22012A1215(02)

Protocollo relativo alla cooperazione culturale  

Gazzetta ufficiale n. L 346 del 15/12/2012 pag. 2622 - 2624

		DICHIARAZIONIDICHIARAZIONE COMUNE DELLA COSTA RICA E DELL'UNIONE EUROPEA RELATIVA AL CAPO 1 DEL TITOLO II (SCAMBI DI MERCI) DEL PRESENTE ACCORDOLa Costa Rica verifica se le imposte interne applicate alle bevande di cui sotto sono applicate conformemente alle disposizioni del capo 1 del titolo II (Scambi di merci), di modo che:a) per le bevande gassate classificate nella voce tariffaria 2202 e per le bevande alcoliche classificate nella voce tariffaria 2203, la revisione sia conclusa entro un anno dall'entrata in vigore;b) per le bevande alcoliche classificate nelle voci tariffarie da 2204 a 2208, la revisione sia completata entro quattro anni dall'entrata in vigore.DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA ALL'ARTICOLO 88 DEL CAPO 1 DEL TITOLO II (SCAMBI DI MERCI)La Costa Rica e il Guatemala possono continuare ad applicare le misure di cui sotto dopo l'entrata in vigore del presente accordo. Le parti esamineranno la necessità di mantenere tali misure per almeno dieci anni dopo la data di entrata in vigore del presente accordo.Guatemalaa) Ley del Café, Decreto No.19-69 del Congreso de la República de Guatemala, Decreto No. 114-63 del Jefe de Estado e Decreto Ley No.111-85 del Jefe de Estado.Costa Ricaa) Legge n. 5515 del 19 aprile 1974, modificata dalla legge n. 5538 del 18 giugno 1974; legge n. 4895 del 16 novembre 1971, modificata dalla legge n. 7147 del 30 aprile 1990 e legge n. 7277 del 17 dicembre 1991;b) legge n. 2762 del 21 giugno 1961, modificata dalla legge n. 7551 del 22 settembre 1995; ec) legge n. 6247 del 2 maggio 1978 e legge n. 7837 del 5 ottobre 1998.DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA AL PRINCIPATO DI ANDORRA1. Le Repubbliche della parte AC accettano come prodotti originari dell'Unione europea ai sensi del presente accordo, i prodotti originari del Principato di Andorra che rientrano nei capitoli da 25 a 97 del Sistema armonizzato.2. L'allegato II (concernente la definizione della nozione di "prodotti originari" e i metodi di cooperazione amministrativa) si applica, mutatis mutandis, ai fini della definizione del carattere originario dei prodotti summenzionati.DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA ALLA REPUBBLICA DI SAN MARINO1. Le Repubbliche della parte AC accettano come prodotti originari dell'Unione europea ai sensi del presente accordo i prodotti originari della Repubblica di San Marino.2. L'allegato II (concernente la definizione della nozione di "prodotti originari" e i metodi di cooperazione amministrativa) si applica, mutatis mutandis, ai fini della definizione del carattere originario dei prodotti summenzionati.DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA ALLE DEROGHE1. Le parti riconoscono il ruolo importante di una crescita e di un progresso stabili delle economie delle Repubbliche della parte AC nel favorire lo sviluppo armonioso delle relazioni commerciali tra le parti.2. A tal fine, il sottocomitato per le dogane, la facilitazione degli scambi e le regole di origine, istituito conformemente all'articolo 123 del capo 3 (Dogane e facilitazione degli scambi) del titolo II della parte IV del presente accordo ("sottocomitato") discute ed esamina le domande di deroga dell'allegato II nei casi in cui lo sviluppo delle industrie esistenti o la creazione di nuove industrie nelle Repubbliche della parte AC giustifichi l'adozione di tali deroghe. Le deroghe possono in seguito essere adottate dal consiglio di associazione.3. Prima di presentare la richiesta di deroga al sottocomitato, le Repubbliche della parte AC notificano alla parte UE tale richiesta nonché una documentazione giustificativa a norma del punto 5.4. Nell'ambito del consiglio di associazione, la parte UE risponde positivamente alle domande delle Repubbliche della parte AC, a condizione che esse siano ammissibili e debitamente motivate conformemente alla dichiarazione e che non causino gravi pregiudizi a un'industria consolidata dell'Unione europea.5. Per facilitare l'esame delle richieste di deroga da parte del sottocomitato, una o più Repubbliche della parte AC forniscono, a sostegno della loro domanda, informazioni il più possibile complete, riguardanti in particolare gli elementi seguenti:a) descrizione del prodotto finito;b) natura e quantitativo dei materiali originari di paesi terzi;c) processi di produzione;d) valore aggiunto ottenuto;e) entità del personale impiegato nell'impresa interessata;f) volume previsto di esportazioni nell'Unione europea;g) altre possibili fonti di approvvigionamento di materie prime;h) altre osservazioni.6. Nell'esame delle richieste di deroga si tiene conto in particolare:a) dei casi nei quali l'applicazione delle regole di origine vigenti comprometterebbe sensibilmente, per un'industria esistente in una o più Repubbliche della parte AC, che chiede di continuare le proprie esportazioni nell'Unione europea, e particolarmente dei casi in cui detta applicazione potrebbe provocare la cessazione di tali attività;b) dei casi specifici per i quali possa essere chiaramente dimostrato che le regole di origine potrebbero scoraggiare importanti investimenti in un dato settore industriale, e nei quali una deroga che favorisca l'attuazione di un programma di investimenti permetterebbe di conformarsi gradualmente a dette regole.7. In ogni caso si procede a un esame per accertare se le regole sul cumulo dell'origine non permettano di risolvere il problema.8. Il sottocomitato intraprende le misure necessarie per garantire che una decisione in merito a una domanda di deroga sia raggiunta il prima possibile. La deroga può essere concessa per un periodo di dodici mesi. Il sottocomitato può esaminare la necessità di prorogare il periodo di convalida della deroga di altri dodici mesi su richiesta delle Repubbliche della parte AC, qualora permangano le condizioni economiche che avevano formato la base per la deroga, tenendo conto delle altre condizioni di cui ai punti da 1 a 7. La proroga della deroga è decisa dal consiglio di associazione.DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA ALLA REVISIONE DELLE REGOLE DI ORIGINE DI CUI ALL'ALLEGATO II(concernente la definizione della nozione di "prodotti originari" e i metodi di cooperazione amministrativa)1. Le parti convengono di riesaminare le regole di origine contenute nell'allegato II (concernente la definizione della nozione di "prodotti originari" e i metodi di cooperazione amministrativa) e di discutere le necessarie modifiche su richiesta di una qualsiasi delle parti. Durante tali discussioni, le parti tengono conto dello sviluppo delle tecnologie, dei processi di produzione e di tutti gli altri fattori che possano giustificare la modifica delle regole. Qualsiasi modifica di detto allegato è fatta di reciproco accordo.2. Le appendici 2 e 2A dell'allegato II saranno adeguate conformemente alle modifiche periodiche del Sistema armonizzato.DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA ALLA REVISIONE DELLE REGOLE DI ORIGINE APPLICABILI AI PRODOTTI DI CUI AI CAPITOLI 61 E 62 DEL SISTEMA ARMONIZZATOSe le regole di origine applicate dall'Unione europea ai prodotti dei capitoli 61 e 62 del Sistema armonizzato, nel quadro del sistema delle preferenze generalizzate per i paesi meno progrediti, sono più flessibili di quelle contenute nel presente accordo, dopo consultazioni in seno al comitato di associazione su richiesta di una o più Repubbliche della parte AC, il consiglio di associazione modifica l'appendice 2 dell'allegato II (concernente la definizione della nozione di "prodotti originari" e i metodi di cooperazione amministrativa) al fine di applicare lo stesso livello di flessibilità.DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA ALL'UTILIZZAZIONE TEMPORANEA DI MATERIALI NON ORIGINARI SUPPLEMENTARI PER I PRODOTTI DI CUI AI CAPITOLI 61 E 62 DEL SISTEMA ARMONIZZATOSu iniziativa di una o più Repubbliche della parte AC e dopo consultazioni in seno al comitato di associazione, il Consiglio di associazione può decidere di consentire l'utilizzazione temporanea di materiali non originari supplementari identificati a livello di 8 cifre per i prodotti dei capitoli 61 e 62 del Sistema armonizzato, a condizione che non esista alcuna produzione di tali materiali nel territorio delle parti. In queste condizioni, i materiali in questione sono considerati come originari ai sensi delle regole di origine di cui all'appendice 2 dell'allegato II (concernente la definizione della nozione di "prodotti originari" e i metodi di cooperazione amministrativa) applicabili ai prodotti dei capitoli 61 e 62 del Sistema armonizzato. Dopo consultazioni in seno al comitato di associazione, l'utilizzazione dei materiali summenzionati non è consentita ove una parte dimostri che esiste una produzione di tali materiali nel territorio delle parti.DICHIARAZIONE DELLA PARTE UE RELATIVA ALLA PROTEZIONE DEI DATI DI TALUNI PRODOTTI REGOLAMENTATINei negoziati del titolo VI (Proprietà intellettuale) della parte IV del presente accordo, le parti hanno convenuto che i dati non divulgati relativi alla sicurezza e all'efficacia, presentati come condizione per l'approvazione dell'immissione sul mercato di nuovi prodotti farmaceutici o di nuovi prodotti chimici per l'agricoltura, saranno protetti non mediante una disposizione specifica, ma attraverso i principi di trattamento nazionale e di trattamento delle nazioni più favorite sanciti dall'articolo 230 del titolo VI (Proprietà intellettuale) della parte IV del presente accordo. Si è anche convenuto che il meccanismo bilaterale di risoluzione delle controversie sancito nell'accordo di associazione sia applicabile a qualsiasi controversia sorta in merito.La parte UE, dopo aver esaminato la pertinente legislazione di ciascuna delle Repubbliche della parte AC, ritiene che questa legislazione, che prevede periodi di protezione di almeno cinque anni per i prodotti farmaceutici e di dieci anni per i prodotti chimici per l'agricoltura, fornisca un livello soddisfacente di protezione corrispondente ai relativi obblighi internazionali assunti dalle Repubbliche della parte AC, inclusi l'articolo 39 dell'accordo TRIPS dell'OMC, l'articolo 15.10 dell'accordo di libero scambio Repubblica dominicana – America centrale – Stati Uniti e, per il Panama, l'articolo 15.10 dell'accordo di promozione commerciale Stati Uniti – Panama.DICHIARAZIONE COMUNE DENOMINAZIONI PER CUI È STATA CHIESTA LA REGISTRAZIONE AI FINI DELLA PROTEZIONE COME INDICAZIONI GEOGRAFICHE IN UNA REPUBBLICA DELLA PARTE ACLe parti riconoscono che nella parte di origine sono state presentate domande di registrazione come indicazioni geografiche per le denominazioni di cui sotto. Ai fini della protezione nel territorio della parte UE, la parte di origine notifica alla parte UE il completamento delle procedure nazionali applicabili in materia di protezione. Una volta che sono state registrate come indicazioni geografiche nella parte di origine, tali denominazioni sono oggetto delle procedure in questione e protette come previsto nell'articolo 245 del titolo VI (Proprietà intellettuale) della parte IV del presente accordo, a condizione che i requisiti formali per la domanda nella parte UE siano stati soddisfatti entro un anno prima dell'entrata in vigore.Elenco delle denominazioni per le quali è stata richiesta la registrazione:| Paese | Denominazione | Prodotto |1. | Costa Rica | Dota-Tarruzú Puro | Caffè |2. | Costa Rica | Los Santos | Caffè |3. | Costa Rica | Orosi | Caffè |4. | Costa Rica | Tres Ríos | Caffè |5. | Costa Rica | Turrialba | Caffè |6. | Costa Rica | Tarrazú | Caffè |7. | Costa Rica | West Valley | Caffè |8. | Costa Rica | Brunca | Caffè |9. | Costa Rica | Central Valley | Caffè |10. | Costa Rica | Café de Costa Rica | Caffè |11. | Costa Rica | Guanacaste | Caffè |12. | Costa Rica | Queso Turrialba | Formaggio |13. | El Salvador | Café Tecapa – Chinameca | Caffè |14. | El Salvador | Café del la Cordillera del Bálsamo | Caffè |15. | El Salvador | Bálsamo de la Cordillera del Bálsamo | Balsamo |16. | El Salvador | Café de Alotepeque | Caffè |17. | El Salvador | Café del Volcán de San Salvador | Caffè |18. | El Salvador | Café de Cacahuatique | Caffè |19. | El Salvador | Café del Platanal | Caffè |20. | El Salvador | Queso Duro Blando | Formaggio |21. | El Salvador | Queso Seco Añejo | Formaggio |22. | El Salvador | Queso Morolique | Formaggio |23. | El Salvador | Queso Capita | Formaggio |24. | El Salvador | Quesillo de El Salvador | Formaggio |25. | El Salvador | Queso Puebla | Formaggio |26. | El Salvador | Queso Capa Roja | Formaggio |27. | El Salvador | Queso de Terrón | Formaggio |28. | Honduras | Café Copán Honduras | Caffè |29. | Honduras | Café Azul Meambar | Caffè |30. | Honduras | Café Montecillo | Caffè |31. | Honduras | Café Agalta Tropical | Caffè |32. | Honduras | Café Opalaca | Caffè |33. | Honduras | Café Paraíso | Caffè |34. | Honduras | Café Guisayote | Caffè |35. | Honduras | Café Erapuca | Caffè |36. | Honduras | Café Congolón | Caffè |37. | Honduras | Café Cangual | Caffè |38. | Honduras | Café Camapara | Caffè |39. | Nicaragua | Quesillo de Nagarote | Formaggio |40. | Nicaragua | Quesillo de Chontales | Formaggio |41. | Nicaragua | Cacao de Waslala | Cacao |42. | Nicaragua | Cacao de Río Coco | Cacao |43. | Nicaragua | Cacao de Nueva Guinea | Cacao |44. | Nicaragua | Café de Kilambé | Caffè |45. | Nicaragua | Café de Dipilto | Caffè |46. | Nicaragua | Café Mozonte | Caffè |47. | Nicaragua | Café Wiwilí | Caffè |48. | Nicaragua | Miel del Sauce | Miele |49. | Nicaragua | Miel de Mateare | Miele |50. | Nicaragua | Miel de Belén | Miele |51. | Panama | Café de altura de Panamá | Caffè |52. | Panama | Café de bajura de Panamá | Caffè |53. | Panama | Coco de tres filos de Colón | Noci di cocco |54. | Panama | Piña de Chorrera | Ananas |DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA ALLE UNIONI DOGANALI DELLA PARTE UEL'Unione europea ricorda che gli Stati con i quali ha istituito un'unione doganale al momento della firma del presente accordo e i cui prodotti non beneficiano delle concessioni tariffarie a norma del presente accordo hanno l'obbligo, in relazione ai paesi che non sono membri dell'Unione europea, di allinearsi alla tariffa doganale comune e progressivamente al regime doganale preferenziale dell'Unione europea, adottando le misure necessarie e negoziando accordi reciprocamente vantaggiosi con i paesi interessati.Di conseguenza, l'Unione europea ha invitato le Repubbliche della parte AC ad avviare negoziati con tali Stati il più presto possibile.Le Repubbliche della parte AC informano che si adopereranno per negoziare con tali Stati un accordo inteso a fissare una zona di libero scambio.DICHIARAZIONE UNILATERALE DI EL SALVADOR RELATIVA ALL'ARTICOLO 290 "COMMERCIO DI PRODOTTI ITTICI" DEL TITOLO VIII (COMMERCIO E SVILUPPO SOSTENIBILE) DELLA PARTE IV DEL PRESENTE ACCORDOEl Salvador sottoscrive l'articolo 290 del titolo VIII (Commercio e sviluppo sostenibile) della parte IV del presente accordo, fatto salvo lo statuto giuridico di El Salvador nei confronti della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e suoi allegati.--------------------------------------------------Protocollorelativo alla cooperazione culturale [1]Considerando quanto segue:IN QUALITÀ DI FIRMATARI della Convenzione dell'UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, adottata a Parigi il 20 ottobre 2005 ("convenzione dell'UNESCO") ed entrata in vigore il 18 marzo 2007, le parti intendono applicare efficacemente la convenzione dell'UNESCO e cooperare nel quadro della sua applicazione, in base ai principi della convenzione e agendo in conformità delle sue disposizioni, in particolare i suoi articoli 14, 15 e 16;RICONOSCENDO l'importanza delle industrie culturali e la natura multiforme dei beni e dei servizi culturali in quanto attività con valore culturale, economico e sociale;RAMMENTANDO che gli obiettivi del presente protocollo sono integrati e sostenuti da strumenti politici esistenti e futuri gestiti nell'ambito di altri quadri normativi al fine di:a) potenziare le capacità e l'indipendenza delle industrie culturali delle parti;b) promuovere i contenuti culturali a carattere regionale e locale;c) riconoscere, tutelare e promuovere la diversità culturale come presupposto per un proficuo dialogo tra le culture;d) riconoscere, tutelare e promuovere il patrimonio culturale, promuoverne il riconoscimento da parte delle popolazioni locali e riconoscerne il valore come strumento di espressione delle identità culturali.SOTTOLINEANDO l'importanza di facilitare la cooperazione culturale tra le parti e, a tal fine, di tenere conto caso per caso, tra l'altro, del grado di sviluppo delle loro industrie culturali, del livello e degli squilibri strutturali degli scambi culturali e dell'esistenza di regimi preferenziali per la promozione dei contenuti culturali a carattere regionale e locale;VISTO il titolo VIII (Cooperazione nel campo della cultura e degli audiovisivi) della parte III del presente accordo e desiderando approfondire la cooperazione;PRENDENDO ATTO dell'istituzione del sottocomitato per la cooperazione di cui all'articolo 8, paragrafo 7, del titolo II (Quadro istituzionale) della parte I del presente accordo, composto di funzionari competenti in questioni e pratiche culturali al momento dell'applicazione del presente protocollo.Articolo 1Campo di applicazione, obiettivi e definizioni1. Fatte salve le altre disposizioni del presente accordo, il presente protocollo istituisce il quadro nell'ambito del quale le parti cooperano al fine di agevolare gli scambi di attività, beni e servizi culturali, incluso, tra l'altro, il settore degli audiovisivi.2. Pur preservando e sviluppando ulteriormente la loro capacità di definire e applicare politiche culturali, al fine di difendere e promuovere la diversità culturale, le parti cercano di collaborare per migliorare le condizioni che disciplinano i loro scambi di attività, beni e servizi culturali e correggere gli eventuali squilibri esistenti, nonché garantire scambi culturali più ampi e più equilibrati.3. La convenzione dell'UNESCO costituisce il riferimento per tutte le definizioni e le nozioni utilizzate nel presente protocollo. Inoltre, ai fini del presente protocollo, in particolare del suo articolo 3, per "artisti e altri operatori della cultura", di cui all'articolo 16 della convenzione dell'UNESCO, si intendono persone singole che esercitano attività culturali, producono beni culturali o partecipano alla prestazione diretta di servizi culturali.SEZIONE ADISPOSIZIONI ORIZZONTALIArticolo 2Scambi culturali e dialogo1. Le parti si adoperano per promuovere le loro capacità di definire e sviluppare le rispettive politiche culturali, potenziando le proprie industrie culturali e migliorando le possibilità di scambio di beni e servizi culturali, anche mediante il trattamento preferenziale, se del caso, conformemente alle disposizioni interne delle rispettive parti.2. Le parti cooperano al fine di promuovere lo sviluppo di un approccio comune e di un maggiore scambio di informazioni relative a contenuti culturali e audiovisivi attraverso un dialogo UE-America centrale, comprese prassi ottimali in materia di tutela dei diritti di proprietà intellettuale, pertinenti nell'ambito del presente protocollo. Tale dialogo si svolge nel quadro dei meccanismi definiti dall'accordo nonché, qualora sia necessario, in altri forum pertinenti.Articolo 3Artisti e altri professionisti e operatori della cultura1. Le parti cercano di facilitare, conformemente alle proprie legislazioni interne, l'entrata e il soggiorno temporaneo, nei propri territori, di artisti e di altri professionisti e operatori della cultura provenienti dall'altra parte, che siano:a) artisti, attori, tecnici e altri professionisti e operatori della cultura originari dell'altra parte che partecipano alle riprese di film cinematografici o di programmi televisivi; ob) artisti e altri professionisti e operatori della cultura, quali artisti visivi, plastici e dello spettacolo, nonché istruttori, compositori, autori, fornitori di servizi di intrattenimento e altri professionisti e operatori analoghi originari dell'altra parte che partecipano ad attività culturali come registrazioni musicali, o contribuiscono attivamente a manifestazioni culturali quali fiere letterarie e altro,purché:a) non vendano o forniscano i propri servizi e non ricevano alcuna ricompensa da una fonte situata nel territorio della parte dove soggiornano temporaneamente; eb) non prestino un servizio nell'ambito di un contratto stipulato tra una persona giuridica che non abbia una presenza commerciale nel territorio della parte in cui l'artista o altro operatore della cultura stia temporaneamente soggiornando, e un consumatore in tale parte.2. Le parti si adoperano per agevolare, in conformità delle rispettive legislazioni interne, la formazione di artisti e di altri professionisti e operatori della cultura e maggiori contatti tra loro, in particolare:a) produttori teatrali, gruppi di cantanti, membri di gruppi musicali e di orchestre;b) autori, compositori, scultori, intrattenitori e altri artisti individuali;c) artisti e altri professionisti e operatori della cultura che partecipano alla prestazione diretta di servizi in attrazioni quali circhi, parchi di divertimento e simili;d) artisti e altri professionisti e operatori della cultura che partecipano alla prestazione diretta di servizi quali sale da ballo e discoteche, nonché istruttori di danza.Articolo 4Assistenza tecnica1. La parte UE si impegna a fornire assistenza tecnica alle Repubbliche della parte AC allo scopo di assisterle nello sviluppo delle loro industrie culturali, nell'elaborazione e nell'attuazione di politiche culturali, nonché nel promuovere la produzione e lo scambio di beni e servizi culturali.2. Le parti convengono di cooperare, in particolare offrendo sostegno mediante diverse misure, tra l'altro mediante la formazione e lo scambio di informazioni, competenze ed esperienze, nonché consulenza nell'elaborazione di politiche e disposizioni legislative così come nell'utilizzo e nel trasferimento di tecnologie e conoscenze specifiche. L'assistenza tecnica può inoltre facilitare la cooperazione tra imprese private, organizzazioni non governative e partenariati pubblico-privati.SEZIONE BDISPOSIZIONI SETTORIALIArticolo 5Cooperazione nel settore degli audiovisivi, compreso quello cinematografico1. Le parti promuovono il negoziato di nuovi accordi di coproduzione e l'attuazione degli accordi esistenti tra uno o più Stati membri dell'Unione europea e uno o più Repubbliche della parte AC.2. Le parti, conformemente alle rispettive legislazioni interne, facilitano l'accesso di coproduzioni tra uno o più produttori della parte UE e uno o più produttori delle Repubbliche della parte AC ai rispettivi mercati, mediante misure adeguate, anche facilitando il sostegno attraverso l'organizzazione di festival, seminari e iniziative analoghe.3. Ciascuna parte incoraggia, nei modi opportuni, la promozione del proprio territorio come luogo di realizzazione di opere cinematografiche e programmi televisivi.4. Le parti prendono in esame e consentono, in conformità delle rispettive legislazioni interne, l'importazione temporanea o l'ammissione, dal territorio di una parte nel territorio dell'altra parte, delle attrezzature e dei materiali tecnici necessari agli operatori culturali per realizzare opere cinematografiche e programmi televisivi.Articolo 6Arti dello spettacolo1. Le parti, in conformità delle rispettive legislazioni interne, convengono di cooperare, anche favorendo l'intensificazione dei contatti tra operatori dello spettacolo attraverso scambi professionali e formazione, nonché la partecipazione ad audizioni, lo sviluppo di reti e la promozione dei collegamenti in rete.2. Le parti promuovono le produzioni comuni nel settore delle arti dello spettacolo tra produttori di uno o più Stati membri dell'Unione europea e una o più Repubbliche della parte AC.3. Le parti promuovono la definizione di norme internazionali nel campo alle tecnologie teatrali e l'uso di una segnaletica relativa agli elementi scenici. Le parti agevolano la cooperazione al fine di conseguire tale obiettivo.Articolo 7PubblicazioniLe parti, in conformità delle rispettive legislazioni interne, convengono di cooperare, anche agevolando gli scambi di pubblicazioni e la diffusione delle pubblicazioni dell'altra parte, per quanto riguarda aspetti quali:a) l'organizzazione di fiere, seminari, manifestazioni letterarie e altre manifestazioni analoghe connesse a pubblicazioni, compresa la messa punto di strutture mobili per letture in pubblico;b) l'agevolazione di coedizioni e traduzioni;c) l'agevolazione di scambi professionali e formazione per bibliotecari, scrittori, traduttori, librai e editori.Articolo 8Tutela dei siti e dei monumenti storiciLe parti convengono di cooperare, anche facilitando il sostegno per promuovere gli scambi di competenze e di prassi ottimali in materia di tutela dei siti e dei monumenti storici, tenendo conto della missione dell'UNESCO riguardo al patrimonio mondiale. Ciò include facilitare lo scambio di esperti, la collaborazione in materia di formazione professionale, la sensibilizzazione delle popolazioni locali e la consulenza nel settore della tutela di monumenti storici e di spazi protetti, come pure la legislazione e l'applicazione di misure connesse al patrimonio, in particolare la sua integrazione nella vita locale. Tale cooperazione deve conformarsi alle rispettive legislazioni interne delle parti.SEZIONE CDISPOSIZIONI FINALIArticolo 9Disposizioni finali1. Le disposizioni del presente protocollo si applicano tra la parte UE e ciascuna Repubblica della parte AC dal primo giorno del mese successivo alla data in cui tale Repubblica della parte AC ha presentato i suoi strumenti di ratifica della convenzione dell'UNESCO.2. Se tutte le Repubbliche della parte AC hanno presentato i propri strumenti di ratifica della convenzione dell'UNESCO prima dello scambio di notifiche di cui ai paragrafi 2 e 3 dell'articolo 353 della parte V (Disposizioni finali) del presente accordo, le disposizioni del presente protocollo si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo.[1] Nessuna disposizione del presente protocollo è soggetta al titolo X (Risoluzione delle controversie) della parte IV del presente accordo.--------------------------------------------------