CELEX: E1994C0163
Language: it
Date: 1994-11-16 00:00:00
Title: DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA N. 163/94/COL del 16 novembre 1994 ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 2 dell'atto di cui al punto 1 dell'allegato VII dell'accordo SEE (direttiva 89/48/CEE del Consiglio), su un progetto di disposizione presentato dal ministro federale austriaco degli Affari economici

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E1994C0163

DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA N. 163/94/COL del 16 novembre 1994 ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 2 dell'atto di cui al punto 1 dell'allegato VII dell'accordo SEE (direttiva 89/48/CEE del Consiglio), su un progetto di disposizione presentato dal ministro federale austriaco degli Affari economici  

Gazzetta ufficiale n. L 383 del 31/12/1994 pag. 0011 - 0013

DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA N. 163/94/COL del 16 novembre 1994 ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 2 dell'atto di cui al punto 1 dell'allegato VII dell'accordo SEE (direttiva 89/48/CEE del Consiglio), su un progetto di disposizione presentato dal ministro federale austriaco degli Affari economici L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 30,visto l'accordo tra gli Stati EFTA sulla creazione di una Autorità di vigilanza e di un Corte di giustizia, in particolare l'articolo 5,visto l'atto di cui al punto 1 dell'allegato VII del accordo SEE relativo ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni (direttiva 89/48/CEE del Consiglio), cui si farà d'ora in avanti riferimento come «direttiva 89/48/CEE», in particolare gli articoli 4, paragrafo 1, lettera b) e 10,considerando quanto segue:I. LA CRONISTORIA L'Autorità di vigilanza ha ricevuto il 19 agosto 1994, ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 1 della direttiva 89/48/CEE, un progetto di disposizione, accompagnato dai documenti contenenti le motivazioni, proveniente dalle autorità austriache, in base al quale sarebbe escluso per i lavoratori migranti il diritto di scelta tra un tirocinio di adattamento e una prova attitudinale e verrebbe imposta la prova attitudinale ai lavoratori migranti che intendano esercitare la professione di «Ingenieurkonsulent» (ingegnere consulente). Il progetto di disposizione e la motivazione sono stati presentati esclusivamente in lingua tedesca.Il 12 settembre 1994, gli altri Stati EFTA e la Commissione hanno ricevuto notifica del progetto austriaco ed hanno inoltre ricevuto la traduzione dei documenti in lingua inglese. È stata fissata la data del 14 novembre come termine per la presentazione dei commenti degli altri Stati EFTA in merito al progetto in questione, in modo tale che le eventuali osservazioni potessero essere prese in considerazione nel momento in cui si sarebbe deciso in merito alla deroga.Il progetto è stato esaminato l'11 ottobre 1994 nel corso di una riunione del Gruppo di coordinamento sul reciproco riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore di cui al protocollo 37, punto 9 dell'accordo SEE. Le argomentazioni austriache non hanno convinto i coordinatori degli Stati membri dell'Unione europea e dell'EFTA del fatto che la deroga fosse giustificata.Il 28 ottobre 1994 la direzione generale XV/E/2 della Commissione ha inviato un commento sul progetto austriaco in base al quale non considerava giustificata la deroga.Il 31 ottobre 1994 la Finlandia, nel suo commento relativo alla bozza, ha manifestato l'opinione che la deroga non fosse giustificata.II. LE RELATIVE DISPOSIZIONI NORMATIVE La direttiva 89/48/CEE, relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni, stabilisce, all'articolo 3, che l'autorità competente di uno Stato membro non può rifiutare ad un cittadino di un altro Stato membro, per mancanza di qualifiche, l'accesso a/o l'esercizio di tale professione, alle stesse condizioni che vengono applicate ai propri cittadini se il richiedente possiede il diploma che è prescritto in un altro Stato membro per l'accesso o per l'esercizio di questa stessa professione o se il richiedente può provare il possesso di titoli di formazione di livello equivalente ed ha esercitato a tempo pieno tale professione per due anni durante i precedenti dieci anni in un altro Stato membro in cui questa professione non è regolamentata.Tuttavia, l'articolo 4, paragrafo 1, lettera b) della direttiva attribuisce allo Stato membro ospitante il diritto di esigere che il richiedente compia un tirocinio di adattamento, per un periodo massimo di tre anni, o si sottoponga a una prova attitudinale quando l'istruzione o la formazione ricevute vertono su materie sostanzialmente diverse da quelle contemplate nel diploma prescritto nello Stato membro ospitante. Se lo Stato membro ospitante ricorre a tale possibilità, esso deve lasciare al richiedente la scelta tra il tirocinio di adattamento e la prova attitudinale. In deroga a tale principio, lo Stato ospitante può prescrivere un tirocinio di adattamento o una prova attitudinale se si tratta di professioni il cui esercizio richieda una conoscenza precisa del diritto nazionale e nelle quali la consulenza e/o l'assistenza per quanto riguarda il diritto nazionale costituisce un elemento essenziale e costante dell'attività. Qualora lo Stato membro ospitante intenda introdurre eccezioni al diritto di scelta del richiedente per altre professioni, si applica la procedura di cui all'articolo 10.L'articolo 10 della direttiva 89/48/CEE stabilisce che, qualora uno Stato membro non intenda lasciare al richiedente la scelta tra il tirocinio di adattamento e la prova attitudinale, per una professione ai sensi della presente direttiva, esso comunica immediatamente alla Commissione/Autorità di vigilanza per gli Stati EFTA il progetto della relativa disposizione, esponendo al tempo stesso i motivi che ne rendono necessaria l'emanazione. La Commissione/Autorità di vigilanza informa immediatamente gli altri Stati membri circa tale progetto; essa può inoltre consultare in merito il gruppo di coordinamento di cui all'articolo 9, paragrafo 2 della direttiva. Fatta salva la facoltà della Commissione/Autorità di vigilanza e degli altri Stati membri di presentare osservazioni circa il progetto, lo Stato membro può adottare la disposizione soltanto se la Commissione/Autorità di vigilanza non vi si è opposta entro tre mesi mediante decisione.III. ARGOMENTAZIONI DELL'AUSTRIA L'Austria ha motivato l'esclusione della possibilità di scelta sostenendo che, anche se per l'esercizio della professione di consulente in materia ingegneristica la conoscenza della letteratura tecnica costituisce un requisito essenziale, la portata delle attività destinate ad essere svolte comporta che debba essere considerata come requisito essenziale anche la precisa conoscenza della relativa legislazione austriaca e del diritto amministrativo austriaco. I professionisti in questione hanno la specifica facoltà di agire in qualità di rappresentanti professionali dinnanzi alle pubbliche autorità ed agli enti pubblici. Questi professionisti possono inoltre operare quali «notai tecnici», essendo considerati dalla legge soggetti le cui dichiarazioni fanno fede e che hanno la facoltà di redigere documenti pubblici. Per tali motivi, e considerando che più di cinquanta leggi federali o decreti austriaci fanno riferimento specifico o generico a questa figura professionale, una precisa conoscenza della normativa nazionale costituice una precondizione indispensabile per un corretto esercizio della professione. Si è pertanto ritenuto necessario imporre la prova attitudinale.IV. VALUTAZIONE GIURIDICA L'articolo 4, paragrafo 1, lettera b) e l'articolo 10 della direttiva 89/48/CEE stabiliscono eccezioni alla regola generale che attribuisce ai lavoratori migranti il diritto di scegliere tra una prova attitudinale e un tirocinio di adattamento. In conformità con i principi generali di interpretazione del diritto comunitario, dev'essere attribuita a tali disposizioni un'interpretazione restrittiva. Per motivi di omogeneità lo stesso principio dovrebbe essere applicato nel contesto dell'accordo sullo Spazio economico europeo.Come risulta dal preambolo della direttiva, sia la prova attitudinale che il tirocinio di adattamento sono previsti al fine di valutare le capacità del lavoratore migrante di adeguarsi al suo nuovo ambiente professionale. Anche se la prova attitudinale ha il vantaggio, per il lavoratore migrante, di costituire uno strumento più rapido per ottenere il necessario riconoscimento, il tirocinio di adeguamento gli fornisce l'opportunità di praticare la professione immediatamente nello Stato membro ospitante, anche se sotto la supervisione di un operatore qualificato. Nella misura del possibile, dovrebbe essere consentito ai lavoratori migranti di scegliere il meccanismo di adattamento che meglio gli si adatta considerando la propria situazione personale. Qualunque deroga alla concessione di tale diritto dev'essere pienamente giustificata provando che uno dei due meccanismi non è adeguato al fine.L'argomentazione austriaca, in base alla quale una precisa conoscenza della relativa normativa austriaca e del diritto amministrativo austriaco costituiscono un prerequisito essenziale per l'esercizio della professione, può essere applicata ad un vasto numero di professioni e non è specifica alla professione in questione. Ogni professionista, qualunque sia il suo campo di attività professionale, deve conoscere il quadro giuridico nell'ambito del quale la professione viene esercitata. Ciò vale in particolare per le professioni esercitate dopo il completamento di un ciclo di istruzione superiore a livello universitario. Nessun altro Stato membro del SEE in cui la professione di ingegnere è regolamentata ha ritenuto necessario imporre una prova attitudinale. Un esame delle disposizioni normative austriache che si riferiscono specificamente o generalmente alla professione di ingegnere consulente pone in evidenza che la natura della professione è prevalentemente tecnica.Il potere di redigere documenti pubblici è condiviso con molte altre professioni, come ad esempio quelle di architetto e di medico. Queste professioni sono disciplinate da direttive settoriali in base alle quali il riconoscimento è automatico; non è quindi possibile imporre al migrante né un tirocinio di adattamento né un prova attitudinale.Infine, ai sensi dell'articolo 1, lettera f) della direttiva 89/48/CEE, il tirocinio di adattamento può essere eventualmente accompagnato da una formazione complementare. È quindi possibilie esigere che i professionisti in questione, che abbiano scelto il periodo di tirocinio, seguano un corso di diritto.In base alle precedenti considerazioni, l'Autorità di vigilanza conclude che non sono state recate motivazioni convincenti del fatto che il tirocinio di adattamento costituisce uno strumento inadeguato o inadatto per compensare la carenza di conoscenze,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:1. L'Austria non può adottare il progetto di disposizione comunicato che prevede una deroga al diritto del richiedente, in base all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b) del atto di cui al punto 1 dell'allegato VII dell'accordo SEE, di scegliere tra una prova attitudinale e un tirocinio di adattamento rispetto alla professione di «Ingenieurkonsulent».2. La presente decisione è indirizzata alla Repubblica d'Austria, sarà comunicata agli Stati EFTA e alla Commissione delle Comunità europee e sarà pubblicata nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Fatto a Bruxelles, il 16 novembre 1994.Per l'Autorità di vigilanza EFTAIl presidenteKnut ALMESTAD