CELEX: 62020CN0623
Language: it
Date: 2020-11-20 00:00:00
Title: Causa C-623/20 P: Impugnazione proposta il 20 novembre 2020 dalla Commissione europea avverso la sentenza del Tribunale (Nona Sezione) del 9 settembre 2020, causa T-437/16, Italia / Commissione

25.1.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 28/32
            
         
      Impugnazione proposta il 20 novembre 2020 dalla Commissione europea avverso la sentenza del Tribunale (Nona Sezione) del 9 settembre 2020, causa T-437/16, Italia / Commissione
      (Causa C-623/20 P)
      (2021/C 28/52)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: G. Gattinara, D. Milanowska, T. Lilamand, agenti)
      
         Altre parti nel procedimento: Repubblica italiana, Regno di Spagna
      
         Conclusioni
      
      La Commissione chiede alla Corte di
      
                  —
               
               
                  annullare la sentenza impugnata;
               
            
                  —
               
               
                  ove la Corte ritenga che lo stato degli atti lo consenta, respingere il ricorso in primo grado come infondato;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Repubblica italiana alle spese del presente giudizio e a quelle del giudizio di primo grado.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno della propria impugnazione, la Commissione fa valere tre motivi. Il 
            primo motivo
          è relativo ad un errore di diritto nell'interpretazione dell’art. 1 quinquies, par. 6, dello statuto e nell’interpretazione dell’obbligo di motivazione nonché ad una violazione dell’obbligo di motivazione delle sentenze del Tribunale. Esso si divide in tre parti;
      La prima parte è relativa ad un errore di diritto e ad una violazione dell’obbligo di motivazione quanto al fine dell’immediata operatività dei candidati e riguarda il punto 137 della sentenza impugnata.
      La seconda parte è relativa alla definizione di un onere della prova sproporzionato nei confronti della Commissione e ad una violazione dell’obbligo di motivazione; essa è relativa ai punti 113, ultima frase, 138, 144, 147, ultima frase, 157-161, 193 e 197 della sentenza impugnata.
      La terza parte è relativa ad un errore di diritto nella ricerca di un atto giuridicamente vincolante nelle norme interne prodotte in giudizio dalla Commissione; essa riguarda i punti 132-135 della sentenza impugnata.
      Il 
            secondo motivo
          è relativo a diverse denaturazioni commesse dal Tribunale nella valutazione degli elementi di prova nonché ad un errore di diritto.
      La prima denaturazione è relativa alla valutazione della comunicazione del Presidente della Commissione e della sua approvazione da parte del collegio; essa è contenuta ai punti 112 a 117, 138, della sentenza impugnata.
      La seconda denaturazione riguarda la valutazione del regolamento interno della Commissione e delle sue modalità di applicazione; essa è contenuta ai punti 119-120 della sentenza impugnata.
      La terza denaturazione è relativa alla valutazione della sezione sulle esigenze linguistiche in funzione della procedura di adozione contenute nel Manuale delle procedure operative e si riferisce ai punti 145-149 della sentenza impugnata.
      La quarta denaturazione è relativa alla mancata valutazione globale dei documenti richiamati ai punti da i) a iii), supra e si riferisce ai punti 132-137, 139, della sentenza impugnata.
      La quinta denaturazione è relativa alla valutazione della comunicazione SEC(2006)1489 final e concerne i punti 140-143 della sentenza impugnata.
      La sesta denaturazione è relativa alla valutazione degli elementi sulle lingue utilizzate dai membri del personale della Commissione incaricati delle funzioni di audit; in merito agli stessi punti della sentenza, la Commissione fa anche valere un errore di diritto; entrambi tali vizi riguardano i punti 152-163 della sentenza impugnata.
      La settima denaturazione è relativa alla prassi interna della Corte dei conti in materia linguistica e alle lingue utilizzate dai membri del personale della Corte dei conti; essa riguarda i punti 172-188 della sentenza impugnata.
      Il 
            terzo motivo
          è relativo all’illegittimità dell’analisi del Tribunale sulle lingue di comunicazione dei candidati; esso si riferisce ai punti 219 a 224 della sentenza impugnata.