CELEX: 52011PC0489
Language: it
Date: 2011-08-11
Title: Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa all'anno europeo dei cittadini (2013)

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		52011PC0489
		
			Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa all'anno europeo dei cittadini (2013) /* COM/2011/0489 definitivo - 2011/0217 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
·      Contesto generale
La cittadinanza
dell'Unione, sancita dall'articolo 20 del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea (TFUE), è conferita automaticamente a tutti i cittadini
degli Stati membri e attribuisce loro una serie aggiuntiva di diritti tra i
quali il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio di
Stati membri diversi da quello di cui sono cittadini.
Il diritto di circolare e di soggiornare
liberamente nel territorio degli Stati membri, sancito dall'articolo 21 del
TFUE e dall'articolo 45 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione
europea, è uno dei più apprezzati tra i diritti individuali conferiti dal
diritto dell'UE. La libertà di circolazione è virtualmente sinonimo di cittadinanza
dell'Unione[1]
e costituisce l'espressione più tangibile dei benefici derivanti dalla
cittadinanza dell'Unione.
Più in generale, l'esercizio del diritto di
circolare liberamente contribuisce a dare concretezza alla nozione di cittadinanza
dell'Unione nella vita quotidiana dei cittadini. Coloro che escono dai confini nazionali
per viaggiare o per insediarsi in altri Stati membri sono obbligati a prendere
conoscenza e a usufruire della vasta gamma di diritti loro conferiti dal
diritto dell'UE al di fuori delle frontiere nazionali: i diritti in veste di
consumatori in altri Stati membri, il diritto ad avere accesso all'istruzione,
a ottenere il riconoscimento delle proprie qualifiche professionali, ad avere
accesso a cure sanitarie e ad acquisire o mantenere i diritti previdenziali.
I diritti, riconosciuti ai cittadini
dell'Unione, di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo e
alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiedono assumono
un'importanza cruciale in tale contesto, in quanto forniscono ai cittadini
dell'Unione gli strumenti per partecipare alla vita democratica dell'Unione,
contribuendo nel contempo alla loro integrazione nella società degli Stati
membri di residenza.
Inoltre, in un contesto più ampio, la
cittadinanza dell'Unione è strettamente correlata ai principi democratici
dell'Unione europea[2],
i quali definiscono il quadro di riferimento per la partecipazione dei
cittadini alla vita democratica nell'Unione.
·     
Motivazione e obiettivi della proposta
Si stima che nel 2009 erano 11,9 milioni i
cittadini dell'Unione residenti in uno Stato membro diverso dal proprio e che
un numero ancora maggiore potrebbe avvalersi di tale diritto in un futuro momento
della propria vita: un'indagine Eurobarometro condotta nel 2009[3] ha rilevato che più di un terzo
(35%) dei cittadini europei sarebbe disposto a lavorare in un altro Stato
membro. Dalla stessa indagine emerge tuttavia che quasi un europeo su cinque ritiene
che sussistano troppi ostacoli all'esercizio di un'attività lavorativa in un
altro Stato membro. Un altro studio del 2009[4]
ha rivelato che la mancanza di informazioni (unitamente a problemi linguistici)
costituisce l'ostacolo più rilevante al pendolarismo transfrontaliero che, con
la migrazione transnazionale, costituisce la principale forma di mobilità
geografica per motivi di lavoro nell'UE.
Tali conclusioni sono state confermate da un'indagine
del 2010 sulle esperienze acquisite dai cittadini europei che hanno
effettivamente esercitato il loro diritto di circolare liberamente[5]. Nel valutare le possibili
iniziative per rendere più facile la mobilità all'interno dell'UE, i
rispondenti hanno evidenziato la necessità per i cittadini dell'Unione di
disporre di informazioni pratiche e specifiche per paese sui loro diritti in
caso di residenza in uno Stato membro diverso dal proprio. Dall'indagine è
emerso inoltre che le informazioni di cui necessitano i cittadini per
esercitare il loro diritto di circolare liberamente non sono strettamente
limitate alle condizioni di utilizzo di tale diritto in sé: tra gli aspetti
amministrativi che le persone hanno preso in considerazione prima di
trasferirsi in un altro Stato membro, i due più citati sono stati quelli
relativi al welfare e alla sicurezza sociale e al riconoscimento dei diplomi
universitari.
È evidente che i cittadini che intendono
studiare, lavorare, trascorrere la loro pensione o risiedere in un altro Stato
membro hanno bisogno di essere adeguatamente informati sui vari diritti che
possono far valere in tal caso e di poter effettivamente avvalersi di tali
diritti nella pratica. Senza tali conoscenze i cittadini non sono in grado di
prendere decisioni informate sull'esercizio del loro diritto di circolare
liberamente.
Più in generale, la consapevolezza dei
cittadini del loro diritto di circolare liberamente e più in generale dei loro
diritti in qualità di cittadini dell'Unione è fondamentale per permettere ai
singoli cittadini, alle imprese e alla società nel suo complesso di cogliere
tutte le opportunità offerte dal mercato unico.
Le considerevoli lacune nella consapevolezza
da parte dei cittadini dei propri diritti sono state messe in evidenza da
un'indagine Eurobarometro del 2010[6]
da cui è emerso che, sebbene gli europei siano in generale consapevoli del
proprio status di cittadini dell'Unione (il 79% degli intervistati considera
familiare l'espressione "cittadino dell'Unione europea"), le loro
conoscenze concrete in merito all'esatto significato dei diritti derivanti da
tale status risultano carenti. Più in particolare soltanto il 43% conosce il
significato dell'espressione "cittadino dell'Unione europea" e quasi
la metà dei cittadini europei (48%) ritiene di non essere ben informata sui
propri diritti.
Nella relazione 2010 sulla cittadinanza
dell'Unione "Eliminare gli ostacoli all'esercizio dei diritti dei
cittadini dell'Unione"[7]
la Commissione ha individuato i principali ostacoli che i cittadini ancora
incontrano nella loro vita quotidiana allorché intendono esercitare i propri
diritti in veste di cittadini dell'Unione e ha elencato 25 azioni concrete per
eliminare tali ostacoli. Nel quadro di tale esercizio la Commissione ha
concluso che la scarsa consapevolezza dei propri diritti da parte dei cittadini
dell'Unione impedisce loro di goderne appieno e ha annunciato l'intenzione di
promuovere la diffusione di informazioni ai cittadini dell'Unione sui loro
diritti in quanto tali e in particolare sul loro diritto di circolare liberamente.
La proclamazione del 2013 quale "Anno europeo dei cittadini", comportando
l'organizzazione nel corso di tale anno di manifestazioni mirate sulla
cittadinanza dell'Unione e sulle politiche dell'UE a favore dei cittadini, è
pertanto indicata nella relazione 2010 sulla cittadinanza dell'Unione come una
delle iniziative da adottare per ovviare a tale scarsa consapevolezza. 
Lo scopo generale del proposto anno europeo
dei cittadini è quello di garantire che tutti i cittadini dell'Unione siano
consapevoli dei diritti di cui possono avvalersi in un contesto transnazionale
per effetto del loro status di cittadini dell'Unione, in modo da consentire
loro di prendere decisioni informate sull'esercizio o meno del loro diritto di
circolare liberamente e di facilitare l'effettivo esercizio di tale diritto.
Più in particolare l'anno europeo dei cittadini è finalizzato a:
–     
rafforzare la consapevolezza dei cittadini
dell'Unione in merito al loro diritto di circolare e di soggiornare liberamente
all'interno dell'Unione europea e più in generale ai diritti garantiti ai
cittadini dell'Unione allorché si trovano in un altro Stato membro, compreso il
diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione;
–     
rafforzare la consapevolezza dei cittadini
dell'Unione in merito alle modalità con le quali possono tangibilmente
beneficiare dei diritti e delle politiche dell'Unione allorché risiedono in un
altro Stato membro e promuovere la loro partecipazione attiva a forum civici
sulle politiche e su problematiche dell'Unione;
–     
stimolare un dibattito sulle conseguenze e sulle
potenzialità del diritto di circolare liberamente quale aspetto inalienabile
della cittadinanza dell'Unione, in particolare in termini di rafforzamento
della coesione sociale e della comprensione reciproca tra i cittadini dell'Unione,
nonché del legame tra i cittadini e l'Unione. 
·     
Coerenza con altre politiche e obiettivi dell'Unione
Il proposto anno europeo dei cittadini si ricollega
al forte legame esistente tra il diritto di circolare liberamente e la
cittadinanza dell'Unione e alla connotazione positiva che le due nozioni possiedono
per i cittadini, nell'intento di far acquistare alla cittadinanza dell'Unione
un significato reale. In tal modo contribuisce all'attuazione dell'obiettivo
politico della Commissione di porre i cittadini al centro dell'agenda politica
dell'UE e di contribuire a far diventare la cittadinanza dell'Unione una realtà
tangibile nella loro vita quotidiana.
Il proposto anno europeo dei cittadini si richiama
all'impegno assunto dal presidente della Commissione europea José Manuel
Barroso nei suoi orientamenti politici per la nuova Commissione del 3 settembre
2009 per rafforzare la cittadinanza dell'UE, rivitalizzando il legame tra i
cittadini e l'UE e garantendo l'effettiva realizzazione dei loro diritti. 
Si ricollega inoltre alla risoluzione del
Parlamento europeo del 15 dicembre 2010 sulla situazione dei diritti
fondamentali nell'Unione europea (2009) "Attuazione effettiva in seguito
all'entrata in vigore del trattato di Lisbona". In tale risoluzione il
Parlamento europeo invita la Commissione a proclamare il 2013 "Anno europeo
della cittadinanza", onde dare impulso al dibattito sulla cittadinanza
europea e informare i cittadini europei in merito ai loro diritti, segnatamente
ai nuovi diritti derivanti dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona.
Pertanto il piano per l'anno europeo dei
cittadini 2013 è stato presentato il 18 gennaio 2011 al gruppo
interistituzionale sull'informazione.
Sotto questo aspetto il proposto anno europeo
dei cittadini è in linea anche con il programma di Stoccolma[8] che colloca i cittadini al
centro delle politiche europee nel settore della libertà, della sicurezza e
della giustizia e incentra la propria azione sulla costruzione di un'Europa dei
cittadini, anche garantendo il pieno esercizio del diritto dei cittadini di
circolare liberamente.
L'obiettivo del proposto anno europeo dei
cittadini è inoltre coerente con gli obiettivi della strategia Europa 2020,
tanto che la promozione della libera circolazione e della mobilità dei
lavoratori è stata riconosciuta nelle iniziative faro "Youth
on the Move" e "Un'agenda per nuove competenze e per
l'occupazione"[9],
nonché nella comunicazione "Piano d'azione europeo per la mobilità del
lavoro"[10]
che ha fatto seguito alla proclamazione del 2006 come "Anno europeo della
mobilità dei lavoratori", quale strumento per permettere
al mercato del lavoro di far fronte alle conseguenze del cambiamento demografico e per accrescere le possibilità di occupazione dei cittadini e la
competitività delle economie europee. 
Più in generale la libera circolazione assicura,
quale condizione fondamentale, o promuove l'esercizio transnazionale da parte
dei cittadini di una vasta gamma di diritti dell'Unione, quali i diritti previdenziali,
il diritto di cercare lavoro, i diritti dei cittadini in qualità di passeggeri
o di turisti o i loro diritti, in veste di consumatori, ad avere accesso a beni
e servizi in altri Stati membri. Facilitare la libera circolazione può pertanto
contribuire tra l'altro al conseguimento degli obiettivi fissati dalla
Commissione nella recente iniziativa per il rilancio del mercato unico[11], in quanto può incoraggiare i cittadini a cogliere pienamente le opportunità
offerte dal mercato unico. Inoltre l'anno europeo è inteso a rafforzare
direttamente la consapevolezza dei cittadini in merito a queste opportunità e ai
diritti in quanto tali, perché mira a fornire ai cittadini informazioni su
tutti i diritti di cui possono avvalersi allorché si trovano in un altro Stato
membro.
Il proposto anno europeo dei cittadini si ricollega
inoltre alla relazione 2010 sulla cittadinanza dell'Unione e contribuisce in
maniera significativa al conseguimento degli obiettivi fissati in tale
relazione, segnatamente l'eliminazione degli ostacoli che impediscono ancora ai
cittadini dell'Unione di esercitare pienamente i loro diritti.
Sulla base dei principali problemi cui si
trovano confrontati i cittadini allorché intendono esercitare i propri diritti
in qualità di cittadini dell'Unione, in particolare quando si trovano in altri
Stati membri, tale relazione ha individuato non soltanto gli ostacoli che
permangono in merito alla libera circolazione di per sé, ma anche una serie di
questioni di interesse diretto per i cittadini che intendono esercitare il
proprio diritto di circolare liberamente, per le quali l'UE deve impegnarsi,
nei limiti delle proprie competenze, a diffondere informazioni e a eliminare
gli ostacoli ancora in essere. Tra tali questioni figurano i diritti di
proprietà delle coppie internazionali, il riconoscimento all'estero dei
documenti di stato civile, la protezione degli indagati e degli imputati nei
procedimenti penali, i problemi fiscali nelle situazioni transnazionali,
l'assistenza sanitaria all'estero e le questioni legate alla tecnologia
elettronica in ambito sanitario, i diritti dei passeggeri e dei turisti, i
diritti dei consumatori, il riconoscimento dei diplomi universitari e delle
qualifiche professionali, problemi previdenziali, l'esercizio dei diritti
elettorali e la sensibilizzazione in merito alla nozione di cittadinanza
dell'Unione.
L'anno europeo dei cittadini può pertanto richiamarsi
ampiamente alle conclusioni della relazione 2010 sulla cittadinanza
dell'Unione, in modo da orientare meglio i suoi obiettivi e le sue iniziative
sulle questioni più pertinenti nell'intento di facilitare la libera
circolazione dei cittadini dell'Unione. 
Contemporaneamente, l'anno europeo dei
cittadini può rafforzare il processo lanciato dalla Commissione per individuare
altri ostacoli e delineare soluzioni idonee a permetterne, entro i limiti delle
competenze dell'Unione europea, la rimozione e porre le premesse per la
pubblicazione nel 2013 di un piano di azione per l'eliminazione definitiva degli
ostacoli che ancora impediscono ai cittadini di godere pienamente dei propri
diritti in quanto cittadini dell'Unione, come annunciato nella relazione 2010
sulla cittadinanza dell'Unione. Contribuendo a tale esercizio, volto a
garantire che i cittadini dell'Unione possano effettivamente esercitare i loro
diritti ai sensi del diritto dell'UE, l'anno europeo dei cittadini può
contribuire al conseguimento dell'obiettivo di cui all'articolo 20, paragrafo 2,
del TFUE, secondo il quale i cittadini dell'Unione "godono" dei
diritti ai sensi dei trattati, compreso il loro diritto di circolare
liberamente.
Un anno europeo dei cittadini nel 2013 cade
inoltre a proposito per dare visibilità alla cittadinanza dell'Unione e ai suoi
vantaggi concreti per i singoli cittadini, dato che in quell'anno si festeggerà
il ventesimo anniversario dell'istituzione, con il trattato di Maastricht, della
cittadinanza dell'Unione. Inoltre, mettendo in luce l'impatto concreto delle
politiche dell'Unione sulla vita quotidiana dei cittadini, l'anno europeo dei
cittadini evidenzierà il grande contributo dei cittadini a dare concretezza ai
propri diritti e più in generale al processo volto a plasmare il progetto
europeo. Unitamente alla sensibilizzazione sui diritti elettorali dei cittadini
nello Stato membro di residenza, ciò risulterà importante nella prospettiva
delle elezioni del Parlamento europeo nel 2014. Gli effetti di siffatte azioni
di sensibilizzazione risulteranno moltiplicate dallo stretto coordinamento e
dallo sfruttamento di sinergie con le pertinenti iniziative adottate da altre
istituzioni dell'UE, in particolare il Parlamento europeo, e dagli Stati membri
nel periodo precedente tali elezioni. 
2.           ESITO DELLA CONSULTAZIONE
DELLE PARTI INTERESSATE E DELLA VALUTAZIONE DELL'IMPATTO
·     
Consultazione
Nel contesto della consultazione pubblica
avviata dalla Commissione in merito a "I diritti dei cittadini dell'UE:
prospettive", conclusasi il 15 giugno 2010, e della conferenza su tale
tema organizzata nei giorni 1 e 2 luglio 2010, le organizzazioni della società
civile hanno caldeggiato la proposta di focalizzare le politiche dell'UE sulla
nozione di cittadinanza dell'Unione e sui diritti ad essa connessi, nonché
sulle modalità con cui far acquistare alla cittadinanza dell'Unione un
significato reale nella vita quotidiana delle persone. Importanti istanze della
società civile hanno inoltre espresso un forte apprezzamento per le iniziative
di sensibilizzazione volte a colmare il divario tra le norme giuridiche che
garantiscono la libera circolazione dei cittadini dell'Unione e la realtà irta
di ostacoli cui i cittadini si trovano confrontati.
Il 15 dicembre 2010 la Commissione ha
presentato anche il piano per un anno europeo dei cittadini nel quadro del suo
dialogo regolare con la società civile. In tale contesto ha raccolto reazioni
positive in particolare riguardo a iniziative incentrate su taluni aspetti
dell'esercizio dei diritti connessi alla cittadinanza dell'Unione, quali
l'incoraggiamento dell'impegno sociale dei cittadini e un'attiva partecipazione
per dar vita a una democrazia partecipativa.
·     
Ricorso al parere di esperti
I pertinenti dati sono stati raccolti sulla
base di varie recenti indagini Eurobarometro e di studi menzionati in
precedenza nella sezione "Motivazione e obiettivi della proposta".
·     
Valutazione dell'impatto
È stata eseguita una valutazione ex-ante[12]. 
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
·     
Sintesi delle misure proposte
L'anno europeo dei cittadini è finalizzato a
sensibilizzare i moltiplicatori di informazioni e il pubblico in generale sui
diritti dei cittadini dell'Unione allo scopo di rendere più facile l'esercizio
del diritto di circolare e di soggiornare liberamente.
A questo fine sensibilizzerà i cittadini
dell'Unione in merito al loro diritto di circolare liberamente e più in
generale ai diritti di cui possono avvalersi allorché si trovano in un altro
Stato membro, compreso il loro diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione.
Sensibilizzerà inoltre i cittadini dell'Unione
sulle modalità con le quali possono beneficiare dei diritti e delle politiche
dell'UE allorché risiedono in un altro Stato membro, anche stimolando la loro
partecipazione a forum civici sulle politiche e su problematiche dell'Unione.
L'anno europeo dei cittadini tenterà inoltre
di aprire un dibattito sulle conseguenze e sulle potenzialità del diritto di
circolare liberamente quale aspetto inalienabile della cittadinanza
dell'Unione, in particolare in termini di rafforzamento della coesione sociale
e della comprensione reciproca tra i cittadini dell'Unione, nonché del legame
tra i cittadini e l'Unione.
·     
Base giuridica
L'articolo 20, paragrafo 2, del TFUE
stabilisce che i cittadini dell'Unione godono dei diritti e sono soggetti ai
doveri previsti nei trattati e che essi hanno, tra l'altro, il diritto di
circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.
Il diritto dei cittadini dell'Unione di
circolare e di soggiornare liberamente è sancito inoltre dall'articolo 21,
paragrafo 1, del trattato che recita:
"Ogni cittadino dell'Unione ha il diritto
di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri,
fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dai trattati e dalle
disposizioni adottate in applicazione degli stessi".
Il principale scopo della proposta di
decisione sull'anno europeo dei cittadini è quello di facilitare l'esercizio da
parte dei cittadini dell'Unione del loro diritto di circolare e di soggiornare
liberamente nel territorio degli Stati membri mediante la loro
sensibilizzazione sui diritti di cui godono in qualità di cittadini
dell'Unione. L'obiettivo della proposta rientra pertanto nell'ambito
dell'articolo 21, paragrafo 1, del trattato. Nel contempo, la proposta può
contribuire al conseguimento dell'obiettivo di cui all'articolo 20, paragrafo
2, del TFUE, il quale sancisce che i cittadini dell'Unione "godono"
dei diritti previsti nei trattati, compreso il diritto di circolare
liberamente.
La proposta trova pertanto il fondamento
giuridico nell'articolo 21, paragrafo 2, del TFUE, il quale stabilisce che
quando un'azione dell'Unione risulti necessaria per raggiungere un obiettivo e
salvo che i trattati non abbiano previsto poteri di azione a tal fine, il
Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria, possono adottare disposizioni intese a facilitare l'esercizio dei
diritti di cui al paragrafo 1.
·      Principio di sussidiarietà
L'aspetto principale considerato dal proposto
anno europeo dei cittadini è la carenza di un'adeguata consapevolezza e di una
concreta conoscenza da parte dei cittadini dell'Unione del loro diritto di
circolare e di soggiornare liberamente, nonché di altri diritti di cui godono
in qualità di cittadini dell'Unione, in particolare allorché si trovano in un
altro Stato membro. La mancanza di visibilità della nozione di cittadinanza
dell'Unione e dei suoi concreti vantaggi per i singoli individui, che è al
centro dell'iniziativa, presenta una natura transnazionale. Sebbene la
responsabilità della sensibilizzazione dei cittadini sui loro diritti in quanto
cittadini dell'Unione incomba in primo luogo agli Stati membri, le iniziative
idonee ad affrontare il problema richiedono l'intervento di partenariati
multilaterali, scambi transnazionali di informazioni e di esperienze e azioni
di sensibilizzazione e di diffusione di buone pratiche a livello dell'Unione.
Gli obiettivi del proposto anno europeo dei cittadini possono pertanto essere
conseguiti meglio a livello dell'Unione.
·     
Principio di proporzionalità
Come indicato nella valutazione ex-ante
allegata alla presente proposta[13],
le iniziative da adottare riguardo al proposto anno europeo dei cittadini si
limitano a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi. La proposta
rispetta pertanto il principio di proporzionalità di cui all'articolo 5 del
TUE.
·      Incidenza sui diritti fondamentali
Il diritto dei cittadini dell'Unione di
circolare e di soggiornare liberamente è sancito dall'articolo 45 della Carta
dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Nella misura in cui mira a
facilitare l'esercizio di tale diritto, il proposto anno europeo dei cittadini
avrà una consistente incidenza positiva in termini di una più efficace
attuazione della Carta.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
Per l'anno europeo dei cittadini non è
richiesto alcun finanziamento aggiuntivo. La flessibilità circa la fissazione
annuale delle priorità sulla base delle linee di bilancio e dei programmi della
direzione generale della Comunicazione assicura un margine finanziario sufficiente
per gestire l'anno europeo dei cittadini con un budget dell'ordine di 1 milione
di euro. 
2011/0217 (COD)
Proposta di
DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativa all'anno europeo dei cittadini (2013)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 21, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[14],

visto il parere del Comitato delle regioni[15], 
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
L'articolo 20, paragrafo 1, del trattato istituisce
la cittadinanza dell'Unione in aggiunta alla cittadinanza nazionale dei
rispettivi Stati membri, stabilendo che chiunque abbia la cittadinanza di uno
Stato membro è cittadino dell'Unione. Il paragrafo 2 dell'articolo 20
precisa che i cittadini dell'Unione godono dei diritti e sono soggetti ai
doveri previsti nei trattati e che essi hanno, tra l'altro, il diritto di
circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Il
diritto dei cittadini dell'Unione di circolare e di soggiornare liberamente è
inoltre sancito dall'articolo 21 del trattato.
(2)              
L'entrata in vigore del trattato di Lisbona ha
rafforzato lo status di cittadino dell'Unione e ha integrato i diritti ad esso
correlati, compresa l'introduzione di un nuovo diritto, l'iniziativa dei
cittadini, che consente a un milione di cittadini, di un numero significativo
di Stati membri, di invitare la Commissione a presentare una proposta in una
qualsiasi materia di competenza dell'UE.
(3)              
I diritti inerenti alla cittadinanza dell'Unione
sono sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Come
indicato nel preambolo della Carta, l'Unione "pone la persona al centro
della sua azione istituendo la cittadinanza dell'Unione e creando uno spazio di
libertà, sicurezza e giustizia". Il capo V della Carta elenca i
"diritti dei cittadini", compreso, all'articolo 45, il diritto di
ogni cittadino dell'Unione di circolare e di soggiornare liberamente nel
territorio degli Stati membri.
(4)              
Il programma di Stoccolma[16] pone pertanto il cittadino al
centro delle politiche europee nel settore della libertà, della sicurezza e
della giustizia. Focalizza le sue iniziative sulla "costruzione di
un'Europa dei cittadini", anche assicurando il pieno esercizio del diritto
dei cittadini di circolare liberamente.
(5)              
Nella sua risoluzione del 15 dicembre 2010
sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea (2009) "Attuazione
effettiva in seguito all'entrata in vigore del trattato di Lisbona"[17], il Parlamento europeo ha
chiesto alla Commissione di proclamare il 2013 "Anno europeo della
cittadinanza" onde dare impulso al dibattito sulla cittadinanza europea e
informare i cittadini europei in merito ai loro diritti, segnatamente ai nuovi
diritti derivanti dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona.
(6)              
Fin dalla sua introduzione nel trattato di Roma del
1957 come una delle quattro libertà fondamentali, il diritto di circolare e di
soggiornare liberamente ha dimostrato la sua validità come uno dei pilastri per
la creazione del mercato unico, a beneficio sia delle economie degli Stati
membri sia dei singoli cittadini.
(7)              
In particolare la libera circolazione e la mobilità
dei lavoratori hanno contribuito a permettere al mercato del lavoro di far
fronte alle conseguenze del cambiamento demografico, incrementando nel contempo
le possibilità di occupazione delle persone e migliorando la competitività
delle industrie europee. Nello stesso tempo, la libera circolazione assicura,
quale condizione fondamentale, o promuove l'esercizio da parte dei cittadini di
una vasta gamma di diritti di cui godono in forza del diritto dell'Unione,
quali i diritti in veste di consumatori ad avere accesso a beni e servizi o i
diritti in qualità di passeggeri e di turisti. Pertanto, facilitare la libera
circolazione può potenzialmente determinare un accrescimento delle possibilità
per i cittadini di cogliere pienamente le opportunità offerte dal mercato
unico, costituendo un volano fondamentale per la crescita.
(8)              
Il diritto di circolare e di soggiornare
liberamente nel territorio degli Stati membri è notevolmente apprezzato dai
cittadini dell'Unione quale fondamentale diritto individuale che discende dalla
cittadinanza dell'Unione. In quanto tale, esso dimostra e promuove una migliore
comprensione del valore dell'integrazione europea, nonché la partecipazione dei
cittadini al processo volto a plasmare l'Unione europea. Quando escono dai
confini nazionali per viaggiare o per insediarsi in altri Stati membri, i
cittadini prendono conoscenza e si avvalgono di una vasta gamma di diritti riconosciuti
loro dal diritto dell'Unione allorché si trovano in tale situazione.
L'esercizio del diritto di circolare e di soggiornare liberamente contribuisce
pertanto a rendere la cittadinanza dell'Unione una realtà tangibile nella vita
quotidiana dei cittadini.
(9)              
Sebbene il diritto di circolare e di soggiornare
liberamente sia sancito dal diritto primario dell'Unione e notevolmente
sviluppato nel diritto secondario, sussiste tuttora un divario tra le norme
giuridiche applicabili e la realtà cui si trovano confrontati i cittadini
allorché intendono esercitare tale diritto nella pratica. Oltre all'incertezza
sui vantaggi della mobilità, i cittadini dell'Unione avvertono l'esistenza di
un numero eccessivo di ostacoli pratici cui si scontra la loro intenzione di
vivere e lavorare altrove nell'Unione.
(10)          
Nella relazione 2010 sulla cittadinanza dell'Unione
"Eliminare gli ostacoli all'esercizio dei diritti dei cittadini
nell'Unione"[18],
la Commissione ha preso in esame i principali ostacoli che i cittadini
incontrano tuttora nella loro vita quotidiana allorché intendono esercitare i
propri diritti in quanto cittadini dell'Unione, in particolare allorché si
trovano un altro Stato membro, e ha individuato 25 azioni concrete per rimuovere
tali barriere. Uno degli ostacoli individuati in tale contesto è la carenza di
informazioni. Nella relazione 2010 sulla cittadinanza dell'Unione la
Commissione ha concluso che la mancanza di consapevolezza dei loro diritti
impedisce ai cittadini dell'Unione di esercitarli pienamente e ha annunciato
l'intenzione di promuovere la diffusione di informazioni ai cittadini europei
in merito ai loro diritti, in particolare al diritto di circolare liberamente.
(11)          
Poiché il diritto di circolare liberamente migliora
significativamente la vita dei singoli individui, è indispensabile che
l'informazione sull'esistenza di tale diritto e sulle condizioni per
esercitarlo siano disponibili quanto più ampiamente possibile. Poiché i
potenziali beneficiari di tale diritto sono tutti i cittadini dell'Unione, le
iniziative di sensibilizzazione devono essere promosse in tutta l'Unione.
(12)          
Per permettere ai cittadini dell'Unione di prendere
decisioni informate sull'esercizio o meno del proprio diritto di circolare
liberamente non è tuttavia sufficiente sensibilizzarli sul diritto di libera
circolazione di per sé: è indispensabile che i cittadini dell'Unione siano
altresì adeguatamente informati sugli altri diritti di cui possono avvalersi ai
sensi del diritto dell'Unione allorché si trovano un altro Stato membro. Tali
informazioni consentiranno loro di godere pienamente di tali diritti nel caso
in cui decidano di esercitare il loro diritto di circolare liberamente.
(13)          
In particolare è opportuno che i cittadini
dell'Unione che valutano l'opportunità di esercitare il loro diritto di
circolare liberamente siano informati in merito ai loro diritti in materia di
acquisizione o di conservazione dei diritti previdenziali in virtù delle norme
dell'Unione sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale: tali norme garantiscono
ai lavoratori che i diritti previdenziali da essi acquisiti non vanno perduti
se scelgono di spostarsi in Europa. È inoltre opportuno che essi siano
informati sul loro diritto a vedersi riconosciute le proprie qualifiche
professionali e sulle competenze sociali e civiche che costituiscono parte del
quadro europeo delle "competenze chiave per l'apprendimento
permanente"[19], le quali possono metterli in condizione di
partecipare pienamente alla vita civica e di esercitare i propri diritti ai
sensi del diritto dell'Unione.
(14)          
In tale contesto è opportuno che i cittadini siano
anche meglio informati sui diritti di cui godono in qualità di passeggeri che
si spostano nell'Unione europea utilizzando un qualunque modo di trasporto e sui
loro diritti di consumatori al di fuori dei confini nazionali. Se saranno
convinti che i propri diritti in qualità di consumatori sono effettivamente
tutelati, i cittadini daranno un contributo maggiore allo sviluppo del mercato
europeo dei beni e dei servizi, sfruttandone appieno le potenzialità, e
potranno usufruire ancor più dei suoi vantaggi. Analogamente è necessario che i
cittadini siano meglio informati sulle norme relative alla sicurezza generale
dei prodotti e alla sorveglianza del mercato, in maniera da essere consapevoli
del modo in cui la loro salute e i loro diritti sono tutelati in tutta l'UE, in
particolare per quanto riguarda le minacce o i rischi cui essi non possono far
fronte come singoli individui. È inoltre importante rafforzare la
consapevolezza dei cittadini dei loro diritti a un'assistenza sanitaria
transnazionale, in modo da poter beneficiare pienamente di cure mediche sicure
e di buona qualità al di fuori dei confini nazionali in seno all'UE.
(15)          
A questo riguardo assume un'importanza fondamentale
la consapevolezza dei diritti elettorali garantiti ai cittadini dell'Unione.
Questi ultimi devono essere pienamente consapevoli del diritto di voto e di eleggibilità
alle elezioni comunali e del Parlamento europeo di cui possono avvalersi nello
Stato membro di residenza. Allo stesso tempo la partecipazione politica può
contribuire all'integrazione dei cittadini dell'Unione nella società degli
Stati membri in cui hanno scelto di risiedere.
(16)          
Una rafforzata consapevolezza dei cittadini dei
vantaggi offerti, ad essi individualmente e alla società, da tali diritti può
altresì contribuire a rafforzare il senso di appartenenza e di identificazione
con l'Unione.
(17)          
La proclamazione del 2013 come anno europeo dei
cittadini costituisce un'ottima opportunità per rafforzare la consapevolezza
del pubblico in generale dei diritti connessi alla cittadinanza dell'Unione e contribuirà
pertanto all'obiettivo di facilitare l'esercizio del diritto di circolare
liberamente. 
(18)          
Nel 2013 si celebrerà il ventesimo anniversario
dell'istituzione, con il trattato di Maastricht entrato in vigore il 1°
novembre 1993, della cittadinanza europea. L'anno europeo dei cittadini sarà
contrassegnato dal seguito della relazione sulla cittadinanza dell'Unione e da
un piano d'azione per l'eliminazione definitiva degli ostacoli che ancora
impediscono ai cittadini dell'Unione di godere dei loro diritti. L'anno europeo
darà visibilità alla cittadinanza dell'Unione e ai suoi vantaggi concreti per i
singoli cittadini, dimostrando anche l'incidenza tangibile delle politiche
dell'Unione sulla vita quotidiana dei cittadini, in particolare in termini di
eliminazione degli ostacoli all'esercizio dei loro diritti.
(19)          
Rafforzare la consapevolezza dei cittadini dei
propri diritti, compresi i loro diritti elettorali nello Stato membro di
residenza, è importante anche nella prospettiva delle elezioni del Parlamento
europeo nel 2014. È opportuno che l'impatto di tali azioni di sensibilizzazione
sia moltiplicato attraverso lo stretto coordinamento e lo sfruttamento di
sinergie con le pertinenti iniziative adottate da altre istituzioni
dell'Unione, in particolare il Parlamento europeo, e dagli Stati membri nel
periodo precedente tali elezioni.
(20)          
Al fine di ottimizzare l'efficienza e l'efficacia
delle attività previste per l'anno di attuazione (2013), è importante condurre
una serie di azioni preparatorie nel pieno rispetto dell'articolo 49, paragrafo
6, del regolamento finanziario[20].

(21)          
L'anno europeo dei cittadini deve sfruttare appieno
gli strumenti di partecipazione esistenti e i diritti sanciti dagli articoli 10
e 11 del trattato sull'Unione europea, al fine di promuovere la partecipazione
dei cittadini al processo di attuazione del piano d'azione 2013 finalizzato
all'eliminazione degli ostacoli che si frappongono all'esercizio dei diritti
dei cittadini e, più in generale, alla definizione delle politiche dell'Unione
che danno concretezza ai loro diritti. A questo riguardo un ruolo centrale
spetta alle organizzazioni della società civile europea.
(22)          
La responsabilità della sensibilizzazione dei
cittadini sui loro diritti in quanto cittadini dell'Unione incombe in primo
luogo agli Stati membri: l'azione a livello dell'Unione integra e completa le
iniziative nazionali a questo riguardo, come sottolineato nella dichiarazione
politica "Insieme per comunicare l'Europa" firmata il 22 ottobre 2008
dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione[21].
(23)          
In considerazione della portata dell'azione
proposta, in particolare della necessità di partenariati multilaterali, di
scambi transnazionali di informazioni e di iniziative di sensibilizzazione e di
diffusione di buone pratiche a livello dell'Unione, gli obiettivi del proposto
anno europeo dei cittadini possono essere conseguiti meglio a tale livello.
L'Unione può pertanto adottare le misure pertinenti, conformemente al principio
di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea.
Conformemente al principio di proporzionalità di cui allo stesso articolo, la
presente decisione si limita a quanto necessario per il conseguimento di tali
obiettivi.
(24)          
È opportuno adottare misure atte a prevenire
irregolarità e frodi, nonché i provvedimenti necessari ai fini del recupero di
fondi perduti, versati indebitamente o utilizzati in modo improprio ai sensi
del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre
1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità[22], del regolamento (Euratom, CE)
n. 2185/96 del Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai
controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della
tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e
altre irregolarità[23]
e del regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per
la lotta antifrode (OLAF)[24].
(25)          
Il finanziamento dell'Unione di altre attività
diverse da quelle finanziate con la dotazione finanziaria dell'anno europeo dei
cittadini può avvenire attingendo ai Fondi strutturali o ai programmi esistenti
dell'Unione, in particolare il programma "Europa per i cittadini" e
il programma "Diritti fondamentali e cittadinanza",
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Oggetto
L'anno 2013 è proclamato "Anno europeo
dei cittadini" (nel prosieguo "l'anno europeo").
Articolo 2
Obiettivi
L'obiettivo generale che si prefigge l'anno
europeo è quello di rafforzare la consapevolezza dei diritti connessi alla
cittadinanza dell'Unione, allo scopo di aiutare i cittadini a esercitare
pienamente il loro diritto di circolare e di soggiornare liberamente sul territorio
degli Stati membri. A questo riguardo, l'anno europeo è incentrato, tra l'altro,
sulle opportunità di partecipazione civica e di accesso ai diritti da parte dei
cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro diverso dal proprio,
degli studenti, dei lavoratori, dei consumatori e dei fornitori di beni e
servizi in tutta l'Unione.
Date tali premesse, gli obiettivi specifici
dell'anno europeo sono i seguenti:
–              
rafforzare la consapevolezza dei cittadini
dell'Unione in merito al loro diritto di circolare e di soggiornare liberamente
nell'Unione europea e più in generale ai diritti garantiti ai cittadini
dell'Unione allorché si trovano in un altro Stato membro, compreso il diritto
di partecipare alla vita democratica dell'Unione;
–              
rafforzare la consapevolezza dei cittadini
dell'Unione in merito alle modalità con le quali possono tangibilmente
beneficiare dei diritti e delle politiche dell'Unione allorché risiedono in un
altro Stato membro e promuovere la loro partecipazione attiva a forum civici
sulle politiche e su problematiche dell'Unione;
–              
stimolare un dibattito sulle conseguenze e sulle
potenzialità del diritto di circolare liberamente quale aspetto inalienabile
della cittadinanza dell'Unione, in particolare in termini di rafforzamento
della coesione sociale e della comprensione reciproca tra i cittadini dell'Unione,
nonché del legame tra i cittadini e l'Unione.
Articolo 3
Iniziative
previste
1.                      
Le misure da adottare per il conseguimento degli
obiettivi di cui all'articolo 2 possono includere le seguenti iniziative
organizzate a livello locale, regionale, nazionale o dell'Unione in relazione
con gli obiettivi dell'anno europeo:
–              
campagne di informazione, di istruzione e di
sensibilizzazione indirizzate al pubblico in generale e a gruppi più ristretti
della popolazione;
–              
scambi di informazioni, condivisione di esperienze
e di buone pratiche da parte di amministrazioni nazionali, regionali e locali e
di altre organizzazioni;
–              
conferenze e manifestazioni per promuovere il
dibattito e rafforzare la consapevolezza dell'importanza e dei benefici del
diritto di circolare e di soggiornare liberamente e più in generale dei diritti
dei cittadini in qualità di cittadini dell'Unione;
–              
utilizzo degli strumenti di partecipazione
multilingue esistenti per incentivare i cittadini a contribuire a dare concretezza
ai propri diritti e più in generale al conseguimento degli obiettivi dell'anno
europeo;
–              
rafforzamento del ruolo e della visibilità dei siti
multilingue "Europe Direct" e "La tua Europa" quali
elementi chiave di un sistema di informazione a sportello unico sui diritti dei
cittadini dell'Unione;
–              
rafforzamento del ruolo e della visibilità degli
strumenti di risoluzione dei problemi, come SOLVIT, per consentire ai cittadini
dell'Unione di esercitare meglio e di far valere i propri diritti.
2.                      
I dettagli delle iniziative di cui al paragrafo 1
sono precisati nell'allegato. 
3.                      
La Commissione e gli Stati membri possono
individuare altre attività idonee a contribuire al conseguimento degli
obiettivi dell'anno europeo e consentire l'utilizzo della denominazione
dell'anno europeo per promuovere tali attività nella misura in cui
contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi stabiliti all'articolo 2.
Articolo 4
Coordinamento a livello
dell'Unione e attuazione
La Commissione collabora strettamente con gli
Stati membri e con gli enti e le associazioni che rappresentano gli interessi
locali e regionali, in particolare il Comitato delle regioni.
La Commissione collabora strettamente anche
con il Comitato economico e sociale europeo.
La Commissione organizza riunioni di
interessati e di rappresentanti di organizzazioni o enti europei attivi nel
settore della protezione dei diritti dei cittadini al fine di ottenere
assistenza nell'attuare l'anno europeo a livello dell'Unione.
La Commissione applica la presente decisione a
livello dell'Unione.
Articolo 5
Disposizioni
finanziarie
1.                      
Le misure su scala dell'Unione, menzionate nella
parte A dell'allegato, comportano la stipula di un contratto di appalto o
l'assegnazione di fondi stanziati nel bilancio generale dell'Unione.
2.                      
Le misure su scala dell'Unione, menzionate nella
parte B dell'allegato, possono essere finanziate dal bilancio generale
dell'Unione.
Articolo 6
Cooperazione internazionale
Ai fini dell'anno europeo la Commissione può
collaborare con appropriate organizzazioni internazionali.
Articolo 7 
Tutela degli interessi finanziari dell'Unione
1.                      
In sede di attuazione delle azioni finanziate in
virtù della presente decisione, la Commissione assicura la tutela degli
interessi finanziari dell'Unione mediante l'applicazione di misure di
prevenzione contro le frodi, la corruzione e qualsiasi altra attività illecita,
attraverso controlli effettivi e il recupero delle somme indebitamente
corrisposte e, nel caso in cui siano riscontrate irregolarità, mediante
l'applicazione di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive. La
Commissione è autorizzata a effettuare controlli e verifiche sul posto ai sensi
della presente decisione, conformemente al regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96
del Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle
verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli
interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre
irregolarità. Se necessario, l'Ufficio per la lotta antifrode effettua indagini
conformemente alle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1073/1999
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle
indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)[25]. 
2.                      
Per le azioni dell'Unione finanziate a norma della
presente decisione, il concetto di irregolarità di cui all'articolo 1,
paragrafo 2, del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 designa qualsiasi
violazione di una disposizione del diritto dell'Unione oppure un qualsiasi
inadempimento di un obbligo contrattuale derivanti da un'azione o da una omissione
di un operatore economico che abbiano o possano avere come conseguenza un
pregiudizio al bilancio generale dell'Unione attraverso una spesa indebita.
3.                      
La Commissione riduce, sospende o recupera l'importo
del sostegno finanziario concesso per un'azione qualora accerti l'esistenza di
irregolarità, in particolare l'inosservanza delle disposizioni della presente
decisione o della singola decisione o del contratto in cui è concesso il
sostegno finanziario in questione, o qualora risulti che, senza chiedere il
consenso della Commissione, siano state apportate a un'azione modifiche
incompatibili con la natura o le condizioni di attuazione di questa.
4.                      
Qualora non siano state rispettate le scadenze o
qualora la realizzazione di un'azione giustifichi solo una parte del sostegno
concesso, la Commissione invita il beneficiario a comunicarle le sue
osservazioni entro un termine prestabilito. Nel caso in cui il beneficiario non
fornisca spiegazioni adeguate, la Commissione può annullare il sostegno
finanziario residuo e procedere al recupero dei fondi già erogati.
5.                      
Tutti gli importi indebitamente versati devono
essere restituiti alla Commissione. Gli importi non restituiti a tempo debito
sono maggiorati dei relativi interessi di mora, alle condizioni stabilite nel
regolamento finanziario[26].
Articolo 8
Monitoraggio
e valutazione
Entro il 31 dicembre 2014 la Commissione
trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale
europeo e al Comitato delle regioni una relazione sull'attuazione e sui
risultati delle iniziative realizzate in virtù della presente decisione,
contenente inoltre una valutazione generale di tali iniziative.
Articolo 9
Entrata
in vigore
La presente decisione entra in vigore il giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Fatto a Bruxelles, 
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
ALLEGATO
MISURE
DI CUI ALL'ARTICOLO 3
In
linea di principio l'attuazione dell'anno europeo sarà basata su una vasta
campagna di informazione a livello dell'Unione, eventualmente integrata con
iniziative degli Stati membri. Alle iniziative nazionali e dell'Unione possono
partecipare la società civile e altri interessati al fine di creare fra tutti i
principali attori un senso di identificazione con gli obiettivi perseguiti. L'attuazione
dell'anno europeo sarà realizzata nella pratica tramite le seguenti misure.
A.        INIZIATIVE DIRETTE DELL'UNIONE
La partecipazione
finanziaria assumerà generalmente la forma di acquisto diretto di beni e
servizi nell'ambito di contratti quadro esistenti. Una parte dei fondi può
essere destinata alla fornitura di servizi linguistici (traduzione,
interpretazione, informazioni multilingue).
Campagne di informazione e di promozione comprendenti:
·     
produzione e diffusione di materiale stampato e di
audiovisivi che riflettano i messaggi specificati nell'articolo 2;
·     
manifestazioni e forum di particolare risonanza finalizzati
allo scambio di esperienze e di buone pratiche;
·     
misure volte a rendere pubblici i risultati e a innalzare
il profilo di programmi, progetti e iniziative dell'Unione che contribuiscono
al conseguimento degli obiettivi dell'anno europeo;
·     
creazione di un apposito sito di informazione su
Europa (http://europa.eu/index_en.htm) per illustrare le iniziative adottate
nel contesto dell'anno europeo.
B.        INIZIATIVE DELL'UNIONE IN REGIME DI COFINANZIAMENTO 
Non sono previste
iniziative in regime di cofinanziamento.
C.        INIZIATIVE NON BENEFICIARIE DI
AIUTI FINANZIARI DA PARTE DELL'UNIONE
L'Unione concederà
un supporto non finanziario (compresa l'autorizzazione scritta all'uso del
logo, una volta sviluppato, nonché ogni altro materiale associato all'anno
europeo) alle iniziative promosse da organizzazioni pubbliche o private nella
misura in cui queste assicurano la Commissione che le iniziative in questione
sono o saranno realizzate nel 2013 e sono suscettibili di apportare un
significativo contributo al conseguimento degli obiettivi dell'anno europeo.
_______________
[1]               Indagine qualitativa Eurobarometro "European
Citizenship – Cross-border mobility", agosto 2010.
[2]               Titolo II del TUE, in particolare gli articoli 9, 10 e
11.
[3]               Indagine Eurobarometro flash 263 "The Internal
Market: Awareness – Perceptions – Impacts", aprile 2009.
[4]               Relazione scientifica sulla mobilità dei lavoratori
transfrontalieri tra i paesi UE-27/SEE/EFTA redatta su incarico della Commissione
europea, gennaio 2009.
[5]               Indagine qualitativa Eurobarometro "European
Citizenship – Cross-border mobility", agosto 2010.
[6]               Indagine Eurobarometro flash 294 "EU
citizenship", marzo 2010.
[7]               COM (2010) 603 definitivo del
27.10.2010.
[8]               Informazioni provenienti dalle istituzioni, dagli organi
e dagli organismi dell'Unione europea – Consiglio europeo — Programma di
Stoccolma — Un'Europa aperta e sicura al servizio e a tutela dei cittadini (GU
C 115 del 4.5.2010, pag. 1).
[9]               COM (2010) 477 definitivo del
15.9.2010 e COM (2010) 682 definitivo del 23.11.2010.
[10]             COM (2007) 773 definitivo del
6.12.2007.
[11]             Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni
"Verso un atto per il mercato unico – Per un'economia sociale di mercato
altamente competitiva: 50 proposte per lavorare, intraprendere e commerciare
insieme in modo più adeguato" (COM (2010) 608 definitivo del 27.10.2010). 
[12]             SEC(2011)xxx
[13]             SEC(2011)xxx
[14]             GU C … del…, pag. …
[15]             GU C … del…, pag. …
[16]             COM (2009) 262 definitivo del
10.6.2009.
[17]             http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&language=EN&reference=P7-TA-2010-0483.
[18]             COM (2010) 603 definitivo.
[19]             Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento
permanente (GU L 394 del 30.12.2006, pag.
10).
[20]             Regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio,
del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al
bilancio generale delle Comunità europee (il regolamento finanziario) (GU L 248
del 16.9.2002, pag. 1). Regolamento modificato dal regolamento (CE,
Euratom) n. 1995/2006 del 13 dicembre 2006 (GU L 390 del 30.12.2006,
pag. 1).
[21]             GU C 13 del
20.1.2009, pag. 3.
[22]             GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1.
[23]             GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.
[24]             GU L 136 del
31.5.1999, pag. 1.
[25]             GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.
[26]             Regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del
25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al
bilancio generale delle Comunità europee (il regolamento finanziario) (GU L 248
del 16.9.2002, pag. 1). Regolamento modificato dal regolamento (CE,
Euratom) n. 1995/2006 del 13 dicembre 2006 (GU L 390 del 30.12.2006,
pag. 1).