CELEX: C2003/264/50
Language: it
Date: 2003-11-01 00:00:00
Title: Causa T-261/03: Ricorso della Euro Style "94 S.r.l." contro l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni, modelli) (UAMI), proposto il 18 luglio 2003

C 264/28                IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              1.11.2003
Motivi e principali argomenti                                                      privata di ogni possibilità di svolgere efficacemente le
                                                                                   proprie difese.
                                                                            (1) Regolamento (CEE) del Parlamento europeo e del Consiglio
A carico della convenuta è stata disposta e svolta un’indagine                  25 maggio 1999, n. 1073, relativo alle indagini svolte dall’Ufficio
da parte dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF). A                  per la lotta antifrode (OLAF) (GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1).
conclusione dell’indagine sono comparse sulla stampa europea                (2) Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 24 ottobre 1995,
talune pubblicazioni che facevano riferimento alla ricorrente,                  95/46/CEE, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo
nonché alle indagini a suo carico, in modo che la ricorrente                    al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione
                                                                                di tali dati (GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31).
ritiene denigratorio ed offensivo. L’OLAF ha pubblicato inoltre             (3) Regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio
un comunicato stampa relativo a tali indagini contenente                        18 dicembre 2000, n. 45/2001, concernente la tutela delle
riferimenti alla stessa e vi ha fatto riferimento anche nella sua               persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da
relazione di attività annuale. Nonostante la ricorrente non                     parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la
fosse menzionata per nome nei documenti pubblicati dal-                         libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).
l’OLAF, essa ritiene che le informazioni ivi contenute rendesse-
ro particolarmente agevole la sua identificazione, cosicché
risultava chiaro di chi si trattasse. Inoltre, a conclusione
dell’indagine, la ricorrente ha chiesto all’OLAF di poter consul-
tare il fascicolo a suo carico e la relazione finale nonché ogni
altra informazione in merito alle conclusioni cui si era
giunti sui capi d’accusa a suo carico. L’OLAF ha rifiutato di
comunicarle alcunché.
                                                                            Ricorso della Euro Style «94 S.r.l.» contro l’Ufficio per
                                                                            l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni,
                                                                                      modelli) (UAMI), proposto il 18 luglio 2003
La ricorrente chiede il risarcimento del danno morale e alla
salute che afferma di aver subito a causa dei fatti innanzi
descritti. A sostegno del ricorso deduce quanto segue:                                                (Causa T-261/03)
                                                                                                       (2003/C 264/50)
—     violazione da parte dell’OLAF dell’art. 12, n. 3, secondo
      comma, del regolamento n. 1073/1999 (1), in combinato
      disposto con la direttiva 95/46 (2) e con il regolamento              (Lingua processuale da determinarsi in osservanza dell’art. 131,
      n. 45/2001 (3). Secondo la ricorrente da tali disposizioni            n. 2, del regolamento di procedura — Lingua in cui è stato redatto il
      risulta che, in sede di pubblicazione delle sue relazioni di                                      ricorso: l’inglese)
      attività, l’OLAF è tenuto a fornire informazioni in modo
      da non svelare, né direttamente né indirettamente, l’iden-
      tità della persona indagata;
                                                                            Il 18 luglio 2003 la Euro Style «94 S.r.l.», con sede in Barletta
                                                                            (Italia), rappresentata dall’avv. G. Pica, con domicilio eletto in
—     violazione da parte dell’OLAF dell’art. 8, n. 2, del                  Lussemburgo, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo
      regolamento n. 1073/1999, in quanto l’OLAF ha accetta-                grado delle Comunità europee un ricorso contro l’Ufficio
      to, ha tollerato e, in definitiva, ha consentito che avvenisse        per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni,
      una fuga di notizie alla stampa in merito all’indagine                modelli) (UAMI). Ulteriore parte in causa dinanzi alla commis-
      condotta a carico della ricorrente;                                   sione di ricorso era la RCN-Companhia de Importaçao e
                                                                            Esportaçao de Texteis, LDA.
—     violazione dell’art. 8, nn. 2 e 3, del regolamento n. 1073/
      1999 che, secondo la ricorrente, vieta all’OLAF di pubbli-            La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      care comunicati stampa in merito alle indagini che svolge;
                                                                            —      annullare o modificare la decisione della Seconda com-
                                                                                   missione di ricorso dell’UAMI nel procedimento R 67/
—     violazione da parte dell’OLAF degli artt. 4, nn. 1, 2 e 6,                   2001-2;
      del regolamento n. 1073/1999, dell’art. 4 della decisione
      16 dicembre 1999, 99/50, della Corte dei Conti nonché
                                                                            —      conseguentemente, disporre la registrazione del marchio
      del più generale obbligo di osservanza del diritto a
      un’equa amministrazione, conformemente all’art. 41 della                     «GLOVE» anche per la classe 25 come richiesto dalla Euro
                                                                                   Style «94 S.r.l.»;
      Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in
      quanto alla ricorrente è stato negato l’accesso al fascicolo
      a suo carico e alla relazione finale, cosicché essa è stata           —      disporre la condanna alle spese secondo procedura.
 ---pagebreak--- 1.11.2003               IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             C 264/29
Motivi e principali argomenti                                                La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
Richiedente del marchio         La ricorrente                                —      annullare la decisione della convenuta 21 maggio 2003,
comunitario:                                                                        notificata con il numero C(2003) 1536, def.;
Marchio comunitario di          Marchio figurativo «GLOVE» —                 —      in subordine, ridurre secondo il libero apprezzamento del
cui si chiede la registra-      Domanda n. 464016 per determi-                      giudice l’ammenda inflitta dalla convenuta all’art. 3 della
zione:                          nati beni e servizi delle classi 25,                decisione;
                                35 e 41
Titolare del diritto di         RCN-Companhia de Importaçao e                —      condannare la convenuta alle spese del procedimento
marchio o del segno             Esportaçao de Texteis, LDA                          oltre a quelle extragiudiziali.
rivendicato in sede di
opposizione:
Marchio o segno rivendi-        Il marchio figurativo spagnolo
cato in sede di opposi-         (registrazione n. 1.629.840) e               Motivi e principali argomenti
zione:                          internazionale         (registrazione
                                n. 651.424) «GLOIBE» e denomi-
                                nativo portoghese (registrazione             Con la decisione impugnata la Commissione ha dichiarato che
                                n. 310.796) e spagnolo (registra-            la ricorrente ha violato l’art. 82, lett. a), Trattato CE, in quanto
                                zione n. 1.981.850) «GLOBE» per              per l’accesso alla rete locale da parte dei suoi concorrenti e dei
                                beni della classe 25 (abbigliamen-           suoi clienti finali essa ha richiesto un corrispettivo mensile ed
                                to, calzature e cinture)                     un corrispettivo una tantum sproporzionati e in tal modo ha
                                                                             ostacolato la concorrenza sul mercato per l’accesso alla rete
Decisione della divisione       Diniego della registrazione per              locale. Alla ricorrente è stata inflitta un’ammenda pari a EUR
d’opposizione:                  beni della classe 25 (in particolare         12,6 milioni.
                                abbigliamento, calzature e cintu-
                                re) e accoglimento della domanda
                                di marchio comunitario per i
                                                                             La ricorrente fa valere che la Commissione ha violato
                                restanti servizi delle classi 35 e 41
                                                                             l’art. 82 CE, perché ad essa non sarebbe rimproverabile alcun
                                                                             comportamente abusivo, perché l’importo dei corrispettivi
Decisione della commis-         Rigetto del ricorso
                                                                             contestati non sarebbe sproporzionato in ragione del difetto
sione di ricorso:
                                                                             di danno alla concorrenza. Contrariamente all’opinione della
                                                                             Commissione, per l’accertamento che i corrispettivi della
Motivi di ricorso:              Erronea applicazione dell’art. 8,
                                                                             ricorrente per la prestazione anticipata e per i clienti finali
                                n. 1, del regolamento (CE) n. 40/
                                                                             erano abusivi, la prova di una forbice tra costi e prezzi secondo
                                94 (assenza di confusione, assenza
                                                                             il metodo da esso utilizzato non era né idonea né sufficiente.
                                di qualsiasi rischio di associazione
                                                                             L’analisi della Commissione sulla forbice tra costi e prezzi è
                                e scarsa somiglianza dei prodotti).
                                                                             errata da un punto di vista metodologico e difetta l’ostacolo ai
                                                                             concorrenti.
                                                                             La ricorrente fa inoltre valere che la Commissione ha abusato
                                                                             del suo potere discrezionale con l’adozione della decisione
                                                                             impugnata. Con la sua decisione essa invade la competenza,
Ricorso della Deutsche Telekom AG contro la Commis-                          riservata dal diritto comunitario, dell’autorità tedesca di regola-
sione delle Comunità europee, proposto il 30 luglio 2003                     mentazione delle poste e telecomunicazioni, e vuole correggere
                                                                             la sua disciplina dei corrispettivi in questione. La decisione è
                         (Causa T-271/03)                                    per lo stesso motivo anche inadeguata. Essa assoggetta i
                                                                             corrispettivi della ricorrente per l’accesso alla rete locale ad
                                                                             una duplice normativa e mette in pericolo la certezza del
                          (2003/C 264/51)                                    diritto, a cui è preordinata la ripartizione di competenze
                                                                             secondo il diritto comunitario per i corrispettivi nel settore
                    (Lingua processuale: il tedesco)                         delle telecomunicazioni.
                                                                             Infine, infliggendo alla ricorrente un’ammenda, la convenuta
Il 30 luglio 2003 la Deutsche Telekom AG, con sede in Bonn                   ha violato essenziali disposizioni formali e l’art. 15, n. 2, del
(Germania), rappresentata dai sigg. K. Quack, U. Quack e                     regolamento n. 17/62.
S. Ohlhoff, Rechtsanwälte, ha proposto, dinanzi al Tribunale
di primo grado delle Comunità europee, un ricorso contro la
Commissione delle Comunità europee.