CELEX: 31976D0684
Language: it
Date: 1976-07-26 00:00:00
Title: 76/684/CEE: Decisione della Commissione, del 26 luglio 1976, relativa ad una procedura d'applicazione dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/28.980 - Pabst & Richarz / BNIA) (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)

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31976D0684

76/684/CEE: Decisione della Commissione, del 26 luglio 1976, relativa ad una procedura d'applicazione dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/28.980 - Pabst & Richarz / BNIA) (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 231 del 21/08/1976 pag. 0024 - 0029

++++DECISIONE DELLA COMMISSIONE  del 26 luglio 1976  relativa ad una procedura d ' applicazione dell ' articolo 85 del trattato CEE ( IV/28.980 - Pabst & Richarz / BNIA )  ( Il testo in lingua francese è il solo facente fede )  ( 76/684/CEE )  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE ,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , in particolare l ' articolo 85 ,  visto il regolamento n . 17 del Consiglio , del 6 febbraio 1962 ( 1 ) , in particolare gli articoli 1 e 3 ,  vista la domanda presentata il 9 dicembre 1974 , conformemente all ' articolo 3 , paragrafo 2 , lettera b ) , del regolamento n . 17 , dalla società Pabst & Richarz KG di Elsfleth , Germania , relativa al divieto , imposto dal Bureau national interprofessionnel de l ' armagnac ( BNIA ) d Eauze , Francia , di fornire talune qualità di armagnac , allo stato sfuso ,  sentiti gli interessati a norma dell ' articolo 19 , paragrafo 1 , del regolamento n . 17 e delle disposizioni del regolamento n . 99/63/CEE della Commissione , del 25 luglio 1963 ( 2 ) ,  visto il parere del comitato consultivo in materia di intese e di posizioni dominanti emesso , a norma dell ' articolo 10 del regolamento n . 17 , il giugno 1976 ,  considerando che i fatti possono essere riassunti come segue :  1 . L ' armagnac è l ' acquavite di uva prodotta nella regione francese dell ' Armagnac , definita con decreto del 25 maggio 1907 . Le acquaviti provenienti da detta regione hanno diritti alla denominazione controllata « Armagnac » .  La fabbricazione dell ' armagnac comprende tre stadi : vinificazione e distillazione , invecchiamento in botti di quercia di un determinato tipo , taglio e riduzione al grado di consumo . L ' armagnac è imbottigliato dal produttore dalle cooperative o dai distillatori stessi e venduto col loro marchio oppure venduto allo stato sfuso . In quest ' ultimo caso l ' acquirente stesso lo imbottiglia a rivende col proprio marchio .  A seconda degli anni di invecchiamento dell ' armagnac , si opera una distinzione per età da 0 a 5 . All ' armagnac da 1 a 3 anni di invecchiamento si assegnano tre stelle , a quello di 4 anni la sigla V.O . e a quelle di 5 la sigla V.S.O.P . La denominazione « Napolùon » è riservata esclusivamente all ' armagnac di 5 o più anni di invecchiamento .  2 . Il volume totale di spedizioni d ' armagnac durante una campagna varia tra i 350 000 e 45 000 hl di alcole puro . Di questi , negli ultimi anni , il 40 % circa è stato venduto in francia e il 60 ù 7 stato esportato . Più dei due terzi delle esportazioni totali sono destinati alla Germania ; durante la campagna 1972/1973 , le quantità esportate verso detto paese sono aumentare di più del 50 % rispetto al 1971/1972 .  In Francia , le vendite avvengono in parti all ' incirca uguali allo stato sfuso o in bottiglia . I tre quarti circa delle esportazioni avvengono invece allo stato sfuso .  3 . II BNIA , istituito nel 1951 , rappresenta i produttori e le cooperative dell ' armagnac nonchù i commercianti all 'ingrosso , i distillatori ed i mediatori . Con decreto n . 62/20 dell ' gennaio 1962 ( 3 ) , il BNIA è stato dotato di personalità giuridica con le seguenti funzioni :  - effettuare gli studi relativi alla produzione e alla commercializzazione delle acquaviti di armagnac , essere consultato dalle autorità publiche su tutti i problemi riguardanti dette acquaviti e presentare loro le proposte relative all ' organizzazione del mercato dell ' armagnac ;  - provvedere alla stretta applicazione degli usi locali , leali e costanti nella fabbricazione e nel commercio dell ' armagnac , controllare la qualità delle acquaviti prodotte o offerte in vendita dai viticoltori e dai commercianti della regione delimitata per la denominazione Armagnac e , successivamente a tale controllo , rifiutare il diritto alla denominazione controllata Armagnac alle acquaviti non conformi alle norme fissate dal decreto emendato del 6 agosto 1936 relativo alle condizioni di produzione di dette acquaviti  - fornire ai viticoltori alle cooperative e ai commercianti l ' assistenza tecnica e pratica utile per migliorare la qualità dell ' armagnac ed assicurare il prestigio di detti prodotto ;  - centralizzare le statistiche e tutte le informazioni economiche , tecniche e pratiche necessarie allo svolgimento della sua attività .  A norma del decreto n . 62-20 , il BNIA , si compone di un presidente , di dodici delegati dei produttori e delle cooperative e di dodici delegati dei commercianti all ' ingrosso , dei distillatori e dei mediatori . I delegati sono nominati dal ministro dell ' agricoltura su proposta delle organizzazioni professionali o sindacali . Previa consultazione dei delegati , il ministro dell ' agricoltura designa il presidente ; questi non può essere un professionista .  Una commissione permanente comprendente il presidente , due vicepresidenti e due altri membri dell ' ufficio ( rispettivamente un produttore e un commerciante ) è incaricata dell ' ordinaria amministrazione . Tutte le altre attività sono riservate all ' assemblea generale costituita dal presidente e dai ventiquattro delegati .  Tutte le decisioni sono adottate a maggioranza assoluta dei membri partecipanti , alla presenza di un commissario governativo , che assiste alle deliberazioni e dà immediatemente il proprio accordo alle decisioni adottate o le sottopone all ' approvazione del ministro . Le decisioni sono comunicate con circolare del BNIA a tutti i produttori e cooperative , commercianti all ' ingrosso e distillatori che , di fatto , le rispettano . Quanto alle vendite di armagnac allo stato sfuso , le associazioni dei produttori e dei commercianti di armagnac hanno convenuto di assoggettare il venditore alla presentazione obbligatoria al BNIA della fattura di vendita per tutte le vendite di armagnac da 0 a 5 anni di invecchiamento nonchè di abilitare il BNIA ad accertare la conformità delle operazioni con i dati contenuti in dette fatture e ad effettuare un controllo di qualità di tutte le vendite di armagnac allo stato sfuso . ( Vedi Protocollo d ' accordo relativo all ' organizzazione dei mercati del 16 ottobre 1972 omologato dal ministro dell ' agricoltura il 12 febbraio 1973 ( 1 ) .  Per quanto riguarda più specificamente le esportazioni di armagnac allo stato sfuso , soltanto il BNIA è abilitato , con decreto del 25 agosto 1952 ( 2 ) , a rilasciare i certificati di invecchiamento .  4 . In pratica , l ' importatore di armagnac allo stato sfuso è tenuto a fornire ai servizi doganali del paese di destinazione che controllano l ' imbottigliamento , la fattura vistata dal BNIA conformemente alle disposizioni di cui sopra oppure la bolletta di cauzione . Quest ' ultima , di colore giallo , equivalente al certificato di denominazione controllata « Armagnac » ed è rilasciata dall ' Ufficio francese delle imposte indirette . Tale bolletta precisa la quantità di armagnac e fornita e la sua gradazione alcolica ; inoltre riproduce il numero di un buono di vendita rilasciato dal BNIA previo esame dell ' incartamento fornito dall ' esportatore francese , il che significa che l ' operazione è stata « attestata conforme » dal BNIA .  Durante la campagna 1973/1974 , il BNIA , non ha rilasciato certificati di invecchiamento per l ' esportazione salvo nei rari casi di domanda espressa da parte dell ' acquirente . Tuttavia può darsi il caso che il venditore stesso registri l ' invecchiamento dell ' armagnac fornito sulla bolletta di cauzione senza che tale invecchiamento sia verificato o attestato dal BNIA o dall ' amministrazione tributaria . In taluni casi l ' acquirente ha interpretato peraltro tale indicazione come un ' attestazione di invecchiamento il che ha pertanto facilitato la rivendita dell ' armagnac sotto tale denominazione , ad esempio sotto quella di « Napolùon » nel caso di fornitura del prodotto con cinque anni d ' invecchiamento .  Inoltre , il BNIA rilascia un buono di prelievo per tutti i movimenti di armagnac allo stato sfuso esclusi quelli all ' interno di una stessa ditta . In tal modo , esso è sempre al corrente della situazione delle varie contabilizzazione di invecchiamento dell ' armagnac dei produttori e dei grossisti .  5 . Il maggio 1974 , l ' assembla generale del BNIA è stata convocata al fine « di esaminare la situazione delle contabilizzazioni di invecchiamento delle acquaviti e la sua probabile evoluzione tenuto conto delle quantità di vini distillate in passato » . Presente il commissario governativo , l ' assemblea generale ha deciso , come precisa la nota n . 8/74 del 29 maggio 1974 , di sospendere fino a nuovo ordine dal 1° giugno 1974 le forniture allo stato sfuso di armagnac di quattro anni è più . Tuttavia tale misura non si applicava :  - ai movimenti all ( interno della stessa azienda ,  alle spedizioni del prodotto allo stato sfuso in quantità inferiore a 10 hl per spedizione ,  - alle spedizioni relative a contratti conclusi prima del 28 maggio 1974 .  Qualora nell ' applicazione di detta misura si fossero presentati alle imprese interessate casi particolari , la nota n . 8/74 le invitava a rivolgersi immediatamente al BNIA .  Tale nota è stata indirizzata , come ogni altra circolare del BNIA , a tutti i produttori , distillatori e commercianti di armagnac i quali , come sostengono il richiedente e il BNIA stesso , l ' hanno rispettata .  Infatti , a partire dal 1° giugno 1974 , gli esportatori francesi non hanno più potuto spedire allo stato sfuso armagnac di 4 e 5 anni in base a nuovi contratti conclusi con gli acquirenti , in particolare in Germania , mentre era ancora possibile , anzi diventava più frequente , la conclusione di contratti relativi alla fornitura e all ' esportazione di armagnac in bottiglie delle stesse annate .  Quanto all ' esecuzione dei contratti stipulati prima del 28 maggio 1974 , il BNIA , in virtù dei suoi poteri di controllo della qualità , ha subordinato il rilascio del visto di esportazione , tra l ' altro , alla presentazione di campioni destinati ad essere degustati da una commissione ad hoc ed alla produzione dell ' analisi effettuata da un laboratorio ufficiale ( vedi lettera del BNIA del 17 giugno 1974 all ' impresa Ducouret & Cie , una della ditte esportatrici francesi verso la Germania ) . È rispettando tali condizioni che , nei mesi successivi , delle quantità relativamente elevate di armagnac di 5 anni sono state esportate in esecuzione di vecchi contratti .  Con la nota n . 16/74 del 9 dicembre 1974 , il BNIA ha deciso di rafforzare in modo più generale il controllo della qualità per tutti i trasporti di armagnac allo Stato sfuso .  L ' eccezione per le forniture inferiori ai 10 hl riguardava , in pratica , le esportazioni verso il Belgio che avvengono generalmente in tali quantità . Non si applicava alle esportazioni per la Germania , ove i grandi importatori di solito acquistano quantità dell ' ordine di 25 hl e più .  6 . L ' impresa tedesca Pabst & Richarz KG , una delle maggiori ditte importatrici di armagnac che acquista di solito tutte le qualità d ' armagnac soprattutto allo stato sfuso , ha inoltrato alla Commissione , il 9 dicembre 1974 , una domanda intesa all ' accertamento e alla cessazione dell ' infrazione costituita dal divieto di fornitura di cui alla nota n . 8/74 .  In seguito all ' intervento della Commissione con due lettere che sottolineano la possibilità di un ' infrazione all ' articolo 85 il BNIA l ' ha informata con lettere del 13 febbraio 1975 che , sebbene esso non potesse essere assimilato ad un ' associazione di imprese ai sensi dell ' articolo 85 del trattato CEE e benchù la misura in parola fosse necessaria per permettergli di adempiere la sua funzione di controllo delle qualità , esso aveva annullato la sospensione delle forniture con la nota n . 5/75 dello stesso giorno .  Il richiedente ha rinnovato la domanda di accertamento di infrazione dato che , viste le riserve del BNIA , quest ' ultimo potrebbe in qualsiasi momento ricorrere a misure analoghe e quindi pregiudicare il suo approvvigionamento regolare di armagnac .  In particolare , il BNIA ha fatto presente che la misura in parola era stata adottata secondo la procedura abituale prevista dallo statuto , ossia alla presenza e con il consenso del rappresentante del governo . Tale elemento starebbe a confermare che il BNIA non potrebbe essere ritenuto responsabile , in quanto non si potrebbe attribuire alla misura in parola carattere privato ; essa non sarebbe pertanto stata adottata da un ' associazione di imprese ai sensi dell ' articolo 85 , paragrafo 1 .  Inoltre , il BNIA sostiene che il divieto era destinato a ristabilire una concorrenza leale mediante il controllo delle qualità a norma del decreto n . 62/20 . Le amministrazioni doganali tedesche avrebbero manifestato fin dall ' ottobre 1973 dei sospetti in base ai quali , in certi casi , alcuni importatori della Germania meridionale avrebbero importato quantitativi di armagnac con un falso attestato di invecchiamento e l ' avrebbero rivenduto come armagnac « Napolùon » a prezzi eccezionalmente bassi . Altri casi sarebbero stati segnalati nel maggio 1974 .  L ' assemblea generale del 28 maggio 1974 avrebbe tenuto conto di tali casi di falsa denominazione allorchù decise di interrompere le forniture di armagnac di 4 e 5 anni . Una volta conseguita la finalità del controllo di qualità con la nota n . 169/74 del 9 dicembre 1974 , il BNIA avrebbe abolito il divieto in parola , misura che non avrebbe avuto effetto . Innanzi tutto la nota n . 8/74  avrebbe previsto delle eccezioni notevoli , cioè per le forniture inferiori a 10 hl , per l ' esecuzione di contratti precedenti e per la soluzione di casi particolari ; il richiedente non si sarebbe in proposito rivolto al BNIA . Secondariamente , i suoi interessi non sarebbero stati colpiti in quanto , dopo l ' abolizione delle misura , egli ha acquistato unicamente armagnac di un anno . Il BNIA ammette tuttavia che alla data del 30 giugno 1975 erano disponibili grosse scorte di armagnac di 5 anni è cioè più di 30 000 hl .  Il richiedente ribatte che si sarebbe rivolto ai membri del BNIA per discutere la possibilità di concludere nuovi contratti , ma gli sarebbe stato rispoto che non c' era alcuna speranza , il che peraltro è sottolineato dal fatto che il BNIA non ha in realtà concesso le eccezioni previste . Il divieto di fornitura imposto congiuntamente da tutti i produttori e commercianti di armagnac avrebbe provocato una diminuzione artificiale dell ' offerta ed un aumento sensibile del prezzo , rendendo pertanto privo di interesse l ' acquisto di armagnac di 5 anni .  II  considerando che , ai sensi dell ' articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato CEE sono incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi tra imprese , tutte le decisioni di associazione di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire , restringere , o falsare il gioco delle concorrenza all ' interno del mercato comune ;  considerando che dette disposizioni sono applicabili nella fattispecie per i motivi seguenti :  1 . Il divieto di fornire allo stato sfuso armagnac di 4 e 5 anni , di cui alla nota n . 8/74 del BNIA del 29 maggio 1974 , si basa su una decisione di associazione di imprese . I produttori le cooperative , i distillatori ed i negozianti d ' armagnac che sono rappresentati in senso al BNIA dalle loro associazioni professionali , sono delle imprese ai sensi dell ' articolo 85 , paragrafo 1 .  Il fatto che il decreto n . 62-20 affidi al BNIA taluni compiti di controllo delle qualità non impedisce di considerarlo come associazione d ' imprese ai sensi dell ' articolo 85 , paragrafo 1 , dal momento che la misura in parola non rientra nel quadro della realizzazione dei compiti assegnati dal suddetto decreto . La misura suddetta adottata dal BNIA concerne la politica commerciale di vendita dei produttori , delle cooperative , dei distillatori e dei negozianti di armagnac che esso rappresenta . Questa politica non è considerata del decreto ; essa trae la propria origine da una proposta fatta all ' assemblea generale del 28 maggio 1974 dai rappresentanti presenti di quelle imprese , adottata a maggioranza e destinata e comunicata a tutti i produttori , alle cooperative , ai distillatori ed ai commercianti d ' armagnac . Dette imprese si sono impegnate a far intervenire il BNIA nell ' esecuzione delle loro vendite di armagnac allo stato sfuso e a sottoporsi a controlli . Il visto del BNIA costituisce la condizione indispensabile per la realizzazione di qualsiasi vendita di armagnac allo stato sfuso , in particolare per l ' esportazione . La nota circolare impegna quindi i destinatari , i quali non possono più eseguire alcuna operazione commerciale senza rispettare le norme in essa stabilite .  La decisione in questione non è stata imposta dalle autorità , nù risulta da altro intervento delle medesime . Il fatto che il presidente del BNIA sia designato e che i 24 delegati siano nominati dal ministro dell ' agricoltura e che un commissario governativo abbia assistito alle votazioni e abbia dato il proprio accordo alla decisione in questione , non potrebbe inficiare la costatazione che si tratta , nella fattispecie , di una misura di ordine privato , di cui il BNIA è responsabile per conto delle imprese che rappresenta .  2 . La nota circolare n . 8/74 aveva per oggetto ed ha avuto come effetto di restringere la concorrenza all ' interno del mercato comune .  Il fatto che ai produttori , alle cooperative , si distillatori ed ai commercianti di armagnac fosse impedito di concludere liberamente , dopo il 1° giugno 1974 , nuovi , contratti di fornitura di armagnac di 4 e 5 anni di invecchiamento allo stato sfuso in quantità superiori a 10 hl emerge direttamente dalla decisione in questione . Il semplice annuncio che si sarrebero esaminati i casi particolari non priva la nota circolare del suo carattere restrittivo . Infatti , l ' annuncio comportava l ' obbligo degli operatori di chiedere il parere del BNIA prima di concludere nuovi contratti . In tal modo il BNIA si è assicurato il mezzo non solo di effettuare un più accurato controllo di qualità , ma anche di far prevalere quello che esso reputa essere l ' interesse collettivo del gruppo , restringendo pertanto il gioco della concorrenza sul mercato .  La nota in parola ha inoltre prodotto delle conseguenze . Il richiedente e alcune imprese affini non hanno potuto concludere nuovi contratti destinati ad assicurare il loro approvvigionamento regolare benchù , secondo le statistiche del BNIA stesso , fossero disponibili ingenti quantitativi di armagnac di 5 anni . Il fatto che il richiedente non abbia formalmente chiesto un ' esenzione , a cui la nota in parola accenna senza tuttavia fornire criteri oggettivi , non elimina l ' effetto restrittivo dam momento che non si contesta che egli avrebbe avuto scarse possibilità di beneficiare di una simile esenzione e che , di fatto , simili esenzioni non sono state concesse per le forniture alla Germania . Pertanto , hanno potuto essere fornite soltanto le quantità oggetto di contratti precedenti . Infine , il fatto che dopo l ' abolizione della misura in questione , il richiedente abbia acquistato unicamente armagnac di un anno è dovuto alla necessità di modificare i suoi piani di approvvigionamente tenendo conto della situazione del mercato e non esclude peraltro l ' effetto restrittivo che la suddetta misura ha prodotto durante il periodo di applicazione .  Non si può accogliere l ' obiezione , sollevata dal BNIA , che la misura in questione sarebbe stata giustificata dall ' intento di migliorare il controllo di qualità e di garantire che non fossero più effettuate forniture di armagnac sotto una denominazione inesatta . La pratica ha dimostrato che eventuali frodi aventi per oggetto la qualità di un prodotto possono essere adeguatamente combattute ricorrendo all ' autorità amministrativa o giudiziaria . Pertanto tale misura appare talmente eccessiva rispetto agli obiettivi perseguiti che gli effetti negativi sulla concorrenza e sul commercio tra gli Stati membri non possano essere qualificati come imprevedibili o involontari .  Innanzitutto , la misura in questione non riguardava ne l ' esecuzione di contratti precedenti nù le forniture di quantitativi inferiore a 10 hl . In virtù di tali eccezione , si sono fornite grosse quantità di armagnac di 5 anni per le quali il requisito dell ' indicazione di qualità è stato apparentemente rispettato in quanto il BNIA ha preteso al riguardo la presentazione di campioni e la produzione di un ' analisi ed ha pertanto assicurato il controllo della qualità indipendentemente dal divieto in questione . Non si comprende dunque perchù detta misura vietasse di concludere nuovi contratti relativi a forniture di armagnac di 4 e 5 anni invecchiamento .  D ' altra , le formalità relative alla presentazione di un buono di prelievo sono state , in generale , rese più rigorose dalla nota del BNIA n . 16/74 del 9 dicembre 1974 . Tale misura conferma che l ' obbligo di sospendere qualsiasi fornitura era eccessivo rispetto alle esigenze di un adeguato controllo di qualità .  Pertanto , la misura di cui trattasi non era necessaria per migliorare il controllo di qualità e per impedire delle false indicazioni su quest ' ultima . Essa tendeva a ridurre artificialmente l ' offerta sul mercato partendo da considerazioni meramente commerciali . Una tale diminuzione dell ' offerta produce inevitabilmente l ' effetto di falsare la concorrenza .  3 . Il divieto di effettuare forniture riguardava in particolare le esportazioni verso altri Stati membri di armagnac di 4 e 5 anni allo Stato sfuso ; di conseguenza , ad eccezione di modeste esportazioni di quantità inferiori a 10 hl , non è stato possibile concludere nuovi contratti di esportazione . Il divieto era quindi tale da pregiudicare derettamente il commercio tra Stati membri .  4 . La pratica restrittiva in parola ha pregiudicato il commercio tra gli Stati membri ed ha sensibilmente ostacolato il gioco della concorrenza . In mancanza di tale pratica , tenuto conto delle loro scorte disponibili , gli esportatori francesi avrebbero potuto concludere nuovi contratti per la fornitura allo stato sfuso di armagnac di 5 anni , le cui esportazioni verso altri Stati membri , in particolare verso la Germania , rappresentano una parte considerevole delle forniture totali .  5 . Il regolamento n . 26 del Consiglio ( 6 ) che prevede alcune eccezioni all ' applicazione delle norme di concorrenza a favore dei prodotti agricoli , non può applicarsi alla fattispecie , in quanto l ' armagnac , prodotto industriale , non rientra tra i prodotti agricoli elencati nell ' allegato II del trattato .  III  Considerando che ai sensi dell ' articolo 85 , paragrafo 3 , le disposizioni del paragrafo 1 del suddetto articolo possono essere dichiarate inapplicabili a qualsiasi accordo e a qualsiasi decisione che contribuiscano a migliorare la produzione o la distribuzione dei prodotti o a promuovere il progresso tecnico o economico pur riservando agli utilizzatori una congrua parte dell ' utile che ne deriva , ed evitando di imporre alle imprese interessate restrizioni che non siano indispensabili per raggiungere tali obiettivi e di dare a tali imprese la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi ;  considerando che la misura in parola non è stata notificata alla Commissione ; che essa rientra nella categoria delle intese di cui all ' articolo 4 , paragrafo 1 , del regolamento n . 17 ; che , di conseguenza , finchù essa non viene notificata , la Commissione non può emettere una decisione di applicazione dell ' articolo 85 , paragrafo 3 ; che , comunque , la Commissione non vede come il divieto di effettuare forniture possa essere indispensabile per conseguire gli obiettivi di controllo di qualità perseguiti dal BNIA .  IV  Considerando che ai sensi dell ' articolo 90 , paragrafo 2 , le imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale sono sottoposte alle norme di concorrenza del trattato nei limiti in cui l ' applicazione di tali norme non osti all ' adempimento , in linea di diritto e di fatto , della specifica missione loro affidata ; che lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi della Comunità ;  considerando che anche se la Commissione ammettesse che il BNIA è un ' impresa cui , per quanto riguarda il controllo delle qualità , è stata affidata con decreto n . 62-20 la gestione di un servizio di interesse economico generale , il divieto di effettuare forniture costituirebbe nondimeno una misura quantitativa estesa al commercio tra gli Stati membri che non era necessaria per adempire la sua missione e comprometteva lo sviluppo degli scambi intracomunitari in misura contraria agli interessi della Comunità ; considerando che , evitare che le misure analoghe siano prese in futuro , occorre constatare , mediante decisione emessa in aplicazione dell ' articolo 3 del regolamento n . 17 , che la misura in parola ha costituito un ' infrazione all ' articolo 85 , paragrafo 1 ,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :  Articolo 1  Il divieto di fornire allo stato sfuso armagnac di 4 e 5 anni , imposto dal Bureau national interprofessionnel de l ' armagnac nella nota n . 8/74 del 29 maggio 1974 e soppresso in seguito all ' intervento della Commissione l ' 8 febbraio 1975 , ha costituito un ' infrazione all ' articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato che istituisce la Comunità economica europea .  Articolo 2  Il bureau national interprofessionnel de l ' armagnac ( BNIA ) 13 , place Felix Soulès , F-32800 Eauze ( Francia ) è destinatario della presente decisione .  Fatto a Bruxelles , il 26 luglio 1976 .  Per la Commissione  G . M . THOMSON  Membro della Commissione  ( 1 ) GU n . 13 del 21 . 2 . 1962 , pag . 204/62 .  ( 2 ) GU n . 127 del 20 . 8 . 1963 , pag . 2268/63 .  ( 3 ) GU della Repubblica francese del 12 . 1 . 1962 . pag . 393 .  ( 4 ) GU della Repubblica francese del 1° . 3 . 1973 .  ( 5 ) GU della Repubblica francese del 27 . 8 . 1952 .