CELEX: 62021CN0573
Language: it
Date: 2021-09-17 00:00:00
Title: Causa C-573/21 P: Impugnazione proposta il 17 settembre 2021 da Marie-Christine Arnautu avverso la sentenza del Tribunale (Quinta Sezione) del 14 luglio 2021, causa T-740/20, Arnautu / Parlamento

17.1.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 24/16
            
         
      Impugnazione proposta il 17 settembre 2021 da Marie-Christine Arnautu avverso la sentenza del Tribunale (Quinta Sezione) del 14 luglio 2021, causa T-740/20, Arnautu / Parlamento
      (Causa C-573/21 P)
      (2022/C 24/21)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Marie-Christine Arnautu (rappresentante: F. Wagner, avocat)
      
         Altra parte nel procedimento: Parlamento europeo
      
         Conclusioni della ricorrente
      
      La ricorrente chiede che la Corte voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la sentenza del Tribunale dell’Unione europea del 14 luglio 2021 nella causa T-740/20, Arnautu / Parlamento;
               
            
                  —
               
               
                  dichiarare ricevibile l’eccezione di illegittimità e dichiarare l’illegittimità dell'articolo 33, paragrafi 1 e 2, delle misure di attuazione dello statuto dei deputati (in prosieguo: le «MASD»);
               
            
                  —
               
               
                  dichiarare che la decisione del Segretario generale del 21 settembre 2020 è priva di fondamento giuridico e annullarla;
               
            in via principale:
      
                  —
               
               
                  dichiarare che Marie-Christine Arnautu ha fornito la prova che il lavoro del suo assistente è conforme all'articolo 33, paragrafi 1 e 2, delle MASD e alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea;
               
            di conseguenza
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione del Segretario generale del Parlamento europeo del 21 settembre 2020, adottata a norma dell'articolo 68 della decisione dell'Ufficio di presidenza del Parlamento europeo del 19 maggio e 9 luglio 2008, 2009/C 159/01, «recante misure di attuazione dello statuto dei deputati al Parlamento europeo», come modificata, che accerta un credito nei confronti della ricorrente per una somma pari a EUR 87 203,46 per gli importi indebitamente versati nell'ambito dell'assistenza parlamentare e ne motiva il recupero;
               
            
                  —
               
               
                  annullare la nota di addebito n. 7000001577 con cui si informa la ricorrente che è stato accertato un credito nei suoi confronti in applicazione della decisione del Segretario generale del 21 settembre 2020, recupero delle somme indebitamente versate a titolo di assistenza parlamentare, applicazione dell'articolo 68 delle MAS[D] e degli articoli da 98 a 101 del regolamento finanziario;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Parlamento europeo all’integralità delle spese
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      La ricorrente deduce un motivo rubricato «VIOLAZIONE DA PARTE DEL TRIBUNALE DEL DIRITTO DELL’UNIONE — ERRORE DI DIRITTO E ERRORE DI QUALIFICAZIONE DELLA NATURA GIURIDICA DEI FATTI — ERRORE MANIFESTO DI VALUTAZIONE», che ella suddivide in due capi, il primo relativo all’eccezione di illegittimità sollevata in primo grado e all’analisi del primo motivo da parte del Tribunale e il secondo relativo al merito e all’analisi del terzo motivo da parte del Tribunale.
      Nel primo capo la ricorrente solleva un’eccezione di illegittimità e sostiene che l'articolo 33, paragrafi 1 e 2, e l'articolo 68, paragrafi 1 e 2, delle MASD non rispettano i principi della certezza del diritto e del legittimo affidamento. Gli argomenti dedotti dalla ricorrente nel secondo capo riguardano la valutazione da parte del Tribunale della nozione di «compiti necessari e direttamente legati all’esercizio del mandato del deputato».