CELEX: 51980PC0400
Language: it
Date: 1980-08-19
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa ad una procedura d'informazione nel settore delle norme e regolamentazioni tecniche (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (80) 400
Vol. 1980/0141
 ---pagebreak--- Disclaimer
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concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---      COMMISSIONE DELIE COMUNITÀ EUROPEE
                                                   COM(80)400 def.
                                                   Bruxelles , 19 agosto 1980
                                   Proposta di
                            DECISIONE  DEL CONSIGLIO
          relativa ad una procedura d' informazione nel settore delle
                      norme e regolamentazioni tecniche
                   ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
C0MC80 ) 400 def .
 ---pagebreak---                              RELAZIONE
 ANT5FAIIX
La Commissione si preoccupa per l' andamento degli ostacoli tecnici
agli scambi negli ultimi anni nella Comunità ,
            /
Da oltre quindici anni essa cerca di eliminare questo tipo di ostacolo
tra gli Stati membri# La libera circolazione delle merci costituisce
infatti tino dei fondamenti della Comunità cosi' come la realizzazione di
un mercato unificato è un elemento essenziale delle azioni che essa cerca
                                ι
di promuovere m vari settori »
Sin dal 1968 la Commissione ha proposto al Consiglio tua programma generale
per l' eliminazione degli ostacoli tecnici agli scambi . Dopo la sua
approvazione , essa trasmette a ritmo sostenuto le proposte di direttivé ,
destinate a metterlo in atto , vigila alla corretta applicazione da
parte degli Stati membri delle direttive adottate ed - emana personalmente
le direttive intese ad adeguare la legislazione comunitaria al . progresso
tecnico » :               '
Sembra che ora l' azione intrapresa in questo campo , con il contributo
degli Stati membri e delle parti sociali , abbia potuto fornire a vari
settori industriali una -base economica sufficiente per consentire loro
di sviluppare la competitivita nei confronti dei concorrenti dei /paesi
terzi »
L' evoluzione economica attuale non ha comunque incitato gli Stati membri
a continuare i loro sforzi per conferire ai vari settori industriali
                  \
l' assetto comunitario necessario per far fronte alla concorrenza dei paesi
terzi » In taluni casi addirittura, molti di loro sembrano tentati
dall' idea di erigere intorno ai loro mercati barriere di diritto 0 di
fatto utilizzando in modo efficace le prescrizioni e le norme tecniche
stabilite a livello nazionale »
 ---pagebreak---    Se fosse man-tenuta, questa impostazione costituirebbe tm pericolo poiché ,
  date le misure analoghe attuate dagli altri Stati membri , indurrebbe
   l' industria a ripiegarsi sul territorio nazionale togliendo ai consumatori
  la possibilità di fruire dell' economia ai scala e degli efretti della
  concorrenza all' interno di un mercato unificato .
  Se. non possono profittare della "dimensione comunitaria" per sviluppare
  la loro produzione , gli industriali europei     si trovano in una posizione
  svantaggiata rispetto ai loro concorrenti che già dispongono di un ampio
  mercato ». Le loro possibilità di esportazione sono ridotte con effetti
  negativi sulle economie di tutti gli Stati membri ,
  Nella sua volontà di opporsi a questo processo , la Commissione constata
  che i meccanismi di cui dispone oggi sono insufficienti per arginarlo »
  Questa constatazione mette in luce la necessità di completare l' azione
  avviata »         -     .
  Pertanto , dopo una decina d' anni d' applicazione del Programma generale ,
  la Commissione ritiene che detto programma debba essere completato
  almeno su due punti »                                           *
  I problemi attuali
a) A livello nazionale è facile elaborare specificazioni tecniche »
  La procedura comunitaria , invece , è pesante e lenta a causa del numero
  degli esperti da consultare , delle istituzioni e degli organismi
  interessati » E * necessario raggiungere accordi , con ripercussioni
  economiche , con l' insieme dei governi su testi altamente tecnici »
  A questo proposito , i termini fissati nel 19&9 dall' accordo relativo
  alio status quo e all' informazione della Commissione (+) si sono
  rivelati insufficienti .
  (+) GII n# C 76 , pagina 9»d.el 17 giugno 19^9 »
 ---pagebreak---                   aco^i che le direttive possono aifrontare sono quelli con una
                legislativa, regolamentare o amministrativa. Ora, le norme tecniche
               ^ e da istituti nazionali di normalizzazione , pur non essendo
          gi ' icamente vincolanti , possono creare di fatto ostacoli non
         trascurabili .
             vari Stati membri le norme costituì scono la "regola d' arte " ed i
         p odotti conformi beneficiano di notevoli vantaggi : il fabbricante
              deve più fornire la prova della sua osservanza alla regolamenta–
     ^ zione in mateiia di sicurezza, prova spesso lunga, difficile e costosa
         per colui che fabbrica prodotti che si richiamano ad una norma
         straniera. Mon è escluso che la normalizzazione nazionale , elaborata
        m stretta collaborazione con i produttori locali e che evolve in
          unzióne dei progressi tecnici di questi ultimi , procuri loro , sul
        mercato nazionale, un vantaggio talvolta decisivo che , pero' , la
        frammentarietà del mercato interno comunitario può * rimettere in discus­
        sione . In quasi tutti gli Stati membri , infatti , esistono meccanismi
        analoghi e la mancanza di coordinamento tra le misure nazionali si concre­
       ta in definitiva con un bilancio economico negativo»
La giurisprudenza della Corte di giustizia                               '
III . Dagli orientamenti interpretativi enunciati dalla Corte risulta, tra
       l'altro, che le regolamentazioni tecniche , relative ai prodotti , quando
       ostacolano la commercializzazione dei prodotti giuridicamente fab­
      bricati e commercializzati in un altro Stato membro , possono essere
       adottate soltanto se rese necessarie da esigenze vincolanti e se per­
       seguono un obiettivo d' interesse generale di cui costituiscono la
      garanzia fondamentale .
      Questa giurisprudenza permette di evitare la creazione ed il manteni­
      mento di ostacoli agli scambi tra gli Stati membri derivanti dalla
      applicazione delle normative nazionali , a condizione di essere comple­
      tate da un' azione più generale che consenta di prevenire il sorgere
      degli ostacoli tecnici , in particolare di quelli derivanti dalla
      mancanza di coordinamento tra gli istituti nazionali di normalizzazione .
 ---pagebreak--- La proposta della Commissione
Nel 1979 e nel 1930 , la Commissione ha riunito gli alti funzionari
responsabili della normali esazione nei vari Stati membri ed ha esa­
minato la relazione che essi hanno trasmesso ai direttori generali
dell' industria e che questi ultimi hanno approvato »
La Commissione ha seguito le discussioni svoltesi in seno al Comitato
economico e sociale e che hanno dato adito al "parere in merito ai
problemi sollevati dagli ostacoli agli scambi e all' armonizzazione
delle legislazioni in tale settore " (+)•                   '  • '
Essa ha preso contatto con la direzione del Comitato europeo di
normalizzazione ( CEN) (-H-) e del Comitato europeo di normalizzazione
elettrica ( OSNELEC ) (++)»        •
Nel gennaio 19o0 essa ha trasmesso una nota al Parlamento europeo/ che
è stata oggetto di dibattiti costruttivi .
L' insieme di queste riflessioni ha indotto la Commissione a presentare
al Consiglio la . proposta di decisione allegata ; come appare dalla sua
formulazione , essa si applica essenzialmente alN settore industriale per
il quale i problemi in parola hanno acquisito una particolare gravità :
é questo infatti il settore essenziale se non esclusivo dell' attività
degli istituti di normalizzazione europei e nazionali ; le specifi­
cazioni relative ai prodotti agricoli nonché le normative sanitarie ,
veterinarie o fito sanitarie , giuridicamente vincolanti, rientrano
in un' impostazione diversa®
E' pertanto preferibile allo stadio attuale non includerle in cfuesta
decisione che è fondata sugli elementi segmenti s
A» iaFOHKASIONE
Le Commissione deve vigilare affinchè le regolamentazioni tecniche
e le norme non creino ostacoli » La Commissiona può' agire soltanto se
l' informazione in proposito è completa e comunicata in tempo » Sulla
base di un esame tecnico e nel contempo economico , essa può 1 quindi ,
proporre un' azione a livello della Comunità e presentare osservazioni
alle autorità nazionali affinché la loro iniziativa non perturbi il
commercio intracomunitario» E' anche indispensabile che ciascun Stato
membro ne venga informato » Le norme e le prescrizioni tecniche na­
zionali possono causare ostacoli che sono in seguito molto difficili
da eliminare se queste specificazioni non prendono in considerazione
(+) ffiJ n C 72 , pag. 8 del 24 marzo 1980                      ,
(«">) I membri del CEN e del CEESLEC sono gli organismi di normalizzazione
      nazionale degli Stati membri dei paesi dell'EFTA, della Spagna e
      della Grecia »                                              '
 ---pagebreak--- i procedimenti degli altri Stati membri sin dalla loro elaborazione »
I produttori stranieri presi alla sprovvista, il che è successo
a più riprese in un passato recente , si vedono nell' obbligo di
modificare bruscamente la loro fabbricazione destinata al paese nel
quale si applica la nuova prescrizione , con i costi e le esigenze
che ciò * imponey oppure d ' abbandonare la loro quota di mercato »
E * - pertanto necessario imo scambio di informazioni onde evitare che
ogni industria sia confrontata ad un' iniziativa in attesa da parte
dei suoi partner »
Come realizzare questo scambio d' informazioni e che ne deve risultare ?
Occorre distinguere il caso delle norme emanate dagli istituti
di normalizzazione da quello delle normative tecniche adottate dai
governi »                                               '
1 » Le norme
     a) Le norme sono testi tecnici particolareggiati e precisi i quali ,
     anche per i più importanti istituti nazionali di normalizzazione ,
                                        /
     non si prestano ad una rapida stesura» Ciascuno di questi istituti
     viene a conoscenza all' inizio dell' anno del programma di lavoro
     per i mesi futuri , programma che può' essere alquanto gravoso
     poiché per taluni di essi il numero annuo di nuove norme
     raggiunge varie centinaia e supera talvolta il migliaio »   La
     proposta della Commissione prevede la comunicazione dei programmi
     alla Commissione e agli Stati membri »
     b ) Queste comunicazioni debbono essere effettuate in modo da
     permettere un esame comparativo per autorizzarne lo studio
     approfondito » La Commissione   prevede   di richiedere al CENELEC
     di riunirle sotto una forma che consenta di confrontarli »
     Affidare questo ruolo al CEN e al CEHELEC presenta alcuni van­
     taggi ^riuniti , gli istituti di normalizzazione della Comunità
     debbono essere in grado di trovare presso i loro membri i dati ,
     sufficienti e gli esperti capaci di interpretare i programmi
     presentati » Con uno sforzo minimo , il CEN dovrebbe poter mettere
     a punto ima rete di informazioni come ne esistono già, relativa
 ---pagebreak--- alle proprie competenze in seno al CEHELEC »
La composizione di questi due organismi , invece , è geograficamente
più estesa di quella comunitaria .
Essi dovranno pertanto istituire procedure interne adeguate ( che
esistono già in parte in seno al CEH3LEC ) per permettere la
riunione degli istituti degli Stati membri soltanto sulle
questioni inerenti ai programmi di lavoro comunitario »
c ) Su base trimestrale ■ ciascun -istituto nazionale trasmetterà
alla Commissione i progetti do norme elaborati dando una
valutazione sul grado di originalità rispetto alle norme inter­
nazionali ed europee . La probabilità che una norma crei nuovi
ostacoli è infatti tanto maggiore quanto la norma si scosta
dalle specificazioni ammesse sul piano internazionale » L' istituto .
fornirà anche qualsiasi informazione utile di ordine generale .
sullo svolgimento del suo programma di lavoro »
d) Di conseguenza :
- quando uh argomento determinato interessa un numero ridotto di
istituti , questi ultimi decidono di definire in comune le loro
prescrizioni nazionali ,   -
- quando sembra più opportuno lasciare a taluni istituti la possi­
bilità di istituire sul piano nazionale le norme . che prospettano ,
gli altri istituti eventualmente interessati all' elaborazione
di questa norma possono inviare osservatori passivi ,
- quando invece lo stesso argomento interessa la maggioranza degli
Stati membri , essi istituiscono di concerto^ una norma europea
nell' ambito del CEU o del CEHELEC ,
 ---pagebreak--- In tal caso , dovrà esser trasmesso all' organismo europeo un
mandato preciso stabilito dalla Commissione previo parere dei
principali partner interessati ; gli organismi nazionali , intanto ,
 si asterrebbero durante lo svolgimento dei lavori europei .
e ) Per curare la corretta applicazione dei principi enunciati in
precedenza, la Commissione auspica riunire periodicamente , almeno
due volte all' anno , un Comitato permanente formato dai membri
designati dagli Stati membri » Questo comitato esaminerà le rela^-
zioni presentategli dal CEXT e dal CEUELEC e , in presenza degli
organismi di normalizzazione nazionali , cercherà di risolvere
gli eventuali ostacoli costituiti da .talune norme nazionali
prospettate ( ad es . l' elaborazione di una norma europea, mo­
difica della norma, differimento della sua entrata in vigore»»)o
Senza sperare che queste discussioni e questi confronti facciano
completamente ed immediatamente sparire i problemi attuali , la
Commissione è convinta che potranno nondimeno appianare numerose
difficoltà . Il semplice fatto che le norme in preparazione siano rese
note con un-termine sufficiente per consentire all' industria degli
altri Stati membri di prepararvisi , può' ridurre in gran parte
il loro carattere di ostacoli »
Le regolamentazioni technine e nazionali
a) Il problema in questo caso è diverso » Da un lato questi testi ,
che sono generalmente meno particolareggiati , consentono ima
preparazione molto più rapida di quella delle norme » Dall' altro ,
la loro elàborazione è meno centralizzata poiché numerosi
servizi ministeriali possono , ciasuno nel loro settore , essere
competenti per la stesura di progetti »
 ---pagebreak---     Sarebbe quindi difficile per i governi presentare all' inizio
    di ogni anno un programma in questo campo , dato che le loro
    intenzioni si possono concretare in un lasso di tempo ampia­
    mente inferiore ad un anno , senza che ci sia un autentico
    programma di lavoro in materia .
    Invece , le regolamentazioni tecniche , per via del loro carattere
    giuridicamente vincolante , sono tuia minaccia di ostacolo maggiore
    di quanto non lo siano le norme . Modificando la loro regolajnent se­
     zione entro termini molto brevi , è successo in questi ultimi
    anni che taluni Stati membri abbiano creato gravi difficoltà
    di adeguamento ai produttori del resto della Comunità , La cosa
    è stata evidenziata con la riduzione sensibile durante     vari
    mesi delle esportazioni nei settori interessati e destinate
    a questo stato . Sono pertanto necessarie informazioni fornite
    ad tino stadio sufficientemente preliminare all' adozione di questo
    tipo di misura ,
    b ) Nel 1969 » gli Stati membri avevano sollevato questo problema
    in seno al Consiglio ed avevano tentato di risolverlo nell' ambito
    dell' accordo relativo allo status quo e all' informazione della
    Commissione , L' esperienza decennale ha dimostrato che , pur essen­
    dosi rivelato molto utile , l' accordo deve essere completato
    sotto vari aspetti ,
MODIFICA BELL' ACCORDO RELATIVO ALLO STATO     QUO
l a E' anzitutto opportuno informare gli Stati membri e la Commissione
    non soltanto dei progetti di regolamentazione tecnica ma anche
    dell' intenzione di elaborarli . Infatti , i progetti inviati attual­
    mente alla Commissione e che quest'ultima comunica agli altri
    Stati membri si presentano spesso già sotto una forma quasi
    definitiva, quando , ad esempio , manca soltanto la firma per la
    loro approvazione , talvolta addirittura nei giorni successivi
    a tale firma. E' praticamente impossibile esercitare un' influenza
    qualsiasi sul contenuto di questi testi . Un eventuale intervento
    sarebbe utile durante la loro elaborazione , quando ancora non
    hanno assunto una forma definitiva per puntualizzare l' atten­
    zione degli Stati membri su questo aspetto determinante per
    la libertà degli scambi .
 ---pagebreak---   E * altrettanto importante che i termini previsti dall' accordo
  I969 vengano estesi e si applichino all' insieme dei prodotti
  industriali e non soltanto a quelli coperti dal programma
  generale stabilito alla data suddetta.
  Infatti , i settori considerati prioritari dieci anni fa possono
  non essere più tali al giorno d' oggi . Durante questi ultimi
  dieci anni , considerazioni di vario genere hanno indotto gli STati
  membri ad adottare regolamentazioni techniche : maggiore consape­
 volezza nei confronti del problema ecologico , della tutela dei
  consumatori , dell'utilizzazione razionale dell' energia. E *
 difficile prevedere quali saranno i settori principale oggetto di
  preoccupazioni . E' pertanto fondamentale coprire l' insieme dei
 prodotti e delle regolamentazioni tecniche ad essi relative in
 grado di incidere sulla loro commercializzazione .
 L' esperienza ha dimostrato che i termini imposti alla Commissione
 e dal Consiglio sono troppo brevi , soprattutto per quanto ri-
-guarda il Consiglio , dopo la modifica introdotta nel 1973 (+)•
 Se la Commissione si scontra a difficoltà per conformarsi a
 questi termini - in rari casi è riuscita a rispettarli - il
 Consiglio yìal canto suo /•non è mai riuscito ad attenersi a quelli
 che si era prefisso .
 La Commissione capisce il desiderio di rapidità degli Stati membri,
ma spera che la comunicazione delle intenzioni di adottare dispo­
 sizioni legislative in materia consenta di avviare anticipatamente
 i lavori sul piano comunitario e di pervenire quanto prima a
 proposte in merito . Pertanto , la Commissione si limita a suggerire
un ampliamento contenuto dei termini .
 (+) GU n° C 9 » pagina 3 , del 15 marzo 1973
 ---pagebreak---                                                               10 .-
V. C0M3HJSI0M '
    La presente proposta di decisione del Consiglio si inscrive nella
    aziono già perseguita, nell' ambito delle risoluzioni che hanno
    costituito il programma generale 1969 » Si tratta di ottenere e di­
    ramare una migliore informazione sulle norme nazionali e sulle rego­
    lamentazioni in fase di . preparazione nonché di istituire i meccanismi
   di gestione di tale informazione , al fine di eliminare gli eventuali
   effetti negativi sulla circolazione delle merci ,                 7
   La Commissione desidera che il Consiglio , quando adotterà " la proposta
   di decisione in parola , prenda formalmente atto della sua dichiarazione
   al fine di prevedere le - modalità della messa in atto di siffatta
   decisione® I servizi della Commissione non dispongono infatti di suffi­
   ciente personale competente per una corretta esecuzione di tale messa
                                                                   I
   in atto per quanto riguarda lo studio comparativo delle norme nazionali .
   Del resto , come asserito nel presente documento , gli organismi di norma­
   lizzazione nazionale raggruppati in seno al CE1T e al C31SLEC dispongono
   di questo personale . Sembra pertanto logico affidare loro un certo
   numero di compiti in questo campo e la Commissione desidera informare
   il Consiglio delle sue decisioni in materia. £a Commissione non si
   illude che in tal modo cadranno immediatamente tutti gli ostacoli
  tecnici agli scambi . Ne esistono altri , infatti , connessi alle esigenze
  degli Stati membri in materia di certificati , il cui esame prosegue
  attivamente in cooperazione con gli alti funzionari responsabili della
  normalizzazione . La soluzione di questo problema, nettamente distinto ,
  richiederà probabilmente altre procedure . Inoltre , la messa in atto
  e la gestione madesizaa del sistema di informazione 1 che . la Commissione in­
  tende instaurare richiederanno sforzi inevitabili" da parte della Com­
  missione stessa , degli Stati membri e degli organismi di normalizzazione
  interessati .
  La Commissione è comunque convinta, che l' adozione da parte del Consiglio
  della decisione allegata, il che presuppone - la vxLònta della Commissione ,
, del Consiglio e degli Stati membri di ricorrere a qualsiasi mezzo
  per una corretta applicazione di tale decisione , costituirà un tra­
  guardo importante sulla via dell' eliminazione degli ostacoli tecnici
  agli scambi e rappresenterà pertanto un nuovo passo verso la realizzazione
  del mercato interno della Comunità . ,
 ---pagebreak---      IL CONSIGLIO DELIRE COMUNITÀ * EUROPi:S ■-
    YI –°       trattàtò che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
    .l' articolo 213 ,
    VISTA la proposta della Commissione
    CONSIDERANDO bhe il divieto di restrizioni cjuantitative conche di misure di
    effetto equivalente a restrizoni (Quantitative per gli 'Ajambi di. merci
    costituisce rrjo dei fondamenti della Comunità ;                   ~
   CONSIDERANDO che quando ostacolano il : l i bero scambio      dei Prodotti legal­
   mente fabbricati « commercializzati in uno          Stato membro , le regolamenta­
    zioni tecniche relt^ive ai prodotti medesimi sono lecite soltanto se sono
   necessarie per soddisfare esigenze imperative e se perseguono un obiettivo di
   interesse generale di cui costituiscono la garanzia basilare ;
   CONSIDERANDO CHS ? INDISPENSABILE CHE LA Commissione disponga delle necessarie
   . „        .                                    che
   ini orinazioni preliminari ; che gli Stati membri / in forza dell' articolo 5 del
   trattato CEE debbono agevolare io svolgimento della sua missione ^ pertanto
  notificarle le loro intenzioni ed i loro progetti nel settore delle, regola–
. mentazioni tecniche ;
  CONòI CERANDO che tutti gli Stati membri debbono essere anche informati delle
  regolamentazioni tecniche prospettate da uno di essi ;
  CONSIDERANDO che la Commissione e gli Stati membri debbono inoltre poter
  disporre del termine necessario per proporre una modifica della misura
  progettata , al fine di eliminare o ridurre gli ostacoli alla libera
  circolazione delle merci che possono derivarne ;
  CONSIDERANDO che la Commissione deve inoltre avere la facoltà di proporre
  ò adottare una direttiva comunitaria che disciplini l' argomento della
  misura nazionale prevista ;                                              '      .
 ---pagebreak---                                                                          2 .-
  COSSIBERAHIX) ohe nelle due ipotesi suddette , lo Stato membro in causa deve ,
  in virtù * degli obblighi generali^cìa^f^articolo 5 cì-el trattato, sopras–             -
  sedere all' attuazione della misura prospettata durante un termine sufficiente-
 mente lungo per permettere l' esame comune delle modifiche proposte oppure
"l' elaborazione della proposta di direttiva o della dirèttiva òomunitaria ;
 che i termini fissati nell' accordo dei. rappresentanti dei governi degli            .     /
 Stati membri riuniti in seno al Consiglio del 28 maggio 1979 relativo allo                 *
 status, quo e all' inforinazione della Commissione ( l ), modificato dall' accordo
 del 5 marzo 1^73 (2 ) si sono rivelati insufficienti nei casi citati e che
 debbono pertanto essere previsti termini più lunghi ;-
 C01TSIDERMLO che nella realtà le norme tecniche nazionali possono avere - sulla
 libera circolazione delle merci gli stessi effetti delle normative tecniche-;
COIRSIEERAUIX) che sembra pertanto necessario garantire l' informazione della
Commissione sui progetti di norme con modalità analoghe a quelle che hanno ,
caratterizzato le regolamentazioni tecniche :             *
                 dell 1 articolo 213
che ,in forza 7                 - del 'trattato CEE^per svolgere i compiti ad essa affidati
la Commissione può' raccogliere qualsiasi informàzione e procedere ad ogni
verifica ritenuta necessaria -          nei limiti e alle condizioni fissati .
dal Consiglio conformemente alle disposizioni del trattato stesso ;
COKSI EERAN3X) che sembra pertanto necessario che gli Stati membri , e i loro orga­
nismi        di normalizzazione siano informati delle norme prospettate
dagli organismi di normalizzazione degli altri Stati membri ;                      -
C01TSIDSRA1CXD che è opportuno creare presso la Commissione un comitato perma– •
nente , i cui membri siano designati dagli Stati membri incaricato di
( 1 ) GU n . C 76 del' 17.6.1969, pag . 9
( 2 ) GU' n . C 9 del 15.3.1973 , pag . 3
                                          /
                                            \
 ---pagebreak---   aiutare la Commissione nell' esame dei progetti di norme nazionali e di
  cooperare ai suoi sforzi per ovviare agli eventuali inconvenienti di dette
  norme sulla     Libera , circolazione dei prodotti ,
  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :             ■   '  '    "      ■
                                  '      Articolo 1
 Gli Stati membri attuano le misure necessarie affinché i competenti organismi
 di normalizzazione a livello nazionale presentino alla Commissione , ogni
             e non oltre                                                   1   &
 anno entro /ix '31 gennaio , i loro programmi di normalizzazione . L' elenco
 degli organismi interessati è publicato in allegato . La Commissione può'
 modificare o completare l' elenco in parola .
                       -                 Articolo 2         '
 Anteriormente al 1° marzo di ogni anno , la Commissione deve mettere a disposi
 zione degli Stati membri e degli organismi nazionali di normalizzazione i prò
           ,    '      comumcati
  grammi che le sono /        sotto, .una forma che consenta di confrontare i vari
 programmi •                    >                             '" ' .    '■   *
                                         Articolo 3
'Gli Stati membri vigilano affinché gli organismi di normalizzazione rendano
 noto alla Commissione , anteriormente al 1° maggio di ogni anno , se desiderano
–    - essere associati in modo passivo / ■
–    - partecipare con l' invio di un osservatore attivo ai lavori previsti da
       un altro organismo di normalizzazione , oppure
–    - elaborare una nonna europea su di un argomento dato .
                                         Articolo 4
Gli Stati ■ membri provvedono affinché gli organismi di normalizzazione
comunichino agli altri organismi di normalizzazione nonché alla Commissione ,
su base trimestrale . i loro progetti di norme indicando se :
a)      la norma è una semplice trasposizione di una forma internazionale o
europea ,
 ---pagebreak---                                                                          4 .-
                                                      aver operato
 b) '   la norma è una trasposizione effettuata dopo /taluni adeguamenti di .
 una norma internazionale o europea,
 c)    la norma ha un' origine, nazionale e costituisce :
 – la modifica ai una norma precedente-
 – una norma nuova »
                                    Articolo 5                          > ,
Viene istituito presso la Commissione un comitato permanente i cui membri
 saranno designati dagli Stati membri . La presidenza e la segreteria di tale
 comitato sono affidati a rappresentanti della Commissione »
            /   .                   Articolo 6
La Commissione presenta una relazione nell' ambito del comitato , relativa :
– alle richieste d' informazione e di cooperazione formulate dagli organismi
nazionali di normalizzazione ,.                                             ,
– alle possibilità ed alle eventuali modalità per l' elaborazione di una
norma europea,                       "                              " .
                                    Articolo 7
                  i-                          <-
Il comitato si riunisce alieno due volte all' anno con gli organismi nazional
di normalizzazione al fine di :
– esaminare di concerto le richieste contro un progetto di norma o una
norma adottata, formùlat.e da Stati membri , dalla Commissione , dagli
organismi di normalizzazione , dalle federazioni industriali o da privati ;
– proporre alla. Commissione, se del caso ,l' elaborazione di mandati per la
realizzazione di una norma europea»
 ---pagebreak---                                     Articolo 8
 Gli Stati membri attuano tutte le opportune misure affinché i loro
 organismi di normalizzazione si impegnino a non istituire o introdurre
 norme nazionali suln argomento oggetto di un mandato . Questo impegno cessa
 in mancanza di una norma europea sei mesi dopo la scadenza del . calendario
 stabilito nel mandato . Detto calendario può * essere prorogato di concerto
tra le parti interessate riunite in seno al comitato .
                                    Articolo 9
Gli Stati membri trasmettono alla Commissione :
– mediante una comunicazione succinta la loro intenzione di elaborare una
regolamentazione tecnica relativa a talami progetti industriali ,
– qualsiasi progetto di regolamentazione tecnica relativa a prodotti industriali
indicando le esigenze che li hanno indotti a prospettare siffatte misure .
La Commissione notifica agli altri Stati membri le comunicazioni di intenzioni
ed i progetti che le sono stati trasmessi .                           .
Essa può' inoltre sottoporli al parere del comitato .
                                    Articolo 10
1 . Gli Stati membri differiscono l' approvazione di un progetto di regolamen­
    tazione tecnica di sei mesi a decorrere dalla data della sua comunicazione
    fissata all , articolo 9 a °v e  la Commissione o un altro Stato membro rendano
    noto , entro un termine di due mesi dalla stessa data^il parere secondo
    il quale 3a misura in progetto dovrebbe essere modificata in modo da elimi­
    nare o ridurre gli eventuali ostacoli che potrebbe determinare nella
    libera circolazione delle merci .
 ---pagebreak---                                                              6 .-
2 • Il termine è di dodici mesi quando la Commissione rende nota entro
due mesi dalla comunicazione di cui all' artioolo 9/ la sua intenzione
di proporre o di adottare una direttiva in merito »
                            Articolo 11
Gli Stati membri sono destinatari delta presente decisione .
 ---pagebreak---                              DICHI ARAZIOHE DELLA COMMISSIONE               ■   ■ -
   che accompagna la decisione del Consiglio relativa ad una procedura d' informa-
   zione nel settore delle norme e regolamentazioni tecniche
 La Commissione
 – consapevole della1 necessità di migliorare l' informazione comunitaria sulla
 preparazione e la stesura definitiva delle norme sui prodotti industriali
  x vi -.!, j -i • organismi
 stabilite dagli . 7         di normalizzazione degli Stati membri ;
                       • . .  .                sulle norme e le 1
 – consiaerando la decisione del Consiglio /         regolamentazioni tecniche r
    in forza della quale le vengono affidati taluni incarichi in questo campo ; '
– considerando che attualmente i suoi servizi non dispongono del personale
competente necessario per applicare siffatta decisione ;
– considerando che il Comitato Europeo di Normalizzazione COEN) e il Comitato
Europeo di Normalizzazione Elettrica ( CEEELEC ) raggruppano già tutti gli orga­
 nismi     di normalizzazione degli Stati membri ; che detti comitati "dispongono
delle competenze necessarie per procedere al confronto e all' esame critico
dei testi relativi alla normalizzazione ;                •                '
dichiara quanto segue ;
– nell' ambito dei compiti ad essa affidati      dalla decisione de ! Consiglio sulle
   norme e te regolamentazioni tecniche ;    la Commissione intende concludere un
contratto di subappalto con il CEN ed il CEEELEC#
Detto contratto disporrà in particolare :
• la trasmissione a questi organismi delle informazioni di cui all' articolo 1
della decisione , sempre-che^ tali informazioni non siano state comunicate -
direttamente agli organismi medesimi ;
 ---pagebreak---                                                               2 .-
 • la presentazione di questi programmi da parte del CEU e del CENELEG   sotto
una forma che ne consenta il confronto , pome disposto all' articolo 2 ;
                                                                                  ♦
 • le informasioni del CEJT e del CEMELEC sulle richieste che gli Stati membri
renderanno note in applicazione dell' articolo 3 ;
 • la comunicazione al CES" e al CEHELEC delle informazioni fornite dagli Stati
membri in applicazione dell' articolo 4 » sempre^che tale comunicazione non sia
stata effettuata direttamente ;
. l' elaborazione da parte del CEH e del CESELEC della relazione di cui all'
articolo 6 ;   ■
• la partecipazione del CEN e del CEKELEC ai lavori dèL comitato di cui all' art , 5
quando il comitato discuterà i punti citati all' articolo 7 »
• l' elaborazione da parte del CEU o del CEU3LEC delle norme europee da realiz­
zare in funzione dei mandati previsti all' articolo 7 *
– La Commissione esaminerà l' opportunità di modificare o completare il contratto
concluso con il CEN ed il CEMELEC sulla base dei risultati ottenuti durante
il primo anno o i primi anni di applicazione della decisione »
                            »
 ---pagebreak---                                                                          ALLEGATO
          LISTA DEGLI ORGANI SEC NAZIONALI DI NORMALIZZAZIONE DEI PAESI
                      rexBRI IELLA COKJNITA * EUROPEA            ;     .
     AFNOR ( France )            Association Française de Normalisation
                                 Tour Europe - Cédex 7
                                 F - 92080 PARIS LA DEFENSE
     BSI ( United Kingdora )     British Standards Institution
                                 2 , Park Street
                                 GB - LONDON 'W1A 2BS
     DS ( Danmark )              Dans* Standardiseringsråd
                                 Aureh^jvej 12
                                 Postboks 77
                                 DK - 2900 HELLERUP 12  •
    DIN ( Deutschland )         Deutsches Institut für Normung e.V.
                                Burggrafenstrasse 4-10
                                Postfach 1107
                                D - 1000 BERLIN 30
IBN-BIN ( Belgique-België )     Institut Belge de _ Normalisation -
                                Belgisch Instituut voor Normalisatie
                                29 , avenue de la Brabançonne ( laan )
                                B - 1040 BRUXELLES / BRUSSEL
    IIRS ( Ireland )            Institute for Industrial Research and Standards
                                Ballymun Road
                                EI - DUBLIN 9
   NNI ( Nederland )            Nederlands Normalisatie-Instituut
                                Polakweg 5 - Postbus 5810
                                NL - 2280 HV RIJSWIJK ZH
   UNI ( Italia )               Ente Nazionale Italiano di Unificazione
                                Piazza Armando Diaz 2
                                I - 20123 MILANO