CELEX: 51991PC0409(05)
Language: it
Date: 1991-10-31
Title: Proposta di REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO che istituisce un regime di premio per le vacche lattifere

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                         C0MC91) 409 def.
                                         Bruxelles, 31 ottobre 1991
    RIFORMA DELLA POLITICA           AGRARIA  COMUNE
             Testi Nomativi
             Settore del l a t t e
     (presentata d a l l a Commissione)
 ---pagebreak---                                    RELAZIONE
                     Riforma della PAC - Settore del latte
Nel settore del latte, la Commissione da un lato dà attuazione ai principi
enunciati nella sua comunicazione COM(91)258 presentando cinque proposte di
regolamento, e dall'altro propone una profonda semplificazione della
normativa che disciplina la materia, in modo che l'attuazione in parola possa
essere realizzata in buone condizioni.
A. ATTUAZIONE DEI PRINCIPI DI BASE DELLA RIFORMA
1. Proroga del regime delle "quote lattiere" e riduzione dei quantitativi
   globali degli Stati membri
   La Commissione propone:
   a) nell'ambito di un nuovo regolamento che istituisce un prelievo
      supplementare, la proroga per altri otto anni, a decorrere dal 1'
      aprile 1992, del regime delle "quote lattiere"; pur ribadendo il
      carattere transitorio del regime, questa proroga definisce un quadro
      pluriennale che risulta sufficientemente ampio per offrire una certezza
      giuridica ai produttori, e che appare compatibile sia con lo
      scaglionamento della riforma su tre anni, sia con le modalità di
      pagamento del le indennità;
   b) la trasformazione in riduzione definitiva della sospensione del 4,5%
      dei quantitativi globali garantiti prevista dal regolamento (CCE) n.
      775/87; il persistere di eccedenze sul mercato non consente altre
      scelte; inoltre, tenuto conto dell'indennità concessa da cinque anni
      per i quantitativi sospesi (che in totale ammonta a 45,5 ECU/100 kg) e
      del suo carattere degress ivo, la riduzione dei quantitativi di
      riferimento individuali risulta già essere stata indennizzata in misura
      equa;
                                                                              i
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   c) l'entrata in vigore della prima riduzione del 4% con riattribuzione
       dell'1% a decorrere dal periodo 1992-1993; in realtà, sia la situazione
       eccedentaria del settore e l'analisi fatta in occasione della riduzione
       del 2% (decisa contestualmente ai prezzi agricoli 1991-1992), sia la
        logica sottesa dal sistema delle quote (che pone in stretta
       correlazione la produzione nell'ambito di una quota con le possibilità
       di smaltimento), esigono l'entrata in vigore della riduzione alla prima
       scadenza possibile, tenuto conto della progressività proposta.
2. Indennizzo per la riduzione delle quote, programma obbligatorio di
   abbandono volontario della produzione lattiera e regime facoltativo post-
   rI forma
   a) Il progetto non si differenzia molto dal regolamento (CEE) n. 1637/91
       adottato dai Consiglio contemporaneamente al pacchetto prezzi 1991-
       1992, nella cui scia si pone senza soluzione di continuità. Il
       finanziamento comunitario della cessazione non è fissato a priori e
       sarà limitato alle esigenze di riattribuzione. La sua ripartizione
       dipenderà dal numero di produttori di meno di 200 000 kg interessati in
       ciascuno Stato membro.
   b) Il "guaranteed bond system" che è stato proposto per il pagamento delle
       indennità costituisce I'aspetto maggiormente innovativo. Si tratta
       dell'utilizzazione di obbligazioni quali mezzo di pagamento, i
       principali vantaggi di una tale soluzione riguardano:
       - l'alleviamento, per gli Stati membri, degli oneri amministrativi
          connessi al pagamento ai singoli produttori di tutte le indennità;
       - il controllo e lo scaglionamento delle spese dal punto di vista del
          bilancio comunitario;
                                                                               3
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      - la garanzia, per il produttore, di un pagamento annuale fisso; la
         trasferibilità dell'obbligazione garantita offre inoltre la
        possibilità di negoziare il titolo sul mercato finanziario
         r i cavandone un cosp i cuo cap itale.
   e) Il regime post-riforma, facoltativo per lo Stato membro, completa il
      quadro normativo. Tale regime, che fa riferimento alle disposizioni del
      programma obbligatorio, è destinato a sostituire i programmi nazionali
      di ristrutturazione previsti dalla normativa attuale.
3. Riduzione dei prezzi istituzionali
   a) Viene proposta una riduzione dei prezzi 1 1 1 ' luglio 1993, con la
      precisazione che essa è abbinata alla diminuzione dei prezzi dei
      cereali e dei concentrati.
   b) La fissazione dei prezzi viene effettuata in un quadro pluriennale.
      Il problema dell'eventuale modifica dei prezzi cosi fissati viene
      risolta nel modo seguente*.
      - in caso di aumento (quindi a vantaggio dei produttori) la modifica
        può essere effettuata senza difficoltà in base all'articolo 43 del
        trattato che costituisce la base giuridica della proposta;
      - in caso di riduzione, sì può operare in base al medesimo articolo,
        prevedendo tuttavia sin d'ora una tale ipotesi affinché non ci si
        appelli poi al principio del legittimo affidamento.
   e) Questa proposta, che conferma ed estende l'orientamento politico
      seguito in materia di prezzi dopo l'adesione della Spagna e del
      Portogallo, differisce ancor più nel tempo il ravvicinamento (quale è
      previsto dal trattato) tra I prezzi del latte scremato in polvere in
      Portogallo e il prezzo comune.
      Per non aggravare ulteriormente il divario esistente
      (37,57 ECU/100 k g ) , viene proposto di adeguare le modalità indicate
      dall'atto di adesione e di recepire il principio del ravvicinamento per
      tappe tra i prezzi del latte scremato in polvere in Portogallo e il
      prezzo comune.
                                                                              4
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4. Premio per vacca lattifera
    li regime, applicato a decorrere dal 1* gennaio 1993 con condizioni molto
   simili a quelle fissate nel settore bovino/ovino, sarà destinato a
   compensare la riduzione del prezzo del latte sul reddito delle aziende
    lattiere che utilizzano metodi di produzione meno intensivi.
5. Iniziative promozionali a favore del latte e del prodotti lattiero-caseari
   La proposta fornisce la base giuridica e prevede il finanziamento per
   l'adozione di misure promozionali da parte della Commissione, sulla
   falsariga della procedura seguita nel settore dell'olio d'oliva.
B. SIMULTANEA SEMPLIFICAZIONE DELLA NORMATIVA
La Commissione si é fissata un triplice obiettivo:
- ripristinare la certezza giuridica che innumerevoli modifiche della
  regolamentazione possono aver intaccato;
- accrescere i diritti individuali e meglio garantirne la tutela;
-migliorare il funzionamento del regime.
A tal fine essa propone quanto di seguito illustrato.
1) Raggruppamento dei principi di base
   La codificazione della normativa soddisfa una richiesta ripetutamente
   avanzata dal Parlamento europeo e fondata su un principio accolto tanto
   dalla Commissione che dal Consiglio. Un'iniziativa in tal senso
   contribuirà a maggior ragione alla certezza giuridica dei produttori, in
   quanto offrirà l'occasione di snellire la normativa. La Commissione
                                                                              ,sr
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   propone pertanto, tenuto conto anche dell'articolo 145 del trattato quale
   modificato dall'Atto unico, di far confluire i principi di base e le norme
   generali in un regolamento unico, che preveda al trèsi una delega di
   competenza per l'adozione delle disposizioni d'applicazione. Tale
   regolamento è quello illustrato al precedente punto A 1.
2) Soppressione dei riferimenti "storici" ormai inutili, "consolidamento" dei
   quantitativi globali degli Stati membri al livello disponibile per il
   periodo 1991/1992 (compresi I Quantitativi della riserva comunitaria, la
   quale viene conseguentemente soppressa) e fissazione dei Quantitativi di
   riferimento individuali in base ai quantitativi disponibili il
   31 marzo 1992
   La differenziazione del regime, prodottasi con II passare del tempo a
   seguito di un'evoluzione caratterizzata da modifiche specifiche e
   successive (seppure di ineguale rilievo), ha causato difficoltà
   d'applicazione per gli Stati membri, mentre in alcuni casi i produttori si
   sono trovati confrontati a gravi problemi di comprensione dei testi
   giuridici: è quanto ha sottolineato il Parlamento europeo nella
   risoluzione A3-41/91 "sulla politica comunitaria nel settore lattiero:
                             (1)
   valutazione e proiezioni"     . Dopo quasi otto anni di applicazione del
   regime, e grazie in particolare alle misure adottate dal Consiglio con il
   regolamento (CEE) n. 3880/89 tenendo conto della relazione della
   Commissione sul funzionamento del sistema delle quote nel settore lattiero
   COM(89) 352, è lecito affermare che la particolare situazione di alcuni
   produttori relativamente all'anno di riferimento (1983 per la maggior
   parte dei paesi) è stata presa in considerazione in modo adeguato da tutti
   gli Stati membri. Appare conseguentemente opportuno "consolidare" i
   quantitativi di riferimento disponibili presso I produttori il
   31 marzo 1992, considerandoli quantitativi di base a partire dai quali
   verranno fissati i quantitativi di riferimento individuali, e precisare le
   disposizioni in applicazione delle quali detti quantitativi dovranno o
   potranno essere diminuiti o aumentati nell'ambito del regime prorogato.
   Risulta infine inutile salvaguardare il principio di una riserva
   comunitaria, creata per agevolare l'applicazione del regime negli Stati
   membri confrontati a particolari difficoltà. Poiché il quantitativo
   corrispondente alla riserva viene inglobato nei vari quantitativi di
   riferimento in questione, la riserva stessa può venir soppressa.
(1) GU n. C 106 del 22.4.1991, pag. 52
                                                                              C
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3) Applicazione uniforme del regime, mediante sostituzione delle formule A e
   B con una formula unica AB che consenta la perequazione dei superamenti a
    livello del primo acquirente o. eventualmente, di un'associazione di
   acquirenti
   Per far tesoro dell'esperienza acquisita e per rispettare esigenze di
   semplicità e chiarezza atte a garantire la certezza giuridica dei
   produttori, occorre snellire e uniformare le norme di base del sistema
   prorogato. L'armonizzazione dei testi relativi all'applicazione del
   regime, la cui opportunità è stata sottolineata anche dal Parlamento
   europeo nella risoluzione citata, appare come un'esigenza Imprescindibile
   se si considera che è ormai già realizzata nella pratica operativa. Il
   prelievo infatti é versato dall'acquirente che lo ripercuote sul prezzo
   del latte, oppure riscosso dall'acquirente sul prezzo del latte pagato al
   produttore, e In conseguenza di tale situazione già nel 1988 sono state
   uniformate le aliquote del prelievo per le due formule.
    Introducendo una formula unica conviene quindi partire dal solo principio
   che il pagamento del prelievo dovuto dai produttori è versato
   dall'acquirente, il quale lo ripercuote sul prezzo del latte pagato. Per
   mantenere una certa duttilità nella gestione del regime e poiché
   l'acquirente sembra collocarsi nella posizione più idonea per effettuare
    le necessarie operazioni, conformemente a quanto suggerito dalla ripetuta
   risoluzione del Parlamento europeo é prevista la perequazione dei
   superamenti con riguardo all'insieme dei quantitativi di riferimento
   individuali all'interno di una zona di raccolta ovvero, nel caso di
   associazioni di acquirenti (per le quali le possibilità di costituzione
   sono rese meno rigide), all'interno di una stessa zona geografica.
4) introduzione di un'aliquota del prelievo unica per le consegne e per le
   vendite dirette
   La parificazione delle aliquote al 115% del prezzo indicativo appare
   giustificata poiché, tenuto conto di quanto precisato al successivo punto
   6, é su propria domanda che il produttore ottiene l'aumento di un
   quantitativo di riferimento, con una corrispettiva riduzione dell'altro
   quant Stativo di riferimento.
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    5) Estensione all'insieme dei produttori del diritto di cedere, per un
       periodo di dodici mesi, la parte del quantitativo di riferimento che non é
       destinata ad essere utilizzata dal produttore che ne dispone e.
       conseguentemente, soppressione della perequazione nazionale dei
       superamenti a fine periodo, visto che li beneficio della perequazione
       all'Interno della zona di raccolta o. nel caso di associazioni di
       acouirenti. all'interno di una stessa zona geografica è esteso all'insieme
       dei produttori (tenuto conto di guanto indicato al precedente punto 3)
       Finora, la possibilità di autorizzare o no le cessioni temporanee di una
       parte del quantitativo di riferimento dipendeva dallo Stato membro. Un
       numero crescente di Stati membri hanno autorizzato siffatte cessioni o
       hanno previsto di farlo. L'esperienza ha infatti dimostrato che in tal
       modo si consegue un significativo miglioramento del regime sia a livello
       di funzionamento, sia a livello individuale. Appare quindi opportuno
       estendere il beneficio qui considerato all'insieme dei produttori, in
       particolare per i motivi di seguito indicati.
       a) A livello del produttore:
          - un produttore che non possa produrre normalmente per motivi di
            salute, familiari o di altro genere, può ottenere una compensazione
            finanziaria per la cessione temporanea della parte del quantitativo
            che non potrà utilizzare;
          - i produttori che sono in grado di produrre più di quanto il
            quantitativo di riferimento di cui dispongono consenta, otterranno,
            grazie alle cessioni temporanee, sia l'auspicata duttilità di
            gestione, sia la certezza circa i quantitativi che possono produrre
            senza dover pagare il prelievo supplementare.
       b) A livello del funzionamento del regime, le cessioni temporanee hanno
          un'incidenza opposta a quella della perequazione nazionale dei
          superament i:
          - le cessioni temporanee vengono effettuate durante il periodo e ben
            prima della sua scadenza, mentre le perequazione nazionale può essere
            effettuata soltanto dopo la fine del periodo (e spesso molto dopo),
            il che ritarda in misura corrispondente il calcolo e -
            conseguentemente - la riscossione del prelievo e rende aleatorio il
            rispetto dei termini imposti dalla normativa;
f2)
                                                                                  2
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        - le cessioni temporanee consentono l'indennizzo dei produttori che
          non possono produrre normalmente, mentre la perequazione nazionale
          favorisce, in modo indebito, i produttori responsabili delle
          eccedenze (senza alcuna compensazione per gli altri) e compromette
          l'efficacia del prelievo quale strumento di controllo della
          produzione.
6) Trasferimento definitivo tra "vendite dirette" e "consegne" (o viceversa)
   di Quantitativi di riferimento individuali, su domanda del produttore, con
   conseguente adeguamento dei Quantitativi globali degli Stati membri
   L'evoluzione delle modalità di commercializzazione del latte indica una
   flessione delle vendite dirette, della quale il regime prorogato deve
   tener conto affinché i produttori che risentono di una tale evoluzione non
   siano ingiustamente penalizzati alla fine di otto anni di "quote
   lattiere". Si propone quindi di adeguare I quantitativi globali degli
   Stati membri facendo riferimento non più a dati statistici, bensi alle
   domande, debitamente mot ivate, dei produttori interessati.
7) Fine dell'assimilazione delle associazioni di produttori a un produttore
   L'esperienza ha dimostrato che questa disposizione non solo costituisce un
   elemento che incide negativamente sul funzionamento del regime (in quanto
   in realtà l'acquirente é il più adatto, se non il solo idoneo, ad
   effettuare l'insieme delle operazioni necessarie alla gestione del regime
   stesso), ma danneggia anche i diritti individuali dei produttori, la cui
   esistenza giuridica non è più riconosciuta.
                                                                              °Ì
 ---pagebreak---                                   Proposta di
                  REGOLAMENTO (CEE) N.      /91 DEL CONSIGLIO
                                 del
               recante modifica del regolamento (CEE) n. 804/68
     relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte
                        e dei prodotti lattiero-casearI
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare I'articolo 43,
vista la proposta della Commissione^1 ),
visto il parere dei Parlamento europeo*2*,
considerando che l'articolo 5 ter del regolamento (CEE) n. 804/68 ( 3 ) ,
modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1630/91< 4) , prevede la
fissazione annuale di un limite di garanzia per il latte; che le
disposizioni del regime dei prelievo supplementare introdotto con
l'articolo 5 quater del medesimo regolamento perseguono un analogo
obiettivo e di fatto sostituiscono quelle dell'articolo 5 ter; che é quindi
d'uopo abrogare quest'ultimo;
considerando che, per esigenze di semplicità, chiarezza normativa e buona
prassi legislativa, é opportuno riunire in un regolamento autonomo le
disposizioni di base relative al regime del prelievo supplementare; che
occorre quindi modificare in tal senso l'articolo 5 quater del regolamento
(CEE) n. 804/68;
(1) GU n. L    del    .  .    , pag.
(2) GU n. L    del    .  .    , pag.
(3) GU n. L 148 del 28.6.1968, pag. 13.
(4) GU n. L 150 del 15.6.1991, pag. 19.
                                                                            À0
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HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                  Articolo 1
 Il regolamento (CEE) n. 804/68 é modificato nel modo seguente:
1.   L'articolo 5 ter è abrogato.
2.   Il testo dell'articolo 5 quater è sostituito dal testo seguente:
     "Il regime dei prezzi é stabilito ferma restando l'attuazione del
     regime del prelievo supplementare disciplinato dal regolamento (CEE) n
         / (5)...
                                  Ar 11 co Io 2
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica a decorrere dal 1* aprile 1992.
Il presente regolamento é obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri
Fatto a Bruxelles, addi                                Per il Consiglio
(5) Vedi pag. ... della presente Gazzetta ufficiale.
                                                                            w
 ---pagebreak---                                       Proposta di
                     REGOLAMENTO (CEE) N.       /91 DEL CONSIGLIO
                                     del
                       che istituisce un prelievo supplementare
                nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l'art icolo 43,
vista la proposta della Commissione*1 \
visto il parere del Parlamento europeo*2*,
considerando che il regolamento (CEE) n. 856/84 del Consiglio, che modifica il
regolamento (CEE) n. 804/68 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel
settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari*3)t ha introdotto in detto
settore, a decorrere dal 2 aprile 1984, un regime di prelievo supplementare; che
tale regime, istituito per il periodo di otto anni che si concluderà il 31 marzo
1992, era volto a ridurre sia lo squilibrio tra offerta e domanda di latte e
prodotti lattiero-caseari, sia le conseguenti eccedenze strutturali; che esso ha
effettivamente dato un contributo fondamentale alla diminuzione della produzione
lattiera, ma resta tuttora necessario per il conseguimento di un migliore
equilibrio del mercato; che é pertanto opportuno continuare ad applicare il regime
del prelievo per altri otto periodi consecutivi di dodici mesi, a decorrere dal 1*
apr ile 1992;
considerando che, per far tesoro dell'esperienza acquisita e per rispettare
esigenze di semplicità e chiarezza atte a garantire la certezza giuridica dei
produttori e degli altri operatori economici interessati, é opportuno disciplinare
in un regolamento autonomo il funzionamento del regime prorogato, snellendo ed
(1) GU n. L    del    .  .    .pag.
(2) GU n. L    del    .  .    , pag.
(3) GU n. L 90 del I'1.4.1984, pag. 10.
                                                                                   Az
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uniformando la pertinente normativa, ed abrogare il regolamento (CEE) n. 857/84
del Consiglio che fissa le norme generali per l'applicazione del prelievo di cui
all'articolo 5 quater del regolamento (CEE) n. 804/68 nel settore del latte e dei
prodotti lattiero-caseari*4>, modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n.
1639/91*5>; che alla Commissione devono venir conferite competenze dirette per
 l'esecuzione della disciplina cosi predisposta;
considerando che dev'essere mantenuto il metodo adottato nel 1984, consistente
nell'imposizione di un prelievo sui quantitativi di latte raccolto o venduto
direttamente eccedenti un limite di garanzia; che tale limite di garanzia é
determinato, per ciascuno Stato membro, mediante la fissazione di un quantitativo
globale garantito, che non può essere superato dalla somma dei quantitativi
individualmente attribuiti per le consegne e per le vendite dirette; che i
quantitativi sono fissati per i prossimi otto periodi e che la loro determinazione
deve tener conto di vari elementi relativi ai precedenti dell'applicazione del
regime e alle disposizioni che dovranno venir adottate per il futuro;
considerando infatti che la sospensione temporanea di una parte dei quantitativi
di riferimento a decorrere dal quarto periodo di dodici mesi, decisa ai sensi del
regolamento (CEE) n. 775/87*6>, modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n.
3643/90* 7 ), é stata resa necessaria dalla situazione del mercato; che, per i
quantitativi cosi sospesi, ai produttori é stata erogata, durante un quinquennio,
un'indennità decrescente; che il persistere di una situazione eccedentaria impone
di trasformare la sospensione del 4,5% dei quantitativi di riferimento per le
consegne in una corrispondente riduzione definitiva dei quantitativi globali
garant iti;
considerando che sin dall'inizio é stata creata una riserva comunitaria per tener
conto delle difficoltà che possono incontrare alcuni Stati membri per quanto
attiene all'attuazione di un regime di controllo della produzione lattiera; che
detta riserva é stata più volte aumentata per soddisfare esigenze specifiche di
taluni Stati membri, nonché di taluni produttori; che ò opportuno trarne le debite
conseguenze, integrando nei quantitativi globali garantiti le diverse parti delia
riserva comunitaria e sopprimendo quindi quest'ultima;
(4) GU n. L 90 dell'1.4.1984, pag. 13.
(5) GU n. L 150 del 15.6.1991, pag. 35.
(6) GU n. L 78 del 20.3.1987, pag. 5.
(7) GU n. L 362 del 27.12.1990, pag. 9.
                                                                                   ^3
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considerando altresì che, data l'assoluta necessità di raggiungere un certo
equilibrio tra l'offerta e la domanda, non é possibile evitare una riduzione
supplementare del 3% dei quantitativi di riferimento per l'insieme degli Stati
membri, i quali devono partecipare solidalmente allo sforzo richiesto; che, tenuto
conto delle conseguenze sul settore delle carni bovine, questa riduzione deve
venir equamente ripartita sui tre periodi di dodici mesi 1992-1993, 1993-1994 e
1994-1995;
considerando che é opportuno ragguagliare il quantitativo di riferimento
 individuale al quantitativo disponibile al 31 marzo 1992, data di scadenza dei
primi otto periodi di applicazione del regime del prelievo, precisando i principi
o le disposizioni  in base ai quali tale quantitativo dovrà o potrà essere
diminuito o aumentato nell'ambito del regime prorogato;
considerando che, nel rispetto delle norme per la determinazione dei quantitativi
di riferimento individuali, é d'uopo tener conto sìa della situazione dei
produttori cui é stato provvisoriamente attribuito un quantitativo specifico
nell'ambito del precedente regime, sia - in conformità con i nuovi orientamenti
della politica agraria comune - della particolare situazione in cui si trovano
alcuni produttori in vista di una futura attribuzione di quantitativi di
riferimento supplementari o specifici, entro i limiti del quantitativo globale
garantito, e segnatamente i giovani agricoltori, I produttori con una produzione
di qualità che può venir commercializzata direttamente e i produttori impegnati in
un programma agro-ambientale, compresi quelli che contribuiscono alla salvaguardia
della diversità genetica allevando razze locali;
considerando che é opportuno attribuire al produttore il diritto di ottenere
l'aumento o la fissazione di un quantitativo di riferimento previa corrispondente
riduzione o soppressione dell'altro, purché una richiesta in tal senso appaia
debitamente motivata dalla necessità di far fronte a modifiche definitive delle
esigenze dell'interessato in materia di commercializzazione;
considerando inoltre che, negli Stati membri che le hanno autorizzate, le cessioni
temporanee di una parte del quantitativo di riferimento individuale hanno
consentito un migliore funzionamento del regime; che è quindi opportuno estendere
all'insieme dei produttori la possibilità di avvalersi, in linea di principio, di
tale disposizione;
                                                                                   Ak
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considerando che il prelievo deve venir fissato ad un livello corrispondente al
115% del prezzo indicativo del latte sia per le consegne che per le vendite
dirette; che non appare infatti giustificato differenziare le percentuali in
quanto, oltre al fatto che il controllo delle vendite dirette presenta aspetti
aleatori, è su propria richiesta che un produttore ottiene l'aumento di un
quantitativo e la corrispondente riduzione dell'altro;
considerando che, per quanto concerne le consegne, il prelievo dovuto dai
produttori dev'essere versato dall'acquirente, il quale ne ripercuote l'onere sul
prezzo pagato per il latte; che l'acquirente sembra infatti collocarsi nella
posizione più idonea per effettuare le necessarie operazioni; che, al fine di
mantenere una certa duttilità nella gestione del regime, é opportuno prevedere una
perequazione dei superamenti con riguardo all'insieme dei quantitativi di
riferimento individuali all'interno di una zona di raccolta ovvero, nel caso delle
associazioni di acquirenti, di una stessa zona geografica;
considerando che, ai sensi dell'articolo 12, lettera e) del regolamento (CEE) n.
857/84, erano considerate alla stregua di produttori  le associazioni di produttori
e loro unioni; che, nell'ambito dell'articolo 7 del presente regolamento, é
opportuno prevedere nuovamente tale possibilità, limitandola tuttavia nel tempo e
precisando che é lecito avvalersene soltanto per consentire, nel rispetto dei
diritti dei singoli produttori, gli adeguamenti strutturali ed amministrativi
necessari per l'applicazione del regime di diritto comune;
considerando che il prelievo previsto dal presente regolamento é destinato a
regolarizzare e stabilizzare il mercato dei prodotti  lattiero-caseari e che é
pertanto opportuno destinarne il ricavato al finanziamento delle spese del settore
 lattiero,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                    Articolo 1
A decorrere dal 1* aprile 1992 é istituito, per altri otto periodi consecutivi di
dodici mesi, un prelievo supplementare a carico dei produttori dì latte vaccino;
si applica ai quantitativi di latte o di equivalente latte, consegnati ad un
acquirente o venduti direttamente per il consumo nel corso del periodo di dodici
mesi di cui trattasi, che superano un quantitativo da determinare.
Il prelievo é fissato al 115% del prezzo indicativo del latte.
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                                    Articolo 2
1.  Per quanto concerne le consegne, l'acquirente paga il prelievo dovuto dai
    produttori per i quantitativi di latte o di equivalente latte, consegnatigli
    nel periodo di dodici mesi di cui trattasi, che superano la somma dei
    quantitativi di riferimento individuali di cui dispongono i produttori.
    L'acquirente ripercuote il prelievo sul prezzo del latte pagato nel periodo in
    questione ai produttori che hanno contribuito al superamento, dopo aver
    proceduto, proporzionalmente ai quantitativi di riferimento individuali di cui
    detti produttori dispongono, alla ripartizione dei quantitativi eccedenti tra
    gli altr i produttor i.
2.  Per quanto concerne le vendite dirette, il produttore paga al competente
    organismo dello Stato membro il prelievo dovuto per i quantitativi di latte o
    di equivalente latte, venduti direttamente durante il periodo di dodici mesi
    di cui trattasi, che superano il quantitativo di riferimento di cui dispone.
                                    Articolo 3
La somma di tutti i quantitativi di riferimento individuali non può superare i
seguenti quantitativi globali (in migliaia di t ) :
1.  per il periodo di dodici mesi dal 1* aprile 1992 al 31 marzo 1993:
                                 consegne           vendite dirette
    Belgio                       2.887,610               369,461
    Danimarca                    4.379,010                 0,941
    Germania                    27.247,211               148,538
    Grecia                         520,615                 4,483
    Spagna                       4.411,750               511,781
    Francia                     23.106,457               725,496
    Irlanda                      5.146,558                15,058
    Italia                       8.224,210               710,691
    Lussemburgo                    263,849                 0,941
    Paesi Bassi                 10.769,091                89,404
    Portogallo                   1.725,410               117,394
    Regno Unito                 13.976,184               372,133
                                                                                   A<P
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2. per il periodo di dodici mesi dal 1* aprile 1993 al 31 marzo 1994
                                 consegne         vendite dirette
   Belgio                        2.855,500             365,729
   Danimarca                     4.330,190               0,932
   Germania                     26.944,941             147,037
   Grecia                          515,245               4,437
   Spagna                        4.365,250             506,611
   Francia                      22.850,117             718,168
    Irlanda                      5.093,758              14,906
   Italia                        8.136,230             703,513
   Lussemburgo                     261,199               0,932
   Paesi Bassi                  10.649,301              88,501
   Portogallo                    1.707,620             116,208
   Regno Unito                  13.822,888             368,374
3. per ciascuno dei sei periodi di dodici mesi dal 1' aprile 1994 al
   31 marzo 2000
                                 consegne         vendite dirette
   Belgio                        2.823,390             361,997
   Danimarca                     4.281,370               0,922
   Germania                     26.642,671             145,537
   Grecia                          509,875               4,392
   Spagna                        4.318,750             501,442
   Francia                      22.593,777             710,839
   Irlanda                       5.040,958              14,754
   Italia                        8.048,250             696,334
   Lussemburgo                     258,549               0,922
   Paesi Bassi                  10.529,511              87,598
   Portogallo                    1.689,830             115,023
   Regno Unito                  13.669,593             364,615
                                                                     ft
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                                     Articolo 4
1.   Il quantitativo di riferimento individuale disponibile nell'azienda é pari al
     quantitativo disponibile il 31 marzo 1992, ove del caso maggiorato a norma
     dell'articolo 2, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 1637/91 ( 8 ) e/o
     dell'articolo 6, paragrafo 2 del presente regolamento, ed adeguato in modo che
    non vengano superati I quantitativi globali stabiliti dall'articolo 3, tenuto
    conto dell'applicazione dell'articolo 6.
2. Qualora il produttore ne faccia motivata richiesta, il quantitativo di
     riferimento individuale é aumentato o fissato per tener conto delle modifiche
    definitive che incidono sulle sue consegne e/o sulle sue vendite dirette.
    L'aumento o la fissazione di un quantitativo di riferimento sono subordinati
    alla riduzione o alla soppressione dell'altro quantitativo di riferimento.
    Tali adeguamenti non possono determinare, per lo Stato membro interessato, un
    aumento della somma dei quantitativi delle consegne e delle vendite dirette
    stabiliti dall'articolo 3. Detti quantitativi sono adattati conformemente alla
    procedura indicata all'articolo 9.
3. Qualora un produttore che abbia provvisoriamente ricevuto un quantitativo di
    riferimento individuale specifico a norma dell'articolo 3 bis, paragrafo 1,
    ultimo comma del regolamento (CEE) n. 857/84 possa comprovare all'autorità
    competente, anteriormente al 1' luglio 1993, che ha effettivamente ripreso le
    vendite dirette e/o le consegne e che tali vendite dirette e/o tali consegne
    hanno raggiunto nel corso degli ultimi dodici mesi un livello pari o superiore
    all'80% del quantitativo di riferimento provvisorio, il quantitativo di
    riferimento specifico gli é attribuito definitivamente. Nel caso contrario il
    quantitativo di riferimento definitivamente attribuito é pari al quantitativo
    effettivamente consegnato o venduto direttamente.
    Il livello delle vendite dirette e/o delle consegne effettive é fissato
    tenendo conto dell'evoluzione del ritmo di produzione nell'azienda del
    produttore, delle condizioni stagionali e di qualsiasi circostanza
    eccezionale.
(8) GU n. L 150 del 15.6.1991, pag. 30.                                             u
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                                     ArtIçplQ $
Entro una data da determinarsi gli Stati membri autorizzano, per la durata del
periodo di dodici mesi di cui trattasi, cessioni temporanee della parte del
quantitativo di riferimento individuale che non sarà utilizzata dal produttore che
ne dispone. Tuttavia, i quantitativi di riferimento di cui all'articolo 4,
paragrafo 3 non possono formare oggetto di siffatte cessioni temporanee fino al 31
marzo 1995.
Gli Stati membri possono modulare le operazioni di cessione temporanea in funzione
delle categorie di produttori o delle strutture di produzione lattiera e limitarle
all'interno delle regioni o delle zone di raccolta interessate.
Secondo la procedura di cui all'articolo 9 si provvede a determinare se e in quale
misura il cedente può rinnovare le operazioni di cessione.
                                     Articolo 6
    Per la determinazione dei quantitativi di riferimento individuali di cui
    all'articolo 4, lo Stato membro attribuisce prioritariamente quantitativi di
    riferimento supplementari e specifici, entro i limiti dei quantitativi globali
    di cui all'articolo 3, alle aziende estensive delle zone definite all'articolo
                                                      9)
    3, paragrafi 3, 4 e 5 della direttiva 75/268/CEE<    , modificata da ultimo
                                     (1
    dal   regolamento (CEE) n. 797/85 °), e quindi a quelle delle altre zone e,
    ove del caso, a produttori scelti in base alla procedura indicata
    al l'articolo 9.
    Per azienda intensiva si intende un'azienda nella quale la densità massima
    degli animali non supera il tasso indicato all'articolo 2, paragrafo 1, primo
    comma del regolamento (CEE) n.         < 11 >.
( 9) GU n. L 128 del 19.5.1979, pag. 1.
(10) GU n. L 93 del 30.3.1985, pag. 1.
(11) GU n. L
                                                                                   Al
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2.  All'inizio del periodo cha va dal 1' aprile 1992 al 31 marzo 1993 gli Stati
    membri attribuiscono, conformemente al paragrafo 1, i seguenti quantitativi
     (in migliaia di t):
                     Belgio         32,110
                     Danimarca      48,820
                     Germania      302,270
                     Grecia          5,370
                     Spagna         46,500
                     Francia       256,340
                      Irlanda       52,800
                      Italia        87,980
                     Lussemburgo     2,650
                     Paesi Bassi   119,790
                     Portogallo     17,790
                     Regno Unito   153,296
                                     Articolo 7
Ai sensi del presente regolamento si intende per:
a)   latte: il prodotto proveniente dalla mungitura dì una o più vacche;
b)  altri prodotti lattiero-caseari: in particolare, la crema di latte, il burro e
     i formagg i;
e)  produttore: l'imprenditore agricolo - persona fisica o giuridica o
    associazione di persone fisiche o giuridiche - la cui azienda é situata sul
    territorio geografico della Comunità,
    - che vende latte o altri prodotti lattiero-casearI direttamente al
       consumatore
    - e/o che effettua consegne all'acquirente;
    fino alla scadenza del decimo periodo di applicazione del regime possono venir
    considerate produttori le associazioni di produttori e loro unioni che siano
    riconosciute ai sensi del regolamento (CEE) n. 1360/78 ed il cui atto
    costitutivo preveda, per i produttori associati, l'obbligo di cui all'articolo
    6, paragrafo 1, lettera e), primo trattino di detto regolamento;
                                                                                   2o
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ci) azienda: il complesso delle unità di produzione gestite dal produttore e
    situate sul territorio geografico della Comunità;
e)  acquirente: un'impresa o un'associazione che acquista latte o altri prodotti
    latt iero-caseari
    - per procedere al loro trattamento o alla loro trasformazione,
    - per cederli ad una o più imprese dedite al trattamento o alla trasformazione
      del latte o di altri prodotti lattiero-caseari;
    tuttavia, si considera come acquirente un'associazione di acquirenti operanti
    in una stessa zona geografica, la quale effettui per conto dei propri aderenti
    operazioni di gestione amministrativa e contabile, a condizione che:
    - la raccolta di ogni aderente sia inferiore a 250 t di latte al giorno,
    - la raccolta annua media degli aderenti sia inferiore a 50 t di latte al
      giorno, e
    - la raccolta totale dell'associazione sia inferiore a 2 000 000 t di latte
      al l'anno;
f)  impresa dedita al trattamento o alla trasformazione del latte o di altri
    prodotti lattiero-caseari: un'impresa o un'associazione che procede al
    trattamento o alla trasformazione del latte o di altri prodotti lattiero-
    casear i o che limita la sua attività lattiera ad operazioni di raccolta, di
    imballaggio, di magazzinaggio e di refrigerazione o ad una di tali operazioni;
g)  consegna: qualsiasi consegna di latte o di altri prodotti lattiero-caseari,
    indipendentemente dal fatto che al trasporto provveda il produttore,
    l'acquirente, l'impresa dedita al trattamento o alla trasformazione di tali
    prodotti, o un terzo;
h)  latte o equivalente latte venduto direttamente al consumo: il latte o i
    prodotti lattiero-caseari convertiti inequivalente latte, venduti senza
    passare attraverso un'impresa dedita al trattamento o alla trasformazione del
    latte.
                                                                                   l\
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                                     Art ico lo 8
il prelievo é considerato parte degli interventi intesi a regolarizzare i mercati
agricoli ed é destinato al finanziamento delle spese del settore lattiero-
casear io.
                                     Art ico lo 9
Le modalità di applicazione del presente regolamento vengono adottate secondo la
procedura prevista dall'articolo 30 del regolamento (CEE) n. 8 0 4 / 6 8 ( 1 2 ) .
                                    Articolo 10
Il regolamento (CEE) n. 857/84 é abrogato.
                                    Articolo 11
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica a decorrere dal 1' aprile 1992.
Il presente regolamento é obbligatorio in tutti I suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri
Fatto a Bruxelles, addi                                 Per il Consiglio
(12) GU n. L 148 del 28.6.1968, pag. 13.                                           J. Z
 ---pagebreak---                                      Proposta di
                     REGOLAMENTO (CEE) N.      /91 DEL CONSIGLIO
                                    del
         che fissa un'indennità relativa alla riduzione dei quantitativi di
                    riferimento individuali nel settore del latte
        e un'indennità per l'abbandono definitivo della produzione lattiera
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
 l'art icolo 43,
vista la proposta della Commissione*1),
visto il parere del Parlamento europeo (2) ,
considerando che l'evoluzione del mercato del latte ha reso necessaria una
riduzione supplementare del 3% dei quantitativi globali fissati dall'articolo 3
del regolamento (CEE) n.          del Consiglio, che istituisce un prelievo
supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari(3); che tale
riduzione é scaglionata su tre periodi di dodici mesi; che, quale compensazione
per la diminuzione dei quantitativi di riferimento individuali che ne consegue,
appare necessario prevedere un'indennità di 5 ECU/100 kg/anno per dieci anni,
proporzionale allo sforzo di adeguamento richiesto ai produttori durante ciascuno
dei tre prossimi periodi di dodici mesi, pagabile sotto forma di obbligazioni al
portatore garantite e negoziabili sul mercato; che l'indennità massima é tuttavia
limitata al 4% del quantitativo di riferimento disponibile; che gli Stati membri
possono contribuireal finanziamento aumentando l'importo dell'indennità;
considerando tuttavia che dev'essere evitata una diminuzione del quantitativo di
riferimento delle aziende piccole e medie; che a tal fine, per liberare
quantitativi di riferimento da destinare a dette aziende, é opportuno istituire un
regime comunitario per il finanziamento dell'abbandono della produzione lattiera,
ai sensi del quale a qualsiasi produttore che ne faccia richiesta e che soddisfi
determinate condizioni di ammissibilità venga versata un'indennità dopo la
cessazione totale e definitiva della produzione lattiera; che gli Stati membri
devono tener conto dell'esistenza di contratti d'affitto di fondi rustici;
   (1) GU n. L    del    .  .    , pag.
   (2) GU n. L    del    .  .    , pag.
   (3) GU n. L    del    .  .    , pag.
                                                                                   Z3
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considerando che l'indennità per l'abbandono della produzione lattiera é, in linea
di massima, concessa per l'intero quantitativo di riferimento; che é tuttavia
opportuno, in alcuni casi, limitare tale diritto, in modo che non possano
avvalersene i produttori che hanno beneficiato delle disposizioni dell'articolo 3
quater del regolamento (CEE) n. 857/84 dei Consiglio, che fissa le norme generali
per l'applicazione del prelievo di cui all'articolo 5 quater del regolamento (CEE)
n. 804/68 nel settore del latte e dei prodotti lattiero-casearl<4), modificato da
ultimo dal regolamento (CEE) n. 1639/91 (5) ;
considerando che, in base all'esperienza acquisita, l'indennità per l'abbandono
della produzione lattiera può essere fissata a 17 ECU/100 kg/anno per tre anni,
pagabile sotto forma di obbligazioni al portatore garantite e negoziabili sul
mercato; che può essere necessario aumentare il livello dell'indennità; che
occorre quindi autorizzare gli Stati membri ad apportare un finanziamento
complementare il cui ammontare può venir adeguato per tener conto delle
peculiarità regionali;
considerando che i quantitativi di riferimento cos) liberati devono venir
riattribuiti alle piccole e medie aziende in modo da evitare una diminuzione del
 loro quantitativo di riferimento; che il finanziamento comunitario dell'indennità
per l'abbandono della produzione lattiera deve essere limitato a siffatta
r iattr ibuzione;
considerando che, al di là di questo obiettivo riguardante il nono, il decimo e
 l'undicesimo periodo, ò d'uopo, per i periodi successivi, offrire agli Stati
membri che stimano necessario continuare ad assegnare quantitativi di riferimento
conformemente all'articolo 6 del regolamento (CEE) n.         , la possibilità dì
conservare un regime di indennizzo per l'abbandono della produzione lattiera,
prevedendo un contributo comunitario al finanziamento di detto regime a
concorrenza del 50% dell'ammontare dell'indennità fissato dallo Stato membro, con
un massimale di 2,5 ECU/100 kg/anno per dieci anni; che, ove del caso, i
quantitativi di riferimento liberati da questo regime possono non venir
riattribuiti, in modo da facilitare la diminuzione delle consegne e delie vendite
dirette perseguita con la riduzione dei quantitativi globali garantiti;
   (4) GU n. L 90 del I'1.4.1984, pag. 13.
   (5) GU n. L. 150 del 15.6.1991, pag. 35.
 ---pagebreak---                                            - 3 -
considerando che le indennità comunitarie sono volte in particolare a ripristinare
l'equilibrio sul mercato e possono quindi venir considerate alla stregua di un
intervento di cui all'artìcolo 3 del regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio,
del 21 aprile 1970, relativo al finanziamento della politica agricola comune (6) ,
modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2048/88 (7 ^,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                         Articolo 1
1.   A decorrere dal nono periodo di dodici mesi di applicazione del regime del
     prelievo supplementare introdotto dal regolamento (CEE) n.            ,
     un'indennità é concessa ai produttori il cui quantitativo di riferimento é
     ridotto a norma dell'articolo 4, paragrafo 1 di tale regolamento.
2.   L'indennità in parola é:
     a)  fissata a 5 ECU/100 kg/anno ;
     b)  concessa per la parte di cui é stato effettivamente ridotto il
         quantitativo di riferimento individuale rispetto al quantitativo di
         riferimento disponibile al 31 marzo 1992, ove del caso maggiorato dei
         quantitativi riattribuiti a norma dell'articolo 2, paragrafo 4 del
         regolamento (CEE) n. 1 6 3 7 / 9 1 W e corretto per tener conto dei
         trasferimenti di quantitativi di riferimento effettuati dopo tale data;
         rispetto a quest'ultimo quantitativo, non può superare un massimale
         corrispondente al 2%, 3% e 4% rispettivamente per il nono, il decimo e
         l'undicesimo e successivi periodi di dodici mesi;
     e)  versata sotto forma di obbligazioni al portatore garantite e negoziabili
         sul mercato, pagabili in dieci annualità, a decorrere dal 1993, tra il 1
         aprile e iI 30 settembre di ogni anno.
   (6) GU n. L 94 del 28.4.1970, pag. 13.
   (7) GU n. L 185 del 15.7.1988, pag. 1.
   (8) GU n. L 150 del 15.6.1991, pag. 30.
                                                                                   1$
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                                     Articolo 2
1. A r(chiesta del I'interessato e alle condizioni fissate dal presente articolo,
   gli Stati membri concedono al produttore, quale definito all'articolo 7,
    lettera e) del regolamento (CEE) n.       , che si impegni ad abbandonare
   totalmente e definitivamente la produzione lattiera prima di una data da
   determinarsi, un'indennità versata sotto forma di obbligazioni al portatore
   garantite e negoziabili sul mercato, pagabili in tre annualità, a decorrere
   dal 1993, tra i l i * aprile e iI 30 settembre di ogni anno.
2. a)   Sono ammessi a fruire della provvidenza i produttori che dispongono di un
        quantitativo di riferimento per consegne o vendite dirette, esclusi i
        produttori che hanno beneficiato di quant fativi in applicazione
        dell'articolo 3 quater del regolamento (CEE) n. 857/84.
        Tuttavia gli Stati membri
        - possono decidere di non concedere l'indennità ai produttori che
          posseggono meno di sei vacche lattifere o il cui quantitativo di
          riferimento é inferiore a 25 000 kg/anno ;
        - sono autorizzati ad adottare le disposizioni necessarie affinché le
          diminuzioni dei quantitativi operate nell'ambito del presente
          regolamento siano per quanto possibile ripartite armoniosamente tra le
          regioni e le zone di raccolta.
   b)   L'indennità viene concessa per il quantitativo di riferimento disponibile
        alla fine del periodo dì dodici mesi di cui trattasi, esclusi, per il nono
        e per il decimo periodo, i quantitativi che sono stati attribuiti in
        applicazione dell'artìcolo 3 bis, paragrafo 1, ultimo comma del
        regolamento (CEE) n. 857/84.
   e)   Nel caso di produttori che dispongano di due quantitativi di riferimento,
        per le consegne e per le vendite dirette, l'indennità é concessa per i due
        quantitativi di riferimento.
   d)   Nel caso di affitti di fondi rustici, la domanda di assegnazione
        dell'indennità é presentata dall'affittuario.
                                                                                 2é
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      Gli Stati membri stabiliscono a quali condizioni      l'affittuario può
       presentare domanda di assegnazione dell'indennità e a quali condizioni
       quast'ultima viene concessa.
  e)   L'indennità é fissata a 17 ECU/100 kg/anno, ferma restando la possibilità
      per gli Stati membri di contribuire al finanziamento aumentando tale
       importo.
      Ogni Stato membro può, all'interno del proprio territorio, adattare
       l'entità dell'integrazione per tener conto delle diverse condizioni      locali
      per quanto riguarda:
      - l'evoluzione della produzione lattiera,
      - il livello medio delle consegne per produttore,
      - la necessità di non ostacolare la ristrutturazione della produzione
         lattiera,
      - l'esistenza dì possibilità di riconversione verso altre attività
         produttive,
      - la localizzazione della produzione lattiera in una delle zone definite
         all'articolo 3, paragrafi 3, 4 e 5 della direttiva 75/268/CEE dei
         Consiglio, del 28 aprile 1975, sull'agricoltura di montagna e di talune
         zone svantaggi ate* 9 ) , modificata da ultimo dal regolamento (CEE) n.
         797/85< 1 0 >.
                                      Art ico lo 3
I quantitativi di riferimento liberati in applicazione dell'articolo 2 sono
riattribuiti, fino a concorrenza del quantitativo oggetto dell'indennità di cu
all'articolo 1, ai produttori     il cui quantitativo di riferimento continua ad
essere inferiore a 200 000 kg, a condizione che venga restituito      l'importo
ancora dovuto dell'indennità corrispondente ai quantitativi riattribuiti.
( 9) GU n. L 128 del 19.5.1975, pag. 1.
(10) GU n. L 93 del 30.3.1985, pag. 1.
                                                                                       2Ì
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                                       Art ico lo 4
 Il finanziamento comunitario dell'indennità prevista all'articolo 2 è limitato
alle esigenze di riattribuzione di cui all'articolo 3, per il nono, decimo ed
undicesimo periodo di dodici mesi.
                                       Articolo 5
1.   A decorrere dal dodicesimo periodo di dodici mesi e sino alla scadenza del
     regime del prelievo supplementare, gli Stati membri possono, su richiesta
     dell'interessato e alle condizioni    indicate all'articolo 2, concedere al
     produttore, quale definito al medesimo articolo, un'indennità versata sotto
     forma dì obbligazioni al portatore garantite dalla Comunità e dallo Stato
     membro e negoziabili sul mercato, pagabili in dieci annualità, a decorrere dal
     1996, tra il 1* aprile e II 30 settembre di ogni anno.
2.   Lo Stato membro fissa l'ammontare dell'indennità, che può essere differenziata
     in base ad uno o più dei criteri indicati all'articolo 2, paragrafo 2, lettera
     e ) , secondo comma.
     Il finanziamento comunitario é limitato al 50% dell'indennità concessa, con un
     massimale di 2,5 ECU/100 kg/anno per dieci anni.
3.   I quantitativi di riferimento liberati in applicazione del presente articolo
     vengono ri attribuì ti a norma dell'articolo 6, paragrafo 1 del regolamento
     (CEE) n.        , o, se del caso, non vengono riattribuiti.
                                       Art icolo 6
Il finanziamento delle indennità comunitarie previste agli articoli 1, 2 e 5 é
considerato alla stregua di un intervento di cui all'articolo 3 del regolamento
(CEE) n. 729/70.
                                                                                    28
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                                    Articolo 7
Gli Stati membri comunicano alla Commissione, anteriormente al 1* aprile di ogni
anno, tutte le informazioni necessarie per valutare l'efficacia delle misure
previste dal presente regolamento.
                                    Articolo 8
La Commissione adotta, secondo la procedura prevista dall'articolo 30 del
regolamento (CEE) n. 804/68, le misure d'applicazione del presente regolamento,
                                    Articolo 9
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica a decorrere dal 1' aprile 1992.
Il presente regolamento é obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri
Fatto a Bruxelles, addi                                 Per il Consiglio
                                                                                a
 ---pagebreak---                                    Proposta, di
                   REGOLAMENTO (CEE) N.       /91 DEL CONSIGLIO
                                  del
  che fissa, per tre periodi annuali dal 1' luglio 1993 al 30 giugno 1996,
      il prezzo indicativo del latte e I prezzi d'intervento del burro,
                 del latte scremato in polvere e dei formaggi
                       Grana padano e Parmigiano reggiano
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare I'articolo 43,
visto l'atto di adesione della Spagna e del Portogallo, in particolare
l'articolo 234, paragrafo 3,
vista la proposta della Commissione*1),
visto il parere del Parlamento europeo*2^,
considerando che la politica seguita dalla Comunità in materia di prezzi
sin dall'adesione, e segnatamente i'introduzione del regime degli
stabilizzatori agricoli da un lato e la formulazione dei nuovi orientamenti
della politica agraria comune dall'altro, non consente di operare il
ravvicinamento al prezzo comune dei prezzi del latte scremato in polvere in
Portogallo conformemente a quanto disposto dall'articolo 285 dell'atto di
adesione; che detto prezzo è stato fissato, per la campagna 1991-1992, a
172,43 ECU/100 kg e che i prezzi portoghesi per il medesimo periodo sono
rispettivamente di 210 ECU/100 kg sul continente e 207 ECU/100 kg nelle
Azzorre; che, non solo per non aggravare il divario tra i prezzi
considerati, bensi soprattutto per ravvicinarli, occorre adattare le
pertinenti modalità previste dall'atto di adesione e recepire il principio
del riavvicinamento per tappe al prezzo comune dei prezzi del latte
scremato in polvere praticati in Portogallo, dopo aver fissato al medesimo
livello i due prezzi colà vigenti;
(1) GU n. L    del     .  .    , pag
(2) GU n. L    del     .  .    , pag
                                                                            So
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considerando che, data l'assoluta necessità di conseguire un migliore
equilibrio tra l'offerta e la domanda, si é dovuto prorogare il regime del
prelievo supplementare introdotto nel settore del latte e dei prodotti
 lattiero-caseari, riducendo nel contempo I quantitativi globali garantiti
stabiliti nell'ambito di detto regime; che, tenuto conto della prevedibile
diminuzione dei costi della produzione lattiera quale conseguenza della
flessione dei prezzi dei cereali e dei concentrati, é opportuno ridurre il
prezzo indicativo del latte per migliorare la posizione concorrenziale dei
prodotti lattiero-caseari; che il prezzo indicativo del latte deve quindi
venir diminuito correlativamente a quello degli altri prodotti agricoli;
considerando che, per il mercato del latte, occorre altresì porsi
nell'ottica di un equilibrio a lungo termine tra offerta e domanda tenendo
conto anche degli scambi esterni, e fissare conseguentemente il prezzo del
latte in una prospettiva pluriennale, ferma restando la facoltà di operare
in seguito gli adeguamenti resi necessari dall'evoluzione del mercato
stesso;
considenrando che i prezzi d'intervento del burro e del latte scremato in
polvere devono contribuire al raggiungimento del prezzo indicativo del
latte; che occorre determinare il loro livello tenendo conto sia della
situazione generale della domanda e dell'offerta sul mercato lattiero della
Comunità, sia delle possibilità di smaltimento del burro e del latte
scremato in polvere sul mercato comunitario e sul mercato mondiale; che la
posizione concorrenziale del burro induce a ridurre il prezzo d'intervento
di questo prodotto più di quanto non si riduca il prezzo d'intervento del
latte scremato in polvere;
considerando che é opportuno che il divario tra il prezzo del latte
scremato in polvere in Portogallo e il corrispondente prezzo comune venga
eliminato in tre tappe, corrispondenti a ciascuna delle campagne
considerate nell'ambito della fissazione pluriennale del prezzo indicativo
del latte; che é stato possibile constatare che i prezzi di mercato del
latte scremato in polvere praticati in Portogallo registrano un livello
tale che il ravvicinamento cosi effettuato non potrà avere conseguenze
negative per tale prodotto;
                                                                            Si
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considerando che i prezzi d'intervento dei formaggi Grana padano e
Parmigiano reggiano devono essere fissati conformemente ai criteri
stabiliti all'articolo 5, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 804/68 del
Consiglio, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del
latte e dei prodotti lattiero-casearl*3>, modificato da ultimo dal
regolamento (CEE) n.      (*),
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                 Articolo 1
Il divario tra i prezzi del latte scremato in polvere in Portogallo e il
prezzo comune viene eliminato procedendo ad un ravvicinamento in tre tappe
dei prezzi portoghesi al prezzo comune.
Il primo ravvicinamento é operato 111* luglio 1993.
Il prezzo comune si applica in Portogallo a decorrere dal 1' luglio 1995.
(3) GU n. L 148 del 28.6.1968, pag. 13.
(4) GU n. L    del          , pag.    .                                    x->
 ---pagebreak---                                       - 4 -
                                   Art ico lo 2
 Il prezzo indicativo del latte e I prezzi d'intervento dei prodotti
 lattiero-casearI sono fissati come segue, ferma restando la possibilità di
success i v i adeguament i.
1.   Per il periodo dal 1' luglio 1993 al 30 giugno 1994
                                                                 (ECU/100 kg)
                                            Comunità
                                             degli           Portogallo
                                             undici
   a) prezzo indicativo del latte               25,74            25,74
   b) prezzo d'intervento
       . burro                                 275,21           275,21
      . latte scremato in polvere              168,98           192,60
      . formaggio Grana padano
         - dell'età di 30-60 giorni           364,24
         - del l'età di almeno 6
           mesi                               454,27
      . formaggio Parmigiano
         reggiano del l'età di
         almeno 6 mesi                        503,13
2.   Per il periodo dal 1' luglio 1994 al 30 giugno 1995
                                                                 (ECU/100 kg)
                                            Comunità
                                             degli           Portogallo
                                             undici
   a) prezzo indicativo del latte               24,93            24,93
   b) prezzo d'intervento
      . burro                                  262,04          262,04
      . latte scremato in polvere              166,39           178,60
      . formaggio Grana padano
        - dell'età di 30-60 giorni            355,92
        - del l'età di almeno 6
           mesi                               445,48
      . formaggio Parmigiano
         reggiano del l'età di
        almeno 6 mesi                         494,34
                                                                              33
 ---pagebreak---                                      - 5 -
2.  Per il periodo dal 1' luglio 1995 al 30 giugno 1996
                                               (ECU/100 kg)
    a)  prezzo indicativo del latte               24,13
    b)  prezzo d'intervento
         . burro                                 248,86
         . latte scremato in polvere             163,81
         . formaggio Grana padano
           - dell'età di 30-60 giorni            347,60
           - dell'età di almeno 6 mesi           436,69
        . formaggio Parmigiano reggiano
           dell'età di almeno 6 mesi             485,55
                                  Art ico lo 3
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica a decorrere dal 1* luglio 1993.
Il presente regolamento é obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri
Fatto a Bruxelles, addi                                Per il Consiglio
                                                                        •3v
 ---pagebreak---                                       Proposta di
                      REGOLAMENTO (CEE) N.      /91 DEL CONSIGLIO
                                     del
              che istituisce un regime di premio per le vacche lattifere
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
 l'art icolo 43,
vista la proposta della Commissione* 1 ),
visto il parere del Parlamento europeo*2*,
considerando che, data l'assoluta necessità di conseguire un migliore equilibrio
tra l'offerta e la domanda, si é dovuto prorogare il regime del prelievo
supplementare introdotto nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari,
riducendo nel contempo i quantitativi globali garantiti stabiliti nell'ambito di
detto regime ed i prezzi fissati nel quadro dell'organizzazione comune dei mercati;
considerando che il prezzo indicativo del latte é stato diminuito correlativamente
a quello degli altri prodotti agricoli; che, di conseguenza, le aziende lattiere
estensive saranno penalizzate dalle riduzioni dei prezzi del latte senza poter
beneficiare veramente della flessione dei prezzi dei mezzi di produzione, flessione
dalla quale ricaveranno Invece vantaggi le aziende lattiere intensive; che é
opportuno ovviare a taie situazione e, conformemente ai nuovi orientamenti della
politica agraria comune, incentivare i sistemi di produzione estensivi;
considerando che tale obiettivo può essere raggiunto mediante un premio annuo per
vacca lattifera concesso a condizione che gli animali detenuti dall'azienda non
superino una densità massima, differenziata a seconda dell'ubicazione dell'azienda
stessa; che, in effetti, il minore potenziale agricolo delle zone svantaggiate e di
montagna non consente l'applicazione di forme di produzione estensive ad un numero
di animali per ettaro paragonabile a quello di altre zone; che é tuttavia d'uopo
prendere in considerazione la situazione dei piccolissimi produttori;
(1) GU n. L    del   . .     , pag.
(2) GU n. L    del   . .     , pag.    .                                            \ç
 ---pagebreak---                                          - 2 -
considerando che l'ammontare del premio va fissato in funzione della perdita di
reddito che dovrebbe derivare dalla riduzione in tre tappe dei prezzi del latte;
  considerando che é opportuno limitare l'ammontare totale dei premi concessi
  facendo riferiménto ad un'azienda economicamente efficente;
consderando che per agevolare il controllo delle domande è opportuno prevedere
 l'identificazione delle vacche lattifere mediante marcatura;
considerando che il regime relativo al premio contribuisce a ripristinare
 l'equilibrio sul mercato ed incentiva l'applicazione di metodi di produzione più
estensivi; che può quindi venir considerato alla stregua di un intervento di cui
all'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio, del 21 aprile 1970,
relativo al finanziamento della politica agricola comune*3*, modificato da ultimo
dal regolamento (CEE) n. 2048/88*4*,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                      Art icolo 1
1. Su richiesta dell'interessato e alle condizioni previste dal presente
    regolamento, gli Stati membri concedono al produttore quale definito
    all'articolo 7, lettera e) del regolamento (CEE) n.     del Consiglio, che
    istituisce un prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti
    lattiero-casearI*5*, un premio annuale per vacca lattifera, corrisposto per il
    numero di vacche lattifere da esso detenute. Il premio non può tuttavia venir
    corrisposto per più di 40 vacche lattifere.
2. La domada va presentata entro un termine da definire, all'inizio di ogni anno
    civile.
(3) GU n. L 94 del 28.4.1970, pag. 13.
(4) GU n. L 185 del 15.7.1988, pag. 1.
(5) GU n. L    del   .  .    , pag.    .                                           '^£
 ---pagebreak---                                          - 3 -
                                      Articolo 2
1. Il premio é concesso per l'anno civile di cui trattasi a condizione che in
   qualsiasi momento, da un lato, la densità degli animali detenuti nell'azienda di
   cui all'articolo 7, lettera d) del regolamento (CEE) n.       , espressa in unità
   di best ime adulto (UBA) per ettaro di superficie foraggera (ha), non superi i
   seguenti valori di carico:
   - 1,4 UBA/ha per le aziende o parti di aziende ubicate in zone quali definite
     all'articolo 3, paragrafi 3, 4 e 5 della direttiva 75/268/CEE del Consiglio,
     del 28 aprile 1975, sull'agricoltura di montagna e di talune zone
     svantaggiate*6*, modificata da ultimo dal regolamento (CEE) n. 797/85 (7) ,
   - 2 UBA/ha per le aziende o parti di aziende ubicate nelle altre zone;
   e, dall'altro, il numero di vacche lattifere presenti nell'azienda sia almeno
   pari a quello per il quale é chiesto il premio.
   La condizione relativa alla densità degli animali non si applica tuttavia ai
   produttori il cui quantitativo di riferimento all'inizio dell'anno civile di
   cui trattasi é inferiore a 25 000 kg.
2. Il numero di UBA é determinato sommando il numero di vacche lattifere, di
   vacche nutrici, di bovini maschi di più di sei mesi e di pecore, previa
   applicazione dei coefficienti di conversione indicati nell'allegato I del
   regolamento (CEE) n. 2328/91*8>.
3. Per superficie foraggera si intende la superficie totale dell'azienda di cui
   all'articolo 7, lettera d) del regolamento (CEE) n.       , previa detrazione
   delle aree occupate da edifici, strade poderali, stagni, boschi, colture
   permanenti e colture orticole, nonché delie superfici considerate ammissibili
   ai sensi del regolamento (CEE) n.        *9* ovvero utilizzate per fini diversi
   dall'allevamento bovino od ovino e/o che beneficiano di un regime di aiuto
   nazionale o comunitario diverso da quello di cui all'articolo 2, paragrafo 3,
   terzo comma, lettera a) dei regolamento (CEE) n. 2328/91. La superficie
(6) GU n. L 128 del 19.5.1975, pag. 1.
(7) GU n. L 93 del 30.3.1985, pag. 1.
(8) GU n. L 218 del 6.8.1991, pag. 1.
(9) Seminat ivi.
                                                                                     3*
 ---pagebreak---                                              - 4 -
    foraggera tiene altresì conto delle superfici utilizzate in comune in base a
   norme da determinare secondo la procedura prevista dall'articolo 30 del
   regolamento (CEE) n. 804/68*10>
                                         Art icolo 3
1. L'ammontare del premio per vacca lattifera è fissato a:
   - 25 ECU per il 1993;
   - 50 ECU per il 1994;
   - 75 ECU per gli anni seguenti.
2. Le vacche lattifere per le quali viene chiesto il premio devono essere
    identificante mediante marcatura, conformemente al regolamento (CEE)
   n.      * 1 1 *. L'identificazione delle vacche lattifere va indicata nella
   domanda di premio e iscritta in un apposito registro tenuto dal produttore.
    Il numero di vacche lattifere per le quali viene chiesto il premio forma
   oggetto di un accertamento da parte dell'autorità competente, che a tal fine
   tiene conto in particolare del quantitativo di riferimento del produttore e
   della resa lattiera media della regione considerata.
3. Salvo in casi debitamente motivati, il premio viene pagato non appena
   effettuati I controlli e comunque non più tardi del 30 aprile per l'anno
   precedente.
                                        Articolo 4
Il finanziamento del premio previsto dal presente regolamento é considerato alla
stregua di un intervento di cui all'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 729/70.
                                        Ar 11 co Io 5
La Commissione adotta, secondo la procedura prevista dall'articolo 30 del
regolamento (CEE) n. 804/68, le misure d'applicazione del presente regolamento, in
particolare quelle riguardanti il controllo del rispetto degli obblighi contratti.
(10) GU n. L 148 del 28.6.1968, pag. 13.
(11) GU n. L .       del         , pag.    .                                       ^ç>
 ---pagebreak---                                         - 5 -
                                     Articolo 6
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica a decorrere dal 1* gennaio 1993.
Il presente regolamento é obbligatorio In tutti i suol elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri
Fatto a Bruxelles, addi                                  Per il Consiglio
                                                                               3<?
 ---pagebreak---                                       Proposta di
                      REGOLAMENTO (CEE) N.      /91 DEL CONSIGLIO
                                     del
 relativo alla promozione del consumo nella Comunità s all'ampliamento dei mercati
                       del latte e dei prodotti lattiero-casearI
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione*1*,
visto il parere del Parlamento europeo*2*,
considerando che, nella Comunità, il mercato del latte e dei prodotti lattiero-
casear i é tra l'altro confrontato ad una continua diminuzione del consumo di alcuni
di tali prodotti; considerando che, data l'assoluta necessità di conseguire un
migliore equilibrio tra l'offerta e la domanda, si é dovuto prorogare il regime del
prelievo supplementare introdotto nel settore el latte e dei prodotti lattiero-
casear i, ri ducendo nel contempo i quantitativi globali garantiti stabiliti
nell'ambito di detto regime; che, per migliorare la posizione concorrenziale dei
prodotti lattiero-caseari, é altresì previsto di ridurre i prezzi di cui al
titolo I del regolamento (CEE) n. 804/68 del Consiglio, relativo all'organizzazione
comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari*3*,
modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n.         * 4 *;
considerando che anche misure specifiche volte ad incentivare il consumo nella
Comunità e a favorire l'ampliamento dei mercati del latte e dei prodotti lattiero-
casear i possono contribuire al ripristino di un migliore equilibrio sul mercato,
stimolando la domanda; che occorre definire tali misure specifiche;
(1) GU n. L     del   .  .    , pag.
(2) GU n. L     del   .  .    , pag.
(3) GU n. L 148 del 28.6.1968, pag. 13.
(4) GU n. L     del   .  .    , pag.                                                 /
 ---pagebreak---                                         - 2 -
considerando che le disposizioni del presente regolamento perseguono lo stesso
obiettivo del regolamento (CEE) n. 1079/77 del Consiglio, relativo ad un prelievo
di corresponsabilità e a misure destinate ad ampliare i mercati del latte e dei
prodotti lattiero-caseari*5*, modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n.
1632/91*6*; che non è pertanto necessario prorogare l'applicazione di detto
regolamento;
considerando che le disposizioni in parola sono destinate a conseguire un migliore
equilibrio sul mercato dei prodotti lattiero-caseari; che é quindi opportuno
considerare le spese determinate dalle misure specifiche alla stregua di un
intervento di cui all'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio, del
21 aprile 1970, relativo al finanziamento della politica agricola comune*7*,
modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2048/88*8*,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
(5) GU n. L 131 del 26.5.1977, pag. 6.
(6) GU n. L 150 del 15.6.1991, pag. 23.
(7) GU n. L 94 del 28.4.1970, pag. 13.
(8) GU n. L 185 del 15.7.1988, pag. 1.
 ---pagebreak---                                               3 -
                                        Arti co io 1
  1.    Secondo la procedura descritta all'articolo 4 vengono adottate misure relative
        alla promozione del consumo di latte e di prodotti    lattiero-caseari nella
        Comunità e all'ampliamento dei mercati del settore.
2. Per misure ai sensi del paragrafo 1 si intendono le misure aventi per oggetto:
     a)   la diffusione nella Comunità delle conoscenze esistenti, in particolare per
          quanto riguarda le qualità nutrizionali del latte e dei prodotti    lattiero-
          casear I ;
     b)   l'esecuzione di ricerche concernenti, in particolare, gli aspetti
          nutrizionali del latte e dei prodotti    lattiero-caseari;
     e)   io svolgimento di azioni pubblicitarie e promozionali nella Comunità a
          favore dei consumo di latte e di prodotti    lattiero-caseari;
     d)   l'esecuzione di studi di mercato volti ad ampliare gli sbocchi commerciali
          del latte e dei prodotti lattiero-caseari.
3. La Commissione comunica annualmente al Consiglio, anteriormente al 1* aprile, il
    programma delle misure che intende adottare nel corso della campagna seguente.
    Per la programmazione delle misure la Commissione può in particolare consultare
    organismi specializzati in studi di mercato e pubblicità ed istituti di ricerca.
                                       Art ico lo 2
Le spese relative alle misure di cui all'articolo 1 sono considerate alla stregua
di interventi di cui all'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 729/70.
                                       Articolo 3
Le modalità d'attuazione del presente regolamento vengono determinate secondo la
procedura prevista dall'articolo 30 del regolamento (CEE) n. 804/68.
                                                                                        JjZ,
 ---pagebreak---                                        - 4 -
                                     Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alia
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del le Comunità europee.
Esso si applica a decorrere dal 1* gennaio 1993.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti I suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri
Fatto a Bruxelles, addi                                   Per il Consiglio
                                                             II Presidente
                                                                               A*
 ---pagebreak---               INCIDENZE FINANZIARIE DELLA RIFORMA DELLA PAC
                        NEGLI ESERCIZI FINANZIARI
                           19 9 3 - 19 9 7
                              PER IL SETTORE
                DEL LATTE E DEI PRODOTTI LATTIERO-CASEARI
Queste incidenze si riferiscono alle proposte di
    che modifica il regolamento (CEE) n* 804/68 relativo
    all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei
    prodotti lattiero-caseari;
    regolamento del Consiglio che fissa, per tre periodi annuali dal 1'
     luglio 1993 al 30 giugno 1996, il prezzo indicativo del latte e i
    prezzi d'intervento del burro, del latte scremato in polvere e dei
    formaggi Grana padano e Parmigiano reggiano;
    regolamento del Consiglio che istituisce un prelievo supplementare
    nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari ;
    regolamento del Consiglio che fissa un'indennità relativa alla
    riduzione dei quantitativi di riferimento individuali nel settore
    del latte e un'indennità per l'abbandono definitivo della
    produzione lattiera;
    regolamento del Consiglio che istituisce un regime di premio per le
    vacche lattifere;
    regolamento del Consigi io relativo alla promozione del consumo
    nella Comunità e all'ampliamento dei mercati del latte e dei
    prodotti lattiero-caseari.
                                                                        kh
 ---pagebreak---                             INCIDENZE FINANZIARIE DELLA RIFORMA - SETTORE LATTIERO-CASEARIO
                             (Incidenze finanziarie rispetto al progetto di bilancio 1992)
                                                                                                      Mio di ECU (B)
                                                          1993         1994        1995      1996          1997
        abolizione del prelievo di
        corresponsabilità di base e delle relative
       az i on i p romoz i onaIi                               40     +   265     +   265   +    265     +    265
        riduzione dei prezzi istituzionali del 10%
       a seguito della diminuzione del prezzo dei         (-   54)     (- 365)     (- 643)   (-  873)    (-   893)
       cereali                                    (1)
        riduzione delle quote del 3%:
        . incidenza latte                                 -   289     -   462     -   547   -     523    -    523
        . spese supplementari nel settore delle
          corni bovine a seguito della macellazione
          di vacche lattifere                                 187     +   175     +   164
       compensazione per riduzione/riacquisto
       del le quote:
       * compensazione per il 4% delle quote                  292     +   438     +   584   +    359     +    246
          sotto forma di :
          . programma di abbandono (170 ECU/t
            per tre anni)
          . riduzione lineare delle quote
            (50 ECU/t per dieci anni)
       * programma facoltativo di abbandono con
          riattribuzione, applicabile a partire
          dal quarto anno della riforma                                                       p.m.         p.m.
       premio per vacca lattifera (75 ECU/capo
       per tutte le vacche delle aziende che
       producono meno di 25.000 kg e per le
       prime 40 vacche di ogni azienda con
       4,1 UBA/ha di superficie foraggera
       nelle zone svantaggiate e 2 UBA/ha di
       superficie foraggera nelle zone normali)                       +   468     +   924   + 1.369      + 1.369
       campagna promozionale prodotti
       latt ierc—caseari                                       10     +    10     +    10   +      10    +      10
    Totale                                                    240     +   894     + 1.400   + 1.480      + 1.367
(1) Non viene qui tenuto conto di tale incidenza in quanto essa è già presa in considerazione nei dati
    concernenti i seminativi, quale conseguenza indotta della riforma del settore dei cereali.
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                                                              COM(91)409def.
                                                          DOCUMENTI
IT                                                                             03
                                         N. di catalogo : CB-CO-91-468-IT-C
                                                            ISBN 92-77-76799-5
Uffîcio delle pubblicazioni nffîdali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                                                   hb