CELEX: 62017CA0461
Language: it
Date: 2018-11-07 00:00:00
Title: Causa C-461/17: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 7 novembre 2018 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court (Irlanda) — Irlanda) — Brian Holohan e a. / An Bord Pleanála (Rinvio pregiudiziale — Ambiente — Direttiva 92/43/CEE — Conservazione degli habitat naturali — Conservazione della flora e della fauna selvatiche — Progetto di costruzione stradale — Opportuna valutazione dell’impatto ambientale — Portata dell’obbligo di motivazione — Direttiva 2011/92/UE — Valutazione dell’impatto di determinati progetti — Allegato IV, punto 3 — Articolo 5, paragrafo 3, lettera d) — Portata della nozione di «principali alternative»)

14.1.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 16/21
            
         
      Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 7 novembre 2018 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court (Irlanda) — Irlanda) — Brian Holohan e a. / An Bord Pleanála
      (Causa C-461/17) (1)
      
      ((Rinvio pregiudiziale - Ambiente - Direttiva 92/43/CEE - Conservazione degli habitat naturali - Conservazione della flora e della fauna selvatiche - Progetto di costruzione stradale - Opportuna valutazione dell’impatto ambientale - Portata dell’obbligo di motivazione - Direttiva 2011/92/UE - Valutazione dell’impatto di determinati progetti - Allegato IV, punto 3 - Articolo 5, paragrafo 3, lettera d) - Portata della nozione di «principali alternative»))
      (2019/C 16/25)
      Lingua processuale: l'inglese
      
         Giudice del rinvio
      
      High Court (Irlanda)
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Brian Holohan, Richard Guilfoyle, Noric Guilfoyle, Liam Donegan
      
         Convenuta: An Bord Pleanála
      
         Con l’intervento di: National Parks and Wildlife Service (NPWS)
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 6, paragrafo 3, della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, deve essere interpretato nel senso che un’«opportuna valutazione» deve, da un lato, censire la totalità dei tipi di habitat e delle specie per i quali un sito è protetto, nonché, dall’altro, individuare ed esaminare tanto l’impatto del progetto proposto sulle specie presenti su detto sito, e per le quali quest’ultimo non è stato registrato, quanto quello sui tipi di habitat e le specie situati al di fuori dei confini del suddetto sito, laddove tale impatto possa pregiudicare gli obiettivi di conservazione del sito.
               
            
                  2)
               
               
                  L’articolo 6, paragrafo 3, della direttiva 92/43 deve essere interpretato nel senso che esso consente all’autorità competente di autorizzare un piano o un progetto che lascia il committente libero di determinare successivamente taluni parametri relativi alla fase di costruzione, quali l’ubicazione dei cantieri e le vie di trasporto, solo se è certo che l’autorizzazione stabilisce condizioni sufficientemente rigorose che garantiscano che tali parametri non pregiudicheranno l’integrità del sito.
               
            
                  3)
               
               
                  L’articolo 6, paragrafo 3, della direttiva 92/43 deve essere interpretato nel senso che, quando l’autorità competente respinge le conclusioni di una perizia scientifica che raccomanda l’acquisizione di informazioni supplementari, l’«opportuna valutazione» deve contenere una motivazione esplicita e dettagliata, atta a dissipare ogni ragionevole dubbio scientifico in ordine agli effetti dei lavori previsti sul sito interessato.
               
            
                  4)
               
               
                  L’articolo 5, paragrafi 1 e 3, nonché l’allegato IV della direttiva 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati devono essere interpretati nel senso che impongono al committente di fornire informazioni che esaminino esplicitamente l’impatto significativo del suo progetto su tutte le specie individuate nella dichiarazione fornita in applicazione di tali disposizioni.
               
            
                  5)
               
               
                  L’articolo 5, paragrafo 3, lettera d), della direttiva 2011/92 deve essere interpretato nel senso che il committente deve fornire informazioni relative all’impatto ambientale tanto della soluzione prescelta quanto di ciascuna delle principali alternative da lui prese in esame, nonché le ragioni della sua scelta, sotto il profilo, perlomeno, del loro impatto sull’ambiente, anche in caso di rigetto, in una fase iniziale, di tale alternativa.
               
            
         (1)  GU C 338 del 9.10.2017.