CELEX: 51996PC0063
Language: it
Date: 1996-02-26
Title: PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLA FIRMA DEL PROTOCOLLO MODIFICATO CONCERNENTE LA PROTEZIONE DEL MARE MEDITERRANEO DALL'INQUINAMENTO DI ORIGINE TELLURICA E DEL PROTOCOLLO RELATIVO ALLA PREVENZIONE DELL'INQUINAMENTO DEL MARE MEDITERRANEO PROVOCATO DAI MOVIMENTI TRANSFRONTALIERI DI RIFIUTI PERICOLOSI E DALLO SMALTIMENTO DI QUESTI (CONVENZIONE DI BARCELLONA)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ1 EUROPEE
*        *
it     it
   ***
             J
                                            Bruxelles, 26.02.1996
                                            COM(96) 63 def.
                 PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO
           RELATIVA ALLA FIRMA DEL PROTOCOLLO MODIFICATO
       CONCERNENTE LA PROTEZIONE DEL MARE MEDITERRANEO
   DALL'INQUINAMENTO DI ORIGINE TELLURICA E DEL PROTOCOLLO
            RELATIVO ALLA PREVENZIONE DELL'INQUINAMENTO
               DEL MARE MEDITERRANEO PROVOCATO DAI
           MOVIMENTI TRANSFRONTALIERI DI RIFIUTI PERICOLOSI
                   E DALLO SMALTIMENTO DI QUESTI
                    (CONVENZIONE DI BARCELLONA)
                      (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                      RELAZIONE
   La Comunità è parte contraente della convenzione per la protezione del Mare
   Mediterraneo dall'inquinamento '. Essa ha anche concluso quattro protocolli
   adottati nel quadro della convenzione, ovvero il protocollo relativo alla
   prevenzione dell'inquinamento provocato dalle operazioni di immersione \ il
   protocollo relativo alla cooperazione in materia di lotta contro l'inquinamento del
   Mare Mediterraneo provocato dagli idrocarburi e da altre sostanze nocive 2, il
   protocollo contro l'inquinamento di origine tellurica 3 e quello relativo alle zone
   specialmente protette 4.
2. Nella settima riunione ordinaria (Il Cairo, ottobre 1991), le parti contraenti della
   convenzione di Barcellona hanno richiesto l'elaborazione di un protocollo relativo
   alla prevenzione dell'inquinamento del Mare Mediterraneo provocato dai
   movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e dallo smaltimento, di questi.
3. I settori di applicazione di un tale protocollo rientrano, almeno in parte, nella
   competenza comunitaria. Esiste infatti una rilevante normativa comunitaria in
   materia di rifiuti, tra cui in particolare il regolamento 259/93; inoltre la Comunità
   è parte contraente della convenzione di Basilea sulla regolazione del movimento
   transfrontaliere di rifiuti pericolosi e dello smaltimento di questi 5.
4. A seguito della proposta presentata dalla Commissione al Consiglio nel dicembre
   1995 (SEC(95)2102 fin.) relativo ad una raccomandazione in vista dell'apertura
   dei negoziati relativi al suddetto protocollo, il Consiglio, nella ... sessione .... ha
   fornito alla Commissione le direttive di negoziato affinché partecipi in nome della
   Comunità ai negoziati.
5. La prossima riunione negoziale è prevista per il 17 ed il 20 aprile 1996 ad Izmir
   (Turchia) per concludere il protocollo.
6. La conferenza dei plenipotenziari relativa alla firma del suddetto protocollo
   dovrebbe avere luogo nel corso del secondo semestre 1996.
7. Durante l'ottava riunione ordinaria tenutasi ad Antalia nell'ottobre 1993, le parti
   contraenti della convenzione di Barcellona hanno chiesto la revisione della
   convenzione e dei quattro protocolli relativi, (ovvero: "Inquinamento da
   immersione, "Inquinamento da idrocarburi e sostanze nocive", "Inquinamento
   tellurico" e "Zone specialmente protette"), citati in precedenza (punto 1).
   Decisione 77/585/CEE, GU L 240 del 19.9.1977.
   Decisione 81/420/CEE, GU L 162 del 19.6.1981.
   Decisione 83/101/CEE, GU L 67 del 12.3.1983.
   Decisione 84/132/CEE, GU L 68 del 10.3.1984.
    Decisione 93/98/CEE, GU L 39 del 16.2.1993.
 ---pagebreak--- 8.    Nel corso della 1852a sessione del 9 giugno 1995, il Consiglio ha deciso, da un
     lato, di autorizzare la firma in nome della Comunità dei testi modificati della
     convenzione e dei due protocolli relativi, rispettivamente, alla prevenzione
     dell'inquinamento provocato dalle operazioni di immersione e zone specialmente
     protette e, dall'altro, di fornire alla Commissione le direttive di negoziato affinché
     essa partecipi a nome della Comunità ai negoziati concernenti la revisione degli
     altri protocolli, tra cui il protocollo "Inquinamento tellurico".
9.   In seguito a tale decisione del Consiglio la Comunità ha firmato a Barcellonvt, il
      10 giugno 1995, i testi modificati della convenzione e dei due protocolli
     summenzionati.
10.  La Commissione, dal canto suo, ha partecipato al gruppo di lavoro incaricato di
     preparare le modifiche del protocollo "Inquinamento tellurico". Secondo la
     Commissione i risultati di tali negoziati sono pienamente soddisfacenti.
11.  I campi di applicazione delle modifiche apportate al protocollo contro
     l'inquinamento di origine tellurica, rientrano almeno in parte nella competenza
     comunitaria. La Comunità ha infatti adottato numerose direttive nel settore delle
    , acque ed è parte contraente di numerose convenzioni internazionali in materia.
12.  Una conferenza dei plenipotenziari è prevista a Siracusa il 7 e 8 marzo 1996 per
     la firma del protocollo modificato. Questa sarà preceduta da una riunione di
     esperti il 4 e 5 marzo allo scopo di mettere a punto il testo definitivo del
     protocollo.
li.  La Commissione richiama l'attenzione del Consiglio sull'opportunità di procedere
     all'adozione della decisione in tempo utile affinché la Comunità possa firmare il
     protocollo "Inquinamento tellurico" modificato e quello sui movimenti
     transfrontalieri dei rifiuti pericolosi e dello smaltimento di questi, affiancando gli
     Stati membri, parti contraenti della convenzione di Barcellona, nel momento in cui
     i protocolli saranno aperti alla firma.
14.  A tale proposito si chiede al Consiglio di autorizzare il presidente a designare la/le
     persona/e incaricata/e di firmare in nome della Comunità, con riserva di successiva
     conclusione, il protocollo modificato relativo alla protezione del Mare
     Mediterraneo dall'inquinamento di origine tellurica e il protocollo relativo alla
     prevenzione dell'inquinamento del Mare Mediterraneo provocato dai movimenti
     transfrontalieri di rifiuti pericolosi e dallo smaltimento di questi, nel quadro della
     convenzione di Barcellona.
 ---pagebreak---          PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO
 CONCERNENTE LA FIRMA DEL PROTOCOLLO MODIFICATO
  RELATIVO ALLA PROTEZIONE DEL MARE MEDITERRANEO
      DALL'INQUINAMENTO DI ORIGINE TELLURICA E
     DEL PROTOCOLLO RELATIVO ALLA PREVENZIONE
     DELL'INQUINAMENTO DEL MARE MEDITERRANEO
PROVOCATO DAI MOVIMENTI TRANSFRONTALIERI DI RIFIUTI
      PERICOLOSI E DALLO SMALTIMENTO DI QUESTI
             (CONVENZIONE DI BARCELLONA)
 ---pagebreak--- IL CONSIGLIO DELL'UNIONE              EUROPEA,
visto il Trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la proposta della Commissione,
considerando che la Comunità è parte contraente della Convenzione per la protezione del
mare Mediterraneo dall'inquinamento ' (convenzione di Barcellona) e dei quattro
protocolli relativi 2;
considerando che la Commissione ha partecipato in nome della Comunità, nell'ambito dei
gruppi di lavoro costituiti dalle parti contraenti della convenzione di Barcellona, ai
negoziati attinenti alla revisione del protocollo relativo alla protezione del Mare
Mediterraneo dall'inquinamento di origine tellurica e all'elaborazione del protocollo
relativo alla prevenzione dell'inquinamento provocato dai movimenti transfrontalieri di
rifiuti pericolosi e dallo smaltimento di questi;
considerando che i settori di applicazione dei suddetti protocolli rientrano, almeno in
parte, nella competenza comunitaria;
considerando che la Commissione ha riferito al Consiglio sui risultati positivi dei
negoziati in modo da consentire ad esso di assumere una posizione definitiva;
considerando che il protocollo modificato relativo alla protezione dall'inquinamento di
origine tellurica e quello relativo alla prevenzione dell'inquinamento provocato dai
movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e dallo smaltimento di questi devono essere
adottati e aperti alla firma delle parti contraenti in occasione delle conferenze dei
plenipotenziari che si terranno rispettivamente a Siracusa il 7 e 8 marzo 1996 e nel corso
del secondo semestre 1996;
considerando che è necessario che, con riserva di successiva conclusione, i due protocolli
possano essere firmati dalla Comunità,
         GU L 240 del 19.9.1977, pagg. 1 e 3.
         GU L 240 del 19.9.1977, pagg. 1 e 12.
         GU L 162 del 19.6.1981, pag. 4
         GU L 67 del 12.3.1983, pag. 1
         GU L 68 del 10.3.1984, pag .36
 ---pagebreak--- DECIDE:
                                    ARTICOLO UNICO
Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la/le persona/e abilitata/e a firmare
in nome della Comunità, con riserva di successiva conclusione, il protocollo modificato
relativo alla protezione dall'inquinamento di origine tellurica ed il protocollo relativo alla
prevenzione dell'inquinamento provocato dai movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi
e dallo smaltimento di questi, nel quadro della convenzione per la protezione del Mare
Mediterraneo dall'inquinamento e a conferire loro i poteri necessari a tale scopo.
Fatto a Bruxelles, il
                                                              Per il Consiglio
                                                              Il Presidente
 ---pagebreak---                                                                         UNEP(OCA)/MED WG.107/3
                                                                                             page 1
        AMENDEMENTS AU PROTOCOLE RELATIF A LA PROTECTION DE LA MER
        MEDITERRANEE CONTRE LA POLLUTION D'ORIGINE TELLURIQUE
        A,        TITRE
        Le titre du Protocole est modifié comme suit:
        PROTOCOLE RELATIF A LA PROTECTION DE LA MER MEDITERRANEE CONTRE LA
        POLLUTION PROVENANT DE SOURCES ET ACTIVITES SITUEES A TERRE
       IL         PARAGRAPHES DU PREAMBULE
       Le 1er paragraphe du préambule du Protocole est modifié comme suit:
                 Etant Parties à la Convention pour la protection de la mer Mediterranée contre
       la pollution, adoptée à Barcelone le 16 février 1976, et amendée le
       Le 3ème paragraphe du préambule du Protocole est modifié comme suit:
                 Notant l'accroissement des pressions sur l'environnement résultant des
       activités humaines dans la zone de la mer Méditerranée, notamment dans les domaines
      de l'industrialisation et de l'urbanisation, ainsi que de la croissance saisonnière, liée au
      tourisme, des populations riveraines,
      Après le 3ème paragraphe du préambule, un nouveau paragraphe ainsi libellé est ajouté:
                 Tenant compte du principe de précaution et du principe du "pollueur-
      payeur", et appliquant l'étude d'impact sur l'environnement, les meilleures
      techniques disponibles et les meilleures pratiques environnementales y compris
[[ H  [[les techniques de]] la production propre*, ainsi qu'il est prévu à l'article 4 de la
      Convention,
      Le 4ème paragraphe du préambule du Protocole est modifié comme suit:
                 Reconnaissant le danger que fait courir au milieu marin, aux ressources
     biologiques et à la santé humaine la pollution provenant de sources et activités
     situées à terre et les problèmes graves qui en résultent dans un grand nombre d'eaux
     côtières et d'estuaires fluviaux de la Méditerranée, dus essentiellement au rejet de
     déchets domestiques et industriels non traités, insuffisamment traités ou évacués de
     façon inadéquate, et à des apports de substances toxiques, persistantes et
     bioacc um ulatives,
                La partie entre crochets doubles dans ce paragraphe a été ajoutée par le
                Secrétariat en se référant à l'article 4 de la version amendée de la Convention.
 ---pagebreak---   UNEP(OCA)/MED WG.107/3
 page 2
 Le 6ème paragraphe du préambule du Protocole est modifié comme suit:
           Résolues à prendre, en étroite coopération, les mesures nécessaires afin de
 protéger la mer Méditerranée contre la pollution provenant de sources et activités
 situées à terre,
 (L •      ARTICLE 1
 Un titre est inséré et le texte est modifié comme suit
                                       Article premier
                                ENGAGEMENTS GENERAUX
           Les Parties contractantes au présent Protocole (ci-après dénommées "les
 Parties") prennent toutes mesures appropriées pour prévenir, réduire, combattre et
éliminer dans toute la mesure du possible la pollution de la zone de la mer
 Méditerranée due aux déversements par les fleuves, les établissements côtiers ou les
émissaires, ou émanant de toute autre source et activité terrestre située sur leur
territoire, priorité étant accordée en particulier à l'élimination progressive des
apports de substances toxiques, persistantes et bioaccumulatives.
H          ARTICLE 2
Un titre est inséré. Les textes des paragraphes (a) et (b) sont modifiés comme suit:
                                           Article 2
                                       DEFINITIONS
(a)       On entend par "la Convention" la Convention pour la protection de la mer
          Méditerranée contre la pollution, adoptée à Barcelone le 16 février 1976 et
          amendée le...;
(d)       On entend par "bassin hydrologique" l'ensemble des bassins versants du
          territoire des Parties contractantes se jetant dans la zone de la mer
          Méditerranée délimitée à l'article premier de la Convention.
                                                     8
 ---pagebreak---                                                                UNEP(OCA)/MED WG.107/3
                                                                                       page 3
  E          ARTICLE 3
  Un titre est inséré et un nouveau paragraphe ainsi libellé est ajouté à l'article 3:
                                           Article 3
                         CHAMP D'APPLICATION GEOGRAPHIQUE
  (a bis) (renuméroté en (b))
             Le bassin hydrologique de la zone de la mer Méditerranée.
  Le paragraphe (b) est renuméroté en (c). Le paragraphe (ç) est renuméroté en (d) et
  modifié comme suit
 (d)         Les étangs salés et les coins salés.
 R           ARTICLE 4
 Un titre est inséré et les textes des alinéas (a) et (b), paragraphe 1 de l'article 4, sont
 modifiés comme suit:
                                           Article 4
                                   ZONE DU PROTOCOLE
 •1.        Le présent Protocole s'applique:
 (a)       aux rejets provenant de sources et activités ponctuelles et diffuses sur le
           territoire des Parties contractantes, susceptibles d'affecter directement ou
            indirectement la zone de la mer Méditerranée. Ces rejets sont notamment
           ceux qui atteignent la zone du Protocole par dépôts sur les côtes, par
           l'intermédiaire des fleuves, canaux ou autres cours d'eau, y compris des
           cours d'eau souterrains, ou encore par ruissellement, ainsi que par dépôts
           sur les fonds marins avec accès à partir de la terre par tunnel, conduite ou
           autres moyens.
(b)        aux apports provenant de sources ou activités situées à terre dans la zone
           du Protocole transférés par l'atmosphère, aux conditions définies à
           l'annexe III au présent Protocole.
Le nouveau paragraphe ci-après est ajouté à l'article 4:
3.         Les Parties invitent les Etats qui ne sont pas Parties contractantes au
Protocole mais dont le territoire englobe partiellement le bassin hydrologique de
la zone de la mer Méditerranée à coopérer à l'application du Protocole.
 ---pagebreak---      UNEP(OCA)/MED WG.107/3
     page 4
     G,       ARTICLE 5
     Un titre est inséré et les textes des paragraphes 1, 2 et 4 de l'article 5, sont modifiés
     comme suit
                                              Article 5
                                    OBLIGATIONS GENERALES
     1.       Les Parties s'engagent à éliminer la pollution provenant des sources et
    activités situées à terre et en particulier à réduire progressivement les apports
    toxiques, persistants et bioaccumulatifs des substances énumérées à l'annexe I.
[[ [Pes apports de substances toxiques, persistantes et bioaccumulatives figurant sur
]]  la liste de l'annexe 1, section C du présent protocole.]]*
    2.        A cette fin elles élaborent et mettent en oeuvre, individuellement ou
    conjointement selon le cas, des programmes et des plans d'action, nationaux et
    régionaux, contenant des mesures et des calendriers d'application.
    Le paragraphe 3 est supprimé.
    4.        (renuméroté en 3)
              Les priorités et calendriers d'application des programmes, mesures et plans
    d'action sont adoptés par les Parties en tenant compte des éléments fournis à
    l'annexe I et font l'objet de réexamens périodiques.
    Les nouveaux paragraphes ci-après sont ajoutés à l'article 5:
    4.-^      Lors de l'adoption de programmes, mesures et plans d'action, les Parties
    contractantes tiennent compte, individuellement ou conjointement, des meilleures
    techniques disponibles pour les sources ponctuelles et des meilleures pratiques
    environnementales pour les sources ponctuelles et diffuses, y compris, le cas
[[  échéant, les techniques de production propres. [[, eu égard aux critères énoncés
B   à l'annexe IV]].**
    5.        Les Parties prennent des mesures préventives pour réduire au minimum le
    risque de pollution causée par des accidents.
              La partie entre crochets doubles dans ce paragraphe a été remaniée par le
              Secrétariat en vue d'une formulation plus exacte du texte.
              La partie entre crochets doubles de ce paragraphe a été ajoutée par le
              Secrétariat à titre de renvoi nécessaire à la nouvelle annexe IV.
 ---pagebreak---                                                                    UNEP(OCA)/MED WG.107/3
                                                                                          page 5
  £L        ARTICLE 6
  Un titre est inséré et le texte de l'article 6 est remplacé par le texte suivant
                                              Article 6
                   SYSTEME D'AUTORISATION OU DE REGLEMENTATION
  1.        Les rejets de sources ponctuelles dans la zone du Protocole, et les rejets
  dans l'eau ou les émissions dans l'atmosphère qui atteignent et peuvent affecter
  la zone de la mer Méditerranée, sont strictement subordonnés à une autorisation
  ou réglementation de la part des autorités compétentes des Parties, en tenant
  dûment compte des dispositions de l'annexe 11 au présent Protocole. Cette
 autorisation ou réglementation est conforme aux décisions ou recommandations
 afférentes des Parties contractantes.
 2.         A cette fin, chaque Partie met en place des systèmes d'inspection par ses
 autorités compétentes en vue d'évaluer le respect des autorisations et
 réglementations.
 3.         Les Parties, à leur demande, sont aidées par l'Organisation pour établir de
 nouvelles structures ou renforcer les structures compétentes existantes chargées
 de veiller au respect des autorisations et réglementations. Cette aide incluera la
 formation spéciale du personnel.
 4.         Chaque Partie envisage l'imposition de sanctions appropriées en cas de
 non respect des autorisations ou réglementations.
JL         ARTICLE 7
Un titre est inséré. Les textes de l'alinéa (e) du paragraphe 1 et du paragraphe 3 de
l'article 7 sont modifiés comme suit
                                             Article 7
               LIGNES DIRECTRICES, NORMES ET CRITERES COMMUNS
1.
(e)        Les prescriptions particulières visant les quantités rejetées, la concentration dans
           les effluents et les méthodes de déversement des substances énumérées à
          l'annexe I.
3.        Les programmes, mesures et plans d'action prévus aux articles 5 et 15 seront
adoptés en tenant compte, pour leur application progressive, de la capacité d'adaptation
et de reconversion des installations existantes, de la capacité économique des Parties et
de leur besoin de développement.
                                                     T )
 ---pagebreak---   UNEP(OCA)/MED WG.107/3
  page 6
  J,        ARTICLE 8
  Un titre est inséré et le texte de l'article 8 est modifié comme suit
                                              Article 8
                                   SURVEILLANCE CONTINUE
            Dans le cadre des dispositions et des programmes de surveillance continue
 prévus à l'article 12 de la Convention, et au besoin en collaboration avec les
 organisations internationales compétentes, les Parties entreprennent le plus tôt possible
 des activités de surveillance continue ayant pour objet
 (a)        D'évaluer systématiquement, dans toute la mesure du possible, les niveaux de
            pollution le long de leurs côtes, notamment en ce qui concerne les secteurs
            d'activités et les catégories de substances ou sources énumérées à l'annexe
            l, et de fournir périodiquement des renseignements à ce sujet
 (b)        D'évaluer l'efficacité des programmes, mesures et plans d'action mis en
            oeuvre, en application du présent Protocole, pour éliminer, dans toute la
            mesure du possible, la pollution du milieu marin.
 IC        ARTICLE 9
Un titre est inséré et le texte de l'article 9 est modifié comme suit
                                              Article 9
                       COOPERATION SCIENTIFIQUE ET TECHNIQUE
           Conformément à l'article 13 de la Convention, les Parties coopèrent dans les
domaines de la science et de la technologie qui sont liés à la pollution provenant de
sources et activités situées à terre, notamment en ce qui concerne la recherche sur les
apports, les voies de transfert et les effets des différents. polluants, ainsi que sur
l'élaboration de nouvelles méthodes pour le traitement, la réduction ou l'élimination de ces
polluants, ainsi que sur la mise au point de nouveaux procédés de production
propre pour la réduction et l'élimination de ceux-ci. A cet effet, les Parties s'efforcent
notamment
Le nouveau paragraphe ci-après est ajouté à l'article 9:
(c)        de promouvoir l'accès à des technologies écologiquement rationnelles, y
           compris à des techniques de production propres, et d'en faciliter le
           transfert
                                                     " ^
 ---pagebreak---                                                                   UNEP(OCA)/MED WG.107/3
                                                                                         page 7
 k         ARTICLE 10
 Un titre est inséré et le texte de l'article 10 est modifié comme suit
                                            Article 10
                                 ASSISTANCE TECHNIQUE
 1.        Les Parties, agissant directement ou avec l'aide des organisations régionales ou
 d'autres organisations internationales qualifiées, de manière bilatérale ou multilatérale,
 coopèrent en vue d'élaborer et, dans la mesure du possible, en vue de mettre en oeuvre
 des programmes d'assistance en faveur des pays en développement notamment dans
 les domaines de la science, de l'éducation et de la technologie, afin de prévenir, réduire
 ou, s'il y a lieu, éliminer progressivement les apports de polluants provenant de
 sources et activités situées à terre et leurs effets préjudiciables dans le milieu marin.
 2.        L'assistance technique porterait en particulier sur la formation de personnel
 scientifique et technique ainsi que sur l'acquisition, l'utilisation et la fabrication par ces
 pays de matériel approprié, et le cas échéant, de technologies de production propres,
 à des conditions avantageuses à convenir entre les Parties concernées.
M,         ARTICLE 11
Un titre est inséré comme suit
                                            Article 11
                              POLLUTION TRANSFRONTIERE
H          ARTICLE 12
Un titre est inséré et le texte du paragraphe 1 de l'article 12 est modifié comme suit
                                            Article 12
                             REGLEMENT DES DIFFERENDS
1.         Compte tenu des dispositions du paragraphe 1 de l'article 28 de la Convention,
lorsque la pollution d'origine tellurique en provenance du territoire d'une Partie est
susceptible de mettre en cause directement les intérêts d'une ou de plusieurs autres
parties, les Parties concernées, à la demande de l'une ou de plusieurs d'entre elles,
s'engagent à entrer en consultation'en vue de rechercher une solution satisfaisante.
                                                      43
 ---pagebreak---   UNEP(OCA)/MED WG.107/3
  page 8
 a          ARTICLE 13
 Un titre est inséré. Les textes du paragraphe 1, de la première phrase du paragraphe 2
 et de l'alinéa (d) du paragraphe 2 de l'article 13 sont modifiés comme suit:
                                             Article 13
                                            RAPPORTS
 1.        Les Parties soumettent tous les deux ans des rapports aux Parties
 contractantes, par le biais de l'Organisation, sur les mesures prises, les résultats
 obtenus et le cas échéant, les difficultés rencontrées lors de l'application du présent
 Protocole. Les modalités de soumission de ces rapports sont déterminées lors des
 réunions des Parties.
 2.        De tels rapports devront comprendre, entre autres:
 (d)       Les programmes, mesures et plans d'action mis en oeuvre aux termes des
           articles 5, 7 et 15 du présent Protocole.
JL         ARTICLE 14
Un titre est inséré. Les textes du paragraphe 1 et des alinéas (a), (c) et (f) du paragraphe
2 de l'article 14 sont modifiés comme suit:
                                            Article 14
                                           REUNIONS
1.         Les réunions ordinaires des Parties se tiennent lors des réunions ordinaires des
Parties contractantes à la Convention organisées en vertu de l'article 18 de ladite
Convention. Les Parties peuvent aussi tenir des réunions extraordinaires conformément
à l'article 18 de la Convention.
2.
(a)        De veiller à l'application du Protocole et d'examiner l'efficacité des programmes,
           mesures et plans d'action adoptés;
(c)        D'élaborer et d'adopter des programmes et des mesures conformément aux
           articles 5, 7 et 15 du présent Protocole;
(f)        D'examiner les rapports soumis par les Parties en application de l'article 13 du
           présent Protocole.
                                                           MM
 ---pagebreak---                                                                         UNEP(OCA)/MED WG. 107/3
                                                                                             page 9
         S,       ARTICLE 15
         Un titre est inséré et le texte du paragraphe 1 de l'article 15 est modifié comme suit
                                                   Article 15
            ADOPTION DE PROGRAMMES, MESURES ET PLANS D'ACTION REGIONAUX
         1.        La réunion des Parties adopte à la majorité des deux tiers les programmes et
         plans d'action régionaux à court ou moyen terme, contenant des mesures et des
         calendriers d'application, prévus à l'article 5 du présent protocole.
         Le texte du paragraphe 2 de l'article 15 est remplacé par les textes suivants:
        2.        Les programmes et plans d'action régionaux, évoqués au paragraphe 1 sont
        formulés par l'Organisation puis examinés et approuvés par l'organe technique
[[      compétent des Parties contractantes [[recommandés pour approbation par la
j]       réunion des coordonnateurs nationaux pour le MED POL]]* au plus tard dans un
         délai d'un an après l'entrée en vigueur des amendements au présent Protocole. Ces
        programmes et plans d'action régionaux, sont inscrits à l'ordre du jour de la
[[ U    réunion suivante des Parties pour adoption, [[approbation]]*. Ces mêmes modalités
        seront appliquées à tous programmes et plans d'action supplémentaires.
        3.        Les mesures et les calendriers d'application adoptés conformément au
[       paragraphe 1 du présent article sont obligatoires pour les parties [qui ont voté en
        leur faveur ou qui n'ont pas notifié au Secrétariat une objection dans le délai de
]       soixante jours à partir de la date de leur adoption.]
[ ] [ ] 4- " Les Parties qui n'ont pas [voté en faveur de] [accepté] certaines mesures
[       ou certains calendriers d'application [ou qui ont notifié une objection
]       conformément au paragraphe précédent] informent la réunion des Parties des
        dispositions qu'elles comptent prendre, étant entendu que ces Parties pourront à
        tout moment donner leur consentement à ces mesures ou calendriers d'application.
        R,        ARTICLE 16
        Un titre est inséré et le texte du paragraphe 2 de l'article 16 est modifié comme suit:
                                                   Article 16
                                          DISPOSITIONS FINALES
        2.        Le règlement intérieur et les règles financières adoptées conformément à l'article
        24 de la Convention s'appliquent à l'égard du présent Protocole, à moins que les Parties
        au Protocole n'en conviennent autrement.
                  La partie en crochets doubles de ce paragraphe a été remaniée par le
                  Secrétariat en vue d'une formulation juridique exacte du texte.
                                                               or
 ---pagebreak---     UNEP(OCA)/MED WG.107/3
    page 10
    S,        ANNEXE I
    L'annexe I est remplacée par une nouvelle annexe ainsi libellée:
                                          ANNEXE I
              ELEMENTS A PRENDRE EN COMPTE LORS DE L'ELABORATION
            DE PROGRAMMES ET MESURES D'ELIMINATION DE LA POLLUTION
                PROVENANT DE SOURCES ET ACTIVITES SITUEES A TERRE
             La présente annexe expose les éléments qui sont à prendre en compte lors
    de l'élaboration de programmes, mesures et plans d'action pour l'élimination de la
    pollution provenant de sources et activités situées à terre visés à l'article 5 du
    présent Protocole.
             Ces programmes, mesures et plans d'action portent sur les secteurs
   d'activités énumérés à la section A de la présente annexe. Ils peuvent aussi viser
   des groupes de substances relevant des secteurs d'activités. Les substances
   incluses dans ces programmes, mesures et plans d'action seront retenues sur la
   base des caractéristiques énumérées à la section B de la présente annexe. La
   section C de la présente annexe comprend divers groupes de substances retenues
   sur la base des caractéristiques énumérées à la section B. Les priorités d'action
   devraient être fixées sur la base de l'importance respective des incidences sur la
   santé publique, l'écosystème et les conditions socio-économiques et culturelles.
   Ces programmes devraient couvrir les sources ponctuelles, les sources diffuses et
   le dépôt atmosphérique.
   A.       SECTEURS D'ACTIVITES
             Les secteurs d'activités ci-après, sans ordre de priorité, seront envisagés
   en premier lieu lors de la fixation des priorités pour l'élaboration des programmes,
   mesures et pians d'action visant l'élimination de la pollution provenant de sources
   et activités situées à terre.
[]           1.     Production d'énergie [à partir de combustibles fossiles].
            2.     Production d'engrais.
            3.     Formulation et production de biocides.
            4.     Industrie pharmaceutique.
            5.     Raffineries.
            6.     Industrie des pâtes et papiers.
                                                    AQ
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                                                                          page 11
    7.     Production de ciment
    8.    Tanneries.
    9.    Industrie métallurgique.
    10.   Industries extractives.
    11.   Chantiers navals.
    12.   Industrie textile.
    13.   Industrie de l'électronique.
    14.   Industrie de recyclage.
    15.   Autres secteurs de l'industrie chimique organique.
    16.   Autres secteurs de l'industrie chimique inorganique.
    17.   Etablissements touristiques.
    18.  Agriculture.
   19.   Elevage.
   20.   Industries agro-alimentaires.
   21.   Aquaculture.
   22.   Traitement à la source des déchets dangereux.
   23.   Elimination et épuration des eaux ménagères usées.
   24.   Elimination et épuration des déchets urbains.
   25.   Elimination des boues d'égout et des résidus des stations
         d'épuration.
   26.   Incinération des déchets.
]] [[27. Travaux publies ou privés modifiant l'état naturel du rivage.]]*
         La partie entre crochets doubles dans cette annexe a été ajoutée par le
         Secrétariat afin d'être en accord avec le Programme d'action mondial
         pour la protection du milieu marin contre les activités menées à terre.
                                        il
 ---pagebreak---   UNEP(OCA)/MED WG.107/3
  page 12
 B.       CARACTERISTIQUES DES SUBSTANCES DANS LE MILIEU
          Aux fins de fixation des priorités pour les substances, les Parties devraient
 tenir compte des caractéristiques énumérées ci-dessous, lesquelles ne revêtent pas
 nécessairement une importance égale pour la prise en considération d'une
 substance donnée ou d'un groupe de substances donné.
          1.     Persistance.
          2.     Toxicité ou autres propriétés nocives (par exemple: pouvoir
                 cancérigène, mutagene, tératogène).
          3.     Bioaccumulation.
         4.      Radioactivité.
          5.     Ratio entre les teneurs observées d'une part et les teneurs sans effet
                 observé d'autre part (NOEC).
         6.      Risque d'eutrophisation d'origine anthropique.
         7.     Effets et risques sanitaires.
         8.     Importance sur le plan transfrontalier.
         9.     Risques de modifications indésirables de l'écosystème marin,
                irréversibilité ou durabilité des effets.
         10.    Entrave à l'exploitation durable des ressources vivantes ou à
                d'autres utilisations légitimes de la mer.
         11.    Effets sur le goût et/ou l'odeur de produits de la mer destinés à la
                consommation humaine, ou effets sur l'odeur, la couleur, la
                transparence ou d'autres caractéristiques de l'eau du milieu marin.
         12.    Profil distribution (autrement dit: quantités en cause, profil de
                consommation et risque d'atteindre le milieu marin).
C.       CATEGORIES DE SUBSTANCES
         Les groupes de substances ci-après ont été retenus sur la base des
caractéristiques énumérées à la section B de la présente annexe . Cette liste servira
de guide lors de l'élaboration des programmes, mesures et plans d'action pour
l'élimination de la pollution provenant de sources et activités situées à terre.
                                             <i%
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                                                                            page 13
  1.     Composés organohalogénés et substances qui peuvent donner
      . naissance à de tels composés dans le milieu marin *.
  2.     Composés organophosphores et substances qui peuvent donner
         naissance à de tels composés dans le milieu marin \
  3.     Composés organostanniques et substances qui peuvent donner
         naissance à de tels composés dans le milieu marin *.
  4.     Hydrocarbures aromatiques polycycliques.
  5.     Métaux lourds et leurs composés.
  6.     Huiles lubrifiantes usées.
  7.    Substances radioactives, y compris leurs déchets, [si leurs rejets ne
        sont pas conformes aux principes de la radioprotection définis par
        les organisations internationales compétentes en tenant compte de
        la protection du milieu marin].
 8.     Biocides et leurs dérivés.
 9.     Microorganismes     pathogènes    et   toxines    algales    résultant   de
        l'eutrophisation.
 10.    Pétrole brut et hydrocarbures provenant du pétrole.
 11.    Cyanures et fluorures.
 12.    Détergents et autres substances tensioactives non biodégradables.
 13.    Composés azotés et phosphores.
 14.    Matières synthétiques persistantes qui peuvent flotter, couler ou rester en
        suspension et qui peuvent gêner toute utilisation légitime de la mer.
 15.   Toute autre substance ou groupe de substance présentant l'une ou
        plusieurs des caractéristiques énumérées à la section B de la présente
       annexe.
A l'exception de ceux qui sont biologiquement inoffensifs ou qui se
transforment rapidement en substances biologiquement inoffensives.
                                      13
 ---pagebreak---   UNEP(OCA)/MED WG.107/3
 page 14
 L        ANNEXE II
 L'annexe II est supprimée.
 U        ANNEXE III
 L'annexe HI est renumérotée en annexe II. Son paragraphe introductif et le texte du
 paragraphe 6 de la section A sont modifiés comme suit:
                                          ANNEXE II
          Pour la délivrance de l'autorisation de rejet de déchets contenant les substances
visées à l'article 6 du présent Protocole, il conviendra de tenir particulièrement compte,
 selon le cas, des facteurs suivants:
               A. CARACTERISTIQUES ET COMPOSITION DU DECHET
          6.     Les concentrations concernant les catégories             de   substances
énumérées à l'annexe I, et autres substances, selon le cas.
\A       ANNEXE IV
L'annexe IV est renumérotée en annexe III. Les textes des paragraphes 3 et 5 sont
modifiés comme suit:
                                         ANNEXE III
3.       Dans le cas de la pollution de la zone du Protocole par la voie atmosphérique
         à partir de sources terrestres, les dispositions des articles 5 et 6 du présent
         Protocole s'appliquent progressivement aux substances et sources appropriées
         énumérées à l'annexe I au présent Protocole selon des modalités dont
         conviennent les Parties.
5.       Les dispositions de l'annexe II au présent Protocole s'appliquent à la pollution
         par voie atmosphérique chaque fois qu'il y a lieu. La surveillance continue et la
         modélisation de la pollution atmosphérique en recourant à des méthodologies et
         facteurs d'émission communs acceptables sont effectuées lors de l'évaluation du
         dépôt atmosphérique de substances ainsi que lors des inventaires des quantités
         et taux des émissions de polluants dans l'atmosphère en provenance de sources
         terrestres.
                                                          zo
 ---pagebreak---                                                                   UNEP(OCA)/MED WG.107/3
                                                                                        page 15
   Il est ajouté une nouvelle annexe IV ainsi libellée:
tt                                         [[ANNEXE IV*
   A.         MEILLEURES TECHNIQUES DISPONIBLES
   1.        On entend par "meilleures techniques disponibles" le stade de
   développement le plus récent et le plus efficace de procédés et méthodes
   d'exploitation indiquant qu'au plan pratique une mesure particulière convient pour
   constituer la base de valeurs limitantes d'émission et d'impact général sur
   l'environnement
   2.        Par "techniques", on entend à la fois la technologie utilisée et les modalités
   selon lesquelles l'installation est conçue, construite, entretenue, exploitée et
   démantelée.
   3.        Par "disponibles", on entend que les procédés sont mis au point sur une
   échelle qui permet de les appliquer au secteur industriel pertinent à des conditions
   économiques et techniques viables, compte tenu également du rapport
   coûts/avantages; peu importe que ces procédés soient ou non utilisés ou mis au
   point sur le territoire d'une partie concernée, pourvu que l'entrepreneur désireux
   de les utiliser puisse y avoir accès à des conditions raisonnables.
   4.        Par "meilleurs", on entend les procédés les plus efficaces pour obtenir un
   niveau élevé de protection de l'ensemble de l'environnement.
   5.        En déterminant les meilleures techniques disponibles, qu'il s'agisse de cas
   généraux ou particuliers, on s'attachera notamment à:
             (a)    l'utilisation de procédés qui produisent moins de déchets;
             (b)    l'utilisation de substances qui sont moins dangereuses;
                    La réunion des experts juridiques et techniques chargés d'examiner les
                    amendements au Protocole tellurique (Syracuse, 4-6 mai 1995) a décidé
                    qu'une annexe sur les "meilleures techniques disponibles" et les
                    "meilleures pratiques environnementales" devait être ajoutée au protocole.
                    En conséquence, la réunion a décidé d'utiliser le texte pertinent adopté
                    par les Parties contractantes à la Convention de Paris comme base pour
                    la préparation de la nouvelle annexe au protocole, étant entendu que les
                    Parties contractantes enverraient leurs commentaires et suggestions pour
                    modifications. Le texte actuel de l'annexe IV est dont le résultat du travail
                    du Secrétariat et des commentaires reçus des Parties contractantes.
                                                      21
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 page 16
          (c)   la mise au point de procédés de réception et de recyclage de
                substances utilisées et émises au cours du procédé ainsi que de
                déchets, selon le cas;
          (d)   les procédés, matériels ou méthodes d'exploitation comparables qui
                ont récemment été essayés avec succès à l'échelle industrielle;
          (e)   les progrès technologiques et les évolutions des connaissances
               scientifiques;
         (f)    la nature, l'impact et le volume des rejets et émissions concernés;
         (g)    la date d'entrée en service des installations nouvelles et existantes;
         (h)    le délai nécessaire à la mise au point d'une meilleure technique
               disponible;
         (i)   la consommation et la nature des ressources primaires utilisées (y
               compris l'eau) et le rendement énergétique;
         (j)   la nécessité de prévenir ou de réduire au minimum l'apport global
               d'émissions et les risques pour l'environnement;
         (k)   la nécessité de prévenir les accidents et, dans le cas où ils
               surviendraient, de réduire les incidences sur l'environnement;
         (I)   la souplesse d'amélioration et la facilité de modification des
               techniques appliquées;
         (m)   la prise en compte du type d'élimination selon les meilleures
               techniques disponibles;
         (n)   la compatibilité avec les conditions sociales, économiques et
               environnementales prévalant au plan local, ou l'adéquation à ces
               conditions.
B.       MEILLEURES PRATIQUES ENVIRONNEMENTALES
6.       On entend par "meilleures pratiques environnementales" la combinaison
la plus appropriée de mesures visant à prévenir une pollution diffuse ou à assurer
que l'exploitation de matériel anti-pollution est réalisée d'une manière
écologiquement rationnelle. Les meilleures pratiques environnementales
comprennent des mesures pratiques et un comportement qui respectent
l'environnement d'une part, et les instruments servant à encourager l'adoption de
ces mesures et de ce comportement d'autre part
                                               z z.
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 7.     Lorsqu'on détermine les activités dont la réalisation doit être compatible
        avec les meilleures pratiques environnementales, il convient de tenir plus
        particulièrement compte des éléments suivants:
                le principe de précaution;
                les risques environnementaux liés à
                       l'activité elle-même; et
                       la production, l'utilisation et l'élimination définitive des
                       produits utilisés dans le cadre de cette activité; et
        -       la possibilité de modifier les activités ou de les remplacer par des
               activités moins polluantes.
8.      Lorsqu'on fixe les délais pour le respect des meilleures pratiques
environnementales, il doit être tenu compte des impacts économiques et sociaux
qui pourraient résulter de divers rythmes d'application de ces pratiques.
9.      Lorsqu'on définit les meilleures pratiques environnementales pour une
source de pollution diffuse particulière, il convient de prêter au moins attention à:
(a)    des mesures telles que:
       (i)     la mise à disposition du public de systèmes de collecte de déchets
              dangereux pour l'environnement; et                  -
       (ii)   la mise à disposition de systèmes de récupération, de recyclage
              et/ou d'élimination en toute sécurité de déchets qui seraient sinon
              nocifs pour l'environnement;
(b)    des moyens d'incitation et de promotion tels que:
       (i)    la mise au point et l'application de codes de bonne conduite et de
              bonne pratique environnementale;
       (ii)   la fourniture au public et aux usagers, d'une information et d'une
              éducation sur les conséquences pour l'environnement du choix des
              produits et du comportement qu'ils adoptent;
       (iii)  l'instauration de systèmes d'autorisation comportant la limitation ou
              l'interdiction de certaines pratiques; et
       (iv)   l'application d'instruments économiques pour limiter l'impact
              d'activités sur l'environnement ou l'utilisation de certains produits.]]
                                               *J
 ---pagebreak---                                                                        UNEP(OCA)/MED WG.79/4
                                                                                           page 1
                      PROJET DE PROTOCOLE RELATIF A LA PREVENTION
            DE LA POLLUTION DE LA MER MEDITERRANEE PAR LES MOUVEMENTS
             TRANSFRONTIERES DE DECHETS DANGEREUX ET LEUR ELIMINATION
 Les Parties contractantes au présent Protocole,
 Etant Parties à la Convention pour la protection de la mer Méditerranée contre la pollution,
 adoptée à Barcelone le 16 février 1976,
 Conscientes du danger que font courir à l'environnement de la zone de la mer M éditerran ée dans
 son ensemble les mouvements transfrontières et l'élimination de déchets dangereux,
 Convaincues que la manière la plus efficace de protéger la santé humaine et le milieu marin des
 dangers représentés par les déchets dangereux consiste à réduire et supprimer leur production
 au moyen, par exemple, de leur remplacement et d'autres méthodes de production propres,
 Reconnaissant la volonté croissante favorable à l'interdiction des mouvements transfrontières de
déchets dangereux et leur élimination dans d'autres Etats, en particulier dans les pays en
développement,
Tenant compte de la Déclaration de Rio de 1992 sur l'environnement et le développement, et
notamment du Principe 14 qui énonce que les Etats "devraient concerter efficacement leurs
efforts pour décourager ou prévenir les déplacements ou les transferts dans d'autres Etats de
toutes activités ou substances qui provoquent une grave détérioration de l'environnement et dont
on a constaté qu'elles étaient nocives pour la santé de l'homme",
Conscientes du fait que la communauté internationale est de plus en plus préoccupée par la
nécessité de veiller à ce que la pollution ayant sa source dans un Etat ne soit pas transférée
dans d'autres Etats et, conformément à cet
objectif, de la nécessité de réduire dans la mesure du possible au minimum les mouvements
transfrontières de déchets dangereux dans le but ultime de supprimer progressivement ces
mouvements,
Reconnaissant également que tout Etat possède le droit souverain d'interdire l'entrée, le transit
ou l'élimination de déchets dangereux sur son territoire,
Tenant compte en outre de la Convention de Bàie sur le contrôle des mouvements
transfrontières de déchets dangereux et leur élimination, adoptée le 22 mars 1989, en particulier
de l'article 11, et de la décision I/22 adoptée par la Première réunion de la Conférence des
Parties à la Conférence de Bâle,
                                                 1
 ---pagebreak--- UNEP(OCA)/MED WG.-9/4
page 2
Tenant compte aussi c J fait que de nombreux Etats, et parmi eux des Parties contractantes à
la Convention de Barcelone, ont pris des mesures juridiques et conclu des accords
internationaux, conforr es à la Convention de Bâle, pour interdire les mouvements transfrontières
de déchets dangereux, tels que la quatrième Convention ACP/CEE signée à Lomé le 15
décembre 1989 par la Communauté économique européenne et le Groupe des Etats d'Afrique,
des Carabes et du Pacifique, et la Convention de Bamako sur l'interdiction d'importer en Afrique
des déchets dangereux et sur le contrôle des mouvements transfrontières et la gestion des
déchets dangereux produits en Afrique, adoptée sous les auspices de l'Organisation de l'unité
africaine le 30 janvier *. 991,
Reconnaissant également la différence des niveaux de développement économique et législatif
entre les divers Etats c ôtiers méditerranéens, et conscientes du fait que le transfert des déchets
dangereux ne devrait pas être autorisé pour tirer parti de ces disparités économiques ou
législatives au détriment de l'environnement et des conditions de vie sociale des pays en
développement,
Avant à l'esprit le fait que la manière la plus efficace de traiter les dangers que représentent les
déchets pour la santé humaine et l'environnement consiste à réduire, sinon à proscrire, le
transfert des activités génératrices de déchets dangereux,
Sont convenues de ce qui suit:
Article 1 - Définitions
Aux fins du présent Protocole:
         a) On entend par "Convention" la Convention pour la protection de la mer Méditerranée
         contre la pollution, adoptée à Barcelone le 16 février 1976;
         b) On entend par "Partie" une Partie contractante au présent Protocole conformément
         à l'article 23 alinéa I de la Convention.
         c) On entend par "déchets" des substances ou matériaux qu'on élimine, qu'on a
         l'intention d'éliminer ou qu'on est tenu d'éliminer en vertu des dispositions du droit
         national;
         d) On entend par "déchets dangereux" les déchets spécifiés à l'article 2 du présent
         Protocole;
         e) On entend par "élimination" toute opération spécifiée à l'annexe 111 du présent
         Protocole;
         f) On entend par "mouvement transfronti ère" tout mouvement de déchets dangereux en
         provenance d une zone relevant de la compétence nationale d'un Etat et à destination
         d'une zone relevant de la compétence nationale d'un autre Etat, ou en transit par cette
         zone, ou d'une zone ne relevant de la compétence nationale d'aucun Etat, ou en transit
         par cette zone, pour autant que deux Etats au moins soient concernés par le mouvement;
         g)        On entend par "site ou installation agréé' un site ou une installation oui'élimination
                                                              zS
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                                                                                       page 3
des déchets dangereux a lieu en vertu d'une autorisation ou d'un permis d'exploitation
délivré par une autorité compétente de l'Etat où le site ou l'installation se trouve;
h)      On entend par "autorité compétente" l'autorité gouvernementale désignée par une
Partie pour recevoir, dans la zone géographique que la Partie peut déterminer, la
notification d'un mouvement transfrontière de
déchets dangereux ainsi que tous les renseignements qui s'y rapportent et pour prendre
position au sujet de cette notification;
i) On entend par "méthodes de production propres" celles qui évitent la production de
déchets dangereux conformément à l'article 4 et à l'article 7 du présent Protocole;
j) On entend par "gestion écologiquement rationnelle" des déchets dangereux toutes
mesures pratiques permettant d assurer que les déchets dangereux sont collectés,
transportés et éliminés (y compris l'entretien des sites d'élimination) d'une manière qui
garantisse la protection de la santé humaine et de l'environnement contre les effets
nuisibles que peuvent avoir ces déchets;
k) On entend par "zone relevant de la compétence nationale d'un Etat" toute zone
terrestre, maritime ou aérienne à l'intérieur de laquelle un Etat exerce conformément au
droit international des compétences administratives et réglementaires en matière de
protection de la santé humaine ou de l'environnerçient;
I) On entend par "Etat d'exportation" toute Partie d'où est prévu le déclenchement ou où
est déclenché un mouvement transfrontière de déchets dangereux;
m) On entend par "Etat d'importation" toute Partie vers laquelle est prévu ou où a lieu
un mouvement transfrontière de déchets dangereux pour qu'ils y soient éliminés ou aux
fins de chargement avant élimination dans une zone qui ne relève de la compétence
nationale d'aucun Etat;
n) On entend par "Etat de transit" tout Etat, autre que l'Etat d'exportation ou
d'importation, à travers lequel un mouvement de déchets dangereux est prévu ou a lieu;
o) On entend par "exportateur" toute personne qui relève de la juridiction de l'Etat
d'exportation et qui procèdei l'exportation de déchets dangereux;
 p) On entend par "importateur" toute personne qui relève de la juridiction de l'Etat
 d'importation et qui procède à l'importation de déchets dangereux;
3)angereux
      On entend par "producteur" toute personne dont l'activité produit des déchets
              ou, si cette personne est inconnue, la personne qui est en possession de ces
 déchets et/ou qui les contrôle;
 r)      On entend par "éliminateur" toute personne à qui sont expédiés des déchets
 dangereux et qui effectue l'élimination desdits déchets.
 s)      On entend par "trafic illicite" tout mouvement transfronti ère de d échets dangereux
 ainsi qu'il est spécifié à l'article 8;                                   -
t) On entend par "personne" toute personne physique ou morale;
                                            ZG
 ---pagebreak--- UNEP(OCA) MED WG.79/4          •
page 4
        u) On entend par "pays en développement" les pays qui ne sont pas Etats membres de
        l'Organisation de coopération et de développement économique (OCDE); n
        v) On entend par "pays développés" les pays qui sont Etats membres de l'Organisation
        de coopération et de développement économique (OCDE); n
        w) On entend par "Organisation" l'organisme défini à l'article 2 b) de la Convention.
Article 2 - Champ d'application du Protocole '"'
1.      Sont considérés comme des déchets dangereux aux fins du présent Protocole:
        a) Les déchets qui appartiennent à l'une des catégories figurant à l'annexe I du présent
        Protocole;
        b) Les déchets auxquels les dispositions de l'alinéa a) ci-dessus ne s'appliquent pas
        mais qui sont définis ou considérés comme dangereux par la législation interne de l'Etat
        d'exportation, d'importation ou de transit;
        c) Les déchets qui possèdent l'une des caractéristiques indiquées à l'annexe II du
        présent Protocole;
        d)     Les substances dangereuses qui ont été frappées d'interdiction, ou dont
        l'enregistrement a été annulé ou refusé par les actions réglementaires du gouvernement
        du pays de production pour des raisons de protection de la santé humaine ou de
        l'environnement, ou dont l'enregistrement officiel requis pour l'utilisation dans le pays de
        production a été volontairement retiré ou omis.
        Réserve   d'Israël
**      Réserve   de la Communauté économique européenne
**      Réserve   de l'Espagne
**      Réserve   de la France
                                                  *3
 ---pagebreak---                                                                           UNEP(OCA)/MED WG.79/4
                                                                                                  page 5
 2.       Les d échets provenant de l'exploitation normale des navires et dont le rejet fait l'objet d'un
 autre instrument international sont exclus du champ d'application du présent Protocole.
 3.      Le producteur, l'exportateur ou l'importateur, selon le cas, sont tenus de vérifier auprès
 des autorités compétentes de l'Etat d'exportation, d'importation ou de transit avant le mouvement
 transfrontière qu'un déchet particulier n'est pas assujetti aux dispositions du présent Protocole.
 Article 3 - Définitions nationales des déchets dangereux
 1.      Chaque Partie à la Convention informe l'Organisation, dans un délai de six mois après
  être devenue Partie, des déchets, autres que ceux énumérés à l'annexe I du présent Protocole,
 qui sont considérés ou définis comme dangereux par sa législation nationale, ainsi que de toute
 autre disposition concernant les procédures en matière de mouvement transfrontière applicables
 à ces déchets.
 2.      Chacune des Parties informe par la suite l'Organisation de toute modification importante
 aux renseignements communiqués en application du paragraphe 1 du présent article.
 3.      L' Organisation informe toutes les Parties des renseignements qu'elle a reçus en
 application des paragraphes i et 2 du présent article.
 4.      Les Parties sont tenues de mettre à la disposition de leurs exportateurs les
 renseignements qui leurs sont communiqués par l'Organisation en application du paragraphe
3 du présent article.
Article 4 - Obligations générales
 1.      Les Parties prennent toutes mesures appropriées pour prévenir et supprimer la pollution
de la zone de la mer Méditerranée qui peut résulter de mouvements transfrontières et de
l'élimination de déchets dangereux.
2.       Les Parties prennent toutes mesures appropri ées pour r éduire au minimum et, si possible,
supprimer la production de déchets dangereux.
3.       Les Parties prennent également toutes mesures appropri ées pour r éduire au minimum les
mouvements transfrontiers de déchets dangereux et, si possible, supprimer ces mouvements
en Méditerranée.
         Pour atteindre cet objectif, les Parties ont le droit, individuellement ou collectivement,
d'interdire l'importation de déchets dangereux. Les autres Parties respectent cette décision
souveraine et n'autorisent pas l'exportation de déchets dangereux vers les Etats qui ont interdit
leur importation.
4.       Chaque Partie prend les mesures juridiques, administratives et autres appropriées dans
la zone relevant de sa compétence pour interdire l'exportation et le transit de déchets dangereux
vers les pays en développement, et chaque Partie non membre de la Communauté économique
européene doit interdire toutes les importations et le transit de déchets dangereux. n
5.       Les Parties doivent coop érer avec d'autres organisations des Nations Unies, organisations
internationales et régionales concernées afin de prévenir le trafic illicite, et prendre toutes
                                                    2?
 ---pagebreak--- UNEP(OCA)/MED WG 79/4 •
page 6
mesures appropriées pour atteindre cet objectif y compris des sanctions pénales conformément
à leur législation nationale.
Article 5 - Mouvement transfrontière et procédures de notification
        Dans des cas exceptionnels, sauf interdiction contraire, quand les déchets dangereux ne
peuvent être éliminés d'une façon écologiquement rationnelle dans le pays où ils ont été
produits, les mouvements transfrontières de ces déchets peuvent être autorisés si:
1.       La situation particuli ère des pays en d éveloppement m éditerran éens qui ne disposent pas
des moyens techniques ni des installations d'élimination pour une gestion écologiquement
rationnelle des déchets dangereux est prise en considération.
2.       L'autorité comp étente de l'Etat d'importation veille à ce que les déchets dangereux soient
 éliminés dans un site ou une installation agréé doté des capacités techniques pour une
 élimination écologiquement rationnelle.
3.       Le mouvement transfrontière de déchets dangereux n'ait lieu qu'après notification écrite
préalable de l'Etat exportateur ainsi qu'il est spécifié à l'annexe IV du présent Protocole, et le
consentement écrit préalable du ou des Etats d'importation et de transit.
4.       Chaque Etat concerné par un mouvement transfrontière veille à ce que ledit mouvement
soit compatible avec les normes de sécurité internationales et les garanties financières, et en
particulier avec les procédures et normes
fixées par la Convention de Bàie sur le contrôle des mouvements transfrontières de déchets
dangereux et leur élimination.
Article 6 - Obligation de réimporter
         L'Etat d'exportation est tenu de réimporter les déchets dangereux si lé mouvement
transfrontière ne peut être mené à terme par suite d'impossibilité d'exécution du contrat. A cette
fin, tout Etat de transit ne doit s'opposer à la réintroduction de ces déchets dans l'Etat
d'exportation, ni l'entraver ou l'empêcher, après avoir été dûment informé par l'Etat d'exportation.
         Réserve de la Communauté économique européenne
Article 7 - Coopération régionale
1.      Conformément à l'article 11 de la Convention, les Parties coopèrent, dans la mesure du
possible, dans les domaines de la science et la technologie qui sont liés à la pollution due aux
déchets dangereux, notamment sur l'application et l'élaboration de nouvelles méthodes de
réduction et d'élimination des déchets dangereux produits grâce à des procédés de production
propres.
                                             £3
 ---pagebreak---                                                                             UNEP(OCA)/MED WG.79/4
                                                                                                  page 7
2.         A cette fin, les Parties doivent soumettre des rapports annuels à l'Organisation concernant
les déchets dangereux qu'ils produisent et transfèrent à l'intérieur de la zone de la Convention
afin de permettre à ladite Organisation de présenter un bilan des déchets dangereux.
3.         Les Parties coopèrent à la prise de mesures appropriées pour appliquer l'approche de
précaution basée sur la prévention des problèmes de pollution résultant des déchets dangereux,
de leurs mouvements transfrontières et de leur élimination. A cette fin, les Parties s'assurent que
des méthodes de production propres sont appliquées aux processus de production.
 Article 8 - Trafic illicite
1.        Aux fins du présent Protocole, tout mouvement transfrontière de déchets dangereux en
violation des dispositions du présent Protocole ou des principes généraux du droit international
est réputé constituer un trafic illicite.
2.         Chaque Partie adopte une législation nationale appropriée pour prévenir et punir le trafic
illicite, y compris des sanctions pénales è I' égard de toute personne impliquée dans ce genre
d' activités illicites.
3.         En cas de trafic illicite du fait du comportement du producteur ou de l'exportateur, l'Etat
d'exportation veille à ce que les déchets en question soient repris par l'exportateur ou le
producteur ou, s'il y a lieu, par lui-même, sur son territoire, dans un délai de 30 jours à compter
du moment où il s'aperçoit du trafic illicite, et à ce qu'une action judiciaire appropriée soit
engagée contre le ou les contrevenant(s).
4.         En cas de trafic illicite par suite du comportement de l'importateur ou l'éliminateur, l'Etat
d'importation veille à ce que les déchets en question soient éliminés par l'importateur par des
méthodes écologiquement saines dans un délai de 30 jours à compter du moment où l'Etat
d'importation s'aperçoit du trafic illicite; si cela n'est pas possible, l'Etat d'exportation veille à ce
que les déchets soient repris par l'exportateur, le producteur ou, s'il y a lieu, par lui-même, sur
son territoire. Les autorités compétentes de l'Etat d'exportation ou d'importation veillent à ce que
des poursuites judiciaires soient engagées contre le ou les contrevenant(s) conformément aux
dispositions du présent Protocole.
5.        Lorsque la responsabilité du trafic illicite ne peut être imputée ni à l'exportateur ou au
producteur, ni à l'importateur ou à l'éliminateur, les Parties concernées ou d'autres Parties, le cas
 échéant, coopèrent pour veiller à ce que les déchets en question soient éliminés le plus tôt
possible selon des méthodes écologiquement rationnelles dans l'Etat d'exportation, dans l'Etat
d'importation ou ailleurs, s'il y a lieu.
6.        Les Parties adressent dès que possible tous renseignements relatifs à un trafic illicite à
l'Organisation, laquelle transmet ces renseignements à toutes les Parties contractantes.
7.        Les Parties coopèrent pour veiller à ce qu'aucun trafic illicite n'ait lieu. Sur demande,
l'Organisation aide les Parties à déceler les cas de trafic illicite et elle communique
immédiatement aux Parties concernées tous renseignements qu'elle a reçus au sujet de trafic
illicite.
                                                       3o
 ---pagebreak--- UNEP(OCA)/MED WG.79/4 •
page 8
8.      L'Organisation s'engage à coordonner les efforts nécessaires avec le Secrétariat de la
Convention de Bêle en matière de prévention efficace et de surveillance du trafic illicite de
déchets dangereux. Cette coordination se fonde essentiellement sur:
        (a)      L'échange d'informations sur les cas ou allégations de trafic illicite en
                 Méditerranée et la coordination des actions pour y remédier;
        (b)      L'apport d'aide pour instaurer les diverses ressources y compris l'élaboration de
                 la législation nationale et la mise en place de l'infrastructure appropriée dans les
                 états méditerranéens en vue de prévenir et pénaliser le trafic illicite de déchets
                 dangereux;
        (c)      L'institution d'un mécanisme pour prévenir et contrôler le trafic illicite de déchets
                 dangereux en Méditerranée.
Article 9 - Assistance aux pays en développement
1.      Les Parties, agissant directement ou avec l'aide des organisations internationales
qualifiées ou autres, ou de manière bilatérale, coopèrent en vue d'élaborer et de mettre en
oeuvre des programmes d'assistance financière et technique en faveur des pays en
développement en vue de la mise en oeuvre du présent Protocole.
2.      A cette fin, la première réunion des Parties au présent Protocole examine la création d'un
centre régional de formation et d'assistance technique dans le domaine des déchets dangereux.
Article 10 - Communication de renseignements
        Les Parties s'informent mutuellement, par l'intermédiaire de l'Organisation, des mesures
prises, des résultats obtenus et, le cas échéant, des difficultés rencontrées lors de l'application
du présent Protocole. Les modalités permettant de recueillir et de présenter ces informations
sont déterminées lors des réunions des Parties.
Article 11 - Information et participation du public
1.      Dans les cas exceptionnels où un mouvement transfrontière de déchets dangereux est
autorisé aux termes de l'article 5 du présent Protocole, les Parties veillent à ce que les
renseignements voulus soient rendus accessibles au public et transmis par les voies que les
Parties jugent appropriées.
2.      L'Etat d'exportation et l'Etat d'importation, conformément aux dispositions du présent
Protocole, et chaque fois qu'il est possible et opportun, donnent au public I occasion de prendre
part aux procédures pertinentes en vue de faire connaître ses vues et préoccupations.
Article 12-Vérification
1.      Toute Partie qui a des raisons de croire qu'une autre Partie agit ou a agi en violation des
obligations découlant du présent Protocole doit en informer l'Organisation et, dans ce cas, elle
informe simultanément et immédiatement, directement ou par l'intermédiaire de l'Organisation,
la Partie faisant l'objet des allégations.
2.       L'Organisation procède à la vérification du fondement de l'allégation et soumet un rapport
 à ce sujet aux Parties.
                                              3^i
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                                                                                                page 9
 Article 13 - Responsabilités et réparation des dommages
           Les Parties coopèrent en vue d'élaborer, aussitôt que possible, des directives appropriées
 pour l'évaluation des dommages ainsi que des règles et procédures appropriées concernant la
 détermination des responsabilités et
 la réparation des dommages résultant des mouvements transfrontières et de l'élimination des
 déchets dangereux.
 Article 14 - Réunions
 1.        Les réunions ordinaires des Parties se tiennent lors des réunions ordinaires des Parties
 contractantes à la Convention organisées en vertu de l'article 14 de ladite Convention. Les
 Parties au présent Protocole peuvent aussi tenir des réunions extraordinaires conformément à
 l'article 14 de la Convention.
 2.        Les réunions des Parties ont entre autres pour objet:
          a)       De veiller à l'application du présent Protocole et d'examiner toutes mesures
          complémentaires, y compris sous forme d'annexés;
           b)     De réviser et de modifier toute annexe au présent Protocole;
          c)      D'élaborer et d'adopter des programmes, m éthodes et mesures conform ément aux
          articles pertinents du présent Protocole;
          d)      D'examiner tout renseignement soumis par les Parties à l'Organisation ou aux
          réunions des Parties, conformément aux articles pertinents du présent Protocole;
          e)      D'exécuter en tant que de besoin toutes autres fonctions en application du présent
          Protocole.
Article 15 - Adoption
          La réunion des Parties adopte à la majorité des deux tiers (2/3) tout programme et mesure
supplémentaire pour la prévention et l'élimination de la pollution résultant de mouvements
transfrontières de déchets dangereux et de leur élimination.
Article 16 - Clauses finales
1.        Les dispositions de la Convention se rapportant à tout protocole s'appliquent à l'égard
du présent Protocole.
2.        Le règlement intérieur et les règles financières adoptés conformément à l'article 18 de la
Convention s'appliquent à l'égard du présent Protocole, à moins que les Parties au Protocole
n'en conviennent autrement.
3.        Le présent Protocole est ouvert à                             , du        _              au
                   , et à Madrid, du                     au                 , à la signature des Etats
invités à la Conférence de plénipotentiaires des Etats côtiers de la région méditerranéenne sur
la protection de la mer Méditerranée contre la pollution résultant de mouvements transfrontières
de déchets dangereux et leur élimination, tenue à                           du                     au
                                                     ^
 ---pagebreak--- UNEP(OCA)/MED WG 79/4
page 10
              Il est également ouvert, jusqu'aux mêmes dates, à la signature de la Communauté
économique européenne et de tout groupement économique régional similaire dont l'un au
moins des membres est un Etat côtier de la zone de la mer Méditerranée et qui exerce des
compétences dans des domaines couverts par le présent Protocole.
4.     Le présent Protocole sera soumis à ratification, acceptation ou approbation. Les
instruments de ratificaton, acceptation ou approbation seront déposés auprès du Gouvernement
de l'Espagne, qui assumera les fonctions de dépositaire.
5.     A partir du             , le présent Protocole est ouvert à l'adhésion des Etats visés au
paragraphe 3 ci-dessus, de la Communauté économique européenne et de tout groupement visé
audit paragraphe.
6.      Le présent Protocole entrera en vigueur le trentième (30e) jour à compter de la date du
dépôt d'au moins six instruments de ratification, d'acceptation ou d'approbation du Protocole ou
d'adhésion à celui-ci par les Parties visées au paragraphe 3 du présent article.
EN FOI DE QUOI les soussignés, dûment autorisés par leurs gouvernements respectifs, ont signé
le présent Protocole.
Fait à ____^            , le •                               , en un seul exemplaire en langue
anglaise, arabe, espagnole et française, les quatre textes faisant également foi.
                                                     il
 ---pagebreak---                                                                           UNEP(0CA)/MEDWG.79/4
                                                                                          Appendice
                                                                                            page 11
                                          ANNEXE I    i*)
                      CATEGORIES DE DECHETS QUI CONSTITUENT
                                 DES DECHETS DANGEREUX
Flux de déchets:
YO     Tous les déchets contenant des radionuclâdes ou contaminés par des radionuclâdes
       et dont la concentration ou les propriétés résultent d'activités humaines
Y1     Déchets cliniques provenant de soins médicaux dispensés dans des hôpitaux, centres
       médicaux et cliniques
Y2     Déchets issus de la production et de la préparation de produits pharmaceutiques
Y3     Déchets de médicaments et produits pharmaceutiques
Y4     Déchets issus de la production, de la préparation et de l'utilisation de biocides et de
       produits phytopharmaceutiques
Y5     Déchets issus de la fabrication, de la préparation et de l'utilisation des produits de
       préservation du bois
Y6     Déchets issus de la production, de la préparation et de l'utilisation de solvants organiques
Y7     Déchets cyanures de traitements thermiques et d'opérations de trempe
Y8     Déchets d'huiles minérales impropres à l'usage initialement prévu
Y9     Mâanges et emulsions huile/eau ou hydrocarbure/eau
Y10    Substances et articles contenant, ou contaminés par, des diphényles polychlorés (PCB),
       des terphényles polychlorés (PCT) ou des diphényles polybromés (PBB)
Y11    Résidus goudronneux de raffinage, de distillation ou de toute opération de pyrolyse
*      Réserve de la Communauté économique européenne
*      Réserve de l'Espagne
*      Réserve de la France
                                        ^
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Appendice
page 12
Y12    Déchets issus ce la production, de la préparation et de l'utilisation d'encres, de colorants,
      de pigments, ce peintures, de laques ou de vernis
Y13   Déchets issus ce la production, de la préparation et de l'utilisation de résines, de latex,
      de plastifiants eu de colles et adhésifs
Y14    Déchets de substances chimiques non identifiées et/ou nouvelles qui proviennent
      d'activités de recherche, de développement ou d'enseignement, et dont les effets sur
      l'homme et/ou sur l'environnement ne sont pas connus
Y15    Déchets de caractère explosible non soumis à une législation différente
Y16    Déchets issus de la production, de la préparation et de l'utilisation de produits et
      matériels photographiques
Y17   Déchets de traitement de surface des métaux et matières plastiques
Y18    Résidus d'opérations d'élimination des déchets industriels
Y46    Déchets ménagers collectés, y compris les eaux usées et les boues d'égout
Y47    Résidus provenant de l'incinération des déchets ménagers
Déchets avant comme constituants:
Y19   Métaux carbonyles
Y20   Béryllium; composés du béryllium
Y21   Composés du chrome hexavalent
Y22   Composés du cuivre
Y23   Composés du zinc
Y24   Arsenic; composés de l'arsenic
Y25   Sélénium; composés du sélénium
Y26   Cadmium; composés du cadmium
Y27   Antimoine; composés de l'antimoine
Y28   Tellure; composés du tellure
Y29   Mercure; composés du mercure
Y30   Thallium; composés du thallium
                                          zs
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                                                                             Appendice
                                                                               page 13
Y31 Plomb; composés du plomb
Y32 Composés inorganiques du fluor, à l'exclusion du fluorure de calcium
Y33 Cyanures inorganiques
Y34 Solutions acides ou acides sous forme solide
Y35 Solutions basiques ou bases sous forme solide
Y36 Amiante (poussières et fibres)
Y37 Composés organiques du phosphore
Y38 Cyanures organiques
Y39 Phénols; composés phénol es, y compris les chlorophénols
Y40 Ethers
Y41 Solvants organiques halogènes
Y42 Solvants organiques, sauf solvants halogènes
Y43 Tout produit de la famille des dibenzofurannes polychlorés
Y44 Tout produit de la famille des dibenzoparadioxines polychlorées
Y45 Composés organohalogénés autres que les matières figurant dans la présente annexe
    (par exemple Y39, Y41, Y42, Y43, Y44).
                                     1C
 ---pagebreak--- UNEP(OCA)/MED WG 79/4-
Appendice
page 14
                                           ANNEXE II
                        LISTE DES CARACTERISTIQUES DE DANGER
Classe*
ONU Code             Caractéristiques
1      H1            Matières explosives
                     Une matière ou un déchet explosif est une matière (ou un mâange de
                     matières) solide ou liquide qui peut elle-même, par réaction chimique,
                     émettre des gaz à une température et une pression et à une vitesse telles
                     qu'il en résulte des dégâts dans la zone environnante.
       H3            Liquides inflammables
                     Les liquides inflammables sont les liquides, mâange de liquides, ou
                     liquides contenant des solides en solution ou suspension (peintures,
                     vernis, laques, etc., par exemple, à l'exclusion cependant des matières ou
                     déchets Classés ailleurs en raison de leurs caractéristiques dangereuses),
                     qui émettent des vapeurs inflammables à une température ne dépassant
                     pas 60,5 °C en creuset fermé ou 65,6°C en creuset ouvert. (Comme les
                     résultats des essais en creuset ouvert et en creuset fermé ne sont pas
                     strictement comparables entre eux et que même les résultats de plusieurs
                     essais effectués selon la même méthode diffèrent souvent, les règlements
                     qui s'écarteraient des chiffres ci-dessus pour tenir compte de ces
                     différences demeureraient conformes à l'esprit de cette définition.)
4.1    H4.1          Matières solides inflammables
                     Les solides ou déchets solides inflammables sont les matières solides
                     autres que celles classées comme explosives, qui, dans les conditions
                     rencontrées lors du transport, s'enflamment facilement ou peuvent causer
                     un incendie sous l'effet du frottement, ou lé favoriser.
4.2    H4.2          Matières spontanément inflammables
        Cette numérotation correspond au système de classification de danger adopté dans les
        recommandations des Nations Unies pour le transport des marchandises dangereuses
        (ST/SG/AC.10/1/Rev.5, Nations Unies, New York, 1988).
                                                3^
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                                                                             Appendice
                                                                               page 15
           Matières ou déchets susceptibles de s'échauffer spontanément dans des
           conditions normales de transport, ou de s'échauffer au contact de l'air, et
           pouvant alors s'enflammer.
4.3 H4.3   Matières ou déchets qui, au contact de l'eau, émettent des gaz
           inflammables
           Matières ou déchets qui, par réaction avec l'eau, sont susceptibles de
           s'enflammer spontanément ou d'émettre des gaz inflammables en
           quantités dangereuses.
5.1 H5.1   Matières comburantes
           Matières ou déchets qui, sans être toujours combustibles eux-mêmes,
           peuvent, en général, en cédant de l'oxygène, provoquer ou favoriser la
           combustion d'autres matières.
5.2 H5.2   Peroxydes organiques
           Matières organiques ou déchets contenant la structure bivalente -O-O-
           sont des matières thermiquement instables, qui peuvent subir une
           décomposition auto-accélérée exothermique.
6.1 H6.1   Mati ères toxiques (aigu es)
           Matières ou déchets qui, par ingestion, inhalation ou pénétration cutanée,
           peuvent causer la mort ou une lésion grave ou nuire à la santé humaine.
6.2 H6.2 . Mati ères infectieuses
           Matières ou déchets contenant des micro-organismes viables ou leurs
           toxines, dont on sait, ou dont on a de bonnes raisons de croire, qu'ils
           causent la maladie chez les animaux ou chez l'homme.
8   H8     Matières corrosives
           Matières ou déchets qui, par action chimique, causent des dommages
           graves aux tissus vivants qu'elles touchent, ou qui peuvent en cas de fuite
           endommager sérieusement, voire détruire, les autres marchandises
           transportées ou les engins de transport et qui peuvent aussi comporter
           d'autres risques.
    H10    Matières libérant des gaz toxiques au contact de l'air ou de l'eau
           Matières ou déchets qui, par réaction avec l'air ou l'eau, sont susceptibles
           d'émettre des gaz toxiques en quantités dangereuses.
                             2>S
 ---pagebreak--- UNEP(OCA)/MED WG.79/4
Appendice
page 16
9     H11       Matières toxiques (effets différés ou chroniques)
                Matières ou déchets qui, par inhalation, ingestion ou pénétration cutanée,
                peuvent entrainer des effets différés ou chroniques, ou produire le cancer.
9      H12      Matières écotoxiques
                Matières ou déchets qui, s'ils sont rejetés, provoquent ou risquent de
                provoquer, par bio-accumulation et/ou effets toxiques sur les systèmes
                biologiques, des impacts nocifs immédiats ou différés sur l'environnement.
9      H13      Matières susceptibles après élimination de donner lieu, par quelque moyen
                que ce soit, à une autre substance, par exemple un produit de lixiviation,
                qui possède l'une des caractéristiques énumérées ci-dessus.
                                       1>^>
 ---pagebreak---                                                                         UNEP(OCA)/MEDWG.79/4
                                                                                          Appendice
                                                                                            page 17
                                            ANNEXE III
                                  OPERATIONS D'ELIMINATION
       La liste des opérations d'élimination figurant dans la présente annexe récapitule les
opérations d'élimination telles qu'elles sont ou ont été effectuées dans la pratique. Elle ne reflète
pas forcément une liste d'opérations d'élimination acceptables. Conformément aux articles 4 et
5 du présent Protocole, les déchets dangereux doivent être dans tous les cas gérés de façon
écologiquement rationelle.
A.     OPERATIONS NE DEBOUCHANT PAS SUR UNE POSSIBILITE DE RECUPERATION, DE
       RECYCLAGE, DE REUTILISATION, DE REEMPLOI DIRECT, OU TOUTE AUTRE
       UTILISATION DES DECHETS
        La section A récapitule toutes ces opérations d'élimination telles qu'elles sont effectuées
en pratique.
D1      Dépôt sur ou dans le sol (par exemple mise en décharge, etc.)
D2     Traitement en milieu terrestre (par exemple biodégradation de déchets liquides ou de
        boue dans les sols, etc.)
D3      Injection en profondeur (par exemple des d échets pompables dans des puits, des d ânes
        de sel, ou des failles géologiques naturelles, etc.)
D4      Lagunage (par exemple déversement de déchets liquides ou de boues dans des puits,
       des étangs ou des bassins, etc.)
D5      Mise en décharge spécialement aménagée (par exemple placement dans des alvéoles
        étanches séparées, recouvertes et isolées les unes des autres et de l'environnement, etc.)
D6      Rejet dans le milieu aquatique saufimmersion en mer
D7      Immersion en mer, y compris enfouissement dans le sous-sol marin
D8     Traitement biologique non spécifié ailleurs dans la présente Annexe, aboutissant à des
        composés ou à des mélanges qui sont éliminés selon l'un des procédés énumérés à la
        section A
D9      Traitement physico-chimique non spécifié ailleurs dans la présente Annexe, aboutissant
         à des composés ou à des mélanges qui sont éliminés selon l'un des procédés énumérés
         à la section A (par exemple evaporation, séchage, calcination, neutralisation, précipitation,
        etc.)
D10     Incinération à terre
                                        Ho
 ---pagebreak--- UNEP(OCA)/MED WG.79/4
Appendice
page 18
D11   Incinération en mer
D12   Stockage permanent (par exemple placement de conteneurs dans une mine, etc.)
D13   Regroupement préalablement à l'une des opérations de la section A
D14   Reconditionnement préalablement à l'une des opérations de la section A
D15   Stockage préalablement à l'une des opérations de la section A
B.    OPERATIONS DEBOUCHANT SUR UNE POSSIBILITE DE RECUPERATION, DE
      RECYCLAGE, DE REUTILISATION, DE REEMPLOI DIRECT, OU TOUTE AUTRE
      UTILISATION DES DECHETS
      La section B est censée récapituler toutes ces opérations, concernant des matières qui
      sont considérées ou légalement définies comme déchets dangereux et qui auraient sinon
      subi l'une des opérations énoncées à la section A.
R1     Utilisation comme combustible (autrement qu'en incinération directe) ou autre moyen de
      produire de l'énergie
R2     Récupération ou régénération des solvants
R3     Recyclage ou récupération de substances organiques qui ne sont pas utilisées comme
      solvants
R4     Recyclage ou récupération des métaux ou des composés métalliques
R5     Recyclage ou récupération d' autres matières inorganiques
R6     Régénération des acides ou des bases
R7     Récupération des produits servant à capter les polluants
R8     Récupération des produits provenant des catalyseurs
R9     Régénération ou autres réemplois des huiles usées
R10    Epandage sur le sol au profit de l'agriculture ou de l'écologie
R11    Utilisation de mat ériaux r ésiduels obtenus à partir de l'une des op érations num érot ées R1
       àR10
R12    Echange de déchets en vue de les soumettre à l'une des opérations numérotées R1 à
       R11
                                                 M^
 ---pagebreak---                                                                 UNEP(OCA)/MEDWG.79/4
                                                                              Appendice
                                                                                  page 19
R13 Mise en réserve de matériaux en vue de les soumettre à l'une des opérations figurant à
    la section B
                                       WZ
 ---pagebreak--- UNEP(OCA)/MED WG 79/4'
Appendice
page 20
                                         ANNEXE IV A
                 INFORMATIONS A FOURNIR LORS DE LA NOTIFICATION
1.    Motif de l'exportation de déchets;
2.    Exportateur des déchets i/;
3.    Producteur(s) des déchets et lieu de production 1/;
4.    Importateur et éliminateur des déchets et site effectif d'élimination 1/;
5.    Transportateur(s) prévu(s) des déchets ou leurs agents, lorsqu'ils sont connus 1/;
6.    Pays d'exportation des déchets
      Autorité compétente 2/;
7.    Pays de transit prévus
      Autorité compétente 2/;
8.    Pays d'importation des déchets
      Autorité compétente 2/;
9.    Date (s) prévu e (s) du(des) transfert(s), durée de l'exportation des déchets et itinéraire
      prévu (notamment points d'entrée et de sortie) 3/;
10.   Moyen(s) de transport prévu(s) (route, rail, mer, air, voie de navigation intérieure, etc.);
11.   Informations relatives à l'assurance 4/;
12.   D énomination et description physique des d échets, y compris num éro Y et num éro ONU,
      composition de ceux-ci 5/ et renseignements sur toute disposition particulière relative à
      la manipulation, notamment mesures d'urgence à prendre en cas d'accident;
13.   Type de conditionnement prévu (par exemple vrac, fûts, citernes);
14.   Quantité estimée en poids/volume 6/;
15.   Processus dont proviennent les déchets 7/;
16.   Code selon l'Annexe I, classification selon l'Annexe II, numéro H et classe de l'ONU;
17.   Mode d'élimination selon l'Annexe III;
18.   Déclaration du producteur et de l'exportateur certifiant l'exactitude des informations;
19.   Informations (y compris la description technique de l'installation) communiquées à
                                       M2>
 ---pagebreak---                                                                          UNEP(OCA)/MEDWG.79/4
                                                                                          Appendice
                                                                                             page 21
       l'exportateur ou au producteur par l'éliminateur des déchets et sur lesquelles ce dernier
       s'est fondé pour estimer qu'il n'y a aucune raison de croire que les d échets ne seront pas
       gérés selon des méthodes écologiquement rationnelles conformément aux lois et
       règlements du pays importateur;
20.    Renseignements concernant le contrat conclu entre l'exportateur et l'éliminateur.
                                              NOTES
       L'Organisation utilise un formulaire de notification et le document joint tels que ceux
élaborés dans le cadre de la Convention de Bâle, l'OCDE et la Communauté économique
européenne.
1/     Nom et adresse complets, numéros de téléphone, de télex ou de télécopieur, ainsi que
       nom, adresse et numéro de téléphone, de télex ou de télécopieur de la personne à
       contacter.
2/     Nom et adresse complets, numéros de téléphone, de télex ou de télécopieur.
3/     En cas de notification générale couvrant plusieurs transferts, indiquer soit les dates
       prévues de chaque transport, soit, si celles-ci ne sont pas connues, la fréquence prévue
       des transports.
4/     informations à fournir sur les dispositions pertinentes relatives à l'assurance et sur la
       manière dont l'exportateur, le transporteur et l'éliminateur s'en acquittent.
5/     Indiquer la nature et la concentration des composés les plus dangereux au regard de la
       toxicité et des autres dangers présentés par les déchets tant pour la manipulation que
       pour le mode d'élimination prévu.
6/     En cas de notification g en érale couvrant plusieurs transferts, indiquer à la fois la quantité
       totale estimée et les quantités estimées pour chacun des transferts.
7/     Dans la mesure où ce renseignement est nécessaire pour évaluer les risques et
       déterminer la validité de l'opération d'élimination proposée.
                                           MW
 ---pagebreak--- UNEP(OCA)/MED WG.79/4 .
Appendice
page 22
                                         ANNEXE IV B
        INFORMATIONS A FOURNIR DANS LE DOCUMENT D'ACCOMPAGNEMENT
1.    Exportateur des déchets 1/;
2.    Producteur(s) des déchetset lieu de production 1/;
3.    Eliminateur des déchets et lieu effectif d'élimination 1/;
4.    Transporteur(s) des déchets 1/ ou son (ses) agents;
5.    Date de début du mouvement transfrontière et date(s) et signature à la réception par
      chaque personne qui prend en charge les déchets;
6.    Moyen de transport (route, rail, voie de navigation intérieure, mer, air) y compris pays
      d'exportation, de transit et d'importation ainsi que points d'entrée et de sortie lorsque
      ceux-ci sont connus;
7.    Description g en érale des d échets ( état physique, appellation exacte et classe d'exp édition
      ONU, numéro ONU, numéro Y et numéro H le cas échéant);
8.    Renseignements sur les dispositions particulières relatives à la manipulation, y compris
      mesures d'intervention en cas d'accident;
9.    Type et nombre de colis;
10.   Quantité en poids/volume;
11.   Déclaration du producteur ou de l'exportateur certifiant l'exactitude des informations;
12.   Déclaration du producteur ou de l'exportateur certifiant l'absence d'objections de la part
      des autorités compétentes de tous les Etats concernés qui sont Parties;
13.   Attestation de l'éliminateur de la réception à l'installation d'élimination désignée et
      indication de la méthode d'élimination et de la date approximative d'élimination.
14.   Documents d'assurance, cautionnement ou autre garantie éventuellement exigés par les
      Parties, comme indiqué à l'article 5 para. 4.
                                              NOTES
                                             1*
 ---pagebreak---                                                                      UNEP(OCA)/MEDWG.79/4
                                                                                    Appendice
                                                                                      page 23
       L'Organisation utilise un document d'accompagnement et le document joint tels que ceux
élaborés dans le cadre de la Convention de Bâle, l'OCDE et la Communauté économique
européenne.
       Les informations à fournir sur le document d'accompagnement devraient, chaque fois que
possible, être rassemblées dans un seul et même document avec celles exigées par la
réglementation des transports. En cas d'impossibilité, ces informations devraient compléter et
non répéter celles exigées par la réglementation des transports.                Le document
d'accompagnement contiendra des instructions quant à la personne habilitée à fournir les
renseignements et à remplir lès formulaires.
1/     Nom et adresse complets, numéros de téléphone, de télex ou de télécopieur, ainsi que
       nom, adresse et numéro de téléphone, de télex ou de télécopieur de la personne à
       contacter en cas d'urgence.
                                           Hé
 ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                              COM(96) 63 def.
                                                DOCUMENTI
IT                                                                             14
                                             N. di catalogo : CB-CO-96-073-IT-C
                                                              ISBN 92-78-00623-8
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                            lì