CELEX: 62003CJ0013
Language: it
Date: 2005-02-15
Title: Sentenza della Corte (grande sezione) del 15 febbraio 2005. # Commissione delle Comunità europee contro Tetra Laval BV. # Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado - Concorrenza - Regolamento (CEE) n. 4064/89 - Sentenza che constata l'illegittimità di una decisione con cui è stata ordinata una separazione di imprese come conseguenza dell'illegittimità di una decisione anteriore che constatava l'incompatibilità di una concentrazione con il mercato comune. # Causa C-13/03 P.

Causa C‑13/03 P
      Commissione delle Comunità europee
      contro
      Tetra Laval BV
       
      «Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado — Concorrenza — Regolamento (CEE) n. 4064/89 — Sentenza che constata l'illegittimità di una decisione con cui è stata ordinata una separazione di imprese come conseguenza
         dell'illegittimità di una decisione anteriore che constatava l'incompatibilità di una concentrazione con il mercato comune»
      
      Conclusioni dell'avvocato generale A. Tizzano, presentate il 25 maggio 2004 ?
      Sentenza della Corte (Grande Sezione) 15 febbraio 2005 ?
      Massime della sentenza
      Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado — Oggetto — Annullamento di una sentenza del Tribunale che constata
            l'illegittimità di una decisione con cui è stata ordinata una separazione di imprese, come conseguenza dell'illegittimità
            della decisione che constatava l'incompatibilità con il mercato comune della concentrazione fra le imprese di cui trattasi
            — Mancanza di oggetto a causa del rigetto del ricorso contro la sentenza che constatava l'illegittimità della decisione di
            incompatibilità — Non luogo a statuire
      (Statuto CE della Corte di giustizia, art. 49)
      

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione)15 febbraio 2005(1)
         
         
               «Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado  –  Concorrenza  –  Regolamento (CEE) n. 4064/89  –  Sentenza che constata l'illegittimità di una decisione con cui è stata ordinata una separazione di imprese come conseguenza
                  dell'illegittimità di una decisione anteriore che constatava l'incompatibilità di una concentrazione con il mercato comune»
               
               
            Nel procedimento C-13/03 P, avente ad oggetto un ricorso ai sensi dell'art. 49 dello Statuto CE della Corte di giustizia, proposto l'8 gennaio 2003,
            
            
             Commissione delle Comunità europee,  rappresentata dai sigg. M. Petite, A. Whelan e P. Hellström, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
            
            
            ricorrente,
            
             procedimento in cui l'altra parte è:
             Tetra Laval BV , con sede ad Amsterdam (Paesi Bassi), rappresentata dai sigg. A.Vandencasteele, D. Waelbroeck e M. Johnsson, avocats, nonché
            dai sigg. A. Weitbrecht e S. Völcker, Rechtsanwälte,ricorrente in primo grado,
            
            LA CORTE (Grande Sezione),,
            
             composta dal sig. P. Jann, presidente della prima sezione, facente funzione di presidente, dai sigg. C.W.A. Timmermans, A.
            Rosas (relatore), presidenti di sezione, dai sigg. C. Gulmann, J.-P. Puissochet e R. Schintgen, dalla sig.ra N. Colneric,
            e dai sigg. S. von Bahr e J.N. Cunha Rodrigues, giudici,
            
             avvocato generale: sig. A. Tizzanocancelliere:  sig.ra L. Hewlett, amministratore principale,
             vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 27 gennaio 2004,
            sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza del 25 maggio 2004,
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
         1
            
          Con il suo ricorso la Commissione delle Comunità europee chiede l’annullamento della sentenza del Tribunale di primo grado
         delle Comunità europee 25 ottobre 2002, causa T-80/02, Tetra Laval/Commissione (Racc. pag. II-4519; in prosieguo: la «sentenza
         impugnata»), con la quale quest’ultimo ha annullato la decisione della Commissione 30 gennaio 2002, 2004/103/CE, recante misure
         destinate a ripristinare una concorrenza effettiva in conformità dell’articolo 8, n. 4, del regolamento (CEE) n. 4064/89 del
         Consiglio (Caso COMP/M.2416 Tetra Laval/Sidel) (GU 2004, L 38, pag. 1; in prosieguo: la «decisione di separazione»).
         
         
            
                Il regolamento (CEE) n. 4064/89 
               
            
         
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          Il regolamento (CEE) del Consiglio 21 dicembre 1989, n. 4064, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra
         imprese (GU L 395, pag. 1, e rettifica GU 1990, L 257, pag. 13), come modificato dal regolamento (CE) del Consiglio 30 giugno
         1997, n. 1310 (GU L 180, pag. 1; in prosieguo: il «regolamento»), così dispone all’art. 8, nn. 3 e 4:
         «3.     Se la Commissione accerta che un’operazione di concentrazione soddisfa al criterio di cui all’articolo 2, paragrafo 3 (…),
         essa, mediante decisione, dichiara la concentrazione incompatibile con il mercato comune.
          4.       Se l’operazione di concentrazione è già stata realizzata, la Commissione può ordinare, in una decisione adottata a norma del
         paragrafo 3 o in una decisione distinta, la separazione delle imprese o degli elementi patrimoniali acquistati o incorporati,
         la cessazione del controllo comune, nonché ogni altra misura idonea a ripristinare una concorrenza effettiva».
         
          Le decisioni della Commissione 
         
         3
            
          Il 30 ottobre 2001 la Commissione ha adottato la decisione 2004/124/CE, che dichiara l’incompatibilità di una concentrazione
         con il mercato comune e l’accordo SEE (Caso COMP/M.2416 – Tetra Laval/Sidel) (GU 2004, L 43, pag. 13; in prosieguo: la «decisione
         d’incompatibilità»).
         
         
         
         4
            
          Il 30 gennaio 2002 la Commissione ha adottato la decisione di separazione, recante misure destinate a ripristinare una concorrenza
         effettiva, in conformità dell’art. 8, n. 4, del regolamento. Con l’art. 1 di tale decisione, che è stata notificata il 4 febbraio
         2002 alla Tetra Laval BV (in prosieguo: «Tetra»), la Commissione ordina la cessione da parte di questa società delle azioni
         della Sidel SA e stabilisce le modalità secondo cui tale separazione deve essere effettuata.
         
         
         
         5
            
          Con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale in data 15 gennaio 2002, la Tetra ha proposto un ricorso
         diretto ad ottenere l’annullamento della decisione d’incompatibilità, iscritto a ruolo con il numero T-5/02.
         
         
         
         6
            
          Con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale in data 19 marzo 2002, la Tetra ha proposto un secondo ricorso
         che mirava all’annullamento della decisione di separazione. 
         
         
         
         7
            
          Con sentenza 25 ottobre 2002, causa T-5/02, Tetra Laval/Commissione (Racc. pag. II‑4381; in prosieguo: la «sentenza nella
         causa T-5/02»), il Tribunale ha annullato la decisione d’incompatibilità.
         
         
         
         8
            
          Con la sentenza impugnata il Tribunale ha annullato la decisione di separazione.
         
          La sentenza impugnata 
         
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          Ai punti 36-43 della sentenza impugnata, il Tribunale ha statuito come segue:
         
         «36
            Il Tribunale constata, innanzi tutto, che risulta dal contesto del regolamento, e in particolare dal sedicesimo considerando,
               che l’obiettivo perseguito dall’art. 8, n. 4, è quello di consentire alla Commissione di adottare tutte le decisioni necessarie
               a ripristinare una concorrenza effettiva. Quando, come nel caso di specie, l’operazione di concentrazione è stata realizzata
               in applicazione dell’art. 7, n. 3, del regolamento, la separazione delle imprese coinvolte in tale operazione è la logica
               conseguenza della decisione che dichiara l’operazione di concentrazione incompatibile con il mercato comune.
            
         
         
         37
            Orbene, l’adozione di una decisione di separazione posteriore all’adozione di una decisione che dichiara incompatibile con
               il mercato comune un’operazione di concentrazione presuppone la validità di tale ultima decisione. Poiché lo scopo di una
               decisione di separazione adottata in forza dell’art. 8, n. 4, del regolamento è quello di ripristinare una concorrenza effettiva
               ostacolata dall’operazione di concentrazione dichiarata incompatibile, è chiaro che la sua validità dipende da quella della
               decisione che vieta l’operazione di concentrazione e, pertanto, che l’annullamento di quest’ultima la priva di qualsiasi fondamento
               giuridico.
            
         
         
         38
            Tale conclusione è corroborata dal fatto che, ai sensi dell’art. 8, n. 4, del regolamento, la cessione di una partecipazione
               acquisita in occasione di un’operazione di concentrazione può essere ordinata nell’ambito medesimo della decisione d’incompatibilità
               adottata in forza del suo art. 8, n. 3.
            
         
         
         39
            Inoltre, la detta conclusione non è stata messa in discussione dal riferimento della Commissione alla sentenza [della Corte
               26 aprile 1988, cause riunite 97/86, 193/86, 99/86 e 215/86, Asteris e a./Commissione, Racc. pag. 2181, punti 30 e 32, in
               prosieguo: la “sentenza Asteris”]. In primo luogo, occorre constatare che la Corte ha confermato l’“efficacia retroattiva
               che accompagna le sentenze di annullamento” (punto 30). In secondo luogo, la sentenza Asteris si riferiva, in particolare,
               agli effetti dell’annullamento di un regolamento la cui portata era limitata a un periodo di tempo ben definito su qualsiasi
               disposizione di regolamenti successivi che avesse lo stesso contenuto di quella dichiarata illegittima. Tale sentenza riguarda
               quindi la portata dell’obbligo, derivante dall’art. 233 CE e che grava sull’istituzione responsabile dell’adozione dei regolamenti
               di cui trattasi, di eseguire la sentenza di annullamento in parola.
            
         
         
         40
            Tuttavia, nel caso di specie, a differenza della situazione all’origine della sentenza Asteris, non si tratta di regolamenti
               che contengono disposizioni identiche, ma di una decisione di separazione antecedente, che si limita ad attuare la decisione
               d’incompatibilità. La semplice circostanza che, al momento dell’adozione della decisione di separazione, la detta decisione
               d’incompatibilità non sia annullata non può privare d’efficacia retroattiva il suo annullamento, successivamente constatato.
            
         
         
         41
            Orbene, con la sentenza pronunciata nella causa T-5/02, il Tribunale ha annullato la decisione d’incompatibilità (…).
         
         
         42
            Poiché l’illegittimità della decisione d’incompatibilità comporta dunque quella della decisione di separazione, la presente
               domanda di annullamento diretta contro quest’ultima decisione dev’essere accolta, senza che occorra esaminare gli altri motivi
               sollevati contro di essa dalla ricorrente.
            
         
          43       Di conseguenza, la decisione di separazione è annullata».
         
          Il ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado 
         
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          Con atto introduttivo depositato nella cancelleria della Corte in data 8 gennaio 2003 la Commissione ha presentato, conformemente
         agli artt. 225 CE e 49, primo comma, dello Statuto CE della Corte di giustizia, un ricorso contro la sentenza nella causa
         T-5/02.
         
          Argomenti delle parti
         
         
         11
            
          A sostegno del suo ricorso nella presente causa, la Commissione afferma che, se il ricorso proposto contro la sentenza nella
         causa T-5/02 dovesse comportare l’annullamento di quest’ultima, la sentenza impugnata sarebbe fondata su un presupposto, ossia
         l’annullamento della decisione di incompatibilità, inficiato da un errore di diritto. Infatti, dato che l’annullamento di
         tale decisione da parte del Tribunale ha costituito l’unico motivo dell’annullamento da parte di quest’ultimo della decisione
         di separazione, l’annullamento della sentenza pronunciata nella detta causa, la quale ha annullato la prima decisione, comporterebbe
         l’annullamento della sentenza impugnata, che ha disposto l’annullamento della seconda decisione.
         
         
         
         12
            
          La Commissione pertanto ritiene che, se, tenuto conto dei motivi di diritto svolti dettagliatamente nel suo ricorso contro
         la sentenza nella causa T-5/02, tale ricorso dovesse venire accolto, si dovrebbe annullare la sentenza impugnata. 
         
         
         
         13
            
          La Tetra sostiene che il ricorso è irricevibile. Infatti, contrariamente a quanto richiesto dall’art. 112, n. 1, lett. c),
         del regolamento di procedura, il ricorso non indicherebbe i motivi e gli argomenti di diritto dedotti contro la sentenza impugnata.
         
         
         
         
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          A tale riguardo, la Tetra afferma che la Commissione non sostiene che la sentenza impugnata contrasta con il diritto comunitario
         e tanto meno che il ragionamento seguito dal Tribunale o il dispositivo di questa sentenza sono inficiati da errori di diritto.
         Al contrario, secondo la Commissione, non sarebbe la sentenza impugnata ad essere inficiata da un errore di diritto, bensì
         quella pronunciata nella causa T‑5/02.
         
         
         
         15
            
          In subordine, la Tetra conclude che il ricorso non è fondato e che, se anche fosse accolto il ricorso contro la sentenza nella
         causa T‑5/02, ciò non dovrebbe comportare l’annullamento della sentenza impugnata.
         
         
         
         16
            
          La Tetra afferma, in primo luogo, che la Commissione non ha interesse a che venga pronunciato l’annullamento della sentenza
         impugnata. Una tale carenza di interesse risulterebbe, da una parte, dal fatto che la decisione di separazione è contestabile
         in sé, poiché le misure esecutive che essa ordina, compresi i termini che essa prescrive, sono divenute obsolete in ragione
         dei fatti che si sono verificati successivamente all’adozione di tale decisione. D’altra parte, spetterebbe alla Commissione,
         se ciò dovesse rivelarsi necessario, adottare una nuova decisione in applicazione dell’art. 8, n. 4, del regolamento, decisione
         che sarebbe quindi adattata alla situazione vigente.
         
         
         
         17
            
          In secondo luogo, il presente ricorso sarebbe fondato sulla premessa secondo cui, se il ricorso proposto contro la sentenza
         nella causa T‑5/02 fosse ritenuto fondato, la Corte annullerebbe anche la sentenza impugnata con il presente ricorso. Orbene,
         in questo caso:
         
         –
            o la causa è rinviata dinanzi al Tribunale affinché esso statuisca nuovamente e, in questo caso, la decisione finale nel presente
               ricorso dipenderebbe dalla decisione del Tribunale nella causa T-5/02, poiché la Corte non può statuire senza conoscere la
               decisione finale sulla prima causa; la Corte, pertanto, dovrebbe rinviare anche la presente causa dinanzi al Tribunale;
            
         
         
         –
            oppure la Corte decide di statuire sul merito della controversia nella causa T‑5/02; la Tetra ritiene tuttavia che, in tal
               caso, la presente causa dovrebbe essere rinviata dinanzi al Tribunale affinché esso deliberi. Infatti, essa ha dedotto più
               motivi dinanzi a quest’ultimo a sostegno della sua domanda di annullamento della decisione di separazione, ma il Tribunale
               si sarebbe pronunciato su uno solo di essi. 
            
         
         
         
         
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          Nella replica, la Commissione sostiene che, per chiedere l’annullamento della sentenza impugnata, essa non si fonda sugli
         argomenti sollevati nel suo ricorso contro la sentenza nella causa T-5/02, bensì sul fatto che un annullamento di tale sentenza
         invaliderebbe il presupposto giuridico che costituisce il fondamento della sentenza impugnata. Infatti, quest’ultima, in quanto
         fondata su un atto manifestamente nullo, sarebbe inficiata da un errore di diritto relativo alla validità e all’applicabilità
         di tale atto, indipendentemente dai motivi di tale invalidità che potrebbero essere accertati nel corso di un procedimento
         distinto. Dato che un tale motivo è chiaramente esplicitato nel presente ricorso, quest’ultimo sarebbe ricevibile.
         
         
         
         19
            
          Rispondendo all’argomento secondo il quale la decisione di separazione non sarebbe più operativa, la Commissione afferma che
         l’eventuale necessità di modificare un atto che impone, in particolare, certi termini e la cui applicazione è stata ritardata
         da un procedimento contenzioso non dovrebbe essere un motivo di diniego di competenza, né di rigetto di argomenti fondati
         e tali da comportare, nell’ambito di un ricorso, l’annullamento di una sentenza che ha annullato un tale atto. La validità
         di detta decisione dovrebbe essere valutata alla luce delle circostanze esistenti al momento della sua adozione da parte della
         Commissione e quest’ultima adotterebbe tutte le misure necessarie per vigilare alla sua applicazione secondo legge nell’ipotesi
         in cui detti giudici considerassero in ultima analisi che essa è stata adottata validamente.
         
         
         
         20
            
          Per quanto riguarda il nesso tra il presente ricorso e quello proposto contro la sentenza nella causa T-5/02, la Commissione
         rileva che l’annullamento di questa sentenza sarebbe sufficiente per l’annullamento della sentenza impugnata. L’annullamento
         produrrebbe tale effetto anche se la presente causa fosse rinviata dinanzi al Tribunale in vista del proseguimento del suo
         esame.
         
          Giudizio della Corte
         
         
         21
            
          Risulta dagli argomenti presentati dalla Commissione nel suo atto introduttivo che il presente ricorso ha un oggetto solo
         nei limiti in cui la sentenza nella causa T‑5/02, contestata dalla Commissione nel suo ricorso nella causa C-12/03 P, Commissione/Tetra
         Laval che ha condotto alla sentenza in data odierna (Racc. pag. I‑987), fosse annullata dalla Corte.
         
         
         
         22
            
          Orbene, con quest’ultima sentenza, la Corte ha respinto il ricorso proposto dalla Commissione contro la sentenza del Tribunale
         che aveva annullato la decisione di incompatibilità.
         
         
         
         23
            
          Ne consegue che, senza che sia necessario esaminare gli argomenti della Tetra relativi all’irricevibilità del presente ricorso,
         occorre dichiarare quest’ultimo privo di oggetto.
         
         
         Sulle spese
         24
            
          Ai sensi dell’art. 69, n. 6, del regolamento di procedura, applicabile al procedimento d’impugnazione in forza dell’art. 118
         dello stesso regolamento, in caso di non luogo a provvedere, la Corte decide sulle spese in via equitativa. Poiché la mancanza
         di oggetto del presente ricorso deriva dal rigetto da parte di quest’ultima del ricorso della Commissione nella causa C-12/03 P
         con la citata sentenza Commissione/Tetra Laval, che ha condannato la Commissione alle spese, occorre condannare quest’ultima
         anche alle spese della presente impugnazione. 
         
         
         
         
         
         
            
            
         
         
          Per questi motivi, la Corte (Grande Sezione) dichiara e statuisce:
         
            
            
            
               1)
                   Non vi è luogo a provvedere sul ricorso. 
               
            
            
            
            
               2)
                   La Commissione delle Comunità europee è condannata alle spese.  
               
            
             Firme
      
      
          1 –
            
            Lingua processuale: l'inglese.