CELEX: C1996/077/30
Language: it
Date: 1996-03-16 00:00:00
Title: Ricorso dei signori Marie-Thérèse Danielsson, Pierre Largenteau e Edwin Haoha contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 2 dicembre 1995 (Causa T-219/95)

N. C 77/ 12           IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       16 . 3 . 96
 — condannare       la   Commissione      al  risarcimento    del           — il principio del contraddittorio;
     danno;
                                                                            — l'obbligo della motivazione .
 — condannare la Commissione alle spese di lite.
                                                                        b ) Violazione di regole di diritto relative all'applicazione
                                                                            del Trattato, e segnatamente degli artt. 44 del regola­
 Motivi e principali argomenti                                              mento ( CEE ) n. 4028/86 e 7 del regolamento ( CEE )
                                                                            n . 1116/88 : l'atto impugnato si sostanzia in una
 La società ricorrente è proprietaria di una « valle da pesca »             decisione di riduzione surrettizia del contributo già
 posta in comune di Rosolina , provincia di Rovigo, lungo la                ammesso, senza tuttavia che sia stata debitamente
 costa dell'Alto Adriatico . Nel 1990, la ricorrente ottenne                attivata ed esperita la procedura di sospensione, ridu­
 dalla Commissione un contributo dell'importo di LIT                        zione o soppressione sancita dall'art. 44 del regolamento
 1 103 646 181 per la realizzazione di lavori di ammoderna­                 4028/86 e senza che siano state, correlativamente e
 mento e sistemazione dei propri impianti d'itticoltura, in                 preventivamente, rispettate le prescrizioni imposte alla
 base al regolamento CEE 4028/86 . Un altro proporzionale                   Commissione dall'art. 7 del regolamento attuativo
 contributo di LIT 827 734 635 avrebbe dovuto essere                        1116/88 .
 erogato dallo Stato italiano.
                                                                       c ) Sviamento di potere: la Commissione ha fatto uso di un
Ultimati i lavori, il 23 dicembre 1993 , la società ricorrente              potere — per così dire — consultivo, per conseguire un
provvide ad inoltrare al Ministero italiano competente ed                   risultato in realtà assolutamente diverso e cioè la pratica
alla Commissione la richiesta di verifica dello stato finale del            riduzione del contributo .
progetto . Il Mihistero italiano dispose, con nota 8 febbraio
 1994 , il previo sopralluogo tecnico da parte dell'Ufficio del
Genio Civile, obbligatorio alla stregua dell'ordinamento               Una volta annullato, come si chiede, l'atto impugnato, sarà
nazionale; avvenuta questa verifica , l'Ufficio ne diede               agevole constatare che l'istituzione da cui esso promana ha
comunicazione tanto alla ricorrente quanto al Ministero,               cagionato alla società istante, beneficiaria del contributo, un
rilevando qualche variazione rispetto al progetto . Il 1° feb­         danno risarcibile ai sensi degli artt. 178 e 215 del Trattato,
braio 1995 gli ispettori del Ministero effettuarono, a loro            correlato alla decurtazione di una parte rilevante della
volta, per quanto di loro competenza, la verifica dello stato          sovvenzione accordata, tanto per quel che riguarda la quota
finale dei lavori, redigendo il relativo certificato in data           a carico dell'UE, quanto per quel che riguarda la quota di
25 maggio 1995 ; in esso in particolare gli ispettori illustrano       competenza nazionale . Tale danno si chiede venga risarcito
le variazioni accertate dall' Ufficio così come ulteriori              in un importo non inferiore all'interesse compensativo
difformità rispetto al progetto . Il che comporterebbe, a dire         ovvero moratorio sulla somma contestata : e ciò in correla­
del Ministero, che il totale di spesa ritenuto ammissibile ai          zione con i cospicui oneri finanziari che la ricorrente è
                                                                       costretta ad affrontare .
fini del calcolo del contributo non sarebbe più pari a LIT
2 627 729 000 come stabilito nella decisione della Commis­
sione, bensì LIT 1 907 350 101 , con una decurtazione,
quindi, di LIT 720 378 899 . Avverso il verbale degli
Ispettori ministeriali, la ricorrente ha inviato una serie di
osservazioni scritte con cui ne deduceva l' infondatezza e ne
chiedeva il riesame . Il 14 novembre 1995 , il Ministero ha
comunicato che la richiesta di riesame non è stata accolta;
                                                                       Ricorso dei signori Marie-Thérèse Danielsson, Pierre Lar­
ciò che maggiormente rileva in questa sede è che il                    genteau e Edwin Haoha contro la Commissione delle
provvedimento ministeriale enuncia esplicitamente che esso                  Comunità europee, presentato il 2 dicembre 1995
si conforma integralmente ad un parere espresso dalla
Commissione europea con nota 27 ottobre 1995 . Contro                                         ( Causa T-2 19/95 )
questo atto della Commissione che, pure adottato sotto le                                        ( 96/C 77/30 )
specie di un diverso atto, si sostanzia in realtà in una
decisione direttamente lesiva degli interessi della ricorrente,
che sortisce il duplice effetto di decurtare tanto il contributo                        (Lingua processuale: l'inglese)
comunitario quanto quello dello Stato membro, si propone
il presente ricorso.
                                                                       Il 2 dicembre 1995 i signori Marie-Thérèse Danielsson,
                                                                       Pierre Largenteau e Edwin Haoha, tutti residenti a Tahiti
Il ricorso poggia sui seguenti motivi :                                (Polinesia francese ), rappresentati dagli avvocati Phon van
                                                                       den Biesen, dello studio Van den Biesen Prakken Bòhler, del
a ) Violazione di forme sostanziali : l' atto impugnato non            foro di Amsterdam, e Denis Waelbroeck, dello studio
     soddisfa e non rispetta requisiti formali imposti dal             Liedekerke Wolters Waelbroek & Kilpatrick, del foro di
     diritto comunitario a garanzia degli interessi sostanziali        Bruxelles, assistiti dal dott. Gerrit Betlem, del Nederlands
     dei soggetti dell'ordinamento, e segnatamente:                    Instituut voor Sociaal en Economisch Recht, Utrecht, e dal
                                                                       signor Sven Deimann, del Johan W. Goethe Universitàt,
     — il principio di collegialità nell'azione della Commis­          Francoforte sul Meno, con domicilio eletto in Lussemburgo
         sione;                                                        presso lo studio Dèi Gréng, 31 , Grand' Rue, hanno proposto
                                                                       al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un
     — il principio comunitario di certezza del diritto;               ricorso contro la Commissione delle Comunità europee .
 ---pagebreak--- 16 . 3 . 96          MI                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    N. C 77/ 13
I ricorrenti concludono che il Tribunale voglia :                      della propria sfera personale e familiare, garantita dall'art. 8
                                                                       della Convenzione europea sui diritti dell' uomo.
— annullare la decisione della Commissione delle Comu­
     nità europee 23 ottobre 1995 riguardante gli esperimenti
     nucleari francesi;
— condannare la Commissione alle spese del procedi­
     mento .
                                                                       Ricorso della signora Fotini Chiou contro la Commissione
Motivi e principali argomenti                                            delle Comunità europee proposto il 13 dicembre 1995
                                                                                              ( Causa T-225 /95 )
I ricorrenti, cittadini di Tahiti ed ivi residenti ( Polinesia                                   ( 96/C 77/31 )
francese ), impugnano la decisione della Commissione 23 ot­
tobre 1995 con cui è stato espresso parere favorevole, ai
sensi dell'art. 34, secondo comma, del Trattato CEEA, con                             (Lingua processuale: il francese)
riguardo agli esperimenti nucleari francesi sull' atollo del
Pacifico di Mururoa . Il ricorso è diretto in subordine
avverso la decisione con cui la Commissione ha negato                  Il 13 dicembre 1995 , la signora Fotini Chiou , residente in
l'applicabilità dell'art . 34 agli esperimenti nucleari fran­          Bruxelles, con l'avv. Lucas Vogel, del foro di Bruxelles , con
cesi .                                                                 domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio dell' avv.
                                                                       Christian Kremer, 8-10, rue Mathias Hardt, ha proposto al
                                                                       Tribunale di primo grado delle Comunità europee un
I ricorrenti sostengono che l'istituzione convenuta avrebbe            ricorso contro la Commissione delle Comunità europee .
violato, per effetto della detta decisione e delle modalità con
cui è stata emanata, gli obblighi ad essa incombenti in forza
del diritto comunitario, in particolare del Trattato CEEA e            La ricorrente conclude che il Tribunale voglia :
della direttiva del Consiglio 88/835/Euratom. Essi sottoli­
neano che la Commissione avrebbe dovuto applicare
un' interpretazione estensiva della nozione di « esperimenti           — annullare la decisione di rigetto del suo reclamo avverso
                                                                           la decisione della Commissione 18 novembre 1994;
particolarmente pericolosi » ( art. 34 ), che avrebbe dovuto
essere quantomeno incentrata , alla luce del preambolo del
Trattato, sulla prevenzione dei rischi per la salute e la              — per quanto necessario, annullare la decisione della
sicurezza , anziché attenersi ad un'interpretazione restrittiva            Commissione 18 novembre 1994 di non includerla
che si riduce al « rischio apprezzabile di esposizione signifi­            nell' elenco dei vincitori del concorso interno di trasferi­
cativa dei lavoratori e del pubblico in generale alle radiazioni           mento dalla categoria C alla categoria B;
ionizzanti ». Sulla base di tale interpretazione estensiva la
Commissione avrebbe dovuto porre in essere indagini più                — condannare la convenuta alle spese .
estensive e complesse con riguardo ai possibili rischi per la
salute e della sicurezza .
                                                                       Motivi e principali argomenti
Inoltre, nell'applicazione dell' art. 34 del Trattato CEEA, la
Commissione deve tener conto di tutti e tre i principi                 A sostegno del ricorso la ricorrente deduce motivi e
fondamentali contenuti nell'art. 6 della direttiva ; vale a dire       argomenti analoghi a quelli dedotti nella causa T-159/95 .
il principio secondo cui qualsiasi attività che comporti
un'esposizione a radiazioni ionizzanti deve essere giustifi­           Ella basa pure la sua domanda sull'errore manifesto di
cata dai vantaggi che ne scaturiscano, il principio del livello
                                                                       valutazione, ponendo in rilievo, in primo luogo il fatto che
« più ridotto ragionevolmente possibile » nonché la necessità
                                                                       dispone di più titoli universitari ed espleta , a partire dal
di specifici limiti di dose . In ogni caso la Commissione si è         1992 , funzioni che vanno ampiamente al di là di quelle della
limitata, senza alcuna motivazione, al solo terzo aspetto .
                                                                       categoria C e, in secondo luogo che le sue prestazioni alla
                                                                       prova orale meritavano un punteggio superiore al minimo
La Commissione ha anche ignorato importanti norme del                  richiesto . La ricorrente sostiene, inoltre, che la persona che
diritto internazionale, tra cui la Convenzione delle Nazioni           presiedeva la commissione giudicatrice non disponeva
Unite del 1992 sul diritto del mare, l'Accordo del 1985                dell'indipendenza richiesta per valutare le sue attitudini,
ASEAN sulla conservazione della natura e delle risorse                 dato che la stessa aveva pure presieduto la commissione
naturali, nonché la Convenzione del 1992 sulle diversità               giudicatrice di un concorso precedente il cui risultato
biologiche .                                                           costituisce oggetto di un ricorso proposto dalla ricorrente
                                                                       dinanzi al Tribunale; ella deduce, in tale contesto, la
Infine, i ricorrenti sostengono che la Commissione avrebbe             violazione dell' art. 14 dello Statuto del personale, nonché
violato taluni loro diritti fondamentali tra cui , senza che tale      delle regole che presiedono ai lavori della commissione
elencazione debba considerarsi esaustiva, il diritto alla vita         giudicatrice .
garantito dall'art. 2 della Convenzione europea sui diritti
dell' uomo nonché dall' art . 6 della Convenzione internazio­
nale sui diritti civili e politici, nonché il diritto alla tutela