CELEX: 52012PC0580
Language: it
Date: 2012-10-08
Title: Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito sulle importazioni di radiatori in alluminio originari della Repubblica popolare cinese

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		52012PC0580
		
			Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito sulle importazioni di radiatori in alluminio originari della Repubblica popolare cinese /* COM/2012/0580 final - 2012/0281 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Motivazione e obiettivi della proposta
La presente proposta riguarda l'applicazione
del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo
alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non
membri della Comunità europea ("regolamento di base") nel
procedimento relativo alle importazioni di radiatori in alluminio originari
della Repubblica popolare cinese.
Contesto generale
La presente proposta viene presentata nel contesto
dell'attuazione del regolamento di base ed è il risultato di un'inchiesta
svolta in conformità agli obblighi sostanziali e procedurali di tale
regolamento.
Disposizioni vigenti nel settore della
proposta
Disposizioni provvisorie sono state istituite
con il regolamento (UE) n. 402/2012 della Commissione (GU L 124
dell'11.5.2012, pag. 17).
Coerenza con altri obiettivi e politiche
dell'Unione
Non pertinente.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E
VALUTAZIONI D'IMPATTO
Consultazione delle parti interessate
Conformemente alle disposizioni del
regolamento di base, alle parti interessate al procedimento è stata offerta la
possibilità di addurre le proprie argomentazioni durante l'inchiesta.
Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario consultare esperti
esterni.
Valutazione d'impatto
La presente proposta è il risultato
dell'applicazione del regolamento di base.
Il regolamento di base non contiene
disposizioni sulla valutazione generale d'impatto, ma comprende un elenco
completo delle condizioni da valutare.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
Sintesi delle misure proposte
L'allegata proposta di regolamento del
Consiglio si basa sulle conclusioni definitive riguardanti il dumping, il
pregiudizio, il nesso di causalità e l'interesse dell'Unione. Si propone quindi
che il Consiglio adotti la proposta di regolamento allegata, da pubblicare
entro il 10 novembre 2012.
Base giuridica
Regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni
oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea.
Principio di sussidiarietà
La proposta è di competenza esclusiva
dell'Unione Europea. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica.
Principio di proporzionalità
La proposta rispetta il principio di
proporzionalità per le seguenti ragioni:
il tipo di intervento è descritto nel
regolamento di base summenzionato, senza che vi siano margini per l'adozione di
decisioni a livello nazionale;
non sono necessarie indicazioni su come
ridurre e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere finanziario
e amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli enti locali
e regionali, degli operatori economici e dei cittadini.
Scelta dello strumento
Strumento proposto: regolamento.
Altri strumenti non risulterebbero adeguati
per il seguente motivo:
il regolamento di base non prevede opzioni
alternative.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
La proposta non incide sul bilancio
dell'Unione.
2012/0281 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
che istituisce un dazio antidumping
definitivo e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito
sulle importazioni di radiatori in alluminio originari della Repubblica
popolare cinese 
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni
oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea[1]
("il regolamento di base"), in particolare l'articolo 9,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
1.           PROCEDURA
1.1.        Misure provvisorie
(1)       Con il regolamento (UE) n.
402/2012[2] ("regolamento
provvisorio") la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio
sulle importazioni di radiatori in alluminio originari della Repubblica
popolare cinese ("RPC" o "paese interessato").
(2)       Il procedimento è stato
avviato il 12 agosto 2011[3] in seguito a una denuncia
presentata dalla International Association of Aluminium Radiator Manufacturers
Limited Liability Consortium (AIRAL S.c.r.l "il denunciante") a nome
dei produttori che rappresentano oltre il 25% della produzione totale di
radiatori in alluminio dell'Unione. 
(3)       Come indicato al considerando
14 del regolamento provvisorio, l'inchiesta relativa al dumping e al
pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il 1° luglio 2010 e il 30
giugno 2011 (''periodo dell'inchiesta'' o ''PI''). L'analisi delle tendenze
utili per la valutazione del pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra
il 1° gennaio 2008 e la fine del PI (''il periodo in esame'').
1.2.        Fase successiva del
procedimento
(4)       In
seguito alla divulgazione dei principali fatti e considerazioni in base ai
quali è stata deciso di imporre un dazio antidumping provvisorio
("divulgazione delle conclusioni provvisorie"), varie parti
interessate hanno presentato osservazioni scritte in merito alle conclusioni
provvisorie. Le parti che ne hanno fatto richiesta hanno avuto la possibilità
di essere sentite. 
(5)       La Commissione ha continuato
a raccogliere e verificare tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini
delle conclusioni definitive. Le osservazioni presentate oralmente e per
iscritto dalle parti interessate sono state esaminate e le conclusioni
provvisorie sono state, se del caso, modificate di conseguenza.
(6)       Come già menzionato al
considerando (12) del regolamento provvisorio, un gruppo di produttori esportatori
collegati ha chiesto l'esame individuale, a norma dell'articolo 17, paragrafo
3, del regolamento di base. L'esame di tali richieste nella fase provvisoria
era eccessivamente gravoso ed è stato rinviato alla fase definitiva. Si è
deciso quindi di concedere un esame individuale al gruppo che lo richiedeva,
cioè il Sira Group. Per quanto riguarda le sue operazioni nella RPC, il Sira
Group è composto dalla Sira (Tianjin) Aluminium Products Co., Ltd e dal Sira
Group (Tianjin) Heating Radiators Co. Ltd.
(7)       Tutte le parti sono state
informate dei fatti e delle considerazioni principali in base a cui si
intendeva raccomandare l'istituzione di un dazio antidumping definitivo sulle
importazioni di radiatori in alluminio originari della RPC e la riscossione definitiva
degli importi depositati a titolo di dazi provvisori ("divulgazione delle
conclusioni definitive"). Tutte le parti hanno inoltre avuto la
possibilità di comunicare, entro il termine stabilito, le loro osservazioni
sulle conclusioni definitive. 
(8)       Tutte le osservazioni orali e
scritte trasmesse dalle parti interessate sono state esaminate e prese in
considerazione se ritenute pertinenti.
2.           PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO
SIMILE
(9)       Come indicato al considerando
15 del regolamento provvisorio, il prodotto in esame consiste in radiatori in
alluminio e negli elementi o sezioni di cui tali radiatori sono costituiti, sia
che tali elementi siano assemblati in blocchi o no, esclusi i radiatori e loro
elementi e sezioni di tipo elettrico ("il prodotto in esame"). Tale
prodotto è attualmente classificato ai codici NC ex 7615 10 10, ex 7615 10 90,
ex 7616 99 10 ed ex 7616 99 90.
(10)     Dopo la pubblicazione delle
misure provvisorie, una parte ha sostenuto che i radiatori in acciaio sono
intercambiabili con il prodotto in esame e il prodotto simile e ha chiesto alla
Commissione di analizzare e comprendere le tendenze del mercato dei radiatori
in acciaio, in particolare in rapporto con il mercato dei radiatori in
alluminio.
(11)     In base alle informazioni
disponibili è stato stabilito che i radiatori in alluminio hanno
caratteristiche tecniche differenti, in particolare per quanto riguarda la
materia prima principale (l'acciaio in un caso e l'alluminio nell'altro), il
peso, l'inerzia termica e la conducibilità termica. Inoltre, le informazioni
raccolte non indicano concorrenza diretta e interscambiabilità tra i due
prodotti. Infine, la parte non ha presentato elementi di prova a sostegno della
sua affermazione. Stante quanto precede, la richiesta è stata respinta.
(12)     In mancanza di altre
osservazioni riguardo al prodotto in esame e al prodotto simile, si confermano
i considerando da 15 a 23 del regolamento provvisorio.
3.           DUMPING
3.1.        Trattamento
riservato alle imprese operanti in condizioni di economia di mercato e trattamento
individuale
3.1.1.     Osservazioni preliminari
(13)     Come già indicato sopra nel
considerando 6, si è deciso di concedere un esame individuale al Sira Group.
Per quanto riguarda le sue operazioni nella RPC, il gruppo è composto da Sira
(Tianjin) Aluminium Products Co. Ltd. and Sira Group (Tianjin) Heating
Radiators Co. Ltd. Il Sira Group ha inoltre richiesto il trattamento riservato
alle imprese operanti in condizioni di economia di mercato ("TEM") o
il trattamento individuale ("TI").
3.1.2.     Trattamento riservato alle
società operanti in condizioni di economia di mercato (TEM)
(14)     Va
ricordato che, come indicato ai considerando da 30 a 31 del regolamento
provvisorio, nessuna delle parti inserite nel campione ha richiesto il TEM. 
(15)     Come indicato sopra al
considerando 13, il Sira Group, al quale è stato concesso l'esame individuale
dopo l'istituzione delle misure provvisorie, ha richiesto il TEM e ha
presentato domanda per le due società operanti nella produzione e nella
commercializzazione del prodotto in esame.
(16)     A norma dell'articolo 2,
paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base, per le importazioni originarie
della RPC il valore normale è determinato conformemente ai paragrafi da 1 a 6
del predetto articolo per i produttori che risultano soddisfare i criteri di
cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c) del regolamento di base. Per
comodità di riferimento tali criteri sono riportati di seguito in forma
sintetica: 
–              
le decisioni commerciali delle imprese devono
essere prese in risposta a tendenze del mercato, senza significative
interferenze statali, e i costi devono riflettere i valori di mercato, 
–              
le imprese dispongono di una serie ben definita di
documenti contabili soggetti a revisione contabile indipendente, 
–              
non vi sono distorsioni dovute al precedente
sistema a economia pianificata, 
–              
le leggi in materia fallimentare e di proprietà
garantiscono certezza del diritto e stabilità, e 
–              
le conversioni valutarie sono effettuate ai tassi
di mercato. 
(17)     Le informazioni fornite dalle
due società appartenenti al Sira Group nei moduli di richiesta di TEM sono
state debitamente analizzate, e sono state chieste e ottenute ulteriori
informazioni. In considerazione dei risultati non si è ritenuto necessario
effettuare una visita di verifica presso la sede delle società.
(18)     L'inchiesta per il TEM ha
dimostrato che il Sira Group non ha rispettato i requisiti di cui al criterio 1
a causa delle interferenze statali nelle decisioni concernenti la materia prima
principale, ossia l'alluminio. Il costo dell’alluminio rappresenta circa il 70%
del costo di produzione del prodotto in esame. L'inchiesta ha dimostrato che
entrambi i produttori del Sira Group hanno acquistato l'alluminio utilizzato
per la produzione del prodotto in esame sul mercato interno cinese. I prezzi si
basano sulla quotazione dell'alluminio alla borsa dei metalli non ferrosi di
Shangai (Shanghai Non-ferrous Metal Exchange), controllata dalla Stato
("la Borsa" o "SHFE"). L'SHFE è una borsa aperta
esclusivamente alle società registrate nella RPC e ai cittadini cinesi
controllata dallo Commissione statale di regolamentazione dei valori mobiliari.
Diverse norme che disciplinano il funzionamento della Borsa contribuiscono alla
bassa volatilità e al ribasso dei prezzi sull'SHFE: le fluttuazioni di prezzo
giornaliere sono limitate al 4% al di sopra o al di sotto del prezzo di
liquidazione del giorno di contrattazione precedente, le contrattazioni
avvengono a bassa frequenza (fino al quindicesimo giorno di ogni mese), i
futures sono limitati a una durata massima di 12 mesi, e i costi delle
operazioni sono fatturati sia dalla Borsa che dagli intermediari.
(19)     Inoltre, per quanto riguarda
le operazioni sul SHFE, le consegne possono aver luogo soltanto in un deposito
autorizzato situato sul territorio cinese, a differenza di quanto avviene per
gli scambi internazionali, che prevedono consegne in qualsiasi parte del mondo.
Inoltre l'SHFE è una piattaforma di scambi solo materiali (non vengono venduti
derivati), e questo isola completamente il mercato cinese dell'alluminio. Di
conseguenza è praticamente impossibile l'arbitraggio con il parametro di
riferimento a livello mondiale, il London Metals Exchange ("LME") o
con altri mercati, e l'SHFE funziona in isolamento rispetto ad altri mercati
mondiali. Pertanto, una stabilizzazione tra questi mercati non è possibile. Il
prezzo della quotazione dell'alluminio sull'LME è risultato, su base mensile
media, superiore del 14% a quello dell'SHFE durante il PI. 
(20)     Lo Stato interferisce anche
con il meccanismo di determinazione dei prezzi dell'SHFE, poiché è sia
venditore che acquirente, tramite lo State Reserve Bureau e altri organismi
statali, di alluminio primario. Inoltre lo Stato fissa limiti di prezzo
giornalieri attraverso le regole dell'SHFE che sono state approvate
dall'autorità di regolamentazione dello Stato, la China Securities Regulatory
Commission ("CSRC"). 
(21)     L'inchiesta ha dimostrato
altresì che l'alluminio primario destinato all'esportazione è soggetto a un'IVA
pari al 17% e non è rimborsabile in caso di esportazione, laddove l'IVA per
l'alluminio venduto sul mercato interno e sui prodotti finiti è rimborsabile al
13%. In più, l'alluminio primario destinato all'esportazione è soggetto a
un'imposta sulle esportazioni del 17%. Di conseguenza la maggior parte della
produzione di alluminio primario è venduta sul mercato cinese, causando una
depressione del prezzo di tale materiale sul mercato interno e un considerevole
vantaggio in termini di costi per i produttori di radiatori in alluminio della
RPC. Lo Stato cinese ha interferito ulteriormente sul mercato durante il PI
eliminando il 5% del dazio all'importazione sui metalli nel corso della crisi
finanziaria. 
(22)     Un'ulteriore distorsione da
parte dello Stato cinese avviene sotto forma di interventi sul mercato da parte
dello State Reserve Bureau ("SRB"), che fa parte della National
Development Reform Commission ("NDRC"). Alla fine del 2008 e
all'inizio del 2009 il SRB ha cominciato ad acquistare scorte di alluminio
primario dalle fonderie. Si trattava di un pacchetto di stimoli volto a
limitare gli effetti della crisi economica e finanziaria mondiale che aveva
provocato un calo della domanda. Tali acquisti statali hanno assorbito la
maggior parte delle scorte sul mercato interno nei mesi di marzo e aprile 2009,
facendo aumentare i prezzi durante la prima metà di quell'anno. L'SRB ha poi
rivenduto alluminio primario al mercato come ad esempio all'inizio del novembre
2010, quando ne ha vendute 96 000 tonnellate all'asta, come riferito da
Bloomberg[4]. L'agenzia Xinhua News ha
riportato le notizie relative alle misure di stoccaggio nel dicembre 2008,
spiegando che si era previsto di accumulare 300 000 tonnellate di
alluminio a prezzi superiori del 10% al prezzo di mercato allo scopo di
sostenere i prezzi[5]. Il piano di stoccaggio
dell'SRB riguardava l'acquisto da varie fonderie cinesi, sebbene circa la metà
fosse da acquistare dalla Aluminium Corporation of China Ltd. Inoltre, il
ministro responsabile per l'NDRC ha spiegato che altre parti del pacchetto di
stimoli comprendevano controlli all'esportazione applicati in maniera meno
rigorosa, sovvenzioni e prezzi più bassi per l'elettricità e innalzamento dei
massimali per i prestiti. Il pacchetto ha, a quanto pare, avuto un effetto
immediato sui prezzi. Quanto precede dimostra che lo Stato cinese ha un ruolo
fondamentale nella determinazione dei prezzi dell'alluminio primario e
interferisce nel mercato.
(23)     Che la forte ingerenza da
parte dello Stato, quale descritta sopra, abbia un obiettivo ben chiaro è
confermato tra le altre cose dal dodicesimo piano di sviluppo quinquennale per
l'alluminio (2011-2015) in cui il governo cinese ("GC") afferma
esplicitamente l'intenzione di "adeguare le riduzioni delle imposte e
delle imposte sulle esportazione e altre leve economiche, e controllare
rigorosamente l'importo totale di espansione ed esportazioni di prodotti
primari". Tale piano prosegue la politica sottesa al precedente piano per
l'alluminio. Inoltre, tali piani sono stati attuati nell'arco di molti anni e,
come dimostrato sopra, durante il PI erano in atto varie misure.
(24)     Le molteplici distorsioni dei
prezzi cinesi dell'alluminio primario determinate dallo Stato influenzano
dunque i prezzi delle materie prime. Inoltre tali distorsioni conferiscono un
vantaggio alle imprese, dal momento che esse effettuano normalmente i loro
acquisti sul mercato cinese da fornitori locali utilizzando come parametro di
riferimento i prezzi a pronti del mercato cinese (o SHFE). Durante il PI questi
prezzi erano inferiori del 15% circa a quelli del mercato mondiale. In teoria,
quando i prezzi sul mercato cinese sono più alti a causa dell'intervento dello
Stato, le imprese cinesi possono anche comprare determinate quantità a prezzi
LME, mentre il contrario è impossibile per gli operatori non cinesi. 
(25)     Dall'esame delle risposte al
questionario date sia da Sira (Tianjin) Aluminium Products Co. Ltd. and Sira
Group (Tianjin) Heating Radiators Co. Ltd. è emerso che entrambe le società
hanno acquistato prodotti di allumino primario a prezzi correlati allo SHFE nel
corso del PI e che i prezzi d'acquisto avevano seguito l'indice SHFE su un
periodo ancor più lungo. 
(26)     Inoltre, dall'inchiesta è
emerso che una delle due società in questione beneficiava della esenzione
totale dell'imposta sul reddito delle imprese per i primi due anni e riduzione
della metà per i tre anni successivi. Questo sistema di sconti dello Stato
cinese significa che, una volta che una società inizia a realizzare un
profitto, per due anni essa non versa alcuna imposta sul reddito d'impresa e
per i tre anni successivi ne paga metà. Tali distorsioni sono registrate come
costi negativi nel conto profitti e perdite aumentando in tal modo la
redditività.
(27)     In tali circostanze, nessuna
delle società è stata in grado di dimostrare che le loro decisioni commerciali
in materia di acquisizione delle materie prime non siano soggetti a una
notevole interferenza dello Stato e che i costi dei principali fattori
produttivi riflettano sostanzialmente i valori di mercato. Pertanto, esse non hanno
dimostrato di soddisfare il primo criterio. 
(28)     In considerazione delle
conclusioni di cui sopra per quanto riguarda il criterio 1, si è ritenuto, dopo
aver sentito il comitato consultivo, di non concedere il TEM al Sira Group. 
(29)     Alla luce di quanto precede,
gli altri criteri per ottenere il TEM di cui all'articolo 2, paragrafo 7,
lettera b) del regolamento di base non sono stati ulteriormente analizzati. 
(30)     La Commissione ha comunicato
ufficialmente i risultati relativi al TEM al gruppo di società collegate
interessate della RPC e al denunciante. Inoltre, è stata loro offerta
l'opportunità di comunicare le proprie osservazioni per iscritto e di chiedere
un'audizione qualora avessero particolari ragioni per essere sentiti. 
(31)     A seguito della comunicazione
delle informazioni, il Sira Group ha formulato osservazioni sulle conclusioni
relative al TEM proposte. Tuttavia, poiché il Sira Group ha definito le proprie
osservazioni per loro natura limitate, la Commissione ha trattato i temi
sollevati su base bilaterale con un documento sulle conclusioni specifico. Le
osservazioni non hanno portato a modifiche delle conclusioni riguardanti il
criterio 1.
(32)     A seguito di quanto precede e
in assenza di ulteriori osservazioni, si confermano i considerando da 30 a 31
del regolamento provvisorio.
3.1.3.     Trattamento individuale (TI)
(33)     Come prevede l'articolo 2,
paragrafo 7, lettera a) del regolamento di base, per i paesi cui si applicano
le disposizioni di tale articolo viene stabilito, se del caso, un dazio unico a
livello nazionale, salvo nei casi in cui le società in questione siano in grado
di dimostrare che rispondono a tutti i criteri enunciati all'articolo 9,
paragrafo 5 del regolamento di base. Per comodità di riferimento, tali criteri
sono stati esposte in breve nel considerando 32 del regolamento provvisorio.
(34)     Entrambi i produttori
esportatori collegati del Sira Group hanno richiesto il TI nel caso in cui non
fosse stato concesso il TEM. Tali richieste sono state esaminate. Dall'indagine
è emerso che entrambe le società rispettavano tutte le condizioni di cui
all'articolo 9, paragrafo 5 del regolamento di base. 
(35)     Al Sira Group è stato pertanto
concesso il TI.
(36)     In data 28 luglio 2011,
l'organo di conciliazione (Dispute Settlement Body - DSB) dell'OMC ha adottato
la relazione dell'organo d'appello e la relazione del panel, come modificata
dalla relazione dell'organo d’appello, sul caso "Comunità europee — Misure
antidumping definitive su determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio
originari della Cina"[6] ("relazioni").
(37)     Nelle relazioni è stato
rilevato, tra l'altro, che l'articolo 9, paragrafo 5 del regolamento di base è
incompatibile con gli articoli 6.10, 9.2 e 18.4 dell'accordo antidumping
dell'OMC e con l'articolo XVI:4 dell'accordo OMC. Secondo l'articolo 9,
paragrafo 5 del regolamento di base, i singoli produttori esportatori di paesi
non retti da un'economia di mercato che non ricevono il trattamento di impresa
operante in condizioni di economia di mercato a norma dell'articolo 2,
paragrafo 7, lettera c) del regolamento di base sono soggetti a un'aliquota del
dazio applicabile a livello nazionale tranne nel caso in cui essi possano
dimostrare di soddisfare le condizioni per il trattamento individuale di cui
all'articolo 9, paragrafo 5 del regolamento di base (“la conclusione del DSB
sull'articolo 9, paragrafo 5 del regolamento di base").
(38)     Ogni produttore esportatore
della RPC che ritenga che il tale regolamento debba essere riesaminato alla
luce delle interpretazioni giuridiche riguardanti l'articolo 9, paragrafo 5
contenute nelle relazioni è invitato a chiedere un riesame a norma
dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 1515/2001, relativo ai provvedimenti
che la Comunità può prendere facendo seguito a una relazione adottata
dall'organo di conciliazione dell'OMC (DSB) in materia di misure antidumping e
antisovvenzioni[7] ("regolamento di
abilitazione OMC").
(39)     La competente istituzione
dell'Unione può respingere, modificare o mantenere in vigore le misure
riesaminate, coerentemente con le risultanze del riesame. Le parti che chiedono
un riesame devono essere consapevoli che, se le conclusioni che le riguardano
rendono necessario modificare le misure in vigore, tale modifica può dar luogo
sia a una riduzione che a un aumento del livello delle misure.
(40)     A seguito di quanto illustrato
sopra, non sono pervenute osservazioni circa la concessione del TI e si
confermano i considerando da 32 a 34 del regolamento provvisorio.
3.2.        Paese di riferimento
(41)     In assenza di osservazioni
relative al paese di riferimento, si confermano i considerando da 35 a 41 del
regolamento provvisorio.
3.3.        Valore normale
(42)     Il metodo impiegato per
stabilire il valore normale per il Sira Group è lo stesso di quello descritto
nei considerando da 42 a 46 del regolamento provvisorio. In mancanza di
osservazioni sul valore normale, si confermano i considerando da 42 a 46 del
regolamento provvisorio.
3.4.        Prezzo all'esportazione
(43)     Il prezzo all'esportazione per
il Sira Group è stato calcolato conformemente all'articolo 2, paragrafo 9 del
regolamento di base in quanto le esportazioni sono state effettuate a prezzi di
trasferimento che sono stati considerati inattendibili. I prezzi
all'esportazione sono stati quindi calcolati sulla base dei prezzi di rivendita
praticati ai primi acquirenti indipendenti sul mercato dell'Unione, con
corrispondenti detrazioni per i costi e i profitti praticate per adeguare il
prezzo all'esportazione a livello franco fabbrica. Sono stati apportati
aggiustamenti al prezzo di rivendita al primo acquirente indipendente
dell'Unione per tener conto di dazi e tasse, sostenuti tra importazione e
rivendita, nonché di un margine ragionevole per spese generali amministrative e
di vendita e di profitto. Per calcolare il margine di profitto, si è utilizzato
l'utile realizzato dall'importatore non collegato del prodotto in esame che ha
collaborato, poiché l'effettivo utile dell'importatore collegato non era
ritenuto affidabile a causa della relazione tra quest'ultimo e il produttore
esportatore.
(44)     Per gli esportatori inclusi
nel campione, in assenza di osservazioni riguardanti il prezzo all'esportazione
si conferma il considerando 47 del regolamento provvisorio.
3.5.        Confronto
(45)     Sono state presentate alcune
osservazioni in merito al confronto tra il valore normale e il prezzo
all'esportazione.
(46)     La Metal Group Ltd ha
contestato il confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione con
la motivazione che il confronto prospettato non era equo a causa della
metodologia usata per gli abbinamenti, e la società ha sostenuto che le
caratteristiche fisiche fossero differenti.
(47)     Relativamente al confronto
effettuato, il Metal Group ha proposto un metodo alternativo basato unicamente
sul peso. Tale metodologia è stata rifiutata in quanto trascura altri
importanti aspetti inclusi nel sistema di confronto tipologico dei prodotti, ad
esempio la potenza, che permette una migliore comparabilità. 
(48)     La richiesta di valutare la
differenza di caratteristiche fisiche fatta dalla Metal Group Ltd era triplice
ed è stata presentata dopo la scadenza del termine per la presentazione delle
osservazioni. Nessuna delle tre richieste in proposito era stata menzionata
nella risposta al questionario (che richiedeva specificamente che fossero avanzate
tali richieste). Inoltre, queste richieste non sono state sollevate durante la
visita di verifica che avrebbe dato ai servizi incaricati dell'inchiesta la
possibilità di verificarne validità ed entità. 
(49)     La prima richiesta riguardava
il tipo di lega di alluminio utilizzato per la produzione. A tale riguardo si
affermava che lo standard cinese di questo tipo di lega non era lo stesso della
lega con la stessa denominazione usata nell'Unione. Se da un lato è chiaro che
queste leghe non sono identiche, dall'altro non sono stati presentati elementi
di prova per dimostrare eventuali differenze di costo. 
(50)     La seconda richiesta
riguardava l'impiego di una presunta versione più economica di finitura in
polvere. Anche in questo caso non sono state presentate prove a dimostrazione
di questa argomentazione, e a considerato che questa finitura in polvere
costituiva una percentuale dei costi di produzione globale talmente bassa da
avere solo un'incidenza marginale. 
(51)     La terza richiesta riguardava
il fatto che la società non aveva applicato alcun rivestimento anticorrosione
interno, al contrario che nel prodotto fabbricato nell'UE. Come nei due casi di
cui sopra, non sono stati presentati elementi di prova a dimostrazione di
questa richiesta.
(52)     Alla luce di quanto precede,
la richiesta per differenze nelle caratteristiche fisiche è stata respinta.
(53)     In assenza di ulteriori
osservazioni si confermano i considerando da 48 a 50 del regolamento
provvisorio.
3.6.        Margini di dumping
(54)     Per
quanto concerne il Sira Group, il margine di dumping è stato calcolato in base
al metodo di cui al considerando 51 del regolamento provvisorio, ed è stato
fissato al 23,0%. 
(55)     In assenza di ulteriori
osservazioni, si confermano i considerando da 51 a 54 del regolamento provvisorio.
4.           PREGIUDIZIO
4.1.        Produzione totale dell'Unione
(56)     In assenza di osservazioni
sulla produzione totale dell'Unione, si confermano i considerando da 55 a 57
del regolamento provvisorio.
4.2.        Consumo dell'Unione 
(57)     In assenza di osservazioni sul
consumo dell'Unione, si confermano i considerando da 58 a 61 del regolamento
provvisorio.
4.3.        Importazioni
dal paese interessato 
4.3.1.     Prezzi delle importazioni e
sottoquotazione del prezzo
(58)     Dopo
la comunicazione delle conclusioni provvisorie, una parte interessata ha
affermato che il margine di sottoquotazione del 6,1% riscontrato durante il PI
era basso e non avrebbe potuto arrecare un pregiudizio grave all'industria
dell'Unione.
(59)     La sottoquotazione praticata
dagli esportatori cinesi, tuttavia, dovrebbe essere considerata alla luce della
pressione esercitata sul mercato dell'Unione e dell'impatto sull'industria
dell'Unione nel livello dei prezzi. Dall'inchiesta è emerso che la pressione
sui prezzi dovuta alle importazioni a basso prezzo oggetto di dumping non ha
consentito all'industria dell'Unione di fissare i prezzi a un livello che
permetta di coprire i costi e di realizzare un congruo margine di profitto, in
particolare durante il PI. 
(60)     Come indicato al considerando
65 del regolamento provvisorio, l'inchiesta ha confermato che i prezzi delle
importazioni dalla RPC sono stati oggetto di dumping e si sono sempre mantenuti
al di sotto del prezzo di vendita dell'industria dell'Unione durante il periodo
in esame. La costante sottoquotazione praticata dagli esportatori cinesi ha
consentito loro di espandere il volume delle vendite e la quota di mercato, in
particolare durante il PI. Inoltre, è stato rilevato che la differenza di
prezzo di determinati tipi di radiatori era notevolmente superiore alla
sottoquotazione media riscontrata. Pertanto, l'impatto negativo della
sottoquotazione riscontrata sul mercato e sull'industria dell' Unione non può
essere sottovalutato. La richiesta è stata pertanto respinta.
(61)     La
stessa parte ha ribadito che i radiatori cinesi erano di qualità inferiore
rispetto a quelli prodotti nell'Unione e che essi non potevano quindi causare
alcun pregiudizio all'industria dell'Unione. 
(62)     Tale argomentazione non è
stata tuttavia corroborata da alcun elemento di prova e dall'inchiesta non sono
emersi elementi a sostegno di una simile tesi. Come indicato nel considerando
23 del regolamento provvisorio, l'inchiesta ha dimostrato che i radiatori in
alluminio prodotti ed esportati dalla RPC e i radiatori in alluminio prodotti e
venduti nell'Unione dai produttori dell'Unione hanno le stesse caratteristiche
fisiche e tecniche di base e le stesse applicazioni di base. Essi sono inoltre
completamente intercambiabili e hanno un aspetto identico, in particolare per
il pubblico. Di conseguenza, questi prodotti sono considerati prodotti simili
ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento di base. 
(63)     È degno di nota il fatto che
la sottoquotazione dei prezzi e il livello di eliminazione del pregiudizio sono
determinati sulla base di un confronto dettagliato dei tipi di prodotti cinesi
e dell'Unione. La presunta differenza tra i vari tipi di radiatori è presa in
considerazione nel confronto dettagliato dei prezzi. Stante quanto precede, la
richiesta è stata respinta.
(64)     In mancanza di altre
osservazioni riguardo alle importazioni dal paese interessato, si confermano i
considerando da 62 a 67 del regolamento provvisorio. 
4.4.        Situazione economica
dell'industria dell'Unione 
(65)     In assenza di altri commenti
in merito alle osservazioni preliminari, si confermano i considerando da 68 a
71 del regolamento provvisorio.
4.4.1.     Produzione, capacità produttiva
e utilizzo degli impianti
(66)     In assenza di osservazioni
sulla produzione, sulla capacità produttiva e sull'utilizzo degli impianti, si
confermano i considerando da 72 a 74 del regolamento provvisorio. 
4.4.2.     Volume delle vendite e quota di
mercato
(67)     In assenza di osservazioni
concernenti l'andamento del volume delle vendite e della quota di mercato
dell'industria dell'Unione, si conferma il considerando 75 del regolamento
provvisorio.
4.4.3.     Crescita
(68)     In mancanza di osservazioni
relative alla crescita, si conferma il considerando 76 del regolamento
provvisorio.
4.4.4.     Occupazione
(69)     In assenza di osservazioni
concernenti l'occupazione, si confermano i considerando 77 e 78 del regolamento
provvisorio.
4.4.5.     Prezzi medi unitari nell'Unione
e costi di produzione 
(70)     In assenza di osservazioni
riguardanti i prezzi unitari medi nell'Unione e i costi di produzione, si confermano
i considerando 79 e 80 del regolamento provvisorio.
4.4.6.     Redditività, flusso di cassa,
investimenti, utile sul capitale investito e capacità di ottenere capitali
(71)     In mancanza di osservazioni
relative redditività, flusso di cassa, investimenti, utile sul capitale
investito e capacità di ottenere capitali, si confermano i considerando da 81 a
83 del regolamento provvisorio.
4.4.7.     Scorte
(72)     In mancanza di osservazioni
riguardanti le scorte, si conferma il considerando 84 del regolamento provvisorio.
4.4.8.     Entità del margine di dumping
effettivo
(73)     In assenza di osservazioni
riguardanti l'entità del margine di dumping effettivo, si conferma il
considerando 85 del regolamento provvisorio.
4.4.9.     Conclusioni relative al
pregiudizio
(74)     L'inchiesta ha confermato che
la maggior parte degli indicatori di pregiudizio ha rivelato una tendenza al
ribasso nel periodo considerato. Di conseguenza la conclusione dei considerando
da 86 a 89 del regolamento provvisorio, cioè che l'industria dell'Unione ha subito
un pregiudizio notevole ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5 del regolamento
di base, è confermata. 
5.           NESSO DI CAUSALITÀ
5.1.        Introduzione
(75)     In mancanza di osservazioni si
conferma il considerando 90 del regolamento provvisorio.
5.2.        Effetto delle importazioni
oggetto di dumping
(76)     In assenza di osservazioni
sugli effetti delle importazioni oggetto di dumping, si confermano i
considerando da 91 a 95 del regolamento provvisorio.
5.3.        Effetto di altri fattori
5.3.1.     Importazioni da paesi terzi
(77)     In assenza di osservazioni
riguardo alle importazioni da paesi terzi, si conferma il considerando 96 del
regolamento provvisorio.
5.3.2.     Crisi economica
(78)     Una parte ha sostenuto che la
causa dell'eventuale pregiudizio subito dall'industria dell'Unione è stata la
crisi economica che caratterizzava il settore della costruzione e dell'edilizia
abitativa, in particolare in alcuni Stati membri come la Spagna e l'Italia,
considerato da tale parte come le i mercati principali per l'industria
dell'Unione. 
(79)     L'inchiesta, tuttavia, ha
dimostrato che l'industria dell'Unione ha anche venduto quantità notevoli di
radiatori in Stati membri diversi da Spagna e Italia. Inoltre, il mercato del
prodotto in esame e del prodotto simile va al di là del mercato delle costruzioni
e dell'edilizia abitativa di Spagna e Italia. Tuttavia, anche se non si può
escludere che la crisi economica abbia avuto un effetto sul mercato
dell'Unione, la presenza di volumi crescenti di importazioni oggetto di dumping
a basso prezzo dei produttori cinesi ha intensificato gli eventuali effetti
negativi esercitati dalla contrazione economica durante il periodo in esame e
ha impedito all'industria dell'Unione di beneficiare della ripresa economica
generale durante il PI. La richiesta è stata perciò respinta.
(80)     In assenza di altre
osservazioni relative alla crisi economica, si confermano i considerando da 97
a 100 del regolamento provvisorio.
5.3.3.     Sviluppo dei costi di
produzione dell'industria dell'Unione
(81)     È stato affermato che l'aumento
del prezzo dell'alluminio, che rappresenta una quota rilevante del costo di
produzione del prodotto simile, è stata la causa del pregiudizio subito
dall'industria dell'Unione. 
(82)     Tuttavia, si ritiene piuttosto
che in un mercato retto da una concorrenza leale i prezzi possono essere
fissati a un livello che consenta di coprire i costi e di realizzare un congruo
margine di profitto. Come confermato al considerando 60, durante il periodo in
esame la media dei prezzi all'importazione dalla RPC si è mantenuta
costantemente inferiore a quella dei prezzi dell'industria dell'Unione. Quando
i costi sono aumentati, l'industria dell'Unione non ha potuto aumentare i suoi
prezzi in proporzione in considerazione della costante pressione sui prezzi. La
richiesta è stata quindi respinta.
(83)     In assenza di osservazioni
relative allo sviluppo dei costi di produzione dell'industria dell'Unione, si
confermano i considerando da 101 a 103 del regolamento provvisorio.
5.3.4.     Andamento delle esportazioni
delle industrie dell'Unione incluse nel campione
(84)     Una parte ha sostenuto che il
livello e il calo delle vendite all'esportazione dell'industria dell'Unione ha
avuto un notevole influenza sulle sue prestazioni economiche generali durante
il periodo in esame.'
(85)     L'inchiesta ha tuttavia
dimostrato che, nonostante il calo delle vendite all'esportazione
dell'industria dell'Unione durante il periodo in esame, tali vendite sono
rimaste importanti e hanno costituito il 51% delle vendite totali
dell'industria dell'Unione nell'UE durante il PI e il 27% della produzione
totale di tale industria durante il PI. Perciò, come affermato al considerando
106 del regolamento provvisorio, le vendite all'esportazione hanno dato
all'industria dell'Unione la possibilità di realizzare economie di scala e non
si può pertanto ritenere che siano la causa del pregiudizio notevole subito
dall'industria dell'Unione durante il periodo in esame. La tendenza e il
livello di vendite all'esportazione dell'industria dell'Unione non sono tali da
infirmare il nesso di causalità tra il pregiudizio e le importazioni a basso
prezzo oggetto di dumping dalla RPC. La richiesta è stata pertanto respinta. 
(86)     La stessa parte ha chiesto la
divulgazione dei valori delle esportazioni dell'industria dell'Unione e quindi
dei prezzi, poiché nel regolamento provvisorio sono stati pubblicati solo i
volumi delle esportazioni. Tuttavia, tali dati non possono essere divulgati dal
momento che essi sono considerati di natura riservata.
(87)     In assenza di altre
osservazioni riguardo all'andamento delle esportazioni delle industrie
dell'Unione incluse nel campione, si confermano i considerando da 104 a 106 del
regolamento provvisorio.
5.4.        Conclusioni relative al nesso
di causalità
(88)     Una parte ha sostenuto che la
decisione dell'industria dell'Unione di aumentare la capacità produttiva nel
2008, combinata con la difficile situazione economica che ha prevalso negli
anni successivi, è la principale causa del calo del tasso di utilizzazione
degli impianti dell'industria dell'Unione e della sua redditività negativa. È
stato quindi sostenuto che il pregiudizio è stato causato da vari fattori
interni, come la crisi economica e gli errori decisionali in materia di
investimenti effettuati dall'industria dell'Unione.
(89)     Tuttavia, un'analisi del
pregiudizio viene valutata tenendo conto contemporaneamente di tutti i fattori
di pregiudizio, dei quali l'utilizzo della capacità produttiva e la redditività
sono solo due. L'inchiesta relativa al pregiudizio ha dimostrato in particolare
che il volume delle vendite dell'industria dell'Unione è diminuito del 16% nel
corso del periodo in esame, mentre nello stesso periodo le importazioni dalla
RPC sono aumentate del 77% e la quota di mercato è passata dal 13% al 24%.
Anche durante il PI, quando il consumo è aumentato rispetto al 2009, la quota
di mercato dell'industria dell'Unione ha continuato a restringersi. Nonostante
il deterioramento di altri fattori di pregiudizio, un altro segno della
difficile situazione economica subita dall'industria dell'Unione è l'aumento
significativo del livello delle scorte nel periodo in esame. Pertanto,
l'aumento della capacità produttiva dell'industria dell'Unione nel 2008
dovrebbe essere analizzato insieme con tutti questi elementi, al fine di avere
un quadro completo della situazione.
(90)     Anche se la crisi economica ha
avuto un certo impatto negativo sulla situazione dell'industria dell'Unione,
non si può ignorare che le importazioni cinesi in dumping a basso prezzo sono
aumentate significativamente nel corso del periodo in esame, intensificando
quindi gli eventuali effetti negativi esercitati dalla contrazione economica
durante il periodo in esame, e hanno impedito all'industria dell'Unione di
beneficiare della ripresa economica generale durante il PI. 
(91)     L'inchiesta ha evidenziato che
si è registrato un aumento del 9% del consumo tra il 2009 e il PI, mentre la
quota di mercato dell'industria dell'Unione ha continuato a diminuire, e che
anche con una migliore situazione economica generale essa non è stata in grado
di recuperare perché sempre sotto la pressione delle importazioni a basso
prezzo oggetto di dumping dalla RPC. Stante quanto precede, la richiesta è
stata respinta.
(92)     In assenza di altre
osservazioni sulle conclusioni relative al nesso di causalità, si confermano i
considerando da 107 a 110 del regolamento provvisorio.
6.           INTERESSE DELL'UNIONE
(93)     Non vi è stata alcuna
collaborazione da parte degli utilizzatori nella presente inchiesta, e
nonostante gli sforzi compiuti dopo la pubblicazione delle conclusioni
provvisorie, nessun utilizzatore si è manifestato. 
(94)     Sulla base delle informazioni
disponibili, si è constatato che i principali acquirenti di radiatori in
alluminio sono grandi società edili, distributori e grossisti, che li rivendono
a catene di negozi specializzati o a dettaglianti da cui si servono piccole
imprese di costruzioni o utenti finali. Da una valutazione del possibile
impatto che l'istituzione di dazi definitivi può avere sulle parti interessate
è emerso che anche un potenziale aumento di prezzo per unità di radiatori in
alluminio importati del 61%, che è il più elevato dazio antidumping proposto,
sembra essere piuttosto basso, dato che il prodotto in esame è generalmente
parte di grandi progetti, in cui il suo prezzo è solo una piccola quota del
totale dei costi delle imprese. Pertanto, anche tenendo conto della peggiore
delle ipotesi, sembra che l'aumento di prezzo che ne risulterebbe potrebbe
essere facilmente assorbito della filiera di vendita a valle.
(95)     In mancanza di osservazioni
relative all'interesse dell'Unione, si confermano i considerando da 111 a 118
del regolamento provvisorio.
7.           MISURE ANTIDUMPING DEFINITIVE
7.1.        Livello di eliminazione del
pregiudizio
(96)     È stato obiettato che il
margine di profitto impiegato per determinare l'importo del dazio necessario
per eliminare gli effetti del dumping pregiudizievole è stato troppo elevato.
Si è sostenuto che il margine del 7,4%, raggiunto dai produttori dell'Unione
inseriti nel campione nel 2008 era eccezionale e non realistico. La crisi
economica che ha colpito il mercato negli anni successivi ha reso impossibile
raggiungere un tale livello di profitto.
(97)     Va osservato che questo
margine di profitto è stato verificato durante l'inchiesta come margine di
profitto raggiunto dalle società incluse nel campione in condizioni normali di
mercato, vale a dire in assenza di pratiche di dumping pregiudizievole. Non si
può concludere che la crisi economica non abbia avuto alcun impatto sulla
situazione dell'industria dell'Unione, ma il volume delle importazioni a basso
prezzo in dumping dalla RPC che sottoquotavano i prezzi dell'industria
dell'Unione ha continuato ad aumentare nel corso dell'intero periodo in esame,
a scapito dei prezzi e della quota di mercato dell'industria dell'Unione. È
quindi evidente che le importazioni oggetto di dumping dalla RPC hanno
intensificato gli effetti della crisi economica sull'industria dell'Unione. La
richiesta è stata perciò respinta.
(98)     È stato inoltre affermato che
i costi successivi all'importazione utilizzati per calcolare la sottoquotazione
e i margini di pregiudizio (0,2%, comprese tutte le spese necessarie per
immettere le merci in libera pratica nell'Unione europea, quali le spese di
movimentazione e tassa di sdoganamento, ad esclusione del dazio) sono stati
sottovalutati. Secondo questa parte, i costi successivi all'importazione
dovrebbero comprendere le spese di movimentazione, la tassa di sdoganamento e
il trasporto interno, stimati a 3,5%. Ai fini del calcolo della sottoquotazione
e delle vendite sottocosto, il prezzo alle frontiere dell'UE è confrontato con
i prezzi franco fabbrica dei produttori dell'industria dell'UE. Il prezzo al
confine dell'UE deve includere tutte le spese necessarie per immettere le merci
in libera pratica nell'UE (vale a dire tassa di sdoganamento e costi di
movimentazione), ma non il trasporto di merci nell'interno come affermato dalla
parte. La richiesta è stata perciò respinta.
(99)     In assenza di altre
osservazioni relative al livello di eliminazione del pregiudizio, si conferma
il metodo di cui ai considerando da 119 a 123 del regolamento provvisorio.
7.2.        Forma e livello dei dazi
(100)   In considerazione di quanto
precede e in conformità all'articolo 9, paragrafo 4 del regolamento di base, si
ritiene opportuno istituire misure antidumping definitive sulle importazioni
del prodotto in esame al livello del margine più basso tra quelli di dumping e
di pregiudizio, conformemente alla regola del dazio inferiore. Di conseguenza,
tutte le aliquote di dazio devono essere fissate al livello dei margini di
pregiudizio constatati.
(101)   Sono pertanto proposti i
seguenti dazi antidumping definitivi:
 Paese || Società || Margine di dumping || Margine di pregiudizio || % Dazio definitivo 
 RPC || Zhejiang Flyhigh Metal Products Co., Ltd. || 23,0% || 12,6% || 12,6% 
   || Metal Group Co., Ltd || 70,8% || 56,2% || 56,2% 
   || Sira Group (Sira (Tianjin) Aluminium Products Co. Ltd. and Sira Group (Tianjin) Heating Radiators Co. Ltd.) || 23,0% || 14,9% || 14,9% 
   || Altre società che hanno collaborato || 32,5% || 21,2% || 21,2% 
   || Tutte le altre società (margine di dumping unico a livello nazionale) || 76,6% || 61,4% || 61,4% 
(102)   Le aliquote del dazio
antidumping applicate a titolo individuale alle società specificate nel
presente regolamento sono state stabilite in base ai risultati della presente
inchiesta. Esse rispecchiano pertanto la situazione constatata durante
l'inchiesta con riferimento alle società interessate. Di conseguenza tali
aliquote di dazio (contrariamente al dazio nazionale applicabile a "tutte
le altre società") si applicano esclusivamente alle importazioni di
prodotti originari della RPC fabbricati da queste società, cioè dai soggetti di
diritto citati. Le importazioni del prodotto in esame fabbricato da qualsiasi
altra società, la cui ragione sociale, completa di indirizzo, non sia menzionata
specificamente nel dispositivo del presente regolamento, comprese le persone
giuridiche collegate a quelle specificamente menzionate, non possono
beneficiare di tali aliquote e sono soggette all'aliquota del dazio applicabile
a "tutte le altre società".
(103)   Al fine di ridurre al minimo i
rischi di elusione dovuti alla grande differenza tra le aliquote del dazio, in
questo caso si ritiene necessaria l'adozione di misure speciali volte a
garantire la corretta applicazione dei dazi antidumping. Queste misure speciali
comprendono la presentazione alle autorità doganali degli Stati membri di una
fattura commerciale valida, conforme ai requisiti illustrati nell'allegato II
del presente regolamento. Le importazioni non accompagnate da una fattura di
questo tipo sono assoggettate al dazio antidumping residuo applicabile a tutti
gli altri esportatori.
(104)   Nel caso in cui le esportazioni
di una delle società soggette ad aliquote di dazio individuali più basse
aumentino notevolmente in termini di volume dopo l'istituzione delle misure in
questione, tale aumento di volume potrebbe essere considerato di per sé come un
cambiamento della configurazione degli scambi dovuto all'istituzione di misure
ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1 del regolamento di base. In tali
circostanze e se sono soddisfatte le necessarie condizioni, può essere avviata
un'inchiesta antielusione. Nell'ambito dell’inchiesta si potrà fra l’altro
esaminare la necessità di sopprimere i dazi individuali e di istituire di
conseguenza un dazio unico a livello nazionale.
(105)   Le eventuali richieste di
applicazione di un'aliquota individuale del dazio antidumping (per es. in
seguito ad un cambiamento della ragione sociale della società o alla creazione
di nuove entità di produzione o di vendita) devono essere inviate
immediatamente alla Commissione[8], con tutte le
informazioni pertinenti, indicando in particolare eventuali modifiche delle
attività della società legate alla produzione, alle vendite sul mercato interno
e alle vendite all'esportazione, connesse ad esempio al cambiamento della
ragione sociale o delle entità di produzione e di vendita. Se del caso, il
presente regolamento sarà modificato aggiornando l'elenco delle società che
beneficiano dei dazi antidumping applicati a titolo individuale.
(106)   Per garantire una corretta
applicazione del dazio antidumping, l'aliquota del dazio a livello nazionale
dovrà essere applicata non soltanto ai produttori esportatori che non hanno
collaborato ma anche ai produttori che non hanno esportato verso l'Unione
durante il PI.
(107)   Per garantire la parità di
trattamento tra gli eventuali nuovi esportatori e le società che hanno
collaborato e non sono state inserite nel campione, elencate nell'allegato I
del presente regolamento, è opportuno prevedere che il dazio medio ponderato
istituito nei confronti di tali società sia applicato a tutti i nuovi
esportatori, i quali avrebbero altrimenti diritto a un riesame, a norma
dell'articolo 11, paragrafo 4 del regolamento di base, che non si applica se è
stato utilizzato il campionamento.
7.3.        Riscossione definitiva dei
dazi antidumping provvisori
(108)   In considerazione dell'entità
dei margini di dumping accertati e del pregiudizio causato all'industria
dell'Unione, si ritiene necessario che gli importi delle garanzie costituite a
titolo di dazio antidumping provvisorio, istituito dal regolamento provvisorio,
siano definitivamente riscossi in ragione dell'aliquota del dazio istituito in
via definitiva.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1.           È istituito un dazio
antidumping definitivo sulle importazioni di radiatori in alluminio e negli
elementi o sezioni di cui tali radiatori sono costituiti, sia che tali elementi
siano assemblati in blocchi o no, esclusi i radiatori e loro elementi e sezioni
di tipo elettrico, attualmente classificabili ai codici NC ex 7615 10 10, ex
7615 10 90, ex 7616 99 10 ed ex 7616 99 90 (codici TARIC 7615 10 10 10, 7615 10
90 10, 7616 99 10 91, 7616 99 90 01 e 7616 01 99 90 91) e originari della
Repubblica popolare cinese.
2.           L'aliquota del dazio
antidumping definitivo applicabile al prezzo netto, franco frontiera
dell'Unione, dazio non corrisposto, per il prodotto descritto nel paragrafo 1 e
fabbricato dalle società in appresso elencate è la seguente:
 Società ||   || Dazio definitivo || Codice addizionale TARIC 
 Zhejiang Flyhigh Metal Products Co., Ltd. ||   || 12,6% || B272 
 Metal Group Co., Ltd ||   || 56,2% || B273 
 Sira (Tianjin) Aluminium Products Co., Ltd. Sira Group (Tianjin) Heating Radiators Co. Ltd. Società elencate nell'allegato I ||   || 14,9%     14,9%   21,2% || B279     B280 
 Tutte le altre società ||   || 61,4% || B999 
3.           L'applicazione delle aliquote
del dazio individuale specificate per le società menzionate al paragrafo 2
è subordinata alla presentazione alle autorità doganali degli Stati membri di
una fattura commerciale valida, conforme al modello riportato
nell'allegato II. In caso di mancata presentazione di tale fattura si
applica l'aliquota del dazio applicabile a tutte le altre società.
4.           Salvo disposizioni contrarie,
si applicano le norme vigenti in tema di dazi doganali.
Articolo 2
Gli importi depositati a titolo di dazio
antidumping provvisorio in applicazione del regolamento (UE) n. 402/2012 sulle
importazioni di radiatori in alluminio originari della Repubblica popolare
cinese sono riscossi in via definitiva. Gli importi depositati sono svincolati
nella parte eccedente l'aliquota del dazio antidumping definitivo. 
Articolo 3
Qualora un nuovo produttore esportatore della
Repubblica popolare cinese fornisca alla Commissione elementi sufficienti a
dimostrare che:
–                        
non ha esportato nell’Unione il prodotto descritto
nell’articolo 1, paragrafo 1, durante periodo dell'inchiesta (dal 1° luglio
2010 al 30 giugno 2011),
–                        
non è collegato a nessuno degli esportatori o
produttori della Repubblica popolare cinese soggetti alle misure istituite dal
presente regolamento,
–                        
ha effettivamente esportato nell'Unione il prodotto
in esame dopo il periodo dell'inchiesta su cui si basano le misure o ha assunto
un obbligo contrattuale irrevocabile di esportare una quantità rilevante
nell'Unione,
il Consiglio, deliberando a maggioranza
semplice su proposta presentata dalla Commissione, dopo aver sentito il
comitato consultivo, può modificare l’articolo 1, paragrafo 2, aggiungendo il
nuovo produttore esportatore alle società che hanno collaborato non incluse nel
campione e soggette al dazio medio ponderato del 21,2%.
Articolo 4 
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell’Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio
in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati
membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO I
Produttori
esportatori cinesi che hanno collaborato non inclusi nel campione
 Nome || Codice addizionale TARIC 
 Jinyun Shengda Industry Co., Ltd. || B274 
 Ningbo Ephriam Radiator Equipment Co., Ltd || B275 
 Ningbo Everfamily Radiator Co., Ltd. || B276 
 Ningbo Ningshing Kinhil Industrial Co., Ltd. || B277 
 Ningbo Ninhshing Kinhil International Co., Ltd. || B278 
 Yongkang Jinbiao Machine Electric Co., Ltd. || B281 
 Yongkang Sanghe Radiator Co., Ltd. || B282 
 Zhejiang Aishuibao Piping Systems Co., Ltd || B283 
 Zhejiang Botai Tools Co., Ltd. || B284 
 Zhejiang East Industry Co., Ltd || B285 
 Zhejiang Guangying Machinery Co., Ltd || B286 
 Zhejiang Kangfat Industry & Trading Co., Ltd. || B287 
 Zhejiang Liwang Industriale and Trading Co., Ltd || B288 
 Zhejiang Ningshuai Industry Co., Ltd. || B289 
 Zhejiang Rongrong Industrial Co., Ltd. || B290 
 Zhejiang Yuanda Machinery & Electrical Manufacturing Co., Ltd. || B291 
ALLEGATO II
Una dichiarazione firmata da un responsabile
del soggetto giuridico che emette la fattura commerciale, formulata secondo il
seguente modello, deve figurare sulla fattura commerciale valida di cui
all'articolo 1, paragrafo 3.
1) nome e funzione del responsabile del
soggetto giuridico che ha emesso la fattura commerciale;
2) la seguente dichiarazione:
"Il sottoscritto certifica che il
quantitativo di radiatori in alluminio e gli elementi o le sezioni di cui tali
radiatori sono costituiti, venduto per l'esportazione nell'Unione europea e
coperto dalla presente fattura, è stato fabbricato da (nome della società e
sede sociale) (codice addizionale TARIC) nella Repubblica popolare cinese. Il
sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente fattura sono
complete ed esatte.
Data e firma".
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51. 
[2]               GU L 124 dell'11.5.2012, pag. 17.
[3]               GU C 236 del 12.8.2011, pag. 18.
[4]               www.bloomberg.com
[5]               http://news.xinhuanet.com/english/2008-12/26/content_10564812.htm
[6]               OMC, relazione dell'organo d'appello, AB-2011-2,
WT/DS397/AB/R, 15 luglio 2011. OMC, relazione del panel, WT/DS397/R, 29
settembre 2010. Le relazioni si possono scaricare dal sito dell'OMC:
(http://www.wto.org/english/tratop_e/dispu_e/cases_e/ds397_e.htm)
[7]               GU L 201 del 26.7.2001, pag. 10.
[8]               Commissione europea, direzione generale Commercio,
direzione H, Ufficio: NERV-105, 08/020, 1049 Bruxelles, BELGIO.