CELEX: 62019CN0233
Language: it
Date: 2019-03-18 00:00:00
Title: Causa C-233/19: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla cour du travail de Liège (Belgio) il 18 marzo 2019 — B./Centre public d’action sociale de Liège (CPAS)

13.5.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 164/40
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla cour du travail de Liège (Belgio) il 18 marzo 2019 — B./Centre public d’action sociale de Liège (CPAS)
      (Causa C-233/19)
      (2019/C 164/42)
      Lingua processuale: il francese
      
         Giudice del rinvio
      
      cour du travail de Liège
      
         Parti
      
      
         Appellante: B.
      
         Appellato: Centre public d’action sociale de Liège (CPAS)
      
         Questione pregiudiziale
      
      Se gli articoli 5 e 13 della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (1), letti alla luce degli articoli 19, paragrafo 2, e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, nonché l’articolo 14, paragrafo 1, lettera b), della stessa direttiva, letti alla luce della sentenza del 18 dicembre 2014 resa dalla Grande Sezione della Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa C-562/13, debbano essere interpretati nel senso che conferiscono effetto sospensivo a un ricorso proposto contro una decisione che ordina a un cittadino di paese terzo affetto da una grave malattia di lasciare il territorio di uno Stato membro, se l’autore del ricorso sostiene che l’esecuzione di tale decisione può esporlo a un serio rischio di deterioramento grave e irreversibile delle sue condizioni di salute,
      
                  —
               
               
                  senza che sia necessaria una valutazione del ricorso, in quanto la sua proposizione è sufficiente per sospendere l’esecuzione del provvedimento che ordina di lasciare il territorio,
               
            
                  —
               
               
                  o previo un controllo marginale dell’esistenza di una censura plausibile oppure dell’assenza di motivi di irricevibilità o di manifesta infondatezza del ricorso dinanzi al Consiglio per il contenzioso degli stranieri,
               
            
                  —
               
               
                  o ancora previo un controllo pieno e completo da parte dei giudici del lavoro finalizzato ad accertare se l’esecuzione di detta decisione possa effettivamente esporre l’autore del ricorso a un serio rischio di deterioramento grave e irreversibile delle sue condizioni di salute».
               
            
         (1)  GU 2008, L 348, pag. 98.