CELEX: E2016P0016
Language: it
Date: 2016-10-24 00:00:00
Title: Domanda di parere consultivo della Corte EFTA presentata dalla Frostating lagmannsrett in data 24 ottobre 2016 in relazione alla causa Fosen-Linjen AS contro AtB AS (Causa E-16/16)

20.4.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 123/9
            
         Domanda di parere consultivo della Corte EFTA presentata dalla Frostating lagmannsrett in data 24 ottobre 2016 in relazione alla causa Fosen-Linjen AS contro AtB AS
   (Causa E-16/16)
   (2017/C 123/10)
   Con lettera del 24 ottobre 2016, protocollata presso la cancelleria della Corte EFTA il 31 ottobre 2016, la Frostating lagmannsrett (Corte d’appello di Frostating) ha presentato alla Corte EFTA una domanda di parere consultivo in relazione alla causa Fosen-Linjen AS contro AtB AS, in merito ai seguenti quesiti:
   
               1.
            
            
               L’articolo 1, paragrafo 1, e l’articolo 2, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 89/665/CEE, o altre disposizioni della direttiva, ostano a una normativa nazionale sulla concessione di un risarcimento danni nei casi in cui la concessione del risarcimento danni dovuta al fatto che l’amministrazione aggiudicatrice non ha tenuto conto delle disposizioni del diritto del SEE relative agli appalti pubblici è subordinata:
               
                           a)
                        
                        
                           all’esistenza di una colpa e al requisito che il comportamento dell’amministrazione aggiudicatrice si discosti nettamente da una linea di condotta giustificabile?
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           all’esistenza di un errore materiale quando la colpa dell’amministrazione aggiudicatrice rientra in una valutazione generale più esaustiva?
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           al fatto che l’amministrazione aggiudicatrice abbia commesso un errore materiale, grossolano e palese?
                        
                     
         
               2.
            
            
               L’articolo 1, paragrafo 1, e l’articolo 2, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 89/665/CEE, o altre disposizioni della direttiva, devono essere interpretati nel senso che una violazione di una disposizione del diritto del SEE sugli appalti pubblici che priva l’amministrazione aggiudicatrice della facoltà di esercitare la discrezionalità costituisce di per sé una violazione sufficientemente qualificata da conferire, a determinate condizioni, il diritto al risarcimento danni?
            
         
               3.
            
            
               L’articolo 1, paragrafo 1, e l’articolo 2, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 89/665/CEE, o altre disposizioni della direttiva, ostano a una normativa nazionale sulla concessione di un risarcimento danni nei casi in cui la concessione del risarcimento danni dovuto al fatto che l’amministrazione aggiudicatrice non ha tenuto conto delle disposizioni del diritto del SEE relative agli appalti pubblici è subordinata all’obbligo per il fornitore che avvia la procedura e chiede il risarcimento di dimostrare chiaramente, sulla base di una preponderanza delle prove, che l’appalto avrebbe dovuto essergli aggiudicato se l’amministrazione aggiudicatrice non avesse commesso l’errore?
            
         
               4.
            
            
               L’articolo 1, paragrafo 1, e l’articolo 2, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 89/665/CEE, o altre disposizioni della direttiva, ostano a una normativa nazionale a norma della quale l’amministrazione aggiudicatrice può sottrarsi all’obbligo di risarcire i danni invocando il fatto che la procedura di gara avrebbe comunque dovuto essere annullata a causa di un errore commesso da tale amministrazione, diverso da quello invocato dal ricorrente, quando in realtà tale errore non è stato invocato durante la procedura di gara? Qualora questo altro errore possa essere invocato dall’amministrazione aggiudicatrice, la direttiva 89/665/CEE osta a una normativa nazionale a norma della quale l’onere della prova riguardo alla non esistenza di tale errore è a carico del fornitore che avvia la procedura?
            
         
               5.
            
            
               Quali requisiti sono imposti dal principio della parità di trattamento previsto dal diritto del SEE per quanto riguarda la verifica effettiva, da parte dell’amministrazione aggiudicatrice, delle informazioni fornite nelle offerte in relazione ai criteri di aggiudicazione? L’obbligo di verifica effettiva sarà rispettato se l’amministrazione aggiudicatrice è in grado di accertare che le caratteristiche presentate nell’offerta sono state determinate in modo affidabile in base alla documentazione contenuta nell’offerta? Con quanta precisione l’amministrazione aggiudicatrice deve poter verificare le caratteristiche dell’oggetto dell’appalto presentate nell’offerta? Qualora l’offerente assuma un impegno in relazione a una certa cifra di consumo per l’oggetto dell’appalto e questa cifra sia inclusa nella valutazione dell’offerta, l’obbligo di verifica che incombe all’amministrazione aggiudicatrice è rispettato se quest’ultima è in grado di accertare che la cifra è affidabile con un certo margine di incertezza, ad esempio dell’ordine di più o meno 20 per cento?
               Se l’amministrazione aggiudicatrice è tenuta a verificare le informazioni fornite da un offerente in relazione a un criterio di aggiudicazione, l’obbligo di verifica effettiva delle offerte in base al principio della parità di trattamento può essere rispettato dall’amministrazione aggiudicatrice in base a documenti forniti in un’altra parte dell’offerta?