CELEX: 32014D0273
Language: it
Date: 2012-09-19 00:00:00
Title: 2014/273/UE: Decisione della Commissione, del 19 settembre 2012 , sulle misure a favore di ELAN d.o.o. SA.26379 (C 13/10) (ex NN 17/10) cui la Slovenia ha dato esecuzione [notificata con il numero C(2012) 6345]  Testo rilevante ai fini del SEE

15.5.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 144/1
            
         DECISIONE DELLA COMMISSIONE
   del 19 settembre 2012
   sulle misure a favore di ELAN d.o.o. SA.26379 (C 13/10) (ex NN 17/10) cui la Slovenia ha dato esecuzione
   
      
         [notificata con il numero C(2012) 6345]
      
   
   (Il testo in lingua slovena è il solo fa1cente fede)
   (Testo rilevante ai fini del SEE)
   
      (2014/273/UE)
   
   LA COMMISSIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 108, paragrafo 2, primo comma,
   dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni ai sensi dell'articolo suddetto (1),
   considerando quanto segue:
   1.   PROCEDIMENTO
   
   
               (1)
            
            
               Il 10 luglio 2008, il produttore tedesco di sci Marker Völkl International GmbH (di seguito «denunciante») ha presentato una denuncia riguardante la presunta concessione, da parte della Slovenia, di un aiuto di Stato alla società Elan d.o.o. (di seguito «Elan», denominata Skimar d.o.o. all'epoca della denuncia). La Commissione ha inviato alla Slovenia diverse richieste di informazioni, a cui la Slovenia ha risposto con lettere del 14 ottobre 2008, 30 gennaio 2010 e 22 febbraio 2010. Nel novembre 2009, la Commissione ha trasmesso una richiesta di informazioni anche al denunciante; il denunciante ha risposto a tale richiesta il 5 marzo 2010.
            
         
               (2)
            
            
               Con lettera del 12 maggio 2010, la Commissione ha comunicato alla Slovenia la decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 108, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea in relazione a tale aiuto.
            
         
               (3)
            
            
               La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
                   (2). La Commissione ha invitato le parti interessate a presentare le proprie osservazioni in merito alle misure. Nessuna osservazione è stata trasmessa alla Commissione dalle parti interessate.
            
         
               (4)
            
            
               In seguito alla decisione di avvio del procedimento, la Slovenia ha presentato ulteriori informazioni con lettere del 9, 10 e 16 giugno 2010 (quest'ultima con allegati datati 26 maggio, 28 maggio, 31 maggio, 2 giugno e 14 giugno 2010). Il 16 agosto 2011, la Commissione ha inviato una richiesta di informazioni alle autorità slovene; le autorità slovene hanno risposto a tale richiesta con lettera del 10 ottobre 2011. Diversi allegati relativi a tale lettera sono stati trasmessi l'11 ottobre 2011. In seguito a un incontro tra i servizi della Commissione e rappresentanti della società, la Slovenia ha presentato ulteriori informazioni con lettere del 6 marzo, 30 marzo, 13 aprile, 16 aprile, 23 aprile, 10 maggio, 15 maggio e 30 maggio 2012.
            
         2.   DESCRIZIONE DELL'AIUTO
   
   2.1.   BENEFICIARIO
   
               (5)
            
            
               
                  Elan è una società a responsabilità limitata che produce attrezzature per lo sci e imbarcazioni, quali yacht. La società ha sede a Begunje na Gorenjskem, in Slovenia, in una regione pienamente ammissibile agli aiuti regionali in virtù dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera a) del TFUE (3). Attualmente, Elan ha circa 460 dipendenti ed è organizzata in due divisioni principali: la divisione Winter Sports (sport invernali) e la divisione Marine (nautica). La società ha un'unica controllata in Slovenia, Elan Inventa d.o.o. (impianti sportivi), nonché diverse società commerciali in altri paesi.
            
         
               (6)
            
            
               Fino al giugno 2010, e all'epoca in cui le misure in esame hanno avuto esecuzione, Elan era organizzata diversamente. Era costituita dalla capogruppo Elan che deteneva le azioni di quattro controllate:
               
                           —
                        
                        
                           
                              Elan d.o.o. (di seguito «Elan Sport invernalì»), in cui erano organizzate le attività di Elan nel campo degli sport invernali e che a sua volta deteneva le azioni di diverse società commerciali;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           
                              Elan Marine d.o.o. (di seguito «Elan Marine»), in cui erano organizzate le attività di Elan nel settore nautico e che a sua volta deteneva azioni di diverse società controllate, in particolare il 100 % di Elan PBO, il 100 % di Elan Marine Charter e il 100 % di Elan Yachting d.o.o;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           
                              Elan Inventa d.o.o. (divisione impianti sportivi);
                        
                     
                           —
                        
                        
                           
                              Marine Nova d.o.o. (società non commerciale).
                        
                     
         
               (7)
            
            
               
                  Elan è un'impresa di proprietà dello Stato. Attualmente, il 66,4 % delle sue azioni è detenuto dalla holding finanziaria Posebna družba za podjetniško svetovanje, d.d. (di seguito «PDP»), di proprietà di tre fondi statali. Un ulteriore 25 % delle azioni di Elan è detenuto dalla società finanziaria Triglav Naložbe, finančna družba, d.d. (di seguito «Triglav Naložbe»), appartenente a una compagnia di assicurazioni di proprietà prevalentemente statale. L'8,6 % rimanente è detenuto dal fondo pensioni Prvi pokojninski sklad, di proprietà dello Stato (per una descrizione dettagliata degli azionisti di Elan si rimanda al punto 2.2). All'epoca dell'attuazione delle misure in esame, anche Elan era di proprietà prevalentemente statale; la sua struttura azionaria era però leggermente diversa (cfr. anche punto 2.2).
            
         
               (8)
            
            
               Per quanto riguarda la situazione finanziaria di Elan, dopo un 2004 difficile nel 2005 e 2006 la società ha realizzato un utile e il fatturato è cresciuto. L'anno successivo la situazione della società ha però iniziato a peggiorare, il fatturato è calato e il 2007 e 2008 si sono chiusi con una perdita netta. Una valutazione più dettagliata della situazione finanziaria di Elan è contenuta nei considerando da (68) a (74).
            
         
               (9)
            
            
               Attualmente, Elan è in via di privatizzazione. Il principale azionista, PDP, intende vendere la propria quota di partecipazione nella società ed è in trattativa con potenziali offerenti.
            
         2.2.   GLI AZIONISTI DEL BENEFICIARIO OGGI E ALL'EPOCA DELLA CONCESSIONE DELLE MISURE
   
               (10)
            
            
               Poiché la struttura proprietaria di Elan, l'identità dei suoi soci e la loro organizzazione societaria sono importanti per stabilire se le misure a favore di Elan abbiano comportato l'impiego di risorse statali e siano imputabili allo Stato, segue una sintetica descrizione di ciascun socio con l'indicazione delle azioni Elan detenute via via da ciascuno di essi. A questo riguardo giova notare che la struttura proprietaria di Elan si è modificata tra la data del primo conferimento di capitale, nel 2007 (misura 1), e quella del secondo conferimento di capitale, nel 2008 (misura 2), e che ulteriori cambiamenti sono intervenuti negli anni successivi. Maggiori dettagli a questo riguardo sono riportati più avanti [cfr. considerando da 2.2.2 a (22)].
            
         2.2.1.   Descrizione degli azionisti di Elan
   
   
      KAD
   
   
               (11)
            
            
               
                  Kapitalska družba pokojninskega in invalidskega zavarovanja, d.d. (di seguito «KAD») è una società per azioni il cui socio unico è la Slovenia. Oltre a gestire fondi pensioni e attivi per la Slovenia, si occupa della privatizzazione di attivi statali. KAD è soggetta alla legge slovena relativa alle società («ZGD-1, Zakon o gospodarskih družbah»); di conseguenza, ha un'assemblea, un consiglio di sorveglianza e un consiglio di gestione. Il governo sloveno nomina tutti e 15 i membri dell'assemblea (5 in rappresentanza dei pensionati e dei lavoratori disabili, 5 in rappresentanza dei datori di lavoro e degli assicurati e 5 in rappresentanza del governo sloveno) e tutti e 9 i membri del consiglio di sorveglianza. I rappresentanti del governo sono invitati alle riunioni dell'assemblea.
            
         
      KAD-PPS
   
   
               (12)
            
            
               
                  Prvi pokojninski sklad è il primo fondo pensioni della Repubblica di Slovenia ed è quindi di proprietà interamente statale. È gestito da KAD, che controlla anche la quota che PPS detiene in Elan (di seguito «KAD-PPS»).
            
         
      DSU
   
   
               (13)
            
            
               
                  Družba za svetovanje in upravljanje, d.o.o. (di seguito «DSU») è una società a responsabilità limitata di proprietà interamente statale che opera nel campo della gestione aziendale e delle consulenze, occupandosi tra l'altro della privatizzazione di attivi statali. DSU ha un consiglio di sorveglianza composto da tre membri, due dei quali nominati dal governo sloveno e uno nominato dai dipendenti della società. In attesa della nomina del rappresentante dei dipendenti, anche il terzo membro è designato dalla Slovenia. Il consiglio di sorveglianza nomina un direttore della società, che dirige le operazioni aziendali di DSU.
            
         
      Zavarovalnica Triglav
   
   
               (14)
            
            
               
                  Zavarovalnica Triglav, d.d., (di seguito «Zavarovalnica Triglav») è una società che offre tutti i tipi di assicurazioni sulla vita e non sulla vita, sulla salute e sugli incidenti. Il 67,7 % delle sue azioni è detenuto da società a prevalente partecipazione statale, diretta o indiretta. All'epoca delle misure in esame, i principali azionisti di Zavarovalnica Triglav erano l'istituto di previdenza pensionistica e per invalidità Zavod za pokojninsko in invalidsko zavarovanje (di seguito «ZIPZ»), interamente di proprietà statale, che deteneva una quota del 34,5 %; la società slovena per gli indennizzi Slovenska odškodninska družba, d.d. (di seguito «SOD»), interamente di proprietà statale, che deteneva una quota del 28,1 %; NLB, d.d., per il 50 % di proprietà statale, che deteneva una quota del 3,1 % e HIT d.d., interamente di proprietà statale, che deteneva una quota dell'1,1 %. Nessuno degli altri azionisti di Zavarovalnica Triglav deteneva una quota del capitale sociale superiore all'1,8 %.
            
         
               (15)
            
            
               
                  Zavarovalnica Triglav ha un consiglio di sorveglianza composto da 8 membri e un consiglio di gestione. Cinque membri del consiglio di sorveglianza rappresentano gli interessi degli azionisti e sono eletti dall'assemblea generale di Zavarovalnica Triglav; gli altri tre membri rappresentano gli interessi dei dipendenti.
            
         
      Triglav Naložbe
   
   
               (16)
            
            
               
                  Triglav Naložbe è una società finanziaria. All'epoca del secondo apporto di capitale, l'80 % delle azioni di Triglav Naložbe era detenuto da Zavarovalnica Triglav, società a prevalente partecipazione statale (cfr. considerando (14)]. Il capitale rimanente di Triglav Naložbe è molto disperso tra singoli investitori, nessuno dei quali detiene una partecipazione superiore allo 0,67 %. Triglav Naložbe ha un consiglio di sorveglianza e un consiglio di gestione. Il consiglio di sorveglianza è costituito da tre membri ed è nominato dall'assemblea generale di Triglav Naložbe.
            
         
      PDP
   
   
               (17)
            
            
               
                  PDP è una holding finanziaria costituita nel giugno 2009. È di proprietà di tre fondi statali, KAD, DSU e SOD, e si occupa di ristrutturazioni per conto dello Stato sloveno. PDP può, in base a un contratto, assumere la gestione di imprese statali in difficoltà, esercitare tutti i diritti di voto, insediare un consiglio di sorveglianza e un consiglio di gestione ed attuare misure di risanamento per lo Stato (4). PDP detiene partecipazioni azionarie in diverse società slovene precedentemente di proprietà di fondi parastatali (5) ed è alla ricerca di investitori strategici per alcune di esse.
            
         
      KD Kapital
   
   
               (18)
            
            
               
                  KD Kapital, finančna družba, d.o.o. (di seguito «KD Kapital»), società attiva nel campo degli investimenti di capitale, appartiene al gruppo Skupina KD
                   (6) ed è di proprietà privata.
            
         2.2.2.   Partecipazioni azionarie detenute in Elan a diverse date
   
   
               (19)
            
            
               Nel 2007, all'epoca della prima misura, le seguenti società detenevano una partecipazione azionaria in Elan: KAD (30,48 %), KAD-PPS (10,3 %), DSU (17,34 %), Triglav Naložbe (13,16 %), Zavarovalnica Triglav (11,89 %) e KD Kapital (16,83 %).
            
         
               (20)
            
            
               Nell'aprile 2008, KD Kapital ha venduto la propria partecipazione a KAD. Successivamente a tale operazione, e alla data del secondo apporto di capitale, le società che detenevano una partecipazione azionaria in Elan erano le seguenti: KAD (47,31 %), KAD-PPS (10,3 %), DSU (17,34 %), Triglav Naložbe (13,16 %) e Zavarovalnica Triglav (11,89 %).
            
         
               (21)
            
            
               Nel 2010, KAD e DSU hanno conferito la loro partecipazione in Elan alla holding finanziaria PDP. Oggi, PDP detiene il 66,4 % delle azioni di Elan, KAD-PPS ne detiene l'8,6 % e Triglav Naložbe il 25 %.
            
         
               (22)
            
            
               La tabella 1 presenta sinteticamente le partecipazioni detenute dai diversi azionisti all'epoca della misura 1, della misura 2 e nel maggio 2012:
               
                  Tabella 1
               
               
                           (in %)
                        
                     
                           Entità
                        
                        
                           Misura 1
                           (gennaio 2007)
                        
                        
                           Misura 2
                           (agosto 2008)
                        
                        
                           Maggio 2012
                        
                     
                           
                              PDP (di proprietà di KAD, DSU e SOD, a loro volta di proprietà dello Stato)
                        
                        
                           0
                        
                        
                           0
                        
                        
                           66,4
                        
                     
                           
                              KAD (interamente di proprietà dello Stato)
                        
                        
                           30,48
                        
                        
                           47,31
                        
                        
                           0
                        
                     
                           
                              KAD-PPS (interamente di proprietà dello Stato)
                        
                        
                           10,30
                        
                        
                           10,30
                        
                        
                           8,6
                        
                     
                           
                              DSU (interamente di proprietà dello Stato)
                        
                        
                           17,34
                        
                        
                           17,34
                        
                        
                           0
                        
                     
                           
                              Triglav Naložbe (all'80 % di proprietà di Zavarovalnica Triglav)
                        
                        
                           13,16
                        
                        
                           13,16
                        
                        
                           25
                        
                     
                           
                              Zavarovalnica Triglav (di proprietà di ZIPZ e SOD, a loro volta di proprietà dello Stato)
                        
                        
                           11,89
                        
                        
                           11,89
                        
                        
                           0
                        
                     
                           
                              KD Kapital (società privata)
                        
                        
                           16,83
                        
                        
                           0
                        
                        
                           0
                        
                     
                           
                              Totale di proprietà dello Stato
                           
                        
                        
                           
                              83,17
                           
                        
                        
                           
                              100
                           
                        
                        
                           
                              100
                           
                        
                     
         2.3.   DESCRIZIONE DELLE MISURE
   2.3.1.   L'apporto di capitale del 2007 («misura 1»)
   
   
               (23)
            
            
               Nel 2006, Elan ha elaborato un ambizioso programma di investimenti per il gruppo che prevedeva investimenti in edifici, impianti e marketing del marchio, sulla base di un piano di sviluppo strategico per il periodo 2006-2010 (elaborato dal consiglio di sorveglianza di Elan nel dicembre 2005). Per il biennio 2006-2007 erano previsti investimenti per 20,2 milioni di EUR; per finanziarli, Elan ha proposto ai suoi azionisti un aumento di capitale pari a 20,2 milioni di EUR. Nel frattempo, nel corso del 2006 Elan ha iniziato ad acquistare nuovi impianti produttivi, come del resto prevedeva anche il piano di sviluppo strategico.
            
         
               (24)
            
            
               Il 29 gennaio 2007, Elan e gli azionisti di Elan hanno sottoscritto una lettera di intenti in cui stabilivano che gli azionisti avrebbero conferito 10,225 milioni di EUR in Elan (circa la metà dei 20,2 milioni di EUR previsti nel piano di sviluppo strategico 2006-2010). Tutti gli azionisti hanno acconsentito a partecipare all'aumento di capitale, ciascuno in proporzione alla quota detenuta in Elan. La decisione è stata presa sulla base di una valutazione della società effettuata dalla società di consulenza indipendente […] (7), nonché di diversi altri documenti predisposti dalla stessa Elan e da KAD, azionista di maggioranza di Elan. […] il calcolo del valore equo della società è stato effettuato sulla base della media dei seguenti parametri, calcolati per ogni divisione: i) la media ponderata del rapporto prezzo/vendite in operazioni effettuate di recente, ii) il rapporto prezzo/utili delle società pertinenti nel 2005 e iii) sette volte il valore dell'EBITDA, compreso il 25 % dei potenziali risparmi stimati sui costi. Da questa media sono stati dedotti i debiti a breve scadenza gravati da interessi e la metà degli investimenti identificati che non potevano essere finanziati con il flusso di cassa presunto della società. La stima preliminare di KAD circa il valore di Elan è stata elaborata con il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa utilizzando proiezioni sui dati economici fornite da Elan al suo consiglio di sorveglianza.
            
         
               (25)
            
            
               In precedenza, nel maggio 2006, Elan aveva informato i suoi azionisti che, sebbene stesse facendo confluire tutti i flussi di cassa disponibili negli investimenti previsti nel piano di sviluppo strategico 2006-2010, per realizzare gli investimenti necessari si sarebbero dovuti reperire ulteriori capitali (8). Successivamente, nel novembre 2006, Elan ha elaborato un'analisi più dettagliata degli effetti di un aumento di capitale (9); tale analisi indicava che gli investimenti avrebbero prodotto, per la divisione sport invernali, un utile netto cumulativo pari a 15,4 milioni di EUR nel periodo 2006-2010, mentre se l'aumento di capitale non fosse stato effettuato si sarebbero avute perdite nette cumulative per 4,8 milioni di EUR. Allo stesso modo, nella divisione nautica l'aumento di capitale avrebbe prodotto un utile netto cumulativo più elevato per il periodo 2006-2010, pari a 14,9 milioni di EUR contro 8 milioni di EUR. Nello stesso periodo, l'azionista di maggioranza KAD stimava in 22,8 milioni di EUR il valore del gruppo Elan. I consigli di sorveglianza degli azionisti KAD, DSU, Zavarovalnica Triglav e Triglav Naložbe hanno approvato il conferimento di capitale già nel dicembre 2006 e gennaio 2007.
            
         
               (26)
            
            
               Formalmente, l'aumento di capitale è stato confermato nell'assemblea degli azionisti del 25 ottobre 2007. I conferimenti degli azionisti sono stati effettuati il 15 novembre 2007 in proporzione alla rispettiva quota di partecipazione. I 10,225 milioni di EUR sono stati conferiti in Elan, che ha sua volta ha erogato un finanziamento soci di 5,8 milioni di EUR a Elan Sport invernali e 4,425 milioni di EUR a Elan Marine. Tale finanziamento è stato successivamente trasformato in azioni di Elan Sport invernali ed Elan Marine. Come descritto in precedenza, Elan Sport invernali ed Elan Marine si sono fuse nella capogruppo Elan nel giugno 2010 (cfr. considerando (6)].
            
         
               (27)
            
            
               Uno dei motivi all'origine dello sfasamento temporale tra la lettera di intenti e l'approvazione formale degli azionisti è che KD Kapital, che a quell'epoca era l'unico azionista privato di Elan e aveva una minoranza di blocco, ha bloccato la decisione formale di aumento del capitale a causa di una controversia sorta tra KAD e KD Kapital in merito a cambiamenti riguardanti il consiglio di sorveglianza di Elan. Come spiegato dalla Slovenia, KD Kapital deteneva una partecipazione del 50 % anche in Seaway Group d.o.o., società concorrente di Elan, e intendeva insediare un proprio rappresentante nel consiglio di sorveglianza di Elan. KAD riteneva che ciò non fosse accettabile, vista la partecipazione di KD Kapital in Seaway. Per risolvere la questione, all'inizio di ottobre 2007 KAD ha offerto a KD Kapital un'opzione di vendita (put) a condizione che KD Kapital votasse a favore della proposta KAD in relazione alla controversia sulla composizione del consiglio di sorveglianza.
            
         
               (28)
            
            
               In seguito a tale offerta, KD Kapital ha infine dato il proprio assenso all'aumento di capitale e come indicato in precedenza gli azionisti hanno approvato tale aumento con deliberazione formale dell'ottobre 2007.
            
         2.3.2.   L'apporto di capitale del 2008 («misura 2»)
   
   
               (29)
            
            
               Malgrado l'aumento di capitale del novembre 2007, la cattiva stagione invernale 2007/2008 (seguita all'inverno «verde» del 2006/2007) ha causato ulteriori difficoltà per il gruppo, tanto che all'inizio del 2008 Elan rischiava l'insolvenza.
            
         
               (30)
            
            
               Quando, all'inizio del 2008, SKB banka d.d. ha rifiutato di concedere ulteriori finanziamenti a Elan, KD Kapital ha esercitato l'opzione di vendita nel marzo 2008, con effetto dall'aprile 2008. KAD ha quindi acquistato le azioni detenute da KD Kapital incrementando in questo modo la propria quota di partecipazione in Elan. Da allora, Elan è una società interamente statale (cfr. considerando (20)].
            
         
               (31)
            
            
               Per fare fronte alla difficile situazione finanziaria, gli azionisti di Elan hanno nominato un nuovo consiglio di gestione nell'aprile 2008. La dirigenza ha avviato colloqui con le banche per giungere un accordo circa la rinegoziazione delle scadenze del debito di Elan nei confronti delle banche e per scongiurare in questo modo il fallimento della società. Le banche si sono mostrate disponibili in tal senso solo a condizione che gli azionisti di Elan effettuassero un conferimento di capitale nella società.
            
         
               (32)
            
            
               In questa situazione, nel marzo 2008 Elan ha chiesto un apporto di capitale ai suoi azionisti. Sulla base di un piano a lungo termine per il periodo 2008-2012, redatto da Elan nel giugno 2008 (di seguito «piano a lungo termine 2008-2012»), nel giugno/luglio 2008 Elan ha chiesto più concretamente 25 milioni di EUR ai suoi azionisti. Gli azionisti di Elan hanno ritenuto che il piano a lungo termine 2008-2012 fosse inadeguato ai fini del conferimento di 25 milioni di EUR, dichiarandosi disponibili a conferire solo 10 milioni di EUR e subordinando tale aumento di capitale a un previo accordo tra Elan e le banche in merito alla rinegoziazione delle scadenze del debito di Elan. Gli azionisti hanno anche chiesto un piano a lungo termine integrativo per Elan
                   (10). In seguito a tale richiesta, Elan ha predisposto un ulteriore piano di risanamento, datato 8 agosto 2008 (di seguito «piano di risanamento»), ma non è riuscita a trovare un accordo con le banche circa la rinegoziazione delle scadenze del debito. Al contrario, uno dei creditori di Elan, ossia SKB banka d.d., ha intentato un procedimento giudiziario per recuperare il suo credito e nell'agosto 2008 il tribunale di Lubiana ha emesso nei confronti di Elan un'ingiunzione di pagamento dei debiti in essere. L'esecuzione di tale ingiunzione avrebbe portato la società al fallimento.
            
         
               (33)
            
            
               Alla luce di ciò, Elan ha convocato d'urgenza un'assemblea degli azionisti, che si è riunita il 28 agosto 2008. Durante tale assemblea, su proposta di KAD, gli azionisti di Elan hanno deliberato il conferimento di 10 milioni di EUR in Elan, benché non fosse stata rispettata la condizione che prevedeva un accordo con le banche circa la rinegoziazione delle scadenze dei prestiti.
            
         
               (34)
            
            
               Il consiglio di sorveglianza di KAD ha approvato l'apporto di capitale prima dell'assemblea degli azionisti nell'agosto 2008; il consiglio di sorveglianza degli altri azionisti ha approvato la deliberazione riguardante il conferimento di 10 milioni di EUR in Elan al più tardi all'inizio di settembre 2008.
            
         
               (35)
            
            
               I conferimenti degli azionisti sono stati effettuati l'8 settembre 2008 in proporzione alla rispettiva quota di partecipazione. Come indicato nel considerando (6), all'epoca del conferimento di capitale le attività di Elan nel settore degli sport invernali e nel settore nautico erano organizzate in due controllate, Elan Sport invernali ed Elan Marine. I 10 milioni di EUR sono stati conferiti in Elan, che ha sua volta ha trasferito 5,924 milioni di EUR a Elan Sport invernali e 4,076 milioni di EUR a Elan Marine.
            
         
      Il piano a lungo termine 2008-2012
   
   
               (36)
            
            
               Il piano a lungo termine 2008-2012, redatto nel giugno 2008 da Elan, descriveva innanzitutto la situazione economico-finanziaria del gruppo Elan. Proponeva diverse misure di ristrutturazione sia per Elan Sport invernali (adeguamento degli investimenti nelle società affiliate, adeguamenti delle scorte e benefici riconosciuti ai dipendenti alla cessazione del rapporto di lavoro), sia per Elan Marine (adeguamenti delle scorte, benefici riconosciuti ai dipendenti alla cessazione del rapporto di lavoro, svalutazione degli stampi per nautica). Oltre a queste misure di ristrutturazione, il piano prevedeva per Elan Sport invernali le misure seguenti:
               
                           —
                        
                        
                           aumento della produttività dei dipendenti; riduzione del personale da 340 a 230 dipendenti;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           riduzione del numero di marchi;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           miglioramento del mix di prodotti;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           riorganizzazione dell'amministrazione.
                        
                     
         
               (37)
            
            
               Per Elan Marine, il piano a lungo termine 2008-2012 prevedeva le misure seguenti:
               
                           —
                        
                        
                           investimenti in una nuova joint venture, denominata Elan Yachts, che si sarebbe occupata della vendita e dello sviluppo di barche a vela;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           vendita dei programmi vela e motore (Elan PBO) per [9,5-11,2] milioni di EUR al fine di ridurre i debiti di Elan Marine.
                        
                     
         
               (38)
            
            
               Il piano a lungo termine 2008-2012 conteneva anche previsioni riguardanti il gruppo e le sue controllate; tali previsioni, formulate ipotizzando l'attuazione delle misure e azioni di ristrutturazione sopra descritte, indicavano che Elan Sport invernali avrebbe realizzato utili a partire dal 2010 ed Elan Marine lo avrebbe fatto a partire dal 2011. Il piano giungeva alla conclusione che Elan aveva bisogno di altri [23-26] milioni di EUR di capitale per soddisfare le esigenze di liquidità: solo se fosse stata assicurata la disponibilità di questo capitale Elan avrebbe potuto offrire un utile adeguato ai suoi azionisti.
            
         
      Il piano di risanamento
   
   
               (39)
            
            
               Il piano di risanamento, elaborato da Elan nell'agosto 2008, presentava innanzitutto la struttura societaria del gruppo Elan e la situazione economico-finanziaria di Elan Sport invernali ed Elan Marine, con un'analisi dettagliata delle passività, dei costi ma anche dei ricavi. Il piano analizzava quindi l'andamento di Elan Sport invernali ed Elan Marine tra il gennaio 2008 e il giugno 2008 e infine conteneva una parte dedicata al risanamento della società. Secondo il piano, le azioni proposte nella parte dedicata al risanamento avrebbero potuto essere realizzate solo nell'ipotesi di un apporto di capitale fresco in Elan e di una rinegoziazione delle scadenze dei prestiti bancari. Il piano non precisava però gli importi necessari per il risanamento.
            
         
               (40)
            
            
               Per Elan Sport invernali il piano di risanamento prevedeva le seguenti misure:
               
                           —
                        
                        
                           […]
                        
                     
         
               (41)
            
            
               Per Elan Marine erano previste invece le seguenti misure:
               
                           —
                        
                        
                           […]
                        
                     
         
               (42)
            
            
               Il piano di risanamento presentava poi delle proiezioni economiche e commerciali per gli anni 2008-2012; in base a tali proiezioni, Elan Sport invernali avrebbe realizzato un utile a partire dal 2010 ed Elan Marine lo avrebbe fatto a partire dal 2011.
            
         3.   MOTIVI CHE HANNO CONDOTTO ALL'AVVIO DEL PROCEDIMENTO
   
   
               (43)
            
            
               Come indicato in precedenza nei considerando (2) e (3), il 12 maggio 2010 la Commissione ha deciso di avviare un procedimento di indagine formale («decisione di avvio»). Nella decisione di avvio, la Commissione ha ritenuto in via preliminare che i due apporti di capitale comportassero un aiuto di Stato a favore di Elan Ski ed Elan Marine e ha espresso dubbi circa il fatto che tale aiuto di Stato potesse essere considerato compatibile con il mercato interno. La Commissione ha esaminato in via preliminare se i beneficiari fossero imprese in difficoltà.
            
         3.1.   IMPRESA IN DIFFICOLTÀ
   
               (44)
            
            
               Il punto 10 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione indica alcuni casi in cui si può presumere che un'impresa sia in difficoltà, ad esempio una riduzione consistente del capitale. Nella decisione di avvio, si è ritenuto che per Elan Ski ed Elan Marine non sussistessero le condizioni di cui al punto 10 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione. Ai sensi del punto 11 dei medesimi orientamenti, tuttavia, una società può essere comunque considerata in difficoltà quando siano presenti i sintomi caratteristici di un'impresa in difficoltà. Visti il livello crescente delle perdite, la diminuzione del fatturato e la difficile situazione finanziaria del gruppo Elan nel suo insieme, la Commissione ha ritenuto che Elan Ski ed Elan Marine potessero essere considerate imprese in difficoltà almeno negli anni 2007 e 2008.
            
         3.2.   ESISTENZA DI UN AIUTO DI STATO
   
               (45)
            
            
               La Commissione ha valutato innanzitutto se le misure provenissero da risorse statali e se fossero imputabili allo Stato. Alla luce del fatto che KAD era una società statale interamente di proprietà della Slovenia, che la Slovenia nominava tutti i membri dell'assemblea e del consiglio di sorveglianza e che rappresentanti del governo sloveno prendevano parte a tutte le riunioni dell'assemblea e del consiglio di sorveglianza, la Commissione ha concluso in via preliminare che le misure attuate da KAD provenissero da risorse statali e fossero imputabili allo Stato. Quanto alle misure concesse dagli altri proprietari di Elan, ossia KAD-PPS, DSU, Triglav Naložbe e Triglav Insurance, la Commissione ha concluso che si dovesse verificare, nel procedimento di indagine formale, se anche tali misure provenissero da risorse statali e fossero imputabili allo Stato.
            
         
               (46)
            
            
               In secondo luogo, la Commissione ha esaminato se le misure abbiano conferito un vantaggio ai beneficiari. Sussistevano dubbi circa il fatto che le misure potessero soddisfare il principio dell'investitore privato che opera in un'economia di mercato. Nella prima misura, l'unico azionista privato di Elan, ossia KD Kapital, non ha voluto partecipare all'apporto di capitale. In base a quanto è emerso, la misura non era basata su un piano industriale o su altre informazioni riguardanti la potenziale redditività futura dell'investimento. All'epoca del conferimento di capitale, i beneficiari apparivano in difficoltà finanziarie. Nessuna società privata ha partecipato alla seconda misura. È vero che, prima della decisione di conferimento di capitale presa dagli azionisti, erano stati redatti un piano a lungo termine e un piano di risanamento, ma da alcuni elementi risultava che gli azionisti di Elan ritenevano in realtà che tali piani fossero inadeguati. All'epoca della seconda misura, Elan Ski ed Elan Marine versavano ancora in difficoltà finanziarie.
            
         
               (47)
            
            
               In terzo luogo, la Commissione ha ritenuto che le misure prese dalla Slovenia erano presumibilmente tali da falsare la concorrenza e influenzare gli scambi tra gli Stati membri, poiché in effetti esistono scambi tra gli Stati membri nel campo delle attrezzature per lo sci e delle imbarcazioni.
            
         3.3.   COMPATIBILITÀ DELL'AIUTO
   
               (48)
            
            
               La Commissione ha valutato in via preliminare se le misure fossero compatibili sulla base degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione. Alla luce delle loro difficoltà, e poiché nel gruppo non erano presenti altre società solide, Elan Ski ed Elan Marine erano in linea di principio ammissibili a beneficiare di aiuti per il salvataggio e per la ristrutturazione, ma le misure in esame non possono essere considerate aiuti per il salvataggio, dato che sono state concesse sotto forma di aumento di capitale. Quanto alla compatibilità di dette misure come aiuti per la ristrutturazione, non era chiaro se tutte le condizioni relative a tali aiuti fossero rispettate. In particolare, non era chiaro se l'aiuto fosse limitato al minimo necessario e non vi era nulla che indicasse l'esistenza di un contributo con fondi propri e di misure compensative.
            
         
               (49)
            
            
               Inoltre, si è esaminato in via preliminare se le misure potessero costituire aiuti regionali compatibili. Sebbene entrambi i beneficiari siano situati in una regione ammissibile a beneficiare di aiuti ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del TFUE, non era chiaro se essi potessero fruire di tali aiuti, visto che versavano entrambi in difficoltà all'epoca della concessione dell'aiuto.
            
         4.   OSSERVAZIONI PERVENUTE DALLA SLOVENIA
   
   
               (50)
            
            
               La Slovenia ha presentato le sue osservazioni con lettere del 9, 10 e 16 giugno 2010. Ulteriori informazioni sono state trasmesse il 10 ottobre 2011 e con lettere del 6 marzo, 30 marzo, 13 aprile, 16 aprile, 23 aprile, 10 maggio, 15 maggio e 30 maggio 2012 (cfr. considerando (4)].
            
         
               (51)
            
            
               In sintesi, secondo la Slovenia le misure non costituiscono aiuti di Stato perché non derivano da risorse statali e non sono imputabili allo Stato. Peraltro, se anche sussistessero tali condizioni le misure non conferirebbero un vantaggio al beneficiario, in quanto la Slovenia ha agito in coerenza con il principio dell'investitore operante in un'economia di mercato. Inoltre, la Slovenia fa presente che le misure non hanno né influenzato gli scambi, né falsato la concorrenza, essendo il comparto delle attrezzature per sport invernali un mercato molto consolidato e tendente a un ulteriore consolidamento, ed essendo Elan un concorrente debole rispetto alle imprese molto più grandi operanti su tale mercato.
            
         
               (52)
            
            
               La Slovenia non adduce alcun argomento dal quale si possa dedurre che la misura 1 è compatibile con il mercato interno, nell'ipotesi in cui essa sia ritenuta un aiuto di Stato, mentre per la misura 2 la Slovenia fa valere che essa può essere considerata compatibile in base agli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.
            
         4.1.   ESISTENZA DI UN AIUTO DI STATO
   4.1.1.   Risorse statali e imputabilità allo Stato
   
   
               (53)
            
            
               La Slovenia sostiene di non aver influito in alcun modo sull'aumento del capitale azionario di Elan.
            
         
               (54)
            
            
               Essa ricorda che per essere considerate aiuti di Stato, le misure devono essere concesse direttamente o indirettamente attraverso risorse statali e devono essere imputabili allo Stato. La Slovenia concorda sul fatto che se uno Stato membro ha un'influenza dominante su un'impresa, la condizione relativa alle risorse statali è soddisfatta. Tuttavia, anche nell'ipotesi in cui uno Stato membro sia in grado di esercitare un'influenza dominante su un'impresa, non si può automaticamente presumere che esso abbia effettivamente esercitato tale influenza nel caso concreto. A questo proposito, la Slovenia richiama la sentenza Stardust Marine
                   (11), che individua una serie di indizi in base a cui stabilire se lo Stato abbia effettivamente esercitato tale influenza in un caso concreto. Tali indizi comprendono l'integrazione nelle strutture dell'amministrazione pubblica, la natura delle attività dell'impresa e l'esercizio di queste sul mercato in normali condizioni di concorrenza con gli operatori privati, lo status giuridico dell'impresa e l'intensità della tutela esercitata dalle autorità pubbliche sulla gestione dell'impresa. La Slovenia fa notare che occorre dare il giusto peso alla configurabilità dell'impresa come società di diritto privato.
            
         
               (55)
            
            
               A questo proposito, la Slovenia fa valere gli argomenti seguenti per i vari soggetti che hanno partecipato agli apporti di capitale.
            
         
               (56)
            
            
               
                  KAD è un soggetto di diritto privato e opera sul mercato in condizioni di concorrenza. Il fatto che KAD è controllata dallo Stato non è sufficiente per concludere che le ricapitalizzazioni in esame sono imputabili allo Stato. Il coinvolgimento dello Stato nelle ricapitalizzazioni non è stato dimostrato per i motivi seguenti: le attività di KAD sono disciplinate dalla legge slovena relativa alle società («ZGD-1, Zakon o gospodarskih družbah»); la cessione dei suoi attivi non è soggetta a vincoli di legge; KAD si finanzia esclusivamente attraverso dividendi, interessi e altri ricavi generati dagli investimenti e dalle operazioni commerciali; la ricapitalizzazione di Elan è stata decisa dal consiglio di sorveglianza, che gode di indipendenza decisionale. Se è vero che KAD è incaricata dallo Stato della gestione di fondi pensione e della privatizzazione di società, è altresì vero che l'interesse pubblico insito in queste attività non può influenzare le misure adottate da KAD in modo tale per cui tali misure debbano essere considerate imputabili.
            
         
               (57)
            
            
               
                  DSU appartiene direttamente allo Stato ma non è finanziata dallo Stato e opera con l'obiettivo di massimizzare il valore dei suoi investimenti. Se è vero che DSU è incaricata dallo Stato della gestione di fondi pensione e della privatizzazione di società, è altresì vero che l'interesse pubblico associato a queste attività non può influenzare le misure adottate da DSU in modo tale per cui tali misure debbano essere considerate imputabili allo Stato.
            
         
               (58)
            
            
               
                  Zavarovalnica Triglav appartiene solo indirettamente allo Stato e le sue attività sono esclusivamente basate sul mercato. Lo Stato non ha alcuna influenza diretta sul suo operato. È vero che i membri del consiglio di sorveglianza di Zavarovalnica Triglav sono eletti dai suoi azionisti; è altrettanto vero, però, che essi sono eletti in veste di soggetti privati e nessuno di loro aveva ricoperto una posizione nel governo o nell'amministrazione della Slovenia.
            
         
               (59)
            
            
               
                  Triglav Naložbe appartiene indirettamente allo Stato attraverso Zavarovalnica Triglav e opera con la finalità di produrre utili. Lo Stato non ha alcuna influenza diretta sulle attività di Triglav Naložbe, il cui consiglio di sorveglianza è composto da soggetti privati indipendenti. Inoltre, Triglav Naložbe ha finanziato la ricapitalizzazione per mezzo di un prestito commerciale.
            
         4.1.2.   Esistenza di un vantaggio
   
   
      Misura 1
   
   
               (60)
            
            
               Secondo la Slovenia, la misura 1 non ha conferito un vantaggio a Elan per i motivi indicati di seguito. Nel dicembre 2005, Elan ha adottato un piano di sviluppo strategico 2006-2010, in cui erano compresi piani di sviluppo dettagliati per le società allora controllate da Elan. Il piano di sviluppo 2006-2010 prevedeva investimenti sia nella divisione sport invernali, sia nella divisione nautica. Per attuare tali investimenti, nel maggio 2006 Elan ha proposto ai suoi azionisti di aumentare di 20,2 milioni di EUR il capitale di Elan nel periodo 2006-2009. Gli azionisti hanno valutato la proposta con prudenza ed Elan ha fornito loro documenti da cui risultava chiaramente che l'aumento di capitale proposto sarebbe risultato redditizio per gli azionisti. KAD, azionista di maggioranza di Elan, ha effettuato nel novembre 2006 una propria valutazione circa l'aumento di capitale proposto, giungendo alla conclusione che esso sarebbe stato un investimento economicamente valido. Anche Triglav Naložbe ha effettuato una propria valutazione in merito alle previsioni di Elan e sulla base di tale valutazione ha deciso di approvare il conferimento di capitale. Inoltre, gli azionisti di Elan hanno chiesto una valutazione indipendente del gruppo; l'incarico di effettuare tale valutazione è stato affidato a […] (cfr. considerando (24)]. La valutazione ha concluso che gli investimenti erano necessari e avrebbero potuto in ogni caso essere recuperati vendendo le azioni al loro giusto valore ad un partner strategico.
            
         
               (61)
            
            
               Sulla base delle considerazioni sopra indicate, nel gennaio 2007 Elan e i suoi azionisti hanno sottoscritto una lettera di intenti in cui si stabiliva che gli azionisti avrebbero conferito 10,225 milioni di EUR nella società. Anche KD Kapital, unico azionista privato di Elan ha sottoscritto la lettera di intenti senza porre condizioni. A giudizio della Slovenia, questa decisione è stata presa dagli azionisti nell'obiettivo di ottenere un utile congruo sul capitale investito e gli azionisti hanno quindi agito in coerenza con il principio dell'investitore operante in un'economia di mercato.
            
         
               (62)
            
            
               Quanto al fatto che l'assemblea degli azionisti ha deliberato formalmente di procedere all'apporto di capitale soltanto nell'ottobre 2007, la Slovenia spiega che il ritardo è dovuto a una controversia tra KD Kapital, azionista privato di minoranza di Elan, e KAD, azionista di maggioranza della stessa Elan. KD Kapital, che deteneva il 50 % delle azioni di una società concorrente di Elan denominata Seaway group d.o.o., intendeva insediare una persona in rappresentanza dei suoi interessi nel consiglio di sorveglianza di Elan, ma gli altri azionisti erano contrari visto che KD Kapital deteneva una quota di partecipazione in una società concorrente. La controversia è stata risolta quando KAD ha offerto a KD Kapital un'opzione di vendita. In seguito a tale soluzione, tutti gli azionisti di Elan, compresa KD Kapital, hanno formalmente deliberato il conferimento di 10,225 milioni di EUR in Elan.
            
         
      Misura 2
   
   
               (63)
            
            
               Secondo la Slovenia, all'inizio del 2008 Elan era sull'orlo dell'insolvenza. Il consiglio di sorveglianza e gli azionisti hanno reagito immediatamente nominando nuovi membri nel consiglio di gestione di Elan, che hanno avviato trattative con le banche per la rinegoziazione delle scadenze dei debiti. Le banche hanno chiesto tuttavia un ulteriore apporto di capitale da parte degli azionisti. Alla luce di tale richiesta, Elan, con l'assistenza di un consulente esterno, ha elaborato una strategia di ristrutturazione nel maggio 2008; nel giugno 2008, Elan ha predisposto il piano a lungo termine 2008-2012 e nell'agosto 2008 il management di Elan ha adottato un piano di risanamento. L'11 luglio 2008 gli azionisti hanno deciso di procedere a un aumento di capitale a condizione che le banche accettassero preliminarmente una rinegoziazione delle scadenze dei debiti alla luce di tali documenti. Inoltre, stando alla Slovenia gli azionisti hanno tenuto conto del valore della società, stabilito mediante una valutazione del capitale di Elan effettuata da una società di revisione indipendente (12). In base a tale valutazione, il valore di mercato di Elan al 31 dicembre 2007 era di 38 059 000 EUR. Inoltre, gli azionisti hanno tenuto conto di una stima preliminare del valore di Elan datata 1o luglio 2008. Il 28 agosto 2008, gli azionisti hanno infine deliberato di procedere a un apporto di capitale senza un preventivo assenso delle banche circa la rinegoziazione delle scadenze dei debiti. Secondo la Slovenia, in assenza di tale deliberazione gli azionisti avrebbero potuto perdere interamente il capitale investito in Elan. Alla luce di quanto precede, la Slovenia reputa che gli azionisti di Elan abbiano agito in coerenza con il principio dell'investitore operante in un'economia di mercato.
            
         4.1.3.   Distorsione della concorrenza ed effetto sugli scambi
   
   
               (64)
            
            
               Secondo la Slovenia, le misure non hanno potuto causare una distorsione della concorrenza e non hanno avuto effetti sugli scambi. Innanzitutto, all'epoca degli apporti di capitale Elan costituiva un concorrente debole rispetto a società molto più grandi che operavano sul mercato delle attrezzature per lo sci. In secondo luogo, nel biennio 2007-2008 anche per i concorrenti di Elan sono stati necessari interventi da parte dei rispettivi azionisti privati per permettere alle società di riprendersi dalle perdite sostenute.
            
         4.2.   COMPATIBILITÀ
   
               (65)
            
            
               La Slovenia ha addotto argomenti volti a dimostrare la compatibilità solamente per la misura 2. Secondo la Slovenia, tale misura è compatibile ai sensi degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione in quanto Elan ha predisposto un piano di ristrutturazione economicamente valido che prevedeva miglioramenti nel gruppo derivanti essenzialmente da misure interne.
            
         
               (66)
            
            
               La Slovenia sostiene che in seguito all'aumento di capitale del 2008, Elan ha messo in pratica i suoi piani nelle forme dovute ed è riuscita a riprogrammare le scadenze dei prestiti a breve termine. Nel gennaio 2009 sono stati adottati piani di licenziamento e nell'ottobre 2009 Elan ha venduto le proprie controllate Elan Yachting d.o.o. ed Elan Marine Charter d.o.o. Nell'aprile 2010, è stata venduta anche Elan Brod d.o.o., situata a Obrovac, in Croazia. Nel complesso, i ricavi di queste cessioni sono stati pari a [3,1-3,6] milioni di EUR. Nel maggio 2010, Elan è riuscita a ottenere nuovi finanziamenti concludendo un contratto di finanziamento a lungo termine con le sue banche per un importo di [21,5-25,5] milioni di EUR. Il nuovo finanziamento è stato utilizzato per rimborsare vecchi prestiti. Infine, il 1o giugno 2010Elan Sport invernali ed Elan Marine sono state incorporate nella capogruppo Elan. La Slovenia ha anche fatto presente un presunto effetto di compensazione derivante dallo scioglimento della joint venture nordamericana con Dal Bello Sports, attiva nel campo della distribuzione di sci. […] il 14 dicembre 2009 le parti hanno deciso di porre fine all'accordo di joint venture. Il contratto di distribuzione per il Canada è stato risolto con effetto dal 1o gennaio 2010, il contratto di distribuzione per gli Stati Uniti è stato risolto successivamente, con effetto a decorrere dal 1o gennaio 2011.
            
         5.   VALUTAZIONE
   
   
               (67)
            
            
               Nei punti che seguono, la Commissione valuta se il beneficiario abbia ricevuto un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, del TFUE (cfr. punto 5.2), e in caso affermativo se tale aiuto possa essere compatibile con il mercato interno (cfr. punto 5.3). Ai fini della valutazione, è necessario stabilire da quale data il potenziale beneficiario debba essere considerato un'impresa in difficoltà (cfr. punto 5.1).
            
         5.1.   IMPRESA IN DIFFICOLTÀ
   
               (68)
            
            
               Ai sensi del punto 10 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, un'impresa è in difficoltà qualora abbia perso più della metà del capitale sociale nel corso degli ultimi 12 mesi, o qualora ricorrano le condizioni previste dal diritto nazionale per l'apertura nei suoi confronti di una procedura concorsuale per insolvenza. Come stabilito nella decisione di avvio, le condizioni enunciate nel punto 10 del regolamento per il salvataggio e la ristrutturazione non erano soddisfatte nel 2007 né per le controllate, né per il gruppo nel suo complesso.
            
         
               (69)
            
            
               A norma del punto 11 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, un'impresa può comunque essere considerata in difficoltà in particolare quando siano presenti i sintomi caratteristici di un'impresa in difficoltà, quali il livello crescente delle perdite, la diminuzione del fatturato, l'aumento delle scorte, la sovraccapacità, la diminuzione del flusso di cassa, l'aumento dell'indebitamento e degli oneri per interessi, nonché la riduzione o l'azzeramento del valore netto delle attività.
            
         
               (70)
            
            
               A questo riguardo, si fa notare che nel periodo 2003-2006 il fatturato del gruppo Elan era salito da 109,2 milioni di EUR a 122,4 milioni di EUR e il gruppo aveva registrato utili netti, fatta eccezione per l'esercizio 2004. La situazione finanziaria di Elan ha cominciato a deteriorarsi nel 2007; nel corso di tale esercizio, il fatturato del gruppo Elan è sceso di 5 milioni di EUR a 117,5 milioni di EUR, per poi diminuire ulteriormente a 100 milioni di EUR nel 2008 mentre il risultato del gruppo è diventato negativo, passando da 0,6 milioni di EUR nel 2006 a – 8,4 milioni di EUR nel 2007 e a – 12,7 milioni di EUR nel 2008.
               
                  Tabella 2
               
               
                  Principali indicatori finanziari per il gruppo Elan
                  
               
               
                           Importi in migliaia di EUR
                        
                        
                           2003
                        
                        
                           2004
                        
                        
                           2005
                        
                        
                           2006
                        
                        
                           2007
                        
                        
                           2008
                        
                     
                           Ricavi netti da vendite
                        
                        
                           109 165
                        
                        
                           103 262
                        
                        
                           109 216
                        
                        
                           122 404
                        
                        
                           117 455
                        
                        
                           99 995
                        
                     
                           Costi di esercizio
                        
                        
                           114 280
                        
                        
                           108 310
                        
                        
                           113 244
                        
                        
                           127 689
                        
                        
                           132 919
                        
                        
                           117 197
                        
                     
                           Utili/perdite netti
                        
                        
                           3 480
                        
                        
                           – 9 430
                        
                        
                           3 996
                        
                        
                           596
                        
                        
                           – 8 432
                        
                        
                           – 12 695
                        
                     
         
               (71)
            
            
               Questo andamento si può spiegare in parte con il clima mite dell'inverno 2006-2007 (l'inverno «verde») che ha compromesso le vendite della divisione Sport invernali. Le vendite di Elan Ski sono in effetti diminuite da 48,1 milioni di EUR nel 2006 a 40,8 milioni di EUR nel 2007 e sono scese ulteriormente a 37,7 milioni di EUR nel 2008, mentre il risultato di Elan Ski è peggiorato, passando da – 0,5 milioni di EUR nel 2006 a – 6,7 milioni di EUR nel 2007 e a – 13,0 milioni di EUR nel 2008.
               
                  Tabella 3
               
               
                  
                     Elan Ski
               
               
                           Importi in migliaia di EUR
                        
                        
                           2006
                        
                        
                           2007
                        
                        
                           2008
                        
                     
                           Ricavi netti da vendite
                        
                        
                           48 113
                        
                        
                           40 852
                        
                        
                           37 662
                        
                     
                           Utili/perdite netti
                        
                        
                           – 472
                        
                        
                           – 6 674
                        
                        
                           – 12 971
                        
                     
         
               (72)
            
            
               Nel 2007, la divisione nautica di Elan ha aumentato in misura considerevole i ricavi da vendite, passati da 31,8 milioni di EUR a 38,6 milioni di EUR, registrando però una lieve perdita pari a – 0,3 milioni di EUR. La situazione si è tuttavia deteriorata nel 2008, quando le vendite sono diminuite di un terzo da 38,6 milioni di EUR a 25,9 milioni di EUR ed Elan Marine ha subito una perdita netta di – 10,2 milioni di EUR.
               
                  Tabella 4
               
               
                  Elan Marine
               
               
                           Importi in migliaia di EUR
                        
                        
                           2006
                        
                        
                           2007
                        
                        
                           2008
                        
                     
                           Ricavi netti da vendite
                        
                        
                           31 836
                        
                        
                           38 627
                        
                        
                           25 876
                        
                     
                           Utili/perdite netti
                        
                        
                           1 176
                        
                        
                           – 305
                        
                        
                           – 10 214
                        
                     
         
               (73)
            
            
               Dai dati finanziari presentati nelle tabelle 2-4, risulta evidente che Elan non era in difficoltà all'inizio dell'anno 2007, all'epoca della concessione della misura 1 [cfr. considerando da (78) a (85)].
            
         
               (74)
            
            
               Nel corso del 2007, tuttavia, la situazione finanziaria di Elan ha cominciato a deteriorarsi per poi diventare molto grave nel 2008, come si evince dai dati finanziari riportati. A causa della flessione del fatturato e delle perdite crescenti, all'inizio del 2008 la società rischiava l'insolvenza [cfr. considerando 2.3.2-34 e considerando (63)]. Si può concludere quindi che all'epoca della misura 2 Elan era da considerare un'impresa in difficoltà ai sensi degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione. In effetti, la decisione degli azionisti di Elan di procedere al conferimento di capitale era motivata dal fatto che in caso contrario Elan sarebbe fallita [cfr. considerando da (31) a (33)].
            
         5.2.   Esistenza di un aiuto di Stato
   
               (75)
            
            
               L'articolo 107, paragrafo 1, del TFUE stabilisce che sono incompatibili con il mercato interno gli aiuti concessi dagli Stati membri, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza e incidano sugli scambi tra Stati membri.
            
         
               (76)
            
            
               Le condizioni stabilite nell'articolo 107, paragrafo 1, del TFUE sono cumulative; pertanto, perché una misura si possa qualificare come aiuto di Stato occorre che tutte le condizioni sussistano contemporaneamente.
            
         5.2.1.   L'apporto di capitale del 2007 (misura 1)
   
   
               (77)
            
            
               La Slovenia sostiene essenzialmente che la misura 1 è coerente con il principio dell'investitore operante in un'economia di mercato e quindi non comporta un vantaggio per il beneficiario. Essa asserisce inoltre che l'apporto di capitale non era in ogni caso imputabile allo Stato [cfr. considerando (53)-(63)].
            
         
      Data di concessione della misura
   
   
               (78)
            
            
               Innanzitutto, occorre stabilire la data esatta in cui la misura 1 è stata concessa a Elan. In linea di principio, una misura di Stato si considera concessa non appena lo Stato membro si impegna a concederla, vale a dire una volta che lo Stato membro è tenuto per legge a darvi esecuzione. Come indicato in precedenza [cfr. considerando (24)], il 29 gennaio 2007 gli azionisti di Elan ed Elan hanno sottoscritto una lettera di intenti ma l'apporto di capitale è stato formalmente confermato soltanto nell'ottobre 2007, in occasione dell'assemblea degli azionisti di Elan. Occorre quindi stabilire se la lettera di intenti possa essere già considerata vincolante per gli azionisti e se quindi la misura 1 si possa considerare concessa alla data di sottoscrizione della lettera di intenti.
            
         
               (79)
            
            
               A questo proposito, la Commissione fa notare che, come risulta da una perizia legale presentata dalla Slovenia (13), la legislazione slovena non disciplina in modo specifico la natura delle lettere di intenti. La lettera di intenti può essere un semplice documento non vincolante che dà atto di trattative in corso, ovvero un accordo precontrattuale o, infine, un accordo contrattuale vero e proprio. La natura giuridica di una lettera di intenti deve essere stabilita caso per caso, tenendo conto della formulazione della lettera stessa, delle circostanze in cui è stata sottoscritta e delle regole generali di interpretazione in base alle leggi della Slovenia.
            
         
               (80)
            
            
               Ai sensi dell'articolo 15 del codice delle obbligazioni sloveno (14), un accordo contrattuale è vincolante quando le parti si accordano sugli elementi principali dell'accordo stesso. In particolare, le parti dell'accordo devono essere specificate e ciascun accordo deve avere una «finalità».
            
         
               (81)
            
            
               A questo riguardo, la Commissione fa notare che, in base a quanto emerge dalla formulazione della lettera di intenti, le parti dell'accordo erano chiaramente specificate; l'importo totale dell'aumento di capitale (10,225 milioni di EUR) era già stabilito nella lettera di intenti; l'importo nominale massimo del nuovo capitale emesso e il prezzo minimo per ogni nuova azione del capitale sociale erano fissati; ogni azionista firmatario aveva acconsentito a partecipare in proporzione alla rispettiva quota azionaria detenuta a quella data; la finalità dell'apporto di capitale era specificata (principalmente investimenti in Elan Sport invernali ed Elan Marine); era stabilito un meccanismo di controllo per monitorare l'utilizzo del capitale. Inoltre, si deve tenere presente che la lettera di intenti riguardava un'intesa raggiunta non soltanto tra gli azionisti di Elan, ma anche tra gli azionisti e la stessa Elan. Gli azionisti avrebbero dovuto attuare un conferimento di capitale in Elan, mentre quest'ultima avrebbe dovuto registrare le nuove azioni e usare il capitale conferito con le modalità indicate nella lettera di intenti. Alla luce di quanto sopra, la Commissione ritiene che le parti fossero d'accordo su tutti gli elementi principali necessari per concludere un accordo vincolante.
            
         
               (82)
            
            
               Anche la formulazione della lettera di intenti indica che le parti avevano concluso un accordo vincolante: gli azionisti ed Elan«hanno confermato l'intenzione di aumentare il capitale»; gli azionisti «appoggeranno l'apporto di capitale»; le nuove azioni «saranno pagate in contanti».
            
         
               (83)
            
            
               Inoltre, subito dopo la sottoscrizione della lettera di intenti, Elan ha concluso un contratto per la consegna di una nuova linea di produzione, e anche questo può essere considerato indicativo del fatto che Elan si aspettava che gli azionisti conferissero capitale nella società.
            
         
               (84)
            
            
               Infine, la perizia legale presentata dalla Slovenia giunge alla conclusione che la lettera di intenti, una volta sottoscritta, aveva effetti vincolanti, vale a dire che gli azionisti erano tenuti a deliberare l'apporto di capitale e a conferire il capitale una volta adottata tale deliberazione. In base alla perizia, i tribunali sloveni non hanno ancora stabilito se l'obbligo di votare a favore dell'aumento di capitale possa essere fatto valere coattivamente; una parte che violasse un tale accordo, tuttavia, sarebbe soggetta in linea di massima all'obbligo di risarcimento dei danni.
            
         
               (85)
            
            
               Alla luce degli argomenti sopra esposti, la Commissione conclude che la data di sottoscrizione della lettera di intenti (29 gennaio 2007) può essere considerata la data di concessione della misura 1.
            
         
      Vantaggio selettivo per il beneficiario
   
   
               (86)
            
            
               Per essere considerata un aiuto di Stato, una misura deve essere selettiva o specifica e quindi favorire solo talune imprese o la produzione di talune merci.
            
         
      Beneficiario dell'aiuto
   
   
               (87)
            
            
               Nel definire il beneficiario degli aiuti, l'articolo 107, paragrafo 1, del TFUE fa riferimento al concetto di impresa. Come confermato dai giudici dell'Unione, ai fini di tale disposizione un'impresa non è necessariamente un'unica persona giuridica, ma può essere costituita da un gruppo di società (15). Perché vi sia un'impresa ai sensi del suddetto disposto, il criterio determinante è che si tratti di un'«entità economica», la quale può comprendere più persone giuridiche. Nel caso in oggetto, la persona giuridica destinataria dell'apporto di capitale era Elan. All'epoca del conferimento, a Elan facevano capo quattro controllate: Elan Sport invernali, Elan Marine, Elan Inventa d.o.o. e Marine Nova d.o.o. (cfr. considerando (6)]. In seguito all'apporto di capitale, Elan ha concesso a Elan Sport invernali e ad Elan Marine un finanziamento soci, successivamente trasformato in azioni delle controllate. Occorre quindi valutare se dell'apporto di capitale abbia beneficiato il gruppo in quanto tale oppure se ne abbiano beneficiato soltanto Elan Sport invernali ed Elan Marine.
            
         
               (88)
            
            
               Innanzitutto, in termini di rapporti di proprietà, si fa notare che Elan deteneva la totalità delle azioni di entrambe le controllate, ovvero Elan Sport invernali ed Elan Marine, di cui quindi controllava tutte le attività aziendali.
            
         
               (89)
            
            
               In secondo luogo, all'epoca della concessione, Elan Sport invernali ed Elan Marine svolgevano le attività principali di Elan, vale a dire la produzione di sci e snowboard e la produzione di imbarcazioni. Quanto alle altre controllate, o non erano attive sul mercato (Marine Nova d.o.o.) oppure svolgevano attività di sostegno alle attività principali di Elan (Elan Inventa d.o.o.). Con la ristrutturazione di Elan, Elan Sport invernali ed Elan Marine sono state incorporate nella capogruppo Elan, a ulteriore riprova del fatto che il gruppo può essere considerato il beneficiario delle misure.
            
         
               (90)
            
            
               Alla luce degli argomenti sopra riportati, si conclude che l'intero gruppo Elan deve essere considerato beneficiario dell'aumento di capitale. Come passo successivo, occorre valutare se la misura conferisca un vantaggio al beneficiario.
            
         
      Vantaggio
   
   
               (91)
            
            
               Se una misura è coerente con il principio dell'investitore privato operante in un'economia di mercato, si può escludere l'esistenza di un vantaggio. Secondo la giurisprudenza, un investitore operante sul mercato cercherebbe di massimizzare il rendimento delle sue attività in base alle circostanze e ai suoi interessi, anche nel caso di un investimento in un'impresa in cui già possiede una partecipazione (16). Nel caso in esame, occorre valutare se gli azionisti del beneficiario abbiano agito in coerenza con questo principio, basando la decisione relativa all'investimento ex ante su informazioni da cui risultasse la validità economica dell'operazione.
            
         
               (92)
            
            
               A questo proposito, la Commissione prende nota delle circostanze che hanno condotto all'apporto di capitale e delle informazioni in base a cui gli azionisti hanno preso la loro decisione. Come indicato in precedenza, all'epoca della concessione, Elan non era un'impresa in difficoltà ai sensi degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione [cfr. considerando da (68) a (73)]. La decisione relativa al conferimento di capitale in Elan è stata presa sulla base di una valutazione di tale società effettuata dalla società di consulenza indipendente […], nonché di diversi altri documenti predisposti dalla stessa Elan e da KAD, suo azionista di maggioranza. L'analisi dettagliata di Elan circa gli effetti di un aumento di capitale indicava che gli investimenti avrebbero prodotto, per la divisione sport invernali, un utile netto cumulativo pari a 15,4 milioni di EUR nel periodo 2006-2010, mentre se non fosse stato effettuato l'aumento di capitale si sarebbero avute perdite nette cumulative per 4,8 milioni di EUR. Anche per la divisione nautica, l'aumento di capitale avrebbe prodotto un utile netto cumulativo più elevato per il periodo 2006-2010 (cfr. considerando 2.3.1 e (24)].
            
         
               (93)
            
            
               Alla luce di quanto precede, si ritiene che con l'apporto di capitale nella società gli azionisti di Elan abbiano agito in coerenza con il principio dell'investitore operante in un'economia di mercato e che pertanto la misura 1 non abbia conferito un vantaggio al beneficiario. Poiché già sulla base di tali elementi si può escludere la presenza di un aiuto di Stato, non si procede alla valutazione dell'eventuale imputabilità allo Stato della misura 1. La Commissione conclude che la misura 1 non costituisce un aiuto di Stato.
            
         5.2.2.   L'apporto di capitale del 2008 (misura 2)
   
   
               (94)
            
            
               Come per la misura 1, la Slovenia sostiene essenzialmente che la misura 2 è coerente con il principio dell'investitore operante in un'economia di mercato e che quindi non ha comportato un vantaggio per il beneficiario. Essa asserisce inoltre che l'apporto di capitale non era imputabile allo Stato (cfr. considerando (53)-(63)] e che in ogni caso non ha prodotto alcun effetto sugli scambi e non ha alterato la concorrenza (cfr. considerando 4.1.3).
            
         
      Risorse statali e imputabilità allo Stato
   
   
               (95)
            
            
               Per essere considerata un aiuto ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, del TFUE, una misura deve essere concessa direttamente o indirettamente mediante risorse statali e deve essere imputabile allo Stato.
            
         
               (96)
            
            
               Secondo la giurisprudenza, le risorse di un'impresa sono da considerarsi risorse statali se lo Stato è in grado, esercitando la sua influenza dominante su tali imprese, di indirizzare l'uso delle loro risorse (17).
            
         
               (97)
            
            
               Tuttavia, il fatto che lo Stato possa esercitare un controllo sui soggetti che hanno partecipato alla concessione delle misure non avvalora automaticamente la supposizione che le azioni di tali soggetti siano imputabili allo Stato. La Corte ha ulteriormente chiarito il concetto di imputabilità nella causa Stardust Marine
                   (18), indicando una serie di indizi dai quali può essere dedotta l'imputabilità allo Stato: l'integrazione dell'impresa pubblica nelle strutture dell'amministrazione pubblica, la natura delle sue attività e l'esercizio di queste sul mercato in normali condizioni di concorrenza con gli operatori privati, lo status giuridico dell'impresa, ossia il fatto che questa sia soggetta al diritto pubblico ovvero al diritto comune delle società, l'intensità della tutela esercitata dalle autorità pubbliche sulla gestione dell'impresa, ovvero qualsiasi altro indizio che indichi, nel caso concreto, un coinvolgimento delle autorità pubbliche ovvero l'improbabilità di una mancanza di coinvolgimento nell'adozione di un provvedimento, tenuto conto anche dell'ampiezza di tale provvedimento, del suo contenuto ovvero delle condizioni che esso comporta.
            
         
               (98)
            
            
               Come indicato nel considerando 4.1, richiamando la sentenza Stardust Marine la Slovenia fa valere che la proprietà di KAD e DSU da parte della stessa Slovenia non comporta automaticamente l'imputabilità delle loro azioni allo Stato. Per quanto concerne Triglav Naložbe e Zavarovalnica Triglav, la Slovenia sostiene che tali società non sono controllate dallo Stato e che in ogni caso le loro azioni sono imputabili allo Stato. Riguardo all'imputabilità, la Slovenia fa valere in particolare il fatto che tutti gli azionisti di Elan sono persone giuridiche disciplinate dal diritto privato, cosa che a suo giudizio assicura un livello soddisfacente di indipendenza di tali società dallo Stato.
            
         
               (99)
            
            
               In via preliminare, la Commissione osserva che il fatto che una società di proprietà dello Stato sia stata costituita in base al diritto privato non basta, da sola, ad escludere l'imputabilità delle sue azioni allo Stato. Non è prevista alcuna distinzione tra i casi in cui l'aiuto è concesso direttamente dallo Stato e quelli in cui l'aiuto è concesso da enti pubblici o privati che lo Stato istituisce o designa per la gestione dell'aiuto. Inoltre, come indicato in precedenza, la Corte ha sostenuto che l'imputabilità può essere dedotta da vari indizi, e il fatto di sapere se una società sia una persona giuridica in base al diritto pubblico o privato non è che uno di tali indizi (cfr. considerando (97)]. Occorre pertanto verificare se vi siano altri elementi che comprovano l'imputabilità allo Stato della misura 2.
            
         
               (100)
            
            
               A questo proposito, la Commissione osserva che diversi elementi indicano un coinvolgimento attivo dello Stato nella decisione degli azionisti di procedere al conferimento di ulteriore capitale a favore del beneficiario. Sebbene la Slovenia abbia definito infondate le informazioni pubblicate dai mezzi di informazione circa il ruolo dello Stato nel salvataggio di Elan, qualificandole come «dicerie» o «frutto di eccessiva semplificazione», tali informazioni lasciano intendere qual era la percezione che l'opinione pubblica aveva a quell'epoca della politica industriale del governo. Come ulteriormente spiegato più avanti, la percezione che il governo sloveno perseguisse una politica industriale attiva all'epoca delle misure è in effetti confermata dall'analisi OCSE della corporate governance in Slovenia, che evidenzia tra l'altro che un piano d'azione per la riforma della corporate governance in Slovenia è stato adottato dal governo solo a metà del 2009, quasi un anno dopo l'attuazione della misura 2 (19). Quindi, nel giugno 2008, quando la situazione precaria di Elan appariva evidente anche agli osservatori esterni, i mezzi di informazione hanno dato notizia di un potenziale aiuto di Stato a Elan. Il 6 giugno 2008 una rivista sportiva tedesca ha riportato voci secondo le quali il governo intendeva conferire ad Elan 5,7 milioni di EUR per compensare l'andamento negativo dell'ultima stagione invernale (20). Anche i media sloveni hanno discusso la situazione di Elan, richiamando l'attenzione sull'importanza di un aiuto di Stato per salvare posti di lavoro. Ad esempio, il 26 giugno 2008 la più grande televisione commerciale (indipendente), PopTv, riferiva sul proprio sito web che i dirigenti e il consiglio di sorveglianza di Elan cercavano nello Stato la soluzione alle difficoltà finanziarie della società, facendo presente che in mancanza di un conferimento di capitale da parte dello Stato più di 700 posti di lavoro sarebbero stati in pericolo (21).
            
         
               (101)
            
            
               Come indicato in modo più particolareggiato più avanti, il coinvolgimento delle autorità pubbliche o l'inverosimiglianza del loro non coinvolgimento è particolarmente evidente nel caso di KAD, il maggiore azionista di Elan (che al momento del conferimento di capitale controllava il 57,61 % delle azioni Elan), e di DSU (che allora deteneva il 17,34 % delle azioni Elan). Anche la società di consulenza indipendente […], nella sua relazione di valutazione del 22 dicembre 2006, ha richiamato l'attenzione sul peso delle considerazioni politiche nelle decisioni prese da KAD e DSU
                   (22). In un'analisi riguardante una possibile privatizzazione di Elan (a quell'epoca denominata Skimar d.o.o.), […] era già stato rilevato che due dei suoi proprietari, KAD e DSU, erano interamente controllati dallo Stato e che quindi la loro decisione di vendere avrebbe verosimilmente avuto motivazioni politiche, oltre che economiche.
            
         
               (102)
            
            
               In appresso, per ciascun azionista la Commissione verifica se la società era controllata dallo Stato e se i fondi usati per il conferimento di capitale possano essere considerati risorse di Stato. Inoltre, la Commissione stabilisce se la decisione di effettuare un conferimento di capitale in Elan sia imputabile allo Stato. A questo proposito, la Commissione valuta con particolare attenzione la composizione del consiglio di sorveglianza di ogni azionista e il fatto che il consiglio di sorveglianza abbia eventualmente dovuto approvare il conferimento di capitale in Elan del 2008. La Commissione quindi esamina ogni ulteriore elemento che indichi un coinvolgimento delle autorità pubbliche nell'adozione della misura o l'inverosimiglianza di un loro non coinvolgimento.
            
         
      KAD
   
   
               (103)
            
            
               La Commissione rileva che la Slovenia deteneva il 100 % delle azioni di KAD, all'epoca azionista di maggioranza di Elan. Tutti i membri dell'assemblea e del consiglio di sorveglianza di KAD sono di nomina governativa (cfr. considerando (11)]. In base allo statuto di KAD, il consiglio di sorveglianza deve dare il proprio benestare ad ogni operazione il cui valore superi l'1 % del capitale azionario di KAD. L'apporto di capitale in esame era qualificabile in questa fattispecie e in effetti il consiglio di sorveglianza di KAD lo ha discusso e approvato in occasione della sua 134a e 135a riunione, svoltesi rispettivamente il 10 luglio 2008 e nell'agosto 2008 (23).
            
         
               (104)
            
            
               Posto che KAD è di proprietà della Slovenia, si può supporre che la Slovenia controlli la società e che le risorse di KAD si possano considerare, in linea di principio, risorse statali. Contrariamente a quanto sostenuto dalla Slovenia, il fatto che i fondi utilizzati per il conferimento di capitale provengono dai dividendi, interessi e altri ricavi di KAD non modifica questa conclusione. L'impiego di dividendi, interessi o altri ricavi che avrebbero potuto essere versati allo Stato in quanto azionista di controllo della società equivale a una diminuzione delle risorse statali e quindi si può considerare un impiego di risorse statali (24).
            
         
               (105)
            
            
               Riguardo all'imputabilità della misura 2, la Commissione ritiene che se KAD non fosse stata sotto l'influenza delle autorità pubbliche nel suo processo decisionale, non avrebbe effettuato il conferimento di capitale. La forte influenza dello Stato si può desumere non soltanto dal fatto che la Slovenia a quell'epoca era l'unico azionista di KAD, che tutti i membri del consiglio di sorveglianza di KAD erano nominati dalla Slovenia e che il consiglio di sorveglianza ha in effetti dovuto approvare l'operazione, ma anche dal fatto che rappresentanti del governo sloveno partecipano a tutte le riunioni dell'assemblea e del consiglio di sorveglianza [cfr. considerando (45)].
            
         
               (106)
            
            
               L'influenza del governo sulle decisioni di KAD (e di un altro fondo controllato dallo Stato, il fondo per gli indennizzi SOD) ai fini del perseguimento degli obiettivi di politica industriale è messo in evidenza anche nell'analisi OCSE circa la corporate governance in Slovenia: «Attraverso i due fondi, il governo ha avuto a disposizione un meccanismo forte per influenzare i consigli e la gestione delle società privatizzate e in definitiva svolgere un ruolo attivo nel determinare i cambiamenti di proprietà. In parte questo sembra essere stato motivato, almeno inizialmente, dal desiderio di gestire la portata del controllo acquisito da società estere su importanti società e industrie nazionali. L'ampiezza della proprietà diretta e indiretta ha consentito ai governi passati di svolgere un ruolo molto rilevante, e talvolta poco trasparente, influenzando le attività di ampi settori delle imprese commerciali slovene e sul mercato per il controllo delle imprese» (25).
            
         
               (107)
            
            
               Il documento del governo sloveno sugli aggiustamenti strutturali 2010 e 2011 (26) mette in evidenza il ruolo svolto da KAD e dal fondo statale per gli indennizzi SOD nel perseguimento delle finalità della politica industriale slovena, ad esempio attraverso l'assistenza fornita ad Elan. Al punto 2.1.1. «Costituzione di un'agenzia pubblica per la gestione delle imprese di proprietà dello Stato e la trasformazione di KAD e SOD» il documento afferma: «La ristrutturazione implica la necessità di sollevare KAD e SOD da tutti gli investimenti strategici: … — cattivi investimenti che sono diventati strategici perché lo Stato intende fornire assistenza ai fini del superamento delle difficoltà (Mura, Elan)». L'indicazione che l'investimento di KAD in Elan era diventato strategico «perché lo Stato intende fornire assistenza» a Elan è in netto contrasto con l'affermazione della Slovenia secondo cui KAD godeva di indipendenza decisionale (cfr. considerando (56)]. Il documento del governo prosegue spiegando che il trasferimento di cattivi investimenti strategici dal parastato direttamente allo Stato riguardava essenzialmente il personale e che la società di ristrutturazione PDP, costituita da KAD e SOD, era stata trasferita direttamente alla proprietà dello Stato perché il team non poteva più far parte di KAD e SOD
                   (27).
            
         
               (108)
            
            
               La Commissione ha invitato la Slovenia a presentare le proprie osservazioni in merito ai documenti sopra citati. La Slovenia ha affermato che non vi sono state decisioni dello Stato circa la ricapitalizzazione di Elan. Ha inoltre fatto osservare che l'analisi OCSE, la quale indica come attraverso KAD e SOD il governo abbia avuto a disposizione un meccanismo forte per influenzare i consigli e la gestione delle società privatizzate, non fa menzione di DSU, Zavarovalnica Triglav e Triglav Naložbe; inoltre ha fatto notare che il documento del governo sloveno non contiene alcun accenno a un'influenza diretta o indiretta dello Stato sugli attivi detenuti da Zavarovalnica Triglav o Triglav Naložbe. Inoltre, la Slovenia ha richiamato l'attenzione su un passaggio dell'analisi OCSE in cui si osserva che «la mancanza di un coordinamento centrale è stata di ostacolo alla gestione efficiente delle partecipazioni del governo». Ha inoltre fatto presente che KAD è sempre stata sotto la responsabilità del ministero delle Finanze, mentre il settore manifatturiero, cui appartiene Elan, rientra nella sfera di competenza del ministero dell'Economia. Quanto al documento del governo sloveno in cui si fa riferimento a cattivi investimenti divenuti strategici, la Slovenia ha fatto notare che il governo ha lasciato che Mura, il secondo esempio di investimenti aventi tali caratteristiche citato nel documento oltre a Elan, avviasse le procedure fallimentari nell'ottobre 2009.
            
         
               (109)
            
            
               Le osservazioni presentate dalla Slovenia non inficiano le argomentazioni sopra riportate, che indicano un coinvolgimento delle autorità pubbliche nell'adozione della misura o l'inverosimiglianza di un loro non coinvolgimento. L'indicazione che il governo non ha avuto alcun ruolo nella decisione concernente la ricapitalizzazione non è che una semplice affermazione. Il fatto che l'analisi OCSE non faccia esplicitamente menzione di DSU, Zavarovalnica Triglav e Triglav Naložbe e invece richiami la mancanza di un coordinamento centrale non modifica il quadro d'insieme tracciato nell'analisi, in particolare il fatto che il governo sloveno interveniva attivamente nell'economia e perseguiva finalità di politica industriale. Per quanto concerne le società non esplicitamente menzionate nell'analisi OCSE e nel documento del governo sloveno, vale a dire Zavarovalnica Triglav e Triglav Naložbe, più avanti sono riportate informazioni circa il controllo esercitato su di esse dallo Stato. A questo proposito, occorre anche tenere presente che tali società erano azionisti di minoranza di Elan e detenevano soltanto il 25 % delle sue azioni. Infine, con riferimento al documento del governo, il fatto che un'altra società in difficoltà considerata un «investimento strategico» sia fallita è irrilevante ai fini della valutazione del caso in esame.
            
         
               (110)
            
            
               Alla luce di quanto sopra, si conclude che l'apporto di capitale in Elan effettuato da KAD nel 2008 ha comportato l'impiego di risorse statali ed è quindi imputabile alla Slovenia.
            
         
      KAD-PPS
   
   
               (111)
            
            
               Come indicato nel considerando (12), KAD gestisce PPS e controlla le quote azionarie da essa detenute. Pertanto, la partecipazione di KAD-PPS al conferimento di capitale deve essere considerata alla stessa stregua della partecipazione di KAD. In effetti, il consenso all'apporto di capitale che il consiglio di sorveglianza di KAD ha espresso nella sua 134a riunione il 10 luglio 2008 comprendeva anche il consenso all'apporto di capitale per conto di PPS
                   (28). Lo stesso vale per la deliberazione adottata nella 135a riunione del consiglio di sorveglianza di KAD nell'agosto 2008.
            
         
               (112)
            
            
               Si conclude pertanto che l'apporto di capitale in Elan effettuato da KAD-PPS nel 2008 ha comportato l'impiego di risorse statali ed è quindi imputabile alla Slovenia.
            
         
      DSU
   
   
               (113)
            
            
               La Commissione osserva che, all'epoca della concessione delle misure, DSU era interamente di proprietà diretta dello Stato. Il suo consiglio di sorveglianza è formato da tre membri, due dei quali nominati dall'azionista, vale a dire dalla Slovenia (cfr. considerando (13)]. All'epoca dei conferimenti di capitale, peraltro, anche il terzo membro era stato designato dallo Stato. In base allo statuto sociale, il consiglio di sorveglianza delibera a maggioranza dei voti e vigila sulla gestione delle attività di DSU. In effetti, il consiglio di sorveglianza di DSU ha esaminato e approvato il conferimento di capitale in Elan in occasione di una seduta straordinaria svoltasi l'11 luglio 2008 e ha parzialmente modificato la sua decisione in due sedute straordinarie svoltesi rispettivamente il 26 agosto 2008 e l'8 settembre 2008 (29).
            
         
               (114)
            
            
               Poiché DSU è di proprietà della Slovenia, si può supporre che la Slovenia controlli la società e le risorse di DSU si possono considerare, in linea di principio, risorse statali. Contrariamente a quanto sostenuto dalla Slovenia, il fatto che i fondi utilizzati per il conferimento di capitale provenissero dai dividendi, interessi e altri ricavi di DSU non modifica questa conclusione, come spiegato nel considerando (104).
            
         
               (115)
            
            
               Per quanto concerne l'imputabilità della misura 2, occorre tenere presente che, all'epoca della concessione delle misure, tutti e tre i membri del consiglio di sorveglianza erano nominati dalla Slovenia, azionista unico di DSU, e che il consiglio di sorveglianza ha dovuto dare il proprio consenso all'operazione. Come indicato in precedenza, il peso delle considerazioni politiche nelle decisioni prese da DSU è riconosciuto nella relazione di valutazione di […] del 22 dicembre 2006 (30). Anche il trasferimento delle azioni Elan alla holding PDP effettuato da DSU insieme a KAD nel 2010 deve essere considerato alla luce delle spiegazioni sopra riportate circa la questione di come il governo sloveno abbia deciso di trattare gli investimenti parastatali divenuti strategici perché lo Stato intendeva assistere tali società affinché superassero le loro difficoltà. Riguardo alle altre circostanze generali che fanno ritenere verosimile un coinvolgimento delle autorità pubbliche nell'adozione delle misure o quantomeno inverosimile un loro non coinvolgimento, la Commissione ritiene che se le autorità pubbliche non avessero avuto alcuna influenza sulle decisioni da prendere, DSU non avrebbe effettuato il conferimento di capitale.
            
         
               (116)
            
            
               Si conclude pertanto che l'apporto di capitale in Elan effettuato da DSU nel 2008 ha comportato l'impiego di risorse statali ed è imputabile alla Slovenia.
            
         
      Zavarovalnica Triglav
   
   
               (117)
            
            
               
                  Zavarovalnica Triglav non è di proprietà diretta della Slovenia; la Commissione fa osservare tuttavia che la Slovenia è indirettamente proprietaria di due terzi di tale società (cfr. considerando (14)]. Gli azionisti di maggioranza di Zavarovalnica Triglav sono l'istituto di previdenza pensionistica e per invalidità ZIPZ e la società slovena per gli indennizzi SOD, entrambi interamente di proprietà dello Stato. Nessuno degli altri azionisti detiene una quota del capitale superiore all'1,8 %.
            
         
               (118)
            
            
               Cinque degli otto membri del consiglio di sorveglianza di Zavarovalnica Triglav, compreso il presidente e il vicepresidente, rappresentano gli azionisti e sono nominati dagli stessi. Poiché, come indicato nel considerando (14), gli azionisti di maggioranza di Zavarovalnica Triglav sono società di proprietà interamente statale, in linea di principio è lo Stato che nomina questi cinque membri del consiglio di sorveglianza e i membri del consiglio di sorveglianza rappresentano gli interessi dello Stato. La Commissione fa notare che la decisione di votare a favore dell'aumento di capitale è stata presa dal consiglio di gestione di Zavarovalnica Triglav nell'assemblea generale di Elan riunitasi il 28 agosto 2008, a condizione però che l'operazione fosse approvata dal consiglio di sorveglianza. Il consiglio di sorveglianza in effetti ha approvato il conferimento di capitale il 4 settembre 2008 (31).
            
         
               (119)
            
            
               Poiché lo Stato sloveno era indirettamente proprietario di due terzi delle azioni di Zavarovalnica Triglav, si può ritenere che esso controllasse la società; le risorse di Zavarovalnica Triglav si possono quindi considerare, in linea di principio, risorse statali.
            
         
               (120)
            
            
               Giova ricordare inoltre che lo Stato nomina la maggioranza dei membri del consiglio di sorveglianza di Zavarovalnica Triglav, tra cui il presidente e il vicepresidente, e che il consiglio di sorveglianza ha dovuto dare il proprio assenso al conferimento di capitale.
            
         
               (121)
            
            
               Stanti le altre circostanze generali discusse sopra, che fanno ritenere verosimile un coinvolgimento delle autorità pubbliche nell'adozione delle misure o quantomeno inverosimile un loro non coinvolgimento, la misura è considerata imputabile alla Slovenia.
            
         
      Triglav Naložbe
   
   
               (122)
            
            
               
                  Triglav Naložbe non è di proprietà diretta della Slovenia; la Commissione osserva tuttavia che la Slovenia è indirettamente proprietaria della maggioranza delle sue azioni. All'epoca della misura, l'80 % delle azioni di Triglav Naložbe era detenuto di fatto da Zavarovalnica Triglav, società a prevalente partecipazione statale indiretta (cfr. considerando (14)]. Ne consegue che la Slovenia detiene indirettamente più del 51 % delle azioni di Triglav Naložbe. Nessuno degli altri azionisti detiene una quota del capitale superiore allo 0,67 %.
            
         
               (123)
            
            
               I tre membri del consiglio di sorveglianza rappresentano gli interessi degli azionisti e sono eletti dagli stessi. Poiché lo Stato è indirettamente azionista di maggioranza di Triglav Naložbe, si deve ritenere che esso possa decidere chi nominare nel consiglio di sorveglianza affinché rappresenti gli interessi della Slovenia. Il consiglio di sorveglianza di Triglav Naložbe doveva approvare il conferimento di capitale in Elan; tale approvazione è stata deliberata il 3 settembre 2008 in occasione della 7a riunione straordinaria dello stesso consiglio (32).
            
         
               (124)
            
            
               Poiché la Slovenia era indirettamente proprietaria della maggioranza di Triglav Naložbe, si può ritenere che essa controllasse la società e le risorse di Triglav Naložbe si possono quindi considerare, in linea di principio, risorse statali. Contrariamente a quanto sostenuto dalla Slovenia, il fatto che i fondi utilizzati per il conferimento di capitale provenissero da un prestito non modifica questa conclusione, come spiegato nel considerando (104).
            
         
               (125)
            
            
               Tenendo presente che lo Stato nomina tutti i membri del consiglio di sorveglianza di Triglav Naložbe e che il consiglio di sorveglianza ha dovuto dare il proprio consenso al conferimento di capitale, e stanti le altre circostanze generali discusse sopra, che fanno ritenere verosimile un coinvolgimento delle autorità pubbliche nell'adozione della misura o quantomeno inverosimile un loro non coinvolgimento, la misura è considerata imputabile alla Slovenia.
            
         
      Conclusione
   
   
               (126)
            
            
               La composizione dei consigli di sorveglianza degli azionisti di Elan e il fatto che tali consigli hanno dovuto approvare il conferimento di capitale nel 2008 inducono già a ritenere che la misura in questione sia imputabile allo Stato (33).
            
         
               (127)
            
            
               Anche gli elementi a disposizione della Commissione, ricavati dalla relazione OCSE, dalla relazione di […], dai documenti pubblicati dal governo sloveno e dagli articoli di stampa, indicano in modo evidente, come già accennato, uno stretto coinvolgimento dello Stato nelle decisioni di KAD (l'azionista di gran lunga più importante di Elan, di cui all'epoca del conferimento di capitale controllava il 57,61 %) e di DSU.
            
         
               (128)
            
            
               Il coinvolgimento dello Stato nelle decisioni degli azionisti si desume altresì dal comportamento analogo dei cinque azionisti di Elan, tutti controllati dallo Stato: difficilmente, infatti, cinque operatori privati e indipendenti avrebbero deciso di effettuare un apporto di capitale in un'impresa in difficoltà nello stesso momento e alle stesse condizioni.
            
         
               (129)
            
            
               Alla luce di quanto sopra, si conclude che la misura 2 ha comportato l'impiego di risorse statali ed è quindi imputabile alla Slovenia.
            
         
      Vantaggio selettivo per il beneficiario
   
   
               (130)
            
            
               Per essere considerata un aiuto di Stato, una misura deve essere selettiva o specifica e quindi favorire solo talune imprese o la produzione di talune merci.
            
         
               (131)
            
            
               Per le stesse ragioni già indicate per la misura 1 [cfr. considerando (87)-(90)], si ritiene che l'intero gruppo Elan debba essere considerato beneficiario dell'aumento di capitale del 2008. Come passo successivo, occorre valutare se la misura conferisca un vantaggio al beneficiario.
            
         
               (132)
            
            
               Se una misura è coerente con il principio dell'investitore privato operante in un'economia di mercato, si può escludere l'esistenza di un vantaggio. Come indicato in precedenza, un investitore di mercato cercherebbe di massimizzare il rendimento delle sua attività [cfr. considerando (91)].
            
         
               (133)
            
            
               A questo proposito, la Commissione osserva innanzitutto che all'epoca della misura 2 Elan era un'impresa in difficoltà ai sensi degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione (cfr. considerando (74)]. Inoltre, in base a quanto segnalato dalla Slovenia, all'inizio del 2008 Elan rischiava il fallimento e aveva un ammanco di liquidità di [12,6-15 milioni] di EUR.
            
         
               (134)
            
            
               Secondo la Slovenia, la decisione di procedere a un conferimento di capitale è stata presa dagli azionisti di Elan sulla base di diversi documenti elaborati dalla stessa Elan e da consulenti esterni, che indicavano come una decisione in tal senso fosse giustificata.
            
         
               (135)
            
            
               Ora, se è vero che Elan aveva predisposto un piano a lungo termine 2008-2012 per il gruppo, occorre tenere presente che tale piano prevedeva un aumento di capitale di 25 milioni di EUR, considerato necessario per ottenere un rendimento adeguato in futuro, e occorre altresì ricordare che gli azionisti di Elan ritenevano che tale piano fosse inadeguato effettuare un apporto di capitale di tali dimensioni. Il piano di risanamento dell'agosto 2008 era costituito essenzialmente da previsioni e non conteneva informazioni sul previsto aumento di capitale. Sia il piano a lungo termine 2008-2012, sia il piano di risanamento sono stati predisposti da Elan, senza la partecipazione di un consulente esterno. Un altro documento presentato dalla Slovenia in relazione al secondo aumento di capitale è una stima approssimativa del valore di Elan, elaborata da KAD nel luglio 2008. Questo documento non conferma la tesi della Slovenia secondo cui gli azionisti di Elan hanno agito come investitori avveduti: sulla base di tale stima, infatti, e tenendo conto delle potenziali passività, nel luglio 2008 Elan aveva un capitale netto negativo pari a [29,5-34] milioni di EUR. Inoltre, nella stima approssimativa si faceva presente che le proiezioni contenute nel piano a lungo termine 2008-2012 di Elan potevano essere eccessivamente ottimiste, viste le esperienze precedenti; in tal caso, il valore della società sarebbe risultato ancora inferiore.
            
         
               (136)
            
            
               La Slovenia ha anche trasmesso una valutazione del patrimonio di Elan elaborata con il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa. Tale valutazione, elaborata da […] nel giugno 2008, considerava ancora positivo il valore di mercato di Elan al 31 dicembre 2007, stimandolo in [35-40] milioni di EUR. Tuttavia, come indicato in precedenza (cfr. considerando (70)-(74)], la situazione di Elan si è gravemente deteriorata nel corso del 2008. Alla luce di tali sviluppi, si deve ritenere che la valutazione del patrimonio sopra riportata fosse superata al 28 agosto 2008, data in cui gli azionisti di Elan hanno deliberato l'aumento di capitale, e non possa essere utilizzata per dimostrare che gli azionisti di Elan hanno agito come investitori avveduti operanti in un'economia di mercato, in particolare se si considerano le circostanze in cui è stato effettuato il secondo apporto di capitale.
            
         
               (137)
            
            
               Come indicato nel considerando (32), l'aumento di capitale, che gli azionisti avevano subordinato al preventivo benestare delle banche alla rinegoziazione delle scadenze dei prestiti esistenti di Elan, è stato in effetti eseguito dagli azionisti prima che le banche concedessero tale benestare, al fine di evitare il fallimento di Elan.
            
         
               (138)
            
            
               La concessione, da parte delle banche, del benestare alla rinegoziazione della scadenza dei prestiti prima dell'aumento del capitale avrebbe potuto essere un segnale di fiducia circa il ritorno di Elan alla redditività. Tale benestare, però, non è stato concesso e una delle banche ha anzi chiesto al tribunale competente di emettere nei confronti di Elan un'ingiunzione di pagamento dei debiti in essere. La posizione assunta da tale banca può essere considerata indicativa del fatto che il mercato non credeva in un ritorno alla redditività di Elan.
            
         
               (139)
            
            
               Giova inoltre tenere presente che già nel 2007 gli azionisti avevano conferito 10,225 milioni di EUR in Elan, senza che tale apporto di capitale producesse risultati positivi. Va peraltro chiarito che, sebbene l'apporto di capitale del 2007 si fondasse su un cosiddetto piano di sviluppo strategico in base a cui Elan aveva chiesto in origine investimenti per 20,2 milioni di EUR, l'apporto di capitale del 2008, per un importo di 10 milioni di EUR, non può essere considerato come una seconda tranche di investimento nel quadro del piano di sviluppo strategico originario. Al contrario, l'apporto di capitale del 2008 si è reso necessario per scongiurare l'insolvenza attraverso il ripianamento degli ammanchi di liquidità e delle perdite sostenute da Elan; il capitale non era quindi destinato alle finalità indicate nel piano di sviluppo strategico (cfr. considerando 2.3.1).
            
         
               (140)
            
            
               Infine, la Commissione constata che all'epoca della concessione della misura tutti gli azionisti erano di proprietà dello Stato, e quindi nessun azionista privato ha partecipato all'aumento di capitale.
            
         
               (141)
            
            
               Alla luce di quanto sopra, la Commissione conclude che la misura 2 non è stata concessa in coerenza con il principio dell'investitore privato operante in un'economia di mercato e ha conferito un vantaggio a Elan.
            
         
      Distorsione della concorrenza ed effetto sugli scambi
   
   
               (142)
            
            
               La Commissione osserva che il beneficiario è attivo su mercati che sono aperti alla concorrenza; ogni contributo statale concesso a un'impresa operante in tali condizioni potrebbe conferirle un vantaggio rispetto agli altri concorrenti che non beneficiano di tale contributo. Contrariamente alla tesi sostenuta della Slovenia, a questo proposito non importa sapere se i concorrenti di Elan detenessero una quota di mercato superiore a quella di Elan o se anche tali concorrenti abbiano ricevuto finanziamenti dai rispettivi azionisti.
            
         
               (143)
            
            
               Quando un aiuto concesso da uno Stato membro rafforza la posizione di un'impresa rispetto ad altre imprese concorrenti che operano sul mercato dell'Unione, queste ultime sono da considerarsi influenzate dall'aiuto (34). In effetti, tra gli Stati membri vi sono scambi di attrezzature per lo sci e imbarcazioni, che sono gli articoli prodotti e commercializzati dal beneficiario.
            
         
               (144)
            
            
               Alla luce di quanto sopra, la Commissione conclude che la misura 2 potrebbe alterare la concorrenza e avere incidenze sugli scambi.
            
         5.2.3.   Conclusione sull'esistenza di un aiuto di Stato
   
   
               (145)
            
            
               Alla luce di quanto precede, la Commissione conclude che la misura 2 costituisce un aiuto di Stato a favore di Elan ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, del TFUE. La Slovenia non ha rispettato l'obbligo di sospensione ad essa incombente ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del TFUE.
            
         5.3.   COMPATIBILITÀ DELL'AIUTO
   
               (146)
            
            
               L'articolo 107, paragrafi 2 e 3, del TFUE prevede deroghe alla regola generale enunciata nell'articolo 107, paragrafo 1, del TFEU secondo cui gli aiuti di Stato sono incompatibili con il mercato interno.
            
         
               (147)
            
            
               A tal proposito, occorre rilevare che, in deroga alle disposizioni dell'articolo 107, paragrafo 1, del TFUE l'onere della prova della compatibilità di un aiuto con il mercato interno grava principalmente sullo Stato membro interessato, che deve dimostrare la sussistenza delle condizioni per tale deroga (35).
            
         
               (148)
            
            
               Nei punti che seguono, la Commissione valuta la compatibilità della misura 2 con riferimento a tali deroghe. Posto che la misura in questione è stata concessa a una società in difficoltà (cfr. punto 5.1), la Commissione valuta se essa sia compatibile innanzitutto ai sensi degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, o altrimenti ai sensi di altre disposizioni.
            
         5.3.1.   Orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione
   
   
               (149)
            
            
               In virtù del punto 33 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, solo le imprese in difficoltà sono ammesse a beneficiare degli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione. Poiché all'epoca del secondo apporto di capitale Elan poteva essere considerata un'impresa in difficoltà (cfr. considerando (74)], era ammessa a beneficiare di tali aiuti.
            
         
               (150)
            
            
               Conformemente agli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, gli aiuti per il salvataggio devono rispettare talune condizioni, che nel caso della misura in esame non sono tutte rispettate.
               
                           a)
                        
                        
                           In primo luogo, la misura non è stata concessa sotto forma di prestito o garanzia, bensì sotto forma di apporto di capitale (punto 25, lettera a), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione).
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           In secondo luogo, la misura non è cessata entro un termine non superiore a sei mesi dall'erogazione all'impresa della prima tranche (punto 25, lettera a), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione).
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           In terzo luogo, la Slovenia non ha presentato, entro sei mesi dalla prima attuazione della misura, un piano di ristrutturazione o un piano di liquidazione o la prova che la garanzia era stata revocata (punto 25, lettera c), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione).
                        
                     
         
               (151)
            
            
               Di conseguenza, gli apporti di capitale in questione non possono essere considerati aiuti per il salvataggio.
            
         
               (152)
            
            
               La misura non rispetta nemmeno tutte le condizioni stabilite nel regolamento per il salvataggio e la ristrutturazione relativamente agli aiuti per la ristrutturazione, giacché non sono state previste misure compensative in grado di controbilanciare gli effetti negativi degli aiuti sulle condizioni degli scambi.
            
         
               (153)
            
            
               A norma dei punti 38-42 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, la ristrutturazione deve essere accompagnata da misure compensative proporzionate all'effetto distorsivo dell'aiuto e, in particolare, alle dimensioni e al peso relativo dell'impresa sui mercati in cui opera. Più precisamente, il punto 40 degli orientamenti stabilisce che le misure compensative dovrebbero essere attuate in particolare nei mercati in cui l'impresa si troverà a detenere un'importante posizione di mercato dopo la ristrutturazione. Stando alla Slovenia, alcune cessioni operate da Elan nel 2009 e 2010 hanno avuto un effetto compensativo.
            
         
               (154)
            
            
               Riferendosi alla divisione Sport invernali, la Slovenia descrive Elan come «uno degli ultimi marchi indipendenti di attrezzature per gli sport invernali» e «un concorrente debole rispetto ai protagonisti del mercato, molto più grandi» (36). Quest'ultima frase, però, non corrisponde alla descrizione che danno di Elan i suoi principali azionisti di maggioranza. Secondo quanto riportato da PDP, nel 2010 Elan ha venduto 448 000 paia di sci e 217 000 snowboard, rappresentava il 13 % della produzione mondiale di sci ed era il settimo marchio di sci a livello mondiale, con una quota di mercato per il marchio Elan pari circa all'8 % sulla scena mondiale.
            
         
               (155)
            
            
               La Slovenia non propone una definizione specifica dei prodotti o dei mercati geografici in cui è attiva la divisione Sport invernali di Elan. Come indicato in modo più preciso più avanti, tenendo conto delle informazioni fornite dalla Slovenia e delle indicazioni in materia di definizione del mercato che emergono dalla casistica in materia di concentrazione (37), è giocoforza concludere che Elan detenesse effettivamente quote di mercato considerevoli almeno in alcuni dei mercati rilevanti in questione.
            
         
               (156)
            
            
               Per valutare l'importanza relativa dell'impresa nei mercati in cui è attiva, la Commissione ha esaminato gli elementi disponibili, compresi i documenti strategici redatti dalla stessa Elan. Elan produce in particolare sci da discesa e snowboard, con i relativi accessori. Tali prodotti vengono sia venduti direttamente ai rivenditori con il marchio Elan («mercato al dettaglio»), sia venduti ad altri produttori (rivali) di sci e snowboard, e in questo caso Elan agisce in veste di produttore OEM («mercato OEM»). Si noti che nel caso COMP/M.3765 — AMER/SALOMON del dicembre 2005 la Commissione ha esaminato tra l'altro, ai fini di tale decisione, mercati di prodotto distinti per diversi tipi di attrezzature per sport invernali, tra cui mercati di prodotto rilevanti distinti per gli sci da discesa, gli snowboard e il mercato OEM degli sci da discesa. I mercati al dettaglio delle attrezzature per sport invernali sono stati considerati nazionali, mentre i mercati OEM sono stati considerati di dimensioni corrispondenti almeno al SEE (38). Nel Piano di sviluppo Elan Ski OEM 2006-2010 la società quantifica nel 21 % la quota detenuta nel 2005 sul mercato mondiale della produzione OEM e spiega «[…]». Il Piano di sviluppo Elan Sportartikel 2006-2010 indica che Elan si considerava il maggior produttore mondiale di snowboard con una produzione di 268 000 pezzi nel 2005, corrispondenti a una quota del 16 %. Tale produzione era destinata in larga maggioranza al mercato OEM; gli snowboard venduti nel 2005 con il marchio Elan sono stati 30 000. Riguardo agli sci a marchio Elan, il Piano di sviluppo riguardante il mercato e la strategia di penetrazione focalizzata sul marchio Elan per il 2006-2010 indica una quota sul mercato mondiale pari al 7,5 %, che collocava Elan al settimo posto in termini di quota di mercato. Il documento sottolinea però che la società riteneva di potersi inserire tra le prime cinque in una prospettiva di medio periodo, spiegando che […].
            
         
               (157)
            
            
               Poiché la divisione Sport invernali genera la quota di gran lunga più elevata dei ricavi Elan e vista la posizione solida occupata da Elan almeno in alcuni segmenti del settore degli sport invernali, come già detto più in alto, le misure compensative avrebbero dovuto essere attuate in particolare in quest'area. Esaminando gli elementi che la Slovenia ha indicato come misure compensative attuate nella divisione Sport invernali, risulta che l'unica cessione è stata la vendita di una quota del [17,5 % — 20 %] del capitale detenuto da Elan nella joint venture Dal Bello Sports (di seguito «Dal Bello»), società partner di Elan per la distribuzione negli USA. La cessione da parte di Elan è stata la conseguenza dello scioglimento della joint venture costituita con Dal Bello nei settori del marketing e della distribuzione in Nord America. Stando a quanto riportato da Elan, la cessazione della cooperazione ha determinato una flessione delle vendite di Elan in Canada e negli USA ed Elan ritiene che questa cessione abbia avuto un «effetto compensativo».
            
         
               (158)
            
            
               A questo riguardo, occorre rilevare innanzitutto che né il piano a lungo termine 2008-2012, né il piano di risanamento contenevano alcun riferimento alla vendita delle azioni Dal Bello; di conseguenza, la vendita non può essere considerata «parte integrante della ristrutturazione», come previsto nel punto 40 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione. Da un esame più attento dell'operazione, risulta anzi che la cooperazione nel campo del marketing e della distribuzione è cessata su iniziativa di Dal Bello. La Slovenia ha riconosciuto che «i problemi di Elan nel 2008 e la ricerca, da parte di Dal Bello, di un partner più affidabile a lungo termine hanno portato a una discussione sulla cessazione di una cooperazione per il resto riuscita. Tale discussione ha condotto, il 14 dicembre 2009, alla conclusione di un accordo di scioglimento della joint venture […]». Alla luce di quanto precede, già per questi motivi la cessione da parte di Elan non può qualificarsi come misura compensativa.
            
         
               (159)
            
            
               Inoltre, sebbene la riduzione delle vendite e la conseguente diminuzione della quota di mercato del beneficiario possano in altre circostanze costituire una misura compensativa, nel caso in esame la Commissione osserva che l'operazione riguardava il mercato al dettaglio, già considerato nazionale dalla Commissione (39), e che essendo in ogni caso le vendite di sci Elan diminuite soltanto sul mercato nordamericano e non sui mercati europei, tale diminuzione non può compensare le distorsioni venutesi a creare nel SEE. Inoltre, la joint venture era attiva nel marketing e nella distribuzione di sci, e non nella loro produzione, mentre l'attività centrale di Elan è rappresentata dalla produzione di sci e snowboard. Soltanto le cessioni operate in uno dei mercati principali del beneficiario possono essere considerate misure compensative appropriate.
            
         
               (160)
            
            
               La Slovenia ha inoltre sostenuto che anche la riduzione del numero di dipendenti addetti alla produzione di sci e la riduzione degli investimenti destinati al marketing si possono considerare misure compensative.
            
         
               (161)
            
            
               Tuttavia, come evidenziato anche nel piano a lungo termine e nel piano di risanamento di Elan, tali misure sono da considerarsi semplici misure di razionalizzazione intese a ridurre i costi ed accrescere l'efficienza ai fini del ripristino della solidità finanziaria: non sono state attuate, infatti, per ridurre la presenza di mercato di Elan o compensare eventuali distorsioni della concorrenza riconducibili agli aiuti ricevuti da Elan.
            
         
               (162)
            
            
               Nel settore nautico, stando alla Slovenia sono state operate cessioni che hanno avuto un effetto compensativo. In particolare, nel 2009 Elan ha venduto due società di noleggio imbarcazioni, Elan Yachting d.o.o. ed Elan Marine Charter d.o.o. e nel 2010 ha venduto Elan Brod d.o.o., società con sede in Croazia attiva principalmente nella produzione di imbarcazioni a motore. Secondo la Slovenia, queste società non erano strutturalmente in perdita, le attività di noleggio effettuate da Elan Yachting d.o.o. ed Elan Marine Charter d.o.o. favorivano la penetrazione delle imbarcazioni Elan sui mercati principali di Elan e il ritiro dal segmento di mercato delle imbarcazioni a motore ha ridotto sensibilmente la presenza di Elan sul mercato delle imbarcazioni sportive e da diporto.
            
         
               (163)
            
            
               La Commissione ricorda che, a norma del punto 40 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, le misure compensative dovrebbero essere attuate in particolare nei mercati in cui l'impresa si troverà a detenere un'importante posizione di mercato dopo la ristrutturazione. Ai fini della valutazione delle misure compensative, la cancellazione dei debiti e la chiusura di attività in perdita che fossero comunque necessarie per ripristinare la redditività non sono considerate come misure per la riduzione delle capacità.
            
         
               (164)
            
            
               Occorre tenere presente, a questo riguardo, che la nautica non è il settore di attività principale di Elan: la società realizza infatti una percentuale molto maggiore del proprio fatturato con la divisione Sport invernali. In base alle previsioni finanziarie relative al 2011, per la divisione nautica erano attese entrate totali non superiori a [20-24] milioni di EUR, contro [58-68] milioni di EUR per la divisione sport invernali. Inoltre, la divisione sport invernali è stata destinataria della parte più consistente (5,924 milioni di EUR) del conferimento di capitale di 10 milioni di EUR di cui ha beneficiato Elan. Alla luce del punto 40 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, sembra lecito dubitare del fatto che le cessioni nella divisione nautica possano essere considerate misure compensative adeguate giacché, come indicato in maggiore dettaglio più avanti, il settore nautico non è il comparto in cui la società detiene la posizione di mercato più significativa dopo la ristrutturazione.
            
         
               (165)
            
            
               Per valutare compiutamente le argomentazioni addotte dalla Slovenia, la Commissione ha comunque esaminato in quale misura la Slovenia possa sostenere che sono state attuate misure compensative adeguate nel settore nautico. Prima della ristrutturazione, la capacità produttiva massima di Elan ammontava a [280-330] barche a vela e [45-55] barche a motore. La Slovenia non propone una definizione precisa dei prodotti per la nautica o dei mercati geografici di tali prodotti in cui si potrebbe misurare la sua importanza specifica. Nelle memorie che ha presentato, la Slovenia parla di una riduzione della presenza di Elan sul «mercato delle imbarcazioni sportive e da diporto» e del ritiro della stessa dal «segmento di mercato delle imbarcazioni a motore».
            
         
               (166)
            
            
               Dall'analisi dei documenti disponibili, compresi i documenti strategici elaborati dalla stessa Elan riguardo alla posizione della divisione nautica rispetto ai concorrenti, emergono però ulteriori indicazioni circa il peso relativo della società sul mercato della nautica. Il Piano di sviluppo 2006-2010 per la divisione nautica di Elan indicava per il mercato mondiale di tutte le nuove imbarcazioni un valore di circa 25 miliardi di EUR, rappresentati per l'80 % da barche a motore e per il 20 % da barche a vela; secondo il Piano, lo stesso rapporto valeva per il mercato europeo. Elan definiva il mercato «molto frammentato» e quantificava nello [0-5] % la propria quota sul mercato UE delle barche a vela e in meno dell'1 % la propria quota sul mercato delle barche a motore. Il Piano di sviluppo richiamava tuttavia l'esistenza di diversi segmenti di mercato caratterizzati da condizioni di concorrenza diverse, tra cui barriere all'ingresso. Il Piano a lungo termine Elan per il gruppo Skimar 2008-2012, del giugno 2008, prevedeva una segmentazione del mercato in base alla lunghezza delle imbarcazioni e indicava che la concorrenza era più forte nel segmento delle piccole imbarcazioni (fino a 30 piedi), mentre Elan produceva e vendeva prodotti di categoria media, di lunghezza compresa fra 30 e 50 piedi, e intendeva sviluppare nuovi modelli […]. L'indicazione più chiara circa la quota di mercato di Elan nel segmento in cui essa si considera un concorrente è contenuta in una presentazione di PDP, attuale azionista di maggioranza di Elan: «Nel 2010, nel segmento delle barche a vela da 32 a 60 piedi (che rappresenta il 20 % del mercato della nautica, Elan ha venduto 122 barche, ottenendo una quota di mercato del 5,2 %». Appare plausibile che ai fini della segmentazione del mercato si utilizzino come punti di partenza criteri quali il tipo di imbarcazione (a vela o a motore) e la lunghezza. In assenza di indicazioni contrarie, ai fini della presente decisione la Commissione può accettare la valutazione di PDP secondo cui Elan deteneva una quota di mercato superiore al 5 % nel mercato frammentato delle barche a vela.
            
         
               (167)
            
            
               Sulla scorta di quanto sopra indicato, se anche si potessero prendere in considerazione le cessioni operate da Elan nella divisione nautica ai fini della valutazione della compatibilità effettuata dalla Commissione, nel settore della nautica le eventuali misure compensative avrebbero dovuto essere attuate nella produzione di barche a vela, che rappresenta con tutta evidenza la principale attività della divisione nautica di Elan e in cui, come già evidenziato, la società deteneva una quota non trascurabile del mercato che la stessa Elan definisce «altamente frammentato». La cessione delle attività di noleggio, che al più favorivano indirettamente le vendite di barche Elan, e la cessione della produzione di barche a motore, settore da cui Elan si è del tutto ritirata in seguito alla vendita di Elan Brod d.o.o., non rispettano quindi le condizioni di cui al punto 40 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione. Elan ha iniziato a produrre barche a motore solo nel 2002, con l'intento di sfruttare anche in questo comparto la reputazione acquisita nel settore delle barche a vela. Dopo avere raggiungo un picco di 50 barche a motore vendute nel 2006 e 2007, le vendite sono però scese a [25-29] barche nel 2008 e a sole [7-9] barche nel 2009.
            
         
               (168)
            
            
               Le memorie trasmesse dalla Slovenia evidenziano inoltre che le attività cedute erano considerate attività non centrali dagli azionisti Elan e dalle banche (40). A questo riguardo, giova anche notare che la vendita delle controllate di Elan non aveva l'obiettivo di compensare eventuali distorsioni della concorrenza. Tutte e tre le controllate avevano operato in perdita negli anni precedenti la vendita e operavano in perdita anche all'epoca della vendita. La Slovenia ha informato la Commissione che il risultato netto (aggregato) totale di Elan Yachting d.o.o. ed Elan Marine Charter d.o.o. è stato pari a – 157 000 EUR nel 2007, – 100 000 EUR nel 2008 e – 57 000 EUR nel 2009. Anche Elan Brod d.o.o. ha registrato perdite nello stesso periodo, e precisamente – 58 000 EUR nel 2006, – 436 000 EUR nel 2007, – 1 milione di EUR nel 2008 e – 1,5 milioni di EUR nel 2009. Sulla scorta di questi dati, l'affermazione della Slovenia secondo cui le società non erano strutturalmente in perdita appare del tutto strumentale. Come già indicato in precedenza, a norma degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, la cancellazione dei debiti e la chiusura di attività in perdita che fossero comunque necessarie per ripristinare la redditività non sono considerate come misure per la riduzione della capacità ai fini della valutazione delle misure compensative. Le notevoli perdite registrate dalle tre controllate vendute nel settore della nautica e l'andamento fortemente negativo di Elan Brod d.o.o. evidenziano che le cessioni erano comunque necessarie per ripristinare la redditività, e anche per questo motivo non possono qualificarsi come misure compensative.
            
         
               (169)
            
            
               La Commissione conclude pertanto che le cessioni operate da Elan e la riduzione del numero di dipendenti e della spesa per il marketing non si possono considerare misure compensative. Poiché non sono state attuate misure compensative adeguate, anche tenendo conto del punto 56 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, il quale prevede che le condizioni di autorizzazione dell'aiuto possano essere meno rigorose nelle aree assistite per quanto riguarda l'attuazione delle misure compensative, la Commissione deve concludere che le condizioni stabilite negli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione circa la necessità di attuare misure compensative adeguate non sono state rispettate. Poiché le condizioni stabilite negli orientamenti per determinare la compatibilità degli aiuti alla ristrutturazione sono cumulative, per escludere l'applicabilità degli orientamenti è sufficiente che una sola di esse non sia rispettata. Di conseguenza, non occorre che la Commissione valuti se le altre condizioni sono rispettate. Alla luce di quanto precede, si conclude che la misura 2 non può essere considerata compatibile sulla scorta degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.
            
         5.3.2.   Compatibilità sulla base di altre disposizioni
   
   
               (170)
            
            
               Le deroghe previste dall'articolo 107, paragrafo 2, del TFUE non si applicano nel caso di specie dal momento che la misura in esame non ha carattere sociale, non è stata concessa a singoli consumatori, non è destinata a ovviare a danni arrecati da calamità naturali o eventi eccezionali, né è destinata all'economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania che risentono della divisione della Germania.
            
         
               (171)
            
            
               Anche l'articolo 107, paragrafo 3, del TFUE prevede talune deroghe.
            
         
               (172)
            
            
               Secondo il disposto dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del TFUE, possono essere dichiarati compatibili con il mercato interno «gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione». Elan ha sede in una regione ammissibile agli aiuti in virtù dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera a) del TFUE (41). La compatibilità degli aiuti di Stato a favore delle aree assistite è disciplinata dagli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (42). In virtù di tali orientamenti, in linea di principio gli aiuti di Stato possono essere concessi unicamente a società che non sono in difficoltà. Elan, invece, era in difficoltà all'epoca della concessione della misura (cfr. considerando (74)]. La misura 2 non può quindi essere considerata un aiuto regionale compatibile.
            
         
               (173)
            
            
               Alla luce di quanto precede, la Commissione conclude che l'aiuto non può beneficiare della deroga di cui all'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del TFUE.
            
         
               (174)
            
            
               Ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE, «gli aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro» possono essere dichiarati compatibili con il mercato interno.
            
         
               (175)
            
            
               La Commissione constata che l'aiuto in questione non era destinato a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo; inoltre, non ha riscontrato alcun elemento da cui risulti che tale aiuto era destinato a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia slovena.
            
         
               (176)
            
            
               Alla luce di quanto precede, la Commissione conclude che l'aiuto non può beneficiare della deroga di cui all'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE.
            
         
               (177)
            
            
               Ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera d), del TFUE gli aiuti destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio possono essere dichiarati compatibili con il TFUE quando non alterino le condizioni degli scambi e della concorrenza nell'Unione in misura contraria all'interesse comune. Tale articolo chiaramente non si applica al caso di specie.
            
         
               (178)
            
            
               Ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE, sono autorizzati gli aiuti di Stati destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. La Commissione ha emanato vari orientamenti e comunicazioni in cui chiarisce le modalità di applicazione della deroga prevista da tale articolo. Posto che le misure in questione sono state concesse a una società in difficoltà, la Commissione ha valutato unicamente la compatibilità della misura ai sensi degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione. Nessuno degli altri orientamenti e delle altre comunicazioni può applicarsi alla misura in esame.
            
         
               (179)
            
            
               Pertanto, l'aiuto in esame costituisce un aiuto di Stato incompatibile.
            
         6.   RECUPERO
   
   
               (180)
            
            
               Conformemente al TFUE e alla giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia, la Commissione, qualora abbia accertato l'incompatibilità di un aiuto con il mercato interno, è competente a decidere se lo Stato interessato debba sopprimere o modificare tale aiuto (43). Sempre secondo la giurisprudenza costante della Corte, l'obbligo imposto a uno Stato di sopprimere un aiuto che la Commissione considera incompatibile con il mercato interno è finalizzato al ripristino dello status quo ante
                   (44). La Corte ha stabilito al riguardo che tale obiettivo è raggiunto quando il beneficiario ha rimborsato gli importi concessi a titolo di aiuti illegali, perdendo quindi il vantaggio di cui aveva fruito sul mercato rispetto ai suoi concorrenti, e la situazione esistente prima della corresponsione dell'aiuto è ripristinata (45).
            
         
               (181)
            
            
               Facendo seguito a tale giurisprudenza, l'articolo 14 del regolamento di procedura ha stabilito che «nel caso di decisioni negative relative a casi di aiuti illegali la Commissione adotta una decisione con la quale impone allo Stato membro interessato di prendere tutte le misure necessarie per recuperare l'aiuto dal beneficiario».
            
         
               (182)
            
            
               Pertanto, poiché la misura in questione deve essere considerata un aiuto di Stato illegittimo e incompatibile, l'importo corrispondente deve essere recuperato per ristabilire la situazione esistente sul mercato prima della concessione dell'aiuto. Il recupero si applica quindi al periodo compreso tra il momento in cui il beneficiario ha ricevuto un vantaggio, vale a dire il momento in cui l'aiuto è stato messo a disposizione del beneficiario, e il momento in cui l'importo è effettivamente rimborsato; l'importo da recuperare comprende gli interessi maturati fino alla data del suo effettivo recupero.
            
         
               (183)
            
            
               Dal momento che le decisioni di tutti e cinque i soggetti che hanno preso parte all'operazione sono imputabili allo Stato, l'apporto di capitale del 2008 deve essere interamente recuperato. L'importo totale del conferimento di capitale era di 10 milioni di EUR, di cui 5,924 milioni di EUR conferiti a Elan Sport invernali e 4,076 milioni di EUR conferiti a Elan Marine. Nel giugno 2010 queste due società si sono fuse nella capogruppo Elan. La data a partire dalla quale devono essere calcolati gli interessi ai fini del recupero è la data alla quale il capitale è stato effettivamente messo a disposizione del beneficiario, vale a dire l'8 settembre 2008.
            
         7.   CONCLUSIONE
   
   
               (184)
            
            
               L'apporto di capitale deliberato nel gennaio 2007 a favore di Elan (misura 1) non comporta un aiuto di Stato, dato che la decisione degli azionisti è stata presa in coerenza con il principio dell'investitore operante in un'economia di mercato.
            
         
               (185)
            
            
               L'apporto di capitale deliberato nell'agosto 2008 a favore di Elan (misura 2) si configura come aiuto di Stato non compatibile con il mercato interno, giacché non rispetta le condizioni stabilite negli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione e allo stesso modo non rispetta le disposizioni dell'articolo 107, paragrafi 2 e 3, del TFUE. L'apporto di capitale di 10 milioni di EUR deve quindi essere recuperato presso Elan, unitamente agli interessi,
            
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   L'apporto di capitale del gennaio 2007 non costituisce un aiuto ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
   Articolo 2
   La misura di aiuto di Stato concessa a favore di Elan nel 2008 sotto forma di aumento di capitale per un importo di 10 milioni di EUR è stata attuata illegalmente dalla Slovenia in violazione dell'articolo 108, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea ed è incompatibile con il mercato interno.
   Articolo 3
   1.   La Slovenia procede al recupero presso il beneficiario Elan dell'aiuto di cui all'articolo 2.
   2.   L'importo da recuperare comprende gli interessi maturati dalla data in cui l'aiuto è stato messo a disposizione del beneficiario (8 settembre 2008) fino alla data del suo effettivo recupero.
   3.   Gli interessi sono calcolati secondo il regime dell'interesse composto, a norma del capo V del regolamento della Commissione (CE) n. 794/2004 (46).
   4.   La Slovenia annulla tutti i pagamenti in sospeso dell'aiuto di cui all'articolo 2 con effetto dalla data di adozione della presente decisione.
   Articolo 4
   1.   Il recupero dell'aiuto di cui all'articolo 2 è immediato ed effettivo.
   2.   La Slovenia garantisce l'attuazione della presente decisione entro quattro mesi dalla data della sua notifica.
   Articolo 5
   1.   Entro due mesi dalla notifica della presente decisione, la Slovenia trasmette alla Commissione le seguenti informazioni:
   
               a)
            
            
               l'importo complessivo (capitale e interessi) che deve essere recuperato presso il beneficiario;
            
         
               b)
            
            
               una descrizione dettagliata delle misure già adottate e previste per conformarsi alla presente decisione;
            
         
               c)
            
            
               i documenti da cui risulti che al beneficiario è stato ingiunto di provvedere al rimborso dell'aiuto.
            
         2.   La Slovenia informa la Commissione dei progressi delle misure nazionali adottate per l'esecuzione della presente decisione fino al completo recupero dell'aiuto di cui all'articolo 2. Essa trasmette immediatamente, dietro semplice richiesta della Commissione, le informazioni relative alle misure già adottate e previste per conformarsi alla presente decisione. Fornisce inoltre informazioni dettagliate riguardo all'importo dell'aiuto e degli interessi già recuperati presso il beneficiario.
   Articolo 6
   La Repubblica di Slovenia è destinataria della presente decisione.
   
      Fatto a Bruxelles, il 19 settembre 2012
      
         
            Per la Commissione
         
         Joaquín ALMUNIA
         
            Vicepresidente
         
      
   
   
      (1)  GU C 223 del 18.8.2010, pag. 8.
   
      (2)  Cfr. nota 1.
   
      (3)  Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013, GU C 54, del 4.3.2006, pag. 13.
   
      (4)  «Structural Adjustments 2010 and 2011», governo della Repubblica di Slovenia, ottobre 2009, pag. 12: http://www.svrez.gov.si/fileadmin/svez.gov.si/pageuploads/docs/strukturne_prilagoditve/Strukturne_prilagoditve_v_letih_2010_in_2011.pdf
   
      (5)  Nel dicembre 2009, PDP deteneva azioni di 10 società slovene precedentemente di proprietà di KAD, SOD e DSU; cfr. «Who we are» — presentazione PowerPoint di PDP trasmessa dalle autorità slovene.
   
      (6)  http://www.kd-group.com/en/index.php.
   
      (7)  Segreto d'affari.
   
      (8)  Documento del consiglio di gestione di Elan, del 30 maggio 2006, sull'aumento di capitale delle società Elan.
   
      (9)  Lettera del consiglio di gestione Elan a KAD del 30 novembre 2006.
   
      (10)  Cfr. verbale della 134a riunione del consiglio di sorveglianza di KAD, del 4 luglio 2008, punto 2 dell'ordine del giorno, sezione 2.
   
      (11)  Causa C-482/99, Repubblica francese/Commissione (Stardust Marine) (Raccolta 2002, pag. I-4397).
   
      (12)  […]
   
      (13)  Stilata dallo studio legale Jadek&Pensa, www.jadek-pensa.si/en, il 16 aprile 2012.
   
      (14)  «Obligacijski zakonik», Gazzetta ufficiale della Slovenia 83/2001 e successive modificazioni.
   
      (15)  Cfr. sentenza della Corte di giustizia nella causa 323/82 Intermills/Commissione (Raccolta 1984, pag. 3809, punto 11 e successivi).
   
      (16)  Causa T-228/99, WestLB/Commissione (Raccolta 2003, pag. II-435).
   
      (17)  Causa C-482/99, Repubblica francese/Commissione (Stardust Marine) (Raccolta 2002, pag. I-4397).
   
      (18)  Causa C-482/99, Repubblica francese/Commissione (Stardust Marine) (Raccolta 2002, pag. I-4397, punti 50-59).
   
      (19)  Analisi dell'OCSE: Corporate Governance in Slovenia, pag. 9, 28.3.2011, disponibile all'indirizzo: http://www.oecd.org/document/58/0,3746,en_2649_34813_47492282_1_1_1_1,00.html
   
      (20)  «Gerüchten zufolge will die Regierung für Verluste nach dem schlechten Winter Elan eine Finanzspritze von EUR 5,7 milioni di EUR zukommen lassen.» Sport Artikel Zeitung 'SAZsport', 9 giugno 2008: «Zweiter Abgang an der Spitze».
   
      (21)  http://24ur.com/novice/gospodarstvo/kriticne-razmere-v-elanu_comment_p1_a19.html?&page=1&p_all_items=19.
   
      (22)  […], Valutazione del gruppo Skimar, 22 dicembre 2006, pag. 28.
   
      (23)  Cfr. verbale della riunione: «[…] concede la sua approvazione a che il consiglio di gestione adotti tutti i provvedimenti necessari per proteggere e massimizzare il valore dell'investimento di KAD nella società Skimar d.o.o., ivi compresa la ricapitalizzazione della società, in proporzione alla quota di partecipazione di Kapitalska družba d.d. e Prvi pokojninski sklad RS (Primo fondo pensionistico), complessivamente pari al 57,606 %, entro il limite di 5 761 000,00 EUR.»
   
      (24)  Nella causa C-6/97 Italia/Commissione (Raccolta 1999, pag. I-2981, punto 22), l'avvocato generale ha fatto valere che «non è decisiva la forma assunta dall'intervento né comunque la sua natura giuridica o il fine perseguito, bensì il risultato a cui lo stesso conduce. Qualsiasi intervento che dia luogo ad un vantaggio economico, accompagnato dalla corrispettiva diminuzione di risorse statali […] costituisce in linea di principio, agli effetti dell'articolo [107] del trattato, un aiuto di Stato».
   
      (25)  Analisi dell'OCSE: Corporate Governance in Slovenia, pag. 9, 28.3.2011: http://www.oecd.org/document/58/0,3746,en_2649_34813_47492282_1_1_1_1,00.html.
   
      (26)  «Structural Adjustments 2010 and 2011», governo della Repubblica di Slovenia, ottobre 2009, pag. 12, disponibile all'indirizzo: http://www.svrez.gov.si/fileadmin/svez.gov.si/pageuploads/docs/strukturne_prilagoditve/Strukturne_prilagoditve_v_letih_2010_in_2011.pdf.
   
      (27)  «Structural Adjustments 2010 and 2011», governo della Repubblica di Slovenia, ottobre 2009, pag. 12, disponibile all'indirizzo: http://www.svrez.gov.si/fileadmin/svez.gov.si/pageuploads/docs/strukturne_prilagoditve/Strukturne_prilagoditve_v_letih_2010_in_2011.pdf.
   
      (28)  Cfr. nota 22.
   
      (29)  Cfr. verbale della riunione dell'8 settembre 2008: […].
   
      (30)  […], Valutazione del gruppo Skimar, 22 dicembre 2006, pag. 28.
   
      (31)  Cfr. verbale della riunione del 4 settembre 2008: «Il consiglio di sorveglianza dà il proprio consenso alla partecipazione di Zavarovalnica Triglav, d.d., all'aumento di capitale di Skimar, d.o.o., per un importo di 1 200 000,00 EUR […]».
   
      (32)  Cfr. verbale della riunione: «il consiglio di supervisione ha studiato la relazione riguardante l'investimento in Skimar d.o.o. e le delibere dell'ultima assemblea generale riunitasi il 28 agosto 2008 e appoggia il consiglio di gestione nella sua partecipazione attiva al processo di risanamento della società; esso appoggia quindi anche la ricapitalizzazione richiesta, per un valore totale di 10 milioni di EUR, in proporzione alle quote […]».
   
      (33)  Decisione 2008/948/CE della Commissione, del 23 luglio 2008, relativa alle misure previste dalla Germania a favore di DHL e dell'aeroporto di Lipsia/Halle C 48/06 (ex N 227/06) (GU L 326, del 23.12.2008, pag. 1), punti 184-186, 226, 227; decisione della Commissione del 17 giugno 2008 sull'aeroporto Francoforte-Hahn — Presunto aiuto di Stato a favore dell'aeroporto e accordo con Ryanair, C 29/2008, (GU C 17.1.2009, pag. 6), punti 212-218.
   
      (34)  Cfr. in particolare causa 730/79 Philip Morris contro Commissione (Raccolta 1980, pag. 2671, punto 11); causa C-53/00 Ferring (Raccolta 2001, pag. I-9067, punto 21); causa C-372/97 Italia contro Commissione (Raccolta 2004, pag. I-3679, punto 44).
   
      (35)  Cfr. causa T-68/03, Olympiaki Aeroporia Ypiresies AE contro Commissione (Raccolta 2007, pag. II-032911, punti 34-37).
   
      (36)  Lettera dello studio legale Jadek & Pensa per conto di Elan, 2.12.2012.
   
      (37)  Cfr. caso COMP/M.3765 — AMER/SALOMON, disponibile all'indirizzo http://ec.europa.eu/competition/mergers/cases/decisions/m3765_20051012_20212_en.pdf
   
      (38)  Cfr. nota 36.
   
      (39)  Cfr. nota 36.
   
      (40)  Cfr. memoria del 10 ottobre 2011 trasmessa dalla Slovenia, contenente una lettera di KAD in cui si fa riferimento alla vendita di società della divisione nautica «non considerate rientranti nelle attività principali», o la lettera del 26 aprile 2012 in cui lo studio legale Jadek & Pensa, per conto di Elan, spiegava che per concludere gli accordi di rifinanziamento le banche avevano preteso la vendita di attivi non essenziali in Croazia.
   
      (41)  Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale per la Slovenia approvata dalla Commissione il 13 settembre 2006 e pubblicata sulla GU C 256, del 24.10.2006, pag. 6.
   
      (42)  GU C 54 del 4.3.2006, pag. 13.
   
      (43)  Cfr. causa C-70/72 Commissione contro Germania (Raccolta 1973, pag. 00813, punto 13).
   
      (44)  Cfr. cause riunite C-278/92, C-279/92 e C-280/92 Spagna contro Commissione (Raccolta 1994, pag. I-4103, punto 75).
   
      (45)  Cfr. causa C-75/97 Belgio contro Commissione (Raccolta. 1999, pag. I-030671, punti 64-65).
   
      (46)  GU L 140, del 30.4.2004, pag. 1.