CELEX: 32019H0905(01)
Language: it
Date: 2019-07-09 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 9 luglio 2019, sul programma nazionale di riforma 2019 del Belgio e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2019 del Belgio

5.9.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 301/1
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
      del 9 luglio 2019
      sul programma nazionale di riforma 2019 del Belgio e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2019 del Belgio
      (2019/C 301/01)
      Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
      visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
      vista la raccomandazione della Commissione europea,
      viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
      viste le conclusioni del Consiglio europeo,
      visto il parere del comitato per l’occupazione,
      visto il parere del comitato economico e finanziario,
      visto il parere del comitato per la protezione sociale,
      visto il parere del comitato di politica economica,
      considerando quanto segue:
      
                  (1)
               
               
                  Il 21 novembre 2018 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2019. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il Consiglio europeo del 21 marzo 2019 ha approvato le priorità indicate nell’analisi annuale della crescita. Il 21 novembre 2018 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (2), la relazione sul meccanismo di allerta, in cui il Belgio non è stato annoverato tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altresì adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che è stata approvata dal Consiglio europeo del 21 marzo 2019. Il 9 aprile 2019 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro (3) («raccomandazione del 2019 per la zona euro»), che formula cinque raccomandazioni per la zona euro («raccomandazioni per la zona euro»).
               
            
                  (2)
               
               
                  In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro e considerate le strette correlazioni fra le economie nell’Unione economica e monetaria, il Belgio dovrebbe assicurare l’attuazione piena e tempestiva della raccomandazione del 2019 per la zona euro, come riflessa nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 4. In particolare, le misure volte a migliorare i servizi contribuiranno ad attuare la prima raccomandazione per la zona euro per quanto riguarda i mercati dei servizi resilienti, le misure volte a migliorare la sostenibilità, l’efficienza e la composizione delle finanze pubbliche così come l’impiego delle entrate straordinarie per la riduzione del debito pubblico contribuiranno ad attuare la seconda raccomandazione per la zona euro per quanto riguarda il sostegno agli investimenti, il miglioramento delle finanze pubbliche, la ricostituzione delle riserve di bilancio, mentre le misure volte a rafforzare l’efficacia delle politiche del mercato del lavoro contribuiranno ad attuare la terza raccomandazione per la zona euro per quanto riguarda il sostegno a transizioni riuscite nel mercato del lavoro.
               
            
                  (3)
               
               
                  Il 27 febbraio 2019 è stata pubblicata la relazione per paese relativa al Belgio 2019, nella quale sono valutati i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 13 luglio 2018 (4), il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.
               
            
                  (4)
               
               
                  Il Belgio ha presentato il programma nazionale di riforma 2019 e il programma di stabilità 2019 il 26 aprile 2019. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
               
            
                  (5)
               
               
                  La programmazione dei fondi strutturali e d’investimento europei («fondi SIE») per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dall’articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (5), ove necessario per sostenere l’attuazione delle raccomandazioni pertinenti del Consiglio la Commissione può chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo accordo di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull’applicazione delle misure per collegare l’efficacia dei fondi SIE a una sana governance economica.
               
            
                  (6)
               
               
                  Il Belgio è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita ed è soggetto alla regola del debito. Nel programma di stabilità 2019 il governo prevede un graduale miglioramento del saldo nominale, che passa da un disavanzo dello 0,7 % del prodotto interno lordo (PIL) nel 2018 allo 0,0 % del PIL nel 2022. Sulla base del saldo strutturale ricalcolato (6), non si prevede che l’obiettivo di bilancio a medio termine, fissato a una posizione di bilancio in pareggio in termini strutturali, sia raggiunto nel periodo coperto dal programma di stabilità 2019. Secondo il programma di stabilità 2019, dopo aver raggiunto il picco di quasi il 107 % nel 2014 ed essere sceso a circa il 102 % nel 2018, si prevede che il rapporto tra debito pubblico e PIL diminuisca al 94 % entro il 2022. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio è plausibile. Le misure a sostegno degli obiettivi di disavanzo pianificati a partire dal 2020 non sono invece state illustrate in modo esauriente; secondo le previsioni di primavera 2019 della Commissione questo fattore contribuisce, a politiche invariate, al previsto deterioramento del saldo strutturale nel 2020.
               
            
                  (7)
               
               
                  Il 5 giugno 2019 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato a causa della non conformità del Belgio alla regola del debito nel 2018. A seguito della valutazione di tutti i fattori significativi, la relazione ha concluso che l’analisi attuale non stabilisce definitivamente se il criterio del debito, definito dal trattato e nel regolamento (CE) n. 1467/1997 del Consiglio, sia stato rispettato.
               
            
                  (8)
               
               
                  Nel programma di stabilità 2019, il Belgio conferma la richiesta avanzata nel documento programmatico di bilancio 2019 di avvalersi della flessibilità nell’ambito del braccio preventivo conformemente alla «Posizione comune sulla flessibilità nel patto di stabilità e crescita» approvata dal Consiglio il 12 febbraio 2016. Il Belgio ha chiesto una deviazione temporanea dello 0,5 % del PIL rispetto al percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine in vista dell’attuazione di importanti riforme strutturali con un impatto positivo sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche. Le riforme strutturali fanno riferimento a una riforma delle pensioni, un «trasferimento dell’onere fiscale», una riforma dell’imposizione sul reddito delle società, una riforma del mercato del lavoro e una riforma della pubblica amministrazione. Secondo le previsioni di primavera 2019 della Commissione, il Belgio rispetta il parametro di riferimento minimo nel 2019 e garantisce un margine di sicurezza rispetto alla soglia di disavanzo del 3 % del PIL. Si è già legiferato su tutte le misure, ad eccezione della riforma della pubblica amministrazione. Tenuto conto della loro natura, e in particolare del trasferimento dell’onere fiscale e della riforma dell’imposizione sul reddito delle società, vi sono ancora incertezze circa il loro impatto a breve termine, specialmente visto il loro carattere non neutro dal punto di vista del bilancio, che ha peggiorato la posizione di bilancio. Tali misure hanno tuttavia migliorato il potenziale di crescita dell’economia, abbassato il tasso di disoccupazione e ridotto i rischi di squilibri macroeconomici, con un conseguente impatto positivo sulla sostenibilità del debito a medio e lungo termine. In base a quanto precede, si può attualmente ritenere che il Belgio possa beneficiare della deviazione temporanea richiesta, pari allo 0,5 % del PIL nel 2019, a condizione che dia adeguata attuazione alle riforme concordate, aspetto che sarà monitorato nell’ambito del semestre europeo.
               
            
                  (9)
               
               
                  Il 13 luglio 2018 il Consiglio ha raccomandato al Belgio di assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta (7) non superi l’1,8 % nel 2019, corrispondente ad un aggiustamento strutturale annuo dello 0,6 % del PIL. Poiché il Belgio soddisfa le condizioni per beneficiare della deviazione temporanea richiesta dello 0,5 % del PIL nell’ambito della clausola sulle riforme strutturali, l’aggiustamento strutturale richiesto per il 2019 può essere ridotto allo 0,1 % del PIL, corrispondente a un tasso di crescita nominale della spesa primaria netta non superiore al 2,8 % nel 2019. Sulla base delle previsioni di primavera 2019 della Commissione, vi è il rischio di una deviazione significativa dal percorso raccomandato di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine rispetto al biennio 2018-2019.
               
            
                  (10)
               
               
                  Per il 2020, in considerazione del rapporto debito pubblico/PIL del paese al di sopra del 60 % del PIL e del previsto divario tra prodotto effettivo e potenziale dello 0,1 %, in linea con l’aggiustamento strutturale annuo dello 0,6 % del PIL imposto dalla matrice di aggiustamento concordata nell’ambito del patto di stabilità e crescita, il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non dovrebbe essere superiore all’1,6 % del PIL. Sulla base delle previsioni di primavera 2019 della Commissione, vi è il rischio, a politiche invariate, di una deviazione significativa dal suddetto requisito per il 2020. A una prima analisi si prevede che il Belgio non rispetterà la regola del debito nel 2019 e nel 2020. Nel complesso, il Consiglio è del parere che a partire dal 2019 il Belgio debba adottare i necessari provvedimenti per conformarsi alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. Sarebbe importante impiegare eventuali entrate straordinarie per ridurre ulteriormente il rapporto debito pubblico/PIL. La sostenibilità a medio e lungo termine delle finanze pubbliche del Belgio continua a essere a rischio a causa della combinazione di un elevato rapporto debito/PIL e del previsto aumento dei costi dell’invecchiamento, in particolare quelli legati alle pensioni e all’assistenza a lungo termine. Nel 2015 è stata adottata una serie di riforme delle pensioni che hanno portato a un innalzamento dell’età pensionabile stabilita per legge da 65 a 66 anni a partire dal 2025 e a 67 anni a partire dal 2030. Sono stati inoltre resi più rigorosi anche i requisiti di età e di anzianità per beneficiare del pensionamento anticipato. Tuttavia la spesa pubblica per le pensioni aumenterebbe ancora di 2,9 punti percentuali del PIL tra il 2016 e il 2070, soprattutto nei prossimi due decenni. Inoltre le condizioni di prepensionamento per diversi grandi gruppi di dipendenti pubblici rimangono più favorevoli delle condizioni standard. Si prevede che la spesa pubblica per l’assistenza a lungo termine aumenterà di 1,7 punti percentuali del PIL tra il 2016 e il 2070, un aumento superiore alla media partendo da un livello che è già tra i più elevati dell’Unione. La frammentazione organizzativa dell’assistenza a lungo termine, con competenze attualmente distribuite tra diversi livelli amministrativi, rappresenta una sfida per l’efficienza della spesa sotto diversi punti di vista, pertanto l’impatto netto del recente trasferimento di responsabilità non è ancora chiaro. Il rafforzamento della governance contribuirebbe a conseguire i vantaggi in termini di efficienza previsti. Vi potrebbe essere margine per ottimizzare la combinazione delle varie forme di assistenza per aumentare l’efficienza in termini di costi del sistema di assistenza a lungo termine.
               
            
                  (11)
               
               
                  La composizione e l’efficienza della spesa pubblica possono essere migliorate al fine di creare spazio per maggiori investimenti pubblici. Nonostante una recente diminuzione, la spesa totale in percentuale del PIL rimane in Belgio una delle più elevate della zona euro. L’elevato livello di spesa pubblica induce a ritenere che vi sia spazio per un aggiustamento di bilancio più basato sulla spesa. Dato l’elevato livello di spesa pubblica, i risultati di alcune politiche e la qualità di alcuni servizi pubblici sollevano questioni di efficienza in termini di costi. Le revisioni della spesa e le valutazioni delle politiche possono aiutare il Belgio a dare priorità e a migliorare l’efficienza della spesa pubblica. Inoltre le revisioni della spesa potrebbero essere utilizzate per valutare l’efficienza del sostegno pubblico indiretto alla ricerca e allo sviluppo delle imprese, che, in percentuale del PIL, è uno dei più elevati dell’Unione e ha continuato ad aumentare lo scorso anno. Le autorità federali e regionali hanno recentemente espresso il loro interesse a integrare la revisione della spesa nel loro meccanismo di bilancio.
               
            
                  (12)
               
               
                  Attualmente il coordinamento del bilancio tra enti non è sufficientemente flessibile da creare spazio per gli investimenti pubblici in progetti su larga scala. Un efficace coordinamento di bilancio è fondamentale in uno Stato membro a struttura federale come il Belgio, in cui gran parte delle competenze di spesa è stata devoluta alle amministrazioni subnazionali. Nonostante l’accordo di cooperazione firmato nel 2013, non esiste ancora un accordo formale sugli obiettivi annuali a tutti i livelli di governo, il che complica il coordinamento del bilancio. Contrariamente alla prassi seguita nei precedenti programmi di stabilità, quando la commissione di concertazione prendeva atto della traiettoria di bilancio, tutti i livelli di governo hanno approvato la traiettoria di bilancio complessiva presentata nel programma di stabilità 2018 e hanno sostenuto il raggiungimento degli obiettivi di bilancio entro il 2020 per tutti i livelli di governo. Anche se questa approvazione ha aggiunto credibilità alla traiettoria complessiva, non vi è stato alcun accordo formale sugli obiettivi di bilancio annuali a ciascun livello di governo. La mancanza di un accordo sugli obiettivi a ciascun livello di governo può compromettere la sostenibilità della traiettoria complessiva verso l’obiettivo a medio termine. Ciò impedisce inoltre che la sezione «fabbisogno di finanziamento del settore pubblico» del Consiglio superiore delle finanze controlli in modo efficace il rispetto di tali obiettivi. Il programma di stabilità 2019 contiene soltanto obiettivi di bilancio generali e intermedi indicativi, in quanto il 26 maggio 2019 si sono svolte elezioni a livello federale, a livello delle regioni e delle comunità.
               
            
                  (13)
               
               
                  La recente crescita economica ha portato all’aumento dei posti di lavoro e l’occupazione è al livello più alto degli ultimi dieci anni. Tuttavia la transizione dall’inattività o dalla disoccupazione all’occupazione rimane bassa e il Belgio è ancora distante dal conseguimento dell’obiettivo della strategia Europa 2020 (73,2 %). Permangono forti disparità regionali nel mercato del lavoro. Nonostante il calo costante registrato negli ultimi cinque anni, la disoccupazione giovanile a Bruxelles è di gran lunga superiore alla media dell’Unione. La partecipazione al mercato del lavoro è bassa per persone scarsamente qualificate, le persone provenienti da un contesto migratorio, i lavoratori anziani e le persone con disabilità, il che fa supporre che la loro integrazione nel mercato del lavoro sia ostacolata da fattori tanto strutturali quanto di appartenenza a determinati gruppi e che le misure di attivazione esistenti non siano altrettanto efficaci per tutti i gruppi della popolazione. Il tasso di occupazione dei lavoratori anziani (55-64 anni) rimane al di sotto della media dell’Unione e il divario rispetto alla media dell’Unione rimane elevato per le persone di età superiore ai 60 anni. Le persone provenienti da un contesto migratorio, in particolare le donne, continuano a registrare tassi di disoccupazione più elevati, tassi di attività inferiori, povertà lavorativa più elevata e sovraqualificazione. Benché siano state adottate misure per sostenere l’integrazione dei nuovi arrivati e per combattere la discriminazione, manca ancora un approccio coordinato per affrontare le sfide cui devono rispondere le persone provenienti da un contesto migratorio. Per affrontare la scarsa partecipazione al mercato del lavoro sono state adottate misure nell’ambito della riforma del «Deal pour l’emploi» (Patto per l’occupazione), il cui impatto deve tuttavia ancora essere valutato.
               
            
                  (14)
               
               
                  Permangono forti disincentivi finanziari a esercitare un’attività lavorativa. Sebbene la diminuzione dell’onere fiscale abbia ridotto il cuneo fiscale sul lavoro, esso rimane in media elevato per tutti i salari, ad eccezione di quelli molto bassi (50 % del salario medio). Il Belgio rimane l’unico Stato membro in cui le indennità di disoccupazione non sono limitate nel tempo, anche se diminuiscono gradualmente. I beneficiari di regimi di malattia e di invalidità e i secondi percettori di reddito sono disincentivati dal punto di vista finanziario ad assumere un’occupazione a tempo pieno. In particolare le famiglie monoparentali (e, in misura minore, le coppie con figli) sono poco incentivate dal punto di vista finanziario ad assumere un’occupazione (a tempo pieno), a causa dell’effetto combinato dell’aumento dei costi e della revoca delle indennità. Possono inoltre sorgere problemi di coordinamento a causa della divisione delle responsabilità per la protezione sociale tra i livelli federale, regionale e locale. Il sistema di sicurezza sociale non copre formalmente i lavoratori autonomi per quanto riguarda le indennità di disoccupazione, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
               
            
                  (15)
               
               
                  La diminuzione dei risultati scolastici nell’ambito dell’istruzione obbligatoria e l’esistenza di disparità notevoli nel sistema di istruzione continuano a destare preoccupazione. La percentuale di giovani che non hanno acquisito competenze di base può essere ridotta, in particolare nella Comunità francese, in cui tale percentuale è superiore alla media OCSE. I risultati scolastici presentano un divario elevato a causa della situazione socioeconomica e del contesto migratorio. È inoltre necessario sostenere maggiormente gli insegnanti nell’affrontare la diversità e permane l’esigenza di adattare il loro sviluppo professionale continuo. Occorre intensificare le riforme per migliorare i risultati scolastici e affrontare il problema delle disparità, al fine di stimolare una crescita ad alta intensità di conoscenze, sostenibile e inclusiva e l’inclusione sociale. L’attuazione del «Patto per l’eccellenza», riforma faro della Comunità francese per il miglioramento delle competenze di base, dell’efficienza, della governance e della lotta contro le disuguaglianze, sta progredendo. Sono stati adottati decreti sull’organizzazione del lavoro degli insegnanti, sul programma scolastico comune, sullo status dei presidi e sul rafforzamento delle conoscenze di francese per gli alunni appena arrivati, che saranno applicabili dal settembre 2020. La Comunità fiamminga attuerà alcune riforme dell’istruzione secondaria a partire dal 2019/2020, ma la differenziazione precoce dei percorsi di istruzione continua a destare preoccupazione. L’impatto delle riforme e delle misure dipenderà anche dall’attuazione effettiva e dal monitoraggio. Il parlamento federale ha inoltre abbassato l’età dell’istruzione obbligatoria da sei a cinque anni. Dati i già elevati livelli di spesa per l’istruzione, occorrerà attuare riforme ponendo maggiormente l’accento sull’aumento dell’efficienza e dell’efficacia del sistema e sulla sua capacità di fornire competenze orientate al futuro e pertinenti per il mercato del lavoro.
               
            
                  (16)
               
               
                  Lo squilibrio tra domanda e offerta di competenze e la scarsa mobilità del lavoro ostacolano la crescita dell’occupazione e della produttività. Nonostante le numerose misure a livello regionale e federale adottate per affrontare le carenze di competenze e aumentare l’attivazione, anche nell’ambito della riforma del «Patto per l’occupazione», si registra una carenza di forza lavoro in diversi settori, in particolare nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nell’edilizia e nella sanità. La crescita del settore edilizio è frenata dalla mancanza di competenze e dalla carenza di forza lavoro. In alcuni settori si avverte una forte esigenza di riqualificare la forza lavoro e di migliorarne le competenze. Anche la partecipazione degli adulti all’istruzione e alla formazione nonché la mobilità professionale sono basse. Le scarse competenze linguistiche sono una questione importante, in particolare a Bruxelles, dove, secondo il programma nazionale di riforma 2019, circa il 50 % delle offerte di lavoro richiede la conoscenza sia del francese che del neerlandese. Il tasso di istruzione terziaria è elevato, ma vi sono troppo pochi laureati in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM). Nel 2016 il Belgio si è classificato al 26o posto nell’Unione per i laureati nei settori STEM, con un basso tasso di ingresso di nuovi iscritti nei settori pertinenti dell’istruzione terziaria, in particolare per le donne. L’attuazione generale del «Piano d’azione STEM 2012-2020» nelle Fiandre mostra progressi, ma dal 2010 il numero di diplomati della filiera tecnica e di quella professionale registra una stagnazione. La Comunità francese non dispone di una strategia politica in materia di STEM e deve ancora attuare la «Strategia per l’istruzione digitale» adottata di recente per le scuole. La carenza di professionisti in possesso di conoscenze imprenditoriali e nel campo delle scienze, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica frena lo sviluppo delle start-up. Il livello complessivo delle competenze digitali è buono, ma non migliora. Il programma nazionale di riforma 2019 sottolinea l’accordo tra le Fiandre e la Vallonia e il previsto accordo tra le Fiandre e la Regione di Bruxelles-Capitale per migliorare la mobilità dei lavoratori a livello interregionale.
               
            
                  (17)
               
               
                  La ricerca e lo sviluppo si concentrano in alcuni settori e il livello di innovazione è insufficiente nel resto dell’economia, pesando in ultima analisi sulla crescita della produttività. La ricerca finanziata con fondi pubblici sembra essere al di sotto della media dell’Unione. Per quanto riguarda la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, esistono anche disparità regionali e subregionali. Il patto nazionale per gli investimenti strategici identifica nel rafforzamento della digitalizzazione uno strumento promettente per stimolare la produttività e la capacità di innovazione del Belgio. A tal fine sono necessari investimenti nell’infrastruttura digitale, compresa l’adozione di misure efficaci per la diffusione del 5G, il capitale umano e lo spirito imprenditoriale, nonché l’adozione accelerata delle tecnologie digitali, in particolare da parte delle imprese tuttora in ritardo.
               
            
                  (18)
               
               
                  La qualità delle infrastrutture stradali si sta deteriorando dopo anni di scarsi investimenti pubblici. Allo stesso tempo la manutenzione di una rete vasta e fitta non sembra efficace sotto il profilo dei costi per le regioni e gli enti locali. Le strade in Belgio sono tra le più congestionate dell’Unione. L’infrastruttura ferroviaria è fitta e di buona qualità, ma il suo completamento e il suo ammodernamento rimangono problematici ed è particolarmente congestionata nei dintorni di Bruxelles e nelle zone di accesso ai porti di Anversa e di Zeebrugge. Sono previsti investimenti significativi nelle infrastrutture ferroviarie suburbane e nella segnaletica, che sono però ostacolati in particolare dalle norme regionali di ripartizione del bilancio. Inoltre incentivi distorsivi e ostacoli alla concorrenza e agli investimenti nei servizi ferroviari nazionali di trasporto passeggeri e nei servizi di autobus interurbani limitano l’offerta e la domanda di servizi di trasporto collettivo alternativi e a basse emissioni di carbonio. La crescente congestione si spiega in parte con il continuo aumento delle autovetture, incentivato dalle strade gratuite, dalla detrazione per le autovetture aziendali e da una bassa tassazione ambientale. L’elevata tassazione sulle transazioni immobiliari e il regime per le autovetture aziendali incidono negativamente sulla mobilità. La qualità dei servizi ferroviari è diminuita e l’offerta di trasporti pubblici urbani e urbano-rurali ha un certo margine di miglioramento, in particolare in Vallonia, dove l’accesso all’occupazione costituisce un limite importante per le persone in cerca di lavoro. Secondo il programma nazionale di riforma 2019, in tutte le regioni sono in corso importanti investimenti e riforme, mentre a livello federale, e in cooperazione con le regioni, sta avanzando il completamento della rete ferroviaria suburbana intorno a Bruxelles. Il Belgio ha adottato una legge per aprire il mercato dei servizi ferroviari nazionali, ma la quota di trasporto passeggeri fornita nell’ambito di obblighi di servizio pubblico con un contratto aggiudicato direttamente rimane molto elevata. Gli operatori privati di autobus non sono autorizzati a effettuare servizi interurbani. Le norme in materia di taxi variano a seconda delle autorità locali. Sebbene le regioni abbiano sviluppato piani di mobilità, la complessità del coordinamento impedisce una visione coerente della mobilità all’interno del Belgio e, eventualmente, con le città e le regioni frontaliere. L’autorità regolatrice delle ferrovie ha margine per sviluppare l’ambito di applicazione delle proprie attività normative.
               
            
                  (19)
               
               
                  Occorrono ingenti investimenti a sostegno della transizione energetica. Il rinnovo del vecchio patrimonio immobiliare, precedente all’introduzione della normativa energetica, contribuirà a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2020 e il 2030. La diffusione di combustibili alternativi è piuttosto scarsa. Sono necessari investimenti importanti per la produzione di energia elettrica, nonché per la capacità di interconnessione, reti intelligenti e stoccaggio e l’efficienza energetica.
               
            
                  (20)
               
               
                  Nonostante gli sforzi del governo, gli oneri normativi e amministrativi per le imprese rimangono ingenti e pesano sull’imprenditorialità. La tassazione è stata attenuata per le start-up e le piccole imprese, ma rimane complessa per gli investimenti finanziari. Il Belgio ha riformato il codice del diritto societario, con la riduzione del numero di forme giuridiche per le imprese, l’agevolazione della comunicazione elettronica con valore giuridico, la riduzione dei requisiti patrimoniali minimi e, secondo il programma nazionale di riforma 2019, la modifica della legge sull’insolvenza per includere in particolare le libere professioni. Nonostante gli sforzi elencati si registrano tuttavia forti ritardi per quanto riguarda i permessi di costruzione, costi elevati per le registrazioni degli immobili e tempi lunghi per i procedimenti giudiziari. La giustizia amministrativa si trova ad affrontare sfide dovute alla mancanza di risorse e a procedimenti lunghi, che causano importanti ritardi, in particolare per i permessi di costruzione ma anche per le procedure di appalto. Inoltre il coordinamento delle politiche in materia climatica, energetica, digitale e dei trasporti è complesso e può essere migliorato. La cooperazione tra le autorità doganali e le autorità di vigilanza del mercato non è ottimale, il che aumenta il rischio che merci non conformi entrino nell’Unione attraverso le frontiere belghe. La valutazione d’impatto potrebbe essere meglio integrata nel processo di elaborazione delle politiche. La qualità dei servizi pubblici digitali per le imprese è bassa. La mancanza di digitalizzazione del sistema giudiziario continua a rappresentare un problema serio, in particolare per la raccolta dei dati. Il completamento della digitalizzazione della giustizia è una condizione importante affinché la qualità del sistema giudiziario registri ulteriori progressi, come l’aggiornamento dei processi operativi e una migliore gestione delle risorse umane e finanziarie presso gli organi giurisdizionali.
               
            
                  (21)
               
               
                  Gli ostacoli alla concorrenza e agli investimenti in diversi servizi alle imprese ostacolano la crescita e la produttività. I tassi di ingresso dei nuovi fornitori di servizi sono notevolmente al di sotto della media dell’Unione, mentre i tassi di profitto sono superiori alla media dell’Unione. L’indicatore di restrittività della Commissione indica che il quadro normativo belga per i contabili, i consulenti fiscali, gli architetti e gli agenti immobiliari è notevolmente più restrittivo della media dell’Unione. Una legge di recente adozione ha introdotto requisiti più rigorosi per i consulenti in materia di brevetti. Secondo le stime dell’Ufficio federale di pianificazione, un’ambiziosa riduzione dell’onere normativo nei servizi legali, contabili e di architettura aumenterebbe la produttività del lavoro. Gli onorari regolamentati dei notai per le transazioni immobiliari sono considerevoli e si vanno ad aggiungere alle elevate tasse di registrazione. Le regioni non hanno riformato in modo uniforme i mestieri e le professioni commerciali. Il settore del commercio al dettaglio è ancora soggetto a restrizioni operative che ne ostacolano la produttività e scoraggiano gli investimenti. Il settore della grande distribuzione non presenta un livello di concorrenza ottimale, principalmente a causa di una forte concentrazione e di una lenta dinamica di entrata e di uscita. Secondo l’indicatore di restrittività per il commercio al dettaglio, il Belgio è il sesto Stato membro più restrittivo per quanto riguarda l’ambiente operativo per i dettaglianti. Il programma nazionale di riforma 2019 evidenzia le recenti riforme nella Regione di Bruxelles-Capitale volte a facilitare lo stabilimento di attività nel settore del commercio al dettaglio. Il mercato delle telecomunicazioni è caratterizzato da un elevato livello di concentrazione (ulteriormente accentuato da recenti acquisizioni) e da una scarsa concorrenza, come dimostrano anche i prezzi relativamente elevati dei servizi fissi rispetto ai paesi comparabili. Per quanto riguarda le reti fisse, il mercato del commercio al dettaglio è caratterizzato da duopoli geograficamente definiti, costituiti da operatori storici e da operatori di reti via cavo, il che può ostacolare alcuni operatori nella fornitura di servizi di telefonia fissa a pacchetto convergente. Il programma nazionale di riforma 2019 sottolinea che è stata adottata la riforma del diritto economico per migliorare la conformità del diritto della concorrenza e il funzionamento dell’Autorità belga garante della concorrenza, rendendo le procedure più efficienti e riducendo il rischio di ulteriori controversie dinanzi alla Cour des Marchés/Marktenhof. L’autorità belga garante della concorrenza dispone di risorse limitate rispetto alle risorse delle autorità analoghe di altri Stati membri.
               
            
                  (22)
               
               
                  La programmazione dei fondi dell’Unione per il periodo 2021-2027 potrebbe contribuire a colmare alcune delle lacune individuate nelle raccomandazioni, in particolare nei settori di cui all’allegato D della relazione per paese 2019, consentendo al Belgio di impiegare al meglio tali fondi per i settori individuati, tenendo conto delle disparità regionali.
               
            
                  (23)
               
               
                  Nell’ambito del semestre europeo 2019 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica del Belgio, che ha pubblicato nella relazione per paese 2019. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2019, il programma nazionale di riforma 2019 e il seguito dato alle raccomandazioni rivolte al Belgio negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica del Belgio, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, data la necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
               
            
                  (24)
               
               
                  Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2019 e il suo parere (8) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
               
            RACCOMANDA che il Belgio adotti provvedimenti nel 2019 e nel 2020 al fine di:
      
         1.   
         
            assicurare un tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superiore all’1,6 % nel 2020, corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,6 % del PIL; utilizzare le entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL; continuare riforme per garantire la sostenibilità di bilancio del sistema di assistenza a lungo termine e del sistema pensionistico, anche limitando le possibilità di uscita anticipata dal mercato del lavoro; migliorare la composizione e l’efficienza della spesa pubblica, in particolare mediante revisioni della spesa, e il coordinamento delle politiche di bilancio a tutti i livelli di governo per liberare risorse per investimenti pubblici;
         
      
      
         2.   
         
            eliminare i disincentivi al lavoro e rafforzare l’efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro, in particolare per le persone scarsamente qualificate, i lavoratori anziani e le persone provenienti da un contesto migratorio; migliorare l’efficienza e l’inclusività dei sistemi di istruzione e formazione e ovviare agli squilibri tra domanda e offerta di competenze;
         
      
      
         3.   
         
            incentrare la politica economica per gli investimenti sui trasporti sostenibili, con particolare riguardo al miglioramento delle infrastrutture ferroviarie, sulla transizione energetica e verso un’economia a basse emissioni di carbonio, sulla ricerca e l’innovazione, in particolare nel settore della digitalizzazione, tenendo conto delle disparità regionali; affrontare le crescenti sfide in materia di mobilità, potenziando gli incentivi ed eliminando gli ostacoli all’aumento della domanda e dell’offerta di mezzi di trasporto collettivo e a basse emissioni;
         
      
      
         4.   
         
            ridurre l’onere normativo e amministrativo al fine di incentivare l’imprenditorialità e di eliminare gli ostacoli alla concorrenza nel settore dei servizi, in particolare delle telecomunicazioni, del commercio al dettaglio e dei servizi professionali.
         
      
      
         Fatto a Bruxelles, il 9 luglio 2019
         
            
               Per il Consiglio
            
            
               Il presidente
            
            M.LINTILÄ
         
      
      
         (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
      
         (2)  Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25).
      
         (3)  GU C 136 del 12.4.2019, pag. 1.
      
         (4)  GU C 320 del 10.9.2018, pag. 1.
      
         (5)  Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
      
         (6)  Saldo corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum e temporanee, ricalcolato dalla Commissione utilizzando la metodologia concordata.
      
         (7)  La spesa pubblica primaria netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell’Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell’Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. La formazione lorda di capitale fisso finanziata a livello nazionale è spalmata su un periodo di quattro anni. Rientrano nel calcolo le misure discrezionali in materia di entrate o gli aumenti delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la spesa.
      
         (8)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.