CELEX: C2006/326/129
Language: it
Date: 2006-12-30 00:00:00
Title: Causa T-301/06: Ricorso presentato il 27 ottobre 2006 — Lemaître Sécurité/Commissione delle Comunità europee

30.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 326/60
            
         Ricorso presentato il 27 ottobre 2006 — Lemaître Sécurité/Commissione delle Comunità europee
   (Causa T-301/06)
   (2006/C 326/129)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente: Lemaître Sécurité SAS (La Walck, Francia) (Rappresentante: avv. D. Bollecker)
   
      Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               Dichiarare ricevibile il ricorso di annullamento presentato dalla società Lemaître Sécurité avverso la decisione della Commissione 28 agosto 2006 di chiusura del procedimento antidumping;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione 28 agosto 2006 di chiusura della procedimento antidumping ai sensi delle disposizioni dell'art. 231, primo comma, CE;
            
         
               —
            
            
               ordinare il riesame della chiusura del procedimento antidumping riguardante le calzature di sicurezza;
            
         
               —
            
            
               controllare il rispetto dell'esecuzione della sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee ai sensi dell'art. 233 CE;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con decisione 28 agosto 2006, 2006/582/CE (1), la Commissione ha deciso di chiudere il procedimento antidumping relativo alle importazioni di calzature con puntale protettivo originarie della Repubblica popolare cinese e dell'India, dopo il ritiro della denuncia da parte del denunziante principale, avvenuto a seguito della lettera della Commissione del 5 luglio 2006, la quale riconosceva, successivamente ad un'inchiesta da essa condotta, un dumping sulle calzature di sicurezza, ma respingeva l'istituzione di diritti antidumping in assenza di un interesse della Comunità europea alla loro applicazione. La ricorrente, produttore europeo di calzature di sicurezza, sostiene che, a causa dell'importazione di calzature provenienti dalla Cina e dall'India, essa subirebbe un danno di carattere economico e strategico in mancanza dell'adozione di provvedimenti diretti a ristabilire una concorrenza sana.
   A sostegno del suo ricorso la ricorrente avanza tre motivi.
   Il primo motivo è relativo al difetto di motivazione in quanto, secondo la ricorrente, la Commissione non esporrebbe in modo chiaro e inequivocabile le ragioni per le quali essa rifiuta di adottare provvedimenti antidumping.
   Il secondo motivo si riferisce alla violazione dell'art. 9, n. 1, del regolamento n. 384/96 (2), in combinato disposto con gli artt. 2, 3, lett. m), 127, n. 2, e 157, n. 1, CE, in quanto la Commissione non avrebbe correttamente valutato nel caso di specie l'esistenza di un interesse comunitario ad adottare provvedimenti antidumping.
   Con il suo terzo motivo la ricorrente sostiene che la Commissione avrebbe violato il principio del legittimo affidamento riconoscendo espressamente il dumping sulle calzature di sicurezza e rifiutando di adottare provvedimenti correttivi.
   
      (1)  GU 2006, L 234, pag. 33.
   
      (2)  2 Regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 1995, n. 384/96, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea, GU 1996, L 56, pag. 1, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005, GU L 340, pag. 17.