CELEX: C1998/055/37
Language: it
Date: 1998-02-20 00:00:00
Title: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro l'Irlanda, presentato il 19 dicembre 1997 (Causa C-431/97)

20.2.98                  IT                        Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                     C 55/19
La Commissione delle ComunitaÁ europee conclude che la                      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Amts-
Corte voglia:                                                               gericht di Colonia, con ordinanza 3 settembre 1997, nella
                                                                                 causa Jutta Johannes contro Dr. Hartmut Johannes
                                                                                                    (Causa C-430/97)
a) dichiarare che, rifiutando di rimborsare l'IVA ai sog-
     getti passivi non stabiliti all'interno del paese nel caso                                       (98/C 55/36)
     in cui tali soggetti passivi hanno subappaltato una
     parte del loro lavoro da un soggetto passivo stabilito
     in Francia, tale Stato membro eÁ venuto meno agli                      Con ordinanza 3 settembre 1997, pervenuta in cancelleria
     obblighi che gli incombono in virt della ottava diret-                il 19 dicembre 1997, nella causa Jutta Johannes contro Dr.
     tiva 6 dicembre 1979, n. 79/1072/CEE (1), e in partico-                Hartmut Johannes, l'Amtsgericht di Colonia ha sottoposto
     lare dall'art. 2;                                                      alla Corte di giustizia delle ComunitaÁ europee le seguenti
                                                                            questioni pregiudiziali:
b) condannare la Repubblica francese alle spese di causa.                   1. Se lo Statuto del personale delle ComunitaÁ europee, ed
                                                                                in particolare il suo allegato VIII Ð ModalitaÁ del
                                                                                regime delle pensioni Ð ed in particolare l'art. 27 di
Motivi e principali argomenti
                                                                                tale allegato, costituiscano una disciplina completa e
                                                                                tassativa dei diritti a pensione del coniuge divorziato
La Commissione respinge l'interpretazione che dell'art. 9,                      di un dipendente comunitario, la quale escluda ulte-
n. 2, lett. c), della sesta direttiva (2) danno le autoritaÁ                    riori pretese in base al diritto nazionale (nella fattispe-
francesi, le quali «riducono» la nozione di prestazione di                      cie: una ripartizione compensativa contrattuale dei
servizi di eliminazione di rifiuti a semplice esecuzione di                     diritti a pensione ai sensi della legge tedesca).
lavori su beni mobili corporali che dovrebbero essere
assoggettati ad imposta nel luogo in cui essi vengono                       2. Se sia compatibile con lo Statuto del personale delle
materialmente eseguiti. Una siffatta concezione della                           ComunitaÁ europee e con l'art. 6 del Trattato CE il
nozione di prestazione di servizi di eliminazione di rifiuti,                   fatto che la normativa di uno Statuto membro (nella
qualora questa rivesta carattere transfrontaliero, si risolve                   fattispecie la Germania) relativa alle conseguenze del
in una unilaterale e arbitraria ripartizione del diritto di                     divorzio assoggetti pi onerosamente ad una pretesa
imposizione allo Stato membro dove eÁ stabilito il presta-                      ad una ripartizione compensativa contrattuale dei
tore di servizi titolare del contratto principale. Inoltre il                   diritti a pensione un dipendente comunitario solo per-
punto di vista delle autoritaÁ francesi provoca una situa-                      cheÂ eÁ cittadino tedesco.
zione di estrema incertezza giuridica, non solo per l'opera-
tore considerato allorcheÂ questi determina, ad uso dei pro-
pri clienti, il regime IVA della propria prestazione nel con-
testo del contratto, ma anche per l'amministrazione fiscale
dello Stato membro nel quale tale soggetto passivo eÁ stabi-
lito. Una siffatta concezione arriva a creare situazioni
                                                                            Ricorso della Commissione delle ComunitaÁ europee contro
potenziali di doppia imposizione che l'art. 9 e, nella spe-
                                                                                       l'Irlanda, presentato il 19 dicembre 1997
cie, per l'esattezza, il relativo n. 1, consente di evitare assi-
curando una imposizione uniforme, omogenea e razionale                                              (Causa C-431/97)
delle prestazioni di servizio in considerazione nella Comu-                                           (98/C 55/37)
nitaÁ. Infine le autoritaÁ francesi procedono, ai fini della
determinazione del luogo di imposizione, a una vera e pro-
pria rilettura o interpretazione del contratto concluso tra il              Il 19 dicembre 1997, la Commissione delle ComunitaÁ
titolare del contratto principale e il suo cliente, e questo                europee, rappresentata dal signor Berend Jan Drijber,
senza che le autoritaÁ dello Stato membro di stabilimento                   membro del servizio giuridico, in qualitaÁ di agente, con
dove tale prestatore eÁ assoggettato a imposte siano state in               domicilio eletto in Lussemburgo presso il signor Carlos
grado di determinare se tale interpretazione non sia lesiva                 Gómez de la Cruz, membro del medesimo servizio giuri-
della loro propria competenza fiscale tale quale definita                   dico, Centre Wagner, ha presentato alla Corte di giustizia
nel contesto dell'art. 9 della sesta direttiva, e in partico-               delle ComunitaÁ europee un ricorso contro l'Irlanda.
lare, dal suo art. 9, n. 1.
                                                                            La ricorrente conclude che la Corte voglia:
(1) Ottava direttiva del Consiglio 6 dicembre 1979, n. 79/1072/
    CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati         1) dichiarare che l'Irlanda, non avendo emanato i provve-
    membri relative alle imposte sulla cifra di affari Ð ModalitaÁ
                                                                                dimenti legislativi, regolamentari ed amministrativi di
    per il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto ai soggetti pas-
    sivi non residenti all'interno del paese Ð, GU L 331 del                    trasposizione della direttiva del Consiglio 22 novembre
    27 dicembre 1979, pag. 11.                                                  1994, 94/57/CE (1), relativa alle disposizioni ed alle
(2) Sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, n. 77/388/CEE,                norme comuni per gli organi che effettuano le ispe-
    in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati mem-            zioni e le visite di controllo delle navi e per le perti-
    bri relativi alle imposte sulla cifra di affari Ð sistema comune            nenti attivitaÁ delle amministrazioni marittime, eÁ venuta
    di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme Ð,                 meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi del
    GU L 145 del 13 giugno 1977, pag. 1.                                        Trattato e della direttiva medesima;
                                                                            2) condannare l'Irlanda alle spese del giudizio.
 ---pagebreak--- C 55/20                 IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                      20.2.98
Motivi e principali argomenti                                          La Commissione eÁ consapevole del fatto che la disciplina
                                                                       transitoria dell'art. 28, n. 3, lett. b) (in combinato disposto
                                                                       con l'allegato F, n. 26) della sesta direttiva e l'imposizione
L'art. 189 del Trattato CE, ai sensi del quale la direttiva            differenziata dell'oro in alcuni Stati membri conducono a
vincola tutti gli Stati membri per quanto attiene al risul-            distorsioni di concorrenza. Per tale motivo, la Commis-
tato da raggiungere, implica l'obbligo per gli Stati membri            sione ha sin dal 28 ottobre 1992 presentato una proposta
di rispettare il termine previsto nella direttiva ai fini della        di direttiva relativa alle norme speciali da applicare
sua trasposizione. Tale periodo eÁ scaduto il 31 dicembre              all'oro, la quale prevede una generale esenzione per le ope-
1995 senza che l'Irlanda abbia emanato i provvedimenti di              razioni aventi ad oggetto il cosiddetto oro da investimento,
trasposizione della direttiva menzionata nelle conclusioni             noncheÂ l'abrogazione delle menzionate norme transitorie.
della Commissione.                                                     Tuttavia il Consiglio non ha adottato finora una direttiva
                                                                       a questo riguardo. Nel caso di specie, tuttavia, la que-
(1) GU L 319 del 12.12.1994, pag. 20.                                  stione non eÁ se la controversa esenzione fiscale fosse stata
                                                                       o no necessaria per la protezione del mercato tedesco del-
                                                                       l'oro, quanto quella se tale esenzione costituisca uno stru-
                                                                       mento non autorizzato dalla sesta direttiva per scongiurare
                                                                       le conseguenze di distorsioni di concorrenza esistenti sul
                                                                       mercato nazionale.
Ricorso della Commissione delle ComunitaÁ europee
contro la Repubblica federale di Germania, presentato                  Infine, la Repubblica federale di Germania fa erronea-
                      il 22 dicembre 1997                              mente richiamo alla dichiarazione del Consiglio e della
                        (Causa C-432/97)                               Commissione sull'art. 1, n. 1, lett. e), della direttiva del
                                                                       Consiglio 92/77/CEE, in materia di ravvicinamento delle
                           (98/C 55/38)                                aliquote dell'IVA. Tale dichiarazione deve essere intesa nel
                                                                       contesto della disposizione alla quale fa riferimento, vale a
                                                                       dire l'art. 12, n. 3, lett. e), della sesta direttiva. Ai sensi
Il 22 dicembre 1997 la Commissione delle ComunitaÁ euro-               del secondo comma, prime due frasi, di questa disposi-
pee, rappresentata dai signori Enrico Traversa, membro                 zione, gli Stati membri prendono tutte le misure necessarie
del servizio giuridico, e Andreas Buschmann, esperto                   per combattere le frodi nel settore dell'oro a decorrere dal
nazionale messo a disposizione del servizio giuridico della            1o gennaio 1993 (tra queste misure, l'introduzione di un
Commissione, con domicilio eletto in Lussemburgo presso                sistema di deduzione a monte per l'acquirente). In questa
il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro del servizio                 disposizione non si rinviene alcun addentellato per un pi
giuridico della Commissione, Centre Wagner C-254,                      ampio potere degli Stati membri. Secondo la giurispru-
Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle           denza della Corte, tuttavia, non eÁ possibile far richiamo
ComunitaÁ europee un ricorso contro la Repubblica fede-                ad una dichiarazione per l'interpretazione di una disposi-
rale di Germania.                                                      zione del diritto comunitario, qualora il contenuto della
                                                                       dichiarazione non abbia trovato alcuna espressione nella
                                                                       disposizione di cui trattasi, e pertanto non abbia alcuna
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                       rilevanza giuridica.
1) dichiarare che la Repubblica federale di Germania eÁ                (1) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
     venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza
     degli artt. 2 e 28 bis, n. 1, lett. a), della sesta direttiva
     del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE (1), in
     materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati
     membri relative alle imposte sulla cifra di affari Ð
     Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base
     imponibile uniforme, come da ultimo modificata,                   Ricorso della IPK München GmbH avverso la sentenza del
     avendo esentato dall'imposta sul valore aggiunto le               Tribunale di primo grado delle ComunitaÁ europee (Prima
     operazioni aventi ad oggetto lingotti d'oro, monete               Sezione) 15 ottobre 1997, nella causa T-331/94, IPK
     d'oro aventi valore di mezzi legali di pagamento e oro            München contro Commissione delle ComunitaÁ europee,
     non lavorato, noncheÂ l'intermediazione in tali opera-                            proposto il 22 dicembre 1997
     zioni.                                                                                  (Causa C-433/97 P)
                                                                                                 (98/C 55/39)
2) Condannare la Repubblica federale di Germania alle
     spese del procedimento.
                                                                       Il 22 dicembre 1997, la IPK München GmbH, rappresen-
Motivi e principali argomenti                                          tata dall'avv. dr. Hans-Joachim Prieû, Place des Barricades
                                                                       13, B-1000 Bruxelles, ha proposto dinanzi alla Corte di
                                                                       giustizia delle ComunitaÁ europee un ricorso avverso la sen-
L'esenzione, istituita dalla Repubblica federale a decorrere           tenza del Tribunale di primo grado delle ComunitaÁ euro-
dal 1o gennaio 1993, e disposta dal § 4, n. 8, lett. k) del-           pee (Prima Sezione) 15 ottobre 1997, nella causa T-331/
l'Umsatzsteuergesetz (legge relativa all'imposta sul giro di           94, IPK München GmbH contro Commissione delle
affari), non trova alcun fondamento nella sesta direttiva.             ComunitaÁ europee.