CELEX: 31992R2800
Language: it
Date: 1992-09-25 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 2800/92 della Commissione, del 25 settembre 1992, che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di ossido di magnesio originario della Repubblica popolare cinese

Avis juridique important

|

31992R2800

Regolamento (CEE) n. 2800/92 della Commissione, del 25 settembre 1992, che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di ossido di magnesio originario della Repubblica popolare cinese  

Gazzetta ufficiale n. L 282 del 26/09/1992 pag. 0023 - 0030

REGOLAMENTO (CEE) N. 2800/92 DELLA COMMISSIONE  del 25 settembre 1992  che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di ossido di magnesio originario della Repubblica popolare cineseLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ  EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paese non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,  previe consultazioni in seno al comitato consultivo previsto dal suddetto regolamento,  Considerando quando segue:  A. PROCEDURA  (1) Nell'ottobre 1991 la Commissione ha annunciato, mediante avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comuinità di ossido di magnesio, comunemente  denominato magnesia caustica, di cui ai codici NC 2519 90 10 e ex 2519 90 90, originario della Repubblica popolare cinese.  Durante l'inchiesta, è stato dimostrato che il prodotto importato con il codice NC 2519 90 10 era in realtà magnesia fusa, e che la magnesia caustica viene importata con il codice NC ex 2519 90 90.  (2) La Commissione ha ufficialmente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore ed i ricorrenti.  Essa ha chiesto inoltre alle parti interessate di rispondere ai questionari loro inviati e ha dato loro la possibilità di rendere note le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.  (3) Tutti i produttori comunitari ricorrenti, che rappresentano l'intera produzione comunitaria di magnesia caustica naturale, hanno risposto ai questionari. A nome dei produttori comunitari, Eurométaux ha reso note le sue osservazioni per iscritto e ha  chiesto e ottenuto di essere sentita dalla Commissione.  (4) Cinque organizzazioni commerciali cinesi, in appresso denominate « esportatori cinesi » (Liaoning Metals &  Minerals Import and Export Corporation, China Metallurgical Import and Export Corporation, Citic Trading Inc., China Metallurgical Import and  Export Corporation, Dalian Branch, China National Minerals Import and Export Corporation), hanno risposto ai questionari.  Inoltre, la Camera di commercio cinese per gli importatori e gli esportatori di metalli, minerali e prodotti chimici, principale organizzazione della Repubblica popolare cinese in materia di commercio di magnesia caustica, ha reso note per iscritto le  osservazioni degli esportatori cinesi che hanno collaborato all'inchiesta. Questa organizzazione e i suddetti esportatori hanno chiesto e ottenuto di essere sentiti dalla Commissione.  Il raffronto con le statistiche ufficiali Eurostat ha dimostrato chiaramente che i cinque esportatori cinesi che hanno collaborato all'inchiesta rappresentavano circa il 55 % delle esportazioni nella Comunità di magnesia caustica proveniente dalla  Repubblica popolare cinese e che, a parte i dati Eurostat, non si disponeva di altre informazioni sulle esportazioni degli altri esportatori cinesi.  (5) La Commissione ha inviato questionari agli importatori elencati nella denuncia.  Altri quattro importatori si sono manifestati presso la Commissione entro il termine precisato nell'avviso di apertura.  Dal raffronto con le statistiche ufficiali Eurostat, è risultato che gli importatori comunitari che hanno collaborato all'inchiesta rappresentavano circa il 56 % delle importazioni nella Comunità di magnesia caustica proveniente dalla Repubblica  popolare cinese.  (6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di un accertamento preliminare del dumping e del pregiudizio che ne consegue. A tale scopo, essa ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:  a) produttori comunitari:  - Grecian Magnesite SA, Atene, Grecia,  - Magnomin SA, Salonicco, Grecia,  - Magnesitas Navarras, Pamplona, Spagna,  - Magnesitas De Rubian, Lugo, Spagna,  b) importatori nella Comunità:  - Lehmann &  Voss, Amburgo, Germania,  - Brown &  Gilimer, Dublino, Irlanda,  - Van Mannekus, Rotterdam, Paesi Bassi,  - N. Geurtsen, Hilversum, Paesi Bassi,  - GBG Ltd, Banstead, Regno Unito,  - Colin Stewart Minchem, Windsford, Regno Unito.  (7) L'inchiesta relativa al dumping riguardava il periodo dal 1o luglio 1990 al 30 giugno 1991 (periodo dell'inchiesta).  B. PRODOTTO IN QUESTIONE E PRODOTTO SIMILE  1. Prodotto  (8) Il prodotto oggetto della procedura è la magnesia caustica naturale, in appresso denominata « magnesia caustica ». In realtà, si tratta di carbonato di magnesio naturale. Per produrre la magnesia caustica, il minerale viene estratto, frantumato,  vagliato e arrostito in un forno a temperature comprese tra 700 e 1 000 °C. Il tenore di MgO (ossido di magnesio) della magnesia caustica varia tra l'80 % e il 98 %. Le principali impurezze sono costituite da SiO2, Fe2O3, Al2O3, CaO e B2O3 (ossido di  silicio, ossido di ferro, ossido di alluminio, ossido di calcio e ossido di boro). La magnesia caustica viene utilizzata in agricoltura come alimento per gli animali o come fertilizzante, nell'edilizia serve invece per le pavimentazioni e i pannelli  isolanti, mentre la sua principale applicazione industriale è la produzione di pasta da carta e carta.  2. Prodotto simile  (9) Per quanto riguarda la definizione del prodotto simile ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha riscontrato che, indipendentemente dall'origine, la magnesia caustica deve essere considerata un  prodotto unico, con le stesse caratteristiche fisiche e chimiche di base e con le stesse applicazioni.  (10) A tale riguardo, la Commissione ha accertato che tutta la magnesia caustica viene prodotta a partire da depositi minerali simili per quanto riguarda il tenore di magnesite grezza e l'esistenza di impurezze. Il minerale viene estratto e trattato in  modi analoghi, e utilizzato per fabbricare lo stesso tipo di prodotti. È anche vero che, a livello internazionale, i metodi di estrazione, il tenore di magnesite del deposito, la quantità di impurezze e il processo di fabbricazione possono variare da  una miniera all'altra.  Queste differenze, tuttavia, non hanno un'incidenza di rilievo sul prodotto finale e non sono tali da giustificare le affermazioni cinesi secondo cui la magnesia caustica prodotta nella Repubblica popolare cinese è unica per quanto riguarda i metodi e i  processi utilizzati nella fabbricazione, nonché per le caratteristiche chimiche e fisiche della magnesite.  (11) La magnesia caustica può avere diversi tenori di MgO (ossido di magnesio) e il prodotto finale non è chimicamente uniforme. Nondimeno, la Commissione non ha riscontrato una chiara e netta divisione che consenta di classificare la magnesia caustica  in tutta una serie di prodotti simili diversi. Le distinzioni tra i vari tenori sono rese praticamente impossibili dall'uso combinato, dato che, per gli stessi scopi, i consumatori utilizzano magnesiti di diverso tenore, provenienti da fonti diverse.  La Commissione, pertanto, non può accertare quanto affermato dagli esportatori cinesi, vale a dire che la magnesia caustica cinese è unica per quanto riguarda l'applicazione del prodotto finale, dato che i diversi tipi del prodotto finale sono  palesemente analoghi e in concorrenza gli uni con gli altri. I consumatori considerano che tutti i tipi di magnesite siano destinati ad essere utilizzati in agricoltura, nell'edilizia e nell'industria, indipendentemente dalla fonte. Le differenze tra i  costi di produzione dei diversi tipi non incidono sul prodotto finale, e sono state tenute in considerazione nel costruire il valore normale (vedi considerando 17).  (12) La Commissione ritiene pertanto che tutte le qualità di magnesia caustica debbano essere considerate un unico prodotto simile.  C. DUMPING  1. Valore normale  (13) Per accertare se le importazioni di magnesia caustica originarie della Repubblica popolare cinese fossero oggetto di dumping, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che la Cina non è un paese ad economia di mercato e, pertanto, ha basato i  suoi calcoli sul valore normale del prodotto in questione in un'economia di mercato. A tale proposito, il ricorrente aveva proposto l'Austria, aggiungendo però che qualsiasi altro paese produttore di magnesia caustica avrebbe costituito un riferimento  appropriato.    Gli esportatori cinesi hanno sollevato obiezioni per tutti i paesi di riferimento, adducendo l'inesistenza di un prodotto simile. Per i motivi sopra illustrati, questa obiezione è stata respinta ai fini delle conclusioni provvisorie.  Dati i livelli di sviluppo economico più paragonabili dell'India, del Brasile e della Cina, si è preso contatto con una società brasiliana e con una indiana, ma soltanto la Tamilnadu Magnesite Ltd (India) ha debitamente compilato il questionario della  Commissione. Per motivi particolari della società, tuttavia, si è rivelato impossibile organizzare una visita di controllo presso la Tamilnadu Magnesite Ltd prima del settembre 1992. Si propone di prendere l'India come paese di riferimento per le misure  definitive.  (14) Per non ritardare eccessivamente la procedura, la Commissione ha calcolato il valore normale in base alle informazioni ricevute dalla Turchia per quanto riguarda la magnesia calcinata a morte, nell'ambito di una procedura antidumping in corso (3).  Questo modo di procedere è ritenuto appropriato, poiché il trattamento della magnesite fino all'arrostimento ed oltre questa fase è sostanzialmente lo stesso per la magnesia calcinata a morte e per la magnesia caustica. Le vendite interne del produttore  turco di magnesia caustica, però, non sono state giudicate sufficienti per essere rappresentative rispetto alle esportazioni cinesi.  (15) Nel procedimento relativo alla magnesia calcinata a morte, la Commissione ha cercato di valutare se la scelta della Turchia come paese di riferimento fosse giustificata. Il paese di riferimento deve essere scelto in base a criteri quali il livello  di sviluppo economico, l'accesso alle materie prime, la situazione concorrenziale e la rappresentatività del suo mercato in rapporto ai quantitativi esportati dal paese esportatore.  La Turchia è un paese ad economia di mercato con un livello di sviluppo paragonabile a quello della Cina, almeno per quanto riguarda il settore in questione. Come si è già detto (considerando 10) i produttori turchi utilizzano per la materia prima un  processo di estrazione simile a quello degli esportatori cinesi. Inoltre, le tre società turche che vendono sul mercato interno sono in concorrenza le une con le altre. La loro produzione interna di magnesia calcinata a morte è quantitativamente  rappresentativa in relazione alle esportazioni cinesi. Infine, nessuna delle parti interessate ha sollevato obiezioni in merito alla scelta della Turchia. La Commissione ritiene pertanto che la Turchia costituisca un paese di riferimento appropriato ai  fini delle conclusioni provvisorie.  (16) Quanto a sapere se, per determinare il valore normale, ci si possa basare sui prezzi di vendita del mercato interno turco, l'inchiesta in Turchia ha dimostrato l'esistenza di restrizioni all'importazione di magnesia calcinata a morte, che possono  incidere sulla concorrenza tariffaria in Turchia. Inoltre, nel mercato turco la maggior parte delle vendite di magnesia calcinata a morte avviene tra società collegate, e quindi non nel corso di normali operazioni commerciali. La Commissione ritiene  pertanto inopportuno basare il valore normale sui prezzi di vendita. Nondimeno, i costi di produzione per l'estrazione e la trasformazione vengono determinati in modo competitivo, come dimostra il frequentissimo uso di subfornitori, selezionati mediante  gara d'appalto.  A norma dell'articolo 2, paragrafo 5, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, si è pertanto ritenuto necessario, ai fini delle conclusioni provvisorie, stabilire il valore normale in base al costo di produzione del produttore che ha collaborato  all'inchiesta.  (17) Per ciascun tipo di magnesia calcinata a morte, il valore costruito è stato determinato sommando tutti i costi di produzione, fissi e variabili, sostenuti nel corso di normali operazioni commerciali, a cui è stato aggiunto un importo ragionevole  per le spese interne di vendita e amministrative sostenute per questo prodotto durante il periodo dell'inchiesta, in base alle informazioni di cui disponeva la Commissione.  Gli esportatori cinesi hanno obiettato che i costi calcolati basandosi su un paese diverso dalla Cina dovrebbero riflettere il fatto che, in Cina, i costi dell'estrazione della materia prima e della trasformazione prima dell'arrostimento sono meno  elevati. La Commissione ha tenuto conto della situazione specifica della Cina e accetta il fatto che, data la purezza del deposito cinese, in questo paese non sono necessarie determinate fasi di cernita e arricchimento (4), che sono invece necessarie in  Turchia. Per tale motivo, questi costi specifici della Turchia, pari al 25 % dei costi di produzione turchi, sono stati detratti dal costo di produzione nel calcolare il valore normale.  (18) Si è potuto stabilire un equo margine di utile in base alle informazioni disponibili per quanto riguarda gli utili necessari all'industria turca della magnesia calcinata a morte onde sostenere gli investimenti richiesti per mantenere la produzione  all'attuale livello di efficienza tecnica. Si ritiene inoltre che questo margine garantisca un rendimento accettabile dei capitali investiti.  2. Prezzi all'esportazione  (19) I prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili dagli importatori che hanno collaborato all'inchiesta per la magnesia caustica esportata nella Comunità.  D. CONFRONTO  (20) Nel confrontare il valore normale e i prezzi all'esportazione, a norma dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha tenuto conto delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi.  Il confronto è stato effettuato allo stadio franco fabbrica, transazione per transazione, e nella stessa fase commerciale.  Nel caso del valore normale, si sono effettuati adeguamenti in base ai dati ottenuti in Turchia per quanto riguarda il trasporto interno e le spese di assicurazione, movimentazione e imballaggio.  Per garantire un equo confronto, si è tenuto conto delle diverse caratteristiche fisiche. A tale riguardo, la Commissione ha riscontrato che il produttore turco non produceva tutti i tipi di MgO esportati dai produttori cinesi. La Commissione, pertanto,  ha adeguato il valore normale per la magnesia calcinata a morte in funzione dell'intera gamma di tipi di MgO, tenendo conto delle differenze tra i costi di produzione di ciascun tipo sostenuti dal produttore turco.  In secondo luogo, per ottenere un valore normale costruito per la magnesia caustica, si è tenuto conto del fatto che i costi di arrostimento di quest'ultima sono inferiori del 23 % a quelli sostenuti per produrre la magnesia calcinata a morte. Si è  pertanto effettuato un adeguamento del 23 % del costo di produzione.  Nel caso dei prezzi all'esportazione, per ottenere i prezzi fob si sono detratti dai prezzi all'esportazione il nolo marittimo e le spese assicurative per il trasporto dalla Cina; in base ai dati disponibili in Turchia, si sono inoltre effettuate  detrazioni relative ai costi di trasporto interno, assicurazione, movimentazione e imballaggio.  (21) Gli esportatori cinesi hanno dichiarato che, rispetto al prodotto simile turco, la magnesia caustica cinese dovrebbe essere considerata un prodotto non puro al 99 %, dati i prezzi inferiori connessi all'esistenza di impurezze chimiche e il  deterioramento che avviene durante il trasporto e il magazzinaggio.  La Commissione, però, non ha riscontrato differenze di prezzo tra la magnesia caustica turca e cinese, e non ha neppure constatato una qualità inferiore del prodotto cinese causata da impurezze chimiche o da deterioramenti subiti durante il trasporto.  Secondo la Commissione, pertanto, non è stata dimostrata l'esistenza di differenze di prezzi causate da queste presunte differenze. A norma dell'articolo 2, paragrafo 9, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88, pertanto, le richieste sono state  respinte ai fini delle conclusioni provvisorie.  E. MARGINE DI DUMPING  (22) Il valore normale, determinato come descritto più sopra, è stato confrontato, transazione per transazione, con i prezzi all'esportazione.  Dall'esame preliminare dei fatti risulta che le importazioni di magnesia caustica avvengono in dumping. Il margine di dumping è pari alla differenza tra il valore normale e il prezzo all'esportazione nella Comunità. Se lo si calcola in percentuale della  media ponderata del valore cif delle importazioni in questione, tale margine è di 34 ECU/t.  I cinque esportatori cinesi che hanno collaborato all'inchiesta sostengono di aver agito autonomamente, e pertanto ritengono di aver diritto a margini di dumping individuali. Tuttavia, si tratta di organizzazioni controllate dallo Stato, e non di joint  venture tra società cinesi e straniere. La Commissione, pertanto, ritiene opportuno respingere la richiesta per la non indipendenza degli esportatori.  F. PREGIUDIZIO  1. Fattori connessi alle importazioni in dumping  a) Volume  (23) In base ai dati Eurostat relativi al codice NC 2519 90 90, le importazioni originarie della Repubblica popolare cinese sono passate da 72 000 t nel 1988 ad oltre 120 000 t nel periodo dell'inchiesta; la Cina è pertanto il primo esportatore di  magnesia caustica nella Comunità.  b) Quota di mercato  (24) Nel calcolare il consumo totale di magnesia caustica sul mercato comunitario, la Commissione ha aggiunto le vendite dei produttori comunitari nella Comunità alle importazioni totali nella Comunità del codice NC 2519 90 90. Questo totale è stato poi  adeguato in funzione delle riesportazioni dalla Comunità. Si è così stimato un consumo totale di 341 000 t nel 1988 e di 368 000 t nel periodo dell'inchiesta. La quota di mercato degli esportatori cinesi ha registrato un incremento considerevole,  passando dal 21 % nel 1988 al 32 % durante il periodo dell'inchiesta, contro un ampliamento del mercato dell'8 % tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta, quando le importazioni dalla Cina sono aumentate del 67 %.  c) Prezzi  (25) Per quanto riguarda l'erosione dei prezzi, dai dati Eurostat risulta che gli esportatori cinesi hanno ridotto del 20 % i loro prezzi tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta. La diminuzione, nello stesso periodo, dei prezzi degli importatori che  hanno collaborato all'inchiesta, su cui ci si è basati per calcolare il margine di dumping, è addirittura superiore a quella indicata da Eurostat.  La Commissione ha confrontato altresì il prezzo medio delle importazioni provenienti dalla Cina (allo stadio franco frontiera comunitaria, al netto dei dazi) con i prezzi di vendita, calcolati allo stadio franco fabbrica sulla base di una media mensile,  dello stesso tipo di prodotti venduti dai prodotti comunitari. Per ciascuna transazione all'importazione, il prezzo si è rivelato inferiore a quello dei produttori comunitari.  Durante il periodo dell'inchiesta, si è riscontrata una sottoquotazione del 37,7 % rispetto ai prezzi di vendita dei produttori CEE.  2. Fattori connessi alla situazione dell'industria comunitaria  a) Produzione  (26) Durante il periodo dell'inchiesta, la produzione comunitaria di magnesia caustica è stata pari al 92 % dei livelli 1988.  b) Potenziale e sfruttamento del potenziale  (27) Per calcolare lo sfruttamento del potenziale, la Commissione si è basata sulla capacità totale disponibile per la produzione di magnesia calcinata a morte e di magnesia caustica, ed ha assegnato la capacità di produzione in proporzione alla  produzione annuale effettiva di entrambi i prodotti.  Su queste basi, si è riscontrato che lo sfruttamento del potenziale comunitario è calato dal 77 % nel 1988 al 67 % durante il periodo dell'inchiesta.  c) Scorte  (28) I livelli delle scorte sono calati del 17 % tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta.  d) Vendite e quota di mercato  (29) Le vendite dei produttori comunitari sul mercato CEE sono diminuite quantitativamente del 9 % tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta.  La quota di mercato dei produttori comunitari è calata dal 53 % nel 1988 al 45 % nel periodo dell'inchiesta, in un momento di espansione del mercato (vedi considerando 24).  e) Prezzi  (30) In media, i prezzi sono calati del 13 % tra il 1988 e il periodo di riferimento, in quanto i produttori comunitari hanno tentato di allinearsi ai prezzi di dumping cinesi per tentare di mantenere la loro quota di mercato.  f) Utili  (31) I risultati finanziari dei produttori comunitari hanno cominciato a deteriorarsi nel 1988. Durante il periodo dell'inchiesta, i produttori comunitari hanno sostenuto perdite o subito una radicale diminuzione degli utili sulle vendite.  g) Occupazione  (32) Per quanto riguarda la situazione occupazionale nell'industria comunitaria, si è avuto un calo del 13 % tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta.  3. Conclusione  (33) Visti il calo della produzione, dello sfruttamento del potenziale e dei quantitativi venduti, e le perdite subite a livello di quota di mercato e di utili sulle vendite, la Commissione ritiene che l'industria comunitaria abbia subito un grave  pregiudizio ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88.   G. NESSO CAUSALE TRA IL PREGIUDIZIO E LE IMPORTAZIONI IN DUMPING  1. Effetto delle importazioni in dumping  (34) Raffrontando il volume e i prezzi delle importazioni in dumping provenienti dalla Cina con le vendite e la quota di mercato dell'industria comunitaria, la Commissione ha riscontrato che il deterioramento della situazione economica di quest'ultima  era coinciso con l'incremento in volume delle importazioni di magnesia caustica cinese. Gli esportatori cinesi, infatti, hanno beneficiato dell'incremento dell'inchiesta a scapito dell'industria comunitaria.  (35) La Commissione ha stabilito che, nello scegliere le fonti di approvvigionamento, i clienti si basavano soprattutto sui prezzi. Le considerevoli sottoquotazioni dei produttori cinesi dovute agli effetti del dumping, pertanto, hanno avuto  un'incidenza diretta sul volume delle vendite e sulle perdite dell'industria comunitaria, che si è trovato nell'impossibilità di vendere ad un livello di prezzo tale da garantirle un utile.  2. Incidenza di altri fattori  (36) La Commissione ha cercato di valutare se il pregiudizio subito dall'industria comunitaria fosse stato causato da altri fattori.  Si è determinato che, nel periodo dell'inchiesta, la quota di mercato della Corea del Nord, mercato di dimensioni analoghe a quello cinese, era dell'8 %. Anche se queste importazioni hanno causato qualche pregiudizio, ciò non altera la conclusione della  Commissione secondo la quale le importazioni cinesi, prese singolarmente, hanno arrecato grave pregiudizio. Comunque sia, la Commissione sorveglierà la situazione con estrema attenzione (vedi considerando 42).  (37) Gli esportatori cinesi hanno affermato che le importazioni provenienti dal loro paese non possono aver causato il pregiudizio subito dai produttori comunitari per quanto riguarda i tipi di magnesia con tenore di MgO superiore al 91 %. Essi  affermano infatti che, in genere, la Cina non esporta nella Comunità questo tipo di prodotto.  Esistono tuttavia prove inconfutabili che, durante il periodo dell'inchiesta, gli esportatori cinesi hanno esportato questo tipo di prodotti a prezzi di dumping. Inoltre, il prodotto simile comprende tutti i tenori, che vengono frequentemente mescolati  (vedi considerando 11). Il pregiudizio deve essere accertato su base globale per il prodotto simile, e sarebbe arbitrario determinarlo a seconda del tenore.  (38) Secondo gli esportatori cinesi, alcuni importatori e alcuni utilizzatori finali, le applicazione sono diverse per il prodotto cinese e per quello comunitario. In particolare, alcuni produttori di carta e pasta da carta e di fertilizzanti  artificiali possono utilizzare, nei processi di fabbricazione, soltanto la magnesia cinese, per la sua particolare struttura chimica. Gli utilizzatori finali, inoltre, adducono di non poter utilizzare la magnesia caustica fornita dai produttori  comunitari per produrre carta o fertilizzanti liquidi, in quanto essa dà luogo a depositi che devono essere eliminati mediante un procedimento supplementare.  La Commissione riconosce che le importazioni a basso prezzo di magnesia caustica originarie della Cina hanno costretto alcuni produttori di carta, pasta da carta e fertilizzanti artificiali ad adeguare i loro processi di fabbricazione in modo da poter  utilizzare la magnesia cinese, cessando quindi di rifornirsi presso l'industria comunitaria.  A tale riguardo, la Commissione fa notare che, in primo luogo, l'industria comunitaria è un fornitore potenziale di tutti i tipi di magnesia caustica. In secondo luogo, l'adeguamento dei processi di fabbricazione per utilizzare la magnesia cinese è  dovuto ai livelli di prezzo delle importazioni cinesi per le quali sono state riscontrate pratiche di dumping.  Le società possono continuare ad acquistare la magnesia caustica dai loro normali fornitori in Cina, a prezzi equi, oppure possono comprare un prodotto con caratteristiche chimiche affini dai produttori comunitari o di altra provenienza.  (39) Gli esportatori cinesi hanno sostenuto che tutti i pregiudizi subiti dall'industria comunitaria sono dovuti alla sua stessa inefficienza. La Commissione, però, non può accettare questa argomentazione, che è in contraddizione con gli elementi di  prova di cui essa dispone secondo i quali, a seguito dei programmi di modernizzazione, i produttori comunitari sono generalmente efficienti quanto le loro controparti di tutto il mondo.  3. Conclusione  (40) La Commissione conclude che, prese singolarmente, le importazioni in dumping di magnesia caustica originaria della Repubblica popolare cinese hanno causato grave pregiudizio all'industria comunitaria.  H. INTERESSE DELLA COMUNITÀ  (41) Per stabilire se fosse nell'interesse della Comunità intervenire al fine di prevenire il pregiudizio causato durante la procedura, la Commissione si è basata sul fatto che, in genere, i dazi antidumping mirano a far cessare le distorsioni di  concorrenza dovute alle pratiche commerciali sleali, ripristinando una concorrenza aperta e leale sul mercato comunitario il che, fondamentalmente, è nell'interesse generale della Comunità.  Per quanto riguarda la presente procedura, la Commissione è del parere che, se non si prendono le misure necessarie per neutralizzare gli effetti delle importazioni cinesi in dumping, le imprese che ancora producono magnesia caustica potrebbero vedersi  costrette a chiudere. Le perdite annuali o le forti diminuzioni di utili costituiscono già un grave problema per tutti i produttori comunitari, nonostante i loro tentativi di abbassare i costi riducendo il livello di occupazione, servendosi di  subfornitori, diminuendo le scorte, aumentando l'efficienza e migliorando gli impianti di produzione.  Secondo la Commissione, non sarebbe nell'interesse della Comunità abbandonare un'industria strutturalmente solida in un momento in cui, a causa di una concorrenza sleale, sta subendo un grave pregiudizio che ne compromette la vitalità a breve termine.  (42) In materia d'interesse comunitario, gli esportatori cinesi hanno addotto due argomentazioni principali.  In primo luogo, non è nell'interesse della Comunità prendere misure inefficaci. Essi affermano che le misure antidumping nei confronti delle esportazioni cinesi non avrebbero alcun effetto positivo per i produttori CEE, in quanto verrebbero ostituite da  altre importazioni a basso prezzo, provenienti soprattutto dalla Corea del Nord.  La Commissione ha valutato il probabile impatto di queste misure sul mercato della magnesia caustica, riscontrando che la tendenza viene dettata dai prezzi degli esportatori cinesi, a cui gli altri esportatori si allineano. Si può quindi prevedere che  anche gli altri esportatori aumenterebbero i prezzi a seguito dell'istituzione di dazi antidumping.  Pertanto, considerato anche che non state presentate denunce nei confronti di altri esportatori, la Commissione ritiene che, per il momento, non esistano motivi sufficienti per agire nei confronti delle importazioni provenienti dalla Corea del Nord.  Tuttavia, essa sorveglierà attentamente la situazione. Qualora le importazioni cinesi dovessero essere largamente sostituite dalle importazioni provenienti dalla Corea del Nord, e quindi non si eliminasse il pregiudizio, la Commissione potrebbe rivedere  la sua posizione e prendere in considerazione un'azione appropriata.  (43) Secondo gli esportatori cinesi, inoltre, non è nell'interesse della Comunità aumentare i costi per gli utilizzatori finali mediante misure antidumping, in quanto ciò comprometterebbe gravemente la possibilità per gli utilizzatori finali di  competere sui mercati internazionali, con conseguenti problemi di disoccupazione in queste industrie.  La Commissione, però, ritiene che questa argomentazione non sia sufficientemente suffragata da elementi di prova. Fatta eccezione, eventualmente, per l'industria della carta e della pasta da carta, la magnesia caustica costituisce infatti una parte  assai modesta delle spese generali degli utilizzatori finali.  Se non si prendono misure, la situazione dell'industria comunitaria della magnesia caustica, già critica, subirà un ulteriore deterioramento che potrebbe portare a chiusure totali. I risultati negativi di tale situazione sarebbero tali che, nella  migliore delle ipotesi, l'industria comunitaria della magnesia caustica naturale avrebbe dimensioni estremamente ridotte, con conseguenti perdite a livello di ricerca, sviluppo e occupazione. Gli utilizzatori finali, pertanto, sarebbero ancora più  dipendenti dalle importazioni. A lungo termine, inoltre, la minore concorrenza farebbe aumentare i prezzi. Se si confrontano questi effetti negativi con l'interesse a breve termine degli utilizzatori che beneficerebbero delle forniture a basso prezzo, è  evidente che, nell'interesse della Comunità, è più opportuno sostenere a lungo termine un industria vitale della magnesia caustica.  (44) In considerazione di quanto precede, la Commissione ha concluso che è nell'interesse della Comunità adottare misure per prevenire il pregiudizio causato alla produzione comunitaria dalle importazioni di magnesia caustica originaria della Repubblica  popolare cinese durante la procedura, e che tali misure dovrebbero assumere la forma di un dazio antidumping provvisorio.  I. DAZIO PROVVISORIO  (45) Al fine di determinare se fosse opportuno istituire un dazio inferiore al margine di dumping, a norma dell'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento di base, la Commissione ha confrontato la media ponderata del prezzo di vendita della magnesia  caustica cinese (allo stadio franco frontiera comunitaria) con la media ponderata del costo di produzione della magnesia caustica prodotta nello stesso periodo dall'industria comunitaria.  Visto che la differenza è risultata superiore al margine di dumping stabilito, quest'ultimo deve costituire l'aliquota del dazio.  Il dazio assumerà la forma di un importo fisso. La Commissione ritiene che, date le forti sottoquotazioni e diminuzioni di prezzi riscontrate durante il periodo dell'inchiesta, un dazio ad valorem avrebbe un effetto limitato e non costituirebbe una  misura efficace.  J. DISPOSIZIONI FINALI  (46) A fini di una sana gestione, dovrebbe essere concesso alle parti interessate un termine ragionevole entro il quale potranno rendere note per iscritto le loro osservazioni in merito alle conclusioni del presente regolamento e chiedere di essere  sentite dalla Commissione,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di ossido di magnesio originario della Repubblica popolare cinese, di cui al codice NC ex 2519 90 90 (codice Taric 2519 90 90 10).  2. L'importo del dazio è di 34 ecu/t di peso netto.  3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  4. L'immissione in libera pratica nella Comunità del prodotto di cui al paragrafo 1 originario della Repubblica popolare cinese è subordinata al deposito di una cauzione pari all'importo del dazio provvisorio.  5. È chiusa la procedura relativa alle importazioni originarie della Repubblica popolare cinese di cui al codice NC 2519 90 10.  Articolo 2  Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni per iscritto e  chiedere di essere sentite dalla Commissione.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, esso si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima dello scadere di questo periodo. Il presente regolamento è obbligatorio in  tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 25 settembre 1992. Per la Commissione  Frans ANDRIESSEN  Vicepresidente   (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1. (2) GU n. C 279 del 26. 10. 1991. (3) GU n. C 276 del 23. 10. 1991. (4) Si tratta di un processo piuttosto complesso, che consiste nell'eliminare le impurezze del minerale, segnatamente mediante la  separazione in mezzo denso, la separazione magnetica e la flottazione.