CELEX: 51995PC0593
Language: it
Date: 1995-11-29
Title: Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO RIGUARDANTE LA PARTECIPAZIONE EQUILIBRATA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI AL PROCESSO DECISIONALE

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                         Bruxelles, 29.11.1995
                                         COM(95) 593 def.
                                         95/0308(CNS)
                             Proposta di
              RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
                      RIGUARDANTE LA
PARTECIPAZIONE EQUILIBRATA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI AL
                 PROCESSO DECISIONALE
                   (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                         PROPOSTA DI
           RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO RIGUARDANTE LA
   PARTECIPAZIONE EQUILIBRATA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI AL
                                PROCESSO DECISIONALE
                                          RELAZIONE
I         INTRODUZIONE
L'evoluzione dei ruoli rispettivi delle donne e degli uomini è uno dei principali aspetti
dell'evoluzione delle società europee. Le trasformazioni che hanno interessato il mercato
del lavoro, i mutamenti intervenuti nelle strutture demografiche e familiari e gli sviluppi
nel campo dell'istruzione e della formazione hanno contribuito in misura notevole a tale
evoluzione. Le politiche condotte su iniziativa degli Stati membri e l'azione delle
organizzazioni impegnate nella promozione della parità delle opportunità hanno consentito
di compiere progressi significativi.
La Comunità ha svolto un ruolo essenziale nel far evolvere lo status della donna nella
società. Sulla base dell'art. 119 del Trattato che sancisce il principio di parità di
retribuzione essa ha innanzitutto posto in modo saldo il principio giuridico della parità
di trattamento nella vita professionale e, in ampia misura, in materia di sicurezza sociale.
Consapevole del fatto che la parità di diritto è una condizione necessaria, ma non
sufficiente, della parità di opportunità, la Commissione ha inoltre sviluppato, soprattutto
per il tramite dei suoi tre programmi consecutivi per la parità delle opportunità, un gran
numero di azioni volte a promuovere la parità di fatto utilizzando strumenti e mezzi
diversificati e complementari quali il sostegno applicato alla realizzazione di reti, lo
sviluppo di azioni di informazione e di comunicazione, il sostegno ad azioni pilota o a
studi, l'individuazione e il trasferimento di esempi di buona prassi, etc.
Nel concreto tuttavia le disparità connesse al sesso permangono. La scarsità delle donne
nelle sedi dove si elaborano e si prendono le decisioni collettive viene considerata una
delle principali cause delle disuguaglianze tra donne e uomini e dell'assenza di flessibilità
strutturale delle nostre società. Le decisioni assunte a livello nazionale e internazionale
in campo politico, economico, sociale e culturale da gruppi composti in maggioranza da
uomini incidono sull'insieme della società in quanto "tendono a rispecchiare i valori, i
punti di vista e le esperienze personali dei loro autori"1.
II problema della partecipazione delle donne al processo decisionale si trova all'ordine del
giorno della Comunità dal 1984, allorché fu approvata la raccomandazione del Consiglio
sulla promozione di azioni positive a favore delle donne. Tale priorità è stata riaffermata
nel 1986 con la risoluzione del Consiglio concernente la promozione della parità delle
possibilità per le donne. La risoluzione del Consiglio del 21 maggio 1991 relativa al terzo
programma di azione comunitaria a medio termine per la parità di opportunità tra uomini
e donne (1991-1995) ha considerato l'uguaglianza nel processo decisionale come uno dei
propri obiettivi.
1
         Les femmes el le changement structurel, Paris, OCDE., 1991
                                                  1
 ---pagebreak--- Le attività della rete di esperti "donne e processo decisionale", costituita nel quadro di
tale programma, hanno permesso di produrre informazioni statistiche sulla posizione
rispettiva di donne e uomini nei governi, nelle assemblee elettive (dal Parlamento europeo
alle assemblee elette dalle coumunità locali in ciascun Stato membro),
nell'amministrazione e negli organi consultivi che contribuiscono alle decisioni. I membri
della rete hanno dato il proprio contributo a ricerche sul processo decisionale in settori
diversi da quello politico, in particolare quelli della finanza, della sanità, dell'istruzione
e della giustizia, e hanno collaborato a definire le strategie proposte per promuovere
l'uguaglianza nei centri decisionali.
Il Parlamento europeo, con la propria risoluzione dell'11 febbraio 1994, ha invitato la
Commissione "ad attuare la politica di pari opportunità, per rimuovere uno dopo l'altro
gli ostacoli che si frappongono alla partecipazione delle donne al processo decisionale",
e a definire "misure e azioni che consentano una maggior partecipazione delle donne al
processo decisionale".
In occasione della 4a Conferenza mondiale delle donne l'Unione europea ha ribadito la
necessità di una divisione equilibrata delle responsabilità dei poteri e dei diritti, che
costituisce uno dei principali elementi della piattaforma d'azione e della dichiarazione che
hanno concluso la Conferenza.
Il quarto programma d'azione comunitario a medio termine per la parità di opportunità
tra le donne e gli uomini (1996-2000) proposto dalla Commissione comprende la
partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini al processo decisionale.
L'esigenza dell'equilibrio tra le donne e gli uomini nel processo decisionale costituisce un
obiettivo i cui effetti sono ritenuti benefici per tutta la società. Essa non può riguardare
solo gli Stati. Vanno coinvolte anche le parti sociali, le organizzazioni politiche, le
O.N.G. e i mezzi di comunicazione. Per tale motivo in questo caso occorre richiedere il
parere del Comitato economico e sociale e del Comitato delle Regioni.
Al termine della propria risoluzione del 27 marzo 1995 il Consiglio invitava la
Commissione ad elaborare un progetto di raccomandazione per favorire la partecipazione
equilibrata delle donne e degli uomini al processo decisionale. Questo è l'obiettivo della
presente proposta di raccomandazione, che, conformemente al principio della sussidiarietà,
invita gli Stati membri a scegliere i mezzi adeguati, che possono andare dalla semplice
esortazione allo strumento legislativo.
II.      PRESENTAZIONE
1: Oggetto della raccomandazione
L'obiettivo è incitare gli Stati membri, da un lato a considerare il problema dell'equilibrio
tra le donne e gli uomini nel processo decisionale in tutti i campi (politico, sociale,
economico e culturale) e sotto tutti gli aspetti (le sedi del processo decisionale, gli organi
che preparano la decisione e che danno il proprio contributo) e d'altro lato, ad adottare
una strategia al tempo stesso globale e integrata per realizzare l'equilibrio.
 ---pagebreak--- 2: I settori coinvolti in una strategia globale e integrata:
a)      L'istruzione e la formazione: gli squilibri osservati riguardano in particolare le
        immagini stereotipate della suddivisione dei ruoli e delle funzioni tra donne e
        uomini trasmesse dall'istruzione e dalla formazione, nonché la rappresentazione
        del ruolo e del contributo delle donne nella società. Una suddivisione equilibrata
        dei ruoli decisionali prevede che nei libri di testo, nell'insegnamento e nella
        formazione non si rappresentino le responsabilità pubbliche come riservate agli
        uomini e quelle domestiche come riservate alle donne, ma che vi sia una
        condivisione di entrambe.
b)      I messaggi pubblicitari diffusi dai mezzi di comunicazione: nelle nostre società
        la comunicazione svolge un ruolo fondamentale, che insieme all'insegnamento e
        alla formazione contribuisce alla costruzione di modelli. Soprattutto diffondendo
        messaggi pubblicitari i mezzi di comunicazione hanno trasmesso, e tendono
        continuamente a trasmettere, stereotipi fondati sulla suddivisione dei compiti in
        base al sesso. Fatta salva la libertà d'espressione gli Stati membri sono invitati ad
        assumere misure adeguate affinché i messaggi pubblicitari non violino il principio
        della parità.
e)      La comunicazione istituzionale: gli Stati stessi si servono della comunicazione per
        cause di pubblica utilità e di interesse generale. L'elaborazione degli Stati, e il
        contributo che gli Stati possono dare alla realizzazione e alla diffusione di
        campagne per l'affermazione dei vantaggi dell'equilibrio tra donne e uomini nel
        processo decisionale hanno dimostrato la propria utilità e vanno sviluppati.
d)      Le parti sociali, le organizzazioni politiche e le imprese della comunicazione: la
        partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini al processo decisionale non
        riguarda solo le istituzioni pubbliche e le amministrazioni nazionali. Gli Stati
        devono rendere tutte le parti sociali e gli attori sociali e culturali consapevoli
        dell'importanza di realizzare l'equilibrio all'interno delle proprie organizzazioni,
        e devono incoraggiarli con misure adeguate ad attuare tale equilibrio, soprattutto
        per elaborare programmi di parità delle opportunità tra donne e uomini
        comprendenti misure per facilitare l'accesso delle donne al processo decisionale.
3:      Rendere visibile la partecipazione relativa di donne e uomini al processo
        decisionale, sviluppare le ricerche, valorizzare e diffondere le strategie
        modello:
a)      La necessità di elaborare e pubblicare statistiche: gli squilibri nella partecipazione
        relativa delle donne e degli uomini al processo decisionale attualmente esistenti
        vengono percepiti in modo difforme a causa dei ritardi statistici in questo campo.
        Si invitano pertanto gli Stati a sviluppare se esistono, altrimenti ad iniziare a
        rilevare, dati statistici che indichino nel modo più preciso e completo possibile la
        partecipazione dei due sessi alle istanze decisionali politiche, amministrative,
        economiche, sociali e culturali. I dati devono essere pubblicati.
b)      L'esigenza di studi sia quantitativi che qualitativi sul rapporto tra processo
        decisionale e sesso: poiché gli attuali squilibri sono radicati nella storia e nella
        cultura, la loro correzione comporta uno scontro con pregiudizi e resistenze. Si
        invitano gli Stati a sostenere, sviluppare e pubblicare studi che consentano tanto
 ---pagebreak---         di valutare meglio la situazione sul piano quantitativo, che di circoscrivere gli
        ostacoli giuridici, sociali e culturali che impediscono la realizzazione
        dell'equilibrio tra i sessi nel processo decisionale. Poiché l'esigenza di parità nel
        processo decisionale è un dato recente, è altresi necessario incoraggiare le ricerche
        sulla compartecipazione di donne e uomini al processo decisionale, sulle strategie
        per realizzarla e sulla loro valutazione.
e)      La sperimentazione e la diffusione delle buone pratiche: il progresso verso
        l'equilibrio tra le donne e gli uomini nel processo decisionale comporta la
        sperimentazione e la diffusione di strategie modello. A questo proposito sono gli
        Stati che devono sostenere, suscitare e diffondere le iniziative assunte in questo
        ambito, per permetterne la generalizzazione.
4: Il ruolo specifico degli Stati
a)      Quanto alla presenza delle donne nei governi: essa dipende essenzialmente dalla
        volontà politica. La nomina di un maggior numero di donne a posizioni chiave nel
        governo costituirebbe un modello per gli altri settori della società. Si raccomanda
        pertanto agli Stati membri di favorire un migliore equilibrio tra donne e uomini
        a livello di governo.
b)      Quanto alla presenza delle donne nelle assemblee elettive e negli organi
        consultivi : anche se gli sforzi operati in proposito sono stati notevoli nella
        maggioranza degli Stati membri le donne elette alle assemblee di livello nazionale,
        regionale e locale sono poche. Lo stesso vale per le istanze consultive che hanno
        il compito di contribuire alla preparazione delle decisioni pubbliche. Anche in
        questo caso l'azione degli Stati può produrre cambiamenti significativi ed
        esercitare un effetto trainante. I piani o programmi che prevedono obiettivi talora
        quantificati e misure di sostegno alle donne per promuoverne l'accesso a tali
        assemblee e istanze si sono dimostrati efficaci. Si invitano gli Stati a portare
        avanti tali interventi, o eventualmente ad istituirli se mancano.
e)      Quanto alle funzioni decisionali nell'amministrazione pubblica: nel pubblico
        impiego le donne prevalgono nelle funzioni esecutive. Nella maggior parte degli
        Stati invece a livello direttivo e intermedio prevalgono gli uomini. Al di là
        dell'esigenza di attuare o elaborare programmi di parità tra uomini e donne per il
        settore, qualora si tengano concorsi d'assunzione, gli Stati sono invitati a
        controllare che le commissioni che preparano i testi, e quelle che svolgono gli
        esami abbiano una composizione equilibrata, perché la sovrarappresentazione
        dell'uno o dell'altro sesso può incidere sulla natura e sul contenuto degli esami e
        sulla selezione dei candidati.
d)      Quanto alle imprese della comunicazione: tanto nel caso della stampa che della
        radio e della televisione tali imprese hanno particolari responsabilità nella
        produzione di informazioni, immagini e programmi che influiscono di per sé sui
        comportamenti sociali. E' pertanto essenziale che gli Stati stimolino tali imprese
        ad adottare misure di parità delle opportunità, che prevedano in particolare
        l'obiettivo di una partecipazione equilibrata di donne e uomini ai ruoli dirigenziali,
        soprattutto a quelli che presiedono alle decisioni relative alla produzione dei
        programmi.
 ---pagebreak---                                               PROPOSTA DI
           RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO RIGUARDANTE LA
  PARTECIPAZIONE EQUILIBRATA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI AL
                                    PROCESSO DECISIONALE
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
visto il trattato che istituisce la Comunità europea e in particolare l'articolo 235,
vista la proposta della Commissione1
visto il parere del Parlamento europeo2
visto il parere del Comitato economico e sociale3
visto il parere del Comitato delle Regioni4
considerando che il Consiglio ha approvato una serie di strumenti legislativi e vari
impegni politici in materia di parità di trattamento e di opportunità fra uomini e donne5
         Direttiva 75/117/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
        relative all'applicazione del principio della parità delle retribuzioni tra i lavoratori di sesso maschile
        e quelli di sesso femminile, G.U. n. L 45 del 19.2.1975, pag. 19;
        Direttiva 76/207/CEE del Consiglio relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento
        fra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione ed alla
        promozione professionali, e le condizioni di lavoro, G.U. n. L 39 del 14.2.1976, pag. 40;
        Direttiva 79/7/CEE del Consiglio relativa alla progressiva applicazione del principio della parità
        di trattamento tra uomini e donne in materia di sicurezza sociale, G.U. n. L 6 del 10.1.1979, pag.
        24;
        Direttiva 86/378/CEE del Consiglio relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento
        tra uomini e donne nei regimi professionali di sicurezza sociale, G.U. n. L 225 del 12.8.1986, pag.
        40;
         Direttiva 86/613/CEE del Consiglio relativa all'applicazione del principio della parità di trattamento
        fra gli uomini e le donne che esercitano un'attività autonoma, ivi comprese le attività nel settore
         agricolo e relativa altresì alla tutela della maternità, G.U. n. L 359 del 19.12.1986, pag. 56;
         Direttiva 92/85/CEE del Consiglio concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il
         miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in
        periodo di allattamento. G.U. n. L 348 del 28.11.1992, pag. 1;
         Raccomandazione del Consiglio del 13 dicembre 1984 sulla promozione di azioni positive a favore
        delle donne (84/635/CEE), G.U. n. L 331 del 19.12.1984, pag. 34;
        Raccomandazione del Consiglio del 31 marzo 1992 sulla custodia dei bambini (92/242/CEE), G.U.
         n. L 123 deU'8.5.1992, pag. 16;
        Risoluzione del Consiglio del 12 luglio 1982 relativa alla promozione della parità delle possibilità
        per le donne, G.U. n. C 186 del 21.7.1982, pag. 3;
        Risoluzione del Consiglio e dei ministri dell'Istruzione, riuniti in sede di Consiglio, del 3 giugno
         1985 che contempla un programma di azione per la promozione dell'uguaglianza di opportunità
        per le ragazze ed i ragazzi in materia di istruzione, G.U. n. C 166 del 5.7.1985, pag. 1;
                                                       5
 ---pagebreak--- considerando che i capi di Stato e di governo, riuniti in sede di Consiglio europeo a
Essen e a Cannes, hanno ribadito che la parità di opportunità tra uomini e donne
costituisce, insieme alla lotta contro la disoccupazione, uno dei compiti principali
dell'Unione europea e dei suoi Stati membri.
considerando che alla partecipazione delle donne al processo decisionale è stata dedicata
specifica attenzione nella raccomandazione del Consiglio del 13 dicembre 1984 sulla
promozione di azioni positive a favore delle donne, nella risoluzione del Consiglio del
24 luglio 1986 concernente la promozione della parità delle possibilità per le donne, e
nella risoluzione del Consiglio del 21 maggio 1991 relativa al terzo programma di azione
comunitaria a medio termine per la parità di opportunità tra uomini e donne (1991-1995).
considerando che il Consiglio, nella sua risoluzione del 27 marzo 1995 riguardante la
partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini al processo decisionale, ha invitato
gli Stati membri a "promuovere la partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini
al processo decisionale come uno degli obiettivi prioritari all'interno della loro azione per
la parità di opportunità tra donne e uomini e a recepire questo obiettivo tale e quale nei
programmi dei rispettivi governi"; che ha inoltre invitato la Commissione "ad elaborare
un progetto di raccomandazione da presentare al Consiglio per favorire la partecipazione
equilibrata delle donne e degli uomini al processo decisionale".
considerando che il Parlamento europeo, nella sua risoluzione dell'I 1 febbraio 1994°
"sulle donne negli organi decisionali" ha chiesto alla Commissione "di attuare la politica
di pari opportunità, per rimuovere uno dopo l'altro gli ostacoli che si frappongono alla
partecipazione delle donne al processo decisionale" nonché di definire "misure e azioni
che consentano una maggior partecipazione delle donne al processo decisionale".
considerando che la Commissione europea, nel suo quarto programma d'azione a medio
termine per la parità di opportunità tra uomini e donne ( 1996-2000)7, proposto come
decisione del Consiglio, ha incluso la promozione della partecipazione equilibrata delle
donne e degli uomini nel processo decisionale tra i sei principali obiettivi;
        Seconda risoluzione del Consiglio del 24 luglio 1986 concernente la promozione della parità delle
        possibilità per le donne. G.U. n. C 203 del 12.8.1986. pag. 2;
        Risoluzione del Consiglio del 16 dicembre 1988 sul reinserimento professionale e l'inserimento
        professione tardivo delle donne, G.U. n. C 333 del 28.12.1988, pag. I;
        Risoluzione del Consiglio del 29 maggio 1990 sulla tutela della dignità degli uomini e delle donne
        nel mondo del lavoro, G.U. n. C 157 del 27.6.1990, pag. 3;
        Risoluzione del Consiglio del 21 maggio 1991 relativa al terzo programma di azione comunitaria
        a medio termine per la parità di opportunità tra uomini e donne (1991-1995), G.U. n. C 142 del
        31.5.1991, pag. 1;
        Risoluzione del Consiglio del 22 giugno 1994 relativa alla promozione della parità di opportunità
        per uomini e donne tramite l'azione dei Fondi strutturali europei, G.U. n. C 231 del 20.8.1994, pag.
         1;
        Risoluzione del Consiglio del 6 dicembre 1994 sull'equa partecipazione delle donne ad una
        strategia di crescila economica orientata verso l'aumento dell'occupazione nell'Unione europea,
        G.U. n. C 368 del 23.12.1994, pag. 3;
        Risoluzione del Consiglio del 27 marzo 1995 riguardante la partecipazione equilibrata delle donne
        e degli uomini al processo decisionale, G.U. n. C 168 del 4.7.1995, pag. 3;
        A3-0035/94, 11.02.94 (PE 179.623)
        COM(95) 381 def., 95/0206(CNS)
 ---pagebreak--- considerando che la dichiarazione e la piattaforma d'azione della 4a Conferenza mondiale
delle donne hanno fortemente sottolineato la necessità di garantire una divisione
equilibrata delle responsabilità, dei poteri e dei diritti, e che gli Stati membri si sono
impegnati ad attuare la piattaforma d'azione8;
considerando che le donnne sono sottorappresentate negli organi decisionali, soprattutto
a causa del loro ritardo nell'accedere alla parità civica e civile, e degli ostacoli alla
realizzazione della loro indipendenza economica;
considerando che le donne restano sottorappresentate in tali organi, indipendentemente
dalla loro natura pubblica o privata, politica, amministrativa, economica, sociale o
culturale;
considerando che le donne sono più della metà della popolazione e che la partecipazione
equilibrata di donne e uomini agli organi rappresentativi e amministrativi nazionali è
un'esigenza democratica;
considerando che la scarsa rappresentanza delle donne nei centri decisionali è una perdita
per la società nel suo insieme e non consente di prendere appieno in considerazione gli
interessi e le esigenze della popolazione nel suo complesso;
considerando che una partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini al processo
decisionale può generare idee, valori e comportamenti diversi, che si muovono nella
direzione d'un mondo più giusto ed equilibrato sia per le donne che per gli uomini;
considerando che gli Stati membri, le parti sociali, i partiti e le organizzazioni politiche,
le O.N.G. e i mezzi di comunicazione hanno un ruolo determinante da svolgere nella
costruzione di una società in cui l'esercizio delle responsabilità pubbliche e private,
economiche, politiche e domestiche avvenga su basi paritarie tra donne e uomini;
considerando che, conformemente al principio della sussidiarietà, e della proporzionalità,
enunciato all'art. 3B del Trattato che istituisce la Comunità europea, l'attuazione
dell'obiettivo della presente raccomandazione di promuovere la partecipazione equilibrata
di donne e uomini al processo decisionale può essere resa più efficace con lo scambio di
informazioni e di buone pratiche, entro un quadro di riferimento comune agli Stati
membri, e che è pertanto opportuno definire orientamenti comunitari per promuovere una
rappresentanza equilibrata di donne e uomini negli organi decisionali; che la
raccomandazione si limita al minimo richiesto per il raggiungimento di tale obiettivo e
non va al di là di quanto necessario;
considerando che per l'adozione della presente raccomandazione il Trattato non prevede
poteri diversi da quelli contemplati all'art. 235;
        Comunicazione della Commissione al Consiglio del 29.5.1995 (COM(95)221 def.) su una nuova
        partnership: una condivisione e partecipazione eque.
 ---pagebreak--- RACCOMANDA AGLI STATI MEMBRI:
 1.  di adottare una strategia integrata complessiva volta a favorire la partecipazione
    equilibrata delle donne e degli uomini ai centri di potere, di influenza e di
    decisione, e a sviluppare o istituire adeguate misure legislative, regolamentari o
    di incitamento per realizzare tale obiettivo.
2.
a)  di valorizzare nei programmi e nei libri di testo, nell'insegnamento e nella
    formazione a tutti i livelli il ruolo e il contributo delle donne nella società, e di
    sottolineare l'importanza della condivisione tra donne e uomini delle responsabilità
    sia pubbliche che domestiche,
b)  di assumere le disposizioni adeguate affinché le immagini delle donne e degli
    uomini nei mezzi di comunicazione e nella pubblicità non rafforzino né
    confermino gli stereotipi offensivi fondati sulla suddivisione dei compiti in base
    al sesso,
e)  di concepire, lanciare, e diffondere campagne di informazione volte a
    sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo all'utilità e ai vantaggi per la società nel
    suo insieme di una partecipazione equilibrata di donne e uomini al processo
    decisionale,
d)  di sensibilizzare le parti sociali, i partiti e i gruppi politici, le associazioni, le
    organizzazioni non governative e i mezzi di comunicazione riguardo
    all'importanza di una presenza equilibrata di donne e uomini negli organi
    decisionali, ed incoraggiarli a sviluppare programmi di parità delle opportunità tra
    donne e uomini comprendenti misure per facilitare l'accesso delle donne al
    processo decisionale.
3.
a)  di sviluppare o promuovere la produzione e la pubblicazione di dati statistici che
    indichino la presenza relativa di donne e uomini nei centri decisionali in genere
    ed in particolare in quelli politici ed amministrativi, nei consigli e nei comitati
    pubblici, nei consigli d'amministrazione e di gestione, ai diversi livelli nazionale,
    regionale e locale, e nei campi economico, sociale e culturale,
b)  di sostenere, sviluppare e suscitare studi quantitativi e qualitativi sulle donne e gli
    uomini nel processo decisionale, ed in particolare sugli ostacoli giuridici, sociali
    o culturali che impediscono l'accesso alle persone dell'uno o dell'altro sesso a tale
    processo, sulle idee e i concetti che possono arricchire la nozione di una
    democrazia in compartecipazione tra donne e uomini, e sulle strategie che
    consentono di raggiungere un equilibrio tra donne e uomini, nel processo
    decisionale,
e)  di sostenere e suscitare iniziative creatrici di esempi di buona pratica nei diversi
    ambiti del processo decisionale, e di sviluppare programmi di diffusione e di
    scambio di esperienze per generalizzare tali azioni,
 ---pagebreak--- 4.
a)    di promuovere un migliore equilibrio tra donne e uomini a tutti i livelli delle
      funzioni di governo,
b)    di istituire o portare avanti misure attive, quali le azioni orientative e gli obiettivi
      quantificati, per promuovere l'equilibrio tra donne e uomini nelle rappresentanze
      politiche di livello nazionale, regionale e locale, comprese le istanze consultive
      che contribuiscono al processo decisionale pubblico. Si presterà particolare
      attenzione alla promozione di composizioni equilibrate di comitati, commissioni
      e gruppi di lavoro a livello sia nazionale che europeo.
e)    di attuare o elaborare programmi di uguaglianza nel pubblico impiego, che
      inseriscano il concetto di equilibrio nel processo decisionale, e di controllare che
      nei concorsi d'assunzione le commissioni che devono preparare i testi e quelle che
      devono svolgere gli esami riflettano il più possibile l'equilibrio tra donne e
      uomini,
d)    di incoraggiare il settore privato a rafforzare la presenza femminile a tutti i livelli
      decisionali, soprattutto adottando o attuando piani di parità e programmi di azioni
      positive.
e)   di stimolare le organizzazioni della stampa, della radio e della televisione ad
      adottare misure che favoriscano una partecipazione equilibrata di donne e uomini
     alle istanze produttive e ai ruoli dirigenziali e decisionali,
E A TALE SCOPO CHIEDE ALLA COMMISSIONE:
1)   di intensificare il suo impegno di informazione, sensibilizzazione, incitamento alla
     ricerca e promozione di azioni pilota per realizzare la partecipazione equilibrata
     delle donne e degli uomini al processo decisionale,
2)   di stimolare e organizzare insieme agli Stati membri lo scambio sistematico di
     esperienze e la valutazione delle politiche attuate per realizzare l'equilibrio tra le
     donne e gli uomini nel processo decisionale,
3)   entro i tre anni successivi all'adozione della presente raccomandazione, di
     sottoporre al Consiglio una relazione sui progressi realizzati nell'attuazione della
     raccomandazione, sulla base delle informazioni che le saranno fornite dagli Stati
     membri.
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                                                             COM(95) 593 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                        04 06
                                             N. di catalogo : CB-CO-95-659-IT-C
                                                              ISBN 92-77-97173-8
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo                               . -.