CELEX: 62012CO0075
Language: it
Date: 2012-07-04
Title: Ordinanza della Corte (Quinta Sezione) del 4 luglio 2012.#Procura della Repubblica contro Majali Abdel.#Domanda di pronuncia pregiudiziale – Giudice di pace di Revere – Interpretazione degli articoli 2, 4, 6, 7, 8, 15 e 16 della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348, pag. 98), nonché dell’articolo 4, paragrafo 3, TUE – Normativa nazionale che prevede un’ammenda per lo straniero che faccia ingresso o soggiorni in modo irregolare nel territorio nazionale – Ammissibilità del reato di soggiorno irregolare – Possibilità di sostituire l’ammenda con l’espulsione immediata per un periodo di almeno cinque anni o con una pena restrittiva della libertà personale («permanenza domiciliare») – Obblighi degli Stati membri in pendenza del termine per la trasposizione di una direttiva.#Rinvio pregiudiziale – Omessa descrizione della controversia di cui al procedimento principale – Irricevibilità manifesta.#Causa C‑75/12.

ORDINANZA DELLA CORTE (Quinta Sezione)
      4 luglio 2012 (*)
      
      «Rinvio pregiudiziale – Omessa descrizione della controversia di cui al procedimento principale – Irricevibilità manifesta»
      Nella causa C‑75/12,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Giudice
         di pace di Revere, con decisione del 26 gennaio 2012, pervenuta in cancelleria il 13 febbraio 2012, nel procedimento penale
         a carico di
      
      Majali Abdel,
      LA CORTE (Quinta Sezione),
      composta dal sig. M. Safjan, presidente di sezione, dai sigg. M. Ilešič (relatore) e E. Levits, giudici,
      avvocato generale: sig. J. Mazák
      cancelliere: sig. A. Calot Escobar
      sentito l’avvocato generale,
      ha emesso la seguente
      Ordinanza
      1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del
         Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini
         di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348, pag. 98), nonché dell’articolo 4, paragrafo 3, TUE.
      
      2        Tale domanda è stata proposta nell’ambito di un procedimento penale promosso a carico del sig. Abdel.
      
      3        Il Giudice di pace di Revere ha deciso di sospendere detto procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
         
      
      «1)      Se, alla luce dei principi di leale cooperazione e di effetto utile delle direttive, gli articoli 2, 4, 6, 7, 8 della direttiva
         2008/115(…), ostino alla possibilità che un cittadino di un paese terzo il cui soggiorno è irregolare per lo Stato membro
         venga sanzionato con una pena pecuniaria sostituita come sanzione penale dalla detenzione domiciliare in conseguenza del suo
         mero ingresso e permanenza irregolare, ancora prima della inosservanza di un ordine di allontanamento emanato dall’autorità
         amministrativa. 
      
      2)      Se, alla luce dei principi di leale cooperazione e di effetto utile delle direttive, gli articoli 2, 15 e 16 della direttiva
         2008/115(…) ostino alla possibilità che, successivamente all’emanazione [di detta] Direttiva, uno Stato membro possa emettere
         una norma che prevede che un cittadino di un paese terzo il cui soggiorno è irregolare per lo Stato membro venga sanzionato
         con una pena pecuniaria sostituita dall’espulsione immediatamente eseguibile come sanzione penale senza il rispetto della
         procedura e dei diritti dello straniero previsti dalla [citata] Direttiva.
      
      3)      Se il principio di leale cooperazione di cui all’articolo 4, paragrafo 3, TUE, osti ad una norma nazionale adottata in pendenza
         del termine di attuazione di una direttiva per eludere o, comunque, limitare l’[ambito] di applicazione della [medesima] direttiva,
         e quali provvedimenti debba adottare il giudice nel caso rilevi siffatta finalità».
      
       Sulla ricevibilità della domanda di pronuncia pregiudiziale
      4        Secondo costante giurisprudenza, la procedura ex articolo 267 TFUE costituisce uno strumento di cooperazione tra la Corte
         e i giudici nazionali, per mezzo della quale la prima fornisce ai secondi gli elementi d’interpretazione del diritto dell’Unione
         necessari per risolvere le controversie dinanzi ad essi pendenti (v., in particolare, sentenze del 16 luglio 1992, Meilicke,
         C‑83/91, Racc. pag. I‑4871, punto 22, e del 24 marzo 2009, Danske Slagterier, C‑445/06, Racc. pag. I‑2119, punto 65).
      
      5        L’esigenza di giungere ad un’interpretazione del diritto dell’Unione che sia utile per il giudice nazionale impone che quest’ultimo
         definisca l’ambito di fatto e di diritto in cui si inseriscono le questioni sollevate, o che esso spieghi almeno le ipotesi
         di fatto su cui tali questioni sono fondate (v., in particolare, sentenza del 26 gennaio 1993, Telemarsicabruzzo e a., da
         C‑320/90 a C‑322/90, Racc. pag. I‑393, punto 6; nonché ordinanze del 17 settembre 2009, Canon Kabushiki Kaisha, C‑181/09,
         Racc. pag. I‑146, punto 8, e del 3 maggio 2012, Ciampaglia, C‑185/12, punto 4). 
      
      6        Nella fattispecie in esame l’ordinanza di rinvio non soddisfa tali requisiti. Essa non contiene nessuna descrizione, anche
         solo succinta, dell’ambito in fatto e in diritto del procedimento principale e non spiega nemmeno le ipotesi di fatto sulle
         quali si fonda la domanda di pronuncia pregiudiziale.
      
      7        Di conseguenza occorre dichiarare, in applicazione degli articoli 92, paragrafo 1, e 103, paragrafo 1, del regolamento di
         procedura della Corte, che la presente domanda di pronuncia pregiudiziale è manifestamente irricevibile.
      
       Sulle spese
      8        Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese.
      
      Per questi motivi, la Corte (Quinta Sezione) così provvede:
      La domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Giudice di pace di Revere, con decisione del 26 gennaio 2012, è manifestamente
            irricevibile.
      Firme
      * Lingua processuale: l’italiano.