CELEX: 62020TN0144
Language: it
Date: 2020-03-05 00:00:00
Title: Causa T-144/20: Ricorso proposto il 5 marzo 2020 — Guangxi Xin Fu Yuan/Commissione

11.5.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 161/53
            
         
      Ricorso proposto il 5 marzo 2020 — Guangxi Xin Fu Yuan/Commissione
      (Causa T-144/20)
      (2020/C 161/66)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Guangxi Xin Fu Yuan Co. Ltd (Bobai, Cina) (rappresentanti: J. Cornelis e T. Zuber, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare il regolamento di esecuzione (UE) 2019/2131 della Commissione, del 28 novembre 2019, recante modifica del regolamento di esecuzione (UE) 2019/1198 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di oggetti per il servizio da tavola e da cucina in ceramica originari della Repubblica popolare cinese in seguito a un riesame in previsione della scadenza a norma dell’articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2016/1036 del Parlamento europeo e del Consiglio;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione europea alle spese sostenute dalla ricorrente.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che la Commissione avrebbe violato l’articolo 13, paragrafo 3, in combinato disposto con l’articolo 5, paragrafi 10 e 11, del regolamento (UE) 2016/1036 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2016, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell’Unione europea («regolamento di base»), unitamente agli articoli 6.1, 6.2 e 12.1 dell’Accordo antidumping dell’OMC, al principio di non discriminazione e al principio della tutela del legittimo affidamento, non avendo incluso la ricorrente nell’elenco tassativo degli esportatori interessati nel regolamento che avvia l’inchiesta antielusione e avendo, in seguito, ampliato la portata dell’inchiesta in modo da ricomprendere anche la ricorrente.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che la Commissione non avrebbe disposto di una base giuridica per includere la ricorrente nel regolamento controverso, atteso che l’articolo 13, paragrafo 3, del regolamento di base non ricomprende l’istituzione di misure antielusione basate su un mero rischio di elusione e, inoltre, esige la previa registrazione di tutte le importazioni interessate. Per di più, il ragionamento fornito dalla Commissione sarebbe viziato dal punto di vista logico, privo di fondamento e non terrebbe conto delle prove essenziali e rappresenterebbe, di conseguenza, un errore manifesto di valutazione.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che la Commissione avrebbe violato i diritti della difesa della ricorrente e il principio di non discriminazione avendo basato la propria decisione definitiva su due nuovi elementi di fatto in riferimento ai quali la ricorrente non avrebbe avuto la possibilità di formulare osservazioni durante l’inchiesta di riesame.