CELEX: E1997C0120
Language: it
Date: 1997-04-24 00:00:00
Title: DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA N. 120/97/COL del 24 aprile 1997 relativa ad un procedimento di applicazione dell'articolo 53 dell'accordo SEE nel caso COM 020.0099 - NSF (I testi in lingua norvegese e inglese sono i soli facenti fede)

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E1997C0120

DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA N. 120/97/COL del 24 aprile 1997 relativa ad un procedimento di applicazione dell'articolo 53 dell'accordo SEE nel caso COM 020.0099 - NSF (I testi in lingua norvegese e inglese sono i soli facenti fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 284 del 16/10/1997 pag. 0068 - 0090

DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA N. 120/97/COL del 24 aprile 1997 relativa ad un procedimento di applicazione dell'articolo 53 dell'accordo SEE nel caso COM 020.0099 - NSF (I testi in lingua norvegese e inglese sono i soli facenti fede) L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,visto l'accordo sullo Spazio economico europeo (accordo SEE), in particolare l'articolo 1 del protocollo 21,visto il capitolo II del protocollo 4 dell'accordo tra gli Stati EFTA che istituisce un'Autorità di vigilanza e una Corte di giustizia (accordo vigilanza e Corte), in particolare l'articolo 3, paragrafo 1,vista la domanda di attestazione negativa e di notifica di esenzione presentata dalla Norges Skogeierforbund, a norma degli articoli 2 e 5 del capitolo II del protocollo 4 dell'accordo vigilanza e Corte,vista la decisione dell'Autorità di vigilanza EFTA del 3 luglio 1996 di dare inizio al procedimento nel caso in oggetto,dopo aver dato alle imprese interessate e alle altre persone fisiche o giuridiche aventi sufficiente interesse al riguardo la possibilità di rendere noto il loro parere sulle obiezioni sollevate dall'Autorità di vigilanza EFTA nella sua dichiarazione di obiezioni del 3 luglio 1996, a norma dell'articolo 19, paragrafi 1 e 2 del capitolo II del protocollo 4 dell'accordo vigilanza e Corte e del capitolo IV del medesimo protocollo,dopo aver sentito il comitato consultivo sulle pratiche restrittive e posizioni dominati,considerando quanto segue:PARTE I IN FATTO 1. La notifica(1) Il 18 luglio 1994 l'Autorità di vigilanza EFTA ha ricevuto dalla Norges Skogeierforbund (Associazione dei proprietari forestali norvegesi, qui di seguito denominata NSF) la notifica di richiesta di attestazione negativa o di esenzione dall'articolo 53 dell'accordo SEE per i seguenti accordi (1):1. Statuto della NSF (2);2. Statuto tipo delle imprese forestali distrettuali (3);3. Statuto tipo dei gruppi forestali locali (4);4. Accordo quadro relativo ai negoziati per i prezzi della pasta di legno tra la NSF e il Treforedlingsindustriens Servicekontor (servizio dell'organizzazione settoriale dell'industria della carta e della pasta di legno, qui di seguito denominato TFS) (5);5. Accordo di prezzi per il periodo contrattuale dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994 tra la NSF e la Treforedlingsindustriens Bransjeforening (Organizzazione settoriale dell'industria della carta e pasta di legno, qui di seguito denominata TFB) (6).(2) La NSF ha inoltre trasmesso le seguenti decisioni e accordi comportanti la sospensione del summenzionato (punto 4) accordo quadro:6. Orientamenti per i futuri negoziati relativi alla pasta di legno (7);7. Decisione della NSF per i negoziati 1995 relativi alla pasta di legno (8);8. Accordo sui negoziati 1995 tra la NSF e la TFB relativi ai prezzi della pasta di legno (9);9. Accordo quadro sui negoziati tra la NSF e la TFB relativi alla pasta di legno (10).(3) Infine, nella notifica si fornivano informazioni su un accordo tra la NSF e il TFS riguardante l'entità della provvigione da versare alla NSF e alle imprese forestali distrettuali, qui di seguito denominato accordo provvigione (11).(4) Le decisioni ed accordi relativi ai negoziati dei prezzi e ad altre forme di cooperazione tra la NSF e le industrie acquirenti di legname in tronchi, cioè i punti da 4 a 9 summenzionati, e l'accordo provvigione sono stati esaminati in due casi distinti (COM 020.0131 - NSF+TFB I e COM 020.0132 - NSF+TFB II). Di conseguenza, la presente decisione riguarda soltanto l'organizzazione della NSF e delle sue parti costituenti (i precedenti punti da 1 a 3), qui di seguito denominata la struttura NSF.2. La struttura NSF(5) Sotto il profilo organizzativo, la struttura NSF è di natura cooperativa: i proprietari forestali privati sono membri di gruppi locali e tutti i gruppi di un determinato distretto sono organizzati in una società distrettuale. In quanto membro di un gruppo, il proprietario forestale è automaticamente membro della società distrettuale e dell'associazione centrale NSF. Questa, a sua volta, comprende i singoli membri, i gruppi e le società distrettuali e costituisce l'organizzazione comune di coordinamento dei membri e delle attività delle società distrettuali.(6) Circa 57 000 proprietari forestali, per lo più piccoli produttori, sono organizzati in 446 gruppi locali. Le attività economiche di questi proprietari forestali sono organizzate perlopiù in sede di società distrettuale. La NSF annovera 19 società distrettuali, che comprendono tutto il territorio norvegese.(7) Nello statuto rispettivamente della NSF, delle società distrettuali e dei gruppi locali sono definite le grandi linee delle attività della NSF e i diritti e doveri dei suoi membri. Secondo lo statuto, uno degli obiettivi della NSF consiste nel salvaguardare gli interessi economici dei proprietari forestali, perseguendo prezzi e condizioni di mercato quanto migliori possibile per i prodotti forestali, nell'assicurare la commercializzazione ottimale di tali prodotti e, se necessario, nel regolamentare il mercato mediante misure regolative. La NSF intende inoltre condurre una politica forestale in funzione degli interessi dei membri, tale da promuovere la natura stessa e lo sviluppo della silvicoltura. Questi obiettivi vengono perseguiti mediante la cooperazione tra i membri; inoltre, ci si adopera per coordinare gli interessi dei proprietari nel settore forestale e per promuovere uno sviluppo che assicuri il massimo rendimento possibile del legname in tronchi.(8) I membri sono tenuti ad attenersi alle decisioni o provvedimenti adottati dalla NSF e dalle sue organizzazioni subordinate (12). L'inottemperanza a tali decisioni o alle disposizioni statutarie può comportare l'esclusione (13). Inoltre, i proprietari forestali hanno il diritto e il dovere di vendere tutto il loro legname in tronchi commercializzabile tramite la rispettiva società distrettuale (14). Un membro può uscire dalla NSF con preavviso scritto di tre mesi, ma senza poter avanzare pretese sui beni dell'associazione (15). Secondo la NSF, un membro può abbandonarla e poi riaderirvi senza pagare canoni.(9) La NSF, dal canto suo, rappresenta i suoi membri in caso di negoziati centrali relativi alle condizioni di fornitura. A ciò provvede la commissione NSF oppure un comitato da questa nominato. Inoltre, la commissione può negoziare con gli acquirenti di legname in tronchi i quantitativi da fornire e può ordinare alle società distrettuali di decidere la ripartizione tra loro di tali quantitativi (16). La NSF o le società distrettuali possono adottare altri provvedimenti vincolanti, per esempio l'imposizione di regole di mercato, allo scopo di regolamentare la produzione e di livellare i prezzi (17), inoltre, nell'evenienza di improvvisi ampi mutamenti sul mercato, le società distrettuali possono assicurarsi sostegno finanziario tra loro (18).3. Il prodotto(10) Una caratteristica essenziale del legname in tronchi è il lunghissimo tempo di produzione: da quando si pianta l'albero a quando lo si può tagliare con il massimo rendimento economico. Nei paesi nordici possono essere necessari da 70 sino a 100 anni per ottenere ciocchi di legno da segheria delle massime dimensioni. In linea di principio, e sino a un certo limite, la qualità e quindi anche il valore di una foresta aumentano con gli anni: di conseguenza, per un proprietario forestale privato normalmente è possibile «ammassare» il legname in tronchi mantenendolo allo stato di albero senza porne a repentaglio il valore.(11) In Norvegia, la produzione annuale di legname in tronchi è di circa 10-12 milioni di m³ e, secondo stime, la crescita forestale annua è di circa 18 milioni di m³. La produzione di legname in tronchi consiste prevalentemente in abete rosso (77 %) e in pino (20 %), mentre il legno di latifoglie, soprattutto betulle, costituisce soltanto il 3 % circa della produzione totale.(12) Il legname in tronchi si può definire un prodotto intermedio, che serve per fabbricare prodotti a base di legno quali pasta, carta, assi e ciocchi. I tronchi di legno di dimensioni sufficienti, che rappresentano la percentuale di alta qualità della produzione di legname, sono venduti soprattutto alle segherie e alle industrie del legno (qui di seguito indicate collettivamente come segherie), mentre la massima parte di ciò che non è di alta qualità viene venduto come legno da pasta alle industrie della carta e della pasta di legno. Una percentuale inferiore del legame in tronchi prodotto viene usato, spesso direttamente dai consumatori, come legna da ardere, per il riscaldamento. Della produzione di 10-12 milioni di m³, di norma circa 8-9 milioni di m³ vengono venduti alle industrie del legno come legno da pasta o legno da segheria.>SPAZIO PER TABELLA>(13) Il quantitativo di legno da segheria che si può ottenere da una determinata zona forestale varia in ampia misura, dal 30 all'80 %, secondo la qualità e il tipo di foresta. Prescindendo delle differenze qualitative, la differenza di prezzo tra il legno da pasta e il legno da segheria influisce anch'essa sulla categoria nella quale viene venduto il legname in tronchi.(14) Nella produzione delle segherie, i trucioli sono considerati un sottoprodotto. Insieme con il legno da pasta, i trucioli servono per la fabbricazione di carta e di pasta di legno. Secondo le stime, il 35-38 % in termini di volume del legno lavorato nelle segherie finisce in trucioli, i quali vengono venduti alle industrie della carta e della pasta di legno direttamente oppure come parte di uno scambio con il legno da segheria. Considerati i quantitativi in oggetto, il commercio di trucioli è considerato vitale per la redditività delle segherie.(15) Il legname in tronchi è un prodotto che, per la sua forma, è difficile da maneggiare e presenta un volume massivo rispetto al suo prezzo: i costi di manipolazione, in termini di taglio e di trasporto, sono relativamente elevati e richiedono attrezzi speciali. Secondo le stime, il costo medio del trasporto rappresenta circa il 25 % del costo totale per il legno da segheria e per il legno da pasta. La qualità del legname in tronchi dipende anzitutto dalla qualità della foresta che viene tagliata; tuttavia, poiché dopo il taglio la qualità degrada in tempi brevi, un altro criterio importante è la freschezza. La NSF ha inoltre indicato quali fattori qualitativi di crescente importanza l'igiene e la specificazione dell'origine.4. Il mercato(16) Secondo le statistiche statali, il valore lordo degli 8,5 milioni di m³ di legname in tronchi prodotto in Norvegia nel 1993/1994 per essere venduto alle industrie del legno è stato di 2,5 miliardi di NOK, con un calo progressivo rispetto ai 3,8 miliardi del 1989/1990, dovuto soprattutto al rallentamento delle operazioni di taglio. Nel 1994 le esportazioni e importazioni si situavano rispettivamente a 121 e 657 milioni di NOK. Secondo la NSF, nel 1989 e nel 1991 la produzione totale in Norvegia di legname in tronchi da vendere alle industrie costituiva poco meno del 5 % della produzione totale del SEE.(17) Come è indicato nel grafico 1, in media circa il 50 % della produzione di legname in tronchi che viene commercializzato viene venduto alle segherie e in misura lievemente inferiore alle industrie della carta e della pasta di legno. Poiché il prezzo del legno da segheria è più elevato, questo tipo di legno fornisce circa due terzi del reddito dei proprietari forestali. La categoria «altri» comprende le industrie di conservazione del legno, i fabbricanti di mobili ecc. e le esportazioni.Grafico 1 Legname in tronchi tagliato, secondo la categoria di acquirenti, 1993/1994 (19) >RIFERIMENTO A UN FILM>4.1. Fornitori(18) In Norvegia, la parte più consistente del patrimonio forestale appartiene a circa 126 000 privati, che per circa il 75 % sono anche conduttori agricoli, mentre una percentuale inferiore appartiene ad enti pubblici, soprattutto alla Statsskog, che è un'impresa statale, oppure è di proprietà comunale. La percentuale appartenente alle industrie forestali è relativamente esigua. Il grafico seguente mostra la ripartizione dei proprietari.Grafico 2 Ripartizione dei proprietari (percentuale del patrimonio forestale totale) (20) >RIFERIMENTO A UN FILM>4.1.1. La NSF(19) I 57 000 proprietari forestali aderenti alla NSF forniscono in media circa il 75 % del totale del legname in tronchi prodotto in Norvegia, con percentuali varianti dal 60-65 % nella zona orientale della Norvegia sino all'80-95 % delle altre regioni. Per ogni proprietario forestale, le vendite medie nel 1994 hanno fruttato 77 000 NOK, ma non si deve dimenticare che perlopiù i membri della NSF tagliano solo a intervalli irregolari, spesso a distanza di vari anni. Il totale degli acquisti di legname in tronchi prodotto dai membri della NSF varia di anno in anno in funzione dei prezzi e della produzione, ma negli ultimi tempi si è situato a circa 2 miliardi di NOK all'anno.(20) Non è possibile fornire una stima accurata del fatturato totale delle imprese aderenti alla NSF, poiché si deve osservare che i proprietari forestali privati normalmente attingono la massima parte del loro reddito da altre attività, soprattutto dall'agricoltura. Il reddito agricolo va incluso nel fatturato dei membri privati della NSF, poiché deriva da un'attività commerciale. Di conseguenza, si può ritenere che il totale del fatturato privato sia notevolmente superiore a 2 miliardi di NOK. Per quanto riguarda il fatturato totale delle società distrettuali, va osservato che queste, oltre a vendere il legname in tronchi che acquistano dai loro membri privati, ricavano reddito aggiuntivo da servizi connessi con la selvicoltura, come per esempio il coordinamento del taglio e dei trasporti, e in misura minore da attività industriali: quindi, si può stimare che anche il loro fatturato annuo sia nettamente superiore a 2 miliardi di NOK.(21) Oltre alla selvicoltura, la NSF ha interessi anche in attività industriali, in particolare tramite la quota di partecipazione delle società distrettuali nella Norske Skog AS, che è la massima società dell'industria forestale norvegese, con fatturato superiore a 9 miliardi di NOK. Le associazioni di proprietari forestali ne possiedono circa il 30 % delle azioni (pari al 36 % dei voti), e costituiscono quindi il massimo gruppo di proprietari di questa società. La NSF ha tre suoi rappresentanti nel consiglio di amministrazione della Norske Skog e, per tradizione, il presidente di questo consiglio appartiene alla NSF. Tuttavia, questa rappresentanza non si ripete nella Norsk Virke AS, che è responsabile dell'approvvigionamento della Norske Skog in legname in tronchi e in trucioli (vedere più oltre). Le operazioni commerciali tra le associazioni di proprietari forestali e il gruppo della Norske Skog hanno, secondo la NSF, esclusivamente carattere commerciale.(22) L'associazione centrale della NSF non si occupa direttamente della vendita di legname in tronchi: oltre a negoziare le condizioni generali di vendita con i rappresentanti delle industrie acquirenti ed a stabilire orientamenti per i negoziati dicentrati relativi ai prezzi, svolge attività riguardanti i servizi d'informazione e di consulenza dei membri, di configurazione della politica forestale e di ricerca nel settore della selvicoltura.(23) L'attività commerciale vera e propria si svolge a livello distrettuale. Sino a poco tempo fa, le società distrettuali avevano come compito precipuo quello di fungere da agente commerciale per i propri membri privati, ma oggi esse acquistano dai loro membri legname in tronchi e lo rivendono per proprio conto al settore industriale. Di conseguenza, le società distrettuali s'impegnano a fornire determinati quantitativi al settore industriale, mentre in precedenza gli accordi di vendita da esse negoziati costituivano un'intenzione piuttosto che un impegno.(24) In pratica, le società distrettuali concludono accordi con le industrie acquirenti fondandosi su un prezzo di base al taglio, che di norma è analogo per tutte le società distrettuali o gruppi di società distrettuali, al quale si aggiungono altri elementi di prezzo relativi a condizioni atte a creare valore aggiunto per l'acquirente. Questi altri elementi del prezzo, che possono variare da una società distrettuale all'altra, risultano tra l'altro dal calendario delle forniture nel corso dell'anno, dell'aiuto per il trasporto, dall'impegno a fornire determinati quantitativi e dall'entità delle provvigioni.(25) Successivamente, o in parallelo, le società distrettuali concludono accordi individuali con i loro membri per essere in grado di eseguire il contratto stipulato con le industrie acquirenti. Nonostante che il prezzo di base dipenda dall'offerta del settore industriale, il prezzo effettivo per il proprietario forestale privato può variare, in funzione soprattutto del quantitativo e dei tempi di taglio. I proprietari forestali sono liberi di organizzare il taglio essi stessi, ma la loro società distrettuale può fornire assistenza in termini di finanziamento per l'acquisto di macchinari, di anticipi per future forniture, di garanzie agli imprenditori ecc. Le società distrettuali organizzano direttamente circa il 40 % dei tagli, mentre i trasporti sono effettuati perlopiù dagli imprenditori e sono pagati dalle industrie acquirenti. Tuttavia, spesso le società distrettuali organizzano la logistica e possono offrire il loro parere sugli imprenditori scelti dalle industrie.4.1.2. Altri fornitori(26) Molti dei maggiori proprietari forestali sono membri dell'altra associazione di produttori forestali, la Norskog, che attualmente conta circa 200 membri, i quali forniscono circa il 5-10 % del legname in tronchi prodotto in Norvegia. I membri della Norskog hanno l'obbligo di vendere il 50 % del legname in tronchi di loro produzione tramite la loro associazione, la quale negozia i prezzi e le condizioni con le industrie acquirenti, di norma secondo modalità perfettamente analoghe a quelle della NSF. Tuttavia, la provvigione per il legno da pasta è inferiore a quella della NSF.(27) La Statsskog è una società statale che produce e vende legno proveniente da foreste di proprietà dello Stato e della chiesa, il che costituisce circa il 5-10 % delle forniture totali di legname in tronchi prodotto in Norvegia. Anche la Statsskog pratica di norma gli stessi prezzi e condizioni rispetto alla NSF, ma la sua provvigione è lievemente inferiore a quella delle altre due associazioni.(28) Circa 68 000 proprietari forestali, per lo più di dimensioni molto modeste, operano al di fuori delle associazioni forestali, ma molti di loro tagliano solo a intervalli irregolari. Insieme, essi rappresentano circa il 10 % della produzione norvegese totale di legname in tronchi e vendono alle industrie acquirenti a titolo individuale oppure tramite commercianti autonomi di legname in tronchi, che sono attivi per lo più a Østfold.(29) Soltanto il 2 % circa delle forniture di legname in tronchi proviene da foreste di proprietà delle industrie del legno.4.2. Gli acquirenti di legname in tronchi in Norvegia4.2.1. Gli acquirenti di legno da segheria(30) In Norvegia vi sono circa 600 segherie, circa 120 delle quali sono membri della Trelastindustriens Landsforening (associazione norvegese delle segherie industriali, qui di seguito denominata TL). Queste segherie forniscono circa l'80 % della produzione totale di legname. La TL si occupa soprattutto di fornire servizi d'informazione e di consulenza ai propri membri, senza prendere parte alle attività dei membri stessi sul mercato del legno da segheria. Gli acquisti vengono effettuati individualmente da ogni segheria o, nel caso di proprietà collegate, da gruppi di segherie. Secondo la NSF, i sei gruppi maggiori assorbono il 50 % del totale degli acquisti.4.2.2. Gli acquirenti di legno da pasta(31) Nel 1993 erano 17 le imprese attive nel settore industriale della carta e della pasta di legno. Tutti gli acquirenti di legno da pasta sono membri della Treforedlingsindustriens Bransjeforening (organizzazione settoriale delle industrie della carta e della pasta di legno, qui di seguito denominata TFB). Per tradizione, la TFB rappresenta le industrie della carta e della pasta di legno per fissare i prezzi e le altre condizioni commerciali riguardanti il legno da pasta e i trucioli di legno. All'interno della TFB, i membri hanno accettato un accordo di ripartizione geografica del mercato, con il quale si è stabilita l'area geografica al cui interno un'impresa o gruppo di imprese può acquistare il legno da pasta sul mercato norvegese. L'Autorità di vigilanza EFTA ha sollevato obiezioni contro tale accordo in un caso distinto (pratica n. COM 020.0130 - TFB).(32) Anche se alcune industrie minori della carta e della pasta di legno acquistano individualmente il legno da pasta nella loro rispettiva area geografica, circa il 90 % del legno da pasta viene fornito da due organizzazioni norvegesi di acquisti: la Norsk Virke AS, un'impresa di acquisti congiunti di proprietà della Norske Skog AS (91 %) e della Union AS (9 %), attiva soprattutto nelle regioni occidentale e settentrionale della Norvegia, acquista poco meno del 60 % della produzione norvegese di legno di pasta, mentre la Østfoldtømmer ANS, la società di acquisti congiunti per la società Borregard Industries Limited, M. Peterson & Søn A/S e Norske Skog Saugbrugs AS, attiva a Østfold, nella regione orientale della Norvegia, acquista oltre il 30 % del legno da pasta prodotto in Norvegia. La Norsk Virke e la Østfoldtømmer sono responsabili, nelle rispettive aree geografiche, dell'approvvigionamento dei loro proprietari in materiale greggio, compresi i trucioli di legno prodotti dalle segherie e le importazioni.4.3. I prezzi del legname in tronchi(33) Di norma, il legname in tronchi viene venduto appena tagliato, sul posto stesso. L'acquirente paga il trasporto dal ciglio della strada fino alla sede della sua ditta, dove si procede alle misurazioni. Di regola, sono le associazioni di proprietari forestali a negoziare il prezzo con l'acquirente. In precedenti negoziati sui prezzi, un principio basilare è stato quello di garantire che il prezzo pagato dal settore industriale per forniture di qualità equivalente fosse identico in tutta la Norvegia: la motivazione alla base di tale principio è che si debbano utilizzare tutte le risorse norvegesi indipendentemente dalla loro situazione geografica, un principio che implica l'accettazione di provvedimenti di livellamento per compensare situazioni svantaggiose.(34) Il legname in tronchi viene venduto come legno da segheria o come legno da pasta e in genere sembra esservi maggiore flessibilità nel fissare i prezzi del legno da segheria, rispetto al legno da pasta, un funzione delle differenze locali della domanda e dell'offerta.(35) Sino a metà degli anni '80, il prezzo del legno da segheria veniva stabilito in negoziati centrali tra la NSF e la TL, la quale rappresenta circa l'80 % della produzione delle segherie norvegesi. In seguito questi negoziati sono stati decentrati e oggi i prezzi vengono stabiliti per lo più in negoziati tra le singole società distrettuali o altri venditori e le singole segherie acquirenti o, nel caso di proprietà collegate, gruppi di segherie. Entro certi limiti, le vendite vengono effettuate mediante una specie di vendita all'asta, con aggiudicazione al maggiore offerente. Poiché i negoziati sui prezzi non avvengono più a livello centrale, la TL non ha più nessun diritto di negoziare i prezzi a nome dei suoi membri.(36) Sino al 1994, il prezzo di base della legna da pasta e le altre condizioni di vendita, comprese le percentuali di provvigione, erano stabiliti in negoziati tra la NSF e la TFB, ogni volta per un periodo annuale. Entro tale contesto, eventuali ritocchi dei prezzi, basati su esigenze locali quali i tempi di consegna, la qualità e la quantità, erano negoziati tra la competente società distrettuale e la singola industria acquirente. Ad eccezione dell'entità della provvigione, fuori della NSF di norma venivano offerti ai venditori i medesimi prezzi e condizioni.(37) Nel 1994, a causa di un aumento della domanda di legno da pasta in concomitanza con una produzione norvegese relativamente bassa e quindi con un livello particolarmente alto d'importazioni, si è deciso di negoziare i prezzi del 1995 a livello regionale. Si sono fissate tre regioni, in ciascuna delle quali i negoziati sono stati effettuati congiuntamente dalle società distrettuali della rispettiva regione da una parte e dalle industrie acquirenti della rispettiva regione dall'altra parte. Come base per i negoziati delle società distrettuali, la NSF ha adottato orientamenti secondo i quali, tra l'altro, il prezzo non deve variare in funzione della distanza dalla sede industriale e i negoziati devono essere coordinati. I prezzi di base e le condizioni che ne sono risultati sono stati, in linea di massima, identici nelle tre regioni.(38) I negoziati sui prezzi 1996 sono stati ancor più decentrati, in quanto si sono svolti con ciascun singolo acquirente: in altri termini, se un singolo acquirente voleva comprare legno prodotto in più distretti, le competenti società distrettuali negoziavano congiuntamente, ma se l'acquirente voleva legno di un unico distretto, la competente società distrettuale conduceva i negoziati a titolo individuale. Come risultato, i prezzi e condizioni relativi al legno da pasta hanno registrato variazioni da un distretto all'altro.4.4. Commercio estero(39) Il commercio estero di legname in tronchi risulta limitato da fattori quali i costi di trasporto relativamente elevati, la disponibilità dei tipi e delle qualità richiesta, la freschezza, le differenze di misurazioni e da altre normative nazionali (per esempio sulla scortecciatura). Nonostante ciò, si registra un incremento del commercio estero, tra l'altro perché ci si serve sempre più di tipi di legno a crescita rapida, e quindi più a buon mercato, prodotti in paesi appartenenti soprattutto all'emisfero sud. Questi tipi di legno servono per la fabbricazione di vari tipi di prodotti a base di legno per i quali in precedenza era richiesto legno prodotto nell'emisfero nord. Inoltre, l'incremento del commercio con l'Europa settentrionale è stato determinato anche dalla maggiore disponibilità di legno di conifere relativamente a basso costo prodotto in Russia e nei paesi Baltici. Inoltre, l'uso di carta riciclata ha contribuito a limitare la pressione che la produzione locale o regionale di legname in tronchi esercitava sulla capacità. In Norvegia sembra che le importazioni siano in aumento, mentre le esportazioni sono relativamente stabili o in calo: dal 1994 le importazioni di legname in tronchi e di trucioli di legno superano nettamente le esportazioni.Grafico 3 Esportazioni e importazioni di legno da segheria (1 000 m³) (21) >RIFERIMENTO A UN FILM>(40) L'uso interno di legno da segheria si può stimare a un totale di 4,5-5 milioni di m³ all'anno. L'entità delle importazioni varia tra il 5 e il 10 % dell'offerta interna. Di norma, circa il 90 % delle importazioni, pari a 250-300 000 m³, è di provenienza svedese, perlopiù dalle regioni di frontiera. Nel 1994, quando la Norvegia si è avuta una penuria generale di legname in tronchi, le importazioni di legno da segheria sono aumentate del 50 %, in gran parte in provenienza dalla Russia e dai paesi baltici. Secondo i dati forniti dalla NSF, nel 1995 sono stati importati altri 80 000 m³, per un totale quindi di 550 000 m³. Secondo rappresentanti delle segherie, la richiesta di livello qualitativo elevato e gli altri costi di trasporto rendono difficili aumenti considerevoli delle importazioni.(41) Per motivi analoghi, le esportazioni di legno da segheria si sono limitate in genere ai mercati dei paesi vicini. Il totale delle esportazioni è di norma di circa 100-200 000 m³, pari al 5 % della produzione interna. Ad eccezione del 1993, quando si sono esportati in Turchia ingenti quantitativi in seguito ai gravi danni di origine meteorologica subiti da questo paese, la Svezia è di gran lunga la massima destinataria delle esportazioni.Grafico 4 Esportazioni e importazioni di legno da pasta (1 000 m³) (22) >RIFERIMENTO A UN FILM>(42) In passato, le importazioni di legno da pasta costituivano circa il 10 % del fabbisogno industriale, ma nel 1994 e 1995 la percentuale è aumentata di circa il 30 %. Vi sono ampie possibilità d'importare legno da pasta, poiché le industrie norvegesi della carta e della pasta di legno hanno accesso ai porti e sono in grado di acquistare ingenti quantitativi ogni volta, mantenendo così a livelli non elevati i costi unitari di trasporto, che costituiscono l'ostacolo principale agli scambi. È possibile acquistare legno da pasta a livello locale, sui mercati internazionali, ma perlopiù le importazioni sono disciplinate da contratti di durata annua. In massima parte, le importazioni provengono dalla Svezia, ma in misura rilevante anche dalla Russia, dai paesi baltici, dalla Germania e, per le varietà a crescita rapida, dall'America del Sud e dall'Africa.(43) Le esportazioni di legno da pasta sembrano trovare un limite, tra l'altro, nelle condizioni geografiche e topografiche tipiche della Norvegia, che comportano un aumento dei costi di raccolta e di trasporto, e inoltre nei costi di produzione relativamente elevati e in una struttura della proprietà caratterizzata da piccoli e molto dispersi proprietari forestali privati. Nondimeno, si esportano alcuni quantitativi, circa 300-500 000 m³, nei paesi vicini, soprattutto in Svezia.(44) Secondo la NSF, gli incrementi relativi del prezzo del legno da pasta seguono la medesima tendenza al livello internazionale, perlomeno in Scandinavia, in Germania e in Francia; secondo le statistiche ufficiali (23), tra la Norvegia e gli altri paesi vi sono ampie differenze nei prezzi assoluti del legno da pasta e, in misura ancora maggiore, del legno da segheria. Secondo le statistiche fornite dalla NSF, negli ultimi cinque anni tra la Norvegia e gli altri paesi nordici i divari di prezzo sono stati relativamente inferiori, di norma il 5 e il 25 % per determinati tipi di legno da pasta e di legno da segheria. Tuttavia, è molto difficile stabilire confronti tra l'incremento relativo o il livello assoluto dei prezzi di paesi diversi, tra l'altro per i seguenti motivi: differenze delle percentuali relative di tipi e di qualità del legname in tronchi, fluttuazioni valutarie, condizioni di vendita (per esempio subito dopo il taglio, CIF, prima del taglio), sistemi nazionali di misurazione, variazioni locali di prezzo all'interno dei paesi e disponibilità di statistiche valide relative ai prezzi. In considerazione di tutto ciò, non è possibile presentare conclusioni precise in base alle informazioni disponibili per quanto riguarda i livelli e gli incrementi di prezzo in Norvegia rispetto agli altri paesi.(45) I diversi prodotti a base di legno fabbricati con legno da pasta e con legno da segheria sono esportati in ampia percentuale, soprattutto all'interno del SEE: per esempio, nel 1994 le esportazioni di carta e cartone fabbricati in Norvegia verso gli altri paesi SEE sono ammontate, in valore, a 5,9 miliardi di NOK (24). Per molti di questi prodotti finiti o semifiniti a base di legno sembra che i prezzi vengano stabiliti a livello internazionale.PARTE II IN DIRITTO (46) In seguito alla dichiarazione di obiezioni, in riunioni con rappresentanti dell'Autorità di vigilanza EFTA e in notifiche scritte la NSF ha indicato alcuni eventuali emendamenti degli statuti rispettivamente suo, delle società distrettuali e dei gruppi locali, per trovare una soluzione che consentisse all'Autorità di vigilanza EFTA di decidere positivamente sulla questione. L'Autorità ha esaminato questi eventuali emendamenti, formulando osservazioni al riguardo.(47) I suddetti emendamenti sono intesi a mitigare gran parte delle restrizioni alla concorrenza indicate nella dichiarazione di obiezioni, ma l'Autorità di vigilanza EFTA ritiene che le restrizioni ancora sussistenti siano tali da escludere la possibilità di una decisione favorevole al riguardo. Inoltre, non sono state effettuate né notificate all'Autorità modifiche degli statuti.(48) Di conseguenza, nel caso in oggetto si deve esaminare la domanda di attestazione negativa o di esenzione dall'articolo 53 dell'accordo SEE per quanto riguarda gli statuti di cui al paragrafo 1, punti da 1 a 3, quali sono stati notificati.1. Articolo 53, paragrafo 1(49) A norma dell'articolo 53, paragrafo 1 dell'accordo SEE, sono vietati tutti gli accordi tra imprese, le decisioni di associazioni di imprese e le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra le parti contraenti e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del SEE.1.1. Applicazione generale dell'articolo 53, paragrafo 1 degli accordi notificati(50) A norma dell'articolo 8, paragrafo 3, lettera a), il disposto dell'accordo SEE si applica al legname in tronchi: di conseguenza, le regole in materia di concorrenza figuranti nell'accordo SEE si applicano agli accordi notificati.(51) Il termine «impresa» di cui all'articolo 53, paragrafo 1, comprende ogni persona giuridica o fisica esercitante un'attività economica. I proprietari forestali membri della NSF sono persone fisiche o giuridiche esercitanti attività commerciali e vanno quindi considerati imprese ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 1. La NSF, le società distrettuali ed i gruppi locali sono quindi associazioni di imprese, oltre che imprese di per se stesse, in quanto esercitano attività commerciali. Di conseguenza, gli statuti rispettivamente della NSF, delle società distrettuali e dei gruppi locali quali sono stati notificati vanno considerati accordi tra i membri o decisioni assunte dall'associazione di imprese.1.2. Definizione del mercato1.2.1. Il mercato dei prodotti in oggetto(52) Il legname in tronchi viene commercializzato tramite la struttura NSF in forma di legno da pasta e di legno da segheria. Per determinare il rispettivo mercato di tali prodotti, è necessario considerare non soltanto le caratteristiche obiettive e l'uso che si intende fare dei prodotti in questione, ma anche le condizioni di concorrenza che si applicano a tali prodotti.(53) Vi è una notevole differenza qualitativa tra legno da pasta e il legno da segheria, che si riflette nelle differenze delle caratteristiche fisiche e anche dei prezzi. L'uso che si intende fare di questi prodotti è pure diverso, come notevolmente diverse sono le condizioni di concorrenza nel commercio di questi due prodotti, dovute tra l'altro alle differenze rispettivamente tra gli acquirenti, i quantitativi importati e il coordinamento per fissare i prezzi. Benché possano esservi sovrapposizioni, in funzione dei prezzi rispettivi e delle esigenze qualitative degli acquirenti in un determinato periodo, si può quindi affermare che il legno da segheria e il legno da pasta appartengono a due mercati diversi. Questa conclusione è corroborata dal fatto che i principali operatori commerciali del legname in tronchi, compresa la NSF, distinguono essi stessi il mercato del legno da segheria dal mercato del legno da pasta.(54) Si deve esaminare l'eventuale necessità di dividere ulteriormente i mercati del legno da pasta e del legno da segheria. Tipi o qualità diverse di legno da pasta e di legno da segheria di norma non sono sostituibili per i consumatori finali, a causa in parte delle differenze di prezzo e in parte delle esigenze tecniche. Tuttavia, alcune importanti condizioni commerciali, come le disposizioni in materia di trasporto e le esigenze relative alle misurazioni, sono identiche in entrambi i mercati. Inoltre, gli acquirenti e i venditori che stabiliscono i prezzi e le altre condizioni commerciali sono, di massima, gli stessi nel mercato del legno da pasta e nel mercato del legno da segheria. Per valutare gli effetti sulla concorrenza esercitati dagli accordi in questione, basta quindi riferirsi a un mercato del legno da pasta e a un mercato del legno da segheria.(55) Infine, si deve esaminare l'eventuale esistenza di altri prodotti da includere nei mercati in questione. Al riguardo, la NSF ha sostenuto che il legno da pasta e i trucioli di legno appartengono al medesimo mercato. Tuttavia, benché il legno da pasta e i trucioli di legno siano in ampia misura materialmente sostituibili per le industrie utenti, vari fattori indicano che vi è una differenza tra le condizioni di concorrenza di questi due prodotti. I trucioli di legno sono sottoprodotti della lavorazione del legno presso le segherie e i quantitativi ottenuti sono determinati dalla domanda dei prodotti finali delle segherie piuttosto che dalla domanda industriale di trucioli di legno e di legno da pasta. Questa mancanza di flessibilità dell'offerta è ancor più aggravata da problemi relativi all'ammasso a lungo termine, dato il volume relativamente maggiore e il tasso più accelerato di deterioramento dei trucioli di legno rispetto ai ciocchi. Poiché non sembra che vi siano molte possibilità alternative d'impiego economicamente conveniente dei trucioli di legno, ciò potrebbe indicare che le segherie, rispetto ai fornitori di legno da pasta, si trovano in una posizione relativamente più debole nei confronti degli acquirenti. Queste differenze nelle condizioni di concorrenza tra i due prodotti sono di entità tale che, per valutare l'accordo in questione, non è opportuno includere i trucioli di legno nel mercato del legno da pasta.(56) Questa conclusione non risulta modificata dal nesso esistente tra la determinazione dei prezzi dei trucioli e il prezzo del legno da pasta, in quanto il valore dei trucioli di legno destinati alle industrie della carta e della pasta di legno cresce quando aumenta il prezzo del legno da pasta. La disponibilità delle industrie della carta e della pasta di legno a pagare un prezzo più elevato per i trucioli di legno dovrebbe quindi aumentare, ma il prezzo finale dei trucioli sembra dipendere piuttosto dalla forza contrattuale rispettivamente delle segherie e del settore industriale della carta e della pasta di legno, che non dal prezzo del legno da pasta. All'inverso, le condizioni per quanto riguarda il commercio di trucioli di legno non hanno un influsso significativo sulla determinazione del prezzo e sulle altre condizioni commerciali relative al legno da pasta.1.2.2. Il mercato geografico(57) Il punto di partenza per determinare il mercato geografico in oggetto è costituito dalla zona geografica nella quale si applicano gli accordi in esame. Nella fattispecie si tratta della Norvegia, ma questa zona può essere ampliata se le condizioni obiettive di concorrenza relative ai prodotti in oggetto risultino identiche per tutti gli operatori economici all'interno di un'area geografica più vasta.(58) La NSF sostiene che il mercato geografico per il legno da pasta e per il legno da segheria è costituito dall'Europa o almeno dall'Europa settentrionale, comprese la Russia e le Repubbliche baltiche. Quest'opinione sembra basarsi principalmente sull'esistenza di scambi ingenti di legname in tronchi, specialmente di legno da pasta, e sulla constatazione che gli incrementi relativi dei prezzi seguono il medesimo schema a livello internazionale.(59) Riguardo ai sui produttori in questione, si devono formulare due osservazioni generali. Anzitutto, non c'è da meravigliarsi se gli aumenti relativi dei prezzi del legname in tronchi sono analoghi nella massima parte dei paesi in tutto il mondo: è quanto ci si deve attendere, poiché la capacità delle industrie acquirenti di pagare il legname in tronchi e connessa con gli incrementi di prezzo dei prodotti formanti oggetto di scambi internazionali, quali la carta, la pasta di legno e altri prodotti finiti e semifiniti a base di legno, i prezzi dei quali vengono fissati in ampia misura a livello internazionale. Nondimeno, ciò non indica necessariamente l'esistenza di mercati internazionali del legno da pasta e del legno da segheria: al contrario, i prezzi assoluti nei diversi paesi sembrano registrare considerevoli varianti, il che suggerirebbe l'esistenza di mercati nazionali.(60) In secondo luogo, il costo di trasporto del legname in tronchi è relativamente elevato: secondo le stime, in media il 25 % del costo totale per il consumatore finale. Di conseguenza, la tendenza è di trasportare il legname in tronchi alle distanze più brevi possibili, cioè di venderlo alle industrie più vicine. Ciò punterebbe a mercati regionali o persino locali, ma i regimi di commercializzazione, quali i sistemi di distribuzione, di acquisto e di misurazione, sembrano in ampia misura organizzati secondo linee nazionali.(61) Per quanto riguarda il legno da segheria, le esportazioni dalla Norvegia e le importazioni in Norvegia sono relativamente scarse (cfr. il precedente punto 4.4). Date le alte esigenze qualitative e, è difficile e costoso trasportare legno da segheria per lunghe distanze, specialmente se è necessario procedere a operazioni di carico e scarico. Inoltre, le segherie norvegesi sono in genere situate all'interno del paese, il che significa che i costi delle importazioni dall'estero sarebbero proibitivi. Quindi le importazioni costituiscono raramente un'alternativa realistica all'offerta interna. Le importazioni effettive provengono perlopiù dalla Svezia, da segherie aventi sede nella regione di frontiera. Allo stesso modo, per i fornitori le esportazioni di norma non costituiscono un'alternativa fattibile, poiché i costi elevati di trasporto escludono le esportazioni per la maggioranza dei proprietari forestali, a meno che non abbiano sede nella regione di frontiera con la Svezia oppure nelle vicinanze di un porto. Inoltre, i proprietari forestali privati hanno in genere dimensioni troppo piccole per organizzare da soli la commercializzazione, l'adattamento ai diversi sistemi di misurazione e il trasporto. In tale ambito, risultano limitate anche le attività delle organizzazioni di vendita esistenti, comprese le società distrettuali della NSF.(62) Questi ostacoli agli scambi, insieme con le caratteristiche generali del mercato del legno da segheria in termini di determinazione di prezzi, distribuzione e acquisti, indicano che le condizioni di concorrenza non sono abbastanza omogenee da consentire di considerare quale mercato unico una zona più ampia della Norvegia, includendo eventualmente le regioni svedesi di frontiera. Tuttavia, l'offerta di queste regioni svedesi è relativamente limitata, sino a circa il 5 % del totale delle forniture interne, e le esportazioni verso queste regioni sono ancora inferiori. Di conseguenza, includere le regioni svedesi di frontiera non influirebbe sulla valutazione degli accordi notificati relativi al mercato. È quindi sufficiente considerare la Norvegia il mercato di riferimento per il legno da segheria.(63) Il legno da pasta è in genere più facile da importare, benché il valore relativo per l'unità di volume sia ancora inferiore a quello del legno da segheria e nonostante il fatto che le importazioni costituiscano il 30 % della fornitura totale. Gli acquirenti norvegesi hanno dimensioni abbastanza vaste per poter comprare ampi quantitativi, per esempio un intero carico di nave, mantenendo così limitati i costi di trasporto. Inoltre, essi hanno accesso ai porti. I costi di trasporto dalla regione di frontiera con la Svezia, paese che è di gran lunga la massima fonte di importazioni, per le industrie aventi sede in quella regione non sono necessariamente più elevati rispetto a quelli dei materiali grezzi di fabbricazione interna. Tuttavia, i costi di trasporto e la disponibilità di qualità particolari in determinati periodi pongono limiti a queste importazioni.(64) Nondimeno, i venditori devono affrontare i medesimi problemi che per le esportazioni di legno da segheria: i costi di trasporto, elevati rispetto al valore, e la mancanza di operatori internazionali rendono impossibili le esportazioni per quasi tutti i proprietari forestali, tranne quelli aventi sede nelle regioni di frontiera o nelle vicinanze di porti internazionali. Di conseguenza, il livello delle esportazioni è relativamente basso.(65) Le caratteristiche generali delle attuali condizioni di mercato, compresi i prezzi, i quali vengono fissati mediante trattative tra venditori e acquirenti interni, nonché i sistemi di distribuzione e di acquisto, che vengono anch'essi determinati a livello interno, sono tutti elementi indicativi dell'esistenza di un mercato nazionale. Al tempo stesso, il livello relativamente alto delle importazioni indica un certo grado di possibile sostituzione, sul fronte della domanda, del legno da pasta di fabbricazione interna con il legno da pasta originario soprattutto della Svezia, della Russia e delle Repubbliche baltiche. Indubbiamente, i prezzi che gli acquirenti possono spuntare per le importazioni provenienti da questi paesi costituiscono un elemento importante nelle trattative sui prezzi tra gli acquirenti e i venditori in Norvegia. Ciò può influire in una certa misura sulla rispettiva forza contrattuale degli operatori del mercato, e va quindi preso in considerazione nel valutare l'effettivo potere commerciale di questi operatori. Tuttavia, il livello relativamente alto delle importazioni non è sufficiente di per se stesso per concludere che la Norvegia e i principali paesi esportatori appartengono al medesimo mercato: al contrario, date le condizioni generali del mercato e l'esistenza dei suddetti ostacoli agli scambi, il prezzo e le altre condizioni commerciali, che costituiscono gli elementi principali per delineare un mercato, sarebbero determinati in via prioritaria da fattori interni.(66) Considerato quanto detto sinora, si deve concludere che al momento le condizioni obiettive di concorrenza non sono abbastanza omogenee in un'area più vasta della Norvegia, ed eventualmente in certe zone svedesi alla frontiera con la Norvegia, per poter considerare tale area un unico mercato geografico. Poiché includere le zone svedesi di frontiera non influirebbe sulle considerazioni giuridiche inerenti al caso in oggetto, è quindi sufficiente riferirsi alla Norvegia come mercato geografico per il legno da pasta.1.3. Restrizioni di concorrenza(67) Gli statuti rispettivamente della NSF, delle sue società distrettuale e dei gruppi locali comprendono clausole riguardanti il coordinamento centrale delle condizioni commerciali per la vendita di legname in tronchi e il controllo del comportamento commerciale dei membri a livello distrettuale. In particolare vi sono clausole in base alle quali:- la NSF ha il diritto di negoziare i prezzi e i contingenti indicativi per i suoi membri e di attribuire tali contingenti tra i membri o tra le società distrettuali;- la NSF o la società distrettuale competente ha il diritto di imporre ai suoi membri misure di regolamentazione del mercato, come la riduzione o la cessazione della produzione di legname in tronchi o il livellamento dei prezzi;- i membri sono tenuti a vendere il legname in tronchi da loro tagliato alla società distrettuale della rispettiva zona geografica.(68) L'Autorità di vigilanza EFTA riconosce che il numero stesso di proprietari forestali privati, le condizioni geografiche e topografiche esistenti in ampia parte della Norvegia e il dispiegamento relativamente concentrato degli acquirenti possono rendere necessario un certo coordinamento da parte dei venditori per salvaguardare il funzionamento dei mercati norvegesi del legname in tronchi. Il formarsi di una struttura cooperativa e il coordinamento della commercializzazione della produzione dei membri a livello distrettuale, in modo che i prodotti di altri mercati non possano soddisfare la medesima funzione, non costituiscono quindi necessariamente una restrizione di concorrenza, né, di norma, hanno simili effetti i servizi generali forniti dalla struttura NSF, quali la consulenza in materia forestale, l'assistenza per le operazioni di taglio e lo scambio di statistiche inerenti al mercato.(69) Peraltro, le clausole notificate si spingono molto al di là di questo. La clausola relativa al diritto della NSF di negoziare a nome dei suoi membri consente alla NSF stessa di fissare i prezzi e le altre condizioni commerciali, il che è esplicitamente vietato dall'articolo 53, paragrafo 1, punto a). Le clausole di regolamentazione del mercato consentono alla NSF e alle società distrettuali la facoltà di limitare la produzione, il che è esplicitamente vietato dall'articolo 53, paragrafo 1, lettera b). Infine, la clausola di fornitura esclusiva comporta un accordo di ripartizione geografica del mercato che è esplicitamente vietata dall'articolo 53, paragrafo 1, lettera c). I membri privati della NSF e le società distrettuali sono entrambi potenziali concorrenti sui mercati del legname in tronchi. Tutte queste clausole riducono di molto la possibilità di concorrenza all'interno della struttura NSF, poiché riducono la libertà commerciale dei membri della NSF non soltanto nel caso di prezzi negoziati o coordinati a livello centrale oppure nel caso dell'imposizione di misure di regolamentazione del mercato, ma anche perché la clausola esclusiva di fornitura toglie ai membri la possibilità di avvalersi di altri canali commerciali al di fuori della struttura NSF. Tale clausola ha anche l'effetto di precludere la possibilità ad altri canali commerciali di accedere al legname in tronchi prodotto dai membri della NSF, che costituisce circa il 75 % del totale della produzione interna, impedendo loro, in tal modo, di esercitare una concorrenza efficace.(70) Si può sostenere che, in circostanze economiche eccezionali, nonostante le suddette restrizioni persino tali clausole possono esercitare un effetto globalmente a favore della concorrenza, eludendo quindi il campo di applicazione dell'articolo 53, paragrafo 1. Al riguardo, la NSF ha insistito soprattutto sulla caratteristica di concentrazione del dispiegamento degli acquirenti, ma il mercato del legno da segheria, che costituisce circa i due terzi del valore degli scambi di legname in tronchi, comprende circa 600 segherie che procedono ai loro acquisti individualmente o mediante almeno 6 grandi raggruppamenti. Questa struttura di mercato non sembra indicare uno squilibrio evidente a favore degli acquirenti di legno da segheria. Il mercato del legno da pasta è dominato da due organizzazioni di acquisto, ma non si può ritenere che la presenza soltanto di queste due organizzazioni di acquisto implichi uno squilibrio del mercato così grave da richiedere la pressoché eliminazione della concorrenza tra i fornitori allo scopo di garantire il funzionamento del mercato del legno da pasta. Di conseguenza, la configurazione dei mercati rispettivamente del legno da segheria e del legno da pasta non riflette quel tipo di circostanze economiche eccezionali tali da consentire alla struttura NSF e quindi alle clausole in esame di restare al di fuori del campo di applicazione dell'articolo 53, paragrafo 1.(71) Per quanto riguarda la clausola di fornitura esclusiva, la NSF ha sostenuto che essa non costituisce una restrizione della concorrenza ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 1, poiché la cooperazione tra i proprietari forestali è giustificata e poiché la clausola in oggetto è necessaria per assicurare l'adeguato funzionamento della struttura NSF e la forza contrattuale dei proprietari forestali. Per corroborare questo suo parere, la NSF ha rinviato alle sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee nelle cause Coberco (25) e DLG (26), nelle quali la Corte ha sancito la compatibilità di alcune restrizioni con l'articolo 85, paragrafo 1 del trattato di Roma, in quanto ritenute necessarie per assicurare l'adeguato funzionamento delle strutture cooperative in oggetto.(72) Su questo punto, l'Autorità di vigilanza EFTA osserva anzitutto che evidentemente il ragionamento della NSF si riferisce solo alla clausola di fornitura esclusiva. Quindi, poiché vi sono anche altre clausole che restringono la competenza ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 1, gli accordi notificati risultano vietati in forza di tale disposizione, anche se si dovesse accettare il ragionamento della NSF per quanto riguarda la clausola di fornitura esclusiva.(73) A prescindere da ciò, secondo l'Autorità di vigilanza EFTA la posizione assunta dalla NSF sul punto in questione è basata su un'errata interpretazione della giurisprudenza a cui si fa riferimento: è infatti giurisprudenza consolidata, il che è evidente anche nelle due cause a cui rinvia la NSF, che prima di poter sollevare interrogativi sulla necessità di una clausola restrittiva ai fini dell'adeguato funzionamento di un accordo, si deve stabilire se l'accordo stesso non sia di natura tale da rientrare nel campo di applicazione dell'articolo 53, paragrafo 1 (27). Per determinare se ciò si verifichi o no nel caso in oggetto, non basta considerare isolatamente gli scopi politici perseguiti dalle parti contraenti dell'accordo e la forma o struttura organizzativa in generale della cooperazione prevista per conseguire gli scopi stessi: è necessario piuttosto esaminare la natura effettiva della cooperazione, in base, tra l'altro, al contesto economico in cui questa si instaurerà e alla struttura del mercato interessato (28).(74) Di conseguenza, per determinare se la struttura NSF in quanto tale non rientri nel campo di applicazione dell'articolo 53, paragrafo 1, non basta constatare che la cooperazione tra i proprietari forestali è giustificata e che la struttura cooperativa è la forma legittima di una simile cooperazione. L'interrogativo pertinente da porsi è invece se, date le circostanze economiche che caratterizzano il mercato, la cooperazione tra proprietari forestali che assicurano il 75 % della produzione interna di legname in tronchi, cooperazione che implica quindi effettivamente, sotto il profilo della natura e della portata, una restrizione della loro libertà commerciale prevista negli statuti già menzionati, si possa ritenere di natura tale da rientrare nell'ambito del divieto di cui all'articolo 53, paragrafo 1. Solo se la risposta a questo interrogativo sarà negativa, diverranno pertinenti le argomentazioni della NSF sul punto in oggetto. Come si può dedurre da quanto si è già detto, secondo l'Autorità di vigilanza EFTA la risposta all'interrogativo deve essere positiva, considerate in particolare la posizione di forza della struttura NSF sui mercati norvegesi del legname in tronchi, nonché la natura e la portata delle restrizioni.(75) Da quanto si è detto consegue che non è pertinente, nell'attuale contesto, chiedersi se la clausola di fornitura esclusiva sia necessaria per l'adeguato funzionamento della struttura NSF. Tuttavia, si deve notare che nel discutere, qui di seguito, la domanda di esenzione a norma dell'articolo 53, paragrafo 3, l'opinione dell'Autorità di vigilanza EFTA è che tale clausola non sia necessaria per assicurare il conseguimento degli obiettivi perseguiti. Di conseguenza, anche ammettendo che il ragionamento della NSF nell'attuale contesto sia valido in linea di principio, secondo l'Autorità di vigilanza EFTA esso va respinto nel caso specifico.(76) Infine, per quanto riguarda il giudizio sull'entità delle restrizioni, si deve osservare che gli accordi notificati comprendono clausole relative alla fissazione dei prezzi, alla ripartizione del mercato e alla limitazione della produzione che sono contrarie ai principi fondamentali delle regole di concorrenza SEE. Inoltre, la struttura NSF gestisce circa il 75 % del legname in tronchi tagliato in Norvegia, per il valore di circa 2 miliardi di NKR all'anno. In termini di ripartizione del mercato, la struttura NSF ha una quota collettiva - comprese le importazioni - di circa il 70 % del mercato del legno da segheria e di circa il 60 % del mercato del legno da pasta. In considerazione di quanto si è detto, gli effetti restrittivi che gli accordi notificati esercitano sulla concorrenza non vanno considerati di grande rilievo.1.4. Effetti sugli scambi commerciali(77) Ai fini dell'applicazione dell'articolo 53, paragrafo 1, si deve determinare se i suddetti accordi possano avere effetti di rilievo sugli scambi commerciali tra le parti contraenti dell'accordo SEE.(78) Gli accordi notificati possono avere un effetto diretto sulle esportazioni di legname in tronchi, poiché ridurre la produzione, influire sui prezzi interni o su altre condizioni commerciali ed escludere le vendite di legname in tronchi per chiunque non sia una società distrettuale può influire sulla propensione o sulle possibilità di esportare dei membri della NSF. Si riconosce che le esportazioni dalla Norvegia sono relativamente scarse - solo il 5 % circa della produzione totale - e sono ristrette di norma alle zone di frontiera con la Svezia ed a certe zone costiere aventi accesso diretto a un porto, e che quindi gli effetti suddetti possono essere limitati.(79) Tuttavia, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee (29), stabilendo il prezzo di un prodotto intermedio che di norma non viene esportato fuori della regione in questione si può influire sugli scambi commerciali tra gli Stati membri nei quali il prodotto in oggetto costituisce la materia prima per la fabbricazione di un altro prodotto che venga commercializzato in altre zone della Comunità. Nella fattispecie, gli accordi notificati offrono alla NSF e alle società distrettuali che ne fanno parte la possibilità di influire sul prezzo e su altre condizioni di scambio commerciale del legno in pasta e del legno da segheria, i quali sono prodotti intermedi che servono come materia prima principale per ottenere importanti articoli di esportazione della Norvegia, quali la carta, la pasta di legno e il legname in assi. Di conseguenza, gli accordi notificati possono influire sul flusso commerciale dei prodotti finali all'interno del SEE.(80) Gli accordi notificati possono influire anche sulle importazioni di legname in tronchi: poiché la NSF e le società distrettuali possono influire sui prezzi e sulla disponibilità di legname in tronchi per le industrie norvegesi che lo acquistano, ciò ha un effetto diretto sulla necessità per le industrie d'importare legname in tronchi per fabbricare i prodotti finali. Per dimostrare che l'offerta interna di legno da pasta ha un'incidenza diretta sulle importazioni, si può rammentare quanto si è verificato nel 1994, quando il taglio e quindi l'offerta di legno da pasta di produzione nazionale sono calati e di conseguenza le importazioni sono più che raddoppiate.(81) Nella cosiddetta nota «de minimis» (30), l'Autorità di vigilanza EFTA ha indicato gli orientamenti generali in base ai quali essa determina l'entità degli effetti reali o potenziali sugli scambi commerciali. Come già si è detto (punto 1.2.2. del presente testo), l'Autorità di vigilanza EFTA ritiene che per i prodotti in oggetto la Norvegia costituisca un mercato geografico distinto. Poiché gli accordi notificati riguardano questo mercato geografico nella sua interezza nonché una parte sostanziale dei prodotti in oggetto, è ben ovvio che le relative quote di mercato sono superiori al 5 % indicato nella nota. Tuttavia, anche se si potesse accettare la più ampia definizione possibile del mercato pertinente suggerita dalla NSF, il che ridurrebbe a meno del 5 % la quota di mercato della struttura NSF, risulterebbe pur sempre superata la soglia di 300 milioni di ECU di fatturato indicata nella nota. Secondo quanto dichiarato dalla NSF, i proprietari forestali privati attingono una parte rilevante del loro fatturato da attività diverse dal commercio del legname in tronchi. Anche le società distrettuali operano in una serie di servizi sussidiari. Considerato il fatturato che la struttura NSF realizza dal legname in tronchi, si può quindi dedurre che il fatturato totale delle imprese partecipanti a tale struttura sia superiore a 300 milioni di ECU.(82) Dato l'ingente influsso che gli accordi notificati esercitano sul mercato pertinente e data l'entità complessiva delle imprese in questione, si deve dunque concludere che tali accordi possono incidere sugli scambi commerciali ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 1.2. L'articolo 53, paragrafo 3(83) Per ottenere l'esenzione dal divieto di cui all'articolo 53, paragrafo 1, i richiedenti devono comprovare che gli accordi in oggetto migliorano la produzione o la distribuzione oppure promuovono il progresso tecnico od economico, permettendo al tempo stesso ai consumatori di godere di un'equa parte dei vantaggi che ne derivino. Per caratterizzarsi come tali, i vantaggi reali ottenuti devono risultare superiori ai pregiudizi subiti dalla concorrenza (31). Inoltre, le restrizioni previste negli accordi devono essere indispensabili per ottenere i vantaggi suddetti e gli accordi stessi non devono offrire alle imprese interessate la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti in oggetto. A giudizio dell'Autorità di vigilanza EFTA, gli accordi notificati non hanno mostrato di soddisfare nessuna di queste condizioni.(84) Va notato anzitutto che fissare in comune i prezzi o le componenti di essi, servirsi di un sistema nazionale di prezzi uniformi alla consegna indipendentemente dalla sede dell'acquirente, limitare la produzione e ripartire i mercati tra le imprese concorrenti sono attività considerate, di norma, contrarie ai principi stessi della concorrenza, poiché influiscono artificialmente sull'equilibrio tra l'offerta e la domanda. Si può quindi concedere loro l'esenzione solo in circostanze eccezionali. Gli statuti notificati comprendono disposizioni che comportano o consentono tutte le suddette restrizioni.2.1. I vantaggi degli accordi(85) La NSF ha sostenuto che la cooperazione tra i proprietari forestali all'interno della struttura NSF contribuisce a migliorare la produzione e la distribuzione del legname in tronchi in Norvegia. In particolare, secondo la NSF, tale cooperazione è essenziale per assicurare la fornitura costante e tempestiva, alle industrie di lavorazione del legno, di legname in tronchi di qualità adeguata; inoltre, tale cooperazione contribuisce all'efficienza delle operazioni di taglio e di trasporto e al miglioramento qualitativo del legname in tronchi, grazie a provvedimenti presi nelle fasi della coltura, del taglio e della distribuzione. Senza questa cooperazione tra i proprietari forestali, sempre secondo la NSF il numero stesso dei proprietari forestali privati e le condizioni geografiche e topografiche tipiche della Norvegia renderebbero il commercio del legname in tronchi molto meno efficiente e notevolmente più costoso per le industrie di lavorazione del legno.(86) La NSF ha anche sostenuto che la cooperazione esercita effetti positivi in quanto contribuisce alla salvaguardia dell'ambiente e allo sviluppo sostenibile delle risorse forestali. Inoltre, applicando un regime di unicità dei prezzi all'interno dei rispettivi distretti, vengono controbilanciati gli svantaggi, in particolare in termini di costi di produzione, per i proprietari forestali che si trovano in località lontane. A sua volta, ciò facilita il conseguimento degli obiettivi stabiliti in sede politica, quali l'utilizzo equilibrato delle risorse forestali, lo sviluppo dei valori ambientali e l'accrescimento del contributo che il settore forestale apporta all'occupazione e all'attività economica in tutto il paese.(87) L'Autorità di vigilanza EFTA non ha motivi di mettere in dubbio che la struttura NSF nel suo complesso possa apportare determinati vantaggi: ciò potrebbe essere conseguenza della configurazione particolare del settore forestale norvegese e delle modalità di funzionamento della struttura NSF. Si può invece porre in dubbio la possibilità di ritenere che gli effetti di limitare le funzioni dei proprietari forestali in quanto operatori economici siano tali da potenziare l'efficienza economica e quindi da migliorare la produzione o la distribuzione oppure da promuovere il progresso tecnico o economico ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 3. Si può quindi continuare a ritenere che simili vincoli riducano l'efficienza economica.(88) A prescindere da queste considerazioni generali, nell'esaminare gli eventuali vantaggi della struttura NSF nel suo insieme si deve rammentare che il nucleo della questione sta nel determinare se le restrizioni di concorrenza contenute negli statuti notificati apportino vantaggi reali tali da controbilanciare il pregiudizio a danno delle regole di concorrenza. Ne consegue che gli eventuali vantaggi della struttura NSF nel suo insieme, in contrapposizione ai vantaggi derivanti direttamente dalle clausole restrittive stesse, potrebbero esser presi in considerazione soltanto se le clausole restrittive fossero necessarie per il funzionamento della struttura stessa NFS.(89) Le restrizioni da esaminare si possono classificare in due gruppi: il primo, la possibilità di coordinamento centrale delle attività commerciali dei membri, comprende la determinazione dei prezzi e delle altre condizioni di scambi commerciali, mentre il secondo è il controllo a livello distrettuale del comportamento commerciale dei membri, in particolare l'obbligo imposto ai proprietari forestali privati di vendere tutto il loro legname in tronchi tramite la società distrettuale e, inoltre, la possibilità d'imporre misure di regolamentazione del mercato.2.1.1. Il coordinamento centrale(90) La possibilità della NSF di coordinare a livello centrale il comportamento commerciale dei suoi membri si basa a titolo primario sui paragrafi 6 e 7 dello statuto della stessa NSF, che le consentono di condurre negoziati sui prezzi, sui quantitativi e sulle altre condizioni commerciali e di decidere misure di regolamentazione dei mercati a livello nazionale. Benché dal 1994 non vi siano stati negoziati sui prezzi a livello centrale, nel 1995 la NSF ha adottato direttive vincolanti per i negoziati regionali sui prezzi. Non sembra invece che si sia avvalsa della sua facoltà di regolamentazione del mercato e della possibilità di soccorrere società distrettuali in difficoltà.(91) Le clausole relative ai negoziati sui prezzi consentono alla NSF di stabilire i prezzi e le altre condizioni commerciali per la vendita di legname in tronchi da parte di tutti i suoi membri. Può esser plausibile sostenere che stabilire a livello centrale i prezzi e le altre condizioni commerciali promuova la stabilità degli scambi commerciali di legname in tronchi. Allo stesso modo, si può sostenere che la facoltà di regolamentazione del mercato conferita alla NSF possa servire a preservare la funzionalità del mercato in momenti, tra l'altro, di catastrofi naturali. Queste clausole, dove vengono applicate, sono tuttavia tali da eliminare di fatto ogni concorrenza tra i singoli membri della NSF e tra le società distrettuali. Gli eventuali vantaggi di queste clausole non possono essere tali da controbilanciare il pregiudizio subito dalla concorrenza e quindi non possono essere considerati miglioramenti ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 3.2.1.2. Il controllo, a livello distrettuale, delle attività commerciali dei membri(92) Prescindendo dall'intento dichiarato, che consiste tra l'altro, se necessario, nell'imporre misure di regolamentazione del mercato e nel raggruppare i membri perché agiscano congiuntamente, sono due le clausole principali sulle quali si basa il controllo a livello distrettuale delle attività commerciali dei membri: si tratta anzitutto dell'obbligo per i proprietari forestali di vendere alla società distrettuale tutto il legname in tronchi da essi tagliato e in secondo luogo del diritto della società distrettuale di per se stessa, o previa decisione della NSF, di costringere i suoi membri a ridurre o cessare le operazioni di taglio o la fornitura di legname in tronchi nonché il diritto di livellare i prezzi pagati ai suoi membri.La clausola di fornitura esclusiva(93) I pretesti vantaggi derivanti dall'obbligo di vendere alla società distrettuale il legname in tronchi si possono classificare in due gruppi: il primo comprende tutti i pretesi vantaggi della struttura NSF nel suo insieme, indicati ai precedenti punti 85 e 86, basati sull'argomentazione della necessità di tale clausola per salvaguardare il funzionamento della struttura NSF, mentre il secondo gruppo comprende i vantaggi che la NSF considera dirette conseguenze della clausola di per se stessa.(94) Per quanto riguarda il primo gruppo, non è stato dimostrato che la clausola di fornitura esclusiva, quale è stata notificata, sia effettivamente necessaria per l'esistenza della struttura NSF e contribuisca quindi ai vantaggi di tale struttura. È vero che la NSF ha sostenuto che sopprimendo tale clausola si ridurrebbero le forniture all'interno della sua struttura, il che minerebbe a sua volta le basi economiche delle società distrettuali, le cui attività si fondano principalmente sui quantitativi di legname in tronchi venduto loro dai rispettivi membri. Tuttavia, non è stato dimostrato che modificando o addirittura sopprimendo tale clausola si minerebbe o si rischierebbe di minare in maniera decisiva il fondamento economico della struttura NSF, e neppure è stato dimostrato che agendo in tal senso si eliminerebbero o si rischierebbe di eliminare anche i pretesi vantaggi della struttura NSF. Di conseguenza, ammesso e non concesso che si possa ritenere che la struttura NSF nel suo insieme presenti i vantaggi previsti per ottenere l'esenzione a norma dell'articolo 53, paragrafo 3, l'Autorità di vigilanza EFTA non ha motivi di concludere che di per se stessa la clausola di fornitura esclusiva contribuisca in misura rilevante ad apportare tali vantaggi.(95) Per quanto riguarda il secondo gruppo di pretesi vantaggi, la NSF sostiene che la clausola in questione si traduce nel diritto dei membri di vendere alla rispettiva società distrettuale tutto in legname in tronchi da essi tagliato e che il fattore di sicurezza ivi implicito promuove la produzione globale e garantisce le forniture anche dei proprietari forestali stabiliti in località lontane. Inoltre, sempre secondo la NSF, sopprimendo tale clausola si limiterebbe la possibilità delle società distrettuali di onorare gli impegni contrattuali di forniture e se ne indebolirebbe la forza contrattuale nei confronti delle industrie acquirenti.(96) Per quanto riguarda la prima argomentazione, il diritto di fornitura non comporta per il proprietario forestale il diritto a un prezzo particolare: infatti l'obbligo delle società distrettuale di comprare il legname in tronchi la obbliga a comprare al prezzo da essa stessa stabilito, mentre l'obbligo del proprietario forestale di vendere il legname lo obbliga a vendere al prezzo stabilito dalla controparte, cioè dalla società distrettuale. Non si tratta quindi di obblighi simmetrici. La fornitura di legname in tronchi dipenderà presumibilmente dal prezzo offerto dalla società distrettuale: di conseguenza, di per se stesso il diritto di fornitura non promuoverà necessariamente la fornitura stessa, neanche da località lontane.(97) Benché eliminando la concorrenza tra i fornitori sia possibile migliorare, almeno in certa misura, le possibilità di prevedere l'entità delle forniture alla società distrettuale, questo tipo d'incertezza è insito in tutta la normale attività commerciale. Di conseguenza, non si può ritenere che eliminare quest'incertezza costituisca un vantaggio reale (32).(98) Riguardo alla questione di preservare la forza contrattuale delle società distrettuali, se si considera la struttura del mercato, in particolare di quello del legno da segheria, è dubbio che ciò possa costituire un vantaggio reale ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 3. Anche se ciò fosse il caso, la clausola di fornitura esclusiva risulterebbe nondimeno di funzionalità relativamente scarsa a tale scopo.(99) La forza contrattuale nei confronti delle industrie acquirenti è determinata in parte dai quantitativi, dalle qualità e dai termini di consegna del legname in tronchi che una società distrettuale può offrire in vendita, nonché, per un'altra parte, dalle fonti alternative di forniture di cui dispongono gli acquirenti. I quantitativi, le qualità ed i termini di consegna vengono stabiliti in contratti distinti. Anche se la clausola di fornitura esclusiva può avere un qualche influsso sulla volontà dei membri di concludere tali contratti, l'elemento principale a garanzia dei contratti stessi sono le condizioni specifiche offerte: purché queste siano competitive nei settori in cui la società distrettuale in questione deve far fronte alla concorrenza di canali commerciali alternativi, il numero dei contratti non diminuirà. Le forniture da parte dei canali commerciali alternativi non sempre sono disponibili; inoltre le dimensioni relative e la capacità delle società distrettuali di fornire servizi aggiuntivi, quali il coordinamento del trasporto, indicano che le società distrettuali rimarranno la fonte principale di fornitura per il settore industriale. Quindi, si può ritenere che la posizione di forza delle società distrettuali nei confronti delle industrie sia determinata soltanto in misura parziale dall'esistenza della clausola di vendita esclusiva.(100) Per tornare ai pregiudizi subiti dalla concorrenza, la natura della clausola in questione comporta la restrizione della possibilità di concorrenza tra i membri ed esclude di fatto agli operatori di mercato esterni alla NSF la possibilità di accedere a gran parte dell'offerta di legname in tronchi: in pratica, tale clausola impedisce ai membri privati della NSF di servirsi di canali commerciali alternativi per gran parte della propria produzione di legname in tronchi, e ciò a titolo permanente. Per un membro privato vi sono soltanto due maniere di reagire se ritenga che la società distrettuale non offra condizioni competitive: rifiutare di produrre o lasciare l'organizzazione. La prima opzione può ridurre l'approvvigionamento del mercato del legname in tronchi e l'effetto cumulato di simili iniziative potrebbe essere un calo sostanziale dell'offerta.(101) Per quanto riguarda la seconda opzione, si deve osservare che le società distrettuali detengono una posizione chiave in servizi essenziali per i proprietari forestali privati, quali la consulenza, il taglio, il finanziamento e il trasporto. Inoltre, un membro che abbandona la società distrettuale non può far valere nessuna pretesa sui beni di questa, e lo statuto non gli garantisce il diritto di riaderirvi. Questi fattori, insieme con vincoli meno tangibili quali la tradizione e la pressione del gruppo locale, possono indurre i membri ad esitare ad abbandonare l'organizzazione per vendere il proprio legname in tronchi tramite canali commerciali alternativi. Tale situazione limita a sua volta la possibilità dei canali commerciali alternativi di esercitare una pressione competitiva efficace: di conseguenza, ne possono risultare salvaguardate strutture di distribuzione inefficaci.(102) In considerazione di quanto si è detto, non vi sono motivi di concludere che la clausola di fornitura esclusiva contribuisca in misura significativa a promuovere l'offerta di legname in tronchi, ad assicurare l'approvvigionamento del settore industriale od a mantenere sui mercati del legname in tronchi un adeguato equilibrio tra acquirenti e venditori, né ad apportare nessun altro preteso vantaggio. D'altro canto, questa clausola ha evidenti effetti contrari alla concorrenza, per quanto riguarda non soltanto la possibilità dei membri contrari di essere competitivi ma anche l'esclusione dall'offerta degli operatori di mercato non aderenti alla NSF, e può salvaguardare strutture di produzione e di distribuzione inefficaci. Quindi, facendo il bilancio di tali considerazioni, non si può ritenere che la clausola di fornitura esclusiva quale è stata notificata presenti i vantaggi necessari per ottenere l'esenzione ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 3.La clausola di regolamentazione del mercato(103) Secondo la NSF, la clausola di regolamentazione del mercato è prevista soltanto per il caso di eventi straordinari, per esempio per eliminare su ampie superfici le conseguenze di tempeste, nel qual caso è prevista la cooperazione con le autorità nazionali competenti: questa clausola, quindi, non avrebbe nessun effetto pratico sulla concorrenza nei mercati del legname in tronchi.(104) Imporre provvedimenti di regolamentazione del mercato in caso di calamità naturali può essere necessario per evitare il collasso del mercato e presenterebbe quindi i vantaggi richiesti per ottenere l'esenzione ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 3: probabilmente preservare il funzionamento del mercato in simili situazioni sarebbe anche, in ultima analisi, nell'interesse dei consumatori.2.2. Indispensabilità(105) Come si è detto al punto 2.1.1, il coordinamento centrale che la NSF esercita nei confronti dei proprietari forestali all'interno della sua struttura non presenta di per se stesso i vantaggi reali necessari per ottenere l'esenzione a norma dell'articolo 53, paragrafo 3. Inoltre, non è chiaro se vi sia un nesso tra gli eventuali vantaggi della struttura NSF in quanto tale e le clausole relative a questo coordinamento centrale. Al riguardo, si constata che le funzioni della struttura NSF, che secondo la NSF stessa contribuiscono all'efficienza dei mercati del legname in tronchi, vengono svolte senza applicare nella prassi le clausole in questione. Di conseguenza, anche se il coordinamento centrale previsto in tali clausole avesse risposto alla condizione di apportare vantaggi, non vi è la prova che queste clausole siano indispensabili per conseguire simili vantaggi.(106) Per quanto riguarda la clausola di fornitura esclusiva, non vi è la prova che essa migliori la produzione o la distribuzione o che promuova il progresso tecnico od economico. Tuttavia, se anche se ciò fosse vero, è difficile vedere come l'obbligo assoluto imposto ai membri di vendere alla rispettiva società distrettuale tutto il legname in tronchi da loro possa esser ritenuto indispensabile per conseguire uno qualsiasi dei vantaggi che secondo la NSF derivano da tale clausola. I due pretesi vantaggi principali consistono nel salvaguardare il funzionamento della struttura NSF (e quindi nel contribuire agli eventuali vantaggi da essa apportati) e nel mantenere l'equilibrio nei confronti delle industrie che comprano legname in tronchi sui mercati norvegesi, presumibilmente per assicurare l'adeguato funzionamento di tali mercati.(107) Come si è già detto, non vi è la prova che la clausola di fornitura esclusiva sia effettivamente necessaria per l'esistenza della struttura NSF: quindi, tale clausola non può essere ritenuta una restrizione indispensabile per ottenere i pretesi vantaggi risultanti dalla struttura. La clausola di fornitura esclusiva è soltanto uno dei vari fattori che contribuiscono a formare la forza contrattuale della struttura NSF, e dunque ha importanza limitata a tale scopo. Di conseguenza, anche se mantenere l'equilibrio del mercato possa considerarsi un vantaggio reale, il che è dubbio se non altro per quanto riguarda il mercato del legno da segheria, è arduo ritenere indispensabile, per ottenere un simile preteso vantaggio, l'obbligo assoluto dei membri di vendere tramite la struttura NSF il legname in tronchi da essi prodotto.(108) Si deve quindi concludere che, anche in presenza dei vantaggi reali richiesti, non è stato dimostrato che la clausola di fornitura esclusiva sia indispensabile per conseguire simili vantaggi.(109) Infine, per quanto riguarda la clausola di regolamentazione del mercato a livello distrettuale, in essa non sono menzionate le catastrofi naturali quali unico criterio per l'applicazione delle misure regolative: quindi, nulla impedisce a una società distrettuale di ricorrere a tale clausola e di ridurre la produzione, per influire sui prezzi di mercato del legname in tronchi anche in circostanze normali. La portata di tale clausola non è quindi proporzionata allo scopo limitato di alleviare sui mercati del legname in tronchi gli effetti della catastrofi naturali. Di conseguenza, tale clausola non può considerarsi indispensabile per il conseguimento di un simile obiettivo.2.3. Eliminazione della concorrenza(110) La possibilità del coordinamento centrale dei prezzi, della produzione e delle altre condizioni commerciali a livello nazionale, i poteri di regolamentazione del mercato e la clausola di fornitura esclusiva a livello distrettuale eliminano concretamente la concorrenza all'interno della struttura NSF e possono avere effetto negativo sulle possibilità di altri fornitori di esercitare attivamente la concorrenza. La struttura NSF è di gran lunga il massimo fornitore, poiché detiene circa il 75 % della produzione norvegese di legno da pasta e di legno da segheria: sui mercati di tali prodotti, comprese le importazioni, le quote della NSF sono rispettivamente di circa il 60 % per il legno da pasta e di circa il 70 % per il legno da segheria. I poteri di commercializzazione nei confronti degli acquirenti possono risultare limitati, in particolare sul mercato del legno da pasta, dove gli acquirenti si presentano in forte concentrazione e sono quindi in grado di sostituire con le importazioni una parte sostanziale dell'offerta della struttura NSF. Tuttavia, la situazione attuale rende virtualmente impossibile un'autentica concorrenza per quanto riguarda l'offerta. Su tale base, si deve ritenere che le disposizioni in oggetto, così come sono state notificate, accordano alla NSF e alle imprese che partecipano alla struttura NSF la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti in questione. Di conseguenza, anche se risultassero soddisfatte le altre condizioni, non sarebbe possibile concedere un'esenzione ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 3,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1 Lo statuto notificato della NSF, lo statuto tipo delle società forestali distrettuali e lo statuto tipo dei gruppi forestali locali constituiscono infrazione dell'articolo 53, paragrafo 1 dell'accordo SEE, in quanto:- conferiscono alla NSF il diritto di negoziare i prezzi e le quote di base per i suoi membri e di ripartire le quote tra i suoi membri o tra le società distrettuali;- conferiscono alla NSF e alle società distrettauali il diritto d'imporre ai propri membri regolamentazioni di mercato, quali la riduzione o cessazione della produzione di legname in tronchi da parte dei suoi membri e la livellazione dei prezzi;- obbligano i membri a vendere alla società distrettuale della loro zona geografica tutto il legname in tronchi da loro tagliato.Articolo 2 Per gli accordi menzionati all'articolo 1 viene rifiutata l'esenzione dall'articolo 53, paragrafo 1 dell'accordo SEE.Articolo 3 Le imprese interessate porranno fine immediatamente all'infrazione menzionata all'articolo 1 e si asterranno dal prendere qualsiasi provvedimento avente il medesimo scopo od effetto.Articolo 4 Sono destinatari della presente decisione le seguenti imprese:Norges SkogeierforbundHaldenvassdragets SkogeierforeningNedre Glommen SkogeierforeningGlommen SkogeierforeningTryssilvassdragets SkogeierforeningMjøsen SkogeierforeningDrammensdistriktets SkogeierforeningVestfold-Lågen SkogeierforeningTelemark TømmersalgslagNidarå TømmersalgslagAgder SkogeigarlagRogaland SkogeigarlagHordaland SkogeigarlagSogn og Fjordane SkogeigarlagMøre og Romsdal SkogeigarlagSør-Trøndelag SkogeierforeningInn-Trøndelag SkogeierforeningNamdal SkogeierforeningNordland SkogeierforeningTroms Skogeierforening.I testi in lingua inglese e norvegese sono i soli facenti fede.Fatto a Bruxelles il 24 aprile 1997.Per l'Autorità di vigilanza EFTAIl PresidenteKnut ALMESTAD(1) La notifica comprende anche gli accordi sui prezzi del legno da segheria stipulati tra le imprese distrettuali e gli acquirenti locali sul modello dell'accordo sui prezzi del legno di conifere ad uso di segheria firmato a Nordenfjells il 21 dicembre 1993 (Prisvatale for sagtømmer av bartre Nordenfjells). La presente decisione non si applica a tali accordi.(2) Vedtekter for Norges Skogeierforbund.(3) Normalvedtekter for skogeierforeningar.(4) Normalvedtekter for skogeierlag.(5) Rammeavtale om prisforhandlingsordning for massevirke av bartre.(6) Prisavtale for massevirke av bartre for perioden 1. januar 1994-31. desember 1994.(7) Retningslinjer for framtidige massevirkeforhandlinger.(8) Vedtak om massevirkeforhandlinger 1995.(9) Avtale om prisforhandlingsordning for massevirke av bartre for 1995.(10) Rammeavtale om omsetningsordning for massevirke av bartre.(11) Provisjonsavtale.(12) Paragrafo 5 dello statuto NSF e paragrafo 4 dello statuto tipo delle società distrettuali e dei gruppi locali.(13) Paragrafo 21 dello statuto NSF e paragrafo 14 dello statuto tipo delle società distrettuali.(14) Paragrafo 4 dello statuto tipo delle società distrettuali e dei gruppi locali.(15) Paragrafo 20 dello statuto NSF, paragrafo 15 dello statuto tipo delle società distrettuali e paragrafo 11 dello statuto tipo dei gruppi locali.(16) Paragrafo 6 dello statuto NSF.(17) Paragrafo 7 dello statuto NSF e paragrafo 5 dello statuto tipo delle società distrettuali.(18) Paragrafo 8 dello statuto NSF. In precedenza, tale clausola comprendeva disposizioni intese a imporre ai membri un canone per finanziare le misure commerciali, ma tale clausola è stata modificata dall'assemblea generale annuale della NSF del 2 giugno 1995.(19) Legname in tronchi tagliato 1993/94, istituto statistico norvegese.(20) Fonte: NSF.(21) Fonte: NSF.(22) Fonte: NSF.(23) Prezzi 1992-1994 di prodotti forestali, FAO, Bollettino del legno, 1995 n. 1.(24) Statistiche ufficiali della Norvegia.(25) Coberco (RGC 1995, pag. 4515).(26) Göttrup Klim contro DLG (RGC 1994, pag. 5641).(27) Cfr. tra l'altro Coöperative Stremsel Kleurselfabriek contro Commissione (RGC 1981, pag. 851, paragrafi 12-13); Dansk Pelsdyreavlerforening contro Commissione (RGC 1992, pag. 1931, paragrafo 78).(28) Idem.(29) Crf. tra l'altro, BNIC II (RGC 1987, pag. 4789).(30) Comunicazione dell'Autorità di vigilanza EFTA del 12 gennaio 1994 sugli accordi d'importanza minore non contemplati dall'articolo 53, paragrafo 1 dell'accordo EFTA (GU L 153 del 18. 6. 1994, pag. 32 e supplemento SEE alla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 15 del 18. 6. 1994 pag. 31), modificata dalla comunicazione dell'Autorità di vigilanza EFTA sugli accordi d'importanza minore, (GU C 281 del 26. 9. 1996, pag. 20).(31) Cfr. tra l'altro Consten and Grundig/Commissione (RGC 1966, pag. 299 e 348).(32) Cfr. tra l'altro Consten and Grunding/Commissione (RGC 1966 pag. 348).