CELEX: 62002CJ0411
Language: it
Date: 2004-09-14 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 14 settembre 2004.#Commissione delle Comunità europee contro Repubblica d'Austria.#Inadempimento di uno Stato - Trasposizione non corretta - Direttiva 98/10/CE - Telecomunicazioni - Concetto di "fattura dettagliata di base" e di "fattura ancora più dettagliata".#Causa C-411/02.

Causa C-411/02
      Commissione delle Comunità europee
      contro
      Repubblica d’Austria
      «Inadempimento di uno Stato — Trasposizione non corretta — Direttiva 98/10/CE — Telecomunicazioni — Concetto di “fattura dettagliata di base” e di “fattura ancora più dettagliata”»
      Massime della sentenza
      Ravvicinamento delle legislazioni — Settore delle telecomunicazioni — Fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia locale
            e istituzione di un servizio universale delle telecomunicazioni — Direttiva 98/10 — Obbligo degli Stati membri di prevedere
            una fatturazione dettagliata — Normativa che prevede un estratto degli importi classificati unicamente per tipo di tariffa
            — Inammissibilità
      (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 98/10/CE, art. 14, n. 2)
      Viene meno agli obblighi ad esso incombenti in forza dell'art. 14, n. 2, della direttiva 98/10, sull’applicazione del regime
         di fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale e sul servizio universale delle telecomunicazioni in un ambiente
         concorrenziale, uno Stato membro che opta per una fatturazione consistente in un estratto degli importi classificati unicamente
         per tipo di tariffa telefonica e che, di conseguenza, non presenta un livello di dettaglio sufficiente perché il consumatore
         possa effettuare un controllo ed una verifica efficaci, come impone detta disposizione.
      
      Infatti, anche se quest’ultima non indica specificatamente quali sono le informazioni che devono apparire necessariamente
         nella fattura dettagliata di base, la direttiva impone un livello minimo d’informazione in funzione di quanto necessario per
         consentire agli abbonati la verifica e il controllo dei costi inerenti all’uso della rete telefonica pubblica fissa. Orbene,
         una fattura che indica unicamente il numero di chiamate effettuate, il totale delle unità tariffarie usate e il prezzo globale
         corrispondente non consente tale verifica e tale controllo.
      
      (v. punti 19, 24 e dispositivo)

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione)14 settembre 2004(1)
         
         
               «Inadempimento di uno Stato  –  Trasposizione non corretta  –  Direttiva 98/10/CE  –  Telecomunicazioni  –  Concetto di “fattura dettagliata di base” e di “fattura ancora più dettagliata”»
               
             Nella causa C-411/02,avente ad oggetto un ricorso per inadempimento ai sensi dell'art. 226 CE,proposto il 18 novembre 2002,
            
            
            Commissione delle Comunità europee, rappresentata dalla sig.ra C. Schmidt e dal sig. M. Shotter, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, 
            
            
            ricorrente,
            
            contro
            Repubblica d'Austria,  rappresentata dai sigg. E. Riedl e T. Kramler, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,  
            
            convenuta,
            
            
            LA CORTE (Seconda Sezione),,
            
             composta dal sig. C.W.A. Timmermans, presidente di sezione, dai sigg. C. Gulmann (relatore), J.-P. Puissochet e J.N. Cunha
            Rodrigues nonché dalla sig.ra  N. Colneric, giudici,  
            
             avvocato generale: sig. M. Poiares Madurocancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministratore principale
             vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 12 febbraio 2004,viste le osservazioni scritte presentate dalle parti,
            
            sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza del 16 marzo 2004,
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
         1
            
          Con il suo ricorso la Commissione delle Comunità europee chiede alla Corte di dichiarare che la Repubblica d’Austria, adottando
         una fatturazione consistente in un estratto degli importi classificati unicamente per tipo di tariffa che non presentano un
         livello di dettaglio sufficiente perché il consumatore possa effettuare un controllo ed una verifica efficaci, è venuta meno
         agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 14, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 26 febbraio
         1998, 98/10/CE, sull’applicazione del regime di fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale e sul servizio universale
         delle telecomunicazioni in un ambiente concorrenziale (GU L 101, pag. 24; in prosieguo: la «direttiva»).
         
         
            
               Contesto normativo
            La normativa comunitaria
         
         2
            
          In conformità dell’art. 1, n. 1, secondo comma, della direttiva, quest’ultima ha come obiettivo di assicurare la disponibilità
         in tutta la Comunità di servizi telefonici pubblici fissi di buona qualità e di definire l’insieme dei servizi ai quali tutti
         gli utenti, compresi i consumatori, dovrebbero avere accesso nel contesto del servizio universale alla luce delle specifiche
         condizioni nazionali, a prezzi abbordabili.
         
         
         
         3
            
          A tal fine l’art. 14 della direttiva, intitolato «Fatturazione dettagliata, selezione numerica multifrequenza e blocco selettivo
         di chiamata», prevede quanto segue:
         «1. Al fine di garantire che gli utenti tramite le reti telefoniche pubbliche fisse abbiano accesso al più presto ai seguenti
         servizi: 
         
         
         
          
         –
            (…), 
         
         
         
         
          
         –
            a richiesta, la fatturazione dettagliata e il blocco selettivo di chiamata, 
         
         
          gli Stati membri possono designare uno o più operatori perché forniscano tali servizi alla maggior parte degli utenti anteriormente
         al 31 dicembre 1998 e garantiscano che essi siano disponibili a tutti entro il 31 dicembre 2001. 
         (…)
          2. Fatte salve le disposizioni della pertinente normativa in materia di protezione dei dati personali e della vita privata,
         come ad esempio quelle della direttiva 95/46/CE e della direttiva 97/66/CE, le fatture dettagliate contengono dati sufficientemente
         particolareggiati in modo da permettere la verifica e il controllo dei costi inerenti all’uso della rete telefonica pubblica
         fissa e/o dei servizi telefonici pubblici fissi. 
          Nella sua versione di base, la fattura dettagliata è fornita senza costi supplementari per l’utente, cui può eventualmente
         essere proposta una fattura ancora più dettagliata con tariffe ragionevoli o a titolo gratuito. Le autorità nazionali di regolamentazione
         possono definire il livello di base della fattura dettagliata. 
          Le chiamate che sono gratuite per l’abbonato, comprese le chiamate ai numeri di emergenza, non sono indicate nella fattura
         dettagliata dell’abbonato».
         
         La normativa nazionale
         
         4
            
          La Telekommunikationsgesetz (legge federale relativa alle telecomunicazioni, BGBl. I, n. 10/1997; in prosieguo: la «TKG»)
         e quattro decreti sono stati emanati al fine di trasporre la direttiva. In particolare, l’art. 94, n. 1, del TKG, volto a
         recepire l’art. 14, n. 2, della direttiva, dispone quanto segue:
         «1. Gli importi addebitati agli abbonati devono essere presentati in una fattura in cui deve apparire un estratto degli importi
         da pagare, classificati per tipi di tariffa. Su richiesta dell’abbonato, la fattura dovrà indicare tutti gli importi o avere
         un altro livello di dettaglio, da determinarsi secondo le condizioni commerciali. Per le fatturazioni che presentano un livello
         di dettaglio superiore alla fatturazione di base, potrà essere previsto un prezzo secondo le condizioni commerciali. L’importo
         di tale prezzo dovrà essere determinato in funzione dei costi determinati da una presentazione più dettagliata.
         (...)».
         
         Procedimento precontenzioso
         
         5
            
          Con lettera 23 settembre 1998 la Repubblica d’Austria ha comunicato alla Commissione il recepimento della direttiva 98/10
         nell’ordinamento austriaco mediante il TKG e diverse disposizioni d’applicazione.
         
         
         
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          Con lettera 20 aprile 2001 la Commissione ha manifestato le sue riserve in merito alla corretta trasposizione dell’art. 14,
         n. 2, della direttiva da parte della Repubblica d’Austria e ha invitato quest’ultima, in conformità dell’art. 226 CE, a presentare
         le proprie osservazioni entro un termine di due mesi.
         
         
         
         7
            
          Con lettera 20 giugno 2001 le autorità austriache hanno illustrato alla Commissione che, a loro parere, l’art. 94 del TKG
         rispondeva ai requisiti previsti dall’art. 14, n. 2, della direttiva, in quanto la fattura di base di cui all’art. 94 del
         TKG era sufficientemente dettagliata per consentire all’utente un controllo e una verifica efficaci delle proprie spese telefoniche,
         nel senso indicato dalla direttiva.
         
         
         
         8
            
          Il 20 dicembre 2001 la Commissione, considerando che la fattura dettagliata di base austriaca non consentiva in alcun modo
         al consumatore di controllare efficacemente le proprie spese telefoniche, ha emesso un parere motivato in cui ha ribadito
         le sue riserve e ha invitato la Repubblica d’Austria ad adottare i provvedimenti necessari per conformarsi alla direttiva
         entro due mesi a decorrere dalla notifica di tale parere. 
         
         
         
         9
            
          Dato che il governo austriaco ha confermato, mediante lettera del 27 febbraio 2002, il proprio punto di vista secondo cui
         l’art. 14, n. 2, della direttiva era stato correttamente trasposto dalla normativa austriaca, la Commissione ha deciso di
         proporre il presente ricorso.
         
         Sul ricorso
         
         10
            
          La Commissione contesta alla Repubblica d’Austria di non aver rispettato le disposizioni dell’art. 14, n. 2, della direttiva,
         secondo cui le fatture dettagliate devono contenere dati sufficientemente particolareggiati da permettere la verifica e il
         controllo dei costi inerenti all’uso della rete telefonica pubblica.
         
         
         
         11
            
          A suo parere la normativa austriaca non soddisfa tale requisito. Infatti, stabilendo che gli enti prestatori di servizi telefonici
         sono tenuti ad emettere una fatturazione contenente solamente «un estratto degli importi, classificati per tipo di tariffa»,
         l’art. 94, n. 1, del TKG consentirebbe che tra gli operatori si instauri la pratica di raggruppare nella fattura gli importi
         in base alla categoria della chiamata, senza che venga indicata ogni chiamata separatamente.
         
         
         
         12
            
          Sulla base di tale fatturazione l’abbonato sarebbe informato unicamente del numero di chiamate effettuate per le diverse zone
         tariffarie, per il periodo coperto dalla fattura e per un determinato importo totale. Una fattura di questo tipo non consentirebbe
         dunque di verificare né la data né il numero della chiamata e non garantirebbe all’abbonato di verificare e controllare efficacemente
         i suoi costi.
         
         
         
         13
            
          Il governo austriaco contesta tale interpretazione della direttiva e l’analisi effettuata dalla Commissione. A suo parere
         le norme previste all’art. 94 del TKG rispondono ai requisiti dell’art. 14, n. 2, della direttiva in quanto impongono che
         la fattura dettagliata di base indichi gli importi dovuti, classificati per tipo di tariffa.
         
         
         
         14
            
          Infatti, non si può imporre né mediante tale ultima disposizione, né sulla base dello scopo generale della direttiva che la
         data delle chiamate e i numeri selezionati compaiano nella fattura per consentire agli abbonati di verificare e controllare
         efficacemente i loro costi.
         
         
         
         15
            
          Il governo austriaco sostiene che l’informazione, come prevista all’art. 94 del TKG, consente l’individuazione immediata di
         anomalie o errori attraverso la comparazione degli importi indicati nella fattura, divisi per categoria di chiamata, con gli
         importi corrispondenti di fatture precedenti. Esso evidenzia che tale comparazione consente di controllare gli importi fatturati
         in particolare attraverso la verifica dei tipi di chiamata che sono risultati particolarmente cari o l’identificazione di
         comunicazioni più numerose o più lunghe rispetto alla media di quelle realizzate precedentemente.
         
         
         
         16
            
          Occorre rilevare che, anche se l’art. 14, n. 2, della direttiva non indica specificatamente quali sono le informazioni che
         devono apparire necessariamente nella fattura dettagliata di base, la direttiva impone un livello minimo d’informazione in
         funzione di quanto necessario per consentire agli abbonati la verifica e il controllo dei costi inerenti all’uso della rete
         telefonica pubblica fissa.
         
         
         
         17
            
          Orbene, come osservato dalla Commissione, la fatturazione imposta dall’art. 94, n. 1, del TKG, che informa l’abbonato unicamente
         del numero di chiamate effettuato per le diverse zone tariffarie, per il periodo coperto dalla fattura e per un determinato
         importo totale, non dà all’abbonato la possibilità di controllare e verificare i suoi costi mediante la fattura.
         
         
         
         18
            
          Pur non essendo necessario determinare se una fattura dettagliata di base debba tener conto di ciascun elemento che determina
         il costo di ogni chiamata, occorre comunque constatare che sulla base delle fatture dettagliate di base austriache non è possibile
         individuare, all’interno delle diverse zone tariffarie, ogni singola chiamata e, di conseguenza, verificare se sia stata veramente
         effettuata. 
         
         
         
         19
            
          Una fattura che menziona unicamente il numero di chiamate effettuate, il totale delle unità tariffarie utilizzate e il prezzo
         globale corrispondente non consente dunque la verifica e il controllo dei costi inerenti all’uso delle reti telefoniche pubbliche
         fisse disposto all’art. 14, n. 2, della direttiva.
         
         
         
         20
            
          Tale constatazione non è infirmata né dall’argomento del governo austriaco secondo il quale è da escludere per le fatture
         dettagliate di base un livello di dettaglio superiore rispetto a quanto stabilito dall’art. 94 del TKG in considerazione del
         fatto che ciò renderebbe superflua e priva di senso la possibilità, espressamente prevista dall’art. 14, n. 2, della direttiva,
         di realizzare fatture più dettagliate, né dall’argomento per cui le fatture che comportano un livello di dettaglio come quello
         imposto dalla Commissione conterrebbero necessariamente informazioni contrarie alla normativa sulla tutela della vita privata
         e dei dati personali.
         
         
         
         21
            
          Occorre anzitutto rilevare che il fatto di includere nelle fatture dettagliate di base un livello di dettaglio superiore rispetto
         a quello stabilito dall’art. 94, n. 1, del TKG, al fine di rispettare l’art. 14, n. 2, della direttiva, non avrebbe come effetto
         di svuotare di ogni contenuto la possibilità, espressamente ammessa in tale ultimo testo, di realizzare una fattura ancora
         più dettagliata.
         
         
         
         22
            
          Infatti è ancora possibile prevedere dati particolareggiati sulla base dei quali gli abbonati potranno, come dimostrato dagli
         esempi descritti dall’avvocato generale ai paragrafi 50 e 51 delle sue conclusioni, ottenere nelle fatture un livello di dettaglio
         supplementare, destinato a facilitare ulteriormente il controllo dei costi o a fornire loro altre informazioni sull’utilizzo
         dei servizi telefonici. Inoltre non si può escludere che le chiamate gratuite che, ai sensi dell’art. 14, n. 2, terzo comma,
         della direttiva, non sono indicate nella fattura dettagliata dell’abbonato possano comparire in una presentazione ancora più
         dettagliata.
         
         
         
         23
            
          Inoltre si deve rilevare che il governo austriaco non ha affatto corroborato con un ragionamento circostanziato, atto a consentire
         alla Corte di valutarne la fondatezza, l’affermazione secondo la quale le fatture che comportano un livello di dettaglio come
         quello imposto dalla Commissione includerebbero necessariamente informazioni contrarie alla normativa sulla tutela della vita
         privata e dei dati personali.
         
         
         
         24
            
          Si deve pertanto dichiarare che la Repubblica d’Austria, adottando una fatturazione consistente in un estratto degli importi
         classificati unicamente per tipo di tariffa e che non presenta un livello di dettaglio sufficiente perché il consumatore possa
         effettuare un controllo ed una verifica efficaci, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 14, n. 2,
         della direttiva.
         
         
         Sulle spese
         25
            
          Ai sensi dell’art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta
         domanda. Poiché la Commissione ne ha fatto domanda, la Repubblica d’Austria, rimasta soccombente, va condannata alle spese.
         
         
         
         
         
         
            
            
         
         
          Per questi motivi, la Corte (Seconda Sezione) dichiara e statuisce:
         
            
            
            
               1)
                  La Repubblica d’Austria, adottando una fatturazione consistente in un estratto degli importi classificati unicamente per tipo
                     di tariffa e che non presenta un livello di dettaglio sufficiente perché il consumatore possa effettuare un controllo ed una
                     verifica efficaci, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 14, n. 2, della direttiva del Parlamento
                     europeo e del Consiglio 26 febbraio 1998, 98/10/CE, sull’applicazione del regime di fornitura di una rete aperta (ONP) alla
                     telefonia vocale e sul servizio universale delle telecomunicazioni in un ambiente concorrenziale.
                  
               
            
            
            
            
               2)
                  La Repubblica d’Austria è condannata alle spese. 
               
            
             Firme
      
      
          1 –
            
            Lingua processuale: il tedesco.