CELEX: 31994D0914
Language: it
Date: 1994-12-15 00:00:00
Title: 94/914/CE: Decisione del Consiglio, del 15 dicembre 1994, che adotta un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore dei trasporti (1994-1998)

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31994D0914

94/914/CE: Decisione del Consiglio, del 15 dicembre 1994, che adotta un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore dei trasporti (1994-1998)  

Gazzetta ufficiale n. L 361 del 31/12/1994 pag. 0056 - 0076 edizione speciale finlandese: capitolo 7 tomo 6 pag. 0003  edizione speciale svedese/ capitolo 7 tomo 6 pag. 0003 

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 15 dicembre 1994 che adotta un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore dei trasporti (1994-1998) (94/914/CE)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 I, paragrafo 4,  vista la proposta della Commissione (1),  visto il parere del Parlamento europeo (2),  visto il parere del Comitato economico e sociale (3),  considerando che, con la decisione n. 1110/94/CE (4), il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il quarto programma quadro di azioni comunitarie di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (RST) per il periodo 1994-1998, che  definisce tra l'altro le attività che verranno realizzate nel settore dei trasporti; che la presente decisione tiene conto dei motivi esposti nel preambolo di tale decisione;  considerando che l'articolo 130 I, paragrafo 3 del trattato prevede che l'attuazione del programma quadro avvenga mediante programmi specifici sviluppati nell'ambito di ciascuna azione del programma quadro e che ogni programma specifico precisi le  modalità dettagliate di attuazione del medesimo, ne fissi la durata e preveda i mezzi ritenuti necessari;  considerando che l'importo ritenuto necessario per realizzare il presente programma ammonta a 240 milioni di ecu; che gli stanziamenti per ogni esercizio finanziario sono stabiliti dall'autorità di bilancio, subordinatamente alla disponibilità di  risorse nell'ambito delle prospettive finanziarie e alle condizioni fissate all'articolo 1, paragrafo 3 della decisione n. 1110/94/CE;  considerando che il presente programma può dare un contributo significativo alla promozione della crescita, al rafforzamento della competitività e allo sviluppo dell'occupazione all'interno della Comunità, come sottolineato dal Libro bianco «Crescita,  competitività e occupazione»;  considerando che lo sviluppo delle reti transeuropee di trasporto che favorisca l'accesso, l'interconnessione e l'interoperatività delle reti sarà un fattore essenziale per la realizzazione di un mercato aperto e competitivo; che le attività di ricerca  devono concentrarsi sulle condizioni necessarie per l'interoperatività e l'interconnessione delle reti, segnatamente dal punto di vista dell'intermodalità e delle possibilità di accesso;  considerando che il presente programma dovrebbe contribuire allo sviluppo, all'integrazione e alla gestione di sistemi di trasporti più efficaci, più sicuri e compatibili con l'ambiente e la qualità della vita, al fine di promuovere una mobilità  sostenibile delle persone e delle merci;  considerando che, per assicurare la compatibilità del sistema di trasporto potenziato con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita, la ricerca nel settore può includere riflessioni sulle politiche di pianificazione regionale, urbana e nel settore  dell'edilizia residenziale;  considerando che le attività di ricerca per una politica comune dei trasporti devono focalizzarsi, a livello strategico europeo, sulla modellizzazione e gli scenari di trasporto, al fine di raggiungere una migliore comprensione della domanda di  trasporto e dell'impatto dei sistemi di trasporto in Europa;  considerando che le attività RST devono seguire un approccio sistemico e integrato che tenga conto delle linee strategiche della politica comune europea dei trasporti e dei risultati delle ricerche svolte nell'ambito degli altri temi della prima azione,  a tal fine divulgati, allo scopo di elaborare soluzioni specifiche applicabili al settore dei trasporti;  considerando che le azioni di ricerca in questo settore verteranno essenzialmente sull'individuazione dei bisogni che richiedono tecnologie nuove e sulla valutazione, l'integrazione e la convalida complessiva delle più recenti innovazioni tecnologiche;   considerando che nell'ambito di queste ricerche l'accento deve essere posto in particolare sull'ergonomia e sui fattori umani in un'ottica operativa e sulla definizione di una nuova metodologia armonizzata della valutazione dell'impatto globale dei  sistemi di trasporto europei;  considerando che il contenuto del quarto programma quadro di azioni comunitarie di RST è stato stabilito conformemente al principio di sussidiarietà; che il presente programma specifico precisa il contenuto delle azioni che verranno realizzate  conformemente a tale principio nel settore dei trasporti;  considerando che la decisione n. 1110/94/CE stabilisce che un'azione comunitaria è giustificata se la ricerca condotta contribuisce tra l'altro a rafforzare la coesione economica e sociale della Comunità e a favorire il suo sviluppo globale equilibrato,  compatibilmente con il perseguimento dell'obiettivo della qualità scientifica e tecnologica; che il presente programma intende contribuire al conseguimento di tali obiettivi;  considerando che la Comunità dovrebbe sostenere soltanto azioni RST di elevato livello qualitativo;  considerando che al presente programma specifico si applicano le norme per la partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca [compreso il Centro comune di ricerca (CCR)] e delle università, nonché le norme applicabili alla divulgazione dei  risultati della ricerca precisate nelle disposizioni di cui all'articolo 130 J del trattato;  considerando che è necessario prevedere misure atte a favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese (PMI) al presente programma, in particolare attraverso misure di incentivazione tecnologica;  considerando che gli sforzi della Commissione per semplificare e accelerare le procedure relative alle domande e alla selezione e per renderle più trasparenti devono essere proseguiti al fine di agevolare l'attuazione del programma e di facilitare  l'azione che le aziende, in particolare le PMI, i centri di ricerca e le università devono intraprendere per partecipare ad un'azione comunitaria di RST;  considerando che il presente programma contribuirà a potenziare le sinergie tra le attività di RST condotte nel settore dei trasporti dai centri di ricerca, dalle università e dalle imprese, in particolare le PMI, stabiliti negli Stati membri e tra  queste e le corrispondenti azioni comunitarie di RST;  considerando che occorrerebbe ricercare una sinergia con la seconda azione del programma quadro;  considerando che può risultare opportuno avviare attività di cooperazione internazionale con organizzazioni internazionali e paesi terzi ai fini dell'attuazione del presente programma;  considerando che varie azioni concertate nel settore della ricerca in materia di trasporti sono realizzate nel quadro della cooperazione europea nel settore della ricerca scientifica e tecnica (COST); che alcune attività previste nel presente programma  possono costituire il seguito o il complemento di queste azioni concertate;  considerando che il presente programma dovrebbe comprendere anche azioni di diffusione e di valorizzazione dei risultati di RST, in particolare verso le PMI, soprattutto quelle situate negli Stati membri e nelle regioni che meno partecipano al  programma, nonché azioni di stimolo della mobilità e della formazione dei ricercatori, elaborate nell'ambito del presente programma, secondo quanto necessario per la sua corretta attuazione;  considerando che è opportuno effettuare un'analisi delle eventuali conseguenze socioeconomiche e dei rischi tecnologici connessi con il programma;  considerando che è opportuno controllare in maniera continua e sistematica i progressi compiuti con il presente programma, allo scopo di adeguarlo, se necessario, all'evoluzione scientifica e tecnologica in questo settore; che, a tempo debito, sarà  opportuno procedere ad una valutazione indipendente dei progressi compiuti con il programma per fornire tutte le informazioni di fondo necessarie per determinare gli obiettivi del quinto programma quadro di RST; che al termine del presente programma  sarà opportuno effettuare una valutazione finale dei risultati ottenuti comparati con gli obiettivi fissati nella presente decisione;  considerando che il CCR può partecipare alle azioni indirette contemplate del presente programma;  considerando che è stato consultato il Comitato della ricerca scientifica e tecnica (CREST),  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:   Articolo 1  Per il periodo dalla data di adozione della presente decisione al 31 dicembre 1998 è adottato un programma specifico di ricerca e sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore dei trasporti, quale definito all'allegato I.   Articolo 2  1.  L'importo ritenuto necessario per l'esecuzione del programma ammonta a 240 milioni di ecu, comprensivi dell'8,3 % al massimo per spese di personale e di funzionamento della Commissione.  2.  L'allegato II contiene la ripartizione indicativa dell'importo.  3.  L'autorità di bilancio determina gli stanziamenti per ogni esercizio, fatta salva la disponibilità di risorse nel quadro delle prospettive finanziarie e in conformità delle condizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 3 della decisione n. 1110/94/CE,  tenuto conto dei principi di sana gestione di cui all'articolo 2 del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.   Articolo 3  1.  Le modalità generali di partecipazione finanziaria della Comunità sono quelle previste all'allegato IV della decisione n. 1110/94/CE.  2.  Le modalità di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle università, nonché le modalità di divulgazione dei risultati sono precisate nelle disposizioni previste all'articolo 130 J del trattato.  3.  L'allegato III contiene le modalità specifiche di realizzazione del presente programma, aggiuntive rispetto a quelle di cui ai paragrafi 1 e 2.   Articolo 4  1.  Per contribuire tra l'altro ad assicurare l'attuazione economicamente efficiente del presente programma, la Commissione esamina, in modo continuo e sistematico, avvalendosi dell'assistenza di esperti esterni e indipendenti, lo stato di  attuazione del programma rispetto agli obiettivi definiti all'allegato I e precisati nell'ambito del programma di lavoro. Essa esamina in particolare se gli obiettivi, le priorità e gli strumenti finanziari sono ancora adeguati all'evolversi della  situazione. Ove necessario, in funzione dei risultati del suo esame, essa presenta proposte volte ad adeguare o a completare il programma.  2.  Per contribuire alla valutazione delle azioni comunitarie prevista dall'articolo 4, paragrafo 2 della decisione n. 1110/94/CE, e in conformità con lo scadenzario fissato in tale paragrafo, la Commissione incarica esperti esterni indipendenti e  qualificati di effettuare una valutazione esterna delle azioni svolte nei settori contemplati dal presente programma e della relativa gestione nel quinquennio precedente tale valutazione.  3.  Al termine del presente programma, la Commissione incarica esperti indipendenti di eseguire una valutazione finale dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi definiti all'allegato III della decisione n. 1110/94/CE e all'allegato I della presente  decisione. Essa trasmette la relazione di valutazione finale al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale.   Articolo 5  1.  La Commissione definisce e, se del caso, aggiorna il programma di lavoro conformemente agli obiettivi enunciati nell'allegato I e alla ripartizione indicativa dell'importo di cui all'allegato II. Il programma di lavoro specifica;  - gli obiettivi scientifici e tecnologici e i compiti di ricerca;  - il calendario di attuazione, comprese le date degli inviti a presentare proposte;  - le modalità finanziarie e di gestione proposte, tra cui modalità specifiche per l'attuazione delle misure di incentivazione tecnologica per le PMI e di altre misure, comprese quelle di preparazione, di accompagnamento e di sostegno;  - le modalità relative al coordinamento con le altre azioni di RST svolte in questo settore, in particolare nel quadro di altri programmi specifici e, se del caso, volte a garantire una maggiore interazione con le azioni svolte in altri ambiti, come  EUREKA e COST;  - le modalità relative alla diffusione, alla tutela e alla valorizzazione dei risultati delle azioni di RST svolte nel quadro del programma.  2.  La Commissione elabora gli inviti a presentare proposte di progetti in base al programma di lavoro.   Articolo 6  1.  La Commissione è responsabile dell'attuazione del programma.  2.  Nei casi di cui all'articolo 7, paragrafo 1 la Commissione è assistita da un comitato, composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.  3.  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il  parere è formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per le decisioni che il Consiglio deve adottare su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri  viene attribuita la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa alla votazione.  4.  La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.  5.  Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.  6.  Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure in questione.   Articolo 7  1.  La procedura di cui all'articolo 6, paragrafi da 2 a 6, si applica nei seguenti casi:  - definizione e aggiornamento del programma di lavoro di cui all'articolo 5, paragrafo 1;  - contenuto degli inviti a presentare proposte e fissazione di criteri di selezione;  - valutazione delle azioni di RST proposte per un finanziamento comunitario nonché dell'importo stimato della partecipazione della Comunità per le singole azioni quando quest'ultimo è pari o superiore a 0,4 milioni di ecu;  - qualsiasi modifica della ripartizione indicativa dell'importo figurante nell'allegato II;  - modalità specifiche per la partecipazione finanziaria della Comunità alle varie azioni previste;  - misure e parametri di riferimento per la valutazione del programma;  - eventuali divergenze dalle modalità di cui all'allegato III;  - partecipazione di soggetti giuridici di paesi terzi e di organizzazioni internazionali ai progetti.  2.  Qualora, ai sensi del paragrafo 1, terzo trattino, l'ammontare della partecipazione della Comunità sia inferiore a 0,4 milioni di ecu, la Commissione informa il comitato in merito ai progetti e all'esito della loro valutazione.  3.  La Commissione informa regolarmente il comitato circa l'evolversi dell'attuazione complessiva del programma.   Articolo 8  La partecipazione al presente programma può essere aperta, sulla base di una valutazione progetto per progetto e senza sostegno finanziario della Comunità, a soggetti giuridici stabiliti in paesi terzi, qualora ciò contribuisca  effettivamente all'attuazione del programma e tenendo conto del principio del vantaggio reciproco.   Articolo 9  Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, addì 15 dicembre 1994.  Per il Consiglio Il Presidente A. MERKEL  (1) GU n. C 228 del 17. 8. 1994, pag. 164. (2) GU n. C 341 del 5. 12. 1994. (3) Parere emesso il 14 settembre 1994 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).(4) GU n. L 126 del 18. 5. 1994, pag. 1.    ALLEGATO I   OBIETTIVI E CONTENUTI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI  Il presente programma specifico rispecchia fedelmente gli orientamenti del quarto programma quadro, applicandone i criteri di selezione e precisandone gli obiettivi scientifici e tecnologici.  La sezione 6 dell'allegato III (prima azione) del programma quadro è parte integrante del presente programma.   Osservazione generali  a) L'elaborazione e la realizzazione della politica dei trasporti richiedono un'attività di ricerca che consenta di creare reti di trasporto per persone e merci efficienti ed economicamente vantaggiose alle migliori condizioni  possibili sotto il profilo ambientale, sociale e del consumo energetico (mobilità sostenibile).  Il presente programma specifico di ricerca deve perfezionare l'efficienza di ciascun modo di trasporto, accelerarne l'integrazione nelle reti europee e sostenere le iniziative comunitarie, sia a livello nazionale che europeo, in materia di trasporti.  L'obiettivo è contribuire all'ottimizzazione delle reti di trasporto transeuropee, accrescere la produttività dei modi di trasporto e dei singoli operatori, aumentare la capacità di ciascun modo di trasporto di integrarsi con gli altri, migliorare  l'accessibilità per gli utenti e sviluppare un sistema di trasporto multimodale a livello urbano, rurale, regionale e transeuropeo.  La ricerca si incentrerà sull'ottimizzazione dei sistemi di trasporto, anche dalla prospettiva dell'utenza, sul miglioramento della sicurezza, sulla riduzione delle emissioni nocive e sul conseguimento dell'accettabilità sociale.  Nel 1991, i servizi di trasporto in Europa, inclusi i trasporti per conto proprio e i trasporti privati, hanno rappresentato 5,6 milioni di posti di lavoro e tra il 7 e l'8 % del PNL, mentre l'industria dei materiali di trasporto ha impiegato 2,6  milioni di persone.  La domanda nel settore dei trasporti, in particolare per trasporti stradali e aerei, ha registrato una crescita spettacolare (del 70 % dal 1970) e continua ad aumentare. Questa crescita ha portato ad una sempre più grave congestione e all'inefficienza.  I costi che ne sono derivati per l'economia europea, compresi i costi imputabili ai problemi di sicurezza connessi con le operazioni di trasporto, sono valutati a oltre 50 miliardi di ecu all'anno per i trasporti stradali e a 4 miliardi di ecu per i  trasporti aerei, cifra destinata ad aumentare a 10 miliardi di ecu entro il 2000.  Il settore trasporti è il secondo maggiore consumatore di energia non rinnovabile e, al contrario di quanto avviene per i consumi dell'industria e domestici, il suo consumo di energia continua ad aumentare.  I risultati delle ricerche sui trasporti avranno pertanto effetti diretti e indiretti sull'economia e la qualità della vita nella Comunità.  b) L'obiettivo generale delle ricerche di questo programma specifico è giungere a conclusioni prenormative o prelegislative che consentano di integrare, nel settore dei trasporti, nuove scelte programmatiche, tra cui l'applicazione di nuove tecnologie  generiche, e di agevolare la realizzazione dell'Unione europea, fissando i presupposti per un efficiente sistema di trasporti transeuropeo compatibile con l'ambiente. Un settore particolare riguarderà il lavoro di ricerca volto all'integrazione delle  reti CE con quelle dell'Europa centrale e orientale, da volgere in sinergia con il programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore della cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali.  Queste ricerche mirano a fornire orientamenti per le decisioni e a valutare gli effetti prevedibili delle varie scelte possibili.  È necessario costituire una base di conoscenze sulla mobilità che consenta di analizzare la sua evoluzione potenziale e, in alcuni casi, occorre anche realizzare esperimenti per verificare la validità pratica degli studi effettuati a monte, di carattere  maggiormente teorico e tecnologico e, in particolare, i risultati di vari altri programmi specifici. Le metodologie utilizzate per tali esperimenti costituiscono una parte integrante di questa azione di ricerca. Esse devono consentire di verificare, sul  piano socioeconomico, l'opportunità di introdurre nuove tecnologie e di apportare gli adeguamenti tecnici eventualmente necessari.  A tal fine sono necessari due tipi di approccio:  - ricerche strategiche per una rete multimodale transeuropea di trasporti,  - ricerche specifiche relative all'ottimizzazione di ciascun modo di trasporto.  Queste ricerche riguardano il trasporto delle persone e delle merci. Si presterà particolare attenzione all'interdipendenza della gestione di questi due tipi di flusso.  I due approcci devono tener conto:  - delle problematiche di politica generale, quali: qualità della vita, pianificazione regionale e di edilizia residenziale, competitività, sicurezza, ambiente, risparmio energetico e congestione del traffico (mobilità sostenibile),  - delle varie esigenze, degli scenari esistenti e delle competenze sul tappeto a livello europeo, nazionale, regionale e urbano. Un accento particolare sarà posto sullo sviluppo di meccanismi per affrontare, da un lato, i problemi dell'accesso ai  trasporti delle regioni periferiche della Comunità e, dall'altro, i problemi di transito nelle regioni centrali della Comunità.  c) Le possibilità offerte da accordi migliori relativi ai mercati e all'organizzazione, le nuove tecnologie, la crescita economica e il miglioramento dell'ambiente dovrebbero contribuire all'eliminazione delle barriere tra i diversi modi di trasporto  (nonché tra i trasporti ed i sistemi di informazione e di comunicazione).  Con il primo approccio si intende fornire alle autorità interessate, agli utenti e all'industria adeguati strumenti di decisione, basati sulla ricerca nei campi seguenti: metodologia per costituire una banca dati e un sistema informativo europei;  elaborazione di scenari; sviluppo di modelli e metodologie fondati su una molteplicità di criteri; economia dei sistemi di trasporto; organizzazione e regolamentazione dei sistemi di trasporto; integrazione e applicazione di nuove tecnologie;  miglioramenti nella valutazione delle politiche generali. Questi strumenti consentiranno alle autorità pubbliche di definire i bisogni ed i vincoli da rispettare per orientare le azioni future, che soddisfino le esigenze dell'utenza nel contesto di una  politica globale di uso del territorio. Essi rivestono un'importanza fondamentale dato che le autorità politiche impegnano ingenti capitali pubblici e privati a lungo termine per investimenti in progetti di infrastruttura, e per l'applicazione di nuovi  sistemi di gestione e di comunicazione ai servizi di trasporto.  Il secondo approccio consentirà sia lo sviluppo di sistemi compatibili di gestione dei singoli modi di trasporto, tappa essenziale per garantire l'interoperatività, l'interconnessione e l'accessibilità delle reti, sia il miglioramento della capacità,  della sicurezza, dell'affidabilità e della qualità dei servizi.  In linea con la politica comune dei trasporti, l'innovazione tecnologica sarà accompagnata da attività di ricerca per integrare le nuove tecnologie nelle nuove realtà operative e istituzionali (comprese quelle connesse alle nuove norme tecniche e agli  orientamenti per le reti transeuropeee dei trasporti). Sarà necessaria una nuova metodologia armonizzata per valutare l'impatto globale dei sistemi di trasporto, in modo da ottimizzare la rete transeuropea.  Le attività di RST saranno condotte in modo coerente e coordinato, tenendo conto dei lavori degli altri programmi specifici del quarto programma quadro (e comunicando i necessari requisiti): applicazioni telematiche, tecnologie industriali e dei  materiali, energia non nucleare e, laddove esse si riferiscano agli obiettivi della politica comune dei trasporti, normalizzazione, misure e prove, ambiente e clima e ricerca socioeconomica mirata. Inoltre, la ricerca sarà condotta in modo da garantire  la coerenza interna di tutte le attività del presente programma. I lavori che riguardano le tecnologie generiche saranno effettuati nell'ambito di ciascun tema corrispondente, compreso nella prima azione; la dimostrazione verterà pertanto  sull'integrazione e la convalida sistematica dei risultati grazie ad un'impostazione integrata volta a conseguire gli obiettivi della politica comune dei trasporti, tenuto conto anche delle esigenze delle regioni meno avanzate.  Se necessario sarà avviata una ricerca di base volta, segnatamente, alla valutazione della domanda di mobilità e alla comprensione del comportamento di passeggeri e operatori.  Si prevedono risultati concreti a medio e breve termine che consentiranno, in particolare, un'impostazione modulare e una realizzazione dei sistemi di trasporto per tappe in coordinamento con EUREKA.  1. RICERCA STRATEGICA PER UNA RETE MULTIMODALE TRANSEUROPEA Questa ricerca mira ad una maggiore efficienza della rete europea di trasporti considerata come un sistema globale nei suoi vari componenti.  L'obiettivo consisterà nel massimizzare le sinergie e le compatibilità del sistema per sviluppare l'interoperatività e l'interconnessione dei singoli modi di trasporto e integrarli nella rete transeuropea mediante la conoscenza approfondita e la  comprensione globale del sistema di trasporti europeo, dei suoi elementi costitutivi, delle interrelazioni e interdipendenze, nonché mediante la definizione di adeguati parametri per la valutazione dell'esercizio. La ricerca contribuirà a fornire gli  strumenti necessari per realizzare reti multimodali transeuropee attraverso indagini socioeconomiche e tecnologiche che consentiranno di orientare lo sviluppo della politica comune dei trasporti. Nell'indagine socioeconomica si analizzeranno il quadro  legislativo, gli obiettivi e gli effetti delle varie politiche nazionale in materia di trasporti.  Questa conoscenza prevede anche lo studio di nuove possibilità tecnologiche per la raccolta e l'elaborazione di dati sui trasporti europei, il controllo di tecniche di modellizzazione e di elaborazione di scenari relativi alle esigenze in materia di  trasporti, comprese le metodologie di valutazione delle innovazioni tecnologiche e di nuovi concetti di trasporto. Saranno definiti criteri comuni di valutazione del potenziale di ciascun modo di trasporto per contribuire efficacemente alle reti  transeuropee, degli effetti e delle ripercussioni sulla politica futura derivanti dalla privatizzazione nel settore dei trasporti. In questo contesto la ricerca fornirà metodi comuni per mettere a punto parametri di convalida e strumenti economici.  Saranno infine stabiliti programmi sperimentali, compresi progetti pilota, che si avvarranno delle infrastrutture esistenti e delle innovazioni tecnologiche.  Le ricerche saranno suddivise in sei settori di studio.   Conoscenza della mobilità  La conoscenza della mobilità (persone e merci) e della sua evoluzione prevedibile su scala europea è il presupposto per migliorare la politica europea dei trasporti. Si studierà la metodologia per costituire una banca dati e  un sistema informativo europei che siano il più possibile compatibili con le banche dati esistenti a livello nazionale, regionale o locale. Il sistema informativo si avvarrà di nuove tecnologie.  I lavori si concentreranno su due assi, il primo dei quali mira a definire le modalità di aggregazione delle banche esistenti e il secondo consiste nell'utilizzre a tal fine «sottoprodotti» di sistemi esistenti o in corso di sviluppo, la cui finalità  principale è diversa (servizio centralizzato di prenotazione, informazioni stradali, telepedaggio, logistica, telefonia mobile, ecc.). L'obiettivo generale è giungere ad una conoscenza sufficiente, con costi minimi e nel rispetto della vita privata  delle persone, realizzando collegamenti con banche più particolareggiate a livelli geografici più specifici. Particolare attenzione sarà attribuita al flusso in entrata o in uscita dalla Comunità.  Questa banca dati consentirà di mettere in rilievo i collegamenti e i tipi di flusso per i quali si può pensare ad un trasferimento modale e alimentare un modello di previsione dei flussi a livello europeo, in grado di adeguarsi a soluzioni  programmatiche diverse. La banca dati comprenderà informazioni ambientali ed economiche per agevolare gli studi sull'efficacia e l'impatto di sviluppi futuri e misure d'intervento. Si dovrà inoltre prevedere l'inserimento di dati relativi ai volumi di  merci trasportate mediante canalizzazioni.  Talune regioni e assi di trasporto della Comunità registrano gravissimi problemi di congestione. A livello europeo, la ricerca di una soluzione a questo problema, mediante l'attuazione di una politica comune dei trasporti, deve consentire un utilizzo  globale migliore delle reti esistenti. La diversificazione dei punti di entrata e di uscita dei flussi di merci e persone sembra una strada interessante da seguire: un'ottimizzazione extracomunitaria può agevolare un'ottimizzazione all'interno della  Comunità, riducendo i percorsi interni. In quest'ottica, particolare attenzione sarà prestata alle conseguenze di una maggiore apertura della Comunità verso l'Europa orientale. Si dovranno altresì valutare le ripercussioni sulla futura domanda di  trasporto, i viaggi e gli schemi distributivi indotte dai cambiamenti della società e dell'industria, dai crescenti vincoli ambientali e sociali e dall'applicazione di nuove tecnologie. Sarà in particolare necessario analizzare come la località di  destinazione influenza la scelta del modo di trasporto ottimale, segnatamente nei casi in cui le destinazioni sono lontane dai centri urbani. Queste ricerche sulla situazione attuale, o sulla sua evoluzione a medio termine, dovranno essere completate da  ricerche intese a stabilire scenari di previsione a lungo termine.    Sviluppo dell'intermodalità  Si ritiene, in generale, che il perfezionamento del sistema europeo di trasporto possa realizzarsi mediante lo sviluppo dell'intermodalità e della complementarità tra i vari modi di trasporto. L'insieme delle ricerche  mirerà a definire il settore «d'eccellenza» di ciascun modo e le condizioni tecnologiche e organizzative per la realizzazione di tale complementarità. La volontà di sviluppare l'intermodalità e la complementarità nasce dalla constatazione, spesso  implicita, che l'efficienza relativa dei modi varia a seconda della zona in cui vengono utilizzati e al tipo di flusso che trasportano. Le ricerche mirano a oggettivare questa constatazione, mettendo a punto modelli e metodologie basati su più criteri  che consentano di definire le condizioni del miglior impiego di ciascun modo. Esse contribuiranno alla definizione di una politica europea dei trasporti compatibile con l'obiettivo dello sviluppo sostenibile.    Economia del sistema dei trasporti  Il sistema dei trasporti, per sua stessa natura, mira a consentire altre attività (produzione, consumo, attività del tempo libero, conoscenze, ecc.) e non possiede una finalità intrinseca; il trasporto grava però  sempre più sui bilanci delle famiglie, e più generalmente, su tutta la società. Saranno quindi analizzati i nessi tra le attività suddette e il trasporto, sviluppando i modelli e le metodologie necessarie.  La scelte delle nuove infrastrutture ha notevoli ripercussioni sull'ambiente e sul bilancio e condiziona per un lungo periodo la ripartizione modale tra i flussi. Si tratta di un atto quasi irreversibile sulla cui pertinenza occorre avere solide  garanzie. Il finanziamento del sistema deve essere ottenuto nel modo più efficace suddividendo l'onere tra i beneficiari diretti e indiretti, cosicché il complesso delle scelte individuali si avvicini, per quanto possibile, al livello ottimale. I metodi  per la valutazione delle infrastrutture devono esssere messi a punto tenendo conto dell'accessibilità a livello regionale, nonché degli aspetti economici, sociali ed ambientali.  Dapprima si esploreranno tre possibilità: infrastrutture nuove, finanziamenti e metodologie per l'analisi adeguata di tutti i costi diretti ed indiretti dei trasporti. Saranno inoltre studiati lo sviluppo dei meccanismi dei prezzi e l'effetto di «costi  reali» sulla ripartizione modale, i costi e i benefici socioeconomici della mobilità, valutando ad esempio gli effetti della diminuzione del tempo di viaggio.  Saranno oggetto di studio anche le incidenze di disposizioni in materia fiscale.    Organizzazione del sistema e interoperatività  L'attuazione della politica dei trasporti può sfociare in problemi organizzativi connessi con gli sviluppi tecnologici ed i cambiamenti istituzionali. Nel rispetto del principio della sussidiarietà e della  libera concorrenza, occorre tentare di perfezionare le organizzazioni esistenti.  Per garantire la continuità dei servizi prestati agli utenti su tutta la rete europea occorre svolgere una ricerca sull'interoperatività dei vari sistemi nazionali. Essa mirerà a definire le condizioni necessarie a tale interoperatività, con particolare  riguardo alla normalizzazione.  La realizzazione di sistemi multimodali nei centri urbani sta facendo mutare gli schemi di mobilità. Verrà pertanto promossa una ricerca intesa a fissare nuovi criteri di pianificazione per la rete di trasporti pubblici e le circonvallazioni, al fine di  evitare la congestione del traffico e ripercussioni negative sulle periferie cittadine.  Infine, l'introduzione di nuove tecnologie e l'europeizzazione del mercato comporteranno modifiche delle prassi lavorative; è essenziale pertanto che, parallelamente all'evoluzione delle strutture, si provveda alla formazione. Sarà quindi necessario  realizzare una certa convergenza nelle condizioni di lavoro e di formazione, perché sia possibile ottenere un'interoperatività delle reti soddisfacente.    Integrazione di nuove tecnologie  Gli obiettivi prioritari restano l'integrazione e l'applicazione nel settore dei trasporti di nuove tecnologie generiche, ad esempio l'impiego dei sistemi di posizionamento globale via satellite al fine di migliorare  l'efficacia delle reti e la sicurezza. Tenendo conto del lavoro svolto dai programmi riguardanti la tecnologia, la ricerca strategica promuoverà l'adozione e il trasferimento da un modo all'altro delle soluzioni tecnologiche positive. Una ricerca  scientifica e tecnica appropriata dovrà consentire di individuare le tecnologie più promettenti in termini di adeguatezza, di mezzi e procedimenti, agli obiettivi generali perseguiti dalla politica europea dei trasporti.    Valutazione della linea di intervento  Questa ricerca è volta ad acquisire una conoscenza migliore delle relazioni di causalità tra obiettivi e strumenti programmatici, tenendo presenti eventuali conflitti tra di essi. L'indagine e la valutazione degli  scenari prevedono anche l'analisi dei differenti effetti e lo sviluppo di modelli per prevedere le ripercussioni sociali (socioeconomiche), energetiche, ambientali e di sicurezza indotte dai cambiamenti della mobilità in connessione con il sistema dei  trasporti.  Infine, una migliore conoscenza del sistema europeo dei trasporti e della sua probalile evoluzione consentirà di mettere in evidenza le disfunzioni più gravi. Occorre individuare temi di ricerca che permettano di risolverle, con particolare riferimento  all'applicazione di strumenti economici e politici, riguardanti sia lo sviluppo di nuove tecnologie, sia le evoluzioni istituzionali, organizzative e socioeconomiche.  2. OTTIMIZZAZIONE DELLE RETI Oltre alle ricerche precedenti che mirano all'ottimizzazione globale del sistema europeo di trasporto, occorre svolgere un'attività di ricerca sull'ottimizzazione interna di ciascun modo (aereo, ferroviario, stradale, urbano, fluviale e marittimo) e  sull'integrazione di questi modi di trasporto (intermodalità); in questo contesto, si ricorrerà ampiamente ai risultati della ricerca avviata nell'ambito di altri programmi specifici, a tal fine divulgati. Naturalmente, queste ottimizzazioni particolari  devono essere compatibili con l'ottimizzazione globale che resta l'obiettivo principale. Sarà necessario risolvere le eventuali contraddizioni tra ottimizzazione settoriale e ottimizzazione globale nel trasporto combinato e nel trasporto ferroviario,  affinché sia segnatamente assicurata l'interoperabilità delle reti ferroviarie transnazionali - sia convenzionali sia ad alta velocità (sulle tratte esistenti) - rimuovendo gradatamente gli ostacoli tecnici, giuridici e operativi. La ricerca dovrebbe  determinare la definizione di requisiti operativi per la realizzazione di catene di trasporto intermodale integrato, le quali verranno completate, per i collegamenti regionali, con importanti punti nodali e strutture di collegamento più estese.  Occorrerà altresì elaborare schemi pilota per integrare e valutare le nuove tecnologie per quanto concerne i trasferimenti (trasporto merci) ed i collegamenti (trasporto passeggeri), la gestione, la supervisione e l'informazione. A tale riguardo le  attività di RST svilupperanno e integreranno i progressi tecnologici realizzati, o in corso di realizzazione, per il tramite di altri progetti o programmi di RST. Esse verteranno inoltre sulla definizione dei requisiti tecnologici e l'integrazione e la  convalida delle nuove tecnologie.  Queste attività terranno conto dei campi di indagine comuni per tutti i modi che, tuttavia, dovranno essere definiti in funzione della specificità di ciascuno di essi. La ricerca sul trasporto di merci pericolose può, se del caso, essere riferita a tali  modi di trasporto.  2.1. Trasporti ferroviari Le attività di RST nel settore ferroviario si articoleranno su quattro punti: sviluppo del sistema europeo di gestione del traffico; sicurezza; interoperatività; aspetti economici, organizzativi e sociali. La ricerca dovrà muovere dal vasto contesto dei  bisogni e delle preferenze degli utenti dei trasporti pubblici, tenendo presenti i cambiamenti istituzionali in corso in vari Stati membri concernenti la proprietà e la gestione della rete ferroviaria.  Il lavori mireranno ad eliminare gli ostacoli alla compatibilità dei sistemi ferroviari nazionali e, a tale scopo, dovranno fornire soluzioni tecniche ed economiche che consentano l'interoperatività della rete ferroviaria, in quanto sottosistema e  anello di un sistema intermodale europeo. Ciascuno Stato membro potrà inoltre ottenere l'accesso alla rete europea ad alta velocità mediante studi economici e ambientali incentrati sulle nuove linee richieste, in modo da garantire il massimo beneficio  economico e il minimo impatto ambientale.  Innanzitutto, una delle questioni prioritarie resta quella della compatibilità dei sistemi di controllo della circolazione dei treni, già affrontata nell'ambito del programma EURET. Queste ricerche mirano allo sviluppo di un sistema europeo di gestione  del traffico ferroviario e delle sue principali funzioni, integrando i risultati delle ricerche sulle tecnologie generiche svolte nell'ambito di altri programmi. Esse sono state realizzate con la collaborazione delle ferrovie e dell'industria e terranno  conto delle esigenze degli utenti.  È necessario proseguire questi lavori per mettere a punto un'architettura comune per il sistema europeo della gestione del traffico, e occorre giungere alla fase dei progetti pilota destinati a verificare la validità della tecnologia mediante  applicazioni concrete e dei programmi di dimostrazione che garantiscano la compatibilità dei nuovi sistemi così definiti, principalmente effettuando prove su linee ferroviarie con dispositivi di controllo e sistemi di trazione diversi.  Occorre in tale constesto elaborare le specifiche del sistema, studiare gli aspetti ergonomici ed i fattori umani, gli scambi di informazioni e la progettazione del materiale. Si dovrà tener conto anche delle interfacce tra sistemi connessi, cioè le  comunicazioni, la gestione e le informazioni destinate al pubblico e ad altri servizi. Infine, data l'importanza di questa architettura comune per lo sviluppo delle reti ferroviarie europee e comprese quelle per i treni ad alta velocità, i risultati  delle ricerche dovranno essere convalidati in base ai requistiti essenziali e alle specifiche tecniche che saranno fissati a livello comunitario.  In secondo luogo, per quanto riguarda la sicurezza delle ferrovie, essa si basa sul principio dell'affidabilità intrinseca del materiale e dei sistemi e sull'influenza del fattore umano. Per realizzare le nuove funzionalità, non si può evitare di  ricorrere a componenti hardware e software il cui margine di errore non è necessariamente conosciuto a priori o definito. Non esistono pertanto sistemi totalmente sicuri e sussiste il rischio, per quanto limitato, di guasti. Occorre quantificare tali  rischi affinché possano essere applicati criteri armonizzati in tutta la Comunità e prese decisioni in materia di investimenti in apparecchiature di sicurezza, in funzione del loro valore aggiunto e della loro attitudine a migliorare ulteriormente la  sicurezza delle persone. I lavori di ricerca si baseranno, possibilmente, sulle tecniche messe a punto per altre industrie, adattate alle caratteristiche particolari delle ferrovie e, ove necessario, si definiranno nuovi concetti.  La capacità di un tronco ferroviario è limitata dalla necessità di mantenere una distanza sufficiente tra i convogli affinché ciascun treno possa fermarsi in tutta sicurezza nella porzione di binari liberi che ha davanti a sé. A tal fine i sistemi di  sicurezza attuali lasciano spesso libera una distanza maggiore rispetto a quella necessaria, poiché non sono note le prestazioni di frenatura dei treni, i sistemi di comunicazione e le distanze precise autorizzate e utilizzate. Nelle zone ad alta  densità di traffico occorre aumentare la possibilità di scorrimento dei treni; ciò comporterà il ricorso ad innovazioni sviluppate nell'ambito di altri programmi, a nuove tecniche e a nuovi sistemi di sicurezza. Sarà quindi necessaria un'attività di  ricerca volta a migliorare le prestazioni e l'affidabilità dei sistemi di sicurezza ed altri sistemi fondamentali quali l'elettrotrazione.  In terzo luogo per quanto attiene all'interconnessione e all'interoperatività delle reti ferroviarie, i lavori verteranno sull'eliminazione degli ostacoli alla circolazione ferroviaria, in particolare alle frontiere, dovuti ai materiali e alle  specifiche, nazionali, giungendo a formulare nuove soluzioni comuni, quali studi su nuove linee di collegamento. Il livello adeguato di interoperatività varierà a seconda del tipo di servizio ferroviario, l'ubicazione geografica all'interno della rete,  l'incidenza di attraversamento delle frontiere nazionali e la domanda dell'utenza. Saranno necessarie attività di ricerca per delineare un quadro, comprensivo di metodi di valutazione costi/benefici, per le decisioni più a lungo termine sul livello di  interoperatività adeguato, nonché per stabilire il modo in cui è possibile ovviare alle differenze tecnologiche tra sistemi ferroviari diversi laddove l'interoperatività sia giustificata.  Queste ricerche, che utilizzano i risultati delle altre attività di ricerca comunitaria, consentiranno di elaborare le specifiche di interoperatività. Si terrà conto dei requisiti essenziali previsti nei progetti comunitari riguardanti le reti  ferroviarie transeuropee ad alta velocità e quelle convenzionali, affrontando i problemi dei relativi sottosistemi (ad esempio: infrastruttura; alimentazione elettrica; interfacce elettromagnetiche, compatibilità e inquinamento acustico; rumore e  vibrazioni).  Per sfruttare meglio le potenzialità del sistema ferroviario anche nel traffico transfrontaliero, sono necessari sistemi informativi che consentano di trasmettere in anticipo le informazioni sui vagoni, i container e il carico di merci, e di utilizzarle  a scopo di controllo e programmazione. Al fine di rendere il traffico ferroviario più efficiente ed ergonomico, compresi la formazione e lo scioglimento dei convogli, si impone una ricerca sull'introduzione, a livello comunitario, del sistema automatico  di aggancio dei vagoni. In quarto luogo saranno avviate ricerche sugli aspetti economici, organizzativi e sociali della cooperazione tra operatori ferroviari e tra questi ultimi e gli operatori di altri tipi di trasporto, derivanti dal fatto che la  nuova comunità e la legislazione nazionale stabiliscono condizioni e opportunità nuove per le compagnie ferroviarie. I risultati verranno estesi alle ricerche svolte in altri programmi specifici del quarto programma quadro. Rivestiranno un interesse  particolare i lavori sui temi seguenti: ragioni della mancanza di redditività economica del trasporto ferroviario rispetto ad altri modi di trasporto; informazioni necessarie per valutare le misure capaci di aumentare l'attrativa del trasporto  ferroviario, sia per i passeggeri che per le merci; connessioni intermodali delle linee ad alta velocità; redditività economica e sociale di collegamenti tra le zone periferiche della Comunità e la rete europea ad alta velocità; tracciati alternativi  per linee operative volti ad accrescerne la redditività; utilizzo alternativo di linee non operative.  2.2. Catene di trasporto integrate Con l'apertura del mercato unico, il futuro ampliamento della Comunità europea e il passaggio dei paesi dell'Europa centrale e orientale verso economie di mercato, il trasporto internazionale delle merci registrerà sicuramente un forte aumento. Si  prevede in generale un raddoppio del traffico in vent'anni, con un incremento cospicuo del trasporto stradale. Tenuto conto dei notevoli costi esterni indotti da quest'ultimo, una soluzione promettente può essere il trasporto multimodale. Il suo  sviluppo potrebbe contribuire all'uso più efficace del trasporto su strada e al miglioramento della qualità dell'ambiente. È necessario pertanto svolgere studi che valutino in quale misura la domanda di trasporto stradale può essere ridotta, ovvero  trasferita ad altri modi o a forme più sostenibili di trasporto, quali il trasporto di merci per ferrovia o i trasporti pubblici, allo scopo di minimizzare i costi interni ed esterni.  Il presente programma mirerà principalmente a risolvere questi problemi, che impediscono ulteriori progressi verso la realizzazione del trasporto integrato delle merci di qualità ottimale, coerente con il principio della mobilità sostenibile.  I lavori si baseranno sulle ricerche in corso in campo tecnologico (soprattutto telecomunicazioni e informatica), economico, sociale e ambientale, analizzando costi e benefici del passaggio da un modo di trasporto all'altro, tenuto conto delle  possibilità effettive di tale passaggio (ad esempio trasporto marittimo a breve distanza). Verrà adottata un'impostazione sistematica, fondata sull'interdipendenza teorica e pratica tra singole attività di ricerca, che condurrà alla dimostrazione di  impianti pilota o prototipo. Anche tutte le parti principali, interessate dal settore, saranno quindi collegate reciprocamente. La ricerca prevede le attività seguenti:  - elaborare criteri per il perfezionamento di interfacce tra i modi di trasbordo ai punti di trasborro al fine di creare i presupposti per il trasferimento rapido e sicuro delle merci;  - migliorare l'accesso al trasporto multimodale delle piccole e medie imprese, sia nel settore dei trasporti che in altri settori industriali;  - studiare le interrelazioni tra le infrastrutture di trasporto, da un lato, e le unità di carico multimodali, dall'altro, tenendo conto delle esigenze degli spedizionieri;  - esaminare i criteri dell'interoperatività modale per le infrastrutture esistenti o future, al fine di orientare le decisioni delle autorità preposte alle infrastrutture e, segnatamente, garantire i collegamenti con le regioni periferiche o isolate  della Comunità;  - allo scopo di migliorare l'efficacia economica del trasporto intermodale in generale, sviluppare le strategie di informazione e implementazione, alnalizzando i possibili incentivi, per l'impiego di strumenti logistici in tutto il processo logistico,  con particolare riguardo alla gestione, il ricorso a strumenti e operazioni telematiche all'inizio e alla fine del processo;  - sviluppare la rete, comprese linee di orientamento per le caratteristiche operative dei terminal e il loro collegamento;  - linee di orientamento per sistemi automatizzati di elaborazione della documentazione utilizzata nel trasporto intermodale;  - linee di orientamento per l'individuazione automatica delle unità di carico, sia durante il transito che nei centri di trasporto;  - sviluppo metodologico di uno studio costi/benefici con un'analisi basata su più criteri, comprensiva degli aspetti finanziari, economici, sociali e della sicurezza, concernente la realizzazione di centri di trasferimento intermodali nei vari sistemi  di esercizio, esistenti o futuri;  - analisi costi/benefici, basata su molteplici criteri e comprensiva degli aspetti finanziari, economici, sociali e della sicurezza, riguardante l'applicazione delle diverse tecniche possibili nel trasporto intermodale su rotaia nonché la sua gestione  alle frontiere, il trasferimento delle unità di carico, il cambio degli assi dei vagoni o lo scartamento degli assi di varia ampiezza;  - studi tecnico-economici atti a perfezionare le condizioni di esercizio della ferrovia (velocità, capacità di utilizzare scartamenti diversi, carico massimo, ecc.) e entità dello sviluppo commerciale (miglioramento della portata, ecc.) 2.3. Trasporti aerei Nel settore dei trasporti aerei è necessaria un'impostazione sistematica, da un lato, per definire gli obiettivi di interesse europeo nell'ovviare alla congestione dello spazio aereo e degli aeroporti, migliorare la sicurezza e ridurre al minimo  l'impatto sull'ambiente e, dall'altro, per consentire il coordinamento e la valutazione dei risultati della ricerca nel campo delle tecnologie generiche.  Innanzitutto i lavori verteranno sulla gestione del traffico aereo (ATM - Air Traffic Management). Nel quadro generale dell'ECARDA nonché dei principi (CNS/ATM) dell'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (OACI) e conformemente alla  strategia sviluppata per gli anni '90 dalla Commissione europea per l'aviazione civile (CEAC), la ricerca concorrerà a delineare soluzioni tecniche e operative adeguate alle esigenze europee. Si attendono contributi innovativi per rafforzare il ruolo e  la capacità competitiva dell'Europa a livello mondiale. La ricerca, che svilupperà i lavori in corso per la definizione di un concetto consolidato di ATM, in stretta collaborazione con gli Stati membri, la CEAC ed Eurocontrol (in particolare i progetti  EATMS), valuterà e verificherà l'integrazione degli elementi operativi e tecnologici del futuro sistema di gestione del traffico aereo, previsto a partire dal 2006, la cui attuale capacità sarà almeno raddoppiata, con un costo limitato e un livello di  sicurezza invariato.  Questi lavori integreranno anche i risultati delle ricerche sulle tecnologie generiche sviluppate da altri programmi e individueranno le tecnologie di applicazione necessarie per realizzare un sistema efficiente sotto il profilo tecnologico, operativo  ed organizzativo. Verranno altresì analizzati i problemi istituzionali che potrebbe sollevare l'eventuale impiego di satelliti.  L'analisi operativa riguarderà anche aspetti specifici quali il ruolo dell'intervento umano e la comunicazione sia dei piloti sia dei controllori del traffico aereo, e, tra gli altri la selezione e la formazione; l'automazione delle funzioni di  pianificazione e di controllo esecutivo, l'architettura di nuovi sistemi automatizzati per il controllo del traffico aereo (ATC - Air Traffic Control); l'uso di sistemi di comunicazione, navigazione (anche via satellite) e vigilanza automatizzata, di  concezione sperimentale nonché, in particolare, l'uso di una rete aeronautica di telecomunicazioni (ATN - Aeronautical telecommunications network) per l'integrazione dei sistemi di gestione di volo (FMS - Flight management Systems) e dei sistemi ATC;  l'interfaccia uomo/macchina nel controllo del traffico aereo. Saranno utilizzate e, se necessario, adattate le innovazioni sviluppate nell'ambito di altre azioni. L'integrazione globale di questi elementi sarà inizialmente convalidata da prove  sperimentali al fine di quantificare il miglioramento dell'intero sistema di gestione in termini di capacità e sicurezza. Per favorire il processo di integrazione e di convalida, sarà elaborato un progetto di verifica e una metodologia da applicare al  processo suddetto. Si svilupperanno e si verificheranno metodi di certificazione adeguati per tali sistemi e procedure ATM di gestione del traffico aereo (compresa la valutazione socioeconomica dei futuri sistemi ATM).  Gli studi verteranno inoltre sulla sicurezza del trasporto aereo e la protezione dell'ambiente, al fine di completare i lavori comuni delle autorità internazionali e degli organismi nazionali competenti per l'aviazione.  In particolare si procederà a modellizzare e valutare la navigabilità, i fattori operativi che condizionano la sicurezza del trasporto aereo e gli aspetti ambientali; ad individuare possibili miglioramenti ulteriori in questi campi e a sostenere le  azioni future di normalizzazione e regolamentazione nel settore della certificazione e del controllo della navigabilità. Mediante la ricerca strategica, che prevede la modellizzazione dell'incidenza dei fattori critici, i lavori affronteranno i problemi  seguenti: prevenzione degli incidenti e criteri di sopravvivenza di passeggeri ed equipaggio; rischi esterni (formazione di ghiaccio, impatto con il suolo, fulmini, integrità elettromagnetica, aspirazione di corpi estranei nei motori, ecc.); nonché i  criteri di affidabilità degli aeromobili e le norme di sicurezza (requistiti di navigabilità), tenendo conto delle norme internazionali fissate dall'OACI in materia di rumore ed emissioni e dei lavori svolti dai programmi specifici 2 (Tecnologie  industriali) e 3 (Ambiente) del quarto programma quadro per quanto riguarda le norme future sempre in materia di rumore e emissioni.  In particolare per il controllo della navigabilità e delle operazioni di volo, i lavori terranno conto dei risultati ottenuti nell'ambito del programma Tecnologie industriali per la progettazione degli aeromobili e verteranno sullo studio di fattibilità  e la valutazione socioeconomica e sistematica delle tecnologie che permettono di migliorare la protezione contro i rischi di incendio e di impatto violento, l'evacuazione dei passeggeri, l'integrità dei materiali e l'affidabilità delle tecniche di  individuazione delle cricche, i metodi di certificazione, l'incidenza del fattore umano per gli aeromobili caratterizzati da un livello elevato di automazione, nonché per i voli di lunga durata e i periodi di lavoro intenso, i criteri di decollo e  atterraggio sulle piste rese pericolose dalle condizioni atmosferiche.  In terzo luogo i lavori riguarderanno gli aeroporti. Per rispondere al bisogno urgente di potenziare la capacità aeroportuale, soprattutto operazioni di atterraggio e decollo, la ricerca verterà sui concetti della progettazione degli scali, gli aspetti  gestionali, quali i vari tipi di flusso di traffico negli aeroporti, e l'interfaccia tra i sistemi di controllo e gestione dell'aeroporto da un lato e, dall'altro, la gestione del traffico aereo. Se necessario verranno elaborate tecniche di  modellizzazione e simulazione, al fine di delineare i requistiti del sistema e un'architettura funzionale di elevata qualità. La ricerca vaglierà anche l'incidenza di varie strategie operative sulla capacità e il livello di servizio degli aeroporti  europei. È inoltre previsto lo studio di un sistema di previsione e analisi meteorologica. Saranno infine trattati gli aspetti relativi all'armonizzazione delle operazioni aeroportuali e della gestione dei flussi di traffico aereo a livello di rete.  2.4. Trasporto urbano Il trasporto urbano pone sei tipi di problemi: bisogni e preferenze degli utenti, loro sicurezza e sicurezza dei pedoni, efficienza e risparmio energetici, efficacia dei sistemi di trasporto passeggeri, distribuzione efficiente delle merci e tutela  ambientale. Le soluzioni tecniche a questi problemi non sono necessariamente le stesse ma, insieme, devono contribuire a risolverli. Pertanto le azioni avviate nei settori della telematica, dell'energia e dei trasporti devono svilupparsi in maniera  coerente e parte dei lavori inerenti al presente settore saranno strettamente connessi con quelli relativi al settore «Catene di trasporto integrate».  Gli studi devono condurre a soluzioni in grado di: incrementare l'efficienza e la capacità dei sistemi di trasporto urbano, in special modo aumentando «l'attrattiva» del trasporto pubblico sia per gli utenti sia per tutte le altre persone interessate ad  esso e razionalizzare la gestione del traffico e la domanda di trasporto, migliorando le condizioni della vita urbana. In particolare la ricerca verterà su:  - strategie per la pianificazione degli spazi;  - gestione ecologica della circolazione (ad esempio privilegiando il trasporto pubblico nei sistemi di controllo del traffico e favorendo condizioni di circolazione compatibili con l'ambiente urbano) - gestione della sicurezza in special modo per gli utenti vulnerabili;  - ottimizzazione dell'uso della rete stradale ivi compresa minimizzazione della mobilità spaziale (potenziando ad esempio la sicurezza e la capacità in termini di passeggeri e merci trasportati e non di veicoli);  - provvedimenti e condizioni per incentivare l'utilizzo dei trasporti pubblici rispetto a quelli privati;  - fattori che contribuiscono all'efficace integrazione dei vari modi di trasporto e all'elaborazione di una strategia di trasporto urbano integrato (compreso il traffico pedonale e ciclistico) per migliorare l'accessibilità della città, con particolare  riguardo ai criteri progettuali concernenti l'organizzazione e il funzionamento dei punti di scambio fra traffico locale e traffico su lunga distanza ed altri strumenti efficaci, quali le auto collettive e l'uso in comune dell'auto;  - gestione della domanda e analisi della ripartizione modale nei casi in cui sussista una molteplicità di scelta;  - distibuzione delle merci (logistica urbana) e impatto della regolamentazione del traffico sul commercio al minuto e l'industria manifatturiera;  - migliore conoscenza delle condizioni operative del sistema di trasporti ed evoluzioni prevedibili (livello di congestione, studi previsionali sull'evoluzione delle norme di mobilità, sviluppo di nuove procedure per l'acquisizione e l'analisi dei dati,  ecc.);  - problemi pratici derivanti dalle crescenti restrizioni imposte al traffico veicolare privato. Sarà in particolare necessario studiare approfonditamente il comportamento quotidiano dei conducenti rispetto alle norme in vigore, la dipendenza dal veicolo  privato nelle abitudini di tutti i giorni, ecc.;  - misure per promuovere le piste ciclabili e i percorsi pedonali, nonché per migliorare la sicurezza dei ciclisti. La ricerca dovrà inoltre analizzare, da una parte, i sistemi di finanziamento e di tariffazione del trasporto urbano, in particolare il trasporto come raccomandato dal Libro bianco sulla politica comune dei trasporti e, dall'altra, i costi esterni  derivanti dai vari modi di trasporto negli agglomerati urbani (pubblico/privato, livello di competenza). In particolare si esamineranno gli effetti dei vari sistemi di finanziamento del trasporto pubblico, compresi le politiche dei prezzi e l'uso di  fondi ricavati dalla tassazione della congestione. Con l'avvento del mercato interno, tutti gli Stati membri cercano oggi nuove forme di organizzazione e nuovi tipi di finanziamento dei sistemi di trasporto urbano. Saranno richieste soluzioni  specifiche, che tengano conto delle condizioni particolari delle aree urbane e dell'interfaccia necessaria con i sistemi interurbani, per consolidare l'applicazione migliore delle disposizioni esistenti con le nuove tecnologie (compresa la telematica),  i nuovi mezzi di trasporto (veicoli ad alimentazione elettrica e mista, autobus bimodali, filobus, binari leggeri) e con il controllo del traffico, la pianificazione degli spostamenti, la gestione dei parcheggi, i servizi di emergenza, i sistemi  integrati di biglietteria ed altre soluzioni a bassa tecnologia, quali corsie preferenziali per autobus e veicoli di grandi dimensioni. Sarà pertanto necessaria una valutazione su vasta scala del suddetto processo di integrazione, mediante progetti  pilota.  Fino ad ora all'influenza del sistema dei trasporti sulla distribuzione delle attività e la crescita dei centri urbani, sebbene unanimamente riconosciuta, è stata riservata scarsa attenzione. È certo invece che le nuove forme di organizzazione e di  finanziamento del sistema di trasporti urbani avranno un notevole impatto sulle regole di sviluppo urbano a breve e medio termine. Inoltre, tenuto conto dell'obiettivo generale di uno sviluppo sostenibile, si può affermare che i vari tipi di  organizzazione e i relativi sistemi di trasporto svolgono un ruolo essenziale, a cui è necessario riservare un impegno di ricerca speciale.  Sarà possibile che la maggior parte dei centri abitati debba considerare di introdurre una serie di provvedimenti (ad esempio pedaggio stradale, sistemi di regolamentazione del traffico con priorità al trasporto pubblico, incentivazione dell'uso in  comune dell'auto, degli spostamenti in bicicletta e a piedi). Le informazioni sulle complesse interazioni che emergeranno da queste diverse combinazioni, e le relative interfacce con i sistemi interurbani, sono tuttavia ancora scarse. Nel contesto  specifico di un ambiente multimodale dovrà essere in particolare migliorata la sicurezza di ciclisti e pedoni. In alcune città, scelte a scopo di ricerca, si potrebbero introdurre progressivamente i provvedimenti selezionati, al fine di verificarne la  validità e di applicarli gradualmente. La verifica della validità mediante simulazione e dimostrazione è necessaria per valutare il vantaggio economico e gli effetti socioeconomici e ambientali provocati dall'introduzione di tecnologie e nozioni nuove  nonché per individuare i fattori chiave (relazioni fra trasporto e uso del territorio, le innovazioni telematiche o industriali, provvedimenti regolamentari o nuovi concetti di trasporto) che la ricerca dovrà studiare per garantire agli spostamenti  pubblici i benefici di una mobilità sostenibile.   Trasporto passeggeri multimodale e interurbano  L'efficacia dei sistemi di trasporto passeggeri sarà studiata in un contesto multimodale. La multimodalità applicata al trasporto dei passeggeri comprende i modi tradizionali per le lunghe distanze, in  particolare i treni ad alta velocità, ma pure nuovi concetti di trasporto per le distanze brevi («people mover»). Il progetto, l'ubicazione e l'organizzazione delle interfacce (terra-terra, terra-aria e terra-mare) devono consentire un trasbordo  agevole, veloce e sicuro fra i vari modi. Si dovrà considerare con particolare attenzione la possibilità di trasferire al trasporto passeggeri concetti sviluppati nel settore del trasporto merci multimodale. La multimodalità per passeggeri si applica  anche nei casi in cui gli utenti possono scegliere, per continuare il viaggio, tra vari modi di trasporto. Si dovrà quindi analizzare la ripartizione modale in situazioni di scelta multipla, ad esempio considerando la realizzazione e la valutazione di  sistemi d'informazione multimodali per i passeggeri collegati a servizi di addebito automatico per l'acquisto dei biglietti, la prenotazione dei posti, ecc.  2.5. Trasporto marittimo e navigazione interna  Trasporto marittimo  Un presupposto fondamentale per tutte le attività di ricerca nel settore del trasporto marittimo è rappresentato dalla valutazione delle tecnologie disponibili e dalla previsione degli sviluppi necessari. I risultati costituiranno  il quadro in cui collocare la ricerca specifica con gli obiettivi seguenti: aumentare la qualità e l'efficienza, potenziare la sicurezza e la tutela ambientale del trasporto marittimo grazie all'individuazione e all'elaborazione di soluzioni comuni ai  grandi problemi, non solo strategici, ma anche tecnologici, al fine di creare sistemi operativi che integrino le nuove tecnologie generiche, le procedure normalizzate, i fattori organizzativi e le risorse umane. Verranno studiate con particolare  attenzione le possibilità di interconnessione e interoperatività per i singoli componenti del traffico marittimo, ad esempio mediante i servizi di gestione e informazione del traffico marittimo (VTMIS - Vessel Traffic Management and Information  Systems), al fine di mettere a punto soluzioni che contribuiscano all'esigenza di integrare sistemi operanti a livello locale, formando così una rete transeuropea.  I lavori verteranno essenzialmente sulla valutazione e la modellizzazione dell'offerta e della domanda di trasporto marittimo e dei flussi di merci, sia a livello mondiale che europeo. Nel quadro della catena logistica e delle esigenze di armonizzazione  delle procedure, verrà innanzitutto analizzato il ruolo del trasporto marittimo a breve distanza (compresi i traghetti). Questa attività comprenderà anche lo sviluppo, l'integrazione e la valutazione dei sistemi di trasporto marittimi fluviali,  l'analisi della concorrenza tra gli operatori (comunitari e extra-comunitari) per l'insieme delle operazioni (terrestri e marittime), delle strutture di gestione, della catena di risorse umane e della qualità del servizio (controllo della qualità  globale, ecc.). Sarà altresì studiata la necessità di introdurre unità di trasporto marittime ad alta velocità utilizzate su brevi distanze alla luce della politica comune dei trasporti, della domanda di mercato e dell'analisi costi/benefici concernente  la tecnologia di navi veloci (costruzione, sistema propulsivo e sicurezza) realizzata nell'ambito del programma Tecnologie industriali e dei materiali.  Si procederà quindi a simulare, valutare e dimostrare il contributo delle nuove tecnologie, segnatamente quelle elaborate nel quadro di altri programmi specifici, al perfezionamento della gestione del traffico marittimo. In particolare saranno studiate  le strutture portuali e le interfacce terra/mare; gli scambi di informazioni tra i porti e le comunità portuali favoriranno il flusso delle merci, miglioreanno la sicurezza e il ruolo di interfaccia dei porti. Occorre inoltre analizzare e sviluppare  nuove tecniche per l'insieme delle operazioni (navi e porti), tenendo conto soprattutto dell'esigenza di promuovere in tutti i porti della Comunità l'uso armonizzato di metodi di trattamento del carico adeguati al livello di sviluppo tecnologico  raggiunto in Europa.  Occure valutare anche la possibilità di accelerare le prestazioni del trasporto marittimo mediante l'applicazione di nuove tecnologie, in particolare dei nuovi sistemi rapidi di trasferimento per le merci e i passeggeri, analizzandone l'impatto sulla  realizzazione, la gestione e il funzionamento corretti del porto; sulle qualifiche professionali e sulle capacità dell'infrastruttura. Ciò porterà alla definizione di una nuova generazione di sistemi di gestione e di navi con prestazioni migliori, in  grado di svolgere operazioni più efficienti, nel rispetto della sicurezza e della tutela dell'ambiente (ad esempio, aumento della velocità, riduzione delle emissioni e del consumo di carburante). Si valuterà altresì la possibilità di utilizzare fonti  energetiche alternative e più compatibili con l'ambiente, nonché di migliorare le condizioni operative in mare e le operazioni di manutenzione delle navi.  In terzo luogo i lavori dovranno valutare i fattori che intervengono nella sicurezza del trasporto marittimo, tenendo presente che la mancata applicazione di procedure di sicurezza affidabili può causare infortuni, perdita di vite umane, danni  all'ambiente e ripercuotersi negativamente sulla capacità competitiva degli operatori. Sarà pertanto esaminata la questione della sicurezza del traffico e quella della sicurezza a bordo. Lo studio verterà sull'analisi dei rischi e della sicurezza delle  operazioni marittime con particolare riferimento a: cedimenti strutturali; guasti meccanici ed elettrici; errori di navigazione; operazioni in aree sensibili e soggette a restrizioni, ovvero in condizioni meteorologiche estreme; gestione e sorveglianza  di merci pericolose, controllo dell'inquinamento, soprattutto riguardo allo smaltimento e al trattamento dei rifuti delle navi nei porti. Sarà valutato l'impatto dell'intera catena dei fattori umani sulla sicurezza e l'efficienza del sistema di  trasporto marittimo (ad esempio, esercizio delle navi, gestione e controllo del traffico, operazioni a terra) con l'obiettivo di prevenire gli incidenti. Saranno elaborati criteri comuni per fissare il livello di formazione degli equipaggi, nonché le  procedure riguardanti l'insieme delle operazioni (in mare e a terra), le comunicazioni e la gestione del traffico. Saranno messi a punto metodi di simulazione per elaborare scenari di traffico.  Si vaglierà l'applicazione di strumenti telematici integrati, compreso lo sviluppo di metodologie comuni per agevolare la gestione, garantire l'interoperatività della navigazione marittima e la sicurezza dei sistemi (ad esempio il GMDSS - Global  Maritime Distress and Safety System) da parte delle autorità marittime europee.   Navigazione interna  I lavori verteranno sull'integrazione della navigazione interna con le nuove tecnologie generiche, in relazione ai fattori organizzativi e alle risorse umane.  Essi analizzeranno, in particolare, il ruolo di questo modo di trasporto nella catena complessiva e definiranno criteri di valutazione degli scenari in grado di rispecchiare totalmente l'importanza e il potenziale della navigazione interna, soprattutto  gli ostacoli che ne possono rallentare lo sviluppo e il passaggio della domanda di trasporto di merci verso questo modo.  I lavori devono, in particolare, permettere di applicare i risultati delle ricerche sulle tecnologie generiche alle vie navigabili, sulla base dei criteri relativi al rapporto costo-benefici, alla sicurezza e all'impatto ambientale, soprattutto per  migliorare l'insieme delle operazioni sulle navi e nei porti. Ciò comporterà anche lo sviluppo dei collegamenti mare-fiume, concetto basilare del trasporto via acqua. Dovranno essere accuratamente studiati gli aspetti strategici necessari per gestire un  sistema di trasporto nelle acque interne integrato e completo, ad esempio sull'asse Reno-Meno-Danubio, con particolare riferimento al trasporto delle merci pericolose. Occorrerà inoltre esaminare l'evoluzione della costruzione e delle caratteristiche  delle chiatte in funzione dell'aumento di velocità, della riduzione delle emissioni e del consumo di energia. Sarà necessario analizzare anche i fattori umani relativi alla sicurezza sulle chiatte e l'infrastruttura terrestre, ed in particolare le  condizioni necessarie per la certificazione, l'addestramento e l'utilizzazione di mezzi telematici. Infine i lavori verteranno sulle limitazioni alla navigazione, l'idrodinamica a piccole profondità, le infrastrutture, i porti, la gestione e  l'organizzazione del traffico e i flussi di informazioni relative alle merci.  2.6. Trasporto stradale Le attività di ricerca contribuiranno alla realizzazione e al miglioramento delle infrastrutture stradali, all'efficacia operativa, alla riduzione dell'inquinamento e ad un miglior uso del territorio, elaborando misure che migliorino la sicurezza del  trasporto stradale europeo, stabilendo anche se l'incremento del trasporto di merci su strada abbia influito sulla sicurezza delle strade e alla gestione della domanda. Esse orienteranno le decisioni oni in merito alle esigenze normative per sostenere  la politica comune dei trasporti. I lavori si collocheranno nel quadro più ampio degli obiettivi programmatici volti a conseguire un ruolo di primo piano per il sistema di trasporti su strada nella creazione di un mercato aperto e competitivo in Europa;  e volti a garantire che i risultati delle ricerche siano sfruttati appieno mediante l'introduzione di prodotti e sistemi innovativi. I trasporti su strada per passeggeri e merci comprendono l'utilizzo di: auto, automezzi pesanti, autobus, biciclette e  altri veicoli stradali, nonché gli spostamenti pedonali. Le attività di RST forniranno contributi per i seguenti settori:  - gestione della domanda di traffico (a lungo termine);  - gestione dei trasporti, del traffico e delle informazioni (TTIM - Transport, traffic and information management) (a breve e medio termine);  - sicurezza del traffico;  - infrastrutture stradali.  Le esperienze maturate non soltanto nel settore del trasporto stradale dimostrano che i risultati delle ricerche spesso non sono applicati per ragioni tecniche, economiche, giuridiche, politiche o sociali. Per far sì che le risorse finanziarie impiegate  nella ricerca diano buoni frutti, il processo di attuazione deve pertanto essere migliorato. A tal fine saranno studiati i metodi per ovviare a questi ostacoli nel settore in questione e si analizzeranno i problemi di realizzazione avvalendosi di  un'impostazione coerente per la valutazione dei vari tipi di progetti e programmi esistenti nel settore stesso. I lavori verteranno in particolare sui problemi di attuazione pratica che potrebbero porre le diverse procedure e tecnologie per l'esazione  dei diritti di utenza stradale. Saranno affrontate le questioni istituzionali e giuridiche connesse con l'elaborazione di servizi di informazione per gli utenti, nonché l'applicazione e il rispetto di norme e leggi.   Gestione della domanda  Sulla rete stradale la domanda può a volte superare le capacità di farvi fronte. La ricerca contribuirà quindi a sostenere la mobilità e l'accessibilità armonizzando la domanda e le infrastrutture stradali disponibili, nel  rispetto dei crescenti vincoli ambientali. La gestione della domanda di trasporto è rappresentata dall'attuazione di politiche e strategie volte ad ottimizzare l'uso delle strade da parte di auto e automezzi pesanti. Questa definizione consente una  vasta gamma di modifiche possibili del comportamento, compresi il trasporto multimodale e mutamenti nei tempi di percorrenza.  In generale i problemi connessi con la gestione della domanda sono trattati nella sezione A del presente programma. In aggiunta a quest'ultima e al settore dei trasporti urbani saranno svolte, in parallelo, ricerche specifiche sull'uso del trasporto  stradale. Verrà analizzata un'ampia serie di strumenti programmatici e innovazioni tecnologiche quali, ad esempio, disposizioni fiscali alternative e pedaggi stradali. Si svilupperanno altresì vari scenari avvalendosi, se necessario, di tecniche di  modellizzazione e simulazione. Mediante progetti di dimostrazione in scala al naturale saranno esaminate tecniche di modellizzazione per l'uso del territorio e la ripartizione modale dei trasporti avvalendosi di tecnologie basate sul GIS (Geographic  Information System).   Gestione dei trasporti, del traffico e delle informazioni  Questa gestione riguarda tutti gli utenti stradali, compresi ciclisti, pedoni e coloro che hanno problemi di mobilità. Essa mira all'uso ottimale delle infrastrutture esistenti su scala europea  mediante l'uso di informazioni in tempo reale per la gestione e il controllo efficaci della rete stradale, tenendo presenti le esigenze dettate da una sicurezza migliore e dalla tutela ambientale. Saranno studiati i problemi relativi alla gestione e al  controllo della congestione ordinaria ed eccezionale del traffico, nonché il miglioramento dell'interfaccia urbana/interurbana. Si farà riferimento alle esperienze pratiche di attuazione e ai risultati dei sistemi esistenti e dei progetti pilota TTIM  realizzati nell'ambito di programmi comunitari e degli Stati membri. L'esito di questa indagine porrà le basi per un'ulteriore ricerca nel settore della TTIM, le cui soluzioni dovranno poter essere applicate rapidamente e faranno parte integrante del  sistema di trasporti.   Sicurezza  Ogni anno, nella Comunità, si verificano 50 000 decessi dovuti a incidenti stradali e una quantità notevolmente superiore di infortuni con conseguenze economiche enormi. La ricerca si prefigge di aumentare la sicurezza per tutti gli utenti  della strada e verterà sui seguenti aspetti:  - analisi dei rischi sulle strade e delle cause degli incidenti (in particolare la velocità) ed elaborazione di definizioni comuni per l'uso comparato dei dati su scala comunitaria;  - sicurezza delle infrastrutture stradali (profilo stradale, segnaletica, illuminazione, caratteristiche delle superfici, ecc.) e dei lavori temporanei sulle strade;  - comportamento dell'utente stradale, tenendo conto del fattore età e degli elementi che possono incidere su di esso (ad esempio, modifiche normative/regolamentari, formazione, misure di applicazione, informazione e pubblicità);  - norme ed elaborazione delle metodologie necessarie per migliorare sia la sicurezza primaria (riduzione degli incidenti), sia quella secondaria (ferimento degli occupanti dei veicoli e di altri utenti vulnerabili, quali pedoni, ciclisti e disabili);  - analisi dei rischi nel trasporto di merci pericolose e strategie di gestione per eventuali incidenti.   Infrastrutture stradali  La ricerca in questo campo contribuirà ad ottimizzare la rete europea, riducendo i costi di costruzione e di manutenzione e tenendo conto delle condizioni operative per tutto il ciclo di vita delle pavimentazioni o delle  strutture, senza diminuirne la qualità, minimizzando i ritardi e gli incidenti e limitando l'impatto ambientale che comportano la costruzione e l'uso delle strade. Sarà posta un'attenzione particolare alle esigenze delle regioni periferiche, delle isole  e delle aree scarsamente abitate, studiando vari mezzi per potenziarne la rete stradale qualora sia necessario. Verranno inoltre affrontati i problemi riguardanti le regioni di transito.  I lavori costituiranno una valida base per il successivo sviluppo di codici e norme europei analizzando a grandi linee gli scenari futuri concernenti la progettazione, gli standard comuni e i criteri di funzionamento di settori quali le «strade  intelligenti». Tutte le strategie di gestione della rete infrastrutturale, sia per la costruzione che per la manutenzione, devono tener conto degli effetti più vasti a livello di rete risultanti da costi degli utenti dovuti ad incidenti, ritardi,  deviazioni (congestione del traffico, lavori stradali), dall'uso intelligente della rete e dalle modifiche della mobilità per le persone e le merci.  Rivestiranno particolare interesse gli oneri e i vantaggi potenziali derivanti dalle tecniche di armonizzazione (ad esempio analisi costi/benefici), nonché le norme di progettazione del profilo stradale da applicare alla costruzione di nuove strade. Le  attività di ricerca dovranno altresì far riferimento alle tecniche e ai sistemi di gestione avanzati per la costruzione e la manutenzione delle pavimentazioni. I miglioramenti nella progettazione di queste ultime consentiranno di trarre il massimo  vantaggio dai progressi compiuti nella messa a punto di materiali nuovi e riciclati. Un problema di più ampia portata, che dovrà essere affrontato nella progettazione stradale, coinciderà con l'esigenza di ridurre l'impatto sull'ambiente (compresi il  rumore e le vibrazioni) provocato dalle strade.     ALLEGATO II    RIPARTIZIONE INDICATIVA DELL'IMPORTO RITENUTO NECESSARIO  "" ID="1">1. Ricerca strategica per una rete multimodale transeuropea (definizione, dimostrazione e verifica della validità)> ID="2">48 "> ID="1">2. Ottimizzazione delle reti> ID="2">192 "> ID="1">2.1. Trasporti ferroviari> ID="2">38,5 "> ID="1">2.2. Catene di trasporto integrate> ID="2">16,5 "> ID="1">2.3. Trasporti aerei> ID="2">38,5 "> ID="1">2.4. Trasporto urbano> ID="2">26,5 "> ID="1">2.5. Trasporto marittimo e navigazione interna> ID="2">45,5 "> ID="1">2.6. Trasporto stradale> ID="2">26,5 "> ID="1">Totale > ID="2">240 (1) "">La ripartizione tra i diversi settori non esclude che i progetti possano riferirsi a più di un settore. (1) Di cui:  - non oltre 4,65 % per spese di personale e 3,65 % per spese di funzionamento;  - 2 milioni di ecu per la diffusione e l'ottimizzazione dei risultati;  - fino al 5 % per misure specifiche a favore delle PMI.    ALLEGATO III  MODALITÀ SPECIFICHE DI REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA  Il programma sarà realizzato mediante azioni indirette, cioè con la partecipazione finanziaria della Comunità ad azioni di RST eseguite da terzi o da istituti del CCR in associazione con terzi.  1. Azioni a compartecipazione finanziaria dei seguenti tipi:  a) Progetti di RST svolti da imprese, da centri di ricerca e da università.  Di norma, il finanziamento comunitario non supererà il 50 % del costo del progetto e la partecipazione sarà progressivamente ridotta quanto più il progetto sarà vicino al mercato. Le università e altri istituti che non tengono una contabilità di  bilancio analitica verranno rimborsati al 100 % per i costi aggiuntivi.  b) Stimolo tecnologico mirante a incentivare e facilitare la partecipazione di PMI ad azioni di RST:  i) mediante una sovvenzione per la realizzazione della fase esplorativa di un'azione di RST in collaborazione, compresa la ricerca di partner, per un periodo massimo di dodici mesi. La sovvenzione sarà concessa previa selezione di una bozza di proposta  che dovrà essere presentata di norma da almeno due PMI non collegate di due diversi Stati membri. La sovvenzione coprirà fino al 75 % del costo della fase esplorativa, ma non potrà superare 22 500 ecu per PMI richiedente prescelta;  ii) mediante un sostegno a progetti di ricerca cooperativa, in cui PMI che si trovano ad affrontare problemi tecnici analoghi senza avere proprie strutture di ricerca incaricano altre persone giuridiche per eseguire RST per loro conto. Il finanziamento  comunitario per i progetti di ricerca cooperativa comprendenti almeno quattro PMI non affiliate di almeno due Stati membri diversi coprirà di norma il 50 % del costo della ricerca.  Dopo un invito iniziale a presentare proposte, in entrambi i casi queste ultime potranno essere presentate in qualsiasi momento nel periodo in cui viene attuato il programma di lavoro.  2. Misure idonee per il presente programma specifico:  - misure a sostegno della normalizzazione e misure intese a istituire strumenti di interesse generale per gli obiettivi del programma;  - sostegno finanziario per le prove sul campo volte a valutare il vantaggio economico e gli effetti socioeconomici e ambientali provocati dall'introduzione di tecnologie e nozioni nuove per il rafforzamento delle azioni di coordinamento.  La partecipazione della Comunità può ammontare fino al 100 % del costo di queste misure.  3. Misure di preparazione, di accompagnamento e di sostegno come:  - studi di supporto al presente programma e attività preliminari in preparazione di azioni future;  - pubblicazioni e attività di diffusione, promozione e valorizzazione dei risultati, in coordinamento con le attività condotte nell'ambito della terza azione; i fattori in grado di favorire l'utilizzo dei risultati verranno presi in considerazione sin  dall'avvio dei progetti di RST e nel successivo periodo di svolgimento; i partner costituiranno reti privilegiate per la diffusione e la valorizzazione dei risultati;  - analisi delle eventuali conseguenze socioeconomiche, connesse con il programma, che contribuirà anche al programma «Ricerca socioeconomica finalizzata»;  - azioni di formazione per ricercatori e utilizzatori nel settore dei trasporti, allo scopo di promuovere il trasferimento di tecnologie e migliorare le qualificazioni professionali;  - misure di sostegno al funzionamento di reti di sensibilizzazione e di assistenza decentrata a favore delle PMI, in coordinamento con l'azione Euromanagement-audit di RST.  La partecipazione della Comunità può ammontare fino al 100 % del costo di queste misure.  4. Azioni concertate di coordinamento, in particolare attraverso reti di concertazione, di progetti di RST contemplati dal programma e di progetti già finanziati da enti pubblici o organismi privati. Le azioni concertate possono svolgere anche il  coordinamento necessario al funzionamento dei gruppi di interesse comune i quali, nell'ambito dei progetti di RST a compartecipazione finanziaria [cfr. 1 a)], raggruppano intorno ad uno stesso obiettivo produttori, operatori delle reti, fornitori di  servizi, utilizzatori, università e centri di ricerca.  La partecipazione della Comunità può coprire fino al 100 % dei costi della concertazione.