CELEX: 61979CJ0811
Language: it
Date: 1980-07-10 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 10 luglio 1980. # Amministrazione delle finanze dello Stato contro Ariete Spa. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Corte d'appello di Torino - Italia. # Ripetizione dell'indebito. # Causa 811/79.

Avis juridique important

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61979J0811

SENTENZA DELLA CORTE (TERZA SEZIONE) DEL 10 LUGLIO 1980.  -  AMMINISTRAZIONE DELLE FINANZE DELLO STATO CONTRO ARIETE SPA.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALLA CORTE D'APPELLO DI TORINO).  -  RIPETIZIONE DELL'INDEBITO.  -  CAUSA 811/79.  

raccolta della giurisprudenza 1980 pagina 02545 edizione speciale greca pagina 00637

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - DAZI DOGANALI - TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE - DIVIETO - EFFICACIA DIRETTA  ( TRATTATO CEE , ART . 13 ; REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 13/64 , ART . 12 )   2 . QUESTIONI PREGIUDIZIALI - INTERPRETAZIONE - EFFETTI NEL TEMPO DELLE SENTENZE INTERPRETATIVE - EFFICACIA RETROATTIVA - LIMITI - CERTEZZA DEL DIRITTO   ( TRATTATO CEE , ART . 177 )   3 . DIRITTO COMUNITARIO - EFFICACIA DIRETTA - DIRITTI SOGGETTIVI - TUTELA DA PARTE DEL GIUDICE NAZIONALE - PRINCIPIO DI COLLABORAZIONE   ( TRATTATO CEE , ART . 177 )   4 . DIRITTO COMUNITARIO - EFFICACIA DIRETTA - TRIBUTI NAZIONALI INCOMPATIBILI COL DIRITTO COMUNITARIO - RESTITUZIONE - MODALITA - APPLICAZIONE DEL DIRITTO NAZIONALE - PRESUPPOSTI - PRESA IN CONSIDERAZIONE DELL ' EVENTUALE RIVALSA DELLA TASSA - AMMISSIBILITA  5 . DIRITTO COMUNITARIO - EFFICACIA DIRETTA - TRIBUTI NAZIONALI INCOMPATIBILI COL DIRITTO COMUNITARIO - RESTITUZIONE - MODALITA - APPLICAZIONE DEL DIRITTO NAZIONALE - AMMISSIBILITA ALLA LUCE DELLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO RELATIVE ALLA CONCORRENZA   ( TRATTATO CEE , ARTT . 85-92 )    

Massima

1 . IL DIVIETO DI RISCUOTERE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE A DAZI DOGANALI , FONDATO SIA SULLA NORMA GENERALE DI CUI ALL ' ART . 13 DEL TRATTATO CEE CON EFFETTO DAL 1* GENNAIO 1970 , CIOE DAL TERMINE DEL PERIODO TRANSITORIO , SIA SULLA DISPOSI    ZIONE SPECIALE DI CUI ALL ' ART . 12 DEL REGOLAMENTO N . 14/64 , CON EFFETTO - PER QUANTO RIGUARDA I PRODOTTI OGGETTO DI TALE REGOLAMENTO - DAL 1* NOVEMBRE 1964 , PRODUCE EFFETTI DIRETTI NELLE RELAZIONI FRA GLI STATI MEMBRI ED I SINGOLI , NELL ' INTERA COMUNITA , A PARTIRE DALLA DATA STABILITA PER LA MESSA IN APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DI CUI TRATTASI .   2 . L ' INTERPRETAZIONE DI UNA NORMA DI DIRITTO COMUNITARIO , DATA DALLA CORTE NELL ' ESERCIZIO DELLA COMPETENZA AD ESSA ATTRIBUITA DALL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , CHIARISCE E PRECISA , QUANDO VE NE SIA BISOGNO IL SIGNIFICATO E LA PORTATA DELLA NORMA QUALE DEVE , O AVREBBE DOVUTO , ESSERE INTESA ED APPLICATA DAL MOMENTO DELLA SUA ENTRATA IN VIGORE . NE CONSEGUE CHE LA NORMA COSI INTERPRETATA DEV ' ESSERE APPLICATA DEL GIUDICE ANCHE A RAPPORTI GIURIDICI SORTI E COSTITUITI PRIMA DELLA SENTENZA INTERPRETATIVA , SE PER IL RESTO SONO SODDISFATTE LE CONDIZIONI CHE CONSENTONO DI PORTARE ALLA COGNIZIONE DEI GIUDICI COMPETENTI UNA CONTROVERSIA RELATIVA ALL ' APPLICAZIONE DI DETTA NORMA .   SOLTANTO IN VIA ECCEZIONALE LA CORTE POTREBBE ESSERE INDOTTA , IN BASE AD UN PRINCIPIO GENERALE DI CERTEZZA DEL DIRITTO INERENTE ALL ' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO , E TENUTO CONTO DEI GRAVI SCONVOLGIMENTI CHE LA SENTENZA POTREBBE PROVOCARE PER IL PASSATO NEI RAPPORTI GIURIDICI STABILITI IN BUONA FEDE , A LIMITARE LA POSSIBILITA DEGLI INTERESSATI DI FAR VALERE LA DISPOSIZIONE COSI INTERPRETATA PER RIMETTERE IN QUESTIONE TALI RAPPORTI GIURIDICI .   3 . IN FORZA DEL PRINCIPIO DI COLLABORAZIONE ENUNCIATO DALL ' ART . 5 DEL TRATTATO CEE , SPETTA AI GIUDICI DEGLI STATI MEMBRI GARANTIRE LA TUTELA GIURISDIZIONALE SPETTANTE AI SINGOLI GRAZIE ALL ' EFFICACIA DIRETTA DELLE NORME DI DIRITTO COMUNITARIO .   4 . IN MANCANZA DI UNA NORMATIVA COMUNITARIA IN MATERIA , SPETTA ALL ' ORDINAMENTO GIURIDICO DI CIASCUNO STATO MEMBRO IL DETERMINARE IL MODO IN CUI I CONTRIBUENTI POSSONO CONTESTARE I TRIBUTI RISCOSSI INDEBITAMENTE A CAUSA DELLA LORO INCOMPATIBILITA COL DIRITTO COMUNITARIO O CHIEDERNE IL RIMBORSO , PURCHE QUESTO MODO NON SIA MENO FAVOREVOLE DI QUELLO RIGUARDANTE AZIONI ANALOGHE DI DIRITTO INTERNO NE RENDA PRATICAMENTE IMPOSSIBILE L ' ESERCIZIO DEI DIRITTI ATTRIBUITI DALL ' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO .   TUTTAVIA IL DIRITTO COMUNITARIO NON ESIGE CHE SI CONCEDA LA RESTITUZIONE DI TRIBUTI INDEBITAMENTE PERCEPITI A CONDIZIONI TALI DA CAUSARE L ' INDEBITO ARRICCHIMENTO DEGLI AVENTI DIRITTO . NULLA OSTA QUINDI , DAL PUNTO DI VISTA DEL DIRITTO COMUNITARIO A CHE I GIUDICI NAZIONALI TENGANO CONTO , CONFORMEMENTE AL PROPRIO DIRITTO INTERNO , DEL FATTO CHE TRIBUTI INDEBITAMENTE PERCEPITI ABBIANO POTUTO ESSERE INCORPORATI NEI PREZZI DELL ' IMPRESA ASSOGGETTATA AL TRIBUTO E TRASFERITI SUGLI ACQUIRENTI .   5 . IL SISTEMA DI GARANZIE COSI RISULTANTE , PER I SINGOLI , DALLA COMBINAZIONE DELL ' EFFICACIA DIRETTA DELLE DISPOSIZIONI DEL DIRITTO COMUNITARIO CON LE PARTICOLARITA DELLE LEGISLAZIONI NAZIONALI CHE , NEI     VARI STATI MEMBRI , DISCIPLINANO LE CONDIZIONI DI FORMA E DI SOSTANZA RELATIVE AL RECUPERO DI TRIBUTI NAZIONALI RISCOSSI IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO COMUNITARIO , NON PUO ESSERE CONSIDERATO INCOMPATIBILE CON LE DISPOSIZIONI DI DIRITTO COMUNITARIO RELATIVE ALLA CREAZIONE DI UN REGIME INTESO A GARANTIRE CHE LA CONCORRENZA NON SIA ALTERATA NEL MERCATO COMUNE .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 811/79 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , AI SENSI DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DALLA CORTE D ' APPELLO DI TORINO NELLA CAUSA DINANZI AD ESSA PENDENTE FRA  AMMINISTRAZIONE DELLE FINANZE DELLO STATO  E  ARIETE SPA , CON SEDE IN ROMA ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 12 E SEGUENTI ED 85 E SEGUENTI DEL TRATTATO CEE ,  

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA DEL 9 NOVEMBRE 1979 , PERVENUTA NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA IL 10 DICEMBRE SEGUENTE , LA CORTE D ' APPELLO DI TORINO , AI SENSI DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , HA CHIESTO ALLA CORTE DI RISOLVERE IN VIA PREGIUDIZIALE LA SEGUENTE QUESTIONE D ' INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO COMUNITARIO :  ' SE SIA COMPATIBILE CON LE NORME COMUNITARIE IN TEMA DI REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI LIBERA CONCORRENZA NELL ' AMBITO DELLA CEE LA RESTITUZIONE DI SOMME PERCEPITE DA UNO STATO MEMBRO A CARICO DI UN PRIVATO IMPORTATORE A TITOLO DI DETERMINATI DIRITTI DI IMPORTAZIONE , DIRITTI LA CUI CORRESPONSIONE SIA AVVENUTA PRIMA CHE ESSI , IN FORZA DELL ' EFFICACIA DIRETTA DELLE NORME COMUNITARIE SUL DIVIETO DI RISCUOTERE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE AI DAZI DOGANALI , SIANO STATI QUALIFICATI APPUNTO COME TASSE DI EFFETTO DOGANALE , E QUINDI DICHIARATI ILLEGITTIMI ' .        2 LA QUESTIONE E STATA POSTA IN OCCASIONE DI UNA CONTROVERSIA OPPONENTE L ' AMMINISTRAZIONE ITALIANA DELLE FINANZE ALLA DITTA ARIETE E CONCERNENTE L ' AZIONE GIUDIZIARIA INTENTATA DA QUEST ' ULTIMA PER OTTENERE LA RESTITUZIONE DI DIRITTI DI STATISTICA E DI DIRITTI DI VISITA SANITARIA VERSATI , PER IL PERIODO 1* FEBBRAIO 1968 - 26 FEBBRAIO 1972 , AL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE DI LATTE PROVENIENTE DALLA FRANCIA .    3 NON SI CONTESTA CHE I DIRITTI IN QUESTIONE COSTITUISCANO TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE A DAZI DOGANALI , NE CHE IL DIVIETO DI RISCUOTERLI NEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI RISULTI , CON EFFETTO DAL 1* NOVEMBRE 1964 , DAGLI ARTT . 12 , N . 1 , E 32 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 5 FEBBRAIO 1964 , N . 13 , RELATIVO ALLA GRADUALE ATTUAZIONE DI UN ' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEL LATTE E DEI PRODOTTI LATTIERO-CASEARI ( GU 1964 , PAG . 549 ), SOSTITUITO , CON EFFETTO DAL 29 LUGLIO 1968 , DAL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 804/68 , RELATIVO ALL ' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEL LATTE E DEI PRODOTTI LATTIERO-CASEARI ( GU 1968 , N . L 14 , PAG . 13 ).    4 DALL ' ORDINANZA DI RINVIO RISULTA CHE LA QUESTIONE DI CUI E INVESTITA LA CORTE RIGUARDA IN PARTICOLARE L ' IPOTESI IN CUI TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE A DAZI DOGANALI SIANO STATE , PER UN LUNGO PERIODO , VERSATE VOLONTARIAMENTE E SENZA RISERVE DAGLI OPERATORI ECONOMICI INTERESSATI , NELLA CONVINZIONE , COMUNE AD ESSI ED ALL ' AMMINISTRAZIONE NAZIONALE , CHE TALI IMPOSIZIONI NON FOSSERO CRITICABILI QUANTO ALLA COMPATIBILITA COL DIRITTO COMUNITARIO . L ' INCOMPATIBILITA SAREBBE APPARSA SOLO PIU TARDI E PROGRESSIVAMENTE , IN SEGUITO ALL ' INTERPRETAZIONE , DATA DALLA CORTE DI GIUSTIZIA , DELLA NOZIONE DI TASSA DI EFFETTO EQUIVALENTE A DAZIO DOGANALE , INTERPRETAZIONE CHE PORTAVA LA CORTE A RICONOSCERE , PER LA PRIMA VOLTA , CON SENTENZA 1* LUGLIO 1969 ( CAUSA 24/68 , COMMISSIONE C / REPUBBLICA ITALIANA , RACC . PAG . 193 ), TALE CARATTERE AI DIRITTI DI STATISTICA E , CON SENTENZA 14 DICEMBRE 1972 ( CAUSA 29/72 , MARIMEX C / AMMINISTRAZIONE DELLE FINANZE DELLO STATO , RACC . PAG . 1309 ), ALLE TASSE DI CONTROLLO SANITARIO .    5 SECONDO LA COSTANTE GIURISPRUDENZA DELLA CORTE , IL DIVIETO DI RISCUOTERE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE A DAZI DOGANALI , FONDATO SIA SULLA NORMA GENERALE DI CUI ALL ' ART . 13 DEL TRATTATO , CON EFFICACIA DAL 1* GENNAIO 1970 , CIOE DAL TERMINE DEL PERIODO TRANSITORIO , SIA SULLA DISPOSIZIONE SPECIALE DI CUI ALL ' ART . 12 DEL REGOLAMENTO N . 13/64 , CON EFFICACIA - PER QUANTO RIGUARDA I PRODOTTI OGGETTO DI TALE REGOLAMENTO - DAL 1* NOVEMBRE 1964 , PRODUCE EFFETTI DIRETTI     NELLE RELAZIONI FRA GLI STATI MEMBRI ED I SINGOLI NELL ' INTERA COMUNITA A PARTIRE DALLA DATA PREVISTA PER LA MESSA IN OPERA DELLE DISPOSIZIONI IN QUESTIONE . COME LA CORTE HA AFFERMATO NELLA SENTENZA 9 MARZO 1978 ( CAUSA 106/77 , AMMINISTRAZIONE DELLE FINANZE DELLO STATO C / SIMMENTHAL , RACC . PAG . 643 ), LE NORME DI DIRITTO COMUNITARIO DEVONO ESPLICARE LA PIENEZZA DEI LORO EFFETTI , IN MANIERA UNIFORME IN TUTTI GLI STATI MEMBRI , A PARTIRE DALLA LORO ENTRATA IN VIGORE E PER TUTTA LA DURATA DELLA LORO VALIDITA .    6 DEL RESTO , L ' INTERPRETAZIONE DI UNA NORMA DI DIRITTO COMUNITARIO DATA DALLA CORTE NELL ' ESERCIZIO DELLA COMPETENZA AD ESSA ATTRIBUITA DALL ' ART . 177 CHIARISCE E PRECISA , QUANDO VE NE SIA IL BISOGNO , IL SIGNIFICATO E LA PORTATA DELLA NORMA , QUALE DEVE , O AVREBBE DOVUTO , ESSERE INTESA ED APPLICATA DAL MOMENTO DELLA SUA ENTRATA IN VIGORE . NE RISULTA CHE LA NORMA COSI INTERPRETATA PUO , E DEVE , ESSERE APPLICATA DAL GIUDICE ANCHE A RAPPORTI GIURIDICI SORTI E COSTITUTI PRIMA DELLA SENTENZA INTERPRETATIVA , SE , PER IL RESTO , SONO SODDISFATTE LE CONDIZIONI CHE CONSENTONO DI PORTARE ALLA COGNIZIONE DEI GIUDICI COMPETENTI UNA CONTROVERSIA RELATIVA ALL ' APPLICAZIONE DI DETTA NORMA .    7 SOLTANTO IN VIA ECCEZIONALE LA CORTE DI GIUSTIZIA , COME HA ESSA STESSA RICONOSCIUTO NELLA SENTENZA 8 APRILE 1976 ( CAUSA 43/75 , DEFRENNE C / SABENA , RACC . PAG . 455 ), POTREBBE ESSERE INDOTTA , IN BASE AD UN PRINCIPIO GENERALE DI CERTEZZA DEL DIRITTO , INERENTE ALL ' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO , E TENUTO CONTO DEI GRAVI SCONVOLGIMENTI CHE LA SENTENZA POTREBBE PROVOCARE PER IL PASSATO NEI RAPPORTI GIURIDICI STABILITI IN BUONA FEDE , A LIMITARE LA POSSIBILITA DEGLI INTERESSATI DI FAR VALERE LA DISPOSIZIONE COSI INTERPRETATA PER RIMETTERE IN QUESTIONE TALI RAPPORTI GIURIDICI .    8 UNA LIMITAZIONE DEL GENERE PUO TUTTAVIA ESSERE AMMESSA SOLTANTO NELLA SENTENZA STESSA RELATIVA ALL ' INTERPRETAZIONE RICHIESTA . L ' ESIGENZA FONDAMENTALE DELL ' APPLICAZIONE UNIFORME E GENERALE DEL DIRITTO COMUNITARIO IMPLICA LA COMPETENZA ESCLUSIVA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA A DECIDERE SULLA DELIMITAZIONE TEMPORALE DEGLI EFFETTI DELL ' INTERPRETAZIONE DA ESSA DATA .        9 SI DEVE TUTTAVIA OSSERVARE CHE , QUALORA LA CONSEGUENZA DI UNA NORMA DI DIRITTO COMUNITARIO CONSISTA NEL DIVIETO , CON GLI EFFETTI E ALLE DATE SOPRA INDICATI , DI RISCUOTERE TASSE OD ONERI NAZIONALI , LA TUTELA DEI DIRITTI CHE L ' EFFICACIA DIRETTA DI TALE DIVIETO ATTRIBUISCE AI SINGOLI NON RICHIEDE NECESSARIAMENTE CHE LE CONDIZIONI DI FORMA E DI SOSTANZA , AL CUI RISPETTO SONO SUBORDINATI LA CONTESTAZIONE O IL RECUPERO DI DETTE TASSE NAZIONALI , MOLTO VARIE , SI ISPIRINO AD UN PRINCIPIO UNIFORME E COMUNE AGLI STATI MEMBRI .    10 DALL ' ESAME COMPARATIVO DEI SISTEMI NAZIONALI RISULTA CHE IL PROBLEMA DELLA CONTESTAZIONE DI TASSE ILLEGITTIMAMENTE PRETESE , O DELLA RESTITUZIONE DI TASSE INDEBITAMENTE PAGATE , E RISOLTO IN MODI DIVERSI NEI DIVERSI STATI MEMBRI E , PERSINO , ALL ' INTERNO DI UNO STESSO STATO , A SECONDA DEI DIVERSI TIPI DI IMPOSTE E DI TASSE IN QUESTIONE . IN DETERMINATI CASI , CONTESTAZIONI O RICHIESTE DEL GENERE SONO ASSOGGETTATE DALLA LEGGE A CONDIZIONI PRECISE DI FORMA E DI TERMINE , PER QUANTO RIGUARDA SIA I RECLAMI RIVOLTI ALL ' AMMINISTRAZIONE FISCALE , SIA I RICORSI GIURISDIZIONALI .    11 IN ALTRI CASI , I RICORSI DIRETTI AD OTTENERE IL RIMBORSO DI TASSE NON DOVUTE DEVONO ESSERE PROPOSTI DINANZI ALLE GIURISDIZIONI ORDINARIE , SOTTO LA FORMA , IN PARTICOLARE , DI AZIONI DI RESTITUZIONE DELL ' INDEBITO . TALE DIRITTO D ' AGIRE SI ESERCITA ENTRO TERMINI PIU O MENO LUNGHI , IN DETERMINATI CASI ENTRO IL TERMINE DI PRESCRIZIONE ORDINARIA , COSICCHE GLI STATI MEMBRI , IN CASO DI CONSTATAZIONE DELL ' INCOMPATIBILITA CON LE ESIGENZE DEL DIRITTO COMUNITARIO DI DISPOSIZIONI FISCALI NAZIONALI , POSSONO TROVARSI DI FRONTE AD UN RILEVANTE CUMULO DI RECLAMI .    12 DALLE SENTENZE DEL 16 DICEMBRE 1976 ( REWE E COMET , CAUSE 33 E 45/76 , RACC . PAG . 1989 E PAG . 2043 ) RISULTA CHE , SECONDO IL PRINCIPIO DELLA COLLABORAZIONE , ENUNCIATO DALL ' ART . 5 DEL TRATTATO CEE , E COMPITO DEI GIUDICI DEGLI STATI MEMBRI GARANTIRE LA TUTELA GIURISDIZIONALE SPETTANTE AI SINGOLI IN FORZA DELLE NORME DI DIRITTO COMUNITARIO AVENTI EFFICACIA DIRETTA . ALLO STATO ATTUALE DEL DIRITTO COMUNITARIO ED IN MANCANZA DI UNA NORMATIVA COMUNITARIA IN MATERIA DI CONTESTAZIONE O DI RECUPERO DI TASSE NAZIONALI PRETESE ILLEGITTIMAMENTE O RISCOSSE INDEBITAMENTE , E L ' ORDINAMENTO GIURIDICO INTERNO DI CIASCUNO STATO MEMBRO CHE DESIGNA IL GIUDICE COMPETENTE E STABILISCE LE MODALITA PROCEDURALI DELLE AZIONI GIUDIZIALI INTESE A GARANTIRE LA TUTELA DEI DIRITTI SPETTANTI     AI SINGOLI IN FORZA DELLE NORME COMUNITARIE AVENTI EFFICACIA DIRETTA , MODALITA CHE NON POSSONO , BENINTESO , ESSERE MENO FAVOREVOLI DI QUELLE RELATIVE AD ANALOGHE AZIONI DEL SISTEMA PROCESSUALE NAZIONALE , NE , IN ALCUN CASO , POSSONO ESSERE STRUTTURATE IN MODO DA RENDERE PRATICAMENTE IMPOSSIBILE L ' ESERCIZIO DEI DIRITTI CHE I GIUDICI NAZIONALI SONO TENUTI A TUTELARE .    13 E NECESSARIO PRECISARE IN PROPOSITO CHE LA TUTELA DEI DIRITTI GARANTITI IN MATERIA DALL ' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO NON ESIGE CHE SI CONCEDA LA RESTITUZIONE DI TASSE INDEBITAMENTE PERCEPITE A CONDIZIONI TALI DA CAUSARE UN INDEBITO ARRICCHIMENTO DEGLI AVENTI DIRITTO .    14 IL SISTEMA DI GARANZIE COSI RISULTANTE , PER I SINGOLI , DALLA COMBINAZIONE DELL ' EFFICACIA DIRETTA DELLE DISPOSIZIONI DEL DIRITTO COMUNITARIO CON LE PARTICOLARITA DELLE LEGISLAZIONI NAZIONALI , CHE , NEI DIVERSI STATI MEMBRI , DISCIPLINANO LE CONDIZIONI DI FORMA E DI SOSTANZA RELATIVE ALLA CONTESTAZIONE DI IMPOSIZIONI NAZIONALI OD AL RECUPERO DI QUELLE VERSATE INDEBITAMENTE , NON PUO ESSERE CONSIDERATO INCOMPATIBILE CON LE DISPOSIZIONI DI DIRITTO COMUNITARIO RELATIVE ALLA CREAZIONE DI UN REGIME INTESO A GARANTIRE CHE LA CONCORRENZA NON SIA FALSATA NEL MERCATO COMUNE .    15 DETTE DISPOSIZIONI SI CONCRETANO ESSENZIALMENTE , DA UN LATO , NELLE NORME APPLICABILI ALLE IMPRESE ( ARTT . 85-90 DEL TRATTATO ) E , DALL ' ALTRO , IN QUELLE RELATIVE AGLI AIUTI CONCESSI DAGLI STATI ( ARTT . 92-94 ). LE PRIME NON POSSONO TROVARE APPLICAZIONE NEI RAPPORTI FRA LE IMPRESE E LE AUTORITA FISCALI DEGLI STATI MEMBRI , NELL ' ESERCIZIO DA PARTE DI QUESTE ULTIME DEL LORO POTERE DI ISTITUIRE TRIBUTI . PER QUANTO RIGUARDA LE SECONDE , LA CORTE HA DICHIARATO , NELLA SENTENZA 27 MARZO 1980 ( CAUSA 61/79 , DENKAVIT ), CHE L ' OBBLIGO A CARICO DELL ' AMMINISTRAZIONE DI UNO STATO MEMBRO DI RESTITUIRE AI CONTRIBUENTI CHE NE FACCIANO DOMANDA TASSE OD ONERI NON DOVUTI POICHE INCOMPATIBILI COL DIRITTO COMUNITARIO NON COSTITUISCE AIUTO AI SENSI DELL ' ART . 92 DEL TRATTATO CEE .    16 SI DEVE INOLTRE NOTARE CHE , IN CIASCUNO STATO MEMBRO , TUTTI GLI OPERATORI ECONOMICI CHE ABBIANO INDEBITAMENTE CORRISPOSTO TASSE NAZIONALI INCOMPATIBILI COL DIRITTO COMUNITARIO SI TROVANO IN UNA SITUAZIONE DI PARITA RISPETTO ALLA POSSIBILITA DI FAR VALERE I PROPRI DIRITTI , COSICCHE NON SI PUO PARLARE , A QUESTO     RIGUARDO , DI DISTORSIONI DELLA CONCORRENZA . E PER CONTRO ESATTO CHE TALI POSSIBILITA DIFFERISCONO DA UNO STATO MEMBRO ALL ' ALTRO A SECONDA DELLE PARTICOLARITA DELLE LEGISLAZIONI NAZIONALI . DIFFERENZE DEL GENERE , SOPRATTUTTO QUANDO SI TRATTA DELLE NORME RELATIVE ALLA CONTESTAZIONE DI IMPOSIZIONI NAZIONALI , NON POSSONO ESSERE CONSIDERATE DISCRIMINATORIE , NE , A FORTIORI , TALI DA FALSARE LA CONCORRENZA , SE , COME E STATO SOPRA PRECISATO , LA LEGISLAZIONE NAZIONALE E APPLICATA IN MODO NON DISCRIMINATORIO RIGUARDO ALLE PROCEDURE TENDENTI ALLA SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE DELLO STESSO GENERE , MA PURAMENTE NAZIONALI , E SE , A CAUSA DELLE MODALITA PROCEDURALI , L ' ESERCIZIO DEI DIRITTI ATTRIBUITI DALLE NORME COMUNITARIE NON DIVIENE PRATICAMENTE IMPOSSIBILE .    17 SI DEVE QUINDI RISOLVERE LA QUESTIONE POSTA DALLA CORTE D ' APPELLO DI TORINO NEL SENSO CHE SPETTA ALL ' ORDINAMENTO GIURIDICO DI CIASCUNO STATO MEMBRO DETERMINARE A QUALI CONDIZIONI I CONTRIBUENTI POSSONO CONTESTARE LE IMPOSIZIONI RISCOSSE INDEBITAMENTE , POICHE INCOMPATIBILI COL DIRITTO COMUNITARIO , O RECLAMARNE IL RIMBORSO , PURCHE TALI CONDIZIONI NON SIANO MENO FAVOREVOLI DI QUELLE RELATIVE AD ANALOGHI RICORSI DI NATURA INTERNA E NON RENDANO PRATICAMENTE IMPOSSIBILE L ' ESERCIZIO DEI DIRITTI ATTRIBUITI DALL ' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO . NULLA IMPEDISCE , DAL PUNTO DI VISTA DEL DIRITTO COMUNITARIO , CHE I GIUDICI NAZIONALI TENGANO CONTO , CONFORMEMENTE AL PROPRIO DIRITTO INTERNO , DEL FATTO CHE TASSE INDEBITAMENTE PERCEPITE ABBIANO POTUTO ESSERE INCORPORATE NEI PREZZI DELL ' IMPRESA ASSOGGETTATA ALLA TASSA E TRASFERITE SUGLI ACQUIRENTI . L ' ESERCIZIO DI TALI AZIONI DI RECUPERO NON E CONTRARIO ALLE DISPOSIZIONI DEL DIRITTO COMUNITARIO RELATIVE ALLA CREAZIONE DI UN REGIME INTESO A GARANTIRE CHE LA CONCORRENZA NON SIA FALSATA NEL MERCATO COMUNE .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  18 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO ITALIANO E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE .   NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE , IL PRESENTE PROCEDIMENTO RIVESTE IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , CUI SPETTA STATUIRE SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ( TERZA SEZIONE ),   PRONUNZIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DALLA CORTE D ' APPELLO DI TORINO CON ORDINANZA DEL 9 NOVEMBRE 1979 , DICHIARA :   SPETTA ALL ' ORDINAMENTO GIURIDICO DI CIASCUNO STATO MEMBRO DETERMINARE A QUALI CONDIZIONI I CONTRIBUENTI POSSONO CONTESTARE LE IMPOSIZIONI RISCOSSE INDEBITAMENTE , POICHE INCOMPATIBILI COL DIRITTO COMUNITARIO , O RECLAMARNE IL RIMBORSO , PURCHE TALI CONDIZIONI NON SIANO MENO FAVOREVOLI DI QUELLE RELATIVE AD ANALOGHI RICORSI DI NATURA INTERNA E NON RENDANO PRATICAMENTE IMPOSSIBILE L ' ESERCIZIO DEI DIRITTI ATTRIBUITI DALL ' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO . NULLA IMPEDISCE , DAL PUNTO DI VISTA DEL DIRITTO COMUNITARIO , CHE I GIUDICI NAZIONALI TENGANO CONTO , CONFORMEMENTE AL PROPRIO DIRITTO INTERNO , DEL FATTO CHE TASSE INDEBITAMENTE PERCEPITE ABBIANO POTUTO ESSERE INCORPORATE NEI PREZZI DELL ' IMPRESA ASSOGGETTATA ALLA TASSA E TRASFERITE SUGLI ACQUIRENTI . L ' ESERCIZIO DI TALI AZIONI DI RECUPERO NON E CONTRARIO ALLE DISPOSIZIONI DEL DIRITTO COMUNITARIO RELATIVE ALLA CREAZIONE DI UN REGIME INTESO A GARANTIRE CHE LA CONCORRENZA NON SIA FALSATA NEL MERCATO COMUNE .