CELEX: 21987A0804(02)
Language: it
Date: 1986-07-01 00:00:00
Title: Accordo internazionale sull'olio di oliva e sulle olive da tavola, 1986

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21987A0804(02)

Accordo internazionale sull'olio di oliva e sulle olive da tavola, 1986  

Gazzetta ufficiale n. L 214 del 04/08/1987 pag. 0002 - 0020 edizione speciale finlandese: capitolo 3 tomo 24 pag. 0040  edizione speciale svedese/ capitolo 3 tomo 24 pag. 0040 

ACCORDO INTERNAZIONALE SULL'OLIO DI OLIVA E SULLE OLIVE DA TAVOLA, 1986 PREAMBOLO LE PARTI DEL PRESENTE ACCORDO,  RICORDANDO che la coltura dell'olivo:  - è una coltura indispensabile al mantenimento e alla conservazione dei suoli, che permette di valorizzare terreni che non consentono di piantare altre colture e che, anche in condizioni estensive di sfruttamento, che rappresentano l'essenziale della  produzione attuale, reagisce in maniera favorevole a qualsiasi miglioramento colturale,  - è una coltura da frutto perenne che permette un rendimento degli investimenti ad essa dedicati con tecniche appropriate,  SOTTOLINEANDO che da questa coltura dipende l'esistenza e il livello di vita di milioni di famiglie che a loro volta dipendono completamente dalle misure prese per mantenere e sviluppare il consumo dei suoi prodotti, tanto negli stessi paesi produttori,  quanto nei paesi consumatori non produttori,  RICORDANDO che l'olio d'oliva e le olive da tavola sono prodotti di base essenziali nelle regioni ove detta coltura esiste,  RICORDANDO che la caratteristica essenziale della produzione di olive consiste nell'irregolarità dei raccolti e dell'approvvigionamento del mercato, che si risolve in fluttuazioni nel valore della produzione, nell'instabilità dei prezzi e dei proventi  dell'esportazione, così come in considerevoli variazioni nel reddito dei produttori,  RICORDANDO che ne derivano particolari difficoltà che possono danneggiare gravemente gli interessi dei produttori e dei consumatori e compromettere le politiche generali d'espansione economica nei paesi delle regioni ove la coltura dell'olivo esiste,  SOTTOLINEANDO, a tal proposito, la grandissima importanza della produzione oleicola nell'economia di numerosi paesi e segnatamente dei paesi oleicoli in via di sviluppo,  RICORDANDO che le misure da prendere, tenuto conto degli aspetti molto particolari della coltura dell'olivo e del mercato dei suoi prodotti, superano il quadro nazionale e che è indispensabile un'azione internazionale,  CONSIDERANDO l'accordo internazionale sull'olio di oliva 1956, modificato dal protocollo del 3 aprile 1958, nonché l'accordo internazionale sull'olio d'oliva, 1963, piú volte ricondotto ed emendato e l'accordo internazionale sull'olio di oliva, 1979,  CONSIDERANDO che l'accordo del 1979 scadrà il 31 dicembre 1986,  STIMANDO ch'è essenziale proseguire, sviluppandola, l'opera intrapresa nel quadro di detti accordi e che è auspicabile concludere un nuovo accordo,  HANNO DECISO QUANTO SEGUE:   CAPITOLO I OBIETTIVI GENERALI Articolo 1 Obiettivi generali Gli obiettivi dell'accordo internazionale sull'olio di oliva e sulle olive de tavola (appresso denominato «il presente accordo»), che tengono conto delle disposizioni delle risoluzioni 93 (IV), 124 (V) e 155 (VI), adottate dalla conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e sullo sviluppo, sono i seguenti:  1.  in materia di cooperazione internazionale e di concertazione:  a)  favorire la cooperazione internazionale per lo sviluppo integrato dell'economia oleicola mondiale;  b)  mantenere condizioni di lavoro eque in tutte le attività oleicole o derivate dall'olivicoltura per elevare i livelli di vita delle popolazioni;  c)  favorire il coordinamento delle politiche di produzione, di industrializzazione e di commercializzazione dell'olio d'oliva, degli oli di sansa di oliva e delle olive da tavola e l'organizzazione del mercato di questi prodotti;  d)  studiare e facilitare l'applicazione delle misure necessarie per ciò che concerne gli altri prodotti dell'olivo;  e)  proseguire, sviluppandola, l'opera intrapresa nel quadro degli anteriori accordi internazionali sull'olio di oliva;  2.  in materia di ammodernamento dell'olivicoltura e dell'elaiotecnica:  a)  incoraggiare la ricerca-sviluppo per difinire le tecniche suscettibili:  vi) di rimodernare, attraverso la programmazione tecnica e scientifica, la coltura dell'olivo e l'industria dei prodotti oleicoli;  Iii) di migliorare la qualità delle produzioni di questa coltura;  iii) di ridurre il prezzo di costo dei prodotti ottenuti, in particolare dell'olio di oliva, per migliorare la posizione di quest'olio nel complesso del mercato degli oli vegetali fluidi alimentari;  iv) di migliorare la situazione dell'industria olearia nei suoi rapporti con l'ambiente, secondo le raccomandazioni della conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente, per rimediare ai possibili danni;  b)  favorire il trasferimento di tecnologia e le azioni di formazione nel campo oleicolo;  3.  in materia di espansione degli scambi internazionali dei prodotti oleicoli:  a)  facilitare lo studio e l'applicazione di misure tendenti all'espansione degli scambi internazionali dei prodotti oleicoli per accrescere le risorse che i paesi produttori e, più particolarmente, i paesi produttori in via di sviluppo, traggono dalle  loro esportazioni, e per permettere l'accelerazione della loro crescita economica e del loro sviluppo sociale, tenendo contemporaneamente conto degli interessi dei consumatori;  b)  adottare ogni opportuna misura tendente a sviluppare il consumo dell'olio di oliva e delle olive da tavola;  c)  prevenire e, all'occorrenza, combattere ogni pratica di concorrenza sleale nel commercio internazionale dell'olio di oliva, degli oli di sanza di oliva e delle olive da tavola e garantire la consegna di una merce conforme in tutto alle regole e norme internazionali adottate in materia;  d)  migliorare l'accesso ai mercati e la sicurezza degli approvvigionamenti, così come le strutture dei mercati e i sistemi di commercializzazione, di distribuzione e di trasporto;  e)  intraprendere ogni azione e misura suscettibile di dar risalto ai valori biologici dell'olio di oliva e delle olive da tavola;  4.  in materia di normalizzazione del commercio internazionale dei prodotti oleicoli:  a)  facilitare lo studio e l'applicazione di misure tendenti alla realizzazione di un equilibrio tra la produzione e il consumo;  b)  facilitare lo studio e l'applicazione di misure tendenti all'armonizzazione delle legislazioni nazionali riferentisi, in particolare, alla commercializzazione dell'olio di oliva e delle olive da tavola;  c)  ridurre gli inconvenienti che dipendono dalle fluttuazioni delle disponibilità sul mercato, particolarmente per:  Ii) evitare le eccessive fluttuazioni dei prezzi, che devono situarsi a livelli rimunerativi e giusti per i produttori ed equi per i consumatori;  ii) garantire condizioni che permettano un armonioso sviluppo della produzione, del consumo e degli scambi internazionali, tenuto conto delle loro interrelazioni;  d)  migliorare le procedure d'informazione e di consultazione che permettano, tra l'altro, la realizzazione di una miglior trasparenza del mercato dell'olio d'oliva, degli oli di sansa di oliva e delle olive da tavola.  CAPITOLO II DEFINIZIONI Articolo 2 Definizioni Ai fini del presente accordo:  1.  il termine «consiglio» designa il consiglio oleicolo internazionale di cui al paragrafo 1 dell'articolo 3;  2.  il termine «membro» designa una parte del presente accordo;  3.  l'espressione «membro principalmente produttore» de- signa qualsiasi membro la cui produzione di olio di oliva e quella di olive da tavola, convertita in equivalente di olio di oliva con un coefficiente di conversione del 20 %, siano state, durante le campagne oleicole e le campagne delle olive da tavola dal 1980/1981 al 1983/1984 comprese, superiori alle sue importazioni durante gli anni civili dal 1981 al 1984  compresi;  4.  l'espressione «membro principalmente importatore» designa qualsiasi membro la cui produzione di olio di oliva e quella di olive da tavola, convertita in equivalente di olio di oliva con un coefficiente di conversione del 20 %, siano state, durante  le campagne oleicole e le campagne delle olive da tavola dal 1980/1981 al 1983/1984 comprese, inferiori alle sue importazioni durante gli anni civili dal 1981 al 1984 compresi, o per il quale non sia stata registrata nessuna di queste produzioni durante queste stesse campagne;  5.  l'espressione «campagna oleicola» designa il periodo che va dal 1g novembre di ogni anno al 31 ottobre dell'anno seguente;  6.  l'espressione «campagne delle olive da tavola» designa il periodo che va dal 1g settembre di ogni anno al 31 agosto dell'anno seguente;  7.  l'espressione «prodotti oleicoli» designa particolarmente gli oli di oliva, le olive da tavola e gli oli di sansa di oliva PRIMA PARTE DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI CAPITOLO III CONSIGLIO OLEICOLO INTERNAZIONALE Articolo 3 Istituzione, sede e struttura del consiglio oleicolo internazionale 1.  Il consiglio oleicolo internazionale, creato per garantire l'attuazione del presente accordo e controllarne l'applicazione, ha la composizione, i poteri e le funzioni definiti nel presente accordo.  2.  Il consiglio ha sede in Madrid, a meno che non decida altrimenti.  3.  Il consiglio esercita le sue funzioni direttamente e/o attraverso i comitati e sottocomitati di cui all'articolo 7, nonché la segreteria esecutiva, composta dal suo direttore esecutivo, dai suoi alti funzionari e dal suo personale.  Articolo 4 Composizione del consiglio 1.  Ciascuna parte del presente accordo è membro del consiglio.  2.  Si istituiscono due categorie di membri, ossia:  a)  i membri principalmente produttori, e b)  i membri principalmente importatori.  3.  Ciascun membro ha un rappresentante al consiglio e, so lo desidera, uno o più supplenti. Ogni membro può associare al suo rappresentante o ai suoi supplenti uno o più consiglieri.  Articolo 5 Partecipazione di organizzazioni intergovernative Ogni menzione, nel presente accordo, di un «governo» o di «governi» vale anche per la Comunità economica europea e per ogni altra organizzazione intergovernativa con responsabilità nella negoziazione, conclusione e applicazione di accordi  internazionali, in particolare di accordi sui prodotti di base. Di conseguenza, ogni menzione, nel presente accordo, della firma, della ratifica, dell'accettazione o dell'approvazione o della notificazione di applicazione provvisoria, o dell'adesione è,  nel caso di queste organizzazioni intergovernative, considerata valida anche per la firma, la ratifica, l'accettazione o l'approvazione, o per la notificazione di applicazione provvisoria, o per l'adesione, da parte di queste organizzazioni  intergovernative.  Articolo 6 Privilegi e immunità 1.  Il consiglio ha personalità giuridica. Può, in particolare, stipulare contratti, acquistare e cedere beni mobili e immobili e stare in giudizio.  2.  Sul territorio di ciascun membro, per quanto permesso dalla legislazione di questo membro, il consiglio gode della capacità giuridica necessaria all'esercizio delle funzioni che il presente accordo gli conferisce.  3.  Dall'entrata in vigore del presente accordo, il governo del paese di sede conclude con il consiglio un accordo che conceda a questo le condizioni dei poteri, privilegi e immunità simili a quelle concesse dal paese ospite alle organizzazioni  internazionali. Frattanto resta in vigore la convenzione di sede tra il governo di Spagna e il consiglio firmato il 2 luglio 1962.  4.  Per quanto permesso dalla sua legislazione, il governo dello Stato in cui si trova la sede del consiglio esenta da imposte gli stipendi da questo pagati al suo personale e gli averi, redditi e altri beni del consiglio.  5.  Il consiglio può concludere con uno o più membri accordi sui privilegi e immunità che possano essere necessari alla buona applicazione del presente accordo.  6.  Se la sede del consiglio è trasferita in un paese che è membro dell'accordo, questo membro conclude il più presto possibile con il consiglio un accordo sullo statuto, i privilegi e le immunità del consiglio, del suo direttore esecutivo, dei suoi  alti funzionari, del suo personale e dei suoi esperti, nonché dei rappresentanti dei membri che si trovano in questo paese per esercitare le loro funzioni.  7.  A meno che non siano prese altre disposizioni di ordine fiscale in virtù dell'accordo contemplato nel paragrafo 6 e in attesa della conclusione di quest'accordo, il nuovo membro ospite:  a)  esenta da qualsiasi imposta gli emolumenti pagati dal consiglio al suo personale;  b)  esonera da qualsiasi imposta gli averi, i redditi e gli altri beni del consiglio.  8.  Se la sede del consiglio è trasferita in un paese che non è membro dell'accordo, il consiglio deve, prima del trasferimento, ottenere dal governo di questo paese una garanzia scritta che attesti:  a)  che concluderà il più presto possibile con il consiglio un accordo come quello di cui al paragrafo 6, e b)  che in attesa della conclusione di tale accordo concederà le esenzioni previste nel paragrafo 7.  9.  Il consiglio si sforza di concludere, prima del trasferimento della sede, l'accordo di cui al paragrafo 6 con il governo del paese nel quale deve essere trasferita la sede del consiglio.  Articolo 7 Poteri e funzioni del consiglio 1.  Il consiglio esercita tutti i poteri e deve compiere, o vegliare al compimento, di tutte le funzioni necessarie all'esecuzione delle disposizioni del presente accordo.  2.  Il consiglio è incaricato di promuovere qualsiasi azione tendente a uno sviluppo armonioso dell'economia oleicola mondiale con ogni mezzo e incoraggiamento in suo potere nei campi della produzione, del consumo e degli scambi internazionali, tenuto conto delle loro interrelazioni.  3.  Il consiglio è autorizzato ad intraprendere o a far intraprendere studi od altri lavori, specialmente la ricerca di particolareggiate informazioni concernenti un aiuto speciale, sotto diverse forme, alle attività oleicole, allo scopo di formulare  ogni raccomandazione e suggerimento che stimi idonei per raggiungere gli obiettivi generali enumerati nell'articolo primo. Tutti questi studi e lavori devono riferirsi in particolare al massimo numero possibile di paesi o gruppi di paesi e tener conto  delle condizioni generali, sociali ed economiche, dei paesi interessati.  4.  Il consiglio stabilisce le procedure secondo le quali i membri l'informano delle conclusioni alle quali li ha portati l'esame delle raccomandazioni e dei suggerimenti derivanti dall'esecuzione del presente accordo.  5.  Il consiglio stabilisce un regolamento interno conforme alle disposizioni del presente accordo. Tiene aggiornata la documentazione che gli è necessaria per compiere le funzioni che gli sono devolute dal presente accordo, ed ogni altra documentazione  che stimi auspicabile. In caso di conflitto tra il regolamento interno così adottato e le disposizioni del presente accordo, questo prevale.  6.  Il consiglio stabilisce, prepara e pubblica tutti i rapporti, studi ed altri documenti che può stimare utili e necessari.  7.  Il consiglio pubblica, almeno una volta l'anno, un rapporto sulle sue attività e sul funzionamento del presente accordo.  8.  Il consiglio può nominare i comitati e i sottocomitati che stimi utili per assisterlo nell'esercizio delle funzioni che gli conferisce il presente accordo.  9.  Le disposizioni finanziarie concernenti l'esercizio dei poteri del consiglio sono enunciate nella seconda parte del presente accordo. Il consiglio non ha il potere di chiedere prestiti.  Articolo 8 Presidente e vicepresidente del consiglio 1.  Il consiglio elegge, fra le delegazioni dei membri, un presidente che rimane in carica durante una campagna oleicola. Nel caso in cui il presidente sia un rappresentante, il suo diritto di partecipazione alle decisioni del consiglio è esercitato da  un altro membro della sua delegazione. Il presidente non è retribuito.  2.  Il consiglio elegge anche, fra le delegazioni dei membri, un vicepresidente. Se il vicepresidente è un rappresentante,  esercita il suo diritto di partecipazione alle decisioni del consiglio eccetto quando assume le funzioni di presidente, nel qual caso delega questo diritto ad un altro membro della sua delegazione. Il vicepresidente rimane in carica durante una campagne  oleicola e non è retribuito.  3.  In caso di assenza temporanea simultanea del presidente e del vicepresidente, o in caso di assenza permanente di uno o dell'altro o di tutti e due, il consiglio può eleggere, tra le delegazioni dei membri, nuovi titolari di queste cariche,  temporanei o permanenti secondo il caso.  Articolo 9 Sessioni del Consiglio 1.  Il consiglio si riunisce nella sua sede, a meno che non decida altrimenti. Se, su invito di un membro, il consiglio decide di riunirsi fuori della sede, le spese supplementari che ne risultino per il bilancio del consiglio sono a carico di questo  membro.  2.  Il consiglio si riunisce almeno due volte l'anno, in primavera e in autunno.  3.  Il consiglio può essere convocato in ogni momento a discrezione del suo presidente. Questi convoca ugualmente il consiglio se viene richiesto da uno o più membri.  4.  Le convocazioni alle sessioni di cui al paragrafo 2 devono essere spedite almeno 45 giorni prima della data della prima seduta di ciascuna d'esse. Le convocazioni alle sessioni di cui al paragrafo 3 devono essere inviate almeno 15 giorni prima della  data della prima seduta di ciascuna d'esse.  Articolo 10 Quota di partecipazione  1.  La quota di partecipazione di ciascun membro è determinata prendendo come base il risultato della formula seguente:  q = p1 + i1 + p2 + i2 +5 ove:  - q indica il dato sul quale si basa il consiglio per determinare la quota di partecipazione;  - p1 indica, in migliaia di tonnellata metriche, la media annua di produzione d'olio d'oliva durante le campagne oleicole dal 1980/1981 al 1983/1984, non contando la frazione di migliaia di tonnellate metriche superiore al numero intero;  - i1 indica, in migliaia di tonnellate metriche, la media annua dalle importazioni nette d'olio d'oliva durante gli anni civili dal 1981 al 1984, non contando la frazione di migliaia di tonnellate metriche superiore al numero intero;  - p2 indica, in migliaia di tonnellate metriche, la media annua di produzione di olive da tavola, convertita in equivalente di olio di oliva con un coefficiente di conversione dal 20 %, durante le campagne dal 1980/1981 al 1983/1984, non contando la  frazione di migliaia di tonnellate metriche superiore al numero intero;  - i2 indica, in migliaia di tonnellate metriche, la media annua delle importazioni nette di olive da tavola, convertite in equivalente di olio di oliva con un coefficiente di conversione del 20 %, durante gli anni civili dal 1981 al 1984, non contando  la frazione di migliaia di tonnellate metriche superiore al numero intero;  - 5 indica il dato di base assegnato a ciascun membro in ciascuno dei gruppi di membri.  2.  Le quote di partecipazione determinate sulla base del paragrafo 1 del presente articolo sono oggetto dell'allegato A al presente accordo. Il consiglio potrà, all'occorrenza, rivedere le quote precitate in funzione della partecipazione all'accordo.   Articolo 11 Decisioni del consiglio 1.  Salvo disposizione contraria del presente accordo, le decisioni del consiglio sono prese per consenso dei membri.  2.  Qualsiasi membro che non abbia partecipato alla sessione nel corso della quale sarà stata presa una decisione sarà invitato a comunicare la sua posizione nei confronti di questa decisione nei 30 giorni successivi alla fine della sessione. L'assenza  di risposta nel termine succitato sarà interpretata come un allineamento della posizione del membro in questione con la decisione adottata.  3.  Qualsiasi membro può autorizzare il rappresentante di un altro membro a rappresentare i suoi interessi e ad esercitare il suo diritto di partecipazione alle decisioni del consiglio ad una o piú riunioni del consiglio. Un attestato di questa  autorizzazione deve essere comunicato al consiglio ed essere da questo considerato soddisfacente.  4.  Il rappresentante di un membro può rappresentare gli interessi ed esercitare il diritto di partecipazione alle decisioni del consiglio di un solo altro membro.  5.  Il consiglio può prendere decisioni, senza tenere sessione, con uno scambio di corrispondenza tra il presidente e i membri, con riserva che nessun membro faccia obiezione a tale procedura. Ogni decisione così presa è comunicata dalla segreteria  esecutiva il piú rapidamente possibile a tutti i membri ed è riportata nel processo verbale della successiva sessione del consiglio.  Articolo 12 Cooperazione con altre organizzazioni 1.  Il consiglio prende ogni opportuna disposizione per consultazione o cooperazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite e suoi organi, in particolare con l'UNCTAD e il PNUD e con la FAO e con le altre istituzioni specializzate dell'Organizzazione  delle Nazioni Unite e organizzazioni intergovernative, governative e non governative appro- priate.  2.  Il consiglio, considerato il ruolo particolare assolto dall'UNCTAD nel commercio internazionale dei prodotti di base, la tiene, secondo convenga, al corrente delle sue attività e dei suoi programmi di lavoro.  Articolo 13 Relazioni con il fondo comune per i prodotti di base Quando il fondo comune entrerà in attività, il consiglio trarrà pienamente partito dalle facilità del secondo conto di detto fondo comune, in conformità dei principi enunciati nell'accordo sulla creazione del fondo per i prodotti di base.  Articolo 14 Ammissione di osservatori 1.  Qualsiasi membro o membro osservatore dell'Organizzazione delle Nazioni Unite o di una delle sue istituzioni specializzate, non parte del presente accordo, o qualsiasi organizzazione di cui al paragrafo 1 dell'articolo 12 può assistere, come  osservatore, a una qualsiasi delle sessioni del consiglio, dopo accordo di quest'ultimo.  2.  Il consiglio può, su domanda di uno dei suoi membri, decidere di tenere una qualsiasi delle sue riunioni senza osservatori.  Articolo 15 Quorum per le sessioni del consiglio 1.  Il quorum richiesto per qualsiasi sessione del consiglio è costituito della presenza dei rappresentanti della maggioranza dei membri detentori di almeno il 90% del totale delle quote di partecipazione assegnate ai membri.  2.  Se questo quorum non è raggiunto, la sessione è rinviata a 24 ore dopo e il quorum richiesto è costituito dalla presenza dei rappresentanti dei membri detentori di almeno l'85 % del totale delle quote di partecipazione assegnate ai membri.  CAPITOLO IV SEGRETERIA ESECUTIVA Articolo 16 Segreteria esecutiva 1.  Il consiglio dispone di una segreteria esecutiva composta da un direttore esecutivo, dagli alti funzionari come definiti nel regolamento interno stabilito dal consiglio e dal personale necessario alla realizzazione dei compiti derivanti dal presente  accordo.  2.  Il consiglio nomina il direttore esecutivo e fissa le condizioni della sua assunzione tenendo conto di quelle dei funzionari omologhi di organizzazioni intergovernative similari.  3.  Il direttore esecutivo è il più alto funzionario del consiglio; è responsabile dell'esecuzione dei compiti che gli incombono dall'applicazione del presente accordo.  4.  Il consiglio, dopo aver consultato il direttore esecutivo, nomina anche gli alti funzionari del consiglio. Determina le loro condizioni di assunzione tenendo conto di quelle dei funzionari omologhi di organizzazioni intergovernative similari.  5.  Il direttore esecutivo nomina il personale conformemente al regolamento interno stabilito dal consiglio. Stabilendo questo regolamento, il consiglio tiene conto di quelli applicabili al personale di organizzazioni internazionali similari.  6.  Il direttore esecutivo, gli alti funzionari e gli altri membri del personale non devono esercitare nessuna attività lucrativa in nessuno dei vari rami del settore oleicolo.  7.  Nel compimento dei loro doveri ai termini del presente accordo, il direttore esecutivo, gli alti funzionari e il personale non chiedono, né accettano istruzioni da nessun membro, né da nessuna autorità esterna al consiglio. Si astengono da qualsiasi  atto incompatibile con il loro stato di funzionari internazionali responsabili soltanto verso il consiglio. Ciascun membro deve rispettare il carattere esclusivamente internazionale delle funzioni del direttore esecutivo, degli alti funzionari e del  personale e non cercare di influire nell'esecuzione dei loro compiti.  4. 8. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee SECONDA PARTE DISPOSIZIONI FINANZIARIE CAPITOLO V BILANCIO AMMINISTRATIVO Articolo 17 Costituzione e amministrazione 1.  Le spese necessarie all'amministrazione del presente accordo e alla realizzazione dei programmi di cooperazione tecnica oleicola in esso previsti sono imputate al bilancio amministrativo. La dotazione per la realizzazione dei programmi di  cooperazione tecnica oleicola, che deve essere iscritta in un capitolo individualizzato del bilancio amministrativo, è fissata annualmente in 300 000 dollari degli Stati Uniti di America.  2.  L'ammontare precitato può essere aumentato dal consiglio a condizione che la contribuzione di nessun membro sia aumentata senza il suo consenso.  3.  La quota di ciascun membro al bilancio amministrativo, per ogni anno civile, è proporzionale alla quota di cui dispone quando si adotta il bilancio per tale anno civile.  4.  Le spese delle delegazioni al consiglio sono a carico dei membri interessati.  5.  Nel corso della sua prima sessione, il consiglio adotta un bilancio amministrativo per il primo anno civile e determina l'importo della quota che ciascun membro deve pagare. In seguito, ogni anno, nel corso della sessione di autunno il consiglio  adotta il suo bilancio amministrativo per l'anno civile seguente e determina l'importo della quota che ogni membro deve pagare per detto anno civile.  6.  La quota iniziale di ogni membro che diviene parte del presente accordo dopo la sua entrata in vigore è fissata dal consiglio in funzione della quota assegnata a questo membro e della frazione dell'anno restante. Tuttavia, non sono modificate le  quote fissate per gli altri membri per l'anno civile in corso.  7.  Le quote previste nel presente articolo sono esigibili il primo giorno dell'anno civile per il quale sono state fissate. Sono determinate in dollari USA e pagabili in questa moneta o nel loro equivalente in un'altra moneta liberamente convertibile.   8.  Se un membro non paga interamente la sua quota al bilancio amministrativo entro sei mesi dall'inizio dell'anno civile, il direttore l'invita ad eseguire il pagamento il piú presto possibile. Se il membro di cui trattasi non regola la sua quota nei tre mesi successivi al termine succitato vien sospeso l'esercizio del suo diritto di partecipazione alle decisioni  del consiglio, come anche l'accesso alle funzioni elettive nel consiglio e nei suoi comitati e sottocomitati, fino all'intero pagamento della quota. Tuttavia, a meno che non lo decida il consiglio, non è né privato di nessuno dei suoi altri diritti, né  esonerato da nessuno dei suoi obblighi derivanti dal presente accordo. Nessuna decisione del consiglio può liberarlo dai suoi obblighi finanziari derivanti dal presente accordo.  9.  Qualsiasi membro che cessi di essere parte del presente accordo a causa del suo ritiro, della sua esclusione o di qualsiasi altra ragione durante la durata del presente accordo è tenuto ad eseguire i versamenti che doveva al consiglio e a rispettare  tutti gli impegni assunti anteriormente alla data in cui cessa di essere parte del presente accordo. Questo membro non può pretendere nessuna parte della liquidazione degli attivi del consiglio alla scadenza del presente accordo.  10.  Nel corso della prima sessione di ogni anno civile, i conti finanziari del consiglio, concernenti l'anno civile precedente, certificati da un revisore indipendente, sono presentati al consiglio per approvazione e pubblicazione.  11.  In caso di scioglimento, e prima d'esso, il consiglio prende le misure stipulate nell'articolo 60 del presente accordo.  CAPITOLO VI FINANZIAMENTO DEI PROGRAMMI DI COOPERAZIONE TECNICA OLEICOLA Articolo 18 Fonti di finanziamento e amministrazione 1.  I programmi di attività contemplati nella quarta parte del presente accordo sono realizzati con le fonti di finanziamento indicate nel paragrafo 2 del presente articolo.  2.  Le fonti di finanziamento sono le seguenti:  a)  la dotazione del bilancio amministrativo fissato per la realizzazione dei programmi di cooperazione tecnica oleicola;  b)  le istituzioni intergovernative, governative e non governative;  c)  le contribuzioni volontarie e i doni.  3.  Il consiglio può ricevere contribuzioni volontarie e doni, in monete liberamente convertibili o in monete nazionali, per sostenere azioni da realizzare nel paese donante.  4.  Il consiglio può anche ricevere contribuzioni supplementari in altre forme, compreso sotto forma di servizi, di materiale e/o di personale scientifico e tecnico che può rispondere ai bisogni dei programmi approvati.  5.  Parimenti, il consiglio, nel quadro dello sviluppo della cooperazione internazionale, cerca di procurarsi i concorsi finanziari e/o tecnici indispensabili suscettibili di essere ottenuti dagli organismi internazionali, regionali o nazionali  qualificati, finanziari o altri.  6.  Le somme previste al paragrafo 1 del presente articolo non utilizzate nel corso di un anno civile potranno essere riportate negli anni civili seguenti e non potranno, in nessun caso, essere stornate ad altri capitoli del bilancio amministrativo.  7.  Il consiglio, nella sua sessione di autunno, fissa il programma della cooperazione tecnica oleicola da realizzare e/o da proseguire durante l'anno civile seguente.  8.  Le decisioni relative alla gestione delle somme provenienti dalle fonti di finanziamento previste al paragrafo 2 del presente articolo sono prese secondo le disposizioni enun- ciate nell'articolo 11.  9.  Alla scadenza del presente accordo, a meno che non sia prorogato, ricondotto o rinnovato, le somme non utilizzate saranno rimborsate ai membri pro-rata del totale delle loro contribuzioni durante la durata del presente accordo.  CAPITOLO VII FONDO DI PROPAGANDA Articolo 19 Costituzione del fondo 1.  I membri principalmente produttori si impegnano a mettere a disposizione del consiglio, per ciascun anno civile, per la propaganda comune definita nel capitolo XIV del presente accordo, una somma di 600 000 dollari degli Stati Uniti di America.  2.  Il succitato importo può essere aumentato dal consiglio a condizione, da una parte, che non aumenti le contribuzioni di nessun membro senza il suo consenso e, dall'altra, che quasiasi modificazione delle quote di cui all'articolo 20, che può intervenire in questa occasione, richieda una decisione unanime dei membri principalmente produttori.  3.  La succitata somma è pagabile in dollari degli Stati Uniti di America o loro equivalente in un'altra moneta liberamente convertibile.  Articolo 20 Contribuzioni al fondo 1.  Con riserva delle disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo, i membri principalmente produttori contribuiscono al fondo di propaganda applicando le quote, fissate per ciascuno di essi, che figurano nell'allegato B del presente accordo;  queste quote sono stabilite con riferimento all'importanza di detti membri nell'economia oleicola mondiale.  2.  Il consiglio potrà, all'occorrenza, rivedere le quote precitate in funzione della partecipazione dei membri principalmente produttori al fondo di propaganda.  3.  Le contribuzioni al fondo di propaganda sono dovute per l'intero anno civile. La contribuzione annua di ciascun membro principalmente produttore è esigibile, la prima volta, dacché diviene membro provvisorio o definitivo e, poi, il 1g gennaio di  ogni anno.  4.  Per la riscossione delle contribuzioni al fondo di propaganda e in caso di ritardo nel pagamento di queste contribuzioni, sono applicabili le disposizioni del paragrafo 8 dell'articolo 17.  5.  Nel corso della prima sessione di ogni anno civile, i conti del fondo di propaganda del consiglio concernenti l'anno civile precedente, certificati da un revisore indipendente, sono presentati al consiglio per approvazione e pubblicazione.  6.  Le somme del fondo di propaganda non utilizzate nel corso di un anno civile potranno essere riportate negli anni civili seguenti e non potranno, in nessun caso essere stornate al bilancio amministrativo.  Articolo 21 Contribuzioni volontarie o doni 1.  Mediante speciale intesa con il consiglio i membri principalmente importatori possono versare contribuzioni al fondo di propaganda. Queste contribuzioni si aggiungono all'importo del fondo di propaganda come determinato in applicasione dell'articolo  19.  2.  Il consiglio è abilitato a ricevere doni dai governi o da altre origini per la propaganda comune. Queste risorse occasionali si aggiungono all'importo del fondo di propaganda come determinato in applicazione dell'articolo 19.  Articolo 22 Decisioni sulla propaganda 1.  Le decisioni sulla propaganda sono prese per consenso dei membri presenti che contribuiscono al fondo di propaganda conformemente al paragrafo 1 dell'articolo 20. Questi membri, decidendo all'unanimità possono destinare una parte del fondo di  propaganda alla realizzazione degli obiettivi previsti all'articolo 38.  2.  Le decisioni prese conformemente al paragrafo 1 del presente articolo sono subito comunicate, per informazione, ai membri assenti.  Articolo 23 Liquidazione del fondo Allo scadere del presente accordo, a meno che non sia prorogato, ricondotto o rinnovato, i fondi eventualmente non utilizzati per la propaganda saranno rimborsati ai membri pro-rata del totale delle loro contribuzioni alla propaganda durante la durata del presente accordo.  CAPITOLO VIII CONTROLLO FINANZIARIO Articolo 24 Comitati finanziari Il consiglio crea:  a)  un comitato finanziario del bilancio amministrativo, composto da un rappresentante di ogni membro, che assicura il controllo finanziario, in particolare, dell'attuazione dei capitoli V e VI del presente accordo, e b)  un comitato finanziario del fondo di propaganda, composto da un rappresentante di ogni membro che partecipa a detto fondo, che assicura il controllo finanziario dell'attuazione del capitolo VII del presente accordo.  TERZA PARTE DISPOSIZIONI ECONOMICHE E DI NORMALIZZAZIONE CAPITOLO IX DENOMINAZIONI E DEFINIZIONI DEGLI OLI D'OLIVA E DEGLI OLI SI SANSA DI OLIVA INDICAZIONI DI PROVENIENZA E DENOMINAZIONI DI ORIGINE Articolo 25 Utilizzazione della denominazione «olio d'oliva» 1.  La denominazione «olio d'olivia» è riservata all'olio proveniente unicamente dall'oliva, ad esclusione degli oli ottenuti con solvene o mediante procedimenti di riesterificazione, e di qualsiasi miscela con oli di altra natura.  2.  La denominazione «olio d'oliva» impiegata sola non può in nessun caso applicarsi agli oli di sansa di oliva.  3.  I membri si impegnano ad abolire, tanto per il commercio interno, quanto per il commercio internazionale, qualsiasi impiego della denominazione «olio d'oliva» sola o combinata con altre parole, che non sia in conformità col presente articolo.  Articolo 26 Denominazioni e definizioni degli oli d'oliva e degli oli di sansa di oliva 1.  Le denominazioni degli oli d'oliva e degli oli di sansa di oliva delle differenti qualità sono qui indicate, con la definizione corrispondente per ciascuna denominazione:  A.  olio d'oliva vergine: olio ottenuto dai frutti dell'olivo unicamente mediante procedimenti meccanici o altri procedimenti fisici in condizioni, termiche particolarmente, che non implichino l'alterazione dell'olio e che non abbia subito nessun  trattamento diverso dal lavaggio, dalla decantazione, dalla centrifugazione e dalla filtrazione, ad esclusione degli oli ottenuti con solvente o mediante procedimenti di riesterificazione, e di qualsiasi miscela con oli di altra natura. Tale olio è cosí  classificato e denominato:  a)  olio d'oliva vergine (1) adatto al consumo tal quale:  iii) olio d'oliva vergine extra:  olio d'oliva vergine di gusto perfettamente irreprensibile, con acidità massima espressa in acido oleico di 1 grammo per 100 grammi;  iii) olio d'oliva vergine fino: olio d'oliva vergine che soddisfa alle condizioni dell'olio d'oliva vergine extra, salvo per ciò che concerne l'acidità espressa in acido oleico che deve essere al massimo di 1,5 grammi per 100 grammi;  iii) olio d'oliva vergine semifino (o anche olio d'oliva vergine corrente): olio d'oliva vergine di buon gusto, con acidità massima espressa in acido oleico di 3 grammi per 100 grammi, con una tolleranza del 10 per 100 dell'acidità espressa;   b)  olio d'oliva vergine inadeguato al consumo tal quale:  olio d'oliva vergine lampante: olio d'oliva vergine di gusto difettoso o con acidità espressa in acido oleico superiore a 3,3 grammi per 100 grammi;  B.  olio d'oliva raffinato: olio d'oliva ottenuto mediante raffinazione di oli d'oliva vergini;  C.  olio d'oliva: olio costituito da un taglio di olio d'oliva raffinato e di olio d'oliva vergine. Le parole «olio d'oliva puro» possono essere ugualmente impiegate;  D.  olio di sansa di oliva grezzo: olio ottenuto mediante trattamento con solvente dalle sanse di oliva, con esclusione degli oli ottenuti mediante procedimenti di riesterificazione, e di qualsiasi miscela con oli di altra natura, e destinato a ulteriore  raffinazione per il consumo umano o a usi tecnici. Tale olio è così classificato e denominato:  a)  olio di sansa di oliva raffinato: olio destinato ad usi alimentari ottenuto mediante raffinazione di olio di sansa di oliva grezzo;  b)  olio di sansa di oliva: taglio di olio di sansa raffinato e di olio d'oliva vergine. Questo taglio non può, in nessun caso, essere denominato «olio d'oliva»;  c)  olio di sansa di oliva per usi tecnici: qualsiasi altro olio di sansa di oliva grezzo.  2.  Ciascuna delle suddette denominazioni degli oli d'oliva e degli oli di sansa di oliva delle differenti qualità deve rispondere ai criteri di qualità fissati conformemente alle raccomandazioni che intervengono in virtù del paragrafo 3 dell'articolo  36 in materia di norme sulle caratteristiche fisiche, chimiche e organolettiche dell'olio d'oliva e dell'olio di sansa di oliva.  3.  Il consiglio, decidendo all'unanimità, può apportare qualsiasi modificazione alle denominazioni e definizioni previste nel presente articolo che ritenga necessaria o opportuna.  Articolo 27 Applicazione 1.  Le denominazioni fissate nel paragrafo 1 dell'articolo 26 sono obbligatorie nel commercio internazionale e devono essere impiegate per ogni qualità di olio d'oliva e di olio di sansa di oliva e apparire in caratteri molto leggibili su tutti i  recipienti.  2.  Il consiglio determina in materia di criteri di qualità, com'è indicato nel paragrafo 3 dell'articolo 36, norme unificate applicabili agli scambi nel commercio internazionale.  Articolo 28 Indicazioni di provenienza e denominazioni di origine 1.  Le indicazioni di provenienza, quando sono date, non possono applicarsi che a oli d'oliva vergini prodotti e originari esclusivamente del paese, della regione o del luogo menzionati.  2.  Le denominazioni di origine, quando sono date, non possono applicarsi che ai soli oli d'oliva vergini extra prodotti e originari esclusivamente del paese, della regione o del luogo menzionati.  3.  Le indicazioni di provenienza e le denominazioni di origine possono, inoltre, essere utilizzate soltanto in conformità delle condizioni previste dal diritto del paese di origine.  Articolo 29 Impegni 1.  I membri si impegnano a prendare, nel minor tempo possibile, tutte le misure che, nella forma richiesta dalla loro legislazione, garantiscano l'applicazione dei principii e delle disposizioni enunciati negli articoli 25, 26 e 28.  2.  Si sforzeranno, inoltre, ad estendere le disposizioni degli articolo 26 e 28 al loro commercio interno.  3.  Si impegnano particolarmente a vietare e a reprimere l'impiego sul loro territorio, per il commercio internazionale, di indicazioni di provenienza, di denominazioni di origine e di denominazioni degli oli d'oliva e degli oli di sansa di oliva  contrarie a questi principi. Questo impegno riguarda ogni menzione apposta sui recipienti, sulle fatture, sulle lettere di vettura e sulle carte di commercio, o impiegata nella pubblicità, nei marchi di fabbrica, nei nomi registrati e nelle  illustrazioni riferentisi alla commercializzazione internazionale degli oli d'oliva e degli oli di sansa di oliva, per quanto queste menzioni potrebbero costituire false indicazioni o prestarsi a confusione sull'origine, sulla provenienza o sulla  qualità degli oli di oliva e degli oli di sansa di oliva.  Articolo 30 Contestazioni e conciliazione 1.  Le contestazioni a proposito delle indicazioni di provenienza e delle denominazioni di origine suscitate dall'interpretazione delle clausole di questo capitolo o dalle difficoltà di applicazione, non risolte mediante negoziati diretti, sono  esaminate dal consiglio.  2.  Il Consiglio procede a un tentativo di conciliazione, dopo parere della commissione consultiva prevista nel paragrafo 1 dell'articolo 50 e dopo consultazione dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, della Federazione oleicola  internazionale, di un'organizzazione professionale qualificata di un membro principalmente importatore e, se necessario, della Camera di commercio internazionale e delle istituzioni internazionali specializzate in materia di chimica analitica; in caso  d'insuccesso e dopo che il consiglio ha costatato che tutti i mezzi sono stati messi in opera per giungere ad un accordo, i membri interessati hanno il diritto di ricorrere, in ultima istanza, alla Corte internazionale di giustizia.  CAPITOLO X DENOMINAZIONI E DEFINIZIONI DELLE OLIVE DA TAVOLA Articolo 31 Denominazioni e definizioni delle olive da tavola 1.  Per «oliva da tavola» s'intende il frutto di varietà determinate dell'olivo coltivato, sano, colto al punto giusto di maturità e di qualità tale che, nelle sue differenti categorie, e oggetto delle preparazioni commerciali e delle forme di  presentazione stabilite nelle norme qualitative raccoman- date, dia un prodotto di consumo e di buona conserva- zione.  2.  Le olive da tavola sono classificate in uno dei seguenti tipi:  iii)  olive verdi:  ottenute da frutti colti durante il ciclo di maturazione, prima dell'invaiatura e quando hanno raggiunto dimensioni normali. Il colore del frutto può variare dal verde al giallo paglia;  iii)  olive cangianti: ottenute da frutti di color rosato, rosa vinaceo o castagno, colti prima della completa matu- rità iii)  olive nere: ottenute da frutti colti in piena maturità, o poco prima dal colore, secondo la zona di produzione ed epoca della raccolta, nero rossastro, nero violaceo, viola scuro, nero olivastro o castagno scuro.  3.  Ciascuno dei succitati tipi di olive da tavola deve rispondere ai criteri di qualità fissati conformemente alle raccomandazioni che intervengono in virtù del paragrafo 1 dell'articolo 38 in materia di norme sui fattori essenziali di composizione e  di qualità delle olive da tavola.  4.  Le denominazioni e definizioni delle preparazioni commerciali dei diversi tipi di olive da tavola sono fissate conformemente alle raccomandazioni che intervengono in virtù del paragrafo 1 dell'articolo 38.  Articolo 32 Applicazione 1.  Le denominazioni fissate secondo i termini del paragrafo 4 dell'articolo 31 sono obbligatorie nel commercio internazionale; devono essere impiegate per ogni preparazione commerciale dei differenti tipi di olive da tavola e apparire in caratteri  molto leggibili su tutti i recipienti.  2.  Il Consiglio determina in materia di fattori essenziali di composizione e di qualità, così come è indicato nel para- grafo 1 dell'articolo 38, norme unificate applicabili agli scambi nel commercio internazionale.  Articolo 33 Impegni 1.  I membri si impegnano a prendere, nel minor tempo possibile, tutte le misure che, nella forma richiesta dalla loro legislazione, garantiscano l'applicazione dei principi e delle disposizioni enunciati nell'articolo 31 e si sforzeranno ad estenderle  al loro commercio interno.  2.  Si impegnano particolarmente a vietare e a reprimere l'impiego sul loro territorio, per il commercio internazionale, di denominazioni di olive da tavola contrarie a questi principi. Questo impegno riguarda ogni menzione apposta sui recipienti, sulle  fatture, sulle lettere di vettura e sulle carte di commercio, o impiegata nella pubblicità, nei marchi di fabbrica, nei nomi registrati e nelle illustrazioni riferentisi alla commercializzazione internazionale delle olive da tavola, per quanto queste  menzioni petrebbero costituire false indicazioni o prestarsi a confusione sulla qualità delle olive da tavola.  Articolo 34 Contestazioni e conciliazione 1.  Le contestazioni suscitate dall'interpretazione delle clausole di questo capitolo o dalle difficoltà di applicazione non risolte mediante negoziati diretti sono esaminate dal consiglio.  2.  Il Consiglio procede a un tentativo di conciliazione, dopo parere della commissione consultiva prevista nel paragrafo 1 dell'articolo 50 e dopo consultazione dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, della Federazione oleicola  internazionale, di un'organizzazione professionale qualificata di un membro principalmente importatore e, se necessario, della Camera di commercio internazionale e delle istituzioni internazionali specializzate; in caso d'insuccesso, e dopo che il  consiglio ha constatato che tutti i mezzi sono stati messi in opera per giungere ad un accordo, i membri interessati hanno il diritto di ricorrere, in ultima istanza, alla Corte internazionale di giustizia.  4. 8. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee CAPITOLO XI NORMALIZZAZIONE DEI MERCATI DEI PRODOTTI OLEICOLI Articolo 35 Esame della situazione e dell'evoluzione del mercato dell'olio d'oliva e dell'olio di sansa di oliva 1.  Nel quadro degli obiettivi generali definiti nell'artico- lo 1 per contribuire alla normalizzazione del mercato dell'olio d'oliva e dell'olio di sansa di oliva e ovviare ad ogni squilibrio tra l'offerta e la domanda internazionali proveniente dall'irregolarità dei raccolti o da altre cause, il consiglio  provvede, nella sessione di autunno, ad un particolareggiato esame dei bilanci oleicoli e a una stima globale delle risorse e dei bisogni di olio d'oliva e di olio di sansa di oliva, a partire dalle informazioni fornite da ciascun membro in conformità  dell'articolo 48, da quelle che possono essergli comunicate dai governi di Stati non membri del presente accordo interessati al commercio internazionale dell'olio d'oliva e dell'olio di sansa di oliva e da ogni altra documentazione statistica pertinente  di cui potrebbe disporre.  2.  Ogni anno, nella sessione di primavera, il consiglio, tenendo conto di tutte le informazioni di cui dispone a questa data, provvede ad un nuovo esame della situazione del mercato e ad una nuova stima globale delle risorse e dei bisogni di questi oli  e può proporre ai membri le misure che giudica opportune.  3.  Si costituisce un comitato economico che si riunisce regolarmente per uno scambio di punti di vista sulla situazione mondiale del mercato dell'olio d'oliva e dell'olio di sansa di oliva per cercare soluzioni alle difficoltà che potrebbero perturbare  il commercio internazionale di questi oli.  Articolo 36 Normalizzazione del mercato dell'olio d'oliva e dell'olio di sansa di oliva 1.  Il consiglio è incaricato di condurre degli studi allo scopo di presentare ai membri raccomandazioni destinate a garantire l'equilibrio tra la produzione e il consumo e, più generalmente, la normalizzazione a lungo termine del mercato oleicolo  mediante l'applicazione di misure appropriate, tra le quali quelle che tendono a favorire lo smaltimento dell'olio d'oliva a prezzi competitivi alla fase del consumo, per ravvicinare i prezzi dell'olio d'oliva a quelli degli altri oli vegetali  alimentari, particolarmente con la concessione di aiuti.  2.  Per tale normalizzazione, il consiglio è ugualmente incaricato di condurre degli studi per raccomandare ai membri le soluzioni opportune ai problemi che possono porsi riguardo all'evoluzione del mercato internazionale dell'olio d'oliva e dell'olio  di sansa di oliva secondo modalità appropriate, tenuto conto degli squilibri del mercato provenienti dalle fluttuazioni della produzione o da altre cause.  3.  Il consiglio esamina i mezzi per garantire lo sviluppo degli scambi internazionali e un aumento del consumo di olio d'oliva. È specialmente incaricato di fare ai membri ogni appropriata raccomandazione circa:  a)  l'adozione e l'applicazione di un contratto-tipo internazionale per le operazioni sugli oli d'oliva e gli oli di sansa di oliva;  b)  la costituzione e il funzionamento di un ufficio di conciliazione e d'arbitrato internazionale per le eventuali controversie in materia di operazioni sugli oli d'oliva e gli oli di sansa di oliva;  c)  l'unificazione delle norme relative alle caratteristiche fisiche chimiche e organolettiche degli oli d'oliva e degli oli di sansa di oliva;  d)  l'unificazione dei metodi di analisi.  4.  Il consiglio prende ogni misura che giudica utile per la repressione della concorrenza sleale sul piano internazionale anche da parte di Stati che non sono parti del presente accordo o di cittadini di questi Stati.  Articolo 37 Esame della situazione e dell'evoluzione del mercato delle olive da tavola 1.  Nel quadro degli obiettivi generali definiti nell'artico- lo 1, per contribuire alla normalizzazione del mercato delle olive da tavola, i membri rendono disponibili e forniscono tutte le informazioni, statistiche e documentazione, necessarie sulle olive da tavola.  2.  Il consiglio provvede, nella sessione di autunno, ad un esame particolareggiato dei bilanci quantitativi e qualitativi delle olive da tavola a partire dalle informazione di cui sopra, da quelle che possono essergli comunicate dai governi di Stati  non membri del presente accordo interessati al commercio internazionale delle olive da tavola e da qualsiasi altra documentazione statistica pertinente di cui potrebbe di- sporre.  3.  Ogni anno, nella sessione di primavera, il consiglio, tenendo conto di tutte le informazioni di cui dispone a questa data, provvede ad un nuovo esame della situazione del mercato e ad una stima globale delle risorse e dei bisogni di olive da tavola,  e può proporre ai membri le misure che giudica opportune.  Articolo 38 Normalizzazione del mercato delle olive da tavola 1.  Il consiglio esamina i mezzi per garantire lo sviluppo degli scambi internazionale e un aumento del consumo delle olive da tavola. È specialmente incaricato di fare ai membri ogni appropriata raccomandazione circa:  a)  l'applicazione di norme qualitative unificate applicabili alle olive da tavola nel commercio internazionale;  b)  l'adozione e l'applicazione di un contratto-tipo internazionale per le operazioni sulle olive da tavola;  c)  la costituzione e il funzionamento di un ufficio di conciliazione e di arbitrato internazionale per le eventuali controversie in materia di operazioni sulle olive da tavola.  2.  Il consiglio è incaricato di promuovere gli studi giudicati appropriati per incoraggiare lo sviluppo del consumo delle olive da tavola. Li sottoporrà ai membri ai fini che stimeranno opportuni.  3.  A tal proposito, il consiglio cercherà di fornire a tutti i membri, o a quelli che potrebbero averne bisogno, i concorsi sotto diverse forme, finanziaria compresa, che possano essere concessi dagli organismi internazionali o altri qualificati.   QUARTA PARTE DISPOSIZIONI TECNICHE CAPITOLO XII COOPERAZIONE TECNICA OLEICOLA Articolo 39 Programmi e interventi 1.  Per raggiungere gli obiettivi generali di cui all'articolo 1 relativi alla cooperazione tecnica oleicola, il Consiglio è incaricato di concepire, promuovere ed elaborare i programmi d'intervento pertinenti.  2.  La cooperazione tecnica oleicola riguarda l'olivicoltura, l'elaiotecnica e l'industria delle olive da tavola.  3.  Il consiglio può intervenire direttamente per promuovere la cooperazione tecnica oleicola.  4.  Per l'applicazione di una parte o di tutte le disposizioni del presente capitolo, il consiglio può decidere di ricorrere alla collaborazione di organismi e/o enti, pubblici o privati, nazionali o internazionali. Può anche apportare qualsiasi  partecipazione finanziaria agli organismi e/o agli enti succitati nel limite delle somme previste nel paragrafo 1 dell'articolo 17.  Articolo 40 Ricerca e sviluppo 1.  Il consiglio esamina ogni proposta di progetti di ricerca-sviluppo di generale interesse per i membri e prende le opportune disposizioni in materia.  2.  Il consiglio può ricorrere alla collaborazione degli istituti, laboratori e centri di ricerca specializzati per l'attuazione, il controllo dell'applicazione, lo sfruttamento e la divulgazione a beneficio dei membri dei risultati dei programmi di  ricerca-sviluppo.  3.  Il consiglio esegue gli indispensabili studi sulla redditività economica che può derivare dall'applicazione dei risultati dei programmi di ricerca-sviluppo.  Articolo 41 Formazione e operazioni specifiche 1.  Il consiglio prende le misure necessarie per l'organizzazione di sessioni di aggiornamento e di corsi di formazione, a differenti livelli, per tecnici del settore oleicolo, specialmente per quelli dei membri in via di sviluppo.  2.  Il consiglio favorisce il trasferimento di tecnologie dai membri più avanzati nelle tecniche oleicole ai membri in via di sviluppo.  3.  Il consiglio agevola qualsiasi cooperazione tecnica che permetta di mettere consulenti ed esperti a disposizione dei membri che ne avessero bisogno.  4.  Il consiglio è specialmente incaricato:  a)  di realizzare studi e operazioni specifiche;  b)  di organizzare o di favorire i seminari e gli incontri internazionali;  c)  di raccogliere le informazioni tecniche e di diffonderle tra tutti i membri;  d)  di promuovere il coordinamento delle attività in materia di cooperazione tecnica oleicola tra i membri, e quelle che entrano nel quadro delle programmazioni regionali o interregionali;  e)  di promuovere la collaborazione bilaterale o multilaterale che possa aiutare il consiglio a raggiungere gli obiettivi del presente accordo.  Articolo 42 Risorse finanziarie Il consiglio, a sostegno dei programmi di cooperazione tecnica oleicola, crea un capitolo individualizzato nel bilancio amministrativo.  CAPITOLO XIII ALTRE MISURE Articolo 43 Altre misure Il consiglio è incaricato di:  a)  favorire e coordinare gli studi e le ricerche appropriate sul valore biologico dell'olio d'oliva e delle olive da tavola, dando risalto alle loro qualità nutritive e alle loro altre proprietà intrinseche;  b)  definire, in cooperazione con gli organismi specializzati, la terminologia oleicola, le norme sui prodotti oleicoli e i relativi metodi di analisi, nonché qualsiasi altra norma attinente al campo oleicolo;  c)  prendere ogni disposizione adeguata per definire una raccolta degli usi leali e costanti del commercio internazionale dell'olio d'oliva, dell'olio di sansa di oliva e delle olive da tavola.  QUINTA PARTE DISPOSIZIONI SULLA PROPAGANDA CAPITOLO XIV PROPAGANDA MONDIALE IN FAVORE DEL CONSUMO DEGLI OLI D'OLIVA E DELLE OLIVE DA TAVOLA Articolo 44 Programmi di propaganda in favore del consumo degli oli d'oliva e delle olive da tavola 1.  I membri che contribuiscono al Fondo di propaganda di cui all'articolo 19 si impegnano a intraprendere in comune azioni di propaganda generica per sviluppare il consumo degli oli d'oliva e delle olive da tavola nel mondo, basandosi  sull'utilizzazione delle denominazioni degli oli d'oliva alimentari, così come sono definiti nell'articolo 26, e delle olive da tavola, così come sono definite nell'articolo 31.  2.  Dette azioni sono intraprese sotto una forma educativa e pubblicitaria e si basano sulle caratteristiche organolettiche e chimiche, nonché sulle proprietà nutritive, terapeutiche ed altre degli oli d'oliva e delle olive da tavola.  3.  Nel quadro delle campagne di propaganda, il consumatore sarà informato sulle denominazioni, sull'origine e sulla provenienza degli oli d'oliva e delle olive da tavola, pur badando a non favorire, né a dar risalto a nessuna qualità, origine o  provenienza più che a un'altra.  4.  I programmi di propaganda da intraprendere in virtù del presente articolo sono fissati dal consiglio in funzione delle risorse messe a sua disposizione allo scopo; si dà un'orientazione prioritaria alle azioni nei paesi principalmente consumatori e  nei paesi ove il consumo degli oli d'oliva è suscettibile di aumento.  5.  Le risorse del Fondo di propaganda sono utilizzate tenendo conto dei seguenti criteri:  a)  importanza del consumo e delle possibilità di sviluppo degli sbocchi attualmente esistenti;  b)  creazioni di nuovi sbocchi per gli oli d'oliva e le olive da tavola;  c)  rendimento degli investimenti in propaganda.  6.  Il consiglio è incaricato di amminstrare le risorse assegnate alla propaganda comune. Stabilisce ogni anno, in allegato al suo bilancio, uno stato preventivo delle entrate e delle uscite destinate a questa propaganda.  7.  L'esecuzione tecnica dei programmi di propaganda spetta al consiglio, che può anche affidarla a enti specializzati di sua scelta.  Articolo 45 Marchio di garanzia internazionale del consiglio I membri si impegnano ad incoraggiare l'uso del marchio di garanzia internazionale del consiglio nelle loro operazioni nazionali e internazionali degli oli d'oliva e delle olive da tavola e ad adottare le opportune disposizioni allo scopo.  SESTA PARTE ALTRE DISPOSIZIONI CAPITOLO XV OBBLIGHI GENERALI Articolo 46 Obblighi generali I membri si impegnano a non prendere nessuna misura contraria agli obblighi contratti ai termini del presente accordo e agli obiettivi generali definiti nell'articolo 1.  Articolo 47 Incoraggiamento degli scambi internazionali e del consumo I membri si impegnano a prendere tutte le misure appropriate atte a facilitare gli scambi, ad incoraggiare il consumo degli oli d'oliva e delle olive da tavola e a garantire il normale sviluppo del commercio internazionale di questi prodotti. A tale  scopo si impegnano a conformarsi ai principi, alle regole e alle linee direttrici che hanno accettato negli ambienti internazionali competenti. Si impegnano anche a prendere misure tendenti a favorire lo samltimento dell'olio d'oliva a prezzi  competitivi alla fase del consumo, tra le quali la fissazione di aiuti e il riavvicinamento dei prezzi degli oli d'oliva a quelli degli altri oli vegetali alimentari, per incoraggiare il consumo dell'olio d'oliva.  Articolo 48 Informazione I membri si impegnano a rendere disponibili e a fornire al consiglio tutte le statistiche, le informazioni e la documentazione necessarie per permettergli d'adempiere le funzioni che gli sono devolute dal presente accordo e, segnatamente, tutte le  indicazioni delle quali ha bisogno per stabilire i bilanci degli oli d'oliva, degli oli di sansa di oliva e delle olive da tavola e conoscere la politica nazionale oleicola dei membri.  Articolo 49 Obblighi finanziari dei membri In conformità con i principi generali del diritto, gli obblighi finanziari di un membro, nei riguardi del consiglio e degli altri membri, si limitano a quelli che derivano dagli arti- coli 17 e 19 concernenti le contribuzioni al bilancio amministrativo ed al Fondo di propaganda.  CAPITOLO XVI CONTROVERSIE E RECLAMI Articolo 50 Controversie e reclami 1.  Qualsiasi controversia diversa dalle contestazioni di cui all'articolo 30 e 34, sull'interpretazione o sull'applicazione del presente accordo, non risolta da negoziati, viene, a richiesta di un membro parte della controversia, deferita per decisione  al consiglio, previo parere, all'occorrenza, di una commissione consultiva la cui composizione è fissata dal regolamento interno del consiglio.  2.  Il parere motivato della commissione consultiva è sottoposto al consiglio che risolve la controversia dopo aver considerato tutti gli elementi d'informazione utili.  3.  Un reclamo secondo il quale un membro non avrebbe adempiuto gli obblighi imposti dal presente accordo viene, a richiesta del membro autore del reclamo, deferito al consiglio che prende una decisione in materia dopo aver consultato i membri  interessati e dopo parere, all'occorrenza, della commissione consultiva di cui al paragrafo 1 del presente articolo.  4.  Un membro può, con una decisione del consiglio, essere riconosciuto colpevole d'infrazione al presente ac- cordo.  5.  Se il consiglio costata che un membro si è reso colpevole d'infrazione al presente accordo, può applicare a questo membro sanzioni che possono andare da un semplice avvertimento alla sospensione del diritto di partecipazione alle decisioni del  consiglio fino a quando questo membro non abbia adempiuto ai suoi obblighi, oppure escluderlo dall'accordo, secondo la procedura prevista all'articolo 58.  CAPITOLO XVII DISPOSIZIONI FINALI Articolo 51 Depositario Il segretario generale dell'organizzazione delle Nazioni Unite è designato quale depositario del presente accordo.  Articolo 52 Firma, ratifica, accettazione e approvazione 1.  Il presente accordo sarà aperto alla firma dei governi invitati alla conferenza delle Nazioni Unite sull'olio d'oliva, 1986, nella sede dell'organizzazione delle Nazioni Unite, dal 1g settembre al 31 dicembre 1986 compresi.  2.  Qualsiasi governo di cui al paragrafo 1 del presente articolo può:  a)  al momento di firmare il presente accordo, dichiarare che con questa firma esprime il suo consenso ad essere vincolato dal presente accordo (firma definitiva), o b)  dopo aver fimato il presente accordo, ratificarlo, accettarlo o approvarlo con il deposito di uno strumento a tal fine presso il depositario.  3.  Gli strumenti di ratifica, di accettazione o di approvazione saranno depositati presso il depositario al più tardi il 31 dicembre 1986. Il consiglio potrà tuttavia concedere proroghe ai governi firmatari che non avranno potuto depositare il loro strumento a questa data.  Articolo 53 Adesione 1.  Il governo di qualsiasi Stato può aderire al presente accordo alle condizioni determinate dal consiglio, che com- prendono un termine per il deposito degli strumenti di adesione. Il consiglio può tuttavia concedere una proroga ai governi che non sono in grado di aderire nel termine fissato.  2.  L'adesione avviene mediante deposito di uno strumento di adesione presso il depositario. Gli strumenti di adesione devono indicare che il governo accetta tutte le condizioni fissate dal consiglio.  Articolo 54 Notificazione di applicazione provvisoria 1.  Un governo firmatario che ha intenzione di ratificare, accettare o approvare il presente accordo, o un governo per il quale il consiglio ha fissato condizioni di adesione ma che non ha ancora potuto depositare il suo strumento, può, in qualsiasi  momento, notificare al depositario che applicherà il presente accordo provvisoriamente, sia quando questo entrerà in vigore conformemente all'articolo 55, sia, se è già in vigore, a una data specificata.  2.  Un governo che ha notificato conformemente al paragrafo 1 del presente articolo che applicherà il presente accordo quando questo entrerà in vigore o, se è già in vigore, a una data specificata, è membro provvisorio fino a quando deposita il suo  strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione e diviene così membro.  Articolo 55 Entrata in vigore 1.  Il presente accordo entrerà in vigore definitivamente il 1g gennaio 1987 o a qualsiasi data ulteriore se cinque governi, tra quelli menzionati in allegato A, che rappresentino almeno il 95% delle quote di partecipazione, hanno firmato  definitivamente il presente accordo o lo hanno ratificato, accettato o approvato, o vi hanno aderito.  2.  Se, il 1g gennaio 1987, il presente accordo non è entrato in vigore conformemente al paragrafo 1 del presente articolo, entrerà in vigore provvisoriamente se, a questa data, cinque governi che soddisfano le condizioni in materia di percentuale  indicate nel paragrafo 1 del presente articolo hanno firmato definitivamente il presente accordo o lo hanno ratificato, accettato o approvato, o hanno notificato al depositario che lo applicheranno provvisoriamente.  3.  Se, il 1g gennaio 1987, non sono soddisfatte le condizioni di entrata in vigore previste nel paragrafo 1 o nel paragrafo 2 del presente articolo, il segretario generale dell'organizzazione delle Nazioni Unite inviterà i governi che avranno firmato  definitivamente il presente accordo o l'avranno ratificato, accettato o approvato, o che avranno notificato al depositario che lo aplicheranno provvisoriamente a decidere se entrerà in vigore tra loro, provvisoriamente o definitivamente, totalmente o in  parte, alla data che potranno fissare.  4.  Per qualsiasi governo che non abbia notificato al depositario, conformemente all'articolo 54, che applicherà il presente accordo provvisoriamente e che deposita uno strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione dopo la sua  entrata in vigore, l'accordo entrerà in vigore alla data di questo deposito.  Articolo 56 Emendamento 1.  Il consiglio può raccomandare ai membri un emendamento al presente accordo.  2.  Il consiglio fissa la data in cui i membri devono aver notificato al depositario che accettano l'emendamento.  3.  Un emendamento entra in vigore 90 giorni dopo che il depositario avrà ricevuto notificazioni di accettazione da tutti i membri. Se questa condizione non è soddisfatta alla data fissata del consiglio, conformemente al paragrafo 2 del presente  articolo, l'emendamento si considera ritirato.  Articolo 57 Ritiro 1.  Qualsiasi membro può ritirarsi dal presente accordo in qualsiasi momento dopo la sua entrata in vigore notificando per iscritto il suo ritiro al depositario. Informa simultane- amente il consiglio della decisione che ha preso.  2.  Il ritiro avvenuto in virtù del presente articolo prende effetto 90 giorni dopo che il depositario ne ha ricevuto notificazione.  Articolo 58 Esclusione Se il consiglio conclude che un membro ha mancato agli obblighi che il presente accordo gli impone e se decide, inoltre, che questa mancanza intralcia seriamente il funzionamento del presente accordo, può per decisione unanime degli altri membri  escludere questo membro dal presente accordo. Il consiglio ne dà immediatamente notificazione al depositario. Detto membro cessa di essere parte del presente accordo 30 giorni dopo la data della decisione del consiglio.  Articolo 59 Liquidazione dei conti 1.  Il consiglio provvede, nelle condizioni che stima eque, alla liquidazione dei conti di un membro che si è ritirato dal presente accordo o che è stato escluso dal consiglio o che,  comunque, cessa di essere parte del presente accordo. Il consiglio conserva le somme già pagate da detto membro.  Questo membro è tenuto a regolare qualsiasi somma che deve al consiglio.  2.  Alla fine del presente accordo, un membro che si trovi nella condizione di cui al paragrafo 1 non ha diritto a nessuna parte del prodotto della liquidazione, né degli altri averi del consiglio; non può nemmeno essere richiesto di coprire nessuna  parte del deficit del consiglio.  Articolo 60 Durata, proroga, riconduzione o rinnovo e scadenza 1.  Il presente accordo rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 1991 a meno che il consiglio non decida di prorogarlo, di ricondurlo, di rinnovarlo o di mettervi fine conformemente alle disposizioni del presente articolo.  2.  Il consiglio può decidere di prorogare il presente accordo per un massimo di due periodi di un anno ciascuno. Qualsiasi membro che non accetti una proroga così decisa del presente accordo lo farà sapere al consiglio e cesserà di essere parte del  presente accordo a decorrere dall'inizio del periodo di proroga.  3.  Se, prima del 31 dicembre 1991, o prima della scadenza di un periodo di proroga di cui al paragrafo 2 del presente articolo, secondo il caso, è stato negaziato ma non è ancora entrato in vigore provvisoriamente o definitivamente un nuovo accordo o  un protocollo destinato a ricondurre il presente accordo, questo resterà in vigore oltre la sua data di scadensa fino all'entrata in vigore del nuovo accordo o del protocollo, con riserva che la durata di questa proroga non sia superiore a 12 mesi.  4.  Il consiglio può in qualsiasi momento decidere di mettere fine al presente accordo con effetto alla data di sua scelta.  5.  Nonostante la fine del presente accordo, il consiglio continua ad esistere tutto il tempo di cui ha bisogno per provvedere alla liquidazione del consiglio, compresa la liquidazione dei conti, ed ha durante detto periodo i poteri e le funzioni che  possono essergli necessari a questi fini.  6.  Il consiglio notifica al depositario ogni decisione presa in virtù del presente articolo.  Articolo 61 Riserve Non può essere fatta nessuna riserva su nessuna delle disposizioni del presente accordo.  4. 8. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee  In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati a tale scopo, hanno firmato il presente accordo alle date indicate.   Fatto a Ginevra, il primo luglio mille novecento ottantasei; i testi del presente accordo in lingua araba, francese, inglese, italiana e spagnola fanno tutti ugualmente fede.  EWG:L444UMBI01.92 FF: 4UIT;   SETUP: 01;   Hoehe: 8306 mm;   1452 Zeilen;   69644 Zeichen;  Bediener: MARK   Pr.: C;  Kunde: ................................     (1) È permesso utilizzare la qualificazione «naturale» per tutti gli oli d'oliva vergini adatti al consumo tal quale.   ALLEGATO A   Quote di partecipazione al bilancio amministrativo  Algeria13 Comunità economica europea740 Egitto4 Iugoslavia6 Libia (Algiamairiya Araba)33 Marocco24 Tunisia92 Turchia88 Totale 1 000    ALLEGATO B   Quote attribuite ai fini delle contribuzioni al fondo di propaganda  Algeria5,8 Comunità economica europea775,0 Iugoslavia2,5 Marocco25,0 Tunisia125,0 Turchia66,7 Totale 1 000,0 EWG:L444UMBI02.95 FF: 4UIT;   SETUP: 01;   Hoehe: 254 mm;   21 Zeilen;   458 Zeichen;  Bediener: MARK   Pr.: C;  Kunde: ................................