CELEX: 51999SC1302
Language: it
Date: 1999-09-15 00:00:00
Title: 99/669/CE, Euratom: Raccomandazione della Commissione, del 15 settembre 1999, su un sistema di classificazione dei residui radioattivi solidi [SEC(1999) 1302 def.]

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99/669/CE, Euratom: Raccomandazione della Commissione, del 15 settembre 1999, su un sistema di classificazione dei residui radioattivi solidi [SEC(1999) 1302 def.]  

Gazzetta ufficiale n. L 265 del 13/10/1999 pag. 0037 - 0045

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONEdel 15 settembre 1999su un sistema di classificazione dei residui radioattivi solidi[SEC(1999) 1302 def.](1999/669/CE, Euratom)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 155 e il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 124,considerando quanto segue:(1) il trattato che istituisce la Comunità europea all'articolo 174 invita a promuovere misure a livello internazionale per la salvaguardia, la tutela e il miglioramento della qualità dell'ambiente;(2) la direttiva 90/313/CEE(1) del Consiglio, del 7 giugno 1990, concernente la libertà di accesso alle informazioni in materia di ambiente stabilisce all'articolo 7 che "gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per fornire al pubblico informazioni di carattere generale sullo stato dell'ambiente mediante mezzi quali la pubblicazione periodica di relazioni descrittive";(3) la risoluzione 92/C 158/02 del Consiglio, del 15 giugno 1992, concernente il rinnovo del piano d'azione comunitario in materia di residui radioattivi(2), al punto 1 "Analisi permanente della situazione" dell'allegato stabilisce che "La Commissione fornirà periodicamente al Consiglio un'analisi della situazione e delle prospettive della gestione dei residui radioattivi negli Stati membri, tenendo conto delle esigenze di sicurezza e di protezione dell'ambiente nonché delle necessità dei programmi nucleari e delle attività che implicano l'utilizzazione di radioisotopi. La Commissione terrà inoltre informato il Parlamento europeo in merito a questa analisi.";(4) il piano d'azione in materia di residui radioattivi(3), al punto 3 "Concertazione in materia di sicurezza della gestione dei residui radioattivi" afferma che la concertazione dovrebbe consentire di "ravvicinare i metodi e le normative nazionali riguardanti la sicurezza dello smaltimento, in particolare per quanto concerne le varie categorie di residui";(5) la risoluzione del Comitato delle regioni "La sicurezza nucleare e la democrazia locale e regionale" n. 251 del 1998(4) afferma al punto 11: "il Comitato ritiene che molte questioni relative alla considerazione delle proposte concernenti lo smaltimento dei rifiuti radioattivi siano complesse e di non facile comprensione per il grande pubblico; per tale motivo giudica essenziale assicurare l'accesso dei cittadini a tutte le informazioni pertinenti, coinvolgere gli enti locali e regionali e i cittadini nel processo decisionale e cercare di ottenere la fiducia di questi ultimi sulle disposizioni di principio che disciplinano la sicurezza dei siti di smaltimento e sui programmi di gestione dei rifiuti",RACCOMANDA:sulla base delle motivazioni esposte nell'allegato,che gli Stati membri e la loro industria nucleare adottino un sistema comune di classificazione dei residui radioattivi a scopi di comunicazione nazionale e internazionale e per facilitare la gestione dell'informazione in questo settore.Questo sistema di classificazione servirà a fornire informazioni sui residui radioattivi solidi al pubblico, alle istituzioni nazionali e internazionali e alle organizzazioni non governative. Questo sistema non sostituirà i criteri tecnici nei casi in cui essi sono necessari per considerazioni specifiche di sicurezza, quali le autorizzazioni di impianti o altre operazioni.Questo sistema di classificazione potrà essere usato dagli Stati membri. Nel periodo fino al 1o gennaio 2002 esso potrà essere usato parallelamente ai sistemi nazionali esistenti.La classificazione proposta è riassunta come segue:1. Residui radioattivi di transizioneTipo di residui radioattivi (soprattutto di origine medica) il cui decadimento avviene durante il deposito temporaneo e che successivamente si prestano ad una gestione al di fuori del sistema del controllo regolamentare, a condizione che siano rispettati i livelli di esenzione (clearance).2. Residui radioattivi ad attività bassa e media (LILW)Residui radioattivi ad attività bassa ed intermedia (Low and intermediate level waste - LILW) la cui concentrazione di radionuclidi è tale che la generazione termica durante lo smaltimento è sufficientemente bassa. Questi valori accettabili di potenza termica sono specifici del sito dopo valutazioni di sicurezza.2.1. Residui a vita breve (LILW-SL)Questa categoria di short lived waste (LILW-SL) comprende radionuclidi con un semiperiodo inferiore o uguale ai semiperiodi di Cs137 e Sr90 (circa 30 anni), una concentrazione limitata di radionuclidi alfa a lunga vita (limitazione dei radionuclidi emettitori alfa a lunga vita a 4000 Bq/g nei singoli contenitori radioattivi e ad una media globale di 400 Bq/g nel volume totale di residui).2.2. Residui a vita lunga (LILW-LL)Radionuclidi a vita lunga ed emettitori alfa la cui concentrazione supera i limiti per i residui a vita breve.3. Residui ad alta radioattivitàResidui con una concentrazione di radionuclidi tale che si deve tener conto della generazione termica durante le operazioni di deposito e smaltimento (il livello di generazione termica è specifico del sito e questi residui provengono principalmente dal trattamento/condizionamento di combustibile nucleare esaurito).La presente raccomandazione è indirizzata agli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il 15 settembre 1999.Per la CommissioneRitt BJERREGAARDMembro della Commissione(1) GU L 158 del 23.6.1990, pag. 56.(2) GU C 158 del 25.6.1992, pag. 3.(3) GU C 158 del 25.6.1992, pag. 3.(4) GU C 251 del 10.8.1998, pag. 34.ALLEGATO1. IntroduzioneI residui radioattivi comprendono numerose materie con diverse caratteristiche fisiche, chimiche e radioattive. Questa diversità comporta rischi potenziali molto diversi.I sistemi di classificazione dei residui radioattivi in uso nell'Unione europea variano fortemente a livello di approccio e di applicazione. Alcuni sono usati esclusivamente per scopi di comunicazione mentre altri sono imposti dalla tecnica di smaltimento.I sistemi di classificazione dei residui radioattivi degli Stati membri si basano sulla concentrazione di attività, l'attività totale, l'origine dei residui o la tecnica di smaltimento.Una delle principali differenze è tra i paesi con e senza una produzione nucleare. Inoltre il confine tra le categorie non è sempre facilmente quantificabile e può quindi variare fortemente da un paese all'altro.Le differenze nella classificazione dei residui radioattivi possono rendere difficile la cooperazione tra gli Stati membri nel quadro del mercato unico e la libera circolazione di beni e servizi. Ad esempio, per ottimizzare gli impianti di smaltimento e il ritorno dei residui dopo trattamento e/o condizionamento, sarebbe molto utile un linguaggio comune che definisca le diverse categorie di residui radioattivi.Un sistema di classificazione dell'Unione europea fornirebbe inoltre informazioni comparabili sui residui radioattivi solidi al pubblico, alle istituzioni nazionali e internazionali e alle organizzazioni non governative.Qui di seguito sono presentate le ragioni e la necessità di armonizzazione e sono descritti i requisiti e il sistema di classificazione proposto.2. ContestoIl piano di azione della Comunità in materia di residui radioattivi(1) auspica una concertazione in materia di sicurezza della gestione e dello smaltimerito dei residui radioattivi che consenta di:1. Elaborare un approccio comune ed avviare attività di armonizzazione, a livello comunitario, delle strategie e dei metodi di gestione dei residui radioattivi, ogniqualvolta possibile;2. Ravvicinare i metodi e le normative nazionali riguardanti la sicurezza dello smaltimento, in particolare per le varie categorie di residui;3. Definire raccomandazioni sulla valutazione della sicurezza dello stoccaggio di residui radioattivi e dei relativi criteri;4. In generale, raggiungere un livello equivalente e soddisfacente di protezione dei lavoratori, della popolazione e dell'ambiente, che offra la massima sicurezza concretamente conseguibile.In generale, le attività industriali, di ricerca e mediche producono materie residue contenenti radionuclidi. Dopo eventuale separazione, riuso nell'industria nucleare e trattamento, restano, in linea di principio, materie di due categorie. La distinzione principale tra le due categorie è stabilita come segue:>SPAZIO PER TABELLA>Le autorità nazionali possono esentare le materie della categoria 1 a condizione che esse siano conformi ai livelli di esenzione (clearance) stabiliti usando i criteri di base esposti nell'allegato 1 della direttiva 96/29/Euratom(2). Le autorità nazionali tengono conto degli orientarnenti tecnici forniti dalla Comunità. Va notato che non esiste ancora una base comune per l'armonizzazione della categoria 1.Soltanto le materie della categoria 2 sono considerate "residui radioattivi" e la presente raccomandazione concerne esclusivamente tali residui. È possibile definire due alternative principali di gestione:1. Deposito per un periodo di tempo limitato in attesa che le materie possano essere assegnate alla categoria 1 oppure smaltite.2. Smaltimento secondo tecniche collaudate (smaltimento in superficie o in prossimità della superficie oppure smaltimento in profondità).In generale i fattori considerati più importanti per la definizione dei sistemi di classificazione dei residui radioattivi e delle procedure di gestione sono: tipo di radionuclidi, attività totale, concentrazione di attività, semiperiodo, intensità di dose, generazione termica e altre proprietà fisiche/chimiche.Gli organismi internazionali, le autorità nazionali e gli operatori dei residui hanno stabilito sistemi di classificazione dei residui radioattivi nei settori di loro competenza o responsabilità (trattamento dei residui, trasporto, smaltimento dei residui, comunicazione con la comunità scientifica internazionale e con il pubblico ecc.) raggruppando nella stessa categoria i residui con caratteristiche e rischi simili per facilitare la gestione e migliorare la sicurezza.La maggior parte delle esigenze degli Stati membri sono adeguatamente coperte dalle classificazioni nazionali da essi elaborate (cfr. capitolo 4: "Situazione attuale"). Questi sistemi sono stati elaborati in chiave indipendente e per motivi diversi e possono quindi variare notevolmente: alcuni sono ad esempio basati sulla concentrazione di attività mentre altri sono impostati sull'origine o sulla tecnica di smaltimento.L'uso da parte di tutti i paesi della classificazione internazionale dell'AIEA dei residui radioattivi condizionati (waste packages) costituisce una base idonea per sviluppare un sistema comune di classificazione per gli Stati membri dell'Unione europea. La definizione di un sistema di classificazione di riferimento può fornire un utile orientamento a paesi specifici per elaborare strategie di gestione proprie e facilitare al tempo stesso le comunicazioni di tipo generale e commerciale. In materia di sicurezza, questo sistema di classificazione di riferimento, pur utile per considerazioni generiche e di base, non può sostituire le valutazioni specifiche di sicurezza eseguite per scopi specifici di gestione, inclusa la selezione delle tecniche di smaltimento.3. Scopo del sistema di classificazione dei residui dell'Unione europeaLo scopo principale di un sistema di classificazione è migliorare la comunicazione e facilitare la gestione dell'informazione per descrivere meglio ai politici e al pubblico, in maniera standard e di facile comprensione, i residui radioattivi esistenti nella Comunità.Un aspetto più complesso è il rapporto tra il sistema di classificazione e la maniera in cui i residui stessi sono manipolati ed eventualmente smaltiti nella pratica. I servizi della Commissione ritengono pertanto che il sistema di classificazione dovrebbe essere indicativo (qualitativo) anziché prescrittivo.Il punto chiave è che qualsiasi sistema di classificazione qualitativo non dovrebbe mai prevalere sul ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione nel controllo della manipolazione e dello smaltimento di residui radioattivi in siti specifici. Le valutazioni dettagliate di sicurezza usate dalle autorità alla luce delle loro precise disposizioni e capacità di gestione e di regolamentazione necessitano informazioni molto più dettagliate sui singoli flussi di residui rispetto ad un sistema di classificazione. Gli attuali e diversi sistemi di classificazione dei residui degli Stati membri, raramente riprendono la legislazione o le procedure regolamentari nazionali.La divergenza degli attuali piani di smaltimento definitivo dei residui radioattivi negli Stati membri complica ulteriormente i collegamenti tra classificazione dei residui ed eventuali tecniche di smaltimento. Alcuni Stati membri hanno piani precisi per strutture di smaltimento in superficie e in profondità per diversi tipi di residui. Altri opteranno probabilmente soltanto per uno di questi tipi di strutture e altri ancora sono indecisi.Alcuni Stati membri ritengono che un sistema di classificazione ben concepito potrebbe fornire orientamenti di base per strutturare meglio in termini generali la gestione dei residui radioattivi, in particolare lo smaltimento. Ad esempio negli Stati dove esistono opzioni per lo smaltimento in superficie e in profondità, questo sistema di classificazione potrebbe fornire alcune indicazioni sui gruppi di flussi di residui da destinare a ciascun tipo di sito di smaltimento.Alla luce dell'attuale diversità dei sistemi nazionali di classificazione dei residui, in una prima fase, il sistema comunitario di classificazione potrebbe essere usato parallelamente ai sistemi nazionali vigenti fino al 1o gennaio 2002. Il sistema dovrebbe anche essere in grado di trattare tutti i flussi di residui attuali e previsti in futuro per consentire un censimento di tutti i residui esistenti. Il sistema avrà scopi di regolamentazione e migliorerà la comunicazione al pubblico, ad esempio sul libero accesso all'informazione ambientale (direttiva 90/313/CEE).4. Situazione attualeI sistemi di classificazione usati negli Stati membri e nei paesi dell'Europa centrale e orientale candidati all'adesione all'UE, sono stati descritti dalla Commissione europea(3). Il presente rapporto presenta informazioni dettagliate sui sistemi di classificazione dei vari paesi.I sistemi di classificazione possono essere descritti brevemente come segue.4.1. Stati membri dell'UEBelgioI residui radioattivi sono classificati separatamente in Belgio a seconda che essi siano condizionati o non condizionati. La classificazione dei residui non condizionati dipende dallo stato fisico, dalla natura degli emettitori, dal livello di concentrazione di attività e dal trattamento applicabile. Queste caratteristiche sono sintetizzate in un codice alfanumerico a tre elementi. I residui condizionati sono definiti secondo la tecnica di smaltimento e suddivisi in tre categorie: A, B e C. La classificazione si basa sull'idoneità allo smaltimento in superficie o in profondità e sulla capacità di generazione termica dei residui condizionati. È ora all'esame un altro tipo di residui, ossia residui contaminati al radio. Non sono previste modifiche del sistema di classificazione.DanimarcaLo smaltimento dei residui radioattivi non è stato per ora preso in considerazione in Danimarca e pertanto nel sistema di classificazione si tiene conto unicamente dello stoccaggio. Il sistema si basa principalmente sull'origine dei residui e in una certa misura sulle misure e sul vaglio. All'arrivo all'impianto di stoccaggio i residui sono classificati secondo l'irraggiamento esterno e dopo trattamento sono depositati in strutture per residui ad attività bassa o intermedia, a seconda dell'intensità di dose e del contenuto di fissile. Le sorgenti sigillate esaurite sono depositate presso il Laboratorio nazionale di Risoe. Non sono previste modifiche del sistema di classificazione.FinlandiaI residui radioattivi sono innanzitutto classificati in due tipi principali di residui: residui con radioisotopi e residui nucleari. I residui con radioisotopi derivano da ospedali, istituti di ricerca e industria mentre quelli nucleari provengono dalle centrali nucleari e da un reattore di ricerca. I residui con radioisotopi sono ulteriormente classificati in funzione della loro concentrazione di attività in residui esentati o residui di laboratori. I residui nucleari sono suddivisi in tre categorie in funzione dell'origine e della tecnica di smaltimento prevista: combustibile esaurito altamente radioattivo, residui radioattivi ad attività bassa e media provenienti dal funzionamento delle centrali nucleari e residui radioattivi ad attività bassa e media provenienti dalla disattivazione di centrali nucleari; i residui radioattivi ad attività bassa e media sono poi classificati in residui esentati, residui a bassa attività e residui a media attività a seconda della concentrazione di attività. Non sono previste modifiche del sistema di classificazione.FranciaNell'industria nucleare i residui sono divisi tra residui convenzionali e residui nucleari a seconda dell'origine geografica e funzionale (ubicazione degli impianti). Per i residui nucleari il sistema di classificazione è una matrice che collega la tossicità dei residui alle tecniche di smaltimento. Per definire la tossicità dei residui si applicano due parametri: semiperiodo dei principali radionuclidi (al di sotto o al di sopra di 30 anni) e tenore di attività (molto bassa, bassa, media ed alta). Su questa base il sistema di classificazione presenta otto categorie di residui, ciascuna collegata a uno o più metodi di gestione. Alcuni metodi di gestione sono ancora allo studio.GermaniaIl sistema di classificazione dei residui radioattivi in Germania si basa sul sito di smaltimento. Le classificazioni sono determinate dall'operatore a seguito di valutazioni di sicurezza specifiche per il sito, tenendo conto di leggi, ordinanze e regolamenti giuridicamente vincolanti. A questo punto vengono stabiliti i requisiti quantitativi per il deposito specifico che comprendono in particolare un sistema di gruppi di forme di residui, classi di container dei residui e limiti di attività specifica per i radionuclidi. Non sono previste modifiche fondamentali del sistema di classificazione.GreciaNon esiste un sistema ufficiale di classificazione dei residui radioattivi in Grecia in quanto gli unici residui radioattivi prodotti provengono da istituti di ricerca, ospedali e dall'industria. Gli utilizzatori devono tuttavia avere un'autorizzazione, rilasciata dalle autorità regolatorie, se intendono svolgere attività che generano residui radioattivi.La regolamentazione della radioprotezione è in corso di revisione e ciò potrebbe avere un effetto sul sistema di classificazione.IrlandaPoiché in Irlanda non esistono centrali nucleari o impianti del ciclo del combustibile, i residui radioattivi sono classificati semplicemente in base al semiperiodo e a seconda che si tratti di una sorgente sigillata o non sigillata. Non sono previste modifiche del sistema esistente.ItaliaIn Italia la base del sistema di classificazione dei residui condizionati è la tecnica di smaltimento. I residui radioattivi sono classificati in tre categorie, a seconda delle caratteristiche di radioisotopi e delle concentrazioni di attività. La categoria I è quella in cui il decadimento al di sotto dei livelli di esenzione avviene in pochi mesi e tutti gli altri residui sono classificati secondo il semiperiodo e il tenore di attività nella categoria II e III. La categoria II è a sua volta divisa in due sottocategorie in funzione dei requisiti di condizionamento prima dello smaltimento finale.Le uniche modifiche previste sono quelle della "Guida Tecnica n. 26" che sarà modificata per incorporare i requisiti per i residui HLW, i residui vetrificati e i residui ILW (che non generano calore).Paesi BassiNon è stata ancora presa una decisione sulla tecnica di smaltimento dei residui radioattivi e di conseguenza il sistema di classificazione si concentra sul trattamento e sul condizionamento dei residui radioattivi senza precludere alcuna opzione di smaltimento. Esistono tre categorie di residui radioattivi, ciascuna delle quali suddivisa in sottocategorie. La categoria 1 comprende tutti i residui ad attività bassa e media al di sotto di un'intensità di dose stabilita ed è suddivisa in funzione dell'origine, della concentrazione di radionuclidi e del semiperiodo. I residui delle categorie 2 e 3 sono classificati in funzione della produzione di calore e sono poi suddivisi, rispettivamente a seconda dell'origine e del tipo di residui. Non sono previste modifiche del sistema esistente.PortogalloLa classificazione di residui radioattivi è definita in funzione della tecnica di smaltimento. Esistono tre categorie: residui ad attività bassa e media (dalla ricerca, dalla medicina e dall'industria, comprese sorgenti sigillate esaurite beta/gamma con un semiperiodo inferiore a 30 anni, condizionate secondo tecniche distinte), residui alfa (soprattutto sorgenti sigillate esaurite radio e americio) e residui dell'estrazione di uranio. Non sono previste modifiche del sistema esistente.SpagnaLa Spagna ha un sistema di classificazione con due categorie di residui basate sulla soluzione di smaltimento prevista o applicata e cioè residui ad attività bassa e media adatti allo smaltimento in prossimità della superficie e tutti gli altri residui. Sono inoltre previsti criteri specifici per determinati siti di smaltimento che concernono le proprietà dei fusti di residui, il condizionamento, radionuclidi specifici e sull'intero sito.Non sono previste modifiche del sistema esistente anche se si dovranno probabilmente precisare i termini usati per descrivere la gestione del combustibile esaurito, attualmente considerato HLW, a seguito della recente convenzione di Vienna sulla sicurezza di gestione del combustibile esaurito.SveziaI residui radioattivi sono divisi in residui nucleari e non nucleari, ossia residui provenienti da ospedali e istituti di ricerca. Alcuni residui nucleari a bassa attività sono smaltiti in depositi in prossimità della superficie secondo criteri relativi alla concentrazione di attività e all'attività totale. I residui radioattivi non esentati o smaltiti in depositi prossimi alla superficie sono classificati secondo tre tecniche di smaltimento: deposito nella roccia per residui operativi (operativo), deposito nella roccia per residui di disattivazione (previsto) e un deposito per il combustibile esaurito e altri residui a lunga vita (previsto). I residui non nucleari che non possono essere esentati sono condizionati e smaltiti con i residui nucleari oppure stoccati in attesa della costruzione delle strutture previste. Non sono previste modifiche del sistema di classificazione.Regno UnitoIl Regno Unito ha quattro grandi categorie di residui radioattivi, classificati secondo la capacità di generazione termica e il tenore di attività. Le quattro categorie sono: residui ad attività molto bassa, residui a bassa attività, residui a media attività e residui ad alta attività.Uno studio del 1995 ha segnalato l'eventuale necessità di rivedere il sistema di classificazione dei residui alla luce delle deliberazioni dell'UE. Ogni modifica del sistema potrebbe essere pianificata in relazione all'attuazione delle nuove norme fondamentali di sicurezza di Euratom.4.2. Paesi dell'Europa centrale e orientaleBulgariaLa Bulgaria ha tre categorie di residui radioattivi classificati secondo il rateo di equivalente di dose di emissione gamma ad una distanza di 0,1 metri dalla superficie o il valore dell'attività specifica alfa o beta. I residui istituzionali e le sorgenti sigillate esaurite sono classificati secondo questo schema.Repubblica cecaLa Repubblica ceca non ha un sistema di classificazione specificato in regolamenti. I regolamenti stabiliscono comunque che i produttori di residui debbano elaborare il proprio sistema di classificazione in funzione del loro sistema di trattamento e condizionamento, della tecnologia usata e rispettando i criteri stabiliti dall'Ufficio statale di sicurezza nucleare. A scopi di comunicazione nazionale sono usate le categorie: residui ad attività bassa e media, residui ad alta attività e combustibile esaurito, anche se queste non sono definite.EstoniaL'Estonia sta modificando il suo sistema di classificazione dei residui radioattivi e il nuovo regolamento dovrebbe entrare in vigore alla fine del 1998. Fino a tale momento l'Estonia continua ad usare il vecchio sistema di classificazione dell'ex URSS (SPORO-85). Il sistema SPORO-85 stabilisce limiti di esenzione per i residui radioattivi sulla base dell'attività specifica e della contaminazione di superficie. I residui radioattivi sono suddivisi in tre gruppi: articoli (items), residui biologici e sorgenti di radiazioni esaurite. Questi sono poi ulteriormente in tre gruppi a seconda dell'intensità di dose.UngheriaIl sistema di classificazione dei residui in Ungheria si basa sulla sorgente dei residui e sulla concentrazione di attività. Le tre categorie sono: residui a bassa attività, residui a media attività e residui ad alta attività, in funzione della concentrazione di attività o dell'intensità di dose in superficie dei residui radioattivi.LettoniaLe autorità lettoni stanno elaborando nuovi regolamenti sulla gestione dei residui radioattivi. Il nuovo sistema sarà basato sulla tecnica di smaltimento e i residui saranno classificati secondo il semiperiodo e il tenore di attività. I residui esistenti possono essere classificati in tre categorie: residui smaltiti in vecchi depositi, residui immagazzinati in nuovi depositi e sorgenti sigillate esaurite detenute in stoccaggio provvisorio.PoloniaIn Polonia vigono limitazioni che stabiliscono se i residui devono essere considerati radioattivi o no. Successivamente i residui radioattivi sono classificati secondo il tenore di radionuclidi (beta/gamma o alfa) e le sorgenti di radiazione esaurite costituiscono una terza categoria. I residui beta/gamma sono poi raggruppati in residui a bassa, media e alta attività a seconda della concentrazione di attività. Esistono altri criteri per i singoli colli destinati al deposito e allo smaltimento.RomaniaIn Romania i residui radioattivi sono classificati in tre categorie: residui a bassa, media e alta attività a seconda dell'attività specifica oppure dell'intensità di dose in superficie. I residui solidi a bassa attività sono suddivisi in residui combustibili, non combustibili o speciali. I residui combustibili sono ulteriormente classificati in residui biodegradabili e non biodegradabili e i residui non combustibili, a seconda che possono essere compattati o no. I residui dell'estrazione dell'uranio sono classificati separatamente secondo le loro caratteristiche fisiche e la concentrazione di attività. L'attuale sistema di gestione dei residui radioattivi sarà prossimamente riveduto ed è previsto un sistema di classificazione basato sul sistema dell'AIEA e sulle raccomandazioni CE.SlovacchiaIn Slovacchia non esiste ancora un sistema ufficiale di classificazione. È molto usato un sistema qualitativo con categorie di residui ad attività bassa, media e alta, ma non esistono limiti specifici per le categorie. L'attuale sistema si basa soprattutto sulla sorgente dei residui radioattivi ma è in corso una revisione e il nuovo sistema sarà probabilmente basato sulla tecnica di smaltimento.SloveniaLa Slovenia ha tre categorie di residui radioattivi: residui ad attività bassa, media ed alta. Queste categorie sono basate sulla sorgente dei residui con limiti stabiliti per l'attività specifica. Le categorie dei residui ad attività bassa e media sono suddivise in residui con emettitori alfa e residui con emettitori beta/gamma. Sono in corso lavori su un sistema di classificazione basato sul sistema dell'AIEA che comprenderà l'approccio di esenzione.5. Sistema di classificazione proposto dalla CommissioneI sistemi di gestione dei residui radioattivi dovrebbero essere stabiliti secondo le caratteristiche e le proprietà dei residui e il loro potenziale di nocività per le persone e/o l'ambiente. I criteri di accettazione dei residui radioattivi in un impianto di smaltimento dipendono (e sono sostenuti) da valutazioni di sicurezza che devono tener conto delle condizioni specifiche caso per caso (requisiti regolatori, concetto di deposito, contesto di valutazione ecc.). Queste condizioni sono ancora più importanti quando si tratta di definire criteri di accettazione per strutture in prossimità della superficie. Questi criteri comprendono il concetto del sistema di smaltimento, il tipo e la funzione delle barriere artificiali e naturali, il tipo e il periodo di controllo istituzionale (se esiste) e gli scenari da considerare nelle valutazioni.Qualsiasi sistema di classificazione dei residui radioattivi basato sullo smaltimento, per uso generale, può essere soltanto qualitativo (indicativo), tranne se è possibile stabilire in anticipo parametri importanti della valutazione di sicurezza, con un buon grado di realismo e credibilità.Tale sistema indicativo fornisce una descrizione qualitativa delle singole categorie di residui. In questo caso, la maggior parte delle caratteristiche generali dei residui radioattivi sono usate come criteri di classificazione. Sono comunque anche utili valori numerici per caratterizzare ampie fasce o "ordini di grandezza" per alcune proprietà chiave.Il sistema di classificazione della Commissione europea è basato sul sistema di classificazione dell'AIEA(4) con alcune modifiche per tener conto dell'opinione e dell'esperienza pratica degli esperti nazionali europei. Ad esempio il limite di generazione termica nei residui radioattivi LILW (2 kW/m3) raccomandato dall'AIEA non è stato mantenuto. Gli esperti non hanno trovato alcuna giustificazione per questo valore e ritengono in genere che esso sia legato unicamente all'analisi di sicurezza specifica del sito. Questo sistema di classificazione concerne soltanto le materie che contengono radionuclidi o ne sono contaminate e per le quali non è previsto un ulteriore uso (direttiva 92/3/Euratom)(5).Il sistema di classificazione è previsto soltanto per i residui solidi, ma va notato che alcuni residui liquidi potrebbero rientrare nella categoria di residui di transizione proposta (soprattutto residui radioattivi ospedalieri e medici).Il sistema di classificazione potrebbe essere inizialmente usato in parallelo con i sistemi nazionali fino al 1o gennaio 2002. I criteri nazionali di classificazione tecnica non dovrebbero essere sostituiti in quanto sono basati su considerazioni specifiche di sicurezza, quali l'autorizzazione di impianti o altre operazioni. Da notare che nessun semplice sistema di classificazione può trattare tutti gli aspetti associati con il suo uso che devono essere trattati in documenti distinti e più dettagliati. Va comunque chiarito che un sistema di classificazione dei residui ben descritto e confermato, ma sostanzialmente di tipo qualitativo, fornisce, comunque, molte informazioni utili per facilitare la gestione dell'informazione sui residui radioattivi e migliorare la comunicazione a livello europeo.I seguenti paragrafi descrivono il sistema di classificazione proposto che si basa sul tenore di radioattività, la durata e la potenza termica generata.5.1. Residui radioattivi di transizioneTipo di residui radioattivi (soprattutto di origine medica) il cui decadimento avviene durante il deposito temporaneo e che successivamente si prestano ad una gestione al di fuori del sistema del controllo regolatorio, a condizione che siano rispettati i livelli di esenzione (clearance). Si propone di applicare una durata massima di 5 anni; dopo questo periodo di 5 anni i residui saranno considerati come residui ad attività bassa e media. I livelli di esenzione sono valori stabiliti dalle autorità nazionali competenti ed espressi in termini di concentrazione di attività e/o attività, ai quali o al disotto dei quali le sostanze o materie radioattive contenenti sostanze radioattive derivanti da qualsiasi pratica soggetta obbligatoriamente a notifica o autorizzazione può essere esonerata dai requisiti della direttiva 96/29/Euratom. Questi livelli seguiranno i criteri di base usati nell'allegato 1 delle norme fondamentali di sicurezza Euratom (direttiva 96/29/Euratom del Consiglio del 13 maggio 1996) e terranno conto di qualsiasi altro orientamento tecnico fornito dalla Comunità europea.5.2. Residui radioattivi a bassa e media attività (LILW)Nel caso degli LILW la concentrazione di radionuclidi è tale che la generazione di potenza termica durante lo smaltimento è sufficientemente bassa. Questi valori accettabili di potenza termica sono specifici del sito secondo valutazioni di sicurezza.5.2.1. Residui a vita breve (LILW-SL)Questa categoria comprende residui radioattivi con nuclidi che hanno un semiperiodo inferiore o uguale ai semiperiodi di Cs137 e Sr90 (circa 30 anni), una concentrazione limitata di radionuclidi alfa a lunga vita (limitazione dei radionuclidi emettitori di alfa a lunga vita a 4000 Bq/g nei singoli contenitori di residui e ad una media globale di 400 Bq/g nel volume totale di residui).5.2.2. Residui a vita lunga (LILW-LL)Radionuclidi a vita lunga ed emettitori alfa la cui concentrazione supera i limiti per i residui a vita breve.5.3. Residui ad alta attivitàResidui con una concentrazione di radionuclidi tale che si deve tener conto della generazione termica durante le operazioni di stoccaggio e smaltimento (il livello di generazione di potenza termica è specifico del sito e questi residui provengono principalmente dal trattamento/condizionamento di combustibile nucleare esaurito).6. ConclusioniLa Commissione raccomanda agli Stati membri e all'industria di adottare il sistema di classificazione proposto per scopi di comunicazione nazionale e internazionale.Questo sistema di classificazione servirà a fornire informazioni concernenti i residui radioattivi solidi al pubblico, alle istituzioni nazionali e internazionali e alle organizzazioni non governative.La Commissione raccomanda agli Stati membri di usare questo sistema di classificazione. Nel periodo fino al 1o gennaio 2002 questo sistema potrà essere usato in parallelo con i sistemi nazionali esistenti.Sembra pertanto utile che la Commissione rivolga una raccomandazione agli Stati membri concernente un sistema di classificazione dei residui radioattivi solidi.(1) Risoluzione del Consiglio, del 15 giugno 1992, concernente il rinnovo del piano d'azione comunitario in materia di residui radioattivi (GU C 158 del 25.6.1992, pag. 2).(2) Direttiva 96/29/Euratom del Consiglio, del 13 maggio 1996, che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti (GU L 159 del 29.6.1996, pag. 1).(3) Radioactive Waste Categories. Current Position (98) in the EU Member States and in the Baltic and Central European Countries. 1998, Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, Lussemburgo EUR 18324.(4) IAEA Safety Series N° 111-G-1.1 Classification of Radioactive Waste, A safety guide. Vienna 1994.(5) GU L 35 del 12.2.1992, pag. 24.