CELEX: 31981H0494
Language: it
Date: 1981-07-01 00:00:00
Title: 81/494/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 1 luglio 1981, indirizzata al governo della Repubblica italiana ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 1, del trattato CEE (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

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31981H0494

81/494/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 1 luglio 1981, indirizzata al governo della Repubblica italiana ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 1, del trattato CEE (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 189 del 11/07/1981 pag. 0060

++++RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE  del 1° luglio 1981  indirizzata al governo della Republica italiana ai sensi dell ' articolo 108 , paragrafo 1 , del trattato CEE  ( Il testo in lingua italiana è il solo facente fede )  ( 81/494/CEE )  1 . In conformità alle disposizioni dell ' articolo 108 , paragrafo 1 , del trattato ed in seguito alla decisione presa dal governo della Repubblica italiana il 27 maggio 1981 di introdurre un deposito obbligatorio sugli acquisti di valuta , la Commissione ha compiuto un esame approfondito della situazione economica e finanziaria dell ' Italia .  2 . La Commissione ha constatato che , dopo aver presentato un forte disavanzo nel 1980 ( pari , sulla base delle transazioni , a circa il 2,5 % del prodotto interno lordo ) , la bilancia dei pagamenti correnti dell ' Italia ha continuato a deteriorarsi nei primi mesi del 1981 . La Commisssione ha anche constatato che nei primi mesi del 1981 le autorità monetarie italiane hanno dovuto coprire il disavanzo facendo ricorso in larga misura alle riserve ufficiali .  La Commissione ritiene che l ' apprezzamento del dollaro spieghi in parte le difficoltà incoltrate dall ' Italia . Essa considera tuttavia che tali difficoltà derivino essenzialmente da un insufficiente controllo dei fattori interni nei primi mesi dell ' anno in corso . Dopo la ripresa degli ultimi mesi del 1980 , infatti , la domanda interna si è mantenuta su un livello relativamente elevato , invece di subire la flessione che sarebbe stata necessaria per rafforzare la tendenza al miglioramento del saldo delle quantità scambiate con l ' estero .  Queste difficoltà sono state sensibilmente aggravate dall ' andamento fortemente deficitario del saldo del tesoro a partire dagli ultimi mesi del 1980 e dalla forte iniezione di liquidità cui esso ha dato luogo anche in conseguenza della costituzione di disponibilità di tesoreria presso il sistema bancario da parte di enti periferici . In queste condizioni , le misure di restrizione creditizia introdotte il 31 gennaio e poi il 22 marzo non hanno potuto impedire che la liquidità dell ' economia si gonfiasse eccessivamente e che si rinvigorissero le aspettative inflazionistiche . Il miglioramento della liquidità , gia ampia , ha così fornito alle imprese i mezzi necessari per concretizzare le loro aspettive , con inevitabile danno per l ' equilibrio esterno .  3 . La Commissione osserva che queste difficoltà sarebbero state meno acute se le misure fiscali di accompagnamento che erano state previste al momento dell ' aggiustamento della parità della lira il 22 marzo fossero entrate in vigore rapidamente e se i tassi d ' interesse , in particolare sui titoli pubblici , fossero stati portati , in connessione con l ' aumento del tasso di sconto , ad un livello sufficiente a mantenere l ' interesse degli operatori privati per questo tipo di investimento , attenuando così l ' impatto sulla liquidità del gonfiarsi del fabbisogno del settore statale .  La Commissione ha preso nota del fatto che , nella situazione così creatasi , il governo della Repubblica ha italiana ha giudicato di dover effettuare con estrema urgenza un prelievo sulla liquidità delle imprese che permettesse di evitare o almeno di ridurre il rischio di una più forte perdita di riserve ufficiali . Essa ha preso nota , d ' altra parte , del fatto che la misura adottata il 27 maggio 1981 è considerata dal governo della Repubblica italiana come l ' unica in grado , tecnicamente e giuridicamente , di raggiungere rapidamente l ' obiettivo perseguito .  Per quanto riguarda la procedura seguita la Commissione deplora che in una materia di questa importanza non vi sia stata consultazione preventiva .  4 . In termini più generali , la Commissione ritiene essenziale valutare le difficoltà della bilancia dei pagamenti dell ' Italia e le azioni intraprese per farvi fronte alla luce dell ' attuale contesto mondiale e comunitario . L ' economia della Comunità si trova nel periodo più difficile dal 1958 : il suo disavanzo corrente di bilancia dei pagamenti non era mai stato così grande delle sue forze di lavoro era stata priva di occupazione . La grande maggioranza degli Stati membri presenta situazioni di bilancia dei pagamenti paragonabili a quelle dell ' Italia , e in certi casi ancora più gravi . Questa situazione si verifica in contesto mondiale nel quale la concorrenza sui mercati dei prodotti manufatti diviene più intensa ; le incertenze economiche e politiche gravano sulle relazioni internazionali con un peso senza precedenti ; il sistema degli scambi e dei pagamenti mondiali manca di un ' organizzazione monetaria solida e accettata .  In queste condizioni , e in mancanza di azioni atte a superare la crisi attraverso un accresciuto sforzo di solidarietà e di cooperazione internazionale e comunitaria , si moltiplicano i pericoli che i paesi cerchino una risposta alle loro difficoltà economiche attraverso azioni unilaterali e contrarie ai principi sui quali , dalla fine della guerra , si sono fondate l ' espansione del commercio internazionale e la crescita economica mondiale . La Commisione esprime la sua grave preoccupazione per le reazioni a catena di tipo protezionistico che misure di intralcio agli scambi potrebbero provocare da parte di altri paesi .  Tra i paesi membri della Comunità , l ' Italia è uno di quelli che meglio hanno saputo rispondere alla sfida dell ' apertura delle frontiere . L ' industria italiana ha saputo fare della sua partecipazione al mercato comune il punto di partenza di uno straordinario processo di crescita e di modernizzazione . La Commissione è convinta che l ' economia italiana possieda il dinamismo e possa recuperare la flessibilità che le permettano di superare con successo le difficoltà del momento e riprendere un sentiero d crescita equilibrata , beneficiando pienamente della sua partecipazione alla costruzione comunitaria sotto tutti i suoi aspetti .  5 . La Commissione ritiene che , al di là delle cause immediate e delle circostanze cicliche che hanno condotto a prendere , per la terza volta in setti anni , misure che possono intralciare gli scambi , le difficoltà dell ' economia italiana siano determinate da fattori profondi che è divenuto urgente attaccare con fermezza . Questi fattori si riassumono nella mancanza di controllo delle procedure di spesa del settore pubblico e del settore delle imprese .  Nel settore pubblico , l ' ampiezza del disavanzo e la struttura della spesa sono la causa principale degli squilibri economici e finanziari attuali , e costituiscono un ostacolo alle modifiche di struttura . I disavanzi pubblici esercitano una pressione eccessiva sulla creazione monetaria . La quota troppo elevata della spesa corrente sulla spesa pubblica stimola il consumo e impedisce la crescita degli investimenti pubblici che sarebbe necessaria per migliorare la produttività dell ' economia . Malgrado le riforme introdotte negli ultimi anni , le procedure di bilancio si mostrano incapaci di assicurare un ' evoluzione del bilancio stesso compatibile con gli equilibri economici e monetari . Certe gestioni della tesoreria , poi , non sono sufficientemente controllate come risulta dall ' evoluzione del fabbisogno di tesoreria di cui si è detto . Inoltre , troppo spesso le decisioni di aumento di spesa corrente aventi carattere pluriennale trascurano la copertura per gli esercizi successivi a quello nel quale vengono prese .  Nel settore delle imprese , l ' effetto cumulato dei meccanismi d ' indicizzazione e dei risultati dei rinnovi contrattuali e da ormai molti anni incompatibile con il ritorno a un tasso di inflazione allineato sulla media comunitaria . Le rigidità nelle condizioni d ' impiego della manodopera ostacolano gli aumenti di produttivita che sono condizione necessaria per una crescita non inflazionistica e , pertanto , durevole dei salari reali e dell ' occupazione . Le distorsioni nella struttura dei salari create dagli attuali meccanismi di indicizzazione sono a loro volta fonte di inflazione e di cattiva allocazione delle risorse .  La Commissione ritiene che nessuna misura di carattere protezionistico possa correggere questi fattori fondamentali . Al contrario , misure di questo tipo danno l ' illusione di poter ritardare le modifiche strutturali che sono indispensabili e urgenti per recuperare , al tempo stesso , l ' equilibrio interno e la competitività esterna .  6 . La Commissione è consapevole del fatto che certe misure di correzione sono di competenza delle imprese e degli operatori economici piuttosto che dell ' azione governativa e parlamentare . Ciò rende ancora più necessario che i pubblici poteri utilizzino pienamente gli strumenti legislativi e amministrativi dei quali dispongono e che esercitino tutta la loro influenza affinchù le decisioni degli altri operatori economici si orientino verso l ' obiettivo della stabilità .  Il processo di risanamento non può compiersi rapidamente . Un ' azione continua e prolungata è necessaria per ottenere risultati durevoli . Ciò non fa che rendere più urgenti azioni incisive .  7 . La Commissione raccomanda al governo della Repubblica italiana di prendere urgentemente le misure necessarie affinchù le finanze pubbliche cessino di rappresentare un fattore permanente di instabilità per la politica economica a breve termine . A tal fine essa raccomanda :  - di prendere tutti i provvedimenti necessari per contenere il fabbisogno complessivo interno del settore pubblico allargato nel 1981 entro il limite dell ' obiettivo stabilito , cioè 37 500 miliardi di lire ;  - quale prima tappa verso l ' auspicabile istituzione dell ' unità di tesoreria del settore pubblico , di applicare rigorosamente le disposizioni che limitano la facoltà degli enti regionali e locali di detenere disponibilità liquide presso il sistema bancario ;  - di porre fine alla pratica della Banca d ' Italia di acquistare all ' emissione i buoni e certificati del Tesoro non sottoscritti dalle banche e dal pubblico . Ciò implica , da un lato , che il livello dei tassi d ' interesse su questi titoli venga d ' ora in poi determinato dal mercato e , dall ' altro , che il Tesoro per evitare una troppo grande variabilità di questi tassi , si adoperi per regolarizzare il più possibile il proprio ricorso al mercato e quindi l ' andamento del suo disavanzo nel corso dell ' anno .  Al di là di queste misure urgenti , la Commissione raccomanda che siano presi nel più breve tempo possibile i provvedimenti necessari per il risanamento della finanza pubblica . Tra questi meritano una particolare attenzione quelli necessari per garantire un rispetto effettivo delle norme che vietano l ' approvazione di nuove spese senza copertura , l ' eventuale accrescimento della capacità impositiva degli enti locali , la riduzione della dinamica di certe spese determinate da meccanismi automatici , il miglioramento della gestione e della conoscenza dei flussi di bilancio , l ' istituzione di un servizio di tesoreria unico per gli operatori pubblici .  La Commissione raccomanda , inoltre , al governo della Repubblica italiana di prestare particolare attenzione al rischio che gli impulsi inflazionistici risultanti dal disavanzo pubblico amplifichino nuovamente la spirale dei prezzi e dei costi , sia attraverso l ' operare dei meccanismi della scala mobile , sia attraverso il prossimo rinnovo di numerosi importanti contratti collettivi di lavoro . La Commissione prende atto del fatto che le attuali disposizioni di controllo dell ' espansione del credito sono severe , ma essa considera urgente il coronamento degli sforzi intrapresi dal governo della Repubblica italiana al fine di definire e di porre in atto , d ' accordo con le parti sociali , una politica di riduzione volontaria del ritmo di crescita dei redditi nominali . La Commissione considera una tale politica indispensabile al rafforzamento della competitività dell ' economia e , quindi , alla stabilità del tasso cambio e alla scomparsa della latente propensione degli operatori ad anticiparne il deprezzamento .  8 . La Commissione segue con attenzione l ' andamento della situazione economica in Italia e sorveglia con cura l ' applicazione delle misure prese il 27 maggio 1981 . Essa ritiene in ogni caso che la data del 1° ottobre , alla quale queste misure di salvaguardia devono cessare , rappresenti una data limite alla quale sarebbe opportuno non arrivare . Essa si riserva di intervenire in qualunque momento , secondo le modalità previste dal trattato , affinchù siano apportate al campo di applicazione e alla durata delle misure le modifiche eventualmente ritenute necessarie .  Fatto a Bruxelles , il 1° luglio 1981 .  Per la Commissione  François-Xavier ORTOLI  Vicepresidente