CELEX: 62001TJ0088
Language: it
Date: 2005-04-14
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Quinta Sezione ampliata) del 14 aprile 2005. # Sniace, SA contro Commissione delle Comunità europee. # Aiuti concessi dagli Stati - Ricorso di annullamento - Ricevibilità - Atto concernente individualmente la ricorrente. # Causa T-88/01.

Causa T‑88/01
      Sniace, SA
      contro
      Commissione delle Comunità europee
      «Aiuti concessi dagli Stati — Ricorso di annullamento — Ricevibilità — Atto concernente individualmente la ricorrente»
      Sentenza del Tribunale (Quinta Sezione ampliata) 14 aprile 2005 
      Massime della sentenza
      1.     Procedura — Intervento — Istanza di intervento non avente ad oggetto l’adesione alle conclusioni di una della parti — Irricevibilità
            — Eccezione di irricevibilità di ordine pubblico — Valutazione d’ufficio da parte del giudice — Carenza di legittimazione
            ad agire del ricorrente
      (Statuto della Corte di giustizia, art. 40, quarto comma; regolamento di procedura del Tribunale, artt. 113 e 116, n. 3)
      2.     Ricorso di annullamento — Persone fisiche o persone giuridiche — Atti che le riguardano direttamente e individualmente — Decisione
            della Commissione che chiude un procedimento in materia di aiuti — Impresa concorrente dell’impresa beneficiaria dell’aiuto
            — Diritto di ricorso — Presupposti 
      (Artt. 88, n. 2, CE e 230, quarto comma, CE)
      1.     Ai sensi dell’art. 40, quarto comma, dello Statuto della Corte di giustizia, le conclusioni dell’istanza di intervento possono
         avere come oggetto soltanto l’adesione alle conclusioni di una delle parti. Inoltre, ai sensi dell’art. 116, n. 3, del regolamento
         di procedura del Tribunale, l’interveniente accetta il procedimento nello stato in cui questo si trova all’atto del suo intervento.
         Tuttavia, in forza dell’art. 113 del regolamento di procedura, il Tribunale, in qualsiasi momento, può esaminare d’ufficio
         le eccezioni di irricevibilità di ordine pubblico, comprese quelle addotte dagli intervenienti. Un’eccezione d’irricevibilità
         riguardante la legittimazione ad agire del ricorrente solleva una siffatta questione di ordine pubblico.
      
      (v. punti 49, 52-53)
      2.     Conformemente all’art. 230, quarto comma, CE, una persona fisica o giuridica può proporre ricorso contro una decisione indirizzata
         ad un’altra persona soltanto se detta decisione la riguarda direttamente e individualmente. I soggetti che non siano destinatari
         di una decisione possono sostenere che questa li riguardi individualmente soltanto qualora la decisione li concerna a causa
         di determinate qualità personali o di particolari circostanze atte a distinguerli dalla generalità, e per questo motivo li
         identifichi alla stessa stregua dei destinatari.
      
      Per quanto riguarda, in particolare, la materia degli aiuti di Stato, sono individualmente interessate da una decisione della
         Commissione che chiuda un procedimento avviato in forza dell’art. 88, n. 2, CE nei confronti di un aiuto individuale, oltre
         all’impresa beneficiaria, le imprese concorrenti di quest’ultima che abbiano svolto un ruolo attivo nell’ambito di detta procedura,
         purché la loro posizione sul mercato sia notevolmente lesa dal provvedimento di aiuto oggetto della decisione impugnata. Un’impresa
         non può quindi avvalersi unicamente della sua qualità di concorrente rispetto all’impresa beneficiaria, ma deve provare inoltre
         che, tenuto conto del suo grado di eventuale partecipazione al procedimento e dell’importanza della lesione della sua posizione
         sul mercato, essa si trova in una situazione di fatto che la identifica in modo analogo a quello del destinatario di una decisione.
         Occorre giudicare che un’impresa ha svolto soltanto un ruolo secondario in un procedimento precontenzioso quando, da un lato,
         essa non ha presentato alcuna denuncia presso la Commissione e, dall’altro, risulta che lo svolgimento di tale procedimento
         non è stato ampiamente determinato dalle osservazioni che essa ha presentato in quanto si è limitata, in sostanza, a riprodurre
         talune constatazioni effettuate dalla Commissione nella sua decisione di avvio del procedimento commentandole sommariamente,
         senza fornire il minimo elemento di prova concreto e, successivamente, si è limitata ad affermare, senza fornire un seppur
         minimo elemento preciso o un qualsivoglia elemento probatorio, che i provvedimenti considerati nella decisione di estensione
         del procedimento costituivano aiuti di Stato e dovevano essere dichiarati incompatibili col mercato comune.
      
      Quanto all’importanza della lesione della posizione della ricorrente sul mercato, non è compito del giudice comunitario, nella
         fase dell’esame della ricevibilità, pronunciarsi definitivamente sui rapporti di concorrenza fra la ricorrente e l’impresa
         beneficiaria degli aiuti. In tale ambito, tocca soltanto alla ricorrente indicare adeguatamente le ragioni per le quali la
         decisione della Commissione può ledere i suoi interessi legittimi, incidendo notevolmente sulla sua posizione nel mercato
         di cui trattasi.
      
      (v. punti 54-57, 59-60)
SENTENZA DEL TRIBUNALE (Quinta Sezione ampliata)
      14 aprile 2005 (*)
      
      «Aiuti concessi dagli Stati – Ricorso di annullamento – Ricevibilità – Atto concernente individualmente la ricorrente»
      Nella causa T-88/01,
      Sniace, SA, con sede in Madrid (Spagna), rappresentata dagli avv.ti J. Baró Fuentes, M. Gómez de Liaño y Botella e F. Rodríguez Carretero,
         
      
      ricorrente,
      contro
      Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. D. Triantafyllou e J. Buendía Sierra, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
      
      convenuta,
      sostenuta da
      Repubblica d’Austria, rappresentata dai sigg. H. Dossi e M. Burgstaller, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
      
      da
      Lenzing Lyocell GmbH & Co. KG, con sede in Heiligenkreuz im Lafnitztal (Austria),
      
      e da
      Land Burgenland (Austria),
      rappresentati dall’avv. U. Soltész, 
      intervenienti,
      avente ad oggetto una domanda di annullamento della decisione della Commissione 19 luglio 2000, 2001/102/CE, relativa all’aiuto
         di Stato, al quale l’Austria ha dato esecuzione in favore di Lenzing Lyocell GmbH & Co. KG (GU 2001, L 38, pag. 33),
      
      IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO
      DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Quinta Sezione ampliata),
      composto dalla sig.ra P. Lindh, presidente, dai sigg. R. García-Valdecasas, J.D. Cooke, P. Mengozzi e dalla sig.ra M.E. Martins
         Ribeiro, giudici,
      
      cancelliere: sig. J. Palacio González, amministratore principale,
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 17 giugno 2004,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
       Fatti all’origine della lite
      1       La Sniace, SA (in prosieguo: la «ricorrente»), è una società spagnola che come attività principali effettua la produzione
         e la vendita di fibre artificiali e sintetiche, di cellulosa, di fibre di cellulosa (fibre di viscosa discontinua), di filo
         continuo di poliammide, di feltro non tessuto nonché di solfato di sodio, lo sfruttamento delle foreste e la coproduzione
         di energia elettrica.
      
      2       La Lenzing Lyocell GmbH & Co. KG (in prosieguo: la «LLG») è una società austriaca, controllata dalla società austriaca Lenzing
         AG, la quale produce in particolare fibre di viscosa e modal. L’attività della LLG consiste nella produzione e nella vendita
         di Lyocell, un nuovo tipo di fibra prodotta mediante cellulosa naturale pura. Tale fibra è del pari prodotta dalla società
         britannica Courtaulds plc, che la vende con la denominazione «Tencel».
      
      3       Nel 1995 la LLG cominciava la costruzione di un impianto per la produzione di Lyocell nel parco industriale di Heiligenkreuz-Szentgotthárd,
         un parco situato in una zona transfrontaliera fra l’Austria e l’Ungheria. L’impianto è ubicato nella parte austriaca della
         zona, vale a dire nel Land Burgenland.
      
      4       Nel 1995 l’organismo pubblico austriaco Wirtschaftsbeteiligungs AG (in prosieguo: la «WiBAG») comunicava ufficiosamente alla
         Commissione l’intenzione di accordare aiuti pubblici alla LLG a favore del progetto di investimento. Con lettera 30 agosto
         1995 la Repubblica d’Austria comunicava alla Commissione che tali aiuti sarebbero stati accordati nell’ambito del regime di
         aiuti a finalità regionale recante il riferimento N 589/95, autorizzato dalla Commissione con lettera 3 agosto 1995. Con lettera
         5 ottobre 1995, la Commissione informava la Repubblica d’Austria che una notifica individuale degli aiuti previsti sotto forma
         di sovvenzioni non era necessaria poiché essi rientravano nell’ambito di un regime di aiuti autorizzato, pur intimandole di
         non accordare aiuti sotto forma di garanzie alla LLG senza prima informarla.
      
      5       Il 21 aprile 1997, le autorità austriache inviavano alla Commissione formulari di domande di cofinanziamento in forza del
         Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per due grandi progetti d’investimento nel parco industriale che doveva essere
         realizzato dalla Business Park Heiligenkreuz GmbH (in prosieguo: la «BPH») e dalla Wirtschaftspark Heiligenkreuz Servicegesellschaft
         mbH (in prosieguo: la «WHS»). 
      
      6       A causa di indicazioni contenute in detti formulari nonché in un contratto stipulato nel 1995 fra il Land Burgenland e la
         LLG, la Commissione decideva di riesaminare la pratica relativa agli aiuti concessi alla LLG. Dopo aver incontrato le autorità
         austriache e aver effettuato scambi epistolari con queste, essa decideva di iscrivere tale caso nel registro degli aiuti non
         notificati. Altri incontri e scambi di corrispondenza si verificavano in seguito tra la Commissione e le autorità austriache.
      
      7       Con lettera 29 ottobre 1998 la Commissione informava il governo austriaco della sua decisione 14 ottobre 1998 di avviare il
         procedimento di cui all’art. 93, n. 2, del Trattato CE (divenuto art. 88, n. 2, CE), nei confronti delle varie misure adottate
         dalle autorità austriache a favore della LLG (in prosieguo: la «decisione di avvio del procedimento»). Le misure di cui trattasi
         consistevano in garanzie statali per la cessione di sovvenzioni e prestiti di un ammontare di EUR 50,3 milioni, in un prezzo
         vantaggioso di EUR 4,4 al metro quadrato per 120 ettari di zona industriale e in garanzie di prezzi fissi per servizi collettivi
         di base per un periodo di 30 anni. La Commissione intimava al governo austriaco, conformemente ai principi affermati dalla
         Corte nella sua sentenza 13 aprile 1994, cause riunite C-324/90 e C-342/90, Repubblica federale di Germania e Pleuger Worthington/Commissione
         (Racc. pag. I-1173), di comunicarle talune informazioni al fine di consentirle di esaminare la compatibilità di dette misure
         col mercato comune.
      
      8       Essa gli ingiungeva del pari, conformemente ai principi posti dalla Corte nella sua sentenza 5 ottobre 1994, causa C-47/91,
         Italia/Commissione, detta «Italgrani» (Racc. pag. I-4635, punti 21-24), di fornirle varie informazioni destinate a consentirle
         di valutare se talune delle altre misure adottate delle autorità austriache a favore della LLG fossero autorizzate da regimi
         di aiuti autorizzati o esistenti. Gli altri Stati e le parti interessate venivano informati dell’avvio di tale procedimento
         e venivano invitati a presentare le loro osservazioni eventuali mediante la pubblicazione di detta lettera nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 13 gennaio 1999 (GU C 9, pag. 6).
      
      9       Il governo austriaco rispondeva alla detta lettera della Commissione con lettere 15 marzo e 16 e 28 aprile 1999. Il Regno
         Unito e alcuni terzi interessati, fra cui la ricorrente (con lettera 12 febbraio 1999) presentavano del pari le loro osservazioni.
      
      10     Dopo avere esaminato le informazioni che le erano state comunicate dalle autorità austriache, la Commissione, con lettera
         14 luglio 1999, informava il governo austriaco della sua decisione 23 giugno 1999 di ampliare il procedimento avviato in forza
         dell’art. 88, n. 2, CE (in prosieguo: la «decisione di estensione del procedimento») ad altre quattro misure adottate a favore
         della LLG. Si tratta delle seguenti misure: un aiuto ad hoc agli investimenti per EUR 0,4 milioni per l’acquisto di un terreno,
         un contratto di partecipazione tacita del valore di EUR 21,8 milioni, redimibile solo dopo 30 anni e che doveva fruttare un
         rendimento annuo dell’1%, una concessione di un aiuto di valore imprecisato per la creazione di un’infrastruttura adatta all’impresa,
         e un aiuto ambientale del valore di EUR 5,4 milioni, probabilmente concesso in seguito ad un’applicazione non conforme di
         un regime di aiuti esistente. La Commissione invitava il governo austriaco a presentare le sue osservazioni. Gli altri Stati
         membri e le parti interessate venivano informati dell’estensione del procedimento e venivano invitati a presentare le loro
         eventuali osservazioni mediante la pubblicazione di detta lettera nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 4 settembre 1999 (GU C 253, pag. 4). Il governo austriaco presentava le sue osservazioni con lettera 4 ottobre 1999. Il Regno
         Unito nonché terzi interessati, fra cui la ricorrente (con lettera 4 ottobre 1999), hanno presentato del pari le loro osservazioni.
         Il governo austriaco forniva informazioni supplementari con lettere 25 febbraio e 27 aprile 2000.
      
      11     Il 19 luglio 2000 la Commissione adottava la decisione 2001/102/CE, relativa all’aiuto di Stato, al quale l’Austria ha dato
         esecuzione in favore della LLG (GU 2001, L 38, pag. 33; in prosieguo: la «decisione controversa»).
      
      12     Il dispositivo di detta decisione è così redatto:
      «Articolo 1
      Le misure alle quali l’Austria ha dato esecuzione in favore […] (LLG), Heiligenkreuz, attraverso la concessione di garanzie
         del valore di 35,80 milioni di EUR (una garanzia di un consorzio di banche private e di banche pubbliche del valore di 21,8
         milioni di EUR e tre garanzie del Wirtschaftspark Heiligenkreuz Servicegesellschaft mbH (WHS) del valore di 1,4 milioni di
         EUR, 10,35 milioni di EUR e 2,25 milioni di EUR) nonché attraverso un prezzo del terreno quotato a 4,4 EUR al m2 al momento
         dell’acquisto di un terreno industriale di 120 ha, attraverso garanzie di prezzo fisso del Land Burgenland per la preparazione
         di servizi industriali e la messa a disposizione di un’agevolazione di importo imprecisato sotto forma di creazione di un’infrastruttura
         specifica per un’impresa, non costituiscono un aiuto ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. 
      
      Articolo 2
      L’aiuto, al quale l’Austria ha dato esecuzione in favore di LLG attraverso la prestazione di una garanzia del valore di 14,5
         milioni di EUR attraverso WiBAG, è conforme alla direttiva sulle garanzie autorizzate dalla Commissione con il n. N 542/95.
         
      
      L’aiuto in materia ambientale del valore di 5,37 milioni di EUR è conforme alla direttiva sulla tutela dell’ambiente autorizzata
         dalla Commissione con il n. N 93/148. 
      
      Articolo 3 
      Gli aiuti individuali [ai quali] l’Austria ha dato esecuzione sotto forma di un aiuto all’acquisto di un terreno del valore
         di 0,4 milioni di EUR e di un’associazione in partecipazione del valore di 21,8 milioni di EUR, sono compatibili con il mercato
         comune. 
      
      Articolo 4
      La Repubblica austriaca è destinataria della presente decisione».
       Procedimento
      13     Con ricorso depositato nella cancelleria del Tribunale il 17 aprile 2001, la ricorrente presentava il ricorso in esame.
      14     Con atti depositati in cancelleria rispettivamente il 6 giugno, il 16 e il 26 luglio 2001, la LLG, la Repubblica d’Austria
         e il Land Burgenland chiedevano di intervenire nella causa in esame a sostegno delle conclusioni della Commissione.
      
      15     Con lettera datata 16 ottobre 2001, la ricorrente formulava una domanda di misure di organizzazione del procedimento avente
         ad oggetto la comunicazione da parte della Commissione di vari documenti menzionati nel suo controricorso e nella decisione
         controversa nonché di talune informazioni, in particolare sul mercato dei prodotti di cui trattasi. Il 14 novembre 2001, la
         Commissione, a titolo delle misure di organizzazione del procedimento, veniva invitata a comunicare taluni di detti documenti.
         Essa ottemperava a tale domanda entro il termine impartito.
      
      16     Con lettera 10 dicembre 2001, la ricorrente chiedeva il trattamento riservato per taluni dati contenuti negli allegati 14
         e 15 del suo ricorso nei confronti della LLG, della Repubblica d’Austria e del Land Burgenland.
      
      17     Con ordinanza 18 febbraio 2002, il presidente della Quinta Sezione ampliata accoglieva le domande d’intervento e di riservatezza.
      18     Il 21 maggio 2002 la LLG e il Land Burgenland presentavano una memoria d’intervento congiunta.
      19     Il 23 maggio 2002 la Repubblica d’Austria presentava la sua memoria d’intervento.
      20     La Commissione e la ricorrente presentavano osservazioni sulle memorie di intervento, rispettivamente, il 19 luglio e il 6
         settembre 2002.
      
      21     Su relazione del giudice relatore, il Tribunale (Quinta Sezione ampliata) decideva di avviare il procedimento orale.
      22     Le parti hanno svolto osservazioni orali e risposto ai quesiti del Tribunale all’udienza del 17 giugno 2004.
       Conclusioni delle parti 
      23     La ricorrente chiede che il Tribunale voglia: 
      –       dichiarare il ricorso ricevibile e fondato;
      –       annullare l’art. 1 della decisione controversa nella parte in cui la Commissione decide che la costituzione di garanzie per
         un importo di EUR 35,8 milioni non costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE;
      
      –       annullare l’art. 2 della decisione controversa nella parte in cui la Commissione decide che l’aiuto concesso della Repubblica
         d’Austria alla LLG mediante la costituzione di una garanzia di EUR 14,5 milioni della WiBAG è conforme al principio recante
         riferimento N 542/95 relativo alle garanzie e approvato dalla Commissione;
      
      –       annullare l’art. 3 della decisione controversa;
      –       in subordine, annullare l’art. 1 della decisione controversa nella parte in cui la Commissione decide che le garanzie di prezzi
         fissi del Land Burgenland per la fornitura di servizi collettivi e un aiuto di un importo non conosciuto sotto forma di creazione
         di un’infrastruttura propria dell’impresa non costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE;
      
      –       condannare la Commissione alle spese.
      24     Nella replica la ricorrente chiede del pari che il Tribunale voglia annullare l’art. 2 della decisione controversa nella parte
         in cui la Commissione decide che l’aiuto all’ambiente per una somma di EUR 5,37 milioni è conforme al principio recante riferimento
         N 93/148 relativo al finanziamento della tutela dell’ambiente e approvato dalla Commissione.
      
      25     La Commissione chiede che il Tribunale voglia:
      –       dichiarare i motivi non suffragati da prova e dichiarare irricevibili i motivi nuovi addotti dalla ricorrente;
      –       in ogni caso, dichiarare il ricorso interamente infondato;
      –       condannare la ricorrente alle spese.
      26     Gli intervenienti chiedono che il Tribunale voglia:
      –       dichiarare il ricorso irricevibile e, in ogni caso, infondato;
      –       condannare la ricorrente alle spese.
       Sulla ricevibilità
       Argomenti delle parti
      27     Gli intervenienti eccepiscono l’irricevibilità del ricorso in quanto la ricorrente non è individualmente interessata dalla
         decisione controversa.
      
      28     La Repubblica d’Austria ricorda che, per quanto concerne il controllo delle sovvenzioni statali, una decisione della Commissione
         che pone termine ad un procedimento avviato in forza dell’art. 88, n. 2, CE riguarda individualmente le imprese che hanno
         presentato la denuncia che ha dato inizio a tale procedimento e le cui osservazioni, che hanno influito sul corso del procedimento,
         sono state ascoltate, se, però, la loro posizione sul mercato è sostanzialmente danneggiata dal provvedimento di aiuto che
         costituisce oggetto della detta decisione (sentenza della Corte 28 gennaio 1986, causa 169/84, COFAZ e a./Commissione, Racc.
         pag. 391, punti 24 e 25).
      
      29     Essa considera, in primo luogo, che il fatto che la ricorrente sia un terzo interessato ai sensi dell’art. 88, n. 2, CE non
         può conferirle la legittimazione ad agire contro la decisione controversa. Essa ricorda che, secondo la giurisprudenza, una
         persona fisica o giuridica può essere individualmente riguardata a causa della sua qualità di terzo interessato soltanto da
         una decisione della Commissione che neghi l’avvio della fase d’esame dell’aiuto previsto dall’art. 88, n. 2, CE (sentenza
         del Tribunale 15 settembre 1998, causa T-11/95, BP Chemicals/Commissione, Racc. pag. II-3235, punti 88 e 89). Infatti, in
         tal caso, essa potrebbe ottenere rispetto delle sue garanzie procedurali soltanto se avesse la possibilità di contestare tale
         decisione dinanzi al giudice comunitario (sentenza BP Chemicals/Commissione, citata, punto 89). Per contro, quando, come nel
         caso di specie, la Commissione ha adottato la sua decisione al termine della fase di esame, i terzi interessati hanno effettivamente
         fruito delle loro garanzie procedurali, di modo ch’essi non possono più essere considerati, a causa di questa sola qualità,
         individualmente interessati dalla detta decisione.
      
      30     La Repubblica d’Austria aggiunge che la partecipazione della ricorrente al procedimento previsto dall’art. 88, n. 2, CE non
         è sufficiente a identificarla in modo analogo a quello del destinatario della decisione controversa (sentenza del Tribunale
         11 febbraio 1999, causa T-86/96, Arbeitsgemeinschaft Deutscher Luftfahrt-Unternehmen e Hapag-Lloyd/Commissione, Racc. pag.
         II-179, punto 50). Infatti, dalla giurisprudenza risulterebbe che, in materia di aiuti di Stato, la partecipazione al detto
         procedimento costituisce, se del caso, soltanto uno degli elementi che consentono di stabilire che una persona fisica o giuridica
         è designatamente interessata dalla decisione di cui chiede l’annullamento (sentenza COFAZ e a./Commissione, già citata, punto
         25; e ordinanza del Tribunale 18 febbraio 1998, causa T-189/97, Comité d’entreprise de la Société française de production
         e a./Commissione, Racc. pag. II-335, punto 44).
      
      31     In secondo luogo, la Repubblica d’Austria sostiene che la ricorrente non è legittimata a basarsi sul fatto ch’essa è lesa
         nei suoi interessi a seguito della concessione dei provvedimenti controversi ai sensi della sentenza della Corte 14 novembre
         1984, causa 323/82, Intermills/Commissione (Racc. pag. 3809, punto 16). Il brano tratto da detta sentenza non riguarderebbe,
         infatti, la questione della legittimazione ad agire.
      
      32     In terzo luogo, la Repubblica d’Austria sostiene che la ricorrente non dimostra che la sua posizione sul mercato sia sostanzialmente
         lesa dai provvedimenti controversi. Essa ricorda che tali provvedimenti si riferiscono esclusivamente alla costruzione di
         un impianto di produzione di Lyocell, un prodotto che la ricorrente non fabbrica. Aggiunge che non vi è alcun rapporto concorrenziale
         particolare tra detto prodotto e quelli della ricorrente. Sostiene, in particolare, che a ragione la Commissione ha constatato
         nella decisione controversa che le fibre di viscosa e il Lyocell appartenevano a due mercati distinti.
      
      33     Su quest’ultimo punto la Repubblica d’Austria sostiene, da un lato, che, dal punto di vista degli acquirenti, le fibre di
         Lyocell e le fibre di viscosa non sono sostituibili fra loro. A sostegno di tale affermazione, osserva che il Lyocell presenta
         caratteristiche specifiche che lo distinguono dalla viscosa, come la sua elevata resistenza allo stato secco e in ambiente
         umido, il suo scarso restringimento nell’acqua, la sua grande capacità di assorbimento delle tinte, la sua dolcezza al tatto,
         la sua somiglianza con la seta, nonché la sua capacità di essere mescolato con altre fibre tessili. Le sue «caratteristiche
         di superficie» specifiche e la sua tendenza alla fibrillazione consentirebbero la realizzazione di prodotti nuovi che presentano
         proprietà nuove che non potrebbero essere ottenute utilizzando le fibre di viscosa, vale a dire gli effetti «stonewashed»
         e «peau de pêche». Inoltre, in taluni settori nei quali il Lyocell è utilizzato, come quello del denim, il ricorso alle fibre
         di viscosa sarebbe tecnicamente impossibile. L’elevatissima resistenza del Lyocell consentirebbe una produttività eccezionalmente
         elevata in termini di filatura e di tessitura. Essendo più costosa la produzione di Lyocell, tale prodotto sarebbe destinato
         a segmenti di mercato in cui i prodotti sono di migliore qualità e più costosi. La Repubblica d’Austria si riferisce anche
         a talune considerazioni fatte dalla Commissione nella sua decisione 17 ottobre 2001, relative alla pratica – COMP/M.2187 –
         CVC/Lenzing.
      
      34     D’altro lato, la Repubblica d’Austria sostiene che i sistemi produttivi del Lyocell e delle fibre di viscosa sono fondamentalmente
         diversi. La fabbricazione della viscosa farebbe ricorso ad un procedimento di trasformazione chimica, mentre quella del Lyocell
         si otterrebbe mediante un procedimento fisico, vale a dire utilizzando una soluzione acquosa di ossido di N-metil-morfolina
         (NMMO). Sottolinea che il procedimento di fabbricazione del Lyocell ha richiesto notevoli lavori di ricerca e che è meno nocivo
         per l’ambiente di quello delle fibre di viscosa, che richiede un consumo considerevole di sostanze chimiche. Precisa che «la
         nuova tecnologia utilizzata per la fabbricazione delle fibre di Lyocell è caratterizzata (…) da un numero meno elevato di
         fasi produttive, da periodi più brevi nel procedimento, da un consumo meno elevato di sostanze chimiche e da cicli di produzione
         chiusi».
      
      35     La Repubblica d’Austria aggiunge che le perdite di quote di mercato e la riduzione della cifra d’affari lamentate dalla ricorrente
         sono dovuti non alla concessione dei provvedimenti controversi alla LLG, ma alle difficoltà finanziarie ed economiche e all’indebitamento
         a cui la ricorrente ha dovuto far fronte durante vari anni a partire all’inizio degli anni ‛90. Rinvia, al riguardo, alla
         decisione della Commissione 28 ottobre 1998, 1999/395/CE, relativa all’aiuto di Stato concesso dalla Spagna a favore di SNIACE
         SA, situata a Torrelavega (Cantabria) (GU 1999, L 149, pag. 40).
      
      36     La LLG e il Land Burgenland fanno valere che non vi è nessun rapporto concorrenziale tra la LLG e la ricorrente, dal momento
         che quest’ultima non opera nel settore del Lyocell. Al riguardo, essi adducono gli stessi argomenti presentati dalla Repubblica
         d’Austria e qui sopra riprodotti.
      
      37     Nel controricorso la Commissione invita il Tribunale ad esaminare d’ufficio la questione della legittimazione ad agire della
         ricorrente, trattandosi di una eccezione di irricevibilità di ordine pubblico. Essa formula seri dubbi quanto al fatto che
         la posizione concorrenziale della ricorrente sia notevolmente lesa dai provvedimenti controversi, essendo questi destinati
         esclusivamente alla produzione del Lyocell, che appartiene ad un mercato diverso da quello della viscosa. Al riguardo, essa
         insiste, in particolare, sul fatto che il prezzo del Lyocell è notevolmente maggiore di quello delle fibre di viscosa e che
         queste due fibre non sono destinate agli stessi usi. Peraltro, osserva che la ricorrente, nelle osservazioni presentate nel
         procedimento precontenzioso, si è limitata a «ribadire i dubbi espressi nella decisione [di avvio del procedimento]».
      
      38     La ricorrente ricorda, anzitutto, che, secondo giurisprudenza costante, un interveniente non è legittimato a sollevare un’eccezione
         di irricevibilità del ricorso non formulata nelle conclusioni della convenuta (sentenze del Tribunale 27 novembre 1997, causa
         T-290/94, Kaysersberg/Commissione, Racc. pag. II-2137, punto 76, e 21 gennaio 1999, cause riunite T-185/96, T-189/96 e T-190/96,
         Riviera Auto Service e a./Commisione, Racc. pag. II-93, punto 25). Essa si rimette al prudente apprezzamento del Tribunale
         per valutare se si debba esaminare d’ufficio l’eccezione di irricevibilità dovuta alla mancanza di legittimazione ad agire.
      
      39     La ricorrente sostiene, inoltre, ch’essa è direttamente e individualmente interessata dalla decisione controversa.
      40     Quanto alla condizione relativa al se sia individualmente interessata, essa afferma, in primo luogo, che ha partecipato attivamente
         al procedimento precontenzioso presentando osservazioni scritte.
      
      41     In secondo luogo, essa fa valere di essere svantaggiata dalla concessione delle misure controverse alla LLG «conformemente
         alla giurisprudenza della Corte, in particolare nella sentenza (…) Intermills/Commissione», già citata.
      
      42     In terzo luogo, la ricorrente afferma che le dette misure le causano un danno economico «in termini di perdite di quote di
         mercato, [di] riduzione della sua cifra d’affari e [di] attivi immateriali». Per dimostrare la realtà e l’estensione di tale
         danno, essa rinvia ad una nota figurante nell’allegato 14 del ricorso.
      
      43     In detta nota la ricorrente espone le seguenti considerazioni:
      –       i mercati europeo e mondiale della viscosa sono caratterizzati da una diminuzione della capacità produttiva e del consumo;
      –       tale situazione è «incompatibile con la creazione di una nuova industria sostitutiva che fruisca di un finanziamento preferenziale
         europeo»;
      
      –       il Lyocell è utilizzato indistintamente, con un vantaggio concorrenziale più o meno considerevole, in luogo della fibra di
         viscosa tradizionale o per sostituirla»;
      
      –       l’offerta di Lyocell da parte della LLG corrisponde al 3,5% del mercato europeo della viscosa;
      –       «non vi è alcun dubbio che un’offerta corrispondente al 3,5% del mercato implica una modifica dei prezzi, delle condizioni,
         ecc., tanto più quando, a causa del suo costo d’investimento/ammortamento, essa può esercitare una concorrenza sleale a danno
         di altre fibre che si trovano in posizione di inferiorità economica e che possono quindi comportare perdite, mentre la fibra
         di Lyocell, che non deve essere oggetto di ammortamento, può creare utili»;
      
      –       la ricorrente ha quindi cessato di produrre, e quindi di vendere, i seguenti quantitativi di viscosa: (…) (1) tonnellate nel 1997, (…) tonnellate nel 1998, (…) tonnellate nel 1999, (…) tonnellate nel 2000, mentre una riduzione di (…)
         tonnellate per anno era prevista a partire dal 2001;
      
      –       ciò equivale ad una perdita di redditi netti di (…) di pesetas spagnole (ESP) nel 1997, (…), di ESP nel 1998, (…) di ESP nel
         1999, (…), di ESP nel 2000, (…), di ESP secondo le sue previsioni per il 2001 e (…) di ESP secondo quelle per il periodo 2001-2007;
      
      –       l’offerta di Lyocell da parte della LLG ha anche comportato una «modifica di almeno (…)% del prezzo vigente sul mercato»,
         vale a dire le perdite seguenti per la ricorrente: (…) di ESP nel 1997 (…), di ESP nel 1998 (…), di ESP nel 1999 (…), di ESP
         nel 2000, di ESP secondo le sue previsioni per il 2001 e (…) di ESP secondo quelle per il periodo 2002-2007;
      
      –       peraltro, la LLG pone annualmente sul mercato, «mediante canali di vendita speciali che vendono in seguito a prezzi estremamente
         ridotti», circa 1000 tonnellate di «sottoprodotti» (o «prodotti sotto-standard»), il che ha costretto la ricorrente a ridurre
         i suoi prezzi per i «prodotti della stessa qualità»; 
      
      –       ciò ha comportato per la ricorrente, una perdita di redditi di (…) ESP per anno.
      44     Nella replica la ricorrente invoca il fatto che la LLG fabbrica e vende, col marchio «Pro-Viscose», un prodotto costituito
         da una mescolanza di viscosa e di Lyocell (in prosieguo: la «proviscosa») ed afferma che tale prodotto è in concorrenza con
         la viscosa. Da una nota allegata alla replica emergerebbe che la LLG ha offerto a vari clienti della ricorrente proviscosa
         «ad un prezzo analogo a quello della viscosa tradizionale».
      
      45     Nelle sue osservazioni sulle memorie di intervento la ricorrente sostiene di essere «innegabilmente» un’impresa concorrente
         della LLG. Infatti, la fibra di viscosa che produce sarebbe in concorrenza diretta con i prodotti fabbricati dalla LLG, vale
         a dire il Lyocell, i «sotto-standards del Lyocell» e la proviscosa. A sostegno di tale ultima affermazione, essa fornisce
         una perizia redatta da un «consulente indipendente», vale a dire dal sig. F. Marsal Amenós, nonché la testimonianza di un
         «negoziante indipendente», vale a dire la società Manfib Sas. Il Lyocell non sarebbe infatti che una «fibra di viscosa migliorata»,
         che si può sostituire, «nella maggior parte degli usi», a quest’ultima. La ricorrente ammette che le fibre di Lyocell hanno
         un costo maggiore delle fibre di viscosa, e sostiene che la proviscosa è stata creata per «eludere tale problema». Al riguardo,
         essa afferma che, tenuto conto del prezzo maggiore del Lyocell, la LLG ha introdotto sul mercato la proviscosa e un «sotto-standard
         del Lyocell (di qualità inferiore)» a «prezzi vicini a quello della viscosa». Aggiunge che le fibre di Lyocell hanno conquistato
         una quota notevole, vale a dire tra il 5% e il 10% del mercato europeo delle fibre cellulosiche tagliate, un mercato che era
         prima rifornito esclusivamente dai produttori europei di viscosa.
      
      46     All’udienza la ricorrente ha osservato che la LLG aveva posto sul mercato del «Lyocell sotto-standard» per taluni usi (filtri
         di sigarette, fazzoletti umidi, stracci ecc.). Essa ha del pari osservato che il Lyocell era un prodotto di migliore qualità
         della viscosa, in particolare in termini di resistenza, ch’esso presentava un certo numero di caratteristiche tecniche e che
         il prezzo del «Lyocell puro» era maggiore di quello della viscosa. Quanto a quest’ultimo punto, essa ha precisato che, quando
         è mescolato con altri prodotti, il Lyocell può essere offerto a prezzi competitivi rispetti a quelli della viscosa.
      
      47     Infine, la ricorrente ammette che, secondo la giurisprudenza, il mero fatto che un atto possa esercitare un’influenza sui
         rapporti di concorrenza esistenti in un mercato particolare non è sufficiente perché qualsiasi operatore economico che si
         trovi in qualche modo in concorrenza col destinatario dell’atto possa essere considerato direttamente e individualmente toccato
         da quest’ultimo (sentenza della Corte 10 dicembre 1969, cause riunite 10/68 e 18/68, Eridania e a./Commisione, Racc. pag.
         459, punto 7). Tuttavia, essa insiste sul fatto, da un lato, che vi è soltanto un numero ristretto di produttori sul mercato
         dei prodotti considerati [solo cinque produttori sarebbero presenti nel segmento di mercato delle fibre discontinue di viscosa
         di qualità corrente («commodity viscose staple fibres») e tre nel segmento di mercato delle fibre discontinue di viscosa colorate
         nella massa («spundyed viscose staple fibres»)] e, inoltre, che il progetto di investimento comporterà un aumento notevole
         della capacità produttiva.
      
      48     Quanto alla condizione se sia direttamente interessata, la ricorrente rileva che la decisione controversa ha lasciato intatti
         tutti gli effetti delle misure controverse, mentre essa aveva chiesto alla Commissione una decisione che abolisse o modificasse
         le dette misure (sentenza COFAZ e a./Commissione, già cit., punto 30, e sentenza del Tribunale 6 luglio 1995, cause riunite
         da T-447/93 a T-449/93, AITEC e a./Commissione, Racc. pag. II-1971, punto 41).
      
       Giudizio del Tribunale 
      49     Occorre ricordare che, ai sensi dell’art. 40, quarto comma, dello Statuto della Corte di giustizia, le conclusioni dell’istanza
         d’intervento possono avere come oggetto soltanto l’adesione alle conclusioni di una delle parti. Inoltre, ai sensi dell’art. 116,
         n. 3, del regolamento di procedura del Tribunale, l’interveniente accetta il procedimento nello stato in cui questo si trova
         all’atto del suo intervento.
      
      50     Nelle sue conclusioni la Commissione si è limitata a chiedere che il ricorso sia respinto nel merito e non ha contestato la
         legittimazione ad agire della ricorrente.
      
      51     In quanto intervenienti, la Repubblica d’Austria, la LLG e il Land Burgenland non sono quindi legittimati ad invocare un’eccezione
         di irricevibilità.
      
      52     Tuttavia, per giurisprudenza costante, in forza dell’art. 113 del regolamento di procedura, il Tribunale può, in qualsiasi
         momento, esaminare d’ufficio le eccezioni di irricevibilità di ordine pubblico, comprese quelle addotte dagli intervenienti
         (sentenze del Tribunale 22 ottobre 1996, causa T-266/94, Skibsvaerftsforeningen e a./Commissione, Racc. pag. II-1399, punto
         40; 24 ottobre 1997, causa T-239/04, EISA/Commissione, Racc. pag. II-1839, punto 26, e 17 giugno 1998, causa T‑174/95, Svenska
         Journalistförbundet/Consiglio, Racc. pag. II-2289, punto 79; v. anche, in tal senso, sentenze della Corte 11 luglio 1990,
         cause riunite C-305/86 e C-160/87, Neotype Techmashexport/Commissione e Consiglio, Racc. pag. I-2495, punto 18; 24 marzo 1993,
         causa C-313/90, CIRFS e a./Commissione, Racc. pag. I‑1125, punto 23, e 15 giugno 1993, causa C-225/91, Matra/Commissione,
         Racc. pag. I-3203, punto 13).
      
      53     Nella fattispecie, l’eccezione di irricevibilità invocata dagli intervenienti solleva una questione di ordine pubblico, in
         quanto essa riguarda la legittimazione ad agire della ricorrente (v., in tal senso, ordinanza della Corte 5 luglio 2001, causa
         C‑341/00 P, Consiglio nazionale delle professioni dell’automobile e a./Commissione, Racc. pag. I-5263, punto 32, e sentenza
         EISA/Commissione, cit., punto 27). Essa può quindi essere esaminata d’ufficio dal Tribunale.
      
      54     A questo proposito, si deve ricordare che, conformemente all’art. 230, quarto comma, CE, una persona fisica o giuridica può
         proporre ricorso contro una decisione indirizzata ad un’altra persona soltanto se detta decisione la riguarda direttamente
         e individualmente. Essendo stata indirizzata la decisione controversa alla Repubblica d’Austria, occorre esaminare se la ricorrente
         risponda a questi due requisiti.
      
      55     Per quanto attiene alla questione se la ricorrente sia individualmente interessata dalla decisione controversa, si deve ricordare
         come da giurisprudenza costante emerga che i soggetti che non siano destinatari di una decisione possono sostenere che questa
         li riguarda individualmente soltanto qualora la decisione li tocchi a causa di determinate qualità personali o di particolari
         circostanze atte a distinguerli dalla generalità, e per questo motivo li identifichi alla stessa stregua dei destinatari (sentenze
         della Corte 15 luglio 1963, causa 25/62, Plaumann/Commissione, Racc. pag. 195, in particolare pag. 220; 23 maggio 2000, causa
         C-106/98 P, Comité d’entreprise de la Société française de production e a./Commissione, Racc. pag. I-3659, punto 39, e sentenza
         del Tribunale 27 aprile 1995, causa T-435/93, ASPEC e a./Commissione, Racc. pag. II-1281, punto 62).
      
      56     Per quanto riguarda, in particolare, la materia degli aiuti concessi dagli Stati, sono stati riconosciute come individualmente
         interessate da una decisione della Commissione che chiudeva il procedimento avviato in forza dell’art. 88, n. 2, CE, nei confronti
         di un aiuto individuale, oltre all’impresa beneficiaria, le imprese concorrenti di quest’ultima che avevano svolto un ruolo
         attivo nell’ambito di detta procedura, purché la loro posizione sul mercato fosse notevolmente lesa dal provvedimento di aiuto
         oggetto della decisione impugnata (sentenza COFAZ e a./Commissione, cit., punto 25).
      
      57     Un’impresa non può quindi avvalersi unicamente della sua qualità di concorrente rispetto all’impresa beneficiaria, ma deve
         provare inoltre, tenuto conto del suo grado di eventuale partecipazione al procedimento e dell’importanza della lesione della
         sua posizione sul mercato, che essa si trova in una situazione di fatto che la identifica in modo analogo a quello del destinatario
         di una decisione (v. precitata sentenza Comité d’entreprise de la Société française de production e a./Commissione, punto
         41).
      
      58     Nel caso di specie, si deve esaminare in quale misura la partecipazione della ricorrente al procedimento avviato in forza
         dell’art. 88, n. 2, CE e la lesione della sua posizione sul mercato siano tali da identificarla, conformemente all’art. 230 CE.
         
      
      59     In primo luogo, occorre constatare che la ricorrente ha svolto soltanto un ruolo secondario ‘nel procedimento precontenzioso.
         Da un lato, essa non ha presentato alcuna denuncia presso la Commissione; dall’altro, risulta che lo svolgimento di tale procedimento
         non è stato ampiamente determinato dalle osservazioni che ha presentato con lettere 12 febbraio e 4 ottobre 1999 (v., in tal
         senso, la precitata sentenza COFAZ e a./Commissione, punto 24). Così, nelle sue osservazioni 12 febbraio 1999, la ricorrente
         si limita, in sostanza, a riprodurre taluni accertamenti effettuati dalla Commissione nella sua decisione di avvio del procedimento
         commentandoli sommariamente, senza fornire il minimo elemento di prova concreto. Del pari, nelle sue osservazioni 4 ottobre
         1999, essa si limita ad affermare, senza fornire un sia pur minimo elemento preciso o un qualsivoglia elemento probatorio,
         che i provvedimenti considerati nella decisione di estensione del procedimento costituiscono aiuti di Stato e che essi devono
         essere dichiarati incompatibili col mercato comune.
      
      60     In secondo luogo, quanto all’importanza della lesione della posizione della ricorrente sul mercato, va ricordato, in limine,
         che, come emerge dal punto 28 della precitata sentenza COFAZ e a./Commissione, non è compito del giudice comunitario, nella
         fase dell’esame della ricevibilità, pronunciarsi definitivamente sui rapporti di concorrenza fra la ricorrente e l’impresa
         beneficiaria degli aiuti. In tale ambito, tocca soltanto alla ricorrente indicare adeguatamente le ragioni per le quali la
         decisione della Commissione può ledere i suoi interessi legittimi incidendo notevolmente sulla sua posizione nel mercato di
         cui trattasi.
      
      61     Peraltro, si deve rilevare che, nella fattispecie, i provvedimenti ‘oggetto della decisione controversa riguardano esclusivamente
         un impianto destinato alla produzione di Lyocell e che è pacifico che la ricorrente non fabbrica tale tipo di fibra né prevede
         di farlo in futuro.
      
      62     Tuttavia, la ricorrente adduce tre argomenti per tentare di provare che la sua posizione sul mercato può essere notevolmente
         lesa dalla decisione controversa.
      
      63     In primo luogo, nel ricorso essa afferma essenzialmente che la viscosa e il Lyocell si trovano in un rapporto di concorrenza
         diretto.
      
      64     Senza che occorra, nella fase dell’esame della ricevibilità, pronunciarsi definitivamente sulla definizione esatta del mercato
         dei prodotti di cui trattasi, è sufficiente constatare che la validità di tale affermazione è inficiata da vari elementi del
         fascicolo.
      
      65     Da un lato, il Lyocell presenta talune caratteristiche fisiche che lo differenziano chiaramente dalla fibra di viscosa. La
         ricorrente rileva così espressamente al punto 23 del ricorso che «il Lyocell è di origine naturale e biodegradabile; [che]
         il solvente usato non è tossico, è riciclabile, rispetta le norme sulla mancanza di sostanze tossiche, offre un’elevata resistenza
         tanto [in caso di] condizionamento [quanto di fronte alla] umidità e presenta una piccola percentuale di restringimento».
         Del pari, all’udienza, essa ha ammesso che il Lyocell presentava «vantaggi tecnici», era di migliore qualità della fibra di
         viscosa ed offriva una resistenza elevatissima. Inoltre, essa non ha negato che il Lyocell era caratterizzato da una tendenza
         alla fibrillazione, il che consentiva la creazione di tessuti che presentavano un eccellente drappeggio e al tatto erano simili
         alla seta. Per quanto attiene a tale ultima proprietà del Lyocell, essa si è limitata ad affermare ch’essa«[era] passata di
         moda e che non [era] (…) più apprezzata al giorno d’oggi» (punto 26 del ricorso).
      
      66     L’affermazione della ricorrente secondo la quale il Lyocell in modo si può sostituire alla viscosa «nella maggior parte degli
         usi» non è provata in modo convincente. In particolare, «la perizia» del «consulente indipendente», allegata alle sue osservazioni
         sugli interventi, al fine di corroborare tale affermazione, è scarsamente concludente. Si tratta infatti soltanto di un documento
         di un’unica pagina, che contiene soltanto alcuni paragrafi e un’analisi molto superficiale della questione. Tale documento
         contiene, inoltre, indicazioni manifestamente inesatte, quale la grande somiglianza tra i processi di fabbricazione nonché
         tra le proprietà di Lyocell e delle fibre di viscosa (v., supra, punto 65 e, infra, punto 69). Quanto alla testimonianza di
         un «negoziante indipendente», che la ricorrente ha del pari allegato alle sue osservazioni sugli atti di intervento, essa
         prova al massimo che, per taluni particolari usi, alcuni clienti della ricorrente hanno inserito, nei loro prodotti, il Lyocell
         o la proviscosa al posto della viscosa.
      
      67     Inoltre, la detta affermazione è contraddetta dalla dichiarazione effettuata dalla LLG nel corso di un simposio, invocata
         dalla ricorrente a sostegno della sua tesi (punto 30 del ricorso e allegato 14 del ricorso), secondo la quale il Lyocell costituisce
         «una fibra complementare i cui usi sono diversi».
      
      68     D’altro lato, è assodato che il prezzo del Lyocell è notevolmente più elevato di quello delle fibre di viscosa. Tale punto
         è stato espressamente ammesso dalla ricorrente, tanto nei suoi atti (punto 26 del ricorso e punti 77 e 78 delle osservazioni
         della ricorrente sugli atti di intervento) quanto all’udienza. Così, essa ha in particolare ammesso più volte che il Lyocell
         poteva essere venduto a prezzi competitivi rispetto a quelli delle fibre di viscosa soltanto quando era mischiato ad altri
         prodotti.
      
      69     Infine, secondo le dichiarazioni stesse della ricorrente, i sistemi di fabbricazione del Lyocell, da un lato, e delle fibre
         di viscosa, dall’altro, sono ampiamente diversi. Infatti, al punto 23 del ricorso, essa afferma che «per il Lyocell (…), un
         solvente è usato per la pasta di cellulosa (tipo NMMO), mentre il procedimento di fabbricazione della viscosa classica implica
         le fasi di mercerizzazione e di xantogenazione e, «rispetto al procedimento di fabbricazione della viscosa classica, (…) il
         Lyocell è [prodotto] utilizzando un solvente invece di seguire le fasi tradizionali di fabbricazione della viscosa». Inoltre,
         al punto 36 della replica, essa sostiene che «dal punto di vista del procedimento di fabbricazione, [essa] è d’accordo con
         la Commissione quando questa afferma che il Lyocell è prodotto mediante procedimenti diversi dai procedimenti tradizionali
         di produzione della viscosa».
      
      70     In ogni caso, anche ammesso un rapporto di concorrenza diretto tra il Lyocell e la fibra di viscosa, si deve constatare che
         gli elementi forniti dalla ricorrente nei suoi atti, e in particolare nella nota figurante all’allegato 14 del suo ricorso,
         non provano sufficientemente che la decisione controversa può incidere notevolmente sulla sua posizione nel mercato. Gli elementi
         contenuti in detta nota si basano, infatti, su affermazioni per nulla dimostrate, quale il fatto che la produzione di Lyocell
         della LLG si sia, a partire dal 1997, sostituita integralmente a quella della viscosa e che essa è esclusivamente destinata
         al mercato europeo. Peraltro, in detta nota la ricorrente sostiene che, a causa dell’«offerta della [LLG] corrispondente al
         3,5% del mercato», essa ha cessato, a partire dal 1997, di produrre, e quindi di vendere, talune quantità di viscosa senza
         suffragare la sua tesi col minimo elemento di prova e senza nemmeno fornire una qualsivoglia spiegazione sul modo con cui
         essa ha calcolato tali quantitativi. Del pari, va rilevato ch’e essa non fornisce il minimo elemento probatorio a sostegno
         della sua affermazione secondo la quale la detta «offerta» ha comportato una «modifica di almeno (…) % del prezzo vigente
         sul mercato».
      
      71     In secondo luogo, la ricorrente adduce l’esistenza, accanto al «Lyocell puro» e alla proviscosa, di «sotto-standards di Lyocell»,
         ch’essa ha qualificato del pari come Lyocell di «minore qualità». Nella nota figurante all’allegato 14 del suo ricorso, essa
         afferma, al riguardo, che la LLG vende, mediante «canali di vendita speciali» e, a «prezzi estremamente bassi», 1000 tonnellate
         di detti «sottoprodotti» ogni anno, il che l’ha costretta a ridurre i suoi prezzi nella misura di (…) ESP al kg per i «prodotti
         della stessa qualità».
      
      72     Al riguardo, si deve constatare che gli elementi del fascicolo non consentono di concludere per l’esistenza di varie qualità
         di Lyocell. Si deve sottolineare, in particolare, che, nei suoi atti, la ricorrente non fornisce alcuna precisazione ‘sull’estensione
         della nozione «sotto-standard del Lyocell». Essa non ha, inoltre, seriamente contestato l’affermazione più volte fatta dalla
         LLG e dal Land Burgenland all’udienza, secondo la quale non esiste un Lyocell di qualità inferiore. Quanto alla testimonianza
         di un «negoziante indipendente» allegata alle osservazioni della ricorrente sugli atti d’intervento, essa non fornisce alcun
         chiarimento su tale punto, limitandosi quest’ultimo a menzionare i «sotto-standard» come facenti parte delle «fibre modificate»
         della LLG, allo stesso titolo del Lyocell e della proviscosa.
      
      73     Ammettendo anche che la LLG produca Lyocell di qualità inferiore e che lo venda a prezzi estremamente bassi, va rilevato che
         la ricorrente non corrobora affatto la tesi secondo la quale essa, di conseguenza, ha dovuto abbassare i suoi prezzi per i
         «prodotti della stessa qualità». Essa non prova, inoltre, in alcun modo le quantità e la diminuzione di prezzo cui fa riferimento.
      
      74     In terzo luogo, nella replica e nelle osservazioni sugli atti d’intervento, la ricorrente si basa maggiormente sulla concorrenza
         che esisterebbe tra la proviscosa e la viscosa. Essa fa valere che la sua posizione sul mercato è lesa dal fatto che la LLG
         vende la proviscosa a prezzi competitivi rispetti a quelli della viscosa e che, tenuto conto della qualità superiore della
         prima, i clienti la preferiscono alla seconda.
      
      75     A tale proposito, si deve constatare che la ricorrente si limita nuovamente a formulare affermazioni insufficientemente provate.
      76     La nota che essa allega alla sua replica a sostegno di dette affermazioni non è affatto convincente, trattandosi di un semplice
         documento elaborato dai suoi servizi interni e che si limita a menzionare informazioni molto generali ottenute durante conversazioni
         con alcuni dei suoi clienti.
      
      77     Inoltre, anche ammesso che la proviscosa e la viscosa siano destinate agli stessi usi e siano vendute a prezzi tra loro comparabili,
         si deve rilevare che la ricorrente non fornisce alcuna indicazione, neanche sommaria, sulle perdite o su altre conseguenze
         negative che essa avrebbe subito a causa dell’offerta di proviscosa da parte della LLG. Precisioni in materia occorrevano
         al riguardo tanto più che è pacifico che la proviscosa è un nuovo prodotto, che è stato fabbricato e posto sul mercato soltanto
         l’anno seguente rispetto a quello dell’adozione della decisione controversa.
      
      78     Dalle precedenti considerazioni risulta che la ricorrente non ha indicato in modo pertinente le ragioni per le quali la decisione
         controversa poteva ledere i suoi interessi legittimi incidendo notevolmente sulla sua posizione nel mercato.
      
      79     Tenuto conto di tale circostanza e del ruolo limitato svolto dalla ricorrente nel procedimento precontenzioso (v. supra, punto
         59), si deve concludere che quest’ultima non è individualmente interessata dalla decisione controversa.
      
      80     Ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato irricevibile, senza che occorra esaminare se la ricorrente sia direttamente
         interessata dalla decisione controversa.
      
      81     Quanto alla domanda di misure di organizzazione del procedimento presentata dalla ricorrente il 16 ottobre 2001, nella misura
         in cui essa verte sui documenti e sulle informazioni che non erano coperti dalla misura di organizzazione del procedimento
         disposta il 14 novembre 2001, essa non deve essere accolta, essendo gli elementi contenuti nel fascicolo e le spiegazioni
         fornite all’udienza sufficienti a consentire al Tribunale di pronunciarsi nella fattispecie.
      
       Sulle spese
      82     Ai termini dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese, se ne è stata fatta
         domanda. La ricorrente, essendo rimasta soccombente, deve essere condannata a sostenere, oltre alle proprie spese, quelle
         sostenute dalla Commissione, conformemente alla domanda di quest’ultima.
      
      83     La Repubblica d’Austria sopporterà le proprie spese, conformemente all’art. 87, n. 4, primo comma, del regolamento di procedura.
         A norma dell’art. 87, n. 4, terzo comma, del regolamento di procedura, la LLG e il Land Burgenland sopporteranno le proprie
         spese.
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Quinta Sezione ampliata)
      dichiara e statuisce:
      1)      Il ricorso è irricevibile. 
      2)      La ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché quelle sostenute dalla Commissione. 
      3)      Gli intervenienti sopporteranno le proprie spese. 
      
               Lindh 
            
            
               García-Valdecasas 
            
            
               Cooke
            
         
               Mengozzi 
            
             
            
                     Martins Ribeiro
            
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 14 aprile 2005.
      
               Il cancelliere 
            
             
            
                     Il presidente
            
         
               H. Jung 
            
             
            
                     P. Lindh
            
         * Lingua processuale: lo spagnolo.
      
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