CELEX: 62017CN0574
Language: it
Date: 2017-09-28 00:00:00
Title: Causa C-574/17 P: Impugnazione proposta il 28 settembre 2017 dalla Commissione europea avverso la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 19 luglio 2017, causa T-752/14, Combaro SA/Commissione europea

13.11.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 382/35
            
         Impugnazione proposta il 28 settembre 2017 dalla Commissione europea avverso la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 19 luglio 2017, causa T-752/14, Combaro SA/Commissione europea
   (Causa C-574/17 P)
   (2017/C 382/43)
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: A. Caeiros e B.-R. Killmann, agenti)
   
      Altra parte nel procedimento: Combaro SA
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               1.
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 19 luglio 2017 nella causa T-752/14, Combaro SA/Commissione europea;
            
         
               2.
            
            
               respingere il ricorso della Combaro SA in quanto infondato;
            
         
               3.
            
            
               condannare la Combaro SA al pagamento delle spese di entrambi i gradi di giudizio.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno dell’impugnazione, la ricorrente fa valere quanto segue:
   
               1.
            
            
               Il Tribunale avrebbe effettuato un’erronea qualificazione giuridica dei fatti quanto alla sussistenza di una situazione particolare ai sensi dell’articolo 239 del codice doganale (1).
               Il Tribunale imputa alla Commissione un comportamento negligente, attribuendole, da un lato, poteri che la Commissione non ha affatto, o, dall’altro, esigendo che essa eserciti poteri che non contribuiscono più a chiarire i fatti. Tuttavia, non sussiste alcun comportamento negligente da parte della Commissione, cosicché non si configura alcuna situazione particolare ai sensi dell’articolo 239 del codice doganale.
            
         
               2.
            
            
               Il Tribunale avrebbe snaturato gli elementi di prova relativi alla sussistenza di una situazione particolare a norma dell’articolo 239 del codice doganale.
               Il Tribunale ha rilevato, in contrasto con quanto risulta dagli atti del procedimento, che le firme apposte sui certificati di circolazione delle merci rilevanti erano del sig. R. e che la Lettonia non aveva inviato in originale le impronte dei timbri utilizzati dagli uffici doganali di Jelgava e di Bauska. Se il Tribunale avesse esaminato correttamente le prove, sarebbe dovuto giungere alla conclusione che la Commissione aveva effettuato un’analisi adeguata dei fatti relativi alle importazioni dei tessuti di lino e avrebbe potuto giustamente ritenere che non sussistesse alcuna situazione particolare ai sensi dell’articolo 239 del codice doganale.
            
         
               3.
            
            
               Il Tribunale avrebbe interpretato erroneamente l’articolo 239 del codice doganale riguardante la sussistenza di una situazione particolare.
               Il Tribunale ha omesso di confrontare, in concreto, il presunto comportamento negligente della Commissione con gli interessi dell’importatore che aveva utilizzato falsi certificati di circolazione delle merci. In mancanza di un confronto, il Tribunale ha applicato erroneamente l’articolo 239 del codice doganale, poiché, nel caso di specie, gli interessi dell’Unione all’osservanza delle disposizioni in materia di dazi doganali prevalgono sugli interessi dell’importatore.
            
         
               4.
            
            
               Il Tribunale avrebbe erroneamente interpretato l’articolo 239 del codice doganale per quanto riguarda la manifesta negligenza della Combaro SA.
               Il Tribunale ha errato nel richiedere alla Commissione di dimostrare che l’importatore aveva deliberatamente violato le norme di origine. Se le norme relative all’onere della prova fossero state correttamente applicate, il Tribunale avrebbe dovuto riconoscere che già dubbi che avrebbero dovuto fondatamente sussistere sono sufficienti affinché un importatore sia tenuto a chiedere, almeno ai suoi esportatori, informazioni e chiarimenti utili alle operazioni di sdoganamento di cui trattasi.
            
         
      (1)  Regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario (GU 1992, L 302, pag. 1).