CELEX: 62020TN0398
Language: it
Date: 2020-06-26 00:00:00
Title: Causa T-398/20: Ricorso proposto il 26 giugno 2020 — Riviera-Airport/EUIPO — Aéroports de la Côte d’Azur (RIVIERA AIRPORT)

17.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 271/47
            
         
      Ricorso proposto il 26 giugno 2020 — Riviera-Airport/EUIPO — Aéroports de la Côte d’Azur (RIVIERA AIRPORT)
      (Causa T-398/20)
      (2020/C 271/60)
      Lingua in cui è redatto il ricorso: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Aeroporto di Villanova d’Albenga SpA (Riviera-Airport) (Villanova d’Albenga, Italia) (rappresentante: G. Casucci, avvocato)
      
         Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)
      
         Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso: Aéroports de la Côte d’Azur (Nizza, Francia)
      
         Dati relativi al procedimento dinanzi all’EUIPO
      
      
         Titolare del marchio controverso: Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso
      
         Marchio controverso interessato: Marchio dell’Unione europea figurativo a colori RIVIERA AIRPORT — Marchio dell’Unione europea n. 16 392 731
      
         Procedimento dinanzi all’EUIPO: Dichiarazione di nullità
      
         Decisione impugnata: Decisione della quarta commissione di ricorso dell’EUIPO del 28 aprile 2020 nel procedimento R 2174/2019-4
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione impugnata;
               
            
                  —
               
               
                  riformare la decisione impugnata nel senso di:
               
            
                  —
               
               
                  accogliere il ricorso della ricorrente;
                  
                              —
                           
                           
                              accogliere integralmente la domanda di dichiarazione di nullità n. 20 824 C proposta dal ricorrente per dichiarare nullo il marchio controverso;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              condannare la titolare del marchio dell’Unione europea alle spese sostenute dal ricorrente per il procedimento dinanzi alla commissione di ricorso e dinanzi alla divisione di annullamento;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              in subordine, rinviare il procedimento dinanzi alla divisione di annullamento per l’esame di cui all’articolo 59, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio;
                           
                        
            
                  —
               
               
                  disporre il pagamento delle spese sostenute dalla ricorrente.
               
            
         Motivi invocati
      
      
                  —
               
               
                  Interpretazione errata della disposizione relativa alla domanda di marchio presentata in malafede;
               
            
                  —
               
               
                  Analisi e valutazione errate e parziali degli indizi rilevanti necessari per la valutazione globale e caso per caso della domanda di marchio presentata in malafede;
               
            
                  —
               
               
                  Mancata presa in considerazione degli altri indizi rilevanti e degli elementi di prova della malafede disponibili, necessari per la valutazione globale e caso per caso della domanda di marchio presentata in malafede;
               
            
                  —
               
               
                  Interpretazione errata dell’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2018/625 della Commissione ed errata applicazione al caso di specie;
               
            
                  —
               
               
                  Mancato svolgimento di un corretto esame da parte della commissione di ricorso.