CELEX: 52012PC0244
Language: it
Date: 2012-06-01
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla firma di un accordo fra l'Unione europea e la Confederazione svizzera in merito alla cooperazione sull'applicazione del loro diritto della concorrenza

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		52012PC0244
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla firma di un accordo fra l'Unione europea e la Confederazione svizzera in merito alla cooperazione sull'applicazione del loro diritto della concorrenza /* COM/2012/0244 final - 2012/0126 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
(1)                   
L'Unione europea ha concluso accordi bilaterali per
organizzare e facilitare la cooperazione fra la Commissione e le autorità
straniere garanti della concorrenza. Esistono quattro accordi di questo tipo:
con gli Stati Uniti[1]
(1991), col Canada[2]
(1999), col Giappone[3]
(2003) e con la Corea del Sud (2009)[4]:
tutti sono detti accordi "di prima generazione", contengono vari
strumenti di cooperazione nel settore della politica di concorrenza ma
escludono lo scambio di prove. Tali accordi possono essere considerati un
successo: il loro principale vantaggio è l'aver creato un quadro strutturato
per la cooperazione su casi precisi e per il dialogo sui provvedimenti da
adottare, contribuendo così a un'attuazione più efficace delle norme sulle
concorrenza.
(2)                   
Gli accordi di cooperazione in vigore escludono
tuttavia esplicitamente gli scambi di informazioni protette o riservate. Ciò
significa in pratica che nessuna informazione ottenuta tramite il processo di
indagine formale può essere condivisa con l'altra autorità senza lo specifico
assenso ("deroga") dell'impresa che ha fornito l'informazione.
L'impossibilità di scambio di informazioni riservate o protette nel quadro di
un accordo di cooperazione "di prima generazione" è considerato il maggiore
punto debole di questo tipo di accordi, soprattutto nelle indagini sui
cartelli.[5]
(3)                   
Poiché l'Unione europea e la Svizzera sono partner
economici molto importanti, dalle economie profondamente integrate, molte
pratiche anticoncorrenziali hanno effetti transfrontalieri sui loro scambi.
Molti casi trattati dalla Commissione riguardano pratiche che interessano
imprese svizzere e/o il mercato svizzero. Analogamente, è chiaramente
dimostrato che alcune pratiche anticoncorrenziali applicate in Svizzera,
soprattutto cartelli, hanno ripercussioni anche sui mercati UE. La Commissione
svizzera per la concorrenza e la Commissione europea hanno già cooperato in un
certo numero di casi al di fuori di un accordo formale. Come nel caso degli
accordi di "prima generazione", questa cooperazione è fortemente
limitata dall'impossibilità di scambio di informazioni riservate.
(4)                   
Il presente accordo fra l'Unione europea e la
Confederazione svizzera in merito all'applicazione del loro diritto della
concorrenza affronta questa limitazione consentendo alla Commissione europea e
alla Commissione svizzera per la concorrenza di scambiarsi informazioni
riservate. Come gli accordi "di prima generazione" finora conclusi,
il presente accordo contribuirà a strutturare la cooperazione e un dialogo sulle
questioni di concorrenza con le autorità svizzere. Consentendo agli organi
garanti della concorrenza di entrambe le Parti di scambiarsi – a determinate
condizioni – informazioni riservate, l'accordo permetterà anche alla
Commissione europea di trarre vantaggio dai risultati delle informazioni
raccolte dalla Commissione svizzera per la concorrenza.
(5)                   
L'attuazione del presente accordo sarà facilitata
dalla convergenza già esistente fra i due sistemi di applicazione delle norme
sulla concorrenza. L'UE e la Svizzera hanno norme sostanziali molto simili -
per cui è probabile che la Commissione e le autorità svizzere svolgano indagini
sulle stesse pratiche e abbiano informazioni utili per le inchieste dell'altra
Parte –, e hanno anche simili poteri d'indagine. Di conseguenza, il tipo e la
portata delle informazioni che possono raccogliere e condividere sono
equivalenti. I due sistemi d'attuazione delle norme prevedono sanzioni
comparabili: sanzioni amministrative solo alle imprese e nessuna azione penale
né ammenda nei confronti delle persone fisiche. I due sistemi riconoscono
inoltre analoghi diritti procedurali per le parti e il diritto al segreto
professionale e il principio di non-autoincriminazione.
(6)                   
Il 26 novembre 2010 il Consiglio ha autorizzato la
Commissione a negoziare il presente accordo con la Confederazione svizzera.
Dopo dieci cicli di negoziati, questi sono stati completati il 7 dicembre 2011.
L’accordo contempla tutti gli elementi delle direttive di negoziato del
Consiglio.
(7)                   
In primo luogo, il testo in oggetto riprende le
disposizioni già presenti negli accordi di cooperazione conclusi finora con gli
Stati Uniti, il Canada, il Giappone e la Corea. Contiene disposizioni relative
alla notifica di atti di esecuzione che coinvolgono in maniera sensibile
interessi rilevanti dell’altra parte, disposizioni per l'organizzazione della
cooperazione pratica tra la Commissione europea e la Commissione svizzera per
la concorrenza, e disposizioni relative alla cortesia attiva e passiva.
(8)                   
In secondo luogo, l'accordo regolamenta la discussione
e la trasmissione di informazioni fra la Commissione europea e la Commissione
svizzera per la concorrenza: le autorizza cioè a discutere le informazioni
ottenute tramite il procedimento d'indagine e, a certe condizioni, a
trasmettere informazioni già in loro possesso e ottenute tramite il procedimento
d'indagine all'altra autorità. Tutto ciò è possibile solo quando le due
autorità indagano su un uno stesso comportamento o una stessa operazione, o su
comportamenti od operazioni correlate. In base alle disposizioni dell'accordo,
le due autorità non possono discutere o trasmettere informazioni ricevute
nell'ambito delle procedure di trattamento favorevole o delle procedure di
transazione senza il previo accordo esplicito della fonte, né possono scambiarsi
informazioni se il loro utilizzo è vietato dai diritti e privilegi procedurali
garantiti dalle loro rispettive legislazioni. La decisione di trasmettere
informazioni è sempre a discrezione dell'autorità inviante, e non vi è alcun
obbligo in tal senso.
(9)                   
In linea con le direttive di negoziato, l'accordo
stabilisce norme relative all'uso delle informazioni esaminate o trasmesse. Le
informazioni ottenute tramite il procedimento d'indagine e discusse o trasmesse
in virtù dell'accordo possono essere utilizzate solo dall'autorità ricevente ai
fini dell'applicazione delle regole di concorrenza a uno stesso comportamento o
ad una stessa operazione, o ad un comportamento od operazione correlati, o, se
del caso, per le finalità per cui sono state chieste. Le informazioni discusse
o trasmesse, inoltre, non possono essere utilizzate per infliggere alcun tipo
di sanzioni, privative o meno della libertà, alle persone fisiche.
(10)               
L'accordo contiene inoltre disposizioni sulla
protezione delle informazioni discusse o trasmesse: la Commissione europea e la
Commissione svizzera per la concorrenza devono difatti garantire la
riservatezza di tali informazioni secondo le proprie regole. A tale riguardo,
la Commissione è certa che le norme svizzere in materia di riservatezza siano
comparabili a quelle dell'UE, e che quindi i segreti aziendali e altre
informazioni riservate eventualmente trasmessi alla Commissione svizzera per la
concorrenza beneficeranno di un livello di protezione adeguato. Nell'attuare il
presente accordo entrambe le autorità garantiranno inoltre la protezione dei
dati personali ai sensi delle rispettive legislazioni in materia. Le norme
svizzere possono essere considerate equivalenti; la Commissione ha adottato una
decisione che conclude che la Svizzera offre generalmente un adeguato livello
di protezione per i dati personali trasferiti dall'UE.[6]
(11)               
L'accordo consente infine la divulgazione delle
informazioni trasmesse ai sensi dell'accordo in alcune limitate circostanze,
come per la procedura di accesso al fascicolo e per i procedimenti giudiziari.
È inoltre prevista la divulgazione alle autorità nazionali garanti della
concorrenza e all'autorità di vigilanza EFTA quando l'adozione di una decisione
della Commissione richiede che tali organismi prendano visione di documenti
importanti.
2012/0126 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla firma di un accordo fra
l'Unione europea e la Confederazione svizzera in merito alla cooperazione
sull'applicazione del loro diritto della concorrenza
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull'Unione europea,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, in particolare l’articolo 207, paragrafo 3, primo comma,
in combinato disposto con l’articolo 218, paragrafo 5,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 novembre 2010 il
Consiglio ha autorizzato la Commissione a intavolare negoziati con la
Confederazione svizzera. 
(2)       I negoziati con la
Confederazione svizzera sono stati completati. 
(3)       L'accordo deve essere
firmato, con riserva della sua conclusione,
HA ADOTTATO
LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
È autorizzata la firma, a nome dell'Unione,
dell'accordo fra l'Unione europea e la Confederazione svizzera in merito alla
cooperazione sull'applicazione del loro diritto della concorrenza, fatta salva
la conclusione dell’accordo medesimo[7].

Articolo 2
Il presidente del Consiglio è autorizzato a
designare la persona abilitata a firmare l’accordo a nome dell’Unione, con
riserva della sua conclusione.
Articolo 3
La presente
decisione entra in vigore il giorno dell'adozione. 
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO
Accordo fra l'Unione europea e la
Confederazione svizzera in merito alla cooperazione sull'applicazione del loro diritto
della concorrenza
La Confederazione svizzera (in appresso
"la Svizzera") da un lato, e l'Unione europea in
appresso "l'Unione") dall'altro, di seguito denominate "la
Parte" o "le Parti",
considerando le strette relazioni esistenti
fra la Svizzera e l'Unione e riconoscendo che la cooperazione ai fini del
contrasto delle attività anticoncorrenziali contribuirà a migliorare e a
rafforzare tali relazioni,
osservando che l'applicazione solida ed
efficace del diritto della concorrenza è un aspetto fondamentale per il funzionamento
efficace dei loro rispettivi mercati, così come per il benessere economico dei
consumatori di entrambe le Parti e per i loro scambi,
tenendo conto del fatto che i sistemi
d'applicazione del diritto della concorrenza della Svizzera e dell'Unione si basano
sugli stessi principi e prevedono norme analoghe,
vista la raccomandazione rivista del Consiglio
dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico relativa alla
cooperazione fra gli Stati membri in materia di pratiche anticoncorrenziali che
incidono sul commercio internazionale, adottata il 27 e 28 luglio 1995;
riconoscendo che la cooperazione e il
coordinamento, compresi lo scambio di informazioni e in particolare la
trasmissione di informazioni ottenute dalle parti nel corso dei loro processi
d'indagine, contribuiranno a un'applicazione più efficace del diritto della
concorrenza di entrambe le Parti,
hanno convenuto quanto segue:
Articolo I – Scopo
Scopo del presente accordo è contribuire
all'efficace applicazione del diritto della concorrenza di ciascuna Parte
attraverso la cooperazione e il coordinamento, compreso lo scambio di
informazioni, tra le autorità di concorrenza delle Parti, ed eliminare o
ridurre la possibilità di controversie tra le Parti in tutte le questioni
riguardanti l'applicazione del diritto della concorrenza di ciascuna Parte.
Articolo II- Definizioni
Ai fini del presente accordo, si intende per:
(1)                   
"autorità di concorrenza" delle Parti:
(a)         
per l'Unione, la Commissione europea, nel quadro
delle sue competenze a norma del diritto della concorrenza dell'Unione, e 
(b)         
per la Svizzera, la Commissione svizzera per la
concorrenza e il suo Segretariato;
(2)                   
"autorità competente di uno Stato
membro": l'autorità, per ciascuno degli Stati membri dell'Unione, che è
competente per l'applicazione del diritto della concorrenza. Al momento della
firma del presente accordo l'Unione notifica alla Svizzera un elenco di tali
autorità. La Commissione europea notifica alla Commissione per la concorrenza
un elenco aggiornato ogni qualvolta intervenga un cambiamento;
(3)                   
"diritto della concorrenza":
(a)         
per l'Unione, gli articoli 101, 102 e 105 del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il regolamento (CE) n. 139/2004
del Consiglio relativo al controllo delle concentrazioni tra imprese, gli
articoli 53 e 54 dell'accordo sullo Spazio economico europeo quando sono
applicati in combinato disposto con gli articoli 101 e 102 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea, e i loro regolamenti d'applicazione nonché
tutti i relativi emendamenti, e 
(b)         
per la Svizzera, la Legge federale sui cartelli e
altre restrizioni della concorrenza del 6 ottobre 1995 (in
appresso "Legge sui cartelli"), e i suoi regolamenti d'applicazione
nonché tutti i relativi emendamenti;
(4)                   
"atto anticoncorrenziale": qualsiasi atto
che possa essere oggetto di un divieto o passibile di sanzioni o altre misure
correttive da parte delle autorità di concorrenza a norma del diritto della
concorrenza di una delle Parti o di entrambe le Parti;
(5)                   
"atto di esecuzione": qualsiasi
applicazione del diritto della concorrenza mediante indagini o procedimenti
svolti dall'autorità di concorrenza di una delle Parti;
(6)                   
"informazioni ottenute tramite il procedimento
di indagine": qualsiasi informazione ottenuta da una delle Parti
avvalendosi del suo diritto d'indagine formale, oppure presentata a una delle
Parti in virtù di un obbligo legale. Ciò significa:
(a)         
per l'Unione, le informazioni ottenute attraverso
le richieste di cui all'articolo 18 del regolamento (CE) n. 1/2003 del
Consiglio, le dichiarazioni orali ai sensi dell'articolo 19 del regolamento
(CE) n. 1/2003 del Consiglio e gli accertamenti svolti dalla Commissione o a
nome della Commissione ai sensi degli articoli 20, 21 o 22 del regolamento (CE)
n. 1/2003 del Consiglio, o le informazioni raccolte nell'ambito dell'applicazione
del regolamento n. 139/2004 del Consiglio relativo al controllo delle
concentrazioni tra imprese;
(b)         
per la Svizzera, le informazioni ottenute
attraverso le richieste di cui all'articolo 40 della Legge sui cartelli, le
dichiarazioni orali ai sensi dell'articolo 42, comma 1 della Legge sui cartelli
e gli accertamenti svolti dalle autorità di concorrenza ai sensi dell'articolo 42,
comma 2 della Legge sui cartelli, o le informazioni raccolte nell'ambito
dell'applicazione dell'Ordinanza sul controllo delle concentrazioni fra
imprese;
(7)                   
"informazioni ottenute nell'ambito di una
procedura di trattamento favorevole":
(a)         
per l'Unione, le informazioni ottenute ai sensi
della comunicazione della Commissione relativa all'immunità dalle ammende e
alla riduzione dell'importo delle ammende nei casi di cartelli tra imprese;
(b)         
per la Svizzera, le informazioni ottenute ai sensi
dell'articolo 49 bis, comma 2 della Legge sui cartelli e degli articoli da 8 a 14
dell'Ordinanza sulle sanzioni in caso di restrizioni illecite della
concorrenza;
(8)                   
"informazioni ottenute nell'ambito di una
procedura di transazione”:
(a)         
per l'Unione, le informazioni ottenute ai sensi
dell'articolo 10 bis del regolamento (CE) n. 773/2004
della Commissione;
(b)         
per la Svizzera, le informazioni ottenute ai sensi
dell'articolo 29 della Legge sui cartelli.
Articolo III – Notificazioni 
(1)                   
L'autorità di concorrenza di una Parte notifica per
iscritto all'autorità di concorrenza dell'altra Parte gli atti di esecuzione
che essa ritiene possano coinvolgere interessi rilevanti dell'altra Parte. Le
notificazioni ai sensi del presente articolo possono essere effettuate per via
elettronica.
(2)                   
Gli atti di esecuzione che possono coinvolgere
interessi rilevanti dell'altra Parte includono, in particolare:
(a)         
gli atti di esecuzione riguardanti atti
anticoncorrenziali diversi dalle concentrazioni, nei confronti di un'impresa riconosciuta o disciplinata secondo le leggi e i
regolamenti in vigore nel territorio dell'altra Parte;
(b)         
gli atti di esecuzione che riguardano comportamenti
considerati come favoriti, imposti o approvati dall’altra Parte; 
(c)         
gli atti di esecuzione che riguardano una
concentrazione in cui una o più Parti dell’operazione sono imprese riconosciute o disciplinate secondo le leggi e i
regolamenti in vigore nel territorio dell'altra Parte;
(d)         
gli atti di esecuzione che riguardano una
concentrazione in cui un’impresa che controlla una o più Parti dell’operazione
è riconosciuta o disciplinata secondo le leggi e i
regolamenti in vigore nel territorio dell'altra Parte;
(e)         
gli atti di esecuzione nei confronti di atti
anticoncorrenziali diversi dalle concentrazioni che sono anch’essi compiuti o
che sono stati compiuti in una parte rilevante del territorio dell’altra Parte,
e 
(f)           
gli atti di esecuzione che riguardano misure
correttive che espressamente esigano o vietino
determinati comportamenti all'interno del territorio dell'altra Parte o
che contengano obblighi vincolanti per le imprese su quel territorio.
(3)                   
Le notificazioni ai sensi del paragrafo 1 relative
a concentrazioni sono effettuate:
(a)         
nel caso dell’Unione, all’avvio di un procedimento
ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (CE) n. 139/2004
del Consiglio;
(b)         
nel caso della Svizzera, all’avvio di un
procedimento ai sensi dell’articolo 33 della Legge sui cartelli.
(4)                   
Le notificazioni ai sensi del paragrafo 1 relative
a questioni diverse dalle concentrazioni sono effettuate:
(a)         
nel caso dell’Unione, all’avvio di un procedimento
di cui all’articolo 2 del regolamento (CE) n. 773/2004 della Commissione;
(b)         
nel caso della Svizzera, all’avvio di un
procedimento ai sensi dell’articolo 27 della Legge sui cartelli.
(5)                   
Le notificazioni includono in particolare i nomi
delle Parti dell’indagine, le attività esaminate e i mercati cui sono
correlate, le disposizioni giuridiche rilevanti e la data degli atti
d’esecuzione.
Articolo IV – Coordinamento degli atti
d’esecuzione
(1)                   
Qualora le autorità di concorrenza di entrambe le
Parti pongano in essere atti di esecuzione riguardanti situazioni correlate,
esse possono coordinare tali atti. Possono in particolare coordinare la
tempistica dei loro accertamenti.
(2)                   
Per stabilire se determinati
atti di esecuzione possano essere coordinati, le autorità di concorrenza delle
Parti tengono conto in particolare dei seguenti elementi:
(a)         
le conseguenze di tale coordinamento
sulla capacità delle autorità di concorrenza di entrambe le Parti di conseguire
gli obiettivi dei loro atti di esecuzione;
(b)         
le capacità delle autorità di
concorrenza delle Parti di ottenere le informazioni necessarie a porre in
essere gli atti di esecuzione;
(c)         
la possibilità di evitare obblighi confliggenti e
oneri inutili alle imprese oggetto degli atti di esecuzione;
(d)         
l'opportunità di utilizzare più
efficacemente le risorse.
(3)                   
L'autorità di concorrenza di
ciascuna Parte, mediante apposita notifica all'autorità di concorrenza
dell'altra Parte, può in qualsiasi momento limitare il coordinamento degli atti
di esecuzione e procedere autonomamente ad uno specifico atto di esecuzione.
Articolo V – Prevenzione dei conflitti
(cortesia passiva)
(1)                   
Le autorità di concorrenza di entrambe le Parti
riservano un'attenta considerazione agli interessi rilevanti dell'altra Parte
in tutte le fasi degli atti di esecuzione, incluse le decisioni
sull'opportunità di avviare atti di esecuzione, sul campo di applicazione degli
stessi e sulla natura delle sanzioni o delle misure correttive necessarie.
(2)                   
Se una delle Parti, con un determinato atto
d’esecuzione previsto dalla sua autorità di concorrenza, può influire sugli
interessi rilevanti dell’altra Parte, essa, pur mantenendo completo potere
discrezionale, si adopera al massimo per:
(a)         
informare senza indugio l’autorità di concorrenza
dell’altra Parte dei principali sviluppi per gli interessi di quest’ultima;
(b)         
dare all’autorità di concorrenza dell’altra Parte
l’opportunità di presentare osservazioni, e 
(c)         
prendere in considerazione le osservazioni
dell’autorità di concorrenza dell’altra Parte, nel pieno rispetto
dell’indipendenza dell’autorità di concorrenza di ciascuna Parte nell’adottare
decisioni.
L’applicazione del presente paragrafo non
pregiudica gli obblighi delle autorità di concorrenza delle Parti ai sensi
dell’articolo III, paragrafi 3 e 4.
(3)                   
Se l’autorità di concorrenza di una delle Parti
ritiene che i suoi atti d’esecuzione possano influire sugli interessi rilevanti
dell’altra Parte, essa si adopera al massimo per cercare una soluzione che
concili i rispettivi interessi. A tal fine, l’autorità di concorrenza della
Parte interessata prende in considerazione i seguenti elementi, oltre a
qualsiasi altro fattore che possa essere rilevante nella fattispecie:
(a)         
l’importanza relativa degli effetti reali o
potenziali degli atti concorrenziali sugli interessi rilevanti della Parte che
adotta gli atti d’esecuzione, rispetto ai loro effetti sugli interessi
rilevanti dell’altra Parte;
(b)         
l'importanza relativa, per
quanto riguarda gli atti anticoncorrenziali implicati, dei comportamenti o
delle operazioni posti in essere nel territorio di una Parte rispetto ai
comportamenti od operazioni posti in essere nel territorio dell'altra Parte;
(c)         
la misura in cui possono essere
influenzati atti di esecuzione adottati dall'altra Parte nei riguardi delle
stesse imprese;
(d)         
la misura in cui le imprese si vedranno imporre
obblighi confliggenti da entrambe le Parti.
Articolo VI – Cortesia attiva
(1)                   
Quando ritenga che gli atti anticoncorrenziali
compiuti nel territorio dell'altra Parte possano influire sui propri interessi
rilevanti, l'autorità di concorrenza di una Parte, tenendo conto
dell'importanza di evitare conflitti in merito alla giurisdizione e della
possibilità che l'altra Parte sia in grado di porre in essere atti di
esecuzione più efficaci, può richiedere che le autorità di concorrenza
dell'altra Parte adottino o rafforzino atti di esecuzione adeguati.
(2)                   
La Parte che presenta la
richiesta indica con la massima precisione la natura degli atti
anticoncorrenziali e i loro effetti reali o potenziali sui propri interessi
rilevanti e propone altresì di fornire ogni possibile informazione e
cooperazione.
(3)                   
L'autorità di concorrenza destinataria
della richiesta dopo attenta valutazione decide sull'opportunità di nuovi atti
di esecuzione oppure sul rafforzamento di quelli già adottati nei confronti
degli atti anticoncorrenziali descritti nella richiesta. L'autorità di
concorrenza destinataria della richiesta informa senza indugio l'autorità di
concorrenza dell'altra Parte della propria decisione. Nel caso di nuovi atti di
esecuzione o del rafforzamento di atti già adottati, l'autorità di concorrenza
destinataria della richiesta informa l'autorità di concorrenza richiedente del
loro esito e, per quanto possibile, dei principali sviluppi intermedi.
(4)                   
Le disposizioni del presente
articolo non limitano il potere di cui è titolare l'autorità di concorrenza
della Parte destinataria della richiesta, secondo il suo diritto della
concorrenza e le sue politiche di attuazione, di decidere in via discrezionale
se adottare o no atti di esecuzione nei riguardi degli atti anticoncorrenziali
indicati nella richiesta, né ostano a che l'autorità di concorrenza della Parte
richiedente ritiri la sua richiesta.
Articolo VII – Scambio di informazioni
(1)                   
Per realizzare lo scopo del presente accordo quale
enunciato all’articolo I, le autorità di concorrenza delle Parti possono
scambiarsi opinioni e informazioni sull’applicazione del loro rispettivo diritto
della concorrenza, ai sensi del presente articolo e degli articoli VIII, IX e
X.
(2)                   
Le autorità di concorrenza delle Parti possono
discutere tutte le informazioni - incluse quelle ottenute tramite il procedimento
d’indagine - necessarie per realizzare la cooperazione e il coordinamento
previsti dal presente accordo.
(3)                   
Le autorità di concorrenza delle Parti possono
trasmettersi vicendevolmente informazioni in loro possesso previo esplicito
consenso scritto dell’impresa che le ha fornite. Qualora tali informazioni
contengano dati personali, tali dati possono essere trasmessi solo se le
autorità di concorrenza delle Parti stanno indagando sullo stesso comportamento
o sulla stessa operazione, o su comportamenti od operazioni correlate. Diversamente
si applica l’articolo IX, paragrafo 3.
(4)                   
In mancanza del consenso di cui al paragrafo 3,
un’autorità di concorrenza può, su richiesta, trasmettere all’altra autorità di
concorrenza, ai fini di utilizzo come prova, informazioni ottenute tramite il procedimento
d’indagine e già in suo possesso, alle seguenti condizioni:
(a)         
le informazioni ottenute tramite il procedimento
d’indagine possono essere trasmesse solo quando le due autorità di concorrenza
stanno indagando sullo stesso comportamento o sulla stessa operazione, o su
comportamenti od operazioni correlate;
(b)         
la richiesta di tali informazioni è fatta per
iscritto e include una descrizione generale dell’oggetto e della natura
del’indagine o del procedimento si cui verte la richiesta, e le disposizioni
giuridiche interessate. Identifica inoltre le imprese oggetto dell’indagine o
del procedimento la cui identità è disponibile al momento della richiesta, e 
(c)         
l’autorità di concorrenza che riceve la richiesta
determina, in consultazione con l’autorità di concorrenza richiedente, quali
informazioni in suo possesso siano rilevanti e possano essere trasmesse.
(5)                   
Nessuna delle due autorità di concorrenza è tenuta
a discutere informazioni ottenute tramite il procedimento d’indagine o a
trasmetterle all’altra autorità di concorrenza, in particolare se ciò è
incompatibile con i suoi interessi rilevanti o se è indebitamente gravoso.
(6)                   
Le autorità di concorrenza delle parti non
discutono né si trasmettono vicendevolmente informazioni ottenute nel quadro di
una procedura di trattamento favorevole o di una procedura di transazione, a
meno che l’impresa che ha fornito le informazioni non abbia dato esplicito
consenso scritto.
(7)                   
Le autorità di concorrenza delle Parti non
discutono, richiedono o trasmettono informazioni ottenute tramite il
procedimento d’indagine se l’uso di tali informazioni è vietato in virtù dei
diritti e privilegi procedurali garantiti dalle rispettive legislazioni delle
Parti per i loro atti d’esecuzione, incluso il principio di
non-autoincriminazione e il diritto al segreto professionale.
(8)                   
Se un’autorità di concorrenza di una della Parti
apprende che uno dei documenti trasmessi ai sensi del presente articolo
contiene informazioni errate, ne informa immediatamente l’altra autorità di
concorrenza che le corregge o le elimina.
Articolo VIII –
Utilizzo delle informazioni discusse o trasmesse
(1)                   
Le informazioni che l’autorità di concorrenza di
una Parte discute con l’autorità di concorrenza dell’altra Parte o che
trasmette a quest’ultima a norma del presente accordo sono utilizzate solo ai
fini dell'applicazione delle norme di concorrenza di quest’ultima Parte dalla
sua autorità di concorrenza.
(2)                   
Le informazioni ottenute tramite il procedimento
d’indagine e discusse con l’autorità di concorrenza dell’altra Parte o a questa
trasmesse a norma del presente accordo sono utilizzate dall’autorità di
concorrenza ricevente solo ai fini dell’applicazione del suo diritto della
concorrenza nel caso di uno stesso comportamento o di una stessa operazione, o
nel caso di comportamenti od operazioni correlate.
(3)                   
Le informazioni trasmesse ai sensi dell’articolo 7,
paragrafo 4 sono usate dall’autorità di concorrenza ricevente solo ai fini
definiti nella richiesta.
(4)                   
Nessuna informazione discussa o trasmessa a norma
del presente accordo è utilizzata per irrogare sanzioni a persone fisiche.
(5)                   
Un’autorità di concorrenza può chiedere che le
informazioni trasmesse a norma del presente accordo siano
utilizzate a determinate condizioni da essa specificate. L’autorità di
concorrenza che riceve le informazioni non utilizza
le informazioni in questione in modo contrario a dette condizioni senza il
consenso preliminare dell’altra autorità di concorrenza.
Articolo IX- Protezione e riservatezza
delle informazioni
(1)                   
Le autorità di concorrenza delle Parti trattano una
richiesta fatta o ricevuta come un atto riservato. L’autorità di concorrenza ricevente
mantiene riservate le informazioni ottenute a norma del presente accordo
conformemente alla sua legislazione. Entrambe le autorità di concorrenza si
oppongono, in particolare, a qualsiasi richiesta di divulgazione delle
informazioni ricevute avanzata da un terzo o da un’altra autorità. Ciò non
impedisce la divulgazione delle informazioni in questione:
(a)         
ai fini dell’ottenimento di un ordine dell'autorità
giudiziaria riguardante l’applicazione, a livello pubblico, del diritto della
concorrenza delle Parti;
(b)         
ad imprese oggetto di un’indagine o di un
procedimento ai sensi del diritto della concorrenza delle Parti e contro le
quali potrebbero essere usate le informazioni, se tale divulgazione è richiesta
dalla legislazione della Parte che riceve le informazioni; e
(c)         
alle giurisdizioni nelle procedure d’appello;
(d)         
se, e nella misura in cui, ciò è indispensabile per
l’esercizio del diritto d’accesso ai documenti ai sensi della legislazione di
una Parte.
In tali casi, l’autorità di concorrenza che riceve
le informazioni garantisce pienamente la protezione del segreto professionale.
(2)                   
Le Parti convengono che, se l’autorità di
concorrenza di una Parte apprende che malgrado tutti i suoi sforzi le
informazioni sono state accidentalmente utilizzate o divulgate in modo
contrario alle disposizioni del presente articolo, essa ne informa
immediatamente l’autorità di concorrenza dell’altra Parte. Le Parti si
consultano senza indugio sui provvedimenti da prendere per ridurre al minimo l'eventuale
pregiudizio risultante da tale utilizzo o da tale divulgazione e per garantire
che tale situazione non si ripeta.
(3)                   
Le Parti assicurano la protezione dei dati
personali conformemente alle loro rispettive legislazioni.
Articolo X - Informazione
delle autorità di concorrenza degli Stati membri e dell’Autorità di vigilanza
EFTA
(1)                   
La Commissione europea, in base al diritto della
concorrenza dell’Unione o di altre disposizioni internazionali riguardanti la
concorrenza:
(a)         
può informare le autorità competenti di uno Stato
membro i cui interessi rilevanti sono coinvolti dalle notificazioni inviate
dall’autorità di concorrenza svizzera ai sensi dell’articolo 3;
(b)         
può informare le autorità competenti di uno Stato
membro dell’esistenza di una cooperazione e di un coordinamento degli atti
d’esecuzione;
(c)         
può solo divulgare le informazioni trasmesse
dall’autorità di concorrenza svizzera ai sensi dell’articolo VII dell’accordo
alle autorità competenti degli Stati membri per adempiere ai suoi obblighi di
informazione ai sensi degli articoli 11 e 14 del regolamento (CE) n. 1/2003 del
Consiglio e dell’articolo 19 del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio;
(d)         
può solo divulgare le informazioni trasmesse
dall’autorità di concorrenza svizzera ai sensi dell’articolo VII dell’accordo
all’autorità di vigilanza EFTA per adempiere ai suoi obblighi di informazione
ai sensi degli articoli 6 e 7 del protocollo n. 23 dell’accordo SEE riguardante
la cooperazione fra le autorità di vigilanza.
(2)                   
Le informazioni – diverse da quelle pubblicamente
disponibili – comunicate alle autorità competenti degli Stati membri e
all’Autorità di vigilanza EFTA ai sensi delle lettere a), b), c) e d) di cui
sopra sono utilizzate al solo fine dell’applicazione del diritto di concorrenza
dell’Unione da parte della Commissione europea e non sono divulgate.
Articolo XI - Consultazione
(1)                   
Le Parti si consultano, su richiesta di una di
loro, su qualsiasi questione possa sorgere in relazione all’attuazione del
presente accordo. Su richiesta di una di loro, le Parti prendono in
considerazione un riesame del funzionamento del presente accordo ed esaminano
la possibilità di sviluppare ulteriormente la loro cooperazione.
(2)                   
Le Parti si informano reciprocamente, al più
presto, di qualsiasi modifica intervenuta nel loro diritto della concorrenza,
così come di ogni modifica di altre leggi e regolamenti e di ogni cambiamento
nelle prassi d’esecuzione delle loro autorità di concorrenza che possa incidere
sul funzionamento del presente accordo. Su richiesta di una di loro, le Parti
procedono a consultazioni per valutare le specifiche implicazioni di tali
modifiche o cambiamenti per il presente accordo, e in particolare per
determinare se debba essere modificato ai sensi dell’articolo XIV, paragrafo 2.
(3)                   
Le autorità di concorrenza delle Parti si
riuniscono, su richiesta di una di loro, al livello appropriato. A tali
riunioni possono:
(a)         
informarsi reciprocamente in merito ai loro attuali
sforzi nell’applicazione delle normative e alle loro priorità in relazione al
diritto della concorrenza di ciascuna Parte;
(b)         
scambiarsi pareri sui settori economici di
interesse comune;
(c)         
discutere questioni politiche di interesse
reciproco, e 
(d)         
discutere altre questioni di interesse reciproco
relative all’applicazione del diritto della concorrenza di ogni Parte.
Articolo XII - Comunicazioni
(1)                   
Salvo altrimenti convenuto fra le Parti o le loro
autorità di concorrenza, le comunicazioni ai sensi del presente accordo
avvengono in inglese.
(2)                   
Ciascuna autorità di concorrenza designa un punto
di contatto per facilitare le comunicazioni fra le Parti su ogni argomento
relativo all’attuazione dell’accordo.
Articolo XIII –
Diritto vigente
Nessun elemento del presente accordo può
essere interpretato in modo da pregiudicare la formulazione o l’applicazione
del diritto della concorrenza dell’una o dell’altra Parte.
Articolo XIV- Entrata in vigore, modifica e
recesso
(1)                   
Il presente accordo è approvato dalle Parti
conformemente alle loro procedure interne. Le Parti si notificano
vicendevolmente il completamento delle rispettive procedure. Il presente
accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data
dell’ultima notifica d’approvazione.
(2)                   
Le Parti possono decidere qualsiasi modifica al
presente accordo. Salvo altrimenti convenuto, la modifica entra in vigore
attraverso le stesse procedure di cui al paragrafo 1.
(3)                   
Ogni Parte può recedere dal presente accordo ad
ogni momento notificando ciò per iscritto all’altra Parte attraverso i canali
diplomatici. In tal caso, l'accordo cessa di avere effetto sei (6) mesi dopo la
data di ricevimento della notificazione.
IN FEDE DI CHE, i sottoscrittori
plenipotenziari, autorizzati dalle loro rispettive Parti, hanno apposto le loro
firme in calce al presente accordo.
Fatto in duplice copia a Bruxelles, il ?, nelle lingue bulgara, ceca, danese, estone, finlandese, francese,
greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, olandese, polacca,
portoghese, rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca e ungherese.
PER LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA
PER L’UNIONE EUROPEA
[1]               Accordo tra le Comunità europee e il Governo degli Stati
Uniti d'America in merito all'applicazione delle loro regole di concorrenza, GU
L 95 del 27.4.1995, pag. 47, rettificato dalla GU L 131 del 15.6.1995, pag. 38.
[2]               Accordo tra le Comunità europee e il governo del Canada
in merito all'applicazione dei rispettivi diritti della concorrenza, GU L 175
del 10.7.1999.
[3]               Accordo tra la Comunità europea e il governo del
Giappone per la cooperazione in materia di atti anticoncorrenziali, GU L 183
del 22.7.2003, pag. 12.
[4]               Accordo tra la Comunità europea e il governo della
Repubblica di Corea concernente la cooperazione in merito ad attività
anticoncorrenziali, GU L 202 del 4.8.2009, pag 36.
[5]               Cooperation between Competition Agencies in Cartel
Investigations, Relazione per la conferenza annuale della ICN
(International Competition Network), Mosca, maggio 2007, pag. 5.
[6]               La Commissione ha adottato una decisione in cui conclude
che le norme svizzere in materia di protezione dei dati personali sono
equivalenti a quelle dell'UE (decisione della Commissione del 26 luglio 2000
riguardante l'adeguatezza della protezione dei dati personali in Svizzera, GU L
215 del 25.8.2000, pag. 1).
[7]               Il testo dell’accordo sarà pubblicato unitamente alla
decisione relativa alla sua conclusione.