CELEX: C2001/118/20
Language: it
Date: 2001-04-21 00:00:00
Title: Causa C-65/01: Ricorso del 14 febbraio 2001 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

21.4.2001                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 118/13
4.    In caso di soluzione in senso affermativo delle questioni 1,                2.3 e 2.8 dell’allegato I della direttiva 89/655/CEE (1) del
      lett. a), e/o 2, lett. a), e/o 3, se uno Stato membro abbia                 Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa ai requisiti
      debitamente autorizzato un organismo ai sensi dell’art. 1,                  minimi di sicurezza e di salute per l’uso di attrezzature di
      n. 4, della seconda direttiva in materia di assicurazione                   lavoro da parte dei lavoratori durante il lavoro (seconda
      auto qualora un organismo esistente abbia il compito di                     direttiva particolare al sensi dell’articolo 16, paragrafo 1,
      risarcire le vittime solo in base ad un accordo con                         della direttiva 89/391/CEE (2));
      la competente autorità dello Stato membro che non
      corrisponda alla seconda direttiva in materia di assicura-            —     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
      zione auto sotto tali profili, e:                                           spese processuali.
      a)     tale accordo crei un obbligo legale, nei confronti             Motivi e principali argomenti
             della competente autorità dello Stato membro, di
             risarcire le vittime che sia direttamente azionabile da        La Commissione constata che nessuno dei riferimenti indicati
             parte dell’autorità competente e non conferisca a tali         dalle autorità italiane contiene disposizioni corrispondenti a
             vittime un diritto soggettivo direttamente azionabile          certi punti dell’allegato I della direttiva 89/655/CEE, cioè il
             di ricorrere contro tale organismo, ma la vittima              punto 2.1, la seconda frase del punto 2.2, il secondo paragrafo
             possa rivolgersi al giudice chiedendo che alla detta           del punto 2.3 ed il secondo paragrafo del punto 2.8:
             autorità venga ingiunto di dare esecuzione all’accor-
             do ove la stessa dovesse omettere di farlo; e                  La Commissione conclude dunque che la Repubblica italiana
                                                                            non ha recepito la disposizione in questione della direttiva
      b)     tale organismo adempia il detto obbligo accogliendo            89/655, violando cosı̀ i propri obblighi nei confronti della
             e liquidando domande provenienti da vittime ai                 normativa comunitaria.
             sensi di tale accordo; e
      c)     lo Stato membro abbia ritenuto in buona fede che               (1) GU L 393 del 30.12.1989, pag. 13.
             la conclusione di tale accordo desse alle vittime una          (2) GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1.
             tutela almeno equivalente a quella derivante dagli
             obblighi della seconda direttiva in materia di assicu-
             razione auto.
5.    In caso di soluzione in senso affermativo di una delle
      questioni 1, lett. a), o 2, lett. a), o 3, e/o di soluzione in        Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwal-
      senso negativo della questione 4, se un’inosservanza della            tungssenat del Land di Salisburgo con ordinanza 7 feb-
      seconda direttiva in materia di assicurazione auto sotto              braio 2001 nel procedimento promosso dal Dr. Manfred
      tale profilo costituisca, da parte di uno Stato membro,                                             Hückel
      un’infrazione sufficientemente grave da far sorgere una
      responsabilità per danni ai sensi del diritto comunitario                               (Cause da C-66/01 a C-74/01)
      ove sia accertato che tale danno sia stato provocato.
                                                                                                     (2001/C 118/21)
(1) GU L 8 dell’11.1.1984, pag. 17.                                         Con ordinanza 7 febbraio 2001, pervenuta nella cancelleria
                                                                            della Corte il 14 febbraio 2001, nel procedimento promosso
                                                                            dal Dr. Manfred Hückel, il Verwaltungssenat del Land di
                                                                            Salisburgo ha proposto alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                            europee le seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                            1.    Se l’art. 2, n. 1, lett. b), della direttiva del Consiglio
Ricorso del 14 febbraio 2001 contro la Repubblica italia-                         18 dicembre 1978, 79/112/CEE, relativa al ravvicinamen-
na, presentato dalla Commissione delle Comunità europee                           to delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’eti-
                                                                                  chettatura e la presentazione dei prodotti alimentari
                            (Causa C-65/01)                                       destinati al consumatore finale, nonché la relativa pubbli-
                                                                                  cità [attualmente codificata nella direttiva del Parlamento
                           (2001/C 118/20)                                        europeo e del Consiglio 20 marzo 2000, 2000/13/CE,
                                                                                  relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
Il 14 febbraio 2001, la Commissione delle Comunità europee,                       membri concernenti l’etichettatura e la presentazione dei
rappresentata dal sig. Antonio Aresu, in qualità di agente, ha                    prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità (GU
presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                      L 109 del 6.5.2000, pag. 29; in prosieguo: la «Direttiva
ricorso contro la Repubblica italiana.                                            sulle etichettature»), in forza del quale — fatte salve le
                                                                                  disposizioni comunitarie applicabili alle acque minerali
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                       naturali ed ai prodotti alimentari destinati ad un’alimenta-
                                                                                  zione particolare — l’etichettatura e le relative modalità
—     constatare che la Repubblica italiana, non adottando le                     di realizzazione non devono attribuire al prodotto ali-
      disposizioni legislative e regolamentari necessarie per                     mentare proprietà atte a prevenire, curare o guarire una
      recepire requisiti minimi vincolanti, e quindi non garan-                   malattia umana né accennare a tali proprietà, osti ad una
      tendo la protezione dei lavoratori, è venuta meno agli                      norma nazionale in base alla quale, nella messa in
      obblighi derivanti dall’art. 4, n. 1, e dalle sezioni 2.1, 2.2,             commercio dei prodotti alimentari, sia vietato