CELEX: 62012CA0456
Language: it
Date: 2014-03-12 00:00:00
Title: Causa C-456/12: Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 12 marzo 2014 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Raad van State — Paesi Bassi) — O/Minister voor Immigratie, Integratie en Asiel, Minister voor Immigratie, Integratie en Asiel/B (Direttiva 2004/38/CE  — Articolo 21, paragrafo 1, TFUE  — Diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri  — Aventi diritto  — Diritto di soggiorno del cittadino di un paese terzo, familiare di un cittadino dell’Unione, nello Stato membro di cui tale cittadino possiede la cittadinanza  — Ritorno del cittadino dell’Unione in detto Stato membro dopo soggiorni di breve durata in un altro Stato membro)

5.5.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 135/6
            
         Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 12 marzo 2014 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Raad van State — Paesi Bassi) — O/Minister voor Immigratie, Integratie en Asiel, Minister voor Immigratie, Integratie en Asiel/B
   (Causa C-456/12) (1)
   
   ((Direttiva 2004/38/CE - Articolo 21, paragrafo 1, TFUE - Diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri - Aventi diritto - Diritto di soggiorno del cittadino di un paese terzo, familiare di un cittadino dell’Unione, nello Stato membro di cui tale cittadino possiede la cittadinanza - Ritorno del cittadino dell’Unione in detto Stato membro dopo soggiorni di breve durata in un altro Stato membro))
   2014/C 135/06
   Lingua processuale: il neerlandese
   
      Giudice del rinvio
   
   Raad van State
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: O., Minister voor Immigratie, Integratie en Asiel,
   
      Convenuti: Minister voor Immigratie, Integratie en Asiel, B.
   
      Oggetto
   
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Raad van State — Paesi Bassi — Interpretazione degli articoli 20, 21, 45 e 56 TFUE e degli articoli 3, paragrafo 1, 6 e 7, paragrafo 1 e 2, della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE (GU L 158, pag. 77) — Diritto di entrare e di soggiornare dei cittadini di un paese terzo, familiari di un cittadino dell’Unione — Ritorno di un cittadino dell’Unione nello Stato membro di origine, dopo aver soggiornato in un altro Stato membro nel quadro dell’articolo 21 TFUE, nonché come destinatario di servizi ai sensi dell’articolo 56 TFUE — Applicazione per analogia della direttiva, come nelle cause C-370/90 (Singh) e C-291/05 (Eind)
   
      Dispositivo
   
   L’articolo 21, paragrafo 1, TFUE deve essere interpretato nel senso che, in una situazione in cui un cittadino dell’Unione abbia sviluppato o consolidato una vita familiare con un cittadino di un paese terzo nel corso di un soggiorno effettivo, ai sensi e nel rispetto delle condizioni enunciate agli articoli 7, paragrafi 1 e 2, o 16, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE, in uno Stato membro diverso da quello di cui possiede la cittadinanza, le disposizioni della medesima direttiva si applicano per analogia quando detto cittadino dell’Unione ritorni, con il familiare interessato, nel proprio Stato membro d’origine. Di conseguenza, le condizioni per la concessione di un diritto di soggiorno derivato al cittadino di un paese terzo, familiare del menzionato cittadino dell’Unione, nello Stato membro d’origine di quest’ultimo non dovrebbero, in via di principio, essere più severe di quelle previste dalla citata direttiva per la concessione di un diritto di soggiorno derivato al cittadino di un paese terzo, familiare di un cittadino dell’Unione, che si è avvalso del proprio diritto di libera circolazione stabilendosi in uno Stato membro diverso da quello di cui possiede la cittadinanza.
   
      (1)  GU C 26 del 26.1.2013.