CELEX: 52006SC0234
Language: it
Date: 2006-02-22 00:00:00
Title: Raccomandazione per il parere del Consiglio previsto all'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997 sul programma aggiornato di stabilità 2005-2009 della Francia

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52006SC0234

Raccomandazione per il parere del Consiglio previsto all'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997 sul programma aggiornato di stabilità 2005-2009 della Francia  /* SEC/2006/0234 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 22.2.2006SEC(2006) 234 definitivoRaccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOprevisto all'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997 sul programma aggiornato di stabilità 2005-2009 della Francia(presentata dalla Commissione)RELAZIONEContestoIl patto di stabilità e di crescita, che è entrato in vigore il 1° luglio 1998, si basa sull’obiettivo di sane finanze statali, come mezzo per rafforzare le condizioni atte a conseguire la stabilità dei prezzi e una crescita forte e sostenibile, che porti alla creazione di posti di lavoro. Il patto è stato modificato per la prima volta nel 2005. Con questa riforma si è riconosciuta l’utilità del patto stesso come solida base della disciplina finanziaria, ma si è cercato di consolidarne l’efficacia ed i fondamenti economici e di salvaguardare la sostenibilità delle pubbliche finanze nel lungo periodo.Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1] (questo regolamento è una componente del patto) prevede che gli Stati membri presentino al Consiglio e alla Commissione programmi di stabilità o di convergenza ed aggiornamenti annuali. Gli Stati membri che hanno già adottato la moneta unica presentano un programma (aggiornato) di stabilità, mentre gli Stati membri che non hanno ancora adottato la moneta unica presentano un programma (aggiornato) di convergenza. La Francia ha presentato il primo programma di stabilità il 18 gennaio 1999. A norma del suddetto regolamento, il Consiglio ha espresso il parere al riguardo il 15 marzo 1999, in base alla raccomandazione formulata dalla Commissione e dopo aver consultato il Comitato economico e finanziario (CEF). Secondo la medesima procedura, i programmi aggiornati di stabilità e di convergenza sono valutati dalla Commissione ed esaminati dal CEF. Il Consiglio può esaminarli.In tali programmi, gli Stati membri devono precisare il loro obiettivo a medio termine per la situazione di bilancio e presentare i provvedimenti di carattere politico, con le relative ipotesi economiche, intesi a raggiungere e preservare la situazione finanziaria perseguita. In seguito alla riforma del patto, l’obiettivo a medio termine va differenziato da uno Stato membro all’altro, data l’eterogeneità economica e finanziaria che si riscontra all’interno dell’Unione anche per quanto riguarda i rischi finanziari sulla via della stabilità. Altri elementi della riforma consistono nell’esigenza di adottare un’impostazione più simmetrica della politica finanziaria nel corso del ciclo, mediante una maggiore disciplina di bilancio nei periodi di congiuntura favorevole, mentre, in caso di temporanea deviazione dall’obiettivo a medio termine o dal percorso dei necessari aggiustamenti per conseguirlo, si dovranno prendere in considerazione “grandi riforme strutturali” che abbiano un’incidenza verificabile sulla sostenibilità nel lungo periodo.Nell’esaminare l'aggiornamento del programma di stabilità che la Francia ha presentato di recente, la Commissione ha tenuto conto delle prospettive dell’autunno 2005 elaborate dai suoi servizi, del codice di condotta[2], del metodo comune di stima della produzione potenziale e dei saldi di bilancio depurati dagli effetti del ciclo e inoltre degli orientamenti di massima delle politiche economiche inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. In base alla valutazione esposta qui di seguito, la Commissione ha adottato una raccomandazione per il parere del Consiglio.Valutazione1, La Francia ha presentato al Consiglio e alla Commissione l’aggiornamento più recente del suo programma di stabilità il 13 gennaio 2006, ossia 6 settimane dopo la scadenza del 1° dicembre indicata nel codice di condotta. Secondo le autorità francesi, tale ritardo era dovuto all’intenzione d’includere nella loro intensificata strategia per la riduzione del debito alcune delle proposte a questo scopo figuranti nel “rapporto Pébereau”[3]. L’aggiornamento riguarda il periodo dal 2005 al 2009, con riferimenti anche al 2010, Nel complesso, tale aggiornamento corrisponde alle disposizioni del nuovo codice di condotta per quanto riguarda la struttura e i dati da indicare nei programmi di stabilità e di convergenza[4].2, Il 3 giugno 2003 il Consiglio aveva deciso che in Francia si riscontrava un disavanzo eccessivo e, in base all’articolo 104, paragrafo 7 del trattato CE, aveva raccomandato di correggerlo entro il 2004. Nella comunicazione al Consiglio del dicembre 2004 riguardante “la situazione della Germania e della Francia rispetto agli impegni cui devono far fronte nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi a seguito della sentenza della Corte di giustizia”, la Commissione aveva concluso che il 2005 doveva essere ritenuta la scadenza adeguata per la correzione. Nel gennaio 2005 il Consiglio aveva condiviso questa posizione della Commissione e, nel parere del 17 febbraio 2005 sull’aggiornamento del programma di stabilità relativo al periodo 2004-2008, presentato dalla Francia nel dicembre 2004, aveva invitato la Francia ad effettuare quanto necessario per provvedere alla correzione del disavanzo eccessivo entro il 2005 e di proseguire poi il risanamento del bilancio attuando riforme strutturali e contenendo le spese, così da assicurare il rispetto dei massimali pluriennali di spesa.3, Negli ultimi dieci anni la crescita del PIL in Francia è stata vicina alla media del 2,3% della zona euro. Dal 1998, anzi, era superiore di circa mezzo punto percentuale, sostenuta da una domanda interna relativamente vivace. Nonostante questi risultati relativamente positivi, il tasso di occupazione era aumentato solo in lieve misura e il tasso di disoccupazione continuava a rimanere elevato. Dopo il disavanzo record del 6% del PIL registrato nel 1993, la situazione del bilancio era migliorata e dal 1997 in poi era stato rispettato il valore di riferimento del 3% del PIL indicato nel trattato per il disavanzo. Ma questo valore di riferimento è stato superato di nuovo dal 2002 in poi con il deteriorarsi della situazione del bilancio, dovuto solo in parte al rallentamento della crescita. Dal 2004 il tasso di disavanzo è in diminuzione.4. Secondo le stime figuranti nell’aggiornamento, la crescita del PIL in termini reali è stata dell’1,5%-2,0% nel 2005 e si prevede che arriverà al 2,0-2,5% nel 2006. Al di là del 2006, l’aggiornamento prospetta due scenari macroeconomici: uno “scenario poco favorevole”, secondo il quale la crescita del PIL sarà del 2¼% all’anno nel periodo 2007-2009, e uno “scenario favorevole”, che prevede una crescita del PIL del 3%. Nella presente valutazione si è assunto come riferimento lo “scenario poco favorevole”, poiché è il più vicino alle stime della crescita potenziale effettuate dai servizi della Commissione. In base alle informazioni attualmente disponibili, sembra che lo scenario di riferimento si basi su ipotesi economiche plausibili, anche se si presenta un po' ottimistico per il 2006. Appaiono realistiche (anche se forse un po’ pessimistiche) anche le previsioni relative all’inflazione figuranti nei due scenari, che sono entrambi caratterizzati dall’assenza di pressioni inflazionistiche.5. Per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio nel 2005, nelle prospettive dell’autunno 2005 elaborate dai servizi della Commissione il disavanzo delle pubbliche amministrazioni era stimato al 3,2% del PIL, mentre nel precedente programma aggiornato si era indicato come obiettivo il 2,9% e nell’aggiornamento in esame è indicato il 3% del PIL. Nonostante le condizioni macroeconomiche meno favorevoli rispetto al programma precedente, alcune recenti informazioni parziali suggeriscono che probabilmente il disavanzo del 2005 si è ridotto a circa il 3% del PIL, grazie in particolare a buoni risultati nelle entrate non tributarie, all’imposizione fiscale basata sui prezzi dei beni e ad entrate supplementari una tantum, a fine dicembre, in seguito alla modifica della legge relativa alle imposte sulle società.6. L’aggiornamento mira a ristabilire il pareggio dei conti statali e a ridurre il quoziente debito pubblico/PIL al di sotto del valore di riferimento del 60% entro il 2010, Inoltre, nell’aggiornamento si conferma che il disavanzo è stato riportato al valore di riferimento del 3% nel 2005 e si situerà al di sotto di tale soglia dal 2006 in poi. Nel corso del periodo si prevede anche un calo di 2 punti percentuali del PIL del disavanzo delle pubbliche amministrazioni, che passerà dal 3,0% del PIL nel 2005 all’1,0% del PIL nel 2009. Un’eccedenza primaria dovrebbe riapparire dal 2007 in poi. Come negli aggiornamenti precedenti, il risanamento in programma ha il suo fulcro nelle spese: la strategia a medio termine si basa su massimali pluriennali d’incremento delle spese statali in termini reali, il che implica il ridursi del quoziente spese/PIL. Per il quoziente entrate/PIL è previsto un lieve calo nel medesimo periodo. Le riduzioni fiscali sono concentrate nel 2006 e 2007, mentre la riduzione del tasso delle spese dovrebbe accelerarsi nel tempo. Rispetto al programma precedente, nel nuovo aggiornamento la prevista riduzione del disavanzo è stata posposta, dato lo scenario macroeconomico lievemente meno favorevole. Va osservato che per ridurre il disavanzo sono indispensabili sostanziali misure una tantum nel 2005 e nel 2006, pari rispettivamente, secondo le stime più recenti dei servizi della Commissione, allo 0,6% del PIL nel 2005 ed a circa lo 0,2% del PIL nel 2006.7. In base ai calcoli effettuati dalla Commissione secondo il metodo comune, il previsto miglioramento del saldo strutturale (ossia depurato dagli effetti del ciclo e dalle misure una tantum e altre misure temporanee) sarebbe in media dello 0,6% del PIL all’anno nel periodo 2005-2009, riducendo il disavanzo dal 3¼% nel 2005 a circa ½% del PIL nel 2009. Le iniziative in campo fiscale sono concentrate nel tempo, in un contesto di lieve peggioramento delle condizioni cicliche, misurate mediante il divario della produzione. Nel programma francese non è indicato specificamente un obiettivo a medio termine (OMT) per la situazione del bilancio nei suoi aspetti strutturali. Tuttavia, dato che uno dei due obiettivi a medio termine delineati nel programma è il ripristino del pareggio nei conti pubblici entro il 2010, nella presente valutazione si è considerato l’equilibrio del bilancio come OMT della Francia. Poiché questo obiettivo è più ambizioso rispetto al minimo richiesto (stimato a un disavanzo di circa l’1½% del PIL), conseguendolo si conseguirebbe anche lo scopo di provvedere un margine di sicurezza contro il rischio di un disavanzo eccessivo. L’OMT del programma si situa all’interno della gamma indicata nel patto di stabilità e di crescita e nel codice di condotta per la zona euro e per gli Stati membri dell’ERM II ed è più ambizioso di quanto suggerirebbero il tasso del debito e la crescita media potenziale della produzione nel lungo periodo.8. Nel complesso, i rischi inerenti alle proiezioni del programma in materia di bilancio sembrano concreti. Anzitutto, per il 2006 vi sono rischi derivanti dallo scenario macroeconomico e dall’esecuzione del bilancio, cosicché è probabile che le entrate saranno inferiori[5], mentre saranno superiori le spese nei settori delle amministrazioni locali e della sanità. Per il resto del periodo, i rigorosi massimali indicati nell’aggiornamento sono quanto mai opportuni: rafforzando la regolamentazione dell’incremento delle spese ai vari livelli delle pubbliche amministrazioni si migliorerà la vigilanza sulle finanze pubbliche e si accentuerà la responsabilità del controllo delle spese che spetta a tutti gli operatori economici pubblici. Tuttavia, suscitano qualche preoccupazione gli antecedenti della Francia nel conseguire gli obiettivi di equilibrio complessivo del bilancio e la mancanza di dispositivi vincolanti per ottenere che sia applicata la regolamentazione dell’incremento delle spese. Rispetto ai massimali precedenti, i nuovi implicano un drastico contenimento delle spese, il quale richiederà ampie riforme strutturali che non sempre sono indicate minuziosamente nel programma aggiornato, specialmente per quanto riguarda le autorità locali, alle quali toccherà subire la più ampia riduzione delle spese rispetto all’aggiornamento precedente.9. Tenuto conto della valutazione dei rischi e in base alle informazioni più recenti, per ridurre il disavanzo al di sotto del 3% del PIL dopo il 2005 sarebbero necessarie nel 2006 misure supplementari, pari a oltre un ¼ di punto percentuale del PIL. In simili circostanze, il bilancio 2006 richiederebbe ancora considerevoli entrate una tantum (pari a circa ¼% del PIL) e quindi non assicurerebbe la riduzione permanente del disavanzo al di sotto della soglia. L’aggiustamento strutturale programmato per il 2006 è inferiore allo 0,5% del PIL in termini strutturali. Negli anni successivi, l’aggiustamento in direzione dell’ambizioso OMT pianificato per gli anni successivi sarebbe consono al criterio dello 0,5% del PIL indicato nel patto per gli Stati membri della zona euro e dell’ERM II, ma senza assicurare che alla fine del periodo del programma si sia raggiunta un’adeguata situazione del bilancio in termini strutturali, quale è definita nel patto. Considerati i rischi, vi è la possibilità che entro la conclusione del programma non si sia ancora costituito un margine di sicurezza sufficiente per impedire che ogni anno il disavanzo superi il massimale del 3% del PIL, in presenza di normali fluttuazioni macroeconomiche.10, Dal 2003 il quoziente debito/PIL ha superato il valore di riferimento del 60% del PIL indicato dal trattato. Nell’aggiornamento si prevede che il quoziente debito/PIL si stabilizzerà, o quasi, al 66% del PIL nel 2006, per poi ridursi progressivamente fino a meno del 60% nel 2010, Contribuirebbero alla riduzione del debito soprattutto la crescita del PIL in termini nominali e il ripristinarsi di eccedenze primarie dal 2007 in poi. Gli aggiustamenti degli stock flussi rifletterebbero soprattutto le vendite di attivi non strategici. Date le incertezze inerenti agli obiettivi di bilancio e al realizzarsi delle previste vendite di beni non strategici, il tasso del debito potrebbe non registrare un calo sufficiente in direzione del valore di riferimento del 60% del PIL.11, Per quanto riguarda la sostenibilità delle pubbliche finanze, la Francia sembra a medio rischio nella prospettiva dei costi di bilancio dovuti all’invecchiamento demografico. Riforme adottate di recente, in particolare la riforma del 2003 del sistema pensionistico, hanno contribuito a contenere il futuro aumento delle spese pubbliche. Per conseguire i risultati previsti, sarà d’importanza cruciale attuare integralmente tali riforme. L’attuale livello del debito pubblico lordo è superiore al valore di riferimento del 60% del PIL indicato nel trattato. Inoltre, se non si registreranno cambiamenti, il disavanzo strutturale, che attualmente è elevato, impedirà la necessaria riduzione del debito nella prospettiva dei futuri costi dell’invecchiamento demografico. Quindi, in mancanza di altre riforme, per ridurre i rischi per la sostenibilità nel lungo periodo è necessario un energico risanamento del bilancio.12, Nel complesso, i provvedimenti previsti nel settore delle pubbliche finanze rispondono agli orientamenti di massima per le politiche economiche inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. In particolare, la Francia ha in programma l’attuazione di varie riforme strutturali intese ad assicurare il rallentamento delle spese statali ed a migliorare la sostenibilità delle pubbliche finanze a medio-lungo termine. Mentre per correggere il disavanzo eccessivo possono essere necessarie misure supplementari, i progressi previsti successivamente per conseguire l’OMT appaiono sufficienti.13, Nel programma nazionale di riforme (PNR), presentato dalla Francia il 7 novembre 2005 nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, sono indicate tre priorità principali: a) creare le condizioni necessarie per una robusta crescita economica, ivi incluse finanze pubbliche sostenibili; b) ridurre la disoccupazione e incrementare l’occupazione; c) costruire un’economia basata sulla conoscenza. Inoltre, uno dei tre pilastri della strategia francese in materia di bilancio, indicati nell’aggiornamento, consiste nel migliorare la produzione potenziale, grazie in particolare al cosiddetto piano d’emergenza per l’occupazione e ad altre riforme del mercato del lavoro. Nel complesso, i provvedimenti nel settore delle pubbliche finanze indicati nel programma di stabilità corrispondono alle azioni previste nel programma nazionale di riforme. Il programma di stabilità integra tali provvedimenti con modifiche delle caratteristiche istituzionali delle pubbliche finanze, in particolare definendo e applicando la regolamentazione dell’incremento delle spese a tutti i livelli dei sottosettori delle pubbliche amministrazioni e gettando le basi per un migliore coordinamento tra gli operatori economici. Tuttavia, non tutte le implicazioni sul bilancio delle azioni descritte nel PNR si riflettono in misura sufficiente nelle proiezioni di bilancio del programma di stabilità.In base alla valutazione sin qui esposta, la priorità che nel programma di stabilità della Francia è attribuita alla riduzione del debito è quanto mai opportuna, ma vi sono rischi per il conseguimento degli obiettivi di bilancio e per la sostenibilità a lungo termine delle pubbliche finanze. Tenuto conto anche della comunicazione della Commissione del dicembre 2004, approvata dal Consiglio nel gennaio 2005, occorre che la Francia:-  provveda senza indugio all’aggiustamento strutturale necessario per portare il disavanzo delle pubbliche amministrazioni al di sotto del 3% del PIL nel 2006, secondo modalità credibili e sostenibili;-  definisca e attui le misure necessarie per assicurare il previsto risanamento finanziario, che consentirà di conseguire l’obiettivo a medio termine, e per migliorare la sostenibilità nel lungo periodo;-  rafforzi il controllo e provveda perché sia applicata la regolamentazione dell’incremento delle spese in tutti i sottosettori delle pubbliche amministrazioni, così da assicurare che siano rispettati i rigorosi massimali pluriennali delle spese.Raccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOprevisto all'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997 sul programma aggiornato di stabilità 2005-2009 della FranciaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[6], in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del Comitato economico e finanziario,HA ADOTTATO IL PRESENTE PARERE:1.  Il [14 marzo 2006] il Consiglio ha esaminato il programma aggiornato di stabilità della Francia, relativo al periodo dal 2005 al 2009.2.  Negli ultimi dieci anni la crescita del PIL in Francia è stata vicina alla media del 2,3% della zona euro. Dal 1998, anzi, era superiore di circa mezzo punto percentuale, sostenuta da una domanda interna relativamente vivace. Nonostante questi risultati relativamente positivi, il tasso di occupazione era aumentato solo in lieve misura e il tasso di disoccupazione continuava a rimanere elevato. Dopo il disavanzo record del 6% del PIL registrato nel 1993, la situazione del bilancio era migliorata e dal 1997 in poi era stato rispettato il valore di riferimento del 3% del PIL indicato nel trattato per il disavanzo. Ma questo valore di riferimento è stato superato di nuovo dal 2002 in poi con il deteriorarsi della situazione finanziaria, dovuto solo in parte al rallentamento della crescita. Dal 2004 il tasso di disavanzo è in diminuzione.3.  Il 3 giugno 2003 il Consiglio aveva deciso che in Francia si riscontrava un disavanzo eccessivo e, in base all’articolo 104, paragrafo 7 del trattato CE, aveva raccomandato di correggerlo entro il 2004. Nella comunicazione al Consiglio del dicembre 2004 riguardante “la situazione della Germania e della Francia rispetto agli impegni cui devono far fronte nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi a seguito della sentenza della Corte di giustizia”, la Commissione aveva concluso che il 2005 doveva essere ritenuta la scadenza adeguata per la correzione. Nel gennaio 2005 il Consiglio aveva condiviso questa posizione della Commissione e, nel parere del 17 febbraio 2005 sull’aggiornamento del programma di stabilità relativo al periodo 2004-2008, presentato dalla Francia nel dicembre 2004, aveva invitato la Francia ad effettuare quanto necessario per provvedere alla correzione del disavanzo eccessivo entro il 2005 e di proseguire poi il risanamento del bilancio attuando riforme strutturali e contenendo le spese, così da assicurare il rispetto dei massimali pluriennali di spesa.4.  Per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio nel 2005, nelle prospettive dell’autunno 2005 elaborate dai servizi della Commissione il disavanzo delle pubbliche amministrazioni era stimato al 3,2% del PIL, mentre nel precedente programma aggiornato si era indicato come obiettivo il 2,9% e nell’aggiornamento in esame è indicato il 3% del PIL. Nonostante le condizioni macroeconomiche meno favorevoli rispetto al programma precedente, alcune recenti informazioni parziali suggeriscono che probabilmente il disavanzo del 2005 si è ridotto a circa il 3% del PIL, grazie in particolare a buoni risultati nelle entrate non tributarie, all’imposizione fiscale basata sui prezzi dei beni e ad entrate supplementari una tantum, a fine dicembre, in seguito alla modifica della legge relativa alle imposte sulle società.5.  Nel complesso, il programma aggiornato corrisponde alle disposizioni del nuovo codice di condotta per quanto riguarda la struttura e i dati da indicare nei programmi di stabilità e di convergenza[7]. L’aggiornamento è stato presentato con 6 settimane di ritardo rispetto alla la scadenza del 1° dicembre indicata nel codice di condotta, poiché le autorità francesi intendevano includere nella loro intensificata strategia per la riduzione del debito alcune delle proposte a questo scopo figuranti nel “rapporto Pébereau”[8].6.  Per le proiezioni macroeconomiche e di bilancio, il programma prospetta due diversi scenari: uno “poco favorevole” e l’altro “favorevole”. Per valutare le proiezioni di bilancio si è assunto come riferimento lo scenario “poco favorevole” poiché, in base alle informazioni attualmente disponibili, esso sembra basarsi su ipotesi di crescita plausibili: vi si prevede che la crescita del PIL in termini reali salirà dall'1,5%-2,0% nel 2005 al 2¼%, in media, nel rimanente periodo del programma. Appaiono realistiche anche le previsioni relative all’inflazione.7.  L’aggiornamento mira a ristabilire il pareggio dei conti statali e a ridurre il quoziente debito pubblico/PIL al di sotto del valore di riferimento del 60% entro il 2010, Inoltre, nell’aggiornamento si conferma che il disavanzo dovrebbe esser risceso al valore di riferimento del 3% nel 2005, e si situerà al di sotto di tale soglia dal 2006 in poi. Nel corso del periodo si prevede anche un calo pari a 2 punti percentuali del PIL per il disavanzo delle pubbliche amministrazioni, che dovrebbe ridursi all’1,0% del PIL nel 2009. Un’eccedenza primaria dovrebbe riapparire dal 2007 in poi. Come negli aggiornamenti precedenti, il risanamento previsto ha il suo fulcro nelle spese: la strategia a medio termine si basa su massimali pluriennali d’incremento delle spese statali in termini reali, il che implica il ridursi del quoziente spese/PIL. Rispetto al programma precedente, nel nuovo aggiornamento la prevista riduzione del disavanzo è stata posposta, dato lo scenario macroeconomico lievemente meno favorevole. Inoltre, va osservato che per ridurre il disavanzo sono indispensabili sostanziali misure una tantum nel 2005 and 2006, pari rispettivamente, secondo le stime più recenti dei servizi della Commissione, allo 0,6% del PIL nel 2005 ed a circa lo 0,2% del PIL nel 2006.8.  Nel corso del periodo del programma, si prevede che il saldo strutturale (ossia il saldo del bilancio depurato dagli effetti del ciclo e dalle misure una tantum e altre misure temporanee), calcolato secondo il metodo comune, dovrebbe migliorare in media dello 0,6% del PIL all’anno. Per la situazione del bilancio, le autorità hanno stabilito come obiettivo a medio termine (OMT) l’equilibrio del bilancio in termini strutturali, che non mirano a conseguire entro il periodo del programma ma nel 2010. Poiché questo obiettivo è più ambizioso rispetto al minimo richiesto (stimato a un disavanzo di circa l’1½% del PIL), conseguendolo si conseguirebbe anche lo scopo di provvedere un margine di sicurezza contro il rischio di un disavanzo eccessivo. L’OMT del programma si situa all’interno della gamma indicata nel patto di stabilità e di crescita e nel codice di condotta per la zona euro e per gli Stati membri dell’ERM II ed è più ambizioso di quanto suggerirebbero il tasso del debito e la crescita media potenziale della produzione nel lungo periodo.9.  I risultati di bilancio potrebbero rivelarsi peggiori di quanto previsto nel programma. Per il 2006 vi sono rischi derivanti dallo scenario macroeconomico e dall’esecuzione del bilancio, cosicché è probabile che le entrate saranno inferiori[9], mentre saranno superiori le spese nei settori delle amministrazioni locali e della sanità. Per il resto del periodo, i rigorosi massimali indicati nell’aggiornamento sono quanto mai opportuni: rafforzando la regolamentazione dell’incremento delle spese ai vari livelli delle pubbliche amministrazioni si migliorerà la vigilanza sulle finanze pubbliche e si accentuerà la responsabilità del controllo delle spese che spetta a tutti gli operatori economici pubblici. Tuttavia, suscitano qualche preoccupazione gli antecedenti della Francia nel conseguire gli obiettivi di equilibrio complessivo del bilancio e la mancanza di dispositivi vincolanti per ottenere che sia applicata la regolamentazione dell’incremento delle spese. Rispetto ai massimali precedenti, i nuovi implicano un drastico contenimento delle spese, il quale richiederà ampie riforme strutturali che non sempre sono indicate minuziosamente nel programma aggiornato, specialmente per quanto riguarda le autorità locali, alle quali toccherà subire la più ampia riduzione delle spese rispetto all’aggiornamento precedente.10.  Tenuto conto d tale valutazione dei rischi, per ottenere la riduzione permanente e sostenibile del disavanzo al di sotto del 3% del PIL sarebbero necessarie nel 2006 misure supplementari. L’aggiustamento strutturale programmato per il 2006 è inferiore allo 0,5% del PIL in termini strutturali. Negli anni successivi, l’aggiustamento in direzione dell’ambizioso OMT pianificato sarebbe consono al patto di stabilità e di crescita, nel quale è precisato che, per gli Stati membri della zona euro e dell’ERM II, il miglioramento annuale del saldo strutturale dovrebbe corrispondere al valore, assunto come criterio, dello 0,5% del PIL. Tuttavia, la strategia di bilancio del programma non assicura che alla fine del periodo del programma si sia raggiunta un’adeguata situazione del bilancio in termini strutturali quale è definita nel patto. Inoltre, la strategia di bilancio del programma non sembra fornire un margine di sicurezza sufficiente per impedire che ogni anno, prima della conclusione del periodo del programma, il disavanzo superi il massimale del 3% del PIL, in presenza di normali fluttuazioni macroeconomiche.11.  Secondo le stime, il quoziente debito/PIL è arrivato al 66% del PIL, superando il valore di riferimento del 60% del PIL indicato dal trattato. Nell’aggiornamento si prevede che il tasso del debito si ridurrà di 3 punti percentuali nel corso del periodo del programma. Tuttavia, l’andamento del tasso del debito potrebbe risultare meno favorevole di quanto è delineato nel programma, dati: a) i summenzionati rischi gravanti sugli obiettivi di bilancio; b) l’incertezza circa la realizzazione integrale delle previste vendite di attivi non strategici. In base alla valutazione dei rischi, il tasso del debito potrebbe non registrare un calo sufficiente in direzione del valore di riferimento del 60% del PIL.12.  Per quanto riguarda la sostenibilità delle pubbliche finanze, la Francia sembra a medio rischio nella prospettiva dei costi di bilancio dovuti all’invecchiamento demografico. Riforme adottate di recente, in particolare la riforma del 2003 del sistema pensionistico, hanno contribuito a contenere il futuro aumento delle spese pubbliche. Per conseguire i risultati previsti, sarà d’importanza cruciale attuare integralmente tali riforme. L’attuale livello del debito pubblico lordo è superiore al valore di riferimento del 60% del PIL indicato nel trattato. Inoltre, se non si registreranno cambiamenti, il disavanzo strutturale, che attualmente è elevato, impedirà la necessaria riduzione del debito nella prospettiva dei futuri costi dell’invecchiamento demografico. Quindi, in mancanza di altre riforme, per ridurre i rischi per la sostenibilità nel lungo periodo è necessario un energico risanamento del bilancio.13.  Nel complesso, i provvedimenti previsti nel settore delle pubbliche finanze rispondono agli orientamenti di massima per le politiche economiche inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. In particolare, la Francia ha in programma l’attuazione di varie riforme strutturali intese ad assicurare il rallentamento delle spese statali ed a migliorare la sostenibilità delle pubbliche finanze a medio-lungo termine. Per correggere il disavanzo eccessivo possono invece essere necessarie misure supplementari.14.  Nel programma nazionale di riforme (PNR), presentato dalla Francia il 7 novembre 2005 nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, sono indicate tre priorità principali: a) creare le condizioni necessarie per una robusta crescita economica, ivi incluse finanze pubbliche sostenibili; b) ridurre la disoccupazione e incrementare l’occupazione; c) costruire un’economia basata sulla conoscenza. Inoltre, uno dei tre pilastri della strategia francese in materia di bilancio, indicati nell’aggiornamento, consiste nel migliorare la produzione potenziale, grazie in particolare al cosiddetto piano d’emergenza per l’occupazione e ad altre riforme del mercato del lavoro. Nel complesso, i provvedimenti nel settore delle pubbliche finanze indicati nel programma di stabilità corrispondono alle azioni previste nel programma nazionale di riforme. Il programma di stabilità integra tali provvedimenti con modifiche delle caratteristiche istituzionali delle pubbliche finanze, in particolare definendo e provvedendo perché sia applicata la regolamentazione dell’incremento delle spese a tutti i livelli dei sottosettori delle pubbliche amministrazioni e gettando le basi per un migliore coordinamento tra gli operatori economici. Tuttavia, non tutte le implicazioni sul bilancio delle azioni descritte nel PNR si riflettono in misura sufficiente nelle proiezioni di bilancio del programma di stabilità.In base alla valutazione sin qui esposta, il Consiglio esprime la propria approvazione per la priorità che, nel suo programma di stabilità, la Francia ha attribuito alla riduzione del debito, ma osserva che vi sono rischi per il conseguimento degli obiettivi di bilancio e per la sostenibilità a lungo termine delle pubbliche finanze. Tenuto conto anche della comunicazione della Commissione del dicembre 2004, da esso approvata nel gennaio 2005, il Consiglio invita la Francia:-  a provvedere senza indugio all’aggiustamento strutturale necessario per portare il disavanzo delle pubbliche amministrazioni al di sotto del 3% del PIL nel 2006, secondo modalità credibili e sostenibili;-  a definire ed attuare le misure necessarie per assicurare il previsto risanamento finanziario, che consentirà di conseguire l’obiettivo a medio termine, e per migliorare la sostenibilità nel lungo periodo;-  a rafforzare il controllo e provvedere perché sia applicata la regolamentazione dell’incremento delle spese in tutti i sottosettori delle pubbliche amministrazioni, così da assicurare che siano rispettati i rigorosi massimali pluriennali delle spese.Raffronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 |PIL reale (variazione %) | PS genn. 20061 | 2,3 | 1,5-2,0 | 2,0-2,5 | 2 ¼ | 2 ¼ | 2 ¼ |COM nov. 20058 | 2,3 | 1,5 | 1,8 | 2,3 | n.d. | n.d. |PS dic. 2004 | 2,5 | 2,5 | 2,5 | 2,5 | 2,5 | n.d. |Inflazione IAPC (%) | PS genn. 20061 | 2,3 | 1,9 | 1,8 | 1 ¾ | 1 ¾ | 1 ¾ |COM nov. 2005 | 2,3 | 2,0 | 2,1 | 1,9 | n.d. | n.d. |PS dic. 20047 | 2,2 | 1,8 | 1,5 | 1,5 | 1,5 | n.d. |COM nov. 2005 | -0,8 | -0,5 | -0,7 | -0,7 | n.d. | n.d. |PS dic. 2004 | -0,7 | 0,1 | 0,8 | 1,5 | 2,2 | n.d. |Saldo depurato del ciclo (% del PIL) | PS genn. 20062 | -3,5 | -2,8 | -2,7 | -2,3 | -1,5 | -0,6 |COM nov. 2005 | -3,6 | -3,0 | -3,0 | -3,1 | n.d. | n.d. |PS dic. 20043 | -3,4 | -2,7 | -2,0 | -1,4 | -0,7 | n.d. |Saldo strutturale2 (% del PIL) | PS genn. 20064 | -3,5 | -3,3 | -2,9 | -2,3 | -1,5 | -0,6 |COM nov. 20055 | -3,6 | -3,5 | -3,3 | -3,1 | n.d. | n.d. |PS dic. 2004 | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. |Debito pubblico lordo (% del PIL) | PS genn. 2006 | 65,1 | 65,8 | 66,0 | 65,6 | 64,6 | 62,8 |COM nov. 2005 | 65,1 | 66,5 | 67,1 | 68.0 | n.d. | n.d. |PS dic. 2004 | 64,8 | 65,0 | 64,6 | 63,6 | 62,0 | n.d. |Note: 1 Per altri calcoli si sono utilizzati le corrispondenti stime in forma di punti percentuali. 2Calcoli dei servizi della Commissione in base alle informazioni figuranti nel programma. 3Saldo depurato dagli effetti del ciclo (come nelle righe precedenti), escluse le misure una tantum e altre misure temporanee. 4Misure una tantum e altre misure temporanee secondo i calcoli dei servizi della Commissione: 0,6% del PIL nel 2005 (l’apparente minore differenza tra il saldo strutturale e il saldo depurato del ciclo è dovuta all’arrotondamento delle cifre), 0,2% del PIL nel 2006 (comportanti entrambe un calo del disavanzo). 5Misure una tantum e altre misure temporanee risultanti dalle prospettive dell’autunno 2005 dei servizi della Commissione: 0,5% del PIL nel 2005 e 0,2% nel 2006 (comportanti entrambe un calo del disavanzo). 6In base a una crescita potenziale stimata al 2,3% nel 2004, all’1,9% nel 2005, al 2,2% nel 2006 e al 2,4% per il periodo 2007-2009. 7Variazioni secondo l’IPC invece che secondo l’IAPC. 8Secondo le prime stime, la crescita è stata dell’1,4% nel 2005. Nelle prospettive intermedie dei servizi della Commissione, del 21 febbraio 2006, la crescita prevista era dell’1,9% nel 2006. Fonti: Programma di stabilità (PS); Prospettive economiche dell’autunno 2005 dei servizi della Commissione (COM); calcoli dei servizi della Commissione. |[1] GU L 209 del 2.8.1997. Questo regolamento è stato modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, p. 1). I documenti menzionati nel testo si trovano nel seguente sito web:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[2] “Specifiche sull'attuazione del Patto di stabilità e crescita e linee direttrici sulla presentazione e il contenuto dei programmi di stabilità e convergenza", approvate dal Consiglio Ecofin l’11 ottobre 2005.[3] Si tratta del rapporto, pubblicato a metà dicembre 2005, di un comitato indipendente di alto livello, nominato dal governo francese per analizzare il debito pubblico e determinare le possibilità di ridurlo.[4] Il programma presenta lacune, poiché mancano alcuni dei dati obbligatori e facoltativi previsti nel nuovo codice di condotta. I dati obbligatori mancanti riguardano soprattutto le ipotesi relative ai tassi d’interesse a breve e lungo termine, mentre i dati facoltativi mancanti riguardano soprattutto le spese delle pubbliche amministrazioni ripartite per funzione, la sostenibilità a lungo termine delle pubbliche finanze e l’andamento del mercato del lavoro.[5] Nel bilancio 2006 figurano come voci che contribuiscono alla riduzione del disavanzo i proventi che lo Stato doveva ricevere in seguito alla liquidazione di un fondo cautelativo, mutui ipotecari sovvenzionati e dividendi eccezionali conseguenti alla privatizzazione delle aziende autostradali statali. Anche se non sono disponibili informazioni complete, le indicazioni preliminari provenienti dall’Eurostat suggeriscono che tali operazioni sono di natura finanziaria e dovrebbero essere iscritte fuori bilancio, senza esercitare un’incidenza diretta sul disavanzo. Se si avrà conferma in tal senso, si dovranno modificare le prospettive finanziarie non solo delle autorità francesi ma anche dei servizi della Commissione (prospettive dell’autunno 2005) relative al disavanzo per il 2006, aumentandole di circa lo 0,1% del PIL.[6] GU L 209 del 2.8.1997. Questo regolamento è stato modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, p. 1). I documenti menzionati nel presente testo si trovano nel seguente sito web:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[7] Il programma presenta lacune, poiché mancano alcuni dei dati obbligatori e facoltativi previsti nel nuovo codice di condotta. I dati obbligatori mancanti riguardano soprattutto le ipotesi relative ai tassi d’interesse a breve e lungo termine, mentre i dati facoltativi mancanti riguardano soprattutto le spese delle pubbliche amministrazioni ripartite per funzione, la sostenibilità a lungo termine delle pubbliche finanze e l’andamento del mercato del lavoro.[8] Si tratta del rapporto, pubblicato a metà dicembre 2005, di un comitato indipendente di alto livello, nominato dal governo francese per analizzare il debito pubblico e determinare le possibilità di ridurlo.[9] Nel bilancio 2006 figurano come voci che contribuiscono alla riduzione del disavanzo i proventi che lo Stato doveva ricevere in seguito alla liquidazione di un fondo cautelativo, mutui ipotecari sovvenzionati e dividendi eccezionali conseguenti alla privatizzazione delle aziende autostradali statali. Anche se non sono disponibili informazioni complete, le indicazioni preliminari provenienti dall’Eurostat suggeriscono che tali operazioni sono di natura finanziaria e dovrebbero essere iscritte fuori bilancio, senza esercitare un’incidenza diretta sul disavanzo. Se si avrà conferma in tal senso, si dovranno modificare le prospettive finanziarie non solo delle autorità francesi ma anche dei servizi della Commissione (prospettive dell’autunno 2005) relative al disavanzo per il 2006, aumentandole di circa lo 0,1% del PIL.