CELEX: 62011CA0488
Language: it
Date: 2013-05-30 00:00:00
Title: Causa C-488/11: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 30 maggio 2013 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Gerechtshof te Amsterdam — Paesi Bassi) — Dirk Frederik Asbeek Brusse, Katarina de Man Garabito/Jahani BV (Direttiva 93/13/CEE — Clausole abusive contenute nei contratti stipulati con i consumatori — Contratto di locazione di abitazione tra un locatore professionale e un locatario privato — Esame d’ufficio, da parte del giudice nazionale, del carattere abusivo di una clausola contrattuale — Clausola penale — Annullamento della clausola)

3.8.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 225/10
            
         Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 30 maggio 2013 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Gerechtshof te Amsterdam — Paesi Bassi) — Dirk Frederik Asbeek Brusse, Katarina de Man Garabito/Jahani BV
   (Causa C-488/11) (1)
   
   (Direttiva 93/13/CEE - Clausole abusive contenute nei contratti stipulati con i consumatori - Contratto di locazione di abitazione tra un locatore professionale e un locatario privato - Esame d’ufficio, da parte del giudice nazionale, del carattere abusivo di una clausola contrattuale - Clausola penale - Annullamento della clausola)
   2013/C 225/15
   Lingua processuale: l’olandese
   
      Giudice del rinvio
   
   Gerechtshof te Amsterdam
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Dirk Frederik Asbeek Brusse, Katarina de Man Garabito
   
      Convenuto: Jahani BV
   
      Oggetto
   
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Gerechtshof te Amsterdam — Interpretazione dell’articolo 6 della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori (GU L 95, pag. 29) — Contratto di locazione fra un locatore professionista e un locatario privato — Qualifica del locatore come venditore di beni o prestatore di servizi — Disposizioni di ordine pubblico.
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               La direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, deve essere interpretata nel senso che, fatte salve le clausole che riproducono disposizioni legislative o regolamentari imperative previste dal diritto nazionale, il che spetta al giudice nazionale verificare, essa si applica a un contratto di locazione ad uso abitativo stipulato tra un locatore che agisce nel quadro della sua attività professionale e un locatario che agisce per fini che non rientrano nel quadro della sua attività professionale.
            
         
               2)
            
            
               La direttiva 93/13 deve essere interpretata nel senso che:
               
                           —
                        
                        
                           qualora il giudice nazionale, chiamato a pronunciarsi su un’azione proposta da un professionista nei confronti di un consumatore, vertente sull’esecuzione di un contratto, abbia il potere, secondo le norme interne di procedura, di valutare d’ufficio il contrasto tra la clausola che funge da fondamento alla domanda e le norme nazionali di ordine pubblico, detto giudice deve allo stesso modo, quando abbia accertato che detta clausola rientra nell’ambito di applicazione di tale direttiva, valutare d’ufficio l’eventuale carattere abusivo della predetta clausola rispetto ai criteri enunciati dalla citata direttiva;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           qualora il giudice nazionale abbia il potere, secondo le norme interne di procedura, di annullare d’ufficio una clausola contraria all’ordine pubblico o a una disposizione legislativa imperativa la cui portata giustifichi tale sanzione, esso deve, in linea di principio, dopo aver dato alle parti la possibilità di un dibattito in contraddittorio, annullare d’ufficio una clausola contrattuale della quale abbia constatato il carattere abusivo rispetto ai criteri enunciati da detta direttiva.
                        
                     
         
               3)
            
            
               L’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 93/13 deve essere interpretato nel senso che non consente al giudice nazionale, qualora quest’ultimo abbia accertato il carattere abusivo di una clausola penale in un contratto stipulato tra un professionista e un consumatore, di limitarsi, come lo autorizza a fare il diritto nazionale, a ridurre l’importo della penale imposta da tale clausola a carico di detto consumatore, ma gli impone la pura e semplice disapplicazione di siffatta clausola nei confronti del consumatore.
            
         
      (1)  GU C 13 del 14.1.2012.