CELEX: 62018CA0216
Language: it
Date: 2018-07-25 00:00:00
Title: Causa C-216/18 PPU: Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 25 luglio 2018 [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court (Irlanda) — Irlanda] — Esecuzione di mandati d’arresto europei emessi nei confronti di LM (Rinvio pregiudiziale — Procedimento pregiudiziale d’urgenza — Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale — Mandato d’arresto europeo — Decisione quadro 2002/584/GAI — Articolo 1, paragrafo 3 — Procedure di consegna tra Stati membri — Condizioni di esecuzione — Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea — Articolo 47 — Diritto a un giudice indipendente e imparziale)

17.9.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 328/22
            
         
      Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 25 luglio 2018 [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court (Irlanda) — Irlanda] — Esecuzione di mandati d’arresto europei emessi nei confronti di LM
      (Causa C-216/18 PPU) (1)
      
      ((Rinvio pregiudiziale - Procedimento pregiudiziale d’urgenza - Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale - Mandato d’arresto europeo - Decisione quadro 2002/584/GAI - Articolo 1, paragrafo 3 - Procedure di consegna tra Stati membri - Condizioni di esecuzione - Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea - Articolo 47 - Diritto a un giudice indipendente e imparziale))
      (2018/C 328/28)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Giudice del rinvio
      
      High Court (Irlanda)
      
         Parti
      
      LM
      
         Dispositivo
      
      L’articolo 1, paragrafo 3, della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, come modificata dalla decisione quadro 2009/299/GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009, deve essere interpretato nel senso che, qualora l’autorità giudiziaria dell’esecuzione, chiamata a decidere sulla consegna di una persona oggetto di un mandato d’arresto europeo emesso ai fini dell’esercizio di un’azione penale, disponga di elementi, come quelli contenuti in una proposta motivata della Commissione europea, adottata a norma dell’articolo 7, paragrafo 1, TUE, idonei a dimostrare l’esistenza di un rischio reale di violazione del diritto fondamentale a un equo processo garantito dall’articolo 47, secondo comma, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, a causa di carenze sistemiche o generalizzate riguardanti l’indipendenza del potere giudiziario dello Stato membro emittente, detta autorità deve verificare in modo concreto e preciso se, alla luce della situazione personale di tale persona, nonché della natura del reato per cui è perseguita e delle circostanze di fatto poste alla base del mandato d’arresto europeo, e tenuto conto delle informazioni fornite dallo Stato membro emittente, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 2, della decisione quadro 2002/584, come modificata, vi siano motivi seri e comprovati di ritenere che, in caso di consegna a quest’ultimo Stato, detta persona corra un siffatto rischio.
      
         (1)  GU C 190 del 4.6.2018.