CELEX: C2000/079/09
Language: it
Date: 2000-03-18 00:00:00
Title: Causa C-412/99: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica d'Austria, proposto il 28 ottobre 1999

C 79/4                   IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         18.3.2000
                  ORDINANZA DELLA CORTE                                                      ORDINANZA DELLA CORTE
                                                                                                      (Prima Sezione)
                          (Quarta Sezione)
                                                                                                    16 dicembre 1999
                         16 dicembre 1999                                    nel procedimento C-259/99 P: Karola Gluiber contro
                                                                             Consiglio dell’Unione europea e Commissione delle
                                                                                                   Comunità europee (1)
nel procedimento C-104/99 (domanda di pronuncia pre-                         (Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado
giudiziale della Commissione tributaria provinciale di                          manifestamente irricevibile e manifestamente infondato)
Brindisi): Oleifici Italiani SpA contro Direzione regionale
                   delle entrate per la Puglia (1)
                                                                                                       (2000/C 79/08)
(Art. 104, n. 3, del regolamento di procedura — Questione                                       (Lingua processuale: il tedesco)
                     manifestamente identica)
                                                                             Nel procedimento C-259/99 P, Karola Gluiber, residente a
                                                                             Staudernheim (Germania), con l’avv. Jean-Claude Schöninger,
                           (2000/C 79/07)                                    del foro di Lahr, avente ad oggetto il ricorso diretto all’annulla-
                                                                             mento dell’ordinanza del Tribunale di primo grado delle
                                                                             Comunità europee (Prima Sezione) 5 maggio 1999, causa
                                                                             T-190/98, Gluiber/Consiglio e Commissione (non pubblicata
                                                                             nella Raccolta), procedimento in cui le altre parti sono:
                    (Lingua processuale: l’italiano)                         Consiglio dell’Unione europea e Commissione delle Comunità
                                                                             europee, la Corte (Prima Sezione), composta dai signori
                                                                             L. Sevón, presidente di sezione, P. Jann (relatore) e M. Wathelet,
                                                                             giudici; avvocato generale: A. La Pergola; cancelliere: R. Grass,
Nel procedimento C-104/99, avente ad oggetto la domanda di                   ha pronunciato il 16 dicembre 1999 un’ordinanza il cui
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi del-                   dispositivo è del seguente tenore:
l’art. 234 CE, dalla Commissione tributaria provinciale di
Brindisi nella causa dinanzi ad essa pendente tra Oleifici Italiani          1) Il ricorso contro la pronuncia del Tribunale di primo grado è
SpA contro Direzione regionale delle entrate per la Puglia,                      respinto.
domanda vertente sull’interpretazione della direttiva del Consi-
glio 17 luglio 1969, 69/335/CEE, concernente le imposte                      2) La signora Gluiber è condannata alle spese.
indirette sulla raccolta di capitali (GU L 249, pag. 25), come
modificata dalla direttiva del Consiglio 10 giugno 1985,
85/303/CEE (GU L 156, pag. 23), la Corte (Quarta Sezione),                   (1) GU C 299 del 16.10.1999.
composta dai signori D.A.O. Edward, presidente di sezione,
P.J.G. Kapteyn e H. Ragnemalm (relatore), giudici; avvocato
generale: N. Fennelly; cancelliere: R. Grass, ha emesso, il
16 dicembre 1999, un’ordinanza il cui dispositivo è del
seguente tenore:
                                                                             Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
La direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335/CEE, concernente
                                                                              tro la Repubblica d’Austria, proposto il 28 ottobre 1999
le imposte indirette sulla raccolta di capitali, come modificata dalla
direttiva del Consiglio 10 giugno 1985, 85/303/CEE, non osta alla
riscossione, a carico delle società di capitali, di un’imposta come                                  (Causa C-412/99)
l’imposta sul patrimonio netto delle imprese.
                                                                                                       (2000/C 79/09)
(1) GU C 188 del 3.7.1999.                                                   Il 28 ottobre 1999 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                             rappresentata dal signor Josef Christian Schieferer, membro
                                                                             del servizio giuridico, con domicilio eletto in Lussemburgo
                                                                             presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro dello stesso
                                                                             servizio, Centre Wagner C 254, Kirchberg, ha proposto dinanzi
                                                                             alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso
                                                                             contro la Repubblica d’Austria.
 ---pagebreak--- 18.3.2000               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 79/5
La ricorrente conclude che la Corte voglia statuire quanto                2. Nel caso in cui la soluzione della questione sub 1) fosse nel
segue:                                                                       senso che il consenso può essere implicito, se tale consenso
                                                                             possa essere implicito nel fatto che le merci sono state
1. La Repubblica d’Austria è venuta meno agli obblighi                       vendute dal titolare o per suo conto senza restrizioni
    impostile dalla direttiva i del Parlamento europeo e del                 contrattuali, vincolanti per il primo acquirente e per quelli
    Consiglio 28 ottobre 1996, 96/70/CE (1), che modifica la                 successivi, che vietino la rivendita all’interno del SEE.
    direttiva del Consiglio 80/777/CEE sull’utilizzazione e la
    commercializzazione delle acque minerali naturali, in                 3. Qualora merci su cui sia apposto un marchio registrato
    quanto non ha emanato le disposizioni legislative, regola-               siano state immesse in commercio in un paese non
    mentari e amministrative necessarie per conformarsi a tale               membro del SEE dal titolare del marchio,
    direttiva e non ne ha informato la Commissione.
2. Condannare la Repubblica d’Austria alle spese.                            A) in che misura sia rilevante o determinante per il
                                                                                 problema di stabilire se sussistesse o no il consenso del
                                                                                 titolare all’immissione in commercio all’interno del
                                                                                 SEE di tali merci ai sensi della direttiva, il fatto che:
Motivi e principali argomenti
                                                                                 (a) il soggetto che immette le merci in commercio
I motivi e i principali argomenti sono analoghi a quelli della                        (senza essere un rivenditore autorizzato) lo fa con
causa C-386/99 (2); il termine fissato nell’art. 2 della direttiva è                  la consapevolezza di essere il legittimo proprietario
scaduto il 28 ottobre 1997.                                                           delle merci, le quali non presentano alcuna indica-
                                                                                      zione nel senso che non possano essere messe in
                                                                                      commercio all’interno del SEE, e/o
(1) GU L 299 del 23.11.1996, pag. 26.
(2) GU C 366 del 18.12.1999, pag. 20.
                                                                                 (b) il soggetto che immette in commercio le merci
                                                                                      (senza essere un rivenditore autorizzato) lo fa con
                                                                                      la consapevolezza che il titolare del marchio si
                                                                                      oppone all’immissione in commercio di tali merci
                                                                                      all’interno del SEE, e/o
                                                                                 (c) il soggetto che immette in commercio le merci
                                                                                      (senza essere un rivenditore autorizzato) lo fa con
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High                                la consapevolezza che il titolare del marchio si
Court of Justice (Inghilterra e Galles), Chancery Division                            oppone all’immissione in commercio di tali merci
(Sezione per i brevetti), con ordinanza 22 luglio 1999,                               da parte di chiunque non sia un rivenditore autoriz-
nella causa tra 1) Levi Strauss & Co. (societa’ statunitense                          zato, e/o
disciplinata dalle leggi dello stato del Delaware); 2) Levi
Strauss (UK) Limited e 1) Tesco Stores Limited; 2) Tesco
                               Plc.                                              (d) le merci sono state acquistate in paesi extra SEE
                                                                                      presso rivenditori autorizzati i quali erano stati
                                                                                      informati dal titolare [del marchio] della sua oppo-
                         (Causa C-415/99)                                             sizione alla vendita delle merci da parte loro a
                                                                                      scopo di rivendita, ma che non hanno imposto ai
                          (2000/C 79/10)                                              loro compratori alcuna restrizione contrattuale
                                                                                      relativa al modo in cui si poteva disporre delle
                                                                                      merci, e/o
Con ordinanza 22 luglio 1999, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 29 ottobre 1999, nella causa tra 1) Levi Strauss
& Co. (societa’ statunitense disciplinata dalle leggi dello stato                (e) le merci sono state acquistate in paesi extra SEE
del Delaware); 2) Levi Strauss (UK) Limited e 1) Tesco Stores                         presso rivenditori autorizzati i quali erano stati
Limited; 2) Tesco Plc., la High Court of Justice (Inghilterra e                       informati dal titolare [del marchio] che dette merci
Galles), Chancery Division (Sezione per i brevetti) ha sottopo-                       dovevano essere vendute a rivenditori all’interno
sto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti                        degli stessi paesi extra SEE e non dovevano essere
questioni pregiudiziali:                                                              vendute per l’esportazione, ma che non hanno
                                                                                      imposto ai loro compratori alcuna restrizione
                                                                                      contrattuale relativa al modo in cui si poteva
1. Se l’effetto della direttiva 89/104/CEE (1) («la direttiva»),
    qualora merci su cui sia apposto un marchio registrato                            disporre delle merci, e/o
    siano state immesse in commercio in un paese extra SEE
    dal titolare del marchio o con il suo consenso, e poi                        (f) il titolare [del marchio] ha, o non ha, dato comuni-
    importate o vendute all’interno del SEE da terzi, sia quello                      cazione a tutti i compratori successivi delle proprie
    di attribuire al titolare del marchio il diritto di impedire                      merci (cioè quelli tra il primo acquirente dal titolare
    tale importazione o vendita a meno che egli non vi abbia                          e la persona che ha immesso in commercio le
    espressamente ed esplicitamente acconsentito, ovvero se                           merci all’interno del SEE) della propria opposizione
    tale consenso possa essere implicito.                                             alla vendita delle merci a scopo di rivendita, e/o