CELEX: C2005/229/77
Language: it
Date: 2005-09-17 00:00:00
Title: Causa T-291/05: Ricorso di Mohammad Reza Fardoom e Michael Ashbrook contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 25 luglio 2005

17.9.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 229/37
            
         Ricorso di Mohammad Reza Fardoom e Michael Ashbrook contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 25 luglio 2005
   (Causa T-291/05)
   (2005/C 229/77)
   Lingua processuale: il francese
   Il 25 luglio 2005 Mohammad Reza Fardoom, residente in Roodt-sur-Syre (Lussemburgo) e Michael Ashbrook residente in Strassen (Lussemburgo), rappresentati dagli avv.ti Gilles Bounéou e Frédéric Frabetti, con domicilio eletto in Lussemburgo, hanno proposto un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
   I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare le decisioni del capo dell'unità «Dialogue social», adottate il 4 novembre 2004, che negano gli ordini di missione dei ricorrenti presentati il 9 settembre 2004, per partecipare ad una riunione del 13 settembre 2004 con un commissario;
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta al pagamento delle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   I ricorrenti erano stati convocati, in qualità di rappresentanti di un'organizzazione sindacale, ad una riunione per il 13 settembre 2004 con un commissario. Per partecipare a tale riunione, essi avevano presentato, previamente, una domanda diretta ad ottenere un ordine di missione. Tale domanda è stata firmata dal superiore gerarchico solo 41 giorni più tardi. Basandosi su tale ritardo, l'ordinatore ha negato gli ordini di missione.
   I ricorrenti chiedono l'annullamento di quest'ultima decisione. A sostegno del loro ricorso, fanno valere la violazione dell'articolo 24 bis dello statuto, della libertà sindacale, del principio di parità di trattamento, del principio di non discriminazione, nonché un procedimento arbitrario. In tale contesto, essi sostengono di aver presentato le loro domande nei termini e che non dovrebbero essere ritenuti responsabili del fatto che esse siano state firmate tardivamente. I ricorrenti fanno altresì valere che le missioni sarebbero state chieste senza spese e che, di conseguenza, non sarebbe necessario modificare a posteriori il bilancio dell'istituzione.
   I ricorrenti sostengono infine che la Commissione ha violato il principio di motivazione nonché il suo dovere di sollecitudine.