CELEX: 52000PC0777
Language: it
Date: 2000-12-01
Title: Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 95/53/CE del Consiglio che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli ufficiali nel settore dell'alimentazione veterinaria e la direttiva 1999/29/CE del Consiglio relativa alle sostanze ed ai prodotti indesiderabili nell'alimentazione animale (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

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52000PC0777

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 95/53/CE del Consiglio che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli ufficiali nel settore dell'alimentazione veterinaria e la direttiva 1999/29/CE del Consiglio relativa alle sostanze ed ai prodotti indesiderabili nell'alimentazione animale (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)  /* COM/2000/0777 def. - COD 2000/0068 */  

Gazzetta ufficiale n. 096 E del 27/03/2001 pag. 0279 - 0288

Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO  che modifica la direttiva 95/53/CE del Consiglio che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli ufficiali nel settore dell'alimentazione veterinaria e la direttiva 1999/29/CE del Consiglio relativa alle sostanze ed ai prodotti indesiderabili nell'alimentazione animale(presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)RELAZIONEA. ProceduraNel marzo 1999 la Commissione ha presentato una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 95/53/CE del Consiglio che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli ufficiali nel settore dell'alimentazione animale e della direttiva 1999/29/CE del Consiglio relativa alle sostanze e ai prodotti indesiderabili nell'alimentazione animale (COM(2000)162 - C5-0165/2000 - 2000/0068(COD)) per procedere all'adozione mediante la procedura di codecisione conformemente all'art. 251 del Trattato che istituisce la Comunità europea.Il 20-21 settembre 2000 il Comitato europeo economico e sociale ha adottato un parere favorevole in merito alla proposta.Il 4 ottobre il Parlamento europeo ha preso posizione in prima lettura. Il Parlamento ha approvato una relazione e 26 emendamenti, 15 dei quali sono stati accettati dalla Commissione mentre 10 sono stati accettati solo a titolo parziale, ovvero a condizione che vengano apportate delle modifiche.In seguito a questi sviluppi e conformemente all'art. 250(2) del Trattato, la Commissione ha modificato la proposta summenzionata. Gli emendamenti sono riportati in grassetto e sottolineati nel caso di aggiunte o modifiche, ovvero cancellate, nel caso in cui una parte del testo sia soppressa.Per quanto riguarda le modifiche apportate esclusivamente alla direttiva 95/53/CE, i paragrafi in questione sono stati aggiunti in qualità di nuovi paragrafi alla presente proposta della Commissione e pertanto figurano in grassetto e sottolineati. Per motivi di omogeneità giuridica sono stati aggiunti, all'art. 1 della presente proposta della Commissione, nuovi paragrafi che annullano le parti originali della direttiva 95/53/CE.B. Spiegazione degli emendamenti(1) ComitatologiaPer quanto riguarda i poteri conferiti alla Commissione, si accetta l'emendamento n. 3 poiché sottolinea la necessità di concedere alla Commissione alcuni poteri nell'adottare misure di protezione.Per quanto riguarda la seconda parte dell'emendamento 17, la Commissione ritiene opportuna una modifica editoriale per sottolineare i diversi livelli di responsabilità, con riferimento alla disposizione relativa al ritiro dei prodotti pericolosi.(2) DefinizioniLa Commissione accoglie la maggior parte delle modifiche relative alle definizioni, poiché consentono una copertura più ampia e quindi migliore. Fra queste, gli emendamenti nn. 2, 15,16,18 (prima parte), 19 (secondo trattino), 20 e 21.La Commissione conviene inoltre di eliminare il riferimento al carattere "immediato" per quanto riguarda la qualifica di un rischio per aumentare la sicurezza da un punto di vista giuridico.Tuttavia, gli emendamenti nn. 2, 14, 17 primo trattino, 19 che eliminano i riferimenti all'aggettivo "grave" utilizzato per qualificare un rischio non possono essere accettati per coerenza con la proposta COM(2000)132 che modifica la direttiva del Consiglio 92/59/CEE sulla sicurezza generale dei prodotti. Si ritiene essenziale mantenere, a livello locale, un certo grado di opzioni discrezionali poiché non tutti i rischi esigono un intervento immediato.(3) IspezioniGli emendamenti che riguardano in particolar modo le ispezioni ufficiali sono accettati, in particolare gli emendamenti nn. 7 e 23, poiché dimostrano un chiarimento dei limiti della riservatezza per le ispezioni ufficiali e per quanto riguarda l'emendamento n. 10, poiché corregge una contraddizione non più giustificata. Peraltro va da sé che nel caso in cui vi sia un sospetto, un controllo deve essere sempre effettuato.Inoltre, l'emendamento n. 24 è accettato dalla Commissione, previa modifica del testo, in modo da chiarire che le ispezioni della Commissione vengono effettuate solo in collaborazione con le autorità competenti degli Stati membri visitati. In questo contesto le aziende possono essere ispezionate senza un avvertimento preventivo da un gruppo composto dagli ispettori della Commissione e dalle relative autorità competenti.(4) TrasparenzaLa Commissione accoglie gli emendamenti 4, 11, 18 (terzo trattino), 22, 24 e 25 poiché sottolineano la necessità di tenere informato il Parlamento europeo per aumentare la trasparenza e pertanto la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.(5) Sistema d'informazioneLa Commissione accoglie l'emendamento n. 6 del Parlamento europeo poiché chiarisce che l'obbligo da parte degli operatori di informare le autorità competenti nel caso di rischi, deve essere considerato un obbligo civile e non un atto di denuncia.La Commissione condivide le preoccupazioni del Parlamento europeo in merito all'esigenza di trasmettere senza indugio le informazioni in caso di urgenza, il che viene sottolineato negli emendamenti nn. 18 e 21.Inoltre la Commissione, riconoscendo la necessità di adattare il sistema di allerta rapida basato sulla direttiva 92/59/CEE sulla sicurezza generale dei prodotti, al settore dell'alimentazione animale, accetta la prima parte dell'emendamento n. 5. Tuttavia la Commissione respinge due ulteriori emendamenti poiché non vengono ritenuti necessari a questo proposito (emendamento n.5, seconda frase ed emendamento n. 22, prima frase).(6) Miglioramenti linguistici ed editorialiLa proposta è stata modificata per prendere in considerazione tutti gli emendamenti adottati dal Parlamento europeo, di natura puramente linguistica, quali gli emendamenti nn. 8, 9, 12 e 13.Inoltre come richiesto dal Parlamento europeo sono state corrette le incoerenze nell'emendamento n. 2 sull'esigenza di riferirsi alla salute umana, alla salute animale e all'ambiente e dell'emendamento n. 26 relativo al contesto giuridico da adottare per il programma di controllo coordinato.2000/0068 (COD)Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 95/53/CE del Consiglio che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli ufficiali nel settore dell'alimentazione veterinaria e la direttiva 1999/29/CE del Consiglio relativa alle sostanze ed ai prodotti indesiderabili nell'alimentazione animale(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il Trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'art. 152, par. 4, lettera b,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU ...visto il parere del Comitato economico e sociale [2],[2]  GU ...visto il parere del Comitato delle regioni [3],[3]  GU ...deliberando in conformità della procedura di cui all'art. 251 del Trattatoconsiderando quanto segue:(1) la sicurezza dei prodotti destinati all'alimentazione animale è una preoccupazione di primaria importanza ed è necessario garantire che i prodotti immessi in circolazione per l'alimentazione animale siano sicuri. La direttiva 95/53/CE [4] del Consiglio, del 25 ottobre 1995, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli ufficiali nel settore dell'alimentazione animale contribuisce al conseguimento di tale obiettivo. E' necessario modificare la direttiva 95/53 per i seguenti motivi.[4]  GU L 265, 8.11.1995 p. 17(2) La direttiva 74/63/CEE [5] del Consiglio è stata abrogata dalla direttiva 1999/29/CE [6] del Consiglio, del 22 aprile 1999, relativa alle sostanze ed ai prodotti indesiderabili nell'alimentazione animale, pertanto i riferimenti alla direttiva 74/63/CEE devono essere modificati.[5]  GU L 38, 11.2.1974 p. 31 modificata da ultimo dalla direttiva della Commissione 98/60/CE (GU L 209,25.7.1998 p 50)[6]  GU L 115, 4.5.1999, p .32(3) Per quanto riguarda la circolazione dei prodotti da utilizzare nell'alimentazione animale è necessario armonizzare le definizioni relative ai prodotti da utilizzare nell'alimentazione animale con la più recente legislazione comunitaria.(4) Occorre definire norme per l'organizzazione di ispezioni ufficiali dei mangimi animali, data l'ampia gamma di prodotti utilizzata, il volume delle partite di merci commercializzate, la struttura integrata del settore e, in particolare la necessità di garantire, sia la sicurezza dei mangimi consumati dagli animali, che la qualità degli stessi.(5) Per quanto riguarda il commercio intracomunitario, occorre insistere sui controlli da effettuare nel luogo d'origine; tuttavia, nel caso in cui si sospetti un'irregolarità, il controllo puo' essere effettuato mentre i prodotti sono in transito, ovvero nel luogo di destinazione.(6) Le autorità responsabili delle ispezioni possono variare da uno Stato membro all'altro; pertanto è necessario pubblicare un elenco delle autorità competenti per questo settore in ciascuno Stato membro, con un'indicazione dei territori per i quali sono competenti e dei laboratori autorizzati ad effettuare le analisi connesse alle ispezioni.(7) Recentemente si è verificata, per due volte, una grave contaminazione da diossina in mangimi e in materie prime per mangimi. A seguito dell'esperienza ricavata da questi  incidenti risulterebbe necessario migliorare le procedure volte a prendere misure di protezione e a scambiare informazioni tra gli Stati membri e la Commissione qualora si rilevino casi di non conformità di prodotti destinati ad essere utilizzati nell'alimentazione animale e in caso di rischio  per la salute pubblica, per la salute degli animali o per l'ambiente.(8) Dall'ispezione effettuata dalla Commissione a seguito della contaminazione da diossina di alimenti per animali e della catena alimentare umana sono emerse carenze funzionali nella gestione della crisi della diossina. Alla luce dell'esperienza, occorre introdurre disposizioni che impongano agli Stati membri di predisporre piani d'emergenza atti a far fronte a eventi straordinari nel settore degli alimenti per animali. Tali piani d'emergenza sono anche necessari per raccogliere adeguatamente le opportune informazioni.(9) Nel caso in cui si verifichi un rischio grave per la salute umana o degli animali, o per l'ambiente in uno Stato membro, dovuto a  mangimi nocivi è indispensabile che la Commissione possa prendere tutte le misure precauzionali necessarie a protezione della salute dei cittadini e degli animali, nonché dell'ambiente. Pertanto, la Commissione deve poter sospendere gli scambi commerciali e le esportazioni da tutto il territorio dello Stato membro interessato o da parte di esso e/o fissare condizioni speciali per i relativi prodotti o sostanze.(10) E'  necessario che la Commissione possa prendere misure cautelative temporanee applicabili in una fase iniziale della catena alimentare, in particolare per quanto riguarda i mangimi e le materie prime per mangimi, allo scopo di migliorare l'efficacia riducendo la diffusione di un pericolo. Tale efficacia dipende anche dall'applicazione uniforme nell'intero territorio comunitario di dette misure cautelative temporanee.(11) La direttiva 1999/29/CE del Consiglio stabilisce i livelli massimi consentiti di certi prodotti e sostanze indesiderabili la cui presenza non puo' essere del tutto esclusa in un certo numero di mangimi o di materie prime per mangimi.(12) Con la direttiva 1999/29/CE è stato istituito un sistema, a livello di ispezioni ufficiali, che consente agli Stati membri di essere informati dagli operatori, in tutti gli stadi della catena di produzione di alimenti per animali, in merito a casi di non conformità alla succitata direttiva relativa alle sostanze ed ai prodotti indesiderabili. Attualmente l'obbligo di informare gli Stati membri e la Commissione è previsto solo se è probabile che una partita di mangimi o di materie prime per mangimi non conforme alla direttiva venga inviata ad altri Stati membri.(13) E' necessario inglobare questo sistema di informazione nel dispositivo della direttiva 95/53/CE affinché possa essere applicato in futuro in tutti i casi in cui il prodotto comprometta la salute pubblica, la salute degli animali o l'ambiente e affinché sia migliorato il sistema di controlli nel suo complesso.(14) Sebbene  sia  difficile elencare tutte le contaminazioni potenzialmente pericolose di origine biologica o chimica, che possono verificarsi accidentalmente o a seguito di azioni illegali e che possono contaminare prodotti destinati ad essere utilizzati nell'alimentazione animale, sarebbe auspicabile, nel contesto delle conoscenze scientifiche attuali e come risulta già nella direttiva sulle sostanze e i prodotti indesiderabili, elaborare un elenco non esaustivo dei contaminanti biologici e chimici.(15) Occorre tener presente i rischi connessi a etichettature errate, ovvero originati nel corso della manipolazione, del trasporto, della conservazione o della trasformazione.(16) Per migliorare l'efficacia dei sistemi di controllo e le relative misure ispettive, gli Stati membri devono essere tenuti a verificare la natura e l'entità della contaminazione, nonché adoperarsi al massimo per identificarne l'origine allo scopo di poter individuare eventuali altre contaminazioni.(17) La direttiva 95/53/CE stabilisce che gli Stati membri trasmettono alla Commissione, per la prima volta anteriormente al 1° aprile 2000, informazioni sui risultati dei controlli effettuati annualmente; tali relazioni saranno utilizzate dalla Commissione per elaborare e presentare una relazione globale e sintetica sui risultati dei controlli effettuati a livello comunitario, corredata da una proposta di raccomandazione relativa ad un programma coordinato di controlli per l'anno successivo; le informazioni sulla contaminazione che incide sulla sicurezza di un prodotto destinato ad essere utilizzato nell'alimentazione animale devono essere prese in considerazione dagli Stati membri e dalla Commissione nel fissare le priorità per i programmi annuali coordinati di controllo; tutte le informazioni fornite sui rischi per la salute pubblica, la salute degli animali o per l'ambiente, inerenti alla circolazione e all'utilizzazione di prodotti destinati all'alimentazione animale possono essere analizzate in modo migliore se presentate in forma armonizzata e standardizzata; è pertanto opportuno sorvegliare il verificarsi di certi casi di contaminazione o la contaminazione che si verifica in certi prodotti o pratiche che possono comportare pericoli.(18) L'applicazione uniforme ed armonizzata dei programmi di controllo a livello comunitario è essenziale al fine di garantire che i prodotti da utilizzare nell'alimentazione animale siano sicuri e che lo strumento giuridico della decisione offra migliori garanzie di una raccomandazione per quanto riguarda la sua applicazione; cio' deve essere tenuto presente nella definizione di programmi coordinati di controllo.(19) Sono state fissate procedure per lo scambio di informazioni in casi di emergenza a norma della direttiva 92/59/CEE [7] del Consiglio sulla sicurezza generale dei prodotti; tali procedure possono essere applicate, dopo le opportune modifiche a scopo di armonizzazione e di efficacia dello scambio di informazioni in casi di emergenza riguardanti l'alimentazione animale.[7]  GU L 228, 11.8.1992 p. 24(19a) L'obbligo fatto alle persone e agli operatori di informare le autorità ufficiali nel caso in cui una partita di prodotti destinati all'alimentazione animale o mangimi costituisca un grave rischio per la salute degli animali e/o la salute umana e/o per l'ambiente non deve essere inteso come invito alla delazione, ma essenzialmente come strumento che consenta ai servizi ispettivi di adottare le misure necessarie per ritirare la partita dalla circolazione.(19b) Gli Stati membri devono fare in modo che i funzionari responsabili delle ispezioni siano vincolati dal segreto professionale per quanto riguarda le informazioni che, se divulgate, potrebbero danneggiare l'attività di un'impresa. Tuttavia le norme sulla riservatezza non dovrebbero impedire la pubblicazione delle informazioni che sono di interesse pubblico dal punto di vista della protezione della salute e dell'ambiente.HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La direttiva 95/53/CE è modificata come segue:1. Il testo dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera a), al secondo trattino è sostituito dal seguente:"Direttiva 1999/29/CE, del 22 aprile 1999 relativa alle sostanze e ai prodotti indesiderabili nell'alimentazione degli animali."2. Il testo dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera g) è sostituito dal seguente:""stabilimento" indica qualsiasi impresa che procede alla produzione o alla fabbricazione di un prodotto destinato all'alimentazione animale o che lo detiene in una fase intermedia prima della sua immissione in commercio o che mette in commercio tale prodotto;"3. Il testo dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera h) è sostituito dal seguente:" "immissione in circolazione" ("circolazione"): la detenzione di  qualsiasi tipo di prodotto da utilizzare nell'alimentazione animale a fini di vendita, ivi compresa l'offerta, o altre forme di trasferimento a terzi, a titolo gratuito o a pagamento, nonché la vendita e le altre forme di trasferimento stesse."4. Dopo l'articolo 4 è aggiunto il seguente articolo 4a:Articolo 4a1. Gli Stati membri istituiscono piani nazionali operativi d'urgenza per far fronte a casi di emergenza in relazione al rilevamento di gravi rischi per la salute pubblica, la salute degli animali o per l'ambiente, derivanti da prodotti per l'alimentazione animale.2. La Commissione, conformemente alla procedura di cui all'articolo 23, stabilisce i criteri per l'elaborazione dei requisiti minimi per tali piani d'urgenza entro [ottobre 2000]. Detti criteri possono essere modificati sulla base dell'esperienza acquisita.3. La Commissione esamina i piani per accertare che essi permettano di conseguire la finalità perseguita e segnala agli Stati membri interessati le eventuali modifiche necessarie.4. L'efficacia di tali piani d'urgenza viene verificata periodicamente mediante simulazioni cieche e, in particolare, in caso di eventuali modifiche della struttura dei competenti servizi di controllo; se necessario i piani sono modificati di conseguenza.5. Il testo dell'articolo 13, paragrafo 1, secondo trattino, è sostituito dal seguente:"- se del caso, decontaminazione dei prodotti, ovvero"6. Il testo dell'articolo 14, paragrafo 1, è sostituito dal seguente:"Nei casi in cui i prodotti siano distrutti, utilizzati per altri fini, rinviati al paese d'origine o decontaminati, a norma dell'articolo 13, paragrafo 1, lo Stato membro di destinazione si mette immediatamente in contatto con lo Stato membro di spedizione. Negli altri casi, lo Stato membro di destinazione puo' mettersi in contatto con lo Stato membro di spedizione. Lo Stato membro di spedizione prende tutte le misure necessarie e comunica allo Stato membro di destinazione la natura dei controlli effettuati, i loro risultati, le decisioni prese e le relative motivazioni."7. Dopo l'articolo 15 è aggiunta la seguente sezione 3a:"Sezione 3aClausola di salvaguardiaArticolo 15a1. Qualora si manifesti o si diffonda nel territorio dell'Unione europea un problema, causato da un prodotto da utilizzare nell'alimentazione animale, che puo' presentare un grave rischio per la salute umana o degli animali oppure per l'ambiente, la Commissione, agendo di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro e in funzione della gravità della situazione:- sospende immediatamente l'immissione in circolazione  nel territorio comunitario, le esportazioni verso paesi terzi  vieta che gli animali siano alimentati con prodotti provenienti in tutto o in parte dallo/dagli Stato/i membro/i interessato/i /o- stabilisce condizioni speciali per l'immissione in circolazione nella Comunità,  le esportazioni verso paesi terzi e l'alimentazione degli animali a partire da prodotti provenienti in tutto o in parte dallo/dagli Stato/i membro/i interessato/i- chiede allo/agli Stato/i membro/i interessato/i di garantire che i prodotti siano ritirati se del caso.2. La Commissione notifica al Consiglio e agli Stati membri le decisioni prese in conformità del paragrafo 1. Fatta eccezione per i casi di emergenza, la Commissione consulta gli Stati membri prima di prendere le misure di cui al paragrafi 1.3. Entro trenta giorni da detta Comunicazione, qualsiasi Stato membro puo' riferire al Consiglio la decisione della Commissione. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, puo' adottare una decisione diversa entro il termine di un mese.4. Qualora uno Stato membro abbia informato ufficialmente la Commissione circa la necessità di adottare misure di protezione e qualora la Commissione non abbia adottato le misure conformemente al paragrafo 1, detto Stato membro puo' adottare misure cautelari temporanee relative  all'utilizzazione o alla messa in circolazione di prodotti. Lo Stato membro che adotta misure cautelari temporanee ne informa tempestivamente gli altri Stati membri e la Commissione. Entro dieci giorni lavorativi quest'ultima sottopone la questione al Comitato permanente degli alimenti per animali che deve formulare il proprio parere, conformemente alla procedura di cui all'articolo 23, in merito all'estensione, alla modifica o alla revoca delle misure cautelari temporanee nazionali.5. La Commissione informa il Parlamento europeo delle misure adottate.8. Il seguente Capitolo "IIIA" è aggiunto dopo l'articolo 16:" CAPITOLO III A"SISTEMA D'InformaZionE PER I PERICOLI DA ALIMENTI PER ANIMALIArticolo 16a1. Gli Stati membri prescrivono che se un operatore (importatore, intermediario, produttore, ecc.) o una persona che, in virtù delle sue attività professionali, possiede o ha posseduto una partita di prodotti da utilizzare nell'alimentazione animale, nel suo significato più ampio, o ne è stato a diretto contatto ed è a conoscenza che:- la partita di prodotti da utilizzare nell'alimentazione animale  contiene sostanze,  pericolosi,  prodotti od organismi pericolosi, oppure puo' comportare pericolo a seguito di un'etichettatura erronea o di manipolazioni, trasporto, conservazione o fabbricazione- la partita di materie prime per mangimi non è conforme alle disposizioni della direttiva 1999/29/CE, 70/524/CEE, 82/471/CEE e 96/25/EC [8][8]  GU L 125, 23.5.1996, p. 35.e pertanto è consapevole che tale partita costituisce un grave rischio per la salute pubblica e/o degli animali o per l'ambiente, tale persona o operatore ne informa immediatamente le autorità competenti anche nel caso in cui sia prevista la distruzione, il ritiro dal mercato o il ritrattamento della partita.2. Nel verificare le informazioni ricevute le autorità competenti prendono le misure necessarie atte a garantire che la partita non venga utilizzata nell'alimentazione animale e, in particolare, assoggettano la partita a restrizioni e ricercano immediatamente:- la natura del pericolo e, se necessario l'entità del contenuto pericoloso;- la possibile origine del contenuto pericoloso  o del rischio.Gli Stati membri garantiscono che la destinazione finale della partita pericolosa, ivi compresi eventuali processi di decontaminazione, quali il ritrattamento o la distruzione, non possa avere effetti nocivi per la salute pubblica o degli animali o per l'ambiente.3. Qualora non si possa escludere che la contaminazione o il pericolo abbia potuto estendersi alla catena dell'alimentazione animale o dell'alimentazione umana o abbia potuto verificarsi in altri lotti, le competenti autorità dello Stato membro immediatamente:- rintracciano e assoggettano a restrizioni eventuali lotti del prodotto dannoso , ivi compresi animali vivi alimentati con mangimi e prodotti pericolosi o loro sottoprodotti, garantendone il coordinamento tra i competenti servizi di controllo, in particolare allo scopo di prevenire l'immissione sul mercato di prodotti nocivi  e affinché siano applicate le procedure di ritiro dei prodotti per quei prodotti già presenti sul mercato;- effettuano una valutazione preliminare del rischio per quanto riguarda:a) un'eventuale contaminazione incrociata con altri prodotti utilizzati o da utilizzare nella catena alimentare;b) l'eventuale riciclaggio di prodotti  dannosi nella catena alimentare- informano immediatamente la Commissione fornendo, in particolare, elementi sufficienti per rintracciare e identificare i  prodotti destinati all'alimentazione animale, gli animali vivi e i loro prodotti, nonché informazioni dettagliate sulle misure cautelative previste o già attuate, affinché la Commissione possa a sua volta informare adeguatamente gli altri Stati membri.Gli altri Stati membri interessati informano tempestivamente la Commissione di eventuali misure successive adottate riguardo i pericoli notificati, fornendo anche informazioni riguardanti la cessazione della situazione di rischio.4. La Commissione e gli Stati membri attivano detto sistema di scambio di informazioni in applicazione della presente direttiva secondo la stessa procedura applicata per il sistema di allerta rapido di cui alla direttiva 92/59/CE del Consiglio relativa alla sicurezza generale dei prodotti."9. Il testo dell'articolo 17, paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"2. Gli Stati membri dispongono che i funzionari responsabili dell'ispezione siano vincolati dal segreto professionale per quanto riguarda informazioni che, se divulgate, potrebbero presumibilmente pregiudicare le attività di un'azienda. Questa clausola a tutela del segreto commerciale non impedisce la pubblicazione di informazioni nell'interesse pubblico da un punto di vista ambientale e di protezione della salute."10. Al testo dell'articolo 17 si aggiunge il seguente dell'articolo 17a:"Articolo 17a1. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 15, la Commissione e gli esperti degli Stati membri possono effettuare ispezioni in loco con la collaborazione delle autorità nazionali competenti per verificare che le disposizioni della presente direttiva, in particolare quelle degli articoli 4, 5, 7, 11 e 12 siano applicate.La Commissione designa gli esperti dello Stato membro su proposta degli Stati membri stessi.2. Lo Stato membro sul cui territorio viene effettuata un'ispezione collaborerà con la Commissione e con gli esperti dello Stato membro affinché possano espletare il loro compito. Dopo aver informato lo Stato membro interessato e in collaborazione con le autorità competenti, sarà possibile ispezionare un'azienda senza preavviso.La Commissione informa lo Stato membro e il Parlamento europeo dei risultati delle ispezioni e pubblica una relazione in merito."11. L'articolo 22 è così modificato:1. E' inserito il seguente paragrafo "2a":Gli Stati membri tengono registrazioni delle azioni prese in conformità dell'articolo 16a, paragrafo 2 ed inseriscono una sintesi di dette azioni nella relazione annuale alla Commissione. La Commissione elabora una relazione annuale sulla base delle relazioni degli Stati membri, relazione che viene comunicata al Parlamento europeo.Se la frequenza di una determinata contaminazione o pericolo derivanti da un determinato prodotto da utilizzare nell'alimentazione animale aumenta, alla Commissione deve essere presentata senza indugio una relazione intermedia al riguardo.Le informazioni contenute nelle relazioni intermedie sono discusse in seno al Comitato permanente degli alimenti per animali allo scopo di prendere le misure opportune.Le relazioni annuali e quelle intermedie sono presentate conformemente ad un modello che verrà definito sulla base dell'articolo 23.2. Il paragrafo 3 è modificato come segue:1. Dopo le parole " ... a livello comunitario," è inserito il seguente testo :"nonché una sintesi delle relazioni intermedie".2. La parola "raccomandazione" è sostituita con "decisione".12. I considerando 3, 11,17 della direttiva 95/53/CE del Consiglio sono soppressi.Articolo 2I paragrafi 3 e 4 dell'articolo 12 della direttiva 1999/29/CE del Consiglio sono soppressi.Articolo 31. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il [30 giugno 2001]. Esse applicano tali disposizioni a decorrere dal [1 luglio 2001].Gli Stati membri ne informano immediatamente la Commissione.2. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno da essi adottate nel settore disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 4La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 5Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles,Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente