CELEX: 51991PC0025
Language: it
Date: 1991-02-27
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO CHE MODIFICA IL REGOLAMENTO ( CEE ) N. 918/83 RELATIVO ALLA FISSAZIONE DEL REGIME COMUNITARIO DELLE FRANCHIGIE DOGANALI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                       C0MC91) 25 def.
                                       Bruxelles, 27 febbraio 1991
                            Proposta di
                 REGOLAMENTO (CEE) PEL CONSIGLIO
  che modifica ii regolamento (CEE) n. 918/83 relativo alla fissazione
            dei regime comunitario delle franchigie doganali
                  (presentata dalla Commissione)
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                                 RELAZIONE
   Primo scopo della presente proposta è di modificare le disposizioni del
   titolo VI (articoli 27 e 28) del regolamento (CEE) n. 918/83, estendendo
   la misura di semplificazione amministrativa, da esso contemplata, a tutte
   le Importazioni di merci di valore trascurabile.
   Questa soluzione consentirebbe di rendere veramente utile tale misura
   autorizzando le amministrazioni nazionali a non avviare un'azione di
   ricupero per importi di dazi minimi la cui riscossione risulti, tenendo
   unicamente conto delie spese di funzionamento sostenute, più onerosa
   dell'importo incassato.
   Inoltre, le disposizioni doganali verrebbero allineate al contenuto delle
   disposizioni fiscali che consentono di concedere l'esonero dall'imposta
   sul valore aggiunto per importazioni di valore trascurabile ovvero non
                                                                    (1)
   eccedenti 22 ECU (vedasi direttiva 83/181/CEE del 28 marzo 1983      ,
   modificata). Questo allineamento rafforzerebbe ulteriormente l'utilità di
   tale misura.
I. Secondo scopo della presente proposta ò di rivedere la procedura
   amministrativa per la concessione della franchigia all'Importazione nella
   CEE di taluni strumenti o apparecchi scientifici (franchigie  "UNESCO").
   1. Questo sistema di franchigie viene applicato nella CEE dal 1975 sulla
      base di disposizioni comunitarie ed é giunto quindi il momento di
      valutarne sia il funzionamento che I' utilità.
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2. Elementi costitutivi di taie franchigia
   La portata di questa franchigia è delimitata da una serie di criteri:
   2.1. Il beneficiario deve essere un istituto d'Insegnamento o di
         ricerca, pubblico o privato; In quest'ultimo caso deve essere
         tuttavia riconosciuto dalle autorità degli Stati membri;
   2.2. Lo strumento o l'apparecchio deve essere Importato unicamente per
         scopi non commerciali;
   2.3. Lo strumento o l'apparecchio deve essere utilizzato unicamente
         dall'istituto che beneficia della franchigia;
   2.4. Lo strumento o l'apparecchio importato deve essere considerato
         "scientifico", secondo caratteristiche tecniche obiettive;
   2.5. Al momento della richiesta della franchigia non debbono risultare
         prodotti nella Comunità strumenti o apparecchi scientifici di
         valore equivalente.
3. Determinazione dell'elemento "non eguivaienza"
   Al pari del criterio di cui al punto 2.5. deve essere valutato
   prendendo in considerazione l'intera produzione comunitaria; lo Stato
   membro è richiesta la franchigia non può in genere agire da solo.
   Proprio per questo motivo è stata instaurata una procedura in due
   fasi:
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3.1. Prima fase (senza la Commissione):
     Lo Stato membro in cui è richiesta la franchigia invia una domanda
     d'Informazioni alle autorità competenti degli altri Stati membri
     (tutti o alcuni), conformemente ad una procedura stabilita di
     comune accordo con tutti gli Stati membri nell'ambito del Comitato
     "Franchigie doganali", presieduto da un rappresentante della
     Commissione. Queste ultime effettuano un'Indagine presso le
     rispettive industrie; questa fase dura almeno quattro mesi, ma può
     essere più lunga, su richiesta di uno Stato membro.
3.2. seconda fase (con la Commissione):
     Se ai termine della procedura di cui al punto 3.1. non ha potuto
     essere presa alcuna decisione sulla domanda di franchigia, lo
     Stato membro In causa trasmette la pratica alla Commissione
     (regolamento n. 2290/83 della Commissione). La Commissione invia
      immediatamente la copia di tale pratica agli altri Stati membri e,
     In un secondo tempo, la traduzione (unicamente in EN, FR e DE)
     delle principali pagine del documenti presentati. GII Stati membri
     hanno tre mesi di tempo per prendere una posizione in proposito.
     Se uno Stato membro formula un'obiezione debitamente motivata,
     essa viene comunicata dalla Commissione agli altri undici Stati
     membri e tradotta al pari della pratica iniziale. La Commissione
     consulta In seguito gli Stati membri rappresentati in seno ad un
     gruppo ad hoc che si riunisce a Bruxelles sotto la sua presidenza.
     In parecchi casi una sola riunione non basta; la pratica viene
     quindi riesaminata in una seconda riunione e talvolta anche in una
     terza. Spetta alla Commissione adottare una decisione in merito,
     decisione che deve comunque intervenire entro nove mesi dalla data
     di ricevimento della domanda di franchigia   da parte della
     Commissione. La decisione è comunicata allo Stato membro
     richiedente e pubblicata in forma succinta nella Gazzetta
     ufficiale delle Comunità europee.
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4. Valutazione della procedura
   La complessità di questa procedura è evidente: la durata delle due fasi
   di cui al punti 3.1 e 3.2, dà, da sola, un'Idea del problema. Ai
   tredici mesi, al massimo, dell'esame vero e proprio delia pratica,
   previsti dalle disposizioni comunitarie, cui è peraltro difficile
   attenersi, vanno aggiunti i termini connessi alle procedure
   amministrative nazionali; si giunge quindi ad un termine medio di un
   anno e mezzo - due tra la presentazione della domanda da parte
   dell'importatore e la risposta definitiva dell'amministrazione
   doganale.
   Orbene, questa procedura è connessa esclusivamente all'applicazione del
   criterio di non equivalenza.
   Nel definire tale criterio possono emergere interessi divergenti tra
   Stati membri ed è quindi assolutamente necessario disporre di
   un'autorità centrale di arbitrato (seconda fase), e in caso di
   arbitrato vi si dovrà procedere sulla base di un'approfondita
    istruzione della pratica. Poiché questa non sempre contiene tutti gli
   elementi necessari ad una corretta valutazione, occorre chiedere un
   complemento d'informazioni alle autorità degli Stati membri. Un esperto
   del Centro di ricerca di ispra partecipa ad ogni riunione del gruppo ad
   hoc (dieci ali'anno).
   La discussione dei casi è resa difficile dal fatto che devono essere
   raffrontate e valutate le capacità di due o più strumenti od apparecchi
   e la valutazione deve avvenire tenendo conto delle caratteristiche
   specifiche del progetto di ricerca previsto, il che può sollevare non
   poche controversie che tendono d'altronde ad avere degli strascichi
   anche dopo che la Commissione ha preso una decisione, come dimostra il
   gran numero di ricorsi presentati alla Corte di giustizia di
   Lussemburgo.
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   La complessità di questa procedura la rende estremamente onerosa, in
   particolare sotto II profilo delle risorse umane:
   a)   negli Stati membri;
   b)   a livello della Commissione, sia nell'ambito del servizi
         Interessati direttamente (DG XXI) o indirettamente (Centro di
        ricerca di Ispra, traduttori, interpreti nelle dieci riunioni
        annue);
   e)   a livello della Corte di giustizia e del Servizio Giuridico della
        Commissione, in caso di controversie, abbastanza frequenti.
5. Ruolo, nel sistema, del criterio di non eoulvalenza
   5.1. Aspetti quantitativi
         Il numero di domande di franchigia oscilla annualmente nella CEE
        tra 600 e 700. Da parecchi anni a questa parte il numero tende a
        diminuire. L'esperienza dimostra che delle domande presentate
        almeno I'80% è accettato e fra quelle "rigettate" una grossa
        percentuale non è connessa all'equivalenza di prodotti comunitari,
        bensì al carattere non scientifico dell'apparecchio importato.
        Nel 1989, delle 98 domande respinte sul piano nazionale, su un
        totale di 530 pratiche evase direttamente dagli Stati membri,
        solo 43 ( *> , ovvero II 9%, sono state respinte a motivo di una
        produzione comunitaria equivalente.
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        Questa percentuale è dei tutto normale e le proporzioni sono
        identiche per quanto riguarda le domande evase dalla Commissione.
        Se ne deduce che in genere l'esistenza di prodotti comunitari
        equivalenti fa rigettare al massimo il 10% delle domande di
        franchigia per importazioni nella CEE di strumenti o apparecchi
        scient If Ici.
   5.2. Aspetti quai I tat Ivi
        Ci si chiede se il criterio dell'equivalenza sia realmente
        giustificato sul piano economico. Poiché il sistema é stato
        concepito per favorire la ricerca scientifica nella Comunità, la
        protezione tariffaria esplica paradossalmente il suo ruolo solo
        quando la produzione comunitaria di questi strumenti o apparecchi
        é pienamente competitiva (equivalente) e pertanto non ha alcun
        bisogno di essere "protetta". Quando una ditta stabilita fuori
        della Comunità immette sul mercato uno strumento più efficiente,
         la protezione della produzione comunitaria diventa immediatamente
         inefficace. E' quindi giocoforza constatare che sul plano
        economico il criterio dell'equivalenza di prodotti comunitari ha
        un'utilità dei tutto relativa.
6. Conclusioni
   Tenuto conto della sua limitata utilità e dei numero relativamente
   contenuto di casi in cui esplica una funzione determinante, la
   Commissione è giunta alla conclusione che nel sistema delle franchigie
   "UNESCO" Il criterio dell'equivalenza non meriti di essere mantenuto.
   Proponendone la soppressione resta tuttavia inteso che la concessione
   della franchigia continua ad essere subordinata ai criteri di cui ai
   punti 2.1., 2.2., 2.3. e 2.4 qui sopra.
                                                                     xMMÊÊÊkÊÊÊÊk
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        Con la soppressione del criterio dell'equivalenza scomparirà anche la
        procedura In due fasi di cui al punti 3.1 e 3.2. Invece di decidere su
        casi individuali d'importazione di strumenti o apparecchi scientifici
        la Commissione si limiterà ad elaborare delle direttive general I
        relative ai criteri che continueranno ad essere applicati, come fa di
        solito in materia di legislazione doganale per garantirne l'omogenea
        applicazione. L'applicazione dei criteri, in caso di domande
        individuali di franchigia, sarà quindi presa completamente In carico
        dalle autorità nazionali competenti, alla luce delle direttive generali
        di cui sopra.
        La soppressione del criterio di equivalenza faciliterà, d'altro canto,
         Il compito delle amministrazioni nazionali che, a causa delle
         incertezze che la valutazione di questo criterio solleva, non sempre
        riescono a prendere decisioni veramente incontestabili e analoghe a
        quelle adottate dal loro omologhi negli altri Stati membri.
Ili. Altri casi In cui nei la normativa comunitaria si applica il criterio
     dell'equivalenza:
     Terzo scopo della proposta di regolamento é di estendere le modifiche
     proposte per gli strumenti e gli apparecchi scientifici ad altri beni di
     carattere educativo, scientifico o culturale.
     Le disposizioni attualmente in vigore prevedono l'applicazione di un
     criterio di equivalenza e di norme procedurali analoghe a quelle sopra
     indicate per gli strumenti e apparecchi utilizzati a S C O P O di ricerca,
     diagnosi o trattamenti medici e per gli oggetti destinati ai minorati
     diversi dal ciechi.
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Il mantenimento di queste disposizioni sembra in questo caso ancora più
Inutile che non nel caso degli strumenti e apparecchi scientifici, in
quanto:
1. La franchigia sulle apparecchiature    di carattere sanitario ha una
   portata estremamente ridotta, riguardando unicamente le Importazioni
   effettuate   sotto forma di dono. L'applicazione del criterio di
   equivalenza rischia, per la sua complessità, di svuotare del suo
   contenuto questo provvedimento, di per sé già limitato.
2. Per quanto riguarda le Importazioni di beni destinati ai minorati, gli
   Stati membri hanno spontaneamente rinunciato ad attuare la procedura in
   due fasi prevista dai testi comunitari e nel corso dei dieci anni di
   funzionamento del regime hanno assunto un atteggiamento liberale
    Implicante il  provvisorio accantonamento del criterio di eouivalenza.
   Alla Commissione é stato comunque sottoposto un solo caso, nel 1979,
   subito dopo l'adozione delle prime misure comunitarie che istituivano,
    in materia, la franchigia.
   D'altro canto, dalle    informazioni fornite alla Commissione dagli Stati
   membri, in occasione di scambi di opinioni, è emerso che le
   amministrazioni nazionali non avevano predisposto alcun provvedimento
   per valutare l'equivalenza dei beni in causa e il riconoscimento del
   diritto alla franchigia si basava sulla qualità del destinatario
    (persona minorata o istituto specializzato) e sulla natura del
   materiale Importato (oggetto appositamente ideato per un minorato).
3. in questo caso il criterio dell'equivalenza é ancor più d i f f i d e
   d'applicare che non nel caso di strumenti o apparecchi
   scientifici, perché é Impossibile attenersi unicamente a dati tecnici
   obiettivi, che possono peraltro dar luogo ad interpretazioni
   divergenti, come indicato nelle pagine precedenti.
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       A prescindere da questi motivi, del tutto specifici, non si capirebbe
       perché la soppressione del criterio di equivalenza e delle relative
       norme procedurali non venga esteso alle apparecchiature sanitarie e
       agli oggetti destinati ai minorati, dal momento che   tali beni sono
       sempre stati associati, dal punto di vista legislativo, agli strumenti
       ed apparecchi scientifici, per costituire un insieme omogeneo nel
       dispositivo delle franchigie.
       Per dare ai vari articoli lo stesso carattere redazionale, fornendo
        l'occasione di sottolinearne l'appartenenza, la presente proposta di
       regolamento si basa sullo stesso testo modificativo.
IV. Il testo derivante dalle previste modifiche, di cui gli allegati da I a IV
    della proposta di regolamento, si differenzia dal testo attuale nei
    seguentI element I :
    1. Per le merci di valore trascurabile:
             estensione della franchigia a tutte le importazioni provenienti
             direttamente da un paese terzo il cui valore non ecceda 22 ECU.
    2. Per gli strumenti e apparecchi scientifici, le apparecchiature
       sanitarie e gli oggetti destinati al minorati:
             soppressione della condizione di non equivalenza,
             introduzione dell'esclusione di taluni materiali,
             introduzione della possibilità di redigere un elenco delle
             apparecchiature che possono essere ammesse in franchigia a livello
             de11e disposIzIonI di app11cazione.
       Gli ultimi due elementi sono destinati a prevenire eventuali abusi dopo
        la soppressione della condizione di non equivalenza.
V.  Fondata sull'articolo 28 del trattato, la presente proposta di regolamento
    non richiede la consultazione del Parlamento europeo.
 ---pagebreak---                                        Ao
                                    Proposta di
                  Regolamento (CEE) n         /   del Consiglio,
                               del
      che modifica il regolamento (CEE) n. 918/83 relativo alla fissazione
                 del regime comunitario delle franchigie doganali
Il Consiglio delle Comunità europee,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
I'art ico lo 28,
vista la proposta della Commissione,
considerando che la misura di semplificazione amministrativa prevista
dall'articolo 27 del regolamento (CEE) n. 918/83 del Consiglio, del
28 marzo 1983, relativo alla fissazione del regime comunitario delle franchigie
doganali, deve essere applicata, se si vuole che sia    efficace, a tutte le
importazioni di merci di valore trascurabile;
considerando che va pertanto modificato l'Intero titolo VI del regolamento
(CEE) n. 918/83;
considerando che le disposizioni degli articoli da 52 a 56, 63 bis e 63 ter e
da 72 a 74 del regolamento (CEE) n. 918/83 devono essere rielaborate alla luce
dell'esperienza acquisita, per sopprimere tutte quelle condizioni la cui
applicazione risulti onerosa e complessa e per facilitare l'importazione delle
merci in causa;
 ---pagebreak---                                       M-
considerando che occorre rinunciare all'applicazione della condizione di non
equivalenza di produzioni comunitarie quando essa, seppur applicata, non riesca
a svolgere un ruolo protettivo, tenuto conto del processo lavorativo di tali
produzioni, e la sua attuazione dia luogo a controversie di esperti che vengono
risolte tenendo quasi sempre conto degli interessi dell'importatore e
riconoscendogli il diritto alla franchigia a motivo di circostanze particolari;
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                   Articolo 1
Le disposizioni degli articoli 27, da 52 a 56, 63 bis e 63 ter e   da 72 a 74
del regolamento (CEE) n. 918/83 sono sostituite dalle nuove disposizioni
figuranti rispettivamente negli allegati da I a IV del presente regolamento.
                                   Articolo 2
I riferimenti fatti nel regolamento (CEE) n. 918/83 alle disposizioni degli
articoli 27, da 52 a 56, 63 bis e 63 ter e da 72 a 74 devono essere modificati
in conseguenza.
                                   Articolo 3
II presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso é applicabile a decorrere dal 1' gennaio 1992.
Il presente regolamento é obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addi                                     Per il Consiglio,
                                                               iI Presidente
 ---pagebreak---    AV
ALLEGATO I
 ---pagebreak---                                       yfi
                                    TITOLO VI
                          MERCI DI VALORE TRASCURABILE
                                   Articolo 27
Fatto salvo l'articolo 28, sono ammesse in franchigia dai dazi
all'importazione le merci di valore trascurabile spedite direttamente da un
paese terzo ad una persona fisica o giuridica stabilita nella Comunità.
Per "merci di valore trascurabile" si intendono le merci il cui valore
intrinseco non superi complessivamente 22 Ecu.
                                   Articolo 28
Sono esclusi dalla franchigia:
a) le bevande alcoliche;
b) I profumi e l'acqua da toletta;
e) I tabacchi e 1 prodotti a base di tabacco.
 ---pagebreak---     A
ALLEGATO H
 ---pagebreak---                                         /5
                               Articoli da 52 a 56
                                   Articolo 52
1. Fatti salvi gli articoli da 53 a 58, sono ammessi in franchigia dai dazi
   all'importazione gli strumenti e gli apparecchi scientifici, non contemplati
   dall'articolo 51, importati esclusivamente per scopi non commerciali.
2. La franchigia di cui al paragrafo 1 si applica unicamente agli strumenti e
   agli apparecchi scientifici destinati:
   -  ad istituti pubblici o di pubblica utilità aventi come attività
      principale l'insegnamento o la ricerca scientifica nonché ai servizi che
      dipendono da un istituto pubblico o di pubblica utilità aventi come
      attività principale l'insegnamento o la ricerca scientifica,
   -   agli istituti privati aventi come attività principale I'insegnamento o la
      ricerca scientifica, autorizzati dalle autorità competenti degli Stati
      membri a ricevere tali oggetti In franchigia.
                                   Articolo 53
La franchigia si applica anche:
a) ai pezzi di ricambio, agli elementi o accessori specifici che si adattano
   agli strumenti o apparecchi scientifici, purché tali pezzi di ricambio,
   elementi o accessori siano importati contemporaneamente a detti strumenti o
   apparecchi o, se importati successivamente, appaiano destinati a strumenti o
   apparecchi :
 ---pagebreak---                                       A<*
   -  che sono stati in precedenza ammessi  in franchigia, se tali strumenti o
      apparecchi presentano ancora carattere scientifico al momento della
      richiesta della franchigia per I pezzi di ricambio, gli elementi o
      accessori specifici,
      oppure
   -  che potrebbero beneficiare della franchigia al momento della richiesta
      della stessa per I pezzi di ricambio, gli elementi o accessori specifici;
b) agli utensili da utilizzare per la manutenzione, Il controllo, la
   calibratura o la riparazione degli strumenti o apparecchi scientifici,
   purché detti utensili siano Importati contemporaneamente a tali strumenti o
   apparecchi o, se importati successivamente, appaiano destinati a strumenti o
   apparecchi:
   -  che sono stati in precedenza ammessi  in franchigia, se tali strumenti o
      apparecchi presentano ancora carattere scientifico al momento della
      richiesta della franchigia per gli utensili,
      oppure
      che potrebbero beneficiare della franchigia al momento della richiesta
      della stessa per gli utensili.
 ---pagebreak---                                        Aï
                                  Articolo 54
Ai fini dell'applicazione degli articoli 52 e 53:
-  per "strumento o apparecchio scientifico" si intende uno strumento o un
   apparecchio che, per le sue caratteristiche tecniche oggettive e i risultati
   che consente di ottenere, é esclusivamente o principalmente atto allo
   svolgimento di attività scientifiche;
-  sono considerati "importati per scopi non commerciali" gli strumenti o gli
   apparecchi scientifici destinati ad essere impiegati In attività di ricerca
   o di Insegnamento senza fini di lucro.
                                  Articolo 55
Sono comunque esclusi dalla franchigia le apparecchiature usuali e gli utensili
per la casa, impiegati o non nell'insegnamento o in lavori di ricerca
scient if Ica.
                                   Articolo 56
L'elenco degli strumenti e apparecchi che possono essere importati in
franchigia é stabilito, se necessario, secondo la procedura di cui
all'articolo 143, paragrafi 2 e 3.
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ALLEGATO Ili
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                                  TITOLO XIV bis
  STRUMENTI E APPARECCHI UTILIZZATI A SCOPO DI RICERCA, DIAGNOSI 0 TRATTAMENTI
                                      MEDICI
                                 Articolo 63 bis
1. Sono ammessi in franchigia dai dazi all'importazione gli strumenti e
    apparecchi utilizzati a scopo di ricerca, diagnosi o trattamenti medici
   offerti in dono da un ente caritativo o filantropico oppure da un privato,
    ad enti sanitari, servizi ospedalieri e istituti di ricerca medica
    autorizzati dalle autorità competenti degli Stati membri a riceverli in
    franchigia, o acquistati da tali enti sanitari, ospedali o istituti di
    ricerca medica con fondi forniti da un ente caritativo o filantropico o con
    contributi volontari, purché risulti che:
    a) la donazione degli strumenti o apparecchi in questione non riflette, nel
       donatore, alcun intento di carattere commerciale;
       e
    b) il donatore non é legato In alcun modo al fabbricante degli strumenti o
       apparecchi per i quali é richiesta la franchigia.
2. La franchigia si applica anche, alle stesse condizioni:
    a) ai pezzi di ricambio, agli elementi o accessori specifici che si adattano
       agli strumenti e apparecchi, purché tali pezzi di ricambio, elementi o
       accessori siano importati contemporaneamente a questi strumenti o
       apparecchi o, se importati successivamente, siano riconoscibili come
       destinati a strumenti o apparecchi precedentemente ammessi  in franchigia;
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   b) agli utensili destinati alla manutenzione, al controllo, alla calibratura
      o alla riparazione degli strumenti o apparecchi, purché tali utensili
      siano Importati contemporaneamente a questi strumenti o apparecchi
      ovvero, nel caso In cui siano importati successivamente, siano
      riconoscibili come destinati a strumenti o apparecchi precedentemente
      ammessi  in franchigia.
                                Articolo 63 ter
Per l'applicazione dell'articolo 63 bis, segnatamente per quanto riguarda gli
strumenti o apparecchi e gli organismi beneficiari ivi contemplati, si
applicano, mutatis mutandis, gli articoli 55, 56, 57 e 58.
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ALLEGATO IY
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2. Oggetti destinati ad altre persone minorate
                                    Articolo 72
1. Sono ammessi  in franchigia dai dazi all'importazione gli oggetti
   appositamente concepiti per l'educazione, l'occupazione e la promozione
   sociale delle persone fisicamente o mentalmente minorate,    diverse dai
   ciechi, quando siano importati:
   -  dai minorati stessi, per loro proprio uso;
   -  da istituti o organizzazioni aventi come attività principale    l'educazione
      o l'assistenza di tali persone e sono autorizzatI dalle autorità
      competenti degli Stati membri a ricevere tali oggetti in franchigia.
2. La franchigia di cui al paragrafo 1 si applica ai pezzi di ricambio, agli
   elementi o accessori specifici che si adattano agli oggetti considerati,
   nonché agli utensili per la manutenzione, il controllo, la calibratura o la
   riparazione di detti oggetti, purché tali pezzi di ricambio, elementi,
   accessori o utensili siano importati contemporaneamente a detti oggetti o,
   se importati successivamente, appaiano destinati a oggetti che sono stati
   precedentemente ammessi   in franchigia o potrebbero beneficiare della
   franchigia al momento della richiesta della stessa per I pezzi di ricambio,
   gli elementi od accessori specifici e gli utensili in causa.
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                                   Articolo 73
Sono esclusi dalla franchigia:
-  gli oggetti destinati a curare o a rieducare fisicamente le persone
   minorate,
-   le apparecchiature per diagnosi e sperimentazione utilizzate dagli istituti
   di cura,
-   le apparecchiature usuali e gli utensili per la casa,
-  e, In generale, tutti gli oggetti che sono stati semplicemente modificati
   senza che le loro caratteristiche tecniche siano state adattate per
   riservarli all'uso esclusivo delle persone minorate.
                                   Articolo 74
L'elenco degli oggetti che possono essere ammessi  in franchigia é stabilito, se
necessario, secondo la procedura di cui all'articolo 143, paragrafi 2 e 3.
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                           FICHE FINANCIERE
1. Llçne budgétaire concernée : Chap. 12 art. 120
2. Intitulé de l'action     : Proposition de modification du règlement
   (CEE)    n'   918/83    du    Conseil    du   28/03/1983    relatif    à
   rétablissement      du     régime    communautaire    des     franchises
   douanières.
3. Base luridi que : Art. 28 du Traité-CEE.
4. Objectif de l'action : Suppression d'une des conditions prévues
   pour l'octroi de I? franchise à I ' importât ior c**r instruments cv
   appareils scientifiques, des appareillages médicaux et des objets
   destinés aux personnes handicapées.
5. Coût de l'action :
   La suppression de la condition de non-équivalence de productions
   communautaires   va entraîner      la non perception     de   ressources
   propres   (droit de douane) dans un nombre de cas en fait           très
   limité :
   - une cinquantaine     dans   l'ensemble  de la Communauté     pour  les
      Instruments et appareils scientifiques,
   - un nombre plus réduit pour les appareillages médicaux,
   - probablement   aucun    pour   les objets   destinés   aux   personnes
     handicapées dans la mesure où la condition de non-équivalence
     n'est plus réellement appliquée par les Etats membres.
   Il n'est pas possible de chiffrer très précisément           l'Incidence
   financière qui doit rester minime.
 ---pagebreak--- Piche d'Impact de certains actes législatifs sur les PME et l'emploi
     1.    OBLIGATIONS ADMINISTRATIVES DECOULANT DE L'APPLICATION DE
           LA LEGISLATION POUR LES ENTREPRISES
           NEANT
     2.    AVANTAGES POUR L'ENTREPRISE
           OUI/NON
           LESQUELLES
     3.    INCONVENIENTS POUR L'ENTREPRISE
           (coûts supplémentaires)
           OUI/NON
           CONSEQUENCES
           * (voir annexe)
     4.    EFFETS SUR L'EMPLOI * (voir annexe)
     5.    Y-A-T-IL EU CONCERTATION PREALABLE AVEC LES PARTENAIRES
           SOCIAUX ?
           OUI/NON
           AVIS DES PARTENAIRES SOCIAUX
     6.    Y-A-T-IL UNE APPROCHE ALTERNATIVE MOINS CONTRAIGNANTE ?
           NON
           Au  demeurant  la franchise   repose sur  des dispositions
           Internationales acceptées par la Communauté.
 ---pagebreak--- Point 3.
CONSEQUENCES
La suppression de la condition de non-équivalence aura pour effet de
faciliter bien entendu l'importation de matériels tiers susceptibles de
concurrencer des productions communautaires. Toutefois, les effets sur
 les P.M.E. en seront limités pour les raisons suivantes :
       l'application limitée de cette condition dès a présent
       Pour les Instruments et appareils scientifiques seules cinquante
       demandes d'admission en franchise environ sont refusées chaque
       année dans l'ensemble de la Communauté.
       Pour   les appareils médicaux, la franchise ne s'applique qu'à un
       nombre    limité   de   situations,  celles  tenant   à  des  dons,  sur
       lesquelles    la disparition de     la condition d'équivalence    n'aura
       pas d'effet signlfIticatif.
       Pour les objets destinés aux personnes handicapées, la condition
       d'équivalence     n'est   plus observée dans   la pratique et donc sa
       disparition     formelle    ne devrait  pas  modifier    le  niveau  des
       importation effectuées en franchise au demeurant limité.
        le fait que le refus de la franchise n'Interdit pas l'importation
       et n'a pas un effet réellement dlssuasif sur la décision d'achat
       d'un matériel tiers par suite des taux relativement minimes des
       droits de douane applicables. La concurrence des matériels tiers
       s'exerce donc déjà pleinement.
       Le maintien de la perception la plus Importante puisque la taxe
       sur   la valeur    ajoutée reste exigible à      l'égard  de toutes   les
        importations de ces matériels.
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      l'Intervention   partielle   des  P.M.E.  dans   les. Productions
      concernées. En effet au moins pour les instruments ou appareils
      scientifiques, ainsi   que pour   les appareillages médicaux,  la
      production des matériels admis en franchise apparaît au travers
      des cas observés dans le passé être principalement le fait de
      firmes de taille Importante et non de P.M.E.
      Les P.M.E. interviennent ici dans les productions à façon ou dans
      les modifications d'équipements standard produits par de grandes
      firmes, mais souvent sans qu'il soit possible de reconnaître
       l'équivalence de leurs produits.
4.    EFFETS SUR L'EMPLOI
Impossible à déterminer mais probablement Inexistant pour les raisons
exposées ci-dessus au point 3.
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                                                                      COM(91)25def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                                            02
                                          N. di catalogo : CB-CO-91-082-IT-C
                                                                  ISBN 92-77-69574-9
PREZZO DI VENDITA         fino a 30 pagine: 3,50 ECU         ogni 10 pagine in più: 1,25 ECU
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo