CELEX: 51990PC0406
Language: it
Date: 1990-10-17
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CONCERNENTE LA PROTEZIONE SUL LAVORO DELLE DONNE GESTANTI E PUERPERE

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                    C0MC90) 406 def.- SYN 303
                                    Bruxelles, 17 ottobre 1990
                       Proposta di
                PI RETT IVA PEL CONSIGLIO
         concernente la protezione sul lavoro
           delle donne gestanti e puerpere
            (presentata dalla Commissione)
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                             ESPOSIZIONE DEI MOTIVI
J  INTRODUZIONE
1* Precedenti
1. Nel  1989, 11 Stati      membri   della  Comunità   hanno  adottato   la Carta
   Comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori, comprendente
   alcuni   impegni  per quanto riguarda    tanto   lo sviluppo dell'uguaglianza
   delle possibilità fra uomini e donne (par. 16) quanto         il perseguimento
   dell'armonizzazione nel progresso delle condizioni        di protezione della
   salute e della sicurezza dei lavoratori nel loro ambiente di lavoro (par.
   19).
2. Nel suo Programma di azione per l'applicazione della Carta comunitaria
   dei  diritti    sociali  fondamentali   dei   lavoratori,   la Commissione  ha
   fissato,   fra gli altri    obiettivi,   quello   dell'adozione  da parte del
   Consiglio di una direttiva riguardante la protezione della donna incinta
   sul lavoro.
3. Una tale    direttiva   è tanto   più giustificata     in quanto  studi  sulla
   protezione delle donne durante la gravidanza e la maternità negli Stati
   membri  delle Comunità    europee   (1) hanno   rivelato un certo numero di
   insufficienze e di lacune nelle regolamentazioni vigenti e nelle prassi
   seguite nel settore della protezione delle lavoratrici prima e dopo il
   parto.
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4.  Peraltro,   la   Direttiva   del   consiglio    89/391/CEE(2),   riguardante
    l'applicazione  delle   misure   per   promuovere   II  miglioramento  della
    sicurezza e della salute dei lavoratori sul posto di lavoro, prevede di
    proteggere i gruppi a rischio particolarmente esposti ai pericoli che li
    minacciano  specificamente. Orbene,     le  lavoratrici  incinte o  puerpere
    devono essere considerate sotto diversi aspetti come un gruppo sottoposto
    a rischi specifici.
5.  Pertanto, la presente Direttiva costituisce una direttiva particolare ai
    sensi della Direttiva 89/391/CEE, che mira a promuovere il miglioramento
    della sicurezza e della salute dei     lavoratori sul posto di   lavoro. Per
    quanto precede, tutti gli articoli della Direttiva-quadro summenzionata
    risultano applicabili e, segnatamente, gli articoli 10 (Informazione dei
    lavoratori), 11 ( consultazione e partecipazione dei lavoratori) e
(1) cfr. Relazione Dagmar COESTER-WALTJEN, doc V/1829/84
(2) G.U. n* L 183/1 del 29.06.1989
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12 (formazione dei lavoratori). Si ricorda qui che ai sensi della Direttiva-
quadro summenzionata si intende per lavoratore "qualsiasi persona impiegata
da un datore di lavoro compresi i tirocinanti e gli apprendisti" ( art. 3a) e
per datore di lavoro, "qualsiasi persona fisica o giuridica che sia titolare
del rapporto di lavoro con il lavoratore e abbia la responsabilità
dell'impresa e/o dello stabilimento" (art. 3b).
2J  Situazione negli Stati membri e strumenti   Internazionali
6.  Le regolamentazioni e le prassi nazionali degli Stati membri in materia
    di protezione delle lavoratrici Incinte o puerpere, sono presentate negli
    allegati alla presente comunicazione, i quali forniscono un compendio
    della situazione per quanto riguarda le sospensioni di lavoro - quali "il
    congedo di maternità" (durata e suddivisione relativamente alla data
    presunta del parto, livello relativo della remunerazione e/o
    dell'indennità, modalità di finanziamento, etc.), le condizioni di lavoro
    delle lavoratrici incinte (segnatamente, In relazione al lavoro
    notturno), nonché le restrizioni di esposizione ad alcuni rischi e a
    taluni agenti. Si può cosi constatare:
(i)      che la sospensione di lavoro concessa alla lavoratrice incinta va da
         12 settimane nei Paesi Bassi a 40 settimane nel Regno Unito (ma, in
         quest'ultimo caso, non rimunerate per l'intero periodo), mentre la
         media è di 15 settimane nell'ambito della Comunità, di cui circa sei
         settimane prima della data presunta del parto;
(li)     che tale sospensione di lavoro connessa allo stato della gravidanza è
         remunerata o accompagnata da un'indennità il cui livello relativo può
         raggiungere il 100% della retribuzione; il finanziamento di tale
         rimunerazione / indennità e o a carico del datore di lavoro o a
         carico della previdenza sociale;
(Mi)     che la posizione degli Stati membri relativamente al lavoro notturno
         delle lavoratrici incinte va dal divieto all'autorizzazione , con
         eventualmente disposizioni specifiche in deroga che vietano il lavoro
         notturno in certi settori o per occupazioni che possono determinare
         un'alterazione dello stato di salute della lavoratrice incinta;
(iv)     che in generale esistono restrizioni negli Stati membri relativamente
         ai rischi di esposizione delle lavoratrici incinte per quanto
         riguarda alcuni agenti allorché l'esposizione può causare effetti
         dannosi per la loro salute.
7.  Occorre considerare che in tutti gli Stati membri della Comunità, la
    remunerazione e/o l'indennità versata alle lavoratrici incinte che
     fruiscono di un congedo di maternità é sottoposta a determinate
    condizioni espresse in termini di durata dell'occupazione precedente la
    data presunta del parto ( rispettivamente, dall'apertura di tale diritto
    ad un congedo ritribuito di maternità) o in termini di durata anteriore
    di copertura attraverso un regime di assicurazione sociale (al massimo 9
    mesi nel corso dei 12 mesi precedenti tale data). Per completezza,
    gioverà anche sottolineare che in alcuni Stati membri la durata del
    periodo durante il quale la beneficiarla potenziale ha potuto fruire di
     indennità di disoccupazione viene del pari considerata e che, peraltro,
     tale durata può essere ridotta In caso di nascita prematura (cosi come la
     durata del congedo di maternità può essere prolungata in caso di nascite
    mu111pI e ) .
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    Per quanto riguarda gli strumenti Internazionali, la convenzione n' 103
    dell'OIL del 1952 (modificata nel 1982) riguardante "la protezione del la
    maternità", ratificata a tutt'oggl da sei Stati membri (Spagna, Grecia,
    Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo) prevede del pari un congedo
    di maternità di 12 settimane - di cui "una parte sarà obbligatoriamente
    fruita dopo II parto" (art. 3 ) , mentre II congedo dà diritto a
    prestazioni in denaro e a prestazioni mediche (art. 4.1.) - laddove il
    datore di lavoro In nessun caso "deve essere personalmente considerato
    responsabile del costo delle prestazioni dovute alle donne occupate
    presso di lui" (art. 4.8.). Inoltre, la convenzione in parola precisa
    (art. 6) che é illegale segnalare al datore di lavoro "il congedo durante
    tale assenza, o in una data tale che il termine di preavviso scade
    durante l'assenza summenzionata."
    Peraltro, la convenzione dell'OIL riguardante il lavoro notturno (giugno
    1990) precisa all'articolo 7 che "devono essere adottate misure per
    garantire che esista un'alternativa al lavoro notturno per le lavoratrici
    che,   in mancanza di ciò , sarebbero chiamate a svolgere un tale lavoro
    prima e dopo la nascita di un figlio, durante un periodo di almeno 16
    settimane di cui almeno 8 prima della data presunta del parto" (art.
    7.1.a). La stessa Convenzione che é stata oggetto di un accordo dei
    partner sociali presso I'OIL, nonché di 11 del 12 Stati membri (il 12' si
    è astenuto) precisa del pari che le misure summenzionate "possono
    comportare il trasferimento ad un lavoro diurno allorché ciò è possibile
    e la concessione di prestazioni di sicurezza sociale o un prolungamento
    del congedo di maternità" (art. 7.2.), che la lavoratrice incinta "non
    potrà essere licenziata né ricevere un preavviso di licenziamento a meno
    che non esistano dei motivi validi non in rapporto con la gravidanza o il
    parto" (art. 7.2.a) e, infine, che il suo reddito "dovrà essere mantenuto
    ad un livello sufficiente per provvedere al suo mantenimento ed a quello
    del proprio figlio in condizioni di vita decorose" (art. 7.3.b).
    Conclusioni
10.      Conformemente al suo Programma d'Azione, la Commissione deve proporre
         al Consiglio una direttiva che tenga conto al tempo stesso della
         diversità delle professioni e della necessità di evitare di creare
         ostacoli supplementari all'occupazione delle donne.
11.      Per quanto precede, la presente proposta di direttiva, fondata
         sull'articolo 118A CEE, si prefigge di apportare un miglioramento
         della protezione delle lavoratrici incinte o puerpere, nel loro
         ambiente di lavoro, senza peraltro provocare una degradazione
         dell'insieme delle loro condizioni di lavoro e, segnatamente, della
         loro situazione sul mercato dell'occupazione. A tal fine, essa mira a
         proteggere la salute e la sicurezza delle lavoratrici, salvaguardando
         il principio di uguaglianza delle possibilità fra uomini e donne
         sancito dalla Direttiva del Consiglio 76/207/CEE, relativa
         all'applicazione del principio di uguaglianza di trattamento fra
         uomini e donne per quanto riguarda l'accesso all'occupazione, alla
         formazione e alla promozione professionale, nonché le condizioni di
         lavoro (1).
(1) G.U. n' L 39 del 14.02.1976, p. 40.
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12.       Infine, la presente direttiva prende In considerazione le
         disposizioni delle summenzionate Convenzioni Internazionali dell'OIL,
         riguardanti la protezione della maternità (n* 103) e la
         regolamentazione del lavoro notturno, adottata nel giugno 1990.
U    PRESENTAZIONE
13.      L'articolo 1* del Imita l'applicazione della presenta direttiva,
         conformemente alle disposizioni dell'articolo 118A del Trattato CEE e
         della Direttiva-quadro 89/391/CEE, riguardante la salute e ia
         sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro.
          E' tuttavia essenziale, segnatamente al fine di garantire al tempo
          stesso la protezione della salute e della sicurezza e la protezione
          dell'occupazione delle donne cui si rivolge tale direttiva, che,
          conformemente alla giurisprudenza della Corte di Giustizia delle
          Comunità, la presente direttiva rispetti i principi di uguaglianza di
          trattamento fra uomini e donne fissati dalle direttive del Consiglio
          in mater la.
14.       L'artIcolo 2 fornisce precisazioni necessarie alla determinazione del
          campo di applicazione della direttiva.
15.       La Sezione II (articoi i 3 e 4) concerne le condìzoni di lavoro per le
           lavoratrici incinte relativamente ai rischi che possono correre
          segnatamente durante il lavoro e, quindi, le misure necessarie che
          devono essere adottate a tal fine dagli Stati membri.
 16.      Al di fuori del periodo summenzionato di sospensione del lavoro, la
          protezione della salute e della sicurezza delle lavoratrici incinte
          può rendere indispensabile una sistemazione dei loro orari di lavoro
          e delle rispettive attività professionali, per tener conto del loro
          stato di salute cosi come dei tipi di attività e delle condizioni di
           lavoro. Tale sistemazione può riguardare ad esempio l'organizzazione
          di periodi di riposo ad intervalli regolari ovvero una sistemazione
          delle condizioni di lavoro su schermi di visualizzazione e, ove
          necessario, un cambiamento del posto di lavoro. In particolare è
          stato constatato un numero maggiore di aborti spontanei presso le
          donne che lavorano su schermo. Studi scientifici (1) hanno dimostrato
          che tali aborti sembrano preferibilmente legati alla posizione di
           lavoro che giustificherebbe quindi l'adozione di disposizioni
          riguardanti il lavoro su schermo.
 17.      Del pari, le difficoltà connesse ad un lavoro notturno, relative in
          parte al difficile recupero delle lavoratrici incinte destinate ad un
           lavoro che comporta rischi particolari ovvero una tensione fisica o
          mentale considerevole, determinano con sempre maggiore frequenza
          parti prematuri e/o aborti presso le lavoratrici incìnte, e
 (1) ad esempio: studio del Northern California Kaiser Permanent Medical Care
      Programme, pubblicato nel l'Amer lean Journal of Industrial Medicine,
     giugno 1988.
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    ciò rende indispensabile che queste ultime non siano destinate ad un
    lavoro notturno per un determinato periodo (art. 3.3a).
18. Alcuni rischi riguardano in maniera specifica le lavoratrici
    allattanti e, Indirettamente, Il loro neonato attraverso il latte
    materno, ed è per tale motivo che è opportuno prevedere nella
    presente Direttiva disposizioni speflche di protezione per tali
    donne. Infatti, a causa dell'allattamento che esse praticano, le
    donne vedono modificarsi le loro condizioni interne (aumento del
    metabolismo di base, abbassamento del volume sanguigno circolante,
    ecc.), nonché diminuire le loro riserve energetiche, vitaminiche e di
    oligoelementi. Ne risulta, pertanto, una maggiore affaticabiI ita,
    fonte possibile di infortuni sul lavoro, nonché di una minore
    resistenza di fronte alle aggressioni di agenti pericolosi
    riscontrate sul luogo di lavoro.
19. Per gli stessi motivi Indicati relativamente alla sospensione del
     lavoro (§ 2 0 ) , la sistemazione delle condizioni di lavoro a beneficio
    delle lavoratrici incinte ha un effetto utile solo se si accompagna
    parallelamente al mantenimento dei diritti connessi all'attività
     lavorativa e ad una remunerazione adeguata.
20  Le lavoratrici interessate dalla presente direttiva devono
    beneficiare delle disposizioni della Direttiva 89/391/CEE adattate
    alla loro situazione, segnatamente per quanto riguarda gli obblighi
    dei datori di lavoro in materia di protezione contro i rischi
    originati dall'esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici
    durante l'attività lavorativa. Pertanto, tale protezione esige che le
     lavoratrici incinte non siano destinate a lavori che le espongono o
    che possono esporle a certi agenti e processi indicati nell'allegato
    alla direttiva. Il paragrafo 32 successivo fornisce un elenco di
    tali agenti oggetto delle disposizioni d e l r a r t icoio 4. Nello stesso
    spirito, le lavoratrici incinte non possono essere esposte a
    superamenti prevedibili dei valori limite di esposizione
    professionale ad altri agenti, per non correre il rischio che il loro
    stato di salute venga gravemente alterato data la loro particolare
    vulnerabilità. Occorre qui ricordare che la protezione dei lavoratori
    contro le radiazioni ionizzanti é già garantita dalla direttiva
    80.836 (EURATOM) del 15 luglio 1980.
21. La Sezione III (Articoli 5 e 6) definisce la natura e le modalità del
    congedo di maternità per le lavoratrici incinte e puerpere, nonché
    gli aspetti relativi ai diritti connessi al lavoro, per chi fruisce
    di tale congedo, e alla riduzione dell'orario di lavoro.
22. Più specificamente (articolo 5.1.). la fragilità delle lavoratrici
     incinte, a causa del loro stato particolare, delle lavoratrici subito
    dopo il parto, talvolta difficilmente compatibile con gli obblighi
    professionali che possano determinare un'alterazione del loro stato
    di salute, giustifica una sospensione del lavoro per una durata di 14
    settimane ininterrotte, suddivise prima e dopo il parto. A tale
    proposito, le 14 settimane proposte, e talvolta anche di più, sono
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    già acquisite In un gran numero di Stati membri. Senza ostacolare lo
    sviluppo legislativo di questi ultimi, nella misura In cui si tratta
    qui di prescrizioni minime, tale proposta offre alle lavoratrici
    interessate negli altri Stati membri un auspicato miglioramento
    compatibile con gli obiettivi comunitari ( cfr. Allegato 2 ) .
    Ovviamente la suddivisione del periodi di sospensione del lavoro
    precedenti e successivi al parto deve essere lasciata alla
    valutazione della beneficiaria nel quadro delle legislazioni e delle
    prassi nazionali. Nello stesso contesto e In relazione agli obiettivi
    di salute e sicurezza, è opportuno lasciare agli Stati membri la
    facoltà di concedere una sospensione del lavoro superiore alle 14
    settimane che non verrebbe necessariamente Integralmente remunerata,
    a condizione, beninteso, che un tale prolungamento garantisca un
     livello di protezione equivalente.
23. Le visite e gli esami prenatali, obbligatori nella maggior parte
    degli Stati membri, di cui devono fruire le lavoratrici incinte,
    rappresentano un fattore indispensabile della protezione della loro
    salute. Ciò giustifica che vengano adottate disposizioni da parte
    degli Stati membri, laddove ciò non é previsto, affinché tutte le
     lavoratrici Incinte possano beneficiare di un congedo senza perdita
    di remunerazione per sottoporsi ad esami medici, per far si che tali
    periodi di sospensione del lavoro vengano contabilizzati come tempi
    di lavoro effett ivo.
24. Dato che, come la Corte di Giustizia delle Comunità europee ha
    ricordato nella sua sentenza del 15 maggio 1986 nel caso JOHNSTON
    (222/84), le eccezioni al principio di uguaglianza di trattamento fra
    uomini e donne, cosi come é stabilito dalla Direttiva 76/207/CEE,
    devono esere interpretate rigorosamente, le disposizioni specifiche
    della protezione della gravidanza e della maternità non permettono di
    escludere le donne da un lavoro adducendo il motivo che l'opinione
    pubblica esigerebbe che esse venissero protette più degli uomini di
    fronte a determinati rischi (cfr. Allegato 3 alla presente
    Esposizione dei Motivi illustrante la situazione in tale materia
    negli Stati membri). Di conseguenza, la sospensione di lavoro di cui
    sopra rimane un diritto e non costituisce un obbligo per la
     lavoratrice Incinta, salvo parere medico contrario.
25.  Il fatto che tale congedo sia remunerato e/o accompagnato da
    un'indennità - le cui modalità di finanziamento non rientrano nella
    sfera di competenza della presente direttiva - corrisponde alla
    semplice realtà che un gran numero di lavoratrici incinte sarebbe
    obbligato a rinunciare in toto o in parte alla sospensione del
     lavoro per non perdere la remunerazione - Il che evidentemente
    andrebbe contro lo scopo ricercato e cioè contro un miglioramento
    della protezione della salute nell'ambiente di lavoro. Si ricorda qui
    che la Convenzione dell'OIL sul lavoro notturno (1990) precisa che
     "il reddito della lavoratrice dovrà essere mantenuto ad un livello
    sufficiente per provvedere al suo mantenimento e a quello del figlio
     In condizioni di vita decorose" (art. 7.3b.), formulazione che
    riprende quella contenuta nella Convenzione n*103, articolo 7.4.
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26.     L'articolo 5.2. riguarda in particolare II periodo Immediatamente
        anteriore alla data presunta del parto e Immediatamente posteriore a
        quest'ultimo. Il fatto è che un gran numero di lavoratrici Incinte,
        allo stato attuale, preferisce riportare per ragioni facilmente
        comprensibili II diritto al congedo di maternità sul periodo
        successivo al parto, rimanendo quindi sul luogo di lavoro fino a poco
        prima del parto. Le difficoltà di adattamento ergonomico delle
         lavoratrici incinte al posto di lavoro ed I seri pericoli per la loro
        salute che possono risultare dal riporto summenzionato giustificano
        che esse possano beneficiare di una sospensione obbligatoria del
         lavoro, retribuita nelle due ultime settimane precedenti la data
        presunta del parto.
27.      il mantenimento dei diritti connessi all'attività lavorativa
         (art icolo 6) e segnatamente il mantenimento del posto di lavoro e
        della retribuzione corrispondente, appare come un corollario
         indispensabile al diritto previsto dall'articolo 5 della Direttiva,
        affinché la lavoratrice non rinunci alla protezione della sua salute
        o della sua sicurezza, segnatamente per motivi inerenti alla carriera
        professionale. Il mantenimento di tali diritti deve essere pertanto
        garantito ed ogni rischio di licenziamento per motivi connessi al
         loro stato deve essere evitato per le lavoratrici incinte o puerpere.
28.      L'artIcolo 7 mira a consolidare la protezione della salute e della
         sicurezza delle lavoratrici oggetto della presente direttiva, grazie
         ad un adattamento in loro favore della procedura relativa alle
         controversie che protrebbero Insorgere entro il periodo coperto dalla
         direttiva. In effetti, nelle controversie riguardanti la protezione
         della maternità, una diminuzione dell'onere della prova a beneficio
         della lavoratrice è stato introdotto nella normativa legislativa in
         Italia (1), in Danimarca (2), in Irlanda (3), in Francia (4), nei
         Paesi Bassi, nella Repubblica federale di Germania (5) e nel Regno
         Unito (6). Inoltre, anche il Belgio sta modificando la sua
          legislazione in tal senso.
 29.     L'artIcolo 8 contiene una disposizione comune alle direttive
         particolari della Direttiva 89/391/CEE che prevede le modalità di
         adattamento dell'allegato tecnico.
 30.     Gli art icoi i 9 e 10 contengono le disposizioni comuni alle direttive,
         adattate per tener conto del caso particolare dell'applicazione
         tramite accordi, senza tuttavia esimere gli Stati membri dal l'obbligo
         di perseguire i risultati fissati dalla presente direttiva.
 31.     La data limite di applicazione della presente direttiva è fissata al
         31 dicembre 1992 in considerazione dell'integrazione di quest'ultima
         nel quadro della realizzazione della dimensione sociale del mercato
          interno.
 (1) Art. 2, legge n' I 204 del 30.12.1971
 (2) Art. 16(4), legge del 1.1.1988
 (3) Art. 26, legge del 26.03.1981
 (4) Atto 83-635 del 13.07.1983, Codice del Lavoro art. L 140-8
 (5) Codice Civile, articoli 611(a) §1 e 612 § 3
 (6) Khanna v. Ministry of Defence (1989) ICR 653.
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32.       Gli Allegati alla presente direttiva prevedono un elenco degli agenti
          e del processi ai quali le lavoratrici incinte e in periodo di
          al lattamento non devono essere esposte In considerazione dei rischi
          specifici che questi rappresentano per loro.
(I)       Agenti fisici:
     I lavori che comportano o possono comportare una vibrazione ad elevata
     frequenza dell'asse del corpo, possono determinare scollamenti placentari
     nella donna incinta e possono essere causa di parti prematuri. Ciò ne
     giustifica il divieto alla donna incinta, tanto più che le misure
     tecniche di prevenzione attualmente vigenti e riguardanti tali vibrazioni
     non sono sufficientemente efficaci.
(li)           Agenti biologici :
     Gli agenti biologici dei gruppi Ili e IV ai sensi dell'articolo 2 della
     Direttiva 90/       /CEE provocano malattie gravi nell'uomo e rappresentano
     un serio pericolo per la salute del lavoratore. L'esposizione a tali
     agenti potrebbe determinare l'insorgere di gravi malattie nella donna
     incinta. Tali malattie possono mettere in gioco il normale iter vitale
     della donna incinta la cui esposizione agli agenti summenzionati deve
     essere quindi vietata.
     La toxoplasmosi, il virus della rosolia, nonché quello della varicella
     sono conosciuti in quanto procurano malformazioni fetali nei soggetti
     non immuni. Ciò spiega l'interesse di vietare l'esposizione delle
     lavoratrici incinte a tali agenti, tenuto conto segnatamente delle
     complicazioni mediche che possono risultarne per la lavoratrice, senza
     contare i pregiudizi psichici che risultano per la madre dalla nascita di
     un figlio handicappato.
     Gli altri agenti biologici enumerati (listeria, mixovirus, ecc.) oltre
     all'ipertermia che essi determinano nella paziente colpita da infezione,
     causa di anossia fetale, presentano pericoli per l'embrione o per il feto
     con rischio di malformazioni e/o di aborti spontanei.
      Infine, per gli agenti biologici che infettano segnatamente l'apparato
     genitale inferiore (neisseria gonorrhae, treponema pallidum), il loro
     tropismo particolare li rende pericolosi per la lavoratrice incinta in
     quanto possono infettare l'ovulo per via inferiore, con tutte le
     complicazioni che possono derivarne per la lavoratrice.
(i i i)    Agent i chimici :
     Le sostanze etichettate (1) R40 (possibiltà di effetti irreversibili),
     R45 (cancerogene), R46 (alterazioni genetiche ereditarie), R47
     (teratogene), costituiscono un pericolo tale che ogni contatto con queste
     sostanze deve essere evitato alle lavoratrici incinte.
     Le altre sostanze elencate in allegato presentano uno dei pericoli
     summenzionati, tuttavia non sono state ancora classificate o etichettate
     dalla Direttiva 67/548/CEE.
 (1): tramite la Direttiva 67/548/CEE (etichettatura delle sostanze chimiche)
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I processi industriali di cui all'allegato 1 della Direttiva 90/394/CEE,
riguardante la protezione dei lavoratori contro i rischi relativi
all'esposizione agii agenti cancerogeni durante il lavoro, costituiscono
un pericolo per la lavoratrice incinta e, pertanto, devono ad essa essere
vietati I lavori che prevedono l'applicazione di tali processi
pericolosi.
 ---pagebreak--- ALLt.UA tU 1
                                                                   CONGEDO DI MATERNITÀ'
 Stato                   Congedo di ma ernità                    Retribuzione                            Congedo supplementare
 Belgio                  14 settimane  6 prima del parto) (1)    100% da 1 a 4 settimane, 80% in seguito
 Danimarca               28 settimane  4 prima del parto) (2)     90% della retribuzione
 Repubb11ca federa I e
 di Germania             14 settimane  6 prima del parto) (4)    100% della retribuzione o importo fisso
 Grecia                  15 settimane  6 prima del parto) (5)    100% della retribuzione                 Le madri possono chiedere una riduzione
                                                                                                         dell'orario con remunerazione, fino a 2 ore
                                                                                                         prima dell'età di 2 anni e fino a 1 ora
                                                                                                         prima dei 4 anni di età
 Spagna                  16 settimane  6)                         75% della retribuzione                            /                                 I
 Francia                 16 settimane  6 prima del parto) (7)     84% delia retribuzione                            /                                ro
 Irlanda                 14 settimane  4 prima del parto) (8)     70% della retribuzione                 4 settimane supplementari non pagate
 Italia                  28 settimane  8 prima del parto) (16)    80% della retribuzione                 2 ore al giorno pagate fino al 1*
                                                                                                         compleanno del bambino
 Lussemburgo             16 settimane  8 prima del parto) (11)   100% della retribuzione
 Paesi Bass!             12 settimane  6 prima del parto) (12)   100% della retribuzione
 PortogaI lo             90 giorni (6 sett.prima dei parto) (13) 100% della retribuzione                 Riduzione dell'orario di un'ora al giorno
                                                                                                         per 9 mesi (pagato) in caso d'allattamento
                                                                                                         (14)
 Regno Unito             46 settimane (15)                       6 settimane al 90% della retribuzione e            /
                                                                 12 settimane ad un importo ridotto fis-
                                                                 so. Il resto del periodo non pagato(16)
Note: da 1 a 16 cfr. pagina seguente
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NOTE:
                             CONGEDO DI MATERNITÀ'
(1) Devono essere coperte da un'assicurazione sociale da sei mesi di cui tre
prima del parto. Inoltre devono avere 120 giorni di lavoro effettivo o
r iconosciuto.
(2) Devono essere assicurate e devono aver lavorato per sei mesi nel corso
dell'anno precedente il parto, di cui almeno 40 ore nel corso delle quattro
settimane precedenti II congedo. Le ultime 10 settimane possono essere prese
dal padre o dalla madre ovvero divise tra i due genitori (cfr. congedo per
geni tor I).
(3) Per le lavoratrici, l'indennità é pari al 90% della retribuzione per 18
settimane, per le impiegate ad almeno il 50% per 5 mesi, con un massimale di
indennità. Circa II 50% delle donne hanno redditi che superano tale
massimale.
(4) Quattro settimane supplementari in caso di nascita prematura o multipla.
Le beneficiarie devono avere lavorato o fruito di indennità di disoccupazione
per almeno 9 mesi (7 in caso di nascita prematura) nel corso degli ultimi 12
mesi .
(5) 200 giorni di contributi nel corso dei due anni precedenti il diritto
all'indennità. Le impiegate del settore pubblico hanno diritto a quattro mesi
di congedo di maternità retribuito (due mesi prima e due mesi dopo la
nascita).
(6) Dopo adozione - 8 settimane per un bambino di meno di 9 mesi e sei
settimane per un bambino di più di 9 mesi e fino a cinque anni. La
beneficiaria deve essere stata iscritta al regime di sicurezza sociale da
almeno 9 mesi prima della nascita e deve aver versato contributi per almeno
180 giorni nell'anno precedente tale nascita.
(7) A decorrere dal terzo bambino, le donne possono beneficiare di due
settimane supplementari prima della nascita e di 8 settimane dopo la nascita.
Due settimane supplementari vengono concesse in caso di nascite multiple,
nonché 10 settimane in caso di nascite multiple ripetute.
 (8) Devono aver lavorato almeno 18 ore/settimana e occupato un posto dante
diritto all'assistenza sociale da almeno 26 settimane. Il settore pubblico e
una parte del settore privato concendono 10 settimane di congedo di maternità
 in caso di adozione.
 (9) Le donne in congedo di maternità hanno diritto anche all'equivalente del
30% della loro retribuzione come pagamento di assistenza sociale. Nel settore
pubblico le donne ricevono il 100% della retribuzione.
 (10) Nel settore pubblico le donne possono chiedere quattro settimane
supplementari di congedo di maternità remunerate al 100% e 16 settimane al
30% dopo la nascita. Nel settore privato esse possono ottenere 4 settimane
supplementari dopo la nascita ali'80% della retribuzione. La richiedente deve
 lavorare e essere assicurata all'inizio della gravidanza.
 (11) Quattro settimane supplementari in caso di allattamento o di nascite
premature/multiple. Copertura sociale obbligatoria per almeno 6 mesi nel
corso dell'anno precedente il parto.
 (12) La beneficiaria deve aver lavorato per almeno 6 mesi, anche se il
Consiglio di Industria (Industry Board) competente deroga spesso a tale
 normatIva.
 ---pagebreak---                                   - 14 -
mesi di contributi sociali di cui 8 giorni nel corso dei tre mesi precedenti
l'inizio del loro diritto al I'Indennità.
(14) Il settore pubblico concede 15 giorni di congedi retribuiti
supplementari per anno alle madri di figli handicappati.
(15) Possono essere prese secondo convenienza, fra 11 settimane prima e 40
settimane dopo II parto.
(16) Condizione di diritto: 2 anni per le Impiegate lavoranti almeno 16 ore,
5 anni per quelle lavoranti fra 8 e 16 ore. Quelle che non possono
beneficiarne, ricevono un'Indennità di maternità forfettaria per ogni figlio
 ---pagebreak---                                      15
                                   "    "
                    FINANZIAMENTO DEI CONGEDI DI MATERNITÀ'
Stato                    Indennità a carico:
                         a) dell'assistenza sociale   b) del datore di lavoro
Repubblica federale      Durante II congedo, normale retribuzione garantita
di Germania              al 100%
                         (retribuzione netta degli ultimi 3 mesi)
                         a) L'assistenza sociale copre la spesa fino a
                         concorrenza di 25 Dm/giorno
                         b) II datore di lavoro prende In carico la differenza
                         fra tale Indennità e la retribuzione media
                         Eccezione: nessuna prestazione dell'assistenza
                         sociale. Il datore di lavoro continua a pagare
                          l'intera retribuzione.
                         Congedo supplementare: 750 Dm a carico
                         del l'assicurazione.
Belgio                   a) Sicurezza Sociale: 79,5% della retribuzione lorda
                         durante il congedo non pagato dal datore di lavoro.
                         b) Datore di lavoro:
                         - Per le operaie: 100% della retribuzione per 7
                         giorni
                         - Per le altre: 100% della retribuzione per un mese.
Danimarca                A carico dell'assistenza sociale: per le donne
                          impiegate e indipendenti soltanto il 90% del reddito
                         medio settimanale; massimo: Dkr 2339/settimana
Spagna                   a) A carico dell'assistenza sociale: 75% della
                         retribuzione di base considerata per calcolare la
                         quota di contributi durante il congedo di maternità
Francia                  a) A carico dell'assicurazione : 84% della
                         retribuzione giornaliera media dell'ultimo mese di
                          lavoro fino ad un determinato massimale (più
                          indennità di nascita e premio di allattamento)
Grecia                   a)A carico dell'assicurazione 50% della retribuzione
                         media di riferimento (22 gruppi)
                         b) A carico del datore di lavoro : integralità della
                         retribuzione per 15 giorni (per 30 giorni se con
                         almeno un anno di anzianità) meno la prestazione
                         dell'assistenza sociale vale a dire 50% della
                         retribuzione massima.
 Ir landa                a) A carico della previdenza sociale:
                         - lavoratrici operaie: 70% del salarlo medio
                         settimanale dell'ultimo anno fiscale < 76
                         £lrl/settimana > 11.000 £lrl
 ---pagebreak---                          -.16 -
              - regime generale: 42,30 £lrl/settImana
              (se del caso, tale importo viene maggiorato).
Italla        a) A carico della previdenza sociale: 80% del reddito
              durante II congedo "normale", 30% del reddito durante
              il congedo supplementare.
Lussemburgo   a) A carico dell'assistenza sociale: 100% de 11 a
              retribuzione lorda + Indennità di maternità (3 312
              LFr - 1987)
Paesi bassi   a) A carico del rasa latenza sociale; 100% de  salario
              lordo fino a 263 HFI/giorno
Por toga I lo a) A carico dell'assistenza sociale: 100% della
              retribuzione media dei due mesi precedenti il secondo
              mese prima del congedo e in cui l'assicurato ha
              versato l'equivalente di 20 giorni di contributi +
              premio di allattamento.
Regno Unito   A carico del datore di lavoro: per 6 settimane 90%
              della retribuzione settimanale da cui è dedotta
               l'Indennità. Il datore di lavoro paga tale indennità
              per 8 settimane se la lavoratrice ha lavorato 26
              settimane alle sue dipendenze (+ salario minimo di 41
              £/sett imana).
               Il datore di lavoro può chiedere il rimborso
              dell'indennità (calcolata in funzione dell'anzianità
              entro i limiti minimi e massimi fissati) al Fondo per
               la maternità.
 ---pagebreak---                                                                         ALLtUAIU -Z
                                         Motivi delle sospensioni di iovoro delle persone che honno un*occupez ione
Cifre per il 1988
      uomini/donne (1000)
      riguardante un campione di Stati membri per i quali la Comunità dispone di dati affidabili
Fonte: Istituto statistico delle Comunità europee
                 TOTALE             Congedo di maternità            % del totale               Altre ragioni, ad esempio, % del totale
                                                                                               personali o fami I lari
B            2211/1272                       -/9.1                      -/0,7                        (1)/9,1              (1) / 0.7
DK           1463/1220                      -/22,3                      -/1.8                       12.7/21.3             0,9/1.7
D           16454/10545                      -/99.3                     -/0.9                       39.0/66.0             0.2 / 0.6    ,
E            8111/3597                      -/13.4                      -/0.4                       27,7/20.9             0.3 / 0.5    ^
                                                                                                                                       I
F           12409/9096                       -/131.7                    -/1.4                       47,0/60.7             0.4/0,7
I           14044/7058                         (2)                        (2)                       84,0/153.0            0.6 / 2.2
NL           3736/2174                         (2)                       (2)                        36.5/56.8             1,0/2,6
?            2613/1841                       -/5.6                      -/0.3                        18,1/12.7            0.7/0.7
UK          14746/10914                     -96.9                       -/0.9                       60.7/105.7            0.4 / 1.0
EUR         61226/40165                    -/388.9                      -/0.97                      332.8/511.5           0.54/1.27
(3)
(1) dati insufficienti
(2) congedi di maternità inglobati nella colonna "altre ragioni"
(3) Europa senza l'Italia e i Paesi Bassi
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ALLEGATO 3
          Diritto di rioccupare II proprio posto di lavoro e divieto di
                                   licenziamento
Repubblica federale di Germania: divieto di licenziare durante la gravidanza
e fino alla scadenza del quarto mese successivo al parto (se il datore di
lavoro è stato debitamente Informato); diritto di rioccupare il vecchio posto
di lavoro.
Belalo: la legge del 16 marzo 1971 sul lavoro, articolo 40, dispone che II
datore di lavoro non può compiere un atto volto a troncare unilateralmente il
rapporto di lavoro a partire dal momento in cui viene informato dello stato
di gravidanza della lavoratrice e ciò fino al termine di un periodo di un
mese avente Inizio alla fine del congedo post-natale, salvo motivi estranei
allo stato della lavoratrice (onere della prova a carico del datore di
 lavoro)
Danimarca: la legge sull'uguaglianza di trattamento tra uomini e donne in
materia di occupazione e di congedo di maternità, del 1* maggio 1989, prevede
all'articolo 9 la protezione della lavoratrice contro il licenziamento.
Spagna: Il rapporto di lavoro può essere sospeso a causa della maternità; al
termine di tale sospensione la lavoratrice ha il diritto di rioccupare il suo
posto di lavoro.
Francia: L 126.6 (codice del lavoro): sospensione del contratto di lavoro
durante il congedo di maternità; allorché la sospensione del contratto ha
termine, la lavoratrice ha il diritto di riprendere il suo lavoro.
L 122-25 2 (codice del lavoro): protezione contro il licenziamento della
donna incinta sino alla quarta settimana successiva al ritorno dal congedo di
maternità.
Grecia: la legge 1483 del 1984 dispone, all'articolo 15 paragrafo 1, che è
vietato licenziare ogni donna durante la gravidanza entro un anno da
quest'ultima. La legge dispone che allorché la donna parte in congedo di
maternità, vi è una sospensione del contratto di lavoro unilateralmente. Il
 ritorno della lavoratrice dopo il congedo di maternità pone fine a tale
 sospensione del contratto.
 Ir landa: la Sezione 20 e 21 della Maternity Protection of Employees Act del
 1981, prevede il diritto di rioccupare il posto di lavoro tranne nel caso in
 cui non appare ragionevole reintegrare la lavoratrice nello stesso posto di
 lavoro.
 Ital la: la Legge sulla protezione delle madri sui lavoro n* 1204 del
 30.12.1971 prevede la protezione contro il licenziamento fino al compimento
 di un anno da parte del bambino.
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Lussemburgo: la legge del 3 luglio 1975 sulla protezione della donna Incinta
prevede all'articolo 10 (1) il divieto di licenziare la lavoratrice durante
le 12 settimane successive al parto e, al punto (4), Il diritto per la
lavoratrice di rioccupare lo stesso posto di lavoro ovvero un posto
equivalente.
Paesi Bassi : l'articolo 1639 h del codice civile dispone che il datore di
lavoro non può licenziare una lavoratrice che riprende il suo lavoro dopo il
parto, per un periodo che va dalla settima fino all'undicesima settimana dopo
iI parto.
Por toga I lo: la legge del 4/1984 sulla protezione della maternità e della
paternità, dispone all'articolo 18 che I periodi di congedo di maternità
vengono considerati come se vi fosse stata un'esecuzione effettiva; da ciò
risulta che non vi é perdita di alcun diritto.
Regno Unito: Employment Protection (Consolidation) Act 1978, modificato
dal I'Employment Act 1980, Part III sch. 2. In base a tale normativa, se la
 lavoratrice soddisfa alle condizioni relative al numero di ore di lavoro e di
anni di occupazione presso il datore di lavoro, essa ha diritto a rioccupare
 lo stesso posto di lavoro o un posto equivalente entro 29 settimane a
decorrere dal parto (vanno osservate le formalità di notifica). Ai datori di
 lavoro aventi un organico inferiore a cinque persone non si applica la
procedura di reintegrazione se questa non risulta ragionevolmente
prat icabile.
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                                   A1LEGATQ 4
 POSIZIONE DEGLI STATI MEMBRI NEI CONFRONTI DEL LAVORO NOTTURNO DELLE DONNE*
STATI MEMBRI             PRINCIPIO                        ECCEZIONI
Belgio               Divieto del lavoro          Limiti della notte portati
                     notturno per le donne       a 22H-5H o 23H-6H per
                     e per I giovani di età      lavorI continui o di
                     infer lore a 18 anni.       squadre successive, 23H-5H
                                                 o 24-6H per squadre
                                                 successive presso imprese che
                                                 applicano la settimana di 5
                                                 giorni lavorativi.
                     Obbligo di un intervallo
                     di r(poso di 11 ore
                     consecutive almeno.
                                                 Deroghe possibl11 :
                                                 - per forza maggiore o per
                                                 commessa urgente e
                                                 imprevista;
                                                 per decreto regio, previo
                                                 parere della Commissione
                                                 paritetica, per talune
                                                 branche di attività, imprese
                                                 o professioni.
Francia              Divieto di impiegare le     Eccezioni generali per:
                     donne per iI lavoro         - I posti di direzione o
                     notturno nelle officine,    di carattere tecnico a
                     fabbriche, miniere e cave,  responsabiI ita;
                     cantieri e laboratori di    - I servizi d'igiene e di
                     ogni tipo, pubblici o pri-  benessere senza lavoro
                     vât i, laici o rei igiosi,  manuale.
                     sindacati professionali e
                     associazioni di ogni tipo.  Deroghe possiblIi:
                                                 - per lavori che riguardano
                                                  la difesa nazionale, per
                                                 forza maggiore o per derrate
                                                 deper ibi 11 ;
                                                 - tramite accordo collettivo
                                                 esteso o tramite accordo
                                                 d'impresa o di stabilimento,
                                                 nelle imprese che impiegano
                                                 per l'attività lavorativa
                                                 squadre successive.
                                                  (es.: nel settore
                                                 metallurgico, accordo
                                                 nazionale del 17.7.1986,
                                                 esteso per decreto
                                                 del I * 1.1.1887)
       in base alle informazioni fornite alla Commissione nel 1989.
 ---pagebreak---                            - 21 T.
Grecia        Divieto del lavoro         Limiti della notte portati
              notturno per le donne fra  a 23H-6H nelle industrie
              le 21H e le 5H nelle       tessi li e s Imi11.
              officine, nelle miniere
              e nei magazzini.           Deroghe:
                                         - per decreto per alcune
                                         branche Industriali (es.:
                                         impianti di lavorazione del
                                         pesce);
                                         - per ordine del Prefetto di
                                         Contea, previa consultazione
                                         dei partner social I
                                         Interessati, in circostanze
                                         eccezionali d'interesse
                                         nazionale.
Por toga I lo Divieto del lavoro         Eccezioni generali per:
              notturno per le donne      - i posti di direzione o
                                         carattere tecnico a
                                         responsabiI ita;
                                         - i servizi d'Igiene e d
                                         benessere senza lavoro
                                         manuale.
                                         Ad eccezione delle donne
                                          incinte e delle giovani madri
                                         durante i tre mesi successivi
                                         al parto, deroghe possibili
                                         nell'industria in caso di:
                                         - forza maggiore che ostacola
                                          il funzionamento normale
                                         degli implant I o
                                         - necessità, per evitare il
                                         deterioramento di materiali
                                         di laboratorio, secondo
                                         convenzioni collettive.
 Ital la      Divieto del lavoro fra le  Deroghe possibili tramite
              24H e le 6H, per i due     convenzioni collettive o
              sessi, nell'industria e    d'impresa, considerando le
              artigianato (nessuna       esigenze della produzione o
              disposizione per I set tor  l'organizzazione dei serviz
              non industr iali)          e a condizione di adesione
                                         volontar ìa.
 ---pagebreak---                                     - 22 -
Spagna              11 lavoro fra le 22H e le  Divieto del lavoro notturno
                    6H deve comportare un      per I ragazzi e le ragazze
                    aumento di retribuzione di di età Inferiore a 18 anni.
                    almeno II 25% della retri-
                    buzione di base.           Divieto di lavoro
                                               straordinario fra le 22H e le
                                               6H.
Repubblica federale
di Germania         Divieto del lavoro per le  Eccezioni per i settori:
                    donne fra le 20H e le 6H   trasporti, servizi
                    e per almeno 7 ore conse-  alberghieri e di ristora-
                    cutive                     zione, parrucchieri, piscine,
                                               orchestre musicali, teatri e
                                               altri spettacoli, posti di
                                               vendita aperti e mercati,
                                               giardini, farmacie e servizi
                                               di sanità.
                    Autorizzazione  del lavoro Autonomia dei Lander per
                    notturno per tutti,  con   decidere in ordine a divieti
                    gli stessi tempi di riposo o a limiti al lavoro notturno
                    per le donne e gli uomini. allo scopo di proteggere la
                                               vita e la salute delle donne
                                               e dei    nascituri.
 Ir landa           Autorizzazione del lavoro  Possibilità di scelta per
                    notturno per le donne.      le donne incinte di essere
                                               trasferite ad un lavoro
                                               diurno previo parere medico
Lussemburgo         Autorizzazione generale
Paesi Bassi         Autorizzazione generale    Divieto per ie donne incinte
                    per il lavoro notturno     salvo in casi di autorizza-
                     (dal 13.4.1989)            zione speciale.
 Regno Unito        Autorizzazione generale
                     per il lavoro notturno.
 ---pagebreak---                        - 23 r
                  LEGISLAZIONI NAZIONALI
              IN MATERIA DI LAVORO NOTTURNO
STATI MEMBRI     TESTI                        CONTENUTO
Belgio       Legge del 1921               Divieto del lavoro
                                          notturno per tutti I
                                          dipendenti fra le 20H e
                                          le 6H.
             Legge del 21.3.1952          Ratifica del la
                                          Convenzione (UIL) n. 89,
                                          appIi cab Ile f i no al
                                          18.2.1991.
             Decreto regio del            Elenco delle eccezioni al
             24.12.1968                   divieto di lavoro
             + D.R. 24.5.1981             notturno per le donne.
                D.R. 19.4.1983            Complement I.
             Legge del 16.3.1971          Deroghe al divieto del
                                          lavoro notturno per tutti
                                          i dipendenti.
             + Legge 17.3.1987            Complementi.
             Convenzione collettiva       Deroghe fissate tramite
             nazionale n. 42              accordi col lettivi,
                                          riservate agli uomini di
                                          età superiore a 18 anni.
             Convenzione collettiva       Classificazione qualita-
             nazionale n. 46              tiva del lavoro notturno
             23.3.1990                    per tutti ;
                                          disposizioni specifiche
                                          per la protezione delle
                                          donne Incinte e puerpere,
                                          tre mesi prima e tre mesi
                                          dopo iI parto.
Francia      Legge del 21.9.1953          Rat(fica del la
                                          convenzione n. 89.
             Art. L 213.1 del Codice      Divieto di impiegare le
             del lavoro                   donne per lavori notturni
                                          in taluni settor i.
             Legge del 2.1.1979           Eccezioni al divieto.
             Legge del 19.6.1987          Nuovo regime di deroghe.
Grecia       Legge 4029/1912              Divieto del lavoro
                                          notturno per le donne
             Legge 3924/1959              Ratifica del la
                                          Convenzione n. 89.
 ---pagebreak---                               - 24 -
Por toga I lo       Decreto legge dei              Ratifica del la
                    23.1.1963                      Convenzione n. 89.
                    Decreto legge del              Regime giuridico degli
                    27.9.1971                      orari di lavoro.
Italla              Legge 653/1937                 Divieto del lavoro
                                                   notturno, secondo la
                                                   Convenzlone/UIL n. 89.
                    Legge 903/77                   Uguaglianza di
                                                   trattamento tra uomini e
                                                   donne nell'industria e
                                                   nel l'art igianato.
Spagna              Legge del 18.5.1970            Rat if Ica del la
                                                   Convenzione n. 89.
                    Legge del I'8.4.1976           Introduzione nel la
                                                   legislazione del
                                                   principio di uguaglianza
                                                   dei sessi nei rapporti d
                                                    lavoro.
                    Costituzione del 1978          Divieto di discrimina-
                    (art. 14)                      zioni in base al sesso.
                    Legge del 10.3.1980            Conferma del principio
                    (Estatuto de los               d i uguagIi anza uom i n i-
                    Trabajadores)                  donne sul lavoro.
Repubblica federale
di Germania         Arbeitszeitordnung 1938        Divieto del lavoro
                    + Freizeitordnung 1943         notturno per le donne.
                                                   Complement i.
                    Progetto   di     "Arbeitszeit Nuova       regolamentazione
                    gesetze",    1988              del diritto     che rimuove
                                                   il divieto     di   lavoro
                                                   notturno per le donne.
Paesi Bassi         Legge del 13.4.1989            Soppressione di ogni
                                                   regolamentazione
                                                   discriminatoria fra
                                                   uomini e donne.
Lussemburgo         Comunicazione Governo          Denuncia delle Conven-
                    granducale del 15.2.1982       zioni UIL n. 4 e 89, con
                                                   effetto dal 19.2.1983.
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Irlanda     Conditions of Employment Divieto del lavoro
            Act, 1936                notturno per le donne
                                     nel I'Industria.
            Act of 1952              Ratifica del la
                                     Convenzione n.
            Mines and Quarries Act,  Divieto del lavoro
            1965                     notturno per le donne
                                     nel le miniere e nel le
                                     cave.
            Act of 1983              Denuncla de 11 a
                                     Convenzione (UIL) n. 89.
            Employment Equality Act, Soppressione del divieto
            1977 (Employment of      di lavoro nottuno per le
            Females in Mines)        donne nel le miniere
            Order 1984
            Employment Equality Act, Soppressione del divieto
            1977 (Employment of      di lavoro nottuno per le
            Women) Order 1986        donne nel I' industria
Regno Unito Sex Discrimination Act   Soppressione delle
            1986                     discriminazioni fra
                                     uomini e donne
            Order of February 1987   Soppressione delle
                                     rest-r izionl
                                     all'uguagllanza fra i
                                     sessi, previste dal The
                                     Mines and Quarries Act.
            Order of 26.2.1988       Soppressione del divieto
                                     di lavoro notturno,
                                     previsto dal The Hours of
                                     Employment Act.
 ---pagebreak---                                     - 26-
                                    ALLEGATQ 5
         AGGIUNTA ALL'ESPOSIZIONE DEI MOTIVI RIGUARDANTE LA PROTEZIONE
                         DELLE DONNE INCINTE SUL LAVORO
                          SITUAZIONE NEGLI STATI MEMBRI
          IN MATERIA DI RESTRIZIONI DI ESPOSIZIONE DELLE DONNE INCINTE
                                 AD ALCUNI RISCHI
1* BELGIO
E' vietata l'esposizione delle donne incinte ad alcune sostanze specifiche e
di tutte le donne alle vernici e ai pigmenti a base di piombo.
2' DANIMARCA
Non esiste un divieto di esposizione delle donne incinte ad alcuni rischi
particolari ma disposizioni speciali riguardano l'esposizione al poliuretano,
la produzione di resina epossidica, nonché l'esposizione al piombo.
3* FRANCIA
Le donne non devono lavorare in determinate attività o essere presenti in
luoghi dove vengono effettuati alcuni tipi di lavori.
Va notata un'eccezione per i lavori con idrocarburi aromatici svolti in un
sistema chiuso.
4' REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA
Le donne incinte e le madri di bambini in età giovanissima non devono essere
esposte ad alcune sostanze pericolose né lavorare In taluni tipi di attività
considerate affaticanti o stressanti.
5* GRECIA
Le donne incinte non devono svolgere determinati lavori che possono esporre
al benzene o ad alcuni preparati contenenti benzene.
6* IRLANDA
Le donne non devono essere esposte a lavori che comportano l'utilizzazione di
p i ombo.
7' I TAL IA
Le donne incinte non devono essere impiegate per lavori pericolosi,
affaticanti, stressanti o che possono arrecare nocumento alla salute durante
 la gravidanza o fino a 7 mesi dopo il parto. Le donne non devono inoltre
essere esposte alle vernici al piombo.
8' LUSSEMBURGO
Le donne non devono lavorare con vernici al piombo nonché con pigmenti che le
contengono. Le donne incinte non devono lavorare a decorrere da 8 settimane
prima del parto fino al momento in cui forniscono un certificato medico
 ---pagebreak---                                       27
                                    -    ~
attestante la loro idoneità a riprendere II lavoro. Durante la gravidanza e
per un periodo di tre mesi successivi alla nascita, le donne non devono
essere destinate a lavori che le possono esporre ad effetti nocivi, a
sostanze tossiche, a radiazioni, al calore, al freddo, all'umidità, a traumi
o a vibrazioni.
9' PAESI BASSI
Non esistono lavori vietati alle donne Incinte.
10' REGNO UNITO
Le donne Incinte esposte ad un certo livello al piombo devono essere tolte
dai posti di lavoro che rendono possibile una siffatta esposizione. Peraltro,
 le donne non devono in generale essere destinate allo svolgimento di attività
 lavorative previste per determinati processi che prevedono l'impiego del
pIombo.
 ---pagebreak---                                      - 28 -
                                      Proposta di
                               DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                        concernente la protezione del lavoro
                           delle donne gestanti e puerpere
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
Visto    il   Trattato   che   Istituisce    la  Comunità   economica    europea,  in
particolare l'articolo 118A.
Vista   la proposta della Commissione^, elaborata previa consultazione del
Comitato consultivo per      la sicurezza, l'igiene e la protezione della salute
sul luogo di lavoro,
In cooperazione con il Parlamento europeo^2*,
Visto il parere del Comitato economico e sociale^ 3 ),
Considerando     che  l'articolo   118A  del   Trattato  provede   che   il Consiglio
adotti,     mediante    direttiva,    prescrizioni    minime   per    promuovere   il
miglioramento     in particolare dell'ambiente di     lavoro, per garantire un più
elevato livello di protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori;
Considerando che la presente direttiva non può giustificare un abbassamento
eventuale dei livelli di protezione già raggiunti        in ogni Stato membro e che
gli Stati membri     si  impegnano, al sensi del Trattato CEE, a promuovere il
miglioramento delle condizioni       esistenti   In questo settore     in vista della
 loro armonizzazione nel progresso;
(1)
 (2)
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Considerando    che,   a  norma    di   detto   articolo,    tali   direttive   evitano di
imporre   vincoli    amministrativi,        finanziari    e   giuridici    che   potrebbero
ostacolare la creazione e lo sviluppo delle piccole e medie Imprese;
Considerando    che   al    sensi    della    decisione    del   Consiglio    74/325/CEE (4 )
modificata da ultimo dall'Atto di adesione della Spagna e del Portogallo, il
Comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la tutela della salute sul
luogo di lavoro viene consultato dalla Commissione in vista dell'elaborazione
delle proposte In questo campo;
Considerando che undici Capi di Stato o di Governo degli Stati membri della
Comunità europea, riuniti a Strasburgo il 9 dicembre 1989, hanno adottato la
Carta comunitaria del diritti sociali fondamentali dei lavoratori;
Considerando    che   in   tale   Carta   é   previsto,    al  paragrafo    19,  che   "ogni
 lavoratore  deve   beneficiare      nel  suo   ambiente    di   lavoro  di   soddisfacenti
condizioni   di   protezione    sanitaria     e di   sicurezza"    e  che   "devono  essere
adottate   misure   adeguate    al    fine di    progredire    nell'armonizzazione     delle
condizioni esistenti in tale campo";
Considerando     che     la   Commissione,       nel    suo    Programma     d'azione    per
 l'applicazione della Carta Comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei
 lavoratori, ha    fissato,    fra gli     altri   obiettivi, quello     dell'adozione da
parte del    Consiglio di una direttiva riguardante             la protezione sul     lavoro
della donna gestante;
Considerando che la Direttiva del Consiglio 89/391/CEE, del 12 giugno 1989,
concernente    l'applicazione      di  misure    volte  a promuovere      il miglioramento
della sicurezza e della salute dei           lavoratori durante il lavoro^ 5 ), prevede
all'articolo    15 che     i gruppi     a  rischio   particolarmente     sensibili   devono
essere protetti contro i pericoli che il riguardano in maniera particolare;
(4) GU n. L 185 del 9.7.1974, pag. 15
(5) GU n. L 183 del 29.6.1989, pag. 1
 ---pagebreak---                                      - 30 -
Considerando che le lavoratrici gestanti o puerpere devono essere considerate
sotto molti punti di vista come un gruppo esposto a rischi specifici e che
devono essere adottati provvedimenti per quanto riguarda la protezione della
loro salute e la loro sicurezza;
Considerando che la fatica inerente alla condizione di lavoratrici            incinte e
puerpere esige che esse possano beneficiare di un periodo di                sospensione
dell'attività professionale e che, pertanto, é opportuno riconoscere ad esse
la facoltà di non lavorare in tale periodo;
Considerando che le difficoltà di adattamento ergonomico sul posto di lavoro,
delle   lavoratrici    al  termine  della gravidanza,     e   le esigenze    specifiche
connesse al loro stato particolare, sono tali che é opportuno prevedere per
esse   la sospensione     dell'attività   per un periodo      adeguato   precedente   il
parto;
Considerando    che  la fragilità delle      lavoratrici   nel  per lodo immedi atamente
successivo al parto rende le stesse vulnerabili ai rischi presenti sul posto
di lavoro e che le disposizioni di prevenzione tecnica possono risultare in
tale caso Insufficienti per tutelare la loro salute e la loro sicurezza, e
che   appare   quindi    opportuno  prevedere     in  loro   favore   una   sospensione
dell'attività lavorativa per un periodo adeguato dopo il parto;
Considerando    che   la protezione   della   salute,   tramite   la sospensione     del
 lavoro delle lavoratrici gestanti e puerpere risulterebbe illusoria se non
fosse accompagnata da un mantenimento dei diritti senza il quale,             alcune di
esse   si  troverebbero     obbligate   a   rinunciare   ad   una   gran   parte   della
sospensione di     lavoro per non perdere      la retribuzione, e che pertanto il
mantenimento dei diritti connessi        all'attività   lavorativa,    ivi compresa   la
retribuzione, deve essere garantito durante tale sospensione;
 ---pagebreak---                                      - 31 -
Considerando che la presente direttiva ha l'obiettivo di proteggere nel suo
ambiente di lavoro la salute della lavoratrice gestante o puerpera e che é
opportuno, a tale proposito, tener conto del rapporto di lavoro esistente fra
la beneficiarla     potenziale ed il suo datore di lavoro; e che In tale ottica
ò d'uopo lasciare agli Stati membri la facoltà di subordinare II diritto al
mantenimento     della   retribuzione      o    alla    corresponsione     dell'indennità
all'esistenza    di un   rapporto di     lavoro fin dall'inizio della           gravidanza
ovvero, per     l'estensione  all'iscrizione nel         registro del    disoccupati   dal
momento dell'inizio della gravidanza-,
Considerando peraltro che le disposizioni della presente direttiva relative
alla sospensione obbligatoria del         lavoro prima della data prevista per il
parto (nonché dopo il parto) sarebbero senza effetto se tale sospensione del
lavoro non fosse accompagnata        dal mantenimento della retribuzione o alla
corresponsione     di   un'indennità    equivalente;        che,  di    conseguenza,    la
condizione   di   cui  sopra  non   deve    riguardare     il periodo    obbligatorio di
sospensione di     lavoro e che é opportuno che gii Stati membri               adottino I
provvedimenti necessari a tale scopo-,
Considerando che il rischio di essere licenziate per motivi connessi al loro
stato   può  avere    effetti   dannosi     sullo    stato   fisico   e   psichico   delle
lavoratrici gestanti o puerpere; che conseguentemente é necessario vietare i
licenziamenti delle lavoratrici gestanti o puerpere per motivi connessi al
 loro stato;
Considerando che per la determinazione delle misure di protezione da adottare
allo   scopo  di    tutelare   la  salute     e   di   garantire    la  sicurezza    delle
lavoratrici    gestanti,    é   opportuno     che     gli   Stati   membri    adottino   i
provvedimenti necessari affinché venga effettuata una valutazione preliminare
del rischi cui sono esposte       in particolare tali        lavoratrici, conformemente
all'articolo 6 della Direttiva 89/391/CEE, e che é nell'interesse di tutti
che I risultati di tale valutazione siano comunicati alle parti sociali;
Considerando    il fatto che alcuni      tipi di attività e alcune condizioni di
 lavoro possono alterare lo stato di salute delle lavoratrici gestanti e in
periodo di allattamento; e che é opportuno quindi garantire a queste ultime
un'adeguato riassetto delle condizioni e degli orari di lavoro;
 ---pagebreak---                                    - 32 -
Considerando peraltro che il lavoro notturno può nuocere alla salute fisica e
psichica   delle   lavoratrici  gestanti    adibite   ad un   lavoro   che comporti
particolari   rischi, ovvero una notevole tensione fisica o mentale; e che é
opportuno quindi prevedere disposizioni alternative per evitare tali rischi;
Considerando    peraltro   che   l'esposizione    delle   lavoratrici   gestanti   a
determinati agenti fisici, chimici o biologici, cosi come ad alcuni processi
può essere causa di alterazioni del loro stato di salute, e che appare quindi
opportuno   vietare   lo svolgimento    di  lavori   che espongano   o che possano
esporre a tali agenti le lavoratrici Incinte o in periodo di allattamento;
Considerando   che le misure    di   protezione   della  salute  delle   lavoratrici
gestanti e puerpere non devono svantaggiare le donne sul mercato del lavoro;
e che In tale prospettiva     le disposizioni della presente direttiva      lasciano
Impregiudicate le disposizioni      della direttiva del Consiglio     in materia di
uguaglianza di trattamento fra uomini e donne-,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                 S E Z I O N E     I
                        Campo d'appiIcazione e definizioni
                                     Articolo 1
La presente direttiva, che é una direttiva particolare ai sensi dell'articolo
16, paragrafo 1 della Direttiva 89/391/CEE, riguarda        l'attuazione di misure
volte a promuovere     il miglioramento della sicurezza      e della   salute  delle
lavoratrici gestanti o puerpere.
                                     Art icolo 2
Ai fini della presente direttiva, si intende per "lavoratrice gestante" e
"lavoratrice puerpera", ogni     lavoratrice, gestante o puerpera, che informi
del suo stato II proprio datore di lavoro direttamente o per il tramite di un
medico   ovvero   di un'autorità    sanitaria   competente,   In  conformità   delle
disposizioni   legali o delle prassi nazionali.
 ---pagebreak---                                      - 33 -
                                  S E Z I O N E       II
                                Condizioni di      lavoro
                                      Ar 11 co Io 3
1. Salve    le    disposizioni     previste      dall'articolo      6    della    Direttiva
   89/391/CEE, gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire
   la protezione delle lavoratrici incinte contro I rischi che sono esposti
   in particolare      durante   il   lavoro. A tal fine, gli            Stati   membri si
   assicurano che le autorità competenti In materia di sanità e di sicurezza
   valutino    le   ripercussioni     sulla     gravidanza     delle    attività     cui le
   lavoratrici sono adibite, per quanto riguarda, da un lato, la natura ed
   il grado di esposizione a qualsivoglia agente chimico, fisico o biologico
   e, dall'altro, I movimenti e le posizioni, gli spostamenti e la fatica
   mentale e fisica connessi        all'attività svolta dalle          lavoratrici. Dette
   valutazioni devono esse portate a conoscenza dei datori di lavoro e dei
   lavoratori al fine di informarli dei rischi possibili.
2. Gii Stati membri adottano        le misure necessarie affinché           le lavoratrici
   gestanti    o   in periodo    di   allattamento,       fruiscano,     qualora    il  tipo
   d'attività    svolta possa mettere        in pericolo     la loro salute e la loro
   sicurezza, di una modifica delie loro condizioni di lavoro e/o del loro
   orario di lavoro che possa giungere se del caso, sino al cambiamento dei
   posto di     lavoro.   In tale caso viene garantito            il mantenimento      della
   retribuzione e dei diritti connessi all'attività lavorativa.
3. GII   Stati   membri    adottano    le misure      necessarie     per garantire      alle
    lavoratrici   un'alterantiva al lavoro notturno che sarebbero altrimenti
   chiamate a svolgere:
a) prima e dopo      la nascita     di un figlio, per un periodo di aJmeno 16
   settimane, di cui almeno 8 precedenti la data prevista per il parto;
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b) su presentazione di un certificato medico che ne attesti la necessità per
   motivi attinenti alla salute della madre o del figlio, in altri periodi:
   I)   durante la gravidanza
   II) per un lasso di tempo ulteriore al periodo susseguente la nascita del
        figlio stabilito in conformità al precedente punto a ) , la cui durata
        sia determinata dalla competente autorità, previa consultazione delle
        organizzazioni      più    rappresentative    dei   datori   di   lavoro   e   dei
        lavoratori.
4. Le  misure    di    cui   al   precedente   paragrafo     3  possono   comportare    il
   trasferimento ad un altro          lavoro diurno, allorché ciò é possibile, la
   concessione di prestazioni di sicurezza sociale ovvero una proroga del
   congedo di maternità.        In tal caso vengono mantenuti        i diritti connessi
   all'attività lavorativa.
                                        Articolo 4
1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché                le lavoratrici
   gestanti non siano adibite a lavori che espongono o che possono esporre
    le lavoratrici agli agenti o ai processi di cui all'allegato I. In nessun
   caso    le   lavoratrici     gestanti    possono   essere   esposte    a  prevedibili
   superamenti     dei valori     limite per   l'esposizione professionale ad altri
   agent i.
2. Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le lavoratrici in
   periodo di allattamento non siano adibite a lavori che espongano o che
   possano esporre agli agenti e ai processi di cui all'allegato II.
3. Qualora    il trasferimento ad un'altra attività non sia              tecnicamente e
   oggettivamente      possibile,     le  lavoratrici     interessate   finiscono    della
   sospensione      retribuita    del   lavoro   durante   tutto   il periodo    ritenuto
   necessario     per    la protezione     della   loro salute.     I diritti    connessi
   all'attività lavorativa         vengono mantenutI durante tale periodo.
 ---pagebreak---                                        - 35    -
                                   S E Z I O N E        III
        Sospensione del lavoro, durata del lavoro e diritti connessi
                                all'attività lavorativa
                                         Ar 11 co IO 5
1. Gli Stati membri adottano          le misure necessarie affinché le donne di cui
   all'articolo 2 fruiscano della sospensione del                 lavoro, con mantenimento
   della   remunerazione      e/o    versamento      di   un'indennità    equivalente,     per
   almeno 14 settimane ininterrotte, ripartite In un periodo precedente e un
   periodo susseguente il parto; questa ripartizione é rimessa alla scelta
   della lavoratrice beneficiaria in conformità alle legislazioni e prassi
   nazionalI.
   I periodi eventuali di malattia durante tale sospensione di                     lavoro non
   vengono computati nelle 14 settimane summenzionate e restano sottoposti
   al regime da applicarsi in caso di malattia.
2. GLI Stati membri hanno la facoltà di concedere una sospensione del lavoro
   superiore   a   14 settimane        non    integralmente      retribuita,   purché   venga
   garantito   un     livello     di    protezione      equivalente;     in   tal    caso   la
   retribuzione    e/o    l'indennità      corrispondente       per  tutto   il periodo di
   riposo non dovrà essere inferiore ali'80% del salario o stipendio della
    lavoratrice beneficiaria, se del caso, entro il limite di un massimale
   definito dalla normativa nazionale.
3. Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché ogni                   lavoratrice
    incinta fruisca di una sospensione obbligatoria e retribuita del lavoro,
   comprendente    un    periodo    di    almeno    due    settimane   precedente     la data
   prevista per il parto.
4. Gli   Stati   membri     hanno     la   facoltà     di   sottoporre    il   diritto    alla
   retribuzione e/o al versamento dell'Indennità di cui al paragrafo 1 alla
   condizione    che    le   lavoratrici       interessate     abbiano   lavorato    o  siano
   registrate come disoccupate almeno dall'inizio della gravidanza-, tale
   facoltà non si estende al periodo di sospensione obbligatoria di cui al
   paragrafo 3.
 ---pagebreak---                                      - 36 -
5.  Gli   Stati   membri    adottano    I    provvedimenti      necessari    affinché    le
    lavoratrici    gestanti    fruiscano     di   un    congedo   senza    perdita    della
    retribuzione per recarsi ad effettuare esami prenatali nei casi                  In cui
    questi esami possano essere svolti soltanto durante l'orarlo di lavoro.
                                      Ar 11 co Io 6
1.  Il mantenimento dei diritti connessi all'attività lavorativa deve essere
    garantito durante     l'intero arco della sospensione del            lavoro prevista
    dall'articolo 5, paragrafo 1.
2.  Gli   Stati   membri   adottanto      le   misure     necessarie   per    vietare    il
    licenziamento delie donne di cui all'articolo 2 per motivi connessi al
    loro stato, nel     periodo che va dall'inizio della gravidanza                fino al
    termine    della   sospensione     del      lavoro     definita   dall'articolo      5,
    paragrafo 1.
                                  S E Z I O N E       IV
                                 Disposizione finale
                                      ArtIcolo 7
Per  le controversie     attinenti    all'applicazione        delle  disposizioni     della
presente direttiva ed insorgenti entro           i periodi di protezione previsti da
quest'ultima, gli    Stati membri     provvedono affinché        le norme di     procedura
tengano   conto  della   situazione    specifica      delle    lavoratrici    Interessate,
segnatamente per quanto riguarda l'onere della prova.
                                      Art icolo 8
Gli adeguamenti di natura strettamente tecnica degli allegati, in funzione
del   progresso   tecnico,    dell'evoluzione       delle    regolamentazioni     o   delle
specifiche Internazionali e delle conoscenze nel settore disciplinato dalla
presente direttiva, vengono stabiliti con la procedura prevista dall'articolo
17 della direttiva 89/391/CEE.
 ---pagebreak---                                     - 37 -
                                      Articolo 9
1.  GII  Stati  membri    si  conformano    alla   presente      direttiva   entro    il 31
    dicembre   1992,     mettendo    In    vigore     le    disposizioni      legislative,
    regolamentari    e  amministrative     necessarie     o   garantendo    che   le   parti
    sociali attuino le disposizioni necessarie di comune accordo, senza che
    ciò esoneri    gli  Stati   membri   dal l'obbligo      di   conseguire    I risultati
    prefissi dalla presente direttiva.
    Essi ne informano immediatamente la Commissione.
    Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un
    riferimento   alla   presente   direttiva     o sono     corredate   da un     siffatto
    riferimento   all'atto    della   pubblicazione      ufficiale.     Le   modalità    del
    riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione ii testo delle disposizioni
    di  legge   interna   già   adottate    o   in corso      di   adozione   nel   settore
    disciplinato dalla presente direttiva.
                                     Ar 11 co Io 10
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addi                            Per il Consiglio
                                                    II Presidente
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                                    ALLEGATO 1
   ELENCO DEGLI AGENTI E DEI PROCESSI PREVISTI DALL'ARTICOLO 4. PARAGRAFO 1
    AGENTI
a)       agenti fisici
         Lavori che comportano o che possono comportare movimenti suscettibili
         di arrecare pregiudizio all'embrione o al feto. Lavori che comportano
         o   possono   comportare   un'esposizione   del  corpo   superiore   alla
         pressione atmosferica.
b)       agenti biologici
         Agenti  biologici   dei  gruppi  Ili e   IV ai  sensi  dell'articolo
         della direttiva 90/.../CEE, nonché gli agenti biologici seguenti, a
         meno che non sia comprovato che la donna è sufficientemente protetta
         contro tali agenti tramite il suo stato di immunizzazione:
         -toxoplasma
         -virus della varicella
         -virus del la rosolla
         -Iisterla
         -neisseria gonorrhae
         -cltomegalovirus
         -treponema pallidum
         -mixovirus e paramixovirus
         -enterovirus (echo-coxachia)
         -virus di Epsteln-barr
e)       agenti chimici
 ---pagebreak---                                     - 39 -
         Agenti chimici seguenti:
             sostanze    etichettate   R40,  R45,   R46,  e   R47   ai  sensi   della
             Direttiva 67/548/CEE (etichettatura delle sostanze chimiche)
             gli   agenti   chimici  figuranti  nell'allegato    1 della   Direttiva
             90/394/CE, riguardante      la protezione   dei   lavoratori  contro I
             rischi connessi all'esposizione agli agenti cancerogeni          durante
              l'attività lavorativa.
             esteri tlofosforicl
             mercurio
             derivati nitrati e cloronitrati degli idrocarburi benzenici
             amianto
             farmaci antimitotic!
Il, PROCESSI
Le donne incinte non devono essere esposte:
ai processi   industriali elencati nell'allegato 1 della Direttiva 90/394/CEE,
concernente    la   protezione   delle   lavoratrici   contro   i   rischi  connessi
all'esposizione agli agenti cancerogeni durante lo svolgimento dell'attività
lavorat iva.
 ---pagebreak---                                  - 40 -
                                  ALLEGATO 2
ELENCO DEGLI AGENTI    E DEI PROCESSI PREVISTI DALL'ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2
(donna in periodo di allattamento)
1.  AGENTI
a) Agenti fisici ;
         lavori in atmosfera iperbarica (cassoni ed immersioni sottomarine)
         lavori In sotterraneo (miniere)
b) Agenti biologici:
        agenti biologici dei gruppi    Ili e IV ai sensi dell'articolo
        della Direttiva 90/.../CEE, nonché gli agenti biologici seguenti, a
        meno che non sia comprovato che la donna é sufficientemente protetta
        contro tali agenti tramite il suo stato di immunizzazione:
                 Mixovirus e paramixovirus
                 Enterovirus (Echo-coxachla)
e) Agenti chimici :
Agenti chimici seguenti:
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        Sostanze etichettate R40, R45 ai sensi      della Direttiva 67/548/CEE
        (etichettatura delle sostanze chimiche);
        gli   agenti   chimici  figuranti   nell'Allegato   1  della   Direttiva
        90/394/CEE, riguardante la protezione dei lavoratori contro I rischi
        dovuti   all'esposizione agli   agenti  cancerogeni  durante  l'attività
         lavorat iva.
        Piombo e suoi composti
        Mercurio e suoi composti
        Farmaci antimitotic!
        Solventi clorati
        Bisolfuro di carbonio
        Benzene e suoi derivati
        Pesticidi organocloratI
        PCB
        Agenti chimici a penetrazione cutanea pericolosa.
2 PROCESSI;
Le donne   in periodo di allattamento non devono essere esposte ai processi
industriali elencati nell'Allegato 1 della Direttiva 90/394/CEE, concernente
la protezione dei lavoratori contro i rischi dovuti all'esposizione ad agenti
cancerogeni      durante     lo    svolgimento     dell'attività     lavorativa.
 ---pagebreak---                                       - 42 -
                              FICHE D'IMPACT
                 SUR LA COMPETITIVITE ET L'EMPLOI.
                     Proposition de directive du Conseil
                     concernant la protection au travail
                de la femme enceinte et venant d'accoucher.
I. Principales raisons pour introduire les mesures?
D'une manière générale, la politique sociale de la Communauté a deux
objectifs principaux: améliorer les conditions de travail et encourager la
compétitivité, en particulier en instaurant des règles minimales au niveau
communautaire.
Une protection adéquate des femmes enceintes et venant d'accoucher
constitue un des principaux éléments pour l'amélioration des conditions de
travail à la fois pour les entreprises et pour les femmes concernées, dans la
mesure où, très souvent, ces dernières se retrouvent encore partagées entre
leurs responsabilités professionnelles et familiales et que, non seulement
leur santé, mais également leur travail peut en subir les conséquences.
La Commission s'est donc fixé entre autres objectifs, dans son Programme
d'action pour la mise en oeuvre de la Charte communautaire des droits
sociaux fondamentaux des travailleurs, l'adoption par le Conseil d'une
directive portant sur la protection de la femme enceinte au travail.
Basée sur l'article 118A du Traité CEE, la présente proposition prévoit des
prescriptions minimales en matière de protection de la santé et de la sécurité
 au travail de la femme enceinte et venant d'accoucher.
 II. Caractéristiques des entreprises concernées?
 Ainsi que toutes les directives basées sur l'article 118A, notamment dans le
 cadre de la Directive 89/391 /CEE, la présente proposition doit s'appliquer à
 toutes les entreprises et le service public, tels que définis dans la Directive-
 cadre.
 ---pagebreak---                                         - 43 -
 III. Quelles obligations cette mesure         impose-t-elle directement       aux
 entreprises?
 Les dispositions de la présente directive visent à assurer certains droits
 protecteurs aux travailleuses enceintes et venant d'accoucher en prévoyant
 des dispositions en ce qui concerne, d'une part, un arrêt de travail de travail
 rémunéré (14 semaines, dont au moins 2 avant la date présumée de
 l'accouchement et 2 après celui-ci), accompagné du maintien des droits qui y
 sont liés, et, d'autre part, la connaissance de la nature et du degré des risques
 auxquels ces femmes peuvent être exposées dans leur travail, grâce à une
 évaluation de ceux-ci par l'employeur, une information et une instruction
 adéquates, ainsi que la prise des mesures nécessaires par l'employeur.
 La plupart de ces dispositions sont déjà respectées, bien que sous des formes
 variées, dans la majorité des Etats membres. L'objectif de la présente
 proposition est d'assurer le respect de ces droits à toutes les travailleuses
 enceintes et venant d'accoucher, dans la Communauté, et d'améliorer ainsi
 les conditions sur le lieu de travail pour une meilleure protection de la
 santé et de la sécurité de ces travailleuses.
 IV. Quelles obligations indirectes les autorités nationales, régionales ou
 locales pourraient-elles imposer aux entreprises?
 Il peut y avoir un impact dans la mesure où les autorités nationales sont
 responsables de la transposition des dispositions de la directive dans la
•législation nationale.
 V. Y a-t-il des dispositions particulières pour les PME?
 Il n'y a pas d'autre disposition particulière pour les PME que les dispositions
 de l'article 118A qui prévoit que la création et le développement des PME ne
 doit pas être entravés par les mesures prises dans ce cadre.
 L'article 5 de la présente proposition soulève toutefois la question à propos
 de l'éventualité d'un changement de poste nécessaire dans certains cas, et
 notamment en cas difficulté de remplacer un travail de nuit par un travail
 de jour, ce qui peut arriver en particulier dans les PME. Le paragraphe 2, 2°
 aline Ì vise à résoudre ce problème.
 VI. Quel est l'effet probable sur:
 a) la compétitivité des entreprises?
 En rendant les conditions de travail plus saines pour les travailleuses, la
 compétitivité des entreprises s'en trouvera renforcée à long terme, dans la
 mesure où le potentiel- humain pourra être utilisé d'une manière plus
  rationnelle et responsable.
 ---pagebreak---                                   - 44 -
Comparé à cette perspective, le coût à court terme des mesures envisagées
apparaît d'autant plus minime (voir annexe 2).
b) l'emploi?
D'un point de vue macro-économique et considérant tous les facteurs, la
présente proposition offrira certainement un intérêt pour les employeurs
dans la mesure où la main d'oeuvre féminine sera de plus en plus
nécessaire et doit donc être encouragée par de telles mesures.
VII. Les organisations représentatives concernées ont-elles été consultées?
La présente proposition a été rédigée après consultations des experts
gouvernementaux et des partenaires sociaux, dont les observations ont été
prises en compte dans la mesure du possible.
Le Comité consultatif pour la sécurité, l'hygiène et la protection de la santé
sur le lieu de travail a été consulté également.
 ---pagebreak---  ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                                     ISSN 0254-1S0S
                                                                     COM (90) 406 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                                             05
                                            N. di catalogo : CB-CO-90-513-IT-C
                                                                  ISBN 92-77-64953-4
PREZZO DI VENDITA          fino a 30 pagine: 3,50 ECU        ogni 10 pagine in più: 1,25 ECU
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L-2985 Lussemburgo