CELEX: 62016TN0008
Language: it
Date: 2016-01-05 00:00:00
Title: Causa T-8/16: Ricorso proposto il 5 gennaio 2016 — Toshiba Samsung Storage Technology e Toshiba Samsung Storage Technology Korea/Commissione

14.3.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 98/52
            
         Ricorso proposto il 5 gennaio 2016 — Toshiba Samsung Storage Technology e Toshiba Samsung Storage Technology Korea/Commissione
   (Causa T-8/16)
   (2016/C 098/67)
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Toshiba Samsung Storage Technology Corp. (Tokyo, Giappone), e Toshiba Samsung Storage Technology Korea Corp. (Gyeonggi-do, Repubblica di Corea) (rappresentanti: M. Bay, J. Ruiz Calzado, A. Aresu e A. Scordamaglia-Tousis, avvocati)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare, in tutto o in parte, la decisione della Commissione del 21 ottobre 2015, caso AT.39639 — Unità dischi ottici, relativa a un procedimento ai sensi dell’articolo 101 TFUE e dell’articolo 53 dell’accordo SEE;
            
         
               —
            
            
               inoltre, o in subordine, ridurre in modo sostanziale l’importo dell’ammenda inflitta alle ricorrenti;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese, e
            
         
               —
            
            
               adottare gli ulteriori provvedimenti ritenuti opportuni alla luce delle circostanze del caso.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono nove motivi.
   
               1.
            
            
               Primo motivo, vertente su una violazione delle forme sostanziali e dei diritti della difesa delle ricorrenti, derivante da una divergente qualificazione giuridica della condotta, da una motivazione contraddittoria, o almeno insufficiente, con riferimento alla qualificazione giuridica dell’asserita infrazione, dal diniego di accesso agli elementi di prova a discarico e dall’aver fatto affidamento, nella decisione impugnata, su più elementi giuridici e di fatto che non erano presi in considerazione nella comunicazione degli addebiti.
            
         
               2.
            
            
               Secondo motivo, vertente su errori di fatto e di diritto nell’applicazione dell’articolo 101 TFUE in relazione alla constatazione di un’incidenza sugli scambi tra Stati membri.
            
         
               3.
            
            
               Terzo motivo, vertente su errori di fatto e di diritto nella determinazione dell’estensione geografica dell’infrazione dell’articolo 101 TFUE.
            
         
               4.
            
            
               Quarto motivo, vertente su errori di fatto e di diritto nell’applicazione dell’articolo 101 TFUE con riferimento alla constatazione di una infrazione unica.
            
         
               5.
            
            
               Quinto motivo, vertente su errori di fatto e di diritto con riferimento alla circostanza che le ricorrenti erano asseritamente a conoscenza dell’intera infrazione unica e, più nello specifico, della partecipazione di tutti gli altri destinatari.
            
         
               6.
            
            
               Sesto motivo, vertente su errori di fatto e di diritto riguardo alla data in cui ha avuto inizio l’asserita partecipazione delle ricorrenti all’intera infrazione unica.
            
         
               7.
            
            
               Settimo motivo, vertente su errori di fatto e di diritto con riferimento alla portata dell’infrazione addebitata alle ricorrenti nell’affermare che le ricorrenti erano implicate in «accordi» anticoncorrenziali.
            
         
               8.
            
            
               Ottavo motivo, vertente sulla violazione del diritto a una buona amministrazione e dei relativi principi generali del diritto dell’Unione europea a causa della durata manifestamente eccessiva dell’inchiesta.
            
         
               9.
            
            
               Nono motivo, in subordine, vertente su errori nel calcolo dell’ammenda in quanto:
               
                           —
                        
                        
                           la Commissione non ha preso in considerazione (a) il fatto che le ricorrenti sono imprese monoprodotto, (b) ulteriori circostanze che limitano la gravità della condotta individuale delle ricorrenti e circostanze attenuanti, e
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la Commissione non ha dato giusto peso alle specifiche circostanze dell’infrazione nello stabilire l’entità del coefficiente moltiplicatore di gravità generale e del dazio d’ingresso.