CELEX: C2004/021/76
Language: it
Date: 2004-01-24 00:00:00
Title: Causa T-355/03: Ricorso del sig. Andreas Mausolf contro l'Europol, proposto il 16 ottobre 2003

C 21/36                  IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                         24.1.2004
La ricorrente lamenta inoltre una violazione dell’art. 253 CE.               Ricorso della MEDICI GRIMM KG contro il Consiglio
A suo parere, la Commissione non avrebbe addotto una                             dell’Unione europea, presentato il 31 ottobre 2003
motivazione sufficiente a giustificazione del fatto che il regime
transitorio di cui all’art. 2 della decisione impugnata debba
essere limitato alle imprese già destinatarie di un provvedimen-                                     (Causa T-364/03)
to dell’amministrazione tributaria alla data dell’11 luglio 2001.
(1) Decisione della Commissione 17 febbraio 2003, 2003/515/CE,                                         (2004/C 21/77)
     relativa alla misura d’aiuto alla quale i Paesi Bassi hanno dato
     esecuzione in favore di attività finanziarie internazionali (GU
     L 180, pag. 52).                                                                            (Lingua processuale: l’inglese)
                                                                             Il 31 ottobre 2003 la MEDICI GRIMM KG, Rodgau Hainhau-
                                                                             sen, Germania, rappresentata dal Dr. Robert MacLean, solicitor,
Ricorso del sig. Andreas Mausolf contro l’Europol, propo-                    con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi al
                       sto il 16 ottobre 2003                                Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
                                                                             contro il Consiglio dell’Unione europea.
                          (Causa T-355/03)
                           (2004/C 21/76)                                    La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                    (Lingua processuale: l’olandese)                         —     dichiarare che, ai sensi dell’art. 288, secondo comma, CE,
                                                                                   il Consiglio dei Ministri dell’Unione europea è responsabi-
                                                                                   le del danno cagionato ad essa ricorrente, nonché condan-
                                                                                   nare il Consiglio al risarcimento dei danni patiti da
Il 16 ottobre 2003, il sig. Andreas Mausolf, residente in Leiden                   quest’ultima, nella misura di EUR 89 286 per interessi e
(Paesi Bassi), rappresentato dagli avv.ti M.F. Baltussen e P. de                   di EUR 81 079 per spese legali relative al procedimento
Casparis, ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado                         amministrativo, ovvero al pagamento della diversa som-
delle Comunità europee, un ricorso avverso l’Europol.                              ma ritenuta congrua dal Tribunale;
                                                                             —     condannare il Consiglio al pagamento delle spese del
Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                                      procedimento.
1)     annullare la decisione implicita di rigetto dell’Europol
       avente ad oggetto il ricorso proposto dal sig. Mausolf
       avverso il provvedimento 2 gennaio 2003, e, al tempo
       stesso, annullare il detto provvedimento;
                                                                             Motivi e principali argomenti
2)     condannare l’Europol al risarcimento dei danni sofferti
       dal sig. Andreas Mausolf, ivi comprese, in ogni caso, le
       spese di procedura.
                                                                             La ricorrente è una società dedita al commercio di borsette in
                                                                             cuoio. Nell’ambito della sua attività commerciale, essa ha
                                                                             importato regolarmente borsette prodotte da una società
                                                                             stabilita nella Repubblica popolare cinese. Il regolamento (CE)
Motivi e principali argomenti
                                                                             del Consiglio n. 1567/97 (1) imponeva un dazio antidumping
                                                                             definitivo sulle importazioni di borsette in cuoio originarie
                                                                             della Repubblica popolare cinese. Tale regolamento veniva
Il ricorrente contesta la decisione di non attribuirgli nessuno
                                                                             successivamente modificato dal regolamento (CE) del Consiglio
scatto retributivo periodico supplementare per il periodo a
                                                                             3 novembre 1998, n. 2380 (2), che imponeva uno specifico
partire dal 1o luglio 2002.
                                                                             dazio antidumping dello 0 % sulle borsette importate dalla
                                                                             ricorrente.
Il ricorrente allega che la decisione è insufficientemente
motivata e pertanto viola il principio generale secondo cui le
decisioni devono essere motivate.
                                                                             Tuttavia, tale disposizione non veniva introdotta con effetto
                                                                             retroattivo e dunque non venivano rimborsati i dazi pagati
                                                                             dalla ricorrente fino a quel momento.