CELEX: 31990H0109
Language: it
Date: 1990-02-14 00:00:00
Title: 90/109/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 14 febbraio 1990, concernente la trasparenza delle condizioni bancarie applicabili alle transazioni finanziarie transfrontaliere

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31990H0109

90/109/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 14 febbraio 1990, concernente la trasparenza delle condizioni bancarie applicabili alle transazioni finanziarie transfrontaliere  

Gazzetta ufficiale n. L 067 del 15/03/1990 pag. 0039 - 0043

*****RACCOMANDAZIONE  DELLA COMMISSIONE  del 14 febbraio 1990  concernente la trasparenza delle condizioni bancarie applicabili alle transazioni finanziarie transfrontaliere  (90/109/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea e in particolare l'articolo 155,  considerando che la soppressione delle barriere economiche nella Comunità e i progressi realizzati in materia di cooperazione monetaria e bancaria, favoriti dalle direttive adottate nel quadro dell'Atto unico, comporteranno logicamente un aumento degli acquisti di prodotti e servizi in altri Stati membri e una maggiore mobilità dei cittadini, in particolare dei lavoratori, dei turisti e dei pensionati;  considerando che questa libertà di circolazione dei cittadini e dei prodotti moltiplicherà le operazioni finanziarie transfrontaliere e il numero di operatori che se ne avvarranno;  considerando che l'attuale funzionamento del sistema dei bonifici internazionali, a causa dell'intervento di uno o più enti intermediari, dell'utilizzazione di reti di compensazione diverse nei paesi che non hanno la medesima moneta e di un'operazione di cambio, è molto più complesso del sistema dei bonifici nazionali;  considerando che a causa di tale complessità è necessario l'intervento di personale più qualificato e di controlli più numerosi di quelli necessari nel caso dei bonifici nazionali; che ciò aumenta sensibilmente il prezzo e la durata delle operazioni finanziarie transfrontaliere; che, pertanto, è necessario che coloro che se ne avvalgono ne siano preventivamente informati in maniera chiara;  considerando che regole di comportamento, basate su principi comuni di trasparenza, concernenti le informazioni da fornire e il contenuto dell'estratto conto delle operazioni di trasferimento dei fondi possono indurre gli enti che effettuano operazioni finanziarie transfrontaliere a stimare con maggiore precisione i costi e a razionalizzare al massimo i metodi di trasferimento;  considerando tuttavia che l'informazione della clientela dipende, quanto alla scelta dei mezzi, dalla politica commerciale degli enti, non è opportuno assoggettare l'informazione a norme uniformi e vincolanti;  considerando che i termini di riferimento sono essenziali per valutare i prezzi richiesti per le operazioni transfrontaliere e per salvaguardare la fiducia degli operatori che devono effettuare o ricevere bonifici;  considerando che è opportuno che alcuni servizi nazionali si specializzino nel trattamento dei reclami relativi alle transazioni finanziarie transfrontaliere che meritano una particolare attenzione poiché implicano enti situati in più Stati membri;  considerando che, sebbene in numerosi Stati membri vigano disposizioni vincolanti relative alla trasparenza delle condizioni bancarie, non appare opportuno chiedere a questi Stati di modificare le loro leggi in vigore per inserirvi norme relative alle sole operazioni transfrontaliere; che la stessa argomentazione vale, a fortiori, per quegli Stati membri che dispongono di leggi relative alla trasparenza che si applicano a tutto il settore dei servizi e non già ai soli servizi bancari;  considerando altresì che vi sono Stati membri che desiderano mantenere procedure di cooperazione di comprovata efficacia per migliorare le relazioni tra enti finanziari e utenti; considerando che una raccomandazione che permetta alle autorità competenti di ottenere, su base volontaria, la collaborazione degli enti interessati costituisce lo strumento giuridico adeguato a creare nuovi comportamenti e a individuare nuove strutture atte a diminuire il costo dei trasferimenti oltre frontiera in un contesto di libera concorrenza,  RACCOMANDA:  1) di vigilare affinché gli enti che effettuano transazioni finanziarie transfrontaliere ai sensi della presente raccomandazione applichino i principi che figurano in allegato;  2) di comunicare alla Commissione, entro il 30 settembre 1990, la denominazione e l'indirizzo degli organismi menzionati nel punto 2 del sesto principio dell'allegato.  Fatto a Bruxelles, il 14 febbraio 1990.  Per la Commissione  Leon BRITTAN  Vicepresidente  ALLEGATO  PRINCIPI RELATIVI ALLA TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI BANCARIE PER LE TRANSAZIONI FINANZIARIE TRANSFRONTALIERE  CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE  Scopo dei principi della presente raccomandazione è migliorare la trasparenza delle informazioni e delle regole di fatturazione che gli enti cui si applica la presente raccomandazione osservano nelle transazioni finanziarie transfrontaliere definite in appresso.  I presenti principi si applicano a tutte le categorie di clienti degli enti interessati, fatta salva la possibilità di concedere ad alcuni clienti condizioni bancarie più favorevoli a motivo, ad esempio, del volume della o delle transazioni in questione.  Per enti interessati, in appresso denominati « enti », si intendono tutte le persone giuridiche, in particolare, gli enti creditizi ed i servizi postali, che offrono di realizzare o di facilitare i bonifici transfrontalieri. Ai fini della presente raccomandazione, le succursali di enti sono considerate come « enti ».  Per transazioni finanziarie transfrontaliere si intendono i bonifici in appresso definiti, allorché gli enti dell'ordinante e del beneficiario sono situati in due Stati membri diversi.  Il termine bonifico designa il movimento completo dei fondi, denominati in ecu o in una moneta avente corso legale in uno degli Stati membri, dall'ordinante ad un beneficiario titolare o no di un conto tenuto da un ente situato in un altro Stato membro.  I termini ordine di trasferimento designano il messaggio scritto, orale o elettronico che contiene l'ordine rivolto a un ente di accreditare un conto o di tenere a disposizione del beneficiario una somma di danaro o far eseguire questo ordine ad un altro ente.  Il termine ordinante designa l'autore del primo ordine di trasferimento.  Il termine beneficiario designa il destinatario finale che deve ricevere i fondi in uno Stato membro diverso da quello nel quale è stato impartito il primo ordine di trasferimento, mediante accreditamento sul suo conto oppure mediante l'invio di un avviso che gli consente di ottenere il versamento dei fondi.  PRIMO PRINCIPIO  Ogni ente dovrebbe portare a conoscenza della propria clientela informazioni, di facile comprensione e accesso, relative alle transazioni finanziarie transfrontaliere.  Uno dei metodi di applicazione di questo principio potrebbe essere il seguente:  - avviso affisso o qualsivoglia altro metodo di informazione permanente che richiami l'attenzione sulle spese e sui termini di ogni operazione finanziaria e che inviti la clientela ad informarsi;  - informazioni standardizzate (sotto forma di avvisi, opuscoli, pieghevoli o di qualsiasi altro mezzo adeguato) che indichino l'ammontare o, se del caso, la percentuale, rappresentata dalle commissioni e dalle spese, spettanti all'ente per ciascuna delle operazioni che potrebbero essere fatturate a un ordinante o a un beneficiario per l'esecuzione di una transazione finanziaria transfrontaliera, nonché, se necessario, le condizioni relative ai « giorni di valuta »;  - dovrebbero essere altresi fornite all'ordinante, su sua richiesta, informazioni più specifiche (sotto forma di opuscoli, pieghevoli o qualsiasi altro mezzo adeguato) sulle modalità di esecuzione degli ordini proposte dall'ente nonché una stima delle spese e dei termini presumibilmente imputati dalle banche intermediarie in funzione di queste diverse modalità.  SECONDO PRINCIPIO  Nell'estratto conto di una transazione finanziaria transfrontaliera, l'ente dovrebbe indicare al proprio cliente l'elenco particolareggiato delle commissioni e spese che esso fattura nonché il tasso di cambio che è stato applicato.  Uno dei metodi di applicazione di questo principio potrebbe essere il seguente:  L'ente indica chiaramente in maniera particolareggiata nell'estratto conto o in qualsivoglia altro documento inviato o rimesso al cliente, a prescindere che quest'ultimo sia ordinante o beneficiario:  - il tasso di cambio applicato per convertire l'importo emesso in valuta estera;  - l'importo della o delle commissione(i) riscossa(e) o fatturata(e) dall'ente;  - l'elenco e l'ammontare delle imposte;  - l'ammontare e la natura delle spese addebitate al cliente;  - l'ammontare e la natura di qualsivoglia fatturazione aggiuntiva. TERZO PRINCIPO  1. Fatta salva la possibilità per l'ordinante di scegliere altre modalità per la ripartizione delle commissioni e spese, l'ente dell'ordinante dovrebbe informare di quanto segue il proprio cliente quando questi gli impartisce l'ordine:  - le commissioni e spese prelevate per la trasmissione dell'ordine possono restare a carico dell'ordinante oppure essere fatturate al beneficiario;  - le commissioni e spese eventualmente fatturate dall'ente del beneficiario nel mettere i fondi a disposizione del suo cliente possono o restare a carico del beneficiario oppure essere addebitate all'ordinante.  2. Nel caso in cui l'ordinante abbia impartito esplicitamente al proprio ente l'istruzione di accreditare al beneficiario la somma esatta indicata nell'ordine di trasferimento, si raccomanda agli enti di avvalersi di un metodo di trasferimento che consenta di pervenire a questo risultato e, prima dell'inizio delle operazioni di trasferimento, di informare l'ordinante dell'importo supplementare che gli verrà fatturato. Detto importo costituirà tuttavia solo una stima non vincolante per l'ente interessato, salvo qualora quest'ultimo applichi un importo forfettario.  Uno dei metodi di applicazione di questo principio potrebbe essere il seguente:  - all'ordinante che desidera che al beneficiario venga accreditato un importo esatto vengano fornite informazioni preliminari basate su un importo forfettario o su una stima che potrebbero tenere conto della media delle commissioni e delle spese applicate dagli enti del paese del beneficiario, qualora non siano disponibili dati che permettano una valutazione più precisa. nel caso in cui l'importo stimato si rivelasse inferiore l'importo delle commissioni e delle spese realmente sostenute, la differenza potrà essere fatturata solo all'ordinante.  QUARTO PRINCIPIO  1. Salvo istruzioni contrarie relative a tale termine e eccettuati i casi di forza maggiore, ciascun ente intermediario dovrebbe trattare gli ordini di trasferimento nei due giorni lavorativi successivi al ricevimento dei fondi afferenti all'ordine in questione oppure dovrebbe notificare il proprio rifiuto o un ritardo prevedibile all'ente da cui proviene l'ordine e, nel caso si tratti di enti diversi, all'ente dell'ordinante.  2. L'ordinante in caso di ritardi nell'esecuzione del suo ordine dovrebbe poter ottenere il rimborso di una parte delle spese di trasferimento.  Uno dei metodi di appicazione del presente principio potrebbe essere il seguente:  Alla scadenza di un termine di due giorni lavorativi l'ente dell'ordinante dovrebbe pagare all'ente del beneficiario o a qualsivoglia ente intermediario l'importo di cui all'ordine di trasferimento, salvo qualora l'ente del beneficiario (o intermediario) notifichi, entro un termine di due giorni lavorativi a decorrere dal ricevimento dell'ordine di trasferimento, il rifiuto di eseguire l'ordine ricevuto.  L'ente ricevente, se non è l'ente del beneficiario e se non ha notificato il rifiuto, dovrebbe emettere nei confronti dell'ente del beneficiario o di un altro ente intermediario, entro lo stesso termine di due giorni lavorativi a decorrere dalla data di ricevimento dei fondi afferenti all'ordine di trasferimento, un nuovo ordine di trasferimento che contenga le istruzioni necessarie per dare adeguatamente seguito al bonifico.  QUINTO PRINCIPIO  1. L'ente del beneficiario dovrebbe estinguere le obbligazioni che gli incombono in forza dell'ordine di bonifico, ento il giorno lavorativo successivo al ricevimento dei fondi afferenti all'ordine medesimo, salvo qualora quest'ultimo comporti una data di esecuzione posteriore.  2. Se l'ente del beneficiario non è in grado di eseguire l'ordine ricevuto entro il termine previsto nel paragrafo 1, esso dovrebbe informare quanto prima l'ente da cui proviene l'ordine nonché l'ente dell'ordinante, se si tratta di enti diversi, dei motivi della sua astensione o del suo ritardo.  SESTO PRINCIPIO  1. Ciascun ente che interviene in una transazione finanziaria transfrontaliera dovrebbe poter trattare rapidamente i reclami formulati dall'ordinante o dal beneficiario concernenti l'esecuzione della transazione o il relativo estratto conto.  2. In caso di rifiuto di dare seguito ad un reclamo o in caso di mancata risposta entro un termine di tre mesi, i ricorrenti potranno chiedere l'intervento di uno degli organismi degli Stati membri deputati a ricevere i reclami degli utenti. L'elenco e gli indirizzi di tutti gli organismi nazionali dovrebbero essere disponibili, su richiesta, in tutti gli enti che effettuano transazioni finanziarie transfrontaliere. Uno dei metodi di applicazione di questo principio potrebbe consistere nell'affidare il trattamento dei reclami a organismi indipendenti delle parti in causa appartenenti:  - al settore pubblico (ministero),  - alla banca centrale,  - a un'istanza specializzata quale l'ombudsman,  - a una commissione di contatto tra rappresentanti delle banche e utenti.