CELEX: 62002TJ0124
Language: it
Date: 2004-04-28
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) del 28 aprile 2004. # The Sunrider Corp. contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI). # Marchio comunitario - Regolamenti (CE) nn. 40/94 e 2868/95 - Spese del procedimento di opposizione - Parziale rinuncia alla domanda di marchio - Rinuncia all'opposizione - Rimborso della tassa di ricorso - Obbligo di motivazione. # Cause riunite T-124/02 e T-156/02.

Cause riunite T-124/02 e T-156/02
      The Sunrider Corp.
      contro
      Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI)
      «Marchio comunitario — Regolamenti (CE) nn. 40/94 e 2868/95 — Spese del procedimento di opposizione — Parziale rinuncia alla domanda di marchio — Rinuncia all’opposizione — Rimborso della tassa di ricorso — Obbligo di motivazione»
      Sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) 28 aprile 2004  
      Massime della sentenza
      1.     Marchio comunitario — Norme di procedura — Ripartizione delle spese — Ritiro di un atto di procedura, che faccia venir meno
            la medesima — Applicazione dell’art. 81, n. 3, del regolamento n. 40/94 quale lex specialis rispetto all’art. 81, n. 4 — Ritiro
            motivato o meno da un accordo tra le parti — Irrilevanza
      [Regolamento (CE) del Consiglio n. 40/94, art. 81, nn. 3 e 4]
      2.     Marchio comunitario — Norme di procedura — Ripartizione delle spese — Procedura di opposizione — Rinuncia di una parte alle
            sue pretese — Equiparazione ad una parte perdente — Eccezione — Ipotesi di cui all’art. 81, n. 2, del regolamento n. 40/94
            — Facoltà dell’UAMI di effettuare una ripartizione per ragioni di equità — Ampio margine discrezionale
      (Regolamento del Consiglio n. 40/94, art. 81, nn. 1‑3)
      3.     Marchio comunitario — Norme di procedura — Ripartizione delle spese — Procedura di opposizione — Rinuncia parziale delle parti
            alle loro pretese — Facoltà dell’UAMI di effettuare una ripartizione per ragioni di equità — Ampio margine discrezionale —
            Esame della fondatezza dell’opposizione — Mancanza di necessità
      (Regolamento del Consiglio n. 40/94, art. 81, nn. 1‑3)
      4.     Marchio comunitario — Procedura di ricorso — Rimborso della tassa di ricorso in caso di violazione delle forme sostanziali
            — Decisione presa d’ufficio — Obblighi dell’UAMI — Limiti
      [Regolamento (CE) della Commissione n. 2868/95, art. 1, regola 51)
      5.     Marchio comunitario — Norme di procedura — Motivazione delle decisioni — Art. 73, prima frase, del regolamento n. 40/94 —
            Portata identica a quella dell’art. 253 CE
      (Art. 253 CE; regolamento del Consiglio n. 40/94, art. 73, prima frase)
      1.     L’art. 81, n. 3, del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario costituisce, rispetto all’art. 81, n. 4, una lex specialis
         poiché si applica alle ipotesi in cui il procedimento diventa senza oggetto a seguito del ritiro unilaterale di un atto di
         procedura, laddove l’art. 81, n. 4, concerne in generale tutti i casi di non luogo a provvedere. Il detto n. 3 si applica
         anche quando, in un procedimento inter partes, ciascuna parte ritira il proprio atto di procedura. Sotto tale profilo, è irrilevante
         ai fini della sua applicazione che il ritiro dell’atto o degli atti di procedura discenda o no da un accordo extra processuale
         delle parti.
      
      (v. punti 37-39)
      2.     Dall’art. 81, nn. 1 e 3, del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario discende che una parte che ponga fine ad un procedimento
         di opposizione rinunciando alle sue pretese, in particolare revocando la domanda di marchio o l’opposizione, è assimilata
         a una parte soccombente e deve dunque, in linea di principio, sopportare l’onere delle tasse e delle spese sostenute dall’altra
         parte. Tale regola è passibile di eccezione solo nel caso in cui debba applicarsi l’art. 81, n. 2, del regolamento n. 40/94,
         ai termini del quale «ove le parti risultino soccombenti rispettivamente su una o più statuizioni o qualora l’equità lo richieda,
         la divisione di opposizione o la divisione di annullamento o la commissione di ricorso decide una ripartizione differente».
         Al riguardo la detta disposizione, se è vero che prevede due distinte ipotesi in cui la ripartizione delle spese può essere
         diversa da quella di cui all’art. 81, n. 1, non esclude che queste due ipotesi ricorrano contemporaneamente. Quindi, l’Ufficio
         per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) può, in caso di ripartizione delle spese perché le parti
         sono risultate soccombenti rispettivamente su uno o più capi delle conclusioni, tener conto delle esigenze di equità qualora
         una ripartizione delle spese in funzione unicamente dell’accoglimento dei capi delle conclusioni conducesse a un risultato
         iniquo. L’UAMI dispone dunque di un ampio margine discrezionale quanto alla concreta ripartizione delle spese fra le parti.
      
      (v. punti 53-54)
      3.     Nell’ambito di un procedimento di opposizione promosso avverso la registrazione di un marchio comunitario ex art. 42 e seguenti
         del regolamento n. 40/94, quando la domanda di marchio è parzialmente ritirata e l’opposizione alla detta domanda è parimenti
         parzialmente ritirata, per quel tanto del procedimento di opposizione che non sia ancora divenuto privo di oggetto in seguito
         alla limitazione della domanda di marchio, ciascuna parte rinuncia parzialmente alle sue pretese. Tale ipotesi deve essere
         equiparata a quella in cui le parti soccombono rispettivamente su uno o più capi delle conclusioni, di cui all’art. 81, n. 2,
         del regolamento n. 40/94.
      
      In tale contesto, la divisione d’opposizione e la commissione di ricorso possono statuire in via equitativa al momento di
         adottare la loro decisione in merito alla ripartizione effettiva delle spese tra le parti, poiché dispongono, a tale riguardo,
         di un ampio margine discrezionale.
      
      A questo proposito, tali istanze non sono tenute, ai fini della ripartizione delle spese tra le parti, a esaminare, seppure
         sommariamente, le possibilità di vittoria di ciascuna parte nei detti procedimenti. Sarebbe infatti contrario al principio
         dell’economia processuale esaminare la fondatezza dell’opposizione unicamente ai fini della ripartizione delle spese. 
      
      (v. punti 55-58)
      4.     Dal disposto della regola 51 del regolamento n. 2868/95, recante modalità di esecuzione del regolamento n. 40/94 sul marchio
         comunitario, secondo la quale il rimborso della tassa di ricorso è disposto in caso di revisione pregiudiziale o di accoglimento
         del ricorso, qualora risulti equo a seguito della violazione di forme sostanziali, discende che la decisione che dispone sul
         rimborso della tassa di ricorso è presa d’ufficio, senza che la parte che ha proposto il ricorso dinanzi all’Ufficio per l’armonizzazione
         nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) debba chiederlo formalmente nell’ambito di uno dei capi della domanda.
      
      Ciò non significa, tuttavia, che la commissione di ricorso sia obbligata, ogniqualvolta dispone l’annullamento di una decisione,
         ad appurare d’ufficio se tale decisione sia viziata da una violazione delle forme sostanziali che giustifichi l’applicazione
         della detta regola. Un obbligo siffatto non può scaturire neppure da una domanda di rimborso della tassa di ricorso formulata
         da una parte allorché tale domanda non poggia su allegazioni concrete intese a dimostrare che siano state violate forme sostanziali.
      
      (v. punti 69-70)
      5.     In forza dell’art. 73, prima frase, del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario, le decisioni dell’Ufficio per l’armonizzazione
         nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) devono essere motivate. Tale obbligo ha portata identica a quello sancito
         dall’art. 253 CE.
      
      A tale proposito, l’obbligo di motivare le decisioni individuali risponde al duplice obiettivo di consentire, da un lato,
         agli interessati di prendere conoscenza delle ragioni del provvedimento adottato per tutelare i propri diritti e, dall’altro,
         al giudice comunitario di esercitare il proprio controllo sulla legittimità della decisione. La rispondenza di una motivazione
         a tali requisiti non va valutata solo con riferimento alla sua formulazione, ma anche al suo contesto e all’insieme delle
         norme che disciplinano la materia di cui trattasi.
      
      (v. punti 72-73)

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DEL TRIBUNALE (Seconda Sezione)28 aprile 2004(1)
         
         
               «Marchio comunitario  –  Regolamenti (CE) nn. 40/94 e 2868/95  –  Spese del procedimento di opposizione  –  Parziale rinuncia alla domanda di marchio  –  Rinuncia all'opposizione  –  Rimborso della tassa di ricorso  –  Obbligo di motivazione»
               
             Nelle cause riunite T-124/02 e T-156/02,
            
            
            The Sunrider Corp., con sede in Torrance, California (Stati Uniti), rappresentata dall'avv. A. Kockläuner, 
            
            
            ricorrente,
            
            contro
            Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), rappresentato dal sig. G. Schneider, in qualità di agente, 
            
            convenuto, altre parti nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi,
            disegni e modelli):Vitakraft-Werke Wührmann & Sohn, con sede in Bremen (Brema) (Germania),Friesland Brands BV, con sede in Leeuwarden (Paesi Bassi),
            
             aventi ad oggetto i ricorsi rispettivamente diretti, nella causa T-124/02, contro la decisione della seconda commissione di
            ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) 17 gennaio 2002 (procedimento R
            386/2000-2), relativa a un procedimento di opposizione tra Vitakraft-Werke Wührmann & Sohn e The Sunrider Corp., e, nella
            causa T-156/02, contro la decisione della prima commissione di ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno
            (marchi, disegni e modelli) 21 febbraio 2002 (procedimento R 34/2000-1), relativa a un procedimento di opposizione tra Friesland
            Brands BV e The Sunrider Corp.,
            
            
            IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Seconda Sezione),
            
            
             composta dai sigg. N. J. Forwood, presidente, J. Pirrung e A. W. H. Meij, giudici,
            
             cancelliere : sig.ra  B. Pastor, cancelliere aggiunto
            
            
            
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
            
               Contesto normativo
            
         
         1
            
          L’art. 81 del regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40/94, sul marchio comunitario (GU 1994, L 11, pag. 1),
         come modificato, dispone:
         
         
         «Ripartizione delle spese
          1. La parte soccombente in una procedura di opposizione, di decadenza, di nullità o di ricorso sopporta l’onere delle tasse
         versate dall’altra parte, nonché (…) tutte le spese sostenute dalla medesima, indispensabili ai fini delle procedure (…).
          2. Tuttavia, ove le parti risultino soccombenti rispettivamente su una o più statuizioni o qualora l’equità lo richieda, la
         divisione di opposizione o la divisione di annullamento o la commissione di ricorso decide una ripartizione differente.
          3. La parte che pone fine a una procedura con il ritiro della richiesta di marchio comunitario, dell’opposizione, della richiesta
         di decadenza o di nullità o del ricorso, non rinnovando la registrazione del marchio comunitario o rinunciandovi, sopporta
         l’onere delle tasse e delle spese sostenute dall’altra parte alle condizioni di cui ai paragrafi 1 e 2.
          4. In caso di non luogo a provvedere, la divisione d’opposizione, la divisione d’annullamento o la commissione di ricorso
         decide sulle spese in via equitativa.
          5. Quando le parti concludono davanti alla divisione d’opposizione, alla divisione d’annullamento o alla commissione di ricorso
         un accordo sulle spese diverso da quello risultante dall’applicazione dei paragrafi precedenti, il servizio in questione prende
         atto di tale accordo.
         (...)».
         
         
         2
            
          Questo il tenore della regola 51 del regolamento (CE) della Commissione 13 dicembre 1995, n. 2868, recante modalità di esecuzione
         del regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio sul marchio comunitario (GU L 303, pag. 1):
         
         
         «Rimborso della tassa di ricorso
          Il rimborso della tassa di ricorso è disposto, in caso di revisione pregiudiziale o di accoglimento del ricorso, qualora risulti
         equo a seguito della violazione di forme sostanziali. In caso di revisione pregiudiziale il rimborso è disposto dall’organo
         la cui decisione è stata impugnata e, negli altri casi, dalla commissione di ricorso».
         Fatti delle controversieCausa T-124/02
         
         3
            
          Il 28 marzo 1996 la ricorrente presentava una domanda di marchio comunitario all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato
         interno (marchi, disegni e modelli) (in prosieguo: l’«UAMI»). La domanda veniva considerata depositata il giorno 1° aprile
         1996.
         
         
         
         4
            
          Il marchio che si intendeva registrare era il segno denominativo VITATASTE.
         
         
         
         5
            
          La registrazione del marchio era richiesta per prodotti appartenenti alle classi 5 e 29 dell’Accordo di Nizza 15 giugno 1957,
         relativo alla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi, come riveduto
         e modificato, e definite, ciascuna, come segue:
         
         
         
          
         –
            classe 5: «Farmaci, prodotti farmaceutici, prodotti veterinari e prodotti chimici per l’igiene; sostanze dietetiche ed alimenti
               sostitutivi per uso medico; alimenti per bebé; preparati a base di vitamine, di oligoelementi e/o di minerali per uso dietetico
               o come integratori alimentari; prodotti dentari e preparati per tecniche dentarie; concentrati o integratori alimentari a
               base di erbe, tisane, tutti prodotti naturali»;
            
         
         
         
         
          
         –
            classe 29: «Carne, pesce, molluschi e crostacei non vivi, pollame e selvaggina; carni e salsicce, frutti di mare, pollame
               e selvaggina, anche conservati o surgelati; frutta ed ortaggi (compresi funghi e patate, specialmente patatine fritte a bastoncino
               o altri prodotti a base di patate) conservati, surgelati, essiccati, bolliti o pronti per il consumo; minestre o conserve
               a base di minestre; insalate a base di specialità gastronomiche; piatti di carne, pesce, pollame, selvaggina ed ortaggi, anche
               surgelati; uova, latte, formaggi ed altri prodotti derivati dal latte; bevande principalmente a base di latte; dessert principalmente
               a base di latte o di prodotti derivati dal latte; marmellate, marmellate di agrumi, composte, gelatine di frutta e di ortaggi;
               estratti di carne e di brodo; estratti di ortaggi ed erbe conservate per la cucina; olii e grassi commestibili, compresa la
               margarina; concentrati o integratori alimentari non medicinali a base di erbe, alimenti a base di erbe, anche sotto forma
               di spuntini in barrette».
            
         
         
         
         
         
         6
            
          Il 12 gennaio 1998 la domanda di marchio veniva pubblicata nel Bollettino dei marchi comunitari.
         
         
         
         7
            
          Il 6 aprile 1998 l’altra parte del procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI si opponeva, ai sensi dell’art. 42,
         n. 1, del regolamento n. 40/94, alla registrazione del marchio per tutte le categorie di prodotti considerate nella relativa
         domanda. L’opposizione era basata sui marchi tedeschi VITAKRAFT e VITA, registrati per diversi prodotti appartenenti alla
         classe 5.
         
         
         
         8
            
          Con lettera 30 novembre 1998 la ricorrente riduceva l’elenco dei prodotti contenuto nella domanda, rinunciando alla registrazione
         del marchio per i prodotti definiti «veterinari».
         
         
         
         9
            
          Con lettera 19 gennaio 1999 la ricorrente chiedeva all’UAMI, in particolare, di tener conto, nella successiva decisione sulle
         spese del procedimento di opposizione, del fatto che gran parte dei prodotti considerati nella sua domanda era dissimile dai
         prodotti per i quali erano stati registrati i marchi opposti.
         
         
         
         10
            
          Con lettera 16 aprile 1999 l’altra parte del procedimento dinanzi alla commissione di ricorso rinunciava all’opposizione.
         
         
         
         11
            
          Con comunicazione 10 maggio 1999 la divisione di opposizione dell’UAMI informava la ricorrente e l’altra parte del procedimento
         dinanzi alla commissione di ricorso (in prosieguo: le «parti del procedimento di opposizione») che avrebbe adottato una decisione
         sulle spese del relativo procedimento in conformità all’art. 81 del regolamento n. 40/94, salvo notifica entro il 10 luglio
         1999 di un loro diverso accordo al riguardo.
         
         
         
         12
            
          Con lettera 30 dicembre 1999 l’altra parte del procedimento dinanzi alla commissione di ricorso chiedeva all’UAMI di statuire
         sulle spese del procedimento di opposizione.
         
         
         
         13
            
          Con decisione 16 marzo 2000 la divisione di opposizione, in forza dell’art. 81, n. 3, del regolamento n. 40/94, condannava
         la ricorrente alle spese dell’opposizione considerando, in sostanza, che l’altra parte del procedimento dinanzi alla commissione
         di ricorso aveva rinunciato all’opposizione a seguito della parziale rinuncia alla domanda di marchio, intervenuta dopo l’apertura
         del contraddittorio nel procedimento di opposizione.
         
         
         
         14
            
          Il 13 aprile 2000 la ricorrente presentava un ricorso all’UAMI ai sensi dell’art. 59 del regolamento n. 40/94 chiedendo l’annullamento
         della decisione della divisione di opposizione, la condanna dell’altra parte del procedimento dinanzi alla commissione di
         ricorso alle spese dell’opposizione e la restituzione della tassa di ricorso ai sensi della regola 51 del regolamento n. 2868/95.
         
         
         
         15
            
          Con decisione 17 gennaio 2002, notificata alla ricorrente il 9 aprile 2002 (in prosieguo: la «decisione impugnata nella causa
         T-124/02»), la seconda commissione di ricorso dell’UAMI annullava la decisione della divisione di opposizione e condannava
         le parti del procedimento di opposizione a sopportare ciascuna le spese sostenute per l’opposizione e per il ricorso. A suo
         giudizio, in sostanza, la decisione sulle spese del procedimento di opposizione avrebbe dovuto essere presa sulla base dell’art. 81,
         nn. 2 e 3, del regolamento n. 40/94. Più in particolare, le spese dell’opposizione andavano ripartite tra le parti in via
         equitativa, conformemente al n. 2 dell’art. 81 suddetto, in quanto con la parziale rinuncia alla domanda di marchio e con
         la rinuncia all’opposizione avevano concorso «entrambe, in certo modo, a porre fine al procedimento».
         
         Causa T-156/02
         
         16
            
          Il 28 marzo 1996 la ricorrente presentava una domanda di marchio comunitario all’UAMI. La domanda veniva considerata depositata
         il giorno 1° aprile 1996.
         
         
         
         17
            
          Il marchio che si intendeva registrare era il segno denominativo METABALANCE 44.
         
         
         
         18
            
          La registrazione del marchio era richiesta per prodotti appartenenti alle classi 5 e 29 dell’accordo di Nizza 15 giugno 1957,
         relativo alla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi, come riveduto
         e modificato, e definite, ciascuna, come segue:
         
         
         
          
         –
            classe 5: «Farmaci, prodotti farmaceutici, prodotti veterinari e prodotti chimici per l’igiene; sostanze dietetiche ed alimenti
               sostitutivi per uso medico; alimenti per bebé; preparati a base di vitamine, di oligoelementi e/o di minerali per uso dietetico
               o come integratori alimentari; prodotti dentari e preparati per tecniche dentarie; concentrati o integratori alimentari a
               base di erbe, tisane, tutti prodotti naturali»;
            
         
         
         
         
          
         –
            classe 29: «Carne, pesce, molluschi e crostacei non vivi, pollame e selvaggina; carni e salsicce, frutti di mare, pollame
               e selvaggina, anche conservati o surgelati; frutta ed ortaggi (compresi funghi e patate, specialmente patatine fritte a bastoncino
               o altri prodotti a base di patate) conservati, surgelati, essiccati, bolliti o pronti per il consumo; minestre o conserve
               a base di minestre; insalate a base di specialità gastronomiche; piatti di carne, pesce, pollame, selvaggina ed ortaggi, anche
               surgelati; uova, latte, formaggi ed altri prodotti derivati dal latte; bevande principalmente a base di latte; dessert principalmente
               a base di latte o di prodotti derivati dal latte; marmellate, marmellate di agrumi, composte, gelatine di frutta e di ortaggi;
               estratti di carne e di brodo; estratti di ortaggi ed erbe conservate per la cucina; olii e grassi commestibili, compresa la
               margarina; concentrati o integratori alimentari non medicinali a base di erbe, alimenti a base di erbe, anche sotto forma
               di spuntini in barrette».
            
         
         
         
         
         
         19
            
          Il 14 aprile 1998 la domanda di marchio veniva pubblicata nel Bollettino dei marchi comunitari.
         
         
         
         20
            
          Il 13 luglio 1998 l’altra parte del procedimento dinanzi alla commissione di ricorso si opponeva, ai sensi dell’art. 42, n. 1,
         del regolamento n. 40/94, alla registrazione del marchio per tutti i prodotti elencati nella relativa domanda. L’opposizione
         era basata sui marchi BALANCE e BALANS, registrati in vari Stati membri per diversi prodotti appartenenti alle classi 3, 5,
         29, 30, 31 e 32.
         
         
         
         21
            
          Con lettera 16 aprile 1999 la ricorrente riduceva l’elenco dei prodotti contenuto nella domanda, rinunciando alla registrazione
         del marchio per i prodotti definiti «uova, latte, formaggi ed altri prodotti derivati dal latte; bevande principalmente a
         base di latte; dessert principalmente a base di latte o di prodotti derivati dal latte, olii e grassi commestibili, compresa
         la margarina». Informava altresì l’UAMI che le parti del procedimento di opposizione erano pervenute ad una soluzione amichevole
         e che proprio in tale contesto essa aveva scremato l’elenco dei prodotti contenuto nella domanda.
         
         
         
         22
            
          Con lettera 11 maggio 1999, confermata con lettera 17 giugno 1999, l’altra parte del procedimento dinanzi alla commissione
         di ricorso rinunciava all’opposizione.
         
         
         
         23
            
          Con comunicazione 28 giugno 1999 la divisione di opposizione informava le parti del procedimento di opposizione che avrebbe
         statuito sulle spese del relativo procedimento in conformità all’art. 81 del regolamento n. 40/94, salvo notifica entro il
         28 agosto 1999 di un loro diverso accordo al riguardo.
         
         
         
         24
            
          Con lettera 17 agosto 1999 la ricorrente informava l’UAMI che le parti del procedimento di opposizione non avevano raggiunto
         nessun accordo sulle relative spese e gli chiedeva di adottare una decisione in merito. Chiedeva inoltre che tenesse conto,
         nella futura decisione, del fatto che gran parte dei prodotti considerati nella sua domanda era dissimile dai prodotti per
         i quali erano stati registrati i marchi opposti.
         
         
         
         25
            
          Con decisione 30 novembre 1999 la divisione di opposizione, in forza dell’art. 81, n. 3, del regolamento n. 40/94, condannava
         la ricorrente alle spese dell’opposizione considerando, in sostanza, che l’altra parte del procedimento dinanzi alla commissione
         di ricorso aveva rinunciato all’opposizione a seguito della parziale rinuncia alla domanda di marchio, intervenuta dopo l’apertura
         del contraddittorio nel procedimento di opposizione.
         
         
         
         26
            
          Il 16 dicembre 1999 la ricorrente presentava un ricorso all’UAMI ai sensi dell’art. 59 del regolamento n. 40/94 chiedendo
         l’annullamento della decisione della divisione di opposizione, la condanna dell’altra parte del procedimento dinanzi alla
         commissione di ricorso alle spese dell’opposizione e la restituzione della tassa di ricorso ai sensi della regola 51 del regolamento
         n. 2868/95.
         
         
         
         27
            
          Con decisione 21 febbraio 2002, notificata alla ricorrente il 13 marzo 2002 (in prosieguo: la «decisione impugnata nella causa
         T-156/02»), la prima commissione di ricorso dell’UAMI annullava la decisione della divisione di opposizione e condannava le
         parti del procedimento di opposizione a sopportare ciascuna la metà della tassa di opposizione e le spese sostenute per l’opposizione
         e per il ricorso. Disponeva inoltre il rimborso della tassa di ricorso alla ricorrente. A suo giudizio, in sostanza, la decisione
         sulle spese del procedimento di opposizione avrebbe dovuto essere presa sulla base dell’art. 81, nn. 2 e 3, del regolamento
         n. 40/94. Più in particolare, le spese del procedimento di opposizione andavano ripartite tra le parti in quanto con la parziale
         rinuncia alla domanda di marchio e con la rinuncia all’opposizione «[era] terminato di comune accordo il procedimento che
         le vedeva contrapposte». Quanto al rimborso della tassa di ricorso, la commissione di ricorso affermava che la divisione di
         opposizione aveva implicitamente e senza motivazione respinto la domanda della ricorrente, formulata nella lettera 17 agosto
         1999, di tener conto nella decisione sulle spese del procedimento di opposizione della portata di quest’ultima. Riteneva pertanto
         che la decisione della divisione di opposizione fosse viziata da una violazione delle forme sostanziali. 
         
         Procedimento e conclusioni delle parti
         
         28
            
          Con atti introduttivi depositati presso la cancelleria del Tribunale il 17 aprile e il 15 maggio 2002 e registrati, rispettivamente,
         come T-124/02 e T-156/02, la ricorrente ha proposto i presenti ricorsi.
         
         
         
         29
            
          L’UAMI ha depositato i suoi controricorsi nella cancelleria del Tribunale il 4 settembre 2002.
         
         
         
         30
            
          Con ordinanza del presidente della Seconda sezione del Tribunale 3 luglio 2003 le cause T-124/02 e T-156/02 sono state riunite
         ai fini della trattazione orale e della pronuncia della sentenza, in conformità all’art. 50 del regolamento di procedura del
         Tribunale.
         
         
         
         31
            
          La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
         
         
         
          
         –
            disporre il parziale annullamento della decisione impugnata nella causa T-124/02, in quanto ha ordinato che la ricorrente
               sopporti le spese da essa sostenute nei procedimenti di opposizione e di ricorso e non ha ordinato che le sia rimborsata la
               tassa di ricorso;
            
         
         
         
         
          
         –
            disporre il parziale annullamento della decisione impugnata nella causa T-156/02, in quanto ha ordinato che la ricorrente
               sopporti le spese da essa sostenute nei procedimenti di opposizione e di ricorso;
            
         
         
         
         
          
         –
            condannare l’UAMI alle spese nelle cause T-124/02 e T-156/02.
         
         
         
         
         
         32
            
          L’UAMI chiede che nelle cause T-124/02 e T-156/02 il Tribunale voglia:
         
         
         
          
         –
            respingere i ricorsi; 
         
         
         
         
          
         –
            condannare la ricorrente alle spese.
         
         
         
         In diritto
         
         33
            
          Nella causa T-124/02 la ricorrente presenta, in sostanza, due domande distinte dirette, la prima, all’annullamento della decisione
         impugnata in quanto ha disposto che la ricorrente sopporti le spese da essa sostenute nei procedimenti di opposizione e di
         ricorso e, la seconda, all’annullamento della decisione impugnata in quanto non ha disposto che le sia rimborsata la tassa
         di ricorso. Nella causa T-156/02 la ricorrente solleva un’unica domanda, analoga a quella formulata per prima nella causa
         T-124/02.
         
         
         
         34
            
          A sostegno della prima domanda nella causa T-124/02 e del ricorso nella causa T-156/02 la ricorrente deduce due motivi. Il
         primo verte sul fatto che le decisioni impugnate avrebbero dovuto basarsi sul n. 4 dell’art. 81 del regolamento n. 40/94 e
         non sul suo n. 3; il secondo, su un’errata applicazione del combinato disposto dei nn. 2 e 3 dello stesso art. 81. A sostegno
         della seconda domanda nella causa T-124/02 la ricorrente invoca altri due motivi attinenti, rispettivamente, ad una violazione
         della regola 51 del regolamento n. 2868/95 e ad una violazione dell’obbligo di motivazione.
         
         Sulle domande relative alle spese per l’opposizione e per il ricorso Sul primo motivo, vertente sul fatto che le decisioni impugnate avrebbero dovuto basarsi sul n. 4 dell’art. 81 del regolamento
         n. 40/94 e non sul suo n. 3
         
         – Argomenti delle parti
         
         
         35
            
          La ricorrente afferma che, a seguito delle conciliazioni delle parti, i procedimenti di opposizione erano divenuti senza oggetto.
         A suo avviso, pertanto, le decisioni sulle spese dei procedimenti di opposizione avrebbero dovuto essere basate sul n. 4 dell’art. 81
         del regolamento n. 40/94 e non sul suo n. 3. Sostiene che, nella fattispecie, la prima disposizione costituisce, rispetto
         alla seconda, una lex specialis.
         
         
         
         36
            
          L’UAMI ritiene che a buon diritto le commissioni di ricorso abbiano basato le decisioni impugnate sull’art. 81, n. 3, del
         regolamento n. 40/94. Osserva al riguardo che tale disposizione riguarda i casi in cui, come nella specie, a porre fine al
         procedimento amministrativo sia un atto di parte. Al contrario, il n. 4 del medesimo articolo si applicherebbe allorché un
         tale procedimento diventa senza oggetto per circostanze ad esso estranee quali la radiazione del marchio opposto o il rigetto
         della domanda di marchio in seguito ad un’altra opposizione. Perciò, secondo l’UAMI, il n. 3 dell’art. 81 del regolamento
         n. 40/94 costituisce una lex specialis rispetto al n. 4 dello stesso.
         
         
         – Giudizio del Tribunale
         
         
         37
            
          Come giustamente ha osservato l’UAMI, l’art. 81, n. 3, del regolamento n. 40/94 riguarda le ipotesi in cui a porre fine al
         procedimento amministrativo sia un atto procedurale unilaterale di parte o addirittura, in caso di mancato rinnovo della registrazione
         del marchio comunitario, l’omissione di un atto procedurale. Tra gli atti procedurali così considerati figura, in particolare,
         la revoca di un altro atto di procedura come la domanda di marchio, l’opposizione o il ricorso. In merito la detta disposizione
         non distingue se l’atto procedurale revocato fosse o meno l’atto introduttivo del procedimento in questione. Orbene, nella
         seconda ipotesi, per esempio in caso di rinuncia alla domanda di marchio nel corso di un procedimento di opposizione, tale
         procedimento diventa senza oggetto e a ciò consegue un non luogo a provvedere. L’art. 81, n. 4, del regolamento n. 40/94,
         invece, concerne in generale tutti i casi di non luogo a provvedere.
         
         
         
         38
            
          Risulta dunque sia dalla lettera che dall’economia delle suddette disposizioni che il n. 3 dell’art. 81 del regolamento n. 40/94
         costituisce, rispetto al n. 4 dello stesso, una lex specialis poiché esso, il n. 3, si applica alle ipotesi in cui il procedimento
         diventa senza oggetto a seguito della revoca unilaterale di un atto di procedura.
         
         
         
         39
            
          Peraltro l’art. 81, n. 3, del regolamento n. 40/94 si applica anche quando, in un procedimento inter partes, ciascuna parte
         revochi il proprio atto procedurale. Sotto tale profilo è irrilevante ai fini della sua applicazione che la revoca del o degli
         atti di procedura discenda o non da un accordo extraprocessuale delle parti.
         
         
         
         40
            
          Nella fattispecie la ricorrente ha posto parzialmente fine ai procedimenti di opposizione riducendo l’elenco dei prodotti
         contenuto nelle sue domande di marchio. Per questo tali procedimenti erano diventati, in tale misura, senza oggetto, senza
         che tuttavia trovasse applicazione l’art. 81, n. 4, del regolamento n. 40/94. Successivamente, a seguito appunto della scrematura
         dell’elenco dei prodotti, le altre parti dei procedimenti dinanzi alle commissioni di ricorso, che ancora non erano divenuti
         privi di oggetto, hanno posto fine agli stessi rinunciando alle opposizioni.
         
         
         
         41
            
          Ciò considerato, a buon diritto le commissioni di ricorso hanno basato le loro rispettive decisioni sulle spese dei procedimenti
         di opposizione unicamente sull’art. 81, n. 3, del regolamento n. 40/94.
         
         
         
         42
            
          Il primo motivo dev’essere pertanto respinto.
         
          Sul secondo motivo, vertente su un’errata applicazione del combinato disposto dei nn. 2 e 3 dell’art. 81 del regolamento n. 40/94
         
         – Argomenti delle parti
         
         
         43
            
          La ricorrente fa valere che le commissioni di ricorso hanno applicato in maniera errata il combinato disposto dei nn. 2 e
         3 dell’art. 81 del regolamento n. 40/94. Al riguardo sostiene che, per una decisione equa, quale prevista dall’art. 81, n. 2,
         del regolamento n. 40/94, siano vagliate almeno sommariamente le possibilità di successo dell’opposizione. In tale contesto
         cita l’art. 91 bis della Zivilprozessordnung (Codice di procedura civile tedesco) che prescrive, secondo la giurisprudenza,
         un tale esame sommario. Ebbene, la ricorrente è del parere che il detto criterio di valutazione si applichi alla fattispecie
         in forza dell’art. 79 del regolamento n. 40/94. Ritiene che le commissioni di ricorso abbiano espressamente rinunciato a vagliare
         le possibilità di successo dell’opposizione. Le decisioni impugnate, pertanto, in quanto dispongono meccanicamente una ripartizione
         delle spese fra le parti del procedimento di opposizione, non sarebbero eque.
         
         
         
         44
            
          La ricorrente afferma che le commissioni di ricorso, se avessero esaminato correttamente, sia pure in maniera sommaria, le
         possibilità di successo delle opposizioni, avrebbero addebitato in ambedue i casi tutte le spese di opposizione all’altra
         parte dinanzi alla commissione di ricorso. Secondo la ricorrente, infatti, le opposizioni presentate da tali parti non potevano
         non essere rigettate.
         
         
         
         45
            
          In proposito la ricorrente invoca innanzi tutto la netta differenza che a suo avviso sussiste tra i marchi richiesti, da un
         lato, e quelli opposti, dall’altro.
         
         
         
         46
            
          Quanto, più in particolare, alla causa T-124/02, la ricorrente fa valere, poi, il debole carattere distintivo dell’elemento
         «vita». Asserisce, infine, che in seguito alla limitazione dell’oggetto della domanda i prodotti per i quali è stata chiesta
         la registrazione del marchio non siano similari a quelli per i quali erano stati registrati i marchi opposti.
         
         
         
         47
            
          Relativamente alla causa T-156/02 la ricorrente fa leva altresì sull’assenza di prove del serio uso dei marchi opposti e della
         validità giuridica di alcuni di essi.
         
         
         
         48
            
          A suo avviso, inoltre, le commissioni di ricorso hanno violato il principio di proporzionalità condannando una parte al 50%
         delle spese dei procedimenti di opposizione benché essa avesse ritirato solo otto categorie di prodotti (nella causa T-156/02)
         ovvero addirittura una soltanto (nella causa T-124/02) su un totale di 50-60 per le quali domandava il marchio.
         
         
         
         49
            
          In tale ambito la ricorrente deduce una serie di argomenti di ordine generale che depongono, a suo parere, contro la ripartizione
         delle spese disposta dalle commissioni di ricorso. In primo luogo fa presente che tale soluzione non comporta nessuna sanzione
         in caso di opposizione manifestamente infondata. In secondo luogo, gli operatori sarebbero piuttosto indotti, sempre a suo
         parere, ad opporsi alla registrazione di un marchio per tutti i prodotti oggetto di apposita domanda, visto che non avrebbero
         da temere nessuna conseguenza sfavorevole quanto alle spese qualora il procedimento di opposizione si risolvesse anzi tempo.
         In terzo luogo la ricorrente afferma che i richiedenti un marchio non sono invogliati a porre fine ad un procedimento di opposizione
         chiaramente destinato a non avere seguito scremando l’elenco dei prodotti per i quali domandano la registrazione, dato che
         così facendo la decisione sulle spese di procedura sarebbe più sfavorevole di quella che sarebbe presa qualora l’UAMI statuisse
         sull’opposizione in un procedimento contenzioso.
         
         
         
         50
            
          L’UAMI replica che le commissioni di ricorso hanno applicato correttamente il combinato disposto dei nn. 2 e 3 dell’art. 81
         del regolamento n. 40/94. Fa valere che l’art. 81, n. 2, del regolamento n. 40/94 non enuncia nessun criterio che chiarisca
         le modalità in base alle quali va presa una decisione circa la ripartizione delle spese. Di conseguenza, secondo l’UAMI, l’applicazione
         della regola d’equità prevista da tale disposizione come ogni decisione adottata sul suo fondamento in una data fattispecie
         sono rimesse al libero apprezzamento delle commissioni di ricorso, mentre il Tribunale si limita a controllare che non siano
         commessi abusi. Ora, nel caso di specie, osserva, nulla indica che le commissioni di ricorso abbiano abusato del loro potere
         discrezionale.
         
         
         
         51
            
          Secondo l’UAMI, la situazione nelle presenti controversie, dove a porre fine al procedimento di opposizione sono state tutt’e
         due le parti, l’una rinunciando parzialmente alla domanda di marchio, l’altra rinunciando all’opposizione, è assimilabile
         a una situazione in cui le parti soccombono rispettivamente su uno o più capi delle loro conclusioni.
         
         
         
         52
            
          Più in particolare, l’UAMI fa valere che le commissioni di ricorso non erano tenute ad esaminare le possibilità di successo
         dell’opposizione. Al riguardo né le disposizioni degli Stati membri relative ai procedimenti amministrativi e giudiziari,
         né il regolamento di procedura del Tribunale prevederebbero che nella decisione sulle spese di un procedimento cui alcuni
         atti di parte hanno posto fine si debbano considerare le possibilità di successo delle rispettive domande o addirittura lo
         stato attuale del procedimento.
         
         
         – Giudizio del Tribunale
         
         
         53
            
          Ai termini dell’art. 81, n. 3, del regolamento n. 40/94 la parte che pone fine a un procedimento con la revoca della domanda
         di marchio comunitario, dell’opposizione, della domanda di decadenza o di nullità o del ricorso, non rinnovando la registrazione
         del marchio comunitario o rinunciandovi, sopporta l’onere delle tasse e delle spese sostenute dall’altra parte alle condizioni
         di cui ai nn. 1 e 2. Il n. 1 dello stesso articolo dispone che la parte soccombente in un procedimento di opposizione, di
         decadenza, di nullità o di ricorso sopporti l’onere delle tasse versate dall’altra parte, nonché tutte le spese sostenute
         dalla medesima indispensabili ai fini dei procedimenti.
         
         
         
         54
            
          Ne deriva, per quanto riguarda il procedimento di opposizione, che una parte che vi ponga fine rinunciando alle sue pretese,
         in particolare revocando la domanda di marchio o l’opposizione, è assimilata a una parte che soccombe e deve dunque, in linea
         di principio, sopportare l’onere delle tasse e delle spese sostenute dall’altra parte. Tale regola è passibile di eccezione
         solo nel caso in cui debba applicarsi l’art. 81, n. 2, del regolamento n. 40/94, ai termini del quale «ove le parti risultino
         soccombenti rispettivamente su una o più statuizioni o qualora l’equità lo richieda, la divisione di opposizione o la divisione
         di annullamento o la commissione di ricorso decide una ripartizione differente». Al riguardo la detta disposizione, se è vero
         che prevede due distinte ipotesi in cui la ripartizione delle spese può essere diversa da quella di cui al n. 1 del medesimo
         articolo, non esclude che queste due ipotesi ricorrano contemporaneamente. Così l’UAMI può, in caso di ripartizione delle
         spese perché le parti sono risultate soccombenti rispettivamente su uno o più capi delle conclusioni, tener conto delle esigenze
         di equità qualora una ripartizione delle spese in funzione unicamente dell’accoglimento dei capi di conclusione conducesse
         a un risultato iniquo. L’UAMI dispone dunque di un ampio margine discrezionale quanto alla concreta ripartizione delle spese
         fra le parti.
         
         
         
         55
            
          Nelle presenti controversie, da un lato, sono state parzialmente revocate le domande di marchio, dall’altro, sono state parzialmente
         revocate anche le opposizioni, in quanto i procedimenti di opposizione non erano ancora divenuti senza oggetto a seguito della
         limitazione delle domande di marchio. Ciascuna parte, quindi, ha parzialmente rinunciato alle proprie pretese.
         
         
         
         56
            
          Questa ipotesi va assimilata a quella in cui le parti soccombono rispettivamente su uno o più capi delle conclusioni. Infatti,
         nel caso, previsto all’art. 81, n. 3, del regolamento n. 40/94, in cui l’UAMI non è tenuto a provvedere all’opposizione a
         causa della revoca della domanda di marchio o dell’opposizione, non possono esserci, per definizione, parti soccombenti. Di
         conseguenza in siffatto caso il rinvio al n. 2 del medesimo articolo ha senso solo qualora s’interpreti il combinato disposto
         di queste disposizioni in maniera che l’ipotesi in cui ciascuna parte del procedimento amministrativo soccomba parzialmente
         sia assimilata a quella in cui ciascuna parte rinunci parzialmente alle proprie pretese. Sarebbe peraltro incoerente non assimilare
         una parte che rinunci parzialmente alle proprie pretese a una parte che parzialmente soccomba. Infatti, come è stato esposto
         supra al punto 54, un’assimilazione siffatta è operata, per la parte che rinuncia a tutte le sue pretese, dal combinato disposto
         dei nn. 1 e 3 dell’art. 81 del regolamento n. 40/94.
         
         
         
         57
            
          Ne consegue, nella fattispecie, che le commissioni di ricorso potevano a giusto titolo statuire in via equitativa allorché
         hanno deciso in concreto per la ripartizione delle spese fra le parti, visto che disponevano in merito di un’ampia libertà
         di apprezzamento.
         
         
         
         58
            
          A tale proposito, contrariamente a quanto pretende la ricorrente, le commissioni di ricorso non erano tenute, al fine di ripartire
         le spese fra le parti, ad esaminare, sia pure sommariamente, le possibilità di vittoria di ciascuna parte nei detti procedimenti.
         Sarebbe infatti contrario al principio dell’economia processuale esaminare la fondatezza dell’opposizione unicamente per ripartire
         le spese.
         
         
         
         59
            
         È vero, poi, che nelle due controversie in esame la riduzione degli elenchi di prodotti contenuti nelle domande di marchio
         concerneva solamente un numero esiguo di merci rispetto al totale dei prodotti quivi elencati e che per questo, cioè per effetto
         della scrematura, i procedimenti di opposizione erano divenuti senza oggetto solo in misura limitata. Al contrario, le rinunce
         alle opposizioni riguardavano una quota significativa di prodotti per i quali era richiesto il marchio. La rinuncia delle
         altre parti del procedimento dinanzi alle commissioni di ricorso era dunque ben più grande di quella della ricorrente.
         
         
         
         60
            
          Nondimeno, al fine di ripartire le spese fra le parti del procedimento di opposizione, le commissioni di ricorso non erano
         tenute neppure a considerare il contesto esatto in cui ciascuna di esse aveva rinunciato alle proprie pretese. Infatti, come
         affermato sopra al punto 54, esse disponevano in materia di un’ampia libertà di apprezzamento. A questo proposito si osservi
         anche che, a norma dell’art. 2, punto 5, del regolamento (CE) della Commissione 13 dicembre 1995, n. 2869, relativo alle tasse
         da pagare all’[UAMI] (GU L 303, pag. 33), l’importo della tassa di opposizione, compresa fra le spese recuperabili, ai sensi
         del combinato disposto dell’art. 81, n. 1, del regolamento n. 40/94 e della regola 94, n. 6, del regolamento n. 2868/95, non
         dipende dal numero di prodotti per i quali l’opponente intende impedire la registrazione del marchio richiesto. In conformità
         delle dette disposizioni ciò vale anche per le altre spese recuperabili, in particolare per le spese di rappresentanza. Non
         è per se stesso equo, allora, che un opponente che rinunci a più pretese di quelle cui rinuncia il richiedente un marchio
         sopporti in misura maggiore l’onere delle spese del procedimento di opposizione.
         
         
         
         61
            
          Pertanto, disponendo – nella causa T-124/02 – che ciascuna parte del procedimento di opposizione sopporti le spese sostenute
         nei procedimenti di opposizione e di ricorso e – nella causa T-156/02 – che ciascuna parte del procedimento di opposizione
         sopporti la metà della tassa di opposizione nonché le spese sostenute nei procedimenti di opposizione e di ricorso, le commissioni
         di ricorso non hanno negletto i doveri di equità.
         
         
         
         62
            
          Ne discende che il secondo motivo dev’essere respinto.
         
         
         
         63
            
          Di conseguenza, le domande di annullamento delle decisioni impugnate in quanto ordinano che la ricorrente sopporti le spese
         da essa sostenute nei procedimenti di opposizione e di ricorso vanno disattese.
         
         Sulla domanda relativa al rimborso della tassa di ricorso nella causa T-124/02 Argomenti delle parti
         
         
         64
            
          Da un lato, la ricorrente fa valere che la decisione impugnata nella causa T-124/02 infrange la regola 51 del regolamento
         n. 2868/95. A suo parere, la seconda commissione di ricorso ha ingiustamente omesso di disporre che le sia rimborsata la tassa
         di ricorso dato che la decisione della divisione di opposizione era viziata da una violazione delle forme sostanziali. Al
         riguardo essa afferma che la divisione di opposizione non ha considerato e neppure menzionato il suo argomento, formulato
         nella lettera 19 gennaio 1999, secondo cui si doveva tener conto della portata dell’opposizione nella decisione da prendere
         sulle spese del relativo procedimento.
         
         
         
         65
            
          Dall’altro lato, la ricorrente addebita alla seconda commissione di ricorso di aver violato l’obbligo di motivazione in quanto
         nella decisione impugnata nella causa T-124/02 essa non ha indicato le ragioni per le quali non aveva dato seguito alla domanda
         di rimborso della tassa di ricorso che la ricorrente aveva formulato nella memoria illustrativa dei suoi motivi di ricorso
         all’UAMI.
         
         
         
         66
            
          L’UAMI replica che in tale memoria illustrativa la ricorrente non ha invocato a sostegno della propria domanda di rimborso
         della tassa di ricorso la violazione delle forme sostanziali da parte della divisione di opposizione. Al contrario, nella
         detta memoria essa avrebbe semplicemente rimproverato alla divisione di opposizione di aver mal interpretato l’art. 81, n. 3,
         del regolamento n. 40/94. L’UAMI afferma inoltre che nulla permetteva di concludere che la decisione della divisione di opposizione
         fosse viziata da una violazione delle forme sostanziali.
         
         
         
         67
            
          D’altro canto l’UAMI considera che, siccome le condizioni per un rimborso della tassa di ricorso non erano evidentemente soddisfatte
         nella fattispecie, la seconda commissione di ricorso non era tenuta a precisare le ragioni per le quali non aveva dato seguito
         alla relativa domanda. A suo parere, la decisone della commissione di ricorso circa la tassa di ricorso è implicitamente contenuta
         nella sua decisione sulle spese in generale. In tale contesto l’UAMI chiarisce che l’applicazione della regola 51 del regolamento
         n. 2868/95 presuppone che la parte interessata abbia riportato una vittoria piena. Ora, l’UAMI ricorda che nella fattispecie
         la commissione di ricorso aveva accolto solo in parte la domanda della ricorrente di condanna dell’altra parte del procedimento
         dinanzi alla commissione di ricorso alle spese dell’opposizione.
         
          Giudizio del Tribunale
         
         
         68
            
          Per quanto riguarda il motivo vertente sulla violazione della regola 51 del regolamento n. 2868/95, si deve osservare che
         tale disposizione prescrive il rimborso della tassa di ricorso in caso di revisione pregiudiziale o di accoglimento del ricorso,
         qualora risulti equo a seguito della violazione dielle forme sostanziali. Il rimborso è disposto, in caso di revisione pregiudiziale,
         dall’organo la cui decisione è stata impugnata e, negli altri casi, dalla commissione di ricorso.
         
         
         
         69
            
          Dal tenore di tale disposizione risulta che la decisione che ordina il rimborso della tassa di ricorso è presa d’ufficio,
         senza bisogno che la parte che ha presentato ricorso dinanzi all’UAMI concluda in tal senso.
         
         
         
         70
            
          Ciò non significa, tuttavia, che la commissione di ricorso sia obbligata ogniqualvolta dispone l’annullamento di una decisione
         ad appurare d’ufficio se tale decisione sia viziata da una violazione delle forme sostanziali che giustifichi l’applicazione
         della regola 51 del regolamento n. 2868/95. Un obbligo siffatto non può scaturire neppure da una domanda di rimborso della
         tassa di ricorso formulata da una parte allorché tale domanda non poggia su allegazioni concrete intese a dimostrare che siano
         state violate forme sostanziali.
         
         
         
         71
            
          Ora, siccome la ricorrente non ha invocato nella memoria illustrativa dei suoi motivi di ricorso alcuna violazione delle forme
         sostanziali da parte della decisione di opposizione, la commissione di ricorso non ha infranto la regola 51 del regolamento
         n. 2868/95 respingendo implicitamente la sua domanda. Il presente motivo va dunque respinto.
         
         
         
         72
            
          Quanto al motivo vertente su una violazione dell’obbligo di motivazione, va rammentato che, ai sensi dell’art. 73, prima frase,
         del regolamento n. 40/94, le decisioni dell’UAMI devono essere motivate. Tale obbligo ha portata identica a quello sancito
         dall’art. 253 CE.
         
         
         
         73
            
         È giurisprudenza costante che l’obbligo di motivare le decisioni individuali risponde al duplice obiettivo di consentire,
         da un lato, agli interessati di prendere conoscenza delle ragioni del provvedimento adottato per tutelare i propri diritti
         e, dall’altro, al giudice comunitario di esercitare il proprio controllo sulla legittimità della decisione [v., in particolare,
         sentenza della Corte 14 febbraio 1990, causa C-350/88, Delacre e a./Commissione (Racc. pag. I-395, punto 15), e sentenze del
         Tribunale 6 aprile 2000, causa T-188/98, Kuijer/Consiglio (Racc. pag. II-1959, punto 36), e 23 ottobre 2002, causa T-388/00,
         Institut für Lernsysteme/UAMI - Educational Services (ELS) (Racc. pag. II-4301, punto 59)]. La corrispondenza di una motivazione
         a tali requisiti non va valutata solo con riferimento alla sua formulazione, ma anche al suo contesto e all’insieme delle
         norme che disciplinano la materia di cui trattasi (sentenza della Corte 29 febbraio 1996, causa C-122/94, Commissione/Consiglio,
         Racc. pag. I-881, punto 29, e Kuijer/Consiglio, cit., punto 36).
         
         
         
         74
            
          Nella fattispecie occorre accertare se, come pretende la ricorrente, la commissione di ricorso abbia violato l’obbligo di
         motivazione omettendo di esporre le ragioni per le quali non aveva ordinato il rimborso della tassa di ricorso alla ricorrente,
         benché quest’ultima ne avesse fatto richiesta nella memoria illustrativa dei suoi motivi di ricorso. 
         
         
         
         75
            
          La commissione di ricorso avrebbe, certo, dovuto rispondere sia pure sommariamente alle eventuali allegazioni della ricorrente
         dirette a dimostrare che nella fattispecie erano soddisfatte le condizioni enunciate dalla regola 51 del regolamento n. 2868/95,
         in particolare quella relativa all’avvenuta violazione delle forme sostanziali da parte dell’organo dell’UAMI che aveva statuito
         in primo grado. È giocoforza constatare, tuttavia, che la ricorrente non ha prodotto nessun elemento del genere nella sua
         memoria. Al contrario, si è limitata, come l’UAMI fa giustamente presente, ad affermare che la divisione di opposizione aveva
         commesso un errore di diritto nell’interpretazione dell’art. 81, n. 3, del regolamento n. 40/94.
         
         
         
         76
            
          Ne consegue che la commissione di ricorso non ha violato l’obbligo di motivazione omettendo di spiegare perché non aveva ordinato
         di rimborsare alla ricorrente la tassa di ricorso. Pertanto anche il motivo vertente su una violazione dell’art. 73, prima
         frase, del regolamento n. 40/94 va respinto. 
         
         
         
         77
            
          La domanda della ricorrente di annullamento della decisione impugnata in quanto non ha ordinato di rimborsarle la tassa di
         ricorso è quindi infondata.
         
         
         
         78
            
          Tutto ciò considerato, il ricorso va complessivamente respinto.
         
         
         
         79
            
          Sulle speseAi sensi dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è
         stata fatta domanda. Poiché la parte convenuta ne ha fatto domanda, la ricorrente, rimasta soccombente, va condannata alle
         spese.
         
         
         Per questi motivi
         
         
         
            
            IL TRIBUNALE(Seconda Sezione)
         
         
          dichiara e statuisce:
         
            
            
            
               1)
                  I ricorsi sono respinti.
               
            
            
            
            
               2)
                  La ricorrente sopporterà le spese.
               
            
            
                  Forwood
               
               
                  Pirrung
               
               
                  Meij
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
            
            
            
            
            
            
            
         
         
          Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 28 aprile 2004.
         
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                  H. Jung
               
               
                  N. J. Forwood
               
            
      
      
          1 –
            
            Lingua processuale : il tedesco.