CELEX: 51968PC0384
Language: it
Date: 1968-06-18
Title: PROPOSTE DI DIRETTIVE DEL CONSIGLIO 1. Relativa alla commercializzazione delle sementi di piante oleaginose e da fibra; 2. relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole; 3. relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi; 4. che modifica la direttiva del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione delle sementi di cereali; 5. che modifica la direttiva del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione delle sementi di barbabietole; 6. che modifica la direttiva del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione dei tuberi-seme di patate; 7. che modifica la direttiva del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione delle sementi di piante foraggere. (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (68) 384
Vol. 1968/0070
 ---pagebreak--- Disclaimer
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concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---    COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                               COM(68)384 def .
                                                     Bruxelles , 18 giugno 1968
           _             PROPOSTE DI DIRETTIVE DEL CONSIGLIO
1 . Relativa alla commercializzazione delle sementi di piante oleaginose
    e da fibra ;
2 . relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante
    agricole ;                                !
3 . relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi ;
4 . che modifica la direttiva del Consiglio , del 14 giugno 1966 , relati­
    va alla commercializzazione delle sementi di cereali ;
5 . che modifica la direttiva del Consiglio , del 14 giugno 1966 , relati­
    va alla commercializzazione delle sementi di barbabietole ;
6 . che modifica la direttiva del Consiglio , del 14 giugno 1966 , relati­
    va alla commercializzazione dei tuberi-seme di patate ;                 /
7 . che modifica la direttiva del Consiglio , del 14 giugno 1966 , relati­
    va alla commercializzazione delle sementi di piante foraggere .
                              (                       ■    -                  ■ ■
                                                                         ».
                    ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
COM ( 68)384 def .-
 ---pagebreak---                                       RELAZIONE
1 . La produzione vegetale è un settore molto importante dell * agricoltura e il
    suo incremento qualitativo e quantitativo è uno dei principali obiettivi
    della politica agraria della Comunità.
    Uno dei mezzi per conseguire tale obiettivo è indubbiamente l' utilizzazione
    di sementi e di materiali di moltiplicazione di alta qualità.
    A tale scopo il Consiglio dei Ministri ha già adottato , su proposta della
    Commissione , sei direttive relative alla commercializzazione delle sementi
    di barbabietole , di piante foraggere e di cereali , nonché dei tuberi-seme
    di patate , dei materiali forestali di moltiplicazione ( 14 giugno 1966 ) e dei
    materiali di moltiplicazione vegetativa della vite (9 aprile 1968).
    Le sette direttive che formano oggetto delle presente proposta della Com­
    missione sono destinate a completare le misure esistenti e a modificare
    leggermente alcune delle direttive già adottate .
    Le organizzazioni professionali raggruppate nel quadro della Comunità sono
    state consultate per iscritto dalla Commissione . Le osservazioni formulate
    da alcune organizzazioni sono già state prese in considerazione nei lavori
    preparatori .
    In un plinto essenziale la proposta di direttiva relativa alla compilazione
    di un Catalogo comune delle varietà di piante agricole diverge dalle conce­
    zioni di quasi tutte le organizzazioni professionali . Questo aspetto verrà
    trattato più ampiamente più oltre nella presente relazione .
2 . La proposta di direttiva del Consiglio relativa alla commercializzazione
    delle sementi di piante oleaginose e da fibra ha lo scopo di inserire anche
    i generi e le specie di queste piante agricole nel quadro degli schemi già
    esistenti .
    La direttiva è fondata sul principio che in futuro potranno, essere ammesse
    alla commercializzazione nel territorio degli Stati membri e negli scambi
    intracomunitari soltanto le sementi certificate , aventi cioè l' identità
    e la purezza della varietà. ,
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E f tuttavia necessario autorizzare anche la commercializzazione di sementi
commerciali che offrano soltanto una garanzia d' identità della specie , poiché
per alcune         specie le necessità attuali non possono essere integralmente
coperte da sementi certificate .
Si noti comunque che questa categoria di sementi è destinata a scomparire pro­
gressivamente e al più presto .
Per le sementi certificate la direttiva prevede , analogamente alie direttive
già esistenti , le categorie " sementi di 'base " e " sementi certificate "; per al­
cune specie sono contemplate altresì 1 le categorie " sementi certificate di
seconda" ed eventualemente di "terza riproduzione ".
La direttiva riguarda tutti i generi e tutte le specie che rivestono interesse
per almeno uno Stato membro . Occorre pertanto prevedere per gli Stati nei
quali alcuni di questi generi non vengono normalmente moltiplicati o commer­
cializzati la possibilità di prescindere dalla certificazione ufficiale o ,
se trattasi di sementi commerciali , dal controllo ufficiale . Fermo rimane
che questa disposizione deve lasciare impregiudicato l' obbligo fatto agli
Stati membri di limitare la commercializzazione delle sementi alle sementi
certificate o a quelle commerciali .
Le analogie tra questa direttiva e le disposizioni già adottate per le altre
specie di piante agricole sono numerose , ma ovviamente è stato talora ne­
cessario tener conto di caratteristiche proprie delle piante oleaginose e
da fibra .
La direttiva prevede diverse misure ufficiali , quali la certificazione , il
controllo delle sementi commerciali , il prelievo di campioni ,, nonché la
chiusura e il contrassegno degli imballaggi contenenti sementi .
Le modalità di certificazione riguardanti la coltura , in particolare le
ispezioni in campo e i requisiti/reYa^ìvi alle colture vicine , nonché i
criteri cui devono soddisfare le sementi (purezza varietale , purezza spe­
cifica e facoltà germinativa minima) sono stabiliti nei diversi allegati .
Inoltre , allegati speciali fissano i pesi massimi dei lotti e i pesi minimi
dei campioni , nonché il contenuto e le dimensioni minime dell' etichetta
ufficiale .
                                                                      • • •/ • • •
 ---pagebreak---   Come le direttive già adottate , la proposta relativa alle piante oleaginose
  e da fibra contiene une disposizione ohe autorizza la moltiplicazione di
  sementi fuori degli Stati membri . Tale clausola consente agli Stati della
  Comunità di certificare le sementi la cui moltiplicazione è stata effettuata
  in altri Stati membri o in paesi terzi , se le sementi in causa provengono
  direttamente da sementi certificate dallo Stato membro che si avvale di
  questa disposizione . Inoltre , la coltura deve essere stata sottoposta, con
  risultati soddisfacenti , a un' ispezione in campo nel paese di moltiplica­
  zione e le sementi devono rispondere ai requisiti minimi previsti dalla
  direttiva .- •
  E' altresì * possibile accordare l' equivalenza alle sementi controllate in
                                             ©
  un paese terzo . In tal caso , come per la constatazione dell' equivalenza
  delie ispezioni in campo , spetta al Consiglio decidere , su proposta della
  Commissione , se l' equivalenza possa essere accordata.
  In caso di difficoltà di approvvigionamento , la Commissione deve poter au­
  torizzare uno o più Stati membri ad ammettere temporaneamente alla commer­
  cializzazione sementi rispondenti a requisiti ridotti .
  Uno dei principi fondamentali della direttiva è dato dalla disposizione ,
  secondo la quale una semente rispondente ai requisiti previsti dalla diret­
  tiva puo r essere soggetta soltanto alle restrizioni di commercializzazione
" espressamente previste dalla direttiva per quanto riguarda le sue carat­
  teristiche , le disposizioni relative al controllo , il contrassegno e la
  chiusura ..
  Sono esclusi dalla direttiva, e rimangono quindi di competenza delle legi­
  slazioni nazionali , gli scambi a. carattere non commerciale e le sementi
  destinate all' esportazione verso paesi terzi . Il primo caso non presenta
  alcun , interesse economico nel quadro di una regolamentazione comunitaria ;
  le misure relative alle sementi destinate all' esportazione verso i paesi
  terzi devono invece rispondere sempre alle esigenze poste da tali Stati .
  Come per lé specie di piante già soggette alle regolamentazioni comunitarie ,
  devono essere creati campi comparativi anche per le piante oleaginose e da
  fibra . I campi serviranno anzitutto ad armonizzare i metodi tecnici di
  certificazione e testimonieranno in seguito dell' efficacia della certifica­
  zione nei diversi Stati membri e nei paesi terzi .
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    Il Comitato permanente per le sementi e i materiali di moltiplicazione agri­
    coli , orticoli e forestali istituito con decisione del Consiglio del 14
    giugno 1966 dovrà inoltre assumere alcune funzioni , tanto per le misure
    che devono essere promulgate dalla Commissione , quanto a titolo di Comitato
    di esperti in materia di campi comparativi .
3 . La proposta di direttiva relativa al Catalogo comune delle varietà delle
    specie di piante agricole tiene conto dell' obbligo derivante dalle disposi­
    zioni -"ad hoc " contenute nelle direttive relative alla commercializzazione
    delle sementi di barbabietole , di piante foraggere e di cereali , nonché dei
    tuberi-seme di patate .
    Tutte queste direttive prevedono da compilazione di un tale catalogo al più
    tardi per il 1° gennaio 1970 , vale a dire prima della fine del periodo tran­
    sitorio del Mercato comune .
    La proposta riguarda tutti i gruppi di piante sopra menzionati , nonché le
    piante oleaginose e da fibra .
    Poiché per il momento non è ancora possibile creare un' autorità comune per
    la certificazione varietale delle specie di piante agricole , il Catalogo
    comune delle varietà deve essere stabilito sulla base dei cataloghi nazionali .
    Di conseguenza , la proposta di direttiva prevede che tutti gli Stati membri
    stabiliranno un catalogo delle varietà ammesse alla certificazione nel loro
    territorio .
    Le condizioni di ammissione sono fondate su principi unificati . Le varietà
    devono essere distinte , stabili e sufficientemente omogenee . Inoltre , devono
    presentare un soddisfacente valore agronomico e di utilizzazione .
    Poiché le prime tre condizioni sono già acquisite a norma delle direttive
    adottate in precedenza , rimane ora da aggiungere il valore agronomico e di
    utilizzazione . In alcuni Stati membri tale elemento è già stato previsto
    come condizione per l' ammissione ; tuttavia , i Paesi Bassi e la maggior parte
    delle organizzazioni professionali rifiutano in linea generale di riconoscere
    questo criterio ; l' Italia limita il suo rifiuto alla commercializzazione' delle
    sementi nel . territorio nazionale . Nondimeno , è opportuno considerare il .
    valore agronomico e di utilizzazione come criterio per l' ammissione , poiché è
    necessario garantire che soltanto le migliori varietà vengano moltiplicate
    e presentate sul mercato .
 ---pagebreak--- Al riguardo si riconosce tuttavia che il valore agronomico e di utilizzazione
attribuito ad una varietà in uno Stato membro non sempre riveste lo stesso
interesse per tutti gli altri Stati membri . Questa differenza trae origine
dalle condizioni ecologiche che differiscono secondo i paesi della Comunità .
E * pertanto necessario che gli Stati membri abbiamo la possibilità di esclu­
dere dalla commercializzazione nel proprio territorio le sementi delle varietà
che rappresentano un pericolo per la salute degli uomini , degli animali o
dei vegetali o che non hanno un valore agronomico e di utilizzazione soddisfa­
cente .
Ma è emerso che la sola fissazione di condizioni comuni di ammissione non
bastava e che , nei limiti del possibile , bisognava adottare nei confronti
di questa stesse condizioni dei criteri d' esame vinificati e dei requisiti mini­
mi relativi all' esecuzione degli esami . Poiché si tratta nella fattispecie
di decisioni puramente tecniche legate all' applicazione della direttiva e
che saranno costantemente soggette a modifiche , è indicato affidarne l' ado­
zione alla Commissione . L' elaborazione dei criteri e dei requisiti deve
essere ultimata dalla Commissione in tempo utile , di modo che l' adozione
possa aver luogo immediatamente dopo l' entrata in vigore della direttiva .
Le disposizioni relative alla selezione conservativa delle varietà ammesse
nei cataloghi nazionali , alla durata dell' ammissione e alle revoche antici­
pate devono essere unificate . Inoltre , occorre vigilare affinché gli Stati
membri siano informati in maniera soddisfacente circa le ammissioni nazio­
nali e il loro eventuale annullamento .
Il punto essenziale della direttiva è costitutito dal legama istituito tra i
cataloghi nazionali e il Catalogo comune delle varietà CEE .
Poiché la creazione di un' istituzione sovrarregionale e conseguentemente
qualsiasi potere decisionale di lina tale istituzione sono per il momento
esclusi , il passaggio di una varietà ammessa sul piano nazionale al Catalogo
comune delle varietà deve necessariamente essere automatico . Finora il
Governo francese si è opposto a questa concezione , mentre gli altri Stati
mebri e le organizzazioni professionali l' hanno accettata.
Ma le opinioni relative a questo automatismo differiscono ancora secondo gli
Stati mèmbri . La proposta di compromesso della Commissione è fondata sul
principio che una varietà deve essere certificata almeno in due Stati membri
 ---pagebreak--- prima di poter passare al Catalogo comune delle varietà . Questa disposizione
garantisce che , all' atto di controlli ufficiali , è stato constatato un certo
valore agronomico e di utilizzazione sovrarregionale , cioè per almeno due
Stati membri .
Tutti questi principi di "base riguardano le varietà che saranno ammesse in
futuro . Ma occorre che le varietà già ammesse negli Stati membri abbiano a
loro volta la possibilità di figurare nel Catalogo comune . Questa promozione
deve essere subordinata al successo della moltiplicazione di tali varietà
nei diversi Stati membri , aspetto che consentirebbe di valutare l' interesse
che le varietà rivestono attualmente per l' agricoltura . Una percentuale
del 3 % della superficie totale di moltiplicazione di una varietà che abbia
subito con successo l' ispezione in campo in almeno uno Stato membro in tre
periodi di vegetazione sembra essere una soluzione ragionevole per il passaggio
di varietà già ammesse sul piano nazionale al Catalogo comune delle varietà .
La tesi sostenuta da un Governo , che cioè la percentuale dovrebbe riferirsi
alla superficie totale della Comunità , recherebbe indubbiamente pregiudizio
alle varietà degli Stati membri territorialmente ristretti .
Tutte le varietà iscritte nel Catalogo comune saranno pubblicate immediata­
mente dalla Commissione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità sotto il
titolo " Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole". Le
sementi di tali varietà non potranno essere soggette nella Comunità ad
alcuna restrizione in materia di commercializzazione basata sulla varietà .
A prescindere dai cataloghi nazionali e dal Catalogo comune delle varietà ,
la direttiva lascia agli Stati membri la facoltà di stabilire registri
nazionali descrittivi delle varietà . Il Governo olandese e quasi tutte le
organizzazioni professionali che non accettano il valore agronomico e di
utilizzazione come criterio nazionale per l' ammissione ritengono che questi
registri delle varietà potrebbero esercitare una funzione regolatrice consen­
tendo agli agricoltori dei diversi Stati membri di formarsi una chiara opi­
nione delle varietà .
E' necessario prevedere la possibilità di constataro se gli esami e i controlli
di varietà effettuati in paesi terzi siano equivalenti a quelli effettuati
nella Comunità ; il Consiglio deciderà in materia su proposta della Commissione .
Inoltre , la direttiva non fa distinzione alcuna tra le varietà originarie della
Comunità e quelle dei           paesi terzi . E' necessario soltanto che la
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      varietà abbia un valore agronomico e di utilizzazione per la Comunità e
      abbia risposto a tutti i requisiti per l' ammissione al catalogo nazionale .
      Il Comitato permanente per le sementi e i materiali di moltiplicazione
      agricoli , orticoli e forestali sarà chiamato a pronunciarsi sulle misure
      previste dalla Commissione .
4 . Le proposte di modifica delle direttive del Consiglio , del 14 giugno 1966 .
      relative alla commercializzazione delle sementi di barbabietole , di piante
      foraggere e di cereali , nonché dei tuberi-seme di patate , sono fondate
      anzitutto sulle modifiche rese necessarie dalla nuova direttiva di cui
      al punto 3 relativa a un Catalogo comune delle varietà delle specie di
      piante agricole .
      Inoltre , esse prevedono modifiche corrispondenti all' evoluzione delle
      conoscenze tecniche e scientifiche .
      Poiché i cataloghi delle specie sono in parte molto voluminosi , gli Stati
      membri saranno autorizzati a prescindere da una certificazione ufficiale
      delle specie che non hanno importanza per il loro territorio .
      Alcune specie di piante foraggere e di cereali non considerate precedente­
      mente devono essere inserite nelle direttive CEE già adottate .
   . Inoltre , i requisiti applicabili alle sementi di barbabietole saranno
      adeguati alle raccomandazioni più recenti dell 'Institut International de
      Recherches Betteravières e . al sistema di certificazione dell' OCSE . .
5 » La proposta di direttiva relativa alla commercializzazione delle sementi
      di ortaggi prevede per questo genere di sementi una regolamentazione di­
      stinta da quella per le sementi delle specie di piante "agricole". La
      distinzione è giustificata dal fatto che si tratta di due settori del
      tutto indipendenti .
    , Tra le due, regolamentazioni vi è nondimeno un pronunciato parallelismo che
      appare evidente nella proposta di direttiva.
      Per quanto riguarda il problema della compilazione di un "Catalogo comune
      delle varietà delle specie di ortaggi ", la differenza fondamentale rispetto
      alle piante delle specie agricole è che il valore agronomico e di utilizza­
      zione deve essere escluso come aondi zione per l' ammissione .
                                                                          •/
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Tutte le organizzazioni professionali e gli Stati membri , salvo la Francia ,
concordano su questo punto ; l' apprezzamento del "valore " di un ortaggio
di una data specie dipende infatti in larga misura dai gusti personali
dei consumatori . In linea generale questi gusti differiscono da imo Stato
membro all 'altro e anche all' interno di uno stesso Stato membro . Sembra
pertanto impossibile giungere per le diverse varietà ad un apprezzamento
valido per tutta la Comunità . Nondimeno , nella misura in cui il Governo
francese accetti di considerare il valore agronomico e di utilizzazione come con-
pJ"r ^''ammissione delle specie di ortaggi , questa caratteristica, che può 1
assumere importanza generale per la Comunità specie in- casi come la resi­
stenza di una varietà agli organismi nocivi , potrebbe essere messa conve­
nientemente in evidenza per l' agricoltore e per l' orticoltore nel quadro
della descrizione della varietà .
Secondo la concezione della proposta della Commissione , il Catalogo comune
delle varietà delle specie di ortaggi si presenta praticamente come una
somma dei cataloghi nazionali » In tutti gli altri punti si nota , per
quanto riguarda il Catalogo comune un parallelismo con la proposta di di­
rettiva/acf^im^atalogo comune per le specie di piante agricole . Questo
parallelismo si riscontra in larga misura anche nelle disposizioni re­
lative alla commercializzazione delle sementi . Per l' essenziale ci si può *
pertanto riferire alla parte della presente relazione riguardante la pro­
posta di direttiva relativa alla commercializzazione delle sementi di piante
oleaginose e da fibra ( cfr . punto 2).
La proposta relativa alle sementi di ortaggi comporta alcune differenze
fondamentali nei punti seguenti :
a) per le sementi di ortaggi sarà possibile fin dall' inizio limitare la
    commercializzazione alle sementi che presentano la dovuta identità e
    purezza della varietà . Ma per il momento è impossibile autorizzare la
    commercializzazione unicamente di sementi certificate . Questa impos­
    sibilità è dovuta al fatto che il settore degli ortaggi è ancora dominato
    da varietà che non sono proprietà di costitutori d' origine , ma che ap­
    partengono al dominio pubblico . La loro selezione conservativa può' pertanto
    essere praticata da chiunque .
    Il quadro genealogico di queste varietà è in genere meno ben delimitato
    di quello delle verietà prodotte da singoli costitutori .
                                                               • • •/ • • «
 ---pagebreak---     Come per i materiali di moltiplicazione vegetativa della vite , appare
    opportuno prevedere per le sementi di ortaggi una categoria " sementi standard".
    Si tratta di sementi di ortaggi la cui identità e purezza della. varietà
    sono controllate a posteriori nel quadro di controlli per sondaggio ef­
    fettuati in campo . Per la coltura degli ortaggi vi è interesse a che
    questa categoria venga progressivamente eliminata almeno per alcune specie .
    Finché la Commissione non prowederà in merito , gli Stati membri devono
    essere autorizzati ad adottare le misure necessarie nel quadro delle loro
    competenze . Il Governo olandese e le organizzazioni professionali competen­
    ti in materia di produzione e di commercializzazione di sementi di or­
    taggi si oppongono a che una tale autorizzazione venga concessa agli Stati
    membri .
b ) Come per le piante delle specie agricole , tutte le sementi di base devono
    essere oggetto di ispezioni ufficiali in campo'. Nel caso delle sementi
    certificate deve bastare un' ispezione in campo effettuata dal responsabile
    della * commercializzazione . Questa ispezione deve tuttavia essere controllata
    ufficialmente per sondaggio almeno nel 20 % dei casi . Le sementi certifi­
    cate sono , come le sementi standard , soggette a un controllo per sondaggio
    effettuato a "posteriori ".
c ) Le sementi di ortaggi sono commercializzate soprattutto in piccoli imbal­
    laggi . Ciò * crea difficoltà per quanto riguarda la chiusura e il contras­
    segno ufficiali delle sementi immesse nel mercato .
    Poiché per le sementi standard la responsabilità principale è di chi
    immette le sementi in commercio , è opportuno incaricare questa persona
    sinché della chiusura e del contrassegno . Per le sementi della categoria
    " sementi di base" si possono e si devono conservare una chiusura e un
    contrassegno ufficiali , poiché i piccoli imballaggi in questo caso   non
    hanno importanza . Per la categoria " sementi certificate", il contrassegno
    ufficiale è esigibile soltanto per i grandi imballaggi . I piccoli imbal­
    laggi contenenti "sementi certificate " devono essere necessariamente
    trattati come le sementi "standard". Questo punto di vista corrisponde
    in ogni caso a quello delle organizzazioni professionali competenti e al
    parare espresso da almeno la metà degli Stati membri . Per converso , se
    si aderisse al parere dell' altra metà degli Stati membri tendente a lasciare
    alle regolamentazioni nazionali il compito di regolare il problema dei
    piccoli imballaggi di "sementi certificate", la maggioranza delle "sementi
    certificate " non potrebbe essere ammessa agli scambi intracomunitari , a
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       meno che le sementi non fossero state degradate al rango di "sementi standard",
       sfuggendo cosi' alla regolamentazione relativa alla chiusura e al contras-
     - segno ufficiali . Ma una tale soluzione contrasterebbe con la regolamentazione
       comunitaria che da un punto di vista qualitativo , riserva il primo posta
       alle sementi certificate .
    d) Poiché le sementi di ortaggi vengono sovente moltiplicate fuori della Co­
       munità , è opportuno derogare , almeno per un periodo transitorio , alle
       disposizioni applicabili alle specie di piante agricole prevedendo allegge­
       rimenti per la certificazione delle sementi prodotte nei paesi terzi da
       sementi certificate nella CEE . In effetti , per il momento non sembra pos­
       sibile pretendere di trovare nei paesi terzi delle ispezioni ufficiali
       in campo rispondenti perfettamente ai principi di base comunitari .
6 . Tutte le proposte di direttive prevedono che . la loro trasposizione nella le­
    gislazione nazionale degli Stati membri dovrà essere effettuata al più tardi
    per il 1° luglio 1969 » Questa data corrisponde a quella già prevista nelle
    direttive esistenti per le specie di piante agricole e garantisce di conse­
    guenza l' instaurazione simultanea di una regolamentazione uniforme per le
    sementi e i materiali di moltiplicazione .
 ---pagebreak---                     1 . PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                 relativa alla commercializzazione delle sementi
                         di piante oleaginose e da fibra
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ » EUROPEE ,
Vistp il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e in particolare
l' articolo 43 »
Vista la proposta della Commissione ,
Visto il parere del Parlamento Europeo ,
Considerando che la produzione di piante oleaginose e da fibra oocupa un . posto
importante nell' agricoltura della Comunità Economica Europea ;
Considerando che i risultati soddisfacenti della coltura di piante oleaginose
e da fibra dipendono in larga misura dall' utilizzazione di sementi adeguate ;
che alcuni Stati membri hanno pertanto limitato la commercializzazione delle
sementi di alcune specie di piante alle sementi di alta qualità ; che essi hanno
beneficiato del risultato dei lavori di sistematica selezione delle piante
intrapresi da tempo e che hanno portato a varietà sufficientemente stabili
ed omogenee , le cui caratteristiche consentono di prevedere sostanziali
vantaggi per le utilizzazioni perseguite ;
Considerando che tuia maggiore produttività delle colture di piante oleaginose
e da fibra nella Comunità sarà ottenuta con l' applicazione da parte degli
Stati membri di norme unificate e il più possibile rigorose circa la scelta
delle varietà ammesse alla commercializzazione ;
Considerando tuttavia che una limitazione della commercializzazione ad alcune
varietà è giustificata soltanto se esiste al tempo stesso la garanzia per
l' utilizzatore di poter effettivamente ottenere sementi di queste stesse
varietà ;   .
Considerando che a tal fine alcuni Stati membri applicano sistemi di certifi­
cazione aventi lo scopo di garantire l' identità e la purezza della varietà
mediante un controllo ufficiale ;
 ---pagebreak--- Considerando che occorre stabilire per la Comunità un sistema unificato di
certificazione fondato sulle esperienze acquisite nell' applicazione dei si­
stemi predetti ;
Considerando che , in linea generale , le sementi di piante oleaginose e da
fibra devono poter essere commercializzate solo se , conformemente alle norme
di certificazione , sono state ufficialmente esaminate e certificate come se­
menti di base o sementi certificate ; che la scelta dei termini tecnici "sementi di
base " e "sementi certificate" è basata sulla terminologia già esistente nella
Comunità e sul piano internazionale ;
Considerando che occorre inoltre ammettere delle sementi commerciali per
tener conto del fatto che ancora non esistono per tutti i generi e tutte le
specie di sementi di piante oleaginose e da fibra aventi importanza colturale
le varietà volute e sufficienti quantità di sementi delle varietà esistenti
per coprire tutto il fabbisogno della Comunità ; che è pertanto necessario
ammettere per alcuni generi e specie delle sementi di piante oleaginose e
da fibra non appartenenti ad una varietà , ma rispondenti alle altre condizioni
imposte dalla regolamentazione ;
Considerando che , data la loro scarsa importanza economica , occorre escludere
le sementi di piante oleaginose e da fibra non commercializzate dal campo
d' applicazione delle norme comunitarie ; che non deve essere pregiudicato il
diritto degli Stati membri di sottoporre tali sementi a prescrizioni parti­
colari ;
Considerando che le norme comunitarie non devono essere applicate alle sementi
per le quali sia provato che sono destinate all' esportazione verso i paesi ter­
zi ;
Considerando che , per migliorare , altre al valore genetico , la qualità este­
riore delle sementi di piante oleaginose e da fibra della Comunità , devono
essere previste determinate condizioni per quanto concerne la purezza specifi­
ca e la facoltà germinativa ;
Considerando che occorre estendere il campo d' applicazione della direttiva
ad un catalogo dei generi e delle specie per quanto possibile oompleto ; che
nondimeno , non tutti i generi e tutte le specie vengono moltiplicati in tutta
la Comunità e che gli Stati membri devono pertanto essere autorizzati a pre­
scindere da lina certificazione ufficiale o da un controllo ufficiale delle
 ---pagebreak---                                           - 3 -
 sementi commerciali qualora nel loro territorio non esista una moltiplica­
 zione o una commercializzazione delle sementi di dette specie ; che una tale
 misura non deve tuttavia pregiudicare l' obbligo degli Stati membri di limitare
 la commercializzazione delle sementi alle sementi certificate !
 Considerando che , per garantire l' identità delle sementi , devono essere
 stabilite norme comunitarie relative all' imballaggio , al prelievo dei cam­
 pioni , alla chiusura e al contrassegno ; che a tal fine le etichette devono
recare le indicazioni necessarie all' esercizio del controlloufficiale e
all' informazione dell' utilizzatore e porre in evidenza , per le sementi cer­
tificalo delle diverse categorie , il carattere comunitario della certifica­
 zione ;
Considerando che , per assicurare in fase di commercializzazione il rispetto
sia delle condizioni relative alla qualità delle sementi , sia delle disposi­
 zioni intese a garantirne l' identità ; gli Stati membri devono prevedére di­
sposizioni di controllo adeguate ;      .
Considerando che le sementi rispondenti a tali condizioni devono essere soggette ,
fatta salva l' applioazione dell' articolo 36 del Trattato , unicamente alle
restrizioni di commercializzazione previste dalle norme comunitarie ;
Considerando che è necessario riconoscere , a determinate condizioni , l' equivar-
lenza fra sementi moltiplicate in un altro paese da sementi di base certifi­
cate in uno Stato membro e sementi moltiplicate nello stesso Stato membro ;
Considerando d' altra parte che occorre prevedere che le sementi di piante
oleaginose e da fibra raccolte in paesi terzi possono essere commercializ­
 zate nella Comunità soltanto se offrono le stesse garanzie delle sementi
ufficialmente certificate o ufficialmente ammesse come sementi commerciali
nella Comunità e conformi alle norme comunitarie ;
Considerando che , per periodi nei quali l' approvvigionamento di sementi cer­
tificate delle diverse categorie 0 di sementi commerciali incontri difficoltà ,
occorre ammettere provvisoriamente sementi soggette a requisiti ridotti ;
Considerando che , per armonizzare i metodi tecnici di certificazióne dei
vari Stati membri e per procurare per il futuro possibilità di raffronto
tra le sementi certificate all' interno della Comunità e quelle provenienti
                                                                   • • •/ • • •
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da paesi terzi , e opportuno creare negli Stati membri campi comparativi comu­
nitari per consentire un controllo annuale a posteriori delle diverse cate­
gorie di sementi certificate ;
Considerando che è opportuno affidare alla Commissione il compito di adottare
determinate misure di applicazione ; che , per facilitare l' attuazione delle di-*
sposizioni previste , è opportuno prevedere vuaa procedura che instauri una
stretta cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione nell' ambito
del Comitato permanente per le sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli ,
orticoli e forestali ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                    Articolo 1
La presente direttiva riguarda le sementi di piante oleaginose e da fibra
commercializzate all' interno della Comunità,
                                    Articolo 2
Ai sensi della presente direttiva si intende per :
A. Piante oleaginose e da fibra : le piante dei generi e delle specie seguenti :
   Arachis hypogaea L.                                    Arachide
   Brassica campestris L. ssp . oleifera                  Ravizzone
   [~Metzg.J/ Sinsk.
   Brassica juncea L.             .                       Senape bruna
   Brassica napus L. ssp . oleifera                       Colza
   ^~Metzg._/ Sinsk
   Brassica nigra (L. ) W. Koch                           Senape nera
   Cannabis sativa L.                                     Canapa
   Carum carvi L.                                         Cumino
   Gossypium sp .                                         Cotone
   Helianthus annuus L.                                   Girasole
   Linum usitatissimum L.                                 Lino
   Papaver somniferum L.                                  Papavero ,
   Ricinus communis L.                                    Ricino
   Sesamum orientale L.                                   Sesamo
   Sinapis alba L.                                        Senape bianca
   Soia hispiola L.                                       Soia
B. Sementi di base : le sementi
   a) prodotte sotto la responsabilità del costitutore secondo metodi di
      selezione per la conservazione della varietà ,
   b) previste per la produzione di sementi della categoria "sementi certi­
      ficate " o delle categorie "sementi certificate di prima riproduzione" o
      "sementi certificate di seconda riproduzione ",
                                                                   • • •/ • • •
 ---pagebreak---  c ) conformi , fatto salvo quanto disposto all' articolo 4i alle condizioni
     previste dagli allegati I e II per le sementi di base , e
 d) per le quali , all' atto di un esame ufficiale , sia stata constatata
     la rispondenza alle condizioni summenzionate .
 Sementi certificate (ravizzone , senape bruna , colza , senape nera , canapa ,
 cumino , cotone , girasole , ricino , senape bianca) :
 le sementi
a) provenienti direttamente da sementi di base di una varietà o , a ri­
     chiesta del costitutore , da una generazione anteriore alle sementi di
     base che , all' atto di un esame ufficiale , possano soddisfare e abbiano
     soddisfatto alle condizioni previste dagli allegati I e II per le
     sementi di base ,                ,
b ) previste per la produzione di piante ,
c ) conformi , fatto salvo quanto disposto all' articolo 4 » lettera b ) f alle
     condizioni previste dagli allegati I e II per le sementi certificate , e
d) per le quali , all' atto di un esame ufficiale , sia stata constatata
     la rispondenza alle condizioni summenzionate .
Sementi certificate di prima riproduzione (arachide , lino , papavero ,
sesamo , soja) :                                                  -
le sementi
a) provenienti direttamente da sementi di base di una varietà o , a ri­
     chiesta del costitutore , da una generazione anteriore alle sementi
     di base che , all' atto di un esame ufficiale , possano soddisfare e
     abbiano soddisfatto alle condizioni previste dagli allegati I e II
     per le sementi di base ,
b ) previste sia per la produzione di sementi della categoria "sementi
     certificate di seconda riproduzione ", sia per la produzione di piante ,
tì ) conformi alle condizioni previste dagli allegati I e II per le sementi
     oertofocate ,
d) per le quali , all' atto di un esame ufficiale , sia stata constatata la
     rispondenza alle condizioni summenzionate . - :
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E. Sementi certificate di seconda riproduzione ( arachide , lino , papavero ,
   sesarao , soja) :
   le sementi
   a) provenienti direttamente da semeati di base , da sementi certificate
        di prima riproduzione di una varietà o , a richiesta del costitutore ,
      . da una generazione anteriore alle sementi di base che , all' atto di
        un esame ufficiale , possano soddisfare e abbiano soddisfatto alle
        condizioni previste dagli allegati I e II per le sementi di base ,
   b) previste per la produzione di piante ,
   c ) conformi alle condizioni previste dagli allegati I e II per le se­
        menti certificate ,
   d) per le quali , all' atto di un esame -ufficiale , sia stata constatata
        la rispondenza alle condizioni summenzionate .
F. Sementi certificate di terza riproduzione ( lino ) : le sementi
   a) provenienti direttamente da sementi di base , da sementi certificate
        di prima riproduzione o di seconda riproduzione di una varietà o , a
        richiesta del costitutore , da una generazione anteriore alle sementi
        di base che , all' atto di un esame ufficiale , possano soddisfare e
        abbiano soddisfatto alle condizioni previste dagli allegati I e II
        per le sementi di base ,
   b ) previste per la produzione di piante ,
   c ) conformi alle condizioni previste dagli allegati I e II per le sementi
        certificate ,
   d) per le quali , all' atto di un osarne ufficiale , sia stata constatata
        la rispondenza alle condizioni summenzionate .
G. Sementi commerciali : le sementi
   a) che presentano l' identità della specie ,
   b) conformi , fatto salvo quanto disposto all' articolo 4 > lettera b),
        alle condizioni previste dall' allegato I per le sementi commerciali ,
        e
   c ) per le quali , all' atto di un esame ufficiale , sia stata constatata
        la rispondenza alle condizioni summenzionate .
H. Disposizioni ufficiali : le disposizioni che sono adottate
   a) dalle autorità di uno Stato o ,
   b) sotto la responsabilità dello Stato , da persone giuridiche di diritto
        pubblico o privato o ,                                         /
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    c ) per attività ausiliarie , sempre sotto il controllo dello Stato , da
        persone fisiche vincolate da giuramento ,
    a condizione che le persone indicate sub l)e c ) non traggano profitto par­
    ticolare dal risultato di dette disposizioni .
2 . Gli Stati membri possono
    a) prevedere che una certificazione ufficiale delle sementi o tua controllo
        delle sementi commerciali non ha luogo se la moltiplicazione o la
        commercializzazione di tali sementi non esiste normalmente nel loro
        territorio ,
    b) per un periodo transitorio di due anni al massimo a decorrere dall' entrata
        in vigore delle disposizioni legislative , regolamentari ed amministra­
        tive necessarie per conformarsi alle disposizioni della presente diret­
        tiva e in deroga al paragrafo 1 , lettere C,D , E e P , certificare come
        sementi certificate delle sementi provenienti direttamente da sementi
        ufficialmente controllotate in uno Stato membro secondo il sistema
        attuale e che offrano le stesse garanzie delle sementi certificate
        secondo ì principi della presente direttiva . Questa disposizione è
        applicabile anche nel caso delle sementi certificate di prima o even­
        tualmente di seconda riproduzione previsto al paragrafo 1 , lettere
        E e P.
                                       Articolo 3
1 . Gli Stati membri prescrivono che sementi di :
    Brassica campestris L. ssp . oleifera (Metzg.) Sinsk
    Brassica napus L. ssp . oleifera (Me'tz .) Sinsk
    Cannabis sativa L.
    Gossypium sp .
    He liant hus annuus L.     <
    Linum usitatissimum L. Partim - / Lino tessile
    possono essere commercializzate soltanto se sono state ufficialmente
    certificate come "sementi di base" o "sementi certificate " e rispondono
    alle condizioni previste all' allegato II .
2 . Gli Stati membri prescrivono che sementi delle specie di piante oleaginose
    e da fibra diverse da quelle elencate al paragrafo 1 possono essere
    commercializzate soltanto se si tratta di sementi che sono state uffi­
    cialmente certificate come "sementi di base" p "sementi certificate"
    oppure di sementi commerciali e se tali sementi rispondono inoltre alle
    condizioni previste all' allegato II .
                                                                     • • ♦/• • •
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3 . Secondo la procedura prevista all' articolo 20 , può' essere prescritto che
    sementi delle specie di piante oleaginose o da fibra diverse da quelle
    elencate al paragrafo 1 possono essere commercializzate a decorrere da date deter­
    minate soltanto se sono state ufficialmente certificate come " sementi di
    base " o " sementi certificate ". .
4 . Gli Stati membri vigilano affinché gli esami ufficiali delle sementi siano
    effettuati secondo i metodi internazionali in uso , ove tali metodi esistano .
5 . Gli Stati membri possono prevedere deroghe alle disposizioni dei paragrafi
    1 e 2 :    ,
    a) per sementi di selezione di generazioni anteriori alle sementi di base ;
    b) per prove sperimentali o a scopi scientifici ;
    c ) per lavori di selezione ;
    d) per sementi in natura commercializzate ai fini del condizionamento , a
        condizione che loro identità sia garantita .
                                        Articolo 4
Gli Stati membri possono tuttavia autorizzare , in deroga alle disposizioni
dell 1 articolo 3 :
a) la certificazione ufficiale e la commercializzazione di sementi di base
    non rispondenti alle condizioni previste dall' allegato II per quanto ri­
    guarda la facoltà germinativa ; all' uopo vengono adottare disposizioni
    opportune perchè il fornitore garantisca una determinata facoltà germina­
    tiva che egli indica per la commercializzazione su una speciale etichetta
    recante il suo nome e indirizzo , nonché il numero di riferimento del lotto ;
b) nell' interesse di un rapido approvvigionamento di sementi , la certificazione
    ufficiale o l' ammissione ufficiale e la commercializzazione fino al primo
    destinatario commerciale di sementi delle categorie " sementi di base ",
   "sementi certificate" o " sementi commerciali " per le quali non sia terminato
    l' esame ufficiale volto a controllare la rispondenza alle condizioni pre­
    viste dall' articolo II per la facoltà germinativa . La certificazione viene
    concessa a condizione che sia presentato un rapporto di analisi provvisoria
    della semente e sia indicato il nome e l' indirizzo del primo destinatario ;
    sono adottate disposizioni opportune perchè il fornitore garantisca la fa­
    coltà germinativa risultante dall' analisi provvisorie } tale facoltà germi­
                                                                      • • •/ • • •
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     nativa deve essere indicata per la commercializzazione su un' etichetta
     speciale recante il nome e l' indirizzo del fornitore , nonché il numero
     di riferimento del lotto .
Queste disposizioni non sono applicabili alle sementi importate dai paesi terzi ,
fatti salvi i casi previsti all' articolo 14 per le moltiplicazioni effettuate
al di fuori della Comunità .
                                      Articolo 5
Gli Stati membri possono stabilire , per quanto si riferisce agli allegati
I e II , condizioni supplementari o più rigorose per la certificazione e per
l' esame delle sementi commerciali della loro produzione .
                                      Articolo 6                             ;
Gli Stati membri prescrivono che tutte le informazioni relative ai componenti
genealogici delle varietà ibride , delle varietà sintetiche o simili devono
essere fornite al servizio di certificazione .
Su richiesta del costitutore , gli Stati membri vigilano affinché la descrizione
dei compenentL genealogici sia tenuta segreta.
                                      Articolo 7
1 . Gli Stati membri prescrivono che , durante l' esame delle sementi per la cer-
. _. tificaziono durante 1 'eaame delle sementi commerciali , i oampioni devono
     essere prelevati ufficialmente secondo metodi adeguati .
2 . Durante l' esame delle sementi per la certificazione e durante l''esame delle
     sementi commerciali , i campioni sono prelevati da lotti omogenei } nell' al­
     legato III sono indicati il peso massimo di un lotto e il peso minimo del
     campione .             • "
                                      Articolo 8
1 . Gli Stati membri prescrivono che sementi di base , sementi certificate di
     ogni tipo e sementi commerciali possono essere commercializzate soltanto
     in lotti sufficientemente omogenei e in imballaggi chiusi , muniti , confor­
     memente alle disposizioni degli articoli 9 e 10 , di mi sistema di chiusura
     e di un oontrassegno .
2 . Gli Stati membri possono prevedere , per la commercializzazione di piccoli
     quantitativi al consumatore diretto , delle deroghe alle disposizioni del
     paragrafo 1 per quanto riguarda l' imballaggio , il sistema di chiusura e il
     contrassegno .
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                                           Articolo 9
1 . Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi di sementi di base , di
    sementi certificate di ogni tipo e di sementi commerciali siano ufficial­
    mente chiusi in modo che l' apertura dell' imballaggio comporti il dete­
    rioramento del sistema di chiusura e l' impossibilità di riscostituirlo .
2 . Qualsiasi nuova chiusura deve essere effettuata ufficialmente . In tal caso ,
    si menzionerà sull' etichetta prevista all' articolo 10 , paragrafo 1 , anche
    la nuova operazione di chiusura , la data della medesima e il servizio che
    l' ha effettuata .
                                           Articolo 10
1 . Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi di sementi di base , di se­
    menti certificate di ogni tipo e di sementi commerciali
    a) devono essere muniti , all' esterno , dell' etichetta ufficiale di cui all' al­
        legato IV redatta in una delle lingue ufficiali della Comunità ; l' appli­
        cazione dell' etichetta è assicurata a mezzo del sistema ufficiale di
        chiusura ; il colore dell' etichetta è bianco per le sementi di base ,
        azzurrò per le sementi certificate di prima riproduzione da sementi
        di base , rosso per le sementi certificate delle successive riproduzioni
        da sementi di base e marrone per le sementi commerciali ; se , nel caso
        previsto all' articolo 4 » lettera a), le sementi di base non rispondono
        alle condizioni fissate all' allegato II per la facoltà germinativa, tale
        circostanza deve essere menzionata sull' etichetta ;
    b) devono contenere all' interno un attestato ufficiale , dello stesso colore
        dell' etichetta , che ripeta le indicazioni previste all' allegato IV per
        l' etichetta stessa ; l' attestato non è indispensabile quando le indica­
        zioni previste dall' allegato IV, parte A, lettera a), nn. 4 » 5 e 6 , e ,
        per le sementi commerciali , alla lettera b ), nn . 1 , 4 e 5t sono stampate
        in modo indelebile sull ' imballaggio .
2 . Gli Stati membri possono prevedere deroghe al paragrafo 1 per i piccoli
    imballaggi .
                                                                     • • </ • • •
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                                         "  Articolo 11
Non è pregiudicato il diritto degli Stati membri di prescrivere che gli imbal­
laggi di sementi di base , di sementi certificate di ogni tipo o di sementi
commerciali , di produzione nazionale o importate , devono essere muniti , per
la commercializzazione nel proprio territorio e in casi diversi da quelli
previsti all' articolo 4 » di un' etichetta del fornitore .
                                           Articolo 12
Gli Stati membri prescrivono che ogni trattamento chimico di sementi di base ,
di sementi certificate di ogni tipo o di sementi commerciali sia menzionato
sull' etichetta ufficiale o su un' etichetta del fornitore , nonché sull' imbal­
laggio o all' interno dello stesso .
                                           Articolo 1.3
1 . Gli Stati membri vigilano affinché le sementi di base e lé sementi certi­
    ficate di ogni tipo che siano state ufficialmente certificate e il cui
    imballaggio sia stato ufficialmente contrassegnato e chiuso conformemente
    alle disposizioni della presente direttiva , nonché le sementi commerciar­
    li il cui imballaggio sia stato ufficialmente contrassegnato e chiuso
    conformemente alle disposizioni della presente direttiva , siano soggette
    unicamente alle restrizioni di commercializzazione previste dalla diret­
    tiva stessa per quanto riguarda le loro caratteristiche , le disposizioni
    relative all' esame , il contrassegno e la chiusura .
2 . Gli Stati membri possono :
    a) prescrivere , nella misura in cui non siano entrate in vigore le dispo­
        sizioni adottate a norma dell' articolo 3 » paragrafo 3 , che sementi
        delle specie di piante oleaginose e da fibra diverse da quelle elencate
        all' articolo 3 » paragrafò 1 , possono essere commercializzate a decor­
        rere da date determinate soltanto se sono state ufficialmente certi­
        ficate come " sementi di base'.1 o " sementi certificate ";
    b ) adottare disposizioni relative a un tenore massimo di umidità ammesso
        per là commercializzazione ;
    c ) limitare la commercializzazione delle sementi certificate di piante
        oleaginose e da fibra a quelle di prima' riproduzione e , per il lino ,
        a quelle di prima o di seconda riproduzione da sementi di base .
                                                                     • • •/ • • •
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                                             Articolo 14
  1 . Gli Stati membri prescrivono che le sementi di piante oleaginose e da fibra
      provenienti direttamente da sementi di base , da sementi certificate di
      prima o di seconda riproduzione certificate in vino Stato membro e raccolte
      in un altro Stato membro o in un paese terzo , possono essere certificate
      nello Stato produttore delle sementi di base o delle sementi certificate
      di prima o di seconda riproduzione se sono state sottoposte durante la
      coltura di produzione ad un' ispezione in campo che soddisfi alle condi­
      zioni previste all' allegato I e se è stata constatata, all' atto di un
      esame ufficiale , la rispondenza alle condizioni previste dall' allegato II
      per le sementi certificate .
' 2 . Il paragrafo 1 è applicabile per analogia alle sementi certificate delle
      specie autogame provenienti direttamente da sementi ufficialmente control­
      late di una generazione anteriore alle sementi di base .
                                         Articolo 15
  1 . Su proposta della Commissione , il Consiglio , che delibera a maggioranza
      qualificata , constata :
      a) se nei casi previsti all' articolo 14 le ispezioni in campo in un paese
         terzo soddisfino alle condizioni di cui all' allegato I ;
      b) se sementi di piante oleaginose e da fibra raccolte in un paese terzo
         e che offrano le stesse garanzie quanto alle loro caratteristiche s
         alle disposizioni adottate per il loro esame , per assicurarne l' identi­
         tà , per il contrassegno e per il controllo , siano per questi aspetti
         equivalenti alle sementi di base , alle sementi certificate o alle se­
         menti certificate di prima , di seconda o di terza riproduzione o
         alle sementi commerciali raccolte all' interno della Comunità e conformi
         alle disposizioni della presente direttiva .
  2 . Pino a quando il Consiglio non si sia pronunciato conformemente alle dispo­
      sizioni del paragrafo 1 , gli stessi Stati membri possono procèdere alle
      constatazioni previste in detto paragrafo . Tale diritto si estingw il 1°
      luglio 1971 »
                                        Articolo 16
  1 . Per eliminare     difficoltà temporanee di approvvigionamento generale
      di sementi di base , di sementi certificate o di sementi commerciali , che
      si manifestino almeno in uno Stato membro e non possano essere superate
      all' interno della Comunità , uno o più Stati membri possono essere autoriz­
      zati , secondo la procedura prevista all' articolo 20 , ad ammettere alla
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    commercializzazione , per un periodo determinato , sementi di una categoria
    soggetta a requisiti ridotti .
2 . Quando si tratti di una categoria di sementi di una data varietà , l' eti­
    chetta ufficiale è quella prevista per la categoria corrispondente e , negli
    altri casi , il suo colore è quello previsto per le sementi commerciali .
    L' etichetta indica comunque sempre che si tratta di sementi di tuia cate­
    goria soggetta a requisiti ridotti .
                                         Articolo 17
La presente direttiva non si applica alle sementi di piante oleaginose e da
fibra per le quali sia provata la destinazione all' esportazione verso paesi
terzi .
                                         Articolo 18
Gli Stati membri adottano disposizioni opportune per consentire durante la
commercializzazione un controllo ufficiale , almeno mediante sondaggi , della
effettiva rispondenza delle sementi di piante oleaginose e da fibra alle
condizioni previste dalla presente direttiva .
                         /
                                         Articolo 19 '
1 . All' interno della Comunità vengono creati campi comparativi comunitari nei
    quali viene effettuato ogni anno un controllo a posteriori di oampioni di
    sementi di base e di sementi certificate di piante oleaginose e da fibra
    prelevati mediante sondaggi ; tali campi sono sottoposti all' esame del
    Comitato di cui all' articolo 20 .
2 . In una prima fase , gli esarri comparativi servono ad armonizzare i metodi
    tecnici di certificazióne per' ottenere l' equivalenza dei risultati . Conse­
    guito tale obiettivo ," gli esami "comparativi formano oggetto di una rela­
    zione annuale di attività da notificarsi in " via riservata agli Stati
    membri e alla Commissione . La data alla quale la relazione viene redatta
    per la prima volta è fissata secondo la procedura di cui all' articolo 20 .
3 . Le disposiainni . necessarie per effettuare gli esami comparativi vengono
    adottate secondo la procedura prevista all' articolo 20 . Sementi di piante
    oleaginose e da fibra raccolte in paesi terzi possono essere incluse negli
    esami comparativi .
                                                                     • • •/ • • •
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                                        Articolo 20
1 . Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nel presente
    articolo , il Comitato permanente per le sementi e i materiali di moltipli­
    cazione agricoli , orticoli e forestali istituito con decisione del Consi­
    glio del 14 giugno 1966 ( l ), in appresso denominato "Comitato ", è chiamato
    a pronunciarsi dal suo presidente , sia su iniziativa di quest' ultimo , sia
    a richiesta del rappresentante di uno Stato membro .
2 . Bel Comitato ai voti degli Stati membri è attribuita la ponderazione di
    cui all' articolo 148 , paragrafo 2 , del Trattato . Il presidente $on parte­
    cipa al voto .
3 . Il rappresentante della Commissione presenta un progetto delle misure da
    adottare . Il Comitato formula il suo parere in merito a tali misure nel
    termine che il presidente può' stabilire in relazione all' urgenza dei
    problemi in esame . Il Comitato si pronuncia a maggioranza di 12 voti .
4 . La Commissione adotta misure che sono di immediata applicazione . Tutta­
    via , se le misure non sono conformi al parere formulato dal Comitato ,
    sono immediatamente comunicate dalla Commissione al Consiglio . In tal
    caso ; la Commissione puo'rinviare l' applicazione delle misure da essa
    decise di un mese al massimo a decorrere da tale comunicazione .
    Il Consiglio , che delibera a maggioranza qualificata , può' prendere una
    decisione diversa nel termine di un mese .
                                        Articolo 21
Fatte salve le tolleranze previste nell' allegato II circa la presenza di
malattie , di organismi nocivi o di loro vettori , la presente direttiva non
pregiudica le disposizioni delle legislazioni nazionali giustificate da
motivi di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali
o di preservazione dei vegetali 0 di protezione della proprietà industriale
e commerciale .
                                        Articolo 22
Gli Stati membri mettono in vigore , non oltre il 1° luglio 1969 ». le misure
necessarie per conformarsi alla presente direttiva e ne informano immediata­
mente la Commissione .
Dal momento della notifica della presente direttiva , gli Stati membri infor­
mano inoltre la Commissione , in tempo utile perchè possa presentare le sue
osservazioni di qualsiasi ulteriore progetto di disposizioni essenziali di
                                                                       • • •/ • • •
G.U. n . 125 dell '11 luglio 1966 , p . 2289/66
 ---pagebreak---                                       - 15 -
ordine legislativo , regolamentare o amministrativo che intendano adottare
nel settore disciplinato dalla presente direttiva .
                                       Articolo 23
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
  t
 ---pagebreak---                                         ALLEGATO I
            CONDIZIONI PER LA CERTIFICAZIONE RELATIVE ALLA COLTURA
1 . La coltura deve presentare identità e purezza della varietà in grado
    sufficiente .
2 . Si deve procedere almeno ad una ispezione ufficiale in campo .
3 . Lo etato colturale del campo di produzione e lo stato di sviluppo della
    coltura devono consentire un controllo sufficiente dell' identità e della
    purezza della varietà.
4. Il campo di produzione non deve avere precedenti colturali incompatibili
    con la produzione di sementi della specie e della varietà coltivata .
5 . Le distanze minime fra colture vicine devono essere le seguenti :
                                                   Sementi di    Sementi     I
                                                      base     certificate
  Ravizzone , senape bruna , colza , sena­
 pe nera , canapa , cotone , girasole ,
 ricino e senape bianca, rispetto ad -       \
 altre varietà o sottospecie della                 400 m           200 m
  stessa specie
 Queste distanze possono non essere osservate se esiste ima protezione
  sufficiente contro qualsiasi impollinazione estranea indesiderabile .
6 . La presenza di malattie che riducano il valore di utilizzazione delle
    sementi non è tollerata che nella misura più limitata possibile .
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO II
                            CONDIZIONI RELATIVE ALLE SEMENTI
  Sementi certificate
  1 . Le sementi devono presentare identità e purezza della varietà in grado suf­
      ficiente .
  2 . Le sementi devono inoltre rispondere alle condizioni seguenti :
  A. Norme :
                                        Purezza    Facoltà ger Purezza        Tenore mas­
                                        minima va- minativa mi minima         simo di se­
                                        rietale    nima (% del speoifica      menti di al­
                                          (*)      seme puro )     ($ in pe­ tre specie
                                                                   so )       di piante
                                                                              (fo in peso )
                   1                        2           3               4          5
   Arachis hypogaea
I a) sementi di base                ]       98          70              99           0,1
I b) sementi certificate            |       95          70              99           0,1
I Specie Brassica                   I I                 85              98           0,3
I Cannabis Bat iva                  1                   75              98           0,2
I Carum carvi                       I
I a) sementi di base                j       99          80              97           0,1
I b ) gementi certificate           I       98          80              97           0,1
I Gossypium sp .                    I                   80              98           0,2
I Helianthus annuus                 j                   80              98           0,1
I Linum usitatissimum               I
                                                                            I
I - Lino tessile                    I
I     a) sementi di base                    99,7        92              99           0,1
      b) sementi certificate        j       97,5        92     i        99           0,1
   - Lino da olio                   j
I     a) sementi di base                    99,7        85              99           0,1
      b ) sementi certificate               97,5        85              99           0,1
I Papaver somniferum
   a) sementi di base                       99          80              98           0,2
I b) sementi certificati                    98          80              98           0,2
I Ricinus communis                   \                  80              98           0,1
I Sesamum orientale                  i
    a) sementi di base                      98          80              98           0,1
I b) sementi certificate                    96          80              98           0,1
    Sinapis alba                                        80              98           0,3
I Soia hispiola
ι
    a) sementi di base                      97          80              98           0,1
j b) sementi certificate                    95          80       I
                                                                 t
                                                                        98           0,1
 ---pagebreak---                                            - 2 -                  ALLEGATO II
    La rispondenza alle condizioni di purezza minima varietale e controllata
    principalmente in coltura .
B. Avvertenze
    a ) In un campione di 500 gr . di sementi , il numero di semi di malerbe non
        deve superare 35 » Nei limiti di questo numero non possono essere ammessi
        in totale più di 20 semi di Alopecurus myosuroides e di Lolium remoltum .
    b ) Per Brassica campestris ssp . oleifera , Brassica napus ssp . oleifera ,
        Brassica nigra , Brassica juncea e Sinapis alba , un campione di 10 g .
        non può * contenere più di un seme di Raphanus raphanistrum .
    c ) Per Linum usitatissimum , la semente deve essere esente da Avena fatua ,
        da Cuscuta e da Orobanche ; tuttavia , un seme di Avena fatua , di Cuscuta
        o di Orobanche in un campione di 500 g non è considerato come impurità
        se un secondo campione di 500 g è esente da Avena fatua , da Cuscuta o da
        Orobanche .
3 . La presenza di organismi nocivi che riducano il valore di utilizzazione
    delle sementi non è tollerata che nella misura più limitata possibile .
    a) Per Cannabis sativa , Linum usitatissimum e Helianthus annuus , la per­
        centuale in numero di semi contaminati da Botrytis non deve superare 5 «
    b ) Per Linum usitatissimum , la percentuale in numero di semi contaminati
        da Ascochyta linicola , da Colletrotrichum lini e da Fusarium spec .
        non deve superare il totale di 5 «
    c ) Per Gossypium , la percentuale in numero di semi contaminati da Pladye-
        dra gossypiela non deve superare 1 .
    d) Per Helianthus annuus , la percentuale in numero di semi contaminati
        da Sclerotinia sclerotiorum non deve superare 1 .
Semmenti commerciali
Le condizioni di cui al punto I , fatto salvo il n . 2 , comma 1 , colonna 2 ,
si applicano alle sementi commerciali .
 ---pagebreak---                                      ALLEGATO III
                                            Peso massimo di j Peso minimo di 1
                                                un lotto        un campione
  1 . Sementi di dimensioni uguali o
I     superiori al frumento               20 tonnellate         500 grammi    I
I 2 . Sementi di dimensioni inferiori
I     al frumento
      a) sementi di lino                  10 tonnellate        1000 grammi   I
      b) altre sementi                    10 tonnellate         300 grammi
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO IV
                                        ETICHETTA
A. INDICAZIONI PRESCRITTE
   a) Per le sementi di base e le sementi certificate :
       1 . " Norme CEE "
       2 . Servizio di certificazione e Stato membro
       3 . Mese e anno della chiusura ufficiale
       4 . Numero di riferimento del lotto
       5# Specie
       6 , Varietà
       7 . Categoria
       8 . Paese di produzione
       9 . Peso netto o lordo dichiarato
 *
   b ) Per le sementi commerciali ;
       1 . "Sementi commerciali (non certificate per la varietà)"
       2 . Servizio d' esame e Stato membro
       3 . Mese e anno della chiusura ufficiale
       4 . Numero di riferimento del lotto
       5 . Specie
       6 . Regione di produzione
       7 . Peso netto o lordo dichiarato
B. DIMENSIONI MINIME
   110 mm x 67 mm.
 ---pagebreak---                               2 . PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                       relativa al Catalogo comune delle varietà delle specie
                                            di piante agricole
     IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
     Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea , e in parti­
     colare l' articolo 43 »
     Vista la proposta della Commissione ,
     Visto il parere del Parlamento Europeo ,
     Considerando che la produzione di sementi e di materiali di moltiplicazione
     agricoli occupa un posto importante nell' agricoltura delle Comunità Europee ;
     Considerando che il Consiglio ha quindi già adottato direttive per la
     commercializzazione rispettivamente delle sementi di barbabietole ( l ), delle
     sementi di piante foraggere ( 2), delle sementi di cereali ( 3) e dei tuberi-
     seme di patate (4);
     Considerando che tali direttive consentono agli Stati membri di limitare
     provvisoriamente la commercializzazione delle sementi e dei materiali di
     moltiplicazione delle varietà di piante in càusa alle sementi e ai materiali
     di moltiplicazione delle varietà specificate in un registro nazionale ed
     aventi , nei rispettivi territori , un valore agronomico e di utilizzazione ;
     che , tuttavia , codeste direttive prevedono altresì' che la limitazione
     suddetta sarà autorizzata unicamente sino al momento in cui potrà entrare
     in applicazione un Catalogo comune delle varietà , applicazione che dovrà
     intervenire non oltre il 1° gennaio 1970 ;
     Considerando che un Catalogo comune delle varietà può' essere attualmente
     compilato soltanto in base ai cataloghi nazionali degli Stati membri :
(1)   G.U.  n. 125 dell '11  luglio  1966 , pag. 2290/2297
( 2)  G.U.  n. 125 dell « 11 luglio  1966 , pag. 2298/2308
( 3)  G.U.  n. 125 dell '11  luglio  1966 , pag. 2309/2319
(4)   G.U.  n. 125 dell '11  luglio  1966 , pag. 2320/2326 :
 ---pagebreak---                                          - 2 -
Considerando che e pertanto opportuno che tutti gli Stati membri compilino
un catalogo nazionale delle varietà ammesse , nel rispettivo territorio , alla
certificazione e alla commercializzazione ;
Considerando che la compilazione di tali cataloghi deve avvenire secondo rego­
le unificate , affinché le varietà ammesse siano distinte , statili e sufficien-
temente omogenee e posseggano un valore agronomico e di utilizzazione soddi­
sfacente ;
Considerando che gli esami per l' ammissione di una varietà devono accertare
la rispondenza a numerosi criteri e soddisfare a condizioni minime d' ese­
cuzione unificate ;
Considerando , d' altra parte , che le norme relative alla durata di validità
di un' ammissione , ai motivi di una sua eventuale revoca ed all' esecuzione di
una selezione conservativa devono essere unificate e che occorre prevedere la
reciproca informazione degli Stati membri , per quanto concerne l' ammissione
e il ritiro delle varietà dai cataloghi ;
Considerando che , al fine di garantire che una varietà iscritta nel Catalogo
comune delle varietà non presenti unicamente importanza su piano nazionale ,
potranno esservi registrate soltanto le varietà ammesse in almeno due Stati
membri ;
Considerando che si deve fissare una regolamentazione particolare per le
varietà ammesse in uno Stato membro prima della compilazione del Catalogo
comune delle varietà ; che sembra giustificato che la loro registrazione
in detto Catalogo sia funzione dell' importanza che esse presentano per la
produzione nazionale delle sementi ;
Considerando che le sementi e i materiali di moltiplicazione registrati nel
Catalogo comune non devono esser soggetti, all' interno della Comunità , ad al­
cuna restrizione di commercializzazione per ciò' che riguarda la varietà ;
Considerando che è opportuno che la Commissione provveda a pubblicare nella
Gazzetta Ufficiale delle Comunità le varietà ammesse al Catalogo comune
delle varietà delle specie di piante agricole ;
Considerando che gli Stati membri devono essere autorizzati a compilare un regi­
stro descrittivo delle varietà di cui si raccomanda la coltivazione sul loro
territorio ; che essi devono essere pure autorizzati , sintantoché non venga effet­
tuato un controllo comunitario , ad escludere dalla commercializzazione le
sementi e i materiali di moltiplicazione appartenenti a varietà che presentino
pericoli per la salute umana o degli animali ovvero per la preservazione dei
vegetali o che non posseggano , nei rispettivi territori , un valore agronomico
e di utilizzazione soddisfacente ;
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Considerando ehe si debbono adottare disposizioni le quali riconoscano l' equi­
valenza degli esami e dei controlli delle varietà effettuati in paesi terzi ;
Considerando , d' altronde , che le norme comunitarie non devono essere applicate
alle varietà di cui sia provato che le sementi o i materiali di moltiplica­
zione sono destinati all' esportazione verso paesi terzi ;
Considerando che è opportuno affidare alla Commissione il compito di adottare
determinate misure d' applicazione ; che , per facilitare l' attuazione delle
disposizioni previste , occorre prevedere una procedura che instauri una
stretta collaborazione tra gli Stati membri e la Commissione , nell' ambito del
Comitato permanente per le sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli ,
orticoli e forestali ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                     Articolo 1
1 * La presente direttiva riguarda l' ammissione dell? varietà di barbabietole ,
     di piante foraggere , di cereali , di piante oleaginose é da fibra e di patate
     a un Catalogo comune delle varietà , le cui sementi o i cui materiali di
     moltiplicazione possono essere commercializzati previa certificazione
     all' interno della Comunità .
2 . Il Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole viene
     compilato in base ai cataloghi nazionali degli Stati membri .
3 . Le disposizioni della presente direttiva si applicano per analogia alla
     ammissione dei tipi di barbabietole
                                   Articolo 2
Ai sensi della presente direttiva si intende per :
A. Barbabietole : le barbabietole da zucchero e da foraggio della specie Beta
     vulgaris L.
B. , Piante foraggere : le piante dei generi e delle specie seguenti :
     a)Graminae                                           Graminacee
        Agrosticis spec ...               "     .    .    Agrostide
        Alopocurus pratensis L.                           Coda di volpe
        Arrhenatherum elatius (i»)                        Avena altissima
        J. e C. Presi ...
        Dactylis glomerata L.                             Daptylis (pannocchina)
        Festuca arundinaóea Schreb .                      Poetuoa aruodinacea
        Festuca ovina L<                                  Festuca ovina
        Festuca pratensis Huds .                          Festuca dei prati
      . Festuca rubra L.                                  Festuca rossa
        Lolium spec .                                     Loietto
        Phleum pratense L.                                Fleolo (coda di topo)
        Poa spec .                                        Poa
        Trisetum flavescens (L. )                         Avena bionda
        Pal . Beauv .
                                                                       . . •/ . » «
 ---pagebreak---   b ) Leguminosae                                    Légumineuses
      Hedysarum coronanum L.                         Sanofieno £Li Spa/^na
      Lotus corniculatus L.                          Ginestrino
      Lupinus spec . escluso                         Lupino , escluso il lupino
      il lupinus perenni s L.                        perenne
      Medi cago lupulina L.                          Lupolina
      Medicago sativa L.                             Erba medica
      Medicago varia Martyn                          Medica varia
      Onobrychis sativa Lam .                        Lupinella
      Pisuin arvense L.                              Pisello da foraggio
      Trifolium alexandrinum L.                      Trifoglio alessandrino
      Trifolium hybridum L.                          Trifoglio ibrido
      Trifolium incarnatum L.                        Trifoglio incarnato
      Trifolium pratense L.                          Trifoglio pratense ( violetto )
      Trifolium repens L.                            Trifoglio bianco
      Trifolium resupinatum L.                       Trifoglio persiano
      Trigonella foenum-graecum L.                   Pieno greco
      Vicia spec . ad esclusione di                  Veccia , favino ( favetta)
      Vicia Faba major L.                            esclusa la fava
  c ) Altre specie
      Brassica napus L.
      var . napobrassica ( L. ) Peterm .             Cavolo rapa
      Brassica olerácea L. convar
      acephala (DC ) elef . var .
      Sabellica L.                                   Cavolo a midollo
      Baphanus sativus L.
      ssp . oleifera (DC ) Metzg .                   Rafano oleifero
Cereali : le piante delle specie seguenti
Aven a sativa L.                                     Avena
Hordeum distichum L.                                 Orzo distico
Hordeum polystichum L.                               Orzo polistico
Phalaris canariensis                                 Scagliola
Oryza sativa L.                                      Riso
Secale cereale L.                                    Segale
Triticum aestivum L.                                 Frumento tenero
Triticum durum L.                                    Frumento duro
Triticum spelta L.                                   Spelta
Zea mais L.                                          Granturco
Piante oleaginose e da fibra        le piante dei generi e delle specie seguenti
Arachis Hypogaea L.                                  Arachide
Brassica campestris L. ssp . oleifera                Ravi z zone
l Metzg._/ Sinsk .
Brassica juncea L.                                   Senape bruna
Brassica napus L.ssp . oleifera                      Colza
(_ Metzg._/ Sinsk
Brassica nigra ( L. ) W. Koch                        Senape nera
Cannabis sativa L.                                   Canapa
 ---pagebreak---                                           - 5 -
       Carum carvi L.                                   Comino
       Gossypium sp .                                   Cotone
       Helianthus annuus L.                             Girasole
       Linum usitatissimum                              Lino
       Papaver somniferum L.                            Papavero
       Ricinus communis L.                              Ricino
       Sesamum orientale L.                             Sesamo
        Sinapia alba L.                                 Senape "bianca
        Soia hispiola L.                                Soia
 E. Patate : i tuberi della specie Solanum tuberosum L.
 F. Disposizioni ufficiali : le disposizioni adottate
     a) dalle autorità di uno Stato o ,
     b) sotto la responsabilità dello Stato , da persone giuridiche di diritto
          pubblico o privato o ,
     c ) per attività ausiliarie , ma sempre sotto il controllo dello Stato , da
          pèrsone fisiche vincolate da giuramento ,                     ~
     a condizione che. le persone indicate sub b) e c ) non traggano profitto par­
      ticolare dal risultato di dette disposizioni .
                                         Articolo 3
1 . Ciascuno Stato membro compila un catalogo delle varietà ammesse ufficialmente
    alla certificazione nel suo territorio . Tale catalogo può' essere consulta­
    to da chiunque vi abbia interesse .
2 . Gli Stati membri possono stabilire che l' ammissione di una varietà al cata­
    logo di un altro Stato membro equivale a un' ammissione al loro proprio cata­
    logo . Tale ammissione non è peraltro considerata un' ammissione ai sensi dello
    articolo 15 .
                                        Articolo 4
1 . Gli Stati membri provvedono a che . una varietà venga ammessa solo ove sia
    distinta ,- stabile e sufficientemente omogenea». Essa deve inoltre possedere
    un valore agronomico e di utilizzazione soddisfacente .
2 . L' esame del valore agronomico e di utilizzazione non è necessario :
    a) per l' ammissione delle varietà di graminacee , se il costitutore dichiara
         che le sementi della sua varietà non sono destinate ad essere utilizzate
         come piante foraggere ;
    b ) per l' ammissione delle varietà le cui sementi sono destinate ad essere
         commercializzate in un altro Stato membro , il quale le abbia ammesse in
         considerazione del loro valore agronomico e di utilizzazione .
                                                                          • • •/• • •
 ---pagebreak---                                         Articolo 5
  l.Una varietà è distinta se , al momento in cui è richiesta l' ammissione , essa
    si distingue nettamente , per uno o più caratteri morfologici o fisiologici
    importanti , da qualsiasi altra varietà ammessa o presentata all' ammissione
    nello Stato membro in causa .
2 . Una varietà è stabile se , dopo le sue riproduzioni o moltiplicazioni succes­
    sive o alla fine di ogni ciclo , qualora il costitutore abbia definito un
    ciclo particolare di riproduzioni o di moltiplicazioni , essa resta conforme
    alla definizione delle sue caratteristiche essenziali .
3 . Una varietà è sufficientemente omogenea se la totalità dei suoi individui
    -astrazion fatta per rare aberrazioni - presenta le stesse caratteristiche
    essenziali che permettono di differenziarla dalle altre varietà . E' necessa­
    rio prendere in considerazione le particolarità che presenta la riprodu­
    zione granica o la moltiplicazione vegetativa delle piante .
4 . Una varietà possiede un valore agronomico e di utilizzazione soddisfacente
    qualora , rispetto alle altre varietà ammesse al catalogo dello Stato membro
    in questione , essa , visto l' insieme delle sue caratteristiche qualitative ,
    rappresenti , almeno per la produzione in una regione determinata , un netto
    miglioramento per ciò' che riguarda la coltivazione o l' utilizzazione dei
    raccolti o l' impiego dei prodotti ottenuti . L' eventuale deficienza di
    talune caratteristiche può' essere compensata dalla presenza di altre
    caratteristiche più favorevoli .
                                       Articolo 6
    Gli Stati membri vigilano a che le varietà provenienti da altri Stati membri
    siano soggette , per quanto concerne la procedura d' ammissione , alle stesse
    condizioni applicate alle varietà nazionali .
                                       Articolo 7
    1 . Gli Stati membri stabiliscono che l' ammissione delle varietà è subor­
        dinata ad esami ufficiali , effettuati principalmente in campo e volti ad
        accertare la rispondenza ad un numero di criteri sufficiente per la
        caratterizzazione della varietà . Nell' accertamento della rispondenza
        a tali criteri si debbono seguire metodi precisi e provati .
 ---pagebreak---                                          -7 -
2 . Secondo la procedura di cui all' articolo 21 si provvede à fissare , tenendo
    conto dello stato delle conoscenze tecniche e scientifiche :
         /
     a) i criteri minimi su cui devono vertere gli esami per le varie specie ,
    "b ) le condizioni minime cui devono soddisfare gli esami .
3 . Nell' esame inteso ad accertare se una varietà si distingue effettivamente
    dalle altre , si debbono prendere in considerazione anche quelle ammesse al
    Catalogo comune in virtù degli articoli 15 e 16 .
4 » Per le varietà ibride e le varietà sintetiche o simili , si devono comunicare
    ai servizi responsabili dell' ammissione tutte le informazioni necessarie
    quanto ai componenti genealogici . Ove l' esame di questi ultimi si renda
    indispensabile per lo studio degli ibridi e delle varietà sintetiche , gli
    Stati membri , su richiesta del costitutore , vigilano a che l' esame e la
    descrizione dei componenti medesimi siano tenuti segreti .
                                      Articolo 8
1 . Gli Stati membri provvedono a che il catalogo indichi le principali ca­
    ratteristiche morfologiche o fisiologiche e le caratt eristiche più im­
    portanti per il valore agronomico e di utilizzazione delle varietà. La
    descrizione delle varietà interessa le piante ottenute direttamente da
    sementi o materiali di moltiplicazione della categoria "sementi o materiali
    di moltiplicazione certificati ". In caso di modifica di una qualsiasi
    caratteristica secondaria delle specie allogarne , la descrizione nel cata­
     logo viene immediatamente modificata.
2 . Quando ammettono una varietà , gli Stati membri vigilano a che essa abbia,
    se possibile , la stessa denominazione negli altri Stati membri .
    Ove si sappia ohe dèlie* sementi o dei nateriàli di moltiplicazione di una
    determinata varietà sono commercializzati in altro paese sotto una denominar-
     zione differente , quest'ultima dovrà figurare anch' essa nel catalogo .
                                     Articolo 9
1 . Per ciascuna varietà ammessa , gli Stati membri approntano un fascicolo da
    cui risultino chiaramente , in riassunto , tutti i risultati d' esame su cui
    si basa l' ammissione .
                                                             • • •/ • • •
 ---pagebreak--- Entro il termine di un mese dall' ammissione di una varietà , ciascuno Stato
membro trasmette agli altri Stati membri e alla Commissione copia conforme
del fascicolo . Esso li informa di ogni eventuale revoca di ammissione e
comunica loro , dietro richiesta , i rifiuti d' ammissione pronunciati , i
risultati degli esami e i motivi che hanno eventualmente provocato la
revoca dell' ammissione o il rifiuto di essa .
Gli Stati membri provvedono a che i fascicoli di ammissione siano resi
accessibili - a titolo personale ed esclusivo - quanto meno a coloro che
abbiano un interesse giustificato a consultarli , sempreché , in virtù dello
articolo 7 , paragrafo 4 > essi non debbano restare segreti . In caso di ri­
fiuto o di revoca di ammissione di una varietà , i risultati degli esami
vengono comunicati perlomeno agli interessati .
                                Articolo 10
Gii Stati membri stabiliscono che le varietà ammesse vengano mantenute
mediante selezione conservativa .
La selezione conservativa deve poter essere sempre controllata in base
alle registrazioni effettuate dal responsabile o dai responsabili della
varietà . Tali registrazioni devono estendersi anche alla produzione di
tutte le generazioni precedenti le sementi o i materiali di moltiplica­
zione di base .
Se la selezione conservativa ha luogo in uno Stato membro diverso da quello
in cui la varietà è stata ammessa , gli Stati membri interessati si pre­
stano reciprocamente assistenza amministrativa in materia di controllo .
                                Articolo 11
L' ammissione di una varietà è valida sino alla fine del decimo anno suc­
cessivo all' ammissione medesima .
Dietro semplice richiesta o per iniziativa dei servizi ufficiali , l' am­
missione di una varietà può' essere rinnovata ogni cinque anni , ove l' im­
portanza della sua coltivazione lo esiga ed ove risultino soddisfatti i
previsti requisiti di distinzione , di omogeneità e di stabilità . La
domanda di rinnovo dev' essere introdotta almeno due anni prima della
data di scadenza dell' ammissione .
L' ammissione può' esser provvisoriamente prolungata sino a che venga presa
una decisione quanto alla domanda di rinnovo .
 ---pagebreak---                                                                                 *
                                         - 9 -
                                      Articolo 12
1 . Gli Stati membri       provvedono a ohe l' ammissione di una varietà venga
    revocata :
    a) qualora , all' atto dell' inoltro della domanda di ammissione o nel oorso
        della procedura di esame , siano state fornite indicazioni false o fraur-
        dolente in merito agli elementi da cui dipendo l' ammissione ;
    b ) qualora, in sede d' esame , risulti che una varietà non è più distinta, sta­
        bile o sufficientemente omogenea .
2 . Gli Stati membri possono revocare l' ammissione di una varietà :
    a) in caso di mancata osservanza delle disposizioni legislative , regola­
        mentari o amministrative adottate in applicazione della presente diret­
        tiva ;
    b) qualora il responsabile o i responsabili della varietà ne facciano
        richiesta .                           .
                                    Articolo' 13
1 . Gli Stati membri provvedono a ritirare una varietà dal loro catalogo , qua­
    lora l' ammissione di tale varietà sia revocata o la validità dell' ammissione
    sia giunta a scadenza o non sia stato concesso un rinnovo .
2 . Nel rispettivo territorio , gli Stati membri possono differire di un periodo
    non superiore a tre anni la data di scadenza dell' ammissione , qualora la
    revoca di quest' ultima non si fondi sulle disposizioni dell' articolo 12 ,
    paragrafo 1 ,
                                    Articolo 14                                    i
Gli Stati membri presrivono che , durante la procedura di controllo delle va­
rietà , i campioni vengano prelevati ufficialmente secondo metodi appropriati .
                                    Articolo 15
1 . Gli Stati membri vigilano a che le sementi e i materiali di moltiplicazione
    delle varietà ammesse , a decorrere dal 1° luglio 1969 » in almeno due Stati
    membri conformemente alle disposizioni della presente direttiva , non
    soggiacciano , dopo un periodo di due mesi dalla pubblicazione di cui allo
    articolo 16 , ad alcuna restrizione di commercializzazione per ciò' che
    riguarda la varietà .
                                                                   • • •/ * • •
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2 . Il paragrafo 1 si applica per analogia a tutte le varietà ammesse in uno
    Stato membro anteriormente al 1° luglio 1969 » se in uno Stato membro , dopt>
    il 1° gennaio 1965 »     superfici di moltiplicazione che hanno subito con
    esito favorevole l' ispezione in campo per la certificazione equivalgono
    ogni volta , durante tre periodi di vegetazione , al 3 % almeno dell' insieme
    delle superfici di produzione che hanno subito con esito favorevole
    ispezioni in campo . La percentuale si riferisce alla specie , suddivisa
    per il frumento , l' orzo , la segale , la colza e il ravizzone in catego­
    rie autunnali o primaverili e , per le patate , in base al gruppo "precoci "
    e a tutti gli altri gruppi di maturità .
3 . L' articolo 13 , paragrafo 2 , si applica per analogia a tutte le varietà
    che abbiano soddisfatto ai requisiti del paragrafo 1 o del paragrafo 2 ,
    non appena esse cessino di rispondere a detti requisiti .
                                     Articolo 16
Conformemente alle informazioni fornite dagli Stati membri e via via esse
le pervengono , la Commissione provvede a pubblicare nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunità Europee , sotto la designazione "Catalogo comune delle va­
rietà delle specie di piante agricole", tutte le varietà che , ai sensi dello
articolo 15 , non sono soggette ad alouna restrizione di commercializzazione
per quanto concerne la varietà .
                                     Articolo 17
1 . Gli Stati membri , ove provvedano a compilare un registro descrittivo
    delle varietà di cui è raccomandata la coltivazione nel rispettivo
    territorio , comunicano detto règistro e le sue eventuali modifiche agli
    altri Stati membri e alla Commissione .
2 . Gli Stati membri vigilano affinché , all' atto dell' iscrizione delle va­
    rietà nei registri contenenti le varietà raccomandata , tutte le varietà
    provenienti da altri Stati membri siano soggette alle stesse condizioni
    applicate alle varietà nazionali .
                                                                   • • •/ • • •
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                                    '  ' Articolo 18
1 . Su proposta della Commissione il Consiglio , deliberando a maggioranza qual­
    ificata , constata :
    a) se gli esami ufficiali delle varietà, effettuati in un paese terzo ,
       offrono le stesse garanzie degli esami effettuati negli Stati membri
       conformemente all' articolo 7 »                                    .
    b) se i controlli delle selezioni conservative , effettuati in un paese
       terzo , offrono le stesse garanzie dei controlli effettuati dagli Stati
       membri .
2 . Sino a quando il Consiglio non si sia pronunciato conformemente al
    paragrafo 1 , gli Stati membri possono procedere essi stessi alle constata­
    zioni previste in detto paragrafo . Tale diritto si estingue il 1° luglio
    1971 .
                                      Articolo 19                              ^
1 . Uno Stato membro può * vietare per un periodo massimo di un anno che le
    sementi o i materiali di moltiplicazione di Tina varietà vengano commer­
    cializzati nel proprio territorio ,
    - se la commercializzazione o l' utilizzazione di sementi o di materiali
      di moltiplicazione di tale varietà presenta pericoli per la salute umana
      o degli animali o per la preservazione dei vegetali , oppure
    - se l' utilizzazione delle sementi o dei materiali di moltiplicazione di
      tale varietà non presenta ,.. nel suo territorio , un valore agronomico e di
      utilizzazione soddisfacente .            .
    Esso rende nota la sua decisione agli altri Stati membri e alla Commissione
    entro un termine di tre mesi e comunica loro gli elementi che hanno moti­
    vato il suddetto divieto .
2 . Se lo Stato membro competente per l' ammissione non ne decide la revoca entro
    un termine di sei mesi , esso trasmette alla Commissione gli elementi che ne
    giustificano il mantenimento . Il mantenimento dell' ammissione , la revoca
    di essa o la sua limitazione ad uno o più Stati membri , come pure il ri­
    corso ad altre perizie e la proroga dèi termine di cui al paragrafo 1 , vengono
    stabiliti in base alla procedura di cui all' articolo 21 .
                                         Articolo 20
    La presente direttiva pon si applica alle varietà di cui sia provato che
    le sementi o i materiali di moltiplicazione sono destinati all' esportazione
    verso paesi terzi .                      " .                            ,
 ---pagebreak---                                            - 12 -
                                         Articolo 21
1 . Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nel presente
    articolo , il Comitato permanente per le sementi e i materiali di molti­
    plicazione agricoli , orticoli e forestali , istituito con decisione del
    Consiglio del 14 giugno 1966 ( l ) e denominato in appresso "il Comitato",
    è chiamato a pronunciarsi dal suo presidente , sia su iniziativa di questo
    ultimo , sia a richiesta del rappresentante di uno Stato membro .
2 . In sede di Comitato , ai voti degli Stati membri è attribuita la pondera­
    zione di cui all' articolo 148 , paragrafo 2 , del Trattato . Il presidente
    non partecipa al voto .
3 » Il rappresentante della Commissione presenta un progetto delle misure da
    adottare . Il Comitato formula il suo parere in merito a tali misure entro
    il termine che il presidente può' stabilire in relazione all' urgenza dei
    problemi in esame . Esso si pronuncia a maggioranza di 12 voti .
4 . La Commissione adotta misure che sono d' immediata applicazione . Qualora
    tuttavia non siano conformi al parere formulato dal Comitato , esse ven­
    gono immediatamente comunicate dalla Commissione al Consiglio . In tal
    caso , la Commissione può * rinviare l' applicazione delle misure da essa
    decise di un mese al massimo a decorrere dalla comunicazione .
    Il Consiglio , deliberando a maggioranza qualificata , può * prendere         una
    decisione diversa entro il termine di un mese .
                                         Articolo 22
    Con riserva di quanto disposto all' articolo 19 , paragrafo 1 , primo trat­
    tino , la presente direttiva non pregiudica le disposizioni delle legi­
    slazioni nazionali giustificate da motivi di tutela della salute e
    della vita delle persone e degli animali o di preservazione dei vegetali
    o di protezione della proprietà industriale e commerciale .
                                        Articolo 23
    Gli Stati membri mettono in vigore , non oltre il 1° luglio 1969 » le misure
    necessarie per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva e
    ne informano immediatamente la Commissione .
    A decorrere dalla notificazione della presente direttiva , gli Stati
    membri provvedono inoltre a trasmettere alla Commissione , in tempo utile
    affinché quest' ultima possa presentare le sue osservazioni , ogni altro
    –-                                                               • • */ • • •
    ( l ) G.U. n . 125 dell '11 luglio Ì966 , pag. 2289/66 .
 ---pagebreak---                                         - 13 -
progetto di disposizioni legislative , regolamentari o amministrative
che essi intendono adottare nel settore disciplinato dalla presente diret­
tiva .
                                   Articolo 24
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
 ---pagebreak---                      3 . PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO,
               relativa alla commerciali zzazione delle somenti di ortaggi
  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ * EUROPEE ,
  Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea , e in partioo-
  lare l' articolo 43 »
  Vista la proposta, della Commissione ,
  Visto il parere del Parlamento Europeo ,
  Considerando che la produzione di ortaggi occupa un posto importante nella
  agricoltura della Comunità Economica Europea ;
  Considerando che i risultati soddisfacenti della coltura di ortaggi dipen­
  dono in ampia maniera dall' utilizzazione di sementi adeguate ; che alcuni Sta­
  ti membri hanno pertanto limitato , da qualche tempo , la commercializzazione delle
  sementi di ortaggi di certe specie alle sementi controllate di varietà de­
  terminate , mentre altri paesi hanno introdotto controlli facoltativi della
  qualità di tali sementi ;
  Considerando che , nella misura in cui gli Stati membri procedono a siffatti
  controlli di sementi , essi hanno beneficiato del risultato dei lavori di
  sistematica selezione delle piante svolti attraverso parecchi decenni
  e che hanno portato a varietà di ortaggi distinte , stabili     e sufficiente-
  mente omogenee , le cui caratteristiche consentono di prevedere sostanziali
  vantaggi per le utilizzazioni perseguite ;
  Considerando che una maggiore produttività in materia di coltura di ortaggi
  nella Comunità sarà ottenuta con l' applicazione , da parte degli Stati membri ,
  di norme unificate per quanto possibile rigorose circa la scelta delle
  varietà ammesse alla certificazione , al controllo e alla commercializzazione ;
  Considerando che in una prima fase appare necessario compilare un Catalogo
  comune delle varietà delle specie di ortaggi ;
  Considerando che codesto Catalogo può' essere attualmente compilato soltanto
  in base ai cataloghi nazionali , i quali , raggruppati , formeranno il cata-
• logò comune ; .
 ---pagebreak--- Considerando che e pertanto opportuno che tutti gli Stati membri compilino un
catalogo nazionale delle varietà ammesse , nel rispettivo territorio , alla
certificazione , al controllo e alla commercializzazione ;
Considerando che la compilazione di tali cataloghi deve avvenire secondo
regole unificate , affinché le varietà ammesse siano distinte , stabili e suf-
ficientemente omogenee ;
Considerando , d' altra parte , che le norme relative alla durata di validità
di un' ammissione , ai motivi della sua eventuale revoca ed all' esecuzione di
una selezione conservativa devono essere unificate a che occorre prevedere
la reciproca informazione degli Stati membri , per quanto concerne l' ammissione
e il ritiro delle varietà dai cataloghi ;
Considerando che le sementi delle varietà registrate nel Catalogo comune
non devono esser soggette , all' interno della Comunità , ad alcuna restrizione
di commercializzazione per ciò' che riguarda la varietà ;
Considerando che è opportuno che la Commissione provveda a pubblicare nella
Gazzetta Ufficiale delle Comunità le varietà ammesse al Catalogo comune
delle varietà delle specie di ortaggi ;
Considerando che gli Stati membri devono essere autorizzati a compilare
un registro descrittivo delle varietà di cui si raccomanda la coltivazione
sul loro territorio ; che essi devono essere pure autorizzati , sintantoché
non venga effettuato un controllo comunitario , ad escludere dalla commer­
cializzazione sementi appartenenti a varietà che presentino pericoli per
la salute umana o degli animali o per la preservazione dei vegetali ;
Considerando^ tuttavia , che una limitazione della commercializzazione ad
alcuno varietà è giustificata soltanto se esiste al tempo stesso la ga­
ranzia per l' agricoltore di poter effettivamente ottenere sementi di
queste stesse varietà ;
Considerando che occorre istituire un sistema applicabile tanto agli scambi
tra gli Stati membri , quanto alla commercializzazione sui mercati nazionali ;
Considerando che , in linea generale ; le sementi di ortaggi devono poter
essere commercializzate solo se , conformemente alle norme di certificaziODe ,
sono state ufficialmente esaminate e certificate come sementi di base o
sementi certificate ;
 ---pagebreak---  Considerando chey per determinate specie di ortaggi , sarebbe indicato limitare
 la commercializzazióne alle sementi certificate ; che , attualmente , è tuttavia
 impossibile raggiungere tale obiettivo , poiché in tal caso non si potrebbe
 soddisfare l' intero fabbisogno comunitario ; che è pertanto opportuno ammettere
provvisoriamente la commercializzazione di sementi standard controllate , le
quali devono pure possedere l' identità e la purezza della varietà , caratteristi­
che soggette peraltro unicamente a controllo ufficiale a posteriori , effettuato
in campo mediante sondaggi .
Considerando che , data la loro scarsa importanza economica , occorre escludere
le sementi di ortaggi non commercializzate dal campo d' applicazione delle
norme comunitarie ; che non dev' essere pregiudicato il diritto degli Stati mem­
bri di sottoporle a particolari prescrizioni ;
Considerando che , per migliorare la qualità delle sementi di ortgggi nella       v
Comunità , devono essere previste determinate condizioni per quanto concerne
la purezza specifica minima e la facoltà germinativa ;
Considerando che occorre estendere . il campo d' applicazione della direttiva
a un Catalogo delle specie per quanto possibile completo , comprendente talvolta
anche specie atte ad essere utilizzate quali piante foraggere o piante olea­
ginose ; che , nondimeno , non tutte le specie vengono moltiplicate in tutti
gli Stati membri e che è pertanto opportuno autorizzare tali paesi a prescindere
dà una certificazione ufficiale o da un controllo delle sementi standard , qualora
nel loro territorio non esista normalmente una moltiplicazione o una commer­
cializzazione delle sementi di dette specie ; che una tale misura non deve
tuttavia pregiudicare l' obbligo degli Stati membri di limitare la commer­
cializzazione delle sementi alle sementi certificate ;
Considerando che^ per garantire l' identità delle sementi , devono essere fissate
norme comunitarie relative all' imballaggio , al prelievo dei campioni , alla
chiusura e al contrassegno ; che è opportuno porre principalmente l' accento sui
controlli ufficiali a priori delle sementi certificate , nonché sull' obbligo
cui deve adempiere il responsabile della commercializzazione delle sementi
tipo e delle sementi certificate presentate in piccoli imballaggi ;
Considerando che per assicurare , in fase di commercializzazione , il rispetto
sia delle condizioni relative alla qualità delle sementi , sia delle disposi­
zioni intese a garantire l' identità , gli Stati membri devono prevedere dispo­
sizioni di controllo adeguate ;
 ---pagebreak---                                        - 4 -
Considerando che le sementi rispondenti a tali condizioni devono essere sog^-
gette - fatta salva l' applicazione dell' articolo 36 del Trattato - unica­
mente alle restrizioni di commercializzazione previste dalle norme comuni­
tarie ;
Considerando che è necessario riconoscere , a determinate condizioni , l' equi­
valenza tra sementi moltiplicate in un altro paese da sementi certificate
in uno Stato membro e sementi moltiplicate nello stesso Stato membro ;
Considerando , d' altra parte , che occorre prevedere che le sementi di ortaggi
raccolte in paesi terzi possano essere commercializzate nella Comunità
soltanto se offrono le stesse garanzie delle sementi ufficialmente certifi­
cate o commercializzate nella Comunità in quanto sementi standard conformi
alle norme comunitarie ;
Considerando che , per periodi nei quali l' approvvigionamento di sementi
certificate delle diverse categorie o di sementi standard incontri difficoltà ,
occorre ammettere provvisoriamente sementi soggette a requisiti ridotti ;
Considerando che , per armonizzare i metodi tecnici di certificazione e di
controllo dei vari Stati membri e per procurare per il futuro possibilità
di raffronto tra le sementi certificate all' interno della Comunità e quelle
provenienti da paesi terzi , è opportuno creare negli Stati membri campi
comparativi comunitari per consentire un controllo annuale a posteriori
delle sementi delle categorie "sementi certificate " e "sementi standard";
Considerando che le norme comunitarie non devono essere applicate alle
sementi per le quali sia provato che sono destinate all' esportazione verso
paesi terzi ;
Considerando che è opportuno affidare alla Commissione il compito di adottare
determinate misure d' applicazione ; che , per facilitare l' attuazione delle
disposizioni previste , occorre prevedere una procedura che instauri una
stretta cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione nell' ambito del
Comitato permanente per le sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli ,
orticoli e forestali ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                                                     « • •/• • •
 ---pagebreak---                                     Ατΐχοοίο 1
La presente direttiva riguarda le sementi di ortaggi commercializzate all' in­
terno della Comunità , qualunque sia la loro utilizzazione .
                                    Articolo 2
1 . Ai sensi della presente direttiva s' intende per !
A. Ortaggi : le piante delle specie seguenti :
    Allium cepa L.                                           Cipolla
    Allium porrum L.                                         Porro
    Anthriscus cerefolium Hoffm .                            Cerfoglio
    Apium graveolens L.                                      Sedano
    Asparagus officinalis L.                                 Asparago
    Beta vulgaris L. var . cycla L. Ulrich                   Bietola da coste
    Beta vulgaris L. var . esculenta var . rubra L.          Rapa rossa
    Brassica olerácea L. var . acephala DC . subvar .        Cavolo verzotto
    laciniata L.
    Brassica oleracea L « var » "botrytis L «                Cavolfiore
    Brassica oleraco&L . var . botrytis L.                   Cavolo broccolo
    subvar . cymosa Duch .
    Brassica oleracea L. var . capitata L.f . alba DC .      Cavolo bianco
    Brassica oleracea L. var . capitata L.f . rubra          Cavolo rosso
    ( L. ) The 11 .
    Brassica olerácea L. var . bullata DC ." et var .        Cavolo di Milano
    sabauda L.
    Brassica oleracea L. var . bullata suhvar *. ;           Cavolo di Bruxelles
    gemmifera DC .
    Brassica oleracea L. var . gongyIodes L.                 Cavolo rapa
    Brassica rapa L. var . rapa (L. ) Thell ,                Rapa primaverile
                                                             Rapa autunnale
    Capsioum annuum L.                                       Paprica
                                                             Peperone
    Cichorium intybus L. var . foliosum Bisch .              Cicona
    Cichorium endivia L.                                     Indivia
    Citrullus vulgaris L.                                    Anguria
    Cucumis melo L.                                          Melone
    Cucumis sativus L.                                       Cetriolo-cetriolino
    Cucurbita pepo L.                                        Zucchino
    Daucus carota L. ssp . sativus (Hoffm. ) Hayek           Carota
    Foeniculum vulgare P. Mill .                             Finocchio
 ---pagebreak---                                         - 6 -
   Lactuca Bativa L.                               Lattuga
   Petroselinun/'l^iK^ ex Hort . Kew.              Prezzemolo
   (P. hortense Hoffm .)
   Phaseolus coccineus L.                          Fagiolo di Spagna
   Phasaolus vulgaris L.                           Fagiolo
   Pisum sativum L. ( excl . P. arvense L. )       Pisello
   Raphanus sativus L.                             Ravanello
   Scorzonera hispanica L.                         Scorzonera
   Solanum melongena L.                            Melanzana
   Solanura lycopersicum L. (Lycopersicum          Pomodoro
   esculentum Mill .)
   Spinacia oleracea L.                            Spinaci
   Valerianella locusta (L. ) Betcke               Lattughella
   (v. olitoria Polt .)
   vicia faba major L »                            Fava da orto
B. Sementi di base : le sementi
   a) prodotte sotto la responsabilità del costitutore o del selezionatore
       secondo metodi di selezione per la conservazione della varietà ;
   b) previste per la produzione di sementi della categoria "sementi certi­
       ficate ",
   c ) conformi , fatto salvo quanto disposto all' articolo 20 , alle condizioni
       previste dagli allegati I e II per le sementi di base e
   d) per le quali , all' atto di un esame ufficiale , sia stata constatata la
       rispondenza alle condizioni summenzionate .
C. Sementi certificate : le sementi
   a) provenienti direttamente da sementi di base di tuia varietà o , a ri­
       chiesta del costitutore , da sementi di una generazione anteriore a
       quella delle sementi di base che , all' atto di un esame ufficiale , abbiano
       soddisfatto alle condizioni previste dagli allegati I e II per le
       sementi di base ,
   b ) previste soprattutto per la produzione di ortaggi ,
   c ) conformi , fatto salvo quanto disposto all' articolo 20 , lettera b ), alle
       condizioni previste dagli allegati I e II per le sementi certificate ,
   d) per le quali , all' atto dì un esame ufficiale , sia stata constatata
       la rispondenza alle condizioni summenzionate , e
                                                                       • • •/ • • *
 ---pagebreak---     e ) sottoposte a posteriori a controllo ufficialo mediante sondaggi , per
        quanto conoerne l' identità e la purezza della varietà .
D. Sementi tipo : le sementi
    a)  che presentano sufficiente identità e purezza della varietà ,
    b)  previste per la produzione di ortaggi ,
    c)  conformi alle condizioni - dell' allegato II e
    d)  sottoposte a posteriori a controllo ufficiale mediante sondaggi ,
        per quanto concerne l' identità q la -purezza della varietà . -
E. Disposizioni ufficiali : le disposizioni adottate
    a) dalle autorità di uno Stato o ,
    b ) sotto la responsabilità dello Stato , da persone giuridiche di diritto
        pubblico o privato o ,
    c ) per attività ausiliarie , sempre sotto il controllo dello Stato , da
        persone fisiche vincolate da giuramento ,
    a condizione che le persone indicate sub b ) e c ) non traggano profitto
    particolare dal risultato di dette disposizioni .
F. Piccoli imballaggi t gli imballaggi di sementi aventi un - peso netto
    massimo di :
    a-) 5 kg per le leguminose ,
    b ) 500 g per gli asparagi , il cerfoglio , le bietole da coste , le rape
        rosse , le rape primaverili j le rape autunnali , le carote , i ravanelli ,
        la scorzonera e gli spinaci ,
    c ) 100 g per le cipolle , i porri , i meloni e i finocchi ,
    d) 50 S per tutte le altre specie di ortaggi .
Gli Stati membri possono :
a) stabilire che non si effettui una certificazione ufficialo delle sementi
    o un controllo delle sementi standard , qualora nel loro territorio non
    esista normalmente una moltiplicazione o una commercializzazione di tale
    sementi ,
b ) per un periodo transitorio non superiore a due anni dopo l' entrata in
    vigore delle disposizioni legislative , regolamentari o amministrative
    necessarie per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva ,
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         e in deroga al paragrafo 1 , lettera C , certificare , quali sementi
         certificate , sementi che provengano direttamente da sementi ■ufficial­
         mente controllate in uno Stato membro secondo il sistema attuale e che
         offrano le stesse garanzie delle sementi di "base certificate a norma
         delle disposizioni della presente direttiva .
                                         Articolo 3
1 . Gli Stati membri prescrivono che le sementi di ortaggi possono essere cei^-
    tificato o commercializzato_.80ltanto se la loro varietà è ufficialmente
    ammessa almeno in uno Stato membro .
2 . Ciascuno Stato membro compila un catalogo delle varietà le cui sementi possono
    essere certificate o controllate sul suo territorio quali sementi standard .
    Tale catalogo può' essere consultato da chiunque vi abbia interesse .
3 . Il Catalogo comune delle varietà delle specie di ortaggi è compilato in
    base ai cataloghi nazionali degli Stati membri , conformemente alle dispo­
    sizioni degli articoli 15 e 1 6 .
                                        Articolo 4
Gli Stati membri provvedono a che una varietà venga ammess^ove3 sia distinta ,
stabile e sufficientemente omogenea .
                                        Articolo 5
1 . Una varietà è distinta se , al moneto in cui è richiesta l' ammissione , essa
    si distingue nettamente , per uno o più caratteri morfologici o fisiologici
    importanti , da qualsiasi altra varietà ammessa o presentata all' ammissione
    nello Stato membro in causa .
2 . Una varietà è stabile se dopo le sue riproduzioni o moltiplicazioni succes­
    sive o alla fine di ogni ciclo , c ualora il costitutore abbia definito un
    ciclo particolare di riproduzioni o di moltiplicazioni , essa resta confor­
    me alla definizione delle sue caratteristiche essenziali .
3 . Una varietà è sufficientemente omogenea se la totalità dei suoi individui -
    astrazi on fatta per rare aberrazioni - presenta le stesse caratteristiche
    essenziali che permettono di differenziarla dalle altre varietà . E 1 ne­
    cessario prendere in considerazione le particolarità che presenta la
    moltiplicazione delle piante .
                                                                         • • •/ • • •
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                                     Articolo 6
Gli Stati membri vigilano a che le varietà provenienti da altri Stati membri
siano soggette , per quanto concerne la procedura d' ammissione , alle stesse
condizioni applicate alle varietà nazionali .
                                     Articolo 7
1 . Gli Stati membri stabiliscono che l' ammissione delle varietà è subordinata
    ad esami ufficiali effettuati principalmente in campo e volti ad accertare
    la rispondenza ad un numero di criteri sufficiente per la caratterizza­
    zione della varietà . Nell' accertamento della rispondenza a tali criteri
    si debbono seguire metodi precisi e provati .
    «
2 . Secondo la procedura di cui all' articolo 37 si provvede a fissare , tenendo
    conto dello stato delle conoscenze tecniche e scientifiche :
    a) i criteri minimi su cui devono vertere gli esami per le varie specie ,
    b) le condizioni minime cui devono soddisfare gli esami .
3 . Nell' esame inteso ad accertare se una varietà si distingue effettivamente
    dalle altre , si debbono prendere in considerazione anche quelle ammesse
    al Catalogo comune delle varietà delle specie di ortaggi in virtù degli
    articoli 15 e 16 .
4 * Per le varietà ibride e le varietà sintetiche o simili , si debbono comuni­
    care ai servizi responsabili dell' ammissione e della certificazione tutte '
    le informazioni necessarie quanto ai componenti genealogici . Ove l' esame
    di questi ultimi si renda indispensabile per lo studio degli ibridi e delle
    varietà sintetiche , gli Stati membri , su richiesta del costitutore , vigi­
    lano a che l' esame e la descrizione dei componenti medesimi siano tenuti
    segreti .
                                     Articolo 8
                                                     m
1 . Gli Stati membri possono ammettere varietà ufficialmente ammesse sul loro
    territorio anteriormente al 1° luglio 1969 senza dover procedere a nuovi
    esami in base alle disposizioni della presente direttiva, ove risulti
    dagli esami precedenti che dette varietà sono distinte , stabili e suffi-
    cientemente omogenee . L' esame dei criteri di cui all' articolo 7 » paragra­
    fo 2 , deve aver luogo entro e non oltre il 1° luglio 1974 »
       »               v                                     >           .
                                                                     • • «/ • • •
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2 . Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le ammissioni
    ufficiali delle varietà , che abbiano avuto luogo anteriormente al 1°
     luglio 1969 > cessino di aver validità il 1° luglio 1979 al più tardi , se
     a tale data le varietà in questione non sono state ammesse in base alle
     disposizioni della presente direttiva .
                                         Articolo 9
1 . Gli Stati membri provvedono a che il catalogo indichi le principali carat­
    teristiche morfologiche o fisiologiche ed il responsabile o i responsabili ,
     sul loro territorio , della selezione conservativa .
    La descrizione delle varietà interessa le piante ottenute direttamente da
     sementi della categoria " sementi certificate " o della categoria " sementi
     standard ". In caso di modifica di una qualsiasi caratteristica secondaria
     delle specie allogarne , la descrizione nel catalogo viene immediatamente
     modificata .
2 . Quando ammettono una varietà , gli Stati membri vigilano a che' essa abbia ,
     se possibile , la stessa denominazione negli altri Stati membri .
     Ove si sappia che delle sementi di una determinata varietà sono commercia­
     lizzate in altro paese sotto una denominazione differente , quest' ultima
     dovrà figurare anch' essa nel catalogo .
                                     Articolo 10
1 . Per ciascuna varietà ammessa , gli Stati membri approntano un fascicolo
    da cui risultino chiaramente , in riassunto , tutti i risultati d' esame
     su cui si basa l' ammissione .
2 . Entro il termine di un mese dall' ammissione di una varietà , ciascuno Stato
     membro trasmette agli altri Stati membri e alla Commissione copia conforme
     del fascicolo . Esso li informa inoltre di ogni eventuale revoca di ammissione
     e comunica loro , dietro richiesta , i rifiuti d' ammissione pronunciati , i
     risultati degli esami e i motivi che hanno eventualmente provocato la
     revoca dell' ammissione 0 il rifiuto di essa .
3 . Gli Stati membri provvedono a che i fascicoli di ammissione siano resi
     accessibili - a titolo personale ed esclusivo - quanto meno a coloro che
     abbiano un interesse giustificato a consultarli , semprechè , in virtù
     dell' articolo 7 > paragrafo 4 , essi non debbano restare segreti . In caso
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    di rifiuto- o di revoca dell' ammissione di una varietà , i risultati degli
    esami vengono comunicati perlomeno agli interessati »
                                      Articolo 11
1 . Gli Stati membri stabiliscono che le varietà ammesse vengano mantenute
    mediante selezione conservativa .
2 . La selezione conservativa deve poter essere sempre controllata in base
    alle registrazioni effettuate dal responsabile o dai responsabili della
    varietà . Tali registrazioni devono estendersi anche alla produzione di
    tutte le generazioni precedenti le sementi di base .
3 . Se la selezione conservativa ha luogo in uno Stato membro diverso da
    quello in cui la varietà è stata ammessa , gli Stati membri interessati
    si prestano reciprocamente assistenza amministrativa in materia di controllo .
                                    Articolo 12
1 . L' ammissione di una varietà è valida sino alla fine del decimo anno suc­
    cessivo all' ammissione medesima .
2 . Dietro semplice richiesta o per iniziativa dei servizi ufficiali , l' am­
    missione di una varietà può' esser rinnovata ogni cinque anni , ove
    risultino soddisfatti i previsti requisiti di distinzione , di omogeinità
    e di stabilità. La domanda di rinnovo dev' essere introdott^%u^ei^mi
    prima della data di scadenza dell' ammissione ,
3 . L' ammissione può' esser provvisoriamente prolungata sino a che venga
    presa tana decisione quanto alla domanda di rinnovo .
                                    Articolo 13
1 . Gli Stati membri provvedono a che l' ammissione di una varietà venga revo­
    cata :
    a) qualora , all' atto dell' inoltro della domanda di ammissione o nel corso
        della procedura d' esame , siano state fornite indicazioni false o
        fraudolente in merito agli elementi da cui dipende l' ammissione
    b) qualora , in sede d' esame , risulti che una varietà non è più distinta,
        stabile o sufficientemente omogenea .
                                                                     • • •/ • • •
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2 . Gli Stati membri possono revocare l' ammissione di una varietà :
    a) in caso di mancata osservanza delle disposizioni legislative , regola­
        mentari o amministrative adottate in applicazione della presente diret­
        tiva ;
    b ) qualora il responsabile o i responsabili della varietà ne facciano
        richiesta .
                                        Articolo 14
1 . Gli Stati membri provvedono a ritirare una varietà dal loro catalogo , qual­
    ora    l' ammissione di tale varietà sia revocata o la validità dell' ammissione
    sia giunta a scadenza o non sia stato concesso un rinnovo .
2 . Nel rispettivo territorio , gli Stati membri possono differire di un periodo
    non superiore a tre anni la data di scadenza dell' ammissione , qualora la
    revoca di quest' ultima non si fondi sulle disposizioni dell' articolo 13 ,
    paragrafo 1 .
                                        Articolo 15
1 . Gli Stati membri vigilano a che le sementi delle varietà ammesse confor­
    memente alle norme della presente direttiva non soggiacciano , dopo un
    periodo di due mesi dalla pubblicazione di cui all' articolo 16 , ad alcuna
    restrizione di commercializzazione per ciò' che riguarda la varietà .
2 . L' articolo 14 , paragrafo 2 , si applica per analogia a tutte le varietà
    che abbiano soddisfatto ai requisiti del paragrafo 1 , non appena esse
    cessino di rispondere a detti requisiti .
                                       Articolo 16
                                                                         /che
Conformemente alle informazioni fornite dagli Stati membri e via via p sse le
pervengono , la Commissione provvede a pubblicare nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunità Europee , sotto la designazione "Catalogo comune delle varietà
delle specie di ortaggi ", tutte le varietà che , ai sensi dell' articolo 15 ,
non s^ono soggette ad alcuna restrizione di commercializzazione per quanto
concerne la varietà .
                                       Articolo 17
1 . Gli Stati membri , ove provvedano a compilare un registro descrittivo delle
    varietà di cui è raccomandata la coltivazione nel rispettivo territorio ,
    comunicano detto registro e le sue eventuali modifiche agli altri Stati
    membri ed alla Commissione .                                    /
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2 . Gli Stati membri vigilano affinchè , all' atto dell' iscrizione delle varietà
    nei registri contenenti le varietà raccomandate , tutte le varietà prove­
    nienti da altri Stati membri siano soggette alle stesse condizioni applicate
    alle varietà nazionali .
                                          Articolo 18
1 . Uno Stato membro può' vietare per un periodo massima di un anno che le se­
    menti di una varietà ammessa in un altro Stato membro in base alle dispo­
    sizioni della presente direttiva' vengano commercializzate nel proprio
    territorio , ove la commercializzazione o l' utilizzazione delle sementi     •
    di tale varietà presentì pericoli per la salute umana o degli animali o
    per la preservazione dei vegetali . Esso rende nota la sua decisione agli
    altri Stati membri e alla Commissione entro un termine di tre mesi e
  . conrunica loro gli elementi che hanno motivato il suddetto divieto .
2 . Se lo Stato membro competente per l' ammissione non ne decide la revoca
    entro un termine di sei mesi , esso trasmette alla Commissione gli elementi
    che ne giustificano il mantenimento . Il mantenimento dell' ammissione , la re­
    voca di essa o la sua limitazione ad uno o più Stati membri , come pure il
    ricorso ad altre perizie e la proroga del termine di cui al paragrafo 1 ,
    vengono stabiliti in base alla procedura di cui all' articolo 37 .
                                           Articolo 19
1 . Gli Stati membri prescrivono che delle sementi di ortaggi possono essere
    commercializzate soltanto se sono state ufficialmente certificate come
    " sementi di base " o "sementi certificate ", o se sono sementi standard e ,
    in tutti casi , se rispondono alle condizioni dell' allegato II .
2 . Secondo la procedura prevista all' articolo 37 » bì può * prescrivere che
    delle sementi di certe specie di legumi possono essere commercializzate
    a decorrere da determinate date , soltanto se sono state ufficialmente
    certificate come " sementi di base " o " sementi certificate ".
3 . Gli Stati membri vigilano affinché gli esami ufficiali delle sementi siano
    effettuati secondo i metodi internazionali in uso , ove tali metodi esistano .
                              /
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4 . Gli Stati membri possono prevedere deroghe al paragrafo 1 :
     a) per sementi di selezione di generazioni anteriori alle sementi di base ;
    b ) per prove sperimentali o a scopi scientifici ;
     c ) per lavori di selezione ;
     d) per sementi in natura commercializzate ai fini del condizionamento ,
         sempreché l' identità di tali sementi sia garantita .
                                       Articolo 20
Gli Stati membri possono tuttavia autorizzare , in deroga all' articolo 19 :
a) la certificazione ufficiale e la commercializzazione di sementi di base
    non rispondenti allo condizioni dell' allegato II per quanto riguarda la
    facoltà germinativa ; a tal fine , sono adottate disposizioni opportune
    perché il fornitore garantisca una determinata facoltà germinativa indi­
    candola , per la commercializzazione , su una speciale etichetta recante
    il suo nome e indirizzo , nonché il numero di riferimento del lotto ;
b ) nell' interesse di un rapido approvvigionamento di sementi , la certifica­
     zione ufficiale e la commercializzazione sino al primo destinatario
    commerciale di sementi delle_ categorie " sementi di base " o " sementi certificate",
    per le quali non sia terminato l' esame ufficiale volto a controllare la
    rispondenza alle condizioni dell' allegato II per quanto riguarda la facol­
    tà germinativa . La certificazione è concessa a condizione che sia presen-
    della semente e che sia indicato il nome .e l' indirizzo del primo destinatario ;
    tato un rapporto di analisi provvisorio y sono adottate disposizioni
    opportune perché il fornitore garantisca la facoltà germinativa risultante
    dall' analisi provvisoria ; tale facoltà germinativa dev' essere indicata ,
    per la commercializzazione , su un' etichetta speciale recante il nome e
    l' indirizzo del fornitore , nonché il numero di riferimento del lotto .
    Queste disposizioni non sono applicabili alle sementi importate dai
    paesi terzi , fatti salvi i casi previsti all' articolo 29 per le moltiplica­
    zioni effettuate al di fuori della Comunità .
                                        Articolo 21
Gli Stati membri , per la propria produzione , possono stabilire , per quanto
si riferisce agli allegati I e II , condizioni supplementari o più rigorose
per la certificazione .
                                                                       •••/•••
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                                      • Articolo 22
1 . Gli Stati membri' prescrivono che , durante la procedure di controllo delle
     varietà , durante l' esame delle sementi per la certificazione e durante
     il controllo a posteriori delle sementi standard , i campioni siano prele­
     vati ufficialmente secondo metodi adeguati .
2 . Per l' esame delle sementi ai fini della certificazione e il controllo a
     posteriori delle stesse , i campioni sono prelevati da lotti omogenei }
     nell' allegato III sono indicati il peso massimo di un lotto e il peso
     minimo del campione .
                                       Articolo 23                        "
1 . Gli Stati membri prescrivono che le sementi di base , le sementi certifi­
     cate e le sementi standard possono essere commercializzate soltanto in
     partite sufficientemente omogenee e in imballaggi chiusi , muniti , confor­
     memente agli articoli 24 e 25 , di utì. sistema di chiusura e di contrassegno »
2 . Per quanto riguarda l' imballaggio , il sistema di chiusura e il contrasse­
     gno , gli Stati membri possono prevedere deroghe al paragrafo 1 per la
     commercializzazione di piccoli imballaggi destinati al consumatore diretto .
                                     Articolo 24
1 . Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi di sementi di base e di
     sementi certificate , ad eccezione dei piccoli imballaggi , siano uffi­
     cialmente chiusi in modo che l' apertura dell' imballaggio comporti il
     deterioramento del sistema di chiusura e l' impossibilità di ricostituirlo .
2 . Qualsiasi nuova chiusura dev' essere effettuata ufficialmente . In tal caso ,
   - sulla etiohotta prevista all' articolo 25 , paragrafo 1 , si menzionerà
     anche la nuova operazione di chiusura , la data della medesima e il servizio
     che l' ha effettuata .
3 . Gli imballaggi di sementi standard e i piccoli imballaggi di sementi della
     categoria " sementi certificate" devono essere chiusi in modo che l' apertura
     dell' imballagio comporti il deterioramento del sistema di chiusura e
     l' impossibilità di ricostituirlo . Eccezion fatta per i piccoli imballaggi ,
     essi devono essere pure piombati o provvisti di un sistema di chiusura
     equivalente , apposto dal responsabile dell' ultimo imballaggio .
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                                            Articolo 25
1 . Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi di sementi di base e di
    sementi certificate , ad eccezione dei piccoli imballaggi ,
    a ) siano muniti , all' esterno , dell' etichetta ufficiale di cui all' allegato
        IV , parte A , redatta in una delle lingue ufficiali della Comunità e
        applicata a mezzo del sistema ufficiale di chiusura ; il colore dell' eti­
        chetta è bianco per le sementi di base e azzurro per le sementi cer­
        tificate ; negli scambi tra gli Stati membri , l' etichetta indica l' anno
        e il mese della chiusura ufficiale ; se , nel caso previsto all' articolo 20 ,
        le sementi di base non rispondono alle condizioni dell' allegato II quanto
        alla facoltà germinativa , tale circostanza è menzionata sull' etichetta ;
    b ) contengano , all' interno , un attestato ufficiale dello stesso colore
        dell' etichetta , che ripeta le indicazioni previste per l' etichetta
        stessa all' allegato V , parte A ; esso non è indispensabile quando le
        indicazioni di cui all' allegato IV , parte A , lettera a), nn . 3 > 4 Q 5i
        siano stampate in modo indelebile sull' imballaggio .
    L' etichetta non è obbligatoria per gli imballaggi trasparenti , se l' attestar-
    to ufficiale interno è leggibile attraverso l' imballaggio .
2 . Gli Stati membri possono prescrivere che l' etichetta ufficiale menzioni ,
    in ogni caso , l' anno e il mese della chiusura ufficiale .
3 . Gli imballaggi di sementi standard e i piccoli imballaggi di sementi della
    categoria " sementi certificate " sono muniti all' esterno , conformemente
    all' allegato IV , parte B , di un' etichetta del fornitore o di una scritta
    stampata o di un timbro in una delle lingue ufficiali della Comunità . Il
    colore dell' etichetta è giallo scuro per le sementi standard .
                                            Articolo 26
Non è pregiudicato il diritto degli Stati membri di prescrivere che gli imbal­
laggi di sementi di base , di sementi certificate o di sementi standard di
produzione nazionale o importata siano muniti , per la commercializzazione
nel proprio territorio ed in casi diversi da quelli previsti agli articoli
20 o 25 , di un' etichetta del fornitore .
                                                                    • • •/ • * •
 ---pagebreak---                                     -Articolo . 27
  Gli Stati membri prescrivono che ogni trattamento chimico di sementi di "base ,
 di sementi certificate o di sementi standard sia menzionato sull' etichetta
 ufficiale o su un' etichetta del fornitore , nonché sull' imballaggio o all' in­
 terno dello stesso .
                                     Articolo 28
 1 . Gli Stati membri vigilano affinché le sementi di "base e le sementi certi­
      ficate , che siano state certificate ufficialmente e l' imballaggio delle
      quali sia ufficialmente contrassegnato e chiuso conformemente alla presente
     direttiva , nonché le sementi standard é le sementi certificate in piccoli
      imballaggi , l' imballaggio delle quali sia contrassegnato e chiuso confor­
     memente alla presente direttiva , siano soggette unicamente alle restrizio­
     ni di commercializzazione previste nella direttiva stessa , per quanto ri­
      guarda le loro caratteristiche , le disposizioni relative all' esame , il
      contrassegno e la chiusura »
 2 . Sintantoché non sia stata presa una decisione conformemente all' articolo
     19 , paragrafo 2 , ciascuno Stato membro , dietro sua richiesta , può' essere
     autorizzato , secondo la procedura di cui all' articolo 37 , a prescrivere
      che le sementi di certe specie di- ortaggi possono essere commercializzate
     a decorrere da determinate date , soltanto se sono state ufficialmente cer-
, ' tificate come " sementi di base " & " sementi - certificate ".
                                     Articolo 29
 1 . Gli Stati membri prescrivono che le sementi di ortaggi provenienti diret­
     tamente da sementi di base certificate in imo Stato membro e raccolte in
     tino Stato membro o in un paese terzo possono essere certificate nello Sta­
     to produttore delle sementi di base , ove siano state sottoposte , sui loro
     campi di produzione , a un' ispezione in loco che soddisfi alle condizioni
     previste all' allegato I ed ove si sia constatata , all' atto di un esame
     ufficiale , la rispondenza alle condizioni previste all' allegato H.
*
 2. H paragrafo 1 si applica^ per analogia alle sementi certificate delle
     specie autogame , provenienti direttamente da sementi ufficialmente con­
     trollate di una generazione anteriore alle sementi di base . •
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                                     Articolo 30
1 » Su proposta della Commissione il Consiglio , deliberando a maggioranza qua­
    lificata , constata 1
    a ) se gli esami ufficiali delle varietà, effettuati in un paese terzo , of­
        frono le stesse garanzie degli esami effettuati negli Stati membri con­
        formemente all' articolo 7 }
    b ) se i controlli delle selezioni conservative , effettuati in un paese
        terzo , offrono le stesse garanzie dei controlli effettuati dagli Sta­
        ti membri ;
    c ) se nei casi previsti all' articolo 29 , le ispezioni in campo in un paese
        terzo soddisfano alle condizioni dell' allegato I ;
    d ) se delle sementi di ortaggi raccolte in un paese terzo e che offrano le
        stesse garanzie quanto alle loro caratteristiche ed alle disposizioni
        adottate per il loro esame , onde assicurarne l' identità, nonché per i
        contrassegni e per il controllo , sono per questi aspetti equivalenti al­
        le sementi di "base , alle sementi certificate o alle sementi standard
        raccolte all' interno della Comunità e conformi alle disposizioni della .
        presente direttiva .
2 . Sino a quando il Consiglio non si sia pronunciato conformemente al paragra­
    fo 1 , gli Stati membri possono procedere essi stessi alle constatazioni
    previste in detto paragrafo . Tale diritto si estingue il 1° luglio 1971 .
                                     Articolo 31
1 . Per assicurare l' approvvigionamento in sementi certificate , gli Stati mem­
    bri , dietro loro richiesta , possono essere autorizzati , in base alla proce­
    dura di cui all' articolo 37 , a certificare , conformemente all' articolo 29 ,
    anche sementi raccolte in un paese terzo , qualora il Consiglio non abbia
    proceduto ad alcuna constatazione a termini dell' articolo 30 , paragrafo 1 ,
    lettere c) o d ).
    In tal caso , la persona richiedente la certificazione deve attestare che
    un esperto competente - anche se non investito di una funzione ufficiale -
    ha proceduto a un' ispezione in campo rispondente ai requisiti di cui al­
    l' allegato I.
2 . Il paragrafo 1 è applicabile sino al 1 * gennaio 1975 »
                                                                            • • •/ • • •
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                                     Articolo 32
1 ." Al fine di eliminare difficoltà temporanee di approvvigionamento generale
     in sementi di "base , sementi certificate o sementi standard , che si mani­
     festino almeno in uno Stato membro e non possano essere superate all' in­
     terno della Comunità, uno o più Stati membri possono essere autorizzati ,
     secondo la procedura prevista all' articolo 37 , ad ammettere alla commercia­
     lizzazione , per un periodo determinato , sementi di •una categoria soggetta
     a requisiti ridotti .
2 . Quando si tratti di tuia categoria di sementi di una varietà determinata ,
     l' etichetta ufficiale o l' etichetta del fornitore è quella prevista per la
     categoria corrispondente j in . tutti gli altri casi , essa è di color marrone .
     L' etichetta indica sempre che si tratta di sementi di una categoria sogget­
     ta a requisiti ridotti .
                                     Articolo 33
La presente direttiva non si applica alle sementi di ortaggi per le quali
sia provato che sono destinate all' esportazione verso paesi terzi .
                                     Articolo 34
Gli Stati membri adottano disposizioni opportune per consentire durante la
commercializzazione un controllo ufficiale , almeno mediante sondaggi , della
effettiva rispondenza delle sementi . di ortaggi alle condizioni previste nella
presente direttiva . Essi provvedono a che le sementi delle categorie " sementi
certificate " e " sementi standard" vengano sottoposte a posteriori ad un con­
trollo ufficiale in campo e mediante sondaggi per quanto attiene all' iden­
tità ed alla purezza della varietà.
                                     Articolo 35
1 . Se in seguito a controlli a posteriori in campo si è ripetutamente consta­
     tata 1 'insufficiente rispondenza delle sementi di ima data varietà ai pre­
     visti requisiti d' identità o di purezza della varietà, gli Stati membri
     stabiliscono che la commercializzazione di dette seménti può * essere intera­
     mente , parzialmente o temporaneamente vietata al responsabile della com­
     mercializzazione stessa .
2 . Il paragrafo 1 si applica per analogia alle persone richiedenti la certifi­
     cazione , in virtù dell' articolo 31 , di sementi raccòlte " in "paesi térzi'i'
                                          .β     »· · * ·      * >                       ·
                                      *      ; -        > · .„ '·. / ·'··· .. / '    ν ι
                                                                                  • • •/• • •
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3 . Le misure adottate in applicazione dei paragrafi 1 e 2 vengono annullate ,
     non appena sia possibile stabilire con sufficiente certezza che le sementi
     destinate alla commercializzazione risponderanno in futuro ai previsti re­
     quisiti d' identità e di purezza della varietà.
                                      Articolo 36
                             ^        –––––
1 . All' interno della Comunità sono creati campi comparativi comunitari , nei qua­
     li viene effettuato ogni anno un controllo a posteriori di campioni di se­
     menti certificate e di sementi standard di ortaggi prelevati mediante son­
     daggi ; tali campi sono sottoposti all' esame del Comitato di cui all' artico­
     lo 37 .     :
2 . In   una prima fase , gli esami comparativi servono ad armonizzare i metodi tecni­
      ci di certificazione ed i controlli a posteriori , onde ottenere l' equivalen­
      za dei risultati . Conseguito tale obiettivo , codesti esami formeranno oggetto
     di  una relazione annuale d' attività, da notificarsi in via riservata agli
      Stati membri ed alla Commissione . La data d' elaborazione della prima relazio­
     ne sarà fissata secondo la procedura di cui all' articolo 37 »
3 . Le disposizioni necessarie per l' es .zione degli esami comparativi sono adot­
     tate secondo la procedura prevista all' articolo 37 » In detti esami possono
      essere incluse sementi di ortaggi raccolte in paesi terzi .
                                      Articolo 37
1 . Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nel presente ar­
     ticolo , il Comi-tato permanente per le sementi ed i materiali di moltiplica­
      zione agricoli , orticoli e forestali , istituito con decisione del Consiglio
     del 14 giugno 1966^^e denominato in appresso "il Comitato", è chiamato a
     pronunciarsi dal suo presidente , sia' su iniziativa di quest'ultimo , sia a
     richiesta del rappresentante di uno Stato membro .
2 . In sede di Comitato , ai voti degli Stati membri è attribuita la ponderazio­
     ne di cui all' articolo 14-8 , paragrafo 2, del Trattato , Il presidente non par­
     tecipa al voto .
3 » Il rappresentante della Commissione presenta un progetto delle misure da
     adottare . Il Comitato formula il suo parere in 8'erito a tali misure entro
     il termine che il presidente può' stabilire in relazione all' urgenza dei
     problemi in esame . Esso si pronuncia a maggioranza di 12 voti .
( l ) G.U. n° 125 dell '11 luglio 1966 , pag. 2289/66
                                                                         • •/ • • •
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4 * La Commissione adotta misure che sono d' immediata applicazione . Qualora   tut­
    tavia non siano conformi al parere formulato dal Comitato , esse vengono    im­
    mediatamente comunicate dalla Commissione al Consiglio . In tal caso , la   Com­
    missione può' rinviare l' applicazione delle misure da essa decise di un    mese
    al massimo a decorrere dalla comunicazione . Il Consiglio , deliberando a   mag­
    gioranza qualificata , può' prendere una decisione diversa entro il temine
    di un mese .
                                   Articolo 38
Con riserva di quanto disposto all' articolo 18 , la presente direttiva non pre­
giudica le disposizioni delle legislazioni nazionali giustificate da motivi di
tutela della salute e della vita delle persone e degli animali o di preserva­
zione dei vegetali o di protezione della proprietà industriale e commerciale .
                                   Articolo 39
Gli Stati membri mettono in vigore , non oltre il 1® luglio 19&9 » 1® misure ne­
cessarie per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva e ne in­
formano immediatamente la Commissione .
A decorrere dalla notificazione della presente direttiva , gli Stati membri
provvedono inoltre a trasmettere alla Commissione , in tempo utile affinché
quest' ultima possa presentare le sue osservazioni , ogni altro progetto di dispo­
sizioni legislative , regolamentari o amministrative che essi intendono adotta­
re nel settore disciplinato dalla presente direttiva .
                                   Articolo 40
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
                                                                   • * •/ • • •
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                                                                  Allegato I
               Condizioni per la certificazione relative alla coltura
 1 . La coltura deve presentare identità e purezza della varietà in grado suffi­
      ciente *
 2 . Per le sementi di base , si deve procedere ad almeno una ispezione ufficiale
     in campo . Per le sementi certificate , si deve procedere ad almeno una ispe­
     zione in campo , controllata ufficialmente mediante sondaggi , su non meno
     del 20 $ delle colture di ogni singola specie .
3 . Lo stato colturale del campo di produzione e lo stato di sviluppo della col­
     tura devono consentire un controllo sufficiente dell' identità e della purez­
     za della varietà, nonché dello stato sanitario .
4 . Le distanze minime da colture vicine che possano determinare un' impollina­
     zione estranea indesiderabile od una contaminazione dovuta a malattie virali
     suscettibili di ridurre il valore di utilizzazione delle sementi , devono es­
     sere per :
                                                         Sementi        Sementi
                                                         di base      certificate
a) Specie Beta                                            800 m          500 m
     Specie Brassica
b ) Altre specie allogarne                                500 m          300 m
     Queste distanze possono non essere osservate , se esiste una protezione suffi­
     ciente contro qualsiasi impollinazione estranea indesiderabile o contamina­
     zione dovuta a malattie virali .
5 . La presenza di malattie e di organismi nocivi che riducano il valore di uti­
     lizzazione delle sementi non è tollerata che nella misura più limitata pos­
     sibile .
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                       Condizioni cui devono soddisfare le sementi
li Le sementi - devono presentare - identità . e pure zza , della varietà . in grado suf-
    . ficiente .  ,
2 » La presenza di malattie e di organismi nocivi che riducano il valore di uti­
      lizzazione delle sementi non è tollerata che nella misura più limitata pos­
      sibile .               "  ~
3 . Le sementi devono inoltre soddisfare alle seguenti condizioni :
      a ) Norme
                                          Purezza minima
                                                             Tenore massimo         Facoltà germi­
                                                             di semi di al­         nativa minima
                 Specie                     specifica
                                           Ofo in peso )     tre specie di          (tfo dei glome­
                                                                 piante             ruli o semi
                                                               ($ in peso ) i              puri )
                                                                                 I
 Allium cepa                         [           97                0,5                        75
 Allium porum                                    97                 0,5                       70
 Anthriscus cerefolium- - . -        |           96                 1                         70
 Apium graveolens                    I           97                 1                         70
 Asparagus officinalis                           96                 0,5                       70
 Beta vulgaris ( tutte le
  specie                                         97                 °,5                       70(glomen
 Brassica oleracea var .
 "botrytis                             I         97               • 1    . ■                  70
                                                           ι
 Brassica oleracea
  ( altre specie )                               97        ί'       1                    '    75
 Brassica rapa                                   97                 1 :-       ■              80
 Capsicum annuum                                 97                 0,5      ■                65
 Cichorium întybus ' :                           95                 1,5.'                     65
 Cichorium endivia                               95                 1                         65
 Citrullus vulgaris                              98                 0,1                       75
 Cucumis melo                                    98                 0,1                       75
 Cucumis sativus                                 98      i          0,1                       80
 Cucurhita pepo                                  98                 0,1                       75
 Daucus carota                                   95                 1                         65
 Poeniculum vulgare                              96                 1                          75
 Lactuca sativa                                  95                 0,5                       75
 Petrsselinum crispum                            97                 1                         65
 Phaseolus Coccineus                     |
                                         t
                                                 98                 0,1                       80
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                                        - 2 -
                                                    Tenore massimo  Facolt.a germi­
                                   Purezza minima
               Specie                               di semi di al­  nativa minima
                                      specifica
                                    (fo in peso )   tre- specie di  ($> dei glome­
                                                         piante     ruli o semi
                                                      (fo in peso )     puri )
Phaseolus vulgaris                        98               0,1             80
Pisum sativum                             98               0,1             80
Raphanus sativus                          97               1
Scorzonera hispánica                      95               1               70
Solanum melongena                         96               0,5             65
Solanum lycopersicum                      97               0,5             75
Spinacia oleracea                         97               1               80
Valerianella locusta                      95               1               65
Vicia faba                       j        98      i        0,1             80
                                 I
                                                  i
b ) Requisiti supplementari
    i ) le sementi di leguminose non devono essere contaminate dagli insetti vivi
        sotto specificati :
        Acanthoscelides obtectus sag *
        Bruchus affinis L.
        Bruchus atonaria L.
        Bruchus pisorum L.
        Bruchus rufimana Boh .
   ii ) Le sementi delle specie Brassica non devono essere contaminate da Aca-
        rina vivi . Gli accertamenti sono effettuati sull' intero campione da esa­
        minare in laboratorio .
 ---pagebreak---                                                  /           Allegato III
Peso massimo di un lotto
Leguminose                  20 t .
Altre specie                 5 t.
Peso minimo di un campione
               Specie                                      Peso ( in g .)
Allium cepa                                                 25
Allium porrum                                               25
Anthriscus cerefolium                                       25
Apium grave ol en s                                         25
                         #
Asparagus officinal!                                       100
Beta vulgaris ( di tutte le specie )                       100
Brassica oleracea (di tutte le specie )                     25
Brassica rapa          '             ■                      50
Capsicum annttum                                            50
Cichorium intybus                                           25
Cichorium endivia                                           25
Citrullus vulgaris                                         200
Cucumis melo                                               100
Cucumis sativus                                             5°
Cucurbita pepo                                             150
Daucus carota                                               25
Poeniculum vulgare                                          50
Lactuca sativa                                              25
Petroselinum crispum                                        25
Phaseolus Coccineus                                      1.000
Phaseolus vulgaris                                         500
Pi sum sativum                                             500
Raphanus sativus                                            50
Scorzonera hispánica                                        50
Solanum melongena                                           25
Solanum lycopersicum                                        25
Spinacia oleracea                                          100
Valerianella locusta                                        25
Vicia faba                                               1,000
Per le varietà ibride PI delle specie succitate , il peso minimo del campio
ne può' essere ridotto sino ad un quarto del peso fissato per la varietà .
 ---pagebreak---                                                                   Allegato Tv
A. Etichetta ufficiale ( sementi certificate )
   a) Indicazioni prescritte
       1 . "Horma CEE"
       2 . Servizio di certificazione e Stato membro
       3 . Numero di riferimento del lotto
       4 . Specie
       5 . Varietà
       6 . Categoria
       7 . Paese di produzione
       8 . Peso netto o lordo dichiarato
   b ) Dimensioni minime
       110 x 67 mm
B. Etichetta del fornitore o scritte sull' imballaggio ( sement'i standard e pic­
   coli imballaci della categoria " sementi certificate " )
   a) Indicazioni prescritte
       1 . "ïïorma CEE"
       2 . Nome e indirizzo del responsabile dell' ultimo imballaggio o suo mar­
           chio d' identificazione
       3 . Specie
       4 . Varietà
       5 » Categoria per le sementi standard
       6 . Scritta "Frazione di un lotto di sementi della categoria " sementi
           cartificate ", per i piccoli imballaggi di sementi della categoria
           " sementi certificate "
       7 . Paese di produzione
       8 . Peso netto o lordo dichiarato
   b) Dimensioni minime dell' etichetta
       110 x 67 mm .
                                                                     • • •/ • • •
 ---pagebreak---                   4 . PROPOSTA DI DIRETTIVA- PEL CONSIGLIO
         che modifica la direttiva del Consiglio , dal 14 giugno 1966 ,
          relativa alla commercializzazione delle sementi di cereali
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
  •isto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e in partico­
 lare l' articolo 43 }
 Vista la proposta della Commissione }
 Visto il parere del Parlamento Europeo ^
 Considerando che è opportuno modificare alcune disposizioni della direttiva
 del Consiglio del 14 giugno 1966 relativa alla commercializzazione delle se­
 menti di cereali
 Considerando che alcune di dette modifiche sono dovute' ali 'elaborazione di
 un catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole j
 Considerando inoltre che occorre completare le disposizioni transitorie e
 consentire l'utilizzazione delle sementi di generazioni precedenti alle se­
 menti di base }                                                  '
"(fensideràndó che è necessario inserire nella direttiva una nuova specie di
 cereale e. =fissare nei suoi confronti condizioni minime j
 Considerando che gli Stati membri devono essere autorizzati a rinunciare a
 una certificazione ufficiale, delle sementi delle specie di' cui non esiste
 normalmente una moltiplicazione nel loro "territorio ; che tuttavia una simile
 misura non deve pregiudicare- 1 ' obbligo degli Stati membri di limitare la com-
 mercializzazione-delie sementi alle sementi certificate ;-
 Considerando che occorre prevedere alcune' semplificazioni per il contrasse-
 grDf, nonché una modifica del colore dell' etichetta delle sementi non' cònfor- '
 mi ai requisiti per quanto concerne la varietà}
 HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA t
                                    Articolo 1
 La direttiva del Consiglio , del .14 .giugno" 1966, relativa alla commercializzazio­
 ne delle .sementi di cereali, è modificata conformemente a' quanto viene stabilito
negli articoli seguenti .               .               ...         .!
 (l ) G.U. n* 425 deli *11 luglio 1966, pag. 23Ò9/19 '      :
 ---pagebreak---                                      Articolo 2
All' articolo 1 , paragrafo 1 , lettera A , dopo i termini " Oryza sativa L. Riso "
sono inseriti i termini " Phalaris canariensis Scagliola".
All' articolo 2 , paragrafo 1 , lettera E, dopo i termini "( segale , granturco )"
è inserito il termine " scagliola".
Il testo dell' articolo 2 , paragrafo 1 , lettera E , punto a ), è sostituito dal
testo seguente :
" a) provenienti direttamente da sementi di "base di una varietà o , a richiesta
      del constitutoye , da sementi di una generazione anteriore a quella' delle
      sementi di "base che , all' atto di un esame ufficiale , possono soddisfare
      e hanno soddisfatto alle condizioni previste agli allegati I e II per le
      sementi di "base ".
Il testo dell' articolo 2 , paragrafo 1 , lettera F, punto a), è cosi' redatto :
"a) provenienti direttamente da sementi di base di una data varietà o , a ri­
      chiesta del costitutore , da sementi di una generazioni anteriore a quella
      delle sementi di base che , all' atto di un esame ufficiale , hanno soddisfat­
      to alle condizioni previste agli allegati I e II per le sementi di "base ".
Il testo dell' articolo 2 , paragrafo 1 , lettera G , punto a) è sostituito dal
testo seguente :
" a) provenienti direttamente da sementi di "base , sementi certificate di prima
      riproduzione di una data varietà o , a richiesta del costitutore , di una
      generazione precedente a quella delle sementi di "base che , all' atto di un
      esame ufficiale , hanno soddisfatto alle condizioni previste agli allegati
      I e II per le sementi di base ".
All' articolo 2 , paragrafo 2 , sono inseriti dopo il punto b) i nuovi punti se­
guenti c ) e d ) :
" c ) stabilire che non si effettui una certificazione ufficiale delle sementi
      qualora nel loro territorio non esista normalmente una moltiplicazione o
      una commercializzazione delle sementi di tale specie ;
  d ) durante un periodo transitorio di due anni al massimo dopo l' entrata in
      vigore delle disposizioni legislative , regolamentari ed amministrative ne­
      cessarie per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva ed in
      deroga al paragrafo I , lettere E , F e G , certificare .. come sementi certifi­
      cate delle sementi provenienti direttamente da sementi ufficialmente con­
      trollate in uno Stato membro secondo l' attuale sistema e che offrano
 ---pagebreak---       le stesse garanzie di quelle date dalle sementi di "base certificate secon­
      do i principi della presente diréttivaj tale disposizione è applicatile
      per analogia al caso delle sementi certificate di prima riproduzione di
      cui al paragrafo 1 , lettera G'r . ■ '
                                 ; Articolo 3
 All' articolo 4 » paragrafo 1 , punto b ), sono cancellati i termini "di granturco
                                    Articolo 4
 Il testo dell' articolo 6 è sostituito dal testo seguente :
                                   "Articolo 6
 Gli Stali membri prescrivono che tutte le informazioni concementi i compo­
 nenti genealogici delle varietà ibrida , delle varietà sintetiche o delle va­
 rietà simili devono essere fornite al servizio responsabile della certifica­
 zione . Su richiesta del costitutore , gli Stati membri vigilano affinché la
 descrizione dei componenti sia tenuta segreta ."
                                    Articolò 5     '
 All' articolo 7 , paragrafo 1 , sono cancellati i termini " durante la procedura
 di controllo delle varietà e delle linee " inbred " di granturco e".
                                    Articolo 6
 All' articolo 8 , paragrafo 1 , il termine " livraison" nel testo francese è so­
 stituito dal "termine " lot".    ;                     :         ■
                                    Articolo 7
 Il testo dell' articolo 10 , paragrafo 1 , punto b) ,. seconda frase , è sostituito
 dal testo seguente .:
 " esso nòn è . indispensabile quando le indicazioni di cui all' allegato IV, let­
   tera A , punto a), còmmi 3 , 4 e 5 » sono stampate in modo indelebile sull' im­
   ballaggio".
                                    Articolo 8
-II testo dell '-art ipolo 15 è sostituito dal testo seguente s .
                                  "Articolo 15 -            -  ••   - . :
 1 . Gli Stati membri prescrivono che le sementi di cereali provenienti diretta­
 mente da sementi di base o da sementi certificate di prima riproduzione , cer­
 ---pagebreak--- tificate in uno Stato membro e raccolte in un altro Stato membro o in un
paese terzo , possono essere certificate nello Stato produttore delle se­
menti di "base o delle sementi certificate di prima riproduzione se sono
state assoggettate sui loro campi di produzione ad un* ispezione in loco
che soddisfi alle condizioni previste all' allegato I è se sia stata con­
statata , all' atto di un esame ufficiale , la rispondenza alle condizioni
previste all' allegato II per le sementi certificate .
Il paragrafo 1 è applicabile allo stesso modo alla certificazione delle
sementi certificate delle specie autogame provenienti direttamente da se­
menti ufficialmente controllate di una generazione precedente alle se­
menti di base ."
                                Articolo 9
All' articolo 17 , paragrafo 2 , prima frase , seconda parte della frase , i
termini " giallo scuro " sono sostituiti dal termine " scuro".
                                Articolo 10
All' allegato I , punto 2 , comma A , e punto 4 > lettera b) , ogni volta dopo
il termine " segale " è inserito il termine " scagliola".
.                             . Articolo lì
1 . All' allegato II , punto 3 , lettera a), sotto commi bb) e cc) , nonché
    alla lettera c ), sott o comma bb)* il numero"5" che figura nella colonna
    7 è sostituito ogni volta dal numero " 7 ".
2 . All' allegato II , punto 3 , lettera d ), sottocomma aa) , la colonna 6 è
    cosi' redatta : "0 ( in 250 g)"»
3 . All' allegato II, punto 3 » è inserita dopo la lettera d) la seguente
    nuova lettera e ):
                                                             I      i   t
   "e I scagliola  j aa) sementi di base        !I 75 1198 .   i 4-   *1  oAvena fatua ,
                                                                           avena sterilis, |
                     bb) sementi certificate       75 . 98
                                                              I
                                                                 10   5    avena ludoviciai
                                                                           o lolium tumu-
                                                       I
                   t                                   I                   lentum ".
                                Articolo 12
    Il testo dell' allegato IV, comma A , lettera a ), punto 1 , è sostituito
    dal testo seguente : " li" Normè CEE".
 ---pagebreak---                                 - 5 -
                             Articolo 13
Gli Stati membri mettono in vigore , al più tardi il 1° luglio 19^9 » le mi­
sure necessarie per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva
e ne informano immediatamente la Commissione .
                             Articolo 14
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
 ---pagebreak---                    5 . PROPOSTA PI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
          che modifioa la direttiva del Consiglio , del 14 giugno 1966 ,
       relativa alla commercializzazione delle sementi di "barbabietole
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ » EUROPEE ,
Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e in partico­
lare l' articolo 43 ,.
Vista la proposta della Commissione ,
Visto il parere . del Parlamento Europeo ,
Considerando che è opportuno modificare alcune disposizioni della direttiva
del Consiglio , del 14 giugno' 1966 , relativa alla commercializzazione delle
sementi di barbabiètole ^ J
Considerando che alcune di dette modifiche sono dovute all' elaborazione di
un catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole :
                                        '·              -                I
Considerando che occorre inoltre adeguare la direttiva alle recenti racco­
mandazioni dell' Istituto internazionale di ricerche bieticole e al sistema
adottato per le sementi di barbabietole da zucchero e da foraggio da parte
dell' Organizzazione di cooperazione e^viluppo economico }
Considerando che occorre inoltre completare le disposizioni transitorie ;
Considerando che è necessario prevedere alcune semplificazioni per il con­
trassegno delle sementi , nonché una- modifica del colore dell' etichetta per
le sementi non conformi ai requisiti relativi alla varietà o al tipo ;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA ?
                                '   Articolo 1        •
La direttiva del Consiglio , del 14 giugno 1966 , relativa alla commercializza­
zione delle sementi di barbabietole è modificata conformemente a quanto viene
stabilito negli articoli seguenti .
( 1 ) G.U. n° 125 dell '11 luglio 1966 , pag. 2290/97
 ---pagebreak---                                       Articolo 2
1 . L' articolo 2 diventa l' articolo 2 , paragrafo 1 .
2 . Il testo dell' articolo 2 , paragrafo 1 , lettera E , è sostituito dal testo
    seguente :
    " E. Sementi di precisiones le sementi destinate alle seminatrici a distri­
           buzione regolare e che conformemente alle disposizioni dell' allegato I ,
           parte B , punto 3 , lettera b) sottocomma tot») , danno solo una plantulai".
3 . All' articolo 2 è inserito un nuovo paragrafo 2 *
    " 2 . Per un periodo di al massimo due anni dopo l' entrata in vigore delle
           disposizioni legislative , regolamentari ed amministrative necessarie
           per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva ed in dero­
           ga al paragrafo 1 , comma c , gli Stati membri possono certificare come
           sementi certificate delle sementi provenienti direttamente da sementi
           che sono state ufficialmente controllate in uno Stato membro secondo
           l' attuale sistema e che offrano le stesse garanzie di quelle date dal­
           le sementi di base certificate secondo i principi della presente di­
           rettiva".                                                   •       •
         i           «
                                      Articolo 3
Il testo dell' articolo 6 è sostituito dal testo seguente :
                                     "Articolo 6
Gli Stati membri prescrivono che tutte le informazioni concernenti i compo­
nenti genealogici delle varietà ibride , delle varietà sintetiche o delle va­
rietà simili devono essere fornite al servizio responsabile della certifica­
zione . Su richiesta del costitutore , gli Stati membri vigilano affinché la
descrizione dei componenti sia tenuta segreta".
 ---pagebreak---                                         - 3 -
                                      Articolo 4
  All' articolo 7 » paragrafo 1 , sono cancellati ì termini "durante la procedura
  di controllo dei tipi e varietà" .
                                      Articolo 5
  E' abolito l' articolo 8 ,
                                      Articolo 6
  All' articolo 9 » il termine "livraison" nel testo francese è sostituito dal
  termine " lot ".
                                      Articolo 7
  Il testo dell' articolo 11 , paragrafo 1 , lettera "b ) seconda frase , è sostitui­
  to dal testo seguente i
  •'esso non è indispensabile quando le " indicazioni di cui all' allegato III , par­
    te A ) punti 3 , 4 » 5f 10 e 11 siano stampate in modo indelebile sull' imballaggio "
                                      Articolo 8
  All' articolo 14 , paragrafo 2 , è inserito dopo la' lettera b) la seguente nuova
  lettera c) :
  " c) alimentare per le sementi di precisione le percentuali minime fissate nei
       confronti del glomeruli cha danno una sola piantuia nell' allegato I ,
       parte B, punto 3 » lettera b)," sotto comma bb).
                                      Articolo 9
  Il testo dell' articolo 15 è sostituito dal testo seguente t
                                 '   "Articolo 15
  Gli Stati membri prescrivono che sementi di barbabietole provenienti diretta­
  mente da sementi di base certificate in uno Stato membro e raccolte in un
  altro Stato membro o in un paese terzo possono essere certificate nello Sta­
( to produttore delle sementi di base se sono state assoggettate sui loro campi
  di produzione a un' ispezione in loco che soddisfi alle condizioni previste al­
  l' allegato I , parte A , e se sia stata constatata all' atto di un esame uffi­
  ciale la rispondenza alle condizioni previste all' allegato I , parte B per le
  sementi certificate"»
                                                  « •
                                      Articolo 10
  All' articolo 17 , paragrafo 2, prima frase , seconda parte della frase , i ter­
  mini " giallo scuro" sono sostituiti.. .dal termine " scuro".
                                                                               /
 ---pagebreak---                                         Articolo 11
    Il testo dell' allegato I , parte A , punto 5 > ® sostituito dal testo seguente :
                                                             Sementi            Sementi
                                                             di base         certif icate
a ) Barbabietole da zucchero rispetto a
    - barbabietole da zucchero di altri
       tipi e varietà                                          500 m              300 m
    - barbabietole da foraggio , nonché
       altre sottospecie della specie
       Beta vulgaris                                         1.000 m    I
                                                                                  600 m
b ) Barbabietole da foraggio rispetto a :
    - barbabietole da foraggio di altri
       tipi e varietà                                          500 m              300 m
    - barbabètole da zucchero , nonché altre
       sottospecie della specie Beta vulgaris                1.000 m      »
                                                                                  600 m
    Tali distanze si applicano altresì 1 all' isolamento rispetto a piante o campi
    di barbabietole coltivate per le radici e che presentano delle           infiorescenze
    al momento della fioritura dei campi di produzione di sementi .
    Queste distanze possono non essere osservate se esiste una protezione suffi­
    ciente contro qualsiasi impollinazione estranea indesiderabile ".
                                          Articolo 12
    1 . Il testo dell' allegato I , parte B , punto 3 , lettera a ), è sostituito dal
        testo seguente :
        "a )
                                             Purezza         Facolta         Tenore mas­
                                             minima       germinativa        simo di umi­
                                           specifica         minima              dità
                                         ('fo in peso )   {$> dei glo­       (fo in peso )
                                                             meruli o
                                                            semi puri)
                                                                           I
   Barbabietole da zucchero e da
   foraggio
   aa) Sementi monogermi , sementi
        di precisione , sementi na­
        turali di varietà la cui
        percentuale in diploidi non
        supera 84                               97              73                15
   bb) Altre sementi                            97              68                15
 ---pagebreak---                                          - 5 -
    La percentuale in peso di semi di altre piante non deve superare 0,3 , entro
    i quali è ammessa tuia percentuale massima di semi di malerbe di 0,1 . A tal
    fine devono essere esaminati almeno 200 grammi del campione".
2 . Nell' allegato I , parte B , lettera "b) , prima frase , i termini " sementi segmen­
    tate " sono sostituiti dai termini " sementi di precisione".
3 » Il testo dell*allegato I , parte B, n° 3 , lettera n) , sottocomma bb), è sosti­
    tuito dal testo seguente :
    "bb ) Sementi di precisione :
           Per le varietà la cui percentuale in diploidi supera 84, almeno il Syfo
           dei glomeruli germinati devono dare una sola plantula » Per tutte le al­
           tre sementi almeno il 58$ dei glomeruli germinati devono dare una sola
           plantula . La percentuale di glomeruli che danno tre plantule o più non
           deve superare 5 rispetto ai germinati".
                                        Articolo 13
Nell' allegato II , il numero " 300" è sostituito dal numero " 500".
                     /
                                        Articolo 14
     x  \
1 . Il testo dell' allegato III , parte A , punto 1 , e sostituito dal testo seguente :
    " 1 . "Norme CEE"."
2 . E 1 abolito il testo dell' allegato III , parte A , punto 9 .
3 . Il testo dell' allegato III , parte A , punto 2 , è sostituito dal testo seguente :
    " 2 . Per le sementi di precisione : menzione " precisione"."
                                        Articolo 15
Gli Stati membri mettono in vigore , al più tardi il 1® luglio 1969 , le misure ne­
cessarie per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva e ne infor­
mano immediatamente la Commissione .
                                        Articolo 1 6
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva »
 ---pagebreak---                   6 . PROPOSTA PI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
         che modifica la direttiva del Consiglio , del 14 giugno 1966
      relativa alla commercializzazione dei tuberi - seme di patate
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,              '
Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e in partico­
lare l' articolo 43 ,
Vista la proposta della Commissione ,
Visto il parere del Parlamento Europeo ,
Considerando che è opportuno modificare alcune disposizioni della direttiva
del Consiglio, del 14 giugno 1966 , relativa alla commercializzazione dei tu-
beri-seme di patate^
Considerando che alcune di dette modifiche sono dovute all' elaborazione di un
catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole ;
Considerando , inoltre , che occorre completare le disposizioni transitorie e
consentire l'utilizzazione di tuberi-seme di fasi precedenti ai tuberi-seme
di base ;                            '
Considerando che occorre modificare un' indicazione dell' etichetta , nonché il
colore di quest' ultima se si tratta di tuberi-seme non conformi alla varietà ,
HA ADOTTATA LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                    Articolo 1
                                                         \
La direttiva del Consiglio , del 14 giugno 1966 , relativa alla commercializza­
zione dei tuberi- seme di patate è modificata conformemente a quanto è stabili­
to negli articoli seguenti .
( 1 ) G.U. n° 125 dell' 11 luglio 1966 , pag. 2320/26
 ---pagebreak---                                           - 2 -
                                        Articolo 2
1 . L' articolo 2 diventa l' articolo 2 , paragrafo 1 .
2 . Il testo dell' articolo 2, paragrafo 1 , lettera B, punto a), è sostituito
    dal testo seguente :
    "a ) provenienti direttamente da tuberi-seme di base , da tuberi-seme certi­
          ficati di una data varietà o da tuberi-seme di una fase anteriore a.
          quella dei tuberi- seme di base , che , all' atto di un esame ufficiale ,
          hanno soddisfatto alle condizioni previste per i tuberi-seme di base ".
3 . All' articolo 2 è inserito un nuovo paragrafo 2 cosi' redatto :
    " 2 . Gli Stati membri possono s
          a ) per un periodo transitorio di al massimo due anni dopo l' entrata in
              vigore delle disposizioni legislative , regolamentari e amministrati­
              ve necessarie per conformarsi alle disposizioni della presente di­
              rettiva e in deroga al paragrafo 1 , lettera B , certificare come
              tuberi-seme certificati dei tuberi-seme provenienti direttamente da
              tuberi-seme ufficialmente controllati in uno Stato membro secondo
              l' attuale sistema e che offrano le stesse garanzie di quelle date
              dai ' tuberi- seme certificati " tuberi-seme di base" o " tuberi-seme
              certificati" secondo i principi della presente direttiva ?
          b ) prevedere entro il 1° luglio 1972 che gli esami ufficiali concernenti
              l' osservanza delle condizioni di cui all' allegato II non sono effet­
              tuati su tutti i lotti all' atto della certificazione salvo se esiste
              un dubbio circa l' osservanza di tali condizioni . L' esame deve tutta­
              via vertere su almeno' il 20"Jo di tutti i lotti" .
                                         Articolo 3
A' soppresso l' articolo 5 »
                                         Articolo 4
All' articolo 7 , il termine " livraison" nel testo francese è sostituito ogni
volta dal termine " lot ".
                                                                             /•
 ---pagebreak---                                     Articolo 5
All' articolo 8 , il termine " livraison" nel testo francese è sostituito dal
termine " lót ".
                                    Articolo 6
All' articolo 16 , paragrafo 2 , prima frase , i termini " giallo scuro" sono so­
stituiti dal termine " scuro ".
                                    Articolo 7
Il testo dell' allegato III , lettera A , punto 1 , è sostituito dal testo se­
guente s
" 1 . " Norme CEE","
                                    Articolo 8
Gli Stati membri mettono in vigore , al più tardi il 1° luglio 1969 , le misure
necessarie per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva e ne in­
formano immediatamente la Commissione .                                           >
                                    Articolo 9
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
 ---pagebreak---                      7 . PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
          che modifica la direttiva del Consiglio , del 14 giugno 1966 ,
     relativa alla commercializzazione delle sementi di piante foraggere
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
 Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e in particola­
 re l' articolo 43 ,
 Vista la proposta della Commissione ,
 Visto il parere del Parlamento Europeo ,
 Considerando che è opportuno modificare alcune disposizioni della direttiva
 del Consiglio , del 14 giugno 1966 , relativa alla commercializzazione delle se­
 menti di piante foraggere^^;
 Considerando che occorre , d' altro lato , inserire nella direttiva un dato nume­
 ro di altre specie di piante foraggere e prevedere nei loro confronti condi­
 zioni minime }
 Considerando che alcune modifiche sono dovute all' elaborazione di ; un catalogo
 eomune delle varietà delle specie di piante agricole ;
 Considerando , inoltre , che occorre completaré le disposizioni transitorie e con­
 sentire l' utilizzazione di sementi di generazioni precedenti alle sementi di "base
 Considerando che gli Stati membri devono essere autorizzati a rinunciare a una
                               a
 certificazione ufficiale o un controllo ufficiale delle sementi commerciali per
 le specie di cui nel loro territorio non esiste normalmente una moltiplicazione
 o commercializzazione ? che tuttavia tale misura non deve pregiudicare l' obbli­
 go degli Stati membri di limitare la commercializzazione delle sementi alle
 sementi certificate ;                                  ,
 Considerando che è necessario prevedere alcione semplificazioni per il contras­
 segno delle sementi , nonché una modifica del . colore dell' etichetta delle se­
 menti commerciali ,
 HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA ! -
                                       Articolo 1
'Là direttiva del Consiglio , del 14 giugno 1966 , relativa alla commercializza­
 zione delle sementi di piante foraggere è modificata conformemente a quanto è
 stabilito negli articoli seguenti .
 (1) G.U. n° 125 dell « 11 luglio 1966 , pag. 2298/2308 .
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                                        Articolo 2
1 . L' articolo 2 diventa l' articolo 2 , paragrafo 1 .
2 . Il testo dell' articolo 2 , paragrafo 1 , lettera A , punto b ), è sostituito
    dal testo seguente :
    ""b ) Leguminosae                              Leguminose
          Hedysarum coronarium L.                  Sanofieno di Spagna
          Lotus corniculatos L.                    Ginestrino
          Lupinus spec . escluso il                Lupino , escluso il
          lupinus perennis L.                      lupino perenne
          Medicago lupulina L.                     Lupolina
          Medicago Sativa L.                       Erba medica
          Medicago varia Martyn                    Medica varia
          Onobrychis sativa L.                     Lupinella
          Pisum arvense L.                         Pisello da foraggio
          Trifolium alexandrinum L.                Trifoglio alessandrino
          Trifolium hybridum L.                    Trifoglio ibrido
          Trifolium incarnatum L.                  Trifoglio incarnato
          Trifolium pratense L.                    Trifoglio pratense ( violette )
          Trifolium repens L.                      Trifoglio bianco
          Trifolium resupinatum L.                 Trifoglio persico
          Trigonella foenum-graecum L.             Pieno greco
          viacia speC , esclusa la vicia           Veccia , favino ( favetta ), esclusa
          Faba major L.                            la fava".
3 » All' articolo 2 , paragrafo 1 , dopo il punto b) è inserito il seguente nuovo
    punto c ) :
    " c ) Altre specie
          Brassica napus L.
          var . Napobrassica ( L. ) Peterm .       Cavolo rapa
          Brassica olerácea L. convar
          acephala ( DC ) elef • var .
          Sabellica L.                             Cavolo a midollo
          Raphanus sativus L.
          ssp . olçifera ( LC ) Metzg.             Rafano oleifero
 ---pagebreak---                                                 - 3 -
4 . Il testo dell' articolo 2, paragrafo 1 , lettera C , punto a), è sostituito dal
     testo seguente :
     " a ) provenienti direttamente da sementi di "base o da sementi certificate di
            una data varietà o , a richiesta del costitutore , da sementi di una genera­
            zione anteriore a quella delle sementi di "base che , all' atto di un esame
          . ufficiale , possono: soddisfare ed hanno soddisfatto alle condizioni pre­
            viste per le sementi di 'base ".
5 . All' articolo 2 è inserito un nuovo paragrafo 2 t
    " 2 . Gli Stati membri possono :
            a) stabilire che non ai effettui una certificazione ufficiale delle se­
               menti o un controllo ufficiale delle sementi commerciali qualora non
               esista normalmente ima moltiplicazione o commercializzazione delle se­
               menti di tale specie nel loro territorio j
            b) per un periodo transitorio di" al massimo due anni , dopo l' entrata in
               vigore delle disposizioni legislative , regolamentari e amministrative
               necessarie per conformarsi alle disposizioni della présente diretti–
               va e in deroga al paragrafo 1 , lettera C , certificare come sementi cer­
               tificate delle sementi provenienti direttamente da sementi ufficial­
               mente controllate in uno Stato membro fecondo l' attuale . sistema e che
               offrano le stesse garanzie di quelle date dalle sementi certificate
               " sementi di base" o " sementi certificate " secondo i principi della
               presente direttiva"»                .
                                            •- Articolo '3
Il testo dell' articolo 3 è sostituito dal testo seguente :
"1 . Gli Stati membri prescrivono che le sementi di :
       Brassica napus L.
       var . napobrassica ( L. ) Peterm .
       Brassica olerácea L , convar .
       acephala (DC ) elef » var .
       Sabellica L.
     . Dactylis    glomerata L»Schreb
       Festuca arunainacea       , , .'■■■*                                 ,
       Festuca pratensis-Huds .
       Festupa rubra L « ali 'ecce zzione var .- fallax
       Lolium spec .
   : Phleum pratense L.
       Medicago çativa L.                     -
       Medicàgo varia Martyn
       Pi sum arvense L.                  *
       Raphanus sativus L »
       ssp . Oleifera (DC ) Metzg.
       Trifolium rëpens L.
       e a decorrere dal 1° luglio 1970 di Trifolium pratense L.
                                                                              • « •/ • • •
 ---pagebreak---  possono essere commercializzate soltanto se siano state ufficialmente certi­
 ficate come " sementi di "base " o " sementi certificate " e rispondano alle con­
 dizioni dell' allegato II".
                                     Articolo 4
 Il testo dell' articolo 6 è sostituito dal testo seguente :
                                   " Articolo 6
 Gli Stati membri prescrivono che tutte le informazioni concernenti i compo­
 nenti genealogici delle varietà ibride , delle varietà sintetiche o delle va­
 rietà simili devono essere fornite al servizio responsabile della certifica­
 zione . Su richiesta del costitutore , gli Stati membri vigilano affinché la
                                                        »
 descrizione dei componenti genealogici sia tenuta segreta ."
                                     Articolo 5
 All' articolo 7 , paragrafo 1 , sono cancellati i termini " durante la procedu­
 ra dì controllo delle varietà" .
                                     Articolo 6
 All' articolo 8 il termine " livraison" nel testo francese è sostituito dal
 termine " lot ".
                                     Articolo 7
 1 . All' articolo 10 , paragrafo 1 , punto a), terza frase , i termini " giallo
     scuro" sono sostituiti dal termine " scuro ".
 2 . Il testo dell' articolo 10 , paragrafo 1 , punto b) , seconda frase , è sosti­
     tuito dal testo seguente :
     " esso non è indispensabile quando le indicazioni previste all' allegato IV,
       parte A , lettera a), punti 3 , 4 , 5 e per le sementi commerciali alla
       lettera b), punti 1 , 3 e 4 , siano stampate in modo indelebile sull' im­
       ballaggio ".
                                     Articolo 8
 Il testo dell' articolo 15 è sostituito dal testo seguente :
                                   "Articolo 15
 1 . Gli Stati membri prescrivono che le sementi di piante foraggere prove­
     nienti direttamente da sementi di base certificate in uno Stato membro e
     raccolte in un altro Stato membro o in un paese terzo , possono essere cer­
     tificate nello Stato produttore delle sementi di base se sono state assog­
     gettate sui loro campi di produzione ad un' ispezione in loco che soddisfi
     alle condizioni previste all' allegato I e se sia stata constatata , all' at­
     to di un esame ufficiale , la rispondenza alle condizioni previste al- '
     allegato II .
 2 . Il paragrafo 1 è applicabile allo stesso modo alla certificazione delle se­
     menti certificate delle specie autogame provenienti direttamente da se­
     menti ufficialmente controllate di una generazione precedente a quella del­
• •  le sementi di base ."                                                    ,
 ---pagebreak---                                          Articolo 9
  1 . Il testo dell' allegato II , punto I , numero 3 , lettera A , comma b ), è sosti­
       tuito dal testo seguente :
                                                                        I1            '
                                             Purezza j        Tenore        Facoltà       Tenore
                                             minima           massimo       germina­      massimo
                     Specie                 specifica         di semi          tiva       di semi
                                          {io in peso )         di            minima        duri
                                                              malerbe      (fo del se­ (fo del se­
                                                        I
                                                           iio in peso ) me puro )      me puro )
  la ) Leguminose
       Hedysarum coronarium L.                 95               0,1            75            25
       Lotus corniculatus L.                   95               0,8            75            40
I      Lupinus spec .                          98               0,1            80            20
       Medicago lupulina L.                    97               0,8            80            20
       Medicago sativa L.                      97               0,5            80            40
       Medicago varia Martyn                   97               0,5            80            40
       0no"brychis sativa L.                   95               1,5    1       75            20
       Pisum arvense L.                        97               0,1            80
       Trifolium alexandnnum L.    ,           97               0,5            80            20
       Trifolium hybridum L.                   97               0,5            80            20
       Trifolium incamatum L.                  97               0,5            80            20
       Trifolium pratense L.                   97               0,5            80            20 •
       Trifolium repens var » gigànteum        97               0,5            80         ' 40
       Trifolium repens L.                     97               0,8            80            20
       Trifolium resupinatum L.                97               0,5            80          • 20
       Trigonella foenum-graecum L.            95               0,1            80
       vicia fa"ba                             97        ι      0,1 ,          85            20
I Vicia al. spec »                      |      97               0,5 :          85            20    "
  2 . Nell' allegato II , punto I , numero 3 , lettera A, dopo il comma "b ) è inserito
        il nuovo comma c) :
                                             Pure zza         Tenore        Facoltà       Tenore
                                             minima           massimo       germina­      massimo
                                           specifica          di semi          tiva       di semi
                   " Specie
                                          ($ in peso )          di            minima        duri
                                                              malerbe      ($ del se­ [Ìo del se­
                                                           ($ in peso ) me puro ) me puro )
  c ) Altre specie
       Specie Brassica                         98               0,5            85
       Raphanus sativus L. ssp .
       oleifera (DC ) Metzg.                   95               0,5            80            –   "
 ---pagebreak---                                           - 6 -
3 . Il testo dell' allegato II , punto I , munero 3 » lettera B , sub e ), è sosti­
    tuito dal testo seguente :
    " e ) La percentuale in peso di semi di altre piante coltivate non deve
          superare 0,5 per le specie Brassica e Raphanus sativus e 1 per le
          altre specie ; per una specie di Poa una percentuale di semi di altre
          speoie di Poa patì, a 1 non è considerata impurità".
                                         Articolo 10
1 . Il testo dell' allegato IV , lettera A , sub a), punto 1 , è sostituito dal
    testo seguente :
    " 1 . " Norme CEE ".
2 . All' allegato IV , lettera A , sub a), e inserito dopo il punto 9 il
    nuovo punto 10 :
    " 10 . Per le varietà destinate a non essere utilizzate come piante forag­
      gere : indicazione della destinazione ".
                                         Articolo 11
Gli Stati membri mettono in vigore , al più tardi il 1° luglio 1969 » le mi­
sure necessarie per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva
e ne informano immediatamente la Commissione .
                                         Articolo 12
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .