CELEX: 62019TN0764
Language: it
Date: 2019-11-08 00:00:00
Title: Causa T-764/19: Ricorso proposto l’8 novembre 2019 – Keller Holdings/Commissione

10.2.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 45/40
            
         
      Ricorso proposto l’8 novembre 2019 – Keller Holdings/Commissione
      (Causa T-764/19)
      (2020/C 45/38)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Keller Holdings Ltd (Londra, Regno Unito) (rappresentanti: M. Whitehouse e P. Halford, Solicitors)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione (UE) 2019/1352 della Commissione, del 2 aprile 2019, relativa all’aiuto di stato SA.44896 concesso dal Regno Unito riguardante un’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi SEC (GU 2019, L 216, pag. 1);
               
            
                  —
               
               
                  in subordine, annullare l’articolo 2 della decisione impugnata nella misura in cui viola la libertà di stabilimento della ricorrente ai sensi dell’articolo 49 TFUE, e
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione alle spese della ricorrente.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce undici motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sull’errore di diritto e/sull’errore manifesto di valutazione in cui sarebbe incorsa la Commissione nell’affermare che il meccanismo riguardante un’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi (in prosieguo: la «misura controversa») dava luogo a un vantaggio economico ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sull’errore di diritto e/sull’errore manifesto di valutazione in cui sarebbe incorsa la Commissione nell’individuare il sistema di riferimento ai fini dell’analisi della «selettività».
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sugli errori di diritto e sugli errori manifesti di valutazione in cui sarebbe incorsa la Commissione nell’individuare erroneamente o in modo incompleto, e nel non comprendere correttamente, gli obiettivi pertinenti del sistema di riferimento da essa scelto.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sugli errori di diritto e/o sugli errori manifesti di valutazione in cui sarebbe incorsa la Commissione nel rilevare che la misura controversa costituiva una deroga al sistema di riferimento da essa scelto.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sugli errori di diritto e/o sugli errori manifesti di valutazione in cui sarebbe incorsa la Commissione nel classificare erroneamente la misura controversa come misura prima facie selettiva, ritenendo erroneamente che essa comportasse una disparità di trattamento tra imprese in una situazione giuridica e fattuale analoga.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sull’errore di diritto in cui sarebbe incorsa la Commissione nel prendere in considerazione la direttiva (UE) 2016/1164 del Consiglio (1) nella sua valutazione della selettività della misura controversa, mentre tale strumento è entrato in vigore solo dopo la fine del periodo in cui la Commissione ha dichiarato che la misura controversa comportava un aiuto di Stato.
               
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo, vertente sul fatto che la decisione impugnata costituisce un abuso di potere, da parte della Commissione, contrario alla sovranità fiscale del Regno Unito.
               
            
                  8.
               
               
                  Ottavo motivo, vertente sugli errori manifesti di valutazione in cui sarebbe incorsa la Commissione nel ritenere che l’asserita esenzione non fosse giustificata con riferimento alla tassazione di utili finanziari non commerciali derivanti da rapporti di prestito ammissibili rientranti prima facie nella sezione 371EB («attività del Regno Unito») del Taxation (International and Other Provisions) Act 2010 [Legge sulla tassazione (Internazionale e altre disposizioni) del 2010]. Per quanto riguarda le esenzioni in base alle «risorse ammissibili» e ai «profitti derivanti da interesse compensato», la decisione della Commissione è altresì viziata dal fatto che non fornisce alcuna motivazione in merito alla circostanza che esse siano o meno giustificate.
               
            
                  9.
               
               
                  Nono motivo, vertente sul fatto che la Commissione ha agito in violazione dell’articolo 108, paragrafo 2, TFUE e dell’articolo 6 del regolamento (UE) 2015/1589 (2) nonché in violazione dell’obbligo di buona amministrazione ai sensi dell’articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali. In particolare, essa ha omesso di indicare nella sua decisione di avvio del procedimento che nutriva preoccupazioni in merito alla giustificazione della «esenzione del 75 %» ai sensi della sezione 371ID della Legge sulla tassazione (Internazionale e altre disposizioni) del 2010, al fine di evitare la difficoltà pratica di svolgere un’analisi delle funzioni significative del personale in relazione all’attività di prestito infragruppo, tale da riconoscere alle parti interessate un’adeguata opportunità di presentare osservazioni a tal riguardo; essa ha omesso, nel corso della sua indagine, di invitare le parti interessate a presentare osservazioni in proposito e, nella decisione impugnata, ha scelto di ignorare le osservazioni che erano state in effetti presentate dalle parti interessate a tal riguardo. Di conseguenza, la decisione impugnata è nulla.
               
            
                  10.
               
               
                  Decimo motivo, vertente sull’errore di diritto in cui sarebbe incorsa la Commissione nell’affermare che tassare gli utili delle controllate estere di una società del Regno Unito «nella misura in cui siano attribuibili ad attivi e attività nazionali» non costituisce una restrizione alla libertà di stabilimento, nonché sul fatto che la decisione impugnata non è necessaria per garantire il rispetto delle libertà previste dal Trattato.
                  A sostegno della sua conclusione (presentata in subordine) volta all’annullamento dell’articolo 2 della decisione impugnata, la ricorrente deduce il seguente motivo:
               
            
                  11.
               
               
                  Undicesimo motivo, vertente sul fatto che anche se la misura controversa comportasse un meccanismo di aiuto di Stato (circostanza negata), la Commissione sarebbe incorsa in un errore di diritto nel ritenere che il recupero dell’aiuto non violerebbe i principi fondamentali del diritto dell’Unione e nell’ordinare il recupero indipendentemente dalla circostanza che lo stabilimento dei gruppi SEC e la concessione da parte di essi di prestiti a società straniere del gruppo implicasse effettivamente l’esercizio della libertà di stabilimento o la libera circolazione dei capitali. In particolare, nella causa in esame, il recupero violerebbe la libertà di stabilimento della ricorrente ai sensi dell’articolo 49 TFUE e la libera circolazione dei capitali conformemente all’articolo 63 TFUE. Nei limiti di tale violazione, l’obbligo di recupero di cui all’articolo 2 della decisione impugnata dev’essere annullato.
               
            
         (1)  Direttiva (UE) 2016/1164 del Consiglio, del 12 luglio 2016, recante norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno (GU 2016, L 193, pag. 1).
      
         (2)  Regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015, recante modalità di applicazione dell’articolo 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (GU 2015, L 248, pag. 9).