CELEX: 62010CC0021
Language: it
Date: 2011-03-24 00:00:00
Title: Conclusioni dell'avvocato generale Mazák del 24 marzo 2011. # Károly Nagy contro Mezőgazdasági és Vidékfejlesztési Hivatal. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Fővárosi Bíróság - Ungheria. # Politica agricola comune - Finanziamento da parte del FEAOG - Regolamenti (CE) nn. 1257/1999 e 817/2004 - Sostegno comunitario allo sviluppo rurale - Sostegno ai metodi di produzione agroambientali - Aiuti agroambientali diversi dagli aiuti "per animali", la cui concessione è subordinata ad una determinata densità del bestiame - Applicazione del sistema integrato di gestione e di controllo - Sistema d’identificazione e di registrazione dei bovini - Obbligo di informazione gravante sulle autorità nazionali circa le condizioni di ammissibilità. # Causa C-21/10.

CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
      JÁN MAZÁK
      presentate il 24 marzo 2011 (1)
      
      Causa C‑21/10
      Károly Nagy
      contro
      Mezőgazdasági és Vidékfejlesztési Hivatal
      [domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dal Fővárosi Bíróság (Ungheria)]
      «Politica agricola comune – Regolamento (CE) n. 1257/1999 – Regolamento (CE) n. 817/2004 – Applicazione del sistema integrato a misure agroambientali che, sebbene non destinate agli animali, dipendono da una determinata
         densità di bestiame»
      
      1.        Nella presente causa, il Fővárosi Bíróság (Tribunale municipale di Budapest) (Ungheria) ha proposto alla Corte alcune questioni
         riguardanti l’interpretazione dell’art. 22 del regolamento (CE) del Consiglio n. 1257/1999 (in prosieguo: il «regolamento
         sullo sviluppo rurale») (2) e dell’art. 68 del regolamento (CE) della Commissione n. 817/2004 (3). La causa concerne un produttore agricolo che ha avviato un procedimento contro il Mezőgazdasági és Vidékfejlesztési Hivatal
         (Ufficio per l’agricoltura e lo sviluppo rurale; in prosieguo: lo «Hivatal») riguardante il rifiuto di quest’ultimo di concedergli
         un aiuto agroambientale quinquennale, essendo emerso, dalle verifiche effettuate, che le informazioni fornite dal suddetto
         produttore nella domanda di aiuto erano errate.
      
      2.        Il giudice del rinvio chiede se l’art. 22 del regolamento (CE) n. 1257/1999 e l’art. 68 del regolamento (CE) n. 817/2004 debbano
         essere interpretati nel senso che, ai fini dei controlli richiesti dalla seconda disposizione, il sistema ungherese di identificazione
         e di registrazione dei bovini (Egységes Nyilvántartási és Azonosítási Rendszer; in prosieguo: l’«ENAR») è applicabile anche
         alle misure agroambientali previste dall’art. 22, la cui concessione dipende da una determinata densità di bestiame sebbene
         tali misure non riguardino gli animali, e se l’ENAR possa costituire l’unico strumento di verifica della sussistenza delle
         condizioni per beneficiare di tale aiuto. Il giudice del rinvio chiede, altresì, quali obblighi incombano all’autorità nazionale
         circa le informazioni da fornire agli agricoltori sulle condizioni di concessione degli aiuti.
      
      I –    Contesto normativo comunitario (ora contesto normativo dell’Unione europea – UE)
      3.        L’art. 66 del regolamento n. 817/2004 prevede, rispettivamente ai nn. 1 e 4, che le domande di sostegno allo sviluppo rurale
         in relazione alla superficie o agli animali, da inoltrarsi indipendentemente dalle domande di aiuto a norma dell’art. 6 del
         regolamento (CE) n. 2419/2001, debbano indicare l’insieme delle superfici e degli animali dell’azienda rilevanti ai fini del
         controllo delle domande presentate nell’ambito della misura in questione, compresi quelli per i quali non viene chiesto alcun
         sostegno, e che, per l’identificazione delle superfici e degli animali si proceda conformemente agli artt. 18 e 20 del regolamento
         (CE) del Consiglio n. 1782 (4).
      
      4.        L’art. 67 del regolamento n. 817/2004 stabilisce quanto segue: 
      
      «1. I controlli relativi alle domande iniziali di ammissione al regime e alle successive domande di pagamento sono eseguiti
         in modo da assicurare l’efficace verifica del rispetto delle condizioni per la concessione degli aiuti.
      
      A seconda della tipologia della misura di sostegno, gli Stati membri definiscono i metodi e gli strumenti necessari all’esecuzione
         dei controlli, nonché le persone da controllare.
      
      Ove risulti opportuno, gli Stati membri si avvalgono del sistema integrato di gestione e di controllo [in prosieguo: il «SIGC»]
         istituito dal regolamento (CE) n. 1782/2003.
      
      (…)».
      5.        L’art. 17 del regolamento n. 1782/2003 dispone che ciascuno Stato membro istituisca un SIGC.
      
      6.        L’art. 18, n. 1, del suddetto regolamento prevede che il SIGC comprenda i seguenti elementi: «a) una banca dati informatizzata;
         b) un sistema di identificazione delle parcelle agricole; c) un sistema di identificazione e di registrazione dei diritti
         all’aiuto ai sensi dell’articolo 21; d) le domande di aiuto; e) un sistema integrato di controllo; f) un sistema unico di
         registrazione dell’identità degli agricoltori che presentano domande di aiuto».
      
      7.        L’art. 18, n. 2, del medesimo regolamento dispone che in caso di applicazione degli artt. 66, 68, 69, 70 e 71 «il sistema
         integrato comprende un sistema di identificazione e di registrazione degli animali istituito ai sensi della direttiva 92/102/CEE
         (…) e del regolamento (CE) n. 1760/2000 (…)».
      
      8.        Ai sensi dell’art. 19, n. 1, del regolamento n. 1782/2003, nella banca dati informatizzata sono registrati, per ciascuna azienda
         agricola, i dati ricavati dalle domande di aiuto; questa banca dati, in particolare, consente la consultazione diretta e immediata,
         tramite l’autorità competente dello Stato membro, dei dati relativi agli anni civili e/o alle campagne di commercializzazione
         a partire dall’anno 2000. Il n. 2 del medesimo articolo così recita: «[g]li Stati membri possono creare banche dati decentrate,
         a condizione che le banche stesse e le procedure amministrative per la registrazione e la consultazione dei dati siano concepite
         in modo omogeneo nell’insieme del territorio dello Stato membro e siano tra loro compatibili, per consentire verifiche incrociate».
      
      9.        Il secondo comma dell’art. 16, n. 3, del regolamento (CE) della Commissione 21 aprile 2004, n. 796 (5), stabilisce che «gli Stati membri possono introdurre procedure che permettano di utilizzare i dati contenuti nella banca
         dati informatizzata dei bovini ai fini della domanda di aiuto, purché la banca stessa offra le garanzie di certezza e di buon
         funzionamento necessarie per la corretta gestione dei regimi di aiuto in questione. Tali procedure possono consistere in un
         sistema che consenta all’agricoltore di chiedere l’aiuto per tutti gli animali che, ad una data fissata dallo Stato membro,
         siano ammissibili all’aiuto sulla base dei dati contenuti nella banca dati informatizzata dei bovini. In tal caso, gli Stati
         membri prendono le misure necessarie per assicurare che:
      
      a)      in conformità delle disposizioni applicabili al regime di aiuto in questione, le date di inizio e fine dei relativi periodi
         di detenzione siano chiaramente definite e siano note all’agricoltore;
      
      b)      l’agricoltore sia consapevole del fatto che ogni animale che non risulti correttamente identificato o registrato nel sistema
         di identificazione e di registrazione dei bovini sarà considerato come un animale per il quale sono state riscontrate irregolarità
         ai sensi dell’articolo 59.
      
      (…)».
      10.      Secondo l’art. 3 del regolamento (CE) n. 1760/2000 (6), il sistema di identificazione e di registrazione dei bovini comprende, tra gli altri, i seguenti elementi: a) marchi auricolari
         per l’identificazione dei singoli animali e b) basi di dati informatizzate. In base all’art. 5 del medesimo regolamento, «[l]e
         autorità competenti degli Stati membri istituiscono una banca dati informatizzata a norma degli articoli 14 e 18 della direttiva
         64/432/CEE» (7).
      
      II – Fatti e questioni pregiudiziali 
      11.      In data 26 novembre 2004 il sig. Károly Nagy ha presentato una richiesta di aiuto agroambientale quinquennale. Ai sensi dell’art. 32,
         n. 2, del decreto n. 150/2004 (X.12.) (in prosieguo: il «decreto 150/2004») del Ministero ungherese dell’Agricoltura e dello
         Sviluppo rurale (in prosieguo: il «Ministero»), tra le condizioni per beneficiare dell’aiuto è prevista quella di disporre
         di almeno 0,2 unità di bestiame per ettaro per l’utilizzo della superficie quale pascolo.
      
      12.      Nella sua domanda, il sig. Nagy ha affermato di possedere dodici bovini; il 10 agosto 2005 e il 6 ottobre 2006 egli ha ricevuto
         il pagamento dell’aiuto, rispettivamente, per i periodi 2004‑2005 e 2005‑2006. Tuttavia, dai controlli effettuati in loco
         il 18 ottobre 2006 e dalle verifiche incrociate compiute nel registro dell’ENAR è emerso che, alla data di presentazione della
         domanda di aiuto, il sig. Nagy non possedeva i dodici bovini in essa dichiarati.
      
      13.      In data 15 dicembre 2006 lo Hivatal, con decisione n. 2030946187, ha stabilito che il sig. Nagy non soddisfaceva le condizioni
         per poter beneficiare dell’aiuto ai sensi dell’art. 32, n. 2, del decreto 150/2004, in quanto i controlli effettuati non avevano
         confermato che il numero di capi di bestiame dichiarato fosse corretto. Conseguentemente, al sig. Nagy veniva negato l’aiuto
         agroambientale quinquennale e gli veniva ordinato di restituire l’importo già versato (EUR 5 230).
      
      14.      Il sig. Nagy ha proposto ricorso amministrativo avverso tale decisione presso il Ministero che, quale autorità di secondo
         grado, il 10 agosto 2007, ai sensi dell’art. 32, n. 2, del decreto 150/2004, ha confermato la decisione dello Hivatal. Il
         sig. Nagy ha impugnato la decisione del Ministero dinanzi al giudice del rinvio, affermando che, alla data di presentazione
         della domanda, egli possedeva il numero di capi di bestiame richiesti da quella disposizione, ma che ignorava l’esistenza
         dell’ENAR e del requisito della registrazione in tale sistema previsto per accedere all’aiuto in quanto non gli erano state
         fornite informazioni in proposito.
      
      15.      Nelle circostanze sopra esposte, il giudice del rinvio ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte
         le seguenti questioni pregiudiziali:
      
      «1)      Se l’art. 22 del regolamento (CE) del Consiglio n. 1257/1999 e l’art. 68 del regolamento (CE) della Commissione n. 817/2004
         debbano essere interpretati nel senso che, nel caso di programmi specifici di gestione delle aree adibite a pascolo rientranti
         tra le misure agroambientali previste dall’art. 22 del regolamento (CE) del Consiglio n. 1257/1999, il controllo dei dati
         figuranti nella banca dati ENAR [sistema unico d’identificazione e di registrazione] in conformità dell’art. 68 del regolamento
         (CE) n. 817/2004 deve estendersi ai pagamenti di aiuti per superficie subordinati ad una condizione di densità del bestiame.
      
      2)      Se le due disposizioni sopra menzionate possano essere interpretate nel senso che anche ove l’aiuto sia subordinato ad una
         condizione di densità del bestiame, ma non si tratti di un aiuto per animali, occorre applicare le verifiche incrociate previste
         [dal SIGC].
      
      3)      Se le disposizioni sopra menzionate possano essere interpretate nel senso che l’autorità competente può o deve esaminare l’effettivo
         soddisfacimento delle condizioni di concessione degli aiuti, indipendentemente dal sistema ENAR, quando la stessa si pronuncia
         sulla concessione di pagamenti di aiuti per superficie.
      
      4)      Tenuto conto dell’interpretazione delle disposizioni sopra menzionate, quale obbligo incomba all’autorità competente in forza
         dell’esigenza del controllo e della verifica incrociata prevista dalle citate disposizioni comunitarie. Se il controllo possa
         essere limitato ad una mera verifica dei dati contenuti nel sistema ENAR.
      
      5)      Se le disposizioni sopra menzionate impongano all’autorità nazionale un obbligo di informazione per quanto riguarda le condizioni
         di concessione degli aiuti (ad esempio, la registrazione presso l’ENAR). In caso affermativo, quali debbano esserne le modalità
         e la portata».
      
      16.      Hanno presentato osservazioni scritte il sig. Nagy, il governo ungherese e la Commissione.
      
      III – Analisi
      A –    Prima e seconda questione
      17.      Con la prima e la seconda questione pregiudiziale, che devono essere esaminate congiuntamente, il giudice del rinvio chiede
         essenzialmente se l’art. 22 del regolamento n. 1257/1999, letto in combinato disposto con l’art. 68 del regolamento n. 817/2004,
         debba essere interpretato nel senso di consentire alle autorità competenti – ai fini della concessione dell’aiuto ai sensi
         della prima disposizione e nel rispetto della condizione di una determinata densità del bestiame – di effettuare verifiche
         incrociate secondo il SIGC e, in particolare, di basarsi su dati registrati in base a un sistema nazionale integrato di identificazione
         e di registrazione quale l’ENAR.
      
      18.      Il sig. Nagy sostiene che il registro ENAR non riguarda i pagamenti per superficie soggetti alla condizione di una determinata
         densità di bestiame, in quanto tale aiuto non è destinato agli animali e, inoltre, perché l’obiettivo alla base della concessione
         dei pagamenti per superficie è diverso da quello perseguito dai pagamenti per il bestiame.
      
      19.      Il governo ungherese e la Commissione ritengono, in sostanza, che le verifiche incrociate effettuate tramite il SIGC e, in
         particolare, quelle eseguite in base ai dati contenuti nel registro ENAR dovrebbero altresì essere compiute allorché l’aiuto
         è soggetto alla condizione di una determinata densità di bestiame – anche ove non si tratti di aiuti per animali.
      
      20.      Il governo ungherese afferma che l’art. 18, n. 2, del regolamento n. 1782/2003 non renderebbe obbligatoria l’applicazione
         di sistemi di registrazione e di identificazione degli animali, dato che tale obbligo ricorre soltanto per taluni tipi di
         aiuto, tra i quali quello del caso di specie non sarebbe compreso. Invece, dal regolamento n. 817/2004 si desumerebbe che
         l’obbligo di applicare l’ENAR sussisterebbe anche in detti casi. Secondo il governo ungherese, ne conseguirebbe che, ove possibile,
         occorrerebbe applicare il SIGC o piuttosto alcuni elementi di quest’ultimo, tra cui un sistema nazionale integrato di identificazione
         e di registrazione per bovini, quale l’ENAR. 
      
      21.      La Commissione sostiene che, poiché l’art. 68 del regolamento n. 817/2004 prevede che il controllo amministrativo sia esaustivo,
         tale disposizione si applicherebbe anche alla densità del bestiame. Conseguentemente, agli aiuti concessi ai sensi dell’art. 22
         del regolamento n. 1257/1999, che non sono per animali, sarebbe corretto applicare le disposizioni relative al SIGC e, in
         particolare, quelle in materia di sistemi nazionali integrati di identificazione e di registrazione per bovini, quale l’ENAR.
      
      22.      Innanzitutto, va rammentato che l’Unione europea ha adottato un SIGC nel 1992 (8) per migliorare l’efficienza con cui venivano effettuati i pagamenti diretti agli agricoltori nell’ambito della PAC (9). In particolare, gli Stati membri dovevano creare registri elettronici che contenessero, per ciascun appezzamento di terreno
         agricolo interessato da una domanda, tutte le informazioni necessarie alla verifica incrociata delle domande, tra cui l’identità
         del titolare, la data di creazione, la data dell’ultimo utilizzo, l’origine ed il tipo del diritto, nonché l’ubicazione del
         terreno e le misure precise. Tuttavia, il SIGC non contiene informazioni sulla conduzione o sulla proprietà del terreno, in
         quanto si tratta di un dispositivo di gestione ideato per agevolare il pagamento dell’aiuto agli agricoltori. Secondo la Corte
         dei Conti, il «SIGC, se correttamente applicato, costituisce un sistema efficace di controllo per limitare il rischio di errore
         o di spesa irregolare» (10).
      
      23.      In particolare, riguardo alla causa principale, dagli atti risulta che, di fatto, il governo ungherese si è attenuto alla
         raccomandazione della Commissione definita nella lettera del 7 febbraio 2006 e relativa ai risultati di un controllo svoltosi
         dal 17 al 21 ottobre 2005 sulla liquidazione della spesa per lo sviluppo rurale finanziata o cofinanziata dal FEAOG e del
         SAPARD (11). In tale raccomandazione, la Commissione chiedeva alle autorità ungheresi di «inserire nella banca dati relativa agli animali
         le verifiche incrociate dei capi dichiarati, nel rispetto delle pertinenti disposizioni, per ciascuna misura [di aiuto] soggetta
         alla condizione di ammissibilità di una determinata densità di bestiame». Conseguentemente, le autorità ungheresi hanno effettuato
         le verifiche incrociate retroattive relative al primo periodo per i programmi agroambientali (2004/2005) – tra cui una verifica
         incrociata del caso del sig. Nagy – e hanno deciso di compiere, in futuro, verifiche incrociate presso l’ENAR, iniziando dai
         casi relativi al secondo periodo.
      
      24.      Per quanto concerne la legislazione pertinente, desidero sottolineare che, in base all’art. 22, secondo comma, terzo trattino,
         del regolamento n. 1257/1999, il sostegno agroambientale è inteso a promuovere, tra l’altro «la tutela di ambienti agricoli
         ad alto valore naturale esposti a rischi».
      
      25.      L’art. 37, n. 4, del suddetto regolamento afferma che gli Stati membri possono stabilire condizioni ulteriori o più restrittive
         per la concessione del sostegno dell’Unione allo sviluppo rurale, purché tali condizioni siano coerenti con gli obiettivi
         e con i requisiti previsti in tale regolamento.
      
      26.      Nel caso di specie, il piano di sviluppo rurale dell’Ungheria, che è stato autorizzato dalla Commissione (12), fissava quale condizione per la domanda di aiuto che, per le aree adibite a pascolo, dovessero esservi almeno 0,2 unità
         di bestiame per ettaro, in maniera da preservare l’area adibita a pascolo, che è ricca di flora e fauna. 
      
      27.      Si può pertanto stabilire che tale condizione sia conforme a quella prevista dall’art. 37, n. 4, del citato regolamento n. 1257/1999.
      
      28.      Il governo ungherese ha correttamente osservato che l’art. 68 del regolamento n. 817/2004 prevede inequivocabilmente che il
         controllo amministrativo sia esaustivo e comprenda verifiche incrociate, ove opportuno «anche con i dati del [SIGC]» (nella
         versione in lingua tedesca: «unter anderem in allen geeigneten Fällen» e, in quella francese: «entre autres, dans tous les
         cas appropriés»).
      
      29.      Inoltre, tale concetto è evidenziato al ‘considerando’ 38 del suddetto regolamento, in cui si afferma che «[l]e disposizioni
         amministrative devono consentire di migliorare la gestione, la sorveglianza e il controllo delle misure di sviluppo rurale»
         e che «[p]er semplificazione è opportuno applicare, per quanto possibile, [il SIGC] previsto dal (…) regolamento (CE) n. 1782/2003
         (…)».
      
      30.      Ne consegue che l’art. 68 del regolamento n. 817/2004 si riferisce anche alla condizione relativa a una determinata densità
         di bestiame, essendo questa un requisito giuridico essenziale stabilito dall’Ungheria. Pertanto, riguardo a tale condizione,
         è opportuno applicare anche le disposizioni relative agli aiuti per animali.
      
      31.      In proposito, l’art. 66, n. 4, del regolamento summenzionato prevede che per l’identificazione delle superfici e degli animali
         si debba procedere secondo quanto disposto agli artt. 18 e 20 del regolamento n. 1782/2003. 
      
      32.      Conseguentemente, poiché la legislazione nazionale esige, quale requisito essenziale per l’aiuto in parola, una determinata
         densità di bestiame, occorre ed è possibile che l’autorità competente proceda alla verifica incrociata dei dati forniti nella
         domanda, verificando pertanto il rispetto della condizione di una determinata densità di bestiame, in base al SIGC (13) e all’ENAR, che rappresenta il sistema integrato di identificazione e di registrazione per bovini istituito ai sensi del
         regolamento n. 1760/2000 e di cui all’art. 18, n. 2, del regolamento n. 1782/2003. In altre parole, occorre che l’autorità
         competente verifichi se il registro ENAR confermi il numero di capi dichiarati nella domanda di aiuto.
      
      B –    Terza e quarta questione
      33.      Con la terza e la quarta questione, che vanno esaminate congiuntamente, il giudice del rinvio chiede in sostanza se, ai fini
         della verifica dell’ammissibilità all’aiuto agroambientale ai sensi dell’art. 22 del regolamento n. 1257/1999, tale disposizione,
         letta in combinato disposto con l’art. 68 del regolamento n. 817/2004, consenta alle autorità competenti di verificare unicamente
         i dati presenti nel sistema nazionale integrato di identificazione e di registrazione per bovini (quale l’ENAR) o, al contrario,
         se dette disposizioni esigano altri controlli da parte delle autorità competenti. Qualora tali altri controlli siano necessari,
         il giudice a quo intende chiarirne la natura.
      
      34.      In proposito, il sig. Nagy sostiene di aver rispettato tutte le condizioni pertinenti, alla data di presentazione della domanda,
         e che il legislatore dell’Unione non avrebbe potuto intendere, nel caso dei pagamenti di aiuti per superficie, che il registro
         ENAR fosse l’unico sistema per confermare il numero di capi di bestiame presente nella sua azienda.
      
      35.      Tuttavia, al pari del governo ungherese e della Commissione, ritengo che le autorità competenti possano, ove opportuno, basarsi
         esclusivamente sui dati risultanti dalla verifica incrociata effettuata con il registro ENAR.
      
      36.      Dagli atti emerge che il sig. Nagy è un «detentore» di animali ai sensi dell’art. 2, lett. q), del regolamento n. 2419/2001.
         Secondo l’art. 7 del regolamento n. 1760/2000, ogni detentore di animali è tenuto ad informare l’autorità competente del numero
         di capi presenti presso la propria azienda (14).
      
      37.      Inoltre all’art. 67, n. 1, terzo comma, del regolamento n. 817/2004 – e, per deduzione, all’art. 66, nn. 1 e 4, del medesimo
         regolamento – si fa riferimento al SIGC, ideato anche per identificare gli animali presenti presso un’azienda. Tale sistema
         funziona, in particolare, mediante una banca dati informatizzata e fa riferimento anche al sistema per l’identificazione e
         la registrazione di bovini istituito ai sensi del regolamento n. 1760/2000.
      
      38.      In proposito, nella sentenza Maatschap Schonewille‑Prins (15) la Corte ha evidenziato che la concessione del premio all’abbattimento dipendeva altresì dall’osservanza, da parte dei detentori
         di animali considerati, delle pertinenti norme dell’Unione sull’identificazione e la registrazione dei bovini.
      
      39.      Riguardo al sistema di identificazione e di registrazione, come correttamente osservato dalla Commissione, l’art. 16, n. 3,
         secondo comma, del regolamento n. 796/2004 prevede che gli Stati membri, a determinate condizioni, possano stabilire le domande
         di aiuto per cui è possibile utilizzare i dati contenuti nella banca dati informatizzata dei bovini, nonché fissare le condizioni
         in base alle quali le domande possono essere accettate per gli animali che, ad una data fissata dallo Stato membro, siano
         ammissibili all’aiuto sulla base dei dati contenuti nella banca dati informatizzata dei bovini. Inoltre, l’art. 57, n. 4,
         lett. b), del medesimo regolamento prevede che, se le irregolarità constatate riguardano dati inesatti iscritti nel registro,
         debba essere effettuato un secondo controllo per stabilire se la presenza degli animali interessati debba essere ritenuta
         «non accertat[a]». In tutti gli altri casi, si deve ritenere valida la prima constatazione di irregolarità, vale a dire anche
         nei casi per cui non è disponibile alcun dato.
      
      40.      Si può aggiungere che, riguardo al sistema di identificazione e di registrazione per animali, nella relazione speciale della
         Corte dei conti n. 6/2004 è stato osservato che il sistema integrato di identificazione e di registrazione per bovini è stato
         introdotto nel 1992 proprio al fine di evitare pagamenti ingiustificati, che tale sistema è divenuto un elemento importante
         del SIGC e che esso svolge un ruolo importante nel sistema del controllo amministrativo per le misure di aiuto per lo sviluppo
         rurale. La relazione speciale n. 6/2004 afferma che il funzionamento pratico e l’attendibilità finale della banca dati dipendono
         quindi dai detentori, i quali devono alimentarla in modo esaustivo e aggiornarla rapidamente (16). Secondo tale relazione, il registro informatizzato dei bovini – elemento centrale del sistema di identificazione e di registrazione
         – viene utilizzato in maniera precisa allo scopo di disciplinare la legittimità delle domande di aiuto.
      
      41.      Le suddette disposizioni del regolamento n. 817/2004, di cui il giudice del rinvio chiede l’interpretazione, confermano il
         ruolo importante svolto dal registro ENAR nel controllo amministrativo del sostegno allo sviluppo rurale. Come sopra menzionato,
         il ‘considerando’ 38 del regolamento anzidetto pone in rilievo che «[l]e disposizioni amministrative devono consentire di
         migliorare la gestione, la sorveglianza e il controllo delle misure di sviluppo rurale» e che «è opportuno applicare, per
         quanto possibile, [il SIGC] (…)».
      
      42.      L’art. 67 del medesimo regolamento prevede che i controlli relativi alle domande iniziali di ammissione al regime e alle successive
         domande di pagamento siano eseguiti in modo da assicurare l’efficace verifica del rispetto delle condizioni per la concessione
         degli aiuti. L’art. 68, afferma che «[i]l controllo amministrativo è esaustivo e comprende verifiche incrociate, ove opportuno
         anche con i dati del [SIGC], relative alle parcelle ed agli animali oggetto di una misura di sostegno, in modo da evitare
         qualsiasi pagamento indebito dell’aiuto (…)».
      
      43.      Come correttamente osservato dal governo ungherese, da quanto precede risulta che i dati contenuti nel registro ENAR non devono
         essere soltanto affidabili, ma anche completi per poter valutare il rispetto delle condizioni di ammissibilità all’aiuto.
         Infatti, come evidenziato dalla Corte nella citata sentenza Maatschap Schonewille‑Prins, «il sistema di identificazione e
         di registrazione dei bovini [dev’essere] interamente efficace ed affidabile in qualsiasi momento, in modo, in particolare,
         da consentire alle autorità competenti di rintracciare rapidamente, in caso di epizoozia, la provenienza di un animale e di
         adottare immediatamente le disposizioni necessarie al fine di evitare qualsiasi rischio per la sanità pubblica» (17).
      
      44.      È quindi possibile accettare la tesi secondo cui il registro ENAR, quale elemento di un sistema complesso, conferma se le
         condizioni di ammissibilità sono rispettate o meno, che si tratti del numero di capi di bestiame o della densità di quest’ultimo.
         Conseguentemente, sembrerebbe che lo Hivatal – quando ha stabilito, esclusivamente sulla base dell’ENAR, che il sig. Nagy
         non possedeva il numero di capi dichiarati nella domanda di aiuto – avesse effettivamente il diritto di non ricorrere ad altri
         mezzi di prova.
      
      45.      Dalle suesposte considerazioni discende che, ai sensi dell’art. 16, n. 3, secondo comma, del regolamento n. 796/2004, le autorità
         competenti, per respingere la domanda di aiuto, possono basarsi esclusivamente sui dati che emergono dalle verifiche incrociate
         con il registro ENAR, a condizione che tali autorità abbiano rispettato il loro obbligo di fornire informazioni al riguardo
         nel corso della procedura.
      
      C –    Quinta questione
      46.      Con la quinta questione, il giudice del rinvio chiede se l’art. 22 del regolamento n. 1257/1999, letto in combinato disposto
         con l’art. 68 del regolamento n. 817/2004, imponga alle autorità nazionali l’obbligo di fornire informazioni sulle condizioni
         di concessione dell’aiuto agroambientale ai sensi dell’art. 22. Qualora tale obbligo sussista, il giudice a quo chiede di
         chiarirne la natura e la portata.
      
      47.      Il sig. Nagy sostiene che, alla data in cui ha presentato la propria domanda di aiuto, egli ignorava il fatto di dover registrare
         presso l’ENAR il numero di capi presenti nella sua azienda. Inoltre, nessuno lo avrebbe informato – verbalmente o per iscritto,
         tramite notifica, informativa, avviso o con l’invio di istruzioni – della necessità di tale formalità e che quest’ultima costituisse,
         di fatto, una condizione essenziale per beneficiare dell’aiuto richiesto.
      
      48.      Il governo ungherese afferma che né dal regolamento n. 1257/1999 né dal regolamento n. 817/2004 deriva un obbligo per le autorità
         nazionali di fornire informazioni specifiche che vada oltre il dovere di consentire ai potenziali richiedenti di venire a
         conoscenza delle disposizioni legali relative all’aiuto di cui trattasi, provvedendo alla loro pubblicazione. Inoltre, il
         governo ungherese osserva che, oltre alle informazioni generali fornite in comunicazioni, documenti e manuali relativi alle
         domande di aiuto, gli agricoltori possono ottenere le informazioni rivolgendosi agli organi pertinenti.
      
      49.      La Commissione sostiene essenzialmente che, ai sensi dell’art. 16, n. 3, secondo comma, del regolamento n. 796/2004, spetti
         al giudice del rinvio valutare se lo Stato membro interessato abbia adottato le misure necessarie.
      
      50.      A mio parere, per fornire una soluzione alla quinta questione, occorre innanzi tutto ricordare che, riguardo ai diritti fondamentali,
         vista l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, è importante tenere conto della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione
         europea (in prosieguo: «la Carta»), la quale, ai termini dell’art. 6, n. 1, primo comma, TUE, ha «lo stesso valore giuridico
         dei trattati».
      
      51.      L’ordinamento giuridico dell’Unione tende innegabilmente ad assicurare il rispetto del principio di uguaglianza in quanto
         principio generale del diritto. Tale principio è altresì sancito dall’art. 20 della Carta. Pertanto, non vi è dubbio che l’obiettivo
         di rispettare il principio di uguaglianza è compatibile con il diritto dell’Unione.
      
      52.      Nel caso di specie, il summenzionato art. 20 è applicabile ai sensi dell’art. 51, n. 1, della Carta, giacché, in questo caso,
         lo Stato membro attua il diritto dell’Unione.
      
      53.      Quindi, secondo una costante giurisprudenza, il principio di parità di trattamento ovvero di non discriminazione richiede
         che situazioni analoghe non siano trattate in maniera diversa e che situazioni diverse non siano trattate in maniera uguale,
         a meno che un simile trattamento non sia oggettivamente giustificato (18).
      
      54.      Vero è che, nel caso di specie, i regolamenti nn. 1257/1999 e 817/2004 non si occupano della questione se sussista un obbligo
         particolare per le autorità nazionali di fornire informazioni sulle condizioni per fruire dell’aiuto agroambientale e, conseguentemente,
         la difesa del sig. Nagy sembrerebbe non circostanziata.
      
      55.      Tuttavia, secondo il sistema – o, piuttosto, il sottosistema – delle domande di aiuto nell’ambito della PAC, è di fatto possibile
         individuare siffatto obbligo.
      
      56.      L’art. 16, n. 3, secondo comma, del regolamento n. 796/2004 prevede che, in base alle procedure applicabili, le autorità nazionali
         possano fondarsi soltanto sulla banca dati informatizzata dei bovini nel rispetto di determinate condizioni (v. paragrafo
         9 supra).
      
      57.      Sebbene tale obbligo di informazione non riguardi direttamente il caso del sig. Nagy, esso è chiaramente importante per gli
         agricoltori che presentano domanda di aiuto analogamente a quanto fatto dal sig. Nagy. Ne consegue che, in linea di principio,
         secondo un sistema previsto per la concessione di aiuti, le autorità competenti sono obbligate a informare i richiedenti,
         anche quelli potenziali.
      
      58.      Conseguentemente, anche il sig. Nagy avrebbe dovuto essere adeguatamente informato.
      
      59.      Se ammettessimo che, nella causa principale, il fatto che l’inosservanza dell’obbligo di informazione non abbia prodotto effetti
         giuridici, ciò comporterebbe la creazione di almeno due categorie di richiedenti all’interno di un medesimo sistema di aiuti
         per agricoltori: (i) quelli che hanno diritto di essere informati delle conseguenze legali qualora risulti che gli animali
         non sono stati correttamente identificati o registrati – in quanto la legge applicabile impone espressamente alle autorità
         competenti l’obbligo di informarli; e (ii) quelli che, nonostante si trovino nella situazione sostanzialmente identica, non
         dispongono di tale diritto, poiché la legge applicabile non contempla espressamente tale disposizione.
      
      60.      A mio parere, siffatta differenziazione comporterebbe la violazione del principio fondamentale di uguaglianza dinanzi alla
         legge, la cui espressione concreta, nel caso di specie, è il diritto del sig. Nagy, quale richiedente la misura di aiuto,
         di essere informato delle conseguenze legali della non corretta registrazione del numero di bovini nel registro ENAR – in
         quanto tale diritto è riconosciuto ai richiedenti ai sensi dell’art. 16 del regolamento n. 796/2004. Va aggiunto che non esiste
         alcuna palese giustificazione oggettiva per tale disparità di trattamento. Ritengo che questa violazione sia in contrasto
         con l’art. 20 della Carta.
      
      61.      Dall’insieme delle considerazioni che precedono emerge che la quinta questione deve essere risolta nel senso che, in una causa
         come quella principale, l’autorità nazionale era tenuta a fornire al richiedente (sig. Nagy) le informazioni che gli avrebbero
         consentito non solo di rispettare tutte le condizioni di concessione degli aiuti, ma anche di evitare le conseguenze negative
         – rigetto della domanda di aiuto o obbligo di restituire l’aiuto ricevuto – per non avere agito secondo tali informazioni.
      
      62.      Tuttavia, spetta unicamente al giudice del rinvio stabilire, sulla base dei fatti, se le informazioni a disposizione del sig. Nagy
         prima che presentasse la sua domanda di aiuto fossero sufficienti a garantire che egli avesse una realistica possibilità di
         evitare il rigetto dell’aiuto richiesto e l’obbligo di restituire l’aiuto già percepito.
      
      IV – Conclusione
      63.      Ritengo pertanto che le questioni deferite dal Fővárosi Bíróság debbano essere risolte nei seguenti termini:
      
      –        prima e seconda questione: nell’ambito della valutazione di una domanda di aiuto agroambientale, qualora la concessione dell’aiuto
         sia soggetta ad una condizione che riguarda una determinata densità di bestiame, sebbene l’aiuto non sia per animali, occorre
         effettuare una verifica incrociata mediante il sistema integrato di amministrazione e controllo (SIGC) e il sistema nazionale
         integrato di identificazione e di registrazione (quale l’ENAR).
      
      –        Terza e quarta questione: ai sensi dell’art. 16, del regolamento (CE) della Commissione 21 aprile 2004, n. 796, recante modalità
         di applicazione della condizionalità, della modulazione e del sistema integrato di gestione e di controllo di cui al regolamento
         (CE) n. 1782/2003, letto in combinato disposto con il regolamento (CE) del Consiglio 17 maggio 1999, n. 1257, sul sostegno
         allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) e che modifica ed abroga taluni
         regolamenti, e successive modifiche, e il regolamento (CE) della Commissione 29 aprile 2004, n. 817, recante disposizioni
         di applicazione del regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo
         agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG), le autorità nazionali competenti possono, ove opportuno, basarsi esclusivamente
         sui dati che risultano dalla verifica incrociata con il registro ENAR.
      
      –        Quinta questione: riguardo all’obbligo di fornire informazioni sulle condizioni che disciplinano l’ammissibilità all’aiuto,
         lo Stato membro è tenuto ad adottare le misure necessarie per garantire che:
      
      a)      in conformità delle disposizioni che si applicano al regime di aiuto in questione, le date di inizio e fine dei relativi periodi
         di detenzione siano chiaramente definite e siano rese note all’agricoltore;
      
      b)      l’agricoltore sia consapevole del fatto che ogni animale che non risulti correttamente identificato o registrato nel sistema
         di identificazione e di registrazione dei bovini sarà considerato come un animale per il quale sono state riscontrate irregolarità
         che produrranno effetti giuridici.
      
            Spetta unicamente al giudice del rinvio stabilire, sulla base dei fatti, se le suddette condizioni sono state rispettate nella
         controversia di cui egli è investito.
      
      1 –	Lingua originale: l’inglese.
      
      2 –	Regolamento (CE) del Consiglio 17 maggio 1999, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di
         orientamento e di garanzia (FEAOG) e che modifica ed abroga taluni regolamenti (GU L 160, pag. 80), come modificato dal regolamento
         (CE) del Consiglio 29 settembre 2003, n. 1783 (GU L 270, pag. 70).
      
      3 –	Regolamento (CE) della Commissione 29 aprile 2004, recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1257/1999
         del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG)
         (GU L 153, pag. 29).
      
      4 –	Rispettivamente regolamento della Commissione 11 dicembre 2001, che fissa le modalità di applicazione del sistema integrato
         di gestione e di controllo relativo a taluni regimi di aiuti comunitari istituito dal regolamento (CEE) n. 3508/92 del Consiglio
         (GU L 327, pag. 11) e regolamento (CE) del Consiglio 29 settembre 2003, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di
         sostegno diretto nell’ambito della [PAC] e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori e che modifica
         i regolamenti (CEE) n. 2019/93, (CE) n. 1452/2001, (CE) n. 1453/2001, (CE) n. 1454/2001, (CE) n. 1868/94, (CE) n. 1251/1999,
         (CE) n. 1254/1999, (CE) n. 1673/2000, (CEE) n. 2358/71 e (CE) n. 2529/2001 (GU L 270, pag. 1, come rettificato in GU L 94,
         pag. 70).
      
      5 –	Regolamento (CE) della Commissione 21 aprile 2004, n. 796, recante modalità di applicazione della condizionalità, della
         modulazione e del sistema integrato di gestione e di controllo di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 (GU L 141, pag. 18).
         Ai sensi dell’art. 80 di tale regolamento i richiami al regolamento (CE) n. 2419/2001 devono essere intesi come riferiti al
         regolamento (CE) n. 796/2004 e il regolamento (CE) n. 2419/2001 è abrogato.
      
      6 –	Regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 17 luglio 2000, n. 1760, che istituisce un sistema di identificazione
         e di registrazione dei bovini e relativo all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine, e che
         abroga il regolamento (CE) n. 820/97 (GU L 204, pag. 1).
      
      7 –	Direttiva del Consiglio 26 giugno 1964, 64/432/CEE, relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari
         di animali delle specie bovina e suina (GU 121, pag. 1977).
      
      8 –	V. regolamento del Consiglio (CEE) 27 novembre 1992, n. 3508, che istituisce un sistema integrato di gestione e di controllo
         di taluni regimi di aiuti comunitari (GU L 355, pag. 1). Tale regolamento è stato abrogato dal regolamento (CE) del Consiglio
         29 settembre 2003, n. 1782, che specifica che il primo regolamento continua ad applicarsi alle domande di pagamenti diretti
         in relazione agli anni civili precedenti il 2005.
      
      9 –	A titolo illustrativo, nel 2005 risulta che sono state depositate da agricoltori non meno di 5 280 068 domande (di aiuti
         in base alle superfici dichiarate). Tuttavia, gli elementi da controllare sono più semplici e possono essere verificati in
         maniera efficace tramite banche dati, integrando tale verifica con un numero limitato di campioni di controlli in loco. Ciò
         spiega il motivo per cui il Consiglio ha deciso di istituire il SIGC nel 1992. Risulta che la totalità delle domande deve
         essere verificata tramite controllo amministrativo e che finora soltanto il 7% delle domande sia stato controllato in loco
         (il minimo era pari al 5%). V. «IACS: a successful risk management system», DG Agricoltura, Commissione europea, 2007, http://ec.europa.eu/budget/library/documents/implement_control/conf_risk_1007/iacs_risk_en.pdf.
      
      10 –	Ibidem, punto 5.
      
      11 –	Il «Sostegno per le misure di preadozione per lo sviluppo rurale e dell’agricoltura» (in prosieguo: il «SAPARD») aiuta
         i paesi candidati all’adesione all’Unione europea a prepararsi per la PAC e per altre misure correlate a strutture agricole
         e allo sviluppo rurale.
      
      12 –	Il 26 agosto 2004, con decisione C(2004)3235, la Commissione ha autorizzato il piano di sviluppo rurale dell’Ungheria.
         Ai sensi dell’art. 44, n. 2, del regolamento n. 1257/1999, la Commissione esamina i piani presentati per valutarne la conformità
         a tale regolamento.
      
      13 –	V. art. 18 del regolamento n. 1782/2003.
      
      14 –	Nella sentenza 24 maggio 2007, causa C‑45/05, Maatschap Schonewille-Prins (Racc. pag. I‑3997, punto 36), la Corte ha osservato
         che «tale disposizione è redatta in termini imperativi che descrivono dettagliatamente la portata dell’obbligo di notifica
         incombente ai detentori di animali e definiscono con precisione il termine impartito a tali detentori per adempiere tale obbligo».
      
      15 –	Cit. alla nota 14, punto 48.
      
      16 –	Relazione speciale n. 6/2004 «L’attuazione del sistema di identificazione e di registrazione dei bovini (SIRB) nell’Unione
         europea», corredata delle risposte della Commissione (presentata in virtù dell’articolo 248, n. 4, secondo comma, del trattato
         CE) (GU 2005, C 29, pag. 1), punto 57.
      
      17 –	Cit. alla nota 14, punto 41.
      
      18 –	V. anche sentenza 8 luglio 2010, causa C‑343/09, Afton Chemical (Racc. pag. I‑7027, punto 74 e giurisprudenza ivi citata).