CELEX: E2013J0025
Language: it
Date: 2014-08-28 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 28 agosto 2014 , nella causa E-25/13 — Gunnar V. Engilbertsson contro Íslandsbanki hf. (Articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia — Ricorso contro una domanda di parere consultivo — Indicizzazione di mutui ipotecari — Direttiva 87/102/CEE — Direttiva 93/13/CEE — Principi di efficacia e di equivalenza)

19.3.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 92/31
            
         SENTENZA DELLA CORTE
   del 28 agosto 2014
   nella causa E-25/13
   Gunnar V. Engilbertsson contro Íslandsbanki hf.
   (Articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia — Ricorso contro una domanda di parere consultivo — Indicizzazione di mutui ipotecari — Direttiva 87/102/CEE — Direttiva 93/13/CEE — Principi di efficacia e di equivalenza)
   (2015/C 92/05)
   Nella causa E-25/13, Gunnar V. Engilbertsson contro Íslandsbanki hf. — ISTANZA del tribunale distrettuale di Reykjavík (Héraðsdómur Reykjavíkur) ai sensi dell’articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di sorveglianza e di una Corte di giustizia, d’interpretazione della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori — la Corte, composta da Carl Baudenbacher, presidente e giudice relatore, Per Christiansen e Páll Hreinsson, giudici, si è pronunciata il 28 agosto 2014 con sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
   
               1.
            
            
               La direttiva 93/13/CEE non proibisce in via generale le clausole contrattuali relative all’indicizzazione dei mutui ipotecari nei contratti tra un prestatore di servizi e un consumatore. Spetta al giudice di rinvio valutare se le clausole in questione siano abusive. Tale valutazione deve tenere conto dell’interpretazione data dalla Corte del concetto di «clausola abusiva».
            
         
               2.
            
            
               La direttiva 93/13/CEE non limita la discrezione di cui godono gli Stati del SEE nel disciplinare, tramite atti legislativi o regolamenti amministrativi, i fattori che possono provocare variazioni di un indice predeterminato, come l’indice dei prezzi al consumo islandese, nonché i metodi per la misurazione di tali variazioni, purché siano esplicitamente descritti nel contratto.
            
         
               3.
            
            
               Spetta al giudice nazionale competente stabilire se una specifica clausola contrattuale sia stata oggetto di negoziato individuale ai sensi dell’articolo 3 della direttiva 93/13/CEE.
            
         
               4.
            
            
               Spetta al giudice nazionale competente stabilire se si debba ritenere che una clausola contrattuale relativa all’indicizzazione delle rate di un mutuo per finanziare l’acquisto di beni immobili sia stata descritta al consumatore in modo esplicito e comprensibile. Una simile valutazione deve tenere conto della precisa formulazione delle clausole contrattuali in questione e di tutte le altre circostanze pertinenti, comprese le circostanze descritte ai punti a) e b) della terza domanda formulata dal giudice nazionale nonché la legislazione nazionale relativa all’indicizzazione dei prezzi.
            
         
               5.
            
            
               L’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE deve essere interpretato nel senso che, qualora un giudice nazionale consideri che una determinata clausola è abusiva ai sensi della direttiva, tale giudice deve garantire che detta clausola non sia vincolante per il consumatore, sempre che il contratto possa sussistere senza la clausola abusiva e nella misura in cui una tale sopravvivenza del contratto sia giuridicamente possibile in conformità alle norme dell’ordinamento interno.