CELEX: 52013PC0070
Language: it
Date: 2013-02-12
Title: Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti sulle importazioni di alcuni tipi di fogli di alluminio in rotoli originari della Repubblica popolare cinese

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		52013PC0070
		
			Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti sulle importazioni di alcuni tipi di fogli di alluminio in rotoli originari della Repubblica popolare cinese /* COM/2013/070 final - 2013/0044 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Motivazione e obiettivi della proposta
La presente proposta riguarda l'applicazione
del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del
30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto
di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea ("il
regolamento di base") nel procedimento antidumping relativo alle
importazioni di alcuni tipi di fogli di alluminio in rotoli originari della
Repubblica popolare cinese.
Contesto generale
La presente proposta è presentata nel quadro
dell'attuazione del regolamento di base ed è il risultato di un'inchiesta
svolta in conformità alle prescrizioni sostanziali e procedurali di tale
regolamento.
Disposizioni vigenti nel settore della
proposta
Disposizioni provvisorie sono state stabilite
con il regolamento (UE) n. 833/2012 della Commissione (GU L 251 del 18.9.2012,
pag. 29).
Coerenza con altri obiettivi e politiche
dell'Unione
Non pertinente.
2.           RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI DELLE
PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONI DELL'IMPATTO
Consultazione delle parti interessate
Le parti interessate coinvolte nel
procedimento hanno avuto la possibilità di difendere i propri interessi nel
corso dell'inchiesta in conformità alle disposizioni del regolamento di base.
Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario consultare esperti
esterni.
Valutazione dell'impatto
La presente proposta risulta dall'attuazione
del regolamento di base.
Il regolamento di base non prevede una
valutazione dell'impatto generale, ma contiene un elenco completo delle
condizioni da valutare.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
Sintesi delle misure proposte
Il 20 dicembre 2011 la Commissione
ha aperto un procedimento antidumping relativo alle importazioni di alcuni tipi
di fogli di alluminio in rotoli originari della Repubblica popolare cinese.
Con il regolamento (UE) n. 833/2012, del
17 settembre 2012, la Commissione ha istituito dazi antidumping
provvisori su tali importazioni.
L'allegata proposta di regolamento del
Consiglio si basa sulle conclusioni definitive che hanno confermato l'esistenza
di dumping arrecante pregiudizio e il fatto che l'istituzione di misure non è
contraria all'interesse generale dell'Unione. Sebbene le aliquote del dazio
definitivo siano state leggermente modificate, i risultati provvisori sono
stati confermati.
Si propone quindi che il Consiglio adotti la
proposta di regolamento allegata, da pubblicare entro il 15 marzo 2013.
Base giuridica
Regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea.
Principio di sussidiarietà
La proposta è di competenza esclusiva
dell'Unione europea. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica.
Principio di proporzionalità
La proposta è conforme al principio di
proporzionalità per i seguenti motivi.
Il tipo di intervento è descritto nel
regolamento di base sopra indicato e non consente decisioni nazionali.
Non sono necessarie indicazioni su come
ridurre e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere finanziario
e amministrativo a carico della Comunità, dei governi nazionali, degli enti
locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini.
Scelta degli strumenti
Strumento proposto: regolamento.
Altri strumenti non sarebbero adeguati in
quanto il regolamento di base non prevede opzioni alternative.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
La proposta non incide sul bilancio
dell'Unione.
2013/0044 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
che istituisce un dazio antidumping
definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti
sulle importazioni di alcuni tipi di fogli di alluminio in rotoli originari
della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, 
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea[1]
(in appresso "il regolamento di base"), in particolare l'articolo 9,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
1.           PROCEDURA
1.1.        MISURE PROVVISORIE
(1)       Con il regolamento (UE) n. 833/2012[2] ("il regolamento provvisorio") la Commissione ha istituito
un dazio antidumping provvisorio ("le misure provvisorie") sulle
importazioni di alcuni tipi di fogli di alluminio in rotoli originari della
Repubblica popolare cinese ("RPC").
(2)       Si ricorda che il
procedimento è stato avviato in seguito a una denuncia presentata il
9 novembre 2011 dall'Associazione europea dei metalli (Eurométaux)
("il denunziante") a nome di produttori che rappresentano più del 50%
della produzione totale dell'Unione di alcuni tipi di fogli di alluminio in
rotoli. La denuncia conteneva elementi di prova che permettevano di presumere
l'esistenza di pratiche di dumping per il prodotto in questione e di un
conseguente grave pregiudizio, considerati sufficienti per giustificare l'avvio
di un procedimento. Come indicato al considerando 17 del regolamento
provvisorio, l'inchiesta relativa al dumping e al pregiudizio ha riguardato il
periodo compreso tra il 1° ottobre 2010 e il
30 settembre 2011 (''il periodo dell'inchiesta'' o ''PI''). L'esame
delle tendenze necessario per valutare il pregiudizio ha riguardato il periodo
dal gennaio 2008 alla fine del PI ("il periodo in esame").
1.2.        FASE
SUCCESSIVA DEL PROCEDIMENTO
(3)       In seguito alla divulgazione
dei principali fatti e considerazioni in base ai quali è stata decisa
l'istituzione delle misure antidumping provvisorie ("divulgazione delle
conclusioni provvisorie"), diverse parti interessate hanno presentato
osservazioni scritte in merito alle conclusioni provvisorie. Le parti che ne
hanno fatto richiesta hanno avuto la possibilità di essere sentite. In
particolare, a un produttore esportatore che ha chiesto di essere sentito è
stata concessa un'audizione in presenza del consigliere-auditore della DG
Commercio. 
(4)       La Commissione ha continuato
a raccogliere e verificare tutte le informazioni che ha ritenuto necessarie ai
fini delle conclusioni definitive.
(5)       In seguito alla pubblicazione
del regolamento provvisorio, tre dei produttori esportatori cinesi che hanno
collaborato hanno fatto presente che i loro nomi non erano stati riportati
correttamente nell'articolo 1, paragrafo 2, di detto regolamento. Di
conseguenza è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea[3] una rettifica del
regolamento provvisorio, in cui sono stati indicati i nomi corretti di queste
società.
2.           PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO
SIMILE
(6)       Il prodotto in esame è
costituito da fogli di alluminio di spessore pari o superiore a 0,007 mm
ma inferiore a 0,021 mm, senza supporto, semplicemente laminati, anche
goffrati, in rotoli leggeri di peso pari o inferiore a 10 kg ("il
prodotto in esame" o "fogli di alluminio in rotoli"). Il
prodotto in esame è attualmente classificato ai codici NC ex 7607 11 11
ed ex 7607 19 10. 
(7)       Il prodotto in esame viene
utilizzato generalmente come prodotto di consumo per imballaggi e altre
applicazioni domestiche o di ristorazione. La definizione del prodotto non è
stata contestata. 
(8)       L'inchiesta ha evidenziato
che i fogli di alluminio in rotoli fabbricati ed esportati dalla RPC, i fogli
di alluminio in rotoli fabbricati e venduti nell'Unione dai produttori
dell'Unione e i fogli di alluminio in rotoli fabbricati e venduti in Turchia
(il paese di riferimento) dal produttore turco che ha collaborato, hanno le
stesse caratteristiche fondamentali fisiche e tecniche e le stesse
utilizzazioni di base, e quindi sono considerati simili ai sensi dell'articolo
1, paragrafo 4, del regolamento di base. 
(9)       In assenza di osservazioni
riguardo al prodotto in esame e al prodotto simile, si confermano i
considerando da 18 a 20 del regolamento provvisorio. 
3.           CAMPIONAMENTO
(10)     In assenza di osservazioni
riguardo al campionamento, si confermano i considerando da 21 a 26 del
regolamento provvisorio.
4.           DUMPING
4.1.        Trattamento
riservato alle società operanti in condizioni di economia di mercato (TEM)
(11)     In seguito alla divulgazione
delle conclusioni provvisorie, la società CeDo (Shanghai) Ltd (in appresso "CeDo")
ha presentato osservazioni sulle conclusioni riguardanti il criterio 3. Nelle
sue osservazioni e durante l'audizione con il consigliere-auditore, la società
ha contestato la conclusione secondo cui le sue decisioni sull'ottenimento di
finanziamenti dall'estero erano soggette all'autorizzazione dello Stato e questo
ha determinato una distorsione nella sua situazione finanziaria. La
società CeDo ha sostenuto che le norme cinesi sulla registrazione dei debiti
esteri non hanno avuto alcun effetto distorsivo sulla sua situazione
finanziaria perché il suo prestito era un prestito interno al gruppo concesso
da una società collegata al di fuori della Cina ed era basato soltanto su
considerazioni finanziarie interne al gruppo. La società ha inoltre sostenuto
che l'autorizzazione per il trasferimento di interessi e capitali è concessa
automaticamente. 
(12)     Dall'esame delle informazioni
aggiuntive fornite dalla società e degli argomenti presentati dopo la
divulgazione delle conclusioni provvisorie, è risultato che, nonostante
l'esistenza dell'obbligo di registrazione dei prestiti e di autorizzazione dei
rimborsi, in questo particolare caso di prestito all'interno del gruppo, la
situazione finanziaria della società non ha subito distorsioni significative,
dato che essa ha rimborsato gli interessi e il capitale secondo i termini
dell'accordo di prestito. In queste circostanze, la società è risultata
conforme al criterio 3. 
(13)     In assenza di altre
osservazioni relative al TEM, si confermano i considerando da 27 a 53 del
regolamento provvisorio, fatta salva la suddetta modifica.
4.2.        Trattamento individuale (TI)
(14)     In assenza di osservazioni sul
trattamento individuale, si confermano i considerando da 54 a 56 del
regolamento provvisorio.
4.3.        Paese di riferimento
(15)     Nessuna delle parti ha
contestato la scelta della Turchia come paese di riferimento per l'accertamento
definitivo.
(16)     In assenza di osservazioni
sulla scelta del paese di riferimento, si confermano i considerando da 57 a 64
del regolamento provvisorio.
4.4.        Valore normale
(17)     Si ricorda che il valore
normale è stato calcolato sulla base dei dati forniti dall'unico produttore del
paese di riferimento (la Turchia) che ha collaborato. Il valore normale è stato
quindi stabilito in base ai prezzi delle vendite sul mercato nazionale e del
valore normale costruito di un produttore turco del prodotto simile. 
(18)     La società Ningbo Favored
Commodity Co. Ltd (in appresso "Ningbo Favored") ha messo in dubbio che
i dati di un unico produttore turco possano essere sufficientemente
rappresentativi per stabilire un margine di dumping per la totalità dei
produttori esportatori cinesi ed ha affermato di considerare sorprendente che i
prezzi sul mercato interno della Turchia siano notevolmente più elevati che
nell'Unione. Per quanto riguarda il mercato turco dei fogli di alluminio, come
indicato nel considerando 63 del regolamento provvisorio, la Turchia è stata
considerata un paese di riferimento adeguato in base ai volumi e ai valori
della produzioni interna, delle importazioni e delle esportazioni. Il fatto che
i prezzi sul mercato turco siano più alti di quelli dell'Unione non è un
fattore decisivo nella scelta di un paese di riferimento adeguato. In ogni
caso, la differenza di prezzo si spiega in parte per il fatto che l'industria
dell'Unione era prossima al pareggio durante il PI. Se l'industria dell'Unione sarà
posta nella condizioni di ottenere un profitto ragionevole (cioè il 5%, come
indicato al considerando 158 del regolamento provvisorio), la differenza di
prezzo tra la Turchia e l'Unione diminuirà.
(19)     La
Ningbo Favored ha sostenuto inoltre che le istituzioni non hanno fornito
informazioni sufficienti sul valore normale costruito. 
(20)     A tale proposito va notato che
la Commissione, come spiegato al considerando 70, ha fornito alla parte tutte
le informazioni sui dati utilizzati per il calcolo del valore normale che potevano
essere divulgate senza violare le disposizioni dell'articolo 19 del regolamento
di base, cioè garantendo che i dati riservati forniti dall'unico produttore
turco fossero trattati come tali e non venissero divulgati ad altre parti. Le
informazioni comunicate al produttore esportatore erano significative e gli
hanno dato la possibilità di capire la metodologia utilizzata in conformità
alle disposizioni dell'articolo 2 del regolamento di base. Inoltre, durante
un'audizione svolta su richiesta della Ningbo Favored, la società è stata
informata che ai fini del calcolo del dumping erano stati utilizzati i numeri
di controllo del prodotto (NCP) completi e che nei casi in cui il produttore
turco non aveva venduto un tipo di prodotto esattamente uguale, il valore
normale era stato stabilito adeguando il numero di controllo più vicino del
prodotto venduto dal produttore turco. Alla Ningbo Favored e agli altri
esportatori cinesi inseriti nel campione sono state inoltre fornite
informazioni supplementari sulla determinazione del valore normale costruito al
momento della divulgazione delle conclusioni definitive. Le argomentazioni di
cui sopra hanno quindi dovuto essere respinte.
(21)     In assenza di altre
osservazioni, si confermano i considerando da 65 a 72 del regolamento
provvisorio.
4.5.        Prezzo all'esportazione
(22)     La
Ningbo Favored ha chiesto che i valori delle vendite all'esportazione
nell'elenco delle transazioni siano convertiti dal dollaro US alla valuta
cinese, utilizzando il tasso di cambio mensile riportato nel questionario e non
il tasso di cambio effettivo del momento delle varie transazioni. A tale
riguardo, secondo l'articolo 2, paragrafo 10, lettera j) "Conversione
valutaria" del regolamento di base, se il confronto tra i prezzi
richiede una conversione valutaria, deve essere utilizzato il tasso di cambio alla
data della vendita. Va notato inoltre che le istruzioni del questionario
indicano esplicitamente che devono essere utilizzati gli importi nella valuta
della contabilità, come registrati nei libri contabili del rispondente. La
società è stata quindi debitamente informata sul tasso di cambio da utilizzare.
Questa argomentazione non ha quindi potuto essere accettata.
(23)     In seguito all'istituzione
delle misure provvisorie, è stata effettuata un'ulteriore verifica presso la
sede di uno degli importatori indipendenti, per il quale era stato stabilito il
profitto menzionato al considerando 75 del regolamento provvisorio. Di
conseguenza è diminuito il margine di profitto utilizzato per costruire i
prezzi all'esportazione di cui all'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento di
base. 
(24)     In assenza di altre
osservazioni, si confermano i considerando da 73 a 75 del regolamento
provvisorio, fatta salva la suddetta modifica.
4.6.        Confronto
(25)     Non sono state ricevute
osservazioni riguardo al confronto. In mancanza di altre osservazioni, si
confermano i considerando da 76 a 78 del regolamento provvisorio.
4.7.        Margini di dumping
(26)     Non sono state presentate
osservazioni relative ai margini di dumping. In mancanza di altre osservazioni,
si confermano i considerando da 79 a 81 del regolamento provvisorio. 
(27)     In seguito alla revisione del
profitto degli importatori indipendenti, di cui sopra al considerando 23, e
alla correzione di alcuni errori materiali, i margini di dumping definitivi,
espressi in percentuale del prezzo CIF franco frontiera dell'Unione, dazio non
corrisposto, sono i seguenti:
  Ragione sociale || Margine di dumping 
 CeDo (Shanghai) Ltd. || 37,4% 
 Ningbo Favored Commodity Co., Ltd. || 30,6% 
 Ningbo Times Aluminium Foil Technology Co., Ltd. || 32,9% 
 Altre imprese che hanno collaborato || 34,9% 
 Margine di dumping a livello nazionale || 45,6% 
(28)     In base
ai fatti specificati nel considerando 81 del regolamento provvisorio, il
margine di dumping definitivo per l'intero territorio della RPC è stato stabilito
utilizzando le transazioni degli esportatori che hanno collaborato per le quali
il dumping è risultato il più elevato. Su tale base, il margine di dumping
definitivo è risultato pari al 45,6%.
5.           PREGIUDIZIO
5.1.        Produzione dell'Unione e
industria dell'Unione
(29)     In assenza di osservazioni
sulla produzione dell'Unione e sull'industria dell'Unione, si conferma il
considerando 83 del regolamento provvisorio. 
5.2.        Consumo dell'Unione
(30)     In assenza di osservazioni sul
consumo dell'Unione, si confermano i considerando da 84 a 86 del regolamento
provvisorio. 
5.3.        Importazioni nell'Unione dalla
RPC
5.3.1.     Volume e quota di mercato
(31)     In assenza di osservazioni sul
livello delle importazioni nell'Unione in provenienza dalla RPC e sulla quota
di mercato, si confermano i considerando 87 e 89 del regolamento provvisorio.
5.3.2.     Prezzi
delle importazioni oggetto di dumping e sottoquotazione dei prezzi
(32)     Come
debitamente spiegato nel considerando 47, in seguito all'analisi delle
osservazioni pervenute dopo la divulgazione delle conclusioni provvisorie, si è
ritenuto opportuno non effettuare un adeguamento dello stadio commerciale per
il confronto tra i prezzi del prodotto in esame e dei fogli di alluminio
prodotti dall'industria dell'Unione. Questo cambiamento di metodo ha influito
leggermente sui margini di sottoquotazione. 
(33)     Inoltre, il margine di
sottoquotazione del gruppo CeDo è stato ridotto dalla revisione del margine di
profitto degli importatori indipendenti (v. considerando 23). La media
ponderata del margine di sottoquotazione dei produttori esportatori inseriti
nel campione rimane comunque superiore al 7%. 
(34)     Ad eccezione dei cambiamenti
suddetti e in mancanza di altre osservazioni sui prezzi delle importazioni
oggetto di dumping e sulla sottoquotazione dei prezzi, si conferma il metodo di
calcolo della sottoquotazione dei prezzi descritto nei considerando da 90 a 94
del regolamento provvisorio.
5.4.        Situazione economica
dell'industria dell'Unione e dei produttori rappresentativi dell'Unione
5.4.1.     Osservazioni preliminari e dati
relativi all'industria dell'Unione 
(35)     In assenza di osservazioni su
questo punto, si confermano le conclusioni provvisorie esposte nei considerando
da 95 a 107 del regolamento provvisorio. 
5.4.2.     Entità del margine di dumping
effettivo
(36)     In assenza di osservazioni su
questo punto, si conferma il considerando 108 del regolamento provvisorio.
5.5.        Conclusioni relative al
pregiudizio
(37)     In considerazione di quanto precede, si confermano le
conclusioni provvisorie esposte nei considerando da 109 a 112 del regolamento
provvisorio. 
6.           CAUSALITÀ
(38)     Alla
Commissione non è pervenuta alcuna osservazione sulle conclusioni provvisorie
riguardanti il nesso di causalità fra il dumping e il pregiudizio. Di
conseguenza si conferma che le importazioni oggetto di dumping provenienti
dalla RPC hanno causato un pregiudizio all'industria dell'Unione, ai sensi
dell'articolo 3, paragrafo 6, del regolamento di base, e che non esistono altri
fattori noti che possano annullare il nesso causale tra le importazioni oggetto
di dumping dalla RPC e il pregiudizio subito dall'industria dell'Unione. Si
confermano quindi le conclusioni esposte nei considerando da 113 e a 136 del
regolamento provvisorio.
7.           INTERESSE DELL'UNIONE
7.1.        Industria dell'Unione
(39)     In assenza di osservazioni
sull'interesse dell'industria dell'Unione, si confermano i considerando da 138
a 142 del regolamento provvisorio. 
7.2.        Importatori/grossisti
(40)     La collaborazione da parte del
settore dell'importazione è stata molto scarsa, come già detto al considerando
146 del regolamento provvisorio, dato che solo due importatori hanno presentato
le risposte al questionario. Come indicato al considerando 23, dopo l'adozione
delle misure provvisorie, è stata effettuata un'ispezione presso il maggiore
importatore (Robinson Young, UK) al fine di verificare le sue risposte al
questionario. La verifica ha condotto a una rettifica della redditività indicata
dalla società per le attività in questione. Di conseguenza è diminuita la media
ponderata del margine di profitto dei due importatori che hanno collaborato
inclusi nel campione. La riduzione del profitto degli importatori che hanno
collaborato non è stata tuttavia considerata significativa per quanto riguarda
l'analisi dell'interesse dell'Unione, poiché entrambi i tassi di profitto
(prima e dopo la rettifica) erano moderati.
(41)     Uno degli importatori inclusi
nel campione ha contestato la conclusione preliminare riassunta nel
considerando 148 del regolamento provvisorio, secondo la quale l'impatto delle
misure sull'insieme del settore dell'importazione non sarebbe sproporzionato,
dato che se le misure venissero confermate, egli potrebbe essere costretto a
uscire dal mercato. Nel regolamento provvisorio si è effettivamente concluso
che l'industria dell'Unione potrebbe riottenere qualche contratto a danno del
settore dell'importazione. Tuttavia, non vi sono dubbi che le importazioni del
prodotto in esame continueranno a servire il mercato dell'Unione, anche se
sulla base di una concorrenza leale e quindi probabilmente in misura minore.
Alla luce di queste considerazioni, si conferma che l'impatto globale sul
settore dell'importazione non è sproporzionato.
(42)     Non sono pervenute ulteriori
osservazioni o informazioni riguardo all'interesse degli importatori e dei
grossisti. Si confermano quindi le conclusioni provvisorie dei considerando da
143 a 149 del regolamento provvisorio concernenti l'interesse di questi gruppi.

7.3.        Dettaglianti e consumatori
(43)     In assenza di osservazioni
relative all'interesse dei dettaglianti e dei consumatori, si confermano i
considerando da 150 a 153 del regolamento provvisorio.
7.4.        Conclusioni relative
all'interesse dell'Unione
(44)     Considerato quanto precede, si
confermano le conclusioni provvisorie sull'interesse dell'Unione, secondo le
quali non vi sono motivi che si oppongano all'istituzione di misure definitive
sulle importazioni di alcuni tipi di fogli di alluminio in rotoli originari
della RPC.
8.           MISURE ANTIDUMPING DEFINITIVE
8.1.        Livello
di eliminazione del pregiudizio
(45)     In seguito alla divulgazione
delle conclusioni provvisorie, la Ningbo Favored ha presentato osservazioni sulla
metodologia utilizzata per il calcolo dei margini di pregiudizio. La società ha
sostenuto che gli adeguamenti apportati alla struttura del numero di controllo
del prodotto hanno determinato uno squilibrio e in particolare che è probabile
che i costi di imballaggio abbiano causato una distorsione dei dati. Una
seconda questione ha riguardato il metodo utilizzato per procedere a un
confronto equo in termini di stadio commerciale. Nella fase provvisoria i dati
dell'Unione erano stati suddivisi fra canali di vendita al dettaglio e
all'ingrosso, ma secondo la Ningbo Favored ciò ha dato luogo a due prezzi
indicativi per tipo di prodotto, il che sarebbe illegale.
(46)     Per quanto riguarda l'argomentazione sull'adeguamento
apportato alla struttura del numero di controllo del prodotto, simulazioni hanno
dimostrato che non effettuando alcun adeguamento si verificherebbero
distorsioni. Gli adeguamenti della struttura del numero di controllo del
prodotto (un consolidamento dei dati per migliorare il tasso di corrispondenza
e la rappresentatività) hanno eliminato le distorsioni e migliorato l'affidabilità
dei calcoli. Questa argomentazione deve pertanto essere respinta.
(47)     Anche la seconda questione
sollevata dalla Ningbo Favored, riguardo al metodo utilizzato provvisoriamente
per effettuare un confronto equo in termini di stadio commerciale, è stata
debitamente analizzata. A tale riguardo è stato constatato che sebbene i prezzi
fossero generalmente diversi per i due canali di vendita, nel caso in questione
non esisteva alcuno schema identificabile o costante. In alcuni casi, infatti,
i prezzi di vendita praticati dal produttore per i dettaglianti erano inferiori
a quelli per i grossisti, mentre in altri casi si verificava il contrario. È
stato quindi deciso di accettare la richiesta di non apportare adeguamenti
dello stadio commerciale, non essendo soddisfatte le condizioni per tali
adeguamenti. Di conseguenza, i calcoli definitivi dei livelli di eliminazione
del pregiudizio sono stati effettuati sulla base dei prezzi consolidati dei
produttori esportatori e dell'industria dell'Unione, senza adeguamenti dello
stadio commerciale. Questo cambiamento di metodologia ha influito leggermente sui
margini di pregiudizio.
(48)     In merito alle conclusioni
definitive, la Ningbo Favored ha obiettato che il metodo utilizzato per
calcolare la sottoquotazione è errato e inattendibile perché, per quanto
concerne l'industria dell'Unione, si è basato sul prezzo di vendita dell'Unione
per numero di controllo del prodotto, invece che sul costo di produzione per numero
di controllo del prodotto. La Ningbo Favored ha sostenuto che i costi di
produzione ripartiti per numero di controllo del prodotto non sono stati
utilizzati perché i funzionari della Commissione non hanno invitato la società
a fornire i dati pertinenti e che quindi il procedimento deve essere chiuso per
mancanza di prove. 
(49)     Il regolamento di base,
tuttavia, non prescrive il modo in cui deve essere stabilito il prezzo
indicativo dell'industria dell'Unione. Secondo una prassi comune, lo si calcola
sommando il profitto bersaglio al costo di produzione per numero di controllo
del prodotto oppure utilizzando i prezzi di vendita franco fabbrica per numero
di controllo del prodotto praticati agli acquirenti indipendenti sul mercato
dell'Unione e adeguandoli al profitto effettivamente ottenuto o alle perdite
subite durante il PI, aggiungendo il profitto bersaglio stabilito. Va notato
che entrambi i metodi sono attendibili e possono essere utilizzati
indistintamente (a seconda delle circostanze). Nell'inchiesta è stato utilizzato
il secondo metodo (quello basato sui prezzi di vendita effettivi praticati nell'Unione
agli acquirenti indipendenti) perché non tutti i produttori dell'Unione inclusi
nel campione sono stati in grado di calcolare un costo di produzione
attendibile per numero di controllo del prodotto. 
(50)     In considerazione di ciò, l'affermazione
secondo cui il metodo adottato sarebbe inattendibile e la richiesta di chiusura
del procedimento sono respinte. 
(51)     Il gruppo CeDo ha sostenuto
che la metodologia utilizzata per calcolare i suoi margini di pregiudizio
provvisori non è corretta, dato che non ha tenuto conto pienamente della
struttura del gruppo CeDo. L'importatore CeDo UK, collegato a un produttore
esportatore che ha collaborato incluso nel campione (CeDo Shanghai), rifornisce
infatti il mercato dell'Unione con fogli prodotti sia nella RPC che
nell'Unione, che passano tutti per il canale di un importatore/commerciante
collegato. La società ha sostenuto che le spese generali, amministrative e di
vendita (SGAV) di tale importatore collegato e un margine di profitto non
avrebbero dovuto essere detratti dal prezzo di rivendita della società CeDo,
poiché la concorrenza si svolge a livello degli acquirenti nell'UE. I prezzi di
vendita della CeDo a livello degli acquirenti non sarebbero, a suo avviso,
pregiudizievoli per l'industria dell'Unione.
(52)     Quanto
sostenuto dalla CeDo riguardo ai suoi prezzi di vendita in confronto a quelli
dell'industria dell'Unione è contestato da vari produttori dell'Unione denunzianti.
La questione non ha però potuto essere esaminata ulteriormente perché non è
stato possibile verificare le informazioni fornite dalle parti in una fase così
avanzata dell'indagine. 
(53)     Nel merito, va notato che lo
scopo del calcolo di un margine di pregiudizio è quello di determinare se
sarebbe sufficiente applicare al prezzo CIF delle importazioni in dumping
un'aliquota del dazio inferiore a quella basata sul margine di dumping per
eliminare il pregiudizio causato dalle importazioni in dumping. Questa valutazione
deve basarsi sul prezzo CIF delle importazioni in questione, considerato di
livello comparabile al prezzo franco fabbrica dell'industria dell'Unione. Nel
caso delle importazioni effettuate tramite importatori collegati, per analogia
con il metodo seguito per il calcolo del margine di dumping, che potrebbe
essere sostituito dal calcolo del margine di pregiudizio per determinare
l'aliquota del dazio applicando la regola del dazio inferiore, il prezzo CIF è
costruito sulla base del prezzo di rivendita al primo acquirente indipendente,
debitamente adeguato in conformità all'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento
di base. In secondo luogo e fatte salve queste ultime osservazioni, va notato
che la metodologia suggerita dalla CeDo comporterebbe inevitabilmente
l'utilizzo dei prezzi relativi alla produzione nell'Unione di fogli di
alluminio da parte della CeDo, dato che, come menzionato sopra,
l'importatore/commerciante collegato ha rifornito il mercato dell'Unione con
fogli di alluminio prodotti sia in Cina che nell'Unione. 
(54)     La società
CeDo è tornata sulla questione di cui sopra nella fase definitiva. Inoltre, ha
chiesto di essere sentita dal consigliere-auditore della DG Commercio, con il
quale ha avuto un'audizione per discutere la questione. La CeDo ha ribadito le
sue argomentazioni precedenti ed ha contestato anche la spiegazione riguardante
l'articolo 2, paragrafo 9, sostenendo che tale articolo figurava tra le
disposizioni del regolamento di base relative al dumping e non può essere
utilizzato per analogia per calcolare il pregiudizio. Le istituzioni hanno
sottolineato che anche se l'articolo 2 riguarda il dumping, il suo paragrafo 9 fa
parte delle sezione "Prezzo all'esportazione" e contiene indicazioni
per il calcolo del prezzo all'esportazione nei casi in cui le vendite
nell'Unione sono effettuate tramite un importatore collegato. Nel regolamento
di base non vi sono altre disposizioni che contengano indicazioni più specifiche
a tale riguardo.
(55)     Secondo la CeDo, la sentenza
del Tribunale nella causa Kazchrome[4]
indicherebbe che il modo più preciso per calcolare la sottoquotazione dei prezzi
sarebbe quello di comparare i prezzi delle importazioni e quelli dei prodotti
dell'industria dell'Unione, includendovi tutti i costi fino agli impianti dei
clienti. Va notato tuttavia che il Tribunale ha anche riconosciuto che questo approccio
non è praticabile e la sentenza precisa che i prezzi CIF costituiscono un
metodo accettabile per calcolare i margini di pregiudizio. Inoltre, la causa
Kazchrome riguarda una situazione particolare concernente merci entrate nel
mercato UE prima attraverso la Lituania (in transito) e poi a Rotterdam, dove
sono state sdoganate. In quel caso, la Commissione aveva deciso di calcolare la
sottoquotazione e le vendite sottocosto sulla base del prezzo al punto di
transito e non sulla base del prezzo dopo lo sdoganamento. Nell'attuale inchiesta,
invece, i calcoli dell'undercutting e dell'underselling si basano
sul prezzo CIF della CeDo dopo lo sdoganamento. Inoltre, nella sentenza Kazchrome,
il Tribunale ha chiaramente limitato le sue conclusioni a quella specifica
causa.
(56)     La CeDo ha anche sollevato la
questione dell'equo confronto ed ha citato due relazioni del panel dell'OMC[5]. Le istituzioni sono dell'opinione
che i prezzi della CeDo stabiliti dai servizi della Commissione e i prezzi
franco fabbrica dell'industria dell'Unione (per l'undercutting e l'underselling)
forniscano la base per un confronto equo e ragionevole. Va ricordato che un
confronto perfetto richiederebbe che si prendano in considerazione unicamente
le offerte per lo stesso contratto, perché solo in quel caso le condizioni di
vendita sarebbero identiche. Dato che in questo caso un confronto perfetto non
è possibile, le istituzioni ritengono che la loro metodologia (che utilizza i
prezzi medi rilevati per i prodotti simili nel corso di un PI della durata di
un anno) sia equa. Tale metodologia è stata comunicata chiaramente con la
divulgazione delle conclusioni.
(57)     Il metodo propugnato dalla
CeDo comporterebbe inoltre una disparità di trattamento nel calcolo dei margini
della CeDo e degli altri produttori esportatori che vendono a importatori
indipendenti. La metodologia utilizzata per gli altri produttori esportatori
inclusi nel campione si basava su un prezzo all'esportazione a livello CIF che naturalmente
esclude le spese generali, amministrative e di vendita dell'Unione e il
profitto per la rivendita nell'Unione dopo lo sdoganamento. La Commissione
ritiene che la determinazione del prezzo all'importazione utilizzato per il
calcolo dell'undercutting e dell'underselling non debba essere
influenzata dal fatto che le esportazioni sono effettuate a operatori collegati
o indipendenti nell'Unione. La metodologia seguita dalla Commissione garantisce
un trattamento paritario di entrambe le circostanze. Infine, come già menzionato
sopra nel considerando 53, l'approccio richiesto dalla CeDo confonderebbe, in
particolare nelle circostanze di questa società, le due qualità distinte in cui
opera la CeDo come fornitore di fogli di alluminio sul mercato dell'Unione. La CeDo
rifornisce infatti il mercato dell'Unione in primo luogo come produttore
situato nell'Unione e in secondo luogo come rivenditore di fogli di alluminio
importati dalla Cina. Lo scopo dei calcoli del margine di pregiudizio non è
quello di verificare in che misura le vendite della CeDo UK, come produttore
importatore dell'Unione, causino un pregiudizio ai produttori dell'Unione,
bensì di verificare se le esportazioni della CeDo Shangai abbiano questo
effetto attraverso l'undercutting e l'underselling rispetto ai prezzi
dei produttori dell'Unione. Il prezzo da prendere in considerazione a tal fine
è il prezzo di vendita del prodotto in esame nell'Unione e non il prezzo di
rivendita successiva dei materiali importati dai produttori importatori
nell'Unione. Ciò è coerente con l'approccio adottato per il calcolo del margine
di pregiudizio attribuibile alle importazioni effettuate nell'Unione dai
produttori nazionali.
(58)     Va sottolineato infine che i
prezzi dei produttori dell'Unione sono stati adeguati a livello franco
fabbrica, detraendo non solo le note di credito, gli sconti e le riduzioni, ma
anche le commissioni (una forma di spese di vendita) e le spese legate al
trasporto. Il confronto tra il prezzo di rivendita dell'importatore e un prezzo
franco fabbrica nell'Unione non sarebbe quindi un confronto equo.
(59)     Per i motivi sopraindicati, si
ritiene che la richiesta di revisione del metodo di calcolo del margine di
pregiudizio della CeDo non possa essere accettata.
(60)     Tuttavia, il margine di
profitto riveduto degli importatori indipendenti (modificato per i motivi
spiegati sopra al considerando 23) ha inciso sul margine di pregiudizio della CeDo,
dato che è stato dedotto dal suo prezzo di rivendita. Infine, su tutti i margini
di underselling ha influito la correzione di un errore materiale minore
nell'applicazione del profitto bersaglio nella fase provvisoria. 
(61)     In considerazione di quanto
precede, i margini di pregiudizio definitivi sono i seguenti: 
 Ragione sociale || Underselling 
 CeDo (Shanghai) Ltd. || 14,2% 
 Ningbo Favored Commodity Co. Ltd. || 14,6% 
 Ningbo Times Aluminium Foil Technology Co., Ltd || 15,6% 
 Media ponderata per gli altri collaboratori || 14,6% 
 Tutte le altre società || 35,6% 
8.2.        Misure definitive
(62)     Viste le conclusioni raggiunte
per quanto riguarda il dumping, il pregiudizio, il nesso di causalità e
l'interesse dell'Unione e in conformità all'articolo 9, paragrafo 4, del
regolamento di base, occorre istituire un dazio antidumping definitivo sulle
importazioni di alcuni tipi di fogli di alluminio in rotoli originari della
RPC, di importo corrispondente al più basso tra il margine di dumping e il
margine di pregiudizio accertati, conformemente alla regola del dazio
inferiore. In questo caso l'aliquota del dazio deve quindi essere fissata al
livello dei margini di pregiudizio accertati. 
(63)     In considerazione di quanto
precede, le aliquote dei dazi da istituire sono le seguenti: 
 Ragione sociale || Margine di dumping || Margine di eliminazione del pregiudizio || Aliquota del dazio antidumping 
 CeDo (Shanghai) Ltd. || 37,4% || 14,2% || 14,2% 
 Ningbo Favored Commodity Co. Ltd. || 30,6% || 14,6% || 14,6% 
 Ningbo Times Aluminium Foil Technology Co. Ltd. || 32,9% || 15,6% || 15,6% 
 Altre imprese che hanno collaborato || 34,9% || 14,6% || 14,6% 
 Margine di dumping a livello nazionale || 45,6% || 35,6% || 35,6% 
(64)     Le aliquote dei dazi
antidumping applicate a titolo individuale alle società specificate nel
presente regolamento sono state calcolate in base alle conclusioni della
presente inchiesta. Esse rispecchiano quindi la situazione constatata nel corso
dell'inchiesta per quanto riguarda le società interessate. Di conseguenza tali
aliquote del dazio (contrariamente al dazio nazionale applicabile a "tutte
le altre società") si applicano esclusivamente alle importazioni dei
prodotti originari della RPC fabbricati da queste società, cioè dalle persone
giuridiche citate. Le importazioni del prodotto in esame fabbricato da
qualsiasi altra società, la cui ragione sociale, completa di indirizzo, non sia
menzionata specificamente nel dispositivo del presente regolamento, comprese le
persone giuridiche collegate a quelle espressamente citate, non possono
beneficiare di tali aliquote e sono soggette all'aliquota del dazio applicabile
a "tutte le altre società".
(65)     Al fine di ridurre al minimo i
rischi di elusione dovuti alla grande differenza tra le aliquote del dazio, in
questo caso si ritiene necessaria l'adozione di misure speciali volte a
garantire la corretta applicazione dei dazi antidumping. Queste misure speciali
comprendono la presentazione alle autorità doganali degli Stati membri di una
fattura commerciale valida, conforme ai requisiti indicati nell'allegato del
presente regolamento. Le importazioni non accompagnate da una fattura di questo
tipo sono assoggettate al dazio antidumping residuo applicabile a tutti gli
altri esportatori. 
(66)     Nel caso in cui le
esportazioni di una delle società soggette ad aliquote del dazio individuali
più basse aumentino notevolmente in termini di volume dopo l'istituzione delle
misure in questione, tale aumento potrebbe essere considerato di per sé come un
cambiamento della configurazione degli scambi dovuto all'istituzione di misure
ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base. In queste
circostanze e se sono soddisfatte le necessarie condizioni, può essere avviata
un'inchiesta antielusione. Nell'ambito dell'inchiesta si potrà fra l'altro
esaminare la necessità di sopprimere i dazi individuali e di istituire conseguentemente
un dazio unico a livello nazionale. 
(67)     Le eventuali richieste di
applicazione di un'aliquota individuale del dazio antidumping (per es. in
seguito ad un cambiamento della ragione sociale della società o alla creazione
di nuove entità di produzione o di vendita) vanno inviate alla Commissione[6] immediatamente, con tutte le
informazioni pertinenti, indicando in particolare eventuali modifiche delle
attività della società legate alla produzione, alle vendite sul mercato interno
e alle vendite all'esportazione, connesse ad esempio al cambiamento della
ragione sociale o delle entità di produzione e di vendita. Se del caso, il
presente regolamento sarà modificato aggiornando l'elenco delle società che
beneficiano dei aliquote individuali del dazio antidumping.
(68)     Per garantire una corretta
applicazione del dazio antidumping, l'aliquota del dazio a livello nazionale deve
essere applicata non solo ai produttori esportatori che non hanno collaborato,
ma anche ai produttori che non hanno esportato verso l'Unione durante il PI.
(69)     Per
garantire la parità di trattamento tra gli eventuali nuovi esportatori e le
società che hanno collaborato e non sono state inserite nel campione, elencate
nella tabella dell'articolo 1, paragrafo 2, del presente regolamento con
l'aliquota del dazio medio campione del 14,6%, occorre prevedere che il dazio
medio ponderato istituito nei confronti di tali società sia applicato a tutti i
nuovi esportatori, i quali avrebbero altrimenti diritto a un riesame, a norma
dell'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento di base, che non si applica se è
stato utilizzato il campionamento.
(70)     Tutte le parti sono state
informate dei fatti e delle considerazioni principali in base ai quali si
intendeva raccomandare l'istituzione di un dazio antidumping definitivo sulle
importazioni di alcuni tipi di fogli di alluminio in rotoli originari della RPC
e la riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazi
provvisori (divulgazione delle conclusioni definitive). Tutte le parti hanno
inoltre avuto la possibilità di comunicare, entro il termine stabilito, le loro
osservazioni sulle conclusioni definitive. 
(71)     Tutte le osservazioni orali e
scritte trasmesse dalle parti interessate sono state esaminate e prese in
considerazione se ritenute pertinenti.
9.           RISCOSSIONE DEFINITIVA DEL
DAZIO PROVVISORIO
(72)     Vista l'entità dei margini di
dumping accertati e il livello del pregiudizio causato all'industria
dell'Unione, si ritiene necessario riscuotere in via definitiva gli importi
depositati a titolo del dazio antidumping provvisorio istituito dal regolamento
provvisorio.
(73)     Qualora i dazi definitivi
risultino più elevati dei dazi provvisori, solo gli importi depositati a titolo
di dazi provvisori sono riscossi in via definitiva, mentre la parte degli
importi depositati che supera l'aliquota del dazio antidumping definitivo è
svincolata, 
HA
ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo
sulle importazioni di fogli di alluminio di spessore pari o superiore a
0,007 mm, ma inferiore a 0,021 mm, senza supporto, semplicemente
laminati, anche goffrati, in rotoli leggeri di peso pari o inferiore a
10 kg, attualmente classificati ai codici NC ex 7607 11 11
ed ex 7607 19 10 (codici TARIC 7607 11 11 10 e 7607 19 10 10),
originari della Repubblica popolare cinese.
2. L'aliquota del dazio antidumping definitivo
applicabile al prezzo netto franco frontiera dell'Unione, dazio non
corrisposto, per il prodotto descritto al paragrafo 1 e fabbricato dalle
società sotto elencate è la seguente:
 Società || Dazio || Codice addizionale TARIC 
 CeDo (Shanghai) Ltd., Shanghai || 14,2% || B299 
 Ningbo Favored Commodity Co. Ltd., Yuyao City || 14,6% || B301 
 Ningbo Times Aluminium Foil Technology Co. Ltd., Ningbo || 15,6% || B300 
 Able Packaging Co.,Ltd., Shanghai || 14,6% || B302 
 Guangzhou Chuanlong Aluminium Foil Product Co.,Ltd., Guangzhou || 14,6% || B303 
 Ningbo Ashburn Aluminium Foil Products Co.,Ltd., Yuyao City || 14,6% || B304 
 Shanghai Blue Diamond Aluminium Foil Manufacturing Co.,Ltd., Shanghai || 14,6% || B305 
 Weifang Quanxin Aluminum Foil Co.,Ltd., Linqu || 14,6% || B306 
 Zhengzhou Zhuoshi Tech Co. Ltd., Zhengzhou City || 14,6% || B307 
 Zhuozhou Haoyuan Foil Industry Co.,Ltd., Zhouzhou City || 14,6% || B308 
 Zibo Hengzhou Aluminium Plastic Packing Material Co.,Ltd., Zibo || 14,6% || B309 
 Yuyao Caelurn Aluminium Foil Products Co.,Ltd., Yuyao || 14,6% || B310 
 Tutte le altre società || 35,6% || B999 
3. L'applicazione delle aliquote del dazio
individuali specificate per le società menzionate nel paragrafo 2 è soggetta
alla condizione che alle autorità doganali degli Stati membri sia presentata
una fattura commerciale valida conforme ai requisiti indicati nell'allegato del
presente regolamento. In caso di mancata presentazione di tale fattura, si
applica l'aliquota del dazio applicabile a "tutte le altre società".
4. Salvo disposizioni contrarie, si applicano
le norme vigenti in materia di dazi doganali. 
Articolo 2
Gli importi
depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio in conformità al
regolamento (UE) n. 833/2012 sono riscossi in via definitiva. La parte degli
importi depositati che supera l'importo del dazio antidumping definitivo è
svincolata.
Articolo 3
Qualora un nuovo produttore
esportatore della Repubblica popolare cinese fornisca alla Commissione elementi
sufficienti a dimostrare che: 
- non ha esportato
nell'Unione il prodotto descritto nell'articolo 1, paragrafo 1, durante periodo
dell'inchiesta (dal 1° ottobre 2010 al 30 settembre 2011), 
- non è collegato a nessuno
degli esportatori o produttori della Repubblica popolare cinese soggetti alle
misure istituite dal presente regolamento, 
- ha effettivamente
esportato nell'Unione il prodotto in esame dopo il periodo dell'inchiesta su
cui si basano le misure o ha assunto un obbligo contrattuale irrevocabile di
esportare una quantità rilevante nell'Unione, 
il Consiglio,
deliberando a maggioranza semplice su proposta presentata dalla Commissione,
dopo aver sentito il comitato consultivo, può modificare l'articolo 1,
paragrafo 2, aggiungendo il nuovo produttore esportatore alle società che hanno
collaborato non incluse nel campione e quindi soggette a un'aliquota del dazio
media ponderata del 14,6%.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea.
Il
presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO 
Una dichiarazione firmata da un responsabile
dell'entità che emette la fattura commerciale, formulata secondo il seguente
modello, deve figurare sulla fattura commerciale valida di cui all'articolo 1,
paragrafo 3:
1) nome e funzione del responsabile
dell'entità che ha emesso la fattura commerciale;
2) la seguente dichiarazione:
"Il sottoscritto dichiara che il (volume) di
alcuni tipi di fogli di alluminio in rotoli esportati nell'Unione europea
compreso nella presente fattura è stato fabbricato da (ragione sociale e sede
sociale) (codice addizionale TARIC) nella Repubblica popolare cinese. Il
sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente fattura sono
complete ed esatte.
Data e firma".
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51.
[2]               GU L 251 del 18.9.2012, pag. 29.
[3]               GU L331 dell'1.12.2012, pag. 56.
[4]               T‑107/08 Transnational Company
"Kazchrome" AO e ENRC Marketing AG contro Consiglio dell'Unione
europea e Commissione europea
[5]               Relazioni del panel dell'OMC, China – Countervailing
and Anti-Dumping Duties on Grain Oriented Flat-Rolled Electrical Steel from the
United States – WT/DS414/R e Anti-Dumping Measure on Farmed Atlantic
Salmon from Norway – WT/DS337/R
[6]               Commissione europea, Direzione generale Commercio,
Direzione H, Ufficio: NERV-105, 08/020, 1049 Bruxelles, BELGIO.